ijnnta taulnlo t •edlcat, alle rlctnhe bloloaltbe degli Offici pslco-flslolo~icl di aviazione mllltare
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DI
MEDICIN.L~ MILITARE .
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Pubblicato dati' lspetforato _ di Sanità Militare Giornale di medicina militare: 1861-1884 ,Giornate medico del R egio Eeercito e dena R esia M arìna: 1885-1 895 Giornale medico del Regio Eeercito: 1896· 1907
/ I / - ANNO LXVII -
1919
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FASCICOLO I.
1° GENNAIO.
Dl~ETTO~E: Pror. EDMONDO TROMBE'fTA, rn11gglor generale medico.
~EDATTORI CAPI: Prof. ALFREDO BOCCIANTE, tenente co!onnello medico,
Dott. ARTURO CASARINI, tenente colonnello 'medico. "'
Dott. DUILIO BALESTRA, magg. medico Prof. CESARE BARILE, Id, Id. Prof. ALFREDO BEV ACQUA, Id, Id. Prof. ROSOLINO CIAURI, tenente oc,., loonello medico. Dott. PLACIDO CONSIGLIO, Id. Id, Prot FERDikANDO DE NAPOLI, Id. Id. Prof, GIOVANIU GRIXONI, Id. Id. Prot GIOVANNI BA'M'ISTA MARIOTTIBIANCBI, Id. Id.
Prof. GIOVANNI MEMM'J, tenente CO · lonnello medico. Dott. GUIDO MENDES, Id. Id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDBI, co. lonnello medico. · Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello med-lco. Prof. stRAFiNO RICCI, id. Id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. Id. Dott. GIUSEPPE TERRA-AIJRAMI, . maggiore medico.
. . COMITATO DI ~EDAZIONE:
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D I REZ IONE ED AMMINl:STR.A%10N°r•:
RorvIA- Paluaodel Khtlstere della Qoerra-Vla XX Settembre- ROiVIA Per le inaenioni di pubblicità rivolserai direttamente all'Ufficio dele11ato a tale l'ervizio · Roma, htituto Nazionale ·di Pubbli~ità e Informazioni, Via Poli, 43-47 - Telef. 7J - 66.
SOMMAR(O
Al lettori • . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. I Orade nlgo. - Gli Uffici p!ti :o-fisiologici per l'esame de l personale di aeronautica in Italia 3 Dati statistici sill lavoro compiuto nell'Ufficio psico-fisiologico di Torino • . . . . . 7 Relazione sul lavoro .compiuto nell'Ufficio p s ico- fisiologico di Roma . • • . . . . . . 8 Relazione su l lavoro compiuto nell'Ufflcio psico-fisiologico della R. Marina di Napoli 14 Verbali delle adunanze ~ella Commissione Saaita ria per l'Aeronautica - Roma . 17 DI Nota. - Organizzazione 5anita rla dell'aviazione . .. . : . .:. . . . . . . • , . . . 26 Oradenlg-o e Oemelll. - I teslj per la scella del personale naviRanle dell'aria . . . 31 Oemellt. - Riassunto di alcune indagini sulla psico-fisiologia degli aviatori compiute nel laboratorio di p sico-fisiologia del Comando Supremo . . · . . . . . . . . . . • . . . 49 Oaleottl, - Pressione sangui&na e aviazion" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 72 Manrlne lll. - Variazioni della pressione sanl!'uigna In açroplan o: esperienze In volo 78 Aeguzottl. - Sul riflesso cardio-vascolare agli stimoli sensoriali e d emotivi . . . . 89 Artrazzottl e Oale ottl . - lnOuenia del vento sulla funzione respiratoria e sui' polso 107 Btla.ocloni. - Concetto della resistenta e d e!la debolezza respiratoria 132 Rqmagna• Mano la. - L'esame neurologico :nei candidati all' a,•jnzlon~- . . . . 136 O radenlro, - Funzione tÙbarica cd aviazione . . . . . . . . . . . . . . . IF Oaleottl. - L'critoestesiogralo. Un apparecchio per Invest igare le attitudini muscolari dei candi.dati a ll' aviazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1~3 Mal•n: -: La prova delle indicazioni come viene pralicata ne11·e~ame dei candidati alla av1a.:t1one. • • . • . . • • • • • . . • . . • . . . . . . . . • • . ••.. •.• 147 Hahn. - L"esame dclla vertigine l(alvanlca uei piloli e nei candidati al pilotaggio. Con' franto coi valori o ttenuli con quelli ricavati dalle prove rotalorie . . . . . . . . . . 154 Malan. - Dell' esame del senso statico della posizione e del senso della verticalità nel · candidati all'aviazio ne. . . . . ., • . . . • . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . 1~9 Bllancion l, - 01serva2ionl sull'esame vest i'bolare dei candidati all'aviazione e d.e i piloti, specialmente in riguardo al nistag_mo . . . . . . . . . . . . . • . • . • • . . . . · 164 Bllanc lonl e Romarna-Monola. - Ricerche sullo s tato della coscenza nella verllgine rotatoria • . • . . • . . . • . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . • • . . . . . 175 Safflottl. - Brevi n oi e preventive s n i risultati di alcune ricerche psico-metriche sui can· didatt all'aviazione e s u i piloti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 180 Caml,. - Un mezzo per giudicare il grado di sensibilità agli stimoli emozionali. 188 Herlltzka. - Sulla determinazione del tempo di riconosci mento di un segno • . 196 O•leottl. - Su di un uoctodo per determinare la velocità di appercezione . . . 202 Oaleo ttl e Cacclapuotl. - Un metodo di m isura :!elle capaciià attentivc applicato a lla scelta del candidati all'aviazione . . . . . . . . . . . . • . • . • • . . . . . . . . 207 Ani. - Sulla determinazione dei tempi di rc'azionc discri1J1inativa nei candidati dell'aviazione . . • . . . . . . . . • . . . . • • . . . , . . . . . , . . 210 ~omairna· Manola, - O sservazioni sul tempo di reatlo ne composla 212 Aircazzottl, - I limiti di idoneità nell'esame della emozionabilità . 218 Auto• Rlu1untl - Oaleottf. - Il male degli avlatorj. . . . . . . . 224 Id. Id. - La scelta psico·flsiologlca degli aviatori . 225 lcf. Id, - Le ricercbe psico-metricJ1e nella s celta del candida ti alla aviazione . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . 225 Id. Habn e M•lan. - Dell' e same del senso statico e vestibolare nei can· didati all'aviazio ne . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 226
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QUESTIONI 01 ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIB.
Trombetta. -
In più spirabil aero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Prezzo del presente fascicolo per
non abbonati L. 7 .
Al LETTORI. Il Giornale di medicina militare entra nel suo sessantaaettesimo anno di vita: ment~e s'innalza il clamore festoso per la nostra magnifica vittoria: clamore che lo riporta a quei tempi ormai lontani in cui i suoi primi fascicoli mpub- . blica.vano fra l'~na e l'altr~ battaglia, combattute contro lo stesso nemico, oggi finalmente sconfitto, e per sempre. Il nostro Giornale non poteva quindi augurarsi una data più gloriosa per rinverdire la sua florida vecchiaia, di cui non avverte il peso fra la balda schiera dei giovani, e che gli permetterà di prosegui~e - almeno speriamo ...:.... ancora. per molti anni.• il cammino intrapreso nel 1861, e dal qua.le pu·ò dire con giusto orgoglio di non aver ~ai devia\o. Gli abbonati vecchi e nuovi tengano conto di questo suo fermo proposito e lo aiutino con la loro benevolenza e col loro consenso. LA DIREZIONE.
Il Giornale di mèdicina · militare, che nel 1918 ha as~ solto i propri impegni uscendo puntualmente alla fine d{ ogni mese e raccogliendo ~n un volume di circa 1200 pagine i lavori originali, non ·soltanto degli ufficiali medici, suoi collaboratori ordinari, ma altresì quelli dei professori delle ·università italiane, non potrebbe iniziare più felicemente il nuovo anno che col riunire in un numero speciale i lavori eseguiti negli Uffici psicofisiologici di aviazione militare, che, a parte la loro importanza, costituiscono una vera novità scientifica. Il Giornale, che (fatto più unico che raro) lascia anche _ quest'anno immutato il prezzo d'abbona.mento, sarà pubblicato d'ora innanzi al principi<?, anzichè all~ fine di ogni · mese. L ' AMl\UNISTRAZIONl:.
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IUCl::H(.'Hl,l lll<>LU U l CH I:: :- l"l,1 .' .1\.1.\Z:I• o\"J·:
&li uffici psico-fisiologici pu l'nama dal personale di aeronautica in Italia p;,r il prof. Giuseppe Gradenlgo, tenente colonnello-medico, Ispettore. .
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La 111•1·,·"'..;itù, ratt,1><i ~1~11.< >l' ]'i1'1 wa11i!'\'st;1 d11 1·.'.11tc la g-111·1"1·,1. di ,I,-1,·i-111i 11an• p1·1· r 1-;1i.1,ir.1111e 11tc, · i11 l.1asc a l'ig,wo><i <:-l"it<:ri !:ìde 11t itki, le a11i111diiii al n1\-o 1h·i e,wdida r i ali.i , 11·iazi1>11<· u1ili1.11·1·, pu nù ,ili.i 0<1;:;ti1uzi11111• di :-pt·l'iali CÙid 1psi,·o· t:isiolog-id , d t',.:tiua t i. Nia all',·,.:a1111· d,~i r:111didat i. ,:i,L al 1·<111t l'Ol lo 1·i1wru1u d e i pilori nei l'l'I·i-udi <l1·1l,t lul'o :11·,li1111·nto><a a t ti,·,itù . .\ 11..Jw a <tlltstu 1·igua l'do la uo:-l 1·,1 l t,t lia - - j1<1,;,-iam11 ,ì'i l'io c!-)11 0 1';.:11;.:lio 1'11 n11a ol1·ll 1• pl'i1111• t 1·11 IP Xa.r.i u11i itlll'a te a p1·<.> 11dc 1·1• aÙC'· ;.::11a1i p1·,,ncLli111 ,,11Li . ,. 1·i è di :--01ldi,-f.1.r.i1111 l' ·1·ie111·ùa1·c che nn uflic.ialt· 1111·1li1·0 >'ll ll\'I'io1·p ,lt·ll' 1-;",.,,1... irn a11w1·i,·a110, il 111,1g-gio1·e J sam· .J11n<.>s, iuYia1u i11 E111·11p,1 )H 'l' t,1h• g·,·11t•1·1· di ,-tudi . 1'l1lte a, l alfrl'll1;11·t• <-IH· 1' gli ar,·rn-. iu r:_\Ji .wgom1•11·t i, i111pa1·alo allnl'a ,cli )'i ÌI p1·t'""o ili n<>i ..Jw 11t•gli alrri Pn,·,.:i tfoll'lnt<.',-;1, 1'111· art•rn, \'isi.ta t i. · F i1111 da ll'ini.r.io d,·lla ;_:Ul'l'l'H, t'11n.r.io11,ì . Jll'(""'"" il ('<1ma11do ,-npremo, ~np1·a1 11t10 fle'l' il 1·11111 l'Olio tl(·gli .iria t ol'i all:1 fr,ontP. uu lal,oratm·io p.,i(·11·Ii~i11lo~il'o, L«tit11i1 11 1• cli1·1•i to dal w11g-gio1·p JII Nli<'o lll'nf. G<mwlli: 1 " ~~0 1 l;1q~a111n1to fol'11i ro (l<•gli strulllrllr i più drlk ati, :-:Pgnllb:lnwnt.<1 1•·1• I,, i111la:,?;i11i r.,k11-1i,-iol11gil'l1r. 11Pllr qua li il G r rnelli lia :spedalr com111·t,·11r.a . l'u l'l'fil'in ·111.•1· l',-,-.111u• p1·t\ l'tlltil'o d1·i 1·aJ1didHti all,l 11,1· i,t:doue ili Zuua ll'ITito1·iale 1·0111i1N·i1ì a f1111:d o11,1,l'r i11 htglio 1917 a To1·i110 in qurll' I~1i11 11 11 ,li l·'i"i·ol,,gia 1·11i w1·sir.wh1. '111,·,, ,-i (·nl t ir,11H1 h• na.cl i;r.ifl t1i 1ri .\ ll;:i·lo :\l""-"O, ('Oj ,.:uc,j :<t11,lj ,,-11]1'11<11110 ili alta 11i,rn tao·11~ i ta l,• t ·fti(-io ,·. tlii·,·t lo 1lal t<'nr11tt• ,·111111111,•llo 111(·.Jil-o p1·01'. .\nw<l<•o ,.,H<·1·li!àa. ·01·rli ll:ll'in il i fJlH•!la l'nin' r silù.
. l'u l"ftìt-io l'u 11l i1·1·i,r11·111f•11t1• <-.11,-tit11ir,1 a "\°a.poli r romi1i1•i,ì n fun· ]!)] ~ 11r l\'I,:titn to \ ·11h·<· 1·,-ital'io ili Pat olr,~ia (;e 11,·1·a l1· ·, 0 110 la · .,..1 ; ' <l'11·1•r.1n11P ,1,.J tP11r 11 tr rolo 11111• 11o nH.·• 1·11·0 p1·0 f . (',a I Po,a 'f\11•,111 l 'ffi('j 11 1 . . . . . . . • . . • • ! ,l, p1·111, 1p111 l1111;,,1 r:11c\ 111·1· g-11 .illl<' n piloti dPlla :--f· uola ,r; I ;1,..1·t-t t•iJ'1 :\] · · 011tP1·1·lio. qui11<li - pt>1· I.1 11,·1·p1111 t.1 c-n,.;1"i rn7.io11(• a1whe '' Ho111a ili 1111 •1I . , .. , , .' . . , , IT . . • I l·o I I 111'10 - pa~:-() .11 f:1·1·1·1;,:1 11 !l elJ:i, n. :.'ll,11·111;1. ( <l~ I 1 ftJ,·m tli P,1iJ,1 1·,·1. 1 '" 1· 11 ' ,·011,r qu r lli ,li T oi-ino " , i · ., .1 1111 1. 1·, 1i>1·,, ,,., Il (' Zlnll,ll·,, 11\'l gennaio
lcJC: i,;1:("HI·: lll UI.IJ(.; H; Ul·: :SCLf."A \ "l ,\ Z IP:-"l:: A utm·itù u11i,·l·1·s it,Hi<• lilwnllweure mc..,:,-i a ili·po.,;izioue foca.Ji , pa 1·udel 1>er<>011~1le, c. lf llC I !'11e µiù u11vor~1-, strnwenti ~ientitic i dclil:a t i:s· :simi, t he 1Lo11 :sn 1·euhe :,ati1to p,H,s ihile procw·a1-i;i. iu ·quel tem1H>, 11ì· i11 ltaJ ia 1i'è a,11' estri-o. Fin.1-lu1entt·, lT [tkfo di Roma fu costituito in l<>ca-li c:sp1·t•s83Jurnt,· itdatta(i 1>01· le 1·u1-e e :,<_1tlo I.1. dini;,,ioue d~L rnagg i,.11·e nwdko prvf. Ag· ga,z zo tti. ,dil·rtto1·c• 1ki la l)orntori sriPn t itioi intl(', rnazioua.Ji A11f1do M ossr, a,l ~fou le Ho:s.~. Qup,-10 l "l'li.-iu e~j111i.11dù a fi111zioua,1·c il 27 aprii<' rnts. l i ,pr-of. (ìaJ,·ott i e il )lf'(}f'. .\ ggnzi',ntt i, JX'l' i1w~-ril'o ilei 0<)muii~~11·i.it;; , Aei·ona.utita. iH!'itt1i}'l)110, •o<·ll'esU11e sco1·,-a (Hll~J . 1'-11 1 ..\fo·n tc Ht>.'-3 . de g-li ~t n,li ,«1rll',1;,,in11<> d(•l 1·r11 t,o ,-;u l 1·1·!-<pi1·0. 11 m:1 1rg-i.(),1·r UH~l ir.o Di :KoJn d·iede in q111•.,q i ulri1oi h •ni pi rnJ~1JtA~11<>s.'l ed pffka,·e opc1·.1 all'ordi1Ja · me nt<1 de i Cau1,pi-Sc uola n r i 1·ig-11:11·d i i-a,ni tari. Nl)n P il ,·n,-o d1e io rni a.ttnr,li ,1 de:sc· 1·in"l·(· I(• pnrt ic·ola,ritù <li fun zi-011.1Jllc·n t o lfq.d i lJfli d p:sic,1- tisiologioi. c-he a 1·<'rn lll o rur.a, ewgu i:;s<>re1 met,l)tl i di !',;ami e Cl'Ìt<'i·i uni-foi·u1i di giudi;,,io: tn li pai·tiooln,1,it.ì esposte ili uuo .,;peciale artkolo. (;Ji T'ffiri psit·n .fì.,folo::,:i<·i rli T,l1·ino, R0111:1 ,. :\';i pnl.i ,. il L :1 1,,11·.1torio 1ld C\lruanclo 8up1·('1110. a,YC'\';1,11<1 h• "'')!IH·lil i fu lll\Ì011i : 1°) E s;-t,tn i pe1· l'a,1·1·110]:1.nH'ntn cl<>l pr•1·sn11nl1• 11a.,·i~n11tt> 11Pl1°n 1·i,1 : pUot i. ').'-"''f'r'l·atm·( rlkig-ihi)i,-ti. ndt1\'lg-lir1-i. c-a,pi · montatori. ci1.pi moto 1·i;,ti : 2°j Viidte ,per l'esonero. clrtìnit il"() o t<>m 1•01·1wM nn.J sPr1·i;;,io cli
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~·) Vi,;it., pe1· la 1·ia,111miSl';ione in ,,-,.P1Tjzio rli mio <l.opo 1111 prri o_cln
di PS/JIW!'<l; -1°) YisitP di rnntrollo ,l,·i pi lot i (]01 ,n ;1l,- 1111i i1widl'111i ,li roln : :.•) :,:;indi :::1illa, fì>'iolog-in Nl ig-i<'nr <k11" 11ni110 irt'I w,l,o. f: g-in,-tizin <:h<' io '1i,·:1 1111;1 pa rnl.1 di alth:,:imo p l:111,w n i g-io rnni r·oll,•g-lii ~pr<·ializzati nPi 1·:ir-i l'<']>.irti. r·hr <-i h:wnn ,·:1liilnm,•1tll' ,-oa,lin · va,t i con 1·f>1·0 1>nfn><iaswo 11,·l f,rti,·o><n <:i',mpit11. pi1•1H1 cli 1·p,-;pons:1 hili t:ì e t.rlo1·a di ,li ffic·,olh'1. dir 1·1·n1w 101·0 affì,l :110. " T'oir·h,\ ,;.j trn tU1 i·n ,li ,:t,1111 i r <li n pplil-a :r.inn i ,:d r nri fil'i1<' in g1·n 11 ll.'l l'lf' ,'l ffof-to nnol"Ì . il [ll'l"fH1l\:l lf' dri ll·ll.-.ll"i T°ffil'Ì. lilf'l\ft·c• 1fa1·,;. opN':t n,l:l1 ·1·f·llll·nfp, f<'l,lwilm<'nf r :1i 11tllll<'l'o;:f (',-;imi >'(·11z;1 t 1·<-g-11a l"idiiP~·ti 1l:1 l h~111w1·iori .\n torH:ì p1•r lr i111p<'llr 11 t i n<'f'r;:;;i1,1 t],,]la nN:f 1·.1 pftid<>11;1,:1 f1<'J1Ìi'.'1, n<\l.('1":t. f\Olltf'Jllp1>1·nnl'illll(•llh• f'SNl,!!if:1 1·,• (' ,;,tl>f·l·illll' lll:1.l'o' 11\IOl' i lll<'ln,li •li inilflgin<'. fnr r·o;.:tn1ii·<' n mnrl ifi1·,1r(' i 1·rlatiri appn 1·1·1·c-hi tl i <'f::-llllP. s r,1hili1·1' r r it,•:·i u n iformi <' prnt i,·i pP1· p1·011111 11· i:u .. In id<>t1<·il :'1 o In i11nl,ilit,) nl ,·oln . Th•llr 1·i,·Pr1·ll1• s<·i<·tll ifich,• p:1zi<·11h·1111•ntf' pr,1,-:, .. ~Hi lt• son-o 1·,1 li1la t,,"t im111ii:ll1'l.:1 i l:11·11l'i 1·,11·r·n lii \H·l p1·1•f:P11f,, fas, ·i,·oln :
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RICE1:1.:Hl;l BIOLOGICHE St:LL'AVIAZIO:-;g
B - Relazione sul lavoro compiuto_ aell'Offlclo Jslto-lisialoglco di avlaziaH militare di Roma dal 27 aprile il 15 dlc. 1918 per il prof. Alberto Aggaszottl, maggiore medioo, direttore. r;lifficlo ,psicofi:siok>~ico di Ronm fu costituito .per online çlel Uomui iss.-uiato gene l'Sl lt: di 11Cl'Ol1JlUti<.'a a l fine di visitare il personale navigante. L'ufficio fu impiantato in locali PJ'Ovvisoriamente reguimtl in Rom:1, Via :'llollltc deUu l<'ariua, 1:!. I lavori di a d,1ttamento dei 10<,tli i,i iniziarono Il :!O marzo e furono ultimati !l 27 a.1>rile 1018. La orgaui111~zlo11e dell'uf lic:io e J.a :,1111 <lfrezione f.u ,.1 ftidata allo scrivente; il teu. c'Oloun. me<ll~o Graden:lgo prof. Glusel)pe, ispettore di tutti gli uffici J)$i!.."()tisiologi, si OC<.~tr,ò che il suo funzionamento fosse conforme a ()Uello degli altri uffici di 'l'orino e :-!a,poli. Il pet'S011,1Je medico fu scelto fra gli ufticlali di. complemento che erano notoriamente verlì/ltl nelle v;u-Ie specùtlit.iì : ad essi venne a ffidato La dire1.ione delle diverse <!l'Zionl componeuti l' Ufficio psico-fisiologico. La ruas~lma J)!llie degli apJJ8·l'C<X'hi fu 'ilcquistatà <la! commercio, o fatta 0t1,;tr11ire oell'officina meccaui<:n <lell'uffleio stesso; una pa,1te t'u generosa.meute tornita 11 titolo àl pres tito clni d1rctt.ol1 dt!;;II Istituti di lfisiologi11, di U<:Ùlistka, di po,;ioolog1a, e di quello <li Fisica del!la R. Università <li Roma. 1·-0mpl<",.;;inUllente uell'11fliclo dal 27 aprile 1918 al 15 dk"(>mbre furono ,·isitMi :"l;;w 1uilitmi: cosi suddivisi: 264.1 eand1dfttJ piloti e osset·vatori, 228 candidati mitraglleri, :IH eandlda.ti montatori e motorii,tj, 201 vJslte tU controllo su allievi e :1::;pirm1tl allleYl piloti: Hii Yisite di controllo ,su piloti e osservntorl. ~gli $lll'C"(;h( seir11e11ti :;ouo ~g1111ti nume1i degli >'<:a,rti per le principali l!l· fermirù ed ID11>erfezio11i.
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RICERC HB> BIOLOGICHE SULL'AYIAZIONE
Verlll delle i1anze ùlla t1111ss1111 per i pram~mean sa1itan jell' atiazlau Roma - Seduta del 18 novembre 1918. La Seduta si a·pre a Ue 01~ 10 e U1ezzn In uuu saln del Commlk11 rh1to Generale !>t·r t'Acronautlca. ~vno l>l">'enti : S. E. !"on. Ctut:SA rag. EUG ENIO, Commi,,;sarlo Gene mle per l',\ero1u111tica.
Ten. Colonn. )ledlco O RAOE:',IGO prof. G tutil:PPE, J-:,.'J)ettc)l"e degli Uffici l'MkO· rt,iologic1. SI-untore I)ro t. El'TOHI; MARCIJI.U"Al'A, Pruf. OTrol.E:',OB] 8AI.I'ATORE. )Jagg!ore Ge-nera.Je wedlco de!Ja R . ;\J. BuESSANI)I pror. U OOOLFO. 'l~u. Colo on. Medico ('ASAlll~l ARTUIIO. Iùll))l)r esc.otante de lla Direzione Gene-
rale tll Saultì1, Mlnlstero della Ouerru. ~gg.' Medico S.\:-.TAlBHJA p roC. ALIIERTO, R u,ppreseuta~te della Dll'e"tlone 1;<,n,•1~~ dt S.nnità, )llnlstero de lu1 Guerrn. F,100111 Dott. G U(;LIELMO. Direttore Generale deP Servizio Sanlturio delle F..,r,uvie dello Stato. .\lagg. .\:l edko GA1UnAt.01 1,rof. G1 us1:rPE. 11111,-g. lledico D1 .Not.A A:-.o t;LO, dt"Jl'Ufficlo Sanlll:lrlo d el Commis:::nrlato di .~t'rOLl.'llltlC~l.
T ...n. Colorui. i\I('(Ìleo lJt:nU'IZKA prof. Ai,u :oro, Direttore dcH'Ufficlo 1',skoti:<iolo,;ioo di 'l'orino. }!agi!.
}Jedlco GnlELL.J !)rof.
AGOSTl:'(U,
Direttore c\el
L11boratu1·1<,
P :<ICO-
li:<h,logic_"'() del Comando Suvnm1u.
Magg. Medico AauAZZOTTI prof. ALBEUTO, Direttore dell'Ufficio l'slc-o-fisiologk'O dl Roma. S. E. il Co1U1Dissnrio CH I ES.\ iniziil i lavori della Comn1!ssìunc, ricono:<renùo r,1lln !m1,ortnnzn cbc Iwnno I proble mi lgleuic<>-»:1nit11ri dell'n,·iazione; esprime il 1,,roprio rru.runurlco di non avel'.' lJOtuu:>, wolto tempo fa, come SHrcl>l>e st.1to :<uo \"h•!s.;iuio dt'slderlo, O()(•uparsene più lntens111n,..nt:e; mn n;.serl!«:-e di non '"·crio potuto tnre per<;hè .11;5U1H to da!L,1 gr,wltà e dRLl'urge n:r.t1 de i problemi
'
h;·llld.
P 11~111do lu rassegllll gli nrgomeutl Inscritti all'orctine de l giorno, Insiste :-1.1 IL'I. ln11~>r~1oro dell'avvlet'ndnmento del piloll e ncce.nna al grantle S\iluppo che lrn Vrc"l> l'avlnziooe dumnt.e In guerra e che avri1 aoelJe nel doJ'lO-g,uerrn per 1,, sue U1ulte11llcl appllcazloni. 8. El. doJ)o di ciò si ritira. La P resldenm viene assunta dal Ten. Colonn. GRADEN IGO che dopo aver scusoto l"a:-...-.,e 07..n deU'on. de putato Vincenzo Bianchi e del Ten. Corono. prof. Gino Ga leotti, le.!:l,-c Wlll relazione su!IJI costituzloue d egli Uftict P sico-fisiologici.
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18
m ci,:nt'R El BIOLOGICAF. i-uu.!A\"IAZIO:'\ E
II PN's idente ·distribui,;,ce poi alcun i SJ"le{-Chl Atnti~i<'i sul nume ro d egli t•~nmi
fatti e s ull'attlviti1 sclentlfica del pers~nale. Dà quind i k1 ,1w11'0la al Ten. Col. Rerlltzk n. Ht:11uTZKA fil un11
rapida espo~izioue del modo di f\1111.ionare degli VffiC'i. F,1mm1 •lomarnln ~ e1,i ste ~lllifÒrm.iti1 di metodo e di c ritt>i·io ne i tlift"t.•n·nti l : fflcl. GRA01:;,;100 _1·is 1,onde nffe1111atlv1111Jente, ed ng-giun~ c·he cinseun liffiti,,. trntb1 udos i di n rgo111enti in 111\l'te nuovi. è lilx•ro di ·stuella re 1•iù JJl11-tiC'>l:tmw11te il l<'unl temi, se11l'.i1 d1e resti men<>11u1to l' un.ltì1 di ludlrlz1,.,. 01·rcrLi;:-<t: 111 cbie..le c·nmt! ,-1 IX>"-"'1 d,1 indag ini 1•,egultP ,11('i 1-a b o rntorl fornmh1re i;indizi ,mila iflon.-it,'1 a l volo, le condizioni ('.,-iendo ruolto dinir,-e nel due cnf<!. Gt:MEI.LJ fa · not,ll'e clic furono fatte esperi,•uze In volt> ,per <lct.!t'll1i1mre il ,·af<_)re d ei criteri adottati a lJ'l.nl7.lo : ln bì1 ,:.e n t11\i è"1ll'l"ii'n7.R, uktUli cl.i que:;tl cl"iteri \·em1ero oppor1uu,u01ente modi ticati. , Ac:c.;Azzo-r-rr o",-e1T,t che i;nrebhe dl·~i<IPrnhile !'!<pe ri111c 11t:1 re ogni •·anditlll t.o nel volo e dqpo Il volo, ma mie metodo non è prati<.'O: pu ò cs...-iere sostituito c1alJ"c:,:1111e co1fa ra11q >i1t1>1 JJll<.'UlllatLcu . .l h :111.nzru r·if,•ri"4·c c·l1e dal'lc st:iti.:tidre è ri,-11\tato la prn tieitù (lei mcto<li adottati slnora, ll!'t'èhè lo sca r to nei Cnrupi -squ oLt è dlsce!SO dal 30 % In media n un va lore mi ni mo. _:'\('gli l 'ftid :si e,<;.1111i11auo le 11t-tit11diui ad a<.~1 ui ~t:1re J'idoue lti1. GnADENIGO ri1'cri.:s..>e e lle 3 rueglio comprov,u·e Il \'•:lore d e i Lllt't,o di u,-ati. ve uuero Invitati i Gom,1nd1111t i de i G,i.n1pi-Scuola ad i ntlicure irll indh·h.Jui cbe \·e11inlllo ooartatl riul li:rado fo"se ro stoti fatti Idonei negli Uftic l. Si potè C'O$i r il'Ouo,,cere che pe r lu ruagglor ,1~11·tc tali soggetti awrnno .pre.-;<:nt.1to note di detic:ienza s1:iecialment.e 1,~Ich lcn, e co11:,l'l,'11en«:mente furono resi più severi i c rite ri <li a m missione. · S i pa.::.&1 ul primo !)unto dell'ordine del giol'llO: « }:'rovvedimenti peL· 1·a v.iceudaruentò <!egli nvl11tori, dei pilo ti 'C <.!egli O:'lser,ato1·i » e .sl ·rione il quesito•: Q1111mt o t ein110 possa r/.ura.re il scri;izo -ut,ile di un 11ilota,, GEMl:LL1 i·ife ri!'Ce le (A~n·,1:i:ionl fatte ,,'lÙ p linti In ;mna di guena classitl-
caudoli In tre grur1>i : quelli u 1•endJmento ottJmo, buono e sca n;o : r,er oi::nuno tll quef<tl t re g ruJ>Pi ha pn.,,;o .in esruIJe pllo ti di tre tlin~r si tipi d'a,11[Jil rec-<·hio. E~ll tI'Ovò che l'ldoneitiì di un pilota non, è eontllluu, ma e.si!>'tono periodi nel qu a li egli si trnrn in fo rwu, :1 lt\'! nei qtm li non lo è: llt!ri, do)l() uu rerto periodo dl lavoro J'Jun ttltuclJne d.iventa rompleta ed' e.;il:lte una cer tll. av.ersione e inl"Of fe reuz.a 11e1· J'appareccli io <lt1 esso pilomto. Conclude che confor me II qunnto si fil Il\ Ini:hllte rra bi;.oirna ·dare 11! 1iilota periodi di riposo lnterC'a lHti a r)('rio<ll di l' ,
· · 1,: ' 'or·i •I ::ii 1· r1ic-i P slco-fi;;iolog!c!, JH"(':<;«J lo steF..~o Commi1<snrinto di Aerounu tlcn, Il 20 luglio u . .;.• si e m cliscu sso IÒ ste;,_.,ao argomento e si ero Yototo il &egnente ordine de l gio rno: « ~<\I quesito >'t' il persona le navlgnutR po=. per luogo <tempo fare nu efflea<.-e « servizio di guerra s i deve rispondere che, conformemente a quanto succede n egli «nltl'l sports (ci<'lismo. n·u tomobl!i,;mo, ecC'.) nel quali II sogi:etto è sottoposto nd « un lnte11so lavoro fis ico e psichico, anche n ell'tn-iazlone kl clurntlt de ll'i<loueità è 11.niit.atn. Non- è però 1:,o._<asJbile smbillre tassativamente la durato del period o . ' ,:,,• j,! .
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• in cui si svolge Il volo. e Infine secondo In 1>?golnrltì1 della vlla ùelJ':1via.tui-è; • e ~ però JJOtrlt oscillare tm la duratn d1 qualche mese e quelln di J:1%:hi mmi « :il mnsslmo. SI rltielle inoltre che ,petiodl dl rlpo(;o opport11u:11uente awordati • o cou ~rii.eri ·lrn:l !,iùuall possano prolunga re In dur[lta dell'eftlc-ienz,1 al volo >l • .l::i;li lo propone 11ll'11,pprova7,ioue dcH'assemblea; quesoo lo 11ceetta acl uo,mimitil, coll'.1gg!uubt ohe aJ versoncile 11,(//vigm,te clebba essere <la,to, c1ovo tr<' m esi. di volo, ,m mese di riposo ussol'ltto, 0011 <1Uon(crna,11ie-n to Ila/ Omnpo e 1;; gio,..ni ,1; m,ooo alle11a11umto. OTTI>U:ll'OD:I propoue cbe gli aviatori siano sottoi,o»ti a visite 1oeriodi<:ht> ùi tre in tre meei da parte di un Ufficio ps.i<."O-fisloiogico. l:nu:Lu soggiunge che Ja vigiluuza deve es!;('re coutJuua e f:1tu, (lui medi<.'O del Campo cb~ lnvlen\ l'aviatore all'Ufficio ogni qual volta lo crederà opportuno. l At Com111l!<s im1e decide eh~ gli aviiltorl tlebbnno e,;;,;cre sol tnposti n ,·irJk <li eootrolln da parte cli un Ufficio psico-fis iologico, tlopo ciuscuuo d e i period i di rii"'\'°· F.-una1 r.•tt'l:Olll,rn<lu che le uorwe che rlgnardu no l'avluzJoue milita re ~i;i 110 a 1•1,lic:uh• nel <loJ>o·l;UNL'll a~ IJ('l',;Qnule naYigunt:e dcll',1Yluzio11e dvii<>. OT!'OLE'.\'GHl ta voti che reaperiell7.6. a<.-qulli!tata dur,mte la guerr11 sia r,tccult.a
e <."On.sen·ata con 1uù1,pJX>sit:a pubblicazione. Si passa alla trattazione <lei ~omlo punto dell·ordi.ue dt!l giorno. Il l'REsmr:s-n: mene In <lL~CU&.':llonc le Nor,nc igi<:11,ichu y c 11 era/i /IN• i -{'r1111.11 i d i a i:i<1zionc. 01 :\'01_, riferisce sulla ul>i<:azloue. dei Uurnpi-sc11ol11 ln r,01ie 1ou1h1ricl1e, gius li-
tkunòoki oolle necessità tecniche del1'~1vlazloue, le quali :;ouu ,:o,ldis fnttc quusi escluslrnw.. u-te .n el terreni di zone mala ri.clle, e ri ferisce ancor,1 sul mez1,i da lui 11dntt.'1tl per la profllll~i'>I a11tlmaluricn e &ul. risi1Jt.1ti ott<'nuti. :\LHCCHIAF.\\'A
e.11prirue 111 Stul compiocerw,11 pe r tali bt·illo utl ri~ulta tl ed i11slste
su lla ~ i t à d1 esegaj.re ht tutti I Caml)i-scuol11 .e nelle adiacenze, s u un raggJo <li uhue110 1 cli.llometro, i ht\"Orl <li piccoh1 bouitiea , e l'uJ)plic:1zio11e {jl meni 1ue<:ca0Jct dJ pro~~ne, che debbono esse.re contlnlUl.mente sorvegliat.i da ~1pposito 1.erw1U11e. J n.si>1te am::-oru sulla necessiti\ dello profil.1i<"i c hinlnicn, che deve es,;t>1·e eseguita ogni 4 glo.rnl e raccollUUlda di fare la cura degtl ammalati nmlitrkl 111 mCldo n1zlou11lc. ·
PAoBR.1 f<l associa a lle pro poste <lei senatore llnrchlafarn. ln"istendo sovrututt,) sulla necessità de lle boul:flche e della pr~ lol'Sl 1Uecci1nica: fa rllernl'e invece 1.. diffic<0lì:;ì de lla ,profilassi cbl~ica per l'ignomn7.'l e la cattlrn ,olont>.ì dt>gli
lnùh-idul. . '-----. D1 XoLA osserra che gli QV!utorl sottoposti a)la c ura de l <'hloioo, accusano disturbi che potrebbem diminuire l'attltudlue al volo. lli:RLITZÌi:.A fu che oe<..'Orrono apposite esperienze per tletermJWJ.re se In rE::t lti1 il ehluiuo dia disturbi ne l e.1ml)O <lell'a-rnxi1-ecchlo vestibolare. Gt.lJELU dubita d ell'esi steD7"1 ùl tali dl&turbl, ;n,endo o~rvato che in 1m una squ11drlglia che avern inte res,;e campo nmlnrtoo ! · dlsturbi erano acx.'l1S11,t1 rii es..~re spostata; mentre neSl!Un disturbo era i1.vve1•tlto dn un·a ltrn S(J11Mlriglia <li huollll volo11ti1. G11ADEN100 è di av,vJ 610 che J1 chlnlno dia ipoestesia e non iperesteala del labir into e !lerciò crede che non din vertig!n1; mu per l disturbi che certamente onet'll ,.:ull:Organr, dell'udito, crede non sla prudente far volare l plloti nd giorni di (.. rti "Ommlni~trazioni.
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rti<..:Im<..:m,: BIOl,OOIC' HF: SGLL' A \'!AZIONI,;
1''Anmu 11ndrebbe >l rilento con la c·hJnizwzlone del pUo.ti pe r non agire sul sl::ileuu1. nervoso ed insiste sulla nec.-e..<6ltà ed ~caela delle pic,eole proflla·s sL Lu C01.Umisslone, ,;u J>ropost.'l di GemelU e di Fabbri tu voti: ohe l a Dire:i1.,1 ,; Gc11erulc <li Sa nillJ ;JJililare dia di8J1v~1 ;:r,11i 11•:r /,, 71iccola :,,,11;f<·a e ycr la clifesa, 111 rcca11ioo m ·i Campi-,'-<:1wla..
J,11 !;('(iuta ,·lene -
ll<!:<a nlle ore 12.
Seduta pomeridiana. Si ~1prt• la .s edut11 ti lle o re J:i; $ODI) .pre;;entl l membri d e ll11 C'omml><><loue delln ~,·du tu precedenb>. Pro.~ieùc U T en . .Coloun. Gmdenlgo. Il P111:s1m:xn: po11c In di~u,-sione le 'K c,r1111• iyin1id 1t· v e r , V'llftli.. Ot:Mt: u .1 rlferl,:;ce :,.11 11uanto si è fatto per In dlft'&'l dn l fredrl o mc d.111ute il ve.,,twrio ed i t.e11uoforl. Questi ultimi s i :sono d lm 0>,i..r 11tl poco vruticl: per lunghi viagl,!i ot-..:orr,mo ùil,·"'-! ch i.' si devono ot tene re woùilka uùo la t'()stl'uzione de lla carlinga e lJ ruaterin le coh ,jua le e:<Sa.1 è cost1'111ta, e speclulwente ,-sottr,w ndo 1·a." vintore nll',1zione ù eJ vento che <làùi;,;tiU l'bl aru:11e Ì.llcllpendentemen te da l f l'eddo. lh:111.JTZKA rlft>ri><t"<' !'<Ul mez;d contro l'nzione dell'aria rnrl.'fa tta ad\Ypernti <lai rmoc-e:;i e dal tedeschl, prontwcù111dosi l u ft1so1-e d e ll'a111>ari!:(..-chio G,1rc-eaux, ma nota r~ùo che in hrvgo 1Li ::;o111111in1citl'llre l'oi;."il!eno 1'olo. ,:a rebbe o p po1·tu no .:;um minlstn1re n lJ',n·intore ehe >'Ut><'111 l:1 11110 111 tll 4000 W<!tri. uua mis<.-ela dl ossigeno ,. aC'i<lo t·:HbouiC'o, se,:1,1ndo i r i~ult,iti ,te il'esperlen7,(' lll ,w:;nzzottl. At:o:.,zzorr1 rl t'e,r i><c-e ><u lla cum1,osizlnne di t11 le u1i~l-el:1 10 sulln s ua 11zione SU· perlore a <1uella dell'o;;,,lgeuo puro, e fu o;,.',>Crrnre che il veuto aggr,n-a razione d e ll'ari a rare.fatti1 cll'terwirumdo uu,1 wugglo re elimlunzlou.e di a cido. t11 rbo n1co . . La Co1111ui0<siouc> l'a Yotl c h e /11/l i y/,i r1~i<tlvri sio11v muniti ù'i un. W/J /)areoch iu <111lti111<1lin1 di dislrilx11: i1111 e di o., ~i9,:110 e acir/v <·<1,•·1ivuic1J . r che i11 ,,r,11i ca8o c .~si 8ia110 J)ro l c tti 1iet moclu p i i, efficace da.ll'a::iu11e <let vc11.t o. • Gn,,0E:-. 1c o [lllrla dt:i gravi distUJ'bl ·per gll 11Y1,ttorl de 11vuntl da lm111ftìclente pcrYleli1 lul.Jarlt·n rt<' i r:q>i•II cn mbiatuL•nti. 111 Jll'PSsione, rifN-euùo su quanto &I 11ssc n ·n ne lle es1,crit•11z,• t·on la c:1m1~'l11a 1meumn Uca. Ln p1 o tll:1ssi l-ontro tali dht nrb! 1111ò fars i visit;1udo mttl i e11 ntll!lnti rnn la e:1 U11 ~1na pneu.mnti('a f' w r Yc.; li:11 1110 ;:li avi;itu ri ll<'i l',unp~J'(' r qnn nto riguarcl,1 h1 pervlet,\ t uba rica e ua:;,1le, 1>11x:<:ia lnwute liurnute i rntrn.-tldo ri. La Co111111issiu11e fa voli ohe nti Cffici /!t:r l'esame d ei can rlida l i, si(1110 for n iti. I/i 1111,, t "111111111<1 v11e11111olica eh<· , ,c ,·,11dla /'•·sam,· t/i. 111/ti i. ecm<lidati. -'L,w·111.1F.HA prnstK·tla la questlo ue delru ...., ctelralt·ool ))<'r gli avia tori, prolJùHe.ud ,, ùl co1ubatt.e1·11c l'abuso oou. In. sowmluistrazione ùl a ltre beyanùe. At:t :.1zzoTTI rk,,rda :1 <Jllt'o<to p1·op,,sito I!' ('.~pe riCllYA,> di (.l:l lcott i :suli'azio ue do:!IJ'a l(·ool 111 11 lt.a 111ont11)!w1 , 111 <.'011tli1.io 1u ana lo)!he , 1 que lle tfp!l',1 ,·i11 t.ore. f ,a Oo111111issio11e f<i vvtl el,c l e 11,..pi11e (l'igie11 e 11e rso,u1 /c ., ,weiaU pe1· t'aL"i(tto1·e siano nireolte in 1111 01rnsoulo da (li.el r il111irsi al pc,.sonale 11arigante. Si pa s,;a u (Ji><(;utt·n· il t(•rzu 1•111110 tlt•ll'onli11e dL•i giumo : l' rit t·ri cl'iclo>wi t ci
,,1 n1'v. s .,:<T.,~1.,111., e hil><I,• !'."C 1·:1 11,li <foti :i,·vla l i a llTffìc- io J>:<iC'()-fis io lo:;ico s ublsc-on o 11J1:1 visita prellm.innre 1.11 Corpi. U rnt.JTZK .1 r·j,-pQn()c di,• t,1 le v i,-ita è pn•,,c·r·itt,i. mn !'h e rlt·xet• in;.,uftle li>n te
RICERC HE BI0L0G IC F1E S-CLl.'A\"lAZIO:S-~;
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f('r l:1 ,l~tide111~1 tle1 mp;,,zi ùl ("lii dispo ngono i 111<,dlc-i 1l1•i Corpi e per IE' cunùizionl dlsa1glute ln cui r,1 svolge l'attlvlt,\ m<'dlca netle truppe mnhilitnte . s,sr.,1t.1R1A r\.feriRce che sin dal moirglo 1918 la Dlr<'Y-lone Gene rnlc di &1nlt,'1 rn ili1:1·re m·cva formulato una proposta che la vlsHn 1,ré llwiMt"(> foss., fatta Ln uu Os11t'\l:1le mill.tare l}rinclpale, sr,ecidmente portando r attenzione sul ><lstema lll'.1'· voso, ,,'Ulla facoltà visl,a, sull'apparato uditiYo, e su . que llo r1>-.pir11torlo <' circolnt• •ric,. SI 1~1.......1 nlla lettura d e lle avvert.e n?,e per ra1,1•lirn1.l ,:n1e <lt'll'e lcm·o ll>'ll<· imperfezioni, '1:-he rendono lnabl.M al Rervlzlo <li pllot,1gglo. (Allt'gato ' 11). Sul quesito « se la cattiv <i volo11t(i -~In una c:111~11 d'l11abilltì1 ,,. prc-111lnno l>1 l•1Ml3 0TroLE..'iGH1, C.IRAIUN'l, Gt:MELU e FARBRI • .\ '}Uesto punto arrlvu S. E. l'ou. DI Sclll\'01 chi:' scus,1 Il ~uo rit:i nlo. G1t1.11t: s1t:o gll rlferl,:(-e In succloto I lavori dell11 Com111i,-,;i1111c-. ." U1 l:,, ·.11.t:.~ o.-<,;erv,i u1>11 e;;,.<' r(' l}O$>'lhll!' 11111111elt!-'n' la •·:1 t ti\"11 ,·ol1111 ti1 , ·0111t• .'"'rns:1 di lnnbilltit al Yolo, dove ndo t.ile s1·n·izio C"-~<'1·e ohhli1-,•Htorlo P•' r 1:1 1l('(·P~.~i ti1 di ,tabillrn ima lern <léll':ir!n. t:R.1m;s1<.:o lru;i1'te che n on sl J)uò fnrn dcttii levn. f)('l'f·hr c·hi 11011 ch ,«icl,:r,1 n,b1r,,. non ll01nì u1>1l dl\·c11ti1re 1111 hno u l/jl•>t,1. ÙT10 1.i;., n 111 ,,.,-,-,•rn1 CIH' la t11tti\"a v nlonli1 potr1ì l'>'><<'!"(' 1u()[l,·o lii ,<<·arto 1•·r ::-iu<lizio d('l!Tffic io 1~~ic·o -fi~ioloA'i<-O, 11111 110 11 pu,ì ('S>'<'I"<' t·on~ll(·rntu iu 1111 t1,•c·1·<•to. :-:i rhu a nc.la illh1 ;oed11t11 s,.~n<>n.te 111 11Pt·l:<io nc- >->ll qut'~to p1111tfJ. :,:<T.l.\u111,1 rir<'reudosl nlh1 n,·,·prt('n?.11 l <l<'ll"llll<'A'i1Lo 1,. dlf• :1111111..ttt, il 1·111u1.eu1>, l>t'r <leflc·ienz<' uo u fon<lm11e 1it,1 I.I, v,wre hl\l' <"l1s> ,·l'ni,:;.~t'ro >->P<~·llic·:1 t<' 111111 li ~ia110 'lll•'il<' fnnclmnent.fl ll. :O:i >'lablll>'<'e di ><J1<:<"ifkarl1> <101 10 h1 ,li:-c-t1""io 111• ,lt>Jl\,le u,·o 1l1•1lt> i111p,•rfl'zio11l. Orrou~Gm rlfet'(>ndosi a.I n. 2 dell'allei:ato b, che rlgunrd,i li i11000 <li rnc•••J!lll'r1• i d:11! n11an111ef<tlc l. fa os!'<'rva r<• e h<' il 1nedieo 11nn pui, :iccontt•n lar~i ,li •1u,111to ,·lene rit'erlt,1 dal s uddetti) ('$:Ime e che I dati ' annmne~li(·I d1>hb0110 (';>.~ re Tlll-..~•lù ,la ln.formn;,.ioui M<suntt.> d.ir<'ttmne111c fl<'r nwzzo <1.-,i R e-ali 1'11mhi11 h>rl e ,I.al &lnii11rlo. F .\l<ORI (' SASTHIAIILI ,<;j a:-<;o<:.inno Il questi C'rltt•rl. H t11LJTZK.1 1\1 Os!,<'rn1re d1e JH'llt• gruu1fi C itti1 le lnfo m1azlo11I ass1111 tt· in tait· 11111 nlern >01rnuuo s<•ui.pre dubbie. La dl,<(.· u,"l<lone è r itw.1utlot,1 ad nltrn rluni ,>11c. J,11 ""-dut.a è toltn 1111<' o re 1~.
Seduta del 19 novembre. L,1 ~lut11 ,;.I npre a lle o re 15. Suno Pl"\.""Sentl: Grad1>111i:o, pre~lclent<.,: Se1111 torc Prof. ) larC'hin f:1n1. 011. lle1.utato Prof. Blancbl Vi.110E'n:r,0, Prof . Ottolenghi. :\l:1gg. · Girnerale P i-of. P.res,;1nlu Ten. C'olonn. :\fedi<."O (~·1s arinl, :\Jagg. :\.ledico :-:au tnn111 rl11. Dott. Fabbri, :\la,!!'.;:-. :\l1:1l kv Garlblll<U, M:1i:g. Medico DI Nolo, Ten. Co lonn. :\h•,11<:o H erlirzk:1, )IHL';r. :'llc~li('O Aggn7,ZOtt,I. Il P ar rni:."n: Alt~ume .la ilJ,;(.' U~ione delle sedu te p1«.-ed e nti. KL'iT.,YARIA propone che l \ ,111did11ti d ehbnno e1<.,;c>re >'01.tOposti nù 11ua ri.,ita 1,rclim iw1re presM ,o~ o ., ,1c 11}17,e .lf ilitare Pl''Ìllci1)alf' 1wimu tll ,•sS('n• 11 ,·,·lati :1:;li l:flicl P"ico-tMofQglcl. :si 1111prova. , , .. · 0
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HIL'J,;1w11~; u11,1.11(;t1 ;11E :sci.1.'A\'IAZlo:--1:: ,
$ .1:-.T.1M.11uA 11rort0t1e i,noltre elle nf'lle avverterw,e ·,lu unirsi nll'clt.>nc'O '-'Ìtlll•> eowpr,·...e sulo le uorme ireue1111i S('ru,,._1 lnòlcnz.ione d e l metoùi dn Uf<a re, e1>sen<.h> IJUf'stl tn,pJ)o Y>1ri1tbili per [)Oter entrare in disposizioni da elllanare ~r D. R. I.a C<>111111is:sione stabilisce: che ;. m etodi <H esame Bi<mo rucc(llti i11 1111à ('il'· <·ulo,·r i11di1>c11rlu11tc, ri'all'ele1ieo (allegato 0 .) Si ri<prende 111 discu..."Slone &uil'esonero per cattiva volontà. Urn1.1'f7.KA i,ror,oue che l'ultimo capoverso òe.ll'avverteru,, a 1 (ali. B.) &1a sostituito eon 111 s<•;:,'"IJente dlci tu ril: rial 001nportamc11to v~ico-jl., iÌJlo!Ji.o o e dal. co11teg1w <let ·1·0111licl<1/" 1/uv rù anch e rf1Jultare che q·1u:sti poss'i.ertè le q1,a/.ilà 110Jitii;e e ini1,it,·ic-i. 11t (·c.,."11'ic <il volo. J.,,1 Coniwl<!ò'iOlll' a11vron1. 8i :wprova tutw l'aHertenza 1a (a.ll. B). Sull'11\'Ve1•ten211 2•, circa la 1110colta dl dati anlLUllle.stici, Sautamarln propone elle tuli dilli siano ra<.'C.'Olti per mezzo dei, RR. CO. e del Saultmfo, a cul':l ·1lel
C-Orpi dte tle hb,tuo m 'vlar<! i eaudldatl agli Uffici 1n,"ico-lMologlcL L·' .(1111111 tle:,ltlc;~1 e lle i d11tl ,·cngauo rac.-colll s u a1>1>osito modulo, e <·Ile i ques iti al!.- Autor1Si1 c:be dt,bbouo lnùab'11re skrno l)O.stl lu wodo 11recioo. La firma della <lil.'bio11·uz.ioue auamn...,-::t.ica pe.rsouale riusci11ì in questo caoo superflu:1. Di •1uest,, Jlllrere ,;ono &mtam,u'la, Oar,;nrlnl, BerlltY-kll e l3ianchl.
li uumcrn 2 tit'Jle anertenze viene -approvato secondo il t.t~to couteriut11 nel· J'alleg1Ho JJ. Si 1»1.s&i a dL,;cutt-re 111 e l:1sse 1• delJ'eLc11cu dc /le imp e1·f c:.iu11i (l'rC't.'L~lf.lni i famigll,ul t• p,•r,«,w1U), l'art. 1 e 2 {l:'onne ne1To.se 1islcopatlC'hC p:siclll11t1·id1eJ. :Sono apJ>l'ovati. Sull'11rt. 3 (:'llcu ra.steuia rel.'idivnnteJ Bi"J.tCbl o &mtamn.rut prÒpo11gono 1'{1gg~u11t.,1 di 11eurosi, ·l ~terii:;mo, ecc. Ht:m.1TzK.1 .,,.,-,,,erva <·Ile «Jul s i tratta solo d1 mulu_ttle 1,regres.'le e c·he le nevro><i e l' isteiismo trornno il lo ro po;,to nella classe 6". Propone Invece l'aggiunta delle forme c·o111·uhinc!. Bu:-1c H1 chledti .se l'eclarn1isia e le forme. tossiche cli <..'O nvulelonl debbnuo dnr luogo " tllc lliarn:do nl' d'inabilità. Ln <Jo111111is~ionc, ,tata I<, àifjlcoll1i di · stabilire la 11atura <li co11 v ulsiuni. fH"c· yrc~~c, deUl,e.•·n che <111c~/.e /11 uyui ca8(1 siano moti·vo di inabiU/.ù. L'art. -I (alcuuli.~m<>J viene ap11ron1to. SJ dii:j(;ute 1',11-t. 5 (vostm11i tli frnll11re della bu~e del ora11i-O). Hur,c 111 propone che tutti gli lutlivldul t·lle bunuo avuto la rrattur11 ù t>l t'l'1rnl(1 si.amo tllchl11ratl iiu1ùlll, q1w lumJue ~iarno I 1-ellquatl esistenti. OT't'OLE.<0111 im·e<.-e propone di non t-ousldernre lil frnttum del -t:1~11ùo- ad u!Lrn stregua <.li ogni trau111>1ti!,1110 e ebe b1 dicJ1lar,rnlone d'l_nabilità non J.)()~;;,1 e ~ e1"' pronunciutn se non in ù.usc nl reliquati esistenti. B1A:-.c 111 lnsistJJ ('(1e per il' cranio bi.sogna tare una e<:C1?z.ione, 11erehè molte fratture d(>ter111innuo 11ltt>rnz.ionl nervose a lunga scadenza. :.L1nCJ11AF,11·,1 fo uomre c he i tra.uwl a l capo hanno una IJn·portan z.a SJ>e<'hùe. ven:hf) JIOssono tlete nnlruue, a dlst.ml7"-l di t.en.IJ.)(), a &.-ef'Si, t umori, e 1illessl>1, ma el.ie .e::;lsto110 eusl di fl'a t tura .'lenzn al<.'UUH alteraY.ione fuuzlonnle. :SI doneb~
perciò lc'><11mi1111re ca.so 1>er on.so.
Ga Co111wi,.,.;io111, delibera chr. tutte le fratture 11rey1·f's81: det cmnio t<ifluo ca,1180, <l'ina/Jilitri e <"ire !fff in1l iri1l,ui r·of,1,iti Ila a.1/ri, /ra11111i sla110 PSa 111i11<tti fti11 -
gol«rmcn/e.
RI CERCHE B IOLOGICHE SULL' AVlAZIO.'IE
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BLL'\Olil 11rovone d i eliminare anche gli lndlvldui che abbiano 1we:sentato d<'ficleuza nel campo morale. I.<1 Commlss:Jone n,pprova e aggiungo aH'eleuco l'art. 6 (deficienze t1c i ca111~po morak) e i,as.;n a db;cutere l:.t cla'>S\! i: <lèll'elenco (Lmverfe;:v)11i e infermità costii11: io11aU che p088011-0 avere se<ù! 11ei .·va.ri t c s.,11/i e sistemi anatomici). s.~:-.TUHRJA ,p ropone cllè negli a rticoli! 7 e 9 (dc peri111 e11to organico " o/igr,c mia) siano e llmlnate le parole «di• una certa lmpo1·tanza ». La Commissione a,ppr<>va. , Gli a.rtiooll S (obesità), 10 (i11fat1tiUs1no) , 11 (ivouenitalismo), 12 (ipe,,·Uroidi, 1110) ~ODO li Pl)rova tl. All'art. 13 (111a11ifestaz ioni sifllit i-0h e ·i11 11tto) HERUTZKA osserva che tale :.irtlcolo esi rlreriace ul can<lldati ma non al piloti, ·percbè mentre <>CC01•re e,isere molto cauti nella allll!lissloue. del ca.udidatl, bisogna a ndare mo lt.o a rilento .nell'esonerare uno elle· abbia già subita uw1 certa. Istruzione al volo: sarebbe quindi oppo rtuno procedere ad un e lenco 1..er gli esoneri. ::!,U'TAllAIIL\ sl associa, os,,-e-rvando che un.u volta esl.&-teva n ell'Esercito anclie uno ~peciale elenco per J'e&.>uero. ..Ul'a·rt. 14 (malat tie della f/Clle). GAmBALDI ,pro1>one elle <li<IIIO tri<HJO alla 1/ieltiara.:ionc d ' i11abilità soia quando 1to-11u a.no stato cro'ii ico-,e sribac1ito. La Comw1ssione approva. '·
GU art!C'Oal 15 (1>olladeno1w,lie), 16 '(i,J>Ote11ie), 17 (cicatt'ici), sono approvati. SI 1:i.1l.!S!l al.ltL d!s<.,1saloue della cl11;.;;c tel"',',11, (iniverf(!(!iuni e i11fer111ità acll'1ivJllll'Ccchio r.espi,·ato.•·io), . che viene appt'Ovuto in tutti l suol articoli. SI passa qu.l.nd:I aHa discussione della classe 4• (i11iperfeziotti, ·/.nfennità 1lel 1·ap1>a,.ecch.io oa.rdio- va,sool arn). GU a rticoli 22 (S0//1) e 23 (vtosi ca.r<Uaca) vengoM app1'0va ti. \'lene dlscusso J'111·t. 24 (a1'it·111.ie) • .Aoo AZZOTT.1 fa osservare che le aritmie dlventauo più evlden.U uel riflesse cUJoth·o, in cui spesso coanpalono anche se prima erano inesistenti; 1>ropone che
veu:gano el'iminati tutti ool.oru ch e p.•-esentanu arit11wc a11d1c tra,isitorie, esc/.1ii1e 1111elle respiratorie.
La Comm.lssloue approva, Gll artlcoll 25, 26, ZT, :!8 (JJalso, pres1tiu11 e, varic i, 1m1-01Tuid!) vengono avpro,-atl. SI prooogue la lettura dell'elenco : la c-Jas>ll! a" (lt11()e.•·Je::iu11i e 'infennit,i dt.:l/<1, pari:t e acl<lot11i11ale e degli oruuni aa<lumina./i e urogenitali); la classe oa (lmverfeziv"i e· infern~ità e anomalie d~l s-istemci 11ervos()); la classe 7• (lmpet·fezioni e illfe.-n1ità degli oroa1H di molo); la classe sa (folpcr/ezioMi e infermità• d ell'Ol'!10110 v isivo); la classe sa (Jmperfez io11i e i.nfennita dell'o1-ccoM-O, naso e gola); TI'ngono approvat,e In tutti I ,J!ingoll artlcoll. i\'e lk1 cla&!C l()a (Al tcmzio11i J1m,zio11ali dell'at>J)arato v estibolare) viene <lle<:'llS!;O !art. 63 (Ntstagm~ spOt1,taneo) . .AGGAZZOTrI r i ~ che 11011 si debbano se<irtat'C q"ei e<indidati olle llainno nialagmo 1111onta.11.eo solo nelle estreme posizioni del owbo 001dat'e, perchè da lntk!g!ul fatte nel Campi-scuola, su un certo numero di candidati, che pre$CI1tavano lilk! 1:1lutomo, è risulbito in essi una buona ettltJudlne a l voto. La C<>mm~lone approva . J..a Commissione approva pu1·e tutti gll altri artil:oll della cla~'le 1•.
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Seduta pomeridiana del 21 novembre. Soao pre.<;en,tt: Grndenliro. )la rclll:tfa,·a . Bl:1ncltl, OIWlenglll, llre,..x:111111. t ·a.,nrini, :,;,111t,111u1ria, F,1bbri, Garilmhli, DI !\o la, I-krlltzka, Ag!!uzzotti. li P1u:sro1;:-n; apre ln -se<iut,1 nlle ore 15,30 per 1h1 re lettura del proc,~""o yerba~ delle p1'(..'C-e<le ntl ,;:cdute.' che rl,mltn llt•prorn,W. · C'ontiJrnn n•s:rn1e <lelrelenC'O inft>1111itil. Vf'ugono 11pprorntl tutti g li n rticoll <leJla C'lll-"><e 11• (lleJicì1>11::e fl.•iclticltt· e f/.~ir,l oyicltf') e dPJkt c l11~:-(' 12• (.4111,m(l l fr ,n rt'fsiste11::a. a/1,<1 1·11,ria.~ione 11r, fl11 prr·.,~i1111r- l11ffu1111·t rica) ('ou.1e rl:-Jll.lta n c11·:11lcga to A. 01"1'01.E:<<:m rnccou1,111da ehe oltn• gli ('<111111 cnn g-ll "Pl~Hl>Cdt I misu rn t1,ri 1,; dia m11>or:111z11 o u·es:i me ctinic'O. Si .~t:,1bllb>ee, in :s(';..'UÌto a l:tr!,"(I dl.s<·u~--ionc. 111111 •1nule Jl:trtt•,·ip:ìno tutti I J)l'li'~nt!, J"eleuc·o di lUJtl(' rfczi,,ni lucompatihili c·nl servizio di OsS<..·rY:tlorl'. VirigibJU;,ta, :\J onl:;ltore, :\lotor!st:;1, Mitr.aglili'l't~. :'-u 1wo1~•,..t:i1 tli ( 'a;;,11·ini ;si flta l>lli>'<'E' pure' I' PIC'ne,i (li im111c•1·fey.iv11i inc·, ,111patluili col· ~rvizlo di ,wro.41~1'{!, dopo ,ll'cr >'<'lltito il Jìllt'<'re del uo1<11111.-1l11 Cm·. P('t rucd Enrico, D!rettorP Generale d e l ~rvizio dirigibilisti. Al!, · 01-.;- l i il Com 111. F.111111n ,.i S<'tl-">.1 dl <loYersl iùlontam1 re. Xl 1•1.~1 a} 11w111:o puuto dell'ordine de.I glo1·110 concementl> ,'-li/ilitl<' <><I <1i·i-0zi11111•. .\ll>.1 1ll~<'1tssione in Utel'ito premkno 1l(lrtc Garib,1ldi H,•: litY.ka t-:r:1d1'1ùg-o . ;\Jm -clli11farn e B in n ebi. Mentre sl arn)ron1 qu<rntò f u fìnot1l 1or,itic:1t1> a tuie 1>roposit.o uèg-11 uffici 1,;;ic~1-lbi..logi<:i, sl im,lste sopr:ttnllO ~,,11·1111111n·t:1 nz:1 d ell'e.•<11111e nl."urologl eo IK'I' ""'!!Hlre 1•vent1.wll :sintomi inlzinli <li tnbe è di 1•1l,ll!Si. A 1a; Azzorn JH'•)(,Ollf! che i1gli l'flicl P><i.co-tio,iolo:rki ><hl :·td<lPLt:o uuo SJO{'{:i:1-
u.~ti, ·sltllografo. · :\:IA!l<'TIIAF.w,, JWOJìOlll' elle vi sin se111 p1·1• :Hldetto :111chli' un 111•11 1"0!J)go.
rilc,·:1n• hL ne<·e>c~it,1 <:hc i utctl ic i 8JlC'Cillli~ti siano ,1s:,,1.·;:1.1ati iÌll'{lfficlo J'~i<:o-Fi!<lologico solo l'U pro1iost:;1 del Dire t tore , do,·1·11110 q1w;;t·111t11110 ussurucre In re:;pou.-.i11Jilitit delle kiro decl,;lo1ù. 0 'ITOLt::<GJ! I e ::-.,XTAll ,\IUA prw,1>ett:i1 no 1·opp<>rt1111 itit <:111· llt'I e:t>'I {lubhi sia inY()<:,ltc) li . p:11·(•1'<' dei t·,111suh>11i"i 11wdicl ild l 'nr1,o 1l"r\rm,1t11 • • ,ti <1uul1 d,wc, "'""er.. solo r iNPJTato Il ,glncli1/.io clinico. mentrt> Il giudizio me<li1·0-leg-11lc ~nll'idoll.<'i til ru v o lo o -"U 11ltri on·ov,..ed.i.rueu.ti de ,·e t·l:'~re c,sdn;;l\·11 me11tc ri.ser,·:1to a I D irettore ,.icJJ'{jfti<:io l ',;i\'O-Fts!ologioo. La Con1111is:.ione formula e oÌ)p rovu il .;;eguen tc orù.ine d e ! g-iorno : 1°. - Ch e a11U CfJlci /'.,ico·Fil!iolouici l!ia. 1Se111.pre addr'llo 11110 SJ)Cciali .~ta 0RAllEX IGu fa
11.e11rolo110
e 11110 11iJilografo ol,tre agli s,,ecia li~ti esis t r•1ia ,, elle il m edici
sia110
aiiseg11at.i agli. 1'/fici l'sico-F iJJiologil"i, solo co1i vrot>OHl<i dei Direi/ori dr-1/' l 'fjìci11 .
2<> -
Ch~ sui oasi. dubbi l 'lffi<>i.o P sico-Fisiol ogico c/1ic11a. il J)arere cliar,no1'fit'""'"11do i111li I //i<'i
1</ioo ai cliniei cu111111 l r11 ti Ile i , :il!Jlf'l l iro Cor110 d' Armala.
1·isen:ato il gi1uli.;io 111c1/ico-l~/Ctl1J.
SI iJ)llS.<.it 111 penultimo punto deU'ordlJ1e d.el 4.iorno : istru: lo11e da t/11,·p a.i w edico d el Ca,nvo. D 1 NoLA rife risce ;;,u lle condhionl J)O('O bu one in c ui s i tnw:1no nttunlml"ntc
med ici d e i C11mpl, 8))€'Cinlme nte !:UI riguardo C'COnom lco. <leplol"a andw eh<>
RII 'EHC HFl IllOL<) GICHH l':Ul.l.' AVIAZ!O:SP.
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I llh'(llr i ,·<'nguuo trop1>0 di S1.rventc :«istituii r, 't>enl'lii> hl Direzione Gf'11('1·n I(• di :-:1111iti1 .\llllture faL~:in de l tutto per ovo,•lnr<' nl ~mve lnconnmlente che pro tluce L, t10C.~1 st11blliti1 del sanitario. I l ,servizio ilei UJ{'(lieo di ('nrnpo d eve e.c:.-:ere t-Oll· ;.id,m1to t'Ome un posto di grande f1<111c ln: fooltre molti di. que;;ti m1;.-.lf<:i non po.,;. ,i1«lo110 :idt>gu.ule cono,;.::enze rii uuilarlologk1 e <Il c-hlrurgla di urge n7.n. nè 11\.>$~i('(louo· I mezzi 11ece>1&.iri pe r dlshllJ){>gnare le 11111115ionl t:h e ,·cni.:ono loro a ftld:1t,·. e nou po~"'ono dare vnlldv c,mtributo .alle imlngi ui rid1le".!e lom dn~ll l" ftid l'sic•>·I-'1:-io loglc-i. S.1xTA ~1.11<1.1 fa rlfevare che lit Dir<>zione G<:'nernle di R11nlt>1 uou ha llnrto ,~·I l"1s.-.,1to m•><lo ol occ111iii rs l t·ollH,• 1nTé bl>c t!esltlèrnto d e ll'import,111w c1ut>!'-tioue ~ t hl' :\ltualmtmtc ha giit d(l(·iso ,ti no n " P<1,.,tare t,tll mcdld ~,· non et·C'CY.in11aln11:nw. 111 ~u1..1 lnsist,.. che :;I <lht u1:1gi\ lo1'<' ,;t,,i hilltit. 1t1i!(liore t rntta1111•nto ,•1·11th•· u,il• • ,• 1'111- s i curi l'i'>'tru:d o tt<l <li t,t!i lll<'dlc·l. ad,1<,tti .illt• f1111;,, iv11i '-l•(·cl,1li :ili,• ,,mil i <l('}1hono c•s;;;er e a(libltl. l'roponc Il scgul'nte onlil tt• dc•l g iui·no al quale s i a,o.,.:h1no :\larchlafa\"a, &tntan.u1rin e Dlnnchi: " l.n ('omrul,;,;lone inet1l'lcat.1 <)e<,'ll ;;tudi "!tn(ti1r i d ell'n1·l11Y.iOLH', fn voti ebc L.1 llirn.ione <.lC11<."l':1le di Sanitil :\Jlliture d'acco rcio ,.,J t,;ommls.s,,rj.:1!0 ij.'Aeron1111tk~1 lrnlic,i uu corso <LI perfe,zlon.:uncuto al quale d c l>bono L'S.,;(>J'C cbimunti ·d .-i . ti•ff1111l "' J)ro,·.-tti {"flit:u1l'l 1.n('(ll<·i che po,;.;rrno IJl'e""'° gli liffici l'sico-Fi~io l,1;!i<·i :q,pn,nderè le nozioni ltHlispeu!'.:.lbl.li '1oer l'<'~!'lt~t,un<'llto delle d<'lit•ate e spt'einll m:111.,loni d1e ve ngon o loro 6.ffidate j;re:,so 1 Cau1pi-,;c-uoln. A t,i!-, <:orso r,otrebhe t·.<.<<>rf' :111<:la , as.'<111 utilme nte aggiunto "IJ1.'<:i11le lu~t>gm11ue 11to di ~h!rurg\11 <l'urg,•uw <· d 'igiene. 1<1>e<:le L~ i rlgu11 rcll dt'll'1 ma la ria . IA' lstrnzionJ du lt1111artir~i al pt·t>ll!'ttl CfticinU 1.l<'!Jbo110 ..s.wre evid<'nle.tll<'lltc pr-Jtld1c· ,,. Lii ('ouuui,.s io~c ,q,prunt 1'0 1·t!lne <le i giorno formulando Il voto c he spe<·iall l'Orsi di 1~-trntloue veuguuo hl.lJ.1>.11-tiU ngli liffid;,11 u1edid <lei C,uupl: <lo1'1\•blll• <'><"<'rl' 111,iterhL lii iu"<'guame nto i metodi ,u e.-.ami usati ul'gU L'ftic i l'sk~... n ,.iologlc i, la umlnrio logln e igie111• ~<>1wr11ll', , i Ili <:hlrurgiu di urg<•ur.:t :si 1•1"" '' 1111'!'.-;:LUJ<" <lcll"ultlmo l)Ut1tn dcll"ordirm d,•l )!'iorno: Il modulo e ht S\'h~t.1:1 n1to(llca (·he de n , seguire l'llvui.tor e dn cnudidato a pilotn, e le o l tre (~11,,2.. rl,• dt=I J>er,-.'llnnle navlgnute . La l \"1u11 i,"1on!' 11,ppro,·11 iJ{ line a ge1wrale Il modulo Jll'!'S<'lltrito e "11 11rol«~t:1 Bh111d1l dii lnc:nr!co al pc r"°rwlc d.irlg,·ut<' d<'l!'li l ;fticl di introdunt' le 11•1<.li1ic, 1zionl conforme :11 rls nlt,1tl dèlh, ctiscu ,.,.ivnl att uali, . In act·1>1·(10 a111·he <'< •n OttoJ1,11;::bi e 1,'11hbrl. ·· 1\11~r111 111.,,1,one Il "<'gncu(e ordine del giorno: • l<.1 . ('om111issiont\ ln <.,,011."lderuzloue de i sicuri ri>Jt1lt.1ti ottenuti coll"e:-:11ue •li·llr :lllituùinl li>-iologll'11e ,11 V<) lu • i,;ul JK'l'>•onnlt> di ·: wlazio11C'. con gr:\ mlc• ri"'ll:lrmio ,u YIUime e cli· 111:1 terl11 h>; in c~mi,:itlerar.lou<> d <'Uo ,-·yiluppo ,;('1111,re 111air1,'ior~ thl.'. M?g1~1tJ11ne1ttl• pe r i ,;<'t·vizl c:ivill (1mlt·ì1 c~·1to ,;,.,, um eudo L'av l,11.!cm<•: In t,,it,1<l~r:1zlon!' <le ll:1 o p11ortunit,) elle l'uttunlE' ln<lirlz7., Y. s ia m;1ut(>nut..; ,,uale fnlt•Jl'l' <M m11sst_mo e n!lgllo1·c re ndi.me nto s ul cnmpq de lltt 11r,1ticn 11,·ia'torl:1: fa voti d i<' • i:1 c»n.;('1·,·,1t,t JK'r Il dopo gun·ru, la istltnzloue dl l:flic i Jt><ICO-tisi,1l11l!'l<"i , <'>I(!! :ulutt11me11t1 dw ~1 .rend.e rnnno opportuni all('he per i se1·vlzl <>ivlll, i.n 1110110 d.i lllili1.1.1l'I! In J,ugn l'$l)(•rlerw.a ae<1ulstata e Il materlo1 le ~i:'ntitko l':1t"('nlt<1 >1.
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RICERCHE! BIOLOGICHE! l:i CLL' A\"IA..:WSl:J
La ,.tes!-:>1 CoUlllil"slonc (l r-Opoue uu y()t,o di plau>'<1 al l 'n•sldeute (;rndt-nlgo, lsr,o.•t·1u1-c <lei l :cntrl Pslc;'()- ~:1.,;iologici ed .ai Hh'\lVtorl (lei Ceutri xtess i. L'online (wl glonto e 1q,p1'0vllto ad un111Limltà d;i tutti I c..,nq,uneuli; ,:e n e a ,;tt>ngooo li 1'1·e~ide 11te Gmdeuigo, llerlltzka, Aggazzottl. :;. E. ('HJt;~,1 t>rt>u<le r;iute u q11e;1to punto 1111.a ri1111io11e e a s:i,uuie iufu:1ua~loni sul!l'o1ier:cito d e ll1t Corom.lijsione e ~ugll ordini <lei giorno propo., rl; pro1lu,uda poi un t1l)J1l;nulilo di;;corw, nel qmde il.L.~i,;t.e !<lii :,aervlzi cht> i::li l "ftki l'slt-o-t'l!<io h,gid d O\TMmo 1·N1,l!'rc 11nch e in a,·,·etlire all"aYiazionc in pre Yislo11e th,i gm!1Clt> .ivU111,po che e,.., ,. cvnti11ut>1·ù ad 11 ,·ere <.-osi :<ui :<er,lzi u1iUt,111 e ch· ill. Ritiene utile lJUesl<• rLuuJonl e d esidererebbe che esse veni~,;ei-o fatte perhKILc:uncnw. ,111<:he allo :-'COI"' di fa.c iliture ruclntta111eto degli t.:ftlci ,1lle n uove e~igen,,1.• ùe lla vita Haziornlle. H!c'()t'da quanto il Com.mis,;,ulnto abbia fatto In merito alle fJlll'l'tio11i edilizie e 6filllULMe e ùell'nviazloue : 1:,er le e~!~uze belih.:he l'op,•ra.to fu tenuto ""-'ll'l't'W; or11 pel'ò r itiene <:0&1 utile che ad (•s,,o sia d,uta una 111,q;;:iore JmbbUcitì~. ll'inlsc-e col ringraziare i weruur i de lla Cowmissione, coll'es1, rime.re U suo com1,1lueiruento per quanto hanno fatto l'ispettore I' i singoli Diretiori 1,s;loo-tisiologlcl. l.>a u ltimo invita l membri doll.l Comwis~io11e n fare uuu e,::un,ione in dirlgiblle.
JlrganizzazionB sanitari• dsU'aviazionB per il.dott. Angelo DI Nola, maggiore medioo, oapo dell'Uffioio sanitario del Commissariato dell' Aeronautioa.
Uimportcwza, dei servizi sa11it:a.t·,i ùell'aviatlou.e uoru sfuggi a,l .Comru:issa1·iato GeneraJe d ' Aeronautica, à.l quaJe, nonostante che fosse a<S.<sil-· la.oo dai più graivi ,problemi bellici, ,·olle istituirH con intendimento mo- _ derno e con praticità, d ' indirizzo. Iniatlti .fin, dai p r,uui tempi s'intuì che per il i·rtfatameuto de.i no..tri rn1orosi ~viàtori non La,-sta,v:i, la visita che si suole p!'a,tica,t·e ai militari in guerra, per stabili rne la, idoneità a prestare o no ,s ervizio, ma- occo1·rern,, ùa,t .:L la .::apecia.le e dcl icata man~ioue che l'arma. aerea, era chiama,ta a dis 1wJ>egna.re, h;titu ire speciaJi l'foei !'11e, con criterio rigor o~unente S<:ientilko, vagliru,;scro le qn.a,lità che ùt•vc ·po1,~ere l'uomo che vola,: .i vari l"ffici ~)sk.o-fi,,.,iologici all' uopo i..t it1dti e sapieiit.erueute guiùa,ti, egregi.unente f unziou.aron{) e perfettamente corrii:,-posero a.gli 8<.'-0J li ·J)l'(•fh,"Si . tilllto<-hè le a.tti,tndini ,psiclud 1e e fisiologiche, s icura,ID('utc vag,lia,te. fn.rouo mP~'<t, jn partitola-i-è vaJore C'd' i nostri aviatori, sic uri e &LI.Li , poterono ~1.i.-;solrere l'a,rduo N)mpit_iif t hc loro ,·e.i1iva. affi. dato; e grande fu non solo il riEtparmio di mate1·ialc che ben<, potè Te· nim <·,mi;:<•rnt,t'(> -irn mani proretfr. ma, c iò <',he assa,i ,più ilDlpor ta, il ri:<pa,rmio fu 1-(ra-nd.c IH.'I' la vita unuwa., giaed 1t:• la !;.lllità del c-ot•l)O e la
RlCElRCB.Fl BlOLOGICHEl SULL' AVIAZlO:"<ll:
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iutegrità ùellc sue funzioui 1·k.lu.sscwo al miuiruo gli a-0eideuti iu rnlo, a.ocide.ubi che purtt·vppo erano stati ~vsì freque 11ti s ui p1·Ì.lllµrÌli <lella a.viazioue ! Il ùommissariato d ' Aeronautica, nolll &<>lo si p1·oocètipò ùel reelut.a.cneuto dei nM·iganti dell'à.ria, ma pl'Omosse couforcmze scientiliche alle '<Juali ipa,r tecipa,rono hllustri personalit:\ wed'iche, incoraggiò studii ed e,iperiÌnenti inviando ufficiali medici spec.U\J:mentc competenti ml istit uire esperienze in· alta mont:agna nei laboratori del Monte Hosa per _ poterne tt-asporta,re le applicazioni prati.ohe 11el campo a,,·ia,t,0rio, p 1·0gettò oonferen;,,e sanit.a,1.ie interalleate, .incoraggiò e sovvenue l e 1pubblicazi,ou,i sdentitiehe ed .infine curò con grande iJJte1•e.<;Sa.111ento i p1·0bltmti igienioo-sanitari del personale ùtpendeute e portò spedaJi cure a.i Oarrupi Scuola.
ln taJi Campi i;m piautò infermerie, oorreda,ndole di tutto U J.J.ecessario per un eftiCTl<:.e ser\'i7!Ìo <:hirurgico, isti,tul luoghi di pronto soc001'!!-0 e ·post.i d.' isolawento ,per ma.Jattie infetti re. IAid<rore si 1.1-re:,mme\'a d1e i Camp.i d'aviazione d o \'essero restare a,nc:he ne l ÙO[>O guerra si fecero costruzioni in' muratura, ·per quelli in\'eee ,che si rite nne dorns:,;ero a,,ere cil,ra,tt.ere ~li. vrovvisorietà si oostr·u.i1'()UQ bara,et:,he <iu legno, bene ri.spon<leuti alle ,più moùer~ esigen.ze igieniche. A dil'i.gere i va-ri servizi _..:. che furono di&'Cipliua.t:i con uniformità ili criteri<> e ~ .tt.o un' uni<'a. guida - furono p1-eposti nfticiaH me<lici fm i <più di&tinti ed i se.I"Vizi fun.zi.O.I1a1·ono egt-egiameute, spoc.ie ,per }'interei-~mento ad essi preso dalla Di1-ezione .Generale di Sa,nità Militart>, la quale agernlò 1,00 larghezza di n'!llut<' e di mezzi l'opera a.rùua del ('ommissirriato dell' Aeronautica. D ii molti mm t,'Ollll:>etenti i11 ma,teria a,l"iatoria, sono sta,te 1•iroltc aspre cr.iti<:he perebè le loca.li1à, p1'i.>..<J<:dt.c pei Campi' Scu-0la non sembNwouo rh,.l )Ondel\ti a,lle deside rate esigenze igieniche . Tali critiche non fJOSSODO a,, er fonda,men-to per chè :,a · S<.'elta dei ter1'en.i a.<.latti :per l ' allt>stimento dei e.ampi di a,;fl,~one dt>,e ten<'r r~nto di una molteplJcitù d'i re,qui;:iti che. non sempre trovano cgua,le· S()l(l'(]isfacime nto. Oct orre ·infatti a vere una estesissima r.ona, pianeggia nte , non ia:olo per la parte ohe costttu.~e il vero c.a,m,p o _di a.dazi~n<', m~, a,neora {){.'I' le wne che a-l. CaJUJ}O ~tano adiacenti. Ta-li zone, che non misurano mai meno di l Km. quadrato, non <lebhono essere scelte fra i tert't'.ni proclntitili, q1er non arre<>.are danni ,n;ot.ev-0.l i all'agricolt ura- naziorntle. Debbono altresl non e.qsere soggetti ~ venti dominanti impetuosi pe1· ti>ndf' re po...<.t,i bile la continuit..'\ deÙ' is,t.ruzione dei piloti e in genere l'a,t.terra.ggio in qua,Jnrnqnf' {lt"a·, debbono infi.ne p.re.':leThtare fa<:_ilitù · di a.~.>rhimf>l\to Hell'a~,qqa, mf':tf'o1iCT1,: non rssendo ~bili !':f'Oli di l"<':\•·
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Hll..'Eltl..'M l,l lllVl,\)Gl C l:U,: SL' I.I.' A \'L\ZIO:-E
rit·o e <l'owullo gionu,si <l i s<'mplic i drenaggi, {' non ,po,.;sollo l'SJ•l'l'O son·rTh iarnen te tl.isl{waiti dat i<' .,:tazioni fer1,0Tia,1·ie per 1·e1HIP1·e fadli i t ra.. spo1·t.i <li 111e1·,·t> w,Ìumi11nsi1, f' i1~gomh1·n11 r1~. In lt;1.Ji11, a tutn.1• l)U<'.<-H, 1,oudizi-011,i· rispi.>mlono t1·e ~l(' •pia.gite: le b1·11gl1icr1.! Loml>a.1·dc, il ta.1·olier-e 1le lle l'uglie e la rmnpa,gna Hornam1.. ~rlla. sc:elta ù r i <'ampi si s<>no dunque :wc he tlon1te r~iJJtl:'IUJlel'aJ'e IP esigen?A:' tt•c nicl1c spec:i11 Li <le>ll'a riazio1w e.olle 1•sig1•11ze a.gric:olc così fortNue11re mrsse in l'iJil!1·0 da;) ) l i11is~1·0 c·omp1•tt•nll'. Pnra,ntt> l)Ue.-;t-0 11111~0 w·1·iodo {li g-urna noni ~i è 11w111·ato di 111·('01·~:rnp~1.rsi ,fl'l 1·isa11a.llH·11r.o dt'' (.'ampi 1• d1•l le ('sigmz.P igie11ico-,-,111i1ta 1·ie ,li c:olorn d1e ùebliono <'ssp1·1'i ad1ll'tli. i--i t- p1·on-Nlutn quin,ì'.i alla 1J)iù rig-<l1·os..1 protih1s...,i aur)111ala1'ira .• , allout:1,1i.111do da,i 1..·amp,i g-li in,rli1·idui atfPrti da, frltb1· i. ln 0Ltt•mp1·1·auz.1 a,Jh• tlh;posizioni t•mnnntl' dalla, Ranit.ì )lilit;1,1·1·. ùopo rhe lii' !!;~ n ~iwdnli essi an•n1110 a,nMo I<' 1·111·,· del 1·aso, n•nin1110 i1111•1·nati iJ1 tiipe(·ia.H 1·Ppa...ri lii ·(·011ral1·,,(·,•111.a.. do,·i• ro111 ·i1111a,1·01m lr 1·u1"<' <l<·l d1ioiuo ed rrano po,.:ti 1w,Jl'ai.:!':<.1l11ta, im,possihi.lit:ì tli ,·.011tn~ian• i sani. ~ <111<1,-ta,ntt• lt' gra.l'i ,Tifti1·,olt;\, c hi• l'l'inronti·ai·,rno 11{')1e pro:n·jste 11('[ "11ini110. i ù1mpi Sc:uola nC' fnmno Ja1·~:w1c11t1• ilotM.i e 1·pu111· somminh.:t1·at,o ir('11e1·,,;;;1-111f'11te a.i milit:ni di1p1·11tlrnti ;,orto Ja, p<'1·so1rnll' sQ<t·· ,·1·irlia11z..1, ù('U'uftid:111• nw<lic-o. <·om<· 11111·e si f\"l'IT,itù 1111'at.rin1 l'igilani.a affin<"lt<' i militari 11011 rlo rmis~"l'O n.11·,1,p1·1,t,1 1• JU>l! 11sdss1•1·0 fuori '11\U~ proprie abitazioni nelle 01'<' in cui fo Y.anza 1·t> rnaJ:u·iirt•111: ;,mi.rl io.11,0 p1111p:r1·<·. C:osì 1·ompatiltih11<'ntC' 1·011<· 1•siJ!PIIZI' 111'1 i,;pJ·\jzio furnuo t"l'Ìtati i mli n<>ll'iml>i·nnir<'. l-;a p<•1ulo CJU..dt• l>1•1wtka 1·1•sist.P111..a Il ia, a.I l'•wg;1,11 is.JLI() una, -lttHHH~ rd a,hho 11da,11te aliu11•11t,1xio1w. fu aunw111~1.f.i, Ja, 1·1udo111· 1·h·1•1·i •·011 spP1·iaJ1• 1list 1·ihuzione di l'ino r di l'Hffè. :-:.i i11t<>11,.:ifit-ù la, 111·ol!'zion<· lll<'H·nni<·a, d<•i 1Jnoi.rhi iil>ila,ti (')I(• fm·ouo rn1111iri ,fi l'f't.i1·<· ll1•. 1·.<)mr 1n1r1, J!tulllti e 111nsl'lH' J·1, prokt,thf' f111·()110 d iN1.1·ilm ite ai rnilita,ri <·he Yigila,nwo rli nottR ~11ra,1w.11'0. S.i. IJH"O<'P<l,l a,llà !•Pt1·0Ji.zy,:1u.ioni> C)t-:r)i st;1.g:11i f', ('OlllJ)Htihilnll•lltf' (•()1)(' t'Si,l!f'l!Z(' dt•i .Jll'O• pl'i1·f·a1'i finit imi ,ii C',w1,pi, a la"·o1·.i <li honitka,, NI i laYOri 11!'11:L .J~i,·r·ola hon iJif'.iL f111·n11~) <la t<'.m po 1·01rnpl<'lllti i> Jl(] i>f<si si dctt<> (l.p1•1·:t ('011t.in11:l' <'< l nlac 1·r. Autm·ih) ·f<.'111ihHiP- <·idli r 111ilita1·i dNita,rono ·i nosit1·i Cnrnpi e potl'1·ono 1,011..<(t.1t.r11·1' <·.om1> I<> <·011<lizioni <l1>i n,o~tl'i rnlo1'0S'i :1,Yiato1i fO!'ls<'rn 1p<'1·f1' ttJlm<'nte 1·i:-'J)on,le11~·i a .Ila, più rif?orof<a. igie ne 11e1· quanto T'Ì· gua1·<la,,·a. fa, 111:i In da. I Ciampi in u>na mal,wi<·a, fu1·on~, 1·elo,~ivmne nt<' UO<"hi e OO$t<>1•;ì, <',it,11..-. .iJ nnmf>1·0 <'siguo <ll'i <·:t>:i malai·i<-i n1·Yf'nu,ti fra i nnmf'rosi mili-
RICERCHE BIOLOG ICHE SULI.'A\'IAZHJ:-kl
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1:a-d che li •J>OJ.>olarouo. \'icino fb R-Ollla,, ,i n Joca.Jit.\ ù'o,·e la febbre ti110 a, poco telllipo fa intierint c1·u<lelmente, la rue<lia, tlt'Jla morbosità,, in ra.p-
porto alle iparecehie migliaia di milita,ri, fu deJ 0.51 % : e giova uota.1·e
che t1'8. essi solo .p,ochi ufliciu.Ji si cont81giarono Jlfl.J'<!hè, l~endo in questi a&;iù più evoluta, la coscienza. igieni<:a., si attennero 1più snupolosamente dci soltla.ti alle .norme profilattiche suggcl'itc e ohe edden.tcmente !'i· !IJ)09el'O nel modo ,più corupll'lto allo scopo che s i pretii,,.-;ero.
Nei rigua,rdi deH'i11gegne1·fa. s.witaria,, alla, quale furono prepo~-t,i ufliciali atth-i, i.ntelligenti, l'op1!1·a, df'I Oorumissaria.to ~i e...plicò con pro,·w•tl imenti saluta1·i e larnl'i di rn,d.a mLtura, t·omc quelli di sistemazione e livellazione d'e i Cmupi per ·darvi un regu,Ja1·p f>l:ol o alle acque (drenaggi, tubazioni, ca.na.li di raecolta e di soolo tldle ~u.:qne, canali •' di dife<.a., S('IO.ina di erbiL ove 11uu1clbWL o fosse deiici<'wte). li Commis~wlato ,ha spi<'gato poi 00J1tinu3,1nente ,presw gli altri Enti pubblic i gQ\·ernat.il-i e ,prO\·~.ncia.J.i opN·a indefo,-sa. perchè , 1e nis~ro com))fota,ti i larnri di bouiffra, di lor<> spet.ta,nza (•Ll ha potuto spesso ottene1·e chi' importanti larnri i-i eseguis.~ro-e qual<!hl' altra volta, ~; è 1·i11sf'ito a,ncbe a, fa.i· foruiula,re di>i ·p1·ogetti che è spembile possano presto &.'Set'(! tradotti in atto. Le r·ouòizi.oni generali di alloggim11t>ut,o furono curate' in mod'o ape· cialt·. opperò L101·e Ja. n<'ressit.ù cli un . nLpiù,o a,gglòm<'ramen.to e la deficienza de i materiali e della. ma!ll.o cl'ope1·a, non consenti l'ÌII11ipwgo di cost111zioni in muratura, .t• .impoi<.e l'impiego di 1:>a,1·;1<;cJ1e o cai..<;ermette sruontahili. s i ebbe tura 'Ili provvf'clere ba.ra.cchc cou eamlc're d'a-l'ia, come le Pasqua,Jini-Y.ie1rna-, le Hiaµd1i-Stei.ner (l le Ga-rdont1,. S e.Ile zone malariche e np.i periodi 1più ·<·ri,l<Ii -delrestate fu diminuito · OJ>pol'tnuamente il nume,~> dei coabi,t..1,rnti in ogni ba,racca, i.n modo da C'QUf<entire una, ·più arupfa rnhatnra, e migliori comli~ioui di vita. Tutti i proHE'dimt>nt.i d'ing<'gneria ,-a,nitaria furono a,dottati nella. i~tituzione dei Campi tli a;ria.zi1,HH~. Così t u t,ti gl'impianti idrici e in DJ()(lo pa1·ticol.1,re quelli dell'acqua potabjJe flll'Ono pa,rt.icolarrncnte curati ; analisi chimiche e ba,ttf'rfologiche ,·f'n,nero periodicamente fa.ttc eta:egui.re 1:ier quelle acque che non davamo completo a,ffi1lamento (' si p1-ocedè a,llo spurgo <lei pm.z.i. · L<> la.triue con fos.,;;e di ilepurazioue furono .~rudiatt> ed e:-:<'g11ite in llllllll'l'O più cbe suffidentc. Fumuo imp.ia,nt..'l·tf' ne i Campi doccie e ba,g.nd a<] 8C(Jna :calda, tipo Pàsserclli e tipo Bla.ne ; e tanti altri J.avm·j s.-1,l utari furono compiutà in un hre,·e rn!g€'r di tempo fra rlifficoltù, enormi . oonsi!:lten.ti .prjnci1Jatlmente nella :sca,1-s('zza. (]ej mMeda.li ila, costruzione e nclla. defi cienza iclclla mnno <!'opera. Appena ,sopita, la stagione malarica. mentre t.i-anquillamen te si
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RICEHCBEJ BIOLOGICHE St:L!.'A\"lAZlO:'\EJ .
attcudent a •J)(;rfezi,oua,1·() sei11p1·c pii) il :,.,(:n·izio &lJlÌta,rio, swppia.va nei va.I'! ~ utri a.via.tori J'cp,iùcrnia, i nll un1zale che recentelileute fu.uest.arn jJ no.~n'<> l'aese, C<llllJwometteullo g1-aye111ornte l"t>fticicnza behlica dei no.·
st1·i ae1·ona,11.ti. Le pr·e\'idenzc igie niche, e,.<;l'ogitate ed attua.te fra Ìillllle nse difticoltù rue-ut1·e più ferv<wa la. g uerra. f11 1·on-0 baste,·oli a. oontenc.re il morl>o e a. debell.ado: ,i uoiitl'Ì ÙlJlllJJi ùi a v ia.zio11e, ·aovc :si procedè aJl'i.solamcnto 1·az.iona le e rullo sg~.~nb1•0 immedia1to <le i .colpiti, furono in breYe ri~ua-ti e il noi·nui,Je S'\'olgiruentt) deJJe istruzioni non .fu q~a,si per nulla compn~lll<~''80. In taJe oc.,ta~ioue il Co.mmis.•,aJ'Ìa,to <l"'Ae ronautica, cedette au('he poi sc1·vizi r.i rili i medie.i che: furono richiesti e, qumHlo ne fu ooUedt.a.t-0, non lN,inò aiuti di ma,re1·ia11i e di pe1·~nalc a,i colpi,ti da,1l 'iufiuenza che · eran<l nelle Y,idna,nze <lei Campi·. B <;onfo1·tevole il pem:-iero d1e nulla, di qnaJ1to è stato fa,t«> per l'Aeronautica, a.udrà ,perduto a causa €1elle a,p'J>lka.zi9ni molt(1plici che di c~""'l, ~Hi.lJlJl-0 fllit.te nel dopo guer1·a.; il se1·vizio sa,nita,rio quindi J1on S-Olo 1·p,1tcri\, e Ri amhà i;;empre più pel'fezionan(lo, ma., c'iù che più importa. è c;he i n uo,i e positivi ,s tudi fatti pèr la selezione del 1>erRona.le navigante 1ianno <f>-Ol"Utto e por1era-nno nw:ggionnonte ool loro J~Jofeziollamr>nto i.1 più g1·a11de <'-0nt.1·ibu,t-0 a,!la, Rcicnzn. model'lla .
•
RICERCHE BIOLOOI<'i I E sur.r! A\ ' IAZIOXE
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Imm 11r la uelta ~el ,euonale militare navigante ~ell'aria per i proff. Giuseppe Gradenlgo, tenente colonnello medico Ispettore degli uflloi peicofl.eiologioi e AgosUno Genaelll, maggiore medioo, direttore del Laboratorio psioo.fieiologioo . del Comando Supremo. L<'I ,;1·ilup('O a ,'>8Ullto <l'urautc la gue1·ra, dall'ar.i.a.zioue lw. fa,t,t,o :,;cutire la, 11ecL-s»i tù, <li a.ti i!.,ire a.i i,cn ·i:1.i,> mi Li,ta,rc. .ncl_l'~t.l'i{L ~lei pé-so11,\le stello con pa..i·ticolu,ri c ritct·i, in moilo da oorri~pond1' 1-c a,!11; 4.,-.;cc:1.i<.111a.U e<iigenze di tale HeI·vizio. Lo stL'tiso costo a,lrt,i,.,.._imo •fogli u1 •,P8J'L'<-°C!Ji, fa lunghezza. <lei periodi lii ist1·nzio 1w e · la mo) t(•plici tù tlcgl i j usegnalllenti 1te<:~-,.ai1·i pe1· fare un soldato Ù('l1'a1·ia, 1"<mdc11ùo C-(>stosa fa. fortu..izionc ili c~'>O, csiJ;,'1.!\'8J.JO 1.:h1• r c 11.Ì;;S1::l'<J a 1·1·uola,t i in t.a.li )>'l:uole 1,;olo ~oggetti ~Lpaci cli ~111,1-e u.el minimo telliJ10 po.<,sibile un re11di111c11to ma~inro . Oltre al .la,lloratori<> del Oornn,ndo :-;npr<>mo, i h l! nHiri p,;it·o-ti~iologiei te n.itJoriaH <li To1·i11io, Homa <i ~HpoLi fi:-,.;;wono oolle e>'pc:· ricnie fa Ht~ 1m migliaia di ca.11didati i c 1·itp1·i di ,idonei.tù a,l \'Olo e fo rm11la1,ono un modu ki unico di rsam e, c.11<' ogni pilota. ml o,-~ rn1,tore ,li arroplano <le ve po1·til,J't! con sè rn•ll<' ~ue rn.f'ir pc1·1:gwiuazioui. ~<'l mndu!I) ;;ono accurati1-111<·ute .rrgL"!t1·;1.ti gli esami ,imhìti e I<• 1·if;11ltan1..n ri.sp,!l1irc: ('Sso pe1·mNt•· di cont r·oll.11·r. i-O(•ffi p1·r <-11~ Hppai[~ u t ile, (·olla. rn,1J!l!io1·e JJO)>'Sihile ohiNrt:iv-itù , le qualità psico-fìsichc e lì«iologichP drl Pil'-la C' gi n<Licar·e i·nl tale rn,,)l!,o i-ie11r·a1111,11t,• <h•ll(' su<• ~1ttit.11<ti11i al rol,,. Poniamo, ad eserr~ruo, che il piilota. a.l.ibia s-offN to i.11. un.a c:uluta. 1111 )!'r·a1·p 1 1·,-Hrma all~r t1•sta. •' nhh.i-a, 1)(\rTiè> a1·uw 1111 · lnngo 11(~1·io<lo cli ti·poso; pr.irua di o.<.~re ~ o di nnm·o a vola1·c, ~I.i deve sn bir-1~ nnn. ,if<ita, •li eo n trollo pt'N;.c;o uno <li dett i uftì<'i·, <lo,e pot ra.unò ,p~r tn I IDO\)() l'.<;$CJ'C conzy.;iciute le a,ttitndini _('hP. f'j:{li J)(}SSCfl'o\'3, pYima cleJl'.inej(]('ntl' e oon!l'ron1a.te oon qtwlle clr<' 1ywPsenta. dopo di questo. I~ pat·· tirolaritù ili funziona.mrnto df'g.li nffid ps iM-fisiologic.l <l,i aviazione fu l'()no già esposte in itknne pnhblicazioni, éhe il lettore che si int<:'r<'S~'1 dell'arg<>mento .po1lrù. u.tilm<'Jl te oomml.ta,1·<' (1) .
.. (1)
GEMELU. SuWapplicazione dei •m etodi p1tico-jlsioi nn'rsame d ei ca11di1/11 tl 011'qt·ia2io11e militare. R Lvl.9ta- d1 J)<S:lcolog,Jn. Ago.sto 1917. S 11r les m,ethorles
P4IIC/Jflhusiq11es,
etc. Aretilves imlle.ones de biologie t . 67, fuse. II, png. 102.
La oto-r-ino-lat'ingologia e i f/f'Oblem i sa11-itn.r/. cleli'att·u ale guerra. Arehl\'io dtallano di otologla. VoJ. 28, fa iac. VI, pag. 3.'!5. GIWlr.;100 e Ba11.JT2R~. Ricerche psloo-fisiologiche s11 i candW.aU al pilotnggin' ,d'al"it1zio11e miHtare. Giornale dt medlctn« ml-litare, 1918, fase. I. GfW)E:l1Go.
• •
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Bl(;ERCHE BIOLO<.HCHli: SULL' ,\,VIAZ(0:\1,;
' Jn In"bilterra, iiel marzo 1918 il Medic:al Adm1imwstrative l'ommitee t> of. A.i.r Force, d'accordo oon il M edica./, Resea,rch . Gommitec of oou l"Air Council, oo8tritu.irn un Air Mcdical lwvcstigation Comrnitee, che ha per seopo d i stu<l'ia-1-e pt·ohlemi medi<:,i i n J·elai;ioue l'aeronaur.ica (1). lu Arnerka., orn le a,pplicazioui iùclla, 1•:-:iuologia ha nuo a,rnt.o la più isoll<X;ita, e :più comipleta c-Nplirazio1w, è 1,taito col'nitrni.to uu Commiter on Psychological P'l'oblem of At·ia.tion; il quaJe )Ja, lo seopo ili p1·uce<.lcre alla de termi nazione dei niti>1·i per la, e.lai,;.sifica,z ione psicolugir a deg.Ji a,daitori e le relazioni di quesht t'la~'1'iiticaziùne ai pl"Où lemi IIIC\:CH,Uiei (2). 111 Fr·a,Jll(·i:t :,;ouo ;,;t:1,l ~! <:Dst ituitl' 1pm·ti1·ola,1·i <·om1uis1-iuui ili redntameuto, de fJttali si rn.lgono dei ris ult.ait.i otten uti dni fh-iologj fr~111 ee.<:;i. In ùewwa,nia l'Hc.cettaziooe del p1•1·;:011a,le na,\'iga,ntc <~ de,·i1lutll a 111<"<-lki dèl 001·po iwrona.u tic o. J >rrn (•sse1'C 11,ota.t o c he iu qu('.-.to fr1TQl'P <li f,,tU(Ìi si d e lineano ,11,ett:1111p11t<> il11e to1Te11ti. Altpni, pa,1·tono ,ùa,J fa.t.to c.he i'ada.t-01·c è l,jlJf.· t<>fH>st o ,Hl u u 1·11de l:11·01·0. ad :u~limen t i e.he ri<::h iie<lono u n enonne ,;l't•n.o 1• (jlH'>'t'o in c•1,11dizimli ht·n, 1liffe 1·1•nt i tln q1w11,, uo rmali, tl~,·r pl)ssede1·e nu orga,niisrno particolarmente fia;rio e robusto, in modo Ila, potN· rispn1Hle 1·<· a.Ile• <','>ig1•11:m 1·1·eate 'lfa qnC'J':te ,eoudiz.ioni e da nou es,-:p1·c 1·,Lpl'fl.1.mentr log01·:1,tA_• nl'Llo sfor7JO al <iua,le è sot topo1,to. Perciò ~i dC'hbon.o s<·{•glic.we c·om(' arial"ori e dirigihi)i.,.:ti o ()f<..<:('l'\'a,to1i daJ ,pa.Jlone fr<>na.to quegli indiviflui dH• pr<\'*-'uta,no lUl opUmum. di strutltura e .di funr.ioue ilei vaTi s istemi cd appMecc.hi (3) . E i n (Jn<.- sta vfa, i-:i il ,1·it·ereato qna,Li mg~1,11i e qua,li funzion i ,.:ubisenno mag-g.io rnwntfl l' influe nr.a, <1<·1 mio. E già. 11oi J)OR~ediamo oggi 111111, Jll(',S!«! di indagini !Ilei vari prohlemi di fisialogia sol)('va.ti d a, qu<'>-i<' 1·i(·Pn·hP. Fladk, in Ing-hiltrna. ha irlea ro una, S<.~ric ,di (',.:peri<>1w,e ing-<:gn<>si;:!<ime a-tte a, 1:.il<wa,1·c Ja. ra.p,1,dtii, polmoua,1·e <' rn~r:o-lai·e (4).
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1
(I ) Veggasl l\JARTl"X 1'' 1..ACK. ,'-c i c nliflr 'l'rl!I tor 11,o i;rlm:lion. of Pilut s t or th e ,Jir For ce. In N nturc, 2H i\lng-gio, png . 225. H. Gn,1.:M.: , \ l'<Df..1~~0:-. . T!w Se/f'Ufon, rm C'an1J.itr1lr>s for /11(' 1\ir .~,.rric·,,, in Th <' T, an cct , ì\la,r ;,,o 16. 1918 e . 1ra1te,· M edicnl Rr•<,'flnl, Ottobre 10l,. (2) V••i,, gt1si: Ro1mtT :\I. YERKES. Psycllol oyy i n R ela!ion in llw Wa,· J~c llo/ ,,r,iral R f'l' i cm. :\r:11·/;0 Jl)ll<, 1,1g-. S.5 .
(3) J. L. Dm Lf:1'. Atcdic1il Aspects of Hiyl1 Fl11 ing, i n Rt:11urt of /Ile Air M edica i Tln ·cst igal'ion Oom111ilr:c, N. 2, Mnrzo 1918. (4) I ln,·ori del Fbll'k "'->llO mc~:olt i ne l Report.s of t he Air ~ edical Investii:-,1tion Commitee. Vl'1,.'1-:as i: M. FL.1ci;:, Fl11i11g Sln's8; Ide m, Rcpol"t 0 11 t11 e l ;'.,·M1111i1111t i01i of 1i SPt'ies of S11coes.•f11l ond, ·11111111cccssf11,! Pìlots fr1J1n · llle
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Da noi Gradenigo ha. lliOSSO in luce tutta. l'imporoo,nza. dell'e.sa.me tl<:I k•lifrinto il). 01<di·nc a.ll'orientawento nello S[)3,Zio (1); Ag.ga.zwtti e GaJ.1..'0 tti (2) -rip1'(l]].(!endo gli studi del JoN> maestro Mo:sso e da loro stc.'Ss.i compiti iÌ!n alta. :llloutagua ha.nino illu.stra,to la. ~l)Ortan1A1, della, u~pre.-.sfone a,twooferica, e Ja, u ecoosÌ'tù. quindi di partiool.a,i\ prOv'\'liden.za. (3). Gemelli. ha stu<lfato le trasformazioni de.I sangue, dovute al h1ng<> . esercizio del volo (4), Goorges Fe1Ty (5), la influefilt.l, della depressione barometrica sullo. .p1"€8i'iione sanguigua e su.l ,rei.piro, Geigel ,(G), l 'a.zione del ,ento in ael'oplauo sulla fol'ID6 del 'l-espiro1 llinet (7), Ja gene3i, del maJ!! degli a.via.tori in raipporto coo le sue mo! ~pLici ca.use, Bahn e Maln.n (8), ha.n.uo studiato il S<mBO statico e il f;OOSO vestibola,re in raip· porto con il gove1'llo del.l'aeroplano. Ferroo re Rand (9), la. funzione dell'accomodamento della, vista in rapl)Orto. cOIII Vavia-zione. lnsolllilll6 si. ha· oggii. tutta una l~tura sulJa. in.fluenza del volo iu aeroplano che iJJust~ la. neeessiJtà dri! una. scelta, oculata. degli a.via.· tori in 01·diue alle loro oondizioni generalì, e dei singoli orgrumi e SÌ.$re· mi. Secondo un n.ltiro indirizw, che dwpprima. JJ,lustrato da uno di noi tl'ue (10) sostenuto con oopi.a di da.ti da Jea,u Crunus e Iloor.ii Nep-
fu
p,,i11.t of view of Oa:igen Wan; idem, the Ba.g Methode tor the Iooestioation of !lir Di4a,l>ililics iw ,tl:vlato-rs; idem, R eport on the Vawe of Oa;igen to Ayiator 111 Relati~-ely 1;0-00 Altitudes. . (1) GIW>IT.'iIOO. fiulla fu11;;i.or"e del labil'i11to. Archivio Italiano di Otologia.
• di
\'ol. XXIX, fase. 2, 1918.
(2) Aooazzorrr. La terai,ia del '/llalc degZ·i cwiatori. Giornale di Medicina milimre. • Fase. III, 1918. (3) Veggnsl anche AGGAZZOTl'l e BILANCIONJ. Glornale di Medlciua mll1tore. rase. IX, 1918. (4) Gtll.ELU. Stilla com,posiziO'lle del sanu;1te degli a1Jiatori. B-Ollettlno dell'Istituto Slero~plco Mi-41nese. oVl. I , n. 2, 1917 e &rchtvoo Italienn<>.s de Biologie t. XLVli, fase. II. (6) FEllllr. L'aptitÙàe à l'a·viation - Le voi e,i 11autem· et le mal dcs a,viat,mrs. ra ri.s, Ballllère, 1918. (6) GEIOEL. Dù; At111e11tci~linu d1,"T Flieger, l\:IUnch. Medii;, Wocbenschr, 18 sctU!mbre 19I8·.
(7) BINET.. Le 111al des av iatc111·8, Ilevue génétale d~s Sclenees purea et a.1>1>!~ rM·
JJ.-
15 ottobre 1017. . · (S) H.uu, e M11Lu1. Ddl' csmn e del senso statico e <tei senso vestibola1·e nei. candidati aU'a,viazione. Archivio di otolog!a. Vol. XXIX, fase. II. (O) FEBRtE e R k'1D, The ltlerria of A<l,j 1tstment of the EJue for Olcar Scei11g at
~11ée,
DIUen~11t Distooces, Flfty-foortb Annua! Convention of tbe Amerlcan Ophthalmolo. glcal Society. Luglio 1918. . (10) GEMELLI. Loc ctt. · ed In parecchi artiooll .di riviste dell'av!azjone che hanno -senlto a det~re una corrente ·<11 avlazione. 3
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34 }Jc1· ll) e uggi aut:ora 1p iù dracewclllc ùit:cxu ù.li psicologi america.ui t:t),, la ~cclt.a ùcl 1pcr:svualc acroua,utico ùerc ci,:sL'!l"C fatta prociìJ.mameute i u llase ai ùati <lcll'e~w1c psi<:ulogito. l'oi·d.1ì• il cowpi.t() ddl'ae· !"ouauta con,:,;iste p1·iut,ip~dwcuw ucl counlina:re la, l:iU,L attirilà 1.11-otricc in gni<-~1,"ila risponùo1·e prootawcutc al,lc singole 1mn:czioui ·risi~·c, t.a,ttill, uùitirn, wusoolal"i, ecc. coli lllOVÌ.lllcuti precisi, •pro.nti, coordinati, oosi la. ìi>t:elt>a iùcl .pcrsonaJe aeronautiuo dcre a,, ·e1·e pre<:ipuarneute 111.:I.' swpo quegJ..i iuùiriùui clic ùÌJ.lliOl5tJauo ùi arcrc quelle pru·t:kola,ri a,t,tj . . OlllLlui psico-tisiche cLe gli verllieLtu110 ti'i cou.upieJ·e 1·api<l-arnente e CAlll p1.·cd.-ioue un coll.lpiw c>OSÌ c011Jplc.:-,."ro. Queste 1nu·ricolari a,ttiludiui p(•1· le 411.a-Li a.kuui iuùiriùui a.ppren<looo sollccit,anH!llt~, a<l ei,;ern;pfo, il gon•rno dell'aer-oplauo, ll.lent.re aJtl'i, a.d ,ou,ta {Li un .luugo, escrd:r.io, nou a cquiistauo la net:e~sa,1·ia l.\OQrùiJHt,zioue, pt·t·ci-sioue e l.'api<lità ùell'attiritù, wotJ·ice sono rh-elate dallo hltuilio dei vroceissi p1Sico-Jh;ici cleuro1.1faJ·i, da.I coll.lples.-,o (fei quali rL-mlta l'a.Ui \·itù, vsit°OIU<)trke. }il'(;Oll<lo queisto lll-O<lo di r eÙL\t·e secoutla.l"ia irupo1-t..au·za. r.ie.ne data al. l'e.•,;ame l:loruatico, aJ tJua.le è ri,,,;ena.to &olo uuo sco.po negatiro sdctrh·o, .o~sfa., ùi ei:;c luùe1·e da.I ise r\\zio aeronautico quegli i11ùivi<lui eh~ })l'Cl:iCU· tauo akuue Ì.lllpel'fezioni somMid.1e e funzioua,Ji incorupatil.Jili con i.l rolo, rnc11t1-e iuvece all'esame tlell'aLtirità p::<ico-lisica è <lata. la ll.laggio1'l' i111port~u11,a, oome c,J'i.terfo 7>0.'<itivo <li iscelta, degli ioùi\i<l'ui che prcsent..'wo disp~faioue ib Ul.,le comp.ito. Da un e&'Ulle accurato <:he i di 1-ettori d.e i ,nostri Ufjio-i 7>sico-ji&i-Ologici <li a!l)ia;:'iono militare ha.uno eonquuto jD,<;ieme dei ruetodi propost.i e uo:a,ti uei vari paesi, C$si 1,0110 r~nuti alla coucJui,;ioue di ~gui re una via i.otel'media, tl'l1 que.,;ti due ·in.d.kizzi. Da.re gnurde im'poo"hlu7.0· all'esame ~llliL· tico senza puuto t1·ascurawe ,l'p,;;:une J>~<"o-tisko, f>tcgLiem.lo neu·uu eampo e uell'aJtro alcua1,i m<'toùi (illC, a, guir-;a, d i te.si-i, sei', 1a,no a rilenH'<' la. fh,io· nomi.a, aua.torniG"i, n:..iologil:a e 1~i.c.o-tisic.'I, del c-.-1,ntlida,to a ll'av.iazionc. Questo iudirizzo è giuf-titita,t o dalla cousidera.r.ione dclln somma. di i<f'orr.i e di a,r'{)lmenti d1e {lernno compiere gli avia.t-(Yr·i nellfll pre<Jen>tc guerra. Q.uegli clie conduce a,i e<mtùattimenti e a,lle \'ittorie gli a,ppar·~.(·hi ùi aviazione mo<lernl, giù co~ì perfeziona.ti, ,de\·e ef-:-t' re egli ,s t<.-'l."-'-O uom o quaJ1to più IH\,-::<illill' pcrl\•t.to, tfota.to cio1\ 1lc•ll1' migliori qnali1ù, ~kJlo i-pirito e del oorpo. Ta.Ii qua,li tù n~nnero sttthilitc iu ba.;e a,llo studio <.11, lJ:1, p!<.frologia, e di'lla fisiologia th~l \"Olo, in bai:;c ad c•i-:uJJi :l('(·ura.ti P1<1•gn'iti
.. .
(1) f'u1us et NErPF:u. R <'t'<'l'(·h c.~ .• ,,,. /"11/)lil11 <f r 1i /'a i:ialio11. f\ull,•tin de l"ln>'titut. i::énérul J).<ycllo logyque. N. 1-3, 1917. (2) 1'.t:nn:s. P.~ycholoay in ri:/a.fimI 10 thr War. I'sye bol. R eview. Mnrzo 1918. J"llll!;. s;; f«';;. <' HrnAJ.D ID. H URTT. 'l'h r /ll'l'<·t' f)livll nf S liyh/ Oht11111<' 8 o/ C'Jll'i/oibri011. Th, • J uuru:1 I uf ,q ,plil'd 1':-:yd1oloi;-.1·. fl in~110 J!n ~: p:ig. 101 e tse:rg.
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• ~u coloro clic -si sono g.ià , rin:IMi all'altlo vraUco cccclleuti piloti, -c ti1111.J..w~llte ùic.ti·o a.LJ;., invcistigazioue ùclle m,Llalttic, a.Llc qua.Ji gli a ,datot·i r:muo più facilrne-nte _i ll\-~nti·o. La bontà, ùcll'indirlzw ~guito da.i uostri l"ftid è »1.ata a IJoi dimostrata i,;perintcnta,lmente <l..ti rji,ulta.t i ac11uisiLi. ~111A1, c.-;pon-e df1·e, ))()!>'Siamo affei·rna,re che, c-011 i.I 11rccisaon,i e oon J'affl'J·ma.i'!:li. e comrpl<itari,i dei met()(li J.n.upiega.ti, al.Jb.iawo rk1:o, a ma.no a wauo, tl'intluuir e il 11u..me1·0 dei ~rgt,tt.ì che, entra.ti nella :ocuol~L ùi avin.zione, i,i sono <l imootrati al_l'atto vra.t ioo inet.t.i ~hl rolo. E una. couferllla ~111.·1·i.rueunhlC ('IÌ è stata offe,rt~L _tfa,gli esa.uti"' compiuti iill zona, di guei-ra soiwa gli aviatori che già. haooo fatto lungo se1-vi:i;io, e lo studio a.ceurato e rom.pleto dei qua-li ha, illu~trato Ja bon,tù. e la esattezza dei t~ti adottati ucl se-lezioo.11,re il personale narigantc. Quali iso110 que:erti tet:lti t,Ol.llat i c,i e 1>sico-fù;ici che n.oi abbiamo aùotta.to nei ll<>i<t~·i ln,1Jo11.1,torii rogliaruo or.. el$p01-re pm· sowmi caipi. Ognuno ùei nostri uftiti por l'esame dei candidati aJ1'aeronaut.ica, è tliliso in va.ii 1-eparti diretti da meùici speoializza,ti, ognuno ùei quruli è a mia-volta coa<limruto da per,'>'Ouale subalterno: ogrui_capo repao1lo 0ssume la, respo11sabilità <lel giu<.lizio che p1,onu11cia suJ. risulta.to delle )'l'Ore cla. Jui fatte esegui1'C; e tali gindizi singoll rnugooo ra(;colti e t,0111,1-ollati dal Direttore dell'uflicio, a.I qua.le spetta fa decnsione. • A. - L ·e8amc so1natico. - Aill2.itutto :nel .repa,1-to ~ ~omrutico voo . . i:ono accurataitnentc 111coolti i dati auamne..'l;ici da,l cand idato i.i.c..;so, c he ilere attei;.tare eolla a.1,posizio ue della firma I~, re1·i dicità di quaJ1to ha a,f .. ferwa.to (e ciò allo scopo tli impedil'e la dissimu_la.zùone di affezioni o imfl<·rfczioni); è tenuto C'outo del gentilizao, <.TelJe. modaHtà dello sdLurpo, dei 1n-ecedeq.ti i,;porti\'i, delle ,Ll>it udiui, speciaJmeutc c~il·ca l'uso del taba.ceo e dell'akool (è ri~aputio e;.he ta,li ·intossicafiloni CJ'{)lljicbe ùaun-0 luog0 fadlmeute a, vertigini e ca1•fliopalmo). Yen.gono inve.<:tiga.te le malattie prcg1~: grau<le m,l ore si <là a.lJa, esi!!lellza. di una. infezione fcifiliti<:a,. Anche i tm.umatismi preg1·es.'li, partioola.rmente que lli imlla h•:'>ta,, .e.li <lata 1-eco111te e che furnno st>guiti da, p1-ohmgata pe1·ùita <l'i cos<:ieuza, sono p1-esi in seria oousidera.zio11e: ta,Ji Mggetti ~uo infa.tt,i leutj m,Jl'~11pp1·e1Hlrn·<·, in<liffel'enlti, facihneute 1,;ta,urbi e assolutamente fo.ada.tti a.U~t guena, U(>ll':wia.. ln()lt1'<' t•;,.<: i prorn.110 fa<:ilmente una, seri(• di ,d ii;tu,1·hi ehe da,tnn,o •lall'<'poNt del tr1wmati~rno "'ulilto: cefaJ ea,, st~chez1..a•, facile omotivitiì, e diuio.;trnuo sintomi obhiettiri va rii, oome tlmstabilità, d(•ll'a,zioue mu~·ola1·e e di~turl>i rlel AAUS'O dell'equilib:rfo. Anche ognj ihdfaio tùi e pile.:siai, <li vertigini a.d f><X:~<:i, M pc.rdita di atteumone, ecc. deve essere musa d i ina.hilHù. I M)ggetti eo.u r,erditra, di f>OSta,nza o.me-a, della yoJta d-el cranio l'IOlllO da, elimina.re, anche f((• nou ooll'rono dii;t m·\J.i ma.nife.'>ii, per chè sorr><>1·rono male i ,rapidi squi-
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ll1C1'!itCHEl BIOt.oGICHE S0LL AVIAZÌONS
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libti di i()l'Cs'Sivne atw.osfc,l'in1 e <l'i tcllipern.tuta., a cui ~i esvuugono durante H ~-olo. l'er la i,;tessu. J:a,gionc le va,-stc cica.Lutlci; paJ·t..ioola.rwcute le cicatrici coru;ec.utfrc a, foi:ite ponctra.nti ncl to.ra~ e neJl'™-lùuwc, J'Cill · ùono iMl>ili al volo. P er qu~oo l'iguaJ·da le cst1·ewità, ùol>l>iamo c.orn,iùoi-arc cùé i movimenti ùcll'aeropla.no oouo più i,;pc<:iaJrneute regolaµ <lagli arti supe.riol"i e per lo più con movùncnti elle si compiono a,l .i.l'isotto ùell' a1•ticola.zio11c. <le.Ifa. spalla-: bisognerà ÙUlHJUc tcuer coow, ca.oro per cm;o, <lclle au.it u· òi.lli f'-!11zionali delle l,ta<:cia; me11t~·e ,l'acoorc;iamcnto <li un arto iufcl"im-c . con ruol,ili tà l>cu wuootva.ta. tUOll ùorrcblJe c,,;~re <li ostact>lv al pi lo· tagg:io. ~ono, aù esem,pio, sègnalaltd casi di phloti elle ba11t1.w fa.tto buou i.o.rviz,io maJg1·.tòo · .la. lu~wione cougeni-ta, <li un'a,Bca,. lll\'CCC Ji,,,;tu 1·hi nella molJilità d i . un arto i.ufot·iore 0.1J011 :sono i;vruva,ti IJili 0011 le .uuu1i,;ivui di osservatore mit1·a.glicrc: . l ca,11diùaiti che vres(!u ta-uo altC1W6io11i i,;ililitic.be iu atto vcngouo icmporàil.Je.:tu1cntç sca.1.-t:ati, .mentire .:,;.i arupietto110 quelli_a ,tfotti da- scwplice ulenormgia. L'ru,-ame soma.tico viene eseguito ool modo più accurato e comiileto. \'wgono detet·JI1.ina.t.i. in ogui caso a.nelle il pt'OO e la s ta.tura) i,l pe1·i,llletro turauico e addomi.a.tale, meuti1e iu generale si dù, a.i daiti 9pi'.rome tnici scar~o valori'!. Si tiene conto dello sta,t o di nutrizione gem;.1."G.le, del.Io svillliPVo dello scheletro e ùclla muscolatura,, della es.isteuz.a. <li adenopatie (in caso dubbio di tubercolosi. si 1p,roe'e<le all'c.same .rai<lioooopico delle ghiandole rped.broncliiaiLi}. Vengouo determina.ti la frequen:;,,a, e i cat·atrori del polso e.olla .sfigmometria ed e\"entualment.e coll'clettrocardiogra.mma. , 'i mi:snra, Ja vrc.-;sioue vascolare, tenendo conto e var.ia.ndo l'ora in cui -~i rratica. l'esll/llle . Nel rigua,rdo nevNl'ogico veugo.oo meto<liu uneute i:uv08tigati :i riflessi s uperficiali è p rofoudi : rtaholtn tregistrato coi metodi grafici il pn.te.1lare (Galeot.ti). Vie.ne eseguito un diligent;e esame delle oriue, e quando si ri.S\:ontri n.lbumina, 1:,i esegui,.c.,'(.-e anche l'esame microscopico de~ se<'lime:ntx:>. Io ~pccial~ ca.si il ca.nd-i<l'ato è fa tto r.i"·ed.ibile. B. - L'cAfl.mc degU orgarn di senso. - L'esame de lla vista ha gralTl· dissima. i.mporta-nz:a,: un a\"iatore c.,on vi.stia deficiente s i trova in oon· . d..i.zion.i sva,lllt.i,ggio.-;e ue.i combattimenti aerci o ne i .servizi <.li ricognizione. Inoltre, coll.-L ,·clociu\ ra,ggiun1a drui ruo'lle111(aeropla.ru, il· pilota p er atterrare senza pericolo deve sa.per apPrezzrure oon s ictu·ezzn, le dista-nze: · la, visione in profonditi\ è sopra,tntto funz.iooc <le1la, visi01Dc binocula.re: per quA<.;to grn.n<le va.Jo1-e si a.tt,ribttisce a,Jl'c~1me ic;teJ'CO· sr-01~i1:o.
RICf:llf'IH) UI0l.OGH.:n~: SUL!.' AVlAZ1fiK 1•:
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f.,'att.cnamento è llHlJl'(YYI'U, deJ!e· più difficili: è OOIDC Se Ull3• nave , Ja1H·iafa colJa vi',locitlì. di 150-200 c hilometri all'ora coutro uiua. co;-h~ t'O<:c-iosa, <lovesse ei.-servi condot ta d ciuo ~nza, urtarla,! L'acuitiì, visint dern e.c;sere <>guale ad 1 , a.Imeno iu un oe<.:hio, senza. oon ezioni dd lenti, e <non minore in ogni caso di ~/ 10 nel i;.,erontlo occhio. I candidati che posseggono a,eui,tà visiva, superiore alla me<.fia norm,1le (ue abbi.a mo t.I·ovat i, scgnat.uuente tra i mrurinai, di quelli con li"1.a di 1,4 - 1,5 e perfino di 1,8, p<>Fha egua,le a,d 1 Ja media 1D10rmale), rrngono segnalati al Coma.udo J>6l' la eccezionaile potenza vis iva. 0 1-ande importanza si dà pure a,ll'esa,me obbiettivo d<'ll'occhio ed· annessi e alla determinazione obbie ttjva, della re frazione, p11rticolarmenitc dell'astigmatismo: vengono determinati il campo visirn e il campo di f;,,"Uardo, la e.<;ft,ensione dell'a,eoomoda.mento. ,S i tiene ·poi g ra,n conto del comportamento òella. \;s ione a l uce diminuita (visione crepusooJa,re, occhio di ga,tt.o) tanto import.ante per i M iz;i not tu.1·J1i di aeronautica.: l'ei;:ame Telativo è pra-t,icato coll'apparecchio di Foorster o cli Colombo, coll'QCCbio a.datta,t.o all'oseu11it:à. GmJid'is"ima import.a,nz.1, è pure a t tribuita, alla normale percezione dci colori ; l'esame :relativo è pra.ticafu oon m(\t.odi rigorosi. Per qna.nt,? rigua,rda l'e.9aIDe i<'leJl'or~ bio e delle prinie vie aeree \'l'n·gono raccol.ti con c ura i pl'eoodentà ana,mncRtir,i ; r.on .1·i guardo an1·he allo stato dei denti, a lla. ;pioIT'<'a ~.l\'eoJa.re, a.l le a,ni;!'inc touRill:wi a. ri~tiz;ione: alla sordità farnigl i a,r e, 'a lle otaJgi<' e Pl'<'gl'eAA(' otorrre, ~i indizi di adenoidismo. :€ impoM:ante che i ,deJ1ti sin,no in buon., stato, altrimenti nel soggetto che dlll'anlte LI vol-0 tiene la, hoc.ca, 'semia;port;a Ja. corren te d i aria f 1'('J(Ma ~nò aggrava 1·e l<'g-giere conòiZJion:i rl·i sepRi d e.otaria.. I mportantJRRirna è Ja buona, perv;iet à delle vie na~ alla rei-pirazionl', in~cme a lla norma.le pe1·viebì -0ella, t.romha di Eu~tachio: i n C.'!.';!Ì d i stenosi tubmria il ca.ndicla,t o pnò n,ncl:tre incontro nei rapicli camb iamenti di pr~ione a cni S'i espone nei voli a giran<li altezze, e specia.trnente òurante la d~i::.1,, à dolor.i 1:p·a.vi!'lolimi ili orecchio. a verftigini . a rumori a n che persfat.eriti · di o rec.rhio, a S()l'clità, E'('<' •. 1/o.l'e('<',hio mf'dio, la, m<"lllbrana timpa,nioa,. po~ono d ive nh· ~ Il' <1i ·inten ...._1, mng(\<:fti one e 1p<>.1·Riru> di <'morra~e rx wwnò. Jn efr111 10 ·c011dizione indispem,;a,hile a lla, normali' funziona,lità, i!e ll'<Wect'hfo ~; è r.hl' l'aria, contenuta, ne lla · ("13f;><a, timp:inic...'t ma.ntRngn, ·~ ·mpre una, f'~ '<:ÌOlle f'gna.Je a quella, <lelJ 'a_iin.-ambiente , ciò f'be 11,n'Ì<'ll<' !'IO]m.nto J"('r effetto d ei mmimenti di <le~lutizi~n<', qu.a .ndo la t.rom ha è normn 1ment<' pervia. Vl'.•,:i.ml' ohhiettirn a.rrnra,to <lf'lla. mf'mhrnnn. t impa.ntrà, del n:wo, i!el]a, rl nof'a,ri·n~f'. eol Oll'Z?..O <lelhl, rin o.<,eopia, postr ,ior<'. <lell:i, fn,r inge omle offrono spesso i m:liizi evidenti <l'ella in~11fficenr.a nnf:3,1<'
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ltlC ELtCJl0 LIIUL<>t.;I<.:111.s :, CI,L ' .\Vl.\ZIU:S-1::
e tullaJ·ia,; ÌJll <>giri cai,;o ùuulliio, viene pnijtic.a.ta la w-ova diretta,, c,oll<,oando il candidato de.nt1-o una, JJilJ·tioola.re <"..amcra pneumatfoa <lorn in · aktuù mirnmti .,"<j può produr,·<' una deprcsi-;i-0ne ba,1·0U1ctrica J:Ìuo a mezza at,n1osfera ail'ca: dopo alcuni minuti. si 1·omp1-ime di ntJo\'o l 'an-ia lino a,Ua 111~~-.i,one 01·-<.lina,i·fa . 1'1•1· tal modi) Ì' t10mc :-e i,;i portH.'i· ~ ra.pida.nt<•nt<' il 1·t 11Hfidnfo nJ.l'a~tt•u.n, ~lii <."i1·ca, f<4.•imiia. me.t-1'.i. li <'.a.n· dida.to ìln1·a,ntc la proYa riPII<' co11t~um1.mernte ~wYeglia,to, gli ,·ie.ue ùa,to 11110<.lo d i 1·<'.spira,1·e, qnamlu ne ruHe.i1.a, il bfaoguo, dt·U'~'!igeJ10 mi~to n,ù aoillo ca,rllouioo; <'gli h,1, ~L 1xn·tiaita. di 111ain-0 deli'a<'qua, da bere per fadlit.1,t'C l'a(tto ~lel,la ùcglutizione, ecc. l'usi è poss-ib.ile );l>C· 1·im<>.nta.lnH'ute os:-ernwe il m~ro di <·omprn·t..u·si tl<•l camliùa,t o dio l'C· spira neH'a.1·ia, ra.i·e(Htta e l',tndi:u·e la forma, del male degli aviaJbor-i (ii1,ob.wf\olJ:.LtM1) d1c fn <·-0sl bene desc.ritht ,in una, rc·<·.e nt.e pullLLl.cazioJJe da, Agga.zzotti (1). ~pl'e per miè;111·a1·e in (':1~ ,ùuubi-0 i l g1·aù,o <li i11suflìden;,.a, dolle vie na~1,1i a,lla l'<'l'lJlll'M,io11<', ÙH'(·iamo t1·i•·orl'lo talrnlta: a<1 uno specia,le tli~po...,iti·v o di J'<'gi!-<tl'a~ione g1,;1Jic·a. (Iler-lil:zka.. Gra.lf'rnigo) (:!) . 1'a.1·tioolarnwnte ai·c111-a,t-0 deve t>.-;,:cre l'esame llelJ 'orecebio sin 1·i· guru'<.lo al-la, funzione oodcarc. l'arnJiziouc, Ria riguai1·do alla fun~ione vef.-tibolare, .aille ise11sa.zioni di ec1uilill'rio. l iua, btHHNù andi~iotIB t\ .indi~p<'111>1;:1liii<' al pilota, Jlf\!' c·o11trolfare roll'rn·ef<Chio il 11.01·11rn,I(' a Ddarni•n t.o <1 ('1 mot-Ot'f', f:JJf'C,iaJme.n:te nei q>rcpa,ratj \'i al mio: c·nl1'01'N:dii<) <'gli 1·.i<·,0110,-:c·e la. t·rgoklrit.ì, d<'ll 1·itmo' di a~nsionc e .Ja, frequem,a .(}e] uum<'ro dei re,riri d\,J,l'-clica. Nou m:111 r,:1,110 ossÌ•·J'\11.odorni l'IJ<' tl1i100~1:raml .<li 1111n,nta i1111>01·tm1za sia Jlf',J' l'ar via>tore·, <·.he Pgl i .,:ia, in g1-a<lo dj ai,.~i4..,u r..1.1·i-i p1·i.m:t ·<Ìj pa,1·tii·e fll•lla, norma.le funzione dei motori. E ~e un tuli•tn ,uonmLl<' può a ·p1·im•>·a,~)('t\t<1 a11tp,a,ril'e di J)OC,.'t utili(-.), (..'S:-<' ndo l'ow•odLio t1111~mt<' il ,·olo ooggetto a,l fra,«tuono potente <lei 111<>tor(', ""'~o è im·ec·c l,(".11 u1•1·p,-:f:.-Ìrio a motore ~])('111to oppure in ·w>l<> pla,né, nc,dò il '(}ilota. po:-~-a <:<>m11ni<-a,1·e ::i,g<'· ,·oln1e:urte p!'r t1•l1.fono <·oll 'o:-.-:<·1-r:1tc11·1·-111 it 1·n,g,Ji('fl-e. JJ-0,1·<'ct.!1io do,·e es~.,-re 1101·llla,le. audi(' 11t11·<·l1ù nu OJ'('<·~·.hio ~Hlo n1.«i,:o;t<'' molto' rnf'gli<> ai tra.umi ae tN,'1:id :enn,s;.Lti <la.I J'lllll()J·o ll(,l m.otm't': on'<'<"hi ma.Ja t:i ne ro~tan,o ::iffet1ti in moilo H,..,);.'l i molA·slo <' •p1·ol1111g-ato r no n cli ,J·,ul.o ;:i ng· gtl"Ul\'flnO 1-a,p id,111wn tf' i <fist·urhi mlit,iri ~iii <>~i~teut.i . L'l•i-.'tml:' de.Jl' u· dit-0. o1tre <'11c> oolla, f'l()1.:ill (•tta. rorr afona .uwdi::1~1.t<' tma );('rk di role- tipo i <·,ui fon emi a.ppao"t:t'11go11<) a,lln cliffi'1·e111ti tom1l•iti\., ;.;i '[)l',1"
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A C':OAZZOT1'T. GioruMe lll M<'<l(C' illll lllillt:11'(', l i i , ]lrl~.
\ (2) Vedosl ))€'I' 111 dci:;criziouc del auctoùo il cit,1to lal'oro tlei;li AA .
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IW' Eltf"ll8 UIOI.-OOI(.'HE :SULl. A\'11\Z1(1.'-:t-:
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t ita alt1·c.c.,ì con. rpad·ticoJa,ri fouomet1·i moùello Stclm1i11 i-G 1·,1t1.leui6"0 (IJ ed eveut ua.Lme 11te w i commeti metodi cliuici. Assai importa.1.1te è l'esame delle funzioni dell'aJJ1>Wrccc:hio ·re.stibolare. E noto infatti che quando j.l vi.Jot.a, si t,rova, a ,·o(at·e in ruezz.o alle ournle non Jrn; peJ· a,pp1·e,1.zare la. P,<>;">izione ~Tel propl'.Ìo co1·1>0 11e J.lo 1,~io, che le S<'nsaz.ioni s nlJe,osde11ti che gli sono fo.r.uite da.J,l'apparecchio ,·estihola.i,e. D ' aJtJ·;i J,XU1:e una ecce-ssiva e-ccita.bilità. ·cu quea,-to a1•pa,recchio può dar luogo ai fenomeni l>en noti del ma,! di mare: ve;rtig.iui , nausea, vomi to, s udori f1'€(1<li, E1em'>o di m.aJesse1·e, persino Jd'{X)timie, ecc. Si esa,mina ùa:ppriru.a il compor·tame.nto del ><oggotto aJJa. rotazione pa.<i:}iva: si fa sedere i;.-u una a.pposLta s,edia gi1'erole, munita di un robusto' fr<>uQ ili a.n e1,to, e si fa, ruotare a,IJtorno a,ll 'a&s.e vertica.le d'cl corpo dappr.ima. a. testa. eretta, neHa. direzione d i l"'in,i.~ 1-a, ·ve1"SO destra, 10 volite in 20 aooondi. Am-os1Ja.to il movimento, si m isura la, durata. i1ll secondi del post-nigta,gmo oculaJ~ 1rit.mico, e.be, secondo la regola., ;;;i s ta,bilisoo in tali oon.dfaioni verso ~inistra.. A na1og3}llelllte si: procede poi colla rotw,done p.'1.'"Si va verflO sinistra.. In gene.re il po$tnista.gmo ba. una durata media d i 20 a 30 secondi. In una u llteruore pi:ora si fa irnotare il soggetto, sempre a.ttorno aJ soo asse verticale ma. a testa lfos.-.-.a a ll'aiva.n ti, sostenu ta t ra Je mani, a. gomiti a.ppoggi:aiti a.11.e ginocchia.: famiU-O <',Seguire 5 giil'i in 10 SC· condi. Si a ~ a brusca.mente il morimento col mez7,o clel freno e si imi.ta, i:l aoggEittlo a NLd<frizz311's;i oolla testa ; ini'.orgc aJ,lorn un81 deviazione laitera.le dell'intero corpo nelli direzione ·stessa. del movimento, del.la, qm1le si nota Ja intensità e ,hl gra1lo. Se dopo Ja. rotaziooe compaiono gravi f en;Qmeni secondari, cioè mal~ e, ,pa,llore, sudori freddi, na,nsea, ecc., ,i } cand idato viene e liminato dal pilota,:rgio. Dopo Ja, r oiJa.:,;ìone passi va. si esegu.isce la pt·ova ' "/letf-0. i11dica,zion.e (l i &rany ma cosi mo,lifka.f.a: il soggetto ·a.a o cchi Jx,ndat i .è i'llrvitato a t ().(',(.'a,re con Ia,pis differenteme nw colorati che g,li si òà,un<> a ten<'re in c ia.;C11na mano. il centro <li un bersa.glio se,.,"Ila.to con circoli col)C,('n,triri ~u un foglio d,i <-a rta e he vieni' ma,nten111to orizzonta,lmente da,,·a,nti :il ~rretto. EgJ.i .deve tocea,N' il t'.l'UJtro del: beri;;iglio nil.ternatamtmfo rolfa, m:mo .d<>-stra e onlla, ma no ~inistra , a.bba,ssando il bMl('('io a,lM,to vc,rticalmrnt(' a,) d'i!':Of)l'fl, della, 1t.e.,:ta,. ,S i tien.e conto rfolln. maggiore o mi.nom p recisione oon cui è colto il centro. Ri PQAA.'t 'flO.i a,H'~1me d(>,J modo Mn r.ni il <>a,!1di<fato l'Ì<'OD,m:('.e ed a1)pre21,a. !lenz:1, il ~n~iò,io <lf'lla, vi~t:i,, · lst. p,<lffi7'ione ,ò el proprio <'<Yl'J)O
si
(1) Rn:FA~l~t-C:R.\ m:NTr.O. Vf'ònsi fX>r In deqcrizionE> Arr·hi,io I t.1linno d i Otnlo~lll, Rinologia, e Lllrlagologla. Vo.J. XVII I, 6°, 1917.
(O
lllCE!lCBJ<J BIOLOGICH~; SULL'A VIAZIO~I,
e i movimentJi pa6Sivi ehe gli .v~n.gooo li.mp1'Mffi. Per taJ.e i:ndagiu.c i.I aoggetto è· oollocato su nn sedile simile a quello di a.e1'<llpla.n o, la cosidetita. 0UJ1·l·i,n,ga; gli si be.nidaino gli occhi e gli s i dànno istruzioni d'i limltare il più poS1'ibile i oont-;'ttti del corpo <;ogili oggetti ,·ioini; <.111~'allte le prorn iJ ~ggettio deve mant(\u~r·si rigOJ'ol';3.mente immobile. Media111,to ingranaggi opportunsJneU!te ,disposti, il sedile viene spostato uniformemente e lentamente mel le va.rie direzioni e il S-Oggett.o deve ISC· gn.a,la.re appena si a,ccorge del m..ov.i:m.e.ntio e indica1'Ile la direzione. Una ot,tim.a. <lisposizione di queisl:Q 31ppa,1·e<.·.chio 1>e1wette ad ~mdidato stesso dii DULU'OVI'll,re l'apparcccbJo in modo da dgnada.,g na.re poi la J)O.c;;izione perfettamente verticrule. LI potere <li app1"ezzamenito dclla vertica.li1tù, si esamina anche à.n.virt wdo il .soggetto, seduto sempre ad occhi bcnda.1:i a. oollocil.re ,·e.rticalmemte oolJa mamo destm (o <;0lla mano sinistra, ia;e il soggetto è mauc1.no) una AAt.icduola meta.Jlica mobile sn un qua,dramte, sia quando ,il suo corpo è mantenuto Yertirale, sia quando è inclinato in varie d'ire~ioni, fino a 20°. Ri ,nota,n o c,:atJtamente in gradi gli errori, che il candi<lartJo commette in ta.U prove. l'u'a.ltira, 1wova cousi,st.e .ncl far camminn.1-0 il soggetto ad occhi bendati, 5 pal':Si all'ava,rntli e 5 all'indietro, iprima, e dopo l 1y J'Ota1iione pa,ss-iora sulla sedia, girevole: si tiene oonto de!Je eventuali incertezze e devia,1;ioni nel cammino. Una 1prov11, ili gran 1·afo1·r die f)("l'mette cli int<>1·roi~a.1·e l'a,1,p:H'('Ci:hio vestibola,re ooJ.le Film !'stT'(>mitù, la,b irintklw. "· 1•iia;p('tth·i r,<>n,tri i! ln, prova. gal vflnica, <'ilie dà pre.d-0!=:e lirulico~oni nci casi hl cmi il ~iretto accuRa vertigini da. psico e neYl'a~t.('JJ,i a. Col UL<'ZW fli tlne P.lettrorJi circoJ.a.r i , del diamet.J'O di. 2 cm. a.pplicart;j con p1·N•~ione ro.c;tante ,:11bito a.l da.vanti del trago, ai la.t:i della. tN3fa,, Ri. fa pn,<;.<:.'l,l>e attra,,·erso alla t<'st..'l una corrente ga,lvaJ1ica. stanrlo il soggetto a, pierl~ a.vvici-nati e acT ocebi ben-dati; si misnr~ in MiHim:npere la. int<'nRi.tù .,lr.lla. COl'I'<'Dte ehe proVIO<'A'IJ fa tenden7.a a.Ha c.'lnnta. o h1, vrn·::i, cru.Tnta. del CQrpo, 'faJe c~duta., cl1e v iene con linl?lrn.ggio pittorr~ o pa.1':l.gona,ta. da.i fraJ1 ce.c:i a que lla. di albero ta.g1iato, accaile, rome è noto, verso il l ato rlclJ'a111oòe quando vien fatlta, <:resc<we la, inte:n!'lità o vi<>ne r.llinia;o il <'ircuit.o; e a l oontrario verso 11 lato <l<'l en,txxle qunmfo si (liminnis('.r la, in tensità, o vienc> a.pe.1fo i .I circuiito. J,a, ~lia. ,li ra<l11t.1, è fanto 'flilì ha~!-:.'1 <Jnh.n t.o . ma..ggiore è fa JJibiliti\. rlrJ11'a.ppa,r&<·hio ,·fi_qt,ibolatl'<'. Si t ien r.onto: a,ncl1e rl°<>..ll a ,rensa.zione s-ubbi<>tti va, di ven1igin<> che ai'CllAA, il soggett<> ia-ia. dopo la l'ota.1.ione. pa,,~iva, sfa dr<,po !:i p1'4W.'\· galvm1ira : si arqnist.1, p<>r ta,l mooo nn 0011.rf\tto <l<'.l:la, m:14?:gior<' o minrn·f\ sinre1•ih'\, r] (,.) SOl!f!"!'to. Strottament.r 1<'g8ihl, n,lle pr"Ove v<>st'.ihol:wi 1\ 'lll<'lla, ,k.I !'OC'llM 11111s<'Ola:rr, mn, ò i r.~oia, 'VÌ<'ne fa.ttn p.'l.mh p·it) innnmi.
HlC'l::ltCHe BI0L()G1CUI;; f: ULL' 1\\'f.\Zh •:-il
4.1
. O. - Esame 1JSico-fisico: Criteri. generaU. - I mcfotli l'"'it·Ol(lgid <la iJ.UJuega,rsi neHa. scclta del persoDAle mwigm1te tlclilxm.o essere i più S<.'nirll:ici ~ :i ipiù ,rapidi, in modo ,da. permettere l'e.'-..'lme ra1pi<lo ùi uu gra,mle illUlllCt'O di soggcuti Jn uu tempo ristretto. I metodi debbou,o ,~sere tali da permettere d i otlicnerc, nello_stuJ.io dello singole fnnz.iou.i , lllb .<l~bto oggettivo; gra.lka, .o nnmel'O, Oi.ò con lo scopo dupliée : a) di permettere d i e.._qaminare il eandi<la1t,o senz:i. neoom.'ità di u;;.·u·e 'dagli a;pprcz1,amenti o dei giudizi (Tel soggetto, oome si fa. ncl,Je COllltmi inclag.inJ psioolog.iche; b) dd ipermett:ere ùa giraduaa.ionc · dell'att~tuJ(l,ine a<;;1ll.lin..'lta,. .Essi debbono .esser'.e veri « t08U ». Si dovrebbero esa.inlnare le funzioni elcmcntai~i tlclla vita 'fl''!lichica,, ma poichè non è possibile ,s eparare le singole funzioni, oosì oomicurc ~t<'gliere quei testi che sono a,da,t:ttt a clf'te1·minare, nelle c_o ndizioui mcmro comptes.'>e c he è poosibilc, se nn soigetito po.<;,;iedc e iJ1 qua,! gra,do una, dcformina,ta. attitudine. E , anoora in co11..<o<•gnenza di questo non ~ ùon·ù, negn,re Ja idouei,tà, di un soggetto in ba,<;e ai i·is11Jltati otteimti oon n solo t.esto; e :p'('r esempio, dichia,ra,rc un soggetito inabile perchè presenta. nu quoziente porsonale elevato; ma solo da,! OOID'])lO.~ dcll'esame <lei singoli dati si ·potrà, òetermi-nc:H·e I~ idoneità, o meno di nn candidato. Insomma, il oomp.le..."ISO dei singoli testi dev<' !(f'rvb-e ~ <l ~1·e con proc1Nlimen-to n,11.afogo 11, qnPllo oggi ns..1,t-0 la,rga.men t~ illclle ap· plicazioni ,lclla p;ioologia - aJ.Ja, :peda,gogia'i, il 1n·ofi.lo llcl 8ogr,ctto. Il giudizio coropJ<'S.<;iYO snlla ,idoneità. a,l ,<>lo <li un candidato dn,l punto <li ,·i.sta. p~icolo~icò d~rn e,ss('re da,ro in ha.s<'- a.I OOIUJJ)lesso del profiJ.o psicl1ko e .n on già i.n baoo ai suOJi elementi ; foncln.ndo.<ii quindi lfllÙ sulle <'.on·elil.zioni e sui ne.<.Ri. .r,•,k:hiri rleJ.Je sinirol<' ruttih 1clini d 1e f.11J grn~lh <li f>•,iluppo delle llin~-0le fnn1,ioni. F,d ancora i n ronscgn<'n?,a, ,li qn<'st.o, non è .neref!llill'lO P><aminnr~ nn ~g~tito in t u tte Jc singole funzioni p..ç;ichichc. ma ,solo in quelle che l'e,:pcrienza, ha {Umostra.to e.<:!'ll'l'<' Rnffici<'nU per rond<'!~,i conto <T('llo lltato psich.ico generale <li un ~g,:?ct:to d·m rcla~ione oou il compito· cbe ~li è affidato. A oomp,i<'l'~ f(lll\.«t.a l'l<'('Jtn, fn cs.1.mi nrut.o irra.n<Ìe !J?llDlN'O rli soggeitti. piloti a,nzi':1,ni e :piloti giova.u.ii&"Simi , divi,~i in ratcgoria a ~ncla, delle ,l oro attitn,lini volative. DaJl'e~ame comp.n.rato dei .r isnlfa,ti ottenuti strH'liancl{) con i ,au·i IP~t.i i M~<'tti che ·<'omc pilnti o comi' O!'Sf'J'Vrutori , a,vevano iln.to hmfr() m1 C'<'1·to {)<'rio<l'o <li t<'lllJ)O r il'lprittiivamN1:t.c un otrr,i.m{), 1111 mNli()('re, nn insnfn<'icnt~ l'Pnili.rn<'rut(I, ('f!.'l,ID<' fa,tto "°pra tutt.o mrttf'nòo dn rehnione le cause dell'foll!nffic ienza, con i i'i.suHa,ti dei f'ingoli es,1 mi
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(:1, ·i,:1:q1i,; lllt1Lt1UIC IHJ Sl:L!.'AVl.\7.lO:S-1,J
psitu-fo.dd i,,i;ww n •nutd a-lfa cmwlusioue eho uu l,uou pilolli <lJ aornplano è qnell' imli\'.iduo <·.he, ad 1.1,11.a sufti<:iente l'apkrità, di a,ppel'I.;('· zionc e a. ll!II notevole grndo di estensione e dli. dit;tl'ibu?.ioue deld'n.ttcn· 1,ione, (,ongiuuge co:«tauz.1.. vrreiodone, eapa.ci,tù uoo1·<1inatl'i1:e <l'ell'at•re 111jbitore delle ti dtà 'J>SitomotÌ'if'e e che 1)(),-;.,;ie<le un s uflki<>11te po11.(_ re~u~i-0ni ewotire 1..'Q.'>Ì ùa ·1liUn cs.-:e1·e p<:l'tu,i-1.,a.to n~.lle ooprailette funzi.o ui , pe1· cau~ di. ~timoH elllO't1onaJi. In 01·d,inP quindi a qut>st i c1·ite1·i si debliono rei·ca-re d<.>i. tei<ti per l'osaJ.Ue ddle &-egucutj funzioni : a) aht:ivJ tà psicomo.trice; b) a.t tem,ione; e) rosisten1,a, agli i:;timoli emotivi.
'l'ost.;, 71e1· l'esame d ell'at.lfoitcì J>Si<.·01110/ l'ice. 1°. T eni.pi c1i reazione 1:1cmplice. _: l'er cia&·un oogget:ro J<i debuouo cld.e1·lll.i.u'<\,re i tempi <l.i reu,z ione a, sLiruoli ,·is•iri e a 0ustk i. lll (lUt1.~ti e 111·~1.i <':-:.lm i f.>,<;il-ornet1·iei !Jiso,;ua trnH·t· r~mto ò'i un
c,-entuale :-:.ta.to d i :<tai1whcz1..'1, tlel :;<lgget1to, ·11(' 1· il , ·ia,g-g io, J>CJ· gli 1~i,:ami p1·ec('(]enti, e<·.c. POl•dò, g<•11cra,lment1•, nou S1Ua,111H) est-gui t:i ud p1·iuw giomo dj p1't\...~11ta.zione tlel cautliillM(l all'nf'lieio ma, in uno dei gfo,l'u.i i<llrl·(>si<ivi. Gli r ::;.11.11i 1~<::.i1,ou1i'tl'id 11011 sa.1·aJ1 no rna,i P.<.;(•gni ti l'uno dop1.l l'a,!tJ·o i,:cn1,a i11 te1·y3,ll<>. mn. si la~·<,1·ù un t<mg1·11<1 1·i1»o~> t n-i. u1u1, p1·orn, e l'aJJfra,. . Iu !'3~o (li c-;.:ir,o nr g·at h·o quando que><to n ou ,<ia a..;...;olutaUl<•J.ICIC ~hia1·t'ia.11 h•, h1, Jt•·orn, potl'ù P><i<Cl'l' J·ipctuta in uu a.ltrn gio1·uo. Noi u:,;iru.no i tPmJti <li 1~ azio ni ·natu1·ali e dò 1lf'1Thè :-;:i hatta di ~gg'f1tt.i uou a,hitna.ti Hlle indagini psieologithe. Si compie 1111a, serie n ~gohuc di cit·<:.l. kcuta, tC'mpi <' se ne tldcrrnina un gnq11><> l'.Ontinuo e on·IO~<'ll<'O d:i 20 t( mpi·; f'<'{·rziona,l~ltc si srn.1·ta,no dn<> o t re t<'m1\i :il1t'1wa·nti. yonw ('.'-Jl•l'(~si,onc di 1Jisa,ttenzione 0
0
of1ca,~iona,Jc. ,S r j ,! ;.oggcUo non si a<lM,ta. ,sul 1..-in<:iJJio . ;.:i f:wuu d ~llc
prorP cli a<la.ttarueruto ,dli cui non 1-;i t.i<>n M nlo. (·~l (•.r<•uluaJmrn1te i,,.i. 1·i<;on·e a, rwo,·e di a,ila ttamento, C"<lll b ·mpi rii r«•:i.zio11e t·1>n prca,,·yi,,,o ad og1JJi. ~i.ngoJa. <l1\t,e1·mina-zion<>. Sull:i, ~t·ie <lefin ~tjva si determinerai11110 : 1°) la UH:'<fia. : :l"J i ,·n.l~wi <•st1·mn i : ;{0 ) la. ll<·~·m i.nazione med i:L ~ecornlò la · formu la :
io, cni M i.I la, mooia, <ti ,s ingoli rnJoni d~i tempi , n il unme ro 1'1Qb1,le de i temp.i. Nelle ris~re di. ooutrollo nelle qua,li {)(:<:01•1·e una mag!:,•iore preci-
tai;En c rn,: BI<Jl,OUICrm ,; l'LL •.\ \ "IAi':l\t:'(f;
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sioue ~i raccolb'<.luo 150 t~pi di L·ea.zione a, 1:stimolo visivo, e c:.irc..L
100 a aLimolo acnst ioo. Si costruisce la, 001-va, ùi freque niza, per clas..,,i <li 10 in tO; si :<C.1,rlMw i va.lori che cadono fuori della curva, continua, <li frequenq,._'ù e s i detc.i111U1.a.no: 1°) .la. m edia gcmel'aJ.e, 2°) i va.lori e:st1·emi, 3°) il grn1>po più frequente , c1°) la .d e daziòne modfa, ,seoo.ndo la. formula
in c1ù / inifica, h~ fÌ-el1ue111..a., v la, d.evia.zione da.Ila, cla...,,s~ c:orri·ispon,deute a,Ua, m, n j( n111ne1•0 dei b.'mpi; 5°) h1, pe1'écntuaJe degli en'01·i. (errori t.ecn.ici di aùa,ttamento - SC!tJ·ti) ,ri~\)(;ttO aJ nmnero tota.le dei
wmpi N° érrori X 100,
n Come l'imiti di itloneit,ì, i,l'Ì l'OOHO stahllihi per le reazioni di tempo:
a. stimoli risiri - 2-00 ..igma.
! )la.~ima tiella, va,riazionie.
a, stimoli ae ustid - liO sigma j Media 30 signm.
\"iéue giuùi<:a,tQ J.tH.>tivo di ,initloncità ' 1,L inca1pn.<:itù, di adtLtitameuto 1·irelata da,ll'i:U(lil'P di ,·a.riahilitù:. :?°). TcmJ)i ~li rea,;:ionc 11i, .~colta,. - I ttempi di scelta vengonQ d e t.e1111i~a,ti medfante 5 stimoli huniuoisi 1lispo.~ti a, croce: i 4 st.i.m<>.lii [l(!· rif<-rici in<licauo Ja diÌ·ezimie del , movimc.mto <la illlj'rimr1·e ad un ·a,i'/ta \'flltt.it.ale \'CJ·~) quattro punti ili-s posti i,;u due dimensioni Ot·togonali; lo "timolo eeut t·a,le non <lorr;). ~1·e seguito da, aJ.nm movb1l('lllto. Ri [ll'l'n1lo110 1:.! t<>mp.i ,per l·,itJ.<;<·nno · dei dnque comiHHli e i:ii -tiene tJ(ln(o di 1:0 t.eUJpi pe,1· oolfia1ndo. 11 {·t1kolo d<'i rn,l<wi ><1 compie come per ··i tl"nrpi 1·f':1r.ione. l'<,r tfa~un sog-g't"ft.w si calrola i.I t 1•lll [M.l di s<·elta dNnttto da.I tem p<~ <li •I'<'ll7,io11p ,wrnpli<·<'. ('onw lint..iti d'i idoneità, fii · debbono fir:.~-e per .le t·eazioni cli -t<-mpo tli !'lel"IUl, tJ,1, due stirnoli vit-iri · i;igma, riOO; tra. UDO <l'timolo visirn e U,11() acust,ko - sigma, 4.00. Der:ia¼ione no11nal<1 non superim·e a, UO.
tn
Tanto pe1· l'e.<;ame dPi w .mpi di 1'1':1.zi-011(' &mpLie~· 1·onw 1w1· quelli di scelta il metodo da. u""w~i è qneHo <"ln.~iM (a.1w,1·t11,t'll· - :111w1,trnra,). l t<-mpi di JX':1.~ione .,li scotta po,;sono ia.-er,·ire a t~,nilt>rc• contA> d('l)a, atti\i.t:) .iuihitri<·e tlr.l ~ogiretto. B..'li-.ta t,la.1·e al F<<~gP.tto il eompioo. di 1'<':igire da.s<>ll'U ilei rl1w ia;timoli d;ril'i quando <'oinri,lono ton fo ~ ~timolo acu.;tico. Il nunw1·0 <l<•gLi P1·rori dù, urn'ic!N1, i:,nffiriente <lelln, a.tliril;\ ini\Jit.1·i1·(>. c~)lll(~ limite <li (\1't'(ll'i Jt(\)la, <li,S(•,J'imina,zi.onc !<i Ò l'<W,· hilit.o il 3 %·
a.
RICERCHE BIOLOClCEIE SULL' AVIAZIOl\eJ
Nell'esame <l'l'll'a.ttenziou.c 11011 è possibile idca,re una esperienza che .i :;cnz'àltro c:e ne determini il grado, la, csteusione, e.cc. in un dctermina.to sogget,t.o. L'attenzione è data da Ullc'I, serie di soo,t.i che sono i1l f uuzfone di 11na, a,tltit.udine indiv.idua.le e di circostanze molteplici C."t<ll'ne. CiascmlJO di quei:ti stati non è qualche cosa di sta.bile, ma. che diviene continuoonente. Di qui lai dmpoo~1bilità di grad'ua.rfa, de finirla,, mi.~ura,rla. ui, pi:i_i!"'..oJ.;gia. deve ~·ciò limi1taJ·1,i a. ::;tuòfa,re esatta.mente l'attenzione 11en.sorial.e e rendcl'Si conto in modo groi-solano dell'attenu.ione n<>l seni-o pre('ii-o della 1xi,rola, c,on una. e,5perir.n1.a che, pOJ1ern:lo H Rog::r<>tto in una, eompJi ca,zione di condizioni , ne iriroli l'a,tti virt:à meòiante l "<>S(>Cuzionl' <!,i un M,to posto. in rela.1,ione e.on quei:;te conòizioni. Le e~,'i;nze <la R<>guirsi sono le seguenti: a ) Concentrazio";-e e ftutttwzion-() d-ell'atf.~n~ione . In questo r-.unpo sono tuttora. in corso riet>1x-.he, del risulrt:a,t,o delle qna.1i sarà t 1·a bJ·ern data. rola.zione. T'e r o ra. è ni-.'l,t.o .il segnent.e metodo. Si fa, rance11a.re un segno :por tnt.tl' fo r.inqtu' ~ rir <li ~n~ (folla, tavola di 8.'l.ffiotlti (1). SC<'g"lif>n<lo n, tn le i"<'.opo · i fil'gn i rl i ma g~i-0re f,reqnf>nu1,, notando .il tempo imrpiega.to, il nnrnero <legli errori (omisi,ione <> confusione dei !':egni), gli l'l'J'()ri di 11onfn1,io11(> t rn, nna s<"rir e l'aJtra,, tempo massimo :i minuti, crro~·e ma,i-,-inHl :'i Dl'lla, fH"Ìina, O ~OD<fa Rel'Ìe, l~ n·e.tJa. :ter1,a,, qnn,rtn, f> (Jllinta, RNi<'. N'rl ('a,c::o in r1ti l\<.i!':ta,-eonfui-ione tra. Jé sing,ole i-erie la p1·m·a si rip<>,tNil. 'P<>r r.ont~10l!o ,-i pnò far di!<r.,gna1·c ciò che il ROgg<"tto l1a, YNlnto. f'mn r limit<> <li icfonl'iu\ i:;i è a.dott.a.t.o di n~ n.mnll'ttf'.re nna Jentl'zzn rli :t'rf)<'l'Crzione con ihll'ata mag-· gi<we <li GO sig.n1n, per nna fi,!rnra, l'lrmPnta.rf. h) FJsten.~ion-c dc1l' atte11;:io11r. - ,Prr misnrarf> l'c...trnsione doll 'a.ttrnzione 'Si il :ulotrta.ta. l'<>:spoi:;izio_n<' fnttn. ('.()lll<' !'>()p1·a <li un 1111m<>t maggiore rli fìgnrinr ,t n tt<> ,'-'('mplir.i . ma m •Pnti dasr nnn. llllll· pa,rtiroJarità. cm:a,ttf'1·i~:ira. nf'i i-noi rll'ml'nti. ' 0inqne. fÌf!JH'I' · ,rngono rsposfu 'J'M'll' tempi r,rP.«<'l'nti fino nl 1•i(·0110Af'imrnto <li t n·tte ritHJHP; ,ii .inte nde r.lw ad ogni ~izfo11l' ven,1?0110 rambiati i .•c:Pgni. ('-l)ffi<' limit.> inf<>riore <lii 'lrloncit/1 /I ai!otrt::l,to n fìgnrÌn(' Ìll 100 "-Ìg'ITl:l·. ('.on (]ll('RtO metodo VÌ4'1l<' rl:i.~i-ifiratn ·1,oggr.tt10 n,l attl'nzionr rlpfic·ir111tr (Jnr.Jlo <'11<' Mn trnÌ1po m:i~i:;im~ rli :'\1 fa 1111 l'll'l'nl'I' ~np<'rÌOl'I' ti 1 !i 3/.,. <')' - Rnpir1i tà r1r1T' (l7171r1w:::irmr. PN· la rnpiclitil rlC'll'a.ppe1< r·l'zi~11(' vil'ne a<lo.f'('.ra.to un a,p,-parerd1io idrn.to cfo, Gem<>lli. il qna,l r ;1°) L 'a Ur11zione. -
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(1) ~nflìiottl ho l<lf'nto ,11,11:1 tnw1lr 111.'ll<' q11:1 li ro no rli spo,:ti ,11.'i ><<'l!ll i ,:enw !<Pnm " ;:i b!•f ltl irrr::-ol:111n<'ntl'. <-o;:i<'<'h,• non ,•111 1·,1 in s::-im,M ehi.' in minlmn r,m1'<' 1'11hit nclin<• nl ]Pl!'l!ì'r(• <'<>111<• rn•l nwto<lo <l i Ehhin:::-11:r 11;:. <' 1<i on·i:1 r-<'>1111' 11<'1 11wt,,,fo <li n o,:,:<>llno n ll".1N'tt.".1 <li <•tT<>I"<' i111p11 t:1to n lln ""~....,l:11·llii dJ dilT!'l'(mzin;'.ion-0 (]('Ile fi;::uriTK'. ronie ,·i<'ne usalo 1w i tps,li <li r ifro11. T1in<'t. Dougla~. <'C'<',
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LU<.:~ucu~: 131ULOGI<.:ml ti1,j,LL A\"1AZ10è\l,.!
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WA.:lÙJsto:i:opica. l'crò :si J c\'c cc1·ca1·c d1c la pl'eseutazionc si.a ltiminosa, mcdi.ante proicziouc. Kel fare la proie'bione isi Jeve arnl'C G.tJtenziouc al fatto c:hc ?Joa <lcre im1>1'0,·r~1m.entc illttwiw.u-:;i -i'l 1:1arupo, il che <li;;tu1·1Ja1 11otcrnlwento l'a.ttewone ùel isoggetto, ma la vrei.en:tazioue Jcllu tigurilm dere ~re ~tta, iu un campo 11~1,evi.a.weute illuminato. C iò si ottieue facilruent.e faeend'o wnverge1·e sul punto ùella ospo:sizioue . uu _secondo 1~11:,rgio lÙllliuoso . elle y,ieuc :poi intercettato ue.ll'ista,ut() uel quale VÌt'll fa.LI.a. la. e:sposizione nK'<.lia.nte l'a,1..er.turn <leUo i;che1·m-0 dell' a,ppat'l;C· clù-0 a ca.dubl. <> del ta.ehi0&copio: Uu ::tppa,l'ecchio a. c.a.<luu1, .tpplicMo ad uu otturatore, permette 1:>e1·ò elle solo i ra,ggi. dell' LUlO e <lell'alt1-o ùti due proiettori giung~ alio sche1·1110. Du1·.~te I-a. po~zioue tli .rii/OSO l'illuminazione ~wà fatta ill1 mio dei due proiettor:l (A); a,I b'e· l.lOndo proieL-tore (HJ è applicata la figura da 11.c onoJSeere, e che è ~egnara, sopra· una 18.'iltra. cli ·vetro gelatJioo,ta. Al momento del!'esa1ne, Libera.ndosi l'apparecchio. a c..a.<l.U:ta,, qu~to ott.u,re.rà. il p1'0iettore A, IX!l"IIHJLW Ja,. pl~Ula-:ci.ouc
~prendo nello st.es.so brevi8Simo ten.rpuscolo :il prbicttore Il. Il tempo di esposizione del segno &i allungheril. p1,ogre:,-sivamente, finc hè la, iigurn sarà rioonosoin.ta. Primà della prova d efinitiva, si e.scguJs<:e un11 µrova J)l'clilninare per .insegn.a11.·e il metodo al soggeUo. L'inuna.gine pwietta.ta è vista sotto un angolo di 10', ·1 suoi eleménti ( l:wghez1...'L <lclle linee) dovranu,o essore viisti sotbo uu angolo cli l' n d i~tan1..a. ù'i 2 metri. Come stimoli sono usa.te figu ri.11e sempi ici, tali però .c he non ()().;_;,,.1,110 essere integrate facilmente dal soggetto, lll{I, debbono,· per a,ppercepirle, es.~1-e vedute in <tutti i l.lll-l'llicolari. · D. - lùaZ10fte agli stimoli emoti'Vi. - Uua particoku·e irnp-0rtm11.ub d:1, ùa.1~i aJlo studio delle 1,ea,zioni vascolari a stimoli emotivi.. Se 11011 che qui sorge nnag1-a-vedifficolt.à. Gli studi di ,Salow, di Dobi,inski, cli Ponzo, ecc., ha.nuo in questi ultimi a1u,mi illo:-;tra.to la necessHù. c he ncllo studio delle giratiche del polso e del re;piro, delle currn piefo,1n-0g1·a.fid1e ~i 'J)roceùa aù un'analiisi numerica dei va-ri elemeu t,i del-I-a c urva stes.<J:L. ~ non che un tu.le esarue nel no.-.t-1'0 ca~ inc-0ut1·.M:a. g ravi difficoltà,, dato il n11m('1·0 dei soggetti da esami11a,1·si. Di più u,011 è possibile -usaJ·e i,fuoli t.eniui, poichè si tratta t.1,loi-a di soggc,tti <:he hanno i.ut.e ressc a db~imul,we on-ci~) d!i soggl'tti 11<>u 11..;:Lti a .tll(kt.gini ~->Siool~giche e Emi quali non !'>·i può adoJ)<'nw-e jl cont1·01Jo 1lell a intl'OSJ)<'½ionc sis tematka, t1,me UAA. la rs<·nola, Lii "Kiilpe. Vi gui:,:.~ dic si è cloruto a.dotta.re un me~odo chr, a .pi-ima vi~a , può sewl.1.ra-re gl'm:;")lano, ila.ti i d snltat.i che tn qul'Sto can1po s i sono ottenuti , ma- che ha, il raJ.ore pra,tico di essore un te!rto sttffici<'nte n.ru ('MO n06tro, oi;-sia, cli rivela,re ' gli individui i11cn(laci •hl inibirsi a suffieieuro. ·Perch~ ·nòn è c1a dirnPnticai·si c·bc nel Cll$O
46 nostro ciò che è IH.'1·p,;s;nio s i (~ di s1·a1·ta1-e i;li imliri,ùui tl~e lla,ituo un iu.-<uflke u t,• :pott,1·c inihitorio •ì°1·ll1• 1,·azi,111 i L'lllo:.:ivuali. N1,r<>libe 11ui n•r,Huentl! utili•, l'Ollle Le:<.to ru1•nta,!t•, ,il m el·(){]O tto<.;1.tv da,! l'atrizi: 1leterrni.JuH·e (;<JIJ11• uu s1>gg:l'l•to dl',-a\"\" ,L inJbi1·si, studiaJ11l,, tnfo inibizione sulla l'tu·va, ,pletb;mog1·alit:a, (1) . ~la questo me.t,otl'() h:L il ~1·a.re i m:ornn ic1ttc 1.li 110u 1•.-.;st'cre aipplioal.>i le l'Oli ~~g-1.• tti che p o,,~mo a.rL,re iU IA•1·1.·.:<..-<e 11 Nmula,1·e o a, <li,..;sinrnlii,m a ><f.ll·ontla dei ca~i . È 11e<·1•ss;w·io ùi us;ue th un te;<tt1 che ~ia, i.u<li])illl<lcntc ,daJl,L rnlo utù d'l'l >ll">ggetoo.
Oomo 1->tiln,,lù si u,sa 1111 imprnrr.iso :suono ùi sirena, di 1)0taJ:do o di 1·azzo con l:l(·.o ppio, eh<' ,.,i ·va,1·i1•1·ù, ila, un l.\.',lì!JIIC Hll'alb'(). li sog,~tto. è qua,u to più è .J•(N'.'Ì.b.i le isola,to (la,IJ'a rnbientc ove -si t()li.Lpie l'esa1111t• e s1)tt 1,1tto ad ogul speci e <li t.'(;dtallicuto elle no n :-:ia quello ,·oluto. Si rt"gistm .u,o: 1° i l pleti>smog1-amm._,. <lcll'antJ1Jlmt<:.cio; ~0 il :pol.'<O · l'.tl'otidoo 0011 'IJOf)[!Ìa, eap,'-Ula; ~· il puc uÙmgramma,; 4° il ti"t"mitu; :,• il tPmpo . .Hono 1·it<•rnuti 11'fl11 id,01wi c·.olom che <lLmo.is-t.nu,o una 1·ea,· zione eN;ess-iva., reuenò.o f'IJ.~Cia lc oonto del cOIIIJJ)Ot·Uilllcnto del volso e tle ll'azi()llC n1..«om oto11ia-, nom·hil clcll';u-rt•sto 1·(\<;lpin1,to1·io. Si O..-;('l ·ra. a.nel.i.e H l'~>mpo1,tamento genm'a.le e lil, d m·ata .delle moùificazion-i fun· zimrnli. E. - Se11-,azio1li 11111.scolari. - A oompleù.l,re l 'esame ù<'ll<' a'-titmliui dc•gli arfatori sa.l'elJl,e pure, <l"a a.kun-i punt i di vi:;W,, ~)1ppo1tuno faJ~ . V' tm PS:1JJ1e psiool0<Jic10 di nJ<-11110 degli elemru ti .:-;('n-soriali di immagini o <li giuclizio die !<'timolano l'a,tth:it.ù. psic·,omotri(·.C. H itenemlo pe1·.ò d 1e ,sia, -suflken te il giutl i.zi•> <'Olll pl<•s:~h ·o c he di t\-<i'ill i vit•11e dat'(,) lll!"· · llhmte le l'<UH.r(·ellu:a,te !"sJJ(WÌCll¼<', a,uc he p<•n·hè twattn1,;i di <'S<ldll.i mH(• ,;oggetti uou a,l>it u,ati a indagiu.i psic-0logicl1e 111>111 s i possono appl.i<.'.ure i metodi in !l!.«o in que1,,t{) earnJJO ed :uwhr. fll'l'dtil il ntlllU'ro (fo-gli in1livi1lui ifa es.uniua.,·e 1)é1· sre~l·io:_,1·p gli idonl.'i dt",·c c,;se1·e d i ll,(>(;,es.-<H..ì. moltio g1·a.11tlr. llna sòla, cceezioue ci paJ·e s>i d'e hi.a, fa1·c. Frn le ~ 1.s.1,ziou.i m.gaJ1 id.1e ·1·<' 1w ha, una e h<', <fa,) punto di ds rn. pi.,h-.o·l ogioo, ha. g1·aJ1de importa,uut nrll'c:,,uue <lei pil<1ti: l\ la ~n-sazionc mtL'-'(:,()lo,t·t", impropria.meuw c,hiam :1.ta,, in qmwto è n<>1·('o;.-..·uio tkterminarc i,:e H soggetto in csa,m e sa conuni~m·a-J"e lo i,;forw rhc fa suUe leve di. co, mando alla nece!<'sitù, del momento. 1,011 fa, 1~ i~ten7Al, (!n, vince.1't', risul tato da 1-a~giung!"t'(>. Per ò i N>J.uu.n.i m èt\Hli .nsat i in psif·,oloi?ia 110'11 po.~sono essere qn.i impiegati in quanto 1·ichi0dono il giuJizio Ilei soggetto,
(1) PATRIZI. Jn.d;{!C autnyrnjìc·n r i11rn.•ri,•11/r rlrl }IOlrrc illi/Jitorc. A.rchives ltdlcunes dc Biologie. LVIJ. J>:ti:t. J!lO.
IUCBRCB0 BIOtoGICffF.l SUL1.\\V1AZI0:s1,;
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e, l)O.Ìch~ pCJ· uoruaa. s i è sta,bilito èlae .;i <lcbl>ouo ,:;c{'glicrl:! te.~!.i clic drnno tu()(lo <li oggett1iva,re il giudizio, così essi ,lebbono essere t rala~·iati. Un ottimo wetod-0 è quello illeruto da Galeotti (1) - li Gn,leot·,ti i• (\3,11.ito dal.la eou,stat:azioue <:.be VlÌ $ODO IJ.lCl'SOlle per :.ta,t ma, ÌllCll· raci <li cseguh-e 1111 da,to movime11to in modo 111-eci.:o e sicuro ; nlt1·e 1ie1'Sone vii ,riescono mera.vigliosamente: ,affe nano delicatamente u11 oggett-0, co~pri.l:l('.()110 la. mii-a 1uan.do tirano un sa,s;,;o, occ. ecc. Evidf'II · tx>mente è in (}nesta :i;.eoontla. \ .i atcgoria. <li !loggetti che tll're ,·cnir ~-elto 1'.a..iat-0re. ALio .sc.-opo di J1ffestigare le attlitu<lini del soggetto :~ rii;poncl1'1·c 0011 uno sfoa·w preciso ed ·ordina,to a,lle rn,ria,:r.ioni di una r~istenza estero~, se1·ve molto bene l'crgocstes-iografo di Ga.leotti, ud quale viene gra,fit·amente a,nn'()ta,ta, Ja. correzione dm il 'S()g'get.to tompie in ogni movi1uonto supra un brace.io di' len1- a ;oeoouda, dello !.forzo che l'e~perimenta,tore imprime oopa·a l'al tro lmwcio. Con, qu<'Sto ,up11:1,recc.l1io 6i rusa oome strunolo un ·J>E',so di 1 kg. che \'i<'ne s1:>00ta.to rrgolarmente 0011 un J"itmo <li 10' per escui-sioue 1l-0JYI;ia. Le ClLr\'C e.hl' ne 1·isulta.no <levono <w.';el"O regolari, possibilmente ol'izwntalri <' R<>Jl7.a @!,ahi noteroli, porchè il ~ggetto venga, ritenubo ,i1lo11co.•
OONOLU.SIONE. Q11(\~ti Mno i te.sti atlotoo:ti da.gli uffici psico-fisiologici du .aviazione milita.i-e. La. istituzione dt>gli uflic.i per la, $ :elta pl'erenth·,L <lei !•iloti dell'aria, e per il (,on trollo periodioo delle lon·o attitudini :tl volo 1·a1>p1·(.'l!l'Hta lj(':DZ11· {lublii-o una, delle più fe<;,0nde ed utili appli(;a.zioni della ~ienrAt a.gli inteu,ti ùi pl'atka n tilitù.: p<~8.~ia.mo affe rniaJ·e cun alta l'!Oddb,f~ione che ·i risultati già ottenuti in Italia banno fatto di· rui111Li1·e in misura. ~picua H numero. delle el.i.n.1illar.i;ioni tardive dei <·ar1ùiòati e pilo ti dad campi di ruvia.zioue, cd ha perme,;,'1;00 di l'legui1·e i Pilo!ti' e gli io.~1:vatori nella Jol'O <:a,1·1•iera, a,yia,toria,, suggerenùo Pl'Ol'l'e<limenti atti ad' impedire una ~\'Cl'Chia.mentc 1.·apida usura e atti a fa,Yorirc un impiego fon<lMo s u dati obictt~ri e c.o&i:.ant,i.
Il) \'c<lasi per h1 descrJ;-,ioo1e <le ll'appare<:diìo la pubblleazlone cl-i Galeotti negll nttl d('llu R. Accatlemla ciel Lincei. Voi. XXVII, I , sem., f. 10 e la noti\ ~uu·eryor.s'resiorr o/o lJ\ questo ste~o ·fascicolo.
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RlCEllCH.ID tno t,OGICnE f;l1LT),wr.,z10:-- m
IHBLIOGRAFl A. Oltre 11Jlc puhÌ,lic>:izion,i, citate ne l testo, f>11i proùl,>.m l sul1itari rife rentisi all'nviazione millt.are, vanno rioor<late le seguenti: FtUEDE:'i1JJERO P i::nc r.
Fatto ,-i v isii:·l 11clt'eq11ilibn1.ziu11e,
con, ,·iy11,11·1Yln s11eciolc
al-
l'iw iaz-ione . 'l' he ,Journ,11 od: 1J1e mro. trns., Cbirn go, 6 '3prile l01S. Voi. 'iO.
]);1g. 9!!]-2. P AllSO!'iS RoJJERT P.
A. - S1:0~11 L . E. Oli csam( col, me/udo Bara11y e lei i<lo1rd lri ai ·volo. J,ùidc m, AJWjjo 13, 1918, [l;ig. 1064. J1lf:~r. Le q11<1lità jiRiClt c d cgU a·vintori. lbitlem, 2i Aprile 1018, p.~g. 1220-,ll. S iuLL P. E .•cmw dcll'cqwilibrio ,iei candid,ati <11t'(l.'via:iu11e. Ibidem, 20. Set-
en:
wmbre 1918, p ug. 10i8 . Axornso;,, C1ut:ME. L e conseg1w,rze degU accidenti di acrnpla110 n el r i.g,uar<la m edico. llritl$h mcd. jonrn., Gennaio 1918, pa.g. W-6. C ASTEX . L\ . Disturbi clell'o,·cc,·hio m:fl'a via:io11c. llullcttln, Ac:1d. de .\ll'()l-cine de Pn•ti.\l, 31 Agosto 191.8 . G!LCURIS'l' KoRMA N. A11ali~i d elle ca.use di oodu.ta 11el v olo. llrltish med, J., 12 Ottobre 1918, pag. 401. Ax ot;11SEN CHAOME. L,i s<:/czio,w dei, can~li<la.l i pe,· i l scr·viz·io dcl/'ari,u. Ln.ncct, l.6 Màrw 1918. CMm,x A. Dist.111'bi a111·icolari presso yU. a v iatori militari. Ilull. Acad. Micd., 25 Giugno 1918. FLACK M. Effetti fisi(Jlogici. tld v olo. Ilri ti.;h 1!1ùd. Jouru.; 11 i\lnggio 1918, 1.i.:1glllit. 5il.
N . Alounc osser vazioni acromccUchc. Militiwy snrgery, Wnslllogtoo, Novembre 1017, pag. 680. \YE1.u1 H . V. La fisi-0loyia del volo. Britlsb med. J., 7 novembre 1917, J.)llg . 002. Il011EnTso:>1 Cu. Moo11t:. Esami clei oa,w:Uàctti; Nu,o·vo metoclo di esam e 'd el w .biri11lo, to110 11ws(!Ola r c, pressione san,y11i,gna.. Jou1·nul medic.'fi°l A.<E!. 7 Seltembrc 1918, pag. 813. l ,a idoneità al vol o e i 1111J l odi. ài esam.e di Bcinl11y. J otu'Il. med. Ass., 25 Mng. gio 1918, pag. 1559. LEMEtu: H. n. R ca:zio,w ooulomotricc alla sth11ola: i o11c labirin/i.ca. Ibidem, H Set· te.JDbre 1918, }'111g. 901. ,Oo1Hz.izio11i d el serv i.zio di , a.viuzwnc:. Ilritisl.t rned. Jow·nal, 28 Settembre 1918, pag. 360. I noltre va fat ta S1)C<;i,1le m011zione del mnguifieo v olume ,puùblica.t o 1~ 11lcmente d~ I soac li. Jone!l : /Jq rli/'ibri,wi a111l V ertigo, dorn sono esposti con <lcttaglio 1 moderni metod i di esame d e l la birinto v!l!ltibolllrc, con r,airtioolare riguardo · al loro :i.tu.i1icgo ,per la se.cita. dei candidati i1n'avin;,;ione (J. n. Lippiooott Company, Fila<leJtla e Londra, 1918, 1mginc 44J, <'OD 130 IJlustmzioni, ta· vole o&'tereoscopicllc, cinematografich e, ecc.). GtmE:-iE R ALPH
l!ll'F.RCBEJ llIOLf•GlC HE SC LL' ,WIAZI0~0
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LABORATORIO DI PSICO-FISIOLOGIA DEL Co:au.NDO SUPREMO
1a1111to di a1,1e indagini 1011a . p1i[oli1ioloma , degli aviaton amplufl Dli Laba,atoPID di pslGoflslolagla d1l Comando &upnmo per il prof. Agostino Gemelli, maggiore medico, dirett.ore..
Xel p1'\.'.sente sedtto ri..'ll<S U1110 bre\'emente i risulta.ti <l'elle inda.gi11i comJ)iUte nl'l laboratorio da. me dit~tto, e ciò in attesa, tH esporre
d1•tt.à.gl.i.a.ta,inN1te taJi ris ultati in singole memori~ che le esigenze del la,roro atitua.le uou pe1·mettono ora, di stendere. Le indagi:ui da, me oompittte, e nelle qtm.li eùbi n, coll~,bora,tori il ~·rof. .Achille R onc.a,to, il dott. Giulio Tessier e il dott. Arcangelo Galli. furono 1•ivolte a risol-\'ere d ue gir-uppi ,c)lj_ '}Jl'oblemi. In primo luogo è stata rivolta la Jl0$òra .att~nzione a det.e.rmi.na,re quali metodi sono più acconci a -selezionare gli i.ndivicfui id-onei a l volo. I risulta t i ai quali s iamo a,1·rirnti aooo desoritti i11 g.ue memorie, n ell-e qua.li mi sono studiato d i e;,;porre qua,li itra. i metodi attuaJmente nelle nostJ-e
ma.ni meglio rispondono alle esigenze di un rapido esame. Ora vengono qni ri,wmnti i risulta.ti delle indagini llhrette a, illustrare il mecca.n.i~1110 psicofisiol~ico del go,crno dell'aeroplano fu ordine appunto .a. mie ~ lezione u<>gli avi:Mori. · (n sccond'o gntppo d·i in:dagiui furono compiute pe1· st.udia.i-c le tl'lli!formazioni subine rlall'orga.nismo illIIl1\,no du~a,n te Il volo, e ciò e<,n lo scopo di det.ernrin!1're ,le cause dei disturbi acc_ n sati rda.gli a,Yia,· tori, di ee~iora.re la 101'0 inabilità, temporanea. o permanente. Di cfa,. ~cuna, delle indagini compiu te drurò un bre,~ cenno. J. -
LA PEl1CE.'2I01'1El DI LIE\'l MUTAZW:-iI DELLA POSIZIO::SE DI EQUILIBRIO DEL CORPO IN REJLAZI0:-11,J CON IL GOVERNO DELL' AEROPLA:'>10.
Per compiE>re que'Ste oinda,gini è soo.to costrutto mt piano 011zzontale spostabile lateralmente, anteriormente e posteriormente. S u questo piano era posto a sede.re il soggetto. Ogni spostamento di questo ____ · piaino era segnato graficamente si.a, quanto al grado di tale spostamento, sia quanto aJ senso dli esso, !,..1.:1, qua,nto al tempo i.n1piegat,o. Il soggetto <lorern reagire aL!a /J)e~l-liQlle dellio ~postaJ'nento m~mt.ene.ndo ot1z.zontale un'asta metaJlica. Ogni sipost.amoot.o di, tale asta. era, segnato
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RICERCBEJ 8IOL0GICl;IE SULL' AVIAZIU1"F.l
graficamente sia. quanto alla rapidità delio spo.stamcnto imp1-es:;u ad essa, sia quanto a.Ila direzione e a,l grado ùello spostamento nelle ,t,1·e direzioni dehlo ~~io. La el3,bonzione delle grafiche ottenute in que:.-10 modo era oom.piuta. 1·011 i comuui meto<li. I ristùt.a.ti ù-i queste iucla.gi.ui furono: 'lìra gli 1,posUtfuenti oompiutli con moto uThiforme quelli più fa.cilmente aw,·ertibili sono quelli laterali; p0&.:ia nmgouo que.lli lorngitud'inap e iaitine quelli rotatori. Uno spostamento a.ntet·iore è meno facilmente percepito di uno spostamento posteriore. La, vaJutazione ~legli ~posta-menti, che :in queste esperie!J.l.e era. ese.gui,ta ,in modo a,na.logo a quella che è compiuta daJl'av:iatore mediante la cloch-e, è più rapida, e più esatta per i modllienti la.tera.li iu confironto di quella. degli sposta.mènti long.itudiua.Ii e 1'0tatori. E più rajpida e µitì esat.ta .pet· i movimenti all'indiet.ro di quelli all'avanti. Tutto questo ba rn.to1'e co,sta.nte se si tratta di s postamenti uniformi e lenti. Se ·invece si stimola il soggetto con spostamenti rapidi ma uniformi Ja. diffN·enza, tra i ,·ari ~postau1e.nti è meno ed<lente e. in genere la. ,p ercezione dello 1;1postamento è p.iù tìue, on.d'è . che occorre un grado di spostamento daJla orizzonta.le minore che nei movimenti lenti. Inoltre il soggetto impi('ga. un tt,,mpo minore · a, pe1-cepire lo spostamento. Quesoo è a,noor più e,idelllte negli spostamenti r..omlJ}IÌUti con movimento ~..elerato o\·e l'accelerazione 1-ende più fine , piiì pironta la. perr,ezione. In tut,ti i Cih'li per quanto rigim1'1Ja. gli 1,pootame.nti lateraJi bi è os;;;e.rvato che gli Spo1'ta.ment.i a sinistra. e il movimento J'Otatorio a sinistra, è 1>iù facilmente IJ)el'Cepito di quello a desh·a., ossia occorl'e . un mi.nore .<>~ta.nrnnto del piaJ10 a, sinistra, per fa.r perrepire il mo,·imento. Unai conclusione rra.tica. che 1:oi deve ricava.re, da queste indagini si è che la min.01'e sensibilità. agli spoi-tamenti lon,g,itud.inali richiede che lllehla. costruzione degli aeropila.ni i mezzi di controUo e di correzio~ .Jongitudin.a,li òebbono ~ l ' e più il)l'Onti e più grandi a, compensare la. natura,le deficienu,a, dil-et.tim dell'-aNiat,ore. e che le le,·e debbono permetteI'e un. controllo ed una correzione più pronti per i piccoli spostamenti.
Pratir..a.ncl<i ~JwJ·ienie c:,011 il metiodo f$Uggerito da B0u1rdon per elimina.re le sensa~ioni tattili e m'llSeolari, si è notata una, minoN.> fine.zza di pe1·cezione degli spostame.n,ti , e in alcuni ca.~i il soggl'>t.t.o -0na i:n11~ibilitato a ,pe1wpire il g;rado e il senso dello sp06tarnento_; o.nd' è che si può concludere che il fattore ip:ni.nctpale che agisce nella, percezione <lf'i movimenti dal pia,no o.rizzontaile sono fattori cuta,nei e muscolaJ'i .
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RICERCHE BIOLOGICHE SULL' AVJAZIO:'\"El
11. -
IlElAZIONI DI 'l'IIIMl'O,
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DI ~Cl,lLTA, VOLO:'\"T.\RIE,
Nel governo ùell'aeJ·oplauo ha. una, importanza. gramlhmima h1 scelta. che i,J pilota de,·e fiare tl"a nwi orùiui ùi IDONimeutj, mano ùe· stra, ipiede destl'(), maoo siu.i.stm, pial(! si.J.1istJI'O, O 0011' ambedue le mani o con ambedue i piedi. A stutfiare il mecc.~uismo di 1~z.i?lle compiuto con ,·airie oombina.ziorni di runti I.io ~nito ·reazioni di t.empo a stimoli elementa,r:i nelle qua.li il S0<Jgetto do.rnnt reagire ora. oon l'uno ora. con l'alt1·0 arto, ora con più µi uno. l7na. prima serie di ~ rienze era, disposta in guis a che il sog· getto doveva reagi.re in condizioni ùfrerse, e ciò 0011 ,lo S4.,'0l)O d-i <leter· lllina,ro il modo di .reagi.re con. l'uno o con l'altro d'egli arti, con più di un arto simultaneamente e pel' deoormina.re (luale iu.fiuen:za eserdt8!llo su tal genere di reazione le varie condizioni psicofisiche. I risulta.ti ottenuti si pos-sono ·riru:;sumere nelle &egue nti oonclu~~ = -
•
Innanzitutto è 1·isultato e,·iùente c he lé l'e<'lziou.i. compiute con la mano sinistra, ~i:a nelJe reazioni isolate, con un arto solo, s ia nelle .reazioni coml.Jina,te e si1Uulta1we con più 1111t,i, ~no a;,~1-i JYiù prontle tli quelle della. mano destra. A-nalogament.e si osserva per i piedi, sia nelle l'l'Mioni isolate, .sia. in quelJe combilm,te, che il piede s·inistro reagisce più prontam~te. E da O&Servarsi che questo precedere deLla rea:r,ione con l'all'to sinistJ.'O è as.<,a,i l}iù eri<fente nclle J'e'.tzioni !!CosorciaJi che nelle tnuscola1·i. Nelle 1-e~1-z1oni n1uooolari la rea~one con l'arto destro &i al"Vicina moltiflsimo a. quella con l'a.m;o sinistro e fo, a,lcnni 0081 fa, fìOpra,anza in celerit.o\. La· dm·ata media. deUe reazfoui simultanee e oombina,te di più di un ail'.to è un poco più grande delila d11Tata media dei singoli ni.spetltivi a,rti. Nelle 1-eazioni s.imnltan.ee di ipiù arti il soggetto commette errc,ri facendo precedere ora l'uno ora, l":Lltro de.i due movimP>n,t i; 1))111' t uttavia, 11elle l'eazioni sen.ooriali c'-è u.na. not<>role tenden7.a a prernfoN' la 1>1-eced1.mza, dell'aa-to sini,st,ro; tal.e dill'erenza a favore dell'amo si.niirt.ro nelle rea.zioni simuJtanee !K:ompa,re nelle 1'(>8,monii mm,oola,ri nPlle qua.li di frequente subent ra anche il fatto <inverso. Nei movimt'nti combinati di mano e d.i piede non si :può dire e.be uno dei ùuc organi sopra\o-a.nzi l'aJ.tJ'O in maggiore prontezza a far clò che riguarda, le .reazioni seMoriali, tnvece il ipiede sopravanza la mano nelle 1~a.zioni muscolari. · Nelle rea~ioni unilaterali e nelle bila.ooraJi si è oota.ta una. variazione mE>,dia minor-e nelTe .1-eat.1.ioni mu!IC'Ola,ri che nelle ~ ,<;<>ria,li. Tutte que900 ricerche, per oolllSiderazioni che qui non è ipossibile
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HlL'EllCH J.:: 8IOLOGICHi,; SULL'AVlAZIQ:-;E
sl'Olge1-e, hauuo Lliuwst,1-a.tJO <:be la dillc1'(illza, de lle re,1,zioui compiute oou d ,·a l'i a I'! i no11 è da, a,tt1·iln1il"si a umL cau&1 ti;;io logita wa ad uu.a. disposizio110 pskolisic.a. v1·odott.L dall' esercizio. 011d'è cbe ":.i può <lim ehi\, uwnni • la dip<mùeuza, della, disJ>0sizi-011c psicofisica vroduce solo uua '.l~1zi oue del due 01·garu IJilateraJ:i 0011 diffN'CllZC di k m,po t'll oseillaziuui, la iutL·ttzione di 1~1,g ire simult:mcamc u tie tende 11, c.1J.1celknc (JUello tlilforcuzc cd è in ciò fadlirata tla.l l'itJJ10. Quc.-sta i11fiueui,..,. di fa.tto1=i psi<,;,oJisici è sla ,ta i llust1·a t.L da uua, ,se11.e di j nùagiui le tJuali ci ha,iwo •d'iluo:.-trato : nella se,·ic -di r ea.zioui 1·itruid1e Ja, patl.'><L tn1, l ' una e l'altra n·rozione ba una inf1ue.nza, ~ulla i'Nt,zioue, ncl scu so cbe, a,IJIJ1"eria11do la, du:rn,ta de.11,L pausn., ~i auunw.ia la, dwiLt.1 d elln. t·cnzione; iJ -0,m:1bio d ella di,sposiziione della re.azione (siukt1·a , <lestra, bi la.tera.le, m us<·ol:nc~ scu;;oriale) ba, la i.uttiuenza, di rendc1·e più eYiùeut i le d ifferem~e. di alltu1ga,re i s ingoli tempi a.i1cbe in ('Ollfl'Outo de lla durata. mccl ia, LI i essi; le rea,zioni a, stimoli deboli sono a.~,,aii ·più w·cri . Del pa.ri su scita notcrnlc iulluenz,L u.ella, 1·oa zio ne l.L for111a. del motiro di J"e.'l~ione . Se si usaJ_ l.t) i<ti1uol i, c he da,pp rima. si aOOI'C.'>C-Ono e 1posei1L si a.tteuuauo e ::K:ompa,iouo, . ·i os>'(:' 1·rn e.be le rca.zioni aJ priudpio <le llo f;tooolo oouo a~sa,i più ra,phle di l!Uel le e&',gnite a llo "SCom p:wire dello s timolo. Nelle 1·0..~zioni &imu1tance e combiJlate di due arti il rompit-0 da,t~al soggett1J ili po1·~u-e la p1-opiria. a ,t tewiioue i.op t·a. u u.o <l..i due a,1·ti a.ccor1;ia, la du1·a.ta della 1-eazione di qu<*ltx> a.rllo. l"·na <·oudu~ione p 1·a .tka. s i rica,1-a.. da. qut>ste !i.u<lagiui, e cioè d1e da.t-0 uu compito come qtLCllo d1e ba il 1:1ilo1la di a~r o.pla.no, il quale dere reagire a i,timoJi ,·a,ri con mo,•imenti vari e combinati, si d ern ri· chiede1·e d a 1111 <·:1,11(1ida,ro M 1ri lota,ggio cli a.eropla.1.10, c·ome cn,l'a,tten•istica, foud.a,ruMl.tale e conte aittitudi.n.e IJ)Sicofisica. cssen11iale , una cost:a,nza e una. r egolan·itù, di 1·ea,zioue agH !<t.illl'o!i, mia ca,pacit.ì. di. ada.t:ta.rsi con l 'eNl'rcizio a- mw,·f• C'i0n<li1.ioni di 1-eM,ione, u.u~1, ·ca,pacitù di distri· buiJ'e l'a ttenzione sqpra vari stimo1i. Que~ta c,oucJus ioue è illustrata da. a.tenne duda.giui che noi a,b· biamo cowpiuto s<>ru·n la rea,zioue di !<Celta. Il 'J)ilota, d e,·e scègliere in un d,tto mome.ll!to tra vari mo,·bne nt i a 1-ea.ziowi. que l determina,to movimento c he già, m(l(lia,nte ,l'ei;ercizio e grazie a espe1r.ienze pregres· se, è _oonne.,;,w cou lega.me a ssociati.o oou un determinato stimolo. Di <JUÌ la iJn.p-011:.: lJlza dello studio della _rea,?Jion.e d<i scelta per d e terminaire quale s igu.ificat-0 psicofisico genera.le e ,:,<;a ha. e quale i mportanv;a. dal punto di ,·ista, ne l gov(}rno dell'aeroplano. P er l o studio d ella. rea,zione di scelta, noi abbinmo adottato un par·
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RICEltCBl:l BIOLOGICBE SULL'AVJAZIONEl
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ticol!u·e dispositivo che permetta di presentare a,l sogge t.to {XIJ·ce<:hi stimoli e ùi rea,gire con uno fra, ·p ,a .recchi mo\"inlenti, così coortllnati que.,;ti, che a<l un dew...x·mJ.ua.bo stimolo il sogge.tto debba, t·eagi•re con un ùotermiua.to movimento. Il soggetto ignol'ara natm·almente quale d<·gli stimoli doveva comparire. E se.murato a q,uaJ.c uno d.1e questa reazione <l'.i S<·elta l_)UÙ (!!-!;eJ·e ùeternL~nata. sottlraellJd:o ùaJ tempo totale di rea¼ione. la reazioue di differ·euziazioue e che l 'atto di scelta. rrisuita, da.I_ r0111p.lL'l'S0 <li tutti quegli atti c he neUa. ye,azione di differ<1.nzia~ione sono inclus i in tlll atto i:1rop11io, di vera. scelta, d i uno fra va.r i stiimoli . Le ti,udagiui da, noi compiute ba.uno d·i.mo..~tmto che un.a, vera ~eJ+a. no n si ba mai, in quanto •l'eserc izio abitua. a poc:,o a poco a ·soo,bilire ·dei nessi a,s sociativii 11-a i rn,M $timoli e i virni m ovimenti con i quaJi si deve rea.gire; l1'i guifia che non si ba •più uel soggetto quella attesa inùeterrni11ata. 1wr aJcun, stimolo che è la condizione esi;enziale pei-chè s i po:-"'-1• a.vere tlll ,ero atto di see1ta,. Se ta.li legami sono ùi cara.tltere asoociatirn è ev~<le.11te allora c he quella sottrazione clie dovrebbe <la,r e a. noi la dura.ta dcl tempo ·di scelta, in realtù no n: offre a,lcm1 mune1'0 che abbia una significazione .netta,, in q uanto la dm-a.ta del ter11po impiegato dal sogg<>tto neJL"" ~ l.ta,, e che <lovrcbl>e osse re e:,;1.wesso dal prodoHo della Rottra,zione dal tem,po to ta~ hrnto di l'.·celta dr.I tempo impieg~to pe,r il rironoscime.nto dello ~t.imolo, 1-ie1· la cliffeYenzia.zione degli altri ;itimoli è influeur.a,to dallo stato )}.QÌCQfi..-.ioo del soggetto nello spazio tli tem,po p1-.eoodcnte la scelta,, così e h.e e.~'b non .può a,vere in ogni caso una ><ig111i6ea-zio11e unièa.
In 1~altà, le iu.da,gi,rui wl tcmpo <li scelta ci conducono ad affrontare il '])roblema d ella a.zione volontaria e i motdvi complessi. che la ùeterminano. ,Afa questa liberuì. di determinazione non e.~iste nel ca,;o no.stro ove i legamj. a,ssocia,tivi var i :wmtlla,no tali a,ppa.re:nti ca,paC!i tà di '<letel'mina.zione . Quelle che !l'loi cl1iamiamo a·eaz.io.ni di scelta, Jl()J!l ~ono t ali nella realtà.· · Da q1ieste indagini, fl nnqnf>, n•i,-ulta eh~ 11011 ~ 11we,-;;.a,rio Ila.r e all'rsame dei t.emtpi d-t soelta nna gra.nde impol'trun1,a,, conH' fii ~ra crerl11to per l'addietro, ne Ua !';(X>lta '(re i <'andifla.t:i aU'a,,·ia zi011e; ill\'i'<'e hilj(\gna, da.l'.e maggiore dmport.'1UV''1 a,I ('i(}Ule si i::tabili!':<'OTIO 011 cia sc11n Mggetto i legami associativi e come l'e><erc i1.io rie.<:cc a sta ùilir-c e a fiillla,re tali legami. Allo soopo di illustJ·a1>e qnf'.<:ti p1·oces!'Ji volontmi che son-0 inclnsi nell'atto ~i scelta. noi ahbiamo compiuto una, serie di indag ini ne lle quali abbia,mo cerca.to d i .studi.a.re UlJl. a.tito volon ta,rio rlemen.t.a,re. Pe.r questo abbiamo scelt o l 'esécuzione d i mo\'i mento compiuto dal soggetto
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H[CERC.l:ll:: BIOLOGICHE SULL ' A\"lAZI O:,,;l!l
per sollera,re ad un:a determin.ata aJ.te'.t.za. con deteruninata for:t.a e im.puilso e cou determiuata, ,·eloci tà uu :peso. I rkmUati otteuut i ha.nno d'imostrato quauto S{'gue : Yi è uua, perfetta a.nalogia tra le l'cazioul di tempo e queste rca,:don.i rnlontairie. Anche -<1wi si risoollltra d1e ci,l..<ocun iuùiriduo ha, un :suo modo p1·oprio· ùi reagire e i,;i hauuo tre tipi fondmneutali: un tipo llluscolare, un tipo senso1,iale e un tipo misto. :\la,ggio1·t' co;;tauza e magg:im,c uniformità &'i ila ooi tij)i muscolari. La, i<,t1mzio11e data al soggetto ha per influen~a di mutm-e la forum, ùclla reazione, la quale rrnò e.~-:.ere o musGi>W:tn'C o sem:,01·ia.1c, a seoouda della fatruzione. L 1at· teuzioue dol ,soggetto, ·viene rirolta sopra i:il movimento <la compi.e1·e o rispettirameute sopra la I"<¾!Zioue, vieuo acooroiata. La ampiezza del movimento induce una, maggio1·e rapicfit(\ del moYim'Cllto, così che Ja, dura.ta generale del .lll<>vimeuito st~sso riuH\.lle cosumte pe1· ·i siiugvLi soggetti, tanto se si tira,tta, di un grande come di Ull 1i<X,i>lo moYimento. Una conclus ione pra.tica, ~i rr·i<:a,,·a, cla, que<;tc indag~i e cioè clic i oomandi clell'aeroplauo debbono e..;sore oostrutti iin modo da non! CO· st1fogere ·il soggetto a grnn<li mo,·ilncn,ti ;.;e &i vuole ottener e he e,,;i;i siano COlU[)iuti oon maggiore esa,ttezza, e prontezza.
se
l II. -
I l\18'1.'0DI l'IJII LO s:rUDIO DELL ' A"CTEJNZI0;>;0,
Lo studio delle serie <l'i Teazioni <li tempo, ,specie se ·StÌ t ratta di serie molto hrngbe, e ·Sp(..'('ie ,,;;e i -ri,su.Lta.ti Yengono tra.ttati ed elaborati ma,tcma,ticamerute in modo da ,d ca,rnrue degli i,ndic,i, d à una ddea, suffi..:.ientc.mente e.satlta del gr.1do di concentrazione, 'di fissazione, ecc., , della attenzione del ,soggetto esaminato. Se non .che s tille rea.zioni di t(.'mpo esercitano la loro influenza fattori vari, la. iimporta.nza, e 1H mcccarnismo "1ei qnaJi fu mcs.«o iu luce .speoialmeu tc in questi ultimi tre anni e l 'a~fonc dei quali è d ifficile diffcren1-iare da quella della dli&'Ltteuzione. Ora, poichè :l'esame ~:!ella, a.ttcuzi,one nel caso uost.ro è di somma. im,p orta,nza,, poichè dipende 1la,lla- c·ru1~u..iitù, di fis..."-ll,zionc, di di.strihumone, di conccnit.razion~ de.Ila at,t enzionc e 1Talle -sue flu ttua.zioni se un ,pilota i,;a, a.I momcrLto oppot·tuuo coma.1Hlawc le forn, ~!'OC,r\"a,re i val'i indiNlitol'i, r<"gola,re a.ria, benzi11a 1 ere., e 110i<:hè l'aeÌ'oplano 1.ia ·una fa.le ,elocitù <"11e un rita,1xl'<> di po<'lil sig.rua, I)uò Cf--se.re fatale., oo.<Jl ne SC{!'ne oli<' .l'PAAUJC della, attenzione a(.',·e <'"-~r·e fatto con somma, cura s ia per r('udersi coutio (l i ~,;.'I, uei ranc'Lirla,tri . sia. <l<'.lle i,;ue nltcra.zioni nei piloti a,u1.im1i. Ln, clet(.',rmina~ioue delle fluttuazioni de!Ja attenzione è uno d'C'gli esami ipiù impo1·tn.arti uel ca ...o nostro. I.ili nostra inllagin<' i! fyta tn. 1"1C1•dò rivolta a ricercare un metodo
RICElUCBE B10L001C HE SULL1 AVl,'>ZIO:-IE
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adatto per studia.re l'attenzione dei soggetti da n<Yi presi rn e:::ame. ~un ,si può dire che manchino i metodi psicologici ,per l'esaine di tait, funzioue. Dell'attenzione si ,può studiare la estensione, la distriùuzione, la eonreutra71ione, la fl1Lttua.zione, ila, intensità, ecc. IuoJ.tre la inda.gine può es:;e1·e rirnlta a studia.i-e l'app1i~ionJe dei ~ i , a 1raccoglie1·e le pe1·t-ezioni, l'attenzione sensoriale, ovvero •può essei-e rivolta a, stUld:ia1·e la, applicazione di a.ttJi,viU\ ipsichiche superi.ovi a, un determinato còm1>ito. ~on d occurpiamo qui della attenzione ~ll6oriale. Del g,·ado f' delle qualità di essa si rpnò aivere ult indice sufficiente daU'es..1J11e di serie di tempt cli 1~ione. Non in senso proprio in ques to caso ~i va:1·la ùi attenzione, e ognuno oonosce le '(]li<Seussioni che isono sorte 11-ppunto a, rausa ùi questa. Oi occupiamo .solo della. a,btenzione nel E.senso prorwio della pa1'0la-. Ora., ,per il fatto che noi 1Clesoigutiam<o oon que..c:ta, pa,rout. quegli stati nei quali i ,p1'0Ccssi pb'icbici si pr~..entamo con iparb.ir;olar<' \·iracitù e durata, chiarezza, capacità di fì~-e i lega.mi, ca.paeit~ì, di ri1wo<luzione, ne segue che 110.n ,ii ha un ·vero metodo unioo per lo stiudio dell'attenùone, ma vi hanno altretta.n,ti metodi che s<wvono a 1-end~1·,;i e,-onto di m.le stato a riguaJ'do <l'elle •s i111gole funzioni- 1p.~chiche, nelh· quali l'attenzione è chiama,ta. in giuoco. Agli .scapi ·p ra,tfoi gli ipsirologi -hllnuo iùea,to una !!erie .ni1.1me1'0sa di metodi., basa,ti sopratutroo fftll 0011· t!'ggio degli e1Tori che uu-soggetto fa nell'eseguh-e un detcrmina.to ed . <>l!'mentare còmpitio. Se non che il mumm'O d egli errori, se dà una. <idea a!_lJia,:tanza ;preoi~, deJla capar.ità, -che ha. un soggetto cli conce.rntrare la pl'opri.a- a,ttenzione su d i un oggetto e ,per un dete.i'Ill!Ìnato telllJpo, non permrtte però di rell(fersi oonrto delle fl11ttua.z ioni che nel!' esegui·re quesc.o còmpito ha presenta-to la gµa, attenzione. Il metodo ideale per lo st udio della attenzione d·o n-ebl>e essere un metodo che pormettcss(' di Ll"aS<'ri\-ère la curva della conceI1trazione e pella dis tribuzione di es;.a durante un cert.o ,pm·iodo di tem:po. .Ma è evidenite che un ta,le <foppio e continu.aito con,trollo non è possibile. Sicoome però nel eih'K> noso·o della .selezione degli aria.tori, oome in genere. nel ca,'>O nel quaJe si debbono seleziona,1-e i-rudiYiclui da destina,r$i •a CÒlll!J)iti che rfohiedouo una applicazione continuata è ,viigile, c iò che importa è cli render~ r-outo delle fluttua,ziond d'ell'apperceiiione, ossia, delle fluttua.ziioni nel· l'aipplica-zione dei processi ,r sichici a•ppercettivi , poichè solo iudrixidni car>aci di fissare per nn lungo tempo -i .prop1tl. •rn'OCeSSi appercettivi· sono idonei' a, questo speciale se1·vizio, co.'Jl .ho idoo,to un DIBt.odo che, tra~ndo p1'0fttto dai metodi <legli errori già. in uso, associa.s<ie a.d esso il rnntaggio dei metodi gra-fki ca,pa.ci di indka,re <le va.rie e SllCCessi,e rea-· zioni di tempo del soggetto nell'e~..gu iire un determinato còmpito.
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HH::1':HCHtJ BlOL(IGJC II E !ff LJ} AYIAZIO:O-EJ
Ga·a,zi.e a ()UCste reazioni di temp,o le iluttuazioni dell'a,tte.uzione del r,·oggetto ,n ei \'iH'i mo.monti rJ.)():<souo essere seguite. Il metodo essenzia.1mente con siste uel cùrn pi,to ao;segna t.o a,l i-oggetto tl i S<'guire figm:ine st\11za &>n:so che pa:s:,;ano dinanzi a, Jui, iu ,;ueç<>ssioue predeterm inata,, per teru· pnscoli hre\'i a suffic ienzn, da permetter e al soggetto di coglierne tutte le particola,rit,à. Il soggetto dern reagire al pass.1,ggio di ciascuna. Jjg-uriua iJ1i gui,-,.a, da segna,Jare di 1xr:s,...1,g gio ,<_J i alcune fra e:s."-'l', o:s,,ia, lii qneLie che vre;<en.Uuw una, prefi,-.;;;.1,ta, ra.l'tiiooJa.r:itù.. L'na, ela,bor-a.zione nmtema.tica, 'Cre.gli e rro ri così comq,iu,tJ e dei tempi im piegati nelle i-i n~o le reazioni ,permette di cootru.n·e pm- c iascun wggdto c·arattel"istit he g 1·a.ficl.Je, le q ua li mostrano il grado <.lelle fluttuazio11i llell'a,t.tenzione '11•1 soggetto, il l oro ,decorso, la lo ro fJ'NJ ueuza, in un detel'rnina.to tempo . la clura-ta de i singoli 'P(JNO<.l~ , ecc . Questo metodo, da noi perfe-t.taml'11,te. cm1t1'0llato con altri metodi più fini che oono in uso in psicologia, <> diretti a, studia.re i singoli proce,;..<:i, si è dimo.<;tI'a,to ottimo 1)C1· r.ive1:i'rn i ncfiridni insuffic ienti diaJ pun to di Yista d ella oo,paeitù, di con<·en trare l'attenz:ione per un {letermina to tempo.
IV. -
L.\ l'EHC'EZIO:'\B DELLA FORZA ,
L'a.tteuzione ùcl '{)ilota· ne l gmwuo deJl'.aerop.Jano è <li:::tribulta t,r·a, ,·a,11. oggetti ; egli deve rea,gJ.re in <lire1-.5<> modo ai diffcrelllti stimoli. Già ,·edemmo che uno di q uesti è (lato '<fa.! Ja percezi<>ne <kgli ;;posta,111cut,i del piano sul qua.le è s«l u to da.H'orizzouta.le (li nea, \l'i rnlo) OY· vero la moclilica~i011e della s ua inclina,zio ne che egli vn0,le imrrillH'J'<• aU'a1ipareechio a <l'ìèC011da. che ruole sa lire o scendere. JJercf•pito 11110 i-po~amenbo oglf de ,·e corregge i-Io eou la, cloche, che huprime.udo 1111 morimento alle ipa.rti dei ipùmi, permetite di eseguire fa. oon ez.ioirn. Perciò il piloro. nel goreruo dell'aeroplano <len~ posseù ere unil, 1.:1l.padtù, di 1pe1·cepi>re lo sforzo che egli rorupie con le lc,r e di comanùo pe r poter do;;.'u·e questi spostame11t1i c.he egli im'JH·irue ad p.inui d<'l suo appa1'ccc!J io a seco11da. d elle rnrie P~igen7,e <lel momen to. Di ,1ui Ja. 11~C('~:<itù, ·pei, Lo vsicologo tli sa.ggiarc la, rerce~ione ùi forza che un ~ogl!Ctto ba,, Ln, n.<>>1tra, atteuzioue è ,:,:Ul,l\'l, portata ~'li questo tt•ma.. o:;ic•tto • da, anni: di v ivad (liscu;,sioni nel rarnro della 'P:,:icologia , e abhjamo p<wtato un contributo ad C.'>So. A qnrsto scopo abhiamo cOl"tirn tJto nn a,p pa r eccbio cionsisternte e,:;<C.Dzialme11tc> in una maniglia ('he i-I ~ogirl'tto de1·1~ maiwgg'ia,i·e e con la, quale f'gli può compiere sforzi ùi intensitù tfifferente. I rnsulroti di quef.ltc e;<pc,ril'nze 1<0110 sta.ti i ,:egiwnti: Riuscire ad esegn ire tm movimrnt-0 OQD una determin.Ha fona, eqni-
nn; 1,;n CHJ, 1310LOGIClll:: s e LL' AYl,\ZI0:--1~
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ra le a<} iil11para.1·e ad e:segufre Ull dcte·rlllilla,to a,Lto, e il fa re un giudizio bulla. forza, inl piegata, 11el fa.re uu <letermina.to mo,·imenro è un a,tto a.ppreso. Gli e lementi elle ser,·ono a, ùa,re questo a-ppreuùiil1e1uto souo il tempo im,piega,to ne l COlllipiere il movinlento e la, estensione <li questo movimenito. L'oggetto <lel nostro giudizio non è il pe!>'O o re$steuz.c'l. msè, ma, è la. i ntensi.hl dello sforzo, la, qu.a,le dipende strettawènte da,1l'impu..l.s o e ,·a.ria. iÌll senso opposto a,<l es~o. Gli errol"i -1.1i U·1'P•-ezzame11to e le or,ici~azioni nel giudi~io sono l'effetto delle 08-0illazioni dell'im1mlso e que;;te sono di>Vute a.ile osciUa.zioui <lell'a.ttenzione elle è natura.lmente fluttuante. Ln una rpa,rola. g.Li elementi d el giudizio di forza. sono ele· menti fisici (esoonsione e temff)O), l'apprezz.ame11to dei q,u aH è iu ftm?..ioue ùell'atte~ione. · Non mi è possibile estendermi a illu.st,ra re queste couclu~ioni rica,ra.te <.hJi uostri e9pe.rimenti e illustrarle in rela.zione cou i risultati ottenuti <lai precedenti osse1'\·atori. UL .conclusione esposta ha, un ya,lore i,ra,t.ico gramlissimo. Per selezionare i piloti non è uecessa1fo l'esame <l'ella loro ca,pao1tà <li valutazione <li forza,, come ha fatto Galeotti con . il suo ingegnoso ergoestesiomotro, ma è ,sll!fficic.nte, per re ndersi conto dcl1.1, c.:a-pacità del candidato aU'avia.zioue, esaminare come si compoJ·ta in un còmpito quaJsias:i la, sua attenzione, qua,li ue sono e di quale g ra~:lo le sue flut tu.aziond. Il che &i dern fare con ,i metodi in prerellenza indicati.
V. -
LA SOGLIA GALVANI CA CO:llEl METODO D'ESAME DELLA FUNZIONE LABIRIXTICA,
E noto come Ba,b ins ki siuo dal 1901 ha m~o in eviden1..'l,, oltre le rnria~ioni oons-iderevoli di eccitabilità la.biri rutica., -due malllifesta.z.ioni p,1,tologichè nella eccitazione elettrica transcefa.lica,, la, e,-omipa,rsa, ·{l'eJ movimento di mutnzione iin luogo di quello dii inclina~ioue laitera.Je e soprattutto hl, in.cli~ione oosta-11te da un medesimo lato wn, o senza, r-o~ione, qualunque sia H senso di passaggio della, correu.te. Babinski ba, in"Oltre dimostraito che la inclina,zione av~<iene .da,l lato dcll'~1'0CA'hio leso •in C.1.S'o di a.fl'e ziollli aurictùa,ri. Dei fatto rima.ne dubbia L'l. spiega.zioue; non è cioè l'isolto se si tJi,t ta di una irritat,ilità esagerata. or,el'O di una. ùe.fìeie07,a, funzionale del labirinto leso. Di questo metodo si i oocu.-pa.to recentemente Piéron , o.he è l'lta,hl <'ondotto a illu· i,trare i l Y·a;lore della amailis i dei disturbi p rovoca.ti tla lla, rol'l'<>,nte gaJl'alllica, e<l ha. introdotto un perfe;r,jonamento nel meto<lo in qua-nto ha, indicata. la opportunit:\ di ,r,;a.ggia.re la fnnziona,litù di ciascun ·l abirinto mcdia.nte l'eccitazione umilateraJe .
•
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ClC'l!JRCl:10 BIOLOG IC HB :OULL'A\'IAZIO:'\i,;
N-Oi a libiamo a.pplic.a.to tale rnetotlo a quru:.i tutti i ' nostri soggett i che g ià. noi csamiua,rnrno and1e con gli a,lt1i. me to<li di <."&lm e d e lla funzi-Oualitù labiliiutiC'.a (rotai,ionc, llis ta,gmo, capacità di percepire f>1Kl· atamcutJi <.fa.I .piano orizzon.talc, 1J)l'O.C di Il,:H'8,uy, ecc.) e 1.iamo al'l'irnti a.Ile ~gur.u t.i c onclus ioni: ln:,.el'e ndo una, 1'<.'~i•..;te1iza. u eJ c il·ntito al,l,iarn.o ùctermiua,ta pe r da.. S<' Uli l>IOggetto la soglia. di eC'dta.ziorne ga,lraJ1ic a ùe l la,ùiriuto de.i clue la.ti. Tale ~ogli.a, U(·lla 111.1ggio1·a.t17,a, tlt:'gli ·individui c be a,ppa,iouo 1101'· mali è a,ll'incii'C,1· di 2.;:; .m.:illiampère . Yi sono :poi ·iudirid ui c he ha.uno u1u1, ripcreccitabilitù 1i.1lc~,~~ e in gu<.'i<tii ,,.'l,Si ba~ta .uo piccolissime qm1u, t,irù <li oorren te, come 0.4, 0.8 milllampèr•e. A ()nesta. ipe.i·ce,-citAbwitù, · s i a.i->'o oiava. una. ipe r·eccita,bilit ù 1·i,.oou,traùile anche con gli a,ltJ,i m etrnTi ù'N,amc. l'itì grande è il D.nml'1'0 di ind hidui nei qua.li vi è una ipoecoimbilitù e nei quaff si ra,ggilmge a,nche uua c-OtTe n te di 8.9 milJfampè 1·e senr.a arnl'si la. reazione -O..'lra.tteristica ,, Abbiamo JJota,to c he in piloti d1c v olano da, luug-0 tempo compare
una i·I)Osensil;iliti'I e:.an1ttcl'istic.a,. Koi 1•it.:snfamo oggi c,he il m~todo di e8-:un e del '-1, funzi on e fa,b i1·i11t.ka.. se prati('MO con In e(;.(·itazione mo no latcra,le, l'<ia. un buo n 111ctrnfo di e~.me dei c-.1,ndridM i n,ll'm·iazione.
\'J . -
J,' E!<A)lf: 11111, l<.\XGUI·: l>EG!.I A\'l.\'l\llll.
('~ne è noto, è ruurtmi., dir,;cn,-sa J'influen7.a, !lel dima. di aJta, mon· t ~~na i<ulln, oomiposi?,iono dcl sangue. Da, r:ioorche da. q1o,i <'!<<'.guitc iu 1wopor,;ito 1·ir,;ultl'l'1>hl>l' un mmwnto i<ul t.H,,-0 clcll'cmo~lohiua, e ne l nom ero dei -gilobuli ror,;si, dic sa1-ehbe d a a.ttr,ibuire a, una, n eoformazione d4 glnlrnli 1·ossi . Poif'l1 t:' i IH)>'lri ~/,?'Ott i nJou pennangono a grandi alt.ezze ma ' vi sn lg-0110 ~H'l' un t<'m po J'f•lti.,ti vamen.te b1't',·c, 1' ipe1,globul ia, qua ndo F<i ,·e1·ifka, donc•bhc• qwcra.Jentemcnte e!':Serc ('8U!'l..'litl1, da.Jla, tcm· pe1·atu1·a lia,-:;..1.. mwhc !'.e<'ond.o l'O'pi nion.e ei;.11ro.s;:;.1, d al ~foi<i:o.
\'Il. -
J::><.\~11': 11ViL PIL(•TA Dl'HA:'\T?:: H , YOJ,C,. •
Noi a.hbi111n-0 p otn t.o <,ompiere nuruèroia:e iH{la,g,ini s ul co1wportameJllto d el pilota du1·:111t(' i l rnlo. DC'i risnl tati di questi !::tmH rite uiamo n on ii.fcrit·e qui C'lic· C',iò 5:lic riguarda. il polso, il re.5,p.il-0 e fa. preia:>'io11e
sa.nguigua_. Pc-r lo i<tndio dc:l poi~ e ù el 1i.'~pi1·0, pel' la, in1possil,ilità t?i 1·1()1·ta.re a. bordo di a1ppa 1·ecd1i H\loci, e oopr,.'J.ttn tto su ·que lli n1011opo>'ti. i C 4)· mnui istrwn<'nti g1·:1fici, abb.iamo ideato e costJ·nito un ·a.p1){11-e<·chio cli<' a uoomaticiwiente e I Plettii.f'iamr nte s('J'in• su nna, >"l:l'is<·fa, di ça ...ta, il pot<io, il rx~-:pir-0 ,tor·al'ic·o e il l'('><JIÌ ro :Hl•lo minn!P. I millimi <' ('OlltiUlLÌ
RICEBC8E BIOLOGICHE SULL' A\"IAZlOXEl
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sJ)OIStmue:uti di una capsula di Maa:ey in co~unicaziouc con u no i:;pcciale pneumografo e eon caps ule c he raccolgono le ,pulsazionl de lla, ca,1-<>tille .rnzich t: w e tte1-e àn moto una l<wa scrireu;tc mettono iu moto una lern che lltabilisce successivi e cont inui contatti e let~rici, a,cl ognuno dei (Juali corrispo nd'e una segna~ione s u una striscia, di ciwta.. Di ciascun naccia.to &i fa, una t raduzione ma.tematica, oome da anni è in uso fra, i p.<icologi per lo studio del polso e del respiI'-0 e &"Ì. ha in questo mo.do WJa <le:,:e,1·it:ione accurata, ed esaitta delle muta,zfoni del resph·o e d el polw uel \"Olo . 1n questo modo a booaJno ,p otu to r.a<:.cogliere dati <·ou 11i1•paree,cl.ti rnloci&<;1imi e ,E1&1iti a quote rassa,i alte. lu,sieme con 1a gratica tlel [.IOl>,'O e del 1'0..,,l)Ìl'O w1tira, segnata ki. <:.urrn, del b.filrpo e la ua,1·ogra.tim. Questa ul·t iwa \'C.Il:i\·a wis u1·ata media.rute tlll comune 1:,ligmomanom<,tt-0 Hira- Rocti rnodilica.to da l'aehon. I 11i:,:ultaiti furono i seguen t i: a) Polso- - 1) D1t r<mtc l'ascension.e. Il numer o delle pul"n.zioni tl'1:,;c.:e ;L mh<u1·a. e.he c res(·{• l'elt•ru-zionc (' in modo pt'(l;..<,o a. pooo l'('.g'O· lare. A GJOO metJ·i ho pot uto consta ,tare una grnnòh..,sima acc(':Je razio1w. Per elevazioni ail ·nua me<];{>j;.:ima, a.lnitudiue g H a,cceleramenti" dd poi>'<> M uo ~·iù ~:«.·.ce1ttua.ti <;un a,JMpiu ·etclti len t i clic nou t'>()U a·ppat'('(Thi. rap.i,fi. t ) D1wam.te la stab'ilità. Qu..'l.ndo· il rnlo· J)'t'<>segue per un certo tempo a.Ila. medesima a,Ititudine, nou vi h:t a,lterM;ione nella, frequenza, del polso. 3) D11,1'(1.nte la discesa. Nei primi is tanti nei quaJi si ini~ia la <l.isc{".,,a, ri ha. daJ)iJ)rima una b1-e1·e (e d'i bt-ern dui,a,t,a.) a<:A·.(>lerazione del polso,• poi la. frequenza dimàunisoe. E la, diminuzione è r.egol arn se la ÒÌSC('sa, è lenta.. Nel ca.so di d i ~ brusche o dii rà1pide iuclinaziorù ,·i hanno momentanee ae.celera-zioni. D opo i.I \'Olo li ba sempre uua, d:itferenrt,a, in confronto della ,pa,rtenza, ossia Urut, maggiore accel<>1-a-z ione. b) Respiro. - 1n una; uweoodente ,pubhlicaz.ione ho .notato che ne·! 1-e;.,pfro d ell' uomo in ,olo agis~10 due ordiui d.i 'fatt i. Come s i t'la., il Mo;..<0 ha. dimosti:aito iper il pr.imo che la r espimzione sulle altlc montagne. contrrurJamento a c iò che s i ,i1,tcne ,·a·, è uotl'\'Olme nte rallernta.fa.. Nel rnlo a, not.e\·oli a.Jtezze <l'e\'e a,Y rr si il mede!'.i.mo fe ~1omeno . ,Ma, sul pilota agi sce cont enipouane:ame.11tc ,un' a.1'f:ra ca,u,m che accelera il re-· Spi1·0. ilo lllÌff..'llliLtO c ioè il JlUllle l'O d elle l'fflpira~ioni (li Ull pilota, r.he fa~1·a m1Ller l'a,ppa.recchio sul campo di a.via2iouc senza staeca1'Ri <laJ ~uolo; etl ho notato che il r e...<ipiro ~i a<.,celer11\-a, quasi ne llo stesso m odo d,e nel \ 'Olo. Ericleut.eme.nte quindi Il' due cause f..i elido no e lil ri;;,111ta(o si è f'l1e ~ul tmmero <l'ei re.spiri non .foli bi\, note,·ole i11flnenza per cau~i del rnlo.
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Rll'EltCIIEJ BlULOGICH~J St:LJ.'AVIAZION0
Tutto que,,.to rn.le siuo ,1,i 1500-lSUO m N ri. I'e 1· maggio1;i a ,ltez;,,e ,;i 11ota. ~spirazione più corta, pa.usc re;:;pira· toi-ic, miuo1·c freque11,..a, del respi1'-0, rua11e:a1m.1, di parallelismo t.rn il rcspi1•0 toracko e quello a1ldominale. Que.·t i fattj si reu<lono a,•.;saJ cl'i deurt:i al disopm, de i JOOO me tri. Delle l.xio('him,h~ tldl.:i, respii-azivne in mio· rifel'irò a[)pcna. t errn in.Lta. le .esper:ieni.c di contl'ollo in corso. Durame la, <lis.:esa, l"-i. ha un, uorernle aumen to della profondità d el 1"('. . . piro; specie nella, i~1)ira,zione, aumento dclla ll1-e.quen1..1,. e) 'l'e11sJ011c arteriosa.. - lnnarnd tutto delJbo o;:ser,·are che n on llO notar.o d ifferenza, sensil.Jile noi pil otli ohe monta,\"ano apparecchi t1iffcrc11 t.i. I fat t i os.-;crrnti furono i seguenti: Cl-) una. thminuzione (folla, p1·es,:ione nu1.<:si.ma ta,111to più gra n,lc quamo pi1ì rtq ,ido è il n,lo ,:a len<ro. ;.;ino ad mia, r e1·,ta, nltezza., di 1,oi ~LHmP.nta. nel .re,sfo dell'ru;oonsion,e e da ult imo dilllJinuzione di.<;renòeJlelo; bJ l,iminuzione della. pre,;sione min.ima. •nella, sa.]jta, e aumen to HS!l la, ,!isces.1,; e) diminuzione 1lelln pref:flioue media <lura,nte l'ascensione ed auruèu to dura,ute la. <fi,.:(·r,-a,; d ) una. as c~ms ione in aeroplaJ10 determina sempl"e, dopo ,cli e ""a, una. ipoteu~io ne a.i1.eriosa tanto 'Più evJ.<lell.te, qua,nto ipiù le a,$C("$(!. e s,.,p1·a t uno i<> disce;,e furono rapide. Edùcntemeute l'appa,rato car tli()rn,<:<·ola,1-e de,·e fare uno !':[orzo si >'tolico noternle con il q uale Ù(' \'C 1·1•.1gi1·e a, co11<lizioni rU ,ambiente che mn,t.auo ra,pidame n te e no ten>lmente. r-e poi si confronta.no le gr~ficl,e 1:ret pol:.0 00111 quelle de!Ja prl'"· sione. ·Ri vede che J'a,..:1<ocia~ione fi;:iologica, del comportomento (!el polso e dt>lJ.a, ·p1'('ssione d imo,:ira. in moùo e-ridente Jo sfor1,0 compiuto ,Ja.l pilo ta,. Questo fatto ~picga alruni feJ1omeni dd ordine psicologico elle altrime.nt,i resterebbero inspiega,bili. Ho notato oioè una enorme esauribilit.\ p si chica ,u('gli a.da tori. andie dopo br<>1·i~;dmi mli. Come ahhiamo yjstio, il m etodo de lla misura drl t<•mpo '1<:llc rea,zioni a, ,._t imoli 1<cnsol'iali, <: he io bo mis1m1to pr·ima e ,lopo il rnlo. \l:imo..-,tra chr, .1u(')u.' <lopo ,·oJ.i di pocbi;:simi minuti. i tc•mpi di r eaziour. din•ngm10 no trvolmrnte piÌì gr:).Jldi e J1lll'f' più g-ra1111i g li sc~1rt i cla.lla, mNlfa.. B o pi-ornto, in nrnnca111,a, <li a.pp.1.1"<'cchi wlaH i. a contare il nnmcro di !'>illallC S<>nz.'\. senso c he i piloti rin,:rirnno a r·ic·or<fa.r<> 1pl'ima e d-opo il volo, e ho risc.ontra-t~ un enorme aumr n to d i er1'011i ; si lia. quincli un note,ole grsi.do di fa. t.iC..'l· p~idii<'a. Or-a. r\'itlr ntPmente la fM ica ,la, Pf.-si pre,.,;entata. non era.
ltlCEP.CHEl BIOLOOICHi,: SC.'°'L L' A \"IAZl<l~l!l
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in pl"oporzione con lo sforzo compiuto. Misurando la c.1.pa.cit..ì. muscolare col dinamometro, non nota,ro noteroli differenze. D'altro caut-0 qui torna.no oppo1·tune alc1me os;;erra,zi.oui che o~ui iwiat.ore ha. ,potuto comi per-e. I pi,lotli. dQpo j ,·oli anche brevi fSono colt,i d,11 bisogno p1·e.potente cli dormii-e e a',ecusa~110 una. inc.tpacitù a qualsià $i i,:fo1·w. Ritengo con Ferry cl.te si debba, -attribuire questa e~mribili tà p,ai('hica, ad uua leg.gei-a: anemia cerelJrale c·.a,tt,,;il,ta, <l'aUa fatica, e~-rdioya,. ,.r,,lal'e e daUìt ipotensione a-l'teriosa. .ooprailescl"itta,. E qulc'st.o fatto forse permette anche ùi daJ'e un pooo di luce sopra. accidenti di Yolo dtc\ in a,ltr,o modo sa.rebbel'o del tutto in.c,s1,licahili, q)erchè ,·erifica.tisi r o1i ott.imi appa,r:ecehi' e con piloti prudenti e pro,etti. Vl[I. -
L 'AZIOXl,i 01::L ,·0:-,;-.ro Sl.LLA CAllACll',\ llESl'lRATOl:I.\ DEGLI A\.J .\Tul\l.
Couu~ con le questioni · ·in. qui accenna,te è quella dell'~ioue ù~l Yento. Tr-a. gli individui <;he s i sono pt-e.<;entati a l nostro la,l>oratorio q,cr ntte11tamento sa.n-ita.rfo n~ ne furono a,loull!i J qua.Ii accnsa,rnno di sof. fl-irn durante ii! volo di cefalea int~sa-, cH Jnceppo del respiro, e di stendere da,ll'a.ppa.reccbio molto stan.cbi, ,come storditi. {;ua, indagine sulle oondizioni di volo ùi questi iin.dividui ci ha, condotto a contstJa.ta,1-c il. facto che ,.-,i tralttava <U piloti che rnlanmo e-011 a-pl){l.recd.1.i Yelod, (,hc a.rcra.n-0 l'a,bitndine di sporge.re di frequente la testa, fuord. della carlinga onde ottenere ullà ,·isibiHtù migliore che. non attra,rerso il pa,~brisc e che questi fenomeni ,non insorgern,no a. ,g1·andi quote ma, a quote relatirnnU'nte basse. La ltl<la-g ine r;ulle ca,use di questi disturhi ri ha -00ndot.to a dim~trru-e che esse debbono essere riposte nell'a,zione del reuto. • F. da. notia,rsi innan~ituùto che l'e-sa.m.e di questi piloti dimostNwa che i sintomi da. essi pre.9entati si dovernno riferire al campo di iumerYazioue del n1,go: <l'isturl.li gnst1·ici, nausea:, yomito, alterazioni ca,rdiache, disturbi della deglutizione. E <la not!wsi che i <letJti sintomi compa.iono in quru.i tutti i ,phloti e gli osserrntol'i 1iei primi mesi della loro carl'iem. Compa,iono anche in ehi abitualmente m ia, non' oltre i trem1ila. , lll<'tt·i; di .pitì rt:a.li piloti non compiono qncll'acirobatismo aereo che importerebbe ·ra,pidi cambiamenti di. quota-. Nella, grande ma,gguoranza d~i ca-si questi. fenomeni, do.po un tempo rnria.bile, ma, non mai fccessiva.meute lull!go di allenament,o, si à.tten,ua,no ,(]~p-prima, e poi $C.Om:pa.iono. Pel'm&ngono solo in rari ca~i, ov,·e1-o 11icompaiono in per,iooo <I.i ecce.o.;sivo lavoro, E sono appunto questi casi che ha-nno da!)J)rima. richia.-
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RICEH CHt,; UIULOC ICHE S Ul, L 'AYIAZJù ;,.;E
mata la, nostra aitten zione e dei 9uaJi ho fatto CCllJH) più sopra-. E,·identemente UIOD può qui entrare in giuooo la depressione barometrica-, in~uffioiente per detrermina.re mut:wioui cl.ella crasi sanguigna; Iiè si può fa,re appello a.i rapidi c.arubiamen,ti di quota; .a,LJbiamo pazientemente esamina.te, con l'ai111t.o di un. meteorologo, le \'arie conclizioni meteorologiche, elettricJ1e dell'atmosfera durante il voJo. La i,;ola, OOJJ · dinione che abbiamo t.irornto e.ostante e alla quale s.i può fa.re appello è i l vento. Ricerche sistematiche condotte sulla velocitit. deN'ai·iu, ùi.1ra.nte il v,olo ci hanno dimostrato cl.te tale velocitù, risulta. dalla, azione combinata, della· velocit::ì, dell'aip.parecchio, druUa. even.tua.le velocitù, delle co,r1·enti atmosfericl1e, da.Jla cor1~.,.nte d 'aria. ,prodotta, daJle eliche. Se.nza ri,feri1-e i singoli valori da noi ottenuti, dirò, a, titolo di esempio, che cou U IIJ C6,proni 450, essa è in media. dii 98.3 m. sec.; <',On uno S i'(J,, ùi G2.3 m. sec.; con un: Hmil'iot, d.i 55 m. sec. Queste cifre però non rappresentnJ10 che una. media, essend'o divei,si i va.lol'i dura11te le rnrie fai;i, deil volo. Si può a.tfermare che in caRi di ,incidenti di rnlo (ad esempio scivolamento di ala, e avvita.mento), la velocità ,raggiun,,,o-e cifre fan,t astjche. i:n un caw dLqgraz.iato, a, me accadde di con~tatare una velocWI, di 83.5 m. see. Per rendersi .oouto di ciò c:.he ,può esercita1>e sulla. respira.z ione una tale correJJOO d'a,ria,, ba~i.i ric01'<1'aJ'C che il grado N. 10 della, scala, di Beaufort è indicato come « tempesta violenta» e la ,·elocità deol vento è di m . .sec. 20. Il -grado . N. 12 è l'!egnato come « uragano ooru azione distruttirn » e la velocità del vento è di 50 m. sec. Al~o SC<>po cli 1-en.dermi conto, anche a terra,, dell'et:fetto dii $a.le vento ho .oostruito un1 aipp,a,reochio <le.<otinato a. dare una corrente d'aria. "' . d01;8,bile nella. velocitù, con la qua,le investivo il goggetlt.o. Sia in que;.te esperienze a ter ra come nelle e.spe1·ien1,e ,in volo ~·a. l)l<:colta la. grafica, del polso e del respil"O toracic.o ed addominale del !Soggetto con gli i~trumenti di trasm·izione elettri<-a dei quali è fatta parola nelle 1)8.gine J)reoode:n,t i (v. caip. VII). Risultato di t8,1~ indagine si è che il re.~piro per effetto di una oolonna. d'aria; si fa .più frequente; la, I'eSp.irazione toracica, si fa ip,iù profonda, l 'a<rdominaile ph'I superficiale; l'espira.z>ione diviene più oorta,; ~nterV"engono pe,use N'-spiratorie, interci-se da profonde .,inspirMioni. Queste modificazioni ,si ha.ono in Yolo a.nche a. •piccole altezze, os.._qja, a 1000 metri. M.a, ,<m un altro fatto bii;;ogna. 1po11ta,re l'attenzion<>. Il ipilota,, esposto alla violenta corr,ente d'aria, deve avere la capacit à di 9J)ingere l'a,ria, polmonare dal n~ e 'da,Jla b;occ.a, con una sufficit'nte velocità. Io ho fat,te delle indagini per misurnre taJe capacità e ho risçontmto che
lUCEUCHEl BJOLOGICHEl SULL 'AYIAZIO::-.B
la. media è di 80-95 metri secondi. -Medianrt:e elaborazione dei valori ottenuti ho 1)()tu,to t:ost.rurre delle tàoe1le, dalle q11ttli ri.isulta la velocità. ddl'arfa espirata in rapporito con la 1p1-essione espiratoria,, Ometto .tali dac,i; basti aecennare che, grazie ad essi; .per couo.<icel'e con qua.le velocitù, un soggetto ,può spingere l'al'ia inspfrata drupprima, fuori dalla bocca e dal naso, ba,;ta. misurare la pressione espira.toria di quel soggetto e fare una elaborazione matematica, di tali valori in IJaiSe alle .note formule fisiche 'SUila ,·elocitù deHe correntii d 'aria. P er dare una idea cli U1,li <latri, basti dire . eh~ un soggetto che .ha la ca.pacitù di sµingere
l'aria. ispirata. fuori dai polmoni a<r un.a velociità. di 80 m. sec. ha uua p.ressione espira,tor.ia, di 120 Hg. mm. Questa .corrispondeJl1A1 dii ,•a.lori mette in luce la importanza. del metodo usato dagli inglesi per misura.re la capacità .polmonare di uu candidato all'a.viazi-0ne e che consiste uel misura.re il tempo e la pressione oon 18. qua.le quel candadato sostiene una. <letermina,ta colonna di mercurio (metodo di Bla<.:k). Evid'entemente in ba.se a.. questi dati debbono non. essei-e amn1e.ssi a'll'a,vi.a~ione quei soggetti che hanno una .pres&one es.p.iratoria, mino1-e di 140 mm. Hg. E questo .si comprende perchè un uomo normale rion può· resistere a lungo a.d una corrente di ari.a. Clhe supe1i i 40 m. sec. e perdura, per quaJche t.empo. Se essa raggiunge i 58 m. sec. si verificano gravi disturbi: vomito, cefaleà, disturbi cardiaci e respiratori. Ora, nel caso degli apparecchi rnloc.i., sino a che il pilota se ne sta. tir anquillo dietro il suo parnbt-ise può re<Sistere a.Ila. corrente violelllta d'ell'a.ria, ma tosto che sporge la testa non può resistere a. hfill!'O, e intervengono i sopra.detti fatti. Di qui la, in.dica-zione pratica. che i parabr-ise deb~no realmente iproteggere in alto e ai lati e a sufficienza la .testa. d~l pilota,. Fortunat.amente vi ha un com,penào aJl'a,zione ~le}, vento. Se un ,pilo!& ha una pressione espira.tona, di 140 mm. Hg. vuol dire ohe la oorrente d'aria che egli ·pnò spingere fuori dalla bocoo, e dal ,n a,s o ha. 94 m. sec. di velocità. Questi da,ti ha.nno, si capisce, valo1-e a una. pressione barometrica di 760 mm. Hg., ma se il >pilota. sn,le ad una a.lrt:ezza OYe la pressione ba,rometrioa; è Illlinore, allora la. velocità. di espira,zione è ruino1-e e qnindi la respirazione è as~i più fa.ci.le. Vi è c1uindi un ce1:t-0 oompen90 che permetM al pi.Iota di meglio sopportai-e le correnti violenti di a.ma a maggiori altezze che alle picoole. E in que..<sto senso forse 1ri può spiegare perchè ii piloti amano dj preferenza, per i voli di lun.g a durata,, ma.nt.enersi. a quotie tra i 4000 e i 5000, ove affermano di respi· rare meglio e di a,·erc meno inten.,;i disturbi allorcJ1è ~n.o allena,ti a. suftìcien1,a,,
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A spiegare poi di <.:arattere <li questi di.11turbi accusa.ti da.i piloti e
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Rl( ER(;JU; Bl0LUG1CHE St;L L ' AVlAZlù:- E
cioè il fa t to ehe t':<s i cle!Jl>ouo 1·ift'11irsi ~~ una, ecdwzione bulbare dei \'a,ghi e il fatto elle que,;ti di.,tu1·bi non ins orgono a gi-a,ndi altezze, d(we esse1·e ricor<lato a.u cte un nlt 1·0 fatto. E noto che la dottrfoa del· l'a.utogove mo r<'·"l'it·ato1·io etfrttuato daJ nen i rn.gbi si dcrn riferore, seeondo Je esperienze di i:-kl'ani e Sighicelli , a.na, p re-ssione int1·a,lrno· lare. C-Ome l1a notiato il Dnce.escbi a .proposito del ma.le di montagna, accettando qtH'i<t.o modo ,cli rnclt>t·e C'tOllle il più forndato, rfauJt,a che 11, tpl'essione m inore dell'a.ria i 11t1·aihw,Lare e ,il minor· peso 4..fo)la, colonna, atruos-ferica ·pos;,ono agil·e ,c:op1·,L le t.ermina.zioni seulSitirn del rago polmouai·e (l'cterruinauclo lieri alrierazioni resph-a.tol'ie (e;,pfra.zi<me più corta, ,pausa espiratoria,, ecc) . L'M,ion(' nei·rnsa, rifle.~<:a· che le r,isreglia -si diffonde a,nclie ai centri ra rù iad bulbari, come {l,,·,·ieue abitualmente per i c..entri ck l rn.go. Si ha cos1 111m. spicga.zionr d i quel c.omp}e.<;so di clii:,:turl>l <:lie pre,;entaJ10 tah·olta, gli n,y,ia.tori e che ba 1Ìn ca.ra,ttere di nevrosi del n1go inte1'('ssa,nte t n t.t,i i rarui 'lfcl n errn e che, come ogni n en'OSi, pref<{'nta. formr e in te!1si t;ì ,·aria,l>ili da. indh-iùuo a inù il iduo: 0
IX. -
Lf~ MAl,.\ l'TIE lìJ::O Ll A\'IAT< •la E LA DU RAT.\ IJE1,LA L ORO IDO:Slè!TÀ .
Lo studi-0 ùell'aztioue df'l vento ci a.pre Ja, su-a.da a 1<iassumet-e i. risnlta,t i dolle indagfo i sulla ,patologia, (]egli ariatori. :Nel LabOJ'a,torio da, me diret.to fn1·ru10 esaminaiti t uW i piloti, osservatori, mitra.glieri d'a-eropla.n(l appnrt~neut.i a lla zona di guerra., per i quaJi .da,! gior no d ella ,-;;ua, fonùa,zione xono ,s tati p.r~si provvedime n ti mc-d'ico-1<.'gn,IL Questo gra,11dt• 1111mero du soggHti esaminati c ostituisce un ma.teriale di studio prezio.'10. Noi però non ci ,s iamo limj t.at.i a -s tudia.re gli ufficia.Ii e milirani di trnppa. inviati in rigiuw·do a.gli a ~ 11t,amenti sa,n ita,iii ri<:h ie.c:ti, ma delle condizioni psicofisiologiche cli ciascuno di essi, a,bl>iaruo fatto un acc u· ra,to studio. I no lt1·e per m olt,i di f'S>'i non fu solo compiu to l'e.<same a terra, ipr.ima. e dopo i rnlo, ma, 'Ile fu.rono esamJma.t.e le precipue f 1wzion.i a,ncbe durante il rnlo. ParaUelamente a, .q"t1e.._~. indagini, con uguali procedimen,ti tecn ici furono esam ina.ti. rpilot4 ed O!<Serva.torà. <l'ei ,"tl-ri tipi di: a.ppareccbi e a.ttuaJmente in ,piena effioiei11,a, dii forze, Per cia.scnu. 1-10ggetto, preso .in que.,;to modo in esame, fu descritto un profilo 1>sico· fisico che O.<Jprilne graficamente le a,ttitudini psicofisiche al volo e · il loro .grado. ?razie a qnest.o oomples,-o mruteriale di osserya.zion,i n9i possiamo oggi riassumere dati che ofl'rooo· su.fficieni:i gaJ·a,nzie cli sicurezza. Gli individui invi.a,ti per a:ecertamenti san.ita,ri con .proposta, d ior·
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lai EBCB!e: BIOLOGI CHE SULL' AVIAZ10)1E
!'soucro tClUµo1'a,11co v ve1·waueute si 1,us:,,uuv n1ggrup{xl1~ ud-Le :scgiu.-nti
,
ta.ttg-0rie: d.J ìndi\iiùui cbe f\U'ono armo lati nel.l' aviazione atl onta (.li- g1.·a,··i t,u-c ~·ed i tar.i.e o a.di uu.ta lii fa uti-morl.Jo:sii dm ~:sl h,Ulllù act:ura tmucute tl~imulati a.i medici cbe 11 hanuo esamina.ti. Alcuni ùi" questi indiv•idui sono stMli ìnvuut,i per ee.aroe pel'cbè, a, causa, tli quesù fat t i worb<.>si, iJeL"llOll!LÌi e<l el'edi.tari;' :.i -sono ,·cdticati inooll'velLie11ti gra,l"i. Altri,· iurete, 01-a,rn.iJ. &ta.uchi ùelt°'av,ia,z ione,· ver otteueruc l'esoiJen,, han.110 fatto rnle1~ taJ.i <l,i.:;turbi che p1-illm h,H1no ,t~nutv ~cura,tamente cehwi. Questo si veritica isia per i 1p.i'1oti che furono arnUJcssi alla .a.via,zionc fll'LD!,1, che fosse1.,.> ·~tiùLi Utici psioofi!!iologici di avia.zioue e sia per ;:li a,Uievi ?888l'Va.tori. E ciò si d'ern al fatto che, ÙÌeutre i piloti sono oggi arrnola.U . &<>lo dopo di ~ · e stati esaminati uegli t:ffici psicofi· ~iologici t e r rit,Ol'ia,Ji <li avia.zivne milita.re, ime~ gli ,os,..,e1·rat-01•i !llOn ~ubii!()Uuh rhe un rapido, i111.:omvlet1> ed in!'lufticientl· i~sawe da parti• ùi 111edioi .{ti Os,pedale o di Ueggimelbt.o; B) jn un,a, secow:la ca,tego1-ia di individui sono cowpresi quegli ufficiati e quei rutllitari di tn)Jp.pt~ che, anclH! d'opo pochi ,;oli di g11erra 1 ,1ccus..1J10 dist;JJ·b,i per i quaJi l'irhi°<'<lono urn ,ICl:c 1it.1me.1.1to psicotisioo. Xella ma,ggioran:,,a, dei cm~ s i è doYuto cou!,;tata 1·e ,·he ( disturbi a.tieg:~ti no n avern.no .aJruu cor1·i.s,powleute fcn<,wcuo oggctLiY<>. Per pro• et1e1-e cou oo.ut.cla nel p1·011uneiaJ·e 1u1 giudizio e perch ~ i ,mddclti ruilita.ri a.tforma,Yauo che ,i dist urhi da. essi a,ccusa,ti s i pre.«1•utava,uo solo in rolo e· scompa1-h·a n o dopo c.,;;sere -soosi a, t('rra,, f u rvuo accompHg na,t i in volo molti di questi ;soggetti. :\fa, ituclw uR.111do (Ti fini metodi di indagine c he JX•rlliettOUO la registn:Lzione gra,fiC,L d <'i tt1·cci.pu i •fenomeni tlelt'o1·ga,UJis mo, ,-i potè oou,,;;taitM·c che i rl,i~tui·ùi a <:cn~.ti tla. r;-:iffat1.i indh-idui n,on erano accom pll.gnati da a.lcun Coo~meno ·,1gget.tirnmente riacontra,bile. Evi<lentemente que,,:ti 111ilita 1•i: d{>PO di aver rnduto dn. ricino In. guerra. cerca,vimo di ~otitrnr,-i a.i •Pf>;·ic<1Iri <Ti 1•s~1· ; C) una. piccola, categoria, di soggetta. è d ata, cfa individui clw riferi!!Cono di a,·e1·e all'a-tto del ta a-mn1i;,~i<>1H' atl? iwh1zione, <li.;f;iruulati dh,t11rbi dt<' ,pos·1·.ia. ;tlln oce:;sionP opportuna. fn,nno rnlere come "1otiro tli. iniJou1::ità al volo; · D) nrn piccolo n,umer-0 di in<lividui .~,ono iuvia,ti alla vh•ita ~1S<icolìsica J)e.J·ebil in ,ca.usa <li rl.ncidenti cli volo ha,nno sofferto un trauma. gli 4:<iti rli>l qua.le Hmttano o ·a.nnulla,no le a,ttitndini..,·ola.tiY<': FJ) i veri maJati per causa di volo, costituiE:r.ono una, cat(:>g-orria, 11 ' ' atiramcntr> piccola. TJcsa,rne di questi amma.Ja.ti ha' dato i Sf'/!Uenti
rwoJtati :
'
-
10 ) li ma.lP. cle,zJ,i aviatori.. de.'-Cl'Ìtto d'<'li alcuni autori francN•i e da. 6
tio
,·,;si attl'iùuito a,IJ'iunuwiza ùd la ù1.,vre.ssi0Dc liarollictl"ica e aua.logo per ceni 'lati al lllalc di 1Uo11ta.g1w, fu l'Ì:<..:uutn1to ,;ulu iu voeh_i e.a.si fu-a nt1llie1·oi,.i&;illl i vilot i 1.,,,;a11Jiua ti. :!0 ) Bisi.stc iurece umi l-..d,1·ticulan: ,;imlrolJlC d1e i11:<ul'ge in .LlcuJJ~ 1,iloti dOJJO uu eert-0 periuùo di ,·ulo . .E:;sa mm 1rnò es>'l'J·e at.tt-ilmita a.Jla u1::>1Jre~..,ioue ba,l'Olll(:!tl'ica, iu quanto es:;a, si 1,1·ese11ta a•uebc w ,piloti ,e.be al.JitualmeÌlte fa.llJlo serrizio a quote uou molto alte e thl' us..:wo ùi wpJlal·ecchi 11011 veloci e c he quinùi uou pcrllle!to11v l'a,pit.le mula,zi.o ui ùi
::1°) Que:;t.a siuùrome .si l'in:la oggcttira.1ue11tc eou i ,-1.•gueuti dati: a) auroooto (lel tew~io di latenza del l'i)h's,,'6' patcL1a,1·e, (lel l'Ì· Jlc.sso i)alpebmle; ~rnrn~t,1ti Jierf"lliente ,;0110 i tempi di rt•nzionc oculare :<clllplice e di S<:eJta e sopratur:to sono at111Jemate le lorn rb;petthe variazioni medie, ossia l' a.t t ivit:\ p,;icomoti-ice e la ooor-dina,zioue motriet>"i rompie ir1·egola,l'n1eut(>, · lCa sopratut to sono ca1-atterL~1id i fc'egu<.'11ti -int-0mi: a,m,nento del· l' indice di faticabilità, diminuzione della coucen traziorre e della distri1,uzione dell'a.ttenzione. a,umento gl'ande ùel,la. l'Mttività emotiva. 4°) L ' ap.J¼l,1·e.11tf' analogia òi questa sinclrorne cou la sin<lromc del male di montagwt, cerra.mente indotto in enore gli i;;tudiosi france.<.i i qua,Ji da una semplice analogia, 0-1erna hamno indotto uua uguagJia;nza e ha,n no attribuito questa sindrome alla dep1~sione atmosferica. Con <-iò non ><i e.srlud<' c li(• in al<:.uni ea,-i ,-j l'O""a a,rp.1•e urnt i,;in,lrome ana· lo.!!Jt· a quella dcl rua.Je <I.i nwnt;ij!Ila: N•:<11 è 1w1·ù iufrPr111r11 te. T-!1 ;.-in· 1lrome nern>,<sa da. noi ri!'.•ront1'nt._1 si 1wesenta. c·on I<' «Pgm•nti rnl'atte·
ba
1·il'-tir-he: a) qn~1a sindrome non cornpa,1·e in tutti i _pil oti d1~ h:11111<) rnlat-ti 1•ii) a. lungo e a, quote più elern,t<.'. Non PSif<t<' nn rnpporto quaJsiasi tr:i, nume,i•o di Yoli e qnotf> ahitua.lmP11te rRgginntc' e la im;orgenz,a, di questa. "inrl t·ome nervosa.. b) que.s-ta. sindrome compal"e in modo e d,]('ntt• in quei piloti e in qn<'gli ~'Va,tori che hannò M·uto <le.gli .~ltoc'k emotiYi. sin dm·uti a, in c;i,leJtti di volo, sia a, en•..ntualità, d i comhattfo1(';nt o. Xon 1n h1tti i 11iloti ('.bp h a.u no avuto questi inddenti compa,1·r qu<';ita, sint'll'oml'. ~i può fli,1·p C()n tutta, cert.rr,z.a, <la nc,cnra,ti ·1·a,ffronti compinti rhe gli im'!i<lPnti fli wùo P. .'t i romhattirnPnto rin>.faa.10 in akuni piloti una piwticofa_1'P. clebolezza, flPi p otRni. inihitori d1e si man ifestai iu b1·p,•p, t'lopo tali inriil<'nti con nna, facile esaiuribilità ll('n·0c:a. _('on una, s<·ai·,-a 1·rsi;itpn;rn a.Jla, suggPstione e a,ll' antonrntismo. con 1rna, Prcrs;;:irn. fatirahili t,) e sopra.tutto ~ c·n11 111111, ,·inH't- rrnotidtii. Prwriò non ..-i è nn mn.lf> deg-li ad.a.tori IJ)a,1·:1 g,111,ihHf> a, qn pllo ill' ll.1 111 ontag-1rn . mn Yi ;. 1111;1 p:ntir <1lal'r ,-indromP
IUl:i,;liCliJ:: BlOLOUlCHJ:: S ULL' AVlAZlU:'\E
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~Le Mfil}mrc :,.vlu iu dii ri è pn:dbpo:st,o ~ da cau:se u!'ga,uiche o p!il· d1id1e J"(!JlJutc t~U',utttu·a 1,1:siclik..1 iuùiritlua,leJ .on·el'O tla cause l}l'OS· si'me \il1cideuti l.}i 1·,-10 o ù.i combattillicutu) . 1:: che si u-att.i' ùi uu feuome.uo elle si uerc rlt:e1·.ire ,t n1u;,;c sug· gt•., tini, lo 1•1·ura il fatto clic iu· a.Jctl!l1Ì. casi tli t}UCl>tO ge11c1·c i;i è arnto que:;ro 11,-ultato a t utta ip1·una, p araitlo--;~ale: aJ in prillw te-~1,vo i-;i è esam iu,ato uu cc1·to uuwel'O ùi · piluti, prim.~ e tlopu il Yolo, ·rac,-cni.loli v-0.ht1-e oon lllJ..l'1J~11·1.>ttlli cou i -1.1uaJi a,·e1'.IUò arnto im:idwiti. J:,;1 stc1>st1 iuùc1giue :-<Ì è fatta ,w!chc con 0S.">el'· 1·(llori. Pi loti e o&;c1·1·a.tol'i furono esamiwi.ti pi::i.11111, e ùor,o il volo 1· ~i ->Qno vL<rti, aue he con roli a ba&-i:;c quote, toml'arire i ~uaec('nuati ,intowi; Il) b1 :,.~coudo WlllllO si souo c:::an1iuati gli stessi pilot,i priiu.,1 e •101,0 il volo 0011 a,pvru·ecchl di aJt1·0 ti-po e insieme con altri piloti ~! ~li ~te,;si metodi nou h aJJno· fffela.to la wrupa1·sa dei sintomi caratte1·i!.·tic-i. Poich_è i JUt' totli 11,-;a,ti hanno tl!ll 1·a,lol'e oggettiv.o e uou era 1)0.:Si· l,11t la <>imuJaziune tni,t.ta.mlo~i di reazioni nou ··influenza.bili daJLa. volontà,, !li deve èonclude:re elle si tratta di disturbi ip;;ichioi di origi!lle clll()ziooa;Jc iu sogg-ett.i '})!'edispo,sti rfa c;,rn~ i-ei.uot(' i11ùiviid1fa.Li o <la. ~anse vros;dn:Ìe <l(;Cai:<im1ali. E fo ritengo· 01·a. con t utta. cerfe.1,za elle si i-osi.<a ammettere la e.~ste1rna di una [ICtJr-~i degli a.via,t ori. Di ei;-mt ~i sono a,vvedu t i gH ·stndi~i. f.ra.ne€si. ma. essi l'baumo scambiata con la lllala.ttia, di montagna pe r 1rna insuffìcienr,a. òei metodi usati per stu· •liarla,.
Lo stufl io di qu~,ti f PnornenJ medid fa sorgere non p1'oblema, di l!'ranrle importanza, per l'avvenire de ll'ayia,;,iione.
- __,
X. - D uR.n .~ DELLA JlJO.'\E!'l'.o\ AT·, ,·o r.o 001 PILO'l'l E DEGJ.l OSSEH\'A'l'Ofil , Questo iJuesito fill arnto già una, soluzio.uc ,p1·atic,t in quaJ1.t.o uou "l'P01Juno ùetern1inaie norme fisse, così cume è sta.t.o fatro dai coJ. l~hi p;;,icologi di Ame1·ita e ùi Iughilterr.L; e$:,'<! infatti }JOtrebberl) es·
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sere abi!me.nte usate <ln, chi ha interesse a ,s unu1'1,re e a dissilnulal'e. Le conclusioni a.lJe q,uali si è anivati si .possono ria,o;.sume,re come "<'gue: 10) DC1po uu periodò rli tempo più o meJto Jnngo si os,-ct'\':f i11 11111 · 1 ri piloti e urgli O!:l~erYatori, ];1 <:omparsa. di wna sindt·omc urrvosa, ··:naitei,i~tica r·hc. -urli a m:1.ggiora.11w ~lei e.a;;.,·, altera. l'i<loncihì vola· n,,~. llla, che in alcunj s9ggetti può 1·agginngere tali limiti da. rend1wJ-i 11 0111 "" t~nente e tempol'aneameute inidonei a,l volo.
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RICERCH.lù BIOLOGICHE SULL'.1 vuz10:-.0
2°) Tra .i ,·a,1ù piloti ,ed osserva.tori µresi in e:-.ame ri sono differenze i11dividuaH gr-a ndissimc. 3°) Il togorlo psicofisico del •pe~na.Je nM·igaute arric11c 11011 tauto ,per il fotto semplice <le! ro lo, qua.11 to per gli shock emotfri, s iano essi dipendenti dai cowba-ttiruent i , dagli irncidc11ti di r ~lo, dni bombn1·· da.menti. Iuol.ti-c si è 1potuto constata.re c he 1per ciast:u11 p ilota v.i sono pc· r·iod i di rna,....-.;ùno re.udime nto a l tenrnU con poriodi di sca,r·so 1·f'1Hli· mento. Si ha qualC<lc'>tI· di (:-OI~imile a, q ue llo che è <1 {"88<'1~ (o uieuo) in forma» come ia rnrifica, in altri &ports. In base a que.~e prime constato~ioni ,&i è . ottopo:-.to· ad e.;;a,me eompa,rativo un grande ntwH.• ro di sogg-ottì ; 1la,ll'e~a~nf' compan1.t.irn rl~i looo profili psicofisici di è pot uto l"i<·arnre le seguenti conclu.,,.iuu i : 1°) Segue nd o llll p iJo ta nella, t;tui. \"ita a\'iat-01·in, ,;:i nota. nna n11ii.a-zione ne i seguenti ,proces&i: attività psicomot,,icr e atte'l1zionc. Yi sono periodi ne i riuaJi il quo7.ientt' 1:w1·sou.aJe si eleYa. neLle vaJ·ia-zioni di scelta, il numer-0 de.gli eITori a umenta, il periodo di a1ppe1-ce:.done a,ume.nta . a1m1<>nta'u.o pure le· fluttna,zionJ. deH'a.ttenzione . La durata. d i questi periodi di tR.Jllff>O è va,1·ia.. f in bre ,·e. riposo Jxv.;.ta. a. rida-re 1'1 normalità de.J.le· funzio ni a- ,quei fò:Oggetti. 2°) Vi sono invf'Ce altri: ca..:i nei qua.li a, qn~.c;,ti fa.t hi s·i accom pagua una minore T'(>Sisten1.a agli stimoli emotid. In questi ca1,_i son,) , ' 11ecessact pe1·i.odo di 1-ipo&0 af.!Sai :più lunghi per la. reinte~ra,zione de lle funzioni . . 3°) Un aJtl'o fatto a..,;sai più imiportruntc n ei 1·itle.c;.,si della carriern militare <i iJ seguente. Dopo un periodo di tem po. pjù o meno lung 11 a seconcfo, deg.li individui e ciò $:<m1.a a lcu_n n 11•ppa.1·p117.a, di <'osta,nza, a lme.rio lllei nuroeroRi sog~etti es11minati sin qui. e rl01pn ò.i aver prer:f'n tnto 'flnttnn,zio~i rpiù o meno g.1-a,uili· nt>llf' pl'opri,, a,tti t n,Hni p!'.•-irolìl"icbe, la gT'aJ1de maggiora.n ?JUr de.I 1lersona,le hn.vigantf' fimL<:re pn p rt>· .,-ent.1-re, rLrn:t, insu ftìcil."JJZa assoluta a,1 volo. r inil11.t.'1 principalime11tc . rln.lla incoordinamon<> della, attiviti\ motrice <' ~opratntto rl'l"lHa la.hilit:ì <lP.11.n. 1-."'R i stPn:a1, a.gli stimo.li e.motivi. A questi dati carra,tteristic i Ri allacciano, in gJ·a.clo maggior.e o mì 1101"<'. i c.omunj ca1'fl.t.t('ri <lell'~urimento illers;-Mo. Di :ruisa ,che !':i p.uù r:onnl n<lere c he IP l'icercbe fin qn,i e...%,..,"llite d imostra.n o: a) c he la idoneità f!,I volo del personale naviga.nt<' non è cos,ta,n<t('. ma, flnttuan tR, in ftw ziont' ili r.onilizioni c~tc.rnf' ro i-n WT·n<> va,l':ic>. 71) c he h1- ilnmta, deJl'iòon<>ità ilel pe1-sona,I.<' 1mvigat1tt' nl volo il 11,s:-.n,i ,Jimit.a,t.'l., i::<'ni,a. c.h<' Rin-· ro~~ihile ()(>l'ciò fi ssa re> 1111 0 t-:pa zio ili t!'Til!J)O ugna-l e per t utti.
RICJ::HCBEl BJOLOGJCBEl SULL'AVHZJO:-IE
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VI HA U:-A I DO:-lélll'A GEXEIUCA AD ou:--r GEXI-: l(E DI .u.:i:o PLAXll ?
.\Ilo ~,cupo tli 1\i.solvere {JUesto . 1-•r.oblerua, assai im1Porta.ute <klJ punto <li vista pra~ico, ,per ogm;i · pilota che vie ue da noi ~inato, noi costi-uiamo nn 1profilo :psicofisico: ossia un diagra.mma che ci per· 11Jette di mpi,dameute ·Stabilire le a,ttitudiJ1i di quel pi.Iota. Nè ci siamo atcomenta,ti di studia,re 1woti mala.ti o ins uffiçienti, llk't si è avuto cura _I.li studiwru accw-atame nte i nost ri migliori piloti e d:i oostl·ture pè,i· ,,ja.scuno di es&i il •profilo psicofisioo che viene (',on1;-e.1·rnto n ell'archivio ,JeJ labor-a.torio. Dalle inda.giui del 1!)16 a quelle di oggi sono sta,t i i a quer-to m 9do C'Otit111tti e l'acooliti ntrmei·ossi$,im.i profili. U.no d udio di questi h a per• I m~o di notare che i piloti buoni mon presPntamo tntt,i le ,st~e a,tti· tndini ,psicofisiche, ma si possono distribuire in gruppi <liversi. Di .cia.,,cnn gt"tliJ}po a bbiamo cercato a,llora d-i studi a1·f> i c.1:ratteri. Questa 1·onstatazione che è sta.ta 1-esa p06sibile dalla gfl'!tnde · quanltità. di ma,. teriaJe da n oi accumulato dU:ra n t.e la guerra, ci ha oond-0t.to ad instituire una ;particolare indag.i.ne, diretta a,ppunto a. rù;-olve re il pro·. hlema sopra esposto. A questo sMpo- abbiamo esaminato un gru1>ro rli piloti <li ae1,opla.nsi veloci. J.n que.~ gruppo abbiamo collocato pi· . lotj ehe ai risultati ottenuti ha,Il'Ilo <limo!3"\rato di esse r-e buoni 1pilot.i ~ in <:ondizioni di pfona çif.icie.tw..a, e-un ugnaJ numero di piloti che per rondizioui varie. (sta.nch('Z.Za, ff,:.11,urJmento, nem'OSi o ina,b ilità, e inett.i~udine) ,n on d,a,'va.no risultati buoni. " Lo ~e.'.lli,Q a,bbiamo fatto con pi· loti di a.pp,arecchi lenti. Abbiamo diviso i piloti ,i n questo modo : da rup.p a,l'ecchi looti e da, •1/JfJ)a,r ecrhi veloc i, perc hè tum cliv-isione diver$ll, <la,! puntA> di Yi;;ta •tientifit o non e ra possibile . Questi '))iloti ahhiamo es.'lminato prima l' <lopo il volo. T~ COD!.>ttt,r o~ioni fatte ftu-0110 le BeS1;tenti: 1•. - Nelle mie prime in<la,gini coonpiute n oi ritenevamo che per esse're---btton- 1pilota era necef:.S-ario avere 'Una gra1Dcle 1·esistenza, agli stimo1i emotivli. Lo stesso lrn.nno ammesso gli f;t.udfo~'i. francesi che dopo rii ID<' !"-"Ì i::ono orcupati di questo· p.roblemn. In seguito ho r'Otuto .con~aitare che i migliori nostri !piloti degli a;ppa,recchi da, •·accia, non \ oJo •non sono t ipi di nna gra,nde resi.s.ien7..a. a.g;]i ~imoli ~motivi . . . à . E•ppure . · ma Mlz1. a.Icum. ,presenta.no nna, enorme emot.iVIt l'Rsi !Vle-m'J)iono MSaiÌ bene i compiti loro ·a,ffìdati. 2". - Questi piloti preseJ11Ja,n o com<> ral'atter ist.iea, qn<*!ti ele1neJ1ti :
n) Una ipercezione fìni$;Sima. à ella. pooizione del loro coripo,
,O
HlCERC H b IHOLOG l CHE St:LL.Al"l.\Zl<J.'-E
coi,,i1;.Cl.tè e,-si l1a.11nu uu;t sog-1ia a.--~,li l,a~s.1 di Jll'r<:eziunt• d i trtle ~ti-
molo; IJJ Teuipi ili. 1'1·azio1H· 01·nla,1·e, <li reaziont• ,,wt'i1;1. di 1·t· a,zio11 i
St>J.Uplid ,as ;,,ai ba.ssi con rnriazioue media, pure ba.--sa: i l che \·h ·ela una. eoo1·Jinazioue mo trice _e una attid.tù, ~isicomot.l'i<·<! p1·011ta ed a gile ; e} Qua.s i tutti i ,n osn·i piloti ruiglio1u tl,;1 1·,;wtia, p11!.-;euta-u11
una. H\a,zionc ~\'lll['lice J1etta,rnente ,>-R..n.~ 1-iale. :::.ono rn1·i""i.mi quel.li a rca,zione ruut;;<:olai·~. ~.oti-ù, auche darsi- ·t'be sm·c,(_1-- -sin· 1· s<•rnp1·f' più est.e.o;;e indag uni rlimo.~<t.11i110 e he qn<>.c:to d'atto ·~ llll<t, u111,.-.al1· c oint,r<léu;i;a. erl io •(><'l'<·iò l'Oglio 11rnl:we a 1·ilt>ntn nf!U"nmml'ttnJo e Jet><·· cn,i·e rpintt osto tli 'JH'11donm che di p1·ec:ipitar,ione . )fa il fol to è t1·01>i1111 ;,ingola,m e tmp-p<> <limostratil·o 1-ie1·i-l11• nd n~ h ·n:ra <lall'ae<·r.1111a l"lo: d ) Qn.11.--1 tut.ti i miglio1·i - piloti di app:11·,·cTlii l<·nti d ,t 111 1• <'$.'l,Utiuflti sono di tipo mnst·olarP on-e1·0 mistn: (') I piloti <li (';1p1·011i (io mi so11<1 1l;tl11 ,·111·;1 11i P s.11ni111n1· n.<',c 111·rtlo.m1rntP qne ll:i 1·ot ti a,I ma,ut,.µ-~io e nll\impi!'g-,, ili t;1 l,• a ppnro(·cbio)-1pr(.'t-l!'ntad10 mm, 11°1-s L<:t(\11;,ia, not<',·olt> a:;rli ,.,,t imoli llllHHil· i. Qn<'sti l'i~nlt.nti dimost1·:wo <'hE' il ma11egg-i() cli 1111 tlrh·.1·111iuntn n1•· p,l l'l'Cl°l1fo in <'Ollrli:r,ioui :J,llfll11g]1(' Sl°ilnr~p:l rp;il'lirolfll'Ì attit.tHlin-i. ~e ,;i fl~/!i1111g<' n, qul\<:t o chr: la <lin' r~H.) rli irnpi"l?o <lr i ,liffe1·r n t i t ipi fl i a,ppar<'e<'hi rno,:t1·a, In opport1111it~ì r,h<' a,1 Pss i .~fa.no d.<'.<:t,inri.ti in<lh:irlui · :i-n'lnti pn.1·ti1·ol:m·i' M.til n<'lini , <' ~P ~ ro11,-:i(!p1·a l'IJP lo ><l'Ì· I11p11D ·<l,r llc r:ua<·re'n-nn t<' att i t.ud in,i ,ieuwmi 1m t.o rln,ll 'P-"<'•·•·.izio 1·ips1·~· pi ù fa-Cile e p iù ,:ic·111·0 in dii qrwllr a.t.titu(lini ha ;:dJ11p11atr. mi pa1·P ,ii ~10.'<!'0ll, <"OIH"]U(lcJT'(':
l. Agli a,yip.wN·.chi da, 1'111.ro ia. rsi flrhhano a1--,;;('g11a,t'<' rli p1>t' · ~e1·r11:rN'L gli in<lhirlui f"i1e Jll'f'SPnta.uo mm att.idtù .p sir-o motrk<• pronfa. cost·: rnte e una, huona roor,linazi,one moki<'f'. . . 2. Agli a,,rpai1·ee.chi da b om ha,rrlamento n d~ rico!?nfaion<> :-;i rl{lhhnno cli p1·Pf<' re.nza, a,c:i;:<>gnM·e J:!J) i indhrichLi r.hP. prf\-:<'nta.no ui1fl l'<'· ~i~t<'u1,.1, .emotirn, hnona,. pot('ni òi MtN1zi,n1w ,p]oflrn t i. l'P!'nstPnz:l nll'antom,1,t i" mo. re<~.
Coxrr. ri;:rn:,;; r. Qrn' ,;f,i sono i t·isnltati <li a lcu1ie l'leLk i,n1la,µ-i11i <la ttf\i c.·cm~piur,· sulla psic-olni:ria, ·<' snlln fisiol<>J!i:lo dell' uomo in 1'!1!0. Di mnltP alt1·1° ind:1.giui a.nemruo ,p otuto dn-1:e ·re la.zionC' e cli 1·io:11lt.ati :issai pi ù im portanti se a,Y('f:Simo term ino,t.o la. rlnhorr1zio11r 1h•I rnat<.'1·i:1,l r rln 111)i ra,cc•f)Jt,o e · lo studio <lei.I<> gr·a,ticl.te l'>"t'-l?nit.P. ('i si alino I imitflt,i n, mfr· r ii'(' ,,-·nmmn1·iamP11tr qtwi t'Ì-"11 l t llti ~11i qua Ji. prr nrn c·i i<<'mhni. òj fl><·
b.JCrlKQlilil BlOLOGICHEJ S ULL' ,W!AZIO:>I::
il
!lere arri rn ti a couclnsioni che rndle liuee fou<l 3.Ule.ll L..bl i souo d oti u.i · tive. Per ciò mli rà..sult.H.i si prn:sentauo cOllle fra1LUne11tari e sta<x:ati. Si voglia ·co~ider,ll'é d1c queste w<lagiui abuiamo coru11iutl• nella vita. tumultuosa, della. guena,. _l'iù Lii uu.a. rolta ùovenuno iutei·1'00Jipel'e le nost1'e iuùa,giu..i per pqnè a.I sicuro gl' ist1·umen~i, wrn prima volta i).lell'ottobl'e del l i , poi. più \'Olte durante i bruWi L,010bardamenti di città indifese. Selli ri:e abie e~igenl',e dello studio fa. cemmo ifi'OOede.re le e:.igeuze pratiche ùel cont.l'ibuto' che aJla gue1·1'..b il nostro la,~oratorio ha, aip:pru,tato. Più di una volta· samaflcammo l'omore per le indagini •per appo11 t.a-l'e In. no1stra opern a 1rrofitto <li popola~ion i srnnt urate e <lei uostri cal'i solda.ti. :Ua, dopo ti-e anni ùi indagini ,pazienti s ia.mo giunti al p u nto che, ritirandoci a lla, vit.'l tr-au,p1iJh1, ed qi,e1,o,-,1, lPt.'llla i•aA'l' ,pot.remo ,attendei'(' a,ll..i, 1-iel:1b111·,1 zione di tali risul truti che co11tidiamo di da,1·e 1111 gio1110 e.«po,-ti in un quadro sintetico, sioprattutto ipe1· l u111eggiarr le r.<>ndusoni pl'aticl1(· a.Ile quali la n~ra iSCic·.n~~- Jn, p,a,icologia, ri ha. 1~r11rn1sso di 11,1·1-ivaJ'E'. )Li sia lecito di J>UbbUCJ1.mente ringrazia-re i miei r~I'C'l!'i colla,boratori, a lla. intelligenz~, udla solerzia. a l valore tecnico de i <1un-l i debbo se il, no.stro laboratorio ha. dato questo contributo di stndi, <' 11ioè i signori, prof. Achille R-0ncato, dott. Giulio Tessie1·. dott . ArcauJ..'lllo G-.:blli. Ri.ngra-r.io p nt•e il t('('nico 0a,rlo Ser,·rnti P il nwtMrologo i,.iirnor C. Sca.r•pel1illli. E da mia rpa.rola di gritt.Lt udine m i s'ia permes,;o far a,1:rint,re <lft, que;:te colonne ai generaJi Mal'ieni, i\faggiorotti e e0Iom1el1o Moizo •·he furono. come e-api dell'ufficio aeronau tico, larghi con me di aiuti. f' !lliec"ialmente a,J generaJe Bongiorn,na,nn,i,· ,primo coma,nrla.nte ~nr-, ra.le d'aerona-n ti<'a. al qua-le r!rhho ~-e Hk-1mr flellr conclusion i !"OUO i·inscito a 1tmrl n1,re ne,lla, pt·atira, <lf'lifl yita n,·ia.t011:i, rl i l!llf'l'l'fl .
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.r' RJCERCBE BIOLOGICHE SULI/ AYIAZIO~l!l
Ul'FJCJO PSICOFISIOLOGICO DI AVIAZIO:-IE DELLA R. MARI~ A -
NAPOU.
Frei_iione · ~angui.gna ed aviazione per ~ pro; Gino GaleoUI, tenente colonnello medico, direttore,
I problemr fis iologici rigua,I·dan¼i il c~mpoii:wIJ.ento delia ,pressione sangu,igua negli aviato1·l, hanno dato luogo a molteplici ricerche e discussioni, che anéo1,a non ci haJillJO condotto à coudmuoni detinitiw. Nella ·p reseute nota pi-euùerò in esame t re ùirn1·si punti di questo argomento : . 1° Quale importanza lii <lebba. a...,;segnare a.Ile dewrminazioni della pr~fone sanguigna negJ.i aviatori. • 2<> Se vi siano mod.ificazibni della .p1'C-\,\Sione sanguigna nel volo. a• :::ie ,·i .-siano mpdificazioni dcli.a. pre:ssione sa,nguigna a grandi a,l re'b:t.e. I. - La pressione sanguigna è u.n, <laito fi&iologico che La sempre un grande valore perc.11è ci dà un'idea. dello st.at-0 del cuore e dei va.si, tanto negli a.mmalabi qua,nt.o nei saiu: ·Si comprende qninèri come in questo riguardo •s ia indispensa,bile ùetermi,n,a,re la pres,;i~e sanguigna, nei ca.udidati al ,pilotaggio e si è deciso d i Hca,rta.re t utti quei candidati, che m06tI·ioo pressiomi . troppe alte o troppo basse (anche se ciò non ùipenda da lesioni- del sistema circolat.orio), partendo dal concetto e.be il rapid'o abba$8Jl'Si della pressione atmosferica du.·1·ante il rnlo po.<:!&L produrre. 110, di.squilibrio tl'a la, fo1·za del c uore e lo sta.to dei va~i , disquilibrio che ·sarebbe t.anto più pericoloso negli individui -a rprest:Qone sanguigna. anormale e nei quaJ.i presumibilmente i meccanismi regolatori cLi queate pre.'>Sioni sono ,insuffioientì. Du~·ante l'esame dei ~ndidalti a.I pilotaggio, ,nell'Ufficio P8i.oofisiologico di Av~ione Militare, ho a.vuto occasione di determ:ina,re ,118. ,p1-essione sanguigna, di circa 2500 indìvid'uL In una, ser.ie cli òetermina,zioni ho adoperato ta.nto l'apparecchio di J;tiva Roooi, qua.nt.o l'oscillometro di Pachon. Come -è noto, queRti due apparecchi non dàinlllo riBulta,t,i concordanti, e<l ora si tende ad accor daire maggior 'fid'ucia. a-l l'istnunen1:~ del Paehon, il quaJe ha a,nc,he il va,nta.ggio di deteJ'lll.mJatre :la pre&<Sione mindma (presi;iione cljastolica), che in fondo è il dato più ·importante . P erciò ho terminato oon l'adoperare l'a.p pa,recchio di Pacllon soltat0fo. Gli i n<liviclui in P.,;arne e1·:-i.r10 t u tti dd età, tra, i 19 e 24 anni, tra, r-ui solo il 2.n % p1-es<'nt.'l.rnn<1 cfoitorbi cardiaci e lurono perciò scartati.
IUCEltCBl,l BlOLOGICBEl SULL'AVJAZJONt,;
73
Pe 1· rigua,1·ùo alla pre::.-sione sauguig1ia si fissò H limite ma8:sJ,n10 di 170 (vrc~ione sistolica) e ùi 120 (pressione ditH,tolica) e il limite min,imo
di 110 (pressione sistolrica) e 60 (pr('lS.'Sione diastolica) pe1• l'idone.ità. al pilotaggio. Da.ll' b:isieme ùe lle cifre da.. me ricavate s i possono traN·e le segue:nt.i oonelusioni: . a ) in gra,udi.f.siI.u.1, maggiora.nz.'1 -i giov~tui da me esaminati ha uno pre:;.sioui ma,ssime (sist-0lichc) tra 135 e 140 e pre;.sio.11~ minime (diastoliche) tra 75 e 80 ; b) i casi OOlll ,pressioni molto bassé, ,s otto a. l.10 e GO,_,;ouo est;rem.1.men te ra,r,i ; e) un cer to numero di ca.ud!ida.ti (tra il 4 e il 5 %) presentano pl'(\l;:$Ì0nÌ elevate di 180, 200, 220 e rispettivamente 1.10, .120. Questi stati ipertensivi sono talvolta, passeggeri, ma, molte volte r-ono permanewti e uon, scompaiono a.nche in 1,ipetuti e&'HDi fatti dopo giomi di rtposo. Sarebhe interessa,nte im·estigare le ~'i!J.gioni d'ella. ipertf'nsione in individui, giovanissimi e robn,s ti, perfettamente sani. Non è im.probnbile che essa, dipenda. da. u.n lieve grado di surrenaH&no, congiunto con lo irr.iloppo post-pubere. In ogni _modo tutti ,g li ind.ividu,i ipertesi, nella misura sovt-accennat.a.. sono sta.ti dichiara.ti non ido.nei al pilatia.ggio. II. - Lo ,studio della, pl'ession*' sanguigna. ,nei pilot,i, òm:mte <' rlOJ)(]) il volo, è stato fatto d'a. .dtve1,<..-i anl:ol'i fra,ll('N<i. inglr,,;i e qui da. noi da,l :prof. Gemelli. Questo autore ria~"ume ro><i le os~rva.1,ioni da. lni fatte ~ulla p1-es~ione ilei di<versi piloti : a) la press-io11-0 ma,ssimo, dimi nui><c:e nell'aBCen><ione fino ad una. certa a.ltitudine, rpoi o.umenta nel .r ~to de1l'aarensione e torna. a iliminuire nella. dUJCeSa; b) la 1)1·ess-i-0nc tntimma diminui.<;,ee flnro,nte l'ascertsione e aume»tà. I dnr:1Jnte la discesa: ciò pure s.i verifica per J.a, yw~'-'ione media; ·c.) dopo un'ascensione in aeroplano vi è i:empre una. ipert!'nsion<> arteriosa,, ta.nto !più evidente quamto pii'l l'a.<i<'P.Sa, <' lii, flil'-<'f'>~'l i:<on<1 i:<tn,te rapide. · ~
negli· inglesi che si sono occupa.ti di quesoo a,rgoniento doorderè> M. FL'lck,e A. P. Bowdler, i quali in piloti robusti e ben allena,ti ha.n.no trovato i seguenti vafor,i : · Prell!lione t!otoliCA
Pressiono clta-.tolicll
120.e 121., 119.l 122,5
80.a 82.8
77. 7 i,.9
7-l
RlCEllCBlll BIOLOGICHE SULL'AV!AZlO:-.e
Essi con<:luùono che l'ecccs.so <l~l Yolo pr o<lut:c un ..~Luas:,;ilJlll'nto <lella. pre:;sio11e dia..stoli<:a e un .aulllcHto ùella tlilfonmza tra pl'e1>"1>'Ìou~ sil)wlic,;a e tlia~tvlka (prt·.·sioue del polso), il che è p1·oba,bilmeute d<;,rnt-0 u. tHJ~ tfiruiuuziolle ùi toliO d elle a,rtei,ie. Afie1·1lli1J10 an cl1e, che una l)l'e.~· sioac d ia.swlica sotto a iO e una p1·cs.':!~onc del polso rua.ggiore di 3U d iu10strnµo d1e il sish'wa, r;.1,1·diornsvolarc è inaiuatto all'esercizio del n,lo. Su i t; pifot i ne ti·orn l'OUO 7 ooo JJ1·e.-;,:>irn1e ùi..1,s;tolica, sotto a. .O t• rn «;00 pl'c;:sioue del pub.o rnaggio1·c ili 50. · lII. - lll councssioue (~ u le pod1c ricerc he si11J().r a fatte !:>Ul cornp o1·wu.1cnto della l>l'Ci:i8Ìone ,;;.mg11ig11a nel \'\)lo, ~t.1-u110 4ueJle a,-ssa,i più 11.11rncrnse t:0111 pit1 !(! i11 alta 111011f:.1g11a. :-iclla, !Jihliog1·a,l:ia, th,iol ogit'Ql. dell'alpi11,i&110 :,i t1•v,·auo più a111' i<-.l11• l'itet<:he di Loewr, _<li FrUukcl e di Geppe1t, da.J le quali i·isul tù d1e. 1x·1· effetto lfolla. ùepre.-:sionc a-trnosfe1·it:H·. 110n !<Ì pr·o4.l111·1·1·lili<•1·,1 111oditil.:.1ziou.i snlla p 1,cssio11e sa-uguigu.a. K ro1w1;ker im·eve am·rmù, t:hc, 1mlla, drn;i ilei lI. l'iln.to, la pl'e:,:sione sa,nl!'llig1rn è min<>J·o <H l·i1T~1 10 m111. l'ho .L l,i~·cllo d,~l mare, e a,ntlrn \Yc rll·· gutll cou.<.:tHlù un f,ttil:o r:ornsirnile. Lnzani.· e Shirnunusekli. trovru.'Ono Ot'll a tllllen tJ, 01·a. dituiuuzioni; Bayeux, SlùJa c ima del M. BinJ100, potè O!sSer1·a1·c• u n a,tnm•nto •le lla, (ll'<'""ionc ~ ,.uguignn.; lloS>:10, 11ell,t Ca.panna, )larglterita., otto,uie, dallo 1<tigmomanometro, tYaecia.ti che non difl\>t'IÌ.YIHlO d a que lli prc•si iu pia,nura. An<'he Ful'hs nou constJ.1itò <·,1mb~a..,men ti della, p1"<)."~io11c a,1·t<•rio,;.'l. snll.1 n•tta, <le i Mont,• l wM,. Durig e Kolmcr, a~fo. 1•1~rn11'10 il metorl o di Giirtner, giunooro a lla. oouc lu;;.ione, c he l<' diffe. J"('Ur,e tra- i va.lori tle lla, press ione ~mguigna ~mll~ Yetta del ~fonte Ro,;a, <' nella vall~ 1,0110 diV<'l'l':e nei dh·m·si ·individui 1 che vali fa.ttor.i possono 'Ìllfhtire -n<li cambiamenti élc llf~ prrn,sionc e che se .-i è un'influen1..a ,prop1·ia dell'altitudine, questa deve es.«{'1'C phì uel !'<<'n~ rlell'au rrn., 11to C'hE> n r l );('ll,.,o 1fplJa, élimirnnionr. Du rig e Znntz n<>i lo.ro espPrinwn ti a T~1wriffa.,t1"f-..nWf)no. ron ra.p~H·N·<· hio Ili RC'rklii1glia11);f'll•. i l':('l!t1rnt.i ,·alori: Orotnva (11,·,·llo ,lei m•re) Zunu.
(; :e n a•l Afi
Alt.~ Vii,UI
(2100 m.)
(3260 m.)
13P
Duri~ C1trrh'·re. ,~. Scht'lit.t cr .
110
l2i lOG 103
07
112
Donglnl'I.
tl 5
105
118 106 110 115
SC'1111eicle 1· e He<lblom ,·irlm-o oh<' le altituJiui mo<leTate non h.aml() <'ffetto JX'l'cettil.tile ,s u lla pressioue a,1·tcriosa delle 'P{'rsoue. Da,He ampi<' rie.e1x:he compiu te da, Dougla;, Ha.ldaue e da.i loro colla,l.xm1tmi ,;.;ulle monta,g ne drl (\)l-01·:1<10 11i,;ultù. <'he. a, gra,n_?ì altitu -
75
I\ I CE RCi:rE BIOLOGICHE SULL' AVIAZIO:-El
dilli, la. fm:,.,,;,;ioue s bstoliea ù ah11wuto Jlllllotc dtc a l lin~llo tlel Ulin e, wa che le diffo1senzc wuo i·wsì. p_iccole '(f:1 i:ieuti·,ne ud limi te degli en·ori. l1ieri CiHn l.Jimne111:i s i 1>osso110 coustu ta.r c a,uchc nella p re,;i<ione _d i:i ,;t~· lica, che in alcune ,p ersone avnmgono nel seDBo di nn :nuneuto. Ec(~ aknni ,·aloJ"i ottenuti d.t qnr,;ti autori 0011 l'a1>pareccltio cli Tyco.e; : Hnldaue
lil'111h: 1-:,c11u
1
&:hnc h1e l"
i_ _ _ _ _ _ , _ _ ___,__ _ 1_ _ _ _ _
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lla\'t!ll (Livello del rn&1'tl) •
Doughus 1- ---
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C,,loratfu Spri 11!,'S (6000 1>i<d I) ,
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85
PiJ.,·, - r enk (14 ,003 piedi/
100 100
llO
ij~
Altri Dtlllle.t·osi esperimenti fu1,ono e,;cguiti dallo scri\·ente e dai &uoi collahoratori (lla,rka u, Uiggins, Sigilo1·elli e Viale) per stuùia,re gli effetti suUa, p.1·es.cione sanguigna,, oltre che de.Ila nltitudine, :u1cbe della fatica e dell'akool. Per il ca.so preseu,te ùalla, J"Qla,zi,one di quesU esperÌ.llieuti toglierò alcuni va.lori de.Ila, pressione sanguigna, dete.rminati a,l C-ol ò"Ole u (oou l'app~iio cli Pa.chon) a.Lia m,attina prima d i pa,rtirc per una ~scur. sioue : Ba.rkan
14r;
160
145
Galoot1i .
ttS
uo
135
Signorelli
165
'H O
Via!&
160
1:;o
1:.0
_l3i"•
130
130
150
140
l ~S!)
Per rigua.00-0, a.lla fatka ue llc a sooms.ion i in a.lta montagna si tl'Orò che ùopo que&te a.scensioni la pressione si1,-tolica è in ge11e1-e diminuita e la riressione dia~tolica pm·e spesso d,im imùta,, ma. in modo mino r e. Le climinuzioni delùt. p1-e..qsione s is tolic·a fu rono fra ;, e· 20 mm. e solo eccezionalmente si ebl:x-1·Ò dimiI1uzion.i di 2:i-40 mm. Le cli.miuuzioni de lla Ptes.<;ione <l!ia;:;toJica, fnl'ono fra :5 e rn mm., e eccezio11a-lmente si ebbero diminuzioni tli 20·30 mm . I miei esperiment i w n-0 .sta,ti fatti su d irnr~ pe1-soue a dirnrse <itudini. !\folte ragioni mi ha.noo re.."O ,impossibile di procedere cou In regola,rità che i::a.~'('b))(' stata òesi<lerabile, l'ica.vaudo per tutti gli indiridni in esprrimento i 1vn,lol'i d{'lla, p1·essione sanguigna in .pianura
76
ìtICP.JlCBlll BIOLOGICHE SULL' AVIAZIOl\E
e in montagna. Le ùciel'mina.zioui furono seurpl'c fatte d ovo uu 1.:011YeJ1iente periotTo di 1·i1>0so a fine d i e liminar·c a,Irueuo gli effott,i immediati della fatica. S,perjmentrui. su ;persone molto giov~ rtra i 18 e 24: a.uni (G. Levi, F. Rosetti, .i\I . .Mm·giano, 'l'. Yoschini) . e su persone di circa. 50 anni .(G. Galeotti. C . Som iglia,na, V : R~na-, A. Ca.restia,, Dc Bern::111Clis). Usa-i !'elllpl'e l'a,pfl}l t·rcrhio l'ad1on. Dctl'l'mimi,i anche la frequen1,a del p,oloo.
Tutti i dati ricavati sono espo!<ti n.elLa s~guen.t.e tabella :
In<lh ·iduo
Dotn in csperh11fmto
ngosto oro lfi
Col d 'Olcn (2861 )
. \ . CnreJ<tia
110 6,,
O. (;aleuth.
125 76
D e Bernnrtli~. • ugosto 01-e 1a
166 76
.....
G. Levi
u:, 80
G. SornlgliA11A
135 70
G. Led
1!', 6 70
99
Dopo 4i ore di cnmmino
u o 70
64
.Dopu la-• • m. òo A.log•n
C. Sornigliaua
125 76
'o:;
Dopo 4 ore di cRm.mUlo
G. Galeotti.
146 8!i
86
130 75
86
. G. Galeotti,
13;, 75
o,
..
V. RllÌIIA, •
C. Somlglia11•
rn6 75
r,s
\', Relnn
130 10
r.o
G. Levi.
1:10 70
89
V. Reinn
125 6(,
66
G. ù olootti.
l!l5 75
76
100
C. Somiglhiua
G. Levi.
8 ngosto ore 6
-1 155 80
635 6•
C,>p. G ul fottl('.1600) G. 1,.,.1 •
!.I UJ::O:,ito ore J8
487
t,•
G. GHleotli Col d ' Ql,;n
G; L<wl
537 11°
1~ tlg.
or" o. au
G. Ltw i
160 75
78
120 75
86
H O 70 108 136, 70
G . Gnleotti . f.", S<>miglhutu
.Do1,o 4 ore •ti m•r<:ia
•.
67
78
I
V, Rt~ina.
»
t 3~ 70
A l mnttiuo ~Pf>e!IA olzato
A l ma!lino appena nl,at,!
1ao 75 oo
(;. Galeolti .
8 Hg. uro 8 . 30
l lCIJ>O la salita ù• A logen
60
120 76 r,
1161 65 135 70
67
Do_l)o 1'1u,oen~iono Cap. Gul fet\.l
Dopo 11na lunga
l""'"""·
77
lllct:11CBE BH>LOGICBE SULL'AVTA Zlfl:-.B
!lita
ludi\'l<h10
Locollll\
in ospt"'limeuto
\ 1! 'li· ore 6.30
Col <l'Olcn
[.I.•
Il ,g.ore 12.30
.Pnuta VinceoL
I ·-
.
I
G. G•l•ottl.
U5 70
70! Appeno nl1.1tto
P. Morb~•no •
uo l!O
86
T. Moschini
150 66
92 Dopo la anllta ,\J11n
1G5 $5
112 Dor,o 1',..c·eu•lone
G. 1.6'1
~
2•
~
(' 215 nl,) 111
G. GHlootU.
.
135 70
100
n. ~1l1(,,otll.
120 70
SO Dopo un ·el'Cllf'l'io1,u
G. l .t'VÌ.
uo 8!,
88
C. Son1ig1ia.nn
125 70
7 5 Iu dJlt.Ji:iO
P. ?t:lor;:ia~ ,
11 •~o,t.> ore 13 J AJJ>e vou lledku
120
(2075 m.)
" 1$ ag. ore 8.30
A lpe Bore (172b)
no lk'ru~nll•.
150 io
tH2
1ao ij,,
V. Reiua
Col d ' Oleu
C. Soruiglhrna
llO 80
G . Lo,·i.
130 75
G. OalÒo11l
r,, 2 110
t:lO 76
62 A µ1,ou.a ohmlo
G. Levi
1ao 65
id
1''. Uo""tti
130 70
82
C. ~f)t.ulgtfann
1:10170
Do B<rna,,11, .
••g. or• 13,35 ca,,. )tnrghuita G. Gnlootll.
1
62
:;o
1451 80 135 80
LO! Dor,o un·ora di ri1,ow
(4r.60 m.) 1261 7j
102
F. Rogelti.
120
7j
116
Do Ueruurdi•.
. 1:,si so
8~
C. Sowiglìaun
126 06
90
ISag. ore l6.30 Ca11.Gnlfc tti (3!00) F. Ro,..,ttl .
130 70
110 Di~eeude1ul1) dalla Ca11,
G. Galeotll.
1a6 10
~o
G. 'Led
100 jf')
10:?
Dc B<>ru11rdls.
106 60
ijQ
C. Somigliaoa
130 70
l>4
,.
I
MmghcritA
12 o<tt. ore 12
'l'orino
G. Levi G. Galeott i.
~.
7361'24• ' 130 70
.. .. !
78 In tlpooo
1~0
In conclu,'!iune anche le mie presenti ricerclte si accordano con tutte quelle or or-a, 1·iro1·llate n<'l senso, che non ;ai può dimostrare una,
78
HlCERCl:iE Bl OL U Ulèl:11:l :SliLL'A\' lAZl••:-: E
i11llut"11za.' nettUi e n ...,;t,t,tl'te ùclla dep1·L•,;,;iuul! a two,;ferk .a ne lla, pressioue ,1;1·tcl'ic,,;u. ::.-i notau-o Ct;'rto. 11e l pa,;:,;aggio ùa luogl.ii viù l>a,;si a, luoghi pi tì i:h•,·,1ti. ntl'i~1.ziu11i ddl:1 prt•:-sione sa11g11ig11:1. ma lJUestc Yaria.ziolli »cJIIO Ol'a in , nn :-c•11 »c> ta 01·H Hell'ah 1·0 , e :-i dc! hhL~ll<l artl'ilrnire a nuic e.111,.;i• e. :spL·C'ial111c11 tc al la 1"11t iL·<1. 1·111•, nrl 1.11aig-ior 11uuw 1·0 dei 1.<1.si, .ha, 1111 dl'r t to ipl'J·t1•11si1;0. Hia,;...;umc·mlo tutr,o <'iù d1e (H'a :-oi l\ detto. wi :-eu1l11·:l. \' be si possa, t:oµ<:lud ere d1c, aJ cout1·a.riio dJ quanto sembre.1·ru\Jc ,t· pdol'i, la l'l·c,;. ,;iolle ;11·t\•rio,;.1. 1i ;1,:-,.;a.i poc·o iutl uc11z,1.a1. da,lla, p1·t'$~01w atu1osfol'ica, e "111• ;!I i :-hila111·1 cli IJ ILP:-l·,1, no n ,-'0110 multo a temc l',;i l'l'l' l' i.tha,ulica ùe]ht 1·il'(·cilar.in m•. E qui11t! i f{>1·:-1• ~ l'~a~e1·..1'1a J'.in1po l'ta11za d1c si dà. agli :-tat i ,I.i ipe1·te11s io11e eouw 11totin1 11i :-c;J,l'to n ei n tn<lirla t-i a,1 pilotaggio. qua ni.lo mt tu 1·a lme,ute lii 11,,s.~a. con t11 tl (i 8i<·11 rc:·;:a c.,c/111/cr e r hc q·u esta ipfrf c11.,ionc 11-011 dipenda aa: d i/d li o r ga11ir·i e ,,ia ·"<'mplicetncnte 111w . 11w II ìfr.,·ta~ io11c f 1111::io1w,l e..
:-;,w,) lwuE> t n tbw ia,, pJ'irn,:-i lfi coud l!llere ~](, fi11itfr,lll u' 11tc su questo Hl'g:nu1t'ntn, e1>pC'1·ime11ta.re :a.u ,Ìi<'1111i incliv irlni ipcrt<>;.:i, llH' t teudoli nella, 1·ampana. p111>111Uatir.1 . {lrtc•rrn imH1do i Ya lol'i cl ella. te11,done a.rtel'iosa , <ln rante e cloro con.siderevol:i de pre:<sioni lm,rom ~t1·ic-hP. e irtudianclo a nche t n t.ti gli a.lt ri fenomeni ~ s istem a cardion1;.,cola re.
(· CPFIClO P S1COFISIO/,OGICU DI AVIAZIONE MILlT.ARE - R OllA
Variaiiòni iella prenione sànauiuna in aeroplano: eHerieoze io volo per il prof. Lulgl Manglnelll, capitano medico, capo reparto visita somatioa. ,
Se p uò ei,sere 8Jllillessa diseu,;siQue. sulla, imrportam:a urng-giul'C ' o u.1in~11·L· dei rnlol'i a,:,.:olu t i dd la Jll'essioue ,..;ang11..ig-11t1, non credo d pos,-,1, L'""l' l'C tlnhlJio c he Ili ,·a,riar.ioni tli l\...,,,,a. lJl'C:<.Siune 1w llo s h•:<so iJ.1 clil'idu,1 :st.111no •ad i11d iN1,1·t• L·ome n 11·ia,tc c-011dhimri i11 t 1·i11~"1.:he 0<l e· >' tl'i11:-1·"11c _rc·1lllmio 111~·1·""'a1·i<>, p1·1·t·hC:· l' rll'ga,n i:-tuo nel l'"'"C p<.>S"1L hcnc 1· l'.l·pirla1111·11 t\· a<lar,w ,1·::,."i, u11 l,1.,:0 ..,, tfpl ia:istcma, 1·M·dio1:1."cola,r e màg-. g-io1·c1 ill'l IUH·Ul tl le•. l u t«\J c,ai;o le y;1 rìa.1.ioi·ii. cl i p t·"""-Ìòilt;" rnsH tn.i--co110 nn i11dire rlel ma.ggiore fa,-oro del c uore, men.tre la tr.ncleu1,n 11<! un l'l'Onto J-:it-01·J10 a lla noJ·:Ulale p1·1':ssinne :-aJ1gu ig-ua, <:i r.1, pe1· co...;i dire, la ,;pia, rli nu favu1·0- 1.:a.rdiaco p rnnto ed efli cace. l '.11·t,•11<l11 d:t r,1li c·c)11,·c·I I i. lio ,·,ilu to c·,on t l'CII l,1J·t> pPr~«-1J1,·t-l01ente Sù
RICERCRlil B10L0GICB1il S ULL' AVIAZIOXE>
..
il)
e qua,Li n1,ria,z.io11i subu.n1 la •pTes:,;iouc sanguigna i,u vol-0, e i.11 ogni ca,;o ,\1uali <leùuzioud. ~ ue votrebbei·o ~l'ari-e nei rispetti <lei crite1·i di itloucità, ail Yolo degli uffici psico-fisiologici di avi.azione mlitare, d,ei qrrnli l'uccio parte. l'oche pa,i·-0le ~ulla tecuica. delle espel"ienze. ·M i sono :-ei'vito 11!:I-. l'o,:cillomeu·o ùcl Pachon per •vuter · aNere campo di ,ui,,mra,re taur.o f.t pre,.,-;lone w,assUIUI, quaJ1to la m iuiwa, e pe r essere tale osc.illometr() di fatilc uso e uu.mo sens ibile .~ll<.l vilJrazioui del rnlivolo; il tipo d ell'oscil, lometro e del waniootto era,110 quelli ol'igiilmJi et( il modo d ' u,i;o, cùe _l'l'ctlo inuti le .st~·e qui a, 1·ipetcre, quello comune indie.Mo <lall"Auto re. ,\ pplica,to il mm1iootrto al pvJ,.:o isinist1·-0, a ssicuraro la c i1·oonfo1-e11Zct ùell'a,p1-l8à~'4io con u.ua robu:,:ta !\i.ngltia., al disotto della quale Hc fao!HJ sc.'Or i-ere un'altra d 1e aftibbia,yo bene i n torno a.Jla. co!;Cie, struJdo io seduto nell:a carlinga,, ln m0tlo che l 'apparecdLio rnni\·,1, ad a,ppog;;i.i1r:.:i sulle m ie garni>(', 1t·· i1m11i st11·,·ira.1m tL sru<wt-.a,re aul'hc lt• vib1·,11.ioni ecCt'$SivC tt·a;srnessl' da,! motoi•e dell'aer,opla no ; da.va11 ti a .i mi••i <)(;chi era,no sospesi un aHimct1·0. · 1111 .~~u·og1afo, col qua,Ic ott~IH:\'O il rr~('<'ia.to della, saJit:a e ùeJla. <lL"C,esa , uu, t(-'rntomet1•0 ed 1u1 orologio. Gli a.ppiwocchi sui qu3'.li ho 'J)Otu to spe1·imenta,l'e ~no :-truti que lli òl'I ,;('gueute tipo: FM·IDaillJ,. Ol,p1"<>ni 300 (' -150 111', Sarul a, 4 e;;\. li 111011tami :!00 Hl~. I voli <la. me esrgni ti sono s t,1,ti drca. umi, c i11q11a nfo1a., ur.t ...oto lllla, parte di essi utlizza.bili rper ,Iè mie ri:cer·c he, e c iò pe1· vari lli(!tiYi fal.:ilmente comvrensihili. L'a.\tezza. massima da me raggi1wta, è stata d i -!~00 metri , le velooLtà, massime di 170, 180 km. c.:frca a.U'o1·a. la. n ilocitù, :i.scensiou._tle massinm,· mii,;111·ata. sui ùa.r-01:,'l·,1.mmi, di :!000 111 .. i n 8 rn Luut,i , la. vclocitù, ma~-sÌ.Ula,'tli disc<>sa da 4800 m. a tRl'nL in (ì minut i. La J\J'•'~<iio n.e i;a.n guigna, v1,11in1. ila lJlf' mism·nht imm<'fliata11wnte pri11i.1, della llèWtt>nza, ed appenn Rl:~ i a tcl'l'à; dunwte il mio c1otl og1ii 1Tisli 1·ello rli 500 o di 1000 n1. e ra.no ripTe.<;e le osservazi(mi ; un pic:colo p o1·ta 1·oce, ch e fun ziooava egr egia.mente e che JJ.oi pontavamo molto :spess,o in volo ~p<>cie col Sami , nel qua.le il pilota ,si trova a noternle l:lista.nza da,ll'osservatore, mi pe.rmett,wa di mantenermi i,n comuni~1zione continua col pilota e di potrr <inindi ni.><l ifì<'}1,1·<· la 110tita seco.mfo i miei de,..jrle,·i e le AAigenze (l('lle es1w r1e117R. J;(' <·A, 11,lizio ni atmosf;;·iche 11.. lle 1tmJi \Jo eSPgui,to i ,·oli souo st."IU' h' ,più ,·a 1·ia,te (lttlla, urn~sima, <<1,Jrna, .i f1UPJle ron f()rt(' 1·<>nti.) s ia tf>!.;o che a, ra,ffìdH'; i ,·oli sm10 sta.ti N't' · )!"ll i t i tanto cli mattina, r lt(' di pome1·iggio. "-'"r quanto Ria stata uAA.ta da me la mn,~'<ima aer111'at<>z:ub ne-J rilPnu·e i da.ti pt·opostimi, pur tuttavia è fadlmente e<11np1"t>nsiùill' M lii(' non sia, la, c-a1·linga di 1111 aeroplano iTII rnlil il .ro.'-tO più aila,t til J•<'r 1'n1npierr dell<• tni!rnrazioni · di indisr:ntibHe eAAttez7,.1,: lr ,· ihra.zioni 1
0
·11I<.:El(CB1il BI0LOG1CH0 St.' U ; A\' JA:t.ru:-c
dé l IUOCOl'l' ,IUZÌM.l tÌU, llll.:1 ClU{>ZÌOIIC •! ICI' llll 1·0Jpo ÙÌ \'CllW itUJJl'OHÌ1"U, ima ~pi,:alc t.l't>ppu ,;rrdta, u11 gmi--.ro a,I wotm·e, 1.t11 1·a,ggio di ,:,0lc che· . ,·i rn, a, ca.dc.re p1.,op rio i,'ul vet1·0 del ,·oi,itl'o aµpari'eOChio , ,sono tutte cause che rcudo110 difpcile l'apv1·e:,,;zaweuto sicuro ùelle ~ilhl~ioni dell'ago _11 fu.nto più difficile quairnto più turbata pos.<ia essere la serenità dranÌlllo d ello spel'iwent.'lto1·e che vhme ad es.<,ere allo stei.--so tempo giudice e ,p..·wte. un gran nttl.llCl'O delle mie osservarhioni è stato perciò da, me ~ rtato, perchè le c.ondiz-ioni neÙe qua,Li era.no sta.te da me raccolte le rendevano a,i miei occbi degne di poca fede. Qua,nto alle a.ltre, pur a:mmettendo urui. ce1·ta latitmdine di ,possibili errot·i, <:re<lo c he 1)0Ssano <>sse1·e u t ilizza bili, specie tra.tta,ndosi <l i d fre, il cui Y.t,Jore rela.th·o più f'l1e quello a,ssolnto Jrn, importanza. per le no;;:tre oonclnsioni. E~pongo .~ nz'altro le, eaperien7.e compiute. ESPERIENZA I.
tJuot11 iu 111.
'J'òrnpo
MX
)I X
ili 111lu1t ti priul i
111 111111, Hg.
lu m111. 11;:.
100
. o
-
160
600
3'
180
90
1000
4'
195
100 .
1500
3'
J,90
95
2000
5'
180 ·
90
1500
5'
180
100
1!)00
2'
165
o
2'
160
105
I
llO
Ti(>O di a.c1•oph1,110 nsa.to : 8arul a G ruo11ta,nrti. Dul'a.ta, coruplessint,
tret rolo: 52' (nelln tn.L,ella souo segna.ti i tempi d i ascesa e di cliscesn, mentre uella clurMa, 1·omplessirn sono oompresi a,nc.he i temp~ neoo.~ri per -00mpiere Je oi;.servR,zioni e durante i quaJi si ;;eguiva, 'PÌÙ o mNJo
la linea ili volo a, motol'e ra.leniti) . Atmosfera 1~1'fettaroc11tc t r:1 11· quilla.. Fn que..<:to il olio tel'ZO rolo: in """o ri,:pnt ii q nalche distrurbo, sia per essei·c la, priru}l volta, c he montavo sn appa1-eN·hi veloci 11· fu · solie1·n. " ia,, so·prn t.tuto, pe1· il puzzo dei .residui d'i oombnstione dei g'll•S, r hc ,.::fn!!givano òai t ubi <follo iwapp:uuento e che mi ilJ\Testivano in pieno, n on a.vendo io a,n co1·a, pra.tica. della. 1,o.~izione migliore
• 81
BICEBCBBJ BIOLOGICBl!l 8ULL' AVIAZI ONB
per erit&rli. Lìeve stato dì ma,lessere e di" nausea prolungata.si qualche tempo dopo. ESPERIENZA 11
Quota '
Tempo
M:je
I
M.N
- - - - ' - - - - - - - -- - - - ' - - -'-· -
o
150
90
200
3'
160
90
1000
4'
160
85
2000
10'
165
Su
3000
15'
170
80
o
9'·
140
100
Tipo <Li a-01'0plaho: FaTma11 . Dui-a.ta. <;Olll1,>k·;;.<;i,va. d'el volo: lt. 1.10' . Atmosfera, a-gitata. :Xc~un inc idente. ~t·usazione di fl~ùo ~thl>a,st.a.m-,a, intensa al di$0pra ,dei :!000 m. (rn ,rnotn,to ,come nel l~:H·ma,n l'os.c;erva,tore è seduto a. prua della carlLnga. e completanteure ·allo ><coperto). Completo benessere, all' infuori .del freddo, sia dura.nte C'he dopo il ~
,oJo. ESPERIENZA Ili,
Quota
Tem1,o
o
~
ll.
ii. U(•
\jtl
MX
MN
150
90
600
3'
170
90
1000
3'
160
85
2000
9'
160
85
2500
6'
160
80
3000
8'
165 ·
Su
3800
30'
170
80
' o
14'
140
100
'ripo ùi aeroplauo: .FiB-nutn. Dtu·a.ta. oon1ples.'>i.rn- ùcl volo: h. 1.47' . Atmosfera disc1~tamente mossa,, !'J)!\cie al ùisotto <.lei 1000 m. Il Fa.rman è un a,pparecthio ·J}OCO adatto a ra.ggiuugere quote elern.te cd i tempi di salita wno J)('rcio lenti sopratutto al disopra dei 2000 m .. qll&lldo la rarefazio11e dell'a,ria ia;i fa maggiore. Ne;;,-uu di::,tm·bo subbiettivo. 6
12
UCJìlllCBB BIOLOGICHE SULL' AVBZIONEl
EIPERmNZA
Q11ota
IV. MX
Tempo
o
150
1300
6'
o
2'
130
ioo
Ti.po ,di M1·opl..1s110: Sami a li montanti. Atmosfera note volmente agita.ta ron forte nm.to a. raffirl!e e f.requeuti 1~mours. Pèr le vi,)l~11te oscilla,zioni ilell'a.pr~u-ece.Jiio non mi fu po~-sibile eseguire nessuna. detPrminazi<1.ne in ,·olo. ESPJIIUBNZA
Tempo
Quota.
o
•
V. MX
lDI
155
100 90
100
500
3'
3500
25'
17<r 180
o
10'
160
95
'fipo <Ti ae1·01,la.no: Sorul a li montanti. Durata, comple~,;siYa del · volo: 52'. Atmosfera. tranquilla in aJto, molto calda con forti correnti rn~ terra. Per un gu.aJSto aVYenuto al radiatore a, 8:.00 m. dovemmo i,ute1'll'Olllpere la RaJita ed aittel'rn,re: lieve emozione. ESPERIENZA VJ.
·I
Quota
'fempo
llX
111N
o
160
95
90
1000
170 170
1500 2000
165 170
90
2750
160
1000
160
o
HO
ooo
95 90
85 90 100
83
aICBIICBll BIOLOGICBlll SULL' AVIAZIONE
Tipo di aernpla.no : Oaproni 450 HP. Atm~fera perfetta.mente t1'8:J}· quilla. Nessun incidente. Immediattlmente prima e dopo il volo vennero .prese. anche le ~ ioni degli a,ltli t re oompagni di volo, coi da.t i ~tenti: El!HBDNli VII.
I
llX prima
I
li.X ,topo
I
HN prima
MN dopo
llagg. prof. Aggazzotti
150
145
100
105
Cap. 1ig. Oiovannardi .
UIO
145
110
100
Kotoriat.a sold. Berton.
150
150
100
90
Cap. prof. Mangìnelli
150
140
95
100
E da. notare rA>me, mentl'e ,per il iprof. ·Aggazzotti queilt.o •l'8il)'pl'e· S('ntava il p1um.o volo m a,e1,opl.a.no e per me forse il decimo, il pdlota cap. Gioranuardi era ver.ehio (Yilota ed' in stato di perfetto allenamento. E l!PBRIJlNH VIII.
Qaota
llX
MN
150
100
2'
156
100
155
95
2000
7'
• 160
2500
6'
170
95
3500
IO'
176
85
3500
60'
156
95
o
8'
135
110
Tempo
o 500
1000
90
Tipo lii aerovla.110: &u:nl a ,1 mo u tauti. l'eJ·m11.ne11r,.1. ,li u n'oTa, aJ I.~ med~ima. quota di 3.500 ru . Durata coruplP~ha. del volo: b. 2.:5". Ne."~un tlii,t.urbo.
Sl
RIC IIIRCHE BIOLOGI C HI!> S ULL' AVIAZ!ONl,
E8PBRIEMZ.A. IX.
Quota
.
Tempo
o
MX
YN
155
100
600
2'
166
95
1000
2'
160
100
2000
5'
170
95
3000
10'
170
90
4000
16'
180
85
4800
18'
185
80
o
6'
140
115
'.ripo ili H<CI'Opla 11,o : f;arnl a. !i m u11tauti. Vnra,t,L (.)(JlllplP:<Sh°a J el volo: h. 1.40' . CefaJea, griLrn tLva., lie,·e, frouaLle, .,·er-so i 4000 m. e ehe, certo a oorto, io a ttribuii sul momento ,bl cai.oo eccessivamente serrato ; verso la, meòesima quota, ~C.!100 di ,stanchezza e di apa1ti.a e fu solo oou grande sforzo che riuscii a com1)ie,re le osservazioni; vidi ini · ziare il pla,né con un senso d 'int ima soLldisfa,zione. ~essun altro di stur bo anche dopo l'atterraggio. Fu que;;t:a la, quota maggiorruente el~vata <la. me raggiunta e forse Ja ma,ggior ,·elocità, colla qua.le io .i,bbia compiuto una discesa. E S rERIE:SZA X. Qnot.,
T empo
o
MX
MN
160
110
600
3'
165
110
1000
3'
165
105
2000
9'
170
105
o
7'
146
110
Ti-po di ae1'0pla,n.o: Fa,rma.n. TaJi dat,i vennero da, me presi· suJJa, persona del .pilota cap. Giovan.nardi; ca.po .pilota istruttore, i,nd l\'iiluo molto ca.Imo, pilota perfetto di Fa.rma.n , erl i,111 c-OJnpleto a ll<~IHtlllC.ll t<>-
8.'.>
RI CERCHE BIOLOGICHE SULL' AVUZC0,' \0
ESPERIENli X L
Qno1a
Terut}o
o
l1X
150
100
1000
S'
165
96
2000
6'
166
95
3000
Il'
170
90
o
8'
140
110
•
'fipo di aeropla,no : Sa.mi a 6 montan,ti. Durata complesi:;iva, del l"Olo: :l-11 • Atlllol'!fera agitata. Xessun iuciùente. Nessun disturuo n~ in volo uè ~opo.
Se o!aSe1·1•iru.uo nel loro compi~ i <lati raccolti, ast raendo dalle piccole oont1·adllizfoni qua e là rilernbili e d i cui' difficile è l' interpi·etaQ;ione, 1.>0t1·emmo t rarne le seguenti conclusioni: 1°) La pres;~ioue mas.~ima, ()lXJ tende ad a.umenta.1·e costantemente in sa.lita, ed i11 1woporzione urnggiore n ei ,primi 500 inetri. ~) f"'3 MX tende, quando si wa.rntenga, costante la linea <li volo, a ~rnbilizza1-si, riM·1·icinan<lo;,,i a quella '<li partenza. 3°) La MX diminuisce noternlmente duraiutc la discesa e , pro po1·ziot1almeute, ,più che non sia aumenta,ta iu ,s alita.. 4°) La pres.~ionc minima ()IN) tende a, dim inuire in salita, od a rima nere costa.n te. 5°) La. MN, qn,1,ndo si mantenga costante la linea di volo, tende aJJ<:h'essa, a r iportars i alla ·:\fN di partenza.. 6•) [,a M1"\' aumenta in cliscPs.'t e, proporzionn.Jmente, più che nooi ~ia. diminuLta, in saJita.. 7•) Suhito <lopo l'aÙ.e.na.ggio; Ja. -;\JX è sempre minore della '.\I X di P.Hten1..a, mentre MN è quru,i ,semp;e maggiore d~Jla, MN di ipa,rtenza,, talora. ug'\falé. • 8•) TaJi va.riazrioui app,'l>i~no meno evideuti ,imgli i ndividui a.Ilena.t i. A qua-l i cause sono legate tali variaziioni? QuaJi ne sono gli elementi determinanti? La. spi~one che io propongo è che esse dipenda.no da fe11:ome111i, 00 ~omotori 1 i qua,l i ra.ppresenterebbem aippunrto iJ fatto fondamentale. ~ va.Ma,zioni della. MN sa,1-ebooro, secondo me, prima.rie. I n t<a,lrita,
8(5
RICKIICHl,J BlULO(;;lCHJl: :SULI} AVIAZ/0.\l,J
i:u 0011~ueuza, ùi uua, vasodilalazùnuc '[)Grife1·ica, dovuta, fo1,se a fatti va,1·etid ,·a~or.ol'i, a,\'Ve1·,l'el>be uua llimin11,zi-01ie <Lella elasti<fità ·v asale
oo ·JI~
(clte \'a cou.~idcra ta. a,vvu.uto c-ome J.)l.'eSSione si~tolica, I'e'Sidua più la :;orn llla ùei .vaJ01·i tl'elle ,resistenze 1perife1·ièhe) <limiuuil'el>l>c, così oome <liwiuuis<·e ad es. in un i,ndivi<luo uel quale J'a ,rterioscle1'\)l:;i abbia modilicato l'cla-:;ticità ,tie lle pa.reti ar.tel'i01;e. Oresce a.Llora, per iswpplire a ta.le deticenza., il .la\'oro ùd c u()J•e ed' MX, p1-essi-0ne sfatolica., si esagera in co11Sl'.'guenz.L, la, q ual co~ d '\'iene e,olllprovata, dù.ll'~uunento llella ditfe1-cuza..\lX-M~ , (àoè della pl'essi011e del polso come è orma,i uso ehia.llUl rla,) e c,l1e S(,'(;,()Jl<lo i più sta1·eùl>c a,1)punto a ."1ignificare il la,n.>n.> ubile c-ompiuto <la.I cuo1·e . Se consideriamo poi a.nd1e la maggior fl-e· qm•1.17,:1 dclJe pu lsazioni al minuto, c i pt•rsua.ùereu10 sempre più eome il bu·o1·0 del sistema ca,rdiovu.sc<>lare si jJOs..,;a, oonsiùe1·a.re uotevolmernte aumentato. P~1-.:lu1·a.u1._fo immutate le condiz:ioni f>_'jte.l'ue (tnautenimento <li una, 00o.!ta,rnt1• Jiuea lU ,~lo), la }l~ tR1Hle a, to1'11,we aJ norma,le, a, bC· guito di una rn,-:oco.<:trizfone compensa.to1·ia, ed MX segue We compor· tarue'JJw. 8i· .ha ncl eomp.lei;so l 'iIDpl'e>JSiouc, che i fe nomeni di adatta-· illento ùeJI '01·ganJ-smo_ iS~t,n,O t1·oppo lenti i,n l'~.>Ufronto delle brusche ,·a1·i:l~io111i. e:,,te1·iori. c1.,1 \"Olo. N<·lla 1Ui,ec!<;t le coudizioni della pJ·C6~ione sa-11g11 igna, (1'iwn.gono . opposte a quelle oonaiderate in sa.lita,, ma per oom prrn1<le1·ùe il .mecca.n ~mo, a,lmen,o se<·-011.do il mio mo<lu oe-J:i. vedere, è nece;;sa,r:io consi<le.1·,a,1,e prima il SCC".ondo 1lato dc,J problema e c ioè quaJi sia.no i fa,ttori che dete1·Jllina,u~) t11li mod-ifkar.ioni ,,,a.«omooorie. 'l'ra gli elrJ1Jentì c he noi po~siamo pa.-:s;;w't· in 1-::ts!'O<'gm1 io tou$idet·erei c,ome fatto11 d i capit'\Je impoi-ta,u za, le ·1>ariazio11,i drll-0, 111·<w,qione a-t11wsferica. in ra,p1>m·to sopra tutto <illa. rapi~lità colla qu,ale cs8e si comp·ion<>, ed i fatto1'i 7>Sich:ici (emoziona,bilità, p1"e()C(;upa.zioni di mar nov1-a,, sta.to di tensione n errnsa, ecc.); come fattori di ,«econòn,ria, im· porta,n7,a, le val'iaziQ,,,,;, (/-i t cm7>erat111·a., i l ven,to e la fatica. Oonfesso che pér un certo temp<> bo consid'era,to <·OUJe fattore d i gran lunga più importante, e forse <'la 1,1()10 determinante, il fu.tto1·e emotho; a ciò mi eond ucev,1, .soprn tutto 111 1,orn,-s..-·.p117,a dt>lle st~H\5'e ,·a.r ia,ziou i <lella pres· sione i,ianguign,a, <:-OnF.ta,tate sotto la campana. 1pneumatica ed in a lta montagna, e l'oR-'>"{'rrnr,i-ono cbe in .,,,010 'le varia,zioni emno mioori cooi ne i piloti ab>iitua,ti aJ volo, come anche su me stesso, man ma,n o che ve· n i,,,a,u.o a m:mca,re in me le emozioni ò P.11<> prime asrensionli. Mli, un fatto saJta subito agli ooohi che tdglie a-l fa.ttore emotivo importan za C8iJ)ilt:ale ed è il comportamento de:'lla ,prw:.<,rioue &1,n.guig,11a, appena inizia,ta, .la, <Hsce.<,a,, comporU1lllento clcl. t utto oppo&to a quello o.~rvato in sa,_li oo, : ora, l'enwzione è fon.«e più fot·te in diacesa. c he non nel salil·e. e 1)er qua,n to n,ua, di,<>r<-AA, a>f:f e.«. a, !'ltrette ,;pira,li . possa essere
IUCEBCBlll BIOL001CHl!l !!!ULL'AVIAZIOXE
S7
!r-3<.lernle ùal 1>unto di ri&ta sportiro, non può 1Ja,ragona..i·13i ùal punto di vi!JUI, dell'emoz.iona.bilità ad una grad1U1,le e ~rena, aiscc.:;a. Tra i fattori aecennati, ÙWH}t~e, non variano in lllOOO opposto neJI., !!3oli~ e n e l l a ~ che due 80li: la· pl't'~:.i'l-'M atm~eriça, e la temve· rarnra. Quest'ultima. ya,ria i;oltanto in limiti non e1:,ce843ivi e che OO· · . munque non. modi.ficadl() modo ,110tevole Ja, p.res.c,ioue Sll·llgl}.ign.a.; inol- tre negli apparecchi a. fu.solic.ra, 1·iiva,rati come si è .da.I par-a.l>riise e ùa, ateonci restiti, p8&!8montag,na,, guanti, oochial.i, ecc., il freddo ra,1·amenw si fa. sentire in mod'o eccezionale. Rimane dunqÙe da, considerare, e su di es&a. ,io fermerei l'al:!tenzioue, aolo la, pressione atmos.ferica,. H o detto oollle possa,uo a.1)pat'ire oontra,dit.tol'ic le &"'I)erienze oompiute i n a,lta, wouta,gna. e sotto la CTlJU,p.ana. f)UeUIU.1,tica. Ma se noi e.i facciamo a, l>ene cousidor.u·le, ~ uou mi. pal'e pos..~no avere un rn.lot't· a;,;;.,solttt'O 1ie1· dò 1U cui noi ci occupiamo. L'a.ria.tore oou può pa111gona.1,si a,Jl'a,lpiuista·. -Mentre questi raggiru,ge ~olo oon <lbirema lentezza. dislivelli di una cet·t.i iru,potta,nza, ynegli oou estrema rapidità, raggiuuge e perùe quote d1e aq;pa.iono oggi fantastiche; Iii fatica fii,;iea è nel primo un elemento <l;iJ.nJpo,·ta.nza. 1·apita,Je1 ucl :!t.wndo è quasi tra,':ICUJ:a,bile; a l coutra,ri-0 le emozioni , la. lllllllovra , i perfooli fanno vilmire e tendono talora qua,':li s~1sm01.lienlll1•ute, mi Hia lecita !'es.pressione, t utt-0 il ~i..')tema nervoso dell'avi.a1t01'(l; il freddo e il rento !:l()n~ a. yo],te 1ua,ggiori, a, rolte mi1w1·i uell'u11 ~1so e nell'altro. I due elementi determin.a.ti che :io conaider-0 della. ma.,,;.;i,ma, UH· J)CJrtan1..a, sono quindi de.I tutto difff't·f'nti e<l i J'jsu lta.t i non fK»-~ouo per·taut,o paragon:11-si. &M1ò invece più (·,onfrontabili t1·a. lvro i risultaiti ottenuti liOtto la, i·.~mpo.na, pueu.nHi-ti<·a; nu.1 a, p1·0J)(»;ito <li quelli, int(•t·es&t,uti , del!' A~g-azzotti, iji .può notart• quanto segue : fouan.z.i tutto v~·m1~ :<()(wimeuta,to (l)IJ'appa,1'<.'Cchio di HinL-Rocci e quindi r(•nue j)l'es.a, solo la q)l'e.'-sioue si~tolìca: anehe 0011 esso Yenne trovata una piccola difle•enza, iu più, 10st a,ut<', per qmrnto tn11<1· 111·.1.1hilf', i11 ra.pporto a.Ua forte 1·1Hf'fuZÌ(m (' ' l"<l,,"giiiuta; la r~piclità con cui egLi a,ru·ivò ad a.!te rar'efa~io11i , ~-.er quanto molto CO'llsiderevole, fu sempre alqua.n,to ink1iiore alla ,·elo1,ità ùi al'!Cl\',~ e cli cHscesa, ùe ll'a,reopla.no; ma ciò rhe ,più" monta è cl.Je i ùari fnt·ono daffAggHzl!otti pr<'-<;i appunto 11na,nòo egli a.Ilo !:!COp<> , J,i <li· lll~trare la <lipen<f~ur.a, dei dif:turlli di ipobaropatia, come egli li chia,Dla., dcl.I'ac.apuia e dell'ano.c,siemia,, respira,\'a una, miscela, di aria cour~uente il 67 % di o~;gen,o e il 12.7 % ùi a nidride ca,·ùonfra . Xulla d_i strano dunque che a-nche i d·ifftllrhi. Ya,~omotori , <·ansa delle variazioni di pressione !nota.te in ,·olo. eia.no a loro Yolta effetto d'ell'&u08· siemia, e dell'a~.pnia,, alle qua.Ji 1·,wga11 ismo .,·iene· &Otto-posto con rapi-
ju
ii
RICliRCHlil BIOLOGJCHEl SULL'AVIAZIONE
llit.1 colrl ecce!;.1,Jha,, 'da non ùaJ· tewpo a,i poteri di difesa dell'organismo di, reagfre <:on UbruaJe vivacità,. Si wmpre udè aJl01-a come' in discesa le w1,ria1.1ion,i 1fi ,pressione ia.nguigna siwno opposte a quelle della Mtita.; per la rapida,, liwprov\'isa J<ioomip1~-:sioue a,nieui> una Yal-,()(:,()strizione periferica., a seguito .della qua.le lfS a.muenta. J.nenue MX paraHelamente diminuisce. Giunti a, terra,, mentre la p1·ei;.sione atmosferica è già toI1na,t.a ali.a u{nnia . i f<'D<)JDeni Ya~ m<1tori coutinuamo a ma,nte nert,'i. immutati, sotto la ,:,pinta in'izia,Je, ,p<>r un certo tempo, fiu chè poi le COf!e toI'Ilooo, dopo !)l'é,e, oome 1) 1lma. L'abbassamento di MX al1'1ttit~rraggio e l'aumento ,li )iN ~c_;ono consi(lerars i per ciò quasi oome un fatto di suipercompenso. ~a,turalmente anc he iJ fattore psie.hfoo ha ?,Ila import..'tnza in que~e v11 1·iazioni di pt'(';.-sione. 11rn,, rome s i è dettQ. un' importa.nui. seoon<laria,.
Dato questo giuoco vasomotorio mpido·, intenso , alterna.u tA>si iu i,;enso con t rar io, del quaJe è iJldice la variazione <leila ,pi'.CRSione <.;,ilJD'g,tliÌ gna. ,llHL del qua,Je è conseguenza un aumento del lavo1·0 cardiswo, fino a ' cout.rario, <lei quaJe è ù1die._, Ja, rn,riazi<n_1e <lella ,preb~one sangu.igua., ma del quale è coi1segnenu1. nu atw1en to del la,·or o cardiaco, firuo a tant o si l.mPJlO che i pote1·i d.-.ll'ol'ganh,mo non a,l.>biano attinto i,! lo ro f'(Jt1ilib1-io pm• condiziotti <li dta, (ì()i,,,1 ,diverse 'cta,).. UOJ'JUaJe . è l ogico PI'<'SHJIJIQl"l"e che U sistema card1iovascolare dei cam:lidati all'aria:::ione <frbba offrire suffir•ien,t i gamn;:ie il. i perfetto fu11z i o11a.1 nento e di vossedP1·e snf~ cienti forze di ri8erru . lu un mio prm,s,imo Javoro io mi oc<·ttpe1·ò ùella va,luta.zion<' funzionale <lf'.J. s ii;itema, ca,1,diovasoolru-e giov1rndom,i del matt'ria.Je c ompleto di e..•:amo di 3:,o·o cau<.lida,ti a,ll'a,viazione militare, ma fin d'' om, io ·po."'-"'O dire di cornsiderare i' dati fomitic i da.Ila JlJ·e~'>ione sa nguf~11a-. nw.,sima e minima,, e S'Opra.tutto dai rappm1j c hP intPrC·f'dono t ra PSf-'('. N)JJH~ a •impm-t:a,111.a, e.a,pita.le. E mi duole di non potA>r ro nH•n ire eol p 1'{)f. GaJeo1:M, i,! qua.le scrive i111 un ,mo recente Jarnro. ha~ndos:i a.p.Jrnnto sui d11ti ottenuti &pe1·ilnentando .in aJta. montagna: << è qn.ind:i <>sa.geÌ'a,ta, l'illlportanza che ;tj diì agli 1",;ta ,ti <l i iperten~ o1w come moth'o di ~al'to ne i <'.andi<1a,ti al pilotaggio, quando nMuraJmentP si ])Ol'<sa, con t utta' sicurezza, e.scindere r he qn<>Ata ,iperteu.c;ione non ò.ipen,dn. da, difetti orga,nki e sia sempli cemente una ma-nife;..'tazione funziona.Je >>. Una p ressione esagera,ta in un _giovane <li 20 a,nni (i:;u,pel'iore c ioè. sc,condo l 'elf>nco degli Uffici psiro-fi.,-iologici. a 160 mm. Hg. rol Riva-R occi al brace.io-!) ci d eve m<>t tere fortemt>nte jn, S().<;pet,t o ')ì('l' u,n~, lesione orga,nica, a,uche se questa non a,r~pari!!<'a a, noi manifesta,; in tal <'a.so noi scartiamo l 'individu~
in
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Rll:KRCRE BIOLOGICBl!l SULL ' A \"IAZI(l1'E
aon per H fatto matel'iale della pre::is.ione sanguigna a.umentk11ta o per il timore addirittura, oome si legge in qualche memoria sull'igiene dell'avi&tore, di una 1:>o.<iSibile emo!'l'agfa oerebra.!e in volo, ma per il fatte che quell'individuo è porta.t.01·e di un segno, di uu indice che l'esperienm ci ill9l'glla, trova.t·1,-i appunfo in molti casi di alterato funzionamento c ircolatorio. Ha ,qnando a.nc he noi ;potessimo C!:ISere sicuri trattarsi di un fatto puramente fwi.zionalc, no.i d ov-1 ~ 0 oompre ,scartare questi iudrividui nei qua.li il cuore è g,h\ 1porta.to, rper ca.use a noi ignot;e, a, compiere, pur dm·runte un tenore 01,dinario di v.ita-, un lavoro superiore al n ormale. Queste mie parole na.tumlmente non vo~iono oontenere in modo assoluto ombra. di c;ritica per fo idee de ll' illustr<> profeeeore .Galeotti, ·ma vogliono fiOO'lplicement.e significa.re un div.erso modo ili vedere e rn1·rebb<>ro mettere in Iure un altro Ja.to d'i J>roblcmi CIY.'<i difficili e compleS!Si.
UFFICIO P S1co•·1s10LOOICO DI AVIAZION}') )(ILJTARB:. -
ROMA
'
Sul rif11sso cardia-vascolars agli stimoli ssnsoriali-emotivi per il prof. Alberto Aggazzottl, maggioro medico, direttore.
Nella. prc:<cn t~ not,1 1·in;..su11ti n1. p1·P1Hl<'1·t>mo in <'sAlllC Mcu n,i fatti OS!ìe11rati sul mocìo di reagire del c uo1·e e dei ,·a.si a,gli stimoli ~1"11soria.Jicmotlvi. Le t>i<peri<•n1,e n~11me1·0 fa.Me ~u un g1-an n11me1·0 di giornni t·a,udida,ti a.I volo, ·1)(',r sa~ia.re la 1,·11·0 emoziouabilit., o, meglio, :il lor 0 potere inibitorio sulle ,rear,doni rifle&~ cardio-vaificola.ri , determinate da. uno 11tiruolo •s ensn1·i11,lc-l'moth'o. ù, <'fm<· Iui-ioui d i que!ita, nota, ri se1-viranuo per fis.<ia.re ,i n un'nJtmrpubhlica.zione i limiti della, emozionabilità, r-he RMo da, 1·it.('J1!\1'l>'i compa,t.ibilii .n cll'a.unni~ione al pifotaggio. La ,prO\·a d ella, eu1ozioua.b il.Hù, f-i prruti ca -1'('1,?ist,mudQ la, rt>a.zione riflessa, del polso ca,rotidffi, <1uella, dei va~i periferid ilei braeci-0, quella, ifel ·respiro e del t ,~mito della, mano a. t,1-ae.t.' ÌO est~o. In questr1, noto., come si è detto. prPn<kreJJ10 iu <'AA>lll<' snlo lo sfigmogra.mma, e il :ple ti!!lll<>g:ramma, : n<'1 tra<·ciati vnbblica.ti è riprodotta a.nd1e la gra,fica d'el tremito e del re.c,1,ii'O. Come stimolo f;('J11,01·iale ru n AA.to o lo scoppio di un petardo, o il Ruono d i -un forte o!a..'(on da automobile, o l' ~ censione fli un ra.zzçi n,
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Fig. I , - Reazione cronotropa rifltssa del polso agli stimoli sensoriali-emolivi. · Pletismogrnmma braccio s. - 2 · Sfigmogramma carotideo. - 3 • Tremito della mano d. - 4 •· Pneumogramma. - 5 • Tempo in secondi. In avviene lo stimolo sensoriale-emotivo.
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• RIOERCHlil BlOLOG.lC.lill· SULL' AVlAZl0:-111
:!Co(Jt)io; il candidato era, int~ressato !1 inibi1·e ,ii più ix,,;.;iuile la ,r eazione riflessa per non essere ilichia-rato ioobile a,l volo. Sono sta.te prese 4n esame 723 espe1·ienze, ch:e sono sta.te s-u<ldivise in d'iooi gruppi, corrisponde1.1:ti ciascuno ad lllla dive-r-sa atti'Vità <le.l cuore a.I momenoo dellÒ stimolo. Nel 1° gruppo Ja frequen1,a del polso ,·aria,·a, ùa. 49 ,a 5:J; nel 2• da 60 a, 69; nel 3° da 70 a 79; nel 4° <la, 80 a, 89; nel 5° da 90· a 99; oel I)• da 100 a. 109; nel 7° da 110 a 119; n~ll' 8° da, 120 a 129; nel -9° da 130 a 139; nel 10° ·.(]a 14(} a· 150. Xello :,,-pecchio seguente sono riunite le med1ie clei da.ti numerici di queste esperienre. TUJILU A ,
Valori medi della reazione oardlo-vascolare nell'uomo.
I~ a -~ ~ & g
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J'n,quenn delle pube.aloni per minuto primo ·
L -if .4_ .., g•
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Prima dello
sUmolo
Dopo le 1tlmolo
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li rallenta- l'aceerera-
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Ritardo delle reazioni Altezza m._ma delle rronotrope In Ile· cont.ruto1\l 1lsl0Ucbe In IIIDl. eoadl
meato m11811mo
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dello
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6.t
Xella colon,u.a, :t. è S<:J'itta Ja. frequen1..a rned'ia, del polso dél C'anelidato in l'Ìl"""h . . . I ne Ila, colonm~ 3• Ia f rer111tn.r,a, = e .ID pos1z1one '()I-:nzoum-e; 'Iel pol;;o •·il nionwnto · . . . dello stllllolo ;;(•usol'ia.Je ; 1a.,lla eolonua .J. la, freque_i17..a, dei' polso d1want.e il raHerntamento rifle.s..10, ùedot-ta dn,lle 10 puls.,zioni più leute; nella rolonna 5 la. frcqnt•11za tlel pol;.;o cl111·au1e il ~condo acceleraru ifl . . .. . .] ne!J ento r esso, d edotta da.J.I<' 10 ,pttl,;;1.z1-0111 .p1ù 111op1t e; a colonna 6 il 11ta,rdo t1·ascor&0 lfllll'isrn n t<· dello stimolo all'i,mizio
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KICBBCB8 BIOLOGICKll SULL' AVIAZIONID
delle 10 pulsa.zioni più .Ie.nte; n~la colonna 7 il rita1·do dallo &timolo Ml'in.izio delle 10 •pulsazioni più celeri. Nelle colonne 8 e 9 sono segnate in mm. l'altezza ma.ssima ùella sistole misurata, 1ml trareia.to pl"ima. e ùopo lo ,stimoJo. Rea,zione oronotropa 14iftessa,. - Nonostafilt.e lo sforzo che fa<lenl, il soggetto, <per non reagire, lo stimolo sen:,;oriale dctermina,va ~ru,1.r·e mutamenti nella, f-1"ee1uenza del polso, che, pu r essendo molto mriabile per int.ensità nei ,·a1•i soggetti, si manif~ta,van-0 secondo regole ben definrit.e. Le mod.ifica~ioni cronotl'Òpe riflesse del polso wvvengono in -tre pe· riodi -d'istinti; in un ,pi·irno mome.n t,o dopo Jo stimolo, il cuore ae.celera,, ·in un Sf'<:ondo moment-0 ri oo,rda, in un t.erzo aooelera. Q'rlesti tre period1i eiono be.o manifesti nei tracciati 1 e 2. L'acoelcrarnento dcl ·l periodo è breve, si limita alle prime 4.5 pulAA,ziorni, od'i regola cessa bruscarue11te pei· driJ·e luogo a.l rallenta.men1Jo del 2° periooo. L'intensit:1 1di reazione del io periodo dipende da.ll'a.ttività, del cuore a l momento dello stimolo; generalmente <'SS.'l è più ed, df'n.te quando la frequenza. del polso a,J momento dello stimolo è 1)iccoL'l· (figura 1); essa è meno evidente quaJJdo l'attiYità del ·cuor-e è gra,nclr (figura. 2, te.v. l"). Nella tabella, sr~ueutte ·s i ,·('(le r,on qua.le · CO!'>tanro la, durn.ta delle pulsa,ziouj, che ~guono lo i;;timolo F<emiit.ivo. sia più breve di quelle che lo preooclono e oorne Ja contra,zione phì ra.pida, (ria, generalmente la 3• o la, 4,•. L'a,ttività del cuoi-e a.I momento dello i;:timolo nelle esperienze <lella, m-bella B va.riava <la 75 a 103. 0
TillELLA B •
..
Durala delle oingole pulsadonl In seeondl il 2~ 1------;------- - - -- -- - - - -- - - - - - -
i1::'I~ delloPrima ltlmolo
Dopo lo stimolo
-
o,,v 0, 41 o. 511 o, 56: o, 62 o.o, 0,66 0,66 1,21 0 , 64 l , 19 0,63 - - - - - 0,65 0,69 0,66 0,50 o. 60 0,75 0,75 o.es 0,67 0,68 0,67 0,71 o, 75 0,69 8600 O, 69 0,67 0,67 1 3604 0,66 0,65 0,66 f 0,60 0,54 o, 58 o. 611o. 63 0,63 o.eo 0,60, 0,60 0/62 0,64 0.1, I 0, 66 0,63 0,78 o,a1· o. 19 0.83 o. 76 0,80 o, 76 0,80 3810 0,8 I 0,81 0,81 ! \ 1 I U5S 0, 82 0,82 0,82 I .! ' I 0,60 0,60 o.~6 o,64 0,62 0,82 o, 70 0,70 0,75 o, 75 0,821°,8 1 0,78 0,66 0,66 0,70 . o. 78 o. 78 0,82 o, 78 0. 82 0,8' 0,81 0,78 o, 761°,78 UM O, gG 1,02 0,86 I 4470 0,82 0,841 0, 82 0,70 o,eo o.eo 0,00 0,00 o, 70 0,00 0,76 0,84 o,s, o,82 0,8, O,ISO 0, 701°' 82 I U60 0,80 o.so, 0,80 0,70 0, 70 O,tli 0,64 0,68 0;701 0,82 0, 50 0,58 0,46 0,46 0 , 6' 0,48 0, 4110, 48 3603
O, 57 0,5810,58
I
0,51
8687
o. i;s 0,55 0,5t
I
0,46 0,46 0,46 O, 46 O, 46I O, 48 0,60 0,57
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• RlCIIBCH» B10LOG1CH1!1 SULL'AVIA..ZIQ:s;E
ll ralle,n,tam~to del flO periodo segue •immedi.a.tamentl, l'accelera.mento del 1° ,period'.o e il passaggi.o da.ll'uno a.U'a.ltro periodo è graduale, ma raipido. Il 2" periodò dura. per cir'(!8 Yenti pu.1-ioni, ra,ra,mente si wrriv& a trenta; il g,rado del ,raillentamenito è molto va.ri.a.bil(t ed è dipendente dalla attività del cuore al momento dello l:ftimolo. Se qnesui. è forte, H rallenta.mento è re.la~iva.mente ma.ggiore: ciò 8i. -è ,erificato evidente nelle medie dei ,varl gruppi di esperienze che abbi.A.mo ripoi·tato nella tabella A; ma nelle singole esperienze si sono a,,.ute molte eccezioni . L'a-cceleram,e11,to del 3° pe,·iodo- segue il r&llent.ame uto del secondo pe1·iodo: il ,p n&-saggfo dall'uno all'altro è g-J·adua le, ma a,·vien.e i:u poche JJUL<!a*iuni. (-l11esto -pel'io<lo <li a.cq~lerame11to riflesso cessa. invece a poco a ,poco, e talora dopo qualche minuto le 1p11l:m~ioni so.no ancora, più celeri del n011nale. Esso rappresenta la. reazione riflessa. cronot1'0pa più comune, perchè, mentre le •prime due rea.zion~ posoono mane.a.re, questa. eolo eccezionalmente è-debolissima,; tuttaivia l'intensità deH'a,cceleraanen.to è rn.rial,ile ecr è i.nJ rapporto coll'a.ttività <lei cuore a,J momento dello stimolo: se quella,. a-umenta., questa dimiuuisce. Una. tl'Mposizio.ne di questi tre periodi non si può ma.i a.vere: ~'<>lo iu qualche caso si è osservato 11Il, acceleramento nole1·0Ie e dm·a,turo ~ubito dopo lo stimolo, a cceleramento che a,ndava len.tamente diminuendo senza. distinzione di ,periodi. Ritardo nelle 1·eazio1» crorwt1-ope. - Il tempo latente del primo a1:1:ele1·amcnto riflesso è brevissimo, spesso già. la prima pulsa,zione dopo lo stimolo ha una. durait.a minore ili quelle che lo prece,10110 (Vedi t &bella. B). Il tfilllpo latente del ralJentamentQ Tifi.esso ~ in media. di 7 secondi: i yaJ.orti. estremi oecillMo però entro limiti piuttosto ·a.m~>i 2-20 secondi. La. duratà del <tem!J)O latente è iu relazione colla at,tivit. del cuore &l momento dello stimolo, nel senso che aumentn,ndo questa, • · lliminniece quella. Il tempo latente dell'acooleramento ri1'1.e<.!ao ';iel 3• peviodo è il :pill lungo, eseo è 1111 med_ia di 23 aec.ondi ; i Jim.iti estremi sono ancora pii ampi di q1.1elli del 2• ~rioùo, nelle es~enre cita.te varia.vano i'ra. 6 e (5 &econdi ; a.nche il tempo lartenre del gor periodo è più breve gua.ndo l'attività dcl cuore è alta. Le modificazioni -dclJa reazione cronott"OJ)l't riff~ e il rita.rdo col quale queste si ma.nifestano, in. funzione del tempo, .nelle varie attività del cuore, si J'i!evano bene nei diagra,mmi della fig. 3, che sono stati CQ6truiti colle medie delle nostre esper.ien:re: in essi sulle ascisse sono ~gna.ti i 1 minuti secondi (lo O corrisponde all',ista.nte dello stim.olo), sulle o,~àte la frequenza, del polso. Ogni cm,v~ oor:ri sponde a uno ~ 10 g.ruppi <lelle nostre espcrie,n~e,
RICERCHE BIOLOGICHJD SULL1 AVI.Ù:IONI!i
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e Jnff..isimiente quclla inferiore a.I gruppo di espe!·ien r.e con minima a,ttività.__ del cuore, prima dello stimolo (polso da, 49 a, l'i9), quella, superiore oon, ma4!t.<ima, a.tth-.ità del cuore (polso da. 140 a 150). In ogni CUTW), H pr-imo punto indica, Ja. media, d'ella. frequenza Òel µol~ ·prima dello Stimolo (colonne, 3, tabella, A); il secondo ,pu nto _Ja
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Minuti secondi
Flg. 3.
frequenr.a min_ima- ,deJ pol.$-0 ùurnute il 2° pe1·iodo (colonna, 4, ta,bella A )
e il 1·it1u·1lo ool fJua,le 1<i è mauif<'sta.to (colonna ti, tabella A) ; iJ terzo punto la fre<Jtwnza. lllitl<)'.i. ma, ncl :~· pel'io1lo (ooloollla. 5, tabella, A) e il rirn;rdo r ol qualt• si è ma n.i festa to (r olonna, 7, tn,be lla. A). Il sec00do e i l ter·oo pun to dell<' rarie cur\'e son() ,,/ta t i r·iuniti con due linee A-B
RICBRCBI,J BIULOGIC!U,; ~l'!.l.'A\"IAZIOl\lil
95
e V-D per meglio mettere in evidenza. il variare del tempo latente nelle diverse attività del cuore. Da.)l'esame della tig. 3 ·risulta chim'&,Ulent.e, eenm ohe oocorr1W.o maggiori spiegazioni, che le modificazioni m·onotrope riflesse e H tempo Laoonte c,-ol quale esse si manrifesta.no c8Qno stretta.mente dipendenti dalla attività del cuore al momento ~ Ilo ~timolo. Rein·ione inot.ropa,. riflessa. - La rea.zione inotropa riflel'lsa, agli ,;timoli seneoria.li emotivi aooOolllipag'll& semp1-e la ·1·eazione Cl'(),l)Otropa: però oou C8iste un 1•a,p,porto nell'intensità d·i ' qneHte due reazioni. Kt! si 0Me1·va un I'Slpporto f.ra. wttiv.ità, tlel cuoi-e al momento dello Ntimolo e l'M.zioue inot1'0pa. J..a rea,zione iuotl'OJJQt av\'iene iu due fa~ : una negaitira. di breve dm-ata, 3.,1 ,secondi , che s i manifesta. nelle prime pulea.zioni d'opo lo stimolo; una. pÒsitiva. d i maggiore dura.ta-, rhe s i ~ ilurpJ)Q, gradata,mente .dopo che ~ cessato, la. prima, fose nega.tirn. Le due fasi della ~~ione -iuot1~pa. riflessa, sono mo.110 eri:dNJti nelle figuré 1, 4, O, m~ l'a.ndamentio deJ.la roo~ione può ef<st·r<' 111eglio apprezzato nel diagramm!_l, della, fi~. :'i; in esso .',IOUO segnnti il numero delle pulsazion-i (AACil'lse) e l'alteìza, ,in 0.1 mm. dellt1 1:outrazioue l'<isto· lica, misurata sul tracciato sfigmogra.1ko (ordiioo,te); lo ,stimolo S<'USO· riale-emotiro avvieue a-L ia <lecinHb pulsazione. Il l!leguo X: ·segna l'inizi.o e la fine del.le 10 pulBa~ioni più lente e de Ue 10 pulsa;,;i<mi pi1ì celeri. La rea.~jone inotl'Opa negativa, eh" ~i osse1eva, .n elle ('11 rrc• A 1· B (fig. 5) ~ di breve durata e le va.ria.ziooi nella iut.ensi1:à della coutmzioue sono raipide: es.<aa manca, nella, curva C; la 1~.~ione inot,ropa. ,posi tfra è r.oSta.nte e pro.lunga;ta, s ~ essa, persiste quianrl,o è re1'1'4l-UI h1 1·N1zi-oue
cronotropa..
.
Le mrie fasi de lla reazione inotrop:b 1·ifk'SSa non i,0110 in r•a,pporto c-.oUe faiji osi'le1·va,te nella rea~ione c.muotropia, ; si ,può ò-aOlo tli 1·<' d1e la l-ea,,jone inotropa .uegatiwl,, quan{fo esis~. corrisponde al 1.1eriodo del llrìtno accelerrunento .ri.ffesso, c-he l'in<'I"e!}1elrto della forza d elle pul~i,zioni avvie11~ in ma!-!8ima parte durante il rallentJame ut,o 1·iflei-so, e c he neU'aceeteram<'nto riflesso d e l terzo periodo la, forza. de lle pulsar.ioni tende a rimanere .ooMimt&. Anehe· fra la dul"&'ta della. reaziio.n<' •crono· tropa e la duirata deUa. ~ion"e inotropa non si è rjscontrato nn e\"idt nte l'aJpPQrto.
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~ione batmotropa e d1·0tnotropa riflessa . . Forma del polso I.e m.o difira~ioni neli'eccitabilitit <lf'J muscolo caroin('.o (fnnzion~ bat· 1DotroJ.l8,) e le moc:liiìcazioni nel,la. condudbhlità. <!elle i:rue 6h1'<' ( f 1m1,i,011A diromotropa). p0880no, entro oerti limiti, efJSere ~ndfa.t<'I s1ù tra.cC'iMo hligmogra,fìco dalla forma del polso. ,QueRta. s i modific·a sen!ò!ibilmente dopo unn 8timolo sensoria.le emotivo.
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Numer8'delle pulsuloui. l'lc, 5. - Reazione Inotropa riflessa agli stimoli sensoriali miotlvl. Lo stimolo scnsorlàle-emotivo avviene lllla Hl' pulsazione, U Hgno X indica l'Inizio e Il llne delle· IO pulsazioni piu lente e delle IO pila celeri.
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Nelle pul;:;azioni c he sèguono lo !:itimol,u, si nota 11-11'an:1•11 tnaziu11c ,lell'on<la. ,prima.ria, o ~istolica, e <ll'.ll'•>IHla (_fi ritiN,so o 1u·edk1·11ta (1if;UJ·t• l e li): 'Ulilora. ta,l.e rillifo1·zo f' viù cw.idt~Jltc iwll<' pnl><a,zic~ui 1·01·1·i >!l)Olli..le11ti a.I · pri.lnJO periodo, ta,lora. i n quello clel ~coudo periodo. l,'ouda, dioÌ'ota. d:ura,nte queshl due ,primi periodi <ldk1, re.i-zi<}llc cronotl'Op,a n<>n si 111-0diHca, ,:,wnsi hilmcm-te ( tig. ti). Il rinfon,o della, i-;ecuuùa on,ra, .:tigm-0gn1,fica s i può a ,nwe an<'l1c ~1·11:,;a, che vi ~ia. c·onu_..i11r~ora,nf'n.u1ent(' 1m11, -Cti,-Cllli.io11e ma.ggfore della, penna: qui.ud i non è <lovnu, a WJ fa.cto di inerzia d1•1l'a,pP{ll'l'<·c·liiu 1·e gi-st.ratore. Yeroo la, 'fi ne d el S('(·(>udo pc1·iodu c ron,ot11Qpo niliesso o a.J princiI)ÌO ,ùel tf'1~1.0 pcriurlo, la, >«:<m~la, onda, Fii ~.tt<•nna, e t;1.Jo1·a, dinmta ta-n to del~>i'è-ehf'. ma,le s i ò,i,stingue da,lla, prima, ( fig. 1); .l'onda, 'òic r ota. a, µoco poco ~i sr>osttb ,·e1·so la, ha~ dt-lla currn, stigmira. di,,·t>ne1.1tlo 1.ure più in<li,;;:tinta.. Il polso ;1:,-..<:nme i ('a,1-a,tteri llel polso rap.i<lo e del polso da fosuffici1e11za a,ortica ; ma, me ntr~ in (]nesti Ntsi tali caratt('ri i:.ono persistenti.' nl':l 1·i IIPsso seuw1·ia.le <'moti n J sono t n1.n.s it:ori. 1·. p1ima ;rn r o1·a. r.ltt> ci,,~i l'ar...i.oue 1;,1·0 11ot.1·opa ritlt>AA'l. il poh:o torna 110 1·1IU1.-lt' n ella forma,. 'l'alora, anc he durante il teroo rp,er iodo di rea~ione rronott'Opa f)(>Nliste una. piiì 1wttn, l'lepn 1·:1.zion(' <fPllc> mHI<> s fìgmiche del polso; quh1di le modi~C11,zioni os.~rya,te nella tom1a dello l'lfigmngramm,b non d i,penclono solo rln.lla r<>.M;io ne cnonofa"Ofm·, e, fors<', son o in rela,. 1.ione oon mutamenti sia nella funzionè bo.tmotr~pa, cioè nella couh'nzione del musoolo cru•(li,aco, sia, anche nello stato dei vasi. Pt-rò, registra.udo di1'f'tta-mc>nte i 111 0 , imf'ntj ,rc,J 1·11ore, pN'rKl<>111lo in13ieme atlo sflgmogramma anche j J ca,N liog.ra,mma, (fi~. 7 ,, ~) non i;,,j notano in quest'ultimo modificazioni ugna lmente forti e ta.Ji <la far ritenere oome caue& esclusiva ilel,le vari.azion.i, OSSf'J'Vat.e nelln. forma. de l 1pol&o un' a,ltera.zione della contradone cairdUM'a. Come r.onSf'j?;Ilenza ·della. reazione ba.tmot ropa P ii!J·omotropa. si devono anche oonside,m.1'(' i mutamenti che a,vvengono <fopo lo stimolo aenMrlale, sia, nella du.rata. della i;,iRtole e deJlà. dinfft~e. sia nelle nritmie. D-rwata della. s-_istole e della. !lia'8tol,e. - Nella, rea:zione r.,ronotropn, rule!:!l!Q ffi m.odifir.a prPva.Jent.ement<> la durata- <lella diastofo ventrico1.a,~, come i,i vl:'<le ila,i valori J<ipo1,tn,ti nella ta.bella, O P nel <lin.gy~.mma <Mia flg. 9•. 0
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Flg. 7. - SHgmogramma e cardiogramma nel vari periodi del riflesso cardiaco. A • Prima dello stimolo. - 8 • Acceleramento nel t• periodo. - C • Rallentamento nel 2" periodo. - D. Acceleramento nel 3" periodo. - Tempo • 1/ 1 di secondo.
A
B
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S!g.
Card.
Pia:. 8. - Sfigmogramma e cardiogramma nel vari periodi del riflesso cardiaco. A • Prima dello stimolo. - 8- Acceleramento nel 1° periodo. - C • Rallentamento nel 2" periodo. celeramento nel 30 periodo. - Tempo.• di .econdo.
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IUC EJRCHEJ BIOWGIC HEJ SULL' AVIAZIO:O.E
TABJtLL.._ C.
Durata della sistole t della diastole prima e dopo lo 1Umolo aensorlale-emotivo In 1/&0 m''. Numero Esper1toza N. 1
&peJ:leJU4 N. 2
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Esperienza N. 4
Eeparlenza N. 6
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12.8 • 11.6 li.O li.O
12.8 12.2 11.9 12.0 12.9 12.2 12.8 12., 12., 12.2 12., 12.5 l2.3 12.l 12.3 11.6 11.8 11. , 11.8 11.8 11.8 12.0 12.0 12.0 12.0 12., 12.2 12.0 12.0 12.7 <2.0 12.0
18.2 18.6 17.7 19.0 20.0 ZS.8
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18.0 12.3 12.2 13.0
11.6 18.8 18.0 18,6 1S.8 13.0 18.0 18.0 13.0 13.6 18.0 18.0 18.0 18.0 12.5 12.5 18.0 13,0 17.0 17.0 17 .o 12.8 12.s 12.6 12.S 1.2.3 18.8 18.0 18.0 18.8 18.0 12.3 18.0 18.8 1a.o 18.0
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11., 12.0 1S,6 16.0 1'.5 U.9 16.2 17 .3 17.7 18.2 19.8 20.8 19.0 21.0 19.6 18,8 17. 0 16.6 14.6 16.6 1(.6
15,2 15.2 18.2 12.S 13.0 12.8 18.8 lt.6 lS.8 18.8 1'.6
12.s 18.0 15,6 16.0 18.0 17.0
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21.7 19.8 17.5 17.0 17.0 16.0 H.6 15.5 16.2 16. 2 16.8 16.0 16.t 1'.8 14,8 16.0 15.2
13.8 18.6 l<l.O 14.0 u.o 18.8 18.i 13.t 14.<l 18.2 13. " 1s., 18.6 1S.6 18.2 JS,2 1a., 13.6 18.6
21.0 20.7 21.2 20.8 20.S 20. , 18.2
2,.s 2S.5 22.5 22,6
U.1 24.5
21.6 21.8
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u.o 14.0 14.8 1'.8 lt.6 13.8 18.8
a .o 1, .2 18.0
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14.4 16.0 14.0 14 .0
1'.2 18.0 lo.S 17.6 17.0
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Diastole
18.6 13.6 18.7 18,5 18.6
22.0 22.0 21.5 22.0 2'.t.O
12.S
18.0 16.1 16.7 17.6 111.7 28.6 2(,6 24.6 29.0 80.6 26.6 27.6 26.0
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J.2.7 18.S 14.0 18.6 14.8 14.S 14.S 14.6
u.s 14.8 H .O 1'.6 13.8 1,.0 14.0 1S.8. 18.6 18.6 18.0 18.0 18.6 12.9 12.0 12.6 12.8 12,6 12.0 11.8 11.6 11.6 12.0 12.8 12.6 18,2 12,8 12,6 12.6 12.6 1s.o • l.!.8
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18., 18,S 1.7.1 16.6 16.S 1(.9
1'.11 14.2 1'.l 16.1). 16.7 16.11 17.0 16.7 16.0 16.0 15.7 16., 15.7
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RICEJBCHl!l BIOLOGICHE SULL 'A \.IAZIO:-J<:
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La durata d'ella diastole i,;i a<;corcia. llWllOOia,ta.wente ùopo lo isti. molo i,-ensorla.le (1° -periodo), poi rapidamente aumenta SOl'pai!Sa..ndo quella che 8i. aveva ~rima de llo 6tiimolo (2" periodo), 6Ubisèe poi un nuom aC<.,,oroiamento graduale (3° periodo) per ritornare poi lenta,. mente a.i va,lori normai~. La durata. della sistole sniJi."'ce rariazioni pi.e· t-ole, che Jiell'insieme seguono quelle della diastole : pe r<\ il wo accorciu.mento è maggiore du.r~te i,l sec'<>ndo accele1-a.met~to riflesso, che durante il primo a<:c-eleramenllo. Le oscilla.zioui nella durata della di.a.stole nelle sill'gole p ulsa,z.Lon.i diminui.eoono qua.odo la rea-zione cronotropa. ha raggiunto i valori ma~simi, sia. nel rallentamento, :fla nell'accelera.mento; aumentano i,rurnce durante il passaggio da WlO a,ll'a.Jtro peI'iodO de lla ,r-eMiione cronotropa,. Aritm,ie. - Nel riflesso carùia(,'O 1:10usor ia,le .emotivo avvengono mo<\itic-a~ioni nelle aritmie artedose del po!E,,o :· queste dinmtano più numerose, dnra.nte iJ 2° peri?<l"o (pe,,iodo d-i raJ.lenta,meuto>, e ta,lora si re1Hlono evidenU in questo ,pe1·iodo, a,uche se non esi1o1:eva.no prima ilello stimolo (tig. 10, _tav. I"). Nel 3° q>eriodo (!lecondo acceleramento) h• a.l'i~mie S(·ompa,iono, ~r 1·.ioo111pa,ri1·e talora numerosissime qua,ndo -'•1ue~to periodo sta per ~ -re (figg. 2 e 11. tav. l •). Diversamente ei oomportano le aritmie a rteriose respiratorie, che J)O€fJ<>uo di·n ~ntai·e più ncc<-mtnM<' a.nche dnr~.nte il 3° periodo e talora . si Mllllo ;iolo durante questo -pei'iodo di acoelera.mento. TaJi modi·fica· ziooi nel ritmo del polso av,·engono senza che nece.,;;,<;a,riamente si no· tino coutempora.~ modifi~ioni nella cm·,•a plet,u.wograficn, e nella t Ul"Va del respiro.
Nei cal.'li nei quali le a1<itmie a,rtci-io.<oe 1-e<;pfrato1·ie ~) 11() e,·ideuti , 8i nota eh.e dUll"a.noo l'oocieleramento rifle&So· le pullJa.zioni ohe coin.ci-
douo coll'espirazione subi~ u o un notevole accelerame<rnto, mentre <111elle che coincidono coll'inspirMione· rjma.ngono invruriate o quai:d . Ciò starebbe in appoggio alla supposi~ione che la. fase della respfra,. zione che oomanda l'aritmia sia quella inspiratoria e più precisamente
la. fase finale (rell'atto inspiratordo torncico, giaechè l 'espira,mone non rie~ce a, modUìe&re l 'intensità della, 1~a.zione crouotropa positiva .
Rea.zi-One, vaso-motoria. - La. reazione vasale agli stimoli senso." tia.li emotivi sì è dimostrata, variabilissima per natura. e pE>r intenaità ; nessun rapporto si è con-Rtatato fra, ri:>a,1,i,one ritle,.~sa, del f\UOI'<' e rea,zione Vae&le.
Come per le altre rea~ioni .riflesse descritte, esiste anche nn ritardo atla ma.nifest.aa.ione della rea,1,ione va._o::a,le dopo lo stimolo, s ia essa UB1a V8@0.dilata2ione, sia. esse,· unA, vaso-costrizione: il ritardo è in me-ilia <li 4 secondi. ·
104
IUCEltCHE BIOLOI.H<.: HFl SULL ' A\"IAZlO:-.E
Si è poi d,l<(·ontrato, con una certa. frequ~nza., che dopo lo stimolo senso1ia-le ewotho nella curva .p tetismografica si fa.cenino più evi<fénti le onde respiratol"ie, . anche qua.ndo non ".i era rinfor7,o dei singoli a,tti del i-espiro. A ditferenza delle reazioni Cl'OnotroJ)e riflesse, non esiste alcun rapporto fra. l'atth"ità del cuore aJ momento dello stimolo e i l grado della 1-earioue va$11,le ~ del s uo tempo latenre.
Oonaldlnlloal generali. lAI, reazione c.ardi.o-v.1es<:olate, c he a,bbi.aru.o , ..._~uto 1-<CguiI~ agli stimoli sen90ri.ali emotivi è legata ad un larnr-0 cerebra,le, ma~ dipende ~nziaJm(~n.te da un larnro del cent1•i ne 1·rnsi de~ me~ncefaJo, che potranno essere quelli 1.·a1ie:lio-in.ibitol'Ì o que lJi ct1rdio-acccleta-tori. L'M1·eleramento rifle<i.'10 può dipendere : 1° Da una diJ:ninuzioue del tono 1lel Céntfo del n1,go ; 'J:' Da una ~t.imola-zinne ilell 'a<·<"<~l<>r:lt.ore o da 1111 a,nmcnto del tono del suo centro. Il rallentamento 1:itle~ !)UÒ -dipendere: . 1° Da uua <limìuuzionc del tono <l<'ll t1~ut,1'0 dell'a<;eelcra,tore; 2° Da un eu.:itamento d el n1.go o -<rll, _un a.umeuto d<'l tono del <suo (·(•11tro. Quale di quci,;te C-Otl.(liz·io1d r<i 1·e1·Hka 11<>1 -1-ifl<'"'-"o ·c·arxl.iaro <:.be ahhiamo descrittx>? L'ooccle ramento riJl~f'OO avri<>n<, ri n due periodi: nel 1° e nel 3° periodo della. rea.zionf' cronotl'OJ)8·: se pa 1·a,gou:inmo le modalità, oolle quali si ma.nd.festruno queeti dne aecelerameuti del polsò colle. modaJ.itàd'ell'aecelcramento otrenuto r<perimentalmcnte da. a,ltri a.utori in uno <lei modi sopra, c ita.ti, vodiamo che l'a{'.cel<>r11me11to rrnesso del plimO periodo a.s.<Jomiglia- a. quellJO che ~·gue il fa.gJfo del vago, mel1tre l'accclP.1'8Jllento rifl~o del terw periodo, assomiglia più a, quello che si ba dopo ,l '.eocit&mento dell'r!ll'.celeC'a,tore. Infatti .n~l primo ae-celera.mento il pe11iodo la.u-nt<' è ht'('ds,.imo, esr;o f:<'gue qua~ immediatament.e .Jo frtimolo; invece nel e,econdo accelera.mento il temrpo la,tent.e è più lungo. Nei due casi la ~<Jtole si ra,ccarcia molto più della si&tole: però n el ,primo accel<'ramento la- <lnra-ta, <lelJa, ~r.1lole ,<1nbisoe relativamente alla dia.stole un accorciamento DllLJliOre che nel secondo aecelere,menro (fig. 9). Inoltre, l'accelera.mento che ,si ha nel 1° periodo è. breve, rag· giunge il maesimo grado 1-apidaml'nte e pure rapidamente ~ ; 1'ac· celeramento del 3° perilOdo è più ,f ango -e e.essa- a, ])O('() a, poco. Che l'aeccleramcnto del 3° periodo dipenda, <la, tra e<>.dta.mento ·r i·
IHCfiltCllf) BJOUlè.:JC UE SUJ.L' AVIAZIO~N
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~o <lel-l' oocelera.tore, itrova una. prova. amohe .nel fatto che, oocitando clfre!Jtamente questo nerv~, l 'onda dicrota eul t1'a<:ciato della pressione ra,rotidea., p~so col manometro, di,,·enta molto più debole, oome d:i l'\.'~rola abbiamo veduto avvenire dura,nte il secourlo aeceleramento ritlellll(). Il raUentaIDeu,to del polso, che si ha, :nel 2° ~ riodo della. reazione cronotropa riflessa (figg. 1-2-11) tl:i,peuderebbe invece da. un eccitamento riflee&o del vag-0, perehè esso a;vvlene secondo certe moda,liu\, che SOQl-0 più simili a quelle che si ha,n:no -n.e ll'eccit:amento diretto del centro del ,·ago; infatti nel rallentamento riflesso è la diastole che principalmente si a.llnnga. (fig. 9), e il tempo di rea.®ione è relativamente breve . Ri8&'3umendo, per effetto della stimolazione ~ nsoriale-emotiva._ si avrebbero in un primo tempo gli effetti di un'inibizione del vago con ac-
erueramento <lel polso, in l1'lll seoondo tempo queni <l~ un eccitamento ciel vago 0001 ,rallentament.o, e m un 1.erzo tellllpo quelli di un eccitaanemrto <lell'a.ceele1-atore 001,1 acceleramento. Quando si dete1'mina, il riflesso caròia~, lo strlmolo sensoriale-emoti,o agisce oontemporameamente in via riflessa sui centri dei due prinm1.1ali nervi EStcinseci del cuore ma nonostante l'antagonismo funzionakl dei <lue centri, le singole a-~ioni si app.l:ic.'\1110 ,i.n modo su c.ceS.Si.\'O e l!eeondo una, regola; esse potranno for se solo limitarsi vicendevoJmente, ~ o lo stat.o tonrico dei rispettivi centri. Mentii-e. qoru:i<lo si pratica l'~ita.ll!ento dirett;o contemporaneo del vago e dell' accelera.t.ore, è stato dimostrato che si ha la, somma, a.lgelwica degli effettd d'ella stimolazione separata,. Ohe il tono dei oenri dei nervi estrinseci del cuore abbia un'impor t:ln1,0, gra,n òe nel d etermina.re il riflesso ca rdiaco agli stimoli senso· riali-emotivi , lo dimostra. la oola.zione mtima the esis~ fra la intenfrilt~ì. dell'acceleramento' e del ra,llentamento riflesso, la, lunghezza. del tempo laten.te da, un la,to e l'a,tth,ità del cùbre al momento dello ·s timolo .da.J.. l'aJm-o Ia.to. Ma <non s i _può a:mmet.itere che le varrle 1-ea.zi.oni cronotrope, - · riscontra.te nel riflesso caNfiaoo, dipendano unicamente da.l diverso ~tato tonico di un sol centro nervoso, quello del vago, come vorrebbero 1 certi autori. Il fatto che esiste una variabilità de)Ia, .reazione neJ.l'eccitamento del monoone centrale del va.g o, ddpen.deruro ~fallo stato ·tonioo del suo centro, 'gia.ce~ se que&to e:i trova in ripOE-O lo stimolo 1).l'OVoca un eccitamento oon rallentamento, se 'eS80 trova.si in attiività. un nuoro f.ltimolo dà diminuzione del1a s na. eooita.bilità e talora la a,bo· lisoe de~nniuaooo BA:lceleramento del ,polso, non è una, prova suf. ficiente per d'ire che le va,rie ~ioni cronotrope rifl~se dipendono eolo dai tono ·de l vago. Se le ya,ri(> ,rea.zioni e r.onotrope èlel riflesso ca.rdiaoo
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KlCEIICHlìl BlOLOGIC:HE SULL ' AVIAZIO:SE·
Ù'iJJt•lldt"S."Sel'O so.lo da.I touo <le.I reuko dd ra.go, la
natura della, reazione sa,t'\!bbc subor<liua,ta a.Jl-o mato tonico ùel centro stoi.-oo e non si spie. gLc reboo quella regolarità <li rcazioue c...'<>n acceleramen tii. e ra.1lentamcnti che abbiamo dc,l!Critto. Ciò si può tipiegare solo ammettendo c he nel uifl.esso ca.rdiaro 1)1-endono piall'te diversi oontni. e coo lo stato ton:ico 101•0 J)O!,a&t, uwd:ifica,1·c l'iuteni,;it.ì, de lla l'e.8/lione, non la nat ut·a. La, re~ulMitù, colla. <1uaJe quL·~ti din.ll\'$Ì centri entrano in gioço dipende prol)a.l,ilment.e dalla, d·irnrsa ecdtabiiit.iì e inl.ltabilità loro.
ConolUllonl. 1°) .Lo svimolo l:*!U$0riale emutirn ùcw11llin.a iu ,· ia, l'itieasa. wia. moùiticazione nella frcc1uenza., ue U.a forza, uella forma del polso, e uoa reazione V&lilO-motonia. :.1°) Le modificazioni del pol80 &e>n-O relati-vament,e costa.nit.i. oc>dla loro ua.tura ; sono invece va.i'dabili nell'mteusità coJ.la, quale si maa1ife:,itan<>. i.1°) La reozione cronoN,opa, a,,Tic.ue in tre pe riodii distiuti: con uu priwo pNioùo ù i a.cceleramenoo, oon un ~...-ou<lo periodo di rallentamento, e cou un tt>J"W pel"iodo ,tli ae1·eler·arneuto. 4°) U primo q:,eriodo .di a,cceleramento è breve (4-5 pul~ooi) •~ !,; ma,uifc~ta quasi imp1·ord,,:arueu tc dopo lo stimolo; il suo tempo latente è qu~m.li mini1110. :i• Il l<('<;urnl<) pori()(Jo di rall<..'nt.mueuto è più lungo ùel rrrimo (15-25 pulsa.zio11~), si rnauift'sta iu modo m ,1>ido e ,pure rapidameu te et~~ per dai-e luogQ aJ tc.r zu Jx'll·iudu. Ma, 1m t.,lllpo la,t.en tc di l"it·ta, 9 i,;econdi: (i•) Il ioorzo J)(>riodo tli aetcl(•1·l1JIH(•uto è il più lungo Mi tr·e pe1·iod;j; collllJ)a,re rapi<lallit»n.te e t·t•s,;..1 leuh1J.ue11 t<'. Ila lllll t.cmpo latente <li circa 22 secondi. 7°) ui, in.teusitù dl'lla n•a;r,ione t1,011otr~>pa iript•ntlc thdla, a,t,tidtà, <lei cuore al momeuto dello stùnolo ; qmw1to più questa è fort.e,• tan bo lllaggio1,e è i,J 1-allentarnt~wto ritlei<i'>O <lei s<'<·.ondo . 1>e1-iodo e tanto mino re è l'acl"t'lcramen tlO l"itles.',!C:> del terzo periodo. 8°) 11 tempo la,trnte dl·l ra,lleu tam('sut:o e del ~,~·onù,o .11·relerumento rHle~o diminuisce ooll'a,umenta,re dell'attivit.à, del NH11·,i al monH~n·w 1lello stimolo. 9°) La forza, dclle pu l1"<1,zio ni rilllMle iJL,.'wia,ta, ,o diw·i~m·iste du1·a-nt.P il 1° periodo di rux<.>lcrame uto, aumenta dnroute il seoondo e H terzo periodo. La intens ità dolla, 1~a.zione è irndipend'enrt:e <la,ll'a.tfrdt.à, della. re.izione crOJliOtJ·o1~a. 10°) Nelle pu]f_>{l(l;io ui oorrispondeut.i al 1° e aJ 2" pe1·iotlo del rifle<sAO <',1.'nliaeo f:i n~ta un riuforw dell~- onda primaJ"i~ Mstolict1 e della se-
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\:,()nòa on<.la. <li ritle.-,;so o prooic.;l'ota. ~elle ,pnl~zioni conhsJ>OUÙcnti a.13° periodo si osserva, oo indebolimento delle predette onde e dell'ou.da, diCl'Ot&. . . 11°) La forma dèl C1.wd~ogram111a, <.lm~ldJ.tc il ritlesso ca,r diaco :;,; moditica., ma meno evideuwmen k dello sfigmograww a. 12<>) Le .vari.azioni cronotrope '1-ifles:se sono donl'te quasi esclmrini.menrte & vru-iazionì nella, drurata della dia.stole. La durata del:la, sb;tol~ subisce piccole .va,ria,zioni. 13°) Le aritmie artel'Ì<>Ì!ltcl :din~ntauo 1>iù evid'ernti e numet·o:.e <lu1·a,11k ' il ra.llent~mento rifl~, scornpaiouo dura.ute il secondo acceleramento rifte88Q. Le aritmie a,r teriose respira.torie dfreutauo più accen t uate ue l ~nd.o e terzo periodo; le ,pulsa.zioui che coincidono coll'in&pù-azione I presenta.no un minore acceleramento rifies.<.10. I 14°)· La. reazione nur,;o moto ria. è ni.r ia.bili~i1ua, pe r inte nsità e .~ r ! Qo.a.lità, non è. in ra.ppo1·to c-~.Jl'a.tùhiu.ì, del cuore al momento dello sti1 ~}Q e i0emmeno ooUa in•t{'u;;it.ì. della 1~,zione c1·-0tH>t1·-0pa, e inotropa rifieesa del cuore. Essa, si manifesta coJ1 'tm rita.1·do c he in Jne<lia. è di
i
6 seoondi.
150) Il riflesso c:u·diaco è :i fornto ,ud una, 1-eazio11e del rn.go e ddl'acceleratore, L'ac<·elerame11,to · d.el p1·i:111& peri_-0do di,i.,euderebbe da u na
diminuita attivi!\\ d e l vago. L'accelframento del terzo veriodo ù ipe n. derebbe invece da un · eccitamMrto de Ll'aecelera.t.ore. lt mlle11,ta.me11to riflesso 1tel secondo penodo . . . • d'tpenderebbe da un ecc1t.amento del va,go. 160 ) Lo sta.to d i a.ttivitiì to11ki1, de i ct>ntri <lei rn.go e dell'aceell-'ra~re &l tnoinento dello !.-timolo può modifi<:are l' inte11s~tà della reaz,ion ~ l'illessa, dei rispetthi centri, non può modifica;re l'ord'ine. e.o\ qua le q111!6te I'eaz1· · on1· n'fl~~ s1· m.nm·re!<t ano.
lJll'FICIO PSICO•FISI OLOOI CO DI AVIAZIONE MILITARE-ROMA
Iaflu1nza dli nnto sulla funzionE rnpiratoria B sul polso. Prirna nola dei professori Alberto Aggazzottl, maggiore medico e Gino Galeotti~ tenente colonnello medico.
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ver '8.eroplamo la corrente d ' aria detel'll1inata 'Clall' elie:a, che git-a da ttgin~!;1WJente ~1ell.latm-o&fer,a,, ~peci.e ueg.U Q!Jp,parecchi ve lociS8imi 1, ~ l a , è t8.1ito forte da costituire u.no dei tormenti maggior.i iper ~'latoi~. Il molle se.i~·ola,re ,s ulle ali dell' appa,recchfo sarebbe più evole se si fosse riparatì completamente dal vento. Ciò sa,rà, fatto
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IUL'l::111.'UE BIOW1.H1.:B1,; l5ULJ.: A\'IAZ!tl:O,. I•:
certa111c;ute negli ap.pall'eccl.1i dell'av.v enire, ma, s1'no1·a. il ·p ersonale navigau t.e è es~to a correnti d i aria. ter1ibili, tali da da.re la ~ione l'lw il c.al:iOO H !'Dga, tttra,ppa.to daJ owpo e questo insieme con es..io. & l'aviatore volge un lato della faccia. a.Ila t1<Xl-rente del vento, questa, gli chiude la narice di quel lato e se volge la fac cia a.Ha. corrente, specie nel ,primo momento, ha la sensazione di .non poter ref11,1ira.re lib61'8·· m.eut.e. Per dÌJ.UilllUire le sofferenze del vento illl certi aippa.reccl.1i è stato ap.plicato,. 1la,rn1i'ti a ,l pilota, nu ·r iva,ro e ,si ~. consta,ta.to elle i·ealmente in ,taJ modo si J)Of,l.'SOUO evita.re, specie .nei vrincipia,nti, il mal di ca.p?,
la !,ae(·di<:zz.a, della gola e aJtd disturbi, ma molti appal'ecchi ne &OIDO i;pl'()\'\'Ì_::1tj e in ogni C&\10 non tutti gli incliddui olle trova.no nell'a.p·
si
pa.reccllio ne rimaneva.no protetti. Em facilmeute IJ)revedibile c l.le una, COIT (filte tauto forte di ari& .Jl,,-1,·bbe don,to modificare la. f.nuzio11e 1-e<;pil,;ltol'oia.. l'e1· i;tudia1-e in d.1e gra.do 'Ciò a,v·veniva negli aviatori tmo di 'Iloi (Agga.z zotti) ha iniziato nel ·1·al.ll1,)0 <l'aria-zione <li Ce.u tocelle delle et;peri.enze t he nou b"'OllO 11J1cor11, state ultimate. Y.a, sugli aiJJparecd1i iu volo, anc.lle Mli più colllodi «Oa,proni >> riesce semp.re malagevole e;;eguu-e esperimenti, · ,;i1.11··dt> di gra,ti<:a, ,;ia 1>er il tremollo tontillnlo <lell'a1>parecchio, sia 1:ie1· l'iugol.llh1·0 dcg~ abiti a pelliccia, dei guanti, degli occhi.ali ecc., sià pe1· il freddo clie iu tiJizzi&:e e r·ende tovpidi i moviman.ti, sia per _lo 6tesi;o veuto elle obbliga a tenere tutto legato e uaaoosto per uon oor· 1·ei·e il pt>1·ie~1lo fii w«lt>rP 1111 og-~11tto qnah,ia~i ,·1•11ir a.tt~~uto n<'l ,·orti<*
dell'elica ~ spezzarla. Perciò riprendelll~o lo studio di questo importaute ar-gome.n.iw in .i-ltll, 111011tag11:t, do,·e il nrnto taJ01-a. spir-a t'ou disoreta \'elooità, o dove ai potevamo avere una ba&"la temperatu ra e una diminuzione della pr-essione banometri.ca come si ha sull'apparecchio " in volo. Le eepe· rien1.e furono futtR nei Laboratori scientifici A. Mosso sul Monte Rosa., aJ Colle d 'Olen (2950 m.) e a.I.la Capa,nllla Regina. Ma,rgherita (.V.>60 m). Il _progra.mma dhe ci ,proponemmo fu il segue nte: studiare i muta.menti della. meccamfoa l~~fratoria, e studia.re la C'Oilll()08izione chimica, del· l'aria a,lveolare col vento di varia. jntellf>'ità.
nt ì> :rr,a,to e.<ipr·imere qui tut.t.a la gmt,itudine al l'o11uuis1a.ariat,0 di Ae1'(Xll,autica e a.Ila Direzione generale di swnitA milita-re che Ila auto· rizzato uno di noi (Agga.zzott.i) ad all<lntaina,1'Ri òall'Uffido, fadlita,ndo ancht• il prel<>,·ilm<'nto dei vhNi e il tni.qporto degli a,p1pil.1'1'cd1i. Le rioerehe fu,r ono fa,tte su noi due e su due giova.ni alpinisti C'Jie gentilmente si sottopoE!ero a tutte le q}l'ove e ci a.iuta.rono a trasportaJ<e_ gli apparecc.bi del laboratorio sulle V<'tte ci.J-cOf:ht,bti, qu~,ndo 81.1 queste Eli. doveva andare per a.vere un maggiore vento. Alcune esper.ienze di
-lUCERCHbl Bl0LVG1C1Ul i;ULL' A\·tAZlOXJ;
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,·uutrollo fu1,ono in .tiuc ~gtùte d'a, uno di noi (Gafodtri) uell' Ufficio p,;ioo-lisiologioo di To1ino,- cletermi.uan.do una fo1,te correhte d'aria con uu vent ila,tol'e elettrico. I lll08tri presenti esper1menti rigua.rdano taJ1to la, ru(:(·ca.nica, 1-esµi1,ttoria, quaDto la chimioo. _re,;jp:iratoria, ma, di questa. ultima prende.remo pe1· or:t iu l'Sallll' ~lo \lii punto,. tll(' ,pt•.t·ò +\ il più i111po1·tnut\', e cioè le modiiìcazioni .che, pe.r azione del vento, hanno luogo nelle tl'n~ioui pa.1'¼iali dei g-as n1•l l'1-u·ia. aln·olf)r1' . PAnTE I.
Modlfi~zlonl della meccanica nsjltratorla per azione del vento.
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Metodo f'icerca. L' inùi.viùu-0 in (lSawe, gii.ì, munito del ,pneumografo di Mrurey, si ,poueva a sedere su d'uno sgabello col viso rkolto contro la d~ionè del ·vento. Il cilinru·o .,registratore si trovava bene al ripa,ro dentro l'Ist ituto o dent1'0 la. Ca,panm.a Ma,rgherita e 11,llora il tubo dì gollllna, che collegava il pneumografo con il tamburo i;crivente, pa.ssarn attraverso uno spiraglio della finestra o dietro a qualche roccia ne.gli ~1lllenti fatti all'aperto. Contemporanca:m ente si EICriveva il leJUtp0 e, in un oerto lllwnero .di ,t ra.ccmti, alllche la velociuì, ùel vento, llledian~e un anemometro da noi stessi costruito, il quale ogni volta dopo tLn ""·t . . e l nu . d eva Ull c1rnut-0 . . m . cm. era m . te1·ca. ~· o nurne!'o c1·1 gu'l, la.to un ¾gnale Desp1w. eh~ scriveva pure nel cHindro. Questo rulll'lll<>~tr-o fu :poi graduato, m~ia.nt:e un anewomet1·0 .campione nel wod.o ae~ente: atlllbedue gli strumenti :era.no espos-ti alla stesr,11, corrt>J1te di
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il. Pr:ù:no, oome òra e:i t detto, tra.ccia.v~ a u tomaticamente i;·ul ci.1. il suo numero di giri, per il secondo l'osserra.tore, sullo stt·~ Cl lllclr0 , · · · l>e,, , isegnava, mediante un wto elettrico ed un altro segnale fll-ez, i, momenti in r ui la, lancetta. rleirane111omt>t~'O 1·a111pi:om! a.vera COU!p' llean:iiuto un giro, giro che cc,,rris·pondeva. a 30 metri. - Contemrpo1ragraa. ente l'orologio di .facquet scriveva. i secoru:li. Questo metodo di real ll!wàone, che a ,pr:ima vista, E10U1brerebbe a.hbru::.t:mza r.-;-atto, ,in l'ell ~\ non ci è riS1.1~at-0 tale, 'l)('l'i.'hè i va,i·i t1·acf'ia.t.i pre;.entano diffe~ llotevoli.
~t ÙOtne media, -però, !J)Ot!8ÌadllO dire d1(~ og11i s1:1gno del no~ tro a,nemoe 1. : autogro.tko oorÌ,isponde ad tino ~JN>.'Staàuento il'a,1-ia di 20 metri - ,·en~ C\llesta l'!ifra a,h biamo rka rn.to da i n-0~tl'i tn,HTia ti IP ,·1>!0('.it;\ <lt>l ~Pl'ef!lle ·~ metri al aeoondo. ei traeda,t.i pneuni_ografi c·-1· R,u'·h·u11110 -ro I nto fi i::.<ia.re n I tl't· n1,I,u-1, · 1·
N
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qua.li d :,,ouo serulnati di wia certa imv<wtail1Ali pe)· le ,seguenti. ni<:erche m~lla tornposiz.ione delf'aria a,Jveolare. - Come si '"edrà, fra ,POCO, i 1·,trnpioni dell'ari.a, alveolare si raooolgono in una speciale •pipetta, <:<>u un ulteiiore sfon..o e.\Jpiratorio dqpo tllllil, lunga, espfra.zione. I movimenti del torace corn·is1.1ondenti a questi due atti, si veggono assai bene nel tl'a<;cia,to (Jig. lJ. Ht'sta-ni a l'st'gna1·1· 1--..;1tt..trnt'n tt• i rn ouienti, a tine ùi sr:al:Jili1•11e la 1lurnta. A q1wf<t'O s.·opo alihiarno adottHto un ooutatto elett 1·i1·0 ..ul 1111,1, 1Jpl)p pin:r..e cli )loln· die sel'rirn. iuppunto per apria:e il tuho in <·11i do1·f'1·a pa,..:l<.rn: l'Hria 1'1>pi1·ata f)('t f'utrai·e nella pipetta O\"(' 110\'('Yil (' l'~',l'f' 1·1H·(·olta. / Q1w:~to <·ontJl,tt•) Ja<'<'1·a 34rre 1111 i-(>~llille ,li D1•»p1·er1.. il 11uole dunque segnarn il mdlll(.>J)to im cui fa<'e11Clo agire la pinza di Mohr daJla, espirazione libera, si 1)ac;AAva. alla e~iraz.ione enta-o il tubo della raccolta <lell'arJ.a. :Ne.Ila. tìgura 1 si vede precisa.mente come il segna.le di
Fig, J. - Pneumogramma preso al Colle _d'~len senza vento e con vento.
De~p1·1•z, topegato ~Ila, µinza. a.lJl:Jia funziomtto iper .seg11a.1·e il momento tlt'lla/ 1·acto lta, dell'.nia. In que.'<to rno<lo, t.enuto conto, nat:uraJmente, dPI ,t r~1cciato del teuipo, s0110 :stati ric«1,vati i ralori che ~ trovano 111elle tabelle riferentisi alla compo..izione dell'a,ria a.J.\'eola,reln qua.Jche caso il soggetto, oltre che il pneumogta.fo; ,porta.va anche uno stigmog1·afo u 11·otideo, che t1-acciarn il polf<o c-0utemporane.'lmE'uìte al r~piro, ma, di ciò tratteremo separatamente. &perimenti di controllo furono fatti o nel via-zzale deU'lstituto qWlrlldo non tiram vento, o nell'interno dell'Istituto o delle. Qa;pann& Ma.rgherita. I risultati di questi e..qperimenti s,ono ,per brevità. ria.ssnnti nelle tabelle &eguenti. In 086e, oltre la data e la looalità degli ~perim.ent:i, r:.i troran.o la ve.locità, del ve nto in meb'i a l ~condo (quando mancai lai cifra l:iigilifica che gli esperimenti e,rau-0 fatti nell'aria tranquilla), il numero delle respirazioni per minuto ed infine una breve desc,.-faione dei traccia.ti.
• 111
RICERCHE BIOI. •G ICHFJ s u u.'.\YI.\Z I OXJ,;
A. Aggaazottl.
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VtlooitA ,lei a..1,tra-
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Lo<alil.il
Ora
al minuto 94•,·oodo
8
20 agosto
1. 75
21
9. '5
Pia nale d•II 'Iot.itnto •
2, 2
16.2
Hitmo 1111 po· irregolare.
15.1
Ritino regolnrissihlO.
16.9
Hitmu rcgolari!\Shì,o.
ag08to
13
22
18
24
30
25
,.
9 .5
I,
·»
1.6
16 '
ll-it.11111 Irregolare - E~ n.rsinnf rel",pirator le irn.:gnaU.
.
9.0
2,
Tm.cciato irrcgolRri:s&hn<J - R crlpi rar.icmi atrrottate o t,Rh·oltn ineou1pi nte .
I
I
u
17. 80
lnteTDO dc1l'htlt•to
37
20
10.60
Con,o d el Camoecio.
,o
26
1' . BO
C~llll& Amerio • • • ( riparo dal vento)
,2
20
U ,30
Capauna Amerio .
28
19
Pia1.1,ale de.Jl'Istilnto •
'l'7
14.5
31
., ~
14.~
Tracciato w,&\ I rogohu"t -
F...,,l.'·1ir·
siont oon lmou J)latecw uspinltorlo.
I
Interno dell 'lot.ituto
lne.fi°lari 1oer 11111pie1.ta
16,6
Escnnlonl e per profon t.\.
)3
Qualche escuro\one reopln,t.ori• ir• ,f~golare per profondità.
3
18
Rl~mo lmigolaro.
3.5
16
(V. 6 g11n·, 1, tra.C"ciato lofe tiore).
U .6
(V. ftg. I , troc<'i•to s uperiore).
G.2
112
r.rn:RC RE BIOLOl;I,CHI,: ls U LL'AVIAZro~~
G. Galeotti.
V('l0<:ità . del Re&J)ira Giorn o
,~ento Ora
ziouo
L ocallt/l
De.i9trlzione dei l.racciatti Jll'f
Molri RI
mct4e
llli UUlfJ
dOCOllflO
21
11.30
Piazzi\le d1.:l1'htìtuto.
15 .4
Riono rciolutis~i.mo.
15. f
Ri I mo rcgolnri.»imv.
15.5
Rì1mo rc:.golarhi,,i111u.
Hgoato
8.fO
10
22
17
~
38
28
11.30
Co1110 del Caru~clo.
5.3
18
Ritmo alcpinnto i1"ros;ola1-e - ~11r· t!-ioni d 'nhezza dh-enm.
41
26
·u .ao
Capuuua A.merio .
10. 7
23.5
l{ihuo molto ir1't·gola.1'0 E&cur· aloni lls.sfli ù intircuti l 1 unR rl• I· l'aJna - Urcffi panse espil'lttorie.
,5
26
16.55
Cnynona Amerio . ..
~
L...., /
Capnnna .A merlo •
2~
46
4u U .2
(• rip•ro dal ~ooto)
6.6
22
-
Ritmo abba.ranza rcgolaro -
Jl:1,
cu~ioni amplt, con plateau, eepi· ratorfo.
Ritmo irn,golAre - E scuraioni 1m· perflc.iali inegnali 1 con qualche
pau..,
50
27
0.45
P\azzale dell' btitnto .
111,2
Ritmo alt'retlKtO ma regolare.
fW~
53
27
U .28
Interno dcll'letituto
l7
Ritmo rogolaro.
60
29
16
Interno della Capanna
13
Ritmo t'tlgolaro.
23.6
Eftcu_r,siooi irn.,golari oon tendenza ad andamento periodico.
.Margherita
61
I
29
18
&terno della Capanno .Margherita
10.3
111n:r:CHI, 81()LOGIL'HE: ,wr.r.'.WI.\ZH•:-; L•:
G. Levi.
s< ~
'C
!. ~ ~
"' ~ :i:
Volocitil ciel Re.•pira·
Giorno
e
20
,·ento
Ora
per llletri al miunto secomlo
8
P ktz1.ale dell'Jstilnto •
2.6
&go;ltO
1t
IS
22 ago,to
S .65
24
:!.S
01!\)0IO
19
2G •,é';Oflto
39
2ff
agosto
••• 2417
•
IUtmc, irrel;<•lnr., " a1,p1nnto arfmt , tato - RBAvinuiooi sn1~rfl"iati Oi t nltto in tratto rt14pirBs i11nì vr11fonde. -
10.r,
Jth mo RS!-Ri n·g<,lnr,·,
18
R~piro supe.rf.dal.e 0011 q1111J.,-lie lr- •
"
:1. Q
10.r,o
Curno del Camc:>6du
U .16
Ca1u1m1a A mcrio .
21
Hituu1 piuuo;.:10 in-e:;olnro cou ,1unl·
3 .8
18
Hltuu, 11iuttu4th in't}gc,Jun,.
G
2P
Hihuo a.-..:rni lrrugoll\t'ù cou pnuso, 1tccolc1·at.iu11i, \'à.1'i11'l.io11l tU pro,
• ,9
11
14.11
lnl~ruo dcll' J;.tltntc,
• IO
18
lnt.t=mo 1lell11 Copnnuu
10
Hlhuo re,1:olRN! - Qnulclco ~('1tf• itloue 1,iì1 profonda.
""
Hhmo Hffrt.>tuto t: aSAAI ln-eg<ilare -
22
f<ltmo atrr..thlO e &,!,:SAI lm•1::ol~ l:;~(·11n,it1ui di ,11,·er-r1,n )1rofuutlitu,
2S n"osto
!d flf;o,ijt o
a
30 ago"llo
-
fumlit:'1 .
9.30
Agl'lMO
"
d1e 1:taui-.n.
:?i •g~to
~!
r..
•
t'\.'!!OIHriL'I.
24 ago.tu
~
done
Looallth
s_
Piazzalo 1lcll"l .iituw.
2
18.2
Hittno u11 po' h1·<·gola.N' CM1 r111nlrho u6pira.ziQl16 i,ih lU.UJ!U,
)larl(horlt,..
18
10. 10
E•IA-mo clella Capauuk Mllrgherit~.
r l•u&lo ,1e11· Is tituto .
10.3
Hitu111 1t,t,1iòlnf l'C'f;'>lart" tutte c1<1u•ll fra loro.
J';l!<'m-..lonl
J·:~·nr!fìonl rU ,uv~1·AA profomlith.
RlCEìRCHE BIOLOGICBI.: SULL'AVIAZIO:-.E
-
F. Rasettt .
.s
e"
·i:
Gion10
l>'3
e
.,,"'
rueoe
~
::,
§ i
6
Velocità <lel Re~pira,~e.uto Ora
Località 1>fetri
al
· pél'
minuto
secondo
Il
Piiu. .le jlell'Istituto .
21
Rit-mo rogola.-e.
22 agotito
S. 50
"
20
Rit.nlo regolat"è.
2~ agosto
0. 15
20
Ritmo 1111 po' irregolare.
1.8
21.s
Escuraioni <li di\'°e1~ altez.,.a, alcm1e con pnuse espiratorie. alt re s&nta.
,.s
2,
Ritmo in-ugolare con tendcoz.a allail
20 agv,;t.o ~
li
•u 16
..
2f
~goeto
Corno dd Quno~io
20 agosto
10.50
13
26 agosto
l!i.4-4
Ca11'lnn& .Al11erio •
u
26 agosto
16
CA-paun11 ...\Jneriu al Ii· varo dal 't"eoto.
27
0. 15
Piaz.zale tlell'll!titnto .
13. 30
211 ligò•to 20
36
48
6.8
23
Ritmo abbaotanza regoll\re.
21. ~
Ritmo irrogohuc cou e.scnnstou.l aa&a.i " uperflcla!J.
21
J<itmo inegola.r e golari.
luterno del!'lstitnlo
23
Ritruo abbastRu1..n ~golo.r c.
rn
l utcruu della Capauua
:!6.6
Rllmo abbaotAuta regolar,,,
tu
F.steruo della l:Rp11n11u
26
Tracdi\to mollo irrugolare -
2 .6
agos to
51
21
periodlcit1\ - Esennaioul molto ine· gualJ.
Éoc11n1iool In,.·
ago~to 62
6
ngo8t-O
llargbcritll.
:\fal'gheti1a.
Vento
forto
"'"
molto
ineguale
F..s<1ur·
~ioni Inegu1tli e di <liversn nltezz.a,
Ult:i,JKCliEI BlULUuH.:l:IJ:: :SULL.A l' lAZlU~I::
116
ijut•:sti e.i;pc.1·ilue11ti diuw:st1·.,1.uo elle il nmto e.-sercita u11 'i1ziu11c 11011 wùilforeutc uellu. w=a11ica. ùcl l'l';,11i1·0. il 1·itu10 ùil'ie.iw i1·l'q;·o la l'e e in gèllci-e si aJirctta. Le mngolc c.scuu::sioul t1:!sp1mtul'ie t:àJJ.1lJfa110 <li tipo e dircugono iueguali pc1· a.w.piczza. e pe1· prufoudità, ;1uailcLc rolta. divengono superJiciali, oollle ùe11tdla.tu·re <li un p lateau l'f>'pir,t.t,or io e lJÌÙ di ra<lo ,;i trova.n o paw;e ùi va,ri ~c.oud i. B. -
Esn;111.\ll:l~1·1 FA'rl'l " TùtuNù 1:0:-. IL 1·m,"ro AH'l'll,'lCIALlìl,
Questi e:.p~riwt!llti ùi coutrollo fttrouu J'att-i ucJr h;tituto ùi Pilliulogia della H.. Ulllli.v. di 'fol'ino (UfJicio psico-Jisiologico di .wia· l<ioue) oon il cortese intere~eutu del p1'0f. A . .l:leHitzka. l:;i esperì- · meutò su d ue <le.i :soggetti c he già. ~veva.uo ~r,·ito pru· le rioorche in illtaUJontagma, (G. (l~lootti e G . LevìJ e poi su ".ari a.ìtl'i .rnilita,ri. Fra , questi, iutere:ssa.ute fu oorto 1-'er... Yiuoeuzo, c he era stato mandato in t.ìlaDle da.I Comando del Battaglione Aviato1-i ·pei-cbè a.sse.dva. che gU e l"d .impo:,i,,ibile soppoi-tare il vento prodotto dall'elica dell'aeroplano. li vento aitifìciaJe era. IP'J'od-Otto da u.ua, t ut·bina., a.ziona.tJa da um. motore elettrico e s i otteneva. oosi una. corrente d'aria., che, misurata per mezzo di lW a.nelnornetro OOJlUJpion.e, ci risuLtò di Jc5 km. ttll' o.ra. \ru. 1'.!.3 al se~-t)UtÌOJ. Qucstia co r1-e11tt.- {!'a,1·ia ,-i potcrn, ,L ,·o!outà ·mooe11U'C, Occhulend.o più o meno con la palma de.li.a mano l'apertura deJ tulio di IIElpi.razione della tUTbina.. L'individuo in esame, su cui si era adattato il 11neumog»a.fo e lo sfig,mog1-aro ca.r-0tideo, s i iponeva a, sedere su di ,uno ,sga.beJlo, in modo oh e la sua bocca 1-ei;.tasse a circa -25 cin. di dista.111.& daJ tubo della. tw·bin.a dal quale usciva La, COrl'(,-"Jlt.e d'al!ia. Si metteva in moto il chimogra.fo su cui sw:iveva.no i tamburi 1icevitori d,,J /1I . • U! tUJ1ogra.fo e dello a.figmografo e, con teJupo.raneamente, a.nelle 11 11 '(l(oi·t· Pi(•t.twko della turbina, avendo però cura di tenere chiuso con la polma 11(•1la mano il tubo di a,spirar.tione dellai turbina. stessa · IÌ.n ' ' 1~ modo inon @i ,produceva. alcnna, corrente di aria e si ottenevru uu
traccia,t.Q riormal.6 da, servire .di controllo; poi o s i rupriva rrupidn.meute si :produceva. così un ve-nto 1!111)1'01>' viso, ovvero, scostando a poco a pooo la. pa.lma -della nw ,1uo , iai produceva. una cornmlc d·' M •ia,, rhe a·ndava a mano a mano ~111111(' 11 · fantlo. R..i tmnarn poi a chia.de1-e il tubo d'aspirazione delln t111·bina e CO!!l cessava. il ve1uo. Qneeti va.ri momenti venivano ·notati su.I tracciato, m(mtl'e si segnava a.nche il tempo m secondi. 1 '.' tto il .tubo di ru;,pìra.zione della turbina e
d" \~ _questo modo abbiamo fatto un d:Lc::c.~to numero di esperimenti, 1 r~Cl~i _1'~ltati si trovamo n.e.11e pagiJrn seguenti. In <Jne~te R s.i gnifìea
p1rav.1on1 rper m iimt-O.
IHCEftCRl'l BIOLl)ta C~lEJ !< l ' LL 'A \ ' !AZlOXEl
. 116 I. -
Gino J.... 11 ~ti..•1nbre. 0 1\' 10. T. :H0 • u. :!1. ;;o" ùi vento ùnpro1;vi~u; ,.,,,..._., !tL"l)lrn:t.i•'1lè profo nda. ~ h '>-1 >irnziuuj "ll) l(•r-
,, ()/'1110/1·
,.,u,....:
lil'i:tli, ùue <X~Sat o il vc11tu il 1-c.~ piJ" tA>rnu reg(lbwt' . Vt>nto (·Ile ,-a ·reg,,1a r111ente a umentando t re 1-es1>irl uo.rmall, poi lnllga lll.lllSlt , llli.~11lr:1zione p1·ofouùa luuga l-"tll><>t; c:e.1-•ato il •i:entu, n;., ;1J1'1'0 no1·m,1le; v<·11I() i111 11rur ri.,u, l't'>'J>imzion! J,i(,c,11(•. f1\'q11enli I R. 27) e hregol,1rl.
Il. -
"· s;)i;:i. s,1Jda1<> Ag, ....1iuo l'... il ,':!l'ttl.'UJbrc J!JI!-:.
X ormolc lL ;:o.
1·1' 11/<t i111pru 1-ri.,u, pa11s.1 <li ·I" , i11s1,lrnzio1w 1•r<16,nd:t. ritmo affn·ttntv ( H . ~ 11
.. lrregol u re.
111. -
(;in" L .. . l i :;ctt\•u11' n•, nre 10.
J'ncw111oyra111w11 uor11111J,, U. :.,.>fil, 1~,;ulai-is....::i111t).
:JO" cli r,·nlo i11110·,, p,;i."''', J.J:;tll~t di ~,", profonda Ìll!--pint7.iolH.:· . J~tU;o,,;.'l di J:j", due reSJJir11:r.ioui · I·rr('gol11ri; c<··•~alu il n •11,111 H . 1~. Hit111u 1111 ·I••' irn•gul,1n•: n 11111, èlu; V<t .<uwu: 11/.11111/u, 3 r t'.'<J,il':t~,ìoni ,lll'n~t.b1te, j11·ofo11d:o ' i11:::pi1·,1;d11111•, du;, j til!>'l', n•,;pi·razioui su1~ rti<:i11 li a lfr<:t1<1 w, lu11;.:a 1><n1.-<:1:
iv·.,.,a ,,, i l 'i·<•111;, 1C . l~: :!-i" ,li
,.,,11 1u i!111Jru cvisu, J)OU~ll di ;'," . 4 ''-"'l•i·razio 11i affn •uat,•, hrni:11 '"'""" · ~•>lùnto Silvio P ... 11 ,"<.·l1A·1111Jre l!H~. H. l!J.
JY. -
/'111· 11111u!}1'a11111lfl 11un1u1f,,
·111" ù.i Vl'll lu impru vt:i~u,
l"tti.s:i , ;; l'\'.l."Jlir,tzivui :1fft\•L1:1tc, 1,rnfonda
i1~• )'i1:o·
zi,1nt·, r<~..;piJ·azloui i,r1~goln ri. , ·. -
Sold:1t11 :\1. .. , rnitl·a)!lìt•r,• d':t1'1"ph1110; l:! St.'ll1•u1bre 1018.
/'11,·11111<1yrcw1mu 11u,.111alc R .
:U.
,u
4:i'' d i r 1·111,, i111prùl'r i.w, . 4 pi<n,1,· 1v.~pirnzio11.i in )~,• in :<l:lto <1u udt> r:1t:1 ili· ,1,iraz.iou~. pvi J'C:,,;JJirazi,, ui 111olto JJiù 1tt.111pic e u11 JKJil•o HO't~lt.alc: r·f~·"·"" il rt1ut•,. 4 ph:l...ilc ~scur,-io11i r e,,.1,ir,1torie e 1•>i uuu 1,;rns:1 di :!Il" .
Yl. -
s ..1d11tu :\1... , 111iLrai;li1:1·e t1·,wru pl11110; 12 >'l' l t.>1,1hrt>.
P1n ·11m<,yro111111a 11un11ulc
H. 21.
~ " di v,·111u ;mprovcisu, 4 ph:cole e,,e11rsioui 1-c:-pi111t.>ric iu ,-tato di 1•,;J1i r:t· zi1,11c. IJ()I am11lh<~ime e ;.'(:ur. .ioni 110 1~,· >11f1vtt,1tr : c-,•.<"11 i/ rr11t1, H. :!4 :· 3,-,, d i tTli•ICJ ;,,,.,,rurri."',,, Jl 1·t•.spi!n tz.i 1.>ui ,piutto:-.1~, i:.t111 J1i~ i li ~l:110 (li Jt·~J.:PJ':I t'....:pil':IY.ÌtUH'.
\'II. -
Giuo U ... 12 settelllbre 1911:1.
Jtn e 11m,1!}1'tll,1JIIIJ
1H1l'IJIOI,~
n. H).
:Jo" di Vl'Jt/H i11111ru,.,.;.,"''· J>N\L"«I ùi .)' ,pvi l'itnu10 :1ff1·~n~tto. R. ttJ: , .,.,s«tl il rcufo . il ritmo isl JlJIIUtit·ac affl,•tlato flL l !-:). l••i d i num·o .s i l'l !lci1ta: :1111• (li rr·,11u· i m · f)ru1>ri;io, Wll:<lde n·vùl~ ,iffn•tt:1u1t•uto dt>l rit1110 (R. :mi : U<',< ~u il c1·uJo, li re .s r,ir 1
0
t()1·ua 110 11Jm le; 1:,·11111 ("/11· 1·11 yn11/r~lo1111·111,, a111111·11 tr1111t,,. H t·>11•iro I"><"
i,rofoud"
,, 1-vi;omrl'. Al 111,, . ..~i,un ùt• l n·nt.o il 1-.:><pi1·0 ,-i aff1'·t w.
VIII. -
:-:iL•r)!t•11 tt• _Lui~! )I... 'l'. :.~i. l:! ~ ttt•1111)1·e R. 1-L .,
1!111-.
]>1111 u111,,yrflm1110 ou1·11uilf:
2-,,, di n ·nlv iu,pn,rri.-<r11 p:ntsal in 1.~s pil'...l'Zj(utP e l'l~i :t . r,ic.:-c.:oh• i n ~piru1.incd ili
-~1,tf·o <li m uilin
iu,s pirnz iot11', qniu<ll re,.1 1ir~zio11i i,rof.,utl,• l' 1111 , .-, :1ff1',·tt111,·:
N •., .,11 il l'CJII O. l'il lll<> 11<!1'11),li<' . u. l ii ; ,·,•11 /u (''"' U(I (/l/llll' ll/11111!,,, ,-j :iff1·t>t lll il r il lll•·
•• IP ''-'"'1•lr,1;,.h111 i '>'i f,1un1> pii, J)l'!}fondl' .
I
117
RICERCHE Ult1LUGIC HM S L' LL .A \ "l,\ZIO:-.i:;
•
I~. - 1:x>Jdllto Fnrn<.-el:!l.'O O ... 12 ,"('ltombre l.Oltl, T. 2ti. 1',11·1111,09ra111mri tiormale R. 24 .
. ,e;• llf~
,!(i' di ·vc11to impro1Jviso, In p11ndplo atti re,.plrntorli con luuglte pau<'I) espir.Horl~, poi il 1·ltmo .~I ·1'\'gol:i rly,7,1\ St'll7al ,1lfl'f'tt.1 mento.
X. - lL. Y... 4 setteinl)1-c 191S. P11c1w1oura111111a nor-111.alc R. 15. Escm.,,i<)lli .poco ampie. 25• di ,ycnto i·m v,·ov viso, e&:ursioni più ampie R. 24 ;' cesso, il 1.>ento, il ritmo ·I mlleuta, ma resta Irregolare ; :;1;1• <ll cento im11ro·v1;iso, ritnno affrettato (R. •':'(-Ursionl ampie e regolari; cv:ssa il ·ventu, le escursioni 11tormwo pi<:wle e il riltoo si rallento.
ao,
Xl. -
Glno O ... 10 setteml>re 1918 . no,•111(1,/e, 1J:,1(.!Ur1:,'io11I 'l>k<..'01(' <.."'m 1,1ai,~1u espimtorlo CR . 15}. 111110 che ra, au111e111an<lo, si m odilic,1 g1,,datilL11ente J;1 forma <.lei r<'~pi1·11 U110 :u·ùe si banno o,;cllh,zloni re11w ))lntcuu, R. :u: c,··•JJ(L U t'(!'lllu, il 1·11 1110 si rnlleum e ·ritorua C'Ollle ~l'ima; ve11tv impr<, vv-iso, si 1110<lilk11 <li nuo yo In f l)l"lll<L ·l~l l'e$JJiro e ai aliretta il rlbmlO. l'11eu111ùgra111111.a
,H
":"'
'ì•=· . :'!i'I
Gino G ... 11 ;iettembre 11J18. ursloul ooe p lHtPHU:'t e.•1 •iratorii ·(R. 14) . ;11• dl ven,to -imp1·o p1;iso, 1>0us111 ùi ;;11 , 1,w il t'e"l) UX> <:a111bu1 <.lt f o 111m1, f~)i<'hè '<1llll!Jll l,e Il plnwau e~plrntorlo R. 20: <-c.~sn il v<'11 t o, il n-itruo si rnllent:a e la fvnua del ret1plro ritorun <.'Ome .µriJ.un; ve11tu eh~ va, unul<1lcwu,11t.c a11nw111n11do. In 1,rlnctplo non el h:lnno ruodlfldizion-1, poi unn p11u~ di 12", poi ritmo atfrett.ll't:o 1R, BO) e ooclllazlonl sell7..a plnteau. Xli. -
P,wumoyramma 11orma/e, =
XIII. -
~hlMo 'l'... -I <"etll'i:J;bre l\118 .
l',w11 moyriu11111a li. :.•o, ,uvn si bnrulo ch e lievi variazioni (li forrun e di ribmo olurunte Il vento. Xlv. -
SOkl..it.o l' ... 4 set.t.erubre 1018 .
R. 20, c>11:u·1-slonl poco nu~ple e l'l~!:-Oliu;. lift! di 11e1•to im,ttro111•i.,o, ·I>all!<ll <li lfl''. 11()1 4 11tti res pinit:orl nssal lrr~~oliHi:· ";•fq il t~' t1tu, rlt.omn Il ·ritmo ,li 1n-i11w, llla un po' i•1T,'l,ol:11~: c h r r« yl'(('1'11Q"'p""' aum e11t(1.11du, li rttJD'O un •!)O(!() ;il iwcelera e qunnù•J U n•ntu i, '1 ) 1un,-. •Imo, f);lu~a di 10•, po! fre .ei:acu1""1oni 1~:;plrntorle <11 differente nmt)lezza e vrof,,1~lltù. Pne11,muyra.mnia 11o rnuile
,,.,,,o
: ";/'
XV. -
Soldllto Àlltoulo B ... -I ·1<etl.e1ubre lUlS.
P11 e11mogra111111a 1101'11l{/Je R. 10, ~urs lonl ·poco p1'0J'ondc, assal regolar!; W ùl vent.o improvviso, pausa di 20•, poi -I escursioni h1u-e1,"0lll'l1; cessa a ·~-cnto, '':11r~i<>ui Ull!i\l s uperfic lall, R. 20; ti-I n•uto r11~vi·o·vt·iso, I.lllUSll espirutoria di 5'', l>Oi ,1it.1110 affrettato (R. 27) e ,1.,,..'l!l l h•1·ei,.>ol111-e: cexsa ,il ve11tu, Il res{)iro
oo•
l•>rn:i normale. ' Il'. XVI. ·1
-
Vinc-elll!() P... invlato all'uM<'lo P" ic'Ofl,.,lo logi('U ,li Tor ino ,,,...,·c,hi-
e,,uo l'be Il veuto dell'aeroplano gli 1>r<Xl11ce gri,vl <U,.tu1·hl lii 1\•spimzi<l11l'. fhi su1mone che s l tratti dl aiillul,1zlone, .i settembre 191S). Pitrnmogra.m111<i nornt4.l e R. 25.
Vento che ~a <um1c11ta11do gnulal<u11cntc, ·Il ·1·e s1>hX> ;,i affretta g1'adM:rullente 11 ' viene Ph'.i ·P rofondo ... qua1ldo la co1"1-ente d 'aria ha rngglunto In m11eaima inuillsltii ....,. ' Quasi <llil1>nolco; cessato il vento, vi è 'Ulkl lieve ·paus,1 esplrato1·111 e Il
' 118
RlCERCBU: BWLl•GIC ilEl SULL1 .\\"J.\ll0:'(E
· i-espiro tol"lUl normole; vento Ùlf.flt"01Jvi.so, U respiro divieDe il·t~'Olll.t-e e dispuokv : ocssato i l vento, si hanno gnippi d1 re><piJ.'ll~ion.i 11lter11.11ti da pause; vetHo imµ1·ovvùo, p. 1611 , di nuovo hl respiro è assai lrn-egolare; cessa.to a vcttoto, paus:1 di 1711 p0i 4 resph-azioni e <.li nuovo una 1>ausi1, quindi ·IILprende il ritmo nOII1Daie : vento onc -va g1·aaatamente (l,f11né1tt1uiao, u r1tmo Ell atrmttu un poco e po1 s1 rnl· lenb1 e diviene più profondo. Qull.ll(!o la cori-ente d'oo'l.1 è ru,,sslmu, il 1-esi>i10 d dvlene irregolarissimo, frequente {R. 33) e quasi dispuoi<.-o e dttra ,cosi per cl:rca 00" ; cessato iZ veni.o, resw il ritmo fre<JU€'llte (R. 30) con pause. Si COC!liUill1/,11. la 1x....,·11 e le fa nei de l soi;gett.o. . P11e111,~u11ru,11w1.a 1uJr11ial e H. 27. lf(m to che vn grcutatameu.tc awmenta.ndo, il ritmo l!l modilica ,POCO.
Al Wìl>'· siluo tlell>I con-ente tl'n-ria U a-espiro si fa più profondo, rua 1-estu ~ola.re (R . 2SJ; cessatu i l v~11to, ii ,·espi,·o torna norma.le. Lo st.esso 6l ha i.nJ un SOC'Ondo esperlm~to.
Que&ti esperimenti ùJ.ruostra.no, che una. f01te co1~1,ente d'ar~ che oo1pù.-ca. il rnlto .o la. bocca, tanto se è improvvù;a, quamto &e aumenta. a, poc,o a i,ooo, è accompagnata. da modifica.zioni della meccamica. re:;vii·u toria, c he ~ ,po1>'SOH0 cu:s1 ri.a.\!t>'Uille1~ (vedi ligg. :t, 3 e 4) : 1° ÌI':regolarità del ritmo i!ll genere cou aifrettamento; :.!• comparsa, di ipa.u.se che talvolta dura.no parecchi 8(."t.i011di; a• ruodificav,ioni di fo1ma delle est;m-siÒni. respiratorie che di· vengono 01·a ,p iù 1:>'llpet· ticia.li ora più 41rofonde; talvolta. Je eiilCW'Si<>ni divimgono µiccoliMime e i:;i •vroduoouo in uno Btato inspil'a.torio o e.<ij>i· 1"8otorio del torace. A.ssa.i spe.1!18() le e6Cll1'$ioni 11101maJi pr~entia.no uu 7>latcwu, espira.torio, e que,,;to platewu., ·i:!Ot.tiO l'a,'lione del vento, sparisce ed i vertici sUtperiore ed inferiore delle oscillazioni rpneumografiche di· vengono uguali ed a,cunùua,ti. I resultati dell'esper. XVI° sul sold'a.t,o P ... Vd.n{~nw sa.rebooi'O inte~ti qualora si f0680 riusciti a,d escludere la simulazione. Semtirerebbe che l'anestesia coca.i.n.ica della. bocca e delJe fauci basti ad impedire l'infl.uent..a modificartrice del vento nel ritm<> 1-espii1~1,t,orio e .1>e1·ciò ta,le !i.utlue nza. dovrebbe conside1'M'Si oome uu.'.w,ione rU:lessa,, pÙnto cli pa,rtenza, dalla. bocca, ste9sa..
PA,ni Il. Analisi dell'aria alvtoi...
Prima di ~porre i ·r i8ultati. deUe nostre ricerche, crediamo opportuno di 1ricorda,re m breve quamto fu itrova,to da altri a utori, che det.ermina-rono la. composizione dell'aria, alveolare nell' uomo, dura.nte il soggiorno a grandi a ltitudini. Ag,g~wtti, che ha studi:a,bo le variaeioni della tensione pul'zia.le di 001 nell'aria. aJveolairP, durante la climinu zione dellat pl'essimu• h:l1·onH'>trica,, concluse diNmrlo, e.be Ja. tens ione-
r R l <.:ERC flE B1'H.()G ICRE SULL'.-1. ,·IAzrn:--1::
119
Fig. 2. -
Vento artificiale. Esperienza sul :soldato Per. Vincenzo. In _., incomincia il vento, che diventa gradatamente più forte.
Flg. 3. - Vento artillclale. In + fortissimo: In + graduale diminuzione.
'
Plg. 4. - Vento artificiale. Dura tutto il tratto ~+.
1~
HlCEIICHE BlVLU!.ilC HE St;LL'A \"lAZlll); E
va,rzia.le ddla, a 11i1hid1• 1·inhrm.it-a nclraria a.h-eola11·~ è, dura11,h" la 1-a.refazione, i:;em,p1,c infe.rioo~ aÌìa-norma.' 1wclu· quando la elimina~ione ra,g gi1mge il suo massimo. Sembra orm.aii dimostJ:a.to, e.be l'inEJufficieu1.a dell'()f,Sigeno, p1:0· dotta. U\Jlto da ba~se ff1-etssioni , c1uauto. da altJ'l' ca.use, &timolando 1ll1& ruaggio 1·e re.ntilazione polnll>ua.re, determini u,ua, diminurjone dclllli tensione pa1·zia,le di 00, 11egli aJn.•oli. JJetermÌJlll,nioni indirette e.Ile pur
coudmlono .iu questo seni.o, furono fa.tt.t• da, Zuuk, ùa. ] ,oewy, da Du·rig e misure pt·l"l'i;:;., ·r111'l'>110 ('~"'J..'llit't> Ila, Hoy,·ort 1• llHJ<lant• nella eameJ-a puomuntfrn,, da OgieJ· Wa.rd t<ttl )fonte R.OAA·. òn Douglat- e dai suoi r.olla,boratori nel Colorado. C 1·ediamo owortuno ri pooia,re a !cune cifJ.'e <li que.-.ti uJtimi -autori: Tensione cU C01 nell'nria alvoolaref mm. d'H,;:. lleocle,-.on Schne!der lJooi,;hls HaldRnc A ll'l'eUo del mnre. • . . . . . . . . . 3U. 6 Colorado :Spriugs (6000 1, Iedl) • , • • • . 36.6 Pike's Peak (U,098 piedi) • • • • . • • dn 29.Un32.0
~0.7 36.6 dn26.S a 31.8
30.0 36. 4 da26 .4a 34.0
39,1 87 ., da30.6aS6. I
Quindi ~si ~ou·cludono, che, pei· una dimi.un~one nella presfli.one barometrica di 145 mm. (Colorado Springs) , vi è una dimiuuzione di cfroo. 4 mm. della. tensione tli eu. J11t•gli u,lvC'Oli polmomlJ'i e per una. S1.I1SSC.g11ente ùi~c:;a,· bal'Ulllctl'iut, ùi anco1· HiO mm. (Pike' s ,l'eaJ.:) la tl"U f'iOnE' di ('0 2 negli 11,ln'Oli c·ade di l'i1·1·n 10 nirn. • La fatfoa vrodtH'e ancora, maggior òimiuuzione cli que.'S ta tensione, in co:ru;,egnenza della -pobpnea. . Ce~sata <1uesta, polip1100, la, terniione '11i CO, 1wgli aJYPol:i rii-aie. Ciò però, secondo Douglas e i suoi collabora.t ori, si verifi1·h<.'Tebbe solo in alta, monta{,r.ba, uon a ;livello del mare., Negli esperi'lnenti di Ga.JeoW, Barhan, Higgi'Ils, Signorelli e Via.le, risultano i ·s eguenti vaJori medi~ 91er la pr~~one di co. nell'aria aJ-veolare al Ool d'Oleo.
Barhan . . . . Viale . . . Signorelli . . . . Higgiue . . . . :
31.'9 mm. di Hl{. 34.2 . • 31.9
27.3
Nei DO@tri esperimenti a.libiamo usato la te<:J1ka *guente: L':i.u<l'ividuo jn esam e stava, seùuto e , 11egli c:,JJie1·in1tmti col re nw, volgeva la faccia contro la d irezioJle del re11to: i,u qu~to modo resta.va, fermo pc.r 3 o 4 minuti l'<'SJ)ii rauilo ill modo oormaJe, <Juiudi si p1-e.pa,raiva, per la 111<:oolta del campione di a.1·ia. alveolare. '!'a.le ;ra(.'COlta. si fMe va, wccLia.11re un serupl_ice av 1,;11~·ffhio : costituito <li due pipette di . Hempe~ comunicanti fr,l, loro 0011 uu tubo ili gomma : ad una di esse
121
l((('!,;UC HJll BWLOGIC Hll: S CLL'A\. l.\ ZIO.' il':
renha. atit.ux:a,to e.on uu 1·a.coo1,uo di gollillla, tlll t uho ùi ,·eti-o a. T. lu uw ùclle due bra11<:11e del t ufo a 'l' niwa;;ta libe.ra, si innestan~ un rnt,o di gonuna ·1uugo d1·ca 10 cru. munito d i 1rna, pim,;;1. d i ·ll-0h1· ehe d1iru11e1'Clllo A, · un'altra pimm di }'.fohr c he chiarnereuw Il, ,:t•,111irn, m~ n<>l
J·accor'(].o
di
gomma,
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t uho
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•r
e
la .1>i·
petta; t utt,o il i;ist.cm,~, t,Olll JH'(!>:-0 il t n bo a T, t•1-a. c:1om pleta.111t-•n te l'ierupito di à<'.Ctna ~ltm·a di sale . (lmHLÙO ~i rolern, 1>1·entle1·c il c.ampione <Li a,ria aJ'\·oola,1't', il soggetto prnudera iJ:J boct:a la. b1;rnf'.t, libera. ch·I tubo -a 'l' e tenendo· a.perta la ·piuz.a, A , fa.t·t·,·a 1u~1, 4'."'1'Ìl'azi:011e fo1·1.'lta,: alla tine di que:ita chìudern, Ùl· ·pin1.a A e aprirn, qt~t-lla H metM1<lo in comnu.icazione il tubo~. •r con il l'eC'ipie.ut-0: A.llo.ra conti-aeJ1ùo t·<ID forza. i mmwoli t-spiratoi-i della cassa, tm-acica e il cl.iafn1mma ;.Jjiugern nella, pipetta,, c.acciandone l'ae.qna sa,lata , 1111a, terta. <JlllHLtitù, 180-100 _eme.) di a ria N'!'tid1w.,le. L'entrata tlt•ll'a ,i·ia. i11 qne,.,ta [}ipe,tta, 1·eoira. fa<·ili tata tt>Uf'tHk1 l'alt.11.1, a<l un lil·t-ll,o uu po' pii) ha~1), in modo tla. rare mia Lieve a-s pira.zioue . Oome si è gi.à d<:>t to pii~ WJ.}l'i\i si 1-<'gi,strara-no ne i t 1'8(',cia,ti i momenti d'e lla, rnct:.olta dell 'a.i·ia a,lrnol~u·e . me diante Ù\. pinza A, che nell'a tto cli apri i•~,- determina,,·a f'Onta.tto f'lcttrioo, il qua.le i,,.i int-OI'l'Ompera nuovameuite quau<lo la 1)Ìll?~'L ·s i
,m
ricbiu<l'ern,. / Erideutemen,te si sarebbero ottenuti dati diis(·ordant.i ;in.Ila . cOlUJIO· ~izioue dell'aria ah·eola-re. S<' non ~i f~~ c,er<'ato ·ai t<•J1e1-e irwa.riato il pii) !)0$Sibile il metodo di pl'esa, <Te! campione. (.) uest-0 scopo e ra mgltiuu.to nelle not.1:,re e.~perienr.e Mnw lo nimo,i.,'1l1·a 11<) Ja. ('1/)>lt" ur.a dei va· lori ottennlii : coll'ei:,e re.ir.io 1·i11s.·il·a, ,pui faocile ·1"Spira:1,• dalla, uocca e team· chiuso il na,-ro. r,a, wloritiì del ,·rnto n ' nh'a mi~111'3,ta 001U1' è ~ta-to detto prec·t-dl'ntement<>.. Crediamo opportuno ria,'!Sume re i dati d<>i .no~t-ri e:.1>el'ime.ntj nelle ~1enu tabel,Ie. In ('l'l~i ,Ri trove, la data ed il lnog-o cli r.iasc·una, deter·minazione, la.q>1~oue ha.1'0llle tJrira, e la- ,oom.p<>.rat,m·a. clrll ' arobieot.e: pòi, lll'l' gli. eRperimen.ti col ,·ento, la velodtil di qne&-t.o, <>ia.111·es>10 in metri per secondo. Seguono il numero dei eme . dellfaria ~lveo1a,re raeoolta . per i'a,naJi8i, la. ò.urata .in sec011di clell'espira.zione precedente aJl'imhliM:liOJle ilell'a,ria mella '{JÌ!IJet.ta., il rempo, ,pnre i'll ~-0ndi. C'he è f'ftato lll!l"·~,1·io J)('J' spingere. oon nn ulteriore sfol.'7,0 ~R"pira-tori(), !'a.ria, nella Jlipetta, llle<lesiru.a.
N<'lle ultime rolonne ~ trova.no i ri~nLtatti d<>ll'anal'isi cle-Jl'ai'ia. ~)iJ,ita, (\ cioè le percentuali di 00, · e di O, e le teni;ioni par zia.ii cli
~u~ti gns ralcola,ti mediante la. formula (B -
·
46) C -'
122
Rl<..;ERCl:!El BIOLOGICl:IE SULI.'A \' I.\ZIO:-.E
in cui B è la pt·est>ione b.'l,rnmetrica, la cifra di 4li c,on'lispo11ùe a.lla, tell· sfone del ",apOl' Ll'a,equa, a!Jai tempera.t ura, ,di ,7• 0 0 è la, percentuale tlell'a,nidridc c~nbolllica, e dell'oss.-igeno. ~uu abliiaw.o c.a,lcolato i quozienti •respira.tor.i. <fell'ai·ia alvool.a.ro r~rchè, come gin.staJUeut-e osservava,no Douglas e i s uoi oollaboratori, si ha.nno rnlo1·i evideut:emente troppo bassi e maJsicuri; e c iò oon ogni 1H'Obabilitù, <lipeuòe da.1 fa.tto che n ei più sottil!i. bronchioli (bronchioli J·es1)i11.t.ori) le OO'JJclizioui pe r l'eliminazione dell'anidride carbonica, NOn -0, in causa, della. maggior solubilità di questo gru.·, più favorevoli e lle per l'as.-surbi.rue11,to de ll'ossigeno, quando questi bronc hioli souo 1·iempiti ùi aria ptm1, ad ogni iu6I)irazione. · 1•;;::;1111i-11a udo i i lati dPI IP snr<·e,-.~h·c t,a.l)f'!le, s i po,-soirn l'it re le .<ie· f!uentì considerazioni: I valori medi tlelJa, .t ensione dei gas O, e 00, nel pi~w.z;a,le del!' Istituto (2881) senza, ·ren to, sono: o, co. 38.l 70.2 Agfuzotti. Ga eotti •. 35.8 71. 8 L evi. . 36.2 72.4 76. 4 Rasetti : 32. 8 >
Alla Capanna Gnifetti ( m. 3600): Aggazzotti. Galeotti . . Levi
Rasetti
.
19.9 22.7 27.0
69.8
59 ..0 56. l
18.8
79.5
20.2
52.5
22.4 23.5
48.2
Alla Capanna Margherita (m. 4560): A!fazzotti. Ga eotti . . Levi Rasetti .
46.7
E co.si Hi vede un.a. palese dii1Ilinuzione della tensione ,di 00, e di O, ,nell'a.1·ùt a,lveolare a nw,ggiorli altitudinJ.. I va.lor.i ottenu ti nella, capanna, Gnifetti sono aissai. bassi ·perchè le determinazioni fuf9IlX) fatt:e 1.oco tempo dopo l'asoonsione (circa mezz'ora) e,· oome trovarono Doug la.~ e i suoi oollal>oratori, la fatica fa, ancor più ribassa.re 1a. ten· sione di CO, uell'a.1-ht al~oola1·e. I ,valori ottenuti per glrl. espe~·imenti ,. fateti •.oolla ca,pan,ua, Margherita. sono d'a. oonsidera.mi come normali, / pel'c.bè i cam pioni d'a,1-ia, furono pres,i alla mattina dopo un. oom'()leto
r1poso. Confrontando ora le cifre degli esperiment i oompa,rabtli I.ira. loro ool ,r;ento e 8enza. vento) non si banno risulta.ti intieramente oon.oorda.nti.
Ye\J'iusieme però abbiamo ricevuto la sioura impressione cù.e per a.1;ione del vento diminuisca la te11$ione <li 00, uiell'aria alveola.re.
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Vedi.a.mo infatti alcune cifre : Istituto Mosso : Aggazzotti Aggauotti . Levi . . . .
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Corno del Camoscio : Aggazzotti Galeotti Levi • Levi . Rasetti Raaetti
(32.8)
(32.8)
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Levi . . . .
22.4
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.
23.6
16.1 16.5 19.6
Questo fatto della dimiw.uzione dell'an.idride carbonica nell'a,r.iu. a-l1·eo1&re :per llfli~ne del vento è specie,lm,e nte netto ed evi'd'ente negli esperimenti fa.tti alla capanna. Margherita., nei quali iil vento era in realtà molto forte e ad esso ai univa. l'effetto della. gra.nde a.ltirtudine. Da questi esperimenti fatti a.Ila. Oa.painnn Ma,rgherita, risulta anche il fatt~ wpoo-ta,nte che la. ,t ensione pa,rziaJe dell'~igeno nell'a.ri..L alveola.re è maggiore per a~ione del vento. ,Si hanno infatti i seguenti valori: · Aggauotti. Levi . . . . Rasetti . .
,senf,Jl vento
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52.5 46.7 48.2
54.4 52.5
57 . 1
• Le ctt1-e In parentesi ~no le medde dei valori oitteuuti wl'Ìstituto. Solo con ~Uesti Poeslamo confrontrure 1 valori ricavati negli esperimenti con, vento a l Coruo q ~ ~ i o, perchè 111 quest.o auogo non 'Si fecero determinazioni. all'aria tran-
r1Jn tutti e quattro gli esperimenti fatti rula Capanna- Gnifetti si 90I10 n.v utl , Ull!1 tntt Opl)OStl, e c1-0è nna WBl.l ba9sa tensione alveolare àl C'O, uelle determi!a~lll flltte entro la 0aJ)8Illlll ed una più alta tensione m-lle determlnllzionl ù~\ faalttidl.tuori, col vento. Per spiegare questa contraddizione si deve tener conto llegueuti: . • oeU·tn~ vento era assai otm>derato (2 m. e.J secondo), che le determiuazloul l)l'Obnb , flelln Capanna furono fatte le prime, ,poco dopo arrivati, quando ad nb~ t e perdurava anèora l'effetto delJ'a fatlcn (cht> come si è detto vule zion\ ll' ·re la ten.sl<ine d1 CO negli alveoll i)Oimonari), 111Jeutre le de te rminiiricam:i esterno furono fatte dop0 un maggiore ril)()$(), quando verosimilmente il 0 l'e$))\rntorio comincio.va a tornare m equllibr!o. ·
128
l\.1u1e <·u11dusio11 i gc111'1·ali dei 1H_1,-ol'i l·spn.iiu.ttiliti llv,s:sialllo tlil'c qtwuco :,;(·g ne: 1°). Il ,·cutA> p1·1>1.IUn.' u)re1·.1z io11i ucl!.t lllt,'<·dt1Linb l't':S))it·at,wi.n co11sistl•1uti i1u h1·cgnlal'itil ·del i-iruw. a tfl'(•tt.u.11e11to de l ritmo, iuegua-
g.lia uza, dei vari a-tti re:s11i1·.a,tol'i. lu geuel"t! si .può dire che pe r l'azio11t di uu nmto nou tl'oppo ,·jofouro (30--!0 Klll. all'o1-a) la. renrt:ila~ione pol.111ona1-e ri(':-:ce fa,,·orit:l. i 0 ) . Uouic cOllSl.'gtll'U Z..I ùj 11uèistn 1Mlll1euta,ta rnn.tila.zioue poLmu11a:1-e si ha uuH trirniuuzionc tlcHa t<•nsioue <l~ll'aJliÙ!riùe ca1·oonica, nel!·a,1·.ia a.l ,·eola,1-e.. a•). Qu~-.to fr uolllt>no è p iù uetto ,. 1·ostaute ' a g-,1-a.ndi a ltezi,,e, E poidtè a.Ila, wm,_n ,tra,zh>U<" tlella t<~m«io11(' 1)all·zia,le <le ll'a ,ui<hiùe ('al'houiNL negl.i aln!oli po lu1oua,1·i 1·0111·i~po11dl-' uua, dillli nuziooe della conl'CU,tmzio1w <lt'll'auidi-iù(• <:m·l1u,11int st1•:-s;1, ·ne l ~\.Ugu<· s i può dire <·.!Jp J >t'l' nzio ue 1ld n•n,to a g l'au<li a,Jr1-"1.½t> a11111,•11-ta." lo stato di aca,Jm,ia. Pm· il ,·1-'.l1t-o a<luuque è fon11·i ta, u11:1 \'OUJ.izionc \'he 1l<>t<'rJll.ina. il (·.ornparin·t> •l'i siurorni ~ldl;-1 ipoh;·11·01~1,t i.1. 4°) f,; flel'tiò 11ec·1'>'s.t1·io ('be i piloti, s pcda-lmt>ut.e qudli d1t> é i,;piugoll!o a, gl'ancli a.it~·z:it•. ·1wot<>gga110 hc•1w iJ Yo lto 11,ille \'i-0lent<~ c·or1·e11ti Lii al'ia, a ti1w cli nou .1u111euta1:,, i dis t1ul'l1i p1·0 ,·e11.i4.'nti da lla, dim iuui,tn, p1·('ssione li:.1 1·oiuet1·ka. · l'l'.r ult imo e1·e.d iamo upp<:H'.tnu,, a .rw1'tfre <·J1e, poit hè i noi,fri espcti:ll1<'llti sono sta,t i fat t i lfillo L-OH vc' Ul'(> ·non t,l'OlJpo forte (30-40 h':m. H-IJ'o1·a,). 01011 è (la P.,dudeII(! thc ('Ol'J'{'Dti mol to più yfoJt:mfo uioclifichiuo tutto ,i11 .1,lt1·0 JUHdo •' liL ,1uec·c·,111in1 e' la e ui.u1i<:.t d ella l't""lpi1'a,zimw, in qmwto d 1<> pnù <hH!<i clif' ,·enti f01,tit-1:-imi o sfac'>()li11,o l 'ìng,·ess o df'll' a,1<fa 11Pl1P rie r0<pira.t01·il•. e i mmimr11t.i {Te l to1·.a~·f' in modo che ]a. \'e11 t.ilazi<>11e po]J1wua re 1·i,~u l.ti ,limi1rn1ib1 . .\ 1·i,:(·.bia1·:we qu!'st ,) punto ,...,rd1·;H1110 n.ltrr rke1·rue dtf' :ihhia,1110 in anim,o cli c•;;;egilire hen pre~to. l',\llTI,; III.
Azione del vento sul polso. A <·0111 pl<'lll<'II to lf.,J11• pr1~·<'CIP1Hi ,d1·e1·<:J1e ~11 Ila. fu 11:,,,ioue J·es.."()irato· e~·unfoa to il oomvol'tamento ilei 110L-.;o :-ntt.o l'~1zim 1c d1-•I 1·1•111·~•. 1n g-1-•1w1·e si ~· 1·iY('nL sul lo ste-:!-0 c ilindro i11;;;iellle a,l p11f'1111wg 1·M11ma,. lo sliimogn1mma 1·a,1,oticle<1. l'er <JU<'.l:!tO ab· biamo usato 11110 <lri ,-;oli ti o:fipJ11J<>~1·a fi <lorn•i Jlf',J' I<· ('::t,J·()lt'iili j ·/o,Q] O i~I llll <·a.<:.0 (col l'l"nto :11·tili1·.i.J.l1·) ahhia.u10 s<·ritto anw·he il 1><>1,;o dcl1'~111.·tcriH· ra,r-ialf' (mC'lodo dc·ll"i'11~)ì<tigm{)grafo) e c]plle airtPrie (lplJa, gm.nba, (JllC· t o\l{) dC'll<' o,-;(·il lazi11u i ,-;fig111og-1·a tidir d\'I 11i<',h·). l'ia. a,bbia.mo ant11é, iu ak.nni cal'-i,
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~ '1!ro.:1:0 . (.~l[lllUll!l ;\fa rgb('rita. 'Ore 18-19 temp. 20. Cou iJldj<:)tÌ;IDl0 111 fre. ciuenr.i del polso. X. 58. - Gino r.... Stlgmogrmruu,1 preso uell'interno delln CnJ>U111u1. Ritmu ngol:He. l'. lOiJ.
X. 50. - Id. Sligwogmuvma preso 'lll'luterno d ella Cap,n,nnu. Vento: m. 10.3 S(>{'Ondo. Curva r,lnttosto irregollu-e, ma è <liffi<:ile stn1billre quali lrregoluJit:ì diPen,1:luo dn modlfie,t1.ioni delle onde Slignùd1e e qU111i d a 1moviruentl pnssivi <lei C'1fl0 e del collo d.ipendenti lini vento. P. OS. . X. 00. - Gino G ... Sl.lgruogmmmn preso ne ll'lnte ruo della CnJ)nDllil. r. GO. ranuo regolurlsslwo, e le vu zion1 ,pr!wurle pluttoste basl'e, e le vazioni secondnt1e {l()('Q ncc-entunte (V. tig. 5, truccinto in.feriorè). ·. . X. 61. - ld. Sflgmogrummn ,p reso all'esterno della c~1pnnoo. Ve nto m. 9.2 al i!econdo. P . 65. Rit mo Instabile, elevazione PL'lmarta più alta; elevazione se<'Ond:w~n più rnarcut.'l. J_,,, forum dell' ond,1 sfigmio,1, è cnmblMa (V. fig. 5, tractlato SUJX!rlore). · . . :--. 112. ~ :E',ranc-o R ... ·stlgmogramma [H-eso nell'Interno de lla Capanna. ·P. 102. -' ll.itmo regolarissimo. · . . X. 63. - Id. Sfigmogramrna preso a tresterno tlella Cupmmn - Veuto :issai 11 0 ~~ lnre a fo1t! ra!tlehe nlternnte da pause. P . 03. Quulche fneguagllom7..a cli rttnio. L'elevn1.ione prlmarla è in qualche punto del llt11<.·c lato più elevnt..'l . 111
. B. -
E SP011Jhl(:;:'iTi° COL \'~I'O AllTU'lCJAUl A 'f OIII:'>O.
1 numeri ùi questi cs,perÌ'll'.lenti sono gli st es...<;i di quelli rif()ren ti;::i alla, fun-n~n · t ona. · · p ossia.mo · ' · ' tra.Iascrn,re · d.1 n· ''"' e respu·a, cosi per bl'enh. !'etere · 1·1, eJ1e s1• trorn,n,o t ut ti· nel i e· pagine · . i dat· ' L sperimenta precede~. , 9
-
130
RICEJRCHEJ BIOLOGICHEJ SULL' A\/IAZIO~El
.-\.gg iuugiaJ.110 soltan to clie l'urto dcl r ent<> nella. fa.cci.a e uella bocca , audie se !-i t.iene chiu;:.i , p1·<>voc.1, frC(]nent.i ~ ovimcnt i di deglutizione r hc è q1ia.::;i impossil.Jilc inihb-e; que::;ti mor.imentrl alfora.n-0 molto i trHcda,t:i siigm<:Jgra,lici e I i 1·e n\lo110 qun.Jche volt~ i11servibili. Coni P ind'i°c.himuo al solito la, freqnrm,a del polso sempre 1·i•portata, a un minuto. I. - No rm rilc. P . 84. 8011 dl v<m to im11rov-dso. l'. 80 irregolnre, frequcutl. 111oviJJJenU---dl degluti- . zione. Oessato il r ento, polso uonualc . Vento c h e vr1 ,·,,11oto r111 e,;,/ e a11nHmtand o. P. 80. l'e11 t o fol'tc, trn<-Ctato irT~golare.
II. - Normr,l e. P. 90. Vento im,>ro vviso. Ra lle ul!imeuto del ritmo. P. 7S, considerevole aumento ù1 a ltezrA'l delle 1m lsazioni. III. - Nonna.l e P. 84. Vento imprrnl'iso, c-ontinui 1Wovime.n ti di <leglutlz!oue 1:he rendono Il t racc iato a ssai 'irregolare. P. 72. Ocsso to ;i vento, P. Sl. I V. - ·i,;ormal e. P. G6. r cuto im1n·ovviso. I'. 100. ,;e11rsi moviment i
di
<)eglutlzione, legglere
rnodifi·
<:azioni s ulla forma dell'omln sfigmlca. , V. - Normale. P. 74. Vento in~J)1'ovviso, curva assal in-egoiare per n1ovlweuti di deglutizione. mento iu a ltez:r.a <le lle puJsa;1ionl. l'. 70. VI. -
.Au·
) ' orma/e. P. 70.
2;;n di vento ·i mJ)n, vviso. P. 72, pulsazioni più alte, legge!'e irregolnrltù dov11w a movimenti dei muse-oli del collo. Gessa il vcm t o. P. 72.
vn. - Xorm.alc. P . 64. Vc11t o che ·vii !fl'O clutam e11 t e a.11me 11ta.11<lo. P.
G6, pulsazioni più alte.
Vento im1>ru v11iso, P. 72, puLsazioDJl ossa! più alte.
VIII. -
Normale. P. 68.
25" dJ vento im1>rorv iso, dn princ ipio il tracciato è a;,.,:;al i rregolare pel' ruo· vimenU di deglut izione, poi . diY ie ne più regolare. P. 68. Gessato il vento, Il pol!'O resta normale. V en to che va aum enlrrnifo, iJ 'POI.so si ~llltettn fino a 84. IX. _ Nonnale. P. 72. 2-:i" di vento ·i !nprovPiso, lraocia.to asso.i regola.,·e. P. 90. Oe,Y8ato il vr11to. P. SG. Vento i mprovviso. ·p_ 90. XIII. -
•
Nonna.le. P. 84.
20 11 di ve11to -i111,provviso. P. 7G. Oess<ito il vento, il rltlllo 1"CSta nor.mnle, curva assai regolnre con pochi tu<>vimen t i di degl11t.izione·.
RJ(;I::Rl.:HE lllOLO(;lt:HB S U LL1AVlAZI0~E
131
Xi. - .\"ormale P. 60. ·IO" dJ ce,.io inrp,·oi;ei.,u, ùa l,lrlma In t'\11"\"n è n;:s.1i i tT(';;Ol or e per uio1·i111e11t i di deglutizlone, ]JOI div iene 111.>1>:i.stirn1.u (l"egolare e si po~uo couta re le pu l,:uz io ni ~he sono e1·ld.enterueute rnllen t11te. l'. ~S. n ·•3atu il t·e,,4o, pN11111ue il i,oJ>'O ral'O. j ,• dì rr111u i111pruedsc,. l'. ~;;.
xn. -
Uei:;i:;tr:izloue Ile i po l:,0 cu ro tideo . ., fig111oyrum.111a. 1w1·11111/c . l'. 10:a!. l'r11tu eh(· ni !lmdat(t111 c11/e u11 111c11tu11clo. 11 ritmo si ,1<·1.i!le rn a 1211, poi ~ w..;rlweutl di lleglut izlone s i S\JSS(>guono in ruodo da rendere ille gl blle il trac-
tt.,to ~I pol,io. Versato Il ven to, fl pol~o resta fn; q11e11te (l'. 120). IlegLst111z.ioni delle oscllla~ool stlgmlche del J)lede . S/iv111ogra111111(J, 11ornwlc. I:'. no. rr1110 elle va yradalo111c11te crcsoe,;"1u, le pul>'i!zlo ni divengono più fo rtl e il ritmo più frequente (P . HO). Ce!sato tl vimto Il: t><>lao scende n 1201 • ltei;istrur.Ioui <lei polso <le ll'ava:mbmcclo eou l' ldrois:tig111ogrofo. ~tigmognuum.a normale. I:'. 102. r e,ito elle 11a grodolamente a1111w11~a.n<10. n r i tmo s i :10:retta fino a 1:a!~. tes~ato Il vç1110, u polso discende a 1~. r e1110 hnprovvi.s<,, Il 1,olso risale tl 124.
Hiats~umeutlo quaJ.J.to si è Ofò:J)(>:Sto, s i ,·cde c he 1~ r azio,ue ùcl Yè llOO ~i pi-o,.\ucon~ notevoli tt,lterazioni ùe l polso. Il J·itrno qualche ,:olta si ralleuta e qualche volt~i 8i ·afft'ètta,. Cosi n egli e.'-J>Ct·im~n ti : N. 58-69 il polso da 100 scende a 98 • 60-61 • 69 • I 66 I I 62-33 102 • 93 ' 84 I • 80 90 II • 78 • 72 III 84 I 70 V • 74 X III • 76 • • 84 xv 60 • Il 45
e negli 1.'spcl'imenti:
I V il polao da 66 eale a 100 , , 64 , 1 72 Vll V III , . 68 • • 84 IX , 72 • 90 XV! • 102 , • 120 ~DO\tt'i! qualche rolta. a 1ipaiouo··IDegno.,.lia.nze del ritmo modifica' . . ':' . ' . . ·~ .. dcll oudu. st:ig1.111Ca e un ,rin.forzo d elle pulsaz1om -cardl""1lC eh" orm.~ · · · r· · . ,.. c.1 gi man1fcsui, oon maggior altezza, <Telle elm·~oni primate. Tutti qu t"I . r-,1-rsi _es caug1amenti del ·poi~ d<'vono senza duùbio consiùel'Ollle i-iflessi e in is pe<'if> il t'allentamr,n.to d el :ritmo come la, con.
ztou, della f . . •
132
Rll'EHC B0 BIOLOC ICB0 SULL'A\'L\,11\ì ~ El
,;('g11e11w. -<li uua .ecci1.1zio uc riilessa, de l ,·ago. I lnoglii di or1gme <li LJUc:;tc azioui l'itlc:,:,;;c ,.,.,no e<>1·t;1meutc la, onre de lla [u{".tia, e ·1e m uc<.\~ (lt·lle pI"Ìmf' dc 1·1:,-11ir:H<WÌL', ma, noJJJ è tla cs<·lmle1·e dJe, spcdalmeut,· lléi (·olpi lfi v,•ut<1 irnp1·m·ri,,o, lt., modilic:azi<>11i !ld ·1·itlll() !<iilll() di 11.1t u l'H P lllOtÌl·,L.
Un-1<;10 PSl<;O· f' ISIOLOOI CO DI AVI AZIO!>E Ml L!TAltE -
..
BmlA
Concstto dslla rssistsnza I dslla dsbolszza nspiratoria. Per il pl'Of. Guglielmo Bllanclonl, maggiore medico. N 1,1I dt>1·11l,it,o ,, udi" n-·svirnz.i1,uo 11ppari... ·,, la lor1.n \lolla ,;vl,:m•,u ant h.udi·. HA t ,l.l\'J.
Applic..1,u<lo 1111:wdit..lIDCIJtc l"c._-..aille spit-on,ctrico ud c..HHJ.id'ati à,\'Ì.1· tA>ri, u,llhia.mo \'Oluto ·1:.uoi-u iual'lo con re.suuw gm1c1·,1,lc 'del soggetto, guitla,tii tla ossc1·ni.z.ioni dar noi fatte iu pr1.'CCllcu1...1,, sui llleto<li udl'csm·· (jzio .l'cspira.tod-0 tisi11lugi00. (l1wsti metod i, iu uJtima ,H1à.Jisi, c,oni;istuno iu U.lli.L ,s ed e <li llla,norrc e.be .si foutlaIJo s ulla, respiJ·aziou(' ,·o.lJ'ntal'ia,, le qua,li si lJOs:,0110 moltiplit',u·e aU'iuJioi to . .\l.;,1, e,._,,c <.10,·11111JJu ,-1,,gu i1·c uua linea logira; poicl.lè .11011 s i può lieti II il·e wetod'o Ul.\ pro1:C· rlimcuw 004sistcute uell1 immfJl;.1,1·c aru1, in una, bott.igl ia piena, <l'a<.:qua: Hu t<:I.Jiru;on 1111 ~<:OIO a,dùie t1·0 feù! l'.~>SÌ Ì pl'Ìllli ~J>Cl'illleUti cl.JC lo p<>1·ta1'0110 a, oo. tn1il'e m1 1:iuo :-pi.J,011Jetr-0 e a. lui sµdt'a il werito <l'1H"er c·1·1·at.1., modia.11tc un modrnento dl orol{1gc1·ii1 1 la, mis 1H,l', done spirometriea,, La, :,;piI·ometria.: f:i u tlal s uo aJ)pO,I'ÌYc, si utilizzò come eser c-i,r,io Lli giu1wstic.a, respit-atoria m(.l{)ica. ma, 1Lnia ,tn.le a.pplic•a,r,i<ine dern sottosQu·e a, delle r.isc1Te: u o11,è t·aro rilcrn,r e gli .i nL-onn•nit•uti inc rc11 ti allo sfo1·,.,o t·1.,--piratorio uegli iudiddui ron pa1>e1J('b ima polmonare 00111 integro. << Xnn tu tti à me<li<·i r1·c>i:.-i1l'i i::cl'ivenl. inf::l,ttri il Morgagni; D e f:frdibu.<:, I. IL epi.st. XXII. ~ 13 - flOOO giove,1 01i a.cl ognu no. l'e rtanto i::e a coloro rlic ,;ouo a,ffctti da ' fo;i qna.Jrhe medico 01-<lìn,H<se di perorare o ra.,·cl!a.r!' <)()11 ,·r<'J1.1e11z,a o M11 ,·ooe a.lm,t.a,, o di cantn,l'e, perchè Sa uto6o non solo rousigliò t..'11i 5".{)l"<' ~ le 0011fo1·mò C'{)n l' 1'"<'IDPiQ \l_i nn orato,·e ~wrt1, eh<'. >'Oltop<i-<:t.() a. riuesrn. malat t'in dalla gim-i1w,r,1.;J,, H\'!'Ya :wqnii::tato pro~•pera !'ia,lute ~wedicn.ndo ad a,Jta. voce; e se, ciù non di IJJNto i-iffa t.ro modico 110 1t rous.i<lera~se io qualr ,'<tato erano i -polmoni jn fJIIH,t o ora,loN>, fJtia-ntc J)CI'!,()ne, in fine, erNl i tn cl.le egli pr<'Ci'f)itcr,,hlJc i11 quello ;te;::;,o m:11!' cfa,l qna!C' t'<>nterehlw di 1·itra,rli? » ..
•
HlCBl!CHE lllùLUGICHE SUL L . A\ "lAZl•_o:-E
133
~ cii at;tc.uiaJl.l<i aùll:llquc Ja,ll' wsa.te lo -spi.i·owcu-u . a, cagiuue <.lei J.J<:l'kuli tldlu sfo1·z-0 1·espi(.Lwri-0, lo apJJlkhiawu olLl'e die ive1· Ja JUÌ· surazi.oue dell'a1·i,L c<l!TCJ.ltc, per n 1,Jutarc Ja, n:1,ist,mza respiratoria,
stud ia-Uh si.t. cou la riccrea della. caµacità ri talc che cou l'esame ùell'a,l'ia, cuncute. 11 qua.tll-autc ùcllo ~pi1·<>metru - noi usiawo qud lu 1:he G1·azii ha chiamato 1,piroy rafo -- ha il va-utaggio di rircla,l'c l'eJ1e1·gia, di aci·aziuuc del tura,t;l' e .dd dest<;1·l'C J'iutcrcssamcnto del soggetto. ~ci, ucl 1n·cc isa,1·e le oouù'hdoui ucccss..wie alla. t·t•!,ipil'aziouc tisiulo· i,:ka, ,pa1·tiamu dai seguenti criteri: u01i è suftkie.ute che il respiro ,,,ia uas.1!1•, colllpleto, ritrnku, ampi-o; è ù 'u•>J)() clie s i~t r csi.~l c11tc, cioè c he l'iuùiliduo a,1.Jbia U11' 1:iwrg.ia, ue1·vos:.1. c he non s'csaur,isc~ e che conS<.!uta, la co.-;ta.nza, fa contiuultù t.lello sfo1·w lllttscola,re ocoo1Te11te all'atto 1·cspi1·,Loorio. E e,·idcute e.Le l'iui;cirel.Jue inmilc <li potel· bCJlJ respil·are SI! il Ja,Yod o n cnoso non pcr111htcs.w a,ll'o1·ga,ni,-u10 òi coru.pierc 15 \'Olte per 1Uiuuto l o sfo1·w ,.-iucr ono del sollernme.J.Lto tle lk coste e tlell'abbaswmento <lei <l iaframma ; pc,,tanto ~ 1itilc di poter ben definii-e que,..to 1·011cetto <lella, rt>Siste111.a., clic tSi può l'aggin,n,gere oon m1 metoù°Q 1:>'élll!Jlire. l'u i.ndiyiduo è resist,mte di rospira,zionf! qua·,n1lo Ja s'pirometl'ia 1Mla. sua. tapacit:1 ,;tale, segu..'Lta, ùi1, 3 a 5 ,·olte di .st'grùto con incerrnlli rli :!O", li.\, cifre (~l.Hl,li o crn::>t:e11ti. La, sua re:;istenza rcspira,tol'ia. 11 1rropo1·z ionalc · aU'accresc.imeuto delle cifre ed è iu,·ei·salllt"Ute p1-opor· ziuuale agli wtenalli nec·essal'i ,pc1· otreuere l'cguagliam~"L dei valori i'\•i· 1·01uetl'ici. La, ,prora r ipetuta, lÒ ,·olte, prova ~na, noterole vigoria, della. [uuzione ·re~iratoria. La, mis urazione della ;.~~ste nza, re.'>piratorht ùe,·e farsi non ·.solo col ÙeLerrniua.re la capac ità Yita le (di rwrma 3 lt. nell'uome>), ma pure con l'esame dell'a,ria. tra-:con ente : in rt.1.1 ca,so l' inten"n,llo tra, due prore sa rù, .òi Il 11, 1011 • ru in<lividno «resistente» ,potrà, oou1pi<Jre 5.10· el'<pira:do1ri llC'llo spil'omctro. ~<'nZ!L sfor;,,o, s upera,n(lo oguli. ,·olta un Jt. E ortima la· ·pro,·a quan<lo sa.nì compiuta. 10 ,·olte di s<'guito, seuztt intt,1·,·.1 lli , "\'~uanclo per 10 rcspil-a,zioni d•a 15 a. 20 Jt. V "i.rnlividuo, f e<lnto, tiene U(•lla. Ù<'sira il tnho d i gomma.; e"8o re.'-pirerà tre \"Olte pt'O:fondo e ra,. rfenzato, a.Ila te1:r,a rolta fa un'espil'a.zione nel boccaglio. S;i S<'gna. la l'itra.. Dopo u n interrn,llo di 20'1, ,Ri riprende la, proni, e si nota l'espi·
razione nella, n uora e.<oem·sione toradca...... 'Xel ;.:..1{:'gio flella- re.<:ii;teur,a, C'()n mi$<1JJ·azion<.> Llf'll',~·ria, t1·a.;;:,c:·01·r('11 te. oe,·o1·1·e bada,1·c a, che l '<in<lividu o faccia. una sola, i n ~rn, espira,zim1e cl'nn trntto ;:.enzn 1-ior;r,0 nt'I ri-p1·esa-: e,<t""'l in genere equiva.lea litri. 1 '/ , . 'XPlla proni, della, capacità vit.'Lle si re~t.a. ,fa.J01·a. sorpresi dil·Jla dec r<'i-i·en7-'L 1·a,pid~, clelle cifre -ottenntf' in ta.luui in.òiYid ni. <'he a nu e,-ame lllPno completo ~mhravnno in ottime c-o11<lizioui re!>pirM-01·ie: si ba ro~l
13!l
la debolezza rCfJJira-to1"ia, c.l.Je pr~nta diver:,"i. g!·a<.li, che pott·emo numerat·e a seconda die i valori 61>il·ometrici dilninuise-0no col terzo atto r&pir~1,torio . o col secondo. La_™'ta,zione ùi ·cia;,,cuu g1·a<lo può compleUbrsi, indica.udo la, <l-ilninuzione ò e lla cifra ottcuut,a, cl.le può e,-sere- ili lLU l t. e <Simili. La. _debilità respira,tol'ia. va le .a- sp-icgaJ·e aJcuui tlistutt.lf ilruauzi n~n riconosciuti; ·1a r esistenza <là con to <li certi ~ta.r,i wùùisfacenti, malgralìo un11 iusufticenia. n ispir-a.toda, qua.utit.uiva, puidiè la debolczz..1, e l'i'llsulJicenza, so.no due sin<l romj fra loro iudipeu<lènt i. ~ egJi c.;;;.mlli indicati abbiamo amJllcsso corue puuto tli confronto la , espirazione fatta. dalla bocca.; ma. la spirometria. permette di fare J.a, stc,.:sa Luda.gine mediante l'espirazione nasa.te, e in ta,l enso .si p uò anc lle ag:;iungcrn il tra.wiato g r·afico (Ura<leuigo cù l:lcrlit2kaJ. La, re.-.ru;tonza, re.'.lpi ra,tol'ia nou è elle uno dei fattori p(,).-sti in luce da,lla, spirou1etr\a; bisogna ù 1ol t l'C ntluw,1:e la rnpidità. d,i e~pulsionc o d ' i11trorl11zio11e de ll'aria-: due iudir~dui che a ,buiano una capaci tà. vit:.1_le di 3 lt. non sono eguali, s<l UllQ espirtt iu uu tempo norma.le e l'a,Jtro ju uno s pa,zio <li tempo doppio del p1·imo. E, inrn1·snme11te, con dUL'ìWt eguale ]a. q uantità, d 'a r ia, :può n u ·ia.J'f! : ~i t l'atta di 11n Coeffi· ce11te rli ra,pidità d'esito cùe ha llllpot·taJJ'l,a,. lnol,t re l'aria t~pira.t:1, p uò essere csptùsa OOB fo1v,:a, vat'm!bile, può uscire soffia.t:l, é se,.u:,,a. impuJw, OJJpurc p uò ~ssere spinta fuori con vJoleu7,i1,, Il coefjicentc <li energia 1·espiratoria, c he rn,luro. CJ\ICsta fona, ;,i può giudica.i~ ool E'ClllpJice atto dell'.cstinzione cli una fia,m ma, ,sempre identica o ili i.ma, caudeh1, a d i1,,tauza progrc.-;sivarne.nte maggiore; e1-so -11'011 è i<len,tjoo aJ ~fficen te clii r apidità., da,ta, la Wl,riflbilitù. delle tl'isposizioni a,na.tomichC delle , ·ie re.<,piratorie, rino-fa.ringèc e J.a,ri11go-trachea,li. Sa,p-pia.mo che la caipa.cità ire.-spira,toria dipen<l'e da,ll'clasticità, - del poÌmone e da.I dinamismo cfrcola,t.ori.o intra-polmonare; quind,i ques ti esami va,n.no completalli con l'iswzione del polso, in decubito orizzonta.le o in ,piedi e. oon la, proo.si<'.>ne sanguigna, col Riva-Itocci. e col P achon; potendolo, sa:rebbe de;,iderabile a ..ggiungere a.i da.t i ottenuti con .r.illdividuo in rirposò, quelli dopo una c.o1·sa, in sa,J.i ta (as<'esa d i scale ripide) o c!opo a-Y~ fatto e~.gttire aJ soggett:o una. s.er.ie di espirazioni supe1•fi . r.in,li e ,r ipet u te, come ;ncll'ànelit:o. Come uno specimen di fa,\i inda.gin:i , che vertono .su ci1·ca 2000 <'.a,ndiclruti a ll'a,,ia.zione; di~mo nno spec<'.bio d.i tp0r.W casi: la pre.<ssione oon l'oscillometro di Pn~ho n è sta,ta. ra.coolta,. n<>l ,repa,rt,o soma.tico, dal capitano medico Ma,nginelli Mgnendo il metodo . originale (h1·ac.oiR w a,J .pol;,o). Si deve pul'e notare che i ifa.ti ott<'1mti r.<>n lo spi1'0grMo ael Gn1,1.zi, il <1un.le ~en·ta, attT'iti e cospic ue res~ste117,e. vanno c01·1~tti 00nm a.hbin.mo controllat.o ('Oll l' a{!giunt.n, di l lt. ' /., n,èl o:rni e.i f..l·a..
• R.ICEltCBEl BIOLOGICB"El SOLL' AVlAZlOXE
Circonferenza toracia
~
'"2
·"'"'
C1Mee Statu.ra
e !a
I
Polso
§ 3.,
l t .. ... li ,i
z
iii
2009
1800
PteMlone del aanl!lle
·. Riva'
e "s 'i? Roccl
Pacbon
'C ~ ;.i o ;,."
I l:: I: 1,61
77 , -80
1,67
79
981
HO
Mx 100
Mn 80
961 120
M.~ 140
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2011
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2013
1000
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850. SOO- 850. 030 UO(H20(H200-1200 ~
I
80
88
1'5
Mn 80
78 1
~ 108 120
Mx 150
Mx HO
Mo 00
79
92
112
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11.x 180
Mn 00
77
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900- 9;o.. 900- 950
I I
1000-1030- 1000-1020 1000-l05(H000-1100 1200-1150~ lf00-1170
2026
1900
1,6,
84
so
78
68
96
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Mx I SO
\ln 80
1200-1100-1200-1200
20l7
1900
1,68
70
86
76
'8
62
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Mx 150
Mn 90
1000-1200-1170-1200
20l8
1800
1 , 67
81
83
74 100
100
150
Mx 160
Mn 00
l ()IJ(H000-1000- 1050
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88
88
76
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Mx 180
Mx 00
l 500-U60-l 600-1500
94
88
88
100
2000
.
~, 1898
l, 75
93
166
Mx 160
Mn 00
1300-1200 l2Bj)-1S50
1 ,68
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78
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120 . 1'0
Mx. 150
Mn 80
1200-1160-1160-1170
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1200-1200-1250-1200
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1,60
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Mx 150
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1892
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126
150
Mx 10.S
Mo oO
l (XXH000-1000-1000
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1,64
78
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lb, u o
Mo 80
1000- 1000- 900- 900
20l7
1839
1, 67
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88
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150
Mx 170
Mo o0
1200-1260-H 00-1450
~
1900
1,69
81
88
70
88
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138
Mx 150
Mo 85
U00-1150-1200 ·1200
211\1
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92
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1,68
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1, 67
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1895
1, 09
2071
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1,66
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1896
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190()
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85
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Mx 140
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I
1200-1100-1110-1200
Mn 00
1200-l.200-ÌSOO-l200
Mx 150
Mo 90
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Mn 90
1100-1120-1200-1200
Mn 80
1000-1000-1100· 1100
Mx HO
Mn 90
1100-1200-1200-1200
Mx 150
11(11 80
1200-)200-1220-1200
Ms 1SO
Mn 70
1200-1280-1200-1800
120 • Mx 160
),(11 80
IIOO- 900- 000- 900
165
Mx 170
2116
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1,66
85
90
8S
84
02
126
Mx HO
Mn80
1250-1200 18()0-UOO
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1900
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87
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MX 170
2™
1899
1,59
86
78
92
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2159
1895
1,60
87
81
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l:
100
Mn 70
1160-I Z00...1160-1150
Mx HO
Mn 80
1020-1050,-105().1100
Hx 125
Mo 70
I l)50. 1020-1100-1100
136
RICERCHE BIOLOv I CBE suu; AHAZlUSJ::
U FFlCI O P81CO-F1S10LOGI CO UI .A.VIAZIONE MILITAR.E - ROIU
L'e~arne neurologico nei candidati all'aviazione per il prof. Ac~ le Romagna-Manola, capo del Reparto neuro-paioologioo. .
~· Lo ;;tudio delle ~LbtituJini ùcll'uoiu-0 al \'Olo è in via, ili sviluppo, e la, tisiologia isi trora ancora. <li fr-0ute ai uuu1· i' p 1·oblemi che si dèb· bouo l'isol.vere per d etermina.re gli indici d i maggiore a<l'a,ttabilità, ùell'orga:u isrno ,Llla c-Olllpl~sa, nuu1·a ftwzioue J ell' a.\"ia,!Jore. l'er fotaiuto le linee gcuc1.-a.li sono sta.ùilite : l'esame 1·igoroso d t:gli 01·gn,ui interni, del se.uso dclla vi.sta, dell'udito, cou t utte· l~ OOllJ.lc:-::-:e rice,·che s ull'app.1,1·ecchio ,·e:;tdhola,re, J'e,<.;;1Jue de lla emotività, e delle fmizioJJi elementari della psiche come 101 caipMitù di attenzioue, di 1111pe['eezione, . di J)l·onta rea.mone motoria ,a stimolo ,;ensoriale, ·~mplice o· composro,; de lla lllcmo,·ia,, eu:., ci d'àJJno c.:1·ite rl c.:l1e, se non sono esaurienti, aJ.meno ci fanno escludere la prc~cur,a, <li tare nci va.r i .organi 00 a,pµart.'CClti , capa<:i J,i lllel101U3,l'e l'a.t.titu<.li ne 11(•1 cauili<lato. Ma tra tutti quci:,i:i e.sa.mi Ullil, 1pa,rte anoora, notevole çel'e spet.c.we a.Ila rni.nntf~ ùisam1na, delle ftrnzi~)n_i <lel sistc.LUa ner·voso, con il complemento Ù<'1-l'esame antmpologico. Xellc miglia:i.a, di candidati cs::imi· nati nell'Ufficio ,psiCA'\-fisiologic-0 di 11,()ma. è occo.1·;:;o. no n di rado. di osRervrure, speciailmenre in g.iùrnnb~imi ,'>oggetti (1ln i 18 n,i 20 nuni) nl· cn ni ~'<'gni <ll t 111·ùe fun~io1rnH dcl si-sti'J11a. ner\'Oso, che pur ~on i'ièn· trando n ella ca,tegoria dei grau<li S<'gni dia,gno;;otici non mancaYano il.cl loro valore. In .g enere nell'esame dei <"a,nclida,t i ;:;i tiene finora con to dei fe.nomen i più im J)Or t.1J1 ti noti iu pawl()gia. 1wrvoi::a,: O<lf.,l per_Jo ;:;fano della motilib\,, <leUe pa,resi o p.1,rali.s i , dei tremori g.t'()s;:;.olani, dei rj. fk•ssi rot ulei assenti o notevolmente csagemti, ' d e lla presen1..a del rifJC'sso pupillat'e alla. In~, delle g-r'(}ssola,ne a,ltcn1zioni della sens ibilità,. · Ma non d i 1·a,d o, in orga.ni,;ini l'J,ppareurtenicnte sa,ni daJ pnnt<l di vi.sta de!J'e.c:;a.me degli org:mi i.t1~rui, e dei S(lnsi, mi è stato facile rilcva:re sei:rni isolati o ragg.ruJ1pa,ti variamf'nt~, a-i qua.li l'l.'lJ'ft, hene clar~ in seguito ma.ggiore valore. C.Osì ii tJ-emori delle pa,bpebre (s. di Ro,-e mba<'h). la fMpe esai11ribilit.1, dei muscoli periora.li n<>ll'a.tto di mo,:1hnrf' i <lenti , i t r~m01·i fib1•i lla,ri della l ~rngun, protrnR-1,, <lcHe rlita a mani <''-tf>-sc (tr<>mfn·i non artifìcia.Ji c011trolla.tr oon l'l'()eciaJc ma novra). N<>lla J~<-izione cli la.tcraUtà estrema, dci bulbi ocnla,ri in cfrca. 150 ca.si si aYe,·ano sco,;sie -d'i nistagmo in ~nere ori1.1.on t.a,Jì , brevi. F<pcF<;:;o facilmernte e,:au.
... JllCEHCl:11,,J BlOLU(; ICl:JI:: ::;t;LL' A\"l ,\Z I" :-;E
137
rii.liii. ]u molti.s.-,imi casi" rotulei Cli a t· hillc i e,m.gera ri, o rotulei a,;,::<>uti (U <:a.5'iJ, senza a.ltro segno diag·nos-ti('o cli 11eu1·opatia. Co,.:ì <pm·e tle1·111,>· gratismo a.ngiovarcrico rilevante, lJtmsisteure o ltre l 13 IUi.uut.i, .1-11bocoria. irrequietuùine P UlJillare, a,;:;enza ùd 1·i1te,-;:o 1rn1,ilhu·e al dolv1·e . Di alcuni segnj ,.:01wa r.letti ,.:tuùiereruu il rnl•>t·c in altH> la,\·01·0 . .\fa quello che 'dal comp.lesS'Q d ei . d.Hi di ,,,-,-errazi,~ne 1·it:eng-0. i nte re:s·
sante J)Orre in evidenza, è che : i:n mul ni :,;uggetri giova-ni, fi.sicawe11tc classiticati come robu sti, ;.:i tronm<) isolati. o rn1·iarneute 1·a.gg11111J•<1ri. i;egni <:h<', i>el.-Olldo gl'insegu11mt•1iri tlt>ll ..\ :,«-m,·io!,,gia nerY1>...;a,, de\Jl1u110 e,;~ne l'-'Pll ta.ti 1·-0me distnrb.i funziona I i ile! ;.:i><tt•m:L . ne rYO!<O. Ora, poi<-i1è la funzione d <>l l'a\'ia to1·1) ,-j a\·,·ia, a-ttu..ilmt>ute a,l u na, moù.ificaziuue. che. <la, t ru111./Jiloria , co111<' inr r1'lll po ,li guena,, dirt>u ta una ,·er-a. <' '-µ1-opl'ia prufe8.,io11e, io <:1·c tlo tlil' hi,-o~uer;'~ t<>ner _conto, e dPlla ma,~ima impo11:ru1za. di tutti f(II Pi :<eg-11i cli t 11 1·he d<•I ,,.-i,-Mll:t nenn,o. lil'l'i e anl'l,t• ,:e i,-oJa t i, d1(•. "l'J'l'lll't> 11ou ,-01w l'in(li(·H tli n ll~t, neuropa,t ia fu nzi()nl) Il' in atto. JH),;;:on,) fa 1· 1·i r<'ll<'I'<' il :-:og-g<'tti.) ,·,1111<' moho probahil111e11te ,·amli<la to ,1.Il.1 11,,u1·,1:-t..11ia od alr,ra 11e\'l'osi iu 1111 perio,lo più o 1neuo l<111ta no. La. selezione cioè clei 71rofes.sio11isti llell'(ll'ia al ;.-<>1·,·izio dolio :::rnt<1 llel'e es.-sere ocul.at.\mcnte ma- ,-.-11·<'trnmcnm 1·igo1·osa M l):e;:;1me tlr.l ><i~tetua ner,·o,-.o. E a.ggi ung<'rò, S<'nr~'l· le ~;;ag-p1·:,;do11 i tli <'fl:OC3• !';01,pa,::sa m. chr. a. comlfllemento di quello, sn,1-a~mo utili a,lcune n<wtnr a.UJtropol og-icb<'. fondate .imi ooncetto della, euritmia d i ;::\'iluppo ;;omMit.:(). per la mi-• ~lio1-e Nt!J·in,-<'('Hzione ili tutte le a,ltre <1t1alit:'1- ner·e.,-,:,nrie alJ'a-v iat,)r<'.
Bunzione tubaria ed aviazione per il prof. Giuseppe Gradenigo, tenente colonùello medico, 'Ispettore degli uffici psicofisiologici dell' aeronaut ica .
E: noto che la, ftuizio ne· p iù impo1·tan te della, nnmba, cli En,-.tadiiù <·onsiste ne,} mmnteue.re uua egua.gliauza, d i pre,<;:ioue trn l'aria, ~-~111tÒttuta nella l'ils><a t~111P3.nka e l'nri.a ,lellà ri nof.tr·inge . iper consegue117.a, • l'aria, f's\\>t·ua. r,il'C: hè l'udito s ia, fin(). i? a;;snl11tm11e11te neces.<;aJ-io d1e la. llleu1b1·ana timpan.ica,. il ~ttill' ;.e l'imr nto dn• <li\'ide la. c:1-~s.1 d'al C()ntlotto 11\lith·o <'Ste!'1lo po,-.,-a. osl'iJla1·e libe ramente tra. due mezzi di eituale densità. Qnando .il canale rnb..'lrio ì: impe 1·,·io o ins uffic ientemente J)e1Tio. !'a.ria emlotlmpanica n1 incon tij'<) n ft<.)CO a, poco a riassoi·hime.nto, e non pot.e.ndo venir a,bbiv~tamza p~·oota.m.ente rinuo,·ata,
133 suui,;ee un et1·Lo g1·a-tlu ùi rn.1·daz.ione. l'el' effctw di questa1 la pi'~· si\lue arwosferk.a, <·!Je L'>OUtimw, a<l a.iil'e sulla suptwtide e.-st1c:nia, della lllewlmrna, la, s1,iugc all'iut!iem-o. e I..L mèlllbr,.1,mt deue aù a.ssuruere frL [>'.Ji<iz.io11e e,11·atteri:<tinl> elte d iu k,t.111<.·u u- è indi1:ata- 1:0[ uome tli I'<'· tra.:.io11 e timpa11iC'a. LA! oscillazioni sv1101·e tldl,L rnewbra-u.1, s,ono .a,llora. ost,u:.ola.~, il t,endiu<' del reusot'() ùl'! wartdlo subisce uu ,woo1·cuuneuto, cl.te. <1i1.rn<lo ùtu·a a ~ungo, a. sua 1·ulr.a. t<l:.°ttde a, tìs,-.we la. meu1bram1 n ella, s ua abnorme posiz.ioue; tutta, la c:a,re11a, delle o;;,-,.;icina è spinta oll'ìuùiell'o, la. IJa,;e delÙ1, :<t·.atfa si a.pp1'0fvLHla, 1c•,-.1gera.1ame11t,e 1wlfa fi11e:;:t.1·a, O\·:d<'. ~l' risultano «Jiminuz.ione uditirn, più o weuo n.uirca,t.1, fruowE·ni ù i irritazione la uirintita, U;.L t<.•.W p1·e;;siuue . doè l'WllO!'Ì s ub· hiet.t i 1·i e ta lura d i.-itu 1·bi tli .<'lJ n i I il,l'Ìo : resta dete1·rn i na,t,L i11oltre ipe· n·rni.1, della ru<'.'1ub1·,1un e deUa, llllle-O,'sl· tiwpa,uit~,.• cvn imbibizione l;Ìt· l'OSa,. e t.1lo1·n t1·.~:<u,daz.ione :,;ieroi-;..1, lihe1·a,. •LIYJJUHto tlet·ta; · C'JJ ixu·110, hl l',Hirù. tiu1pilnit:a. t-c l:L iu,,rnftìcil'llUI, tuhal'ia. ll.l, luogo elinie,WH:mt·è :l lè11i fenomeni ,~,r il ·<li,-t111·l,:1,to 1·h:aruhio dell'a,1·ia. Mw-osfNil·...1, a ,i·na,n :1·,;o la tiromha,, ,rn<: he qmwdo l:i. ,p1~,o,,fone di que><t.'t a1·ia, ~i J11Mtt i(,11e pre:<so ~ tX><.IO co,-(':wtc, <:.ome a<:.c~1<lc n elle r-01uli7,io11i a,bit un,li di lita,, si può p1-e,·e· <Ì1' r e quanto più gt,wi si1,ra11no gli eft'et.ti lklla, ilyrnffit-ici1z..'1. a.llorchè l'intlil'.i<luo rlo1·1·à 1e.,:por. i a rapi{li e. t·a .lol'a. a,,:.~1j_ uoteroli l"q11ilibri di pre.-..siou.c atmosfe1·ica, come 11è ll'a,l'iazione mo<lcru:1. · Qtw.nclo 1'1n' ia,tore si JX>t·ta a. gnuirle- a,lkzz,~, l'.i,ria. de-~la, c,1,,1:;..a l'iene a trova,rsi ad turn. pi·es\<iione s npe l'i1we n qnPlla dell'a,f'ia n.mhieute. e a,rd ù :::i 1·il"t.1-hilh::t·a l'<.-qnilibrio. ~ n<•r-.es,<;,'wi<1 che una, cert.1. qnantitA <lf·ll':11·i:i, t.impnnirn :<i fa~'ia ~tm,d.1 a,ll'<,sÙ-•1·110, i:fuJ!';?.1, dalla cmihì, 0
a.ttrHeI'. O alla, tromba,: qna,UdO invece )'a,viatore 1-i.<li.Te1Hle. l'a,rin fie]ln sua. c·as;;.'l t im~wic.1, ,·iC',nP a, trornrsi a.ti 1wa prl"S;:iionc infrl'iorc alla prN>l"ioue :1-t.mosfèr·ira, e M:ciò l'equilihr·io ~i rista,bilisra-, è necessario che· nuon1, a.ria, entri Llall 'c<>temo. cioè dn.Jla, 1·inofa,ringe n.el)a. ca,;;.;.<,a,. E f,!Oich è la, tromba fisiologiran1ente n<>n è- AAmip1~ ,re1'1\·i:1. ma l"i n,pn' ~,lo f'{)i 1110\:inwnti della 11111,-r ol:H111·a. fa1·init<'H,. p,1-1·t.icolarme11tr nella. d eglutizione: ed inoltre poicbè, ,per la. r.- 0nformazio11e a,na,torn ica delle pa,ni. l'a.1·ia, sfugg<' dalla ei1,,-s:.'l, timp..'wira. ron nrn.ggi().1·e fn.cilità c,he non 1·i pr1wiri: qua.nto più ra.pidmnenre !ò>Ì ,.:t,,.1,biJi,.:c<'. la difff'renl'.8, di a.I· trz,,;1,, ta,nt·o mnggime i.mporta.nza pe,1· l'o1·f'C,<'11io ha la. fun~ione t.uha.· ria . P<>r qu rf:to lr «·nn:«'g-nPnw flPlla in.:a:11 ftìc·ieu1H'l· 1·il-s<>iranno p:1-rtiCO· Jn,1·nwntC' a<·1·<'nt11at'<' n<'ll<• «li:<(·r:<r ra!pi•TC' cb gr.i,nrli :i·1Tf'Z7'P. ~i ron,.:irlp1·i f· lt«> roi 111-0(1('.rni aiwopl:111i f:Ì può !'Ol'<'llrlr-re a. U>rra in pochi ruim1t.i <lfl sPiruila. nwt.1·i <li a.Jtf'7.zn. ('on una, iliffe1·(·11z.a, ili Jll'<',"'-<;i.<1ne b a.romet.rira. <li lllf'7.7H'l a.tmo,-f1,ra (ria mm. 360 rli 111(11'(•.urio a, mm. 7fi0).
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139
Se una forte dilfercnUL cli pressione atnJ.osferica r~ta determi.J.w,ta in mo<lo ii.:sta1rtanoo, tl.ll.che in 001t<limolli .pru<fc.ttamelite ll!OrmaJ.i, il canale tubario no11 è più ba.sta.rui.e 'a ma.11teuere l'equilibrio delle <lae pres.~io.u.i, e ne risuLta-no gravi alterazioni aurioolari. L'incitloote ca.pitato ad Agga.zwtti ·ed a, Bifa,ncioni dell' Istituto rpsicoi.is'iologioo di Roma., ha il valore di una esperienza di labora.to1·io e fu tlescl'itto ,la, qu<llSt.i due A.-\.. cou detta.glio iru questo stesso ,pel'ioctico (l). Rioordc· remo qui soltanto che 1~r una fa.Isa, manoVI"a ùel 111ecca:nico1 ,i predetti du<i colleghi rinchiusi nella· ca.n.tcra. pneumatica. in~ieme coi <lue ca.ndiùat.i a,d,.1,tori ~he s1~.,·auo e,;.iminaudo, furouo sottome:ssi in pochi secondi 1IAl una <lecornp1·èssi~ne atmoi;.'ferica che s uperava. quella corrisponde.ute a.i GOOO metri d'i. a.ltezza., è ~n ._;eguito ai loro segna.li lli allarme, la pressione fu portata,, in po0hi secondi egualmente · -a.Ila
no1·111.ale. 'fute.i ebbero a soffri1·e vì-0lenoo.mente, spùci.almeute a.gli orecchi; provarol.11) come un fol't-O oolpo aJla testa.. come uno scbiunro, un do\o!"e violen,to nel!' in terno degli orecchi, e a.Ile 1·egioni temporali; ~tenia, gnwe, barcollament;()· nella sta,zione e nel ca.iumilH.>, vertigùii, rutnorà :hÙ'o1·ecdti•J: t.aluni ebl)(.'1·0 emona,gie d,1illa, bocca, da,) naso, e uno andie dall'oree:.rhio: uno dei c,a,n,dida,ti ehbe a, soffrire liJ!Oti.o:1 ia, ;;etc{llita <liL ,·oruito, s udo1•i profus i , ecc. E ol.>biettil"amente :<i riscontrarono ·in tutti cospicua, iperem ia, ~npanica,, imbibizione Sii.CJ.·o...<:a,, formnzione d'i ·ch·iaz7,e emorra.giche sul t i.Jnpano; in taluni ~i notò versamento .emorragico libero •in cal'i tù, timp,1,nica,, tra.•mda.zione sierosa ed ema,tomi intral..'1lllella,ri della nwmb1·ana.: in un eaoo si determinò . . una; rerfo.1·n,1.io~ t impa,uica. I <listurbi subbieHjvi e le dette altCJ.·azioni <>bbietth·e tirnpanid1e poterono venhe segui.te per l)al-CC0hi giorni. Fortun.'1t.au1enh~ fi.llf'he roi pel'fc:Z'ionati aeropla,ni m« lerni le diffe,·enze di li1·ello n on wno cosl 1-.1ipide. da nion poter e."-sere compensate llt>i loro effetti sulla. cavità timpanica cla.lla fuÌlZlioue norma.le delle trombe, specialmentR se il sogget.ro abbia cur;, cfi eSPguire frequenti. a.tti di deglufo;ione o, durant.e kt, ,rièompress i<>ne , la manovra. di Val~ .lva,,
...
Robertson (2) istitui recentemente una serie di ei;,perien1,e mediante una camera, pneuma.tka. sn c.'1n<lidati a.Jl'a,v ia.zione; differenze harometiriche corrispondenti alla, ascens io ne in 6 min.uti a ciroo
(l) AG!ZZOITI e BI'I.ANOIONI.
,Uterazioni '{)1"0dotte n ell.'organi.~mo do 111111 im-
Provwao e f ort lss,ma . . . Oloru:ile . <U variazione deUa p1·ession.e a.tmosfe,.,ca (l I .,reCina m.Uitnre. Fase. IX, 1918. . <2) Rosarrsox CII. Moo111: : T11e Jo11rnal of the Amerioon medicai 48$0ciaÌ'ìon. S~tt~mb~ 7, 1918, pug. 813.
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l:tCI::nCBJ:l BIOLOGICHE SULL A\'JAZJU:-- l:1
l SOO wetl'i.; 11eJ·ma11e111..a a, tale altezza per lv lllwuti; ùfaCl~I alla · p1·c,;sio11e ordinaria iu soli ao ,;<:condi; e mm ,os,;c1·1·ò lJ,H'ticola,r i tlisL1u·bi a carico c.lell"aippa,n·1.:c1Jio Lnuo-timpa11ico nè del labirinto. Io su.>&-so ho a,vutp -0<.:cao<i(>JIB ù(esm.lLiua~·e glJ 01·L·tdii di piloti òi a('ruµJa.no., die iJ1 d1·w, U minuti er,wo discesi dall'nltczza, di 3000 metl'i : isolo in qua.lcu110 uotai 1w liL·Ye gnulo ·,li ipen•mia dt•Jla. m~bi-aua timpuuka,, e tlimi1111ziu11•• di udi.to spe<:ia lu1e11tl• per 1'01'tjlogio (il hat· tito di un 01·ologio rhe pl'ima. ùcll'm,L·en:-io11c cr;.1 p<wcepito fino aò 1 meti·o e 1 'f.. , su bit.o dopo el'a ,percepito solo a' / 2 metro). Ma in alni piloti JJOn Cu~ta,ta,i modifica,zionli tiJJ'Jlpa:Uiche tlc>_gue _tli. l'ilie,rn. Gioni. a,rve1ti1·c 1.:IJe i 1·u111ori sulii1~Hid d1e. ac1.:u:,;11Hl i ·pilNi tTopo voli r.a.lo1·a pJ·olu nga ti · non rono da 1·i ft>rin·:-i. ,1 llueuu pt·t-rn lentemcnt<'. a, :-int<>u!i Ili inita7.ionc labirintica. tlornt i :1lla pi;.1.gcraia. comprc1<sio11c tlcll'ìl,J>IJ,n-e<.·thio timp;:rnic,o, mia, a.ll'a.zione frritatirn escrci,ta.ta ,.uJl"a,ppm·c•ccllio t;O(·lr•.-we <1a:1 nlllH)1~ in.ten-si,..,;iuw dd 111otou1 . l 'a1·i111t-11ti , i11 nna i-1•l'i(• ,li t'SJt<·.1·i1•11zc• l'"Pl,!llit1• s11 pt>1·:-0UI' cbc ,m•ll,1 t·, l,llll'l',l , 1-Hll'll lllèl,t il·;J ;,\ \"l'l'H llO . Sll hi ta 11 na, clt' }11'(':<:-inllt' .I flUOi-:f('ric:t ' (' 411'· 1·i;;po1J1lc•11te all"altt"zza di tillOO llldTi 1' (·011 1w1·111am' 111..:1 a tn le alr.-z1.,._1, JH'r :!O 111i11uti . non <•bbi a, nofare «i11t10mi ili i11;:11fl:\•1·1•nz~L da, parte d,•gli m·e1·~·hi nè uwdifitazioni tl1>ll':1;;:prtto 1lelb mru1hrnna timpa.n ica. ' ro:-siamo cltrnqnP sta.bilil"<' eh.' Ja. pp1·11il't.ì 1101·tHale <lel cm1nk tu· h.-wi<> rn,Je a. prPreni1~· azionj <l:urno;:P. ~11!1'1W•"l·1·hio ln ,:nppiwto ai rapidi ,;t1,11biM1wnti di Jll"('"-"ioue b,1,1·omet1·i™·· H1•n 1litl'e,1·c•nt P ,~ •il t·.i,-oo qtmndo la t1·()111hn non po:-:-iNlf' la, n<>1·1n.1lc 1ww1·it>.tù . C'lti si,l. st;it~) tPstimolle dt>llr l'l<>lfp1·1•nz.1• c-hP p1·n,·a. un sogg-e,rto <·on in1snffi1·ienw tnhada ìl,Jlo1·qm1,111lo in 111w, 1·ilm<>1·n. pneumati<'H· 1·1>11g-a, sott<>post() acl \IINl, ~l~·otnp1·rs:-io11(• tlt>Jl'al"i,L tillO a rfrca UH'7,7.;:t, ìl,ta11Mfe1·n (c,orri-spm1<lr11.tP all'a,Jtpz:,i1, <li GO(lO mrtl'i). <' a, mu'I, ,-url'.E'"' sh·n, 1·api<ln, 11~010p1"1'-><siro1c fino a,IIJ.'l p1it>,s,dollt> onlina-ria. soffe·r rnze !<()'JW::ttu.tto m,wratl' <lnr.11ite la 1·i<-omp1~>ssio1w: 1•ironos<'e r he ~e r,11?· ginng-011<1 ,'JX'"'-<:() ta]e fot<'n~t:ì, rh<' rogl i<>1·<>hhr atfatt~) al p~41· la pa,!l1·01u1h:r..n, ,._111 s11..-. a·pJ,.'l,J"E'<·ehio. Rono tfolori :irnt i n<':Il'inte-1'110 d1>gli o.rf'('r hi , r.h<' •si fornài.1110 a,llf' t('mpi1> e a, tnttìl, l,1, tf'sta., che !'ltra,ppmrn al SOl!g('tt-o ,lei lmn<>nti. lo ro><t1"Ì11gono a<l agi tar><i disordi1J1.ataJ11l'Jlte snl sc><'lilE'. a..-11 i111p1·i111<>1·e nlla t<>sta. movim<'nti spa-smo<'lici., a compri· mr1·e rollr. mani g-li Of'<'<·rhi: r ci<'>. malgwaclo fi-el)nrnit.i ntt i di de.gluti· ;,fonr. C'hi 1wo.t id1<i in t.'lli sof!gl'tti l'r.,:.1me oto!«'opiro :-nhito do110 la , f:Nl11t:1. 1•(>,a:ta 1·.olpito ilall:i int('ni::it:ì, d1>llr altt•i·azioni timpaniche rbt> 1·ilf'1·r, : nwmh1-:i,1111 .infos«a.ta,. spi>r-in,l mf'nh'> 11i>i sPttrn·i n.,ntpJ•iol"Ì, 0 re· tratta. in tot:llitù, int<•n.:am<'nte QH'l'OS!'l/1,t r-i r più JJl'Jlh, 1':ll.fl· psin1",~ s11 l'ÌON' P. lung-o .i] manico 1l,•l m:Wtf'JIO. ron pi(·col<' l'rrbimo.«i o CJOll y('l'1
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-• 1w.:i,;ccm;; BIOLOGICHE SULL' A\'lAZlU:).f::
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él.Ua.tollli i,ntcn,tizi.ali; talora esiste uu rers,uucuH> sicwso <> Clllu1·1·a~ gicu i.u, <:a.1·Jtà. A qu~ti fC11<.>JJ.Ì.eui oubicttivi si .t.,;socia fol'te u'i.miuuzioue udit.iva cWl siut<.>nti n :stil.>olatl'i e <.;<>clcad. 'fa,le si11to111a.tologi.t non ,;i ùilegua, elle le11tuweu.te, :pcs,;o sol o ucl corso di pa.rec<.:•hi gi9rul. J...a, illl'pouéur,.1, dei ,-iutmu.i che dura,ut.c il n.>lo vo><suno ma,uifcsr,11·isi in causa ù,i u1w, in,.,;ufticicnte fum:ionc tul,at·ia,, 1·(.'11ue lli"C!'ss;;n<io l'es:uuc 1we\'e11tii,·o di itnJe fthnzioue ,nei 1;a.ndiclati all"al'iazio11C• p1·c.,;so gli urtid a ciò d b<;ti nati. l'ossiaruo d-0wa-udarci: esustuuo crite1·i u metodi S<.'lllplici di i.utfagine ·pru· ricouost:et;e se_la t1'0ml,a, si-a. J'Nlolmeute 1,e1·ria'.' l>e<lur.ioui iu1porua.11ti in p1:oposito si possono ce1·t,u riu~ntTc dn, <lilfo1·e11ti inùi½i. A11zitutto, 1111a hnoua ve l'victù delle fo:s,:,-e ml<Sflli, le qual-i l.lOstitniscouo 1wl riguardò a.na.t-omico e funzionale l]lut,-si uu prolugamcnto a,ll\L,·a.uti 1lt<l!a tromba., è 001.llliziouc iu<li!;!peu\Si.l,blle pe1· lllHL 1wr11u1.lc p<!t·rietù, di ltlll·st'Qltima. E a:;~1.i 1mµortant.e .tdunque l',i,;pt•zioue ac.ourata. delle <'<~-rità ~1~1,1-i e della. rinofa.tiuge . Iu ca.;,i dubbi ;:i .può far 1rico1~ al1'1·,,aJne tlella, fuur.ione respi1·Moria a ,tt1•a4erso il naso. Giova, a qttcsto 111·u11ol'ito a.V\'ertiir<- che i llitfereu,t i mebodii cliuiéi proposti (1) misurano la pervwtù, nasale !'>Olta11to alla, espcirazi-011c, mentre è possibile che <~isra un ostaool o solo a,lla in~pi.rar.doue, compiendo1'<i invece a,ùoosta,u7.a. IJ<.ue la esp-irau.ione. E 'a! vaJol'e 1lellfL inspira,1;i()ne attraverso il un-so che noi dobbiamo dare importa.nza: e a questo iuteu1:o ~i 1"}.r(';';ta il met.odo iprqpos:to da.. Herli.tzka, e G.ra,derugo (2) col qua le ·l'l'Ì ri'~ii,:ti-a.' gra fìtamente e 1,;i 111is 111·a il gr~Hlo di rarcfa,zioue,1·i;..1)Pt.tiv,1me11te clii ooml11'Pssi01te che :::nhi><t·e l'a1·ia, 1ÌP111o rinofa.l'i11ge dm"èwte la in,,.pi,ra-zione r l:L AAJ)rra~ione. T'na in~nffidentR pervintù. t nhm·i.'l, i:.i. può ~petta.re :lll(' he quando le ca.rW\ na...<.a-li s ien-0 attualmente pervie, ma, esista, l'ahitll{line a.li~ 1·e:.ì)irmdon!' att1·;wel'so 1111.a \)()('e~. CJ:1,ratte1·istiem nei ~Ol?g<!tti che ha,nm1 i::offc,rt-0 uell' infa,100.a., ò i ,·f'geta~iouri a,llenoidi lll'l!a J'i11.ofarin.ge (ipe1-t.r'Ofia della tonsill!l, fa.1il1ge.a.). 'L'a.li soggetti offrono rpiù o meno ma-r ca.to il t i po n,<lc,ruoiòoo. ·Mlle sue c~wa tter i~ticlic (f\' l,la.to osseo a.Jto e ristretito, labb1·0 superim·e <·ort-0, na,ro a. col te.Ilo, ccc.). 0
--
I mportanti inòJ.m. rlella insnfficien1,a. t uharria. si "J)();..-wno rioova-r<->
Il · (1) Detti m<>todi si trornno d~scrlttl éd mustrntl 11 pag. (lO e !';E,~11entl dell,1 rt1aztone dl Grntlenlgo, ntagi:l e Stéf:itùnl. ;,une appll<>>1?.lo nl della fonetlC'fl SJ)('-_mentull, nllu CLluicn, prel!E'nmta n t ·x v Congresso della S0dett1 ItnJlnnu cli La-
:ngk'"login. Otoloi:i1t e Rinotogln, Venezia, settembre 1912: metodi di 7.wM1r<le...a ·er, flln1,eJ ,.. · · 'ourtade, Foy, il rlnometro di E!«'nt, (luello St('r:1.nint-(:1·:1th•ni,.:11. . ii 1 1
io: e11diJferew,lnle di Zwnnrdemaker. ecc. q
llleto<1o " cl~ ritto In Oi.onw/1· lii Mc<liri1111 .llilil<trl', J!IJS. fn ~<'- I.
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lUL'E!lClil:l B10LOGJCBN SU LL' AVBZIO~E
anche ua,u·esame ùell'oreccllio: una ~rfetta funzione u<liti\ra, e so' pratutto l'aspetlt<> e la posizione norma.le <lell.L membra.n.a t illl~1J.Lica s~llillo a,tl attei;ta.re una. buona· funzione tuba.ria,; wentJ'e <l'e\"C ritenersi assai oospetta. uruL retra:.lione di aloo grado tiella, wemoo-aua stessa. .Ma. un grado &J?,Che ma,rcato <li rctra.ziou.e tim1pan,i ca è !Sin tomo sol tanto <li p1:oba.biHtà, non di sicu1·ezza; può in effetto w·attar:;i di un reli· quato, dovuto "soltanto all'acc.orcia.rucnto del te.udine dd tensore .tJim. ~wlc_o, c·ouscgue.uza di uua immf-tidenza t ubaJ·in sofferta nella fanciuller,i.a, ed pra SOOlllJ><'ltl'Sil, l'eli11ua,t0 cornpa.tibile con u<Tito b uono. lo Ilo potuto pe.rsu~ùermi elle cau<li<la.ti oou ma,rca,w.· a·etra,1.ioue · timpà.nJ.ca. baJJ.110 ,sopport:..Lto senuL alcun <listurbo degli orecchi le prove <.!ella camera ,p neumacica, lllCU,tre a,Jtri sogget t i con membra-na, tlmpa,- n.ica. non r et l'a.tta. hanno avuto IDa.nuesti SÌ1Jtorui di intolleranza,. Vi è modo éLi saggi.aire ùirettament.e la f unziona.lit;), t uba,r ia? l'u·esso l' ufticio di Torino abbiamo escogita.ti() parecchi metodi, rua ci siaruo dovuti persuadere <fella loro poca, pra t icità, e sicure.zoo,. :Anche i m etodi cbe si impiegano .Ì:11 clin.ic'{I, per diagnosticare la sten osi clella t1"01Dba non olf1"0nO 11!-0lta. "Sicurezr,a,, e tiopratutto ~r l'incomodo che a1Teea.no al soggetto, non sono a-pplicabili nei · nostri ufficL L"es-perilllen,t o di Politzer, il ~ateterismo tuba1·io scgnito o no cla,lla. i ntroduziont> di ca.ndelette attra,rn100 il catetere, non sono manone fodli nè sempre tol· lera,te, e sopratutto non rn.ono esenti da pericoli, S('.gn;i,t arne.nte la infezione ~ onda.ria della cas.r;a, timpanica (otite medm~. Per stabilire se l 'orecchio sopporta o no le r:1,pide <l'ifferenw cli pressione -ba.I"OIDetrica. biso.,<l'Jla fa.r ricorso a.Ila .esperienza di.retta.: si.a a,!10, J)l'OVa del 1/olo, sia alla prova. dell;a, caanera, pnemnatica.. '.La, prima per ragionè dri mdole tecnica è solo eccez-ionahnente applica,bile; resta la prova della, caJl'.IJ{)<'l,O,a p neumat ica, che è la sola, che c,i può dare aJ. fi cl.a.mento <li un nrormale comportamento della ra-omba.. e perciò dov r ebbe venirn i,3tituita non sole 11ei aa$i d11,bb<i, ma, im, tu f.ti i cas_i indi· st i11 fmnente. Questa prova è molto impo1,tante. ~ia, rper quanto r.,onoorue la, fun2iione ltuba.ro.a, sia per Je indicazioni verament<' p,r-eziose che essa ci p uò ò'are sul eom portaruento ùel c iroolo sa.nguign-0, del r oopiro, rlel sistema nervoso nei candidat i .sotto l'in.flue11m ùelle g:ra,ndi a1tezze, in_ causa d ella òepres.~ione' ba.rowet:irica. e della, perlrigera:kione (1). L'esame del . candidato a.n•avia.zione non deve quindli. esser ritenuto oomple to quando egli non s ia ,stato metodica.mente sottoposto con op· portune moda lità alla prova <?ella, camera pneuma.tJica, . (1) Ve<lasÌ tra altre Jmbbllcazfon.l: À OGAZZOITI: Ul rerapfa del ma le degli aviatori. La lpobaropatià - G·ior11ale d'i medicina rniUtare, fase. III,· 1018.
IUL'ElRC' BE lllC•J.••Glt"IJE S OL!..Al' IAZit•S~:
UFFICIO PSICO·FISI OLOGICO "DI AVI AZIONE DELLA R. MARI'.'<.& -
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N AP OLI
,, BrgoBstJsiagra ro. 11 ananu~il ,er 111est1aare le amt1dlll 1B1sc11ar1 del tauldatl all'atlazlm per il prof. Gino Galeotti, tenente .colonnello medico, dirett ore.
A. tut.t;i è noto l!ua,nta ini:el't<>zza e,;b;ta aJlcura, per rigu;;riJu li 11t11: l · <t.,,uso, che ci permette ùi api.,1·ez~re l'estension e e la fol'za> ud nu!:'W'i lllovilne.uti tscn.so wus~lare, sen:;o a-l·ticol..'tre e tcndiu11;,,o, seu s il,ilità pI'O· fon<l.iJ ju ruoùo da 1-egula1·Li ~1:omlo le azioni clie \'Ogfo111w coillpiei'I!: Que1Sta incertezza, Còrupr euùe tanto i crite ri :;cien t itici di un argomeJ1to invero molto cornpJe,,so, qm\.Oto i· me todi , che .si possou.o a.vpLiC'<ll'C per ind3{,'ll,tlo. · !Sa,ppiaauo. per le seruplid o,-~rrnzioni d ella, vita quot idiana; thè · le attit1;di11i 11111,sc·olari ill(lfrid'uaJi sono molte din!.rse. Alcune 1.iersone ~on c.1,paci d i eiseguil'e, con gra.nde destrezza., a.gilità e perfezione, tutt.i i loro llloviln~ti, 1x>g0Ja.n<lo in modo preciso le con t 1·a.zioni d ei mu.;c~li ndeb'llatameo ce aJlo scopo c:.he ,·ogliono ra,ggiuugere. Al tre ·pe1·so11e, iu-' rece. goffe e maldez,jt,r e, no11 :sono ca,µac:.i d.i questa precisione <li ruodmen1i e i 101'() ait.t.i isou o i:;empre sprv1>01·ziona,ti a,l fine, a c ui S(lll diretti. :E: ,·ero che l'e~rc izio e l'aUe name nto possono moditica ,re assai le (';),padt;\. musco.lari di que.-,te persone. rua. nou d i rueno si ,può con s-icutPz7.a atie1wa1'(! c:be l<> buone a.rtitu1.l'i.iti oiuetiche sono proprie tà co11. ~nite. le quaH dipen<lo no da, coIDplo!':se con<lizion,i di costituzione del ~istemll. nerl'-o;;io-~ J1&0l'iale , cond i?.ioni che rig na r dauo tontemporanen,· lllente organi di se,ni;:o ed orga.n i centl'ali. Orcupa,ndomi <le Ila srelta fisfologica <lei canili da ti all'aviazjone, rens-1.i di trm·iH·i> nn m0<fo ~1· i 111·e~tigare i l gra,lo cli att.i t11dine mu"<:oJare. di cui ria.s('.un ind i\·iduo è congenitamerite dotato : poicbè è fatile oomp1·e.rudere quanto >'ia .n(>('.es~rio sce~lierr i p iloti t ra. le ,persone che hanno la. ca,p.1citìl. d i regolaJ-e · in modo perfrtto i propri movimenti. : tal fine ho i<l'ea,t o l'iirt>rnmento. cbe ora passo a descrivere, e che · 0 <'-hirunato Ergoe.~tesiog,•a,fo . Es!':O deve appunto ser.ire a ra:ppresen :re l'attitudine. c.he ba u n individuo , a regola.re il proprio f1for1,o US<-.olare, in modo a.del?Ua.to alle resistenre esteriori. T' " ' &J>~hlo è ra.pp:N'tlenta:to ne.Il.a tìg. 1. su· d i un robnsto ta,olo
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ltll'~: uCHE IH(ILOGICUE s-c1.r.' ,\\'l.\Zlt1).'l:)
8 iwperni.ata, tu1U leni a lm-tcda ùisugu,ali. SuJ l.mt<:,<;.i.o più lungo A (lungL~za cm. GO) scori;e uu manicotto il, chè pot·ta uu uncino, u cui è atw~to un peso e uu·asticella, O, la qua-le sei·ye a, far s~orrete il ru~uiootrto e il peso sn que1<to htaccio <lella. lern. Sul braccio èorto della lern agisce un'altta !era D azi011am, (la un ma.n'tlbrio. un'occhiata alla • figura, basta per fa.r comp1·endere, .e.oro.e, spingendo il manubrio in ::wanti, si faccia. innaluu·e il bracci.i A <lella. 1e,a. principale. A quest.a. levai è c·.ong-innta una. penna E (fig. 2) , la, qua.le sc1'i,·e 1S-~1J cilindro rotaute
Flg. I.
Flg. 2.
le ,·ibrazioni delllt leva medcsilna: uiùbltra. ,p enna, G (.6g. 2), unita. ad ~LUgolo retto 0011 l'èl,<sticella F, la quaJ.e oscilla.., per una trasmissiOllC eon filo e ca.J.'l'\loole, a seconda. del movimento àel ma.nicotto JJ, sw1v~ sullo i;jlesso cilindro le ~lU-siollÙ d e l peso ,<.,u A e quin<li le va.t·ia.zioni del1'li resistenza. Soggetto ed O! ;erw1 to.re si dispo11gono come s.i vede nellà fig. 2. L'os~natore per mezzo dell'asticella O fa, ooorrere ri tmicamente •il m,a nicotto D. Il .·oggetto, ad ocebi benda.ti, impugna, iJ IDaJlU· hrio e, sentendo le ,•ariazioni della, resisl;eoU1,, don1-re allo scorrimento del peso, deve opporsi ad l', . e C'Ol 11'eg0Ja,re la, p.ropria. forza. muscolare in ruoào da ma,ntenere i;:empre oJ·ivtont>ale il braecio ili leva A . Sul cilind1'0 le penne scrirnno due curve; un.a, a, grandi oscilla.zioni regofa d , le quali 1'::lppr,e._enuiuo le mriazioui ò'ella. r,esist.en7.8 , e qnest.'L ohiamerò <l1tn•a della re.qi,çten,za, , a,11:ra rbe rapJlresenta le vibra· ~ioni, le incerte1,7,e <' gli i:;hab.i dei muscoli c he teuta uo d i compensare le rn,riazfoni della J'f'~i tenut. Questa, cm·va i:;i pnò chiamare c111·1id rlllt·
,qrolare.
1m; i::1tt:IH; l.llULUl.ilCHI~ :,;i; I ,I.' A\"1.\Zf( ,:,;i,:
145
J,'cspN·itue nt-1) .:,-i f'a, iu gt•Uel'ale iu ùu~ mocl-i. li SQggcttv :-;i pci11.•'-0me uellfl. fig. :!, e allol'a i !ieri lllodrnenti che fa, souo a ,nte110-1post«·· riori: lio chiamalo «1tk"tél l' ,po.l'ir.iouc. U\wero il :,1oggc•tt<.> si J>OUe lat«·· mlmcrnte a,I tavolo : il pi~mo in c thi oscilla. k~ len1, A 1~ pel'peudicola,rc all'a,va.mb1·a<·cio e .il l:l<>ggetto fa_1iiN·oli mo\·ime 111ti di latera lit:ì: ·1i~, f'!1huuato qu~ta 2• ,posizione. Nella prima po.<;izimw J.'esp<·1·iwento (\ più fa()ilc ~ le currn m1u.colal'i l"Ollo sempre lkitì t·egolal'Ì di quelle otte-
nute nella ~oonda. ·p osizitonc. Altri ùati riguar,daut.i questi N,perimenti s-ooo i seguenti~ Il peso di ca,rica è di Kg. :! per la p1·ima posiz.ioue, di Ki. 1 :iier la i;econda. Le ya,i,iazioui tfella, re."SiSteJ1za ra,ni!Jo ùa, Kg. U (apice iuferio1·1c• ,!elle oscillazion.i nella cm·-ya, delle rc:si.9ten:,,e) a, Kg. 2 (a,pice s upedon• delle oscilla.zioni nel~1, curta delle 1·esist.e1.1zc) n el 1>rimQ cmro, da Kg. (; ad 1 nel 8000ndo. Le esc.ursioni del l'l€òiK> i,.on fatte iu rnoùo f'hc ogni oscilla.zio.ne 111.t nn pel'ioùo di ·cir ca. 10 '-'1COOH<li. Con qnest.o appa,1:ecohio ho ottcuuto giù un gra,nde nnme rn cli tTat· . t'ia,ti e si può d-irc, c he questi tra{xiati hanno 1111 tipo p&rso1wlc <:ourn un tipo persooole hamio gli ergogramm.i, otte1~11ti con l'appa,1-ecchio <le! llosso. Ho sperimeutato Ci>t1 ùfrt-1-sc persowc: L'Oll 'iudiv.idni non abitnaH ad alcnn genere d-i larnro mu!SCola,re, con ·per-soue abituate ~" svorf,q di\·ersi, clic richieggono ùest.l'eiza- e a .gilit.ì di movimeuti, e cioè L'OJl Mnll· lerizzi, motooicliisti, ·a,utomob~viat.01·i. Na,ta1,ra..lme ute è .~natu tto a q1wsti 111'.t imi che !!i è l'irolta la mil~ attolllZioue, etl bo potnto !Speri nient.Hc su <li un certo numci·o ·di piloti, ·per rnritù, a,ncoru. nou tJ'OJ)po ~~.
.
Uo consta.tltto <:011 soclòi&fa:1.ionc die le mig1iori cune sono fit.atl· rica,\·ate appunto {la. ;wia.tori prorntti, che a ,\·ern-no fama di grande ahilità., mentre cnrrn non, •amto buone mi •l:lODO r il~ulta.te cla p.iloti e rhL aUievi poco sperimen tati. Ou,rrn assa,i b uone ho pm-e ot.txlnuto cla, pm·· 1'0ne· a,hitua,te a, caivalct1J-e, ,p,·oba-bHmeute ·pe1-chè oodest1ite a. mantener«' le .i-edini, con a<'latte oontrazioni ilei mn~X>li <l<.'I b1·a<'<·io e rlell'arn111~··aceio. in nno stato di giusta ~usion~. Oosicchè in questo rigua.1-<lo 1 O.P{)arecchio si è d.imostra,to c<mris11mndente ,allo scopo, e cioè ca•pa.c•• · ~ tnettere in l-'Yiù<•.11zu h · linone o ra.ttfre att.itud,ini muscola:ri d ·cg-li indi1·1d111' · 111 ~l'lperirut>:J1to. f<> _Te<·nicnmen:te, da, un ituliYiduo f'on JD('(',f'ani.smi ner,·o-mui,;eohwi pert tti e ciQè ra.paci d,i com.penl'<are in ogni ista.nte le rnrim,ioni della rPsi . "en7,a, <'on l'aumenf:a.re e ool <litninnLro d èlla, oont.razioni> \lei !"UOi m·u . Rf'ol'1 ' si llonrbbe ottenere tHl8, !l<'Ill·plice li1wa. orir.zontale. )fa. in 1·ealt,·1 10
146
c iù no-n arrie ne e ci.t-8CUU soggetto seglli! u n poL'O le QScilla,~ioni della resistenza, cosicchè anche um1 <:una nrnscola,rc l>uonissillia presenta un andamento ondulato. Hisel'lnwilllo le mie conclusioni defiuitire, òop<><:hè ,w~·ò ,raccolt(I un. m~·tel'iale a.noora. p iù alll'pio, posso tuttarda. già ~Ja1'.C aloun,i een ni e,u
dirersi tipi di ourve da me ottenuti. In {Jueste e tt-rn? è da osscl'\'are : a) l'a,1i,dam,e11to gc11JCralc ùÙla cuna.. Nei casi mjgJiori la c urva. ruusco¼ld'e si ma.ntiene in una zona. media,na del tracciato: ciò ruol <lil,e COO l a, pel'SOJla tu1 C&J)Cl'ÌllJCUW .è capace Ù Ì ar1>prczza,re e di man tenere 1'01·izzoutalità. della leva. Negli altri cai;i a,lcnue 1:>e1"$011e fan no cune che r,egola.rmeute e continuatamente discendono: queMe person e cioè non s.i a<Joorgono che la tensione <lei 101'<> nn isooli ra a f)()L'O a ~)OCO cedendo; ~tltri i.ndi\'id·ui i.Jll\'e<:e fa,nmo Clln'C che, oonNnua,tamenite sa,lgono, cioè e$Si l'eagis<'ono alle rn·ria.zioni della rosistenza, con un 1:1empre ma,ggioo· sforzo mu&..'Ofa,l'e. I n gene1·nle il t ipo discendente o :1~e uden te della, curva permane ne lla s~ssa, ,peN,ona anche qua,ntlo si 1·i Jtl'ta moHc rolte l'e-<;pe.rimeuto; ù ) l'a.Uczi (i delle oscilla;,,ion,i JJ1'Ìl11cipal i.
Le cu1·ve migl:ior:i s9110 quelle in cui le oscillazioni J)l'Ìllcipali !'OllO unifonui e poco a,ltc. Onne mediocli souo <'Juelle in e.mi le Oi-dlb11:iu1J1i principaH, 1mr essendo untlfom1i, sono molto a.Jte: questo vuol dire the il &0g·g etto segue tit'Oppo le n11-ia.zioui de lla, re~ist('uza , cioè non è capaC·1' di compeu~1·Ie imm1~1riata<1.11ente. C ni-,·e ,peggiori sono quelle in ,·ui le oscilla.zioni prirncipa,Ji uon l'Sono uniformi, ma af!>l<1,i rnriabili in .ilt('zza;
1,;) la, vresenza di dc11t1•llat11rc e cli. sbaÌzi. Questo è il fatto più im1xwta,ntc <fa. cousideraJ·si. Nelle cnrrn ottime le d<'ntellature sono piceolis!iime e no n si n~dono maj sba.Jzi della, leva.. C iò significa, che il soggetto è ca.pace di a ,u m cut::we e d i dimin uire in modo uniforme la oontra.zio.ne dei J)'l'OlH'i m n scol·i. Qua,ndo 11011 è ca,pace <Li ciò si l1auno \"i hmzion.i e 1.>n1sd1i rinfMzi o abbai..~'lJll('nti tfe lle cont~·azioni : i 1H,omma ]',individuo regoln ~'l,J,tua.1·iam<'nt,e i suoi muscoli. ed a llo1·a, ~i h:mno qn('llc ·<·111·ye irregiolarisl'-ill1C. ·«·he a,ppunto sono <·a.ra,tte1·istid1e òdie pe1~onc inadntte e ma,Jde-<;trc. · In fol'Ula f'chrmatira f<'i JtORSim,o <:osì ria~umere qn<'flte concln!"ioni : C11rrc ottime, clir iJHlfr~,no eccellenti a.l:tittHlini musoolari. La r..ttr-va, rim:i ne .in una zona orizoornta,Je m('(]iana. {l~l tra<'ria to osc ill:izioni prin<'ip:ili 1111.i fol'lni <' basse oon p,,rhc ,Jentellnture· e ~nz.'I, ,:ha.Jzi.
..
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III CEr.C HE B101,0GICIII·: :,t; LT.'AVIAZlO.'.t:
147
<:un:c m edioc ri. Curve asce.udenti o di8'l:eu(leuti - currrn con oscillazioni princi-pa,li molto a lte e non uniformi - curve con molte dente.!la,tu1-e. Cnt•ve cattitt:e, che indica.no inalttitudine a. regolarre adeguataineute le a-tfrvi1:,\ muscolari: cm'\·e difformi, OOlll grandi dentellature e sbalzi.
UFFICIO PSICO·FISIOLOGICO DI AVIAZIONE MILITARE - TORINO
li ,r1u i111·11dlcaz1111 c111 11111 Jratlcata 1111·aa1e del catdltatl a1r111az111e per il prof. Arnaldo Malan, capitano medico, d ocente di oto-rino-laringologia. -
F1·a le diveri.e prove 1SCClte iu qu~oo Cflicio per oontt·ollare le oonllhioui del iSel l80 '\'estibola1·e e ùel si'.sterna, 11c1·yo::,o ccuua,le {.l'ci <.,,a,uùitlati all'a,ri~ione oocupa. Ull posto a,lfa tto s,pe<:iale la, p1·orn tle U;i'lldicazioue. Essa. rnune propòkta thì JJà 1·.ìuy e sinora renne comu nerucute pratiratii secondo il. metodo origi..tmle pro[K>slo ùa.Jl' .-\.. li soggetto 1,e. liuto l.octa. ad oechi chiusi, a, 1.t1·accio C:,t<..'S<>, col suo indice il {I ito p rci,;eucatogli chL!l'esawiuatru-e, a,blmss.L IK>i il lt11Weio $01 ginocchio e tu<X:éL in seguito d i m 1orn il <rito dell'rnsam ina,tor c. JUràiny ùa. ooustatato che l'uomo normale r-aggiuugc il ùito sem.a, e«:e1.i~ne e che se s i proùuce ncll'iudiviùuo normale un eccita,: tione de i u1l>fri11ti e ilei sist...ma- ncl'voso l't'ntrale lllC.'<lia nte la. rotazione, l' i.J1·i~zioue o la galvmliz:,,azione, me-utl'e l'i è J)O!St-ni,;t¾"'lllO m un seu~:, s i ha deria,z iane .ù ell'indicazione nel >i<!USO OppoE,to.
l,n, tecnica di q111>sta. pron~ vr,~11~ moditil'ata, giù, da, tlh·et'!Si AA.; 11<> creduto opportuno modifi~1-rla a mia volta, cerca,ndo di stabilil~ 11011 solo il scuso delle deviaz:iòo.i ma anche il vafore numerico d i esse,
sia prima cùe dopo la. rotazione. Espol'l'ò s uccuitrunemte in. questa, noto ~e ~Olfalitil, ùcll.a, pro,·a come attua,Lmente rieue ipru.tkatf~ da ~1oi, efl l l'ISnltati che ho potuto tra,J'l'(' ,la pa,1·1•<·l'hir -;;.ntiua.ia, <li ~lluÌ, rise1·l'aHd~1ni di esporre questi dettaglia.mente iÌ1 un ulterio re la,roro. \J.io a, questo scopo una carti~ ila, lter:«a,glio l'OB un reutro del tifa,. ~~elro <Ii G cm. e tre cerchi ·roncent.rid a raggio cres('r-ntr ,li ~ in 3 cm. ,ue~to lle1·s.1n-Jio · fiSfl.'l,to a<l un,n, ta.,·oI eVÌ<1, e1·I I l'gno <1·1~1~ta a, . ., neue 1·1t·ca '>:• · • :-·> em. al disopra, dei ginocd1i del ~oggetto· (!(] a lO r m. nl da.v anti l I ';,e fluo tron<'o, tavoletta so-<:,-tc11 n,ta, cL'1 un brael'io art il'olato ùella 1wg..,1uta. Il· ·SQ<rott .,..,e o M.<,ientl,o setl uto s ulla. S('g'~i{)]a, rotatoria, cogli occhi
148
1:ICl,ìllCHI:: lllUI.UGlClHl SUI.L'.c\\'lAZIU:SI.:
l>cuù.a.ti, a testa eret.ta, e fo;..,ata, al reggi-ca,po, ed arcuùo nelle mani pennelli lntinti in oolo ri di,·ersi, è iuvitait,o a, raggitl'llgere il centro d'c l ber::;..tglio, dopo che gli ,;i è fa.tto conosooi"<l, guiòi1,Udogli la. maJ10, H 1muto esatto ore tl'orns i il ce ntro. Dopo a.\"erlo tocca,to colla, mano dest m , tleve r.i.ali.are qu('>:ta. ~L 2:; cm . aJ di ~pra, della t est.1 auba.ssa ndo allora, la, ma,U() sinistra: :;i a lte1·11a110 Ì'.11, quei;;to m odo i woviruenti degli a,l"ti s upe.riot·i fX'I' un.a di(1<:irU1 di l"Olte. Si fa. i,u i.eguito girar~ d1 p.~ziente (10 gfri in 15") i11 1111 seuo.K) e si riootuincu\, l'e~arue con colori diversi da, quelli di p1i 1Da,, .indi si fa. 11uorame11te gfr~we iu se.n.'iO {)M)(.>Sto e t,;i ripete la. ,pMn1.. 'An-et·tenuL importa.11t L"-"'Ìilla è tJue lla, ùi non fct·· mare la, ;.;c,-clia in modo r(•pentino e di tenerla. ben fa,;..,'l., {Topo l'arresto. Otteuiarno con qu<>:sto meto<lo gral'if'!O r.u:.11.Jta.ti cltc po_,;:,s~no essere miuuoa,meute amali2r.at.i: a,bbiawo uon solo il ,senso delle devia.ziorui, uui la 101'0 {lit-ezione <>~«a,tt.a, ed il ,·odore degli &-car t i fatti da.} centro. Premetto che non ho trorn,to negli i nòhidui uormaJi ,per nulk1, costante i,I ~u~ della deria.zione segrnafa,ta da Bùrù,n y e che anzi que.<.ta. . deri.a-zi9110 ro~t-rotatoria di scru,o oppoo_to a, quello del nistagmo è stata, consta-ta,ta, COtl· JJui,ggio1-e fre<:1ue.i1za nei soggetti labili. Le deviazioni [.>OSt-rouit,oric possono a.-ssumere diversi tipi, t ipi r be xi ma.nten gono costauti in un rueùe.<rimo indi\'i<luo in ooudizioni ng,rn,li <li sa,luro e che ,·i<;cve1·,,a ,i:;i nw1d itka•110 qu,a,utlo ~pra.ggiungono fattori di d ebHitaztone o di labilitù. A ,scopo di semplifica.zioue · ùi <lfoirum c hiame 1·ò rear.i.one il tipo della deviazione. Ho '™-'t>'Cl'\'a,to ·pl'ima d•i tutto che ,in 1111 cert o nume ro d i r.asi noll! vi è devia.zione, eioè n'On vi è rea· zione post-rota,torira. (dico che non vi è t"(!R.zion<> qmmdo H soggetto ool· pisce sempre il cerchi<l f'Rnt1·ale): riò ~i of;f;e 1-..·a, in s0<6 getti a. rea.zioue J;~bir in.t ica normale o con labirinto ipoecoit,a,bile; ra1-e ,·oltc in ì:iidivjclni che banJ10 p refrentato fonom<>n·i ~onda,r i a.Ila, 1·otazione (V. fig. 11 .· "'· L a 1-eazione elassica di B.ì1.·ù n.,·, c-Jw ~ .reblw <lr,·ia.zione w1·so D. dQpn kb I'OUtZione verso des.tm e \'Ì C(>\'('J',"-fl,, è IUJl}lt<l 1·a,t'<lHl('Ht e f'.OJH,tatabilt' in illlOOO evitlente. e conw ilà, bo, dett{>, e·i-i<a, si ri~contra,· a, preferelli"..ll· in indivii-c:fu i c he ·soffrono alla rota2ionr. ('V. fig. n . 1). Vi è invece stssa,i .pitì <li frequente una . rea.7.i<lne <"he chiamerò ill· ,·ersa (l'<lpposta, d e lla.cla,o;;.,sic~ d i ·BMù,n('·) che oon~i~te in una, <levia,zim1<> a dostr;~ dopo la 1-ota7,ioue- a ~inh,trS1 r v icf'\·e1'AA· ; ('!'>.•;:a. i;;'focon tra, ~p Pc ia.lment<• n egli indi\'i~lui normali o ipoeccihlhilri, di 111<fo nei fau ili (V. fig. u. 2). · U n 'altra, re.azione - .n,t.ipica - è ra,pp1·es<'11tma. clal fa.tto i;:eguente, a.i:;sai i~l!tere.,s,;à,n h' : o dopo una, prima, serie <li 1'0ta.zioue si mau,ifer,:ta; una Qeviaziou<> che si ripete ide n t.iea. dopo la, s('(;on d.n, ,f;{!rie di rota,zione inveI'S.-1 '() a,1 una, deviazione da formo oorrisponclono dnr serie d i ere- ·
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., ÙWIC'lo di R ,~rch~ P'31eollslolo • lrhr •ul C."diCMd dirll'Avl.aiJo,h
,...,_ _ c.,.....__..~
Ufltdo di Rlwcht Palcolislolor!dlt sul C.ndldlU dtll'Avlulont ~ - ~.,.....,.- - 1"0-.o
PROVA DELL' INDICAZIONE
PROVA DELL' INDICAZIONE MANO OUTRA
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RlCERCBID OIOLOGICIIE SULL 'AYIAZIO,'~E
via2~one di uguale direzione, taJvolt.a. O?n maggior allontanamento dal centro, dopo la rota~iO'lle !Ilei due sens.i. Questa. reazione s'inoonh'a. a preferenza. Jlei soggetti a Jabirinto ipoecc.itabile o a, sistClllil _nerro!,O un ,po' la.bile. Ufficio di Ricerche. Pstcolisiologlche sui Candidati dell'Aviazione TORINO -
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PROVA DELL'INDICAZIONE M ANO SINISTRA
MANO OESTRA
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~-J.' Ho m.>tato inoltre delle rea,zioni che ho cl.liamato dh·ergente e con· . iJU, n irgente; 'Della prJ.ma. mentre da, fermo il soggetto raggiun ge quMJ. . mancabilmente il centro, <lopo ogni serie di rota.zione v,a, a,llontanaJldOtil con ambo le mani da. ambo i lati, in. modo da due una. figu,ra, a renteglio; nella seconda mece dopo una, prima, ,prova, ove .si era, nota bO
1rn.:EUCRE BIOLOGICHE st;r.[.'A\"UZIU:--E
151
un allontanamento fra. .i, grnppi di destra, e di siuistra.1 si nota. ùopo la i.econda serie di rotazione un riavvicin.adllento dei due gruppi destro e si11istro, senza. che esista rea.zioµe late m,le ma,rcata. La, :tea/Lione d'ivergellite è, ·per quantò ho ipotuto ooustat:.'Lre fin ora, tara-tteristica dégli individui a, labilità, maroata, mentre la oonvcrgeutc si p1·cseuta in individui con la,l>irinto normale e dimostra in certo qual mo<lo un a<l~ittarueu,to del soggetto agli ,<$timoli rotatori ripetuU. La. lig11ra n. 3 è un esempio di reazione"divergem1te: Mb -questo·.caso si poru compiere solo la prima. ,s erie di rotazione, pe1· l'insorgen7t del vomito, . ~,ppeua, tcrJlllÌna.to i 10 giri da destra a sinist.ra-. Infine ho potu'to IOSSerrn,re delle rea,zi-Oui ,irregolarissime, senza seni,o preciso, oon scarti enormi, vicion-o a sca,T ti m~wimi; esse 00110 llelll.1}1-e sta.te dare d'a. simula.tori e da. esa.geratori di liev.issimi disturbi rel'tiginosi. A qu~to ·p1·oposito dirò che il giudizio·di simulazione ehL a.na,lQ1-ato sia da.gli esiti dei diversi esa1J11i istituiti ·per l'esame del ,'SCUSO vestibolare, sia da,i risultati che questi medesimi ,soggett i davano a,ll'esame <le.I tempo di Teaeione, pra.ticato dal prof. Sa.Hiotti, in que.<:to rue<lei;imo t:fficio. • li giudizio sull~ prove viene emesso considernnd'o non solo ìl tipo deU,, t'\'azionet la direzione de1la devia.ziOUIC, oon.si .U valore degli sca.rui the sono caloolati partendo da,l punto ooritrale, la distanza fra i, gruppi traeciati da. ambo le mani, il oomportami ùell'indii viduo durante e dopo 1
!:i, prora.. Da quanto breyemen,te ho esposto risuJta che · 1a ·prova dell'in<fi(·azione ha un rea.le va,lore per la diagnosi di m1'e \•entua,le insofferenza, dd pazieum alle pt'O\'C rotatorie: essa fooltre -s i t! dimostrata Mventc praticis.<iima nell'esame dei piloti aft'etti da. esaurimento ner\'QSO. Quc~ti difatti ~ comportano in dettÀ> e.~me in modo a,lfat to ,pa.rtioohÌre, p1-eseum.no di solLto, se sofferenti a.Lia ·rotazione, la rea.zi001e clas.~ica, di lliì.rìmy. nel CMo oontrario la. reazione inversa.; ma in modo quasi costante si nota iin questi pazienti; il ®Si detto (<incrocio». Sia a ferJ11(r che dopo le serie· di ro~ion.i si oonstata che la mrunlo destra si porta a sini!"hra della, Ji,ooa, nmdiana, mentre la, sinistra fa l'oppooto. Ho osservato questo iucrocia,1'Sli <lelle ma,ni finora solo in soggetti iwesenta,nti a ll'esame soma:tieo genera.le, segni non dubbi di esaurimento nerrol!Q O di psicaErtenia,. Inoltre esiste in, questi una certa qua.le spa,· ~mo<lieiu\ dei movimenti c he si esplica in n~ oontra,zione strettissima del!r. mani 'aui penne11·1, 1. quaJ1. vengono abb.'1.'S&'Ltl. con v10 . 1en~, !'-1.11 be r$l\·Jrho.
in L.~ ~l'Om dell'indicazione ci .può pure fa.re seguire a,ssai fedclmepte, que~ti ~llrit'1, 1·1 r1pr1st . . rnarsi dell'eqni.Hbrio della foro funziona. 1·t' i 11,
'
Ufficio di Ricerche Ps,cofisiologlchc su, Candidai, dcll'Avtaz,on•
Ufficio di Ri.cerche Psicofìsiolò gich• sui Candidati· dtll'Aviazionc· totttllfO -
c...... a.n..k JI - TORSHO
TORINO -
• f?ROVA DELL' INDICAZIONIE ,a1•• ""-A-• """"tm·a
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oo·ros.t ccut1·c1le: a pl'Orn pc!o;s.ime o medfoc.r i faJrno :-eguito, dopo 1111 ad(\,<rWLto pei·iodo <li ripo1>'0, prove molto migliol'i e finah.ncnte ottime. A maggio1-e d1ia1·imeuto citel'ò ,il ~ueuté e81Clllpio: il pilota k· nente C ... (n: l:1733 'lfoll'CHkio) si presenta. i·l :ri settembre 1918 lamcu· tau.do, dopo m esi ùi l:lt't·,·izio penOl,iO, senso 1wofoudo ùl· a,:tenia, inso11r uia, ùeperimento 01·ganioo, ~·- ALie r,rore 1·ot.1,torie 11>1·esenta 1wgui 'evidenti di Ja,bilitA. Alla, ·pi-ora dell'inùica,z.ioue !>'1 !Ja. da formo: •• destra erro1i medi 3.4 cm., con er1'Q1~ massi.mo di 8.6 ero.; a s inistll·a errori medi 3.:.! c?1·• .con errore massimo di 7.2 cm . Dopo cinque gir.i in 10" (dunque eccitazione ri<.!otta) ,·crso sin.i.stra. si !Ja. rea,iio~e Ìll.wersa waircatis.<rima con enori fino a, 1G cm. e l:t cm. rispet.tirnmeute per D. e S . ; dopo aUri 5 giri iu 10" rerso D. ,s i ha, reazione uguale alla, precedente co.u errori fino a U e 10 cm. (V. Jjg, n. 4).
Queste prore furono _.seguite da pa-1lore, .s udore, augoscia, r;enso di na,usea. Il ,pilota, bi ·ripre:,entò il 4 nornmbre (n. 9693) dotpo a,Ye1· fruito di Jicenm, concessagli da. questo Ufficio e sentendosi ristabilito. Xon soffre a.ll!J prorn di eçcit.Jzioui ro!atoi·ie, e la proya, dell' in.dica1.ione p ra-tica.ta. in modo 1-egola,re (10 gir.i MI 15" i;ia, ,·er:,o de.."!tra, che 1·erso silllistra.) non segna, nessunissima devia.zione; il centro viene sem111-e ragg.iunto pl'illlil, e {1opo la, Nta,z ione: l'errore llUlssimo è inferiore a 3 cm. (V. tìg. n. 5). Il~ i1'1tituit<> in, questi ultimi tempi r ki-re!Je a, fine di confrontare il tipo tlella .reazione durante Ja, r<>tazioue oon quella, otteuuta. dopo la rotazione: dai pochi ei:iami 1pra.tica.ti finora. ri1mlterehbe clie negli individui ,n,orma.li chm:w.t.e Ja. rota.1,ione ~i ha. dcda,zione nel senso stessodella. rotazione, m entre uei soggetti Ja.bili .,·.i sarebbe il fatto oontra.ri.o. Dato lo scal'S() numero delle prorn c~eguitc non mi è lecito c:on.cludere tutt'ora in propo.~ito.
Ho !pure fatto r!cerche durautc' e <lopo l'eccitaziouc te1·mira unilatrrnle del la.biriin,to..: mi l'iS<'rrn cli far cono$Cere uJteriÒrme nte i risultati ottenuti.
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15-1
JtlCEllCHE ll!OLOGICFIE Rt;r.J.'A\'JAZJO:,;Fl
UFFICIO P8ICO·FJSIOLOOICO DI AVIAZIONE MILITA.B E -
'!'ORINO
resamè della vertigine galvanica aei ·~lott e nei .m~datt al pi11taaait Coalronto del talari atteautl can quelli ricavati dalle ,me rotatlrle per il prof. Ra.oul Hahn, maggiore medico auimilato, docente di oto.rino-1.aringologia nella R. Università di Torino.
Da qua li:l.ic 'llll'sc abbiamo .1.g giunto uegH e.~mi ,1_kl scuso rn,stibolare e del ~uso statico dei cau ltii<lati a,ll'aivia.ziouc, a lle pl'Orn ùi rotazione, anche la, proni, della vertigine galrn,rnica. Sc-0po di questa. nota è il rfas.
sumere llt•(•remcutc i risulta.ti ottenuti hr citca. uOO e.,;ami, pa,rngona,n· <loli ,poi coi ri,mltati a,rnti ud m e<le:simi &oggetti colle 1p1,o,·e L'Otaitorie prat1ir.ate ,sia, a, tc.'ita eretta, ;;ia a testa, e ·ti·o1H·o flessi a 90° a,nwti. Per la 1·it,e1·ca, della· nrrtigine ga,hanka-, ùopo llUUlerosi. te nmtid praticati con metodi svariati . abbia.mo a<l'ottato h1 tecuìca, S<"gueute: La conent\! continua è fornita d!1, 1111a, b,'1ttcria, di sei a<'..c:unuùatori ; i;;ulla H·u~1 ,,;ono iutcrca,la.ti un r·oo»1:a,to a<l aet]tUt,. un milliam pe1'(11lletro 5 · .· . Gl' ,_,, . sono gra<l ua,to a -SO .:ll. A . e uu 111,·l'rt1torc a, me!·cur·10. · 1 e Iettruu1
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oostituiti ùa placclic mctru.licl.ic del Jjamet110 d i uua, moneta tla 10 cellt. ricoperta d,t cotone e tela : la, lorn a.pplica,zione fu sempre pra,ticnt.a. un ·po' a.I disoprn· òella, regione ipretra.gica onde ottcuc1-e u,ua <:<:citazione trn,uscefalica. Si è sempre riccrcat-0 un1c.amente quale fosse l' intc,usit.l ruiohna di <'oncnte (soglia,) che intel'l'otta deSiSC luogo a,ll' insorgere della vertigine. Quando si è giunti aJla soglia,; aJl'ape1otura del circuito si ma,nifCi,ita, iucliua-zio,ne Ml ca.po e del tron co 'Verso il lato dove è si t uato J'anO<le, e lo stesso fe nomeno si verifioo a.Ua. ohimmra., ma ver:so il lato del <·a,tode. Premetto dle chiamiamo -soglia ga.lvn,ndca Ja, corrente m!illit11a che dù, ]uogo a ma,nifcstazioni oggettive cli vertigine: una con ~ntc superiore dovrà, dare maniksta.zioni egua.li o maggiori, mentre una oor;,enre iufe· r i{)re non pr<><.h11·rù, alcun fe:.nQIUcuo. E nece.5SM.'Ìa que.5ta premessa, per· chè capite. iru numer'Osi soggetti che, interrompendo una corrent.e <li minima. intensità, s·i mauifosta, la r e~ione t ipica, mentre oon un.a. cor· ~ n te d ' inteui;;itù, superiore 100n si lla. l°YilÌ re.azione, la. qtUl,le riooJU])ll,I'(' nuornmc n tc M ll corre mte n~ai più inten&'l, e perma,ne ecl au1ùeut& col·
l 'accrescersi d cll'intensitù.
1:1n:r1C UE BIOLOG H.:1c11:: l:i UJ,L • A\'IAZIO:-I::
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Cousi<lere1-emo pertanto comè «soglia,» JòolarneUite questo i,:econdv grn<lo cli intensità, di conente. Non è qui iJ luog,o .:Ii c.Jis<:ute1·e la. r.tb•<ione di queste sogHe, relatirn, ed a.ssolnta: tenendo oouto dell'esame
particolm·iesimo che doveva.mo compiere .sui ca,ooidati all'a,·uiziom·, aLl>iarno 1;redut.o <li (rove.i· prendere in considera,zione solo la, .soglfa, assolnta. E prol>a,bilé che ne.i soggetti esamina.ti si fa<:cia. un certo a.<lattamento a.U'ecc,ita.zione galvanica. e la s oglia. assoluta si ma.nifestereùb~ solo fJtUWJ.do l'intensità è tli'ventata t.ale da ppter non ,solamelllte prodU1·1-e l'eceitazione ri~~rcata., ma s uperare anche l'ada.ttamento indi· Yiduale. Le modatit,'L (]('!l'esame co11sisto110 nel ..,disporre il soggetto diritto coi ·piedi a C.'Ontatto l'uno dell'a,ltro ;' gli occhi Yengono beutlati. Gli <>lett1·o(fi IJagua,ti veu1,rono aipplica.ti simmetricamente un po' a.I disopni delle regioni •prefrag.icbe, media.nte una fascia, che gira 01".izzontalme ute iutomo al ca.po. S'introduce allora la correnrte nel circuito e la si au. meuta, gradatamente e lent.amente. Gi unti a 5-10 M. A. l 'esaminatore a~1'1ethl. 5Mo 10", poi a1rre il circuito, nuova. a spett.ativa di 5", pCYi chin1mra. del circuito, 8ellllpre osservando se ha, r<>..a,zione. Si aumeut.a poi gradatamente t'intensità sino a quarruclo si giun..,"'a ad ottenere la reazione
si
tipica,.
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L'a1}p1icazioue d~we essere fatta partendo dallo O ciel millia mpero· meta·o : inizia.udo <l'emblèe l'applicazi<>ue con co1Tentc di una certa fotl'nsità si può •a,·e1·e s ubito una reazione, meu.tte i•u,vc,ee la oogHa, è iu rt'alt,\ a ssai più alta qua.n<ro si us i oorre'nte gradatamente crescente, e ln cui applioozionP sia ~ata, iniziata, con intensit,:), minimn.. B o già. r ico1xlato in <;he consista la reazio11e ti•pica: i•nd.inazio ne ilrl caqio e ~fol tronco ver&<> I' anode · all'apertm-a d el circuito, . ineliua.. ziolll' del capo o del tl'()1).0() da,! lato del catode a.Ila cliius um: Yi sono .inùubhlamente fat1tori indhiduali che m~lifie..'l-no i carat· teri della reazi{)ne .· Non teniamo conito delle oontra,zioni dei muscoli iTella, facci.i-i. (•[){! l' eccitazione dirett.a del VII) a ll;aper1t~ra e chiusura dr! cit-cuito, oome pure degli accenni di ~ovimentà di I'Otazioue del i·Rpo e delle sensa.zioni luminose a ccusate dai soggetti, ma p rendiamo uota <lei fenorul:'u.i d'oròine generale quali oscillaziorui in sens o a ntera!1<>.'rteriore, tremori genèralizza.t.i, segni di insotie.renza, senso vivo di V(\rtigine accompagna,to da nausea e vomito. foolt1-e oousi.de.riamo pure le moda.liti\ della R. r he ·può ('S..<:ere a,ppen.a. acoo111ia,t.a, anche con oor~nti <li intensitù, mi>nk>rc di 10 M . A., o c.he .può vicever~ manifestarsi 1 ~ modo violento e repentino oon caduta, late.ra ie anehe oon correnti •h debolissima intensità. Xel diagramma. ·n. 1 abbiamo s.-tabilito la f requenza, .percentua le d(·i
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IHCBHCl:l"E BIOLOGJCHE SUI.I.' .n·uzIOXE
n1,lori lli sog1ia. ottenuti su ;;()2 soggetJti. La, f1-e1:111e111.a maggiore si osserni. fra 1-2 M. A ., inten1-;itù, che nel 39 % ci t·ca. dei candidati ha 111·odotto la reazione tipica; la soglia galrnnka, fn poi osservata rispet: t ivamentc nel 9 % dei <',a,ndida.ti ootto .aJ 1 M. A.; nel 27.5% fra.
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Fig. I. - Curva delle frequenze percentuali della soglia gal vanica. - - - Frequenza. - - --- - Soggetti normali. .. . . .. .. Soggetti labili.
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Fig. 2. - Curva del rapporti del fenomeni post: rotatori colla soglia galvanica nel totale degh esaminali. Soggetti non labili alla rotazione. - - - Post-nistagmo rotatorio di durata nor· male . . . . . . , • . Caduta forte. media.
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nulla. 2 .._1. M. A. ; 1wl 1:;.2 % 1'1-a ,1.7 .1[. A. ; nl'I (i.;J % f1·a 7-10 M. A.; -;;cl 3 % al di SOJ}I'a di 10 :\I. A. Iu quesw rne<ft-1.".' imo diagranm:ia. ,1bbiamo inoltre segun.t.o con tratti dh:er:-i i rnlol'i r,1pwesentatid dei ~ggetti che avevano presentato
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~intomi 11i- labilit:\ Jabiri11t ic..1, e oeutra.le dopo le pror e di rot:11zio11t·. e di 411elli. che ,si e ra.J1Jo comporta.ti normalmente. ~i 'rnù c.onstat,11·,~ · che i cosi detti la.bili alla rottw:ione hanno t utti .preS<'ntat-o la soglia galrn,uka. tra O e 2 .l\I. A., in ca.si assol u tamen te ecce1.iona.li a,bùimno avuto la rea~ione .solo ,i, :~ )I. A. (2. cafsi) e ·a ! )1. A. (1. ea;;o). 100
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. Abbia,mo già detto che a l di sotto d i 1 ,~I. A. la. soglia, :si cm ma -
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~if6$t.a.ta, in ci1·ca. 9 % dei soggetti esaminat i; di questi 9 %, 1>iù ù(•l 1 • %è dato <la ~etti affetti da- labilità, la,birintica, i qua.li c ioè ba.nm, l~tei;en1.a~o fenomenii eeconòa.r-i d'opo la . rotazione (,pallore, suòore, nau-
sea, vomito, <lu,turbi della. deambulazione , ecc:,.) . Consid eriamo pertanto
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mu:ucni,; BIVLOGICl:IE ::;cu.'AYIAZIO:s;E ~
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1rna, sogli.\. galrn·n,ic-a a-I <li sott~ <li 1 :il. A. t·-0me fa-tto auormale, patoJogico, e<l, agli ttffett.i dell'adaz.i,ou~, come cau~\, <li 110n i<lo1wità. Ricot·· derò che fu1-ono pu)·c os:seTrati casi di ipoccdtabilitù, galnmica mal'catissima : in 3 casi fnoono supe1·ati i 14 M. A. senza, otteuere'. nemmeno nn cenno <li reazione. Noru si è ,però potuto stabilre nu limite ,,mve1·iore tli foabilibi. pe1·chè mancano elementi per decidere se l'ipoocoitabilità labu·intica, sia o no incompatibile col pilotaggio. ::Sel ,.l'iag1·amma- n. 2 a-l ibiamo figura-to le CU1'Ye cli frequenza percen t na:le·<lel post-nistngmo 1,otato1·io <l1i dtu-ata uomiale (fra 15" e -!0"> e del L'Olllf>0rtame11to dei soggctrti alla 1"<Jtazionc a ca,po e t l'onco 6-es!>i. in arnuti a 00°, di ogni gru·µ po <li imliddui <li ugITTfle soglia, ga-lrnuica.. r. noto che dopo 11uei:;t'1ùtima eccita.mone 1'ota.toria i soggetti ,presenta.no a ll'a-rrm,<to della- seggiola una caduta nel senso della rotazione, caduta <"he ;può essere for te (.al <li J;ì, <li GOO) <> media,, oppure pnò manoa1·e del t utto. Analizza,ndo il suùA.letto <liagralllma s i può ,uota-re cl1e llk'ln mano d1e s'inalza la -sogli(~ galrn,nica., <liIDinuwoo la- frequenz,n ùel V()'St· uii;tagmo rotatorio <l-i <l~1rata 11orma-le (l) e diiurinuisce pure la frequenza. <l(•lla c.a<luta forte <lopo h~ rota-iioue a. capo e tronco fle~i in a,·anti~ m entre aumenta. la fre,que 111za <lella, caduta di med'io g1·ado e la frequenz.t. rlell'a &~nza di ca<l11ta, in seguito alla- medesima iprnva. I'Otatorin . Abbia.mo _pure seguato .sul cl ia.gramma la frequenr.a dei •s oggetti nou la.ùili alla rotaoione . I d ia,gt\'lm1.o i 3.4 ra:ppreseu taino rispetti va men te i rn.Jori dati da,f soggetti norma.Ii e da quel li la bili alla rotazioue . Si OSS<;l'verà che Yi è un 'el'idente l'<'lazio1w fra la frNJU <'tW.a, dei rnJo,; bai:;,<;i d <'l la, sol!lia. galnmfra. t' la ft·equ Pm,a, ·de i rn,lm·i alti ;fella, c.a•lnta fo1te; inoltre (V. fig. H xi. .può n ota 1-e c:lw n<-i la ùili a Ila · rota.zione ~i l1il,, sempre dopo la -r ota-· r.ione a. C,l,J)() e tro1wo flesfli ÌI\ a.,·a-nti. ra<lu ta forte o 1i1e<lia. Non. è q ~ti il luogo d•i tlfacutere sulla natimi, della, ,·ert igine galrn11ita,: <'-i p1·NnP f«>l<i fa;re ril<'rn,re c.he i risultati otte11tUti 1·-011 quest'cS<'IDle non sono <liscorùi da, quelli ottenuti colle proni rotatorie. · Qn<>sttl <'Mlllf> r.i è ril'<11lt:1to ottimo 111<"!.7,() sn~<l.i.a1-io llt'I' h1 d-iagno.:i di labilità la,biriutica o ceritl'ale ilei ra.ndi<lati a.U'iwiazioue. B,l 1\ a~,i.1,i (l'<'f!llO <li nota. il fatto eh<' la, ia:o:rlia gal nmic·a ~-i è srmpre 1·il>rontri1ta molto ba,.<:f.3, ((li ~'Olito ia:otto l ,~[. A.) ll<'i piloti a!frtti <la ~ra,,·e l\~nrimPn-to ne1•voi..-o o hu taluni conn:ùesc<>nti ili gni.,·i fm·H<' ~ rl i ma.lattie prntratt<>.
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/1) Ln f requE>nU\ dE>I fl').. .t-nistdgmo rotatorio di durata ullrmalc ci è rlAt1lt11tn 1fol ,::; % circa snl $2 ,:,>gg<'ttl.
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UFFICIO PSICO-nSIOLOGICO DI AVIAZIONIC MILITARE -TOR INO
Delrname del 11111 stanco dena pmizine e del 1111 della verticaUtà nei candi•ao an· aYiaZiane per il prof. Arnaldo Malan, capitano medico, docente d!' oto-rino-Jariugologia.
n p<>6SC<lc1·c uu · 01·g.u1i,,,111u a;,oolu~1llle>nte 1101·maJ.t•, csool'c imrulWc da e!lagerata ma,Ì1irf~tazione vertiginosa in seguito a.Ila rotazione, a,lla, g-JJ,a.i'1i1,za.zione t 1·a.ttt,1~efa,lica, ecc. , ~,uo cel't'<lDlente l'equisiti ini.l i~pen$l.bili per divenit.arn m~ l.Juou aviatore; 0<·001·i.:~ tutta.v ia <:he oltre a, ciò non !!Ìl~no manche,·oli \i w:sì ddto :senso :statico d'ella {IO:sizione e c111èllo della, vei:tica,lità. <.~u~U se.usi derouo difatti ese1'('.itai-si in modo tutto particolare nell'a •v iatore, il qu11,le si .tront fre11uenteiueute librato ne!Ja a,tmrn.,iel'a senm. aJcun punto di repe1-e, fllorchè quelli forniti da.ll.,appa.t'ilC<·hlo 6tesso, per potere g.iudicare d ella. sua posizione nello !;:pazio. Q1reste <:oudizioni s'incontrano 1:1pedalmente qua.u do l'occhio non può agire da l'egolatore (durante il volo nella, nebbia, nella, notte, ccc.): lll()hi proretti a..via,tori ci· ba,nno i·ÌfPrito h1, sorpresa -loro qua.ndo iru volo, ll&·l'n<lo <la, una ilUH)la,, con.i.tatan1,110 <:he il loro a,pparecehio, che giutfinm.rno p<'l'fe.ttamente orizzonta,!<', h·onwnsi invece fortemente sbandato tla un la.to.. '€ ovvio pertanto c he fra, gli esami tla c:0111pic1·si s ni randidati alla al'iazione fo,,ise pm·e compreso quello del ,-:e m~o $tatico di pooizione e de.] Si·uso della rnrtk:1.Iità, ,sern,i questi che <Iumute il lungo periodo d'i~t1·uzioue al volo ·s i anll ranno perfeziona.n{lo l'<l affinando. La tecnica. di <Jll<•sto esame come viene p ra.tica,to in quel-to Uf.fi<:io, è stata, già ~poota, nel lavoro de i p1'<>ff. Gr:Hle nigo e Herlitzka. (1) e nella, nota. r·hr ahbiarno pubblicato mili' A1·chivfo di otologia, fai collaborazione ooT PM. Habu (2). . Si è cercato di mett~re il candidato nf'liP roU<lizioni qua.:i idf'ntiebe · a r1nr1Ie ùi un pilota noi s110 apparecchi.o: il so~getto è sed uto a.cl occ hi
ll<'ntla.ti ~u una. carlinga. s peciale, montata. sn du!' appiwecr,hi cinernatki nrtogonali fra di loro, J)(' l' mezw dei qua,li la <·H,l'l ing-a, può· subire itwli'.1> GR.lor.xroo e HmuTZKA .. R'icer clte 11sico-flsiolor1ic 11 e sui cfln (lidati (111 11iloag9,o d~ a~ia : io11c tniHta.r e. Giornale d1 Medicl.Iu1 llllitn re, Fnsc. I , l01S. (~) BA.ON e M.,u:'I'. D ell'esame del senso ~tatico 6 1Tel se11xu ,;r stiholflr~ ne-i cm,d,dati all' oricnion c. An:l!lvl(! Itnl. Otologin. Yo). XXIX, Fn~. 2, l91~.
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mc1;nce~) awr.ocacm,: !-ll'1.1:A,·rAzwxi-:
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a1azio11p 11.-i din•1·si s<'md. li can<ri<.lato <le'\·e giu<li(:art- qmrnclo l'apJ>Jl· reccl1i-0 .~ in linea, di ,·olo (tr onco rerticale e pron~ d ellu, rerticaJ.ilù). I11-0ltrr tlrve, nelle.dh·e11Se posizioni clrc ~i funno snbit·c alla, carlinga, stauilire la ·,·e1'ticale; 1per 1Jtlt't;IA1 tlcvt: tlwr>0r1-e 1·erticalme11te un·a,stn ti~ScLta, atl un gonfometl'O, i-;ituato <la,nmti lui, e d1c si può d irigel'c i11 sen~o amtero11X>sfo1-iore o t1,asversa,le. Oon questo mezzo è tacile ott<'· 11el'C il w1lor<• 1111meric<0 degli erro1·i fatti. q>ei-chè '<.iaJla l}OS'izionc che il
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SENSO STATICO Fi.f-1 ~ soggetto <.fa all'asta, si può· oouc lude1'e suJ giudizio c he il soggetto i::i forma, delfa pt·oprin, iuc lina.0ione (pJ'O\·a. <felFJnclin11.zione) . Abbiamo osamina,to in quE"St<> modo candida ti asaol utamente nor· mali (prima e dopo le prove <li cocit8.zione labirintica,), piloti -provetti in buone conilizioui di 1Sa,lute ed altri aJJctti da. gnwe esaurimeuw nervoso; possiamo oondudel'e che i l'isultati otte.muti colla nostra, tecniCll sono $1lati <li u,na, utilità, sicura. per il gi11dizfo che don•Y:imo emettere per l'idonei~ì o no al (pilotaggio.
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rm.:~CRE BIOLOGICBEl S l.:LL'AVIAZIO.\'lil
Negli ,individui .n ormali,: esaminando in pa,rtici<?lar~ modo il ~euoo della. vei,ticaJita, a,bbi.Jlmo constatato che un piccolo a.n.golo fo1~a,to oon I& rnrticale è facilmente avvertito ; ma. che ocoorre uno s1>0Stamernto iateraJe o antero-poeteriore d i qua.Jche grado, pe r il giudizio esa,tto 'sulla indi.nazione. Non di rado vi è errore di giudizio, qua.ndo l'inclinazione non olt repa,ssa. i 4° a 5Q : l'il)clina~ione a n ter iore è spesso confusa oolla incl~nazione late rale destra, qu~l la posooriore 'colla. la,tera.Ie sinistra Pviceve rsa-.
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SENSO STATICO _Ft?1.P Per ogni esame stabijiamo la ~edia, aritmetica degli errori tenendo . P~re conto della direzione del movimento .compiuto dal caindida.to n~l !'Ul.lettere l'asta, del gòndomett'O a 'J>O&t:O. Difatti urgli esami praticat i d_ura.ute le in<:linazioni a n.tero-posteriori. i movimenti sono di este n 8100e e di flessione, il gonionietro essenido (]'i.<Jpoeto in senso antero~teriore, mentt't' nell<> in~linarhioni la ,1:'(>r a.J i i movimp,nti son:-, di abdu:nn~ e di adduzione, U go~iometro essendo Rit un.to in i:.enso tra~versa,le. · bhl8dllo ])Otut-" OSSPrv:i,rc che '1i solito .ne lla inc lina,zione anteriore gJi Il
RH.'ERCB.El BIOLOGICHE S ULL1 AVIAZIO~E
162
e1:1-ori ~110 llluggicui coi modmenti tli estensione, nella i.nclinui,one )>Osteriore t-on quelli d'i fle~sione. nell'incliuazione ·lat.ei-ale destra. ooi ruovimeuti di abdn~ione, nell'iuclinazione laterale sinistra noi 1™>virueuti di a,d(l nzione. I
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I diagrammi annessi rapp1-esentauo la freque111.a <le.i singoli er1·-0ri .ru?lle v8>rie p.rove fatte eo.n mcli.nazioni a, 0' e a. 20° laterali destra, e si· niEltNL e<.I a.nterO·iP<>Sterio.ri (V. fig. 1 e 2) e nelle p1-ove cli verticaJitA :r (V. fig. 3). ~ssi si riferisoono a ci.reni 900 osservaùoni per ci.MÒUJl gruppo, racrolte ·in 150 in .:ividùi, i cui ralori sono ridotti a 100.
ltll:l,;11\: 1:rn B1ULU\Jl\.:1u; 1:il:LL' .\\"JAZlU~i,) ,
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~ell'esawe <lei! seuw .static.o rnu .la proni. tldrincliJ1à,ziu11e :si è ri>òtont.ru.ta. UJI.L fr0t1uenza. lllilggio re ne lle iudiuazioui laie1-ali tl",L U" e 4", uclle iudin.u.zioili u.u~eru-pv.ste riori fra 0° e 15", uella poc; i:tioue otizwuiale ùopo le ,vrove <l',iudiuazioue tr.L u• e 4°. Xel.J'c.surue ~folla. ,·e1·t icalità, si è ,notata la freque nza. wa.ggiure tlopu la prnrn, tl'indinazioue I.LtìlJ·aJe tra 0° e 4° e dopo le p1,ove ,<ll inclii.u.a:tione auteM·JJoi;te1·iore t ra, O• e (i" . C'onsiùuriaruo pertautJo che una. w cdia, dì e1Tu1·i ,s uperiore ndJ'e:;a,llle ·t1el ~uso s t.1t ioo a. 3 1pe r .le 1111:Jiuaziou,i l.1itcrali , a 8 !Jel' le iucliruliion i a.I1te1'0-posteriori, a 4 per la. po:siz.ioue ol"izz.ontale_, 11ell.o esUJJe della ve1-til:a,li1ù. a -i e (i rm1.1Cttiva111e ute tlopu le prove d'iucliuazione late raJe e àiu tero-pos te1,io1-e isia indiziu di un'alte1·azio ne del .,;eni;o static,o e <l'd se.uso deJla vert it-aJità. d el i,,0ggettu. In una seriè ùi 0." '1,llli a.b_b ia.mo wo<liticato la. po~i1..io 1:e \lella resta del ooggetto, la quale in,vece ùi .e.-1~f're c1~!ta, Yenirn, iudiuMa. iu a,Yauti <li ti1T,i au• : i ris ulta-t i o ttenut i n<.>Jl ditfo1·i n 1J10 g1·au' cllè da que lli an1ti lll lJll-~izione a b i t nn l~. nel llle<leSimO it!dividUQ. I migliori . risultati OO'no istat.i fomi ti da, pilot i di lung-.1, prat ica : fra. i 1:andidati, i m~wiuai ed u n e<Jniliul"ista. J1a uuo ...ra to prove· ott ime, in 'J)a.rticolare modo m•gli eSAfl1i dnrmite l ' inclinazione ."J.a te.rnle, chiara 1limo1m·azio ne (]Ul'Sta d<'I 10 1'0 perfezionato !-1' uso istatico in ragione dcl loro mestiere. A questo pror>0~ito fn~<:iamo notare ohe a,bliiamo pure esaminato a ll irerse l'ip1·csc oogge t t i prima, della. lol'o awmissione ai voli e tlopo pa,reccbi ll1e!';i d ' ist ruziuue, d o po i qua li a,bbiai_no r L<:eont rato un rri1lente ùù11inuz:one di errori. Que s to esame fu pu re prat icato su avia101"i a,ffetti tra, f'~1 111·iu1 p11to nervoso : di ~ >li to gli e r1·01·i era.no a llora-fil mollo 1>Stqw1·io1·i alla. lllNlia., s pet:.ialn;e.11 h • ne lle indinauioni poste-riore · e lM1•ralc siniid ra ; qm•sti sof,,gctti e"'"uuiiw t i 11uova11Je lltr dopo m1 peri11•lo cli ri11oso a i:.,oolut o d aYa n o proYe ottime cou c rro11 minimi. · .
lntint> f' i fu d;to ta,l vol ta, di <love re 1~ lll.liuare allie l"i pilot.i 1 i quali
11 • ret·irnno di
non potfl1·e coutitrnar,, l'i~t nrnionfl aJ -pilota.ggio J>erc hè
•l11 1"'•i1,ntt> 1· ,o . 1·I non :wver t 1vano · · la po.<c1z1one · · · corpo: trèlill· • più el e l p1·opr10 ta,i-;ii,i o <li sog~etti non s ufficie nte.rnen te a,LINutt i e impres ><ionati d'agii ev11n1t na,li pe1·icoli rl11J \"Olo, o ·<li vol~ari ·Faill11ùatori che oorc..1,,·a.110 <li farsi e:<:onerare dal pilot~gio. :\{entre ue l pl'imo caso le p1:<.>ve date corrirndevano alla, medin dei soggetti normaJi, n e i s imulatori inve<>..e abtamo a.vnto valori irregoJa.rissimi , c oB "~a rti C'o n,~iòe re,·o li fino agli ('!,tr e · mi e a.J di là del qnadra.n.te d el goniometro.
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RICEf:CBt,J BJloL<•UlC REl 8UJ.L'AYlAZl1)~11
UFFICio PSJCO••'lSIOLOO!CO . DI AVJAZION!il :IIILITAJl E -
R OMA
Duervazi11i sutl'uame tesUbolare dei wdidati ·a11'aYiazl1u ·e ii •liti. snr11111eate la rt1uan1 al 1lsta1111. Per il prof. Gu~llelmo Bllanclon.l, maggio~e mt.'d.ioo, capo del Reparto oto-rino-laringologico,
L'c.'ièlruc ùcll'.1p1,H-1·HL0 ,·e><tihoùu·e uei piloti e ne.i ca-u<lidali a.ll'a,d ,1 11io11e dchied f\lX!Ube 11u a-1upio ,;rnlgiwcnto c.:he fa1·e.mo in seguito; vgf!i desideriamo fe1·rna:t·d ,..u alcuni p U11~i pilÌ ,.a.Jic11ti! che ristùta.u~ d.:1 Ila 11ostra ~spe1·it.>u~.a. L11-0 <lei segni '<fi wa,ggio1·e int<>r&-s".lc, quan<lo inlen,.,~hia,1.110 il Lal-:1-iuto u<)ll a,c111;t ic-0, è ,I.i to <.la,l ··nis/a.g1110. Anzitntoo bisogna, e,,dude1·c d1c e,..:i,,;ta uu X. 8ponl 0111(·'0, un N. r<J (0111.a rìo , un .V. rl,ipe11d, ·ntf' da diff'fli di t>1sl11. Son è uecc.~-s:u·io th,· aggJ nuga. ,ll'hlJ.1., t1·a t11:a1·,;i lii 11u ,·<>1·0 -::-. , doè u-011 ranno c,mfu.<;e t·.u11 ~SS<J quelle se-0:-se fuµ;ac-i (X-4) clic l:.,'ll-0n1, ,._i ha.uno a ciaTico ùei muscoH 1)cula:i·i, nell'estremo sgnai,ù,o_ la-te1'a•lt>. nel periodo di .a&;;;e.<;ta.mento de l· )'oool.iio iu una, di 11ue,st',e fM>siziOJI~. Le norme di <iAl,oneitù a.ll'a,dn1.io11e c·o11s i<l<>1,wauo il ·N. spontaue11 11ualt> motiYO di re pulsa; ma ruve1ulo notatx> eh<' que.<,to N. è piutt.esto fr, queJutl' ...e_ uoi l"a.hhiamo trornt,11 iu d1·1·a, 11><} ca.i1did'ati su oltee 3000 <>sa.mina.ti - e , ciò C'he ha g1·a,udr rnl<,wr . ei;so unu ·si aennnpagna. a una11.wtiicolai·e ><usrettiihilitù <lei ùtbiri11t,l non ;wu.,tiM. poi<'hè molti <1i qne-sti ~o~g-<·tU iwevano S<;:wr-i e fug,wi f<>uomeni ,d i e(;.Citament.o vesti "vl.1-1·1•, JH'll"'-1-u1m,ri ,..P <p1<'l ): . non ,rmtP~"<' .,,..,~,1·<> Il i nri~i Il(' 1wl'if<'J'ÌC.'lr ., q uio<li ùa, uou impnt:11•,..:i -al lahii'Ìnto. !¾lt,topo1wncl() (Ju<>sti soggetti a(l ~ urn to f'AAlll<' uem'()]ogiro, J)eJ' OJ)('J·a ri el ca.pitano 1wof. A. Homal!ru:t· )fa,11oia.. ~ 1·ile ni,1·(),no infatti moltie turb<' fuur.iona.Ji -del s.istcma. uervof;O. r-ome a,um e11to """'-'l·g'<>J·Mo -dei riflessi r nhrnei P ten<ld.nei. ilrrmo~aiìsmo. t.rem.ori, ecc-.; il che fec<> gi.nilk·:ue :i l .,nenl'OJogo C'lle il N. _f'ntrn.sse a, far pa,rte in<t.{>g1-a.Jr d'i una ~indrnme Mmplessa·. indipendeutf' dallo stato <lei la.birinto. C'he ricor<fo <la ptw,&, quello eh<' Lm1oble e- Anhù.w~m h:inun st,ucli:i-to e.o! n()me <li 11istar1m-0-miocl o11i,a., In qnest'1Lltima AA,rP.hoo c.o stante il fattore el'e<lita,rio <' In condizi()ll<' familiat'«'. r.he noi uo11 n.hhiamo a,,ut<> moòo di a,ppurtn'e nei nostri <>sa.mina,ndi. ~folt,i cli questi in<hvicl ni fu1·01w ~r ichia,1-a.ti idJ:>nei e fi1tti s~rv~lia1·,· ll('i raJ11pi-1,cuola._: e .le ri"'POfitP Ottf'nnt<.' <la,i. mooi ci a,òdf'tti d,i m~rann
IUCEJRCHJ,J BlULUGl CHE St;LL 'AVI.\ZJ 01'1,J
die c~i;i hauoo potuto seguire rcgula rrueu tie i
JQ1·0
106
cor :,ii , st!U,i;a, aJcUll
disturbo u. \.-O,rico ù~ll'occhio e ùol labirinto,
·*** {l N . p-roi;o1;,ito rsi òt.tientl dopo la l'<>tazioue e.on la. sedia gii·evole; 111a qui ùobbiaul.<> distiuguere la rota::io ,w in posizione seà·u ta a franco eretto e la rota.::ion,e in posizi01~e sed·iitci co1~ il ca.po piegato i,n. ·avanti ,li 900. GLi e tfetti dei due esperin1ci1ti ·sonO m10Jto dive1~ i specia lmen.t c per intensità di · fenomeJJl. \"1'(\iaIUo C]U8,llt.o. SUCCe{)e con la •ÌJrima ))l'O\"a,. In geuera.Je d opo· , 11ucsta rotazi-011e i.J N. ~ orfr:zo-nta!IJ;. i'uultre ha una, dnrat,a che ,1ar:ia. iu WL'di,a. da 25 a, 4!f" .. Dopo la seoon.da rotazione ha tendenza a. prolungarsi., fo1·se per il somma.i·;;i degli stimoli; di solito l'aumento è <l'i. 10•, ,raramente hl\. toccato .wche il dopvio del primo N. E cooziona.le è il fa.tto che il seeon<lro ~- sia molt,o più breve del primo. Dopo la seconda 1'0tazioue di solito il N. ma.utioue gli stessi caratteri presen.ta.ti n ella pl'ima,, e cioè dfretto in alla rota. se1680 inverso ' . ~io11t, li>~l ta,uto in generale !Si cunpUfica nelle ,sue escursioni, che si fanno ,u1the pii) ra.pide, a-illleno in un ·p1·imo tempo, so,·e ute d isposte a gn 1ppi fnuruerose scosse fitte e ra,pi<le, seguite da una. breve pausa, per :poi •·iprendere ,i l T"itmo) . In pochi t•a.,;;i .le ultime scosse m uta.no ca.ratte.re. 1 ht orizzontali ten<lon~ a <1ivenire rotaito1·ie: In pocbi casi abbiamo notato c he esisteva .pure N . orizzontale, rapido, ampio oltre nel sel}SO tnverso a.Ua avvenuta, -1"0ta~i.one, ma. anche coincidente con la stessa.; cioè <l'e&trol'So o sinistroI'90. Talora questo fatt.o a;v11euiva 1$0lta,nto dopo la prima o dopo re seconda, rota,zi~ne. . In molti soggètti aboi~mo nomto che H ~- s i prolunga per 50-80". talon\. 11-0:120• . scn7,.'\, che questo fatto ahbia. signifira,to patologico; non si accomP<J-gnia i:nvero ad a Hri !'lrg-11.i pectllfa.ri ilell'eccita.bilità eccessivl\. " tnorbo.<ia, <l"l ·ln.bidnrto (111\n ma,l('~T-e, tH)n ve1·tiJ?i ni, · non cong•'· stioni, ecr :) ; ta.Jora i-1 N. srmbra S!pegnt>r,si del tuùto. mn poi t,orna.ndo 3 ~~l'\', do~)() ·pochi seeondi, la motiliti\ O<'ula,r e, $i veggono dellt> sçossp <li po.,t.po.gf·11tiJ?ta,gmo. . EsPmpio: il so~etto che pPrta. il n. !)f:2' ba il l"Cgucnte nistagmo f'01<t-rotaforio:
110" h l _olt,·c ...·n, orizzon t.'ble rapido. a, sco&'(} 3.m,pie;
l:m• 1>11 oltrfl __. S. rapido, orizzonta.le. Non prei.enta a.Jcn.n distu1·bo. nega vertigini e ma.Jessere. Ri~tuta. JW<r,a, il giorno s uccessivo s i ba. : · l40• . . D 1·a,pido. ol'i1,zonta-lt>. a, scosse brevi; l!W Pcl oltte . . S , oòDI gli stessi oo,ratterd .
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166
HI<.:ll:RCBl:l BIOLOUICU..bl SULL' AVlAZluS.bl
I tèilliJ.>i UH!Lri <li 1·eazioue diedero per lo stimolo visiro 189, per l'acustico 158. 11 ·poi~ ent. ritwiw, egua,le, 70. La. pressione col Rii-a. lwcci 1.!4. L'emotività <.Lcl>olc. (;omport.'unc11to eousimile. si el,l>e in va.ri a-lt1·i indiwlui (6B2, 74,, 752) iu cui l'a.,;:petto normale, il .poll,!O regolare e ritrnioo coutrastarn.uo oon il viva,ei,;simo e prnlunga,to N. Iu alcuno ne lla, tleambuktzione si a;rnvit la rota.zio11e colli pleoi:t. sul ptoprio a,s>,!(l. {ltw:,,tP oss1·1·rnziowi ci banno .indotto a.ù abolire il liu,ite di GO", ·p ost,o da, principio come limite di idoueihl dei ca1Hlid~1t,i a,·i<LtOJ·i. A tal proposito può ayere iuror·e...;sl· 1t-otar'l', oom<.> rnd!:'lll.,ilO in ruolt-i soggetti, c he a ll-0,rq·u;t,ndo i fenomeni di t:.('.eita,bili ~ì, la,birintira, i,oono iw po1tP11t.i e gn11ii , il J\. DH\.OCH llt>l tutt,o. OJIJIUl'e ~i ]imita a pod.ll' scosse Jabi· lissimP. lfaJ'O è · il fatto <li uL1a. L'e.citabilit:L sea.1·,-:1 n 1orpi1k1 flel lahiriutv DIOn a<;ust-ico, che noD .si t raduce con alcuu.1, ~ .J.Ssi <l i ~- o oon JIOChii,;· si.rui:. fugaf;i. facilmeute esaul'iuili. Forse si t1~1.tta <li una, 8ewpliC'c eoin· cidenza: urn dPsidero riconla1·«· tome in un «·~1s1> ,·.nn!'ci mil<' (u. 280) il camfida10 fu rlit'liial'llto iuabile p t·1· st«·1w:-:i 1111.<.:.11(' g,·,,n•. <·h<' d.tni ,uH'h<' Sf•gni cl i Stf>nos.i tuba.dea ùi r,o;;pin10 gl':tdo . I11nlt1·e su 3000 soggetti esaminati quattol'dici solta.nto u-011 ha.JJJ10. a·nlfn atfatro ~. <lnpo l:t- ,·ota;i;innf': in tutt<> .il 1·p.,to si 1-11110 1·is1·1111t1:ati DOl'llla)i.
In afouni rasi (u. lll, ~:!~. e-c<·.J la p,·irnH, 1'ot11q;io1tc è riusdta, negli· ti,a. essendo oorupl~ta.mente mainca,t o !J...N. : questo si è ottenuto solo dopo la S('('(mda. d,i dt1N1t~1, e ampi<•;,;1.:1, rned ia . L'csrwrir1wnt<.> co1c1- il ca.po tl<.>sso cli 90° ha, ckl.to {'."o- :gestimie tf'a,nsit-01·i11, del volto. ('<tduta., N. rapido a se().~.-1°' tfni. orn1,011t.a.li, pe1'{lu1·at.a, ·:'l7'' . Nulla a-~li vr~ani intf'rui (cuor<'. cci·.)
~ el eand idato che roca. il 11 . 696 n<.>p1pnrc <'.()n Ja rotazione a ca.po fles!OO in a,·a,n.ti si ottenne akun ·fenomeno a ca.ri<'o 'd el labirinto non acustico. In 1111· <'m,o si .,•111,<' 11ì.ssoci:rnio11f! ,lei )i .. i·l qn,1!.- 11. n '. <>1·a oriz1.nntoJ(', a S . rot1l.tJorio; iudag,mrlo ~11 q11r;.,to fat to $i tmvò r he in O n. il dsu.s pra, = O.:l, .in O~. v'<>T':1 n.mhli.opia {k\, ,111011 11~"'· I l i::<iggPtt,o <'l'a · a nd,r 1111 a.ntko n.<lenoi<l<'o. Pochi;;:si.mi sogirrtti. non :<:i ~ono prt>st:i.t i a.ffa tto a.lJ,a. 1•icerra drl ~ ·: sia JX'I' maneanu1 di potere a,tt('ntivo. sia, pe1·rhii non 'lii.,1)one,·ano gli occhi _nelle posi;,;ioni la,t<.>ra,Ji ('!;t:ri>me di .sgna,1·rlo. 'N«'I 3~ tafo difrtto ooinf'iflrrn con d'(lficpn;-,a. del ,taen~ Jumi1110,<ro. All'a,r1·<>:<:to <l<'lht, ~rifa si hanno 1111nsi Sf'tnJII'(', t:1 lom, ,l,PJ'><'lla :wrrn· 1
BlCl!:RCl:li,; BIOLOGICHE' SULL' AVIAZIO:,;i,;
167
uati, talo1-a huponenti, iu una suala. di valor~ ,,àda,bilissirui, i segucliri fenomeni: oongestioue <lei volto, SJJeCie dopo la second.t· rota,ziune, :::cguìta talora da .pallore e da sndur(:: a.~wicca.men~o l'tl).)ÌdO, l'a.lòra Ull VCl'O clono delJ'or!Jil'ulare t!t•l le
palpebre; ta,l o1·a Jac1·ima,zionc, ili radu cougestioue <leHa c.ouginnrirn, bul-
midriasi, raramen te un vero hiJJPUS della, pupilla, ; movime nti cloufoi de·i musc~li ruimici; tremo1•i degli arti ; movimenti di dcglntizi<me e di su~iooe: nausea,, ><e11~ di J.IC-l'>O ali 'cpiga,stri,o; voruito; respiro 1ouperficiafe e più frequl'l\tc , $ell!'.O 11i amba;;;cia; polso <li solito più frequente (<lri 10-15 pulsazioni), fttor _del comune è più raro; qna-lche movimento di rea¾ioue, come flt•s!<ioue d'cl c.1,po, e cl(,] t 1·01100 di }aro '
. ·'
mo<lifìca.zioni psichiche, o un hreve s1:ato -di stupore o di eccira.-
meuto ·(studia,ti, insieme coa .~oma.gna-Manoia, in u~ noh\a sè). Si tratta,, in gran pa,rte, òi fenome ni t:.he intere-s,-.'IJ10 11 domi u,io <lei vago e del si.mp.it iro; e ili <·l'!'to non ,tutti gli indiYidni r·N\giS<·ono eg11a,lmente per nn'e,guate pr\.l'tel'iJ)llzionc .<lell'un<_l o rlell'altro s i:tema.. Alcuni individui n,ppa:iono .~i'lnpatico-fo11ùi e a,I1,.i i:ago-tonici e r,11 raie questione stiamo a,rupliaJHTo le ricel'r.he. l'<p1·-011ati ,a,ncl1e da,l fatto 1 ·he, 1fopo gli ·studi del Camis r di a,llr·i. SflllO 1111ti i ra.pporti tra. il labirint() e il sist<>Illa !'li\llpa tico.
*** lmporta.nt~', specialmente per sa.ggiare la, tolleranza. e .resi<iten~_,;1,' <lei labirinto, è la prow della rotazio11,"e w~ posi.zim1~ sed·u.ta, col ca1;0 71ie9ato'in ai;a,nti di 90°. Essa è più breve della 1precede11te (5 giri iJ1 lO"l; nel riprend<'t'P 1~,. posizione Pl't'tta il l:IOgg~tto àt,cle da un lato. oon·i)!pondente a. quello della rot~.zione, caduta. che vairia dA un minimo di pochi gradi a 90 è più, flette di lat o )a testa., com.pie movimenti fli ''ellilàone con le braccia, qu.a.lc he volqi. emette un grido. Il vol,to si cou:re~tiona. (cia.noo · persistente pel' 10-15" in qualche ca~); v'è 'fllista.gmo r/,; ~olito i1i J1c11.~o in1;enw ·alla ro{htta.. · Qnt'!,to 'X. ha per ca1':1ttel'e ili e.~.yrrr 71iiì bre 1ie di quello ott<'nuto
)68
.IUCERCBEl B10LOG1CH.i,; :SOLL.AVlAZlù.'\E
uella, prima prova. (da, 8 a 15"), e tli essere qua~-i sempre rotatorio e ciò deve dipende1,e dal fa,tto, che col oa.po piegato w avauti non si riesce a, sti:m<ilii.re una singola, ooppia. di ca.nali scmiciroola.ri, ma datai ,.a loro disposi.21ione .a.na.tomica, :non perfettamente coinddenite oon i ti-e 11iani dell-0 o,;pa,zio - più 'c:a,na.li. Onde il N. che ne ric,ulta è una comp-011ente di ~Mi stim-0li. A .questi fatui si a.g giungono ùelle ,sc11.<:1a,zionri subiettiive più o meno gra.vi, vertigini, obnubilamenito '(}ella. coscienza,, nausea, vomito, incertezza. nella d'eambula,zi-0ne, ecc. Nei casi di maggiore eccitame11to nella caduta si può 8/Vere. anche tor8ione de l tronco, e u,n vero •t11i.8tagn1-0 del capo carat teristioo. · La. correzione de1l'atteggiamento av,·iene in media in 15w.
*"'* Ma quaJche interesse hanno. pure le o:sserva,zio11i del N. in rapporto a<l altre condizioni dell'or:ga.:nismo. Confronta.nd-0 i dati risultanti dell'esame del la,birinto non. Mustiico eon le ,prove dell'emotività e dei tempi ùi reazioue (acustico e visiYo). :-i t rova che l'eccitabilità, dcl labiri11to talora ~ aume11tata,, mentre la 1·mot,f rità è debolL'>Sima,, e i tempi di i-t•azj><1tle ,m1110 piutto-c,to hmgbi (a,) 1°sempio 19i per il V'is ivo, 214 1ie1· l'acul'lt ico)_. H...1,1·an.1en te il N. è brevp (15-18") e •l'emotività debole. Non abbiamo ·notato a,k1U1 raµpÒrto d'ir·etto e s ta,bile con la prf'· :-;enui, di eventU:Qdi dist urbi ,'l.SÌ!Vi (astigmat i smo illl'iopico, disc1'<>m~1èopsia); in que.;t i casi il N. appat·e ron gli st('$;f<i cia.rattP-ri, .p er dnra,t.1. e: per modalità. Come tende1i ui,, possiamo ,ooJtant<.1 or,:i;:e,,,·a r·e che qu.indo l'oculista notava. una più o meno grave deficenza visiva il N . post.- rotatorio &i manteneva breve, intonno ai 30" . Il N. non è stato influenzato o m0<.lificàto nella sua morfologia da,!. l'esisten1.a di disturbi d i oircol~, da vizi ca,rdiad, da ipertens ione arti'- · 1iosa. Ese.mipio: n. 164, dopo la .p rima rota~ione r,:; ebb<> N. per 47" D rapido orizzontale; .l)i'I' 50" S. a S<:osse più mrupie, 1~1.pide . Il polso in ripo...~ e1·a, a, 100, la, pressi-0ne 175 col Ri"·a-Rotci, con l'otidllometro di PMbon Mx 190, Mn 120. E cosi nel n. 185, il cui N. fu rii'jpet · t i va.mente di 42". e di 30V, l'emotività discreta, H polso 84; il Riva.Bocci diede 145, il Pa,cbon Mx 160. ·Mn 100. . Tu t tavia,, i:n J:iuea ge nera.le. lfi iscoSo>'t! di~ . a,ppaiono vivaci, rapide, pro lungate, spesso oltre GO", quand<i esir,:ta ta chicardia. o un' a~ione ca1·-
ltlCERCBE BIOLOGI\..'1:IE SULL',\VlAZlOJ\l!)
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di.a.ca, abnorme. In alcuni di questi eai.ste~·a pw·e una irpertrofia. tiroidea., accompagnata o meiw da fenomeni ba.sedowoidi; la, quesf:ione dei rap· porti fra tiroidi'illl<> e sta.to del labirinto non acustico va meglio ostuùiata, e s ulJ!'argomen.to stiamo ra.ccogliellifo gli elementi re.latiNi. P~11i.a.mo ·intanto ricoI.....tai'e clle Ùl alcuni soldati con ipertl'Ofìa della tJi.roitle nei suoi var-i lobi, oon esoftaJmo, coo 112 di polso, oltre il N. rapi<lo e p1·olungato, -si ebbero stupore, eongestione ùul rnlto, tremor i, sen.oo ùi vertigine e ma.Jessel'e. · Quanto alle lesioni iH1ri00Iari in genera.le- non influiscono sul N.; cosi abbi.a.mo ricercato se le frequentii otiti medie calla,l'l'a.li da steno:oil tuba,rica, con forte retrazione della memlm :um modificassero i risultati ùell'etsa.me vestibolare, ma n'o n s i è notMa alcuna, docisa ripercus....ion(•. · Non C<>si è qua.rudo vi •sia.no esiti di otHe media purulenta. In un <:ai:IO (n. Wl) in cui il soggetto aYe\·a, da a.noi sotl'e1<to d.i. otite purulenta deiju·a., 00n ,perforazione irregolare nel quadrante postero-superiore, in u:ua M. 'l'. retn1,tta e L<.;,pessita, (a traverso la. pm-fo1·a.zione ~i S1.'orgora. la lun,,"'a bra.n<-..a deWincud.ine <le nuda.t.a.), urova.mmo c:he il primo N. era <li 28n .... D , rapido orizzontale; men tre verso ·s fu assente, quan<lo invece persisteva, ancora rn~ll'ei:tti:emo ,sguat'flo a D . E OOl';Ì anche nc>l Il. 273. · . Qua.udo, ,per la ,presenza. di tamponi CC1"1tmi11o!>'l bilaterali stipa.ti. siano occome ripetute lavande calde del oondotoo uditivo, può M el'f,i un ·n istagmo post,rotatorio vivace e prolu1Jga.to (in nu caso di 110" e<I olh~) ; in simili evenienze, la prova stessa eseguita dopo convenient<' riposo, cfà delle· cifre norma.li. Dopo la rotazione ~bbiamo anche, :ini un oert,o n umero di candi<la,ti , esam~nato l'orecchio medio, ,p er cogliel"\·i qualche moclJti<.-azione va.se.ola.re.; ma ·801.ta,nto in pochi notaimmo un'iperemia lungo il ma,nico del ma-r~llo e nella 'fXl!l"S jf.acciàa della miringe.
Alla prova, dell' indi.oazio11f', e.-.eguita. CO!) una tav~letta s~1:enu.ta sulle giuocchia dal t1<>ggetto a, me'L.zo d i un ~·Jl-0 cent:ra-le (stretto fra le ginocchia.), ,s ulla .qua.le .il candidato a occhi bencl.ati deve cerca,re di l':J{!:giuugere il <X'IltNJ di una, specie di bersaglio, Colpendolo col dito intlirr della, .destra, rhe porta, una, spug1i.a, intrisa di ilw.b-i~tro, abl>iamo ' da.to quec:;ta trenir.a. pt>r utilizza.re il più poasi.bile il t< ~1uso m11~,0lare » ~l'I lo speriment.More. Qur,rta, fo1·ma c i è ~br11.tr1, rpr(•ff'ribile a quella U$U.ìa, da, va.ri autori, r.he coll<X'a-no la ta.voletm sull'affu sto dl'lla ~ gil'f'vol{', ))t':rd.1~ in _ta,I modo viene ~ ma,ncare un punito di repcre, 'otfe1-to
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RICERCHE BIOLOGICHE SULL 'AVI AZIO~El
da.I ~u~> ùell'atteggiamento .corpoi·eo, cùe è a.p1>unto q uello che si tl'esiclera sa,ggia,r e nelle sue erent uali modificazioni, dopo aver stimolnto il la,birin to. Ques,_t.-'li pront ha, dato Yalori !l,SSOluti e· er» se sca.rsamente usufruibili. Si hn. tutta,·ia - come fatto predowi.uante - uno spostamento del dito, >1p1·d1• ,·erso destra,, ne i casi iu cui è più intensa. l'eccitabilità re,'6tibolare.
Pig. I.
Plg. 2.
. CÀ>me si 1·pde tl~J Ja. JiguJ'a 1, i <lue b<'rsagli si ri feriiscono a.Ile pi-ore <',seguite dopo fa, 1·ot~zi-011e \'erso destra. e verso si nistra; <:ou la, vo1.:è « ~ 1·p-0 )) , si in() ira il la.to che guarda. il soggett.-0 in e:,:aiue. Con ~V., nor·
male, !'li ~!.'.gna i l punto raggiunto -d~l dit o. priJ.ua, della rotaziOJ)(>; ~nbito dopo a,n-e uuta, <JU(~:;tn , s i fa. (,·olpi1-e la ta1roletta, per qua.ttl'o mite • s ucCPAAivc. fa<:Pndo muon!re il b1·a.ceio. da.U'aJto . Da, questa figura si acm·g-e eom e sia. :trrnunto nu eel'to s postamento d('lle iJ1die,a,1.ioui dopo
avt1-1·e 'N'ritMo. ncll'u110 o 11ell',1-ltro ,s<"nso, il h1J,i1·i11to non Ml!Stiéo. CunPO
CORPO
Flg, 3.
Plg. 4.
Le figu r<' 1, 2. -l si l'i ftol'ÌS('Oll!O n ra ntTidn t i cb~ ba,l}uo mo&i;mto buon cx1mP<?rt~mcnto negli esami otoJogk·.i e fu rouo thcbia.rati idQ11ei: la. fig. 3, in ('Ili ,·'è 11oternlc, sposr:une nto dcll'indice verso destra,, r i.gual'(ln, mi ~ogl_!rtto uon id,0111:0 p<•r d~fi CC'uza visirn.. (m iopia in a.mbetlm: gli orr.hi) .
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RlCEl:Cli B BlOU•Glt:HI:: S l' LL 1 A\"IAZl• •Sl'1
*** I 4i8t11rbi d oll·cq11i:i,ibrio dopo i.a 1·-0tazi-0ue JJO.·souu m.iu.ifo... ta,rsi secoudo moda.litù, e intens ità lll-Olt-0 nw:ie: si ,può osse1Tan· uua ~ plice titubazione . (m ~rchc 1m cal/lanl, con ilirn,r icaJucutJo <lt'llc g.1.ml>e, per amplia.re la t,a,.,;c di so,-rego-0 tl~l corpo) , un Vl'l'V ha.1·(,olLì.1J1wnto. un.i doviazione nel deambula.i·e, ~iOJo ~~Ila, cadutfl, e allo i.ha,uùau1e n tu d.1 irn lato, in avauti o ilL <lietr'O. • Non ,sta,r>ewo a de...:criw,·e le dil·c1-se ma.110 ,·1~, 1w1· le qua,li abhi.:.1wo tenuto p1-e:;e11ti. le oowsille rnr,ioui sul Yalo1·e di:~g-uo:-ti1•0 · delle <lel'ia zioui del ci1.u1mino nelle otop~1tic ùi H. Gè7,es (i:,;oè .- fNm1:. d'otor., l'on grN;f:O de l 1913) e l o _.. tndi-o tlt>llP 1Ta~·i-011i loco mot1·il'i di { ìl'ivot e Hig-arnl (Pari.~ 111 (:.d ., 1916) . · La 1)/'0'W tiel la d camb11laz ion<' , secondo Ba,ùinski e W eil, e le f,ro1;c Rtatirhr, gius ta. le 1n·opo;;tf• più o nwnTI m'()(litir at<• di Yon i':tL·,in, da ranno dnnquf' quakhc · io1po1t aute 1:a.ggm1glio, a. pa,tto che !;i t·srluda l'influenza, del <l.e,<itrismo o 11el ma.11dni;;mo, p<>iehè una. r·.e rta d1•ria r,i<l11t> della. linea r ct.ta, è as solntarnf'rnte nm·ma,le. AfJbiamo ,o,N' rrnto vart ra-s i di tipica df'c•iazion,e a steUa. i,11 cui il sogg-etto c ~n pochi trat.ti rli deambulazione ·si rorescia, corupletiamente •!'l\l ~ s tesso. Quando a.vde ne lu, C.'lòuta.•questa ' *'gnè - t·ome l <>ggr ro!':ta.nte da~ .lato oppo~to alla. direzionl' ,1<>1 .ni;;t,'l,gmo. • 1
La p1·ora c1ell'ri-yocsl c8iO[Jl'(lfO di Ga.leotri hn- <la,iu p111·e ll<'i •.l'isultMi che va,nn-o 0001·dinati 1·ou · t utti gli a.ltl'i pN· a,·el'C un quakhe rnlo1'<· p1'0ba,t iyo, In genere !':i e;;egni;,te la p1"ora, JH'Ì.ll18 t' d,1po la l'(lta,ziou(', e di solito la ,<;crou<ht gra,fi c.a- e-i-a mPn~> l<it ni-a, della, 1wi111a: al t 1i' y•o l t~, era Pgual<·, nou 1110,litiNLt:t 11ffatto. a.Jtrf' n1He era mig-lio1·(•. Si è rli,·is.'I la. 1wova in t1·e tP111pi. fsw.(•rnlo ti •11p1·P f<•1·11111 h1 111a110 \'(>Jh1, (l<'l' dt1L' minuti pl"imi: (IPJ· J)l)i pl'()f:eguke eon la nol'a t <><'ni<-n.. I fa.tto1·i rhe ·int~rrc·u~ono 1wll'e!-r»·1'ienza, »ono molteplil'i t<·o;;l · 1letto ~ n~o mu~larC' . . >'ta-n<;hrzr,n 11111s<'o!.1,r,•, S'<'Hf.:ihiJi,t:\ ncr,·osa· d r l sogg<·ttl), <'<'<'.) P for~ i.n r.iò sta la 1·agion1> d<•lla rn1·inhilit.ì •<lt>i 1·i"11lt:1ti. )[cglio cli qnnlt1n<1ne <lP.<wrizione, n i.lP il ~om:i1lPrn-1·r i trP -~pr rimrn. rli gra,tìrhe rhr ripo1·tin1110 11r llP s p g11P1Ùi fig111'r (:\~'i) . Aclnn11nr questa prow1 offrP <lr llr nofii:r.i(" hrne ut.ili?:zahili. in 1·oorcli. nnzionl' con gli altri. ri!':Ultstti. 'l'uttada d ~<l'n,o rlri fatti du· ··>'f11i,:1to110 a una, rritira· l'<Prrn11 .' Ric·o)·(ln ;;p1111pre 1111 raso ,li n na dsit:1 rli f'Ont1·oll<> 0
,_
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J:ICEHCBE BlOLOGICRlll SL"LI;A\"UZIO.Xt,;
di un -Ottimo pilot~ <la. tre an,11,i, il quaJe ùiede uina gra.fica peasim.a,; secon<l-0 que!La avremmo dovuto dichia.1-a.rlo inabile aJ · pilotaggio.
•
Pig. 5 - Grafica di un soggetto idoneo;prlma e dopo lieve ecclta-z.lone del labirinto non acustico.
Fig. 6 - Grafica molto irregolare. specialmente dopo la seconda rotazione, In cui il candidato ha sofferto gravi 1c,;omeni di eccitazione labirintica.
Fig, 7 -.Individuo che ha presentato forte cccita2ione labirintica; lento nel reagire agli stimoli visivi ed acustici.
* ** A,bbiamo complct.a.to q~1c;.t,i ~rllli. specie qua,n<lo \'i et'a, qua.lche lc... ione a carie? dell'orecchio medio (otite rne<lia purulenta cronica, con
RICERCHl!l Bl0Lù(;ICl:li:J SULL.A\'1.-\ZW:,(1:J
173 ·
carie in atto o sospettata; sia <!egli os.~icini, sia delle pa 1·eti <lolla Cl1$11,); oon la. p-1:LJva cal-ida e la frigida, irriga.udo .il c,ou<l-0tto con acqua, calda o fredda. mediante l'otoca,lorime tro. La, teouica. e i ris ultati F<ouo troppo noti perchè debba. iudugi~H-mi ,rn <li es:;i. In rpochi ca.si abbiamo prov,ocato la ·vert·igi11c voU.<ika, con la prorn elettrica. di Babins ki: atten<li.1,lllo di av('re 1·;u;eoltu di.•llc <:ifre u utevoli, ,pei· riciwa,rne i dati della nostra. espelienza.
'
*** Importanti sono gli ,esami per d s ite "<l'i oontt·oUo. iu 011i 6ornnte i disturbi n.Jlegat i ·n on w n,o controllalJili duranrte il \"Olo o subito dqpo, dai medici <lei campi, e in cui .\,'OYCute entra l'eleUtento ~ggett,ivo, uno . stato di timor pà,nico, la ca ctinL rnlont:\ di ti.s.·we un dat;o aµ1k1.recchio. oosi che l'indivi<lu-0, a,nche inoonsdàmente, tende a,d e!,;a gen1,re i propr.i ùitstW'bi. :N.on posso qui estendermi nel riferire· le storie tli molte os~1...,· azioni e.be pru-e a,Hebbero notev.o le i11te 1·es.c;e : ,larò t1uakh t> cPnuo ,Ti alcuni f'Saln i, media,n te i qna,li s i è rintnwdma. la c-a,gione elle ni-m·oca,·a. i iUsturbi a.ccnsati tlai sògget.ti. Vediamo 11 n . 461 : durànte il volo roorisce di provare senso .di Yertigine, specie quando compi~ delle i.pira,li , e òi a,nwe la, sensau.io1w di e&dere. Dopo la J'Qtazione in tp00i1.ion<'. eretta, si ba }; . die dum : 68" ._. D oriz1.011tale. rapido, a, ~ , 0 . ~ 1piutt-0~to mnp'ie; 96" _... S id. id,. inoltre pallore <lei ,·olto, seguito (la congè~.ioue P ma,lf's-'*'re. Nell~ prove de!l"equiiibrio · ma,nife.<;Jt,1, tendenza, a s iuli;t.~a. Durante la, 1,otazione a ca•po flesoo ·in arn,nti ha ,11)11.,r ulamento del io·on<'o wel senso della, rotaq:ione e caduta, ac<'ent uata, in sen!ò,Q opp0,<;to a I ce~sare di quella. U primo touo a.Jla punta. Ì" imp111·0. li polso 8-L ritmieo. eguale . La, p ressione col Pa.chon Mx 160. ,) fin 80. J_/emoUvit.\ deholP. Cn altro allievo pilota. ha: ohi0.Qto di sospe.n<lere iÌ r.oN;o _rie.r tremMi . .giramenti cli ca.po "· JW'I' :invincibile ,c:r,en&<> <li ,pa,u ra,. / Dopo la. consueta vro,•a, roru la, rota.zione ha. N. : 72' . . D or-izzont.ale, l'apido, a piec--0le sc-0~<;e; l lfi" . . S ra.pitlo, · orizzont11,le. ,a. i,,c.osf;e ,fini non troppo ampi<'. H a. pm·e congestione del volto. a.ccnsa, vertigini. presenta t 1'(lllnori del cropo e delle mani.. · ~E'lla. prova dell'<.iquilibrio f:ta.t.i{'o e> dinamk,o. tcn<l<> a ~ini stra.,
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cau to <la p111w1·c l'omvletalliente :sul ip1·ovrio a.::;.,;e ùovu ureYe c.immiJ10. I tcll,IJ)Ì tli 1~aziouè ·suuu lunghi: risil·o :!:!:J, fiH: ustico l ::i!l. . JI p,,l;,,o &; ri Ullicv, egua.lc. L ..1. pn•,-.,;ione H i col Hira-Hoe:<:i ; ool l'adtvu Mx u;;:;, ) lu 70 . .l,en1otività foi·te: per e1Jct.to dello :scoppio ùi uu ,petardo il 'Polso è ~alito da, $;s a 101 . UJodi.Jk.auùo:si profoudawenre nelJa f~rwa e \' 1! stata una, c·o,:pit: mL d'ilawaioue dei ,·a,si perife1·ici. .Auch«" il t rewito e la, cur·rn t'l'Nl'il·ittol'i..1 i<i souo muta,ti. 0
*"'* IJa, t}ll~la l)l'ere 1·a :sscgna si puù l~mulude rc c!Je se dol>biaruo i n pa ne rno;_li ficare il 1:,011<:etto d.1e molti a.utori ci an~vauo indotti a. col- ch:,1·r·e. ciJ-cµ.. il va.Jo1·e p1:eciptw ùi t a,luui ,;t•gn i, rimane fermo e inrero il grande \l('uetkio c he ,possiamo de i-i\'a,re tlall'esiamc :sistematico del la-biriuto uou acustico. E ;;so non viene iu tirru;Lto ~, ad e,-l•m,pio, do· \'l'('lllO cou~ider-arc i l n istagmo cou, u na, cei-ta ampiezza tli contini, 1<ce-011tfo le modnlir:ì che a,bbimuo e,.""po,..to, li uel".i da 11uelle semi-e limit~tzion_i, di tempo sp~ inlruente, alle 11ua li H' JUur m ·a q1J0n si potesse dc1·uga1·e : tlalle nos n e ~pcl'ienze 1·ù<trlta, e l'i<leme 'i:lre am;he iu in<l ivjdui 11ormali il nh,tagmo ,·a.J'ia ent1'0 termini h·tt is;..imi. L·c~1me del la,biriut<, non acu;;ti(·n è m11.wi C()..'Si prngr edito e!Je noi a,i.Jbiamo tiducia din•n :;ì in uu g iorno non lontano \Ul e l<.>meuto comune della . ~,·nwiotica , partkokt,t·mente pt•r tutte quelle lcsioui c.lJe stanno uella zona gtigfa dC'lla neul'Op,r.l.'{)logia e ·ddl 'otologia,. Già si pa,rla., di una. nuova, l.11:auca. la neuro-otologfri, che trntt.1, de.Ilo studio della. por· z.ione ,·r~tibolare .<lell'o1·e<·<.'hio iuteru,Ò e '(]:elle s ue d e iJ1t1·a(;raniche; e eomr l"t·same clell'or·chio e del ,i;;uo fon<lo fo1,ui><<·e a.I ue111·o pa,t~>logo e a.I c-lri 1·111·go <ki <lati irn~rtanti,.simi 8t1llo srntf> <leirencRfalo. (·osì l'otologo e, re,1,, » nrl rt'l'n.'llo per la ,·ia, dell"o1·ecd1io i11tt•1110. 8 ancor (li p iiì: :1iJbi111110 o,,:.!"1•1·,·nto c.ome . dopo la l'Ot.a.zione. ~i dist ing uauo gli indi:ri<l ui si111 pat1:ro-tonici dai i,a.go-tonic i . :Kon potremo gion:trci tal me7,zo ,pe.1· In. ùia.guosi <fi m-01 ~e forme fli • <loruinio de lla t>nòocrinologia, in c ui i s u!<si<li S{'rueiotici •sono tnttol'a, ,....à,rR.i e non sèmpre e::tua.lment.e pr-ohatid? ' " .\ no i srm brn cl unqne ,wi<k·nt,, dtf' aU-~lJllf'· llli't~lic·o 11P I labirinto · 111111 :wnstko. a IJl~sl'indeTe dalle i_nclfra.:,dond. cleUa, « SJW<:hùità» • .ormai a,·qni sit,, nlla ,wirmm. ~ia, ri sPrhato 1111 :wn~uil'c molto· ,pit) g1·ande e pt·n{kno. uri r·.iin po lll"lla medicina P chirurgia. g~uera,Je. poicbl! 1'01·. 1,.:'H 110 •l,•ll"rq11ilih1•io è jnt inrnmentf' C'O!Hl~,:so <'Oll nmne1•o!;fi llCl'Yi f' ren tri, 1'111• ir1 r,,1·p,-!;,1110 e• infl.u!'n7,.1tlo l'i'll{'('l'O organismo. :\folti me<lit-i. dopo le
di
IUCEUCElf) BlOLUUlCBEl suu : A, ·uz10:-1,
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µrove oon la, sedia girante, samnno :sol'pr~i \folla, ltH:e ~ -a, d.11• uu c.onsirnile esperi.wento getta, sulle condizioni del pazien te. Iutesa i.n taJ wodo, l'oto1og.ia, avrà reso non solo d ei grandi senigi all'a viazione, rna. a,vrà contribuito a diffonde re la 001wst,eBz..'L Ji un rnr;-.zo d'indagine u tile a,ll' incremeu.to de lle scien ze m edi<'.Jie in geue1·al(>.
UFFICIO PSICO.,FISIOLOGICO DI AVIAZIONE MILITARE -
ROMA
Hicarchs,i sul_lo stato dBllil coscsnza nslla vsrtiginB rotatoria. Per i profeuori Guglielmo Bllanelonl, maggiore medico,..._ capo del Reparto otoiatrioo e AehJlle Ro~agna-Manola, capitanQ medico, oapo del Reparto neuro-psicologico.
Noi ,s a,ppiamo, cliniUL1Dente, che iu woltc for'llle di• rel'tigiue la
oosc~za rima ne -inoogra. e lucida, ta,n to d1c a ,1-a,gioue :ll(>o(rel lla, detto che essa è « straniera :i,lla vertigine>>. Più :spei,;.-;o ,:si b,L _u n legger o offu. scamento, e Gowers ricor<la il i-enso di t ul"l>atnento che ~u:oomp,agna, l'inlp~ione di una \'l'..1-tigine che sta i.et 1:!0pra,vveuiJ.·(>, e che è a,ncora più fas tidioso dell'evento effettivo (1). Dm·ante l'esame del ·labil'i uto non a<:ustic-0 dei piloti e ,dei candida.ti aviatori, usando la ,sedia. girev<>le, ci siruno avve<lu ti , clte uon di rado all'arresto della. sedia dopo la rota.zi-0ne cons ueta. nell'uno o n~'altro sens<?, invitanrlp il soggetto a, fi;;;.~re il dito del me-dico o. un.a stella disegnaita sul muro late1·ale, p e1· la ricerca del .ni;,.1:a,gmo, rn·corTent qual cb(> secondo percllè il s oggetto ,&i orienta,sse s1lffic1>11rt,~mrn1t<! ('<l P!<f'guissi• ro11 la dm·uta prf><·,biione quei movimr nt i clte gli ,·ei1ivano (·oumndÌ1-t i. Xoi qtti non ci induger~mo nel de.<ierivere le alte1·azioni r l1f' ~i a,·veraJJo a rnt·ko rlel s i.sterna n(>fr{).~ (tt·e:mori , rnovim«>nti f'!onic-i dei musc{)]i ~1imici. a mmicC'amento , midrini<i, ecc.), circolatorio (a<·<'<'le ra.n11mto del polt111 <l'i solito, oongestione o ,r~-l lor(> dA:'l volto) , rf';,pil-atorio .(il r e.i::piro di C'Ollf'Ueto si fa più ra,rido e superfir.i n,Je) e ·;nasi S(>lllJ)l'<' un a-ppa.rente (1) P<'t· più nmpi rngg11111dl sullo stnto delfo cosceiw.tt nel111 n ' rtigine si vei;:g:1 l~ tesi d.l L. SU.VAGNI: Patogenui e aem-eioloqia della vertiyiitt' , Cap. 8•. Rom~.
lRU7.
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l'er I dutl reliltlvl alla vertigine auricolare, A. PIAZZA: C@ l ril,11/0 clinico al1o •t1Hlin tiella ~<' r tigi11r fi"1tricola1·p. (Atti d e lln. C llniC':l Ot v ...i·ino-1111·. cl . R. "Cniv. cli H••M. lOIH. 143).
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Rl_ChlllCHlil BlOLUGICRm SULL' AVlAZlO:-.J.'l
trn,rusitori~ 'fuga<:e perturbamen to menta.le, lJiù acceutuatç qua.udo quei fenomeni si era.no mostrati ·p iù evidenti e persistenti. Questa osaerv~1 zioue, che a.vera u.n, valQre pratioo non t ra.s.cura.bile. dal pWLto di vi1;~ dell'avia.zione - ,i n quantio i! iwp<>rtante poter cou~ r e oon esattezza quale s ia. lo stato <lella, co.-,cenM. durante e dopo uua vertigine d'origine aurioola.re - · ne a.vera p ure r,c,r gli a,ùde.n.tell.ati con i. ,problemi ,dottrina.li della questione, in qua,nto n,)n ~ abbanclona.to del t utto e da tutti il cunoottio cl.te la veroigine com,ista essenzialmente i.n,. una iUiis·i om ,. oo è noto come sia, so,·ente a,r.<lno <listinguere una, ve11tigine epilettica, &i. una. au1icolare. In ~n.e1·e.si ammetteva che l'a ~, di obnubila.mento della (.,'QS(;enr,a fosse Ull .<lato cl.le de1>0ne.<;S4> iSCllZ'aHro per quest'ultima _; in un ca.so di tal forma, ilnpouente per a.-,petto, a,bbiamo tii.~tute volte ·iushit ito uell' i.ntcrrQga,torio del paziente, intlh·iduo intelligente· e colto, uel seguirlo nolla. sintoma.toì.0gia, e potemmo raccogliere soltanto che « 11ell'attimo della eaduro. si amni un fuga<;e .mia,1Timeonto dcll,a cosceu.za » (l)·. Inoltre In, Yert.igini> anrfooJare non è infrequente in soggetti uevrai:steuici e molti mala.ti coufonù111To la vertig!ne eol sen.-.10 di vuoto, di iuce1·te2;za o di pesa.ntew,a, aJ ca,po oosl comuni nella ma.Jattia, dj Beard; ·ed è ,importa.u,t c poter stabilir(} la. dia.gnooi <lifferenzia,le tra la :vertigo ab aure lae.sa e la, vertigfof ne,,rastenica ,·era e prnpria. Nel suo libro s u I c.0·11,fìn,i <lcll'é'pile.çsùi, il.Gowers osserva, che solo una ~r>ecie di vertigine ha di frrq1wnte . una. stretta i-assomiglianui, cou la. epilettica e 1·a.c chinde una rea.le· cl,ifficoltà t'ria.gnostica; ed -è la vertigine prodotta da, malattia del Ja,bit·~nto. Dna momen,t ernea ,·e.i-tJgn.iw può arrecare, egli dice, un'impNJni~a caduta ed e;.sere confusa, oon fa e,pile,<J,<.;.i.a; ma, I.a .r·a!--,;omiglfa nz.a. è uw)t(l più str<-tta, qua.udo l'a,ttacco è a<:compa,gna.to {la u11a J'<'ll le pe1·tlirn 1li c-ns<'eni'~'I. Gowe1·:< dimostra, con · esempi e,·identi come q1:~to ffintoma., ritenuto prova indubbia. di epj. le.o;sia., ~wrnuga mi.ora, .uclla.. ,·e1·tigifie aurioohÙ-e pura. · Restava (l'unque u.n, dubbio legittimo. A cerca~'<' di r:i.<;_ o lvere il' quesit<l s.iamo ricoi:·s:i ai ,sussidi di analisi offerti da.Jla ,psh-ologia l;J)<'l•imeut:'lJe . . i\fa, 1per rpoter giudicare dello ;:ta.to della ooscenza im.medi.ataroent1• c,ousec.utiva a,lla rotazione ·1',0ll la, .,;{.'f.lia gire,·ole, hioognava, sa-ggfa,re la. capnoità dell'incHv-iduo ad orwra.zioni menta.li durante lo sta,to ,•el'tigi· U-0$0. Ora J)('rchè la. ,·ert.igiue !':ia ~ni;nbile (e a, ,·olte è as.~ aecentua.ta) è neces,<.ario che l'esam ini\.lHlo sia pOf:to ~uto ool itronro flesso in ava,nti e fa, testa. pi~aa,ta. di 90° ~mila Yf>1'tics,le, tJ·a le mani. mentre i. gomiti' 1)0/?'1?'i:H10 i-nlle g:in-Of'chia, (v. fig. n. Dopo 5.giJ•.i in 10< ,·i<'1rn coma,ndato (1) Btl...\l'C!Ol'I: Im~ o11P11fe i;erUginc lnbil'i 11/ic(t d,a 111.m11011.(l ce1·11mi11oao 11t1,i·
lftf,,,·a/r . (Attl 1lella Oli n. Otor in. R : Uuiv. Ili Rom,1·. 19181.
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... RICERCBEJ BIOLOGICHE scr, L'AVIAZIO:-.E
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al soggetto di riprendere col tronco 1a, •posizione rnrticale; si manifesta, .come è noto, la, vertigine: .il tronco si incli~ oom ]'a, itesta. da,l lato verso ·il que.le è avvenuta la. rotaQ;iqne, mentre si producono altri movimenti (J,i compenqazione
e fenomeni vaeo-motori, secret,ori, riflessi (sudore, nausea e conati di vomito, ecc.). Saggi11,re con ricerche psicometri-
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Fig. I -
Posizione del candidato a testa Oes$& in -avanti, per l'esame · del labirinto non acustico cori la rotazione.
che 1-0 sta.to della coacenza. di questo' momento è difficile, .p erchè l'attenzione è evidentemente e fortemente 1-i.chiamata dalle sen~ioni anorma,J,i tra.smeese <laa ca.naJd ser)l:ici~col81ri ooci~ti, e 'pe~ i .I tuTbamen~ del ~ statico; e ia.ttra :i~wte essendo Ìa, vettig.LUe della, durata. di poc.bj seeondi al ma,ssimo, qualsia.si operazione mentale complessa., richiedendo motto teni.po, non avrebbe potuto servire a,llo scop·o. · L'unica. prova da tentare ci è pa.1'88, quella della di.scri1nin<M:i-0wi · tattile. Prima. d'ella rotazio~e il soggetto ad occhi bendati viene aV'Vertito che ~gli doVI'à, il più rapidamente possibile, riconoscere e denomina.re un oggetto <!be g1i vevrà postJo nella ma.no destra. Oon un orologio ;~decimi di seoondo si osserva il tempo clle il soggetto impiega a. :cico11-0S<:ere : a) un orolog,io; ò) un borseJ.lino di cuoio ; e) una. moneta. da . <lue a<>ldi. · Poi gli si spiega che appena dopo· la. rota.i i.one egli _senitirà la, sedia ferma.rsi, e }llettendos:i di niJ.oV'() i,n po!>izione verticale èol tronco, •lovrà, lltr· . . . · mgere un oggetto che gh. .viene messo nella ma.no destra. e dd,rne &U\nto il nome. Quando il soggetto ha. bene compreso, Io si pone oome nelfa, figu1•0'" 1 e. ,..· f . do.~ra. ~mque . . g1r1 : . A .,1 anno compiere verso <ftOUla. l>})ella questa, ·SÌ ferma, l'esa.m.immdo si !'!Olleva. col t ronco, ha la ver-
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tiglnf e &i .piega con la ~ta, e il corpo dal lato destro ·t;fig. 2): l'ol'<,;errntore gli pone immediatamente nella destra il borsellino. Dopo un tempo. ·a naturalmente v,a.ria,bile, ma sempre dur:a.nt~ lo eta.to vertiginoso manifesto ,lalla. persistenza dei movimenti di w ru1~sH,zio11:e, i:1 candidato dà. hb 1·isposta e il tempo viene misurato in d'ecim'i di seoondo·.
Fig. 2 - Dopo la rotazione verso destra, a capo flesso , consistente in ~ giri in 10", nel riprendere· la posizione; normale del tronco si ha ver~g_ine e éàduta verso destra.
Quc,..ta esperienza è staita. eseguita. s u di l1Il; centinaio di c.a.ndidati a,ll' a,vfazioue, dai 18 ai 22 anni circa. Con varia intensità si sono verifi · n1,ti in es.-si la, vertiigine, in moviment i di compensazione, i fenomeni rnsomotQri, ecc. ; ma il tempo im1piegato per la disc1;iminarLione è s~to "1mtpre brevissimo. ·i n quattro casi il tempo ba superato di due secondi quello impiegato anrtecedentemente a,lla 1'0ta.Y.ione; in quindici cMi la, tlilferénza, è sta.ta. dà. quattro a sei d ecimi di seoonò'.o : nella mit,ggio1' J"l.'lirte dei ca.si il soggetto, mentre era in p1:e da a.i fenomeni ,·ertiginosi, .ippen.a. scntirn tra le dita. il borsellino, energica.mente rapidaJllente lo nominava, impiegando nella discrimin~one uu· ten"ipo presso -a: poco 11gua le a quello di prima della. rotazione (un secondo ·circa) e a. vo1te _;rncbe inferiore. Il ritardo nel tem·po di discriminazione fu più forte in quei soggetti .nei qua.li specialmente in tensi fu'rono i .fenomeni verti· )!inOffi e alcuna rifle.'3&i (n.aµsea, oona'ti cli von1it.o, e¼c.). In nessun caso il giud izio. fu incerto oppure erroneo. D()y,o qn~ta: r,rova, di operazione mentale semplice discriminativa, in \ia~t' ;1, !'<Cnsazioni ta.t,tili mJ,c;te (interne ed est:erne, stereognosi, sca· hrezza , durezza., ecc.), cerca.m.mo di determi.DNJ·e se subito. imJI)ecUat:J ·
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B1Cl!:RCBi,J BlOLOGICHlll SULL' AVIAZIONE
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mente dopo La Ct!l!>Sa-zione llel fo11.e turballieuw ùel ,:;cru:;o statiw, il &oggetto fos:;e capace di fa.i-e un'operazi~ue mentale più .ùifticile, d1e non la- .disc1 ~ i u ue scusitiva. E u. rnJe sc."Opo sa,ggiarumo la, ·111emoJ-ia. ùn11wdiata iH immag ini successive, semplici, ci'i diver,so colore, preseumte al soggetto altra,ve1-su uno scllel'mu, mediante un chilllogtafo orizzonta.le.
ln questa ei:;pcricuza - che sarà meglio d escrit ta, in altro 1a.roi-o aJ \:<lill<lid:ato vengono ruosu·a.te figure (qua,d1:ato1 truwgoh:>., mezz.1luua, dis4,;0, stella, ecc., di colore ble u, rosso, ne ro) contenuta ognuna es..ttiamente in un qua.ùra~ di hc ccntiruet ri di lato, ed: uguaJ.wente ùlstauti l'una da l'altra,, ç.ol tempo di esposi½ion.e di un secondo per cia,,cu ua.. Si fanno due esposizion'i di tre i1111ua.gini successive, e due di quat tro, e si nota.no gli en"Oli . in 1·appol'to aJla, quaut i tà, qu::tlità ed ordine, cioè w:rori di omiss ione, di t1·aspos.izio11e, di l'ico11os4,;irue11,to cfi forni.i e di C-Olore. Poi. si esegue la 1·ota,zio11e· come per l'e.<;pcrieuza preu~Jente, a v,·erten.do i l soggetl:-0 che, appena la sùdiiL si sarà. ferrna.ta, {)gli dovrà mette 1·si col trouco in :p01sizio11e verticale e, dopo uua breve pausa di qualche secondo (necess.t,ria. perchè ùiminuiscaino le ;,mos&c di uJstagmo, che.impedire bbero al soggetto di fissa.re lo scher mo), guard,u·e le lig:ute che pas.-;a.no rucces~va.mente davanti a s uoi oe<;hi e r ipeterle come prima. Daffesame fatto su cfrca un cen tinaio di caaididati si è verifk.ato e;he la ma;a;sima parte, non ostante i fenomeni va,-,o'.motori,-secretori, ecc:, persi,rte.nti, riferiva le figurtl viste con minor numero dti errori che prima. <k>Jla rotazione : e solo in ·pochissimi casi (5) per fenomeni d i :nausea e cli maJe.~re non _si potè richiamare elle <l,opo qualche tempo l'attenzione ne<:(:i....<;a1;ia . .\la U dato ca,r atterii;;tioo dell'esperieu1,a, è che, mcu.trn prima della rot..~ione 11: figure venivano rievoca.te e 1·Iferite con un cer to sfonJO, e quindi con p-O<!R· rn.piflit:ì,, dopo la rotazi-Oue moltissimi cas i, non . sol o ma,1.tearn, lo sfo1·zo, rua "'i ·notani prnnte;,:1.r,.. celeJ·it.1, e concita.zione ùi espressi.one. . · · Le e~perie.nze ,;,;uanno continuate e megJi.o ana.J.izza,te con ,s a,ggi ulteriori. Ma pel' ora ci sembra ,poter fa.re , le segue nti afferma,zion.i : 1°) Durante la -yertigine provocata dalla, rotazione, i;;c un turbamento si ha della co&c«~, CS$O è liruitato al seni,/0 statico, ma certo non altera la' caP.H-Cità di disori.minazione esa.tt:a nel campo di altri s~uRi, · e nemmeno perciò chP l'iguarda il tempo di d iscriminazione. 2°) Appena i fenomeni di turbamento del senso ,s tati'co si attenuano al punt.o di · rh;tabilirsi l'e(J.udlibrio, con la cessazio ne d ei movimenti di compensa,zione più s piccati, non si verifica alcu.nin. difficol tà nel &agget to. a compiere operazioni mentali più difficild, oome quella di fissazione e riev()('a.zione immedfa,ta di un dat<> numero ili immagini nella stessa. rpia.ntità, oNline e f!n~,li.tà con le qua.li furono percepite; ma spe;.o."o a.mii
in
081
l'operazione sre.s...-..i- !.i compie wn waggiorc fuci lit.:L di [JrilJJa <le Ua rota'-' zio ne e 1,;011 il can1tten.> tlellà> rirne ità clie doorda, a. 1·0Jte qudla ùell'aut,.,matismo un,pulsivo . . Ciò J)Otrel>he !:>pi1•ga1·~ì peu.:,;.uLÙo 1;he iu segtiito .illa J-<>t~i~ioue, pi·1· fwom e ui ciJ·c:ola,toi·.i cc1·,·'11·,lii (più 1·a,µ ida e i u,tern;a fr1·or~v1.ione di alcuul' 7..0ne 001·tie.aJi) o pe-r f.1t1 i ùiuamici del tessu to nerH,so cc1-cl>1-:1,le, f:ii sta 1:tili:,,-ea U ll..l, C(llllJ.izione d. ir·1·[unzione tfpi tèntri C.'l·('Hl' l' d i ' 1-en<lel'<: più ;;ollec.it i rnol t i .prrx:e-i!,~i a~M<·intid.
Ut'FI CIO PSICO·FISIOLOGJCO l>I AVIAZIONE Mll.lT.&RE - T ORINO
Brevi note ,,eventtve sui risultati di al[ane ricerche psicometrim sul candidati all'avlazloDB I sul pilati '
• p er il prof. Francesco Umberto Salllottl, libero docente di psicologia sperimentale nella R. Università di Roma.
Bspo11i:1JJH> :succiuu.1ru1:wtc a.Lou.ue cow;idcrau.ioui Je,,sunt<.: da.I L.t. espet·ienza iuLutuo ai mctoùi .idotwti, ai risultati ot,teu ut i, a.lle 11.c.e1-clt1· sp<.-"Cia.Ji w w piute d u ra.u te j,} !,)Ostro se1·vizio <li ~ :po-fop,.1,rco per gli esami ps icologie,-i. nell' Cfficio Psicotisi<>logito ùi 'fol'iuo. K on a,H:ill.<lo voLtLt<> fiuo1·a ela,t,ora1·c il ma.te.ria,le raccolto,· l'isel'l'a.n.<.loui <li ra.rJo a
tempo viù op))Ortu.nv, i.:i l)i:lltia-1uv in tlim.:ri; <li fo,n• !'Splicite 1'i"::-c1-re su alcune t,0111;Jusion,i , <·I.le qui a ~ce1wi111lH>, ùeri r..Ltc ·iu g1·,1J.J µa.1·t.e da qm:i 1,;i-iteri ;;oll.lma1·i (fi iut'erpi-etu,zionc, forniti da.I tli 1·ctto ,'.hJ)JJJ·ezrA1mclllto ùella p1~1tic..} a.pp],.icaq,i,J11e. I. Tempi cZ,: n'!.1-z iu11e -~,,niplil'c . - l'.ioct,o qut•><to te1·llli11c , ab l,iaruv inteso <letc1·mina.re non già il ve1,._, e 1>ropl'i,, '1:eUJ') ~ d i J"t'~tzione, qua.li· esponente tlell' equaziuue pc1·sonale, m,1 ,1ueU' a-tUtndiue <lei p 1'0Ccs<i ne uro-mui:;c·ola-ri in rc:;,rilae attcntiv-0. vc1·so cui un inù il"iduo s pout:a!lc.1.. yientc tende a s volgere le ·sue r c.1 zioni perootci.vo-m,,tor-ie. S i è pcrciù 11-ascul'ato il metodo da~-ioo per Ja. deterin inu,doue d<•I trrupo 1l~ reazione (oontr·o il qua le si po,<,souo sollern1·e m o l te,plic i ohit>zioni) e Bi è a•iotta.to i l metodQ <l'elle rea2ioni a rstimoli succedentisi a bre vd i nt.c.tva-1 li, dando . H,l soggetto il còmpito pre1·ent,i1-amente. L'o_biezi<1ne, ohe a taJe metodo comune mente si suol fare, che, cioè, s i costituiscono <le.gli · a utoma,tiSlllli nelle r~-zionJ, non è fonda,ta. O~orre però uru lungo e attento t irocinio, pe-rchè si a.cqui.sti la, J'a,pid it;,. di (~<;er.uzione, di nota.· zione e ili regolal'itù cli r;:pel'icnza.
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. RICERCHE BIOLOGICHE I) ULL' Av!Àzlù:rn
I TR sono segh.'l.ti oon un ùonoscopo d.i Dipp Jn millesimi di seecr a1.1ertW'a d i correute . La mo.Jifi. ca.zioue all' orologio di Hip p, già lle.soritJta, da G RADElt-.I GO ed BERLITZKA 1Gi o1't~. M ed. A/il., 1918) come adottata nell'Ufficio, p1-esta.11dosi a. vari I crrQri, è stata sosbituita. con .iJ dUlpositirn originario c~ri Bipp, sempli-. tic.aro con la. soppressione della molla. i.nfo1·iore e facendo pa.s>Sare un circ·uito semplice a ttraverso i rocchetti inferiori. Il controllo, con un a p J>3,recehio ~ -c.-'l.duta. di Hipp, anche questo mòdifica,to a chius ura. ed ,1,pertura. di ·ci rcuito, cori,ispou.~ente a l di..<:positiro p<,r i '.~R, <k\, con t<hle -semplifi~ione, errori d i frazione di mi.lle.c:imo tli :seoouùo in me<lia. e,. assolut..'\>m('n te, errori di uno o due m.illesimi per s i ugola dete1·mJinazioue a-1 cont rollo. .l,'01-ologio può essere aùopHart:o a lungo ~ nza. va1ia1·e. Gli stbnoLi a dottati c:omd.stono,' per il visivo, in nn d iaframma verclei·hia,1·0 del dia metro di 5 mm. ilhuuiniLt() a luce diffn sa da uua, l~l,l\l1.a{lina di 2 ca,ndelc (accumnlato1·e di 12 ~oHs), sosLi t uita .'a.Jlu. prcce1lente ·lan1•p.'Hfa <li 32 (a ooncnte stradale); per l'acustico, nel colpo dii \LU tasto a. leva oon ·caduta, da a-ltèz1,a, fissa. Spiega,to il còmip ito al soggetto, si racco lgono .i TR fi.110 ad ~were un grt~ppo òi TR normali e omogenei di 20 dete r~in,tzioni. ln ge,. ncl'ale, la: grande m:1,ggi.oranza. dei sog· gettd reagis~ ÌlllJn~ lia.tame n te con TR normali; per ·pn,recchi. occorre insi1rtere d~1,pp.rima per ada,tta,rli ; poc hi S<)IlO coloro ùa l'iteue r si non idouei per lentezm di rea~ione; rari i ,·era.men.te iJladatta,bili. · I va.lori ottenuti oscmano per i TR a, stimolo v.isivo, le ma,ssime freqne n ~.' tm HO e 200 millesimi; a stimolo a.cust ico, tra 130 e 150 millesimi. Ol,t.1-e questi v~ lol'i, Eri ,p uò ritenere che la, reazi.011e è lenta e l'in<n,·.iduo da eliminarsi. ai ·fini dell'ammissiouc aJ pilotaggio. (L'avere posto C{)me lim.ite <li tollera,nza, per i '-!'R a, .' tim-01.o a c ustfro il ma..'.!Simo :• 170 milleffillli.1 non ha, a.Lenna. rispondenza pra,tic.."'· oo è q uindi preferibile ii.durre il limit<' a quello norma.Je di l !iO). Sono da cons iderarsi. TR spurii quelli a. cva lori h.1,<1Si (meno di 150 per i visivi , meno di 100 per :lii aeustici) . . IT..ia persi;;.1:('. nte · c-0rri spom:len1,n ()f.tenuta t ra le mas~ime frequenze del!!' si n~o le c11n •e indiv1duaJi e quelle del•le currn rotali ci fa rite.neN.> Preff'rihile, ai fini del gin(Jlizio .sui candida.t i , d i sostituire ~1 valore medio di una, sede cor1'(':tta. l'inclir nz.i,011<' della chi-c,se (di 10 in 10) tli maggiore 'frequen.r.a. Al vaJore a,9trwtto della, media, SO!'ltituire cioè, un'esrn·4:•s."ione più oonc reoo. di quella che è la tendenza. defi'individuo a. reagire ,µ.iù comunemente con TR. prepon<leraoti. entJ'O limiti di va· riazione IJ)iù ristretti, <lando. oon gli elementi della seriazione continua., una. Ta.ppresenta~ion e rpi ù concreta. delJe sue attitudini psico-rooforl.<-. 1:on<l-0. Il dh,positivo è a chius ura
rer
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RICERtBEl BIOLOGICWll SULL' AVIAZIONPJ •
L'indice ili var.ial>ilità. è dato dallo scosta.w.euto quad1-atioo medio cd esw gj mam.ie11e, nelle serie regolari, al di sotto del va.lore (30) tollerato. Esso ci indica il gra,do <li omogeneità delle serie, ~ ndo queste tao,to più omogenee qua.nto più ba.'>Sò è l'in<l'ice. Onde è da r itenersi 110n idoneo quel soggetto cbe, nòn ostante le •pl'ove di a.da.tt.a.mento, pet'· ,;L<,t:e in reazioni not:eY-0lmente o;;cillauti, che pur dando delle medie JH>miali, presentano indici òl variahilità elevaiti.: ~pressione di una, iu:;tal>ilità di reazio ne, ùipendenle da esaul'ibilità, uerrosa,, da deficieu!A· 1·cgola1·ina,zi-0ne degli im1J.iulsi rnotori, . da sc,.nsi poteri atte uthi. La lentezza <li re.:tzione è c.watterizza,ta, oltre che dai· va,lori. stcs'.<:i dei tempi cli 1·ea'l.ione, ùa tm indice basso di rnl'iabilità,: l 'individuo è fou darnentMmente lento e. per ciò stesso regolari' . Qu('.<:t.i sono i casi vera meute tipici, in c ui il g.j udizio di iuabiliL.\ è sic.uro (specfalmente s,· l'l·~'lme, come è oppol'tuno, riclle 1·if~~tto in diversi ,g iorui), mentre nei 1;:tsi di in:Ll>iliLà pèl' CCL'.(,-;.-;in1, rn,1-.iabilità, è legiltimo riLenc1-e pote1·si tJ"a.tw re di trau ~toric coud izioui d'i esa,uri1J1<:Jtto nervoso : solo dopo Yarie prove e a diswnza. ui p.1recc1Ji giorni, si può legittimamente at-. tribuire la 1·a1·i,1 ~i lilù, <le.i ' l'H :t ttoo sw1to di ini;t.a.hili Ut psicllic:L. (Per ovvie ragi.ou,i di tempo o di mgr.117,.1,, crea.te Ja.J J.a.rnro degli uffici t' ila Ile csigr nr.e della gnrna., non era, po.·;:il.)ilc tenere in sospc;;o i caudiùa.li e p1·esu111endosi in essi uno' sta.Lo di S1.1J1it..\ fisica, e psichica:, si ,1ornva ritenere definitirn il giudizio di ini<lonPilà in ba,<:e alle oondi r,ioui olJiettil·c. 1·i;:uJtanti nel b1·e1·e periodo in cui essi erano sottoposti :-il!P d site di ammi,<,sione) . NeJJe' no1·me relatil-e all'ammis~foue a J pi lotaggio, nel periodo post-bellico sa,rà OJ>portuno p1·nvl'(-<]('1'P in questi casi, a ri1ll'ii di e:,,;.t.0t1·. A ,p:u·tc Ju. le11tC1.i',n o la va,l'iabilità di reazim1i, e indipendentemente dalla rera. e propria determinar.ione dei 'rR, dov1·ebbero ritenersi sPnz'nltl'O non idonei q,wgli in-rlil"i<lui, che, non osta,ntc i chia.rinwnti. r;,wmpi e d1olt<'pli~i p1·01·t' . diu10,\,t,1·ano una, no1i.>Yolc incap.'L<:it:) d'i pronto a,d.t.tt.·H11e11t<> alla. pnne tecnica, dell'rspNiP11za e a-I prouto <'~rci:r.fo di <Jllt'lle r·a,pn<: i t:ì utPII t .t li ner<>S-"-lll'Ìe per compl'endNI' ('{] e,;:cgu i 1·e il pu r ' moclc.<rto còmpito chi' è cla.t-0 nJ, soggetto. Q11m1to ai tempi di 1·<'~17,Ì{)ll<' con preavri~,, rbP nel prim,o pe.l'iod.o si solevano S'iJ temat.knmente raccogliere in t ntti i ct1-ndidati e che fu . rono pni ooppri"l'l>'Ì. l'li pnò r it<>nl'l'<' rlw l'inflttl'1w~1 òi'I pren,vvif;:.() n<l 01]:ni singol;i, determim11,ione a.cc,orci in g<'nerale i l 'l'R di pochi mille.':iÌll!i. Si ritennè in'se.guito rir.orrere 11,Jle serie w n prea.1Tis,o !"Olo rome mcz7,0 d'i a~lwtt.amento. \ Dei problemi tecn.ici , tool'ici, pm.t id, c he si rife1·L'ìCODO a Ila, determin:tzione dei TR. t.1·a.tt1>rr nrn qua,nòo nvre.IJJ-0 e ln.h orn.t,o il materia-le
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llICERClU,l Bl0LvG1CREl SULL'AVIA!llù~E
1·a.ooolto: qui l)a,sti coneilu<lcre che ove il p1<0cedimeuto sr1eriwenta.le prQ· ceda. oon unità di tecnica e di criterio, Ì risultati che si d ca,,~o 00.ll:1, deterrniria~ione dei 'l'R 1•ispo11ùono aùeguata.J:ucnte a,i. tlui. di u:n giQ.<lizfo 1:iUlla normalità fisfopsi<:.hica lfi Ull incliYiÙUO, qualora, ,i CL°iteri di t..11 giijdi.zio, nei ,rigua.r'<h di tal vrorn spe<,ilka, nmga.uo determina.ti e ap· pile.a.ti OOlli H massimo rigore. Il. Tetnpi <li reazione con scelta. - .Al dispoi:;itho ind.itato da GRA · OlilNIGO e HERLITZKA se me è SÒstituitJo \IDO più se.mplice, consistente in qua.tt.ro mov:i.t.uenti da oompiel'Si meiliante lo sposoo.ruento in avanti, in clietro, a. dMra, a sinistra., di una leva tenuta. verticalmelÌJte su un contatto e manovrata. con il semplice aippoggio di due dit.a. (pollice e in<l'lce). I quattro comandi sono dati mediante l ' illumi.oozione di una, freccia indica.noo la dire:1.io~e del movimento e · ad essi è aggiunto un comando n~~tivo, a cui il soggetto reagire il tenere forma la lera.. Ridotto a tale semplice dispositivo, si ritiene che· si t raggano più legittimi r-isulta.Li intorno ai p1'0~Si di scelta., non colll!plicati da estranei processi di diffic ile ,niconoscimento dei com.a.udi e di difficile ~uzione dei moviménti, che esig,1.n-0 notevoli sforzi muscolari. Il oontroUo dell'esattezr,a, <lei mòvimenti compiuti è da,to, singolarmente -p er comando, dall'a.ccension.e d,i una. lamipa,ùi.iia, corrispondente. I TR si a<:centrano tra, i 350 e i :500 millesimi, senza, notevoli differen7.e t ra le d iverse m-O<htJ.itù di movimento. La variabilità .più freqaente OEieilia. tra valori da 40 li, 70 : e poicilè da 70 a 80 l:1 seriazione P~nt.a un rapido alJba-ss:unento, <l'ovremnio cousi<lera.1·e come limite lll.a.ssimo d,i variabilità, il rniore di Non esistono nei ll,()$tro ma.teriaJe eno1-i di esecuzione nei movimenti: piuttosto s~m·si gli errori di de.fir ien te i.nibizione al comando nega,Uvo. ·
deve
con
70.
Dal maiteri:aJe fin-Ol'a- 1·aceolto no n piwe · 1·isnltino· differen.;,.e spic-
cate per i va.lori dei 'l'R e pe1· rn riabilitù fra i quattro movi.men.t i. III. Le CIM't;C clei tempi cli reazione n.ou ·esa111-inie11,t o nervoso. - Nei namerosi'ISiml casi di forme più o me no graYi- di esaui·imento nervoso nei piloti, conseguenti a. iincide.n.t i· a via.tori, a · iprolunga.to servfaio di guerm,, a deperimenit:o oq:rani<·o o ad' a.\tre ca.mw, abbiaJ.no applicato il metodo g.ià da. noi e• da, ,S. l-:E RGl (IU1;. :::.·perim.. di F·rewiatria, ÀÀ'XIX, . 1913) pro})<)Sto come e.sponeu:te dello stato di c:0ndnzione del sistema, ;erroso e de.J.la. capacità a,tte ntiva. •de.l soigetto. ~on poten do, per ri~rette1.7.a. di tempo, ,proc1><lere. a, -tlete1miua.zioni di lunga d'ura.ta, ci siamo lim.1tati a raccogliere, a seoonda dei. cam, delle seri.e da 150 .a 300 te.n 'l'R ·per gli ~moli visivj, e di c it•ca, lO!l-200 per gli ~timoli acustici. euao distinti i gruppi òf'llr detRrmina,zioni ptese nel periodo di ca-
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IUCEUCHlil BlOLOGI CHJil SULL'AVIAZlONlil
ùnta, (l'el ipeS(} tlel!.l'orologio (ci1,ca ::?-0-2..3 determinazioni) e calcola.lido per . i singoli gruppi e per- la serie totaJe le medie gli ID<lici, costruendo f:>er la. serie' totale la curva. ùi frequenza.. Vari ti-pi di rew.tione si rileva1no dal materiale <la, noi racool-to, spe· c~n-oo utile per quei casi in cu.i ci fu possibile seguil-e io stesso infli· viduo per vari periodi, corri~pondenti ai su~ivi per iodi di inabilità, temporanea.. Abbiailll-0 ,in taJi casi pot uto segui.re 1e ·lilllJllifesta,z,ioni del progressivo ripristinarsi della nomnalità delle 1~ zwni, ip. corrispondenza. aJle migliora,te oondizioilli fisiche e psichibhe. Due ti'J.}i fondamen,tali d(}riva.n.o da.. quest.e ricerche : il bipo a raJ. lenta.mento . (esaurioilità ·e labilità) e il tipo a. raecorciame.nto (eooitabilità e instabilità) . Ogruuno d!i. questi ti-pi ha poi fenoruèn.i ca.ra.tteristici di ot!ci1lazi9ne dell' attenzione, sia, per. gruppi di TH alternanti per và.lori aJti e bassi, sia IJ)Cl' variabilità assoÌuta dei 1ri.rugoli TR. I valori più f requenti D;el tipo a, l'allenta.mento vanno fino a :.!20-2;-!0 mille&imi, nel ti.po ,a, rareorciamen.to da 150 a 190 : gli indici di rariabilità oscil!a,11()_ tra. 20 e 40. Oltre questi limiti, è sospettabile nel &%getto un.a volon~ria deficienza di a.d'a,ttamen.t.o aU'esame (come ·diremo più avanti). In condizioni di sforzo attentirn, il soggett-o affetto da esaurimento ne1•voso, tende na,turalmeute· a reagire c,on1quei va.lori che gli sono ,più propni, ment re le murate condizioni abnormi influi.',C.ODO ad! aJtera,re questa, sua ~nt.a.nea, normalità d.i rea.ziooe: onde i:oBOr~no i fenomeni <)i esauribilità., labilità. e<f iwrta.bilità. Questi fenomeni , che si possono analizze.re con la, ispez.i.one dei singoli valori, dei g,r u,ppi e delle serie e delle rispettive successioDli, si ri~elano i.Il! modo carattt>l·isti~o, globaJ· men.te, n.elle curve tot.ali di frequeo1,e. Di queste, due rsono i -t ipi più spicca.ti : le curve a più cuspidi, o pluritria.ngoli , e .que.l:le a. lò'OIDID.i,tà pia.na, COllllprendente più cla&3i, o trapeq.oidaJi. Le prime ~onùiÌ1ondooo aJle forme di instabilit..'\, le seconde a quelle di lentezza e labilità.; le .prime indicano che lo sforzo atten~ivo non rei.esce .a regolare i propri impulsi ,m~tori e ad organfaza,rli in roa,zio ni regolad, ma, si fruiona , verso d ue o più t ipi d i 1:ea.zio11i prevalenti; le secoowe esprimono una deficien1.a, Ò('i pote1·i at,tc1it.iJYi e mmi genera.Le debole-~za dei proces6i Delliro·ID~la-ri, ondP .le ,1'('azioni s i di~en,do)lo c·.ou notevole omogeneità,, , per :gruppi più la rghl. Nel!(' prime si Jia-nuo io:d,ici di variabilità più ·al1ti che nelle seconde . L'individuo gua,rito l'iwrna rul' a,rn~ TR oorma.J.i per valori e per variabilità e la curva di freqn.en1,a, è compresa in breve numero di classi oon -vertice, normale. notcvolnle n te a,lto : c ioè, l ' i.nd,ividuo riesce • ad a.ocentra,re le ,p rop.rie reazioni nell' .ìmbito d('i_valori più propri e norIIU1,Ji. La qmu~i a..~lnta c·()TIC(ll'danza tra 11.!'l11ltati ò'ell'esame neurolo-
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RICERCHE BIOLOGICHE SULL' A\'I ,\Zlu:>.i,;
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gico e di quello dell'appa,rocchio vei,;tibola,re con i risultat i tl'atti ùa.Ue curve dei, TR nei caei osservati di ~urimento nèrYoso, è una riprova. della riapondenm tra il complesso fUJ,1zionaJe del siste111a nervoso 'daJ JH.lDto di y.i.sta, fisiologiOO 0 °d.a, quello psioologJco nei casi di esa,u,l'iinento nervoso e quindi èl.e.lla. importa.nza diagnostica del metodo. Lù dove· rum compaiono fenomeni obiettivi e si ma,rufe..q-ta.no solta.nto fenomeno. di insta.hilità., labilittì. o eccitabilità ai 'fR, è legittimo ritenere che esist.ano am.oom residui .p sichici d i esaurimento nervoso e quindi protrarre il periodo (li inabiJità tempora.Ma ,al pilotaggi<r. IV. Tem,pi di reaz-io11e si1milat i. - "E UDJO dei .problemi p1·atici ipiù 1-\l·avi e chè si sono prooentati nella esperienza quotidiana delle nost'l"e iudn,gini. Per varie i>agioni può succedere che candida.ti, allievi piloti, 1woti, tentino di esagera,re le propr-ie rea~ioni allo scopo di ottenere un.1, inabilità defi.n,itiva o· wmporanea. Il IJ)J'~ W psicologico che li conduce a, tali tentativi è troppo ,smnplice e ingenuo: poichè i TR sono (ISJ)ress:ion.é d,i un.a seriè di atti <Li attenzii>ne ,·olontaria, è facile pen · . ,-a.re ehe· sia, sufficiente prolunga.re per un att imo la rispos ta .per pro· rocare ~ioni lu.ngJ1e: ma 1poicbè non ·è possibile regolare i propri processi oosi finemente da, allung-<1,re le prop1'ie rea.zioni di quel tanto (pochi mille&m,i di secondo) pe1• cui ~ lecito il giudizi.o di inabilità, si raggiungono in fatto d'ei valori ece.e2ionalmente alti. Il comporta.mento ùel simu:Ia.tore va.ria. da caao a caso. I più evidenti sono quelli che dàn.nlo dei valori tra i 400 e 800 millesimi, e qua.Icono so_pera i 1000. In questi ~ non c'è dubbio alcuno: generalmente i va.lori vanno crescendo quanto ·più facile pare r.iuscirc l'ing~o e si hamo va.lori, agli stimoli acnsticli., superiori a quelli a slimolo visivo. Occorre un.a certa, pratica e urna certa astuzia. tecnica per rin.sci.re a, ottenere alcuni t.e.mpi norma.li a <limostra.zione della, ca.pacità del.l'individuo a reagire regola.rmente. Nella. maggior pa-rte dei ea.si, si riesce ad a.vere la conf~ion.e esplicita. o sotti,ntesa della tenta.fa simulazione t> gli st~i individui si adatta.no ottimamente a serie di 'l'R I101"lll0Ji, anche ,immediatamente, dCJJ)O una opportuna. ram.a.nzi;na o in una. seduta posteriore. · Altri non arrivano a ,t a.nto eccesso, ma si a-0attaJ10 svo~li.à.tnmente alle prove, reagendo indifferentemente: si hanno cosi va.Jori alti tra i 200 e i 4()0 millesin1i. Sono i ca.~i -più c~ifflcili e che lasoia,n o in dubbio. i.e, oome qu.a)che volta a-0<·'1itt>. si hanno va-lori piutt<lsto ri>golari, o,;ci1Jauti tra, i 200 e i 300. ltl'on si tratta in, tali casi <1i vero e proprio proposito di simulare una. inca,paeità a normali rea~ioni, rua. di un ltttR.ggia.,mento psichico di cc cattiva 'ìOlontà », di « in<lifferenm ll, taJoi;a di cc ostilità i> all'esame: sono più freq11entemente i ca.<:i dei piloti:i che Ct>r<>ano di ottenere ,periodi di rl'{)OSO.
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RlCU:RClihl BlOWGlCHE SULL'AVlAZIO.NE
Un oob1uei-c lo.tttlame.ut::1Je di tu,li tcrupi <ll reazione è ùato dalk i ~·alori ,s i ilispl'rdouo, con piccole frequenze, su gl'an nw.ue1'-0 J.i cla:s:si, e la curva qci va.lori <lclle roo.zioui a sti'molo ri.sirn coincide .in gran pa,l'te (.\()Il quella <lei vaJol'i delle rea,ziou.i a :;timolo a.custico. Si 1rnò dfre elle il soggett<, si preocL:upa di a.ssùmei·J Ull t1po Ullico Ùi ·l'e.l,ZÌUl1C indipen.<le11U;: ùaJl' iuliUOJlZ3, degli stimoJi , e da, ogni isfo1·z,o di atte uzioue : il soggetto è passim e <lisLr-.LtOV dal còmpito l'oa.lc ùell'cspel'icuza e Sl)!UWltO 1·igile ,L 1·e;;i:stci·e a.Jla tendenza _d~ adat· UIJJ.le11to a.ù u11a. reaziuuc .norruale. Uli im.Tici di variabilità, in quesk serie b'iwui.Lt:A::, "ono alLi:,.,simi (50-100 e taJora. anche ,p iù). A. Jiu10:stnu·e p-iù cbiararue11te, <:uu ùa,t i i,,perimentaJi, . la siruul.azione a,bbi:aruo ideato uu dispositivo, che stiamo perfeziona111do, meJ.iante ,il qua-le si può rive.la re con ma.ggiore i>'ic urezza quaJc.he element,o ubie.tt i rn della volon.tà <lel soggetto a prolu·ngare la reazione. A p1'0posito <li TR cuessirnwente lunglhl, arnnzi.amo il dubbio che si '])-OSS.:lJlO a.n ~,-e 'fH. alti, intom o ai iiOO, rua. se117,a. simulazione, nei casi <li individui 0011 postmui di trn,umi al ca.po e di commozione cerebrale. ~ei 1pl'imi ~i'si studi.a.ti, credemmo trorn.ri;i di fronte a, tentativi di SÌllluJ.a.zione, ma il ripetersi costante ùi tali fenomeni e in CQndizioni <la escludeì·e og-ni inteuzione . di sinmlazioue, ci fa ritene1:e fondata la i potesi c be p p 1·111a nga.110 condizioni speciticbe 1>er cui il soggett o presenta, alruen-0 per lungo tewpo, una. in~ipa,cità <li ooordin.a.e,ione dei prooossi nem o-muscola.r'i : per c ui è preferibile addivenire a '})ro,·vedimenti dcfi oitil·i ,li C-'.101Je1·0 per il personale na,riganté. V. 7'cm.pi d.i reazione sc111.pUcc co11, ritmo. - Come ricerca pe.rsona,le e a. ,s uss.i ùi.o (lei la .,.i 1LlCl'JJ1·cta.zione della, natura dei 'l'R, a.bbi.amo 1-ru::colto e .~tiamo ra,ccoglicmùo a.Jcunc espe1'ic11r.e di TR semplice con 1.·~tmo. In twa ·prima sede, rpt'O\'ol'hia,m o Ja. cornpa.1·sa, d e llo stimolo (visivo) mediante un met1·011omo, ,in una i'«'COllda sel'ie, Ill<'<li:wte UT,l pen dolo, a, çout..'lnti. G1·.~lìeamente S0guiamo il . momento dello s t im olo e 0011 un dia.pa.;;ou. a :iO V" il tempo di r Nt,zio ne. 1J1('(lia.11te l'i11tenuzione stessa, flel dia,p_a..<,on,, da,ta, da.Jla, risposta <leJ soggetto. N-on ahbiamo ancora e.lal.,01•a.t,o il ma,teria.Je, ma, po;.siamo riten.ere sim <l'' ora, che con s tjmoli l'itmioi <li 4" , :V', 2 11 , 1 11 si. aboliscono i veri e propri TB, pcrcliè. u11a. ,·olta, l'individ uo a,clatta,tos.i al ritmo, si formano <lcgli :111tomati;.rni e il ruome.n.to d<.'lla, rN1r.ione viene a oscilla,re in pitÌ o in meno inf·01·1LO a,l momcnt<> drll.a comparsa, l'itmica dello ;.timolo. 'J.'anto è l 'automath'ìJllO rl1e, intc1·rompendo la serie ritmica, degli ~timoli. l'individuo c ont i1rna. a, rea,gire anco1·a per una o due volte rome prima. ln altd indhiòui non si riesce ad avere 'l' R. perehè non Ri ada.f.taillo al l'itmo e 1·N1gis<'><Hto d'i~ r dina.tamen.t,e. Solo con indfridui 101·0 cw·re <li frequenze:
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RlClilRCH.lil BlùLUulCBE SULL1AVIAZlù:-;E .
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allena.ti si vossono ottenere dei 'l'R apipa,rentemente normali, e cioè iniziati a.ila comparsa dello stimolo·: ma in, generale s i ottengono TR molto più lunghi. Queste e altre consiéle1·azioni, elle riteniamo po~· rica.,·are da l nos!II·o mate riale, ci sembrano sufficienti per r.ip1·ovare quei rnetodi di deterllli.rul.1.ione dei TR oon s tillloli ritmici: metodi e lle possollo essere utilizzati a,d altro fine di ~·ice!'che tipeciali, ma non già a L!a. ùetermiua.zione dei veri e propri TR. VI. f nflv.eri~ del t em po di vrea,c-dso s ul temvo di rea.::ione. - l.:n abbondante materiale abbiamo ra<:.c<>lt{) su !J:l,l e rfoer<.:a : nostro pL'opo- · sito è quello di studia re come rnriiuo l e moda.lità, dei TR, pe1· rn,lori · 86SO!uti e relativi, ·s otto l ' intlueuza del variare del tc1u1)0 ùi pre:wdso. Raccogliamo graficamente il momento di prea,·-yis o -(<( pronti! >J) .per mezzo del nostro ·modello di a pparecchio segnalatore della m c.e (Rfo. di A"!'tronologùi, XIX, 1914), ,i l momento -dello ,sLimolo e il te mpo di reazione con .l'interruzione della curva del diapaoon (GO V ") : il 'l 'R oltre che gra..fica.mente è contemporaneamente letto c ronoscopicame nte in mil-
lesimi.. Abbiamo compiuto la maggior parte delle esperienze sullo stesso individuo, già a llenat.o, e di coi conosciamo, 1per lunga. consuetudine, l'eq1U1.zion:e personale. Altri gruppi di espe riell7,e abbiamo condotto, ,per t.onfronto, su alt ri individui. Ci· sembra, dalle impressioni raccolte du· ra.nte le esper,ienze e da una somma,1·i.à. ispezione ò~l materi.a,le, pote.I· rilevare a,lcuui fatti iutere'.ssan.ti. · 1Ia.ntenend'o gli in t(}rrn.Jii tra, re..'1·7.i<me e rf'a1.i-0ne ent 1·0 lim iti regolal'i d i St1cccs..<:i.one, e maJJ te11<'111lo i t empi di p1·<>.,.LHiso entrn limiti di tem po di ,poco ,ariabili, i TH si nrnntcngnno regolari e uormali. L 'a.ffrettal"<! o il -p1-olm1gare in,1,spett,1a,tamente il tempo di prea.Hi<ro proi·ora TR a,norornJi. (lunghi per lo più) in quan.to l'indi viduo \'.i(•ne ad fllSere disol"ientato néllo syolgc rsi della, s ua attenzione e ne ll'esplicarsi ùelle sup a.ttitudini psioon1otorie. · Allnnga,nrlo gra,da.tamen te i tempi òJ prf'avviso, si ha,nuo TR {)iù b~ri i in qua,I\to l'J.n,lpu'lso è. mantenuto, pe1· dir COf'Ì. sotto J)l'C.'.!SÌOne dal Pl'Qlun.~arsi dell'attesa., ment1·e afiretta,ndo i tempi di pl'eavviso si b~nno spési:<o 'l'R più lunghi ,p er l'effetto con trario. Va.1fa.ndo i tempi di !preavviso col passare da un~ ,<;erie di valori ad a l tra serie di va.lori Più lunghi o più brevi , l 'individuo si ada.tta,, dopo due () tre TR disor· ~tnati, a.I nuovo tipo, mentre no u si adatta. se i tempi di prea,vvL~ sono ·disordinati mella foro suc<:e~$ion e . A I di là di certi limiti di tem.po, il Prea.vvi~ non ba 1più effetto: l'individuo. a nn CRrto punto, eM,urisce
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RICERCBEJ ' BIOLOGI.CBE SULL' .-\ VI.-\ZI01'E
la .,;ua attesa, e reagisce o non. s ta più attcn~: lo fi>iimolo si {JJ~ent8' in uà periodo ,cli -nuova, fa,o;;e di attenzione a-~11ett.a.nte o di d istra¼ione. Quali. sieno i 1imiti di resisoonza dell'a,ttenzione aspettante non ,-.1,ppiamo se po~ rk~warsi dal nosti'O materiale : ma, S))l':I'i8lllo rica 1·a.re elernènti ohe del pnoblema, ci indichino qualche via di soluzioue. VII. N·uovo 1·eattivo dell'atten.zione. - A lle molteplici rprorn intese a stud.i.àre l'intensità de ll'attem~ione, a,bbiaJl1o aggiU11to un nuovo r~,tfo1<>, che stia.mo applicando in prova: Nostr·o proposito è que llo di potere studiare il potere attentho ,!;'Otto due aspetti . intimamente oonnes ·i t1:a, ili loro: <1fare cioè a,l soggetto un · còmpito di attem,ione genera.le e nn ròmpito di attenzitme s pecifica, in mooo da e.i·igere u no sfòrw più in.te.uso di attenzione. 11 nostJ·-0 reattivo consiste in cimqu e serie di avvnlgimcn~i costitu iti da diversi ~gni (20 in t n tJto) disposti• a _<;3'8o con ima ,listribuzionc cli frequenz,a. generale ~iinile alla distribuzione delle lettere dell'alrabcto. J,'i ndivi<luo rle,re seguire per 0.,"11i ser ie il ,percorso nei' ~noi andirivieni, ·caneella,ndo contempora neamente un determinato ~ gno. Si tien conto degli ·errori di iuterferen7;3, dj percorso, degli errori_ rli omissione e d'i confusione dei segni, del tempo impfogn,t o. La, J)Tatica, applka.zione <li tale reattivo, oi ha suggerito notevoli 11~0<lific:1:doni <pnTtico]a.ci (l,:i. intt1·0<lnrre, ma ci !':l'mhra, eonfrrrnal'e Ì'opportunità d<'l Cl'Ìt<'rio fondrunenta,lP rh<> ci hR> m ~ a pl'O'p()r lo .
Un·1cro PSICO-FI,SIOLOGICO Dr AV[AZ[ONID MlLlTARll! - TORINO
Da mezzo per giudican Il grado ·di sensibilità auli stimoli 110Zioaali Nota. preventiva del prof. Marlo Camls, maggiore medioo.
11 c·òmpito di ,g iu1 lie·a,re il g1·ad<> ùi 1·1•idsteu7,a, d i un soggetto n!l"SO stimoli em...zionali può p re.<-enta,r si a llo spe.ri.menh1,tore non i,;o.lo a scopo di l"icc rca. ma a-uche come ;1,p,plic.1zione ,pr:i.tica. Senza cer<'are a.Itri i,os.<.ihili ei:.~mpi l.»H;ter:1 ricor<la,t~ 0011w nella. r--ele1,iorn~ ù e i candidati a.via.tori, che -si praticn, negli lìffici psiMfisiologici, uno degli clementi di giudrizio tennt.i in gra,11 conto ,sia, il g1·a.d'O di emotività o resistenza a.gli stimoli emotivi dei singoli ca.ndidati. Il metodo seguito in questo Ufficio consiste 11ell'e&'1m.e delle a ltera.zi-0ni tremola,tòrie, respjra.torie, vasom oro11e e <:a,rdiaehe cònsecutive a<l nno .stimol-0 <>motivo~ (I.<',~'() fu· i<ieato a ll'a tt-o <l<'lla 01·g..uiizz.~zione iui:d,tle dt>ll'Pffkio dal rpof. Her· litzka e fu :-:empr<' >'<'g11ìt<l ìu ri!'.ia, <l'oi l,nm1ri ri!':ultat~ ottenuti.
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rm: BltCBlil BlOLUGICHE SULL' A\'l AZl U~~
Ira, p.rei;,eu,te J10ta. lta. sofamente lo scopo di espon·e ou alitJ:O m.ezr,o per giuùh:are li.~ nw,ggiorc o lll'ÌllOl'e 1.iertu1·l.,.a,uilità- <li uu ;,,o~rnctto peusando che esso, in taJU!llc circosta.nw, IP? ssa olfril'e 4.ùaldJC muta.ggio. La, lunghezza. <l.el t~po di 1-ea~ioue t<lu1·a,ta. dd.la. l'é,izione µ:,:i c,omotoru~) fu oggetto d i iunumc l'evoli o:s).;c1·rnafoui e rfoc rch .. Lia (>1.w:t1: ùi lisiologi e •p sicofisiologi e ·s i •può co11:si<le1·al'c oome un ·ùa,tu <.:..u·att~i+:stioo ùi ogni i!ndividuo, in quanto si lllit.ntiene <:ostante per qua.si t utto. la. vita del 1 90gget t.o o;,,-si.a, varia :sola.mente 0011 il r_a,riarc ùelle sue ooudizioni fisiologiche genel'a-li, oon lo stat-0 tli ~a-1t1ti:, coll'et:ì, ecc. Ma la massima parte degli studi ed Ol>iS(.'l'\'azìoni cou~ideran!) appunto il tempo di 1-ea.zione 11ella, s ua, quaLi~ù, di c..1,1·,1,tte1·e costa.nte e d~revole della fìsouomia. psic.otisiologic.:a ùi un.-ind 1ivhluo; ruenti·e le variazioni t ra,us itorie del~ lnnguezza d el tempo di l'e.11/,Ì,Jlle i u va.rie con~zioni sperimentaJi furono r,olamentc prt'se in cons idei·a'.,zione da qna.lclie aut.ore fra c ui ricordo il ·Bettmanu l'he studjò l'iniluS8o del hworo muscola,1·e e menta le sulla. lnnghez;,,a, <le l tr,rnpo di seelta.; La,ugit•r e Richet,, I che fece1·0 aJ1aloghe os.-servM-ioni sul temr>0 di, reazione semplice (equazione pe1-,.onale); Aggazwtti, cJ1e studiò il coIDJ){H'tarsi della equa.zione personale iu va.1ie couùizioni di •p1·c-ssio ne ba-romet rioo.. Quale M1·,\ l' influenza, di uno· 1't..'l,to eruotirn sulla velocitù, di un p1'0C(-sso psic.hico elementare come il tr,,,.lllpo d i !'\>.azione? Questo fu il quesito iuiziale pe r risolve1,e il q~a.le ::.i oomi•11r.ia,1·ouo ossenazioni qui 1:~poste, le c1uaJi poi colldu.~1'0 alla. impof.:taziooe di un problema . divel';I() e pr.uicarn~nte più impo1t.u1te, c ioè: Se daJl' an<Ìameuto delle v,wiazioni emozionali dci tempi dj reazione si •(l(~l-l<r. dedm-rt~ il grado ili resi!'ltenza de l wggetb/) ùj fronte a stimoli ,ernotiri. La, t0011ica seguìta non ba, uisogno cli mol!e p1Holc . Ogni r;;1>e1·iem..a si compone di tre parti ·: a) Determin~ione di una ;;prie di tempi di l'ea,z.ione; b) Produzione pe r mezzo di. ;,-t.i m-0J<> a,p1,ropria.to, cli uno st0,oo emotivo in9:0rgente brusca.mente; e) Dete1·minatione di una, se~onda, serie di t.emp.i di reazione. Osser vo brevemente che la sceÌta (:lello stimolo presenta norn .poche difficol tà. Alcune emoz·ion,i considerat€ come tali da.gli autori che s i occupa.rono dell'argomento 'tlon f.l<mo. sct,.111ùo il mio · lllodo di v1~le1·c, eino~doni prop1·iamente dette , ni:i stnti part ie:ola:ri. par~ieolarr rn01.lo cli f'&<,<>re del l'ind.ivid'uo, c he per la Jo1:0 lunga ,1u1-a.ta o 11 lo,-o eara ttr1·e <1 i c mn iC'i tù o ,ri reruittrnzr~ no11 ent 1·11.no 1'!8.'l.ttame-nite :nel coneètto di \>moz·i..one . Alt.ii fit.a-ti mno t ivi in sorgoruo rou una, certa· lentez1.a., a lm diffìc ilme n·te posson'1 M>-<'l"e provocati a.cl a.rtt>. P cl" qnesti moii\-i fa t:ristez7,a.•,. la clel usione, la colle1.:a. la, gioii~. ecc.. ere., non furon<) SJ)('l'iimcuta,te sui nl>sìri ~gg•>tti. f'cl a,bhimno rinn_ncin.to d''a.lt ra I>arte a ,.·timoli come i 1profumi. ·i i-apod ()(] i s noni gi;). usati rla a.Jcnni.
'
le
pe1·•
. an tori.
190
l 1m.:ERC8lll BIOLOGICBlll SULL:An.\lllOXl::
ilo quin<li dovuto li.ru.iuumi a stimoli ca,pad di causa-re quella. da.sse di emozioni che si raggrnppal10 .mtorno a.I.la paura, presenta,ndo var\e gratlazioni <1ua.Jita.tive e quantitative, come la. sorpresa,, il ribrezzo; lo spa,veuto, ec.c., ecc. l:;pero di potere in altra oocasione ritorna,re ·più dilfttsanH:ntc sopra, quesLi punti e per ora mi liwito a ricordare che gli stimoli lJÌÙ usati nelle presenti osservazioni erano lo scoppio ~i un peuir<lo i11 11rnssimità del soggetto od un forte e sibilainte getto d'aria. impt·uHL-.:,\mentc diretto sul· oollo o fra la sua llla!llO e (a manica. Lit sede delle rC<w.ioni psicomotorie prima, dello stimolo emotivo era. più o meno iuùga a seconda del soggetw. Lo scopo· infatti era quello di ottenere una, -serie dl valori abbasta-nza omogenei per poterne rica.vare nu'iòea, esatta della durata, media, della rea-zioue. AlcU1Dri sogg_etti, {:U!llil è noto, SÌ a,da.ttano meno facilmente di altri alla, prova,; oosì cbe ili principio •vrc~ntano reazioni di esa,gerata lungbezza, dovuta, essenzialmente a.[ n-011 avere essi appreso bene la semplice ma.roovra che devono esegu~re. Iu ta.l c.1,so bisogna, trascurare le p.riwe dete.t:D.l intt,zioni e continuare l'osservazione fino a che il soggetto ba acquistato la. poca pratica nee&;;;aria. Alti-i soggetti presenmno grand'e variabilità dovuta a di&'Lttenzione o incoorùina.iione motoria, o ad altre cause, ben note a chi si è occupa.to di si.mili rlce1'che. . Dei soggetti ili questa ,r,1pecie u.on h~ tenuto conto perchè la. variabilità. a,l,ituale nou ' 1;ermette di ben riconoscere le eventuali va~ioni prodotte dallo stimolò emoziona.le. Generalmente come valore normale del tempo di reazione di un soggetto prendevo la media di 30 o di 20 tempi, C'.he paragona,:o con la. rueòia. <l'i a.Jtwtta.uti tempi presi subito ùopo lo stimolo emotivo. Natnra,lruente il più elemeu-ta,re criterio· lii confronto fra le d ue serie è quello di confrontare• le risJ)ettive medie aritmetiche; i.D , taJ. modo è facile ancrtire, come si rileva dalle tabelle 1 e 2, che dopo lo st.itnolo emotivo la durata della reazione ,psicomotrice ~mplice aumenfo, 11el maggior numero dei casi. L'esame però dei si.'llgoii ,·a.lori ci fa subito rileva.re diversità notevoli fra una e l'altra persona d 'es1>erien1,a, non solo per la. diversa grandrzr.a , rTe>lla: ,·aria.ziooe media. ma perchè vnriag.·iowi medie ugua,li FJl <JUM,i ugna li possono de1-i'va,re•da va,rin,zioni si o gole molto diverse, le riuali clernno ess<>re .prese in 0011sidera.zione ~ vogliamo comprendere U comporta.mento ca.rattcdstico initlividua le nello stato emotivo. Si deve, 1n a-l tre parole, tener oonw. delle deviazioni' dalla media. I met·odi st:tti;,tici 11,pplicati, come ad altre discirplirne biologiche, alla psicologia,. i nSP.gnauo numerosi .i,rUfizi per inte1·preN1,re il ~gnificato ,1ei dati 1wwr rici. In qiwsto c,h"O però mi è sembra.to rbe il modo più
'
191
RICERCHE BIOLOGICHE SULL' AVIAZIO'.'.El
semplice e 'Più sicuro di ra.rh>resentarci i fatti fosse_un semplicissimo metodo graifioo. Determinata la. media numeriea dei teru P.i di rea-z_ione $i traecia. UD.il. retta orizzont.aJe s ulla oorrispondente ord.inat:a. Sulla ascissa, a distanza, a,rbitraria ma fissa, si segnano le varie osserva-zioui, il cui valore (tempo) è ind.ica.to dall'ordinata. corl'ispoodente. Rillllendo questi vari punti si ha. u11a, chiara espres.s-ione delJa maggiore o minore l'egolarità dei tempi <li reazione 'e <l'el41, gra,ndezr,a- delle <.lcv.iazioni da lla media. Confront.a ndo il tratto di ~w·va oorrispondente alla serie , norma.Je con quello corrispondente alla serie dopo ·Io stimolo si ba una espressione assai ch ia,ra, delle mo<lifica~ioni 3•J)J)Oi'tate da-Ilo sta,to 'emo1h·n:
T ABELLA I
- .Reazione psicomotoria per stimolo . . visivo,
I
Tempi di ~azione· in _mill..•hni <li ~ndo )/ru.uero
I
I
Dopo lo •timolo
Xorm..U
d35'
175
220
7360
106
235
Diff,,rt'IIZR pt.•rt:ent!mlo
I
1
30
e:~
20 %
n,~
195
227
739G
196
246
M.
191
211 ·
10 . 5 %
7'51
101>
24S
29.2 ~~
103
204
11.6 %
198
267
~O. i%
7, 52
,..
Fr.
,:!3.7 %
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7~08
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109
4'.2 %
7527
20ti
213
3 . ,i %
75,2
204
21(
4 .9 %
B.
191
209
0.4 %
Til:mLL.&. 2 -
Reazione psicomotoria peJ.'. stimolo acustico.
_,m1 _ w.., _ o_o_u_d_o ec _ _ _
___ T_e_ m_p_ l d _ 1_ " ""' __1_on_e_1_u_011 _ ·_11_ ..
llnmero
I
11821
Nonuoli
I
Dopo lo stimolo
l
I
17~
189
13 . 1 %
1191
150
1~1
20. 6 %
1132
147
1094
· 153
liO
11.1 %
142
161
13. 3 %
1110
'
Dìffot'CTIZtl
perctlntuala
\ 25 . 8 %
11.5 %
192
\
llI<;ElRCHE BIOLOGJCl:CEl SULL'AVIAZIONE
Come uno sguai'<lo ai l';U aocermatti. ,·alori UU!1)erici ci .Ila, suggerit& l'idea. di stabilire u1'ia, gta~lna1.ioue nella emo1.ipnabilità dei .soggetti oor1·ispondentc alla uiaggioi·e o' minore vm1azione ò'el tempo di R., così l'esame di alcune di queste ourve Ci mostra. che la gradua.zione DOOl. 8Ì può stabilire in modo così Séltlplice, Ina. che b.isogna. tener contò della. forma. della curva. In altre parole l'aumento della durata. del llempo di R. ,p uò es.«e1·e .ae.'®l!i noteV<>le per la prinu1, reazi~ dopo lo stimolo emotivo, men tre s ubito dopo i ,·al01i torna.no ad av;ricina,r~i aJla, media,
fig. I.
'
Flg, 2.
normaJe; in al t.ri t:a~i .i.JL,·ecc un ce1·t-0 numero di reazioni può presen.. ta.re un sensibile a.uruento di <lumtn,. 'Vale a dire e.be la perturlw.&ione della, funzionn psicom~bor:in, può ~ · e viol~nta e fugace. o m<>deràta e dure.ole, p1·esentando naturaJmente i:rntìnite forme int.ermedie. • QuaJunque sia il concetto che noi ci formiamo del fenomeno emozione e del mecca,nisn.10 e.on cui esso aJtera. il normaJe funzionamento della coordinazione ps3.co-motoriat, è çhiaro che l'altera~ione sa,rà, ta.noo più grave quamto più lento SM'à il 1·istabilirsi dello stato normale. Da un punto di yi,o;ta pratico poi la durata dell'altel·ttzione è a.Imeno aJtretr _
I
'
I
aICEBCHE BIOLOGICHE SULL' AVIAZIO.:-IE
193
ta.nw import&nte eome .la. sua g11indezza., pe1·cllè qua,nto ipiù una emozione 81!,rà intensa. ta.nto più lungo sarà il .tempo dU!S.nte il qua.le e88() troverà il giooo oormale dei meccaniemi peico-motori. Per guarda.re duinque la perturba.bilità dl un soggetto bi.sognerà, tener conto· non solo della. deviazione Ina6Sjma. da,l,la, durata, ~orma.le media della reuione, o della deviazione medi.a per un certo- numero di reazioni, ·ma anche ·della.· velocità. con <:ui si. ·ritorna. alle condizioni normali; ossia del rapporto fra la, dèvia.zi.ooo IIWJSima, e il tA!mpo neoosS&rio per tornate alle con<l'iziou.i di equilibrio. . . Se per es. confrontiamo il troocia,to n. 7451 (fig. 1) l'-Ol traccia.to 11. 7452 (flg. 2) .vediamo che nel primo lo stimolo emozionale ha porta,to una 008picua, modi:fica.zione nella curva, la. quale ·ha raggiunt,o U!Dl IDM· simo d-i oltre 4001 e un valore medl-0 di 248, ment,re in condizioni norma.li la inedia era 195 ed il m86Simo 210; nel· secondo invece l'a.ument,o della media va da. 185 a 223, e ·da un massi.mo di 205 si a,r-rii•a. ad un ma.ssimo di 366; però, mentre la curva emozi01UJle" nel primo ca.so scende ad incr01:ia.re la curva nol'male dopo una. dozzina. di ~oni, nel eeeondo cai;o le due curve si mantengono distinte per oltre trenta. reazioni. 1
PII, 3.
L'andamento delle curve ci peMDette quindi . dii forma,1·d a, colpo d'occhio un ooncett,o completo della perturbazione ~usata dallo sti-. mok, emotivo. La curYa 7350 (lig. S) è un bell'esempio di -iirnpert1urbabilità: oome lri vede la curva 11orm<ile e la emozimiale ba,nno un andib· mento sensibilmente ugua le intorno ad una. medria. identica. Notiamo che un altro Qa.rat!ere degno di essere ,preso in oonside~ ·zione è la. frequenza degli errori. L'errore è l'espressione di un difetto di COOrdina.zione degli elementi funzionali elle costit uiscono la rea.zioue ~co-mo~1·ice, e nel nostro caso lo staro emoziona.le determinato spe· 11 mentatmeute puè appm1to dete1'lll.Ìnare una. econnerssi<>ne che si rivela. _con erro1·i (mancata reatione alJ..o st.imolo, reazione spQnta-Ìlea. senza che si_a dato lo stimolo, rsea.ziooe ripetuta, ~ -, ·ecc.) più o meno frequenti. Bisogna, •notare che in condizioni normali questi errot'i non avrengo~o mai' quand'o il soggetto ba, oompre90 la tecnica dell'esperimento. Riporto qui un esem.pio riferentesi ad un aoggetlt,9 a,p.penà uecit.o 13
194
RICERCHE) BIOLOG ICHE SULL'AVIAZIONE
di <'O nvaleseen1,a e elle si preseutarn an(·ora deperito e con 14e.e esauriweuto nervos,o: l'em1,i di re.a.i~oui in m.Uleei~- di m"
'
iu condizioni normali
.topo, l'emozione (Soffio)
218 252
408
2,0
2s,
386
225 210
r,u 2,0
:!'2 ' 218
~12
'.118 228 235 167 255 189 100 200 21' 18~
233 201
:?!,7
28~ 600
:U2 378
2:lO
Mcd iu
2'8 Media
250
'
• 217
Errori
. 320
...
6
·H-0 sempre n-0ta.to che la fre<Jueu~i errori dopo lo stimolo emoziou':..lJe, più elle l'eNJJ1-es.uone tli una grande emoti.wtà del soggetto è l'e»pressione di uno stato 'patologico. 7 II. ,Se una eniooione può a,pporta.re alterazioni ,sensibili nella. breve i;ierie di funzioni elementari che co.~titudacooo la reazione 1)6ico-motrice ~mplice, mi è .sembrato iuteressa.ute vedere l'influsso che essa. può avere ;.01wa una funzione più elevata e complessa. A tale scopo ho fattJo una, breve ,serie dii. osservazioni sopra l'a:ltera,zione che i soliti stimoli emoti l'i esercita.re s ul tempo di scelta,. Mi sono valso di un dispoi:;itivo sperimentale ·ideato dal prof. Herlit:i;ka .p er le rfoerche d'i quesoo Cfficio, dispositivo per il quale il .sog~tt;<> d'esperienza si . trova, di fronte a l còmpito di ~ liere fra. 5 stimoli visivi, a 4 dei qua.li · deve rii,;pondere con un moviment;o rispettivamenòe prefisso, mentre al quinto uon deve rispondere •con a,Jcun movimen to. ,Supponevo che il turbamento portato dalle emozioni in u,ua funzione, nella quale ent 1·a.uo a t tività psichiche 1mpe1-iori come il gi_u dizio e- la infbizione, fosse più gra,ve e piò caratteristico che quello aipporte.to
possono
I
'
193
UlCEltCl:fE 8IOL0G1t:HE SUJ,L'.i,VIAZIOXE
alla reazione psioo-motori.a seillll)lice, e quind!i. -pot(.'l;..~ f~I'D'lare un .criterio di graduazione o cla.ssitic-a ancora, •pià n~tto. Le esperienze !:00110 in ·tutto siIDili alle 1preeedl"111ti, avvertendo c ùe data. la maggiore ·vari.abilit~ nei va,lol'i del tiempo di scelta, (nello ste~o indidduo) ineN'nte alla. magg.iore complessit~ della, funzione ho pr~so per ogni ~rie un numero d i 1·eazioni più grande 1wr da,1·~ alla,.media, un va.101-e più sicuro. Kotiamo MJ<;be la impor.ta,u7,11, ehe a&~nme in questo cal:lO la frequenu..a degli errori, i quali essendo quasi sem,pl'e compiuti nel caso dello stimolo nega.tiro, ossia, di quello stimolo ri.l'livo a, cui 1/0tt deve rispondere a,lcuna, rea,z;ione moto1·ia., costi.tllllloono una ntanca fa, miibizimu•. Sarebbe l}uin<Ii i1ttere..'!Sad1te ved.e1·e l'imluenza, di ulll8, emozione sopra la fun~ione in.ibitoria. Riferisco subito aJcuni risulta.ti di queste osserva.zwni, 'l·iun-iti nella '~ab. 4 1 ·in cui i valori dei tem.pi <li seelta. prima e dopo lo stimolo, iiono cia4:1euno la m('l(J4~, rli 50 rrazioni : TAMLT.A. 4 -
Tempi di scelta. Durata doli• re&r,ÌODO in
l"
Errori
1000
Numero NormRle
lo 11,timolo
Dlfleronza
Normale
Dopo lo 8ti.ruolo
o
o
8JuOti'i'O
8111 •••_ • • • , , •• , , , • • • . , ••
394
S80
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8121 • • • • • . , • , • . • • ; , , . • ••
419
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i977 • . . . · . . . . . . . . . . ," . . . ,
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2
- 4.6 %
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2
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+ 6.4 % + 21 %
2
8
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392
li .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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2
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373
376
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o
Oome ,si vede nella, maggiore ,pa,l'i.e dei casi la, durata della reuione invece che aumentare diminuisce. Questo fatto mi indiu~ ù- credere che uoo stato emozionale moderato, oome è quello ;terminato dai nostri mezzi di Laboraoorio, ·pOEisa frequéntemente auro nta.re la, velocità con cui 8i svolge il proceeso peichioo. Che la ffi.lfe za, ossia l'aumentQ <li velocità, vada. ~tte. agli elementi cpeichici Sll'periori di qu~--ta, fun~ione éom~le•, è dimostrato da.I f:a tto ohe nella, 1-earhione 1psico-mot.oria
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lllCl::ltC Hlil 810LOGIC Bb: SULL' AVIAzio:-;È
semplice, dove non (.>Dtrano in gioco funzioni psichiche, oome il giudi.iio e la. ~ ita,, MD si ha mat abbre\'iamento, ma. ·s olo a,ume,nt·i del rn.Jore medio del tempo di l'('.HZÌOlle. Con,cluden<lo, da queste osservazioni . p1-elimi.nari si può d'esumere la possibili hl ùi vafor-si delle rnria.zJoni della, curya. dei. tempi cU reazione semplice per giudicare il g.rado_di emoth-ità. di un soggett,o. . P1-aticamente, e <la.l confronto otteunto e,ou a-Itri metodi, !Si ipuò pren .- dere - almeno per gli soopi di questo Cfitìctio - la seguente regola per cla'88ifìc.a,re i aog~tti : Soggetti che presentano in seguito a stimolo . emotivo aumenti dt"l tempo (fi reazione ?DO a, 10 % = b'lt0111i; quelli che presernta,no aument i medi da.1 10 al .25 % = medwcri. Quern che . pI'l.>sentauo aumenti sop-1-a il 2o % = iMbi li. SPIEGAZIONE DEI DIAGRAMMI. La linea neni OO!lltlnua segna l'a ndamento del tempi d i R. in condizioni nor'. mail; la linea nera spez1.al:.il! quello dopo lo stimolo emotivo. La grossa llDe.a oriz· zontale indJca la media del valor'l rl.s1iettlvrunente In condlzloui norma li ed emotive. Il grosso tratto verticale segnato co.n S. segna l"applioaelone dello stimolo.
UF.FJClÒ P8JC0·1'I8IOL001CO DI .A.VlAZIONE lllILlT.A.RE - TORUl'O
lolla determiaaziooe .del te111 di Dl8DOIUIIIIO di UD 1111 no~ preventiva del prof. ·Amedeo HerUtska, tenente colonnello medioo, direttore.
Tra gli esami da far subire a.i oa.n<lrl.da,fi dell'aviazione si è_ pen· sato doversi comprendere la determinazione del tJe.mpo, nece~.;;ario a dascuno per rioonOS<:ere un segno ·v~ ivo, deducendone la rnlooità <li appercezione. Per ,rta,bilire i limiti di -idoneità di tale·esarue, si tratta'\·a, ,ùlll'lat u tto di tìssa,re, ~r un ce.rto numel'-0 <li indiridui, quaJe fo.<;se i l tempo di esposizione, cli u!1 segno dete1·minato, n°ecfssario iperchè cia.,,cuno di ~~ lo r.ioouoscesse e di costruire 1poscia, da. questi dati la, 1·11rn1, di freque nui,. A <1ue..-ito . ·copo ho a-llestita la 1*!guente 'dis;_~izioue : . Iu un ambiente , alto ol~re 5 m etri , ho fat to fissare a.J ,soffit t o d'ue fili di J'llme, te..aj in basso ,<la, uua. t.a.vola di legno ca,ricata di 20 Kg. di '\ pt•so e ·posta. circa. ad un om. da-I s uolo ; altri pesi posa,ti ,sul ~\imt~rto impedii:cono le oscilla.ziouil_ di d etta ·tamia,. Ta.Jii. . fil{ eervono di g uida. ad nno scpermo aH.o 60 cm. e la.rgo cm . 70, posto verticalme nte e munito ... i due o'c<:lti<.•lli <per lato, ne.i quali ··; l'.Ot'l' Oll-O ,i due fili di rame. Lo
.
llICllllCHBI BIOLOGICHE SULL'AVIAZIONE
197
schermo .p uò eseere 90llevat-0 . per mezzo di una. corda <;he passa. per una c&rrucola, f!S$1,ta, al soffitto, in mezzo ai <hi;e fili. Lo ilCbei'lllO presenta una .&.nestra dli cm. · 10 di larghezza e che s i estende per tutlta la luughezza, di detto -schermo; e.ssa. è a.pei1a la,teralmenite a. destra de_lla, linee, wedl.a.na. La fessura è interrotta solo da un ponte di 1 cm. che la attraversa. ; simmetricamente a tale ponte, dall'altro lato, a ,sinistra., de lla linea media na,, ~i trova una fessura larga C?me la pTeCedeute e alta 1 cm. Dietro a questo srhermo, che serve da o tturatore, sono situate due lanterne da proiezione, egua li tra di loro e dispostf', COOl; i loro assi ottici, convergenti verso ùn ipunto sitllilto daivainti all'ottura.tore, dl()\'e si trova uno schermo d.i carta bianca, per raccogliere I~ ima,gine proiettata dai due proiettori. L'asse ottico d i uno di questi due a,ttraverAA, la gra.nde finestra, ment,r-e i raggi, 1prornnienti da ll"a,ltro, sono intercettati da ll'otturaoore; ma, quando questo si trova a tale altez1,a,, che la, fessura d i s:inistra <J'ia p.'lssaggio a detti raggi, il ponte, che attraversa. la fessura, destra, h1tercetta la proie7.Ìrone della prima lanterna. ~al modo è sempre l'<imagi~e solo di una o dell'altra lan·terna, che viiene proietta,ta. ·s ullo ache1wo. Una delle la.numne non proietta. ~he un .fascio luminoso, mentre. l'altro iproietta il .segno, che si vuol fur riconoscere, compreso in llDl campo luminoso, di ugna.le · grandezza, di quello d etel'IJD.ina.to dailla ipr.ima. Iwnternà, e opportuna.mPnte tliafram.ma.to. Data. la posizione dei ·, proiettori rispetto all'ottura,tore, di campo resta oosta,n temeut.e illumina,to da.tla lanterna, <( vuota. >i menure solo nel momento, in cui la fessura. di ,sinistra di 1 cm. pa,ssa <l'a.va,n ti a.I proiettore oorr:ispon<Jeqte, a p pare il eeg,wo da ricon060ere. Per eseguire la. det~rmina~ione, l'otturato.re viène ina.Jzato al livello voluto e si legge l'altezza, della fessura di siuJietra (al ~ sopra. dell'asse ottioo del ,p roiettore) sù nruitro metrico, che pende da.fl'otturatore e il cui O ooincide con. detta. fessura.. Per tmipedirè che J'obiettivo di sinistra ,·enga scoperto, qoondo l'ottura.tore lo lmperi ool SllO margine Ìlnifel'!iore, è a.ttaecata, a.i margine soosso una, lunga. striscia. di pe.nno ne-ro. che laecia,_ invece scoperto l'alt ro obiettivo. Il sogget.to sta seduto ~vanti allo schermo con gli occhl aJ.l'aJ. tezza. delJlim.agine . Si abbandona. allora la ooro.a e l'otturatore ascende "On ·r atµidità , scoprendo per un tempuscolo l'imagine del segno da. rfoono1,-ce1-e. Nella caduta. dell'otturatore, questo batte w due euscinetlti òi gomma,, fissa.ti su un a sse . t,ra..•n·ersa.Ie, SMtenuta, alla sua volta, da. doe toracrioli. in c~i passano, a $fregamento, i due ,fili di rame dii i.ostegno ; sotto i tureecioli i. fili 90no rdveetiti da due t ubi di gomma. a pareti spesse, lunghi circa cm. 50. Qnest.ò si8tema elastioo·ha. lo scopo ù'i attutire il colpo,deUa <-'.aduta e di impedire il l"l.mbaJoo dell'otturatore.
In
1118
IUCl,;llCHJ,.; U{()LOGil.:Hl:: ISULL' A\'UZ!UNE
Lo soopo della doppia .proieiiione era quello di impedire la persistenza dell'imagine retinica,. Quando si proietta a.i buio un se~ nero su fondo lumin~, .perma1L11e, dopo la. scompaJ·sa della luce, l ' ima.giJw 1"Cti'lllicili del segno ste!SSO, omfe il rico~01SCin1ento 11011 si compie eolo in ba6e alla seusa~ione, u.vuta durante l.a espoisizione del segno, ma a,u.che in bruse aò uoo sensar.tione, che si prolunga nel tempo suooèssivo, · anchè permane l' imagine sulla retina.. Se i.n:vece si. fa oompa1-ire ·un aegno nero fugace .su un fondo luminoso permanente, l' iniagine retinica: postuma, ~ determd•nata, dal fondo luminoso e uoa da.I l:l('gno nero. S1.,-olllparso il segno non deve intervenire un'i.margine 1:>08t.uma positiva., L'IQprendosi ~ con l'imagine a.ttuale de} fondo luminoso. Se ,s i fis.<.;a per quaJche ,s econdo un segno nei-:o su fondo lu~inoso e si fa posoia, ,scomparire il segno, rimanendo invariata, Ja. luminosità del fondo omogenoo, si osserverà. i nvece l'imagine ,negativa del segno; io . altre p&role dorn prima. 8i. <>Sservava, u11 segno nero, si osserva la stessa figura, mia, più chla,ra del re&i-0 del fondo Juminoeo: tale imagùne postuma ,nega.riva •può a rn1"C la durata di qualche aecond<>. ,='rima. di procedere aH'esperimento occo;rreva, determinare se gli inevitabili a.ttrfti, nella caduta dell'otturatore, erano m.Ii da farla ded a 1·e dalla legge della cadu ta, libera,. Pe1·ciò ho misurato il tempo che l'otturato1"C impiega. a percorret~ uno spia.zio <.li 20 oro. alla. fine della wa caduta, ~gistram~o l'apertura di due circuiti - i cui interruttori istantanei (tolti da un martello a caduta d.ri Wundt) e1·a-no sovra,pposti l'uno all'altro a lla, d!istn.nza. accennata, - ,cm un cilindro rotante, stil quale 6i iscrh'erano aJ1che .le vibra.zioni di un dia,pa.~n a 500 osoilla~ zi~nlÌ dQppie per 1 '' . . · · Ta.le mis urazione ha dimostrato che il tempo coincideva perfetta.menre (nei limiiti d~Jl'esattezza, del metodo gra.fìco im1)iega.to) oon quello ca,loolato. Come segno di i::iwnosciiuento ho usa.to un ottotipo di Laru.~olt, rifprodot:ito in diaposith"a. e proiettato, in modo eh.e l'imagme result:a.nt.e corrispondesse a quella, per eui -il visus è uguale a. 1 a.Ila, di,s tanza di 10 .metri. La S<'RJta, d'i UD seg,oo COSÌ elementa,i~, col quale non .(' possibile la !ò:Ìllrnlaziont' e che mm permetu• dii r il:,ostruire il se.goo intero da un solo el<>ménto, non ba. bi~no di giustificazion~. Furono fa,tte due se1·ie di determina-zioni: in una il soggetto_ era seduto a, 2 m. darn,nti a-Ilo RChermo, nella, seeonda a 80 cru. Ho determinato il tempo minimo di esposizione nella prima serie in 105 :individui dell'età tra 20 e 40 anll!i ; Ìl'<' di que,sti era.no signori~; nella sooonda -serie in individui negli stessi limiti di età. Da,t<' le <listenze per il rioouo.~i-mento del ~no basta,·a, un visus di 0.20 in . una, Rerie ~ 0.08 nella. se<·.on<la,. li tempo di ~zione del segno si 1
ICI
RICERCHE BIOLOGICHE .SULL' A VIAZIONBI
UHI
deduce dall'aJt:ezza, di caduta dell'otturatore, saipendo che l' imaginP rÌD'lmle soopei-t.a. per il tempo impiegato dall' otturatore a peroonere 1 cm. di spazio. Questo tempo è indi~to nella seguenite tabella.: Cadata da cm.
Bapo&lzione In eecoodl
5
11.3
0.01 0.009
8
o.ooa
10•• 12
0.007
u.
o.ooeo
17
5fi
0.0065 0.00110 0.0045 0.0040 0 . 0035 0.0030
8'l
O,OIM
o.00&5
20.5 25
32 12
127
0.0020
227
o·.oou
I
' L'altezza. dell'ambiente non pe_rmet te di a,nda1·e ad un tem,p o p .1.11 breve di O"OOlG, perohè ,pe1· a,nirare a 0"0.01 0N:or1-erebbe una cad'um, da, 510 cm.
·
Dallo spoglio della prima. serie di determina.zion.i eseguite, tenén<lo il soggPtto a . 2 m. daJlo schermo, SU cui si proietm, l'.imagine, resulta la seguente tabe1la delle frequenze , in cui la prima colonna. indica il tempo di e.~posizione, nece$81rio al riconoscimento, e h\ seconda il nu. mero de.gli in~Hvidui che banno rioonosciuto il segno nei limiti di tempo segnati : Tempo Numero clJ eopoeldone In •"""'!di
0"008 ·" oltre 0"007 0"0085 O''to65 0"0045 O''OOJ6 0"0025 -
-
del
ea• I
s 3
O"<>Oe 0'' 005 0"004 0"003 0" 002
18 19 29
2, 11
Dalla tabella resulta, che- la frequ6ll!Z8, mas.r,ilina si Lia tra. 011003 e o•oor,5 con una. media che,s i ag.gira, i•ntoruo a 0"0045. La, eeconda serie <l'i OSSCr\"a1.ioni, col so~tto a 80 cm. dallo schermo, fu eseguita su 87 in<liridui con i rumlt.a.ti contenuti nella, t.a.hella. f.K'gnt>nte:
T-r.:
di eepoeilooe In oecondl
0''007 e oltre 0"0080 0''0066 -
0" 0068 0''00110
t"00'5 - 0"0040 0''0086 - O''QOSO O"ooa6 - 0"0028 9"0016 e meDO
Numero del c asi % 3 7
12 :li)
27 7
lUCEIICH El B10WG1CHE SULL' AVU:GIO:,l'l
Qui Ja. frequenza ma.ssima. è tra onoo20 ~ 0"0045 ~ un.a media di 0 110034. OonfroDIOO.ndo tali va.lori con quelli della -prima, serie si vede e.be tainto la frequenza. maesim&, che il valore medio e gli estremi della'. i;,oglia, sono spostati in llMso corn l'avvi~Ì:J.a.re il soggetto a.no schermo. Ciò a.ppa.re aoche dal confronto dei valori forniti ?a 39 indii.vidui in cia1,cuno dei qua.li la determina~one era s tata fattia, a, 80 om. e a 2 ·metri d i diRta.um dallo ,schermo : ~ .,
= 2
To·wpo di Ollpoelzione
'~
"~
Tompo
"";i - acm.80
I
"200
-; ....
cm.
:,i
Tompo di Ollp<>eisione
!il
!il
'ii
.."""
:'J
di Ollposidone
a 80 cm.
I
Il 200
...
;;
cm.
:zi
"80
cm.
I
ii
• 200 oru.
.i ....
;,i
Tempo di eepoaidone
"8G rm.
I
• 200
cm.
l
0"0030
0"0050
ll
O"OOa6
0"0040
21
0"0025
0'' 0045
31
O"OOBO
O"OOS8
2
0"0030
0" 0030
12
0"0040
0"0055
22
0"0025
0"0030
32
0"0030
0"0040
3
0"0036
0"0030
13
0"0030
0"0060
23
0"001>0
0"0040
33
0"0015
0"0026
'
0"0035
0"0060
u
0"0030
0"0036
2,
0"0025
0"0030
34
0"0026
0"001>0
5
0"0026
0"0046
16
0"0056
0"0030
25
0"0020 .
0"002h
36
0"0030
O"OOC6
6
0"0020
0"0065
16
0"0035
0"0040
26
0"0035
0"0026
36
0''006()
0"0046
7
0"0020
0"0026
17
0"0026
0"0100
27
0"0030
0"0025
37
0''0026
0"001>0
8
0"0020
0"0020
18
0"0026
0"0020
28
0"0030
0"0030
38
0"0050
0"0030
9
0"0026
b"oo,o 19
0"0035
6"0050
20
0"0025
0"0030
39
0"0036
0"5050
10
0"0036
0"(1025
0"0026'
0"0030
30
0"0020
0"0030
20
Il tempo ,d i esposizione dunque non è un rn.Iore costante per lo stesso indh·iduo ma, varia - fa.tta a.r,;t.raziÒne delle oscilla<2ioni del· l'attenzione - seoòndo la diMa:nza, del -soggetto dal segno da ricono-. S<:ère. Ho poi provato ~ lo ,c;;t.a.to di ilhrn1illilziQ11e dell'ambiente ha, influenza. sul tempo di esposizione, 1~ oon res1ùtato nega,tivo. Dobbiamo ora domandarci qua-le sign,ifìCl,lto a,bbia, il tempo ~ i misurato.- Già il prof. GaJeotti a,veya oomuuirato, in una d elle i,iuni.oni dei Direttori degli Uffici Psico.fisiologici, che il tempo <li a,pper~ione pre.seutava, valori dell'ordine di gra.n dezza. di millesimi di secondi, fatto questo che io a.vevo interpretato oomt' dovuto a.Jla, pe11mauenza della imagi·ne retiinica e che- mi 'indusse .ad allestire il di'llpositivo descritto. Ma anche con questo iJ tempo ric hiesto per il ric9uo9eimento non su· pera ma.i i 0"01 e vi arriva, in rarisRimi ca~. La ciroostamrza. che la. distan1,a, del soggetto dallo schermo ha una gra.nde importanza per il va.Jore della soglia, dimost ra che que.c,ta non è funzione di sole con.di· z,ioni psicbirhe del soggetto, ma an()he delle oon<lizioui ·fisiologic he dr!
• IUJ.:li:lt(: liE BIOWGIC HE SULL'A\"IA·ZIO:'\J~
201
suo organo visi~o. Che si tratti cli perma,~~ òell' imagine retinica. ~ dubbio, iperehè non -pa,re che possa contribuire al ricoo()6(:imen t.o la, imagine postwna nega,tiva : infatti sottoponendosi a,Ua, ,prova, si ha la impreesioJie netta di 1·iconoscere jl ~no 111e1u. ,Ma, neanche il fattore l,)!richioo non semb1-a. debba es.irere quello dete1minanoo la velocità del ricon08cimento, percht! indidùui chiara.me12te torpidi ha,nuo arnto una, soglia, più ba.Bsa. <l!i .individui p1xmti, e <l'al tra piu·te non s i pnò ,pensare che H · teIIllpo _iwt)}iegato per oompie1-si un p1~sso -psichico sia di un ordine di grandezza. cosi ·p iccolo. Il tatto che con la vicinaniza. dello schermo (eJ1e agisce riapettJo a ll'occhio come tonte luminosa.), cioè oon l'aumentare dcll' ina>..lli!Ìtà dello stimolo Bi abbassa. il tempo mecessario all'ccc.itamen t-0 e l'ordine di gran<lez1.a. del t.empo stesso, eguale a. quello d.iluostra.to 1J1('<.1P.~!<ll.rio per l'eccitazione galvanica. dei nervi motori (1), fanno ,pensaJ'e che la. spiega zione del fenomeno sia. la. seguente : Il tempo di ~posizione è quello necos~io per determina.re l 'eccitamento della. retlina.: an-eruuto t.ale eccitamento, e<l in<lipendent"m~nte <la.Ha dura.te. di quest.a, avviene il riconoscimento, scm.pre che la retina !;ia, stata nettamen te eccitata-. In a lt re 'J)Jl,role col me!Jodo usa.to non ;.i mi_SUJ'a H tempo -0i appercezione, ma il .tempo di eooita,mento d ella. retina,. Si comprende come, a umcnt.an.do l' i111teu~tù dello stimolo lumi11oeo, (Tebba diminuire il tempo di eccitamento, anche se non è poi:;gibi le oonsta.ta-re, con il metodo UB8.-to, la legge di Nernst. Qne.<rta spiega.zione non può a.vere per ora che un valore :p1,ovv.isorio e mi ri!ef'erbo ili <= , tinna.re ed ampliare queste ricerche. Per qna-nt-0 rigua,rda, l 'applicazione pratica, a,ll'esnme <lei c-andicla;ti :ill'avi.azione, result.a, dai da.ti e dalle considera.zioui &~poste, che tale applicazione ,);Jel' il momento non è opportll'rm., f;ia, perobè non sembra c·Jie si misuri ool metoòo descr.itto là velo<."it.ù, d i a,ppe.1-oozione (nè "1<'lll · bra si possa, misurai-e in a lcuna gnii;a,, quando Ria vera l'int"rpretazione che ho da.t.a' del fenomeno), 1òlia. ipe,· la piccolezza delle variazioni dei ml01'i a parità di condizio ni ~perimenta.li, sia irnlfine perchè tali valori 90no in funzioni di t rop,po variabili -che per ora ,n on F!Ono deter minate. TI metodo invece potrà trovare aipplics~ione per la, determinazione dell'estensione dell'a-pperc-R1.ion"' <' mi risNho di ritorn'a re sn ta,le argoment.o. (1) V. trn altro M. CHn s : .'falla reRiRtenz a del, T,f'J1tn,laot11U-~ ocP.llnt1111, nrc. • A~hivlo di fumncologin SJJerlm. », 21, 1910.
!02 .
RICl!:IJCRE BIOlnGI CH~, sur,L' AVIAZIO:Sl!l
U n·1c 10 P$1CO•YI810L0(HCO DI AVIAZION8 D&LLA REGIA MARINA - N APOLJ
•
&u di un mBflda ptr dBt1Pmin1r1 la vslacitì di 1pp1rmia11 per il prof. Gino Galeoitl, tenente colonnello meclieo, direttore.
11 proccdeut.c lavoro ùcl prof. A. He rlitzka, che, 1per la e.ortesi.a. cldl'a,utore, ho potuto leggere nel ma.uOt1Critto, •l lli 8()inge a- pubblica.i-e 1a preseutc nota wi risulta.ti otrennti in quest' l ifdìcio psicofisiologico oon J>-a,ppa,1secc.hio da- me i<leato per deter.min.a,re la, veloc.i~ì, ùi appercezione·. Od questo wpparecd1io e dei primi rhmltati ottenuti parla.i a,lla, aùunauza dei Diretto l'i 1.regli Liflici psicofi~-iologici di aviazione tenuta in lfoma uel giugno isco1-:so. t:na. 1>1-eH! descrizione e una tìgurn dell'is.tmmento fnrouo. poi pubblioa.te nella, Riri8ta dei Traspo,·foi A er ei, fa,~. X, a1J1roo II, agosto .1918. La mi.a. {;o'munica~Jonc a.U'adun:mro ~mldcttlL procurò r iva ùiscus.~ione, · sona.tut'to pcrch~ i rn lol'i da me 1-egi~trati erano molto più brevi di quelli t1·0,·ati da altl'Ì, e sp1•c.ia-lu1ente dal prof. G61llelli. medua.nte nn suo aipp·a~ cdiio a ~•:aJ. 1}iù eomplesso. Io ~sron~ru ,a!Jiorn, che, eliminatia- Ja. pt"Oba.bilit.1 ili• el'rori d <i tecnica. <:h tta l'estrema. semplicità ~rt-i segni dei quali an:<"niva sicuramente il 1:iconosdmen.to, emno prop1'iio i miei dati, che si dovernno considera.re come i oorn:pi minimi ueoosi-.·rni pe1· il riconoscimento di questi segni. li mio i~tru11H•ufo (V. fig, I) t')()nsist<• t>sseu~ia,lmen,te i n un ap,pa,. t f'CChio dì p1•oiezi<One. che illumina, un ,·et1·0 ~ o il qua.le porta, disegnatia in 'Ilero. una, figu ra, a~i ~erupliice, un cerchiò, un quadrato o un triangolo o uua r-1'0C.e. (•cr. Ma la ·p·roiezìone avviene solo quamdo caòe uno schermo c.he porta, un finestrino, c he <Si può allunga.re a volontà. Qua.uto più si a.llunga il tinesti-iuo, tanto più aumenta il tempo · di ~woieziont! della figura,, e si 1·lpete !'~perimento. aumentando ognli volta questo tempo di eRpo~izio tli', fìnrhè il soggetto riéonosoe la figura proietta,t;a,. J..a. legge della, C4'l<luta,dei gravi pet'lllett:e di calcolare facilment:e, dall'a.lter.r..a <lella- caduta dello schermo e dalla, lunghezza, del fin~trino, il tempo nect>si<a rio all'inllfridu<> in esame per ,:ioonoscere la figura proiettata,
RICERCBl!l BIOLOGICHE S ULL' .\ VIAZIO~ lil
203
L'individuo è situ.a.to a · circa 1 m. <li di6tan1.a. da.Ilo schermo. I:.a stanza, è, oomplemmente all'09Curo.
Pl1. I -
Apparecchio per det erminare la velocità di appercezione.
I tempi di illumina~ion€' a ·!;('(',()Ill(fa dell'altez~'l della fes~ura, nello schermo sono : ·rempl Altezza della , ..,..,,..
d•llo o<henno m/m
,li !llumluazlon& , In m/ru
di aecondo: a 2· 0
1., 3.i 8
,.7
8 19
t.G
5.8
15
9.8
20
12.6
u
1s.a
38
18.0
204
Rlt'ERCHE BIOLOGICH E SUl,L'AVUZJO:-(FJ
I risultiati deHe determinalt.ioni fatte eu 155 indilVidui (1) sono seguenti: Tempi minimi d ' llhunlnazlone b-&rl
per il rlcono~imeDh.1 d.i un oegno
X uwero tlei ca@ì
Percentuale
2.,
103
3.5
40
68. , % 25.8 %
,.7 . 6,9 9.8
, .'6 %
. 2.5 'j(, 0.6 %
La. conol118ione ~ che per la. maggior parte degli individui · (66.4 %) il tem,po minimo 'per il riconoscimento di un segno è ci1J·ca 2.4 o, per parecchi a.Itri (25.8 %) è un po' maggiore, cioè 3.5 e solo eccezionalmente si hanno tempi più lunghi. ·Queste cifre oonoorda,no in mòdo ,soddii~f~tissimo con quelle di Ilerlitzk.a, il quaJe, creamlo '{)Ure un apparecchio a. caduta .ma, tutto · ditrerentie, negli esperimenti oon la d'is tanza di circa. 80 cm . del sog~tto da.Ilo schermo, · ha, oonclw.o che « la f requewz& massima (dei minimi tempi di rioouoscimento) è t ra 2.0 e 4.5 miJlesinii di aecùlldo oon tma media di 3.4 ». Dopo ciò qoolche consideraz.ione i•rufiné su questi risultati : 1. - L'obbiez.i oue già avanzata, da,l prof. l;[erlitzka che si tra,tti di permanenza dell' imma,gjne retinica, non regge e Herlitzka st.esso ne mette fort.emeu,te,li.n dubbio il rnlore. :€ fac ile eseguire il seguent.e semplice esperimento con l'a,pparecchio da _me usato: sottoporsi cioè a.I sol it.o modo di d et.eiminllil:ione e appena ricevuta l'im~e luminosa chiu<fere gli occhi e fissali-e l'a.ttienzione ·per vedere se permane una qualche imagme. ('-011 ilh1mina.zion.i di 2 o 3 millesimi di secondo, noni rima.ne nulla, con illumin.a,zioni più lunghe resta l' i'llCerta 8CD88,zione di un disoo a, contomi sfumati, ma mai anche con muminazioni assai lunghe permarne una qualsiasi ·i magine .nera. nel di9CO chiaro che oo_n formemente rt-sta à:telil'osc·uritiL 2. - Herlitzka d ice che questi non 90110 t ernpi. di a,ppen Jeziorw, IIUI, ti c,hiarrua poi (ru1cht> nel titolo del s uo lavoro) te-m7,i di 1-ico11.08oimento. Ora il rfconoscinien.to è nn processo a.ssocia,tivo e tale è l 'a,ppe,·cezfone. (V. JAMES : Princ·ipi"-di psicologia, Ilag, !l68. Soc. Ed. Lib. , Milamo). Quindi Ja. qu('ia:t;ionle de11a. denomina.zlClJle non ha. ,importanza.. 3. - Invece l'ipotesi accennata da.1 prof. Herlà.tzka che si tratti
(1) Queste determl.n.azionJ turooo fa,tte dngll 'bftlcinll medici In seni,ilo di que;,to Ufficio l>'lco-fb•l o l ~ ln11j?J!. G11lil-tù_ e magit. Gargiulo.
Cl
1m: B1tCHl:J muLOGIL'Ht:: Sl"LL'A\'IAZ!U.SEl
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solt,anto di tempi ài ecc~tazione della ret,11a, O\'Vero, oome forse si. potrebbe dire più nettamente, ·che i 'llostri valori mppresentino soglie ài eceitazfone retinica. n.el senso della dt1wata è a.ssa.i semplice e a. prima \'ieta. 80mb.ra. molto convmcente. Ad essa però si possono muovere obb~ezioni; ed una è la. seguente: sembra difficile che per retine sa.ne si po8!,l8,llO a.vere va.lori .Q.i soglia oosì differenti quali quelli che _ tanto Herl!itzka quanto io abhla.wo tro,•a,to e cioè ùi 2.4 CJ. fino a, 9.8 a (Ga· . Jeotti) e di 2 a fino a. 8 a ed oltre (Herlitzka.), e sembrà anche poco giustitfica.to .che .si possa ,parla.re di sogl-ia _per tempi oosl lunghi (8-10 a). Un'altra obbiezione scaturisce po~ dai miei espe~inlenti. .. • E qui prù~ di tutto mi ,preme di stahilire che la perfetta oorrispondenza. delle cifre ottenute da Herlitzka e da me con metodi divel'6i (metodo di HerJitzka: oomparsa., durante- pochi i:,, dì una figura in nel'? in un campo ipermauenterneutc illuwina.to - me~o dello scrivente: comparsa, durante pochi q , di un c.a,mpo llluminarto 00011 una figura nera nel mezzo) autorizza. ad aID.llletterc eguaJe iòte1~preta.zione per i risultatJ ottenuti. . Vediamo che cosa a,vvieu.e nel caAoO mio. Sulla 1-etiua vien proi~ttato, per es., un di.soo lu,I!].ÌUOSO couten.ellte una croce nera. Vengono cosi eccita.ti tutti i puntii della retina corr.ispon&nte a.ila SUQ:>el'1ìcie _tra .i margini d'ella, croce e i I.lordi del disco. Per eccitare questi ipunti basta un fA:mpo assai ~inore di 2.4 11, poichè infatti col mio appa,recehio quando il ~po di illuminazione ,s ia inferiore a.Ila suddetoo. ~ifra Bi vede .il disco luminoso, ma u,on si ric011-0sce la oroce. Il proces80 seusor!ale pum è dun.que a;1r:1·enuto, m.a. !!OD, ta.nto ì;tensamente (in causa della. tma. breve durata.) da procu·rare il procem;o a.saocia.tivo dell'appercezione o r.iconoscinlento. In altra pa,rte si. potrebbe dire ,c he, perchè avvenga l'a-ppereezione, non ba-sta l'ecoita.zione della. reti,nar, ma. bisogna-che questa, eccitazione duri 1per un oorto tempo. In questo orttine di idee perma-ne, a ,parei· miò, il.)'a,lore di queste detero.nìnazioni per .giudicare della facilità,, C(',111 cui si oompiono· i processi assocmtivi, e cosi· si può· dire -che l'orga-nizza,zione psich.i<:a. di, un indi\'iduo in cui basta un.a. eccita.zione re1lin.ica di 2.t· a per procuTare il rioon~ mento sarà pitì agile e ·p1•vnta di tluella, di un aJtro 90ggetto per cui l'eccituiolie retinica debba dura.re 8-10 a. . E nel illlOEltoo ca:so si potrebbe . asserire nolP" essere pet·fetto 80tto questo rpunno di v,i1-1til, (e t]uindi non adatto a.I pilotaggio) l'fodividuo che per effettua.re. il rioon08cimento <l'.i un oggetito a,bbia. bisogno di eccitazione viaiiva 3 o 4 ·voite pitì lunghe del 001'\IJla.Je. Perciò io credo che i va.lori che '8i ottengono oon l'appa.1-ec"chio di tierlitzka. e col mio abbi&no in realtà un vafore corrispondente ~ fi.ue, per cui questi appa-
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0
IUL'EfiC Hl:l B l• ll,tJGIL'H~J Sl ' l.l. A\' UZltJl\J::
r ecchi furono ideati e costruiti, e ·c).Je non si debba. abba11dolll.l,1~ l'uso ù.i gueRta misura psicometrica ne ll'e&1JJJC <lei ca.n<lidati all'avia.~ne. !. - TOl'na,ndo .alla qul.'~tione te<:nie.a., l'inte1,pretaq.ione <lei pro· f'-'~"°r JJ erlitzka,, and1e modiiti<:a.Ul <:ome ~opi·a, ho esposto, esclude che gl i a ,1>pa1-eccld da uoi i<]eati m~urim,o il t\-'lmpo, che intercorre d'aJl~inizio della eocioo.zione retinica, al com,pimeuto del pi·ocesso a,ssociativo per c ui .<1i riconosce uua figu,ra . F o1·~ s i poOl'ehlie 1·a.ggiungere questa wi~ura m odificando l ' ist1·umeuto da me <irn~tnrito come ,scgu~. Si d:i1:,pongono cioè <lue avpa1~clli <li Jl\'011'7.ioue ili modo che m erci! (lj nn 1wJi;ma. t!~'l>i pt·?iettino un disco lumiooso ue llo stesso luogo. La. figura in net'O nel mezw del elisco proil'ttata. da. uuo dt>gli appa.,·ecchi ,da, p . es., un semicerchio a ooncav.itl, ._i.n ooss<>, qnella · de.JJ'altro un sem:ice.rchlo a c,oncaYità in alto. Qua,ndo-le due p roiezioni a,vvengonò contemporaneau1e11,t(' c:0111badno i tlue l'>'<'gni in modo da formare uu cerchio int ie1-o~. :-:.r1·\'a rla otturatore ai <lne a1~par('t:clli rii prnie7.ione uno ste.,:;so schermo a cadnta. con· <lne fes»,ue dh,poste. jn moùo e-be qua.ud'() p.assa il fascio lmuiuo,.:o di un a,ppa1"€<;eJ1io l'altro :sia. c hiiuso. Le due fes~ure si possono t-posrare in modo che, 1wll'a.f<se della, cad'u-ta, ~;,se sia.no fra loro più o llleuo di1<tanti. Ambedue le fei-su1-e siano Jarghe tanto, che U tempo ùi illulllina.zione che c·iaf.Ct1<J1u J~ l'rnette ,.:ia a 1 limite di ricono:sc·.imento <}e lle figi.u·e . C1Hle Ol'a lo sc.hermo, pa;,sa la prima f<'fosm-a,, oompa.re il sem icerchio a concai.iuì in l)a,s~, JYM;AA la seeon<la ft>ssura, com.pa,1:e l'a.Jtro semi('erchio a c,onca\·itù, in a,Jto. Cominciamo oon una· hreve dista.nza fra h' d1w fesin1re e cioè con nn certo ,inte1wallo di temi_)() tra, le due proiezioni. e precisamente in modo che, compiutMi la prima eccitazioom 1·rtinka mentre si sta. svolgendo il processo di conduzione e asaocia.zjone, nel che 0011,<:i ste· il riconoscimento d'el semicerohio a. conca,•ità in . 1.)a&..o, avrnnga J'a,ltra ecdta,zione rettnica, e l'altro .processo di riconoscimento rlel semicer chfo a oonca,vità in alto: con tutJt.a, probabilità si farà. il gfoclizio <U uiu. cerchio OOIIlfJ)leto. Se inveoe a,umentiamo ora, a poco a ·poco la, <lista.nza fm, le due fes.<>m·<> e cioè l'intA>rvaJJo d·i t.emipo fra le -òue proiezioni, in m<Mlo che il proc<>sso di rtlc.ono~ime.nto del secondo semicerchio a.vvenp qwwdo è g.ià compfow que lle del primo, ,q_i -i;edronno. aUora due semiC('rchi distinti. lll'l'lperùnen.ffi si ·<fovrebbe dunque condurre Ì'Il· questo modo: <.'A)minria.rl' ron fe,<i!'mre tanto vir,ine <la, ·rede1·e un cerchio ,solo, e poi allontaamrle a poco a pooo .fino a. che si i-e-gga,,no due semicerchi distinti. Il telDlf)O rorri~ondente alla d.ir,':a,n1.a, mlll1ima tra le due fe88Ure c·he pemwtte la visiono!' dei due semicerchi dovrebbe eseere il tempo di
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-ll lC~JUCRE BIOJ .•tGICRE isUU)A\"IAZJO:--E
eccit.a.zione, di ~nduzione <lei J)rO('ef.!90 as,q()Cia,t.dvo, cioè il vero tempo di appereezione o di· .ri~noscimento di un semplice seguo. Io credo che va.rl'ebbe la pE>.na, <H eseguire questo non dii\ficile esperimento -per vedere se esso ~ i a ri,~vere oo, im,p orta-nte problemadi fisiol-Ogia-psioologia della vl!:rione. .All'1~ , tondamentoJe di questo esperimenti> si rl.oollegano sin certi gl11dlzl
d1 llluBione tattL c o n ~ rotanti che por.ta.no diverse figure, sia .In teoria steSllll del ctnem.ntogra.fo. La dltl'erenr.a. per U eneo da me deecrltto consiste nella possibilità di determina.re effllttamente il tempo di esJ)O!!lzl<me dl ciascuna figuro <· l'Intervallo di tempo per la com.parsn delle due figure successive,
UFFICIO. PSICO-FISIOLOGICO DI AVUZIONE DEL.L A B. MARINA -
NAPOLJ.
lln metodo di .mismra ·delle capacità attenti ve ·applicato alla scelta dei candidati all'aviaz~one per i professori Gino Galeotti, tenente colonMllo medico, · e G. Battista C&eelapuotl, oapitano medioo.
lu -qua.Ls.iai.'li rnodo :si -cerchi di rni-su 1,a1·e l'atteuzioue, non si ,può ci-edere di deter~.i,u.a.re questa ca,pa,citù, .psichlÌ.ca. J,M)J.ta.nto. Si ottiene in-
,·ece un risultato <lOmplesso, riguarcl.ante ~li effetti dell'attenzione. Secondo il James « questi etl'éW imme<liati 1,!0llO . i ~ie11ti: a,) percepì.amo; b) concepiamo; e) distiugu.ia-w o; d) ricordiamo; meglio di eoJlle poùremo fare altrimenti, un muuero maggiore di rose successive ed ogni in modo_motto più ch-ia.ro ». Il metodo d1e a.bbi.amo usato è a.ppunto un'appliea.zfone di qut>l-:lt.{) pri:nci'l)io, e cioè una. mi.:m.rai oomp.less-a delle faeoltà, elemen.tari della. J)~iche su cui si esercita. l'attenzione e oioè della percezione e· della, a-p· peroezione, della facoltà diac1-.imin.ati'Va e della, memoria immediia,te,. , Que<to metodo consiste nel far pa-ssa,re di.nanzi agli occhi <lel caJ\· <liJ}a.to una -~ 1·ie di figure a.sewi. se111Jplici diversamente oolora.te: traec-orsa la seri.e il OO!IM.l.ida.to deve suhito <lire quali sono le figure che Ju1, . . . visto. Chi può tiE1Sare l'atteu~i-oue in modo da. ·percepire prontamente, distinguere nett.amenioo e ricorda.re bene le figure otJBervaite, fa, .pocbaasim.i errori ; al contmrio, chl non possiede in aJ-to grado queste proprietà del.la. mente fa, un numero di errori rilevrun.te, e cosi -s i può rlca- , vare in cifre un criterio .per decidere quali. pet'SOne sono adatte a.I pilotaggio e quaÙ no anche dal punto di vista delle ta~ ltà attentive.
oosa.
. .a,
Ull..'lilll..'1:Ul Bl0Wlil<:HE .SULL'AVHZlOSlll
L'a;ruia,recchio ohe abbiamo adopera,to è molto ~pli.oo, e consi....te in u.n chimog1·afo .Verdin, di cui il cilindro, disposto ol'izzontalmeutl>, è copc1to di carta. bianca. e i.-u di essa. 80llO inoollate 5 /;er:ie di 5 tigui-e assra,i semp-lici intaglia.te s ulla <:.a.11:& colorata.. Diuanzi al ciliiu<l1"0 4! di~to uno schel'mo che .porta. 5 finestrini delle di.wension.i di 4 X 4 C.W.; ogni fin~tJ"ÌllO OOrl".U.l)Ollde ad una !lel'Ìe dÌ ligure iu .lllOOO che, qua,ndo il ~iliudro gira, le figure p ~,no sacet!tlisivamenru dinanzi a,i finestJ'in-i. La velocit..-ì è regolata in modo, che ogni figura. 1"0lrt.a. ~posta 1per cil'l(.-a un !leC<>Udo, e fra l'una. e l'a lt rn, intercorre drca. 1 seoon<lo e mezzo di tempo. Uu aJt1,o schermo è <l~ poi;to i11 modo <la clliudei-c a \'Oloutà 4 ùt·i fiuestriui J.ais,cia.n,d oue a perto solo. uno, iu modo che uua oola. !:ìerie d i ligure passa dinanzi agli occhi del ca.ndidaoo. Dopo c he è tra.scot"M una serie d'i figu,11! si forma il cilindro e il candidato d eve ,di.ire immediatamente quali s ono le figure che ha vi.soo. ne ll'ordine preciso della. loro s uccessione e il colore di <.'IÌascuna. figura. Si segna.no gli errori su ili. un foglio di ca.rta dirviH<> in 4 coloruw e nella ,prima si nota.no Ié dimen tican~, cioè il D!lllllet-o delle figure che il cand,i<Ta.to non può ricorda.re, nella, secon~la gli i.bagli riguarda.noi .la forma., ne lla tet·za gli sbagli di oolore e neUa quarta. gli sba,gli di ordi.n.e e ciò per ogn.i !,ll!l'ie ossen at.a. . Si sommano poi gli Cl\rori, co11c<;iderau<l~> per due ogni dimeutti· canza. e ciò ,per due ovvie. ~~ioni: la prima, è che ! '·individuo ve ramente erra in due mod'.i, perçhè non l'.itiene nè la percezione della fornm n.è I.a pe1-eem.one del colore; la, ,seconda ragione è quella di equipa,r.are i~ ca.so in c ui l'i.nldivi.duo dica, di non :ricorcùure una o ipiù figure della ser ie, al e.a.so .in cui il! candidato pu.r iavendoie dimen ticate ten t i .di indovin:a.rlè. Allora, egli l-.Oll tnt.ta. p1'0bu,bili.tà fa,rà due errori: uno di forma ed uno di oolore. Si può tener conto deJ.le !fi.ngole s pecie di errori per vedere se ci sono errori sistematizza.ti, ma, quello che più interessa è la somma degli errori, ottemita nel modo ff<Yvra. detto, e ,riporta-tu. poi 'a,J nume.1:0 delle figure osservat.e. Una. prima serie di ·osserva~ioni è stata fa.tta su circa 100 indi· Yi.dui, eperi.menta·ndo con serie di 3 'figure, oon serie di 4 e con serie di 5, e co.~ si sono aivuti i seguenti riswta,t.i: Serio di 3 ftgnre
Serie di • ftgur,,
.Serio di 5 figure
!50% 75 %
Capacità attentiva buona
Errori l> %
2() O/
media
20% 60 %
55 % 00 %
sol\rSa
.o
BOpra a ·95 %
RICElRCBl:l BI0L0GI C81:l SU LL' A\'IAZIQ;-.1,J
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(.;ua selJOuùa. .sel"ic di o.sseN-a.zioui è stata. fa tta su altl"i. 23~ c.tlldidati e, per lm:riuì , si souo 11s.1 tc soltaurto sc1'.ie di 5 figure, Li.ruitando dappr~ l'espe-riwen,to a 4 serie e più tardi cst>eudendolo a, 5 serie_ Auche in questi ca~i 'il L'itpporto <legli <w1,ori totali al nllllle1·0 tota.I~· delle figlll'c os80J.·vate è ~tato 74.G%, cit:ra. quasi egua le a qucll,b ottenuta nella pdrna S(.-0:ie ili esperimenti per la ser~e di 5 fi.gure. Scmp1·e -in rapporto ttl nume1'Q totale de lle figure osservate, le ùime.ntica.uze sono na.11.a, proporzione del 20.5 %, gli el'l'ol'i -di fo1·mfL dell' 8.~ %, gli errori di oolore"d'el 16.4 %, gli er rori di ordine dcli' 8.8 %. Inoltre si è vi.sto: a) che la grande ma.ggioranza. d e lle v e1·sone fam10 <la. 13 a, I U erroti (&-u 20 fig01·e ossc1·vn,te) e tJuiudi queslJo uunrn1·0 di errori mpprese.nta la media, n,ormale; ..:bj una min.ora.nza fa da 5 a S fil'l'01i e t1ueste persone vanno eonsid e1·ate come dotate di ect.:cl.lenti C8Jl><'U,'i.t;ì, atlerutJive; e) un'altra. minoranza. di individui cho fa.uno sopra a 20 erro:ri 'f'™1Il<> consideÌ~t.i oome sforniti di sufficienti caipacit.ì. attentive. Esaminando i dat i ~iferentisi a. quei ca,ndi<la.ti a l pilotaggio che [urono dichiavati inabili iper tare _psico-nervose, si ve!le che nella gmrufo ma.ggi.o ranza, <li questi ea,ntl ida,ti (26 s u 36) il uumen'O degli e1·rori ì• al dli.sopra di 20. I n conclusione questo limLte di 20 errori (compu tato come isi è detoo s u 20 figm·e) può essere cm1.sidemto come un. giusto c1iterio per lo sca,rto dei ca,ndidati al pilotaggi? ,per nÌgioni di insufficienti ca.pa<iità. att<-11Uve. Se s i conside1:a, . la repa,rti,,.io ue degli Cl't'Ori in di,versi gruppi di i ndividui 11101waili (50 in,dl\;idui -per ciascun gruppo), si può eousm.tm·e una si n,,crolare èostanza n ei rapporti delle va·!'ie specie di errori, :;ia sul numero t<>ta,le delle .fi,g ure osserva.te, !iiia, su! numero totale dt>gli errori. Nel gruppo comprendente izli 'individui con .ta1·c psico-n ervose, · le dfre delle varie ,&peeie di eru'011 , rifer·.ite a l nnnH'no totale dell.e figul'c, souo- uuifo rrucmcnte a umentate. ,8emlm1, dunque che esistano leggi Jif;Se per q uestA. fenoruen<i p s ioosensoria,li, ·leggi ba,.,.-~te sia s u ragioni di probabilità., sia sulle di ve.i,se intensit:'\, di appercezioni e di memoria:. Oosl è evide11te che esiste un.a, probabilit~ì. fissa di diimentic.w:r.a, cli appercezione e fa, memoria del colore è meno .alida c liC' l'a.ppercez.ionc e la. memo rfa della forma , che ,l'-0rdine è più fa<lile n. 1·itener e. Quei,te leggi pcrma,ngono a,uche quando l'attenzione è JabÙe e in genere i fenoruenii psicomotori dl'ooli e lc,11ti.
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UFFICIO PSICOFISIOLOGICO DI AVIAZIONE DELLA R. MAR INA -
N APOLI
Silla detenninazione fei tempi di 11azi11e discnmiaativa Qei. caQdidati dell'aviazione per il prof. Aszo AZII, tenenoo medico, l<'ino .1,ù oggi, nei 1.:a111uidati all'adazim1c e nei ,pJ,loti, si ,s ono :-,on-attutto stucria.t i :i tOJ.Upi <li reazione :;;Jmplire, wa, si t\ l>cJ1 p1,eisto oow preso, eh!! più illl'porta.nti di questi sono quelli, che sono i:;ta,ti chi.a.ma.ti tempi di reazione 0ou, la, dis<:l'iilliuaz.i,me e la dcte1·wi11azione ,volitiva. e che consistono ne l ris,pon<lere .in modi ilirnl'si a. <leterwinati stimoli.. Vi è tma diffe1·enz,a non liern ,fra i tempi di 1-eazione s.emplice e que.':lti tempi ùi re.a.i.ioue con la. <liscrimiu~,zione e la d eterlllinaizione, Cll.1' io crcd cl'ei opportuno, a,nèbe, per b1,evitù, oftI'e per lo ragioni, che ora ~porrò, di chlallll&rli te1npi di reazione dis01·iminati1:a. Il tempo di 1·cazion.e ~m.plice è il te.mpo Lii un pt"OC(,>-~o p.<iicbico più l)a,s.',!(), che il tempo <li reaziuue discriminatira., ta.nto è ,·eI'<> che nell'espe1'inlenrt:o dei tempi di rea.zi,v nc semplice può llla.twm·e <.:Ollllplctamen te l ' in tervento delle facoltà p;;ichicbe s uperiori e tutt-0. riclurd ad uu ~i:'mplicc a tto da au t~,Utat isruo, nel quale non t-olo non c'ellltra più l'attenzione, ma, l's.tteJ1zione può essere, i.nrnce, un fattO,l'c sfairorerole; ci'ò prc.'(;isa.lllcnte suce1ede, quando gli ;;tiwoli .a1>1S11lllouo u,rna· t"()lU pleta .ritmicità, come ap· punto a,·viene oon il m et.oclo di Patrh.i. Ri.·è ,·isto, inn~1·0. cbe cou quC!,,to metodo, le c m·ve r-iet-;0011,0 tanto migliori, qua.uto più l'individuo , ll()Jl •~-;ercita,ndo tm.a fo1,te attemzione, si a,bbandona. aJl'a.uto.mart:.ismo dC'I 'l'itmo. A.na.Jizza.udo i processi, c he si svolgono ueWa.tto deUa rea,z ione scrnJ)lice e nell'atto della, 1·ea.zione cliscrimina.ti\ra, si mettono con tacilirù
in evidenza le differenze f.ra l'uno e l'a-ltl'o. L'atto d-i reazione sem1)lke corup1-ende: l ) iZ fatto se1Mol'iale ossia la percezion e dello stimolo ; 2) Ta d,eferm inaz ion~ alla 1"isposta; R) Ta 1·ea::i.m1c moto-ria.• Nel l'l('t <>ndo caso ,-<i ha,: 1 ) la l!Crc<'zio11e d,cllo 13tirnolo;
2) 1111 9i11diz io 'di8f't·imùw.tiro 7>er decide1·c quofr ,\ To -.~ timol o; 3) mi r,indizio d iscrim,i11at·i110 1x:r deci.rfore qttafr è Ta 1'is11osta; i) la. d<'tc n11 i110 ::ione o1la risposta.; :\) la, reazione moto,·i'a..
1uc1,;m.:1rn BlOLOGlCl:iJ;; ::;t;LL' A \'lAZlOSJ;;
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Si reù<i, ùu.n11uc, die fr~h .<il p1·illlo caso e il se<:ondo la, diftei-cnza, uonsGte in due a,t ti ùi ùi:s(;J.·ilillnazione, ed è perciò che c1-e<lo · giusw chiaware la lllÌ.',ura. ù'd fcnowcno lll questione: tempo d,i ,·cazione d'i-1cri1111inatfw. l · 1isiol-0gi si ·!,!Quo ·occuva.ti ili questli ùiv~ ;i periodi del fenomeno, riia hiò nou lia a:l<:unèl. Ìlll,JJ01·hwtza, nelle a,pplil-a"'ioiù rpre!;Cllti per Ja, ,aoo}ta, degli a'\'iatol'i, gia(;c;,)Jè ciò, che c'inte.I'\%S3,, è appunto la, misura. del fenomc.uo ud ,mo c01Hplc.,•;so per giudicare, -:,;e un indiYiùuo ha, o no le c1uaUtù ri.d1ieste pe1· il -pilotaggio. Per qua,nto l'iguard~h U metodo di ricerca., forn.k-:.o i seguenti dati: Ho w;ato ui1:i; semplice ù.isposi:ti\'o illealo <la.l prof. Ga.Jeotti e che. qui brevemente tl'esorirn. '!'a.le ùisr>0..,;itirn, medfaute semplici mo<liticaraoui, può sen,;i{-e anche r,ei· la, determiµazio11e dei tewpi di reazi-0ne 1>"elll,plice, sia ·1>e1· g li stw1oli acmstiei, sia per ,i vi.s~·i. In un quadl'o ~no ·dL"-()0,')'1.e 5 lampade da 10 oo.ndelc: due in a,lto, ~ in 001>-w ed 1 nel mezzo. Al d isotto d i eia."1Cuua, di. queste è di1,,po1,1ta una. ,piccola lampada, di quelle che si usa.oo per gli apparcoch-i di illumina.zione elettrica. portatili. Sotto al quadro si t rova mr tavolo con due t.Mti elettrici per le mani e .sotto al tavolo un.a pedaliera pUI"C con due tasti per i •piedi. Di11a.nzi a quest-0 ta\'Ot-0 ·sl dhipoue al ca.n<lidato, cui si dice, che all'accensione della, ,lampada sn,periore a, sinistrn, deve rispondere con: la, mano s inistra,, a.Jl'accensique della lampad'a s u pe1iore destra eon la ma.no de-str·a, a ll~accensione dclla lampada inferio1-e sinilltra ~011_il piooe sin ist1·-0, all'aecem,ioue ùella, lampada i nf1~1·iore destra con il piede de.<lt.1·0. All'accensione della lampada <1i mezzo non dev.e esegui.re mo,·imento alcuno. 'Lo sperimenra,tm-e s ielTe ad un ta.rnlo co!J.oca,to dietro alle spalle ,lt•J cand~dato e su questo ,ta-\·olo sono clispo.,sti i tasti di comando e il qnaòro <li distribuzione per -l'a.ccens.ione or dell'una, or dell!a-ltra -Jampa<la. LI tempo si mh<iura- CO'Il un oronosoopio d'Arso111x.1l in centesimi cli secondo. I l tasoo di coman<l'-0 è costruito in mod~ che nell'istante, io cui s-i a ceende una de-Ile lampade, .s i mette :in moto -l'or ologio .. Questo .,i ferma nella riRpOst:a, del caudidaro, me ntr'<' nel oontellllpO si aecende la piccola lam.pa<la ~tt{) quelfa,, rbe ha. p1•odotto lo stimolo. Oo.c;ì, si può l!llbito vedere, se .H ,ca,ndidato ha, I'i>1posto esattiameute o oon errore allo i,itimolo·e il tempo in,terrorso fra. il comando e la. ri11:posta. In un fogJ.io di eairta i-11 :l rolonue .o,i S(>gnano i rnlori dell'orologio, il ooma.ndo fa.tto • gli enmtuaJ.i e1'rori. Ottem~t i i tempi, ,per rnlnta1me il significato, mi sono l'lervit:,o delle s t ~ formoh> 11~.te <la.ll'T.ì"fficio Psicofii..iologico 4ij Todno ($;affiotti) per i temtp.i di rea,zione semplice; J10 dc<tr,rmi,n,a.to, tioè: · 1) il valo re mcllio <fci ternp-i;
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RICErtCHE BIOLOGICHE su r,L'A\"IAZIO'.'.l:l
2) l' cn-ore della media;
3) kt, deviazione media; 4:) l 'errol'e della dci;iaziotte mcd,ia; 5) il cofffìe'icnte di val'iabilifà; 6) la 71t'1·ce11 tiia/.c degli erro·1·i. Inoltre si t iene- oonto d ei rnlod estremi .(ma,ssimo e minimo,) in una serie di d'ctcrmin.a.zioni, che <lcrc e8scre cl-i 30 prore. Fra que.'lti cLivcrsi valo1"i l'impo1ta111,a maggiore J,a.nuo il valore medio, la deviazi.on e media, il cocfficienrto di t'a1·iabiUtcì e la percen,tuale degli C>TOt'i . D a.llo nume1·ose detorminaidoni fatte, di cui i ,r csult;a,ti n ume rki souo stati aualizza,ti e.on l1Jl sempliC€ metodo :-..'ta,bistic,o, sono g.iunoo alh: seguen.iti. oonclusioni: P er i tc1mpi di a.'eazionc <lii>-ct·in.u.inat;i\·,a sono cln, coru;;iclern,rsi comie ~ra,lol'i ll()l'fila,J i : ver il tempo nied,i,o di. l<mfc.t za, r.o crnte.i;.imi cli secondo ; pc,· ia deviazione mcrlia, 12 id ., id.; per it cocfficicnt:e cli •i;aria71ilità, 20 id. , ,id. ; por l;a. ,l)(Wcent·uale degli errori, 8 icl. 1 id. Sono invece da, oon:s ide1-a1·;d c-0U1e raJ,ol'i a.norina,li: per il tempo m edio <li le11tezza, 68-70 centes imi di secon<lo; pe,· la d~viazionc meciia, 22 id. , ird,. ; per il coeffì.ciento di ,w ,ria1iilità, 36 id., id. ·; pe1· l.a 7>ercent11,ale d,cgli c1'1·ori ! 26 jd. 1 ,i.d. Questi rn.lori dorrebbero conside ra;r.si come criteri cli sc1u·1:o nella. scelta dei ca nrlid'a,ti a.I pilotnggio. B evide nte che questi ,<fa.ti nume-rioi lumno H sigu ificaro e ,i l v-a.lol'e ch e ho a,de.-;so loro n.c::~gnato ~ltnnto p<>r il dispositivo sperimenta,le itleruto da,! rr{)f. Galeotti.
U FFICIO PSICO-FISIOLOGI CO KILITARlli DI AVU.ZIOI!i"E -
ROKA
Otbtbervazioni ~ul tempo di reazione compotbta per il prof. Achille Romagna-Manola, capitano modico, capo del Reparto neuropsicologico. Per misurare 1a, durrut,a, d i alcuni fenomeni ,psicli id ne i OOJH.lida ti
oH'avia~ione, oltre al tempo di rea.zione semplice per stimolo acustico e -visivo, ,si è es.perime11tato un metodo d i s.1.g,gio .di ,reazione composta. E nobo .che qua.nito più i fenomen i senooria,J i elle dovranno ,dctcrmiI '
RICBRCHE BIOLOGICHE SULL' AVIAZ10.-E
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nare la 1·e.1ziou c sono complc,-,--;i, IU4.g giormentc l' at1tenzirui,e dovrù, iute.rve.uire pei· i1u1pedi!re gli errol'i, 00 aecelera.re la decisione IJ)e,l' •rea,gire (TouJouse e l'iéron). E s i è oornplieato il p1·ocesso dellà rroq,fone obbligau<lo il soggetto a, 1·cagi1·c nou quando a.v,•ei:te lo i-,t·imolo (come nei tempi di 1·ea,z ione ~crn,plice) rna dopo ar('1·lo ric0110sci1~to, ci<>è dO'po ave r ùete1·lllinato a qtu1.le sensa.zione ù rapprc..-,en tazione già ricevuta, i-u rJ~enza esso debba 1'.ilerirsi. · Le !'!8pcdeuze per ùetenui.na,1~ la durata di questo pr(){'e:;SO i)sid~ioo sono va.i·ie .p er I.Jl.OOa.lità., ma il criterio <li base delle espe1·ienze è iùe.uti<:o .. .J.l soggetto sotJtopost,) alla prova è a,vvert.ito che aJ.la 1pe.r cczione di un <l<lto stimolo sen,soriale (visi\'O o uilitivo) deve r~i,giJ-e iu un ùrrto modo, <:ioè con, un ùaoto mo\imeuto. Gli stimoli possono t..~re più o meno nume r'Osi, e a ciascuno <li e.<Jsi corrisponde un mm•unooto divei'SO. Il teIDpo che inte.1·<,"0rre tra l'azione. dello stimolo e l'ei:.-ecuzion.e d el mov,:ime11tio co1"l·ispoudenroo è il tempo. di i·ea~ioue clic comunemente va sotto il nome di tem1>0 di reazione d,i scelta, ma, che. più pro1.r-ia.mente secon<lo Galeotti d{>v.rebbe chianuu·si d iset·~mi111(J,U,va, : in !J0$1tochè il soggetto 110JJ ha la libe1·til, ùelfa sct>lta del movimento, ma «·ompie I.a discl'imioazione dello stimolo da, altri (lo 1·ieouoS<:<·) e J'ieyoea, l'immagine mot-0ria, f'Q1·1·ispo11tl'cmte: cioè, .duncJtie, J-e.1,zione d-iscrim~inatioo e 1·iewcatha. Il .<ioggdto puù ;;IJaglia,re: a l per en -on~ di riconoscimento dello ~tiruolo; 'b) .pr•1· (•1wo1·c ùi 1·i«w«H'a.zione ùell'imagine mÒtoria, conispondente al monmento p1-ecedcnreme.nte staùilit.o. 11 .procE:'SSO 'psichioo 1, duuque comvles!'l<> : sa,ggia1"e l a ,.:o,paciità clixcl'imi 11at.iva e la proutez1,a, di deci,s ione e tl i reazione. nell'aJlievo ;pilota i> quind,i de Ua. ma.•i.sima. irnporranu1-. Lo stimolo sern;oriale stabilito ,~r la uO!,i,r~ prova è il 't'i.sii;o p{)Ìchè lo stimolo acustico l1a, minor valm'C nell'rwiatorc sia per il rumore intenso <>d a ~~orcla11 te tlel motorP, sia, pe1·chè egli, in genere, fa molto più nso delle S11e ca.1>.1 drn, \'iS'ive. I movi menti ,per la, rea.zioue 6elllb1·('1·«'hlw ,p()tet'ì>".Ì :-;<·eg.J.iero ludiff•ll'entemente, mn cosl non è. Nei Ebl'i, in monogu·a.fie, si pa,rJ.a di t'tìperienq,e <l'i tempi di ~Irta, nelle quali ad un p.1,rtie.o!a,re stimolo il i<oggetto deve afaa.re ora. H braccio dcst.N> onb i.I s ìnìst1·0, o le va.rie tlita 1lella mano, Ma un .p iede e oosi vin. 'Ua, poic hè il tc.n1110 di re:i.zioue <·()lnposta compreude 110 ·11 soltanto la d nra,ta, del ,proce.c.;l-:o men,ta,le dii,;o1'imina,tivo e J·ievoc,a,ti.vo, mà, anche· quello <lella esec u zione dP-1 ,pa.1·· iioolare 'movimento, bisogna, t(, nere co nto n r,lJa. i:;c,elta, tlfii viwi mor.imcnti, fino a f'11e _pn.nto ~-si 1'i;IHl n.ui.t.11ali aJl'i11dìvi1luo, e, ,,~ lo 80110, fino a. che ,punto sono a,bitua.Ji per quel la,tx> d el oorpo ed in quel,la, f;JJ)e· cialP- posizione del cÒrpo. In considerazio~ cli ciò fm·ono (]a no i prPSC4.'lt.i fra i divp1•si modi
214.
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RICEn CHEl BIOLOG re a El s UI,L' A VIA7.l0:"\E
<li 1·ea.zione quattro lllo,·imc.nti ~wlto c:-onrnni <.,'Ù a.geroli n ella special{· posizione, faceuùoli eseguire eolJ' a.r to .supi>.J·iore dest.ro o siuimro, aseoonda. cùe lii tratti di dl.'striruani o tl'i m,~nrciuL E per essi fu i<kato da,l maggiore medico prof. Agga.zootti l'nppai.".cce.ùio seguente, c he per .la lim itazione imposta alla puhhlicazionc no n ,pu ò es,;e,re destt·itto r.Jrn nei suoi elementi essenzia-li. Ru <li un piooolo quadro sono disposte a c roce cinque lampadine : (li e."<se quattro f>Ono a luce bianca. e e.iaacU100 oor1-ispoiocle· a<l un de:tertninU1to movime1ito da e::;egu,it•e, menti-e, J~ lit l.a.in.pa,d.iua posta sul centro e <l'.i colore i'OSSO, s i è oorn·en ut:A? che iJ ~ getto, aJ suo a ccendersi, uon debba, fare a.le~ t1.u ol'imc wto. Que-irr,•
F ig. I.
lampadi ne son o in 1·a.ppo1·ro con cinque iut.enl'Uttod bipolari cfo,,pnst i l' ooo acc.1,11to a,Jl' alt,r o e fis~ati s u ù.i un t·-Omu-no ba,.,-arucllto ( fi.g. 3). Ogui il.llteL'l't1ttore a,ùbas.<mindosi chiudt· due drcuiti elettrici oontemvora neamente oo esattamente nell,> l',j~<,;o istante : l' uno determina. J'a.c· censi-oue della lampadina, coni;,;ponde n ~, l'aJtro nw t tc . iu movimeuto le ,sfere di UillJ cro110f,(;opio di Hipp. Gli intern1ttor·i f:OUO silenziosi a.f· fiJL-Chè il oog.g~tto in ('same 1·i<·evH, s olo Jo .c,timo lo vi.'>-i,·o. Un 'altra ,pa,1'te deJl'a.ppn,1'->eehio è oostituita. da, W1n. s pecie <li cZocA• <la aeroplano (fig. 1) in e tti .si ba un' asita hmga c m. 54 con impug na,tn.i.'(I. nt>.Jla l'IUa. csh·cmi t:\ .sn1w1·io 1·e <' fi!'.."'-<'tfa. ne lla, metà de l RtlO wrzo supe· riore da nita, cloppia ce1"n1('1'a che, ~rreggcntlola., le pormettP di fa.re UJ1
l<IL:B[tC H!s DIOLOGICUJ:: SULL'Al'BZ1t1:-.J:;
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mm·i111euito .pendoliu·e da u·~.va,n ti all' in<lietl'o (' da, <lestra, a. s inÙ:ltl'a t: vice1·ersa. L'e.'fCUt"Sio.ne del lllo rimC>11to è però liruitata a due cm. nclle <1uattro 1.Jirl·ezio,ui. L'estremitù, .w.fel'i<>l'C de ll'asta , ad ognuno d ei modmenti c he le SO.Il.o itrup1,issi, idetc11111in•a, l'a.pe:rh1J,a de l cfrcuito el.ettric:o del c rouoNCOpio c he c·osl si ar1·eJ;;ta. e L:1 chiusu1·a, d i un aJt110 circuito che fa, ua-eude l'e una lau1pa.<lintb posta. darn,nti aH'iiuteN·uttore corri.. t;Jiondente. O~l l 'esperin1eibt;1,tol'c può ()()Ut1'0Jlar-e il movilllento · eseguito dal aog.get.t.,c.) e gimli<:<we :.e (\'<j\tto o<l ~•·J•a,to, a i,:cconda, o1e si accende ,la la mpadina, sit ua.la, 1.iairn,nt.i a ll'in tc,·.rntture c he egli ha a.bl>a·S· iaiw o<l ah ra. Nella figura. :! è l'!i!l)presenta.to molto 1,chema.ticar;wnte il modo di .
8-1
~
f<:ì
1
f
~
~ ;,>. ,1
G:J Fir;. 2 -
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tj
~
(Per la riduzione del disegno originale le lettere sono molto rimpicciolite:
(e maiuscole tfovansi al centro, le minuscole alla periferia della figura).
runzi11na,re dell'es fremit à iufe i-iore <lell'a~tn. :Kella posizione di l'ÌJ oso, cioè quando il soggetto è in attesa. cleUo stimolo v is ivo, (determinat,, da.ll'a<:eendersi .cli nna delle cinque fampadine che ,ha, s ul quadro che gli è posto danmti) e al ·quale dOl'l'Ù, 1-ea.gil-e C.Oll Ull <l<>tCl'UliuatQ lDO\"Ì · mento del ura~ io, l'estremità dell'a,-;ta E si 1t 1-orn, a ,l cent r-o del Si· stoma. e chiude i quattro con~'tt.ti A. B. C. D. mentre lascia. aperti i 1;onta.tti a.. h. c. cl :-. Se per e.'òlCmpio il soggetto Yetle acroudersi I.a, lam J)a(}ioa posta ìn alto, e den.>c.aindo il mo ,·ilnento pe r e,,'l'a. prestallilito in avanti, esten<le il braccio, l'e.'ltreìnità, inferi01·e d ell'ru,,ia si s1>-0· !Iter:\ indietro ed i l oon.taitto A. si. interronlJJ)CI·à. nell' i stante -stesso chi• incJOmi.ncia. il movimenrto ; men tre gli altri contatti B. C. D. re:+tano chiu!li; ma. lll<>nt1·c ~i api,-. i l <:ontn.tt-0 A. s i chiutle il ('r,nr.ttto a. re-
1 216
RICBRCRB BJOLOOlCBEl sutr} AV1AZI0i':lt
stando a,perto b. c. cl'. Se iurnce il eoggetto s pinge l'asta: a. destra 1:n111piendo il movimento di a bduzione del l>rae.cio, si apre il ,;0nta,tw H. re&tando chiusi O. D. A. s i chiuderà b. e resteranno a.pèrti c. d. a. Jj C-O!>i via ·per gli a.lti-i due movimeruti (a s inistra e indietro). IJ i.oggetto siede danmti a.I quadro delle lampadine cosiddette tli accenderà ooman<lo e fissa in eQlC lo sguardo per percepire quale e tiene i:;trctta fra le ginocchia. la. torretta. coll'af!lta,, impugnandone il marnico n !Jraccio semill81\1So. Dietro il BOggetto a. dista.nza. di un metro r-i 1·ca, sla, l'esa.mina.t,0re col gruppo degli interm ttori eotriddettd di
si
Ffg. 3.
.coma.n<lo e con i,i c1·-0n0,'Kl0pio di lli.pp (fig. 3). Qu<'l>'to funziona col di· spositivo desCJ·itto da D.oniselli !Degli a,1-ehivi di tkliologia,.
I <lati ca.r~l!.teristici della esperienza sono: 1°) ap,pa,1·e<:chio che ~ fatto a somigli:n11.a,· di una, cloche di ae t'Op.la.no; 2") che i movimenti.
di 11e.1,zione sono da.t i da,ll'estensione dell'arto superiore cl.estro (m . in avanti), di flessione (m. indietro), d i ad<luzione lm. a i;ioist rn), ,Ji abduzione (m. a destra). P er l'esecuzione della prova viene spiegato aJ soggetto l'import a.nu.i. (lt>ll'ef>perien1.,a,, ~fa.Ila , quale ri.•m lterà, .la s ua i done.ùtà, o meno aJ pflotaggio, per la ~n3. buona o cattin:i. ca.pacit:ì, di nna, raipida, ed es.atta Ò<'riA'100lP. P oi m~'O ~. ~e(le'J~ nella 1X>l'.faion<' della fig. 3 gli si !apit>ge,
21T
RICERCHE BIOLOGICHE SULL' AVJAZIO.:'>E
~urien•temente i.I movimento che egli dm·rà fa.re affaccendersi di cia~cuna lawpad.iua., e gli si nwcoma.nda. la maggiore rapidità po&,ibile. Indi si fanno due o tre .p rove per vedere se il soggetto ha, oom preso ed esegue secondo quanto gli è stato tinsegna,to. E .poi si p1'0Cede ool: l'esperienza segnando su apposita. scheda. i ,aJori dei tempi <li rea~one, e si faJlllo 12 determhui.zionJ per ognuno dei qua.ttro ·ooma.ndi : ma in modo che i diversi m ovinien.ti si aJternino con ·variabilità tra di loro, e oon lo stimolo 5 la.Ill!Pa<:liua ·rossa) detto di inibizi-0ne. Si not81Ilo gH lll'l'OJ".i e poi si caJcola la media, per ogni movimeJhto, i rnlori. est.remi, la. deviazione media, il coefficiente idi varia.biliUì·. · Ho eseguito l'esperienza. su alcune oentiirna,ia, di candida.ti aJl'a,viazione, da,i 18 ai 22 anni circa.. E su 400 di es&i ho ,p otuto sta.bilire ~guenti dati per cia~un moviment-0: Valori ottenuti su 400 candidati.
Valorl medi
CO:\fANDJ
Valorl cetrcmi
DeTiadoue media
Coofficiente Poroeotoale, di degli varlabilità a1·rori
ID. A !W•tra
I •s3 . . .. :·1 .. .. 401
356 • 660
68,50
11.01
&.65
IV. A destra .
• 65
a•6 - 059
65.,10
11.84
f.72
, 11
..
67 ,94
12. 13
t .111
I. AYAlltl •• D. lildlctro
..
Valori medi totall.
..
828 • 633
60.~0
13,28
0.86
478
3H-&63
57.97
12.12
t .60
\
Da questi claiti J·isulta tlunque c he : il vaJ01·e medio <li rea2.ione di. sm·i.miua,tiva, per i quattro mQvi.menti ~uddetti ~ di 471 millesimi <li secondo. La lung-hezui. del témpo di reazione è stata maggi-0re rei· il movimento. vel'so sinistra. Il valore <lella devd~ione media, è staito di 57 .94 e del coefficiente di variabilità, di 12.13. La ,percen tuale cli. errÒ1i per i quattro· movimenti è sta,ta, di 0.68 %, mentre 1>er lo stiimolo N. 5(•li in.ibizionc) si è a vuto nn numero tl'i er,ror:i più sensibile, ,pa-ri a.I 2.25 %·
•
.
Perciò ooll'appe,recchio da, noi usa,t o deve con siderarsi come, llOl'· ma.le ()f{ni va.Iore medio <li tcmipi di rea<bioue discriminativa compreso· dentro i 500 millesimi di secondo, e il cui cocfficien.te di va,r in,bilità non sia sn,periore a GO, e la. perccntuaJe degli errori n011t ma,ggio1ie dell'l %-
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RICEI\CRE llIOLOGICBE SL'L L'AYIAZ IOXt
U ~'FICIO PS1CO•Fl8I0LOGICO DI AY !AZIONE )(!LITA RE) - Rmu
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I limiti di idonBità DBll BSlfflB dBIIB Bmozionabilità per il prof. Alberto A.sgazzottl, maggiore medico, direttore.
Vada,to1-e ùcve Utl'auti ,t utto sapei· ma.utcm~r,;i 1·aluH> ùm,\,ute il Yolo, dtn~, collie s i isuol ùi1-c, ,pot<~r 0011se1·,,a,1·e tu tto il suo sa.uguc freddo : 8010 iu tal modo egli poti·à, L~"'Sere uu l>uo11 pilota,. )la, a turbare la "Sllil, caJ.1w1 ag-isc.:,0110 co11tinuame.n.te va.i·i ·e pooonti fautori. A·u zitutto egli :c1a, elle i pe ricoli ari. quali è e.,;,1x,sto souo 1Selllp.re molteplici e della, µiù va.ria. e,pecic : essi •possouo pl'orcnire sia dalla sua i,.te$.-,,a -pe1,sona, si.a ùaJl'.tppa.i·ooc hio, sia <fa- ca u~-c e..,tc1·iori iwpo:,i~ihili a preYenw.-e. Taili 1>e1-.iooli, 1.1011ost.antc gli sforzi che si >:>'OllO fatti .[.>et· tidw1:re a ,I minimo gli a,ccidenti, l>en<:l1è cli mo loc> <Iilniuuiti dopo la gue1Tn,, si i1id~ia,no a l mo men tJo in cui l'appa1-cccl.ii.o incorn.iu<:ia la. co1·s.1, sul tel"l'eu o per ae· quhita;re velooitù, e cec,;.,;auo :;K,Jo quando l'a,viat.o rc di.'SCeJ1de da,ll'aero· · . p lano. Si può dire che per il p ilota. ,in rolo mm r'è uu momento di "l'! J.>OSO a,'!cl.'Soluto, uu, morucuto di ~itm-ezr,H,; <:g li r in! in u ua, angoscia. 0011tiinna, vre~upat·o di llla,ntenc1·e la Ji11ea {li mio, di lten<~·c l'equihiùrio, l"IH' è ~11.r ogni .i;.<,;taute m-inru·da,to uel &!llSO rnrticnJe, l<>ugitudio.a-l e e tJ·a,sversa-le: eglj <l~,·e a.sooltaJ·e cou la mas8ima attenzione la, voce d d motore 1< po1wrn que ~:a dure .... A h! qu'ellc e."t, -tcl"J'ible la myocardù.tt• de.« c_yliutl1·t;s ! » 0"'-~·,11n1, u11 mc<lico c he a,,·en1, ,·olato (Greffiguy. L"a ,,iatenrs. Pal"i.,;, A. ~faloine, 1912, p. 2!:>). Me n tre poi per e.Jfetto dell'aria. rarefatta., del rent.o e de.Ila staJt· r.bt•.r,~ si ba una. g1-ande ku<lcnza. al i<:oun,o e aJl'as'Ssopimento di tn-t:te- le funzioni nervose, come s i n \1.<ifica a,n clle s1ù ~1·1ll[>i di g hiatdo delle alt<montague, l 'a\"iat10re t?e,·e iur,·cce mootene1·e un.a squisita rapidità. d,i a.zioné; ciò gli è l lL-'Ce.<;.':1.'\l'io per ~H:>te.r .i'ichiam.a.i~, ,,;;r <'001.U'pio, l'appa,roochio meuta·e (1:iscende a motore spento con l'clocità , ·<:>1"tigin0Sit. ~on ruppmrn. a rTiYa a qutt,lche decina. dd met.ri daJla_.tc,rra, per rim(\ttere l'appa1~chio iu l inea di ,·o\o fJna,n do pe r UlUl, c·ausa, i.mp'l'OYYii>::t ~~o l'h:L peNlum. L'n,via,to1-c 110.n può ~ e1·e •poi tranquillo, 1x·1·d1<.> i-a cÌ1P ha scm,pt1' · fla.rn,nt.i 1111a diffìcoHù s.peria.Je UE'll'e~Pg-uhù J,(' ma11or1rc del s uo ap.pa,,n>1·· chio, 1,cl 1·itl1rdo foa, il momrn1w nel (]!Hl.le il p.ilot.:1, i,giJ!'lce ~ulle IOVI! ,Jj Mma.11,do e iii momento nrl (1°Uille l't•ffotto si 1·iT>rOduee : <'gli 1,a drn eone~· . ~re UJl rnovimento . r.!11' 'JlllÒ dN·ide,J'(' .dt-lJa. ~un rita-. del quale J1ou s-i a ,p .
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RICEllCBl3l BIOLOG ICHE SIJLL'A\'IAZlù~E
v1·ez.zu d 1c il pri.ncrpio, è c<xs.~ wolto delicata, porcltè :-;i OOl'J~ i.Il ri:scltio di rea.gu·e tro)'po iuterwame.11-tc o i:u~ufficie.ntemeute, ciò 0he obbligl.te· 1-ebl,e a ritomiuciau·e. lJa. ciò una. teu~ione ne:i"\-~L oontiuÙa, e :snervante, ,,e r im:prlll!e 1-c a.Mc lcn: di comaudo movimenti fr~qi.1~:nti, nupMi, trut, )ll'(.-COO e propo1·z.iona,t.i allo 1SC01JO. Ncll' a\'.i.ato1·c <l<:,·e L·si:stc1-e pell'fett<> l'e<1uiliu1,fo fumzio11a,le fra i l.-entiri cerebl'flH superiori e i ce:ntr-i widolla.1·.i; a.i p1·hni infatti è ri8Ctl·· vata f'a.zioue inibitl'icé, e do. 0011,t1-ollo sull'av,ioue 1·itles:sa dei sc'<.lOnòi. Quanto migliore sa,rà, il pote re inibitol'io de~l'ariato1·e, tanto più egli potrù, mantener-si calm? di fr,oute al pei-icolo ud mio; quanto più fork i;arù recciral.>ili:t.ì dei ceut11i mi<l'olia,ri, taJ1t<> più ~a.ranno p1·ont.e le sui· fl(L.ioni riflesse. Il ~lJJ)et· <vohwe dipende r<lall'a,bilitù. di c-0ns1wvarè e svi· lupp.u·e que.c;te due funz10~.i nerrnse sotto 1m <"e11o astr~tto contrari.o ; d .ò ili·pentle es.-,-enzÌilllmeute dal ·temperamento <ledl' mdi,;i<luo ed è un p:i·hill•gio (lella, gioYi.nezza. Cumc 1-1aggiùe que:sto te,mpe1·amento, uelfa ~,ione <lei caudi<lat~ al pilotag~io? Dopo va,l'i tentatt,·i fa:tti ,negli uffici 'J>Sico-tisiologid <li Tni·ino al:l.'hlizio ,della organizzrutiOJ1e, si è ~i<:onosciuto che il metodo mi[!;!io1·e per ,stu.d ia.1·e l 'emo ~iouiabilit ù è quello di sottopone il ca.ml-i.ia to ad una. forte stimolazione sensoria.le •\"i)<iva -e acu>'iltica, <:Jie agisc e auclie come stuuo)() ~l!H>.tivo e 1;:ag,gia,re in e-be mi.,.ura, il canù.i.da.t o può rniLiu·e le ,--a,.ni.e reazioui d _tle!'.."t>. Rulla t()(·uica, tlell'e.~per.iruento t·imaudo i ,lefto1i al p1·ccede.11te ·1arnr·o di Tie rlitzka e al mio 1-u) dUes;;o ca.rdio,·a,-~·ola h'. Hil'<wdéi'Ò solta ll.to d1e il wndida,to in esperimelllto, <,'OWC il\·dr1w pe 1· il l'ilot.u. in ,·olo, dovern, ma.nte.uer~i til più rpo.~ibile calmo d11ra,1Lt<.: la, 1•ro,:a, e n1ri a.rruuoniment.i. gli rnnh:a.no dati in ,qu;\,-tO s011i-.1); :wvc:nuto lo s tim.ok, emoziouaJe cmotti.,·o egli do,·ern, :subito rer-c.u·e di (.fo.· minaJ-..~ le reazioni rifl<'l>-"W trd cuore., (lei r espL1·0 e del tremit.o. AJlo SMp· )Jio <ri uu pet.:1J·clo o al suono -impron-ii:o di un foi·t~ <:la.xo11 tn-tti i r~111di<laiti ha.uno una, 1-e.'lv.ione rifles~, che el'a molto n:11ria.bile per intf•JJ· t<it,ì. Ye rnirn.no sca,1·ta1ti gli iudivJdni .a, rea.zi-0ue ritl0i:sa, ernoziorw Le fo rtis8ima .• e trattenuti quelli a 1·enzi-0ne runoziorwle curntiva forte, dc· bole e clebolis8'ima.. Il nuuwro cli tindi\'idni fatti non ido.nei al volo ~K·r r eaziotH' forti.8sima è 1stato òel 1 % ci.rea,: sca.rtan.do a.nelle qut'Jli a r-e.a,· zio11e forte il numero sa.rebbe .~t.'\,to moUA') f)iù g1~1ude; ma. u-011 :si ru·•·· duto c·m1venie11te fare oiò Ì!OI oon;;.icrt,1-i11.i()oe c,he <·<>ll'abìltndi.ue al voi-o un migli,oramento ,oi poteva ottenere in qne11i c-11<' po~levauo un 11i~f'r·rt•) pot('l'C .inibit01fo f\UÌ riflessi i::e.usoliali emotid. ~on è f)Of;Sibile da,re valori uumtwk-i eh<> in,<Fc:ano J)("IJ· ogni 11>-0.<v,ioi1{' 1·iflf>,"';.i q1ntrn{l-0 (Jtw1<ta..~ fo1·t e. (.' q na.mlo (JH<'-'>fa e\ f orti.~.«ùna; il giucli1.io
è
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fUCERCHE BIOLOGICHE SULL' AVIAZIO~E
divenùe· ùa, un eornplt.'SSO ùi fattori che il illl.'(fic.o, c1uiiu<lo ba praitica tri legge.l'c sui tmccia.ti, deisurue <la.Ile 111o<litica,11ioni elle i,,ubiscono lo ~figmoir1,a, llldlUl, il 1mcuU10°T<l!llllllU il 1"'11ietismo.,.raI.llllla, e la. e,,.ratic.i del • 1:, • , b · · , o t.1-emito (tl'<>wograuuna,)'. • Non sempre, qua,ndo si giudicara, fortissima la. emoz.io11abilità ùi m1 caudidaoo, si a,Yeva uur'abuorme 11~azioue di t utti i riflessi; ta.,lora., JK'I' (.-'l';'(ill)pio, era, solo la mecca,11ica d(>! I'è:!J.>,iJ·o elle ri•sultarn, p1-ofon<la.11u•ufo turuat:i. <lallo ,,;timolo Silll!S03·iuJe emo,ti,·o, sfa. nella forma , sia. nel 1·itmo, che taJ9ra diYcnta,n t molto frequente, taJ,ora i'u.v<,>ee prcsen t..'ll\'a wsJlt'llsioui oucl!e di rparee<.;hi (l:i-20) ~ondi. 'l'aJi so..,,1:ien~fo11i non sempre segui·rn.uo Ìlllllll'<.liatamcntc lo ,:;timolo e111oziona,le, e poterano 111.a1d t\,:;,·ta,1-:,;i <';011• un po' d'i Jtlta.r<lo. 'l'alont erano solo i m ~i elle rea-giya,no rnn una. abn01·rne rn~-dila,ta.zione o \'a.\lO·<:<>strizione. 'l'a.Jora si a1rn\'a ~lo una cri!li di tremito, elle H ca.ndida,to n<>u potern fu-eruu·e. ~dJ,• tigu1·e 1 t' 2 <leJl.a, tavola U.1111<'~-sa S0110 ·t·iprodotti due traccia-ti di .iuòi Yidui scarta.ti a.Ila yj/'.iita di 11mrni,;s-ione al pilotJiggio 1per fo1·tissima Nlluzio.nal)il~tà, in essi ve<lia.mo a,ppuuto che dopo fo i,;timolo einoziou.ale s i ba una crisi di tr,emito, persi.s-teut<! : è evidente che taJi in.<li\·idni i;e 1101.1 souo caipad di ,nia,uteJ.1erl!<i calmi e di doruina,1·e i 1n·op,l'i ritlc;;:,.:j dl'JK) I<, Sl'oppio iJuoffensiv.o di. un peta:rdo o il suono di un cla-xon, ·più d ifficilmente ,po.tra.uno mantenere il lor o sa.ngue freddo qua,uido, d 1uante un volo di 1p1wlUBtra~iolle, g.Ji scoppier:\ vicino nu p1·oiettile uemico, v qua.iHlo, d ul'a;nt.e una. ,·c1·tigàuosa discesa,, al momento di richiamare l'appat·l~ohio egli b1t.J-a,\'l'ooerà in11»·ovvirsame.nte un ostacolo da edta,-e. Urnt. cou'tempm :lJlea almom1e rea,zione dei· ritlf'::.'1-ìi c.'Htliaci rnsc:-0l.iiri J'eRpi1·atori e <lei tremito, d eYe fai· <l nl>itare la s imulair,ione : il t racdato della fig. 3 è ~taoo p,1·eso s u un inùid<luo che ;;imulava, una a,b1101·mc emozional)ilitù, .pe r uo n es..;;e1·e cl ichiant,to idone<i al pilotaggio. P er quanto con<.:erue la reazione 1·ifle.--.-.,.a, ,<lei polso abbiamo ,~ecruto nel prec.cde11te 1w.<itJ·o la,,·oro che questa ainie11c di 1·c.•g,ol:i, àn tre pe1·iodi \1('11 di:st.inti: 1111 Jlil'imo <li ac<:elt>1·amrnt(), un :se1·011do di mUe.ntam r..nt,o e un terw di nrcel<'>rameuto. 'l'ali rea.zioni c1"011ott·o1>e oono molto .vi rnri,• per ~11tens ità <,' (] era i1tteressa,nte ddt<:nu ilrnr~ l)trnle fO!ssc la rea.½ione c rouotropa. che si poteYa ritenere, per co8ì dfo·e 1101'llla.le, e quale fos.<:C\ da, r itencr~i l)ll:!\,le sintomo <li fort·issima, emo1.ional)ilitù. Il ritmo d'el poi.so a.nment.1, in moùo rjma1·èbevole durante. il vok> a,,J alte quote e ~ppiamo che aum('uta a,nche sot.to alla, carupaa1a pnrnma.tic..L e in alta montagna; l'ac-eeleramentx> ca,rdiaco non sa,rehbe pc•rò, i,f>(·'l'111rlo P crry· ( L'a,ptifu,d-0 à l ·'a;via,t·i-01i, raris, Tu1,illi1;1· 1018, p. ti8'1, solt:rnto <HpemlPnte dalla, ~l.iminnitn. qwt>~~ione; .iofa.tti esso (', più fo1'1:e, rw,r l)not:r ·u~nnli, rwlle rts·eC\nsioni ron appa,r e-c.ehi meno veloci. esso rliprlltle~
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RlCl::RCBI:: BIOLOGIC HE: S ULI.' A YlAZlO~E
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n:bhl! anche dall'emozione e da altri fattori. Durante il rolo gli. stintoli creus uriali ewotivi oolpin11uno cosi indi:viùtti che hanno giù, un })<)lw più at;celei·ato del uorllUl,le : ciò è da. tenersi 1p1se8e11Jte, :p erchè a,l>ùiamo reduto c h e l'interu;ità dellia. 1~~ione seJll\,-Ol'ia.le ew.otim de l polso dipende ainc he <lall' attivitù, dcl cuore a l momé uto d~lo st imolo. ' l'e1· dcte1mina,re i limiti della reazione no.l"male del polso ho preso in t'S.llllc Hil7 esperie nze i:m11.a, omozionabilità. e ho cah,o la,to .p er ognuna la frl·<J llt'IYIAl, wiuirua del ·p olso ue l m Jleuta,uwuto ritl(>.S',O (2° pc1·iod'o) e la frequenza massima 11cl secondo a.ceelcra.men,to dttesi;,-o (3° period'o); po i la. d ifferen1,a. fra quesLi , 1alori e quelli <lella f,requeuz.a. del poloo 1w ima dello s timolo. Le e.s1>e1·ieuze sono state di.v.ioo in, nm·e gruppi in b..'l..;e .i-Jla. att i\·ità, del c uore al ruoIDent~ dolio ,stimolo (in 23 esperie nze la frequeuv.a era da 50 a G9; in 138 era da. 60 a 69; tlu 277 e1·a da 70 a79; in 371i ei-.L da 80 a 89; iu 289 era' da 90 a 99; in 265 era da 100 a 109 ; in J:Pl era <la 110 a 119 ; iin 78 era, da 120 a 129; e in 38 er1.i tla. 130 .a, 139). _ l'c,i• ognU~lO di quc.-sti gn1ppi di espcr.icnze ~ è determinato il pe1·1.:ento de i casi ue i qua.li l'a<:celewamcuto. era rispetòivamcu.te d,1, 1 .i :i pul:,miirn i al minu.to; <la 6 a 10; da, 11 a 15; da,·16 a 20; da 21 a :.!:i: e.l a :?ii a 30; <fa. 31 a 33; òa 36 a, -10; (la. J l a 4.:; ; e il ipercento tl<!.i c·.a;,i 11ei C)nali il ,ralle11tauw11 to ern ùa, 1 a 5 ; da, G .i 10 ; da 11 a, l i'i, r ee. ~ino a l ma~ imo d a 41 a 45. "Sd lli.n.gramDUl, ·A le .linee ne i~ indicanJO iu altez1..a, le percent11;1l i ,le:lle t•f>pe1-ienze, ne\Ie quali si sono avute, durante il 2" periodo di reazio11e l'i llt·s.~t , le var:ia~oni di frequer11.ia da 1 a 5, da G a 10, ecc. etc. ;oeg11,1te sulla figura; le percentuali delle espc11('11ze nelle quali si ebbe a <·n:ll'1·amento, s i leggono a,l flisopra, della Linea o.rizzontade, La, per0011'L,w l1• 11.i ()nelle neiic qual.i si e bùe t·R,ll<>11ta.me11to, ~i lej,!gono ~otto a li-a. li n<>a. orizzon,ta.Ic. Nel di..'l.g1·amma B , inn~C<'., a bbiamo le ve.rcentua.Ii •ìe lle l'!'fpel'ierw,e nelle quali si e bbero le stesse rar iazioni di frequenza, ma. du1·a.11te il terzo verio llo di reazione r iflcsi,:,a,; come nel diagramma A le lince soprn. la 01-izwutaJe indica.no le pcr centuaJi <lelle esperie nze ncllr quali si ebbe .aeceleramentù, le linee sc'g'Ìiate ~tto, le percentuali n e lle qua.li ~i ebbe rnllcntamento. "Xe i <lue diagrammi le linee nere sono dil,;[)OS'te a. gnvppi, oorrispon: re u t i c iaf;(; uno si. uua 11t., te1"lll.inaJa. varia~ione di fr<'quem . a del poL'>o; . i~ ognuno di questi g;FUppi La. prima ,linea, ~i riferisce a,Ile esperie nze i:on la n1inim.a.. attivi ti\ del cuore prima dello stiimo lo da 50 a r.;9, la, seconda linea s i 1·ifor~·e a lle es-perieTl.7,e con una alttivitù del c uore da 60 ,a, 69 <' c,ooi via. pe1· gli altri gruppi. Da-Il'esame di questi diagrammi , ,,ed.i.amo <'be le variazioni più forti nella, ft·('(Jnenza cl.-1 polso non si veuif:ìcano in
-
222
RICERCHE BIOLOGICHE SULL'AVIAZIOXE'
+Oì. 30/4
A i
o:.
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II 4' I
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10Ì.
21 - 2.l
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Diagramma A.
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16- 20
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30i.. 11 - 15 16 - 10
U - 25
107. Diagramma B.
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26-90
I ~
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orn. - / l1mitl dì idonttld r1.rll'tstmrt dc/l'tmo:ionab,'lild.
Ta\•, J.
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RlCERC Hlil BIOLUGIC!Hl SULL' .H.JAZIO:-.E
223.
tutti i rn,rii gnDJ.ll'i di e&1ledellW: 1>e1· CJselll})io, nella, figm·a .A le fo11ti ra,riazioni in meno lrallentalllellto da 21 a, :IB, da.26 i~oO, ecc .) si riscolltrano soltanto llelle espei-iellr,e con ma$i.111a.at,tiil'itù, del c 1101·e al momento dello ~timolo, mentre nella. tig. Il, le ·più forti va,1ia-:cioni i:111 più (act:elera,1Uento d'a .U a !3) le t1,oviamo 1Wlo ne.I gnv1JI.>0 di e,,,1 )(!rienze col). ll1Ìllirua attivi,t,\ del · cuore al momellto dello ·s timolo. Da ciò la ·iaecessi!W,, già fatta. pre~llte, di consiùei·a,rn i Iiruiti <li idoueitù, nelle reazioni ri,fle.-;t;è ùel cuore i.u 1111>'1.>0nto alla sua, attiliitìt al lllOU11."1llt o ùe llo stimolo. Se aJllll)lettiarno dii, 11i.tenere oomo reazione ritle8sa cro11oti-<>1pa. '1101"1.llaJe quella..che :si- è \·erificata più del 5 % dei ca.<si presi .i n e:-same per ciru;icun gruppo, noi doHemo comsideraii·e come' reaZJione riflessa. sensoriale emo- . tiva troppo fo1·te., <;ioo l,-Oll indice di soo,roo nella. visita .sulla i<f<>11ei/tà a,! Tolo, la 1-00.zione f·ifl~sa cronot 1·opa, negativa del 2° periodo (tig. A)
che sia.: . superiore a 10 pulsazi011i a.} minuto per le e1>1lC!'ieuze oon n.ttirit~ del . cuore ùa 50 a 69.;
· supe1·iore a 13 pulsazioni .a.I minuto :por le Cl':Jli.'t'.ie.nr,e con atltirita del ·cuore da. 50 a 79; , superiore a 20 pulsazioni al minu to per le .,,.11e1·ip1Jze con atti· iità d'e l Cll!o1-c da 30 a. 9H ; s uperiol'e a, 2:'i µulsazioui al minuto per le c;;pNie ur,e con u.ttirità del cuore da 30 a. lO!l; superiore a, 30 pulsn.,,ioni al minn.to per tntll"<' I<' ·1·i::p<'J·i1•11Z<•. Per la 1·rozioue rHl~t c 1'0notropa positiva. <l<'l :1° pei·ioùo (tig. Il~ ~i può· 1·ite11ere come inclice di ~m·to l'ac.celerameuto d1e ida : SllJ:>eI·ioi·e a, 20 pul,.a:ar.imui al minuto 1ier le t'"Jl<' l'iPn7.<' eon a.tti \'ità del cuore da 50 a 99; . 1;;upe1·iore a. 2;."i :pulsazioni a.I minutio 1w1· 11• <'Sprl'icnze ron atti · nti\ dei cnore da, 50 a, 119 ; . superiore a,. 35 pulAA.zioni a,l minuto per le r~X'.r iPllrR (,on at'tiiVità. del cuore da 50 a L..~; 8UPl'1'iot-e a, 4-0 pnls.'l,ziim i per tntte le espe.rim:i~,e.
Qnffiti val()l·i, come 1,'è detto a.Jl' inizio., non potmnno e1>'$(\)'<' a1'801nti e sarà bene, specie 'Ilei cacsi nl'i quaM Ja, 1-ea.1,ione riflessa, del cuore i,i avv· . ' icrn:a. ai ,aJori da noi indicati comP. limite dell' idoneit1l , prendet1·e in <'...."la.lX!e a.nelle le a,Jt.rr·-rear.io.n i rifll"fise sensoniali emotive.
:224
nIClillCHB BIOLOGICHE St:r.r.'A\"I..\ZlONII
A.U TORIASSUNTI -0. GALlolOTTI -
[[. 1/t(dC dcyli aviatori
(<e .\.rdca », QJ.IUO 1, 11. 3).
lktJJ,o a U1auo •elle 1wogtcùisc<J1w le l'iccrclle ùi fisiologia dell'[wia.zione, si svilu1J.Va, anclle i>arallelamente unu, -p,Hologi.a a,ria tori.a, cio~ lo :.tuclio dei fenomeni ne,rvosi, elle compaiono nei piloti nel mowelllto d e l volo o do po il .r itorno, e Ju modo tra,usitorio o più dure rnlllieUJte Sfl ri è una, occessiva. fati ca <l,i pilota,ggio. E cosi ,giù. si trova.no nella, bibliog rnfia m oo~c.1, l e ~morn <lesignar.tioni <Li male degli <tdatori, di si11,d,1·0-mr .a,vi<ito1'ia, ecc., ecc. Se però si passa, ad un osarne obbiet:tiro ùi ta·l~ questione, fii dcrc -00ncluderc che la invenzione dell'aeropla,110 n on lrn .iu realtà a,ggiurnto un nu<Jll'o male ai 11umerosissimi elle affliggono .J'uuw.n.ità. Iu alt re pa· role non vi è wulki che ci aurt.&izz,i ad ammctte1·e uua mala.ttoia s!)e(:-ific.\. degli aviatori. Essi va.11110 ben.si soggetti a s1·a.ei.a.ti diisturbi, ma quest·i non si <listi.nguono essen~ia,Jmente <la a,lt1i, prod.otti da eause simili a quelle cl1e a.giscono durall!te l'esercizio d el v-0!0. Tali distnrbi (se ,s i ,t ratta-, si intende, di persone .norma.lmc ute costituite) si possono ripart ire in tre gruppi: 1° Dist111·bi p1·odotti dalla tensi~e del s i.'>1ema ner,rnso. 2° Distur.l.Ji de l .r,;enso vestibolare. 3° Disturbi prodotti <la,Ua, diminuita, p re.<;s ionc barometrica, (,ipo· baropa,oi.a). Di que,,;ti ultimi si occupa più {i'iffus.'\.me utc l' A. mettendoli i.ru ra'J)· ,porto con quelli del mal d ,i montag.na,, e a questo •propos ito I ' A. rioor{la, brevemente i laivori e le teorie del ~fosso e dell'Agg-a,z zotti s ulla, pa togenesi del mal tli montagna e sul suo tr.:ùtl:.:un.en to w n la, lllisookt di -Ossigeno e d'anidride carbouica.. Sap1>iamo adesso che respira.udo una miscela. di 15-20 :parti di a,n,idrid'e carbonica e di 85-80 pa.rti cli ossigeno, -scompa,iooo immediatamente tutti i fenomeni morbos i pt'Odotti d .L.11~1diminuita: pressione barometrica. Questo mez1JO ipuò eeuza dubbio srervire anche per gJ.i a.via.tori ; nè ,in pra,tfca, vi è nulla, che lo impedisca. Ogni appa1~cchio donebbe essere munito di una. bombola oontene.n:tc cir(a 300 Ut.ri del.la ,smldetta, miscela. natut-a.lmentc a.cl alta· pressione. CòUJ un s istema di tubi t> 1f.i rnlvole facilme11te . ma11eggiabil.i, si ·potrà,, appena comiucia-no i primi sintomi
UI L' l,;Rt:RE IllOLOUICHB SULJ.' .\\'l ,\Zl(IS~;
del ma.le, tlirigei:e uu getto ~i gas .nella, bocca e .sul illlSO c. r1petere poi (Jueste ina.Jazioni quando il maJessere a ccenni a, ricomparire. Si ~ trà '.1Jlora. coni-tata.re un rito1·uo perfetfo a lla e uergia, e a,Ua, lucidità di mente che son c-0sl n~-ce&·sn.rie per chi deùoo guii!a.re un apparecchdo rii volo. ~ La scelta psi...,oji.sioZ.Ogica dcgti ad atori. an·no 1. n. 1) . •
n. OA1.EOT'l·1
(« Ardea»·.
In 11uesto artioolo l'.-\.. espone bre\'cnie.ute· j metodi posti in uso per la ~elt.a dei C<IJM.lido,ti a.ll'avia.zionc, fcrmanèosi ::1C>vra tutto s ulle ,p rove J~cologiche, trestinatc a weùterc in er,idenz.a le capacità. psichiche eleruenta1'i tongenite dei candidati :stessi. Espoue il metodo per ùetermìnare i 'tempi di reazione a stimoli Yisivi od acustici, il ruetoùo iper aturli.a,re la ca.pacit~ di un soggetto a.cl eseguire scn7.,.~ erl"Ol"e gli orcliui ricernti, H modo .p~r s tabilil-e la rapidità. e l '~,Sa,ttez;,,a, delle perCCbioni e la mem01".ia, di esse. Si d~crirc illlChc il metodo per apprez:ta,r e il grado di l'IDOtività d'i un candidato e per ra,p p1-esNlfti1,re gratici1mente la s ua. sen~ihilit:\ profond~L. l.'A . tem1ina d kcudo, che, qua,ndo neUe feconde Op('J.·e <li pace, migliaia, e migliaia. di aeron.a.Yi e di aernplani S-Olchcr•a.nno le vie del tirnu.1JDento, i,! fi's iologo si a.Uieterù, di legitt,ima, soddisfazione, pensando, 1li a,·er dettato le ùt,<n·me, che pel'lnettono di a,ffid'a,re a. menti serene, a, cuori intrepidi, a mani !<icure k1 dta <le i nuo,·is.-.illlÌ e più fortunu,ti dil'l<'endent i di I caro.
Le ricerche psicometriche nella scelta dei cmididati all'a,via::ione. (« Rivista <lei tll'ru!!fl6l'ti aerei)), anno II, fase. X, 2,, :q~o:-to. 1!)J 8).
O. G .,1.Eo TT1 -
In quef.<to a,rtioolo l ' A. ria6s111Ue i metodi e i ,rn·it1c.ipali risultati ottenuti Jiol!o studio psicometrico dei caudidati a,ll'avia.zi-0ne, i;-tudio che 1·iguarda,: 1• Ì tempi di 1:e.c'l•ZÌOUC S('lll))lire i '1J> i tempi <li ;rea,;,,i-0tle dif:criruina•t,iva; 'a• il senso d'<'lla, ~-ertica,litù,; t • il .¾nso dello sfoi·zo muscolare; .;• la, ra,pidit-à dell'appercezione ; 6• l'eruotiviù\; . i• le capa.ciù\ attenta.ve. Di tnt.te queste ricerche Ri frov(.'lra,nno ampi<' not·i zie negli t·i' a iti -
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H 1~'1·:I:\ ·111-: li !<>!.Cli : IL"ll 1·: >' l'J .r.' .I \ "I.lii.I< 1:- E
2 2li
coli di questo fascicolo. Solo ,per riguauù? a.l senso d~lla ·n ii-ticalità è op~rtuno 1~iprotlu.1Te qui il ruct-O<lo tIBa.to dall'autore, co11 un appal'eccrnJtche no.u è ::t-ltrove descritto. Esso 001~ist-0 ùi un cava-Uetto che può i'-Otare alquanto c,u d' un a,s~ i~ziona,to da uu rnla.nte. un indice ed un 11uadJ·ante .indicano gli a.ugòli deg.li spostamenti. li can.dida.to, ad occhi l,e11dati, si ,pone a. sedere (qun,ndo si voglia esperimenta1~ con inclirul,zio.ui all'a-vM1ti o all'iu<lietro) o a carn\cio11i. (qua.udo si voglia e!'lperimentarc con iucliruuioni di -lateralitù) ,ml ~wà lletto, e dopo - ~ta.rne.nti di 15 o 20 g1,a,di, si riconduce lentamente il cavalletto alla ,eiii· 1·.alità. Il soggetto de~-c dire quando gli sembra di et,,sere torno.to sulla rnrticale, e sul quadrante si fogge _a.!lom se ha 01-rato o no e di qu~to. [ndividui normali fanno errori da 1 a 2 gradi e me7.zo; inclividuj con sé.arso senso di Yeeticalità fanno (WI'Oli molto più graJ.1di e questi" numo
· scartati dal ,µilouiggio. Dt:ll'esarne del. senso stat·ico e del senso vestibolare nei camdidati all'a,viazione. (,(Archivio Ita.liano di Otologia ». voi. XXIX.
HABN e MALAN -
f. 2. 1918). L'aviM01·e ha \;L~guo ili uu senso :stMico e di uu seuw Ye.,ctibolart· ~1.ssolut.ame.nte norm.aJoi : egli de,·e esse1·e semp1·e in grado di e.<;icrcitu.re un oontl'Ollo oosta.nt-6 suilla 1S11a posizioue nello spa~i.o e · su quella del'. l'apparecchio col quale egli fa. corpo e <l' altra, 1r :,rte de,·e p1m! eSSCJ.'t' illlllune da mallii.fe..-.tazioni \"\¾'tigi.n(>$.e. L',tttc11zi,uue _d ei medici iucarit:ati <lella. vi.sita. <](li ca.udicla.ti ~ria.t:ol'l sa,r,\ perciò: pa,rticola-r1::eutc ci· rnlta aU'esnme d'ci sud<lebti .sensi, la cu.i labilità o imperfezione è asso/ luUldlleut.e J.uoomp.'ttibile col sel'vizio di ariazioue. L'anamnesi sarà, raceol,ta oon cura -p:a1·ticolarc su ereu t uaJ.i disturbi vertiginosi sofferti in 1, 1·c•,·.ed(•11r.a : ~t· t>si;;.te m.tl Lli 11m1·c, H' 1-tig-iue ri,;ira . 111al ù i rn9nt.1gnn , l'tT. P er p1mlunc a1·uitk ialme ub> la vcrtigj.uc, g•Ji AA. usano 13, pron1 1le.lla, ,<se<li:1, 1·ot.atoria, c1Ju t<'c:i ic.a. ugua,Je ,1, qiwlla .seguita ,)X'r In rice1·ca, <,la~sica. del 1pos t -1lism.gmo l'Ot.a,torfo. Hi f3. gfraJ'C jl can1didato seJuto. ad oc.dii chius i oollà tesu1 ~w<'t.ta., dieci volte in 2011 intorllo al $.U<> pro· prio a,1;s e. rnima in un senso, poi ne ll'alt1-o: iu S(}guito .a. qnost'eccita,zioue Ju un ind·ividuo norma-le, men-tre s i manifesta, il riflesso Dista::· mico, nou inso1·ge a.lcun fenomeno obbiettivo di ,·e.rtigine, Nei soggetiti Jalrili in,·ece s i manifestano fenomeni d i reau.ione, che ved1'elllo ,in detta,glio fra breve. Si 1~plica poi la. p1'0va rota.to1:ia modificandolB. col mettere il candidat,o a testa e trdlico fiossi a 9()4 in avanti e t'Mendo eseguire ad occhi chiusi in questo mj>do ;) giri in 10" : all'ecdtamione rotatori..1.' .iPJle a.d aggiun.ge1•si all(>ra •! '~ione di centrifugar.ione. L'in-
IUCEHC HE B1UL0v!CHE SOLL'AVlAZJ t1:-.t::
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dividuò norma.le, termina.ti i 5 gi1-:i, oipre gli <x,--chi, ra,:l<lr.izza, il .tronco assu.i, ra.pid'amente dopo a,yer avuto una indin~one ùi questo che può raggiungerè i 45° nel senw della rotazione e presenta solo un po' di congest.done del capo, coni lieve stordimento che scompare dopo pochisi-'lllli :socondi. Il soggetto a,IJOJ'llla,f.e invece presenta. oon mmor o ma.g· giore iuu,q1sit.1 una fenomenologia. di reazione che è originata.. daJl'jnt.ensa sen~ione di vertigine e rispecchia ~ i fedelmente la labilitiì. dei la,birinti e dcl sistema 111ervoso centrale. Questi fenomeni di rea~onc si ~ n o cla,ssifìca,re in fenomeni dei moto e fenoruerni d'ordine generàle. I ,primi cons~sto.no i-w movimenti crel .ca,po (n.h,1:agmo cefalico), blefarospasmo. contra.-.t.i<>n.i fibrillari <lei. muscoli della, faecia e movi w-0nti del tronco e degli art.i, i quali si ren<lono più evi<lenti alla ,prom esegui,ta a tronco e c.1,po flesso: dopo ques ta pro,rn, -i nvece della SC1Il· j)lire inclinazione del tronco v,i può essérè ve1·a, t'.t1.duta, repentina. lafu. raile nel senso della. roùt,ziou<' a ccompagna.t,L da. d o leut.i modmenti in~oo.rdiaa1i degLi arti {il paziente a,una;:pa c-0gl!i ad.i ~,1,pcdol'i, cerca.ndo di aliel'l'are un sostegno. ,fa ca-lei uel moto); -il raddl'izzaiu<?uto del t ronc-.J l'icbierle un tempo a ssai lungo fino .1. l ' e 1più .. 1 ft•u oru<' ni pos t-rotatori d'ordine gruwra,Je souo: na-usc.'l, vomito. 1·osso.re , p,.'\Jlore del YOlto, s udori, talvolta cril:li di pianto, co llasso; il ,,oggetto pnò anche prest~nrta.rsi intoutito ' pl.'r p11,recchi miunU, rimane come <'ùete, n.O,I? SI più dove si frova., ,pare a.ddoÌ·rne.ntato. I feuorucni ora desc,ritti possono pl'e.-,un,ta1·si in tutte le g1·ada.zionj p<>s.<libili; essi va.im? pel'ò giudicati oon cura ed aNriwmo taJ.1to maggiol'<' importam.:t qu:mt.O' più' t>'f:i-:i sono obl>iett.iv·i. E s!<l hmrno, seeoncl'o noj, e nel ca.so sveciaJc di abiilitazione all'ada.,-..ioue un va,lore assai maggiore cJ,i quello che ci può e;;.:sel'e fornito dai, ca.i·;1,tte1•i di•l post-uis ta,gn:io l'Ot.a.toi-io. Il ril1csso nisfagm ico .p resent.a infa,t ti tali rn,1-iabilità, indliddt,i a-li che esso non può da.re Ùll criter.io su.fficie.rntc per un giudizio oompleto sulla, funziona1it:\ labirintica,: la sua durata troppo diversa <laJla noi-ma (2511 e 40'') è solo sintomo indiziale ma. non sic,iro di uno stato .iabil'i'lltico a.normaJe. Nci ca.si dubbi usiamo fare seguire aJla prova. rotatoria semplice quella clell' indica.zion<• con tecndca assai modificata, da quella. originale di Bàlrà.ny. Tcrntin.at.e le prove di rotazione, sceso il candidato ,dalla 8eggio1a. si investiga. se eventu3ilmente es·i ste il ..feno~eno di Romberg o qualche rendenza, a C'a<lerc da un lato od ·i n a.vanti. Si esamina la deambula· r.ione acl occ~i bendati. oi:;snrn,ndo in questo modo le re~zioni locomot rici : ,per noi, più ehe la, devi.azioo.e della stra.da ,iercor!':a ha. importanza, il <'OIDJJ)Orta.rsi dell'indivi<hto (a,nd11.tura. lm.rcolla.nf:R, incerta, a.Il· l<erina, e<'c.). '
J:l l'l•:1a; 111,i OlùLOGICHE SUJ.l.'A\'I AZIU:-m
L'<~sa.me del senso st.a tico deUa posizione e del seuso della. \·ert:ic.a.litiì, rengom:r poi collllp.iubi su una cadinga .special<J, alla qua.le si può
ùare incliuazioni laterali e a.ntm·opostel"io1·i. Il candida,to cogli occhi he.l.ldati se<l uto ueUa carJiu.ga, deve g;iud:i<'are i•l ~eru;o ùèll'iucli.l.la,:,,ioue data alla cal'!iuga e quamdo ·Qu<>sta t1'0\-a~-i ol.'Ìzzoutah•. Si po.'lSono ottenere ra.!ori numerici wcd-ia.nte un g_ o niometr'O iissa-to aù uu'nf'lta mMa:1 lica dn n~ut.i al C'a ,nrli<lato, goniometl'O che può eSoere d·b;po8to u~i di\"CJ'~i sen;;i; intorno a,l C(>Htl'o òi qu~to, l'Ota, un'a."ta ol1e si prolunga 1·01L un intlice scurre11tc ,ml piano df'<l go1ù0Ju&1·0. Il Nmdiò"a.t,o sei.npr(' rul 9edd L>enda,ti viC'ue ill\:itato a di~porre l 'asta. verticalme11tc e sul p;oni,ometrn si leggono i gradi dell 'erl'Ol'<' compiuto: l e p1'0Ye si escgui~oono r-011 l'appar·eccluio 0 1·iz1.,ontale ed inclinato nelle di.verse dil'O'Lion:i fino a 20°. Negli irH1ird ,clui normarli vi è un <•r·ror--e lll~lio di 4°-5°, si.a n!'lle pro1·(' del S<'nr-o stat.it-o rl'i posiz,ionp d1e t1('1l(~ ,p1-o\·e di l'Crtica,lità.
- .. ,
I
Questioni d'_atttialità, varietà, notizie In più spirabil. aere.(,!uauùo, ucl cuoi-e dell'estat.e, il s..,ìe al'l"ovent.a. i tetti <leJle case .e la6troui d\"Jle vie, ULUI, folla di alpinisti - prorett~ e uoviii -:-- :i,!Jba.udoma, frettolosamen,te le ci.ttà bolJenti e .si rovescia nei p.iccoJi yiJ la-ggi . aJpini, <la.i quali, <lQpo qualche giorno <li .fe!Jbriile att.esa, e di uon meno febbrile ,prepara,zioue, tenta, la scalata ùi qua.Iclle picco f~.wow, bianco <fi ueve e · iscintJi..11.ante ùi glùaecio, come una gemma. iucu<l;tonata in un cerchio di marmo cli Carra~a. Gli al•ptnisti provetti ha.uno il ·volto sereno e lo sgua1J.·do tranquillo, come i ,·ecchi ·1upi ùj mare che· affrontano pe1· la centesi.w.a. volta la .tra,Yersata, <lcll'i>cei1no tempestosa, e pregu~tano fin dai primi passi, che a.fl'un<la.u nella, nere, lo. gioia del va,1,-to 01·izzonte, c he abbracceranuo di lassù l:ot.lo sgu.a.rdo. Gli alpinisti novellini e ciabattonJ. (rioorùat.e l'a.rguto romanzo del povero C\1.gna?), dopo breve notte ini,;onne, s'a.tfa~cia,n su.Ila p(l'l·.ta del ipiccolo aJbergo, vestiti e a,rmati <li tutto punto !per 1;fida.1·e il ghiac.cia,io, e fissaJW to i,;gua-rdo inquieto +rul gigaJ1t<; a mnia.utato tT1 !Jianco che s'inna.l:m, loro cli-nanzi fra. un leggiero velo d i ueùuia 11t>lfa, bell~L notte stellata,, precorrendo col pen.~iero la timida, ava,nzata, nei canaloni, le emozioni de lla, fune, la inturosa vista d ei precipizi, gli sdrucc,ioloni sul ghiaccio e gli schiaffi della tormenta-. Finchè, an~ma.ti dalla voce i.icura della, guida e spinti da quello st1·a.no sentimen to, di coraggio, che nasce dà un'improvvisa, ribellione coutr'O la paura, s'a,vanzaJlo r~luti .nel buio battendo forte gli scarponi fe JTat i sul :suolo, come se con quei colpi, che si ripercuotono qua e là. nelle rocce, essi voles><e.100 ,<la-t•e i primi segni della presa, di 1p08SC:SS0 ÙclJa. lllOlltagnit. -1[a. t utti c-0desti alpinisti ; vecchi o giovani, giù prova.ti da. cento a.<:een{,tjoui, o tituba-n.ti din~1JJzi ai perkoli della µrima., .,,.on tr~ina.ti in atto da uno stesso e potente Ò.Cl;iderio: che è non . tanto di f,ug{l'ir lonta,no <lalla ca,ldi'a.ia citta<!i11a , qn:rnto di 1·i>n1pe 1-e, sia pure p<·•· pooo, ogni rapporto coi propri simili e crearsi la fnggernle i.llusioue di Yivere i·lll un nuovo pfa,n eta. Voi mi <l'i rete d1e neppu1·e ln,.,.sù il prossiwo ci abbandona,, gia.oohè la. specie « UPl!lO >> vi è rappresenta.fa. dalle guide e dai compagni di viaggio;. ma io vi faccio 08se1-vn re che le guide n-0n son, nomiuri c,ome gti _aJt:i-i o, meglio, non sono i Roliti nomini do.
una.
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QUESTIONI D' A.TTUALITÀ, , VAIUETl, NOTIZIE
l'Ui -:,;ia,uw drc,omlati e U più 1.le lle volte uppressi nella uara.oudi~ 1lella l'it..i. .giornaliera:; e i compa.gui <li vi.t,ggio iwu son •1,iù le uggiose 1Uaiscbc1·c <lei pia,uo, ma gente che ba Ja,scia.to laggiù, sc1pra umi ~ggiola rl111l,a, caJ.Uem da, fott.o, J' tmu'01·me gallonwta. ùell' ·ipocrisia uffic:iaJe pc.I' j11,llo~o,;a.1·c 1rn 1·1.>zw . n ~tit,o di tl'aliccio, ch 'è, iii foatlo, la ,sola di\·isa che i,;'adatti .a noi, pon~l'i Terreni, iu qud •ral'i morncnt,i. <li lu1·ido iuternL.llo, in cu.i c i Ye.l'gogmwno di n-'ndcl' ltH:ciole [X'i' lanterne e di' salir sui tz,a.nipoli per ap.pa1'ir gigan ti fra, i na,ni, D1$:nl 1·c s.tppi.a.iuo l>l• ni.ss in10 olie siam uHn,i tutti CJUanti. Dunque, come dicevo, l'uomo -c-ei'·ca. uu 1'0f.xiger io fra, le nevi im. UJarolate dc.i mouti, ùovc non ~i rif.òcn ton gli cfl'ett~-perniciosi ~1ell' « antrnJ><.>tos,;iua >>; ma c'è un Lncon\'ci11ieu te : ·prima, di ·giunge1·c !sulla ·Vetta, pa:,,s.:ino ore . ed ore, e ta:l volta, anche ·tTeJll' intere giorrn1,te, durante le quaJi lo i-lI)ettac<>.lo dell'uomo e delle i:rue mise.rie ci pers<>.guita. i11eso- · l'ìlbLlmeute luu~o i l . fat.i<:~>So <'.amrnino. Dopo Ulli brere t m tto di stra,cla, si c,1i1>ita in qua.Jche borg-0 airg1·a.ppa,to al,le falde della mornta.gna, in è ui s'Q(lc il t,.L<·.chettì() degl i zocwli sulle pietre, -i colpi di martello in una fucina, il pia,n to ·d' un bambino , la roce rude e concitata. d'un al~gia.no, il to~~ico1·e d'un mnfa.t.o. Anco1·a l'uomo, ~mru--e l'nomo ! I'jù r,:u. a,lle prinw lì'wi dell'aJha,. u1r11,t1·r. i-i !<ta coll'0<"<:hio ,tìi,;~o s iùla cima. òella. ntouta.g-na 1w1J 'impaziente Mte.s:a rl<'l trionrfo <lel l'--Ole. p1·ima la ca.ntilc,u.t., poi la, vi~t,a. rl'nn ~1<1~t.or1> f'i ripi~)m ban neJla.,palmle delle imm.1-gi11i e <lei 1iern,ieri consueti e c i rin:iettono <li facoia aJ sol() es.«erc della crea.zioue, la, cui presenza, <"i tur'.>i e c'-irri,ti in qne1la gran quiete, ch'è come la soglia <lcH'infin,Ho. Ant"ora l'uomo, somprc !' nomo! Trecento metri più in nlto, ci si pani, diuamzi una c..'tp~JleU:a, rustka,, ch'è t utt' uno e.on u n muricei-010 l);i,r.;.."') fatto di grO!<Se P.ietre senza in tonaco, a,l di,sopra del quai<\ spunta.no poche c11'0Ci neJ'e ehe ci iporg-000 il sa,luto dei morti: - Sia.te i bernrnnu t i , ,·oi, ·r.he ven,ito a, c.erCJLre quassù la: pace dello spi1·ito ! Se &'li~te <iome si dorme bene nel ca,vo di queste rocce e ,in questo l'<i1e11zio perenne. rotto soltanto dal gemito del vento ! Ma è proprio il !!<'mi to ciel ,·<>n.t-0, o non pintt,().<.to l'eco <'!l'lle grida d 'a,ngoscia che parton <lallc.lahb1·a, dPi _vh·euti? Noi n<,n, lo sa,ppiH.mo, nè ce ne r·uriamo. La, vita l'i nrpq1:i,1·p 01·rnai. e.omc uru. plllnt.o nem lont:a.no lontano, e il son~o deJla 111orw ·è c~ì dolce! Qu<>.lle vO<'i rl'oltwt> tomba ci a.·rompa,gna,no <li là, da quel piccolo r r.cintiO, .ch 'è C()mc il limitare <lell'eterniti\,, Anoom un greppo, aocora una balza,, a,ncora un.o -~forzo. e poniamo fina,lme.nte il piede n clJa, re· gione delle n~vi perenni. mentl'c una g loria d'i luce fa briUarP inltorno n, noi u;n. 'm.irin<l~ <li crista,i.ii. che ci a,hbaglhmo e e,i stn-a.ppa,no un grido rli maraviglia,, di gioia, e di libera.zion(l. Li)., di fronte a,l ma.si::o ~igam-
QUESTIONI D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE
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tesoo di ghia<:cio, ,su (;ui ipa&·,;,wouo i secoli 0011:1e minuti sooou<li sul qua<lraòite dell'inJinito, noi ci scutialllo ve rameute :sciolti dai lacci elle ci tengou legat i: a.Ila terra e 1proriamo tale un :;en,:,;o di J.eggc1·ezza iu tutte le membra, che ci par quasi che, òi.<;ciolta~i la. materia,, il nosu·o ~_pirito ondeggi nello -spazi.o sulle a.li ùel vento e oowiud a Yirnre uoo vita. nuova - for,se la vera, vira - ot:h 'è t utta. ~on ccn trata, in un pe11sie1'0 d'una belÌezr..a, e d ' una dolc.ezr..a ioutinit:..L. Qua.Je .pcm,"iero? e clii lo· può dire con pa,1·ole, b"C le pa,1·ole p,1,ion t rappu r olga 1·i ·pc1· ci,,prime rlo? Pensate. a; un.a. di qtwlle ri:sioni, a, uuo di tJuei svgui, in c ui ,-.,i ha l'impressione c he una. pai-n, sottili<:.siuJa di noi - q uas i un· softio si ,sta{·<:hi. dal c-01·po e s-i .iualii in nn'atmo,;fc1·a ,luminosa, nellt1 qualt:. si 1}1'ova, lUl sens'O di 1p...1re illon mai provata,, e in c ui iJ. n ostro 'f)illtsier o s' incontra. e i,;'int1~cia con. mille altri pensie ri, che q__.a,i0'11 ,·oci _faJUi· Ua.ri, . ciascuna. delle ,qua.li ·ricorda un.a. semùia11za canL dn. lungo too111,o s,·anioo i i ritleuteutesi, aJl'impt·on-i;.o sili limpido s 11-0(·.(;hio <h:lla llJ(.'JIIOt·ia coi colori viv,aci di crea.tu-re umaa1e viventL Oome nidire la dolcezzi~ di quei Junghi oolloqui spirituali nel gran s ilcur;io della mont.'l{{na? QWl,lche ~a.·di simile ci des,c.rive Camillo Flau1ruario n ue,,l :suo mis t ico u ùunw1~ •>; ma neppur '·cg-li è- l'imwit,o n esp1<ime1·e <'i::a ttaUH'ute ciò che si fll'O\'a in quelle ore iudimeuticaùil.i e soletnJi, e le sen_<;azion:i c·om· plesse dovute a. quel fenomeno s ingolare. Ma, oome h? detto dia,m~i, quest,o tripudiò dt'll'a,n ima non s i 1·ag· giunge c he dopo u na faticosa ascen. ·ione; o nd'è che, non di rado, la stanchezza · fisica, ci toglie· la pie nezza, dt'J. godimento : pil'it ua,le . Que· · ~ ·ultirna no.n s i h-a, ltè s i può a.,·e,-e, che nelle asconsioni a.ero&tatiche , nf'lle quali noi ci sta«:hinmo di colpo da. te rra e veJ}iamo t rns pol'tati in' por.lii minuti, e senza l:!CMl'le, a<l una g ra n.de a,ltez1. a,, do,·e l'azzuno ipiù (Hll'O del cielo, l'~ bbond,'1-n1-'1, d 'ossigeno e la, stupenda e rc•pe11tina novità ·.,1euo spettc~olo, ci <lùmm una. taJe e bbre-.i1..a, <li t utti i sensi e dello s pi'r,ìto, che qne llA d ell'haoohi<',h , Mll'oppio e d ell'etere f<Ono, in confrornto. lw.n pon~r-a. cosa.. ~a dico ,s ubito r t-ie, ,per godere -piena ed int f'1·a codesta ' ebbreua,1 bisogna. affida,r!'li a.I v<'Cchio ,pallone aerosta,· tico e 11011 a l moderoo dirigibile nè a.1l'ae1-opla,uò ; percl!lè, se questi nltimi segna.1w un ,progresso eno1\lllc nella h>cni<'a. banno .però l'incon· veniente gu-a.vissimo d el J'UJllOl"e a,o;i.<,;0rd:a1tt.e dell'elica; meJD.tre il p l'Ìlllo s'clern silenzioso nei gr,an s ile nzi dello spazio. u n aeroruJ.Ut..'1., solo nella navi.cella <J'el 1Juo ,pallone, si t rova, ~era,mente nelle oondizi<?od. idett,li per gusta.re le sensa.zioni deliziose a cui ho a cceDJ1ato più sopra: senAazion.i che nòn sono inter.rott.e, nè ttirbate, illè guastate · dalla, rnce dei oom'Pagn.i, i quaJi ,non sempre ai trovano in quello stato d'a nimo particolare e delicati.s.~o che prediSJ)One aJ. godimento. Leggete nelle
QUESTIONI D' A.TTUALl~À, VARIETÀ, NOTIZIE
1.·
« Memorie II di Uastoue 'l 'issa11dier, il cdebre aerouauta fra,ncese, la descriizioue ~folle sue prime a.scenE,Uoni, e avrete u.n'idea. abbastanza precisa. <lell' Ìllitportanza che ha il silenzio a.i.~uto nell' .aftiu.are · tut.ti i selliSi viù: no!Ji:.li ponendo e.o.si lo tspirito ·più <lil~ttamente in c~mtat.oo ooll'i11Jinito. 11 fatto, <lei resto, si spiega facilmente ·qua.nd'o si pensi che H rumore, talvolta anche Jeg~iero, è sempre distra.zioue o pertrurbà,mento: e Sè possiamo am.wettei-e, per esom1p io, che Dante, J>l'ofonçlamente assorto ·in un ipeui;iero toorn'egli stesso ra('A;<>Uta) i1on· udisse i colpi della llllill,za, ferrata, d'un fa.bb1'0, non ,:sa,reruruo ugualmente ùk;posti ad awmettere che il divino poeto, ·potesse oomporre il qui11ito canto del.I'11~/erno in mezzo al f.ragore d'un'officina. S0s1>eJ:10 a ·una grande a.ltezza nello. spazio, l'aeron.a.'nta,, dopo a\'cr pagato il tributo aJle scnsa-zioui d'ordine s11perio1-e c he :souo - èome ho cercato di spiegaa-e - un ~tuilio mefl'ablle dcll'aJ1ima, viene i.rr csistibilment:e a:ttratto a contemplare ]I) spettiwolo <lella terra, a. c ui si degnò a,ppena di ri-volgcre uu fuggev.ole sguardo nel primo balz.o nell 'aria, u'.LUto era imp.'IBiente di andar h.ù.'isù nell'a~~urro, <lo\'c il pensiero <lc!Euomo si trasporta cosi sovc,'1.Lte, come se \Ì fosse "trascinato da u1ùu,I)ira.zione misteriosa. Qua,nt'è piodna. la. tcirra. v.,>duta d.a,l ,p(l,rapebto della na.Yi<:e lla! Che cos'è quillla stri..sci.t argentina.? E un fiume immenso, che rumo reggia impetuo.':10 fra le strette degli a,rgini. E quella bi<:cicocca. laggiù in quella. ~pia.nata,? E un tempio monumentale, dinallizi al qua.le gli omuncoli picgan. la fronte oon i.fevota. mai-a.riglia. E quella cri.setta na,s oost.:a, in un cci--puglio, eh<> pare un giocattiolo di No1-imberga.? E la villa, pt·inc1pei~ca; d'un potente della. tena,, t utt.... ·bia.n- ' c hegginnto di marmi nella. folta. verzura, <l'un pa.r!'o. Sopfa Ull piccolo ùisoo bianco, che _sembra un ,pia,ttello di porcellau.a,, ondeggiiLUI() tanti e lauti steccoli neri, elle ora. .si ~p.a.rp,'Lg!ia.no, ora. . si riuniscono in gruppi. l.in b1_"uliehio di fol'lniche·t No: un brulichio d'uomini. ;\la. forruirhe e nomini, di hu;f<ù :sou tutt'uno : ohi .riesce a, diI<tiogmwe uni paio di bra,ccia, da. un paio di ante11ne? ,St.uo)i <li termiti bellioose s111l'a.ri<.fa, sa,ùbia, o fala,ngi <li guerrieri sui campi di. batta.glia; i•n~urrezione <lelle radlC oont1·0 il J '(! '.l'raYiceLlo, o ri\·oltn d'un popolo contro un tiranno; lotta fra, i::ta.filini e idrofili ncll'acquit, limaccio..~ ò'uuo sta.gno, o· fira. &(?ttomal'ini e corau.,atl'.l ,sui flutti dell'0<·eano; le giga.ntesche dighe cbe gli Olandesi 01>pongouo· ~Jla furia. del mare, o le piccole ba.rriere di pietre, fango e giunchi, oollè <JUali i ca.,stol'i proteggono le loro abitazioni fluviali.. .. . , ha.nuo per l'aeronauta., chP irride a,lla te.rra. d'alla s ua n~,vioolla, le identiche proporzioni e anche pm1:1·oppo 1o stesso valore. Se è questo il pan.orad.lla delht terra , che s'affaccia a.Ilo sguard~ dell'aeronauta, immaginiamoci qua.le sarà lo spettacolo che si presenta
i
QUÈSTIONI D ' ATTUA.LIT,\, VAJUEl' À, ~OTlZlE
2..3
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a.J.l'eterna. .pupilla di J e hova, che sta tauto più in a.lto e c lic lo c.<.m · tempia cu.riosamellite ilii. milioni di seco li , come ,se non fo~se l'opor.i, isua, ma. d'un altro artt.>fice. per esempio di 1Ieti«cof(•le : ,Ma, lruscfa.noo da ,parte queste malinconie, che a1·ieggfa110 noppo J.. el uc ubrazioni filosofic he di Volfango Goethe, si può pe1·ò aJfe1·ma1·e e.li'?, se tutti gli uomini di,ent:aissero per turuo aeronaùti1 la. uos t ra, ps ico· logia, e la. n~tra, (>tiM, suhi1·('-l)bru'O mm ben ,singola.re trarsforrnazione, t' non pane bbe iwpr·oba,biLe uu ritcwuo aH't-tà d l'll'oru, tlumntt> I.i quali' il saggio regno dii Satu.rno assicurò l'aubondam:a,, la folidtù c. la, giu · s tizià. Imm~inate, .pet· e-.-1emrpfo, un a.uibizioso, il qua.le , per a \'N i · SCl'Ìtto U,U salaCWÌO letterario O SCienf.ifitlO \":tlelH]OSi del\e iÙOC di C!: lltH autori, o pc.r aver vinto un conc orso a. furi,1, di spintoni di nmici e di oorreligion.ari, abbia messo su una muffa,, da, pa.rc1·e il Gran Sultnno : Oil'bene, credete voi che una,. bella salita iu pallone 1w11 l'iusrirebbe H· fargli tQccar con ma.110 che , a, mille metri <l".1 lte~z.a (for:;c• l'l.'l~ l'l'ùbe1•0 oonto), il ).uo sal...1n·aio, o il suo co11tx11·.,;o, rnlc as~ai 111!'110 tlPlla 1tliru.ia, ù'u.n g-abhiauo e (·,h"f>gJ.i è riwa-st<r lo . su•s.:,, ciuco ,\i ]'l'ima'! E così a.vverrebl><• per gl' innamorati, ]'(W ~l"iud(li()f.·i, •1wr ;!li nmri. pe1· i tril>uni P.hia'{:l'llie.roni, per i grandi agi.tato1·i d 1 idN' llUOYe; d,,, so11 recchic. come il primo oopo; e per i pir,coli gran11i uomini della sc i<-n7,.t, della, lettera.tura., d ella politica, e della fittaitza, ,i qua,li S<.>U troppo ap. i,ic.cieati aLla c rost..~ terre.'!tre per t'.9Dlprendere che la fìanlillla deJ. loro orgoglio tpiù non si scorge a pochi me tri da.1 suolo, e che , oome 110; fuoco fatuo, si dilegua. iu hl·e,•'ora senza, la sciai-e a.lcun.a .tra-0eia.. Sì, la, rurn « delle grandi altitudini » ritlscireboo l'.'ftk.'ld-ssima. in un ~ra.n 11w11N-. i <li m.'tla.ttie òcllo s pirito, e .sè U hnon n ~ uret vh·e6Se. ancora. s'alfo:t· to11::bbe ad -agginng<.'re al suo notiss imo_ libro « [;a. rnédeci'lle des pas· s ions i, 1rn. inte1~sanw capitolo snll' influe117.a. ..:.'l.lutare dell'.ie1'<lnaut.ir a.
** * Che l'uomo sia, un l'SSlll'C molto ÌlllJ.>Crfetro, lo -<.lim.()Stra. cltiara.menlk F.Jia ~.Ietchn ikoff nella, .sua. opera « ù r.s désharm.cmios dè la 1w.turc », clH' . citai rpi.ù volte ne' miei articoli 1m~cooenti; mn, -io vai<lo ,p it\ in h\ clel Melx:hnikoff, e sostengo che l'uomo -è l'('ssere più imperfetto della, te1Ta. Xè ci mole una g1·u.rnle ahilit:\ 11ia.lot t i<·~1 11(•1· di1110,;,tr1wlo; an1,i, ba-sta, un fatto-solo , ed è quei;;to: c he , quando si vuole a.ccennare a qtULIC'h<' Pl'C1.iosa qualità fi,;ica, o momle dell' uomo, si ricorre molto s,pcsso a.I oonfro11to oon gli anima.li. Non s i dice foMe·: lesto come un paa~ro ; rnan.'!ueto come un agnello; fedele come un cane ; furbo oome una volpe; d'ili.ge-nte come l'ape; fin(' come un grillo: ' fol't.<> come un toro, ·o <'m li<'
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Qt:1,;STJO~l D'J.TTD A.LJtl., VARUlTÀ, NOTlZ(E .
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UllJ kone; pa-zieu tc wu1e uu ciuc.o; grasso com e un tordo, come un bect.atico, come una. quagli.a·; pietoso come il ipellic.a.no ; ipUJ'O come un.a, coloru,ba ; sa-no come u n pesw; ~,eloce couie una _rondine, dspo come u n uccello? E non si rip<•te ogni momen.to: a, tesla r itta, come u n gàJlo; ,-ammina come uu ·p1l$>'eI'0: ;.tris-.:.ia, c,ome una, senpc; eone come un bàrbero; ca,nt.'l, come una. ca,lnu<lra; digeri:s<;e ogni cosa, come lo struzzo; 1lorme ~ o cchi -..1pt~1ti c-011u~ J.1, le1>1-e; fa- come l'a,c;i no, che porta. il v-ino e beve l'acqua,; guarùa, come il nibbio; ha, u11 oct hio di lince; o cch i vivi ,·otue un faJco; rn, oome un veltro? Ehheue, che cosa. rÙol ùire tut.t.o c iò '? ,·uol dire clrn le besUe ,;on !lu pèriori a,Il' uowo. e che &i pn-st~1-uo ·gen,t.ilmente a, servir di confronto, tutte le volte che si tratfa cl' ililbu rra re il t·o"l dèrto re d rlla natu,·:i.: e ,..e qualcun-0 mj fa1·~:;,..«c ossetTat·e- c he · rnomo ha, il rn,nt.a-ggio iHc:;1leolilhile rii po:,,,-'('clerc facoll:ì psidiiche au pe1·i<>l'i, io rl::!ponùe1·ei ch'è .assai d'ubbio so qn~te fa<>o lrà, rn.lga.no ,l· dare.i il primato nella. graJ.1 ramiglia w11log-i('a . poicbè è rnriRSiwo cb1· csoo ci 1pr'Otu1·a.no i godirn1·nti più :::quiidt.i . 111a, è altn~t'.tanto vero che son Ja, fonte d'ogn i sotI1'1·('t1Z<'l morale: la, qu.1.J c.:m~t- rne~l<' l'uomo :l,l <lisotto tiella d1i<wciola. « Gor1ito. <'l'f/O s11 1n" - rli1'<'rn· .il Des<:a.rtes; ma con ma.ggior rn,g-i••n<• JHlfl'Ya <lire: « Cogito , <'l'f/O fmtior 1>. Oonsolianioc,i pure n el ri-pl'ten' la fra;;;e pod.ica. <:be l'uoruo ,·ola. col pensforo: ma. è un fatto che k1, mo,ac~1. v.ofa col.le a li : 'i i c.h<' è molto più rom oòo •e punto doloroso, Del 1·esto, cht' l'uo mo si s ia se.nq 1re 1w11tlto iufe rio1·e agli ucce.lli e !'he una. delle sue più 'ardenti --nf'rira-zioni sia ~ta t-a. in ogni tem po quella, il'i 11:1lunsi u<'ll"a.;,,zur1·0 del eielo, i• pro1·a,tn da,l ln lt>p:p:1'11<h1 ili Dl'dalo. la 1·11i fama p<'l'Ò - ,-,,mhr::i q11~1;;:i impo:::f<illil<' - è o,-1·111·a t a, (fa quella d' lnwo ~11<) fìgli0. 1;: q11e,r,,tn, è n n' ingin ~tir,irt hnll'c 1Juorn1 . pe1· d1è, in fin dd c·onti. Ica.1·0 non fu che 1m teme1·.1,rio p1·ef!11ut110;.;o, i l qu:tll' scinpò prt· puro 1·:1.prk.cio la, tJ-ovMa geniale di s11-0 pa,dre. Se a,v1·cle la. pazi('nza. <li leg-ge1-e l..i, t.1·a,g-ica, a.vn~ntura nei 'i·ersi ma,ra.vig-liusi d i Oviùio (.llcto111orfosi, ~. 18:l .- . f:('g .), 1·infr<'iScherNE' i Yostri 1·iMrdl mitologiC'i e farete. 11i•llo :-!l' >'SO tempo . ampia, couoi,cen1.::i, ci')i d ue a,n ticb issim i 1prec111·so1·i. piÌI the ùcll 'aeronautiea,, d'ell' a ria,ziom' . g-iacd1è a.ffror1ta1·0110 e sdol;;r1·1J a Jll<)d,, J-01·n il p1-.ohlrma. dr! « più pes.1,u.t1· dc•I I '·a.ria,)>. Dull'è1·;1- leggcnd,wia . i I <le:-illNio ù<•l rnlo p;tt-sò !IP.I I' èrn. stol'ic.a.. 11<-·lbt.. (]Ua.le t1·ovim11(\ - pr ima a, intè1·1·,1.Jli •li SN·oli, poi a d ista,m,.'I di pod1i anni - la ('()J1lJ.~1rsa. <li rongrgni din'r<:if:;.;imi, con _ cui l' u omo. novello Ti tam>. t l'll tò la, 1-X'a.l a t."t dell'Olimpo r<>l m<•1,zo più ra.pido e più cl'frrtto. E qui p<>tr<'i f:i.1·vi a,,;;..<:i stere a,lla stilata- d' una l un11:his.~ima. f:(>J·ip d'ingrgno5:i a,ppa,rPPC'hi . rfa.lla ro1omb(f 1'01a.nfp del celebre filosofo
QUJ::STIOXI D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, :S OTIZ!E
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vitago1lico A.1'.Cl.tita, e da.U'aerona,ve ùel GL>cSuità F1·anccsco Lu.ua,, ,a.i più• 1-ecenti e perfezionati appa1~ccl.t.i, più legget·i -0 p iù p<'&l·Dti dell'aria ; ma me ne gmwùerù L>ene, ,perchè in (JUl'st'a t·goru-t•nto i-0 sono aippeoo un orecehiante e non nmrei 1>e1· nulla, al nwu~o lJ'i·oroca.r· le ri<\! dt>l • 1lotto uditorio, i.mpancanùorui ·,L ~li,;c,01Tere, come fan ta,uti, di cose rii <' si oono imparate di s.·couù.:i ma uo . lmpt·t's:s.iu ni t! cousi<lcr,1zioni per.sona.ri, sempre ; ma iw,prcssi ouj e cuusiùcrnzioui tli altri, l'ifrittt·, rim· polpettat.c e servit.e w1 UL\'Ola colla sa,Ls.:L degli sp1·-0,1,n,-iti1 no e ,IK>i no: ciò non fu mai nelle mie c'bns ue t.u<lini, n~ nd mio co,ra.ttere ùi sc1·itto1·e modesto ma sincero. (iJ1a, $<.>la ctl ultima osse1·\·a.zio 11t·. l,a graJ1 gue11ra, la quale c 'ins<'gnò ta11te oose nuove .in·tut ti i campi dello ii;d bile, ci ha pur fa t t,o a;,sis teI-e a,J p rlOdigio di vede r 1-ealizzato il sogno dc.I ~1.,ida . d1e, qn:Lt·,mt'anni 01· sono, nelle s ue <·,e.Lebt·i « Arrl'11t11rc <li Salun1in-0 Farancl ola » dcscri Yera, con uno stile fra l' imma,gjuoso e il fa.ecto. una, giga,1111:e., ca lo t ta nel d elo fra nuvoli di. mac<:l.1ine voln,ut i. Si, il sogno sa,ngui110...;o del Robiùa divenne realtà, come il « N a11N/11s » delle << Venti mila l eghe sot fo i mari l> di Ghtlio Verne isi na,,fol'lnò in quel tl.'nillil<' conge.guo di distruzione ·Che è l' oùiemo :sottomarino: la, qna,J eosa, p110va. che l'imma.. giuazione degli scrit to1·i b,a talvolta ,Jrunpi di lm·e ehe ,;qua1'(·ia,110 lt: tenebre del fu t uro, e che, inolt1·e,, le cuse più fa 11.t..ti,;t.ich<' e s t raue . che la mente possa c1·eiw e, pas~ano uu b€'1 giol'Uo dal pcn1;iero o ùallo scl'itw nel C&IUJJ)O clelfo cose reali. Ma ora d1e il t.etTibile ci<·lone s'è {rileguato nel lonta.uo· orizwute, lasciando il wondo ·J:>el'coss o e 1t,ttonito dina nzi al novis.<;iimo aspetto d c11e cose e degli uomini, noi possiamo fwalmcnte 1'iposa,r la, st:.mro, .me.n tc in una, bella, vfa,fo11e, che non impieghe1·à di certo gli aurni impiegati ,da quella del Robida per diYemre un fatto com piuto : un:1 vis ione ))ÌCllil, di do lc i •p110mes.....;(l, che ricoi-da l'ult.ima: vi<;;iom· di F.aust 11e1l' << Epilogo » : 111!1, di tMJ Faust ringioyn.nito davvero e pronto ' suo sogno. E l:t a dedicare la balda. giovinezza alla, rea.lizzartioue del no;,;tra visione è quei:ita : uu.a flott:a, stc1·m.ioat:a, di ,na,v.i aeree. la quale i>iù non semina sul s uo percorso il pia.nt o. la desolazione e 1'1 mortR. ma .reca alle genti il mes~ggi o d'un nuovo pa,tto <li fra,tellanza e d i
amore. Roma.1 gennaio 1919.
1{orna, 1919 -
Tip. Nazionale Bertero.
LUIGI PALMIE~I gerente.
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GIORNALE DI MEDICINA MILITARE _,
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Direzione ed Amminl1tràzlone: Palano del Miniatero ,lei la Guerra, Via XX Sellembr e • ~0111a
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IO18 -
1630-
612-
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MEDICINA MILITARE Pubblicato daU'lspettorato di Sanità militare Giornale di meclicin::i m ilitare : 1.851-1884 Giornale medi,·.'.' Llel Regio Eserc:1t0 e della Regia :\farina : 1885-1895 Giorna le medico ùel R..,g-i11 l·: ~..,rcito : 1Sy(i-r907
ANNO LXVII -
1919
I Febbraio
Fascicolo Il
Direttore: Prof. EDN\ONDO TROMBETTA, maggior generale medico.
Redattori capi: Pro f. ALFREDO SUCCIANTE, tenente colonnello medico. ·
Dott. ARTURO CASARINI, tenente colonnello medico.
Comitato di redazione : Oot1. DUILIO BALESTRA, maggiore medico.
Prof. CESARE BARILE, id. id. Prof. ALFREDO BEVACQUA, id. id. Pro f. ROSOLINO CIAURI, tenente col onnello id. Doti. PLACIDO CONSIGLIO, id. id. Pro f. FERDINANDO DE NAPOLI, id. id. Prof. GIOVANNI GRIXONI, id. id. Prof. GIOVANNI BATTISTA MARIOT TI BIANCHI, id. id.
Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colonne! lo medico. Dott. GUIDO MENDES, id . id . Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
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P e r le nuove no rme circa le pubblicazioni dei Ja,·ori ,·edi copertina ("" pag ina).
s o iL\I A R IO
MEMORIE
ORIO IN ALI.
Uriteri generali di cura d elle ferite di guerra
Donati. -
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Domioici. -
Sulla cura rlelle ferite di guprra. Criteri clinici
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Durante. -
S ulht cura delle ferite di guerra. C riteri batteriologici
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O'Ormea. - Sull 'uso d elln. pom,tta a l t.imolo come misura culicifuga p er le truppe in servizio in località malariche . . . . . Fioraoì. - S ul funzioname nto della st azione militare di disinfezione per t reni sitoitari. Milano (::lcalo F a rini) . . . . . . .
CAS rI::;TIUA CLlKICA. Scaduto. - Sui danni prodotti dall' immobilità p rolungata nella cn rn delle affezioni ossee e d articolari (con 2 tavole fuori t E'sto) . .
CONGRESSI. Jaooi. -
li 27° Congresso francese di chirurgia
QUESTIONI D' ATTe ALITA' , VARIET A' . KOTIZIE. Trombetta. -
:::ìinceri tà
X.El ' ROLOUIO PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO R.AXI TARIO MI LITARE
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MEMOR I E OR I GINA LI
Criteri generali di cura delle ferite di guerra p er il prof. Mario Do nati, lenente colonnello medico <lii-eltore della clinica chirurgica della R. Università di Modena. •
.Kella. prima seduta della XXY" adunanza della Sociclà italiana di chirurgia, n e l marzo i917, occupandomi delle indicazioni, d ella tecnica e dti risulluli del l'interve nto chirnrg ico precoce nelle ferite di guerra, ne ho sostenuto la necessità nel mai;g ior nume ro d ei casi al lo scopo sopra1.tutto di pre venire le complicazioni settiche , tanto t emibili per le loro conScguenze generali e locali. E combaLlendo il pregiudizio che non s i potes.se far·e, mercè la pulizia m eccanica della ferita, opportunamente· di· sciplinata, una vera e propria antisepsi chirurgica, capace dli modific,tre radicalrnenle r evoluzione delle fe rite , ho dimostralo che in opportune cirCf)Slanze di tempo fe rite che s i s iano potute esaminare in lutti i recessi e r ipulire di tulli i corpi estranei e dei tessuti contus i, possono es5:r~~nch e s uturate a piani, con ricostituzione antttomica d elle parti ; che .cioe 111 Primo te mpo s i può eseguire in certe fe rile la sutura tolale o s ubtotale, ottenendo la g uarig ione pe1· prima intenzione ed eccellenti ris ul. tal! funzionali. In alt ri casi la guarig ione può essere affrettata e migliorata colla s utura secondaria. lo riienern d11n q ue c he fttrnrire fin dapprin cipio il dec,>rso asettico . i elle feri te significasse permettere in un numero di casi assai maggiore el cons ueto non solo la reintegrazione anatomica, ma più importante anf<lra: la reintegrazione funzirmal": s ignificasse limitare mu tilazioni e più SJ11'.'e_,almente storpiatu re, pe rme ttendo di sollomellere pre<.:ocemente le earti colpite, nei casi di fe rite degl i arti, a quello stimolo funzion,dc rhe e anche Per eccelle nza stimolo formativo. A_llc obbiezioni che furono allora formulale alla parte de lla mia co~1unicazione rig uardante la sutura primaria è s tato vittoriosamente ri5(10st0 dalla esperienza, larghissima sopratutto in Francia ; e g ià nello st~ss~ con~ress? il R:~med i con a r~~menLi scienlifìc! lucidamcnle esponeÌJ O ~less~ndn e p1u il Basltanell1 col conforto d1 una la rga pratica Re 1dent1co senso, a vevano dimostrato la fondatezza d elle m ie vedute. Proc~ntemente poi , in questo s tesso giornale ( 1), l'Alessand ri ha potuto h ~c amare la p ratica d ella riunione pe r prima essere il m etodo di trat· bia.ento delle fe rite d i guerra che « rappresenta la cu ra ide:1le, che dobrno Sforza ' . . . trasp l ·~rei. d"1 raggiungere, e e I1e possiamo raggiungere, p ur chè :I sian0 or O dei feriti e l'org-anizzazione del servizio chirurgico 'al fronte opportunamente s tabiliti »
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l'asc. II .
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CHITERI t.a:)IEH.\LI DI CCllA DELU; n : nITE 1)1 GCI::HRA
Hi lurnare ora su ll'argom cn lo dell"intervento chirurgico prccocl' n,·_lte ferite di guerra potrebbe dunque sembrare per lo meno_noa nctt':-':>«rtò . • ~la è inn:ce indispensabile C'Oslilui re, in base all\:spe r1enza Ct~lla : una dollrina su i crilcri "c11t:rali ddla cura delle ferilc cli guerra; <TILl.!n d1e, o ' . se actotlali, trnrranno con sè come logica conscguc!1za u~ o rganiz~az10no elci sen ·izi chirurgici alla fronte m egl io udalla agli scop i da ragg111ng-e1:c e c.;apace di fronl1•ggiarc, senw che qucsli siano pe rduti di . vista,. h: esigenze J;>iù sn1rialc d e lla guerra, s ia C\uesla_d.i po_sizione_ o d1 mov11nl'nlo, offc ns~:a o difcns inL S 'i nlende che I scrv1z1 cl11ru,·g1c1 alla front~· d ebb ono ess<•re collegali inlimamcnLe con quell i d elle retrov ie e della zona. territoriale cosi che non si pe rda i I frullo d i cure oppo r'lunamenle iniziale e non' siano troppo procras linate quel lo c lic por contingenze parlicolari n on abbiano potuto essere fai Le precocemen te . Le moùificuzioni conlinuamcnlc porlale, nel no~tro paese e alJ'.:::ilL'rn, all'organizzazione dei ser vizi chirurgici in campo dimos lrano c he il prul!lemcL scicnlifìco-tecnico è inscindibile da qt1cllo ddl'organiuazion,: dei ser\'izi sa nilari r iguard anti lu bt1nna t1lilizzazione dri ch i rtll'f?'hi, I'tt·J)· preslamento degli ambiL'nli e d ei mezzi a lo ro disp1>sizio11~, la disciplina d ei lras porti, della ospedali zzazione e d egli sgomb·J ri d ei [l'rili, ecc., ecc. l\la ad onta d e lla r eciproca inf-luenza, si de,·c riconoscere c:he quest'ullimo w obl ema ha avuto e anit soluzione di\'ersa secondo i concc li i adottali nella soh17.ionr d el primo; concelli dei quali l\,rganizza. :dune sanitari a d ern pc rmc llPrc l'applicazione. Limitandomi a lrallarc la questione srientifico-lcrnica, esp'>JTÒ b re\'(~- . m enlc i principi generali che sono di fondamento alla le r::ipia d elle fe. rile di guerra; principi in parte cont radclilori a qul'll i che ora!lo ammessi ne i primi lempi cll'ltu conflagrazione monrlialc, allo rchè da 1,n )alo si ri le11crnno n on infr tl c le ferite d a p1·oieltile di fu cile, e d a ll'alt,1·0 s i gi udicarn no rmai<', fatale dirc i quas i, la guari.done pe r seconda delle krilc • lacere da proicltili d'artig lie ria e d el la m aggior pal'le di quelle a fr>ndo cieco. Si faceva allO l'il una dislin7.ione n0lla fra. i11fr:.in11P pri11nrir1 l'd i11i1'zion e scrfJndr11ia d elle fc rilc, r ilen0ndo.<-i che la pcnctrnzionc d e i i::ermi nella fe rita al momento in cui qursta YiPne prorlolla avesse us,;ai minorù impo rtanza del la penetrazione di grr rni ne i pc riorl i succc.ssi ri, quando la fe rita è apt' r ta; e si giungeva alla conclusione c h e raraml•nle è causa di infezione J'ins0mina7.ione 11rimaria d e i germi, m entre sono pericolosissimi gli ap-cnti infe lti,·i che pcn·eng-ono in secondo Le mpo dalla rute circostanle , daµ-Ji abiti, rial te rreno, da manoHe di esplor azione dt>llc dila e rlt'~li st rumenti chirurgici, ecc. lrrn~ia d O\·ern perciò essere intesa semplicemente a d impedire r.h? 1 grrm1 rnntitwa~sf'ro a penetrare nelle ferite. e consislera nella puli~1ci ?l'Ila pe lle circostante e n0lla mrdicatura occlusirn, o p rolelli,·a che dir s1 rn~!1a, per le fr rile con piccoli orific i "clin icanwnte ,1selliche »; nella m~d1catura occlusi,·a prc-,·io tamponam<'nlo e a s porlu7.iOne d ei corpi eslran.e1 (framm rnti rii abiti, di proirLti li , di lr rricc io, ore.) nclk rcri te beanl1 lacer e ~ conl11sr. i\Ta i ris1illali di questa t<'rapia furono scmplicomcnlo riues ti: salvo poche e('C<'zioni costitui te per lo più da ft>rilc a
La
CR ITERI GENt:RALl 01 CCRA DELLI:. n :n1n: DL GL'ERRA
~anale completo da pro ie lli lc cli fu c ile e in i:ninor g rado d a qualc)1e ft!rita a fondo cieco o di strisc io (ne i c,1:,i cl1e 10 ebbi 111 cura d 1 fe ri te da pallo ttola di fu cile , quelle a canale <:trn1pl elo ave rnno prt!senl~to co.nipl1cazioni settiche nel 9-10 ';., d e i cas i; e quelle a canale . cieco fin o al 2 1 ';;,) , la grande maggio rnnza d e lle fe ri le in b re ve o ra d1\·enne. sdtica; r icompar ve ro, a ccanlo alle più comuni infezi? ni d a piogeni , ·le grandi infezion i d elle rJuali s i e ra pc rr! ula l,t m e mo r!a e c h e s 1 e ra s peralo di aver ·vin tu p er sempre e bandi lo dalle s ale c h1rurg 1che . ln bre \·e In chil'u rgia di guel'!'a di venne per· la massima pa rie cl1 i1:ul'gia delle in: iezioni; il ri cupe ro d e i fe riti ll'ggieri f11 e11o rn1e menLc nla rdalo ; m o lli gravi fu rono cons ider a ii aprio ris ticamente pe rdu ti , e lo furon o di fallo, che si sarebbe ro potuti ricupe rare; fu ma!!'gio re c h t' n on d ovesse essere il nume ro d ei m11Lilati e d e~li s tor pi; e m o lti cllirut'g lli , an-\)zzi ai trio nfi della aseps i, c red e LLe ro in buon a fed e che la chiru rg ia di gulirra fo~se diver sa dalla chirurgia di pace, e per ogni d o ve s i corse affhnnosame nle alla ricerca o alla riesumazio ne di m etodi di cm a d e lle in fl'zio ni , e s i riaccesero dis pute che pa1·e \·ano s pente pe r sempre su l valo re d ella, nntis,•11., i e d ell a a.s1·psi, me lle ndo in contras to due mc lodi entrambi p r eziosi, ma di c ui è p ro fo ndame nte dive rso il campo di appli cazio n e . Gli è che si parti va d a princ ipi c rrnli cli pato logia e n on s i m etteva no in allo per te mpo q ue lle p rov\' ide nzc che avrebbe ro prt>~e rva lo molt e ferite dalla infeziùn e, o questa av rebbe ro combattuta e ffi ca cem e nte fin clall"ìnizio . E m e ntre da ogni parte s i inseg n a va c he la suturrt k controi11tlit11/11 , p roprio per l'o rro re d elle in fezion i (la s t1lura co n sis le v..i, p er ve ro , con troppo semplicis mo, e se nza a lcun c ril.t>r io c linico , n cll'a llo pu r o e semplice di chiude re una inesplo ra ta fe rita, c he p e rciò regola rm ente s upp11ra ,·a aumentando le di flìd-c nze pe r la s 11Lma s lf'%a ) , ecco c he le infe zioni si s viluppaYano anc he s ulle ferite n on s utu ra le cd invano p1·o lclte con la g arza a settica d opo l'im mancabi)e p enn ella tu ra di linl,111·a di iod io ; e pu rt ro ppo le condizi oni s i ag izTa\·avano pe r il sovt' rch io ze lo col c-p1a lc si ripe te rn più e p iù volle l'applicazion e e mpi r ica d t'lla miracolosa Lintura, ch e pu re, giudiziosame nte applicala alla s11per fi c ie c ulanPa, è la n l0 bene fi ca! · Orn , q11anò o s i consid e ri ch e la grande mag g-iornnza d elle fe ri te (Mlle mit' s ta tis tich e financo 1'85 %) è o ra d ovuta a ,proiellili dir0tti o ind ire tti d.'artig lie 1'!a o di bo!1Jhe, e ch e I.a li fe ril e son o pred isposte in m od o s peciale alla rnfcz ,o nc 1~ cau sa d ella pe ne trazion e di corpi eslntn ei di og-n i gt' ne re , d e lla conlus 1o n e spesso vas ta e g-1·a\·e d e i tessut i, drlle laccrnz(oni ,e m o rtificazio ni d ei tessuti s tessi, non è ch i non veda l'imporlanza d1 u.n lr ~.ltam~nto c hirurg ico precoce che abbia il p recipuo s.:-opo d i p reven,re 1 ,nf.:!z1one . La p r e? is pos izion e di tali fe rite a ll a infezio ne d eriva pretisamt'nlc dal fa tto c h e. 111 esse sono pen e trnti i n copia g e r m i n f' l m om t' n lo s tesso d·e !la r .en e_lraz10.nc d el proie tti le , e quest i t rovano n e i tessuti allc rati condiz1on1 part, ~o la '.·mente favorevoli di attecchime nto e di sviluppo . Capovo lgen d o crnè 1 termini d el postu lato che ho d ello ess,Jre stato pre vale nte m ~nte amm~;:so sul principio d ella gne rra , s i d e ve aff,,rma re essere spec ial m e nte importa nte e pe rico losa non l'in/r ;irmr srr·n ularin, ma
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t:RITt:IU ta:!'\ER.\LI 01 (,l'RA DELLE FERITI:: 01 G l .EHRA
)'i11 /1·:io1H· pri111rtria d dla fcrilu; o pel' meglio dire !a cu'.1um1ina:.itmè cklla ferita per parte de l lllélll'riale settico 1~enetrat~ In pru:n0 _tem!J'?· . Con cio non si m •1rn naturalmente che mfc.1,10111 dappr111<·i1Ho he v1 pos,;(Jno L'SSere aggrn,·~tc da pl'nèLrai1one di nuovi gcrm_i o_ da malt~·atLamenlo dei tessuti in secondo tempo. Ma è erroneo at.lrilJu 1:·c poca 11nporla11za al fattore u infezione primaria» per il fallo che vi s0no feri_Le che decorrono senza fenomen i c linici d i infezione, pur essendo balteno· 101:dcamenle non aselliche. Im·ece la nozione che u tulle le ferite di guerra co~1 lcngono f,ermi infettivi ,, è fondamentale nei l'iguardi_dc!le deduz_ioni terapeutiche; le quali dovranno Len\!r conto d el le cond1z1on1 anatomiche nor111ttli e pato logiche dl'lla parte colpila, e non d imenticare ciò che si sa cldla evoluzione de i process i s volgcnti;:;i in seno alle ferite t· d ella reazione locale e generale agli agenti infettivi cd nllc allerazi0ni traumatiche de i tessuti ,ma sempre par tend o dal principio che l'evol uzione anatomo-biologica d1:lle ferite, a paritù di altre condizioni, è d ominata dalla w escnza o m eno d ei germi. D'allra parle se s i analizza il decorso di m ollis ime ferite cbe sono /rL1arilc cc us<:llicmnento" in senso clinico, s i vede che è •nollo dive rso da q110llo delle ferite che guariscono per prima por effetto di un oculato e precoce intervento chirurgico, così che possono essere paragonate alle ferit e d e lle operuzioni ascUiche. Ad t'S. nelle fl!rile a selone eon piccol i orifizi e a tragilli rettilinei che guariscono sollo crosta, prima che la crosta sì faccia, si vede di regola f110J'l1 Scirc per parecchi g io rni una sccr0zionc g rigiast ra o irri,irio-bruna , s pesso filante , produllo iri ~ran parte di proteolisi de i tessuti, la q11ale aJl\1same battcri1llogico dim :>;;tra prescn·l a si può dire roslanlc di germi. l o ho fallo l'esame ballerioscopico e batteriologico di m oite e mollu decine cli (JUL'Stc ferite, riscon'randovi o lo stafilococco, o, più s pesso, slre 11tococclli o diplo:sln•ptococchi , qualche mila anche batteri (b. Coli s pecial1T1ente) e perfino germi anaerobici; :-!1a s i t r aila sC'mprc di germi r1oco numerosi e di scarsa virulenza. Quando si rorllla la crosta, se la si Log-lie e si esamina la. superficie &ollo tante, al lorn soltanto si riscontra ass<:nza o riuasi di germi; i quali i:ono scompars i con lo scom purire dC'I te rreno di cultu ra costituito dai tessu ti mortificali . Orbene, que;;[a evoluzione apparrnl<'mcnlc ra,·or,' Yolissima, che non s i è accompag-nala ,l reazione fe bbrile di sorta o s01lanlo a rialzo te rmico poco noternle e affatto trans itorio, che 11011 s i è accompag-nuta a r eazione locale d'importar.za, lta pe rtanto anilo una dmala di due, 1,·e e talora più settimane ed ha lnscinto elci rel iq1mti anatom ici che :'"l'ltt di rndo imJ)C'rliscono o ritardano notc,·olmenlC' la reinlc1?razionc della funzione. Cosi, 0perando a scopo chi,·u rgico-orlnpedico o pe r port\1 riparo a ferite di tronchi nen•0si, a dis tanza di due-tre e piìi mesi <ialla cicatrizzazione di ques te' ferite ad e vol11zione ar>Pétrcn !emenlc semplice e sC'nza complicazioni di sorta, si è spe.;~o n11' 1·a,·iitliali de lla C'stenc;i,rnc noteYole <i?I tessuto di cicatrice, oll re passan le Jaqn11tll'nle I co11fì11i d el cc tnigillo " · Si trnlla di mio~ili inte rstiziali elle finiscono con sclC'rosi C'slcse a~chc a dis tan~a d,~lla ft>rila; )e apOnC'lll'OSi appaiono U lor ,·olla per una larga cslC'11 s1onc 1spcs~1lc, biancas tre. Qucslc lesioni , che rendono la c icatrice
CR!TERL GENERAL I DJ Cl.:RA DELLE FERITE DI ti C ERHA
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profonda (intana, come fu anc he chiamala) noLevo_lmenLe 1,iù estesa d e lle superficiali, s i poss ono pe n:Sare dovute solo 1t1 lll~'.colu parte a propagazione di fenome ~i cli d egene razione e di all'ofi~ d1 on? 1ne Lraun~atica. con successiva ,, reazione conne ttivale» , e SL spiegano invece benissimo come effe LLi d ella propagazione di ge r mi, dei quali pe rò for tunatam e nte la reazione locale ha avuto ragione, essendo av venuta in tessuti sani o scarsamente mor tificali 11e r cause d'ordine vascolare forse più e lle lraumalico. , • un'analisi adunque, anche supe rficiale, d ei fenomeni che avvengono ne lle ferite a selone, con piccoli orifizi, a decorso cos ide tto clinicamente asettico , le quali furono abbandonate alla g uarigione spontanea sollo la protezione della medicatura semplice occlus iva, dimostra rhe la b,wignità di qu esto decorso è s pesso appare nte, pen:hè la cicatrizzazione. anche in cotali cas i più favore voli, è mo!Le volle difettosa, pe r la scle rosi interstiziale invadente i tessuti anc he a dis tanza dal tragilUo percorso dal proie ttile. Se· poi da quesLc più. semplici ferite passiamo a cons iderare quel le a più ampi orifizi o a canale cieco, peggio ancora quelle lacere e contuse, con anfrattuos ità, recessi, ritenzione di corpi es tranei, v1cì iarno che non solo è cos lante la pe netrazione dei germi più svariati, rt1a che questi trovano in esse il te rre no p iù adatto al loro sviluppo, cosicchè senza una opportuna cu ra è fatale la complicazione infe ttiva. Ed è q ui c he s i divisero i chirurghi , se non n egli scopi, ne i mezzi pe r raggiungcl'li. Dissero gli uni: de vesi c reare nel seno d ella fe rita. un t.:rrcno dis.i daLLo allo s viluppo d t:i ~ermi infettivi ed allontanarne.' i prodotti senza danneggiare i tessuti: p creiò s brig·liamo, riJ,Liliamo d ei CO l'pi estran ei , del s angue e dei de triti, apriamo ogni r et:.:!S:30, 111 !.!ltiumo drenaggi e proteggiamo la fer ita con una abbondante mcd iratura idrofila; ma, in ogni caso, « la s utura è conlroinrticata ». Q1tesle norme gene rali, alle quali nulla d i fondamenlalmc!nle <liv,;:·so a~g 1ungono le lavature con acqua ossigenala o con soluzione fìsiol 0g:tc1. propugnate da lai uno, ris pecchiano .il concetto non solo c h\3 colali fe rite sono falnlm ente votate a lla sup.purnzione, ma anc he che è pre vedibile una seps i più o meno g rave malg rado l'inte rve nto. Non dive rso in fond o è il modo di giudicare di co loro ~he s i fecero pro pugnatori dell 'uso precoce degli antisettici, s ia ric hiamanrlo in onore la m edicazione alla Lis ter , s ia mediante g li ipocloriti di sodio o di calcio, s ia co i balsami ecc. , mel.0di tutti nei quali la parte :ondamenta lc, piùttoslo che l'uso di antiseltici più o m e no innoc ui ai tessuti , è sempre l'atto chirurgico d ello sbrigliamento, dcll'as porlazionc dei brandelli di tessuti e dei corpi estranei. Infatti la possibilitù. di chius ura $<.'Conciaria d ella ferita non è una p r e rogativa di questi mclodi an t iseLU ci di cnra, ma ;;i aveva anche coi precedenti, allorchè l'atto chirnrg ico descrillo e ra slulo eseg11ilo in favorevoli circoslanze di tempo e con buona tccn ica. Finalmente vi sono coloro c he , inLc rvencnrto prccocemen Le, hanno potulo constatare la possibilità di tras forma re in aselfic he d elle fl' rilc 1 an che fra le pi~ ~ont~m inaLe e perciò in pote nza d ' infezion e, le cp1ali perme tte vano d1 1sr,ez1orare comple tamente il tramite e di fare l'csc is ione
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CRITER I (òl::NER.\LI 01 C:L" RA DELLE F ERITE DI GL'l::HRA
d e i tessuli morti fi cali supe rficiali e p rofondi, l'ablazione di lulli i corpi estranei e d e i coagul i sanguigni , l\:m ostas i acc urata, la ;·ieustilL1zione analnmiea d e lle parli offese. Qu esti princ ipi , dapprirna ti midame nte e nunc iali e con prndcnza app lica li, cosi e lle molle s u tu re secondal'ie furon o falle in fcrile a d ecorso a sc iti co e eh~ avrebbe ro rio luto essere s uturale in primo lc 1npo, rundusser o g-radatamenle a l m etod o d e lla sutura pri111itia1, che in F rancia fu s istematizzalo da Gaud ie r e da L,cmailre, che in lla li a io l~l'O· J)L1g-na i a l congresso chirurg ico di Bologna, e ne lla stessa ,1dunanza f ii di [<.•so ., p;' rt,1 rrn'n I P rial Baslianc l Ii s u Ila base di una larga esperienza (1) anc he p iù v,tsla, c red o, di q ue lla c he io an!vo po tuto fare; n1e lodo ch e p oi clin:onne , è mestieri rico noscel'lo, accellalo d,Li piL1. A r ag ione dunque io affermavo allora che questo m clJd n r ealizza, m crcè la accu rala pulizia nwccan ica d e lla fl•ri la eseguila l'On p rOtl'dim enlo rigoro:;amentc ascllico, una ,·era e p rnpria u111i~·1·,,., i chintrgic/t, po ichè essn è ,·crame nle capac·e di illlPL'rlin' l'in!:'orgerc cli -::om pl icuzioni infelti\·e, td ì suoi ris ull.ili n on solo coslil11iscono la p iù gra\·e condan na cll'll 'a slensionismo in primo IL'mpo, che conduce fa ta lmente alla infezione cll'l le fe r ite, ma dimostr ano che, Sl'mpre in p ri mo te mpo, J'anlisep:;i chimica no n è necessaria e quell a c hir u rg ica p11ò esse re basleYolc. Poehi rilic \'i po,:sono bastare a d imostrare l'ernl11zione delle id ee su lla cma d l'lle fe rit e nel -senso anche da me prop11gn a l.o, ed i gr,rnd i ris ultati COnSL'gllili . Pochissimi giorn i d o po il congresso di Bol()g-na, si r i11nint a P a r igi la prima st',;;;ionc d el la conferenza ch i l'lll'g ica in lerall eal a, la quale, fra le concl11s ion i ,tpprornle, d o po nvr r d ello d ella n eccssilù d e l pron lo traspor lo d e i fe ri ti in osped a li a 10-:20 Km. dalle linee d c>I fu oco i'\SSCri,·a : « Lo scopo d l•l la cu ra d c,·c cssL're : a ) d 'imped ir e a ll 'infez ione di produrs i se la fe rila n0n è c he con taminala ; di ollenerc la sleri :izzaz ionfl d ella fe rita se l'inf.izione è snpragg-i unta; h) di pe rmr tl.e re la s u tura cp 1ando s i s ia ottenuta la ster ili zzazione (cl inica ) della ferita. Lo sbrig liamento largo d e lla feri ta, .::0n resezione d e i lrss ut.i contus i e ablazione elc i framm enti di abili e d e.zi i all ri corpi estranei d e ,·e essr re consid erala una regolo /onnalr, ch e soff re eccezione solo in cerli casi benigni , i quali po. sano essere s lre Llame n lc sorvegliati. Dopo questo inlen ·en lo, la s 11t11rn i?1mu'diata può dar e n su ltati' favor ernli. s pec ialmente nrlle fe ri te a rlicoliH'i . Essi'\ non può c~sere eseguita elle ne i casi in c11i la fer ita data da poche Ol'e sollan lo (8 a l inassi m o ) e quanrlo il chi rurg-o p11ò continua re a so,Tegli!l re pe r 15 giorni il suo oper ato. · Se non è s fata esrgui ta la sut1 1ra immed iata. s i d e ,·e "irorrer e alla s11!11,· a secondaria, appe na s i s ia ri conosci ut a cli ni c:ame nt e s uffìcienle 11,
( i l D11 rnn tC' la preptlri!zion e clcll.1 ferita C'lllllth.a CiJI liquido l;ia1111t:tfa~io. P ak in.
il l3n~tia11el1i u ~:1,·:-1 pert. ::ittC'ùe l'nntiscpsi
CRITERI Cl::l\ERALI 01 CU RA DELLE FERITE DI G Ll ERRA
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sll: rilizzazione d ella fe rita. L'evoluzione di questa d eve esser e sislematicamt'nle controllala con esami batte rio logici in serie» . .-\Ila stessa confe renza inte ralle ata, ne lla sua 3" sessione ù el 5-8 nov embre 1917 il Tuffie r constata,·a che « la disinfe::,ioniJ rncccanica con ri unwnc pri~iliva d e lle fe rile ha preso il sopravvento su tulli gli altri m etodi»; questo c ioè n on e ra più a1l1messo com e un'ecc:iziJ.1e , ma. e ra din:n lato il metodo di scolla! E cwali ris ultali: La sulura µri111iti va innoediata (ch e ,l(Jparve prnlicubi l/ anch e a l di là d e l limi le di 8 o re preced ente m ente fi ssalo, e cioè anche d entro le 48 ore/ fu esegu ila in certe ambulanze chirurgich e neln~5-XK •·., d ei casi; la s11, /11m 71ri11,iliua rilardrt1r1, c ioè esegu ita in secondo t empo in formazion i più a rretrate , me ntre all'avanti e ra s lala fatta la escisione (sterilizzazione m eccanica), fu ese'guita c irca nel H \·:, d ei casi. Eb1Je11c, la s11Llll·a immcdiala ha dato 1'8U"o di s u ccessi, la ritardat a il 03".. ; lo s lre ploc0t:co s i è dimos tralo il ger me che più controindica la sutu ra immediata . l p1:r icoli d e ll' inkz io ne con lo s lre plococco sono s tati m essi in luce frn ullri anche da De pagc, Levadili (1), Slo kes e T yllc r (2). P e r dire d ella diffus ione d e l m e todo l>aslernnno ancora pochi accenni. Il Le mailre (3) n el gennaio 1918 p oteva pubblicare i brillan tissimi n s u llali otlennli con la s utura p rimi t.iva in b en 2537 casi, fra i quali fi g urano 87 fer ite di grandi arti colazioni , 265 fe rite con fra ttu re diafbaric , 110 ferite cie l c ranio o cranio encefali ch e . Il De page a sua v o ila (li ) :-ipo da ben Jr1l16 casi di s 11tu ra immediata con completo s 11cccsso n el 76,9-100'';, secondo il genere di feri te ; 260 casi di s utura ritardata (su cc,:•sso r,e ll'80iù<(';,1 e 1050 casi di sutura seconcl9.ria (su cces~o n el 76,9-90,6%) . L'.-\lessand ri , il Caccia (5) , il LeoLLa (6), il De page , il S en cer t, il Barn- by, il Fraser e aHri molti hanno m esso in luce alfa lo r volta i felici ri~tillali d el m etodo applicato a ferite con lesioni ossee. TI Le ric he (7) , ne i c asi rom plcssi di fraUurc, usa come m etodo di sce!La la s u tura primitiva ri tardala facendo la sutura a piani in tempi s u ccessivi , e ,rnnnncia di a,·er polulo felicem e nte suturare il 95-98 '!{, d elle ferite ossee, frallure per c o ntatto, fratture tangen1.iali, e il 60-65% clelle frattur e per p c n t>trazione di schc/!gie di granala. l'na larga espe rie nza n ello s tesso se11so è 1;1ncl1e q 11ella del 'fuffier, il quale, riportando i risultati ottenuti colla sulura primili\·a o secondaria in 115 cas i di fraUure , non esita ad aff~rmare c he " il d on.' re d el c hirurgo oggi è di trasformare tulle le fraUure ape rt e in fratlme chiuse ogn i volta che è sic uro d ell'asepsi e se si trov9. in tuone c o ndizioni mate riali e può conservare i suoi fe riti » (R) .
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P• ~r,,i,:r.s e T\'Tt.f.K. -
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CRITERI GENERALl. DI CUlA DELLE FERITC DI Gt.:ERRA
Analo""am ent.e s i consig lia ormai di cu r are le fe rii.e d elle articola, zioni. Fn~ m o!Li allri, in Francia De lore , Lo111JaL, Pe lil, Ehnmpr ds, Mignon, De lbcl, Duval, Tuffi er (1) ; in llalia L\lessandl'i , il Cacc!a; in. l ng hillc r ra Fraser; nel Belg io Depage, De lrez, ecc. sono c~ss0rL0r1 ù ell op~ por tunilà di c hiuder e le articolazioni o pe rale « chirurg ,cam e n le " ogni vol ta che c iò s ia possibile . E g iuslqmenle l'Ale:ssandri rileva l'evid en te e impressionante differe nza fra i risu ltali d el m c l.odo d e lla s ul11ru p r imitiva e quelli d e i m etodi preccd entetnen le in uso. Anahg;he consid er a zioni si possono fa re per le fe rii.e d el c ranio e c r anio-cen.~b rdli /Cunéo , Did ier, Wille ms, Ehren pre is, Denugc, Alessandri, Carcia . ecc ., ecc .). Anche in Ge rmania il m e todo d e lla sul11ra prima ria h a Lro\"alo foulo ri (\•Verne r , Hufschmid e Echert, ecc.) . P ossiamo di s tingue re ne tla evoluzione e nell a cur a d elle feritt' n n periodo primario, u~n pniodo secondario, un vrriodo trr:;i11rio, i rui l imiti di le mpo non sono n a lma lmen Le precisab ili. Il p rimo pe riodo, che è an che quello d elle e m orragie imm,' d i:ile e d ello s l1ock, è caraUcrizzato d a ll'essere la ferita in po lc nza ù ' i1:f0;,ione, contaminala cioè ma senza p rocessi infet tivi in corso ; il secondo e\ il pe riodo d ell' infezione d ell a fe ri ta, con t utte le varielù e consilgua:nze dir ette; i l te rzo è il pe riod o d e i postum i d el le in fez ioni, .-he $i u:nfnn rlc colla fu se di cicatrizzazione d el le fe ri te . Io mi occuperò quasi <'~r; l,,siYa. m en te d e lla c u ra nel p ri mo periodo . A ) P RL\1 0 PERIODO. La nozione dc l!"i111rrcril/o libero prima d ell'insorger e d el processo m fet.Livo nrlle ferite, d omina, com e ho d ello , la terapia . E' infnlti 111 q 11 eslo p eriod o, più lungo di quan to le prillle ricerche di P ol ica rd e Phèlip (2 ) lasciassero s upporre quando lo fissavano in 9-12 o r e , che p uò esse re fatta la profilassi chirurgica de ll' infezione nwdianle un allo ::,peratiYo appro prialo eseguilo il più precocem en te possibile . Ma è :,nelle quest.o il period o in cu i il c hirurgo è c hia malo so,·cnle a pron·.Jd•'re a lle p iù g r avi conscg-11enze immed iate d elle ferite, s pesso associale, e d oè !"emMrag ia e lo s hock. QuanLo all 'em orrngin, a par te i m ezzi d 'u rgenza di e mos!a.,i tem por a nea su i quali n on mi fe rmer ò, l'inte rvento ch iru rg-ico costilui sr.e il nw Lodo di c111·a r adicale perchè il solo che p 11ò ripro m clf t' rs i l'a rrrslo d dìni l.i ,·o d ella pe rdila di san g ue, m en t re po tenle m cnle contribui s,·e n rir.Jza re la p ression e sang·uig-na e a m etter e in valore i m ezzi ben 11o li rli c ura gene rale d ell'anemi a àc11 la . La flebocl is i e le iniezi0ni di olio caninrn!o so no fra questi i ri i, efficaci e raccomand abili, ed anche i piì1 forili cerl aver pmnl i, qua lo ra n0n s i p ossa r ic0rre re alla tras fu sin;1e sa11i!·,1i!!'nu. In m oll.i casi può essere ind icalo prot rarre a lq 11an tn l"em osl,isi · tempo( 1'
\ 'ccl:-tz,:,i n<l <:>~e111pio la di~c 11~~ionc d<"I 26 ).!ing- 11 0 10 18 all:l. ~,,dN:'l cli chinn~i a. d i
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• CRITERI GENER;\l.l DI CCRA DELLE FERI TE IH GliERRA
ra nea prima di operare, allo scopo di migliura re rap idamente le, slo lo gene rale con uno dei mezzi di cu ra o ré~ n~min~li. . . Ricorderò come non s ia sempre facile m pruno tempo renoers1 conto esatto de lla causa e dell'importanza di una e m o rragia, siacchè tniorrag ie importanti possow) avverarsi anche senza ferite di grossi Yas i; per es. mi è occorso di ricevere all'ospedale da campo col laccio cmus imico alla radice de lla coscia, feriti eia scheggic di g ranata a l terzo rm:d10 (l('Jla coscia stessa con frattura comminuli va d el femore; e più di una vo1l.r1 mi sono giunti quasi dissanguali fe r iti èll capo elle non avevan-ì a!tra lesione c he del cuoio capelluto ed erano slali raccolti in condizioni di g raYe anemia, così da farli giudicare ad un esame so mmario fe r iti cranici o cranio-encefalici . All 'incontro si osser vano fe rite secche di g i vssi rns i, le quali lì per lì non diurno luogo ad emorrag-ia, ma sono causct cli e mo rragie ritardate, oppure sono riconosciute solo durante !'allo ope;·aliv0 ese:guilo per la pulizia della fe rita. Più complessa è la ques tione dello shock, di quel grn.ve stato c ioò eh,~ si deve ben distinguere dalle anemie acute pos le morragic he e tlalle tossinfezioni acutissime (1 ) , e che no n è raro ri scontrar e in indiv;dui colpili da fe r ite multiple o da ferite anche uniche ma con estesa m o rtiticacazione dei tessuti. In questi tessuti così profondamente alterali dal trauma &n-t'ngono infatti d ei processi biochimic i di proteolisi, i cui prod otti di scissione riassorbili sono estremamente tossici . Co me ha dimos trato rec.enlt'mùnte il Grigaul assieme a P. Duval, in accordo colla teoria ..;oslcnul a dal Quénu e dal Delbet (2), i fenomeni tossici nello s hock primili1·0 hanno per o rigine diretta una disintegrazione azotala intens a e rapida dei tessuti traumatizzati; sopratutto hanno importanza i prodotti d clLwtol i,ìi muscolare (Delbet) , che sembrano agire prevalentem ente s11 !la miclQ:J; allungata e sul fegato. Orbene, contro lo shock la te rapia è diffici lissima: il ri scaldamento ùei feriti, !"iniezione nelle ve ne di soluzione al '•% di bi ca,honato ùi soda (Bowlby) , l'ini ezione endovenosa di olio canforato (lfoitz-Boy•!r ) , la trasfusione s anguigna sono m ezzi troppo spesso inefficaci . Della trasfusione sangu ig na, utilissima n e lle ane mie acul.e, è lecito :rnzi mctl t·r~ in dubbio J"opport11nità nello shock. Non r esterebbe di veramente utile che l'escisione de i tessuti m or t ificali, la quale evidentemente evita la p1·oteol is i e sopprime il focnl:1io i:encratore delle tossine; ques to concetto fu ill ustralo dal Re mccli al co11g:esso di B~logna pe r appoggiare la n ecessità e l'importanza della pulizia ''.1ecc~nica precoce della ferita con l'cscis ione primaria rle i l0ssuti mort1fìcat1,_ ed è propugnalo ardente m ente d a l Delbct. Esso p<,rla 'l questa conclus1one, che lo shock, anzichè condune ad un ritardo d ell'inl.vr(1) I..e in1ossica1.ioni acute tli origine batterica che p, ,:--sono prod11r1e 11110 :-tn to ar::11og-o a que11o dello shock :,onn più t:ir<li\·e, in quanto non si o!=.ser\':mo pr-i:11 a ll dln se,1n 0 1,1 d c,ll a ferita. t.zl GRt(JACT e Dt· \',\ I.. - Bull. cl 11!L'm. d c /c1 ScJt". dc dtir. rli; f>,1ris, HJJ , , n . zQ, J)tl~.
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CRITERI GEi\ERAl.l DI u ·n:\ Dl:: I.LI: Ff:RITE Dl GCEnR:\
venlo , com e s i lrova uni\"t:Jl':-alme nte cons ig liato, cluvc a l contrario fa>e af/rcuare l'intervento chirnryiro. Ed è cosi elle quando , coine _a rl es . :_1e~le o-mvi lesioni con es tesi mac iullamenti os leomuscolar1, n o n s ia possibile Ja· e::;c is ione di lulli i t essuti J)l·sli o rnorlificati, s i può ri usci re a salnu·c q ualche fe rito in s tato di ,, /wc:k ricorrendo all'amputazione imrno diata. Ln altro proble ma c he s i o ffre s ubilo d o po il lra11rna è que llo d e lla
vro/ilas,ì ddfr i11/1·::,io11ì m rdiantc /(I i111mnni:,;;a:,ìone preuentiva . Ì\ On v i è dubbio e lle se fosse possibile m odifical'e il te neno in m odo da r end e rlo inarla t.lo allo s viluppo d ei rnri g e rmi che più frequc nle m enle ~i dimos trano gl i a genli d e lle infezio ni d e ll e fc rile , il chirurgo trovere bbe n el la lL'rapia imm unitaria un allealo p olente . Finor a i processi k r niri non son o pe rn:nu l i a tanto, salvo pè r r1ucllo c he rig uarda la 11ro(i 10 ,.~i del ll'lan o: pe 1· le altre infezio ni, s i sono s egnalali al cuni success i w l s ie ro di L eclainch c e \'alleè co ntro la gang rena g assosa, e presso ii ',oi son o da segnalare i tentativi di s ie ro-profilass i col s ie ro La nfranchi-Finzi ( I ) ; ma dall'espe rienza falla n on si p ossono trarre con clusic ni s ic11r.;. Il Ct' nlan11i Ila propug nalo l'iniezio n e cli stomo.,i,u• a scopo pro fì!aitico, da fars i s ubilo d o po la fe rita, e rife risce ch e « alc un i os pedali che s aggiamente , in co nfo rmil,'t colle iniezio ni antiteta nic he , n e h-1nno hd0 l· lato l'a111J/ir a:,inn1• 1m·c11u::,ionafe s n t11Lli i ferii.i al momento in cu i 'rnno r ico,·erati, hann o ottenuto Llllfl riduzione manifcslissirna d e lla infeltiv il[L e i"n og-ni mod o una mu..zgio r b eniirnitù di d eco rso ». Sarebbe 11ecrssa1·i:1 <m a re lazion e d e llaµ- liala che d esse conlo preciso d c ll \ , ffi ~a c ia imn,.i n izzanll' d Pl n11ovo vaccino, c h e p e rtant o a \Te rno vis to vol enLic ri appli,::tto su larghissima scala. L.-t si,•r ow ofì}rtssi antitetanica è inYC'Ce ormai di cmcaria sic ura : si p11ò dire c hr, applicata rigorosame nt e , essa prcvir n e in modo assoln to l'i n. o r.grnza d ella te rribile m a lnilia ch e un tr mpo fece tanla s frage fra i fe riti . e ch e non fu infrcriuentc n e i primi m esi d ella iruerra e uropl''l. li 'I' izzo ni (2 ) h a l11c irl a m ente riass unte le in dirazio ni cd es posli i ris 11llali d e llfl sie ro-t erapia anlite lanica, m eltcndo in luce ancora una volta la P t'· cess iti1 di fare la pri ma in iezione di s ie ro il più p r C'slo possibi le . rii racld o pr,ian~ la rtose profìl a Lti ca t11lle te volt.e che l'inirzinne ;.nl ilC'lanica d PhhA f'SSC'r e ril a rrlal:-t. di fare l'iniezi0ne in tutti i casi, anch e se s i :rn.lla di ferite piccole e di poca entitit, e di pratiéare una seco nda ini ezione q11anlo più s i può ravvi c inata alla prima. 8 ep;11endo qurs le n orme o3 facr ndo praticar e an che una lc rza iniC'zione in cas i rli graYi ferit e con 1naci1illame nto d ei tC'ss11ti e imbl'illtamenl o con trrriccio. su c iré'A 16()() f<·· riti rico ve rali n e l bimestre ollohre-nO\'e mhre 1916 n el mio os pedale da campo , no n h o o:::servalo al c1m caso di tetano: e po ic h è la mnss ima partè rlri fl'riti piìi imporlnnfi è rimn,:ffl in os nedalr più rhe non d11ri il J)t·riodo d e ll ' in c11hazione, vi è m olivo di crPrle i·" che il te la no sia s tr1lo in coclt?sli ft•rili d <'I lulto e,·ilfllo.
11) \ rd i nd e~. ~l o~IJ, li Pflli f/ iufrn . , ....:. f>rnlìtn. n . 1 i. lllf~. (z', T 1z1.o~r. GionUJ IC di m edicina miUfa ,.c. fo~c. \"T. 10 1~'-
• CR ITERl G~:N l::RALI 01 Gt:R.\ ot: 1.1.E Fl::RIH: 01 Gt:ERR\
, ·l·nendo oni. alla cura chiruroica d elle fe rite, sarebbe certo e,;ugera· zionc sostene re la n ecessità del l' inte r venl,o prccnce (sbrigli,t;1 1e11to) in tullt· le fer ite d'arm a da fuoco. Fra qul:lle a sclone a d es. ,·e ne s9110 alcune a o rifici pu ntifo rmi c he prestntano complicazioni clliche in cr.sì bass,L percentuale (0-10','.,, come dissi, ne i casi da me osse1·n,ti ) che possono esser e curate colla sem pl ice m edicazione protettiva, t'SCrci!.,tndo tuttada s u dt esse una allenta sorvegl ianza. '.\l a tutte le altre feri!e a selonc debbono essere 7Jrrcocl'nir·nte sbrigliate, tanto più se prodotte eia proi1' lli li d 'ar tiglieria; infatli soltanto con !"erronea fidu cia nella lJenign il:1 d el le fe rite a canale completo s i può spiegare il fa Llo, a prim:\ , ista paradossale, che ho osservalo nell'ospedale da campo, d1e cioò le complicazioni sclliche nelle ferite da proiettili di g ranala, fii" bombe a m,u10 o di bombarde cd anche da patlollolc e~plosi,·e s i sono manifl'sl-tlc prit spesso in quelle a canale completo che in q11rllc a fondo c ieco. Gli è ~hl' in queste la r icerca de i corpi estranei ern stata falla di regola piÌl rrcqucntcmc nle e piì1 prontamente, talora al la stl'ssa sezione di suniti1, e Pl' l'Ciò si e ra meglio provvcd11to alla profil assi de lle inf<'zi•J'li; m,,n lre le fl'rite a selonc erano state c rC'd11Le e rroneamenlP meno c::.pn:;te all" infezinnl· primaria, senza considerare invece che anche in esse è frrri11c:1tis~ima la presenza cli corpi estranei. che vi sono pu re freriucnt i !-'.li emutnmi e le vas te contus ioni d i tess11lo, che la rl•frazionr ineguale dei Yari piani muscolari dete rmina lungo i lo ro tramiti anfralluosit;\, irregnlar iUt, di,·cr ticoli, ere .; senza considerar e insomma che i•nchc esse presl•ntano con 1,tr ande faciliti\ lr condizioni farnrevoli alrall~~chim,·nto e allo sviluppo degli ng-enti in fettiv i. Le difficoltil tecniche dell'intc n·ento rhi rrn·J:tiCo nelle fe rite a S"lone. se si eccettuano q uelle su perfic iali e con tale direzione che si possano aprire in lu lla la loro Jung-hczza così da mrl.lerr allo scoper to O!?n; rccc,-.;o, sono prrò ta lora m aggio ri che in rp,e lle a fon do c irco, nelle q uali no,, fii r ado bas ta un'unica a mpia incis ionr Jll'r dominar" compl,..lamt•n le il lrag-iLto, as po r lare i tessuti contusi ed i cor pi •islr,rn~i e pro,·,·cdert· all"emostas i. Condizione fondamc nt.alc rlt·lla buona riuscit n rlclri n!L'r,·ento essendo la possibilità fii 11n'ispez ione completa di tutte le parti d ella ferita, si comprende com e non s iano infreriurnti i rasi r,ei quali. sia per la lunirhezza o la direzionr o la profond itit ch' l tr11mit e, sia per la r egione colpila , s i presrnlano ostacoli insormon lnhi li a ll\'~EJC11ziol1l' d e l piano operatorio secondo i pres 11 ppo~l i teoric i ideali. In ,,gni ca;;o s i d e ve fare il po!>sibile per asportare i corpi estrane i, i quali S)lll) per t·rcellenza la causa predis ponente all'infez ione, lanlo rhe molti inten·M ti completi sotto !{li allri rigrrarrl i sono frustrati ne i loro eff.iUi pcrchè f!Ualchc corpo estran eo è sfuggilo all'i nò agine cd è rim11s lo r,e'i l~s:-ut i : fortunatamente è possibile la prcvrnliva rirercn e la locali?.1.az1one di_ un a n11rte ~Imeno de i rorpi estrane i pe r m ezzo della radios,·op,a, o, me~lio d ~lla rad,ogrnfìa, e pe rc iò ri11rsta ri cerca dovrit rss8re di rrg-,1ì,i eseau ,ta prima :ii accingersi all'allo o pe rativo. 011anto a lle fer ii(' tanat•nziali. d, ~l riscio, l.'Ssr presentano rw, <'li r~rlo asportazioni di r, 111'1,i r,nc he rela ti vnmenle profonde: per la :-rlraz,nne musrolarn, per l'azio11c s le~sa d ell'a!!enlc vulnerante, la lo ro ~11-
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CRITERI GENERALJ' DI Ct: RA DE l,LE FERITE DI Gt: ERRA
la
pe rfic ie e s pesso assai irrcg-olare; l'imbratlamenlo e conlus ion e d ei tessut i m essi a llo scoperto sono costant i, tanto che, lasciale a se , Qlh?::,l.è fe rite a:;su rnono r apidamenle un'aspelto necrotico, asciullo. Anche r:er esse è necessario l'<?sam e radiografico che escluda o m eno la penet.r':1210ne di corpi est.ranci in profonditi! , La tecnica d l'll' inte rvento c hirurgico precoce in tulle que::;t,3 feri te si basa su i princ ipi fondame ntali già esposti, la cui appl icazione è p,)rò m o llo de lirala e cle \·e esser e assai p recisa , se s i vuol raggiun gere lo s•Y>PO d el la pulizia n,eccanica. Essa e,;ige a nche un te mpo noternle che r u ò m ancare quando s i LratLi di fe r ite mul tiple o molto vaste , in m om,·n;o di afinllarnento di feriti sproporzio nato a l numero d e i ch irurghi s1wr im en tali che sono dis ponib il i; il c he si d e ve e\·itare m erce la buon:.i c,rganizzazione d e i serviz i, per no n sollrarrc numè rosi ft riLi a l bcnefici0 che lo ro prom elle il completo inle n ·ènlo chirurg ico nelle primissime o r.?. L'open trc sollo un ,i:rl'Llo con ti n tH) di an lisl'llici. ad es. ipoclor1l<1,· Ilo g iù d el.lo non esser e ndessar io ; occon e pi ,tl to:;to avere clis pon 1bili s l1 umcnti s leriJi7.zali in numer o s uf!ic ienle pe r Ci:lmbiarli frrq,1.~nt•!· m en te ne l corso d el l'npe rnzione, sempre poi d o po il contatto con te,;s uli contaminati. Ad e \·i tare c iò il più possibile, e per ollenere una f,·ril.t nella con o rific i, pa r eti e fondo cosl iluiti d a lcss11ti no rmali , s i d .:1.·,:, 11~c iclè re non al/rrwcno , ma //l di là ill'l/1' J1tali ron/r1111inatr>: tecn ica 11:l.'tlÌt' che purtro ppo non è sempre appli<'abilc . Quando c iò s i pos,;a fn1-..:', s i d en ~ proced e re cosi: l'incis ione, d e lla lunght•zz.1 e lle si riti,~ne pi1.1 ,-'I'· port.11na e e lle n on s i d e \·e te m e re di fare piulloslo ampia, è con,1 nlt.,t ne lla d irezio ne anaton1in1rnenl e pre fe ri bile st•conclo la rrgir)nè coì; 1Jta , sia c ircondando fra due semielissi gli o rifizi , s ia comprend e ndo q116li m un le rnbo che s i c reda ncccc;sario traccia re, o a ncl11:: te111pu 1-.1nPam.:nte l'scludendoli dal t raccialo d (•ll'incisione , come ad esempio in r,>rl-? ferite d e l c ranio, in frrile pe11dranti in articolazioni , ecc. pe r e2;c id,·rne a llora a parte i contorni. :'f olle ferite a semicanale, con tornall> con inris io ne s u tessuti san i la J)Cl'dila di sostanza, è s r esso assai fac ile pro~·: !è r•~ col b isturi rimanendo coslanlcmcn le al di li, d ei tcs,-11li lesi, che wng-on ·) di mano in m ano sollentti e allon tanali con p1 nz•:' ; è freq1 1(' n1 0 t rornre le lesion i d ella cute e d el sott oc ul a neo p iù estese cli quc llè rJ,.·!I"i1110 ne11ros i, ma a l di sotto rii q uesta ben più vasi.e lesioni m ,1sc0lari e : s~ee. L'aponeu rosi perc iò , as po rtn!e le p a rti contuse, d e,·e essere rncisa p ·r lung hezza sufficiente da r e rmelte re quel diva ricamento d e i rni1rg-i11 i cld l'incisione che consen ta l'is pezio ne accurata d elle parti sotlnsla;1t i . Ne lla muscola tura ì'escisio ne elc i tessuti d el trami te per snlit0 ;i fn m egl io con pi ccoli colpi di forbice .c he col bis turi afferrando di m ano in m a no con. pinze le pa rli co11 t11se e sezionando al di Jù d i q ueslc il !(S· s u_to sano . 81 sono studiali e a pplicali diYersi a rt ific i pe r r cnr:le rs i conio d e ll.o s t.alo .d i nutriz ione elc i less11ti e dis lin~uere con s icu:·czza q11,·!'i san , dai lesio nali; ad est>rnpio 1'11 so di sostanze colnnrnli che s i fìssni'JJb er o soltanlo su i tessuti morli,fìcati; ma u n c rite rio suffirienlemenlc i>s,1!t.J è quello che d e riva dalla sang-11ifì cazione, la quale manca o è d e fìci;'nt0 n ei tessuti lesi, è norma le n e i tes;qiti sani. Bisogna dunque che la. nuorn. superfic ie o parete d 0lla f!' rita s ia coslitui ta da les;;1Ìti norm.tlm,~n t(' ir· 1
CR ITERI GENERALI DI Cl:RA DELLE FERITE Dl GCl:'.RR.\
rorati, sui quali si eseguirit di mano in man~ la f?rcipressurn d ei va: ~ sanguinanti, come negli atti operatiYi di elezion e m campo <1sclt:r.0. :::S1 fa m contemporaneamente l'al'lacciatura d ei vas· che fossero sLaLl .r0~1ti lo srnotamento d egli ematomi. I corpi estranei che, come il Lerncc10_, 0 la paglia, i filamenti di colone o di lana d egli abiti ecc., s i sono con0~L1 nei tessuti ader'endo loro intimamente, spesso compenetrandoli addm l· tura nella magg ior parte dei casi vengono in tal modo complelamenle aspdrtati; i voluminosi, come i frammenti di abiti , di sasso, di proiettili o di proiellili interi , messi a lor volta in luce si possono tog liere. Più complesso di\·iene il problema e più d iffi cile la tecnica qua:1do si a ssociano lesioni d ello scheletro; in falli l'ispezione com pirla d el foro· !aio di frattura, specia lmente se molto comminuto e imbrattalo , può UìsNe in pratica impossibile. E' necessario ad ogni modo convinceri:i se si t ratta di fratture per contatto (meno pericolc~e) o per penetrazione ( pericolose e perciò da is pezionare accu rata men le). In queste si t rovano con facilitil schegg i!? libere proiellale più o meno lontane n elle parti m 0lli e che è opportuno togliere, laddon 1 le sch eggie anche parzi alm,,11te aderenti è pre feribile siano conservate. Qualora però la loro presenza fosse di ostacolo alla necessa ria ispezione e pulizia del focolaio vietanrlo l'accesso al canale midollare, le schcggie ossre dovranno essere second,1 le circostanze spostale o anch e in parle tolte, opera nrlo in tal caso p er via soltoperiostea mediante un distaccaperioslio molto tagliente. Cosi si avrà maggior garanzia di rigenerazione ossea. S' inl ende che l'osso pesto, le est remità di frammenti che formino j;areti ai lraniiti, ecc. dovranno ('::,:-ere resecati. Fatta l'emostasi, s uturali , se possibile, pre\'ia recentazionc, i nen ·i e\·en tualmente sezionati, e ricostituita la conlinu iti1 dei tenè in i e rlei m uscoli , si deve decidere se la feri ta debba e,st're compl etamente chiusa con s utura a p ian i, oppure suturata parzialmente, o infi ne h1sci11',a ape rta e drenala. La sutura comp!ela si riserberà ai casi operali p rima ctell ·insorgere di qualsiasi m anifestazione infiammatoria, e C!11anrlo si r itenga che l'interven lo abbia i:aggiunto lo scopo desiderato : s'intt>ntle che non vi potrà mai essere la sicurezza assoluta di otte nere la g unrigione per p rima, ma con sorveglianza postoperatoria accurata il chir11rgo saprà, se mai, togliere a tempo qualche p1mlo di s ul.ma e provve. d ere alla complicazione in modo che n e venga il minor d an no possibile. · Pr ima d ella sutura al cuni consigliano lo scovolamento d ella ferita; ma tisando la tecnica sopra d escriUa, esso è perfellamenLe inutile. Qualche volta ho !at~o una. rapida la\'atura con acqua ossigenata , più per .·urn · pletn,·e d1re1 quasr meccanicamente l'asportazione delle impurità r,11-3 a s~opo di antisepsi; come l' uso di un getto di ipoclorito durante l'operaZJ(lne , reputo tuttavia non assolutamente necessario anche l'uso d ella larnt 11ra finale con acqua ossi1<enata. La sutura parziale si riserberà a i casi n ei quali sia venuto meno qw.J. cuno ~e1 fattori ri tenuti indis pensabili alla sicurezza della guarigi0ne p er pnrna, come ad es. se si inter viene dopo le prime i0-12 ore. se.sono a,·~·enn te. perdite di sostanza n on riparabili col semplice ravvic:~amc!nL1 d e t bordi, se resta q ualche dubbio di non aver potuto eseguire 11na 1,er-
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CRlTERI GENf:RALl DI Cl' llA DELLE FERITE 0 1 GUERRA
fèlta pulizia m ect anica d e l focolaio traumatico. ccc . L'~m~iezza d d l'a pc r luru da la sciare e d e l tan1pona111c nlo da eseguire sara g ~ud1cata ca~o per ca:;o ; nei più fa,·ore vo li d .i que:;La serie , la _s utura po lra esse re ::uDLulale tasciundo solo una picculu apertura per il passugg10 d_1 un so liti ~ s tudi~ di g a rza o di un Lubo di dre naggio, p refe ribilme nte d1 velrL' , ne: m e no fav ; rev oli sarunno ravvi cinali con s utura solo g li eslr c:ni d1•l!'i1Jcis ione e la ca,·ità ddla ferita sarà drenala con g arza attraverso un':q >_;,·turu n:lalivamente ampia. 11 lrallamcnlo ape rlo infine ,;i riserbe rà a quei casi n ei quali l'o pe rn! zio ne nun avr;'l potuto ri uscire co mpleta pe r ragioni di te mpo, o pc:· ragioni anatomic he, co m e pure se pe r necessità di sgombe ro il ferito ciovessc essere all onlHnato rapidame nte d all'ospedule o dall'ambul ,.tnza c hirurg ica e per ciò soltrallo alla vig ilanza d e ll'operatore. 11 drernu;,!·i,:; d e lla fe rita sar~l fal lo con irnrza semplice o iodofo rmizzata, pos la a 1:onlaLlo pos,;ibilmenle con tulti i recessi e non s tipula. In 011:ni caso s ubilo d o po l'o pe razion e d ovr,\ curars i ch e all'arto ferito s ia dulo l'aLleggiamento pii1 favore vo le al -ripri stino funz io nale . E cos i s e la fe rita occupa la faccia fl rsso ri,l s i dovri1 m e lle re l'arto in cs l,•,ns ionc , e vice,·ersa, in m od o da impedire , s pecialme nte se la fer ila n')n avril po Lu Lo essere s11t.urata, le re trazio ne ti t.:alriziali e le conlratture in posiz ione Yiziosa. Ne i ca s i complicali a fraLLure , s arà s ubito applira~o un apparercliio immo bilizzante (i ) . Nelle ferite articolari l'immo bil izzazio ne rn rido tta al rnin0r krr.po possibile q ualo ra si otlen g-a g uarig ione p er prima; la ried11ca zi,m c dei m nYimc nli sarù anch e in q11esli ca s i a ccuratamente son·e~lia la 1,c 1· impedire qu e lle viziose co nlrallurc secondari e che dapprinc ipio sono sl'mpli cerncnt e antalg iche , ma poi , abbandonate e sè cli,·cngono fì s ini),UÌl'hc e irridu c ibili. Le m edica zio ni d e ll e fe rite n on suturate saranno falle rii r ccn l,, :id inle n ·all i di 2-4 g-inrn i con /'.!'Arza idro fila semplice o iod o fo ri:,ù z it :1 ; quando la e voluzio ne d e lla fe rita s ia r eirnlare, non complicala d:111'insorgere di processi s upp11rati,·i, è sempre oppod1 1na la s td un !'<'l'On· dari a . l nsorg-rncln complicazioni sellic-ho, dovrit applicars i !o sl!!::,-0 I rnt :amrnto co m e pe r le fe rilc che g iungono al c.hiruriro ne l rw riorlo cJ,,)J"infezinne . A n~o' di _esPmpin ripo rto in riassunto alcune s torie di fr ri li ope rali eia m r 111 pr11no fe m_po , scrg-lie ndoli pre fe ri bilmente fra q11e lli ai fJ ' lllli ho .r>o l.1do appli ca re 11 LrattarnenLo chiuso, nme llendo tulto .::iò c he s i rife risce 111 g ene rale alla lecnica operativa, g-ih sufficie n temente illus lr.1La. F r..it c 111111/ if'lr , fra le q11,1/i 111111 pc11 ct rn11/ c 11c/t'a .-ficol,1:io11 c dr/ _f ra //ura df/ .-011 d ilo o m cml c. Sold . Se ... C.iusc ppc·, d e l R'.·-~g-. Pa nte n a, frr'.lo ,ili~ o ~e 23 del 22 otwbre 19 16 a quo ta ... ; ebbe Jn prima me~ ASo
I. -
gom i t o d,·.s t,-~
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d t(',ttura al po~to cli 111cll1cnz1onc.
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\'eda~i per l e imlic~,ioni " In tccn icn, frn allri, il bd
c.lt i n, rg ia d egli organi di m o1..'imc ult>, 1 9 1j , YOI. I, p:ig. 493 .
ta,·,iro , Ji
A . S ERRA :
CR ITERI GENERALI DI CU RA DELLE FERITE DI GUERRA
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1 'n:senta foritc multiple da scheggic di "hrapu1:1l: 1) ,·asta ferita a ,oko la ccro-contu,;a alla faccia este rna del l.Jran·io <lc,nro , a l krzo sup<.:riore ; 2 ) ft·rita a fl,ndo cieco all:i facci:i estcnrn de l go111ito ,kstro, da cui fuoriesce lir1u iùo c111atico, e che impedisn:. q uabiasi 1110Yi111e11to ckl gomito ; 3) fe rita a fondo c.:iern alla regione 111a111111<: llare dc,tra; 4) ferita a solco lu nga S Clii. al la faccia csl<:rna dc·Ua ga111l,a d,_.:--trn; te rzo snpc n o rt=; 5J nitra ferita !'soin1ilc alla facc ia antera, re della ~tc~~a gamba, fra terzo medio e s uperiore; 6) f<:rita lacera :illa faccia Jorsal<:: del piede '-h.·s lrv , fra 1° e 2° 1.netatarso. t>f>aa:.:io 11e : z3 ottobre, o re 15; cioè 1S ore dopo il t rauma. ~Tor(iocloro11:1n;osi. s ·111('0111 i11c ia l'inter\'cnto dal gomito, la ra<liogralia a,·eudo diu11)strato la prcsec:11,.a <li proiettile e ndua rtico larc. 1·:scis iouc del foro J'c11traw del p roiettile. Il tra-
mite ,i allarga suhiro sotto cute e èo11duce dircttan1cm1: 11<.:lla ('a\'iti1 a rticolare. Ap<:rtura ,kll'articolazione con taglio di Koch1:r lcg,.:crnl\:llle rnudilicmo; ,i co11$ta ta lrnttura margi11ale d ell 'epico11dilo om crn le e fratturo de l co11di lo co11 <li,rneco compkto d d t-e rzo 1:,terno e lim,a d i frattu ra intc n'ssa11tc quasi la totalità ,!<.:Ila ri111a11c11tc porzio11e. Fra la tesla <ld radio e l'omero i: posta di colte llo u11a ~d,cg-g-ia mcta lli,a irrcgolanlll'n te rctta11go la re di c:n1. 1 1/2 X 1/ 2; l1111go tulio il trai;i tto e 6110 a conta tto d4-: ll 'osso so110 spar si nu1nen.1si fru~toli d i pa nno . 11 fn1111 11H.: nlo o:-.s<:o :,;t~cc.J.tO e :.iltrc pictole sc-hc.t!~dolinc ~i a~porta no ~ pulizia 111ècc:1 11ica dl'l tr:111 1ilc CùTI le n o rn 1e
<lt=,nitte; detersione co11 a cqua os,igcuata. Sutura a pian i, i p r,,foudi cou catgut, la cute con sda. 'J'uttec: le a ltre ferite: . a fondo m olto sporco, souo oper;;itc col la t ec11 ic.:a us uale e citiu:,;c con sutura a piani dopo a\·t:r n~po rloto 11unu: ro~i corp i t:St ra nci e ~pcci~tl 111c11tc pezzi d i stoffa. li gon1i to s i i111111obi liaa c.:011 be11daggio ad a11golo retto, nva111-
br,tt-cio i11 ,upinu1.io11c. - lkcorso api rNÌ<;o. - C ua ri gion,: per prima d i tulle le fe. ritc. - I.a 1nobili1.zaziouc <lel go1niLo si i niz.ia in quarta gior11:1tfl.; in dcci111:\ g i ornata la mobilità attiva i, già prcssocchè no rn1ali:,; la pa,;siq1 .,· C<>mpltta. C.,so 11. - Ferita a foudo circo do rso-/01111>are. - Capor. mag-g-. Lo Sch .. Frn11cc,-,..o, dd ... Rc:gg. l'a11t1, ria , ferito ,la scoppio di lmmbarda alle uree: 15,30 d..:l 31 ottobre 19 16. a quota ... . Upc r:nio11c, ~otto aucstc~ia cloroformica. a lle 23,30 (dopo otto orè) . - );cl tramite »i tron.u 10 i n 1.111mt:11ti di st offa e una sdtt:~~ia 111ct:1.1lica posta a r ido:--~o dc.:l 111. it1lc reo,tn le t:,;t<:r110 del 110110 spa,.io i11 krco~ta l~ ~estro :i tre dita t rasn,r~e 01l 'este r110 della lim·a media11::i. Sutura a pi,llli. Guarigio ne per pri11rnm. - Occorso del t utto a pire t ico . S i d i111èltc il 26 11on.•111bn,.
C1st1 III. - ferita di pa/1<1/lola di s/1ra{'11cll prnclm11/r 11cl g i11oa l1io destro. con fralt11r11 della ro/11/a. - Sold. Caus ... Amo11io, operato il ~ 1 ottol,rc 1916, S Or<: dopo la frrna Foro e.I 'e ntrnta :tlla faccia a11tero-cstc ma e foro d ·u~cita al!H fr"·cia a11tno-i11tc rna <ld gi11occh io. . Artrotomia alla 'f..:); tor-~l ac.:kc11zic; csco110 a getto 100 cc. di liquido e matico. A~portazionc cli piccola scheggia m et allica , he gj tro ,·a a l da ,·anti d<:l co11clilo estt:rno ; di \'Oluminosi coaguli ~a11):!11ig ni c <li piccole :iclH·ggie di rotula libere 11cll ':'lrticol::izio11c. La rotu la pn,~c11ta u11a linea d i frallura lv11gitudi11a lc q uasi :-ull·a~sc n1..-dia11u e la 1111:tà inte rna co111111inutiYa111ente (ratturnta. E.sci,io11e ,!elle pare ti e dei trnmiti degli orifizi cou incisioni dirette lon gitudi11::il111c n te ai lati della rotula. Sabhia oss~a luni,.:o il tramite d 'uscita; en1nto111:i ne l v:i.sto c:<tcrno. Sutu ra a pinn i dt:lla i11ci.sio11e fatta pe r l'artrotomia ; ~utura parziale ,l<:llc altre due (suhtul.lk) la.sciando m,ll ' una un piccolo tu bo di \'etro e nc ll'ahra un sottile s rn..-llo d i garza io<l,>fonnizzaw pt'r drt=na);gio. llcnda!;gio immobilizzante p ro ,·,·isorio $ U .stecca. Dceor::.o po=--topcratori o otti1no ; l a ten1per atu ra r ag!,!iun se un 11,a~simo dì .,Slol il
g iorno dopo, di 38 ,5 in 2· gionrnta; di 37°,3 in te rr.a; poi il d ecorso comin uò apiretico. ll drenaggio è tolto al 10° g io rno. Trasft=rito guarito in 18" g-iorna ta . CASO IV. -
Ferita a fo>1do cieco della rcg i o >1c do r sale d c/.1'111·11111/>raccin destro
Sold. Troin ... A11tonio, del ... R cgl,(. Fa ut..-ria, ft:rito il 22 ottobre 1916 , operato dopo circa 6 ore in auestesia morfioctcrea. T odetLa chiru rgica solita della frri ta. - A~portazione d i sc heggia metallica; d i p ezzettini di stoffa e di tela; allaccia tura dcll 'interrossca recisa.; sutura ciel te11diue de l c u b itale posteriore ; sutura a piani . G uarigione per prima; decorso apiretico. COll l es ioni le>1di11ce. -
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CR ITERI GENERALI DI Cl"RA DELLE :F ERITE DI GUERRA
c,su \'. - F erì/a della regione parie/aie destra cou fratturn co111111i111rliva e emat ()ma t'xlrcid11ralc. Sold. )!aut... Angelo, <ld ... Regg. Fautcria, ferito il 30 ottohn:, l '} IO, <la schc·gg-ie di g ra11ma, operato 6 or<: do po. Si11to111i di co111pre:;sio11t cerebrale. E,ci,io11e dei bordi della ferita; rcce11taz io11e con pinza os~i, ·ora dei bordi della perdila di ~ostanza del tarnlato esterno; a,portazione tli ,cht:ggie o,s<:e libe re , profonda11 1c·11te affou,late ed irrei:rotarmcnte tli,po~te ; ,,·uo tame nto di ~ ro,,o e mato ma extratlurale ; k)!atura di uu ramo della mcuing~a media; sutura del pcrio,tio e della Clllc .
Guar;,zione per prima.
C,,,i \' l. -
Ferita dc/1,1 ho=:=a parir/alc sinistra .-on fral/ 11ra. del cranio; ematoma
Sold. Gal!. .. Francesco, ferito il 14 ottobre 19 16, operato S o re do po. Emorrag ia 11ote \'olc ddln fe rita; iuco~cie nza . .-\nc·~tt·,ia eterea. E,ci;.io ne dei bordi tklla ferita rotonck~giante, ch" danno abextradurale . -
br,nda11ti:111c11 t1.:: :,..anKue. J11ci:-ione a k111lio arcuat o a conca ,·ìtà in basso ; si s...~opre
nd tan,lato e~terno una ~oluzione di contin uo a stampo, della g randezza di moneta da due ,·cnte~i111i, nella quale si tro,·ano dei capelli. Allargata la breccia con pi11za tic! \lomcno,·c;.i , si e~trn1'gono i -i'. sche.1rn ie del ta ,·olato interno proiettate contro la dura, che è supcrficial111enlc lc~a . Sn1o ta111e11to d i ematoma extradurale; s uturn delle. ft:ritc.
Decorso apire tico, tranne in tena g iorn:'tta (T. ma ~~ima 37°,_.;). - Attacco epilett ico in settima g iornata. - Gra<lua le ripre~a <ldla coscie11za; comlizioni psichiche dd tutto no rmali in dodicesima giornata. Gnnrigionc per prima.
C.,so \'II. -
F erita olla regione f c 111por o-f'orictale d r.stra co11 frnfl11ra della -vol ta Co 11111w=io11c e comhl't.<Sio11e cacb rnlc. So!tl. Tarant. ..
e dr/lo 1,11.<c d 1·( cranio. -
l'aolu, del ... Rl'){,l!. F a nteria, kriw il 2 non:111bn: 19 16 a quota ... - l ncoscienza, otornggia e rinorr:igia. Operato dopo S ore circa. F.s,i,ionc dei bo r<li dcl l3 fe rita e proltmga111e nto degli e,trc· m i in ba~so cosi da for111arc un lt, mhù a l,;i~e in basso. Si tro,·a un t ratto tkl parictale largo più di uno ~cn<lo , afioml:J!o a g ui~a di cer ni era, non es,cndo adc·re11te c he in ba~~o per niez;,:o del pl·ri,")io . Il Je i.1bo o~~co ~i solle rn e si ribatte; si d:\ esito ad ahhondante sangue~ la dura è c~,oriata, m3 11011 lacerat:J. - Reccntali i m a r,:ini della breccia o~sea corris pondc:11ti 111la ferit:J e~k rna , ~i rimette in posto il lc111bo osteopeno,ko e si chiude la fcrit:t cun tluc ,-trati d i snturn. Gn~ r igionc per prima . .l.o 5tato soporo~o continua pe r ro giorn i, poi si osscn ·a u u r:ipido ris"c;:lio ddla co,cienza. !Juanrlo l'a. si trn~f1eri ,ce (28 X l} le condizioni gene rali sono o t t i111e; localme nte la cirntricc è appc:na ,·i;.iliilc. C , so VIII. - Fn·i/a /001gc11:.ioll' a ca11olc cornp(rlo d ella rcr:i o n c parietale destra co11 fro/11,m e a.({011cia11,c01to di scl,eggie ossee 1111111crose. - Sold . .:S.-ic... Carmelo del ... Rc;:Jt. Fa11l<:ria. - Operato il 1 no,·embre 1916, 11 ore do po il tranllla. ltH·i~ionc a ferro di carnllo limitante il lelllbo c he co mprc·nde i dne fori d'entrllta e rl 'n,cirn, recc·nt,ll i. 'l'oC'letta del focolnio di frau ura ; n;.portaiione delle schcg-ge ossee affondate. Sutura riel lclllbo e tlei nrnr,:ini crne ntati ddk ferite. Guarigione per prima, rcgolarissi11ta.
c.,~o
lX. - Fcrilo f'c01r/r1111/c da pall,, lt c>la di sltrnp11rll alla rcg i o11e parietale si11istra ro11 lesio ne 111 /' 11i11xot'11af<1lica: f>or,1/isi dd facciale d,,s/ro e dcll 'arto supeSold. J,o B ... Fr:mce,co, del ... Reg-g-. Fanteria. - Operato il 13 r iore drs/ 1·0. ottobre 1916, dopo ore non preci,,af11li dal t rauma. l'arola <1il1icile, itlc:uione knt'.1.. !\nC",tcsia ete rea. Crn n ioto111ia n lembo cutanco-pe riosteo-ossco c-0111prendeute la fe rita ck llc pani molli e la frattura o,;.ca; una scheggia rotomleggiante del taYolnto i11tLT11 0. larg,'l ('01111.! 11 11a 11to 11e ta di
5 cen tc~in1i, è ;-iffon <lata. ~otcn.>le c111nto11H1 extra
e i11tr~1durale. I ncisio ne della dura a lembo; allaccint ura di \'il,o pialè che sang uina 110te,·ol111ente. Dalln fe rita dd ce r\'cllo esce sotto forte pres,ione poltiglia cerebrale mi sta a ~ang ue; il tragitto si porta in animi, in bas~o e in dentro, 111a non si rintrn,·cia il proiettile. Essc1ulo a rrestata l 'emorragia, si ,utura la dura, si complc::t:J la tt>l'letta del focolaio di frattura e si l·hiude compl~talllcute la ft:rita.
CRlTER l l,C:NER,\LI 0 1 CCR.\ DELLE FERITE DI G t:ERRA Cru..a ri~ iont: p<:r priina . ) ·lig lio ra1ne nto k·nto 1na progro•~i\'o della p:.tra l i~i; nnche
.la tn ro la divc111a ,li 111a110 in mano più faci l<e. Il ftritu vic:ne trasfer ito il 17 110,·,•mhre in ~ ....a i bnu1h:' conJ izioni.
·
C , so X. - Ferita a fo11 do dao della r c;:iV11c scapota,·r destra co11 fral/11rn co mm i ,111/ /;,a della sc,1f>ol,1. S<.,ld . :,c.,... Catullo, dd ... R i:gg . 1-':mt<:ria. frrito da sch.,;ç:ia di g-ra1rn1a il ::, o u oh,·e a C!Uù t a .. 1 >pc:rato 5 ore dopo. L 'operazio11c, cst:guita pre,·ia luca liuazio11t: radio~copica cld pro it:tti le, è 111o lto ind:'.lginosa pe r la prt·:--\.·nza d i nuuu: ro~i fraI11 tnc nti d i stoffa t= di :--ch eggic os~<:c· nel t rai.::ttto. ch e " molto lungo e pa,sa t1 llra n , r$O la scapula cou d ecorso obliquo. Sutu ra -t!db feri ta . l~ uarigione per pri111a, t ra11ue al li,·tc!lo dell'orifizio d'c11trnta , don, ~i fon11:-1 u na piccola rnrcolta s u perficia le s iero-p urult=nta, c h e vi1:u1: a perta m quinta g io rna t.::i t 110 11 e~i,::<: drt11.:tg-gio. CASO XI. -
Fui/a a /011da cicca d <1 palla/lo/a di .<l1 raJ>11<'1/ alla regio 11c rn/11/rn. d e-
stra. ro 11 prirclm=io11c del proiettile 11t'l/ <1 w,•ilà. arliwlarc. -
Solrl. R a n<l . . l'aolo, de l . .. R egg-. Fa nte ri~, , ferito il 2 no ,·cmbre 1916, o pe rato il 3 u0\·e111brc. 36 ore dopo. \·01111n ino~o c 111nrtro . .Pn:,·ia radio:-;cupia in an e~tesia etei ea , e~1.·i~io11e c1t'i bordi <lt:11 ·~·riti zio d'c:11trat:1 colla solita tecnica. Anroto111ia con inci,-iom: a lla Tcxtor-Macks:u1.ie, t:~trazion t: ùd proie ttil e e ùei coaguli, s utura ::i pi,mi. G uari!(iune per pri111a. Dopo 1111 111""" l'operato è stato tra:-fcrito iu al t ro ospe dale d ,,ve fu iniziata la c ura fi~iote ~ pica. (.'\~Il XU. Faita della ga111l>a dest ra . co 11 fraca s.,., della libia e dd t>!'ra 11 e e gra;·i tcsio11ì v a sn>l,>-11l't,'MC. - Sottdtnent<: l' ... ferito il I uo ,·cmbre 1916, ;, <Jttota..
01k r ato dopo ,; ore. (_tl1re ad aku11t: fe rtlc cli 111i11ur con to :dia frwcia, che, dopo op erata la ga m ba, f urr1no trattate l'On l 'e:;ci~iv 11e pri111aria. ~ la ~utura e che g na :in.>110 per p ri 11ia n 1, il l' .. prc~'t'.' nt;;i,·a lc~io11i g r:n·i s~i111e alla gamha dc:--trH ; la tibia, ne ll a ~ua 111l'ti1 inferiore <·c1mmi nuti,·amen tt: irattura ta e pri,·a d<: ll'cpifis i , a,porta ta dalla ~ch cggia <li granata; la puh:g.([Ìa a~tragnli,·a scopena : il pcrOnt! pure co111minmi,·a111eute frntturalO ne lla mtc1à ini1:rio re: i va,i tihi:1 li I)C\~te rio ri ecl il nervo 0111oni mo con solu zion e di coutinuo ,li 1 ,-1~ c111. (emorragia in a tiol ; imhrmta111e m o ckl focola io d i frattura C'Oll innume ri corpi c~tranei d i og-ni genere (pagliu1.Ze, fili d'erha, sas,olini, te rricc io, frammcmi di n ·,n:irio e ùi pn,ic ttili). L ·t'.'n1o~tn:-.i ac,:ura tn , l't:~t.·i~ìnnt ùi tutti i t~:-.:-.uli inolli cuntu~i, l'a~porH1zio ue delle ,-.chn :gic ossee libere e dei cor p i c~tranci, la~cinndo n111pia111t'ntc aptna la frrila eh,; iu <lrena ta con garza all ' io,lofor111io , pcr111isero un ,kcor,o fa ,·orc ,·oli ~,imo ,Jel!:, k·,io ne . T.. 'inunc,hilizzazione fu o ttt: nuta a~s1i hene con ht11d:tg1-!t a ponte e poi con h~11.. i~ggio gl'":;:-.ato fcne~tn1to. L a rigenerazione o~~ea fn a~~ai n ott:vo1è e ta le <ln per-
mc·une n on ~ol» la cn11,olidazio11,· d.-l la frattura , ma il ricohnar,i <lc:113 gra ve paclita t!i 5-0:--tanz.a o~~c:a.
8 ) SECONDO PERWDti.
Co m e può accudere c he i li mili de l p r1rno pe riod o s i esL0nda110 .,:,r.hc neolt'Yol mente ul d i là de lle prime 6- 12 on:, così non rarame11le aYViene cht· do po so le 3-6 ore l'infezione s i s ia g iù sviluppata nel le fe r ite. :\o n s i insiste rà perciò m a i abbasl:inza su lla neccs.,ilà rli valul,n·~ Lent> le condizion i anaLom o-paLologiche del focolaio LraumaLico p rinrn di cuneludere sulla convenienza di s uturare una ferita; l'essere qucst,ì re(·t·nt~ è un fa ttore d ella massima impor Lnnza, ma che eia solo è ins utfìriente . perchè anche il più accurnlo inLe n-E'nLo chirurg ico vcrrebbr fr11$trato con ogni probabil ità se la fe rita, i1wece c l10 sollanlo contam ina.:a, fm.:~e già infetta. \'of!lio dire che, come n el le ferite assai g rnYi deg-ii a r ti nelle quali le cond iz ioni anato miche s i oppongono a ll a sleri lizzawme r-
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<:iorn,rfc d i mcrlfriua 111iUln ,c . -
Fn~c. IL
2;,4-
CIII Tl:.R l \.a : 1'1::B.\LI Dl cnu lJLLLJ:: FERITI:. Ul vll:.HII.\
mecrnn icu di tulli i 1·ece:;si o a lla a\..Jlaziuno:: di tulk le parti cunlusl', i.· indispen:;abi le 'il LraLlainen lo largamente apertu andie :;e .\ '.L'IHI ~I'! p rt'e,1 cenki1le al La\·olo opernLorio, e cio ·ad ,: \·ilare non :;ulu. le p1~1 co1nun1 :nft::z1u 11i, ma l'inso r g1:: r e flllmineo dul ie cunq)l icaz w111 sl'Ll 1,·!1e g~ngn:n use e !!a:;:;ose· cosi Yi sono fe ri te t.:111:: , pur permdkn do la stt·n l1zzazione m~ccanic~, p11r essendo r1.u:nl1, dilllu:;lra110 gi~L cosi all'o::\·icte:1zu una n:az1one infiammatoria, elle è do, eroso lrat tarle senza su l uni ,1 al più con :;uLurn sol lanlo pan:iule. . . . . . Adun(Jue nel secondo periodo , della 1n fez1 011e dèl ld fénla, :;1a pur essa a11cht! sollunlo inizialll, bisugna rinuntiarc al la sutura e ri correre al t raltamentu a1,erto . i\1a con quali criteri si do\'rÙ allora inli!t·,·eni re·! :\ parte i casi di infezione gasso;,a, che hanno un'e,·oluzione tult 'affallo parlicnlarc L'd esigono perci() it1J('l1e pa rticolari principì tera pculki, twLIH cura delle in fezion i dell e ferile si debbono esse11zi,d111en le di:;tinguere i casi di sepsi recente e lie\'l:! e quelli che capila di ossc rnu·e quando già l'in fezione è diffusa e g rave e 11 0 11 più di recen te dala. \ 'olendo traU.a re in questo scrillo d ella cura d èllc ferite con sper:o h, riguardo al la profi lassi delle infezioni, non studierò qui nè questi t1ltim i casi, nè quelli di infezione gangrenosa e gas sosa, 1>er occ uparmi bn:,·•Jmente soltanto delle infezion i rec,mti. Nel periodo iniziale d ella sepsi delle fe rite non de1·e esse re trascu r:1ta la terapia immunita ria che si deve continuare a scopo prnfilullico ·2• (·d eventualmente 3" iniezione di sicrn antitetanico), e può essere 1.11 ott1m :}. coadi11nrnte d ella terapia chirurgica (ad esemp io in iezi0ni di siero a ntistre ptococcico, auLovaccinazioni, iniezioni di stomosine). Chirurg icamente, se l'infezione è veramente in uno stadio iniziale . si seguirtt la s Lessa tecnica d escritta minlllamente p er la slerilizza ·!ti:,n~ meccanica delle ferite contaminai.e, sah'o la chius ura di (Jllè5lc, cb0 rlovrà sempre essere evitala; si farà invece, in casi fa,·orc,·ol i, la sut:ira parziale mettend o un drenaggio tubu lare o capi llare; più comtmer.1 :'1te. si drenerà con garza tutta la ferita aperta, salvo proced ere alla sutnra ~n secondo tempo. Si tratta insomma di un intervento chirurg-iro radicale· semplicemente rif(lrdato, e ch e per non essere in atto gT,l\'C infezio11r non offre differenze scslanziali ron l'inlervent.o del 11rimo per:odo. Se invece l'infezione è già alqnanto antnzata, è prudente limitare l'intervento ad ampie incisioni, alla as portazion e dei corpi Pst ranei e .Jf l tessuti evidentemente mortifi cati, tamponàndo infine la ferila con C"arz:1 a scopo di d renaggio, senza voler interessare c01le incisioni i tessuti ~:::ani . senza tentare insomma le escision i al di lit dei !e,:suti contamin ati , che non sarebbero più gi usi ifirale, poichè si cad rebbe ugt1n l m,~:,te sn tess11 ti infetti e s i correrebbe anzi il risch io di turbare giit in izi tli proc~ssi · natu rnli di difesa alla infezione. H.esla inYece la <:p1rslione se si debba. do po l'alto ch ir11nrico. in ferita infelta, preferire la mr dirnzionr antis(' tlica alln asi:>tt ic,~. Io l'.'red•ì r he anche a t11l ri.a;11 a rcto n on si possa essr rc mclod iri e non sia !ri 11 ;:f ifi cala la preferenza per l'una o per l'al I rn meri icazione . Così, 1;1'.'11 I re non po,-."iamo disconos('Cre gl i crrrll enti ris11l fat i of trnihi li c:ol 111etl)rfr,i. Car rcl anclw in casi di infrr.inni r<'lafi ,·nmrnte 2Ta\·i. rn:=:ì d a 110t0rsi · a.r. 1
CRITERI GENERAL I DI Cl.i R:\ DELLJ:: FJ::RITE 1)1 0c1::1m.\
giungere prnticamen le la s le ri lizwzione della_ ferila ..:cl è:::L'guir..: ta l:>rn anche dopo sole 2-3 settimane sutu re sec011danl!, :;aro.:bl~o.: nllrdlanlo ,;;_1possibile d iSCOnOSCere c!Je si pu~ JJ\:l'V<.:llirè allo ::ilèS::iO l"ISllllU~O [ntllil:ILtO la feri ta colla med icazione asc iutta sll!r11L', oppure colla mecl1caz1011e umida iper tonica alla Wright, oppure facendo le irrigazioni di:;eon tim 10 con liquidi indiffo renti (ad es. con soluzione H.inge~·-Lol'kl.', com\.! ìa 11 NornroJ . Così pure non infrequenlème11le aecade di _\"ed:2r lll?thfìn11·s 1 favorevolmente l'evol uzione di una ferita sèllica cambwndo il s13lt' llM d1 med icatu ra o· alterna ndo sistemi di\·ersi. Gli è cht' il \·alore a"soluhl ~ ogni m etodo d i cura è im ponderubile, esse ndo esln: n1am~nte di ~:icile s 1a_bilire i risultati in confron to con altri mctod1, data l appli c:az1one a1 più d ivers i e nelle più svu ri ate condizion i di tempo e di ambio.:11!1:; è noto poi come uno stesso metodo dia fac ilmente , in di,·crse mani, ns1dlati di vc1s i specialme n l.e quando, come 1wlll! infczii.rni cll irurg·iclw . il successo p uò d ipendere d all'aver sap uto sor pre ndere in lcmp0 1111a complicanza, oppure la tendenza a lla di ffu:;ionc a kssu ti l11ll'ora immu11i. Queste conside razioni permeLLono cli assegnare la massima i111portanza a ll'atto c hirurgico compi uto il più p resto po:;sibile; clupo d i d1e, qualsiasi t raLLa me nlo c himico della fe rita selll bri megl io adatto, \"essenziale è vigila re, attentamente vigilare, ricordando lult:,1·ia cht' la cw·a an LisoLLica è sopratutto ind icata ed ha maggiori pi·obatili tà cli riuscita qua ndo s i tratta di ferite non ancor a in piena infcz ion.? . Per quello che riguarda l a mia esper ienza, senza r ifer ire ca::;i pa r ticolari, p osso dire c he negli inter ven ti chiru rg ici ri tardali n che ho t'SC· guito precocemente ma in ferite evidentemente giil. infellc ho r icorso al drenaggio con garza al jodoformio, o , nelle suture s ubtotal i , con tubi di vetro; e ho osser vato g ua rigioni relativamen te rapide s~nza gTR,·i complicazioni infe ttive, ed anc he decors i pral.icarnente asettici, co:;ì da poter fare s uture seconda.rie . Ho invece osservato casi di com plicazion i settiche g ravi in fe rit i che per la natura d ella lesione o il te m po in cu i erano venuti al tavolo operatorio, avevano subilo il t rallamento la l'!rn mente aper to . Nelle medica t ure s uccessive ho fallo uso per lo più di Ìa1•ature con acqua ossigena la , specia lme nte per favo ri re il distacr:o d0lla medicazione . In ferite molto sporch e, con perdite cli sostanza estt>st>, come n on d i rado s i vedono nei piedi e n elle mani, e nel le ft'rile a solco che r a pidamente assumono nei bordi e nel fondo aspetto g r igio-sporco, necrotico, le medicazioni con polvere boro-salic ili ca e, meglio, con polvere costituita da acido borico, cloruro di calc io anid ro e ~anfora nisa ottengono spesso una rapida deters ione e ·la neoformazione d i un bu')l1 tessuto di g ranulazione . La pol vere boro-.calc ica è stata sperimenta la con grande vanta1<gio da me fino da l gi ugno 1915, press·a poco con la form ula c h e n ella campagn a d el Maclagascar il \"i nce nt :1,·ern con:::i!diata contro la ga_ngrena nosocomiale, a par te l'airgi un la d i can fo:·a ras:1; rec~n tem e nte 111 Francia il Vincent stesso e altri hanno applicala ,·antr1S!"g1osam e n te l a n:iedicazione boro-calcica, in3ie R1e al pronto sbr igl in •nento, come m e todo d1 c ura Immediata delle feri te {I). :\ nche i bagni calrl'i p 1·ccocem e nte u sati sono utilissimi. ' ( r)
Vrs<.:..i::.~T. -
La Prasse nrédict1le, n. 7, 191; ; J.m:r:s-, f>t11is ,,, ,:dit:til. n . ~ . • :f! ...
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f:RITEBI l;E:X EH.-\1.1 Ili l ' l ' .R.\ m : 1.1.E F ERITE l)l G L' ERR .\
(i ) Trnzo Pt:nlODO
Co u11: non mi :;ono ocn,pato della cura delle graYi infezioni e di quella ,rkl ll' m inori in fezioni a! di fu ori delle prime fas i del loro s;iluppo, così 11011 rni occupe rò r!L'lle nonne che possono essere cons ig liate in cod esti c-u:,i in prog,·esso di te mpo. Mi pre me so llanlo rammentare :rnu 1n1 la ne~ ·,;siti1 di non pe rde re di ,·is ta il fallore funzionale durante il pe riodo di ~ m t d el le fe rite e d opo la g uarig ione c hirnrgica, poic hè tro ppo s p ~sso arearle di osserrnrc c he esso è stato invece completamente d imenticato. Ed è pe rciò elle s i osse rvano altcggiame nti viziosi dov11ti all'uso continual o di be nda~·g i o di mezzi di appo1,(g io non appropriati, 1tnc hilosi donif e ad immo bilizzazioni eccessi,·amenle prol ungate, rigidit,'.t articolari pe r proie Lti li intra o para-articolari non estratti a te mpo e elle poi i fer it i ric usano di lasc iar as portare, calli de formi di fratlura dovuti a riduz ioni impe rfe tte o addirill11ra mancate, ecc. , ecc. Sol tanto con la assiclua e vigile cura del fe rito dall e primissime ore a qua ndo la guarigione è comri u ta, la c hirnrg-ia di g ue rra può dh·enlare rnn .,·,·n'fllrirr e ri·s1a11rn1rit 1• nel senso più ampio d elle parole, e cioè- non gol0 riuscend o senza confron to più elle in h' rnpi anche assai rec·enti a r onserntr(' uomi n i ai ia ,·ita e a r!i ai f(' rili , ma ottenendo in m isura as:-.ii la r~n . pro porzi0natarnr ntr 111111 !!Ta vit ù dcllt' lesioni , il ripr:~ tin0 dl'lle .nltv,a lt• f11 nzinn i.
AMBULANZA CHIRURGICA D' AR,\ \ATA N. 2. -
DIRETTORE P ROF. R. ALESSA:-IDRI
I criteri clinici e batteriologici e la temlca operativa della sutura primitiva immediata nelle ferite di guerra per i proff. Leonardo Domi nici , tenenlP cnlo11ne llo medi<·() e Luig i Oarnntt• t'a· µilano m edieo doct>nli di patol11)!'ia chi r urgi<·a .
PAHTE
I.
I CRITERI CLINICI E LA T ECNI CA OPERATIVA per il pmf'. Leonardo l>o1niuici, Il-nenie colonucl lo medico.
L a c:hin1rgir1 durante la pr esent..! gue rra è passata n<!lla cura irnnh'· d iata dL•llc fe r ite d 'arma da fuoco eia u11a p rirna fa::;e ri i asll!11:;ìo11l' a<l u 11a seronda di inler vento operator io. La prima fase co r r is:1onde ai p r imi Le m p i della guerra Euro pea 191'1- 10 15 : a111.:l1e noi l'abbiamo a t lra,·L"r:::at,1, ma più rapidamente d e i nos tri alleali facendo LL'sor o cklla lnrn L'S:)erie nzil. L'astension ismo operatorin f11 consL'gm•nz,r cli quanto s·insqn1cffa ne lle ::;cuole, ded oLLo da ciò c he si era ossen ·ato nl'lle g uerre pass~tle, m o lto dive rse dalla nostra per polenziali tù d e i 111èzzi di cl isLn1zionc èd anche pe r il m odo stesso de l lor o svolgimt)nlo, e const' g11c nrn anche d 0l la m ancanza di ord ine e di o rgan izzazione che hanno p rt)Sl'nlalo più o m eno i se r viz i sanitari di tu tti g li eserciti del l'Inte~a, scesi in 1'.arnpo non preparali all'immane confliLLo che s i slava in izi ando . Le kritc di gue rra si c red e ,·ano in g ran parte s te ri li e e lle s' infeltasscl'O solo in secondo te mpo; nelle un ità san itarie, specie nelle più avanzale, O\"t' san'hlwro stali più necessari , e rano scars i i veri ch irnrg i : d a c io la dis infezione s1 11w rtìcialt.' con tintu ra di iodi o in primo te mpo e lo sgomlwrn; le Op!'rnzioni cl i s,' rn· plice clre naggio con tro le in fezioni o le amptliazion i in secondo lè mpo. Ma ben presto s i cominc ia ron o a r ilern re le conse.zuenze disasl ros,' di q uesto mndo di ag ire e s i r iconobbe la necessili1 cli inte rTrni re e c1·intervenire precocem ente. La tecnica d ell'inte r vento s i andò m an mano perfezionandn, in seguito n o n solo a ll e osservazion i cl iniche ma anche a quelle b iolmric he che vi hanno con tribuito in g ran par lè . 01rgi s i p11ò di re rhe essa è fonda.mental mente fi ssala , e si fonda sopra fatt i anato mo . e fl s iopalolo~ici. s 111 riual1 non s i di scute quasi più. Le fe rile d a g ue rra sono rp,asi tulle infelle: anzi pra lir.1mt' nlC' d<'ilbono esser tutte conside rate infclle; fo rse po tranno fare ecr0zinnr q11t·I IL'
1 c:n 1n:R 1 C Ll:'\IC! I:: 13.\TT ER IOL OG IC I , ECC.
trit,;f, ,sst' d a pal ll,t tole di f11cile con o rifìci pu n tiformi, m a n o n se mpre J•erchè s p\!sso an clw esse d iurno luogo ad infe zio ni . In O!?'ni m odo tu lle le ull re d ebb on o essere con side rale in p rimo tem p o i nft'lte .~no n nel sen ,.;o c he ,·i s ia già ]"infezion e in allo , ma n e l senso che t utte contengono ger m i, i q 11al i tro nino o ll imo te r re no di s ,·iluppo o e1 Jt•,;~uli cont usi e nen osali. Ct>rlam ente t 11tt i abh ia m o ,·is to d elle ferit e an c he contenen ti pro iettili d l'COtTl' re aset t icamen te o r1uasi e cica t rizza re inglobando il corpo l:':'trnnt'O : ma in p r imo k mpo, p r ima cioè c h e s i s ia sv ilu p pala l a p ossibih' 1nfE'zione, qua ndo a ncor a l'in te n ·ent,o razio nale può ragg iu n ge re ln ::r•'tHì, 111111 abbia n10 alc un elem e n to cl inico, e forse nem meno bio log-il'o. pt:r d ire : questa fer ita d econ e rl1 a settic a m ente e q uesta n o ; per ciò p ralica nwn te, ripeto. in primo tempn tu ll e le ferite da arma d a. fuoco in !!11t•1-ra ckbt;ono es!>ere consider a le in fe tte . ' 1.0 scop o c111, ha g:,i dato d a p ri ncipio l'in ter vento c hi rn rg ic o n e lle k r itv di 1,n1e l'l'a è s tato q u C'llo di p reveni re lo svilupp o d e ll'infe z ione e d i im pl•cli r la o al nwno di 11ltem w r la . E nella p r od112.ione d t.:li' i11 fezione h a nno im po r tanza cer tam e n te le cnndizioni gen l'rali d C'l f.: rilo : ma più di queste le con diz ion i loca l i a nat11111 n- p atolo,!?'iCIH' d ella fl,r ila. I tess11 ti laceri , contus i e n ecrosati , i co,1g11li sangu i!Z'"Ai, i cnr p i estrane i h ann o g ran d e impor tanz.a, forse pi ù dei g1:r m i s ll-ssi, i rJlia li se n on t rov assero q 11esto t,e rreno di cu ltu r a così fa,·11rt' YOll:' ver re l1hero cn11 g ra nd e p rohal,ililit d istr ulli d a i m ezzi di difesa dE'll'or f!an is rno . T enC'nd o presen te q ut.:sli fa lli s i venne b en presto a l concetto c he pe r p re ,·1.?nire lo S\"il uppo d ell 'infez io n e n on e ra sufficie nte la d i:oinfezio11e c himi ca . che po ll'rn a n c he talYo lta r iuscir dann osa p e r l'a zinnC' 11ecr otizzan te d el dis in fC'ltan te, ma e r a n ecessa rio aspor ta re t u tto quanto r a p p resc'n la il te>n Pno a datto allo sviluppo d ei ~er m i. Anche in q11P:-to nrdi ne d i id ee si proccrlelle p er varie fas i : sem p lici inci:oion i e s bri g lia nlC'nli con t?slrazione d ei cor pi estrantli ; a:op or lazion e Òt' i CPnci con t usi e lll'C rntici : /,71/11r hnr11· d ello Ch apul, che sostien e d i ess ,, re staio il p rimo ad a pplinre l'idea d ella esciss ion e d ei tessuti con 1u:'-i per p1·e,·rn i1·C' l'inft?zinne (i ) : as po r ta zion e in m assa ciei tessuti les i , come di un tu mol'e, scron clo la frase U$ata p<.'r p ri mo d a Gaudier (2) . E ru logico ch e d o po aw r P l'Oced u to con 11na ta le t ecn ica s i p ensassi.! a s11 t111·a 1·e im nw rl ia1amen tt> le fe r ite cosi d eter se, s peci e quando le rice rc he h atle1·in logic he dim nsl rn rono ch 0 pe r quitlch c o ra i ge ,:mi n on s i svilupp:1110 nelle fC'r·i te. . Ch i è s ta to il p r imo nd ap plica l'e la s ut u ra d elle fe ri te d a a rma da f110rn in g u e r ra? E' d ifficile d ir ln; a n z i P othe rat (25) afferma ch e n on è 110,-:;ibile $(abili rio . Cel'l a m e n tc essa e ra s tata cons iglia ta ed anche applicata ;;1~tl'<:ed ent 0m cn te a lla « g r a nde .!rttC'r ra » . Fu tentata n elle g uerre rl0l Primo irnpe rn , ma ro n r isu ltati incerti (De Sa nti - 3}; Durante (~) nel H10 trntt ato di ce che ~i possono sul mare le fer ite d a a rma d a fu oco dopo a ,·0 r ne a$po rta le le p a r ti cl i tessut o in is facelo ; alla S cuola militare F ranrf'se d i , ·al d e G ràce s'insri:rn a , ·a da mo lto tem po lo stesso p rincip io (X im ier 5' . l\'1' ll a p rC'sC'n tc g u e rra m olli d ebbon o ave re u sato contem p ornneam entC' il m,1 tnrlo in p a rola :::.enza sa pe re l'uno d ell'a ltro, per rni è di ffiri le stnhi lil'e a chi SJìl'l ti il m e r ito ci i esser e stato il primo.
I CRIT ER I CL!Sì CI E: B.\TH:R IOI.OGl CI , ECC .
f-'res:::o la S ocictù di ch irnrg iu di P a rig i , la q uale, nrnl!',\'nido le calarn it:L chl' llanno colpito la Frnnc iu, non h a sospeso qua .;i affa!lo le sue sed ute durante t.u tla la guerra, sono state te nute n u me rose discussioni s u ll'ar70111ento e su lla 11rio ritit d e ll'ap p licazion e d el m etod·J. Ricorde rò in brt'\'e quanto è s tato d ello in p roposi lo. C11neo in una no ta le tta da Ha rlman n nel la s0d ula d el 9 gennaio 1916 (8 · affe rmarn di a vere s ul11rnto con s uccesso le ferite c lrn dalil\·ano da qualche ora. Nimie r (9) il 16 febbr a io s uccessivo ri vendicò la rcsponsabiliti1 cie l m etod o che a n ebbe a \·u lo o rig ine n clléi sua arma la sot to la >?11icla di Gaudie r. Ed in fatti n el n u mero d e l 27 m aggio 1916 d e l Joumal ;,,., P m t,cirn s Gau dicr (JIJ • affL· rma cli avere éip plicalo e fa llo appli care la s11tma immedia ta ed espùne in tu Ili i pa rticolari la tecn icc1 d a seguir e, limi tand osi pe rò a lle ferite d elle purli m o lli. B i'"O.! rna a rrirnre po i a lla sed 11 La d L· l 29 agosto '1916 d e lla SocieLL di thin11·~iu d i P çtrig i pe r tro qwe nuo ve comu n icazio n i s ull'ariornen lo. I n q11c·:<la seduta (6 : Pie rre Bazy lesse u na nota di Lo uis B cLZY e lle a fform a 1·a di aver fa lle le prime s uture nelle fe rite di guerra fin d al mag 12;io irot :s cd esnon eva la tecnica conside ra ndo a n c ltc le fe rite co n fratl 1irn. ~ e lla s tessa sed 11ta il Scncert ( 11 ) co mu n icava u n s uo la vo ro n e l quale d imostra rn J"impo rla nza d e lla di:=:infezio n e m eccanica d e lla fe rita merlinnte il bisfo ri e lo slaccape rinstio , falla la fJ Ua le, egli dicern, si può in akun i ca s i tt'n la re la s utura immecl iala del la fe rita. Quén11 ne lla sedu ta d e l O o llobre 1916 ( 12 ) s i a ffe rma anc h'egli pa rli!sianr, dt'l la s ulura primitirn immediata , m a sollo rleterminalc condizioni e !>.Op ratu tto f] 11and o l'e xe resi d e i tessu t i co ntus i n on prod uce una ~rand e m a nca nza di parti m olli : cons ig-lia cli n on « e te rnizzars i » in una ;;ola tecn ica, s ia pure buo no, ma di varia r e a seconda d ei casi. ~ ,1cc1:ssi\·a m e ntc P ozzi (t3l e l\fon twofi L ( 14) dic hiara ron o di essere poro fa \·orevol i al m etocto in paro la e cli pre fe rire la sutura second a ria dopo sterilizzazion e d e lla fe rita coll' irrigazio ne continua seeondo il me tod o d i Carrel , itih soslcn11ta d ,t Desp las, Chevalie r e P o li car (15 - lG li ,. Gawiic r ( 18 ) n uovamente inte rve{lne a dimostrare la s uperio rità della sutura p er prima immedia la d opo ex e resi d e i tessuti contus i come di un l11 mo re seconrlo. la rrnsl' di c ui ri\·endira per sè ancora una Yo!La la p r iori til. 1·na nuo\·u discussione s ull'argomen to si a ccese n e lla. serlu la d el l'otto noYe m b re 1916 fra Gaudie r (19) e Tuftìcr (20) , il q uale, pur ricon oscendo che 11t-lla t ecn ica d ella sutura immedia ta ctelle fe rite in !\ll'3rra s i erano fatti notcrnli prog-rec:si, rlimin1,end0 cli molto il numero rle.("li ins uccessi che sul p rincipio e rùn o riel 70-xO ":., se n e di c hiara poco partig iano , p referend o c:cmpre rii app]i ('are d o r o la steril izzazio n e meccanica d elle f&· rite la disin fnione c himica scco nrln il m etodo di Carr~l. 1·11a prima s ta tistica fu com1111i cal a d a Grègoire e Mo ndor (relatore Ha r t1rnrnn nella seduta d e l 6 cli cemhrc 1916 (21) : essa comprend e j25 ra&i rl i ;:u fu re pri mit i\·e s upe rfìc iali e pro fonde e con lesio ni osleoHrli .·ola ri. con 11 l cica tr izzazioni co m plete in 8' g-io rnata. D11e la 1·ori riassunl i\·j s ull 'argome nto d el le suture p rimiti\'e e delle ,;11t 11 rE- c:erond fl ri (' d o po s lr rilizza zinn e d ella fc r it,1 col m rloclo di Carrel
1 CRITERI CLl :\IL.I E ll,ITT ERltH.ù GI C I , ECC .
furon o poi i l p r imo p111Jl.Jl iculo 111:I l " nu m 0ro ctd J\)Jì cld J.y 1111 U 1,r11r(Jtcal da llo Chalier (:?i), t- ral t ro c,1inun icalo dal Foisy ndla riu n1t\ll t' cld ·13 kbbruio 11H7 della Socidé dè Chin1 rfit> di P arig i, r clalon) Dl'lll•Jul1n (:23) .
Ambedue q11csli autor i si occ1 q 1Hno m v llo diffus,unè!llè cll'lll' sut,1r0 primilin3 d elle fcri l e in guerrn detenninandone lè inrlirnzi,mi t' le runtroindicazioni , che ne l imitano naturalmen te l'applirnziont'. li F0 isy giun::eva al la conclusione 1.'.llt' la su t ura primi!i1·a dl' ·; 0 l'5::'l·rc· , •111 t ratta111c11 Lo ùi eccezione e cllt.: vokndo gen~rnl izzarlo si a 1·1·cbb,:r,, ck1 d isastr i » . Nel JO L7 e nel 19L~ r appl itc1zio11e dd nwlorlo si è estesa eri i r i5ul tali sono anelali sempre più m ig liornndo non :mio 111.:rthè si è [)l'rfl'Zil 11rnla la Lcclli cn, ma anc he e S()L·Cialmenlè pert l tè SC' 110 s0110 sempn' lllL·ir!i ,1 del ineale le indicazitini e l e conlroincl icazioni c lic ha1mo portalo acl ll IHl scc ll<t razionul 1: d ei casi n~i q11ali la s11 turn pr imilirn ([~ve èSSL're 111,pli-
cala. L e p ub l.>licazioni i n proposito sono andate a11111t'nlancln . Cllaitl'I' :.?ò ì Ok inczyc (2i) GaudÌL'!' (:2~ ) ì\ imit'r 129) Cross, T i:;;;iéf', 1l ouclard. Chta ni e Gri mauH l3CJ) Papil lon (:31J) Ho11Yi llois e Cì11illau11lf' J.ouis (7 (' 3 1 Fraser (32J Ehrcnprcis (t\ l ) si sono orc upali in rnri la1·nri :;ia a dl"li nul;1r~· bene le cond izioni essenziali p<:rchè si (Hl~sa fan' l a !:ìulu rn , sia a fìssarne la tecnica nei :-11oi r ari pa r·lirola ri. Sono state comunicale slalislirhe da Oar n"b.1· l :?', . tiro~;; :~1.1 . P i,:•lf (33) Pollteral (3,'i ) H11g-11el, B11rn\ ~irnonin e Fa.rnl ,3:) Fntst'r i:32 . N el Con~resso della Socielit It al i ana d i C11i n1rg-ia LL>nulo a Bolni::-na n el marzo 1!)17 ,\ lcs::;and ri , Bal:il ianel li t' Donali ri k r iro110 cli H \ .l'I' 11::·d ,1 con suecc-sso In sulurn p rimi lil·a nelle férile di ~llt:'t'l'a. Don,tli ·,0 1111-l Società Ìlkdi ro-c l1i1·11 rc:ica cli :vl oc!L'llél ri l,)r·nò poi suli"ar c:nmc11lo. L ' unico lé:Ll'Ol'O completo, pul •bl ical.o in llalia su ll"arµ:o menlo 1:ll" :n conosca è rp,cllo dPI m io mac-;l m prof. ., i.,s::;.inrlri :J(i, il qun lè c0111u n1 canclo i l'isullati olt.en11 l i nL' lla :?" .-\n1hulanzn Chirn r!,!ica r il L•1·a1·a i rnntaµ-gi che prest'nta la su l11ra delle fer ite cii 1nr(•n a e né indi rarn ll' ,:nndizion i indispl:nsabil i . Casi di su l11 1·e per prime sonn ri t\'r ili anello.' da Cac1·ia (50l e rh Ls'"t· ta (5 l / . Chiassl'r in i (i:12 : Ila riporluln i pr·im i 0 111: rali nl'ila ~1' r<111 tl11 um· bulanza in casi di fcri le riel cranio, Dc Sanctis 153) :p1ell i rl:•lla t0rrn p11 re nel le' fe rii.(' cra11i d 1L', .\l al rPn1,la ,5.1, l'c:ap0r 1t·11za n,·l l è feri lL· cld e-inocchio d ella sccon d1:1 11mb11lanza. Q11c~la ò bn'n·nwnle r iassunl.:i !,1 storia d ella sul11rn primi ti,·a clel le ferite da, arma eia fLwco in ~.n1errn . fo rse non compl eta, m,t dt' li1waln. nelle sut' parli fc.n d111 ncnlali . Per m ol li qneslo d on ebbt.> c.0 srre il Lratlanwnto di SC't'll,t. P,·r ,diri invece, (P ozzi t:3 - M onlprofit .14 - Dcsplas e Pnl icarrl 1,3 - Dt'P<l/h· ', -i . t'lc .' sarC'hhc prefer ibile quasi sempre, dopo falla la slt'rilir-za7,ione llll't'L'an i,·a asportando lL1Ssuti con lusi e ncc rosali, cna;.ni I i e corpi L·SI ranci , di~in id Lare cllimica mtmLe coll ·irrii.n1zionc conti,rna alla Carr,•l od un rih' r ,111 alL r i m ez7.i, e po i, q1utndo cnll't· ~ame bnlterinscnpiC'P, e J)t' r a!C"1111i anche col solo e~a me clini co- (aspdlo della fer i ta, con dizi on i !:!'l' llerali clt'! fer ito) si i::-i wlira clic la le,:i one è str r ilé, fan, la s11turn Sl·c,;11d11 r ia 1ri:t nn1l icala nel f.'·l~2 da T rofil o .-\ n.z t·r (,·l•cli Fo1s.1· - '.?R ' . ·
I CRlTE:lll LLl:-i!Cl
t; B.,rn: RIU I.IJGIL I ' ELL.
Di rece11te poi si è fallo slrnda un altro µritH:ipio nel l ra lla1m:nlu d ellti ferite da a.rma da fuoco in g uer n1 e cioè la s11lura primilint ri tard ata, la quale s i distingue dalla secqndaria perché qut?slu s i fa qwLndo la. ferita è d1ve rn1la piuga, vuk a dire il s uo fondo s i è ricoptirto delle - Garatter isliche g ra nu lazioni ed i margini s i sono rivestili del caralkr istico orletto epide rmico; men tre la rita rdala è quella elle, pur n on f<LC,' 11 dos i immediatamente, s i fa prima d1e la ferita s ia divenuta piaga . D uval (37) a ,·enclo constatalo elle co lla skri lizzaz ione m ccca11 iL'èl le ferit e r imangono s te ril i ntil 77 '.'u dei casi fin dopo 5 giorni , e sono quind i suscellibili per un tempo abhasl anza lungo di ess~·rc r i11n ilc lJL'r 1>ri111a inknzionc, sostenne l'11lililil, nella magg ioranza elc i cas i, cl i 110n proced ere ad una sutu ra primiti,·a immediata, ma di fa re una su tura primitiva rita rdata dal 5" all 'x" gioi no 1we,·io es11 nie batteriologico che ·tonfer mi la s terilità de lla ferita; il pe ricolo d el la s ulurn primitinl it11rrlL'· diata falla s isldnulieame nle s i p res1::nta, secondo q11eslo autore, S!IL'Cial menle pl'r quei fc r it i e lio d ebbono essere tintcuali e sotl,1posl i alk fai iche L'd al le trepi dazioni di un lungo trasporlo. Chatier (38 ) dicti di an: r s uturale delle ferite g iunlt! larùi ul cltiru r·µ·,, anche do po mo lle e molle o ro e con s uccesso ; prnpnne di t hia,mire 1111este s uture anzic ltè ritardate, colllt' q uelk che Durnl ha falla ,·olontariame nle d oro mol li ~iorn i , lardi,·e. Tavcl'llie r ('1:!) do po falla la s tl'rilizzazione m eccan ica r.!•..t la feri ta 111ediea a · piallo la~ciando i o 2 d re11agg·i nt>1 tragitto del proiett ile : d ,Jpo 1111 iriorno di api ressia se la ferita è di buon ,is pctto s utura con p1111l i di crine che in gt' nc re ha pas~11lo durante la prima ope razi >ne per e,·:it.He u na seconrla anestesia. t.:na s Lati slica di su turn primit iva rita rdala è riferita eia! F ru:-CI" nrl lavoro già citalo (32) : sopru 78 s ut11re primili n rila rrlalo cr)rnJ)iL' le e 16 incomplete c•bbc 4 ins uccessi. Alg lave ('10) nel crntro chirurgico di \'anne mqllo lonlano d al f ron te ha fallo 5 1 s 11 l11 rc rila i:dale con un solo ins11cesso, gui<lnndnsi non s ui ris ultali dc tresamc balleriologico, ma solo su l buono asrello cl inico della ferit a e su ll"assenza d E·llc reazioni febb ri li . Non s i deve essere partigian i escll1s i,·i d ell'uno piullos lnchè dell'altro metodo, r ercllè t11 tli e tre , s11t urn primitiva 1mmeclial1t. sutu ra primitiva ritardala, s utura seconclciria , t roqrno le loro indi ,:az ion i in ciasc1 1n s ingol<) caso. Certo però la sul urn pri mit iva immediat a lll'è:';L·nta rlt' i ninta!!·~·i d1e debbano farla preferire ug-l i ,iltri metodi , sem pre q11a ndo s i ,·erifìcl1ino tul le le rrindizi()ni i ndis pçnsubili pe r la sua arplicazione e non \" i s irno controindicar,io n i. In fat ti q11rmdo 1111a ferita è suf11 rula in p rimo Lempo ~ decon e b ene s i rid11 cono notevo lmente ori anche scom paiono del lullo le ,;off0ren zc'. del paz_i rn le: s i climi n 11isre la possihili lit dello ,;v il11ppo .ti infezi on i secondar rt~ lanlo freq11enli nt'llt' fe rile aped e; si prnd ucnno ckllr ciralrici men n d eformant i e fun zionalmente mi{!l iori ; cl i più s i dimi 1111iscon0 n otevolmr nte le giornate di rlr.i renza del fl•rilo; le medi u !nre snnn ri d otte a roco o nulla e rruincli ;: j !H·0d11cr 1111,1 e-n1>1d e rr0n-im i:i : ,•rl i,!
I CBITERI C L!XIC I E B.\TTlèRIULl) GI C I , ECC .
fin t' il k r ilo guarisct· J1iù pn·slo e può quindi torna r pi ù 1°:·eslo a comp11.:n.' ll' ~ue funzioni, rn11laggio queslo non d isprezzabile du l punto di \·is la m ilitare . o ·a ltra parte la s1tlurn 1) rirnili\·a im mediuta non agg:rarn le condizinni del fe ri to, pu rc llè esso possa essere traltténu lo lù. ove è s tato operal e, e possu e~Sl'r sorn :> g liato µer sorpremh:re a ll'inizio :111·::-w:nluale infezinnt' cllt: s i pol rl'hhe s \·iluppare q ualo ra i m ezzi di dif,·s:1 locali e gen t' rnlr non fnssl·ro s uffic ien ti a d is tn1ggere qut.'i germi ·::Ile sempre rim,111i:ono in .,itu a.nclw d opo la s te r ili zzazio n e meccanica più a ccu rata. l'.•)I 111l'l odo d l'lla s ul 111·a Sl·(·onda ria, fin o a clre no n si chiude la fe rita, seg11i {ann le s.,ffpre11ze ctel paziente, non s i e \·ita in mod o a~sol uto, q u alunque s ia il mdod\i di clis ink,ione clre \'il'n c applicalo pe r pre para re lu f(' r ila al la su l11rn, I(, infczio11 i second a rie, s i p ro lung a notevolmente In ct,·2L·11za d Pl fe r ito nell'os pl·clule. Co,;ì p11rl' colla su l11 rn primiti,·a ritardata perma ngono le sofferenze d el pazil'nle per 11n certo le mpo e s i può S\·iluppare un' infezione p rima d t·ll11 cili11sma d e lla k ril a . 1 risul tali ollen11li dalle s11 !11re primitin:i r itardale sono assai buoni, e, secondo qualche statist ica comparalini., come quella riportala dal f rnsl·r, i sucCl·Ssi ollcnuti sar~bbr ro s upe riori a quelli dati da:la SU · l11ra wimilint immedi ata . Ciò si tHtèl fac ilmente s pi egare pensand o ch e riuando s i s nlura lardirnmenle, s i s 11L11rnno solo qne lle fe r it e sulle quali 11011 s i è s ,·il111ipat.a J'infvzione e nt>lle quali, clalo il Lt-rnpo ln.iscor so-, essa quasi ce rt amente non s i S\·il11ppe ri1 più , o almeno solo in forma ussai attenuala. :\h'n lre irwei.:e quanrlo si s utura primitin11nen lt', an che scegl ien do i casi Sl'rnn do le indicazioni più rigor ose, anche seguend o la tecni ca più esatta, s i s utura se mpre qualche ft'rila n e lla qna le r oi l'infezione s i s vill 1ppa. e che, se si fosse atteso per fa re la s u l nra ri tn rdala, n on s i sar ebbe nat11ralmcnte s utu r ata . D i pi(r attend endo il rno m t'nto J)<'r fa re la s ulfrra rita rdala alcun e fl'ritL· s 'infctluno immediatamC'nte : se s i fosse s uturalo immedi atam e nte l'inf(·zione in m olti cli <111esl i rasi n on s i sarebb e s vi luprata. Quindi i nr nta_g-_gi elle presenter ebb e la su tura rit a rctala r is pe tto a q1 1ella immecl i11 la snn o più apparenti c he re ali e se anche la per cenluale d ei su ccessi è s 11pC'riore colla ritardala, in senso a ssoluto le ferite "1,e g11ariscono lrattal0 coll 'immedia ta sono pii1 cli <1uelle che guariscono coli~ rilardata. Ri lc-n_go quindi ch e la s utura primiLiYa r itardala d t'bba essere limiiata: 1J a 1111t' i ras i n ei qual i il fe ritn g-i11ng-e al chirurgo dopo molle e molte o re nel anche ri11alch c giorno. e riuesli riconosce, sia cnll'esame rl in ico s ia mP!rlio ancora con quello hall c-riolng ico, c he es.sa è :rn cora s te ri le e può esst're s u tu rata ; 2 ) a porh i all r i casi n ei quali, p11 re 1•ss0ndov i tulle le condizion i ric hi este p e r la sut11 ra prim,li\·a, questa non s i p11ò fare pe rchè no n s i n11ò ese;uire cn·np lelamente la t ecn ica o pe rutiYa rigorosa clie r~'-a ric hi<'d e; così è nece!'sario in m od o a!'soluto clte i'C'mos tas i s ia p,·rfdla prirna di s ulurnre, pe rchè i cong-11 li r arrrcsente r~hbcro un o tlimn tc rrC'no cli S\·il11ppo p e r que i /!e rm i c h é' r imanµ-on o sc mrre nella fr ri tu anche' ctn po la sJC'r i l izzazione m eccani ca riù c·sat ta p os;:ibi le e
I CRITERI CLINI CI E BATTERIOLOGI CI, ECC.
.,colla quale s i ollie ne una fe rita asettica c linicamente, ma non ste rile. Orbt·nt:· ri sono d ei cas i ne i q ua li si produce un 'emorrag ia a nappo c he non s i riesce ad arrestare; a llora non s i p11ò chiude re, ma si dc n? tampo na re, e q uando s i tog·lie il tampone fa re, se la ferila è ste rile, una s11tura primì li rn ritarda la .
D unqttt·, quando un ferito arriva in te mpo al chirurgo, questi dc rn pre feribilmente fare la s uLurn primitiva: ma questa ric llii..\ùe condizioni us.;;olute, pre e nta nume rosè controindicazioni, e deve esst•re eseguila con tt"cn ica esatta ; s e ciò no n è possibile la sutura primitiva n on de ve esser fa tta. E' in fondo un m etodo di e lezione , che gene ralizzato portere bbe a de i disastri , e che può esse re applicato solo in un cedo numel'o di fe ri lt- . Ho rnccollo 373 casi di suture prim itive immediate in fe r ite di g uer r a, quas i t u tte praticate nella Ambula nza chirnrg ica n . 2 tranne un piccoliss imo nt1 me ro da m e fall. ~ nel r e parto per feriti gravi annesso a lla 63" Sezir1ne di sanitiL elle dirige\·o prima di esse re chiamato dal mio Maes tro nelL-\mlrnlanza da lui dire lta . Questi 373 cas i comprendono fe rite d e l cranio, fe rite degli arli co n fralt t1 re. fe ril e de ìle arlicola zion i , ferite delle parti m olli e vanno co;;i · di;,:lin te : 1. Fai/e dd c ra 11i<> /ra /1,rle colla sutura primitiv a imm ~diata: ~LI in 15'J fc-ri ti (29 <Id ,ulo cuo io capdlut o) :
• Gua rig io ni p e r pri111:1 19; :
Ernie et:rchrali , uu on1t:111.,e 3: I u ... unioni s.po11ta n t:c d\.·lla ~utura 2 ; l 11k1.il•1tÌ purule nte: ,J.,J cuoio capdluto .', (r ia pe rture dc:lle s uture to tali 3, parzia li :'lh ni11).'.r •t' llC<'. foliti 1111rult:nre 7 (m o rti).
Que::te ferite furono s uturale da m ezz'ora a 12 ore J op0 che e rano s iate prodotte, ti 1ttc m e no 8 ope rale d alla 12· alla 20• ora. In 173 fe rite il cor1 ,o \·ulnerante fu una s cheggia m e tall ica, in i4 unu pall etta di.. s hrapnel. in 8 una pal lottola di fucile o d i mitragliatrice. 2.
Fu·f:c degli arti co n fml/urr: 6,1 in fo fe riti : Gu&rigioni per prl111a 49; 111k,dv11i purulc m e 11 ; I1tfç1io11i ga~~o,;c 4 (2 a111putazio ni, J di~arti<:o lazioue). a r ratt urc de l femo re , : f;uJrig-ioni per pri1nn' .l : l nf.,zin11e p urukn ta 1 lri apc· rtura c.lella sutnra 1) ; ! 11:e:, io11e ga~,osa I \riape rtura J dl a ~lttura 1). t> F rat ture de lla tibia e de l pe rone 17: f'ru'\rii!ioui pe r pri111a 1 :;; ln!e, ioni g-a:,;.:,.u~c 2 ,: ~111putazioni). e Frcn rnr~ ,lc,ll a tihin 7 Gu :in\!'inni p e r prl111a l n k,i,111i p urnknlt' 2 ia pc,rture delle s uture 2) .
C
CRITERI CLli\JCl E BATTERlù LùG lCJ, ECC.
d ) Fn1 tl lln:: del ,·alca;:110 3: Guar igione !)L'r pri111a 1 ~
I11fezioai puruk mt: 1 (ria pertu ra ò..:lla :'utura) . e) Fra tture òella ~capola 2 : Gunrigiotll: pe r pri111a 1 ;
l11 fcziu11e !1uru lc11ta 1. /) Fratt ure J c ll\,111..:ro ,ti : C11:1rigio11~ per prhnn 11 ; l11ft:zic,ni p11ruk1ne ,! ; Infez ione !.:'(l~~o:;a r tr di :,;f1 rti rol;11.iot1t.'l.
g ) Frauurc <Id rad io e d c li 'ul na ,; :
(;uarig-io11i p,•r prima 5. h) F rntture Jd rad io 3:
Guari.t.:io11i per prima 3. i) Fra tture d,:ll'ul11a 6 : Guarig ioni pt· r prin1a ~ 1
l11fcziu11e purulcllta 1 (riapertura d ella , mura).
Queste k ri te C\rn frat l ure furono 5 l rb on' I .:~n a 1:2 rl \lfl(l L°ll,' 0ra1w slat.e prod nlt c, ~ dalla 12' a lla :20' o ra, 5 dalla :,>1i" alla :311·. In :Jti il ,i1rpo vulnernnte fu una sch cgF:ia metallica, in IO una pall,'lfi.1 rli :-hrapncl , in 9 una pal lottola cii f11ci lc o di milrng·lialrice. 3. Fcrilc delle a1tic,1/a::i o 11i ,!~: C11arigioni p~r pri111a 3;;
J11f,·7,in11i purnle me 7; lnfcz iu11i ;:a~so~e .[ . a ) Fe ritt: d e l ;:inocc hio 39 : Gunrigi<,11i pt•r priurn :?U:
lnfc zionì p nrnlt ntc 6 (nnrotòluia r, f t "O:t-'7 ÌiJJti I11fezio11i gn,,o~e 4 (a111p111azio11e I. 111o ni 3l. ò) F e rite d c li 'a rticolazione tihio-ui r, ica O • G uarig-ioni per prirna 2 .
a 11:pnt n'-i,u1 i 3) ;
e) Foerite della , pa lla 2 : Guarigioni pc.: r pri111a 2. d) Ferite d<:l ;:0111ito -! :
C11a rigioni p e r pri 111a 3: f)
J11 faio11c puru lc,11ta 1 (riapen n rn ,kll a ,m ura\. Ferita d e ll'a rtkolazione rndiocarpii.:a r: Cuarig ion c pc-r prima 1.
Queste feri te delle artico lazioni f11rnnn ;,11t11ratc i I ria :·I H 1:: ~r,·
d opo che erano siate prodolle, 5 dalla t:!' allH 11r r.ra. l alln ::.>•i" ,wn ,
1 alla 30' c nL (infezione p11nilenla) . ln !i:2 il cnr pn ntln,' rnnt c i t t 1111 8: scheggia m clallica, in 19 una pallella di slnapnL' l, in O unn JH:tllntt,,la cl ; fu cil e o d i mitrag-liatricc. 4. F erite ddlc parli 111 01/i : 47 i11 34 fni 1i: \rn arigin ni pe r prin,a 1p ;
l nkzin11i p urnk11te 5 (ria penure ,klla , u1u ra p,1r1iali .,. tn,.r li ~l : l nkziont' ga~so,a I ln mpu wzionc cie l hran·io :rl r _; 1110:,!in 11.
Q11C'sfc fcr'ile de lle narli m olli furono s11lurnt0 ,i:? da I a 12 ,--.r.: clipo c he erano stille prod0Ltc, 5 rlcd la 1:2• alla :?1)' Ol'a. I n i-'t il ,:0 1· 110 ·: ulr.e-
L CR ITERI CLINI C I E OATTER!ULOG!Cl, ECC.
rar,lc fu una scheggia me tallica, in 2 una palletta di s hrapnel , in 1 unl>. pa!lc,ttol a di mitragl iatrice. Esporrò ora, secondo quanto ho potuto dedurre dai casi da me osserrnti e sopra ri fe riti, le indicazioni e le controindicazioni della sutura primitiva immediata delle fe rite da a rma da fuoco in guerra e q uale dHe essere la tecnica opera toria rigorosa da seguire. Intendo riferirmi solo a quelle specie di fe r ite conside rate nella statis tica . tralasciando le ferite pe net ra nti d ell 'addome e del torace, e quelle de! rachide nelle qual i l' inte rvento operatorio immediato, è indicato o cnntro ind icato du cMdiziolìi d el tut,to speciali indipende nli dallo scopo ;li Sll lll l'dl'le.
A - Condizioni necessarie per la sutura primitiva Immediata Le condizioni richi.esle dalia s utura primitiva immediata s i posson..> d ist in_!!uer·~ in i g ra ndi g ru ppi: 1) condizioni ine renti all'ambiente, 21 con di zioni inerenti al fe rito . J. -
fOXUIZIOi\'I INEltEXTI ALL'AMnIENTE.
1. I mpianto ch i rurgico rnffi cicnte. - Questa è una condizione ir:d ispe nsabile; la s utura primitiva immediata non deve rs!'er fatta da cll 1r chesia e in 1111 ambiente che non s ia fornito di Lutti i mezzi richiesti. a) Il c hirurgo operatore d eve ben conoscere l'anatomia per saI ,ers i /?Il idare nel la s ie ri Ii7.zazione meccanica d ella ferita e non p r od 11 1Te d ei g ravi danni , e de\·e saper distingue re i tessuti sani da quelli in i:: face lo per non portar via nè troppo, nè t roppo poco ; e tale dis tinzione s~ è facile per c hi ha la pn,tica delle fe rite di g uerra in gene re, e delle exe resi di ess e in s pecie , non lo è a ltrettanto pe r chi tale pratica non po;;siede, tanto è ve ro c he, come vedre mo, sono s tati consigliati d ei mezz i d i co lorazione biologici per riconoscere più facilmente i tessuti sa ni dn quelli morti ; /J/ .L\al11ralme nlb l 'operazione va fatta colla più completa asepsi 1•e1· non infettare una ferita c he s i vuol e rendere s te rile almeno clinir ,1men te; q uindi è necessa rio un buon impianto per la s terilizzazione dL·_~li s trumenti, del materiale e dell e m a ni d eisli o pe ratori; e) E ' inutile mi fe rmi a lu ngo per dimosLrnre come s ia indis pensahile 1111 b non impian to radiologico c he pe rme t t,L di fare radiografie e raclioscopie p er riconoscere e localizzare corpi estranei metallici, e fare è5alte d iagnosi a na tome-patolog ic he d elle frat.Ln re onde proced ere ad una tec nica opera tiva esali.a e comple ta, e c he pe r metla anche eve ntualmente di toglie re i proiettil i s11l trocoscopio; r/l Grandi progre;;si sono s tai.i fai.ti nella tecn ica delle s uture <h·II(· ft? rile di g 11erra, quando esse sono s tate g uida te anc he dagli esam i l1alte ri osco pici e culturali , sebben e vi s ia chi, come l'Hann ('17) neghi a (ltt(';:( i q11al1inq11e impor tanza, e chi li ritenira su perflui.
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I Cll lTERI CLINI CI E BATTERIOLOG ICI , ECC.
S u tale ar"omento lascio la parola a l professo r D unrnf.e che di c:;su s i è occu palo ~l'I p resente .lavoro. P er rnio conlo J,JOsso dire che gli esami b aLleriolog-ic i d elle fe ri te faci litano m ollo la scelta d e lla confiotla eht> d e,·e sep:uire il chirurgo, aumentano le probnbil ilit di sut:ce:;so dt'lla sutura, e che perciò sarebbe bene fosse annesso al centro opernhmo un piccolo laboratorio batterio logico con il pu ro n eccssano ed unn persnna pratica. . 2 . Possibilità d i sorv1'gfiarr' il /n i/lJ. - Ho g itt d e llo elle anch e s cegliendo b ene i casi, s utura ndo c ioè solo q11e ll i clt.e presenlano tulle le condizion i in d ispensabili e sefruendo una tecnica esalta, st•mpre in un ce rto nume ro d i essi s i sviluppa l'infezione. E ' n ecessar io· quindi 5on ·cg liare e sor vcg-liare b en e il ferito p er inte rven ire al primo acccnnn d i sv il uppo d ' infezion e, riap rend o parzialmente od anch e com pldamcn te la frrita, com e vedremo trattando d elle cure p ostop e ratorie . . P er ciò si potrà. fa re la s utura immed iata solo rprando è po5sibil0 ten e re poi il fe rito per 1111 certo tem po , e n cct'ssilà mil ita ri p er spostam enti d elle unità, o pe r eccessici affollam enti non richied ano elle es5o ve nga t ras fe ri lo in altro centro san itario. S11lla durata di questo tempo gl i autor i non sono concordi 11è pt"Ct'isi: Chalie r , Nimier , Gross dicono fino a guarigion e comple ta, F raser fino a che la fe ri ta non è c icatrizzala o h t cu ra fìnila; F o isy pe r 3 o 10 g io rn i , Ehrenpre is pe r 10- 12 g ior n i. La p raLira falla mi h a dimostralo clte il f.empo di sorve;dianza necessario Yaria d opo una sutu ra p rim itiva im mediala a second a d el la sed e d e ll a ferita ; pe r le feri te d elle parli m o lli e d elle a rticolazion i se nza fratture bas tano :14-15 g iorni vale a dire 2 o 4 g io rni d op o che si sono Lolli i p11nl i; pe r le ferite con fratture da un minimo di '.?O ad 1111 massimo di 30 g iorn i, a seconda d ell'osso leso o d ell a natura d ella frattura; pe r le ferite d el c ranio con lesioni m ening-occr C'bral i d a un mi nim o di :15 a d un m assi mo d i 25 a seconfia d ell'est.en s ionc d e lla lesione . \"atura lment.e se s i può ten e re il fe rito n ella unilit o ve è sla 1.o opc,r afo 1m te mpo magg-iore, tanto m eglio . perchè s i posson o sv ilupp:w e anc h e d elle infezioni tardi ve, m a raramente cd in ogni modo sempre a ttenuate e circoscr itte. Ricordo un ferito al c ranio con frattura e lesion e mening-o-cerebra le n el rp ,a le s i svil uppò un' infezione p11nrlen la d el c uoio rap,e ll11fo in corrispond enza d e lla c icatrice in 27' g io rnata . L 'aper tura d ell'asces;:;o e poc h e m edicafure bastarono a vin cer e l'infezion e . Re poi il feri to non può esscrr. trattenuto questo tempo min imo indi s pe nsab ile n on si d e ve fa re la su tura . S i potrebbe fare so lo se fra il cen tro ch e o pe ra ed i s11ccess ivi esis lc-sse un ,g-r an<le a rcor r!r,, o m c~J i, , fossero sotto una direzione tecnica unica. 3. T f'mpo trascorso dopo chr il pa:irntr è ri111n.sto fcri!o. - Ho g-in fletto r h e q11a ;:;i tulle se non tulle le fc r ile di gur r ra con ten~ono 11n"in,fezione a llo stato la tente, la quale scoppirrà d opo un p e riod o d'inrnbazìone va ri a bile a. seconfia d r lla s11a natura. E ' n err;:;sario inlerYen ire rollasterilizrnz i~n~ m P~c~.n ica e colla s11f11 r a rl uranl.e (Jll<'Slo per iod o , prima c ioè c lw n ,;ra il min,mo acrenno d 'infrzione. Q11,1lr s ia il fr m po m ,\~ imo Pnlro nl rp1a l(' si p11ò s1 d11ra re 111111 f,~rifa
I CRITE!\1 CLl:>;IC l E BATTERIOLOG ICI , ECC.
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di guerra non è fissalo egual mente dai ,·arì itulori. Ma se Scnl'.crL afferma di a ver s uturalo d elle feril1.: con successo anche dopo :24-!18 ore . e Le Grand ( 145 ) anche dopo 58 ore, non mi 1J.L1·c s i p ossa fissare q u1::slo Lermiue come regola. gcn e rnle . E \·idenlem en le in questi ..:,1s i o l<L k ri la non era in feUa, o lo .era in mod o molto a llcn uato . \'la Lutti i cllirn rg i che hanno curalo ferit i di g uerrn nelle pr ime ore san no elle in genere le infezioni s i svil uppano molto prima. T a l\"O ll<L anc lte do po poche ore . R itengo quindi che il tempo m assirno en tro il q uale si possa sutu rare ton s peranza di s uccesso tutte le ferite sia di J:2 o 15 ore al rnas~imo. T rascorso questo tempo è meglio in linea generale aslcMrsi dal ch iud ere la ferita do po fatta la s terilizzazion e m eccan ica, e i1 1Yece prepararla per una s utura secondari a . Solo eccezional men~e si pot.riL Lenla re la sutura primiti,·a anche dopo trascorsa la 15" ora, e sceg-l ienclo bene i cas i, quando cioè s i tratla di ferite lievi prodotte da pa ll:iLlole cli fuci le o di mitragliatrice o da pallctle d i s hrapnel, o d a piccole schegge; senw sopr attutto pezzi di stoffa · che sappiamo esser il veicolo princi pale elci germi ; sopraaponevrotiche o, se soUoaponen ·oliclie, inlet··~ssan l i limitatamente i muscoli, senza frattura ; e q uando clinicamente s i defi nisci:! la ferita per non infetta. Meglio ancora se si potrà us ufruire dell'esame b atteriologico, che in tali ca s·i sa rà veramente una g uida preziosa, pcrchè, se d op o molle ore esso d arà ris ultato negativo o quas i, si può essere s icuri ch e nella fe ri ta non s i sviluppe rà in fezione a lc una o q ut!sta sa ni tan to a tlèn uala d a non mette re in pericolo il s uccesso della s utura. 4. Se si è in v er iodo rii a:;ion e m i/ilarf' o di calm a. - La s utu ra primitiva richiede un 'accura ta s ter ilizzazione meccanica della ferita, la quale dev'esscr faLta da un chirurgo che non solo sia pra t,ico ma C'l1c possa an che lavorare con cal ma ; ed .è un 'operazione che r ichiede d el tempo e talvolt,a m oHissimo tempo. Eèl è perciò che alcuni , come Gau die r e Nimier hanno consiglialo di non fare s uture p rimit ive durante i periodi di azione m ilitare, tanto più che a ll ora per il g ranJe ingombro di feriti, può riuscire difficile di ten ere a lungo i s u turati nell'uni lil sanitaria o ve sono s ta ti o perati . Bisogna tener conto anche del fallo che dt1ra n te le azioni militari, il sur mrnn.g(' fi sico e morale d el so]dalo è molto m aggiore che non nei periodi di calma, e ch e quindi sono dimi nu ili i m ezzi di difesa dei q uali dis pone contro le infezioni. Natu ra lmcn le anche questo cri terio ha t1n valore molto rclali,·o e dipende dalla quanti!.;\ e (Juali tit del personale, e dalla quan t ità dei posti letto dis ponibil i. Se i l personale è s ufficiente per non lasci:-tr man care a nessun fe rit o i soccorsi indis pensabili e nello s tesso tempo fare le suture n ei ~as i in cui se ne riscontrano le indicazioni; se i posti -letto sono su ffl cen_ti_ a lra!le'.1ere i feriti s uturati dopo aver ricoverato ~l'intras portabr h g r av 1s~1mi e gravi si faccian o le s uture primiti ve immed iate. I n caso contrario no. . Non . b i!':ogna trascurare n essun ferito prr fare 11 na s u[11ra primi lirn 1m m e_5i rata che, ri peto, dev'essere un tra llamen to di elezion e. ;? . A.gente v 11lnera11tP. - Q11al111111ue esso s ia non costil 1risce mai per se solo una controindicazione a lla sut11rn p rimi ti\"a : si può su lur~1re
J CRJTr: HI CI.INI CI J:: BATn:Rl \l l.UGI C I , ECC .
LIIH1 r~rita prodo tta da u nH pallo Ùo la di fu c ile corne una ferita prod otta da una sdwggia d i granata o di bo mba sempre che ,;i ,·cr ifh:hino le altre t'Ondi zion i. i\l a tutta1·ia l'age nte vulne ra11tc Ila un'impo rtanza re l,.tti,:a, nel senso dH: noi s appiarnu essere più fuc ili ad infe ttars i le fe rite da scheggia di g r;1 1rnta e cii bo mba che non que l!e da pallcllo di s hrapn els o da pulloLto la cli fuc ile o di mitrag liatrice; e pe rc iò sare mo m o llo più rigorosi ne l rnfrlia rt' le s ingole condizi oni elle possono rappresentare un' inrlicazione o u 11a con tro indicazione a lla sutura q11ondo s i tratta d i fe n ta dn s.:heggia. 11. -
COSJJlZIOSI IS ERESTI AL 1-'ERITO,
.4 ). Co~OIZIONI GENt:H .\1.1 DEL H ; RIT(1. 1. Slwck. - (.)11ando il fer ito è i11 stato di s llo.:k non s i d e,·e tentan: akun in te r vento ope rativo, e semplicem e nte Jimitar,;i a combatte re lo shoc k con t111ei va ri mezzi e lle non è qui il mo m ento di ricor·dare . Cosi mi ind uce a rill-ncre ltt lunga pral ica di quas i tre anni di c hirurgia in zona cii op~razio n i. /\on so se sar·il s ufliciente m enle d1mostn1ta la teoria che lo s hock s ia determin a lo da un assorbimento di prodo tti tossic i de rinmti da k s;;u li con i.usi e nec rosali delle fe rilc, pe r citi se vi è l'indicazione l)e r 1111 ·a rnpulazi one questa s i dov rebbe fare anc l1e se in is tat o di s hock , il quale anzi migliore rebbe asporta ndo la sorgente d cll'inlossicazione. Cer to se qualche \"Olla, spt'cie in princ ipio, ho fallo del l'amputazioni in feriti con s hock , ques t i son o lulli mo rti . Jn ogni m odo è fu o ri discussione c he non s i debba fare la sulu nl primitiva. Se quando lo s hock è s talo v in to non è trascorso tro ppo tempo dal m omen to c he il µa z iPn lc è rimas to fer ito, e se s i ve rificano tutte le altre condizio n i s i faccia la sutura primitiva immediata. 2. A.n<'ntia 71ost -1.:m orragir a. - Non convi ene sulumre in queste c:ond izio ni per non sotto po rre il fe rito ad un'o pe razione necessariame nte l11 nii:a, ed an c he pe rc hè è più facile c he s i sYil11ppi u n'infezione pe r la diminuita e ffi cacia d e i m ezzi di difesa ~encrali e locali. Quindi è m eglio ta mponare la fe rita o pre parnrla pe r un a s11lura second:1.ria, il che ric hi ede una s te rilizzazi one m eccall"i Ca me no a ccu rnta, qu indi un'opern· zi0ne più breve e m e no dannosa per il fe rito, e pro H cde rm ,glio al pericolo de llo svi luppo cli un' infezio ne . 3. Il fr.rito i;rr'.w:nta 11wll1• le:;iuni. - Qu énu, Sencert , Fo isr, Fraser no n fanno mai la s11Lura primitirn qr iando il r a zien te ho mol te fcri le . sia percl!è l'i ntervento ric hiede mo llo te mpo, s ia pe rché Yi è più faciliti! elle s i s viluppi un ' infez ione, s ia perchè il Ce rilo per lo più è in shock. · Ililen;:rn c he questo g i11dizio è esag-cralo . Se n011 y'è shock , se le cond izioni del fe ri to sono buone, se ness11na d e lle fe ri le presrnla Lracci,L ,drnna d'infezion e , cn:do che qua lo ra s i \'€'r ifichino t11tle le a ltre condiziflni e ,·i sia il tem po 1wcessa r io s i d rbbano s11 t 1rrnre. lfo suturalo
I CRITERI C!.!NI CI E 8.-\TTI::RIUU lulCI,
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con s uccesso .ferite m ultiple d lèl cr anio e delle parti m olli anche numerose e in alcuni fe riti in buone cond izioni generali con più lesion i , alcune de lle quali s i potevano s uturare ed a lt re no, ho suturale le prime ed ho tamponato le allr e o le ho preparale per la seconda ria con successo. E' sempre tanto di g uadagnalo per il ferito c he .~offre di m eno nelle medicature. I n tali c1:1si non s i d eYe sulurnre una fe rita che s i trovi ,·icina ad un'altra, la quale presenta giit un'infezione anche se la prima appa risse sterile, poichè è fuci le la diffusione de l processo infettirn.
/J). CO~Dl ZI ONl LOCALI nELl~A FERI TA.
Le condizion i anatomo e fis io-palo logidie de ll a fe rita cosl it uisrnno il crite rio fondamentale c he d e,·e guida re il chirnrgo ne lla scella de ll'intervento. E' difficile dare de l le norme fisse; co me sempre, quando s i tralla di giudizi cl inici, è necessario che il chi rurgo si basi sull'im pressione gene rale; g rande impo rtanza ha naturalmente la pratica. elle s i possiede in p ro pos ito. T ratterò sepa ratamente: I ) lr ferite de lle parli m olli ; 2) le fe rite degli a rti con fral lure ; 3) le fe rite articolari ; li) le fe rite d el c ranio. i. Ferite delle 7Huti molli. a ) Le fe rite che s i p resen tano clinicame n te (non dico ba lteriologicamente) infette non vanno sulu ralè, anche se s i può far e una e xer esi comple ta; se v'è r ossor e into rno agli o ri fì ci o su i m a rgin i della ferita; se da essa e mana callivo odo rE·, se n e fuoriesce una secrezione a bbondunte ; tanto p iù poi se v'è te ns io ne profonda de i tess uti o il fe rito s i mostra soffe re nte più che non lo compor te re bbe l'estensione e la sede llf:lla fe r ita, non ~-i d evr· uhtr(lrr•. E' inutile dire che se poi da qualc he rPcesso rte\la feril,t fuori escono delle bollic ine anc he in scars issima quantità di gas fetido la s utura è assolutamente controindicata. A tale proposit.o ricordo di passaggio che nelle fe rite di g-uerra può troYarsi nel lo spessore dei tessu ti o in un focolaio di frallura de ll'aria che ne p uò fuori uscire sotto fo r ma di bollicine, 1: c he p11ò esserv i in ta le quanfilit da farsi ri conoscere 'lnche a ll'esam e radioscopico o ra diografico. Ma in ta l caso, se non v'è gas di origine putre fattiva. la fe r ita è inodo re e di bell'aspetto. b) S i devono s ut ura re·soltanto quelle fe rite nelle q uali è possibi le asportare co mpl etamente Lutto c iò che è m orto o in via di necrosars i. E ' necessario qu inrli che la fe rita no n s ia molto estesa in modo c he il sacr ificio indisptnsabile de lla c ule e sopraltutto quello de i muscoli non sia tule d a impedire poi o render e diffic ile di portarn e i ,marg ini a contallo e s11t.ura rli. Q11ando la ferii.a ha un t ragi tto m ollo tortuoso, con m olli r ecessi, tah·olta riesce di ffic i te d ecide re se l'exe resi d ei tessu ti lesi è stata comp leta : n el d ubbio conviene o non suturare affatto e preparare la fe rita pe r la s utura prim itiva r itardata, o s u turare parzialmenL·::J, ~ tamponar!!. :-:a h·o r oi a suturare il r esto d ella ferita quando s i toglie il lampone s~ non y'è .in~czione (sutura primitiva rit ardala parziale). Sr,tto (Tnesln p11nt0 d1 v ista le fPrite che s i prestano di p ii1 pC'r la sut u;-a primi tirn ,~ -
C:iornolt· di mc"rlirin~ n1ilitorr.
-
Fa~c·.
r r.
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I CRITERI CLl:lil CI E B.HTERIOLOGlCl , ECC.
immed iata sono quelle che pogg iano sopra un piano r esisten te aponevrotico od osseo, pe rc hè si può essere più sicu ri di giung0re coll'exeresi fin o alla loro estrema p ro fo ndità. !\on si d e\'o no s ulurarll q uelle fe rite nelle qual i d ecJri·ono ne n ·i, vasi tendini importan ti che non si potrebbero ripulire r,omplelarnentc se n'on escindendoli o m ettendone in pe ricolo la v ilalilà po rtando d ei g ra \·i disturbi funzionali. . . . . e) Per fa re la sutur a p rimitirn 1mm e(hata è n ecessano essere sic uri di aYer eslrnUo tulli i cor pi estranei tellu rici , m elall i~i, e di s to ffa. \'i sono d elle ferite ch e si possono dire veramente tatuate da g ranellini di sabbia e da sassolini: è impossibile ripuli r le com p le tame nte; in tal i casi non bisogna suturare . Si può inve~e tentare la sutura. quando possono ess.~r rimasti d ei frnmmenlini m e tallici; come qu~lli d a ti d alle camicie d e i proiettili , o d elle piccol e s chegge, se per ò si è sicu ri di avere escisso completam ente i tessuli mortificati o i'1 via di necrosarsi e tutti gli allri corpi estranei. d) Non s i d eb bono sutu rare quelle feri te n ell e quali sono inter ro tti vasi importan ti: i disturbi nutritivi che s i ha nno sia pure tem poraneam en te anche quando s i p11ò ris tabilire il ci rcolo collaterale, dim in 11endo i J'nezzi di difesa locale, fa cilitano lo svi l11ppo di un' infez ion,·, peggio ancora quando s i p11ò te me re una n ecrosi vascolare alla quale in p·t>ner e se1<ue la cangrena anaer obi ca. La pralica mi ha dimostrato c he no n si d e ve suturare 1ma ferita d ella 1rnmba ri11ando sono lesi il tro nco Libio-pe roniero, o tutte e d ue le ti hi:.ili. od ,mche nna sola tibia.le vicino all'origine, pe rch è ·; n tal caso il trombo si estende fino a chiudere il tronco tibio-peron iero: :'\o n s i d eve suturare una ferita d el popli te qua ndo l'a r teria poplitea è ksa. Tn tutti questi casi la n ecrosi e la con secutiva rangrena sono mollo fr•'quenti. I d ue casi di infezioni gassose n elle fraU.ure d ella tibia e dd perone ricordali nella s lalis tica presentavano inle rrL1zione complc la in uno d el tron co libio-peroniero, nell'altro d elle 2 a rte rie t ibiali. e) P l:'r 1·ap·io ni analoghe alle preced enti non si d eve s 11lur are u na ferila di un arto, q uand o s n di questo è stato appli cato il laccio em ostat ico pe r un tempo troppo lungo che in p ratica s i può fissar e al d i là di 3 or e . E' una controindi cazione questa che ha richiam ato roco l'attenzion e d ei chirurg hi di guerra. Io cr edo invece d over e insisler vi: quando il laccio emostatico è rimas to per più di 2 ore, soprattut to q11ando è stato applicato con quella en erg in che per b en fare usano i nostri portaferiti ed i nostri infermieri mili tari, la vitalità d ell'ar to è m olto co mprom essa; certamente la circolazione p otrà ristabilirsi m a difficilmente si pot rà evitar0 lo sviluppo di un'infezione , d ata la diminuzione d ei m ezzi cli di fesa locale ch e ne consegue. /) Non s i d ebbono sutu ra re le ferite ch e comunicano con cavità infette, J). ~s. coll'infestino re Uo ; ma si possono suturare e con g r ande sprrnnza d1 successo rr 1ielle d elle guanre che comunicano eon la bocca . g\ Bisogna fin a lmente tener presen te anch e lo stato d l:'lla cute ci l'rosbrn le alla fr r ila. Ehren preis dice cli nwr s ntura fo Mn snrce:-~o an-
I CR ITERI CLINICI E BATTERIOLOGICI, ECC.
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cl1e quando essa ern colpila da er uzioni erilcmatose o acnoicl1e t.anlo 1requenti nei soldati che fanno la vita di trince~, o presenlava del!,~ ustioni più o m eno esteso prodotLe dallo stesso pro1ettilc. I o affei·mo chù se l'eruzione· cutanea è di origin e infettiva (pustole o foruncoli ), se le 11stionì sono di 3 grado (éùn necrosi) o presentano un inizio di infezione non si d eve suturare. 2. Perite degli art·i con /rallure. - Mentre nelle ferite d elle parli molli e delle articolazioni la sutura primitiva, q uando si verificano quelle determinate condizioni richies te, è l"intervento classico, nelle ferite con ìratL11ra questa linea di condotta è seguita da un minor numero di ch irnrgi. Certo nelle fratlure è più facile coctcris paribus che s i sviluppi un' infezione immediata o tardiva; il midollo sanguinante, gli ematomi costituiscono un eccellen te terreno di coltura. La fo rmazione di sequestri ossei, specje nelle fratture comm inute, può compromèLtere l'es ito della s utura. Questo significa che bisogna esser più guardinghi nell o scegliere i casi , ed ancora più esatti, se è possibile, n ella tecnica; ma non che non si debbano fare sutu re nelle ferite con fratture. Ed infatti RouYillois e Guillaume Louis (p. Hl), ne hanno fatte con s11ccesso fin dall'ottobre 19J:,; Duval (p. 29) riporta una s latist ica di 65 suture primitive d elle parti molli in casi di fraUure di gt1erra esposte con M guari&ioni, 8 fislol e 'ossee e 3 insuccessi; Thevenot e Tnffier (p. 5J) un'altra statistica di 88 sutu re primitive con 57 successi. Nella statistica che ho riferito in q11esto lavoro le sutu re d elle ferite con frattura hanno dato il 76,5 ~(, di g-uarig ioni per prima, quelle delle ferite articolari il 77 %; quelle del cranio il 92 "{.; q uelle d elle parti molli il 95 °1,,. Le indicazioni e le controindicazioni per fare la sutura nelle ferite drgli arti con fratture sono fi ssate più dall e contemporanee lrs ioni delle parti moli i, ch e non d alla frattu ra in sè e per sè; vale qun nto ho g-ià d etto a prop osito delle ferite delle parti molli. E' necessario asportare completamente tutte le schegge ossee libere, perchè esse sono votate alla necrosi e rimanendo in situ comprometterebbero l'esito d ella sutura. Quincii se s i può fare tale asportazione com pleta s i sutn ri: altrimenti n o, e si prepari la frattura per un'eventuale sutura second aria. 3. FNitr r!r l/1' arlicolfl::,irmi . - Le sutu re delle ferite articolari cianno buoni risu ltali pe rchè la s inoviale s i difende bene ed il liouido sinoviale può rimanPre s terile alla 30& ed anche lllla 50' Ol'a ma]irraciO 11n'in{Pnsa r eazion e ciloloitica (Monlar 18). ' ~ E' necessario che s i verifichino tuU.e le condizioni esposte a propo!-ito delle ferite d elle parti molli , e di più che 1° _nr.n vi s ieno gravi eci estese lesion i dei capi arf.ièolari: 2° i) 1iquido sinoviale s ia chiaro e inodoro: se è torbi cl o e fetido non si d eve suturare. Dei 10 insuccessi avuti n elle ferite del ginocchio riportate nella s fal!stica._ la maggior parte furono in cAsf con estPsa fratturn dei rapi art 1roln ri , che !';11t11 ram mo c11iando ancOl',1 nnn nYevamo su ffìrien le prn1ica in proposito.
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t 13.\TTERT OLOG t Cl , ECC .
11. /'r r i t,· rt,·l 1' rt1J11 1J . - AndH: la su lura d el le ft: rill:' d d c rnnin h a d alo cki r i;;1iltali o ll im i ~opratl1it lo pe rc hè ha dim inuito la pe rcentuale d elle i11fezioni secondarie e d e lle ernie c.e rebrali lanlo eh~,·aLa q uand o qu~·· :--le f1•ri tc s i laseianmo tamponate . Tu lle le ferite d e l c r anin, riuando s i Ye rificano t ulle le condizioii i indispensabili di ambie nte e itcncrali dl'l ferito, d ebbono l ::-Sere sulurate purc hè la lesione d e l c11oio capelluto e d e lla dura ;nadre non si,L troppo C'S l csa , n on Lenendo nessun conto d e ll"e;;lcn:=;ionc e profond ilil dt"ll a lesi0 ne cerebrale, anche se n on s i pu ò cstra rre un pmie tlile inn icrhiato profondamen te n el ce1Tello .
R - Tecnica operativa della sutura primitiva Immediata. 1. P rt·JJ(frn;i1Jn ,· ti!'/ tr1111110 1JJ11•rot1, rir, e 1/,-/la f,·r i/11. ·- \"c i casi n ei quali e:--sa è m o llo s po rca occorre dèle rgerla be ne lanrndola sia co-n acqua .c alda e sapone, sia m eglio con liqu ido di Dakin o l'On soluzione sempli ce d"iporlorilo: d o po a,·er la bene q;:;ciugata vi si passa sopra la lint11rét di iodio . Ro u,·illois imbibì. ce !a ferita con al · cool-elere clie agi rebbe da agenti? fìs;;alore mierobico e con solnzione di L11gol; altri spenne llano ron tinl\ll'a di i0din. lo ri tengo c he queste pra· tir lle s ien o non solo inutili ma dannose, pe rc h è qu este sostanze altern no l'as petlo d ei tessuti e r endono più difficile ricon osct're 1u0lli lesi che s i rkhl>nno a s pnrtare d a que lli sani c he s i debbono lasciare. St> la ft"rit :t come lal\'Olla arcade , è cos parsa di g ranel lini di sabbia o di te rra con Yiene d etergerla con un tampon e s terile sollo il gett o di soluz ion e fisi ologica c,ilda. Le Gran d pe r far distinguer e più fac ilmenle i Lessuti sani da q11ell 1 lesi cons iitl iò d ' imbibire la fe rita con fo rmolo al 40 -% ne l qua le è staio sciolln d r l ble 11 di m etil(.'rH' a l 5 % : i tess uti morli s i colo rnno più inlensarnenl(.' , i tess1rli vi ,·i a ssa i più d ebolmente o non s i M irlt'ano affatto ; inoltre il formolo, agr ndo da fi ssatore , diminuire bbe le propriet i1 di disseminazione d e i mic robi, aumenter ebbe le probabilità di success n, e prolung-herebbe il pe riodo di Lempo duranl.e il q11ale :::i può fa re In s11! 11ra primilin1 imme di ata. Do po le ossPrvazioni fatte eia Qu énu e vValLhcr dimostranti che i l formolo al 40 °~ ulce ra i vas i e n e d etermina la lrombnsi, Le Grand consigliò f'd usò d el bl eu di metile ne al 5 °/,, in formolo al 20 ~;.; anc h ~ questa soluzione però lecle i vas i sebben e in modo n on g rave. Io non ho mai 11sato il m c l.odo di Le Granò e non ho ' quindi t•sperienza i n propo;:;it.o, m a riten go, com e Gross, Chaput, De lbe t., Thc\"enol e T uffìer, Fnts1•r, c he s ia s upe rfluo ricorrervi pe rr hè, se qualrhe volta può ri uscire cliffìc il r ricon osrC'r C qt1ell0 ch e s i d eve asporLare eia o ue ll o che !"i d eve lasc iare, n on è m a i imposs ibile d ecid e rlo ecl n rT(.'Sfar;:;i n ell'e xe rC'"'i q11anrlo .la _fibra m11srol_~re appare b rn nutrita , non ha piìi l"as pclto cli ferc rn cli nno, n on è 11111 molle, ma ha la sim consiste nza norrnalr . l a s11a lwlla C'Oln rnzione r 0:=;so-:=;an1rn i,!!"na . s i contrae q11anclo l« si affl~n·n ron u na pi nza.
l CRITERI cu :-1c1 E BATTERIOLOGICI , u ;c .
2. Skrifi:,:.u:,ir,11,' 1111·cca11ita <it'flo / critrt . E ' il tempo più iJJl porta nle d t> lla s 11tura l'rimitirn immediata n elle ferite di g ue ri·a. E' n L·ec,;sario esegui r ia L'()n la massima esaUezza: se non s1 è po t11to cond urla. compldamcnle a fine nei s uoi minimi particolari, e se non s i è completamente sicuri d i aver raggiunto lo scopo nnn si den: fa n :: lei s 11lura per 11rima, ma applicar e uno d ei m etodi di :;terilizzazillne d ella fe rila che pe nnelleranno poi di fa.re la SLÌLura secondaria. E. necessario aspor tare i tessuti n ccrosati o contus i, e i coaguli, cstrnrre i corpi est ranei . Ho già a cce nnalo a propos ito d e lla bibliografia, che sono stati consigl iali ed applicali di n :>rs i m etodi per la sler ilizzazi :m e m eccanica d ella k r ila. La pratita mi ha insegnato che n essuno cli essi ha ?111 rnlore assoluto, e rhe lll' i ,·ari casi bisogna appli1:are 0 1· l'uno o r l'altro, d \ iccordo in l'iò con Gross, F'raser ed a.Itri . 11 1 S e la fcrila è lrns fossa o a canal e incompleto con lragitlo sop raponeH o tico si può fare l'asportazion e in toto di tulio il tragillo e clc·gli o rifici tag·liand o in tessuto san o, assicurandosi poi che n on si s ia lasciala parte d elle pa re ti d e l tragitto. b ) Se la fe rita è frus fossa o a canale incomple to ed il trng illo inlcr e::-sa l'a p onevrosi Pd anche il n111scnlo s upe rfic ialm ente, non bisogna c. r id e re in Iulo pe rchè n on s i è sicuri in lai mod o di :isportare lutto: si può lasciare una pitde d ella parete pr0 fnnda d el Lrag iL!o, s i possono so prattullo non a s portare, delle po rzioni di fibre muscolari recise che si sono r etrntle lontano d alla loro sezione e nascoste in mezzo al tessuto sano trascinando seco i g e rmi. In tal raso orco rre escid ere l'orific io o g li o rifìci con un'incisione elìllica per faci lita rne la sul.ura, 2 o 3 mm. all'este rno d el loro marg ine, inte ressando cute e sollocu taneo; s i apra poi il tramite l ungo tu flo il suo d ecorso, e s i com p ia l'escissione co m pleta d el le sue pare li a llo scoperto. e\ Se la ferita è trasfossa o a canale incompleto ed il trag ilto è profond o nella massa muscolare, non s i p11ò ;;e_!.r nire la tecnica indicala n e l C1t'sn prC'red ente pe rchè per aprire il Lra1nite s i d o ,-rebbe ro led e re troppi te!"su ti s 11n i. Si a s portino allora g li orific i come è s la[o d ello divaricando h~·ne i m ar,!! ini d e la lesio ne che ne r is ulta , raci lifando Lale- di,·ar icnmento, se è neces;::ario, con una o due piccole incis ion i che partono da d11P 1•1111 ti n ppns ti d e i lorn margini, r d intere;::;::ano ciii " e sotl oc11tan eo rd ap,, nl'q·osi e rh e e ventualme nte si p ossono prolungare man mano che s i proced e n l'll'operazione, si può scopr ire compklamenle il trug ilto . cie l ri ua le s i r ecidono i margini. Qualora con lali mannne n()n si sia s icmi di arere a sportate fidle Jr par e ti d e l trng ilto. \'él l meglio rinunziare alla s utura primitiva im medi ata e pre parare la fe ri ta per una sutura rita rdala, od anch e p e r una sutura secondaria. d) Se la ferita è aperta com e le p roducono ,,er )o riiù le ~rosse> sr he1Zge, ma s uperfici ale in te rcs:=:ando tuft'al pii1 so lo narzialmf'n le il piano muscoln n ' L' non m olto t'sfcsa s i aspo r ti la fe r ita in totn: ma pr,i 'l<'corre a;:,::ic u ra r ;::i c h t> non i'> i .<ia la,:r iala po rzi nnr d L'l fond o.
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,·) S e la fe rita è ape rta, ma mollo estesa o profonda , si proceda n ella s teril izzazi one m eccanica g radatamente piano pe r piano escid end o prima i ,·ari strati de i margini e po i il fondo nei s uoi var i !'ecessi. E ' facil e nei singoli casi fare un'escissione comple ta e n ello stesso t empo no n esager ata dei margini cu tane i della ferita. Così pure è faci le r ei:rnlars i n elrescissio ne de l sotloculaneo : talvolta esso è infiltrato, ecchimotico, ed em atoso per un'estensione s upe rio re a quella della cute lesa : occorre asportare tullo il sottocutaneo che n on app,1rc normale : s pessissimo è in esso d1e si annidano i germi aerobic i; se g r an po rzione di C11le rimane sen za suttoculaneo occorre as porta re anche essa allrim en li potrebbe ve nir compromesso l'esito d ella s11tu ra. Vuol dire che se ne ris ulla una perd ita cutan ea tropp0 estesa s i rinuncierà alla sutura p rimitiva immedi ata. La s te rilizzazio ne m eccanica del piano muscolare è più diffic ile, e rich ied e una tecnica m ollo p iù accurata ed esalta pe rchè q11E>slo tessuto r a ppresenta il te rreno più favorevole allo sviluppo de i g-crmi anaerobi sarcarnlitici. E ' n rcessario seguire t11Ui i r ecessi d ella ferita, e ta!Yoll a pssi possono esser e indicali appena da qualche coa~11lo nero sparso qua e lit , da quakhE' fibra dissociata ,da qualche frangia aponevrotica. da ci11a lche venu la trombosata od un poco di s il'rosiLà . Bisogna g iungere fi no al te::sulo muscolare vivenle , di colore rosso ,d i consis tenza no r male, ch e si contr ae ciuando lo s i afferra con una pinza . Quando si pttò non s i taglino in senso tras versale l e fibre muscolari rimaste con tin ue, per chè altri men I i i m onconi s i rc lragg-ono tra scinan do seco nello spE>c::· sore d el less11to sano i germi. La parte lesa dei tendini d eve esser e complrlame nte aspol'lala: se essi sono già interrotti , si r esechino l'eslremit;\ d ei monconi prima di fa r e la s11t11ra. Così pure s i d evono ri pulire IE' pareti d e i rnsi sang11ig:ni: se sono moll o Jesi, si asporti il tratto alterato . (tanto il vaso è destinato alla t rombos i) , e si leg-hino i m oncon i. Lo s le'."· so si può dire de i ne rvi: se sono inte rrotti si r eserhino l'estremità de i m onroni; se, pure essendo continui , sono lesi p er un cerio tratto s i asnorti ciueslo lralto; in tnt.ti i casi poi se ne ristabilisca la conlinuiti, o colla sutura dirella o con una plas tica, e poi ind ipendenlr m ente dalla s11lttra deg-li allri tessuli, lo si avvolga con i tessuti sani vicini: n0n c r~do s ia il caso di ricorrer e ad un le mbo aponevroti co libe ro; m eglin evil.a r e (Jttalunci11e. cosa possa rappresentare anche JonLan11menfe nn cor po estraneo. Questa pulizia, lo ri peto ancora una volta, deve essere compl eta pH prevenire il pericolo di 11n'infezione : nrm hisnq11n R/Ull"Pn/arsi r/Plln ,.,,. stilà dPlla f Prita owrntnria: se essa sa.rà tale da non permetler e una sut11 ra immediata, la s i tamponerà; in tal caso. se la pulizia è s tata completa, la v_edremo riem pirsi ra p idame nte e p resto potre mo fare la sutu ra secondaria. Occorre inoHre essere mollo es11lli e m olto ('a\JLi : 1111 d ivarirator r mal m e!'.so può condurre ftt o ri s lrada l'operatore .
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Quando \·'è fra Ll11ra bisogna rPgolar s i a seconda de i casi; sempre pe rò coll o scopo di as po rta re lutto c iò che è leso e lasciare una s11perfic1e
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sana. Su è una fra ltura inc'Jmplela si raschino col cucchiaio le pareti ossee delimitanti il focolaio di frattu ra, o meglio, se si può le si asportino con una piccola parte di tessuto osseo sano vicino. Se la frattura è completa semplice, si resechino e si r egolarizzino l'estremità dei moncon i, si escida col cucchiaio il midollo ecchimotico che rimane. Se la frallura è comminuta, il problema da risolvere è più difficile, perchè per s uturare è necessario avere asportato tutte le schegge libere e questo non sempre è possibile . La scheggeclomia d eve ess<'r fatta soltoperioslale per facilitare la formazione del callo osseo. Quando la ferita interessa un'articolazione, bisogna esr.idere i margini d ella lesione capsu lare e sino\·iale, asciugare la cavità, asportare le schegg e ossee libere, se \·e ne sono, resecare i focolai di fra ttura incompleta dei cupi arti colari con porziionc di lrssulo osseo sano vic ino: naturalmente la resezione potrà essere incompleta o completa, atipica o tipica a seconda dei casi . Ho g ià. detto che quando i capi articolai~ son0 graveme nte lesi n on bisog na tentare la sutura primitiva. Nelle ferite del cranio occorre naluralmenle escidere i margini d ella lesione del cuoio capelluto; asporta re le schegge ossee libere ampliando , se è necessario, la lesione ossea; estrarre i coagul i, la sostanza cerebrale disfatta e possibilmente i corpi estranei rlalla cavità cranica. E' bene ricordare ch e se, asportando tutte le scheg~e ossee, rimane una perdita di sostanza molto estesa, bisogna cercare di lasciarne qualcuna, soll evandola natu ralmente a livel lo d elrosso sano, se è a\·vallata. Se è· leso un seno \·enoso, per fare la sutura primiti\·a è necessario, come si comprende facilmente, suturarlo e non tamponarlo . Non credo sia qu i il momento di a ddentrarmi più particolarmente nella tecnica d ella sterilizzazione meccanica delle ferite ron frattura, o cnn lesione di un'articolazione e di quelle d el cranio, seguend o le n1.rie discussioni che sono state fatte in proposito.
Bisogna estrarre tutti i pezzi d i s toffa, tutti i cor pi est ranei tellurici, ed i proiellili metallici di dimensioni g rosse e medie; si possono lasciare ,quando ne riesca difficile la ricerca, quelli piccoli e tentare lo stesso la sutura. Per ricercare questi corpi estranei non bisogna ricorrere all'esplorazione strumentale perchè lo strumento può condurci fuori strada , e diffondere l'infezione nei tess uti vicin i. Si può fa re l'esplorazione digila!P.: certo essa riesce molto utile anche per farci riconoscere se siamo giunti o no in fondo ad un recesso. Ma dev'esser fatta con molla precauzione o d a chi è mollo pratico, per non _provocare contus ioni e lacerazion i. Bisogna soprattutto rjcerca re i corpi ~stranei allo scoperto. Quando un proiettile è penetrato nello spessore di ~in osso lo si estragga o attraverso la via che ha segu ilo o trapanando 1_osso in corrispondenza del p roiettile. Se la cavità che n e res idua è Pl('Cola la si può lasciare a sè stessa. Ma se grande o dà sangue occorre tamponarla. Non credo s ia il caso di riempi ria r on g rasso o Mn muscolo che rappresenterebbero de i corpi estranei .
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3. E1110,,t,1,i . - Que::;la d0,·\•sscr f,1tla in modo accurato e ri usc ire perfetta · se non si è sicuri di essa non si de,·e fare la sutura primitiYa imme' d ia t,{. Possono sf111,rgire ferite di med ie od a nche di g rosse arle rie pcrcllè essendo prodolte con meccanismo contusiYo non dà nno sangue : queste ferit e rapprescnLano una delle cause più frequenti , forse la più freq uente delle emorragie secondarie . Perciò, quancto d all"anatomia si sa che nel campo della ferita o vicin o ad essa decorre un vaso san guigno di una certa impor tanza , non si d eve ra re la sutu ra se prima non !:'i è scoperto il ,·aso e non lo si è esaminalo. accuratamente . Ho g ià dello che quando si vede che un vaso sang uig no è con Luso, bisogna escidc"rnc Lulta la parte lesa e legare i d ue capi in tessuto sa no_ Nel porre il fil o è nece-.,;sario non s Lringe;·e col vaso frammenti di tessuto vicino, perchè essi sprOYvisli di qual unq11e n 11 lrizi one s0no ctestinut i a moril'e, ed ogni pezzo di lessu1o morto sappiamo che può costituire un nido di in fezione . Taholla d a l lcss11lo muscola re resecalo Yiene un'emorragia a nappo che non s i riesce a frenar,~ in alcun mod o. Occorre allora tam ponare ed aspettare per fare se surit il caso 11na sutura ritardala. !\elle fe rite con fra t.tura, S!kCil' (l uando s i so110 res·~cati i monconi e raschiato il midollo, s i produce l'lllOrragia spesso nole,·oli>. In I.al caso è necessario Lamponare il focola io di fra ttura con una strisria di garza; si possono s uturare poi lo pa rli molli e lasciare uscire un capo della striscia da un estremo della ferita lascialo aperto: è facile · più tardi estrarre il tampone e se la lesione che ne t'L sicl11a è grande pas$are uno o tu tt'al più 2 punti cutan ei che non ritarda no di g ran che la g uarigione . 4. ni.~inf,•::,innr• r hi111ic11 d •/lr1 /i•rita 9 • Certa men le colla sterilizzazione mt:cca nica larga e precoce rarnmr nl e si può ottenere un 'asrpsi perfetta <i( 1Ja rerila nel senso . s tretto delh. )'llrola: ma i tessu ti sani ~i possono difen derp e coi mezzi di cui dispone;ono dislrugg·ere i f!'<.> rmi rimasti. P erciò Leri r he, Charlier, Dt> Fourmesfraux e Tunton non hanno adoperalo mai alc un anliselti .:o dopo la sle· rilizzazic ne meccanica e Sencert che prima Yi .ricorrern ne ha poi abbandonalo l'uso. Hann consiglia di usare una sostanza che anmen ti ed ai11li i locali meccani smi di d ifesa, il che secondo lui sarebbe fa tto dal roll argolo me ' glio che con CJ11ah111(lue al tro medicnmenlo. 11 Baz.l', siccome tutli gli antiSl'lt i<·i w rsentano degli inconwni enli e per In massima pa rte modifieano i tessuti, 11referiscr il siero di Yallée e la soluzi one di R ig-cr-Locke o la soluzione sala la ir>erb ni ca al 1lt 0 ~ . Fois.v, Barnsb~·, H11gul t, Ehrr n pre is, Pico! u:-:11 no l'etere, Gross l'et.er,: per le parl i mol li e l'etere iodoformato per le oss1t, Depage l'etere o il liquido di Dakin, Lemailre la ti n tma di iodio. Tulli (lu esti a11tori , compresi quelli che si sono a tte1111li a l metodo pm·am,,n tc asettico, vantano buoni risultali ; dal che mi pare si possa decllll're che 1"11::;o di un anhseffi co dopo la sterilizznzione meccanica pu ò anche essere snperfluo. Fraser q11alche YOlta non ha applicato alrun a ntisett.ico, qi ,u\ch<· YOlta la fla vina, o la cliC'l oramina T sciolla in para ffì na ni:)!lt> l"!nr11ral11, o l'cl<.> re, o la sol uzione cl i saponr - ma dice che In pratica falla di questi rnri metod i nnn è s11ffìc iente a d ire CJtlllle sia il mi!!linre . 1
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I CRJTl::Rl C l~ INIU E BATTl::RIOUIG IC I , I::Ct: .
Gaudier e Monlaz nel1e ferite artico lari Janino la cavi tit con violetto di metile all'l ·; ", e dopo aver· cltiuso completamente l'ar ticolazione vi inidtano con una s iringa 1 cen timetro cubo d ella stessa sol11zione. Io ritengo che anche pe r questo tempo del Lrallamento d elle ferite cli guerrn non si possono dare regole assolute. Se si traLla di uno di quei Cé1Si n ei quali , secondo i principi esposti, la ferita è stata escissa in Lola tagliando nei tessuti s ani , si può fat·e a meno di qualunque antisettico, cosi pure se si tratta di una fe rita articolare se nza lesione ossea; tutt'al più s i potrà lavare la ferita e in questo caso la cavità articola re con soluzione fis iologica. calda se è necessario de tergerla da coaguli. Ma n egli altri casi, specialme nte quando s i tratta di ferite che inl.en'ssano profondamente il tess uto muscolare, è meglio 11s'l.1·e 1m dis in fe ttante. Fin dal principio d ella guerra, prima ancora che tentassi la s 11tura p ri mitiva, ho usata l 'acqua oss igenata e l'acqua iod,tla , poi nell'am·bulanza chiru rgica n . 2 a bbiamo adoperato, la fl avina e l'etere iodato. Queslo ha corrisposto meglio: occorre lavare abbondantern~nle la s uperfìcit' o il cavo che residua d alla sterilizzazione meccan ica, li!scian·i l'etere ioò alo per qualche minuto e poi detergere. 5. Sutura. - E' necessario chè i margini d elle lesioni nei lnro vari piani s ieno avvicinati esattamente per non l asciare s pazi inorli OYe si possa raccogliere il sangue: se è nacessario si possono passare de lle strisre di cerotto intorno tutto l'arto ed embricale fra loro, o,·ve ro fare una fasciatu ra com prC'ssiva . Fraser r accoman da clw la s utura non ri,:>sra mollo tesa: certo u na t ens ione eccessiva può ri uscire dannosa alla nutrizione d ella cute, ma ques ta resis te più che non si cred a . l\~)11 bisogna stirare eccessivamente il tessuto mnsco lare, sezionalo trasversalmrnle, pe rchè in tal caso se anche si riesce allo scopo di affronta re le due s u perfici di. sezione d el mu scolo, con grnnde frequenza la sutura muscolare non tiene . Tn genere nelle fe rite s upe rficiali abbiamo fatto un solo piano di s ut.nra alla s eta, in quelle profonde uno o due piani , a second a degli sfrati muscolari lesi, profondi al catg11t ed uno superficiale alla scia . Qualche volta abbia m o pa·ssato dei pu n ti profondi a tutto s pessore m111odati poi sulla s uperfi cie cutanea. Una buona tecnica è quella ch e Ehren preis chiama la « sutura filtrante" di passare i punti dis tanti l'uno d atraHro rm. 1 1/2-2, in modo da permettere che fra l 'uno e l'altro fillri sangue e siero. Nel le fe rite articolari s i deve chi 11de re completamC'ntc la ca,·if à arli<'~lare con una s11t,11ra al catgut, e, se vi è un piccolo focolaio di frattura d i 11~ rapo a r t icolare. bisogna, se è possibile. fare questa sutu ra in modo rhe Il focolaio rimanga extrartie0lare. Chiusa la cav itn s i può fare, se orrorre. un a1tro piano di s11 l11ra profoncia al calgut, e poi q11ello r11tnneo <11Ja set a. Nelle ferite del cranio occorre. potendo, Ru l.ura re la dura. · Ne11e fratture alr.m1i r,on~i_glian0 di fare s ubito l'osteo:sinl esi. Io n on snnn di questa opinione : la pratica mi ha dimostralo ~he qual11nq11P cnrnn estra neQ, e così i fili metallici. 11ossono ri11scire rlann<1si. D'allronctr
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l'ostcosintesi è per lo più superflua perchè sia coll'apparècchio provvisor io, s ia meglio più tardi con quello definitivo, si ottiene una riduzione sufficiente . Solo in casi eccezionali questo non è possibile: così nelle frat.Lure del terzo inferiore d ell'ome ro nelle quali il frammento inferiore si fletle in avanti ; allora è bene fare l'osteosint esi. 6. Drenaggio? - Alcuni autori, come Foisy, HuguJt lasciano cos tantemente un d renaggio o uno stuello di gar za per 24, ~8 ore. Altri inYece, come Fraser, dicono che i drenaggi debbono essere assolutamente abbandonati specialmente quelli tubolari di gomma c he agiscono come corpi estranei , e non riescono a llo scopo perchè facilmente rimangono occlusi sia da coaguli, sia dalle granulazioni c he vi crescon o dentro assai faci l mente. P erciò alcuni , come Gaudi er e Monlaz, Pi cot, sono rir.or;;i al drenaggio filiforme rappresentato da un fascello di filo di seta o di crine di Firen ze, già usato d el resto prima d ella guerra. La pratica mi ha insegnato che pe r lo più è meglio n on lasci a re nessun drenag.~io ma che crualche volta bisogna ricorre rvi. Se la ferita è dr Ile par t i molli s11 pe rficiale, o se quando è profonda si è riusc i li a fare un·emoslasi perfetta, e ad a ffrontare esattamente i tessuti, soprattutto i muscoli senza lasciare alcun spazio mor to non si deve lascia re alcun drenag·µ'io . Ma se l 'emostasi e la sutura non·sono perfette è bene l asciare uno stuello di garza là dove è rimasto uno spazio mor to o nel punto più declive, che si toglierà dopo 48 ore. Non si d eve mai ricorrere al drenaggio ft1h11lare di gomma; cruesfo corris ponde bene quando si tratta di dren a re una cavitit perchè all'in conveniente dell a possibile occlnsion e s i :-ipara benc~orveg-Jia ndone la funzione e cambiandolo in ogni m edicatura, ma s arebbe dannoso, come corpo estraneo, quando si sutura una ferita di guerra. Alcuni su fnrano lasciando un drenaggio a nche quando si sospetta che la sterilizzazione meccanica non sia riusci ta completa o che si sia lascialo qualch e corpo e~i,raneo; in cruesf.i casi, secondo me, è meglio famponare e fare, se sarà possibile, una sutura primitiva ritardata. Quando v'è una frattu ra completa ho già detto che occorre tam po· nare il focolaio con una striscia di garza facendone uscire un capo attraverso un punto della ferita che si lascia aperto per una po:-zione assai limitala ; sarh facile, se t utto andrà bene, togliere questo tampone in ~· giornata e p;1ssare tutt'al più 1 o 2 punti per chiudere la ferita non · sempre nPcessari. La guarigion e completa sarà ritardata di poco. La stessa tecnica s i dovrà seguire quando residnasse nell'osso una cavità che dà un'emorragia difficile a frenare, come succede s pecialmente Sf' s i tratta di un'epifisi. Ncllr ferite articolari non bisogna mai lasciare ne mmeno stuello nella cAviHt. la c ui ch iusura dev'essere completa: alfrimenti l'art.rosinovite second a ria è pressochè fa tale. Si notril f11tt 'al niù. se è necèssario. lasciarr nno stuello nei tessuti neria r ticolari. Nelle ferite del cranio no~ si deve lasciare alcun drenA!<'!?io Pnrlocra nico per evitare anche in questo casn l"infl·zionr s,:,condaria.
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Cure ionsecutive.
Quando s i è suturata una fe rita d èlle parli moll i elle avern leso pro fondamenttJ i muscoli è bene immobilizzarle\ l'arto o con una fasciatura gessata o con una stecca . \1/rig ht ha dimost rato il meccanis mo di una infezione leggera latente che può g iungere ud una steri] izzati one completa per effetlo dei poteri di d ifesa dell'organis mo se i tessuti sono immobilizzali, me ntre s i risveglia e s i µropaga pe r effelto delle conlntzioni muscola ri e ne ha dato anche la prova esperimentale. Nelle feri te degli ttrti con fratture è necessario ridurre la frall11ra ed immobilizzarla dapprima con un appa1·eccllio pro,·visorio e poi con un ap parecchio definitivo che varierà a fit•conda d ei cas i. Non è qui il momento di diffondersi sui rnri apparecchi. Anche nelle ferite articola ri è bene immobilizzare l'a tto 1na per pochi g iorni, tutt'al più fino a che s i toglie la sutura. Nei giorni successivi bisogna sor vegl iare il fe rito. Il pol<lr far ques to è una delle condizioni indis pensabiii per procedere a lla su tura primit iva immediata. Se lo s tato gene rale è buono, se la te mperatu ra sale a 38° ra ram ente, poco al disopra, e dopo due o tre g ior ni discende al normale o quas i , s~ il polso è proporzionato alla temperalurn, se sopraLtullo il ferito è tran quillo e da su bito dopo che è s tato portalo a leUo n on av\·er le più dolore in corrispondenza della ferita, è quasi certù ·che essa decorre bene. Ma qualche volta con q uèsto decorso s i forma una lieve su pnurazione locale, talvolta un piccolo ascesso con ~as. P erciò è necessario che, se anche non s i è dovuto esamina re la ferita prima, al 4° g iorno la s i esamini sempre: se s i scopre la lie,·e s11 ppurazione od il piccolo t1sccsso basta per lo più togliere 1 o 2 punti. Se n on v'è a rrossamento d ella cute, 11011 te ns ione dei tessuti e nei 11:iorni successivi la temperatura non d i ,·icne più febbrile, la ferita rimane indolore, è meglio non esaminarla più fino a quando si dovranno , togli e re i punti. Meno si toccano queste ferite di guerra su turale e meglio è pe rchè se esse sono asettiche clinicamente, non sono steri li e un traurrmtis mo può ris vegliare l'infezione. T alvolta , m a assai raramente, quando s i va pe r togliere i punti, s i trova, anche d opo un d ecorso, con sintomatologia soddisfacente, che la ferita in parte o totalmente non è cicatrizzata. I punti debbono essere tolti al 10° o 12° g iorno, togliendoli al 7° o all'8° s i ha poi qualche disun ione immediata che bisogna subito risutu , a r e. La cicatrizzazione delle ferite di g11erra è più 1.enta di quella d ell e ferite asettiche d ella pratica civile. Se n el decorso post-operativo si manifesta dopo qualche giorno un clolo r e l a rdh-o e la temperaiura febbrile aumen ta invece di diminuire, è segno c he si sta sviluppando una suppurazione. Se il ferito diviene an s ioso, i s uoi lineamenti si sti ra no, accusa un dolore locale intenso , h a polso fre quente , anche se la tempera tu ra è bassa b isogna pensare ad un'infezione grave o slreptoc0ccica , o anaerobin-stre plo('0C'cic11..
I CR lTERl CLINICl E B.-\TTERJlJLOGIC J , ECC.
In t utti (Jt1esli rnsi occo rre sroµ r ire la ft: rita e in tl'n ·-2ni re Sl'condo q1ianlo ,;i tro\·a: SL'lll JJlicc r iapl'rltrta d1.:lla ferita, cont roaperlura di drenaµ',!.: 10 : irrigazi(llle conl i1111a alla CaJTel, e,·entual men le un'npl·ntzione dl'mnlitrice.
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l CRITEH I Cl.l NI C \
t: BHTERlllLt) GICI, ECC .
P., HTE II. I CRITERI BATTERIOLOCICI per il prof. l,ui g i !tura nte, capitano medico
I. -
H..\.l-llO:Sl UEL COXTROLLO Il..\. TTJ-:ltlOJ.OGICO,
1J Cl)Jlt rollo batteriologico d t:lle fentf' di gul' rra giunlll a l pe riodo del· le g runuli1zio11i allin! \·iene in OJ;?g i mcloclirnrnenlc pralic,tlo neg li osp0dali ll!rrito riali pl!r giudica re de lla opportunità di una sulura seconda· ria. ( \ "ccli i lavo ri di Cul'l'el, Depagé, Policard el Desplay, Gross et 'fissier, Re medi ) . .\o n è en tralo invece nl'll'uso corrente ddia scmtdv· tica clt irurgi cu l'esame ball e riologico d elle ferite indie.1tc dal c ri terio clinico al la sutura primaria immediata. La ca11:;:a rle lle condizioni sopra accennale rn rice rcata in due o rdini cli falli . a) La sulu ra primaria de lle ferite di g uerra viene pra ticala nclk unità chirurgiche a\·anzule, le quult gene ra i m e n le non posseggono i mezzi necessari alle indagini batle riùlogiche o un~ndoli non St' mprt' Lrornno ambie ntazio ni e per sonale che tali ricerche richiedono, hJ Non ancMa è pene trala ndla magg-ioranza degli operatori la co nd11zionc ctel la 11tili ti1 d e l cont rollo halle rio logico. A rro posilo di quest'ultimo rilieYo gio\·a pros pettare le considerazio11 i SL'guen ti : $ e col solo crite rio c linico d,•lla selezi1 rnc dell e ferite passibili di una i::ulnra primaria immediata ad esito feli ce, (vedi i lavori di Alessan dri , Do nali, Gross, Chalicr, Fraser , Boubly, Sence rt, Tuffie r , RO\·illois, Mauclaire, Marquis, Orcgo1re , Fo1sy, Barnsby, Ehrenpr e is) e con c:.atta tecnica operatoria s i arriva a porlare la cicatrizzazione p er pr: mam de lle fe rite di guerra primariamente suturale ad una forte perrent11alé, è eviden te c he coll'aiuto del contr ollo batteriologico la percentuale rlrgl i esili ft' li c i possa r a~l!iungere c ifre maggiori , in quanto è fa ci le rivelare le due s pecie ballc riche, strcpt.ococco e anae robi gas! o1e· ni che sono la causa precipua d el fallim1•nlo della s11l11 ra primaria , anche nei casi tecnicamente ben condotti. l n0lt re, partendo da l pres upposto che J'incp,inamcnto batterico delle fe rite s i traduca in infezione solamente verso la JO".f2' ora,. m omento in cui i le;;suti marginali rlella fe rita verrebbero inrns i dai hatle ri r isicrlenti nelle f\bre vcslime ntarie o negli a!Lri corpi stranieri (ve di i larnri rii Poli rn rd, F icssinger , Fleming, Goadbcr , Gaudier, Wriirhl ) parw ,il· lo inizio dell'epoca d ella sutura primaria che fosse cosa sufficiente a. c-nrentire la sterilità d ella fer ita, l'o pe rare en tro il limitr rl i tempo in tt'rced t' nle fra il mom entn d el trn11 ma e ];1 12· ora.
i CRITERI CLINICI E BATTERIOl.OGICl, ECC.
.\1a presto (;i si avvide che il criterio del tempo avern un valore relativo, non assoluto perchè : · 1. Se in un certo numero di casi le ferile si infettano solo verso la 12· ora, nel 50 % d ei casi, almE-no, le ferite di una. certa entità si infettano prima, al l'incircu verso la !1" ora, come ultimamente Sencc rt e Le Grand misero opportunamentE: in rilievo e come io ebbi occasione di constatare nell'esame sistemat.ico di 210 ferite. Questo avviene specialmente nelle ferite che interessano largamente il tessuto m uscolare per una duplice rag ione biologica e chimica: a) Biologica, perchè la d egenerazione della fibrocellula muscolare non si limita al tratto traumatizzato, ma ascende e s i propaga oltre qucslo confine; ed inoltre perchè i fasci delle fib re muscolari lesi trasversalmente, perpendicolarmente cioè alle linee d el loro decorso, per la forte retrazione che vengono a subire portano la infezione di m olto lontano dai margini della ferita, in modo da costitui re d ti piccoli recessi lontani dalla ossigenazione d ell'aria esterna dove i germi anaerobi trovano una buona anaerobiosi ed il terreno culturale migliore sulle fi. brocellnle d evitalizzate; b) C:himica, perchè il glicogene contenuto nel muscolo vi,·enle dotalo di potere battericida viene rapidamente scisso alla morte ctel tessuto in· d estrosio e piccola parte di isamaltose. Quesli prodotti della scissione d el glicogene potendo essere rapidamente fe rmentati dal g ru ppo batterico anaerobico saccarolitico (B . Perfringens, Vibrione Septico di Pasteur, B. Aedematièns di Weinberg, B. Fallax d i W einberg) costituiscono il terreno migUcire di cult11ra e la r agione precipua della rapidità di sviluppo di dett\ germi; 2. Dato l'avvento suaccennato, che l'infezione dei tcssnli marginal i della ferita si avveri cioè nel 50 % dei casi già alla 4• ora, per quanto precoce possa essere l'intervento esso cadrà in un buon :1u mero di ca;;i su tessuti già in fetti, sebbene clinicamente non se ne abbiano i segni. Ed in ciueste condizioni si comprende bene come sia facile portare un inquinamento batterico, cogli strumenti cha hanno avuto contatto col tessuto infetto, nel tessuto sano cruentato, per quanto riguardosi ed abili si possa essere nella tecnica della exeresi. Onde si neve ritenerr. eome assiomatico che colla exeresi chirurgica, anche se disciplin ala dalle p iù severe ed abili nor me operatorie, non si ottenga mai la sterilità assoluta di una ferita di guerra . Questa asserzione ha la rip rova nel dato di fatto già messo in rilievo d a Montaz, che il controllo battçriologico delle ferite ampiamente deterse e primariamente suturate dimostra quasi sempre la presenza di determinate specie di germi , malgrado che la cicatrizzazione evolva per prim.am, esattamente come avviene nella cicatrizzazione delle feri te tipiche da proiettili di fucile, nelle quali la setticiLà dal lato batleriolo.gico dimostrata da Wright, non impedisce la sterilità clinica che porta m generale alla cicatrizzazione per primam. . Dai ~ati di fatto e dalle considerazioni suesposte nasce la indicazione 1mpera~1va di un severo con trollo ballerico delle ferite tratfa!,e colla :=;11lura primaria j mmediata, non solo prima dell'intcrvenlo operath-o ma
I CRITER I CLINICI E BATTERIOLOGICI, ECC.
s pecial mente nelli.: ~4 o re cl1e lo seguono . \"aglio dire, in altre parole, elle il più aned11lo criterio clinico - pur po tendo selezi·J nare le fe rite ("hl' s uturnte prirnariamnte con arLè sono passibi li di 1111;1. probabile guurigione per pri11uun - lascia sempre una pe rcentuale nun indiffl,. r en tc, nella quule esso giudizio fallisce. Egl i è vero che seguendo a ccuratamente colla sola ispezione cl inica I ernl uzio ne di una ferita s uturala p r imariamente lu quule ~i complich i con processi sellici, s i arrirn ad un mo mento in c u i - p~r apprezzanll:nto di facili s intomi gen erali e locali - vi è indicazione di riaprirla in modo da evitu l'e comp.J ir,anze più g ravi. Ma ques to momento in cui è tan~d bile un s ic uro crite rio clinico vi0ne fac ilmente preavvisato dal cnnt•·ol lo butte riolog-ico .m olto tempo p rima . Ed aprire e d ete rger e una fe rita infr tla da anaerobi gassogeni, in m odo da combaltère l'anaerobios i necessaria alla vita di de Lli germi, pa l'ecchio te mpo µrima de llo s \·il11ppo c linico rle lla infezione, s ignifica in mol ti casi e vitarla. P er la inc ide nza di q 11este evenienze altamente infellive, ne lla evolu zione d e lle fe r ite t rallale colla suturn p rima ria, il con trollo batle riolog ico, se non è una esigenza s t reUamPnle necèssa r ia - in (Juanto senz~1 tale g nida si può ottener e una forte pe rcentuale di guar igio ni pe r vrimam - è però di grande aiuto quando si vogliono evitare inc ide nti infettivi che con altra tecnica operatoria non sarebber o occors i e s i desidt>1i po r tH 1·e la percent11ale degli rsili felic i a cifre mig liori. I L - TECNICA E Rl~CLTATI DF.r~ CO~TltOl,LO BAT'l'EIHOLO{HCO D.ESU~'fl DALJ,A UE\"ISlONE .BlnLIOGHAl' ICA Sl'LL'.lltGOMKWO .
.-l ) Tr.CNlC·\ .
La evoluzione d e lle ferite può ven ire controllala batte riologicamente s ia col m etodo c11ll11rale, s ia col semplici, metodo balter ioscopico. L'uno e l'altro di questi metodi vennero praticali dai diversi AA ., generalmen te rlisgiunti , sempre collo scnpo prt•c ipuo di apprezzare qualitativamcnl.e ne l modo p ii, rapido ed esallo che fosse possibile la natura ciel la fl o ra balle riCcL. TI m e todo balle rioscopico, consislenle n,:, ll'esame de i n ~trini pre parali con mate r ial e p releYato s ia prima dell'intervento ope rato rio, s ia nei !l'iorni s 11ssci;rnc nli con sag-g-i folti ins inuanclo l'ansa di platino profnndamente n egli inlerstizi della sulma - pe r quanto pnssa apparire snmmal'in e soirir<'tto a fori.i r 11 11se di e rro re. è quello che più corris pon1,e alle fìnalifti pratiche seconclo P ol ica rd et Phè lip. Questo me todo, a giudizio de i predetti AA., non solo permette la constatazio ne qualitalirn d ella fl ora bnll•:rica inquinante, ma ne dà ancora un upprezzamc>nlo quantitativo; in (Jtrnnto d a l nume ro· maggiore o mino re de i g-rrmi per og-ni camro mic roscopico ad imme rs ione si può p-i11di care apprnssimHlirnme nte d ella massivit;1 clell 'im pianlo balt ericn o clrllc proporzio ni di S\"il uppo c he csc,o ha ass unto ne l tcss11to recettore; riò rhe allr esig-enz1:· pral iche pe rfettamente e(Juivale . Ln pn,,sihi li li1 dunq 11r chC' è propria rlr l me todo batt,•riMcopic-o cli
I CR ITE:R: CL INICI t B.\TTtR IOl.l1GIC.:I, I::(;(:.
<lare nello Sk::':5u k111[JO idea appr,1,;:;irnalu quulilulirn e qu,u lilalivu della flora balkricu, polrt.!blJc ,;ign ifìcare che n.. l con l rol lo dL·I la evoluzione ,del le ferite òi g uerra il 111dudo balleri0:5COpico sia s uperiore - dal punt0 di ,·isla bio logico alnll' 1H1 - al metodo cullmale. Si comprende infa ll1 .clte se si SL'minuno nei lt>rrcni culturali adulli lutti i .:orpi stranieri presenti i11 una fl'rila ddle µrime o rt, Ju cultura ri,·el~rà lutlo ciò Chll d i batte rico ,·i è in lulem:a s ui co rl'i strnnic ri L' 11011 lu :,pccie batterica cltc più specialtnenll- ,:arit pcr sril11ppar,;i nella fcri lu ; :1i! ci saprù in,dirnre q11ale è quella il c11i s ,·iluppo i Lc:5,;uli della fe ri ta 11unno giù conscn lito. Inoltre se si tiene p resL·nlc che in general e J'operulo rc nel d isc.: ipl inure la sua condntla cltiede al lubornlor io il n•s pun so :1nn g ià su ciò che di ball erico è lalenle s ui corpi st ranieri della fe ritu - in q uanto g li ri esce quas i se 111 p1·c fallibile con generosa ·exet'L'Si di as portarli - , ma s1 1 ciù clw cli infdtini i.• realmente i11111H111enlt' nei ll·s,;11l i. $i do\Tcl>IJl' forse ri l1'lll'l'L' agi i effe I li prati ci su periore i I metudo bal lcrioscopico al c11lturnle . .\·l a poirl1è è foril c nello sksso momenlo in cui s i prelt'rn il mat eriale dal lu fe rita per gi11cticarc dt>l ,;uo .-;Lalo l.lilllerico, di,;Lrib11irnc parte ai terren i c1tllt1rali, parte all·esame a strisci o a goc.ciu penden te, a mc pare clte, nel l imite consen tilo dai mezzi clel l'ambie11Lc di larnro s i possa 'i'empre - com'io feci - procede re contemporuneamenli: a q1 1cstc dur indagini, Il' quuJi ;:;n,;lanzialn1enle s i in ll'grano cd '. rni le diminuiseono ,!l'/t errori cltc a ciasc1111a sono s pec ifici ed inerenti. lnoltr r è bene tene r :n·esente che il metodo cul lnrnle se diffe ri;;ce il giudizio ball ,'riolngirn d i 10- ! 2 ore dnl mom•~nlo del nrolcrnrnenln del materiale, r:hmlrc il ballerio;;conir.o lo forni ;;cc q11asi s~1bilo , Ila SlJ q11eslo 111linH1 il n,nlagg-io rii dar apprezz,llllL'nl i più sir11 ri l' rh'finilir i s pl'cialnwn1 ,, '."l'rso quelle specie ballerichc - slrcptococco cd anaernbi gassogcni - ehe come ,·edrerno son(1 gli cil' mcnl i inrlicalnri d1•lla rc,ndnlla "JH·ralor1,,. Il metodo ballL'rioscopico f11 seguilo dn P olicMd e P ltélip, pare con buoni ris ullati . ~'la nnn s i CO lllJ)l'L'lldr lwnl' co11w i pn•d .•lti a1ilori abbiano pnluto, nelle prime 2~ ore d a lla f(' rita, ;.ri11òicare ron s iC11 rezza d ella presenza o meno dello s i re ptococc:\ ud esempio, rial solo esame batle rioscopico. in quanto lo sl rl•pt ocncc-o ran11nentP ;;i pn';;en ta nC'llt' prime 2!1 Orf' colla Sl!H carnllerist ica di~posizione a calena. E' nolo ( 1) in fatti rhr lo stn·ptocncrn s i p resenta g-enrralrnl'nlr nclll' fr ri le di ;:rnerra come diplococco non caps11lalo, formalo da rnr.chi rotondi o rcnifor m·1 appaia_Li; la qual forma può frt r sosprllare con forti probabililit, non garent1 re la ,·C'ra nal11ra d l' llo slrepLococro . PN r.onl ro n r l lc ft' rite cii 1?11erra del le prime ore si pn;;sonn lrovare ca!L' nine di co<'•:ili cl1r p<,trebbe ro morfnlogicarnenle atl.rihuirsi allo ,s treplncocco cd i:wcce appa rlen!?Ono ull'enlcrococro nel s uo asprtto pnl imorfo. Tl mrlodo cultu ralr f11 inYece ;;rguìlo esc l11;;in1 rnen te rla Tissier , (11 l )t·w.\sTr. I.., l.u ~trr:-11to c•,cc-u lH""lle pri111c fo:--i dc.·lla e,ùht1in11,c ,ldll· fl·ri tc di I .a ri/nr111c1 Hlt' li.-,1 , 10 1S 1 21 dil·l·11tl !('.
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Fatt·. Il .
I CR!Tf:Hl CLll\lCl f. B,ITTt::RIOI.OGl Cl , ECC .
Cross, Fniscr. La tecnica d el prd1.:1·amL·nto e dl'l ::;aggiu rn lturalt: 1·c1111cdai pred etti A.-\. disciplinala in modo che il responso baU·Jriologico, in, rapro rto specialmente allo streptococco, s i polc,;se al'e re in m e 110 d i o llo ore. Gross e Tissie r s i limitaro n o alla sola ricerra d e llo sln:ptococco, l'I · ten endo che la presenza di d cli.o gt.'rme Siét l'unica conlroindicazion<' batteriologica alla sutu ra primaria; Fraser inYece fece ricerca conte m poranea d ello !'\\rt:: plococco e d egli anal'l'Obi, limitandosi per questi ul t imi alla differ enzazione gen e rica c1illu rall' in germi a ncie rob i prod1it tori o non produttori di gas . U) R1 :; ,. l.'l.'ATI.
Dalle ricerc he di Gross, Tissie r, P ozzi, Ramon, Le rndit.i e De brL'Z, Pl isson e Ramon, Chalier , Deb eyr e, Gas lo n e R obe rt, Munroe ris 111La c he Ja più perfe tta e demolitrice d ell e exer esi fallisce costanw m enle nt.'!ll,; ferì te inquinate dallo s treptococco, q uah.111q11e s ia la nu·;ctò. morfo lo~ ica o biolog ica di detto g erme . Onde lui.te le volte c he l'esame batterio logico d ella fe rita, saggiata p rima d e ll'inte rve nto operatorio o nc•llr 211 ore c.h e lo scgu,)no, dimostra la presenza d e llo streptococco, non si d eve praticare la 5utura primaria o se praticala s i d eve immediatamen te riaprire. S olo dalle ricerche di Frnscr r is111lerebbe che la coni ,·o indic.azi o ne u:::soll,ta alla p ermanPnza d e lla sutura in fe rite primiti,·amente s 11turnt,, è d ata dalla presenza d ello streptococco e molitico e non cie lie altre rnril'lit di d etto germ r; in quanto lo slrcptoçocco e molitico s0lamente sa re bbe caus a d el fallimento d el la sutura, m entre le a ltre s p ecie d ello stre ptococco pe rmetter ebbe ro la c icatrizzazion e per 7,rirnnm nel 70 :(,. d e i casi. Nel val11tare esattamen te questo d ato di fai.Lo con~l:llato d a Fraser giova ri cordare - in m e ri to al princi11io gcnHale d e lla possibilità c he fe ri te di guerra cicatrizzino per vrirnarn n el 70 % d e i casi, pur trovan dos i pr0sente lo s t.re ptoc0cco - che la tec nica di Fraser l'\e ll'isolament()o d ello s tre ptococco dalle ferite è rivolla a ll'inquinamento il n o n a ll'infezione s lreptococcica. In quanto d cli.o A. , prelevando il mate r ial e d'esa me n e ll e 1wime ore dal la ferita e pri ma d ell'inte rve nto c,r,e rativo con un Lampone di garza sterile clie insinua n ei recessi d ella ie rila, v ien':l a rnrcog·lien• un matedale costituito in massima da corpi s tranie ri , s p ecia lm ente fibre vestimentarit•, le quali , come è n olo dalle ricerc he dì Fle ming, .lob e Roux, sono inquinate n el 40 % dei ca s i dallo s tre p tococco . P e r la q nal c0sa è nal11rale che la semina di d etto mate riale dia s ,·i I u ppo d e llo s tre ptococco coll~ !'\lessa pe rcent.11a le n elln. q ua le esso È'· presente. Ma evidenteme nte ques to ancora non s ignifica che la f0 rila s ia infetta dalln s lre plococct); lo ind icher ebbe solo al lorquand o il mot eriale d c1!'\linalo alla cultura prm·enisse dal seerclo d ella fe rila rlo po l'c xer<'Si° cl1 ir11r~ira <' la consl'tn1entc s utura. Allora. ed in cp1csto cH~o solamente. s i po trebbe dire ch e le fe rii.e possono c icatrizzare p er primnm, pur es sc:nclo in frtte da Ho slreptor0cro .
1 CRLTERI CLlNI CI E 8.H'fERIOLOG ICI, ECL:.
Se \'exe resi chirurgica, praticata su ferite i c ui t.cssu ti sono g ià infetti dallo streptococco, non è s ufficiente a garantire il buon :>~ iL,l r\i u n,~ sutura p rimaria, l'exeresi invece praticala su fe rite modicamente infct(e da anaerobi gassogeni è su fficiente ad arrestare l'ult~riore germinazione batterica ed a consentire nel % dei casi secondo Gross, Fras1:r , la cicatrizzazione per prinum1,, Vedremo in segu ito come - dai dati compan1ti fra la evol uzione batterica e la evoluzione clinica delle ferite - la possibilità che ferite infette da anaerobi gassogeni o non gassogeni, p roteolitici e saccarolilici possano cicatrizzare per primam non si avve ri c he in una catrgoria ri streUa di fe rite, e com e p er tutte le r imanenti s i d ebba ritene re con troindicazione alla s utura primaria la presenza d egli anaerobi , s pecie quando la fe rita in teressi il tessuto muscolare ed i g-crmi infettunli s iano rnr<!ruhi saccarolitici.
,1.
lii. -
TECNICA USATA ALL.\ :?a AMllUl,AXZA CHIIIUIWH.:A .
;1) PRELEVAMENTO DEL :\IATERIALE o'r.s.n1E. Come esiste una delicatissima tecnica di exeresi per porre i tessuli della ferita indicata alla s utura primaria in condizioni di c icatrizzare pe r primam, così vi è una tecnica non meno delicata rivolta al prèle1·amento d el materiale che più è adatto a significare culturalmente e all'esame baUerioscopico le real i condizioni batteriche dei tessuti della ferita. Z ona del prelevamento. - Dire che i tessuti della fe rila s i devono saggiare, prelevando il mate riale in special modo: a ) dalle zone più profonde e recessual i; b) dalle zone che inte ressano il tessuto muscolare; r ) dalle zone dove i tessuti sono mortificali o rlevitali zzati; d ) dai coagu li sanguigni c he tamponano le piccole :in frattuosilù ; r> ) dalle zone meno emorrairiche: /) dalle zone topograficamente più sospette come nido di infezioni , è tradurre in parole le indicazioni della tec nica del prelevam ento forse le più intuitive e apparentemente facili, ma alla cui precis i111c 1i all t>azione g iova più la disposizione tutta pe rsonal e di c hi preleva il materiale che conosce re teoricamente le zo·ne indicate al prel1:'vamento. Sono dunque indicazioni in parte intuitive, in parte dipendenti dal discernimento cl inico commaturato in grado ma~g iore o minore arl 0 1rnuno dalla pratica che si acquisisce cogli e rrori che facilme n te si pongono in evidenza collo s tudio comparalo fra evoluzione },atte rica ed evoluzione clinica. E quando lutti questi c rite ri s i sono affinati per lung~ pr~tica si p~ò sempre cade re in e rrore, s pecialme nte nel primo sag~10 d1 una ferita recente. q11itnrlo la infezione ba!terica è 1incora 1ns11la1"e, ci rcoscritta cioè ad alrnni punti , i quali possono "nchr esserf> praticame nte insondnhi li . 0
I CR ITlml t;LINI C I E BATIERIO LOGJC I , ECC.
T1·1111io del prd1·1·am1'11l o. - li maleriule ,·enne p rclc1·a.Lo dalla ferita prima di ogni lrnllamenlo 1tnlisetlico pre paralorio ,1lla s utura primaria, in media alla ì " o ra dal momcnlu d ella ferita. Il sagg-io batleriolog ico, nella maggior parte d elle volle, venne ripetuto dopo la sutura fra la 11,· e la 21,• ora dal m om e nto d e lla fe rita, in si nuando l'ansa di p latino negli inter:,t izi d e lla feri ta fra punto e punto. E' bene tener presente che il period o di tempo che inte rced e fra la 14• e la 24" ora è il più inte ressante duJ lai.o bio logico e s ign ificativo dal lato pratico. I nfatti se l'infezione baU<' 1·i ca d e lla fe rita è sfuggila al cnntrollo pralicalo p rima · d c ll'inten ·en.to o pe rativo, è ri velala s icu ram ente dal second o s aggio batterico fra la ilt' e la 24" o ra, epoca ch e cog lie tulla. la flo ra ballerica n el s110 sviluppo , anche se tardiYo, e n e l momen to in cu i la .fl o ra a naerobica non ha ancora preso sopravvento di s 1·il11ppo stilla r1erohi ra o questa s u qurlla .
fn MF.TOO I BATTER IOSCO PICI. L'ansala dd mak rialc prele ,·uto, Vl!nne sca ri cata s iti centro di r cl ri ni po rla -ogget t i n111nt• rali e sk rilizzali a llu fìamrn a . 1 1·elrini d estinali a lle comun i coloraz ion i - fra le riuali venn0 usala comunl.'mente 0
la tionina fenica idroulcoolica all'L ';;,, che a mc è srmbralo i l colorante piÌI d t' licalo fra que lli d 'uso comu n e, o q 11e lli d estinali :il nwtodo di Grnrn o di LiboTi us. vPnnero fissali alla fiamma ; gli altri, d estinati a i lo si udi o d l'I la forn111 la leucocitar ia, vennero trallati a p p ro priatamen te SL·(.'nndo Il' indicazi1rni pe r le colorazioni colla miscela di G iem sa e di May- Grilnwald. ;-..;e1 p l'irnn e nel s0rond o sagg-io d ella fNiln, quando la fl o ra b a t.te rica, se presente, è scar sa, venne ro in media alles-1.ili 20 vetrin i, ond e est.endere l'esam e al mag!!ior mat eriale poss ibile . L'esame baltcrioseopico fu sempre c-nmpl r tato . (']llando la fl ora hall.erica e ra presente, con r rsamc a g-r-cc ia penden Jr cie l mal cri a le ci i I u i I.o in solt 1zi'1ne fi s iologica iir pida .
C) Mr.rno1 Cn:rr-n,\1 .1. Nel sagg io balkrico d el le ferite da me con trolla le il m etod o cull11 l'Hltl venne praticuto collo scopo esc lusivo di a ccerta re od c·scluder e il più rapidamente ed esattamente che fosse possibile la p re::;enza d ello slreplococco, d e ll e specie batlèri'l.:ht) anerobiche in genere e d e lle gassogene in spec ie, in mod o cl 1e se il r eperto p e r le pred e tte specie batlcriclw fo,.:st• s ta ln posi ti vo In di s un ione L!01la fe rila potes:;e 1:sser e falla p oche o re d opo IR su t11ra. La lecn iea fu d e ll e più semplici, la sola pralicamenLe fallib ile nel la boratori o di unil unità ch irurgica aYanzata; ed è intu itivo che in tali conci izion i di lavoro la irlenli ficazion e d ei bat.Leri anaerobi non p ossa essere fatta a llro che p er i lor o caratlf' ri m orfologici e 1'11:;pello d elle ntll11re . rul/?tn• a1·rohirht'. - Le c11 1l111·e acrobiclw furon o al lestite coi m ezzi comuni; e poir hè erano sprr ialmenle ri1·0Jtc a ril evare la presenza d el lo
I CRITERi CC. INl C l E BATTEl\lOLOGl Cl , f:Cf:.
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streplococco prnvai i divers i !l'rren i c 11 llarali indicati allo sco1io, ci<l".! iI terreno di c 'cke g lice rinato al 25 %, il brodo glucosato al 2 %, il brodo di Sacquépée co mposto di 4 parti di brodo o rdinario nell,lmente alca· lino e di 1 par te di albumina; E: trovai ch e il brodo di Sacqué pée è il mezzo culturale d o ve lo s treptococco s i s viluppa i l più ra pidamen te, nc lf'80 '},.. d ei casi entro le 8 o r e . Culture miaProhichc. - Dopo a \·er p raticalo per par~ccltio tempo r ultu re d i s viluppo e di isolamento d egli anae robi colla tecnica di \'cilJc,n in agar glucosat.o, trovai m e no di s pendioso e più prntico usufruire de lle bombole d i idrogeno che l'Ambula.nza ha in carico, per far sv ilup1,,, re , col comune dis pos itivo, le c1 illure in ambiente di ,drogeno. Con d etto m etodo ponevo in anae robiosi tre tubi se min,Lbi del materiale in esame, il primo con brodo g lucos ato a l 2 %, dove !!-li anaernbi saccarolilic i s i sviluppano precoceme n te ed inlensamenle con forte produzione d i gas, il secondo in agar comune seminato pe r infissione pro-
fonda, iJ terzo in brodo peptonato. Trovai pure mollo pratico semina re abbonduntcm ente una prove tta cli bro do comune o di b rod o g lucosalo , di tenerne la m e tà in cn ltura a erobica e l'altra m e lit vers arla in una provetta di agar inclinato, in modo da inquinare t,utta la supe rficir d 0ll'a1rnr; qu indi porrP questa secon d a provetta rie mpila d i idrogen o pe rpendicolarme nte in termostato. Dello procedimento pe rmette lo svil upri0 in brodo al fondo d ella provetta e consente contemporaneame,iti, 11.n cliscr eln isolamenlo d ell e varie colo nie sulla s uperfiri 0 <] ('l] 'a.z ar. IV. - :MATERULR F.S H IINATO - IUSULTATI !)ELLO STUDIO CO)ll'AIU .TO }'IL\ F.VOLÙZIO~rn CLINIC.\ EII HOl,UZIO:-;F, RATTEIU(.' A. 0
Dal J seUembre al 1° novembre 19 I~ Ilo sc~uito 64 ferite trattate rolla sutura primaria immediata, p er l'intero loro ciclo evolutivo. Se la evoluzione clinica cli queste feri te si compara col re peri,o batler!ologico prima e dopo l'intervento ope rativo. è possibile pros pettare cmque mod a lità di evoluzione clinico-ba.tterica rlelle fe rite trai.tate colla sutura primaria immediata, nelle qual i la influe nza rle ll(' varie specie batteriche n el cli~ci plinarc l'anrlamento clinico appare chirll'a e piena rii sig nifirazion c prat.ica: . 1° E l'f'1[11:ion f' rr.~Nlii'n r li11 irr1 ,. hn11,·riN1. - E' il c-.aso id0alc che s1 avve ra nel 20 n;,. L'esame batter iolog i('() prat.icat.o p r imn e cfopo la St1l11 ra n o n di mostra ,[!ermi. Le fe rill' van no a cicatrizzazif\nr pe r vri1~11m. pr('senlando m odificazioni is tomorfologiche locali s imili alle fe nte asett iche iiella pratica civile , tranne che l'infìllraziMP plas ti ca nelle zon;e c ruentate talvo llél è mag~inre e la foe-orilosi s 11!rli eh'm en ti ceH11 . lari rlevital"izzati più intPnsa . 2° ~·1:nh~~irmr- n.~f'tlicn f'!i11irrr ,, 11011 lwllcrirr(. - C()sfilui scr la <'~ entnalila J'>!~l frequcnle arl avverars i. Re s i esamina l a f<'rila s 11 turat 11 si constata. g1'.L òal secrmdo giorno. un Jpg-irero arrnssam;:i :1!o r!Plle zone r1ilan ee. che c1rconrl11no i fili rli su tura; la re!rione s i n,·0c:nnt,A alouanto t 11 me fatt11 e da qu1tlc'h1' punto talvolta p11ò anch t> gPm('rl? rl,•I s ie rn le !?'-
I Cllllt::RI Cl.l:-il C I E BATTERIOLOGICI, ECC.
gl' rllll'llle e malic:o. l n gene ral u d o po d11t o tre giorni , nei quali s i verifi n u10 modiclie e le rnzinni sero tine d e llu ll·mµeraturn , il turgore dimiJJ11isce e la cicatrizzazione , sebbene rallentata, s i a v ve ra ancora r,er prima111.
L'esame batterio logico d i queste fe rite ri\·ela soventi prima d ell'atto o pe ralivo, e sempre d o po 14.-15 o re da.Ila fe rila, un inquin;ime nlo batterico costituito in gene re da saprofiti banali, s arcinc, enle rococco, B . m cse1~le ric 11s , ecc., ecc., od anc he da alc une s pe cie patogene, stafilococ co, pneumococco, pne umobacillo , B. difteroidi. E' be ne Jc ne r presente e lle la d ensitù batte rica d e ll·essudaLo in esame non s upe ra mai i dieci ba ltcri per ogni campo microscopico ad imnw r s io ne e c h e la maggio r parte d ei balle ri s i trova fagocit1;.ta. Con s imile evo li1zion e clinica n or. si incontrano mai lo f t reptococco , nè g li anae robi g a ssoge ni . 3° E voluzion e sellica. Disunio1ie par::,irlle, svontanra o v nlontarin , rfrlla f crita. - Costituisce una c lasse di fe rite a s~ai inte r,:,ssanle dal lato biologico; in (]tmnto in essa si possono in contra re le sle!-;;e s pecie batterich e anaerobi ch e ( B. P e rfringens, Vibrione Se llico cii Pas te ur, B. Spnroi<cn es, B. Ucd e matièns di W e inbe rg, B. l s toliticus, B. T etani , B. Fall a x di Wcinbc rg ), cd a erobich e ch e incontre re mo al N. 5 come ('au~a di complica nzr sl'l.lic he g ra vissime . La idc11litil fra q11cste diver se c lassi di fe rite è solo presu mibilm ente n el comune ed icientico inquinamento batte rico ; la dive rgenza im·ece s ta n e lll' rlivc rse condizioni anatomo-pato logic he d ei !.essu ti, le (]uali cnnclizio ni sono la ra~io ne precipua d e lla dive rsa e vol 11Z1on e clinica rl l1 ll e ferite . ln ri11<'sta te rza categ-ori 1 ct; fe rite ri entrano in gen e rai,' : a) fe ril e atipic he da proie tlili di f11 c ile n ell e quali v enne proie l!alo scarso mal ! ri ,tlc sci lico in trssu ti vi tal i, o ~cn z a vas ti fe1n111en i di alt ri;·.1ni 1C'; //) fNil e rlc7li arli d a sch eg-,!.:-c• m e ttillir h e c on proiezi·) n c rii makria le settico n egli s tra ti sopra apon en o tic i o n cµ-l i s trati piì1 s upe r fi c iali rll•ll n zona nw~cola re; r) ferite lras fosse d ei<li arti con frall ura , sem .a 11na vp~ La camerarli allrizione m11scolare, nelle quali la piena vila lilù rlt' i Le<;,'lli pro fondi pt• rmetlc la ra picia riparazio ne c icatriziale, anche c he s i sia av\·era!o 1111 leggero inquinamen to, il qua le s i traducr invece in 1111a te nne.e ;nft·z ione /r( n cralm1:< nte ne lla zona dl•l sotlor11f a:1t'O ch e, come ic- nolo, ha minori po l" ri di difrsa. · d ) fc rile arlirnlari , n elle qual i la fo rte r es·is lrmza d ella m e mbrana s in ovial e a llr in rezion i bai !e ri ch e pe1m eli e sov enti la s ua cicat rizza zi on e Pt' r wi111fl111, a nch e q ua ndo q ual che zo n a d e l sottocnl,.ineo riman e infcllala . Nl'lle prerlelle rr r,dizinni i'Hpe rl11rn parzialP <lr ll a fe r ita HYviene s p nntanr 11 vr rso la 6" - 1• g iorna ta . o p11ò essere falla \·olonlariam enle \·e rs0 ln 1,·_5• irio rnala q11 a nrlo dalla rac ile e\·irlrn w sinlo malolottir a lornlr ,, g rne rale r h e esi~.le 1111 rorolaio nn7is!ico ;:i è indo tti a !ng:lil' re 11110 o rh r p11nl i di s11t11ra. La rl i~un ionc> pa rz ialt> ,·ol11nlaria Òt'lla fP1·ita p uò e~~(:'re a ncora indi1
I CntTERI CL I NICI I:: 8.\T'f.E:ll lOLOG ICL, ECC.
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,cala molto piu µ recocemente dall 'esame batteriologico - tratto dalla zona rlc lla ferita c linicame nte p iu indicala allo scopo - che giù allo in i.zio de lla 2• giornata può so rprendere na ll'essudato un a dens ità baller ica s upe rio re ai 50 batteri per og ni campo mic roscopico a d imme rs iorw. 4• t:volu:.ione scltica . Uisunione complt-ta, s pontant.:a o vr,lontaria d ella ferita dtt ùt/e:.ioni prevaft>ntc 1111•1tll' strcptococciche. · - 1'u!ìt· le ferite da me esamlnale tielle quali lrorni prima de ll'atto oper.11.ivo o nei i;.; 12 ore c he lo seguirono i tessu ti marginal i della ferita :nctuinati dallo streptococco di qualsiasi aspcllù e variclit morfologica - a lunghe e a bre,·i catene, conglom eralo, a diplo, ad elementi piccoli , a E,Tossi el~·men li del tipo f<'cale di Wrighl, o la ,·arie tÌ:l di Dis laso che s i s viluppa ,e.on pre ,·alenza anarr·ohicamente - si dis uni rono rer intero ,p ··1t11.nt:a m ente verso la 5'-6' giornata , oppure furono disunite precocem en lc :m lle indicazioni dell'esame balter iologico o pe r la impone n:r.a d ella sin. tomatologia clinica. Questa constatazione che collima con quanto è giit slal,1 rill'vato da Gross e eia Tissic r sull'argomento, diL valore assiomatico all 'enuncialo seguen le: Le fe rite di ·g uen a i cui tessuti s i tro\' ino g ià in fetli dal In streplococco non sono passibili d i una s utu ra primaria immediata, per quanlo.d emolilirice possa essere la exerPsi chirurgica ed <'Salla la si n lesi de i L<'ssuli appnrenlcmenle sani, e se s uturale d eYono essere immrrliatarnenle dis unite. 5° E volu:.ionP srttica - n ;.q mion" compl et a , .~71011tanca Q rolonto ri11. r/,·/111 frrita da in/1':.ioni gas~()~,· prnrlottf' dollrt n.<,Qrirr;innr r/f'llo s/rr plncorro ('(/oli a110t'robi nas.1·ou,.ni. - La c,·cntualiU1 rhc feri l<' lrnllale colla sutura primaria immediata s i compl ichino con infezio ni da anael'Ohi '!l:assoi:;en i, in modo da trovare in 4•.5· g iornata la fe rila ti is unila ecl in,·11sa eia processi gan~r eno-gussosi, è relatirnmPnl<' rara. N<'i quallr!) casi da m e batteriologirnmc nle con t rollati , cli complicanze infc llive gassose sussC'gu itc alla su tura p rimaria la sorvegl ianza ' clin ica de ll a fe rita e del ferito, aiutata dal controllo bntte riolng'ico precoce, non ha mai permesso di veder dis unita la ferita per la insorgenzR di g r11vi proc<'ssi ~angreno-;rnssosi , poichè la flis11nione ,·enne pr atirat ,1 rnlonlariamenle e precorem enle, limitando co::.ì questa ,l;'r.t,·P complit'anza Sl'.'f.tii:a afl un se mnlic0 processo rii fl c mmont' irnssoso l<,<'al c. ~e! rlPlf'rminii'ì rnn di (Jlll'i'ìlo incirlenlt' sl'tli r.o d e lt a s utura primarin ~im·a rnluta re pa rti lamentc il falln re haltE?rico ed il falio•·,, ilnatomi,·n ch,J s ub~frafo rhC' cnns<'nfe In sdl1111nn hnfleriro. li fa 1 t 1m · hr11tNirr1. Ne i /"Jtinll ro rasi in esa me la Rora baUerica anpa rYe costiluila in rna;;sima dalla associazione clelln s tre plorocco C'O!!"l i 11 naerobi ;:-ac:~osi nelle m nclal ilìt Sl'!{11('nti: · C 1so I. - Str<·1H<l{'<l{'<·o clom iuio ,kl P1:r fri11 ,:,·11, . . CASO TT. - Strl"pt01.·o,' co fn11,f.'<:1h.
n. r ..rfringe 1i- -
\'ihri<>m· ~<:tt ic·o ,li Pa,tc ur, con pre -
R. P è rfri11,f.'e11~. n. T-,rani, cou predo111i11iu ,kl B. Pc r-
~'.Sll 111 . - S1r,·ptOl'ncro - Il. 1'1:rfri11.i:c11~. \ 'ihrio 11e <etti <'" ,l i l'a,1e ur, co11 pn,dn1111111c, cld \' ihrio 11,•. C' , so r,·. - ~tn•ptoc(l('c o - n. P,·rfriu$;e11<. \ 'ihriou<- ,e11i,,,.. ,li l'a,t,·ur. n n,-<l,··matii:11• di \ \'cinh,·r).!", con predo111i11i" ckllc ultime due ~pvci.:
I CRITERI Cl.lNlCI f. BATTERIOLOGICI , ECC.
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La s ign i firnzion c biolog-ica ed il \'alor c patogeno ck llu a,-sociazionC' aè ro-anacro bira fr a streptococco e batte ri gassosi, è chi a ri la dai seguenti dati di f.,dlo, pa rlalo d t>i Ja\'O r i s 11ll'argo menlo di D0 11g lus- Fll' mi11g: L' , so 1. - Llu a n J o il H. l 'crfringcns :-:.i ~,·ilupp;t i11 ~•~:-:ot;iazinnc a llo ~tn:pt OCOl"l'O :.i \'\'.'ri ti.ca 111:1~~ior~ e puì al,bon,la11tt: cultur,"I in tltlti c..· thH.: k varicti1 hau c ric he . C., s11. 11. -
J.a sll'S~a ùosc di 13. Pcrfriui;<'n~ <'cl c ntc·rocuC'co dtc inicnnia sou o-
cutt: nt·dtlt..' 1:t t.:a \'Ìa iu 3 g iur11i, la 1u.:c'i(i e tn .q ore qua ndo a1l'l'ntcn>c·octo si so:,;.t itut:,;.ca lo ~ldll1ococ,:o, t:d i n ,5 o re q ua11•Jo all'('ntc..·nH;orccJ :,,.i ~o::.titui-:--co lu ~tn~ptocoeco.
l nolln:, rico rd,u1do g li s L11di di \\'rig hl SLlllu rnria fél\.' '.)!l.it d ei batteri d i germina re nèl s ino umano m,r111ale, ::;i comprt'ndc ,n11:or a come colJ'a ssot iazione d e llo sl rè pl ococco col B. P e rfri n~ens J'inkzir>11e anae ro bica poss a aLlccchire a11d1t! sui le:,suli approssi1nuli rn111e11le :,;:ni , llllali son quell i c he rcs id11ann a!la exl'n·s i r lli r 11 rgirn di una fe ri ta lrnttala colla s ut L,ra primaria ; in quanto lo ,;l rcplococco appar tie ne ai S1'TOJ)hi t,:s, ossia ai batter i elle s i s ,·iluppan o b L'ne ne l s ie ro urnan•J noi malo}, m e ni.re Lui.I.i g li anaerobi - co n1prl'SO il B. P e rfringen s - ap11arlengono a i s1·roph it,·s imperfe tti o ai S,·ru-st1 pN1/Jhit,·s , ossia ai butte ri c he " i s dluppa110 n e l s iero 11muno solo .allo rquando ha diminuito o ha pe r d11to il suo pote re antitriptico . !\c i predetti casi in t'samc il re pNto cu ltu ral e e batk rioscopico fu pos ilirn , n e i p rimi 3 cas i fin o dal p r imo saggio fallo p oc hi min u ti prim a d e lla sutu ra, che u,·,·cn ne ne l primo cusJ alla 6' o ra, m•I sec(>ndo ali;. 5' , n el t.erzo a ll a 7"; ne l qual'lo caso la s utura ,·enne eseguila alla 2~ o r a dalla fe r ila con rc pe r lo ballerio loirico d e i tessu ti nep:alivo . Il r ep e rto batteriologico di,·e nne p ositivo ne l secondo s aggio prat.ic<Llo alla 12' o ra. Q11esla precocità rii s ,·iluppo d ella fl ora balle r il'a !-Opra accennala è una d e lle più s ig nificative caralte ris lic he d e lle fe ri te che s ubisrnno un f.1 rt.e impianto di germi e i cui tessu ti , p e r mino1'f1ta o n on s uffic ienle r:;s,stenza, consentono facilmente il rapido sv iluppo d e i germi. E posso ancora d edurre questa ossr rvuzione dal la espcri('nza a couisi la ne ll o esam e di 2 10 ferite d i ng ni sed e e d e lla più va ri a c nliliL, c he. 110 po tuto seguire d all e fasi ini ziali d e lla e vol uzion e a n a lo mo·hatle r iologica fino alle terminali. Deduzione con segue nz iale rie l dato di fallo c he colla r apHlilit cii s , ·i l11ppo ciei germi n e lle fe r ite s i col lcira sempre un' infezione violenta, è c he la su lura nrimaria immeciiata non d eve essere tentala 11e i casi in c ui q uesto reperto ,.:i può rnpicl<LmL·ntc constatare coll't' same t,atLerioscopil'o. Il /{{f!Ort' rt1·I s11/Js tratn r111r1trn11il'n . - De i q1wl l ro e le m~n t i dai q 11 al i la nal11 rn ed il grad o d el!<> infezioni bal lrriclw rl rlle fe r il e ciirwndono· mnssiYilil clell'impianlo bntl r 1ico. ,·irnlN 1za cir i ceppi . natura d e lla fi o r ~ hallc rica , cnn rli zinn i ann to mo-pat o logirhe e nc1t11rn dl' l IL';:.;;ul,) reccllor .? quesl'ultimo è qnello ch e n ella ris ulta n te della infez ione ha rwr lo m e n ~ tanl o rnl or e n11a11ln i tre primi a ssociati. P.r·m·n prnlica cli q 11eslo è il fatto c he la s1il 11ra p r imaria c!<::llc> ferit 0 <'ranrclie !-npr~ e ~nllorl111·:ili t_iene cp1a,;i sempre rprnlunque :aia l'i n qninam en to bal_1r nro in e~!-<' s !ah1l1Los i. E lw n s i compr e nde J'r ,·~1111.io ne. rii <1 11estP f1' rr lr nellr rp1nl i gli nnarrobi saccarolitici. st' pn'sen ti . s i ,·rcion 1r
l CRITERI CLlNICl E BATTERIOLOG ICl '
t:cc.
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scomparin.: in n1eno di 24. ore per la mancanza o la SL·,u·sil~L cld tessuto muscolare c he è il lo ro terreno clellivo, c g li altri germi \·en[!ono faci lmente ostacolati nello svi IllPPO dal la ricchezza d cl la i rrorn.zione sanguig na. Per contro nei quatlro casi i11 esame di complica nze infeUive gassose s11sseguile alla :oulura primaria immediata il te rreno-- rapprcscnl,ito da foco lai di fra! lllra de:;! i arti con forte aUrizione muscolare - e rH stato inveC'e il più. 1'ropizio allo svil llPJJO degli anaerobi saccaro lilic i, B. Per iringens-Vibrio nc scllico di P uslenr, B. Oedematiens di W e inberg, 1•d in esso la fl o ra anacrohica di inquinamento s i sviluppò malg-rado che la exer esi, praticata colla soli ta tecnica, fosse stata ass ai <lernolitri ce cd L'iìalla la sintesi dei tess1 1ti apparentemente sani.
coNcu·sroNr. !. - La Slltura p, imaria immed iata de ll e ferite di g 11orrn. di una certa e ntità, inter essanti specialmente zon fJ ricche di tessuto muscolare, iallisce per quémlo de molitrice pos;;a essere la exeresi ::hirmg ica ed esalta la .sintesi de i tessuti. a ) Tlltte le volte che s i constala al l'esame baltf:rioscop1co dei tessuti uno sviluppo precoce di germi, c ioè fra la 3· e 1'8" ora. b ) 'l'lltte le volle che in un perio do qualunque de lla 1:\·oluzione della ferii.a si constala c ultu ralmente e hatle rioscopicam enl e la presenza <leilo stre ptococco, qualunque s ia la s ua varietà morfologica. :2. - La sutura primaria immediata d elle fe rile di guerrn c he inlerec;sino profondame nte il tessuto m11scolare si complica semp?·e a d infezioni gassose più o me no v irulente tutte le volte che vi è associa zi.)llll dello s tre ptococco coi batteri anaer obi gassogeni. 3. - La s utura primaria immediata r!Plle fe rii.e crnniche snpr:i e sottodu rali ha quasi sempre esito immediato feli<·e, qualunq110 sl11 la norn battc ri,ia ~he le inquina. Solo . lo studio ulte rio r e e tardivo rlclla e\\lhr7.ione d, dett.e ferite potrà dire se e con q11ale pe rcPntuale lil s11Lu r,1 primaria immediata ha )RsC'.ialo e rinchiuso precocemente dei f,,,·;·lai cli mi C'robismo lai.ente che evidenfe mrnl e possono .s~ere la musa d e i postumi ilS<'eSSll a] i. lo. - E' d ed11zione conso?nur nzi a le d elle condizioni di L-11.!o p rrispe1tale al n. t -2. che si d ebbono dis unirl'. precocemente rp relle feri te nelle q uali s i riesre a porrP in evirlenza isolali od ass0ri<tl.i fra lO!'o lo strr plococco ed i batleri anaerohi ,1.rnssogeni.
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c,,..,rt.-s
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!ull'uso della pomata al timolo come misura culicifuga per le tmppe in servizio in località malariche pPr i l prof. Gni4lo D'Ormea, ma;;µ-iorf' meclico, i,;pe ttore della proti ln::;!-i anti111a la rka.
In Sl'Zt1iLo ai ris ul tali oll.l;nuli m ed iante l'im piego di n t:;elina, agg i11nla all'uno ''., d i timo lo, pe r p roteg-~ere in locali chi11.:;i le perso ne con tro le p11nlu re d e lle zanwre, esper ienze c he ebbero luogo nell'ospèd a le m ilitar e Baraccalo d i Bevernra , loca li li1 mo lto infes tata dai c ,dic idi, il sig. colonne llo Rossini, di rettore d i sa nilà dr ! cor po d'arma la rii Bologna, vol le che fossero Lcnlale esper ienze in lnralil[L ma lar iche e su Lrnppe espos te a contr a r re l' infezion e. · Incar icalo d i esegui re le esper ienze , scelsi la Piazza t'o1'Le di P orlo Corsin i , che con la s ua popo lazione milita re s i trovurn nel le condiz ioni più adatte per te ni.are un'esper ienza p robante. La P iazza for te di P orlo Co rsin i è costiluilu dall ' in ie me ùe ll c batter ie elle domin11no la promine nza in m ezzo a lla quale s i apre i l (' :tnale na\·igabi le di P or to Cors in i, c he unisce Ravenna al mare . D 0 tl,:! Latte r ie sorgono in un terreno essenzialmenle a cqu it r inoso, fo r mato dni d etri ti organici e d alla sabbia che i l fium e Lamone vien trasportan d o \·crso i l ma re, sospingendo con lin11amente la linea d e lla .:osta ve rs0 01·iente. La lornl ilit comprend e nume rose raccolte d'acqua, alcune d elle qu ,1l i in comunicazione col mar e , a ltre salmas trr, con Mnc·ctrnti0ne salin:i t..il v01La s upe r iore al 2 °:,, alt.re infine d i ac(]ua d o lce, o riginale d alla pioi:r,ia o da affioramenli, d ella falda soltos lanle , che scorre H una p r ofon d ilit non s u periore a due metr i . Le ineguaglianze d el s uolo d unoso sono state r ese ancora più S~'nsi- bili dag li scavi dov11Li dalla m ano ò P.11',rnm o, sia pe r pre pa,·llrc vasch ,: pe r J' irri,({azione d e i numerosi orti della localilit, s ia ultimament(! da r scavazion i csrg1 1i tl' pe r estran e il mate r iale ad atto alla ,cost.ruzio n e d r ll r hallerie e d e llr l r inrre, che gparniscono la Pi azza fo r te e la per r01T0110 in ogn i senso. I n srguito alle niog1Xie o an che semplicrmcntc rp iando lf' rscavazion i torcano il li ve llo d1' ll11 falda idrica css,' s i l r am 11 tr.no in 11ozze, cosl iluenli 11n 1•cr.f'll r.nt c hr1/iirr,1 per Jr zanzi-ue. 'T'ali inselli pul111 lano a sciam i, s neciirlmenle Vl'rso IP ore d el tramonf.n; n el le· a c(Tue s i lrnvano con fac ililù le loro urwa e h' lor o la r ve . T n:1tn ct allo rsam e di q11r '*' c he ò e,:rl i insrlti s i r.o;:snno r iC'nnoscrre acca'lf0 al le Y0lgari c11lex anc he anorhclcs, ;:pf'ci,, il s11prrpi1·f11.~ e lo 71.~,·1aln 71irf1ts. La hnssa n ineta che ci rconrla gli s parsi casolari rl~lln lo<"aJ;fù fa vorisce collr ra d ici il d r pos ito del le acq11c ;:(a!!'nanti r con le ,..1d e c h iome o ffre un rinnro a i rnl icidi nf'l le ore culde. Non è d a m e raYi;i:liar e ;:e inuna loralitì, rom(' r111c;:fa infì('ri;:ra 111 mal,11·ia . D 11rn nt,r il l0 m po in c ni prr iì clovc rt' d r l mio 11ffir io yj ;:ifai la Piuzzn. fm·t e J'psoò o d ella po11ol a -
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SliLL'LSO D,ELLA PO.\I!\TA A!" Tl;\LOLO, ECC.
zion e d o rnlo al timore d e lle incur s ioni di idro\·c·lanli nemic;, n e aYe\·a assolliglialo il numero a non più di duecento abitanti borghesi ; Lullavia in Lutti i bambini esaminali l' indice s p lenico sve lava la presenza d e ll'ende mia e presso luLli gli adulbi si raccoglievano, se non St!mpre i segn i d ell 'infezione o d e lla cachessia, storie probanti di anti chi o recenti al.lacchi febbrili. La po1,olazio n e mi litare che la n ecessità d ell a g uerra ha r a dunalo nella Jocalilà s i divide in tre gruppi dislinli. I marinai addet.li qnas i esclus irnmenle al servizio d e lle batte rie; i militari d e l b all,t;;!ione ler rilo riale c h e costituiscono le piccole g uardie e p rovved o no alle corvè,· d elle batterie; i carabinieri e le guardie di finanza adibil·e u·· serv izi di v igilanza e polizia. I marinai a cu ra d e l Comando cii p iazza alloggiano in vasle baracch e in legno, ampie, b en aerale , accu ratamente protette da r G! i ml'la lliche, con po rte a tamburo, guarnit.r cli r etic.el le, prolu ngn~c dil ampie verande, nelle quali !!l i ,,o mini, c:otto ht. prol~zionc d dlc ret i m etalliche. posono godere il fresco serale, lo ntani dal morso d e i m a le fì0i insetti . I pozz i in torno-agli arcampamenli son o chius i, le buche l ive1ln!e con r um . le raccolte d'acqua abbondant e mente inaffiat.c di nafta. SoLI.o la gu id:t intelligente d el Comando d e lla Piazza e la vig ilanza san itaria d el ma;:-giore m edico di Marina d ottor Alfìei'i s i direbbe c h e il quartie re marinaio sor to a P or i.o Corsini s ia qua si 1111 rampo spcrimC'n lalc per s l11di n1·p 1"11 tficaria d ella prot:t>?.ionC' mercan ica nell a lolla contro la malaria. Acrr.nto a q1111 sti comodi barar.camC'n li fann0 s:i11al lido con lrasb le rarlenli han1cchr o le sforarchialc tende t ipo " Roma», in cni sono accanlonati gli 11omin i d C'l b allaµ:! ion e terri to r ialC' di se,·1·izin n e lla loral i lit; esposti ad ogn i intemperia e al morsn irn:opporlahik e conlin 11 0 rlegli insetti chr togl ie a q 11 ei ctisg-ra7.fa ti il b rn0fir io cie l sonno , rli cui !!nardano con inYidia !?Od e re i lo ro forl11nali compap:ni marinai . La di ffe ,·1•ma r ctoYlll a , mi s i di,:.se, a ques tioni di hilancin di di ra:>.tero. s u ll\ 1ppor l.1 1r ilil rlr ll'applicazinne rlPllr quali in mi su ra cli\·e,·sn nel m C'dPs im:ì lnozo mi ~ia permesso cii non insi.:;lcr e. Gli arc,m lonamC'nti. <1rlallati i:1 ca;C', p e r 1 finanzieri e i car ahini <'ri sono 1thhaslanzn b11oni. pur non rap:i:ri1 t11g-rnd o la p ed ezionf' <:li rp1C'lli cif'lla Marina , s per.ialmrnle pP.r la srarSflzza di reti nwtalliche protctlive. . D_a i fai.li rhc ab bia m o en11ncint0 ri ,:tilla ri i<' 11n'e,:pcri 0nza lrn lata appJ ica ncto la noma [,1 ctiliri f11!rn a i mari nai d uran fr il r ipoc.o nollHrno sar ~bbe slafa inu tile. poi<'11è prnticnm<'nte nri loro l e lli rs;;i n on sono mai fltmli dallC' zan zare. m entre avr ebh r av11[0 un rerlo Yan tag-gio rome CSfle r1C'nza in 11,oeh i q11asi r lli11:::i pl'J' i rarnhini r ri e fìn anziP ri r final ~0;1.te, Pf'r le catli\·e conrl izioni cli arranlonam cntn. tra i snlrhli d el b:it ait T~~ne terr:!tnr_iflle ~vr ebl~e f11n,;ionato ro m_e esp~r! enza nll':rnrrtn. p· tt malaria s 1 è svilupp,lla con una cer ta rnlf'ns da Ira i mil ilari rlC'lla lr;~~~ f0 rl e. '!'ullavfa la l"ni:rn ,: icr il ii cii :\!!"osto p di Sell rrnhr <' ha ronin ~<1 11e_sl _a~ no a manten erla enlrn limiti moderni i . Sem.,t en lrnr,' Inn i() ~ ;~ 11 1st1<'1. <')1e non n oss0n o <'ssc·re anrorn r.omnl eti. rlirrmo sol 1.1 n 1 .. 111 alr 11 nr 11rr.an tnnamcnl1 d el h nlta!l'l ion(' """a ha rn(T!!"innh 10 nrldiì 1 ' · , fort.11nnli r arnmenle è sre,;n a l~ rlisolb • ciel 100 "'·· e n ei· p1u
r~·~t !
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S l . LL·L. :311 1,f.LLA PO~·lATA AL Tl .\ lOl.0, ECC.
dd 3U •; 0 • Tra i marinai invece si è manteuula al disotto di (!UL'sla cifra. sulla quale invece ha oscillalo per i fina nzieri ~ carabinie1:i, . Causa malarigena per tutti i militari d ella Piazza forle e 5ldlo il 5cr,·izio a ll'aria aperta durante le ore di nolte. Era prescritto chù le vedette. i>orlassero la maschera dal crepuscolo all'alba. I soldati di fanteria_ 11,·12rnno d ei veli di garza, due o tre per accantonamen to, 1nsuffictenL1 per numero e qual ità; i marinai, i carabinieri e i finanzi er i possedwn1110 buone maschere e buoni guanti . Ma tanlo che g li uni che gli allri rifugo-iva110 dall'adoperarle e malgrado le osservazioni e le punizi:rni era ben ~arn che un ufficiale di ronda accostandosi di sorpresa a i piccoli posi.i o alle sentinelle trovasse la maschera in funzioM. E d el reslo ogni epidemiologo sa quanto sia praticamente poco usalo un lale congegno v• oli lattico. P er questo motivo buon numero di casi di malaria primitiva furull(} dovuti a Porto Corsini al servizio notturno; ad esso poi si aggiungernno per i territoriali le cause dovute alla nessuna protezione ·d ei loro accantonamenti. Il tentativo di adoperare all'aperto la pomata al timolo per esrwrimentarne il valore protettivo, che si era mostralo efficace in luog hi chiusi, trovava dunque a P orto Corsini, come dicevo, ecccllenli c<' ndi· zi one di ambiente. E' ben vero che un certo numero di sperimentatori e di scrittori di epidemiologia hanno parlalo contro la efficacità d: sostanze odorose adoperate all'aper lo . Ma io avanzavo a quesJ e affrrrnazioni contrarie, sia l'obbiezione che il valore della pomata risiedeva più sullo strato di g rasso d eposto sulla pelle r.he sul contenuto ;n sostanl.ft aromatica: sia l'obbiezione che sovente si trovano nei manuali e nelle opere scientifiche affermazioni assolute, che sono poi contrad ette da semplicissime esperi enze, e ciò pen:hè non srmpre lo spcl'imcntaton' che segue, sott.opone a controll o le ricerche di ch i lo p r~cedctte, m ollP· accettandone come assiomi e tramandand ole come tali a 11u,~l li che Lrat lano l'arg-omento dopo di-lui. Disgraziatamente, per circostanze indipenden ti dalla mia volonli1, non fu polulo esperimentare in una stagione propizia. Le csp0rienzc cominciarono a stagione malarica inoltrata, verso la fin e di se: tembre <' proseguirono non ollre la metà di ottobre. Ma tuttavia le zanzare du rante q11el tempo infestavano sempre la localilil e anzi aumentarono ;n seg-uito alle prime pioggie. , Tra gli uomini sottoposti all'esperienza non si ebbe in quel peri,1do nessun caso di malaria, mentre fra gli uomini che servivano come l',On trollo, d ei casi di malaria si verificarono, quantunqne a dir v(!ro in numero piutloslo esiguo. Bisogna però convenire che per tutli i mii itcll'i di P orto Corsini, dopo che i più recalcitranti ebbero toccato con mano i vant,aggi dell'nso preventivo del chinino. questo di ven ne così aener~le a com inciare dai primi di settembre che alla protezione chininira s1 d ebbono senza dubbio le eccell enti condizioni di benessere riscontrale per rispello alla malaria durante l'epoca dell'esperienza. Non è dunqne snll'apparire d ei casi di infezione della pomata, sihbene sur fallo dell 'allontanamento dei culicidi d agli individui cT1e ne facevan() uso.
SL"J. l .' t so Dl;:LLA PO,\CATA ,\L TI.\LOLU,
i::cc.
, ·enne c hiesto ed oLlenulo il µermesso dal ~1inistcro d e lla Marina d i. prole()'gere mediante la pomata g li uomini di una batter ia, abolendo l'uso della masche ra. Fu la batte ria « P ola » d esignala pe r J'es pe r ie rw;a. Gli uomini d e l nucleo carabini eri e il dis laccam enlo di finanza furo1,d sottoposti all'esperienza pe r intero; di q u~~Jl i d el tatlagl io ne ·te rri to ria lc ne furo no scelti c irca duecento. I ris ultali di tale esperienza raLLa 1-er i1 primo g ruppo assolutamente a ll'aperto e pe r il s0condo gruppo ql:stsi all'ape rto, sono ve rame nte incornggianti. Si può dire che nell'esperienza tentata, la pomata si è m ostrata di un valor e protettivo ~1ssoluto. Si obbietterà c he per poter g iudicare occorrono d e lle s tatis tiche ben a!Lrimenti nutrile di que lle p resentale in questa n ota. E l'obbiezione h J tu Uo il suo peso. No i ris ponder emo scltanlo che è stala teni.ala un'esper ie nza, n'ul la d i più che una modesta esperie nza. Ma in un paese come· l' Italia non m ancano certo d e lle zone ove la prova può essere tentala µiù in g rande, dove la g rande stat istica estesa a migliaia di individui, e se possibile anc he a d ecine d i mig liaia, potrà dare quella materia d i g iudi zio c he fino ad o rn non è c he una semplice induzio ne, pe r quanto Fo ndata. Proseguono ricerc\1e da laboratorio s ul com porta m ento d e i cu licidi in presenza di strati di grasso, m escolati o non a d essenze, r icoprenti zone di cute o fferte com e vab1tlum . Di esse si rife rirà in una nota successiva. Lina espe rienza fu compiuta s1 1 42 marina i d ella batte ria <• P o la» . Tu tti gli uomin i che m ontavano in serv izio di vedeUa sui parap,}tti . e rano preventivamente unti ne l viso, ne l collo, nelle man i , con la pomata. Si ebbe c ura c he essa fosse spalmata bene; si raccom,rndò di evi- · lare lo strofinio d e lle vesti contro le parli unt.e per chè la confricazione non togliesse i l g rasso proleUore. Si ebbe ag io di consl,ala re c he se la· quantità di pom ata usala e ra not1;vole s i potrebbe sempre conta re s u di u n a pe r mane nza d el g rasso s ulla pelle durante selle od ollo ore. P er ottene re il m assimo e ffetto gl i uomini di servizio esterno s i spalma n no immedi a tamente p r ima rli 11scire . Di ta li marinai 36 furono d el t u tto indenni d eJla p1rn t11rn d e lla zanzara. 6 f11ron o punti una sola volta. l 'na seconda p 1·o va fu fatta pure in servizio d i sorveglianza sul!d spiHggia dal le g uardie d i finanza . \'algano qu i le stesse osservazioni d el g ruppo precedente. Su 41 g uardie sottoposte all'esperienza, 36 furono d el tutf.o indenni , 8 fu rono punte dall e zanzare una volta solta nto. Similmenle·inu na te rza p rova t ra i carabinie ri comandati in servizio es te rno di :-or,·cgliatìza, risultò c he su 26 uomini che s i a ssoggettarono all',~s perim,~nto 25 rimasero inde nni da punture. Jn 11na quarta prova s i sottopose ro r.lla applicazione d e lla pomata carabinieri c he no n sono mai ;rscili di w.1tt0 dalla caserma e che pe r conseguenza h anno realizzato le cond izio ni dell'esperienza in luog o chi11so. Essi hanno un valore comparativo in quanto _sono id e ntici ag li a ltri, o ttenuti all'apert.o, e soprat11i,!.o identic i a quell i dell'ultim o esperim ento . . I ~ questo si sottoposero alla prova della pomata circa d uecento uo":11111 d el battagl ione te r ri toriale. No n pote ndos i per essi ollc•ne re .,;uflì t;rente garan zia circa l'applicazione della pomata durante i servizi ai l apt rto I' , espe n· ~nza fu tentala solo per la protezi· on e durante il ripm:o .. no tturno. l i refriger io immediato che g l i uomini ne p rovar,1110 fu inc,)m ·
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.:;t" Ll-·l.Sù Dt: l.l.A 1'1).\1.\T.\ AL Tl.\ fl\l.() , t:CC .
pa rnuilc. Bustc1·l'l.1h1;: solo udire la lesLinronia11zu di Lal i milil.-tri per co11 ,·i11ccr:;i elle un vantaggio real e non può man care se si adotLa il si stema , di spalmarsi di g rasso in local ilit infestale d ai culicidi; dei 2:28 soldati sotlopo:;li ullu prova 56 f11rono punti una :;ola volta, in qu indici nvtli ; ;.;li ctltri furono complclamenle indenni da puntura. · Inoltre, come si disse, gli accantonamenti di queste truppe eranù in tal i condizioni elle non si può certamente considerare che l'esperienza fosse tentata in l1iogo chi11so, bisognerebbe più propriamim te parlare di truppe a. l'addiaccio. La diligen za nel raccogliere i ri sultali d ell'esperienza., graz ie al concorso d('li<' aulori lit rnari llime di Porlo Corsin i è slala tale cll~· non !111ò n ei.ra re ad esse quel caraLt('re cli all<'nclihilitil elle è il primo requi:-ilo del le r icerche di simi l<' gl'l1l'l'f'.
Sul funzionamento della stazione militare di disintezione per treni sanitari Milano (Scalo farini) per il doti. Luig i Fioranl , capilano medico, clirellore del scr\"izio.
I Lreni sanitari elle nella immane Lrng·ediu europea, o.ha quale l)al'll·· ·.: ipò l' l lalia dal 1!)J5 al HJt~, traspor la\·ano i ft:riLi p g li inferm i dalle rn l'ie zune ct·oper aziono ag-1 i ospcdal i territoriali , polo vano in vol on Lu· ri,llì ll·n tc servir di veicolo a forine epidemiche cd i nfell i ve creando foco lai neJ l"inll!rnO dt·l la naz ione. In µrincipi o si cercò di ovviare a q11esl n pericolo m odifìranrlo i n parte l'at.Lrczzamcnto di d dli l reni, e cioè bi pronidc alla di ffsa dl·llt forme 1rnstroenLericllC'. aripl icando al lo scarii::11 di vari e latrine la cas:;et lu dì C'lli11Slll'il r ltc prim a ern applicala solam ente al l a rnttura di i solam ento ; cisle rnella pensile ehc impedisce la dispersione di material e ir1fcllanto l1rng·o i binari. Queste cussclle do\'enu10 poi essere versai<' in J,1lrine o buche apposite dopo disinfPzi o11c> del loro co11Len 1ilo. Q11csl a mis11ra non crn che un bllon prin cipio sullct ,·ia d ei prov vedi 111011 li prnfì la I t.ici eh<' d ovevano completarsi p er le forme g-aslrO<'nlc riclrc• ed eslendt•i·si all e mal,tl.lit', la cui via di di ffu~ione non è cost il u ila d alle ferì, cd al la l olla rnnlro gl i epizoi. · La Sanità militare pose in attuazionf' i l proµ-t'llo piì1 l ogi co e romp!L'lo cosl na' ndo Lahi limen li che poll'~scro prnn:cdcrc alla più sc r :1poh1sa d isinfez inne di lullo il materiale ferTm·iario <' del mater i ale cli aUrezzarncn to d'o.~n i tr eno osped al<', dnpo che questo aveva SC'arical i p-li infermi. Perciò fu1·ono islil.uile va rie slazion i di disinfezi ono. Dal marzo d el 19 18 f1 1i comandalo a dirigere il f 11nzionamcn to di q 11C'lla rl i M ilano, si[uuln al la slazione m erci P. , ·. di \"ia Fari ni . Jvi giù in prec<'denza ern stata costru ii.a una l<'l !oia ctcl la l11ngllC'zza. di 250 m etri e della lar~hczza di m et ri 20 pr r l a pulizi a delle vcll11 re. Essa cnrire doppio binario: è rp1(ndi capace di du e (rC'ni posti di fian c0
SL" L FCNZlùNA:.IEN10 DELLA STAZIONE ~LILITARE DI OIS1Nfl:ZIONE, t:CC. 301
runo all'allro e formali ciascuno da 13 vetture. Qucsla lelloia è a pilastri di legno, con armatura pure di legno e coperta di cternit . Il pavimento è una massicciata di calcestruzzo cementizio sulla quale sono impiantati i binari, e gli interbinari sono formati da una fossa pure cementizia lunga quanto la tettoia, destinala a raccogliere e smaltire le seolalure di lavatura. Una breve inclinazione del piano pavimentale per ci rca 50 centimetri al di fuori del binario guida alla fossa anche i liquidi caduti esternamente traverso l'adito lasciato da aperture passanti sotto le singole rotaie. Quallro bocche d ' idrante lungo la linea mediana d ella tett01a forniscon o acqua ab bondante per i lavaggi ed anche 1•er rifornimento d'acqua potabile a i t reni, essendo d eri\·azioni d ell'acqucdolto municipale. In seguito di fianco a questa t~lloia ne fu costruita un'ullra di metri 50 di lungh;zza su 20 di larghezza, ma con pavimentazione in terriccio, che servì come lelLoia s upplèloria. Lo stabil imento di disinfezione consta di 11n edificio crealo coi criteri ai quali de\·e rispondere. Ne d ò una descrizione sommaria. Esso consta del reparto infetto, reparto neutro o reparto p11ro. I rcp11rti puro ed infetto sono separati da un muro maeslrn divisorio e non possono comunicare che m ediante telefoni interni: la sorvt'glianza si fa per occhi di spia a vetro fi sso aperti nel m11 ro di di·, 1sione. Questo mmo è Lra,·ersalo da due apparecchi disinfellalori. Essi sono una coppia di autoclavi capaci cinscuna dei materiale com pleto di dieci lelli (m. 2.00 x 1.20) con due porte opposte, mantello di legno, serpentino int~rno, carrel lo di ferro zincato, e g-uide e cavalletti d 'ambo le estremità per la s ua est razione, ed una liscivia!t'ire a diaframma con chiusure a contrappeso, riscaldabile con iniezion i d1 \opore. Entrambi sono costruiti clalla Di lla F. Co·ni di Milano. I n seguilo la d ivis ione dei due reparti è form ata da 11n diaframma ccsli l uito da due cabine : (una per i \'ll;,)Ori formalinici, l'allra per i va1•ori solforici, ciascuna d ella capacità di 20 mc.,) e dal forno per incenerimento. L,: cabine ed il forno si curicano dal !alo infeUo e s i ,·uolano dal la lo purv. • Al repa rto in fetto si arcede d a un Iulo de ll'edificio, traverso il corli!f. ir.fcllo, largo 118 mq. : da questo si entra nei locali. E si sono : una vaslu ca mera di cernita dove si ri partiscono g li oggt>tli da disinfL· llare St'· ct,ndo il vario processo di disinfezione che dernno s ubire; una vasla carnera centrale dove si aprono le porle di carico delle autoclavi e della li:;c i,·ialrice: ivi pure si trova una vasca per le disinfezioni con soluzion_c di sublimalo_ capace cli 400 lit ri, rei una vasca per risciacf)ualura. Indi ~n la:go corr~do10 d à adito all'ufficio infetto e ad un camerino per dc·pos1lo d1 allrczz1; nel eorridoio stesso si aprono le due porle di carico d~ll_a came!·a di sol forazione e di formalinizzazionc, e ('Juclln d el forno d t incenerimen~o. Tutto l'a ltrczza mcnto di questo rcparlo (due ca rri, P?nc h e, sgabelli, tabelle) è contrasseg nalo da una fasc ia dipinta avernice ' o~sa perc~è non _accada lo scam bio col materiale ctcl repa rto puro . La pav imentaz1~ne è in cemento, i muri a slucco, 1-\'li angoli smussi secondo _le comuni norme di cosLruzione di tali edifici . In cortile vi sono · l e lutrine. ""
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Cionrnk di 1t11dici11a 1111/iforc.
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Fase. Il.
30~ SUL Ft.:NZIONA:\IENTO DELLA STAZIONE :\ll L !TARE Dl DISINFEZIONE, ECC.
Al r eparto pur o si accede da tre porle della facc iata. Ivi s i troYa 1'11ffi cio la vasta camera di scarico d egli apparecchi dove le autoclavi e la Jisci~, iatrke s porgono in tulla lu ng111:-zza e d ove si trova una caldaia verticale tubolare con superficie di i 5 mq. cl'ac(]ua e p ressione di 3 ùtm. E ssa fa funzionare le autoclavi e l'apnarecchio a formaldeide. La dur ata de ll'operazione d elle autoclavi è di 35' con una pres~ione di 2 ai m. n e lla caldaia e di 8/10 nelle autoclavi. Indi vi è un'altra ampia came ra che serve di ripostiglio pe r la dotazione di apparecchi . minori (pompe Pire lli tipo « Bordoni Uffreduzzi » , Galleschi, Brioschi, apparecc hi Breslavia, n'lasLelli, masc her e, occhiali, vestaglie, soprascarpe, misure pe r soluzioni, ecc.) per i medicinali. Serve anche d a mugazzin•1 suppletorio. Un vas to corridoi"o melle al cortile puro ed in quello si aprono le porte d 0l le cam er e da dis in fezione e lo scarico del forno da incenerim e nto. Qui stanno l'apparecch io a formalina e il solfora tor e. L'appar ecchio a formalina de lla Società Im pianti Ri scaldamen to e Sanit:.m coshtui to da un cilindro di lamiera di ferro, che s i carica con 1250 cc. di liquido (iOOO d'acqua e 250 di formald e ide ) munito di valrnla d i sicu rezza, livello, imbuto di cari ~à ecc. F unziona pe r gorgogliamento di vapor e traverso il liqu ido che esce saturo di vapori formahnici azionalo d a lla caldaia centrale. Il solforalore è il tipo fi sso de lla stessa Società. Im pianti Riscaidam en to e Sanitari costilu ilo da un forno cilindrico in forte lamie ra di ÌL' rr o con ri \·cstimento refrattario inte rno, da un r e fri gerante a ci r colazione d 'acqua per raffreddar e il gas, da 1111 aspir atore azionato ·direllam enle da m otore elcttrico a 160 W olls con tubo di ri pr esa d'aria dalla cabina. Cons umo di 60 g r. di solfo per mc. (Brucia cioè 1200 g r. p e r opc ruzionc: il solfo s i consuma in h. 1.20' e !"operazione dura 8 h.). Della stessa Dilla è anche l'apparecchio per formald eide. L'evaporazione si ha. 111 2 ore, la temperatura d ella cabina raggiunge i 35-40° e l'operazione dura 7 or e. Da l cortile pmo dove si tengono i carri disinfclli e la macchina aspiratricc delle polveri montala s u carrello (Costruzioni Mcccanic!J"' cri Saronno) s i accede ad un edifk io staccalo, che serve d i magazzeno per m ateriale leltereccio di scorta. Al lato opposto de llo s tabilime nto si tr o\·u un altro corlil e tlo con 11n magazzcno per depos ito dei disinfeU,inli un d eposito legna, le latrinù, ·la caldaia pel' la dorcie, Lipo della ditta P as:sar elli di Roma. Qt1csle si tr ovano in una d ello tre camer e formanti il r eparl.o ne11Lro, ~ioè una carner a centrale con getti d: doccia, pioggia e colonna, un Yesltbolo con111nicantc col r eparto infetto ed uno comunica~1lc col r eparto puro. Qu es ti locali sono aereali da un ,·cntilato r e clico1clalc (160 volts) de lla portata oruria di 1800 mc. SI.acculi dallo slabilimcnlo principale vi sono vari piccoli edifici ~olto la g rand~ _te lloia adihili a magazzcno legna, c11cina, rcfe tlo r·io per 11 personale d1s_1nfe_ttalore e d t' posili vari. Di fian co alla grand e le lloia stann~ dli~ cuhmc 111 m11rat11ra, dell e quali l' ima scn ·e alla cal da ia l't: l' la_ d1s111~ez rone delle sp11tac~hier:e, l'altra a conlenE'ro il malcrial e per la d1s111 fèzronc delle c:assellc d, chiusura del le latrine .
St;L FUNZIONAMENTO DELLA STAZIONI:.: MlLlTAllE 1)1 OIS1NFEZ10NE, ECC. JU;J
P e r il funzionamenlo della Stazione s i hanno le s0guenli dis posizioni: il treno viene dis infellalo in seguilo a richiesta inoltrnla durante il viaggio dal suo comandante alla Direzione tras porli d0ll'lnLendenza generale dcll'eserciLo. Allora la Commissione militare di linea fa avviare il treno ,dopo che lo scaricò deg li infer mi) a !:ìcalo Farini, dandone avviso alla stazione di dis in fezione, la quale dcrn esegui re l'ope rnzi::,ne in una durata di tempo, che non superi le .:Y1 Il., ed a opera,,ione ultimala deve darne av\'iso alla Commissiont:: per la disponibilità de l trc n:J. I treni contumaciali destinali ,LI rimpatrio d ei prigionieri rest.iLuit.i dalrAusLria, deYono subire ogni volta, senza o rdine s peciale, la dis infezione completa, perchè tras portano solame nte Lubercolo:;i. t\ella pre,·is ione che necessiliL di rapido mo,·imenlo non permettesse ai treni una pel'manenza sulftciente pe r la disinfezi1me, s i provYide dal Ministern a fornire il magaz,,e no della stazione di una scorta di 700 mate rassi, 1400 coperle di lana, 700 guanciali, 700 fed ere da g uan ciale, . 700 Leli da barella, 2800 lenzuola e 700 barelle rig ide . Questo mate riale sufficiente per 2 treni de ve servire a sostituire irnmcdiatarncnle l'atlr\!Z· zame nto d i qu0i tre ni c he debbono ripartire prima ciel te mpo strdla · mente n ecessario alla disinfezione. li magazzino d1.we poi proncde re al proprio reinlegnunenlo in modo da essere sempre completo. 11 treno sanitario destinalo alla dis infezione, arrirnndo allo Scalo, viene possibilmente collocato soLlo la lei.loia grande. Appena giunto si fanno immedi,tlamente scaricare le sputacchiere, le qual i sono poste nella caldaia appos itamente des tinala e s te rilizzale con Lr°na bc,llitura di mezz'ora. Contemporaneamen te sono scaricale le casselle di c hius ura delle latrine, le latrine mobili , ecc ., che s i sollopo11gono a prcììuni::-ata :tzione di miscela di Laplace. Queste dis infezioni s i fanno nelle edi cole appos ite s ituale lung·o la tettoia. Dopo qualcl1c ora di conlallo d elle feci colla miscela di Laplacr, tutti qu esti recipi e nti ~,engono roYesciati 111 una larga vasca cementizia circolare (rn . 2 di diametro) a fondo concavo senza angoli con foro centrale di scarico, e lHrnti abbondanteml'n le mediante il cospicuo gelLo d 'acr111a di un idnrnle con bocca di ·5 cm. Nel med esimo Le1tipo Lutti i materass i, c11sc: ini, barelle , vengono trnsport.ali coi carri infclli alla 1.:amera di cernila e s te rilizzali nei vari a pparecchi. l treni d estinati al rimpalrio di prigionie ri di guerra hanno anc he vetture eomuni di Il classe coi sedili e le spalliere fode rate da speciali camicie di tela farle . Queste vengono lo lle dopo 01.rni viaggio e passale nelle autoclavi. Intanto una squadrn di disinfeLtaLn ri lava gli affust i ed 1 leli d el le barelle, ed un'altra compie la dis inf0zione de ll'in terno delk v_ellure con s_oluzione di sublimato e delle lalrine con soluzioni crcosoh che e fe noliche. Ad operazione ul timata il person a le elci treno fa un bagno 1i pu~izia. Ai treni c he hanno tras portalo incli,·iclui immuni da '.orn:ie ~nfe tt1 ~e (colla garanzia bc1Lle1·iolo_e-ica per alc11 ne !li esse, ad es. il ~1br1~me d i_Koch) si fa subire solamente un'as pe rsione d i sol uzioni an~iseLhc_he dirette a disinfcllarne il pavime nto. Quest'aspers ione è richie~ta d~reLtamcnte dul cornnndanle del lreno. Ai treni dis in fettati s i rilascia poi la patente di circolazione.
30i St.: L FL"NZION,\~U:NTO DELLA STAZIONE i\TILITARE DI DIS INFEZI ONE, ECC.
Il bilan cio di larnro dall'agosto 1917 all'ottobre 1918 è il seguente : Disinf0zion i con le autoclavi - complessivamente 238G, con l'na m r d ia g iorna:l iera di 5,22 car iche e. di ~17 letti . . \"cll ure dis infettale - 3160 (m edia d1 7 giorna liere} Disinfezione di locali d i cas0rmc ecc . N. 261 - m edia di i /2 giornaliera. Lisciviazioni - 91. Oper &zio ni de lla camer a di fo rmalina 22 » » » » solforazione 21 Disinfezioni di tren i pe r semplice as pers ione - 76. Bagn i - 19750 La quantità di m ateriale, che s i consuma pe r ogni dis infezion e, _non è proporzionala al nume ro d elle barelle d 'ogni treno m a al m od_o d1 attrezzamento . P e r ogni treno ospedal e (Croce R ossa, o Croce d1 lalla po rtanti da 200 a 3UO bare lle) occorron o 1760 Kg . di lègna per l'accens ione delle ca ldaie e pe r il forno d elle s putacchiere , 1100 g r. di biclo ruro di rnc rc11rio, 1 Kg . d 'ac ido solforico, 1 Kg . di crcsosol. La s pesa s i può comput[. re in L . 3GO ci r ca. P er ogni tre no altr ezzato (da 300 a 310 hart'lk J occorrono 800 Kg . d i lcffna, 400 g r. di biclo rnro di m erc urio, i Kg . c1·acido solforico ed uno di' c rcsosol: s pesa L . 170 c irca. P e r ogni tren o contumaciale adibi to al rirnfìiLl.r io di prigion ier i di g uerra (barel le 00) Kg. 1105 di legna, 400 g r. di bicloruro di mercurio, 1 K g. di acido solfo ric0 cd l di c resosol. La differrn za rii cons11mo è data d al malc riale di arredamen to delle ba re lle riiì1 abbondanti nei tren i ospedali che n egli a ttrezza! i. Qucslo s tazion i d i dis infezion i ris posero dunq 11e m olto bene allo scnpo per il quale furono- cr eale,·e c hi v isse nel lo ro funzi ona mento ha la com·inzio ne che in modo più efficace n on s i può desider a re la disin·rezione d ei Lren i m ilitari di Sanilit e dei trci:i i osprdale composti di vett ur e di III classe eri attrezzat i a barelle. E ' da aug11rars i che anche rito rn ando allo slalo no rma le di cose, n e l funzi ona m ento rl ella vita civile , le a 11to ril it ferro\· inri e proH eda no a pe ri odiche e s is l(•maLic he disin fezioni delle veU1 1re di l11t.l.e le cla;:si, n ell"inl en ln cli comba tlcr o i paras,iti, ma più che t11 lto f6 rrne infl'llive cd in s prr ial m odo la Luborcnlnsi. Cambiandosi per ò il mate riale ft'rroviari o sarit necrssa rio ag,zi ung-1'r e a tali slab ilimcnLi anche impianti che diano il modo di dis infellare la vctl1 1ra in tera con s is tema n on dann oso al materiale, poiehè le carrozzr di J e TI classe, le vc lture le tto, le vet·.turr ristorante, non possnno s ubire la dis infrzione con le soluzioni energich e, c he sono tollerale cta.lle vet!ure di 11T . . Presso la squadra d i r·ialzo d i Sralo F a r ini vidi gli arparccchi « Bruc1aso lfo », forn e lli d1'slinati a ll a sol fo ra7,ione interna cklle car rozze . E ssi potrehhcr o dare b t1on i ris11JlaLi in ambienti hen chit1 s i, cprnnltmque s i possa r111111ron•rn r lorn cli p rorl1 1rre in a bhond,H17.a an irlricic solforosa e porn anidrirle solforira . Ma nsandoli n elle YPll11rr h' rroviari e dànno risnltalo infi1ifficiC>nt.:, pnichè è nssol 11 tamC'ntr impossibi le rainriun irere cnn C'SSi,. nrll'nmhir nlr sprcialc, un Lasso St1fficicntr di g-ns. 'l'r~·PlìC ;011 0 1c \·1r d , pcrrl 1la elle è prnlirnmenfc im possihi le lappa re, e cioè sca ri .
SUL F t; NZWNMlENTO DELLA STAZ IONE .\llLJTAllE Il i DIS INFEZ IONE , ECC. 305
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chi di lalrine, di lavatoi, i ntercapedini di porle, fir~es~r in! e coulis~c5, ventilatori vasi.stas, connessure . Lo stesso inconven,eme s i avrebbe co,gli apparecchi Breslavia e consimili a formaldeide. A _Be~·lmo 1_1egl1 scorsi anni si fece un im pianto, del quale, anche 1 nos ln gio rnali i1,.( 1910 porla vano la rela zione e le figure: esso è dovuto a .Gi ulio Pintsc h . Fu costrnito un gigantesco cil indro cavo di fer ro, ve ro t 211111d, lungo m. 21.60 e de l diame tro di m. Li.80. P uò soppor ttu·a nell' interno un car ro di 30 tonnellate . E ' m ontato su rulli, che ne pe rmettono le varia:t.ioni di lunghezza per i cambiamenti d i temperatura dovute alle operazion i. L'imposta. di chiusura pesa11le 2 l:mne llate è manovrata da una g r u·~11 vapore è p or talo nell' interno da 250 tubi complcssirnmen le de lla l una hezza di p iù di un chilome tro. Si introduce la vettu ra da dis infellal'C : sportelli aper ti. Staccalo dal cilindro vi è un edineio collu cal daia generatrice d i rnpore: q11eslo, i mmcsso n~i tubi del ci I ind ro, vi fu i,:~giungere una tem pera.tura di 60°. Allora vien lolla l'm·ia d a l cilindro in modo da ollenervi un vuoto di 70-74 cent imetri d i mercu rio per a,·H abhondanle evaporazione d ell'acqu a senza c he i~ ralore l;)!ernlo dan nt.'ggi il carro (1) . · A queslo sistema s i po,:sono fa re le seguenti obiezioni principali: Costo enorme d 'itrtpianto; costo enorme di funz ionamento; pr obabile dl'lll· riorama nlo di molte parli della vettura per il n1pore (c uo i, vern ici , ,1 [. cune sloffe); ma piu che tutto nessuna garanzia rii disinfC!zione per la lern. peratu ra non sufficien te, che raggiunge /~). Jn seguilo a tali osservazioni si potrebbe proporre, come abbozzo di progetto, quan to fu s tudialo, nella pratica di Scalo f'arin i. La proposta consis.te nel costr uire un capannone speciale, nr l qu<1lt~ si possano introdurre a volontà le anid ridi solforica e solforosa, ed i vapori di formalina; la capacità dcll·ambiente de Ye essere tale da poter contene re almel'lo due vellure d elle più voluminose, a sportelli aperti, che vi s ubirebbero la d isinfezione completa con un lasso efficace e costante di miscela gasosa. In tal caso il capann one de ve esser composto di d ue compartimenti col la possibilità di funzioname nto di entrambi con la stessa o con dive rse miscele gasosc o colla possibi li Là di funzi')namenlo d'uno so!o di essi . I! pavimento rteve esser formalo da un piano liscio di calcestruzzo ceme ntizio ben solido, s ul quétle stann o le r otaie:· il capannone va form alo da pareti cementate in te r namenl.e per ess"!r rese impermeabili. Esso è diviso long itudinalmente in du e me til d a una ~arele sagittale. Calcolando che il tipo di vettura più vol11minosa è il tipo delle vettu re letto lungo m. 20 fra i piani dei rcspinrrenti e ·tflo m. 4.50 dal p iano della travers ina a lla sommità d e..,.li sfiatatoi ~ e h~ le vettur e a s_portclli ape r ti sono larg he m . 4.50, si giudica suffi~icnte che c1ascu~o di questi d ue locali mis uri m. 2 l di lunghezza, 5 di la rghezza,. 6.40 d1 altezza, ottenendosi così per ciascuno di essi una c ubat 111·a d i ( 1)
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306 SL"L F'CNZlONA:\IENTO DELLA STAZIONE ML LlTARI:: DI lllSJNFEZIONE, ECC.
circa l1iO mc. La parete divisoria all'altezza di i.50 dal suolo deve avere una serie di occhi larghi cen timetri 30 muniti di sportelli a vetro per setTire, se aperti, ad una più omogenea divisione d ei g_as _qua~do le due camere funzionino contemporaneamente, e come occhi d1 spia nel caso di funzionam erto d.i una camen_sola. ~osì p~re all'intorno, nelle pareti perimetrnli, d evono esstlre aperti occhi di spia a vetro fisso. . • L"illuminazione durante il funzionamen to s i può effettuare mediante lampadine sporgenti all'interno prole tle da vetro com·esso (occhio di bue). La parete di fronte deve essere costruita di fo rte spessore, dovendo sostenere il peso delle ante di chiusura delle porte d'entrala. La larghezza di queste può essere di m. 3.50 s u 4.50 di altezza (non occorre maggior larg hezza introducendovisi la vettura con gli sportelli chiusi che vengono aperti dopo). Le ante vanno costruite con materiale che possa combinare la leggerezza e l'impermeabilità., e con sistemi di chiusura adatLi aa impedira la sfuggita d ei gas . Si sono trovate adatte porte di legno foderate di linoleum e guarnite di feltro . .-\nnesse al capannone due cabine, una per lato, sono destinate a contenere ciascuna un apparecchio generatore d ei vapori formalinici. L'apparecchio solforatore è uno solo e sta in una d elle due cabine. Queslo· è roslituito da un a[Pparecchio che può essere una d elle tante modificazioni d el Clayton, a carica continua che possa funzionare in caso di necessità simultaneamente per i due ambienti, cioè (per circa 1000 metri cubi/ con un consu mo massimo di circa K g . iO di solfo all'ora (per l i-; prime ore) colla possibilità di caricare l'ambiente m 11 ore con 80-100 gr. di solfo per mc. La distribuzione d ella miscela solforosa andrebbe fatta ne i due ambi.enti pe r mezzo di due conduttu re indlipendcnti l'una dall'allra e chiudibili separatamente ciascuna con una valvola. Un tubo di ripresa g irando sotto la volta d eve riportare l'aria al solforàtore.. La g iusta distribuzione del gas nell'ambiente, oltre che dalle aperture dell;i parete divisoria, deve esser favorita da d ue agitatori posti in alto nei due ambienti. Gli apparecchi per i vapori formalinici dovrebbero essere due, s ituati uno per ciascuna dell e cabine laterali, e ciò per evitare che con 1rn lungo tragiLto il vapore arrivi nell'ambiente già condensato in forma liq uida . Questi apparecchi possono essere a focolare fisso ma la caldaia d eve essere spostabile per poterne fare la pulizia. Le caÌdaie d evono a\"cre ognuna la capacità di 25 lif.ri ci rca di miscela formalinica. La condutlur~ ,di questi vapori deve essere fatta in· modo da avere qual.tra sbocc hi 111_ ogn uno dei _locali del capan none. Ad impedire che operando nel~a s tag ione fredda 11 vapore s i condensi per la bassa temperatura, sar,~ bene che d elle condutture corrano in appositi cunicoli, chiusi suneriormenL,3 d a lamiera e pien i.di materiale coibente (segatu ra di legno · od altro). I~o_ltr~ dt~ rante la disinfezione con vapori di formaldeide d eve essere po_ss 1b1le 11 riscaldamen to del locale con termosifone . :-\ d2srnfcz1one completa si deve provvedere al cambiamento d 'ari:t: e ri_ò si può ottenere coll'apertura delle porte e facendo funzi o~are un aspirntore con la presa d 'aria a mezzo meLro circa d al livello d el pavi· mento.
307
CASUISTICA CLINICA GABINETTO "R ADIOLOGICO DELL' 0SPEDAtE MILITARE PRINCIPALE DI P ALERMO
·Sui danni prodotti dall'immobilità prolungata nella tura delle affezioni ossee ed artirnlari per il prof. Giornuni Scadu to, rnal!giore mrd ico, Llire ltorc. L'i1n1110Li lità nella c ura tli :;,·arialc (1ffc1,;io11i o~~ec, è tutta,·ia u1H.1 n o n11:1 scolastica di pratica qua,;i quotitli,111a: r ~rò più frct1uc1tt,·111c11t1;: di quanto no n d oHcbb..: accacfrre a tnle 1lra t1C'B n o tt \'a <·,mne,<:.o ii ~en.:;o dl·lla n1i ~urn, p<:r C"Ui si pro<luco110 dnnni gra\"i cd a \'olte irrt.!paraUili. T ale. COtll' ctto 110 11 è nuovo iu tt:oria e 111o lli t,?é~i;stri in ~ig ni nella chirurgia hanno infatti ric;h iam:ito ~n t..li es~o l'atlc nziouc dei n,e. <lici. Riti.:11go p<:rò che ucssnna pro,·a o con~ider:1zi o11c al rig uardo no:"urge al \"Hl ore
,lelk cli1110,tra,io11 i racliografichc: per quello che io so 111n11ca110 tino nd og-gi 11C'ih l<:t· H:ratura d(JC11111cnti tltlla :-.pccic . Il ca:-.o C'he pn~~erò brc,·t:o a.. ntc ~1 dc:,;crÌ\'c r·c è tipico.
I n e~,o appulllo <.:0111c coll,1."g'lll:W.a unica cd i11111a:di"tn all' 1111111ohilità pro tratta s i ebbe l'anè hi losi di 111oltcplki artkol:izioui. . . _l::ceo l'i11tt"re,;,;a11tc storia: R. Francesco, di an11i w , da Licata. :\'a to ila ge11itori s1 1_,ht1c i. Il padre i: ,·ive ntc , la 111,t,\rc m orta di a, n :k1ia111l·1110 ;wcidcntalo.:. E bbe 2 fi. g li: 11 11•; è l'a 111111ala to, l'altro fratello i: Yin, ntc, di asp,·tto florido, ht·nc s,·iluppato e non ha 111a i sofferto disturbi o 111a la ttic dl.".l{IH! di no ta. J,'.1ttu,ile i11f.-r1110 in appa renti cvnd_mo11i di otuma 1-alutc, fu all:lltato dalla ma dre e 111ai pn:SclllÙ ,,..g ni tli ,-itilide ereditaria. Fino ali 'e tà di 10 n1111i non soffri dis turbi o 111a lnttic degne di n ota. Allo ra, pc.:r t:-:~t.· r c. il rag:ezzo stud10si~si1110, tl: IH..lava incontro a facile c ~aurlmc·utu 1H.."r\'OS0, dal quale p e rò ri111<:ttcva s i perfett:1111cnte 11el P'-'riodo d e lle vaca11ze s<.:olastichc. :--cl 190<') il medico di casa con s tatò un li eve ,::rndo d i ,·alg is 1110 u e l g-inocchio d estro e pit:ùc piatto va lgo dello sksso lato. Lo stcs,o folto, 111a i11 grad,, liev iss imo, all'arto iuforio rc sinistro. G u arì d ell'nfk1.io 11e co u opportune c ure fi,ichc in 1111 istituto Kin 1;:sitcfapico. A 14 auni si ~hhc Kravc clcpcriu1c11to p e r ;1buso di 111;1s1urbazio11e e per una fcbbretta ad Cliologia 111cldi11ita che s i protrasse per c irca 6 mesi, 111a di cui g uarl dopo 2 mesi di cura in campagna, tauto da p otersi recare ogni giorno a c,wcia. 1uclt potè ripigliare g li intt:rrotti s tudi : 111a d'allora si lamentò sempre di quakhc <.1st urbo: la febbretta che s i di,,e 111e diterra11e a e c he , i protrasse p er d i,·crsi mesi r ~~Olllp;u ve, ddt:rminaudo uno s tato oligoemico: di piit la dca111bulazionc co111i11ciò ad essere difficoltata da dolori articolari ai piedi, eia t11n1efozio11e dolorosa delle borse leu<1inee tarso-mctatarsa:.he. Le c lc ,·a,io ni febbrili, che per altro non a11dan1110 a l di li\ di 3;0 ,5 coinc ide vano con e s~cerbazioni dei dolori articolari cl.te dai piedi si c,tc:sero ai gi n occhi, al d orso ~a~pe cial111ente alla colom1a "._Crte brnle. L'i'.1fer1110 nllora: pe r cousig lio d':l prof. Ca~, . elh, fu sottoposto ad energica cura ant1luet:,·,, c lic s1 protrasse per circa s mes i. ~ 1 consc·1p1l un notevole migliorameuto n e llo s tato gen e rale con re mis s ione della !ebrei· llla I d olori articolari pers istette ro. Dei medesimi g uarì con opportune cure te r~a 1 ; n:ia dopo qualche me~c ricomparvero, 11011 ~olo, 111a s i n otò aliora c he la cun·a S'.0 )og,ca del segmento do rso lombare comi ncinva ad nlterar , i con con~eg ueute obliquna d~l ?acino. Un· ulteriore tentativo coi bagui termali n o u diede ri$u l tato alc11110. Allora 111~1eme ad uo 'inten sa cura joòica si fece la rga parte alla tempia fi~i,a : ma,;-
9.u
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CASt; I ST IGA CLl NlCA
sag~i. g-iuna~ticn attiva e pa ssi\·a, bagni di luce, k·r111o(ori, ecc. ; ~i ('.bhc r t:111i:-;:--ioue <lei dolori e llliglioralll<:cnto generale e loc11 le delle articolazioni. Solo la c-olon11a n :rtl'l•rn lc ~i sotlra ,·,·n a qualunque be11c fic-io, ta nto che ne l m,ve llll, r t: dd 191; ~i applicò un hu,to o rlnp e<li<·o , più che p e r nitro per correggere I:, li c ,·e dc,·ia zio nc acct: nn ata. St·ttza in co11v<.·nien t~ "li son.i l'infe rmo auendt-,·a a tnlti 1 !--uo i 1Ji!4<).~ni e con pia<·t' re fa,·eva fn·qucnti c,curs ioni in bic idctta o a caccia. Per la s in;?"olari tà del fatto rik,·o che fì uo a que~\o 1110 111c.:11to 11ia i vt:n nc .sugg-crito all 'infenno l '~"~t\1ne r adiologico . l'c r 3 anni di Séguito dal 19 12-91:, si a,~istettc ad u11a le11ta 111a continu a mi ~ lio ria: fe('c i h agni a Ca,a111icciola , lunghe vilkggiature in :rn1 e 11.: col lim: , ecc. J4 e 'alte ra zioni ;;chek tnche e funz ion a li s i stabilizzarono ed il ~o;:g<:tto, . per c,;~cre i;io,·a11e t:<l aitante, ci te n i::,a ad e liu1i11arc ogni d ifetto da lla stw pasona: si ,kci,c pn.:iù ad e ntrare in un ~anatorio d<:ll a cittA per corr(;g)le rt:: la lic,·e d c ,·iazio m ·, cifo,i e ;:coJiosi, <l<:l scg111<:11to lo mhn re . Prima di intrapre ndcre la cura e g li sr!li,·a e ,c-emk n1 frK il11 1t·11tc le scale, putc,~a correre , audant i11 bicidettn, a c~tcda, ecc. L a cura ne l sanato rio fu dappriu,a diretta alla correzione d(:l!a cifo~i e <ld la scoliosi; si prntra~,c per 5 ll l<:, i e consistette n e l p a rre il soggetto in ilccubito ,·c ntraJe ;;u uno , pecial<e le tto J i IL"gn o . Corretl:isi la cifo~i ed in partie la sn,li..,i ,·J ot11:1111rns i anzi una lt,•,ggc:ra lordosi di co111pc11:,;;l zic,uc, a giudi1.io del nu~dicu ,: urant~ . (J lH:~l i ri,·obc le s ue c ure ad otte n e re la compkta cst,·11 , ion e <le i g inocch i. Lo ,:çopo tl<>po ins1s tcmi tc·mativi, fra i quali am:hc la SoH Opposizion c di pl·,;i s ui gi no c-chi ~i raggiu11se pon e n do il pazie nte in d ccuhito dor~ai... . l'erò, otten uta la cotnplela di~te11 ,;in rn.:, il- pa1.iemc la11,.,11tò un a n o ten,li, , i n,a di111im1zione ckll 'em: rg ia mu~cola re m:lle g'1111 be, tanlo da rì<lurrc a z<.:ro i ni0Yi111cnti atth·i c he s ino allora a,·c·,·a cr_,n ~c-r,·n to, se no11 ottimi, certo in buoni, co11dizio td . li m ed ico c urante spiegò il fotto attrihueuùolo a tc mpor,rnc-o ril a,ciamenlo delle 111ass<: u111scolari e dei lcgarncmi, ,011seg11,· nt i alla fonala lo ro distcn~io ne . Per alcuui g io rni si praticaro110 d e i movi111c11ti passid, ma la ipnse n s ibilit i, s ve gliat asi ne i gi n occhi p ro,·ocava do lot·i co,;ì intens i che s i don•ttc ,o,pc11rlc re qual unque mano Ha del gc11crc. Si pra t ica rono p e r alcuni i:io rni ckll c frizi o11i lo<' rtl i di unguc·nto nap<.ìlt t:tno . Jn ~eg uito si ritenne tratt:-irsi d i un a sin<JVite doppia , pe r c ui ~i fecero dt 1k punture eva,ç u~1trici ed iniezioni di sosu111zl· n~Ol\·Cttti ~e..:onclu lt' Il ote for111u lc dt:l Calot. Per altri 2 111es i s i protrasse: la i1n111ohil ità a,so luta. Il 17 gc1111aio r916 si co111inc iò a porn,\ il pazie11tc d a lla p o,i1.io11 e orizwnrnle i n p osizio11e progressi,·a111ie11k inclinal11, fino a r:,g ,:iu n gcre, ,e11r pre p<:rò <l,·11Lro il ca,sont, la posizio 11c ,·ertical<:. Da tale passa)(gio di posiziom:, cio.'.· ll:tll'oriaoumle alla n ~rlica lc no n o ffri akun parti<.'Ol nr~ di ~turho. Allora ~'iniziaro no tc ntati,-i p~r JJlO· bilizzan; con m o ,·in1 e mi passivi ma11uali le, a rticolazi o11i coxo-femnr:ili irri gidite. In q11a11to a ll'artico la,.ione d e i gi11occhi ri k 11ne il mc,lico c11ra ,n c ch e an.:bhero cominciato a funz io nare coi pri111 i tc11tmivi di d ca111buln1.io11e. I mo d111c11ti per<', nelle articolazio nì de lle anC'he 110 11 riusciro uo cou1c s i ~pt:rava. Par\'c t."'he l,artìcolazion e sini!--tra acccnnas:--c ad nu 1no,·i11w11to , la destra inve("e, se1npr e a g-iudlzio dt:1 curante, n o n s i muo vc ya affa tto , v e rd1è i 111ovi111cut i ,·i, ,bili n on erano che ;:po,t:11nc ttti (it-1l 'inte ro bncinu. Si cr.,ùetle a llo ra c he la d il1icolt;1 alla Lka111lrnla1.io11c don!s,t: a ttri buirsi principal111e11tc alla rc~i,,tcu,.a istinti,·a e quas i i11\·olo1ll,ll ia oppo,;ia da1l 'a111n1a1ato din: nuLo uen·o~i~si 1110 .
Si d e<:i~e qui11di di m e tte rlo in piedi ~e uz'altro, m a il te m :.iti,·o falll come il precedente, ptrch è l'infermo ~i t ro ,·ò impo,sibil itato a ,tare in piedi, s ia per l'a,~oluta 111a n ca11za d i "ncrgia u,u,co lan, n elle gau1be, s ia per manc'auza di t:<!'tilibriu ~talJi le per cui ccrcn,·a nel ogni cO~lO u11 punto, anche 111inin10 di appo~g-10, ~ia . a11d1c J)t'r. 1~ gronde son acccitazio n c nen·osn che lo re n cl1:,·a a ssolutatTH·n tc conlrano a q 1wl,rnst manovra c h e g li riuscini tlo lo r<>,a. Tutti questi ten tari,·i ,i pr<>lun1<arono i.nutilml·nte fin qunsi a lla fine d e l 19 16 , sia per le articolazioni coxo-fcmorali, sia per le :inicolazioni dei gi n occhi . .Per ulti1110 si s pe rimentò un 'apposita st::,lia mcln ll it:a Lrasfor m a hile in letto , in modo eia poter<' ottenere le varie po~izioni dall'orizzomale alla \·crt(ca lc . Ri sultò in <le tiniti,·a ~t:,lllpre a g iudizio del 111ecli.:u curarne, che le ~uclckttc art1coli1zìot1i erano ht nsì su;cetti.biJi di n1ovi1ueuti pili o 1neno c~te~i, dn con:,;:.r:~ uir~i in 1nudo lento e g raduale, m a che l'osrncolo principale a c iò fosse lo gtato n c n otico d e l pazie nte. ):cl <li<'t:111hre del 19 16 , ~ul g inocchio s inis tro, che s i tro,·ava in mig liori co111iizioni: pre ,·io due forti 111:issaggi a 11c~tc t ici s i consegni la piegatura ad. a_ngi:_:,lo ret_to ckl gi nocchio, c he per circa una ~dti111ana ;;i m a ntcn11e in huo nc concl1z1on1 fnnzionall.
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CASCJSTICA CLlNICA
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Lo ~tesso t rnttantento t<:ntato s ul g iuon:hi o ,lt,tro uon d iede ri,ultalO e poco dùpo il ~it1ii-tro tornò a l pristino stato . a11zi din:1111c più rig i<lo e q ua 11to 11ia i d<11,,ru!'-o ad
ogni accc11110 di 1novi11u.·nto ~ia a tti,·o cht" l)a~~ivo.
Da allor:1 f11to al m agg io 1917 (epurn iu mi il pazié1tté a liha 11do 11ù la cMa d i salute e tornò in f:unig-liaj furon o fatti ri petuti l'Ott"'tlti l'OII d in:rsi med ici Jclla città, tra cui ancht uno speciali sta di 111,1 lntti<: ne rvo~e. Es:;i dit"d.:r<, i1npona11 za qua~i totale al fattore psi<.:hico u e n·oso e d '11cconlu stit1,ilirono tratt~ r, i ,li nn èaso <li C.:im1tiia algida. (.Jucsta <liagttosi si dimostrò iu "egulto err<>1tt"a , p,·rch~ le contlizioui n crnisc: mif(liorarono lllu ltissitllo fiuo a poters i d ire n o rlll:ili, m a l 'in1potc:n za funzion a le p e rs istc1·a COll\c prillla. li mig liorantt:nto C~)u seg uito nell e cnmlizioni gcm: rnli pe nnisc ali 'infe rmo di rcgg<:rsi iu piedi, in quanto era :.un1cntata In to nic itù e l 1t;11ergia 11.1uscòlare rli:gli arti iuft"riori, 111a in ,·ari i scirnc=nti a11ato111ici dal hnc ino ln ~ia'1 cos.titui\'a uo un i11 ~ie 1ne affatto rigido che P~tacol:n·:t rt~~oluta111eute i 1110 ,·inn:nti attivi e passil'i, ecc-etto le articolazioni tib io -rnrsid1c t ta rso-n1datar,id1.-, ,lcJ1·e erano pos,ihili ta li m o,·imc nti, sebben e pit't o meno in ceppati. t;n accura lo c·,:orne e l.-ttrico, fatto da uuo s pe cialista, ri le ,·ò n ormo li le r,·azio ni nen·o~c dei 1·a rii g ruppi mu ,cola ri . In quest'ul timo teinpo . cios: dopo più Lii un a nno, il soggetto s i è c nrnto in famig lia con nrn~~ngg-i 1nanuali e con apposita g innn~t ic:t ~1uiva e p~~:..:i,·a: ,t è <.·011:.--cg uito un no tc\'olc m iglio rame nto tte llo srnto genera le d i nutrizio n e 1: hc p ui, dir,i ottiluo a l presente, nrn ue~sun beneficio t1e i_ 1110\"in1l'.11ti a rticolari.
Co111plessin1111cnte dunqu e l'i11 n11ol,il itil, tra la 1·olo 11ta ria, pr.-~criua 11d ,amnorio, e l'iu,·olo marin, perc·hè a l cli sopra d i U.'(n i artili,.io dirdto a 1110,·im cnta n· k arti colazioni irrig idite, si protru~~e p(' r pili di d ue anni. · L'infermo a,·cndo cousultmo u11 onopetlico, questi primn d\ nrnnzarc un giudizio prog11ostico ordiuò le ra <liogralìc <lei ség1nt· nt o lombare Jclla colonnn 1·<: n,·brak, d c Ue s iac<>ndrosi sacro-iliad1e , delle articola zioni cox o-fc-mora li, dei gi nocch i . D1:tlc Tadioi.ralic ,·c n11<: ro da 111c <:seguitt: n e ll'aprile u , ;;_ 1/altt:razionc co111une ai diver s i segme nti articola ri è un p rocesso di osteo-sclcrosi diff11 s;1, pt:r cui le cartilagini articolar i ~i sono ossificate, do n : in tut tn e dove in pn n c, colle .c: ra1·i~si111c cons~guenze fun1.io11nli no tate. Eccone i ,·arii ed iule n :::,;~n nti rt:pcrti : 1. Scg mt'11lo /0111l><1re . è\e l s<:g111.:nto lom bare s i 11ota la scu1np:ir•m ,11:i 111c ni~chi intt:n ·ertd, rali fra la 3. e la 4., la 4. e la 5 . e la o,~ifi('azio11e cki 111cdc;:imi . 1Fig. , ) . 2. Rocino. - )lei bari110 il con n etti,·o fibroso ,Jclla si11co11drosi sacro-iliaca apparis!'e n c itatlleute ossi1icato spccial111emc a d1:stra. (l'ig. 2) . 3. , I rlicola: io11i coxo-jl· 111on1/i. - è\dle a rticolalioni cox o-f.-utora li i li111iti d i dette articolazioui n on so11~, più rilcl'ahili. L a testa del f..:111ore iu st-gnito ad un proces:i.o di o~teo-~clerosi diffusa si è intinia111l·ntc ~aldat a coll;:i ca\'itA cotiloidea. ~ un ,-i ;, più traccia d elle s upe rfic.i articolari e del le ç:-1rtil~1gi11i Ji rin,sti1ne n l(J. 1i'i.'( ..,) . 4. A rlicola=i o11 e del g i11occhio . - l\'.cl , i11ist ro ~i nota un i11grossatn,· 11t1> dei condili f emorali e de ll'epifisi superio re cldl a ti hia e <ld pe ron e. 11 tratto cartilagineo corrisponclc ute al ron di lo ti b ia le prcs<:11la gn>ssi nuclei di o., sifìC'11zio 11e . La ('artilai;:i11c inte rarticolare è atrofica, ma n o n d<.'l tutto sco 111par$,1. La dialìsi fe111ornle prt"scma il p e rios tio foncmeute irregola re cd ispessito. ~d destro sì nuta no k stesse alt<:razioni c h e a s inistra. 11 periostio n t l trntto corri"pondcm e alla diaris i 11ot1 s i prese rna ispessito com e n e ll'o111ologo di si nis tra. (I'i)-!". 4).
Ju questo caso dunque 110n l'i è dubbio che l'imn1 ubilità protratta fu In ca u sa, se 11o u unica, certo la princ ipale u e l determin a re così gn11·i n lt<:razioni :rna10 n1iche e funzi onali . 1\'el prescrivere una c ura imnwbilizzante, specie nei g io,·a ni soggetti e da p rotrarsi al di là cie l limite og)-!"i com11111:111<:ntc in n so occorre ln rnassimit c ircosp ezio n e. Le pa rticola rità del caso da me illn~trato n o n sou o unich e n è .rare; ad esse accenna anch e rece nte m em e, il Do rcknhc ur in un s no m agistrale la\'oro sull 'c tio log-ia della contrattu ra i~che u11ca. Dopo a\'ert, accenna to alle a lt.-rnzio ni c he s ì l'crificano n e lla p e lle e uel te,;suto sottocutaneo in co11scgu e 11za cle ll 'inn nol,ilitù p rotralt(I dice l'he • l 'osso s u bisce un processo d i ra re fazione; le articolazioni di1·1:11tano rigide e spesso a11chilo t.ic/ie, le si no1·iali si fann o secche e ru\'ide , i legan1 c11ti articola ri ,;i re traggon o e limitano i mo vime nti, i te ndini che sotto i lt,ga me nti a tt i,·i dt:11.- articola~io11i ;.ono colpiti da te110-s ino1·iti, ché h:.11110 g ran parte n ella rc trnz iom: dei muscoli ; le fasci e aponenroticht: s npe rfìr i~li s i fanno sclerotic he t: ,;i re tragg-0110 , limitn u clo st:prc più i IIIOl'imeuti dell'arto•-
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CONGRESSI
Il 27° Congresso francese di Chirurgia (7-1 0 O ttobre 1918) Helazionc sintetica riel prof. Jtaffaele Jaunl, maggiore medico. li Cong n:s,;o si è apc·no l'OII un as,c·1111,i tu di,corso del pro f. )la11oun· (,li Chartrcs) . E g li ~i ~ prcipo, to d i fa r 11ota rc il g-ra11 111utn111<:11to a n ·c11uto J1c l 111;,du di tratH1n.: in prirni~:-.11110 t<:111p,; h.: f«.--rit~ di g ncrr::t t lh: llo svolgere t1uesto h : 1113 t;; s lnlo sc 111pli,·c, ol,l,1clliH1 cd cltìcncc. E gl i dice cht..· nll'n:-:tc:1bÌ0 11 c opcr;H.nria, :tlla so11 111rn.ria e supl:rficink 111l'dic~H nra lh.:llt: fcrih· , all'a::.pcttath·.:i arm~ta, "i è ,·e nuto so~tìtue ndo ora da tutti i 111igliori chirurgi lo :-.hrigl i;111u.:11to pn:cuce è s 110i~· il·11tt:1111.:11tc lnrg-o lh:l lc k~ioni per e!'-t rnr11e i
proj<:tlili; i i:orp i e~Lr.111L·i, le ,chq::g-ic libere. 81111;1 krit a co~ì apcrta ~i attua s ubito il 111e to(lo a11ti:--et ticu 111.: lla ~ua fonua 1nodcr11a , ri11 giovauita t.:ou a n ti s~llil..."i pii1 aJa lli, ciol.' Jll llt dan110:-.i e t."01nhi11até1 con L·lhc:1ci dn·naggi.
S i t! arri,·ati, co.. ì , l'otl l'c~a111e hancriologico ddle ferite, Ull e::.~ere nutùrizzati a chitul~rlt." .:1hl>a~ta11za pn::-.t o t'ull s ulurc . Si t:.\' i tm10, in q uc::.to 1no•lu, ll()JJ ~olo tnoltc letali infc1.io11i, q 11a11to l 'i111111 l'II SO 1111111<:· ro di postumi pt·r lun;:he iufc1.io11i c he ,li~tr11 ggl'11dn i t~:--suli liefor111a110 g li or gani:--111 Ì. Sicchè a lla COJICt-1.ionc crro ne:a (h.:gliatta ticl1 i d1e la ferita di l{ttcrra ~ia 11<:lla m aggioranza d e i l'asi a~cllica e che bi,;og11a tocc.:::1rb il tnc no p(>~~il,ilc s i t: :,;ostiluita , i11,·cce, la cn11,·in1.il)ne f'hc ]a ft'rita di ~ ucrra, :-.e 11011 l! · !"l:'tupr c SL·tti ca , è sc.:111µrc SO!"J)l:'lta . E l' inft"t..ionc si può h,·ilupp,.ll'c con e:-.tn:1nr1 rt1 piditit . J, 'int<:rn.~nto, la 111cdicnziouc se vno l, qui 11 tli, es~\.·re t lllc:tl'c, dc,·c vi ncere in n :- loc ilà I 'i nft·ziunt! . Cii, rl:'11<le i11d1:-.pc..: 11~nl>'1lc L' n 11u111crr) .._(· 111prc 11 ~~g-iu r,: di ospc,lalì rt\"anznti cor: 111·1kri:,h: udatto e con pc rson,tl c d1iruri;ico ,11,ik e l't•m·into della impo rtarna d c li ~ prin1 i~::-intt.~ cure , f.,!llt'!:tt-:: co11clnsio11i che sono divise cl ai più :::1n(o r<:vo1i chirur~ì n u,cle rni e c:he :=.0110 d edotte u"cn ·audo i fatti più che discute ndo ac.cad,::111icame11tc d e llo.: 1<:or ic, so110. or;, d11 tcncr,ai in g ran cv11to, a g ue rr a fi nita, ne ll a tra u mmologia c i,·ilc , 11e lla q ua le a ncora, purtroppo, la prim:i 111u !i<-,1tura ,:c,115i,-tc i11 una oemplice cu,·crtura d.-lla k r ita. 1
~o no ::.tate fnttc , in ~eguito, rclazio ui :-:.ul tnutan1e nt:i t Slt i ri ~ultati lottlani ddle k ~ioni 11<-i nen·i pe r fe rite di g ue rra. Dl·l:i;:<=11ière, Ddo rme, \\'alther, Sc ncc rt, \Viart sono 1·c nuti alle seguenti conclusioni : 1• La sutura d e i ne rvi le,i d e,·'c,~ere, pl'r quanto più è po~sibik, precoce. ::i' Il m etodo mig lio re con,i~tc ne ll a rc,czione d e l tratto fibro,o i11tern1edio, del m,n o nrn, dd g lio ma, del te"suto sclerotico circo"tante e po i ne lla s utura no n stretta, 111c..:ttt:11do, cioè, i fa~ci 11 e n ·usi \'Ìci 11i 111a non ~trr:tti l'un co ntro l'altrn. E' utile is.olare d a lle parti molli circostanti il IICl'\'O ~utnrato e si può u tilizzare il tc~sttto nm,:cola re fact ntlo co rri~pomkrc dall a pa rte dd 11e rl'O la s u perficie d e l mu scolo co,-e rta dalla sua g ua ina intatta. :;v ~~ k c:-itr..:-n1ità ùcì tro nchi JJ Cr \'OSi n o n pos~on o a\·vicitHlr~i, s i può ricorr ere all'i1111c,tc) 11c n ·oso, s ia con più scgme11ti, g iu ~ìappo,ti paralle h1111e nte, d i u. muscoloc11rn11co, ~ia con u n scg111c11to di ne n ·o preso da un ampntnto. Q uaudo la di~tanza residua le a ll a rc~czion c nc n ·osa è un po' estc,;a si p uò ricorrere a posizioni speciali date O't l1 ',1no per faw,rirc I ':11·1·ic i11a mc11to ck i m om·o ni (Delo rm e).
CONGRESSI
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,_;,? 1:. utih:, se-condo \\'altlu.:r, n ia t1te 11t:r<:, durante g li intt.-r\·cuti su i uer,·i, cumpu opt:ratorio, bagna to con :-iero fisiolol!Ì'~O cn l<lo.
il
_ . .:~ !-,a rcstaurazioue motrice è muto più rapida quanto più precoce è la sltlura. :Sei fenu ope rati tard1vamc11 tc l'appari>.ionc dei pri111 i 111odme11ti si fa, iuvece, attc·uclt:rc lunghi mesi (da 6 a 1~) él• La neurolisi giova nei ~oli casi cli se111plice co111pre,~ioue. 1' Le causalgie m igliuril110 sensilnl111cnte co11 la H·>.ione ciel nen·o, al di ~opra della J.,sione, s<>guita dalla ~utura im111ediata . :\I0 ud1ct ha consig liato rn:llc cau~al~ie il procèSso Lortat-Jacol.J cioè la lt:gatura al d i sop ra della 1t,~io11e. Sil'.'ard e Da111briu, Be~onin, invece pr eft:riscouo l'nlcoolizzazione intratronc...:ulare, Jalla quri lc han no fa,·orc ,·ol i ,·i~u1tati. E,1,·a:io11f dd profi'llili i11/ratomcid. -
Sono sia te fatte i1nponanti"si111e com11uicaw>J1i su q ue~to tema . R. T.c Fort (di Lilla) premette c-l1c l'<:strazio11e dei pn,jdtili intratoracici è u11'0pt:razio111: nella quale è rnùispensabile la collabor.:izione stretta del r::itlinlogo auch<.: Jurame l'operazione. E con viene che l't:~trazione con la pinza sono lo schermo, con il proc·"'"O d i Petit de la \.illéun, è eftìeacc p.:r i projettili anche 111cùi, lontani dal l'ilo t'.' 1..i:tl 111 t<lim, tiuo. l'~r i cor pi estrr111ci ,·olnu1i11osi. irrt:gulari, a 1uar~1u1 t.:1.~lic 11ti, con"ieuc r t·~t:· care l" cnstolc o,! una c;irtil::igi11c costale e di,·aricare forte111ente lo spazio intercostale . T.a ,·ia trn11spleurnlc i: n.:ces,ar ia per le r.:giuni pericolose, cioi: l 'ilo, il media~tiw} . Per l a rcg-ion e Ùl~ll 'ilo la sezione di uno F-pazio i11h~1To~tn1c a:0-:-.ociat:1 ;:1.lln se-· zinne _cli una o pi,ì cartilagin i costali è il 111ctorlo migliort,. 1,e cstrn>.iu11i dal 111ediasti11u difficili debl.Jono e~,c-r<.: f::ittc sempre per via ameriore, o co1t lo spon.,llo co,rnle a cern iera egtcrna di Dclorme. on ·cro con il doppio sportello costale a cerniera e,terna ,!1.:,tra e <"<=filiera imerna sternale a ,i11i,tra. Con que,10 doppio ,pnrtdlo ha prat icata l'c strazionl: particulannentt: <.klicat:..l di una \"Olntnino:--a Sl'ht!g~,{"ia. intis~a fra l'aorta a,l·c:: ndcme c la n,11a cava, imme<liatame11te al cli sopra dC'll'urecchictrn destra. 11 1111111c·ro dei ca~i g uariti cou questa tec11ic·a dal Le Fort, i: rile,·anle, data la gradelle lesion i. C régoirc e Jlcrg-onié, pur c·ssenclo d'accordo con Le Fort che in molti casi è ntile rrn1uon:rc in1 111tdiata111çntc i projettili in trutor~l·ici, sono p~1rt igia11i con\'ln ti d~lla ri111•,1.io11e tardi,·a, a freddo, per evitar co111p\ica11ze. i:~~ i u., :rnu un elettro-,·ibraton: che, con un di~po~iti,-o i111ag i11ato da Bcrg-nuii'.:, pennette ùi prolungare il vihrntorc nd 1<•11do della fer ir.-. 11el torne-e; i: uu pezzo mng-nt'l ico ~tcr ilizrnhile formato <la uu fo,ct·ttn cli fibre di fer ro dolce, ricotto, munito di u11 a g 11ni11a di rnetallo nou ,·ibra11te . llan nv oncuuto r isuliat i rnolto favo rc,·uli. na11111p1rt11er espone la tecnica impiegata per l'c,trazion.: llc.i projettili intratoracici; eg-li impiega il co11trollo ùiret to dei ra ).:'g-i per la pn,s:i di contatto con il projettile. Per quelli che ~0110 nd mediastino ut ili,.,.,. la ,·in tran~pleurah:, n ,sccanclo pt'r lung-a e~te11;io11e, UJta costola; dopo fatt., la rice rca sotto lo ~cbcrmo, incide la pku ra " compie l'cstra1.io11c . f},:c)orme ùice che egli ha l'impressione che si abusi 1111 poco degli interventi intratoracici e pnr essendo con,-into am m iratore della tecnica tli Le l'ort, di Dm·al, ccc., con,;idia di le vare sol tanto quei corpi t,tranei c-he danno segui di intolleranza, dolori, Ji.;;orcliu i respiratori, c111orrag-ie. Per i projcttili ,itu:iti nelle par(-ti cardiache od iatracarJiaci, gli sembra e,-idtnte che un g rosso sportello toracico a cerniera esterna debba e,se re preferito. l'etit de la Villéou (di Bordeaux ) ha illustr:,to con tutti i detta_\:li e con gramle chiartezza la tecnica del suo llletodo di e~tra>.ione n m~zzo di una pin>.a, ~otto lo schermo, dei projetlili intratoraci..:i. Eg li fa un ' iuci,ione hrc,·e cuta11<:a tur:1cica; con una pinza lunga, ottusa, penetra atlrnvcrso le fibre muscolari e la pleura tino al polmone. Spin)!c dolcemente la piuza nel parenchima polmonare e mohilizzato il projcttil e _l'? estrae. Con un punto di sutura chiude la ferita cutanea. Co~l ha operato 336 feriti con .,.,_; guarigioni e 3 mo rti. · Il principio sul quale è ha~ato il suo 1.11et?do può (ormular,! co,l : u110 , trnmc11t'? ottu~o introdotto senza velocità nel parcnchmia polmonare, nn::nte e ~ano, uon v1 a rreca alterazioni e <lescrive un tragitto unico e 11011 penetra nella regione dell 'ilu. Infatti, in ,·irti1 della consistenza e lastica del parenchima polmonare, vh·ente e ~ano, il ,·aso sanguigno od aereo polmonare si sposta inuanzi al)e pn.nte_ l'.u~us~e_ clell't~tru· mento e lo lascia passare. Q uesto metodo non è adatto per I proJettth 111fiss1 ue lla re-
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CONGRl::SSI
gionc dell'ilo, ,·ansa freqne111e di gradssime e111orragic. :\cl e,si bi,og-na a rri,·:irc con i sicuri mt:todi d i Le F ort e d i l'ic rrc Ou\"al. Egli crede che bisu.c:11n krnre tntti i proj1:ttili intrnpuln1onari po,sibih11<: ntl: in primo t,·111pu, o,· ,·eru a fr..ddo a frrita cirntriz.z.ala, c..:in.· a un 111~!'-e dopo la lesione. \"itrac (di Bordeaux) ha usalo, con s uccesso, il metodo di l'ctit dc la Yilléon. ma crede c he in casi complessi 1,isog na fan: la to racotomia :11\11 J,c Fort od usnre il m,:t oùo Gr0g oire nuziùctto. Guillaun,e-1,ouis stnJia le i11clica1.io11i d,·ll c opern1.i,;,ni i111111c::<liate ndlc ferite toraciche pc.:r ar111a da fu0<:o. ~ t:i toraci aperti C<>n la rg-a ie rirn bisogna a11zitutto a rr.:swre lo pm:un1olorace chiudendo a l pii, presto la krita. :"\ci toraci ch iu:--i, ~e c't: ,;:rantle e111orn.1gia, oper~rt. & no n c'è più il projutilc in un torat"", si tratti n1icùit"a l111c11te, il krito. S., ,:·;, pallottola si può aspettare. Se ,·'i: ,ch,·ggia bisogna intnn.:nirc. llarushv ùicc anche che i tornei :ip,·rti e con .~ro~sc ,chcgge nella plt,nra " ud po lmo m: ,lebbnno tsst:rc operati. La toracotomia m1tC'riort è il m etodo (li $Celta .· T.a qunrta co:--tula è qut"lla da asportarsi pt:r lunga 1:~11;:u:--ione. r.., 'orilit:io d't"ntr~ttl .Ji:,·e <::sscrc rcs~c:no e la p11li1.ia del tr:igltto i11 tr~poh11011.:ire <.h..•,·c e~~ere a('~ur:u , ...~in1a. Dopo è prderihilc chi udere il torace, g iaccliè la pleura che si d re na ne lle p r ime ore
d opo il trauma è quella cht si infe tta a prdercn,a. Rohin (fii !lrc·~t), Lapcyre hanno adoper:,to, con ,nccc,~o. il t11l·tudn ,u,hk tto dd l'ctit dc la \ "ill.'.:011. dd quale, in qnesto congres~o, Ci\'el ha ri\' e ndicata la priorità. :\lnudnire seg-uc la tecnica di L e Fort t: lJuv;il 11ei .:.noi intcrn:nti intrtltor 11,:ici e riferisce ,,u di ;,:; · casi op<:rnli e g uariti. I-l a llupe:111 pn,tc ri~cc la ,·ia ::11110:riore come acce%o all'i lo pnlm,,irnrc ed opera s u t a\'olo ri,,ca lda to p,:r !i:\"itan, le co111phrnuzc polm ona r i.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie SINCERITÀ. Qualche giorno fa l'amico Vamha, discon endo con mc di libri di )dlurn e di giornali per i ragazzi, insis teva s ulla necessiti! che un tal
genere di le Ueratura fosse sincera fino allo scr upo lo, pe r chè quelle tenere m enti, che s'aprono a poco a poco com e i fio r i e che hanno un intuito fini ssimo - quasi un istinto - per d iscernere il ver o d al falso , av\·ertono subilo le noslr e esitazioni o i nostri infingimenti e ne provano un senso d i d isgusto, che sciupa ogni impressione estetica, o artistica, o m orale e che li rende diffidenti verso tulli gli scrittori e ve r so tulli gli e ducato r i . Sì: l'illuslre babbo di Ciondolino, il quale , come già il Collodi, è lo scrittore che sa accos tarsi di più alFanima d ei fanciull i, ha p ienamente l'agione: ma il " falso ,. letterario, artistico e 1)$icnlogico è purt!'Oppo diventalo tanta parte di noi,, che il richied ere la :3inceriliL a un autore, a un oratore, o a chiunque voglia, in 110 m odo o llt>ll"allro, esporre al pubblico le proprie idee into r no a un dato argomento, è diventata un'impresa così diffic ile, che non si ha nemmeno più il c0.raggio di LenLal'la. E ppure sar ebbe così bello - non soltanto nella letteratura fanc iullesca, ma in tutti i generi cli lelteralu ra e in luLti i ea,;i tldla vila - esprim er e schie Uo e limpido il proprio pensiero senza éì\"\'olg:erlo mai nelle frasi d e ll'affettazione e d e ll'ipoc risia 1.1fficiale, che fan l't:ffetto cli quella carla pi~golinala, arriciata e colorala, ehe ricopre i confetti d i gesso nei g iorni di carnevale! E le prime e più impor tanti lezioni di sincerilit i fa nciulli d o\"r·ebbe!'O rice,·er le in casa e in scuola. I n casa . . . Aliimè! quanto poche 50n le fa miglie che educhino i figlioli alla semplicitil, alla sincerità, alla schiettezza, anche n e lle p iù piccole azioni d ella vil.a g io rnalicrit! Ma come si può mai in se>gnare una virtù quando non la si poss ied e? Vedete, 'J)C•r esempio, la questione d ell'educazione sessuale, che fece tanto gemere i torchi e spezzar lanle lançie all'illustre senatore P i o Foà : essa è l'ima,-ta precisamente n ello slatn quo ante, ossia raccliiusa , ,elle sol ile al lego, ie tradizionali che, nasconder.do la verilù, popolano le te ne re m enti d ' immagini fan tastiche, le quali, nel cedere più tar di il campo alle imm agi ni del1e cose r eali, producono d eviazioni e pc rtu rbam,mti talvolta m nlto complessi d ell' istinto sessuale. lo ammetto che non sia la cosa
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Q'CF.STI ONI o·.Hfl'.·\LJTA', \'ARIETA·, );OTIZIE
p iù facile de l m ondo lo s piegare la funzione genetica ai rngazzi d'ambo i st•ssi , pel'chè un falso pudore convenzionale c i vietò sempre di tl'alluro l'urgomento con parole appropriale, col pretesto d ell'oscenità. e d ell'in decenza; ma sostengo che l'affdlo e la saggezza degl i educatori clebbnno saper risolvere il problema prima che i ragazzi ne lrovin la soluzione da sè stessi coll'aiuto dei com pagni, o de lle persone di seT.v izio. o de i callivi libri, come avviene quasi sempre, col b el ris ullalo di trasformare in una m ostruosità priapesca la funzione nobilissima, che assicura la conservazione della specie e che la natura h a saputo abbe llire, n,)bililare, santificar e colle d olcezze dell'am o re. Donde avviene che non abbiamo una morale, ma un'immoralità sessuale, e che una quest ione, la quale ric hiede una gran scriclit in chi parla e un r eligioso raccoglinwnlo in chi ascoll;t, va a finir nella sozzura dei discorsi furtivi, delle allus ioni sconcie e dei sorir si procaci, che fan fermentare i primi desiderì, i primi im pul s i, le prime passioni, come il m oslo ne l tino. Ora, tuUo ciò co liluiscc un danno incalcolabil e per la pel'sonalitit psico-fis ica dc-ll'adolescente, la quale va a grado a grado deviando dall:t norma, non soltanto per quel che si ri feri sC'e ai s istemi organici , ma be n anche per ciò ch e riguarda le facoltà dello spir ito: poichè, senz·esscr parligiani tro ppo spinti della teoria del Freud, non si può però negare che l'istinto sessuale domini da sonano - se non assoluto, al meno costituzionale - nella vila d el l'uomo ; e che, PN conseguenza, le d L·n,·zioni e le deformazio ni di quesL'islin to fin iscano col fa r devian• e col deformare tull e le facoltà d ello spirito, non esclu?e le più nobili e le più elevate. Bas ta una sola osservazione esemplificativa per c:=:serne pe rsuas i: ·osservazione, che richiederebbe molle pag ine, ma che io riassumo qui in pochissime parole, per chè (il lellore se n e sarà c~r!anwntc· acco rto) quesli miei articoli no n hanno la più lonlana pr etesa d'es:;er quadri di g ran dimen sioni, ma modeste vedute di scorc io. Prendiamo un adolescente d i n on comune inlc lligenza e con spiccale atlitudin i nll,l produz.ione letteraria e i11 par!icolar modo all'ideazione poetica : orbene-, io non dubito punto che la formR, il colorilo e, quel che più importa, i l c,u·attcre di tutle l e sue cr eazioni intclletLuali, dipenderanno ess0nzialm cn le dal modo con cui g li fu pn'scnlato e risolto il proble ma sess uale. P otremo avere dunque un Francesco P etra r ca colle sue e lc!,l"anti sdokina.lu1·e pudicam0ntc e rotiche, o un Giambattista ivlarin i (più nolo agli studenti di liceo sotto il nome di CaYulier Marino), al quale nè il poem n V.4ilo1H', nè una fra le prime insegne di cavalrcrc· de ll'Ordine Mamiz1an o confcrilag- li da Carlo Emanuele I , Yarrnnno mai a fargli perrlnnare le innumcre\·oli oscenità in p rosa e in ve rs i, nelle quali si sperse il s uo bizzarro e brillantissim0 ingl·gno.
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Ripeto: è cosa tuU'altrn che facile essere sinceri coi ragazzi sul tema sessuale; ma siccome io qui non ne tratto che di passata, così non posso d ilungarmi nell'ammonire e nel consigliare. Dirò soltanto c!Je gli scr itli pubblicati sull'argomento son molLissimi; oUimi fra gli a ltri quelli del prof. Pio Foà, già citato dianzi, e il volume del doUo.r T ou louse : Comm ent former un esprill (Paris, librairie Hachette, 1908), ch'è ve ramente un gioiello; ma riguardo alla questione sessuale, sarebbe desiderabile che i genitori e gli educatori si lasciassero gu idare , più che ,iai libri, dé\i loro sentimenti individuali, dallo studio assiduo del caraU.\lre del fanciullo, dalle varie contingenze della ,vita giornaliera, e soprattutto da quell'affetto profondo e reciproco, che genera una confid,..:m~a piena ed a sso! uta, la quale spezza ogni barriera convenzionale e permetlt; a Ile due anime - quella adulta e quella giovanile - di mettersi in conlaUo imm ediato e di trasmettersi vicendevolmente le più intime impressioni quasi senz'articolar parola, come correnti magnitiche all'ago calam itato. A tit.olo di curiosilit, e anche per dimostrare come si possa trar profitto d' un piccolo avvenimento per affrontare lo scab1·oso argomento, ricorderò qui la trovata singolare di quel la mamma, di cui parla Gian Giacomo Rousseau nel suo famoso libro: Emile ott de l'éduc"lion, ch'è una miniera inesauribile per quegli scritlori che sono insuperabili nello scavar filoni d'idee nelle opere degli altri, e che di proprie non hanno e neppure sempre - che la penna e l'i nchioslro. Trascrivo qui le parole stesse dell'autore: " Un enfant avait jet.é par les urines une peti le pierre qui lui avait dechiré l'uèlre; mais le mal passé etail, oubliée - Maman, dit le pefit étourdi, comment se font les enfants'/ Mon fi ls, repond la mère sans h'èsiLer, les femmes Ics pissent a vec des rlouleurs, que leu1' coutent quelquefois· la vie . Que !es fous ricnt et q ue les sols soicnt scandalisés; mais que !es sages cherchent si jamais ils lrouveront une réponsc plus judicieuse et qui aille mieux à ses fins "· Hai tulle le ragioni, mio buon Rousseau; ma tu sai benis;;imo che i saggi si contan sulle dila d'una mano, e che fra. questi non figuran davvero i rappresentati dalla morale bacchettona, i quali sogliono chiamare sconcio tutto ciò che si rife risce alla funzione generativa, non escluse le sofferenze della gestazione e del pado, e che preferiranno sempre lasciar crerlere ai loro figlioli che si nasce come i bruchi so!lo le foglie d' un cavolo, piuLtoslo che gettarli fra le braccia della madre dicendo loro : Baciatela questa povera e santa donna; essa vi ha portato nove mesi n elle sue viscere e vi ha partoriti con dol ore. Appena voi ven iste alla luce, il suo ultimo grido d'angoscia si mutò, come per incanlo, in un grido di gioia, e le s ue pallide labbra cercarono subito le rnst re in uno s lancio irresistibile d'affetto . Si, vostra madre vi ha amati sempre,
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an L:lte q11ando non ernvate ancor nali, anche quando essa soffri va per Yoi; e \"i amerà sempre nel lo sLesso modo, poichè s iete carne della s ua carne, sangue del s uo sa ngue, s pirito d el suo spirito. Ah, venerandi punlell ulori d el gran baraccone d ella moralità pubblica, beatevi pure nella cnsla immag ine della vostra foglia di cavolo, che io , invece, m i com viacer0 " tu r pemente » nel vedere un fan ciullo buttar le braccia al col lo d i s ua madre in uno slancio di riconoscenza affettuosa, sentend osi legato a lei da vincoli ben più dolci e p rofondi , che non s ian quelli ind icati d al galateo del la. pudicizi a ufficiale. Eppure se questi degni scg 11aci cli T artufo p regassero col cuore e n on collo labb."a soltanto, troverebbero una b ella lezione di morale sessuale n ell'Ave Maria, la soaYissima preghiera, che pare s ia slata dettala da un angelo. ,, Ave J\laria yratia piena, Dominus tccmn, benl'rlicta tu in m ulfrrihus, benedictus fn1 ctus ventris t ui, Jcsus » . Nel saluto a Maria, vibra il s ublime sentimento della maternità, santificato d al dolore e ben~ddto dall'amore. Come spiegano essi a i fanciulli quelle parole di\·ine? Non le spiegano, pre ferendo artico larle confusamenle nel gorgozzule, com e far. di certi Yersi scabrosi d ell'/ 11/1·mo di Dante; e q11ando la spiegazione venga richies ta con ìns.istenza cla,i fan ci11 ll ì, a rzigogolano r11 1alche sciocca panzana sul gusto dì q11èlla d el ca \·oln, per la quale Cris to, che odiava glt ipocriti , li caccere bbe a ne rba te dal tempio insieme coi m ercanti . Ma anchll lasc iando da parte la questione sessual e, che mi porterebbe t roppo lon tano, io d omando so la vita di fami g lia proceda sempre s ulla via aperta e diritta della sincer ità, o se n on infili più sovente d ei viottoli lrnYersi, in cui non pen etra il sole d ella ,·erìlà a do·.re cresce la mu ffa dell'ipocrisia e della doppiezza . La r is posta purtroppo non è ·dubb ia. In u n g randissimo numero di fami glie, la s inceri tà as,;ol uta, costante, inallerabile non fa parlo delle consnetudìni domcsliche, sopratt utto perchè non v'ha quella confidenza reciproca fra genìloci e fig lioli, ch'è por così dire l'arnng uardìa della schiellczza, pre parando ossa il terreno alle più in ti me confessioni e , conseguentemente, a (Juegl'insegnamenli, ammonimen ti e consigli, che parton proprio dal cuore senz1\ passar e per il lambicco delle fo rmolo as trat te, del)e frasi raccolte nei libri e del metodo rigidamen te dotlrinale, a cui si chiudono le anime dei fanci u 11 i come i fiori alla b rezza nollurna. P erchè vedete : i I fanciu Ilo, il qua le è sempre s incero in ogni espressione della s ua vita p sì~hìca, sia essa un soniso, una carezza, uno scoppio di pianlo, avver l•J con estrema d elicatezza le oscillazioni e le deviazioni. della f.ìncerilà in tu lLì coloro a cu i egli , debole e inesper Lo , sa di dover rivolgers i nella sua insaziabi le aviditft di conoscere e d'imparare. Orbene , sulle prime resterà perplesso, dìsorienLat.o, quasi un l) O' offeso per ciò \'11e egli sente
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non essere propriamente il \'ero. e fisserit nei noslri i suoi occhi limpidi come il più limpido cristallo, nei quali balena a volla a , ·olla la sorpresa, la de lusione e il rimprovero; poi, ripetendo l'esperimento e non \'edendo mutarsi il risu!Lato, finirit per piegars i insensibilmente e docilmente al sistema delle oscillazioni e delle deviazioni , che, essendo seguito da chi edu ca e insegna , gl i parrù il sistema più logico e piu naturale del mondo. Da quel momento in poi, Si dit l'addio :tlla sinceri tit e. si sa luta feslosamenie l'arrivo della m enzog na, la quale si p resenta in scmbianìa così sed ucente, conosce così bene l'arte d'adulare e di promettere mari e monti col proposto, s'intende, di non manten~re, che il fanciullo giunge al punto di m a ravigl iarsi c he si possa di re la verità, mentre è tanto più facile, comodo e piacevole il mentire. Ed è così che la menzog na diviene non solamente parte cospicua del carattere, ma addirittura il caratLere stesso; rag ione per cui, si men te nella r,arola, nel gesto, nel riso, nel pianto; si mente per una specie d 'automatismo, sia q uando la m enzogna ha uno scopo ben definito, sia quando non ne ha alcuno, in qualunque occas ione e per qualunque moti\'o, come quel sartuccio, di cui parla il Monlaigne ne' suoi Essais, che non dicern una verità a pagarla un occhio del capo, semplicemente perchè a\·ern disi mparato a essere sincero, e il mentire era diventato per lui non soltanto un piacere, ma una necessità come il l'espirare. Se i gen itori e gli educatori tenessero sempre presente che il fanci ullo non perde nè nna parola nè un gesto ùi chi g li sta allorno e che ascolta e osserva tanto più attentamente, quanto men o lo dimostra, sarebbern assai più cauti nel fare in sua presenza certi discor3i, certi apprezzamenti e certi progetti, che sono, per il minuscolo e taciturno osse rvatore, motivo di g rande sorpresa, perchè g li rivelano lùLL'un ordine - o un disordine - di cose, che contrasta maled ettamente con gl"insegnamenti, diciamo così, ufficiali. Un g iorno sarà la mamma che, all"annunzio d'una visita sgradita, fa dire al visitatore o alla visilatrice che è a letto colla febbre, mentl'e non è mai stata cosi bene. Un'altra volta sarà ancora la mamma, che, dopo essersi trattenuta un paio d'ore dalla modista a provarsi una dozzina di cappellin i, fa al figliol o , tornando a casa, un discorso lungo e complicato per dimostrargli la necessilit <li dire al babbo che sono stati alla predica. Un g iorno sarà i l babbo, che dice a tavola roba da chiodi d'un suo collega, e che, la seni stessa, lo accoglierà in salotto col più amabile dei sorrisi e colla più calorosa stretta. di mano, chiamandolo il suo migliore amico. Un altro g iorno il babbo, che avrà condotto il ragazzo a sentir la banda in piazza, e che , fra un pezzo di musica e l'ultro, si sarà trattenuto in dolce coll oqu io con una bella signora vestila come una principessa, gl i raccoman dcri1 d i non ~1
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fiatare di queJrincontro, perchè quella certa p ersona è . ... una nemi('a ùi famiglia , che tenta ogni mezzo per venire a una ricon0iliazion e non desid erata nè r ichies ta. E il figliuolo, faUo esperto dag li episodi preced enti, fin gerà di digerirsi Lranqui llamenle anche la storiella d ella ne111irn di fami glia, pensando però in cuor suo che, almeno col babbo, la riconciliaz,one è g ià un fatlo com piuto. Bazzecole , voi direte, incidenti di niun conto che passano quc1si sempre inosservati. No, signori miei, non sono bazzecole, nè incidenti che passino inosser vati : tutt'altro! Sono invece altrettanti fili sottilis- , simi di accia io, che, intrecciati inconsciamente dalle nostre stesse man i, n1n formando giorno per giorno quella luccican te armatura, m olto simi le a l busto della so:;::,a immrtgin c di froda dell'l nfrrno dantesco, che l'adolescente indosserà più tardi, ogni volta che si troverà in con tatto coi propri simili , e di cu i non si spoglierà se non fra le quallrc pareti d ella sua camera da letto, d ove, solo dinanzi allo specchio, può finalmenl e veder riflesse l e sue vere sembianze. Armatura maravigliosa e ignobile nel tempo si.esso : mantvigliosa, perchè è un prodigio d 'abiliti\, d'astuzia e di pazienza; ignobile, perchè rende q,uasi invulnerab:lè chi !"indossa nel turbinio della lotta p,' r l'esis tenza e gli permette di scllcrnirc, trionfante, la turba imbelle degli onesti . :\faravigl iosa armatura d avvero! Ma ci vuol la t.empera della scuola. E che razza di tempera essa trova n ei templi di Minerva! Non parlo d L'Jd'insegnanti, i quali fan q uel ch e possono e, in generale, adempiono l' uflit:io loro con g ran reLLitudine e coscienza; purchè, intendiamoci, non sian seltari - rossi o neri è tutt'uno - : chè a llora la sincerità risied e esclusivamente fra la laringe e le labbra: parlo d ei prog rammi , che sono quanto di p iù artifi cioso si possa immaginare, e dei compagni di scuola, fra i quali, oltre ai soliti delinquenti minuscoli, ,·i sono certe g higne di sornioni, che pa ion tanti srmtifìretm e che racchi udono nel loro piccolo corpo tanta malizia, tanta doppirzza, tanla caUiveria, da far s upporre che abbian infilato per isbaglio l'uscio d el l1t scnola invece di quello d ' una casa di correzione. Cacciatemi un ragazzo ~i mirto, semplice e ingenuo in mezzo a qucn e fo rche , e , i dò tempo due mesi per vedf?r'ne il risu ltato. Il professore Li.tolare farù 1a sua brava lt:zione d alla cattedra, ma i liberi d ocenti del vizio fan lezi,,ni ben più inlcr~ssanti nei banchi : dal prob lema sessuale riso!Lo colla regola di Ona n , alle frodi più ingegnose per marin are la scuola, per d arla a bere al professore, per barare a noC'ino : insomma, tutt'un corso di m orale al la ,·oyesc ia, col correùo d' una l1111ga seri e d'esperimenti, che compie tan o la pari.e Leorica dell 'insegnamento e elle hanno 1in'in f111,'nza rl1·ri si 1·a ;;11l l'l'd11 cazinne ful'fanlcsca dcgl"iniziati.
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E i temi dei compon imenti durante l'anno e agli esami·? Dio mio! E::;si rupprC'sentano il maggiore oltr aggio c he si s ia m a i fal~o alla s inCt:' r·i Lù, dal g io rno che s i pensò d'is tiluire appositi loculi dove !>i t rarnsan le; •dee ne lia testa de i ragazzi com e il vi no nelle botti. Ne ho qui nel cassdto un·inte rn raccolta, dalle pr ime sc 11o lc elementari alle 1,llimc del liceo, la quale, fra cent'anni, da rù 11101Lo da pensare ai nostri nipoti , in cu i rima rrà sem p1·e il dubbi.o se s i tni lli della mist ificazione ùi qualche capo ameno , o de ll 'allegra Lrornta d ' un giorna le umo ris tico . Sentitene qualcuno e g iudicale voi stt,ss i se i posteri non a.-ranno ra1=! ion13 di teners i i fianc hi per le risale : « Descri vete lo sbarco rlegli e migranti in un porto de ll'A me rica d e l sud, e rife ri te la loro impressione n el trovarsi a tanta distanza dalla patria"· - \ ' i lascio immag inare l' imbarazzo di quei poveri scolari de ll èL q uarta elementare ne l dove r descrive re lo sbarco rla un transa llantico coll'aiuto de lle poche cogn izioni nautiche acquis ta te nel far galleggiare de lle barchetle di carla nei rigagnoli, e un porto de ll 'Ame rica, che non hanno mai visto! « Se r i vete una le tlera. a un vos lro zio lon tano per augurargl i le 1Juo11u feste e per descrivergli i doni che avete ricevuti la \·ig ilia di Natale " · -Se, com'è probabile, nessuno degli scolari a ,·evu uno zio lontano, e la genuina descrizione de i doni ricevuti e ru tale du far li a 1Tossi1· di rergogna pe r il timo re d e i confronti co i compagni, q 11.egl'infe lici sarnnnù stati costretti a 111vent,tre una zio d 'America e, in m ater ia cli regul:, a r icopiare un capitolo dClla. Lamw1drL di A.ladino d el le .l/ille i.: ·u na not1 1· . «Di te le imprt.'Ssio ni c he a ,·t'le tJJ'OVittè as:,:i,;fl·ndo a lla rivi,;la m ilihr,· il g io rno de llo Statu to, e i ricordi patriottici che q ue lla ~esta vi ha richiamati alla me nte" · - Questo, pt>r d ir la \·e rilit, 11011 è fra i le m i pegg iori ; ma quant i ra~·azzi avranno ass isli !ri allu ri,·is ta'I E que l!i elle ,·i assistettero, da quul libro a ,·ran ricopialo i ricord i sloric i ehe lo Stalul,l doveva I ic hiamare a l la loro nwnll' '? .-\ questo proposito, rico1·do un aneddo to ràccon talom i alcuni an n i o r !'rino da 1111 111<,eslro e lr m errt,tre : i'm g iovane valt>ntis:-;irn0, pie11 d 'amo r e per i fanei1t!II , 1l qualt' mi pareva impcrsonass(' il tipo di Emilio Ralli, ,il prolHg-onisla di Il ro111an;,o d'un ntacslro di Edmondo De Arnit is. E;tli a ,·enl da l.o alla ::-ua classe un Lema s11 una Ìl'Sla mi litare, non so p ii1 quall'; k111a, c lic i suoi rngau.i svolsero, secondo il sr:J ito, rie mpil'ndo tre o rp 1a l tro facciale di ri fri ttu re giornalis tiche e di descrizioni fantastic h1: . L·n un iro scola ro, il fi glio di un pove ro cancell ier e d i preL11c·a, consegnò la s 11ét pagina rnn q1rt·~t.e d1_1e sole rig he di SCI'ilto: « Non mi è s lato possibile svolgere il lcnia fH'r chè la pioggia ha i mpcdilo e lle la festa a \·esse Iuogo ". 11 maes fro rni disse d'ave r collo al volo l'ncr.a sionC' pe r fa re a' suoi scolari 1:na (l,zionv
QL'ESTIONI
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VARI ETA· , NOTIZ IE
:rn lla ::;incer ilil: « Fu q11ella - a ggiun se sorridondn - la mia lezio11·: miglinre; e l'assic uro c he da quel g iorno mi g 11ardai bene dal proporre d ei ll'll1i the obbligassero i r agaui a dir clclle bug ie. Far lavorar l'im111ag i nazione su q ualche sog1rnllo' fantastico adallalo all 'èlà e all'intel It · genza, sla bene; ma farla larnrare into rno .a cose reali che n on s i son m ai visle, sign ifica in segna re a men tire. Almeno così la penso io >• . Ed io son de l suo stesso pare re, e rnrrei che lulli i maestri la pensa,csero a questo m odo. Ed ora, saltando dalle scuole primarie a ll 'ultimo anno cii liceo, ec co vi due te rni d'ita liano dati qualche anno fa per la licen.rn liceale: " Io non sono di que lli che slollamenle o scellèratamenLe sognano c he la m iseria e il dolo r e abbiano da finire ; ma sono di >1uclli che fe r mamente c redono e vogliono che la miseria debba essere allrviata e il dolo re sollevalo » . ( Giosuè Card ucci). " Q11ando un popolo in nalza rnon11rnenli alla m em o ri a de' s uoi g r ancii , deve fare d el l'anima - cosi scri,·e il Mazzini - un tempio agl'id eali e lle quei g randi adoraYano. Q11anti benefi ci a ll a nuova Italia, se i g iornni accogli eranno il nobilissimo arnmo nime~io ! » . Non rn:go c he s ian d11c temi bellissimi; ma per il concorso a una callcdra di fil osofi a mo ralt• e d i fil osofi a de lla storia. Che cosa ,·olete mai che de i giovani di sedi ci o diciassellc ann i impaslic~ino s ulla mise ria, s ul dolo r e e s ull 'anima trasformala in te m pio degl'ideali? Se anc he avessero Jello tutte le o per e d ei più g randi fil osofi , d a Platone a Rober to Ardigò, e Lutti i volumi di Pas quale \"illa ri, non sc1rebbe ro ancora in g rado di fare 1111 lavoro di c ritica personale intomo a que lla fa rrag in e d ' idee e di fatti, nè Lanlo m eno di trarne g iudizi orig inali , che s i,rn r aggi di l11ce p ro pria, n on r aggi riflessi di allre sorgenti luminose. Mi si d i1·;1 c he qu~i temi furon o pur svolti dag li slud enli , parecchi d ei q11ali ri portarono anzi dei belli ssi mi p11nli . :tvia c iò c he cosa prova? Prorn soltan to c he in quelle certe a11le degli esami, che noi tulli conosciamo, avviene precisam en te ciò c he uneni ,·a 1111 Lcmpo nelle celle della to rtura: ossia, le vittime odie rn e, costrette a dire una ,·eri lit inesis lenle frn le m orse d' 11 n lema, fini scono, com e le vii.lime antiche, per con fessarr 1111a m enzogna . E dopo questo po· po· d i tCtnfll'ra nell'arqua diaccia d ella scuola, la maravigl iosa a rmalu ra de l la do ppiezza viene alfi ne indossata dall'ad olescente; il q11ale, sollo quellt> p otent i rna7li e protettrici , può fa re lranq11illamen le il s uo ing resso ne l c irco agonale della vita. In q11t>slo ci rro de lla malora, dove s iam condannali a vivere, a lottu1t• e a soffr ire, e in c11i rlon Ba:--ilio fa ria direllore spirituale fin gendo di cnnfor lure i caduti, ma , in rcullù , assestando lo ro il colpo di g razia
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r ome :Vla ramaldo a F'rancesco Fe rruccio, il g ioYane si tronL s t1 b iln a posto in .mezzo a ùna falange di cam erali, nei quali, ag11z'?:ando l'occhio, riconoscerà le sembianze un po' avvizzite de' suoi cLnlichi compug ni di scuola. Questi , s'egli te ntennasse o desse il minimo segno di vo ler gettars i s ulla strada ampia e di~·illa. percorse da pochissimi viandanti nelle umili vesti d el galani.uomo. son subito pronti ad a fferrar lo per le falde e a trattenr.l'lo nei viottoli tortuos i. in cui, colla voce e colresempio come un tempo, ne completeranno e n e affineranno l'educazione, così felic~mente iniziata fra l'abbaco e la grammatica, e pros:guila :51 1i banchi d elle scuole secondarie. «Ti devi persuadere, gli diranno, che in fondo alla strada ampia e diritta s'apre. un precipizio, dove vanno a rnscare quei pochi babbu'a ssi che tu vedi camminare liL in pie na luce cogli abiti a brandelli e cogli stivali scalcagnati; men tre questi viottol i, <love si pigia una folla di mars ine e di vestiti gallonati , conduce all'al· bc ro del la cuccagna. Se vieni con noi, ci ILl'f'ivi in q uallro s alii :di ·qui ne puoi vedere la cima, dalla quale spenzola ogni be n di Dio. S'allru· versa il ponte degl'Inchini, si passa sollo l'arco rleirl'Ipocriti, s ' infila il vicolo dei Bugiard i e si s bocca su lla piazza dei Ribaldi, nel c ui centro s'inalia l'albe ro maraviglioso, circondato da un drappello di Masche re, c he sono le nostre g uardie d el corpo ». E come se non bastasse queslo c9ro di voci a llegoriche, le quali, ,, sotto il velame d e li versi s trani " nascon dono LuLL\m programma d'azione, altre voci di be n più illustri personaggi g iungono all'orecchio del giovane e lo spingono colla violenza d' una bufe ra ai pied i dcll'ulbcro tentatore, dove s'a/,calca il branco dei cavalieri d elle Mtlnzogne, l'un c:ontro l'altro a rmati , come lupi famelici c he si contend ano i b rani san~n1inosi d'un armento. " Omnis homo mendax », sospira li Salmista : , Obscquium amicos, veritas odium parit " ammonisce T e renzio; , \.lentcz, mes amis, men tez! " g rida il Voltaire: « La parole a été donnée à l'homme pour dégniser sa penséc " susun·a il 'Talleyrnnd: " Ognuno vede quel che tu pari, 'pochi sentono quel che tu sei » sen tenzia il Mac hiavelli: « Non è sempre d'accordo il labbro e il core " canta il Metastasio. E, dominante su tutte le allre vor,i, quella del Cardinale Giulio Mazarino, il quaje tuona dalle pag ine de' suoi Dogmi politici, " Simula; dissimula; non creder ad a lcuno; loda tutti ; i tuoi d esideri e i t.uoi disegni s ian chius i nel tuo cuol'e ; e, n ell'appartlnza este riore, vèsLiti di affetti d el tutto contrari a quelli che nascondi 11ell'anima "· Si è forse impiegai.a mai tanta eloquenza per invogliar gli uomini a esser sinceri? No di certo; ma non è il caso di mani vigliarsene: poi d 1è la verità ci appioppa sul dorso una J.)1.!SUnLis:;in1a','Groc,e, dell o_·ste~sn legno di quella s ulla quale il Mrssia di Nazare t PU!Z'Ò ·rl fi ò dbll'e r r0rc
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\'ARIETA', NuTIZI E
imperdonabile d 'cl\·er d ello la ,·e rità ag li Sc ribi e ai r'aris·~i; me nt re la mL'nzogna fa piove r non di rado le c roci s 11 lle mars ine, dow, _col loro scintillio , atlirano a nu\'oli i mosce ri ni rlella rnnità e d ell'ambizione . Ora, io dico : poichè la g ra n gue rra ha. fatto sorgere tante idee apparente mente utopis ti che, che potranno forse real izzars i in un avvenire più o meno lonta no, fra c ui qu ella. d'una lega d elle ·iazioni , c red0 s arit lecito a un mod esto pensatore l'aYanzare una pro posta, ce r'lamenle la più 1tlopis tica, ma senza d ubbio la più util e di tulle : qrrella d'una IL·!ra d' uomini s inceri, il cui mollo s ia l 'ilr1111 impendn,, 'V<'Tfl , tolto dal ,·erso 91° dell a Satira JJ' di Giovenale. P e rchè è inutile fa rs i d elle ill u s ioni: non bas tano i lavac ri di s angue pe r assic urare nel mondo la pace :=:ul fondame n to d<'lla ciYillà e della giustizia: ci m ole il lavacro delle coscie nze . Se nza questa larncro rigene ratore, le por te d el tempio di Giano, c hiuse oggi , s i riapriranno domani , e ri marranno e.perle fìn c hè g li uornini avra n s ulle labbra il mite e schiello s01Tiso di Abele , e ma · t11 r0ranno in c uore i t r uci propositi di Caino. :Via ah imè ! Forse la leggenda biblica d el fratri cidio è la lriste rivéla· zione d'un fato int>~orabile c he , come il dolore , incomb~rit :,11i mortali fin o a lla cons umazione dei secoli. Roma , fl' bhrnio 19 19. Eo~!tlNOO TRO.\ I BETT.\ .
NECROLOGIO ))ott. (·aY. EKXJi:STO lUOMJJELLO Colonnello medico In ;;. a. ll giunte> 12 di4..·l·111bn:: u. ~- , dopo lun g a t" pl'no:-:.a 111a latti:-1, spc,~11i.=va:--1 111 '.\liLHhl il colo nne llo 111edico i\lomhcllo, dire tto re di :san ità de l.. .. Corpo ~·a rntnla 111<,l,ilitaw. Del i:omp ia nto collc,i.ta 11011 saprc1111110 tes~ere mig lior e logio che riporurnùo le pa· rnlt pro nunl'iale ~ull:1 a111 a ta ,al111a dal te ne nte colo nnello me dico ~a v. Vitturi,, Sa rti, 1eg~1to ~,li 'c:-- tinto da fra.terna H111ici1.ia : • Doloroso 1ecl arduo è il <'Òmpito affidato111i di dire oggi ,-11 4ue,·,ta k ,ra lacri111at:1 la parola c he , p ur 111ocltc ,tn, uon , ia in<ltci.:na d d e:iro pe rduto e della , ti111a e ckl · l'a frtcttO che q ua nti q ui convenuti ehhc ro per lui. li dolo re, l'ammirazione e la r,,. . nts o k 11 za. non se n1pre hanno la \·u(·t- dte il cuore vorrebbe : più sono grandi e 111e1HJ h1
<.·~prc-s:;ion c ,·i ri:--p onde. 1Al n o llili~=--in ia e cara e ~i~te nzn c h e n o i qui piangia 111.. , troll·
C'a t:t è: una <li q u .. llc pod H, cl1t' 1:n:tcdon n lt, t,un uni lodi o:d il comune rimpinnto , po i· C'hè <·~s:, fn tutta d:it:.1 con l't'ro:11a intdh1!tc11z:1 ad un ideale s uptcrio re ne lla cli)tnità ·le i d, 1,·t:- rl" , 1h: ll:1 tc nac·k, d ,.:"l la\f;ro . 11c:ll a :--t.:", ~ ri l ."t tlt.:g-li ~tuùi. e 1u: llo an ln n: pra ti co
l\E(;ROLUGlO
dell'azio ne. Fu buoua e forte, ,t:niplin, ,d alta, ,alJa uei propositi, cordia le negli affetti, pia e sapie nte ud 111inistero d el l'arte, pronta selllpre e l"" i agli e,·euti ; iu,·,. citato eselllHio di ci ttad ino e d i soldato. Ed e ro ico e d e voto fig lio d'Italia fu il colonne llo medico :'>lombello. La morlt:, che subdola s tese la negra a la iusidiu,a s nl s no capo e l'a,·,·olsc ne ll'ombra inesorabile negli ultimi g iorni d e lla g uerra , uo n so se fu più ge nerosa coucedendogli di a,sistere alla raggia nte vitto ria o c rndde ne lla ~ua forma lenta cd a trot·e per il sol,fato che stava in campo da o ltre tre anui. !, 'offesa ed il m odo <:011 c ui p rostrò la Kene rosa ,·ita par q uasi ,·e11detta per l.' uolllu che la fromegisiò e le <·011te~e tante estSt<;11ze, nelle malinconiche corsie dq;-li osp,·da li o nelle tend e da ca111po, co n amore l solledtudiue pari alla scienza. Forse Egli ndlc faticosi! e fcblirili or~ in cui, di fro11k al ne mico, la morte mieteva tanta fiorente gioviuezza e il camu <ldle Parche insonni no n a,·eva tregua sugli s trazi e s ulle ago nie, pensò una fim· ben di,-en;a, .:h<: chiudesse la sua fiera e bella esis te nza. Pe nsò la 111o rtc de l soldato e dell 'a po-<tolu; la mo rte senera e raggiante che g iunitc e rocca arrestando un forte cuo re s ul po:sto del dove re e pits~a. La m orte che k nostre an i111e impietosite e la nostr:.. scic111.a a\·\'iJita rintpian~e ro per lui in questi ultin1i te.::1npi in cui do \'t:1111uo a~si:-otcrc itll potenti a ll a sua le u ta agonia, sapend o che pure egli ,-i assis tev:-,. É triste, ineffahi l111e ntc triste il te111po che corre dopo una sentenza s<:nza appello pe r una nubile vita che noi amiamo, stimia mo e sappian10 di ta nta utilità civile t: ,·alore umano. E noi abbia1110 provata questa profo nda tris tezza ,·edendo spegne rsi a poco a poco ne l compianto amico tanta luce di inte lle tto, ta nta umauitil ùi more, tanta saldezza di propositi e ta nta atti,·ità fattiva. · La scomparsa del colo nnello tlled ico ì\Io ml.>elio, nou è solo nn lutto ue lla cerchia degli affetti d e lla famig lia e degli amici: è una s,·e ntura che: trascendtc il nostro ,.\<)!ore, il nostro rimpianto, per estendersi a tutto il Corpo sanitario milita re di c ui e ra decoro eù e ne rg ia di altissimo ntlore. Tutta la ca rriera del caro amico che qui salutiamo per l'ultima ,·olta fu un ,·ero apostolato di te nac ia e di arnorosa scienza e la c hiu se dcg na llle nte Collie diretto re di sanità del ... Corpo d 'arma ta. In quest'ultima carica pe r l'op e ra s ua di o rganizzatore mag nifico <>ttc neva dal com,,ud::iute gcnc.:ra lc Cadglia la proposta di promozioue a 5celta eccezio na le con uua lus inghiera motin11.iouc.
Il saluto sole nne che q ui ora g li s i po rge t esti111011ia la cons idera1.ione e l'affetto di cui lo circondarono le sue altissime d oti di mente e di c uo re : la mia del,ole parola no n ne i-: che -un'eco. Se il s uo austero cuore mi po tesse udire d a q uesta ch iusa bara son o certo c h e mi direbbe: • Lascia, o a mico, le lodi d e lle opere )11ie cht0 fu. rono donn,. I morti si onorano e s i amauo prosegue ndo g li ide ali che li g ui&rono e li sorressero in ,·ita. Gli uomini trapassauo lasciando in e redità un'idea immo rtale d1e anch'essi ereditarono e servirono più o m e no degname nte nella loro ,-ita mortale. lllai collie in quest'ora in cui tanta gi,"· inczza ltc donò il fiore del s uo a m o re e ddla sua passione e la sa crò col sangue. q uesta idea ebbe bisogno di essere magni fica ta ed elernta ~ulle rnrbe co me seg11acolo in ,·essillo. Pensate, amate e<l ope r ak in modo c he no n si senta la mancanza dei devoti all'Idea scompar~i. Colmate i n10ti 1 lni,:ag-liardite l'auima ne lle cure ma g-nani111c de lla Patria . Vig ilate il sacro fuoco sul g rande altartc compi u to. '.\"oi ,·i g ittammo a d uno ad uno la nostra fiaccoln ardt'utC. Yi rischiari questa fia mma la da, ve rso g li a uspicati destini. E' co,;ì che o ltre la tomba. l" nostre ombre ananno amore e pace. • Il po vero c uore schietto e d intero del po\'ero amko, mi pa rlerebbe co,l ! Egli co~l intese il clo"ere. « Colmate i Vuoti! • E ' il monito sacrosa nto in q ue~t 'ora , he ci viene dalle tomhe dei migliori. E' il 111oni to della Patria c he attende! Amico dilt,tti5simo : Addio! •·
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PER IL LIBRO D' ORO
del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor milita.re per la campagna di guerra 1915-1918 (Contimwzione - l'r<II fascimli preced,nt/ del /916-17 e 18)
/1Ul'(/ù l11ugutc11,·11:ia/1; 15 sdll'ml>rc 19 1S.
113. D'Otru:<~ A rmal'l<10, da Li\'onto, capita no medico cumplcrncnto ~eziunc ,;anità. •
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Ferito :11la fronte eta una scheggia di J,?r aJtata. insi~lt'.:\'<1 p~r t.·:--~cre d imes:,:c.,
dall'U~peda le, e ri:pre nde,·a il s uo posto, dando ai s uo i d ipe nde nti ~pkndido esempio di elernto 5entin1c11ro del don:re. - Salcano, 29 111aµ-gio-2 agosto 1918 . 1 q. l'ETRl1CC ! (;iovam1i, da Caposol<: (A,·e lli no), (·apitano medico cu111ple111ento n,1'gimen to famcria. - Durame due giorni d'int<.-nso bo111bard,ime11to, in un posto ,li rnedic.izione soggetto al tiro di artiglieria nc111ica, con a11i1110 sere11an1e11te calmo. con lena ammirabilé e con sprezzo del perico lo, a u e nde ,·a la sua opera, llltc· ,hcan<lo e ~gomhrnndo numerosi feriti che im·cssantc·mcn(e allluirnno d a lla linea di ,om bauime nto. l'ulgido esempio di cora.1:0:io e di a lto sentime nto del do\'ere, ferito gran~mcnte, mori,·a all'Ospedale da Campo. - Monte la Castdla , 19- i <, 110n ·mbre 191i, 11s . Russi c,w. Ottorino, da Solùia n tc (Como), te ue nte colo1me llo 111<·dico d irezi,,11<: ,ii sa nitii arnrnu,. - Durante l ' inc ursione di n ,li\'o li 11c1nic i ~u :l!e~l re dalle o n, 19 clt l 26 alle ore ~ ciel 27 gen na io, accor:se uelle localit:'t fotte ""gno alla 1,arharitc 11.:mica. infaticabile e non .-ura nte del pericolo che inl'omlJern, e prestò opera l"l1icace e J t:~emplare di medico e d i soldato, pro \'\·edendo d i pn,pria ini,iativa ulla ricerca, a l tra.,pon o ed a l promo soccor~o ,li 11u111<:rosi feriti . - :lks.re, w -i ; g<en naio 19 18 .
· Dcc,.do /11ogolc11c11.: iale 1.1 ,1/lt>ùr1• 19 1S. l ,•, . HIA~Co ('ml>ato. cb Fontanetto J:i l'o 1:-.:m ·ar:1), <'apit~no mc·cli,·o n·ggimt:nlo
fo nteria. - Co~taiJ1te 1nirahil4.: t::$e111pio di aui,·ità e coraggi o nc-1 prc~tan: le :O.ttè ,·ure ai feriti, durnnte una \'i\'a azione <lcll'arti;::licria 11cn1ica di 111t dio ,·alibro pe r~i:-:.te,·a J1t'lJ'ispezic.)11an:: una trincea di prirna lint:;t ptr <·011 ~tatarnt il ri:--a11at11t:11tu i~ienico, finchè inn.~~{ito da una g rannta 11en1ica , ,·i la~cÌa\·a la ,·ita. )I01tlt' J\lrzli, 1S-n agosto 191j. 117. Co'-C IÙ .,l'lf>'rlio. da S. \"ittì (Ca.t'!li11ri). tene m c ,ne<lil'(I rl!g-J.( i1111, 11to alpini. - l'o:: c:thna e fc:nuczza n1in1hili. di proprin iniziat1\·a ~i n.:n l\·a, col ~110 po~to cii nie<1i<'Hzione. in u1H1 nuova località. nono~tante che l'unica strada dn p<:rcorr~re per rai:ginngcrla fus,e viole11teme111<: bauu ta dall'arti){lieria 11e111in1. Co11,cio del gra,·e pericolo c11i si esponcn1, e a11i111ato "ultamo da a lto ""ntimeuto clt,I do,·crc. 11w111rc :idcmpi,·a il p roprio cùmpito c:ult:,·a l'olpito a mune ,la una .(!ra1rnta m·,·er sarin. 1'11""0 dell':\g11clla ( i\Iontt: Onig ara) . 1c• giugno 19 1j. 111(. ì\I Al:<A T o 11rn1aso , da P oi rino i'J'ori11"), tenente 111eclico reg-,1.;im<·ntn fanteria. Durante un a~pro comhattiml"JllO d itdt: esempio mirahilc di ~pn,zzu del perico lo. pon ando;;i più ,·ulte , 11 di 1111 rerre110 ha trnto ime11,nmen1e Jall'artiglieria nc1nlra a n1tdicare, con l'niuto di un ~oln as.pinH1lt: utftcialt: 1 un rikxantl" nu111cro d i feriti. - :lladon i (Altipiano ,li Hni11"iaa1. ~9 ~ettcmhre 191;.
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PER IL LICRU o·oRo DEL CORPO S.\ NlTARIU .\li f.lTARE
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Uuoo.~F. ,l~ostin<l, da (;1::110, ·a, a~pirant" uflicialt: 1111.:di,·o n:ggiua,nto l,1.:rsaglieri. Pro,·,·edern allo sgom bro di nunH,rosi fe riti Jai posti d i mcdi cazio11e avanzati, g uida ndo personalmente, sotto l'inte11,;o fuoco ne m ico, le squadre dei portafe riti . .Mentre te ntava di impiantare un po~to di m edicazione pn,sso la prima linea, l"~· sendo stato il personale da lui d ipendente coipito dal fuoco d c li 'artiglieria nemica cd egli stesso contuso, s uo primo p en s iero fu di trarre in sah·o uu dipendente gradua to ferito gravemente, e ~uhito dopo, dando mirabile <:c~cmpio d i a lto sentime nto del dél\·ere , chiese d i rite nta r e l'impresa per l 'impia nto del po~to di m edicazione . - Carso 22-23 agosto 1917. 1w. T oGNACCHl)s l Gi ov. Battista, da :\le naggio tCom ol , a~piran\e ullic ialtc nit:clico st:zione sanità. - Costante mirabile esen1pio d i fcrmen,1 e :irtlimcnto, com andato a di rigere e disciplin are Lo s migtn111ento dei feriti dai post i d i medicaziom: reggimentali alla sezione di sanità, adelllpi\"a tale pietoso opera 1:011 il!lpareggiabi!.: calma e s prezzo del peric·olo, percorre11do di giorno e d i notte una ,trnda i11tensnm e ute battuta dall'artiglie ria ne mica e incoraggiamlo con l 'e~elllpio i <lipc·11dcuti . In una speciale circo~tanza , es~e11clo stata colpita una riservetta Ji l!lu11 iziuui nelk vicinanze del posto di medicazione. pe r evitare il perirnlo ai feriti che , ·i s i tn,,:ayano, alte nde \·a cou ser~no cora~g-io al trasporto di c.:ssi in 1111 luogo più ~icurc, portandone egli s tesso uno 1trn,·issi1110 sulle spalle: . Tnn·olto dal ,·icino gcoppi,, d i uua g rana ta avversaria, s i rhtlza\'a ~ubito e pt:r quanto contu~o, prosc·gui\'a nel s uo pietoso còmpito, fiuchè lo t:bbe ultim ato. Altipiano Carsico, 18-24 agos to 19 1i, Uecrflo luo1:ot rnrn;;i<1/e 17 no,,c,11hrc 191S.
ll J .
121. l" wu:-1.1 G i ovan11i, da Ri01i11i (Forlì), ,;ottotcneme medico rcggilllc nto famcria. - ufficiale 11u,dico in posto a ,·anwto, tlisi111 pegrn1,·a con n1hna e zdo il propriv dovere , rimauendovi nonosta nte fo~se stato ferito. 111 condizioui diflicili pruv\"cd e va personallllente anche allo sgom b ro cli tutti i nu111c:ro~i fe riti, allom nnnndo~i dal pos to pe r ultimo. - Sasso, 13-24-,_:; <iiccmhrl' 1917. 122. S"xn·cc, cav. Stefano, da l\a\'elli (Aquila), colounello 111etlico direttore sanitli Armata. - Già d isti ntosi nel settore di Gorizia per lt, ,piccate quulità prok,,..iona li e di coraggio, attese, quale d irettore di sa uità di una arnrnta , co11 i11'1a111:ahile ;11tività e rara competenza, a llo s-·iluppo sempre più ampio elc i servizi da lu i dip1:ndenti, e, in gra,·i circost anze seppe rcg-olarc i necc"sari ,po,tamcnti rlcllc: u11ità e del personale dipendente cou eccezio1wle. e Hicacia eù ottimi risulta ti, e,po11<"ndosi, nelle frequenti ,•isite alle linee più avanzate e ue i n to111e nti rii cri,i attra,·er sati dall 'A rmata, ad ogni sorta cli pericoli, e dimo~trando in og ni ,·i rcosta nz:1 coraggio non comune e mirabile fermezza. - Car"o, l'ia,·c, 191,-1918 . 11.3. ZADF.1 Guido, da Brescia. t e nente m edico milizia territoriale n,ggi111cmu fanteri'1. - Sempre e ntugiasta della salila c,lllsa c he l'Italia ,·ombmtt,. instaunibill'. ncll 'infonde rc nei s uo i d ipendenti i più uobili ,e11~i di fcctc e <li pa trioni,n10, \'Olonw r i" in ogni più rischiosa operazione, iu giornate di lotta cruema, in qu;ilitii cli ul'ticialtdi colleg amento, sprezzante di ogni pericolo, s i prc~t,n·a spontaneo in tutti i m.,di pe r tenere in continua corrispondenza il comando della prima linea con i rtparti o peranti. For,ni\"a preziose informazioni s ull 'andm11l'11tù cltell c operazio ni, concorrendo in sommo grado a l fortunato e,-ito delle 111e,lesi111c. - Col R o;;so-Col cl'>-:chele, 23-! ,1-23 dice m bre 1917.
Decreto /11ogote111"11.:i<1lc ii dicembre 191R. 124. CASCIO Giuseppe. da Alcamo (Trapani), aspirante uffieia!t.: 111c d in, 11 rei.:'-!imcnto bersaglieri. - Sprezza nte del peric:olo acrnrrc,·a in ,-;nccor'!;o <lt:i feri ti s;1 ' t1i llli terre110 fortemente hatluto dall'a rt iizlit-ria a,·ver,-;aria. D u rallte un con trattacco nen1ico irr1pugnato un tno~chetto e gridando : • . A,·anli Sa,·oia • pone,·:1='i rieramcmc: al coma ndo di 1111 manipo lo cli be rsaglieri. che animat i da tanto esen1pio miuaccia\"ano l',wversario, rafforzando la liuea di resistenza. - Fiondar, 18-22 agosto 1917. 12;. f't:RRARA Mer curio, eia Sau Mango sul Calo re (A,·ellinu), tenent e llll·di<:o mili,.ia · territoriale 11S reggimento fa11teria ( ;\T. :\'l.) . - Quale dirige nte il sen·izio sani ta rio di reggimento cli fanteria, d uran te un'azione o ffen~ini, ani1nuto da a lt~> scnti1111, nto del dovere, pe rcorrc\'a zone intensamente hattute dal fuoco di anigli.-ria a,·,·e r:-.aria, portando la !,;U a opt:'ra dovunq ue occorre~se. e di rig-c.: 1u.lo in 111odo a111111i-
P ER 11. LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITA RIO .'11 L.ITAH E n: voh..: i l :,,:4.:r\'Ìzio lii !'g01nhtro dei feri ti ~ <J.(~i 111o rti spar:-i sul (·a111po, Ja ttÙ() C.:ùSÌ lu111i 110:-:.c pro\'e di J)L"rizia e cor aggi o. Car so, 19 -25 ago:--to 1917 . I JO. l, 1.,Zf.TT.1 XiC<1/a . da '.\'.apoli , te ne n te 111c d ko 39 rcg1<"i1m,11to fanteria. Di pro-
pria ini>.i:,ti,·a rnccoglie,·a b uo n 11u111cro di sba nda ti del battaglione, cd a ,·c ndo ll(,li,. iu c he s ulla fronte difetun·ano l'acqua e le muni>.ioni, li aclope ra,·a per farv,·k tra,porw re. ) fo:;trava grande e-alma cd e ne rgia nel 111(:dicare i fe riti e n e ll'or.11,111i>.1.>1rn<: lo ~){v111bcro. Già d i~ti ntosi 11c llc pn·t:cd"m i azio11i del 23 e 24 maggio l 9 l i- K oritt.·, 20- :q ag-osto 1917. 11,. :\1.,:-:-L·cci :-l11/v,1io . da :\lassa (:\lassa e Carrara) , ,ottotenc n te 111edico i S reg~i-
111c11to fa n teria. - Escndo stata 111essa fuo ri co111hatti111e11to b uo na p:irtc dd pe r~01wk <Ji ~.i11itii llip1:11dcme, col :;uo conte ~110 111inibiln1cnte calmo ed e nergico r in>n<h1:--:-.<: la cal ma nt:: i supe r stiti :-:co~:,;i d:-1 un v iole nto I,om harcJa111en lo 11 c111i1.:o, c :,;.chh\'.'111.;: t:'){li :,:.tc:,,;~o fo n c n1t'.n te co11tn~o, r iorgani zzò il St:r\'izio di sot~cor~o con
Hll i,·itù i11s tam·ahile e sommo sprezr.o <lei pl·ricolo co11t i11u a11tlo lo 11110 a eh" furo no n 1d ut1 tutti i s uo i dipendcu ti. - Carso :\((•r id io11a lc , 6 sette111b re 191Ì· 1!S. :\l.1HT1.x ,,rn 1:i11H·ppe, da 'J'ori110. aspi ra111~ ufficia le m edico 4i r.:,ggi111c n lo fa nteria . - IJe~t iu nto :Jd un posto a ,·auzmo d i 111tc,lic:01.ionc a pochi n1etri da lln p rima h th.:'1 , ~otto il t iro di artiglie ria ~ 111itra~la trici n t:u1idu:, con ('H h tta, sprezzo de l
p,·rico lo .:<l alto sc11t i1111Cnto d i ~lt ru is1110, p rodiga,·a· la s ua opera a i uumerosi ferit i riu n iti dit'Lr<, Lll l 111urctto e sulu. n1l'ntc quando uun gnu wta a\'vcrsaria col piva i11
pi<.:110 il po~lo d i mctlica,.io ue;: a rre trav a iu a ltra )()calità, pur cope rta 111a S1·111pre ,·~pn~t:o a i tir i. Già di,tiutosi pu e%ersi re<:ato con tlut: porrnfç riti fra le lin,·e H\' \·cr ,ari~·. a raccogl iere un ntllci;'lle g-n, ~·l'lll t" lll\: (~rito. - Co~to ne ù i Hoje. 22- 2,; ~,gu:--to 19 17.
Darflo /11ogoln1e11 : iait' 13 ollo br c 1917.
Il :"- IIEHCHl:-Z ,·u,·. (;11ido, ùa l'd in c-, m aggioro.: mt:dko complt:111en to direttore O~p<:1lale Dilntt. - Du rante lo sn•ppio di un d e posito di nmnizioni , che da11neggiù gni,·e rn<:lllt: l'O,ped a lc da lui d ire tto, con grande calma e no ncura n za dd pericolo pron ·ide sapicnte111e m e a porre in ,çol\'O tutti i s uoi a m11wla 1i, d a ndo così lid la prorn <li f,·rlll<:zza e d i profondo ,<:n t illlc:nto del dovere. - L"d int: (O~pcd,,lt: Dilllle ), 27 agosto 1917. "4; . B1:ws., ~1 lgi110, da Caselle To r ine~c ('l'orfr10J, aspirante uflì<·ia le m<:dico rcggi111t'11to bcr~ag lie ri. -
Co~trc tto a<l c:-:.ereitar e 1a pro pria. nii :--sio nc s u di una po~i-
>.io11e f<>rk111e11t" ba ttuta da ,, ro~si calibri e ,fa bom barde ne m iche, cnn t i11uan, con cal111a nel proprio cù111pito, pe r un ' in tera n otte, da solo, 111.,dica11do i ft: rit i " .:011fortandoli con la parola . - )!o nte l'l!ajo, 20 ago~to 191i, ti.{;, BHJ L. ACl!L',\ A 11.t o11io , da S. :\la rtino in Pen ~ilis (Campoba~so) , le ne n te medico complt rn t 11lo g ruppo ba1taglio11i R. /:(tintclia finanza. - Caduti tutti ~li uAieiali elci ba ttag lio n e d i gua rd ia d i fin a n za, pre~~o il quale prestava ~er \'tzio :,:.ani ta rio, coad inva\·a t:on calm a, cora~O.:!IO ed e nergia , sotto· il fuoco U\' \·e r sa rio, il co111a 11 da nte
cld g ruppo c he ne a ve ,·a a~sunto il com a ndo, p ur prosegue ndo sem p re nc lh, soh~rtt" ~ua opl..'ra d i ~où·o r:-:o a i nu111eru:-:l fe rit i, anc he durante il ripit"ga111ento. -
\ "al d ' Astico, 19 genn a io 1916. 6.19. /1111.111 T a c .< io . ,la Ca,al Cern1elli (Ales~anélria), 1e ne u t<: m edico Tt'ggim c nto carnlkria, addetto uflicio ,anità divisione, pur d i assolvere nel mig lior modo le proprie att ribu>.ioni. uo n s i cura va d i pe ricoli e d i disagi, s ping.,11dosi spesso fin sulle li11e" pi ù a l'a nzate e battute dal fuoco ne mico, pe r m a ntt:nae il collega me nto ,<>· g li ulliciali llledici d e i corpi. - :\lo nfakone., 18 agosto 1917. 65,,. CAHATI t:: nirs/o . da Bologna , ~uttote ne nte med ico comple m en to reggime nto he rsaglieri. - \·otom a rio s i offril'a a po rta re l'opera sua in so1·corso d e l coma nd ante d i una hrig-ata fc ritv , att ra ve rw uua 1.,on a in te n~a m..:nte battu ta da] fuoco n vvc r ~ario,
i11fo11de11do s ul s uo contci;:no calm a e , ic irrcz,.a ne i dipende nti portafe riti , e rius,·s,11do co11 fenua .za 11e l nobile iute n to. - Dolina Castagno (Ca s tegnel'izza), 1~ a~o:--to 19 17.
·
6; 1. (\SA l'l ~TA ca\'. t:io,,a ,mi. d a Fe rrie re (Piac.-n >.a), 111aggio re medico dirlelto re :<cr\'I· · zio sanità piazza Gorizia. - In occasione d" i bombarda-111e nti ne mic i ~ui due ospe,1:tktti d i prinrn lin"a dn lui d iretti, d e tte opera coraggiosa, l·rn, rg irn , illuminata. -
Cnr:--o. 24 gi u){no ttJI 5, Gori :r.ia . z.,i ag-o:,.to 1917.
3':!.7
Pt:R l L LIRRO Jl°l)RO DEI. CIIRPO $ .li\lT.-\ R](1 .\11 LIT.IRE
65z. CATTA:<F.o !ialdas.,arrc. da Zibido San l;iac·oll10 (.\l ilano/ . tcncme medico co111plcmento se1.io11e sanità. - Sotto l' in te11,o fuoco d i artiglicria 11e1ll ic a, a ll imato tla a lto ~cntimento di do,·ere e i11<:ura11tc d i sè e tl~I pericolo, si , la n ciò fuori d<:I po~t n cii 111!'di ca2i one , per i,:.oc-corrcrc ~lcuni f e riti ri11m:itÌ :,.c:p{Jlti tra le 111a\.·cTie <li u11a casa colpita, e fu di ,·a lido aiuto al proprio co1111.111da11te di re parto nell'opera di ~ah ·ataggio e di soccor:--o, ese 111p io ai dipendenti di fcnuezut, coraggÌ•\
ed nb11egazio11e. - Sveto, (Altipia110 di Hai11siZ1.a). - 29 agosto 191;. 653. CnrMOX EI ca \'. Tour.,-uaso, da :\:-i poli, 11 1a~:) .{ion: 111c.:dieo di d irezione di :--anit?t :-tr· mata. - In occasione dello scoppio d i una poh·erio::r-i, d1<: an:,,·:i reca to forti danlli a 1uagazzi11i ed ospedali o\·'era110 ricon: r ati 11ut1tt'rO~i ann11 alrtti, sel,hcne ferito. t..·on !--pn:zzo dc-I pericolo, act.:c,rrent cor ag.~ iu:,,;n111ente a prestnre I 'opt.' ra ~n a :--olc rti.: ed i11tc-lligc:nre di soccor,o. 11011 ritirandos i che a ta rda ,.,ra, dopo ct"ssato og-ni pericolo e me , s i a l sicuro i 11ul11t:ros i mala ti e frriti . - Sa11t'OS\·aldo ( l"dinel , z; ago,to 1917. 65~. Ot:-nt:R:<,IRIIJ Cesa re , da Vcrcdl i (:-.-o,·arn l . - Co11 cal111a, ellergia l ' cora g-g-io , iu una posizione arnuzata e ,otto le violentt: raflichc d i artiglieria an·er,aria . adcmpil"a il pr<>prio do\"e r<:: di ultìciale 111et!ico in modo locle\'olc, d a ndo !Jdl 'csclllpio di f<:r111eaa, e lasciando il proprio po~to s'.>la111e nte d o po essere ,tato gra,·clll<=llt<.: fe rito. - Gorizia, 2 settcmhre 1917. f,_;,,. Ft:1,r:sr l '·111bcr/o, da Cologlle (Brescia !, 1e 11c nte medico co ll1plc111cnto rcggi111 ~11tn a lpini . -
E:--cmpio c:o~ta ute di :-laru.;io e fer111e1.za, in ripetute difncil i 111:111:--iu ni
portm·a la rgo e pronto soccor,o a i soldati , ulla li11 e<1 del fu oco. :\\"anzando coli una colon na <li atlacco sotto l'inttn:,..o tiro 1_1L·111 ico, di~i111pt::g11ava con g-ran<lc coraggio
la pro p ria ·miss io n e , recando c:fficnce ai uto in critiche c irco~ta111.e. - '.\fc:snia k, 24 ago,to 1917. 656. F t:RR.\Rf ca,·. l'iel ro, da Pontremoli (~fa$,a e Carrara ), mag,c dore mNlico sczio llC :-:.anitit. Co111a11dnnte di una ~ezione di ~a nità, prtsta\·a con int~llige11za e i't:h) l'opera ~u a di sanitariù òi una 1.011 a a \·an•w ta, quasi ini11terrotta111e 1tll' flt'r tre giorni e tre n otti, t: presiedeva allo sg-01111,ro dei feriti in modo alta111e 11tc t=nc,,miahile , dando hell 'e;;cmpio di c:a lm;i e: fcrn1C'7,1,a, sptto il fuoco cl i ,irtiglicria m:tni c.::t. -
Carso, 18-24 agosto 191;:
.
6.,ì . G1t·s~ ,:sr .\/aria . da Risen!,!n (Cre11101111), ('api tano m ed i<'o rcp;irto .s,i11ilil , grupp, , alpino. -
Se 111pn:
iu pri11m lìut'a fin ùall 'iniz.io rlella g ue rra, tlicck.. l'O:--t a tHCllh: tltt!
prova di fermezza, di c:oragg-io ed a lto spi rito milit are. Rinrnsto frrito in Ull dolor,,so incidente di mo ntagna, d isimpegnò ugualmente e con zelo le proprie 111a 11,io11i noncur,111te di sè e n on pe11sanrlo a far;;i medicare e tra;;portarc in luogv di ,cura che dopo e,sers i accertato che il serv izio sanitario regolarmente fun 1.io l1 ava. ·Roccionc di Lora, 5 ~ettembre 1917. 65S.Gff1SJ 1aovan11i. da llaill\·ille aux Saulc~ (l'ran c Ì,o ), t.:nc,ntt' m edico regi;imcllln fanteria. lnttdligente, atti,·o ed e n e rg-ico. di~impeg11a,·a lod1:,·olme11te il ,.,rvizio ,n11ita rio col proprio battaglione e con a ltri reparti, più m ite espo11e11,!o,i al fuoco a\'\'ersario e ùimostra11do calm a e sprtzzo del pericolo. - \"cliki-Krih, 25 - 28 agosto 1917. 659. Ii<TROXA Fra11ccsco . da Ru,·o di P u g lia (I.lari). sottote n e nte medico complemento reggime nto fante ria . - Sotto il violento bombardamc11to ne mico, allo scopert" cd incurante del pericolo , procedeva alla me<lirn,io11c d ei fe riti,lin<"h è n , nne egl i stes,o colpito dallo scoppio di una g ranata a,·wrsaria. - Colica di Ca rbaro, 21> agosto 191;. 6&,. I.orno Raffaele. da Ca,.,massima (Bari), tenemc me<lin, ~ez io11t: ~anità. - Q uali· t unque no n com a ndato , s i offri,·a più ,·olle ed otte n e\'a di a<"corre re in soccor,o de i feriti, attra,·erso una zona i11te n ~a mentc battuta dal fuoco llt"mko, dando pro,·a di calma e cora),(gio ed ese mpio ai d ipe ndenti d i fe rmezza, abne!{aziom: e ,prezzo dd pericolo. - O,te ria di Brito f, 17-18 agosto 191j. 661. L11)rl:<1 I ·;11ce11:o, da Sen~go (Milano) . te n e nte me dico reggimento fant<:ria. 1,:,empio di e le\'ato sentimento del dovere, disimpegnò la ~ua ;;cneros:1 o pt ra coli as~iduitil e con ~p1ez1.0 del pericolo, in un po~to di medicazio ue ass:!i arn111.a to e ;,oggetto a tiri, no n solo d'artig lie ria, ma anch~ di ,·icine mitrag liatrici e fucile ria av"ersaria. - Bri~tof-Descla, 18 agosto : r~inz, z2-23 agosto 1917 : Flate-S\'t"tO, 2,1 a )l'OSto 19 fi . 662. MAGGIO ( : iusef>f>e, d-i l\Iar:sala (Trapani) , tenente me dico ,' Olllpkmcnto regg irnento a rti~ lie ria can1pagnH, 1~0 f{rupo nh)nta~na . - O\n·a hL·llc pron.· Ji cttl111a ,
T'ER li. LlBRll o·n n o nE L CORPO :;AN!TARI O :\JILITARE
ardi111ento c:<l a lto ,1:nt i111cnto dd dOl"t:rc ne ll 'adem piere l'ope ra propria ,li me,li<-o duran ll· :io 111e~i di cé1tt1 p ag11n . pa~....a.ti co~t a n tt:tttt'Jltl· !'u1lt pri111 t lint"e, -
R l'gione
(ia11l ( \ "al Dt>ga no 1, 13 l11g lio 1915 ; 16 uon,m br<: 1916 : >lo11te Cr1cta Bianca (\"a l I>t'~r1no ,c~nda ), 27 g iu~ no 191'1. 6n3. '.\11 :-"G HU.J.A <;i ,u>, ùa T e rni (Pe rug ia) , te nem e 111edi('o re.1.:gimc.:11to fa nkria. llurnntc un a~p ro co111ha tti1111, nto t ra,forl d i propria i11i:dt1ti,·a il pu~l<.o J i. m t:J ic-,,. zion<: in pri111a lin<:a , attra,·c- r~~1nùo una zoua battuta dall 1arti1.:"lit:ri a ncinica . e die <lt: \Jtll 'e~empio d i calma , e ne rgia e krmezza, facendo proc;d e re regola rme nte il !'-t'n ·izio ~;n1itario 1 bt: w,:hl.' iu u11 posto n1 al~icuro ed in di fficili coutlizioni, prodi-
ga111lo a1111,ro~e cure a nu111ero;-i fe riti. - ;\ fonte '.\Irzli, 19-21 ag-o~to 19 1; . CJo; . >; ..c,~1 L· · .\l a rio , d a Ba ri, sottote,a,m e 111,-din, comple m e ntu reggi1m·nto a lpini . !,2n a 11tu11q t1<: k g~e n11c 11l~ ferito da u11:.1 !'-Ch c ,L.:~ i a di ,t .:ra n ~ t H u,·,·1:r:-:.aria, :,,:.otlo il pt'r:,.i:--tc.· 111.t fuoco llt."1lli (;o, acc-orrt" \'a ~ulle 1inee a n u 1zate per ~occorrt:r e e tra!-,p Or· rnre i uumcrosi fe riti, \Je ll'est:rnpio d i calm a e corn,l!gio . - Co,to ne Roccio,u rli Jlle,n iak , 2 1 ag-o~to 1917. ()(,_;. t'ASTIIUE F nrn,:cso,, d a Acq uafon,la ta (CaS<·rt a \ , capitano me<lico r"ggi1111:n to bersaglieri. - lk nc h t: il po,to d i n1edicazio ne del regg ime nto fo~sc in uua ùolina ~e.t.:no :ill 'in ~i:-tt: nte ed aggiu stato tiro di nrti~d ie ria nt: 111ica che c;,giona va p<:=rdite . con tinuò i111 perte rrito Ja ~na o pe ra Ulll éHlÌt ari" n : r::.o i nnn1ero:--i fe riti c he \'i a fflnh·a no d a lla fronte , e d ied e btll 'e:se111pio di ,' o rng-g io e di a lmt'ga,io ne. - Cas tn~ne\" iz1.a , 19 ago~tu 19 17. 666. l'HTI Giu seppe , <la Salemi (T ra pani) , aspira nte uflil"iale m edico ~ezionc ,ani til. Co"ta nte l>ell't·st:mpio d i cora~g io e ,pn:ZZl) ,Id pe ricol<.o , ht·11c hi: la lornlità o v'<:ra impinnt:no il s uo posto cli socco"o e di sgom b ro fos, 1: d i frt:qnc11k ht·r~agliata d~11l':1rtiglicna t1<: 111ica. con ,ahna e cora.1!~.do a~~t1h·e ,·a impcrturl,ahilt: i l proprio n',mpiLO. pro n ·edendc• a l scn ·izio d i cu ra e d i sgombro dt:i fe6ti rii due d i,·i"ioni . D o~~o Fniti, t S· .'.!4 8!:0st o 19 1 7. '107. h,1.1n .\lichela 11,~clv. d;, l'ala12olo -Acrt"irlc 1Siracu; nl. te ne nte 111<:<lico snione ~an ità. - t_!ua le c h irurgo d i una !'-t'ZÌ on c di ~:-111 i t ;\ di~lot·ata in una zona t11 ulto hat· tnta d;il t iro nem ico . prc~ta \'a con ca l ma . pl· riz i~. fe riuezza la ~ua o pera a n111111;ro~i ft:riti , i11 fu11,k 11du in unti t rn 11q 11illi1iit <: lìtlul'.ia, a nch t: qun11do la set.ione fu ript:· 1111:om1:nt<: colpila dal tiro d i artig li1:ri a nc·111 ic11. - Ga b riè Superiore. 1S ngofrtt t<l
~tu 19 17.
OOS. l'koro1.10 Ud lc.1r111i no . dn J>:1 \'o li tCatanz:i rol , rl:,.pira nh: uffic iale: 111cdi co :O-\'.'z io 1u: -.ani tà. - Co~ta11te ht... ll 'e:,.t'tt1 pio d i cora~g-io e sprc..·r.zo dl·l pe ricolo , bench(' l:t lnc~1lit:l <.,,· 'era i111pinnta to il $uu pu~to d i $:Otcor!i-o e d i ~g-on1hro fos~c be r~:a~liata <li fr~qut"nte d~dl 'art i.~lic rì a ne1n ica . con cn ln m n:,.~oln:·Hl irnpe rturhnhi le il propr io ,·i,111pi10, pro,·,·~dt:1Hlo a l se:rdzio d i c u ra e ,li ~g:omhro d e i feriti cli 2 di,·i~io11i -
)>osso Fait i , 1S-z4 agosto 19 1i.
6h\). R1,H1.1.1:-o i ;;n,·111111 i /i11tt ist<1. <ln C i~liano ,-., rcdlese t:-;o va rn ), nspirant<: utli·
cink mt::di<-o r<c~g:ime n to fa11te ria . -
f'ro n ·id<: co11 g ran de a ttivit à cd cffi.-a.-ia a lla
Htt·ilic.·. ;aziont: di· 1~n111e ro, i ft::ra i ('() allo sgo111br o. $oÌto \" Ì\"O fu('ICO di arti g lieria ne·
mi,·a , ehe a\"<:va uccis i dut: ,lei n1ilirnri fe riti ricovera ti a l po~t o <li 11tt:dica,iont: , ':o loute
per !'>i ~tcltt" uc:1 µn:stare l'opera ~ua con ca ltna e fe n tu::zza e~e 1npl::.r c. )Jr,.li, 18 -.?4) ago~to 1917.
ò; ,,. :;;.11.1 t L"ldo io> . <la l'i ttrasanta 1I.ucca ), a,pirnnte ufficia le mcèico cle1 g rup po alpi n i. - nur:lnte , ·nric- ;1:--pit·e azioni , i111pianHn ·a prontatncnte il po~to di 1nt:(lÌ· .:aziom: nd im nu:di,110 eo11lntt(> ,klla linea d i fuoco, mc dicanrl•.> i:randc numt: ro cli feriti, n nc ht di a ltri repa ni. I'ro,·,·Nlen, pcrsona lnw nte a raccoi;lic re feriti in una n ,11a fo rte m e nte 1,m tuta cfa ll 'a rtig lieria ne mica , da ndo bella oro,·a di a lto ~,:lllÌ· mento <lei do,·c re e no ncu ranza d~I pc,ricolo. - :\fonte Ortiga ra, 10-21 g iu g no 1917. 671. :--l' \ k lllf.O F,·aua.<,o . da \"<c11afro 1Ca m pol,nsso\, te ne nte m edico reggim e n to fantnia . - ..\ddctlo a l o o;;to d i 111edien,.io11e d i un ha ttaglicm c in u na ,.o na int<:usamo:mc battuta d a lle ·a rt ig lie rie nen1ie he , d ur:tlll<.- parecchi g io rni d i furiosi com· hat time nt i ~ep pe ,pieg:,re bel'le d oti di ,11ti,·itit, ca p11citi1 tecnica e a rdime nto, assol· ,·f·ntlo ~e 111prc: con riuno \' atA energia il proprio cò111 pito. - Ca~ta~ne Yi zz:t , 19·:?2 ;1g<J:,.t u
191;.
67:. :-:.r:,1-:1H c;-i\· , l.. ui,t.:i, cla )J(Jdena , nrn}.!ginre t11t"dko ~ez.ìo11e !-.anità. - :\[ c-ntr(· ltl ~e1iune d i ,anità da lu i ,·or11a1.1tla1a n :ni n1 c<.olpitn ,h l fu 0<·0 dell'a nig:lieri~ a vversaria . d ic,lt: hdl 'e:a<:m pio di n,ra.,:;:io , ft rn1ezza 1:d a lto ,entim ,: n to d ~I d o ,·ere, di· ~po11~n<l<> con c·al m :1 e sprnzo del pnicolc, pct far rnntinua n , imperturba t a l'o pe ra dl ,:,..,HYCJT!',<J ai n u nie:-rnsi ft'riti ~ - Gabrjl'., 1S ~go...tn 19 1;.
PER IL LIBRu o'uR11 DEL CORPO S.\NJT.\81 0 :\11 LITAL<J::
0,3 Sfu:--11~1:-.1 .-imbto)!io, da Zork,co Plilano), t<:ncntt: mc,lico rcg~imc n to fan1.eri:i.. - Sotto l ì1uprov\'l:-:o vio lento fuoco ue rnico <li o:1niglieria l'he hatt~,·n le i111nu:dia tc ,·icinnnze del posto di 111cdica1.ion t", dove t1ff111l,·a110 nu111cro:-i~~i111i ft"riti, sprc-l · wnrc di ogui pe ricolo, c:0111i11ua,·a ~1 di,i111µeg1Hlre con calma e fcnnaza le prc,prie 111ans iooi, a11i111a ndo c<,n l 'esempio e c<>n la parola i fcriti cd il pa,ona l~ da, lo l'OacliunlnL - Cane d i Do! fGorizia l , 11 ,et1<c111l,re 19 17. 6;4. Sot.ARr Ct•sarc, d:1 Parma, capitano 111edit.:o rc:g,1.,d111ento ber:--aglieri . - Uuak di· rigeu te il ~er,·izìo sanitario di un r cggi11H::11to bt"rsnglit!ri, :-.tabilixa il posto 1..l i mc~ 1
dllcazione reggit11e 11talc- in un posto ntolto a ,·anz:-l to, a:;sic-ura ndo il pronto ~occor:--n
dei feriti. ln \'asn da go,: laaimo;:-cn i la galleria del po:<to d i m edicazio ne. ,;i porta,·a all'aperto, e d i,·i sotto ,·iolclllo fuol'u ,ldl'a rti g li e ria an·c-r,;aria, co111pi\'a una rlifficile oper azione d1irurg ica, ('he sa lva\'a da qua:-.i ~icura 1uorte un bcrsa_ ~li<:rt! .~ n,,·c 111e1ne frrito. PrO\'n:dcn.l <·011 fer11u.: 1.za a far rie11tn1re ne:-IJ e pri111t: li11,..:t' i fc...·· ri ti lievi, e , in un 1110 111e11to di l'!'-tr~ 1110 bi~og-110. orgnniz;,;ava il tra:,;porto d1:lJ'th:qua
· ai reparti iu azione . -
C:1:-.ta,::-nt' ,·izza , 22· :?,1 ago~tù 19 17.
075. ToRRf. Edoardo , da Sal\'atorl' :\lo11fcrrntu :.-\ lessa11dria), capita no 1n,din1 co111pk-
111c nto ~czione sauità. -
Co:11a1:clante di un r.. parto di 5anitù, fo :i tutti ('<>ntinuo
cse111pio di generosità, iutellig c aza e coraggio. In contiug-tnze e~ tre111 ;;1 111entc dif.
fi,,ili, sotto l'infuriare del fuoco lll' Utico, sprt:zia ttte dd pericolo, e incurante di ""· risolutamente si s lanciò pe r primo a l sah·,naggio di akuni mili tari rimast i st:polti tra le macerie di una casa colpita, e con 1'a iulo d i alcuni clipendt:nti lra:<,c in ,::< In, cinque feriti. Sveto [Altipiano di Ba in,izza), i9 ago,;to 1917. 676 . 'l'R.l~llll'ST! /! rr1110 . aspirante ufficiale m l'rlico reggime nto a lpini. - Sotto il co ntinuo fuoco ne111ico, accorre\'a i11~tAn ca hil111e11tt ~ulle pri111e lince pL'r pn::-ttar1: le proprie cure ai feriti, confortan(loli a nch.: C'Oli la parola. e dimostrando t·orag)!'in ed a lto ..enti111e11to del do,·ere. - Coston,· Ron: io,o ,li :\le,nia k , 19-~., a;:-0,10 19 1,. Dcc,.efo /11ogol c11c11::ialc 13 .<cl/ c111l•,.l' 19 17.
'-' 7i· A<..atrt
I ·;11cc11:;o , tenente medico n:ggi1ne11tn (antt:ria. Dutrantc un viok11tv bo111bArdan1ento ue111ico, contiu ua \·a ton eah11a a cli~i111peg11an: la sua opera h~-
ncfic-a, dando !,,·Ila pro,·a tli coraggio e di ~pirito d i sani tì cio.
-
Carso, ~6
111ag-g io 19 1/.
o;:-. Assiso ca,·. 1.ic11iami110. da Siral'nsa, lc nc nt<: colo nnello nu:dico ù:-pt·dak campo n .... - Dura nte forte bon1hardan1c11to aereo, Jh:lla no tte dal 1° al 2 ,L!t:"t111aio 1<n7, 1..·on la ~ua presenza indta,·a tutti u con1pierc il proprio do,·ere 11111anitario e la l.·nrn tlci f~ri1i da bombanlam~uti precedenti, qua ndo a ltre bo111be colpirono in pi..110 l 'o,:p~<lak éd egli n ,ni"a tnl\·olto e re~tan1 ~epolrn :<otto le macerie per o ltre un 'ora , riportandone contusioni multiple. - Castelfra nco \ie n<:to, 2 gennaio 1917. 6;9. IJoxnc:r.1 Ed.~ardo . da Fi,·iua110 (Massa-Carrara), tenente 111<:dico co111plt,111c;;nlo reggi111e n to fante ria. Durante u11 ,·iole nto bon1b~rda m ~n to Jh.: 111ico, con tin ua\'a <'<111 cn ln1a a disi111peg11are la $Ua opera bent:fìca, dando bella pron1. d i c-or::tg-:!io è
d i spirito di sacrificio. - Carso, 26 maggio 1917. 6S<,. BoRl;ucxox~:. O,rrio, da Gt:no,·a', te ueote me dico compk111<,11to ospe da le ca111po 11 ...... Durante forte l.,0111barda111e11to aereo ,pur 11011 obbligato, acn,rrcn:1 vokntero~o ,. curare i feriti che afflui,·aao all'ospc,dale, nonosta11tc i scgn:ili di a llarme finchi: l,01111.,e ne111iche, colpendo in pieno la ..amcra di meclic::,zione, lo tra,·o lgc\'ano fra le ro,·ine, uc<·idendolo all'istaute - Caste lfra nco \'em:to, 2 gennaio 191::s. òS1. CoSTA Augusto, da Sergouo (Cagliari), capitano 111cdico co111plc n11, nto o,:pe<lnlc c;1mpo . - In occasio ne di iucurs ione di aeroplani ne mic i, a nd1e durante il periodo di più i11te11,<1 attività' offensiva, ~i recava io localiti, pericol,,sa, per raccogl iere e 111c'-licare feriti, dando p ro\'a di fe nuezza, ~t::reno cnnlf.!J.!10 e rara abn..:gazione . '.\lestre, notte 26-27 gennaio 1018. 6$i . D'Euc:r.s ro 1lnto11io, da Cerig-nola (F oggia), tenente mc,lico co111ple111e 11tn regf{imento fanteria. - Durante C'Ìnque g iorni di co111hatti111e nto, p re!'tc\ lo,k\'oh11c11te la , uo opera a numerosi feriti, ponando~i fin pres, o le prime linee, rimasto sepolto e fortemente contu,o pe r lo "'·oppio di un,i granata, ~i preoccupa\'a di tra rre in sah-o il s,v:, dipe nde nte . - P od. K oriti, 2~ maggio 1917. . 6.~3. I'f.RR~:Rn Ferruccio. da To rino, te ne nte medico o,pedaletto da cnin pu n .... - D1 11.o ttl·, nurntrc l'o,pedakllo \'l'ni,·a fatto :<tcgno ad un \'iolento ho111ha rdt1111c:11tn 11c 111ieo. tlavn pro\'a di fern1czz:1 e di cah na e~en1plari info nd<:ntlo cor~g-~io nei ~uoi ,lipc·11,knti ed ,·strae1Hlo clnlle 11.nc·cri,, ak1111i kriti g r:n ·i. - Ca!lio. 2,- ;.(i ng no 19 17.
0
l't:11 Il. L IBRO D UR() Df:L r.uRPO ::i,\NIT:\RTO ~IILIT\RE
o,·, ;. < ~1;1.11~1.t. r Carlo. da S:1111ruc:nlan.·11a
tC,·no\·a). tt'JJt'titt.: 111,.. tlico rl:,~}.!'i 111l·11to f:1I1· tcri:i l ~I. .\l.1 Sd,l1è11c ferito da u11a hu111 ba , d1c. ~n,ppiall(lti inn,1111.i nl pn~to tli n1 e di~·azic..m t: , Ut'c.: ldl'\":l alcuni ~uhla ti d1t: :-:.tn,·a IHl·d ic:H ralo, 11011t..~11r;intc lli ~è, ... pn..·t.l'alllL di v;...:-11i pericolo, con ti1111 an1 a prestare.: ai fe riti pil1 g-ra,·i IL- :-:ue cur(·, dmHlo prova 111irahili: l' Or:lg).! 'io c.: ùi st: nti111c:11to nltarnt:'nlt' u111anit:1 rio. - Capo ~ilt:, 'J l : ~tH dì po11te, 30 111~r1.o 19 18. CM:1 1•1•11 l':tV, J>ouato. ùa l'ic:trag-alln {l'ote n z:a), 111aggiorl' 11u.:cli1.·o dìrc:tttffc o~p"'> dah· c:1111pu. - Durante le 11un1c.:ro~e i11cu r:,.u.>ui at:rt·l' J1 l·111khl' ~11 ~l c::--tn+ d i111o~trò a lt1',i 1110 ~,·11~0 dd do1·cr1:" t: ~prezzo de l pcrko lo . Di rc-Llur<: dcli 'osp,·dalc 11. 2.1,,. pn..1,Tult: c.:on e ni:0111iahil~ :--oll<·t·ittu..liul' ;Il soc:«.:<Jr~o di 1111111t:ros i ft:riti c he a rfl11 h·H110 ;illL' ,·arie sczi<mi chirurgiche , riu scl"n <lo a 111;111tct1t'.Tt= 11t:i :,:;uoi dipendl"nt?" la pÌl't gn111dt.· 1.: ahua cd attrarre da e:--~i il nrng.ldon: rc:11di11H.:11to, andu.: quando l'o~p~tla k \t.·ni ,·a colpito da bombe n c111 id1e, e 11u110!-it~1 ntc i~ pc:riculo g l·a,·t.\ i111n1i11t11te t: c.:011t1111.1;1to. - :\1,.-~tn·, ~h·27 gennaio 191B. 686 . ~I 11. 1nsr 1 /{alll l>crlo , da (itt.,de lla (l'adova). c:1pita110 n1c,l iro ro111plc111,·?110 ,,~pt·<l.tlc l'a111po u .... Dn r anh.· fortt: borharda11i-:11to acn:o, n o n , h.:~Ì!-tll:,·a rlnl ,: u rnn· i fc· r i ti che afflni1·,1110 all'n,pcda le 110 11 0,w111,· i segnal i di allar111c, fi n c-l1è l,on1l>c 1u..·1111chl' 1 l'olpcndo in pienu In ca111era di opt·rnt.iuuc·, lo t ra\'ol~l·,·nno fr:i k r O· ,·int·, un·ich.:ndnlo nll 'i:-.ta nt<: . - Ca:-,.h:lfrauco \ "t:11l·tu, 2 ge11n~io 1~1~. ,,s;. :\I \ Z1..,:1 .\/,11 io , d~ Cc-fal()nc ( Bcucn.:tno) , tL'nentc 11u..·clico ,0111ph::111t:n t o fl'1,.:",C"i111enlCJ f;inh: rin. - Durante 1111 vioh:nto bo111J,anlaflll·11to, ri111n ~to ferito nll'rK'-'hio ùe~tro, ~i n H:dlc.·a\'a alla 1111.~glio, ('Outinuando con insta n c."'t1liil~ k-11a rt curare nnnh: ro,i f,·riti. - )lonte Ortij.!:1ra, 15 g-iug-110 1917. •
o.' :.
ns,,...:.. , . \l,nBk,\ Jo~ \
ca,. ,",' i m1Hll'. da Torino, rnag~ion: 111cc.lil·<> cu111pk·1nc11to o~pcdalt:
rn111po 11. .. - Durnull· forte· ho111l,a rda111c nto n1ra\·a i fe r iti da· :iif111i1·A110 all"ospe<l,dt: ,la ça111po. fi n ché h CJ111be m:111ich t>, n>lpc·mlo i11 pi<:11 0 la "1:i11za di ntnlica,iom: IH t rH\'ob<:ro tra le ?O\' ipc. l 'ur co1nu~o a l torat·c, rlav:-1 oper a att in .'l per ~nlrare e tra,ponnre altri ulliri:ili 111c,lir i, u110 ,ki quali )!r~1·en11.:nk ferito. - Ca~1<,lfr.tnn, \\.·n \.'.to, 2 .l!'et111aio 19 18 . /)c•crf/c, /ucJJ!Ot · ,r, 1:.""'ialc 17 11avcmbrt 1y1~.
11-~9. (1p111.1.u:-.•: l-"adiua11dv. da L anc·i:1110 (Chieti), t c 11 e 111c 111ccliço rc·;:gi111c11to hc·rsa_l( licri. t·fticinle 111edi<"o cli u11 battaglio n e bc·r,agli c ri. si:111pre in pri111a li n ea , ,.,m pn: primo fra i pri111i p e r l 'e11tusias1110, per lo ,prcz,u dd pericolo , clnrantc 1111a riu~l·itis:--i111u a.1.io11e tll'l suo hattn,gliout::, ! n in:-:.tancabile, attÌ\'o, caltnu, . SlTL'llO nel cli:-.i111pc){110 dl'l :-,110 prtzio:,;.i~:,;.i1110 St>r\'i 7.io ~n n itario, ~c- l>h<.: 11 ~ prl'~t a:--~t: l'op(·ra ~ua sotto un ,·1olcnti~~i1nu l101nhHrrla111e uto n e 111ico tlunnu parcL'l'hil' urc. Capo ~ile . 2X 111:ii;g-io 19 1$ . n~,.,. F, 1Hl't:1.1. 1s 1 F i'cfrrif.."O , n,:,ipir;int c u frìciale 111<:"tlico r l'parto a:.:.:,;.~tlto, annata, Sotto v io knti:-.:,;.i1110 trro a,·,·t:'r :-.ario, a pochi 111~tri dalla linea . p r l·:-.ta,·a l'o pc:r:1 ~ua di Jlll'di1.·u con c.1h11n e :--t.·11;uitci . - l rn:ita,a c:11c r~ka111t·11tt.' al <.:u11 1hanime11tu i ~uhlati di 111w l'<•111p:t).!' llin r i1nn:-.tr1 priva di u tìi,·ia l i , ùa11tlo :-.l'lnpn: ht: ll't':-L'tllpio di l·oraggio l' d1 alto :-.l·t1tillll'Uto dL'l d o \"cre. ) lont1: :\ll'l:l~o, 2~ <licc:1111Jn: 19 17. /Jart'/.o /1101iol ,·11cu:ialc 22 dio•mbrc 19 1S . ·"91. :\1 :11:,;ro:'\ J Ciu:.cppe. <ln )Iil~no, a:-.pi r antc u lti,·ia le nH.: d icu s:; rcgginwntu fa11h.~· na. Achh: tto :..d 1111 hattnR'lio nc 1 dun1 n te u11 n:-.pr<.t co111hatti111c11to, ~i portn, t• ,·011 ,·alma e fcr111<:zza fìlw a lla pri111a li11ea, e ~prcn,intc del pericolo ,· i mlt'11<lc\"a alla ll lcdil·azion t> dei fc:riti ,uno l'i11tc11~0 bo1111Jnnlan1cnto e lt: 11utri1e rnlnd 1c di 111itrnglintrici 11l 1nid11.: : ,·~empio costante d i çorngg-io a ll a truppn r lw c;:li scpJW, a11d1c più \"ul t<:, i11citart: a ll a Jona. l'e ndic i ,l i i\10111c \ "alclcrou. 13 clicc111l,re 19 1i· f'<J~. :\~IATI /!asi/io, da l"craso {Salerno) . tt:netttc 111(·,lieo 6.1 r,·g;:i1lll n to f:1111,·1·ia. .\ ~su111c,·a 1non1t..·11tanca111c11tc il co111:tndo d ì un n:·parto ri111a:,;to M:ttza. 11Jlìriali, quindi <·0111i11unn1 ad a:--:--i,tl're c a c urn re i fC'riti .:il po!--t O di 111t: dil.·azio11c:, incnra ntl· ,lei fn11c-o 11,·n1i<"u. - ~lo11tc Co~tull, 1.5 111agg io 19 16 . ,'4.1 ;. :\\'.\ IFHIL H (: ia t'ornn . da Cngliari, capit:1110 wcdit:o 3q n :g-gi111~tlll) fa11t<.· ri a. · Tra ... fcntr) ~Hl t1t1 o~pl·,lah: tto, ,·i ri11unciavn p e r ~i...·gu irc il r eggl1 nc11to in linea . \'d i, i , ·(,lo11tnria111L·t1h.· , sotto il \'io h·n to fuoco cli nrtiglil·ria f>l:JTorre,· a pit'i volte: la fr1,11u• P'-' f prn,·,·,·,kn· a l t r:1:-.pttrto tli 1n11nl:ro~i fl·rit i, co11triht1l·1tdo co11 In ...:11a t•· 0
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PER IL LlBRO D' ORO DEL CORPO SA NITARI O i\ llLIT.\HE
l""" e col suo co11tq;110 coraggio~o a ma ntem:re alto il morale tielle truppe. 1'<Jritc, w -25 agosto 1917. 69.1. B,11.111 Felice, da Cava dei Tirreni (!:ìal<.:rno), capitano 111t:ctirn 2hì n•ggimtntll fanteria (:'Il. )!.). - Trova.ndosi in una dolina a,·anzata presso il posto di medi,·azionc reggi mentale dura ute utt violento incendio t: lo scoppio d i bombe ivi dcposit;,te, col s uo touteguo sere no i111pose la cal111n a tutti gli astan ti. SprnY.ame tlc:1 pericolo, obbede udo sola111cnte all'alto sentin1emo del don,rc, cspo11c11do la propria ,·ita a gra,·e rischio, tutti tra~~'-= in sa l vo scou~iurando di~gra"I.Ìt:. D olina Pompon, 5 sette mbre 1017. 695. B.,n11,A:-"A Giuseppe, da Castig lio ne Chiarn rt:sc (Gcno\'a ), aspiram e nflidi,1<: 111<edico 39 reggiu1ento fanteria. - Addetto ad un battag-lioue, d urnme il co111h,1tt ime11to lo seguiva nelle prime linee, po rtHndc, ovunque la su~ opera pietosa. \"olonturia 111t: ntc si offriva p er acco111pagnare i porta ft:riti do,·t: nt:l't::,;~itan1 la lvn> prt-$enza, assoh-eudo arditamente sotto il violento bo111barda111c11to ne111ico , il pt· rko lo,o compito. - Korite, 21-24 agosto 1917. <xt,. BE1.~10:sn; F ortu11at o. eia ;\·lii;:nano (Cas"rrn), capitano 1111:,lil'o co111pltcmc11to reggimento fanteria (;\I. )f.). - l'e r 48 ore consccnti,·e, durante nn ,·iole11lo comh:iuimcnto, adtmpiva con g rande atti\'ità e imparcgi;:iabile ze lo lt propri" 111.111~ioni , 111<:-dica11do nu111ero:-. i (t'riti cou cahna. perizi;, t: ft:rrnezza si11g<Jlnri . - (;o.
i.-.,
rizia, 1S· 2g ago~to 1917. , 6<)7. BEkTl~l Lui~i. da Chieti, capitano m edico compk111c11to 42 rte)!.l.! il11t:11to fn11tcria, - Ourante tre giorni di combattimento e sotto il fuoco d' i11tHJizione ckll'aniglicria nemica, atttnde,·a con st: rt:nità e feru1ea.a alla mtclicaziom: e allo sgomhro , dei fe riti, faci litando nel co11tc111po, di propria ini zi:iti,·a, l'11fflu1·11 za d<'i r i11cal,.i ~ulla linea di fuoco. - Vertojl>a, 19-21 ago~to 1917.
/Jar,,to l1<0gole111' ·11:ialc 17 mar:o 191S.
;io_';. &01'T1 01 licCIO L>o111r11i,o, da ~ apoli, capitano medit"o ospeclak militar.: 'fripoli. - Direttore ,lei servjzio ,anita rio a l seguito della ,·olonna <l'operaiion<e nella Tripolita nia occidentale contro i ribelli capitan at i da E l Barnni, con d<ctìckntc personale e deficienti 111e zzi di tra~po rtn, disi111peg11ò lode,·ot 111e11te il s uo senizio, atte ndendo con attività alle operazioni cli c urn e trasporto d ei kriti più gnwi vc.:rso la ba,c ,li Zuara. - El Gedida Ag-elàt, 16-17 g-enuaio 19 17. Decreto t11ogc>tc11e11=ia/c s maggio 1918 .
.,,.r,. Ro.~<:A ca,·.
l"i11a11=0, da ì\ola (Caserta / , maggiore n1e,lico d iYi~ione. -
_1>ura1nc le giornate della battaglia <li Gorizia, esplicò, in grado molto elc,·ato, 111te· re~san,ento, ,apacità ., spré'zzo <kl pericolo, talrhi: il se n·i7.io sanitario e q uello clello ~g-0111hro ((..,i ferih fum.io11.1ro110 nel miglior modo po>'sihik. - Gorizia, h-9 ngost o 191 6.
l)ccrel o /uogol,·11t'11: i,1lc 13 giu.l!"•lO 1918.
3o; . .'\I.BF.Hn Ettore, da Città d i Castello (l'<erugia ), tt:nt:Ilte 111edico reggim'c nto fanter_ia. - Calmo c sereno anche q uando il po,to di me,li<"a,.io m: era b,lttu~o <lai t'.n nem ici cli artig-lieria di grosso " medio c-alibro. atten <lc,·a impe rtnrbab1lc _al· I Ope ra s ua, dando esempio di sprczzo del p,;:rÌ<:o lo e fr:r111cz1.:1. - Dosso Fa1t1, 19·~3 ngosto 1917. 30.<;. _Cosco )1Az7. t:Cl"A Luigi. d;1 Alhi (fra,.ionc S. G ion11ì11i (l'ata11zaro) , tcn<entc 111e· '.hco reggi111c.:nto fanter;a. - Diri)!t:llte il ~ervi zio sanit:nin. con intellig<"ntc et! •nsta11 ..abik opera proYvi:<krn a l funr.io11,11m;nto del ~1:n ·izio stt"sso in 111odo lo,1<:· vole-, St:'rt:u o e caln10, continua\·a n disi1npcgnare il proprio 'Cn111pito, nono~tan_t~ che: le dcinanze de l p,..s to di medicazione fossero colpite due ,·oltc d:J p ro,rtnh dell'artig lie ria 11c111irn di g rosso c:,libro. - Do, so F:iiti, 19·z., ag-osto 19 17. :l"Q. . D'Al.f.SSA:-"llko ,I 11 ,;clo, da l'i~ti<·<.·i IT'otenza) , tcnl"nte mcrlico complc 1nt:nto sezione ~anità. - Co;,tliu,·a ,·a il co11ia11d,111te dt:l reparto co n scr<eno ~prcno tlt"I . r•·· rwo!n c,l insta11çahilc zelo, anche q11.111clo il reparto stes~o fu bo111hanlato. l_m·i~to nm una frnzione di:--t:accata th.·I H·parto 1 e fotLO ~l'gno a) ti ro 11e 1n1co du.: gh nii:,..,,:
PER Il. LIBRO o·c,Rl) [;EL t:ORPCI SANJTARIO M ILITARE
fuori ('0111ha1 ti111l·llto la 111e1à tk g li uo111i11i. ri111a 11e ,·a cah11 0 a l proprio posto, i11cita ndo i ~upi..:r~li Li 3 sc·guitare a prl'st::irc le nire. ai feriti . Già di~tinto~i per CO· ra~gio e ,prezzo del pericolo ue l maggio e g iugno a D ulcarn i11a e Casa del Pa,wrc. - %a,:-om ila, 17-25 ag"osto, Bitez. 2.1-31 ago~to, !late, 2 ~<:tte111l,n: 1917. :,w. n., \'11,1 .., L11da110 , da Tre vi~o. sotlott:11e11te 111edico co111pleme11lo rcgi:rimento f:111ln ia. - Con atti ,·i1à e sprezm del peril'olo t:d a lto semim ~nto del dove re, e,plirnn, In propr ia ope ra uelle i111111 ediatc: acliaccll7.e d<:lla linea di fuoco, por1:1 11,lo pron10 ,occorso ni fe riti d urante l'infur iare ùel combaltime11to. - :\fonte Kohikk-)lo11u· :-:a-Kohil-)fadoni , 23 a go~lo-z ~t:ttembre 1917. _;11. [Jf. Srn.1:--1 l' i('/ro, Ja Chia,·enna (So11drio) , capitano 11;edico co111ple111e nto ad,leno ,oezio11c ,n11itù. Durante ua'a1.io11e offen~i,·a, q ual e coma11da nte di una ,cl<ionc di ,a11ità, (lied e sc:rnpre bell'es<"mpio di cora,:-gio, 111,i11tenc ntlo e levalo il tll()ra l<: i11 tutt i coloro che lo circo11ùarnno, tod esegue ndo ottimi atli operatori. I'"""" ., tre no I Altipiano di 7 comuni), 10-~6 g iug n o 1917. .- 1~. r,,. l' , sr1,1 Roba/o. ,la Kapoli, aspira11te ufficiale 111edic i ,:e1.io11e sa11ità. - Addello a ù u n reparto som cg"giato di sani1A, più ,·olle colpito d a l tiro di artig lieria 11t.·rni,.:a , ri111 asc Hl ~uo pu:--to cou se reno sprezzo del peri colo, ri11con1ntlo i f eriti e i prvpri diputtl.,nt i. G iù di,tintos i a Ouka,·irn. m?I 1naggio 1917 e nel lavoro di ri,:a na111e11lo del cau,po del \'odice , ne l g-i ug"no-Jug lio dello stesso 011110. - Za,g-u111ila-Hil1.:z, I / ng-o~t u-Jo l't:tte 111hre 19 17 . :; 13. ~ f..u ;,a e :ian I 'i nr rn:::o . da :\filan o . '1:,;.pirante u ffi cial e 111edico rc:gg-intcn to fa11teria. - Su l k trin cee lii 1a linea , per :--ci }.!iorni con:o;ccuti,·i , ~Otl ù l 'in furiare delle
a rtigl ie rie a ,·,·e rsaric , ,·on corng;::io e ,augnt' frc(ldo, seppe- <'o tt1picre in tt1odo lo cln·olt: I:, sua opera di ullicia lc e d i m~d i.:o, riucorando i t·o111lia u e 11ti e soccorr,·rnlo i ft:riti. - Ca rso, 19-i,~ ago~to 19 1, . .,J4 . :'Il ,ss.\l . I rl u ro. d a Prnto in 'l'osca11a IFi n·nzc:J, capita110 tt1eclico co111pk,11e nto ~e7.io n~ sa nit it . Si r c ~·ava più vol te nel l e lincl· a\'t1t1zate allra,·e r~~111do i'.o n e batllltt: tlal fuor o m:ntÌl'O, pe r 01·g:.111izzan·i il , e,·,·izio di ,:gomhro de i f<:ri ti tllli posti di rn edic:azionl· r eg~ i111~nt:1li, i11o~ trt1ndo ~t.· re u ità. nl·11'affron tare i pericoli, e co n· triht1c 1Hl<J dlicact.·t11 t>11tt· tilla ~olle cita a ltll rti'ionc: dc.dl'iinpo rtantt: ~t~n ·izio. -
Alti-
pia11,, cli A,singo ( \.i l'e111.>1l , 10-19 ,;iug 110 1917. ~1.~. :\101.1 ~ .\IH Emilio . da i\larano Princ ip:nu !Cosenza ) , ~ottotenc ntc 1ncdico reg-gitnl.'11to fanl!: rin. - Cnh110 e ~i:rcno a nche q1rn n,lo il posto di 111cdicaziu11c crn batt uto dn i ti r i n cnlici d i arti)!li eria d i g-ro:-:.:--o e ,n e <lio ca libro, atte11Cle ,·:t i1npi:rtur·
habilc a ll'o pern :sua, d ando ' "'<:mpio <li , pre zzo d e l pe ricolo e f1:rn1ezza. -
Dosso
Fa iti, 19-.?3 :1g-osto 19 17.
J 16. P .,~:\"o~f. F,·auccsco, t.la Ca~tcl )forronc (C'a:o-C'rta\ , n:-.pirant~ 11h:.· dico ~ezione
sa-
niti1. - :\ddelto a d 1111 re pano ,0111<'gg iato d i ,aui1i1 , coadiu,·ò e tli,:occ rnt't1te i m edi<-i <lei reparto ,lura 11te l'nzinne , di111ostrn11clù c-aln w e coraggio, anc he q unndo il re p nrlo fu ri p<:tu tam entt: colpilo dal t iro Jell'artiJ.?'l ieria 11tmica. l11stn11cahile, ~.:uz.a 1.lar~i 111ai .ripo:--o anche quando nw lato , rin 1n:-:e con una frazione del reparto
in 1111 po,to inten~amen te batt11to. Già distintosi nt-1 risairnme nto del ca mpo, nel ,:-i 11g 110 e lug lio 191.,, , ul ro,· ..,l·io dl'I )!onte \ 'o <li<"e. - Z:.1go111ila-Ritn , 17 ngo:,:.tn·scucruhn! 1q 17. , , ; . T 11 ~JASf.TTI /. uigi . da '.\len·atino ) Tarec('h i;, ll'esnro e l'rhi110) . km·nte mc·clico · <'CJDt1pk111(·11to rq.:).dtn(·tllO fr1nteria. So tto il \·iule 11to fuoco t1Pn1i ro, con su o g rave:
pericolo, .,occorrc,·a i feriti d1e ;illh1i,·a no nl posto di m edic:,,.io11e, di n tos lrnndo c.t li11r1 e cor:1gg-io. - ~fo11t1.:: Ortigarn, 15 ~ iug-no 19 17. . . . 1 1~ . , · ,s-ru,,.., Jlarin , da ~nu Y ale tttino Torio (Su1 cr110!, :1~p1rn 11tt' 1nl·d1eo ~e1.1on c 1
·
Alltktto aò un reµarto ~0111 t·g1,,:ia to di ~a 11ità , colpito pii1 ,·oh e da tiri 1ltll nrtiglit·ria 11c t11in1 , con i11:--ta11c11bilc t: ~er t"1lO cor a).!"gio rinrn~e al .~uo p o~to a
:-.a11i tù . 1
curare i n11111<: ro~i feriti. Ammalatos i 1111 11flìci3Je ml'd icrJ, lre nth~ egli ;,.teS!'o ;,.offe re nlt, rima~c ,la :«ilo a ('Ompirc pe r a kuni giorni il ~<·n ·izio nl poslO (li m edicaziCJne . Già di;.tinto~i ne l 111,iggio 19 17, " D11ka111ina , e ne l giug no-lug lio stc~;,.o ~l 111t10 nel ri~n 11:1111l·11to su l rnvc~\in d el ::'iTon te \"od it.·(: , sotto il continuo fu oco <!elle nr1 i~lit: ri<: :n·n~r ..-.n rie. - 7.:-i~o111ila , 17 ago:--to-1 _~ !--t'tl1.·111hre 19 11. 1
(,1wli1111a).
LUIGI PALMIERI gerente.
Giornale di medicina militare Direzione cd Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerrn, Via XX Settembre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. li Gio rnak di 111c d ici11a militarn si pnl,hlica il primo giorno di ci ascuu mese, in fascicoli di sei fogli di stampa. 2. L 'abboua meuto è annno e ckcorrc da l 1. i;cunaio. 3. l i p re,.zo ùell'abbona mento è: 1.
L. 12, -
Per l'Italia <: Colonie P er l'Bs tero
lo,2 oO
1in It:ilia · 1a ll'Ester o li s uppleme nto conteueute l'Am11,a1'io \ in Italia ,f ol corpo so.nit a rio mi/Ilare costa I :ili 'Ester o l·u fascicolo separato costa
L 'ahbonamcnto n ou disdetlo prima ù cl
,i .
1.
3:00
o,oo
6,00
d iceml,rc
s 'intende
rinno\'ato per
I'~uno ~UC:Cè SS Ì\'ù.
5. I s i)l:nori a bbonati militari in eITettidt,\ di serdzio possono pagare l 'importo dcll 'abhon am cnto pe r lllczzo dci ri spettivi comandanti d i corpo (auche a rate mensili). 6. Per i soli ufficiali m edici (dc'l'Esercito e ddla !'llnrina) è ,immesso un ABB0"1A· >I E :,./'JO C l.i,\ ! llJ.A'rIVO al G io rnale di m edicina 111 ilila rc cd agli Amzall di ,11edict na .,,,,·aie e colo 11ialc al pr.,a o d i L. 18 annue. P er otten er e tale abbouamento gli abbonati del G io n i,,le di w cdicfu a. ,niliturc d e vono far pervenire <lirctt:uneute L. 6 all'mnmi11istra1.i1,n e d eg li Am rn!i (presso il Ministero della 1Ia riua) . 7. Ai Ii i.mli s i fa lo sconto ù cl r,. pe r cento, ma soltanto per gli abbonamenti delle 1,crsonc e de1:li enti non militari, che non possono fruire della Cnci lit:u.iooe d' cui ai U ll.
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6.
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NORME PER LE PUBBLICAZION I.
I lavori orii;ioali, le note, le rivis te - dattilografati o scritti a ru ann - •levono oc~npar e 1111 svio la to del foi;lio cd ~sscrc accuratame111e riveduti d agli autor i. Si _ fa .spcdnle raccom a ndazione che quelli sciilti a mano siano ben legg ib ili, per modo ù i c n tare <,}.!"Ili d ttbl>i() tli interpretazione . In caso co ntrario , la Direz.io ne s i vedrcbl.. , e co 5lrctta a 5c,,p eudcru c la puhhlica1.ione. z . Sah-o ca.;i ccccziu1:.i lis~iJni, la co rrezio ne: d elle bozze sarà fatta d alla r edazioue, :1111.ichè dng li ~utori, per tH.\11 ,·in\..·Olarc i l b ,·ori) tif)OJ[rafico ng:li i11e\'1::1hili rita rdi pO· t.
'--Htli. 1
3· 1q11d 1l.· pcnlu rcnl i l cu~i o cccczio nnle ùc..•ll rt c.."':1rta , 1 1:\\·ori d 1:1,.:ti nhhonati. u v D d o .
'"rn''.t\.~h;~::::t~:.~ 't~:~~:te '~u:.\~~11:::; 1:1'\~:~1~\:,1,:~ai~1'.1: 11 ~~(0;~,.~ci1,': .gi;;~.. che ~i
\l"\.'Olll JHtgua .... st,rn ll' me mori (', ~vnn :t carico dt:R"li au t0ri. 5 . C li c:,;tr:itt i !-Ono di chw ti pi: - Ti po ,\ . Con copert ina in bianco . e::.enz_a rro,i tc· ,pi 7.io , <.· l"\ •l ln im p:ig ina turn e 1111111cr:i,.i,mc del fa~cicoh"), Ti po B. Con copcrturn Sl am ~
patti, fr11 11lt•!'<ipìxio, i mr,:l~ in:u urn e· 1111mc r:1.l.Ì1 na"' :--pcci:J:lc. . . AJ.:li ~Ul• ri clc·llt 111 ,•mnri c snrannn con<·c..·s.;;;i ~·1:1.t uitnm en tc S('I e~tr:Hll , upo .·I · Pl·r f't ,lr,ro d1e ne d c· ... i1ll'ra~~<·n1 1111 uum cn, m ai;.:J;Cio re . il prezzo è. regol:n o clnlla se· i,..::uemc t:1, iffa : 1
1
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oltre 2f0 :..2()() _,'.___ __
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Stahilhnento Po lig rnflco per l'ammi11istrazio11e dello. Gnc rrn jn Roma.
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Pubblicazione mensile; ' / ; /
CI -O RNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Gio rnale di medicina militare: 1851-1884 Giorual<.' 1uedi,·.:> del Regio Esercll0 e d ella Regia Ma ri11a : 188,-1895 Giornale medico <lei Reg-io Ese rcito: 18y6-r907
ANNO LXVII -
1919
1 Marzo
Fascicolo lii
Direttore: Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico. P Redattori capi: rof. ALFREDO BUCC lonnello med"'·o. !ANT E, tenente co- / Dott. ARTURO CASARINI, tenente colon'" nel lo medico.
Comitato di redazione:
0
~\t~o?UILIO BALESTRA, maggiore meProf. CESARE Prof. ALFRED 8 ARILE, id . id. Prof. ROSOLINO BEVACQUA, i d . id. nello id O CIAURI, tenente col onDott. PLAÒDO Prof. FERDINANCONSIGLIO, id. id. Prof. GIOVANNIDGORDE NAPOLI, id. id. IXONI, id. id. Prof. GIOVAN ~ IANCHI, i~'. ~~TTtSTA MARIOTTI ......:... --
Prof. G IOVANNI MEMMO, tenente colonnello medico. Dott. GUIDO MENDES, id. id . Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDE!, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id . Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id . Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggi ore id.
________ ______________
RO ~fA _ ~
Direzione ed am m inis trazione. zo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
1 1 i.11/' ' di · , · · uto Noiiona/t di pPUbbt'.~•tà rivolgersi DIRETTAMENTE all' Ufficio delegai ~ a /,ile servmo - Roma, p IIObl/c,fà e /11/ormazioni, Via Poti, ,(J•./7 - 7'è!efono 77-66.
"""iont
er le nuove
. . . norme circa le pubblicaz.ioni dei lavori vedi copertina (4 ~ pagina).
S0 :'11 )fAHIO
MEMORIE
ORI GIN ALI.
.Et a udietur a ltera p a rs .....
Angelucci. -
Pny. 333
La 1·ista a i ciechi 7 .
Consiglio. - Il centM p~ic hiatric,) mili tare ùi l ' raccolta di R eggi0 .En,iJia . Leotta. -
L' ope ra svolta in Fra nci.1 d;1l nucleo chi1urgico X. l
Bilancioni. - · Lesio ni del na~·J e ùei seni ann<'ssi in rnppo rto alla loro funzion~ e a lla cosmesi d ella fa ccin . Hellotti. - Not e e nppun ti sul senizio otoi·in olaringoiat rico n ell'osp e· dale di S . Co1ona con s peciale rig ua rdo a ll'a ssis te nza ai muti e sordi di gut' J ra..
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3fl7
Dott. prof Filip po Scalzi .
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D ott. ca,·. St efano Marcon e .
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410
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4ll
Pezzi. - Kote cliniche e ba tte riologich e s ull'e pidemia d"infl t1<' 11 za. . Calò, -
L 'influenza in due ricors i e pide mici
.
CASl"TSTICA CLI NI <..:A. Bevacqua. - Gastr o-e nte rostomia retrocolica in un caso di ste nosi p ilorica da ca nc ro diffuso alla pnr<'te p ost,e rio re dello :itomaco .
Qt:E STJOKl D'ATTl. ALJTA' , V.-\RIETA' , NOTIZIE. Trombetta. -
Giubilazione .
::-i ECROLOGTO.
P ER IL. LIBRO D'ORO DEL CORPO SA~ITAR10 MILITARE. R elazio ne e.lei c11 pit.a no medico P aolucci s ulla sp cclizinne a P ola Ricompense al valor militare .
4:?7
'.... ,
Et audietur altera pars..... I.a snwb1:lita:,iune cfrgli 11(/friali medici, che si v a atL1111l1111·1111· co11,J)i,•111/rJ , ha ·ollrvato vivaci distu.,sioni, sia per le esige nze sa11itari,•
d,·lfr /JfJ'pola:.ioni ci11il1, sia JJl'f t,· rnndi:ioni sp1•ciali d l'gli a(fìciali stc•.,i,, in rapporto ai loro privati inlt'fl's.,i.
Uata l'im7}(Jrtan:,a iit'lltt q11,.,~tio111•, il Gio rnale di m edicina militan· r it ien e opportuno di pubblicar,· lr, n,pt,sla datrt rul uno ù1t1•rrogrr:,ion,• 1,n•s1•11tata dall'on. lJ run elli a :-. I:.'. il iWi,1.istro rlclla G11l'rra , con ·1111fl n ota int,·yMth·a rL,•{lr noti:,fr in ,·.~.,,t onl/,·1~1l/1·.
Onu re oolc De''" lai o, Pèr la s mobilitazione d0gl i uffic iai, n11·di ,: i. cklla qual t:l la S . \ '. ha espn:sso deside rio di conoscere i cntui :idoll11Li cta · quc:;to Minis ll'rn, Le co m11nico che si è s tabililo di n on procNi0re aulomalicn.me nt.e tH'r class,•, po ic liè , tt diffcrc11za d 0 lll' varie armi e lle cns liLuisco no una ,•n,:rgia in ,11a.~.,a, riducibile man mano Clll' Il' esige nze militari dirnin1i: srono, i m t>clici, come Id S. \'. ben co11111rencte, rappre,.:cnlano valori da 11 lil izzare indiviòualme nte, in baSl' al r:rit1·ri" d,•/fr p1T1•r,[,•111i 111·c,·.~sitn 111ilitari ,, riv1li. Co m e allu S. \' . è nolo, il Co rpo sanitario militare fu co;:;Lilu il 1 , ,t1 1'atto della mobilitazione, nell;l q,ws i s ua totali tà, da cle m enti traiti dalle categorie sanitarie in servizio c i\'ilc , n el quale ha. d t'l01·rninaln un inte n so perturbamt>nlo in pl'imn IL-mpo e po i un pl'ofo ndo disscn·izin, che la e pidemia influe nzale, l.11 ttora inco rnhc n lc, 11,L messo in Lulla la s1rn d o loros a e videnza. Cessate, pcrlanlo, I~ nccessilit. 1·stnrn1c d e lla guerra g 11crreggiula, i.• subilo e me r sa la preval enza d e ll c L'Sigenze sanitarie d e lla popolazi,mc civile, le (Juali fu rono cta q11cslo .vli n istc rn pronlamenle e d ecisamt' nle ilffl'0nlal1>, in pc rfNla inll'. a co lla d irezion..' gcnenil c della Ranilit P111)bli ca. Con Of!'ll i sollecitudine s i pro v\·ed e pe rl,Lnlo an·csone ro d c , m edic i g iiL apparlt>n cnti a pubbliche amminis trazi on i, senza Lenere più co nto nè d e lle classi di leva, n è d ella ido nc ith fì ~ica o d el lr mpo ln1 scorso in zo n a di guerra. Il c rilel'iO regolulo rc è s tato info r mato dal ricon osciuto h i,;1 ,,in1n di re inlcgra1·e il p iù so llecita me nte e compld arnenlc possibile q 11c l ramo d el servizio sanitario cl11J n o n e ra prudente lasciare o lln' nello s tato esa ;:;pe ranle in c ui orama i t' t'a n •nuto a Lrov ars i. l n applica-
ET ,\l ' ll l f:'JTR 11.H:11,I l'AR:S ..... zi(lnl· rli t,1k' rr111retlo. dai 111·i 111i di din·111brt' li. s. ad <•f!$Ì , q11<•sln :\ I i,1;sll'ro lm <ktt:>r1ninato l'l·S<irll'ro rii ci r ca ìOO ufliria l1 mi:>dici e IH'OCl·d,·, <·on cnslanl(· atli1·il i1, a11·1dll'rinn• s1·il 11 ppo del concl'lto stec;:;o. L 'all.ni f11nzi o111.: p11lJbl ira di cui 1'..\n1111inislntz iorll' mi li lurl' S ! Hlll · lt1lll'<1111r11k ri corwbiJl' la rwci.::;si l i1 cll'ilu irn pror ogabi lr riatliq1ziorw. f11 q11l'lla d.: ll·insl'.trnarnenlo medico 1111i 1ersi lario per ri donarne il bendi l '.io pil'no l' cornpleto agli sL11dl'11ti di medici na, i quali, µer le condizion i di g11t' 1Ta, h,rnno fallo gli ,;lu di fonctamenlali in corsi al'frellali ed in r .. rnpldi , talc lii> ri lH1·rl,111dn 11nrnra la frequenza d ei corsi rl'goln ri , nel 1',unbil' llll' prnpri o, la l,11 11·t•a a1·r cbbc rnpprcsen talo per es:;i il con~... g11i 11w11lo cli 111w rnal11 r ilii l egale 111:1 nr,n µr ofess iona le e pel paest' trn 111.•ri c·nlo l'cl 11n dann() 1·1·i dcnli. I n 1':it'l'l17.11111l' cl i qu,•:ilo 111l,·ndin1t:11I,, , cnrH'•H·ualu. o!Lr ech0 c:ol C11· nlHndo ~11 Jll'l'111n, cnl l\1 in1:-:ll·rn ciell'isln17.1011 e pui>bl rca. lu l il' Il' cl i nid h· e ~li islit11li 111i:>rl 1ro-clt1n 1r~1c 1 11ni,·L·r silari ri L'nl r ano in f11nzione r.nll ,1 piena· l'ffkic11z11 rl('J p rop ri o 1wr,:nnall', 111'/la trr11/i:.ù,11al1· 1•s]Jli,·a::.ir11, ,• dr'/ lil11·ro i11 .,·1·!J1111u,1·11 /fJ . Garanlil e in tal 111oclo Il' l':i:-ic•nzia li pulll>licli,· r1t' <'l' S-<il i1, sono slaf .. prese in t'>'il lllE' le condi z1011 1 parl ir·nla r i d egli uttic.i,tli rnC'dici ri spl'ft n ai priYali i11lt•rc•s,;1 e, prima rli 11g-ni a l t ra disposi7.1onc . è apparsa t>q1!,1 q uellu rii ri rnl lnean· i11 con;.:-t·rlo i 111L'ciici appar lt' ncnli r1 ll c l'it1ssi l ~'ì0-7::l c.:!1iarnalt• al !,• ann i C'fll pron,·di 1nenlo ,;lraorrli nar io rii c11 i al D. L. J;? H· p1·ilc 191G. l i ,n1l ata111cn t... r in', ai citladi11i laurC'ali 111 llll'rlicina, i q11al1 , per c iù. hi:;n,!!:Pa,·a. app,•na pn,;;: ihile. n·sl it11in' ,1lla 1:·!:!gc comune. :--1ili iln dopo di t•s;;i ,·i ene acenrcl ,ila la prr ced,·nza nel conµ-edo c1 rpr q'.?'l i 11tlh·i ali nwdiri che :,(ifl O ac,·n rsi 1irnnlc1111t•nl1• da lontano al ri rl11arnn <h·lla Pall'la . al,hancionando al l \ •,.:tero, nn• r i,,1ecl1•,·ano cl,1 m,,]l i ;11111i. fan1i!!li a, t'li1·11lt' l11, i11lL'l'bSi , nnncllè a quq:li ullìciali n w rli ei 111) rni 1wti in bast• alJ';1rl. ~17 d d la lt/.t_gt' l' ,·inr nwrliri ci ,·ili 11011 olihl i~èd i a ~t·n ·izi11 111i lil11n•. pt·1· r;l'ginrw di ,, ti, ma ,.;oln in S!'~11itn a lnrn nrl rsin1 11·. Pt' r 11n11 ,,;:tµ 11111;:t' n ' ai cfa nni rlella /WL' 1Ta h' r i1•l'r <·11s:;inni di 11na i1111rn:rl ial a ,.;111niltlila,, in11e JJl'f f/tll'll i !IIJII f!J1111,rt,·11,·nti o 1111 /1/Jlir h,· .-1111111i11i., Jr(l;i11 11i 1• non ,t,·(·nli la po,;;:ib il iti1 <li 1111a sr.Jlt•l' ila , ipn•sa di (•S1•r cizin pro[(',.;,-inn,llt•. 1·1·11~nno l rn lt(' n11li allt• armi gli 11fliC'.n1 l i mcrli ri d1n 11<' fa ccianro rl111n,:nrla , accor dand() Jprn l1dle lt' H/!CYol azinni po,.;sihi li . Jlt' I' lit rl11rala mas:-:irn,1 ,·0111pnl1l>ik co11 Jp csigl'll7.C' di') sen·i1.i11 . l ndipendl·nh·n 1l'nl.t• poi dal le r ag ioni di inl 1'1·t1SSl' p11bhli co (' da ron sidNazioni cli parlicnl;1r(' rig1wrclo, qul'sto Mini,-LPrn 111·oePrll' al r ir-ol l ocanwnto in cnngt•rl o <ll'1,:li 11fliciali g't:'II C'rali e s11 pcri ori nwdrci. rl t•I p1' r· sonate ci1,è:> din•lt i 1·0, man rna11n clic il congL'gno sanita ri o si ricl11n· t' l e f11nzion i straordi narie YC'll/2·nnn ri assorbi le d,111·i11nbiln dPl l a 11111·111aliJ;) . Si india . im·Pro, di uf-li<'iali m ~dici \'Ile, rir hi,1111ali dal la ri:;en·a o dalla P . A .. anno 11orla tr, alla c;;11:;a sani (it ria l1 1Lta la ~a .!.! /.!t' 7i'.H ·kl l a l'. pNir nza nc·q11istata nd lt111g-o ,;crY izi o all e armi ed 111111 cnslantr op1• r11sili1. e ciò 11d nnla ckll'l'l i1 e rl<'llt· ePnd 17.ioni fìsieJi,, . con 11nlt•1·nl1' 1·t' I'· rlirnrnln. spt' r ic !ll'r qm•II <' allrih11,.ioni nwrli co-lrµ-alt ('lit• hanno piì1 ri i rl'lla npv1T11,-,cinn•· n al'ial1· ,, 1H'lla di:'ripl i na d(•l 1'1.·,-,·r cito.
f:'f AL: OIETUR AI.TJ:R,1 PARS .....
Riassumendo: nd g iro di un m(;;,;t• sono stati disimpegnali dal ser 1·izio militare : a j 700 m l!dici t!Sùnernli per pubbliche amministrazioni; •b) 500 per l'insegnamento univei sila r io; e) 2000 e più aspiranti medici per ragioni di stud io; d ) 300 e più ufficiali superiori d ella ri serva e della P. A. Dato quanlo ho avuto l'onore di 0sporrc, nutro fidu cia che la S. \'. apprezzerà adeguatamente la portala dello sforzo compiuto, speci e se terrà presente che, prr la funzione sanitaria, ci trovia1110 in una condizione quasi paradossale e ci oè che, mentre è cessata la guerra, sono a11mentate l e necessità san itarie, derivate dul fallo che questo Ministen ha ctovuto provvedere in g ran par te con ufficiali m edici al se,·vizio sani· tario civi l e nelle terre liberale e red ente, corri~pomlur·e alle gravi esigen ze di ser vizio sanitario ·sorte dal rimpatrio dei no;-;I ri prig ionieri n ·slituiti ctal nemico, ed a quelle, non m eno g ravi, de11·a~si stenza ai Prt · gionieri catturat i rwlla nosLrn 1lllirna villoriosa avanzala, m entre olt,r :uffici ali m edici sono L11llora impel);naLi tru IC' popolazioni in fes tale dall'epidemia i nfluenzale. Con ossrrn1nza
rnoo
llnrnu, 1.!5 µ-ennaio 101D.
JJl'f il .1/ini, tm 01::LL:\ \ 'Al, LE.
è\t'lla l ellL' rn al l'on. Hrunelli il M ini;-;l1'1·0 della Guerra affermava ehe l'l'r la srnobi I i l.uzionr dei rn,•cl i ci si al tcncn1 11 I e ritcrio ddla prl'l:fl.. l1·11t,· n 1·c,·ssità mili!"''' o civ-if,, vr,•sr inr/l'/11/0 do/In tl11ss1· di leva, rl,1l s 1 11 ·r i:.io vrcst,,to. dalla idmu•itlt fisira e s11h0rct i nalaml•ntr al criterio rieIle rag ioni i ndi,·iduali. Gii1 dai pr·i rni di novembre 1918 _g·li ufficiali medici venivano invilati cnn apposita scheda personale a formul are i pro1 ,rii ,/1·sir!forrttr1 r ir · <'a il cong·edamento, tanto per a\'ere una si c11rn norma nell e disposizioni Ba <i,u·e e che di fati i vennero clttle per essi prima che per q11alsiusi a Il r ,L (· 1t10.•.mria di uffici ali . . F' i no· al l5 gennaio cf dala ctclla l d 1cru all'on. Brunclli » era stai o dr:-11os10 l'esonero rli 700 med i ci condotti cd osrrrla.lleri . 234 docenti 11niv~i:<;i ta1·i , 2875 stud('nli in medicina (aspiranti medici e sergenti di :-a· 111 ta 1, !100 dei m edici chiamati alle armi c.r /r·gr e cioè appartenenti ali · <'lassi 1870-73. d ei nom inali i n base all'art. 57 (olll'e g li assimilali ) , d1 llttC'lli tornati dall'estero. Veniva falla eccez ione solo pei m erli ci c he do rnanctal'ano di restare provvisoriament e ali~ armi (se però rilenuli ulill se'.·vizio_ mi,lilare) o 110:i qu~li fosse indisp~nsa~i l c la J/fl'l'Ì(I _i11d1f11 11 . so s11111:.1nr11• (balte!'lolog1, r acl 1olog-1, ò1r1gen l 1 l11hercolosan , fi swe1"ap1~Li , ecc.) . Assestato il servizio in base alla conslalala es<.'cuzione di tali dispn~(zio.n!, venne petcrminatn fi11· dal 20 g,•nn11io il conp:crlamen to per ;u1zian,ta di leva sino nlla classe 1~7fi incl11sa ert il 5 f, ·h/Jroio riuello cletlC'
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classi s ucc1:ssivc fiu<, al 181:ìO inc lusa e ciuè l o s/ ,' ,;," 1 g i ur111J in cui \·en irn dis p os to il congeda1ne nto d dle altre armi o co rpi . E cosi il Corpo sanil.ario ha finoni pro vved 11 lo al eong t'dame nlo 'l i 11 <·lussi (dal 1870 a l J880), m e ntre le alirc a r mi ne han no nello s tesso ll'111po eo ng edalc 7 (rlal 187'• al 1880) ad o nta c he il Corpo s anitario n on abbia m edi ci o ltre la c lasse 1892 (m e ntre le altre armi ne traggono ~·n d alla c lasse l 900J ed abbia cong-cdali s tude nti in m edic ina e profrsson univers ilai-i c1J11 J1rr,1•1•c r/1111 1·11to adollatu finora ,:srlus h ·onll'nt,· p,·l /J".··
,;una/e sanitario. Alla u lte rio re riduzione d e l pe rsonHle sanitario si procede con ogni en e rgia dall'aulo rilit sanitaria militare, per q uan to le è consentilo non solo dalle imprescindibili esige nze o rg ani c he dell"orcli na m en!o milita re, ma dalle 11 eccss iti1 s anitarie cons ide rale in sè, le q11all , ~e sono r iducibili con quel scmplic is 111n lllt>lll.ale ch e m o!:ilrano g li in<.:osc icnLi n o n medie· o i m r.dici in lert•ss,lli , n on son o affallo ndolle n ella mi. ura pre le,-a. I n zona lerri lori a le lroH1ns i a n e lle oggi riCO\'Crali o li re J00 mi la in 1\·rmi; ~5 mila posti d evono tu ttora esser e tenuti a dis posizion e d e l Co manctc Supre mo per r a.g1n 111 c he solo ad esso s pe lla di rnlulMe e di cu i 1w·rcii, non dt' VC esser e chies to conto a ll'aul orili1 sanita ria ; che g li ospedali in fel!h·i e co nt.11maciali t1an n o m o lti le tti diSJ)o nibili g:ruzie al C ieln pt'r mancata sat.11 raz io n é , lll\:'ll I r<' non con v ie>nP s n p p ri 111crl i p o ic llè t,tl ia tullo ra rallPgTala, o lt re e lle <falla così d ella inA ul' llZll, d,Ll la f1t'C'~l·ll7.u disc rl'la d el (ccn..rn rf/ ) 1' ctt.'l (,·,·ns11rr1 ). ::;i kng a presente inol frt' che l' Esercilù s i s m obili la n on p e r \ .Ìl' et111alìzzalc , ma a <'11/(lral/r· e gl i aventi dirillo a risarcimento, non pol\'ndo a n : re 1111 solk<.: ito a ccer larnen to sani ta rio pe r d e fì cien lc po(e nzi a lilit d ei <'Ollqzi m edic i, \·a n no in g rnn n 11me1·0 in conµ-ed o p er a ccampa rs i rla liberi c illudin , contro lo :-i lat.o ed in t,:rrr·rw sanitario . Chi \·i v rù ... \·edr~r Ad o nta di Lutto c iò , in p oco più di due m es i , è stato dis posto il r1 r 1Jlloca m e nlo in co nged o di 0 Ilre .~1' i 111ilrr m edici e n e r\'Sla no in ::;erv izio milil.a re e c ivile poco più di allr e!lanti J>t' r la zon a l0rrilor iale e d i g-110r1·a (Coloni e ed F.g-rn coi nprc,:: i). · Prndollo di lre m es i? No, so lo di ve n ti g io rni d 'a z io 11e, !JOic ltè d a l!,i d a ta del l'armis tiz io ·sono occors i g li indis pe nsa Lil i prvl i11 1i11a ri o r·1oà ac<·o rdi ro l Com n11 rlo S 111irl' tn n, r<d Mini s te ro d e ll ' l nk rn o , col Minis te ro rlt·lla p 11h!Jlirn i,-trnz ion-e . l t1lli pii1 o nw no i n izi a lme n lt- fermi n d l'e;;c l! 1,.:: 1\·is m o ciel pro prio punto di v is l1t, ris p on d t:nt0 a lle r1sprlliv1' i:rra vi n ,•r l·S~ilù e elle la .'aniLiL :\1il itare è ri usc il a a eoncil ia n> s 11lla b asp d i c rile , i e lle Ln!Li ormai ricon oscon o t·q11i ed ill11rni11 a li . D11e m es i, ad1m q 11e , non son p assali in1il il nw11 lc ai fi n i ckl prnn·t'· rlirn,·nlo: u n n 1<'clico, an t:IIC' qna11dn pe r p olt' !lll7.7.ar c seri \·e . 11 i ~rio rna li , 110n d e \·e d i111en lica1·e e h<' .. . og ni part 0 ha il s 11n p r r iofl o cli cl il..ta zion l' d l'I collo , d11ranlc il rp iale la p a l'ln ri vnlr p iù la\·o ra , pii1 ;;1.f'frc e più lasc ia insodd is fa tt i gl i iinpaziC'nl i i n lt· ressali. Non c'è po i d a m e ravig liar;.;i cl 1e il s0 n ·iz io s anitario Ci \·i le n elle ll'IT C' libPt·ate i? l'l'lknle s ia di;.;i111pq rnalo ria 111-fir iali 1111.'clici , risJ)nn d ,md o lalc- 1won ·rrl ime nlo a d 1111a a;;:;o lu!a m ·ces:<i l;'1, a t11 L·110 c li(· 1111n si prd<•n d a elle p,·1· IJ lH' l lt' d t rl' lillt· , ,,,p.,ln zion i il s1·n · iz i., ,:.,1ni la rio ;;i r i-
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ET Al'LHETl ' R Al.rEH.\ P .~RS .....
JJrisli n i quandu l'ammin is lraziùne comunale (da ricu,;I ru i rsi; banrli- · sca i relativi t(Jncorsi. E' c'è da scandalizznrs i ,;0 i J/i.lJù medici comandali a servizio antiinfiut>nzale, ormai ridotti a qua.lcllè centinuio, abbiuno pe rcepito 25 ]irti di indennitu q11ando - cessale le ostililù - il po,;Lo della lorn azione , era diven11la lcL trincea più avanzai.a, ne lla quale parecchi colleghi las ciarono la vita senza neanche la soddis fazione d el ritorno dalla zona dr g"l}Crra elle rende cosi ing ius ti e altezzosi alc uni colleghi reduci dal fronk·? I de tti ufficiali medici, del l'esto, ve nne ro messi dal Mini s te ro dei !a Gut~na ad escl11s iva e coutplt:ta disv osi:ionc del Minis te ro d ell'lnte n10 che li impiegò e li s postò da una sede alJ'allrn a seconda che le s11be n tranli esigenze reclamasse ro, senza ombra di inge re nza da 1,a rte dell'amminis trazione militare pe r quel doveroso rig uardo verso la s uprem,L autorità sanilal'ia civile c he ave va lu tre menda n :sponsabil ilìt r:lclla s a· lule pubblica in un periodo Cl'i Lico pe r l'l lai ia quan l'altro mai. Chi ha ·vissuto l'ans ia angosciosa di q 11('lia fase d ella n oslrn misL·randa vita nazionale, non trova certo da ril evare se alc:uni uftic ial i tnl'dici do po la vita e!'rabonda e irta di prirnzion i e di pe r icoli fl'a le popnlazioni civili infestale dall'epidemia, s iano poi pe r avventura. capitati n ella propria condolla d ove avranno finalm ente goduto un po' di !'ipn;-,o. ma non ce rto lii lautissima prcbend,1 delle inde nnitù c he pmtroppo ari essi non vie n1c• cor.. i;;posta. rt . b.
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l-,1 E 1v1 O R I E O R I G IN .-\. L I
La vista a1• ciechi? pf'r il prof. Aroaltlo A.ngelnccl, le11P11te colonnello 111etlico direttore della clinica oculis ticn dt'll..i R. Unirnrsith ,li :"iapoli .
Dal la sp iagp;ia d c11·1\fri<:a sl'!k11lrionalc franc.:0sr, ,1LLrav1:rso il lllitrt! ,
è gi1111 la a noi , eh, poco, la notizia cii un apparecchio capace cii n ·ndt!r0 la vi si.a agli occhi che l'hanno perd11ta. !'.e è inventori? 1in :-oldalo fra nt'l'SC d t' lla !cgionc straniera. Questo appareccliio , coslituitò a base ci i prisrni e di l enti e di placch·~ fosfo rescenti , secondo l'a11 tore, ris,·t>µ lia: ff ) s1:nsazioni luminose rstesc a lul!.a la scala del lo spettro : h l percezione della l uce bianca natu rale; e) d i;:;tinzione p rima delle ombri', poi degli rig;;clti fin o a riconoscerne q11alcu 110. La noti zia es 11la dag li anliquali e log0ri tentati vi tenden t i a sostil.11ire 1ina part~ d iafana d ell 'occll io " la t o1·1w a " a tc•ssuti cieatriziali in traspa.renti. L a stienza che 0dura e ralfina i suo, ·sforzi anche innanzi a speranze pallide ed inaffèl'rabi l i, ha cambiato dunque i suoi m ezzr cli azio ne; cd il probhm1a, la c11i soluzione deve ri cosLiLu ire una funzi one pl'rdut a, è rac1·!J i 11so i n Qlll'Slo binomio di difficile so l11zione : trovar.: 1111 l"èl/!'gio che si sostituisca all 'oncie l11mi nosc, e penct.ri altravt"l'SO m,•m1..>ranc i ntrnsparenli. In nanzi a.I la g-rande lrngell ia dei ciechi di ,!!uerra i l•~r. t al i vi del . oldato fra-n cese ,:;usC'iìano la simpatia delle idee gl' n,·rosè e 11na ansiosa sollecilucli ne cli affl'eltiJ.rne la reallii; disgr aziatanwn~ non sono g-i unlC' anrnra c.,m unicazioni co nfermanti k speranze i niz ia li. Per quanto io l1·ssi in pmpo,-ito. la d irctLivu d ei n11ovi st udi non park da un grnppo di idee pl'ec iSl' . Es,m è poggiala ancora. sulla su1sibiliUt delle fìbrc del ner vo ottico: :1 bl' l1 nll re: C()p:nizioni chr la vecchia e insostenib i ll• tc•or ia dello Y o1111g- s11lla fu nzi one ,·isivit rll'lle fibre n er vo•;,, è 1.du n l.a la scienza. . Nl' ll·au1.u nno d el 1~77 a \ "i1tl""!!1-'"io il m io maeslro F rnncesco Boli , ,d lora allora scopr ilol'e di 11na sn:;la!~za chimica il " r ,,sso r etinico » ch e nella r cl inu si ;;co lora alla Ju cE·, sl,ud iava l'organo Plrll l'ico delle torpedini ; io sollo la ,;ua gu ida Lrovai ch e le d ifferenti l uci dello spet tro µor lavano a diffNrn te g rado rli mi~Tazione, tra gli c,kn1cnli r elinici, il pig-mrn Lo ciel 1<, straI.o più est.erno . .\ ppena d ue anni dopn io ann11nciavo l'lle gl i ekrn r nt i 1·f\lin ici ,;i contrnc·,·ano al la luce ed ,n rr·ado diverso a :;t•conda i vari co lori, ma 'in ,.;t_ g io11t• ci ird l a cll-'1111 ~P ·llro fin o al colori? lil\'u p r r dirnin11i re nel violetto ; trn,·ai chr la rel i 11a si ar idifica alla l11ce, l' Cml i n an che il nervo ottico. l i mio all ievo p rof . L odalo stabilì poi che 1'1lt'idith varia nella retinu i.dia Yis,unc d ei singoli rnlnl'i 0 rnsì il potere 11;:,-idante l'IIC' ;;r 11rSt'~·c; ia all a azio,w della luc(' Yiol c-l ln: i.· ri a r i len u·t• elle
I.A \' lc,TA .\I Cl EC I J'I ·?
il nt)rro ottico manli;·Jll' , sl'l ,lwn0 ckl>e1k s0l1 0 IJIH'sta luce, il 1,ofL're O!'· sidante. Quèsli impulsi di co11 t razin11•: 0d effrtti cllimi('i po rlano n elle <·t:l lule della rd ina ca111bia111l•11l1 pr<>l oplr1sniatic i. Il ccn·l'llo risente que~li fe.iomrni; nc/;{li animali in fl'I iori di\·j(>nc acido e m r::=:tl'a lo.: n:al'oni ddl'ossidasi q ,1ando l,t r!'lina e c0lpita dalla l11ce: inoltre )(;> n·azioni d1è la luci:! produce in 1111 o,chio s i trns111eLLco1 0 per la viti d el ..:en ·cllo r1t>J)'altro t.cn11to serralo. L'c lt>tLricit it ed il calore han no anch '1~S5l' presa su lla rt'azione fisico-c hirni('a ck:la retina ; cnsicC'l!è l'identil/1 d l•ll l' fnrze fisiche Lrnva la sua dimo,,trazione anche nell 'occ hi o . .-\d alcum· sosl anzl' chimid1c : cocaina, c hi11inu, ,·idi ,:;ospend\'l'è, ad al tre, slricni nu. acrc11L11a1·t) le d escri t te ,Jeazioni , che si avverano unclle illt1mina11dl) la p0l h• <lt:I dorso di un relti l~ o di 1111 ,tn fibi o . l\li è sembralo che t111' i i p rn toplasmi sensibili alla luce presc·ntann alrnn e rL·azion i simig lianti a quella della réf.ina.' N elle piante è nota l'emig razione di ,srrnnuli di clornfi 1la l··stati di aciditù; io in alcune vi riscontrai purunco fenomeni di o,;:-ida:=:i. lnnunzi alla g rande su;;cl'ttibililit reaUi va fì sira e· chimica ari agc1.l i molteplici, ollrechè alla l11ce rk i prnl ot>lasrni reti ni ci , non P' •fqria ,:11 <,scurissime basi la possibilith che 1111 raggi\! q ua lsias i - l'ldtrico o i vi' mico - possa sostituire Quello l umi11oso, pcnclnm: Ano al la reti na ,:er ra ta frn parti int raspurenti e destan i u11a imnrn:.ri11t) dell 'an1bicn tll . r rnggi X hanno urnlo questa potenza pc,· IL' laslre fotogra fi che. Ma non facciamoci ill11sioni: la visi oni) wra, ci oè l' imnwg in0 degli oggelt.i , non si può a vere che negli occ hi forniti di rl' lina s11scl'llihilc di f1inzion,~; e non \'ado più oltre, perchè rli:=:tl'lllla la retina, il nt)n ·o ollico non h a pi ù i ngerenza nella visione. Il sol<iato K ann ha arlopernlo - :1 q_11anlo io lessi - la,;lre fi 11Me~r<'nLi; ora g li schermi fluo rescen l i dcbbnno lf loro proprielù I umi nnse all'azione dei•taggi inv isibili : perciò nel fe11ona' 11 0 clell,l fl11nrC'"Cen za riescono ,·i sibili « i n!'slri ocelli i ra1:rgi .\ l' le radiazioni del racli 11m: non cosi i rn1,gi u!Lravi ol d li chl non goclnno IP medesime qualilh. F.ffelli fluol'escenti si att r ibuiscono ancnrn i raggi N, m o llo discu :;s i in fisica. Secondo Blondot. che se ne attribuisce la scoperla, questi raggi ,:u menlano l o splendore <iclln scintilla elcU.rica, dividendo ta le 1wopri cti1 t oi rag_gi uJLravioletti ; sonn in v i~i b i li 1' Yl'ngono sep,irat i <iai rngc-i X rerchè filtrano allntverso un a lnslnt di alli1minio. Gli schermi copt)r[i di solfuro di calcio - a l clire cli Charpl'll l i1.:r din·nlano più fluores1:enli al cnnlaLto di (Jlll'Sli raggi , e siccome i rletti i-chermi aume11lano la fluo rescenza avv irinandoli al corpo umano, n e surst) la d eduzione ch e q ucslo ne ernella. ~i ù scrit to che il fcnnnwno dr lla fluorescenzu aumenta alla v icinanza di 11n musrol o e si rndòo ppia al momento della co ntrazione; clic 11no schermo posto su lla r1'gi on<' d el n anio to1-rispo11denlc alla zona del li11_g11agg·io articolato si ill111n ina ma~gionnente che al l orquando il so,! !xl'll o man t iene il silenzio; CIIC' Yi ,-<_ >no µersone che em ettono piì, rn/.!·g i N di all n · ,. sono in i;rrado di a,;sorlnrne quan t iL;'t maggiore. Si pe11sa clw i lkll i ra:rg-i abb iano la Yeloeitù rldl_a luer r d ag iscano in l ontananza, in .zrnr.ia a un f!'nnrn<'nn d i jon izzazionl' . I cnrpi r ompre,;si, corni' i l IL'µ-no l' il ca 1ild1 io11. re\'., al pa r i rlr l
•
L.\ \' I ::-TA .~ I Cl EC ll l ?
corpn 1in1a 110 s i c redt' lll' e mdtmrn : 1na taluni rit.r ng:o no e lle i raggi N :ìiano s tati scambia ti co i ragg i 11 ltrn,·inl etli. Il sentime nto umano mi s ping-e- ad una 1:ommo venLe consuel11d111.;, c i(,t• all'aug urio c he l'esislr nzu <le i r a ggi N , e le proprie!.\ ad cs,:i a ltrilrni Le, enLrino n ~I' campo d l'i falli e e lle s ulla re tina imprimuno come le onde lurninost• le vibrazio ni L'd i conto rni d e i corpi da c ui e manano : vo1·i o n o questi raggi, s iano o no fa n laslirlle l e reazio ni a lor o acldebilate, è cer i.o che raggi eldt.r ic1 i1wis ibil i, g iungono a produrre ('ft\·l ti rl11o resr enti s ul platinocianurn di bario e l11ininoè\i s ul Luns lalo di caltio. '.Via s i.udiamo in s ilenzio : i modt'::-lissimi e _forsE• probl e muli ci r isu ltali del solclalo Kann ha.nno g iit tro ppo lllrbato lu mente d r i ciechi ricowrn ti lll'i n ostri i~tiluti apn' nrln loro l'a1~i1110 alle più illimitate illlls ioni .
Il centro psichiatrico militare di Ja raccolta (o
neuro-psichiatrico della zona di guerra) di ReRJliO Emilia per il doti. l'lacido Consigllo, tenc nlt' colnnnello n11•dico, <lircttort•.
I l ellon conoscono, almeno n e lle g nrndi linee, come è dis posto ogg i,lì il sen ·izi o ne uro ps ic hralriro in zona di guerra L' n e l krnlo rio na z io nale . ma n o n sarù inulile a t:l:C'11 nan ·i s in LeLicamc nte, per a,·cr mod•J cii add1c nlrarci iu una rs pns iziont.'! d i cnmpl rsse fun z io ni , c lll' hanno impo rtan za n o n solta nto mililan' ma a nrhc -_ e forsr soprnlutlo soc in lt:, in 01rg i com e n e ll 'n vwnire . J. -
s,,,,.,11 ,1,., ,.,·ntru.
Tn zona di ,\.!lll· rrn vi :-:.011 0 , o ra. 111 ol t i n.:p art i t1L"Uro-p~id 1iat rici, 1uist1, prl·;..~o,:h:.. pt..>r og-ni corpo d':u n 1nt<i , · fo n11 nti:--i a :,,;i111i~l in11i:1 di quell o che g ià io ave Ya , lii ntia i11izinti,·~. in1pia11tato pn:~~o J·i~vt· tli CHd or t , in g"ui, a da ra~c·o~lier,·i gli aut· 111alati dd Cad o re tsi no ,.,i co11li ni dc lln Ca rni n) , e <le ll ' A11 •p.:7,za11u. illri, ,opra tutrn il ~err i.d o lll 11ro~p~iel1iatricu, d t"l la 1.on r1 (lpc.:ra1ne, s i b;1 ~a sul g-ro~~o re parto d i :\ r111:11:1, con liuo11i :,,.pl'dHlÌ:,,.ti , e pn..-~:-.o il q nalt' ope ra spt·ci:1 h 11<:11 tc il Consulc ute thti· 0
I ',\rn1 a ta , d a· h a ;Jll('he il d,111pitv. d a u11u pnrll' , di ,on ·eglian· e d i"·ipl i11a n , l'af/luc11,a i11 .,,,o d a i v,,ri o,ped:ili e ("p,·tlakll i da c,1111po, e, d;1ll';,ltr:1 , <l i ,·011trolla rc ,. regohire le di11,i ,sio11i, dopo il perio<lo d i v,,i:n·a zione, sia per la restituzio m· ;,( fro11t c o pt:r l'in,·io ai ,lcpo,iti di c<,111pal.(11 ia ,. rn ppc, i'in pe r k p rOl"-"le a lle C imn,• S antta d \.* per 1o s111i:-:.ta 111 t' 11lo nlh: r iu r l·.
Cn c<,11 , ult:utc capo, pn:s:--o
l'J11t(· t1t l t111n
)!l'1J<:r/1k, d ì, lt dirt ttive di u11ifurn, il:1 cli cri te ri a i ,·on ~ukuti (kilt: .\r111att·. >l l'ntrc tale ~,n i~i a111ento , pl'r i p11ri t1l·n ·o:--.i fnuz io uali. :-:.i fa or:1 (pe r i 1110 1,ilitati) s ul Ce ntro m·n, o logico di Jlulogna . !pe r i terr itoria li dc li,, zona d i g ue rra , n quc llv d i ~lilauol , g-li aliri n11uua l:iti ,lt:lla , p,·<'i:tlità ,uno co11ce11trnti a Regg io E 1111li:1 , tlomk h, di1.iu11-.-:: C ,·11/ nJ tfj 13 r<1 (coll t1 . o , k lla 7.r,,w d i g H t' JT,r , e,l il :,,,.ult1 ll it• 1l11 ,u·,,,.o-psichia t ricn pc.:rd1è \'i ::, i au.--o1go110 a 11 ch t' g-1i t·pi l t"tliei, g h i ~t c ric i c ,.:c ., cd i p~ic:one uro tid di g ,u...~rrn, in <jun1nu in tutti q u1..·~t i ~o gget ti i ~intoni\ p~ic hic i sonf> pr(',·;i le nti, o p p ure pcrd1i: la , im 11111:itn lo~i:1 p,· ri f~ r ic, (g1c nuiu a o uou ) clipc,ndc ,la lla m c n t~ liti, /urhn/11 1· dc ,·iutu . 1, -' " .~.~n lic>11<1/a od i 11 / ac.<.<a/e1 . 1'~1 c ~ntm. q ui t1 · di, ~ c.:ol Cculrc1 (li Re.~).!Ìu E111 ili.1 :,-Ì rl;h:-,.Ut1h; e :-,.j :,,., o lg-..: kd iu 11tollO , ·c r a 1111..11tt! co1n p k.:.~o) tt1t 10 il ~l'n i,.h, p,;;:,i<'hi:1trÌl'<1 1i 11 .-.c,1$t• Iul o}· t.h:•lla zo11:1 <li g-nl·rr a . .
Il. t:f'. NTRO p;;J CJll :ITHl CO _\IIL. lTABt 01
J• RACCO LTA, ECC .
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Già <lai maggio 191;. ,·•>Il l'1.:sp1.:ri~11w - in piccolo - ck l n :p:,n o 11<: nro-p,i..:hiatricu di C:.1al7.·o: e poi t:un g li a 111111~1l·stnl mt"11t i dtt 111i ,·e 111 n 1nu tlull~ \" i~itl.' q uo ti· ,Jiaul~ che facen> in ·tntt:t la zona d i g uvrra quale 11u:111hro de lla Cu111111 i~~iù t1 c :-:.auitartn centrale., 111i e ro pc rs unF-o nuu ~<)lo dcllu ut ìli tù. 11 1a ad,liritt11ra dc lln iu..:c.'l:!'-!'iitù che ,·i fo,"<: , a l1110:110 pt r 1111a parte d e lla zotta di g tt(:r ra , 1111 grosso rc partu <li O"· s.-n -azione nl'.11ro-ps id1 iatrico, pa la truppa come pl·r g li utìic ia li, iu 11wd<J : a ) <la 1111iforntare i c rit<:ri 111c·dic·o-kgaJi cd i m odi ,li o,"c-rl'azio111.:; L>) <la accelerare le pra1id1c sa nita ri.- rclath·1:; ri' da gara11ti rC' 111,,glio le u""~r rn,_io ni per g li n tlìcia li di fronte alle gi u~te t':--ig't:" 117l.' di contrul ln Jd la C(l111111i~:,;ic111c !'--a 11ita r ia n,.:tll ra k : d ) e.la 0stacol arè 1\::-.o<lo dalla zona d i g u~rra di pr(·sutni pskopatil'i o di prc~unti ~pik11 ici (che il i!t·n. J\01101110 ha calcolato co~titui~sc:ro a l111c:no 1 I , ,\<·1: li e lim inat i' ,\a .\ctta 1.uua) e ~lw, a nche s,~ dopo fossc:ro qati rito:nut i id o nei, si· ~a,.j)hCrv <li g i~ av,·an 1n,C"gi a t i c.h:·lla lungn t1:;:--~t1za dal fron te; e) da togl il·rc l i1h:tn1 , ·c 11il·tt lt; pl"r cu i p~1cupat kt o p:--in,i·ne uro patki do,~$!'-Cro gi 1111),!"t..· n· ~i 110 a lo11t1u1i o~pe<l;1li territc>,i~li tsecondo lt: annate , "for ino, Roma, ~ apoli, <cec.) per onre i p ro\'\-c,cl i111e11ti 111ccli.:,,-l,:g~li); /) e , intine , ria 11011 solt r.irrc ta li ,og-g<'tti · :ii p rm-verlimt!nti in pan>la pt'r 0111..: r:t degl i specia li =,ti cotn pt:tcnti c he l i a ,·L·van o O!->~i:n·;Hi L" d ic1~'11u:--ti<.:ati, 111c,_ · 11· tre la ~pe rn111.a dell 'l.'sodo aJ..d ,·a .. da stin tolo p:-- i<:u~L· 110 <;d i ntcn.:!--:,,:1..! µ:--icot: 111ot iY<J, per tt\·~itnrc , colti,·a n.: t= 11Hlllll'Jh:n.· uua co11di1.io11c· depn.· s.!'-i,·,,. od i:,;tcront nnli"'tt uiea. v a~tt. nicop::.ichialg-ica 1) di irreq nil"'tl·zza 1no rale, cc.:c. 1-n 111Ìo p rogcito iu tal sc11l':<>, ~tndillto cd uc,:ct1ato d al l'I11 te11d<:n%a 1:em:r.ik, '-' dalJa Uirezio uc ge ncr::ile:: di ~ao ità 111ilitarc . fu attu alo 111.: ll 'ottoh n: 1<,17 in Padov,1, 11... 11 .. :,;1,::done 1na!'-('hile di qnc:l :vra nico111io Pro\"i11t· in l1.;·, ~ulla 1>~1:--1..• tli t.·i n:a 4'"' po:--ti. Il iktto progetto, però, e ra 11 ect>:--:-:n ria111~11tc li mitnlo, 1wr r a~ioni g't:'OgTafi(~J1t:, a lla :? .;ce • •,.a e 4.a annata. e col ~u~sidio tki 11 1ru 1i t.·0111i di T rl' \' Ìl'-<J pe r la .?,H e: tl i RL·).! g-io E milia pe r la 3.a a rm a ta. Il Ceutro funzirmò, :,,otto la 111ia D in,:1.iouc , sino al ic, tli i.:c111Li·e, 110 110 ::.tfi n te ne fo,~c 4ata ricono~ciutn la posizio 111: 1nolto :1x;1nz.ata, .Jopo Caporctto. Fn a llora c he la Dirc,.io nc g-cn <:ra h: rii ~anità, p n:on·npata d i tn k- p roblema. coo:-:apt:n.1lc.: de ll'csper ie uz" ('ht: a111 11ute~t nn1 a ri ~petto allt: \:'Sigcnzc.:·, dt:1 :-il'r\'1z1() speei:1lc, <:d i11 ar111o uia con la organizzazii>ll(' nt:-nrn·p~ic hi;nricn. c he e:--~n allOr"a i~ti tui"a nd t e rrito rio, (stahile ndo un cen tro nc: uru-p,ic hi:ttril'o pe r c-orpc, d ':irn ia t:>}, ,·,,n~ anc he pro \·, e tlt:rc a tali ser\'izi, as~un1e 11doli n ~~ per la pnrt c- esse11zi;ik, a at nral niem e d 'accordo con \a Inte nde nza ;;e11e rale . _Il concetto fo11rlamen tale d e lla d e tta Direzioue g<:n t:ralc i_· ~ta to que llo d i istitui r~ 1111 Centro unico pe r tutte le a rmate, o g uisa di grano k collc ltorc , {d i i.a rac· colta l, ma a nche pe r coucC' n trà m e n to d ei ne uro-psicop:ttic i ,li tutto il territorio della . Nna d i g ue rra (d c pc.sit i, osp~d a li di ri~e n a , <:n-. ) , omk o::~~u scr\'isse d a grande: n,. glio: pC'rtanto clon'! va sta re :ti limite fra la zo11a cli g n.,rra e il te rritorio 11azio11:ile1 111<:glio a ncora se si fosse potnlo Yalcre di un ma n i..:umio locnlc, e pe rc i,\ il :lli11i~tc:ro lo rnlle a Reggio Emilin _ F, ne lla m e nte d e lla J>in :zione generale il ct:ntro doveva funt iu na re come lo ,lrdto di "'' '' enorme ct.-ssi,1ra. ,·i,iu;;o <la 1111 diaf ramma cribra/o, o nde . racco~iic.:·ut.ln da tutta la zona di g uerr a , !'-Ì ~n ti:--ta~:-.cro -g li an1111alati, ,·er:tt11c ntc rico· n,\~<'intì , n tnt lo il te rrit o rio un;,,.io n .a. l\:', ~cconùo i criteri rc,:::-i,\JHll i. Inoltre , il CC'ntrò duv,·"u as,untersi il ca ri.:o d i tutti i prov vecl i,ùenti m ed ico-legali, ,lc llc denun zie d e i s1111nl,.t<Jri , e (\ella n·,t itnzio n,: a ll a w na di J.!Uc:rra clcgli idone i o d e i gua riti . 1
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...
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l n,·ilri<-aw, a llu fine Jel d icem bre 1, d i i111 pia n wrl' il C('n tro a ppoggiaudomi a l mnnicomio, m a co11 sede princi pa l" nella Vi lla C'orbc l\i, po te i farlo fu11ziona re s in cl~I 1< gen n uio c<•n circa 400 posti m e,~i a di spo$izio ne dalla Direzione di quel llla111,·mnio tdt<' è ~tata la rgame nte o~pita \e) , ed in b uo na parte rii l{ià occupa ti d a infermi d('lla I Il anna ta , e dai raccolt i do po la ritirata d nll'Jsouzo. Iu ~eguito potei 0lt1.:11er« il Collegio ci" i~o e dt' lk ~a ie <le i r.-pa rt o C'oncczioue rlall:i be11~,·ole111.a d~lla !Jin,zio ne dcll'o$pedalt: milita r e di r isen-a; indi rcq ui~ire il Seutiua rio esti,·o, ,. il ,·aste!\., d i Albin ea (g razio;n,m·n tc cedut<> dni proprietari), ed infine siste m a re t·on 11ot<',·oli ,liflì,·o lt,\ la i;:rarnlio,a \ 'illa Corbelli. ·
:Ji':!
Il, u:NTHII P S IC IIIATRICO :\•II L ITAR E DI
l'
llACCU I.T:\ , l::CC.
111 t;tl mudo il Ce nt ro , i tro,·.1 ,·11,t it ui to in nna ,.-<le Cl'.lll ralc in ,·ittit rp..,r ,:li nf, fki.
IJl:'f
lo :,:,n1ista1111:11to t p1.:r g l i p:.;ieop~tti ci 1q,rgit:ril; e di ,·nrit.· :-:.<:zioni i n l ·~n11µa·
g 11:1, di~tanti par<:l'chi chiltJm <.: tri da1 Centro, 1na pot:u fra di loro. n~11 i :--~zinne.· i: prO\'Yi:,:,ta di lJa~"11i, (li:-;i11ft:ziorn..·, di ~~de ùi i~ulanu:·ntt1, e di :,.~gn:·_1..,:~l'liu11c_. e cli un reparLo contunH.H_·i,1lc. d1è la co11tu1nat·in ~ pl'n.-nnt' , e fatt:i iu ogtti :-:.l'ì'.io11c:. Si son<.: stahilni 11u111t· ro:-.i r eparti, con l'idc:~1 del di:-.c<:tttr:u11c:11to 11wssi1110: pe r 1u.:uropc1 t ici 1
p<'r p:'Ìl'one uro,ici. P'-'r epi lettici, J>'-'r trattquilli, pl'.r i C:t:'i lic,·i ,li p,icop:Hiv, p<"r dt..: lir::111ti. pt'r ugilati, per ~i111 ulatori, )1\!1' cri111i11ali. Jn o~ni :--i:zio111.: \'i \.: un n:p:H"l<• pt:r u1iiciali: il l':t~h.:llo 4\ i .\11 ,int·a :--c: n ·<· da co n Yak scic11;,iar io 11ftìcia li. c he ,·i stanno - dopo l 10:":-.crvn1:iont:" :--uhit a in attt":--a th.:11<: tkci~iuni tlt: lla Connni:--.-.iont' :"anita ria t·éntralc. );tllc vaxic: $cziùni :--i i.: pratic-:un il 110.'.rc sl raiul <:011 la tlla~.L!'ÌOr t"
'largh~zza po~:'il,il<c (~ah ·o con i ~i111u la tori l'd i <ki,!<' lle r:iti ni111i11ali. per i quali un l ra ttau1t!nto :--t·\· ero t><l cnl'rgicu :,,.j ~- 1110:,;tnllo 1ll:'<;t·:,,:.~ario) , e n rn ittco11,·c.:11il'nti 11iiui111 i. lar ).!a111e11tc com pensat i d :t I1 3 fn:qm..·uza e: r apidità dd le r'-'i11tc·gr~1zion i nh.: 11 lUli, ~ ~klle ll~ r\·~:;c . J>t:.r le qnah Sl a.s~Ol'i.,1 110 uworlUtlt' pr~~i ~ht..: p :--.Ìt·ntt.·ra~) iChC: J.:! ca pnctt a . 111<.:dta e eh c 1r(·a 1Jd<' po..:.t1, d<-'1 qu;1l1 1 h ' p<:r n1t1n:d1 : l:'l 11tass.J111:-1 t.: dt
1.100, ,·un izo n flìl'ia li.
.. .
Il 1110\·i111t· ntu (kl Ceu t ro, eornc fa<:ihnt:ute s'int<~ndl'. l· ,a:,,:-,.;1i gr:111dc. D a l 1'' ~t' II o ttobr~ :-.i sono a,·u t i ~c:ornpre~i qndli degL·n ti 11l:'1 :H:111 ico111io d i R...:;-:~i<.i,
11:1ifJ a t\Hth
1:d a~,-.11111i dal C,c11t ro un 11u111ao ,li 16 u11i,·ia li l' 110 di trnpp:t): e ntrat i 9~ 12, ,le i ,1uaii 1,tiç tllliciali; - u ,t:iti S, 29, dei quali IXJ3 utlì ciali. fìd (: , u pafluo riconla r t d11:. t rar taudu~i d i un (l'ntro ct ·o!'-st= r\·àl-ion e , per ogn i n1ilitare clinu:~so OlTorn· r t:"di gen~ nua rdazion c p~ichiatricn, per i Corpi o pe r i m o<l. ,p. ~pe<'ial111c11le poi p e r co\.,rc, ,·h, :o-<1110
,lìchi:1rati ìùu1u:i n o11ost a 11tt.- lt" appnrt'11ze sinto11 1~.1tiL"ll~ i::o.H.~L-"r aLt· o :o-.i111u la t ~,
tanto più ~<' 1i~111t10 p~.:11th.: 111.c di ~l·i µJi11:1ri, o per i qtrnli Ol'<·ur ra rt.:dig(·r<.' unu pt.:ri1.ia p<:r i tribu n ali, o pt'n: b i:: , son o :-.i 111ulaLuri tla tll·nnn ziarc . ~pccial111l'.'t1lt' :,.4,.• il ~itulizi c. de l Ct'tttro ~L·g uL: - cuu1c.:: controllo - :-allo ~tue.liv g iit {atto ,lai rcp..,rli d A r 11rnta , in quan to i :'i111nlatori pcn·il·a,·i o rcci<li,·i <ld.>l.>0110 111ni allluirt: al Centro, pl'.r 1111a di:,;posizio11c d1:lla lntl·nde nza ge ne rale pnffo~·ata c.l:1110 ~,·r i\·l-- nt<:, onde nvt·r"--' 1111ifor· nlit:ì ,li \·;1h.1taziot1l' e cli criterio 111ed ico-1e~ale , 11011 c~:-.t:re i1npeg-n:1tu (l:1 pan~ri .Jì ,for111 i cu11 .s 11 ~:'<")!llC1Jte g in<lirnto d i irrespuns11hilità da parte cli q11aklw T ril,u11nlo.: J11t:t 11 u:o da cil> ~i ,·c:lle quanto l nn,1ro i11t,:0111ha :-- ui n1edici del Centro, j qual; :--r,110 in 14 p~r le o,scr n1zio11 i, tanto più co11, i1k·ran<lo c he- l 'atll11c 11za , i ri p.,1<· ogn i giurnu , e11z:1 ime rruzioue (:;o in 1nedi:t ), e q uan to vi s ia da fare per il T>irdlor" dtl'., 1:011trullnuùo e fissa ndo le ding-110,i ad o,"<·r \'azion e 11lti11rnrll . d~n· co11c n ·1nrc i prc,,·,·,di· 111t·11ti lll \'.llico-kg:ili cd i giu,liii peritali. E' l1c11c andll' ric-ordri re c he si l· voluto cla llo :,,.(.':rl n •11tt...· prOYan.: ,_ e (,:on 1nuho n111· ta,-:g in, 1'a~,i~tcnza 111:u~1-ialc e ~oprntulto n1on1k e p:-.i.._•otcrapi<:a di <(IH:~ti 1111tl i/al 1 dcll',wi11ui ((app,·llet til , 111i11orali ps i ch i c i (T a1nb11ri11i), p e r rneuu di da111" inf,·rmic re v<,lontnri~ l<kl ln St<·ll n d'Italia, febbraio 191S, cui ~i " fat to un ,·o"o cli c-1.111ferenzc e k zi1111 i t<;·nric1,-pratiche ) : cd è st.:1tn qn<::--ta 1:-i prima prc,, a tk l g"t·Jh:"n· tt.'11· tntn i11 I talia. 1
IL -
Pm1:,io11i dr ! centro.
E sse snno, css<>niialmen lc, Lre:
1·• 1,r,·111/, ·r,· i pm1•r,•1lh111•11/i 1111·dif' 11-l ,·ri"f i pe r lult i ,zii ammal ,di nsscrYali nel Cen tro e c h e 110n pns,;ono ri u:-s1 1me1·e i l ,-enizio p e r un ll'm po più o m eno !11ng·o: lali prOVY1:di 1rn•nl i, p erc iò, vanno d a lle comun i licenze di convalescenza (sino a lr0 m esi), al conged o teinporHneo o p er manente in rassegn e, c he ora s i completano e pe rfezion ann nel Cent ro slt'sso. con la d ecisione d el Dirdtnre s 11sscgncnlc al pare r <· dei 1w;sq{nalor i. t' C'iò natmu lmenle i111pC11"na anrorn di l'ii1 il Dire tto re a rivrclcrP l1ilf i .z i i ni'"•' 1T,1 1Hl i ed a fì s:-:anw la <l i,1g-11ns i , cl il prn,·,·prli 0
IL C f:NTHll P S 1C ll1 ATR1Cll ~111.ITARE DI
[ " RACCOLTA, !::CC.
n:1•nlo rclaLivo . P er g li ufficiali , c he vi aftluisco110 an1.:he se_ semplici neuropatici (in cumnto, per ess i, il Centro è 1"1inico o rg ano d1 ossern1z1one di tullu la Z .G., p"er conlo d e lla Com . San. CenLr.), ctopo la d ecis io1w di d e Lla Commissione, ven gono solloposli nr l Cen tro s tesso - S<' biso1{11evoli - ag li ulte rio ri a ccertumt·nli sanita ri in vis ite collègiali , per le -quali il Centro è s tato tuttora rite nuto compe ten te (nonos lanle la r ect•nte radicale m odifica d t'll"is tituln dt-l ll' vis ite m ed ico-legali ) in quanto si tratta di malattie troppo ;;pecial1, s pesso di non fac ile e pr on to diag nostico, e pe r le q uali s are bb e irrazionale un g iudizio collegiale diver so d opo uno s tudio accurato e protratto c he s i s ia compiuto dag li s peciù listi d e l Centro, m en t re sare bbe poco ,·ig·uardoso far pronunziare un giudizio collegiale str ettamente s ulla fa l,-ariga di quanto è SLélto fissato nelle rélazioni d e l Centro. Così, soltanto, il g iudizio in grado di appt:l lo v~cne d eferito a lle allre autoriUt sani tarie d i recente istituite . l d etti provved im e nti m1>-dico-legali sono u nicnml'!ll.e fis,-ali nel Centro non soltanto per lulti i n e urops icopalici d e lle .À.rmale, e cli LutU i rMbili lati che trovansi ne lla Zona di Guei· ra, ma an cn.; : a ) p e1· tutti i mob ilitali rhe, <.l urnn! e o doro la licenza ordinar ia, ammalano e ricoverano in osped,Lii o manicomi o reparti ps il"!1ial ric i militari d e l paese , ed i quali sono tras fer iti a l Centro non apppen a in \'nndizion i di viaggiare, oppur e s ulla base d e lle re lazioni ps icll iutriclw rhe a lo ro rig uardo sono trasmesse a l Centro dalla Co m. San. Ccntr. 7, _ G. c h e s u di essi esc r-c.ila 1m vig ile sevcl'o con Lrnllo, ad evitare, mo ltissimi inconve nienti di varia s pecie ch e l'espe rie nza ha m esso in chiar a luce, ed in otte mperanza a d una prec.isa consl'µ-11,:,nl<' dis pos izione d PI Comando S upremo; h ) pe r tutti i t.e rrit()J·iali d ella Zo na di G11l'rl'il, ricovcl'élli in osped a li di lappa o di riser va, o proposti d ai d epos i[.i reggime ntali, o d egt>nLi n e i mani comi d el la Z. G. (Be rgamo, Cremona, Brescia , ecc. •, 1' t:he al Centro sono fatti trasferire con ordine di massima d r lla ci<'lla Cornmi$sione; · t ) pe r i d egenti n e i Manìcomii d èl la Z. G., len·iLoriali o m o bili lali, in tras po rtabili (com e JH'r i mohililati d egenti n e i ma nicorni rl"lt alia), s ulla base d e lle ·relazioni in viulr a l Centro, e con la l'iscrva r he su d etti ammalati ha dil'itlo di con trollo il consulent e-capo psichiat ra d e lla Intendenza g en e rale, prima cie l Lras fe l'imento al Cent1·0 , pel· lllt'p:lio fis;;a ~e una g aranzia m edico-legale dal punto di v is li1 milita re, C'llL' 11n irormi il provYedime n fo a lle dire ttive che segna il Centro. E l11tto rie">, appunto, vien fatto s pec ia lmr nte p er un iformlu·c dil'eltivc e cri lPri cii ossrr vazione e di /!iudizi m edien-li•gali. s11ll a g uidn c h e l\,,:;pe ri,·nw rii molti anni ha fatto lnicci;1re, e modifi care poi n e llo s tato di µ11e rra . quand o \"Ululazionc e g iudizi di ano malie ps iconer vose d rbb ono ildi:1lars • raziona lmente al la reallit vissuta. ed , a lle esigenze d el g ran' mnrnrnLo di sacrifici pe r lutti i c iUadini, co11111nque essi siano, e S1'nza dimenticare il grave d à nno d ei fals i sentime ntalism i, o clclla a ccpiiescenza ai d eside ri od aµ-li interessi pe,:sonali , ch e d ehh ono essere completamente o ffuscati dallo intere;;sr cl e lla col lr l li vi t.'i e dai bisop:ni d e l 1",,srr cilo. in gue,ra , rnr ntr(' a ppunto in fo ti mo m t·n li i> ma!!ginrmrnlt' 1w 1·-
;l'~I-
11. CJ::i'iTHO l'SICHl ,ITRI CO .\ Lll.ll'ARJ:: DI
1° RACCOLTA, !:CC.
111c 1u:;o il conlagio morale ed og·ni esempio di parzialità o di semplite rltbo lt::zza anche Sé involontaria od impe 11s ula. S11 lutti lali vrovvedimenti nessun controllo pi1ò essere, ed è esercitato. nè potnibb() css1:·r e diversamente, in quanto le funzioni di indagini sono lroppo tecnic he, ed i giudizi hann0 tull,a una preparazion~ sincrelico-clinica · e poi ·il Cc nlro è g iii 8Sso stesso organo fiscale, e d1 r.ontrollo, onde S:1re bbc' vano e rag io ne di lungaggini ogni controllo i1l 1,.,rio r e da parlo di Commis::;ioni ::unitarie, anche p erchè è necessar·io, nè l Cc;1tro, una quotidiana dimissione di 20 o 30 alme no di osser vati pt•r accoglier e i continui invii d.a lanle sorgenti d 'afflusso. Ma anchC' pl'r dò, e pe r meglio potere ese rcitare opera di controllo e di vigilanza, 11L•rchè s i possa sicuramente oLtc ne re che tutti passino dal vaglio d el Ce ntro e nessuno - comunque - vi s fugga, è ne.cessaria la incessante re lazione con la Com . San. Centr., la quale sola può r endere delibe rat.ive e realizzare in z.. G. le proposte d el Cenlro stesso, fatte allo sropo co ntinuativo di sal'1.a mentP o rganizzare questa grande ope ra di accN ta1,1.1·nto e di dépislagc di fronte a Lulti gli anormali d ella g ue rra, s iano essi d ei Minorati o mutilati v ,ichici, s iano invece d e i d egener ati, d ei vi zios i d eviati o degli amorali egois t.icamente inLc n~ssati, o malament.e r ibe lli e s imulatori. 2" r l·ru1,1·rarc, pe r la guerra, buona parle d egli osservandi: o percltè riconosC' iuli nulla ave,· p r esentalo di anO!'male od esser stalo molto sospetto l'episodio che n e provocò l'invio, oppnre essersi presto o d el tutto esauriti i lievi fatti morhos i p reced enti - ù/1Jnri al servizio di i' linea; - o perc11è giudicati bisog11L'\.oli soltanto di un breve period o fii ripo:-:o. o di servizio te rritoriale, (suss0g 11Pnle alle c111·c· esple tate M l Centro stesso pe r un m e 'è o più di d egenza in riposo o con leggiel'i lavori rii Mlaggi, ccc .) , allo scopo di niintegrarli nel potenziale di e nergie nervose fugacemente e di poco scaduto , e ciò si ottiene con l'inl'iarli ai Convalésrenziari e d e pos iti d i coO\ alesc:enza, uno 1w 1· armata, c.,(! anch e ' con la te mporanea aggregazione a lle compag nie presidia.rie ed a i battH!;lioni te rrito riali , o mandandoli per tal e periodo di tempo a far s ervizio in osped a li , in s tabilimenti di commissal'iato, n e llo salme rie delle l't'i ro, ie, ecc. Q11l·sli idone i, immediati o con tale tcmpr ramcnlo trans ito n o, costituiscono più di 1 /Li ckl totale, cioè c irca il 27 %; - se si agf{i11ngono quelli invi a li in licenza (che è s ino a 90 giorni ), i quali sono alln' tla.nli, la immensa parte d e i quali al Lc rmine rientrano in SCl'vizio, - il r ecu7Jern lotalc per la guerra s i aggira intorno al 64 n{, dee-li e ntrali. Precisam ente, d ei militari ne sono usciti 2620 idone i concii~ionati o n on , 26ii in licenza, 1467 in rassegna, 1299 Lraf- feriti. La propo1·zionè rlei recnpe)'ati s ino. ad agoslo e ra d el 55 %, il totale Ol'a, fin e nove mbre. è él lllTIC'lllato al 64 °{,! . Pra d i essi nnn pochi conv11ls ivanti , pre tesi e pilet tic i ori is te ri c i g-ravi . che _1111 esame accurato, s pec: ia lmC'nle d11,.a nLe l"nteesso , cd nna ~sse rrnz1one pro I11ngala e ri!(orosa di mostran o essere s i m1ilalnri e d egcnC'rn I i inleres:-:ali all 'arlifìcio pe r s f1 1ggirf' al servizio militare in g-~1e1Ta . Tut.ta gente ques ta c h e, prima clw il CC'n lro funzionas~c a guis:1 d i 1111 g rnnrlc, 1·ni:rlio fra la Zona rli G11r n :1 e il ll'rrilorio nazionale. per
IL C J::NTH11 p ,; IC IIIATIIICU ;\ll l.lTARt DI
t• HA,CCU I.TA, ECC .
gran parle Sfuggi\'U dall a zona Stessa,\~ fn~ lln OS1Jedale e un_ altl'O per lo m eno ve r m olto tempo rimaneva lo11 tantL dal fronte ,· specialme nte 1 pretesi epilett.ici, i q11a li coslit11ivano - tome ho d etto - almen~ J/:~ degli usciti dalla Z. G. per ne urops icoµatie. Ma soprntutto s fuggiva ai doveri militari d t"i cittadini perc hè facilmente congedala, sulla base dt c rite ri medicu-li::gali ing iustamente dati, in q 11anto tale larghezz:.t di va1~1lazionu va bene per il te mpo di pace in cui l'e,;ercilo co,;Lituisce una 11litc ne i paes i de mocratici; e rronea cd anc he iniqua in tempo di guerra., in cui non è m oralll che soltanto i buon i ed oneati normali de bbono spe nde re fatiche e s ang11e e vita! e) lollare contro il simulrttor,·,i contro l'anomalo ed il d,•g,·w·ralo, 1:ontr o il quale ci s i imba tte con 11 na notevole freq uenza, soprntut lo nei period i delì e azioni bellic hél. Molli :-ono direbbesi ò ei 11ir1:r,li. ., il,i,ulatori, g rossolan i nel mentire, facili u s montare e svelare, s ulla base di una primitivitit di caratte re o di debol ezza di s pirito o di in!L'ressi pe1·sonali, e pe r lo più indoltivi dall'esempio triste o d ai m alrn;.:-i s ug-gt•rimenti a lLrn1. \fa n : ne ~ono ratli:iali. caparbi , J•\"'vicaci , rnmplessi nelle simulazioni di dis tmbi, o notevoli pe r le forme c he. s imu la no (furor e impt·o\·viso rnn roll11re, d evaslazioni , violenze antipc r:;()nuli , slali slupor ùsi con allt:cinazioni, ecc.), Ile' qu ali pt•rò hann o qua lclw cosa di preordinato, di pensalo e di coordinato ad un fine , senza la violenza cieca, incosciente, dell'e pisodio e pilettico, o senza la impro\·vi<>a !ll1pensata ed immotivata rea-I.ione d el dc menlL' prl coce. La maggior parle di questi s imula tori sono dei psicodegenerati , dPgli amorali costituzionali , dei pregiudicali , per nulla redenti dal sen ·izio militare come all'uni hanno sognalo , ignari della psicologia dello anomalo costituzionale ; ed invece, appunto per chè ps icodegen erati, sono incapaci d'i una sentimenLalilit s11periore, allrnis tica, ed inadatti ad una metodica disciplina di lavoro, dal quale anzi rifuggono pe r pigTizia r ronica. com e rifnggono rlai ri~chi e dai pe ricoli per c hè egoisti e vii! , 1runne gli anormali d al tipo Rv\·en lurie ro, cli<', a volte, sono capaci :ii a rditezze, d1 alti t emerari, di azioni avvt'nlal•..' di g11e rra, non conl inuative, rna ch e possono anch(' U\'<•r·e l'apparenza dcll'er o.ico . 1
. Per adempiere u q110slc complesso fun zioni , sopratullo pe r i tnodi d1 recupe ro e pe r la più efficace lolla conlro il çll'genera to ed il s imul11lore, la Direzione del Centro è stata indoLla, vòlta per vòlla , dalle 110ce.ssità pratiche, a prenrlére de lle iniziat.ive, con l'app1·ovazione dC'll,t D11:ez. Ge n. di Sanil,'t o d ella inlc n<lenza ge11l'rale (a seconda d ella relativa compe te nza ), le quali costiLuiscono soluzioni di m as::;ima o nt10\'f' norme regola mc11 turi, pe r il van tagg ici d el la fu nzionc me.rl ico-leii:ulc ,. fì. scal.e, c ui Sf'frnc la sanzione 11fficiale do po che i fatti, e le esigènzl' d el n~omenlo e ~li amm,w,;tramenti dell 'espe l'ie nz,1 avevano da lo il s1 1fr;:relln dr 1111a sanzione concr eta e di r e,.tllit. . 1° Cosi , il pcriodo rii osscrrn:,fon,• più volte è s tato s11peralo a l rii l,t dt'I te rmi ne m ns<;irr!o dC'i ~n g iorni , per le rwriziP ps ic ll iatriro-fo1\ ·11~i.
ili-G
11. n :.'IITHIJ
P::iJC.:1111\TRICD :\111.ITAHE DI l '
B,\LCOI.TA, ECC.
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PL'I' l!i 11clizi su ufficiuli, p er J'ac1:1:r la1m·nlo piì1.c~11:rn:Ln 1.1na. !-imulazi1:in: o per il r,'c11pero in siL·:> di psiconC'vrnt1c1 commollv1 d1 guerra (solo 'nwzzo 111'1' l'ipl'i sLinarli ), e così via. [\fa in m.olLi al_lri _casi il periodo si abbni ,·ia 11el senso di contenlarsi dt una diagnosi d1 stato (s1>pral11ltn 11 ei J)èfiOdi di i ngoml.Jro), cl1 è: spe:;so non_ intere;::.sa <'Ol10S('(' J'l' lt:' mo<ialilù e J'e-;~enza di 11na forma psw o p:ttica (111 quanto parecchie ,-ol i ~ può discutèrsi :$e trnLlisi, ad es ., di un eccitamento ebefrMico o ipoma11iè1CO o posl-epileltico, di uno stato dcpr('ssi\'O circolare o di ufl rallt!ntarnento psicomc,torio ebdrenico o di un esito amenz iale da conri',sionl' au tolossi<·a, e sim i! i \ cd inveeo in molti casi è rnfficienLe stabilire la genuinilù , la entilit fen~Q1eno:ogi ca , la tendenza alla croniciLit, la llra,·ità del fond o psicod Cfsl'tll'rativo erl er editario, ecc ., ai fini d ella idoncili'1 al Sl·n ·izi o ?11 il ila rt' . '.!'' D \tltJ'a pHrl e, Pl·r q uanto riguarda i 1J11J1!i tli ,,svfrtari· l ,: JJralirh e 1,1,·1/i('(J-l,·yoii , 1H·c1>n·e iencr prt'Sl·n Le · a ) che se il Cl•nLro: ha soprntu tlo lo scopo rli o.w·rvarc e non di curare. di fare ,,,,.r/ir-i11a frorrl,· e non rlinica. p~irhifllrira, devesi tuttavia i essere elastici in Lali conce;,,ion i , e nella val11Lazione pratica d ei p robh' mi q11ot.idiani citL' si f)l'L':-enlann og-ni ~io rno vari in tanti casi , onde spesso ocl'onc cu rare non solo ncn olici com m oti vi , ma anche psicoput ici I i evi o d a cm1)zion i e pat ém i , od aulotossi ci ccc. (a parte, s'mLL-nrle, le forme grn,·i e òegli inl raspnrt.abili ), pcrchè s1il. posto si emendano, ed anc-lte sc:ompa inno mol le sindromi , l' he per lo m eno in OSJ>c 1foli com uni ,od in fami,!::'lia si cronicizzano, tanto più per i cas.i in c11i (anafilassi psichica d e! 8 0,;cili ) su~g-<'sl.ioni sfavorernli di ambiente, per ~timoli cti inln esst' o di ÒC'sidt•r io, coltivano l e sindromi J110l'bo;;e i11 SO!,<'gcll i l11t tM a i nfì,tccll i li dal l'episodio 11101·boso; 11) non 01rn i for ma psicnpa(.it a d(·ve far pronon·c la r ifn rnw, od an(' ltc i cnngcci i iii t1 n :u1110, secondo la ti ii i onc dell 'art. l7 dell'Elencn; t·d in ,·l'cc. se vng-liamo inlt•rprela1·e ln spirito di detto arlieoln in ar mnn1a cnn le nostn • cnnn,-crnze sc il' nl i fìcl1c e sop ra tuLl o c·on la noslra r spl'r i1•11zH rlvll;1 ntt:'rli ti rrn !t·gall' nei mi li tari , e soprnlutlo di riuc:.ta gut' rra, in mnl li 1·nsì si tratl.a soltanto rli epi,:;odì p .-;i(·npalici, od anri11' di ras i p,;icosir hl' (rkprl'Ssivi I:' coni11,;ir,nnl i , :;lt1pol'C1Si ed ame,niali, alltrciPalori e d l' lirnn li, òi ect ila111t1 11lr1 ps1cnm o1orio e d i esalLuzionc e1110Li\'ét l'C'C.) da i 1ilnssicazioni ,111' 0 nrl 1·1,·rnr/11111•, da ncnti disorci ini t' nd1)('ri11ici, ria ,emozion i e patémi n pt•1· falirlte fì,;i t ltt', da cnmmnzinnì di ,ir11crra ed an che d u suggc:-lione emotiva P d ' interesse psicoloµ;icn. che insiem l' l'Ommisli coagiscono, danrlo sinanco d ei quad ri imrressiona1~tì o d el 11' a IJIJ,ll'enzc edal.an I i , dn 111cnu'n, psicopatie classiche (cbefrenif'i a', paranoirfre, psir,,epi lctticl1l', maniacali, li (ll'111aniacl1r, ecc.). m,:nlrc il r iposo prolungalo, la d isi nt,1~sicttzion c nrg-ani ca , l'al.i m enlazione acfa l la, l'a;,,ione_ psicoterapica co1np lt·:'Sèl dt' ll'amhì Pnlc, L'<·c .. ,·,ilg·ono spc~., ., ad attenua re rnpirlamente il q 11ad r., clini co. si che, lii rlovc anche potl'l'èl essc'l't' i nfaw,la la. p rog-nosi l q111111d 1'11!,,1111/i ,111·11 n11·11tnl, ..11,\ si ha in poco k m po l' ron semplice licenza i l riprist ino r ompl\'lo dcl i,; J!l' l'"onalili1. Emozion i e discndocri nie possono spil·,iran' mnl la parte rlei d i~tn rbi nel'\'O~i e psichici di g1 1ern.1 , e la ·1or n i,npÒrta nza g-enclif'll llll' -
IL CENTRI) P S IC IIIATRLCO MLLITARE lll
J'' ruu:nl.TA , i::,:c.
r ila d 'essere opprofondita , se esse giungono a riprodurre quadri ebefrenic i o catatonic i o s tuporosi, che non sono la vern de menza precoce, l'l'l' q uanto - se non s i segna il decorso, tenendo in lunga osservazione cun c:ura - tale diagnos i appaia ben probativa. Ed ecco pe rc liè s i devo parlare, ora, di sindromi e di stati psicopatici , anzic hè fur diag nos i di ft ,rme cl iniche definite, tranne c he in casi verame nte chiari e ben manifes ti, e duraturi ; ed allora, per lo più, s i prend eranno provvedimenti tempnrnne i, da 3 a li m esi di lict:nza, magari in prova, e s pecificando la nlilità di una nuova osst>rvazionc preventiva, al te rmine de lla licenza, pr inia di riamme tterli in servizio, se non altro per s tabilire il gl'nere ed i m odi d1 altiYitit r elativa. 3" P e r le n evrosi , si provvede pure con lic:0nza o con congedi 11011 moll0 lunghi quando no n vi s ia un g rave fondo d tlgenera tivo cosl itllzionak ( is te ris mo, 11eu ras ten i,1, tics, cortla, sonn11rnbu I i,.;rno , ecc.), .inzichè g iunge1·e ai congedi di un anno od an che a:te riforme com e s i fa<'ern. in pace e si fa tutto ra da molti os pedali, pe rs ua,,i: cl1e molto gi uoca J'cle niento emotivo, l'interesse 1,sicologico, il d eside rio (anafilattico) , n ca11s t' conting-l·nli (fatiche, disagi tii trincéa , ccc .) ; e che b11ona parie di essi p ossono anc lH' uti lizzarsi bene (s11bit0 o poco {iopo) in tanti altri st·n · iz,i, aus iliari. non armati. Pni , s i è mollo oc1 ilali nelle diagnosi di 1:vifrssit1, sopratutto d elle /orna: psich ich1': molti degenerat i m o rali, m olti nevrotici costituzional i, buona p,trll' è li ano mali viziali od ak<,nl is t i, s anno ben m en tire ucccs::;i e pi lt'lloidi m oto ri , o rrt7Jl11.~ 0d episodi ps icoepi lcLloid i, c llr t.rag~n110 fac ilmen t e· in in,:;unno osserntlo ri poco scrupo l osi ed esp erti , (·vn1t· l'espe rie nza dimostra ogn i gio rno, onde la diagnosi s i deve e si pu ò fare con esalfczz,1 solt.anlo e::;arninan<.lo i rifl essi fotoiridro, iridoal gesico, cornro-cong i11nlival c, ocu locard iaco e cardio n'spiralorio (Hes la ) rlunrnk e s 11bil o do po i"a<'ccsso, la sensilJili tit tc,;licol are. l'if)Cl'lermia e l'allrnmin l!l'ia pos lH<'Ct·:;;~uali, rnentrp tutto il resto s pesso è assai sos pet.to, ad ogn i ow cto di ,·cdun• mollo incerto, compre'"e lr mors icut111·c ling uali (ricol'rlando a n c lic l ' uso fra11rlo lentCJ rlell'alro pina pp1· la midrias i rig ida! ). Limi tandos i a tali con::;talazioni s irnrame nLe ohb irt.tivt', s i den· l in g11e rJ'a1 t0ne re in ne,.;,;1111 con l0 (o qnasi, se nnn addirittura di q·ni rnc più sospf' ilosi ) Lutti i ccrlifìrnt.i medic i e di no toriclù, le infonnazion i de i Ca l'abi n ieri e d ei sindar i, le re lazio ni d cgl i in fc rmie ri, ecc., e c ri ticare con serena impan:iali lit le s tesse d escr izioni rile sono rt'dalll' da m edic i mi!ila,·i, i q1iali abbiano la compe lt•nza nec·e,;snriu, :=;oprat11lt0 pratica , f' con a11 im 11s rnccticofisca le, come l'espe,·it'nza largamenlt' in:c:l•gna. De l r esto, la s tessa g rande diffidenza occorre an,•rr Yc rso lan le; rcl:lzioni di sindro1,1i tonfusionali, allucinatorie , amn,•sichr•, ralatonirh,·. "r"ilati•, tee . , se non sono falle eia spe<' iali;:;ti , i qu a li no n ahhiano fall~ t.irncinio pratico di osservazioni m edico-l(•gali di g ue rra. lilli e tante ::;onn le raffinatezze artifìrins(' e d i sope rchierie da parte di mo lli cleg-encrnti mora li , amma0stratis i llt>lla rl01n'nza in questo o cru e l Manico~io! (Y eda,;i i! concello di 1Jf'l(/11drr,ni.m10 ciel Fe rrari! ) E prggio anrorn n 01l r fnr nw r·,1111rnoti1·1· e 7JO'it-lrau111aticl11·, ne lle qnali m olli in le ressi con flui -
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11. Ò :.'.:TIII I l' ::;11:11 I.\TRICU .\11 I.IT:\Rt 01
j • RA<:<.:u LTA,
ECC.
:;cono l ,cr spinf!èn.) alla si m 11iazionl! ed alla r iproduzione arlificio~a cL sind ro mi n curosiche, rhe r!',-istono sopru l11tlo q uando si cominciano a concedere licenze di r onvafescenza, e non si inten·iene su bilo con IJ~icodl'lt1olt:>nipia, t:'l't. !1" In base a tali concetti, dopo una ossern1zione sever a ed accul'at,t, con tcntati\·i di cure sopratutto morali (n el senso più comprensirn della pu.ro laJ, i sof!get.ti non r iconosciuti ammalali in atto, e soprat utto q11t'lli che vengono dai d1' po.,·iti r eggimentali (ove sono rimasli ,;ullil. base r:li una 11rcsun:ion r: morbosa, di un dubbio diagnostiro, o di una f!Ossil,ifi tà 11 ,·,·r o,·ù' a da affermazioni µèrsonali confermate da cer li fkal i medici ), sono aniali ai n•parli di 1" linea ; anzichè h1sc.iarli negli cz i r elativi del servizio leniloriale sulla base di una avvertenza 16, che in ,1.:-11e 1Ta Ò\•n· ~·sSL'l'L' 11,;ala con g rnndr diver :;il;'t di criteri che non in paté, e elle f)t1u aYere ,·al•Jre anche nei reparti m obili lHt i almeno nella m ag~ior parti:' <lL!i ca;;i; d"altronde anche n ell e retrovie immediate allé trint:t:è possono tali individui s11s!)('lli essere bene utilizzati, e m essi ;tlla prova (kll c faliclw, er:I è questo ch e sopral11lto g-iova !)l'I' comhaltN t? le ll:'nrknz,, ;;i mu litl rici che g rand em en te p1J!lulano nei tempi di fer m11 n!0 e di . per icolo. 5" .\l assima cura si lrn. n0I Cl'nlro, per . la redazione dL•lle 7Jcri::,ic 11,id1iflln t 11-/01,•11 { i, a111rna1.:,;lr at 1 prillla d i tult.o rlulla p,TannL' racili.t;ì di L'5Sere trntti in ingannn, 1) pur lo m(.•nù molto s,·iati , ctai sogget ti stessi. e dalla frcq ncnza con la q ualo, q 11t-ll i g i'L peri zinti e g 1,1xcm cnlt· dia gnosticali, quan do sono poi l rasferili al Centr o J)er i conseguen ti pr,~,·,·1·diml'nt i niedico- lv;:ra li , C'('SS;;do il J•l' riodo di rlif,•sfl p.,if'1Jl 11gi('/(, a1•1•,1· riscono bt•n diversi eia q11t•ll i che ri su l tavano d alle perizie, pur anc0 re· centi. Ed Il rigore oLbiL"lfin m cnle sereno d e,·e esse re g ra nde, ecl in1n. tnl'Olto . sia lrnla,;c· i11ndo preconcetti ll'Orici l' rli scuola I fl<'r a<ialli11·:;i invect' a quanto ii' Codice Yigente vuole nella pratica quolidiana per h ;;ue sanzioni prnali e ci ,·ili l. sia ,·al11la11do in 111nclo 11,;snl11 lamr11te 1,!1bicllivo la per;;onalit."t <l1' I periziando al dif11or i ciclle Slll' prclcslaz ion1 \'cl affl'n nazinni, ,•d i cli:c:lu rbi episodici elle l'J:rl i r ossa pr<>scu la re, sin pt' I' il rigort· rlel lL' c11nel1 1,:i0Pi nll'rlirn-legali , sii"\ in fi 111• m l l im il an · i l g iudizio r erilale al m omento in cui il reato " ia comml'~so. Jn ,·L·<'<' con (.·norme frrquénz,1 i PL'riti, SJJl'tial mt•n tr non ~, •l'Cial i:=:ti . Ll'nrlono mnlt0: a ) a fare diagnosi di im111oralità r.os l i /11 :.i oJ1rt/1• o di pazziH mo. rult• anchl' quando si tratti stJ!lanto rii psicod\',!{L'lll.'rnli L't ici, e poi roncl 11ciono r r r u na cnmplda i rrt:sp0ns;il11 l ili1, 1111•1d n · pr· r il Cocl i<'L' ,·iµ"L·11h· è proprio questa l a trama n europsichica che fnr111a i l ckl inq11cn fo 111:i p,•ricoloso per il q1 1alt:> soprnl11tlo è scri tto il C11dicr 1· con t ro il q11itk "11pral11tto la .~or i1•1i1 d,·,·l, ,I i fv11rlns1, e ('OI ('il l"f't' l"L' d nl 111 n m 1·11 Io dw n.!!f!i cosi è organ izzala la !.!:i 11:'-liz ia pt1 niti\'a . al d i fuori di sper /lllZL' e ,·oti per un miglior,• r;1 zinnale 11ssell o, r lie però non cle,·c fan' i sma rrire il senso della l'\.·a l tù rlell"nµ-gi; b) a fare rl iag-nosi cl i 1·11if1·.1·,,ia J1.,i1·h ir11. n di r;r111·,· 11,·1ira.,/1·11irl f'l,n i11t J11J/si 1·,11111,, o d i ,/,•/in 11l/11ci1111ti1•i u,11/11si,,1111/i. <'Cl' . :,'.11!1 ;1 ba:-r. di aprarenze ;;intomaliche. rii ossessioni dei p<•rizi1mdi, di ron;;lnlnzinni inesatte od incom plrtc, di CC'l'lificali sosprtt , .,rf nncl1r rii t'Sf)e rl c sirn" ·
I r. CE:-ITRO P S ICIIIATRICO :'111 LlHRE 01
1• RAC..0 1.TA, ECC .
!azioni ccc., come poi l'esperil·nza climosl ra quando una postuma osservazion~ nel Centro fa cadere lullo l'edificio psichiatrico, mel.lendo . a n udo soltanlo la Jiersonulilit él ic0-clegenerati\'a dèl soggetto e il ?uo tn · tt'resse d efensionale a mentire , ingannando la buona fede d el perito c he non sia mcdicofi scale; e) ad aggravare alcu ne condizioni morbose, quali le forme neun s teniche le is teriche le ossessi ,·e, le passionali, ecc., e ad esagerare la p~rtata pr~tlica di esse', affermandone _una ing ius tificata derivazione di comple ta irresponsabilità; d l ed infine, sia eslcndendo lnle conccLlo di i11fcrmitù men td le at 1·anenire del periziando, mollo al di là del momento ciel reato, menln.: l'esperienza successiva smentisce tali pessimistiche proYisioni, rlc! n·sto n on giustificale nea nche dai concetti teorici su tali forme morbose che mollo sono accrest' i11le ed incrostale dall'inlercs ·r· 11.,icofoo iro cl-e! giudical.Jilc, sia con la frequenza a formulare diag nosi di cron icilil (rlenwnza precoce, decadenza mC'ntale alcoolica o lu<'licà, ecc. ) anzicllè fermarsi prudentem ente a quella di sind ,r omc, (come insegna l'esperienz~ s ussegu ente al processo), menlre in lai m od o si vien(' a vinrolare l'azion o mcdico-!egule riel Centro che doH ebbe al lora 1·ifornure. ln Ycce mo1t<' \"Olle l'ulteriore osservazione esclude o sfronda molle note neuropsicopatiche, e fa s pesso legiUimamen le giu ngere s ino ad un giudizio rli ido11rità incondi:.ionata, g ravemente in conlrasto sia con la r1's judica/11 di .. 11 tribunale, s ia, talora, anche con l'ordine di un internamen to ul mH nicomio, che non trova riscontro nelle susseguenti condizioni menlah <lei soggetti che s uperarono il lrawna d e l g iudizio. Ed allora l'esperienza ha dimoslrnlo che sarebbe bene tutlc le perizie fossero redatte dai medici che poi hanno la rcsponsabililà d ei co11scg11enlj giudizi medico-legali, e, nei reparti d'armala, col control lo rlC'I cons ulente: quest'ultima parte è s t.ata oUenuta, mentre praticamen te non è possibile il conc0ntramenlo d ei periziandi n el Centro, e quindi si è s pesso costrelli ad un nuovo period o di osservazione, cd a ritenere sempre scissa la . responsabili là penale dalla idoneità al servizio, ed a non ammettere come esecutiva l'ordinanza di un internamento manicomiale; infine, poichè in qualche caso i soggetti sono slali indotti a confessa re la si mulazione precedente, si è dovuta richiedere la revisione ciel processo, e redigere nuova perizia. Tutto ciò dimostra ancora più partitamente l'enorme complessità e delicatezza di funzioni del Centro, e la. g rande utilità di un accenlrAmento ~i prerogative medico-legali, che si è potuta ottenere per tulla la zona d1 g uerra (ospedali di lappa e di riserva, manir·nmi , ecc.), l>n<le soltanto nel Centro si possano prendere i provvedimenti relativi, con uniformi lit di metodi e di criteri , mentre 11:iustamenlc è s ta ta da ta ad esso la facoltà di denunzie dei simulatori pervicaci, incorregibili e recidivi . . 6° Molto lavoro importa l'osservazione di d ue categorie di sog~etll: a) dei drg cnerati, fortemente tendenti alla simulazione di forme mentali, e che giungono anche ad alcoolizza rsi per avere un alibi di morbosità n europsichica, sopratutto per quelli che provengono dalle li23 -
Glor11al c di medlcl11a militare. -
Fase. JJI.
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IL tf'.NTRO P S 1C II I.\TRI CO .\111.ITARE DI
t• R.',CCO LB , ECC.
cenze ordinarit:!, e che con tan ta frequenza d iurno in prdt·si e pisodi nètl· rops icopalici alla fine d e lla lict•nza i>les:;a: ma essi, da q ualche te rnp.1, d 'ordine d e l Co mando Supre mo, e d e lla Co m. San. CC'nlr ., sono co11teìl· lrati a Regg io per l'osser rnzione , e re lati,·e d e nunzie , nè c iò sembri superfluo, se s i consideri c he s u J35 militar i qui tras fe riti nell'ullimo quadrim estre eia al tr i manicomi e molli dopo· lunghe d egenze , an che d 1 m esi, ben 6[, furono giudi cali i d o111·i dopo lun!<'a a ccu rata osser vazione (30 a se r vizio incondizionato , e 31) a ser\". te rrit.. te n,pornneo ì , e 5 d enunziali pe r caparbia s imulazio ne ; h ) d ei pr1'su11ti e pilcllici ed istl'ricucu11v ul~i va11ti (in minor qua11 t ilù d ei pre tesi sonnambuli, E:nure Lic i, ecc.) : per l'ossL•rrnzione cle i convulsivanti , (i quali, con la diag nos i di e pilessia a lutto spiano, p rim a c he s i co11c1.:ntras:;ero ne l Centro pe r il giuclìzio m edi co-k g ale, rappres entavano 1/3 e più d e i ne uro ps ico palici usc iti dalla Z. G.) s i tiene se111pre presente , e ciò è l.>e ne s ia :-1•guito da Lutti i re pa r ti ps ichiatri<:i militari »: a) che l'ossenazioue 11011 cler e essere mo! lo pro! ung·a la , perc hè cosi m olli simulato r i, o d e3ene rali epill'lluid1, od e pi ldt•Jidi soggettivi , ecc ., od a base islcric<:l od al conli;:,Li, ot tengo no di passare mo llo te mpo negli ospedali, e quindi è bene no n ,;, ,rpassare in m edia i 15 g iorni. /J ) che necess_ita prntica re !"esame antropologico clinico compldo, e dare ad lesso ed alle note rll' I carallere , mollo valore ; pre:;lan~o in g uerra, sca rso val ore, in g L'ne re , allè r e lazinni d e i ll!t'dic i d ei re pH, I i. s pesso a s piranti o da poco laureati e 5f11:,:a esperienza in pro p,,sito; e) c he invece, bisogna tener più a lung o in osservazior:e ed essi' !"C mo ilo pl'ecis i ne l l'ossCJ"rnre quanti prO\·engono d ai ri fo1·mali pe r c pi !essia , o quanti hanno avuta la diag n o.:;i di equivale nti ps ichici; rl) nei casi in c ui \"i è q uulc he dubbio, è più opportuno fa rf' le a ssegnazion i a!le centuril' di la vo ratori ; 1•) q 11ando si con stati la s imulaziono (da un esame accu rato sopralutto d el r iflesso oc ul ocardiaco , foloiricleo alg;o lc·sl icolal'e, a lbumin u r ie post-access11a li , ecc.) . occorre procedere subilo alla d e n unz ia e inlant.o an-iare il sog_g e lto al fronl e , porta ndo tutto ciò presto e larg dmente 11 co noscenza d<•p:li altri osser n1nd i. 7° Cl Centro ha po lulo far mollo per d 71'.Cup,,,o d, ·(Jli i do11 l'i, 1' d l'i sinwlatori (d e i ci11ali mo lti sono s ta ti d c,n1111ziati ai Tribunali di gue rra) valendos i dei Devositi di Com •af esrm:a e T (IJJJJa ddle A n,wte. : is tituti s imili nel te rritorio naziona le . co n conva lescenziari appositi, e possiJ, ilm enle ad essi a ggr e!rnle d e lle colonie a g ri cole e di larnro, porterebbe m grandi vantaggi, s ia pe r il rerupe,.o s ltisso (pe r es. per que lli che to r nano d a lle licenze di convalesrem.tt) , s ia pe r la r icd11eazione funzi onale. ps icoelica e lavo ratirn d e i mino rali n errns i e m entali e pe r gli insuffi cien ti funzi onal i di g ue rra, che no i sappiamo co n quan ta frequenza to1·nano d alle li cenze ne lle s tesse condizioni d i prima, e q11tlnto facilmenl1~ rimang ano fissati in alte,g-giame nli fì s ici e mentali vizios i. Ed è quesro un problema che , se ha oggi un q1lore militare, ne ha forse uno m ag. giore, ne ll'avvenire, dctl lato eMnomico-soc iale . 8° La magg io re e più 11til r iniz iatirn pr1'S1l d al Ce ntro ri1.warda la.
IL CE, TRU P S JCBIATRI CO .\ l l LIT.\RE DI
1• RACCOLTA , ECC.
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utili:.:.azionc che può fars i razionalmente , e che il Centro ottiene ogni gi orno, di numerosi militari ipofrt•nastenici, ne n oLici costituzionali, · alcoolis ti cronici, balbuzienti cong,:m ili, epilettoidi impuls ivi, g-raçili mentali con is le roidismo, ecc., che è pl'ccato rimandare in patria, mcnLre possono rendere mollissimo in tanti la,·ori della Zona di Guer ra, dalle retrovie alle trincee (costr uzioni , tras porti , ecc.), od anche nel territo rio nazionale se di classi più anziane. In Zona di Guerra il Centro può ottenere ciò con m aggior faciliti!, giudicandoli inabili alle f. (J. (ed una p rossima mod ifica della Tab. /J del l'elenco sanzione rii tali pro,·,·edime nti che ora s i pren<lono con a utorizzazione d elle Auto1·iLà mobilitate), ed inviandoli ai De positi Cl)nrnlescenza e Tappa perchè li assegnino alle centurfr di lavoranti, d el fronte o d elle retrovie della Z . G. , 0 (s p ecificando ogni volta in relazione al la costituzione fi siopsichica d ei soggetti) aggregandoli a s tabilime nti , magazzin i, carreggi, forni , ospedali , parchi buoi , incette, miniere, larnri s t radal i e montani, ecc.) . La medesima utilizzazione può farsi , c s i fa p ressochè ogn i g iorno, per un'altra categoria di soggetti; degenerati morali , anormali e pilettoidi , pregi udicali , impuls ivi vio lenli su busc neu roti~1. o ctegeneratirn, s imulatori per vicnci di ne urosi convulsive (nonos tante una condanna), o che tornano d a Tribunali di Guerra per semi-infermiLiL, ecc. Anch'essi, anzichè s lare nelle <'arceri (se non idonei alle primf' linl'e, ç ciò essi spesso desiderano e cercano). o non potendosi lasciare in reparli armati dove possono essere di,·ersamenle pericolosi, (oltrcchè danno:,[ per il contagio morale di pen·c,'limenlo), e poichè d'altronde è in- . gius to, ed erroneo, invia rli a casa come sinora largamen te s i è fa.llo, anch 'essi dal Cent ro sono fatti assegnare a vari gen eri di lavoro, od anche dt ser vizio, a seconda dei casi, e, la nect'ssità del loro ritorno al Cen tro - se tornasse ro a p resentare disturbi ner vosi o mentali - toglie loro la volontà d i riprovarsi nell'artificio malizioso, e permangono nel la,·oro cui sono assegnati. I I I. -
Proposte, l'd irlee da attuar<'.
Date queste funzi oni che il Centro gradatamente si è m esso in grado d 1 compiere, per assurgere ad una concezione più ampia ed elevala d ella P s ichiatria quale Medicina Socialp d ell'rs<'rcito, dai molteplici riflessi su lla vita delle g randi collctlività nazionali, le propos te che s i possono far d erivare logicamente riguardano sopratuUo i re71nrti psichin- ' lrici m ilitari del l11rrilorio, la r<'visi()11r> d egli epilettici Nl anomali 1110m/1 , e la loro utili: :.a:.ione pe r la guerra e per la vita sociale in aggiunta a riuella ~he _ora parzial mente può essere attuata nella Z. G., median te le c~ntur1e d1 lavoranti, per quelli che sono alle a rmi o vengono richiamati dal congedo, ed uVYiati al Centro in osser vazione. 0 i Oc_c orre, sopratutto, eh~ in quei Reparti si possano uniformare rrl armom:.=-r.ire le fun:.ioni merlico-frgali con le direttive che il Ce ntro segue _co~ l~nlo vantaggio, dando ad essi anc he quelle prerogative erl esle~ s i~ni d1 funzion i che il Centro ha, ed ha ass un to, sopratutto p~r i mod i dt recuwro, e di lolla conlro 'il rfrgr11erato ed il sim11ln/Or<', ma
:15:!
1L CF::"ITRO PSIC.11 IATRlCO :li I L.lTARF: l)J 1• RM :coLTA, t.:CC.
\·igilando e rl'golando tali atti\·itù in modo che \·i sia armonia di ~etodi. di criteri e di rnlulazioni. J:\é é a c1·tder? che _tuh; a1:mon1zzaz1one di fonzioni e di direlti\'e ntlga soltanto per 11 periodo d1. guerra, chè non sarù meno importante attuarla per il dopo-guerra, d1 fronte ali~ 1:no1·m1: molteplieit~L di pareri medico-ll•ga li elle occorreranno per lanl1 militari realmente ammalati pt!r le cause di guerra, o sopratutto (nd campo ne1·\·oso e mentale) aggrarnli od oc~asionati dall~1 _guer'.·a stessa: o che pretestano di pendenze in eal i, maggiormente d1!11~Jle di concl'lll dollrinari nel campo d el la ps i,'hialria e della neurologia patcJ-fum.:ona le sopra Lu Lto nel la lra 11111utirn . ' 2• Hagioni alte di g ius tizia, morale e sociale, inducono a riatTe1 · mare ancora la ncccs~ila , olln: che ta grandè utililit, duplice: a ) di rithim1wr,·, co ,111• , opru dir·1'l'O, tutti gli CJ)ilelfici, s uddivi dt·ndoli fra la Zona di Guerra e il territorio a seconda le classi di pertinenza, per i molteplici lavori che si svolgono al di fuori delle linee di battaglia, e senza b isogno di inutili osservazioni pre,·cnlive che enormemente affollcrebbern gl i ospedali e porlcrebl.>~ro un inuli! c dis pendio, e g randissimo s preco di energie di ogni Sf)rla; alla prorn del la\·oro J'epilellico psichico lro\·erel.>be s ubito il motivo adeguato per le riforme, il motorio continuerebbe n elle sue mans ioni larnrali\·e dopo il giusto breve periodo di riposo susseguente alle convulsioni: b) richiamare ugualmente i frenastf'nici puri (non cretini o idioti ), i 111•vrotici rifon,wti (isleriri, ps icèlslen ici , sonnambuli, ecc.), e !(li alcoolisti croni ci ed anch'essi assegnarli senz'altro a lavori, od anche a funzioni meno manuali se forniti di istruzione congrna, essendo anche per essi la prorn del la\·oro la migliore osservazione ps icologica, mentre che il fermo concetto di essere comunque mobilitali eserc.iterà certo una g-runde r(' mora s ulle ,tlliludini mi tomani e sulle lcndem.e interessate d ei soggelli stessi, e delle loro famiglie, ed inoltre una favorevole azione educatrice Pssi ne rice\·eranno indubbiamente; e) revisionare e richian1//r1• prt•giwlicati, rtrg<·ncrati, amorali, alcoolisti cronici e quanti altri per anomalif' del caratt1•rc, e presun ta pericolos ifù all'ambiente, furono e sono ancora largamt•nte riformali. Mn una valutazione assai lata del riflesso sociale e di sciplinare d ella loro anomalia costituzionale, mentre ciò (che è un sano e razionale provvedimento in tempo di pace), costituisce nel periodo di guerra una enorme ingiustizia morale e, per la società e per la razza, una gra,·e ra~ion e di nocumento. Ed invece la loro razionale utilizzazione porlerebbt> molte diecine di migliaia di fol'ze muscolari alla nazione ed all'escrci lo slesso al poslo di tanli a!Lri territoria li , o di operai borghesi che a tali lavori' sono adibili necessariamente con gran dis pendio e con lar(Ta sottrazione d1 braccia all'a1nicollura ed alle industrie belliche e civUi. Due o tre classi ~i anzi~ni polr~bbero. in tal modo essere congedate, con grande benefizio_, del.I economia naz10nale e delle famiglie, mentre una grand 13 profilassi sociale ne d eriverebbe con risparmio notevole delle ene1·0-ie economico-sociali che og-~i sono impegnale nella lolla contro J'anom~lo 11 d egenerato e l'alcoolizzalo. '
l L CENTRO P S J Cl! IATRICO .\Il J.IT.\RE 01
J• RACCO LTA, t:et:.
37>:I
Tale utilizzazi one può farsi: a) in centurie di lurnranli a l 1r,, 11t1· (mine , gullcrie. trincee, cain minamenti, forlificuzi oni , ecc. ); . . b) in analoghe centu rie d elle r etrOl'ie e d ellu zona d1 al11,11·11t11::ione d elle armate; e) nel territorio na:ionali.:, per es . per quelli delle classi 1 01890 (boscaioli. scaricatori di porli , e nelle ferrovie, ecc.) ; d ) nei numerosi stabilimenti per il ricupero di armi, buffcllcrie, vestiario, attrezzi m ilitari n,ri , ecc. logorati d all'uso o ù ai combattim enti ; e) nelle miniere di torba, di carbone, di zolfo, di ferro, di min .::ral i rnri per le industrie di gu~na , in opifici, fttbbriche di matlnni, calce, cemento, fil di ferro , per larnri di sboscamenti o di derivazion i di acque, ecc. ); /) per i lav0ri d ei campi a guisa di colonizzazione interna. tanta nelle terre fertili che la g uerra Ila fatto in buona parte cu ,·a re men o. quisnlo nell e incolte o malsane , ove in taluni esperimenti di tal sorta molti operai onesti e sani hanno 1w rd11ta la salute . o Iasci11 ta la vita (111,1laria, anchilostomiasi, ccc .);
Tullo ciò cosLitubce un problema grnn:, che ha un g rande inl.:n.:sse S((' iale e biologico, ollrechè milita re, in quanto sottrae dai pericoli ddla g uerra i meno me rilevoli, con un senso grn\·e d i in~iustizia \·erso il normale, sano cd on esto, che dà il suo sangue e la sua vilu per la pa tria, m entre ad esso la Nazione d eve aflidare i suoi ctc,Hini non solo nel periodo de lla lolla conlro i nemici esterni , ma anche nella cont inuità dt'I lavoro fl.lcondo d el tempo di pace, e per la trns missione di un sempre migl iore patrimonio biologico alla discendenza. Oggidi, invece, la socieli.t sembra quasi ,·oglia salrng uardare da ogni danno e rischio, e ris parmiare eia danni cli ,·ita, tulta questa folla d i anormali; e quando g ià IMnno più facilmen te e più g ravemenle perturbalo le normali f unzioni di vila civile d u rante la guerra, standosene ad oziare cd a fermentare Lristemenle nelle cilli.t (come ci dimostra l'au mento della d elinquenza e d ella recidirn), dopo la g uerra essi in proporzione rappresentano una massa ancora magg-iore, e qui ndi tanto più d annosa, anche per il riflesso morale sconfortante nelle famiglie oneste che perdettero i loro cari . Appunto, dal lato sociale e biologico è enorme il rnnlaggio di pol\'r tog liere dal vivo d elle col lettività tante fal se energ ie, antisociali, tanti viziosi o criminali o dissipatori di ogn i sorta, che m aggiormente fe rmentano nelle epoche di loUa poli tica ed economica come durant e i periodi di guerra, onde più g rani è il pericolo ch e da essi ne verrà dopo la g uerra q uando occorrerà lutto un complesso lavoro di riordinamen to e di ri~ssestnmento, e g li elcmenli fe rmenlescibili d ella società s i agiteranno · ~~ompos tamente, intorbidando la \·ita civile, che ha bisogno di s volgersi m una calma serenitit forte pr r ri tl'sse re la s ua trama ordina ria
3:-,4-
IL CE:-.TRO P :51C III.\Tlll C1) ,111.ll .\Rf: 01
j • RACCOLT:\, ECC .
nel lavo l'o de i commerci e d e lle indus trie, d ei campi o p elle scuole, ondt' risanare le piaghe sanguinanti de lla dura lolla e preparare alle ful11re gen e razioni un migliore avvenire. Questi a nomali d egenerati, esseri antisociali per deviata costituzione neu rops ic hica o per vizios ilit educativ~ e pel' cron ic he intossicazioni in una vita dissipata, m e ntre l11rbano g ravem e nte le funzioni no:-mali de lla vita co llelliva de lle nazioni civili , ed il normal e rilm0 del lavoro feconrlo, a11menlano sempre più la rklinr1m•nza dl!g!i a d u lt i rnme quella d ei minoren ni , e la recidiva c riminale, a ffolla ndo carceri e manicomi , pesando enormèmente su l bilancio d ello Stato per la sisi{f'a lolla n·grcssi,·a <'<m i ro il de lil lo, l'alcoolismo, la pros tituzione; ecc. , d 'altra parte, d a lla loro pe rnic iosa presenza riprod ulliva n e vie ne p:·nfondamc nle inquinata ed a Yoltc anche isterilita, la fonte di robustezza de lla rnzzu, ('d il patr imonio biologico de lla discend e nza, con min accia grnve di una vera .w·fr:,i rm,, r1·gr,·ssiva de!la s pecie. Non vi è altro modo di salvezza sociale c he quella della prevenzione; u nico vero mezzo di d ifesa allo nLanare tali anormali da l \iyo de lla conviH•nza civile, ma coslrin.e-L'ndoli a lavori che s i11no vantaggiosi pe r IR col lell ivitiL men ti'(: l!'i0, 11110 ad essi quale m ezzo educalivo; utilizzarli cioè conven ientemente, pe r esempio nelle lon tane colon ie od in certe regioni nazionali (.çimbiosi sociali' del Lombrn,:o). Già ora, per que lli che si trornno tuttora a lle a rmi , o c he sono si.ali d a poco o sono ogn i giorno richi.amali nelle parzial i r evisioni dei ri fo rmai i, il Centro, quando li ha accolti dal fro nle o dai depositi ove s ubilo manifestano la lo ro avversione alla vita rnilit.a re prima ancora dell 1t 1110bi Iilazinnc - Ii rnohili la scnz'a!l.rc,, facend o! i a ss,,g-nare a lle ccnt urir di lnvoranti del la Zona di Guerra, e la m aggior pa rte in Zona di opc razi nn i, dove possono be ne rsscrc ut il izzati pt'r i complessi servizi d L'I IL' re lrm·ir immediate. e sopratutto nei lavo ri dl'lla prima lint:>a (lr inccc, strade, traspor ti a spalla. costruzioni , ecc.) . - Invece oggi a tali la,·or i e scn-izi sono a dibite molle mig li;_;ia di t.r rri toria li e di presidiari, od anche di n11cr a i borghesi, che più utilmente possono esser e 11ssr1rnali agl i s lahil imenli industriali, od ai lavori d ei campi vicino ali <> lo ro fa mig lie ; e ciò pot.rebhe forse anche permrttere il congedamento di 1111 paio di classi più anziane , con !lra ndc utilità clell'economia n azion ale . Ques ta ulil 1zzazione d egli anomalì e degenerati rlevo però essèr e ~rande m ente estesa, venendosi r osì ad 1111a s pecie di r11ohilita:ionP cioile militrai:;zala :
Essa, cosi iniziata duranti, la g110rni , e con faci li tit di attuazione se tutti i r e parti ps ichiatrici milita ri ciel territo rio potranno seguire il lodevole audace esempio del Cen tro - polrit ed avriL certa m ente un enorm e vantaggio n e l dopo g11er ra, perchè avrà automaticam enLc selezionai~ d11lla v_illl ciYile una !?ran r,a:·te rlegli nnomali ÒL'!!L' ne rati, avvida la rigenerazione de l suolo nazionale con una rnzitH!itle colonizzazionè interna, cd inizialo bene lo sfr uttam en to ar.r1·irol0 cli tante re.e-inni li-
IL Cl::NTRO PSlCIIIATRICll .\111.lTARE Ili
1• RACCOLTA, t;cc.
bic he - grave problema del dopo g uerra c he da oggi , cosi, può b~n t::s!'.ere avviato ad una razionale soluzione prntica, con grande ~antagg10 deot1a economia nazionale, della Yila sociale e dello slesso destmo de lla razza. Ques le nume rose centu rie, cosi co:sliluile è mobilitale al lavoro, colonizzeranno largamente il nostro paese, cd a priranno lanle nuo\'e vie alla vihi. civile con la larga ,·iabilitit , con il razionale regime delle acque e d ei monti e dei boschi, ed il risanamento d elle paludi. I soggelli incrnTt'gibil i, più g raveme nt e dege ne rali , pen ·icaci e caparbi nel malfare e sordi ad ogni azione educali va o ps icott>rapica ,, poi.ranno essere fiu d11 ora inviali in Libia, in colo11i1• 1uilitari, a 1rnisa di quelle c he i romani fo rnwvano alle fronti e re clcll"impero per la d ifesa cont,·o i barbari, o d i q11elle e h(• rn11µ. n1fi cc111H' nlc lrnnno civiliziut o l'Australia e la Nuova ZC'landa, dando ad essi appezzamenti di te rre no al confine delle Colo nie con s trumenti di lavoro, ccl a r mi pe r la dife,;a dag li indigeni, e noi s are mo s ic uri c he essi sapran no bene ado pe rare le loro ene rg ie ético-primilivc , ed impulsivo-violent e, che li rendono selvaggi nell,L sociclù ci\"ile, ma tanlo me~lio arlal,li ag li ambienti meno e voluti , nella d ura aspra lolla contro le difficoU:1 na turali , ma in un regime di piir ampia li be rtà collettiva c he ne mozza le r eallivilà ostili , incapaci di adattarsi alle com p lesse non ne di 1·om·ive nza civile! Questo imporlantissimo prohlema d el dopo g uerra ac(Juis ta ancora maggiore inlcrcsse se lo s i cons ide ri in rnppor to : a) alla migliore 11li· lizzazione la,·orativa d ei minorali nerrns i, funzionali ed organici, di guerra, e minorati ps ichici da eventi di servizio; b ) alla e migrazione, che è iwrPssilit imprescindibile limilare, anche perc hé con tante ene rg ie muscolari e intellettuali si possano 1111\rlin valorizzare le molle terre cl"llulia, sopratutto nei t re massimi probl emi dell'economia nazionale, c he sono: la bonifica ag-raria, la s is temazione montana, e la via bili là (strade, fiumi e canali ). Lo s frullamcnl o lavorati,·o sin da ora, in colon izzazione inte rna o c·sterna (l ibicn, e ritrea, ccc.), cosliluire hbe un g rande inizio alle opere del prossimo a n e nire; nelle terre ad incipie nte n1lorizzazione (con le inrlus trie airric'lle correlnti,·e), o negli allri larnri montani e s tradali iniziati con questo materia le umano, facilmente s i potranno far accorrere miglia ia di lavoralon, soprnlutto provenienti d<1gli eroici solda ti smobil1lali, allratLi specialmente dal rlono d ella proprietà o della cointe ressenza ag raria, ecc.; e) se, con la s mob ilitazione, molti d ei nevrotici, e pilcll ic i, i pofre nas tenici. alcoolis Li. ecc. torn eranno alle loro case, probabilmente non poch i potranno - inYece essere attratLi a rimane1·vi dalle favorevoli condizioni di vita e di lavoro; m a certa men te vi s i possono obbligarr, e b ene utilizzare tanto i pregiudicali e gli alcoolis ti cr.:mici, quanto molta parte dei condannali annu i, sopratutto per i la,·ori più d uri, o più pericolos i, o più malsani, oll~ne_n~o così anc_he l'imme nso beneficio di un rendimenlo di energie sociuli tn luogo d1 quello s pe rpe ro, per g i11n Ln en0r mc mente costoso c.he oi::g idì si h a per la ,· nlo:;salfl lolla quotidianq, e purtroppo profilat'. t'. cumente vana, contro il vizio e il rlelillo in tutte le loro forme. contro l anomalo rd i I degeneralo! Zo na di !WC'rrn , dicrmbr~ IO! ~.
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L'opera svolta in Francia dal nucleo chirurgico N. l per il prof. ~lcola Leotta, maggiore medico. direttore.
Il n ucleo chirurgico, che d o po raz ione srnlta duran te l'offen s irn a uslriaca d e l g iug no 1918, ern r ientralo n e lla s ua sed e, fu inYilaLo il 15 otLobre a raggiunge re il corpo di s pedizioni:- italiano opera nte in F rancia . Quì fu d est inalo, dalla d irezione di sanil:'.l d ella base italiana, a Mesgrigny, ove, o:; pilal i ne lla grand e ambulan za fran ce::;e X/Xl, e rano i nos tri due ospedali d 3 campo 033 e 0 174. A.I nuc leo vè niva assegnalo, dal d i-. reUore di sanitù, il Jc1,·o ro c h irnr~ico di map,g io re importanza d i lutti e due g li ospedal i italiani , cert arnPnl~ più cospicuo presso il 033, d esii· 11<Llo a prefercnzu pe r i fe r iti d e l nostro 2" Cor po d'armata, c he in C1JUell'e poca cornbc.tlenL valorosamL·nle , con no tevo li . Per dile e quindi con g r an nume n ; di fe riti . Ques ti furono da no i trallali lulli s is te malirnmente in base allo s tesso principio giiL adollato dal nu<:lco a nc he durante la battaglia d el Pia,·e del g iugno scorso (\ ·ed i Giornrlle di m,·dicina militar!J I918, fase . Vll, pag. 549), cioè il principio d e l ITO/tm,1,·1110 chinagito d,finitfro, i111111!·11iatarncnl e apf)licato .
Per ,c:iasC'un ferito, quindi, Ye ni,·a a compier s i un utlo operativo . a s portando o lt.re al p roiettile, se rilc11 ulo, lullo ciò t:he di eslraneo, e q11indi di s ud icio, I)Olesse Lrornrsi ne lla fer ita: brande lli d i tessuto, d 1 c uoio, di CHr tone, coaguli sang uign i. cape lli, framm enti ossei libe r i , ccc .; rècen lanclc, i tes~11 ti m o lli , mer cè l'escissio ne d i lutta la zona ci rc0,s lanlc contusa , ecchimo tica e q uas i s itlll'ame nle infc lta; regolarizzand" g li est,·cmi os»(li di fraU1 1ra , se questa coesisteva. Quindi la fer ita, che ,·eniva così Lras formaLa in una lesione di continuo a s u1,t;r lki ben n tali , era generalmente r iun ila 1u·r primrnn, in m aniera com pleta ù incomple ta, lasciando in questo secondo caso un drenaggelto rii f_:'a rza, c he ve n i va po i r i1110:;so d opo o re . Se coesisteva frallura ossea, q 11 esla, che da esposta, d o po la s utura, ,·eniYa a trovars i nelle co nd izioni di u na frattu ra chiusa, Yen iva riclolla ed irnmobili;;,;zala m e rcè 1m apparecchio gc,;::,alo, che gene ra l me nte era applicalo s ubilo e fcneslr a lo in con1s pondenza d e lla lc~ion e, a l d o ppio scopo d i po ter facilmen te d o mi na re questa, nel ca so d i co mplicazio n i. e di r im 110Yerc i punti di s utu ra a l 7" l{io rnn. Ne i casi d11hhi , s i fa~Ha, s 11bilo d opo l'al to ope rativo u na in1rT'IObilizzvzio ne tc·mpor anea, per applicare l'apparecch io ges,:alo dopo t1·e i:rio rni o q uattr o, quando ogni te m ihil(• complicazio,w su ppuralin1 era scon !:!·i11rala. il Hramente occorse d i don•r lascia,-;e ampiaml'n le a p1;,rte le fe rile per s ul1 1nirl c scconda riaméntc. Nella grandissima maµ-gioranza d ei cas i ;:i potò a p p lic:arc cd nll cn e r·e la perfl.'lla r iun ione 7J1·r vrimam, sia nelle fc• r ite c1t,11c pa rli m o ll i, c he nell P fratt u re r s po;:tc e n Pl le fe r ite a rticola ri.
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L 'OPERA SVOLTA IN fRANCI.\ D.\L N t:c u :o CILIRCRG I C(l i\.
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Tutto ciò senza il co nforto rii alcun esame bulle riolùgico, elle è certamen te utile e p 11ò dare una map:~·io n l sicurezza al d1iruq.rn, nel m omento in cui deve g iudi l'. are la riunione di pr ima inte nzione o la riunione second a r ia di una fe rita di g ue rra , ma c he in pratica è perfeltamenlc inutile. In pr atica, snec ie lit do \·e la g rande a ffluenza de i fe rit , richiede il massimo di s pedite7.za clL'l c llirnrgo, questi può e d eve infOl'marsi al concetto così bene schemat izza to d a Alcssandri (Gionw/1• r/1 medicina militare, 1918, fase. \' I Il , pag . 650), cioè : « c he in base a l le ri cerc he giit fatte ormai a cquis ite, ,1 wiori possiamo presume re, se la fe rita t' recente e se l'inte rve nto è st.ito completo, e lle non 0s is luno ~ermi e la riunione s i possa compiel'e J>(' f' prima"· I nsomma è srmpre il c ri · te rio clinico che rle ve frnidare il chi r urgo n ella s ua ope ra, c he r ilrnr rà conforto dall'esam e ballc rio logirn .-;enza sen Lirio i nd ispensabi le. Ed in · falli i m agnifici ris ultati ollenuli con la s is le mali<'a ri11nione v er vr.i"wm. s ia ne l pe r iodo de ll'o fre ns i,·a aus t r iaca de l g iugno sco rso, s ul Piave : s ia adesso in Franc ia, s i sono arnti senza mai ricor rere all'esa· me batteriologico. Ne ll'ambulanza X/Xl pote vo dis porn: di un sen·izio batteriologico perfetto, com e ho polulo cons tata re Lt1tlc le volle c lic mi è occor so, mai però pe r decide re la ri11nione di una fe rita, sia di prima inte nzione, s ia secondaria. Quanlo a servizi radiologici, furono utilizzali ; con g-rn nde soddisfazione nostra, quelli francesi, ed abbiamo t rovalo sem pre esatte le indicazioni fo rniteci dal radiologo de ll'ambulanza X/XI, cosiC'chè mai è fallita la ricer ca d i un proie t.Lile. I ris ultali ottenuti, dunque , se no stati oUimi da tutti i punti di ,·is ta; fra que lli eccellentissimi, o ttenuti me rcè la ri unione v er 7Jrimr,m , mi piace r icordare quelli avuti nelle fratture espos te e ne lle fe rite al'li· cola ri e s pecialme nte del g inocch io, in c ui abb iamo più volle prat icata la cosi detta " /r, 1iara1omia articulr1rr ", ron sezione anche d 0i kgam l'nti crociati, seguita da s11tura completa dei legam enti, d ella caps u la articolare e dei tegumenti e g-uarip:ione pe rfe tta cli prima inte nzione , con Yan laggio pe r i r elativi in fl• r·mi , il cui a llo valore pt,i) solo bene apprezzare c hi conosce la g raYil:t de l le in fe1,ion i de l g inocc hio. E notisi che io, incoraggialo dalla esperie nza a cq uis ita , ho praticato la riunione d i prima inlt' nzione, cosi nelle fe rite d elle parti mol li, come ne lle fra llure es nosLe e ne lle fe r ite a r ticolari , non solo nel le fL'ritl' r ecenti, c ioè n elle prime 21, on:,, ma anche do po l1S e 72 o re - a patto che fossero vergini di altro lrntlame nto c liirnrg icn - poichè in Francia, no n avend o potuto l'am b ulanza seguire da pre;:so le tn1ppe in avanzala, l'arr ivo de i feriti e ra spesso assai rita rda to. Dietro richiesta falla m i dal ;:iz . cnlonnollo m edico d ircllor e d ell'amb1:h1nza fran r.ese, ne i m omen t i i;1 r1 1i non attiuivano fe riti italiani . 111~ ne alrl11 iva no molti france,::i, il 1111clc:o chirurg ico è slato lie to d i prc· s tare col lo-s tesso ze lo ed afft>tln. la s 11a opera ai feriti fran cesi, sui (p 1uli la s tessa tecnica ha dato g-li s tes,:;i splendidi r is ultali. L'arrnislizin col la Germa nia se/!nÒ, l '11 noYembre, la fì ne de l' n ost rn lavoro, po ichè venne a cessare la a ffl uenza di n110,·i fe riti , m entr e riue lli g ià operati, che man mano - dopo rimn,.;,.;i i p11n ti di s11t 1ira - 11:runo
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stati e contin tmvano ad essere a vviali in llalia, in via di g uarigione, dopo pochi giorni ve nne ro ad essere lul.Li sgombrali. li nucleo c hirurg ico, comp iuta la s11a missione, lasciò la Francia il 25 no\·emb re per rie ntrare in sede, donde io sento il dove re di rin!,; raziare, pe r la pre murosa accogliE:nw avuta, i direllori d ei due ospedali 033 e O1711. E nel mormm lo in cui, pe r la g loriosa fin e della nostra gu erra, il nucleo c ltirurg ico n . 1 si scioglie de finitivam ente, voglio esprimere i sentime nti d el mio animo grato a tut ti i suo i componenti , ottimi miei collaboratori: al ca1: ilan o medico Salvatore ~forino, di c ui ho potuto sem• p re amrnin1rr: la grande valentia c hirur i::ica, al capitano medico Raffaele Bran cali , d elle cui altissime doti sono anti co estima tore, ed al tenen te medico Ennio Grossi, tanto modesto quanto intelligente. Da parte mirt 10 1·ep11lo s ia s tato onurt> mio g rnndissimo quello di a ver contribuilo cnlla mia ope ra a ll'attività dei nuclei chirurg ici , che cosi alti servizi hanno re,;o all'Eser·cito , nei momenti piìr g ravi e più diffi cili Pt'r J'as,;is!l·nza san ita r ia dii esso, por tando ai fè riti !"assistenza. c hirurg-iea irnnll'dia ta e cnmplela nei pC'riodi di massima afflue nza .
Lesioni del naso e dei seni annessi in rapporto alla loro funzione e alla C01mesi della fa[Cia
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per il prof. Gugliel mo llilancionl, maggiore medico.
Il mutilalo della faccia non cosli l11isrC' soltanto un individuo d ive, nulo brullo, s pesso rip11gnanle e che ha perduto la caratteristica della sua pe rsona - pe r cui ogni uomo s i d is ting ue dall 'altro, - ma anche pe r le profonde ll'sioni del naso, d egli occhi, d ella bocca, del le grnt:1.ce , d ei ne rvi c ranici prossimiori -- lesioni ch e ostacola no o imped i:;--.ono le principali funzi oni della vita animale e di relazione - deve gi·.1dicars i un valore sociale nul lo, pass i\·o, meri tevole della as,;is le m :1 più assidua. Anzitutto il laLo cosmetico ci d eve preoccupa re, pe rchè trn ttandosi del viso, non è in giuoco un'estetica a così rtirc « di lusso», ma d i una necessità pe r l'armonia di un individuo sano, completo, uom o fra ·.11)mini. A pro posito del naso il T ag-liac0zzi disse " inest nL'Scio (]uid aug ur,l•1m et rcgium" e Leonarrto da Vinci , consapevole di quella nocessità, 1n sis tè nel s uo T r<tllato della v illmrt s u talP. argomento , poichè 1• le bellezze d ei vis i .. . in na tu ra ma i s i trova essere replicate ... ». ( 1} Rèlai' ÌOnc al Con\"C'~nù i'\a 1..io 11;. Jc lH:r r .-.~~is ten za agU in\·alidi <li ~uc rr:1 , )lilrtno , 16-1<) dk·t:ml,rt> HJJ~. l :ra n p:tf1C Ll('} nrntC'rinl e fol o~rnl~ .,:o e radic,grnfil'rt rd:H iYn a q u c.) !"--l n ar~om t'nt , fu do,·nto :11 1 h:t11dq11:'\rc dnr:rnlC': 1c dolo rose s:ri,,rn:ite dell 'uth>ltrC' 1,, 1;. Ak 1111c i lh1Hra1.io ni ~0110 tutta \la u d mio U c nrlico ,1to rlittico ,·iguardnn lt• i 111ilitari /1.·1iti o a m ma lali dt"i!t.' nl1 dt1 /1"11,:osto 1.. 1., 11 lrr/lo il di,~ml>re 1916 (Atti clc-ll a Clin ie;i ,,t ori n o l:ir. d e lla R . l: ni \"~rslt:t d i Romn . JCJ 15-1 6} e nf'J la,·nro ( ·u a11n u di 01,,riuolu,h1.:,:c.1idtri,1 in : ,Hur di g ur rra {id. 19 1~).
LESfONL DEL NASI) E DEI SENI ANNESS I, ECC.
Le ferite d ella faccia han uo per conseguenza le più g ravi def,}r n ,azioni del viso. e ollre ·esser e talora pericolose- pe r la vita, lascian,J e f-
fetti che anche dal punlo cli ,·isla d ell'in tegrilh morale dell'ind iv iduo sono della più alta importanza. Il m11ti lato di u11·arlo - s pecie ton i progressi odierni del l'ortoped ia , de i trapianti, d ei metodi .:'.in JTMtici del Vanghetti, ecc. - è meno gi·avemenle offeso di un mu til ato di par te della faccia, per le deformità chP ne d erivanG. Qui è pr-oµriam ente lesa o -perduta con re parvenze del volto in cu i t raluce in forma espressiva un particolare aspetto della vita interior~ di ognuno, la qualità e la dign ità dell'individuo, la s ua personali lh. La in tcgrilù fisionomica è pi ù slrellamenle collegata con l'integrità psichica di un uomo, in q uan to ciascun uomo s i forma un concetto in tuitivo estetico della propria per sona, che è parte integrante del s uo io . Una tale ir.t.uizione d ella propria fi sionomia (cror-dinario improntata a un sentimento a r tistico soddisfacente del proprio essere, onde l'uomo - e ancor più la donn a - si s t.11dia di apparire più bell o e allraen le di quello che real mente è) ha profonde radici in falli biologici diffus i nel regno animale, che h11.nno avuto per indagator i Da r win, Romanes, Lau de r-Lyndsa y ...
Un uomo gravemente de forma lo a lla faccia muta di carattere, diviene d epresso, triste, si isola, pvrchè sente la ripugnurna degli altri e s i fa irritabile. invidioso, cat.tiv-:,. Queste sono verità così patenti che farei torto all'acume di quanti dovranno prcvverlPrc a questi i1,frli ci, insislt ndo a ncorn s u di esse. Le ferite della fa ccia sono state mollo frequenti. Non abbiamo ancora d elle s talisti che severe ed estese a s 11ffice nza per potere tradurn in cifre i dali dell'altrui e della nostra esperienza, ma confrontando 11 capil.Plo relativo a queste ferite n ei vecchi LraLtali di chirurg ia castrense con gli effetti della guerra odierna, si ved e come la m è$Se d ei nost ri fe. riti è, purtroppo, infinitamente maggiore. Secondo Prudhomme, clic ha s tudiato le ferite mascello-facciali di g uerra, nel primo periodo dell'attuale confli tto - cioè durante i primi tre mesi circa - la proporzione di tali ferite in rapporLo a quelle cieli~ altre pari.i d el corpo è sta ia soltanto d el 4 ,2 %. V oi , quando la g11erra di movimento fu sostituita rlaila guerra di t rincea, (1uesta proporzione crebbe progressivamente sino a ragf{iungere il 9,7 'X,; e fìnalm ente, d opo adottato l'elmetto da t rincea, essa è discesa sino a ridursi a circa il 5,80 ?~. Nella g uerra di trincea i coml.JattenLi dell e due parti s i trovano molto vicini gli_ uni altri allri (15-20 rn. di distanza, talora); quindi più gr:i.v i le fer iLe, per bombe a mano, ecc. La g rande varielit di proiettili usati in quesLa forma di guerra ha pu re reso di maggior g ravità deUe ferite. P er ,·entura i metodi terapeutici e di restauro sono di molto progre diti , affinati e con garanzie di successo: basta a t.estimoniarlo and 1e un rapido confronto tra quanto oggi è divenuto di pratica com une e g li inseg namenti elle il Dupuytren d ava n el suo Trailé théoriquc 1•1 prMique des blr-ssures var armrs de gu,•rre, pubblicalo nel 1834.
LF.S IONT DEL NASO E DEI S ENI ANNESSI, ECC.
Sebbene le lesioni della faccia e specialmente del naso e d ei seni annessi, siano sovente comp]e,,se, pure dobbiamo cercare di classificarle, non per ~ erile amore di una divisione tassinomica (la quale ha p11re un cp1alche rn lore n el fac ilitare lo studio di riueste lesioni), ma p erchè ciò ha importanza nella loro cura. I n queste mutilazioni , soprntutto se eslese, se da un lato l'opero d e l c hirurgo è agevolo.La dalla buona irrorazione d e i tc~suti della faccia, dalla p1Esenza di ricchi plessi nervosi, fattori che assicurano un buon trofismo delle parti, dalla scorrevolezza ed elas ticità del tessuto d ei tegumenti - dall'allro è resa difficile dalla presenza di orifici e cavità naturali, abituale sede di numerosis3imi germi , bara li e patogeni in date condizion i. Prima cura sarit dunque di provvedére al d renaggio dei secreti s ubito infetti. Le ferite del naso in questa guerra furono in generale consecutive a colpi d'a rma da fuoco , pallottole di fucile o di shropnrl , più spesso da scoppio di g ranala. Dobbiamo dis ting uere: 1° Lesioni del la radice e della pilrle mecJia del naso ; 2" Le;:;ioni d el le ali dt:l nuso ; 3° Lesion i del la pun La d el naso (lobulo, setto e sotto-setto). Tale dis tinzione ha de lle n0tevoli ripercussioni nella pratica, poichè le lesioni de!la base sono più facili a c.ol mare che non quelle della punta; quelle delle ali del naso più a3evoli cii quelle del lobulo, che sono fra le più ardue. Talora è stata asportala soltanto una parte d,~l naso; talora - e più spesso - il proiet lik' ha aLlravl.!rsato lu faccia da un solco naso-1:{en ieno o da una rossa canina all'altra. In altri ccJsi la direzione del proiettile è obliqua e d opo avere leso un seno mascellare è uscilo dal naso, d eterminando lesioni variè, sia distrng-p:endo lo scheletro del n aso con d eiscenza d ei tegumenti; oppure lu punla del naso si trova separala d alla base, lasciando b eanti l e due cavi lit delle fosse nasali; oppure - e c iò so1watut.lo se il proiettile e ra doluto di g rande veloc.:ilil- può attraversare il no.so da parte a parte con un minuscolo orificio d"entrata in corris pondenza di una delle guance e un fnram e d 'uscila dal naso, rup1dameni e cicatrizzalo, ma con distruzione d elle porzion i ossee del suo scheletro, lasciando de formità esterne e lesioni interne estese (deviazione del setto, disarticolazione d ei ttnbinali , dis truzione dcllC; ossa proprie del naso). In un altro nos tro caso il proietti le è penetrato dal palato, s ubilo die tro l'areala d entaria ed è uscilo presso la g labella, demolendo la radi c~ d el naso. l n tutte le lesioni rlel naso non ciobhiamo mai perdere di vista queste l esion i interne ; esse portano fata lmente entro breve tempo a ostruzione d efìnitiYa rlclle fosse nasali per ad erenze d elle parti fratturate e sleno~i ciratr izial i, che sarà poi difficile guari re e la cui im110rtanza è capitale d al p11nlo di Yis ta della principale funzion e d el n aso, la respi-
LESIONI DEL N.~so f; OEl S ENI ANNESS I , ECC.
3tit
raloria. Ricordo il caso di Scipio ::i lalaper, poi mo rto sul .mo c,u.~o con· teso, il quale fu una prin1u volta fPrito d,L una pall otlola elle entrò sopra la fossa canina di un Iulo ed usci dal punto simmetrico del lato op. posto, attrave1sando il naso ; fala ìmcn le le fosse nasali, alla . g11arig io11c della lieve ferita esterna alla quah:: soltanto s i era alleso , erano occl'.1se. Sarebbe facile evita r ciò meUendo sin dall'inizio, dalla prima medicatura, un tampone di garza o un drnnuggio in ogni fossa nasale, lamponi che resteranno bene a posto se il loro caì ibro è approprialo. Si possono anche usa re i tamvoni sali noirl, detti a,11t>ricani, di garza compressa. L'apr licazione d i due drenaggi rigidi a s ufficenza ha inollre il vantaggio di mantenere le porzioni fratturale d.:;I naso, così da portare un consolidamento secondo l'asse regolare d elle fosse nasali. Più tardi, in t11tte le rrstaurazioni pla;;Liche esterne, d ovremo lenere a ris tabilire una buona funzione nasale : un naso rifall,l dal punto di vista estetico val e sopratu lto per la buona respirazinne data al sii[!1tello. Questo ridiviene atto pienamente o no, id01H'O o no a tulle le fat iche, a seconda che - col nostro in tervento - ha potuto ricnperare o, meno una buoni'. respirazione nasale. Nelle frsion i della wirtt' media riel naso: a ) si ha sovente dis truzione completa d ella buse dell'or;;ano; le ossa proprie sono slalr as portale con la parte anteriore osleo-carlil aginea del setto, le fc,sse na,;ali sono beanti e non hu11no tendenza a rirnprirsi di pelle neoformala. L'auvent nasale, sebbene intallo, è alli ra lo rapi damente in alto dal processo di cicatrizzazione, g ira s u sè s tesso e s'apre direttamente in avanti e in alto, devia più o meno dalla s ua orientazione per briglie cicatriziali che attirano verso l'a lto una delle narici ,i d anno d cll'a!Lra. Sebbene in apparenza largamente aperte, le fosse nasali sono oslrnite in profondiliL, per l'angolo che hanno s uli'ilo e per sinechie profonde . Dopo liberazione e ubbassamenlo d ell 'u11P11nt nasale, che si rimette in posizione normale, ricostruiremo la parlt· s uperiore del naso con un lembo frontale nel quale s'è incluso, alcune sellimane avanti , u n innesto cartilagineo. In una p rima seduta si mette in poslo, sotto la cute della fronte un Pezzo cartilagi neo preso. dalla 7.3• costa. Con la pinza a denti e un bistu ri a lunga lama fine e strette: si taglia una lamina di cartilagine che si assottiglia verso l'estremo che deve porsi verso il loi:'ulo d el n aso. Si include sollo la pelle in direzione parallela a una delle sopracciglia, 2-3 cm. in sopra, con un'incisione obl ifjua in alto e in fuori, che di,-egna il margine inferiore del lembo frontale r iparatore . S i libera il cellulare sottocutaneo, per prepai:are all'innes to un1. vera loggia nella quale si troverà incluso, affinchè in seguilo sia isolato dalla cavità nasale. in modo che non tenda ad essere eliminalo. · Il lembo frontale avrà il maggior diametro presso che orizzontale ; la torsione d el peduncolo, n el metterlo in posto, non sarà cosi ch e di circa 50° e per la s ua buona vitali là val meglio che la rotazione sia ridotta al minimum.
LES IONI DEL NASO E DE I :::ENI .\NNESS I , J::CC.
Ino ltre le cirnlrici de l lèmbo cutaneo ironlale $aran no me no \·is i1..>ili se orizzontali, confondendosi con le rug he de lla fronte. L:n mese o 40 g io rni dopo, secondo internmlo; con dissezione acc11rnla s i dis tacca e s i abl.mssa l'aw,ent na$alc in gu isa che guardi di rei lame nte in basso, come 111'1 normale . Col b b luri o con una pinza cm. port,·-]Jièrt' s·incidon{, l:1lt.e lfl s in Pchie e aderenze interne, restituendo alle fosse nasa li il loro calibro normale. li contorno de lla breccia nasa le è r avvi\·alo e la cute d elle pa rti laterali è m obilizzala con stacca-periostio s ino a 2-3 cm. lal eralnrnn te. I le mbi di cul::i c he rico prono il na~v sono spogliali d ella loro e pide rmide , in modo da offrire una s 11 perfice cruenlala. Dal lfi to d el lobulo n11sale o de l s uo reliquato, s i prepara, co n una s pecie di sdoppiamento, la loggia in c ui deve Yen ire a pors i restn'mo infe rio re as:=olligliato dell'innL"slo ca rlila~in eo . Il lembo fronta le ~ari1 lag-liulo di fo rma e dimensio ni appropriale alla perdila di soslanza da riempire . Dopo aYe rlo fa!Lo g irare s ul s uo pcd11nco lo, ci s i assicura c he cada s u b11ona sede e che l'innesto cor ris ponda a lla f11lura c rl'slu nasal0. In seguito è necessa ria la sez ill11e del pedun colo del le mbo frontale e alcuni ritocchi l'Stetici; talora sarit utile (Jualc lto iniezio ne sottor11tane:a di parnfli na. Quando la vndita ili sus/1111 :.11 è m,,/10 1·.~l t'S/1 e in is pecie quan.::o 10 lesioni s i cster.dono verso la punta, il duro a ssert o d el Denonvi llie rs elle " il chirurgo non fa che snsl1Luire una defo rmilù ridicola a una deformità ri bullanle ", s i verifica ne lla maggio r pa rte dei casi, poic hè anche quando si s ia r iusciti a chi 11de re una larga uper tun:1 in m ezzo al la faccia e a dare rilie vo al naso formalo, si polri, parlare di esito "chi rurgico" buono, in paragone alla ddormi lit primitiva, ma non r igua rdo a un naso naturale. Ad ogni modo q11i è nece;;sa rio 1111 frn,.b(·rw douh/11rc. Si traccia un'inci sione a V rovl'scialo . la cui punta corr is ponde alto spazio in k!rsoprariliare. La cule di Lutto · il crrnt0rno d cll'orificio è dis· secala in g uis a da potere essere ripo rtata s ulla lin ea mediana. Cos ì p11r e la parte s upe riore rie l /\ è ahbatl11la in basso. Q11('Sti Lre le mbi s uturali marg ine a marg ine giungono a ost ruire t11l.ta la bn;tc ia delle fosse nasali. Questo piano profondo forma 1111 primo piano con Id faC'Gia c utanea all'interno, sulla riualE: sarii ar,pl i<'uto 11 le mbo frontale , con cartilagine , con la faccia cu tanea al l\•sterno ; b) quandr, il doi·so del na~o è s emplicemente appiattito e scavalo senza sr.luzi one di conti nuo dPlla pelle s i presentan o d iverse poss ibilità: a la pe lle c he r icopre il na$O è di buona quali là e basta, per otlMe re il ris ultal o esl<:lico, fa r scivolare una cartilagine costale appropriata sotto la cule scollala in preced enza; ~ vi sono tessuti cicatriziali che rendono la cute fr iabile e ines tensibile; invece di tenta,·c d 'include re una carlilug in e che risch ie rebbe di e limina rs i. val m eglio allora dclihE:ratamenle sacrifirare ques ta cule inadalla s ino a l limite d ei tessuti s ani, r ecenlam c il cont o rno e r irorrcrc ancora a l lembo frontale con ca rtilagine inclusa .
LESIONI DEL N.\ :SO ~; liti SENI ANNESS I , ECt:.
Le lesioni che intaccano la piram ide nasale possono essere limitate alle ali del naso o interessare la vuntu, il setto, il sotto-srtto. La ricostruzione di una del le ali del naso è, in generale, còmpito semplice. Sono stati pro1)osti vari metodi, ma dobbiamo usare solo quelli che dilnno d efinitirnmente vna su pe rficc cutanea al contorno interno della narice, senza mai lasc iarJ una faccia cruentata all'interno, che porta fatalmente alla re trazione cicatriziale , ad aderenze ostruenti la narice. Dobbiamo sempre ricorda re elle le ali dd naso r ifalle a s pese dei lembi presi dalle reg ion i ·vicin<· hanno tende nza a sollevars i e che sovente a un risu ltato eccelle nte in primo l.cmpo non corri,:ponde che un risultato medioc re di poi. Se la perdila di sostanza è piccola e non intcniss,t che il marg ine libero della na rice s i può ricorre r..' a un'incis ione profonda a Y ro,·esciat.o, che s i s utura secondo l'Y, portando così a un abbassamento e,·idente d el margine libe ro d ella narice. Il 1nctorlo di Dtnonv illfrrs (ricostruzione dell'ala d el naso con un lembo cutaneo-nasale ) è stato utilizzalo con successo in molli casi di pe rdita di sostanza profonda d el margine libern della nar ice, uni o bilaterale, a p,,lto - a evi ta re ogni 1·t'lrnzione cicatriziale - di abbassare la totalità d el margine li bero ckll,1 n1tricc e non sollanto la pelle. Inoltre, nel caso di lesi11ni esle;;e , non dovre mo fa'r risali re mollo in alto il quadilatero che, abba!3sal•), scn iril a ricostruire l'ala del naso e la nostra incisione superiore orizzontale s ia a I c m. a l d: sotto ddl'ilngolo del l'occhio. Per evita re La t razione in ruori e l'ar,piaLlimenlo dell 'apice nasale, specie quando le lf'sioni sono hilalc: rali , prolunghiamo lo sc,)\larnento molto verso la g uancia . Liberiamo il lalo eslcrno del lembo con un'incisione obliqua late rale di 1/2 cm. , fatta a fondo sino alla guanc ia . Ma nelle lrsir,ni esl!'sc delle ali, il processo per abbassamento è insufficenle; dobbiamo ricorrere al m etodo dl'i lcnd1i juyrtli doppi: 1° o s i può utilizzare la cute della base del naso, che s i a bbassa con la s tessa incis ione precedente, tracciando un g rande lemb0 qtrndrilatero a peduncolo esterno e s i doppia profondamente questo lembo con un altro tolto alla guancia e c he si volla con la faccia cutanea in dentro; 2' se il rivestimento cutaneo d el dorso del naso è insufficente o ir.utilizzabile, si ricorrerà a un lembo a peduncolo s uperiore, tolto dalla Pelle dell'ala opposta o dalla rc;ione vicina d ella guancia. S'inte nde facilmente la tecnica da usare quando le lesion i rlcllP ali <lel naso sono bilaterali, tanto più ch e s i tratta a nche allora del la ricostruzione della punta del naso. Le lesioni della 7umta rfrl naso sono le più difticili a correg~J re: se sono estese si accompag-nano a lesione del setlo cartilag-ineo o :.rnche osseo, del sollo-sello e anche so\'enle delle ali del naso. Allorchè è in/aerato solo il l.olntlo s i può correggere questa dl)formazione con un semplice abbassamento della restante porzione d ella p11n-
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l.ES IONI DEL NASU E DEI S E:'\I A;>iNE:351, ECC.
la, col 111N odo di Rouge. Ma que:;la ll'sione i:-olala è rara pe r fe rite di g uerra, chè le parti vicine sono sempre tnwma tizzaf c. Se il setto è dis lrnfto n ella s ua parie antt:riore, si può rifa r·e la cres ta nasale utilizz.ando la porzione dl·I !-t' llo nasale s ituala in d ietro; il 1ur,dus ag('ndi sa rù vario, secondo l'e,;te ns ione e la sede. della por zione mancante. Sebileau e Caboche più \'Olle hunno scrillo in propo!-ito, po nendo come capisaldi due atti in cui si compendia l'intervento: la crea · zione di una cresta nasale e d1 un sollo-sello, applicando p oi su questo sos lcgno un r ivestime nto cutaneo, preso d alle g1ranct: . l "na distruzione limitala d ella porzione a n tcro-supcriore della cartilagin e del sctlb san\ rcllificala con u1 1a semplice incisione obli qua del sello e s uturala alla base d ella restante porzione d el soUo-sclto. Se le lesioni sono più esles(.;, si tag lierà nel sello una s pecie di lembo t ria ngolare la cui base Sé.!l'à lasciata ade rent e al pavimento della fossa nasale, pe r 2 c m. Questo ca\·al!C!tlo lrinn~olare fa ful cro facilme nte attorno alla parte cart il aginea conser \'ala con cura e in g uisa che il s uo angolo posteriore diventa s upe r iore. Due p1111li di stlla fo,sano la pa rie alla ai less11ti che ricoprono le ossa proprie d el naso, se ciò è n ecessario, alle s lesse ossa in p recede nza leggerme nte din1ricale . Su questo carnlle tlo non resta c he Slt lurare le d11e ali del naso s ia mobilizzate , s ia rifatte compl c tame nle , st'condo la tecn ica indica la. Quando la rlis lruzione ha inkres,;alo la parte infe riore del ~etto, \'o.:rso il pavimento d el le fo,ese naf-ali , convie ne lag li .. re nel sello u n re ttangolo e la rotazione s i fa attorno alla p 11 ntn del naso, in cui s i mantie ne una ce:rniera cartilaginea . Talora lullaYia r abbas,:amcnlo cli questo carnlletlo tagliato n el setto non è s uflicenl c per riparare il soli.o-setto , completamente clistruUo. Il m i1dior metodo è il Sl'g uenle : due lt'mbi rettangolari sono tagliati nel labbro s 11pcriore ove s i s uturano dopo .'tverli sol)evati, addossand oli l'uno all 'altro, ul conlorno d L•ll e narici in prect•denza av,·irnto, e, se è necessario, dopo avere abbassa to la totalità d ella cute d el naso. Il m etodo dei lembi unici dit sempre ins uccessi. Le s inus iti della faccia « di g11t;:rra » si allon tanano da quelle 11 cui e ravamo abituati mil la noslra prntica ciYile, sia di orig ine de ntaria che nasale. E,;,;e inoltre non hanno alcuna somiglianza con quelle lraumaliche da infort1rni s ul lavoro e simili. I n queste, ad esempio, si possono avere lesioni indi re tl8 pe r il ntpporlo in limo de lle ossa nas ali col mascellare s upe riore e con l'osso zigomati co e per essere le fraU.ure di più oss3. ins ie me più frequen ti di quelle di ossa isolale . Inollre, il mascella re superiore che s i trova be ne protetto dalle violenze traumatiche, e l'osso zigomatico pe r la s ua s trn Lturn e le sue connessioni formano insieme con quelle dell'altro !alo un s istema archil.et.tonico mollo res is tente e tale c he - a meno di violentissimi atti traumatici - trasmette a dis tanza l'urlo , conserve.ndo in lt:gra la s ua com pagine e che si pu ò far ris entire s u parti meno rc-sislc nti , quali le ossa nasa li.
LESlONl DEL NASO E Dt:l SENI ANNE::iS I, t:CC.
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Le sinusiti da proie Llil i di g ue rra presentano un m ei:canismo e uno stato anatomo-palolos-ico luUc s ptciak. Me ntre nelle prime le lesio ni cavitarie della mucosa sono il fatto predominante e raramen te sono co: pite le pareli ossee, ne lle seconde esse sono consecutive al le lesioni d elle ossa. Da c iò la s into matologia e la te mpia consigliano de lle considerazioni s peciali . Quanto alla frequenza, non s i hanno ancora slalis lic he s ic urf: in proposito. lo ne ho osservate oltre 50. Si può affermare s in d 'ora che più frequenti sono le forme ·nW$C<:llari, seguite poi, a dis tanza, dalle fronlo-etmoidali. Mentre dunque neile sinusiti ordina rie le lesioni ossee sono l'eccezione e in bgni caso sono tardive, in que lle di g uerra sonc invece primitive e occupano !I primo posto da l punto di vista patogene tico. L'infezione dal proiettile ha còmpilo seconda rio , il processo sembra muovere d a ll'osso; ciò s piega perchè queste s inus iti possano e volve re a lungo isolate, rispetlando le c:L1 i· lù nasali . Si può vede re una s inus ite mascellare senza la minima t rac cia di pus nel m eato m edio, specialmente se esist e una fis tola dL•lla parete ante riore. Ciò fa anche intendere come lali forme espongano più delle altre all' ost1>01n,ir' lile diffusa propagala alle ossa vicine della faccia e de l c ranio, che Ila decor so progressivo, estens ivo, e che non è talora arrestala nd suo fa tale andare da in ter ve nti anc he multipli. La natu ra de ll'agente vul11erante sembra abbia scarsa impo rtanza. Si può pensare a priori che g li scoppi di g rnnata - c he dà nno fe rite con maggiore squarcio de i tessuti l' più settiche - de terminino il Diù :;pesso del le sinusiti ; ma in m olti al lri casi, esse dipendono da proiett ili di fucile o d i mitrag liatrice. · Il punto di pene t.razio ne non è sempre diretto, a traverso l'osso ma lare ecc.; m enln: lo~ di solito nel seno frontale. In pochissimi la si nu site frontale è consecu tiva• alla mascellare per infezione secondaria , · legge gene rale d e lle po'tisinusili. Quindi in molti cas i la pallottola era penetrata in un punto lontano dal seno : in alcuni a traverso la bocca, s ia dall'apertura boccale tenuta beante al momento del t ra uma, s ia a tr averso la g uanc ia; in tal caso si po trà avere frntlura de l bo rdo alveolare o d ella volla palatina. In altri individui pene trò rlalla m astoid e; noi ne vedemmo alcuni casi, in cui s i e bbe p roduzione di otite m ed ia purulenta cr onica e lesion e della mastoide. In uno (lene nte G. V . de l 50° fante r ia) l'ing r esso avvenne dal fornice cong'iunlivale inferiore deslro; in a ltri dal collo; in allri dal seno frontale. E' da notare che quando il proiettile nel suo tragitto a trave rso la faccia lede i d ue seni mascellari, è srmpr e preso quello più vi cino al forame d'uscita, in r e lazione a una legge costante che m ostra com e le lesioni ossee s iano sempre più accentuate in vic inanza de l forarne d i uscita. La presenza de l proiellile n el seno non è affatto necc~·saria allo sviluppo di una sinusite. Nei nostri casi solo in ~ erano con tenute delle schegge noi seno. Talora il p roiettile è libero entro il seno, talora fissalo in una delle sue pareti , in ispecie in quella profonda. 24 -
Gfomale di m edicina mliii.are. -
F ase. III
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D'altro lato a e,·ita re la sinusite si potrà allontanare il proiettile entro le 24-48 ore dal trauma. In un certo numero di casi il proiett.ile reslu incluso in una regione più o m eno vicina al seno : caso già citato d el tenente . La penetrazione n on è del resto sempre indispensabile : basta una cont11.~ione viol enta , per scoppio di g ranata, per dare una etmoidite g rave emorragica. D'a ltro canto il seno mascellare può essere attraversato da un proiettile da parte a parLe ~cnza che per ciò si abbia sinusite: ciò soprntutto per proiettile di fu eile o di mitragliatrice e quando il seno è colpito secondo il suo asse trasve rsale (ferite a seto:>1e del s<'no) . Le lesioni ossee nei casi di sinusiti mascellari traumatiche che abbiamo operato e rano sempre molto estese, vi erano dei sequestri immersi nel pus della cavilit e delle squame ossee in parte necrotiche, che perpetuavano la suppun1zione. Le pareti erano ispessite, rossastre o fungose con tratti più o meno ampi di osso denudato. Alc11ni punti della cavità del seno erano ripieni di tessuto fibro-cicatriziale che indicava la tendenza alla guarigione. In molti casi il labòro s uperiore, la guan cia, l'ala del naso, erano invasi da 11n'enorme cicatrici! cheloide. ln vari di questi feriti si ha una fistola aperta n ella gu ancia, mascellare o malare - donde scola pus abbondante, fis tola mantenuta da lesioni ossee sotlos tanti con sequestri, la cu i eliminazione s pontanea era impossibile. Talora la fistols. interessa l'osso frontale, con sinusite fronlo-etmoidale concomitante (caso di un cappellano militare). In gen erale le lesioni parietali del seno frontal e eran o men.o accentuate - a prescindere dal turgore e is pessimento della parete anteriore - di quelle del seno mascellare. La diagnosi delle sinusiti masceilari di guerra è sempre facile, ricorrendo ai m ezzi di esplorazione che oggi pos~ediamo : talora una stria di pus n el meato nwrli,) reclama l'esame con la transilluminazione e la diafanoscopia, la rad1ogra fi11 · ln segni funzionali sono q ui meno impor tani,i che nella pratica comune, e cedono di fronte ai segni fisici; tuttavia dobbiamo insis ter•' sui caratteri particola1·i del rlolore n elle s inusiti mascellari, dolore che è d ovuto all'osteomielite del mascellare s uperiore : il seno è dolenttspontarieam ente e alla pressione .
Le sinusiti frontali si avvicinano al tipo ordinario: costanti la cefalea frontale unilaterale, il dolore alla pression e e alla percussione d el seno. L'etmoide è sempre infetto in questi casi e la necrosi d el labirinto è estesa e può interessare tutto il ~ uo tratto anteriore (aspetto fungoso del le cellule, osso scoperto a con tatto dello specillo). Queste lesicni sono g raYi , non hanno alcuna tendenza s pontanea a g uarire e tendono a inrndere le ossa della facc ia. Spesso nascondono lesioni insospeltale.
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L'unico caso di morte che io ho avuto nella cura delle ferite che ci occupano, fu causato da un subdolo, insidioso ascesso del lobo frontale, letale per meningite diffusa purulenta cerebro-spinale. In allri soggetti la ferita e l'apertura del seno frontale non rappresenta che la breccia che dà adito a più vaste lesioni nasali, palatine,
fig. I.
Caporal maggiore G. D., della 339 batteria bombarde, riportò a Sasso Rosso ferita trasfossa dalla regione frontale sinistra alla cavità orale, con frattura del seno frontale e dell'antro di Highmore da pallot· tola di shr apnel.
dentarie: le due figure che riportiamo sono di per sè eloquente saggio di queste possibilità (flg. i e 2) . Anche quando si veggano ben netti i d ue forami, uno d'ingresso e l'altro d'egresso del proiettile, si eseguisca sem pre l'esame radiogra · fico, perchè molte volte troveremo dei proiettili secondari, o meno CO· spicui del principale, uscito spontaneamente. In generale, quando si debba intervenire, si facciano almeno due pose radiografiche, una frontale e l'altra laterale. Ricordo il caso di una scheggia di g ranata, laminare, che era stata cercata invano da allro chirurgo; entrata da una ala del naso, era allogata sul pavimento del seno mascellare, dietro e in sopra del bordo dentale.
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Cura: non può essere che chi!'urgica, cercando di ottenerla il più conservatrice possibile. Ogni proiettile incluso in un seno o in vicinanza di esso deve essere allontanato, dopo accurata localizzazione radiologica. Talora la precoce ablazione del proietlile"ha spento una sinusite mascellare appena iniziata.
Fig. 2. Radiografia dello stesso: è stato introdotto uno specillo nel seno frontale sìnìstro, largamente aperto: to strumento - per la frattura del seno frontale e del mascellare raggiunge la cavità orale. Si osserva pure l'ombra ~ di una legatura metallica dell'arcata dentaria supuiore.
Se si vuole guarire radicalmente una antica sinusite mascellare o frontale, occorre che all'interno del seno avvenga una specie di stipamento di tessuto fibroso-cicatriziale concentrico e intrasinusale, specie negli angoli e nei recessi, che $Ono il più spesso sede di recidive.
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P er il seno mascellare ottimo il metodo di Cald10,.[-l,uc. Ne varieremo un poco la tecnica, a seconda delle lesioni della parete anteriore del seno, con avvallamento osseo, presenza di fistole, ccc.: in generale in questi casi dovremo asportare tulle le schegge ossee mobili e non vitali e rispeUare il più possibile i iembi di periostio. La cavità andrà: tamponata accu ratamente e piullosto ,,bbÒndantemente -· in modo da sollevare la parete anteriore depressa - ron garza iodoformica, che si allontanerà dall'umpia breccia nasale dopo rr.olti giorn i dall'intervento, sorvegliando che la granulazione avvenga regolarmente. Alcuni propongono a lai propos:to di non suturare la m ucosa del fornice gengivale che porta alla fossa caninu ; ma noi non lo abbiamo mai ritenuto . necessario. La riparazione della faccia si farò. nel modo più estetico possibile: - quando esista d el tessuto cicatriziale aderente alla guancia si reseca accui-atamente, le cicatrici della facci:1 saranno asportate e la sutura sarà eseguita con la massima cura, intradermica; le fistole esterne saranno resecate, recenfate con il cucchiaio tagliente, suturate. La cura d elle sinusiti frontali e frrmto-ctmoidali di g uerra seguirii gli stessi principi di cruelle della pratica corrente, inspirandosi sopratutto a due raccornanduzioni : vuotamento possibilmente compl?-to del seno e raschia men lo delle sue parei i; stabili re una via di drenaggio verso le fosse nasali, con resezione più o meno completa d elle cellule etmoidali. Si seguiranno il metodo di Ogslon-L1,c e di Killian, che in generab sono sufficenti, per la breccia che offrono: la discussione verterà se si debba o no fare la sutu ra rlei tegumenti esterni. Ci regoleremo caso per caso: vi sono seni ampi, con ampia via di comunicazione nasale che dànno sicu rezza di un drenaggio dal naso e che permettono avvenga la guarigione dopo sutura della cute, In altri, specie se vi sono state ferite di altre parti, è consigliabile lasciare la guarigione r,er seconda; è preferibile questa, a correre l'alea di un fl emmone orbitario, di un ascesso cerebrale . A scopo cosmetico s t cercherà anche di consrrvare tutte le salienze ossee (arcata orbitaria, bozze frontali, ecc.), per ev itare deformità e la d epressione pelle parti in seconc!o tempo. Dopo avere demolito la parete anteriore del seno frontale , con una pinzà ossivora stretta si morde l'osso pro1frio rlel naso e la parte superiore della branca montante del mascellare inferiore : si ha cosi ùna breccia sufficente per vuotare l'etmoide e sicura, a patto di non oltrepassare una linea orizzontale che! coincida con l'angolo interno d el, l'occhio. La 1·egione pericolosa è in alto la lamina cribosa, in fuori il g lobo oculare. Tralasciamo di proposito di trattare delle vaste demolizioni della faccia, che portano il volto umano alla sagoma di uno scheletro: la nostra condotta varia da caso a caso, gli interventi, con successivi ritocchi, <iovranno ripetersi mirando ad ogni singola lesione . La t razione met0<iica sulle parti molli col merà d ei vuoti da prima impressionanti.
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Deformità parana.;ali concernono sempre degli slabbmmenti, depre,,sione, appiattimento o csce1vazione a carico dell'arcata frontale, salienza dell'osso malare, ecc. Si colmeranno con innest i carLilaginei, ossei o grasscsi; ma occorrerà attendere che la sinusite sia completamente guarita . Così può 1·isultare da un violento trauma sulla base della fronte e la radice del naso non soltanto una sinusite fronto-etmoidale , ma anche una larga perdita 'di sostanza sopranasale, che sarà necessario chiudere in secondo tempo; si usi lembo doppio, cutaneo all'interno e per scorrimento al• l'esterno. Lesioni concomitanti: fusion e purulenta dell'occhio, sezione del nervo ottivo, dal lato del naso, scoppio o deviazione del setto, per frattura, fistola del dotto di Stenone; i grossi vasi della base possono essere interessati à livello del seno sfenoidale, aneurisma della carotide inter na; arterio-venoso della carotide in'terna e del seno cavernoso (caso di Guisez; Lannois ne constatò un caso all'autopsia in un ferito morto dl emorragia fulminea in seguito a frattura del seno etmoidale; Moure cita un aneurisma che aveva invaso la parte superiore della fossa nasale dopo un trauma da scoppio di granata). Le lesion i dell'etmoide debbono sopratutto far temere queste emorragie gravi per lesione dei seni venosi e dei vasi arteriosi in prossimità della lamina cribrosa e del seno sfenoidale. Queste sinusiti sono pure gravi per le lesioni oculari con le quali si accompagnano; eclropion della palpebra inferiore. consecutivo alle cicat.rici ciel la re~ione mascellare: rtacriocistile purulènta quasi costantequando si abbiano lesioni estese verso la parete anteriore del seno e verso le ossa del naso; lesioni più gravi del N. oLtico, scollamento retinico, rottura della coroide.... Infine non è rara la contrattura del mascellare inferiore nelle sir,usil1 mascellari traumatiche, che spesso richiedono l'intervento d 2llo stomatoiatra. Molto spesso queste lesioni dei seni della faccia sono complicale dli lesioni paralitiche a carico dei muscoli mimici, ma particolarmènf.e della faringe, del palato molle, della lingua, della laringe, per lesioni degli ultimi nervi cranici, specialmente del VII , IX, X, XI , ·XII e ne risultano molteplici sindromi di paralisi associate: tipo Loi1ghi-Avellis, Schmidt, J ackson, Tapia, sindrome del forarne lacero-posteriori', sindrome degli ullimi 4 nervi cranici. Queste lesioni possono complicare variamente la gravità del quadro, perchè la lesione paralitica può dare ex sf' disturbi più o meno accentuati e imponenti (rig urgito dei liquidi dal naso, disfagia, disfonia,. atrofia e immobilitil della lingua .... ) e d'al tro c·a nto essa svolge per tuo· conto, richiedendo il cçncorso del neurologo e dell 'elettroterapia.
Poche parole sui metodi di anestesia e su qualche particolare di tecnica. Se in tulle le lesion i limitale si può usare sempre l'ant'stesia !orale-
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per infillr.a zione, in tutte quelle stesse questo modo è insufficenle, poiché gli interventi sono lunghi e complessi. In tal caso riesce utile il s,~mplice apparecchio da me proposto e anche, quando le lesioni siano mollo vaste, il metodo d ell 'intubazione perorale che permette un'anestesia continua senza interruzione e senza disturbo per l'oµeratore. Mediante il tamponamento ni;oroso della retrocavità delle fosse nasali e della faringe, il soggello non ing hiottisce e non a spira sang t,e, - considerazione notevole in intGrvenli come questi, necessariamente cruenti e sanguinosi (mucosa del riaso, ali rtd naso, ecc.). Con tal metodo' si provvede anche a un'asepsi del campo operativo, allontanandone a volontà il cloroformizz,1.tore. Dopo l'operazione, tamponare le fosse nasali nel fondo, mai usare tamponamento o medic.aturn compress iva· a ll'entrata ùelle narici, per evitare turbe di circolo e sfacelo dei lemhi . Si eviterà pure l'uso della med icatura esterna su tutte !e sutu re che ttvvicinano gli oriflci naturali. Tagliare al più presto i fili di sutura, che spesso ulcerano la cute e lasciano segni inde:ebili . -Come conclusione di questa. rapida esposizione, dov rò ribadire il concetto, che risullé! già istintivamente dalla pratica e che è sotlmteso in queste pagine, della necessità della intima, costante, solidale, direi fraterna collaborazione della rino-laringoiatria con le altre specialili,, dall'oculigica alla stomatologi.a e alla neuropatologia per il vantaggio e il miglioramen to della sorte de l mutilalo di guerra.
OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI MILANO - RIPARTO S. CORONA CENTRO OTORINOLARINGOIATRICO
note e appunti sul servizio otorinolanngoiatnco nell'ospedale di s. corona con speciale riguardo all'assistenza ai moti e sordi di guerra <1> per il prof. Ore~te Hellottl, maggiore medico, clirelt<>re.
Riferirò molto brevemente e succint.amente quanto si è potuto fare a Milano pel.centro otorinolaringoiatrico e quanto si potrà fore per l'avvenire dei nostri gloriosi invalidi colpiti da lesiom che interessano la nostra specialità. Debbo innanzi tutto, per debito di riconoscenza e per la verità far notare come fin dall' inizio d ell'org,rnizzazionc deg li ospedali di risei·va del corpo d 'armata di Milano la locale Direzione di sanità ha provvisto all'islituzione di un servizio completo di otorinolaringoiatria, accettando la munifica propo-,,la del consiglio d 'amministrazione della secolare quanto benemerita Opera pia di Santa Corona, che offrì alla sanità militare gl i splendidi locali delle proprie ambulanze arredati conve1_1ien, temente, dotati di completo armamentario, di servizio radiologico e di gabinetti per ricerche complementa ri. Accanto al servizio otorinolaringoiatrico funzionava anche il reparto stomatoiatrico e la unione no,n poteva essere più feli ce, poichè le due speciaiitù si completavano a vicenda in un armonico lavoro, con tutto quel vanlag-gio che non è qui il caso di esporre d ettagliatamente, ma che è fa,~il e intuire. Il numero dei ricoverai.i andò però rapidamente aumentando e si dovet.tero dividere i due reparli , e l'ospedal e di Santa Corona restò solo come centro otorinolaringologi<'o e ben presto a questo si aggiunsero i reparti Minerva ed Aurora, portando il numero dei posti letto a QU(l.Sl 600, con annesso amhHlalorio. Per la statistica dirò subilo che gli entrati nel reparto rli Santa Corona dalla apertura dell'ospedale alla fin e del novembre 1918 furono ci rca 9.000, dei quali 1'85 % oh!ici . 'raie statistica, pur non rappresentando la totalità d egli otitici ricoverali negli ospedali di riserva del corpo d'armata, si può consid erare come cifra mollo approssimativa •.:- pt;ò dare un'idea abbastanza compl eta d el lavoro che si è fallo e dimostrare l'importanza che la nostra speciali liL ha assunto nella assistenza di guerra. Gli ammalati entrati dc1Jl'er,oca dell'apertura fino al fin e novembre HH8 furono, come dissi, circa 0.000, dei quali l'i,25 % ufficiali, 2 ,30 % sotlt1fficiali , il 0,25 % caporali , !'88 % soldati. Tenuto conto d el corpo 11} Co mnnic:-i,done .11 Couve~no l\azio nnlè pt'r l'a:-sistcn za agli ~n\'ali<li cl elfa g uerra, 1 fl. 10 tl;{'f.:ml,rc- 1<.) rS,
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Per letteratura e ~aq,Ji f.ratuiti rivolgersi alla ~ezione Medica ~ ~Ha · .
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Giornale di Medicina Militare -
Intercalata nel tesi.o
• Signor Dottore, Quei preparati medicinali, ohe, per la loro razionale composizione ha per i requisit i 1cientlfioi del preparatore po1sono darVl tutto l'1dlidament ,, sono degni della Vostr~ consideraalone e devono eaeere preferiti a quelli similari esteri I quali sottraggono tanta attiviU ftnan11iaria al nostro Paese. Ogni Tostra presor·aione per un preparato straniero, rappresenia una piccola somma di denaro italiano che emigra all'eetero, quindi un danno che aenza accorgervene • con la maggiore buona fede, Voi arreoate involontariam~nse all'economia nazionale ! l ormai neeeesario che Vi convinciate d i questa verità inconfutabile e Vi cooperiate allnchò ciò nen più avvenga. Io, itali,ino per nu cita, e per elezione, chiedo che le mie preparaslonl:
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aieno anche pNIH da Voi ln ronaiderasione e giudicate t e degne del Vostro benevolo ÌJlter688amento. Hi tengo quindi a Vostra diapostzlone per la letteratura e per quel <'a mplonl necessari a darVt una Idea della mia produzione. In atteea della Voetra r ichiesta, dlsCi.ntamente Vi 0111equio. Dr. M. F. IMBERT OhitMCo Loureato della R . Univer1ità Napoli - Via De Pretis, 62 GM.
Depelltt ~ R...: AQUZIA fRATELLI FIOCCHI -
Piazza Venezia, 1, lettera A.
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Gi1rnale di : .::erlicina. Militare -
lnterc,tlata ~l leslò
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Spu.1.10 ,usiloulbllc
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niorn,lo di ì\l cdi,·inn i\f ilit,arr· -
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Jnf1•1·ca/11/11 ,wl 1,,.,,1.,
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lshtuto i ernpedi~o R<J 1tj nt1ù
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Prù~i1;1dutu dal l'on. p rof'. Ul li~El' J' G :-j_\?\A H.ELLI Direttore dell'Istituto d'Igiene dnlla R. Uni~ersità di Roma Vilile Polidinii·o - Lato Uarri ~ra 'I ilrn rtina
ARSI C A L C I N A (Comprc:-s«· di .'-ali di (;alcio e di Arsm1:co)
I~ nozion e 01mai da.-1:iica ch e l'or gu.11i:;mo pre d isp t,,-t(, u nm· lato di tuber cùlosi ,;i dem iHerali;,,za. Da c,ue:,to :;cuturisee la n e tta indicazione te rapc u tica delle c ure di r emiucr a liz a. inno . Ed es,s e11do 11010 ch e L.~lu d e n1i1H'rnlizzazioue s i r i,mh·e principalme11t.o in u11a cl ecalcifin1~ 01Jn, I i11dicazi o110 pii: pr<·cÌ:;a Ì'· per le Cllre di reealci/icazi ,,ne. Ne ll a A r.~Ìl:afcina, ai preparati di 0,tlc·io pre.~l'elti è "tato associato l'arsenicn i11 d o:;i variahili per l'a z in lle ritiu·d"'nt<' sulla deminera.liz azio11e Mg-·o1Ùea. ch l' g li i, attribnita, fl p t>r l'azi on e ge neri<;a plastica dlO g li r propria. La cura co n le cnmpressl' di Arsicfdci11a i• ::;CTala.rr, cioè cr escm1t.e t' decre;<cont11. L 'as11cci,\ io n e delPar;.e11il·O ai :<Ali di citlcio À as,;icurnta con 011 p m,:e ùim e n t o 0rigiuale .che gamntisce 11el modo pii1 sicm·o la tissitù d ella rl,,st> dì arsr 11ico in ogni compre:;S!\. nos!, abituale : 3 cOnlJ•resse al giorno. Ogni tubo di 30 co.m.presse L. 3.50. Letteratura. latruzlonl e campioni a richiesta.
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f'araJfil)a - - - Cbir"rgi,a (all'amldoazotoluolo)
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07wo110 al ti·attanlf11fo coi Rati di rame nuovi. OTÌZ· zo11li cita cnra de((n t u -
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NOTE E APPUNTI St;L S ERVIZIO OTORINOLARINGOIATRICO, ECC .
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1'84 % è dato dalla fanteria, il 3,25 % dalla t:avallelia, 1'8,2 % dall'artiglie ria ed il 4 % dal geni0 ed aviazione. Le e.lassi giovani sono quelle che hanno dato il maggior contingente di ammalati, e di queste, in ordine progressivo il 99, 97. 96. Degli ammalati ricoveraLi 1'85 % è rappresentato dagli otitici, dei quali il 9 % solo ebbero la dichiarazione di dipendenza da cause di servizio: la ma~gior parte, r.irca la metil, colpiti in . segu ito a scoppio; il resto per ferite o ma lattie. E sposta così molto ,:chemaLicurnente la parte statistica, non scend e rò in particclati clinici, nè accennerò alla vasta casuistica avuta; questa farò presto in ur;a d ettagliata relazione, e cercherò ora .solo di contenermi nei limiti voluti da questa nostra riunione, cioè della assistenza dell'invalido d ell'orecchio . Gl' invalidi d ell'orecchio, mi si per metta questa frase, furono nei p rimi tempi un po' trascura li, non nelle cure immediate alle loro lesioni, ma r.ella assistenza surcessi,·a, mentre tanta pietà e tanto fervore di opere buone si ebbero per tlill·~ le altre mutilazioni in ragione diretta d e lla pietà o meglio dell'attenzione che destavano nel pubblico. Son(, sorte a Milano, e mi ticc·ontenlo di parlare solo di qui, scuole 'di rieducazione, case di putrom:to per gli storpi, per i ciechi, per i minorati psichici , per i ne, vosi, per i Je<;i del polmone, ma quasi nulla si è fatto per i sordi. Solo in questo anno le autorità sanitarie e militari si sono inter essate per la rierlucazione d ell'udito e d ella parola nei sordi e nei muti di guer.ra. Il Prof. Gradenii;o però spiega questo ritardo, affermando che sono· problemi affatto recenti, perchè impostisi alla nostra attenzione soltanto dopo l'inizio della attuale guerra. I metodi di riedu-cazione , le loro indicazioni cliniche, la loro efficacia sono tuttora oggetto di discussione. Il problema però d ell'assistenza ag li invalidi dell'orecchio si è imposto s in dal principio ed è andato facendosi col perdurare della guer ra sempr e più urgente. Il numero dt i sordi e dei muti di guerra è andato sempre più aumentando: nè io parlerò qlli di quanto si è già fatto, specialmente in Fiancia, e delle discw,sioni che se ne sono an,te, che voi g ià tutti conoscete, nè di quellò elle è slalo fatto anche da noi. Mi augur o solo che da questo cc ngre~so d ebba uscire un voto perchè si diffonda il concetto della ried uca;:ione del sordo e mulo di guerra, con que i metodi o criteri che si ri terrarno più utili, e si diano norme per il medico legale nella valutazione d elle infermiliL dell'orecchio. Debbo aprire una parantesi, ricordando che fin dai primi mesi dell'inizio della guerra, la neref-sit.à de.Ila ricdL?cazione d ei sordi era stata tenuta presente dai nostri comitati di assistenza in unione coli-a direzio n e di sanità ed al comune di Miiano, ma poi, pe, ragioni che non è il caso qui di esporre, non se ne è fatto più nulla. Esporrò ora brevemente quanto ho cercato di fare per la rieducazione . Come è noto, due sono i metodi <ii rieducazione: l'acustico, che si propone di influenzare favorc,volmentc con stimoli acustici adeguati, con vibrazioni sonore, l'apparecch;o uditivo, ed il metodo della lettura d e lla parola sulle labbra, che ha per scop0 di insegnare al sordo a comprendere la parola mediante J'atte1,la os5ervazione d ei movimenti d elle labbra e della bocca di chi narla.
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NOTE E APPUNTI SUL SERV.IZIO OTORINOLAR I NGOIATRJCO,
t;cc.
Anche per i. muti e gli afoni si può ricorrer e a \·ibrazioni sonore rhe ugiscono, se applicate direttamente al laringe, come stimolo, oppure si po~sono insegnare metodicamente i movimenti degli organi d ella fonazione , in modo da ottenere che entrino nel dominio della coscienza. Dovetti subito rinunciare al m f;torlo ar-nstico, non disponendo di apparecchi ad hoc (fonografo, grammofono, lamine per apparecchio telefonico, risuonatori,) nè tanto meno di canne d'organo o di altri appar ecchi costosi, difficili ad aversi e di ancora più problematica utilità, e per ciò ho d ovu to ricorrer e alla sola lettura labiale e all'insegnamento metodico d ei movimenti d egli organi d ella fonazion e. Alla fin e d el 1916 comincia i a •11andare d e i sordi organici da rieducare a\J'lst.ituto d ei sordomuti di campagna, e tanto il r ettore, quar.to gl i alt.ri insegnan ti, accettarono d i buon grado l'invito, prestando l'opera loro volonterosst e gratuita: e si cominciò così un primo tentativo di rieducazion e. I l ris ultato fu così relativamente rapido e fel ice, ch e mi persuase a continuare erl a fare in modo che tale ried ucazione frn,,:c estesa a tuUi i sordi: bilaterali pe r lesioni org,tnic he . Venne frattanto la disposizione minis te r iale pubblicata nel Giomalf. militare d el gennaio d e l corrent.e anno, non essendo stato possibile ricove rare, come era prescritto, i sordi d1 gue rra da rieducarr ne i locali due istituti d e i sordo muti, ho J)Olulo, coll'aiuto sem,~re cortese ,lell'attuale direttore di sanilù, far sorgere, nel r eparto stesso di otorinolaringoiatria, una sezione per la rieducazione e g li i!lsagnan ti c he mi fu. rono segnalali dai due re ttori d egli istituti sordomut,i. di Milano, a ric hiesta d e lla Direzione di sanità, d 'o rdi ne del Ministero d ella guerra, furono richiamali d èti loro servizi e passali al r epa rto otorinolaringoialrico colla precisa d estinazione. " Alla scuola per la rieducazione d ei sordi e muli di gue rra». E così è soda la sezione s peciale e i pazienti avevano l'opporturiith di aUendere alla scuola m entre ancora erano in cura per gl i alli operatiYi o per le fe rii.-? subile. E ciò con un non dis prezzabile risparmio (li te mpo e d economia di spesa pe r l'erario, rimanendo sotto la cc,ntinua osservaz.ione d e llo specia lista. Giunto così alla parte sostanziale de llti m ia comunicazione, riferirò brevemenle sui concetti generali e sai m e todi didattici usati nella scuola, ed infine accennerò brevemente agl i esiti ottenuti. Già dai primi casi, che, come àissi, inviai all'istituto d ei sordomuti, si poterono raccogli ere le segu,m t.i osservazioni a favore d el s is tema didat.tico nella rieducazion r d ei s0rdì e muti di guerra: I" In un periodo da due a Lre m esi s ì può con re lativa facililit istruire il sordo bilaterale organico ad una s icura e pronta le ttura labbialc e preve nirlo contro quei di fetti rti pronuncia che ordinariamente si manifestano per la mancanza d e ll'immagine acustica; 2" Cons tatato che in m olti casi nei riuali g li stimoli elettrici, fisici, la s uggestione, l'eterizzazi one, non avevano dato alcun risultato, m entre col la le ttura labbiale si ebbe ro ri:;ultati otlimi, c redo rloveroso che anche nei muli e sorcii funzi o nali, d o, ·e rnn falliti tutti gli ultri m ezzi , s i d ebba te ntare la rit!d11cazione colla lettura labbialt.';
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NOTE E APP UNTI S U L S ERVIZIO OTORINOLARINGOIATRICO, ECC.
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3° La cura pedagogica ha anche il va ntaggio di dare al paziente, colla paroEa, l'arte del parlare, mi si conceda la frase, in un senso ristretto, rendendo piì.l difficili le ricadute e specialmente a prevenire la halbuzio, che frequentemente tien dietro alle guarigioni ottenute cogli altri metodi; 4° Per ultimo la cura pedagogica è utile a g uarire certi difetti di pronuncia. La scuola di rieducazione si iniziava così solo il 1° settembre dell'anno scorso, annessa al reparto otorinolaringoia trico coll'ammissione di 24 pazienti , che per essere a ffidati nei primi tempi ad un solo maestro, fu giocoforza dividere subilo in· di versi g ruppi: a) sordi per lesioni organiche, ma che sapevano leggere e serib) SCJrdi , pure organici, ma analfabeti; cl sordi, sordomuti ritenuti funzionali; d) muti e balbuzienti funzionali, specialmente con lesioni d'origine em0li va. L'insegnamento veniva fallo da un solo insegnante, per turno ; a vutosi poi altri maestri, si istituirono delle sezioni, aventi ciascuna un proprio insegnante. Nella prima sezione furono ragg ruppati i sordi che sapevano leggere e scri vere, d1 burna capacità mentale e che presentavano quindi una certa omogeneità, in modo da poterli istruire con un insegnamento colleUivo. Conoscendo già il linguaggio, non soltanto praticamente pi:r l'uso, ma anche per cognizione riflessa, nelle varie sue forme e meccanismi di costruzione, essendo già abilitati per mezzo della lettura e della scrittura alla· anali si delle parole e dei concetti, e dei loro rapporti coi segni fig urativi dello stampato e dello scritto, capaci quindi di far da sè, spontaneamente i necessari ra ffronti tra le diverse immagini labb:ali dello parole , onde analizzarne le specifiche differenze, il processo di insegnamento labbiale si mantenne in questa sezio11e prevalenteme nte pratico e sintetico, partendo immediatamente duila lettura di parole intere, di frasi, di notizie; ecc., alternando soltanto per i casi più difficili, esercizio di revisione a nalitica. Il prof. Dei, al quale è affidata t.ale sezione, così ne ha trar.ciato il programma: Dal riconoscimento a vista delle parole più famili ari, r,i passa. immadiatiimente alla lettura di domande faci li e "interessanti le condizioni individuali, e cosi via, fino a raggiungere la comprensione delle forme interrogative e di conseg uenza la conversazione normale su fatti ed avvenimenti della vita quotidiana. Occorre talvolta fermarsi all'ana lisi delle forme e dei movimenti dei singoli suoni per fissare la differenziazione dei suoni omofoni che possono cambiare il significato alla d,nnanda, facendo rilevare, non solo la differenza delle figure ott.iche, ma ancora la differenza del significato dell'intera frase: cosicchè il lettor:i dal labbro deve stare sempre in attenzione e fare appello al buon senso. Alla seconda sezione vengono a mm€'ssi i sordi analfabeti e di intelligenza inferiore alla norma, e béllbuzienti , che non potendo essere subito ammessi a.1 corso collettivo. har.no bisogno di esservi preparati con eser-
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NOTE E APPU NTI SU L S ER VIZI O OTOB1NOLAR1NGOIATRIC0, ECC.
cizio speciale, ordinati a corregger~ e supplire le individuali deficienze. Tale sezione fu affidala a l tenente 8paini. Una volta che i pazienti , d opo una serie di pazienti eser cizi , c h e per- brev1lù om e tlo, sono r iuscit.i a leggere dal labbro parole ital 1ane e tradurle nelle corrispondenti dei Joro singoli dialetti e pronu nciare con esaLLezza e seguire con certa sicurezza attenta e associalrice, le fcirme labbiali della parola, passano alla prima sezione. Alla terza sezione furono assegnati tutti quelli che n on potevano entràre nè ne lla prima, nè nella seC'onc.la: sord omuti, aud imuti, balbuzienti funzi onali. I provvedimenti seguiti dovettero subire tante var-iazioni e tale molteplicità di ese1cizi d 'avveùimenti e di sussidi, a seconda delle singole anomalie, che non è possibile esporre in modo da rendere teoricamente dimostrabi le la loro pratica èfficacia. Gli esercizi \ Cngono quindi g rad uai.i , frazionali, mascherati, in modo che l'ammalato funzionale II accolga dì buon animo, con con vinzione di poterli compiere , quasi dimentir.o ed esl.runeo alle sue prevenzioni. L'ammalato si convi nce di poter p-uarire, e si dà di proposito agli esercizi specia li solo dopo una serie di piccole conquiste ottenute a sorpresa. Tutta l'attività scolastica d eve essere in questi casi indirizzata a ravvivare , per così dire, le funzion i mwta li, scns'.)riaìi, comunicati,·e nella loro compl essità, pf:l'chè in forza di sincronismi funzionali e· di abitudini, i sordi siano tratti ad udire, i m di a parlare, mano mano vengono diminuite, con gli esercizi specia li , la resistenza e g li S(l uilibri p rod otti dallo shock nervoso . Questa sezione fu affidata al prof. Terruzzi che vi attese con pazienza da C(·rtosino. I risultali oLlenuti furono i seguenti : i sordi OJ·ganici d el pl'imo
gruppo appresero a le~gere con sicurezza, d al labbro di chiunque, in due mesi e mezzo cirr.a. 4 ciel secondo g ruppo raggiunsero il m ed esimo risultato in tre mesi : i in d ut: mesi. Dirò ora sin tetiramente d i qualche caso speciale: 1° Caporale ~I. \' ... , classe 1Sg6 con tadi no. );c li 'ottobre 1917, s ul San Galiricle, in seguito a scoppio d i granata fu sepolto dal terriccio, e da quell'e poca rimase sord omuto. Fu in diversi ospedali, a l'adorn, l'c rrnra, Bologna e a V icenza t:d e 11trò ud 1• scttc111 brc 1918 nel nostro riparto. Ali 'esa1t1e oto:;cop,co uulla si r ileva di anormale. All 'c:same fuu zio nale, sordità assolutn. N ulla a ll 'esame: la ringoscopie-o. Do po d ue mes i e mezzo d i rieducazione ve uue di1rn.:~so che parla ,·a sped it&me ute, e la fa coltà uditiva in buona parte ricuperata; ~· Soldato G . S ... , cla~~c 1892. Trornndo~i 11(') dicembre del 1916 al fronte ebbe 1111 at tacco d i convul~ioni pe r una causa 11011 ben p recisata, pare in seguito a spa vento: ne rimase sordomuto. Rico,·erato in pa recchi ospedali, sempre cou risultato ncgatiYo , fu sottoposto ali 'eteronarcosi, cure e lettric he, ecc. E,ame otoscopico uegatiYo: 11011 pro nunc ia alcun fo11c111a e s i comporta come u n nro sordomuto. Hs:,me 11e u rologico completa1ue11te 11cg-ativo. Ammesso alla scuoio di rieducazione alla m età di settembre, i111para a leg-gere ;.pedit a mente s ullt: labbra e la parola è normale dopo circa ò11f' tne'-i e 111c·zzo. Rllna~e per ò ~or cio. J" Soldato 1\1. M ... , d el 6S fante ria . Sordo da più di un anno, nou muto, ma halh111.ie11te e parnfrasi<'o inintell igibile. Acqui~ta la parola e~atta e com ple tame nt e anche l ' udito iu tre mesi c irca: 4° Soldato Il. S..., cla ~;.c 1SS5. Il ~ g iugno 1917, s ulla quota 20<J, vicino a Monfolcouc, per uno !'C'oppio d i g rn11ata rimase sepolto sotto le macerie, ferito al capo, e hbc perdita d i cos<'Ìenza durnnte d ue g iorni, poi difficoltà di parola , fincbè di,·_en!1c comple tame nte muto. Pu r icm·ernto in cl ivn~i o~pedali . A mme~~" olln scuola d1 rieduca1.io11e , riuscl a p:u-la re s ped itame nte dopb ci rca due mesi;
NOTE E APPUNT I SU L StRVIZI O OTORINOLARI NGOIATRICO, ECC.
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5° 8old;ito O. A ... , classe 1Sgr. ~l;tto dall'agosto 191i in seguito a scoppio d i g ranata. F u in va ri ospedali in ripa rti ne urologici. Ammesso alla ~cuoia di rieducaz'.one in tre g io rni ri.:~cc a parlare "peùit a me nte . fre soldnti balbuzie uti grnvi, ce rti R. C .. . , cln,,e 1&)6, durnntc la ritirata di Caporetto_, pe r lo spa,·ento perde tte la favella. C. V .... , classe 1S<J8, nd magg io 1917, in seg~no a scoppi<> di granatn rimase muto, D . ì\f..., m itrngliere I'iat, pure affetto da tttutts mo post traumatico da q uindici mesi circa, r iuscirono a parlare .:orrcnte me nte dopo circa tre m esi di scuola . . Tre balbuzienti d'origine em otiva e d,1tnnti da pod,i m esi. si rie ubc ro in un pcnodo di 15 giorni.
Riassumendo, sopra 30 paztenli ammessi alla rieducazione, si ebbero 28 esiti buoni e tali da incoraggiare · a cont inuare l'esperimento: clue soli dovettero inten ompere la scuola per entrare in altro reparto pe1• sopraggiunta forma morbosa. Credo quindi che tutti i sordi , veramente organici, siano senz'altro da ried ucare colla leUura labbtale, essendo fìno ad oggi il metodo più semplice, più pratico f. più economico c he offra dei risultati pressochè sicuri . Per sordi e muti funzi onali invece, io credo che la rieducazione colla lettu ra lebiale sia c:la riserbarsi a tutLi quei casi nei q uali gl i altri mezzi sono falli ti. Non ho ancora finito. Mi :·i mane da esprimere un voto, che dato il numero verarrente gnrndc di otop:,zienii, siano esse forme dipendenti o meno da cause di servi7,io, 0 ai:rgravatcsi in causa dei disagi della guerra, occorre sia almeno provvisto, oltrechè a case di patronato per un eventuale indirizzo ad altra professione, a lla loro assistenza medicochirurgica pel dopo g uerra, sia dotando meglio e a mpliando le cliniche universitarie , favorendo la organizzazione dei reparti ospitalieri e cli ambulatori bene organizzati, ai quali sia affidata la cura di tutti questi otopazienti reduci da lla guerra; C' sarà i::osì, sia pure in piccola parte, soddisfallo ad uno dei tani.i debiti c:li riconoscenza. ·
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RICERCIIE SULL'EPIDEMIA INFLUENZALE IN ITALIA ÙSPEDALÈ MILITARE DI RISERVA • MANTEGNA • (MILANO)
Note cliniche e batteriQlogiche sutrepidemia d'influenza per il prof. Cesare Pe:r.zl, maggiore medico, direttore. Non v'è dubbio che !"epidemia scoppiata da un po' di tempo nelle varie regioni d "E11ropa altro non si a stata che una epidemia d 'influenza. Se all'inizio alcuni medici, colpiti da certi sintomi e dalla evoluzione rapidamente mortale di certi casi, ebbero impressioni etiologiche diverse, è da ritenersi che oramai si siano persuasi che l'influenza sola fu la vera colpevole. Non insisLC'rò s ulle ragioni ovvie che provano la realLà di una tale asserzione; però se il termine d'influenza può fissare le nostre idee, orientandole dal punto di vista cl inico, il problema etiologico domanda ancora la soluzione. li bacillo di Pfeiffer ha, infatti, tuttora i suoi caldi sostenitori da una parte , i s uoi detrattori dall'altra . Scopo di queste note è di riassumere le osservazioni cliniche e specialmente le ricerche di laboratorio falle sulla questione nell'os pedale mi!Hare Mantegna di Milano. I n ques to os pedale ho potuto osservare un discreto m1mero di ammalati d'influenza. Nei mesi di maggio e di giugno vi affluirono numerosi soldati colpili da quella infezi on e febbrile di breve durata, alla q uale , con la s tessa rapidità con la ()unle la malattia erasi diffusa , si applicò l'etichetta di frbbre dei tre giorni o da .1Ja7111ataci, senza che nulla permettesse di affermare perentoriamente una tale etiolog ia. Nei mesi d i luglio e di agos to ebbi a consLatare nello stesso ospedal e forme di bronco-polmonite e di polmonite che non mancarono di sorprendere per la loro maggiore frequenza in rapporto con quella degli anni precedenti, per il loro andamento atipico e per la loro gravità. Poi verso la metil di sellcmbr0 scoppiò l'epic!emia ben nota, e che si trascina ancora. Gih nC'I maggi() ero dell'opinione che l'infezione febbril e diffusasi rapidamente fra le truppe e la popolazione civile dovesse ascriversi alla grippr· e non a lla febbre da pappataci. Ritengo che si sia trattalo allor11. d ella forma vura d ' influenza senza complicazioni. Spentasi l'epidemia , si ebbero poi nell 'cslale dei casi isoluti con complicn,;ioni bronco-polmona ri e. s ull'inizio dell'a11tunno , l'epidemia si accese di nuovo, accompagnandosi qu0sta volta con complicazioni in g rande prevalenza Jo . calizzate all'apparecchio respiratorio. Così la forma fonda.mentale, in i-
NOTE CLINI CHE E BATTERIOLOGIC HE, ECC.
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ziatas i allo stato puro in maggio, spentasi in giugno , si risvegliò in settembre nella forma complicata, dopo un periodo d i silenzio epidemico - luglio e agosto - in cui si ebbel'o dei casi isolati , complicali, preparatori. Non mi indugerò soverchiamente sulla parte clinica. Poco o nulla v1 è da agg iungere o d!a modificare a q11anlo è stato d escritto nelle varie monog rafie comparse dopo l'epidemia del 1889-90. Nei casi osservaLi all'ospedale Mantegna dominarono le compl icazioni bronco-polmonari. La polmonite nella sua forma lobare franca, con i suoi sintomi tipici, fu rara; prevalsero le bronco-polmoniti e, fallo curioso, quando tali localizzazioni furono unilaterali, si riscontrarono di gran lunga più freq uentemente a d estra che a sinistra. A volte le complicazioni bronco-polmonari s'iniziarono con la feb b re, molto spesso soprnvvenn ero p iù ta rdi , eccezionéllmenle coincisero quasi con l'apiressia. In un caso la congestione polmonare era così intensa da presentare tutti i segni fisici di un versamento pleurico, escluso poi dalla puntura espio· rativa (congestione polmonare pscudo-ple11ritica di Gra ncher ). L'erpete labiale fu u_na costatazione rara. La pleurite essudativa secondaria si notò in 4 casi. In un caso l'esame baUeriologico negativo, la rormola citologica linfocitica, 1 'infilLrazione tubercolare di un apice, moslrarnno che si tra ttava di una pleurite tubercolare. In un secondo caso l'esame ba LLeriologico del liquido (semina su agar-san gue del s<'dimenlo ottenuto d opo centrifugazione) rivelò la presenza d el bacillo di Pfeiffer. Però lo formola citologica esclusivamente linfocitica, le lesioni apicali, per quanto iniziali , l'andame11to ulteriore mi fanno ritenere che il bacillo di Pfeiffer favorì l'installarsi di una pleurite tubercolare. In un terzo caso si trattò di una pleurite da pneumococco e in un quarto da streptococco. E a proposito del risvegliarsi o d ell 'esplodere della tubercolosi in seguiLo all'influenza segnalerò il fallo non certo raro ma nemmeno comune d i un soldato affeilo d a polmonite , n el quale, caduta la febbre per c risi, scomparsa completamente per un periodo abbastanza lungo di g iorni, non essendosi risolti i fatti locali si assistè poi allo svolgersi di 11na polmonite cascosa . Per quanto riguarda le complicazioni ca rdio-vascola-ri, astrazion fatta ?alla adinamia comi.ne a tutte le infezioni nei casi g ravi e letali~ non s1 ebbe a constatare n essuna locai izzazione a carico nè d el l'endocardio nè del pericardio. Nel periodo febbrile si osservò frequentementa una bradicardia relativa, come pure nella convalescenza, bradicard ia lo~a)e, .d 'origine nervosa , almeno nella convalescenza, in cui solo mi perm1s1 d1 ricorrere alla prova d ell'atropina e del nitrito d 'amile. Fra i disturbi del _ritmo, rari d el resto, si osservò qualche caso d6es trasistoli , P:ovo~at~ m parte d alla digitale e come degno di menzione un caso di dissociazione atrio-ventricolare transi tori a, svi Iu ppatasi sul d ecliMre i ~lla fe?bre e scomparsa poi coi:npletamente durante la convalescenza. 1 tratlo, coi:ne ~ oslrarono le n cerche, di una dissociazione in parte mt,iscol~re e m parte nervosa per lesione tossi-infeLLiva del fascio di His net suoi _elementi muscolari e nervosi. La misura dell"" press·ione ar ter1osa · · Iò quasi. sempre nei. soggetti. rive
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NOTE Cl, INICliE E BAITERlOLOGICH~, ECC.
esaminati un certo s tato ipo lensivo c he s i protrasse a volte a lungo an che nella ccnvalescenza. Fra le complicaiioni puramente vascolari citer ò due cas i di fl ebile d egli arti inferiori, e infine rra le com plicanze nu·e, sebbene non rientri in questo capitolo, un caso di osteo-mie1ite d el fe more . Accanto alla forma pe r così dire respiratoria d e ll'influenza, di gran lunga la più comune , ci occorse di osservare alcuni casi , nei q'.1ali s i e ~be ro le parve nze di una infezione tifoide . Febbre elevata a tipo cont1m10, for te pros trnzione, tumo re di milza, nessun fatto a carico cle ll'apparecchio respiratorio o lievi no te ca tarrali. L'emocoltura p raticata a p iù riprese fu sempre neg ativa pe r i bac illi d el tifo o d el paratifo e negativa pure l'agg lutinazion e. In generale la febbre è caduta pe r c ri'5i rnrso il 10' -:t2°-J4° g io rno. E a proposito d el tumor e di milza d evo notare c he, salvo rur·e eccezioni , esso s i cons lal-0 anche lll'gli amma la t i d e lla forma r espiratoria. Come fu notalo da Maragliano sin dall'epide mia d el 1889-00, l'au mento di volume d e lla milza è un !,t' g no molto (rerp1enle e indipendente dalla g ra,·i lù d cll"infczion c. Tn og ni modo, nei casi ad a n d<ime nto tifoide r con 1nilza palpabile, è buona r egola praticare sempre l'emocollura in bile con g lucosio . In un caso in c ui la constatazione di un fnc olaio tipico di po lm onite a uto rizzava la diag nosi di influe nza, la. coesistenza di un modi co tumore di milza, di una diazo-reazion e e d i una iodo-reazione inl rnse ci indusse a praticare un'e mocoHura, che rivelò poi la presenza di una infezion e associata eia Paratifo B. La diazoreazionc di Erhlich e l'iodo-reazione di P ctzetakis sono, come vedremo s ubito, eccezionalmente rare nel d 0Mrso <iell"influe nza. L' iodo-reazionf!, quando è netta, coslilui~ce in vrce, com e abbiamo m ostrato in collabor azione con il p rof. V. Forlì , un buon s0gno di presunzione in favore d i una febbre li foi<ie . P e r quanto rig uarda. infin e, le complicaz ioni gastro-intestinali, queste furono m ollo r are, n è ci s i1mo imbattuti con le ente rocol it i dissen 1,c r ifo rmi se::gnalat.e invece in altri paes i. rra le compli1:anze ne rvose, a pa ri,.:! qualche caso di profonda apatia o di lieve confus io ne m entale, noi abbiamo osservato un ca so d i psicosi rapidamente mortale. In un pazie nte insorsero d elle violentissime nevralg ie inter costali uni laterali , ma non s i cof! s latò mai l'appari:zione di h erpe~ ::.oster. Circa l'esame d elle urine il peso s pecifico fu in generale alto, s i notò sempre la presenza di albumina, in alcuni ca si l'albumina fn intensa: 8-10 0/00, in un caso si ebbe un 'albumina così. abbondante eia non essere dosabile all"E:;ba<"h, o ltre pass a ndo di molto la c ifra limile segnata riel 12 0/00. Noo fu ra ro il r e perto di qualche cilindro ne lle orine , ma in un solo caso s i ebbe una cilindruria intensa e in un p uzie nté con g lome rulo n e frite acuta (nefrite emorrag ica) . La diazo-r eazione di Erhlich fu costante mente negativa, salvo in un caso di polmonite seguìta da morte in c ui la reazio ne e ra m o llo spiccata. L'iod o- reazione di P etzetakis , in generale negati va, fu elebolmente positiva in a lcuni casi e fortem ente po. s itiva ne l caso SOP..raccennato. La prognosi mi è sempre pa rso uno d ei proble mi più diffic ili a risolversi ne lle complicazioni d ell'apparecchio
NOTE CLINICHE E BATTERlOLOGlCIIE, ECC.
respiratorio. Da autori diversi e in diversi. pae~i si è in special mo<~~ insistito sulla prognosi infausta nell'albuminuria abbondante . Certo m molti casi letali si ebbe un tale re perto, ma in altri casi subentrò la guarigione malgrado la constatazione di un'albuminuria notevole . Ricordo una paziente di polmonite destra con fatti congestivi più lievi anche a sinistra. Le orine contenevano il 10 0/00 d'albumina, vi era cilin· druria, azotemia marcata, pr<'senlava fatti uremici e un'anuria durata 24 ore. li quadro clinico camb iò. per cosi dire, da un giorno all'altro, avendosi poi la guarigione. Ricordo un soldato con polmonite diistra, nefrite emorragica intensa, ci lindruria spiccata, polso frequente, aritmico (estrasistoli), il quale pure g11ari presentando poi una pleu rite secondaria streplococcica. In questi casi l'albuminuria e i fatti infiamma· torì e degenerativi a carico del rL"ne si sono dissipati con una rapidità particolare. In altri casi, malgrado delle previsioni ottimistiche, queste furono da un giorno a ll'altro modificate dall'insorgere rapido d el la cianosi, della dispnea e della adinamia cardio-vascolare. Quanto alla cu ra l'epidemia attuale d 'influenza ha visto sorgere, come durante l'epidemia del 1889-90, una schiera di medici illuminati, ipnotizzati dall'impor-tanza di un d eterminato farmaco o da un sistema di cura basato su concezioni apriorisl,iche, spesso stravaganti. Non mi è parso che si sia trovato nè un mezzo profilattico, nè un mezzo lerapc u.. tico diretto contro l'influenza. Nella cura s intomatica mi è sembrala giovevole la somministrazione precoce della digitale, d ella stricnina e l'ipodermoclisi con siero fi siologico adrenalizzato. Mi sono astenuto da l somministrare la caffeina non Lanto per il timore, che mi è sempre parso vano, di provocare l'edema polmonare, come sostengono molti autori fran cesi, ma perchè essa intensifica quello stato di agitazione e d'inson nia che spesso domina nell'influenza e che deve Yenir combattuto. In queste condizioni ho ricorso con vantaggio alla morfina in dosi moderate e non mi sono mai accorto di •ma azione nociva anche minima sul cuore o sul rene.
Le ricerche di laboratorio furono esttlse all'esame degli sputi, d el sangue, d ei liquidi patologici, delle orine, e l'indirizzo fu la 1·icerca del bacillo di Pfeiffer e eventualmente d 'altri microrganismi. La ric.~rca del bacillo di Pfeiffer nell'escreato non può eseguirsi colorando direttamente Jo sputo disteso sul vetrino. Un simile procedim,.mto coslituirebbe un Javoro inutile e le conclusioni che se ne potrebbero dedurre non avrebbero nessun valore data la difficoltà di r itrovare il bacillo. e specialmente di identificarlo. Non possono quindi venir prese in seria consid erazione le asserzioni di alcuni autori, come quelle di Renon e Mignot per. non c~tare che le recenti, i quali negano ogni valore al bacillo di Pteiffer nella presente epidemia solo perchè non l'hanno riscontrato colorando direttamente l'escreato sul vetrino. L'esame batteriologico deve essere un esame colturale d ello sputo ltsando quei procedimenti tecnici - lavaggi ripetuti dell'escreato in so2s -
Gio rnale di 111cdic/11it militare. -
F~sc. TII.
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)lon: C LINI CIIF: E HAT'J'ERlllLlJlilCIIE , J::C( .
luzio11 e sa lina s le rilizzala, diluzionc in l.Jrodo s lè r ile, se m ina su agur sangue - che pe mwLLono di elimi nar.e I~ ~viluppo di una g1_-an q.uantilà di saprofili e di oLLenert· le colonie tipiche d el bacillo d 1 Pfe1ffer. Ri nviumo per più ampi d e ttagli sulla morfolog ia e sui caratte ri colturali d el b acillo ai trntt.uli s pec iali. L'esame baLLeriologico de llo spulo venne eseguito in 29 pctzienli . I n 23 si consluLò la pr esenza de l bac illo di Pfe iffe r, in G la ricerca fu negativa, lo s i ritrovò quindi nel 8U % circa dei c11si. In quattro casi s i ebbe una coltura per così dire pura, il Pfe ifkr lrov,rndus i in simbios i con rari cocchi Uram-posili,·i. Nel rimanen te dL' i casi t•sso era m escolalo, in magi:ic,n.J o rninor e quant.ili1, ron cw·t lli Gram - pus1tiri o ,wgati,·i cnle rococco, micrococco calarra lè - od altri microrganismi; rarissimam ente si è conslalalo il diplococco di Frànkel. A volte fu n ecessario esaminare il prè parato con molla allen:r.ione prima di rilrovare dl'gli scarsi ammassi di bac illi di Pfe iffc r spars i qua e là . 11 l.Jacillo di Pfeiffer si lascia, infalti, sopraffare ne l!~ coltu re d a tutti que i microrganismi patogeni o non palugeni che s i sviluppano ins ieme. E di r egola ne i trap ianti s uccessivi di una collura impura di Pfeiffe r, questo fini sce presto o tardi per scomparire non sr iluppandnsi 11lleriormcn te che il micro r· ganismo as:,oc ialo. Nell'esame co ll11nlle qu indi di uno s pulo il fallo, che il bacillo di Pfeiffcr vi s i l ro,·a in quanlilit pirrllos lo scarsa, non ci auLnrizza a nt·gare per enlo riamcnlc la s ua impo rla mrn patogena, non d o, ve ndosi dimcnli t;arc che pe r insutticienza di lavagg i o per altro i numeros i saprofili dèllo spulo possono sempre prende re il sopr avvento anche s ul LL' rreno s peciale di collurn. Alla sll'ssa slregua di allri m icrorganis mi, com e il pne umococco, il bacillo d cl['inffoenza (adopero questa d eno minazione con le do \'ule riserve ) si ri lron1 pu re nello sputo allo s tato di s aprofila. Da quanlo ho osservato devo pe rò dir e che la sua p resenza nell'escrealo d e i non i11/lw·11~ati è una co nstatazione piuttos to ram. Avendolo ricer cato in un buon numero d i pazienti affeUi da tubercolosi poi m0 nare, non r ho riscnn Lralo c he una volta sola. Analogamenlc a quanto è stato osserrnto da dive rs i autori il bacillo di Pfeiffer f11 da noi lroYaLo con maggio r frequenza e facilità all 'inizio d ell'epide mia, nei primi g iorni della malattia e nei casi con lievi complicazioni polmonari. A ma iali.i a inoltrata o con g r avi complicazioni e a ma11n a mano che l'e pidPmia ~ andata affievolendosi, la sua constatazio ne è d ive nlala sempre più r ara. Ne1:rli ammalati ri'innrrrn za noi no n abbiamo mai isolato il b;ic illo di Pfeiffe r dal sanp-1,c, m escoland olo al l'agar liquido (!15°) e versando lo poi n elle scatole di Petri. Le ricerche da questo p unto di vista ,·ennero pralicate si,;1 all'in izio della malattia, s ia n el pe riodo di s tato , sia nel pe riodo ag-onico. Lo abbiamo invece r itrovato in un caso su quattr o di plcu ri te essudai iva, consec11li va all'in fl ucnzn. In fine esso f11 isolalo in colllll'a quas , pu ra d all'orin a di 1111 ammalato raccolta asettica mente seminando s u a gar s,rng-110 il scd imenlo ot trnuto dopo centrifugazione'. Ne llo s lesso paziente il bacillo d i Pfc iffr r era slétlo constatalo ne llo sp11to . I n altri casi l'esame fu negativo.
NOTF: CL I, ICIII:: E BATTERIOLOUI CIIE, ECC.
Tale essendo s lalo il ris ullato d ùl le no:;tl'e r icer che, dinnanzi a una terapia diretta negativa, par te ndo dall' ipotesi elle il baci llo di Pfe iffe r potesse esser e il g1::rme· spec ifico dellu mulaLLia , ci siamo chiesto se e ventualmente un vaccino pr e parato con questo rnic ro r 15anismo non a vrcbbc avuto una azio ne cu rati,·a. A talù scovo, ser·,·endoci di una coltura p11 rii, noi abbiamo preparato tre diluzion i differenti di vaccino pfe iffer iano, da iniettars i s ucccssi rnme ntè . Dopo aver d eterminato il g rado di tossicità sull'animale, s icuri di non venir m eno alla pratica m edica fondamentale, primo 11un 1wc1·rc, noi ubbiamo sollo posto al la vaccinoll'rapia un certo numer o di pazien ti e esallamcnle sei. Eccezion falla di 1111 ummulaLo entr uto ull'ospcdulc in condizion i ·m olto g ravi e m or lo d el reslo alcuni gio rni do po, tuUi gl i altri sono guar iti , a lcuni in modo rapidissimo. In un caso d i polmonite d estra con int0,1sa glome r ulo-ne frite che p()Le va contro indicare la cura e faLLi genera li g ra,·i , s i ebbe in b re\'e l'apir essia e ra pidame nte scomparr·c ogni lrnccia mac roscopica e microscopica d i sangue nelle orine, scomparre la cilindrur ia e l'albuminuria. In alcuni cas i s i praticò una sola vaccinazione, in altr i d 11e, 110 1\ si ricorse mai a lla teria. La rncc inazione s i act'ompagnò a volle con 1111 li el'e ria lzo termico pl'o vocando poi una cer lu reazio ne locale - a 1·1·osst11ncm lo d ella i:nle e d nlornbililil. . Mi guarde rò bene dal cond11d0rc a una re lazione di rclla fra vaC'c inotera pia e g uarif?'io nc: e ciò pe,· ragioni ovvie mn lleplici. In primo 1110g-o_ci man ca la prova del la s pecifìcil/1. d el bacillo di Pfe if'fcr, in secondo luogo si tratta di una malaLLia d i breve durnt.a, di una infezione c ioè nella quale l'immunità di gwlfigio111· per cosi rlire s i ott iene n el la maggioranza d e i casi s pontaneame nte, in un cor to periodo di ll'mpo non solo, ma s pesso anc he rapidame nte pe r c r is i. A difre rPnza di quanto s i osserva ne l tifo, in cui l'imm11nitù di iniarigione si stabilisce con lr.ntczza e dove quindi s i possono, fino a un certo punto, apprezzare i ri. sultaLi direUi di una te rapia specifica, ne ll' influe nza im·ece tale criterio ci fa forza tamente di feUo. Tn ogni rnodo Ilo c red ulo benr di segnalare il tentativo vaccinoter api ro, sebben e espr r ime ntato · in m odo ('Osi limi tato, per chè accanto alla sua innocuilit a$sol11ta esso mi ha da ln In impressione. di non essere fo rsr privo di valo re . De lle ricer c he m rl.ocliche, falle su più vas ta scala, potrr.bber o r isultare p iù persuas ive s ia da l lato preventivo che d a que llo curativo. Infine , eò è q11 i il m0menl,l fii par larne, nni uhhi ,tmo voluto ,·ede re se nell'influenza s i s tabilis cono le reaz ioni cosi d r lte d'immunilit. Partendo sempre dall'ipotesi che il bac.illo di P fr iffor fosse l'agen te s pec ifico, r,o, abbiamo l'ice.r eato la prrscnM di ag-p-lut ininc nr l s ie ro de i con,·a lescenti. li po/ne ag_q lutinante fu St'mpre trovato nullo, sia alla tem pe_ralu:a della stanza, s ia nel termns tnto a 37° anc he n e i casi in cui s i mise direttamente a contatto il s iero d ell'ammalato con il bacillo isolalo ifallo . s pnto e nei casi in cui il pa zient.e venne sollo pos to alla vaccinoterapia.
NOTE CLINICHt: E RAITERIOLOGIC.IIE, ECC.
Ed ora consideriamo un po' i risultali a cui sono giunti altri autori cd in altri paesi. Premello che la bibliografia sarit forzatamente mollo incompleta per rugioni evidenti nello stato attuale dei rapporti internlizionali. Se cominciamo dalla Spagna, alla quale spetta l'onore di aver dato il nome alla febbre, l'epidl'mia vi ha infierito nel magg io i9J8 e presrnlò tulti i segni clinici dell'influenza. Dal rapporto trasmesso .all'Uficio Internazionale d 'Igiene dal dottor Manuel Martin dc Salazar, ispettore genernle di sani Là a l Ministero dell' interno in Madrid, risulta che res:,me degli sputi ha fatto constatare un gran numero di germi diversi. Se all"in izio il bacillo di P feiffer (forse per difetti di tecnica o per i gum'i associati che ne nascondono la presenza) fu trovalo raramente, in segu ilo è stato verificato in modo evidente nel più gran numero di casi . In llalia, diversi autori, e specialmente il prof. Sampietro, hanno interpretato l'epidemia del maggio come una infezione da pappataci, senza portare d el resto nessuna prova diretta anche minima. La diffusione rapida dell'epidemia in tulle le region i del noslro paese, dalle Alpi alle isole, le complicazioni dell'apparecchio respiratorio in certi focolai d'infezione (Taranlo). escludono una tale ipotesi etiologica, e d alcuni osservalorf av rebbero constatato sin d'allora il baci llo dell'influenza (Balduino). 1ell'epidemia scoppiala a 'T'aranlo, Saccone ha isolalo dal sangue con una cerla frequ enza, specie all'inizio della malattia, un cocco Gram-positivo analogo ul mir.rococco telrageno. In parecchie centinaia di emocolture praticale all'opedalc Manlegna dovi:' :,1 rrcoverano specialmenle gli ammalati di tifo Ilo trovato in una diecina di casi il micrococco tetrageno. Mi sono però sempre ronvinto che si trattava nella grande maggioranza di inquinamenti arr.iden lali . l nfln<> nell't>pirlemia recente è stato idcnli fica(o mollo più spesso il bacillo di Pfciffer. In lnghillerra da un articolo pubblicato sul Oritish Mrdical Journtzl dl'I Luglio 1.018 ris ulta che gli osami batle1·iologici hanno rivelato in un gran numero di casi la presenza del bac illo dell'influenza, bacillo ri scontralo pure per quanto raramen te nel sangue. In Francia vennero fatle récentemenle le stesse constatazioni. Dujarric de la Riviérè, avendo irlr ntitìcaln molto spesso il bacillo di P feiffer nello sputo e non avendolo mai trovato nel sangue. lo ha ricercato nelle orine e in :o casi il risullalo dell'esame fu positivo. Infine Orticoni e Barlié in 62 emocolture trovarono 38 volte il bacillo di P fei ffer solo o nssocialo con nitri microrganismi. ·
Riassumendo, l'epidemia che ha visitat o nell'anno 1918 l'llalia e i diversi paesi d 'Europa non può che ascriversi all'influenza. Le nostre ric~rche di laboratorio e quelle praticale da numerosi osservatori hanno ri velalo con molla frequenza la presenza del bacillo di Pfei ffer nell0 sputo non solo, ma anche a volte nei liquidi patologici, nelle o rine e
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NOTE CLINI C HE E BATTERIULOUICI-IE, ECC.
nel sangue. D a quest'ultimo pun to di vista i risultai.i di Orticoni e Barlié, i quali hanno ott~nulo delle emocolture positive in più del 50 % d ei casi, avrebbero, se confermai.i, un'importanza n on comune. Certo non è prudente assegnare al b acillo in questione un'importanza etiologica definitiva, non essendo stata fornita la p:-ova _di una agglutinina specifica nel sangue o di altre reazioni umorali. A questo riguardo almeno le nostre ricerche sono state negative. In ogni modo il bacillo di Pfeiffer è il solo germe che possa, sino a prova contraria e ben stabilita, venir considerato come agente probabile d ella epidemia n ella sua forma fondamentale. Gli altri microrganis mi o non hann o n essu n valore o non possono venir considerati che come res ponsabili delle complicazioni se· condarie.
INFERMERIA SPECIALE DELLA SCUOLA MILITARE DI MODENA
L'INFLUENZA IN DUE RICORSI EPIDEMICI (primavera ed autunno 1918) per il dolt. Vittorio Calò, maggiore medico, di rello re.
P uò riuscire interessante, dal punto di vista epidemiologico, abbracciare con un solo sguardo le due manifestazioni di influenza verificatesi in questa Scuola in due diverse slagi:;ni o fas i dell'attuale invasione pandemica. Due corsi differenti di allievi ne sono stati colpiti: il 3° e il 6°, costituiti da ci rca 2500 allievi ciascuno. - Il raffronto 1ivela una d ivt)rsa fisonomia fra le due manifestazioni di cui si tratta e di tale d iversità, come della natura e della m ul tiforme van etù degli aspetti cl inici d ella mal attia, ho cercato di rendermi il più esalto conto possibile. L a prima epidemia di influenza si manifestò d al i al 15 giugno 1918 e_ CQlpì il personale lui.lo di questa Scuola: Ufficiali, allievi, stato maggw•·c e fam igli . Stimo opportuno forni re alcuni dati e schiarimenti che valEsano in qualche modo a definire la nat.ura di questa forma morbosa, le Cui caratteristiche si possono cosi riassu mere: 1° mitezza del decorso; 2° rarità di complicazioni e di successioni morboso; 3° una diffusibilità cosi g rande da doversi escludere ogni priYilegio di immunità congenita. Note t7JidemiolooichP. - L"epidemia ha avuto una durata esatta di i5 gior ni. La massima parte degli ufficiali e d egli allievi è stata colpita nella_ settimana d al 1° all'8 giugno; gl i altri, che sembravano esser rim~s ti indenni fino a quest'ultima data , sono caduti ugualmente amm ah\~i nella seconda settimana daJl'8 al 15 giugno, presentando anzi q 11 est1 ul~imi una maggiorù gravezza d i sintomi. L'ultima settimana di maggio era stata caratterizzata, dnl punto di vista meteorologico, da 0
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L'INFL U t:NZA IN DL' I:: III COHS I EP IDD II C I, ECC.
un improvviso e no levolc abbassamento de lla tcmpCJ'alura e da pioggie to rrenziali. Nessuna diffe renza è stula no tata fra g li allic ,·i alloggiali in ca serme varie e a pian i di,·c rs i; mo lte compag nie sono ins ta llale in piani elevali corris po ndenti a i te rzi e quarti piani de lle abitazi on i civili. Anche g li uffic iali abitanti in te rzi pi a ni sono s tati colpiti . Nessuna traccia di pappataci è s tata an-e rlila nrnl g r udo. il più allento esamC' . Si11tu111,1tologùt 1' decorso. - Gli infe rmi hanno t.ulti aHerti lo bri, ,·idi n on fo r ti, m a ripetuti, c he hanno segnato costantemente l'inizio d i>lla malaUia: d etti b rividi sono insorti senza prodr0mi, in pieno s taLu di benessere e de terminati , no n · da sensazioni generali cd is tantanee di freddo intenso quali s i Yerificano PL'I' la ft'bb1·c m alar ica, per la h'bbrc su ppurativa o per la polrno nilc c rupal e; ma da lieYi car ezzat urt! o da liev i ondate di frr cldo risa len ti dag li arti inferio ri, pe r il do rso, alla Lesta. Do po i primi briYiùi la temperatura incornincicL ad aum e nta,·e Jen lanwnlc pe r· raggiungere il s uo acme in 5-6 o re: riueslo a cme ha rnriato cta indi,·iduo a indi1·iduo, ma nella 111aggiornnza de i rasi s i è agg iralo sui 39°; alcuni poc hi n on hanno su pe ra lo i 38°; pochissimi h1m no r aggiunto i .rn• cd o lt re . 11 Jl°olso ha sempre scgu·1to l'asc1':;;a d ella le mJ H' ral.ura con il cons11c l0 costante rappc rto di ri rca 15 pulsazion i l!1 più pe r ogn i g rado maf:·~nOl'l' di temperatura. I primi s intomi in iz ia li s i son quas i sem pre a vuti ,·er so il mC'r i1?g-io: l'ac me è s ta i.o quasi sempre r aggiu nto nelle prime or e de lla nolle e la nolle ha rap prrscnlato il periodo di stato d ella m a lalLia. L'ascesa de lla te mperatura è s i.ala sempre a ccompa[!nala da forte ce rulea a lipo g ra ,·ati\'O e da d olor i a tipo r eumatico in part i fi:;;;~ de i corpo: a i g inoccl1l (d olo re vago a m a nicollo ), ai lombi (nel t.11llo s im ile al la comune lombaggine) , ag li occh i o meglio all e o rbite nel territo rio rli distribuzione d e l ne rvo sopraorbita rio (d l..lorc ottuso, s pecial n1t'nlC' nt'i movime nti d e i bu !bi ocu in ri vers0 l'alto) . l'na li e,·e infiammazione catarrale di tutte IP m ucose h a gcne ru.1 m c nle accom r,agnalo f'inscirgcre rle ll,L malallia colla caralleristica pPrè rii essere tale infiammaz ione limitala alle porzi oni di mucosa prossi me a lle apE:rlure nal11ru li. Così abb ia mo cons talato lieve infiammazione rongi11n ti ,·alL: senza lac rimazione; lie ,·e infiammazione del l,t mu cosa nasale spnza partecipa zio ne d (~i seni; lie ve infiammazione fa ringo-lann· ~ea senza diffusione allo stomaco a i bronchi ; lieve infiammazione ciell'ultima po rzio ne rie l colon sL•nza risentimento della p.ir!e alla (colon a,:rendenle , t , as\'erso e dic;eC'nd t n t(:j . Gli a m malnli s i pr esl·n tarnno ros:ì i in rnlLo, ahbatt11ti, inequ it.'li . qualche volta a g itati e anc lw de lira nti (spec ialme nt e q11e lli rlella seconda settimana) ; la ling 11a nella ma,:sima parl P de i casi appari\'a rletcrsa, rosea e 11mida: nt'ssun fetore cle ll'alilo : 11na IMse stizzosa, moil'Sta . senza cscrC'alo , Lo:rl ir ,·a ag-l i infC' rmi o,g-n i pos!<ihiliU1 di ripo:>o : han nCI p,tssalo l1itli la prima nolte q,ws i compldamenlt1 insonne. L'C'san,c pa lpati,·o e auscullalivo d (•i l'infl1 r mo non ha mai dato h1ogo a d alcun r ilirvo rl'im porlanza; asst nza dì frnomcni tor acic i, se s i t1,li-r11 qual('he lie ve e ra ro ronco; n ' nlre lnittabìll'; Yisceri toracic i e addomi· na li ne i limiti no rmali e nnrmnl mrntr funzionan ti .
L'IN FLUENZA IN DU E RI CORS I EPWEM!Cl, ECC.
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Il periodo di s lalo ha duralo quas i r.ostanlafnente solo una notte, al termine della quale 11n 'abbondanle s udorazione ha determinato la risoluzione rapirla rlei fatti acuti , l'ahbassamento graduale del la temp eratura e la séom µa rsa dei fenomeni s ubietlivi. Prima a scomparire • € la cefalea: i d olori re umatoidi s i dileguano più lentamente ; p ersis te invece la tosse s tizzosa che di vie ne leggermente umida e a scarso escreato esclusiva monte mucoso: la ling ua si fa. leggermente patinos a. La seconda giornata lrascorre così in una graduale e sens ibile attenuazione d i Lui.li i s intomi e l'ammalalo mostras i più animato; il riposo e il sonno d iventano finalmente possibili nrlla seconda noUe che esercita· cos ì un forte potere riparatore. La te rza g iornata s i inizia complelament.e api rettica e in buon e cond izioni gen era li; l'ammalato s i alza, rict:ll'ca volen tieri cibo e be vanda ; e ntra in piena convalescenza. Questa te rza giornata è pe rò can1LLeriz-zata da due fw omeni, di cui il primo è cos tante, il secondo freq uentissimo se non costante, e cioè : una g rande prostrazione di forze e un abbassamento notevole della voce. La p ros trazione di forze è in gen ere ·di breve durata: al massimo due f!iorni. L'abbassamento di voce invece dura più a lungo e permane poi più a lur.go lo stimolo ins is tente 1.; irr jtante della tosse. Esami batteriologici. - Ho 111·:lticalo numerosi esami batteriologici <!egli escreati e d el muco rino-faringe0 ed ho costantemente riscon trata la presenza d i bacilli morfolo)?;icamente identici a quelli d ell'influ enza; in alc uni preparati essi erano numerosissimi e sparsi da per tullo; dentr o il protoplt.. 11a cel lulare e n el c~mpo del preparalo, quas i come se s i ro~se trattato in. ques t'ultimo caso di c ultura pura. Naturalmente tale reperto, com'è noto, non può a,,ere che il valore <li granda p robabilità; a completame nto, infott.i , d el reperto occorrono gl i esami cullt,rali; 'tal i esami peraltro, eseguiti col con corso e coll'a iu to cli mezzi g entilmente forn itim i dall'ufficio d' ig iene municipale, non hanno dato risultati troppo probativi. Diagnosi. - Debbo premellcre che in t re soli cas i s i sono avute complicazioni bronco-polmonari, in due s i è ve rificala come s uccessione morbos a la ple ur ite essudativa e in uno una nefrite parenchimatosa a·cula. U n solo esito letale verifica tosi il 16 giugno per bronco-polrr:onrte . A quale quadro clinico dobbiamo riportare una s intomatologja così ~os tan te e pur così diffusa? L'insieme dei· s intomi suddescritli ha richiamalo l'aLtenzione nos tra su tre forme cliniche ben conosciute e ben dis tinte: l'influenza, fo febbre dei' tre giorni e la comune febbre re umaLica. Quest'ultima però sembra d a escl udere subito e in modo assoluto pe r rag ioni e p idemiologiche e clinic he : pri ma di tutto la febbre re umatica non assume mai il carallere così nettamente e pidemico come si è riscontralo nella fo r ma clinica in esame. In secondo hiogo la febbre re umat ica present.a caratteris tiche clini-che b en diverse d à quelle sopradescri tte: il brivido iniziale vi è int.enso, generale , improv.viso ed unico; &i ha sempre un vivo riscnlimenf.o d elle a mig dale che nel la malattia in er:.ame è com pletamente mancato; infine nella febbre reumatica, pur avendosi la partecipazione a ll'infiam-
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L ' JNFLl.'EN ZA IN DU E RICORS I EPIDEMICI, ECC.
inazione di Lutte le mucose, non mancano mai delle localizzazioni, e queste loculizzazicni hanno per ca ra ltcrist.ica di colpire l'organo di minor resistenza proprio di ciascun individuo: ne deriva una estrema varietà di forme cliniche fra individui e individui, avendosi in uno la ~(l,..,na gastrica, in un altro la forma intestinale, in alLro la forma faringea, in altro la forma laringo-tracheale, in altro ancora la forma pleurica, • e così via. Nella forma clinica in e,:;ame le localizzazioni vere e proprie sono a.ffalto mancale e si sono ·avute invece, come abbiamo visto, rare . ìe complicazioni e più rare ancora le suecessioni morbose . Ragioni r pidemiologiche e cliniche tenderebbero pure a fare escludere la febbre dei tre giorni: a quanto finora ris ulta, essa è legala alla presenza dei pappataci e di essi non s i è avuta tracc\ia nell'epidemia testè trascor!,a. E' noto, inoltre, che i ·pappataci difficilmente raggiungono i piani elevali, mentre nell'epidemia in esam e non so110 stati risparmiaLi affatLo gli individui alloggiati nei piani superiori dcl1a Scuola e nei terzi pinni delle abitazioni civili. Le rag ioni cliniche che fanno escludere la febbre dei tre gtorni sono: assenza assoluta in tutti del petiodo prodromico; la brevità della durata del periodo febbrile ; l'assenza di ogni er~tema cu taneo; la brevità rlella convalescenza; la maneanza assoluta cli recidive, e, in ultimo, la p resenza costante di brividi inizi ali. Il quadro clinico dell'influenza a fMma lieve sembra invece meglio d egli a~lri iLltag liarsi all'epidemia in esame per quanto sembri ostarvi la stagione inolLrata in cui l'epidemia stessa è comp_arsa: devesi tener presente peraltro ch e lo scoppio dell 'epidemia è sLato preceduto da una seLLimana (quella u!Lima di maggio) di vuriazioni meteorologiche i nsolite e strane che hanno portato a un generale, brusco e notevole abbassamento della pressione e della temperatura almosfuiche. Oltre alla pedetta analogia dei sintomi . è staLo constatalo, come nell'influenza, il carattere di contagiosità e la diffusibilità estrema della malattia che ha colpito la generalità delle persone senza esclusione di sorta; come nell' influenza, si è constatalo un vero e proprio periodo epid emico chiuso in ristretti limiti di tempo: come nell'influenza a, forma pandemica, infine, si è verificata la mirabile costanza di un d etermi11alo quadro clinico in tutti gli individui dell e più ùiverse età e d ei più vari temperamenti Le sole obiezioni ehe possono farsi sono: la rarità d elle complicazirmi e la brevità d ella convalescenza; ma, trattandosi di forma lieve e tenuto conto d ella stagione diventata subito propizia, tali obiezioni perdono mollo del loro valore e non sono di tal grado, a mio pa rere, da far negare il tipo di influenza all'epidemia in discorso. Profìla.~si e cura. - Le misure profilattiche adottate sono state le seguenti: ' a) nidolte le esercitazioni fisiche al minimo possibile per evitare ogn i a ffati camento; b) Evitare con ogni riguardo le cause reumatizzanti e i bruschi raffreddamen ti· e) Curata in modo spcci11le l'igiene delle camerate e delle aule di studio;
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L' INFL UENZA IN Ot;I:: RICORSI EPIOE:\11 C.:l, ECC.
ti) Larga concessione di r iposo agli allievi
per ogni più lieve ma-
lessere; e) Abbondante somministrazione di prepara.ti di chinino.
La cura ha consistito in riposo assoluto in leUo, limitando il rie-)1·ero in infe rmeria o in ospeaate ag-l i ammalati p iù gravi; dieta leggerissima e prevalentemente liquida; larga somminist razione di limonee vegetali e di preparati di c hinino w n la prt:.ferrnza per il salicilato, clìe si è dimostrato part,icolarm en te indiruto per facilitare e rendere più :·apida la risoluzione clei s intomi. Nei pochissimi casi a temperatura· mollo elevala si è provveduto al-· l'applicazione della vescica di ghiaccio" sul capo e alla somministrazione di ghiaccio per becca. Nei casi pure pochissimi di notevole depressione cardiaca si sono . usati con b uon esito i cÙdiocinetici e i farmaci ad azione stimolante. ·
La seconda invas ione epidemica si manifestò n el m ese di ottobre 1918 fra gli allievi d el 6° Corso: q t1esta seconda epidemia, ha presen-
tato le seguenti caratteristiche : 1. Maggior gravezza d i sintomi e maggior durata n el decorso; 2. Maggior freqt1 enza di complicazioni e di successioni morbose; 3. Una minore diffusibilità, per cui po,:o più della quarta r .. rte degli allievi fL: col pila dal mal e (esattamenl.e il 27 %ì. essendo caduti 'lmmalali n. 677 allievi sopra un numero complessivo di 2505 (ivi compresi i 143 allievi czeco-slovacchi). I d ecessi verifìcat.isi lin questo periodo epidemico (l'epidemia ven e propria, preceduta e s11sst'i;uita d a ra ri casi sporadici, ha avuto una durata esatta di 21 giorni ) furono :!2, dei quali uno avvenuto per causa estranea all'influenza (e moltisi tu bercolare); il numero dei morti p erciò presenta una proporzione pari al 3, 1 % dei colpiti e al 0,83 % tot;!.]e degli allievi. Me ntre dunque nella pri mave ra decorsa si trattò di una vera e propria pandemia influenza le a forma lieve, si è ora avuta una epidemia a diffusion e limitata, ma con più gra\"i caratteri . E' da notarsi subii.o come il personale addetto alla Scuola sia stato colpito in modo non uni· forme , ma vario secondo le varie categorie che lo compongono: il seguente specchio lo dimostra con una eviclenza indubbia: PERSONALI
al 5 ottobre
PORZA
COLPITI
- ---
•
Ufficiali
N.
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A lii evi italiani (2362 1
•
A lii evi czechi (14.'l)
•
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Totali generali
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MORTI
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L'INFIXENZA IN DLE RI CORSI EPJDEMICJ, ECC .
Da queslo s pecchio si d9ducc c he gli allie Yi hanno costituito la grandissi ma maggioranza de i colpiti e d ei morti; mentre il person;ile d~lle altre categorie , clJe trova vasi· quas i tutto presente nella 1' quindicina del giugno ert aveva in quell'epoca contratta la malattia, ne è ora rimasto quasi com11le Lamente 1mm11nc . Con indagini fall e pe rsonalmente ho potuto constatare anche che g li allievi non colpili d a ll'influc11za nc ll'aUuale sua invas ione ne erano stati per la maggior parte affolli in altri luoghi ne lla primavera e nella estate d ecorse. Aggiungo che nella primaver.<J. fu colpito inte ramc11te il personale m edico e d'assis tenza;· m e ntre questo stesso personale è r imasto prJsentc me nte illeso. Questi raffronti e queste cons tatazioni dimostrano in m odo prC$SOchè inconfutabile che l'infiu,' nza propriamente de tta conferisce una - quas i completa immunità a coloro ch e ne soffe rsero antecedenteme nte o che questa immunilù ha una durata non inferiore ai qualtro m esi. Le co mpagnie, costituite co n ci rcu 100 a ll ievi ciascuna, hanno dato 1111 contributo vario all'epid em ia: le maggiormente colpite sono state le otLo allogale all a caserma Cialdini, una d elle quali (la 19ia) f: ;!.tra n e l quadro con be n <19 colpiti: la meno toccata è s tata la 3/a compagnia con soli 6 colpili. All'infuo ri di una maggiore esposizione alle cause re umatizzanti d egli allievi alloggiati nella caserma Cialdini, nessuna altra causa apprczzabik s<'mbra g iustificare i l m odo vario con cui le compagnie furono visitale dall'infl11enza. Sintomatologia, decorso, ("Omplica:.ioni Pd esiti. - La maggio r parte de i casi ha avuto forl:111atame nle as peLlo benigno, pur presentando in genere una s intomatologia assai più sr ria di cpielìa r i ferita d ettagliatam e nte più sopra . La fe bbre, su cu i si impe rnia il quadro clinico dell' influenza, ha raggiunto e le vatezze di molto supe riori a quelle del giugno ed una maggior du rata, presentando pe riodi di stato di lung hezza varia dai 3 ai 5, ai 10, ai 15 g-iorni e più; s i sono cons tatale lievi r em issioni, indiffe rente m e nte mallttline· o seroLine e la d0ferve~cenza (quasi sempre per lis i) si è svolta. in generale mollo le ntame nte con frequenti ritorn i fe}:)brili ostinali e ribe lli aa ogn i trattamento l.e rapeutico. Più accentualt: e più p rofonde le infiammazioni catarrali d i t11tt.e le mucose con magg iore tendenza alle localizzazioni, per cui si è registrata una maggior t endenza al lo s tabili rs i di form~ vc1rie o tipi, avt!ndosi così un'influenza a tipo bronchiale, a ti po inlcstinafr, ecc. Ca ratleris lica del l'atluale manifestaz ione epidemica è $1.ata la fre. quenza , la rapidità o 'la profondilii,.con cui si è vi:1rifìcata la debilitazion e g-1·ave d e lle con d iz ion i generali; cosi d>l ripe te re in m olti casi il quadro delle più gravi intossicazion i: da cond izioni perfettam ente normali il polso è spesso salito rapicla rnente in poche ore a ·120, a HO pulsazinn i al minuto , pcrdc nclo presto il regolare rapporto colla c urva ter- • mira: profus i s udori a!t,c rnati lumult,uariame nle a pe riod i di forte ars ione; spossatezza gen erole fìnn a raggiungere in alcuni casi la sen sazione e l'as pe llo obielii vo d el l 'a mbasc ia; vomiti, cefalee in te nse, t remori , ag itazio ni di rnrio _grado fìno al delirio concorre vano spesso a dare al quadro clinico un carattere di ind11bbia gravità .
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L lNFLt:J::NZA IN DCt: RLCOR::>I t:PIDE:\tlCI, ECC.
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Su ques to sfondo lo$siemico, se non vogliamo dire seUicemico, era naturale avessero buon gi uoco le compi icanze viscern Ii che infatti &ggravarono, purtroppo spesso, il giiL serio d ecorso della malattia dando ragione dei numerosi esili letali lamentali. Credo opportuno fermarmi Qlli un momento a dis tinguere tra le localizza:ioni della malattia da me so pra ricordate come causa della varietà di forme o tipi clinici (influenza a tipo bronchiale, influenza a tipo intestinale, ecc.) e le complicanze cui ora ho a11uso. Le prime ~,mo costituite da process i infiammatori attivi a sed e ben definita; rap;)!'l.'-;entano la naturale reazi one al l'agente morboso secondo una p red is posizione organica che sembra propria e diversa ih ciascun indi,·icluo; per cui, secondo il grado di recetlivitit dei dive rsi o rgani nei di n·rsi indi vidui, si manifesta una elettiviti1 corris pondente per parte d ello s tesso agente rn.orboso. Cos ì, aò esempio, s i è avu la la forma di influenza a tipo bronchiale negli individui che prescnliLvano an che p er lo innanzi una speciale facilità ad ammalarsi di affezioni bronchia li: 111 forma enterica n ei soggeLti a facile risen Li men lo inll'slinale, e così Yia. Queste localizzazion i non si ernno constatale nella pandemia dl.'l g iugno; probabilmente a causa dell.a sua estrenm mitezza e d ella brevità nel d ecorso d ella malattia . Le com11lican-:;c invece so1·vcngono a ma lattia già s tabilila, si innestano sul quadro già grane del la malallia stessa e, anzichè reazioni ,·ere e proprie d el(!rminale da processi infiammatorì allii1i, semhrnno piuttos to espressioni di turbalo equilibrio dinamico, per cu i s i formano zone più o meno vas te di minorala capacità vitale o di ccdim,·nl:J riclla resistenza organica; nelle quali zone tu Lti i rappresentanti della flora batterica comune (segnatamente i piogeni ) vengono a t rovare facile terren o .di irr.pianto e di sviluppo j. Gli anatomo-patologi, infatti, (secondo le più recenti notizie) parlano constanLem ente di Alterazione dei tessuti viscerali · senza s peciale predilezione di sede e i batteriologi hanno rivelato la presenza nei tess11ti alternli di una flora ballerica mis ta con assoluta prevalenza -dei comuni piogeni. E ' ve ro che nel campo clì nico s i pa rla quasi esclus ivamente di complicanze bronco-polmonari" o di infezioni generalizzale (setticemie); ma ciò dipende dal fallo che, mentre i fenomeni bronco-polmonari sono facilmente rilevabili coi comuni metodi fisici di esame, le lesioni distruttive rlegìi allri visceri non ci si rivelhno con ugual facilità oi precisazio n e; per cui s iamo ind0tli più volentieri ad attribuire in ques ti casi la g ravezza d ello stato generale ad una callsa generica, solo perchè ci sfuggono le sue precise manifestazioni locali. · La distinzione pertanto sembrami non a\"Cir più la ragion d't'sse rc : le ri,;ultanze analomo-patologiche ed i rq1Prli baU.eriologici debbono servire ad unificare il conccUo e a preslare alla Cl inica una interpretazione un i. forme conglobando nell' uni co tipo tossir:miro tanto le forme gravi ger:cr.alizzate quanto quelle in cui è rilevabile una .part icolare al te razione d el parenchima polmonare. E c h e al la debilitazione g-enen1.l e prorloLla dalla ma lattia debba fars i risaiirc l ' ins orgere di quesle complicanze è d imostralo, a mio parere,
L' INFLUENZA IN DU E RICORS I EPIDE~UCI, ECC.
dal fatto che le stesse complicanze, sotto le meòesime forme, abbiamo veduto insorE,ere n ei più gravi sLati di schock traumatico, cui la presente guerra ha d ato tante occasioni di osservare n elle primissime linee. Provvcdinu•nti adottati per la vro(llas.,i e per la cura. - Oltre ai provvedimenti adottati. nel giugno ed elencati precedentemente, oltre· alla rigorosa O!:Servanzu delle norme emanate m proposito dalle superiori Autorità, si sono adottati nella Scuola i seguenti provvedimenti : 1. Assicurato il pronto isolamento d ei colpiti da influenza coll'istituzione di tre infermerie provvisorie in aggiunta a quella speciale già esistente n ella Scuola, in rnodo che così si è potuto disporre di n. 350 posti letto completanicnte separati dai locali di uso comune della Scuola. 2. Disciplinato il pronto smistamento dei colpiti col criterio · di lasciare i leggeri presso le infermerie provvisorie, ricoverando i gravi nella Infermeria speciale e trasportando i gravissimi negli. Ospedal i locali. 3. Istituzione di una Compagnia speciale alloggiala in locale apposito esterno alla Scuola e destinata alla temporanea assunzione in forza d ei com·alescen!.i di influenza usciti dai luoghi di cura. P er questa Compagnia speciale il Comando deJla scuola istituì un apposito orario di quasi completo riposi> e stabilì una adatta vittitazione corroborante (permanenza dei ccmvalescenti n ella Compagnia speciale da tre a cinque g iGrni). 4. Intensificato il turno d ei bai;-ni, in m0do che ogni alli~vo o soldato potè fruire di un bagno alla settimana: cu rala l'igiene personale e provveduto pel lavaggio delle mani prima di ogni pasto. 5. Istit.uzione di una speciale squadra di disinfezione composta di dieci uomini e g uidata da un esperto sotluflìciale di sanità avente per còmpito c1; percorrere g iornalmente t11tt1 i locali della Scuol:l., assicurandone la perfetta pulizia e la evtmtuale dis infezione . 6. Assistrnza ben diretta e hm cnndoU.a degli ammalati, la quale, in m ancanza di ritrovati snecifici, rapnresenta il cardine: della cu ra deg li influenzali. Con tali misure rigorosamente osservai.e si è potuto ridurre al minimo possibile il numero rlr i col piti e q11ell o più d oloroso d r i decessi. Dico " al rT!inimo possibile», perchè infatti la natura della m,,i;tttià è tale ·che non s i hanno contro di essa mezzi atti a tagliare completameni.e le strade alla sua diffusibilità. Credo di d over dire una parola anche su quest.o; giacchè da tutto quanto è stato detto e stèimpato a r111esto pro posito non possono risultar chiare ai profani le rag·ion i vere d ella n ostra impot.enza; cosicchè han potuto sorgere e prendere piede voci sinistre e si è lasciato veramente credere ch e la Scienza medica brancolas;;e n el buio su questo argomento. Quantunque sia tuttora i n questione la natura precisa dell'agente s pecifico dell 'inf11H•nza, è però certo, se non altro per l'analogia c~n le altre malattie infettive, ch'esso è costituito da un germe patogeno che s1 lrasmelte d al malato al sano, ed è unche certo, per ragioni epidemio-
r) JNFL U l::_NZA IN DUE RI COR::i l EPIDE:\IICI, !::CC.
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logiche ch'io non starò qui nrÌ en um<'rare, che il veicolo di trasm i.ssione è l'aria o, per meglio dire, il pulviscolo atmosferico in cui vengono rive,·sati i germi emessi dal malato colla tosse o cogli escreati. Ora è chiaro che noi non possiamo sterilizzare l'aria come facciamo dell 'acqua, d egli abiti, degl i ogget.Li letterecci, d elle pareti, de i pavimenti, ecc. L'unico m ezzo proleLLivo può essere la fillrazionc, ed è per questo ch e si sono cost.rutte e messe in uso adatte maschere; ma anche queste non sono una protezione di assoluta garanzia, giacchè, per o\·vie ragioni, vien pur l'ora durante il g iorno in cu i d obbiarn togliere la maschera per soddisfare altri bisogni p ropri d ella nostra n atura. Fortunatamente la maggior parte d elle malattie infettive si trasmette per altri veicoli che non l'aria, ed è perciò che verso di esse (Gom e .il colera, il tifo, il vaiuolo, la peste, la malaria, ecc.) la lolla ingaggiata dall 'uomo coi mezzi che la scienza gli ha forniti in questi ultimi decenni ha a vu to l'ottimo esito che tuUi conoscoM . Per le malattie infettive invece che s i trasm ettono per mezzo dell'a ria, la nostra impotenza è mani festa: basti citare l'esem pio della tubercolosi, i cui germi appunto s i riversano nel pulviscolo atmosferico colla tosse e cogli escreati degli infermi, precisamen te come avviene per l'influenza, per passare poi coll'inspirazione negl i organismi sani; ebbene, per quanto la scienza si sia tanto vi vamente interessata d a tempo per combattere la di.ffusione di questa malattia, i suoi sforzi sono stati costantemente vani e nessuna barriera si è riusciti ad opporre alla trasmissione della ma lattia m edesima. Come d unque si è tuUora im potenti a limitare la d iffusione della tubercolosi, nello stesso modo e per le stesse ragion i non è stato pol11to arrestare il fatale decorso d ell'influenza tutte le volte che se ne è aperto il ciclo pandemico: dalle reggie ai tugu ri questa malattia, eminentem ente egalitaria, non ha risparmiato nessuno e sembra, per i rilomi periodici che sono a nostra . conoscenza, che ogni generazione d ebba fatalmente pagare il suo tributo a q uesta singolare affezione.
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CASUISTICA CLINICA 6astro-enterostomia retro[oli[a in un caso di stenosi pilori[a da tanuo diffuso alla parete posteriore dello stomaco per il prof. Alfredo Berncc1ua, magg iore medico, docente nella n. Unive rsità di Napoli, consulente chirurgo tie lla 7:t Arma ta .
Me ntre nelle forme iniziali di carcinoma pilol'ico l'indicazione operaloria più appropriata e r adicale è la resezione gasLrica più o meno generosa, a seconda dell'estens ione del neop lasma e la diffusione dello stesso ,Llle par eli dC'IIO stomaco, nelle forme avanzate in cui il n eoplas ma pilorico ha acquistalo vaste aderenze cogli organi vicin i, specie col fegato, non resta che la sola cu ra pal liativa: la gastroente rostomia. Tale aUo openl!.i,·o nun ha alLro scopo che di alleviare per un certo pel'iodo di tempo le S\lffore nze che I.a stenosi pilorica apporla ai poveri pazie nti, e di evi tare lo stato di ,nar.izione, il vomiLo, ecc., all1mgando la vita a questi infel ici in condizioni di apparente bene:ssere. Anche nei casi in cui il tumo re pilorico, oltre alle aderenze cogli organi vicini , si diffonde per esteso !rallo a lle pareli ga:;triche, specie alla 'po::;Leriore, e ne infilLra luLLe le tuniche, non bisogna scartare tale procedimento, e se le condizioni (a!enr rali dello infermo non sono del tutto disperate, ocrone ricorrervi senza esitazione. Giacchè in tuli casi , qL1anlunque l'anasLomosi vada a cadere necessariamcnle su l lc'ssulo infiltrato dal neoplasma, l 'esito immediato è parimenti soddis facente : i pi a ni di s11tu ra s i saldano e si consolidano pcrfeLLamc nt.,~. in modo da aversi la comp leta canalizzazione del lo stomaco coll'intestino; scompaiano i dolori, l'acidità ed il vomito; la nutrizione si ripri stina, e g li .infermi migliora no e sembra.no ris tabiliti per un certo periodo di tempo. Natuntlmen le bisog-nerà prescindere da quei casi, i quali, pe r le cond izioni generali assai g ravi o per complicanz_e, soccombono all'alto operativo. Può far fede a c11111 nto si è dello la seguente osservazione nella quale io ho eseguito ta !{ast.ro-enteroslomia posteriore, nell'ospedale civile di Brescia, per col'lesiu di uno dei chirurgi di quel Nosocomio, il capitano medico F e rron i, che ring razio. Storin clinica. - G. Cleonle, fu Luigi , di Bologna, di anni 49, tornitore, cel ibe, a 20 anni, d urante il ser vizio militare, soffrì di pleu r ite a d estra, di cui g L1arì complelament0. Soffrì poi di blenorrag-ia; i genitori morirono .vecchi di nwlatlia che non sa precisare; ha sei fratelli che godono ottima salute.
GASTRO-ENTEROSTO\l lA RJ::TROCOLlCA, ECC.
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Le sue sofferenze comincial'ono, a dire dell'infermo, un mese e rriezzo prima di operarsi, con un dolorello e senso di peso all'cpigasLrio, specie dopo i pasti. Quindici giorn i prima del suo ing resso all'os pedale, cominciò ad avere vomiLo con aciditù, vomito che si manifes tava prima ·ad inte rvalli lung hi (due o tre giorni) e poi tulli i giorni, non appena ingeriva d ei cibi anche !iq11idi. I n queste condizioni s i accorse che d imagriva e che le forze gli venivano me no. Alvo s titico. H a continuato a lavorare fino al 24 a)Jri le in uno s t,,bilime nt.o industriale, e poca in cu i fu costreLlo a s1111, t1 ere, essendosi ferito all'indice della mano s inis tra. EnLrò iwll'ospedale civilt3 di ·Bresc ia il 12 maggio 1918. Esame obbiettivo . - Tndividuo r:li cost.ituzione scheletrica normale, con nutrizione ass ai scaùula.. Sistema muscolare misero - pannicolo adiposo quasi scomµa rso - colorito g iallo pag lie rino della cute con pallore manifesto d elle mucost~ \"isibili. Sis tema glandolare normale. All'esame d ell'addome si nota lo stomaco alq11unlo dilatalo, con un Lumore palpabile in corrispondenza d el 1Jiloro, della grossezza di un uovo di pollo, a limiti non be ni;) delcr·minabili. Vi sono i se6 ni dell'insufficienza molo ria d ello stomaco, riscon tra nel osi residui al im en lari al mattino a digiuno . Gli altri organi inte rni sono sani. Si nota un'ernia inguino-scl"Olale a d estra; nel sacco e rniario è contenuto un corpo a superficie IJernoccoluta, d11ro, irriducibile (omento). Owra:.ione. - 14 mafr,!!"io 1918. Anestesia eterel)-cloroformica. Aperto l'addome . lo stomaco si presenta dilatalo, con un tumore pilorico del!a grandezza di una mela, fortémenle aderen le alla s 11perfi cie in feriore del fegato, di consistenza dura sci rrosa. Le pareti ~rnstriche, specie la pos teriore, s i presentano is pessite ed infiltrate: l'epiplon gastro!' pal ico s i presenta ispessito, relrallo ed aderente in vari punti al peritoneo parietale. Eseguo la ,gastro-en t,~ros iom ia pos teriore trans-colica f.rasYe rsa le, d opo avere s briglialo il g rande epiplon nei punti µiù retraili. Trovo molla difficollà nello ~tinu·ti la parei.e posteriore dello s tomaco, per uffidame una plica alle bran c he d ell'cnterostalo, date le ade renze e !"infiltramento n eoplas tico delle sue tun iche, che appare più manifes to n<:l f", ne l'incis ion~ e poi la sutura, elle eseguo in Lripl ice strato (sieros:tmuscolare-e mucosa) nel praticare l'anastomosi col digiuno. Il decorso post-operatorio fu regolare : tntnnu un lieve aumento di lemperalura nei primi due giorni , c he non s uperò i 38 C0 . , l'infe rmo n on ha avuto altri disturbi. La canalizzazione gas tro-intestinale si è regolarizzala presto; è cessalo com rilèlamt'nie il v0mito, ed a l settimo g iorno l'infe rmo potelle os<;ere nulrHo regolarmente. All'oltavo giorno venne ro tolti i punti: guarigione per prima. Al 20° giorno l'infermo è dimesso dall'os ped ale in b11one condizioni di salu~e: presenta colorito delle mucose e d ella cute piÌI roseo, pannicolo adiposo aumentato; mangi:1 e digerisce be ne. . Ho rivisto l'infermo dopo '10 5 iorni dall'atto operativo: l'ho trovato m buone condizioni rispetto a l tempo d el suo ingresso all'ospedale, per quanto fosse tuttora pallido e denutdto; non accuso.va alcun distu rbo d_a parte dello stomaco; diceva di aver molto appetito e di nutrirs i sufficientemente e di digerire bene ed andar bene di corpo.
G:\STBO-ENTEROSTOM IA RETRUC:O LI CA , EU.:.
S i lamen tava soltanto di un d olorello al disopra della regione inguinale destra , sede dell'ernia, che si manifestava quando il paziente si alzava o si abbassav11 e di frequen ti capogiri con offuscamento della vista, fenomen i cta es::;ere messi in relazione con lo stato di a nemia e d i d en utrizione in cui si trovava. In complesso era m ollo soddisfatto del s no stato. Ho seguilo l'infermo per sei mesi ancora, visitandolo ogni 20 giorni, ed Ilo potuto constatare come due mesi d opo l'atto operativo, si era completamente ristabilito, non accusando elle qualche doloretto di tanto in tanto alla regione ileo-cecale; mangiava, digeriva bene, e si sentiva. in forza da voler riprendero il suo lavoro. Le sue cond izioni di salute si m ant en nero soddi sfacen ti fino ai primi di novembre, epoca in cui cornµarv e a lla regione epigastrica una tum efazione della g randezza di un uovo di pollo, dura, impiantata sulla parete anteriore dello stomaco. Dopo alcuni giorni ricomparvero i dis turbi gastri ci, con dolore , acidità ed i segni dell' insuffici en za motoria, tanto che l' infermo rientrò nell'ospedale civi le. 11 tumore evidentement~ aveva invaso la parete anteriore dello stomaco ed incominciava ad ostruire l'anastomosi fatta, per cu i non riman eva altra risNsa chirurg ica per l' infelice pazien te! Sarebbe stato mio vivo desiderio scp;uire il caso su l tavolo anatomico per aver l'agio di studiare le alterazioni gaslriche e l'evoluzione d el neoplasma in r.orris1JOndenza dell'anastomosi, che come si è detto innanzi, era capilata sul tessuto dello stomaco infiltralo dal t u more; ma in quei giorni dovetti allontanarmi da Brescia, nè in seguito, per quanto abbia chi esto, ho polnLo più averne notizia ( · ) . E' innegabile pur tuttav ia il vantaggio che il nostro operato ha avuto d al la gastro-enterostomia, non ostante il tumore fosse così diffuso! Tn un a ltro caso assai simile a questo p er gravilit, io ho ottenuto un esito veramente insperato col Ili gastro-enlerostornia: in quello però il tumore pilorico non aveva invaso la parete posteriore dello stomaco, ma era diffuso all'ilo d el fegato, ed aveva dato n umerosi noduli metastatici a lla sierosa intestinale cd all'epiplon. P otcLli seguire per d icci m0si questo informo, un ascaro, che operai nell'ospedale di Asmara n el gennaio 1915, e che t rovasi riportalo in un resoconto statistico (Giornale di'. mcdicinfl mili tare d ell 'ap rile 11H7) : al decimo mese dell'alto operativo questo infelice venne da me per essere di nuovo arruolato n el servizio militare, in condizioni di salute veramen te floride! Uno dei principali precetti d a tener presente in tali casi è che l'anastomosi sia ampia, e venga a cadere nel punto più decli rn dello stomaco, in modo da rendere facile la canalizzazione dl'l tratto gastro-in testinale. In questo modo si impedisce il ristagno d el contenuto gast rico, si evitano le fermentazioni, l'acidità , e la nutrizione resta garentita. (*) ::llentre la presemc nòla è! alle s tampe, ricevo dal dott. Si11ignglia, k n e ntc m ed ico assistente <ldl'ospcdnl,~ civile di B1 esci11 , ch e a ,·e,·o iuca ricato di st.C!uire J'am111alato, 1111a cartolina po~ta lc, i11 c ui mi a1111u11zia che il mio operato cn1 m otto p0,·o tempo dopo la mia parte11za da Ilrescia, n el periodo in c ui egli tro ,·a,· a s i n~· ~e11te ùa l s 11ddetto o~pcdalc p<: r 111alat1ia e 11011 potette pcr•·iò fare e~egu i re l 'a 11top. ,,.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie GIUBILAZIONE . « Giubilazione», che significa il riposo concesso all'impiegato insieme con una pensione; « Giubileo » che, come ognun sa, è la remissione di tutti i peccati concessa dalla Chiesa, prima ogni secolo, poi ogni cinquant'anni, più tardi ogni venticinque; e «Giubilo» , che indica una gran dimostrazione di gioia, hanno un etimo comune, ch'è la voce ebraica « Jobel », ossia la tromba colla quale s'annunziava la letizia del cinquantesimo anno, ch'era considerato come sacro e in cui si rimettevano le servitù e i debiti. Son dunque tre voci color di rosa, che mettono una nota allegra nelle pagine d el dizionario, e risonano festosamente al nostro orecchio come squilli dell'antica tromba, che annunziava l'età sinodale . Proprio tutt'e tre allegre? Vediamo. P er « Giubilo», non c'è contestazione: «Giubilo», "Giubilare", « Giubilante » son voci che non si possono pronunziare senza sentirsi stirare g li angoli della bocca da un sorriso e prudei· le mani dalla voglia di fare una smanacciata. In quanto a « Giubileo», riportandoci col pensiero a molti anni addietro, non ci sarà difficile l'immaginare la gioia d ei' credenti per la remissione di tutti i loro peccati, non soltanto veniali, ma ben anche mortali. Tutt'al più si può osservare che i peccat.i debbono essere andati aumentando di molto nel corso dei secoli, se la loro remissione, che prima la Chiesa concedeva ogni cent'anni, è ora concessa ogni cinque lustri. E' chiaro che le risciacquature delle anime non avverrebbero a ca:;ì brevi intervalli, se il demonio non si pigliasse il gusto d'anneril'le con maggior sollecitudine e impegno che nei secoli passati. Ma con qual diritto la voce « Giubilazione » s'imbranca colle gioconde compagne, vantando d 'essere uscita anch'essa dal metallo della tromba ebraica? Eppure il diritto ce l'avrebbe. Pensate un po'! Aver servito per quaranta o cinquant'anni il proprio paese, esser passati per tutti i gradi del!a gerarchia burocratica o militare, aver logorato le forze fisiche e qualche volta le intelletluali, aver lavorato, lottalo, sofferto per compiere il proprio dovere, aver provato amarezze, dolori e urr.ililizioni; e svegliarsi un bel mattino liberi come l'aria, 26
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Giornale d-t medici11a militare. -
Fnsc. III.
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QUESTIONI o'ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE
!'Ciolti da ogni legame d'ufficio, padroni del proprio tempo e con una discreta pensione, che permette di vivere, se non nel lusso (oh, que, sJo no davvero!). almeno in una modesta agiatezza senz'essere costretti u « scender e salir per l'altrui scale! ». Perchè, si può essere il lavoratorè più scrupoloso del mondo e adempiere il proprio ufficio colla severa coscienza di chi ha consacrato la sua vita al dovere; ma è incontestabile che il vedere spezzata d'un colpo la pesante catena del servizio che si trascinava da tanti e tanti anni, dev'essere motivo d'una gioia non inferiore a quella cha prova il prigioniero all'aprirsi improvYiso della porta del carcere, Non più il tirannico odio imposto dai superiori, ma un orario stabilito giorno per giorno a capriccio, che ha tutte le attrattive dell'impreveduto e tutte le dolcezze d'una partita di piacere. Non più il lavoro ingrato che inchiodava il signor Travetti al tavolino; ma una vita di svago fra le piccole cure domestiche che paiono grandemmte dileltevoli (in prinr.ipio) perchè son cose nuove; le passeggiate in ore insolite nelle vie popolose o sui viali solitari; le dolcissime « sieste» nei pomeriggi estivi sulla poltrona delle digestioni laboriose, o il pisolino dinanzi al fuoco nei rigori dell'inverno; le partite a chiacchiere, a domino, a tressette con gli amici; le serate teatrali, in cui dalla platea - o dalla piccionaia - si gustano le bellezze d'uno spartito, o le scene pepate d'una pochade, ch'è la rappresentazione scenica preferita dai giubilati; e le notti non più conturbate da i;ogni spaventosi, in cui le " pratiche » d'ufficio ballavano il trescone nella caverna dell'orco,· ma popolate di visioni color di rosa come ai tempi felici della giovinezza . Questo è il classico quadro a olio· del giubilato giubilante; ma v'è purtroppo un numero infinito di oleografie riproducenti il pensionato malcontento, in tutti gli atteggiamenti dello sconforto e con tutte le espressioni dell'uggia e del dispetto. E' a consolazione di costoro ch'io scrivo il presente articolo: a consolazione di codesti disgraziati, a cui la prospettiva del riposo e della pensione è triste come il fatale verdetto d'impotenza pronunzialo da un consesso di medici a un canuto don Giovanni, il quale non ha il coraggio di credere all'inesorabile realtà dei fatti e conserva l'illusione che il suo povero midollo spinale sia a n cora capace, sotto certi stimoli, di sprizzare scintille come la pietr a focaia sotto i colpi dell'acciarino. Studiamo innanzi 'tutto il fenomeno dal lato psicologico : poi passeremo in con forteria. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, il fenomeno è c omune ai funzionari grossi o piccini, per la ragione semplicissima ch e basta essere un « funzionario,, per sentirsi un frammento del pote re costituito, una molecola dello Stato o, per servirmi d'una similitudin~
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più decorosa (i miei rapporti di amicizia fraterna col generale della Valle mi vanno affinando nella scelta dei paragoni), un pianeta minuscolo quanto si vuole, ma pur sempre un pianeta - del sistema solare governativo. Orbene, un brutto giorno avviene su qutist'astro un cataclisma preveduto o impreved uto, che ne spenge la luce e il calore e lo piomba di colpo nella triste coorte dei pianeti spenti; ossia di Quei poveri sovrani decaduti del cielo, che vanno ramingando per l'infinito da un'orbita all'altra, senza che un fi oco barlume faccia più risplendere le gemrhl.l del loro simulacro di corona, un tempo sfolgorante di luce. Povero pianeta del sistema solare governativo! Esso che roteava superbo nelle aule e nei corridoi dell'Olimpo minisleriale; esso che splendeva di luce vivissima (più sovente riflessa, come avviene, del resto, per tutti i pianeti) sulla sua poltrona, la quale gli ·Jbbracciò per tanti anni i non magnanimi lombi e gli fu larga dispensatrice di idee geniali e di placidi sonn i, interrompe la sua orbita, si spegne, • sparisce!
Lugetc, o Veneres Cuvidinesque, Et quantum est hominum venusliorum . Quanti di codesti pianeti la gran guerra fece brillare di nuova luce, proprio quando · davan gli ultimi guizzi, e quanti sono ora spariti, o \·anno sparendo, nella notte che non sarà più dileguala dai chiarori dell'alba! Ma lasciamo le simili tudini astronomiche e·vediamo come si svolge, m terra, l'ultimo atto della tragedia burocratica. S'ha un bel dire che il decreto di giubilazione è come la corona di lauro concessa ai vecchi gladiatori, e che l'Emererì stipendio è il giusio premio d'una lunga carriera: ma gli onori, l'amor proprio, l'am1,izione, dove li mettete? Finchè si è in carica, complimenti, scappellate, archi di cerchio della colonna vertebrale: fatto il capitombolo, le labbra adulatrici stan chiuse, i cappelli rimangono in capo come incollati alla cuticagna, e le spine dorsali s'irrigidiscono in quell'atteggiamento di superiorità sprezzante, nel quale gli antichi subordinali si riposano dei precedenti acrobatismi vertebrali. E questo mutamento a vista è tanto più doloroso, quanto più il grado gerarchico era visibile, dirò quasi tangibile, c-ome avviene nei funzioriari militari che, perdendo il luccichio deì rabeschi d'oro o d'argento, pèrdono d'un tratto ogni influenza esteriore e, voltandosi indietro, non vedon più alle loro spalle quella spumeggiante scìa d'ossequio, ch'era l'immancabile traccia del loro passaggio attraverso la folla. Ah, che brutto giorno è mai quello, in cui convien riporre l'uniforme scintillante negli armadi o
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nelle casse e imbalsamarla, come una mummia nel sarcofago, colla r.a.n fora, col pepe o colla na flalina! Il cielo potrà essere d'un azzuno limpidissimo, l'aria tiepida e profumala, le vie rumorose e allegre; ma l'anima del fun ziona ri o decaduto è immersa nelle teneùre della }.~iù cupa tristezza. Via, ancora un'occhiata nello specchio per vedervi riflesse le meste sembianze, coperte per l'ultima volta dai paludamenti ufficiali, che scenderanno di lì a poco nel sepolcro dei ricordi . Come luccicano le croci e le medaglie fra la doppia fila d ei bottoni ! Che colori smaglianti sul bavero e sulle manopole! Che apparenza marziale in tutta la pen,onal Si, è un gran dolore il dover levarsi di dosso questa corteccia d'uomo grande e present.arsi al pubblico sotto le spoglie a·un umile w c,rtale, che. g li uomini (fig urarsi poi le donne! ) non degneranno neppure d'uno sguardo. Signore lddio, allontana da me quest'amaro calice! No, il calice bisogna vuotarlo fin all'ultima goccia; bisogna curvare la fronte dinanzi al fato inesorabile e spogliarsi delle insegne del potere : dopo di che, altro non resta che intonare, come il • haritono del Ballo ·i n rnaschcra: « O dolcezze perdute , o memorie .. -.! " e non pensarci più, se è possibile. Ma non è possibi_le. Tuttociò che ricorda il passalo è una spina che s'infigge nelle carni ; tutto ciò che tradisce un intiepidimento di rispetto è una scudisciata sul viso, che riga le guan cie d i sangue. Povero funzionario én r emisc, come s'era fatto stampare sui biglietti di visita un vecchio impiegato, inver e che en r etrailt'! Proprio in rimessa , insieme colle brenne arrembate e coi bari occi sfasciati! La scala della gerarchia è lunga e faticosa; ma mentre i più ne salgono affann osamente le numerose branche fermandosi ansanti sui pianerotto li , alcun i privilegiali si servono delJ'ascensore e, arrivati all'ultimo piano, s'affacciano sorridenti alla ringhiera per goders i lo spettacolo del pig ia pig ia sugli scalini. Ma, sig nori miei, è alla discesa che vi vogl io! Non soltanto l'c1scensore rimane immobile ne' suoi congegn i; ma si dà il caso stranissimo che quella mal edeHa scalaccia la debbono scender tutti ruzzoloni : ed è n aturale che coloro, i quali la . salirono comodamente nell'ascensore , d ebbano sentire più degli altri il d olore e l'umiliazione della caduta precipitosa. Ho accennalo dianzi ai cappelli che rimangono come incollati in testa agli antichi subordinati ossequenti : ora aggiungo, per meglio precisare le fasi del fenomeno, che ciò non avviene di colpo, ma per g radi, che si seguono benissimo coll'occhio, precisamente come le ]ancelle sul quadrante d 'un orologio. I sal11t.i, che, prima della caduta, a rrivaYano dalle i2 alle 18, si a rrestano - dopo il rotolone - poco più g iù d elle 16, e vanno a poco a poco rc~lringcndosi fra le 16 e le g; fin chè , a un bel momento,
QUESTIONI O'ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE
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segnanò mezzogiorno preciso, e la !ancella dell'ossequio riman fissa su quell'ora. Oh, yi assicuro che è una cosa g raziosissima! E i caduti , che hanno ancora la forza d'animo di fare delle osservazioni psicologiche, la possono studiare in tutte le sue · fasi nella persona del loro portinaio, il quale è addirittura l'ago magnetico della bussola dei complimenti, rhe segna, ora con minime oscillazioni, ora con brusche deviazioni, non soltanto gli alti e i bassi delle mancie, ma ben anche le alterne vicend e degli onori. E' vel'O che il commendatore resta pur sempre commendatore, e il cavaliere, cavaliere; ma il tono di voce con cui si pronunzia il titolo onorifico non è più quello d'un tempo, perchè ormai l'insegna cavalleresca ha appena il valore d 'un epitaffio. Morale : quando vien meno la dignità del grado o d ella carica, guard arsi dal lesinare sulle mancie col portinaio: sarà allorn probabile che il suo berretto gallonato scenda fino alle 15 sul quadrante dell'etichetta, senza però sorpassarle. E dopo i cappelli , le donne. Ah, quanto sono sensibili le donne agli onori, all'esteriorità d 'una carica, ai piccoli trionfi del! 'amor proprio, e soprattutto alle attratt.ive d'un'un iforme! Se i lettori ricordano il mio articolo su L'istinto sessuale e la guerra, possono far fede che io, nel mio studio psicologico, non mancai di mettere in rilievo l'influenza della divisa militare sull'erotismo e l'azione afrodisiaca del panno grig10-verde su certi midolli spinali, che avevano giù rinunziato da g ran tempo alle prodezze di Priapo. Ma che cantaridi , che yoimbina! Cose dell'altro mondo addi rittura! Orbene le donne, piacevolmente sorprese da quelle fiammate sensuali che d avano ai volti rugosi una t;nta fugace di giovinezza, ed anche un po' rallegrate (il dire sedotte sarebbe troppo) da quelle larve di guer rieri incaloriti e ring~lluzziti dall'inconsueto sfoggio di galloni, di bandoliere e di pistole , furono prodighe di sorrisi, di -paroline dolci e di carezze con quei traballanti sacerdoti di Marte, i quali, centellinando il magico filtro, riprovarono, dopo tant'anni, non più l'ebrezza - questo no ....:.... ma l'illusione dell'ebrezza amorosa. Ahimè! l'ill usione si dilegua allorchè scoppia sul capo di quei disgraziati il fulmino ministeriale del ricollocamento in conged o; ossia, il ricollocamento in quella nicchia polverosa, m cui già dormivano sonni tranquilli," e dove si rimetteranno a 9ormire sognando Le donne, i cavalier, l'rtTmtJ, gli amori, Le cortesie, le audaà imw,•sr ...... .
come tanti personaggi redivivi dell'Orla11do furio so . Ma, di solito, prima di rincantucciarsi nella nicchia, essi fanno un ultimo e disperato tentativo: la riapparizione nei giardi ni profumati
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di Citera sotto le umili spoglie di pacifici borghesi: Horresco referens! ·I effetto di questa riapparizione è dei più disastrosi. Le ninfe leggiadre , che pochi giorni avanti si strofinavano contro la loro uniforme gallonata, s'appoggiavan dolcemente sul loro braccio e li fissavan con ,·,f.rti occhi così scintillanti da dar fuoco a una polveriera, fuggono ora da ogni parte, come capinere impaurite, alla vista di quei" tubini fuori di moda, di quelle giaccheLtacce intignate e di quei calzoni stinti che mostrano la corda. Il coro allegro delle risate si va smorzando in distanza fra i cespugli di rose; e i vecchi legionari di Cupido, guardandosi intorno smarrili, non inconl!'ano che gli sguardi schernitori dei Fauni. Eh, miei cari, bisogna striderci! Del resto, non potete lagnarvi: avete o non avete imbastito un romanzetto d'amore in un'età in cui era follia sperarlo? Dunque contentatevi e tornate alle vostre tisane e ai ,·ostri cataplasmi, tenendo chiuse nel vecchio scrigno della memoria le immagini voluttuose di quei giorni d'amore. Ma questa specie di disillusione erotica la provan tutti i funzionari decaduti, sia che indossassero la divisa militare, sia che si pavoneggiassero nelle lunghe falde dello sliflelius . Un prefetto, un direttore generale, un capo divisione, perfino un usciere, che abbiano avuto il benservito dal governo, debbono aspettarsi d'esse.re accolti con ostenlata freddezza in quegli stessi circoli femminili dove, quand'erano « al potere ", ogni loro scipitaggine era gustata come lo. quintessenza dello
spirito e dell'arguzia. Ma come! Quelle belle signore, che venivano tutte in ghingheri e profumate a chiedere una grazia al signor commendatore o al signor cavaliere e si lasciavano stringere a lung:o la mano e accendevan con gli sguardi procaci la miccia del desiderio, ora se ne stan sostenute, imbronciate, quasi ostili? E perchè mai? Che cos'è avvenuto? Una cosa semplicissima: che voi, commendatore e voi, cavaliere. non siete più onei numi onnipotenti. che favoriste un ~iorno la promozione rl'un marito o il lrasreriment.o rt'un amant.e: si•}t,e semplicemente dei fant.occi, che il burattinaio ha messi da parte alla fine della rappresentazione. Voi direte che siete fantocci <li carne e d'ossa e che avete un'anima che sente e che soffre. Non fa nulla: o di cenci o di carne e d'ossa, siete pur sempre dei vecchi fantocci, ai quali non s'è mai visto dar la mano o rivolgere un sorriso. Statevene dunque in pace dietro le quinte e non andate a portare un tanfo di vecchiume nei crocchi allegri delle giovani belìezze, in cu i, coi vostri madrigali che sanno di slaP.tìo, fate la triste figura di quei tenori di settant'anni che s·ostinano a cantare " S11irto gentil - De' s"ogni miei» nella Favorita del Don izzelti. Tull'a.l più potrete canticchiare, come Rod0Jfo nella
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Bohème del Puccini : « Dunque è proprio finita? " . E state pur certi ehe il pubblico risponderà in coro: "· Sl, è finita! >> con accompagnamento di tutta l'orchestra. In quel terribile schianto, il vostro pensiero correrà fiducioso alle persone che avete beneficate, sperando di trovare nel loro sentimento di riconoscenza un compenso a. tante crudeli delusioni. Se credete a me, fermate il vostro pensiero a mezza strada e mandatelo da un'altra J,Jarte, che così vi risparmierete la delusione più amara di tutte. Sappiate, o ingenui, che i vostri beneficati saranno i primi a voltarvi la ·schiena, i primi a tagliarvi i panni addosso, i primi a rinnegarvi tre volte, come fece l'apostolo Pietro col suo divino Maestro. Chi disse un giorno che la riconoscenza è un peso, era di certo un fe.cchino: d'allora in poi codesti facchini si son tanto moltiplicati, che non si contano più : ci fan siepe intorno, ci urtano, ci pestano i piedi e, a un bel momento, ci scaricano addosso il loro peso coll'affettuosa intenzione di accopparci. La gran guerra (per citare un esempio veramente classico) insegnò a tutti i funzionari dello Staio - maiuscoli l' minu.coli - quanto sia vero la sentenza facchinesca, e come, su venti per·sone beneficate, diciotto siano o indifferenti o addirittura nemich6, e due sole si mostrino riconoscenti. Un alto impiegato d'uno dei tanti ministeri del Regno, il quale subì pel' 1.re anni e mezzo l'assedio d'una falange compatta di patriolti che, a parole, inneggiavano 11la guerra <li liberazione e, coi fatti, vale a dire co1le insistenti raccomandazioni, si dedicavano all'opera d'imboscamento, mi mostrò alcuni g;orni or
,sono due ordinarie cartelle d'ufficio, ch'egli teneva chiuse gelosamente in un cassetto del suo tavolino. La prima, con su scritto
Durante la guerra, conteneva parecchie centinaia di lettere, di memoriali e di
istanze, in cui eran sciolti tutto il miele, tutto lo zucchero e tutta la saccarina del dizionario: la seconda, coll'intestazione Dopo la guerra, mostrava fra i due cartoni la miseria di due letterine tirate via colla furi a e cinque biglietti di visita. « Ho in animo - mi diceva quel funzionario - di far imbullettare due assicelle sui cart.oni della prima .cartella, e di servirmene da panchet,to per i piedi. . Terrò invece la seconda qui sul tavolino C'Ome una specie di 11Jemento, e vi terrò fiss0 lo sguardo ogni volta che una persona, nell'atto di congedarsi dopo aver.mi chiesto un favore, mi rivolgerà le più calorose espressioni di perenne riconoscenza. Ti garba la trovata? » - Gli risposi che mi garbava mollissimo e che l'avrei consigliato agli amici, dopo averla adottata per mio conto: però con una piccola variazione, che deve -riman er e un mio segreto. Ed ora passiamo in conforteria. Ma avverto subito i giubilati rhe
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Q UESTIONI D'ATTt;ALITA', VARIETA', NOTIZIE
è inutile entrare là denlro se prima non si sian purificati tuffandosi nella piscina probatica della semplici là e della modestia: dirò, anzi, di più: che basta sovente quel tuffo per curare le amma.ccature e le
ferite dovute alla caduta . Chi era modesto quand'era in auge, entrerà senza troppo dolore nel limbo dei dimenticati; ma chi era ambizioso, superbo, orgoglioso, soffrirà le stesse torture di colui che, sentendosi inseguito da un branco di lupi famelici, si caccia correndo in un pru,. neto e lascia brandelli di carne in ogni cespuglio irto di 5pine. Finchè è sorretto dalla Fòrtuna, l'ambizioso sale, si gonfia e gracchia come una raganella; ma alla prima distrazione dell'instabile dea, egli rotola nel brago, dove si sgonfia come una vescica, emettendo, coli'aria, un lungo e flebile lamento. Ed è allora che, vedendolo contorcesi fra gli sµasimi delle fer1te, gli spetlatori, che se ne rallegrano perchè ricordano I~ umiliazioni e gli olt,rag"gi che egli fece loro subire quand'era potente, gli lanciano sul volto imbrattato di mota la terribile J.postrofe all'orgoglioso Capaneo, che Dante mette in bocca a Virgilio nel XIV" canto dell'l n/erno: O Capaneo, in ciò che non s'ammor:.a La tua superbia, se' tu più punito; Nullo martirio, ,luor che la tua rabbia, Sarebbe al tuo furor dolor corn1nto.
Una volla che si sia spenta la vampa del loro orgoglio nelle acque salutari dell' umiltà e della modestia, codesti giubilati non giubilanti saranno in grado di ascoltare una parola di conforto, che valga a far loro accettare, senza più ribellarsi, le amarezze del nuovo stato. Ma - intendiamoci bene - essi non son punto guariti; chè l'orgoglio ha radici talmen te profonde, che lo slrappado dall'anima riesce difficile perfino alla Morte: tant'è vero che molti Capanei lanciano, coll'ultimo, sospiro, un ultimo f.,rido d'orgoglio, e i loro occhi non « ;ercan morendo il sole », ma intravedono nella fun erea nebbia l'epitaffio che parlerà della loro grandeiza dalla pietra del sepolcro. Dunque non sono guariti, nè guariranno così prest.o; ma appunto perciò è opera pietosa l'intraprenderne. la cura col conforto e coi consigli, che, se non incontrano l'ostinata superbia di Lucifero, fan sempre un po' di bene all'anima esulcerata. E le prime parole di confo1to, secondo me, debbon essere queste : - O uomini di ...... molta fede in voi stessi, nel vostro ingegno superiore, nella vostra attività maravigliosa, nella vostra influenza personale, nel fascino che emana da tutti i pori della vostra pelle: o uomini, che piangete sul vostro capitombolo, ripetendo, fra i singhiozzi, Après moi le déluge! come la marchesa di pompadour, o come Luigi XV (le cronache dell'epoca non sono d'accordo s u queslo punto); pensate che voi , nell'immens1lil del-
QUESTIONI D'ATTU ALITA', VARJETA', NOTIZIE
l'universo siete cosa talmente minuscola, che il paragonarvi a un infu-
sorio è il farvi un elogio iperbolico degno d'uno scrittore del seicento: pensate che su quest'atomo planetario, dove il destino ci condanna da milioni di secoli a ccrrere verso la morte, e s u cui si scatenano senza posa le furie celesti e te rrestri, che sconvolgono, travolgono e distruggono ogni cosa creata, la vostra caduta lascia tracce assai minori della caduta d'un insetto dal calice d'un fiore: pensate che, mentre voi sgambettate nell'erba come l'insetto, la terra continua , come se nulla fosse, il suo giro intorno al sole: pensate alla durata effimera d'ogni grandezza, alla vanità di tutf.e le cose, alla nullità della vita, e all'infini to, che schiaccia grandi e piccoli sotto il peso del su.o tremendo mistero. P ensate a tutto ciò, o miserande vittime del vostro proprio orgogl io, e poi ditemi se non vi sentite penetrare nell'anima un gran senso di pace e se non provate la sensazione dolcissima di essere saliti d 'un balzo in una sfera superiore, di dove le vicende liete ~ tristi di f]uesto piccolo mondo vii appariranno come semplici allernative di luce e d'ombra sul palcoscenico d'un teatro di burattini. Gran conforto trover anno pure codesti esiliati dalle aule « dove si puole ciò che si v!oia » negli affetti famigliari, cosi sovente trascc,rati dagli ambiziosi; nelle salde e antiche amicizie riuscite trionfanti m cento prove; nel ritorno a certi studi coltivati nell'età giovanile e poi dimenticati in mezzo al turbinio degli affari; e soprattutto nella lettura di alcuni libri, che sembra siano stati scril.ti apposta per consolare le a.nime afflitte: libri affettuosi, salutari , benefici, che parlano colla voce grave e pacata di vecchi amici , ai quali l'esperienza ha rivelato fotte le miserie - grandi e p iccole - della vita. E fra questi libri, ottimo, prezioso, insuperabile è il volume a ttribuito a Giovanni Gersenio Della imitazione di Cristo, che molti fingono d'ignora re, o che disprezzarono nel tempo felice, e al quale ricorrono come l'assetato a una fonte, quando la sventura si è rovesciata sul loro capo. Quanta pace spira in quelle pagine s ublimi! Leggendole, si ha l'impressione d'esser giunti, dopo una lunga corsa attraverso il deserto, in una selva piena di frescura, odorante di resina, dove non s'ode alcun 1·umore, neppure quello dei passi del viandante, attutiti dal verde tappeto di musco. Leggano, leggano ogni giorno quel libro i s uperbi decaduti, come i sacerdoti cattolici leggono il breviario, e sentiranno colare a goccia a goccia un balsamo sulla loro profonda ferita. E' impossibile che, giunti all'ultimo versetto, essi non chinino la fronte orgogliosa su quelle pagine ammonitrici, e non odano risonar chiara e forte n ell'anima quella voce lontana, la quale, dominando ogni clamore terreno, dice loro semplicemente, come direbbe un padre a' suoi figli: « E' vanità cer-
QUESTIONI O'ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE
care le ricchezze caduche e in esse sperare. E' vanità ambir gli onori e farsi grande. E' vanità badar solo alla vita presente e non pensare a quella che ha da venire. E' vanità l'amare ciò che passa in un baleno, e non correre là dov'è gaudio sempiterno. Dµnque slùdiati di staccare il tuo cuore dall'affetto delle cose visibili, e di levarti alle invisibili. Chi conosce bene sè stesso, diventa vile agli occhi propri, nè si compiace delle umane lodi. Tutti siamo fragili; ma tu devi pensare che non vi sia uomo più fragile di te ». Ma le citazioni di ·qualche passo non contan nulla: il libro va letto e riletto da capo a fondo con quel « raccoglimento interiore » che assorbe tutte le facoltà superiori dello spirito e predispone a quei gran mutamenti della personalità, che si chiamano conversioni. Un altro libro ch'io consiglio ai poveri n!!-ufraghi del mare tempestoso della vita pubblica è quello di Boezio Della consolazione d ella filosofia, ch'essi potranno leggere nell'elegantissima traduzione di Benedetto Varchi: libro che il gran ministro di palazzo di Teodorico scrisse nel battistero di Pavia, mentre attendeva di giorno in giorno !"esecuzione della sentenza capitale, pronunzi\l,ta da giudici nefandi per istigazione de' suoi nemici. E, forse più che il ffhro, è degna di E.ssere letta e meditata la vita di quel grandissimo e infelicissimo cittadino di Roma (chi lo ricorda ancora dopo tanti secoli?), che, dai fastigi del potere, cadde in così miserevole stato, da destar la commiserazione dei più umili, perfino dei più sventurati, pur conservando Stmpre quella serenità d: mente e quella tranquillità di spirito, che son proprie degli uomini veramente superiori e che li r endono invulnerabili ai più fieri colpi del destino. O minuscoli semidei del potere, che, rotolando dall'alto seggio sull'acciottolato della strada, urlate di I abbia e di dolore, non dimen ticate Boezio, leggetene l'opera scrit.ta nella cella infamante (magari copiatela un po' per giorno come un penso), scrivete il suo nome nel cahmdario dei santi e pregatelo d'infondervi una minima parte di quel coraggio e di quella rassegnazione, che non l'abbandonarono mai, neppure nel momento dell'estremo supplizio. Infine, pec non tediarvi col dar la lista completa dei buoni libri, come farebbe un pedagogo, mi fermerò alla Storia di Tito Livio, la cui lettura è raccomandabilissima a tutte le vittime di quel certo rotolone; perchè in$egnerà loro, in un'incomparabile venustà di lingua e di stile, come i consoli, i tribuni, i pretori e i diltatori dell'antica Roma, passassero dal supremo potere alla vita privata senza mutar aspetto nè piegar la costa, per dirla alla dantesca. E, volendo contentarsi d'un solo esempio fra i tanti, potranno restringere la loro lettura " quelle poche pagine, in cui il grande storico padovano, narrando la minac-
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ciosa avanzata degli Equi su Roma, favorita dall'imperizia del console Minuzio, si sofferma su Lucio Quinzio Cincinnato, che il Senato, in quel terribile frangente, nominò dittatore. I messi del Senato, lo trovarono curvo sull'aratro nel suo campicello di quattro iugeri di là dal Tevere, vestito d'una rozza tunica e tutto imbrattato di polvere e di sudore. Ricevuto l'annunzio d ella dignità conferitagli, indossò la toga, e, entrato in, una barca, passò sull'altra sponda del fiume, dove lo attendevano i ventiquattro littori. La sua azione fu rapida come il fulmine: nominò maestro della cavalleria Lucio · Tarquinio, un patrizio valorosissimo ma pqyerissimo: ordinò che, prima del tramonto, tutti i .cittadini atti alle armi si trovassero riuniti nel Campo di Marte; li condusse senza indugio fuor d elle mura e fece loro compiere una marcia di venti miglia in quattr'ore: cosicchè nella stessa notte giunsero aile falde del monte Algido. Sconfitto l'esercito nemico a cui impose la ignominia del giogo, Cincinnato ritornò il di seguente a Roma, dove ebbe gli onori del trionfo, e dove provvide subito al governo colla nomina di nuovi consoli : dopo di che, spogliatosi delle insegne di dittatore, corse alla sua modesta casetta e riprese ad arare il suo campicello. Al qual proposito, Tito Livio fa la seguen te oservazione « Opcrac pre-
tium est audire, qui omnia prac divitiis humana spcrnunt, neque honori magno locum, neque virtuti putant esse, nisi ubi effu se afff,uunt opcs "· Ma se la lettura d ella storia di Tito Livio sembrasse troppo pesante, e l'esempio di Cincinnato troppo lontano e quasi leggendario, consiglierei di leggere uno fra i tanti libri biografici scritti intorno a Giuseppe Garibaldi (ottimo quello di Giuseppe Guerzoni) , e meditare in special modo su quelle pagine in cui, dopo la descrizione della maravigliosa conquista del regno delle Due Sicilie e d ello sfacelo della tirannia borbonica, si parla del silenzioso ritorno dell'eroe all'isola di Caprera, alla quale, nel suo poema autobiografico, egli rivolge un dolcissimo saluto, come un figlio che riabbraccia la madre dopo lunghi anni d'esilio: . . • • . . • e, mia selvaggia Solitaria Caprera, i tuoi cespugli Sono il mio parco, f! l'imponente masso Dammi stanza sicura cd inadorna, Ma non infetta da servili. . . . . .
Giuseppe Garibaldi, il temuto dittatore, il padrone d'un regno, l'eroe acclamato dal mondo intero, si sottrae, schivo d egli onori, alle seduzioni esteriori della gloria, e si nasconde fra i massi granitici del Teg-
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giolone, dove egli sogna di trasformare quelle terre rocciose in campi fecondi di spighe, baciati dal sole e accarezzati dalla brezza ùel mareE , a proposito dell'agri,coltur a, ecco un'altra miniera di conforto per i giubilali ribelli , molti d ei quali, dedicandosi alla coltivaz)()ne degl i orli, dei campi e dei giardini , non farebbero altro che mettere .;n mostra le loro vere att.iludini e seguire l'impulso della propria indole, represso per tanti anni dal peso d ei « fogli emarginati » per un mal inteso orgoglio familia re . Oh, quanti agricoltori di razza si sono speràuti n el labirinto della bu roci-a:z.ia, perdcmdo gli anni migliori nell'atrr•osfera mefitica d egli uffici ! Orben e, la giubilazione p uò ancora riparare in parte il danno $Offerto d all'agricoltura, e ridare a lla terra, se non la forza delle braccia, alm eno la maturità della m ente e il desiderio irreq uieto di far cose nuove, da cui si sentono spinti tutti coloro che per un lunghissimo periodo d i tempo furon costretti a far sempre la medesima cosa· S'io fossi ministro, ordinerei che sopra il tavolo dell'impiegato prossimo a lla giubilazione , ci fosse una copia delle Bucoliche e Georgiche di Virgilio, colla speranza d'invogliarlo a poco a poco al culto di Cf:;rerP, e colla certezza d 'indurlo a riconoscere più ta rdi, a lla prova dei fatti, che l'etimologia d ella voce " g iubilazione» è quanto di più legittimo si possa immaginarePrima di fini re, voglio ancora accennare a un'idea, che mi passò per la mente d11 rante le mie meditazioni sulla vecchiaia, e i:h e m 'illud evo dovesse produrre effd.ti salutari quando fosse stata diffusa nella classe degl'impiegat.i. L'idea è questa. Come avvenne in tempi aniichisi mi nei patriarch i, e come avviene an che oggidì eccezionalmente in qualche longevo, che , cioè, s i manifeslò - e s i manifesta - n egli ultimi armi della vita !"istinto della morte, il quale è una lenta e dolce preparazione all"eslremo passaggio, così - io pensava - si potrebbe per a na logia favorire la graduale manifestazione dell'istinto :"lei riposo, in q1iei funzi onari che st.an scendendo la china , in fondo a cui li aspetta la giubilazione. L'idea mi parve talmente suggestiva, che n on potei tenerla nascosta; e infalti la comunicai subito a un alto funzionario dello Stato e mio carissimo amico (quello stesso d ella cartella ridotta u panchetto); il qua le, dopo avermi fi ssato un momen to, come per scopri re s'io pa rlassi sul serio, mi disse sorridendo: " La t ua idea è eccellente, ma ahimè! non è nuova; anzi, è giil. un faUo compiuto d a tempo immem orabile. Mio caro, n on c'è un impiegato al mondo, n el quale non si manifesti l'istinto del riposo appena mette il piede nell'uffii:io. Ma il curioso sla in questo; ch e. al momento preciso della giubilazione, l' istinto del riposo sparisce come per in canto e vien soslituito in molti d all'istinto d el lavoro. P roprio quand 'è tempo di fin irla, quei signori
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VARlETA', NOT IZIE
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vorrebbero assolutamente ricominciare. Che cosa ne dici di queslo fenome no?" Non risposi nullél: mi allontanai malconLenlo e d eluso, ::ome colui c h e, andato per chiedere un brevetto d 'invenzione, si sente rispondere che la sua trovata ...... è già stala trovata da un altroEcco perchè la mia idea dell'istinto del ripo::;o non ha avuto fortuna. Roma_ mar:o, 1919. EDMONDO TROMBETTA.
NECROLOGIO Dott. prof. FILIPPO SCALZI Rimernorare, sia pur bre,·emente, la vita e l'opera chirurg ica di Filippo ScAJ.Zl deve esiiere grato all'animo d i quanti c~timarono in lui lo scienziato e il professionista ,·ale ntc, e di quanti iu lui a111aro110 cordialmente ed appn,zzarouo la ,·cracc e q u asi in~cmia bontà e le vi~t~ preclari ci,·ili e dom c~tichc. . i-;ato m Roma nel 1Sz6, F thppo SCAr,z1 ebhe la fortuna, a pod11 da nntura co11cc%a, di vivere lungame nte; e tutta la ,;ua lunga vita egli dedicò interamente al lan,ro s ,·olge ndo opera attiva e fatti,·a nel campo profo~sionale e scient ifico. E fu tale in lui l 'abitudine al lavoro, che, d ivenuta quasi una stconda natura, uon si risparmiò neppure negli ultimissi111i anni di sua ,·it.a, in cui gi~, più che novanteuue, mentre p e r g li ine vitabili acciacchi dell'e tà a,·rehbe dovu to com·cd~rsi un, onornto ripos_o, c~.>11tinuava tuttana a frequentare regolarmente l 'a111bulatono dell ospedale d, S. <o1acomo, di cui era direttone e primario. E negli ospedali d i Ro ma egli iui ziò ed afferntò poi brillante'.nellle la sua ~arrie ~a proft.:~si_onale_: l!oichi.:, fatto il primo tirocinio c.on_,e sem plice assistente . fu po, non1111ato sosututo ch1rur!{o per pul,l,l1co concorso, ed 1n sci;:uito uel 1866 primario chirurgo a \'ila . Parallelamente egli ~i affcrma,·a am:h<: nel ca;,ipo p iù s pecialmente scientifico, dimostrando requisiti sufficie nti e speeia li ,i1titudi.ni per l' insegname nto, sicd1i: nello $tes:ao anno 1S66 g li fu allidato l'iucarico de ll ' insegnamento della patologia specialte chirurgica 11ell 'L'11iversità d i Roma, e suc-ccssi,·a111e ntc nel 1682 fn eletto per t itr,li professore st raordinario di traumatologia, <!ella quale fu inscgm111tc per molti~;;imi anni. La produzione scien tifica do:llc, Scalzi non è invero molto voluminosa, poichè egli operò più di quanto non scrisse: laseia t utta,·ia nu.mcrose 111c111orie e monografie, pubblicate in v:iri periodici, assai importanti ed accurate; ma è sonattutto degno d i n cordo il bellis,imo Trattalo dell,: L ussa;ioni t-ra11111a/icl1e, opera p regevolissima, in cui egli profuse tutto il frutto di studi particolari e della sua lunga pratica chirurgica, opera che m er ita di es,;ere letta e conosciuta da quauti ,i interessano dello studio della tra1mtatologia. Per natura schivo, e, più che sdegno,o, assai m odesto, 11011 amlil o sollecitò mai onori o pubbliche cariche, non brigò per a,·e re posti eminenti, cui avrelihe certamente potuto aspirare e per il suo sapere e per le sne preclare doti in tri11scch•:, come pure per la stima e il consenso dei collegh i. r u soc-io fond:nore della R. Accademia 1\1<:dica di Roma e della Società Chirurgi.ca Italiana, " socio corrispondente dell'Accademia Medica di Bologna e del :llc,,sico. Per i suoi meriti fu insignito di varie d istinzioni onorifiche , che però pe r un senso d i eccessiva n10destia egli no n indos,-ò mai, eccettuato una volta in QCcasione dei funerali ·dtlla 1no rte di U m berto I, per il quale nutri se111pre una speciale de,-c,zione, forse anc!H' p e r ch .: gli aveva concesso muto proprio la croct mauri>.iana per ancr hrillanteme utc fatto una d ifùcile riduzioue d i lu~sazione dcli 'auca in 1111 palafreniere dd Re.
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NECROLOGIO
Fen·e utc patriota egli amò l'Italia sinceramente, e non celò mai la sua indignazione e il s uo profondo disprezzo per tutti i mestatori e arruffapopoli che al bene del proprio paese antepongono gli interessi o le ambizioni personali. E in più di una circostanza egh dette l'opera sua per la Patria: cosi nel 1849, quando ancora studente di medicina, prestò servizio nell'Ambulanza di Roma durante l'assedio dell'tsercito francese, avendone in compenso l' assegnazione di una medaglia commemorativa da parte del governo francese, che egli per altro rifiutò, desiderando ed ottenendo che tale medaglia gli fosse conces,;a soltanto dal governo italiano; cosi nel 1870 quando primario nell'ospedale della Consolazione, prestò cure amorevoli e sapienti a numerosi soldati italiani feriti nella presa di Roma; e fu in quell'occasione appunto che egli operò di laparotomia, con felice successo e per la prima volta in Italia, un bersagliere ferito all'intestino cieco da un proiettile di fucile. Per tale atto operati\'O nuovo e veramente ardimentoso per quel tempo, il generale Cosenz tributò a lui un solenne encomio. • Completano la hella " simpa~ica figura dello Scalzi le preclari qualità dell'animo s uo buono, quasi ingenuamente buono, per cui mai fu visto sdegnato, invidioso o torbido, ma sempre affabile co n tutti, libe rale verso i po,·eri, pietoso verso i miseri, pronto a dare per essi tutta l'opera s ua disinteressata, ed, occorrendo, a sovvenirli anche del proprio. Nelta lun)!A vigilia dei sensi che a lui fu concessa da Natura, il suo cuore palpitò sempre per le cose belle e buone e pe r tutte le cose vere; e durante tutta la s ua lung hissima \'ita riscosse sempre simpatie e benevolenza; non ebbe mai rancori, non raccolse odi o inimicizie c hè la bontà vince ogni cosa. Con Filippo ScA.LZI scompare il decano dei c hirurgi di Roma ed una bella e caratteristica figura di nomo e di cittadino. Kel sentimento delle co~e presenti, di fronte SO\'rnttut!n al deforme spettacolo della burbanzosa, im·adeutc e ~inistra atti,·it~ dei molti· tristi, è veramente confortevole per tutti i buoni ,·olgcre il pensiero a lui, esempio imitabile per integrità di vita e per fe rrnre di ope re utili.
Dott. cav. STEFANO MARCONE Tenente colonnello medico In s. a. Un altro gra,·e lutto h a colpito la nostra famiglia sanitaria coiia perdita del tenente colonnello medico cav. Stefano MARCONE, morto in Milano il 19 gennaio u. s. Nobilissima tempra di soldato, di cittadino e di medico, in tutta la sua carriera d iede fulgidissimo esempio di preclare virtù, sia nella campagna d'Africa del '<;;6, come w t totcnente medico del 2 r eggimento bersaglieri, sia nella g uerra libica, come capitano medico del 7 fante ria, sia finalme nte nella nos tra gloriosa ultima campagna, alla quale partecipò ininterrottamente, prima come maggiore medico comandante la 35 sezione di sanità, e come direttore dell'ospedale da campo 243 e poi, in seguito alla promozione, in qualità di capo ufficio di sanità della sS divisione. In quest'ultima carica egli seppe organizzare con intelligente minuziosa cura 11 ~ervizio sanitario ed ottenere durante lo s volgersi dell'azione offensiva il perfetto funzionamento del delicato sen-izio cui era prepogto, recandosi più volte sotto il tiro violemo d'artiglieria av\·ersaria, con ardimento di spirito di sacrificio e sprezzo del pericolo, fino ai posti di medicazione a\"i111zati ed infondendo co~l col suo contegno calmo, sereno, volonteroso, pi~no di fiducia, il necessario coraggio in tutti i suoi dipendeuti. Per tale s ua eroica condotta gli veniva conferita sul campo la medaglia d'argento al valore militare. La morte bella e fiera del soldato c he egli a,·eva tante volte fronteggiata serenamente e tante egistenze era riuscito a contenderle, l'aveva risparmiato per il giorno della riscossa, concedendogli la gioia di vedei· raggiunti i sacri confini della patria, ma già aveva s t~so Sll di lui l'ala insidiosa e dalle paludi del baggo Piave gli aveva alitato nel sangue il veleno che lo trasse immaturamente, inesorabilmente alla t omba. Alla desolata famiglia inviamo le nostre più sentite condoglianze.
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PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare
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DoTT. R ,U'FAELE PAoLuccr· Capitano medico della R, Marina .
. Nel fascicolo del novembre scorso demmo notizia dell'eroica spedi,. none del capitano medico della R. Marina RAFFAELE PAOLUCC[ alla munitissima piazza di Pola per l'affondamento della " Viribus Unitis ", nave ammiraglia della flotta austro-ungarica.
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PER IL LIHRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO J\'ULITARE
Per gentile conc<'SSione della Direzione degli Annali di medicina navale e coloniale, alla quale inviamo i nostri 1JÌÙ sentiti ringraziamenti, il Giornale di medicina militare ha l'onore di vubblir:are la Relazione sulla memorabile im7m·sa, vresentata dal valoroso collega al Capo d'i, .stato maggiore della marina. Il corpo sanitario militare che ha segnato vagine di gloria in questa ultima uuerra di indipendenza na:.ionale, ne ha scritta una fulgidissima con questa azione leggendaria conccvita con indomita costanza e comviuta con l'audacia dei forti. E i nostri lellori ci saranno certamente grati di questa pubblicazione, dalla quale trarranno nuoV1: e viù tenaci vincoli di cameratismo coi colleghi dell'Armata .
Adllrisco con letizia al desiàcrio èspressomi dei S. E. il Generale Rho dt pubblicare negli Annali rii M1·dici11a navale la relazione da me presentata al Capo di Stato Maggiore sulla impresa d i Pola del 1° novembre. Anzi, essendomi sommamentù caro che essa sia letta da miei superiori e colleghi, desidero tominciare alJ ovo la storia non breve, ossi;icominciare dai tristi giorni d i CaporeUo, quando dalla coperta d ella « Filiberto ", ancorata a Malamocco, vedevo lontano nel cielo il chiarore tragico d ell'incendio in cui rovinavano due anni di asprissima, gloriosissima guerra. In quei giorni di accoraf,a passione, a bordo df'lla •.• Fihperto " non si viveva che per una speranza sola: quella di uscire d alla laguna per batterci con i nostri pochi cannoni, con la nostra vecchia nave dal nomo glorioso, per vendicarci, per vendièare. L'apparecch io radiotelegrafico della « Filiberto » riceveva dalle antenne d ella « Viribus Unitis », nave-ammiraglia austriaca, parole di dileggio ·o di sch e rno. Dicevano r..E:ii loro radiotelegrammi : " Haliani, siamo per arrivare a Venezia, tra poco saremo a Roma. Avete finalmente compreso dove vi hanno portato quel pazzo di D'Annunzio e quello sciocco di Salandra? Arrendetevi, ogni resistenza è vana! Noi vi daremo buone cundizioni di pace. perchè avremo pietà di voi ». Ed anche altri radiotelegrammi giungevano, con parole da trivio, che io non riferirò, per non arrossire. Noi stemmo molti giorni con le caldaie accese, pronti a muovere in mezz'ora. li :19 novembre mattina , quando già cominciava ad afferm:.irsi la nostra resistenza sul Piave, ricevemmo, mentre eravamo a colazione, l'ordine di partire immediatamente. Perchè? Gli ufficiali <li art.iglieria della batteria " Morosini » ci dissero che c'ernno forze navali austriache al largo. Il salpare le ancore e il partire fu cosa di pochi minuti. l'fficiali e marinai eravamo ebbri di gioia Ricordo che incontrai il tenente macchinista Marchesa-Rossi, che u5civa dal locale macchine nero come un tizzone, e che ci abbracciammo col volto acceso e gli occhi lucidi. I ma-
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rinai e gli artiglieri delle baLLuie " Morosini », " Rocchetta » , « Passo Spignon », « S. Pietro », che vedevano finalmente uscire la « Filibert,J » e la ,. Saint Bon », che le ved0vc1no uscire per ht battaglia, allineati sugli spalti in duplice fila, g ridavano, ag itando berretti .e fazzole!Li, Protendendo le braccia, gridavano : « u rra h; viva il Re! ». Ricordo c,he passava in quel momento nelli laguna un vaporino carico di profu ghi che lasciavano Venezia; forse essi capirono che noi uscivamo per la battaglia e gridavano agitand,) i fazzoieLti « Viva l' Italia, viva l'llalia! ». E noi non avevamo a bordo che i quattro cannoni da 254 e i quaLlro da 120! Gli otto cannoni <la 152 cranc, g lit sul Piave insieme ai loro bravi cannonieri che erano partiti cantando.Eppure sentivamo che saremmo stati magnifici nella baUaglia, sentivamo che con i nostri cuori non avremmo dovuto temere tutta la flotta d egli Asburgo, anche se contro di essa avessimo dovu Lo andare all'abbordagg io. Ahimè! E come fummo al largo, le « Monu rch » austriache C'hc bombardavano il Piave fuggirmw . vilmtlnte fug;rirono. E noi torna m: mo, coi nostri cuori delusi, a gettar !'ancora a Mala mocco!. SPguirono giorni di ansia, di subiLe speranze, di fa cili abbattimenti: gli austrotedeschi premevano con tutte le forze contro la breve cerchia ctr lle montagne che erano l'ultima difesa. Coi petti , con la disp~razione , col furore, col sangue, il tenue velo di difesa costituito dal P iave divenne più forte, si irrobustì, diven tè, col Grappa e nel Grappa il monumento della nostra gloria sempiterna . l\fo. !"onta di Caporetto pesava ancora su noi come una r,ssess10n;~ crudele. E per lavarla bisognava dimostrare che il valore italiano era c!'traneo a quella misteriosa tragedia. E perchè non avrei potuto l!nche io, insitltll,' con gli altri, dimostrare agli stranieri questa verità r lte è aHs10T•1 nel cvore di ogni Italiano? B1s, {-!nava, per virtù di sacrificio, redimerci di fronte agli stra!li.:iri. Perchè n°.1 e.\-rei potuto sacrificarmi anche io? Io con ·J<,'~,,vo ri 11t sto mio cuore che in ogni ora della vita mi è stato fedele, che non aveva mai avuto un battito, più d (;Ji necessario, eh€: aveva resisti to senza tre. mito durante lunghe notti di agonia in alta montagna, tra il rombare dei cannoni e delle valanghe. Io conoscevo il mio vigore fisico che altri non avrebbe indovinato attraverso la mia pallidezza, e sapevo perciò che se io lo avessi voluto, il mio sacrificio avrebbe portato giovamento · alla Patria. S. M. il Re aveva detto : « Chi più ha più dia». Io diedi il mio cuore fedele. E sento in ciò di non aver fatto che il mio dovere. Viltà sarebbe apparsa alla mia coscienza, nell'ora più grave della Patria, il ricusare ad essa le energie che sapevo di possedere. E mi perdonino i miei superiori e colleghi se, per dimostrare che non ho fatto che il mio dov()re, ho dovuto dire della mia forza morale e fisica, con parole che non peccano di umiltà! Dall'ufficiale di rotta della « Filiberto " ottenni in lettura e studio le pubblicazioni sui siluri e sulle torpedini. Era sorta in me l'idea di andare a Pola a nuoto, ma una idea che aveva bisogno, per essere attuata, di lungo studio e di lungo amore. Così, chiusi i libri della ~7 -
Giornale di medicina militare. -
Fase. III.
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P ER IL LIRRO o·ono DE L CORPO SANI TARIO Ml LITARE
mi a nmalissima chiru rgia ed aper-Li quelli de lle lor pedini e d ei s iluri, mi resi padro ne di tulti i rneccunis rni di ta li ordig ni di g ue rra. P en sai una to rped ine a forma ogivale, a imme rs!one r egolabile, a scoppio regolabile, c he per la sua forma e pe r il suo volume po tesstl esser e tras por tata a nuoto con fat:il i tà . Sulle <:arte idrografiche di P ola, calcolandola a mio m odo, mis ura i la dis tanza d a pe rcorre rs i per arnvare fino alla 1· « Radetzky" e c redetti che con tre km. di nuoto avrei po t11tu raggiungere l'obbie tt ivo. Ma, prima di presentare la domanda c on il progeltn, volli m eglio a:::sicurarmi rle lle mie forze. Il 13 di febbraio mi gettai a nuoto n ella laguna pe r la prima volta, e con g rande dolo re d ovelti risalire do po pochi minu ti, pe rc llè mi manca va il r espiro. ln tutlo non a \·evo pt>rcorso e lle GOO m d ri. Ripetili il gio rno seguente !"esperimento con ris ultato di poco migliore ; m a , co minc ia ndosi a bordo a m ormurà re su l la « pnzzia " d el tenente m edico di fa re i bag ni fuo ri stagio ne, pen ~ai c he solo di notte a vr~i potut::> cont inuare il mio a llenamento Cosi, scivolando dal l"occhia lo ne del mio cam e rino, continuai per circa una settimana l'alh.!name nto e raggiunsi il c hilometro, ma mi accorsi che l'estrem o rigore d t;l\',1<:q ua no n mi avrebbe pe rmesso di a nda re oltre . l"eci passare i m es i di marzo ed a prile e ne i primi di maggio ricominc ia i l'esercizio; l'acq ua Pra me no fredda, ed i propositi, ne lla lunga attesa , s i e ra no rinsaldati. 'l' rascinando mi una bolle carica di 150 kg . d~acqua e pesan te n on m eno di m ezzo q uintale, riuscii a percorrer e la dis tan za c he stava tra Malamocco e Po vcg! ia, i MO me tri (mis urati col tele m etrn) e rito rno; in tuLLo, com prese le cu n ·e, circa q ua ttro chilom etri. Presen ta i a llora la domanda all'ottimo mio com a ndante, il capitano di vascel lo Paolo Dondero, il qua le, pur am m ira ndo la mia buo na inte nzione, m i prospe Uò le difficoltà dell'impresa , m a trasmise la mia d omand a a ll"auto rità s uperio re. Fui chia mato, dopo pochi gior ni, da S . E. il vice-a mmiraglio Ma rzolo, che mi accolse co n m olte b uon e pa role e mi inviò dal com a ndan le Costanzo Cia no, per chè prendessi con lui i necessari accorrli. Il com a ndante Ciano mi s i1avenlù. S ulla stessa carta idrogr afica, su lla q uale io a vevo fallo i mie i conti , mi indicò la s trada che a\Tc i dovuto per corre re : egli non a vrebbe potuto lasciarmi a poche centina ia di m etri d alla breccia de lla diga di P ola, ma ad l mig lio da P. Co mpa r e, ed io avre i dovuto pe rcorre re a nuo to q ues to miglio murinù, poi av rei do vu to pe rcorre re a ll'este rno tutta la lunghezza de lla diga (circa 1 km .), ind i rifare all'interno lo stesso tragitto e di lì staccarmi per raggiungere la « Radetzky »! In tutto, compresi gl i ir> ev itabili sbandam e nti, un preven t ivo di c irca 12 km., tra a ndaLa e r1l0 rn..>! Rimasi un po' male, ma non volli cede re : dissi che mi .;ar~i allenato a ncora e che gli a vrei po rtalo una ris posta. E qui incomincia l a mia vera « via c ruc is ». Og ni not.t.c, per un mese di segui to e per va rie o re mi esercitai n ella lag una . Ebbi agio a llora di fare un a u to-s tudio inl"e ressan te s ulla resistenza o rganica a lla fati ca d el n uoto in acciua fredda : do po una diecina di minuti cominc iava una tachicardia , che m a n m a no cr esceva di intensilà fino a darmi fastidio, m i sentivo talvolta il cuore b a tlermi pro rrio nella gola . T a le tachi-
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cardia, dopo aver raggiunto il suo massimo rimaneva invariata per un certo tempo, poi accennava a diminuire, il polso ritornava al normale ed infine cominciava una vera e propria bradicardia, che si accentuava fino al punto da darmi mancanza di respiro. Allora le E:stremità si facevano gelide e cianot.iche, e cominciava al fegato un dolore che man mano cresceva, fino a costringbrmi ad uscire immediatamente dall'acqua. La dolenzia al fegato trova naturalmente una facile s piegazione nella stasi sang,µigna causata dalla sempre più deficiente funzione del cuore. Ma, fenomeno strano o per lo meno interessante, era questo: io « sentivo » il fogato; lo sentivo nella sua forma, nelle sue dimensioni, nella sua ubicazione, nelle faccie, nei ma rgini, e potevo prevedere con una sufficiente esattezza quanto tempo avrei potuto ancora resistere alla sua progressiva congestione. Pensai di volere aiutare il mio muscolo cardiaco un po' disobbediente con qualche medicamento cardiocinetico, di azione pronta e duratura. Pertanto mi al.laccai sut,ilo alla canfora, dalla quale ottenni un vantaggio magnifico: percorsi la prima sera sei chilometri, due più del solito. Non annoierò i mit:i pazienti lettori con ulteriori particol1;1.ri e dirò che alla fine di maggio, raggiunti gli otto km., limite insuperabile, mi presentai al comandant.e CiaM per dirgli che, non potendo raggiungere i 12 km. necessari all'andare ed al tornare, ma avendo 5uperati quelli necessari alla sola andata, io rinunziavo al ritorno. Il comandante Ciano, visibilmPntt'l commosso mi dissP : « Caro ragazzo, . i suoi otto km . bastano per andare e tornare, con tinui l'allenamento e noi faremo costruire la torpedine ". Ed io continuai ad allenarmi, e passò un altro mese, durante il quale la fatica notturna e la mancanza di sonno mi fecero molto deperire; finchè, sfid uciato per il completo abbandono in cui mi sembrava di essere lasciato, scrissi al comandanle Ciano e gli dissi che il proseguire ancora nell'allenamento, unzichè accre5cere la mia vigoria l'avrebbe di certo diminuita, perchè mi sembrnYa di essere giu11to ad un punto da ritenersi per me insuperab ile. Fu ailora che il comandante Ciano, mandatomi a chiamare, mi comunicò che egli aveva intenzione di servirsi di me per un'altra azione progettata e studiata da molto tempo da un ufficiale superiore e mi domandò se io non avessi alcuna difficoltà. Ed io gli risposi che non tenevo 11ffatto alla meschinità della mia idea, che t.enevo solamente a servire con modesLia e fervore il mio paese. Intanto la grande offensiva austriaca sul Piave. sferrala con poderosi mezzi e con la tracotante certezza della riuscita, la famosa strombazzata offensiva per cu i l'Italia avrebbe dovuto incenerirsi, miseramente fallì, dopo giorni di epica lotta, degenerando nella disfatta più grave che l'Austria abbia avuto, in quello cioè che, per l'opinione concorde di tut.ti gli ufficiali austriaci coi quali ho parlalo, è stato l'inizio della sconfitta della Mittel-Europa. E come preludio alla villoria del Piave, Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo avevano dato alla P atria la vittoria di Premuda, affondando la " Santo Stefano », la quale, insieme con tutll'. la flotta austriaca era riuscila per distruggHe lo sbarramento .ii Otranto, troppo molesto al lavorìo dei sottomarini austro-tedeschi.
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Poco tempo dop0, ammaestrati da lla tattica del Generale Diaz . il q ua le ave\'a sapu to dimostrare come si potesse non cedere un pollice di terreno davanti a q ua lsiasi irruenza offensiva, i Franco-Anglo-Ita liani e gli Americani tennero duro sulla Marna e su Bligny e cominciò a disegna rsi sull'orizzont e dell'Intesa la certezza della g rande vittoria . Ed io, che avevo progetlalo l'azione in tempi in cui il sacrificarsi mi era parso un dovere, ora che il sacrificio poteva per lo meno essere superfluo, mi consolavo pensando che una pagina di gloria nella storia di una Marina val bene anche mille vile umili e meschine come la mia. Fu in l')uesto periodo ed in tali condizioni di cose e di animo che io fui presenta lo una mattina di luglio a ll'ingegnere Ra ffaele Rossetti, maggiore del Genio navale. lo voi rei poter parlare di lui, della sua fig ura nobilissima, della sua coscienza diritta , della sua anima pura, con parole alle e degne; ,·orrei poter far conoscere a pieno q uesto eroico animo ad un tempo sdegnoso e modesto, ma il timore che la sua fran cescana umiltà me ne possa serbare rancore, mi rende perplesso. Era vamo e siamo due temperamenti assolutamente opposti : i>gli lento, grave, riflessivo, taciturno; io sollecito, frettoloso in ogni azione, ilare, giocondo. Nelle lunghe notti di lavoro e di veglia insieme t.rascorsc, questi d ue temperamenti, talvolta inaspriti dalla sofferenza, cozzavano tra loro; e nei primi tempi ci furono tra noi delle ore non fraterne. Ma quando ci potemmo conoscere meglio, quando io potei comprendere attraverso i pochi difetti la sua g rande bellezza morale, la sua limpidezza adamantina, ed egli, attraverso i moltissimi miei, potè intravedere ed apprezzare la fede che mi a nimava, trovammo Id giusta via ove comporre i piccoli dissidi genera ti dalla diversità dei temperamenti. Ricordo una sera piovosa di settembre, quando giil da
varil' noti.I facevamo esperimenti ed avevamo deciso per quella sera di riposarci, ricordo un dialogo tra noi interceduto in un'ora di serena bontà; l'ingegnere mi parlava con convinzione delle asperità , delle is pidità (sono parole sue) del proprio ca rattere, e ne studiava la causa e le origini , risalendo alla fanciullezza, quando per la morte del padre, si trovò a lottare solo nella vita; e studiava, con b uona psicologia, la causa e le origini del diverso temperamento mio, che ero cresciuto, tino a llora, tra gli agi e le comodità della vita. Parlò pianamente, senza che io lo interrompessi, a lungo, e mentre egli parlava io sentivo la fig ura dell' uomo puro, che fino allora era vissuto solita rio e taciturno, quasi fuori del mondo, quasi a l di là degli uomini e delle cose, sentii la bella figura farsi fraterna e circonda rsi per la mia venerazi one di una aureola di luminosa bellezza. Egli terminò il suo dire con queste parole: " Sono convinto, caro P aolucci, che, sopravvivendo, noi non saremo due amici. Già che a ll'amicizia io non credG, se non in quanto la considero un sentimento di passeggera simpatia tra gli uomini, ma. noi non saremo a mici e forse dopo l'azione non ci rivedremv, perchè io rima rrò quale m i sono, ama nt.e della solitudine e del solo bene che è caro al mio cuore, ed ella, invece, avidamente cercherit nelle soddis fazioni esteriori la gioia e la ragione del vivere » .
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Ebbene, ingegn ere llossetli, mio m aestro ed autore, se è rnro ul,e oltre della intima soddisfazione io mi compiaccio talvolta di qut'lla che di fuori mi viene, se è vero che non so camminare per il mondo con gli occhi chiusi, pe r vivere solo di que llo che den tro il cuore mi fa l uce e mi dit gioia, non è vero clic noi non siamo due amici.
L'ingegnere Rossèlli, fin d a l principio d ella nostra guerra , a,·cva pensato a un nuovo ordig no di distruzione che gl i permeLt.csse di penetrare nel po rto di P ola; ma aveva incon t ra to, Pc' r mcUcre in atto q uesta s ua idea, una serie <ii ~-ravi clifli(;l)llit di ordine non sola mente tecnico, per cui solamente nel 1917 , prima d a solo, e poi aiut.ato da un rnlcnLeroso operaio sicilia n o, Giuseppe Sa nna , riuscì a fare i primi passi nella costruzione del1'appar ecchio. E solo rp ianrto, su perala ogni difficol l il tecnica , esso g li pa rve degno del s 110 desirlcrio , presen tò a l Comando il progetto. L'ordigno di g uerra d a noi ad operat o consisteva in d ue torped ini contenenti ognuna Jxn kg . di allo csplusivo Pci in u n a p parato propulsore ad aria com pressa. Noi cl OVl:'nt mo essere in acqua, aggra ppati alla macchina che prGced eva con 1r:nto ler.to ; d r>,·r,·,11no coi nostri corpi fa r da t11no110, cd in afc1ini casi d ornvumo esst!re noi s tessi a trascinare l'apparecchio. Gli esµe rimen li fall i di n ollc CO ll l' ing-l'gnere Rossell i sono d ura ti quattro mesi, d ura nt8 i q ual i ci siamo a bit uati a ·Oltrepassare ost ruzi0ni s::implici e rcta li, fotte costr uire <'spr r,:same11t c d a l comandante Ciano; ci siamo abituati a rimanere in acqua, coi n ostri costu mi , sei o sette ore di seguito, a passare inos:,er vali sol.Lo le sent inelle scarlionatc ne ll 'Arsena le di \ -enezia , e ci s ia mo addestrati a manovrare con padronanza e con sicurezza l'apparecch io. Di g iorno l' ingrgnere lavorarn a.Ile modificazioni , allr: ap-giunte, a ll e innovazion i, c11 i io ho dato 11n cont rib uto tanto modc:-lo e di tanto poco valore' che mi sarebbe piaciuto non se ne fMse tenuto alcun conto. P ochi giorni prima dell'azione facemmo i n osl.ri esµerimenti alla presenza di S. E. 'l'haon di Hevel, che altamente se ne compiacque e ci diede la certezza d efini t iva e tant-0 sospira la che l'azione si sar('b be compiuta. E due o tre notlt prima del 31 ottohre, a l la presen za di S. E. Marzolo attraversammo tutto l'a rsenale passando sollo ii:li occhi di molle sen tinelle senza che n on solamente queste, ma n eanche gli ufficiali ad esse prepo!òle e che tutto sapevano, s i accorgessero d el nostro passaggio. Finito il non breve preambolo, prima di trascrivere il rapporto da m e presentat.o a S .E. il Capo di Stato Mag-giore, ho bi sogno di poche alLre parole. E son o pr, role di g ratitudine . Io dlebbo ring razia re , con filiale amore, il capitano di vascello P aolo Dondero, che fin dal primo g iorno ehbe fede in me, che mi fu largo di aiuto, di incoraggiamento, di conforto, di affetto . Egli sa quanta sia la mia g ratitudine e sa anche -ch e essa non apparfiene al gencrn di q uella che si is pirano al desiderio o
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alla speranza di nuovi ben efi ci; ma non gli sia discaro che io qui glida. ripeta. Io d ebbo ringraziare il maggiore Arturo Amoroso, primo medico d ella" Filiberto», che per lunghi mesi, facendo a meno del mio aiuto, espletò d a solo il ser vizio san itario di bordo; e ciò anche quando, non avendo i miei esperimenti alcuna sanzione supe riore, egli avrebbe potuto dar loro una trascurabile importanza. Lo ringrazio ancora per avermi seguìto con fraterno cuNe, con fidente speranza, con trepida angoscia, nella preparazione e nell'azione. Ed a tutti i signori ufficiali medici, dal Generale Rho all'ultimo :=;ottotenente, per l'esultanza con la quale accolsero la notizia, per il fervore col quale in me voJlero onorare il nostro Corpo, vada la mia umile parola di fervida riconoscenza. Io sarei lieto e fi ero se potessi convincermi di aver reso un po' di giustizia al Corpo sanitario marittimo, C'he dovunque divise, con allri Corpi, a parità di condizioni , ma a grande disparità di glorie e di onori, il peso , il sacrificio, il pericolo della g uerra. Alle ore 13 del 31 ottobre, la Torpediniera 55.. p_ N. salpa le ancore da Venezia, diret.ta a P ola. Sono con n oi a bordo il colT)andante Costanzo Ciano, l'organizzatore della spedizion e, il poeta Sem Benelli ed altri tre comandanti. Il cielo è coperto e fa p revedere la pioggia immin ent.e: il mare è morto, plumbeo, cupo. Quando sento le catene delle ancore stridere e l'elica comincia a girare, comp rendo che per l'ing. Rossetti e per me il momento è solen ne; cerco g li occhi del mio compagno e li veggo sereni; anch'io sono sereno. La punta del campanile di S. Marco si allontana, si fa più piccola, sfuma, scompare: la rivedremo? In mare aperto filiamo a 15 nodi: il eomandante Ciano scruta i I rnare con · l'occhio acuto del marinaio; io g li d omando se il lem po ci sarà propizio,' cd egli mi dice che è proprio q11ello che ci vuole per noi. Spiego poi a Sem Benelli , che me li chied e, i particolari d ell'apparecchio, e sollo il suo sguardo affettuoso vi atlacco su lla prua una pi ccola bandiera di seta che mio padre mi diede il 20 maggio 1915, quando partii per la guerra, quaUro mesi prima della sua mo rte . Io dico al Poela: " Se ri torneremo, maestro, questa bandierina sventolerà sulla prua, come un gaglia rdetto!». Alle 20 circa arriviamo in vista delle Brion i. Caliamo l'apparecc hio in mare e scendiamo nel motoscafo col quale procediamo a motore elettrico s ino ad un ch ilometro dalla ostruzione esterna della diga. Quando il comandante Ciano con la s ua voce rude, dalla quale anche traspare la intima commozione, ci d ice " è ora di getlarsi in acqua » sono le 10 precise. Brevi, forti abbracci, strette di m a no, saluti ; il comandante Scapin ci dice dall'alto:. " L'Italia vi bened ice per quello c.he fate per Lei , e non vi dimenticherà" · L'ingegnere ed io rispondiamo : " Viva il Re!» e lasciamo la cima alla quale si amo aL!accaLi. E ci allontaniamo; d opo pochi Sl'condi il motoscafo è scomparso. Io sono a p rua dell'apparecchio, l'ingegnere a poppa ; prncrdiamo pi1it tosto l<'n!amente: la fosforescenza dell'acqua è stra-
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ordinariamente viva. Intorno a noi e su di noi stanno l'Ignoto e la Not.te, entrambi oscurissimi e silenziosi . Sembra che tutto sia morto, che sole cose vive nella immensità. e nel mistero sieno i r iflettori del ne-mico ed i nostri due cuori concordi. L'ingegnere che ha il governo della macchina, rinforza il moto: una ondata di acqua mi investe e mi penetra nel collo e mi scende lungo il petto: è fredda, più dell'acqua della lag una veneta nella quale mi esercitai al nuoto, ogni notte, per molti mesi. Forse mi sembra anche più fredda percbè io sono mo!Lo caldo ed il cuore mi batte con forza, in virtù della canfora che ci siamo iniettata. Si comincia a disegnare nella oscurità la massa di C. Compare; Il comandante Ciano ci ha detto nelle sue istr uzioni che bisogna tenerlo alla nostra destra per andare a cadere sulle ostruzioni esterne, e procediamo così ancora per un tempo che è breve, ma che a me.sembra lungo. Alle 22.30 precise urliamo contro la ostruzione esterna: sono tanti cilindri metallici vuoti, lunghi non più di tre metri, tra i quali sono sottesi dei grossi cavi di acciaio di un paio di metri di lunghezza. A forza di braccia, tenendoci con una mano all'apparecchio , con l'altra ai cilindri, spingiamo l'apparecchio a van li, a motore fermo. Ma dopo aver percorso un centinaio di metri ci accorgiamo che non è possibile andare ancora così se non vogliamo correre il rischio di arrivare troppo Lardi . Mettiamo a moto lentissimo l'upparecchio e procediamo, aiutandoci con le braccia, fìnchè non vediamo l'ostruzione interrompersi. E' possibile che già siamo arrivati alla breccia della diga, alla porta, là dove dobbiamo penetrare nell'interno del porto? Ci infiliamo in questa interruzione, e solo dopo un certo tempo- conprendiamo che per l'affondamento di qualcuno di quei -cilindri l'ostruzione è intcrrolla. Ritorniamo dopo molti sforzi fuori della ostruzione stessa e ricominciamo il nostro cammino, quando mi sento prendere e stringere per un braccio. ' i volto e.1'ingegnere mi indica con la mano tesa una massa nera che pare si avanzi verso di noi; ci i'ermiamo immergendoci il più possibile. Disting uo neLlamente la torretta di un sommergibile, mi pare che si avanzi verso di noi un po' troppo; comincio a sospettare che ci abbia scorti; porto istintivamente le mani alla mia valvola di comando per l'accensione delle torpedini e la distruzione dell'apparecchio, per essere pronto ad assolvere il mio impegno d'onore, ma la massa oscura passa ad una cinquantina di metri da noi, si allontana, scompare. E noi riprendiamo lentamente il cammino. Quando s iamo finalmente in vista della diga in blocchi di cemento, crediamo necessario, dopo un bre\·e consulto, che uno di noi vada avanti solo a nuoto ad ispezionare. Si tratta di vedere se i blocchi di cemento della diga scendano a picco sul mare e ci concedano un « angolo morto " oscuro, nel quale scivola re con tullo l'apparecchio, o se tali blocchi sieno invece depositati su una scogliera degradante verso il mare. n el quale r.aso, dovendo rimanere alquanto discosti dalla diga, le sentine lle potrebbero vederci dall'alto. Mi avanzo con la testa emergente dall'acqua, trascinandomi a forza di braccia lungo la ostruzione e con i piedi immobili per timore che la fosforescenza tradisca la mia
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prcsc11zu, e con g rande gioia riscon tro c he la r occia è a picco s ul mare. '!.'or no indietro, dò la n otizia . all'ingegnere, procediamo con Lutto l'c.1pparecchio fin sotto la diga. La mezzanotte è passala. A nuoto le ntissimo, q11asi completamente imme rs i, con l'apparecchio addossalo alla pietra scivol iamo lungo la diga per una cinquantina di m et ri : e <]u i s i impo ne una n uova is pezio ne . Bisogna vede re se sia meglio entrare per la parte destra o s inis tra d ella piccola breccia, larga una sessantina di metri. \'udo avanti lentissimamen te aggr appalo con le mani alla rocc.ia, arrivo fino alla punta de lla diga , sento un passo s ulla mia tesla . Mi fe r mo . Do po qualche secondo non sento più nulla. Comple tamente imme rso, con la sola tesla e m ergente a l ive llo de lla bocca vol1,rn g li occhi in s u, ma non vep;go nulla. Noi abbia mo l a lesta ri vèstila in manie ra da sembrare 1111 fiasco che ga lleggi; mi stacco ancora li cvem cnlc dalla diga pe r conoscere m eglio il pe ricolo che è t r e m e tri s u di m e, e dondolo la tesla cosi da s imu lare il ga lleggiare d i un fia sco ; veggo dis linlamenle un'on 1bra fi ssa ed immobile. Che mi abbia scorto? Mi fe r mo ancora, sento per un mo rnt;nlo tossire ; infine mi d ec ido ad anda1·e a,·anti approfil.l ando dell 'angolo m o r to. Arr ivo su lla ostruzione c he c ll inde la po rla. E' fatta di lanlc lung he Lravi gallcggi unLi, ri unite t.ra lo ro in maniera da formare d tu.: fil e intersecale da tan le travi traversai i. Da (JUE:&Le travi fu o ri escon o d ei bcts loni nppunt.ili di acciaio lu ngh i ci rca un m ezzo m etro e con la p 1111la ri rnlta ve rso l'esll'J'no; ad a lcun i di essi sono a nc he fissale d e lle lallr di p ::-lrolio, e lle, se mossL:, facend o rnmo re, hanno r.e rla m ente la funzionè di fa re da uHisnlo ri, come dl'i La rn-Lam automat ici. All'allr a estremilil veggo un g ua rdnpor lo fermo -s u cui una lnnte rna r ossa s i agita pe r qualche tempo, poi s i spegne: fo rse l'uomo che la teneva è sc:cs::> g iù nel la s li va. Poco soddis fallo pér le cose v<:du te, ri torno le ntame11Lc indietro . Trovo l'ingegnere me ravi;dialo pe r lunga a tlesa d i c:irca m ezz'ora , gli comuni co di a ,·er vis to la sentinel la, di a,·er visto il g uard a po rto e c he la corrente elle <1sce d al porLo è fo r te. L'ingegn ere d ec ide di andar<, avanli . E' l' una. Ma appena fu o r iusc iti 1ialla diga, come cerco di ag-f!Tapparmi alla ostruzione este rna , la corren te t rascilia fuori l'appare cch io : nuoto d is pe ra tamente a co~to di es;,cre scope rto, ma la con e nt.e è più fo rte di m e e c i allontana ,·erso il la rgo. L'ora incalza, il timore di no n a rri vare a te mpo ci cos lring·c a p render e una d ecìs ione g r ave: l'ingegnere m e tte in azione il m otor e e d opo una larga circonvol uzione [)Pr g irare l'a ppa recchi o d.irige verso il centro d ella porta. Mi aspe tto 1111a fuci lala d alla sentinella, g 11ardo fissame nte sulla punta, ma non la vep;go più. E' la bella S te lla d'Italia c he ci protegge? PioYiggina, fo rse la sentine lla è al ripa ro . L'ingegne re ed io calc hia m o fo r tem ente, con lutto il peso del cor po rapparecchio, e a poco a poco riuscia m o a farl o passa re al di lit <iella po rla e noi lo seguia m o scavalcando le travi una ad un a . Appe11a s ia mo nell'in terno ci accorgiam o ch e due g rosse barc h e a vapo re sono fe rme all'imbocratu ra : sono i trnder.~ di g uardia, com e ci erano ,;lati de:;crilLi d1d lè info rmazioni del Capo di Stato !\faggiore ; e
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Pt:R IL LIBRO D UllU DEL CORPO SANlTARlO Ml LJTARE
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da una di quelle barche sentiamo il rumore che fa il tiraggio del \·apore. Seguiamo nell'interno la stessa via seguila nell 'esterno, lungo la · diga. Ci aspeUiamo di inconlr<Lre da un momento atraltro una ostruzione sottile, faLta di travi longitudinali, quale appariva dalle fotografie degli aviatori: potrebbe anche essere un piccolo sbarramento d 'allarme con fili elettrici sottili , e s iamo g iù preparali ad evitare tale sorpresa; ma non inc.ontriamo lo sharramcnlo. Incontriamo invece un'altra g ross!l harca all'àncora, u n vecchio veliero forse, con lungo bomprc:;so. 1:n a ltro posto di g uardia o un deposito? Lo evitiamo e ci dirigiamo sulle ostruzioni relali , che incon triamo piuLtosLo presto. Quesk ostruzioni relati sono costituite di u n triplice ordinè di reti, che corre parallelamente alla diga , e di un alLro tri pi ice ordine trasversale che parte dalle vicinanze di \'alle Zonchi e s i dirige perpendicolarmente alle prime . Seguendo l'itinerario tracc ia lo dal Comanrlo non dovremmo trovare sul n ostro cammino che le ostruzioni parnllcle e potremmo evitare le altre ; ma, per quanto la lunga prerarazione eri il lnngo studio del luogo ci permettano - ad onta della oscurili1 - di individuare con una relativa· facilità !'insenature di Val Maggiorr. e quella precessi\'a di Valle Zonch i, non p ossiamo però seguire fedelmente la traccia segnala. L,t bussola che l'ingegnere. ha con sè non funziona perchè piena d'acqua. Ccsicchè quando, oltrepassate le tre prime ostruzioni relati con una fatica non lieve, o!Lrcpassat,o fìnalm enl c og ni ostacolo, percorse altre poche decine di metri, ci lro\·ia mo di fronte allre tre o~l ruzioni. P er un momento ho il dubbio che, perdut a l'orientazione, facciamo in senso invers::i la via giil percorsa, m a l'ingegnere mostra di non aver alcun dubbio è d ecide di an d are rlirit.Lo. Ma, 11assala la prima ostruzione, mentre stiamo p er raggiungere la seconda, vediamo a pochi metri da noi un baLtcllo attaccato alle roli stesse, e su quel baLLello un'ombra, la cui forma non è cbiaramen le riconoscibile. E' forse un uomo su un battello di g uardia'? Ci fermiamo, e in tanto la corrente che esce forte dal porto ci volta l'a11parccchio e s tiamo per arri vare soLLo il baltello; ma l'ingegnere prontamente decide che io vacta a nuoto sulla terza ostruzione e che di là con una corda tiri l'apparecchio per raddrizzarlo; ci ri usciamo, ma mentre stiamo per raggiungere la mèta, la corrente ci capovolge ancora il nostro ordigno. Il momento è critico, data la presenza d el battello con su l'ombra misteriosa, ma noi centuplichiamo le n ostre forze; l'ingegnere punta con ambo i piedi contro le reti e con le spalle contro l'apparecchio mentre io tento di raddrizzarlo con la corda, ed infine ci si riesce nuovam ente, e, nel momento in cui la direzione è giusta, l'ingegnere mette in mot.o e passiamo trionfalmente anche la settima ed u ltima oslrnzione. Sono le tre! E per le tre - secondo i calcoli preventivi fatti, senza contare la difficoltà della fosforescenza, della corrente contraria, della interruzione della ostrnzione esterna, d el numero d elle ostrnzioni interne superiore al previsto - per le tre avremmo dovuto attaccare le ~rime d ue navi ed essere già di ritorno al largo, dove il motoscafo con 1 comandanti d attendono.
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Nobili cuori fedeli, nobili cuori generosi che trepidano per noi, nell'angoscia d ell'attesa! Essi veg liano per noi, di fronte al pericolo, e con noi vegliano sulla grande Patria che dall'altra spond a a:,petta un'altra • fronda di alloro per la sua bella corona. Forse potranno incontrare quel sommergibile che noi abbiamo visto, forse qualche torpediniera: attaccheranno, perchè f'ordin e di S. E. 'fhaon di Revel è questo: qualunq11e forza navale nemi ca si incontri, di qualsias i importanza, attaccare. Che gioia essere ufficiali di una marina il cui Capo dice: ~ uno contro cento, attaccare!"· L'ingegnere mi fa cenno che vuole parlarmi. mi avvicino e mi cu~ munica che d elle 205 a tmosfere di p ressione iniziali abbiamo consumato oltre la mel.it: nori abbiamo quindi che una forza che appena ci consentirebbe il ritorno, rinunziando all'impresa: decidiamo subilo e senza indugio di rinunziare im·ece al ritorno; e poichè abbiamo dinanzi a noi ancora tre ore prima che spunti l'alba, decidiamo di andare t1vanti all'estremo del porlo, pe1· attaccare le grandi unità tipo « Virib us Unilis » . La disposizione d elle navi austriache all'àncora nel porto di Pola, dall'entrala all a fine del porto, era in fatti la seg uente: " Radetzky ", « Er;i;herzog » , " Franz Ferdinand » , « Zryni » (pre-drl'adnoughts) ; " Prinz Eugen », « 'fegetthof ", « Viribus Unitis » (superrlr('adnoughts ). Dirigiamu dunque verso le grand i unilit, che sono più lontane, con l'intenzione di attaccarne due e n&.vighiamo con una certa celerità lungo la fila delle navi, tenendoci mollo dist.anti da esse. Le « Radetzky » sono completamente oscurate, ma le « Viribus » cho sono molto all'interno·, sono illuminate a luce bianca. Procediamo dunque alquanto celerement.e sotto la pioggia che infuria in un n :ro temporale, misto a g randine, qnando mi accorgo che l'apparecchio affonda; mi avvicino all' ingegnere e lo veggo disperato con l'a cqua fino alla bocca ch e cerca di tirare l'apparecchio che va giù inesorabilmente. Mi assicuro che la valvola di immersione di prua sia chiusa m entre l'ingeg-nere controlla qnella di poppa ch0 in maniera non spiegabile è aperta; l'ingegnere la chiude ed apre la valvola di e mersione e vediamo così finahnenLe l'apparecchio ritornare verso l'alto. Fra tutti, il momento più angoscioso da noi attraversato è stato indubbiamente questo. Riprendiamo il cammino, ma ci sembra di non arrivare mai; passano le tre e mezza, passano le quattro e non ancora siamo all'altezza della « Vir;· bus », a livello della quale aniviamo solamente alle 4.15. La corrente contin ua ancora ad uscire; pensiamo a ll ora di metterci a monte d ella corrente, ad un centinaio di m etri dalla prua della « Viribus » e li fermare l'apparecchio, immergerlo il più possibile , som mérgerci fino al livello della boe.ca e farci trascinare d alla corrente, pianamente, fin sotto il borclo. Ma la corrente ci d ev ia e dobbiamo Rllontanarci nuovarrn.m te e rilrntare la prova. Qnando siamo a venti metri d al centro della " Viribus L1nitis » , secondo quanto si è stabilito dal Comando, dovrei andare io a nuoto ad attaccare la torpedine sotto il bordo , ma l'ingegnere mi ordina di aspettarlo perchè vuol e and are l11i. Obbedisco; e forse è bene che <'[.!"l i rnglia cnsì, poichè sotto il bo rrlo della ,, Viribus » l'in·
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gegnere incontra impl'eviste ctiffico!t.à che supera con mil'abile fermézza e con la sua grande esperienza, fermezza ed esperienza che io non mi lusingo di avere. Quando l'ingegnere mi lascia, sono le 4.50: io debbo aspeUarlo a pochi metri lontano, incrociando più a largo. Ma la corrente mi porta via, mi porta lontano, mi trascina fin dove è ancorata un'altra piccola nave da guerra, e mi volta l'apparecchio ; fo sforzi disperati per raddrizzarlo e non ci riesco, sto per correre il rischio di andare a battere contro la nave, quando penso, con la forza d ella disperazione, di tuffarmi sott'acq ua donde potrò fare più resistenza tirando sulla prua una corda ; dopo cinque minuti di tuffi e di brevi inspira zioni riesco a dare una direzione conveniente ed allora metto in moto l'appa recchio e dirigo piano verso la « Viribus ». Sono le 5.1 5. Sono passa ti 25 minuti da che ho lasciato l'ingegnere . Sarà stato sorpreso ed è prigioniero sulla « Viribus »? Ma avrei visto qualche lume, avrei inteso qualche voce, qualche allarme. Nulla! Avrà attacca to la tor pedine e, ritornato, non trovandomi , avrit pensato che io lo abbia abbandonato? Che si sia inteso male? Sulla na\·e-ammirag-lia inta nto s uona la sveglia. Veggo uomini che vanno e che vengono sulla coperta . Veggo la sentinella di g uardia che cammina sul barcarizzo nei pressi d el quale l'ingegnere lavora. Io vedo, ma essi non vedono; io sono alJ'oscuro, essi sono nella luce. Ma nell'orizzonte già s i disegna la prima ed incerta luce dell'alba. La corrente inta nto mi capovolge nuovamente l'apparecchio, mi trascina nuovamente sotto la piccola nave e devo ripetere lo sforzo disperato; ci riesco ancora ed a ncora dirigo sotto la « Vir ibus » , deciso, se non vedo l'ingegnere, ad anda re sotto il bordo con tutto l'apparecchio. Sono le 5.35. Sto infine dirif{endo conll"o il fian ro d ella nave quando vedo una specie di fiasco che galleggia: è l'ingegnere. 11 mio cuore non ha mai avuto una g ioia più g rande! Ma comincia ad albeggiare ed il d esiderio di correre verso la costa e darci alla campagna c i fa accelera re la corsa . All'imp rovviso, da lla coffa della 1, Viribus » un l'iflettore ci illumina in pieno. Siamo scoperti! Grande, terribile, ci appare in quel momento l'impegno di onore assunto verso il Comando : distruggerP l'apparpcckio ad ogni coslo :· è un giuramento! E men tre aspettiamo che una scarica di mitraglia ci colpisca, noi saldiamo il nostro debito èli onore : l'ingegnere apre le valvole di immersione, io attivo la 2" torpedine e dò il moto all'apparecchio, e questo, camminando e somn:iergendosi, va in seguito ad arenarsi in una insenatura, ove, ins ieme con vecchie navi da battaglia, è il grande transatlantico « Wien » che affonderà poco tempo dopo d ella " Viribus » . Intanto una barca a benzina, una barca che noi già avevamo veduto, col lume acceso, stazionare sol.Lo il fianco della « Viribus " si dirige verso di noi che siamo anrora illuminati dal riflettor e. W er TÌalù>n ische offiziere , 1·ispondo io. Ci prendono, ci portano a hordo. L' ing~gne re, mentre siamo sulla barca, mi dice, rassegnato, con u n sorriso sereno: addio vita! E saliamo sul barcarizzo, a pochi metri dt1.I
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ri1wlc sono i due q ui nlali di allo esµl osivo, che Ira brc\·c mande ranno i n a ria la na vè: sono le 5.55. Ma, appen a m esso il pied e su l ponle d ella na ,·e-arnm irng lia, la coscienza d ell'orgoglio e d ella g lo ria di morire pe r la P,,l ria ci s Lra p r ano il g rid o che conLc mpo raneamen Le e rompe dai nos tri pel li : \·i va l"l lalia: Mo lti m a r inai s i affolla110 a tto rno a no i e ci cond ucon o sollo la CO· p e r la . Sono voll i cu riosi pi ù c he m a levoli; non comprend o no c hi siamo, come s iamo ve n u ti , percfiè s ia m o ven uti ; m a inlanlo vedia mo s ui be rr elt.i di a lcuni di lo ro la iscriz ion e: " .Jugoslav ia " · E c i spiegano che d a por he o re l'Am miraglio a nsLriaco è and a to via, c he Lu lt i i T ed eschi e gl i Lnghe resi, i Boemi e gli Ital ian i d ella « \ ·iribus" pa rtiranno pure 11ella 1,çiurnata., pe rcl 1i! la fl ot ta è s tata « cad u ta" a lla J ugoslavia! Viene s ,·l•g lialo. il capituno òi rnsccllo e com and a n te d ella flotta \ 'on Vukovic Cli i l"i ngci:r nere. coslil11cnclosi prigioniero, consegna il mio colte llo da caccia. Noi s ia mo surprl'Si cd indecisi c irca il mod o di com porta rc i; sappiamo bene c lic non è in nostra facoltil m utare l'ordi ne a ,·uto d al nostro Comand o, nè no i lo vorTl'Inmo; mtL appa re all a nosLra m cnle la poss ibi litù di risparmiare u n g ran n ume ro di vile u mnne, con frs3ando che la nave d eve per ire; fo rse, confessando la ve ri lù, potrem o salrnrci a nc he noi. Decid iamo b re ,·eme nle d1 avverlire il Comand anlc, e l'ingegne l'e, a vend ogli cilieslo di d overgli pa rla re a pa r le, gl i dice : la narn corre scrio, imminente 1w r icolo, facr ia salvare i s uoi uomin i. !\'l a (Ju.tlc pe r ico lo? - Non posso dirlo, m a tra b r eve la nave salter iL in aria . \'on \ \ 1k o,·ic g rida a llo ra in ted esco: " r iri h11.~ Un iti.~", si salri t h i può, gl i l la lian i lla 11 no nH'SSO dl'II,' bom be nPlla na ve! Celiamo po rle elle si aprono e s i c h iudon o in frt·lla, Yed ia m o gente sem i n11da corre re all'im paz;,.ala, sa l ire d al le scale d e lle batLe ric, udiamo i ton fi di:i cor pi che si i:ret lano in m a r e . In tan to io, ai11lato d a u n m a rina io, ri esco a togl ie r m i con un colte llo , l'abi to impermeabile; e, aHic inalorn i a 11·iniregn e re as petto la s ua d ec is ione . Eg li ch ied e a Yu ko,·ic se poss ia m o sall'arci ed il com and a n te c i d ice : si sal vi no. Cosi, sali li in cope r la, ci gettia mo in m are . Ma, sen;,.a costume, al nuorn rigore d elr acqua gel ida, nell a q11a le g iiL sia m o stati pe r oLlo or e, con una gam ba im pegnala anco ra d a u n le m bo d el costume di e lle n on sono a rrivato a tempo a sbarnzza nni , sto pe r affop:arc e be>vo giiL acqua, ·quand o l'inge· g ne r e che a ncora è vestito sopraggiunge, mi sost iene , mi a iu ta, mi toglie d a l ca po l'c lm eUo di a cciaio che ne l t.ra m buslo d e l mo m ento io a vevo dime n tica lo di tog-li.ere . Arranchia m o così fa licosamenlc, a l la rgo, e, per cor so un centinaio di m e tri, co mi nc iamo a r isa.luL,,re nuovamente la speranza è la g ioia d ella , ila, ri11and o 11n a ba rca a remi s i dirige su di nui, e c i s i g rida , in to no m inaccioso, clw d obbiam o s ub ilo ri to rna re a bo rdo d ella " \'iri· b us "· Crediamo vogli ano fa r ci m orire sulla na ve conda nnata e saliamo nuo,·amente la SC'ale tta nei c ui pressi è l'esplosivo, con q u~sta amà ra cerlczza. Su ll a scaletta !-la, d ensa, u na fo ll a min acciosa di uomini se· m inudi , a lcuni d C'i ciual i i!'l'Ondano acq1 1a . Essi ci g ridano che no i li a bhiam o ingannati , m entre altr i Yogliono s 11pere d ove sono le b ombe .
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Facendoci largo, dopo qualche minuto, noi riusciamo a raggiung-ere l'estrema poppa. lo guardo l'orologio di poppa della nave: segna le 0.27 ed alle 6.30 deve avvenire l'esplosione. Sento un marinaio che grida in tedesco: « portiamoli nella stiva, se è vero che la nave deve saltare"· E tra questa folla minacciosa che ci preme, che straccia a colpi di coltello g ti abiti dell'ingegnere per perquisirlo e fruga in quelli che io prima ho lasciato Bui ponte, che mi strappa brutalmente dal collo una reliquia in cui sono i capelli di mio padre e di mia nonna, io guardo l'orologio d'i poppa che segna: sei e ventotto, sei e ventinove ... l'esplosione! Ed ecco, un rumore sordo, un boato profondo, non g rande e terribile , piuttsto lieve, una colonna d'acqua alta; sento sollo i piedi la coperta che vibra, che scrolla, che vacilla. Mi volgo intorno e non c'è nessuno più. Ognuno ha pensato a salvarsi. c·è Von Vukovic, armato e con la cinta di salvataggio, c'è l'ingegnere, che continua da solo a spogliarsi e mangia un pezzo di cioccolata che gli è cad uta dal costume; mi chino sull'ingegnere che aspeUa, muto, di essere aiutato, lo aiuto celermente a svestirsi. Infine, rivolto al comandante egli dice che, per legge di guerra noi abbiamo diriLlo a salvarci, ed il comandante tende la mano ad entrambi, ci indica una corda per la quale possiamo scendere, ci mostra un battello che passa, al quale possiamo afferrarci. Mi getto in acqua per primo e nuoto verso il battello; mentre sto per raggiungerlo vedo un ciuffo di capelli a fior d'acqua, lo tiro su: è un marinaio italiano, non ricordo se di Pisino o di Rovigno; fo per aggrapparmi al battello, ma uno di quelli che vi è sopra grida agli altri che io non debbo salire e fa per colpirmi sulle mani. Mi aggrappo allora al remo ma egli sta per prendere un altro remo e colpi rmi , quando l'italiano, salito su, mi tende la mano. Intanto vedo l'ingegnere che scende giù per la corda; c'è sotto il bordo della« Viribus ", atLaccato alla corda, là dove egl i scende, c'è un grosso tedesco che grida la sua paura, come un maiale al macello. Dopo un paio di minuti l'ingegnere mi raggiunge e sale sul battello. Ci voltiamo a veder la tragica scena. L'alba già piena, ed in questo chiarore livido la grande massa della « Viribus Unitis » si sbanda. La scritta " Unitis,, è già in acqua, e « Viribus » è ancora emersa. Ironia di quel " Viribus ,, che è una tanto decadente e rovinante debolezza! Intorno al colosso agonizzante, g rida, urli, imprecazioni e un agitarsi di uomini e di cose; sulla nostra barca che si allontana, il marinaio italiano da me tirato per i capelli· grida con voce straziante, grida con voce rauca che nulla ha più di umano, a singhiozzi : « nave mia, nave mia bella! ,, . E per i nostri cuori percossi dalla visione tragica, indeboliti dal lungo soffrire, quel grido di disperalo amore del marinaio che vede la sua nave perire ci sembra umanamente bello nella sua angoscia. La " \'i. ribus Unitis » si sbanda ancora di più, ed appena l'acqua arriva a Ji. vello della coperta si capovolge di netto. Veggo i grossi cannoni delle torri trinate abbattersi come giocattoli, ma è un attimo, perchè sc0mpaiono: si presenta in aria immensa, lucente, verdognola, la chiglia, che pianamente affonda. E su questa chiglia vedo un uomo che si ar-
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rampica, che raggiunge la vetta, che si ferma, diritto. Riconosco il cocandante Vukovic, che morirà poco dopo, colpito da una trave sulla testa, mentre, sottratlosi al gorgo, cerca di salvarsi a nuoto. Alle 6/1.0 dove era la « Virihus Unitis ", l'acqua, richiusasi sul suo cadavere, bolle in un risucchio spumoso. La barca sulla quale noi siamo ci porta a una banchina, dalla quale, seminudi e stillanti acqua, veniamo condotti a bordo d ella nave-ospedale « Habsburg ». Ho le mani gelide, i piedi gelidi, sento il fegato che mi duole, forse per la congestione dovuta alla stasi sanguigna; un marinaio appena sceso a terra mi dà un pugno nella regione epatica e sto per sven ire; ma mi sostiene la presenza d ell'ingegnere che a testa alta, fi ero come un romano antico, cammina davanti fulminando con gli occhi i marinai che vorrebbero tenerlo per le braccia. A bordo dell'« Habsburg » un m edico mi tocca il polso, mi dice: « funfzig » (cinquanta), ordina che mi portino del caffè caldo; l'ingegnere che sta m egl io di me viene in mio aiuto, facendomi · un po' di massaggio alle gambe intirizzite; dopo poco una nera bevanda calda, che chiamano caffè, ed una sigaretta mi ristorano. Credo inutile raccontare le peripezie d el i novembre e la triste preoccupazione, durata per fortuna pochi minuti, di essere portati alla fucilazione da 8 sentinelle e da un sott'uffìciale armati di fucile con baionetta e rivoltella. Credo non necessario parlare dei cinque g iorni di prigionia, durante i quali siamo stati trattati cavallerescamen te . Alla fine del 5° giorno, mentre me ne sto affacciato al finestrino della mia cabina, vedo la « Saint Bon », che entra nel porto di Pola. Mi sembra di sognare. Scappo in coperta, trovo un megafono, grido, folle di gioia, grido alla vecchia nave della Patria: « Ammiraglio di " Saint Bon », Viva il Re! ", ma nessuno risponde. Ripeto insieme all'ingegnere il grido, ed un uomo che sta sulla plancia, circondato d1t un folto Stato Maggiore si toglie il berretto, lo agita in aria, g rida: " Viva il Re! ". E' l'ammiraglio Cagni. La sera del 5, liberati , andiamo a bordo della « Saint Bon ", doye S. E. l'ammiraglio Cagni ci aspetta sul barcarizzo insieme con tutti gli altri ufficiali. L'eq uipaggio e gl i uomini· del Corpo di occupazione sono sulle batterie, sulla coperta, sulle coffe, aggrappati alle .ciminiere. Gridiamo, l'ingegnere ed io, m entre siamo per mettere pied e sulla scaletta della « Saint Bon », sul suolo della Patria, gridiamo togliendoci il berretto; " Viva il Re! », e ci risponde un urlo di gioia, un urràh for· midabile. L'ammirag lio ci abbraccia, mentre gli uomini urlano ancora gli urràh. Alle 7 della seguente mattina, con la Torpediniera 16 O. S. andiamo a Venezia . Venezia è coperta di nuvole basse, completamente: ma dalle nnvole, a livello di Malamocco riesco a vedere una, punta oscura, che fuoriesce : è il campanile di S. Marco, il campanile della nostra vecchia Repubblica, della nostra antica gloria marinara. 0
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RICÒMPENSE a.I Va.lor militare per la campagna di guerra 1915-1918 (Continuazion, - V,di fascicoli preetdtntl d,t 1916-17-18 , 19)
l\'IF.DAGI.I.\ Ili BRO~ZU.
Decreto luogote,1enziate 22 dicembre 1918.
6g8. IlocCHIA cav. /ciUo, da Pan11a, maggiore lllCdico Croce rossa, 83 sezione sanità. - Dotato cli alto sentimento del dovere, cou sprezzo del pericolo e grande coraggio, sotto il fuoco dell'artiglieria nemica, guidava sempre prirno i suoi militi ovunque era più urgente il bisogno, organizzando c<l attirnndo r apidi ed efficaci servizi di sgombro dei feriti, anche per più divisioni. - Ht:rmada, 22 maggio; Duino, 4 giugno 1917. ()gg. URUNETTl Lodov i co, da Gorizia, teneute medico complelllento 6 ambulanza chirurgica 13 corpo ar111ata. - Alto <:S<::lllpio <li coraggio cd ah11t'gazionc:, quale direttore del gabinetto rn<lio!ogicv di uoa ambulanza chirurgica di armnta, continuò serenamente la propria opera sotto l'insistente tiro di artiglieria ed il bombardamento ' di un aeroplano nemico e colla sua fcrn1czw di ~pi rito mantenne sempre l'ordine nel personale dipendente, moltiplicandotii per l'alk mpimento pieno e completo della propria missione. - Vermegliano, agosto-ottobre 1917. iOO. Ct.aoss1:,-1 Giova,mi, da Firenze, tenente medico complcmeuto addetto ufficio di. sanità 54 divisione. - Addetto all'uflìcio di sanità d ivisionale, durante vari giorni d'a1.iom:, incurante del pericolo, attraverso a zone intensamente battute dall'artiglieria e fucileria avver~aria, si recava ripetutamente e volontariamente ai posti di medicazione dei battaglioni di prim.i linea, per accompagnare convogli di porta feriti e di materiale sanitario. Prm·vedeva anche ternpestivamente a portare in avanti i posti stessi, in modo da assic-urare il servizio di raccolta e sgombro dei nmuerosi feriti. - Vrsic-Korite, 18-24 agosto 1917. 701. Co~HRATO Giuseppe, da Venezia, a~pirante ufficiale medico 90 reggimento fanteria. - Addetto ad un battaglione, sotto il grandinare dei proiettili nemici, dando proni di nobili sentimenti, si porta,·a in punti battuti per prestare l'opera propria ai feriti. - Lokavaz, 18-23 agosto 19li· 702 . DE Pt.SQUAI,ll A11to11i110, da :'1Ics~ina, capitano medico 90 reggimento fanteria. Durante cinque giorni di aspri ed ininterrotti combattimenti diede a tutti bcll 'esempio di calma, ardire e spr~zzo del pt:ricolo, pro,·vedenclo sotto il violento fuoc·:> nemico affinchè il servizio ~an itario non avc~se a subire intralci. S i recò anche in punti fortemente battuti pér apprestare le più urgenti cure ai feriti più grav i, riconfermando lè belle qualità militori già da lui <lilllostrate in operazioni precedenti. - J,okavaz, 18-25 agosto 1917. 703. D'EuFF.MIA Carlo, da Catanzaro, tenente medico complemento 252 r eggimento fanteria (l\I. M.) . - Durante uu combattimento, informato che il maggiore comandante del battaglione e due altri ufficiali caduti feriti 110 11 poternno essere trasportati, con spre1.1.o del pericolo, incurante dell'intenso bombardamento nemico, si recava prontamente sul posto prestando loro le sue cure. - Faiti, 19-23 agosto 1917. ;,04 . Ff.RvG UO L11,ia110, da Pola, tenente medico complemento 1 r eggimento artiglieria pesante campale. - Pieno di entusiasmo e di fede, dimostrò in O!{lli circostanza, calma e coraggio adempiendo le proprie mansioni sotto il fuoco 11emico. In una speciale circostanza, spontaneamente accor se alle batterie violentemente controbattute con granate a gas asfissianti e lagrimogeni, per a~sicurarsi per sonalmente che fossero presi i necessari provvedimenti di difesa, ottenendo colla sua previggente azione di evitare gravi possibili danni. - Gorizia, 18 agosto-5 settembre 1917.
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PER II, LIBRO o'ono DEL CORPO SANITARIO MILITARE
705. FIORI NI Oo111euico. da Corte milia (Carneo), te ne nte medico 4 reggimento bers nglieri. - Durante l'attacco cli formidabili posizioni seg-ui rn le prime truppe a ttaccan ti. Dopo la conquis ta di due delle posizioni stesse, avuto distrutto il posto <li medicazione durante i contraLtacchi nemi ci, ~i porta ,·a di.rettameut<: d i~tro la prima li11ca a prodig:irc la s ua ope ra di medico. - Monte Semruer-Ossedrik, 19-22 :igosto 1917. 7of,. FokNI Gherardo . da San Giornnni in Persice to (Ilolngna), capitano meJico complemen to o ambula nza c hirurg ica, 13 corpo d'ormata. - Addetto ad una ambulanza chirurg ie-a d i armata, in una zona avanzata e battuta dal n e mico, diede bell'esempio di attività e sprc1.zo del pericolo. Sotto il bombardamento nemico disimpeg nò sere na111cute il proprio mandato, dando opera a ltament e utile ai feriti affidati alle s ue cure. - Vennegliano, agosto-ottobre 1917. 707. FRANn:scH I ca,·. Luig i, da Zogno (Ilergamo), maggiore medico 19 divisione. Capo ufficio d i s~nità di una divis ione, in prima linea, dava costante bella prova oltre che di grande perizia tecnica, di \•alore militare, recan do~i quasi tutti i giorni ai po~ti cli medicazione, spesso impiantati sulla linea dei tri11ce ramenti, anche quando più intenso era il fuoco nemico. In una cri ti ca circostanza si disti11gue,·a per serena calma e noucuranza del pericolo ne llo accorrere personalm e nte a prestare soccor~o ai feri ti sotto il vivo bombardamento avversario incitando così i militari pr~sc11ti ad e111ularlo nella generosa e coraggiosa opera. Carso, agosto-settembre 1918. 7o8. GHw1:-.1 cav. Annibale, da F e rrara, U1aggiore m edico 6. ambulanza chirurgica, 13 corpo ar111ata. - Per il contegno calmo e cornggioso tenuto in occasione di numerosi bombardamenti nemici, e ,eg11atame11te in un bombardamento aereo. e per il continuo s prezzo del pericolo di111ostrato in molti m esi di permanenza in una delle zone più a,·anzate e pericolose del corpo d'armata. - Vermegliano, 25 ottobre 1917. . 709. Guvorro Giuseppe, da Scrra,·alle Scrivia (Alesi<andria). tenente medico 3 reggimento artig lieria 111ontagna. - Addetto ad una batteria da montagna avanzata, si mette,,a col posto di medicazio ne sulle linee d e i pezzi, e senza akun riparo si recava a llo S<:'operto Ml di un te rre no fortemente h11ttuto dal fuoco nemico, pe r medicare i ferit i della batteria e cli altri reparti. - :\!eclio Isonzo, 24 ago~to-14 ~et· tembre 1917. 710. GuRco Pietro, da Piatto (l\"ovara), capitano medico 234 reggimento fanteria (;\f . J\I.). Dir igente del servizio san itario reggimentale, durante l 'azione, infaticabilmente medica va i feriti in un po~to molto battuto dall'artiglieria avversaria dimos trando grande calma, coraggio ed elevato sentimento del dovere. - Altipiano Carsico, 19-24 agosto 1917. 711. JA~JGRO Guido, da Campobasso, teuente medico 84 reggimento fanteria. - Durante l'azione si porta,·a col posto di medicazione s ulla lin"a più ;n·an zata, e sotto l'intenso fuoco di artiglie ria con proie ttili a gas asfissianti, impavido continuava a medicare i numerosi feriti che affluivano a l po~to stesso. - i\fadoni (Altipiano di Bainsizza), 29-30 settembre 1917. 712. LATTilS Cam.illo. da Asti (Alessandria, capitano medico complemento 115 reggimento fanteria (M. J\J .). - /u conm111ta::io11e d ell'e11comio sol em1e concessof"/i col dec reto l'llogole 11 e11ziale 10 g iuJU,a 1917: - Con sprezzo del pericolo, prontezza ed intelligenza, organizzava in condizioni difficili dei posti di medicazione, e portandosi egli stc;.so in zone avanzate, cooperava efficacemente alla cura e allo sgombero dei feriti. Colpi to ad una gamba e al dorso, continuava nella sua opera, fìnchè venne ~o~titu ito. - Peumn, 6-7 ago~to 1916. 713. L~SI Aldo, da Imola (Bologna), tenente medico comple mento 6• ambulanza chirurg ira, 13• corpo armata. - Addetto ad una ambulanza chirurg ica di armata in una zona avan1.ata e battuta dal nemico, ~iede bcll'esempio di calma e sprezzo del pericolo. Sotto il tiro di artiglieria av\'ers:.ria e d urante una violenta incursione aerea ri111a~e a l le tto dei feriti, assol\"endo il proprio còmpito in modo lode\"ole e con alto sentime nto del dovere. - Vermegliano, ag;osto-ottobre 1917. (Coutitma). L UIGI PALMIERI gerente.
----------- ----------- - - - --- ------!"tahilimento poligrafico per J'amministra1.ione della Guerra ìn Roma.
191<) -
Giornale di medicina n1ilitare Dirczi1.>11c cd A111min1strazh:uh.' : Palnzzu del Ministero della Guerra, \' ia XX Settembre - Roma
COND1Zl0N I DI ABBONAMENTO. 1.
lJ G io 1tralc di m cdid11a miJito rc si pubblica il vrimo gio rno d i ciascun m~s.e , in
fas,·icu li d i se i fogli d i s t ampa. 2 . 1. 'n!Jòou :uncuto è nnnuù e c: ....co rre d a l 3. ll prezzo d e ll'a bbona m ent o ~:
t:enn:.tit).
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l'cr l ' Ita lia e Colonie l'cr I' Est~ro , in I tali:1 · i:-1.ll'Es t e ro
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l 'n fascicolo se pa rato costa
4. I/abbolilam cnto u o~ ,iisdctt•) p rima del
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N ORME PER LE P UBBLICr\ZIONT . I la vo ri o rig inali . le n o t e, le n vis te - dattilu~ra fati o scr itti a m anr, - <~('vo no oc· c u parc un ~olo kllo <le i f11~lio cd ::s-..c-rc a ccnra l a mt'nte rivl·d u ti dagli a u to ri. Si fa _spe· d a lc r:-ict·(nn:u1da7.ione c h e q u e lli ~e-ritti a m a n o s iano h C' n lt.·).!gil>ili , per 1uo d o d1 evitare O).!lli d ul,l,io \li interprct aziun e. Jo c-a~o co ntrn rio , la J)irtzio ne si vedrc t, Pe cost ret ta 3 i.
sospèu<krn c Ic1 puhhli cnzinn c. ,. Sah-o ca, i eC"c<>zioi:o li,simi , la corr ezione delle bozze sarà fatta d alla r cda ,ioue, au l'ichl: 1.lag.li a uto ri, re r nrm v incol:lr c il J:,voro tip11i:r:1 fico nS! li inc ,·it a bili r it ard i po· st a li. 3. Firn: hè pcr,Jurer à i1 c<,Mo ccccJ.iou :i.lc ,lt"lla ca rta. i lavori d1.:t,!'li nhhnn a ti n o n ÒO· v rn.n110 uhrt"passarc lt· ,, pni:in ,.. <l i ~1 :-11111,:1; q u elli c1i:i rn, n ahbon a ti. le S pa~ iu c. che 4. I.t· ~ JH: ~t... per i::, li l.' ~tr:1.tt i <' q tl{'IIC pèr le t ::wulc li1 og1alichc, fo to grafiche . ~cc .. accom J)a~ na~~'-·1.-, 1~ 11a•111e 11 it· , ~0110 u carico ù<:>,:li a u t o ri . 5 . Gli c-~t rat t i $011'1 di d u<· tl pi : - 'l'ipo A. Con co,pt•rti11:1 in bi n: nco, !-il·n za fro n t e· s pi1,:io, l" coll a jm p:1gi11a tura t.· nullll'Tllziu n c del fascicolo . - "/'ipv n. Co u c o p c-ni n n Siam· patn., fro11h::-. pL,.1v, i111 p.q..dnatur:, e numl~J a1' in n c.- $ J)t·t"i a k. . . Agli at1t1H--i tldk ua-morit.• f.:\r.11111, , ..::<,n L'c$.s.l g rn t11ita 111 c11t c ,:;,"l c!itrn t ti. u po .4. Per culoro cht u c 1i<·~i,kra,:,.4.•nJ 1111 nnuic ro rn a~;.d,,~c . il J)T{·71.0 è r egola to dall o. sr· g'Ul'lllt' l ~ rÌha;
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MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare : 1851-1884 Giornale medico del Regio Eser c1lt e della Regia Marina : 1885-1895 Giornale medico del R egio Esercito: 16g6-r907
ANNO LXVII -
1919
I Aprile
Fascicolo IV
Direttore : Prof. EDMONDO TROMBET TA, maggior generale medico. P Redattori capi: rot~!~ii:EDod_BUCCIANTE, tenente coDott. ARTURO CASARINI, tenente colonme 1co. nello medico.
Comitato di redazione:
Dott. DUILIO BA dico. LESTRA, maggiore me-
~~~t
À~~ARE BARILE, id. id. Prof. Ros~I?N° BEVACQUA, id. id. nello id O CIAUR.1, tenente colonDott. PLACJD Prof. FERDIN O CONSIGLIO, id. id. ~rof. GIOVANt~DGORi°XE O NAPOL_I, id. id. rof. GIOVANN NI, 1d. 1d. ~ Hl, id~ ~~TTISTA MARIOTT-1 ROM A _ p
1
Prof. GIOVANNI M EMMO, tenente colonnello medico. Dott. GUIDO M ENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id . id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
Direzione ed a mministrazione.
Per,. . a azzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre ROM A ls/ituto N1n.ferz1on1 di bb . 1tà rlvolgrrsi_DIRETTAMENTE a/l'Ufficio delegai'! a tale urvlzlo - Roma, aziona/e di Per e là e /rJfonnaz1011/. Via Poli, 43-./7 - 'fétefono 77-66. Ie nuove
p~ibi/'f
norm e circa le p ubblicazioni dei lavo ri ve d i copertina (43. pagina).
SO )I)I A RIO
MEMORIE ORIGINALI. Tizzoni. - X ote tatistich e sul I.etano nelragosto-clicembrc L9 18 Kryzszkowsky. -
.
Le basi ùella sanità mili~are n elresercito mod erno
P aa. -l:!9 »
4 4-1
Fagiuoli. -
Il servizio antit ubercola re nella 3• a rmata
»
4;'>1:l
Roasenda. -
Il sei ,·izio neuro-psichiatrico ùi un'armata
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462
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4il
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486
Di una eecezionale complic,mza card iaca del pa ratifo
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501
Bevacqua. - Di alcuni ait,i opernt h·i esE>guit i n ell" ospeda le di consulem.a chirurg ica d ella 7• a rmata . . . . . . .
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504
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512
Plsanò. - Appunti clinici ili trnurnatologi,1 cli guerra. Castronuovo. influenza
Considrrazioni cliniche sull 'odierna pa ndemia da
CASUISTI CA CLI.\ICA. Ferranoini. -
Q"CE 1:iTI0~ 1 O'A'l'TC .-\LIT ..\. , VARIETA', KOT IZIE. Trombetta. -
li b anchet to di Trima lcione .
...... MEMOR IE OR I GINAL I
ISTI TUTO 01 PATOLOGIA GENERALE DELLA
R. UN!VERSrrA 0 1 80LOG;,1A
per il prof. C:ìuitlo Tizzoni, lenente colounello mcdko. ln p1·0cl' de11li 1.111bb:icaz1on i ( ! J io h0 1ire::,O 1H e::iame I ris11llaLi s lalislici rig11nrda11 li i I tetano in pcri ocl i dderrnini: li dell.i no:-;lra g11crra , comprcncknli battagl ie od azioni belliche d i quuld.tt i111porlaHla, quali le avanza('.) compiute dal nostro esercito nel ma):,gio e nL'll' ago:;lo 1Vl7 e la batl,tgi iu combattuta sul Piave nel g i.igno l ' luglio rnrn. Ora è la volLa di ri fe rire su i risultali allo slesso pruposi lo consl'g11 ili negl i ultimi ?l mesi dell"an no dccor,;o , in cui t•bl.,c ,J. svolgersi la bdluglia di ViLLorio \'. , tanto valorosamente comhatlula ddl nostro eserci to, e che segna per J'ltalia la fin e ,·ittoriosa del!'attuale guen a . Questo studio po i a<.;q uisla particola re in teresse, 1w rchè tale bn llag lia si svolse in buona pa rte s11 terreno di ffe ren te d a quello d elle p recc·dcn ti; ed entrarono in azione ,\nnat.e che nvevano d otazione d i siL'l'ù un ti telc1Hico d i J•roveniemm din1rsc1 da q11l'llo tanto effìl'aCl'me11t.c prornto :ml basso Isor,zo e s ul P ia,·e cd i c11 i risull a t1 furono r ifurili nei citati lavori. I casi di tetano occorsi nel nostro esercilo negli 11lli mi ~ m( si delranno passat.o , qnali risultano d,dle denunzie 1,cr·,enute mi, sono in nu-
mero di 38, di cui solo !1 rigu,_u-darnno feriti o lt·sionali r icoveruti in ospedali militari territoriali di riserva, 1m·ntrc i rimanenti 3't s1 rifcrivnno ad iimmalati degenti in osped al i cl,t rnmpo od in ospedali di lllppa. La maggior parte di questi tcbn ici fu, come sempre, esaminala d[t me pe1son al mente, e pure da mc f11 rnno dal•! tulle le disposizioni ncn·ssa.rie per la cu ra. Di questi 38 tetanici, -1 rico!'loscen1no per ra.u5,t fe ri te o lesic•ni occorse dal :1 ° agosto al JO scUembre (3 feriti Accidentali, i probabile a11 loleso) ; ~ fE:'1il.e o \esinni avvenute dal 10 c;c t:e mbre al 2<1 ottobre in c1 1i si ebbero azioni sul Grappa di qualche impor!,mz.a (6 f0ri ti di g1,c·rra, il) 'l' rz;i:o~!. lutnn10 nll:1 profilassi e cu rn dc.. 1 tl't:mc). ~ otc st:1ti~tiche e cousid cra:doui. - (;ioru . di ,,te dic h,a 1\liJitrrre, fa.se. \ 'l , H)1S. . 'Iiizo:'\r. - Risultati Slil.! Ìstici f-n l tetnn<, 11dl~1 hattaJ.!IÌ'l e.lei 1-'i ;h·c. - (;tv ,n. di .'ledi· c111a .\ii/itan•. r:i~C'. xr, 19 1.<:. 2
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Gio , uale cli n1t:did11a 111ilil<rrc. -
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~on; STATI STI CJII:: SC I. H,"fANU, 1-:u.: 2 fe ri ti acc1de11Laii , ; :23 ferite o lesion i verificatesi dal 24 ottobre al 4 no.,.ernbl'c in cui si iniziò e si svolse la battaglia di \ ' ittorio V. (22 feriti di l!UErra. 1 per allo c hirurgico ) ; finalmente d al g iorno 4 novembre, in c.·a el,hfrr vrin.::ir,io g li effetti d ell'al'mis tizio Fino b.~ giomn 31 di~ll a::>:-c, no11 ebhe10 a regisLrarsi che 3 soli casi di lela!'l'J e Lutti pe r fel'ita o les io111 ,:l-cidentali . Quindi nella battaglia di ViLlol'io \ ' . i -:a s i di tetano pe r fe r ite di guerra furono 22, m entre quelli d e lla balla~lia del Piave furon o in num ero di 68 Con questi daLi s i può facil mente risalire alla m o rbilità per il tetano 11na volta conosciuto il ris pettivo numero d ei feriti , e s labilirq il rapporto c he passa fra lale m orbiii ti.t n elle du e battaglie r icordali.). Questo sempre con le d e bite riserve pt1r q uunlo si rifc ris.::e a l g iudizio sulla maggiore o mino re efficacia d e l s iero anlilelanico usato ne lla profilassi, dipende ndo il i:rrad ò d e lla morbi lità per il tetano, più dalle proprieliL t.e tanigentl del te rre no, c he dalla potenza d e l s ie ro usato quale pre\·enlivo, come fu giù d eLlo in altr a occasione . I casi di Lctano osservati n el pe riodo lii te mpo indicalo pnssonn essere cos ì classifica ti : Feri i.i o lP.S iOIl èl li di guer ra Peri ti o lesionati accidentali A11tnlesi (probabili) Pe r atto c hirnrgico
N. 28 » 8 " i 1
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Reparlend o i feriti di guerrn SL'con d o l,L nuzio na lilil o ;:;ccn11rl,1 I.i fronlP, il sel1 1lrC' ctm·e av\'enne la fl' rlia a bbiamo: P er la nazionali lit : Esercito 11azionalc casi N. :!G Esrrci lo nem ico (prigionieri di g ue rra ) casi 1, 2 P er la frontr: Fronte italiana casi. francese casi ,, marrd onc casi
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P l'r il !=d l•ìl'C: Trentino casi ~- 1 Altipiani cas i " i Grappa ca,i . . . . . . . . )> t::i .\1ed io Pio ve e p rèsso i mo nti ciel Bcl1 1111ese casi . . . . . . ,, ::i Has~o P ia,·e - Livenza - Isonzo casi . '1
NOTE: ::ìTATl ::ìTICll t !:il. I. TETANO , ECC .
B per i t'eriLi del Ura1)pa si ave va questa riparlizilHIL' : 5 vullè i, Ura1.1pa, 3 volte l'Asolone, 2 volle il So larolo , J volla la Va lle Arclosetta, l vo lta i! Pe rtica ed 1 volta Col Moschmo. Dato il g ene re d ella battaglia ed il s usseguente s pos tarne11lo di alcuni settori su terre no tetanigeno, come qudl i d el m edio Piave e d el basso Piave , non si è potuto consicterare in que:;ti ris ulluli una regio ne d eterminata e fissa, ma s i sono dovuLe comprende re anc he qud le occ upat.e successivamente dalle s ingole Armate nella loro avanzat a vittoriosa, dopo avvenuw lo sfondame nto, e nell 'inseguimento d e l nemico. Questi dati perciò non corrispondo no intierame nle , e non potevano corris t)ondere, a quelli contenuti ne lle dcnuncie ufficiali, pe rc hè queste considerano, no n la localitù od il sdlore 111.: i quali avve nne la fe rita, bens ì l'Armata alla quale appartiene l"os1Jed a le in c ui. ebbe a svilu p pars i il tetano. Ora siccome ne llo sgombe ro d egli o:;pcd:11 i talo ra accade , per necessità di cose, che un ic rilo s ia tras po r lu to da q L,elli di un 'Armata in que lli di un'altra, cos ì la d e nunzia cl1e v ic11c fult<1 no n indica s,• 1npre !"Armata od il ::;eLtore d ove e bbe a verificars i la feri la o la lcsiunc c he fu causa del leLano. De i ca si di tetano occors i s ul fronte fran cese , 2 tra11 0 sLali fe riti nulravanzata dello Chemin des Damcs, ed uno o ltre l'Ais ne . Finalmen te il caso di tetano del fronte Maced o ne a veva avuto .!JllT" causa una lesione avvenuta in località non precisata. Da questi risultati si rile va com e nella battaglia di Vittorio\· . e nelle azioni belliche che l'hanno preceduta, il m;,iggi1Jr numero d ei casi di tetano si sia ver ificato ne l setto re d el Grappu, a diffe:ren1.a di que llo c he uvvenne nella · preced e nte ballag lia d e l Piave, n l•lla qual e il maggior numero d e i casi di tetano si ebbe ne l sdlo re ue l m edio Piave (Montello) e d e l bassr, Piave ; e poichè il setto re d e l Grappa, come ali ru mila è staio rilevalo, !la ~carse pro prie tà t.e tan1gen e, pe r Ja nat11ra :;tessa d el te rreno che nella maggio r pa1"1,e è fo rmalo d n calcare, ll &olo in alc une valli presenta prati naturali c he ser vono per pasc0lo estivo, cosi bisogna ritene re c he il numero mo lto maggio re d e i fe ri ti di q u0sto setto re , d o ,·<: magg ior e fu la resis te nza e più acc<tnita la baLLag 1ia, LJl.lbia valso a compensare le scarse proprie tà tc tanigen ti d e l te rreno. D t!I due prig ionie n , uno ei-a s tato f(;rilo s ugli altipiani ed uno s ul Grappa ( Mo lltt"! Spino ncin ) . Pe r rig ,iarrlo al I.e tano da cause comuni od acciden tali , abbiamo che in 3 ca s i la ferita o lesione avvenne ne lk re t.ro,·ii,1 ctc ll' Arma ta d e i Tre ntino (Schio , Zebio e S. Martino Buonalbergo in Prov inc ia di Verona:1; in un cas0 nel settore d el basso Piave (Campo di tiro ne ll'isolo di Caserta) ; in 2 ca si nel Sf,tlore del m edio Pia, e, fi r.alme ole in 2 cas i in 1'e1Tito rio (Provin cia d i Ler:ce e di Bo to?·na ). li tetano pe r prc babile auto les ion e rig uarda va un soldato che trovuvas i nè l scllu rc cie l basso Piave; pe r ultimo l'alto chi rrrrgico che in un soldato tldi.lrminò il teta no (iniezio ne di cl1inino) era stato praticato in nsped a l0 da campo HJTClralo d e ll'Armata d el b asso Piave (Territo rio cl i Chio~g-ia ). In ordine alla causa vulner11ntn -che d ete rm inò il Let,u10 1w i fer·ili di .e ue rra abbiamo:
NUTE STATI STleH!:: SL;L TETANO, tee.
F c r i l• ,J i guerra. l'S.:)rcito nazionali:: Sch cggiu d i granala casi . ,. di boml.,arda casi » <li bvrnua a mano ca,;i » di petardo casi P allottola di fuci le casi
N. iO 1 ))
J
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1
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1
In 1111 caso la causa vuln e rante era ignor(1la; cd in altro er a incerto
se Lrallarnsi d1 sc:lu:~gia dt g ranata o di pallollola esplosiva. P erciò s 1 confer ma ancorn una Yolla con qm•slc osservazioni la grand e predominanza nei casi d1 telano dulie furiLe da scoppio, specialmente di que lle prodolle da sd1eg~ia di g l'anuta. Nei fenli comuni od accidentali la causa vulne rante e ra cosliluila : i vo!ta dn urlo i:ont ro l'armatura c11n la,·olc di un éiULocarro 2 ,·oltc d a c<1chla da un ca rro o da una bicidella 1 ,·oJI a da sasso lanl iato con lro una lradolla I YO:ta da f(•l'ila da canna p,iluslre vo!1a da ::-cn1pl ice bucatura nel ln~l!ere r.ilico lali :! rn!LL' da scoppio forl11iLo di m11nizion i (petardi, bombe a mano) .
L'a11lolc;;:ionc era slata dcll'rminala ron tulla probabilità dall'appli · cazionc ct1 un ca11-.Lico, eh..' a\'ea prod ,)llo al dorso rie l piede sinistro una vasla piacm èl fondo nccrnli('() cnn 1~slcsa sconcrlu1-.1 d1 lendini e di ossa. Il !ciano d eh•rminalo da allo chi r u rg ico e ra s11.,scg 11enLc ad iniezione di chinino praticala 15 _giorni prima per malaria recidiva. Così con questo sono 3 i ca-;i di teli.no da chinino da n1,' r>:-:-l'rrnli nella g-m'rrn ultimamente comballula. P c rallro, a diffcr1' nza J 1•~l i altri due ri porl~'lti n clln Pn'cl'rlenlc :~talisl ica, lll'I caso pr('scnh' vi N:t ,,Lula 7 m 0si inmtnzi una ferita acrirlcntule lievissima alla mano sini,,l.ra che g11ur ·1 rapidtt menl e s1•nza co mpliranza alrnna: quindi in lai r,•S\) la pirrn)a lesione' prC'CC'rlt•nl~ p110 n,·,·r srn·i to ))rni,-simo cta porla .-J'ingr<'sso d el ,·irus lC'· lanico, le cui spore s ;1rclihero rimasl<' lu111:.•-.1mcn lc lal<'nti nel cor pn (7 nwsi 1, p111· cons01·rnndo l uLla la loro a t li,·ilà. P.l'lafirnml'nlc allu ;!!r awzz 1 d ella J..osionl.' cl•c dC'lenninò il ldano, aveni mo c lw la le k"innl' considl'rala nei com pll's;;o d ei feriti di !! uerra I:!, rm;i) u·a come an11rrs~o: Grn1·i,si m a casi <ìra1·e rasi .\lcdiotre .:-asi Lie,·e lll,.i
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P e r t'iù anth<' in q11esla staLi,diea )(_, ferite c-ra,·i e gra,·ìs~ime sono in 1?r,u1di::;;;:ima mag-!!ioranza: nllrc la m rli1 cti qn0Jh• rlw rlt:-lll•rn l11na-n allo s ,·il1111pn clrl ll'lanu. P1' r e<H11·rr ,.;1) nel !('!ano r h ~ e h))e per cu11s~ fcril0
,-.;un: STATI STIC II E S l " L Tl:Xl:>. U, n:c . o l esi o ni accidental i , 41a;sle, in g-n u 1de ,nuggiora n za, ernno lie vi. l nfatli G vol te s i aveva fe r ila d i poco con to, Lalora fe ri L0 quasi 111s115111 ricar1~i t b u calure , semplici es(;Ori uzioni, ecc.) ; in :2 soli (;as i s i r isco11lrarono fer i te gmvi e gravissime . 11 l)ri1no di q ul'sl1 e ra staio len to eia sco11pio ro rt.u i Lo d i pd,a rdo c lhJ p,·oc! w;sc fl'l'ilu a ll'actctome non 11e1w1 ra11 te, altra a ll' anca sin istra ed all'avambn1cc10 si11isLro co n fruUura Lù tnrn1nula, c s p o ::;ta, d0l rndio ; d opo 13 giorni , m entre il ferito ven iv,1 sgombralo con lreno su n ilario d a :111 os pedall' i11 un altr o, s i sv ilL,pp urono i µ ,·i mi s t n tomi cit'I l!ll.anu eh-e, in n 1g irn 1c del la cidici1:11 le p1·o fil,tssi a11ti tetanica p r a t .icaLa ( I T . . i" ~iornala ) , l'bbe un d ecorso aculbs imo e rapidamente m o d ule . Nell'altro caso Lrallarn,;i d i sco ppio di bomba a mano pe r accid e nte occoro:o ml lntSJJOrlo di muniz ioni, c he tkkrminò as pmLazione d e ll'avam b raccio d llst 1·0 n el suo terzo medio, fe r ita di a!II IJidlle gl i occlti , in u no con colobo ma d l' ll 'ir ide, [cri la o:u pc r fì c iale a lla spai la s in isl ra, fer ita a lla gamba s inis tra con scup.:rl11rn Jclia libia: qu i il Lel,u\o in sor se dopo un 1)1::ri0d o d i incu lla~.ione di :28 giorni t' la malatti a , tl1,· pe r qu alche tempo si e rn ma11 :enulu l()cul izzula ul moncone d i ampula z.iu11e, d opo pres1•n tò len ta e 110 11 gran' diff usione midol larl' e btilbare. tn questo caso lu profi lassi unlitelnnic:a era s tula su(licicntl', per quanto un po' tardiva (3 T. i n 3", '1", J I " giurna la) ; c iò e lle dà. n ;gkme d ello svil11ppo d e lla ma lattia e nello s l0sso te mpo d e l !:\uo dt' !'Orso relalivam enle benig no tanto da polrr essere facilme nt e .domala colla cura s pecifka che condusse rapidame nte a g uarig io ne (i ). Q uanto alle S<'dc della rcrila c he fu cau sa di Le!a110 n ei 37 fèrili, con· s ide r ando insieme i feriti di ir11errn, g li acc id e nl:.l.li e g li auto l1•si, ab biamo : Ca po cas i N. 3 Faccia cas i " L '!'r on co (cmilo ra n• 2, regione d o rsale I) . " 3 Ar t i strrierio r i cas i " 6 " in fer iori cas i " IO Imprecis ab ili casi 5 I)
Q u indi a nc he ou<:'sla volla s i avern ima g rand issima p red ominanz,l d elle ferite civgli arti nello svi luppo dt'I te lano , s pec ie cii que lle d egli u r li in feriori. In rap pol'lO alla S<!d e d e lla fe l'iliÌ pn'~1'ntano s1wc iale in lt·resse q uelle d el capo e cte lla faccia, pe r le var ie fnrm e di tetano cefal ico c ui d e llero l uogo a secon,da drlla reg ione colpita e d ella g ravezza d e ll'in fez ione. Così in un p rimo caso si aw:va 11na fer ita a Jernbo dd cann, reg-inne parie ta le s in islra, prod ollct eia u r-tn con tro 11na tu rnla cicll 'a rmntura di un nu tocarro. Il fe ri to ebbe u na in iezi,1nc P . in 1• µ-inrna ta; dopo u na incubazio ne di 11 g io rni s i in iziò il tetano con forma spast ica n r l te rritorio d el faccia le, Ialo ferito : succcssivamPn le si chbe rl iffosione m i<lol lar·r siste11) Pf'r ir "ti~11ific;1to dell e• ahl,n·,·1:17.ioni c,,n lvtt C'rc c-unvcn;,io11;1 Ji ,·f'di Ja,·Arn C'itatn • Ri sn ltat'i ~t ati~l ic:i snl t etft110 nC'll :-i h.ittaglia d (' I Pinve ;, p:'lg. 1 0 11 , ?\" ,t.i.
NOTE STATI STICH E SUL 11:;TANU, EC(;.
rnalizzala, oinolalernle, e:;Lesa a tuUa la meli.t sinistra d el corpo. L'andam ento d ella malallia fu mollo benig no e con lJOt he iniezioni di siero P. si ollcn ne la guarigioni!. l n un secondo caso in vece si avevano molLevl icì abrasioni o piccole ferile lactJro-conLuse alla faccia, intcressun li svecialincnLe il lul,o sinistro (mento , dorso nasi.ile, fronte ), in seg uilo a caùu ta da un carro . Data la poca er;titù d elle fer ite, si Lra:;cu rò d i fare la profilassi unLiLelunica; cto·po una incubazion e di o giorni s'in iziò il tetano con furma paralitica dei musco!i faccia li, Iulo sinistro, cui tennero dietro sollecitamen te accessi respiratori impon entissimi, tipo idrofobico, c1ccompugnati d a spasmo della g loLLide e da abbondan te sali vazione. QuesLi accessi si fecero .sempre pi ù frequenti e ·più inll:nsi e determinarono la morte in 7" giot·· nala di nrnlalt.ia. I n un terzo caso trallavas i di u n ferito di guern per ferita da scheggia di g ranata alla regione occipitale con scheggiatura del tavolalo osseo. In qnest.o caso, che pure era sfuggito a lìa profì ìa:;si, d opo un' incu bazione d i 3 giorni si sviluppò il tetano, che s'initiò con il lrism'i. e decorse come tetano acuto generalizzalo, forma discendente, nel quale si aveva predominanza dei fenomeni bulbari, con accessi ti1Jo idrofobico come ne lla forma cefalica; la m orte avvenne in 24 ore per spasmo respiratorio. Fina lmente in un quarto caso si aveva una ferita lacero-conl11sa al capo, regione parietale destra, prodoUa in pro vincia di Lecce da un sasso lanciato con tro una tradotta. Anche in quest,o caso, causa la poca entità d ell a fen la. era sluLa omessa la profilassi anlitelanica ; cosicchè dr.po un periodo d 'incubazione di 13 giorni si SYil uppò il quadro ordinario del tetano acuto, forma discenden te, senza n essun accenno ad accessi idrofobici o ad a ltri fcnoJTJeni che sogliono riscontrarsi nt'l ld ano cdi.llico. P er il lento svili1 ppo della malattia q uesto caso risenti lJencfì camenlc della cura; ma l'ammalalo morì in 2° tem po, d opo 15 gior ni dall'in izio dt'lla malaUia, per bronco-polmonite da influenza, quando i fe nomen i lclan ici erano in pieno r egresso . In quest'anno poi io ho potulo osservare un 5° caso di tdano cefalico in un soldato che in seguito a caduta da. una scala senza riparo, causata da lla violenza d el vento (bora), aveva riportalo in un piccolo paese d ell'Istr ia p rossimo a Fiume (S . Mar Uno) u na conl11sione e piccole escoriazioni alla region e occipit.ale, un poco a sinislrn della linea m ediana. Dopo un'incubazione di 4-5 g iorni si man ifestarono i p rodrnmi della malattia, rappresen tati d a m od ica disartria , da ingrossa mento e d eviazione d el la lingua a sin istra. Successivamen te insorsero contrazioni lonico-cloniche in tutto il territorio d el facc i;tl c del lato sinistro , a form a accessuale, che erano specinlmente provoc,1l~ dn ru mori e d alla viva luce (i ogni 10-20 mi nt1li) e che d eterminarnno lo sl iramenln della corrispondente metà d ella faccia con ip€rsecrezione ed abbond11 nlc f111sso di saliva durante l'accesso . Ol t re a questo si a,·eya ptosi d ella palpebra s11periorr, a sinistra, i pcr Lonic il/1 del m assetere, sempre dal latn sini stro, disfagia transitoria.; e per 11llimo cliff11 ~ione ornoJalt'rale della mnlallia elle si estendeva. prima alla spalla ed 11ll';uln s11 periorc sin ist ro
NOTE STAT!S1'l(.;HE Sl.iL TtTANu, J::CC.
(contrazioni Lonico-clonid1è, rigidilù della parte con tlt..:ssione forzata), poi al l'arto inferiore dello stesso Iato (paralisi flaccida). li ferito ern stato prorilassato in 5' giornata dall'accidente occorso \considerando nella malattie~ anche i prodromi ricordati\ con siero tedesco " Sache SE.rumwerk G. n1. b . H. Dresden » 20 ,\. E. (20 umlà antitossiche). ln seguito ad appror,riata cura sptlcifica i sintomi si atlenuarono e la malattia andò sollecitamente a gual'Ìgione. Così con questo e con quello cui è cenno in una precedente stalistica ('1 ) sono 6 i casi di tetano cefalico da me osservati nella presente guerra. Di quesli, ~ non erano stati profilassati ,' e di essi 2 morirono di tetano ed i per bronco-polmonite cornplicaule quando i fenomeni tetanici erano in piena risoluziont:: invece i 3.profilassati gua riro110 tutti, compreso i che presentava form a idrofobica gravissima, in stlgu ilo a ferita bipariclale trasfossa prodotla da pallollola di fucile. D..:i casi che morirono, ! presentava forma para litica, l'altro il quadro comune del tetano generalizzato, forma discendente; ma ambedue avevano accessi idrofobici gravissimi che furono causa dir0tta dell'esito letulc. Dei casi che guarirono, 2 presentavano semplici forme spastiche, ci rcoscritte al territorio del facciale, senza accessi idrofobici; il terzo una grave forma paralitica con accessi idrofobici. Quello morto di complicanza aveva nna forma di tetano comune, discendente, senza acce.c;si idrofobici. Il tet,mo cefalico può quinrii riconoscere ver causa, tanto ferii.e della faccia, quanto feri te del capo; ed in quest'ultimo caso qualunque sia la regione ferita (parietale, occipitale); sia essa, op pur no, accompagnata da semplice lesione di ossa (scheggiatura del tavolato esterno) o da vera perforazione delle ossa del cranio con comunicazione più o meno ampia e diretta della ferita esterna con la cavità cranica. E' da notare poi che spesso il lelano cefalico è causato da ferite ql:asi insignificanti della fac-
cia o del capo; come ecchimosi o semplici escoriazioni. finalmente dev\;)sser rilevato che le ferite del capo o della faccia non &empre diinno luogo alla forma clin ica del tetano ,,cfa1ico; ma talora (osserv. 1~·) producono forme di tetano a tipo ordinario, come quelle che susseguono n lesioni di qualsiasi altra parte del corpo. Quale sia con probabilità la ragione di tali differenze, questo lo vcdn:mo più sotto. li quadro classico del tetano cefalico, che si disli ngue da quello comune bulbo-midollare, per il maggiore od esclusivo interessamento de i uervi crnnici, specie del facciale, non offre sempre un tipo fis!:O, ma presenta delh: v<1rielà secondo i caratteri clin ic i fondamenlali ron i quali la malattia si manifesta, il numero, la qualit.i.t dei nervi cranici interessati, e secondo il modo col quale essi rispondono alla stimolazicnc determinata dalla tossina tetanica. A tale proposito si distinguono tre forme clin iche di tetano cefali co: sptlslico, 7Htrrtlitico, ùlro/obico. Le due nltime forme spesso si élssociano. f .ner vi cranici interessati nel tetano cefalico sono per ordine di freq uenza: il faccial e , compresa la corda del timpano; il granrie ipo(1) 'f1no~1. ·- Risultati statistici sul tnann nella btta!(lia cll'I l'iavc . -
pag, "'J;.
Lo.-. cit.
NOTE STATISTIC HE ::iU L TETANO, EC:C.:.
glosso; lo pneum ogas lrico; il trigemino (brnn ca moto ria del m ,,s:=,d-:r-ino); il glosso-faringeo; l'oculo-mo to rio comune (l) rnnca superiore / ; lo s pinale. A lla intm=sicazione tetanica alcuni di quc!':ti ne rvi rispondono in modo s pasliC0, a ltri in m odo parnlilico. Ris pondo uo SLmpre con lo s pas m o il g losso-farin geo, la branca m asticato ria d el lrigùmino , lo spinale; sem pre con pa ra lis i il grnnde ipor,!'lSSO, l'ocu lo-lllotorio comune ; orn con spasmo, ora con naralis i il facciale ; fin a lmente ullri ris pondono collo s pasmo pe r a lcu ni lo ro fi l<.>U.i (rami laringei de llo pn e urnogaslrico) , m entre altri fil clli de ll o s tc5so ne r\'O ris pondono con la pa ralis i (rami car diaci de llo pneu m ogaslrico) . Il facc iale nella forma spas:ica d('le rmin ,t coniruzio ni a ccessuali µiù o me no frcque nli in LuLto il te rritorio di qu,islo 11ervo, con s tira mento de lla m etit m rris pondt?nle della faccia, reslringinl'~r.lo de ll a rima palpebrale (blefarospas m o). In 1·ece n el la fo rma parai ilica si hé~ lo s tesso quad ro m o r bu!>O eh~ s i ri,,con Ira nl'l le para.I isi (l-3ri feric he d el fo ccialc. La me lit paralizzala dl.! lla faccia è fl osc ia e priv.1 di ~·s prassione, la rronle dal lnlo pani! izzato è s pianala, l'a per Lurn dell 'occ hio è più ampia e si ha lacrimazione (c pifo r a l. l'angolo de lla bocca pende in basso e non di rndo cola sali\'a. :-\n elle più mani fes ta ris ulla la para lis i nei movime nti de lla faccia, n e l 1mrla r0. nl·l fbcl1iare, ne l gonfiare le gote ; l'occlus ione de ll'occhio è incompleta ; fra fc palpL•bre rimane 11na rima abbas tanza ampia (lagoftalmo): i rifl essi son o Lotalmenle aboliti. L'ccci lt·.zio1H; del la corda d (' I timpano prod .. cc .~ali, azio ne abbnndan te unilaterale n b ilaterale. c lic c resce consid crevolm e nle durante g li uccessi. La parali:,;i di:I gTande ipoglosso dà luogo a man cala p rop11l :;ione d ella ling ua, se 6 l,il;il e rnl-·. a del'iazione rlella lirif,'11a ria l Iu lo pa rali ZZitlO p,1r la pre\'alc nza d e i m11scol i de l la to sano, se è unilale rnle; ins iem e si nola disartria moto ria più o m eno accentuata ed ing r ossame nto della l ingua nel la parLJ pa ra i izzata. · L' intossicazione dello pne11mogastrico prod11cc spasmo d ella glottide a fo rma accessual e, ti po idro fobico, per l'eccitazion e de i nervi laringei; la rhi('arrli :1 J)t' I' pa,·u li~i d e i m•r vi cal'diac i. Rig11ardo al t r igem ino la comparlecipazinne de lla branca moto ria. d el masscil!l'ino p11ò li mitars i a !"em p lil'e irr ,.lon ir ilit di uno o di arnbidue i massrlrri , o pror! 11 rl'e ve ro e proprio tris ma c he puo cssrre com pklo, incom11lclo o rila rdaLo. L'eccitazione de l g-losso-rarin.a:ro de te rmina dis fag ia più o m rno a crcn luaLa ~ durat11ra; quella de lla branca superio re d cll'oc11 lo- molo rio comune 11tosi d r lla na lpebra supe rior e. Finalm cn[L\ l'eccitazio ne de llo s pinale s i manifr,:ta . come di sa lilo, con se mplicè rig icii U, de lla nuca o con v('ro 01>islolono. . La compartecipazione a l quadro rnrirboso dd lelano cefa lico di alcuni ne r vi c rnnici, dopo !a lr,:;inn(' primiliv-t del facçiale , p11ò lrornre facile snieg-azione in una propag-azione d1' I processo di n eu rite tossica per m ('zzo d elle v ir anas Lo m olichc . Anzi il ciuadro clinico in alc uni cas i rnr llc in r1J ir,·o C'fll('Slc anasLornns i, più di qu r.llo che possa fare il col tr llo d ell'~1nulomico. Cosi rw r J'anasLomosi riel facci,ile con Io spinale, col
NOTI:: STATISTIC HE SUI. TETA'Nù, l:..CC.
4-37
irlosso-fa"ingco, collo pneurnogaslrico, cile p,}r lu le ana5Lomos1 1·ite,·e fiÌetti motori. Lo s le:,so cl icasi 1w r IP anuslom0si l:Ol Lrigcmino elle~ fornisce al facciale rami sensiliYi; di quel le d el grand e ipoglosso collo pneumogastrico e col linguale . Mancando dati pos itivi su ll'esis lcnza di connession i anus lomotiche fra il facc iale, il grande ipoglnss0 e r oculo-molorio comune, per spieg are la compartecipazione di quesli nervi alla malaLtia, deve ammettersi l'ipotesi d1 possib il i connessioni fra i rispellivi nncle i d'origine. Le connessioni freq uenti di alcuni nervi cran 1•:.i (spinale, pncumogastrico, g rande ipogloc;so) con le prime qu,1tlro puia d e l plesso cerYicale , spiegano lu d il111sio11e omolaterale d e lla malallia alla s palla ed a l braccio. Più di r-ficil e invee::- è di c;piegare la difr,1s ione :sistematizzala, omolaterale, d e l tetano agli arti infe riori, come si è Yerifi cala nell'os::;ervazione prima e quinta. Oltre i disturbi r11nzionali relativi a i nervi sorra ricordal i, alcune volle si tro,·a 11110 stato sopor oso, s ubcosc ient e , del malaio che domina lullo il q1iadro d ella malattia. Data in alcuni casi la p iccolezza d e lla fe1·ita e ia mancanza a~s0l11ta di. lesioni ossee c ile s tabiliscono comun icazioni dire tte od i11clirclle f ra q11esla e la caYith d el cranio, diflìcilmenle può [lt'nsarsi ad una intossirazione della cor·Leccia; piulL0sto d eve ritenersi che tali fenomeni d e rivino cta disturbi vasctolari d 'ordine ,·asomolorio, fo rse in 1·0 1uzi0ne co lle connession i ar,atom irhe di alcuni ne rvi cranici c0I gran s impatico (gloss0- faringeo, ()net1mogaslrico, grand e ip0glosso) . Quando poi la quantitit di veleno d el tetano chù s i produce nella ferita d el capo o d e ì la faccia è così g rande c he un:1 buona parte viene rapidamente assorbila e fissata sui cen tri bulbari e midolla r i, allora i fcn0mcni gen,)ral i d ella malalLin hanno il sopravvùnlo e si d c~ermi11ano forme gt:'ncrnlizzate di Lt>tano identiche a quelle comun i, tipo d is cendente, che possono PSsc rc accompagn,d e , opp11r no, da alcuni fenomeni propri d e l tel11110 cdHlico, specie da accessi idrofobici, Quanto aì l,i pro.f.\'nos i le fo rme spastic he, soprat.ntl,o le c ircoscrille, tanto pe r natura, auan!o pe r effeUo d i una buona s icro-pro filass1, sono fra tutte le più !egg,m1; dopo vengono le forme pu.rallliche , e per ult.imo il I.etano cefalico a tipo idrofob ico che è sempre rrc,rtalP, a meno che il malato n0n sia s lalo regolarme nte ed abbond,tnl.:l:ntnLc profilassnlo, come fu app11nto nel r.aso rife r ito in altro lavoro. La ma.: rgior ben ign ilù rll'I le fnrm e s1HlSt ir he s i r ii it'ne di 1>enrh dal !!T'il<iO minore di inlos;;;icazi0ne c:1 i tal i forme corris pondo no . .Jnf.itti secondo le espe r ienze d e l Br11n ner ( l) la ri pel izione sne1·i m e n tale d e lla forma ceféll ica coll'iniezione al capo od alla faccia di toss ina fetanica, de le rminC'rPhhe negli an imali fo rme snaslirhe ouundo è poca la quan tilà di !,ossina iniettala ; invece fo rme pnral it.irhe con accessi idrofohici se la q11anlifì1 di los<:ina intro<i0 llu r m ~.!!t,rio re . . (• ) H~D'"ER. -- Exper. u. Fli11. S1u,\i~11 iilw r tkn Kopft Na11 11s Bl'i/ragc z11r T(/i11 Clururgre. Bd. I X, 1P.<,2, Dc1,t sclr. ,,,cd. !'/ocllc11~rl,r. 1SQJ. 11 . .;. p:\g. t(Y).
NUTE STATI ST1Cll t:: SU L TETAl'iO, l.Ct:.
r\nd1e in questa :;latisl.ica i casi di ld ano in c:ui si aveva nkm.ionc d el proitillile e voteva esser dimoslraLa la presenza di b ra11dcll1 o d1 fru s toli di vestito sono al..>bastanza numerosi. Avendo ponatu maggiore alLcnzione su questi falli ho p ot uto upvrezzare meglio la loru unpurw nza e l' infiuenza grandissima che hunno sullo sviluppo d el tdano. in vero sopra un numero complessivo di 28 feriti d i guerra, si avevano t• casi, ossia cin.:a un terzo, in cui si ebbe 11ermanenza del proieLLile e ritenzione di pezzcLLi di panno d el vestito. NaLuratmenle la proporzione deve esstlrG anche più dernLa, non potendo tenersi a calcolo i casi in cui si ebbe pe!·manenza di piccole sch eggie metalliche quasi inavverLibili e fi li di stoffa che facilmente sfuggono all"osser vazione clinica. D i questi nove casi, b presentavano un quadro mollo g rave, ossia sintomi buluari diffus i, forme acute generalizzate discendenti od ascendenti, e tulti terminarono con esito letale, nonostante i di essi fossero stati regolarmente e sufficienLemente profil assati (3 M . - 3 N .) . Jnrnce n egli altri 4. cas i s i ebbero forme di tetano litlvi o med iocri, cioè forme midollari localizzale o quanto m eno con diffus ione midollara trasversa, oppure con diffusione bu lbare lien}, ·~ terminarono tulli con la guarig ione. Di q ues ti .ammalali, uno merita speciale menzion e per la 5ravezz.1 d ella lesione; lrallavas i di un soldalo che ebbe ferita g ravtl all'addome da scheggia di g ranala ccn eviscerazione, 1·iù fe rita a lla mar:o deslra con frattura di aie.un i mel,tC'arpi; in tale ferito le anse intestinal i evenLrate erano in buona parte s porche d i terra e disseminale di brandelli di "e5tito; ne insorse forma di tetano b11Ibarc d if'fus:i che , nonostante la gra.-.;zza ddla malallia e quella pure gravissima delJ"in quinamento della parte che l'aveva generata, s1 sarebbe ri uscita certamente a dominare con una cura uppropriata, se una bronco-nneumonile d a influenza non a\·esse ucciso il ma· 1ato in 6" g iorna ta rlall 'in izio del tetano. Ollre ,tlla ritenzione d el proielLile ed alla prcse,1rn d1 terricc in , brand elli di vestilo o di a lt ri cor pi eslranei, anche questa volta in mollissimi casi (16 su 28 feriti di guerra), Io stato della fe rita ag li cffclli dél tl'lano -era aggravato dalle scg;uenti condizioni: N. 2 Su ppurazione abbond ante casi Arlri te s uppurala (gono,1rtrite) casi . " 2 Suppurazione icorosa casi 2 L11 rgn sc111a rcio e J) rofonda lacerazione 'd ei l<'ss11li casi " 2 Slato n ecroLico-gnng renoso rldla ic rita, in un caso con sc hia('C'. i,w icnlo òi c,ssa » . :1 {piede) casi Flemmone gassoso, gang rena gassosa cas i » 2 Ganf!"rCra ist1 h em ica cas i » 3 ))
Finalmenlt' q11 csle cond izion i locali fa,·orcnli ,:c,no a~rrra,·at e ta lora ria falli ~C'neral i rl'ordine sellico, come Hn-r n ne in 2 Cerili di µ-11crra.
NOTE STATISTICHE SUL TETANO, ECC.
li periodo d 'int.:ubuzione nei feriti d1 guarru considerali complessi,·amen te fu : I
N. H1
Enlro 10 giorni
da 10 a 15 giorni ,. da 15 a 20
)I
li
o
da 20 a 30 oltre 30 giorni
I>
:2 8
con un ve!'iodo d'incubazione minimo di 3 giorni, massimo di 93; e con un periodo medio d'incubazion e di giorni 22,5, cioè un poco s uperiore ,, quello trovato neUu precedente s tatis tica, cl1e era di 13 giorni. Dei 28 casi di tetano per fer ite di guerra, in 18 il periodo d'incubazione non eccedè il iimile normale stabilito in 21 giorni, mentre in iO cas i, cioè in un lerzo circa della totalil.à, si ebbero forme di ti.:!tano ritardato. Invece nei casi cli tetano per lesioni comuni (accidentali , autolesioni, atto chirurgico) si ebbe un periodo d 'incubazione minimo di 4 giorni, uno massimo di 28. ed un periodo m edio d 'incuha.zione di 12,6 giorni. Deve notarsi che in queste form e di tetano da causa comune fu abbastanza elevato il numero d ei non profilassali, 7 cc1si su 10, e che d ei 3 Profilassati solo 1 lo fu sufficientem~nte e regolarmbnLe, quello che presentò forma ritardala con un periodo d'incubazione di 28 giorni, mentre gli altri 2 ebhcro una sola iniezione profilaLLica. P er la iorma clinica, su 28 casi di tetano in fniLi di l!llerru compr·endenti complessivamen te i nos tri feriti e quelli dcll'cse~rcito ,;emico (prigionieri di g uerra), avevamo: 1° F orme circoscritte:
midollari hulbari . . cefalich e .
! Ìl
.o
N. G -:e 2 1/1 °1.. dei casi di tetano.
2• Forme midollari circoscriUc con dift'. bulbare lie,·e :
N () .
. O% dei casi di l etanD.
3° l•'orme midollari diff. (sistematizzate/ :
lr as versa . l0ngitudinale . . trasv. long.
. 2 .. ;
: N. ,, = 111, I "~ d ei casi di letano.
4° Forma midollare con lieve ,·isent.imento bulbare: N. 1 .
. 3,5 % dei casi di tetano .
5° Forma bulbare lieve con rliffu~ione midollare sis tematizzata (tipo ll1onopJeg-ico.paraplegico) : N. 4 .
. 14,1 % d ei casi d i Letan0 .
440
NOTI:: STATISTJCllE SUL TETANO, 1:cc..
6° Forme inizial i circoscrilt.e ( m. ll. ), c,111 gencrulizzazionc st·condariu lcnl.t o lardi va (senza Lris ma) : N.
'! .
. J4, t % dei casi di klano.
7° Forme inizial i ci rcoscr1 tlc (rn.) con nt pieia generai izz,1zionc ascendente (teluno acuto ascendente) senza lrJs ma o con tris111a al.l.:
. 10,7 ''o dei casi di ldun::i.
N. 3 .
~" Fo rma t:On I l'ÌSllla inizia!(! e arnto eli se .) ( 11:
I apici a
g~neralizwzione , le iano
. 2 L,l, "~ dei cas i di lelann .
Q11e,;l 1 ri:::1il tali ditnno !uogu a consirferazioni •.li m o lto inlert.',;:-l' . In fatti se si i.:onrrirntan<J i d t1li di q1 1e;;la s tatistica ,·•Jil que lli ri ferlli nl'lla 1-ire<·edt•11t ,' , si t rm,, ci 1e: la propo!'zionr. dei ca;;i rJ i ll'La110 d,•llc p1ime li catc~oril' cii fronlù a Q!1elli de lle 1illin,c. 1, i>. curnpielamrnte ÌJ1\l'l'li la. Cosi, ment re nel!a bitllai,li a del Piave abbiamo per te prime cal ,·~orie di klanici, che clirn no nl';;s111rn mortalità •)cl uni morlali tù H;;,-.ol11 tamcnlC' mi1,i111;1, un:t prop0rzio11e elci fìfl .~ % sulla lC'taliL'L dei ca.,,. nl'lla hallil~lia di \'i llorio \ '. ~i ehlH' in ,·ect• (ll'l' lt' s tes,;P 4 calcgor ic una proporzion~ del 3fl 0 ;, , c.ssitt una proonrzione q1i.1si minore dd la meiù . P t•r ronl ro nelle u ltime li calPgorie in w i la mortal ità i'! mollo elc,ala, anche dL·I t()() ";,, il n11mc·1·n dl'i lt lanici f11 ni•lla bnllu"l ia cli Yillorio , ·. clt'L Gfl,7 °:,. rm·nl rc nl'!!;i pri:cecl1•nl c del P ia,·c fu dùl a0,2 %. Da ciò la tnOl' tillil;\ nw.~giore clel1'1ilti ma sl.i[i,.,Lica d1 fro ;tlc a lli· pr,' Cl' dcnle, nonns tanl e ros,;,, c:emprf' 11s;1lo nC'l ln r·11n1 lo ~,l's:-o ·nelocln e l,1 n1 L'clt' sirrw q11alitit cli ;;it>ro, salrn ra ric:sime f'CCC'z inn1. 8 poichè nd !c duC' hallag-lie non vi crn diffC>rrnza apnrcz,rnhile Mila ~ra\'.!7.Ztl r,!edia d(•l lt.:! ferite, cosi !'ncrrL'Srin 11·nln d e lla mnr!nl ili1 cle ll' ullima rJ,,,·e trontre la s11a r.ig-ionc in nllrr roi;clizinni l'IH' ri.rrnardm10 il µ-rncln ckll'1n 11n11niti'l acquist ala con la profìlac:.:: i, rnnlt' \'!1 drcm,1 più s0tto. Q11 an1,1 ai,di 11sil i rll'! la pr0fìlac:c:1 <' dt'lla c11r:1. i.1·oviam() cl1r c:11 1 numC'l'O Mm 1>l1•<:sirn rli 3~ l<'lirnici o<:st'f";,ili nl'irli uili111 i fi 111-i:''ì i clPll',i nno d <'· corso, si pblJC'ro: g-uaril i . N. :'i I .. ~""'" o• :?2 1 mnrta lil,l :) , .8 ;i, . m0r:i . "
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fìC'pnninclo in f!l 1esla si a I isl ica i pro'ì lassa I i dai non prnfi la~~at i ahb iarno : non r,rnfìlassali n . rn, mor ti 8 ,,., morlal ili1 81) ";,; profllassali n. 2R, mol'li Ili = mor lalilà fiO~:.. P <•1Tiì1. anche srn , a alr11nr dovl' rn.:c rl1•l razinn i, s i a,Tl'hbr sempl'P. nei p rofi la$<:ali 1111 ~11nd ap-110 cl,•l 10" r irrn , r!1e nnn è rirrnln rn1-a. !11 (.' 4 ,mprt·11 tk :111,·ht· un cao.n •li f\·rita ;) ) .,·,IJ)" in c ui 1., c,·:-1 1:1 fnrm:i 01;1i11:1ri:1. fii trt:111() !h'lllO ,·on :H'\'·t·~..,j 1clroful1il·Ì .
N UTJ:: STAT ISTI C H E Sli L TETANO, EC(;.
-Hl
De1t1 1,oi fars i u.ss-:r vure in p ropo:,i l0 die ne i non pro filassuli le fe r ite di g uer rn c;osliLuiva1 10 la minima parli:), èSS('!ld O :1 suli i fè r iti di guerru r imasLi St'ilza p r ofi lassa re, è cioè 1 dell'csen :ilu n osLru op .:!ra11Le s u l front.e fra ncese, I ft1 rito s ul urappa, e d I pri;,d oniero di Ft,en a calturato l)Oco p r ima d el lo s vil upµo d iii tetano in un ospedul c d 1 F\JLl'e d opo vari g io r n i dalla ferilé! , e Lu lli e tre mori:·on o in vario Lemvo . l nn:ce la m a;;giornnz,t r\01 non p r ofi iu,;,;uti rig ua rdava rt)rt t.i .1ccid è n la l i, auto lesi, Ldan o pe r a tto d 1iru rg ico. si rife l"ivu. cioè a form0 d1 Lelano causalo da piccole lesioni ncciden lal i o. ad init:zioni ler ap,~uLicllè (<.: ilinino J, elle. a pp un lo pcr c llè ins iµ,nih canLi erano sfuggi te «I la p rofilassi . Cosi n e lla ,tatistica ripo r ta ta d e v'esser tm 11to a c':l lcolo c h e nE.lla m aggio ra11za d ei non p ro fi lassatt le lesio n i erano m olto !le vi a n :ai si asso.c iava no al lclan o comolicanzc _g ravi, m orta li ; µ er (;Ontro ntJ1 J1ro fila~saLi c he com pren d e vano fe r iti di g uer ra, p iù 2 s0I1 fe r iLi a c1.:irlt,nlali pe r s<.:0ppio for tuito d i m u niz1un i. e ran o n ella 1m tgg1oranza r.a.,;i granssimii con ampie e pro fond e laccr t1zioni di ll''iSu li , fra ttu re di ossa, pe r man c11za di proie lLili 0 di b ranr\e lli di ve!'òli lo, Lalon.t cor, vere mu lilaziont cli pa rl i; s pesso poi s i a ssocia vano a l tetan o in fC'zion 1 cumpltcanti c he d de rrn in ava no la IT'Or te d e l fe rito inr:lipenòcntem c n tc da l tda no. S ccndE!nòo o ra u. consid e ra re in mod o pa ri itolare i ca s i di tetano occors i nei feri l i di guerra, abbiamo, per rigu,irclo pJJ 'esito, i scgucmli ris ulta ti glr,/)((/i. Cas i di teta n o ri . 28 · g ua rit i . 111/)l'Li .
•
12 I
.
16 1 morlal1h 57 , J 'Yo.
In quesla s tatis tica si d ebbono quanto m en o eliminare 8 casi: 2 perch è m o r ti per sctticemin g r ave, 2 perchè m or ti per bron co-po lmoni te d a in fl uenzu, 2 pe rc h è n on pr o filassali, 2 1-,e rc hè rig uardavu no prig ion ie ri di g uerra. Così abbiamo dri fe riti d i g uerra d e ll'<;sercito nazion a le la seguen.te stati stica 1,purata : Cas i di tetano n. ;W : g,;arit1 . !T'Orli
!2
8
! m o rluli L.1 4.0 %
Ora se si confronta questa s la t is t ica con lo p re,..:ed enli in c u i cru adop eralo s i1ll"O d el Labora lol'io N! il. d i Bo :ogna, Lroviamo n ell'aLLuale im a m o r tali Là m ollo superiore . Jnfoiti, m cn l r1.1 nel!a a vanzala d e ll'agost,, HH7, in cui e b 1-1c a d ope rar e un'Armata fo rnita esclus ivamente di d e Uo s iero, abbiamo ir, u n a s tatis tica e pural,t che 1 a rno r!a l1liL d el te tano ragg iunse appe na il 5,8 %, e n ell a ba Uag!ia d e l Piave, dove en tNr nno p ri11ci pa lm e nte in azione Arma te operan ti s u l Mon tello e sul Ba sso P in v€ ch e e r ano p r ovvis te d ello s tesso sie ro, la m c rt.alil~t f1 1 p u r e m o lto bmsn., d el 5 %; invece n elJa !">al.tag l ia cl: Vitto rio V., a ncha d opo fallo le d ebi te d et r azioni , la m o rLalii ii in q uestione fu molti) s upe rio re, raggiu r p;cn d o
i l ltO 'X,.
NOTE :;T.\T l:;T JCHE SGL TE'!.\NO, t:cc.
Per cor,tro il risulLaLo ottc:nuLo M liii battug·Jia 1Ji \ 'ittorio V. s . avvicina a quello avuto ne ll'avanzata dell' agosto HJJ7 da una ? e lle Armate che operava pu re :;ull'lsonz0, n~lla quale no n ua usalo s ie ro de l Laborato rio !\'li i. di Bo logna , ma édtre qualili\ di s it\ru d i dinlr sa ptOV(;riien:w nazionale erl estera. in c ui si ehbe n e Jla stausl1c,t ~purat a una mortalità del 51. ''{. Questo conferm a anco ra. una volta c he la motta!iLà de l te lan0 è in stretto rapport,o con la potenza d el s iern c ht si u:3<1 11cl la_ pr ofilu~$i . Riguardo a lle varie qualità di s ie ro adopbraLo nei ::;ir,goli cas i pe r la profilassi antitetanica, abbiamo che nei 12 g uariti: 5 e rano stati ini<'tlati con siero T . l1
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!\ . P. M.
Di quol!i iniettati in primo te mpo con :;1ero T ., 2 ebbe ro tardivam ente una 3• iniezione con siero N., 1 ebLe un-t 2• iniezione pr ecoce con siero l'. ; finalmente que llo elle ebb1-: 2 iniezio ni con sier o M. ricevè più tardi una 3• iniezione con s ie ro P. Invece negli 8 casi di tetano l:1 11:; terminarono colla m o rte, la profilass i anlitet;:,nica er a stala fatta 3 volte con s ie ro M. ~3 N. t '1'. P. 1 .,
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I l s iero ;\I" _ in uno dei 3 casi aveva agito col con.:orso de l s iero P. Calcolando quindi s u lla base di questi r isultali ia mor talità rnrificatas i nel tetano a seconda d ella qualità del siero 1;sat0 nella profi lassi, abbiamo: s ie .-n M., morlalit.à 75 %; s iero N., mo rtalità '12,8 %; s ie ro P., m o rLalitit 33,3 %; s ie ro T ., mor talità 16,6 %. Naturalmente da questi d ati non possono ;,rà rsi concl usioni assolute; esse debbono trovare, com e troveranno cer tamente , i l lo ro pieno riconoscimento in una statistica a base molte più larga comprendente tutte le osservazioni fuUe ne ll'in tero corso d ella pa:;:Sata g ue r ra; statistica che sarà allegata ad una r<~la zion e finale d i prossima pubblica zio ne s ul se rvizio d a mc compiuto quale conc;ulente per la· profilassi e c.ura del tetano . l ntantrJ deb bo rilevare che tali .-isullat, sono un a pien a conierma clinica d elle diffe renze sul potere d ei q1ri sier i da me riscon trate in altrn lavor o con la dcl8 rmi nazi,)n e del r elat ivo valore a ntistricn ico (t ). (1) T1%1.01<1 e Pi-:Rri·ccr. - Sulla co11s~r"nhil i1/1 ,t~I potere i111n11111in:1 11te dd s iero ~nt itetauico f' sulle cau~e che po~!--Ono limharnc la du rat:\. - (;ion1. di .il e,iiciun Milifar(!. f as<'. ,·, : <): ~.
NOTE: S1'HI ST ICIIE Sil i. TET1\NO, 1:cc.
.i-4,J .
Qtmnto a i fer iti ~ lesionali comuni ,tbbiamo coinplessi q1men le: Casi n 10 :
r, .1ari Li . morli . .
O/ .. /1 j/ mor ta l 1' l 'l nr u,) ,. , . 6
Dei'• g uariti,~ erano stati profilassati e 2 no, ed i prim i avevano ri spelti vamente ricev11to siero T. e siero P . I non profil assati presentavano forme di tetano abbas tanza miti, a len to svi luppo, in cui 111 forma tonica aveva il predominio; e pe,·ciò si presentavano facilmente accessibili alla cura . Dei 6 cusi terminal i con la morte, 2 avevano ricevuto una sola iniezione profì !altica rispetti vam enle col s iero N. e col siero P. In ordine alla cura nr.i 16 casi di g11arigione, d1e tanti sono, se sii conside rano complessiva menlc le ferite d i gue rra e le ferite o lesioni cc,muni or.corse nel nostro e;;\3rcito, troviamo c he fu usalo 14 volle s ie ro T. , di cui 2 sole volte in concorso con piccole quantità di sie ro M. (rispett.. 1500 U.I. - 13000 U. l. ) che poco possono a ,·e re influito su ll'esito · della cura, una Yol ta con siero S. nella d ose di 12.000 U.I. ; 2 volle fu esclusivamente adope rato per la cura s ie ro P. Lu quantità d i s ie ro T. occorsa per ottenersi la guar igione osciilò da un minimo di 100 cc. ad 11 n massimo di lt20, con una media d i 300 cc . in cifra tonda. La quantità compless iva di siero T . usato nei 14 cas i di g ua rig·ione fu di litri 4 1/2 circa. Del 5iP.1·0 P. ne furono ris pe ttiva mente adop~, a Li 100 e 240 cc. Nei 1!3 casi cti tetano te rmin ati con la morte, anehe qui compren<ie ndo ins ie me i fe riti di g:uerra d ell'esercito nazionale ed i fe riti o lesionat i comuni tanto profì lassati c he non profìlassati , ed esci udendo i soli prii-:-ion ieri di guerra. abbiamo che f3 volte ru· usato nella c ura siero T., ;; volte in cr.ncorso con s ie ro P. (ris pe tt. iO, 30 e 220 cc.) e 10 volte da solo. Negli a lt ri 3 casi una volta iurono adope rati 6(1 cc. di s iero P ., in 1 fnrono inielatte 3000 U.I. siero M. e nel 3° 45000 U.I. s iero S. La quantità di sie ro T . che si a rrivò ad iniettare oscillò d a 1m minimo di 5 cc. ad · un massimo di 240 con una media di 7!:, cc. La rag ione per la quale in molti casi la quantità di s iero a ntitehnico introdotta fu molto piccola è intuitiva, dovenflo attribuirsi a dccMso molto rnnido della m nlattia che n on d et.te tempo e modo di in trod urne di più. · I nfa tti in riuesti casi la m orte avvenne: in 2 entro le 24 ore :. in 5 entro le 48 ore: in 5 n ella 4• giornata; in 2 n ell a 6" g iornata ; in t n ella r giornata. T ali ri~1iltati s favorevoli non possono essere a tlribviti ad intervento ta rdivo n ella cu ra. essendo questa stata inizia ta i3 volte in 1• gicrnala, 2 Yo!le in 2a e i volta in 3". Quinfli J'e3ito letale in 8 casi almeno rleve · attribuirsi alla man cala azione profil attica del sioro neo-J i all r1 8 ad 11n'azione m olto defk.iente d ello stesso siero che 1:on ' riu; l su ffirienlemente a prote~gere i centri bulbé1ri più imp,,rtaT1ti p er la vita.
Le basi della sanità militare .,,.. NF.LL'E b l':RCn o .\WlJERNO per i l pror. t:ostan ti no Krzyszkow~ky, colonnel lo 111\•d ieo, ex capo 111licio d'ig iene e profilassi dell' l :;pclloralo 1-(èlli<ralP di sanilà presso il Comando Supremo dcgl i esercì li rus,;i.
__ ()11al 1111qut" siu l,1 forma pol itica della Hu:>Si& qnundo usciri.1 dalla s pa ,·l'l1t<Jc.a cri;;i, q 11 ..dunqu,! 11t.l ::lia ti Go\'ert10, sarn sollevatu ine n laL>ilmen ll: 1,L q1 1c:.ti0ne d"tt a riorgun izz.iz1oi1c d ctl·csc:·cito , q 11indi anrhe quella d ella s,tni tit rni !il,1rc. l)aulort: rii q1 1esto sl11dio si è prefìsso lo sco1io di da re ai coltl:'ghi !'lJSS i un 111ateriale run:.illo i11 hasl' ad i111JJl'l'Ssion i 1~.:1slln,tl 1 <Jal sttvizio d1 q11asi tre a nni sili fronte d l.!gl i eserciti n1~:,i 1o d a lk ,·isitc falle sui fron ti rf01, li e.~('l'Cili al l1•ali : ingle~c, fran cè::le, bl' is a cri italiano. E spera clic il suo l'!lili1°riale polrit e sere utile <1i fu t11ri org-anizzal ori d ella sanilit milila rc. J. -
lllW ,1N IZ%:,1Z l tlè'iE l;f".:'\l:fi.lJ. E 111::L ,-;EHl' lZIO SANITAHI O :'IIIJ.JT,IIH:.
:\nzitullo r dèsidcrabile elle il no,;t ru fut uro e,,cn .: it0 cvi ii l'el'l'1,re radica le che ha ,·izjulo 1·organizzuzione ddla :;an itit militare fìn ora: si lraUa dcl l'.i:;sog;;èll amcnlo dd nwdici m iiilan, am l1e nl'l la sferu della l11ro C0111 peknza lc•cn ica, alle autorità del com<111do . Questo errore che in l.'orre semnl'e nei ,·cechi c;,crcili, come, per e;,. , in q uello fram cse, nqq>re-;011l,ì :,olc, l'avanzo di quel passalo quanrfo, a causa d ella ristretta ce rt liia in cni si co111rr,' ndcrn l'nrlè sani lui ia , il m edico mii ilare apl)ill'l\' U soln rt>me un lecnico elle cu ra i n~alull e 11011 cn1111· 11111t park inleirrHle r!dl'cse1·cito. !'\cl m omento all.ualc, (]11 anrl (I 1,1 sanilit militar e è divent;-tfa, si può dire, t1n'a rma a usili:iria ;comc ud es . il Gen io milil;tn·, una simile concezione delle f1111z1011i rlc'I n1pcJ n .:0 110 11 d ovrt•bbc p1ì1 a\'(:r p11s!n. Nt'll'inlcrcsse s upremo clrll'esercilo e dei pa escl è n ec.cssa1 io di cnns i<lcrnre l'u!fii:ia le mt>rlico co me un membro dt'll'c•sc rcito, in lutto e pe r lut to eguale H/!li altri s uoi componenti. Solo a questa condiziune C/:!'ii p1 1ò nssolvere ii s 110 cùmpilo, che è quell o cli lu1elurc la sal11lc dL"li'cscrctlo, e Cil1è dl'I miidinre elem1•nlo de lla naz11J111.l. Jnoll re, dal11 lo :a, q . luppo mo<krno d el la n1cd irin,L, e ~per i.tìmrnlc rk!J'igicne e rlC' lla pro . filassi, è cnmpll'lamenlc anorn1:1le l'aflìdarc a i pr,if.ini un cùmpilo ('hc
LE BASI DELLA SANI TA MILITARE, ECC.
richiede una istruzione ed una pratica cosi s peciale come il servizio sanitario militare. E difatti r eserciLo inglese, che si è incrlmm1na10 con a rdimento nelle vie innovatrici, Lenuto conto delle esigenze attuali, ha organizzato la sua sanità mililarn sotto la direzione unica di medici specialisti. li soldato inglese, c htl esce dal fronte a causa d1 malatlta o di ferita, s i trova sotto la Lutdii unica d ei medici fino ili momento del ritorno al suo reparto, senza che il comando possa inframellers i nelle disposizioni d ate dal personale sanitario . L'organizzazione d tlì la sanil.à militare nell'e,.ercilo italiano si avvicina a quella inglese; senonchè gli ufficiali medici non sono completa· mente indipendenti nella loro attività e le d isposizioni regolatnental'Ì aprono ~n largo marg ine per la inge renza dei vai-i comandi. Inoltre n ell'ese rcito italiano sono ancora in vigore delle regole antiquate, come ad es., l'interdizione ai medici militai i, i11veslil1 di funzioni direUive, di ispezionare di propria iniziativa le unità sc1nil:irie di loro competenza. Ilisogna se mpre chiedere la previa autorizzuzione alle autoril.à superion d ell'esercito, estranee alla meclicin él, come per es. alle I ntend enze , a1 Comandi di grandi unita, ecc. Ancora più antiquata è l'organizazzione del ser vizio sanitario ne11·esercilo fran cese, dove alcune cariche sono affidate a persone estranee, comincic1ndo dal ministro della sanità : un avvocato! E queslo stato di cose esercita le s ue ripercussioni dannose su tutto l'andamento della saniti.t mil•la re nei suoi molteplici , ami. Onde è che la san ità militare funzi ona in modo inappuntabil~ n ell'esercito i11glese; è buona, e sollo molli rii.:l:ardi n on ced e a quella inglese, Ja sanità militare italiana, e lascia molto a d esiderare invece ,1uella francE.se. Mi sembra che nel momento atLualc, dato l'odie rno sviluppo d ella medicina in genere e dell'igiene e profilassi in ispet1e, non sia il caso di dimostrar~ !a n ecessità di affidare un ramo tecnico così speciale ai soli competenti in mait:ria. Se questo non è s tato attualo nell\)sercilo russo anteriormente alla crisi, m e ni re i tentati vi d1 riorganizzazione al ri· guardo furono fatti sul fronte g ià in temr,t• di guerra, le cause ne furono diverse, e s i può dire tulle d 'ordm.; storica e in parie congiunte ili costumi cd us i creatisi in Russia prima ùella rivoluzione . Cosi, p. es., fra i medici russi vi furono molti israeliti nominati ufficiali medici dopo la mohihtazione: ora le disposizion i lesislai.ive che limi tavano l'esercizio dei diritti civili per gli is raclil1 costitu ivano un ostacolo anche al c.onferimento dei maggiori diritti a tutti i medici dell'esercito in genere. Qua nùc sarà r ic0slituit.o il nuovo cscrcilo russo, il legislato re libero dai pregiudizi storici e dai relitti del passato, dovrà venire n ella determinazione di assE:gnare tutto quanto riguarda la salute del soldato alla cura ed alla competenza del corpo sanitario. I medici militari d evono formare nell'esercito un corpo indipendente nella sua cm,lituzit,ne interna e nella sua aUività con un medico a capo, a lla diretta ed immediata dipende nza del ministro della guerra. I me· ùic i de i corpi saranno naLurnlmente subordinttti ai rispeltivi comandi 29 -
G iornale di mediti11a ,ni/ltare. -
Fase. IV.
LE RASI DELLA SANITA :vt I LlTAHli , t.CC.
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dal punlo di ,·isla ò i:;ciplina re, come lu lt1 i componenti dell'esercito. Invece nelle va riù fasi d ella loro carriern, cioè nei tras ferimenti , in occasione di rieornpense, promozioni, ecc., e5si devono dipendere esclusivamenle d al loro s uperiore immedialo, mLdico. I medici d ei Corpi o delle Unilù d evono esercilar solo le f11nz ioni di consulenti presso i Comandi del reparlo, rig uardo alle quesli0ni d'ordine sanitario, ma non g ià essere loro subordin ati senz·allro, giaccllè 11011 devono dipendere 1mmed1alamente dalle aulorilà mililari. Non occorre insistere che sarebbe necessari o per l' utilità del funzi onamento che il medico gode~se non minori diritti d egl i ufficiali delle armi cornballenti; in gen ere l'esercito deve essere un insieme unico ed omogeneo, in cui non vi siano nè i privilegiati nè i trascurati. Concludendo, lutto il· serviz;o san ita rio n ell'escrcilo si deve conecnlrare nelìc mani di un corpo speciale rli s,.inila . Preso il Ministero della guerra d eve funzionare un organo centrale, tecnico-consu ltivo, costit ui to da un Consig lio s uperiore scientifico s:.inilario per la discus sione d ei pl'ohlemi tecnici d'impol'Lanza maggiore che l'iguardano la san ità mi lita 1·c. Faranno pari.e di queslo Con.òig lio, oltre il capo del corpo sanitario, Lulte le personalità scienlifìche più cospicue d el paese e quelle più compclenLi n ella amministrazione sanitaria. Come orgalll periferici in tempo di pace devono funzi ono re l'ispettore medico del dist rello o, com'è 111 Italia, 11 diretlore d1 sanità d el corpo d 'armata. Queste autorili1 presicrlono al funzionamento di t olta h sanità militare nella ris pelliva zona territol'ia lc. li. -
ÙRGANIZZAZIONE DELLA SAN ITt\ l\ ll L IHR E JN TEMPO Ul GU LJ:lR,\ .
L'esperienza della guerra attuale ha dimosL!'aLo come sia d ifficile lo s tabilire un pia no di organizzazione (lualsiasi che sia senz'a ltro attuabile in tempo di ~uerra. La guerra stessa procu:-a lunti casi impreveduti ed imprevf.d ibili che si può dare soltanto unù ::;chema generico del come debb;1 essere stabilila l'organizzazione della sanità mili lare in questo periodo ; i dellagli rclalivi vanno poi elaL.orati nella p rul ica stessa. Tutti sanno che nei paesi alleati , senza eccezicn e, bisognava arlattare l'organizzazione della san itit militare durante le opernzioni stesse ed in a lcuni paesi, come precisa mente in lla lia, lo stato att11ale del servizio sanitario del r cscrc1to è completamente diverso da q uello che fu a.I principio della g uerra. Lo sk::;so fenomcn0 si ripetnà naturalmente anche nelle g-uerre fulure , in quanto che ogm guerra ha un suo elemento impre, ed1bile & nuovo. Anzilulto mollo dipendi.) dal10 condizioni d el teatro delle operazioni i.J0lliche e da l carattere stzsso della guerra. P erciò non posso d are qu i n11il"altro che uno sch ema generico d i ciò ch e dovrebbe essere il fu nzionamento della sanilà milita re, seguendo g li ammuestramcn li dcl l"1mmane con flitto uttuale, non chè. s<.:rve11domi delle mie osservazioni persona! i al rig uardo. . Il primo problema che sorgeva in tutti quanti gli eserciti è quello dei rapporti reciproci fra_autorità sanilarie nell'esercito operante, nelle
LE B.\Sl DELLA SANIT,\ )IILJTARI::, !:CC.
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r-elrovie, e ai cenL10. Ed è comv renbiblie cbt néllu guerre m oderne, che v1;;11gono condot-le 1n n :allù d alle inlt::re nazioni, un ltgam e, il più slrcUo possibiie, fra l't:st:r ci l,o cperùnlc e le r t:t ru, ie si t1. d siside rab ile quanto mai. L"ideale sc1r e bbe una fu s ione cumpl.:la. de lh ::;0rcilo aUivo e del paese : raggiun la c1u1::Sla fu s ione la na zior.e di\'Cnler ehbe indubbiam euLe invinc ib ile. Bisogna q ;, 1nd1 trovare una fo rma c he possa assicu rare Lale legame vivo e pos;;1ì)ilmei1le inù1ssol11bi le Lra il ser vizio samtano dell'eserc il u e quello rid e retrovie e<l in ispecie d el cen tr o. Il seniz1c sa ni tario pè r la stes"a bua ir.dolè non amme Lte distinzioni fra le zone d 'influenza costiLuilesi JJH sem'plici rag ioni militari. L'organizzazionti migliore sarebbe questa: il cenLro rappresentato dal Minister o della gue rra e dai s uoi o rg nni (Direzione gene rale li sanilit n,: 1i tare ), conse rverebbe il s uo còmpilo dir1:1 ttivo anche nell'1:1sercilo in zona di o perazioni. S'inl•.m d e che un simile ordinarncn to sarebbe possibile solo m condizioni particolarmenLe favorevoii, come la vicinanza de l centro al teatro di guerra, l'estensione non Lroppo n otevole del fro nle, una limitata iorza n cil'eserc ilo mobilita lo, 1,er. t.S. , non più di un milion e. Se mancasse ro CJUesle condizioni, bisogne rebbe conferire &Ile aulo rità sanitarie mobilitate dell'cscrc ilc una mugi, iore o minor e aulo r,omia , e ciò nell' inte resse stesso <le i se r vizio. P e r ese mpio, tale ordinamento potrebbe essere: al centr o la Direzione generale di sanità miii Lare r,resso il Ministero della g uerra, che provvede al rifornimento u ell'cserc1lo così in p ersonale com e in materrn li, elaborando le quest10ni sanitarie militari che inter essano il paese (; l'esercito. Presso le truppe operanti si deve istituire un:t Direzion e di sunilit militare mobilitala. indipende nte n el s uo funzion a me nto inte rno, la quale presieda a tutti i servizi <;anilari. così n ell'eserc ito comba llente come nella zona di re trovie prossime. T ra la Direzione generale di sanità presso Il l\'fmislero e que ll a mobi!JLala df-ve e$isterc sempre un legame <·ostante ed una coordinazion e nzl lr~llare e risol vere le questioni di in teresse comune. La Direzione d i sanità militare mobilitata può non esser e unica, ma " e nire sci;;sa in alcune direzioni di sanità, quanti sono i gruppi cti eser ulo operanti. lnfat.L1 ·::iuaudo gli eserciti :,upcrano una certa forza numerica, od anche qua11d0 vi siano s pecia h caraUe n s Lictic ne i s ingoli Lea l.ri d 'oper az ,oni , è 11LJ!e rnggruppare gl i e:,erciti in g r uppi .:;peciali con una Direzio ne di saniLà per ognuno cli P.Ss1; ta le è slc1Lo l'ordinamen to s ul front.e r usso. Il còmpito di una simi le direzione dovrebb.) essere anzitutto la dis locazione e l'impiego del pt..rso nnle e del mat0riale sanitario a see0nda d elle esigenze del momento; inoltr e c!:-sa dovr ebbe assicurare 11 5er v 1z10 nel!€. retrovie prossime e r isolvere le quesl-ioni san itarie CO· muni ad ogni g-ruppo di eserciti. Dalù ia moltipl iciliL di gruppi di eser c it i e quindi di direzioni di sanità m obilitate, sorge la ri ecessilà di istit u ire un or;ano di coordinamento quale io sul fronte russo l' Ufficio d c ll'1s pe Ltore geno ale di sanilit n11liLa r e prtsso il Com ando supremo. Clii scriYe ebbe l'onore di essere il u po d ella sczion'3 igienico-sanitaria di questo ll!'flcio, e cosi potè conoscerne da vicino la attività. Mi sembra
LE BA::51 DELLA SANlL\ !\llLIIABE, t::CC .
dw una tale bt1Luzione dovrd1be funz1011are anzitutto come m ezzo per raggi ungere un ind iri zzo unico n el servizio sariitario d ei vari gru1,11i d1 esercit i. l.1 ques t,o s tesso Cilicio dov rebbero discutersi e risolversi que;;tioni di curailere generale, c::;me w,r es. l'alirne11tazione degli eserciti, la lolla contro ie malattie infeLLive, ecc .. e 111 P~so dovrebbero accenuarsi e ver, ire atLuc1.te le misu re c1'1r,dole 1g i@icu 0 cnerale, conw per es. il mig l10ramenlo nel rifornimento di ac4ua, l\u lontanumen to dei ri fiuti, ecc. Qui verr ebbero anclie indagali nuovi metodi d 1 cu ra, ecc., e verrebbe rlullzzato m una forma od in uu·aìirn 11 legame talllO necessario colle auLorilà san ita rie civili ndle rt.::,r ovie e sctrebbero mantenuti rappor ti costanti colle is tituzioni osperlaliere del pr,cse, i.,er ciò che concerne le quesl1vni che intert::ssa no 1~on solo gli i::serciti, ma an che la 11a;:ione s tessa, come per es. lu s,;01111.Jcro e 111 di~Lribuzione dei maiali e fenl1 11ci v<1ri os1.•edalt d1 n scr véì.. Conformem ente a quest i còmpili presso l'U Oìcio d ell 'ispelLore generale di san 1tù pr r::sso il Com-inùo supremo donebbe raccogliers i un numero suflic1cnle di medici specialisti nei diversi rami della sanità miliLarc, e pan1cularmente nell'ig iene e 11c:lli.J. prof1lassi . In tal modo g li eserciti ed I loro ser vizi sarebb,2ro sgravati da una infinità di quc,si,1crn ingombranti chtl s1 µossonc riso l\·cre mollo più comodamente nelle retrovie più lontane, il che fa ciliterebbe la loro attuazione e l1berereblJe da Lanle i:,ral1che hurocniliche s uperflue. L'er1ore commesso dall'organ izzazione sanitaria àelrcsercilo russo al principio della guerra fu il sovraccar icare le Direzi,,ni di san ità delle retrovie prossime e spe:,SO anche '.}uclle d elle grandi Lnità combatlenll con queslio;1i che si potevano risolvere con maggior ,·antaggio per il ser vizio stesso in un·a sede più adalla. La g uerra attuale ha dimostralo la necessilil di attuare il principio di specializzazione nelle q uestioni della sant!à mili tare anche sul teatro delle operazioni. Lo hanno com preso sul fror.t~ i nglese fin dai primi g iorni r:lella g uerra, per c11i il scn·izio igitm ico fLl separalo, cosliluendo una Dir<:!,ione spec:iale, affidata r1 i soli competenti in mat.P.ria: inoltre fu in essa scr,arata anche la parle puramente scientifica, costit11endosi degl i Uffici per la ispezione dei l3boratori. A capo d i questi servizi furono messi degli specialisti di valore scienl.ifiC'o indiscusso , come il' prof. Bewerige per l'igiene ed il prof. Le1shman per la ballcriologia. Presso l'esercito italiano si arrivò anch ,2 ben presto, sollo l'mfluenza de ll'epidemia colerica scoppiata nella zona dell'Isonzo, alla conclusione chcl nello stato aflua le d ella sciem:a n essun rndividuo, per eminente che sia, non r1uò organ izzare con s ufliciente competenza lutti i rami della san ilù mi lit.are. L'is pett ore generalr. di sanitll militare pre~so il Comando s upremo cteve noi 11vere il còmpilo di dare le disprsizioni dopo che ;;1/1 un lavoro d i preparalione p,w elaborare il pro_gramma di m is mc speciali è stato fatto ,fagli spenalisli in malerirt. Cosi è sorta ncll'eserc1to italiano, con crileri molt,o t en pensai.i, la Commissione di profil assi prosso l'fntendenza generale, n0ll a cui com petenza s i trovano i ser vizi igienici e di prevanzione delle malattie in fettive.
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Mi &embra che un simile fu11z1011amento corrisponda perfeLtamente alle esigem~e òella guerra attuale e d€1la scienza stessa. La guerra presente che mobilita immense masse di uomini, ~he sono costretti a vivtre d€i;h anni 111ter1 m cond1z1c,n i del tutlo E;Ccezionali in una zona relativamente ristrdta e spesso 1n trincee, pone anche dei còmpiti igie,1,c1 speciali oalla cui soluzione piu o meno efficace può dipendere l'e:;iLo stesso del conrliLto. Ba~La indicare, per es. , la questione delle vace,maz10ni profììathche, la cui sol11zione ha r ido1,Lo le malaUie infettive in tutti gli eserciti alleati a cifre insignificanti, conservando con ciò interi corpi d 'armata per 11 combaUimento. La soìuzione dei problemi così compiicati rlal punto di vista tec1:ico r.1cl11edi; naturalmente la parlecipaz10ne degli spec1alist,i. P l.lrciò mi sen1bra ncct:)ssaria la isliluzione uùoUata nelì'esercilo inglese di uffici spec iali per la trattazione delle questioni aumenti all"i 5 iene e pP.r le indag ini scientifiche al riguardo. Presse i,J Comando supremo nèll'Ufficiu d ell'IspeUore generale di Siillilà militare devono funzionare un ser..-izio d'igiene con uno specialista a cc1po, e un servizio r.li laboratori che fornisce k istruzic.ni lerniche, distribuisce i còmpiti scientifici e indirizz:.i alla loro soluzione. Inoltre deve essere istituita una Commissione tonsultiva spee: iale per k questioni profilalL1che ed igieniche, nellu quale devono entra re tut.te le personalità scien Li fiche d ell'Ispetto1·aLo stesso, i rappresentanti d ella Intendenza generale e- del Comando S11premo, quelli del Genio militare, della Intendenza dei singoli eserciti e def gruppi di eserciti, delle associazioni di soccorso, come la Croce Rossa ed alt.re e finalmenll\ un rappresentante d el servizio che provvede alla tutela della san iU, per la popolazione civile d elia zona d1 guerra. L'attivit.à d1 questa Commissione sarà naturalmente d'indol e puramente consultiva e si ridurrà allo studio dei problemi r elativi ed alla indicazione del progrnmma generale da seguire nella pratica. Tu tto il potere esecutivo dE-ve essere concentrato nelle mani dell' Ispettore generale d i sanità militare e per i singoli gruppi di eserciti nelle mani rlei rispettivi d irE:llori di snmtà. Secondo lo stesso ordinamento devono essere separate élnche le qvestioni relali"e allo sgombero c!Pi malat.i e feriti. Qui sarà utile h parL"'cipazione dei iapprescn tanti del servizio dell e ferrovie ed anche di quellP, provincie o di quei dist retti dove s i vogliono trasportare gli infermi. L'impianto degli ospedali ed in genere l'organizzazione del servizio s:initario deve sempre essere st11:liata ,fagli specialisti: così solo pnò esser realizzato quel legame ciell'esercito col paese, che è così necessario pel successo ·nella guerra moclerna. Jll. -
SERVTZTO :\lEDICO-f" HlRT: nGTCO.
L'esercito inglese ha seguìto nuove vie anche nelle questioni che riguardano il servizio strettamente sanitario. Furono creati presso gli eserciti ambulanze chirurgiche e ft11 ono cliiamati a dirigerli'- personalitit illush'i nel paese per dottrina ed espt:>ricnza. Onde ò che i risultali rlella guarig-ione dei feriti non sono in nessun esercito così soddisfacenti
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LE BASI OF:LLA SAN!T,\ )1!Ll 'fAHE , f .CC.
co me in qu ello ing lese. Dirò' pe r. es., cne il m elotlu Carrel s i adope ra nJl l'èser c ilo inglese s is lc m aticame1,te anclle nelle zo ne più t'::posle e vicine aU,1 linea de l fu oco. Ho veduto appli care ques to m etod o anche negli ospedali che si lrornrnno a dis tanza di selle , oLto ch ilo m etri dalle posizion i avan zale e sui lrnspnrli fluviali di prima linea c hè lruslJorda vano i fenl1 allrnvf::rso i canali n i rso il luoi:;o di s mis tamento: clcaring :;tlltion . E nello s le~so tempo in Franc1u, nella patria ~e ll"invenlo re, q11cslo m e todo non mi risu lta fosse ancora diffuso nelle unità antnzate. (}uesto esempio ci dimostra qua le m ode rno ind irizzo seg11a !"organizzazione cle lla sanit~ militare nd l"c5c rcilo inglese e com e rapidamen te vi pe netr ino tu!tc ie conrp1isle pi ù recenti ,.Iclla ,-ci<:nza . Tale r isullato fu oltenulo esclusivamente pnchè, invece di a ftida re tulio il serYizio ad 11na persona sola secondo l' uso 1nwl<:.r a lo , fu rono aUira le le p iù noLevol i for;~e sc1ent1lir.hc a l sernzio clell'e::.crc ilo . I c hirurghi cons1 ilr nl i doHebbero essere adddl 1 verame nte ad og ni co, po d'armala a scopo d1 is pcz10111 11e riod 1c he de i r epa1l1 , o nde rn:;f·gm1 re il pronto soccor$O ai fc ri li da cu i d ipe nde, come è n olo , l',~. ilo de lla feril:1. . Sp0t:ialme nle n e lle g11~rre moderne, quando bis11gna ,·a ler s i per il ser vizio san i La rio dei µ-iornn i c he abhinno appena cnmp1ulo I io1·0 studi unh·er s ilarii , un :,n111lc a iulu de i dirdlori p1ì1 anz iani e che posseggono maggio r espe n c nza, è assoluLarnGnlc necc-::.~a rio. Anche gl i specialisti in allri ram i d ella m edicina . come p. e~. gl i otoiatri, gli oculis ti, i rlermosifilo palici , i ne n ologi, ccc., sono egualm en te 110.:1::ssari pe r l'esercito, ma il loro p osto <:li all1vittt deve e$serc più vicino al le retrovie, do Ye do vrebuè ru esser imp iantali' g li ospedali più o m eno slabili. P a r lando riel soccorso chirurg ico bisu~na nota re che a l princ1p10 d ella guerra vi fu la tendenza in din' rs i e:ierc ili <li po rtarlo quanto più poss:bile ,·ic in o al la zo na di comballirnenlo, r, liD scopo di real izzar e 1"1deale de lla cltirurg-ia pe r m ezzo di 1,11 i11 lern :11 lo q11an lo p iù sollecito. Le gue rre de i te mpi passali pe1 mc lL<!rnno di ese:gu ire operazion i d1 una r crla g ra ,·ità, s pesso g iù a d is lana1 di quallro o c inque c hilo· m cLri d a Jle 1111cc avanzale . S enonchè i te11 lativ1 identici ne lla guerra all11ale non furono cor onali d a s uccesso, falla uslrazionc da piccoli rc parli c Lirnrgici su l fron te belga, fran cc·5e cd in parte italiano. Sono pochi relativamen te quelli che p ossono so n irsen·? : dale le condizioni s peciali de lla g uc n a moderna, 11e r cui nè il cllirnrgo nè il fe r ilo non possono trm are i11 n e. s un pos to Yic iniss imo a lle lint.'e avanzale q11Pl l'ambienL~ trnnq 11illo c he è nece::;sar io per il su~cesso d ell 'open1ziont'. No n s i p11ù nPmmeno parla re di un soccorso c hirurg ico razionale access ibile ,tllu 1nasse d ei feri t i dopo i combaU.irnen li all11ali. Bisogna\·;1. invece cercare. Lu t ti i mezzi 11er a ccele rare e migl iorarè il traspor lo de i feril1 dal pos lo ùi comhaltnnC'nto al\"osprd a lc c himrg ico ncll"in Le ressc d1 attuare il princ ipio slt'sso di un presidio ch inirg ico più pron to che fosc:c po!";:ib il<!. · l,'p:e:c n:ilo inrlese è s lalo unn dei pri mi a rinunziare a lri mpianto d el?'l i O!"perlali c:h irurl!il"i sulla linea del fu oro : 1"li ospedhli fu rono lra· s portuli è s poslal i v,' rso !"interno in una Sl·d e più lrnnq11i lla . m t nlrc poi op:n i allenzione fu ri,·o lla al m ipl iM,Ul tL'n to ed allo s\·i luppo elc i
LE BASI DELLA SAN!Tr\ M ILl1 ARE, t;cc.
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mezzi di trasporto. Questa sembra l'unica suluzione possibile del probh,1na, e ciò dovrà tenersi nel massimo conto dai futuri orgi:tnizzatori d ell'esercito. Bisogna adoperare tutti i me,1,zi per sviluppare le diverse specie del trasport.o dei feriti, servendosi, dove si può, di automobili di tipo comune pei feriti leggieri e di Lipo speciale pei feriti gravi, adoperanrto le teleferich e sulle montagne, ecc. Quèst'ultimo mezzo di sgombero t.ro\·ò largo impiego con ol.timi risultati in Italia. Inoltre si posson usare m ezzi di someggio, slitte, ecc. S'int~nde che il problema (ielJo sgombero è sLrett.amente legat.o al migliornmento delle vie di comunicazione nella zona di operazione. Un esempio luminoso in questo senso ri fu dal.o dall'Italia, che ha coperto rapidamente il suo teatro di guerra con una rete di ottime vie, in parte automobilistiche, che raggiungono l'a ltezza di 2000 metri e più. Questo soltanto ha permesso a!l'esercio italiano d'i risolvere magnificamente il probl,>ma, che sarebbe stato nllrimenti insolubile, dello sgombero dei malati e feriti per es., sul fronte d el Trèntino, il più d ifficile p-ar le condizioni naturali del terreno. Dopo aver migliorate le vie e sviluppato i rnez1.1 di trasporto si possono impianf.are gli ospedali da campo, allestiti in modo conven iente, in 11na zon11 relativamente sicu ra, per es. dislante da 25 a 30 chilometri dalla zona di combattimento. Quanto poi al tipo di questi ospedali, ve ne dovrehbero essere d ue, forse anche tre. Anzitutto un tipo di osped a li s tabili. i quali. essendo disposti nella zona del le retrovie, dovreb bero servire per ricoverare quei feriti e malati C'he possono trascorrere Lut.Lo 11 periodo di cura e convalescenza :;enz:i usci re dai confini del proprio corpo d 'armata; sarebbe questo l'ideale dell'organizzazione del soccorso meò1co nella guerra moderna, la quale nella maggioranza d ei casi non è guerra manovrata. Inoltre dovrebbero istituirsi degli ospedali m•Jbili di due tipi: uno p iù complE:s3o per la zona delle retrovie, per es. : per il corpo d 'armata cd uno più kggiero per le divisioni: il ti po italiano di ospedale da campo da 50 letti si adatta benissimo a quest'u!Limo scopo di r icovPrare i malati o feri ti leggeri d ella divisione e òelle !,rigale.. Qui bisogna anche mettere in rilievo il sistema c;ttimamente sPguìto nell'esercito italia:no, mer,jtevole di essere i111il;LLO, riuello cioè della sped alizazione dei malati e feriti. Anzitutto è osservalo rigoro:;amente il principio di trattenere possibil mente t:!11Lro la zona del proprio ri par to g li infermi leggieri : i malati e feriti sono ricoverali, secondo il g rado della malattia o lesione, o n ell'ospedale cliYisionale o in quello rlcl corpo d'armata o d'armala. Nell' interno d el paese vengono sgom brati solo qu~lli ehe devono essere sotto1)ost i ad una cura assai lunga. 1 vantaggi di q uestQ metodo sono evidenti. Bisogna in ogni modo adott a re questo sist.ema per evitare il fenomeno che si verificava da noi q1; a nd,) i fer iti delle dita venivano sgombrali dalla Prussia orientale fino a Mo,;ca o a Pietrogrado . Consiglierei di seguire l'esempio dell'esercito italiano per elaborare in avveni re un'organizzazione sanitaria impian tando nelle retrovie prossi me, a quelle dell'eserci to o ad un gruppo di eserciti , un a serie di cspedah spi:lcializ-:ali : ciò facilit erebbe con siderevol men te lo sgombero stesso.
u; BASI DELLA SANITÀ lVllLITARE, t:CC.
IV. -
SERVIZIO IGIENICO J:: PROFILATTICO.
Passando ora all'organizzazione slretlamenle igienica e profilattica bisogna notare la necessità assoluta di dare uno sviluppo a sè a questo sci.., it10 particolare. Ho dimos trato già la necessità di accentrare !'e ldbo razione delle questioni igieniche m:lle m a ni di specialisti in una commiss10ne creala appos itamente ed in pe rsona di ispettori tecnici. Questo principio d ovr ebbe esser mantenuto segucado anche qui resem piu <1e ll ·esercito inglese dove la separazion e de l ser vizio strelLamenle igie nico è seguila, con og ni m eticolosità fino alle divisioni. Nel nostro 1::.;èrci1,0 russo vi fu un tentativo di introdurre de i servizi s pecializzali in 03Ei corpo d'armala pe r le questioni d 'igiene. Ora è necessario di svil1Jppare questa idea portandola a cornpimtJnlo; bisogna c reare dapp.::r tutlo, n e lle Direzioni di san ità d'armala, di corp" d "armata e di Jivb ionc la Funzione di un m edico igienis ta. seguendo il m odello d1::.l"esercito inglese. N~ll' ufficio de ll'is pellùre gent!ral,3 di sanità prC'sso il Comando s1ipre mo ta le funzione deve essere compiuta dall' ufficia le medico di g rado immediatamente inferiore e cosi nel curpo d 'armala e ne lla d i visione. Tale sis te ma press'a poco è adottalo nell\•sercito inglese ed esso corrispondC' nel modo miglior e alle esigenze de lla san iliL militar e mode rna. Il medico s tesso conser verà il còmpito di ispezionare i r eparti relativi sor vegliandone le condizioni igie niche, sludiando le località ove possano accampare o accantonare le truppe sotto il ris uardo dcll"igiene ed a lluando le mis ure p rofilatli che contro le malallie infeUive . I n ostri r eparti di rlis in fr zione d_ivis ionali dovrebbero, secondo il mio avVBso, essere alquanto allèJrgati coll'istituire a s imiglianza dell'esercito inglese, presso o~ni unilit, a1Jparecchi pe r la dis infezione d e ll'acqua su autom obili da campo adattabili ai mov ime nti d elle truppe. Questo r f:nderà poss:bilf:' ad ogni divis ione di aUuare rapidamente una serie di misure n ecC'ssarie ed impror ogabili di indole igieni ca, r o m e pe r es.: l'escavazione dei pozzi, la potabilizzazione d ell'acqua, l'impianto di d occie, di lavato'. . ere . QucsLi organi della sor veglianza igienica devono trovarsi presso J"cscrc ilo seguendolo ne i s uoi movime nti . P er la zona d elle retroviP de vono istituirs i dei re parti più largam11nl.e o rganizzati e do tati per lutti i servi;:i ig irn ici a disposizion e ne lla Direzione di sanità d el rispettivo g ruppo di eserciti. Inoltre sarà. utile di creare dei servizi per la profìl as;:i d t lle malattie epidemic he che dis pon gano di un laboratorio ed nnche servizi speciali 1wr le dis infezioni. Sul fronte ru!'so dei re parti s imili furon o org-anizzati nei I.reni fe rroviari dalla Croce R ossa e p0 rla r ono un !tra nde vanl.ag-11:io, pe r es.: a ll'e poca d ell"epide mi a coleri ca nella zo11c1 del fì11m e Bzur n el 1914-Jo. Oltr e ta li g r andi im pianti sar ebbe utile d1 c rèarne òiversi 1,iù ni ccoli che no!-isan0 funzionare su ,wto mc1bili all'infnori d ella r e te ferroviaria . Nell '-u!Lima campagna non pocc1 uf11ilà ci fu por tala d a lle squadre d i disi nf,,zion e nei treni e così pure dall' impianto dei b agn i calrli e d ei lavatoi: è n ecessario a dope-
LE BASI DELLA SANITA M ILITARE, f.CC.
ra.re tutti i me.::zi pa lo sviluppo di simili islHuzioni. Degli impianti di bag rn di tipo leggero dovrebbero venir messi a disposizione di ogni corpo d'armala, in aiut.o del medico igienista del corpo stesso. V. -
LABORATORI CHIMICI-13,\TTL::IHOLOGI CI.
I laboratori hanno avuto in questa g uta·ru L•na parte considerevole. Al principio sul nostro fronte erano guardaii purtroppo con una cert&.. diffìdenza e multi fra i capi dell'esercì Lo rilenernno che non fosse il tempo di guena adatto alle investigazioni scientifiche. Senonchè la guerra attuale ha dimostrato precisamo:inte il contrario. Noi. eravamo costretti ud organizzare i laboratori in fretta in piu1a g uerra ed è naiurale perciò che il loro tipo non si sia m1roro. ir,dividualizzato. In base alla mia esperienza personale posso afff'rmare che sarobbero nec.:essari diversi tipi di l~Joralori. Anzitutlo qut>lli relativamente piccoli, facilmente tra&portabili. dest.inati specialmente alle analisi di acqua. Tali laboratori lJOssono essere diretli da chimici o farmaci sti e devono eE'ser distribuiti fre. i corpi d'armata. Diventano tssol11tamenle necessari in caso di guerra di movimento, L·ppure quando l'esercito occupa un terr;torio test.è sgombrato dal nemico, dove quindi le condizioni igiwiche non possono che esser sfavorevoli. Non bisogna mai perdere di vista la necessità di rendere questi laboratori più mobili che sia possib!le. Sul front.e ingJese ho visto dei laboralori su aut•)rnobili d, tipo speciale · questi rappresentano certamente l'ideale di un moderno laboratorio mobile, perchè è sempre pronto per le ricerche: per le zone prive di Yiabilitù si notrebbero crear<) dei labocat.ori trasporlabih su carri e pu le stazioni ferroviarie capo.Jinea · dovrebbero allestirsi i laboratori nei treni, come fu fatto parecchie volte sul fronte russo. Oltre questi lahoratori destinati . pet• l'analisi dell'acqua ,sarebbe n ecessario di averne un tipo leggero e mobile l)er !"esecuzione delle ind agini batteriologiche: sul nostro fronte russo tali laboratori furono impiantati presso i reparti igienici di corpo d'armata. Con certe modificazioni tjell'ordinamento di questi reparti e con un allestimento opportunamenLt variato ci si potrebbe ~0r virc di un tipo di piccolo labor aLorio che segua il corpo d'armala, all 'unico scopo di riconoscere precocemente i primi c~si di qualche rnalnLtia infettiva scoppiata fra le truppe del corpo d'armata stesso. Ma oli.re tali laboratori mobili bisogna cNare presso la Direzione di sanità di Armata un laborat.orio al!c-stito con mag~-ior larghrzza di criteri, cosi per eseguire ricerche di controllo nei casi d ubbi di analisi compiute presso laboratori periferici come per tutte le indag ini relative al servizio negli ospedali delle retrovie Anche questo laboratorio deve es&ere naturalmente di tipo mobile, se il carattere della ~uerra pre-,uppone il moviment.o deile tn1ppe. Nel caso della guerra di posizione si può aòottare anche 11n tipo più stabile . Senonchè ciò non è sempre effettuabile e per di pii.i lu guerra moderna può in un attimo trasformarsi in quella di manovra. Non è nemmeno mollo prati co dal
LI:: BAS I 01::LLA SANITÀ J\ULLTAHE, ECC.
punLo di vis ta militare di rendere stabili i laboratori militari in una zona determinata come fu fatto nell'esercito itulia110. Dal pun to di vtslu d ella comodità tecnica è certarnf:nte preferibile per le ricerche <li avere un laboratorio che rimane fo,so malg rado i trasfenmtJnti d tJJ revurti d ell'esercito: ma !ma tale disposizione è possibile solo in q1 1elle specia li condiz10ni d ella g uerra lentamen te oliensiva, q uale si conduceva sul fronte it.aliano. Qui era sempre più o meno noto entro quali limiti press'a poco i movimenti delle truppe sarebbero stati effetluabi I i. E cosi fu possibile anche la distribuzi one d ei laboratori in modo tal<! che ogni corpo d 'armata, occupando una nuova sed e, Yi tro' asse g ià un laboratorio in funzione. Invece s ul fronte russo, p et· es., dove era ~ampre imprevedibile in quale località potesse essere mandato un reparto, e quando ;,p essissimo un col'po d'armal,a che combatteva oggi n ei Laghi Mus uriani, domani riceveva l'o.rdine di andare in Ga lizia sui Cal'puzi , ~enza che si sapesse se nella nuova zona di dislocazione v i fossero dei laboratori, bisognava bene che ques ti fos:;ero in divisibili d ai ris pelt.ivi re:parli di trnppe. Mi sembra che i labo1alori addetti ai reparti debbano seguirli dappertuLLo tranne naturalmente in cerle condizioni , com e succede snesso nella guerra di trincea. P e1· aver poi tutti i dati relativi alle condizioni igien iche d elle varia zone è utile creare anche dei lal.Joratori s peciali e degli orgàni di vig iianza , i quali rimarrebbero s ui posti, indipendentemente dal trasforimen to delle truppe, fo rnendo a quelle di recente arrivate n ella zona tutte le indicazioni op portune sulle condizioni san itarie del luogo. Ciò si ~;arebbe potuto effeLtua1·e p iù comod,,mt:nle ri congiungend o tali servizi a quell i sanitari d ella popnlaziom: fr,r ile locale : gli 0 rgani che provvedono a q ul~st.'u llima dovrebbero così dirigere an che il ser,·izio ig ienico d ell a zona relativa ed i laboratori di tipo ;taod e. ivi impiantali. Una orga ni zzazione di tale tipo sorse sponlaneamente sul fronte rnsso dove delle or.i:wnizzazioni priYale, come per es.: la cc Lega dei ·Consigli provincia li », hanno ass11nlo la cnra de lla popolazione locale nella zona d egli eserciti, e il relativo servizio di Yigi lanza igienica. Nel le p rovvidenze da stabil1r!';i nel cnso d i u na eventuale futura g uerra dovrebbe entra re an che la cura d ella popolazione locale e d egli operai assunti p er lavori mi l itari, senza di che, come l'esp erienza d elle epidemie s ul fronte russo ha di mostrat o, n on può essere f<arant i la la salute d el l\•sc·rcito . Sol to questo rig uardo il servizio è svo!Lo in modo quasi idealn s11! fronte dell 'esercito italiano, dove sono prese t.11lle le mis ure pe,· tutelare la salu le, non solo d el l\•sC'rcito ma anc.he d <:lla popolazion e civile e q11ella d egli operai avvent izi add etl.i ai lavori nella zona di O])<'razionc e n ell e reLrovi,3. E ciò !';i 0 ottenuto in u na man ie ra s traordinaria mente sem pli ce e pratica, es«endo t11tle le funzi oni di indole ig ien ica accentra Lè nell e mani del Di rèllore d i sanità del re part0 dislocato nrlla zona rclaliva, ed essendo.:;i isliluile per ogni Armata dell e sezi'ln i isprtl iYe ner la profil assi , roslil11il 1! ri a un ufficiale med ;co e ria 1111 fitnzi ona l'io della sanilù ci,·il r . Nella zona 11i11 lontana def! ,. retrovi e d ernno allestirsi de i laboratori di ti ro slal,ile ma!?!?iormente n otali e fìn:llm en le un Jabo1·atorio ren tl',tl1;; !11'<.'Sso J'11flìci0 dcll'iS!)eltore _g·enera le di sanità p resso il
LE BASI DELLA SANITÀ M lLITABE, t.Ct:.
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Comando supr emo. In Russia vi furono delle disc ussioni sulla possibilità di eseguire al fronte lavori scientifici, che ubbiano curntlc,re di serietà: fu du alcuni sostenuto che si mili luvori possono e:;serc com -
piuti solo nei centri, e di qualche importanza. La vrntica ha dimostrato invece che lE: indagini scientifiche sul fronte sono perfdLamenLe possibili: così, per es.: nai laboratori d el nostro se ttore e,ccidental&, da f.:vinsk fino a Rovno, fu compiuta. tuLLa una :;erie di lavori in lefe:;sar.· l1ssimi riguardo al tifo esantematico, alle vaccinazioni. preventive contro il tifo addominale: inoltre fu eseguita l'analisi d ell'acqua n 1! i fiumi princ ipali d el fronle, così sollo l'aspello chimico come sollo quello microscopico. balt.e r iologico, ecc.: altri lavori ~cienlific i fu rono fati.i negli ospedali n10bili . Senza negare che si possa lavo rare con maggiure comodo n e; grandi centri, sarebbt: ingiusto, o d al 1;unto di visi.a sc11:;nlifico addirittura d e plore vole, lasciar trascurn!,o quel mutc riale ricchissimo ed e,rig inal issimo c h,3 si ha a d ispos izione a l fronLe: è necessaria soltanto una orgamzzazione ab ile ed una guida competente . Per terminare la trattazione d e i laboratori uggiuni;erò ancoJ"a che bisognerebbe fornire Lutti gli ospectali, anche quell i mobili, di picco li laboraLor, per le indae;ini clinic he. Nelle s tazioni lerroviarie capo-linea è utile organizzare dei laboratori chimico-batte1fologici per provvedere cos ì ai re parli d ell'eser cito come a.g li ospedali impiantali di solito nell·~ vicinanze di Lali si.azioni. Riesce anche molto comodo di all0:;Lire un simile laboratorio su i treni ferroviari, oerchè vo:;,:;a esser sempre pronto a funzionare e serva durante i movimenti ddle truppe pe!' essere impianLaLo ne lle posizioni di r ecente occupale, le quali sono semprè sfovorevoli e sospette sollo il riguardo igienico. Qui sarà opportuno di dire qualctw parola ancor a sulla diffu-;i )1113 di alcune allre malattie, che rnppresentano, pur non es5cndo infeLLiYe , n on minore se non maggiore pericolo pPr ·le truppe. Tali malaLLie sono, p e r es., la tubercolosi e quelle veneree, che m inacciano di assum~re le proporzioni di un flagello speciale in le mpo di guerra. Purlropp'ì la organizzazione antiquata d e lla nostra sanità milibre e la mancanza di libertà d ei m edici militari n ella !oro stessa s fer a cti azione aveva impedito l'attuazione di misure preventive più o meno radicali .. Nel f uiltro piano di costituzione della san1llt militare bisognerà tener conto ;, .. chl.l di quesle malattie , a llo scopo di impedirne con tutti i m ezzi la diffus ione. B is truttivo sotto q11e<;to ri 6 uard:.i il motodo della lotLa contro la lubercolo:::i nell'esercito italiano: qui hanno g iudirnto con perfella ragione che un uomo inf0tto da 11na fori:na di tube rcolo-;i, s ia pure iniziale, appena constatabile coi m 0todi d e lrindag inc rndiografica. n n n d eve più essere tratte nuto nell'esercito. Giacch0 la fo rma iniziale d e!!<1 l11he rcolosi diventerà indubbiamente acuta sollo l'influenza d elle condir.ioni di vila al cantpo, ed il paese r1erderù cnsì non solo l'individuo in parola ma ar;che tanti nuovi malati da lui i11fettal.i, perciò la ~cgislazlone italiana, m,tlgrado l'estr em o bisogno di uomini, ha escluso .-tal numero rlegli idonei al ser vizio militare lui.li i tubercolotici. Press0 ogni cor po d 'ai'mala sul fronte funzi<?1:an? ?ci reparti dia~noslici speciali dove vengono esa minali tulli gl i md1v1dui sospetti di infezione tubercolaric!, mentre un'l indag ine più
LE BASI DELLA SANITÀ M ILITARE, ECC.
d eLtagliata e d efinitiva si opera negli ospedali di accertamento nella
zona delle retrovie. Sarà utile adottare una simile organizzazione anche per il nostro eser cito. Per ciò che riguarda la sis te mazione del sc:r vizio sanita rio nei reparli d ell'esercito, non vi sarebbe n ulla da aggiungere al sistema vigent.c di medici reggimentali , di divisione e di cor po d'armata: tutta la rifo rma dovrà ridurs i solo al g rado d ella loro pr~parazione, al cambiamen to della loro s ituazione giuridica e della loro a ttività in dipe ndenza dei probltimi sopra tratt.ati. T e rminn.ndo ques ta nota, che dovrebbe s1·rvire soll.anLo di introduzione ad t,na se rie di studi inles i a lumegg iure le varie questi.oni relative a lla o rllanizzazione della sanilit militare, non posso non tocchre qui alcuni prol1lemi generali c"c vi s i r ife riscono. Anzitutto poche parole sulle 11ss0ciazioni private: su nessun fronte vi e rano tan te organizzazioni autonome imr,iant.ate dai privati come sul no$tro. Questo accadde in dipen~c:nz,1 dello stato arretrato della nostra sanità militare in confronto collo esigenze della g ue rra moderna, r; della l!'ius ta diffidenza da pa rte del paese, che cercava di suppi ire a.ne mancanze dei ser" izi sanitar i del l'es..:rcito c reando delle is tituzioni proprie. Queste ultime , p iù elastic he e meno impaccinte dai regolamenti e dalla contabilità ufficiale, specialme nte la " Lega panru ssa dei Consigli provinciali», h anno assolto ma3nificamenie il loro c0mpi Lo, e l'e5ercito r usso de ve I0r0 mvllo; l'ppu1·e bis·Jgna no ta re che u"n simile ord inam1::nto per il quale parallelamente alla sanità militare esiste e funziona per le medesimo fìnalilù una ~erie di organizzazioni inclipen clenli, n on può esser considen,to inappuntabile. li legislaLore deve prevedere tutto ciò di cui a vril bisogno J'es'3rcito per forn irglielo: i se rvizi sanitari <levono esser qualcosa· di com patto e di o mogen eo come tuLI.', i ser vizi dell'eser cii.o . Solo in questo c:..:so potrà aver:;i u na organizza~.i0nc rispondente allo scopo, pur con la m assima econom ia òci m ezzi ,. del p e rsonale tecnico, ed assrcu ranclo il mante nimento del segreto militare . DifaUi, s11J fronte inglese, pef' es., non Yi :.ono organizzazioni privale di sorta: t.ullo ciò di cu i l't·sercito p ossa aver bisogno vien fornito d alle a11turilil militari. Le persouc neC':!SSar ie pe r l'escrciLo, collu loro competenz& tecnica e scientifica, vengono invilate dal Governo a far pal'ff· delresercilo: oltre la Croce Rossa che è. per ò situata più indietr o, nelle rell'ovie. non vi sono organizzuzioni private: e nemmeno negli ese r citi frtrnc·ese ('d italiano. Le offerte er.l elargizio1ti da !')arle delle Socicl/1 e du1 p rivali sono mes~e a riis po,;p;ione o d ella Cr oce Rossa o della san ità m:; it,'lre. Non v1 è d ubbio clv:: ,mchù n el l'ese rcito nostro debba e:ssc:r scg1!ilo l'esempio degli eser-citi c:;11ddetti nclh fut11ra r iorgi111izzazionc del!.! nostra sanit.à militare. l1n prohlrm1a importantissimo e fino ra ~rasct,raLo d a noi è quello dl'lla u~;:;.:!!nazinne dC'i nw dici sec0ndo la loro specialità. P er ciò che ng11arda .cli ulfìcial i med ici di r:11rrre rn h iso,rnerit natu r almente render pos~ibile 1•er loro 1Jna n rC'parazione SPt'l.'ial e nC'I ramo d i ser vizio p re-
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scelto, come, per es:, il servizio sanitario ai corpi, quello ospedaliero, quello igienico , ecc. I medici d i complemento devono esser invece assegnali a svolgere funzioni corrispond,mli 11.J loro grado di istruzione ed alla loro competenza, senza che vi sia la triste diver·sità di tratlamento frn. medici di carriera e medici di complemento, conferendo, chissà perc.hè, i migliori posti ai p1·imi : del resto tale anomalia si può constatare anche nell'esercito francese. La guerra moderna non è fatta da classi od organizzazioni speciali, t:' guerra rli un popolo intero: ognuno d eve quindi trovare il suo posto non già in dipend enza del numero di anni di servizio prestato in un ufficio governativo qualsiasi, ma solo in rapporLo con la sua esperienza ~ compet,enza. Se riuscisse !'equiparazione degli uffici:-tli medici cogli ufficiali ti1 carriera nei gradi, proposta da me a modello degli eserciti alleati, la questione del grado dei medici di complemento potrebbe essere faciimente risolta, seguendo l'esempio dell'Itaìia; ed anche da noi la stessa q11estione si risolveva negli uffici dd controllo di Stato o della Croce Rossa col conferimento temporaneo ad una rersona per la durata della guerra di quel grado, o meglio solo del dirit.lo di portar la divisa r elativa, che si era cr~duto convenien te affidarle secondo i suoi titoli <l'istruzione e d i preparazione. Inoltre, come ha d imostrato l'esperienza della guerra attuale, è ne-cessario cli allargare ccnsiderevolmenltl il cerchio delle responsabilità individuali liberando i singoli medici dall'obbligo di chiedere il predo avviso d!-H superiori in tutta una serie di qu~slioni. A quesLa è collegata la q11estione amministrativa dell~ aut,)1·izzazioni per fare delle 'Spese. Il sistema impacciante che vigeva nel nostro vecchio c~crci to sotto questo r iguardo va eliminato: il personale rlirigt!nte deve aver il diritto di spendere anche somme considerevoli sotto la propria responsabili tà , purchè nei limiti della sua competenza <l'ufficio, senza dover chiedere la previa autorizzazione e il r.ontrollo di stato, e ciò µer evitare perniciose l ungaggini delle pratiche . Ed insiemt.J va organizzata l'Ispezione di fatto sul luogo per mezzo di appositi ispettori . Una simile forma può megl io prevenire gli abusi che non quella già in uso, ed ha ii vantaggio di non ostacolare l'nUuazione immediata di misure sanitarie improrogabili. Concludendo, intendo di rivolgere l'attenzione del legislatore sulla necessità di unificare pos;ibilmente t:1tte le funzioni sanitari~ in un :Jnico ufficio. La prat:ca ha dimostrato sul fronte russo che la creaziono di direzioni autonome diversf', oppure unite solo da un comando superiore, per i diversi rami di uno si.esso servizio, sistema queste, che fioriva sul nostro fronte, non fa che nuocere ai r,ervizi stessi: cf:so infatti crea d egli attriti tra i diversi uffici superflui e delle lunghe pratiche burocratiche. che osLacolano l'attuaziomi rapida delle misure sanitarie in tutta la loro larghezza, ciò che è di somma importanza specie nello. lotta contro le malatf.ie infettive. Tutte le funzioni in materia di igiene per ogni territorio devono accenlrarsi neìl'autorità sanitaria suprE-ma d el renarto dislocato nel territorio stesso. Ecco i tratti generali della futura organizzazione della sanità militare, q~ali scaturiscono dall'esperienza della guerra attuale.
Il servizio antitubercolare nella 3a Armata per il prof. Antonio Faglooli, tenente colo nnello medico consulente e direttore del reparto di accerta mento ctia.guoslico.
L'organizzazione an titubercolare nella 3• Ar mata ebbe inizio nel febbraio 19 17 con l'i;;tit11zione del reparto di accertamento diagnost.ico in Muscoli (Cervignuno), località s ituata subi lo a tergo d ella zona di operazioni e in punto ct~n Lrule rispeUo alla dislocazione d egli osped ali di In tendenza d ell'armata. Il considerevole lavoro c0ni piuto in Musco) i d al febbraio all'ottobre i917 ha indubbiamente portato r isullati benefici, che ho g ià illustrati in u n lavoro pubblicalo nel Giornale di medicin a ,,rilitarc (1) . P erò il servizio antitubercolare nell'arm ala ebbe completo svilup po r d attua, zione pcrfetla sollanto nello scorso unno, mercè l'energico impulso, la illuminata a ll1vitil, l'in ler csse continuo, spiegali anche in questo im portan tissi mo servizio dal nostro direttore di san ilil, brigadiere gene rale med ico Santucei ; ed a Lui io sento di dòver rivolgere oggi una parola riconoscente, perchè a iu tò e favori in Lu lli i rno<ii il nostro lavoro, vin<:,endo g li ostacoli e !>u perando le d ifficollà che nella pratica attuazione di ogni opera inev1t.abilmenle si incontrano. . S ubilo dopo ii ripiegamento d ell'ottobre-novembre 1917, il rer,arto di osservazione ricominciò a funziona re regolarmente nell'osp<'da le di Gan tonazzo (osped ale da cam po 204.) in prossimi!it di Rovigo. Data p€rò la disposizione e la vasta estl!11sione dell a zo na occupala dall'armata che si estendeva da l Piave a Ferrara (zona anche p iù a m pia dal marzo al settembre del '18, per l'aggiunta dell 'Vlil' armaia , ai cui servizi doveva provvedere l'in tendenza del la III'), si ritenne utile istil11ire d ue piccoli cen tri .di raccolta, uno a Mestre, l'altro a P adova : da q uesti cen tri gli infermi dovevano venire, una volta la settimana, sgombrati in g ru ppo su l reparto di accertamento di Rovigo_ Ciò al triplice scopo di megl io garantire la profil11ssi an titubercolare n ella zona, di rwitare un inutile sp reco nei mezzi di trasporto, di impedire un eventuale ingomb ro al reparto di accertamento. Un terzo cen tro di raccolta venne stabi lilo a nche a Ferrara : é:lisposi però che da Ferra ra venissero inviali a Rovigo in osservazione, soltanto i malati affr tli o sospetti di lesion i tubercola ri senza badili n el] 'escreato; le forme batteriologicamen te accertale dovevano invece ri manere degenti a Ferrara . in attesa del passa ggio della vettura ferroviaria specializzala con la quale potevano Yenire sgombra ti all'interno. fase. X, 19 r 7.
IL SERVlZIO ANTIT UBERCOLARE NELLA 3" ARMAT.\
Detta vettura partiva ogni 10-15 giorni da Rovigo per trasportare tutti gli infermi al centro di smislamento per i tubercolotici provenienti dalla zona di guerra, situalo prima a Gareggi, 111L1mamente a Bologna. Per i pazienti che entravano ai centri di raccolta, (sia a Mestre, che a Padova, che a Ferrara) vi era la possibilità di far eseguire subilo l'esame d ell'escreato e di avere anche un esatto reperto radiol,igico, di guisachè era possibile una pronta separazione d elle forme aperte dalle chiuse; ogni centro era infatti diviso all'uopo in tre lo<:jli distinti .e separati: uno serviva per l'accettazione d egli entrali, un secondo era ad1bilo per le forme chiuse, il terzo accoglieva le forme batteriologicamente accertate. Io mi recavo ogn i settimana ad ispezionare questi ,entri di raccolta, esaminavo Lutti gli infermi ricoverati e scegl ievo q uelli che meritavano di venire inviati in osservazione a Rovigo: avevo in tal modo la possibilità di procedere ad una prima selezione, eliminando 5ubito i soggetti che riconoscevo immuni da lesioni tubercolari, ma colpiti invece da altre malattie e prendendo seduta stante provved ime•1 ti per coloro che ·risulta vano ad es. affetti da postumi di lesioni extrar,olmonari, ma senza manifestazioni specilkhé in allo a ll'apparato respiratorio. Con questo procedimento si evitava una pl etora ed un ir,gombro al reparto di osservazione . Po1chè tanLo ai centri di raccolta quan~o al reparto di accertamento diagnostico, situato come abbiamo detto in prossimità di Rovigo a tergo della zona occupala dall'armata, dovevano affluire non soltanto tutte le forme tubercolari polmonari accertate. o sospette (come avveniva p rima della ritirata), ma anche tutte le forme tuhercolari ext.rapolmonari (ossee, sjerose, ghiandolari, ecc.). In questo senso il direi.tare di sanità emanò replicatamente categoriche disposizioni ai corpi e agli ospedali , recandosi più volte personal mente a constatare se le norme impartite venivano rigorosamente applicate; e perchè il controllo fosse continuo ed il servizio antit11bercolare· si svolgesse regolarmente mi affidò l'incarico della consulenza per le malattie dell'apparato respiratorio nell'armata. Credo superfl uo illustrare i vantaggi della consulenza in 110 servizio· così imporLanLe, specie se affidata, come nel caso nostro, al direttore del reparto di accertamento· diagnostico : fra l'altro evita che al reparto afflui scano in gran numero individui completamente sani o affetti d a ma·lattie che nùlla hanno a che vedere con la tubercolosi, imped isce d'allro lato che vengano trattenuti ai corpi o in ospedali da campo =nfermi tubercolosi o fondatamente sospetti· Nelle mie visite agli ospedali di tappa d i Mestre, Padova, Rovigo, Ferrara (per citare soltanto le maggiori unità ospedaliere dell'armala), dopo aver esaminato gli infermi degenti nei nostri centri di raccolta, trovavo sempre, ad esempio, un certo nuwero di militari che meritavano una ulteriore, cJi11ge11tc osservazione al reparto di accertamento, altri invece, affetti da postumi di lesioni tubercolari extrapolmonari , per i quali si poteva subilo stabilire il giu<i:zio e prendere senz'altro il provvedimento relativo senza far loro .;;ubire uh inutile trasferimento a Rovigo. Dissi prima che al reparto di osservazione dovevano venire jn viate-
IL SERVIZIO ANTITUBERCOLAUE NELLA 3' ARlVLATA
tutte le forme tubercolari polmonari ed extrapolmonari manifeste o sospette. In verità la prima circolare ministeriale in proposito (Circ. n. 80129 dic- 1916) si esprimeva chiaramente in questo senso: « Ai reparti di accertamento devono affluire tutti i milHari sospetti di forme incipienti larvate o spente dell'infezione tubercolare (com e lesioni ossee guarite, postumi d1 le;;ioni ghiandolari, esiti di pleurite, ecc.), con speciale riguardo alle localizzazioni nell'apparato respiratorio ». Non per questo d_iminu_isce ~ 1!1erito. che con J'applicazi~ne esatta del!~ ci tal~ disposiz10ne s1 è acquistato il nostro reparto; po1chè la d1fficoll.a cons isteva per l'appunto n el saper e voler tradurre in atto la disposizione emanata. Ne sia prova il fallo che molli reparti di accertamento (specie in z0na territoriale) non hanno sotto questo punto di vista corrisposto intera mente, perchè taluni infermi, anche con lesioni specifiche in atlo, anzichè avviali ai reparti ste~si, venivano dal territorio mandati senz'>J.ltro in zona di guerra senza esame o dopo esame sommario. Credo inutile illustrare i vantaggi che derivarono dalla severa e rigorosa applicazione della circolare soprnriferita nei riguardi st,pratutlo della profilassi antitubercolare nella nostra armata. Avevamo anzitutto la certezza di isolare immediatamente tutte le forme tubercolari polmonari e di evitare quindi il pe ricolo del contngio. Succedeva infatti prima con una certa frequenza che infermi con les10ni spec ifiehe exlrapolmonari (ossee, ghiandolari, sierose) rimanessero degenti a lungo in ospedali da campo o di tappa pur avendo chi&.re manifestazioni in atto all'apparato respiratorio, perchè queste pas:::avano inosservate di fronte al processo morboso che aveva .provocato il ricovero ospedaliero, ed al quale veniva esclusivamente rivolta l'attenzione del medico; e non infrequentemente accadeva che taluno di questi infermi mig liorato o guari to dalla manifestazione specifica extn.polmonare venisse senz'altro rimandalo al corpo. Inconvenienti di questo genere ho piu volte lamentati, sia n elle relazioni che n ei congressi . Un'altra benefi cio derivante dall'invio al reparto di accertamento anche d elle fo rme tubercolari extra.polmonari, era rappres:3ntato dal pronto riconoscimento in quesLi infermi di eventua.li lesioni polmonari incipienti: la possibili lit quindi del loro ricovero jn luoghi adatti con la certezza di evitare per l'avvenire ulteriori disagi e strapazzi, cause probabili di aggravamento del processo morboso. Stmza contare poi che, anche esclusa la presenza od il spspelto di focolai tul.Jercolari <1ll'apparato respiratorio, per i pazienti con lesioni o con postumi di lesioni specifiche extrapolmonar;, si potevano prendere nel reparto di accertamento quei provvedimen ti alti ad eliminarli temporaneamente o definit.1vamente dalla zona di guerra evitando in tal m odo lunghe ed inutili degenze, o pereg l'inazioni molteplici in diversi ospedali che non poleYano portare se n on nocumento al malato. Allargata la sfera di accettazione per l'ottemperanza scrup,Jlosa alle disposizioni impartite, la media giorn aliera degli entrati al :·eparlo du1ante 11 1918 aumentò in modo considerevole in confronto alla m edia dell'anno precedente, poichè prima, come accenna i d ovevano venire mviate ed accolte in reparto, per rag ioni n on certo dipendenti dall!l. mia
IL SERVIZ!O ANT1T1JBERC0LARE NELLA 3" ARMATA
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volontà, soltanto le forme accertate o sospette di tubercolosi polmonare. E non deve re~ar meraviglia se in proporzione al numero degli entrati crebbe anche il contingente d ei soggetti che dopo esame accurato Yeni\ano riconosciuti sani o affetti da altre malattie, come risulta dalle statistiche già raccolte e che tra breve pubblicherò. Questo inevitabile int~onvenit:nte, che in ultima analisi importava soltanto una ricca disponibilità di posti-letto nel reparto ed un maggior lavoro per i medici, veniva mantenuto sempre in proporzioni m odeste per l'opera che doveva spiegare il consulente, sia con la prima selezione nei cèntri di raccolta, sia nelle visite ai corpi o a i dirnrsi ospedali quando veniva richiesta J"opera sua. Con l'attuazione severa delle norme stabilite, il nostro reparto ha veramente corrisposto nello scorso.anno ai fini per cui fu istituito, fm.zionando in realtà da filtro attraverso al quale sono passate tutte le forme tubercolari. Se nella nostra armala si è raggiunto lo scopo, il merito risale a chi aveva autorità e potere per far attuare la prima e più imr.•ortante condizione di successo. Men:è il personale interessa111e11to del direttore di sanità, possiamo affermare che nessun tubercoloso sia rimasto a lungo ai corpi o negli ospedali, data l'aU.ivissima vigilanza e nei corpi e neg li ospedali onde scovare le forme tubercolal'i mani reste o sospette e prontamente allontanarle. Da quanto ho esposto risulta chia ramente che l'organizzazione del servizio antitubercolare, il cui fu lcro era rappresentato dal reparto di accertamento diagnosLico, ebbe nella 3• armata completo sviluppo- Il reparto di accertamento da un lato, i piccoli centri di raccolta distribuiti nella zona, il servizio di consu lenza forma\'ano un tutto coordinato ed armonico che garantiva in modo assoluto la profilassi antitubercol11re. Ne fan fede i b rillanti r isultati ottenuti che formeranno argomento dì una prossima dettag liat:a relazione.
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Giornale di medicina ,uilitare, -
Fase. I V.
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Il servizio neuro-psicbiatrito di un'Armata nell'ultimo anno di guerra fino al giorno della msanone delle ostilità per il prof. Qlose1>pe Roasenda, maggiore medico, consulente neuro-psichiatra della 3a Armala.
Il servizio neuro-psichiatrico della 3' Al'mata proced ette, anche nel period o sovraindicato, colla massima rtigolarilù a~solvendo ricnarnt nte il sue corup1Lo. Dico «anche" percliè, a quanto mi risulta, n<'g li anni di guerra prec~d enti esso aveva sempre dato ecccllenLi risu ltatL Per quanto mi• rig uarda, la constatazione d el buon funzionamento di tale servizio nel suo ullimo periodo è per me parlicolarmentè conforlante, 1jerchè io fui nominato consulente e direttore clinico dei servizi neuro-psichiatrici dell'Armata, quando le condizioni non erano così favorevoli nè facili come per il passato. E' utile notare qui che assai giustamente nella 3' Ar mita s i ebbe una consulenza neurologica ed una neuro-psichiatrica . Quest'uHima si occupò esclusivamente delle malattie funzi onali d el sistema nervoso e d elle malattie mentali, non ingerendosi a ffatto in t,ulto quanto si riferiva alle forme organiche del sistema nervoso, alle lesioni trau matiche d el med esimo ed alle indicazioni per eventuali interventi chirurgici. Tale divisione di attribuzioni ha fatlo sì che le singole attività potessero meglio svilu pparsi in d ue cam pi che, se pure ha nno forme morbose di passaggio, in nulla pel'dono ad essere coltivati in modo autonomo. Chiusa questa parentesi, spiego perchè ìe condizioni non siano state per noi così faci li come nei periodi antecedenti. Dall'inizio della g uerra fi no al ripiegamen to d ell'ottobre scorso i vari servizi medici dell'esercito si e rano venuti p rogressivamente perfezionando. Per quanto ho potuto ved ere io, per quanto ho letto, e per ciò che è saputo, credo di non dire cosa errata affermando che, per la grandiosità d cgl'impianti, per la ricchezza dei mezzi, per la regolarità d ei servizi, sotto ogni riguRrdo, insomma, l'organizzazione sanitaria nostra in zona di guerra poteva essere portata a modello, perchè era in grado di assolvere, senza difficoltà, tutte le mansion i di sua spettanza. Ma, d opo il ripiegamento, le cose si cambiarono al(Jnanl,o. Non r:er la regola rità d ei servizi, ch'essi furono sempre, anche nelle eircostanze più difficili, all'altezza riella situazione : ma per i mezzi, che, pur
IL SEflVIZIO NEl.i RO-P S !CI-IIATRlf.O DI t;N'AR:\ll ATA, ECC.
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essendo sufficienti, non e rano pi ù così larg hi come precedentemente. La nazione attruversava momenti per cui s'imponeva una g iusta e riecorosa economia- Il necessario non venne mai a mancare: ma ciò appunto perchè non si fece spreco. D'altra parle, il fronte sul Pia ve si presentava differente d a quello del Carso: esso si poteva dubitare µiù soggetto a spostamenti . S i do, eva quindi ingombrare il meno possibile, le linee avanzale. Ora, siccom e gli ammalali cli mente raµpresentavano sempre, nei movimenti, una d ilficoltit non indifferente, così si dovelte pensare che non fosse utile attenersi ,Ll l'organizzazione di prima, quantunque e~sa, ve1· i n sullati tecnici, avesse dalo ottimi risultati . Si venne quindi a lla determinazione che non conrnnisse impiunlure repart,i neuro -psichiatrici avanzati e che questi dovr.ssero essere tutti raccolti. in un luùgo alquanto distante d alle prime linee. Ad imped ire un eccessivo e continuo affollamento d ei 1·eparti provvide la consu lenz·a. Gli ospedali dei vari gruppi - e spcciulrnenti~ di quelli a cui affl11ivano in maggior numero gli ammalati dalle linee segnalavano telegraficamen te la presenza degli ammalati neu t'o-psichici, o presunti tali. Io m i vi recarn, possibilmente tutLe le volle che e ro richiesto. E per g11adagnar tempo. cercavo di visitar e parecchi ospedali vicini in ogni mio viaggio. Durante il periodo di maggior Ja.. voro, doveva essere fuori d ella mia residenza anche tre o qual.tro g iorni per ogn i settimana. In tali visite, io incominciavo a fare un recupero immediato, im ped endo che fossero trasferi ti ai reparti psichiatrici i milita ri ché? si potessero restituire ai corpi, o per non constatata malattia mentale, oppure perchè con un tempo 11,:;;ai breve d i degenza essi f(;:;se ro in condizioni di · rii ornare ai loro reparti . Ho quasi otten uto così, per allrn via, quanto prima sj poteva un .l'e C'Oi repar ti avanzati. Ed ho ottenuto a nche che non fossero por tati ai reparti neuro psichiatrici pazienti affelt.i, ollre che da disturbi mentali, da malattie infett.ive in atto, eh~ avrebbero pot11lo espandersi nei reparti i;tess;, e fermarne temporaneamente tuUQ il m,w imento; ciò che avrebbe enstituito un inconveniente gravis$imo, specialmente nel periodo di maggiore affollRmento. E così , ad esempio, non abbiamo avuto forme influenzali, nonostan te che tale epiòemia abb ia avut.o casi più o meno numerosi in tutti gl i os11eda li dell'Armata.
Quando io ebbi la nomina a consul·enle del la 3·· Armata, ebbi contemporaneamen te l'incarico della cons ulenza e dell'organizzazione del servizio per la 2\ ulti mamente 8\ la q11al8, a riuell'epoca, e fin o al 1' sellembre d ipendeva, pei servizi d 'in lend enza, dalla 3'. Siccome io ero occupatissimo g iit per il lavoro che mi d ava la !erza Armala, così proposi - e la mia proposta fu accettata d a l signor dii eltore di snnilil, brigadiPre generale med ico prof Santucci - che, pur recandomi io quando fosse stato.necessario, ioS$e trasferito temporanea-
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IL SERVIZIO NEURO-PSICHIATRICO Dl UN'ARMATA, ECC.
mente a ll'ospedale in cui si dovernno raccogliere gli ammalali I1e.1 rops1ch 1alrici di tale armala, il capitano mùd1co doUor M. Negroz, praticissim o dd servizio, che egli aYcvu già sc:guilo lJUr ecchio tempo p ri ma d el ripiegamento, e che aveva tenuto inLerinalmenLe la consulenza della :~· Armala nelr1ntervallo decorso fra J'an·icendamento del mio anteressore, maggio re medico prof. Al berli, e la mia nomina. Non posso a questo punto fare a meno di meLLere in rilievo l'enorme aiuto che egl i mi ha prestato in ogni occasione . li capi tano medico Negroz, tanto rnorles~o. quano sen o e collo. m, di&de in ogni epoca, e specialmente n ei prim i lcmpi in cui io non a,·e,·a ancora sollomano l'ingran aggio d el servizio, una collaborazione importantissima, sollo ogni riguardo. Ed io sono li eto di testimoniarg li ene vivissima, gratitudine . Come anche devo dire che, per mezzo di lu i ho potuto riconoscue i l merito organ"izzatore di chi m i av<'rn precedu l.u - del maggiore rnedi1.:o p rof. Alberti, i I q uaie, fino al ri p1egarnc11t.o ftce funzionare il servizici in modo inappuntabile, e, dopo che i reparti neuro-psichiatrici si stabilirono presso !"ospedale 204 durante il mese di dicembre scorso, aveva g iù ricominciato l'organizzazione, nel modo più adalto. eh~ gli fosse stato possibile. La di sposizione presa del trasferimento temporaneo del <'apitano medico Negroz d iede i risullaL1 che si att,endevano- Il servizio n europsichiatrico, anche per la 2•, poi 8' Armata, funzionò , durante il periodo più difficile, - in corrispondenza all'azione mililare del giugno - lodevolmente e senza inconvenienti di sorta-
I reparti neuro-psichiatrici presso l'ospedale 2uli. fu rono quattro, COSÌ divisi :
1") Reparto ufficiali , con una potenzialità di 25 lelli. 2°1 Reparto agitati ed esageraton o simu latori ; · . 68 Jelli; 3") Reµarlo osservazione e comune, letti N. 107; !1") Reparto deten uli-periziandi, letti N . 50. Tali reparti slava,:o in due edifizi entrambi bene arieggiali ed ilìummati. L"ospeddle 20'1 occupò i loeali deslir.aii al manicomio del la provincia di Rovigo, costruiti poco tempo prima della guerra . Il manicomio p erò non aveva ancora incominciato a funzioRare, essendo insorte d elle d ifficoltà finanziarie per la sistemazione defi111tiva dei fabbricali. In ognuno esistevano cessi a sufficienza, prese dell'acqua, camerate e camere d'isolamento . Al reparto ufficiali affluivano ufficiali mandati in ossen·azione e per cura direttamen te dai corpi ed inoltre quelli im·iati dal Collegio medico di Rov igo in alle$a di provvedimenti medico-legali. Particolari cu re di sorveglianza avernno i reJHll"ti agitati, sim1datori e detenuti-periziandi. Nonm,lante che essi siano stati talora t1ff01latis:;imi, io posso dire con piacere che n on successero, in nessuno di essi, in com,,mienti di qualsiasi natura (violenze, evasioni, suit idi o tentativi di suicidio) d urante tnllo il tempo che io elJbi la consulenza e la direzione ternica del servizio n euro-psichiatrico.
IL SERV IZIO NECRO-PSl CHIATRICO DI t:N'ARMAT.-1., ECC.
Nel reparto osservazicne e comune io, 11,vendo m olti locali a dispos izione, ho potuto ordinare il funzionamculo in modo conveniente e a datto. Quando arrivavan ammalali, o presunti tali, della nostra specialità essi sostavano in una delle sale di quel repartoDopo un esame sommario, essi ernno dis tribuiti, possibilmente, nelle var ie sale, a seconda d ella forma da loro p resentata. -'Così noi avevamo la sala d egli epileUici in osservazione, dei frenastenici, degli psico-traumatizzati , ecc. Una d elle sale inoltre ser viva d a infe rmeria, nel senso che in essa erano raccolti i ricoverati che presentavano fenomeni morbos i febbrili o che necessitavano di cure mediche p.:., ticolari.
Merita parLH',OÌare menzione il ser vizio medicl>-legale, il quale ebbe, per i nostri reparti, un'impol'lanza dei tuLto speciale- Quanùo io ebbi ìa consulenza, il reparto detenut1-periziandi ave-va una quaran tina di ricoverati. Il collega dott. Queirolo, incaricato dello studio di essi studio ch e faceva con molta dilig(;nza - dopo poco tempo fu avvicendalo in zona 1,erriloriale - F orlunamenle in quell'occasione potei avere iì trasferimento ai nostri repart.i ùel capi Lar<o IJ1ed1co dott. Prigione, vice dir•!tlore d el Manicomio di Quarto (Genova), spccialisLa colto, studioso e profondo di conoscenza psichiatriche- Lo incaricai di lutto le pratiche con i lribtprnli dell":-\rmata e di periziare (Juanti fossero inviati all'ospedale 204 per tale scopo . In quel periodo continuaxano ad afflL1ire incessantemcnle tali s,:ggetli: in mu lia 11110 o più al giorno. Se si continuava in lai m odo senza por vi ri medio, si minacc iava d'ingombrare i nostri repart i di periz1andi , in maniera tale ch e il lavoro n eu ro-psichiatrico, nel vero senso della parola, poteva wmi 1·f> grnndemente os tacolato. Segnalato tale 1 11conveniente al signor direttori'.! di sanità si prese un prov-,edimen~o. che, mi rtissero. poi , era g ià stato usato a ntecedentemente, e che a noi diede ris u Itali eccellenti. I t ribunali d 'armata e di cor po d'flrmata furono inv itati a non t,·a sferire f}ri1 detenuti a i repal'li neuro-psich iatri ci senza che essi fossero ~isilali p1·ima dal consulente o dal pento m edico-legale. Ed il capiLano medico Prigione, çla allora in poi . periodicamen te od in seguilo a richie$(a si recavn ai tr i'bnnali e giudicava - m sttu - quelli a cui non occorreva 11na particolare e prolungala osservazione : lasciand o trasfe;·ire solo i casi che nece,,sitavan o real mente di en trare in un r eparto p~ichiatrico . Così - pur a ,·endo cont.in 11ato nd accogliere una certa quantità inevitabile di tali ricovernl i - il loro numero potè diminuire, il servizio p rocedette più àgi le e si è evitalo, si può dire del tutto, il 5 raYissimo in convenionte che fossero fl'asfcriti a i nostri repa1-ti d ei simulatori volgari , e quindi del tutto responsabili delle loro .izioni , .:.he ~croccavano da noi un trattamento di ammalali veri , consu mando un lempo n on indifferente lontani d alle prime linee, e creando a noi 11no s pec ial e obbligo di sorveglianza, p iù pericoloso e difficile per tali v itlivi soggetti che per gli ammalati di forme m e_n tal i gravi ed a!!itali.
Miti
Il. S r:P.V I ZIO NEL"R!J·PS !CHI.\TRI CO UI 1..·N' AR:Vli\T.\, ECC.
Il se't,·izio neuro -ps ichiatrico d ella 1• A rmala che lo scor s,) anno , dopo il '1pil' irame"nlo, incominciò a funz ionare il 1° dicembr~, com e ho g ià accennalo ne ll'o- perlale da campo N. 204 in Cantonazzo 1Ro rigo) durante il m ese di clicc mbre e bbe un lavoro molto ridollo- I ricove rali furono 108 - ne uscirono :?!1 - · in modo che si incominc iò il 1918 con ~4 presenti comrlessiqrn1enle in lulli i re11art i. L: n tale numero au m e ntò prog ressivamente . li i 0 di fobbraio e~:;i e runo 155, il IA di marzo 177, il 1° aprile 100, il 1° maggio 210, i! 1° giugno 209. Nella prima quindicina di (Jues L'ullimo mese s i e bbe un not.crnlissimo afflu,:so di ricoverati, dovuti specialme nte all'iniziars i d el calor e estivo che au.rnenla sempre la quantilil d elle forme menlali ed a lla nm;t.ra fo rtunata ma violenta azio ne sul Piarn. I r eparti prC:sso l'Ospedale 20,, si lrovarono quindi ins nffic icnll ad :iccog liere tult1 i m ilitari che vi e rano mviati. Si ape rse allora un reparto, pe r ammalali d e lla n ostra s p C'r.iaJilù, all'osncd alc d e lla Croce R ossa N . 30, a Tag lione (\"illadose\ : r e1)a rt o però pos to so llo la n ostra dire tta sorvegiianza, con un m edico specialista. Il 1° di lug lio i presenti nei n ostri re parli e rano 306. Essendo in seguito alquanto cess ata l'uffiuc nza dei ricm·er andi, il giorno 1R 1 ug 1io s i chiuse il re parto di Tag lione e s i trns re riron o a1 re parti chi ! 20'1 i d e g enti nel r eparto stesso . Aumentando il movime nto in lulli i modi, ~d anc!ie c0n sgomoeri più numerosi e ftl' (lUCnli s ul cen tro ps ichiat,rico di 1• ,·accolla a R epgio Emilia, il 1" a g-oslo po te mmo fa r r idiscender e il nume ro d ei prest'n1i a 2H. Il 1° st>ll i-mbre essi e rn,10 218, cd il in ottobre 198. li giorno li no\·embre in c1ri cessarono Il' o~ti lilit coll'Austria essi ern~H) r o m11lcssi va m e n le 159·
Le cifre sopra ripo rtale s i rif,iriscono, come è d ello, al :TI Ovimento d e i re parti presso l'osrw rl a lr eia rampo :'Oli, 3• A1·mala; in è'SSe nun è compreso il m o vnne nlo d ei re pa r ti d ella ><" Arma la , di cui n o i ci siamo u guulmrnte occupali durante i m esi di aprile, mag-i;io , g iu g no, luglio C'd Hf!ORto. I presenti di que .. 11 u ltimi reparti al l. 0 di og n i mes e ('rano: ~, in ;1prile , 84. in mag-g-io, 89 in giug no, 112 in lu1Zlio , 102 in U!!OSIO e 100 n ell'ultimo g iorno di ques to mese, quando n o i abbiamo cessalo di occu parei del sen itio n e uro -psic hiatrico di tale Armala, il quale riclivC'n taYa autonomo con cons 11lenle proprio e dipendente ,Jalla re!aJ.irn direzio ne di sanitù, al!ora t,)stituitas i.
IL SERViZIO NEL'R0-PS1LH1ATRICO DI liN'A R:VIATA, ECC.
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Il servizio neuro-psichiatrico, come lutti g li altri servizi medici sps. cializzati. ebbe par1;;cchi còmp1ti principali da assolvere: 1° Curare convenienlemenle i pazienti neuro-i,sichici; 2° Eliminare gli inadatti al servizio mililure. 3° Ricuperare il più possibile i mililari ricoverati affinchè l'efficienza dell 'esercito non fosse in alcun modo diminuita. Esso dovette dare le indicazioni che emergevuno dal.l'attenta osser- . vazione dei ricov.erali, per quant'~ra d1 sua com petenza, sia 3.1 collegio medico (Rovigo), per i provvedimenti medico-l('gal1 riguardanti i sièjnori ufficiali, sia alla g iunta sanitaria per i provvedimenti stessi wncernenli i militari di truppa; sia inollre - e di questo si è g ià parlato - per mezzo di g iudizi e di perizie, ai tribunali mili tari d ell'Arrn&ta per i detenuti i quali presentassero segni certi o possibilità di furrne mentali che avessero potuto abolire o diminui re la responsabilità dei r-eati commessi. Per quan lo riguarda i signori ufficiali, ricoYerati nei nostri reparti, essi erano dimessi nei seguenli modi: 1" rinvio ai corpi, come idonei ai servizi a cui erano antecedentemente· assegnati di quelli i quali erano guariti in breve tempo <iella loro infermità, o che non erano slati riconosciu ti affetti d a malattie della specialità nosl,ra; 2° restituzione al collegio m edico di Rovigo, accompagnali da relazione sui risullati della nostra osservazione, dei nostri sliJdi e ddle nostre ricerche, di quelli che dal collegio slesso erano stati inviati ai nostri reparti; 3" presentazione al collegio medico di Rovig·o - previa autorizzazione della direzione di san it,à -· degli ufficiali ai quali occorre·. ano provvedimenti medico-legali; · 4n Lra!'-ferimento al centro psichiatrico di i·' raccolla a Reggio Emilia degli ufficiali riconosciuti affetti da forme nervose o psichia1riche più impor tan ti, per cui occorrevano generalmente provvE-dimenti di maggiore gravità, fra cui l'internamento per custod;a e c11ra di malattie rr.entali in appositi istituti; 5° event.ual i Lrasferiment.i al convalescenziario, per breve periodo di convalescenza. Ed i militari di truppa da noi ricoverali uscivano dai reparti: 1' rinviati ai corpi, quando all'ammissione presentavano forme lievi, ed erano poi guariti del tutto, oppure quando in essi non si c0nstalava una malattia nervosa o mentale; 2° presentali alla giunta sanilai;ia per provvedimenti medico legali; 3' trasferiti al centro psichiatrico di P raccolta a Reggio Emilia quando la cura impùrlava un periodo di tempo piuUosto lungo, e noi Hvevamo esauriti i mezzi terapeutici a nostra disposizione; qu,rndo do0
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IL S ERVI ZIO NEU RO-P SICHIATRlC:O DI U N 'A R.\-IATA, ECC.
Yevan essere internati in un manicomio per cura e custodia , quar•do insomma non erano più ricuperabili, o non lo erano in tempo re1.nt-i . vamente breve; 4° t.rasferiLi in convalescenzia1·i quando il tempo di convalescenza occorrente perchè p otessero essere restituiti ai corpi, n on era troppo lungo.
I nostri reparti, oitre elio per l'osservazione delle forme neuro psi. chiche ed il loro apprezzamento in rappor to coi p!'ovvedimcnli medico legali, da prendersi quando ne era il caso, funzionarono anche, ben s'intende, e come s'è già accennato per la cura delle fol'm e m E:desime, nel modo che a volta a volla era ritenuto adatto ed opportuno. Quando si ritenne necessario ed utile facemmo applicazioni idroterapiche, ed in ultimo anche, quando potei avere l'apparecchio, applicazioni elettriche . Non s i trascu rarono i sussidi terapeutici del la farmacopea , quando erano ri tenuti indicali. E cosi si usarono in g1usla misu ra gli ipnotici ed i sedali \·i quando ne t!!'a il caso e, d 'altra parte, i tonici zd i ricostituenti che la farmacia mette a disposizione d el medico. Si ricorse in misura minima ai m ezzi content1vi: agli infermieri era assolutamente proibito di u sarli, se n on 111 seguilo ad ordine mio o dei s ignori capi reparLoEssenzialmen Le si osser varono i ricoverali minutamente, si studiar·ono e si sor vegliarono in tutti i modi : così che il giudizio s ulla loro possibilità a rientrare in servizw , od a fare un servizio piuttosto che un altro fosse assolutamente ponderato. Non ci s iamo dimen ticati ma i d i fa re una g iusta e sana psicoterapia in tuUi i casi a noi presentatisi, ed in cui abbiamo presunto che il suo impiego tornasse di qualche uUl ili1. In complesso nell'uno o ne ll'altro modo che e ra ritenuto adatto caso per caso, la psicoterapia ci ha d ato sempre buoni , ec.:cllenti risultati: intendendo per psicoterapia tutte le pratiche, tutti i modi che mirano ad influenzare la mentalità d el rico\·eràto in modo da renderlo soggetto al la pers uasione ed eventual mente alla s uggestione ed all'imposizione morale d el m edico, che in questi casi ha l'obbl igo di i,1d irizza re in g iusta moP.i era le d etermin az ioni psich ich e del soggetto che gli venne affidato.
Per la tirannia dello spazio non posso riportare qui specchi, taYO]e e diagrammi , come sarebbe stata la mia intenzione. Non porno ,1uindi fa re confronti numerici, derivati dalla s tatistica. Ripor to scio nlcunc cifre dei dati che si riferiscono al periodo intercorso fra il i:,1incipio del 1918 ed il g iorno d tlila chiusu ra d elle ostilità. Gli entrali nei v<1ri re parti da noi di pendenti furono 352'.3, gli u,citi 34118.
IL SERVILIO NEt:RO-PSICHIATRlCO DI UN'ARMATA , ECC.
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Sono cifre queste che stanno ad indicare un movimento intensissimo- Bisogna tener conto a questo proposito dello studio che ogni ricoverato ha richiesto per poter p,mnettere un giudizio ad~gualo. Fra gli uscili, i rientrati in scrviziu (guariti 321 : o per non constatata malattia mentale 1259) sommano a 15801 Tale cifra di ricuperi è notevole: facendo la proporzione fra il numero totale degli usciti (3448) ed il numero dei rientrati in .~ervi:,io ( l580) , essa rappresenta il 45,82 µer cento I 11 numero dei morti - 17 - è relativamente assai piccolo, in relazione al movimento avuto.
In riguardo alle forme morbose riscontrate, farò solo alcune considerazioni, atlenendomi alla classificazione, che doveva servire per i vari modelli della statistica trimestrale (i dati seguenti si riferiscono ai reparti d ella 3• armata). · Le psicosi tossiche ebbei·o, nei vari mesi, casi inferiori a 10, all'infuori di giugn,i (12) , ottobre (14) , agosto (17) . P ochissimi furono i casi di psicosi infettive. · Le forme di " amenza e confusione mentale » furono sempre assai scarse, sotto le :11 ogni mese, all'infuori d ei m esi di luglio (29), ago~to (27), settembre (22), ottobre ( Hi;. E a nutarsi che esse incominc.:,i arono ad twmentare in numero, dopo la nostra difensiva sul Piave. Così anche le forme nevrasteniche ebbero il numero massimo in giugno (28) , e luglio (23). Non molto rilevanti sono le psico5i da encefalopatie (numeri massimi: 5 in febbraio, 11 in g iugno, 7 in luglio). Le forme epilettiche psichiche e motorie, poche nei primi mesi delranno, hanno cifre rilevanti nei mesi successivi (5, O e 6 n ei mesi di gennaio, f~bbraio e marzo - 26 in aprile - 24 in maggio - 9 in giugno - 35 in luglio - 17 in agosto - 20 in seLlembre - 18 in ottobre). La quantità abbastanza grande di epilettici motorii accertati è conseguenza dei complementi mandati in zona di guerra, molti nei quali provenivano dai riformati richiamati a nuova visita e presi in servizio. Il numero piccolo del mese di giugno, che contrasta singolarmente colle due cifre mr,lto superiori di maggio e rii luglio è spiegabile col fatto che gli epilettici in osservazione in tale mese furono mandati al reparto del Tagl ione, e si poterono, r er condizion i speciali , proporre· per provvedimenti m ertico-legali solo n el mese successivo. 1n riguardo alle fvrme isteriche -· anch'esse furono più freq.ienti ne i mesi estivi, eri in prossirnitit dell'azione militare del giugno (35 a maggio, 29 a giugno, 44 a luglio, 34 in agc,sto). Le forme di demenza precoce ebbero il numero massimo d1 rappresentanti in agosto (16) , e settembre (19)· Le psicosi maniaco-depressive, da cifre inferiori di molto ui 40 nei m esi precedenti, salirono a 73 nel mese di luglio cd ebbero casi 60 in &gosto, e 37 in settembre (come per talune alt.re forme g ià ricord&te, a causa d el caldo e dell'azione militare)-
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IL S I::RVIZIO NEURO-PSICHIATRICO DL t;!'/AR:V!ATA, ECC.
Anche le p sicosi sistematizzate figurano con ruimeri m aggiori in luglio (23), agosto (24), settembre (1&) , in confronto d egli altri mesi. Non fecero s balzi speciali le cifre indir:anti le frenastenie ed a1Tt'· sli di sviluppo: il !uro numero massimo è dt 27 in ollobre. l n complesso, come ho rilevato a proposito di parecchie delle forme morbose osservale nei nos tri reparti , si può dire t:he si ebb:i un aum ento notevole di esse n ei m esi caldi , ed in quelli s uccèssivi all'azione militare, rappresentata d al la n ostra difensiva sul Piave, a cui h anno preso par-Le, cosi brillantemenl1::, colle altre, anche la 3' Armata e l'8" Armata. T erminando que:;lu mia breve relazione io Ò(lbbo e vogl io dire che ii servizio proced ette sempre bene e sempn: ordrnaLamenle perchè, in ogni evenienza ed in ogni difficoltà, il noslr-o direttore di sani tà b rigadiere generale medico p rof. Santucci, s·inleressò viv issimament(j di esso, . in m0do la!c che le d ifficollit poteron o essi)re sorpassale senza che mai nascessero d egli inconvenienti . E procedette b1>ne e senza incon\"enienti Il sen ·izio anche perchè i medici tutti addetti ad esso - s pec ialis ti 0 non dell'ultimo momento iavorarono col la massi ma attività in modo continuativo, semm, si può dire, un giorno di ri poso , per un pcri(ldO di tempo lunghissimo- Ho giù ricordato, fra i miei principali collaboratori, i capitani m edici doltori egroz e Prig ione . Debbo ancora far menzione particolare del capitano medico dotL. Nurzio, il quale ebbe costan Lemente la responsabilità del nos tro reparto più numeroso ed insieme dei tene,,ti m edici d ollori Battisti e Bigoni, i quali furono attivissimi sempre, e sepi.,ero anche - quando f11 nec0ssa1'io -· sacrificarsi pcrchè ogni cosa procerlesse come io desideravo. Prima di chiudere, desidero accennare per ultimo con un senso di vivo compiacimento, che ollre a! signor brigadiere generale m edico Sanlucci, nostro direltore di sanità, il sig1:or len en te col,,nnello m edicc, prof. Agostini, ispettore delle cons ulenze n europsichiatriche, come anche il signor gcne1ale m edicJ prof. Bonom o, replicale vol ie, ed il signor gene1:ale medico d ella Valle, quando vennero a visitare i nostri reparti , ebbero parole di approvazione ed incorag gianti per il lavoro da n0i fatto e per il m odo con cui esso .ara rtis poslo e si svolgeva. Esse ci furono d i s prone tt perseverare nell'attività da noi cos tantemente manif0stala . Zona di guerra, n ovembre 1918.
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APPUNTI CLINICI DI T.ltAUMATOLOGIA DI GUERRA (Luglio 1915- Febbralo 1916)
per il doli. Giuse1111e Pisanò, maggiore metlico.
1 rilievi che formano oggetto della presente nota sono stati fatti in un osped aletto rhl campo \ N. !:17) che ha funzionato in prossimità <i,·!a zona ·di operazioni e ricevè i feriti del primo sgombero. S i Ll'alla dei primi periodi dell'attuale guerra, come si rileva d,tl le da!e su ripor- • tale, d i periodi cioè nei qmd i la funzione degli ospc:daletti, data la straord inari,; limitazione dei mezzi, era di mollo ridotta. Pur t uttavia in quei tempi , oramai fortunatamente sorpatisati, la iniziativa pel'sonale di a lcuni chirurghi, i quali si trovarono ben presto alle prese con le riù g ravi difficollù, venne in soccOl'SO al la deficienza della organ izzazione sanitaria, 1::, ebbe, e fu provvida cosa, la creazione di ve!'<; pi ccole cliniche imp l'ovvisnle dove i feriti trovarono soccorso chirurgico completo e ù eflnilivo (Bonomo) .
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Le ferite curale n el periodo luglio 1915-febbraio HH6 sommano a circa 600 in tutto, e di queste, 139 gravissime. Più della metà., cir ca 320, eran·o dovute aìl'artiglieria sia d ir1::ltamen le con le 3chcggie di granate o con pallottole di sh rap11ell, sia indireLLamente con le pietro, il terriccio sollevali, frantum ati e p roieUali a distanza dalle esplosioni. In minor numero - .239 - sono le ferile da proiettile di fucile 1) di mitragliatrice: solo 113 Je ferite dn bomba. La proporzione d el le ferite d a fucile o da mitragliatrice resta relativamen te più elevata di quanto in genere non sia , e ciò è d ovuto al fatto elle durante il periodo indicato, si susseguirono le numerose offensive di rette a lla conquista del ciglione carsico, e la g uerra non era ancora div1::nuta guerra di posizione Data la frequenza delle ferite da fu cile in numero p oco minore d i quelle da ar tiglier ia, h0 poluto chiaramente confermare quanto è stato già rilevato, che cioè la tendenza alle complicazion i settiche è caratteristica delle lesioni d a artiglieria: ilìfaUi su 25ft ferite d a scheg-gia solo 86 eùboro decorw asellico, mentre su 239 fe rit~ da fu cile appena 78 suppurarono: le fori te da bomba a mano suppurarono quasi tutte: 34 su 43. Le cause di questo fatto sono ben n ote e studiale : le complicazioni settiche sono nella quasi totalità dovute alla maggiore o minore distruzione che l'agente vulnerante produce n ei tessuti , alla prcsonza o meno d i corpi estranei (terriccio, brandelli d'abito, ecc.) nella ferita e infine, aggiungo io, alla prima medicaf.ura.
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Al,PC1'TI CLINICJ DI TRAU.\'lATOLO•.ìJA DI ù li EJIRA
Giù altra volta lv . Policl. fu se. 17, anno 1917) ho richiamato l'atlen. zione su lla impo;·l~rnza massima che hanno le prime medi~'.lture &ul decorso e sugli esiti di una ferita: chè se per una ferita da fucile o da. mitragliatrice è su fficiente, come pure per q ualch e ferita da pallottola di shrapnel! , una sommaria detersione dei fornmi d 'entrata e di u scita, l'applicazione di un qualsiasi bendaggio proleLtivo, per le numerose ferite d 'artiglieria e di bombe a mano, assolutamente preponderante, ,·i è bisogno di tutt'altro sistema di medicazione. Ma i dati che vado esponendo si riferiscono a tempi n ei q uali il sen·izio di primo sor.corso risentiva troppo di improvvisazione ed an· che di impreparazione : i p osti di medicazione funzionavano in località addiri ttura impos&ibili e la buona volontà del medico s'infrangeva contro ostacoli insormontabili <l1 uomini e di cose. Eru già mollo se in quelle cond izioni si praticava alla m eglio una fasciatura della regione r;olpita. Ciò spiega una prnporzione di s uppurazioni, anche nelle ferite da fu cile, superiori a quella che si è avuta in seguito quando sono mig liorati i metodi ed i mezzi di prima medicatura. Pur tuttavia, data la tenui tù d elle lesioni prodotte dai proietLil i incamiciati, il d ecorso asettico in queste ferite si è verificato in una gran m aggioranza di casi, permetlcndo una gu«rigione rapida senza poslumi funzi on 1li, anche q11ando vi erano complicazioni os&ee e vasali. Al contrario, le lesioni d 'artig lieria specie da g ranata, ebbero un decorso più complicato, un pronostico più g rave , e più frequente l'esito difetloso. S ia per la permanenza della scheggia nello spessore d elle masse muscolari, sia per la dis truzione in esse apportala dalla su}'.,erfi cie irregolare d ei framm enti, quasi tutte le ferite di grnnala si complicavano a suppurazioni estese e difficilment~ vincibili, a flemmoni seLLici, e :iaYano il ma,-rgior contributo di la gangrena gc1sso~a. Lo stesso "'1 dica d elle lesioni parimenti gravi d a bomba a mano, e di quelle, g ra,, iss1me, d a bombarde . Cara llcris t1ca di quest0 ferite è, come è stato giit notalo, la p iccolezza del foro d·en tra ta , spesso anch e mollo regolare, si da simulare una ferita da s hrapneU o da fu cile, mentre poi subito sotto s i trova un vas to focolaio di distruzione di parti molli e di ossa , a &econda dei casi , assoluta mente sr>roporzionato alle dimensioni dell'agente v11lneranle spesso picr,oliss imo, ma a bordi :-,empre irregolati , accartocciati e frastagliati. Qut"Jste lesion i sono in genere poco profonde, però la molteplicitit loro e la facil e tend enza al le complicazion i, pc:r il terreno estremamente favorevole allo aLlecchim"!nto dei germi più variati, ne fanno una categoria molto temibile e per la quale le preca11zi0ni non saranno mai troppe. I precoci ed este"'i sbrigliamenti in primo luoiro e poi anche il gen eroso uso di snluzioni di i pocloriti facilita ~ randemen te e favo risce il d eco rso d ell e s uddell e fe rite rid ucendo ul minimo le probabilità della insor§:!:e nza d ella gan~rena nosocomia le. Di questa, g ravissima tra In complicanze selliche osservai sino al· rotlCJhre 11 11 so lo <.:aso in una f<:r ilu del braccio destro con fenomeni di scoppio- li fe rito era rimasto per circ,i due g iorni sotto le lince n emiche senza possi h1!ilh cl i soccorso e le lesioni gan grenose erano m olto r; ro-
APP U NT I CLINLCI DI fRA.ll MATOLOG IA Dl G C EnR;\
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1: redile : s'inte rvenne rapidamenle colla <lemolizionE: dell'arto (disarticolazione della spalla) : l'operalo sopravisse. Dall'ollobre in poi i casi aumentarono rapidamente sino ad un totale d i 14 in poco tempo. I sintomi gangrenosi sorgevano in media dalle 5 ore sino alle 24 ore dopo l'entrala del fer ito nell'ospedalelto e presenlavano subito i caratteri di estrema gravità e virulenza, 1 segni di una profonda intossicazione generale. Pallore spiccato specialmente delle labbra, agitazione estrema, polso piccolissimo e frequente fin dal prim o apparire dei sintomi gang,·enosi mettevano sull'avviso. Furono seguite per qualche lempo le direttive dale dalle supe riori autorità sanitarie e si praticarono in tutti questi casi delle estese e profonde scarificazioni con il termocauterio, seguite da traLtamento con acqua ossigenata- Sette casi fu rono cosi traUati: si perdette un tempo prezioso: soccombettero lui.ti . Tralasciala allora. questa pratica dirò così dilatoria che non riusciva ad arrestare le funeste conseguenze dell'infezione, si ricorse i:lla demolizione praticuta, fin quando ern possibile, in punti distanti dal focolaio infeltivo. Ciò nonostante in casi nei quali la demolizione (coscia) fu fatta molto tempestivamente, al p1·imo apparire delle lesion i gangrenose, non si riuscì ad arrestare il progresso del male che si propagò lungo il moncone di amputazione e- trasse a morte gli operati. In cinque casi si potè con la demolizione faUa in tempo salvare la ,·ita· dei feriti . I casi favorevoli riportati da qualche autore di lesioni gangrenose curate col metodo conservativo, sono da ascrivere o a gangrene molto circoscr itte, non massive , con scarsi sintomi generali : oppure a flemmoni gassosi òovuli ai comuni piococchi, i q1wli a volle si accompagnano, per peculiari condizioni, a sviluppo di gas, che infiltrando i tessuti circostanti possono trarre in inganno sulla vera natura del processo. Di tetano osservai un solo caso mortale. Non si era fatta la iniezione antitetanica profilattica perchè si trattava d i una ferita a setone ria palloLlola <li fucil e interessando le soli parti molli dell'avambraccio sinistro: una fer ita a decorso asettico che già in quinta giornata era quasi del tutto cicatrizzata. ' La profilassi antitetanica si riservava 11er le ferite anfrattuose da proiettile di artiglieria o di bomba, dove la distruzione dei tessuti faceva ragionevolmente supporre l'attecchimento fac ile dei germi seUici anaerobici. In seguilo, e fu ol.limo provvedimenlo, la profilassi fu fatta per tutte le ferite e si ebbero subilo i benefic i effetti. Nel r.aso su c itato, fu praticato lo sbr igliamento e l'estesa causticazione della ferita, le iniezioni d i acqua ossigenata e di siero specifico lungo il decorso dei nervi più importanti del braccio. J"iniC'zione endo rachidiana di siero curativo. Tutto fu inutile dinanzi alla virulenza dell'infezicne. Il caso è istruttivo data la comparsa di fenomen i tetanici gravissimi, mortali in seguito ad una ferita tanto lieve e p~r nnlla sospetta. Le osleo-mieliti, i flemmon i e le altre suppurazioni banali furono trattati con gli estesi shrigliamenti, gli adatti d renaggi e con la soluzione d i 1rocloriti Dakin-Giannettasio. Nei flemmoni con abbondante produzione di pus usavo circondare
APPCNTl C LINICI Ol 'fRAUMATOLOG lA DI GU El~RA
la parle con impacco di :;oluzio11e ct· ipocloriti che, lascialo a sè sle5SO,
$1mza la sonapposizione di carla pergamenata s i a sciugava e formuva into rno alla f<.'rita un manico tto pe rfe ltamente permeabile all'ar ia ma imbev uto di sostanza forte me nte antisettica dalla quale i prodoÙi di decomposizicnc venivano rapidarm:nle distrutti. Le supoma zioni venivano favorcvolmenl/.l ·inAuenzate da questa medicatura. Salvo l'ipoclorito, nella formola Dak111-GianneUasio( Gaulth icr-Uffholz), ness un altro anlisellico è slalo usalo nel t ratlamento pr~vcnl.ivo delle ferite e ne lla c ura d ei fenom eni ·sellici conclamati. S i è data la prefe renza alla cura chi r urgica. con incisioni ampie, profonde, la escissione de i tessuti maltrullHLi, l'esatta scrupolosa pulizia, l'emostasi accurata (Gaudie r, Marquis, Rossi, Camera, P crez) cercando di e\'ilarc man ipolazioni e maltrattam enti dannosi (Durante, Kò r te) avendo cu ra di assic urare un esalto drenagg io m edianLe adatte con l.roaperture (Ruggì). S i è pre fe rito il drenaggio capillare al tubolare (Duran le) e non :;;i è ri corso ai bagn i in permanenza (S c hiassi) e alla irrigazione anlisellicu contin ua a doccia, a gocce (Egidi) o inlermiLlen te (Carrel) . Dal complessivo andamento d elle lesioni settiche ho trulla la ronvinzione c lic parte precipua, forse unica n el d ecorso favorevQ]e di tali ferite , rhanno gl i sbri{!lia nwn ti falli bene, con criterio, seguendo i piani anato mic i nei punti più d eclivi (Lerda, Ruggì) in m odo da assic urare l'esatto svuotamento d el pus, da ridurre al minimo le pieghe; le anfralLuos ilà, i recessi. Gli antiselLici qual i essi siano nanno 1.na purle d el tntto second,1r·i,1 forse anche sulla s pecie quando la s uppurazion fl è _giit dìchiarala (Schwartz, fiu gg-i) . 1 manicoUi di ipoclorito, d ~i quali è fallo cenno avanti, influenzarnno in b ene le ferile settiche, ma solo a palla di un precedente sbrigliamento fallo sec,mdo r C·frola, e ia loro azione s i limitava del resto ad impedir e la decomposiz:one ra· pida dei prodotti purulenti, decomposizione che non riesce cer to di g iovam ento ai bo\toni r ecenti di grnniilazione. Tre sol; casi ho osservalo di osteo-mieìile, tutti e Lre seguiti da morte. Caralleris lica pe r essi lo stabilirs i d e lla lesione osteo-mie litica senza n essun sintoii1o locale , in m ezzo a scarsa s nppurazione e ~~ .. rigogliose granillazioni. L'i nfezione progr edirn attraverso tratti di esso scope rt i di p erios tio e, raggiunto il midollo osseo, vi pvrravn notevoli alterazioni segna lale solo dalla febbre e levula, dal d eperim.)nlo prog r essivo senza che la ferila mell esse sull'avviso. lino: caporale R. A·, ... r egg . artig lie ria , fu ferito da pallottola di fucile che lra\'ersò l'estr emo inferio re d el fem or e senza fr:.illurarlo, ma scavando,·i un canale netto. La ferii.a procedeva bene quando dopo qualc lle giorno s i ebbe una improvvisa elevnzione febbrile, sca r sa suppuraz io ne de ll a ferita che fu largamente sbrigliala m ettendo 'i:tllo s·:ope rlo un distacco de l periostio che comprendeva circa un terzo d ella 1u 1whezza d el fe more. La m o rte segui rapidamen Le. L'autopsia rile,·ò la presenza di vas te lesioni osteo-mielitiche che si eslendev~no sino 1.,ll 'eslremo supcrinre d el fe mor e , e c iò senza alc11n dolore, s·.:nza sintomi loca li. Altri cl11e : sol dato S. L. , ... n ·~g. fanteria , con frattura com· m111 11liva de l gomito e sold. S. A., ... regg. fanteria, con frattura del
APP C NTT CLINICI :li TRAU l\l.\TOLOGIA DI GUERRA
J{inoet:lii.i, furon o ripetutamente operati di s brig liamento; di artrolomi:1., di resezionè ne llo inte nto di salvare l'arto e di eviLare la d c m oiizione a lla quale pure s i d ovette addi veni re , ma quand o er rt già . a rdi per salvare la vita. Due casi qu6sti c he fanno rifle ttere a l danno c he può venire dall'essere troppo corrivi su certi principi di chirurgia conservativa (P e rez ) ch e ha d egli indisc utibi li vantaggi, m a espo ne ad altre ttanti indiscu tibili ins uccessi W r ancini , Ma!:ic rn, Scalone , Camera,, Cavina) . Mi guard er ò b ene dal riaprire una ùisc w;sione che ha giù avuto unala rg a eco n el m ondo scientifico ed ha g ià d a to luogo a. provvedime nti di dubbia praticità. Si con senta pe rò a m e d opo una esperienza abbastanza lung a e con u n b en p iccolo n umero di alti d emolitivi s illla coscienzr., s i consé rila. una fran ca e dis inter essala 11arola, ed è questa: che probabilmente in p r i ncipio s i !-arà a mputalo troppo, ma chi levò alta la voce contro un inconve nien te discutibile, no n ten ne conto ':!ella peculiare virulenza di c erte infez io ni quale è s tata r ilenila da chi unq11e ab bia fatto un po,' di osservazioni in questa g ue n a; ma g iudicò ,fag li esiti , ed elevò alto un g rido di soddis fazion e quando vide dimin uita la cifra d elle amputazion i (P e rezi . Oh! la s talis tica ! Chi ha fatto tali rilievi , si è occupato !10i di ved e re se in questi casi e ra dimin uito anche il n u m e ro d ei m orti? Dopo que llo c he ho ri fe ri to avanti non ho bisogno di s pi egarmi più oltre. .. • *
Ferite del ctanio . - Sono s tate 47, rlclie quali 9 con s intomi di penetrazione e 6 con lesione ossea lin1 itala al s,)lo tavolalo est~rno . t\'ei primi casi di 11ene lrazio nc non s i inte r venne: la d (>ficienza d ell'ambie nte operatorio, il tempo abbastanza lungo inte rceduto d a l ferimento al traspor lo all'ospedale (d appoichè tali fe riti vcni\'ano trattenuti alle sez ioni di sanilit come intraspor tabili ) scons ig litll"ono un atto operativo che, dati i s into mi d ' infiammazione me ningea g iit in allo, no n avr ebbe so rtito a kun b ene fi co effe llo. Tre cas i che presen la\·ano lesioni di m edia entiLù senza spappolamcnli g ravi, di questi uno con fe r ita a selo ne, fu r ono seguili d a mo rte pe r m en ingite p unllenla. In seguito le mig lio rale condizioni cli a mbi enti e d it t rasporlo reso più sollecito permisero di otte nere mig li ori ris ultali con in tervento operativo. Cinque casi furono ope rati cli cr a nicctom ia : d i q nesli uno solo soccombette in quindicesi m a g io rnata per m eningo-e nce fali te. Era uri soldato: N. A., . . · r egg. fanteria, ferito alla r egione occipitale cta p iccola scheggia di bom ba a m ano, la quale passata att.raverso i lobi occipita li, trave rsala la tenda ed il lobo s in istro d el ce r velletto, indi il canale r achidiano, e ra uscita d a l foro d i coniugaz ion e s inistr o d e lla terza cervicale arrestandosi nello s pessor e d e llo sterno-cleid o-m astoid eo d ello s tesso lato. Ope rato di larg a c ra nieclomia fu attentam e nte ri pulito dalle schegge ossee e fu svuotalo un vasto focolaio di s pappolamen to cerebrale , ma naturalmente il proie ttile non fu troYalo. Aggiungerò c he in quei te mpi non era a n cora b ene o rganizzato il servizio ra- -
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APPL.NTI CLINICI 01 TRAUMATOLOGIA DI G U E.RRA
diografico, che in seguilo è stato cosi prezioso per il chirurgo. Quando già la lesione cerebrale era in istadio di nvanzata guarigione, nello .spessore d ello sterno cleido-masloideo s i formò un ascesso che subdolame nte s i propagò, lungo il tragitto alle meningi e trasse a morle l'operalo. Gli altri guarirono tuLLi e furono sgomberati dopo due od anche tre mesi in otlime condizioni, onde è a credere che non ci siano slali ulteriori complicazioni: si tratta va in due casi di ferita da granata al pari etale d estro, in un terzo di vasta perdita di sostanza ossea a,ll'occipitale sinisLro, in un quarto di ferita a setone del frontale destro, rn iutti esistevano lesioni più o m eno profonde della massa encefalica. L'operazione veniva falla in narcosi, previa incisione a )roce ò elle parli molli, allargando con le sgorbie l'apertu ra ossea, regolarizzando con la pinza Montenovesi e praticando una apertura suffi oiente per esplo rare minuziosamente e ri pulir e meningi e sostanza cerebrale. Le piccole soluzioni di continuo della dura, non complicale da s pappolamenti g ravi del cervello, venivano sut urate con catgut. Il cuoio capellulo era riavvicinato e suturato con punti staccati di seta, :salvo in corris pondenza dell'apertura ossea. Si medicava a piatto con iarza asettica. I ris ultati sono abbastanza sictdisfacen Li sia quoad vitam, sia quoad valctudinem, d el resto n essuno più discute sulla opportunità ·d ell'i ntervento n elle ferite craniche (Don , Sbrozzi, Hartman, Velter, Durante, Alessandri, Bastianelli, ecc.) solo era desiderabile, 0iò che in seguilo è stato faUo, che a questi interventi si addivenisse in. a ppositi umbienti e quanto più pres to possibile. Le altre ferite d el c uoio capelluto furono. tratlate con i soliti mezzi e non presentarono specia.l e interesse . Ff'ritc df'lla faccia, - In numero di 36. Hanno avuto d ecorso gene. ralmente asettico, Da rilevare; cinque fratture del mascellare inferioTe da g ranata, una delle quali con asportazione di tutta la parte menccmiera, e una frattura comminutiva del mascellare superiore e dell'osso zigomatico con lesione laternle della ling ua. II decorso fu favorevo le in tuLti e furono trasferiti in buone condizioni ad altri ospedali per la protesi definitiva: Poche lesioni d ell 'apparato visivo: una ferita del sacco lagrimale destr o, da striscio, gua rita asetticamente senza residuo di fistola: una les ione a striscio della cornea sinistra con emorrag ia d ella camera anteriore, anch'essa g uarita con riassor bimPnto completo senza conse· guenze per la visione; infine una lesione d el quadrante inferiore e~terno della cornea sinistra con prolasso irideo. S'intervenne con la iridecto mia previa anestesia locale cocainica, si suturò la feri ta corneale e la guarigion e seguì con lieve diminuizione del potere visivo . . Le alt.re ferite furono superficiali ~ non presentavano c;;peciale interesse. Fnite df'l collo. - Poche, soltanto 16. Fra queste un solo caso di ferita tracheale, che rese n ecessario l'intervento con la tracheteofomia, la quale fu fatta molto bassa e giunse in tempo per salvare dalla sof focazione il ferito. E' da notare che i smtomi di &sfissia meccanica si verificarono solo dopo otto giorni dalla fe rita, in segu ito a viol,mti e ri-
APPt:NTL CLIN ICI DI THA U ~t ,\TOLOulA r ,1 GUU{RA
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petuli colpi di tosse . Al nono gio rno , dopo l'atto operativo, la rnnnula fu asportata, la ferì la trncheale rimarginò rapidamente e l'operalo fu · trasferito in buone cor.dizioni. Si dovè intervenire anche di urgenza in un caso di emorragia pl'imiliva della tiroidea si nistra cd in un allro consimile d ella linguale di desLra Lutti e due dovuli ét pallelle di shr&pncll clie si erano arrestate in prossimità del reti·o-faringe d 'onò e furono estraLLe con qualche du ficoltà. In ambo i casi v i fu decorso ascLl ico cd esito in gua'"igion0. Interessante dal pi..nto di vista diagnostico un caso di ferita da pallotlola di fucile, la quale passata da prima alLraverso il deltoide di destra era penetrala dal lato dtstro del collo ed uscita d al lat.o opposto a livello della carti lagine c ricoide. 11 ferito emeUeva spuli sangumoJenti e ad ogn i colpo di Losse o nel ponzare si udiva in corrispondenza del foro d 'entrala de l proiellile a dest ra un s ibilo b ene distinto che faceva pensare alla esistenza di una lesione trach eale. Si noli elle un enfisema eYidcn le si esll: ndcva a tu tta la mclit dest ra del collo sino allo spazio sotto-eia vicolare d ello stesso !alo. Fu sbriglialo il t.ragillo d el proiet tile pf' r tutta la s ua lung hezza allo scopo di accertare l'csi~lenza o meno d ella lesione lrachea le e provved ere eventualmente con una sutura. Si trovò in vece che la trachea era pe rfellamenlc integ ra, il proiell iie era pas,;alo aLLrn,·crso i muscoli pre-io1dei, il sangue che veniva con l'espeUorntc: a ,·ent orig ine da ulla forte contusione de lla mucosa tracheale e laringea, cd il :,ibdo rilevato. era conseg uenza· d el passaggio ddl'aria del l'enfisema, compressa durante gl i sforzi di tosse o d el ponzare, aUraverso il piccoli ssimo foro praticalo dal proiett ile. Infatti appena fallo lo shrig liamcnlo non si e bbe più il fenomeno. Allrc lesioni furon o o:::servate, ma liev i e senza conseguenze. Pcrilr tfrl torace . - S11 63 fc1·ile del torace, 21 erano sicuramente peneLranli, con lesione polmonare, emofloe, dispnea, cianosi, polso piccolo. Di queste ultime clicci prrsenl,avano un emotorace ben apprezzabile, in due concomitava pneumo-torace. Si ebbe tre volle contempor anea frattura di costole, tre volle frnllura della scapola e due volte lesioni di corpi ver tebrali con conscg-uente parnpl e[{ia. In un solo caso persisteva ancora all'entrala nell'ospedale una emorragia inlerccstale per la quale si dovette ricorrere alla legatura del vaso sanguinante che aveva prodollo notevole emotorace: queslo fu svuotalo durante le manovre d ell'allaccialura d el vaso e contemporan eamente si formò un pneumotorace spontaneo che fu di g ran giovam ento al consecutivo d ecorso dell a lesione polmonare. - In genere nelle ferite penetranti l'astensione fu di regola (Postems k y, Durante) . Nella cura praticnla a base di ghiaccio, morfina ed a ssoluta immobilità, s.i cercò di limitare al minimo le maniµolazioni d elle ferite e gli spostamenti d el ferito. S' intervenne sollanto, oltre <' he per la legatura suddetta, per regolarizzare due focolai di fraltu ra d ella nona e decima costa di sinistra: si praticarono inoltre fre resezioni parziali d ella scapola. Tn tre casi nei quali si ebbe e;;ito in formazione di piotorace s'intervenne precocemente con la toracotomia per la q uale si dimostrò suffl·"
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Giornale di rnc rlirl11n militare. -
Fase. IV.
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APPt!~Tl CLINICI DI TRAUMATOL OGIA DI G U ERRA
ccnte la resezione di una sola cosi.a. Si ehbe in tutti gli operati esito favorevole. Quanto ai due paraplegici la cura si limitò a ridurre al minimo gli i11convenienti inesorabilmente legati alla produ:.1iune inev1tabi),} dì piaghe da d ecubito ed al le paresi degli sfint eri . Essi f urono trasfP.riti in allri luoghi di cu ra ancora in condizioni generali discrete, ma purtroppo senza a lcuna speranza non c.he di g uarigione anche solo di mig lioramento. P oco interessanti le lesioni della p;H·ete toracica rig uarda11te in gen ere le parli molli. Ebbero di massima un decorso asettico: solo in un caso di feri ta da scoppio d ella regione pettorale destra, si compl icò un flemmone necrotico gravissimo che fu vinto a grande stento con estese incision i, che dalla regione sottoclavicolarc: e sotto-acroTTI/Ìale andavano sin quasi alla cresta iliaca. L'operato fu dimesso in fase di ben avanzata guarigione. Fra queste ferite toraciche non penetranti poche furono complicate a frattura. Ne furono osservate: una dell'acromio d estro, una de lla clavicola sinistra, una della sesta e settima costa insieme ed una d ell'arco vertebrale d ella terza dorsale. Furono praticati sbrigliamenti e l 'asportazione delle schegge libere ottem,ndo come risultato un d ecorso aseltiw e rapidamente favorevole . Riferendosi questi dati ai primi mesi della guerra, non vi è a'cun accenno a mcderni metodi di cura d elle ferite toraciche pen etranti (pneumolornce a rLifk,iale terapeutico del Morelli i, poichè solo più tardi questi furono esperimentali e consigliati. La percéntuale di mortalità tuttavia si mentcnne mollo bassa liO % nelle ferite penetranti ) : in un caso fu dovuta alla bilateralità d ella lesione che portò ad un pneumotorace doppio grnv jssimo: in- un altro alla contemporanea presenza di lesion i addominali (ferita toraco-addominale) . E ' mia con rinzione però, tra tta ria una esperienza posteriore, che se r aslcnsionc diL buoni ris ultati, l'intE.rvento col pneumotorace ne dà degli ollimi se non a ltro dal lato funzionale favorendo il ripristino precoce della flln zione respiratoria del polmone leso, e riducendo le probabilità d ell'insorgenza di pioloracc e d ella formazione di aderenze dannose. Perite dl'll'addornc. - Sono s tate in numero mollo scar5o. L"ospedaletlo, salvo che per pochi giorni, funzionò in zone più ar;etrate rispetto ad allri che per la ma;.:-.!:rior vicinanza alla linea d el fu oco, a preferenza, ricen!vano i fr rili adciominali con sosprlf.o di penclrazir,ne . Ho osservato comrkssiva mente 18 casi, d ei q ciali 8 con chiare ed in dubbi e note di penetrazione. Di riuesli ullimi, tre presrnta,-,rno lesione renale con profu sa e prollln!!ala rmal11ria, d11rala in un caso più di ·J5 p;iorni sì che si ri mac;o prr q11aici1e lemp<J in fo1··0 circa l'in lcn·ento con la nefrectomia. l'vl a l'a lf rsa fu provvida perchè con le sole cu re m ed iche il Cerilo guarì pr r frltarnenle. In un caso n el qu,•11' il pro il'llile era prnelraio aUraverso lè masse m usco la ri d ei _i: - 111!,,i sinistri, la morte a,·H·nnc rapirlnmcntc per g ra,·e emmTag-ia rl1·lla il iucu rslerna dello slrsso lalo come si polè vertere dal J'u11lops;a. ln alt ri 4 casi vi erano ll·sioni inlt'slinal i con tutti i sintom}
APPUNTI CLINICI Dl l'RAUM,ITIILUG I A 01 GUERRA
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della reazione peritoneale e, qualcnc volta melena: s i ebbe la morte in 2, uno dei quali contemporanea lesione vertebrale, in uno l'esito in peritonite saccata del quadrante superiore sin istro dell'addome, ed in un quarto la g uarigione completa. Non si intervenne mai pcrchè i feriti g iungevano sempre mollo tardi e con i -segn i della reazione peritoneale in atto (Postempsky, Du· rante, Schwartz,. l\1ocq uet.). Nessuna conclusione è !ecito dedurre dai pochi casi su rifer1ti e nel senso dell'intervento sistematico e nel senso del non interv:::n to; però su questo argomento vi sono numerose slalisli,·.he brillantissime che parlano decisamente in favore dell'intervento naturalmente in quelle condizioni di Lt mpo, di luogo, e di perizia t,ecnica alle ad assicurare 11 migliore succ€sso possibile. Fra i casi di 1erita non penetrante notevole una grave commozione viscerale da proiettile indiretto· che portò a morte per ileo paralitico senza che all'autopsia fosse possibile riscontrare alcuna lesione degli ·organi addominali: cd una ferita a setone della pelvi nella quale si sospettò sulle prime un inten'ssamento della vescica per la µrese11za d1 ematuria, la quale invece si vide 111 su,;uito che era dovuta a contu sione della mucosa vescicale per l'urto tangenziale del proiettile : ìl decorso fu ottimo e senza complicazioni e la guarigione :.;e.guì rapidamente. · F erite degli arl'i. -- Sono, come sempre, le più numerose: quelle che negli ospedaletti occupano ne:lla quasi totalità l'attivi tà del chir urgo. Vanno dalle lievissime, superficiali alle più gravi, multiple, coinvolgenti r1arti molli ed ossee insieme, e rappresentano il pericolo maggiore per la , ita e la salti le del ferito, chP. mollo, troppo spesso, ne porta il ricordo indelebile in postumi funzionali che g randeanente dim inuiscono la potenzialità d ell'arto. · Ne ho osservate circa 4.00 qu,tsi egualmente distribuite fra gli arti superiori ed inferiori , destri e sinistri. Dirò subilo che è stata mia norm,i nella cura di queste lesion i il più rigido conservatorismo, in ciò attenendomi a quanto è canone della m oderna chirurgia. Degli 11 atti rtemolilivi ai quali son o stato costretto di ad<iiv<:) nire \!Om e ultima raLio, la g ran maggioranza (selle) rig·uardava come giù· accennai, gravissime infezioni da ga ngrf' na gassosa : '1 soli furono ientati in casi di gravi e prolungate lesioni osleo mieiitiche ed ar'Licolari, ed in due di questi si g iunse anche troppo tardi per salvare la vita! {Depage, "!°'fasera, Ca vina). Nella cura delle ll'sioni degli arti segu ii in un primo periodo, Sé· condo le idee allora prevalenti, un m etodo nettamente astcn!-ionista. P ochi, limrlatissimi sbrigliamenti, pulizia delle labbra della fe;ita, d ei dintorni , del fondo fin dove giungeva uno stuell i no, m('d icalu ra asettica e riposo dell'ar'Lo. . Non targai a disingannarmi intorno a questo s istr ma di cura ancora oggi da qunlcL,no propugnala. Le ferite s11ppuranrno invariabilmente, non solo, ma accadeva spesso che lesion i a d ecorso soddisfacente e che facevano sorgere le migliori speranze di una buona guarig ione, insorgessero d'improvviso senza causa apparente ed a distanza dal feri-
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mento violenti fenomeni infiammatori e non s i IJensi che ciò fosse dovuto in ogni caso alla presenza del proiettile fra i tessuti. Qualche voli.a sì: poichè v'era allora la convinzione che l'organ ismo tollerasse mol lo bene i corpi estranei e per conseguenza le pallollole di fucile ,;pecialrnente, ma anche pallelle di shrapnel! e perfino scheggie di gran ata venivano lasciat e in mezzo ai tessuti allorquando n on si r1levava'no fe11on11' ni sensibili a carico d i oss1, vasi, n ervi o a rtic;olazioni. Ne lla maggior pa.rte d ei casi si t rattava di ferite t rasfosse, senza les ioni apparentemente gravi, senza interessamento d i organi o sistemi im portanti. EbÙene, proprio in queste esplodevano con g rande frequenza ed inaspellatumenle g ra\'I sintomi flog istici che rich iedevano generosi sbrigliamenti ed allri au; ope rativi pi ù i mportan ti. La ragioue oran1ai è nota ed è stata da tanti stud iala e ripetuta: se io ora m 'intrat.lengo su questo fatto è perchè sento pur tuttavia qualche voce, a nche autorevole, che combc1 ttc il f' islematico inter·;ento nelle fe rite di g uerra. Tutti quelli che lHtnno assistilo a llo svolgersi di g ravissime ed insidiose lesioni infiammalorie (che subd olamente si sono fatte strada nella profond1lit dei tess: 1ti fra i fasci muscolari, lungo i selli apon eurotici, utlrnverso le guaine tendinee e nelle cav ità sinoviali ) in taccand o il periostio, inducendo le p iù estese allerazioni osleo-mielitiche, e tutto questo qualche volta in mezzo ad un decorso apparentemente soddis facente della lesione orig inale, chi ha assistito a tutto ciò, n on può conservare alcuna illusione ci rca la benefi ca efficacia di una cura di atlesa. Questa può a volte sortire in esito favorevole, m a ciò non è la regola. P assato questo primo e breve periodo d i c11ra temporeggiante , ho mutato direttive iniziando la sistematica e scrnpolosa pulizia di quasi tutte le ferite a mezzo di ad atti :;brig liamenli e contro aperture . Di quasi tutte le ferite ho scritto, e ciò perchè le ferite a seton~, picc0le, n ette quali sono prodotte d 'ordinario d a pallollola di fucil e ;mche se accompagnate da lesioni ossee, venivano rispettate e, salvo rne eccezioni, avevano un decorso favorevolissimo sotto tutti g li as petti . Negli altri casi si ricercò anziLutto sistematicamente il proicttilt:i, cosa n on sempre facile, dato ch e nei tempi ai quali si riferiscono i presenti ap.punti, non era ancora organizzato il servizio radiologico ambulante ed 11 possesso di un appnrato rndiografico era privilegio di pochi ospedali. In molti casi quando il trag iLLo tortuoso, i rregolare ed in parte obliterato non presentava s11fficicnti indicazion i, bisognava soprassedere alla ricerca in a ltcsa che la reazione infiam matoria inevitabile, ma facilmente rintracciabile ed agf!"red1bile d opo gli sbrigliam~nt1 fatti localizzasse il corpo estraneo. ' furono esLratti 47 proieLtili indovali anche profondamente nelle masse muscolari , in mezzo a focola i di fraLLura ossea, nelle articolazioni e nel piccolo baci no . Si r icorse semprP. alla anestesia, p re feribilmente a quell a g<.:1(er~c che rendeva più facile la ricerca, ab olendo gli incomposti m ovimenti dei feriti, causa non u ltima della dfflicoltà di trovare i corpi estranei. Gl i sbrig liamenti , intendo ciire quelli fatti in primo tempo, si pro-
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ponevano d i mellere allo scoper to o quanto meno di rendere facilmente accessibile e d1 enabile il fondo d ella ferita al lo sCo!JO di assicurare la più scrupolosa pulizia. Essi ern11 0 sempre accompagnati dalla asportazione d i tutte le parti nlicrotiizate, p este, sbrindellate dei tes. s uti molli, s ptcic del le guaine aponeurotiche, preda facile e frequente àe1 processi infiammatori , e d alla eliminazione di schegge ossee frantumate da ll 'u rlo, prive di periostio , d esti nate alla necrosi. ' folle fe rite a setone adatte controaperture p raticale n ei punti più d eclivi, ne permettevano la pulizia e, q11l'llo d:c più importa, il drènaggioPur t11ttavia qualche volta o per la niolli plicil~L delle lesioni, o per l'estrema anfraLluositù d elle f1:;rile clic cliffìcultosa ne rendevd la PU· lizia si complica rono fl em mon i anche estesi, specie a lla coscia e alla gamba, flemmoni fa voriti dalla presenza di grandi e profonde ma se muscolari, di m oltepl ici e larghi piani aponeu rotici lungo i quali rapidamen te le flogosi si facenrno slrarta. ln11lil c dire che in tali casi, dodici in tutto, non si perdeLle del tempo prezil1 SO: l'inlcrvento fu precoce e generoso sì da lroncarL' nl'i.tamen le ogni ulteriore prof! l'CSSO senza complicazioni e sHnia esil i difellosi. I n un caso in cui nna pallottola di fuci lè entrata d alla natica destra er a uscita d alla parte anterio1·e della coscia sinistra passando attraverso il retto e ledendo l'meLra, 1111 g ravi ssimo fl emmone necrotico di o rig ine stercoracea compl icò la ferita. Purtu ttavia i larghissimi sbrigliamenti e l'ipoclorito ebbero ragione della flogosi e si polè in secondo tem po procedere con successo alla sutura dell'uretra. I n allri <.:asi la estensione d elle l esioni ossee, la commin utività loro, rendendone difficile l'esatta pul izia provocaron o la fo rmazione d i sequestri ossei per i quali si rese nec€ssario un intervento radicale. Si eseguirono cosl 19 s1:,qucst.rotomie rig nardanti: femore 6; tibia t,; perone 1; rotula 2; tarso e metatarsi 5; omero 1. In tu tto l 'esito corris pose pienamrnte anche q11anclo si trattò d 'interventi m olto estesi (grand e t rocantere, estremo inferiore d el femore). Le lesioni vasali (intendo riferirmi a lle lllsion i primiti ve, non avendo mai osservato in quel periodo emorragie secondari e), non fu. rono molle, ev identem en te per la distanza che separava l'ospedaletto d alla 1a linea, onde avveniva che le emorragie prirniLive dei g ros5i vasi se non traevano s ubilo a morte il feri to rich iedernno cure immediate c h e venivano prestate al po,.;to di med icazione e alla sezione di sanità.. Q u elle lesioni capitale sollo la m ia osservazione rig11ardavano generalm ente ferite da fu cile, a setone, nelle f(11ali la piccolezza d el foro d 'en t r ata e di usr ita del proiettile ave\'a impedito lo s pargimento d el sang u e all'esterno provocando ~olo la forrnazionr di emalomi più o meno voluminosi ten uti costretti da piani aponeu rotici. La legatu ra fu falla sempre in lnco vulnais come quella che ri sparmia m eglio d i tulle la ci rcolazione collate rale e permette con un unico allo operativo di arrestare l'emorrag ia, svuotare l'ematoma g ià. formalo r praticare un'esatta p11lizia d ella lesione. Fu rono a llacciate: la femorale (é-.i"leria),. 3 volle; la femora le (vena), 1 volta; la fr moral e (a rteria e vena). I \'olla; Jibiale anteriore, 1. Yolta; l'n~cel lare, I volta ; l'arcata planlarc profonda, 1 Yolla.
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In genere i vasi arte riosi furono trovati nettamente tag liati in due ed i capi sezionati nolc volmenlc allontanali, perduli pro fondamente fra le masso muscolari. Le ve n e erano il'rcgo larmentc laceral,}: i nervi .apparlc n enli allo s tesso fascio n e rveo-vascolare erano ris p ettali. L· n solo caso h o oss1~rvRLo di l esione di vasi n e n osi imporLanli. Si lraLl :lVa di un soldato: C. V., ... regg. fanteria, che cLYe va riportato una fcrilit a seLone d a fu cile interessante le parli m olli d el terzo in fe rio rc, facc ia posteriore d e l la coscia cleslra. La ferita guarì s pontancamc n Le !:ienza s 11ppu razion e, m a il feri le lamentava anestesia parziale e parestesie dolo rose al pied e .:d alla g amba d tislra c he s 1 presenLavano freddi e cianotici. Si trullava eviclenlem en le di una lesione d e llo sciatico in eorris pond e nza d el l'angolo s uperiore d ella losanga , .o plilM. 8i d eC'isc cl'inll'r\'l'l1 irc s ubito allclle in ,·ista del breve hmipo passalo dalla data d el ferimento . L'ope razion e fu compiuta sollo narcosi cloroform ica e col le più scru polosc ca ulelc aseLLiche. li n e rvo fu Lrovalo sezionalo di netto ed i capi allonlanat.i di quasi due cm. Si c ruen l.a rono g li estremi e si pralicò una c;ulura le rmino-te rm1nale con un punto a tras f11 s ione n ello s 1,es ::;uro d el 1ie rvo e con punli di sc.slegno ne l n 0urilcmma / Miko11licz) . La ferita s11arì vtr prinunn e la fun'Zione si stai.liii in breve te mpo, ment re s pOlllanea mente scomparve la. cianosi e rilnrnò il calore nalurale d e ll'arto. L'e:;ito così farnrevole d cll'allo ope1·alivo è d on1Lo, a mio pa re re , alla precoci là d c ll' intervenlo eseguilo p n ma che fosse ro sopravvenute les ioni d egencrati,·e n e l) riLiche estese. Una categoria o ltre modo inlerE.ss11n t.e di lesioni è cost.iluila dalle lesioni articolari, le più fe rtili di com plicazioni e di p ostumi gravi, se trascurali. Ne ho osservale 3i e di queste solo 9 d ecorsùro 3ponl,rneam ente b ene ed asetticamente : in allre 15 si d ovette inte rvenire con l'artrotomia, in 7 con la resezion e . Di i5 a r trotom ie r i~11arda ron o : 11 il g inocchio; 2 l'arlicol<1zinne tarso Lars ica· 2 l'articolazione sca pnlo-ome rnl c; 7 il polso e la m a no. Di 7 resezioni rig uardavano : 2 l'articolazione coxo fL"rn orale; l l'arlico la zionr~ Larso m0lalarsica ; '1 l'arli.:olazione d el gr.milo . Non lutti qucsLi inl.e rve n Li fnl'ono futli in pri mo L1'111po c-1,me d o\'n:bbe essere la regola, e come io s lL'SS(• prali('ai d o po i p rimi in sncccs,,i: d appoichè in nessuna. fèrita colllc n ell e arli'colari, l 'allesa p uò riuscire p iù fatal e . 811 ques lo con cl'l to pi:rù n on vanno L11Lli d'ac, cord o e le opinioni d <'tzl i a1ll.o ri son o cli,·isc frn quelli C'lie s i a c.con tenlano d ella arlro t0 mia pura e ~1' mpli1.:c (Ca rne ra, l\Tos ti, Yo ube rt., La,·c1·oy, P 1q nè , Guenard , n och a rd , B,•g11in, n.eynie r , Hurdouin, Braqul'haye, n e rard, F &s<; no, Ponc,' t, Le,varsì e ch e s istemai ieamente vorre bbe ro fare 111. resezion e (Q11enu, Cnu lc'aucl, S1>11bcyrand ) . Ma fra le due 1'sl1·eme tr ndcnz0 pr1'vale q11r llfl elle g'i11sl:i.m ente con tempera la n ccrssilà di una pre \"Cm zi one precoce dello SYiluppo cli in fezio ni cor. quella d e lla f1inzi onalil it cli parli così dl'licale. Io mi sono allc nnlo ad un m e todo di Yig ile attesa nei cnsi di ferite trnsfosse, pron to ad inte rvenire con larghe a rlrolo mie al ;Jrimo accenn o di flogosi. Ne i cas i p e rò d i perma1wma d el p roieflil e n e l cavo
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articolare sono intervenuto precocemen te aprendo largamente l'articolazione a preferenza con tagli retti alla Langenbek as portando il corpo estraneo e drenando la cavità con drenaggio t ubola re che ho lasciato in sito poco tempo. Non ho mai suturato contraria mente a quanto alcuni (CoLton, Fasano) consiglianu. Sono addivenuto alla resezione · solo quando forme suppurnlive ribelli e minacciose avevano res1sLi Lo hgli sbrig liamenti ed a l le larg he apcrt11re del le articolazioni . Non Ile, potuto seguire questi oper ati sino all a guarigione, ma li ho dimessi sempre in istato di avanzata cicatrizzazione e con ristabilimento par · ziale dei movimenti sì d a lascia re sperare che in prosieguo di ten:po con adatte cure kinesiter apiche la funzione si sarebbe d el tu tto r istabilita. I n un caso : G. L., ... regg. genio, d ata la concomitante frattura d ella rotula intervénni con un taglio ad H la cui asta orizzontale pass ava per la linea m edia na della rotula stessa, così che rovesciando i due lembi potei metlere bene a llo scoperto l'artico)azione e lavarla minuziosamente in Lutee le anfraUuosilà, indi recentaLi i frammenti Òssei fratturati li riunii e tenni in con tatto a mezzo di due pimti di sutura metallica con fil o di argento (Leyars) . Fu appli cato un apparecchio gessato fenestrato che restò in s ito 12 g ior11i, do110 di ,ihe asportati i fili, si iniziò la m obilizzazione d ell'a rto con esilo favorevolissimo. In i04 casi le lesioni d egli arti furono accompagnate da frattura d elle ossa . Gli sbrig liamenti sislematici (Camera) l'asportazione dcJle sole sch egge libere (Leriche, Chr rubini , Duran L~) la p ulizia scr up olosa l 'adattamento d ei fra mmenti fratt urali in docce di Bonnel rmono le cure prati(',a te. Da ta la scarsezza del gesso e la _d i fficoltà di procura rsene, solo in 17 casi furono fati a pparecchi dcfinil1 v1 g.:!::;sati. E' d ' uopo d ire però che specie nelle fratture della gamba e dell'a vambraccio le do('cie rispondevan o molLo bene : inu tili anzi dan nose riescon o n elle fralLure d el fe more e d ell'omero . , Nelle fraltur11 d el femore si usò sem pre i n pri mn tem po l'estensione forza la con pesi (Tilla ux), la q ual P in q11a lehe Aa ,:;') fi ; continuata fi no ad avanzala formaz ione del callo. Solo in tre casi si ricorse all 'app1:1 rccchi o gessato . Questi ven ivano fa Ui preparando le . fasce i ngessalc al . momen Lo d ell' uso median te l'avvo!Lolamen to di bende di garza in papp1Mi di g,'sso e ven iv1rno adatta.ti agli a rti median te l'i nterposizione di un semp li ce e soLtile tessu to a maglia che restava adcrrnte senza piegho alla cute: in corrispondenza delle sporgenze dei ca pi ossei si poneva un soltile strato d1 coton e idrofilo ad impedil'e il decubito (Colot) e si ottenevano co3ì apparecchi sclidi, ma leggeri e tollerati m 0l to ben0 dal paziente. In tre fratture della grande ala dcll'os;;o iliaco d e~L,·o ed in d ue dell' ulna data Ì'cstensione, la g ravità e la tend011za alla su ppnrazionc si praticò la resi!zione parziale d ell'osso frati u raLo con osi to in g ua rigione. ln complesso e pur dovendo ]olla re sull e prime per il ritardato ene rg ico trattamento d elle ferite, con fl ogosi g ravi o ribelli , " li esiti furo n o molto soddis fa cen ti. TolLi i O casi di decl'ssi per rnnc1ena g a~sosa , 3 solo sono i morti tra , fe riti degli a rti, e lntli e t re in segui to ad osteo-rnielit.i del femore.
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Aggiungerò ancora due parole s ug li anestetici anzi su llo scarso uso d el cloroformio pe r la paura assolutamente ingius tificata che s i ha di esso, pau ra che g iunge a l pun lo d a lascia r soffrire atroci d olor i agli c:perali piuttos to che somministrare qualc he goccia d el benefico anestetico. Che il cloroform io vada adop0rat•) con cautela, nessun d ubbio : che sia necessaria una esalta sorveglianza dell'aneslizzato, è anche vero; che vi possano essere dei pericol i e degli ir.cide nli infausti ad onta di tutte le precauzioni non s i può negare. Ma si pensi che specie in chirurg ia di g ue rra si ha da fare con ele::nenli g iovnni , vigorosi non tarali e che sopportano benissimo la narcosi cloroformica . l o l'ho largam ente usala e n on ho avuto alcun incidente. P a r tendo d al concetto c he funzion e principal issima forse precipua di qua ltinque cura è lo s tato di a nimo d el sofierente, ho cercalo con ogni mezzo di lenire e ridurre a l mini mo i dolor i inevitabili degli atti ope rativi anche piccoli . Cosi pure non Ilo a n1 lo alc un ritegno neil \,so della morfina troppo s pesso a to rto trascurala (Ceselli ) anche qu esta per una esagerata ~·d ing iustificata paura d elle conseguenze. Non è vero ch e si ha la suefazion e; è non è vero percl1è r.on vi è il te mpo necessa rio alla formazione di quel lo speciale staio ps ichi co c he conduce al la morfinomania. Inte ressa a noi calmare g li atroci d olori di una ferita recente, di una infiammazione, di una les ione nen ·osa o oss<:,a : or bene questi d olori durano solo pochi giorni insopportabili°: i n seguito, è Ye ro, i l fe rito continua a d omandare ins istentem ente la somminis trazione del farma co d el qua le ha speri mentalo i benefici effetti, ma cssen rlo cessalo il vero dolore, rie~ce facile ingannarlo ron innocue sostituzion i. Tu tte le volle che e ra possibi le ho usalo J"anestesia loca le con la soluzione ùi stovaina al 0,50 "(, prnlicando iniezioni sol lo de rmicltè {f{eclusj oppme la infi ltrazione a slrnli (Schleich). I n due soli casi h'.) potuto sperime ntare l'H-M-C AbbotL : è d a lamentare che non sia poss ibile us arlo c;u larga scala data la difficoltà di averlo dacchè si .tra tta di un aneste tico di facil e uso, pronto, di s ic uro effetto, cd es('nle i a fenomen i spiacevoli. ~
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Non ho la p re tesa di a,·e re scn llo o fall o cose nuove: non potrei ave rl a del resto . Ognuno d c~li uriwmc•nti accrnnali nell a p1·es1•nle noLa è stato ogf:·ef.to di vivaci d isrns,;ioni e dis pa rate conclusion i. l n mol t i punti l'accordo an cora op-gi è lung i dall'essere ragg iunto. E b en pe r (luesto c he, nellu. n:ancam.a di n'gOlC' s tabili, ::1ccertalc, s1c11re, g iorn più che aHro J'esprri en za da ciasc11no aCfl uisila , la piccola m od esta esperie nza frullo di o;;sen ·azione attenta e di c ri tica òi s111 te rcssata. E (111esla esperienza è tanto più util e nnzi nccessari11 in quanto molli principi elc•vnli s ulle prime a vc r ilii (luas i ,iog-mu:irhe non hanno resis tilo a lungo 1-11 rrng i11olo della prati ca : a molte altre eveniP.nzc s i e ra assol11l,unc·nte i1nn rep11 ra li 11P r la n<n-iti1 ò el la cCJsa, infl nl' 1H'l sorgere o s uccede rs i di cons igli, di nwtndi. rii ìcf,,._, 11110,·, ·. molle delle •"(Uali ri<.enti\"ctnO d <'lla f1 ell11 d0ll'imnrnn is,1zione, poche riflelle vano In gen ial ilit dell a conrezione, è cn:::frello il rhi n 1rgo a pro-
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cedel'e un po' al lume d el buon senso e buon per lui, ma mollo più per il fe rito, se di buon senso è dotato. E con la propria personale esperienza, giova l'esperienza d egli altri acquisita parimen ti colla di uturna assistenza di cen tinaia di r.asi. Ho voluto pubblica re questi appunti nell'in tento precipu o di portare un modestissimo contributo personale a l grave numero d1 os~l'rYazioni discusse e diba ttute da tanti chirurghi, utilizzand o i casi capitati sollo la mia cura accen nando alle loro principali caratteristidie, descrivendone per sommi capi i decors i 3 g li esiti, rik,·ando le mende, procurando di !rane qualche utile conclu~ione. Specie ora ::he molte direttive di cu ra sono radicalmente mutate, ri tengo per· fermo non sia troppo superfluo guardare un po' indietro a quello cht: d a noi stessi si è faLto in allri tempi e con a llri concetti . BIBLI0GRAF1A . f'olicli11ico, fa~c. 7 a . XXI\'. Presse médicale, n. 27-11-5·16. ni'R \ kl•. T', cssc 111.:dirnlr. 11. 4-; -9 15. nR1QtffllA\E. l'rrss,· 111t!dic11/1,. 11 . 31-1-6-16 .
RAST!A:SF.1.1.T. -
Ili,t: tll :. CMlEkA. CAMEkA. -
P<,/ idi11 i((), fa~c. 4-l>i, n. XXIV. l.'olicli11iro. fase. 6-l>i~ a. XXIV.
C \ Mr.k~ . - - f'olìc/i11ic.o, fase . 3,:-bis a. XX!fT. CntF.HA. C .n1ER,1,. -
Rivista Ospcd,1/in<1, 11 . 2r a . VI. P olic/i11ko. fo~c. ?l a. XXII[. CH ! KA. Policli11icn. fos<' . J.) a . XX!ll. C~;Sf:'l"r I. R'Ìvisla 0.,t(<i.lli,•w . 11. 2,i a. \I L C111, u1 · n1:-.1. l'olicli11ico , fa,c. 5 a. XXI\' . Co1·ro:s. - B0sto 11 111 cd. a11d. surg . jm,m .. 16-12-1;;. Cm;rr11 ·o. - Presse m édicalc, 11. .l,I, )!iugno g16. DEr.v:r;. Prns.<c midicalc. 11. 1.1. giu!(110 g16. DE ;1(,111,HFl'ARD. - Lyo11 cliir.. 1899. Dos A. - T/Jc La11cct, 2,:,-5-916. DoRA:sn: . Pclidi,.ico. fnsc. 4~ n. XXl!f. F.cmr. - Rivista Ospedaliera, 11. 20, \ 'I. F .ISA:Sù. Policli11iw, fase. Ii, a. XXIII. F RAl\'Cll<T. Pc./ic/111ico , fo~c. 4Q, a. XX!ll. G AUD I F.R . ] l' Ul lldl dcs prnticic11 s , 2;-5- 16. GAt_t LTHJF:i. -- l'oris 111<'dicolc , 8-7-16. GUP.:SARIJ. Prrssc m édic af,, , 11. 7, 3·2-911>. 1'tIA1tL·uu 1.s. - Soc. di' cllirnrgic, 3-5-16. KORTE. - Ber/i,:. l,li11. W oc/1., Il. 2, 1-9-16. Jo1·a€«T. - Presse 111.'rlirnle. 11. 2, 13 - 1-16.
L,., u:<.\\'. - Prc.1Sc m,'diùrl~, 11. 3.,, S-6-16. T.f.J ARS. Chir. d'/'r;;n1:,1 , trnd. itnl .. Vnll:inl i. l,f.RIM . Atli R Ace. 'l'<Jr i 110, n . 1-2-1916. J,~;1w.: HE. L 3•011 Cllirnr,i::ical.. 11 . 6, a. Xl f.
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Presse m t'rlicalr. 1; -1-16. Policli11irn, fo,-ç. 26, a. XXl!l. Policli11ico , f.isc. 5 1, a. XXIII.
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T'KR~:z. -
/J(,lirli11ico. fa,c. 2, n. XXIII.
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Policli11icn,
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P, t.~sc mt.'dicalt. n. 2, !J-1 -1 6 . 1,.~t:ocn~. - ( : ,1::. /-lcl>d, 18<;.'\.
Poscn t
PosTO!l'SK I . -
Qt: ~:st·. -
ro~c. Z,',. a, XXIII.
Ri;•i.,/a O.spcdalicra. li. 1•: . ;1, \'f.
.'ioc. d e Clliru ,·gie , 23-z-16.
l{ ì;r. r.J"S. L ' a11c slésie !oralisé per la c,1rni,,e. R~; \':-rFR. - Presse m t'dicalc, 11. 2 7, n-:-1 r>. Presse 111édicale, 11 27 , : ,. , . 16.
R u<.:HARI>.
Pnri~, ) [ a:0,· ,11
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APPUNTI CLI NICI DI TRAUMATOLOGIA IJI G U F:RRA
Ru~SI Il. - Rh•i sla Osf'cdaliera, n . 9-10, 31-5-16. R v cc1. - Policii11 irn . fo~c. :;5, a . XXl!I. Suu 111s\"RAX . - · p,.,.,sc m.'di; ai e, n. 2 7, 11-5-16. S1rnoz1.1. - lli1·i~la Osf>cda/fc ra, 11 . 13, a. \'f. &:A i.o:-.~:. - Pcl i cli11ico, fase. 34, a. XXIII. Sc11u.1c1-1. - ScJ1111cr::i ose Opernlio11e11 4 , luflaj!, e, 11'9<>. SCF!\\'ARTZ :'>locque t - Rc1111e dc Cl, :nn·.~ie, n. 1, a. XXX\'. ScHw.rnn. - Pc1ri s médiwle, n . 42, a. VI. UHHur.rz. - B111/ eli11 d i' /.'.-lcadi'mie d,: Paris , 28-3-16. VF.T.l'EI: -· /'resse m c!d.icnle, n. 8, fel.,braio 1916.
RICERCHE SULL'EPIDEMIA. INFLUENZALE IN ITALIA OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI NAPOLI
Considerazioni cliniche sull ~ odierna pandemia da influenza per il prof. Gloranni Castronuovo, maggiore medico, libero docente di clinica medica e di patologia, primario negli ospedali di Napoli.
Le presenti osser va:L1oni son0 lratle da 'un g rn.n n11mero di infermi, un migliaio circa , cl1e Ilo avulo oppor.tunilit d i seguire in selte m esi, dal lug lio 1918 a Lullo i.I gen1rnio 1919, sia nel rnio esercizio privalo, sia nel re par lo medico d ell'Ospedale militare principale iii Napoli, ollimo posLo di scolla e di coml.JaLlimcnlo, crn1t.ro g rinvis ibili d ella pande mia, pPrchè dc,;Unato dalla 1,ro\·vida Dil'czione al ricove ro ed isolame nto dei gri1171ali grav i , cos liluiLi in prernlcnza da 1mlmonilici. Di quc:;Li ultimi, n el so"lo rcparlo mililarc, ne ho raccolti 235, tra cui 8/i sono s lali in vano contesi alla morle, cioè circa il 35 % e, si badi, non g iil d ei colpil i , ma dei ricove rali g ravi , molti d ei quali, venu ti rn licenza b,Lldi e forti dal le t rincee, trovavano in fa miglia la d esolazione, la 'llorle dei lorn cari, il contagio, e r ipara rnno all'ospedale, taholt.a appenéL in Lc mpo pe r esalarvi l'ult.imo respiro! Se bassa i-: s tata do\'llnque la 11crcenlualc d ei morti, rispetto al nume ro dei colpiti, (si p·trla di 1 al 3 'ìo) , non c redo di esagerare aggi1mtxendo clic tra la popolazione civile, in molti l uoghi, assai più alla del 35 % è s lala la mortalità dei pulmoniLici, fino a raggiunge re in qllal chc sito il 00-70 ~;, . Di questa for ma pa nde mica, dopo selle mesi che ha impe r\·ers ato in g ran parie d ell' Euro pa e d cJrAnir.ri ca ed ha miclulo vittime a milion i in tutlo il mondo, è doloro:oo non possede re ancora una s icura e tiologia, non oslanle le nume rose indagi:1 i e PL1b!Jliraz ioni al riguardo. Uomini di allissirno valore, d 'in discussR compcl nza h a LLc riologica hanno assicuralo che d e ve collégarsi col hacilln rii Pf,, iffe1· tutta la Yaria fì sonomia d el morbo; altri uomini stimali e rolli a tutte le pra-
CONS I Dl:R.\ZIONI CLIN ICIIE SL"LL'Ol>IERNA PANL\E.\l!,\ I),\ INFLl'ENZA
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'tiche microbiologiche affermano invece che i I bacillo dell' infl,uènza, nei reperti così frequente, alLro non rapprrsenli che i! parrwr nto, dietro cui si nasconda un virus ben più maligno e LOS!;ico, apparlencnte .ai filtrabili, e ·parngonato anche a quelli delle mulaUic esantematiche
-comuni. Alcuni infine Lrovarono, colorarono e colli\·arono germi, ritenuti specifici della pandemia; ma c;ull'attr ndibililà dei quuli non s i sono avute conferme sufficienti . Di fronte a così varie ed opposle conclus ioni su argomenti d'indole pratica, su risultali s r erimentali facilmente controllabili ed intorno a fenomeni che dovrebbero pur essere di semplic(:} cons talaziorw obbiettiva, i clinici ed i pratici non possono celare un senso di mernviglia e di sgomento, da cui sono pervasi contemplando e partecipando a queste incertezze, che hanno pro fonda ripe rcussione sui criteri diagn(1-stici, pronostici , e curati vi . · Augurand0ci che presto i microbiologi pronunzino l'ultima puola al riguardo, soffermiamoci a cons iderare le lince prin cipali del (Juadro nosografico della pandPmia odierna, e paragùn ia mole con :-iuelle d escritte in altre e1;idemie mflueuzal i dm pultJlog-i e clinici ch e n e seguirono lutto lo svolgimento. A prima \·ista, l'analogia tra la pandemia attuale e quelle influenzali del secol0 d oc0rso appare evidente, anche a voler considerare le sole m an ifestazioni pi ù gravi, cioè le iocalizazzioni bronco-polmonari, renali , d1' i centri ner vosi e d ei ncn ·i periferici . 'ruttavia, prescindendo da q11alche opinione s ingo lare, secondo la qnale la dimostrazione del nesso etiol ogico fra grippe e baci ll o di Pfciffer non sarebbe ancora assoI II la, ris u I la di mostrala la ma~glorc gravezza, la maKg iore diffusione e ri su lla sopratutto ben più elevala la mortalità nell'epidemia u llima. Bas ta ri cordare le fami glie -:on due, tre e perfino qualtro vittime d ello stesso mal e, in nochi giorni! Si dice elle ciò sia dipl'so dalle calt1n' cond izioni alimen tari delle popolazioni civi li e d allo s lato abnorme d el sislema nervoso de i sing·oli citladini , chi amati in modo dirl'llo o indin' llo a partecipare alle an ~oscie d ella g11crra. Ma la mc rtalil i1 è s lala al tissima anche m paesi n eutrali, ,mche in fami gl ie \'11 0 non sc,ffr1J'()no r cn 11 ric alimentari, che non furono tocche o mallrnllatc ctalla g uerra e t he vin'rnno in amhicn li igienici. Parmi più prohabile che lo staio di g 11 erra abbia non so lo inctebolite le resis tenze orp-aniche, per le lirn ilazion i ,ilimC'ntari e per la Yila angosciosa cu i ha dato luogo, ma, abbia an c,hc, cnn i ma[!g-iori agglomeramenti e scambi umani , acc,Psciul e le cause dei conlae:i, prodolla una più attiva diffusione del m a le e q11indi una cospicua ~saltazione della virulenza dei germi , donde J'iperlossie:mia rlella forma morbosa d eg li ullimi mesi, più grave e divl'rsa, anzi in con lrns!n ('On la fo rma mite, sporadira dei primi tempi dell'e pid em ia. Il fenomeno della maggiore rnorbililiL d(' lla !,!·im·enlù si è pure ctr.scritlo in qualche altra pand1'111i a g rippalr; ma in quest'ul lima ha avuto un assai maggiore risal to la relatirn incolu mi lil d ei vecrl1i e bambini. Assai più alla è stata p111·e la m ol'l.alilii per bronco-ilOlmo11 ile e non ho crerlufo di esagerarP cticcncto che r ssa ha ,·,Hrg-iunto in cerli luoghi, durante l'acme e pidemiro, il 70 "/,, alta morlalitit, che s i approssim;i a quella d ella polmonite pestosa, per c·ui l;rnli d11bb1 sors<:> ro
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CONS IDERAZI ONI CLINI CHE SULL.ODl ERNA PANDEMIA DA INFL UENZA
in principio, fo rt11natamenle ora dimostrati infondati. E le forme 1:,mo-· litic he ed em orragiche sono veramente uguali a quelle d elle epid:--mie passate? P are di no, almeno come numero e gravezza, perchè assai più frequenti sono s tate le bmn corrag,e, 1·ep1s tassi , le gastro ed cnt.erorrag ie, lv JJOrpore nella pande mia odierna. E ciò fo rse a cagione di una più forte virulenza di germi , per i l passaggio assa i frequente e ripetuto da organis mo ad organis mo, non di versamente di ciò c ht~ avviene nelle pratiche di esaltazione sper imen tale d i tanti gPrmi. F enomeni opposti si sono, per buona ventura, verificati proprio nell'Esercito nei r iguardi d el tifo e paratifo; g iacchè le vaccinazioni obbl igatori e, accrescendo le natu ral i difese, ha nno attenuala la mor bilità e sopratutto scemale le manifestazion i pi ù gravi della ma lattia, tra c1 1i le. fo rme e morrag iche, le localizzazioni renali e cerebra li , donde anc he la bassa percentuale d i d ecessi.
NOTA. - i\li è consen tito anti cipare a lc un e notizie sui ris ulti.ti delle ricerche anatomo-patologic he e batte riologic he istilu ite in proposito dal te n . colonnello medico pro f. P epere, nel te mpo in c11i diresse i lal:ioratorì scie ntifici di ques to Ospedale e men tre più infi eriva la malattia n ella popolazione civile e in quella militare : maggiori particolari illuslrut1v1 a questo riguardo sara nrl(l più lardi pubh licati. D,illo studio del largo malcriul c cadaverico c he il P e pe re ebbe a sua disposizione per cor tese libe ralilit del Direttore di questo Ospedale c0Ion n0llo medico p rof. Gtialcli, e prove niente da tu tti g li ospedali mililMi d ipe nde11li, risu lt a elle i quadri anatomici delle alt.e razioni dell'aµ para lo res pirnlorio possono essere raggruppati, in orcline di frequenza, nelle seguent i form e, con l'aHcrlenza che spesso esse s i trovano associa le in dislinli focola i nei val'i lob, d d l0 stesso polmone: a ) Bronco-polmoni te a focolai confluenti , più spesso a caralte re e morragico; b) P olmonite lobare flaccida; r.) Pieu ro-polmonite flb ri nosa, lobare; d ) Ede ma infiamma torio acuto ciel polmone . Cos ta nte , sebbene in vario g rado, la tracheo-bronchite (g rossi bronchi) essudativa. Varie e multiformi le alte razioni dcg-ene ra ti ve del miocardio. Diverso d a caso a caso i l comportamento d el la mil :ca per volume e aspetto del s uo pare nc hima. Imman cabile la d egene razione g rassa acu ta del fegato fino a lla steatosi e le alterazioni d cg-enen-tlive dei ren i (n efri te degenera ti\·a a ti po 1perem1co) , in va•·io g r11do d' intens ilù. Ncs:::una lesione appariscrn lt' rk lle s urre nali. Assai · 11<•co freq uenti le .ilterazionì flogist ic he d ell 'apparat o gastro-in lC's linale e delle meningi. Tn rari casi focolai d i encefal ite e morragica . Pe r q 11an lo riguarcla i r eperti battcrioloµ-ici, il b. di Pfeiffer ch e s'e mosl, alo t:.'.)t ; u na certa frequenza negli e•prl lo ra ti , non è s tato mat otten 11to in cult11ra quante voll e dal cadave re (4-6 ore d alla morte) si è proced11lo al l'inscmenzamento con succo polmonare. es uda lo bronchiale (piccol i bronchi ), ple urico, ecc ., a d imost razione dell'assenza d i riueslo germe nelle vie profonde d l'l l'appa rn.lo respi ratorio e della sua pre<iilezione (quando esis te commis to alla la rga fl ora balle rica local e) prr i sellori p iù alti: costan terr.e nle in n'ce s i ol.lcnevano, dagli
CONSlDERAZI ON l CLlNlCHE SU L L'ODIEllN<\ P ,\NDE:V[Jt. DA JNFLUEI\ZA 48fl
stessi mà teriali insemenzati, cultu re di diplococco lanceolato (control lato alla bile, ecc.; o di streptococco, spessv associati, e solo t.alvolta di stafilococco aureo raramen te in cultura purn, ma di solito i11 con crescenza col dipl. o con lo strept. o con entrambi insieme. In p reparati balterioscopici dell'essudato polmonare e in preparati istologici del polmone, erano dimostrabili tipiche fi gure fagoc itiche e batteriolitiche di questi stessi germi con esclusione di ogn i altro app rezzabile coi comuni m ozzi di osser vazione. Da l sangue del cuore e deJla milza solo in assai pochi casi, e proprio in quell i a decorso relativamente più lungo, s'è avuto la crescila di uno di questi germi e in p reva ltinza d ello streptococco.
Durante l'influenza di quest'anno, invece, sono s tate v1u numerose del passato le alterazioni meningo-encefali c.he e bulbari, che, insieme alle miocarditi e nefriti, sono state le cause più frequenti di morte. Per la maggiore diffusi one del contagio, per la maggiore gravezza di ogni manifestazione, per la p iù alta m or tali tà, io inclino a ere dere, che non si traiti, come causa d ell'epiclemia, del solo bacil lo di Pfeiffe r , e propendo p er una etiologia mista, cioè per una frcqiwntc ~ssowz::;z,mP. del h. Pfeifler . cfJn io pnenmvcncco, e con lo strcvtococco; perchè .1:Jesti germi si sono ~ P l'SSO rinvenuti rwi reperti balt.cri o)ngici ( l ) . Però in base a i soli dati clinici, non si può escludere in modo assoluto qualche altrn v irus, ancora non bene individualizzato e d el quale non intendo p unto parlare. A lai proposito, sarebbe stato d\)sidera, bile, che clinici, ba tteriologi ed anatomisti-patologi, in ogni gran cen tro civile, avessero studialo ins ieme le cause ed i cliversi ,,spetti del morbo: forse allora i caratteri peculia ri epidemici, che io andrò d elihando in base ai soli fenomeni clinici, sarebbero riusciti meglio documentati . In ogni modo, con siderando tutto ciò che si è svollo sotto gli occh i miei, mi sento por tato ad incriminare in modo precipuo il rlivlococcus '{J11 PztmoniaP, attribuendogli molle cause di morte, per l a sua frE.quenz,1 ne, reperti, per la freq uenza dell 'essud azione fibrin osa, per le prop rietit cmolihchc , n curoto,<sichr:, , edemogcnc e piogPn1• da esso possedute in misura esclusiva o prevalente, :.i pa ragone del i?acillo P fe1ffer , propridit csaltabili, in ispeciali c1rcuslnnze epidemiche, come la presente, e capaci d'imprimere lwl'am1' nti nucvi alla fisonomia morbosa (Bant.i. Tizzoni, P anich iì talvolta riYeìandon e a luce m eridiana la sua 0sser1za sclticcmica. P er 111Lend erc bene le varie forme di g ravezza, penso ciu n que ch e una del le chiavi sia fornita dalla diplococcemia, tanto più ct,e il diplococco lanceolalo. d a mani accorte, s'è ricercato e trovato s pesso nel sangue e nei secre li degli infermi. Nei riguardi delle indagin i <li 1,,bon.torio ricalcuno ormai le o_rme d i queìle sulle bafteriemie e setticemie h tkhe, cioè la dJp!ococcem ia, riconosciuta da pprima costante nelle sole infezioni sperimenta li , va sempre più affermandosi consueta ed ord inaria nelle infezioni umane, sia p11re benigne ed abortive (Ban( 1)
Nota
battcr i"ologi tn e<l auatmno-patol ogi("a del pro f. Perez.
400 CùNS ID!::RA ZIONI CLINI CII E SULL 'ooJtRNA PANDE.\11,\ DA INFL U ENZA
li, .Pieraccini, Baduel, Tizzoni, ecc.}, brazie ai 11erfe:.:ionati sisfomi culturali ed ai progrediti metodi di prelevamento del sangue. Voglio q ui ricorda re le interessanti pubblicazioni di Luz:.allo, Curschmann ed altri s u forme epidemiche, identiche all'influenza, in cui venne esclusivamente trovato il diplococco, pe r concludere che, senza bisogno di ri correre a germi ancora ignoti , a virus più o meno filtrab\li, molte manifestazioni cliniche d ell'odie rna pandemia, comprese alc une forme setticemic he, molti ris ul tati delle indagini anatomo-patologiche e di laboratorio nonchè vari effe tti terapici meglio s 'intendono alla luce delle capacili't offe ns ive d el diplococco e delle ricche e mutevoli;;s ime vicende organiche, legate alla v ita di questo germe, il cui attecchimento cd csalta ziim1· vengono certo /llvorili dal bacil,fo d1 Pfciffn. QuesL'ultimo, d'altronde, s i trova cosi spc,,so allo stato saprofitico nelle fau ci umane ed in tante forme catarrali d elle vie respiratorie, nei ~urber{'oI0t1ci e bronclli ettasici , nel morbillo, pertosse, diiterite, scarlattina. van cella, ecc., da far rimanere titubanti nel conferirg li importanza e lioiogira assoluta, quando s i tratti di casi gravissimiIn questi infe 1·mi la sua azione è me~lio paragonabile a quella d el mordente che favorisca la buona colorazione, ed a quella dell 'aNldo che annunzi ed introduca nell'arena i combattenti. Breve: h questi casi è più l'ombra d eì malefizio, c he il malefì:.:io stesso. E passiamo ai eie ttagli clrnici.
La polmonite dell' ultima epidem i,1 non ripete in modo preciso la consueta fisonomia clinica , non ne ba l'ide nti~o e costante sostrato anaLomo-palologico e non l'is ponde neppure per il d ecorso e terapia n!le osservazioni precedenti . MPnLre nell'acme epid em'ico ho v1slo cl i molto pre vale re lo coni;csl10111 broncopolmonari , l'edema p0lrnorw.:-e, 1 nodu li polmonitici, multipli e variabili , s ulle forme circost;ritte, bronco-lobu lari e su quelle massive lobari, qu~ste sono ora più frequenti col declinare de ll'epi demia- E parallelamente, una s traordinari a variabilitit di f€nomeni general i e locali, la c ui ridda non semrire perme tte di fi ssarne i carati.e ri. Solo in poch i casi le sezioni hanno dimos tralo il quadro delle ve re iorm0 sell icemic he con locallzzaz1oni L o1cl')earcli che, vasali , forme exboliche e q11el particolare aspetto dei polmoni , dei fegato, del la mil :.:a, e dei reni. La fo rma m nrbosa è s lala caratterizzala anche da una b revissima iru.:11b,11,ionL' ·e daiia scarsezza dm s intomi prcm,initorì. Ma t ra le mar,ifrstn-:.iuni im:.,ali f::eq11ente è s lalo l' hr·rw.~ /of>ir, / is, segno diHgn osLico importantissimo a1:,he dell e d1plocoC"Cl'JniL', poiche nelle vescicole il T r1•risanl'llo ha t roq1 to in c1 illura 1mra il ùipl 0<.:occo aUenuato. Qu all'l f1wnt rma salt>llile ho vis!o spcs.:;o una picc.ola eruzione ves:·.icolare, c;u:;ll'llar1 lc :;uprnlul lu l't1g-ol1t ed i pilasl ri !l<Llatini. Il vil'lls ed i \'ir11s d evono liberare SJ>Cciali velen i neu ro-muscolari, pc rcltè L11lli i;i 1 in fL· rmi piombano rapidn:ncnl,3 nl'l l'a~t.enin, parecc hi presenlan•> conlra ll 11 1·c più o meno estese, fino ull'opisloLono, ed alcuni 0
CONSIL>ERAZIONI CLINICHE SULL'ODIERNA PANUE.\ IIA D:\ INFLUENZA
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soggetti di sesso femminile hanno mostralo, insieme con la polmonite, . il quadro classico della tetania, preludente di. qualche giorno alla morte. In conseguenza, le nevril,i, le paresi e paralisi, le nevralgie, le polinev1)ti sono si.ate frequenti , come frequentissime sono state le alterazioni renali, anzi immancabili in tutti i ca!' i gravi. Però, tanto !e albuminurie, che ho v isto raggiungere anche . 11 9-1CJ per mille, (talora con succ1:,ssiva guarigione perfeUaJ, q:ua11to le varie cilindrurie sono and ate nella maggior parte dei casi migliorando rapidamente e PO· chissime volte l'alterazione renale è durata a lungo, dopo la risoluzione della bronco-polmonite o della bronchite. Solo in rari casi la polmonite è stata accompagnata e seguita da poliartrite, specie delle grandi articolazioni. Invece complitanze non rare sono state quelle suppurative, e, lasciando da parie gli zaffi purulenti delle cripte tonsillari ed il catarro purulento ddle vie rP.spiràtorie, ho notato parotiti, otiti, orch1ti, !lE;mmoni ed ascessi sottocutanei; nonchè alterazioni similari cutanee, come erpete, acne, furuncoli, ecc. ,Qualche volt.a anche periostiti ed osteomieliti; talora anche fl ebiti. In parecchi casi l'esame del pus bonum et laudabile ha fatto riscontrare la presenza del diplococco lanceolato, senza simbiosi . Rare le pleuriti scompagnai.e da lesioni polmonari; men tre trequentissimo è sta.to il risentimento della sierosa pleurica, dalla semplice pleurodinia compagna di quasi tutte le localizzazioni bronco-polmonari, alla vera pleurite essudativa para o meta-pneumonica, forme ultime a decorso quasi sempre benigno ed in gran parte apiretlicoPiuttosto rari gli empiemi isolati- Tutte le alterazioni polmonari, o, quasi, tutte ,sono state precedute ed accompagnate da disturbi laringei; talora questi sono stai.i causa di dispnee spasmodiche, di forme stridule, di tosse slizzusissima ed ostinata, a tipo c0nvulsivo, di gravi afonie, che, se congiunt.e alla cianosi preagonica con istato grave adinamico, ricordan mollo da vicino le afonie de.I co!8ra- Rarissime le condnti e pericondriti, causa di flemmoni perit1rnidei con disfagia e dispnea minacciose. Non raramente si sono verificate alterazioni cutaneo, sia .-:ome papule, erpete, acne, sia come accenno di dermatite esfoliativa, secondaria a vaste forme eritematoso. In taluni casi, anzi, la febbre fllta iniziale è stf1ta accompagnata da ~it~rna scarlat.tiniforme, circoscritlo alla cute del tronco e particolarmente dell'addome. Ho già accennato alla frequenza dell'erpete labia le : esso è stato, in genere, più aecentuato e diffuso anche allo pinne nasali nei casi più benigni di broncopolmonite. Nelle form e tzravissime, a tipo sett.icemico, ho :nvece notato una varietà di porpora emorragica, ed oltre all'emorragio sottoc utanee e bronchiali, alle gravi epistassi e ripetute monorragie, in a lc uni casi g ravi o led.a.li ho anche osservato t,urnefazioni 6 rngivali, flaccide, livide, sang uinanti, a lipo scorbutico, spesso congiunte ad ematurie, otorragie, gaslrorragio, entcrurragic. Sono stato pure freq 11enli le congiuntiviti e le cheraliti: rare inYcce· le.. grav, oftalmiti e le ulcere fagedeniche corneali. In un caso grave di polmonite si ~ verificato contemporaneamente·
49') CIJN:jlO l::HAZ IUNI CL INI CIIJ:: S U LL'ODIERNA P .INDE.\11 A DA INFLU ENZA
gangrena , forse embolica, prepuzio-peniena, seguii.a da g ua rigione, dopo il distacco del la part e necrotica. Nei casi gravi il predominio della Lossierni<1 13 d ella defi ci,3nza n elle secrezioni interne, eon marcato iposurrenalismo ed angioipoLonia, presto si è affermalo, d ebellando Jr forze anche di colossi, detecmi nando agitazioni e tremore negli a rti , n elle labbra, nella lingua, oscurando presto la coscienza ed inducendo, con dolorosa costanza, feno, meni emolitici, emorragici, asfittici, seguìli dal corteo d elle d efi cienze bulbari , tra cui precocemente spiccavano le tachipnee, le al\01it mic ed a ri tmie r<)spiratorie, nonchè una mi n iatu ra di paralis i labio-glossola n ni;o-faringeu , con a foni a, tris ma, disfagia antesignane d ella parasi li respira t0ria e cardiaca che si verificR\' a uno e Lavolta più g iorni dopo. Come conseguenza dei fenomen i emolitici ed ernonagici, occorre r ico1dure le man ifestazioni anemiche a decorso !Jiù o meno acu to, legale, alla tossiemia e rivehtlc dallc1. oligoci lemia ed oligocromoemia , da lla minore coagulabi lità del sangue, dall'anossiemia, di .:ui sono anche espression i la d is pnea, la cianosi e l e concomitanti alterazioni circolatorie e bulbari . I casi Jet.ali sono anche caratterizzati Jnlla leucopenia. A s piegare questi even ti, possiamo fare ricorso, tanto all'emofilia ed all'az;ione to ssica del bacillo g rippale, quanto e forse più alla pot1•nza emolitirfl deilo pneumococco che hu presentalo in questa epid emia più spiccalo tuie poLcre, insieme con quello neuro-tossico . La maggior parte degli esiti letali è altrcsi dovuta, io credo, alle d efi cienze endocrinr. ed a qu0ila s urrenal e in particolar modo: la morte si è infatti verifi cala dopo che le en ergie nerv0se son o state gradalam.mte debellate con fenomen i a carico p rima d ei n erYi peri fer ici e dei mu~coli (tremore, astenia, paresi ) poi d et e.entri corticali (d elirio, agitazione, incos,~ienza, sopore) ed infine cli quelli bulbari e s pinali (arit,. mie respiratorie, pa ralisi d ella lingua, disfagia, tris ma, afonie, para! ,si v,·scicali , fenomen i asfi t.lici, pa rali si cardiacrt J. Anzi la costanza con l a qua le in tulti i cas i g ravi si è verificata una precoce sindrome tmlhflrr a.,·fìffica mi pare degna di s peciale rilievo, H tcst11ncnianzd d ella ipr r!os~wrnia prediligen lcl iì sistema nervoso ed il bulbo in particolare. A comprova poi d ella fort e alt~ azione tossica del san gue debbo anche ricordare. da una parte, la scarsa. effi cacia delle inalazioni di ossigeno , frequen temente usnle in tutti g li infermi gravi - ciò che fa p ensare che i velen i del male ag iscano deletaian1enLt' sulla emoglobina, tras fo rmandola in metemogl,ibina, p1ivan 1 Jola in altra maniera di>lla virtù iìssatrice dell'ossigeno e dall'allra , il mi~lioramento sen si bile riscontrato in purecr,hi casi, dr,po intense pordile emorrag iche. Spe·cialmenle in alcune donne, lè quali , durante il decorso delle ,nfezioni p ncumoniliche sono andate soggelte alle menr-rragir, dopo l'ab'Jrto, con g randi pe rdile di sang11e, tutta !rt fisonomia hn (l.!:Sunto aspett0 più ben igno. ·
UiNS:OJ::R.~ZIONI CLINICIIE SULL' ODIJ::H!'\ !\ P 1\NDE:.\ITA DA INFL UENZA 4\J;\
Quanto al d ecorso ed alla prognosi, una delle cose che mi ha colpito, è stata la facililù ctei1'errore commtsso da m e e da altri medici nei primi tempi d ell'epiùemia, vale a dire una valutazion e o previsione di guaribil1ta di molti iufermi di bronco-polmonite, dimostrata sub1_to erronea dul ravirlo aggravarsi deg li s les5i, traili a morLe talvolta m modo quasi fulmin eo. \'i(;eversii, ulcuni casi con gravi alterazioni renali, con cilindri cerei e si::miccrei, con albuminuria dell'3, 9 per nulle, sono guariti in barba ad 01,m seveulil p ronostica. P e rciò non credo inutile riass ume re, alla stregua delle mie osservazioni, 1 :segni caraUe rizzanti un decol'so favo re vole, e distinguerli da quelli rii indole grave od addirit.tura in f,wsti . I carati.eri del respiro , dd la lin 5 ua, del polso, queg:i altri concerne nti le più delicalcl aWvitit cort.icu li , b1 11bari e s pinali fornisdmo g li indizi più sicuri, i (;rite ri fondùm critali del giudizio pronost ico, fe rmo restando l'os(juro monito d'Ippocrate sull'oscura e difficile prog-r1osi d ei mali acuti. J se!}ni favorevoli sono, pi::r lo più, rappresentati d ,d sensorio ben conservalo, dalla lingua umida, anche se molto impatinata e con margini ·di un rosso non te ndente allo scuro, dal colorito cutaneo nè troppo pallido , nè ci,moLico, da un respiro intorno ai 40 alti a l minuto, dal polso non superiore ai 120-130 battiti nell'uniLà di te mpo, dal J'i,rpete labiale mu!'calo, da t emperatura non o!Lre i 40 e sopratullo dalla !Jrrid1cardia relativa; mentre sono inchzi grn vt : l'mcosrienza e il pe rs istente delirio, l'ipe r piressia, oppure l'ipotermia, la cianosi ed il pallore ecc0ssivo , la lingua secca e fosca (lingu a a lampone o di pappag allo). le tachica rdia accentuala con angioipolonia erl aritmia, la g nn·e albuminuria, l'accentuata ol ig 11ria, la le ucopenia- Son o infine ;egni infausti : il forte tremore d elle labbra e ù clla li ngua, la paralisi l inguale, il trisma, la disfagia, l'adinamia cardiaca, la paralisi vescicale e r ettale, la cianoi:;i inte nsa , la tach ipnea, la· rndorazione con tinua e fredda· P arecc hi infermi banno conse r vato integrità di coscienz:t fino alrultimo, e tuttavia la morte è avve nuta coi segni d ella insu ffi,;ienzél rcs pi raLc.,ri a e r.ardiaca e con molti caratte ri dellL' g ravi alterazioni ca· p su~ a.ri . Di soliw, negli obesi e megalosplanr.niei, nei cifoscoliotici, n(.gli infermi già affetti da cardiopatie, da alterazioni arteriose o da nefrHe, il d ecorso morboso è stato caratterizzato dal rapido manifestarsi degli indizi gravi. Per quanto gius tamente si soglia ripetere in tutte le malatlie infettive e nella polmonite in particolar modo che l'esito sia intimamente tr-galo .:Ile condizioni cardiache, in moli.i p olmonitici i caru llcri del c uore e del polso si sono m antenuti discreti fino al periodo agonico, e ]a gravezza si è ciovut.a alt.rih11i rfl all 'intossicazione dei centri nervosi e del bulbo in particolar modo. Tuttavia, i casi ad andame nto favorevole sono stati pe r lr, più contrassegnati da una tendenza del cuore nl la br:1.dicardùi r Plativa, cioè ad una cer ta !,r,·oporzione fra l'altezza ;p -
G i o rnale di m edlfina n1illl<lre. -
Fa~c. IV.
4-94- CONS IDl:IIAill ON I CL INICII E SL' Ll) ODI ERNA P ANDE.\llA n,\ JNFLl.:E1\ZA
febbrile ed il numero d elle s istoli nell'unità di tempo. Talvolta anche da particolari forme allorilm iche, assai di,·erse quindi p er s ignificalo pronosti co dalle com uni aritmie. Ciò probabil mente più per d fetlo di c1llera?. ioni od inibizioni nel s is tema s impnLico. in rapporto con 1 difel l.i capsulari e con la scarsa produzione e circolazione adrenalinica, come accade a nche nel tifo, nella malaria, nel colera (sind romi iposurri;nal;cheì , anzichè a causa dell"ilzion e vagotonica d irell,a d elle tossine morbose, le q 11ali però s e ugisco110 in eccesso, determinano aspetti vagopai a litici, con tachi cardie cd aritmie infrenabili, cui seg110110 fen omeni bulbari, imprimenti la loro particolare fisonomia alle 1dlime mani festazioni di vita degli infermi. Devesi a ll'azione rnntaggiosa della flogosi loca le e della ltiucoclfosi 11er i più rapidi processi immunitari, il falLo che, di solito, decorre in morlo più benigno la vera pol mc,n1te lobare, mass irn, anzichè la
bronco polmonitt1 accompagnuta da forti congestioni riuasi semrn
,
congiunte con fenomeni iposis lolici. H<1 gih notalo e qui ripeto chf' sonc, ora meno rare le pol mon iti lobari , n el declinare doll'epid~mia· Jn generale, le giovani donne hanno presentato minor resisteJ1za, s ia come ricellivilà, s ia di fronte alla virulenza dei ger mi morbosi. Le gestanti di alti mesi ha nno anche offerto un nllissimo numero di vittime. Molti vecchi, parecchi bambini, molti soggetti giovani , ma deboli e con tare tubercolari n on hanno presentato, in genere, un decm so morboso più g rave, in paragone dei soggetti prima d el t11lt.o :oani , come era forse da preved ersi. Se ciò si debba a particola re virtù congenita, a passate o recenti imm11niLià acquis ite verso il oacillo di P fc1ffor € verso quelli satelliti, come lo pneum( cocco e lo streptococco, io non ho modo di decidere l<1 n lo più che dicesi durino poco le immunità acquis ite per q uesti germi. Par.mi però indubita to che i neuroartritici most rino una minore rr s is tenza ed una facili k't alle congestioni, perch è l'esuberanza d elle loro forme non è p unto espressione d i una magg io re energia orJ<anica , il loro s istema· nervoso presenta una più facile vuln era bilità, e, sopratutto, in essi le d<'fir:im:,,. rndocrin1· che sono causa delle al lrrazion i del 1rofìsm o e del ri cambio organico, si r ivr rberano p11re s ul torpnrr drllr r,.azio11i im mu n itarie e s ulla fa(;i!ità alle ,perr mie ,·nsooaralitiche, dovute al dift'1tn adrenalino-simpat kn. 'ft:RAJ>I A.
Dirò brevemente il ris ultato d ella mia esperienza elle con cerne : n ) soltrazioni
sanguig ne e salasso;
h ) salicili ci e chinino;
e, pre paral i fenol ici e kn1i·etil-idro-1;u preina; r/) dig ita le, RlrofHn l1,, l ) inalazinni vuri e;
trobromin a, udonis ;
/) ri vu ls h·i bn).(ri i ed imr,acchi ;
r;; er r ilnnli nerv ini, alcoo lici, can fn ra , cnffeina , s l rirnin a. h ) Pll l"/!H11li;
.
CUNSlDERAZIONL CLl.NlCIJJ:: SULJ.'OGtERN,\ l:'ANDJ::.\llA UA I NFLUENZA W5
ii opoLerapia reslaurat.ricc: adrenalina: diete tica u:nue e dietf.1,ica corroboranle; l) preparali d i arge nto e d i oro, colloidali; rn) sierolerupia (siero d i cavallo, s ie rn anlidiile rico, antipne umococcico, a n tis tre p lcicoccico) . 1.:)
Mi occuperò solo della t e rapia delle forme gravi da influenza e specialmente delle affezioni bronco-µolmonari, le quali pu rtroppo hanno sempre formato ora il piedistallo, ora la gogna dei più dive1·si rimedi. In riguardo alla dietetica, il campo è stato a11che in questa ricorrenza epide mica diviso fra due opposte tendenzt-1: la dieta tenue, fino alla sola dieta idrica, e l'aJ imentazione, cosi delta, corroborante , a base di latLe, uova, brodi, vini generosi , cogna..; cl simili.a. L,, malattia, di solito ha prélsentalo un decorso cosi ac uto e rapido,' sorprendendo gl 'individui nel pieno vigore d elle forze ed attività, da non dare preoccupazione, che lo scarso nutrimento potesse riuscire di danno. I n effetti l'esperienza mi ha reso sempre più affezi0nato alla dieta tenue iniziale, tanto-Più che nei primi giorni del male w olti infermi sono stati moles tati dal1<1 nausea, dal vomito, dalla stip5i o d alla diarrea. In tali periodi l'abbondanza d el nutrimento è nociva: essa è più atta a favorire la tossiemia, la piressia, le alterazioni epdiche e renali, dovute all'azione elettiva delle tossine morbose , anzid 1è a cor roborare le organiche resis tenze, Del reste , anche in un mio p1t.cede nte lavoro sperimentale, sull'azione d el d igiuno e d ella s iero-ter=Lpia nelle infezion i diplococciche, era venuto alla medesi ma conclusione fi>.VO· revole allo scarso nutrimento, Ho anche riuordato che taluni soggdt.i apparentemente più deboli e m PJ10 nutriti hanno presentato, di fronte al decors o morboso, una linea più benigna. I noltre, quasi sempre utili sono riuscite le sottrazioni sar.g u1gne, me rcè ii salasso generoso, e soUio forma di sanguisugio m u ltiplo o come coppette scarificate. Tanto più che le naturali risorse, le perdite sanguigne spontanee, dimostravano la loro utilità, indicanrlo la mi glior<, guid a terapica. Vantaggi dunque dal sa la.~so , ma i veri prod igi, tanto vantati, sono stati lungi dal verifìcttrsi nei casi di mia diretta osservazione. I comuni p reparati salicilici e di chinino· non hanno spiegato grande utilità, se ne togli la modesta e fugace azione antite rmica ~d a nalgesica. Tanto m eno essi val,tsono a :;co110 prrt;rntiv o, salvo rarissime ~.ccezioni. In parecchi casi in cu i es istevano segni di alterazione renale acuta e forte, la sospensione dei p reparati di chinino e dei sal icilici è s tata ;eguìf.a 'da miglioramento nella d iuresi, c0n diminuzione dell'albumina e d ei cilindri renali- L'azione sudorife ra dei pre parati salicilJci non s i è accompagnata di solito, a vera euforia, a notevol e miglioramento d elle condizioni genemli . Tale azione sudorife ra, inoHre, si è s pesso dimm;trala. superflu a, per la nal.u 1·ale tende nza del morbo ad una facile sudorazione, purtroppo più acce ntuata quanto più 3rnve appariva il d cC'orso del male (s udore vasoparalilicoj . La digitale, la digitossina, la digitalina, lo strofanto e la s trofan-
4H6 CONSIDERAZIONI CLINICHt: S U LL' ODIERNA PANLlE.\'IIA DA lNFLt; EJ\iZA
Lina, pur spiegando qualche efficacia sulla circolazione in genere e su ll'attività cardiaca e renale in ispecie, nessuna benignità specifica hanno impresso a LuLLo l'andamento morboso. In ogni modo, la tendenza alla bradicardia relativa ed a particolari forme alloritmiche ha caratterizzato i casi meno gravi, sia che fossero stati trattati con preparati digitalici, sia che questo trattamento non fosse shto istiLuito o con LinuaLo. Ciò del reslo accade anche nel tifo, in cui è meno usata la digitale . Tenendo conto di tutto il quudro nosografico degli infermi gravi, scarse utilità. d ebbo pure attribuire alla caffeina, alla teobromina, a llo adonis vernalis, come modesta è stata l'efficacia d ei riv.ilsivi, dei bagni e degli impacchi, salvo nella terapia dei bambini, nei quali 1'azione sedativa ed euforica dei bagni semplici od aromatici mi è • parsa sempre d egna di riliev0. _Q uanto alle inalazioni di ossigeno, cusì largamente diffuse, non posso dirne gran bene e la rng ion e sta LuUa nr llu tossiemia e nelle modificazioni della emogfobina d el sangue. Le inalazion i migliori sono riuscile quelJ e di semplice Yapore d'acqua con l'aggiun la di cloruro ùi sodio o di bicarbonato, sofiuse in modo continuo in tL1tLo l'.~mbiente. l purgan ti, specialmente quelli sali ni ed oleosi, hanno risp0sto hcne alle mire terapiche di alleYiare la circoluz.ione epatica, diminuire la c:ongestione bronco-pol monare, attenuare i danni dell'into~sicazHlne su tu lli i tessuti e sii! sistema nervoso in particolar modo. Nessuna utilità ho visto dall' uso degli al cool icj, salvo per piccole dosi. Spesso, anzi, ho potuto constatare cliP, i ccn l.ri nervosi mal tollerano l'1 1so delle : =ost.anze alcooliche, che 110 limitate soltanto a quegli infermi precedentemPnte bevoni. S1,ecial 111e11te nei bambini e nei vecchi gli a lcoolici ri escono danno:.i-• Degli altri eceitan li nen·ini c0m11nemenlc adoperati, come la canfora , ia ca ffeina, la stricnina, solo a quest'ult.irno dò qualche nLlore; men tre il larg hissimo uso della canfora non cred o veramente giustifi. culo d agli effetti terapici, salvo nei v1~cchi e bambini· Ben maggiore 11tilil~ ho riscon trato in genere dall'uso dell'adrenalina, specie nelle fre(J11 C11ti s indromi iposurren aliche con a11g1oip0lonia. I preparali colloidali , sia di argento che di oro hanno spiegalo 11na modesta, m a cosi.ante e n on trascurabile azione benefica. Il fenolo purissimo, 11sato per ini l' zioni , ~ia intramuscolari , che endovenose e le sue associazioni con l'etil-idro-cupreina sp,"Jsse volte danno luogo a n otevoli vanlag-gi, dimin uendo la piressia, abbreviando in ar1Parenza il d ecorso m orboso, migliorando lo stato generale d ei pazienti, ùiminuendo la cianosi, la dispnea , la f.ach icardia; ma l'uso eccessivo d el fenolo può dannei::giare i r eni ed i polmoni , di cui è capace di accrescere la iperemia e la fl ogosi. Ho sempre a<loperato soluzi0ni fen oliche al 2%, non oHrepassando di solito le dosi di fO a 20 centigrammi di fenolo, v rn diP . Una felice associazione è q11r.lìa dr l fenolo con l'etilcupreina. E' n )to che la ruprein a è 1m particola.re alC'r,loide 1inven11to nolla rhina ruwra: esso pre~enLa le reazion i chimich e caral.le ristiche d ella chi-
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CONSIDERAZIONI CL INICH E S U L L 0!: IER"i'A PANl1E .\11A llA INFLUENZA
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nina, da cui differisce per un g ruµpo metilico in m eno, la chinina essrndo l"etere m,:rilico d ella r.uprema. cm H20 N2 (OH) (U-CH3) (chinina) CJ9 H20 N2 ·(OH 12 (cupreina). Con i Process i di m etilizzazione sì può trasformare la cupreìna in chinina. Grimau.r ed A rnaud, partendo dalla cupreina, hanno pr(,parato composLi omologhi d ella chin ina: l'eLilcuprcina C19 H20 N2 OH UC2 HG; la propi!cupreina Ci.0 1120 N2. UH. OC3 H7; l'amilcuprcina G19 H::::0 N2. OH. OC5 HU. l n que;,ii corpi, col crclscerc del peso molecolare, aumentano l'azione tcrapc11tirn e queila tossica. L'ctilcuprcina La dato le migliori a1Jplicazioni terapeutiche (G,1v l iu ). M crgenmth, Levi e K auf ,nann hanno sperimentalo la chemioterapia con la etilcn1lr'.iina contro l'infezione diµ loc,)ci: ica d el lopo ed hanno trovato che la iniezione di una soluzione oleosa al 2"\ , di un sale di etìlcupreina era capace dì snlvare il 50 % d ei topi infettali. L'Euner ha usalo la medesima sostanza alla d ose dì 3 cc. come cura della broncopolmonite d elle cavie e potè s·a lvare 6 animali su 10, combinando la c11emiolerapia con la siero-ter:tprn, mentl'e con la sola cbemìoLernpia o con la sola sieroterapia ottenne in 10 animali u na guarigione soltanto- Il preparato però è as::.aì tossico- (Lustig , Para,~silologia). L'istituto farmacolerapico ita liano di Roma ha preparato una soluz ione di fenil-etil-idrocupreina sotto il nomt: d'h ihcrina. Di quc,;to preparato mi sono per lo più servilo per iniezion i endomuscolari od en d ovenose, una a due, pro die. Usandolo in queste proporzioni, n on solo n on ho notato intolleranze, ma spesso il tasso dell'albu minuria è diminuito rapid1tmente. Così pure ho pol11Lo conslaLare che n essun distu rbo n1 e r1bile al rimeùio prcsenlaYano gli organ i rcs pìrnlori . Speciale considerazione in fine rnt:rìla la s ieroterapia. Avevo g ià n egli anni decorsi largamente sperimentata l'azione utile d e l siero antid ifterico in infezioni acute e gravi non dovute al B. Loeffl er, cioè infe?:ioni 1>ue1·perali, tosse convulsiva, broncopolmonite e b r onchite capillare d ei bambini. Avevo anche lello che, con q11alche e ffi cacia, la sieroterapia eterologa era stata da parecchi altri adoperala n e lla cura delle polmoniti crupali ed in qualche malattia esantematica, come la scarlattina. Specialmente Bcssone e Tolamon avevano vantato l 'effetto d el siero antidifterico n ella poi monile crupale . P oictJè il decorso e le varie manifestazioni clin iche della recente pandemia avevano ed hanno molti punti di contallo con le infezioni d iploroccir,he e col quadro di altre batterernie e scUicemie a tipo emolitico cd emorragico, contro le quali anche il sem plice uso di siero di caval h è 8Lato t rovalo commendevole, ho vol uto adoperare tanto l'etilcupreina, quanto Ja s ieroterapia, sperimentandone l'cffìcacia, sia isolatamente, sia ìn modo combinato. Ho com inciato perciò ad usare il :;iero antidifterico nella dose d i 1500 a ::)()()f) U. I , praticando negli infermi gravi due a t re iniezioni con intervallo, di solìlo, di 24 ore, Lrn l'una e l'al~ra. Successivamente mi !>Ono giovato, m a in minore misura, ariche del s ie ro antipneumococcico d ell'istituto di Be1.11a, cd in po('h i rasi anche del solo siero di cavallo.
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r.oNSIOER\ZIONI CI.INICIIE st·LL 'ODIERNi\ P\NOt.:\IIA O.\
INFLU ENZA
Ho traLLato così 1::!0 infe r mi , s uddivis i tra militari ricoverati nel m io re parto osped a li ero ed in fe rmi d ~lla mia cl in ica privata. Sento qui il rto ve rr rii rinHaziarc il dire llo re d c tros pedale mililare d1 'apo li , col111int.>l lo m edico pro f. Guairli ch e, con larg a e rapida ,·is iolll' be nefi ca, nessun n mecio e ffi eacr, di qualunque cos lo, ha fatto mai mancare a g li in fe rmi g r~vi d el m io re parto. I ris ullal1 d cllct s ierolera r, 1. sono tali pr r m e sempre incorag.l(iPnli; ma questo tratlamen lo p u rtr,1ppo non è mai il locca e suna, ·.; m e ho srn lit o affl' rma re da rpialche pratico, l:, ::;opratuLlo , non hu quasi nulla di :-Pl·(i firi,. Conforta. dire i ('osi e s ti mol11 l'immunili1 naturale ,wi sogir<'lli capa<'i rii reazione, e· c iò d etermina , ri11as i rsclus 1vam enle, com e s it•ro elcro{{e11L'O· Cade quindi ogni 1irerli lrzion e p e r queslv o ouel s ie ro. DL'IJbo and1e dichiarnre che questi rinw tli sono .:;Lati sem p re a d operali in inft• r mi, c hr aYe,·ano m olle manifestazioni di irran~zzn, s ia come ttllezza ll'1·mo11wtrica, sia comr forte con1?rslio,1e l>ronco-pn lmnnilre , s ia conw c hia ra loca\izr.azion e di p olmo n.ite bronc. •-lobularc e lohan:i, con 11cfri te ed crlalanti fenom en i lo::sici. Dei mil ilari i:rra ,·i , r irovcral i nel reparto d elrosprrlalc princ i pél le 25 furo no lrallati con ~ie ro anticlirte rico ( una a tre iniezion e d i 1500 a 3000 U . I. ), Lrn c ui 'l6 g-uari Li e O m o rli: 6 di q11c~l.i ultimi , per ò so rfri vnno anc he mnlariu g i-aYC: . com e conrc•rmò la srzion e. Altri 22 infr r mi f111·011() trallali con s ie ro anlipni>111110cr.ccieo di Be rna, con J2 guar ì.e-ioni. ,\ Itri 6 con siero scmpli<'e di can11lo, di c ui t re guarirono. Numr ro 115, con 27 g-11arig-ion i, f111·nno Lrnllali con iniezioni intram uscolari di fenolo al 2~:. ( IO a 20 c<·n li!!rammi. nro di,·) . Kume ro 16 infe r mi f u rono sotto !)Mli ari iniezioni di fenilelil -11h oc11prrina, una a ù11e iniezioni 77ro diP, cn11 Ili ;ma i ia-ioni. Altri 10 infe rmi fumno Sl,l lop osli ro nle mpo ra11 eamenl e a l lntllam en lo d1 fe no lo e s ie ro antid iflrrico e s i sono anno ,·crale 9 l!'ua ri ~i1H1i L a s iernle rap:a e 1'11rn rlrl frnolo o rll'lla elilc11prr ina nella c-li"lira privala , in p e rsone non affrll r in prrrecknza d a palucliF-mo , han,10 dato ris u Ha i i mig liori d t•i p rrcrrl r n li. R ill'\'asi dall'ins ie me ~elle 0ssern1zi0ni clinich r che il migliore c ffrll 0 s i è aY11(0 ad operan<io il frn(llO (o la s ua unione con l"e! ilc;Jprc ,na) in,-i1·nw col !', iCl'O anli di flrr ir.o; ma c he nr.inne b r ncfica !'. i è avuta p u re d a l s ir ro anl irne11 m on iro e d al scmpliC'e !', Ìero di C'arn ll o , a lrst im0nian1.a r h e l'azione brnl'fìrn ha una nortata limit a ta r roncernt' uno ~ti m olo piìi C'fnrace alla prorl11r.ionr naturale ri i aniir.,;-pi. a'l1.ic hè un'azione sprrifka c'h'l c;iero s ui germi P sui wl cn i rlC'l male . ,\cl')p er anrln le onporl11nc eaulrlr, n on ho mai constatalo fenomeni di ,·e r o a nafi lassi. nl, al!"c-ra1·111rn·nto dl'lll' prrC'sislC'nli aller azioni rPnali. S1•hh,..ne J;1 form a cli nica <li rni mi orc-11ro s ia a;:::::ai rn ria, ,,i p uò ~.i.drl i1·iclt·ra in d11 r ralrirnrie (l 'infPrm i: n ) a mma lal i a /Ì/J'J l1·ot1rr11, i n r111 al IN7.o o rp1a rl o ,l!'ior no tr1· mi 1iano i peri rì' il , se non la pirrssia ; h : nmmi:lali o tipn nrn,.,,, ch l' fìn dall"i11;z1u " p nro itn po prC!'.Pnlan o ct<'Pr ll n prenrc11pan le. l)a ch e qu rsl;L PT<1nrle rLi ff1• rpnz11? N o n ce rto dalla mugg-iore Yirulrn7.a rl r llo s lPs~n _g-t•rmr, )H'rchè nella s te::sa fr11ni!!'lin, n egli stessi
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CONS1Uf.RAZIONI CLIN ICIIE SULL'ilDIERNA PANDF.:\lJA DA I NFL UENZA 4VH
gruppi di colpiti, ne i quali, con probabi lità, la sorgente del contagio è stata unica, s i sono riscontrali tipi lfrvi e formi' graoi. La fisonomia dive rsa, io credo, dehha te nere , da una parte alla s imbiosi batter. ica, che si affer ma sollanto nei casi grav i, e dall'u ltra ad una sostanziale differenza nelle organi che di fese, cioè ne lle rapide e valevo I issi me reazioni immunitarie, c he in alcuni soggelti s i verificano, in contrappusto di quelle torpide ed ins 11ffìcien li, che s i svolgono negl i altri, nei qc1ali perciò si delinea la fision omia grave del mak. Assai variabile è pure la morbilith ind ividuale in questo gioco di difesa e di resistenza ed una i;rnn part,e spella agli organi endocrinici. Come nella scarlattina, nel morbillo pel vaiuolo, in pè ri odi e pidemic i, s'incontrano form e lievi ambulator ie o casi con manifestaz ioni mon osintomtLtirltc, così in questa epidemia dtl inA\lenza s i sono Ye rificr,ti casi di sola nefrite acuta transitoria, di sola .irastrilc od e nte rite, di sola pie lite . E, s ia detto d i passa.i:rgio, a11che in queslu forma pandemica, come in molle altre i11fezioni, sono s tat~ fl'eq uPnti le riac11 t izrnzi oni e le r ecrudescenze, mentre piuttos to rf/rf' le vere recidive- Ciò tanto in riguardo alla fo rma individuale, c he come g1.mio epidem ico; giacchè ne i posti dove la malallia s i è rnpidament.e: diffusa ed ha colpito <1u'1s i lutli i cittadini, s i è anchè presto dilegualaPer tulle queste rarrioni, non ho praticalo indislinlante nle a udii gli infe rmi c·ure siel'0tcrapicl1P, non vol endo e non vC'dcndo aleuna necessità di disturbare i naturali processi cli difEs,t in lutt.i colorn che mostravano di averli vivaci e forti. Altrimenti la siernterapia s arebbe sLala una fallace sorge nl<' di numeros issimi s11rres" i, che avrebbero non rliminuitr,, ma accr(>!'Ciuta la conf11s in11e delle no,-tre idee e la in cer t.ezza delle nos trP convinzioni sugli agenti terapici ve ramentP br11 Pfìci.
CONCLL:SIONI. 1. Alcune particolari là della diffus ione, talune man i fesLlzion i cl in ic he, la scarsa morbililà dei fan ciulli e dei vt•cchi. l'impe,·versarc maggiore della pand(>mia n ella stugione estivo-autunnale , la fn' qu,:,nza d e i fenomeni emolitici ed e morragici, il ricorre re assai eostao1l e rii alt e razio ni cutanee e s11pp11ralive, c he vanno dalle forn1 e e rite mal osc al Ie papulo-pustolose, alle necrotiche, agli ascGssi e fl em mon i, la J arl1.:c i paz1one delle m11cosc apparenti ~on accenni di e nantE>mi. SJIL'c,ie s ull"11gola, tons ille e fondo fa ri ngeo; !'alla mortalitù ed il tipo speciale forte ment.c con~estivo ed emorrngico de lle localizzazioni hrnn co- r,ollllOn<1r i e r enali, il verificarsi di manifes tazioni m o nos into rnaliclle a carico specialmente d el Luho digt'1·cnt0 o d e i reni, la s into matologia d ella ins 11fficienza su rre nalti, lanLo fre,w e nte e la s indrome bulbare a s fitLi ca, che schiude precocemente la via alla paralisi respiratona e car diaca non si acco rdano b ene col quadro nosografico comune ed nrd i nario d ella semplir::e influe11za da Pf1::iffe r ; m entre a questa certo r a ssomigliano l.utt.i i casi lievi . LP fo r me gravi sono per lo più d o\"\ 1Le ad associazione balLeri<'a,
5UO <.:ONS1U~·kAZ IONI CLINICHE SL" Lt:0011::HNA PANIJE~llA DA INFLUENZA.
specia lme nte d e llo pneumococco o dello s tn:.pt.ccocco col bacillo grippale , il q,.:alt:; ultimo esalta la virulenza dei primi, fino talora a d eLerminare vere fo rme :wlticemiche, em o litiche ed emorrag iche con iposurrenalis mo, di cui la magg ior colpa spella al d1plococcus pneurnonial'. 2. Il contagio è precipuame nte t.rasmcsso dall'aria che ,'irconda gl'infermi , e la via di penelraziune è d"ordinario quella d elle fau~i e d e lle prime vie r espiratorie; onde oltima difesa dl've esser e cons iderata la maschera filtrante. 3. I tipi c linici, che s i dis tinguono nel d ecorso d e l male, pe r la diversità e la intensità d e i fe no me ni e d e ll e reazio ni immuniLarie, sono due, c ioè tipo lieve e tipo aran·. Più perico losi per la col lettività sono gli infermi di tipo lieve, che consentono una diffus ione d el contcgio ambulalo riamc nte (porlatori di germi). La gravezza d egl i altri casi è principalme nte carat.lerizzat.a dalla ipe r tossiemia, che d e te rmina presto ins ufficienze end ocrine, s pecialm e nte capsulari, alterazioni g ravi d el sang ue, d el miocardio, d ei reni, d e lle mening i, d e lla cor lecc.i a cerebrale e d el b11IL0; ed è la s ind ro me bulbare asfittica que lla che cl1iude di solito la scena m orbosa nei casi letali . 4. La prognos i d E:,·e essere sempre riservata, a causa d el: <"! n:1mcrose e facil i complicazioni e rt!Cr11desccnze d el m ale; essa è assolL1ta m ente infausta, a]lorchè s'iniziano le manifestazioni bulbari ds fHt; 0h e, caraLLerizzat.e dalla cianosi, ciis pnca, tac hicardia, tremore d elle labbra, d eJ\a ling 11a, a lterazioni d el lct voce e d e lla parola (dis fonia, rlisarlria, afonia, disfal[in, tris ma ). Lii hra,/itardia rrlatinrr caratte rizza, d1 solito , un d ecorso be nig no. 5. La terapia s i g iova d ell' uso d e i p11rgan li, d elle sotlrazioni sang uig ne, d e i pre pa rnli colloidal i. d e l fennlo e d C'l la s 11a combinazione con. l'elil-idro-cupre ina, del s iero e lcrofrcn eo, d cll'adrenalinil , con P.ffetli più sensibili per il sier o ant.idifterieo . Tah·111la anc he d Llla ipo. d e rmoclis i , ma non c>sis le alcu na sicurc>zza rii succes:, o in n0ssun caso. Usando tuttavia s in da principio i 1 flònolo, o l'f'i ilcupre ina fenolica ed airfritrngcndo nei ca s i pi ì, g r nvi l'adrcnallr,d 1 preparati coll<,ida!1 t: la sieroterapia antidifte rica si ottengono ris ultati te rapeutici migliori . più costanli e durat11ri. 6. La s Lrage, clic la panciemia lrn d ete rminalo, s pecinlmentc tra i giovani più viEwrns i e forli d'ambo i sess i impo rw ai ritlndini, ai con s :-ssi sr iL'nlifici , ai dirigenti l'opinione pubblica, ai !C'c-islntori l'a!Luarc prontame nte norme s ic u1·t' e rwalic l1r di pro filassi, per impedi re il più possibile la diffu$ione d L'l mal e· Occorr i? cinè preordinare in ogni (entro abitalo adatti locali d'isolamento, di dis infezion i e di cure, che restino semprt' pronti al bisogno, siano sp~cchin ed ~sempio d elle buone norme profilallichc e cu rative , o ffrendo i 111ic-lio ri n· q11isit i, per chè il pubblico li s limi come te mpli s ac ri alla ciifesa individ11ale e sociale, r11i si faccia subilo r icorsn, n.nche nei casi dubbi rii malallic infeUive diffusibili , L·ori.sanizzuzionc s labilila <ii simili is lil1di l'!t11Jw n110Ya deYe 0ffelt11are prontamente . p &r combatte re con il!t1minalo fr rvore le i r a,·i . ins iciie d egli invisibili.
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Be n vero che, di fronte a pandemie, come la presente, vane potn,bbero riuscire le misure d'isolamento; ma giova sperare che su di alcuni punti il progresso presto si affermi e·, migliorando tutto il sistema profilatt.ico e curativo, faccia nettamente dis tinguere l'avvenire prossimo d~l doloroso presente. All' uopo è necessario: a ) incoraggiare in ogni modo le fecondi attività dei biologi e batteriologi per la ricerca ed il perfezionamento d ei vaccini in genere. e di f)11ello antigripp,..te ed anlidiplucocci00 in parLjcolar modo; b) ricercare e perfezionare sieri curativi, selezionati e specifici, sia contro il bacillo g rippale, che contro le associazioni di questo germe con a!Lri, come lo pneumococco e lo strepLococco; c) l'adozione !)r·onta e costante d elle altre migliori norme profilattiche tra cui deve annovera rsi la maschern vrolrtth,,a, resa obbligatoria per l'assis ten za domiciliare ed ospedaliera e per ogni convale-· scente d i grippe, cc1pace di di ffonde1·e l'infezione .
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CA S UI S TICA CLINICA OSPEDALE MILI.TARE PRINCIPALE DI NAPOLI -
IJn CLINICA MEDICA
Di una eccezionale complicanza cardiaca del paratifo· per il prof. Luig i Fcrranninl, maggiore medico.
Il caso, che qui rife risco nei più brnvi termini possibili, e importantissimo non solo perchè stabilisce la possibilità di una complicanza non ancora notata n el paratifo, ma anche perchè il riferimento eLiolog ico è quanto mai sicuro, non essendo ris ultato di argomentazioni più o meno legittime, ma fru tto di rliretta osser vazione, traltandosi di una lesiono cardiaca svoltasi soUo i n ostri occhi, al di fuo ri di qualsiasi alt ra causa che n on· fosse la infezione parali rosa. P e1· fortunata combinazione l'infermo ha potuto essere osservato an che s uccess ivamente da m edici diversi , i quali h anno potuto segnare quasi le tappe del male dalla sua origine s i no alla fine, essendos i inoltre entrambi questi due p eriodi estremi svol t.isi qui in questa Clinica. Il caso riguarda il capitano del ... fanteria, N. s ig. A. , della classe 1883, senza alcun precedente morboso eredo-famihare o personale import.ante. Trattavasi di un ufficiale dell'esercito attivo permanente, che aveva regolarmente perco1·so i gradi fino a quello di capitano. Come tale si· trovava al campo di Casagiove (Caser·ta) n ella prima m età de l magg io· 1915, quando fu colto da males$ere febbre e catarro bronchiale, per·
CASU I STI C,\ CLIN ICA
cui il 18 dello stesso m ese si diede ammalalo a casa. Potè riprender ser vizio il 23 muggio all'atto d ella nostra m obilita zione; ma il 2 giugno s11ccessivu dovette di nuovo da rs i ammalato, ect il g io rno 4 allora fu fallo r icoverare a ll 'ospedale militare principale di Napoli , o ve rim,1se degente, con diagnosi di ·fe bbre da autointossicazione e bro nchite, fino a l 25 del lo ~tesso mesè, quando ne fu dimesso con '10 giorni di licenza di con valescenza 11 5 agnslo, al lo scadere de lla d e lla licl3n7.a, t·i~,n Lrò al !'ospedale sern. p re febbr ici lanle e fu ricoveralo in questa clin ica, ove l'esame obbiettivo de i singoli o rg·ani , ripetutamente e r igorosamente fallo, riuscì compleLamenLe negalivo, e solo s i polè constatare una leggie ra febbrè intermillen le irregolare quotidiana con reazione di Wasscrmann nègativa e s iero-reazione pos itiva solo per il baci llo de l paratifo A fino ,: Ila -diluizione di i :200. A n1tlla valsero tutte le o rdina ri e c ure che sog-liono praticars i in qrn::;li casi, cd i l J5 settembre l'infermo fu dimesso senza apprezzabile modificazione della febbre, e fu invialo in licenza cli 110 giorni per prosc~·11ire la cu ra in c11 mnairna. • Rie ntrò qu i s lcsso il 26 ollobre successivo e n elle slesse condizioni in cui ne e ra uscilo; vi rimase fino al g iorno 8 di cem br e, (Juando fu dimesso defin iti vamente sempre nelle stesse co11clizioni. Tre giorni dopo la Commissio11 e tlc lle vis ite ~olll'gia li, confermando la diagnosi di paratifo, lo dichia rò p~r due mesi abile a i soli ser vizi seden tari. E la nostra diagnosi fu conformata ancora in altre visite s uccessivamente subite dall'infermo durante tutto il i9l6. Ai primi d el i9l7 fu per la prima volta riscontrala in lui una card iopatia o rganica, c he fu conft>rmala poi in parecchie allre visite ~uccessive, per c11i l'infermo fu collocato in .ispettaliva. Tl paratifo eni finalmrn lc l:essalo. Nel marzo IOJN il capitano acceLlà di assumere scrYizio pt'l'SSf) il Com ando della d ivisione milita re lr rri lori ale cli Napnli, ma andò man m ano r,eggiorando pe r ciistu rLi ca rcl iac i ed ed rm i; e, dopo che pe r cinq11e giorni di scg11 ilo cbhe invano preso l'infuso d i dig itale, fu fallo q ui ricoverare la sern delrs airoslo in condizioni assai g r·avi. All'atto de ll'ammissione egl i p resentava edemi diffusi agli arti infe rio ri r d al mito, c in no~i notevole, d is pnea in ll'n:-.i, palpi lazioni gravi , insonnia. l'na noU.e di r ipnso g! i r idiede S11flic ìcnl.c Lranq11 illit.it e fece ridurre sensibi lmente gl i edemi . Si rese così poss ibil e un esame m e lodico cd o rdinalo d rlJ'in fe r mo, e s i potè rilevare: cianosi intensa s pecia lmen1,e ai prolahi i, ede mi residuali ag-li arli inferiori sonrat11Lto a li vello d ei mal leoli , dispm•a ~Ta ,·e con dcrnbilo q 11asi orlopnoico, h af fil,o car · diaco violento e diffuso prevalen tem ente in senso travcrs,tl e, aja car di ata mollo in1rranrlila nello slpsc;o S<' nso, soffio in pri mo tempo vll a punta pro pag-antl·si in allo ve rso la base, polso fMle, a m pio, frequente , ma rii.miro, stas i polmonare specialmen te a d r,:;tra r lieve stasi epatica., t'lrina scar;;a rnn circ.a I 0/00 di a lbumina e c ilind ri rcnnli jalin i e jali· no-granulosi. La rni,!.diorìa notata dnpo la prima nolle di riposo non progTedì e 11 0 11 pe1·s is lelle, ad onta dl•ll e più prc muro~e cu re m esst'l in opera. S i
CAS C ! STI C:\ CLINICA
,e bbe ro all ernative di mig lioramenti e peggio ramenti, ma con pre vale nte tcndHnza ve rso uno s tato più g rave. Il i i a1wsto i fatti d i stas i s i aggravarono sens ibilme nte e s i eh bero anche fenomeni cerebrnl i. JI g io rno s uccessivo allo o re 11 !'in fermo morì. Non fu concessa l'autoòs ia. Si fece diap;nos i di : ins 11ffic ie nza rnitrnl1t ,t, miocardite co:1 de!?w1erazi orn' el c i miocardio , ne frite c roni ca ,diff11sa , u,·emia. Com ,· dice vo in prin c ipio, il caso ha g ran valo re, sopratut.to pe r il fatto c he la malalLia s i è s volta luLLa sollo i nos tri occhi , seguila nelle s ue dive rse tappe da tan ti contro lli 11rndie1 uffic iali , ed in un individuo nel quale non crn possibile ammette re o rns pe Lta re altro m o me nto L'tiologico oltre que llo d ell él in fezio ne genendc para t ifos a d a lui contra lLa ne l maggio 191 5 e debilumenlc assodala in cli nica con la s ie rodiagnosi. Il vizio cardiaco non pote va preesis te re pcrcliè , tra l'allro , no n s a rcbbe s fuggilo in Lant.e vis ite c he l'infe rmo a,·eva dovuto subi re, pr·ima e do po de ll'inizio de lla .febbricola a comin ciare da que lle de ll'arruolam ento e de lle dive rse pro m ozio ni. No n p oteva essere aUribuilo ad al lra causa pe rc hè nessun' altra causa s i po teva no nrilè invocare neppure sospettare, traLlandosi di indivi duo senia alcuna tara er edo- fumiliare o personct.le, s icuramente non s ifìliliro· nè tube rcolo tico ; e di un vizio cardiaco di cui si può ben µrecis arc l'epoca di munifest.azio nc tra la data dell'ultima visita collegia le che non !o rilevò (5 o ttobre 191G) e quella de lla prima c he ebbe a constatarlo (:25 gennaio 1917) dopo oltre un anno e m ezzo di febbre ed in pie na e voluzio ne d e lla malattia febbrile m edes ima. Io c redo c he non s i possa in alcun ·modo esclude re c he esso fu complicanza o consegue nza della in fezion e paratifosa. l i ca so è po i importantissimo pe rc hé ;111ico fo rse p iù c he raro. Nel paratifo sono frequenti i dis turhi cie l s is te ma circoh1Lo rio, ma sollo forma cli disordini funzio nali e solo ,issai raramente di rniocardile . Il collega Galdi, c ui d obbiamo una s plendila recent issima mo nografia propr io s ulla clinica d el pa ratifo A, no n ha riscontrato ndla lc l.te ralura m edica alcun caso di cardiopatia o rgani c't consnculiva ad infezione parnt ifosa; e quanto alla s ua ri cca ca s is ti ca pe rsonale egl i scri ve così: " Non mi è riuscito noi.are n el pa ratifo A rile vanti sin tomato logie da pa rte d el s istema c irrnla lo rio . E' vero c he non di raùo l' impulso card i,tco s 'infiacchisce ecl i toni sono d ebo li; m a difficilmente i ton i si oscur ano e s i velano, a m eno c he non s i a bbia d a fare con inctividui m ollo es!lurili e do po m o lle settim ane cli malattia: in due o~~Prvazio ni so llunlo il cuore mos travas i dil a tato, n e ll'acme de ll a febb re, esse ndo au m e ntato il diamcLro trasve rso e s po rg-cndo il l im ite d estro per circa due di ta o ltre la marg in a le d estra de lle slcrno ; in 1111 solo caso s i percepiva un leggero softìo in primo tempo sul focolaio della punta, il 11 uale andò pni gradatamr ntc scompare ndo col migliorare d elle cùndizioni generali d e ll'infermo. Tn massima predo mina la tachicard ia ed il c uo re risponde sensibilmente all'azio ne dei farmaci c he più d'ordinario s i adope rano (dig itale , s tricnina , olio canfo rato) " · · Ne ppure per tifo, de l r esto, s i hanno vizi organic i d i c uo re come co mplicanza o conseguenza della infezio ne gene rale. E ' ricordato come
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CASUISTlCA Cl, INICA
rari tà estrema qualche caso di endocardite vegetante (Griesinger , Liebe rmeis t.er , P epper, Bouchut, Senger, Girot). Meno rare, ma sempre rare, sono le complicanze r enali. La nefrite cronica è eccezionale anche com e conseguenza del tifo (Vignerot). Per il paratifo A il Galdi parla di albuminuria frequente, ma solo di albuminuria febbrile e non di nefrite e di al buminuria lieve; 0d anche per spiegare la frequenza di questa li,~ve albuminuria febbril e egl i, che ha raccollo le sue osservazioni al fronte, ha bisogno di ricorrere alle condizioni d el r ene ne l sold,tlo, ciò che non si può im oca re nel caso mio, trattandosi di un militare che aveva fatto solo ser vizio terr itoriale o sedentario. Qui , tanto p e r la compli canza cardiaca quanto pe r quella r e nale, non v'è da invocar e che l a graYità della infezione, la quale aveva g-ià: fatlo s i che la febbre avesse lungamente cd ostinatamente resistito a tutte le cure.
Di alcuni atti operativi eseguiti nell'ospedale di consulenza chirurgica della T' Armata pe r il prof'. AJfredo Bevaci1ua, maggiore medico chirurgo consulen te d c ll"Armata.
Lna de lle maggiori mie cure, d urante gli otto m esi di consule nza chirurgica affid atami ne lla 7• Armala (april e-novembre 1918), fu (Juella d"is lituir,1 un ospedale chirurg ico presso i\ ,s ped a le di tappa, munito di t utti i m ezzi occorrenti per qualsias i atto operativo non solo di urgenza o per fe riti che giungessero dul ia fronle, m d an ::he de lla ordinaria chirurg ia de l tempo di par.e. In lale ospedale \Sezione S. Angelo in Bre· ~}iu) venivano in viati tutti i casi ch irurgic i da sottopo rre ad osser vazione del consu len te, tutt i i mili tari che. vis1Luli d a lla g iunta sani taria, avevano bii;og no di alti ope rativi , i quali, li berandoli da imperfezioni od infe rmità fastidiose, li ren devano idonei ai servizio di prima linea (erni e vol uminose o d olorose appendic iti cr0 n1c he); g li individui affetti d a postumi di ferite deg li arti o d elle cavità che 11e m enomavano l'integ rità funzionale, e c he s i sottopone vano spontaneam ente ad atti operativi; la maggio r parte d egli e rniosi dei r eparli ddla zona d'Intendenza e de lle ;;one più avanzale' C'he volevano liberarsi da t.alc imperfezione; t11tt i i cas i à i un a cer ta imp0rtanza che venivano invia li dugli ospeda li d'lnlt:ndenza vicinio ri non s pec ializzati o d all C' uniti\ sanit.arie a \·an · zai.o eh ~. aòibiti quas i esclus ivament e pe r feriti, avevano bisogno di t en ere gli ospedal i sg-om hc ri quanto più e ra po!:'s ibile e pron ti , con la rna~sima di ;;ponibilitit di pos ti-letto in caso di azione. L'm, pcd ale su d etto, capace di 350 lctli, venne diviso in due g randi r e parti : r e parlo asetl il"O ( I piano) con relative camere di ope ra zione e m edicatura, e r e par to settico (2' pian o), anch 'esso munito di s lam.a o pe rato ria e di mPòirh ,.ria. Al de tto impianlo r.onlribuì moltiss imo il .~apitano m c-d ico Piazza. la cui atlivil.ù 1w 11·osp~da lc di tappa d i Bre· O
CASU!STICA CLINllCA
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,scia fu prèziosi.;si ma; la direzione dei repurL1 ch irurgici venne ,tffidala all'ottimo capitano medico SubaLino, libero d ocente , ch e assieme ui te11enti m edici dull. Mingazzini, Lubriola, ~qudlac1olt, all'aspiran te Vin ciguerra eci a lLri, cli cui non ricordo più il nome, mi furono preziosi ~ollaboratori. Erni,,, - Si tomprende fac.ilmenle come l't:rnia inguinale abbia cosliLuito l'upem-uzione più frequente, o!Lrepa:;sando il 1'. ,Jli 200, 115 delle quali furono operale da me, e le altre dai coileghi Sabati no, i'vt ingazzini e Lahriola. Non è il caso di spendere molte purolc s u tuie operazione, che ormai costituisce una delle più tipiche, razionali e di esito più sicuro della chil'Urgia. Ditò soltanto che 111.!1 prnno periodo, quando fu èrlianata la disposizione mini steriale e dell'Intendenza generale che dava facollù a tutti g li erniosi di sottopors i a ll'allo overativo, s i operarono le ioI"me più svariale, dalla punta all'ernia scrotale voluminosa. In seguil.o, per non sottrarre dalla prima linett molli individui validi che, per una semplice pun ta d'ernia ricorrevano all'operazione che dava loro in premio due me:; i di Jiceuza e due mC!si di inabililù pel' la prima lin ea, venivano se.etti g li individui con ernia dolorosa, voluminosa o non p urfellamen le contenibile, o che pr.,senLuvano altre complicanze incompalib1li col servizio rnil1lare, anche sed enturio. E' sluto eseguito sempre il processo Bassin i; l'esito è s tuLo '°emvre oUimo: non s i ebbe mai a riscontrare un ,;'olo punto suppuruLo. Di particolare, nei casi operati da me, ricordo di aver riscontralo una volta nel sacco erniario, il cieco coll'apµendice aderente, che asportai; in dua a ltri casi il testicolo ectopico ch e, per l'estrema atrofia e brevità del fun1cello, ho dovuto asportare, non avendo poLuto eseguire l'orchiopessi. ln nove cas i poi si trattò di ernia reci diva, nei quali ho eseguito il processo Bass ini cosi modificato: dopo aver dissecalo l'aponeurosi del grande obliquo, il funicella ed il succo dal g rovig lio di aderenze circostanti, ho preparato alla meglio un piano musl'Olare fallo dai residui d el piccolo obliquo e t rasverso e dal conneUivo cicatriziale in cu i quelli e runo imbrigliali. Dopo aver resecalo il sacco, per la ricostituzione della parelc pos teri ore d el canale inguinale mi sono servilo ùi due piani muscolari, il primo utt.enuto da lla riunione del bordo esLemo del muscolo retto addominal e. liben1lo dalla s11a guaina, col margine posteriore del ponte di Puparzio, e l'altro dalla s utura dei residui del piccolo obliquo e trasverso col bordo anteriore d ell'arcata stessa, imm.::diaLumenLe al disopra del primo pia;;o. Su r~uesto piano muscolare, così rinfor:zato, h:} adagiato il funicello, ed al d1sopru suturalo l'aponeurosi del grande obliquo ed il cellulare sottocutaneo in piani disLinLi, e poi la cute. Gli -esiti immediuLi furono otLimi; si è avuta sempre la prima intenzione e la guarigione completa, con la ces;,az1one di ogni disturbo: non poss<? r~ferire dell'esito remoto per ragioni facili a comprendersi. Un solo incidente ho da ricordare in un caso: la lacerazione del d eferente d11rante la dissezione di esso, I due monconi recentaLi vennero inne' '
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CASU ISTJ CA CL I NICA
slali capo a ca po con punti s taccali di seta; g uarig ioni;) per prima senza alcun incon,·en ie nlc ull0riore dd parle d ell•.l vie seminali. Null a ho da riferire per quei pochi cas i di ernia c rurale ed e pigast1·ica da me ope rali, LuLLi con oUimo ris1il lato . .4. p p f'11dicit1•. - Freciue nti e nume rosissim i sono slali i casi di appendicite frn i mililari che ho uvulo J'o pporl11nilit di osservare ; però rarissimi s i sono a ssoggelaLi all'alLo ope rati ve,. ln sei mesi ho avuLo ag io di operarne dieri s0llanlo; di rssi d11e con pe rfo!'azion e dell'appe ndi ce e pe rilonilt diffusa in condizioni dispe rale; un altro, che andava sogge110 ad allacchi reciò1 van li con inle r val11 di pod1i giorni, fu operato sedici ore dopo l'ullimo aLtacco; e g li altri selle cas i venne ro operati a freddo. I primi due meritano di essere breveme nte riportali: uno per l'esito mollo fel ice, non ostan te le g ravissime condizioni ; l'altro per la forma eci il decorso assai strani. CAs u I. -- Soldato G. Ballista G., di ann i, 3U, rt:liLe. Nullt{ di importante dal )alo e reditario, familia re ne per5omtl e. !\el J11glio d el 1916 e bbe un primo attacco di appendicite, che s i ri pelelle d opo J5 giorni , pe r c ui fu ricoveralo nell'infe rme ria reggime ntal e pe r quattro giorni. Nell'a prile rnt7. avve rtendo dolore nella regione appe ndicolare, venn e ricove ralo n ell 'ospedale miliLa re di Fc lLl'e, uscendon e senza più a,·vert ire alcun disturbo. Nell 'agosto s uccessive ebbe un'allro aUacco appendicolare, ri cove rando nell'ospeda le d a campo 54 , donde uscì nell 'ot tobre con 7 g iorni d i riposo. RipeLulosi J'altttcco il 15 g iugno 1918, menh ·e il G. s1 Lrornva in licenza a Brescia, venno ricove ralo in quelr ospedale di LRppa pe r ascesso appendicolare, con 39 C. di te m peratu ra . Esame obbielLivo. Individuo di costituzione sch\Jl eLrica normale, con n ut.rizione scaduta, colorito d ella cute e mucuse visi bili pali ido. Osservalo due g iorni dopo il s uo ing resso all'ospedale, presenta addome tum efatto , s pecie n el quadrante inferiore, con m a nifesta difes a add Jmi na·1e. La palpazione riesce dolenlissima in LuLlo l'tiddome, specie n el pun to <:l i 711uc-13urney. Si nota 0U11s itil nelle pa1 Li più declivi e timpanismo in allo . E ' ma nifesto il fi otto colla pùrc ussione combinata; coi movimenti i:npressi all'infermo, il liquido s i sposta. L'infe rmo ha s in ghiozzo, polso e vanescen te ed ipotermia in con tras lo col lr cond 1zinn i generale mollo grn,·i. 0 1)f'r azirme. - 18 g iugno. S i decide per l'in ter vento immediato . Anestesia lombare negativa, dovuta alla soluzi one mollo vecchia in fial ette d el 1915: s i comple ta con la na rcosi eterea . Laparalomia parareltalc s in ist ra. Fu oriesce abbonda nte rp,an t ilà cli pus libe ro d alla cavità addominale. P e r ricercare l'appenrlice si debbono dis taccare alcune anse d el tenue, aderenti Lra loro . dis poste innanzi al cieco s lesso . Si reseca un LraLLo di epiplon aderen le a n(' ll 'esso al ciero, infì llralo di pus e di tessu to necrotico. · La ricerca dell'appendice riesce molto inr:laginosa pe r le an tiche ad t'r('nze e ie si.rat ificazion i fib rinose elle la na:-condono completamen te . Solo 111 1111 punlo essa è in com1111icazionc <'Olla caviU1 piena di pus, pe r mezzo di una pe rforazione in virinanza al suo impianlo s ul cieco s tesso .
<:ASL' JSTICA CLINI CA
Wì
Nell'isoldrla dalla sua inserzione :;ul cieco, quesLo subisce una picçola lacer azior.e. Si reseca l'appendice, si suLuru il cicc:o nel punto leso ; si zaffa la fo,:sa cecale e la cavilà add·; minalc con garza al iodoformio. Decor so post-ov eratorio. - L'infermo l'inùonwni è apiretlico ed in condizioni 3·encrali buone . Ha lieve meteorismu addominale. Si applica le vescica di ghiaccio. Dieta idrica per 3 giorni l~d immobililà de/l'iùtestino con oppio e bismuto per selle giorni. Dopo 48 ore s i fa la prima m edicatura e si rimuove lo "taffo addominale . Si continua a zaffare solo ia regione cecale, d ove si osserva ancora u11a stra~o di pus denso. li decorso ulteriore è no rma lissimo. Ali'8 ' g iorno si ricorre ad una pompetta di glicerin.i per vuotare l'al vo , il che s i ripete per alcuni a ltri giorni. Le f1111z10111 in testinali si riprisLinano. Guarigione in 45' g iornata. CASO 11. - ~oldato G. Giuseppe, del 2" arug lieria da fortezza. En lra nell'ospedale d i lappa (sezione S. Ani:;elui il ·7 0llobre con diagnosi di occlusione in testinale. Prnviene dall'ospedale da campu 0169, dove trovavas1 d egente fin dal 26 agosto dello stesso an11 0. ln questo osp1::dale l'infermo, a l suo ingresso, presentò violen ti dolori addominali, più in · tensi a sinistra, con met~oris mo, mentre da diversi giorni non aveva benefici ven t.ra] 1. Dopo alcuni giorni questi fatti si dileguarono, in seguito all' uso di d isteri e purganti; persistettero la stipsi ed i disturbi gastro intestinali, consister.I.i in d olori e sforzi di vomito dopo il pasto e lieve elevazione termica. Il 2 ottobre presenta imµrnni sa mente temperatura alta (40'' C. ) con brivido; intenso dolore ·addominale, vomito e polso piccolo. L'addome è leso e dolente in tutto il suo itmbito. Tale stato dura 5 giorn i presso chu immutato; la temperatura però cade al 3' giorno. Chiamato in consu.lto al 5° giorno, clecido immediatamente l'atto o perativo, quantunque· con poche speranze di s uccesso, data la constai.azione di una peritonite in atto. L'infermo è t.,·asportato all'ospedale S. Angelo. Operazion<'. - Anestesia eterea. Aperto l'addome con una lunga in cisione mediana sopra-ombelicale, vien fuori una enorme quantità di pus dal cavo peritoneale . Le anse intestinali sono aderenti tra loro, al• J epiplon ed alla parete addominale; tra le a nse si riscontrano delle loculazioni piene di abbondante pus. Non è stata possibile la ricerca dell'appendiC'e . Si zaffa con garza al iodoformio il bacino e la cavità addominale, e si sutura per buona parte la parete addominale. L'operato muore nella notte seguente. All'autopsia si risçontra, corno causa della peritonite, l'appendice ri ùotta ad un piccolo moncone necrotico, della lunghezza di quasi un cenLi m etro. La milza enormemente ingra ndita, col polo inferiore in necrosi, ed lm ascesso alla sua superficie interna- Enorme qua.-1tilà di pus nèi punti rleclivi dell'addome e nel bacino. Gli all.ri organi in terni presentano le. solite alterazioni degenerati ve, che si ri sconlran0 ordinariamente nelle fo rme asettiche.
C:ASU ISTI CA CL IN ICA
An che i l 3" CASO mentu d1 es:;cre ricordalo. in persona d el :;oldutu A ..... Giuseppe, de ll'8' a1p111i: ho ussisLiLo a due alLacchi avpendicola r1 s uccedutisi a puclii g io rni d 1 dis utnza, nou ostante la vescica di ghiacc io a pe rmanenza, la dieLa lattea ed il r iposo a3soluto; si notava asse nza d1 febbre, !i evc reuz1011e addorr1inalc, e dolor e a l punLo di Mac-B urney . L' in fer m o asseri\·a che pr ecedcn l<.;mcute, in que l la:;so di te mpo, aveva avuto di1crsc crisi dolo ri fiche alla rci:;ioue ileo-ce1;a le, m ai accompagnat e da febbre, s ut:.segue nLisi a dis Lanza di pochi g io rni, m entre il dolore p.ir:;isteva ancllc ncgl i inte r valli. La sera del 25 agosto vien collo d a dolo ri violen ti nella reg ione i lco-ec,;ale, e lle s i r i))ctono l'indo mani mattina. s i nota però searsa difesa addomi11ale ed assenza di febbre . L·opcru in rn· o ra dal nuovo aLLacco : a!)e rto 1 adùo mc col Laglio pararci la le, lrovo l'apµe nd1<:c, lun.~J11ssi11w, rn pusizio11e retro-cecale, colla m et~l distail' imme rsa, allravers0 un llccl11dlu cld mesente re, in una ca vità retrostnnlc m ollo s tre Ua, appella CUJliH;e a conl~ne re l'append ice, che s i riesce c:on fac ilità nel estrarre, d ata la cum1.1id,a mancanza di a derenze. fltisern,la ed aperta s i risconlr<l nd l<L 1,unla ddl'appcndice stessa un piccolo calcolo fecale; la mucusa è iperernirn cd appena tumefalla. Guarig iu11;; p,'r prima in ollava gi\Jrnala. Evidentem e nte la sindrom e d ulurifica in questo caso, cogli attacchi appe ndicolar i recid i vanti il b reve dis tanza , e rano dond i in p r inc ipal m odo al la s trana posizione dell 'ap pen dice d1c non ho rnai avuto agio di ns,;crrnre in altri casi; cos i l'assenza comple ta di febbre è s piega la .da lla 1nan..:itnz11 cli ve ri fenomen i infiammaLorì da parte de ll'append ice m edesima . Riconh,;ro 111fine il soldato B . Emilio, de lla 3' compagn ia di sanilit, in viatomi dulia Sl'l.ion<..: Arici , da l maggiore m edico prof. Stradiotti con diag nosi cli HPJJc nd icite cron ica e p ro babile ascesso. Soffriva a ncora di enfisl'ma pulmc1na re ed as ma bronchial e. Fil o pe,·"'10 50 gidrni do po l 'ulLi mo allacro a ppendicola re. Riscontrn i Il cieco furkmrnlc aderen l<' alle vicine anse <.Jd tenue,. con de lle callos ità cosparse su lla sua superfi cie , che a prima vis ta davano il sospet to dì infilt.razioni tuber cola ri . L'appendice e ra forte men te ingrossata, come il dito m edio de lla mano, idropica, forte m ente ade rente ed imp iantala alla superficie posle n or e d el c ieco a live llo de lla inserzione della valvola ileo-cecale. L'isola m ento col"la resezio ne presenta molta ditfieo llà, data la fiss itù de l c ieco per le nume rose aderenze. Guartg ion e pe r pnmn in deci ma giornata . Gli :tllri casi non presen tarono nulla dì 5peciale, tranne le solite adere nze più o m eno estese de ll'appe nd ice- 'rutti furon o operali a freddo dopo i <it, ;;iorni dal l'ult.1mo a l.tacco, ed m iutl,e s: è avuta la guarigion e pe r prima inl cn2.1one: tra nne in due ta~i s i ebbi· a formare un piccolo e matoma sollocnlanco, in corrisponde nza di due pu nti di su tura ve rs o ì estre mo infe rio re di qLJes la; dì Clii g ll arirono in pochi giorni. Ad eccllzione de l 2" caso, in LllLLi ho eseguito il seguente pr ocedi m en to: tng lio parareU.ale d PsLro di .f al aquier: incisione d ell 'aponeur osi dt'l grande obbliquo e d ell 'aponeu rosi d '1nvilupp o d el m uscolo r etto ci i
CASUIST!CA CLINICA
dè,;lr a un cenl1melro in d entro del s uo bord o e:;tem o. Spostamen to d el nmscolo a ll"mterno - inc1siune d ell<l fasci;i. tm nsc1;r,alis e d el peri toneo paral1e1a111cnle ed un po· all"indenlro al m,iri:;i11d de l niuscolo retto stesso. h1ccrca ddfapµc11di ce esplorando pri•na cull"ir,dice lu regione ileo-cccale pe r riconoscere la pos1zion~ e la sede di e:;sa, e dopo col portarla assiema al cieco allo esterno - distacco cièll"a rn :endice d ulie ader·:nze e dal m esenleriolo, previa legatur a d e i vasi di questo; resèzion , i.Ila basa! con termocauterio, tra due legature, per irripedirc lo S\·uotament0 d .,I contenuto del cieco e dell'appendice _:_ affondamento del moncone con doppia sutura delle pareli ceca li; a borsa di tabacco la p rima, comp r~ndenlo sier0sa e muscolare del cieco; ddla s utura viene affondata 111 un'altra continua od a punti s tacc,1ti, della sierosa cecale. Sutu ra del peritoneo e d ella parete addominale a triplice strato (aponeurosi del muscolo retto - aponeurosi d el g rande obliquo-soUocutaneo e cute). In qualtro casi si è ricorso a lla etero-uarcosi; negli altri all"anestcsia lo mbare s tovainica (5 centgr.) con esito positivo . I risu ltali d egli operali di appendicite non polernno essere IJiù snd · disfacenti, per quanto il numero d egli operali fosse assai scarso rispello a l numero dei colpiti. Quesli capitavano sotto la mia osset·vazione o qc1ando il process<; era in via th n sul uzione, oppure quando erano già ,; uariti dell"allacco e venivano per esst:ire sottoposti ad un provvedimento m edico legale. n ell' un caso o n ell"altro preferivano in genere l'rnabililit p er il 5er vizio d1 p rima linea, all'alto operatirn che li aHebbe resi idon e i, dopo qualche mese, a servizio incond1zionalo .. Mi è caprtaLo osservare. come postume, di appendicectomia, un caso di un cGr tc:; rnleresse, in persona del solda to M. Anton io, della classe i 884 : questi n coverò per una r.en<llg 1a forti3simn alia regione ileo-cecale, consecutiva ad operazione di appendicite subita poco tempo prima, o!Lre ad una laparat0mia esplorativa che g li "enne praticala s ubito à cpo, per essere liberato dal dolore; ma senza a lcun risu ltato . I dolori erano continui ed irresistibili, lan lo che J"infermo richied eva con insistenza un·allro intervento per ess•m1e liberalo. Era pallido e di aspetto molto sofferente: nulla però si riscontrava all'esame d ella regione ileo-'cecale . Fu da me operato il 27 ottobre 1918. Anestesia morfio-cloro-elerea. Laparatomia con taglio pai·aretlale destro. Esplorala la cavità, s i riscontra un'ansa del tenue ade.rente alla parete addominale per mezzo di un fild di catgut. Della ansa d eve essere stata compresa n ella s11ll1ra p e ritoneale, nella prima operazione di append1cectomia, e così si spiega il dolo re consecu tivo Staccata l'aderenza col rimuovere il filo di catgut, s i ricolma la p erdila di sostanza della parete intestinale, s u cui era capitato il punto, con dei punti di seta, alla Lemberl. Su t ura a strati delle pareti addominali. Guarigione per prima in ollava giornata. I d o lo ri scomparve ro completamente . Aneurism,a arlPro-venoso. - Ho avuto agio di cperare in quel tempo un aneurisrrrn art.ero-venoso dei vas i femorali di sin istra dell'apice del triangolo di Scar pa, consecutivo a ferita d 'arma da fuoco . .}3 -
Gionial e di m cdici11a milita re; -
F ase. n·.
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CASU ISTICA CL INI C.:A
Si LraLta di un soldato G. Ballista M., della 4• balteria mitraglieri Fiat, classe 1805, afftlLLo da alienazione m e:.iale, il quale, qualch e me::;e prima, tirò sul proprio ufficiale in piazza d 'armi, per cui i compagni gli sparnrono un colpo di fucil e , che lo fcri alla coscia sinistra, conseguend one il suddello aneu risma. Opcra::,ionc. - 17 lug lio 1.918. Cloro narcosi. Si meLLe allo scoperto l'aneurisma coi vasi femorali . Isolato 1 aneunsma, grosso come una noce, si cu,1slata come esso è impiantalo sulia parete laterale esleirna dell'arteria e d~lla vena, che sono state ev identemente interessale rn modo parziale dal proiettile. Si allaccia l'arteria femorale sopra e sollo l'aneurisma, che viene spaccato e cosi si può osservare lo sbocco della Yena e d ell'arteria, ncllamente distinto, nel sacco, e la fuòriuscita di sangue dalla vena. Escido 11 sacco ,) suturo la Yena laLeralmenLe, in corrispondenza della perdita di sostanza. Guarig ione 11\lr prima: nessun disturbo circolatorio dell' arto si è osservalo in seguilo. Si sa i'cbbe potuto, in questo caso,' e,·itare L1llaccialùra della femo raie ed eseguire anche la sutura lat.erale dell'arteria, come si è fallo per la vena, 1solanrlo, i du e vasi ed escgu~ndone, dopo l'escissione del sacco, la $Utura laterale ad entrambi- Ma la mancanza di istrumenti adatli mi ha fallo scegliere il provvedimeni.o su dello. Varicoccld-ldruci:lc. - Nulla di particolare h o da dire per i pochi casi di varicucùle e di idrocele operati: ho csùguito sempre la r esezione d el g ruppo Yùnoso anteriore del plesso pampiniforme, n ei primi, e la resezione, con eversione dùlla vagina le prop ria, nei secondi . Solo ricordo un caso di un certo intere::,se, di una cisti del funicello spermatico destro, rn0llo voluminosa, come un uovo di pollo ed a pareli assai spesse, con una piccola caviti-1 n ~l centro, contenente scarso liquido ematico, da mentire uh Lumore maligno - (sarcoma) . Tale cisti è aderente al testicolo in basso e col polo superiore raggiunge l'anello rnguinale esterno , circonda il dotto d tlfcrente e gli allri elementi del funiceJlo con cui è aderentissima, in modo che la dissezione di questo riesce assai difficile . Sono rimas to assai titub;mle so asportar e o no anche il testicolo ; ma poi prevalse la cons~rvuzione. Guarigione per prima. L'esame ist.ologic,) del pùzzo escluse la natura neoplastica : la parde d ella cisti risultò costituita da tessuto fibroso, ricchissimo di , asi. flfastoidite. - Durante l'epidemja influenzale il reparto otitici venne trasferito alla sezione S. Angelo ed affidato al ten ente m edico prof. Rusconi. Ho avul0 occasione, in quell 'epoca di operare due casi di mastoidite con otite media purulenta e carie d elle ossicina, di antro -atticolomia - con vuolamenlo della cassa, secondo il processo di Stacke; ed uno di oli le media purulenta e masloiàite di antrotomia con semplice aperl11ra d ell'rulitus ad rmtrum. Il t• eù il 3° di questi tre operali, g uarirono perfeltamenLe, il 2° (M. Luigi) 0perato in condizioni gravi, con febbre alla e cefalea intensa.
CASUISTIC..\ CLI.MC..\
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fu colpilo al 3° giorno d ell"opernzione da puli.10nite destra, e mon m decima giornata. In questo caso riscontra, rantro molto profondo e piccolissimo, Lrallandosi di mastoide eburnl'a, la ricerca di esso come dell'aditus ad antrum fu molto laboriosa. All'autopsia si risco11trò la breccia OiJCralona complelamenle detersa e ricopel'La da granulazioni regolari; nulla a c,1rico d ei ren i, delle memngi e dell·encefalo: soltanto pulmonite confluente destra alio :,lddio di epaliuazione grigia ed edema pulmonare a sinistra. In quel periodo di pandemi3. influenzale furono osservati mollissimi casi di mastoidite, di otite m edia con perforazione d ella membrana , come complicanze d ell'influenza; ma pochi reiativamente ebbero bisogno di intervento operativo. · Em71iema. - Mollissimi furono i casi d1 pleurite purulenta melapneumonica da intluenza che ebbi ad osservare specie nell'ottobre e novembre: sedici <ii l:!ssi furono operati nel n,>stro ospedale da me e dagl i assistenti, di pleurotomia con resezioni:! costale, preYia anestesia locale. di norncaina i %, cd isolati nel reparto settici in sala speciale. In sèguito, dalo il numero ·enorme di empierni che si verificavano, diedi di· spos1z1on i acr.hè lai i infermi venissero operali negli ospectali stessi, dove si trovavano ricoverati (sezione Rossini ed Arici dell'ospedale di Lappa adibiti per gli ammalaL1 d'influenza esclw,i\·amentel. Ho però potuLo subito notare come gli opt!ral1 d i empiema che non presentavano più tracce ai pulmonile guarivano, mentre quelli che avevano focolai pneumc.nici in atto, morivano quasi Lulli. Disposi perciò che lui.ti g li infermi affetti da empiema con pulmonile in allo, non Yenissero sottoposti per mas.c,ima alla pleurotomia eon resezione costale, ma solo all'aspirazione del liquido pleurico, fincl1è non fossero cessati i fatti pulmonari . Come risultato ebbi a notare nna diminuzione dei decessi di tali infe rmi. Sia n el funzionamento del su detto ospedale, come nell 'esplicazione d e l mio mandato nell'arrnata, ho avuto come caldi e benevoli sostenitori, p r \rna il colonnello medico prof. Salinari e poi il brigadiere general e medico Galli, che si seguirono ne lla Direzione di Sanitit della stessa Armata; E: d ella ficlucia addimostratami renclo Loro i miei più v i v i e sentiti ringraziamenti. :1° Decembre i918.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie Il banchetto di Trimalcione. \'ogl iamo d:s<'orrere un po' di cucrna? E un soggetto che riposa la mcnle e conforta - s ia pure plalonicamenle - lo stomaco irt ques ti Lempi in cui, lanlo per la scarsezza quanto per il r1:1caro di t uLli i generi alimentari , si mangia poco e mal0, su per giù come durante la guerra. I lettori, ('.ile conoscono il mio debole p1~r Roma antica, correranno subito col pensien:, alla cucina romana . Ebbene, sì : essi non s i sono ingannati : vog lio pr;;?t: is1;1.menle condurli nel tricUn'ium di Roma impl.'riale, in cui s ta remo brn1ss imo, e di dove usciremo coli 1ìlusionc d 'aYer lo stomaco pieno. Se n•rn a ltro, sarà sempre un desinare risparmialo, percllè sovente l'illusione prende l'aspello d 'una cosa reale e ha ti van tagg io di 11011 CO· stare un centesimo: mentre ora un huon desinare, che non s ia una semplice il lus 1one, costa un occhio d el capo, e qualche ,·olla lulli e due. A questa specie d'illusione ricorse .nei tre anni e mezzo d : guerra - e Yi ricorre anchè adesso - un fìne e sapiente gastwnom:i m io amico, il 411ale, ogn i voll1 che l'incontro, me ne vanta g li effeLli grandemente salutari. ~";gli entra invariabilmente nel salotlo da J)l'anzo tl:nendo fra le mani, come un prete il breviario, la c uisine nrllio nal,· dc la villt! 1•t dc la cam,pay1u·, JJ«r \'art, Fourcl el Délan (2:?" éditio11 ); e , p1ima di sedersi a ta ,·ola, chiede alla moglie la lista delle vivande. La moglie risp onderù, 11er esempio: « Maccheroncini in acqua bollente col battuto di prezze- . molo e cipolle; broccoli in padella; una crosta di formaggio, tre fi chi secchi » -- « ,·a bene. - dice il vaterlrmdlias; - ringraziamo il S i gnore e cominciamo la so lita lettura. Oggi tocca a Le, Maria (una d elle s11e quatlm fì g liuoie:, : leggi a pagina 25 · Potay,, ai , chr111011 cn JJ1/1•an » . F. men lre , fra l'acciollolìo delle scodelle, i n'iùccherGncin i col batl uto di prezzem olo e cipolle passano nelle fau ci di quegl i affamali , i lorn o recchi sono arca rezzati rlalla voce melodiosa d el!a pnzi enle lettrice : « Vous lronssoz 1111 chapon, Ics pattes en d cdans, et le bridez, le marquez dans une casserolle mouil!ée avec de bon consommé, couverte d'un<:: barde dc larrl .... .. . » . Ali<.' ultime cucchiaialç della minestra , tutta la famiglia sd1:<1(·ca la ling 11a e canta le lodi del potr1{)'! au clwpon, che ha incontralo i: gusto g1;:1erule. Quanrlo ,·engono in la.vola i broccoli, il
QUESTIONI
D'ATTUALITA', VARIETA' , NOTIZIE
padre dice alla figliuola di leggartl a pagina 299: Cuisscs de dindon, sauce. R o~>nt: e i broccoli scendon nello sLoma·~o d elicati e saporosi come cosc1t- di lacchino. Finito il desinare quei si barili idealisti s'a lzan da tavola con un sorriso di bealif.udine ; e il capo di casa, allenlanrJosi la fibbia dei calzoni, esclama alh•gramcnte: « Qu0sto, miei cari, è un d esinare da venti lire a test:1 Yla che brodo di capone! che lacchino siraorlinario! Ho ancora in bo1:ra il sapore della salsa n ohert. » E non s'accorge neppure che manciu dell e lan fale asfissian li di cipolla . Ma par!iamo d ella cucina d.igli antichi Quiriti. Lascio da parte la cucina d ei primi te mpi dèlla rep11bblica, ch'era press'a poco fru1,ral e come la nostra, 8 mi fermo sui prodigi r;ulinari dell'imper(• . illnslrati e, nello stesso ttlmpo, vituperati da Seneca, da Petronio, ria Giovenale, da Marziale ~~ da Macrobio. Chi non rammenta i! ·nome di Apicio? Veramente di Apìcii ve TIP furon tre: tre fratelli, tre r,hioUoni; uno d ei quali passò ai posteri per aver inventato il mod o di marinare 18 ostriche, ottenendone gra11 lode da Traiano. Ma non è aueslo l'Apicio r>iù famoso: è invece uno d e' suoi due fratelli - non so se maggiore o mi nore d 'elit - chiamato Celio Apicio, al quale è er roneamente nllribuito il notissimo trattato Dc obsor.iis et cond1m cntis, i I quale non è altro che una rnécolta di note scritte da chi sa quanti cuochi dell'epoca imperiale e fors'anche cte1·1e posteriori, a cui il furbo compilatore affibbiò il nome di Celio Apicio per favorirne la diffu s ione fra i g hiot.toni. Ma se Celio Apicio, il quale v isse sotto Augusto e sollo Tiberio, non scrisse il trattato che pox ta il suo nome, fece però delle prodezze rJ ; gran lunga maggiori, fra le altre quella di andare in Africa per accertarsi de visu se le aragoste che s: pescavano colà fossero realmente le più grosse del mondo; e quella - € fu l'ultima - di avvelena rsi per 1ion dover subire l'onta di morir di fame. 8ssendo rimasto con sole duecentocinquantamila ìire, dOP(? avere sperperalo 'tm patrimonio di rl11e milioni e mezzo (in nostra monet& ) nei piaceri della tavola. E l'imperatore Aulo Vilellio, il tu rpissimo figlio dell'onestissima Ses tilia, il cui soprannome di Spintria, acquislalosi a Capri fra' le nefan d ezz~ d ella corte di 1'iherio, dice chiaro sotto quali auspici cominciasse la carrien, che doveva portarlo al trono dei Cesari? Sentite quel c he n e dice .Svetonio in queto passo, ch' io trascrivo in italiano per risparmiarvi la noia d'una traduzione mentale estemporanea, non sem· pre facile per chi ha ri posto il latin!) fra i ferravecchi d ella memoria:
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QL'ESTION I o'ATTCALlTA', VARIETA'. NOTIZIE
« Era soprultuUo incl inalo a l vizio d ella gola.
UsaYu mangiare lre volle il giorno e alcune volle anche quattro reggendo a lutti i pasti, poichè s·era u\·,·cz,wlo a vomitare. Ordina,·a ora a questo, ora a quello di conYilarlo; nè cia$Cun apparecchio costava m eno di diecimila scudi. Fu soprn ogni allra famosissima una cena imbandilugii da s uo fratello, il giorno d1'egli fece la sua entrala in Rom:1; nella quale si dice ch e furon poste in luvola due mig liaia di pesci pn~ziosissimi, e selle di uccelli. Ma egli sorpassò tale profusiò1tc .facendo l"inaugarazione d ' un piatto che, IJer la sua grandezza smisuratu, chiamò lo scudo di Minen·a. E sso conknc,va legai.i di scari, cen ·ella di fagiani e di pavoni, lingue d1 fen icollt>r; e talle di murene, ch e una squadra di marinai, imbarcati s11 al cune triremi , erano andati a cercare dal paese dei Parli fino al mare di Sp11~na. La sua ghioltoneria era 0011 soltanto insaziabile, ma triviale; tani.o che egl i non poleni trattenersi d ttl mangiare le interiora d egli ani ma Ii dt\:::linati al sacrificio non appena eran levale dal fuoco, e dal di\'0rare, duranle i s uoi viaggi, tutti i nmasugli delle cucine d elle LaYcrnr-, anche quelli giù andati a_male"· Ho la liato per ultimo Lucullo, quanLunque multo ar,teriore ai d uè precedenLi, essendo vissuto nell'ulLimo periodo dl;l)a repubblica, perche non va con fuso col branco dei g lii vtlon i volgari, come si fa da certuni che, in fatte, di storia romana, son orecchianti . . .. s tonai.i . L ucio Licinio Lucullo fu essenzialmente un uomo fas toso, chil riuniva in se tuLte le v1rlù e tulli i difdt.i del cit.:is ronum11$, in cui la dignità d·una carica, anche mod esta, crn sempre un poco il riflesso d ella g randezza dcllTrbe ..Ma le ca riche da lui OCCLI Jli\ W furono tuLL'aJLro che modeste; prima edilè, poi pn' lorc, e finalm ente console, 1;;hhe il comando d e lle legioni nell'as11ra guerra contro ~litridolc: e le immense ricchezze, che in g rc1n pa rle gli derivarono dalle vitt,orie 1'ipurlate in Asia, egl i impiegò, n on escl usivamente nelle gozzoviglio come Celio Apicio e a ltri famosi ghio~loni, bensì nell'abbellire Roma di palazzi e di ville, che furono , per dir co:;1, J'aq111guardia degli sph::nd0r1 edilizi d ell"impero . Gli H orti !.uculliani erano a sud -O\'CSL d elle Yilìe dl,gl i Acilii , che superavano in magnificenza; ed occupavano la zona ora attraversala dall a \'ia Gregoriana, estendendosi sull'alto del monte fin o alla Sala ria uct u s. Queste vi lle contcncnino portici forniti di ricche biblioteche, e una sala, della d1 Apollo, rimasta famosa per un bancilct Lo a cui aYc\·ano preso parie Cicerone e Pompeo, quando al primo nulla a,ncora faceYa prc\·edere la tristissima fine pri'sso Formia, e al secondo, la tremend a disfalla di Farsaglia. Lucullo - ripeto - fu il Jll'Oto l ipo dell" uomo di Stato fastoso, a cui 0
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In munificenza serviva mirabilmente per accattivarsi il favore d el popolo, la simpatia d elle fam igl ie nobili e l'ossequio reverente degli stranieri; e se il lusso d elle sue cene divenne proverbiale, ciò si d eve al fallo che egli, da buon filosofo pratico e, per rara eccezione ricchissimo. sapeva che un pranzo squisito fu e sarà sempre l'esca colla quale si prendono più facilmente i pesci grossi e piccini del gran mare della vita. Ma sarébbe fare un oltraggio alla sua memoria se lo si ricordasse soltanto p~r lo sfarzo d elle . sue mense : mentre egli, fine conoscitore d'arte e di letteratura, protesse e sovvenne artisli e leUerali, fra gli altri il poeta Archia, quello stesso che, essendog li stata c-onlestata la citladinanz,t romana. ricorse al suo amico Cicel'one , il quale pronunziò in dif•dsa di lui la splendida arringa Pro A rchùi poeta. Ma v'è di più: Lu&nllo, a quanto scìve Plutarco, era così profondo conoscitore d elle lingue latina e g reca, che non soltanto ebbt:; l'incarico da Silla di rivedergli le sue meqioric, ma pare elle egli stesso abbia: scritto un pqema. in lingua greca su qu·! Jla famosa guerra marsica, la quale diede tanto filo d a torcere alla repubblica romana. E finalmente, come non ricordare che si deye a · Lucullo l'importazione d el ciliegio dall'Asia? Al grande generale· rnmano dovrebbern ri volgere almeno il pensiero riconoscente tutti i buongustai di liquori, ogni volta che slan centellinando un bicchierino _di quell'ottimo Kirsch-w,;tsser (o maraschino), che ci viene dai Vosgi.
Occupiamoci ora dei cibi e delht m&nsa dei Romani. Nei primi tempi, il frumento - triticum - non era macinato, ma pestato e abbrustolito: e colla farina cosi ottenuta facevano um\ poltig lia - p1j,[s - ch'era un cibo intermedio fra la minest.ra e la polenta. Più tardi, Vbnute in uso le macino a mano, il frumento si macinò in cas~ e se ne fece il pane dalle massaie o d ai cuochi ; finchè , coll'introduzione d elle macine a stanghe , messe in moto da cavalli o da asini, il pane fu fatto dai panettieri - pistores - nellti loro botteghe - pis trinae - (171 a . C. ). Inventata la macina ad acqua - rnola aquaria - fu vietato ai panettieri di macinare in bottega, e sorse per necessità una professione a par te , che fu quella del m11gnaio - molitor o molendinarius - che frut.tò subito grandi guadagni. Di pane ve n:era di più specie, secondo la qualità del frum ento: panis siliqincus, o di fior di farina, ch'era il migliore ; poltea, di cruschett9; pan.is cibarius, plebeius, castrr:;1:;is,· fatto di varie specie di g rano, . fra le altre di migNo·: e queste diverse qualità di pane davano
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il nome ai diversi pancUieri che le coccvano: pistc,res silfginarii, o panettieri di lusso; pistorcs cliban;rrii (da clibanwa, vaso di terra o di ferro), o panettieri di mezza tacca; e dulciarii se, oltre al pane, cocevano pure focacce e ciambelle, che allorn, come adesso, si vendevano pure per le strade. . Le carni dei bovi , degli agnelli, delle capre e specialmente quelle d ei maiali, ch'erano le più pregiate, facevan bella mostra sui banchi d ei rnercatores boarii, pecurarii e porcinarii, dai quali ultimi si ctistrnguevano i botularii, o salsicciai, che facevano _salsicce da cuocertl an osto, o le prrparavano affumicate. I Romani era110 uncbe ghiotbi della carne di ghi ro e di asino selvaggio : e quando volevano proprio regalarsi un piallo sq uisi to, facevano una bella strippala d i fegati d 'oche ingrassale apposta e con cura min uziosa. _ La selvaggina, allevala in ap[JOSiti vivai - viva1'ia - era costituita come ora da fagiani , vernici, tordi (da Luculìo in poi) beccacce, galline faraone et;c .; e altresi da uccelli esotici, fra cu i pa,,oni (trasportati da Ortensio in Roma dalrisola di Samo), gru, cicogne. e fenicotteri, dei quali era molto pregiata la lingua. Tra i mammiferi era ricercatissi ma la lepre, che allevavano nei leporaria , e non meno ricercato il coniglio, che, per 1a sua grande prol ificità, fu cagione di un comicissimo " affare di Stato» . Gli abiLanli delle Isole Baleari, nelle quali i conigli era.po in numero sterminato, ne mossero p1ù· volte lagnanza ad Augu· sto, e finirono per chiedergli un rinforzo mil itare che li aiutasse a distr uggere quei diavoli d 'erbivori, che mandavano u male tutti i raccolti. La lotte\ fu d i certo molto sanguinosa: ma ben pochi nemic i rimasero sul campo, perchè i legionari romani ne imbandirono le loro mense fra gli allegri canli della vittoria. I pesci erall mollo gustati dai Romani, i quali, non contenti di promuoverne la pesca in tutti i mari, avevano costruito dei g randi vivai (p,:scinae) di acqua di mare e di acqua d olco (dulccs et salsac) , ria cui le specie più svariale passavano g iornalmente nelle padelle d ei 5 11iotti Quiriti'. Uno dei prnni piscinarii, o proprietari di lal1 vivai, fu L. Licin io CraS51.ì censore nell'anno 82 a. C. (uno degl"i11 terloculori de l trattato De oratore di Cicerone), il q~rnle r:on fu solanlo un luminare del foro, ma nl tresi un grande gastronomo al cospetto di Giove. Fra i pesci d1 maggio~ p regio, ricorrlerò la triglia - mui.lu-; - ; il luccio - luJJW - ; in specie quello pescato intcr cluos vunte-;, cioè presso l'isola Tiberina, il romb0 - r/lombus - che s i face,·a ven ire d a Ravenna; e le 11m.renac, specie di anguille di mare, che g li st reU1 di Sicilia e d i Tar· lesso fornivano squ;sitc. A p~oposiLo delle m urene: un altro grande
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oraLore e gasfronom,>, Quinlo Orl< ns10 Ortc1lo, era talmente ap1;assionato per questi anacanlini apodi, di cui teneva un v ivaio monumentale a Bauli presso Baia, che, a quan to na,·ra Plinio (IX, 5:'> , 81), vel'sò un torrente cli lagrime quando g li fu annunziala la morte di uno di quei suoi pesci favoriti. E, come se ciò non bastasse, si racconlu che Anton ia, la madrò di Germanico, n ipote di T iberio, adornava di gioielli una 1
d e lle sue muren e preferite. F rn g li echinod e rmi e1an mo llo apprezzali
gli echini e, fra i mollusch i, i murici e le ostriche, che C. Sergio Orata fu il primo ad allevare in vivai (vivaria ostrearum) , facendo così onore al suo nome che, a cagione del suo amore per i pesci, sembra non fosse altro che un soprannome (Orata: Chrysophrys aurata, pesce acanloltero d el Mediterraneo) . Si faceva pure g ran consumo di pesci se,:chi o in salamoia, chi11si in vasi di terra cotta - testa sals_amrntaria -- e di salse di pesci, tra le quali il uarum, che si preparava con piccoli pesci marinati e costava carissimo: l'allee, che era · una specie d i consomrr.é di ost!'i,::1e e di tri.. glit>: e la niuria, ch'era più una salamoia che una salsa , era e y.n pria. Gli ortaggi, i legumi e le frutta affluivano nell'!Jrbe da. tull e le regioni d ' llalia e da tutte le parti del mendo, allora soggette alle aqui le l'Ornane. Gli ,lSpu ragi, di proporzion i sbalord ìLoie,· veniv.a no da Ravenna; i' car·ciofì da Cartagine e d a Cordova; le piante aromatiche, di cui si faceva un uso grandissimo, d all'Oriente . La coltura degli alberi fn:1ttif~ri era pci Roman i una delle occupazioni più gradite, ed erano r ari i ricchi pri'rnli, che non avessero l'a mbizionJ di dare il loro n ome a qualche nuova varietà di frutta, ch'essi avevano ottenuta coll'arte paziente dell'innesto, o che avevano importala da altri paesi. Così, per esem pio, eran famose sollo Aug usto le mala rnclliona del cavaliere C. Metlio ; e non so perchè Lucullo non abbia chi1.un alo lucull'iano il ciliegio, che egli. come ho g ià deUo, aveva importato dall' Asia. E' nolo quanto i Romani fossero d evoti a Bacco, e come l'invocassero insieme con \'cnere e Priapo, in tuLti i banchetti. Nulla di strano, dunque , 'Stl per essi la viticoltura e la vinificazione fll rono sempre oggetto delle cure più atten te, e se censori, consoli e pretori dedicassero allo studio teorico-pratico d ell'enologia la maggior parte d el tempo che non impiegavan neg·li affari di stato. Oltre ai vini prodotti dalle celebrate uve dslle isole greche, v'era11 più di cinquanta vari elit di v ini italiani, fra i quali il cecubo (dal territorio omonimo presso li golfo di Gaeta .:i il lago di Fondi ), il setino (d a Setia, città de l La:t1io ); il m,tssicco, l'albana, il caleno, il capuano , il mamertino, il tarentino, il sorre ntino e, rì tam seigneur tout honneur, il famoso falerno, che si rica-
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vava dalla uve bianche del l'ager F_alernus n ella Campania. Un'anfora di falerno del 122 11 C. (anno celebre per il buon raccolto) che , d al nome de l console Opimio chiamavasi -i;inttrn npimianum , fu pagata, ,al tempo rli Cal igola (dal 37 al 4.i d . C. ) 106ù sesterzi, ossia 2 sesterzi il r:yatum, che corrispondeva a uno dei noslri bicch ier ini da liquori. Ma a!1imè, - e ne fa fede Plinio (:XXXIV, 2ù) anche allora, precisamente come oggi, c'erano i v ini adulterati - vina fictiti,1 - la maggior parte d ei guaii eranò il prodotto di complicatf: mdnipolazioni di alcune frulla, o nella cottura dei mosti. I Romani facevano tre pasti il l'{iorrao: il mal.Lino, la prima cola2.ione (ientar11lum ) con un po' di p>rne inzuppato nel vino, o con uva, -0live, formaggio, o !alt<': verso i'ora settjma, corrispondente a mezzosìorno, il vrantlimn, che consiswva in cibi più sostanziosi, caldi o freddi : fl!l·ora nona., ossia a metà circa d ell'intervallo fra il meridies ~ il soli~ occasus, la ca,na, ch\;ra i! pasto principal e. Questo si componeva di I r,· par Li, o p ori.ate (crenae missus) : i" A nl<:r:mnium, d etta pure Gi1.statio e Promulsis, consistente in uov.a, a cui s'aggiungr.vano lat.Lug he, olive e sàlsicce, ìnaffiate con del \ino meia lo (mulsus : donde la voce vrom •tlsis) . 2• C,,ma, che comprendeva le vivande più squisite. 3• S,-cundae rncnsae, in r,ui si pc,rtavano in tavola frulla e confeU i d'ogni specie.
Nelle salire di Orazio e di Giovenale e jn un i;ran numero di epi· grammi d t Marzialb (di cui non mi so ancofa ris,J lvere a pubblicare la mia traduzione), si trovan d%crizion1 gust.osissi me di cene romane, che son documenti di grande imporlunza per la storia d ei conviti, e dove i lettori potranno soddisfa re la loro curiosiLà intorno ai prodigi culinari di quei lempi e agli l' pisodi allegri, comici e sovente anche turpi , che si svolgrvano nel triclinio. Qui io mi restringo a far cenno dei banchelti più famosi di Roma anlica, che gli autori celebra rono n ei loro scritti con un mirab ile sfoggio di iingua 0 d1 stile, come se sì t raUasse ".li t.rionfl e di glorie: t.anto che, leggendo quelle pag ine, si ha l'illusione di vedere una legione d i commensali armati di lia11lal' e di cochlearia, culla fron te cinta d1 irhirland e e col vo!to acceso d ai fum i del cecubo e del fall'rno, salir l'erta dC'l colle Capìtoi ino per ric!were il premio rlovulo agli stomachi vittoriosi. I banchetti celebri di Roma antica non si contano, perchè si può dire che ogni imperatore, ogni console, ogni cittadino sguazzante nei
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sesterzi, avesse l'ambizione di passare ai pos Leri a suon di piat.l1 e di padelle; ma lre sono veramente i barv:heLLi che rr::=: ritano l'onore della celebritit ,\Ulenlica e che son citali d,t lutti i gastronom i come il non plus ultra rlell'arl.e della cucina: il bancheUo di Elio;abalo, descri llo da Lampridio, nel quale furono portati venlid ..H: f,1rl'llli (barelle/ carichi delle vivande più svariale: il banchell.o di Lt~nltdo, descritto da Macrobio, neì quale per anlicena si servirono rirci di mare, osll'iche c rude
a c~ntinaia e tordi con asparagi; per 5ec0ndo st>rvizi,J, una tacchina grassa e grnssa come un pallone, un altro piallo d'osctriche e di alLJ:i molluschi in salsa, c!tille orf.iche di mare, dei lombi di capriolo e di cinghiale, d ei beccafichi e altri uccelli ·incròsLati in un pa:;ticcio: por terzo servizio, selvaggina minuta e mammelle di scrofa, un grngno di cinghi~lle, un piatto di pesci, d 'aniLre, d'uccelli di palude in composta, lepri ~ pollame a rrosto cori delle fette di pane, e focaccf: della marca d·Ancona (panem ptccntinum ) : e finalmente il banchetto di Trimaldone, descritto con un gran lusso di partir:olari da Petronio nel suo arne11i,,:;irno Satyricon, che d ovrebber,:; leggere tutl,i coloro i quali voglion avere precise notizie sugli usi e costumi di Roma imperiale, senz'arricciare il naso al linguaggio scurrile di quasi tutti i personaggi di q uella spècie di romanzo, giacchè !a srurrililù era, a quei tempi ,'ciò che oggi è per noi l'o.rguzia che scin ti lla e !.'coppietta nella convcr5azionè com() un ~uoco d"a, tifizio. P oichè' è mia intenzione ricreare con questo articolo lo spirito d ei lelLor1 . non voglio privarli del godimento, non dirò inlellf:ttuale, ma gastronomico, di assistere, proprio in Questi giorni che si vive a sleccheUo, aò una' d elle cene più sontuose dell'epcca imperiale, narrala ir. uno stile fra l'ironico e il faceto e con quel! 'erudizione profonda nell'arte della cucina, che doveva possedere chi, come Petronio, era f.lato edurc,to alle raffinatezze della mrnsa di N:)r one e temperava la rigidezza d ello stoico colla gioconda indifferenza dell'epicureo. Trimalcione impersona un tipo ch'è di tutti i tempi e di tutti i l uoghi: tllì antico schiavu arricchitosi per chi sa qual i losche vicende, forse in qualità di fornitore dell'esercito nella ridicola spedizione di Claudio in Bretagna, o come incettatore durante la carestia elle rese così d ura J& vita ai Romani negli 11ltimi anni della tirannide di Nerone: o come imriresario dei trasporti cfi polvere per i loltalori di corte, che :=;i faceva ,·enire da Alessandria d 'Egitto, e che il popolo affamato accoglieva con urh d 'indignazione (Svetonio, Vita di Nerone, XL\'). Insomma., questo Trimalcione era un uomo volgarissi mo, un servitoraccio indoralo dalla dea Fortuna, un homo n 11v,1,s, come dicevano i Romani ~·allora, un villan rifatto o un pidocchio riunto, come r.oi di-
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ciamo ora ; uno :,\·ergognalo spocchioso pieno di vizi e di sesterzi, il quale godeva nel rimpinzar J'epa dei clienti e dei parassiti, con cui egli s'imhrancava pochi anni avanti , quando, coperto d'una tunica a bran de!! i, und,J\"a a me ndicare la s]Jorlula sull'uscio dE":1le case d ei signori . Che volete'! E un piacere che non ha eguale, è un piacere d egno dei numi, qu1::!lo che prova uno straccione risalilo Ml buttar l'oro a piene man i in faccia agli straccioni suoi pari, che sori rimasti in basso; e più ,rncora nell'apparire sfolgorante rl'oro e di gemme in quei luog hi, di d ove un tempo sa 1·ebbe slalo cacciato a pedale. Ed ora penetriamo nel triclinio di Trimulcione e assistiamo al suo banchello, quale ce lo d escrive P etronio p er bocca di Encolpo, in un Ialino no11 elcgan lissimo, ma piacevole e spigliato, ch'io cerch t rò di tradurre 4 c0Jla maggiore fedeltà possibile, saltando a pie' pari i passi più scabr"<foi: " 'l' rimn1cione fa il suo ingresso nel triclinio pr.•rtato da due schiavi quando la !/Ustatio era quasi al termine e, contrariamente a ogni regola d'etichetta, si fa collocare al posto ct'o,1ore. Ailora fu recato in tavola un lautis'>illtO antipasto. Sul prornulsidarium. (vassoio su cui ponevasi la vromulsi.~, o antipasto), stava un asino di meta.Ilo di Corinto con d ue s porte spenzoloni, una delle quali conten~va olivt:: bianche, e l'altra o li ve nere, e recante sul d orso varie scodelle , sul cui orlo era scolpito il nome rl; Tri1rndcio ne insieme col JJeso dell'arg1,;nlo. In queste scodelle eran d ei ghiri conditr con miele e papa.vero; mort,td elle ch,1 bollivano sopi·« una graticola d 'argento; e prugne siriache con d ei chicchi di melagrane. Nello stesso tempo fu poi tata nna tavola (revositoriwn), sulla quale era una gallina di legno colle a li distese in atto di covare; e, allo strepito della musica, due schiavi, postisi a rimuginare nella paglia, n e ~arnron fuori d elle ova cli pavone , che distribuirono ai con,·ilal i. Tr1ma lcione, voltandosi a quella scena, d isse : - lo ho ordinato che si meUessero sollo questa gallin a delle uva di pavone: ma ora temo, per bacco! che abbian già d entro il pulcino. Vediamo un poco! - Ci furon dati dei Cttcchia i, che non pesavan meno di m ezza libbra ciascuno, e con essi rompemmo le uova clù H·an faLte di pasta. Io g ià stava per gettar via il mio ovo, sembrandomi che eorite11f:sse davvero un pulcino; ma poi, senl endo d a un vecchio commensale che doveva esserci in vece q ualcosa dì buono, cominc.iai a rompere il guscio, e vi trovai un grasso beccafico contornalo dal tuorlo d ell'evo sparso di pepe. Poi , 11 un segno dell'orchestra , i cibi d el primo servizio furon portati via da un coro di cantanti; e, in mezzo a quella baraonda, cadde a terra una 0
QUESTIONI D'ATTUALITA· , VARIET.\', NOTIZII::
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scodella d 'argento che venne raccollèl,, da uno schiavo . Accorlosenc Trimalcione, fece schiaffegg iare lo sc hiavo e gli o t·dinò che rimeUesse la
scodella sul pavimento, di dove fu spazzata da un c,tmeriere insieme colle lordure. Entrarono, dopo di ciò, due Etiopi chiomati tenendo ciascuno fra le mani un piccolo otre simile a queilo con cui s·annaffia l'arena nell'anfiteatro, e ne fecero spicciare dd ,·;no su Ile man i dei convitati . Vennero poi in tavola delle anfor\3 bE:n chiuse, che portavano una targhetta s 11 cui slava scritto: Fal!!mo <l'Uvimio di cento anni ...... Seguì una porlat11, non g rande, a d ire il vero, m:i così r.uova che destò la meraviglia di tutti . Essa era in forrnu di credenza rotonda e aveva in giro le dodici costellazioni, su ciascuna d elle quali il cuoco avev.; posto la vivanda conveniente alla fi g ura: sulL\rieLe, r ceci arieLini; sul Toro, una targa di bufalo; sopra i Gemelli, ttlsticol i e' reni; sul Cancro, una corona d i gamberi; sul Leone, un fic0 d'Africa; su lla \'ergine, una vulva di troia vergine; sulla Libra, una bilancia, che in un piattello aveva una torta e nell'altro una focacci9.; sullo Scorpione, un pesciolino di mare, ch'è detto scorpione; sul SagiLl1J rio, una lep, e; sul Capricorno, una locusla marina;' sull'Acqu':Lrio, un'occ>.; sui P esci, due triglie ... .. Noi stavamo per accostare a lla bocca r1u eile vi\·ande triviali aJ!orchè sopraggiunsero quattro schiavi , i quali, ballando a suon di musica, tolsero la p11rte superiore rli quel la cr Prienz'.'l., · e. allora vedemmo come per incanto spuntar•3 di sotto un altro servizio: ventresche e grassi, circonrlanti una lepre alata, che par,w a il cavallo P egaseo. Torno torno alla credenza, osservammo quattro slriLu~ di satiri , i cui phalli versavano una salsa (garum) pepata sopra i pesci, che si vedevano nuotare in 1111 ·piccolo stagno artificiale ..... Tenne dielro un altro desco, sul quale era posta una cignala imben ettata (cioè col berretto da liber toì, da' cui denti pendevano due can estri t,:,ssuLi di palma, uno dei quali colmo di ctat.teri d ella specie delle cariatid i, e l'altro di datteri della Tebaide. All'intorno v'erano porcellini fatti di torta attaccati alle mammelle , per significare che il cinghiale ern femmina; e questi erano apoforeti (<i0nì del convitante ai convitati , che se li portavano a casa). A tagliare il cinghiale, venne un omaccio barbuto colle gambe nelle gambier e e borzacchini alla cacciatora e con una tunichetta tessuta con molti licci, il quale, impugnato il coltello da caccia, percosse con vjo11,nza un fianco della bestia, dalla cui ferita V?laron fuori d ei tord i. Furon pri:-nti colle canne gli ucc.allatori, che li presero subito mentre frulluvano p er la s:i.la. Allora, levate a suon di musica le mense, si condu~sero nel triclinio t re maiali bianchi, ornati dt nastri e di bubboli. Trimalcione r.hiese: - Quale rli cor:lesLi volete voi che in un momento
QCESTJONI D'ATT U ALlTA',
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NOTIZIE
si mella 1:. tavola? - Intanto fece chiamare il cuoco, a cui ordinò, senz'aspeLtare la nostra scella, che ammazzasse. ,I più vecchio. Il cuoco t'.'Ond11sse dunque il suo arrosto vivenf.e in cucin;1., e , quando ancora 'J'ri malcionc non aveva fini to di narrarci alcun e sue scempiaggini, la tavola fu copP,rla <la un altro d esco.carico d i quel maiale . - Come mai, escla mò T rimalcione, questo porco nor. è stato sventrato? - ll cuoco brandì il coli.elio, e, con m ano alquar.~o timorosa, tagliò qua e là i1 Yentrc del porco: ed ecco dalle ferite, che si slabbravano per l'urto d el peso, ~t'.'appar fuori salsicc'3 e sangumacci. Tutto a 1111 .tratto sr sentì tremare il triclin io· ect ecco che, ap,~rtv!:'i il soffilto, venn e giù u n g ran cerchio, d c n11 p,:;nctevano varie coron e d'oro e scatolette d'alnbastro pien e d'uug-uenti od orosi. « Mentr~ c'era ordinato di prl'nrlr rr quei doni, io volsi l'occhio alla mensa, sulla qual<.! vidi un n u0vo servizio th fo·~acce a, in mezzo, un P riapo fallo d i pastu, che n el laqrn suo g rembo ten eva uva e mele di ogni quaiità. Mentre noi allung,wamo le :r:ani wrso quei frutti, un nuovo scberzo accrebhs il no::lr0 buon umore · IE' focacce e !e m ele, appena toccat e, lascia rono scorrere d ello zafferano, che ci avvolse come ic. una n ,1vola. Yennero poscia alcuni maP.1careLLi che, se ci ripenso, mi solleti, ttn<' ancora il palato: invee<> di to l'di , una gaìlina grafsa per ciascuno, e o\ra d'or.a. P oco dipoi ·rrimalcione ordinò che si po rtasse l'ultimo ::t'rvizio; e i servitori, levale lt! men3e, ne recaron d ell·~ a ltre, spargendo limat ur a tinta di zafferano e di minio e una polvere soUilissima di pietra specu la re. Venne l'ultima portata, composta di un past,iccio rii tordi , di zibibbo e di noci condite, a cui tennero dietro le mele coto~·m' contornut.c di chiod elli fatti a foggia di porcospino: e una vi-..anda così strana, che n oi, prima di mnn~iarla. avremmo voluto morir di rame. Q11andrJ fu in tavola, pen!:'ammo che fosse un'oca ripiena , contornala di pesci e <l 'ogni sorta cl'uccdli: del c}:l-3 avvedutosi Trimalcione, d bse : - Tulto questo p iaUo è sorto da un sol corpo di maiale per a d e rlel mio cuoco. Non v' ha ttn uomo più prezioso di lui. Se volete, egli <li una vul rn vi farà u n pesce, col lardo un piccione, col prosciu Llo nnn tortora, colle budel la di porco una gallina. - A un tratto entrarono due sch iavi in a tto d 'cizzttffarsi, tenendo sulle spalle de lle anfore. Mentre, sorpr~si d all'insolenza di quei briachi, li tenevamo d'occhio, Yectemmo che dalle anf0re. rotte cadeva.?10 in terra ostriche e 1_1etlini , chi: un ser,·o raccolse ~ r~cr, intorno in una scodella, mentre il cuoco po rtava d clb l umache sopra un11 graticol:;i. d'argento. Io arrossisco n el lli1rrare ciò che an enne in segu ilo ..... De' fan ciulli chiomati (cosa non mui Yisttt), portando ung uenti in un catino d 'argento, unsero
QUESTIONI o ·AITUALITA', VARJETA', NOTIZIE
523:.
i piedi ai commensali sdraiati, dopo aver loro allacciato e gambe e piedi e calcagni r.on varie ghirlande.. Poi feeero colare d ell'unguento nelle anfore di vino e nelle lucerne ». Che cosa ne dite, cari lettori di tutto que:oto po' po' di roba? Non vi sentite lo stomaco pieno, come se vi alzaste or 01•a da quel convito pol'lentoso? E pensare che, proprio in quei giorni, il popolo, stanco e nau- . sealo di Nerone, della sua corte e dP.' suoi T rimalcioni , cominciava a mormorare nelle vie e nelle piazze; le legion i della Gallia e d ella Spagna si preparavano alla r ivolta; e il vecchie Galba scorgeva prossima la sua ascen~ione al trono dei Cesari :
A questo punto, i lettori mi faranno ossel'vare che la mia « qnestione di attualità » è un po' troppo remota. Meno remuta di quanto si potrebbe credere - rispondo io; - anzi, addirittura odierna; p~rchè, in grazia d'uno dei tunti prodigi della gran guC'rr~, Trirnalcì0nc è risorto, come l'araba fenice. dalle sue ceneri, ed è oggi più vivo, più ghioUone, più spocchioso, più volgar~, più sfat:ciato che mai: colla sola differenza che, invece d i nascondere le sue membra suine frr1. le pieghe d ella toga, le copre ~on un abito di stoffa inglese t11gliato all'ultima moda, e porta sulla zuccu spelacchiata un amore di capp13llo a cencio - Borsalino autentico - che fu l'effetto d' una ventola finissima sopra una lucernaccia d 'ottone. Egli fu visto in questi giorni in più luoghi. A Montecarlo, dove puntò, perdette e rivinse parec0hio centinaia di napoleoni coll' indiffi:renza di un miliardario e colla fortuna indiavolata- di tutti i bricconi: a Nizza, n Parigi , a Milano, dove passò come una meteora sfolgorante di luce dorala in mezzo alla solita folla attonita dcgl'iloti; e: finalmente a Roma, in cui quel bel tomo rinnova le sue gesta di un tempo, convitand o amici, amiche, clienti e paras:iiti al Grand Hotel, dove il cerimoniale orgiastico si svolgEJ press'a poco come ai tempi di Nerone; forse con meno spirito e meno senso estetico, ma con maggiore triviali Là t' impudenza, dato il periocto stor ico ed economico che si sta attraversando. Mi d i1~ono che Trima:1cione abbia quakhe affaruccio d a sbrigare nel P alazzo di Giustizia: ma deve trattarsi proprio d'una quisqu iglia, per~hè, dopo qualch·e interrogatorio, il pubblico ebbe la fortuna d'ammirarlo a villa Borghese nella sua magnifica Fiat, seduto fra Quarlilla e Lesbia, in fioraie, ingemmate, imbellettata, le qual i gli regalavano sorrisi afrodisiaci, mentre fissavano la robusta schiena d el giovane r.hauffeur con lo stesso sguardo scintillanla di cupiòigia, con cui
QUESTIONI D'ATIUALJTA\ VARIETA', NOTIZIE
le loro consorellr. di venti secoli addietro avran fissalo le lucide spalle dello schiavo etiope, ritto interito fra le stanghe della leUiga . Le sere di rappresentazione, quell'automobile si ferma djnanzi al teatro Costanzi, e l'untico schiavo, a bracclltto delle due b ellu etère, sale a fronte alla gli scalini di quel portico, sui quali sedevil qualche anno avanti livido dal freddo nel suo vestito a brandelli, aspet.tando la manna di un m ozzi cone di sigaro in un aristocratico spruzz,1 di saliva. Icr l'altro Trimal cione usciva da un caffè di lw,30 in via Nazionale, ossequiato dal cameriere, al qualr avf'va d:.1.lo cinque lire di mancia. P oco dopn .' lo stesso cameriere, ridendo sgt,ainlatT,ente in faccia a un povero diavolo d 'impiegato di provincia, cl:'cra r,npitalo là d entro per isbaglio e che aveva mod estamente m esso accanto alla chicch era cinque soldini di me.ncia, gli disse in tono arrogante : - SP- li tenga, se li tenga, e li dia per elem osina al primo mendicar.t e eh~ trova sulla strad :.1! Quel signore , eh 'è uscilo ora, m'ha d ato cinque franchi. - Ho quattro figliuoli da mantenere - rispose pacai.amento l'impiegato rinlascand,> i cin que soldi: - e non ho mai rubato, nè Lruffato, nè affamato il prossimo. Ecco perchè ho avuto l'i;npurknza, :::ignor cameriere, di offrir!<:? un a mancia ianLo inferiore ai suoi me1iti e alla sna posizione sociale. invece quel signore d elle cinque lire ..... B1101rn sera, e al · piar.t.·re di non più rived erci. Il cameriere allnnr.ò il viso sbarbalo· e non rispose nulla, m a fece spallucce ir. segno di d isprezzo, perchè i camerieri si sentono tutLi un po' Trimalcioni; come i Trimalcioni n on son allro ch e serYi camu ffati burlescam<!nte da padroni. Roma, aprile H.'JO. EDMONDO TRUMBf:TTA
LUIGI PALMI ERI gerente. rvi•J -
8taliilìm'-' ulo po lig-r:.fi.co per l'aru1uinistrnziont- ùe1la Guerra in Roma..
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- -1919 --- - - - - - - - - --·--- ----=--::::--7:t-Stabili m ento Poligrafico per l'a11111ùnistrazione òella Guerra in R o rnn.
Pubblicazione mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato .dall'Ispettorato di SanitA militare Giornale di medicina militare: 1851-1884 · ciorualc medico del Regio Ese rc1lc; e della Regia Marina: 1885-189~ Giornale medico d e l Regio Esercito: 1&.)6-1907
ANNO LXVII -
1919
1 Maggio
Fascicolo· V
f, I
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Direttore: Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico.
.
Redattori capi:
Prot, ALFREDO SUCCIANTE tenente coonnello medico. '
Dott. ARTURO CASAR!Nf} tenente colòhnello medico.
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Per le nuove no
. . ., . ) rme circa le pubblicazioni dei lavor i vedi copertina \'•" pagina .
SOMMARIO
Dispense ed l'~oneri degli ufficiali medici
. Puy. 525
MEMORIE ORIGINALI. Bonomo, - Considerazioni sul funziona mento dei ser vizi sanHari di guerra.
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5!'>3
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563
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590
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597
Vallana. - l I n ' •·pidemia. di febbre ricorrente nei prigionieri austriaci del dist,:wc,tnwnto di Salussola
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610
Viseotioi. - B.... nd.iconto sul funzionam ento del Laboratorio battel'Ìo1ogico d i Mantova durante la guerra (1915· l!H 8)
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611
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616
N.h;UJ:tOLOG CO
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632
Ph:H. lL U HRO .IYORO D EL CORPO SANITARl O MILITARE
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633
PARTE GFF lCIALE
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635
Bllancioni. - Fenomeni da scoppio a carico dell'orecch io . Minervlni. -
1,· opera del uucleo chirurgico n . 5 in zona .di guerra.
Samperi. - Ofrnlmia metastatica da pnenmccocco in un soggetto colpito da influen:i:a durante l'attuale grave epidemia. .
HICERCHE CLINI C HE E DI LABORATORIO.
Ql ESTIO~ l J)'ATTL\LITA', VARJETA', NOTIZIE. Trombetta. -
fl p rof. comm. I ppocrate da Coo. .
,.
Dispense ed esoneri degli ufficiali medici
·.._. , ' HELAZ IONF. 80MMAR IA. Il Goq.io ~unitario militare effC'Ltivo rigmo.,umente r(clulaLo nell 'ultimo vent~n11iù, allenalo ad ogni disagio p~r le 0si!,·tmzc di servizio costantemf:ri le soverchianti la sua p ;)Lenzialilà n 11m 2r·icu, sperimentaL.J e temprato duranlt: ie ripetute calamità nazionali r. la campagna !1b:t:a, Poteva rappresenta re per la guer ra solo un eccellente nucleo d i incttnidr·amento, capact" r,icè di assicumre i punti. nod.'.lli del servizio, e per consegu0nza si rivelò subito di gran lunga s pr:iporzionato alla imponenza, della g uerra a LLuale. Assegaamenlo principale si fact>1·a -· com~ ern d a presum.!r.~i - s ulla massa de i medici civili , ma l'ordint: della mobilitazion e generale {:!4 maggio 19H'.i) p:irtò alla imm,3diatc1. militarizzazione d i tuUi i m : d ici con obblighi d1 leva (trnnne un c2rto numero di n-.edici condotti comunali), senza distinzione o limitazione , come se la ir,sorgenza della n t'cessit.à iner~nti alla Saniti1 Militare ,tvessJ con h' mporan eam ent,c an :H Il 1.0 ogni a!Lro bisogno sanitari0 della popolazione civ:le. Era r., ianrata, cioè, la pre:;enza d1 ur. l~entr11 direllivo preordinato che p rnv,mtivamentc avesse slabiliw, ct·accordo colle varie alt.re autorità sanitarie i cderi iondamentali di chiamala e di impieg0 d el personale, centro chi:', p er riuscire adèguatamente efficace, avr~bbe dovuto avere la visione ampia. d ella s ua funzi on e direttiva e associativa di t utte le ..:nergie sanitarie del paese . Era c1nche mancala ogni preccctr nle ricogniziorH:. d-::i bisogni diversi e pur rrncu:;sariamenlc coesistenti della Sanitit civile e militare; ignoruvasi qualP. fosse la esaltc1. ripartizione dei m edi~i esercenti avanti la guerra 1•.el J ibero esercizio e fra le ami:ninislrazioni pubbliche, enti di benefi cenza, associazioni private. ecc ... ccc.; non si sapeva cioè di quale margine si potesf.'e disporre ai fini mi 1 itari senza, ulnerare quelle che costituiw,,no le n ecessità assolute e irnpr'?scin d ibili fra le popolazioni civi li onde 1"eser cito si esprim e e con cui per ·milhl vincoli si riallaccia e con fond~!. lii cor.seguenza, se si riusèì a raccoglier-e n., 1Ja Snnità mi!iiare la massa di m ()dic: arlrguata all'cs3rcito mobilitato - massa ch e uniforme e ind ifferPnzic.ta venne rip_arlita tra le formazion i sani tari~ di guer ra , prescindwdo dalla varia altitud ine professionala Il perciò seguendo s0lo i dettami del tomo di mobi litazione - si ,:erifkò un notevole p ertu rbamc,nto n ell'assistenza san itaria dr.Ile popolazioni ~ivi\1. 34
-
Gioruale di mcdici11a mii/1,rre. -- Fa~'"- ,·.
· OI S PU'<S E E0 E!:iONEHI OEULI CFFICIALI :\11::LllCI
L\L<;.-;istc nza s anilariu ci,·ilc, come aubiumo sopra èlCCt' nnato, el'a con :si.dernta solo ·pe r quanto rientrnva nella funzione d e l medico cond otto ancl,'essa però d osata al tasso di i s u 5000 abitanti 0 di fronte al pot ere mililart:: l' 1w torittì civifr non av,•va altra norma di frgg1· c11i ap7,..,llflrsi ollr1• il r,'')Olam,.nto 13 avril,· 1911 , n. 374, " .q,l!ff. di:; µcnsa dallf/ chia 11wta afte arnu rfri militari in rungl'do , ec,: . », lievemente mo-!i ficato dal successi vo D. L. 18 maggio J9J5, n . 668. La mohil;t,azion<' venne in conseguenze a strapfH.tl'l' d'un CJ!po qllella vusta e complessa trama sanitaria c he, pl'end~ndo origine dalle mo d este condc,tte rllrnli, s i dirama cori rig-ogliost1 µrovvidenza allo rno ai punti nodali clellé! vita nazionale a tutela d ella sa lute e con str etto collegamrnlo con micPssitù scnli m enlali e m orali. Senza parlal'e dl'l servizio s p~cializzato , assunto 1rnch'esso col personale c ivile, al caratte re di bis:->gno indeclinabile, ness una dispos izione teneva conto ò egli ospedali, d ei manicomi, dei bre fotrofi , d egli ospizi di mendici!,\, rie lle sal0 di maternità e in genere d ellt istitu·zioni di lie11eficenza che hanno più direUo e: i mmediato rappo rto colla vi ta sociale d e ll e classi m e no agiate. Agli effelf.i di una tale omissione si aggiunsero presto quelli d e,-ivanli d al la poca o niitna sollecitudine tlc.ll1• 1J.utorità lorali nel dN1' r 11tinar,· gl.' c~onrri, r/11lla difformità. di criteri ar,plir.ati drr provinr a a prov im·fo, dai fr1•qi,e11ti r:on/filti fra mtloriiò militari ( n istrr•tto) r• r11tloritÌ'l r i11ifr (Pr1 /ellurrt ) in cont.rasto pe r la esclus iva compelenza s11 i provved imrnti da emanare. In occusione d e lia c hiamata ullc armi d0i mrdici appartenenti all e cla ssi 1870-11-175 e rifo rmati dalle classi 1876-!)6 d1spost11 con D L. 2 1 aprile 19!6 N. -'ifì9. s i cercò di ov,,iarc ai lamt)1 1laU inconvenienti, ma s i a dotL;trono provvedimenti limit.ali a fronLèe;g iare le immediate ripe rrnssioni d e rirnn t i riiilla applicazione d e l d ecn :ll) sltssn, talc hè neanche al lora l' ls lit11l,0 d eg!i esone ri e della dispens<1 d e i laureali in. m edicina r c hirur~ ia f11 òi:òc ipli11alo con Jis posizioni cu;;ì compn·ns ive d a r eg-olare in m 0do or~anico e d~fìnitiv:-i t11lli i m o lt0 plici rapp1rti inl 0 r('l)rrr n l i fra l'am,nin istnizi onc militare e Ql'ella civi le. Si s tabil ì infatli di conced e re la rl ispen a a mr diri d i pubblidie amminis lrazio11i chiamati allé armi da.I d e llo d t•cr eto purchè gi11dicr1ti i11disw·11 ., nhi/i da 11p11osit1• r m111,ii ~si011 i prm;inl'i11/1 11111. 5) : nor,rhì· l,r t,-1111H1rrt111·" 1•so111·m :.i1m,: dal . f'r,•i:,i() • militari· " qur i srmi tari i v,ua/1 , 1rr,r,111d•1.,1 {Jirì 11/lt- nrn ,i nnt,·rifl.• n,,·ntr 111 rirc r rtri slcs~IJ, fos.1 rr o gi11rii('flli rin r/11° r· <si in di.,·,1,·nsr,hili r, ,frtr rmiru/li srn;i-;i rivili , 11 crmrlizim,,· r/11• r i s11/tr1s.~1·rn 71r1·~1u1ti inn/lili 7)('rman,·nt,•m1•ntr• afl,, fatirh 1 • di ou rrra
I11r1. fi\ . ,\I Ya-'li0 :if'll n ~'sp1·rii'nZH n n n lal'rlò ari c-1ppal~sar!-i In inrompie lt•zza <kl lt' n ui'l\'(.' cli!-pnsizioni.
• Non t'l'a d1falli ,·on~,, nliÌa nè p ;1n' 1111<1 tr rnp,'l r..mt:> a esoner, zione in ca s i ~lie i1wolgrv11nn un impell•.'nle intr re5SC p >Jblilico, sol pe rc hè i 1 ;;anilario c-liiamaln ,d ir armi nnL1' rintn(·' ll t' al U. L. 21 <1pril,• 10Hi anche se di r l.i":-:1• a 11ziar,;1. 11nn ri sult.urn irn~hilr a lk f,:! iclH, di 11:uerra: m enll'P. co n p ,ll 1' 1il1· 1·<l!1t rafldi1.ione. tali' r nnd izinn,' n,,n t•rr richir s t.a. in
DI Sl'~N:;E J::11 ESONERI 0 1::GLL l "FFICIALl /l'IEL> IC I
caso d e l tut.lo analogo, ptir èlltro suniLario, anc ltc se d1 una fra 11, classi µiù giov,rni, a l q uale p')tevasi r,oncede r e add ìrii.tura la dispeusa sol perch è chiamalo in ser vizio militare in forza del d<'-creto stesso . Rimanevano poi fuori legge i sanitah di puublil:11e amm inist.razio ni aµpa r tenenLi a talune categorie le qual i vi;nner'.) chiamate alle a rmi posterior mente all'aprile 1916 (terz.~ ·cat.egorie delle class i 1879 a 1876) Per essi non poteva~i far va!e re il ,:iiritto alla disp ensa a m ente dell'articoln 5 s uaccennato, non esser.do tra i mtdi~i cbiamati alle armi col D. L. 2 1 aprile HH6; nè pt~teva-,i , una , oli.a in1.:o rporali, chiederne la temporanea esonP ruzione, a m -m te del l'articolo 6, n eppur..' se inabili alle fatiche ,ii · g uerra, dappoichè alla data di emanazio ne del rip:)tu o decre to non si trovnvar.o anco ra alle anni. Le puhblic!1e amministrazioni venivano cosi privale inesombilmentc del loro m edico; e soltanto i comuni potevano tr ovare uno scampo nelìa primitiva norma d el R. D. 13 aprile 191 l N. 3'74 per non pe rdere anche il medico condotto. De l pari non e ra consen t.ito di pre nd ere in considerazione alc11na istanza per esonero di sanitari i quali prestavan o sE-r vizio presso amministrazir,ni c ivi li dive rso dai comuni, p.ur risulLando la lo ro op era indispens abil,i , non essendo in tal caso applicabile nè il dis posto d eil'art. 5 \poich è dl.'lt,i sanitari appartenevano a calegorit non chiamale al le arm i con d<>creto ~iià menzionai.o) nè qu t?Jlo c.lf! l!'articol0 6, essendo s ts ti chiamati all·3 armi posterio rmente al 2 1 aprile ll:i16. Da qt:i una serie infinita di recri minazioni e p1ot1::;;i.e da parte d e lle pubblic hl' ammini strazioni inh:i!·essate e un drffuso malcontent.o fra le poponazion i civili alle q.iali ve niva a mancarb o rende vas i ins ufficie nte la a:,s istenza s anitaria anche Jad r\ove - pe;· peculiari condizioni sanitarie, va!·ia d ens ith di popolazi,) ne, malagevol0 viabil ità, frequenza di infortuni su! lavuro, eC'c. ecc., - essa s i manifestava piÌJ imperiosamente ner.essariu . .-\ qua$lO fornii.e ci: disagio al lr~ non nwno \ivace e diffust, ve niva éLd aggiungersene pe r la disparità rii condizioni chi• si ern creaw fra ·,: 11111dici t1ià rla lt'mp() rich:iamati alfr an,1i " qui'//, rimasti ai s,·rvi :.i l'h1ili p<·r ragioni rii esonero l ' di ~v i:nsit. Era o.v·vt>n11t.o in effello c he m eclici giova.11 issimi , sol perc lle sulkciti de lla pr.:ipriH sor t0 o :>.5sis liti dallo z'.'lo prl'muro:,o delle amminis trazioni d alle qual i dipende vano. erano ri uscit, a ccnse,n 1ire Le mi:-es tivarncn fe !n di$pe nsa o l'esone raz,one· rr.en Lr•) ptir c0nve rso c iò no n e ra s tato possibile a sanitar: di c lass: anziane cl1 e d ct oltre due anni presla\·ano scnizio militare. Ma v'ha di più: vrniva co n c,>ssa la di 5p('nsa r, l'l'sonen rt mcrlit:i interini ,qfovanis.,imi e val irli pcrchè rico11osciuti i111lis p r:nsohili ai s1m;i::,i cinili i cui titolari. erano alfr armi. dall'atto df'lla ,11nbilitrc~ionc: pe rcllè non d ichiarati m eno atti é\Lle fatiche di guer ra o a rruolat, prPna dd 21 aprile 1!)16. Il contras to e ra r~so più s t.ridnnLe dalla diffo rmrli1 di c 1·ite ri adottali di volta in volta dalle varie com mission i provinci ali alle quali e ra con ferita una vera e propria funzion a . delibe rati va e che nelle loro decis ioni oscillavano ne lle varie provinc ie da un esLrem o d(•l massimo rigore all'altro d e lla p iù eccessiva liberalità.
!JJSPEi' ,S E t::11 t::SONl:Rl Ot:L;LJ l ' H ' JC lALI .\-l EDI C I
All'in!uon delk Cummis~ioni pro vinciali pe l'durJ.vano le con cess ioni d ella disp ern,a da parte de; con,,1ndi d i di,;Lrdlo (concessiene d el Mod. 5). con ri fe rime nto al R egolamento J::l aprile 191i N. 371, "sulla dis pens a d e lla c hiamala a lle armi ec::. " c h t- il D . L. 2J apri le HHG aveva las ciato n el s uo inLaLlo vigo re . Infine, s ul rigido criwrio d ella ma::-:sinw utilizzazione Lecn1ca d el personale m e;Jico, appena sufficiente ai più s tretti bisogni saniial'i, si ern le ntament e d ete rmin ata tutta una . intera infiltrazione di più o meno
plausibili casi di eccezione mediante concessioni di esoneri e dispense fatte a militari laureati in medicina e chirurgia ali' infuori di ogni controllo della Sanità Militare ad opera di varie autorità e con riferimento a funzionali necessità civili più disparate : sindaci, conciliatori, conduttori di aziende agricole, pubblicisti, Impiegati postali, ispettori ferroviari , sanitari addetti ad opifici industriali, ecc. A conrl'dere d1s pr 11sc cd eson,•ri ai ml·d1ci prm·,·ed c van n a.d unque: le CommissiQIU Sanitari,• Provincùtft, i Co11tandi tlt:t LJis/rf'l/i, le Co111111i.,." on,' lr>t (di per esoneri (e man11zione d ella Commissione Ce nL al<· E son e ri dipe ndente <lui Ministe ro Armi e Munizi,mi quando non dispon eva direttame nte il M inisll'ro della Guerra - JJir,•zion,i Generale f.,era c T rup].Je o /Jirc:,ion,· G,•11eralr Personale e; /fi.ciali a St)conda che si lratLasst: di 11n militare di truppa o di un ufficiale Pt' r esigenze po lilico-amminis traLi,·e, ognuno di d e tti orgJn i proeed e ndo al l'irisa1J11L;:1. d cll'èiltro , talvolta l'uno conced endo ciò eh~ l'altro av,~va n clgaLo, rnentr-e li: comu11icc1-::.ioni tfr{fli 11so111•n cvricessi giungt'rano ,1/ M i11istl'fo d ella Gu.,, rra - .'fr::,im1c Snnitarw -- in mani::ra frr1rnmn!l,1nri ,. 111 ,·rJn1pl rta e semp; e /a rrhvrt, srn::,a dirf' ch e buon<J vraff' d i e:1·:c rirn11n e,•'l rtddirittura ignorara. L·n l11 Je s lat.o di cose aveva dato luogo, CLlrri•' era nalurall' , ad a bu :;i <li ogni /!C'ncre, d ete rminando uno stato caoLin indisciplinabile\ ad app rezzar" sommariam ente il q ualt' basle ri1 ricordarl.' che 4500 medici
aventi obblighi di servizio militare ne erano esenti senza risultare affatto al competente ufficio Personale del Ministero d~lh Guerra.
IJ11 !alt• concl•zion r di cose d e ri vava conLe mpo nmeam ente :· 11 1 1ns 11 ftk i,rnz,t d c ll 'assi steni.a sanitariu d eì l,1 popo lazione ci\'i le; li ) lèi rg a e abus iv11 con cessione di dis pens0 L' di esimeri ; r ) rn.incat<, rifmni1rn' n lo d ei medici validi. p er le prime lini:r; d i 11nposs ibil1l.ù di at.livarc 1'avvi c~nda111c11 to d e i m edici rimasti in zona d: g u e rra. Come s i ved e . la q11eslionr sanitaria ci\·ile s i inlrerciava confond end osi :-011 rp 1ell u militare p er u scire dall'a mbil11 ternico pr., fc:,-;ion ale o Lras m:1l111·s i in ques tion e m o ra le con effetti 1w rl1 , rLatori su lla popolazi nnr rivi lc r cclama n t<' una piÌI e fficace u!,si:;knz;1 s,-rnitaria. P,ù a ll arm,mLi ari(·On\ e rnn,) g l; c ficUi nel [Qrp,, Santtari , m 1bilitatr1 in , ,ocante 1mr1 di ~1nlm:.irm1· rii rf,sw1i r· rli 7Jf~i coli 71iù ris i)( ndc11l'i arl equità, in cp1a11lo . sollr, l'azion e et, coefficie nti , livf: i·si , ve dfi:,arns i che i lit.ol~ri_ ;;t·rvizi i,irlisprnsa h il i m· e rano s tai ! al\,mlanati p J 1' la g11errn sost1Lu1L1Y1
~è!
01S l' ENS E ED l::SONERI DEC.Ll 1: FF'I C I.\LI .\H : n 1c 1
da interini più giovani di loro ; che gli anzian i veni , ano tratLenuli nd le prime linee senza tregua e senza cambio e I g iovani in esonero o in ser: zio· teritoriale. Nel pieno di tale situazione venne imprevedutamente a trovarsi l'ufficio sa11itarlo - che poi diveniva Direzione Generale di Sanità Militare - appena richiamato dall'Intendenza Generale dell'Esercito presso Il Ministero della Guerra per stabilirvi il centro coordinatore di tutto intero il servizio, disciplinando le varie attività dirigenti per ridurle e comporle ad unità di funzione nella visione superiore del necessario equilibrio fra le esigenze sanitarie clviii e militari. Nè era meno n ectlssario prospetta re in unico piano - sia pure con diversa g raduazione e mis ura - i coesistenti bisog ni della sanità pub · blicu e d t!ll 'eserçito, s,cchè questi pur conser.,andn il loro posto preminente sugli altri, non li soverch iassero ecct1 ssivdrnc11tc con gli inevitabili contraccolpi di malcontento, agitazioni, protesl0 ecc ., dannose sempre anche ai fini supremi della guerra. Non era infatti possibile continuare ad aLlingerc come a serbatoio inesauril:ile , dalla massa dei mr.ctici civili. sr 1w1 c!'asperare quei diffuso malcontento clH; si era venuto ingenerando e eh·) abbiamo dia11 zi rilevato. Sopratutto nei piccoli cenll'i rurali ove peggiori srino le co11dizioni sanitarie, assai s parsa d'ordinario la popol,tzio-n,1, sca rsi e malagevoli i mezzi rii comunicazion e, m eno praticat~ tuLLc quelle forme . di assistenza sociale flol'enti nei grandi centri urbani, nella quasi tota le assenza di uomini validi, n cgar1· 'il conforto dt>ll'assistcri.;ri sanitoria equwrilrra ad eccitnr1• il pubhlico .~r·ntim "nlo in uno dt i 1mnti p iù, sensibili <' v1ùnerabili di riisistenza. · Ispirandosi a la.li concetti l'ufficio sani lario anptlm~ in iziò il s uo funzion:1menlo presso il Min is t,ero d ella Guerra (ottobre 1016) r.ffrontò decisamunte la intricata ques• ione acr.orrJando la r.r·0cedenza a due parti di essa e cioè: n ) integrazione immediata dell'assist~nza sani taria d ella popolazione civile; b ) r ifornimento dei medici per le prime lin~e. Alla prima necessili1 si provvide col r rstit.uir8 alle. rrimit.ive funzi oni la g rande mag~ioranza d ei med ici assimila ti ~ t11W quegli altri san itari r iconosciuti non bene uti lizzabili per i bisr,g ni dell'esercito ed att.ivando, pu r cc,n le restrizioni Imposte dalle nonne in vigore, le concessioni d egli esoneri. Alla Sl'Conda ancora più imp 11len te neccssil,ì pro\'vide con la f ervida collnboNLzìonr d,Plln. Dirr;i011" Gr nrrafr ,l,.l{,1 Srm ilil P1d1hli rn , medianl/.i la cks linazione in zona di ~u_er ra di tutti i medici idonei appartenen1i alla rlassr> 1.88!1 e più giovani. Venn e all'11ono p romulg-AV> il rlecrelo l1io;rotenenziale 12 novembre 1910 N. ii:,29 r,ol qualE' si s tabiliva di non conced en !et dis pensa o l'eson e ro a i rnedici delle suctdeltc r.lassi. r~vocandolo r. tutti q uelli che fino a \lora ni1 a vl:'vnno fruito quale che 0 2 fosst· il til.nlo per as~e~narl i ai se rvizi di prima linea d (:'l la zona d i gn<>rra e vi.-.tGndone assolu 1amente l'impiego in zona ter ritoriale salvo i casi di ri<'onosriuta idoneitù ai soli s er• izi sede-nlari.
1)1 $ 1' 1-:N:iE f:ll ESON ERI IJE, , I.I l ' FF IC.:I.ILI .\I l:I JI C: I
P1·ernt:5SO che il SPrviz:o san itario pressu i battag lioni reggi11)e11tali r iconosciut0, come è O\'Viv, cile per tale servizio OC'<'O rron:::> e lèmen ti gio,·ani e validi , n e derivava nccùssa riamcnle che bisog"nar,L r·iservarc pcl servizio stesso tanl,e cla-;si quante occorrel'ano per dare ;1 curris pnndente numero di medici. Come limite minimo s ufficiente il comput.o av r ee!Je indicata lé•. clas~e d el ll:!Rll: ma pu itllè :I servizi o sanitario re-~gi1l'entc1k è esclusi\'c1111enlc g-eneric,1, troppo grave sacrifìr'io si sar·eb br fallo d i provelliss1mi sp .·cialis ti ori s icu ro po;;sesso di b ranche pur·essù amincntementc utili all'ussisl0nzu sunit<1rÌi:1 dell'Esercito, ù fu pres1.1 perciò la classe del 1884 quale linea di demarcazione nell'ambito della quale .. non venivano più riconosciute nè indispensabilità nè sp~cialltà, ma tutti, indistintamente, purchè idonei, dovevano essere assegnati al servizio di reparti di truppa » . Se ard110 fu il c;increlare qu, slo int1 nrlimcnto in t111 provvedimento lcgislati,·,: ( U L . 12 n ovcmbl'e t <)J6 N. 15:!9) - e le mnlkplici re.,1stenze si J)(') ter,, no s11pcrare m(·rcè la vnlida e cor,vinla coopernzione de l !'vlinislero dell'l nlerno - , nnn è a dire ..!ltraverso qnanto più aspro •l deciso contrn,;lo 5iasi poll:Lo pf't)ccdcrc alla prati c.1 attuazione. Il disimpegno dei medici dalle varie amministrazioni, pur provvedendo il Ministero della Guerra alla previa singola sostituzione con ufficiali medici, fu ostacolato da pressioni politiche, da minacciate rivolte popolari, da allegate ricorrenze Infettive, da improvvise insorgenze di infermità negli stessi medici, da quesiti e connitti amministrativi, e l'applicazione di questo decreto altrettanto provvido quanto equo, divenne l'angusto ambito delle più accese competizioni di parte e del più ardenti contrasti di interessi personali; talchè in essa, come su uno schermo, a noi apparve in sintesi proiettata la visione stereoscopica della nostra quotidiana vita nazionale. ì\nn ~ pertanto modc.~to tit.0lc, di intimo Ol'~Oglio per l'L; ffici:J Sanitario 5 L', pur nella 1nc1•rla e dii,cussa in iziale. esis tt?nz,t, tenL:ssc ferino nella s ua si1 c-tla un cosi movi111rntato probl enH e lo ::-pingl'!sse avanti con decise 11rdimL·ntc1 fino alla ,::,a int ,~g ,.ale sol uzione . A pil rl1:: o;rn i 1.:nnsid..:rnzione rli carattere rnoral0, nolevolé fu il beneficio chl' drri,·ò ali E::-ercito eia tale pr ovv ·:dim,)nlo, ;n quanto attivò una cospic11a corren te di afflusso nr lla zona di guerra. di ent>rgic valide e fn.Jsc.he. olfn' clic naturalmen te meglio tcmpral,0 per i disAgi e i pericoli d ell·! pri me li nce. mentre ,, ni mava J'oncìa d i ritorn.1 de i medici di classe p;ì anz ia ne d est111ati a s11sl ilu in: i pri nii nei srrvizi civili s ulla sco rta de!le rlesignazioni fatte dal le am minis trazioni ridiiedenti o dei dc,;icit>ri (sprrssi du.?l i stessi in ll'rrss,rl i . Pa rallelamen le fl q 11 l'sl0 pr im•> es!',·rim,'til ·l cli esonero si svol!!'e ,·n
a ('1;1: es:;t>re assicurato;
l'n.r1•i cc1zrlamr•11to rlirl'flo frr1 'i m.f'rliri dl'lla :,(,1111 rii r;111 ·rm 1• quelli d Il(, :.1,1111 tr rr,t mi11fr : a t11ll0 il 10 17 oltre ~·Ofl(l i·an itari h an no us11fn1ib cii
tait' ht' l1 )fic i0 senza aic'11n tu rbamento cit>I sorvizi'1, poichè s i ebbe cu ra rli sostituire ciasr1;n in<i; 1·iduo con altro di'ìla ste~-sn sprrialilù professionalo e idnnciti1 fi sica. P er :;q1perire in011rr :i l lenl.-. ma co:,Lant r cnn ;11mo ciel perS(Hlale (1) ( 1 ) TI ('o<'ffiric11/c ~lohalc 11wdio di f>rnlilo (m"rti , rli,1wr,i . pri)!ion it:ri , f.OllOpo:...t i :) p t ')\"Vt"·c lt11H.: 11t i !--!'lllitnri . ,:cc., è cl i tn.· nll·!l ici pt'r g-i itrtlo 1ta ·111rc il
cio1t,· ,t; rc, u pt,·() t'. :1pp1..· n a ~l i 11110.
kri:i,
roc;f.
tanto pi.i Pl'l'ùCCU!Junl~ pe r l'Hrre::;tutu::;i pr11du;;ionL• cfoi medici 1~ lu imposs ibib :, di imµrov visare competenze p1·ù l\ ·ssio11uti, si proced e lle a ,la g raduale .,,wbilita:,ùm,· si ~ll'Tr,atica d ei sani lari pr.ivt>n 1en .i dai r if o rmati , cta prima limitata m e nte ude c!u-;,:i Jb'<i· l ~':l't l)l' J' passare poi alle class i 1870-18~ 1 ed infine a que lla d PI U:ill-iXì i. Ma su questo punto no n ri k 11iam.1 o ppJ r l trnc, diffon d e rci in più minuti particfllal'i, ln1.ltandosi di étr?Otn•'ntr, die :a:uìo ind irci.taml'llll' s i l'iannnda r1l te ma d ella pniscnl~ rela1.icrnc .
Se un not cvuk passo a1·unli s i cru compiuto in m ater ia tanto ardua
e d e licati! , pennanevano g li alt.ri gravi inconven1en l1 sopra ace nnali e biso~nava pc rc io inlegN11'C le dis posizion i vigc1ili in modo dn n r,n
lasciare lacune o di.,;conti1wilù nc ll,t n ecessaria t111 ela dd la saluk pubblica; smorzare talune asprezze e rcst.r izio11i n oc·ivc p é-r l'assi,:Lenzu s anitaria c ivile non gi11stifìcabili pc.;r i bisogni militari e non ec:iue rt>lalivamcnle fra l e varie c lassi; n o nnalizzan' la prucedura unificando i c ri le ri . Con tuli int endimenti f11 e m1tnato, con l'aL! iv" collaborazione del :Vlinis le ro d ell' ln le rri o (Direzione Ge ne ra le Sanità Pabblica l e .d el Mini s tero 1\1-mi e Munizioni (Commissione Cenlralè Esone ri ) , il testo d el D. L. 9 dicembre 1917 N. 1985 rn:rand11 c ii,è: 1) ,!. d:sciplinare in mod o gene r~I~ ed unifrmnare lu mate ria d cllè dis pensu e d 1:-gli eson e ri pe r tutti I n1ed1c i aven t i o Lblighi militari. o l'd i· nando la r evis io n e l'd il riesame di t.1,tti g li esont n e dispense· c-oncess i in prt>c,~d e11w; 2) a rinforzar!' il c riterio eh~ ai m erlici d e ll•J classi 18811 e più gio. vani non poll's,;(: conn·de rsi dis pensa ed esonero in nessun caso, ·ed integ rarlo col dis pn rre e lle i medici di classi m :' n ù g iovani ( l8S2-i 883) . potessero ot,tene re l'rsone ro soltanto SL' inubil i alle:; fatiche di guerra, escludendo invee" qJJesla condiziQnc per i medic i di c lassi più anziane ; 3) ad avocare al Ministero d ella Gue rra O!!'ni d efì niLiva d ecis ione Sll tale dornnndu di dis pensa od esonero, r id11Ct' ~Òf) rnsi le Commissioni Provinriali ad org ani pnrnmente consuilil'i ; t,) ad él iminare ogni cvenluule incertezza, stabilend o con una n or ma cspli,~ila che le disposizi oni d ~I progetto 'ii d0\1 é~"e ro estende r e anche ai sanitari :n sel'v izio presso le associazioni di sr,,·corso (Croce Rossa e Sovran,1 Ord ine d i M alta) ; 51 :i rian n()d[,1'(; con a rmonica c0o rrli ndz1on ':l le norme 1w r l'es0ncro d ct sani tari a quPllc generali pc>r la con~essionc d e.:li eson c:ri trattala dalla appo!'.ila Commissione Cénl rn le d dle Anl'li e Mnnizior. i. Tale colleg;amenlo mirava a qucsl.n: che, Sè la ricl1i,~sl,t pe r eson c ra7.ionr di un sanila1io rosse rs>$pinta per r.ig ioni csc li1!':>i v<1me ntc t.ecnico-p•·, .fe .s ional i, ess't potcss<-> venire ripresa Pe ll a d 1)v11 la consid erazione in omnp-!rio a n ccessilit rii o rdine Ol'bbl ico p r._,•;alPnli S\1 quelle s l1•ssc sanit.ariC'. Il Darrcto in p<1rol:i mirava infine a rim11overc sper ialmrnt.e lé, nolt'· vo le s pe rrr,uazion<' ch e sc•mprr pi ì1 s i ,rndaqi ag-r. 1i, nt ndc1 (' inasprendo
OI S P!·: NSE ED ESONJ::111 oi,;1;L1 U F F IC IALI .\lbl1I CT
fra i modi<:i chia rna! i alle armi fin d a! primo intliO dulia mob. l.: dzione e q uelli rti spens ali ·ori esone rali per sclrviz1 civili, µur non esse ndo la loro prtl:,Pnza pcrso·•rnlmcnte indispensabilr aù a~oicur:i.r cl la piena efficienza del ser vizio pel quale e rano stati esonerati. Ness11na ragione vuleva infatti a !!'iu~ti fica rtl la dispensa dal s ervizio militare di individui giovar,i, iis icamtJnlè vali:ti e faciimente, sostituibili da altri c he avessero già dato alla Patria largo tributo di sacrifici e anche di sang ue; per cui l'ag itazion.; nella massa dei medici alle armi arpariva. legala a rag ioui iii equ 1lit profondamen Le tu rbala e c he 11rgevt1 eliminare. \ 'enne imomma distinta la i"ndispi:11 :;ct'hililù /1111 :iar.ale dall:, i n dis p,·n sabii-ità :ucr.,onalr. e cioè la necessilù di lei~ere u n sanitario prtisso un pubblico servizio ctalla necessità di tenervi un del.erminato s,mitano. Notev,Jle innovazione questa, c hé al c rilerw stirnplicis la per il quale, riconosciuta la indis pensabilità di un detP.rminato ~e rvizio sanitario civile, la ~tessa indisprnsabilitù veniva estesa in or ni caso alla r, ::rsona c he ne "ru incaricai.a, sos tituiva l'altro crit.erio p;ù logico e razionale di accerta re mnam;i tutto la nEc:cP.ss ità obbieLLiv;t delia funzior.~ in sè cons ide n1la e succPssivame nte s tahilfre se la m €.d esima non pote~,e esse, e r, E.'fcitata c he dal sanitarie, fino a quel motnE:nto pre postovi . Solo in tale ultimo ipotesi - la q1..ale, corno è fucil e intende re, ricorT•~ in ,·asi eccezi vnali {primari di manicomi, b :1Ue1·iologi capi, ecc.) s i dovevt• concede re la d ispensa ad p er sonam, laddove , n ell'altra ipotesi , pure a5sic ura ndo la conti11uità e la efficie nz:.i. d ella pubblico funzione, s i sarebbe d ovuto provv11dne ad avvicenùttre nell'ese rcizio di essa il s,mili11·io c-he a v1,va giit dal.o la propria ~pe ra all'est•rcito mohil italo, c hiama11cio per converso alle armi l'altro f.anilario :;he, per la circostanza fo rt uita di trovars i all'inizio didla g,icrrd. a cov rire un serv izio civile , :n rva fino ad allora goduto delhL esenzioni?. dal ser vizio rn·ilitare. Per valutare la indispensabilità funzionale e personale veniva costituita per ogni provincia una apposita Commissione, con facoltà solo consultha - poichè ogni poterti delibera.Livo era riser vato al Min·s ero della Gnc rra - , a costituire la quale erano chiamati il Prefetto (autori tà pol!tica); il Comandante del Distretto (autorità militare)· e tre membri tecnici e cioè: il medico provi ·clale (Sanità P ubblica ; , n Presidente dell'Ordine dei medici (San ità civile), un ufficiaJe superiore medico /San ità mililare). Ta le mis ura. assic urò all'Esercito mobilitato un continuo rifornì~ mento di nwdici n on svigoriti rfoi d:sag1 ctel!-1 gutir ra , r,·alizzò UP largo an-ii:end :i mento del personale e rese possibile ttna ripresa in esa,ne, con la n::cessa ria competenza e sere nità di giudizio, d ei singoli bisogni sanitari ,:ivill , cc,lmando le innt1mere voli lac un•), ma eliminando n el ronlcmp ) l'a h11s1J fai.lo degli eson e ri in ba!'C o. ne~<'ssilil artificiosamente r reate J ,·,:agE-rak a favore di inte ressi p ersona_li.
L·a pf.Jin tzione dt'lle nuove 1w rme ha importato u,1 notevole lavoro rrlo di n•ilh.: difflcol\it. taJvolt.a connat1 1rate all'ind0le stessa ù ella mate ria. m·1 be ne s pesso a!?~ra vaLe non solo d td lc rcs:sti.> nze d egli intcres-
•o::'Pl:NS~; ED ESONERI DEG LI U FFIC IALf MEDICI
sati -,eb.bene anche - s piace dovel'lo constatare - dalla fi.acca e tor pida collabontzione di moli.i uffici militari e civili chiamali a concorrere alla esecuziono del decreto. A chi non ha vissuto questa intbnsa vita dt quolid iana collullazione sembrerebbe per esempio che c0n lu mnssiwa semplicit."t e rapidità s iasi attuata l,1 revoca dl'll'esone ro p1r.v111 ndegmt lfl iost7tuzione, cioè a dire la chiamata alle armi di un medico esonC:1rato pe r un servizio civile , dopo ave r mandllto al suo posto un altro sanitariJ con le stesse attitu · Jini professionali e prescelto in perfetta :ntlls,1 con J'auLoriLi1 civi'e locale. Eh bene anc hP 1·attuazione rli questa forma , la più pacifica eò equa, era la risultante di un contrasto fra lo Stato e l'individuo. In verità non si è trattato mai dell'individuo isohtamente preso, ma di un sistema di resistenza i.ndividuato: l'autorità ch!tlma al su o st•rvizio il cit1adi1to . ma trr;rndolo a sè. r1m1,1iuno le rnnll1•7J/iti barbi' onde è rarlicatn al terriccio politico1unminisUah'uo, sv1·ssn raf/or::,atnv'i da prom11:dimr·nti dr llo st l'sS'J Staio· (atti sanitari, atti ammfr1istrntivi) emnnati d(llla lr:r1ittima compet~ri za di uffici. rli~socirtti f.7a l oro , talchè la resistenza dell'individuo allo Stato si traduce in quella che lo stesso Stato inconsapevolmente e burocraticamente si eppone. La D irezionè Generale di Sanitil, g i:1 edotta di luit' campo di aziont' attrave r:;o le analoghe difficoltà della m nbili ta zio11e, d ell'av\ ice ndam ento ec•:., ebbe cu ra di apprestare innanzi tuUo ;.:l i ele m enti obbietti,·i sui quali d oveva in secondo te mp'> ve, s a re la s1l't indag ine c ri Lita . All'uopo, in riata 30 nove mbre 1917, fu dir:imaLa ai P refe tti del Regno uria prima <:irco lare sollecitante la immediata tras m issione di un elenco di tutti i la•Jreati in m zdirina e chirur;ia l'Sone!'ati o di~pensat.i . nel l'ambito delle ris p~tlh·e Provincie, con l'indicazione del le .'\ utorità che avevano deciso il provvedime nto di esonero o <'!is pen sa (Al 'eg. V-alIdentica e conl0mporanea ric hiesta ven iva .trasm essa. in par i data, a tutti i Dis tretti mii i l.<tri, affincbè l'uno el,Jnco r-otE:ss~ servire ,li aiuto e di controllo all'allro (Alleg. V-b). Ai primi d el succt'ssivo dicemhrc si faceva seguire una seconda circolare I.\ lleg. V - e) ane PrdetlurP del Regn.J p0r ch ieò 0 •" l'eler:ico dei medit i inte rin i eia chiamare in serYizi0 militttr e, in sostituzic nc dei titolari ,.he trovavans i al le armi e che r.on poterono consegu ire T'<•soncro pC'rc hè non richi .::.sti , Le mpeslivamenti: , d :1lle Amminis trazion i interessate. Eir 11alr circolare, in ò,d,a l8 rlello s tes<;o mt'~c, ve niva lrasm SSi:I ai· Presidenti dei Consi1.di òell'Ordiae <lC'i m edici , ai quali ve niva chi esta la· lo ro effi: ace r.ollahor a ziont'. perc hè " pr,t1•ss1·ro r,:all zr.ani i bPru {t.ci dl'l["(lvvicr11darnr·nlo l(nch e mrrlim,te il 11igilr. a/finn dillturnn intrrrssnmento 1trllr1 s/ l'ssa cl:J.ssP .~anitario r pPr e.<s11 drll'cntr ainridir.n prl'-poslo a s11.l1•fl?1tarrlarn.P. (lli in·rre.~si r la disci11'inll ,, (All "II'. V-d). E pn1chè non pnchi Uffici di P re fet.t11ra indugiavano a tra"me tte· e · rzli el e nchi, ~i ritenne opportuno . .in d ata del 2·1 òic"mbrc HH7. d i soll ecitarli 4 tale adempimento ron appos ito richiam0. Intani~). !': iccome er ano stalP constatate n on poch e omi~sion: negfr
l) l:;PENSt: t D ES0Nt:n1 OEl;L I lì FF ICIAL! ì\lEOICI
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clt-11d 1i cteg-li e:;011crnt.i e dispen:::ali, i Dislrelli e l e Prcft.tlure vennero in,·iLaLi a sottopori: ucl u1n rigoro:;a rcvi siunè, srsnalando i numi di q11e1 m crl1ci i quali, 11ure css~11dn stufi esonerali e dispensati p,;r qualsias i raf!ione, non vi lìg untvanu. Non ~ 1 rnuncò infi ne cli richianrnre l'11Lle11zi1)tW dJi comµ o11enli le Com 111issioni Provincia li sulla importanza e dt!licalczza dell'ir,carico loro atlìcfaLo ~Circ. 16 gen naio 19 1~. n 151.701) e di stabilire, con o pportu ne ind:.og-ini gl i sl 1pendi ed a!Lri cmol urnenl, con i quuli le Amministrazion i Co:nunuli cd ospedaliere retribui van o i !'unitari d i ric lJiamart' alle arm j per l t'ntrne poi il dnv11 Lo conio nl'lra,,,. i.;e11rlamcn lo (All. ,·.e . I n pa1 i Ll'mpo l'lnlenclenza Genendu -· S . ::i. P -· ebbe in carico di compila,·P l'l'iL'llCO dei medici militari i q uali, appar tenend o tutto al piil all11 elasi·<' Hì.S11 e avcnrlo prl'stato oltr(• 1111 an11::> d1 servizio in zona di guL'rru, si Lr0vi1v,tno ne!lc co11diz10111 st al.Jilile ctalla circol are 455 rl<'I 3 1 g1•nn;1io 1917, 1wr l'a~~cgnazi one a ser v izi ci vili e che d esid1•r11vano oonse.1rnire l'l'sonero per sostiLu'irc g li altr i san, tan chiamali alle armi pt: r cfkll n (fri U . I.,. ~ dicembr<' 11) 17, n. 1985. M en u·t• cosi si prot1' d..:? ,·H a \l \ tpnn slamento di t1 1lli gli elem :·nli m·· ce~sar i pP.r In più complel1 ed efficace eSl'C 112i on•' del Decreto, ~i ebbr c11ra di d :rama'r c a lnll1 gl i enti erl Uffki interc~s.tti, e più speciulmenll1tlle Com1111~,,inni Provinciali una ei r colare che. d opo aver riprodotto il l e~l.o del d ct rl'LO sles;;u , conteneva una mi,111 1l.i <.S!)03i zione d elle nnrme eser.1,ti,·~ da applieare per dcriincr(' ,,i;-n i cvenL11:1!c. con fli tto e f11 ga re O!flli prrplC'-Silit (Cir c. n. 8 11 , G. 'vi ., 1!)17) . Mal;,;" nicln ciò, com.- g·ii1 si è drtt0, sar!'l, 111' eco ss,vu afjf'TJ1/f1r,· r/11• {fii cn/1 i•1t,•r1•s.1·a/1 al1/Jù mo s,,cuntlato con alnr.r,· Nli'ryfo i proposi t i e gl i i111~·n,/1 m f'nti rll'l lii mi ,·1,,,,, della Guerra. Art cst·nlJi! O, m a!grnrto le prei:isE: e<i esau n cn ti di:,po-;izion i in?par lite · cd il pi i1 clw rongl"llo lcrrnine di trenta giorni , pe:-1:ntoriamenlc imposto aile Corr-m is::;ioni P rovinciali ner la rèvisiont• d,3gl 1 CS\)l)Cr i e di~ pense ;rii1 in ,·ivorc (no, m r eso?c11Li vc d el 0 :'r r. Lung . ·H / 11 / 1017) nnn poche ci<'I l t• C:u, nmi;;sioni sll'sse si sono attardate di sell.imant' e lai voi la di m esi , . !>l 7.Z<1•1do co~ì il r itmo cii Lu llo i! lavc:ro rt"'IJ ' Uffici o eson eri , che, per c:iLur•' qualc he rnso, solo nelle u l timè sdtima11c del rnai:rgio 1.918, poteva 1i,·ert l'Om1 111irazion<' (IL>i vr rbali d i lal nne provi nril' (Campo basso, Cil ieli : . Nè 11 lesto d elle d cli be!·azi oni Lmsm cssè - malg rado l a. chiara norma d ell' Ari. fi Òt' l Decrct0 - conlcneva sem prl.c' quella anche s:>mmaria 111o li vazi<1 nc d cl k propri;;Lc ad 0ftal<' senza nella q ual e ven iva sottratta al \Tfticio g-i 11d1cnnlr 0.1:rn i possiliilit/1 d i ,·ul11la7.irrn c critica. T ale inrcirnplclnzza rlr i verbali - spesso consi sL<:nlc nella solo enunciazione di ~empl ir.i affrrmazi on i - ri usc iva tant.o p iù im paccianl.è i n quanto ogni giorno si abbatteva sulla Dlrezio~e di Sanità un nembo di solleci-
tazioni di Autorevoli Personalità Politiche, di proteste di consessi pubblici, di petizionl collettive più o meno spontanee, segnalanti tutte pretesi errori e favoritismi o conculcati diritti da rivendicare. Di qui !a 11 ccc5si lit di completar<' i Vt?rb,ili dt•lle Commissioni (·on appn,;il.1' ricl' iL'. tl' <'rl inctag-in i s11Ppll'lti ,·e, ·1 nwz:,;n delh' Aulorilii Poli -
DISPENSE ElJ E.:òUNtRI m :vl.l L"fl:I CI Al., I :\ IElll CI
tiche o d e!l'!\rma d t'i Carubinie r i con i111.:n"'sti·J!:iO r1turtl0 ed inuti le a ccn :scime nto di lavo ro . . Ap_parecei1iato così t11Uo il matt:!rial L' , l'l "tlìcio F.:sont·1;t altcs.· a11·apphcaz1one d e l Decreto por tand o il più a ttento t: ,w.:uro esa m e sopra L11 tte le pratiche p e r le quali , m ercè gli e lem ,~nti ccm e sc-pra rarc::i!Li , fu pos. s ibile pre nder e i dovu ti provvedimenli realizzand,J la più r ettilinea coerenza e ia più obhie Lliva scrupo lJsitù pm n -:lla rnridi1 proteiform·J d t> i cas i dec isi. Quan<iG i d ell.i provvedimenti e rane r esi d c fin ili\ i, si procedt•va alla loro a.tt ua7io n e, comu n icando le déle rminazioni alle <.;Ompe lenli .\ulorit.à militari cd ir: pan te mpo al le A11lo ril~1 C iv i1i i11tercssule, compilando un ele nco cter san ilar i ai quali ir, c iac;cun:t Pro , incia si r ,•n1tu\·a la dispen sa o l'eson l'ro, 111dicand n alt resì a ùanc.) d i ciascuno d1 qul'sti gli ufficiali m edic i ai quaL pe r conve rso il b enl'fh:io d ell 'e~onrro ,,r a con cesso p er dare corsu alll:l sost.ituzione . A raffìg 11rare se·n s ib ilmenle il lavo r,) con1pi1il o Yar:·:11111 0 k ci fre che seguono: Si sono esaminate complessivamente circa 10,000 pratiche. L11 Ol'dine ad esse f11rono pres i i seguenti provved imen li : Pu rr'·,:ocnto l'es(Jnero o la dispensa a n . 14.'ifì irmilflri 1ii'1 quali /11 rlispusta .la chiamata all,· armi, nn11 ave1J1/o f's,,i prrstatn scrvi:.i , mii il ari· alni ' no v er un anno in zonil tli g1, , rra, di es,i n. 231 ;urow> ch i·1rnati s1tl'"/o nllt• armi St'T! W sosti tu:,ioni•: ess,·n.du,i giwlicllln c!tc tn lorn pr,,s,·nza n,•i srrvi:i ci v ili non inssr' indisv1•.•1s11bifr o f,:ss1' so,,t1111ihilr co n cfrr,1111.ti locali; n:. 423 furono uqvr1lmrnte thùzmflii sub ilo in .~l'rvi:.io mti.i!ar,, 1· pr1·,·iam.r•nt,· snsfit11 i1i da 11/fì ~iali r·.~on,·rali: d, n 79.9 ,i di svos1· [, r1•roca rldl',•rnnno o ddffl rf.1 sr;1•n.,r1, /1li' v i r1 sosrit11: i 0111· 1in eff1•1tuarsi in SPco11r/o t1"m7Jo crisriturnrlo ù1. tal modo 111lfl ris1•rv11 ili vr•rso11al,, r/11 dti11nwrt· ri com pin1· i l suo do ver,• v1·rso [11 P11trit1 ,·il aprrndo dtrrsì un mflrgint' ahhr1strm;r1 ampio p ,·r porn corrisp o11rl1'rf' ai lli'sidcr ' r/rgli Uffìc'iali medici c h,• r/.1,pr, l11nr; n s 1·rni:,i•> p rr.~t11tn av1·vn110 falla domanda di m micrnrl,imPnto.
Furon o conc1·ssi o rinn'Jr11ti N. 67116 r·son,·ri: N. 025 U ' flci11li furono r,um rlati ,,. .rnstifuirr altr('(fnnli mNlici rhr 1,r11n1·ru rhi11m 11li II pr,•s f//T sc r v i;io m ilitar,·: N. 2~1 f11rrmo r:ollo crlfi in tcmJ)1,ra•1co con?('(ln p1>r i11Lf'q·ra .•1· ni·i ., r ri •i::.i r i1·ili l r· 7Ji1ì sen sibili mimch ,:v oll':,;e rll'!l'assistPn:.n s<1n itarir1: nl'!lr- altri· :l!:U10 1Jr<l/ic h.1• /11 dis7nstr1 lrr rimc,•ssion,· r• l// ri11nrm a:,imir· ,li r•.wn,•n /1'11171?ran11 i 13 o li m ~·si) pn tu /li quei sanitari 11 cui si rPvod, f a dis p cnsr1 '{11:'r non r sscr si risco,1 /rfll,1 p,·r rssi rlfru11n indispensabilità personale · 7J//r ric ·mosr1•111lri , i rh, · il puhhlic() sr•rvi: i () rt r·11i
,·ss-i N ano ar!i hiti non pn1,,11a l'Ssne lasciate scr,71erto. 011esf.'11ltimn p r nvvedimentn f11 adoll,~ln sp··ci'ilmente p pr i sanitari
rli cln,;si nnzi ane i quali, o ltre alla minore a Uil11<iin L fi s ica pe r i sen ·izi in ,.merra. riusc ivunn m ::g lio accett i. p e r lunga cons11el,11dine di ra npor li. ~Ile p :m n lazioni civili <iellr CJ••a li rnno:;cnvnno intimamente J;,, n s icolo!n:{ ed i biso.! !ni. E ~,;i inoltre cosliluiv,m n un'altra !!l'Hn rii' ri!'<Pr vn a c ui p ,1ter all.ing er<ò in C::\SO di h iso)!"nt1, SP·'Cie se la ;.11en rt ave;:se an· cora d n·l,1(0 rl11rar<' a l un gn.
D1 S f'EN'3 f: ED J:SONERI DElòLI 1· Fl'IClALl .,u;o1c1
Finalmente fu nt'g·ato !'zsonrro in N. Hi03 ·~a, i in cui non ricor re\"ano le t ondizioni sostantiali volute ùal Dccrct..J oct in cui le pratiche non erano in forma regolare. Complessivamente dunque l' Ufficio e$0· neri ha portatìJ la propria disamina, ricavandone la soluzione meglio adatta, su un numero di 9895, pratiche di dispensa od esonero, per ciascuna
delle Qllal'i /u necessario svolgere una ·i11dagine individuale circa la ,:lasse, {a stabilità o m eni) nello impiego, il serviuo militare eventualmente pr1,stato in :;ona di guerra o t,•rritorialc, la inclispcn sabilità fun::,ional,: 1i la insostituibilità personale, il numero degli abitanti d·i ciascun commu:, fr sue condizioni sanitarie la importm,za intrinseca del urvi:;io, la presf'n:.a in sed.e di altri sanitari esenti da obblighi militari e qwml'altro potesse valere per emellere un sicure giudizio. A qu,?sta somma di indagini che, anc1rn qua11d0 pe r avventura i verbali d elle commissioni sanitarie fosser0 sl-ali diligentemente compilati, avrebbe importato sempre !é, n ~cessità i:l i u na. istruzione su ppletiva, si ag3iunse la nec3ss itil di evadere tutta l,1 colluvie di commend atizie, is tanze di Enti , d i parenti degli interessati ecc., che ogni giorno si rovesciava su ll'Ufficio Esoneri. Tale romplesso lavoro è s tato compiuto con un personale esiguo di numero, nt:l giro tli pochi mesi e con sicuro vantaggio della Sanità Mili tare e di!! servizio c ivile.
l ll ustrnlo cosi il m1?ccanis mo f11nzio!rnlt> dell"Ufficio E:;soner i sarà opportuno Lrucciare i lineamenti caratterislici d el lavo,·o compiuto. · Concelt.o ce ntrale e dominante di tutto il sist,Jmi:i fu che la poleslit a decide re ris iedesse esdus ivamente nrl Minisle r,) de lìu Gue rra. Questa r igorosa unificazione di attribuzi•)ni non poteva presr inde re da intese frequenti e cordial i ·- anc he se, talvolta, laboriose -- - cogli altri dicas l(' ri ed uffici che in passato avev!l.no avo,:ato o sl1 tale funzione; e ciò per Pliminttre ogni eventuale conflitto di attribuzion i. Innanzi Lutto fu sollec itala la pre ventiva collaborazione del :\llinis te ro d IJ'lnterno per m eglio reg-olarn le mo!Leplici connessioni esistenti tra Sanità civile e militare ; s i c,tabilì, inoltre che ogni d is pt•nsa od !-'son erazinnt: per rng-i(HH: a!rricoia od industl'iale. d•_mandab in pac;sato alla cognizione dC'I Ministr ro a r mi <' munizioni (Commissione Centrale degli esoneri ) non pote;;;;(' aver corso se nza il n1.tlla osta p reventivo d el Ministe n dt:'lla Gue.rra , il quale, in dC"flniLivo, ,~ome quello che im partiva dirr !laTPl.'nle 1·3 di;;p0c;izi oni pe r ltt ('Sec,,zionc del nron1eclimento, fìnin1 p2•· e;;serne l"effetliv,1 dispositc.re e re.~olatore : s'inquadrò Pell'itmbito fun:z.i onalc dd Min is te ro della nuerrd 0~11 1 altro provved1mentocon cern &nlc i medici eh~ s i trovavano -ille dipen1fo11ze del Min iste ro d ei Trasport.i f' cli l"JIIC'llo <frlla Marina , malgrado la r,~nuenza d i q11 elle Am minis!razio111 sel!"naf r me nle d<tllc1 su·onda: venn,i i11fin2 inibito al i(' Commi ssioni Provinciali ag-ricoh> di continuare act ('la ri:::i rt' (·Soner i con Il' n SP ll11) l'C Sllll$SÌOnala obi0tfivilit di c r if e ri data la loro comp"siziont' tutta. di r lr m C"nti l0cali. _ 0
l>I Sl'EN::iE t U ESONtRl DE1 : L1 L; FFIClALl .\ !El) I CI
Il Mioisluro ù ellu Guerra con 1a visione ù, i:1s iemu che gli consentiva una valutazione s inte tica e Loudc d ei bisugn, della Sanila civile e militare ha potuto co~i applicare una grand':' elasticila di crite ri in guisa che ogni di:.posizione impartita ve nisse ad auerire il più intinnuncn le possibile a/la reallit d elle varie e mute voli s itu :1.zion1 locali. Cosi men tre fu possibile non larg heggiare cui g randi centri urbani dove il numero cospicuo dei professionis ti 1:,sen ti Jal Eer vizio militare , la molt,!plicità e ricchezza d egli istituti d i bE:P<Jlicenza, d ei laboratori scie ntifici delle Uni vers itit, ecc., rcndevuno meno a$Silluntc il p rnblcma d ella assi<;Ler:za sanit.a ria delle popolazion i civili; s i adottaron o invece c riteri di provvid a l11.rgl1ezza pe r i centri ·rurali, pe r le regioni meno favo rite :'la.Ila natura, per le zo11e malaric he e 1,.HJ1· qui:1i centri d1-1 risulLassero r,rnestati da ricc,rren ti ejJtde mit'. All'uopo venne prontamr ntc messo a disvo,,i:,i,,rll" dd i'Vl inist c10 cfrl t lntcrno un rilr.va11/I' 1Htr11.l' ru <li mt'<lici 111.i/1 'ari , 11f fi.11··h è, nd p ,•rir)(lr, critico potesse allencfrr -alla cam}1agna anti-11i11l,uico n alle pr,w i ncie di Cagliari , Sa:::sari, Foggia, Caltanissetta , P utenrn, Caserta, Lecrl' , Siracusa, Pélle rmo; e quando la e pidemia influe nZdle a,;,rnnse anche nel nostro P ':lr.sr. delle proporz ioni allarmanti , ollre i-'tOt: ufficiali rn . d1c i p r,Lerono essen1 me:;::\ a dis pos:z!one dello slC::;:;0 Ministero d ell·i nler no per fronteggiare la difficil e s it•Jazione e; he ::i ern venut!i creandu In altri casi, sempre che s ulla funzione s anitaria pì·evalessero altre µiù prem unl1 esigenze Sf\Ciah, s i derogò dall,t ri gida norma per la qua le , di r13gol1.1, il !:'ttnit-a rio non doveva essere disLraLt.o dalla s ua fun::,ion, · /rcnico-·p-,·ofcsçionalc. Così fu rono concessi 'ti esol'C!ri µ u1· rag ioni agricole essendo 11,minAsam enle ris ultato trattars i di atH:mdc di a::;::;·u copiscua impurtarza e di sanitari c he avevano sempre aUEso pcrs-.:: nalmenl-c a lla Direzion e t.c·cnicoamminislrativa di esse o non avevano !"atto della proiession0 medica la loro OCCL1pa2,ione pl'incip,dc od ab1luall' . l nollrP. . q uan lunqu<:' non s i t.rat,las.;~ dt pubbltdtc amm in isLrnzioni , ven ne concessa, con la rga inle r p n' tazionc analogica, l'eson erazione · a 9 medici di pend enti d a compagnie di ,~avigazionc i l"loriu e R ub(Jl/ ÌJw, J, ,t J"l'lor,-. U o.lfd llafirmo, LlrJ11d Saha•ldo, Tranrntlantico I talirma); a 2 1 m edici dipenùenti da ditte industria li iAns,ildo, I lt'a , Miniere di Monlevacchio, ecc. ) impiegan ti g ran nume ro <li c,para i e la cu i· produzione ed at.Livilit fosse ro adibite csclus ivame nle a sct'vigio dello Sta.Lo . f'u conce'-SO altn.sì il b en eficio ctell'e:sonerazionc a nche a 25 luureali in medii::ina e chiruriria in vestili di pL:bbliclle funzioni (s indaci , presid enti di !Jep,1tazioni pr0vincinli , giurlir,i, conciliatori ) essendo ris ultato b e n c hiaro che per p eculiari condizioni di ambien te . la loro opera era p e rsonalmente insostituilJile (cGmune di P olt;nz!I., Isernia, Campodigiove , e<'•~.) . Allo stesso mod0 ed in applicazioni:' dello s lès,;0 criterio fu concessa la t e mporanea eson~rnzione, in vis ta dell'impo1·Lanza d ei servìgi r er cui e rano richir,,ti e d ellE' sp0ciali loro allitu.-.lini , a 'i2 medici di p c rto, a b att.ed oloJri ric hiesi.i da l Ministe ro dell'Inte rno, 3\1 ispctt.ori delle F errovie dello Sta to, 'L ispettllre s up1:wiore dell E:duc,ti.ione fi sica, ! consu0
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1)1::iPt:.'IISE t:D t:SùNERI Dl-:tiLI C FFICIALI )1EDICI
lcnt..: d e! le Te r me di 8Lato di ~abomangiore, 1 insi.:gn:-w te de lla Scuola s upe rio r ;; d i agr icoltura in P orlici, 2 sunitari pe l Commissariato dei profughi di gL1e rm, 2fi m ed ici d,11le colo nie, cltii H. Cons-:>lati e dc·g li Istituti ospida!ier i itaiiani ull'esterc, ed altri di a nalog·h e cutegone. Nè b11~la, chè rn.:-ntre si è resisti to ad ogni più tenace pressio ne di Enti e di pe rsonulilit «nc il,~ autorevoli f)uando s i giudi<'ava non s ussis tere le condizioni por il provve<lime11to ri chieslo, si è invece andati incontro t talvolta financo prevenuta la richiesta di concessioni di intuitiva ne-cessità. E' occorso, Lulvolla, c he alcun e pubb1icl1t! ammin1strnzioni, s pecialm unte r ural i - fo2se ignoranza •lc llc rli5posizioni di legge o mal talento di coloro che e rano c hiamati a sol lecil.arne l'applicazio ne - non s1 avvalessero cli quelle p rovvid ! nzc eh€. pu re e rar.o loro dovu te o si facessero, a ric hieJerle con !l"•Jt:eclimcnto errato e t.ul~, per r,t.,;ioni di forma da non poters i al fer,dere . · Ne sc:rniva c hi! po•;,·re e indifesi- popo lazio r11 , .:lHn posle in g ran parte di vecch i. donrie e uaznbin i", fosstro cn,-f.relte 1;1 lang uire senza a ssis tenza sanitaria; la qual r 0sa non ern cer i.o m eno pc110 ,<1, sol perchè l"abbanclo no e ra ':'O(ìpo rlaLo con stoica rnsscgrazion c. In f.utli questi ca s i, segnalali all'uffkio 1•son0ri , ,;i è provveduto a sollecitare IP r icl1it•ste nect•;;sa ric, a C:)rreggerne - occorre ndo - le manrhevolczze , svincolandos i d a una troppo pedan tesca osser vanza di formule e di termini. C!1e anzi, è flnanco occorso il caso di provvedimenti concessi al di là degli stessi termini della richiesta, quando ragioni di evidente giu-. stizia inducevano a ciò fare. Quest L larg twzza ·1i i:onress ioni , mentr:) da un canto tende va a l fin e e minente mente politico di le nirt: i disagi di Lwt,i parte della i,opo la zio ne, d tll"iillro can to assic urava 11nl'. not,Jvolc ri ser v,: di pe r:,onale sanitari .l 'ìtlf rpml e r>ot0r fare assegnamento per ogili eventuale esigenza a,·vrn ira rle!la s ani!;\ militare.
T ,tli , $C'h r mati,·i: rnrnte rs posLc. le l inre ct ire tti1·e dt--1 lavoro compiu to da q uesta Direzion(' di Sanitil, pe r quanto aLLi0nc a ll'avvi cendame nt o, esone razionc o dis pcmm del pers0nale sanilariu. Dalla r,q,preserdttzionc d ei va r i e le m enti de i ,walt s i è soslanziato il non fac i!,• r.òmpilo ni t1dnme nt0 nppa ri 5ce " <111a li r isui tati soddis!acl'nfi s ia s tat o possibile prrve ni re . AUravNso 11 nu~,vo o rdi namento la D ire zion e Gene rnlt' di San il;'t, el iminancl,1 rnrni mals icura inge renza di !lit.re aulo ri til o ri<iucendol~ a fun zinnc m c rnmcnle cons ultivà , accrssoiia e s ubo'rdinata, ha potu to r acc os!l il'r e eri annodar<' presso di sè tull e 11' fila del servizio sanitar io c ivile 1' mi lil11n-. Q11r'-l ,l r0ncl'n t.rn mento di f uni1on i. oltrcclli' con fe rirle forza e pre si ii.rio, 11, ha reso pnc::sibile la più eqwt rli s t.rihuzion 0 d i Pnerl?"ia fra organ ismi sanit:i ri rni lila ri e c ivili c he. sr d ic;soriati. s i sur ,'bber ,1 intralc iati r naralizz1d: 11 vic,•nrla; h a cOP'ìPnliln rli lra~fond,, r c un senso auster o di
OISPl::N::,t:
rn t:SONJ::iU OE<;J.J L: FFICIALI .\lt:DICl
g·111stizia i11 ogni prnn-ediment.o i.dotlato, h.1 mfinè conLribuit:i a r in"ng liurdini - - appagandone e tal'.'Olla prcvenencfone i legittimi bi~og nt,t Sef!timento di n :sislenza dcl!e popolazioni ci\'lli. Talch,, a buon dirilLo la Dirrzione Gene rnlc di Sanit,"t, polè g1:ardal'e l:un ragionevole s icu!'ezza all'avvenire , sent~ndo d1 pos;;ede re un organis mo cos) s nodalu ed agile, noila 5 tm rigorosa unità di congei:;no da ::;apcr cornspondcre advgu:i.tamente a l•itte ·le più arùuc neccssi lù d ell't:,;crcito u d el Paese . E di <.iò ,;i ebbe la rip,.ov.1 luminosa, quando, cess-tte le openizi oni militari per effeUo dell 'a l'mislizio. più vi'iti, numero.,;e e pres;.unti si fecero le richieste del!ti amministrazioni civili. li primo momento però, fu part1colanne11l t> diffk:lc, pc,rchè la mutata . :;it,uaziom, rnilitul'e non prod11sse per effetLJ immcdial) una notevole modific<tzion u rispdlo ;1! fabbisogno d1 ufficiali medi:::i Ml territorio 0ccupato dalle ll'11ppe. lnfatLi una buGna 1>artc di quelli che s, erano potuti disim.Qegnare dalle formazioni :;anitan e presso le unilil combalLenti, dovette conlinuarA a rimanere assegn11ta a cor pi e repa1t i pel clis impegno dell'ordinario servizio :mnilurio; altri erano richiesli presso g li ospedali da campo e di !.:ippa ancora iunz1onanti 1,el ri COVL"J'O dei militari malati o feriti che non pol,evano essere r 11biLo s~omhrati : a!L!'i , infine, in rilevante r.11mPro, dovettero eicsere adibiti o come ufficiali sanitari di zona nelle provincie liberale e J'eden le, o ccmJ sanitari esclu sivamente addetti pe,. tu popola;;ion':l r.:ivile, con ambu latol'i dipt ndenli dalle autorità locali. • Per assicurare in questo prin10 momento il più che possibih; il servizio sanital'io presso la popolazione civile, d1e si era fatta più esigente anche per effetto rlella epidemia influenz1>.le che 1::.-a nel s uo mussimo sviluppo , si procedette anzitutto alla conferma degli e;;on eri temporanei g ià concessi in pl'E:cedenza per 111ialunque causa, rin unciando a qualsiasi nuova assunz10ne in :;er vizio militare di tutt i ,[Ut3i sanitari cht\ erano s l.ati tempo raneamenl<! concesc;i o lasciati nelle loro s,~di per lu necess itù dei $è!'\ iz1 civ:li. o in vista dellt:! loro s pceiali funzioni. In pal'i lcmpo si ripresero dirC'ttamenle in nuovo €Salile tutte quelle pratiche nelle quali, per s11periori esigenz1' della san ila militare, e ra s tato g ià n egato l'esonero, accogliendole nella massi•na parte e si restituirono altresì al le proprie rondotle t11 lii q 11ei san ita ri , anche di classe giovane, elle all'at to d t:.'lla IDro chiamai.e alle al'mi e rano stati sostituiti con ufficiali medici comandai i Si sperò, in tal mo<io, un p rimo sommario riassetto dei servizi ci \·i li , con gli elementi dei q 11a li le amminis tmzioni locali avevano dimost.rato di a vere magg iore bisogno e che sic11rament.e pot.~vanc meg lio conisp~md ere alle necessità delle popolazioni inter rssatc. Si affarciò allora , an clw per irti ufficiali ml'di ci , il probfrma dl'll 11 .w1nhilitll.:innr, sopra il qu ale la Din zinne Genernlc d ella sanili1 mili tare portò subito il s uo altentn e sE:reno e"ame. Essa tosto si com·i n,;e che non era proficuo di J.)rùcedere automatica m ente p0r· classi, poichè, a di fferr.nz•t rie Ile vari0 anni che costi tu iseano una Pnergia in massa, riducibil<' man m'-'nn chi:! lC' esigenzt mili -
01 s 1•1-:N:::r t:D ESONERI DEliLI L" F !'IC IALI .\ l(l•IC I I.ar i dirmnuiscono, 1 med ici rap_nl'0sentavano 111vt:..:-~ va.ori d .1 uliliz·llJ.re indi vid ut1! rncnte, in base al crrterio de lk µrernh)nti n ecessiw militari o civil i. P ensò inv€cl' cht:, come il corpo sanitario militare era stato costituito nella
quasi totalità con elementi tolti al ·servizio civile nel quale si era per tale fatte determinato un Lltenso perturbamento, allo stesso modo, ma In senso inverso, dovesse precedersi al suo sciogUmento, avendo, cioè, principalmente di mira di attenuare il detto perturbamento e di procedere gradualmente alla ricostituzione ed alla relntegra:t.lone del pubblici servizi. ::li pro.v1dc , co:;ì , con ogn i sollecitudine (· con moiLa larg he:i.za a lla {;Oncessio ne di tulli LJllL'i nuovi esoneri che e ra110 1;chicsti da lle autoriti! {;Ompel<::;1li , ne lle fo rrne e nei casi previsti dal li. L. O diccmLrc 1917, n. 1985, an cora in ,igore con prt> fe rem:a pe r i nv.)<iici i1i1 adibìt1 ai se rvi1.i de l!·~ condoltc o d ipendenti da p1,bbli, hi: amminis!rnzioni. Pe r r·'l.tgi,rnger e J'intenLo s; sLubili di no,1 L.:iner t. µiù coni.o ne delle .classi di leva , n è della idoneità fì s it:a, né d,, 1 I E;rn po Lrascorso in zo na di _g11c rru ; ina di aduLlarf:' com e cntcrio regolatore soltanto il rico nosciuto bisogno d i n·inlegr ure il più sr.! leri tamentc 1: co 111plebm enlc possibile quei rami d1•l sen izio sanitario t"he n on er>t prude nte lnsc·iarc più o ltre ne llo slHLO esa sp en1.nle in c ui :ll'lnai erdno venuti a tro·.,tu·si. J•'uron,, allora rnvitate le Commiss•oni pro vinc;ali , e.on J"inler vento de l Minis le.ro dell ' lnLrrno, a riprencle n • pronlam~n le in esame le conrtizio ni di !1,1lti quei r.omuni nei q•iali l'm,s isle•1za m ed1co-c hirurg ic:1 aveva mugµ-i o r.i bisogno di solle~iti provvectimenl.1. E quancto le r egoìa ri rich ieste pervenne ro , r:uesta Direzione Gener a h3 le c lassificò in t n~ ordini di pre fenm1.a : n ì q 11e llc rig uarda nti Comuni che e ran;, n rn uli u trovarsi privi de l .se n ·izio medico; · b ) quelle riguardanLi Comuni ne( q uali occurreva dare si.abilità u r t>golarit.ù uJ de llo ser vizio; dove, cioè, s i provvedeva. con servizio a scavalco, con· !"o pe ra saltuaria di m •?dici m il itari o in altro modo non ,continuativo; e) q 11elle, infine, r iguardanti Comuni in cui J"ass istf nza sanitaria ,do\·cva essere in tegrata, stante l' ins ufficienza dcli personale m edico di c ui dis ponevano . A tali d omande fu corri sposto con 11uell,1 m agg iore lar,gl1ezza c he i bisogn i de lla sanit ~t miliL1re, diminuiti ma non ancor:i. cessati, reser o possibile i:- si fece cos i un a ltro passo innanzi ve rsi) il più effi ca ce riasset Lo d e ll'assistenza sani Lari a c ivile. M entre a q11esLo si provvedeva, un 'alLra improrogabile necessità. s i d C' lineava in pari tempo; quella cioè di riattivare la funzione dell'insegnamento universitario per ridonarne il beneficio pieno e completo agli studenti di
medlclaa, i quali, per le condizioni di guerra, avevano fatto gli s.tudl fondamentali in corsi affrettati ed incompleti. Se s i fosse ritardata ancor a la frcquenzade i cors i r egolari , ne ll 'ambie n te pro prio, la laurt>a sarebbe -vrnultt 11 ra ppresenta re il conscg uimc nt,o di ima maturilit kgal~, ma :non professionale, eri 1111 pericolo o un danno evidenti per il paese. In e:-ecnzionP di t~IIC' inte ndimento, conrordalo, oltrechi> col Comando
DISPENSE ED ESONERI DEGLI UFFICIALI MEDICI
Supremo, col Ministero dell'Istruzione Pubblic~, mentre' si dispon eva l'esonero di oltre 2875 studenti in m edicina (asp1ran 1i m edici e sergenti
di sanità), venivano altre;;ì restituiti a tutte le cliniche e agli istituti m edico-chirurgici uni1,ersitari, i propri, titolari, aiuti cd a~sistenti in num ero di circa 500, rimettendoli così in grado di rientrare in funzione colla piena ef ficien:a del loro p ersonale, nella t-radzzionale esplicazi one del libero ùisl'gnamcnto. Garanti te, in ta l m odo, le essenzia li puublir.hè necessità d ell'a ssistenza san itaria e d ell'insegnamento , ed assestati i d eLLi servizi in base alla constatata esecu:>.ione d elle r elative dis posizioni, furono prese in esame le condizioni particolari d egii ufficiali m edici rispetto ai privali interessi. Prim;,. ùi ogni altra cosa appc1rve equo ric1llocar 3 in congedo i m edici appartenenti alle c iassi 1870-1873 c!iiarr:ali a lle armi col pl'Ovvedi me nto straordinario limitalo ai soli la ureati in m ediç ina e chir u rgia di c ui al D. L. 12 apri le HH6, n. 469, i quali cosi ve nivan0 r esti tuiti sollecita· m e nte alla leggé comune. Subilo d o po di essi ve nne accordala la preced ~1:za n el conged ~ a q uegli ufficiuli m edici c he erano accors i da lontano al richiamo della l'a Lri a , ,"lbandonando all'ester o, dove risiedevano d a mo!Li ann i, fami glia. r'.1 .mtela, intere,:si, n 011c hè a quelli nPminati ,n l.>asc all'articolo 57 d e lla legge, e cioè ai m e dici civilì non obbl igati a s ~rvizio m ilitare, per rag ioni d i ctil ecl assunti unicamente in segui to a loro ades ion e. Indioendenlerne nle , poi, d a lle rag io ni di inler,~sse pubbli co e da c ons iderazioni di particolare rig uardo, la Direzione G(·ner a le di Sanità Militare pr:.)cede al ricollocament0 in congedo d i t utto il p ~rsona lc direttivo venuto " r enr:lersi s upe rfluo m a n man0 eh,.:; si riduce il congegno sani· tario e e:he le funzioni s trno rdinaric vengc;no r iassorbile dall'ùmbilo d elle normalitù. Dopo questo co m plesso di provvcciimenti, assesLali i ser vizi . provYeduLo a!l' insegnamcnlo, restituiti alla legge comun e i medici )Jiù anziani, so'idis falte le più urgenti e l0gittime as pctt:lti \·e deg li uffic ia.li m edici che si trovavano in condizion i particolari, polè finalmente dispo rsi il congedamenLo per anzi anità di le va; così il 20 g~nnaio HH9 s1 determinò il ricollocamento in congedo d r lle classi fil!•) al 1876, in data 5 feb braio mm quella d ,sl!e a!Lre classi fino al 181;0 inclusa, ed è già iniziato l'ulteriore congedamento fino alla classe 1884. Ne lFr.manare i d etti provvedimenti di caratte re gene rale la Direzione di Sanità tenne presente eh':! una immediata smobilitazione d egli ufficiali m edic i avre bbe potuto a ggiungere ai danni d ella guerra gravi ripercussioni economiche pe r tutti quelli a cui no n sarebbe stato possibile una rnllec ita r ipresa di se rvizio professionale; quindi, per ovviare a ciò , ctÌs pose che venissero trattenuti aJle armi gli ufficiali m edici non appartenrriti a pubbliche amministrttziorii , i quali ne avessero fat to domanda, accordand o ad es:;i tut~r. le agl'volazioni possibili e per la durata m assima compatibil e con le esigenze del servizio. Intanto, sebbene l a dispcsizione del conged a m en to non possa per ora estenderc,1 ad altre C'1assi, s i ~ ug1111lmenle proceduto alla ulteriore ridu3~ - r.iornale di m edicina militare. - Fase. V.
IJI SPENSE EU ESONERI DEGLI UFFlC IALl :\1ED1CI
zionti del pe1·sonak sanitarìo, seguendo le norn,~ ed i criteri d ettati dall'Uffi-:w Smobilitazion·), e ci0è concedendo lic"1• :.e straordinurie iil'im itate in tutti quei casi pei quali ricorrono le circostanze e le condizioni che ·avrebbero già daLo lu0go a)la concessione d eg li esoneri temporanei per le ulteriori necessità d ei servizi civili .
ALLEQATI /. -
M I N I ST ERO DELL A Gl'ERRA REUZIONE AL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Prov;;edimcnli slraordi>1a.ri Per assicurare il sc·r,11=,o sanit.a rio presso l'esercito 1>1 obilitat.,)
I1 bisogno di ufficiali m edici presso l'<'s<rcito mobilitato, ad onta dei molteplici prov,·cdimcnti adottati, è tuttora rilevame, mentre la dis pon ibilità di personale adatto p"!r età e condizioni fisiche è pressoch è nulln. Per evitare cl1e l'equilibrio fra 11e1·cssità e m ezzi si rompa irrepnrabil mente importa ricorrere a prov,·cdimenti di più ,·~sta Portata, uscendo dnll'ambito degli orninari ripieghi. Medici giovani e va lidi sono ancora numerosi nel Paese, ma uou possono essere im piegati pn,sso l'esercito mobilitato, o per rag ioni di compete nza professionale, o per speciali posizio ni inerenti ai servizi civili, o perchè incorporati nella Croce Rossa e nel Sonano milit;ire Ordine di Malta. Il Comando Supremo dell'esercito si è rivolto al Ministero perchè siano adottati provvedimenti d'urgenza per trarre profitto, a vantaggio dell'esercito mobilitato, dei g iovani medici testè indicati. Dall'esame accurato della que,tionç, il Ministero ha tratto la seguente convinzione: essere indispen~abile cl1e, di fronte alla necessità pre,·aleute dell'assistenza sanitaria nelle prime linee, la quale implica esposizione notevolmente maggiore ai pericoli e ai disagi, non s iano rit-onosciute distinzioni o eccezioni per medici di età inferiore ai 32 anni, nei quali la ,·igoria fisica è completa, mentre la specializzazione professionale non può essere assorta, in genere, a spiccata competenza. Affinchè il gettito degli ufficiali medici possa dalla nuova misura uscire risJ)Onclcnte alle necessità ognora crescenti, occorre adottare una linea che uon consenta eccezioni nè per individui, nè per organizzazioni. Per l'attuazione dei concetti esposti bo fatto preparare l'annesso schema di decreto luogoteueuziale, al quale, confido, non mancher à l'approvazione del Consiglio dei Ministri. /I Mi11islro. -
MOIIRONE.
DISPf:NS F. ED ESONERI DEGLI U FFICIALI MEDICI
TOMASO DI SAVOI.\ nt:cA UI GEN,)VA
Luogolenenle Gen erale di Sua Macstù VITTORIO EM!\ NUELI!': III per grazia di Dio e per volonlù delh Nazione IU: O' JT,\LIA Art. 1. - Tutti i medici obbligati a sen ·izi<J militare, delle classi 1884 e prn g io\'ani, sono, senz:t eccezio ne alcuna, a compl eta dis posizio ne del l\finis te ro della g uerra, per e%ere impiegnti presso l 'esercito m ohilitato. Iu conseg ue117.a, ne,suna ind isJ)(' nsahilità per speciali tà professiona le o pe r qualsiasi altro m oti,·o sa rà riconosciuta valida; e tntte le dispense e le esenzio ni fino ad ora e \'Cntualme nte concesse ai medici delle s uddette classi , tanto in base al regolalllCnto s ulle dispe nse çlalla chiamata alle arm i, appro,·ato c·on R. decreto I.ì aprile 19 n, n. 374, quanto in applicazione del decre to luvgotcne11zialc 2 1 apri le 19 16 n . 46') si i11te11de rl\nno revocate. · Art. 2. - Le vacam:e c he , pe r effetto di tale dete rmin azio ne ve rranno a for111arsi nei sCr\'izi ci\'ili degli rn:pedal i, ddlc condo tte, della Croce Ro~~n, del So vra no milita re Ordine di l\Ialta e della sanità pubblica , sanmno i111tncdiata111<:ute colmate " ' necessario, pe r c ura elc i )[in iste ro della g-ucrra , co n ;,.a nitnri tccnicnmente ido nei 111a più anziani, e scelti prcfc ri bil111c nt c fra qndli rima~t i lungo tcmpo in zona d i )(ue rra. Ordiniamo che il pre~ente decreto, J111111ito del ;,.ig illo dello Stato, sia iusertc· nclla Raccolta ufficiale de lle leggi e dei d<:cret i del R ci;no d'Italia, mandando a chiunque ~petti cli o~sc-r varlo e ili farlo o~;,.er rn rc.
Il. -
YIN 1S'J'ERO Dr-:T,T.A GFERRA
~II::-l!STERO DJ.;I.,L'IKTER!\O D IRE7. IO:,IE GEXERA l.1' DF.T.T..·\ SA1'1 !TA' r uu11r, 1c ,
K . 20400-r .
Roma, li 2 1 nove mbre 19 16.
•
Pro,•vedimc11/i .,t rao,.dina ri per assicurare il ser.,i::io sa11itario presso l'esercito 111obilitato
. ~ esigenze, OR"uora cre~cc nti, <lei se n·izi ~ani tari pre;,.so l'esercito m obilitato r ichie~o.no la disponibilità di un mag-gior nume ro di ufficiali medici adatti pe r età e ~<;>nd_lZloni fisiche ai ser vizi della zo na di g ue rra. S i Ì! quindi ricon o;,.ciuta la necessità e 1 g io_vars i a t al fine dell'opera di quei 111edi ci, giovani e \'(11idi, rima~ti aucora numeros, _ne! Paese O per rag ioni di compe te nza professionale , o per s peciali posizioni :uerenti ai servizi civili o perchè incorporati n ella Croce R os~a e nel Sovrano miliare ot'dinc di Malta. ' dei Quc~t~ intento però de ve essere raggiunto senza recare danno al funzionamento ùr se rvizi sanitari civili. A ciò pro\'vede il decreto luogotene nziale del 1 2 novem19r 6 , n. 1529 pubblicato nella ·Gazzetta ttffi<iale n . 271 del 18 novembre corrente, coel quale: ' . l>linist~ si dichiarano (art. 1) ;,.e n,.a eccP,:io11e aie-una a completa disposizio_n~ del ro della guerra, per essere impiegati presso l 'esercito mobilitato, tutti I me-
OISPEJ\SE EO ESONERI 01::GL I U FflCIALI l\11::0lCI
dici obhligati a serviz.io militare delle classi 1SS4 e pit'i g iovani; si stabilisce, in conseguenza, che per tali medici ucssuna indispt:nsabilità per specialità professionale o per qualsi::isi altro motivo sa rà riconosciuta ,·:ilida; e si revoca no tulle le dispense e l e e:c:t".nz.ioui finora. conccr,:·; e, tonto in bn se ol
Re~olo111c·nto su11c dispense dalle
chiamate alle armi, approvato con R. de<"reto 13 aprile 1911, n. 3;4, quanto in applicaziC'ne del decreto luogotenenziale 21 aprile 1916, u. 46S, recante provvedimenti straor<1i11ari pel scn·izio sanitario militare; b) conte111porn nea111ente (a rt. 2) si dispone che siano colmate, se necessario le vacan,e che per effetto di tale dctenninazione verranno a formarsi nei servizi civili degli <:>spedali, delle condotte, della Croce Rossa, del Sovrano Online di Malta e d ella sanitù pubblica con sm1itari tec nicament e idonei, ma più anzian i e scelti preferibil111ènt<:: fra quelli rimasti lungo tempo i11 zona di guc·rra. ln breve, il prm·vecli111ento si incardina sn questi due concetti : che i medici giovani e ·vnlicli devono es,cre nelle prime linee im·ece di quelli am.ian i e m enomati fi sicamente , che il congc-gno dei servizi sanitari ci,·ili no11 solo deve essere sah-agunrdnto, ma scmpr<' più e meg lio integra to, so,t;LUenclo agli elementi giovani che ma11 mano ne vengono allontanati, altri più anziani, ma riconosciuti 11011 meno idonei tecn j ca111en te.
• .. * J,'a rticolo I l:a una portala militar~ di grande m o mento che lo imporrebbe di per !Sè sol:t a qualsiasi considcr::izione contraria, se anche 110 11 realizzasse un altro notc,·ole benefil'io gener::ilc pc! sno profondo contenuto morale di equità e di giust izia. in q u:rnto pn·,rrivc paritA cli obbligo per tutti i medici giovani e va lidi, senza ecce· zionc al<'una . Ma e,so, d'altra parte, im·cstc l'organizznzione di ser vizi essenziali nell'int C'rcs,c della sani ti\ ckl l'ac,c a cui è intimamente legata la sa nità delle truppe Servil.i che, attran,rso rli <ficolt:\, dopo i numerosi richiami alle armi hanno potuto mant<'ner,e finor-i l'indi,pc nsabile assestan,cnto. Come, peraltro, la di,posizione dell'art icolo 1 risponde. alla preminente importanza delle ceirna tc fi11alità di in tcres,e militare, cosl l'articolo '2 assicura i servizi sanitari ci,·ili. Pc ) sif'nro funzio n a m e nto de i qnn l i In ~tc~t-a trnturn dei po.rticolnri hisogni d e l·
l'a1111n i11i~t rnzionc n,i litare vale gi:\, per se sola, ad elimin are quals iasi motivo di dubbio Chi· fine prc('iç,110 dd provn:<limc11t0' escogitato 11011 è l 'au111cnto dei medici m ili tar, in ge nere, ma l 'aumento d i medici militari giovan i per servizio dell'esercito m obilitato.
• •• Ciò pre111csso, e con riserva d i provvcrlere a parte per quanto concerne il pergona.le del la Croce Rossa e elci Sovrano militare Ordine di Malta, occorre mettere p a rticol armentC' in rilie vo che l'at tuazione del deneto di che si tratta nei riguardi del personale addetto al scrvi1.io ganitario civile, deve a,·ve11 ire in modo da· eliminare q ual~iasi ragione di perturbamento, tanto per l'organizzazione del servizio di assi~te112n san itaria o di prl'!'il~~si ckllc 111:tlattie infetti,·(', quanto per I~ conseguenze fiuat-W.iarie delle amministrnzioni pubbliche intere~.• ate. Sotto il primo a,-petto si preordi11a tutto 1111 piano di cautele intese acl evitare qn?l,ia~i tnnrn ltraridà alln applicazione clelle 1111ove disposizioni. P er l'applicazione, infatti, di queste si segnirm1110 le seguenti nonne : ' 1. I comandi dei d istretti militari di leva co municheranno, entro 30 giorni d:ùla data della presente circolare, i nomi dei medici che, in applicazione del decreto l uogotcn"nzi;il-:! 12 novcml,re 1916, n. 1529, d ehbono essere preccttnti, al prefetto de lla provincia dove ciascun m edico ha la sua r esidenza. 2 . Ricevuta tale comunicazion~, il prefetto esaminerà se il medico possa es,-ere distolto dal suo ufficio sen1.a danno del pubblico servizio, considerando se circostru1Zl" l"oprm·,·cnute clopù l'esame rigoroso fatto a sno tempo a norma delle circolari d el Ministero dell'interno 2 maggio 1916 n. 20400-1/1382 e 25 lugl io 1916 n . 20400-x, abbiano reso uon più indispensabile l'opera sua presso la pubblica amministrazione in cui presta servizio. In tal caso avvertir à il di!\tretto che può disporre la precetta-
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DISP~~N::'E ED ESONER I DEGLI U F'FICI ALI Ml::DIC!
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zione, e il distretto provvederà senz'altro. Quando invece il prefetto ravviserà che il medico da chiamare in servizio militare debba essere sostituito, nè farà domanda al Ministerc della gutrra (ufficio sanitario), an·ertendone contcmporanean1e11te ,I distrettomititare. Superfluo sarehbe raccomandare ai signori prefetti che nell'esercizio cli questa delicata attril,uzione mai devono discostarsi da i cri teri di rigore indicati nelle citate circolari 2 maggio e 25 luglio 1916. Al Ministero della g uerra il prefetto comunicherà le generalità complete del sanitario; indicando altre;;! : l'amministrazione e la sede pre;ss.> cui presta servizio; la natura dell'ufficio cui è addetto e le condizioni nelle quali il servizio si s ,·olge in rapporto alle attitudini fisiche e alla preparazione tecnica che occorrono pel disimpeg-no dell'ufficio stesso; lo stipc11dio as~cguatog-li e le altre
competenze eventualmente spettantegli; il distretto militare cui appartiene. 3. Il M.i nistero della g uerra provvederà per la sostituzione con 1111 ufficiale medico clic possegga i necessari requisiti, ne darà comunic:,zio ue al prefetto e contemporaneamente inviterà il distretto militare a precettare il sanitario che dovrà essere sostituito. La sostituzione sa rà fattfl coutc,uporauea mente in nndo da evitare soluzione di continuo.. Gli ufficiali medici comandati a sen-izio civile conserveranno la qualità cli militari e conti1111era11no a percepire le competen,ze del loro grado.
•• • Tenuto conto poi ilei mottv1 che hanno deterruinato il prov,·edimento in esame e d e lle difficoltà finanziarie nelle quali non poche pubbliche ammiuistrazioni si dilx:ttono, il Mi11iskro ddla guerra as•·ume a proprio carico la ma~g-iore spesa che alle provincie, ai comuni e alle istituzioni pubbliche cli beneficenza fosse eventualmente per derivare dall'applicazione dell'articolo ~ del decreto luogotenenziale, in confronto di quella ordinaria sostenuta. Cosi che l'amministrazione militare continuerà a corrispondere lo stipendio e le altre compcte111.e, loro spettanti, agli ufficiali medici comandati in servizio presso i predetti enti, che rimborseranno della spesa il bilancio della guerra soltanto fino alla concorren za dei fondi disponibili stanziati 11ei r ispettivi bilanci, pei posti temporaneamente occupati dagli ufficiali stessi. l,a relativa liquidazione sarà fatta a mezzo dei siguori prefetti, che riceveran110 dal )1inistero della guerra l'indicazione della spesa che esso sarÌL pe r sostenere per ciascun ufficiale comandato; accerteranno la cifra disponibile sugli stanziamenti dei bilanci provinciali, comu11ali o di istituti di pubblica bc11eficenza, e della somma liq uidata a debito delle singole arnministra,io11i cureranno il rimbor~o nl Ministero della guerra.
• •• Queste nprme confermano la conside razione che più sopra è espressa circa la niuna preoccupazione che l'applicazione del decreto luogotenenzinlc 12 novembre 1916, n. 1.529 può e deve destare nei riguardi del sicuro funzionamento dei servizi sanitari civili. Epperò, nel richiama~c su tutto quanto precede la particolare attenzionè elci comandi cli corpo d'armata e delle prefetture, si cspri111e, più che l'augurio, la sicura fiducia ~he, mercè il premuroso interessamento per l'esatta applicnzione de.Ile nom1e &tesse, per la parte di rispettiva competenza, le altre finalità di supremo interesse nazionale cui mira l'eccczionale provvedimento nell'interesse dell'assistenza sanitaria dei nos~ri valorosi combattenti, possono essere assicurate senza pregiudizio degli interessi, non meno vitali, del servizio sanitario ci\·ile, che il provvedimento stesso ha voluto con t!'mporaneamentc salvaguardare. Jl ," lfinislro della Cuerra
JIJ0r{R01'E.
H MiHislro del.l'Interno ORl,A:-iDO.
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DrSP.i:NSE ED ESONERI DEGLI U FF(CIALI ~EOlCI
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Mlt-i l S TER O
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G U ERRA
RELAZI ONE AL C ON$1C.LI1 f, t l i\) 1?•1$TiU
D i sf>e11se cd cson cru::i<mi a luu .-eati in m ed icina e c hirurg ia..
L'unito progetto d i decreto, che mi onoro present are , t, stato elaborato da questo Ministe ro di concc-rto e-on quello dell' inte rno. E ~so nou tocca in alcuna guisa le attribuzioni de') M inistero per le armi e le munizioni, il quale pro\'vcde agli e~oneri d i sua compete nza, anche per militari laureati in medicina e chirurg ia , richiedendo, ca,o p,;r caso, il ,mila osta. di questa direzione generale di sanità militare . 11 progetto i~titui sce una mig liore d isciplina delle dispense ed esonerazioni da conceckrsi a medici per necessità di assi:;tenza sanitaria civile, le quali d i~pense ed esonerazioni sono anche. og~i di competenza di questo Ministero, che vi p1 ovvedc :ipplicando l'art . 1 lettera q) del R . decreto 13 aprile r9u. n. 374 sulle disp ense: in r.-ene rale e gli articoli 5 e 6 del decreto luogotenenziale 11 aprile 10 16, n . 46g. Invero queste disposizioni si sono rivelate, a l lume dell'esperienza, insufficient i e difettose. Basti ('()t1sirlernrc d1e , alj' iniz,o della g uerra, la sola norma vigente in materia er a quella del R. decreto 1911 ~opr:), citato, in base a lla quale e ra possibile esimere dalla ch ia!llata alle ar mi il medico condotto d i un comune, ma non il per sonale sanitario ind ispensabile ad altre pubblich e amn,ini;itrazioni, fra le quali sono eia am!llettere in prillla linea gli ospedali ed i !llanico!lli. Volge ndo al ter mine il primo anno della nostra g uerra. le esigenze della sanità militare recla marono la chiamata alle armi di un forte continge nte di medici ; tutt i quelli, cioè, aventi obblighi militari, delle classi 18jO·i5 e tutti i riformati de lle classi 1876-cf, (decreto luogotencziale 21 aprile 1916, n . 469) . Considerando le maggiori difficoltà nelle quali, per effetto di ta le chiamata, sarel>bero ,·enut i a trornrsi g li istituti ci,·ili nel proH edcre all'assistenza sanita ria, si adottò il d uplice te mper amento contenuto negli articoli 5 e 6 dello stesso d<!creto : e cioè si staù ill la ese nzione o disf>C11Sa dalla chi,Hnat a pe r i medici di pubbliche amminist rn>.ioni, riconosciuti ac! esse ind ispensabili da apposite comm issioni provinciali nonchè la l em pora ,iea eso ,iera::ion c d i q uelli già. alle anni , i quali fossero riconosciuti an che essi indispe11sabili a ser vizi, con l 'aggiunta, p er q uesta seconda categoria , di un a condizione speciale. ne r potere ottenere l 'e,onero e ciot, della f>erma nenl.e inabiLilà alle fnt.fcl1e della g uerra.
5c-noch<': la p ratica appl irnzionc ha orm ai d imostrato all'eviden za che nep pure gli a rticoli 5 e 6 del decreto 21 :tprile 19 16 sono tali da rendere possihile il raggiungimen to dei <lue scopi fondamentali che median te le dispense ed esonerazioni di med ici dal ser vizio militare , impor ta precipuame nte con seguire: e cioè, da un lato, ass icurn re in tutto il Regno q uel tan to cl i assistenza sanitar ia che è necessario affiuchè l a salute pubblica sia effic;icemente presid iarn e la resistenza del Paese 110 11 venga in<leholita ; dall'alt ro, d istri l)uire equame nte fra t utti i meclici civili obbligati alle ar mi, il peso del m ilitare ser vizio, in guisa dd infondere nella massa del person ale san itario la certezza dell'cffettirn f> rof>or :ìonale t:guaglianza nei d iritti e nei do veri. Nonost.fn te, infatti, g li sforzi compiuti in og-ni circostanza da q uesta direzione generale , per adnttare le norme vigehti alle molte plici reali necessità cl1e quot idiwiamente si presenta no, accade d i frequente d i non potere , ad ese mp io, con cede-re neanche una te mporanea esonerazione iu casi pur gra,·i ed urge nti di pubblico b isog no, solo perchè il sanitario il quale fu chiamato alle armi anter iormente olla d ata del decreto 21 aprile 1916, non risulta inab ile alle fat iche d i guerra, laddove tale cond izione non è richiesta, iu caso del tut to analogo, per alt ro sanitar io , sol perchè que· sti fu chiomato in servizio mil itare posterionncnte alla data anzidetta. Così p ure a,·. viene di u on poter prendere in consider azione istOU7.C per esonero di medici indi-
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spensabili ad amministrazio ni civili diverse dai comuni, non potendo ai medici stessi applicarsi il disposto del'art. 5 d el decreto luogote ne n ziale 2 1 aprile 1916 perchè appa rtene nti a categorie no n chiamate alle armi col decreto stes~o, nè il di sposto dell'art. 6 pe rc hè non si trovavano alle a rmi alla data della '!iua p ubblica,.ione: Per effetto di queste, t: di a ltre, lacune e sconcorda n ze de lle norme in vigore, uou poche pubblic he amminis tra,.ioni sono pri,·e ancor oggi dell'as;;is tenza sanitaria, sicc hè serpeggìa qua e là il malconte nto çhe il Miu istero d e ll'inte rno segnala a questo de lla. guerra, il q uale, a 1:ua vo lta, 110 11 ha il modo legale di pron·edc,re a rimuoverne le cause. Che se ci volgiamo a considerare il tratta me n to fatto alla massa del personale sanitario, in rapporto agli obblig hi milita ri, dohbiamo scorgere anche in esso una. no te vole sperequazione. Moltis~imi me dici, re lativam ente g iovani e fis icam e nte idonei, uou hanno prestato finora un ;;ol g io rno d i ~crvizio militare, pt'rchè le pubbliche ammiuistrazioni c ui erano addetti, ne ottenne ro in te m po utile la d is pensa: me ntre mo lt issimi altri indubbiamente capaci cli sostituire i primi ne i servizi civili, sono olle armi dal principio dela g uerra, a nche se appartenen ti a classi più a nziane. D i siffatta sperequazione (alla quale solo in parte è dato ripara re con le or<lina rie provi,le nze di avvicenda• llle nto) può soffrire il morale della massa, con ovvie r ipercussioni s ull'efficie nza del s~rvizio. Di tutto c iò 11011 pote,•a non preoccuparsi il Ministero d e lla gue rra, eq. il presente schema di decreto è appunto il ris ulta to dei suoi studi s ull'argomento ai quali il Minis te ro dell'inte rno ha dato il s uo valido contrib uto. L o sche ma è informato a i seguenti conce tti fondamentali : a ) d iscip liua re in modo g enerale e uniforme la m ateria d e lle d ispense e deg li esone ri per tutti i tnedici aventi o bbli).(hi milita ri ; b ) tenei fermo il crite rio di cm al decre to luogotenenziale 12 novem bre 1916, n. 1529, e c ioè che ai medici delle classi 1884 e pii'1 giovan i 11011 possa esse re concessa dis pensa od e!;onero in nessun caso, ed i11tegrarlo col disporre che i medici di classi m e no g iova ni ma non appartene nti alla 1111lizia t erritot iale ÌISS2 e 1SS3) possano otte.• nere l'esone ro soltanto se inabili alle fatiche di g uerra , escl udendo invece questa condizione per tutte le cla~si più amiane , e) re,·orare, con opportune caute le la dispensa o l'esont'ro ai sanita ri che , 1011 ahbiano prestato un a nno di sen·izio in zona di g ue rra, sostituendoli nelle amminis trazioni civili con altri che h.rlc servizio abbinno pr~~tato , - salvi , s'inte nde, i casi di vera e propria indigpensabilità perso nale: proyvedime nto e min e n temente equitati\'O che , oltre a fa,·orirt: l'a,·vicendan,en to ed a porre a d isposi,.ione dell'autorità militare un. rile,·a ntc numero di medici no n a ncora svigoriti dalle fatiche di guerra, sarà indubbiame nte generatore di sane e nerg ie morali nella massa sanita ria. Per queste riforme, e per altre , d'indole tecnico-anuninistrativa, che l'esperienza h a s uggerito, l'unito progetto s i rac(.('lman<la pe r sè: medc~imo alla sonana sanzione. li Ministro -
JV.
V. Ar.FrnRr.
C!RCOT.ARE u. Su. - SERVIZIO S ANITARIO. - UFFICL\U IN CO:S'GEDO. Drrreto l110 .i :ot e11 c 11 :ti<ile n . 18')5, co11cerne11l è le disp ens e ed eso11e ra=i o 11i a lau. reati i11 m ediciua e cltirurgia . No rm e esecutive. - (Direzio ne generale di sanità militare) . - 9 d icembre 1917. - (Caz.: etla 11!,~ciale, 11 . 300, del 2 1 dicembre
r917).
Art. 1. - La d is pensa da qualunq ue c hia m ata alle a rmi è concessa a i laureati in m e dicina e chirurgia, i quali : a) s iano fun zionari cli ruolo d ell'a mministrazio ne sanitaria, ce ntrale e proviuci~1lè del Minis tcr0 d ell'interno; b) o s1 tro vino nelle condizioni prc\Ìs te d all'a rt . s del R . decreto 13 aprile 19n, TI . 374; e) oppure s ia no s tati, prima d e ll' inizio d ella g ue rra, ass unti stabilmente in ser..,·izio pr~sso una pubblica amministrazione, e l'opera dei quali sia riconosci uta indispe n sabile ed insostituibile.
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Art. 2. - La tempora11ea esonerazioue dal servizio militare è concessa ai laureati in m edicina e chirurgia; a) delle classi 18S1 e pii) anziane , semprechè siano stati, prima dell'i'nizio della guerra , a«sunti sta bilme nte . in servir.io presso una pubblica amministrazione, e la lo ro opera sia rico11osciuta i11<lis pensabile e<l insoMituibile; b) delle classi 18S2 e 18SJ qnalor a concorrnno le stesse precedenti condizio11i e ris ultino essi allresl presunti inabili pe m1ane ntcme nte alle fatiche di guerra. Art. i - Ri11rn11gono in vigore tutte le disposizioni ciel decreto luogotenenziale 12 n ovembre 1916, n. 1529. Art. 4. - Cosl la dispensa conte la temporanea ewnerazione, di cui agli articoli preced e nti, sono !'Oncesse dal ministro della guerra . Art . .:;. - Nei casi pre,·isti dalle lette re a ) e hl dell'art. 1 , la dis pensa è concessa snlla presentazione di un certificato del capo <lell'amministrazione o dell'ufficio competente, dal qua le ris ulti il possesso dell'impiego che è riconosciuto come titolo a lla dispensa. Nei casi pre \'isti dalla lettera e) dell'art. 1 e dell'art. 2, la <lccisione è preceduta dal parere moti\'ato di una commissio ne, la quale ha la s ua sede presso la prefettura di ciascuna provincia, ed è composta d e l ·prefetto, che la presiede, del medico provinciale, de l preside nte d ell'ordine rlei medici, del comanda nte i.I distrettomilitare da cui dipende il capoluo~o della provincia, e di un ufficiale superiore medico e ffettivo designato d a l Ministero della guerra. A.rt. 6. - T,a dispe nsa accordata ai termini delle lettere a) e l>) del 'art. 1 è revocata quan<lo sia venuto a mancare, nel militare dispensato il possesso d e ll'impiego per il quale e ra stata concessa. Neg-li altri casi, la dispensa, nonchè la temporanea esonernzione, sono senz'altro revocate quando siano venuti a ce,;sare i motivi per i quali erano state conferite, e p0,sono inoltre esser revocate per quei laureati in medicina e chirurgia, i quali 11011 abbiano prestato almeno un anno di servizio militare in m1rn di g-ntrra, sempre<"hi: sia possihile assicurare, m ediante la loro sorTOga.z:ione la continuità e la piena efficienza del servizio per il quale avevano ottenuto la dispensa o la esone ra1.io11e . · Il :'>finistero della g uerra, in questi ultim i cosi, provv1>derà ·alla adeguata e pre,·ia sostituzione del sauitnrio, al quale la dispe nsa od esonera,.ione viene revocata, con allrlil il quale abbia prestato ahueno un anno di scrl'izio in zona di guerra. • Art. 7. - La revoca della dis pensa o d e lla esoner:11.io ne è determinata dal Ministero de lla g:nerra . La decis ione , tranne nei casi previsti dal primo comma del precedente articolo, dev'essere preceduta dal parere, motivato della commissione istituita con l'art. 5. Quando questa siasi espressa in senso contrario alla revoca stessa senza il previo parere del Ministero dell'iuterno salvo c he trattisi di revoca accompagnata dalla surrogazione del sanitario, come all'ultimo comma dell'articolo precedente. Art. S. - I capi di a mministrazioni dalle quali dipendono i militari laureati in medicina e chirul)~ia dispe nsati o escmerati a n:>rma del presente decre t o. debbono immediata mente partecipare al co111m1da11te il distretto militare le variazioni che avvengono ne lla posizione dei militari stessi e che possono comunque im portare la cessazione d el beneficio. I capi stessi sono tenuti all'osservanza delle norme, e soggetti alle sanzioni penali, stabilite dal R. decreto 29 aprile 1915, n. 561. ;\i milit ari eson erati è aplicabile l'art. ,' i de l <lecreto medesimo. Art. 9. - Le d isposizioni del presente decreto si estendono anche ai lanreati in medicina e chirurgia in ~crvizio presso le associazioni di soccorso (Croce Rossa italiana e Sovrano Militare Ordine di Malta) Art. 1 0 . ...,.. T ministri della guerra e dE'll 'inte rno sono autorizzati ad emanare le n o n ne occorrenti per l'attuazione del p resente decreto, che resterà in vigore dal giorno della sua pubhlicMione per la durata deln guerra.
,'forme cscrnli11e. Ad o,·,·iare alle più sensibili manchevolezze dell'assistenza sanitaria civile , determinata dalle prevalcn ti necessità militari e a <lis trihuire ancora più equamente i pericoli e i disagi del sen·izio di i;:uerra pro\'vede il decreto luogoteneziale del 9 dicembre 1917, 11. 19Ss pubblicato sulla Ga:ze/.la 11/ficialc. F e rme restando le disp0sizio11i di cui ne l decreto luogoteneziale 12 novembre 1916
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n. r529 e cioè ch e ai medici delle classi 1884 e più giovani non possa essere concessa dispensa o<l esonero in nessun caso. viene ora st11bili to che i medici di classi me no giovani (1SS2-18S3) possano ottenere l'esonero soltanto se inabili alle fatiche di guerra, mentre per tutti· le classi pitì anziane tale <·ondizione 11011 viene pi,\ richiesta. Sarrumo inoltre , evc,cate tutte le dispense e gli esoneri conces~i ai medic-i che non abbiano prestato almeno un anno d i servi,.io in zona di guerra, sostituendoli pre~so le amministrazioni civili con altri che tale sen-izio abbiano pre,stato, salvi i casi accertati e senzn dubbio r arissimi di vera e propria indispensabilità personale. TI provvedimento s 'incardina sui seguenti concetti: che la materia relati va alla dispensa ed agli esoneri di q 11Alsiasi specie: ri flettenti medici aver1ti obbligo di servizio n1ilit:trP. e unican~<."nte di~cinlirrn t:;i rlnl rlt.:rrPto ~11,lrlPtto: c h P 1:. rli!ò.pe:11~:1 e l'e~onc-rc,
temporaneo sono inerenti alla funzione o all 'uCficio esercitati e 11011 alla persona di chi la esercita, la quale perciò può esse re sostituita: che l'ufficio, la fun1.ione od il servizio siano st:iti stabilme nte istituiti prima dell~ dichi11r:izione di guerra. Gli articoli 1 e 2 sanciscono una migliore d i~ciplina delle dispense da concedere per n ecessità d'assistenza. sanitaria civile alle Qtrnli dispense od esoner azioni temporanee provvedevano prima il R. decreto 13 aprile r 9 II , 11. 374 sulle dispense in generale, e g li articoli 5 e 6 del decreto luogotenenziale 21 aprile 1916, n. 46g. J,'11rt. 3 mantie ne in vigore le norme ciel decreto luogotenen"iale 1 2 no'vembre 1916, n . 1529 per la cui applicazione devonsi richiamare le istruzioni della circolare n. 1853_,02 del Ministero guerra - Ufficio sanitario e 11. 204001 del Ministero interno D. G. S . P . L'art. 4 poi demanda al Ministero della g uerra, come sempre d'altra parte è stato praticato, ogni decisione in materia.
Altra importante innovazione è introdotta circa la costituzione della commissione di cui al <lecrcto luogotenenziale 21 aprile 19 16 , n. t,6ç, coll'averne chiamato a far parte il presidente dell'ordine dei medici il quale oltre a portare l'a utorevole cont ributo della sua esperienza tecnico-professionale concorrerà senza dubbio efficacemente quale leg ittimo rappresentante della classe medi ca a rimuovere og11i causa di artificiosa indispensabilità personale eventualmente rappresentata dagli interessi. Il pa re-re dc111' commi~sione deve es~ere motivat,, a seconda stabilisce l'art. 5 riguardo i casi di cui alla lettera e) dell'art. I e quelli contemplati dagli articoli 2 e Ì· Per i casi invece cli cui alle lettere a) e ò) dell'art. 1 In dispensa viene concessa sulla present:rzione di un certificato ciel capo dell'amministrazione o dell 'nfficio compétente dal quale risulti il possesso dell'impiego che è riconosciuto come titolo atto a conseguirla. Tutti, poi, i capi delle amministrazioni <la cui dipendono i militari laureati in medicina e chirurgia dispensati od esonernti, sotto com minatoria delle sanzioni penali, debbono, a norma dell'art. 8, immediatamente partecipare, al comando del distretto militare le variazioni che, comunque, importino la cessazione del beneficio.
Gli articoli 6 e 7 riguardano particolarmente la revoca delle dispense e degli esc,neri che viene senz'altro determinata dal Mini:stero della guerra quan<lo sia venuto a mancare nel militare dispensato il possesso dell'impiego per il quale la concessione crasi verificata nei casi al e ò) deli 'art. I. Per gli altri casi, prima di determinare la revoca, il Ministero della guerra per potere giudicare sulla base di tutt i i possibili elementi, sentirà la commissione di cui all'art. 5, e , nel caso d i parere contrario, interpellerà anche il Ministero dell'interno.
Ciò premesso, occorre mettere particolarmente in rilievo che l'attuazione del decreto di che si tratta, deve avvenire in modo da eliminare qualsiasi ragione di perturbamento, tanto per l'organizzazione del servizio di assistenza sanitaria civile,
DIS PEN.'E EO ESONEIU OF.G LI rFFICli\1,1 :VLEOIC I
quanto per le co11scgne11,e finanziarie delle am ministrazioni puhbliche interessate, il tutto però, senza transigere sulla più volte affe rmala necessità che tutti i !-anitari e ,cpecie i più ,l?'io,·ani diano il loro personale trihuto a l sen ·izio militare . Sotto tale aspetto si preordina un piano di c11utele inti,s., acl i,vitarc qualsia>'i tumultuarietà -uel1'applicazione delle nuove disposizio:ii A tale scopo s i seguiranno le seguenti norme: I,e RR. prefetture entro un mese dalla data della preGente circolare provvederanno a rinnovare presso il '.\Tinistero della g-uerra la rid,ie!-ta della di.spensa dei lauren1i in medicina che s i tro,·ano nelle condizioni di cui alle lettere a ) e b) dell'art. 1 allc!-!ando i relatid ce rtificati di cui all'art. 5 prima parte, ed in pari tempo, a sottoporre a nuo,·o esa me .tutte le dispen"e e gli e;;oncri già concessi in virtù del decret o luogotenenziale 2 1 nprile 19 16 , 11 . 469. Passai<> tal e lcrmi11e verra,1110 se 11='allm re, •ocatr le co11 cessio 11i sullr quali n o n . s iasi ('rovverl11/o a 11nr111a del 1111ovo decreto.
Nel sottoporre ta li concessioni all'esame della nuova commissioue all'uopo istituita, è necess:trio tener pre;.cnte i criteri dianzi es1>0sti e sopratutto lo spirito di sacrificio che dc,·c ani111are la clnsse sanitaria anche nel disimpegno dei servizi civili Saranno pertanto tenuti ben presenti qu ali elementi necessari per la concessione della dispensa o d cli 'c~oncro la constatata indispensabilità e la insostituibilità in rapporto alla specialità del se n · izio, alla popoln1.ione, alla coes istenza di altri sanitari al numero degli a 111111alati, nlle condizioni profilattiche e sanit::irie locali. Per pron •e,lcre il più sollecitamente e ndcgunt::i111c11te possibile nlla sostituzione nei servizi civili dei medici che non hanno prestato almeno un anno di scrvi1.io militare in zona di guerra, og ni prefettura, presi accordi diretti con le a111ministrazioni ci,·ili interessale, c!c,i;:nerit :il '.\Tinistero della g ucrra (Direzion e generale di sanità mi, litnre) il no111e del 111cdico che si g radirebbe in sostituzione elci precettato, non olrre il termine di .,o giorn i !-!ià s tabilito. Al l\!'inistcro delln g uer ra saran no co11111nicate le gencrnlità complete del so.. tituendo ..a nitario ind irn ndo altre,.l le condizioni nelle quali il serviz io si ;wolg-e in rapporto alle attitudini fi,.iche ed alla preparazione tecnica che occorrono per il disimPCKllO dcll 'uffirio stesso, lo stipendio a$se_gnatog-li e le altre competenze evc11t11al111cnte ,_pettantig li, il distretto militare cui appartiene, nouchè tutte le notizie necessarie a identifil'nre il sanitario che potrebbe sostituirlo. Per age,·olare il compito arduo e delicato del J\!ini~tero della g-ucrra, le prefetture comunicheranno i111111ediala111 e11/ c In e,·e nlu:ile imposj;ihilità di de!-ig nare nomi di surrogati, quantlo Inie impos~ibiltà si appale,i loro e,·idente. 11 l\Iinistero dello .((Ut·rrn pron •cderà per la so~t ituzione con un medico che posscg-g-a i neces!-ori requisiti, ne dMà comunicazione al prefetto e conten1 poranea111ente inviterà il diMrctto mili tare a precettare il sanirn rio che dovrà essere sos tituito . T,a sosiirnzione sarà fatta contempornnca111cntc ed in modo da a,sicurnre la continuiiìl e la piena efficienza delservizio ci,·ik. Entro cinque g-iorni dalla pnbblicazione della prt:~ente , i !-ignori prefetti parteciperanno al presidente dell'ordine dei medici della rispetti,·a provincia la sua uomina a membro della commissione provinciale per le dispense e per gli esoneri dei medici, nlle cui sedute donà intervenire personalmente o in caso di legittimo impedimento potrà farsi sostitu ire dal membro pÌIÌ anzi:1110 d el consiglio dell'ordine. Xello ste~~o termine il l\Iini~tero della guerra comunicherà ad ogni prefettura il 110111e dell'ufficiale supc·riore medico effet1 i,·o de"ig11nto a far parte della commissione stes~a. I,e deliberazioni d i qttesta, per e~serc ,·alide, donanno e::.sere pre~e con, l'intervento di quatt ro almeno <lei suoi componenti, ed in seg uito ad invito loro comunicato due giorni prim a. E' superfluo insiste re nel mettere in rilie vo la importnn7.a morale, oltre che milit:ire, rlelle nttunli dispo~izioni. poichè es!'n nppare manife~ta di per sè. Per evita.re però, che le dis PO"izioni stes~e praticamente re"tino frustrate o co111unque alterate è necessario che ogni componente della <·ommissione esplichi un'azione improntata a coscie nte rigore cd i11to11a1a alla solennità e g ra,·ità del momento. Al,FIF.kf -
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DISPENS E ED ESONERI DEGLI l.! FFICIALI :\lEDI C I
V. -
MINISTERO DELLA GUERRA
01Rf; ZIONE G ~~!'<R.~LE DI SANIT.\ MILITARE. - - SEZIONE
i'.
a) CIRCOLARE n. 151401 del 30 novembre 1917.
Pregasi virnmen te codesta Prefettura d i ,·oler compilare ·e trasm ettere a q uesto :\linistero, con la ma~giore possibile sollecitud ine, un elenco esatto e completo di tutti i laureati in medicina e chirurg ia i quali, nell'am bito di codesta Provincia trovansi attualme nte dispen sati od esonerati, sia per determinazione delJa s peciale Commissione , sia in base a diretta ~tte~t Hzio11c di codesta Prefettura, da sen·izio mi. litare per qualsiasi sen·izio civ ile. Il detto elenco dovrà conten ere : • 1° generalità e data di n ascita del medico dispensato od esonerato; 2 ° autorità che concesse la dispen sa od esoue razio11e , e data del pro vvedimento; 3° residenza del m edico, e servizio ci ,·ile cui attende . Per i/ Jli11islro. -
D ELLA V ALI.E.
/i) CIRCOLARE n. 151401 del 30 novembre 1917.
Invitasi cotesto Com ando di Distretto , n com pilare e t rasmettere all9 scrivente con la massima sollecitudine un elenco esatto e comp leto degli ufficiali, o · militari di truppa, laureati in medicina e c-h irurg ia , aventi obbli ghi militari, dipendenti per fatto di leva da .:otesto chstretlo, i quali si trovino attualment e dispe nsati o esonerati per qualsiasi moti vo dalla prestazione del .ser vizio militare. Il detto elenco dovrà coutencre k seguenti indicazioni : 1° gc11eralit:ì, cla~se e categoria del medico dispcns.~to od esonerato; 2 ° autori tà che concesse la di.spen sa o<l esonerazione, e da ta del p rovvedimento; 3° attuale rcs,de nzn del medico, ed ente alla dipendem,a del quale presta servizio civile. Per il M i11isf ro . -
l>F.r.r.A V,u,u.
e) CIRCOLARE n, 151470 de11'8 dicembre 1917. E ' intendi111e11to di questo l'llinist(:ro restituir~ alle pro prie .sedi i medici condotti titolari in cambio degli iuterini, c-he l i I.anno .sostit uit i e che , provenendo dai riformati, abbiano assunto ora obblig hi di servizio militare perch è riconosciuti idon~i alla visitn pa.ssata a Fire111.c. Pe r effettu~re tale movi111e11to si prega codesta Prefettura ·,olcr comunicare, <"Or, cortese sollecitud ine. J'elt-nco dei medici interini presentem e11te in servizio nelle condotte dislocate 11tcl territorio di codesta provincia , indicanrio a fianco di ognuno di essi la rispetti,·a conclotta cd il uome del san itario titolare delJa m edesima. P er lt M inistro. -
OH ,I,A VALLF..
<l) CIRCOLARE n. 151470 del 18 dicembre 1917. Allo sco po di distribuire più eq uamente i pericoli e i disagi inerenti al servizio militare , questo ?l li11istero, ora che le circostauze lo consento uo , è venuto nella clcterminazione di n ,stituire i medici vincolati con pubbliche amministr azioni alJa sede
UISPENSE EO ESONERI DEGLI UFFICIALI MEDICI
in cui erano titolari prima della mobili tazione generale, (111aggio 1915) purchè di classi ant('riori al 18$4 e sostituiti da interini riconosciuti indispensabili e insosti. tuil,ili dalle compettnti commissioni provinciali, i quali, in conseguenza, verrcb. bero in loro \'ece :is~nnti in servizio mi litare. li coucctto infornmt,,re del provv.:diruento risponde ad una ragioni;, d i equità intesa senza dubbio da tutta la classe sanitaria, ma la cui pratica attuazione inc'>D· trerà diflicoltà re:.1li e artificiose. Pcrc.hè i bcnerici suoi t:Hetti si realizzino il più completa mente e il più rapirl~meute pos~itile, occorre la cooperazione di tutti gli organi della legge all'uopo costituiti, 111a sopratu ttc, occorre il vi~ile, attivo, diuturno interessamento della skssa classe sanitaria e per essa degli Onlini sanitari P. cioè dell'Ente giuridico prepo.,to a salvaguard:irue ;::l'inte:rcssi e la disciplina. Si prega, pertanto, cotesta presidema del Consi!,[lio dell'ùrdine dei medici di trasmettere a questo Ministero, con cort.:se ~ollecitudine, l'elenco dei medici interini condotti o comunque dipendenti da pubbliche a1111uiui~tra1ioni, prese ntemente dislocati nel territorio di codesta provincia, e dispensati dal servizio militare, con l'indicazione a marg iue di ciascuno di t>ssi, della rispetti,·a condott!L o ufl.icio civile e del nome del corrispondente sanitario titolare. L'esattezza e la precisione di tali elenchi costituisce (come cvvio) il primo de. mento per l'integrale: cd equa applicazione del prov,·edimcnto, e perciò si copfida n ella rigorosa e convinta azione di cotest<, on. Consiglio. Per -iL Ministro , -
m:T.LA VAI.LE.
e) CIRCOLARE n. 151701 del 16 gennaio 1918 al membri delle Commissioni provinciali
per gli esoneri del laureati In medicina e chirurgia presso le R. Prefetture. Nel rimettere copia del la circol~rc n . 8 11 contenente il decreto luogotenenziale 9 dicembre u. s., n. J 985 sullt: dispense ed esonerazioui ai laureati in medicina e chirurgia, e 1c nor111e es..cutive , questo ;\Iinistcro ritiene superfluo far considerm·e alla S . V. l'impor-tam~~ e delicatciz:i dell'incarico aflìdatole col nominarla a compo. ucnte della Con1111is~ione di cui all'nrt. 5 del succitato decreto, ma solo ue richiama l 'attenzione ~ul carattere di particolare fiducia che l'incarico stesso riveste. Onde alla S. V. è fatto preciso obbligo di portare in seno alla Commissione non solo il contributo di clementi personalmeute acquisiti per ciascun caso in discussione, ma quella valuta?.ione tecnico-militare che dcri,-_ dalla espericnz:i sicu ra e spregiudicata di ctti la S. V. è in possesso. li parere che eve11t ual111cntc la S. V. dovesse pro11u11ziare contrario a quello della maggioranza, dovrt\ risultare dal verbale chiarame.ute moti,·ato; come sempre esplicite e senza infingi111c nti dovranno essere le ragioni esposte dalla S. V . alla Commissione, a dimoi.1n1zione delle proprie convinzioni contrarie . . Tenga la S. V. costantemente ben presente lo scopo precipuo cui l'azione sua deve mirare - senza dubbio concordante con gl'intendimenti e l'azione esplica:a dagli altri membri della Commissione - e cioè che le n uove nonne di dispensa ed esonerazione dei laureati in medicina e cbirurgi:i, abbiano sollecita, esatta e rigoro~a applicazic,ne nei te1m ini ~tabiliti, in modo che le esenzioni dal servizio militare avvengano per quelle ueccssità di as~istenza sanitaria civile che ri sultino indiscutibili in confronto delle perrnanemi e prevalenti necessità dell'esercito operante. Pe r il Ministro, -
DEr,LA
V.u.u.
MEMORIE ORIGIN ALI
COftSIOfRAZIOHI SUL funnDNAMfNTO DU SfRVUI SAftlTARI DI 6UfRRA per il prof. Lore nzo Uonomo, generale medie.o, ispettore dei servizi sanitari di guerra.
I servizi .sanitari che l'Italia ha istiluiLi sul teatro d ella guerra, per vastità di organizzazione, per ricchezza e modernità di mezzi e di im-
pianti, Pl:lr valore scientifi co e per la perizia professionale dei medici italiani, appartenenLi al Corpo san itario militare, all'insegnamento, a.ll'eserc12io libero, alle pubbliche AmmisLrazion1, hanno funzionalo in modo ,issai loclevule. Essi hanno corr1sposlo allo.J moltepl ici e sovente ardue necessi là nei rig11ardi tecnici e nell'anleres.;e militare e sociule da costituire motivo di legittima soddisfazione per il P u<:s•~, il quale ha trovato in sè tuUo il com11lesso mater i11le sanitario in una misura che hé:I sorpassat,J i b isogni. e capacilà tecniche speeialiizute in mod o da assicurare all'Esercito un'organ izzazione sanitaria fra le più perfeLLe e capaci, d egna dei tempi e del l'alto suo manda!.o . . In una guerra che rimarrà memorabile 1-•er l.a pot,mza d ei mezzi di offesa, per il numero dei combaltf'nti, per lo d urnta o pel' la vic,lenza delle batlaglie, per la proporzione dei !eriti e p0r le cause epid(miche d a combattere, l'organizzazione sanitaria ha rai.,pre,,entato una sorgente di forze ed uno dei principali fattori dellu resi~t,n1za bellica. E n ostro strt:tto dovere mcLLcre rn ì uce èd assicurare alla storia l'opera pregevole, scientifica e paLrioLtica, spiepLu i:1 s il0nzio e con disciplina dai nost,ri ordinamenti sanitari mobilitati, i quali han no certamente concorso al regolare svolgimento d tille operazioni bellic.;he ed al successo d elle nostre armi . La vas ta e complPssa organiziazione sa!!iLaria che si è sviluppata sugli ordinamenti militari prep:1.rati con criteri moderni fin dal Lempo di pace d u! Ministero deìla guerra, ha funzionalo in modo d a raggiunger e i migliori risultati ch'erano realizzabili con la g ravezza prevalente delle ferib generate dalìe nuove armi , in combatLimr,ntt a cor te distanze ed in mezzo a fattori epid emiologici, i q11ali potevano scuotere la efficienza d ell'Esercito. L;irradiazione d ei servizi chirurgici col sistema della specializ::azione fino in prossimità delle prime linee, ha r esn possibi le la precocità del soccor so e delle cure operative in temp,1 utile per ottenere buoni risultati terapeutici . Le sezioni d i saniV1 integr ate con i reparti per s,)ccorsi operativi di u rgenzu, le amb ulanze chimrgiche, gli ospedaletti con ricche dotazioni , le a mbulanze radiologiche, portai.i alla m inima distanza dei
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CON SlDERAZlONI SU L F .NZIONAMl::NTO DE! S I.RVIZI, ECC.
comballenti, gli os1lt:\duli dell'lntendPnzu capaci e con le installazioni dei mig liori ospedali lernloriali e ron pei-son:ue tecnico bene dirt'Uo ed allenato, hanno formai.o una densa rete sarnlaria m€rèè la quale l'assisltmza chirurgica si è svolt,a con ordinc,t,a celenlà e con disciplina tecnica. M '.1lt1 di questi osp~da li erano ven, climche chirurgiche di campo, perchè co11 essi anche in località <1vanzate a distanla di pochi chilometri dalle lim,e di combatt.im8nto i fer;Li trovavano e1mbi ent1 convenientemente pa•parati ed arredati e personale teciuco esperto per riceYere il soccurso <.•[)Prativo con tutte le necessarie gare11zic. l m i:::, ·; . rapidi per il trasporto dr.i feriti, largamente impiegati, le. ubicazione dtgli ospedali da campo, delle ambulam.e chi rurg iche e dei posti chirurgici a breYe dislanu dalle p rime !inee da accorciare notevolmente !"intervallo d1 tempo tra il ferirnrnto ed il soccorso <'pera tivo e fa specializzazion~ d E'i servizi chirurgici con installazioni cliniche capaci d ei mir tior1 risultati pratici, hanno portato alla suluzio11t;;. d1 importanti problemi tra nmaLolog ici rimasti in!Soluti nelle guerre anteriori, come l'intervento precoce nelle ferite pen E'tranli nell"addome f.d in quelle cl'6.niocnccfali cae, l'emostasi definiL1va neile sezioni di sn.nit:i e nei posli chirurg ici avanzali, la terapia pneumotoracica nelle feri te loraco-polmonari, l'artr0tomia profilattica primaria nelle ferite arti colari , la sie ro• profilssi antitetanica, la sl.erilizza.zione operativa precoce delle ferite di arma c1a fuoco. I risullati pratici che si sono otlenui.i hanno dato piena ragit•ne al!'indirizzu terapeutico che si è stabililo per 1..:. cura d ei feriti nei nostri ordinamonli sanilari rii guerra eà alla specializzazione dei servizi chi· mrgici, 1,t quale ha creato negli ospedali d'l campo d ei veri centri di alta funzi on e clinica, che è stata scuola di la rga esperienza e di ammaestramenti di pregevole valore sci<>ntifi co. ·ru1to il complesso lavoro chirnrg ico compiuto con ferv0re di attività e co11 for te sentimento d• umanità e di a~taccam<·nlo a lla sort e d ei fcriL1 n<!gli ordinamenti sanitari di guerra, rappresenta una fonte di prt:ziosi ins1°gnam~nLi pratici per il pro· g resso degli sludi r.hirnrgici . Le criliche, il µiù d elle volte ingiuste, a da nn o del presligi_o delle organizz..:.zioni sanitarie dell'Esercito, c,w riguardavano più particolarmente i servizi chirurgici, dimostrano quanl-0 sia poco conoscrnta l'opera di scienza, di coscienz,i e di sacrifizio compiuta sul teatro della guerra da i medici italiani, appartenenti al Corpo sanitario militare , all'insegnamento, al libero esercizio della professi0ne, alle pubbliche amministrazioni, alld vita scolastica, mentre ben diverso dovrebbe essere il giudizio verso fJUf,nli, dai direttori , dagli organizzai.ori d .3i servizi samtari, dai clinici e capi di lab0ratori scie11lific1 al mod esto milite intento alla pi etosa ricerca dei feriti sul campo di battaglia ed al lrasport.o Yerso i posti di soccorso, hanno rompiut.o tuUt il loro dovere. L'imnelJE'nza d r.Ile neressilà e l'incalzante arriv o dei feriti nelle sezioni di sanità e negli ospedaletii da cam}.)O e l'imposta sollecitudine d egli sgombE'ri coi inmi sanitari in per 1odo di intense battaglie, hanno potuto sole, eccezionalmente dar luo~o a qualche manchevolezza, spiegabile nelle traslocazioni dei feriti. Ma è uopo ri•)Onoscere che quel che
::ONS!OEHAZIUNI SlJ'L Ft..:NZ IONAMt:;NTO DEI S ERVIZI, ECC.
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costituisce i fatti isolati non è imputabile a, diieU:> di Ol'ganizzazione, e non è l'esponente riel funzionamento di u n vasto serviz.io, nel quale hanno ia loro parte le circostanze e la vastità d ei bisogni. Lo ferite d1 arma <.la fuoco anatomicamente r.on gravi, e sovente anche lievi, hanno potuto determinare complic:tzioni s~Lt.iche, vascolari e ne rvose, improvvisamente letali, non pn,vcòibili con la più diligente indagine diagn ostica. La gar,grcna gassosa, il tetano, le sellicemie trmwwtiche, le ·infezioni purulente delle ferite nel pe riodo iniziale dèlla guerra sorpassarono le p revisioni traLte d agli studi traumatolog ici sull'azione vulnerant.e d ei proiettili è.elle nuove armi portatili di piccolo calibro, per la pre, a lenza notevole che hanno avuto l'artiglieria e le bombarde rispetto alla fucileria. · Ciò spH'ga la grnvezza anatomica de ll€: rer;te, la frequenza e Ju virulenza delle infezioni contro le quali fu orga11izzaL0 un indirizzo profilattico e terapetJtico, i cui ris ult.ati sempre più fa!ici ìimitarono alle precise indicazioni anatomiche e vliniclH:: ne mutilazioni d t:!gli arti. La radiologia hirgamente impiegala in chirurgia di guerra è stala l'ausilio, si può dire, immancabile nello studio anatorno-traumalologico negli interventi op erativ i, nella precore ese,·csi d,::i proiettili, n el controllo d e lla riduzione delle fratLure. Gi&mmai la chirurgia traumatica ordinaria h a avuto tante dovizie di mezzi diagnostici e terapeutici quanti sono stati impiegali per il buon trattamento dei foriti sul teatro italiano
della guerra. Nell'organizzHzione chirurgica di g uerra el'a necessaria una disciplina tecnica intesa nel senso di mantenere un'ar:nonia di metodi diagnostici e di indirizzi terapeutici indispensabile p;i:- slubilire una continuità n ella eura d ei feriti n elle successive inevitabili lor0 traslocazioni. In qutlsta coordinazione tecnica hanno portato il valido concorso i consulenLi delle armate ai quali erano affidate le direttive cliniche e la collaborazione operativa nei casi di speciale interesse e nella specializzazione dei servizi chirurgici di guerra le ambulanze chirurgiche. Gli ,o rdinamenti sanitari di guerra hanno fatto onore alla chirurg ia italiana portandosi, per organizzazione di impianti e per funzionamento tecnico, al grado da tenere un degno posto fra gli eserciti alleati. Di ciò abbiamo ragione di essere paghi.
Non meno importanti sono stat.i i risultati pratici ottenuti dai
servizi igienici e profilattici, al cui ordinato cd armonico funzionamento in tutte le armate è dovuta la efficace difesa d.ell'.l salute dell'Esercito e del Paese contro le malattie epidemiche, le quali, se apparvero fra le truppe sul teatro della guerra, furono prontamente circoscritte e spente senz.ct il menom·o intralcio delle operazioni belliche. Queste giammai risenti rono d elle malattie infettive ed epidemiche, le quali furono, nelle guerre anteriori. triste fattore di avversità. e di sconfitte.
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CONS JDl::RAZIO:'oll SUL F UNZI ONAMENTO 01::1 St:BVIZl, ECC.
L'organ izzazione dei servizi ig ienici e de lla d ifesa profilattica con larghezza di m ezzi e con sapienti diret.live infonr,utc alle più rcr-en1i conquis te scie ntific he, curata. ne i minuti pal"li..:ulari, ha. permesso il regolare svolgime nto rle lla guerra d1 fronte u rno!Lt:plic i fat tori di contagi anc h.., q nando il cole ra, com e arma ins iùios:i , dilagò tra le nostre truppe dalle linee nemiche del Carso, e per la ra pidità fulmin ea con c ui s i propueò il conlilgio, costitui va all'inizio de lle ostilità un>.t ben g rave min accia alla saldezza comb11Uiva d el n ostr o Eser cito. La pronta aUuazione d el regime conl.uma...:iale e d e ll a selezione degli infermi e dei por-Lato ri e de lla difesa vacci n,ilc , v,dscro a circosc ri veie ed a spegnere i foco la i d 'infezione. 11 soccorso delle organ izzazio n r sanil,u·ie proti,alliche con tro il coleru be n può d e ti11 irs i unJ p rima batlag ìia vinta, la q11ale va ricordala a titolo d i onore nl'Ì servizi san itari di guerra. La p r0filassi a reg-ime d i di fosa pe rmanente attuala contro il cole ra, contro il liio e paratifo, contr o Lu m e ning ite cer ebro-spina le , contro la dissenteria, con tro i l vaiolo, contro la m a laria, contro il tifo esantematico, contr o la tuber colosi e contro le ma latti e veneree e cutanee pa rassitarie, rappl'esenLa 1111·ope ra f.<:ienti fica d i ·alLis5irno valor e n ell'inter esse mililarc e sociale . Essa è valsa a slabilire a ter go d elle truppe m obilitale $<1lda ed e ffi cace barrier a profi la lli ca a difesa de lla salute d ell'Ese rci to e d el P acs(). Il risu !lat.o di s iffalta o rgan izza zione per la Ya;;lilà de l campo d 'es peri enza d nl CJ11alc sono f.rat.ti e pe r gl i sludi co mpi11li negli slabilimenli sanit.a ri e !1ei gabine lli scientifici di g uerrn, m entre rappresentavano in q11al mis ura abbiano concorso g li o rdinamer,ti san itari m obilitati per il r egola re s v1Jlg ime:n lo d ella guerra, slabilisc,ìnO un r agguardevole prog resso pe r la p rofilassi s ocial e con tro le malallic infettive . Il r rg'Ìmr contumacialr, con l'esa111c baiL0rioloµ- ico per la r icerca de i portnll)ri del vibrione del colera applicato a tutti i m alati e feriti che uscivano dalla zona di guerra, prove nienti d agli ospedali d elle Armate dc ll'Tsonzo, ed indislin Lament.e a Lu tti i p rig ionie ri d ell'esercito ne mico prima de l lo ro invio a i campi terri torial i di concentramento, è stato m anlenulo r on pe rfe tta contin uità d a llo sroppio d el colera del 1015 . Il gravoso lavoro è s tato compiu to con rigor e di ricerche n ei gabin e lti batteririlo1ic i largam ente dis tribuiti n &lla zona di guerra ed in quella z ona osped a liera di i 0 sirombe r0 d estin ata a lla bonifica igienica eci a l la os:,cr vuzione con tumaciale dei feriti e de i m ala ti. In n css1100 degli Eser citi a ll èali l'organizzazion J profilallica è stata così ricca d i impianti batteriologic i come d a n oi. Nei n ostri laboratori con mc tot!ica d isciplina scientifica e con fervo re di att ività, che i11 date circostanze l~a sorpassa ta la mis ura ciel c redibile , s i è compiuto un lavoro ingentissimo per la profilassi e per la clinica e s i sono eseguiti impo r lanf i <;: turli microbioll)gici s ulla eLinlo~ ia d ell e m al 11Uie infettive di m aggio re inleres$e epidemiologico e più frequen ti nell'Esercito. Le sr:.ioni rf.i disinf,•zionr asse~natr allr Direzioni di sanità di cor po di Armalu ed alle Direzioni di sa nità d "A rmata, m obili ed irradiate fino alle priml'l lince, impieg-ate con m e.Lodica continuifh a rota zione in tutte le opere di bonifica iC":cni ca c cii risanamento profila t.Lic·.0 d egli alloggia-
CONS!OERAZIONI SUL FUNZJONA)IENTù DEI .~ERVIZJ, ECC.
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menti ed accampamenti, delle zone J i comballimenlo, nelle trincee, negli·abiluti e nel picluso ufficio delle inumazioni dtli caduti sul ca mpo, sono stati gli org ani attivi della igiene sul Leatro d ella guerra. Esse hanno compiuto un lavor:l arduo senza sosta as,m1 b,mtJ spesso accorrendo fra le trupµe e fra .le popolazion i civili ovunque s i manifestarn un focolaio d 'infezione, ed era necessaria la sislemm:ion-.:1 igienica. Pur essendo stata elevata la capaciw d1 ricovoro negli ospedali dell'armata ad una polenziulilà, la quale prima degli avvenimenti d ell'ottobre del 1017 raggiunse la proporzione di 8 a 10 posti letto per 100 d egli effettivi va!idi mobilita1i , e che fu poi i11 g ran parte ristabilita, le imprescindihili necessità di sgombero dei malati e fE:riLi da coordinare col regime delEa loro bonifica igienica e d ella osservazione profilattica, portarono a stabilir€: fin dall'inizio d ella g uerra una vasta zona contumaciale, la quale sotto i! vigile controllo d 'una con,m i~sio11e tecnica ha funzionato come fili ro profil attico a dife<;a de1 la salute del P aese. I ris ultali che si sono ottenuti ci dànno diriLLo d1 riconoscere con legittima soddisfazione che l'organizz.izione sanikuia profilattica stabilita nei nostri ordiname11Li sanitari di g uerra, prest:rvando l'Esercito ed il Paese dai morbi infetlivi, è stata una d elle armi della villoria. La vig ilanza sull'approvv igionamento idr ico, con metodico e continuo controllo chimico e batteriologico, con la potabilizzazione chimi ca e termica a sccondtt d elle circostanze, integrata dalle ope1·e di ingegneria sanitaria dd Genio mii'itare, ha assicuralo alle truppe la d istrib uzione d'acqua potabile colle necessarie garanzie igieniche fino alle trincee. Ciò è valso a ridurre al minimo ed in da te localila, ove apparivano fo. colai epide.mici, come per il tifo e per la dissentuia, ad escludere la propagazione idrica d elle infezioni addominali. S u tale còmpit,o hanno vigilato, :::ome su Lutto il regime ig ienico alimenlil re e corporale d elle truppe, le Direzioni di sanità di armata e di corp·) d 'armata con l'attiva ed intelligente collaborazione degli organi tecnici preposti alla igiene ed alla p rofilassi. Ricord11.nrlo i molti fattori epidemici , colera, meningite, vaiolo, dissenteria, ;nfluenza, tifo esantematico, contro 1 quali fu provata con mag nifico s11ccesso la nostra organizzazione sanitaria profilattica, non saprei metl&re abbastanza in luce l'opera veran1enle pregevole delle sc::.ioni sani tarie ispellive della profilas:,i e quella dei consulenti igù.:n isti dr lfo a'!male, spiegala con zelo e con disciplina ;;cienlifica <' militare nella quale è <;piccata sempre la con cordia di una perfetta cooper azione fra l'ufficiule medico igienista e l'esperto funzionario della sanità pubblica del Regno.' ' ·I .r eparti. d'isolam1•nto specia lizzali per la cura dei tifosi e quelli per la diag,w,i 7JT('coc(' d('lla tubncofosi . :stil,uiti n e~li ordinamenti sanitari di gu~rra, sono degni non di semplice menzione, ma di vera e propria illustrazione, tanto è stato il pratico rendimento nei riguardi profilatti ci, di11gnostici e terapeutici. Gli studi di gahinetto e le osservazioni cliniche compi uti sul tifo e sul pa ratifo, la mitezza e breviliì d el loro d ecorso, la bassissima_mortalità, il largo e sollecito recupero d ei guariti atti a rientra re nei ran36 -
Gir rnal.; di 111rdici11a m i/i:11re. -
F ase. V.
fi!iS
CONSJDL::llAZ!ONl S l . L Fl' .'-.ZJ;JN.\ .\11:NTO Dl:1 SCRVIZI , L::CC.
g hi, rappresentano una fonk di pregevoli d l3duzioni scientifi c he e prnliche in favore della di fesa ,·accinale antitifo-paratifica , s1steniaticam ente attuata nell'Esercito. La istituzione d cgl i CJ-' p1·d(1li e dei n •J)(trti spccwli:,:.at1 per la cura d ei venerti e d e lle 1iurlallùJ cuta11,•,,, particolarmente per quelle parassitarie, ha conlrib1Jilo non solo a s tabilire un indirizzo diagnostico e terape utico !-pecializzhlo, ma a ltresì un 1egime di disciplina fra infe rmi proclivi alla ino~servanza, limitando la d égenza in ospedale ed attuando colla massima larg hezza la cura ambu lai.oria . La vigi lanza sanitaria s ul me retric io ed i rnet,0,ti di difesa individuale raccomandati sotto forma di propaganda e ùi tassativa presa1z1ont'. hanno diminuito la frequenza d ei 11110\"Ì comag i in g rado sensibi le oYe le norme pro/'ila.ttich e anliveneree sono s tate attuak con maggior disciplina. I risultati ché s1 sono otl~n ilti dalla dil"'sa anlin.•ne r ea in zona di guerr;t rappresentano ,111 C:'Jll?l'imento 11til 0 pe r lé! pr0filass1 anti,·cnerea sociale. Lo sl'u dio d e l le rnala11i,· psin,- 11u·11trtli s ptriale à d l"a mbi\:nlc di guerra ove oper ano inl.ensamen~e i fati.ori che trauinaLi,-zano la delicata com pag ine ne i vosa u m ana, ne esau r is•~ono la r esislenza e n e perlurl>ano le funzioni, ria av11lo un largo campo di osservazioni c liniche e di nuove conquiste scientific he . I rc71arti 111?urov, id1intrici d ell.: Armale is hLuiti a r egime manicomi,ilE' hanno funzi onato as:;ai lod1;;voìme nl e conH: veri filLri medico-l egali per una oculata e severa sdezione d ei r ec u~w rabili. In ques ti reparti l'indirizzo diagnostico affidato .1 1 cons uknti ne urops ichiatri d'armala è valso a sot topor re ad un ,· ig ile controllo 10 infermità m entali e 1;1d irnpedi1·c, con saluta re rnn ta ggio d ella disciplina , il trionfo d e lle simulazioni. In un còmpi lo cos ì a 1·duo n ·me q 11ello c lrn lrndc a slabilin• r esistenza e la inesistenza d elle maluU.ie d ella m ente. e d elJe n euos i funzionali , d ei disor<lini d e l linguagg io allribuibili ai traumi psichici e fisici di guf'rra, il servizio nf: urops ic hiatrico SfJecializzato, dal.a la notevole freq11enza di tali ,infe rmità, apparrn subilo indis pens abi le quale organo m ed ico-legale a tutela d ella discipli na ed a garanzia d ei g iudizi e d ei provvedimenti . Ed in lai modo i reparti neuropsichiatrici hanno funzio nai.o. I r eparti per oculislicri e per otorinCJ!aringoiat ria stabilili in ciascuna Armata, dire tti da specialisti f'CClli tra i liberi docenti appartenenti alle cl iniche univer sitarie e<l Hl corpo s unitaro mili tar e, hanno funzionato a ssai loctevolmenlc per la c ura d e i fe riti e d ei malat.i d elle s pecialità e pe r la diag nosi d el le in fermi fil allegate pe r g li e ffe tti m edico-legali. L'indirizzo te rr.pe dico s l.llbi lilo in questi r e parti s pecializzati pe r la cura d e lle ferit e d ell'apparf'ccliio vis iv·l e rle!l'orocchio con le necessarie dotazi oni dial-':nostiche e te r apeulicho ha corris pos to alle urgenti indicazioni per ·1a 1i recoce estrazi one d e i prnietlili e d elle scheggie m e t a lliche e la prntìl assi operativa d e lle C'O tnplicazioni settiche. La chirnrg ia e la <liag nos ti ca d e i traurnali~rni dt'll"orcì1io e d e ll"o recchio non po-
f'ONSlDERAZlONl SU L F UNZIONA!\!ENTU DEI l;EH VIZI , ECC.
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lern avere una mig iiore sist.emazione n egli ospedali territoriali e ne.Ile cliniche come qudla che ha avut-'.> negli ospedali da campo. I gabinetti slomaloiatri(;t dd fr A.rmate per la cura ortopedica pr ecoce d ei feriti de i mascellari rappresentano un 'ai1ra branca impor, tautissim;; tra le specialila della chirurgia di guerra . Essi hanno pienamJnt.c cc;·nsposto a tulle le indicazioni traumatologich e 11ei a1sor<lini anatoniin e nelle mutilazioni frèque ntemen te gravi prodùtl•3 cì11.ll'az1one vulu·r&nw dei proieUili sui mascellari e sui tessuti molli ,: 1,~li:i foreia e dllth cavità. ornle. Con Lutti i mezzi di cui oggi è ricca l'ortoµedio. swmatologica e con i laboratori meccanici per la protesi, di cui souo srnli largumenle forniti i reparti stomutoialrici, i feriti d ei mascellari hdr:no trovato a brevissima distanza di tempo da l traumatismo !e curn S!Jéciah per la pronta immobili:i;zazione delle fratture dei mascelia.ri e per i com pensi meccanici capaci d el miglior avviamento alla rei:degraziuue della m asticazione, <lella respirazione e d el la fonazior.e . Col1", protesi precoce delle fraLLu re mascellad si sono potuta realizzare d elle vere n iinlegrazioni anatomiche nelle piu g ravi mu tilazioni facciali ed orali, ciò che ha pur arrecato sollievo moruie a1 mutilali d ella faccia, i quali più di tutti i mutilati, t.alvolta ancllc più degli a ccecati, sentono la tristezza per le vistosll e d eturpan Li disgrazie fisiche. Son o stati per me m otivo di gradimenl0 vivo d ell'an im-::> 1·ordine e la serenità che regnavano n~gli ospedali da campo ed anche n ei giorn i nei qua li più febbrile era il lavoro e più tumultuoso l'arr1v0 dei feriti in ar:·,bienti lindi, dovw tante eran o e gravi le c,w se che ~acevano soffr ire . Il n obile, severo e forte contegno d ei feriti è bensì la caratteristica • del nostro soldato, ma giova riconoscere che è anche il riflesso di quella fraterna, diligente ed umana assistenza che essi, i valorosi nostri com battenti, hanno trornlo negli ospedali rla campo. E qui credo doveroso aggiungere r.he quest'umana assisten za non è mancala giammai ai feriti ed ai ma lati dell'Esercito nemico, ai quali fmon o concesse tutte le cure di cui erano circondati i nostri feriti. Ho avuto occasione frequen tem ente di constatare g li o ttimi risu1tati t erape utici anche nelle più g ravi delle ferite sui prig ionieri aust riaci, ai quali furono destinati ottimi ospedali cd ufficiali medici espe1-ti . Non ero. possibile con la nostra naturd di verso trattamento, quando si sa di l'is pecchiare il sentimento del nostro P aese, che non si è mai pentito d ell'umanil~t con cui sono stati trullali i prigionieri tn:slriaci anche quando più forl0 era l'amarezza per le tristi, e per molli fatali, condizioni in cu; vissero i prig ionie ri italiani in Auslria .
L'autolesionismo che è un triste fenomeno psiculogico d ella guerra e che generalmente ha un ·contenuto di anormali ~à costituzionale ed è d eterminato da nn contagio morale sugli animi d ~boli, privi di autocontrollo, ric hiedbva una funzione diagnostica spel'iaiizzata a salvag uardia
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l'ON::ì llltP.AZ IONl SU L n · NZI ON:\MENTO DEI S ERVIZI , ECC.
ùel la disciplina e prr stabilire, con la scoperta esemplare della frode, un ·faltore di prPYonzione. A tale scopo furono istituiti dei revarti per lo studio e per la cura delle autolesioni, nei quali gli elementi tarati, sottratti al contatto coi normali nei quali potevano diffondere il contagio psichico che spinge all'autolesionismo, sono stati poi sottoposti a quella psico-terapia che nei ricuperab ili è capace di rendenzione. Le n ecesf:i tà della guerra hanno creato un continuo rimescolamento d egli elementi' più eterogenei, i quali in tempi normali sono portati a vivere in ambienti d iversi, secondo le diverse affinità di abitudini , di aspirazio111 e di bisogni. In quest~ condizioni l'opera vigile d el medico ha mirato ad una oculata selezione per evitare, cume in un regime wufìlattico, i contagi 71sichici ed elevare alla coscienza d ei ·]oro dovari i po\'er1 morali. La guerra impoue il ricupero di tutt.e le energie, anche d ei rifiuti apparentemente inutili, e con tale concetto, che rispecchia le qualità dell' uomo che è sempre elevabile, i reparti di ospedale per gli a utolesionisti sono stati luoghi di studio e di cura specializzata per la sanzione m ed icolegale e per la ri edur.az1011e psichica. Sarebbè stato deside rabile che nelle sanzioni prnali avessero avuto maggior peso i giudizi degli ufficiali medici preposti a l servizio dei repa rti per a utolesionisti di quello di periti improvvi~ati , i quali senza una ponderata osservazion() hanno portato dinanzi ai g iudici un dissenso che era privo cli competenza scientifica. li controllo diagnostico competen te sull'autolesionismo ha cerla· ~ente influi to a vantaggio dell a disciplina, diminuendo la frequenza d el fenomeno, che in una guerra lunga ed aspra poteva dilagar\:! anche in danno economico d ello Stato .
... II ricupero dei militari guariti dimessi dagli ospE:dali, capaci di rientrare n ei loro !'anghi senza uscire da llo. zona di guerru, è slato uno dei còmpiti più gelosi affidati agli ufficiali medici addE:lti ai luoghi di cura. Sotto il vigile controllo dei Direttori di sanità di Armat;1 e di corpo d'Armata, delle'. Commission i sanitari.3 central i e delle Gi unte sanitarie di a r mata, una tale funzione ha concorso efficacemente a mantenere sai.do il patrimonio umano d dll'Esercito. Negli 0speriali d ell e Armate con regime tecnic·) che concilia gli interessi individuali con (Juelli della disciplina dell'Erario, si è raggiun to un recupero di guarii.i dirt:!Ltamente restituiti ai corpi mobilitati che ha in media su perato il terzo degli entrati in cura· ed in osservazione. La proporzione ,:lei ricuperi dei validi alti a riprende re le armi ed a rii.ornare nei servizi mobilitati si eleva complessivamen te al di sopra d el 50 per cento col rend imento degli ospedali territoriali della zona dì guerra, sui qual i le Commissioni sanitarie centrai i hanno esercitalo fun zioni medico-lrgali tendenti ad impedire la d ispersione di tutte Je energie uti!izzabili .
CONSIDERAZIONI SUL FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI, ECC.
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A questo gravoso e delicato còmpito g li organi sanitari della zona di guerra inc•1ricaLi del con trollo sul movimento di ddlusso d egli infermi coi treni r;anitari verso la zona tenitoriale, hanno adempiuto con la coscienza di un alto dovere nP.ll'intf!t'Bsse d ella etficienzu d ell'esercito, nella quale ha tanta parte il buon funzionamento tecnico del se1·vizio sanitario. Non v i è funzione più a rdua e più irta di difficoltà d"ordine .tecnico e sociale di f!uella d el medico in servizio militare e sul teatro d el.la guerra, incaricato iii funzioni medico-legali, le q uali anche nello studio clinico su soggetti immuni da tendenze a rtificiose, possono trovarsi in contrasto'. e lo sono sovente, con le aspirazioni e con gli at!ef-giamenli psicologici individuali . Dopo !fl. vittoria d ecisiva delle nostre a rmi, ai strnzi sanitari mobilitati era riservato l'onore di un'alta missione a sallicvo di:llc vovofllzioni civili delle Lare libt!rate. In mezzo ad esse, provate a tulti i patimenti fisici e morali, alle più dure privazioni, condannate a morire senza l'aiuto ed il conforto del medico, tra bambini, donne, V8C'C' hi ammiseriti dall a malaria, dalla d issenteria, .dal tifo, dal g~rn,0 della tubercolosi, d eperiti per povertà alimentare, veri superstiti d'un lungo marti rio, con provvida sollecitudine delle Direzioni di san ilà delle armale e dei Corpi d 'armata s'irradiarono, seguendo la ritirai.a del nem ico, gli ospedali da campo e dè! guerra, le sezioni di sanità , le squadr\J d1 disinfezione. Gli ospedali d a campo pronta ment1cJ allestiti come per raccogliere i feriti di una nuova battag lia, furono aperti a Lutti gl.i inft:lrmi e sofferenti privi di ricovero; fun zionarono co.sì per l'assistenza medica e chirurgica, come per fa distribuzione di medicinali, di indu menti e di soccorsi alimentari. • In aue1 le t.erre desolate con i nostri organi sanitari, dell' Esercito e d ella Crocu Rossa, ritornò la vita civile. N,on senza. viva emozione tornano alla mente quelle dolorose vision i, nelle quali l'opera del medico, fra tan te miserie fis iclt~ e morali, ha portato il cuore d ella Madre Patria ai figli, i quali le più dure amarezze soffrirono n ella lunga, fiden te attesa d ella liberazione. · Con eguale sollecitudine sono stati crgn.nizzati l'a~sisten:a sanitaria ed i l ri ~aunmento igit.'nic() tra le popolazioni rfrllc l crrf' urfrwe con ospedali, nmbulatori, farmacie, impianti di p ulizia, di disinfezione, servizi di v igilanza profilattica, per frcintegg-iare e C'"~mbattere tuUi I fattori e pide mici, sp(·cie contro il vaiolo e cont.ro il derm'.:ltifo. E' superfluo rileval"e qua.le fo ttore di con quista e rii propaganda sia tra le popolazioni r ed e n tè l'E'ssiEtenza san ita ria esercitata GOn Yero ::;en tìmento fi lantropico dai m edì :.-i ilaliam e con q uella lllrf'hezza di mezzi forn iti con sollecifodin e d,tlle int.endenze delle Armate.
Nel fa re queste sommarie considerazioni s11lJ'ol'g::1n izzazione e sul funzio namento dei servizi sanitari di guerrd, ric0rdando la complessa
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CUN:;101:RAZIONI St: L Fl"NZJONAJ\IENTO DEI S l.:H\'IZI, ECC.
opera che in r-~si s i è srnlla in tuLLu la campagna, swlo il dover e di s~g nal a re alla ri conosce11za d bl Pae!;P, il largo e generoso contribul-0 di all1 vitiL conc·orde, d1 pe rizia scientifica e professionale e d1 disciplina porlate sul te:itro clc lla g u~rra dai m cciic i italiani, i quali ve;,iendo la nostra divisa ed 1:.-nt,ando a fai' parte d e l Corpo sanitario militare ne abbi acciarono tutt i i d overi e si a~soggellarono a tutti i siJcrifizi. P e r la lunga consuetudine di rapporti cl:13 h0 a\uto con gli u fficiali medic i ile! Corpo sanitario militare, c-ui ho l'onore d1 appartenere, avendo segul la durante la g~1erra l'ope ra prc•gevoii~sima, fatta di intelligenza, di coscienza e di sacrifizio, da essi spiegat3. n ei vasto cam po dei servizi sanitari m obilitd.li, posso cr,n piena coscienza dichiarare ch'essi hanno portai.o sul teatro d ella guerra una distinta e completa pn-parazione orge1niz2.at.rice e tPcnica e qualiU1 morali per cu i furono in ogni còrnµito ,_._:ra I lezza de i loro doveri rispt:t.to a l prog r esso scientifico ed a tutte le n<.'C"S itù belliche. Fra le truppe, neg-li os pedali e negli ordinam enti pr0fìlaltici la lo ro oper a è stata uno d e i principali fall-0ri della efficiente orgHn izzazione e dell'otl1mo funzion amento d ei s er vizi su.nit.ari di g uerra. La concordia cd il cam e ratis mo, c he r egnarono r.ostanlem e nte tra gli ufficitili m edici provenienti dall'esercizio civile, dall'insegnamento, dalle pubbliche amminis trazioni con quelli apparlcnenli al Corpo sanitario militare, n ei reggimenti, negli ospeda li , nei gabinetti scientifici, sui treni sanilari, è stai o ,m elem ento di fo rza per il buon funzi onamento tecn ico e per l'azione mornle riservata ai ser vizi sanita ri nell'Eser cito e nel Paese. Chi ha dimestichezza CM la missione del medico fra le truppe e negli ospedal i, e conosce l'anima del soldato infermo, d el ferito sensibile alle cure fraternf.' di cui è c ircondato, sa quale azione moral~ spieghi s ullo SJ)irilo d ei combattenti il servizio sanitario , il qual~. cunindo i ma!i fisici, fo rtiflc11 i vincoli dell'animo ve r so le istituzioni mili tari. Nei lindi ed ordinali ospedali da campo imniantati nelle ville, nel!~ scuole, nei casegg iati di ca mpagna, essi, giungendo dalle trinr.ef.' c~i m ezzi celeri di tras porlo, hanno sempre trovato q11ell 'ambienl.t' f~1:11• gliarc, ne1 q11ale il ser vizio c hirurgico era infìamm~lo rb un allo spinto di (',ì l'ità. . DH crnesli~ bre vi cons irler a zion i ho ft,de che scaturisca que l iriudizin c he r ico.n osrPril le b r n cmer" nzl? ar.q 11is tate d urante la campag na da.i ::er· vizi sa nituri clt>ll'E!>er c ito.
Fenomeni da scoppio. a carico dell'orecchio per il prof. Guglielmo Ullanclonl, maggiore medico.
l'$cirà cli ~otto terra chi, con ispa,·eute,·,,li ì:rida, Monlirà i circostanti ,·ici.ni, e col •no fi,:1to farà n1orire li 01nini, e rninar~ le dtt:\ t
ca~tella L Eo:>;,\ROO DA \' 1sc1.
Profc:ie.
<D«lle uombarde ch'c~cono dalla fossa e della forma )
Il nost ro grande Leonardo è sta to miglior proieta d el Montaigne, che pure era spirito penetra nte e lucidissim0. L'autore degli Essais scriveYa infaLli nel J5RCJ: " Les armes à feu son i d e :;i peu d 'effel, sauI l'etonnement de oreilles. qu'on e.n quitlern J"usage ». lri qnesta guerra. invece, il moliliplicarsi d elle bocche da fuoco di tutti i calibri ha portato a uno scempio d.?ll'orecch io di militari, così che larga messe di osservazioni è stata offerta all'esame dell'olologo. Jn que;;t.o lavoro io tralescerò quanto è d etto s11ll'argomento in recenti esaurienti monografie, per r ichiamare solt.anto afouni dati storici degni di interesse e infine raccoglien:> quanto mi è stato agevole ossernfre dunmte il servizio in zona di guerra.
Fra le molte calf'gorie di fenomeni degni di studio, offerti dalla immane guerra mondiale del 101'1-101~, rientra110 tutti quelli che possiamo catalogare sotto la denominazione sintdica e ·i ncornplr.ta di " fenomen i clu scoppio » e che in quulunque modv l1anno portato d egli stimori all'organo acust.ico dell'uomo. Chi ha usato p':!r qu,11 ciclone d i ferro e di fuoco, l'imagine di una g rande sinfonia, non ha adoperato una parola costrutta sul vuoto o sul fa lso. Come la guerra ha un suo volfo, essa ha una sua musica formidabile, di r it.mi , di echi, d i vibrazioni, che si intrecciano e si propagano dalle. prime vie d el fuoco fino agli ullimi car riaggi d P.l]e r etrovie . Il « rumore ,. è stato un elemento dominante in questa guP-rra, in cui gli ordi gn i meccan ici di ogni genere hanno così intensamente partecipato, e però come ha dischiuso infiniti problemi d 'indole sociale e politica, così ha dat-0 ag-io di compiere delle osservazioni notevoli, da quelle di fi sica acust.ica a quelle di ordine otologico sulle lesioni dell'orecchio medio e interno. AnziluUo meritano attenzione i fenomeni acustici, del suono, che avevano r,ià ottenuto un indirizzn moderno du R 11ggero Bacone, che nel suo Op1l~ maius scriveva :
FE:NOMt::Nl D,1 SCOPPIO A CARICO DJ-:LL'Oll.EC.CHIO « 1'ulLi gli autol'i, compresi ..\.ris totèle e Alha:111.m , pretendono che la propagazione della luce sia istantanea; il vero Ì3 invece, che essa avviene in un Lcmpo brevissimo, ma misurabile. La luce si propaga più velocemen te df'l snono: se s.i guarda da lontano un 11r,mo a baU.ere con un martello sn un cor po sonoro, gli occhi percepis~on,) il movimento prima -che l'Orecchio abbia percepito il suono. Si Vt'de il lampo prima di udire il tuono, henchè in r~altà il rnmore si produca 1;,rima della luce nella nube" · Séguirono gli osser vatori italiani dell'epocu del rinascimento e della scuola galileiana, i quali istituirono numerose esperienze sui fellomeni acustici degli scoppi d elle artiglierie. I manoscrilli ltionardeschi sono frequenti di accenni concisi sulla fi. sica del ~Llono e dd rnmore b ellico. " li sono, iatto con m an taci o bocc11, è aria riper,ossa infra l'aria. Il tono fallo dalla bombarda, è foco percosso nell'aria, com'è quel della Sltetla "· « li ton·J fatto d alla bombarda r - soggi,mge ti Vinci si causa per la percussionr: ddla fiamma in nell\triu; J quanlo più la bombar:ia, rompi~ più e sua rip,,ri, qudl'è migliore::, e più caccia la sua ballotta ... "· E altrove: « Pn:ovasi con questo esempio come lo strq)ito, fatto rlalla b ombard:i, è sol disgregazione d'aria condensai.a. "; e « l'onda d<'I Yami:,o, crtala d alla infocata pol vere d elle murali macchine bombarde. è quella , che po·col~ndo la a sè'contrapposl~t aria, crèa il sonito ».
Colui che si pose il problema su ba5e obieUiva, e sperimen tale h.t Goethe, il quale a Valmy, durame la famosa cannonode, attese ai suoi espcrimi,uti sulla t,eor ia dei colori e sugli effetti fo.io logici d egli scoppi, senza lasciarsi distrarre dal frastuono del k1 battaglia, senza preoccuparsi della s11a vita in pericolo. Ben s: ve:,cle come h lira carclucciana abbia falsificalo l'umile vero quando cantava :
Livido su quel gra11 lago rii fango Oui;.za il tra1non10, i colli d'1111 modc~lo Riso di sole atlin{Jono la 'gloria E da un gruy,po d'oscuri e~ct? J.'olftJ.ngo Goethe d·i cendo: .4.l mondo oggi da qucslù LitO(JO incomincia la not,ella ù toria. Sfogliancto la Campagn,• in Franknich, r itroviarnu una l unga lettera del 19 e 20 settembre 1792, nella quale G0ethc plac1darr.ente e minutamenlP descrive con grande alt<>nzione gli effetti fi siologici che sull'organismo umano ha il clamore rldla cannonalu, come a Verdun aveva a lungo osservalo un fenomeno d: luce: , . . . « Io a,evo udito molto parlare delta f1•bb r1· dd fuo co d arli(llieria _e d esideravo conoscere ciò elle rea lmente fosse ... Oru ero giunto propr10
FENOMENI D.\ SCOPPIO A C.\RlCU !l)ELL'OREGCHIO
nella zon:.1 che i p r.:,ieUili sorvolavano; il suono lcro è piutt.oslo strano come fosse composto d el rom.are della Lr0ttola, d el gorgogliare dell'acqua, · dello zufoll1re di un uccello. Essi erano meno pericolosi a causa dell'umidità d el :,ctolo; dove uno b;·ttteva, là resta va él.ffondato e così la mie fo lle cayalcata di esperimento fu almeno esente d al IJ0ricolo d ei rimbalzi. In queste circostanze potei LuLtavia noLat·e be<l presto che accadern in me qualcosa di mso!ito; vi p restai un'alt..3:1zione minuta, ma nondimeno questo sentiment.o si potrebbe esprimere solo per mezzo di una simiHtudine. Semhrava come di essere in un luogo assai caldo e in pari tempo interamente penetrati dallo stesso ardo re cosi d a smtirsi del lulto identificati con l'eltlmento nel quale ci si trovava. Gli occhi non perdono nulla della loro forza e limpide½za. ma nondimern è come se il mondo avesse una certa tinta brnno-ross'-lstra la quale rende più percettibile sia la situazion.. che gli oggetti. Non ho potuto ril evare nulla riguardo alla circolazione del saugue, ·ma mi par6va pi uttosto che tutlo fosse ing hiottito in quell'ardore. Da ciò appare chiaro in qua.I sc,nso si possa chiamt1 r febbre questo stato . Intanto è notevole che que.,tfl orril•ifo eccitazioni.:· viene prodotta in noi soltanto per la via dell'udito , giacchè la vera causa di queste sensazioni è il tuonare del cannone, l'ululare, il fischiare, il rombare <lei proieUili a traverso l'ari a». Questo fotto può costituire una prova inri iretta a m c.,stra re che l'udilo ha, come gli altr i sensi, una radice nelle primitive funzioni vitali. E a tal propo$itr, si è indotti a richia mare le consictern:tion che lo Spencer nel saio 1tbro L'rvolu:;'io·1u· del pensi ern detta s ull'ai'/;omento : " se ricordiamo il fatto che persone congenitamP.n te s orde sentono acutame:nte lo effetLo di vibrazioni sonore nei corpi che ess':l l-occa.110, e possono percepire tali vibrazioni anche nell'aria quando ·sono prodott,3 d a forti con· eussioni, c:ome lo sparo d'lln cannone; se riferiamo, come d obbiamo , che anche nell 'uc;mo l'intero corpo è in un-certo g rad·) sensibile al suono, e che l'estr.,mt~ sensibilità di una sola pa rte è semplicemerite una specia1izzazione di quesla generale sensibilità, non avrem::i alcuna difficollà nel comprend ere com<'- i più umili zoot\t.i e molluscoidi sentano la scossa di quelle rapide ondulazion i, che cosfitnisccno il suono obiettivo» (parte I , cap. 4.).
Come narra estesamente il Caver ni , nella sua Storia del metodo spr7irnentale in Italia, l'argomento avevn molto occupato gli accademici d~l Cimento; Q il c'>zzo dél.le fnt7.1:: fino a ieri in conflitto ha dato modo <ii comriere n11merose osserva1ioni d f' I genere . Carlo Riualdini nensava che il tuonar di un cnnnone tanto corresse veloce, quanto in m;,ggior numero vi fossero accesi d entro i g ran i d ella Polvere. Il Rorelli dimostrò invece, R.l !a presenza d el Granduca di T os~~na, sulla piazza dei Pilli , che i tuoni si propagano còn la stessa velocita d a una pie.cola spingarda e da un ~ l'O!'SO cannone . Rinaldini dis::e ~llora che ci ò seguiva perchè le bocche erano rivo!te verso il palazzo, e 11 Grand11ca fece rivolgere i pezzi d a un lato, eppur~ i tuoni g iunsero alle
F ENll )I ENI D:\ SCOPP!ù A CARI CO DE LL 'ORECCIJ IO
solill: di 'ilanze, i11 tempi , mis urali dal µ endolo, sempre esaUamente · eguali . La guerra com e si è combaltuf,a ora, s i odè più eh~ non ,;1 veda, m otivo pe r cui duran w la battag li:J. il :::oldato e il condottie ro d &bbono fare grandi% imo affidamento s ul lo ro or ecchio . M.,1 qu0sto spesso trae in inganno, perc hè ne ll'acustica de l campo di battag lia s i verificano d ei fenomeni s trctnissimi. Spesso, act esempio, s i ode a destra il colpo di cannone o d i fuc ile che in r eal Là ù stato e:sp lo!:>o s1dla s inis tra o di fronte. Ma un alt,ro fen om eno quas i incn:dibile vie ne riforito ùa C. Nordmann: a chi s i colloca avanti una baU.e ria di cannoni lunghi-, può accacte re di udire il colpo del ,:annone p rima del cc ma.ndo « fuoco! ". Ciò avviene pe rc hè la voce s i propaga alla velocità di 33u m. al secondo e le onde determinate da lla veloc:là del proi('tlile la superano e impediscon o che essa giun1?a all'orecchio prima de l rumo re dello ~paro. Se uno s i colloca a 2200 m. davanti a un cannone cta 7o, il cui p1oieUile ha una velocità inizia le di 529 m. al secondo, egli udrà prima il rnmore de l proie t.Lile, a un secondo d i dis tanza il rumore d ello s pa ro. Se la dis lanza dell'osser vatore dal c11nno ne è supr rior..: a i ,}·mo m otri , il rumort' della scia del proiettile e il l'umore d elln spare. sarann0 simultanei , perchè il pr:oiettila h n perduto alquanto della s ua velocit~, iniziale, e la scia che apre nelk sua traieltori:1 ha pot.uto essere raggiunta dalle onde acustiche d eterminate dullo s paro d el cannone. Siccome il rumon, che s i avve rte al passaggio. d el proie ltile è somigliante a quello dello s paro, s i comprende c he l'erro re di chi ascolta sia facile tanto sulla direzione dalla quale i colpi provengono, quanto s ul numero di E-ssi. A spiegare il complicato prJ ble ma de lla diffìc.0Iti1 in gue rra di poter localizzar,_; l 'orig in,3 dei s uo ni, s pecialmenw que ll'J prodo tto dal rombo d el cannone, dobbiamo 11en sare, c he nel canno ne da 75, all'uscire del proiettile dalla bocca da fuoco i g:1s compressi escono bruscamente sollo forn1a d'onda s ferica , che si propa1'a con una velocitil di 3'10 m. al secondo. Ma il pro iettile, che ha una velociti\ ini,.;iale di 529 m. al secondo, sorpassa la Yelocità d ell'onda arri.va11do a precede rla di un secondo trn i 2000 e i Vi.CIO m etri dulia b occa d el cannone ; dai 2400 met ri' in poi la vei0cità d e l proiettile e cl.ell'onda son ora si equivalgono, flnchè l'onda sonora snrpassa in velocità il proiettile e lo scoppiettio .si cambia in un s ihilo . Errano q uindi coloro che dicono · " Ho sentito il sibilo, dun(]ue la palla è passata ", poich è essi posson o esser e ancora di fatto colpiti, p erchè il proielt.ile in •:i11esta p a r i.(' d ella tra iet.loria segu e il s uono, m:i tan to d avvicino che è troppe, !.a rdi pe r J)l'Ote~p:ersl quand o si è avvertii; clui s ibilo. '
Il rombo de l cannone, distintamente aVYe rtitv rialle bocc he di Cattaro ad Ancona a tra verso l"Adriat.ico, ha servit·J a porre di nuovo il pro blema della ctis tanza alla quale può essere pe rcepito il rnmo r della battag lia. La ris posta non può essere ussoluta poichè la per cezi one audi t iva è in rnpporlo con le condizio ni dell"atniosfe n , la cui " tr asparenza acu sti ca " è tanto maf!gio re quanto m eno correnti d 'aria ci sono, spe-
FENOMEN I D\ SCOPl'lU .\ CARICO DELL'ORKCCHI O
cialmenle in sern,<) perpendicolare, perchè qucslc causano deviazion i. Cosi in una bella g iornata d'estate l'aria traspol'!J. il rimbombo a piccola distanza, mentre la nebbia fitta ed anche una ternpL•sta rii n eve la reca a gnmde distanza. L'aria è più uniforme s 11 grand i distese ·d 'acqua e sui gh:acciai di quanto non si11 sulla terrd ferma. Young tro\·ò cht: la voce oma na giuugern nel mare di Gibilterra f.110 a 16 chilt•m etri 0 gli esploratori polari racco11 tano di aver parlato con i loro compagni a grandi distanze. Da te certe condizioni favorevoli dell'atmosfera , si può udirJ il rombo d el cannone a cenlin~1ia di chilometri· nel la g uerra del t870 si udì una notte a Dieppù il rombo del cannone tedesco dinanzi a Parigi e Dieppe dista 140 chilometri i:lalla mef.rOf)O lì: g li é!hilanti del Lussemhurgo udirono il cannone che tuona·,a a Sedan, a 120 chilometri. Nella guerra attuale all'osservu torio m eteorologico di Utrecht fu costatata la distinta percezione del rombo d el can,1one a 200 chi!. di distanza. Il rombo d ei cannoni che tiravano s u AnvDrsa arrivò sin•J a Groninga, a 270 c)1il. e anche più in 1.t Sùmb r:.1. in ·complesso- che si possa fissare a 300 chil. la portata massima del swmo dei grossi pezzi d1 artiglieria, s upponendo condizioni atmosferiche favorevoli. A Milano si ud irono di n oti.e i rombi d elle cannonate che venivano sparate nelle zona di Monte Ort.igara a nord dell'allipiano di Asiago, . Gli stessi rombi venivano distinlament'3 uditi anche a Piacenza. più distante che Mi laoo dllJla zona bomba rdata . L'opinione più accettala a spiegazione d el fenomeno è che si trntti di " riflf'ssionc totale del suon o » in uno d egli strati superiori dell'atmosfera ad un'alteua di 70 chi!. circa, ove terminf'rebbo lo si.rato d ell'aria pet· aver principio un'atmosfera di idrogeno . Può essere che più di un fattore entri n olla spiègazionc ctcl fenomen0 Quando scoppiò la fabbrica di dinamite ad Avigliana, in quel di Torino, il :1.6 gennaio i900, si udì la det.onazi-::>ne fino a I 11gano, 150 chi!. Il 7 g1u1<no 1912 presso Vienna scoppiò una grande polveriera; J. :'.'J. Don intrapl'ese delle indagini st,gli effetti acusti,}i d ello scoppio. Il si10 fragore ::;1 diffuse a distanze straordinnrie, quasi inverosimili: neppure le Alpi più alto furono ostacolo alle onde sonore . Il rumore fu sentilo a oriente di Vienna sino a ·.230 km., a settentr ione e a cccidentc a 300, a sud-ovest e a sud sino a 270. Il magg ior diametro del cam po d 'audizione ebl:.e per estremo d a un lato Landshut in Baviera, dall'alt.ro Csòrnor r.resso Buda. Jntere$santi sono le ossi:srvazioni relative alla topogrnfia d ei luoghi ove fu udilo lo scoppio: prima trov iamo una zo-na di vrlibililà normale, in v icìnan:,rr immediata al posto d'esplosione, che in m edia è d i 30 km.; poi una zona circolare , larga 100-150 km., dove il ~ragore n on si udì quasi affatto (zona del silen::.ia o d'ombra acusricaJ; iDfine una tnza zona, di udibilità abnorme, esterna, larga rla 80 e 150 km. Il massimo e ffetLo acustico s i ebbe nella 11rima, a circa 45 km. dal punto della esplosione , e nella terza a 225. Ne i luoghi elev,ili la detonazione si 11dì 11iù nitida che nelle La.c:sure. La nuvola prod otta dall'esplosione fu v:sibile sino a 6n_km . di distanza; g li animal i furono presi d a s~ll\•:ent.o_ sino a 228; 1 ~et~• d ell e fim•str e s 1
ruppe ro, per la pressione dell aria , s1110 a 48 km . di distanza.
Ft!ìOM ENI O.\ SCO PPIO A CART CO 01:J.L'ORECC HI O
Altro argomento degno di nota è dHto dalle parlfoolarità d i suoni e di rumori presentale dai proieUiJi d elle arm, mod erne, nel loro velocissimo mo,·imenlo nell'aria. l proiettili delle armi d a fu oco usate sino a pochi anni addietro emettevano durante la loro corsa un sibilo piil o meno acuto luugo la lraielloria: ma oggi, come not:1. il .Dc Barese, pallottole e obici hanno perduto o modifi cato la loro musica caratteristica . Perchè un proiettile fischia soltanto quando la sua velocità è inferiore a quella del suòno, e cioè a 3110 m. al secondo; se invece la velocità è minore, non c'è JJiù sibilo,. ma un ·individuo posto di fianco alla traiettoria del proiettile ode una serie di colpi secchi fortissimi, simigliunti allo schioccar di una frusta, an<.;hG a dislanz':l superiori ,! quella cui p<!rviene il rumor~ dello sparo. Lo sLrano sta in ciò che le dette persone riferiscono l'origine dello scoppiettio a punti differenti; e che a seconda rlelle circostanze si p uò udire lo schioccare, il fischio e il ruftlore dello sparo, seguirsi in ordine differente. E da notare che lo schioccar de i p roiettili risulta di una intensità molto superiore a quella d ella stessa denotazione d ell 'arma ; e che l'ària umida favorisce la propagazione d ei col pi nello spazio. Perchè poi tale caralteristico rumore sia a scatti e non continuo, viene spiei;ato dal Labat osservando che se la orig ine di un suono è immobile, le onde sonore risultano concentriche; se poi il centro sonoro si sposta con velocità minore di quella del suono, le onde rimarra nno sèlmpre interne le une alle altre e un osservatore udrà al passaggio d el proiettile un fi schio che si smorza a poco a poco. Se infine il proieUilc corre più rallo del suono, allora le onde che produce usciranno le une fuori dalle altre, si intersecheranno, e, distr uggendosi solo in parte r·erchè a ven ti d iametri diversi, daranno come risultante un'onda unica 11 cui p11ssaggio si rileverà in forma d 'uno schiocco. Quanto alla causa di tale rumore . Labal suppone chtl sia don1la al precipitarsi dell'aria nel vuoto fasciato dietro di sè dal proiettile dotato di una velocità superiore a 340 m. e al conseguente urto delle molecole aeree fra di loro. Conclusione ultima si è che non si potri1 mai ottenere il fu cile ,. si!enziosu »; anche abolii.o il rumore della esplosione , resterà sempre crnella che il proiettile porla con sè e diffon.de all'intorno. Il sibilo che il pro iettile fa nell'aria ha, rispetto ai diversi calibri , qneste caratteristiche : più il calibro è piccolo. più il s ibilo è acuto e regolare; col crescere d el calibro rruesto sibilo diventa più basso di tono e più irregolare, e al r u more rii tela violentemente lacerata si aggiungono a ltri rumori eon dall e ondate d 'intensità fin o ad arrivare n t>i grossissimi culihri a un rumore poco diverso da quello di un treno cli(\ pas,:i non lonl:,.no. Qua lunque sia il calibro, il sibilo che il proiettile fa nd l'aria da princi pio. cioè q uando il nroieltil e p:1.rte d al can none ffn o al su0 arrivo. va g radatamente disn•nrlendo di tono fin o allo scoppio. Questa difT~rc>nza di tono può raggiungcrè e anche supcr ,n e in una traiettoria moffo lunga le due otlave.
FENOMENI DA SCOPPIO \ CAR ICO nELL 'OP..tCC.: II IO
Questo passaggio dulla nota più alta alla p iù bassa a traverso tutti i grad i della scala, viene fatto cnarnwnicamcnte, è una vera s fumatura
che va dal tono più alto fino al p iù b usso. Il sibilo - quando il proiettile è a g ranata e q,iesta urta contro qualsiasi corpo duro - finisce nella violenza dello scoppio. Sono invece strani e curiosi gli effetti acustici dt:gli « shrapn els » nel momento dello scoppio. Come è noto essi non scoppiano a ripercussiom,, b en sì sono regolati a tempo mediante una miccia che s'accende automaticamente nel momento d ello sparo e che continua a bruciare durante la traiettcwia del proiettile, cc municando poi l'accensione all'esplosivo quando lo " shrapnel » è a qualche metro dal bersaglio. In questi proiollili il sibilo viene violentemen te interrotto con un gnau rabbiosù contem poraneo allo scoppio stesso e per quan to breYequesto gnau fa pure un rapido passaggio enarmunico discendente di più di un'ottava. Probabilmen te questo è prodotto fl alla spoletta che violen tem enle· lanciata dalia esplosione fa una r apida traiettoria n ell'aria, e scgne quindi le leggi che d eterminano il corso di un proiéttile. La mit.rag liatrice ha una voce leg-nosa caraLtèristica con i suoi npidissinii t<:ir-toc-tor. ... seguì ti da un sciaa ... come d'ar.qua fra i sas!'òi, prodotto dai suoi proiettili nell'aria. Il fucile austriaco ha un rumore curioso in du () tempi: tcch-pum., ·mentre il n ostro ha un colpo unico , seceu, che diventa sordo a una certa distanza. Le palloltoh: d a fucile fanno nell'aria un ziiiuu (come di uccel li d1P· cantino in :;,i in vece che in ci), ed hanno pure un:i breve, rapida scala enarmonica.' discendente che, incominciando nell'acuto con un timbro in. i, va rapidamente scendl'ndo, spegn endosi in u. E se una g ranata nello scoppiare in una p c,sizione alta in montagna lancia i suoi pezzi in un d ecl ivio, questi vagan 1 lungamente in traiettorie oblique discendenti , con un lungo mt. .. misterioso, come d i gros~o moscone insidioso e invisihile . " Le granate talvolta - scrive il d'Annunzio - avevano il su,,~o chiaro d i grandi cimbali percossi. P areva che an che g li scoppi si d orassero . Erano talvolla come p otcnl i col pi di timpano n ell'oro» .
Il somma rsi di t utti questi rumo1·i non ha interesse soltanto teorico, dal punto di vista dell'acustica, o di elegante curiositù, m a h a spiegato una grande influenza sullo stato gen ende dei combattenti, sul loro stato psichico, suna integrità dei loro organi di sen so . . Bisogna r>ensare a lla intensità deg li stimol i a cu i essi sono stati S'>ltoposti per mesi e mesi, per. rend.:irsi conJ.o di ciò. In questa guerra hanno tumultuafo lotte vask intense, grand iose che imper versarono senza tregua, rombante cr,taclism a , diluvio di fuoco. furore d i moltitudini ... La baUaglia in ru ria con vigor e sovrum ano'. att.acchi e contrattacéhi si succed on o n el crepuscolo fumoso di
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n :NO"lEN I DA SCOP PTO A CARIC:O m: 1,r.'ORECCHIO
bo mbardam1;;nti infernali. Le fante rie hannu per avang uardia d l'i caos di fuoco. E sse balzano sulle d evas tazioni fumiganti fotte dal cannone, su sconvolgi men Li ina4diti di pietra e di acciaio ancora ca ldi di vampate. L'a~ion e è disegnala dal cannone: miriadi d1 bagliori e di nubi si aggruppano , s i spostano, eseguono delle vere munovn\ com e dei combattenti favolosi , e questa tremenda e immune danza di fulmini e di nembi p ers is te n ei punti critici, indica i fulcri mutevoli della violenza, preannunzi;. g li assalti. I m ovimenti d elle masse sono subordinali alle gigantesche ernluzio ni tuonanti d e l fu c-co. Ce ntinaia di J?Czzi di ogni cal ib1·0, d isseminati s u vaste r egioni, con\'e rgono istan taneamente da ogni parte i lor o tiri sopra un solo obiettivo. Al segnale di uu osser vatorio, 30, 11') batleriP., lunta n o fra loro chilom etri rovt•sciano sopra un centro unico uragani di v.anate. I comandi hanno nel p11gno la fila .cli con centrazioni potenti di fuoco, e ne spos tano ora qua ora là le rnffiche p_au!'ose ... I cannoni piu p cs:int1 sgranano a masse i lo ro colpi spande:1do un l'Llllo di t:oa li profondi . Appena si annum:ia un cont1atlacco la zomt di ammassam enl o nemica s parisce in una te mpesta di fia mwute di fumu. Spesso i tiri el ci ctue a vversari si confondono, i bom bardamenti di r,, epa n;zione attirano que lli di sba rra m ento , al fuoco che apr,! i varchi si op o0ne il fuoco che li inlerdict-: . Ad ogni cr>nquista segue '.ln periodo di q;1iele che fa pensa 1·e ad una stanchezza m o rtale e st.upefattd. Si as pc lla, da una parte e daWaltra· il fumo a nn ebbia tulLo, gli ossenalori cer cano di p e11etrare l'ombra e la caligine ... I tiri s i allungano, intanto, per ch iudere il passo ai rincalzi e per sbarrare i primi conlrattaccl1i. Le esplosioni si sparpag liano, è co m e uno sbandamento di colpi é di tanto in tantn balza su all'orizzonte .la s misura ta vampa ,:l i un d 1::pos ito di munizioni che salta; un pino e1:i.1ttivo s i gonfia, n ero e immane Il c ielo ca liginoso ris uona di voc i possenti e musicali di m otori , tutto solcato cta ,·oli di ae roplani. Le S(J ua.clrigl ie da bombardame nto navigano sole nni in ogni senso, circondate dalle gu iuanli eYC>luzio ni d egli ae roplani da balluglia minuscoli ~ scintillanti , e scende da questi voli un coro rombante, profondo ed egll'1le, come l'accordo dì un orgar,o prodig ioso. Su llo sfondo ~rnve di q uesta musica fav{)losa s i len1 l'nrl,o veem ente delle m oli di acciaio che lacerano lo spazio; passano a stormi i g rossi proiellili, ch,\ pe i i tiri d 'infilala, ha nno spess9 provenienze incompren· sibi li e direzioni ini>U ese ... In questo inferno la ballaglia svolge lenta· m e nte il suo piano. In una r e lazion e della lotta sui campi dell'Ys~r s i lep:geva : " 11 fragore del bombardamento ha persino impres$ional.o i soldati inglesi e h~, avanzanrlo ve rso la prima linea, camminarono pe r ore fra parc hi d 'artig lie ria stende ntis i pe r una profondità di rnrie miglia, prima di can· n on i pes,rnti, poi g radualmente di calibri pii1 leg-g~ri , s inchè giungevano ai can noni da campag na, i (Juali erano così fitti in certi punti , ch6 parevano schie r a ti r11ota accanto a ruot a. Il f11oc-0 a pert,1 prima ct,,ll'alba da ri11cs le migl ia ia di cannoni faceva pensttre pe r rapiditù e co11tinui l_à a q11cllo ctr.llr mi t ragliatrici e il tumulto era tale c he i snida ti delle r1·1-
FENOMENl,,.D,\ SCOPP IO ,\ CAR I CO OELL'ORt:LCll lt1
5il
me lin11e atLende,·dno come una libe"razione il segnule dell'attacco per s ~ug?ire a_ q11ell'alrnce assordante concerto ·~ poters i gelta rc sulle poa1- · z1oni n e miche, dove pareva rùgnare m,1ggiol' calma "· Nell'attacco di \ 'erdun l'artiglie ria led èsea ha SLl (Jerato ogn i prècedenle d ella guerra nel la inlensilà ctei bomba rùum,mli, durante la prima fase della battaglia furono s parali C'inque milio11i di colpi. I feriti che assistetlcro agli sc0ntr1 più sanguinosi lo confessano senza esitare: mai su uno smtzio cosi ristrell0 venne cor,cc:ntrato tanto orrore. Uno vi dirà che è formidabile ; un altro, p iù collo, definirà « dantesca bufera» la battaglia; chi confcsserù eh€· è wsi enormo che non si può dire; chi leverà le braccia esclamando : « Infornate I " l pericoli, i d olori della carne morsa dalle scheggie di granale, sforacchi«ta d allo palle, I'c1ssillo lancinante della faLica, le sofferenze d ella fa me e della sete, il s upplizio di restar affondati nel fango e nellà n eve, tutli questi spas imi i feriti li ricordano solo vagamente. Della battaglia conser vano l'allucinanle orrore dello spoLLacolo fanta s tico, la vision e d ei cumuli di cadaveri apparsi al rutilante bag liore d egli incendi sotto i l f uoco verde dei razzi di ·segnalazio11e o nel fascio vivido della lucè d ei proi0ttori. Un capitano di funt.eria ha fatt0 questo racconlo, che s i. può dire 1111 brano di psicologia vissuta delta g uerra: · " Non ha risentito che una straordinaria vertigine: il cannomggiamenlo, la vibn.1zione incessante e formidabilè di tutte le cose mi sbalordivano co1_npletamf>nle; mi pareva d i tu r!Jin,u·t> in un impl<1cabite continuo « anello d ella mor te " con una ra pidi~,t verlig;nos.1. l i fru stuono spaventoso continuo mi mordeva tulli i nervi, mi dava l'impressione di essr.r sbalesti-ato quasi comt' una porta scard nala. Il pa lriollismo e l'emulazione soltanto permeUono di resistere. ma se questi sentimenti non ci sostenessero, ci ~i abbatterebbe inctubbiame ne al s uolo storditi, ipnol izzali. Sollo la raffica della mitrag lia i t cervello s i inebetisce. « Mi ritordo durante l'aUacco a Douau mont di aver cantarellato per un 'ora consecutiva senza posa il ri t,ornctlo del la P cti te To11kirwisl'. Eppure sono professore di filosofia, por tato alle elucubr-azioni met afisiche. Ma il ritornello mi ossessionava .. . « Quello c he preoccupa terribilmente lo s1•ir1t0 durante l'azione è l'atte nde re di udire i comandi. Conosco d e1:,li uomini p ei quali quesLo sforzo d'attenzione esif!'e un e rois mo Yero e prop rio, tanto "la minima tensione del lo spirito è dolorosa. SoUo la rniLngl iu non si ha abbastanza sangue freddo p e r· aver paura. quantunque ve ramen te in certi momenti della baf.Laglia s i rasen ti anche la paura ». Questi faUi assumono g rande inlensilà e portano completo squilibrio! speci e in qu1·gli indi vidui che soffrono gfa di orecc hio, ch e hann'> ronz11 e uno stato di irrilubilitil labirinl,ica, come in un esempio tipico, cho rife riamo: St.oria 1. - S . Angelo, soldato s·' g,rnio, e ntra il 29 111aggio 191i nel reparto psic hiatrico. Diagno~i: Pregresso rpisodio co11fhsio11al c acuto - Otit e i[>erplas/.ica bilat.eraie -
Irritaz ione labirir:tica.
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FENO:v1rN1 DA SC\/PPlU A CARI CO OELli OREl.CH lO
.\ 1 J11agg-i,, 191; - l'rovieut dall'o~pedale 041 ove era entrato il 24 aprile 1917 in prt:da a sta tv confn,ionalc acuto, durante il quale a,·eva poche ore prima te ntil:t> il suil'idio. E' andat o a mauo a mano miglioran<lo , ma il miglioramento non ha ancora raggiunta la guarig ione . luform:izioni dei RR. CC. lo dicono notoriame.nte Rf. fetto da catarro all'orecchio ed acce~~i nervosi. Viene inviato per continuare la curn dello stato confusionale e pt!r essere sottoposto a ,·is ita e a d eventuale ~rattame:llo tcrnpeutico d:i parte dell'otoiatra. • E . O - :-Segativo nei rig uardi della costituzione fisica, del trofismo ge11er.1k, delle funzioni vo:~ctati,·e. Risf1e ssi :i tipo normale. Dermog-rafismo. >10 11 turbe della seusihilità, nè <l<:lla mobilità . E same p s i c lt irn - 11 paziente si presenta ogg i orientato nel te1npo e nel luogo. Nou estru1seca d.-liri. Appare irreq1•ieto e red a m:, liberazione dal disturbo otalgicoche lo to1menta. Ccnteg110 tranquillo . Sonno spontaneo regolare. 2 g iug n•, li soggetto è da ieri note,·olmente migliorato nel contegno. Si riscontra iutegr 0 nella 1;ercnioi1e, ndl 'ideazione e nella coscienza. 4 gi1•g n > - - Psichf integra. Contegno corretto. 5 g iug no - In ~egnito a g iudizic, clella Giunta 8.anit aria ,·iene dichiaralo idon•co ai servizi di d eposito. Osp edal~ o.p - 24 maggio - Ua notizie fornite da un ufficiale della compagnia del pa; ieut~ e da compagni se mbra che uno zio sia stato ricoverato per molti anni nel Mankomfo Provinciale di :'llilanu. Risulta ~ncora che il S. soffre da molti anni d'otite , per la qual<.: sembrn sia sta to a ltra ,·olta riforma to. Era nota a tutti la for:e diu1in11,.ionc d el potc·re uniti\"O. Si trova alla fronte da qualche t empo. I eri ha tentato il suicidio n;f diante ~trangola111e11to ed il tentati\"o c:ra e~eguito (a quanto vi,m detto) in modo serio. Da qnakh<: g iorno presenta,·a cambiamento d'umore ed irrequietezza. Al m1,mt-t1to dd l 'in~ re~so io '}ucsto riparto 111o~tra,·a eccitamento psich ico e con· fusione meuta lc . Dur:m t~ la n e:tte ;;: rimn~to irreqnieto ed insonne . h111i,·iduo d i robusta costituzione . Si riscontra lingua fortemente impaniata. No11 esistono in atto alterazioni YÌ$cera1i. S i notano c~coriazioui ng-li arti superiori. I 1iflessi sono co mi, di norma. La scn, il,ilità obiettiva dit risultati incerti per le colllljzioni p!'ichic!te . S i notnno tremori e dermograti,1110. Dnl lato psichico mostra di 1 iconoscere l'ambiente e la funzione 1lclle person e che lo circonda 110. De,·'essere imbocc:no. 2) n:a,:-gio Ha dormito pochissimo. Ha prtsentato eccitamento p~k o-motore. Di quando in qu andv mogtra atteggiamemi d i paura . Dict: di sentire • il mot ore • e tcnt11 di scendere tlal letto per rcc-arl"isi presso. z6 moggio - E' state, insonne:, irrequieto. Q uesta urnttin a è or ientato, accu,a cefalea ed inten s" ron 1.lo i11 ::imbo gli orecchi. J.'tc.<a111e rkll 'nrina è negati vo per l'al!Ju111i11a e lo r.uccht ro. Ahhorulanza d i fosfati e di urat i. 2; 111n~gio -· l ,'n111111almo ha prrsenrnto 1110111enti di <.>rdine ment;ilc durante i quali ,-ritica,·;, i <1i,tur1, i ~offe rti, ac<-usa inten so ron?lo auricolare che definisce e !'!mi!t= al rnn•ore del motore » . I RR. CC. tli Hu~to Arsizio in seguito a nostra domanrl« infor uiaun ri s ultan : che il sol<lnto S. Angelo tli Carlo ~ affetto da catarro cronico ,11le orecchie . Soffriva frequenti ac<-essi ne rH>,i ~t: nza cm 11111etter<' atti violenti, 111a11ift:sta11do quakh~ \'olle idee di suicidio. 28 n1aggio - H a dormito; ha contegno tnrnquillo. ~9 111agKio - Pe r,-iste ootew>le ).(r,i ,lo <li ri onlinamentp p, ichico. Avendo nuch e bisogno tk l gi ntli1.io e clcll'c,·cntualc cura eia parte dt=ll'otulogo s'invia subito all'o. , pt:dale di tappa ,E lk-lluno. 0.<f>cdall• 111 i/1/,11 c d i laf>pa di Tlcl/ 1111<> - R ip,1rto o l o-ri110-/ari 11goialrico . Diagno"i : Ofite 111c dfo catarral e (101111a ipe,-pla st ica bilal a a/ e co11 fenomc11i d"irrila: i c>n ~ Jabiri11/ica ). .
T/ i11ft-rmo a ,scri src elle i presenti di stnrhi risalgono a quattro o ci11quc a uui adcli<:tro, q u~ ndo il pazi-:11tc t·sercitava il me~ti.-rc tli tessitore . I disturbi co11s isto110 in ru111ori ,·io lenti e continui, ta lora a c::tratter<: d i ~croscio, talora pubanti, a cui s i agg i1111;:.cro verti.c:ini e diminuzione 11otc,·olc do:ll' n,lirn. l':. O - l\l. T. integra, ispcs;:.it::i, ret ratta specia lmente m·l quadrnnte anteri or~. a sinistra con perdita, u destra con rid uzione del cono l11mi110~0. A ,-ini, tra opaC"amcnto <klla ;\f. ; le c-irn trici ,0110 molto più notevoli che a tk ~tra. Na so: ri?.1ite c~ tur rnl~ e <lc,·iazionc· tlel sd t,1 a sinist ra. F ar ingite granulosa.
FENO:.iEN I M SCOPP I O A CARI CO DEI.L'0Rr1CCH I0
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Nel seguente caso invece il rnmo re, e sol tanto esso, ha provocalo d ei dislurbi subietLivi e obiettivi a Célrico dell'or•}cchio : Stor'ia 2. - ) f. Lnìg i, ,;olclato 1898, 5° g1:nio, entra il 26 agosto 1917. l'rovienc òall'ospeclale 04 1. Non hn avuto m ai 111al Ll'orecchio. Bra aù ibito ai lavori della perforatrice nella galleria ciel Col cli Lana e il mororc di essa produceva rumore int<:nso. Da circa 3 > giorni :iccusa dolori e rnmori intra-auricolari. Dentro 1'01 ecc-l1 io sente come un a traliltura. :--:on ha mai notato secrezione. E. O. - M. T . integra, con chiazza ecchimoti ca nt:l quadrante po~tero-superiore. La superficie delh .ì\l. T ?: li, d a un poco retratta e o pacata. 30 agosto - Scompars,, l\:cchi111o~i persiste solo una piccola 1ete vascolare nella p onio ne ante ri~re della :vi:. T. d1e è ancora retratta.
In q uesto invece lo scoppio ha daLo completo, as,,oluLo arresto psicomoLorio: Storia 3. - A. Vittorio, solùato 45° fameria della classe rt:9-1, entra il 24 settembre. Proviene dall 'ospedaletto n. 57. 25 settembre L'infermo s i presenta iu stato di arresto psico111otorio, sembra che non percepisca alcun suono, ha lo sgunrdo fisso, l'att<:ggia 111e11to estatico, si isola dall'ambi cnt<: iu cui gi tro va. Sa leg-gere e ripete con voce normale q uanto gli si presenta scritto : così si ri esce a sapere che ha eredità uenopatica, che ~ studente d'ingegne:ria, chr fu già ferito nel dicc111bre 1916 e che ora a ll'assalto tlel Sief, per uno scoppio d'una granata in sua prossimità {granata che uccise ùuc suoi compag ni, ferendone ,,Itri), egli riportò shf,k emotil'o e otorrai::ia d"stra. Ha perduto subito la voce e restò nfonc, e 111uto per alcune ore . D ';1llora ha anche p erduto l'udito. E . O. - ln<li,·i<luo <li costituzione "d, cklrica regolare, senza fatti vasomotori e ~11donino-,i111p~tici c ,·identi. A siuistrn M. T . integra . A d(.stra M. T. cou pc:rforazi011e n sta111po quasi triangolare, a marg ini leggermente sollevati e ricop~i;_ti da piccoli coaguli. Esisté una notevolissima iperemia di tutti vasi del martello e della porzione flaccida . .Kon vi è traccia di flogosi. All'e"amc . fnu z.ionalc egli 11011 percepisce 11011 solo la ,·oce conversata e di C,r mando, ma ne ppure il diapason per via os~ea e ta11to m eno per via aerea. 3:> settembre - A destra la M. T . si è notevohneute a11emizzata, la perforazione si va restringendo, i borùi si eguagliano. L'esame funziom,le r it'~Ce totalmente negati vo come prima.
Nel leggere queste o altre consimili storie clir,ic.he torna alla mente una bizzarra visione profetica , che ha toccato la rea!Là più dolorosa. In un lihro curioso del Mercier, L'an rleux udile quatre cN,t quartrnte - riJve s'il en fut jam.ais (1770), viene descritto un palazzo fantastico OVI:: si vedono tulte le produzioni della m,lura. In questo cabinet du Roi o abréyé rle l'Unfoers , come lo chiama l'autore, è persino ri prodot.Lo il fragore terrificante dE>lla battaglia. " L'acustica non era meno miracolosa. Si erano saputi imitare tutti i suoni a rticolati della voce umana, del g!'ido de;;li animali, del canto variato degli uccelli; si facevan'.) vibrare certe molle e a un tratto si pareva trasportati in una foresta selvaggia. Si sentiva il ruggito dei ieoni, d P.llc tigri e degli orsi, che sembravano divorarsi tra loro. Le orecchie erano straziate: si sarebbe detto che l'eco, più formidabile an,cora, ripeteva da lontano questi suoni discordanti e barbari ... " Dato che un giovane pl'incipe inclinasse a qualche passione belli.cosa veniva condotto in una sala gfostamente nominata !'in/erno: tosto 37 -
Giornale di m edicina militare. -
.Fa~c. V.
n:Noi\!J::Nl DA SCOPPHJ A C:AR!Cù DELL'OR.t;CCHlù
un mucct1inisla meLt.eva in moto certe molle e si producevano al suo orecehio tuLli gli orrori d i una misch ia, le grida di rabbia e quelle d d dolore, i cla mori l11menlevoli dei morc--nt1, e i suoni del terrore, e il ruggire di quello ~paven tevole s uono, segnale d ella distruzione, voce esacrabil.~d ella m orte ... "· Tulti i casi di lesioni auricolari e psichiche dfl 1 umori bellici dipendono dal fati.o che in questa guerra i nostri organi d1 Sbnso sonc· stati soUoposti a stimoli superiori alla comune compatibilità fisiologica. Questi confini era no stati già fissati, anche dai filosofi. Yalgano p e1· tutti due soli nomi. « Nos scns -· dic1:, P ascal, Pensécs sur l'homm,· n 'aperçoivrnt r ien d 'extrème. 1'rop de bruit nous assourdit; trop de lumière nous éblouit; trop de distance et t.rop d e proximité empecheut la vue ... trop d e plaisir incommodb; trop de consonnanc-~s déplaisent. Nous n e sentons ni l'extrème chaud , ni l'extrème froid. Les qualite.s exceE:sives nous sonl ennemies, et n on pas sensibles. Nous ne les sen tons plus, nous Jes souffron s » . E il Mont.iigne nei suoi Essais /libro Il, cap. XIIJ, scriveva: « Les medecins tiennent qn'il y a cer tains complcxions qui s'agitent par aucuns sons et instl'ltmenls iusqu'à la fureur .. . " e ricor,iava come l'orecchio fosse per 'f eofrasto « le plus dangereux instrument que nous ayons pour recevoir dcs impression s violentes ù n ous troubler et changer ».
Lo slwk degli scoppi provoca inoltre lesioni degli organi interni , induce emorragie non di rado letali , con un meccanismo complesso che è bene analizzare. Ogni proiettile nella sua traiettoria provoca d ietro di sè uno spazio imbutiforme di d epressione atmosferica, che può esser cagione di alterazione ai tessuti viventi che si trovino in quel1 1) spazio, ai lati immediati della traielloria: E· ciò quanto maggiore è il calibro e la ve locità. del proiettile. Si videro casi di emorragie interm.l e congiuntivali causate dallo sfioramento senza lesione diretta d ei proiettili di granata (Harzacker , Hlf4\. Lo spostamento eccentrico d ell'aria - le chuc vibratoire d r. l'e:cplosif o vf'nt rl'olms d ei fran cesi - e la relativa d Gpressione atmosferica nel cono d i scoppio sono n otevDlissimi nel punto in cui il proiettile esplod e. T ale diminuzion e di pressione p uò rag~i ungere 200-300 mm. Hg e olLr~ nella zona di scoppio d ei proieLLili delle grosse artig lie ri e; a L.ile brusca decompressione sono da attribuirsi le lesioni , in preva· lenza vasnli, r iscontral~ in militari sorpresi in quella zona , senza lesioni tra umatiche dirette . Sono note le lesion i anatomiche del sis tema n ervoso prodotte dal rapido passaggio d ell'organi.5mo da una pre!'-sione forte a una bassa: nella « malat.Lia dei cassoni " le paraplC'gie, le parestesie, le !11rbc lnhi ri nlichc, sono rau!':ale dallo spric ionarsi dell'azoto assorbilo d a i Lessnli m entre erano sottoposti all:1 m aggior pre,sione:
FENO MENI D.\ SCOPPIO A CARICO DELL' OP. E:CCl·U O
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formazione quindi di bollicine di gas che ledon,J il tessuto o che, portate in circo.lo, agiscono come emboli. Dato che il coefficcnte cfassorbimento dell'azoto è: più alLo per i tessuti ricchi di lipoidi , come è il nervoso, si spiegano le lesioni maggiori a carico di esso; o ta nto più ledibili sono quei tessuti che hanno circolo poco esLcso, per cu i meno rapida si compi.i l'esportazione del gas. Riguardo al sistema nervoso centrale, si spiega con ciò la prevalenza delle lesioni (emorragie capillari, piccoli focolai di malacia inLorno alle boJ.le di l{as incluse) ne l midollo, meno vascolarizzato del cervello. Con questo meccanismo che illustra la patologia della malattia dei cassoni, Arnaoux, Ravault, Segalou spiegarono le turbe psico-nervose dei traumatizzali da scoppio di granata. In molti di questi casi vennero riscontrai.e lesioni vasali nel sistema nervosv centrale e in altri visceri: emorragie meningee e capillari del c~rvello e del midollo, fonte delle più svariate sindromi di emiplegie, emianopsie ed altri disturbi sensitivi-sensoriali, stasi della papilla , pan,pleg1e, turl.Je motorie e sensi tive nel territorio della cauda equina (Arnaux, Bubinski, Marie e Cha telin , Gui!lain e Barié, Heitz, Pighini ... ). Tuttavia non sembra accettabile q uesto concetto della decompressione atmosferica e della conseguente embolia gassosa: sinora manca la conferma anatomica dell'embolia o della diffusione gassosa nei tessuti, mentre si accenna al reperto di rotture vasah e di ematomielie, diagnosticat{! con la puntura lombare. D'altro canto le condizioni in cui vengono a t; ovarsi i colpiti nella zona di scoppio sono diverse da quelle degli opera i che passano da un a mbiente ad aria compressa alla pressione comune. Nell' un caso si tratta di organismi rimasti soggetti per pi i:1 ore a forttJ pressione e che, sopra saturi d'azoto sono d'improvviso a una pressione 5-6 volte minore. L'azoto tende allora a scaricarsi all'esterno, il cht1 aniene entro un certo tempo (i disturbi " da cassoni » iniziano 10-20' dopo che l'operaio. ha las ciato il lavoro suh-acqueo). Nel caso del vento d a scoppio si ir,tf.t.a rii un organis mo chi, passa istantane,1mente dalla pressione norma le~ a i f,t a i/3 di minor pr~ssione e che in frazioni di minuto riLorna a quella di prima. La variazione d ella brusca decompressione e del ritorno all'equilibrio è così subitanea che non v'è tempo a un abbondantP. scarico di gas in circolo ç nei tessuti : il quantum di gas ceduto da questi nel tempuscolo di decompressione deve essere, se mai, così incospicuo da eliminarsi dai polmoni (Behr e Enriquez, Bernstein , Plesch ... ;. Occorre almeno una brusca riduzione della pressione atmosferica alla metà perchè l'azoto si liberi nel sangue e nei tessuti; e occorre che tale depressione duri un certo te mpo perchè l'accumulo sia tale da produrre emboli g<J$SOsi - circostanze che non si verificano nella zona di scoppio. Dunque altra deve essere la causa della commozione traumatica che s ubisce l'organismo nella zona di scoppio legata ai violento spostamento d'aria causato dalla spinta eccentrica al momenta dello scoppio e dalla
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l'tNO.\LENI DA SCOPPIO /\ CARICO DELL'ORECCHIO
spinta concentrica rea LU va (J / . Sollier e Chanti,.Jr ammettono che la spinLa d'aria nella zonu di proiezione d ei ga:5 di una granata può essere tanto fortt da agire sul l'organismo come un solidu lanciai.o a grande velocità: a tale spinta d'aria deve i:iSCriversi l'effetto contundente dello scopio in vicinanza, quando l'organismo - s,mza lesioni superficiali manifesti sogni di lesioni interne. A tal proposito terribili sono gli effotti delle bomlJ;i ad alto esplosivo lanciate da 1Je bombarde e d::tg li aer&plani (Wells e Anderson), che creano una zona est.esissima di scoppio, enlro la quale gl i effetti commotivi int0rni possono essere fra i più potent.i: il rommovimento d'aria può provoca re la morlC' istantanea St:'r,za visibile offcs<1 esterna.
Gli effeLLi dello scoppio direLt.amente sull'organo dell'udilo sono per noi del massimo interesse; e sono stati oggettn di studi clinici e sperimentali Ricorderemo alcune osservazioni, poco 1.ote, de! BarOTl\' Percy, medico capo d egli eserciti napoleonici. Ei:,li scriveva nel 1808. « En général, les fortes d éLonations sont plus on moins accablantes; elles causenL quelquefois une sorte d i-. stupeu r qui n e dure que peu d 'instanls ma is qui laisse après elle une fatigue, une paresse <lifflci les à s urmonter: les arliculaLions sonL douloureust.!s· l'action musculaire est engovrdie, la icl.e pesan te, les percepLions so;1L lentes, la vue est voiléc : en un mot, toule J'économi e csl en souffrancc; on a m ème ,·u d es paralysies parlit1J!es et le m al vertébral succ,id<l1· à c\ls divers symp tòm es cL dégénérer en infirmités incurables. Mais le plus ordinairem ent le calme rcnaH au bout de vinglquaLre ou ql;arnntLl'1uit h eu res el. après trois ou quatre épreuves semblahles, l'e cunonnier, s'il est doué d 'une bonne cons titution, E-St en él:tl de braver touLès les d étorwlio11s possibles . .Je suis sùr q110 la détonaLion sim nltanée de quatre gros m orLiers n e Luernit pas un homme, mais le rcndrai Ltrè,, mal ade. J 'ai quelquefois ~ait aLlacher à l'aff'llt d'un m ortier d es chiens d e toutc taille et. d e tonlàge, la délonation en rendait qualques-uns comme frènétiques , d'autres tombaient assommés, abasourdi, et n e se rclevaient qu'au b o ut d'un quart d 'heu re; presque tous jela ic11t le S,Lng· par !il gue11le, les narines et l es oreilles. l 1n jour, on y attacha un ànon de 5 mois, acheté expr~ pour cette expérience; il essn~,a les de11x premi13res décharges sans en parait.re trop incommodé, mais à la t.roisièmc, att erré et suffocant, il ( 1) Un te;;tin:c,nio ocula re clclln nostra offe11si,·a dell'agosto 1917 !'t1ll'alto rsonzo diceva: « il bo111banfa111c11to di preparazione in quei baratri, n elle gole ang u3te, avcrn r isnonanze proòigiosc, il frnstuono si fonde,·a in un perpetuo scroscio infe rnale : lo smppio ùcllc bombarde arrivava com.: un colpo di vento al nostro de cli\'io, ~ul quale gli sterpi storm ivano ad un g-rnnclina re minuto di scheggie e il veemente e in: -cessante urlio dei grossi µroiettili rasenta va le cre;;te s,·egliando strani romhi ;;ooon ~ I fond"> della ,·alle. come un fraiiore di tre ni s u ponti di fc:,rro. / d·11e ve rsanti sori.>
-cosl -vici11i , ,Ì,c l 'im pelo delle espl,osio n i sulle li11~e au.,triachc faceva sussultarè r ,/remare i JJ(l.</ri rifugi .... • ·
Fl::NU.\ J!,;NJ UA SCUPL'IO A C..:,IIII CU 01: LL\ rn,;c..:c1110
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s\1baUiL touL à cu11µ. euL qudLJLJes convuls ion c l rendil beaucou11 de sang par IL:s nasi:aux, la buw: ht! 0l les on:illes. Au1.:un dt· ces aniITièLUX ne périt., mais lo u:; furunl ussez l0ngLumps lang ui:;sanLs. Au d ~but, les cano nnie rs épro11vcnl une m igrainc pl us ou m oins vive, accompag nét, µarfois de vo misscm e nts , d 'ace-es d e fièvre , d c légers lre mblements e l des palpiLal io ns plus ,o u m o i11s inco111mudcs. li arriYe sou,·enl, auss i, il ce11 x qui déb u L<.! n l tL m èm e it que lq11 Cs ancie ns rie saigner, commc ils disenl, dc,, orcill1•s; quelquefo is m eme le Ly mpan se d échire e L l'ouìe n ·on est pas loujo11rs ab<Jlic pour ce la . J'ai r encontré plusiuur s arli lleurs q11i /rriw11n11 passcr Lr; /uméc de la pipe par l'orl'ille, t:l qui n'rn enlr:ndaifonl pas moius bini. Mais quand l'o rgane a rr.c;u d i:::; seco11sses trop fréqucnks cl. l1 op fo rt es, la .m rdité survùml t:t Con JJf Ut dir,) que c'esl l'infinntlè la plus wm1111me dans l'artillerie. On p cr rncl à ceux qui y font, lcu rs prl·miers exercircs de s'étoupcr, c'est-ù-dire cl0 1nelt re dans IL! con((uit aud iLif de la la inc ou du col.on. En diminuant pe11 à. pr. u le tampo n nbLuraleur , l'orciU1• s'habitue aux impressions sonr,res l'I /lni l 7J11r /es r ccf'uuu à nu. wms e11 ètr~ blessée . On observe parfois d,}s hé mo ptysies: auss i M ra.ul-il pas fai re enlre r d ans l'arLillerie Ics ado lcsccnts , qui o nt. l a pn it,·ine élroitc et d é licate , qui ont eu q11elque::; atki nlcs d'hèmopt,, sie, qui s'onrh u rnen l fori lcmc11t; ils y dcviennent bie ntò t plll.ysiques cl pe11vc11 l pe ri r promptement [] ne faut pas y admeLLre non plus les incli v1dus ayant c t1 d ~s accès d 'épi\epsie; le mal y éc laterait d ètnS touk sa for:·e » . I n seguilo m olli altri autori - e n Pll 'argomcnlo si son o distinti i m edici militari , dall'Os tino a t Balla, a l Rlll.rn11i . al L 111.zati - si sono occupati de l mecc-nnisrno di tali lesioni. Noi ci limikrcm ·i a nota re i fatti osservati n r lla nost.ra pratica. !'folle lesioni d l'l l'orecr hio m ectio e i nterno eh.: si producon o per scoppio di pr·oie flili a brr ve distanza dall'indivirluo, scbben r m olti casi passino inavvertiti - l'c;;plos ione dc tr rmim1 altr•) t g ravi lesioni, rhc richiamano l11tla l'altr nzio n r. d t>I fcrifr e de l m e:dico, almeno in 11n primo tempo - prèclorn inano pe r n11mrr·o le lacerazion i della m e mbr ana timpanica e i feno m eni di shok lali irintiro. Tra i fatt.ori c hr hann o imporlanza ne l de le rminare un'otopalia dfl. scoppio abbiamo: a ) na/UT/l d1·i proicflili che IC' rli1nnù con map·~jor freq ue nza: b ombe d'aeroplano, bomhc a mano, bombarde. granat,t d a 152 (per la particolare int.e ns ilà sonora e la tonaliUt ac:111.a c •it· ha I~ s1 1a esp!osi011e) ; b) distanza a c11i anrienc l'E'splosione: in gerie re perchè s i produca lacerazione timpanica e slwk lahirinlico la ddorHtiion' d evr avvenire in un raggio di pochi metri. Molti de i colpiti p,csen lano alla faccia, alle mani , al collo, us tioni caus;1te dalla vampala : talo rn si hanno le<..i o ni collett ive in parecchi indi virlt1i raccolti in un osse rvatorio, in un ricovero , in 1111 edific io bombardalo: r ) fattori predisponenti legati al F>fi/!!!Cllo: preesiste nti alte ra;don i d ell'orecchio (infossamento e cicatr.: ci cle lla ì\f. T.ì , slat.o del naso-fnrin~e ( ipertrofìa rle i I.urbinati , alterazioni scheletriclw d r l setto. esiti cii ade noidismn).
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FtNU.\ltNI UA SCOPPIO A CARICO DELL'ORECCHIO
I n a lc un: casi s i hanno lesioni pe r gelatina t:splondente o per mine usate ne i lavori rli galle1·ia: Storia 4. - B. Giu~cppe, soldato della classe r&,9, 2° genio, e ntra il 5 ago to. Il w g i11g 110 191 i 111c111re Javora\'a i11 un a galleria sembra c he abbia incontrJ:o d ella gctali11a fra il 111uterialc, la quale i; scoppiata producendogli ft:rite al collo e al \'Olto . nccu~a a nc he sccre1.ione purule nta . E. O . - Si ~·~serva co ndotto bagnato da sca rso pus e da qualche de trit~ epidermico . :\1. T. con per forazione poste ro-inferiore a margini nett i. 1.1 g iugno - Scomparsa quasi totalme nte la secrezio ne; la pe rforazione posteriore è molto ridotta di \'olu111e e ap11are come una escavazione imbut iforme.
M. Umberto, caporale 53° fante ria; 6 settembre 1917. :S:cl po meriggio del 24 agosto 1917, lavorando a far mwe, è scoppiato d'improv,·i~o un ~ncche tto di polvere ed è rim asto in vestito dalla fiammata. Riportò contusione alla regione o rbi in~ia <lc~tra, forte ipe re mi a congiuntivale, ferita perforante nel limite sckro-cornc:,le inle riore con k sionc dell'iride. Ha ripo rtato una perforazione dt·lla J\I. T. a de~tr:1. accompagnata da secrezio ne purulenta, ed epistassi d allo stesso lat ) . · E O. - A ,k~; ra condotto libero da pus con squame e piderm iche n el fondo. )1 . T . pc, forata ampiamente in basso a s tampo ben netto; in alto a le mbo, che cade e in parta ricopre la p,-r/ora,io ne, i cui margini sono a rrossati e tumidi. Ora n on v'è tracc·i:i di secreto lH n •lcnto. St or i a 5. -
Stori-.1 6. - R. Angdo, soldato 3• be rsag lie ri; 2 1 settembre 19Ij. E' in ossu'\·ozio ne a l reparto psichiatrico per accessi epile ttici, i qual i sarebha o inizia ti dopo scoppio d i gelatina av,·ennto nella notte del 10 settembre, s nl Colbricon. Rjpor tò al lora otorragia all'O. D.; ne rcsi<luarono rumori continui (fischi, ron w l, ver tig ini nei rapidi mutamrnti della posizioue del corpo e un note vole s t ato di agita~ione psic hica. E . O . - Condotto uditiro di destra libe ro. M. T. a cur vatura leggermente deform ata; tesiste una pe rforazione trian golare poco sotto e in dietro della punta del martello. La pc rfornziC'ne ha 111argini isp :~siti, che for mano salienza su l piano della )!. T. Eccetto qualche vaso ncoforma to intorno alla soluzione di continuo, no n si c,ssen·a null'altro di pa tologico. A sinistra ;\f. T. ispt:gsita e re tratta con piccola cicatrice nel quadrante anter.>infe ri ore. Str,ri<1 i · -
M. Ernesto, ,ergenlt: 111:igi.:iorc classe 1SSg1 9 1• fanteria.
Otite m ed ici J111rulc11!a /Jitatcrnlc da fc 11 nme11i da scoppio .
, 'i ag-osto. - 11 4 agosto ' 9'i tro,·m1dosi a Cima Bocche 1.:01 sergente Colaouc (il qu~le ehhc o tite m edia purule nt a e m astoidite g rave da S('oppio) riportò per lo ,coppio di un tuho di g-elatina ustioni cl i 1° e 2° g:rado e lc,io11i clell'or ecchio ,l'ambo i la ti con oto, rngi:; abbo11<h11te. F:. O. - , I. I>. ··· S i o,,c n·a d iscreta quantità d i pn, nel condotto t enue giallas t ro. \'a,tra pc rlorn1.ione in tutto il qunclrnntc ante ro-in leriorc a s tampo ne tto. Il mar,::inc postnio re t!C'lla pr rfora1.ir,11e <·o incide con il 11rnrgi11c anteriore del manico del martello, il q uale app:ire tutto <lecorti cn to nella s ua lun g hezza. i l. S. - Condotto bagnato da pus, ricopc:r to da squame- ep idermiche, pe rfora1.ionc lh: I q n arlra ntc :111l~ro-inft·ric1rc , 111a a 111nr j:!ini 111en o n etti.
:S:ulla a c~1i<'o ,klla cas,a e deg li ossicini . 1 i ag-osto l'l"rm:onc ln secre'lio nc ahhondnnte, con clnlo re. i6 n,::osto - &-omp:irso il <lolore e molto rlimim,ita la ,ecre1.io11e.
l i r cp1::rlo c,bie tli vo vari ,t m o llo. l'iatura lm0n !e no i c i limitiam o a rifc· rire snltanto degli esern11i t ipic i. Nei ca,;i leg-~cri ~ulla M . T . si h anno chiazze ecchimotiche d i varia sede ed estensione. S t o r ia 8. -
g, Costa ntmo, sold:1to del 3• I.Ji::rsagl icri; (, i.:i n!,:110 19 1 j. In ,;,·guito a uno !<Cupio di m ina, il 2,; mag!,:ÌO riportò ferite alle mani , ogli •JC·
FENO:.\ .IENI D\ SCùPPIO A CARICO DELL' O!!ECCHIO
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clii ed ha avve1 tit0 un dolore puntorio, , ,ome d i un ago•, in corrispondenza dell'O. D. ; al dolore è seguito poi U!I rumore continuo, un « urlo •, e diminuzione di udito. E . O. - Piccola perforazione sul meridiano della M. T., che va cicatrizzandosi. 1ntorno esistono dtlle ecchimosi puntifonni. Il resto della )L è integro.
S toria 9 . - C. Giuseppt:, soldato della 122• sezione bombardieri; ~9 agosto 1917. Dal 7 giugno per srnppio di mina, che gli ha procurato an,he lesioni agli occhi, h a disturbi al1'0. n ., cousistenti in otorragia, qualche vertigine,, rumore continuo {fischio). E. O. - La M. 1'. è lcg-g-crmenle retratta e opaca, con chiazze ecchimotiche e <;<>aguli sanguigni. Non si osscn·a traccia cli perforazione. Ripresentato~i il 13 luglio, si osserva il condotto bagnato di di screta quantità di pus giallo-cremoso, M. T . infiltrata, con perforazione antero-infcriore, ovalare allung ata, a margini tumr fotti.
Talorn s: '. ,.1 soltanto opacamento e retrazione della M . T. e intensa ipertlmia ]un>;O il manico de] m:1.rt!:'llO e nella par:1 flaccida. S!oria 10. - R. Umberto, aiutante di battaglia, 51° fanteria, 30 dicembre I9Ii· Dal 2; ottobre dopo uua viva fucileri:i accusa diminuzione di udito d'ambo i lati, ronzio e senso chiuso, più accentuato a ùe,tra. E . O. - Nas,, pc1vi,,. Faring e integra, ~[. T . retratta e opacata d'ambo i lati con notevok iper<-mia cld manico del martello . Dopo cinque g-iorni di dq?Cn7a scompar sa l'iperemia, diminuiti i fenomeni snb iettivi.
La lesione può I.imitarsi a gli strati superficiali della membrana, che facilmente riparano: Storia n . - F. G iornnni, caporale del 46° fanteria; 8 luglio 1917. li 4 corrente fu ferito da scheggia di bombarda sul Sie{, riportando ferite lacere alla mano e all'ocC'llio di , inistra. Accusa, dallo stesso lato, senso di chiuso e rumori auricolari. E. O. - M. T. leggermente opacata, con una piccola escoriazione circoscritta presso il ira nico del martello.
Se il trauma agì in modo più viòlér'llo si hanno lr•cCrazioni più e li'lè r'lO ampie, di forma rot.ondeggiante, ovale, non di rud;:, « a colpo d'unghia». Storia 12. - D. Vincenzo, classe 1ll9<>, ,olùato 82° fanteria; 30 giugno 191;. P er sccppio di bombarda ha riportato a D . otorragia, rumori, qualche \'Crtig ine . E . O. - Condotto a paret i escoriate specie in basso, M. T . infiltrata, ron piccola perforazione a colpo d'uu~hia nel quadrante an!cro-iuferiore. Assenza di secre,.ione . Storia 13. - G. Attilio, soldato 5° geuio, 11 g iug no 1917. Per uno scoppio di mina avvenuto il 4 ~iugno ba riportato le,;:ione agli occhi e a ll'orecchio destro, di cui ebhe otorragia ed ora sente uscire l'aria col soffiarsi il naso. E . O. - A de~tra M. T . ricoperta da coaguli sanguigni, con perforazione a colpo d'unghia nPI quadrante posh:ro-infc:riore. :,.;on esi~te traccia di pus. A sinistra perforazione nctla nel (}naclrnntc po~tero-inferiore a marg ini uetti; completa a~st·nza di pus.
La perdila di SL•slnnza è sovenh' nella, com,.: pìodotta d a u11 sig illo tagliente, a stampo: O. Angelo, soldato da,se 1SS2 , 2° forkna, entra il 2 ago,to. 19 17. Diagnosi: Otite media purnle11ta si11is tra s11 l><1r11ta da fc 110 111rn i da scoppio, Durante l'esplo~ione di una polverit' ra ha ri portato frritc ,;n perficiali ed otorrag ia a s inistrn. Storia 14. -
5SO
FENO )! f.~! O.\ SCOP PIO A CA RI CO DELL'Oll f:CCl-110
E. O. M . T. perforata nel q11ndranlt: antere-inferio re , perforai.ion e a sta111po ed 3 111ar gini ne tti Corpo idç,nco. D . C:n~c ppe, soldato da~sc 1&,q. S'' alpini, e n tra il 2 agosto 19 1;. Perforazion e <lcll:i ~I. T. da feno m eni da sc,,ppio. J,'11 g iug no 19,i pe r lo scoppio di UI111 bomba in localit~ Ortigara presso :\si11.go ripo rtò fer ii•; mnlliple agli arti t:Ù al tron ~o e p rovò c he dall 'orecch io d i destra u~civa l 'aria fortemente inspi rata . E . O. - N c,tas i ~I. T. ,opnta ùa ,oag-nli sn11g 11ig 11i s ino in a lto con p e rfornzione o,·a la re a stampo, piuttosto a111pia. u d quaùrante poste ro-inferiore. Assenza eomplera di secrcziou<, Corpc• iùnn C'o. Storia 1s. -
In allr i cnsi la perfo razione è molto vasi.a, ovalare o semilu na r e , inLeressanL1:: p H ecch i q uad ra nti: Sto ria 16 . - · P. Lu ig i. s"l,bito 91 f:mte ria; S o ttobre 191; .
F u fe r ito da sch.,ggia d i g rauma ;dia con i;iunt iva Ùt:Stra a Cima Bocche 11 6 corre111e. Ha riportato pure <li~turbi au ricolari. Il condotto mhtivo d i ckstra app are ripie n o d i cerume. Allo n tan ato q uesto la ~1. T . s i m ostra intt'?,ra in tutta la porzione ,ilta: pr,,sen ta pe r forn,ionc a stampo al lim ite i11 fcrio1e dt:lla ;\[. s tessa. di sagoma r en iforme allu n gata. col maggior d iametN orizzonta le.
Opp ure s i vcggc.,no cfolle pe rforuziorii linea ri o a foglia d 'olivù a ll ungala, l ur,go il m anico d el mar tello, che aveH1. d ato il pun to di m aggior resisten za a ll'ur lo d ell'esplosion P.: C. Lu igi , sol<htto 6o0 fantc·rin: 1'-' 111:irzo 19 18. J\"on ha ma i sofferto n u lla a carico d1:ll 'orcd1io. Fu fui lo il , 7 ,::-e nnaio s ul! ' Asolone da , <'hcgx ia cl i gra n ala che pen etrò sotto il paùig,l ion c d c ll'or<'cchiu ck,tro e si i: dirctrn n ,rs,, I 'ocd, io omo 11i1110 . dando esof talmo, im m ohilit?t del bulbo oculare. J la r ip or tato pure lesione d d l'O. D. co11,istente in lacera,i,,n c della M . T ., le c u i trac..:e s i 1:otano tu ttora in una pcnlitn d i so,;tama pre~sochè l ineare e c h e corrisponcle a un ,liprt sso al ch:corso del manico <lei m:,ncllo. Il 11naclrante a n te re -inferiore è redatto e ipe remicc,. Scar,a sccrczio 11c pnrn le n ta d1:lla ca,sa. SI oda. 17. -
La perfor azion e h a pure q unle car aller c p ropr io d i presen ta rs i con soff11siont1 em a lica a i marg ini , di preferen za n oi q uad rante anler o-infcriore . Sr>L'sso si tratta di ver i squarr i ampi e i r regolar i , che delimitan o un lembo fl ull uanfc. SIMia 18 . -
D. Feli<·e, solclato q 1° fa 11tc ria: \l o tt()lm: I Q li, Ri fnis,·c ('hC il sci correntr, 111e mre s i tmva\":t in 1111a ;:nlkri:i m:llc posi,io11i di Cima Hocd1e , ve n ne ftcr ito ,In sl"l tq.:g ie d i grnnata al g i11ncchio Jcslro e a lla faccia, riponamlo pnrc ipc , e rnia con;:iunti\"rtlc p er piccoli framme nti inti s,i nella cor n ea e le~ion e dell'mlito. E . O. - A sinis tra i\!. T . ,li colorito lattiginoso n e i q11nclr:111ti iufer io ri , a lqua nto retrat ta. con nol<' n>k ipc n: min lu11g,o il 111a11ic0 1h·l ma rte llo e della pars flaccitln. con ced1 i111osi e.li qnc~t ulti111:1. E f.i~10110 llne soln zillni tli conti nuo in vin di ri~ rd· mento. ri coperte cl, coa;:uli: u na , s uhito sot to In picro ln a po fi si del mnrte llo, l'allr:i postc ri o nnc n t<' presso l'annlo. A ·,kstra )!. T. rnn amplissimo squa rcio nei (Jtfaclrn n ti p ostero-infer iori , d::t ll',,I. tc-11n cklb1 pi<..Tnla ,1 p,,fi , i ~1 110 in hn~:;.n nll 'i11n:111z i rle \ man ie...,) rlC'] 111Artc."llo, eh-- :cri,-.c1111 o co:-;ì la pt·1fc,r:ti"io11e n11 n sn).;0111:i frrc·gplarnu·nh.' sc111iln1wrc. 11 tnnrg in e clelln ~nlu1i ot1L di cn11 t i11 uo , nH." JHrC in tli1...·tro l· a ~t :1 111po e r.;) l!~ Ìun gt: l'a11ulo ti111pa11ico; in :H"anti [Hl· ~("llln u11 lc111ho pii, n,ltc pi,·:.:lwtta to "" st• ~le~,o e 1;he \"ie ne a ric0prire 1
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FENO,\ l ENI O \ SCIIPPIO ·\ C.\HI CO l t l. L\111,: cr:1110
Ìll parte il nrnnico d el lllartt:llo . :\"u1110.:rosc cc·chilllosi, i coui::uli sa11g 11ip 1i, l 'ip<=rc•11ia diffusa m o difica110 l'aspc·tto dell a r,·sid ua ~'f .T. tra ver so la solu zio n e <li co ntinuo in alto s i s corge la lun g a bmuca ù e ll 'inCll<li nc . · A d estra il pazie nte n on p ('l'ce p i,ce "1 voce a f•ma e couve rsata , 11è il-dia pa,-on p<:t via aerea. Q uesti sono p ercepiti per ,·ia o~sca d'ambo i la ti. li W.:\Jc r (: l a to.:rn li7.7.ato a !-iÌnistra .
Non di rado la sede d ella perfornzione 13 ir. alto, o almeno non nai punti abitna li per le otiti medif! purul~nte banali : de ve influire n el determinarla. oltre la direzione del trauma, i I fall1) d 0lla varieti1 indi viduale d el condollo uditivo este rno, in a lc uni so~~elt i più br eYe e a m pio, meno tori uoso che in a li ri : Sto-ria 19. - C . Ste fano , sol,lato 2.1° fo11te ria ; 6 sett"mbrc T() I i. Narra che il 2: airo~to ~ul Sr ikoffd, m e ntre ~ccndc\'lt in tr inccH da l piccolo po, to di vede tta, u11a lX'111ba 11crnica s,·oppiò a pochi pas~i di d i,ta11za. Ri portò n stio ui ;,g l i occhi, nunu,r osi c<•t pi estrane i n e lle cornee, sccr n ion e purule ntn e sord it/i a ll 'o r ec,·hio di s inis tra. E. O. - J\finnti ssi1110 tatuag-gio d e lle cornee dovuto proha hil111e111e a ter r icci.), iperemia cong iuntivn le int e n sa, fotofobia . . All'O. S. St:cre1. io 11c abbon da nte p urnk·11t:t. te nne.: , mi sta a sca rsa quan ti tà di sa n~ue .IH . T . a11!pi:11ne nte e irreg-olnr111e 11tc pe rfor nt,i in n ,·n nti e in a lto; nppa n : come s fra n g iata e con hor<li gra nulcggia n t i. G r a n p11r tc rie l p r o 1110 11to rio è Yisihilc all 'esame otc,scopico e m ostra la s ua 11111cosa fungosa e irregol.1r<-. Vrx:e cor>xers a ta e afona ,ott o il limite n o rmale a s inistr a : o ve i diapaso n sono pe rc,·piti pochi ~~ imo p e r vi a acrc.:;1, J)<'('o pe r ,·ia ossea. \Veher la t o.:ral iz1.ato a d est r a .
!Sul fondo del condotto o nt'lla cassa s i srol'gono trncce di s,ing11e,. coaguli o croste ricoprenti la pe rforazione o ud ;.!SSél aderenti. Storia w. - S. Pie tro , sold ato ; 0 bom bardie ri. 11 r~ s,·ttc·mhre r91i presso Cima llocch .:, do po ave r s p;irnto il p roprio p e?.1,1. rnemn, s i r c.:,;::i va i11 gal le ri a è stato fn ito ria p ittrc ,m·s,:.,, i n 111010 d a ,coppio di bombarda 11c 111ica . Riportò fe ri,<:' multiple ddla fric<"ia , con g-iumi,·ite tra n111a tica bihte r:ile . Accu sa attualmu,te s tordime nto , ,·c rt igi11i, ccfak a . E . O. - A s ini~lrn M . T. ricope rta in l{ran pa rte da co ag uli s:rng uig ni a de r enti. In alto e in d ie tro, nd tratto ('0t npreso frn il 111:i11ico d,·1 marte llo e il 111a r g inc d el1;1 ?'{. T . , e s iste una perfo razion e irregob1m t·11tc o vnla r <', a 111a r g i11i nt>tti , c he mostr a 1n parte scop e rto il manico d e l m nrtc llo <:' la lun~a hra11 ca dc.:ll'i11 c11di11e. . A d estra ;,·r. T. i11t C'gra, r c trntta in tutti i q11adrn11ti, col manico d el 111:irte llo ; a . hentc e ipertmiro Sto ria 2 1 . - F . An g-elo , s oldntc, del 9-1° f,i111 .. ria; 1,\ ,lic<'rnhn· 19 1 ;. n e.r:-c nte pe r fc , ite mu l tiple da •c heg-tie di g r., nnta . ln .;c·g- uito allo ~coppio 1·i· m a~e sordo a ~itlÌ~tra, ove :1v\·trt e de i rn111o ri continui ; :issicurél tli avere a \"uto ~etnpre udito n o rm a le, . E . O . - :\f. T . furte m e 11k r cl ra t rn n e i q11adra11ti a111 e riori, ron qn a kln: coagul o m avaut:. T·:1-sn ~ a,ic he isp cs,i ta. Vi ~0110 g li t~it i di una perfo ra, ion e .
Le 11a, e t.i d el rnealo posson o essere in fi Urn Le ed uros>:? dal pu$ : Sto ria 22. - F . l,nig i, d a~~c 11'9_.;, ~(>!da to 4_;0 fa11tc ri a ; 29 a prile 19 17. In seguito a scoppio ,li mina s ul S id ebbe oto rr ag ia e do lori n nricolari : ora accu~a cefalea, ro nzio, din1i1111zione <li urlito.
·
,\ d(·stra c<>1w 1 a rute :ibra~a. rundi'll!ù ~kno~ill/J per infiltr:tz ion c delle pare ti, 1 !Pato d a p u~ ,kn~o c remoso, M_ T. ('<>n pc rfo rw, inm: inco~pic ua in p rossimità· <' I a n11lc ti111 r,a11ico , ante riorm<: nte .
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• FENOMENI DA SCOPPIO A CARICO Dl::LL'ORJ::CCHI()
In quéilche caso il trauma produce frattura o lussazione degli ossicini contE:nuti n ell'orecchio medio. i\ l. l\!ichele, classe 1694, soldato 82° fanteria; 2& giugno 1917. li 21 giugno per scoppio di bombarda ha riporta to ferita all'orecchio S. e all'O. D., fuoriuscita di sn ngue, rumori violE:uti e per sistenti, vertigini, confusione mentalè. E. O. - Pigmentazione da tatuaggio della cute della regione periauricolarc destra. Coaguli sang uig ni nel condotto e sulla i\J. '1'.; quest'ultima appare leggermente infiltrata, con piccola perforazione a stampo , a mnrg ini netti, nel quadrante poste~'>inferiore A t raVE"rso dj essa si osservn la srnffa frattu1 ata e caduta. Non esiste secrezione a carico della cas~a. St oria 23. -
In alcuni di questi casi alFazione dello scoppio si aggiungono le fe . .rite da r•roiettili secondari : C. Ernesto, soldato 2° artiglieria da montag na; 13 settembre 19IiIl 4 settlmbrc, sul Col di Rosa, è stato investito dai rottamj della roccia per lo scoppio di una mina, per il quale ha riportato ferite multiple alla faccia con frauura della mandibola a sinistra, procurandogli anche otite media purulenta omonima, di cui non a,·eva mai sofferto. . , E. O. - l\'.otevole 4um1tità d i pus cremoso nel condotto. M. T. infiltrata, 1ic.>perta di squame epidermiche . perforazione ampia n el quadrante antero-inferio,e. Note,·ol~ din: i1111zione <li udito e vertig ini nei movimenti rapidi di posizion e del corpo. Storia 24 . -
Del i\{. G iovanni, soldato 7° alpini; 23 maggio 1917. li 2 corrente fu colpito da :schcggie per scoppio di mina : ha perduto un "Occhio cd ha ripc-rtat.; ferite 111nltiple alla faccia e alle mani. Da allora ha anche suppur:tzione all 'O. D. ove il l'ondotto è bagnato da not<: rnle quan tità d i pus. La 111. T . bk Yasta perforaziom: a ~wmpo nel qnadraute antero-inferiore. Storia 25 -
L. Giuseppe, classe 1SS~. soldato 6o0 fanteria; 5, luglio 191;. L'otto g iugno pre,so il picc:olo (olbricon fu ferito da scbeggie di granata, rip;ir. tan<lo lesioni n, ultiple del capo, della faccia e lieve commozione labirintica. E b~ otorrag ia a destra. Cicatrici sulla :\I. T., nel q undrante antera-inferiore. St o r ia 26. -
N.:m d: rado lo scoppio acuisce lo stato di ot.ilo m edia calarrule già esistente nel :,oggetto o anche questo aiiribui:,ciJ ogni suo distrn bo ai fenomeni da scoppio, i qua li h anno mc,sso in evidenza un,t otite secca d a stenosi lnbarica di anti,~a data : St oria Zi, - D. Fran,csco, s. tenente medico; ·; febbraio 191S, per acccrtamenro d'idon<:ità fisica. Circa l'an~11111tsi remota il p . esclude di a\'cr ~offerto una speciale suscettibili•A a carico delle pri111t: rie aeree ; sembra abhro subìto nell'iufanzia vari attacchi di otit~, specie a siniMra. Circa I 'a1rn1,111csi pro,s,si111 a nar ra, eh <: in qualità di u f!ìcialc di fanteria Yennc fe. r ito il 26 lug li,) 1915 presso Sagrado e il 26 lug lio 1916 sul Colbricon. Il .: , 111ag1::-io 191i sul \'odicc, come sottotenente medico, per scoppio d i granata ebbe un periodo di stordime nto e nfa"ia. per cui fu rico\'t,rato per q ua"i due mes i. Dal momento dello s,oppio ~ta comiuciat.; nd av\'ertire lic ,·e dolorabilità all'orecchio clj sini,str ,, ronzi i, di111inui.ionc di udito, (')1,i persi,ie tuttora. ])a rnr i g iorni h a, nut3 to la cu111parsa di rata1ro rino-faringeo e abliassamcnto della voce, che si i: fatta r auca, iut·g-ualc. r:: O. - Rinite cntnrrnle , de,·iazionc dd scll<> a <l<:stra, modica ipertrofia dc! turbinato iufe1iore d i sini ~tra. Faringite cata rrale crouica. da fumo. Vestibolo laringeo arrossa to , n rnu<·o,sa tum ida, corde ,·ocali vere tumide, han:10 1Jenlu to il colotito 11ur111ale e presentano chiazze iperf?miche e l eggermente tumc•·SC!;' nti . I. ':tdrlu;,ionc si compie in modo incompleto.
FENO.\ lENI DA SCOPPIO A CARICO DELL'O!l tCClll ù
Condotto uditivo esterno libero d'ambo i lati. A sinistra M. T. intt:gra, ispessita, retratta nel quadrante antero-inferior e . Triau.golo luminoso molto ridotto. A destra ì\L T. meno ispe~sita, ma forteme nte rctrntta nel quadrante autero-inferiore. Esame /1rn~io11aic - A destra, voce co11vers,a ta = m. 6, tutti i fonemi. Voce afona = m . 1 1/: . A sinistra, voce conversa ta a circa 5 m . Voce afona a 2.; cm., meno bent! i medi e bassi. Orologio a S. = cm. 15, a O. = cm . . 20. Diapason per via aerea, d'ami)() i lat i, più a D. Per via ossea lo stesso. Rinne + d'ambo i lati. Weber lateraliz,.ato a n. Fischio di Galton percepito ptcr tutta l 'este11sione. Assenza di fenomeni labiri11ti..:i. Epicrisi: rinofaring ite catar rale cro11lc:a, lari11gite iperplastica, otite media catarrale bila terale, più accentuata a si11istra, con note\·ole ipoacusia da questo lato, aggrnvata da pregre,si ft-nomeni da sc<>ppio . Storia 28. - B. Antonio, soldato 56° fanteria. Da circa rn mesi, in seguito n s<·oppio di granat::t, accu~a ,liminui ione cli udi t.). Otite media catar rale bilaterale, prevalente a sinigtra.
Storia 29. - P . Antonio, soldato del 56° fanteria; 29 g iug no 1917. Dopo rumore di fucileria, ha cominciato ad accusare ronzii all'O. S. Ha un'otite media catarrale sinistra da stenosi tubaria per rinite ipertrofica. Storia 30. - R. Giovann i. l'Oporale 2° genio; 2 luglio 1917. Fin da raga7.7., , ha avuto ,lurez,a di udito, probabilmente legata acl adenoidismo e a deviazione del ietto a sinistrn. Alla metà eh gi ug110, nllo scoppio della g rande mina di J,aga211oi, ha notato sordità più accentuata. E' affetto da otite media rntnrrale bilaterale, forma iperplastka. Storia .V· - P. Francesco, classe 1891, soldato 2° a rtiglieria da montagna; 2S giugno 1917. Dopo essere stato ai t iri di batteria accllsa dolori agli orecchi e modica diminn:r:ione di udito. E . O. - I,e M. T. sono retratte «: iperemiche d'ambo i lat i. Deviazi<>ne ciel setto a sinistra; faring ite catarrale da fumo. Storia 32. - P. Emilio , soldato classe 1895, 3° bcrsagli~ri ; entra il 18 agosto 1917. L'inizio della malatt in sembra sia stato in rela,ione con fenomeni da scoppio sul Monte Cuce·) nel mai;rgio 1916, in C'ui ehhe otorragia. Fin da nllora ha frequente senso di chiuso nll'orecchio . E. O. - D'ambo i lati o~sen ·asi ~r. 'J'. ret rat ta, ispessita con qualche dcatrice e a curvatura irregolare. ::slaso - Rinite ipertrofica, facies eia pregr esso aclenoiclismo. Assen,a cli sec-rt"rione.
Sovente sofferenze più o mr n o grav i ebbi a n ot;ire in soldati avLomobilisti, cond;1cenl1 di crtmùm.~ pesanti e di trattrici, i quali, giil affotti da r i no-faringiti catarrali e dc1 otiti ipt•rplastiche, p·3r l'inw nso ru more e lo scuotim"!nto protrallo delle maccl1ine µrescntav:i.110 una riacutizzazione della malattia . . Analop-amenle sncssci i ralli da srnppio riaccendon,1 un a antica suppurazioni.; ohsol eta : Storia 3.1. - S. Salvatore. clas,e 1Sg.,, caporal maggiore 199• se1.io11c.,bo111bardicri ;
s luglio 1917.
Oall' infan 7.ia soffre di otito! me<lia purult-11ta no11i,·a ,k,tra. che si <' fortemente riacutizzata durante i tiri . Secreziom· ahho1ul:n1l<'.
l'l: .\"'1 .\1E, I l)A SCUP P I() A C,\l\JCO m : 1.1:oRr.(.l,lilO
Slolia ,; 4 . - B. lla~ilio , sold a to 1&J.'\ , I>" alp ini, entra il 13 aJ,:usto 1~ ,l'rovic·1u? ,la Caona C:oprio!o. Era ,ofl<:rc·ml' d'11r~ccl110 gi n da l.Jorg hese : a de~tra ('n11 ~uppur:1i"iCJt1t', a , ini stra n11nori e ùi111i11u1.io11c <l'thlito : qn ~111do nd settetnbre r910
la trìta·l·,'l in cui si tnwa\':l ,·c1111e ~<:01t\·olt~ per ~t"oppio di gro:,.:,,.o pro it: tti lc. Egli n :nnt· krito ,oll'oc-d, io <li ,l,:-s tra <: l'on:cd tio ck llo ,!<:~so hto c·hh<.: c111orrni;ia. ~\llnrn la lt:~iunt" ;,urit·ular'-· <.k·~tra ~i rith.:uli1 z:1 e pl· rsi~u1 t1111,•rn.
E . U, - ~011dQll<, 1li ,k~tra h!ig11ato <la di~nct;i qna111i1à ,11 pn~. ; la ;\I. 'f. ha pcrth1111 i :,;.u,,i crr:, ttcri uunuali ,·d c:--i:--tt' ,·;,~ta p1..: rff ,r:11.i<.mc.: nt..· I qtHh.'lrnnt<: po:,tt:roi11f1:riort.. e ci<·:1tri,:i 111nhiple po:--h: rionti.:tlll'. . ~ o n e~i~t-.: lu··, iont' vs:-.t:::i .
~" a ~1 ·~t, -
RlT<hi idoneo ;il corpo, i11 :,,;.(· gn itn g indir io t; , S.
I trn:.1m al izz11t i di.;l l\.>rcc.: i1 i0 m ectio e d PI lai>irinto prL'St nlhno im quadro più l • m e no impnnenl<' · do lore vi\'1s;;im.). laco.:r a nlc:, a.\ ver i ilo al m 0 rne11 lo d\!l trauma all'orPC<:hiÒ colpilo e :-.ccompagnuto in m odv q uasi c0<;la11Le da 0 Lorras-ia più o me no cospic11-1. da sc_1rd ilà d i g r ado più o 111fllv ele ,·ato, d ,l acufeni d'intensità, t.in1bro e n atura diH rsi secondo eh,, la lcsion0 ;, lim itala alla cass,1 o s'rstcnde al segmento interno. Il sog~l'flo dice ?.J•esso di a v~r pe rduta la coscit?nza all'atl.o d el t rauma o di aver pr ovalo H·nso di verl i_ginr e d i s t,ur rhmcnt.o tale ct,1 im ped irg li la :,t azinn e e retta; s pesso l' indi,·iduo ù stato gcLLalo a terra viole nlemenl c. altre Yollc è s lalo Lrarnllo <la i wrriccio, dai sa"si, dai sacchi e dal leg na m e <h·lla t.rincen abbaftnta. St ,•riti _;_;. -
\ ' . I )u11w11 il·•1 , da:-::~c 1$y5. a:--pira11u: 15" fanh: ria; e otrn il 6 set·
t<:111brc 191; . Il ~2 o ttobre 19 , 5 tro ,·an rlosi ,·nm e ,·apornlc su l Col d i l,ana fo i11 1111 a~snlto trn111or tito e- g-eu:uo n te rrn per In s co ppio ù' nna g ranata: riportò lacera1.io 11e della '.\L 'J'. di dc:,..tra e frri te s nperfi cinli in din~r,e p art i d e l cnrp<>. R e,lÒ in un o st.ilu cli confu si.:nc mc n tak pe r ,·ari giorni, dnrnnte i quali ebhe o to rrag ia d,·strn. 'l'ornanclo n e lla pi<'neua d elle s11e fa,·olt:) residuò soltanto facile stan c!t,·z1.:1 mn~C'{>larc e n nt<: ,·olc graè.o di sorrl it~ a ,l~:-tra. rn r ÌCO\'Cralo in osp edali spec-iali <J\'.! fu c1,n s1arnw la n ,ttnrn cklla '.\I. T . d c,lra. Scn1hra non ,1hhin r, ,·utn frno1t-t·t1i l :1hirintici d 'un:\ C'f"rl~ impon cn1.t1. Or:i. faccvt.
ser\' izio a l .1,;• fanteria i11 q naliln d'aspirn nle pre,,o Cima 1,ana e vie n e iu,·ia to qui in OSSC'r\'azicinc ria l ~no Comando. E . O. - A O. Con do tto permeabile con u e l fu tt<lo detriti e ma s;;c cernminosc ; :II. T . ittfilt rata con perfora ,i.. n e a !'tampo, ht::n n etta , pintto;;to a 111pia, irregolar111e111e 10 ,alq~g i:rntc n el q u adra nte pos tc·ro-supcrior,·, in di rezio n e ddl'asse del con· d o tto. I lio rcli ridi.i p,·1forn, inn c- 11nn ,0no fung h cggia mi; nulla a ca r ico d e lln ca,ss;i e d egli os,ic ini. A. S Cor,èot to ristre tto, ricche ,·ibri,,e , con ma~sc di ctrunte molle . M . T . integra, n:,trntta n e l q1rnilr,,11te in ferio re, con note vole ,·:i,colarizzazione. ~on vi ~ tr:,c-c·ia d i pcrfo1.1, iottc. E ...:omc f1111:.ft,ualt•. - \ ('1('l' <'on ,·er~r11n a ~itt i:--trn -:- ctu . Ro. YcX'e niei11:1 pl'r tutti i f n 11t·111i . a ::.inl:--tr~ qua~i ad c:,Hrcl1a u1. A de~trA 1:u11 pcrl'epit:i In 1·oc1· 11/d 11<1. t}L'r i f1111C'mi a lt i, b:i~si e medi. 0
V oce cn·nvc: r~:i ta
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niapa"o" p,·r \' ia o,sc·a J)l'rc~pitn rl 'amb., i lati; appe tta a ~ini!<tra pe r via ae re!\; a <k:-t rn 110 11 è affa tto pe rcepit o . Rinn i: llll'!,.!a l i\·o d':1111h, > i lati . \\lche r la lcr~ liz,1to a ,kstra . S,·ltwahnd, at·,·on·iat,1 ( = : o " ) . <hol"g-io a dc:-,tr.,, (l J)pc11a pt:'rcc.\ i,ito ad co ,,clran,. n s ini st ra a cn1 . .5 ; pe rcepito
<l ' nn1lu, i l:tli p er
,·i:, o:--...,ca.
Rn111hn).!: acn tt110 ,li ·.itn ba,i,,1w; as"ettza d i nista).!1110 e d'a ltri fri tti a carico del lab irinto.
F ENU t\ l tNI DA SCOPPIO A CARICO DJ::LL10BECC.:HlU Nulla di 11otc,·olc ne lla ,lea111bulazio 11c ad 0<.: c-lii chiu s i. Naso: rinite ip~rlrofica con cata rro del rino-faringe. Si pu.) concludt're chtc i feno111eni eia scoppio ha nno leso ambo gli orecchi, g ia -alte rati da un cm:irro çn,11ico rinu-fari11gco, 011ck la not e,·o le ipoacus ia residuata -dai detti fer.omeni, ipoacusia 11011 pro porzio nale a lla loro e ntità. Si t raskri~ce pc:r g li opportuni provn, dimenti.
S t.oria 36. - G. cav. G iacomo, coloonc llo del 65• fa11tcria, e ntra il 13 agosto 19 17. Nell'ottobre 1915 è stato ferito d11 scoppio di g ra na ta al capo e alla m et à destra del corpo, su l Montenero, riporw11,lo co111111ozione n·rcbrale e co111111nzione labirintica: ne è residuato uno s tato d'incenezz:1 ue ll a dea111bulazionc, co11 facili vertigini e tend e n za a cadere da sinistra a destra, rumo ri, ronzii ecc. E. O. - Il. V . - )I . 'f. inte:;:rn, i$pc~;;ira, d i color ilo lattig-inoso, il q uadraure antera-inferio re re tratto, rnno lu miw,,o ridot to, motil ità col S ic:gle ridotta, nella insufHazioue col m edesimo fac ili vcrtil!ini qa sinistra a destra. · A. S. - M. T . i11tcgra, trasparente n c urvatura no rmale ; assente nis tagmo d'ambo i lati . Naso . modica deviazioue de l setto, fosse nasali pen-ie. S'inizia la cura del cntete ri s mo, con ins tillazioni intratimpa tic he di pilocarpina e adrenalina al1'1 p t r mille. Le ius tilla1io11 i sono q uot idin11e e vc:ngono a lte rnate le due sostan7.e per ro giorni. Riesaminato l 'orecchio s 'os;,;~n-a la )I. T . d i des tra meno ,·etratta , specie antc.riorruentc . il manico del m a rtdlo è ritornalo in posizione normale. L o stato subietlivo è mc:>lto m ig liorato; sono scomparse le vertigini ch'e,so acc:usa,·a, nei mutame nti r.'.lpidi dell a posizione del corpo. Scompar,o nnche gran parte d el sen,o di pe,o, diminuita l 'incertezza ne lla denmbulazione. 40 giorni di licema. Storia. 3;. - ;\f. Antonio, soldato 139° fa11tcria ; 2 mnr,o 11118 . A.i prim i d i g umaio d urante 1111 im <:11so bo111ba rdamem o sul Grnppa pare abbia perduto la coscienza e a l ris veg'lio ha incominc iato ad an·crtire ,·e rtig ini e scuso di stordimento. Ebbe a nche o torragia a D. la to in cui accusa tuttora ronzii e diminuzione di udito. E. O. - A sinistra !\f. T. inkgra, fort<:11wnte retratta ne l quadrant e a ntera inferiore. A d tcstra. scl•bcnc· il p. n ~g!,i di es~<'l'e 111ai ~la to a111111alato d'orc,chio da que~to 1ato, si In il ~eg ueute reperto : condotto b:ig-nato da scarso pus denso, M . 'I'. ampi:tmente perforata nei quadranti inkriori, ove vi sono anch<:: tracce d i c icatric i antiche. Carie del m anie-o dd marte llo e di parte d ell'incudine; quc~t' ulti111a appare scoperta e denudata cli te•~uti m olli. Probabil1111ntt- ,i tratta di un'otite mNlia puruknta cli antica data , riacutizzata per effetto del bombardamento.
Talora, insieme con la- lesione auricolare, si stafii.l iscono ed espio.dono disturbi nervosi, che possono perdurare n lungo e reclamano il ricovero di questi in fermi nei repar ti psichiatrici (.-edi anche la stoTia 6/. S t.oria 38. - l)c i ì\1. Alfredo, soldat~ 4• bersag lic:ri; 18 settembre 1917. li 14 ago~to 1916 è ~lato fe rito da scheggia d i granata a Monfalcone, alla reg ion<! fro nta le . Dopo cli :11lora fu colto da accessi convuls ivi, per cui attualme nte è in osstc1v&zione a l r epatt<J p,id1ia: rico. Scmbrn c he al m ome nto della ferita abbia avuto otonag ia. La funzione atu~tic~, ava nti tale e,·el)to, era I!ormnle; av~va tuttavia sofferto qualcht d olor,: all'orecr.hio di s inistra. Dopo la frrita accusa sordità a si n istra, dol•>ri interni, ccc. E. O. - A d c:~tra n 'lnnale . A sinistra M. T. is pe~~ita, con tracce cli c icatrici irregola ri. Tutta l a M. ha pe rduta la , ua trr.~ parenw norma le t' i11 basso è a lq ua n to re!mtta. Voce con ver;.ala e afona sotto il limite no rm ale. I diapason sembrano no n per<:epiti pe r via aerea, p<•co p er via os.<ea. ·.vebe r la te ralizzato a dc~tra.
FENU.\lJ::N i IJA ::iCOPPIU A CAR!CU IJ.t::LL°CRECCHI O
11 quadro funzionale presenta qualt> caraUerisi.ica co:3lanle raccorciamenlo della durala d i percezione ossea (prova Schwahach scmpreridotta, diminuita la µe rce::zione del1'orolog10 p er via ossea) . l ndiz10 forse di ,rna reazione labir intica, pres1:nt.e in ogni caso, anche in quelli in c ui l'energ ia del trauma s 'esaurì nel lacerar:3 la me mbrana. Jn quasi tutti - specie n eg li esami acumt'lrici de l primo p er iodo v'è facile esauribilità dell' Vlll di frontcl alle p·ove funzionali. Il deficit di funzi one varia da c>:1so a CcJ.Su e interessa l'una o l 'altra zona tonale, in rapporto alla varia sede ed eslensiunc della ksione. Quante, al decorso delle rotti.:re traumatiche <folla .\11. T . la cicatrizzazione, senza fenomeni reattivi, costituisce la regola. Nelle lace razioni a lembo si verifica necrosi più o rrieno estesa con progressivo ampliamento della perforazione e comparsa di granulazion i ai margini: il processo riptlrntore è ritardalo. La comparsa di una suppuruzione acuta della cassct. come complicanza di una lacerazione timpanica è abbastanza frequent.e. Mi si consenta di rife rire alcuni periodi di una mia nota: " Da un punto di vista pratico --- si..:rivevo - distinguo le l~sioni auricolari in discorso, in quelle ch':l decorrono per tutta la loro durata in modo asellico e quelle che sono accompaynale da suppurazione. Nelle prim<; si hanno lace razioni più o meno ampie della M . 1'., a lembo o a stampo, con margini ndti, in quadranti della miringe inconsueti n elle comuni otiti m edie purulente, accompagnati da ecchimo~i, da raccol te emorragiche e, infine, da più o meno transitori fenomeni d 'irri tazione lab irintica . Nelle seconde la suppurazione interviene precoce, ed essa è abbondantiss ima, ostinala, anche per settiman ~, con emissione di pus cremoso lurido, con vasta lesione della m embrana e con interessument.o quasi costante d elle cavità mastoidee. Si uniscè una profond a alterazione d ello stato generale, che appare sofferenl.e e depresso, si ha s ord ità grave, talora assoluta dal lato leso, spesso si hanno fenomeni labirintici imponenti. All'inizio v'è quas i s•.' mprfl febbrt: (38,5-39) continua rem ittente, più di raòo interm1Ltente. Ora, in queste fornie d i ma,,toidite consElcutiV1 a otite m ediu purulenta successiva a fenomeni da scoppio, all'atto operativo si trova una estesissima partecipazione d ell'osso alla suppurazione ; ma ciò che è caratte rist,ico si è una mortificazione delle trabecole ossee che formano il contenuto d el proc&sso mammillare, sequestrate fra il pus denso e non lodevole, donde la peculiare fi sionomia di quest.e mastoiditi di guerra, che non si veggono in tempi P.ormali e che potremmo, sotto questo punto di vista, dire mastoiditi necrotiche" (1). Rinviando all'altro lavoro per le storie relative, qui riporti,1mo al-
(1) G . BJ1,A:--C11Ji<1, L e ma5/oidil i co11 sc.;:1Uw a Jt11ome11.; da scoppio ( • Il policlinico ,, ~ez. prat., 1918) . . . Di recente il .ouadro caratteristico di queste nrn,,to1d1ti è stato confermato ~a
l3MUZZO:--F. , Contributo allo studio dell e ma sl C'idi li co n.<ec uliv e a f e110 111et1i da 5copp10
(Uolle11iuo del Grazzi, 191~, n. 3), in 5c-guito a nuove ossen·azioui "seguite in zona di guerra.
FENO'.IIENJ DA SCOPP IO A C,\RICO OELl..'ORf.CC!-!10
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cuni esempi di lunga suppuraziunc dell'orecchio medio, decors:1 senza com plicanze : Storia 39. -
i'. Fern~udo, classe 1Sg4, soldato Brigata Alpi, 15 maggio 191i. Circa sei mesi fa tbbc otorragia bilaterale per scoppio di granata in vicinan.:a . Dopu di essa a S . si è stabilita otite media purulenta. che persiste tuttora, e modica ipoacusia. M. 'f. infiltrata, con perforazione a stampo nel quadrante postero-inferiore. Mucosa della cassa non fungosa. Storfo 40. - De A. Quinto, classe 189<:>, soldato 81 fanteria; 10 agosto 1917. Dal n.o ven:bre 1y15 per scoppio di bomba a mano in sua vicinanza, incominciò· secrezione abbondank dell'O. s. ' Ora esisti! appenn traccia di secreto. M. T. ampiamente perforata, la perdita di sostanza è a margini netti, scopre la punta -del manico del martello e la mucosa della parete labirintica non tumefatta. Storia 41. - M. Emilio, soldato 56° fanteria; 1° ottobre 1917. L'otto agosto 1916 fu ferito alla gamba da pallottola sul Sabotino e riportò pure nrie ferite al capo da scoppio di granata. Ma ammalò agli orecchi, ove ebbe sup-
puraz:ione per oltre cinque mesi. Attualmente presenta di tanto io tanto cefalea, vertigini, senso di inccrte~za ue\la deambulazione. E. O. - Deviazione del setto ua~ale a sinistra, con qualche varice nel locus Val-
sah.1ae. Orecchio s ini~tro: M. 1'. ispessita, retratta, con piccola cicatrice nel quadrante antero-inferiore. A destra M. T. integra, ma . cicatriziale; n on ~i scorge il manico del martello. F. Giovanni, caporale 5° genio; 10 giugno 1917. Il 4 corrente per scoppio di ruinn ba riportato lievi ferite agli occhi da schegge;. ha avuto otmiagia sinistra, ove ha tuttora secrezione purnlenta molto fluida e rumori. A destra ha ;.offerto dolori vivi. E. O - A sini;.tra condotto bngnato Ja pus g iallo paglit:rino con detriti epidermici sulle pareti le quali sono un po' macerate. '.II. T . a superfice erosa, infiltrara, con perforazione a colpo d'unghia, allungat a, parallela e vicinissima al margine posteriore della M. stessa. DaJJa perfvrazione esce discreta quantit:ì di liquido tenne pulsante. A destra cerume nel ,·,111dotto. :H. 'l'. con iperemia special mente in alto e hmg,> il mauicc, del martello; quadranti anteriori notevolmente retratti. Cianosi, per stasi,. della mncos.i. del promontorio. Storia 42. -
S/.oria 43. -
L. Albier o della classe 1894. Diagnosi. OtUe m edia purnlenta rnbac11ta des/ra. da f cnomerri da scoppio. Il 28 maggio u. s. per lo scoppio di grosso proiettile, ha cominciato a soffrire di otite media p-.irulenta destra di cui non aveva sofferto in precedenza. E. O. - Fondo del condotto ripieno di squame epidermiche e di pus concreto ~f . 'f, infiltrata con perforazione nel ']t1adrimte antero-inferiore. Scat·~a secrezione purulenta. La secrezione è andata sempre aumentanclo e si mantiene tuttora abbondante, di color ito cremoso. La M. 'I'. è tutta infiltrata e a snperfice tomentosa con una per· !orazione a stampo centrale ed unn antero-inferiore.
La guarigione anatomica avviene - bCC'ltto nei casi di sepsi estesa in periodo breve: più tard iva la g uarigione funzionale, poichè il ripristino del pc,tere uditivo è a gradi e lento, anche nei casi in cui non esiste sindrome labirintica spiccata. In quest'ultima il d ecorso è più lento e la restitutio in integrum perfetta può non avverarsi. I rumori, se d 'origine labirintica, difficilmente scompaion,. Ecco gli esempi : Storia 44. - n. Rio, capitano medico C. R. I. ; 8 marzo 1918. Già strenuo fumatore. Ha prestato scn·izio attfro in sezione di sanitil sul Carso: Circa la presente infenn ità narra c:h e il ·I gi ngno 1917 per scoppio in vicinanza dt
FtN L•.\ I ENI 01\ SCO PPIO A CAlllCU OELL'tlllE:CCHICi uu proi,·llilc- da y, 1 ripu, tò f<:ritc 111ultiplc- e lesion•: auricolare ; otorragia ù'a mt,o i lati protr:Hta pe r rnri g iorni, so rdità irrn\'t:, qui11di rumori (ronzii, caduta d'acq.ia ccc.), ~p,:,c ic a 1), q11:dd1t= ve rt igi nt·. l\e l lug lio 1,)17 fu f" ...:'ll 11 i na 10 d~, ,111 01, 1logo il q u nh · ri~l·ontrò l ac-er:,1.icuu~ traun,:i-
tica della i\l. 'I'. a s111is tra, rou sunlni, _qu asi co111pkta, t·ica tric<: rcccut e ù a pn:gressa lacerazion~ a d c:--tr~1. 0.1 allora ~11t.lò 1nì.~·liora11<lo k .~g-èr11u:11h: n l>., a :--i11i:,.tr:1 b:1 ~ee: 111pio qua~ì com·
pleto della fum ione udit i\'«. E. O. - A sinistra, condotto lil ,no ~f. 'I'. ha pe rduto la sua c urvatu ra normale, la cicatri ce n ·tr:,tta i11 pro,si1:1 ità tkll 'umho. I.a m embrana stessa, tras parente in alcuni pum i. i11 ::illri i: 11>,tc ,·(1l111c 11tc i,p<:ssita; in corrispoude n ui d elle parti trasr~rc n ti . s i 11ut:o c ianosi (stas i) clt-11:, 111uct,sa parietale ùclla cassa. Tri~ngolo lumiu-:,so ridollo. A destra M . 'J'. integra, n :tra tta nel q uadrante antcro-infcrion,. Stasi J e lla mucosa dell'orecchio medio Naso: spina cl<'I sett;, a s inis tra. Congenita stenosi re lativa d elle fosse nasali. S tato catarral~ dt:lla faringe. Esa111.: Jiw:ivua/e: o ro logio a d est1 a = 15 cm.; a s inis tra nemmeno ad co11cl1,1tn, .iè per via · osf'ea. Diapason a D. pe r via aerea e pe r via ossea; Rinne + . . A S. n è pe r via at:rea uè pt:r \'ia OS$€a. W'eber lateralizzato a O. S chwabach = 10" unicamente a D. Hischietto di Gulton percepito in tutta la sc3ht a D., a S. aflatto. Voce conservata a D . a circa m. 5 tutti i fonemi a lti e mt:di. Voc afona = 1 m. A s inistra, voce conscr\'ata = 3/) cm.; voce afon a nulla, a n cf's1111a distanza. Con i tubi di c hima ni, a occhi c hius i. s i ottiene qualche r if'posta mediante il t ubo comuci('antc con l'O . D . ; nessuna ,on q 11d lo d e ll'O. S. Nou nistag1110 , n c.n Ro111hcrg. Dèan1 b ulazin11c a occhi bendati pressocl.tè re ttilinea. Nou ,·ertig mi n e l r apido diclro Jront. Stazil)ne e retta buona s n twa sola ga111b.i 0
St.oria ,15. - ~I. 1\nto11i o. sérgcnt c 5fi·• fanteria; r ottobre 1917. Due anni fa per lo scoppio cli una g rana ta c·cJ111inC'iò a soffrire dell'orecchio Stnl·
i:.tro, ch e spe,. ial111cnlc con la stai;ione umida e fredda p ro\'oca dolori , rumori, lie\'e diminuzione di udito. A sinis tra s i ha ilJ. T. col (Ju ndr:inte antcro-infcrio re notevolmente retra tto , isp.:ssita in totalitil , ne i q uadranti po,tc riori cicatric i n111ltiple, ~kuuc delle quali ipe remiche e s0lkrn te. Stor ia 46. - ( a pornle P. Bruno, classe 1SSo, s• a rt iglieria d a fortezza ; 26 sette mbre. Pro\' icnc: d:ill'ospcdaletto o6.1. Il 23 mag,!i<l 1917 ri pvrtò !t:~io ni cl'a111ho i lati ùc ll'orecchio per lo scoppio dcll·1 poh•criera di Frn(t.i;:a. Fu più ,·olle: 1ico\'crato all'ospedale o6,1. Egli n o u sa prcci~dre le se nsazioni vrovat<' su bito dopo lo scop pio, dopo il quale sembra c he ahbia an1,o 1111 pe riodo d 'inc:oscice nza; supernto q 11esto provò verrigini, asten ia generale, d ea111l,ula1.io11c difficili! (·t.:. E. O. - A S. la )[. 'l'. è integra; la porzio ne pos te riore è tutta ispessita e rec:a /'In· cora trncce di not~vole ispcs~im é lllo e cicat rici arrossate. I quadranti ante riori della l\l. T. sono n otn olme ntc rc trntti e adcrcuti al promontorio , meulre la brauca del m a rtello app:uc in un pia no mo lto s uperficiale. A. D . - )l. T. qun s i tot ::ilmente di~trutta, persiste soltanto in alto la porzione fl accida e un mon che rino del 1.11a rte llo. Tutto il promontorio ha mucosa retratta, fibrosa e un po ' anemica e appare in tutta la sua interez1A1. Assen za ccmpleta di secrezione . Diminuzio ne notevole d'udito d'am bo i lati; asse11za di fenomeni labirintici irrit::itivi. 4 ottobre - Recasi a ll'ospedale di Montebe lluna, con trenta giorni di riposo e si dichiara i11atilc.: alle fatiche d i g uerra, in seguito a giudizio d ella G. S.
.FENu.\lENI O,\ SCOPl' IU \ GAl<lCO DEJ.L\lRtCCIIIO
Per la terapia basta osp~dalizzar·~ il so1:gclto, sottraendolo alle cause Ché ap.iscono sfl!.vorevolmentf· sull'orga1!0 leso (rnffreddam1mlo, strapazzo fisico, rumori ... ); al più qualche rimediu sintomalict• (sedativi, ipnotici contro gli acufeni, ecc .). Localmente - se non interv\;ngono comµli canze - semplice chiusura asettica del condotto. Contro i postumi giova il catderismo m.~dicat,) \adrenalina , pilocarpina) della tuba. Nelle testoni labirintiche applicazioni revulsivù, cure iod o-str1cniche, uso di pilocmpina o di diaforetici. Quanu, all'avvenire di questi lraurn1:1lizzali si p uò preved ere che quelli ch,i erano adibiti a m ~sti eri in cui la perfetta inlegritù dell'organo acustico è condizione pre0i:pua o :n cui l'organo è soLtoposln a stimoli spedfici intensi e ripetuti (ferrovien, calderai , ecc .) si aHà una svalutazione professione della q uale s, dovriL len~r conto nel giudizio medico-legale definitivo.
•• • In gran parte analoga all'azio ne de; li scoppi è qu-3lla della fc,Jgore, la quale è lacerante , combur·.~nts e commotiva, :na per l'orecchio interviene pure il fattore « detonazionr ". A tal proposito noi italiani d obbiamo ricordar.: che fu il Puccinol ti forse il primo, nelle sue Ll'zioni di i\frdicir1<t ltgaft>, a d escrivere i sintomi e le trsioni proprie negli individui percossi da fulmine; s ~ si eccett,·a l'accenn0 fatto da Leonardo (folio 21 recto dell'Anatom ia), ove scrive : « perchè la saetta ammazza l'omo e non lo ferisce, e se l'omo si scopassi il naso, non morirebbe. Perch'ella offende i polmoni » , in cui è in germe la dottrine d: una intossicazione per le vie respiratorie. Io ne ho osservati d11e ca$i : St oria 47. - A. Rmiliano, classe 1~3 , 1• compagnia telegrafisti; entra il 19 ;igosto 1917. Il 30 luglio mentr<: si trova va cot1 la cuftìa telefonica fu colpito da folgor e d,e lo tramorti e lo rese sordo per alcuni g iorni. Ebbe anche secre1.ione purulenta d'ambo i lati, che hen presto è cessata. E. O. - A sinistra '.\1. 'f. leg-r.:er111 e11te infiltrata con perforazione ampia nel <JU.1· di-ante antero-infrriore; scarsa secrezione concreta nel fondo della ca~sn. Xulla a carico degli ossicim. A destra M . T. leggermente ispes;sita, con varie cicatrici nel quadrante anteroinferiore , la sua curratura appare 111.xlificata. All'es11111e funzionale s i nota ipoacusia note vole a sinistra; la seri" dei diapason è percepita soltanto per via ossea. Si rimette il 28 agosto al corpo, idoneo.
In un secondo caso le lesioni furono analogh~; su di esse non mi indugio, avendone trattato fra noi il Grazzi e il Rugani (1). (1) L . R u GA:-il Contributo allo studio dc/te lesione auricolari da folgore. (Arch. ital. di otol., 19n, 353). 38 - Giornale di medicina militare. - Fa~c. V .
5 ~ll)
F ENO~lENI llA SCOPPIO A CARICO DELL'ORECCH IO
Abbiamo tra lasciato di proposito di trattare de i fenomeni di sordomutism o da co mmozione per scoppio : que lli che i francesi dicon o surdité pur obustl e o p ar ér.lat,:m ent d'o bus, in c ui so,·e nte esistono segni manifesti di ·,)artecipa zione del labirinto, oppure possono mancare. Di tali fatti s i s ono occ upali numernsi autori, poic hè rientrano nel quadro compl esso d ell e ps ico-neurosi di guerra.
L'op~ra del nucleo chirurgico n. 5 in zona di guerra (Ottobre-novembre 1918).
per il prof. Raft'aelu Minenini; maggiore medico, direllore.
Il nucleo <'hirurgico da m e d iretto, costituitosi nell'ospedale militare di riser va \ ·ittorio Emanuele , in Napoli, fin dal m a ggio u . s . era com posto, oltre elle dal sottoscritto, dai capita ni m edi.:;i d otL. Luigi Cicera le e d oll. T ommaso Scaramc llino, dal sergente di sanità. Francesco R ecchia e d a l capor ale a iutante di s a nità Giuseppe Gallucci. Riceve mmo ordine di mobilita3ione per la zona di g uerra il 16 ottobre 1918 ed il d ì seguente partimmo, porta ndo con noi due casse di materia le sanita rio fornito da ll'os ped'l.le e g ià pre pa rato da tE:mpo. Il 19 ottobre ci presentammo, giusta le istr uzioni ricevute, alla Direzione di sanità .di Vicenza, che c i destinò al l'ospedale da campo 020 a Cittad e lla. Dal Dirett,ore di questo ospedale, te nent.e colonnell;i m edico Berna rdi , ci venne assegna to· il Il re pa rto chirurg ico allogato n el pia n terren o d ell'edific io scolastico cti Cittadella, a mpliato per l'aggiunta di d ue baracche coslrui Le n el g ia rdino retrostan te, e portato alla cai:,acità complessiva di 250 letti . Ed il r e parto cominciò a fun zionare col nuovo p ersc,nal e il 23 oLtobr<· . La sera del 2 11 arrivaro no i primi feriti dal :\fon te Grappa e co nti nua ron o ad a ffl u ir(; in g ran numero per 10 g iorni, OS3ia fino al 3 novembre, pe r diminuire rnpida m~nte nei giorni successivi. I feriti ve ni vano pre para ti e m edica ti , o ri oper a ti , e condizionat i convenientemente con larg hf: m f:dicature p rotef.f,ive o con appa r ecclli immobilizzanti in m odo da pc le r essere sgombrati m edia nte ambulanze, automobili o treni , in a ltri ospedali d elle retrovie. La lor,1 d egenza nel reparto è stata talora brevissim a, di 2 o 3 g iorni, talora di una settimana o più, a seconda ò elle condizio ni de i fe riti ed a nche della disponibilità d ei mezzi di trasp:irto. Sol am en te quei Cerili. il c ui stato ge nerale era ass ai grave e quelli che per le s peciali condizioni d ella lesion e pote,·ano rip o rta r n ocumento d al trasporto sono rimasi i ,ie~énli in r eparto alla nos tra p a rtenza i! 12 n ovem bre.
l.."Ol'ER.\ Ot; L NL.CLEO CHIR URGICO N. 5, ECC.
l o tutto il breve pe l'iud 0 dè llh n ostra azione, senza tene r coulo d ..,i fe1·iti assai lievi, che dopo una semplice med1caLttra venivano rinviati ai corpi, s i sone avuL• in cura ne l Il Reparto chirurgico 608 feriti di guerra, tutti m1 li Lari di truppa e soLLutticiali \gia,)cilè gli ufficiati e, ano ricoverali in altro r eparto). Fiuo al!a nostra partenza ne sono stat i sgombrati o trasfer1Li in altri O$pedali l:i27: ne sono morti 17; ne sono 1·imasti in curn 6!!. Questi feriti vanno cosi dis tinti pe r la etiologia d elle loro lesioni: Presentavano lesioni prodotte da ar·mi du fuoco 5bd militari, les ioni da armi bianché, 1; lesioni prodotte da gas (iprite), 7; lesioni da congelazione, 9; trauma psichico (stupore e mutismo isterico/ s ·.mza lesioni fisiche , i; lesioni accidentali da inves tim~nli ferroviari o automobilistici, 2. Le lesioni da armi da fuoco osservate sono state per la maggiCll' parte prodoUe da schegge cti granala (27ti) ; véngono poi in ordine decrescente quelle da proiettili di mitragliatrice (132). quelle da pallelte d1 shrapnel (68) , da bombe a mano e pela l'di (56) , da pallottole da fucil e {'11) e da bombarde (16) . Le ·più vaste ferii.e osservate e con maggion dis truzione? d1 tessuti sono state quelle da schegge di g ranata, e da sco ppio di bombard e o di bombe a mano, m entre le meno distr1 1ttive, e quasi tutte tran~fosse, sono state quelle àu proietlili di mitragliatrice e di fucile.
Quant.o alla sed1: delle ferite, pur premettendo che molti militari (circa il 20 %) presentavano ferite multiple in più parti del corpo, risultano : 1. Fe rite del c·apo : 119 , delle quali inte res,anti le sole parti molli 52 ; complicate · a lfratlture .(}elle ossa del cranio o della faccia 6 ì , Tra que~te ultime. sono compre,i ri ca~i di lesione dei bulbi oculari ; 2 . Perite del collo : 13, tutte interessanti le sole parti molli , , 3. Ferite dd tronco: 174, di cui interessanti le sole pa rti m olli e non penetrauti in cavità splancniche 111 t.frn qu<>,,t<: sono compresi r4 casi di lesione agli organi genitali); 4. C0mplieate a frattura di o,~a. 8 (costole 2 , 'OSS'I del bacino 2 \'e rtebre 4); 5. Penetranti itt torace 38; 6. Pe ne tranti in addome 14 ; 7. Penetranti nel cauale \'ertcbrale, cnu le,io u~ citi midollo spinale 4; 8. Ferite degli arti supe riori ro6, di c ui mte ressanti le $01<> parti molli 59; 9. ·complicate a fratture 42; 10. Complicate a lesioni articolari 5 ; 11. Ferite agli arti inferiori 2ìO, di cui iute ressant1 le sole parti molli 204; 12. Complicate a fratture ~8 ; 13. Complicate a lesioni ar,ticolari 1S.
Circa la gravità di queste lesioni, si è osservab c he la massima gravità han presentato le ferite cramo-cerebral i e quelle degli arti con frat ture comminute delle ossa ed nrticolazioni ed ostt>sèì. distruzione di tessuti (ferit6 da scoppio). Le feritr, inter('SSant.i il t oiace e l'addome (per la massima parte tr-ansfosse, da proiettili di mitragliatrice o di fucil e) han presentato quasi tutte un andamento benit n 1 . . Per il trattamento delle ferit e abbiamo usato oriiinariamentc la m edicatura asciutta. assorbente, asettica, prt!Viu dis;nfezio ne con tintura di iodio. Là m edicatura umida con irrignion e continua od in 1ermit·
L 'OPERA DJ::L Nt;CLEO CHIRURG I CO N. :'>, ECC.
lente non è stata usata sistematicamente, e non 1.•C:leva esserlo, dato la g rande a1flutnza dei feriti in p0chissi,ni giorni e la scar;;ezza del personale sanitario assistenle. La ricerca. ~d estrdzione d ei proiellih è slala prati cala n ei casi di sicura riLenziom;, dimostrata alh radioscopia, o quando essi sono st'°"ti ritenuti cagione di comvlica11ze settiche, o di disturbi funzionali, trascurata invece quando si è i;i udicato innr,cua la loro perinanenza. Nei casi di distruzione e pe:,l<tm~nto di tessuti, o quando le speciali condizioni dell~ ferite 10 esig<?vano, abbiamn pral.ticato regolarizzazione dei marg ini, sbrigliamenti e conlr'aperture. S0lo in rari casi e speciali abbiamo eseguito la l'èCenwzione d ei mai gin i e la s utura. Le complicanze infettive sono state più s:ilitamùnte ossi::r vate nelle ferite da proiettili di artiglieria e spec ialmente in quelle con fratture di ossa. l\bbiamo osservato la gan grena gasso,,a in forma tipica solo in 4 casi, con 2 morti. Non si è a\'uto alcun cas') di tetano, e si è sistematicamente praticata Il\ iniezione anfiletanica. In breve, i p recetti che ci hunno g-uidatc, in questi pochi giorni di fati coso e d enso lavoro sono i seguenti : a ) nelJP, ferite cranio-cerebrali, la craniectomia e la estrazione di sch egge 03see infossale e di proiettili; b) nelle ferite del torace (quasi' lutle Lransl,13:;e) la cura aspetlanle: occlusione asettica e riposo assoluto con immubifo:zazione d el tron co. Difatti solo in ~ cusi s u 38 siamo stati cr.slrctLi ad inferv<:nire; r ) nelle ferite adnominali , lo stesso traLtamE>nto; ma è a notare che a noi non sono pervenuti feriti itdòominaL dirt'JU.amente dal campo di battaglia, ma trasferiti da altre for mazioni sunitarie avanzate e (Juindi non più recenti; rl) r:elle ferite di!gli arti con fratture a lèsir,ni articolari il nostro sl11dio CO$lante è stato di eseguire la cura conservativa, con opportuna immobiliz.za'lione, ùSando appur·ecchi g0ssal1 fenes trati, od a punte, 9d a ferule, e act est2nsione continua. e solo quando è stato assolutamente inevitabik siamo ricorsi alla rc•sezion~ od all'amputazione . Gli interventi operativi , che· 1bbiam( avuto occasione di esep-11ire. e che, slanrlo alle no.-rne dirctli\·e !'IJ esposte, n on pntevano e n oro dovenrno essere soverchiamente n11m rosi, sono slal1 i sc."?guenti: 0
I11c-i~i011i ,~hrig-li amenti, co11tro ,ipc rtnre, reg-olari1.1.azu111il . J-:qrn1.io11~ d 1 oro icttili e corni e•:lrnni,i . Rccenrnzionc e· ~ntu, a d i fc:rite . All:in-iaturc- , a~ali p er emc,rrngi.i (a rte ria o nwrale .t, frmo rnle 2, t iui:ile a ntu iore) . :\11~,<~c-intura n l-~éllc per HtH: nri~11 rn tra. 11111:"l ticu (nrtt·ri:1 ili:1 <.·n e· , ternn ) ,
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Faremo infine brevissimo c(.'nno dei casi più inler-~ssan li noi, tanto per la gravità delle lesioni qllanto per la loro singolar ità, o che comimque ci sono sembrati degni di noi.a, sict solto il riguardo anatomopatologicc.,, 0he solto quello d ell'andamento o della cura. Tra i casi di lesioni cranio-cf'rebrali ricorderemo : 1. N. Antonio, ~oldato del 239" fanteria, ferito da scheggia ùi gran11ta alla regione parieto-occipitale ~inistra, eviclentem.,nte penetrante nel cranio. Condizioni ge· nerali gravi: stato semi comatoso afasia; ed emiplegia a deMra. Operato di craniectomia il 2S ottohre, fu svuotato un ematoma intradurale cd estratte due grosst schegge ossee info,sate nel lobo parietale ; non fu rim·enuto il proiettile. Mig liorato raoidamente della emiplegia, scompars11 l'afasia, fu i\i;(omberato in buone condizioni il 10 nov,·embre. -
R. J\'lichele . soldato del 2S0 fanteria, ferito da pallottola d i fucile alla reg-ione 2. parie tale sinistra. presentava abbondante fuoriuscita di sostanza ce1ebrale dal piccolo forame cranico : condizioni generali discrete, afasia ed en\iparesi a destra. Operato il 2.l ottobre di craniectomia, fu estratto una lunga ~cheggia os,ca profondamente infissa nel cervello e svuotato un ematoma profondo 111tracerebrale : non fu estratto il proiettile, che la radic,sco!'ia dif!1o~1TÒ incun~at? a\la base. La feritn cicatrizzò rapidam('nte ; scomparve l'afasia e m1.d1orò la paresi. h1 ~gomherato ituarito il 10 novemhre. 3. - S. Giuseppe , soldato del 21° fanteria, ferito da proiettile di mitragliatrice alla regione tempo1 ale sinistra, m edicato il 30 ottobre, presenta,·a ferita pn,~antt:. attnvcrso al cranio da t~na regione temporale all' altra. Condizioni generali discrete, ne,sun disturbo della parola nè di motQ : presentarn solo lieve esoftalm0 doppio, più accentuato a sini.;tra e perdita della vista all'occhio sinistro. Guarl dell e fe rite senza akun intervento e fu sgombe1ato il IO 110,·embre . E' da ritenersi che il proiettile sia passato sotto i lobi frontali striseiando sul pa,·imento d ella fossa crnnica anteriore ledendo solo i vasi d ella base ccl il ner\'O c-ttico sinistro. 4. - G. Caunclo, soldato del 140° fanteria, ferito da schegg ia di g ranata al ,·cr · t\c~ con frnttt•ra e depressione della volta; condizioni generali discrete:; emiparesi ,, sm1stra. Operato il 2 nc-,·embre di cranicctomia; furono estratte 3 ~chegge ossee infos,ate; non fu rinvf·nuto il proiettile. Sgomberato g-narito il 10 no,·embre. 5 - F.. Gualtiero, soldato del 22° fanteria, ferito eia prowttilc di Pitrngliatri,"; alla regione tempQrale sinistra. Prcsenta,·a una feri ta passanre con forame a'·cntrAtn prc,so il meato uditivo sinistro e fora me d'uscita n ell'orbita sinistra presso l'angolo estc:rno dell'occhio, con frattura del parietale, ~rnza le~i'>ne del bulbo ocnlare. Le con<lizioni generali di,crete e l'a,;,;c11w di sintomi di lesione -cerebrale scon,;iglia,·a110 ogni intervento : ma dopo due giorni sopravvennero conn1lsioni . delirio e coma. Operato di craniccto mia il ., novtmbr<> in t·ondizionì gra,·i, furono estratte numerose scheg-gie o,scc del tP. mporale e constatato s pappolamento del lobo temporale. Morto di rneningo-encefalit~ dopo due giorni. 6. - J. Domenico, soldat,, dd n° fanteria; ierito ,la ,;che.cg ia cli gra11ata all a regione parietale de,;tra, con frattura ecl e,·identc depre,;sione della volta. Condi,.i,mi generali buone, emiplegia a sinistra Operato di cranict·tomia il i no,·1•111IJre, si rim·enn e eslf'•o e t·0111mi11uta frattura del parietale destro e ciel fr,:mtale, senr,a lesione durale. Si e::trai.:~0110 tre gro,,i frarnmenti di volta staccati e si "°llc,·ano gli altri. Rapido mig liornmento e scompars~ dell a paralisi all'a1to inferiore . Il ferito res.:i d.:i[cntc nel reparto in ottime c011rlizioni, malgrado la ,·asta perdita di ~ostanza della ,·olta cr:inic,i di oltre metà elc i parie tale de,;tro e di parte della squama frontak. ;. l\ f. Rocco, ,;oldato del 1" g-cnio, ferito ùa scheggia di granata alla bozza frontale de»tta, con frattura ed an·albmento de!l'o,;so, delirio intern:ittente e convulsioni.
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L'OPERA DEL N UCLEO CHIRU RGICO N. 5, ECC.
Operato di cra uiectomia ! '11 novembre si estraggono due scheggie ossee ed' una piccola schei;rgin metalJica infos~a ta nel lobo frontale· destro. Scompar ~a di convul· sioni e miglioramento dello stato generale . Il feritp resta ricoverato nel r eparto in d iscrete condizioni.
'frn i casi di ferite d ella faccia ricordiamo: 1. V. Sahato, soldato del 43" fanteria; ferito da proiet:ile di mitragliatrice passante Ja una regione zigomatica all'altra con frattura co111minuta delle og~a molari e nasali e scoppio del bulbo oculare sinistro. Medicato il 26 ottobre e sgomberato in buone condizioni il 30.
2. C. Pa~quale, soldato dell'So0 fanteri a; ferito da pallottola di fucilt passante obliq ua mente; attraverso il collo ,: In fa,~ia cou forame d"entrata alla nuca, a de~tra della linea 111ecliann, pet fot azioue delJa faringe e del palato, frattura del mascellare superiore di si nistra I' fora me di uscita alJa palpEbra inferiore sinistra, senza )~ione dell'occhio ::'lkdicato il 30 ottobre e sgomberato in buone condizioni il 4 novembt e.
3. - T. Alfredo, soldat~ del 239° fanteria ; ferito da proietti!~ di mitragliatrice alfa roegione parotidea destra, il proiettile era fuoriuscito da·11 'orbita fratturando il mas.:ellare s11perio1c ed il margine esterno dell'orbita e faceudo scoppiare l'occhio de~tro.
:'lledicato il ,8 ottobre, e sgomberata il 3 IIO\'e111bre . 4. - z. Paolo, soldato del 4 , 0 fn nterfr, ; ferito da pallottola di fucile passa m e dalla regione scapolare dtstra al mento. Il proiettile dopo aver fratturaoo la scapolR, era passato attranrso la spalla, il collo , il pavimento della bocca ed il mento, fratturando il corpo della mandibola. Medicato il 2 nO\·embrc con immobilizzazione della mandibola e sg-omberato in buoue condizioni il 10 novembre.
Tra 1;:Ji spinali merita menzione il caso seguente: , . - A. Pompeo, soldato del 22" fanteria ; ferito da pallottola di fucile. passante dalJa spalla destra a quella di sinistra con paralisi completa ed anestesia delJa metà inferiore del tronco e degli arti inferiori. Il proiettile attra\"ersante il dorso, sen1.a penetrare nel te race aveva le!'O e verosimilmen k reciso il midollo spinale a livello, della ,• ve11ebra dorsale. Non era il caso di tenta re akun intent"nto. &>pravvennero rapidamente decubiti alla regione sacrale ed a quelle malleolari , e la morte segui il 29 ottobre.
1'ra i feriti addominali van ricordati: 1. V. Vincenzo, sergente del 240° fanteria; feri to da proiettile di mitragliatrice passante attraverso il tronco , con fora me d'entrata puntiforme ali 'epig-nstrio e fora me d'uscita del pari puntiforn1e alla regione lombare destra. Venuto in reparto g-ià dopo 24 ore, in cond izioni generali buonissime . Riferiva dj aver avuto abbondante ematemesi nelle prime ore dopo il ferimento e da ciò solo si poteva diagnosticare una lesione passante dclJo stomaco. Non fu ritenuto opportuno l'intervento ma fu prescritto riposo assoluto, digiuno ed oppio. "Ed audò bene per 2 giorni; ma avendo però ~rasgredito le prescrizioni, levatosi di letto e preso cibo e bernncl3, si aggravò rapidamente e morl di !'Critonite il 20 ottobre. 2. \V. Anton, soldnto austriaco, tnisportato dall'ambulanza nssieme ai nostri, ferito da pallottola di fucile p assa nte obliquamente attraverso l'addome, dalla r ei-ione ombelicale alla nat ica destra. Condizioni g-en'c'rali buone. Presentava iscuria, ma al catetE:l"ismo cvacuatore l'urina risultò scn ii1 sangue. Nessun inten ·ento . l.'iscn. ria scompan-c al secondo g iorno. Sgomb<!rat o in via di guarigione il 30 ottobre. 3. - P . Angelo, soldato del 2 1° fanteria; ferito il 25 ottobre da scoppio di g-ran ata, preseutarn numero"e ferite lacero-contuse al dor so, ai lombi, alle natiche ed alla regione posteriore del braccio ed avambraccio sinistro, ed una più vasta ferita alla mano sinistra. Tutte lt krite sembra,·ano poco profonde e non penetranti, e lo
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stato generale era discreto, quando improvvisamente il 2S ottobre una delle fe'rite alla reg·ioue lombare mandò fuori sterco e si st abill una fistola ste rcoracea, i cui margini divennero ben presto gang renosi. Le condizioni generali s i aggra varono progressi,·ameme ed il ferito morl il ; no,·embre. 4. - V. Costanzo, soldato del 55<· reparto d'as.salto, ferito da pallottola di fucile passante attraverso il bacino c:on forarne <l'entrata alla regione ~aerale e forarne di uscita alla radice della coscia destra. Prescniò iscuria per soli due giorni, per cui ·si do vè praticare il cateteri!>mo erncuatore, ma non vi fu ematuria. Sgombe rnto guarito il 3 novembre. 5. - S . Antonio, sergente del 139" fautétia; ferito da proiettile di mitrag-liatrice pas:sante attra,·erso il bacino da una regione g-lute.a all 'altra con lesione del retto. Ebbe proctottagia per 4 giorni, che si arrestò spontaneamente , e le ferite gua rirono senza intervento in 7 g iorni. 6. - B. Gustavo, caporale del ,w• fante ria ; ft;"rito da proiettile di mitragliatrice passante attraverso il bacino, dalla regione inguinale destra alla regione sacrale. Condizioni generali e locali buone. Guarito senza alcun intervento iu 8 g iorni. 7. - T. Gitfseppe , solda to del i1< fante• ia ; ferito da proiettile di mitragliatrice pass ante attra,·erso l'addome dalla r egione lombare ~iuistra alla regione ipocondriaca destra. Condizioni generali buon0. Nessun intervento. Guarito in una settimana. 8. - I. Mario, soldato del 74° fanteria, ferito da proiettile di mitragliatrice passante attraverso l'addome dalla regione lombare destra all'epiga~trio con ematuria durata due giorni (lbione del rene destro). Condizioni generali buone. Guarito senza alcun intervento in 8 giorni. · 9. - R. Francesco, soldato del 58° reparto di assalto, ferito tl:1 pallottola di fucile passante attrnverso l'addome , dall'epigastrio al fian,~o destro. Kessun sintomo di lesion e viscerale. Guarito senza inten·cnto in pochi. giorni. 10. C. Cosimo, soldato del 18° reparto di assallo, ft:rito da proiettile di mitrag lia trice, passante attraverso il torace , l'addome, con forarne di entrata al 5° spa?.io intercostale destro sulla linea mammaria e forame d'uscita al fianco destro. La fuoriuscita di secrezione biliare per 4 giorni dal forarne inferiore indica la lesione del fegato, ma senza dubbio la penetrazione del proiettile al s• spazio interi:ostnle lascia ammettere anche la lesione della pleura e del diaframma. Le condizioni generali erano discrete, ed il ferito g uari senza interv~nto in I~ giorni.
Tra le.fE>rite degli orgimi genitali ricorderemo il seguente caso . assai singolare· P. Luigi, soldato del 127° fnnteria; ferito da un proiettile di mitragliatrice ai genitali esterni con forarne di entrata sull'estremo del gh iande, accanto al meato uretrale, e forame di usc.ita al perineo immediatamente in avanti dell'ano ; il proiettile aveva attraversato long-itudinalmente l'a5ta in tutta la sua -lun,1she7.za ed anch e la radice dello scroto; percor so assai strano se si considera che l'asta, a meno che non sia in erezione, è incurvata e pendula; e quel che è più stran'J ancora era la completa integrità dell'uretra.
Tra i casi di ferite osteo-articolari dfgli arli mnitano menzione : 1. C. Athos, soldato del 240° fanteria; con multiple ferite da schegge di granata, fra cui una assai vasta al ginocchio destro co11 frattura comminuta della rotula e d!ei condili del ftinore . Operato di artrotomia del ginocchio con resezione della rotula e del condilo intemo del femore, fu sgomberato in buonissime condizioni generali e locali dopo 16 giorni il 10 novemlire.
2. 1\1. Colombo, soldato' de\ 2.,9° fanteria; fcl'ito da scheggia di granata al g'O· mito destro con totale distruzione dcll 'arti<-olazioue e frattura co1111ninuta delle ossa dell'avambraccio. l'u tenhta la conservazione dell'arto, ma dopo due g-iorni fu necessaria l'amputazione del braccio al qual'to inferior(}. Guarito in 1.1 giorni.
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1:oP t;flA DE L Nl "CLEO CH IRCRGJCO N. 5, ECC.
:;. - C. Giorn nni Batti~w. soldato dcli',¼ " famen a , ferito da schegg ia di grana ta alla )!atnl,a sinistra con asportazio11e completa dell'e~tremo inferiore dell'arto e frattura com minuta della tibia. Operato di an ,puta zionc nsteoplastica dell'estrem o inferiore della coscia col 111et0<l<> rii <.,ritti. G uarito in 14 g iorni. 4. - B. Virg inio , sergt'nte m nggiore del .1.,• fant<:ria, ferito d11 "<:lteggia di g ranata agli arti inferiori, presentava frattura esposta di am bo le gambe, pe~tameuto cornpkto del piede sinistro, ferite contuse multiple per tutto il corpo e fr::ittura es posta delle ossa della mano destra. Fu nec~>-sario amputare il piede sinistro, 111a furono conservate le ga~nbe ~on ada tti a ppareçrhi inunoh!li zz~ nti,_ oltre. a)la 111edicntura di tutlt' le altre !ente. R1111asto d egenti.: nc'11'0s pe<lale rn n a dt g111ng 1one. 5. - R. <:iu""PP", soldato della ;)94• compagnia miiraglieri; ferito da sche11:i:ia di granat:i all'anca si nistra, presentava una en orme ferita alla regione iliaca esterna ed alla coscia sinistra con frattura esr,osta dell'os~o iliaco e del femore, con distruzione dell'articolazione dell'anca. Stat<> genc~alc: assa i g ra ve. I'u regolarizzata la rnsta ferita e resecato l'estremo superiore del re.more e fu immobilizzato l'arto ed il tronco; 111n le co11<1i,.io11i gt:nt'rali si mantennero i;:n" ·i e dopo S g iorni sopra\'venne la m orte 6. - M. G iovanni, soldato del 22° fanteria, ferito da proiettile di mitragliatrice all'arto superiore destro, passnnte, con forame à1 entrata alla regione ascellare po· steriore e forame di uscitH alla regione ameriore dell'a\'ambraccio; il proiettile a,·e\'a attra\'crsato in lunghezza tutto il braccio produl'endo frattura comminuta dell'omero. I/arto fu conse n ·ato ed immohilizzato cd il ferito fu sgombrato dopo 8 giorni in buone condizioni il 6 novembre. 7. - A. Do)nenico, soldat:, del :;,0 fantl!ria, ferito da scheggia di granata alla gamba de1>tra con frattura esposta cc,mminuta delle os;,'\ della gamba ed altra frattura al 3° inferiore del femore. Pen-enne all'ospedale in condizioni f-'enerali gra \'i, con e videnti note di gangrena gassosa della ,::amba. Pu amput11to di coscia al 3° medio. Rimase dege nte in ospeciale in Yia d i guarigione .
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8. - V, Lorenzo, soldato del 63• fanteria; ferito da ~cheggia di g ranata agli arti inferiori, presentO\'O ferite multiple lacero-contuse ai piedi ed alle ga mbe. Pen·enne il 30 ottobre e fu regolarmente m edicat(l con ei-tra zi(lne di alcune piccole schegge di forro dalla gamha tk stra; ma dopo due giorni presenta,·a gan.l{rena gassosa al piede (·d alla gamha desini, fino al livello del .'{inocchio; lo stato gene r;ile si era aggra\'a to progressirn111ente . .\111puta1.ione della coscia al ~o inferiore. Rimasto degente in oi-pecl:1le in \'ia di g u:iri;..done.
9. - S, Adolfo, cnporal rnaggiore 43° fanteria, ferito da schei,:gia di granata ali 'arto superiore dest ro , con frattura comminuta dell'estremo inferiore dell'omero e dell'estremo s uperiore delle ossa dell'avambraccio e distruzione completa dell'articolazio11t! del gomito. Le parti m olli della regione anteriore del gomito erano discretam ente conse n·ate, 110 11 fu amputato l'art<>, ma regolnriz,a ta la ferita ed immobili1.zato conveuieutem ente l'avambraccio ad angolo retto. La ,·astissima ferita granul a,·a bene già dopo 4 giorni, ed il ferito fa sgombrato in buone condizioni do po S g iorni. Sen za dubbio , stante la estesa distruzione dello scheletro, l'a \':1111braccio rimane cion<lolante, ma in secondo tempo s i potrà tentare di fi ssa rlo, o q uanto meno "i potrà r ou un apparecch i() tutore ottene re una utile fissazione. 10. -
A. Luigi, soldato del
128•
fanteria; frrito da proiett ile di mitrag-liat ri-·c
alla radice della coscia sinistra, passilnte dalla regione crurale ::ilio natica , con lesione dell'arteria femorale , ed aneurisma fal,so che si estende,·a in alto sotto l 'orcata crurale ; presentava inoltre gang rena del piede e della g:1111h:1. Fu ncccò\sario amputarlo della coscia al teno inferiore ed indi operar!<> di allaccintura dell'arteria iliaca este1na. Rin.a~tO dc!:ent <: i11 o~:,c,lak i11 buon" C'nndizioni.
Fru i casi di corpi eslranei estratti d a ferile noleremo il segutrile : 1. ::-; . Adelmo , ~t:rl!t' nte c'\ello S1• .(·11111p,1g-11i:1 1111traglieri ; ferito Ja scop_pio Ji g-ra nata :il dorso, con ,·a~ta tumefaziom· alla rl'i,: iu11e intcr~capolare. Fu s brigliata la
L 0PERA DEL NUCLW CHIR t; RGIGCJ N. 5, J::CS. 0
·ferita ed estratta una enor me scheggia metallica, con~istente in una grossa spoletta di granata conficc·ata profonda mente sotto la scapob sinistra: la scheggia misurava -circa IO (.'Cntim etri di diametro.
Infine dE>gno di nota per la sua singolaril.à è 11 caso seguente: i. G . Mario, ;.oldato dt:l z4° fantt>ria, colpito da proiettile di mitragliatrice, prese ntava tre ferite passnnti, 1111a aitra,·erso la spalla destra, dal sommo della spalla :alla rcgioue anteriore di questa, attra\'er so il d eltoid e, un'altra Jalla re6 ione nrn111maria destra ali 'epigastrio non 1>cnet ra1fte nel torace ma strisc-iante sulla par,·~e <"Ostale, e.d una terza dalla regione anteriore della coscia sinistr<1 ~Ila reg-ione poste:·n esterna d i questa : tre ferite transfos~c- con 6 forami, prodotti tutti dallo stesso proiettile, sen za ksione de llo scbelefro nè penetra1.ione in c11\'iti1.
RICERCHE SULL'EPIDEUIA INFLUENZALE IN ITALIA
OffaJ11ia metastatica da pneomuco[[o in un soggetto colpito da influenza dorante l'attuale grave epidemia per il prof. Gaetano Samperl, tenente colonnello medico.
li soldato M. Carlo, della classe 1885, ricoverava il 20 giugno u. s. all'ospedale da campo N . 0124 per bronco-polmonite sinistra. L'affezione, a dire dell'infermo, si era iniziata 5 giorni prima con febbre, dolori d iffusi a tutta la persona, tosse stizzosa e secca. La temperatura, a l momento dell' ing resso air0spedale, segnava 39' e l'esame obbiettive. stando alla cartella clinica, facev:1 rilevare nella metà sinistra del torace, oltre a numerosi ronchi, la presenza di gruppi di rantoli crepitanti. La tosse era insistente, ma l'espettorato scarso, denso e solcato da strie san gingne ed il polso piccolo, frequente, ma regolare. Nei cinque giorni seguenti al suo ricovero, la temperatura si mantenne tra i 39° ed i 40° e le condizioni locali e generali pressochè stazionarie; in seguito essa abbassò lievemente, oscillando per diversi giorni tra i 38°,5 il mattino ed i 39°,5 la sera; l'espettorato si fece nello stesso tempo più abhondante e la storia clinica segna: pulsazioni 100, atti respiratori 42 Il 30 g-iugno, la temperatura tornò ad abbassarsi ed a segnare 37°,8, senza che il polso e gli atti respiratori subissero variazioni di sorta. Ulteriorm~nte si manifestò però una diminuzione progressiva. di essa, accompa~nata da nol.t!vol e miglioria delle condizioni locali e generali. Il 5 l uglio, la temperatura segna per la prima mila 37°: ma il 6 surc<'ssirn es!"a risale di pochi decimi , 1·ammnlato avverte un liE>ve disturbo
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OFTALMIA .\lETASTATICA DA PNE t.: MOCUCCO, ECC.
visivo da: parle dell'occhio sinistro e la storia clinicu. registra un arrossamento del!~ congiunli va bulbare, più specialmente inferiore, accompagnato ria edema. H 7 luglio, oltre ai fatti locali registrati , venne notato un leggero opacamenlo delta cornea sinistra, op;icamento che andò acceqtuandosi nei giorni sl:lguenti, e la cartella clinica il giorno O segna: cornea completamente opacata, tensione endocwlare aumentata, Lemperatura 3ì ,5, tosse q uasi del tutto scomparsa, rr-spirazione 85. In queste condizioni l'infermo veniva trasferto, la sera del O luglio, al Reparto oftalmico dell'Ospedale da campo N. 010. All'esam,~ eseguito qui, il matLino seguente, vènntlro notati ancora i segni di una bronco-polmonite sinistra in via di risoluzione. Le escursioni costali erano, dalla parte maiala, mene ampie; il fremito toracovocale-tattile era leggermente accentuato e la percussione eseguita in corrispondenza della regione scapolare sinistra da va un suono ottuso timpanico, mentre l'ascoltazione vi faceva sentire un leggero soffio bronchiale in mezzo a numerosi rantoli di ritorno ed a qualche ronco. La temperatUta ~ra 37°,3, le pulsazioni 96, respirazioni 36. I fatti oculari erano però .più impon,mti: L'ocd 1io sinistro presentava infatti al momento della visita : edema e rossore notevole delle due palpebre, chemosi rongiuntivale abbastanza rilevante, tensione oculare aumentata, esofLalmo. La cornea, sebbene edematosa, lasciava notare la camrra anteriore diminuita di profondità, con umore acqueo scarso e torbido; campo pupillare coperto da un essudato bianco grigiastro; iride di un colore verdastro e di struttura indistinta; bulbo duro, ma poco dolente. alla pressione. Oltre 11. ciò notavasi , su lla faccia esterna della coscia sinistra e proprio tra il suo tr rzo medio e il terzo superiore, la presenza di una tumefazione di forma allungata, della estensione di ii:> centimetri" circa, coperta da cute liscia, u11iformemente tef'a, leggermente arrossati!,, calda e dolente alla palpazione e con .i segni evidenti della fluttuazione. Un 'altra tume fazione. meno estesa della precedente e di forma rotondeggiante ma aventi i medesimi caratteri della prima, notavasi inoltre sulla faccia antero-esterna, terzo medio, della coscia destra. Questi due ascessi vennero incisi il giorno dopo e nel pus, fuoriuscito in abbondanza, vennero notati, all'esame batterioscopico, numerosi diplococchi lanceolati , capsulati e Oram-positivi del tutto simili al diplococco morfologil~amente del Fraenkel. .Il 12 luglio, venne notata una terza tumefazione in corrispondenza della regione parotidea destra, tumefazione elle raggiungeva in avanti il ponte zignmafico ed in basso l'angolo della mandibola. Essa era ricoperta da cute 1.miformemente tesa, leggermente arrossata e presentava una consistenza pastosa in quasi tutta la sua estensione, fatta eccezione di qualche punto in cui si percepiva l'inizio della fluttuazione. Le condizioni dell'occhio erano intanto peggiorate: le palpebre, come si vede anche dalla fi gura 1•, erano divenute fortement.e edematose, rosse e ~ucenti; qnell a inferiore apparjva ino!Lre leggermente ectropionata ed 11 suo bordo solcato di pus . Altraver<so la rima palpebrale, note0
OFTAL.\IJA .\IETAtiTATIC.\ DA PNEC .\lOCUCCO, .ECC.
Yolmente ridotta, sporgeva una plica congiunlivale di color rosso vivo e formant.e quas: ernia. Divaricando le palpebre {fi gura 2•r, si scorgeva la congiuntiva huìbare fortemente chemotica e formante un cercine attorno alla cornPa. Al traverso le parti d·i questa ritnaste più trasparenti, si vedeva un essudato denso e fibrinoso che occuparn tutto il campo pupillare, nonchè l'iride notevolmente infillrata. Il bulbo era divenuto più d uro e: clol,ente alla pressione; la temperat11ra eru risalita a 38",1.
Flg. 1.
f'ig. 2.
In questo stato di cose fu decisa l'cxenteratio-bu[bi. Prima però di
procedere all'operaz1one, venne praticata la puntura della camera anteriore, mercè la quale si estrasse del liquido quasi limpido. L'esame batterioscopico di questo fece notare dei rari globuli bianchi polinucleati, ma nessuna presenza di ge,mi, che non vennero rivelati del resto nemm1ono nelle culture fatte in agar ed agar-so.ngue, che rimasero completamente sterili. Aperto l'occhio, fuoriuscì in abbondanza del pus, da cui venne prelevato il materiale per l'esame microscopico e culturale. All'esame microscopico, vennero riscontrati numerosi. diplococchi simili a quelli os-servati negli ascessi aperti in precedenza e nelle culture, lo pneumococco puro. Con lo ste5so materiale purulento venne fatta poi una emulsionein soluzione fisiologica, emulsione ·che inoculata nel peritoneo di un piccolo coniglio, ne determinò la morte in 2/1 ore per setticemia poeumococcic«.
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OFTAL M IA MI:TASTAT!CA DA PN EC.\\OCOCCù, ECC.
Il decùrSL' post-operatorio tanto d e ll'e.ccr1ta ali1i, eh~: degli asccs~i aperti , fu d~i più regolari, essendosi essi rapidamente detersi ed avviati verso la cièatrizzazione . Anche i fatti polmonari si attenuarono nei g iorni successivi e con essi si verificò anche una graduale diminuzione della temperatura fino au·apiressia completa. L'ascesso d ella regiorie parotidea andò invece g radatamente maturandosi, rueP.tre nuovi asces~i insorgevano nelle coscie . Il 18 luglio, lo stato dell' infermo può così riassumersi : notevole de· perimento ed aspetto piemico del soggetto; scomparsa dei fenomeni polmonari ; progredita cicatnzzazione degli ascessi aperti in precendenza; ascesso netta mente fluttuante nella reg ione parotidea destra; ascessi multipli, con varia reazione infiamma toria, nelle cosc_ie. In tale stato, non ritenendo~i più necessaria la permanenza nel reparto oftalmico, l'infermo veniva trasferto nell'Ospedale d a cam po N. 02-~. L'ascesso d ella regione parotid~a d estra, divenuto nettamente fluttuante, veniva aperto qui il 21 lug lio e dava esito &d abbondante quan\.itù. di pus , avente g li stessi caratteri di q uelli r.0tati nei precedenti. Mentre gh ascessi g iù. aperti si avviavano alla guarigione , altri ancora se ne erano formati e se n e formavano nella regione posteriore della coscia sinistra, nella regione parotidea d ello stesso lato ed i nfine nella regione anLE>riore ed in quella interna della coscia destra, ascessi elle vennero, uno dopo l'altro, incisi e regolarmente medicati . L'ultimo éfscesso, formatosi nella parte interna d ella c1scia destra, venne inciso il 3() luglio. Dopo di allora le condizioni generali dell'infermo mig liorarono no· t,evolmente; l'apiressia, che era stata a volle turbata da piccole ele,·azioni termiche, divenne stabile e l'ammalato potè presto lasciare il letto. Il decorso post-operatorio dei vari ascessi aperti fu regolarissimo e ri nfermo, pre~rnchè g ua rito, non avendo bisogno che di qualche med ica··zione per le piccole piag he residuate e di cure ricostituenti, venne 1rasferto, il :.!t agosto, in zona territoriale .
Nel caso su riferit.o ci troviamo in presenza di una di plocnrc1•111ir, r,,11 metastasi mvlliplP, di cui la prima e più importante quella oculart' . Il fo·colaio bronco-pneum onico è stato il punto da cui sono partiti i microbi per invad11re l'organismo e determinare le vurie metastas i, ed esso derr . secondo me, esser considerato come la fonte viva che ha alimentata l'i nfezione e dalla quale sono partiti successiva m('nl e gli emboli settici per arrivare nel territo rio vascolare d ell'occhio pri1na ed in quello d el reticolo vasco!an• sottoc utaneo poi. Che cosi sia !o dimostra il fatto che la s11ccessione delle metastasi ·11a continuato fìn chè il focolaio pneu monico ha <lato ~egno di sè. mentre e, cessata clel tutto con la com pleta scom!m rsa di E>sso. Non è qu i il caso -di discut~re SE> l'embolo settico, che ha d eterminata la metastasi ocu· l are. siasi primiti vam ente stabililo a l livello dei capillari retinici nn-er!' ~òri Ci~pill11 ri òr l reticnlo r oroicla le ri ('] Saltler, poir llè 11n n tale q11rslion,',
OFTAL\'11:\ .\lETASTATICA D:\ PNEU.\lOCllCCO, ECC.
Wl
d'inltress-~ puramente analumo-patolo~ico, nuH puu tssen.l risol ta che nel solo caso in cui s i è venuti accidenlalmeote in possesso .d1 un bulbo 11d momento stesso in cui si d ei•Jrminu la lesioni:' ·iniziale . P er pa.-Lc -11lia ritenvo che nell'oftalmia meLastatica la lesiont:: iniziale possa localizzarsi ' 11ella retina, come nella coroide e nell'iride e che qualunque sia la membrana in cui debutta il male , !'in fe:i:ione non può tardare a propagai·si al le membrane vicine. I falti clinici confermano del resto una tale iJJL•tesi, poichè il prodursi istantaneo o lt:mto ddla cecità non può che mettersi in d iretto rappor to con la sede l!rimitiva della lesione ,;ulla rètina o sulle altre membrane. Sebbene l'oftalmia metastatica sia una compiicanza rara relativamente al numero delle infezioni ostetrich~ eh in,1r3 iche e mediche, che possono determinarla ; pure ne esistono nella ieltt?l'alura molti in dipendenza di setticoemie e pioemie di ogni genen i. La maggioranza dei casi r egistrati sono so pravvenuti nel corso di infezioni puerperali, tanto che Rancvrel ed Axenfeld ne registrano di t:Ssi circa una sessantina fino al 1894. P iù rara di quella di origine puerpe rale è quella conseguente alle infezioni chirurgiche, di cui l'Axenfela ha raccolti nella sua memoria ben 4.6, dei quali 4 personali. D'oftalmie metastatiche d i origine medica ne sono state segnalate un buon numero come complicanza di affezioni diverse, quali: la polmonite, l'influenza, la scarlattina, il morbillo, il vaiolo, l'eresipola, il tifo, la febbre ricorrente, la meningitf; cerehro-spinale, ecc. Le e-a.use d eterminanti di tale grave complicanza oculare variano quindi col variare drll'infeziona alla cui dipenàenza sta l'affezione. Così nella metas tasi d'origine puerper ~le suole riscontrarsi di regola come causa determinante lo strep tococco; · in quella di origine chirurgica lo stafilococco ed in quella di origine medica microrganismi d iversi, quali: lo pneu1:1ococco. il bac1llo del Pfeiffer, quC'Jlo del tifo, il b acterium coli, il meningococco, il piocianeo, ecc. In m olti casi la ricerca batteriologica è riuscita negativa, donde l 'idea che possa trattarsi in essi d'infezioni criptogenetiche. Io credo però, con l'Axen feld, che . l'oftalmia metastatica sia sempre di natura microbica, anche riuando non si riesca a sve-
lare l'agente determinante. Di meta!'tasi oculari d a pneumococco la letteratura ne registra una trentina t? di questi ben pochi accertati batteriologicamente. Dopo Herrn heiser, che per il pri mo accertò m icroscopicamllnte, nell'occhio di un ind ivid 1.10 affet,lo da oftalmia metastatica, la p resenza di un d iplococco a\·ent.e, tuil i i caratteri morfolog-ici d ello pneumococco. l'Axenfeh.l . mediante culture, lo d imostrò in 3 casi e riopo di lui ri ferirono altri casi· accer tati bat.t.eriologicamente, l'Aus halter e Vi lber, J'Ahlstrom. J"Alfìeri, i! Ferri , i! Morax. il Malfi, il P etit, il Lairrang,~, l'Abt, il Roemer , il P11rtscher , il Casali e più recentemente il Beauvieux e T.acorte. \Ila com e non tulle le metastasi oculari riferite allo pneumococco r·isn ltano in dipendenza di affezioni pol monari , così n on tutte quellfl n nse,gu ite ad infezioni delle vie resniratorie sono d ovute allo stessomi cror.srnnis mo. I c«si "'io ici e~islenti nella letJPratura e le ricr rchr ·
OFTAl.:\11A .\IEfAS T.\TI CA DA PNEU :\1.0COCL:O , ECC.
s pc!rimenla!i inslituile dal i'' ava con lo pneumococco e dal Ca ld eraro con lo stafil ococco piogeno albo, s tanno a ri1,Jrova di ciò. Il nostro caso q11indi o ltre a portare un ..:ontnbuto alla scar;;a casistica delle oflalm1 e metas tatidie da pneumococco accertate batteriologicamente, ha una n otevole importanza percllè ~ssu é il primo rife rito alla grave eµide mia di febbre spae;nola od i ntluenzo le tu ttora in corso. Di oftalmie metastatic he, quale comi.:licanza clell'inflllenza , ne sono state osservate rara me nte e tra I pochi casi registrati nella lelteraturn pochissimi sono quelli nei quali è s tato praticato l'esame baUeriologico. Di tali casi si con oscono: quell o d ell'Eve rbusch , che riscontrò quah, agent.e determina11te lo s tafilococco piogeno aureo; quello del Lavagna, che trovò lo si reptococco insi~ e ad un micrococco tetrageno: quello dal DespagneL c he rilevò lo s treptococco e lo s tafilococco; quelli dell'Alfieri e dell'Hauslialte r e Vill,e r che vi trovarono il diplococco; quello d el Dianoux che vi riscon trò il bacillo di Tissier e Roux ; quello di Valude che \'i notò lo str~ptococco e q11elli d el l'n aja e Casali che vi rintracciarono il IJacillo di Pfeiffe r. Quest I varietà di l'e perLo non depone · ce:-tamanl1:: pe r la specificità del bacillo d el Pff•iffe r, che se fosse realmf'nte l'unir.o e ve ro agente dell'influenzn e d elle s ue com plièanze, avrebbe dovuto r iscontrarsi cnstantemente élnche nelle dipende nti meiastHsi oculari e non due volte sollanLo, come la letteratura al riguardo fa fede. Si obhetta pe rò d a talun i che il reperto di eocchi di vario genf:'n· (per lo più diplococco e stre ptococco), non toglie .il detto baci\lr, ogn i significalo rli agente specifico, non rappresentando che l'esp ressione di complica nze o d'infezioni secondarie o associale, ,issai ben conos~i11te d el resto nf l campo balteriologirn ·dell 'infl uenza, il c ui 11ir11s €~alta i germi del cavo n aso-faringeo f) ne fav~)risc:! la mobilitazione iM 'cheli (· Satla). Ma una t ale obhiezione surchbe pi ù c he ~·iuslificata se la s perifir it:, ciel bacilll• del Pfei ffe r fo5;:e stat.éJ òimoslrah ollre che dai dati cimic i. ·rla ricerche s penmrntali indisui tibilC il ch e finorf\ non può affermarsi. La panrirmia c he lùttora infi~riscf e che ha miet ute nel mondo p iù \ ill ime di riuals iasi altra, facendo anche piu slra!?'e d ella ~uerra s less,1. ha rimesso su l tappeto le discussioni s ulla snccifici!:\ d el bacillo d i Pfeiffer. og-~i mo!Lo sr-ossa. e c;u\ltt identità d 0ll'aLtuale epidemia con quella de1 1889. Ma nè le discussioni , nè le ricerch e fin ora inst ituite sonn riusci te :i p0rta rc la men0ma luce s 11\I,>, due quislioni. chr rim1mgonn sempre insol11le. _ Anzitut.to, cnme bene osserva il Segali? in un s uo articolo riassuntiYo pubblicalo nel pe riodico Patholoqica del i 0 n ovambre u. s ., la morfolog ia del bacillo (slando alle versioni che ne ,iono state date) è così varia da dar campo ai vari osservatori di trovaM in qualunque escreto un bacillo d el Pfeiffer; e poi la identificazione di esso è tutt'altro che certa. una volta che pe r alcuni il bacillo avrebbe caratteristiche cultura li e proprietà pato~rene per i comuni animali, negate da altri. Si aggiunga che nel i 889 il Pff' i ffer non aveva a n cora scoperto il bacillo che va sotto il s uo nome, bacillo che egli scopri solo nel 1891 [nel corso di una li ew· ,epidemia infl uenznlr) f! uando cioè la pande mia del 18~9 era ,l!'ià s penta.
OrTAI.M!A METASTATICA DA PNE UJ\IOCO,-;co, ECC.
liOa
Ora amml!ssJ pure per ipotesi che tanto la pandemia del 1889 che l'attuale riconoscono un'unica causa, . 110 11 si può con fondamento dire c he dell' una e rlelJ'alLrn il momento etiologico unico sia il bacillò rlel Pfeiffer, per la ragione semplicissisa che, non ess<'!ndo ancora stato scoperto il bacillo, mancò nel 1889 la possìbilit.à del controllo alla stessa guisa che oggi è venuta meno !a costanza del reperto. Lo stesso Pfeiffer del resto ~ molto riservato al rìguardo e ciò dovrebbt:: servire di monito per coloro che con troppa sicurezza affermano che il di lui bacillo sia l'unica causa di questa come delle precedenti pandemie. E stat0 detto che l'incostanza del repert0 per il bacillo di Pfeiffer dipende dal fa Uo che esso non ò stato sempre rice1·cuto nei primi periodi del male, durante i quali è più facile il riscontrarlo; ma, a parte la <·.onsiderazione che alt ri ha per converso affermato ossere esso più facilmente rinvenibile nei periodi tardivi del morbo, non si comprende perchè si vuole essere tanto corrivi ad attribuire un valore assoìuto ad un micror·ganismo che non si trova che raramente, mentre si sorvola poi su di altri germi, quali lo streptococco e lo pneumococco, che, formando un rllparto più costante, meriwrebbero per ciò di essere meglio studiati ~ definiti nella loro essenza e propr·ieià. Io credo pertanto che il bacillo di Pfeiffor abbia perduto oggi moUo dr quell'importanza che gli era stata attribuita e elle indipendentemente da ess0 non sin stata ancora be.n definita la vera essenz;,. dell'attuale epidemia. Sia qu~!ola identica o no !!,Ila pandemia del i88U, è certo che noi dell'influenza avevamo un diverso conC'etto da quello che l'epidemia altuale ci ha dato di sè. Noi sapevamo che l'influenza si sviluppava d 'imerno o nelle staf ioni in te1 medie, percbè fovorita. dalle cause reumaLizzan ti , tanto che i rari casi riscontrati nei periodi estivi avevano persino fatto dubitare dell'esatlezza di una tale diagnosi . Sapevamo ancora che sebbene rapida nella sua diffusione, conservava d'ordinario una grànde benignità : conoscevamo inoUre che essa colpiva di preferenza gli anziani e che le recidive, a cui lasciava predisposti, erano più gravi dell'infezione primitiva; sapevamo che la complicanza più temibile 0 ra la broncopolmonite, che d'ordinario non dava luogo nè ad ascessi nè ad empiemi e che mancavano inoltre la leucopenia, i disturbi cardiaci e quelli renali ; conoscevamo infine che le lesioni anatomo-patologiche erano più specialmente circoscrit.le all'apparato respiratorio, dove si rinvenivano dei noduli di bronco-polmonite .ora unici, ora muJl.ipli ed il più spesso confluenti in modo da dare l'aspetto della tJOlmonite lobare. L'attuale p1mdemia, contrariamente a quanto si era in precedenza · osservato, si è: sviluppata invece in primavera e si è accentuata nel periodo es~ivo, t.anto che nell'Italia meridional•3 ha fatto la maggiore stra,ge durante i forti calori E si è attenuata éol raffreddarsi della stagione; ugualmente rapirla nella diffusione, ha assunto in qualche paese una tale malignità da determinare in breve lasso cti tempo la morte del 10 %, non dei colpiti, ma addirittura della popolazione; ha colpito con assoluta prevalenza i soggetti giovani e di media età ed ha risparmiato di massima gli anziani ed i bambini ; anzichè predisporre alle recidive, ha lasciato dietro di sè una 111!iva imm1.milà, nei colpiti anche leggeri;
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IJrTAL.\llA .\lET\:iT,ITlC.\ IH PNl:.U .\lUCUCLU, ECC.
iniz,a lusi i! più s1.1csso con il 4uadro cl1111co ù1 una lrac heilè e quindi apµa re nt.e benigni la, non h:.1. lardalo ad assume re , nei casi piÌI gravi,. un andame nto !alale : a lla semplici:: trache ite con te,ssè stizzosa t: secca È: seguilo tosto un espeLto rato mucoso commisto a mollo sangue e téJ.lvolta unu vera bro ncorragia; la respirazione, in consegucnz;1 dell'edema polmonare s tabilitosi, s i i': resa di!fìc1le, le estr,m 1i là sono divenute fredde è c ianotid1e e J'in fl.lrmo è m o r to in por o tempo )'e r par alis i cardiaca. All'autops ia falla in molti di questi cas i anche 11 0 1 110:.-t.ri ospedali , s i è notata une infiammazi0 n~ ac ut1ssin,a d ella t rac hea e de i b ronc l!1, la di i.:ui mu cosa è risullula mollo inie tta ta; il polmone è api:.•arso talvolta forte m ente congeslo cd erle maloso e tal'a!Lra cos1mrs,1 di veri infarti e morrug ic i, il cuo re dilatalo ed in preda a d egenerazione g rassa; i reni ed il fegato cou rigonfiamento to rbido. Or t.ul' i questi fenom eni non rilevali ne lle p,·eced enli epidemie od in contras to con q ue lli già no ta ti, han fatLo in hrcve sorger e una vera letteratura internaziona le s ulla pandemia a ttuale, s enza pe rò chi; si s ia riuscili a c reare Li n accordo s ulla. vera natura de l male, che continua a fa r s trag,~. Trntlas i r ealmente d 'influenzu, com e la g ran maggioranza . continua a rill'ne re, o di allra forma m orbosa non ancora definita? Ne ll' un caso o ne ll'altro q uale vafore si deve attribuire alle affermazioni di Grnbe r e Schacd el, di Oberndorfer e di 8choeppler, che hanno riferito di ave r t rovato nell'attua le pa ndemia un r eperto anatomo-patologico identico a que llo de lla polm onite pes tosa? Qual.e importanza e tiologica devesi dare a l bllcillo di Pfeiffer, qualea I diplococco e s treptococco, tanto s pesso riscontrdti , e quale a g li altri cocchi (mi C'rococco, diplosLre ptucocco, paramc ningvcocco) e bacilli rilernti dai vari autori? Spno tu!Le questio ni queste c he attendono la lor o soluzione ed intorno alle q~iali val m eglio confessare la propria i!:'noranza anzich è a zza rdare df'lle ipo tesi, c he non poggian o su di un,1 solida base. Que llo c he pare certo, stando a lm en o Ri dati finora a crpiis ili , s i è: 1~ Che l'attua le pa11rlemia di ffc ris<:e d alle pr•.'redenti ed è di una n a tura no n ancora brn definita ; 2~ Che il valo re de l bacill o di Pfc iffe r q!lale agente d ete rminante è pe r lo m <•no mollo p robl ematico, per non dir e altro ; 3° CliL l'agenLE: specifico, qua lunque essn sia, agisce ne lle form e più g ravi per sè s tesso (delerminanrio una acutissima infia mmazione dellevie r espiratorie con conseguente edPma-polmonaril e con morte oltre ch e· per as fiss ia anche per infezion e ~ene rale) ecl in quelle più lievi predispon endo il te rreno al fac ile trapianto rlei diplncocrhi e strepto,·occhi , comuni T!el cavo naso-faringeo ; 1° r.he il casti <lu noi riferito sarebbe app11nlo uno di quc·lli n e i (Juali , sul terren o prPdi!=;posto dall'agente sp"cifìco s i è impiantato s e conrla riamenle il rliplococco, comr. la m etastas i ocularè dimostrel'ebhe. t:Ull
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2,,,
009
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I.I,,
610
OFTAL.VJ IA METASTATICA DA PNE U :\iOCOC:CO, ECC.
VF.11.r,o:,; e )!OkAX. /I 1111ales d 'oc 11/istiq11 e, 1Sc)5, p. 341. \'lkCHOW . Ucber capilhere E111l,olìe. - Vircliow·s A rcliiv.
Bd. IX, a. 1856. Zur pathol. Anat. der ~etzhaut, etc. - Virc/Jow's Arclliv.. Bd. X, pag. 179-16;, a. 1S~G. Io. - Mo11atsclzrif/. f. Geb11rlsk1111d1, 1858, p. 41 1. \:V r:-TF.RSHIKt:R. Ucber mctastat.isch<, Oph1ahnie bei Jlle11i11gitis cerf'brospinalir. epid~mìra. - ll'ie11. /; /i11. H'o,lte 11sch·r ., a. 1901 , p. v,;,6. \ VorK"R. - Un c:i~o d'oftalmia metastatica in un o pnato di c11taratta e come complk11zìo11e di u11a polmonito;; crupalc da bar.ilio dì I'ritdlaeuder. - K l.i11. M o-
ID. -
11atsbl . f. tl11gc11I: .. 11i.1g1: io 1900.
Contributo allo s,udio dell'oftalmia 111et:1srntica. gEo 1913.
ZADE ){. -
Graefe's Arc/1.
lu·
Rl,ER,HE ,LINKHE E DI L~BOR~TORIO LABORATORIO BATTERIOLOGICO DELL'OSPEDALE MILITARE DI RISERVA DI BIELLA
Un'epidemia. di febbre ricorrente nei prigionieri austriaci del distaccamento di Salussola per il dolt. Arturo Vallaoa, capitano medico, direllore.
Dalla metà di gennaio al 23 febbraio del corrente anno venn ero diagnosticati clinicamente microscopicamente i::! ca;;i di febbre r icorrente. ' l i prime striscio di sangue che ri ve!ò J'epiderniu fu . inviato al Laboratorio per sospetto di malaria, essendosi verificato notevole tumore di milza L' un'alta temperatura accompagnata d a brivido 101ziale e profu si sudori. II reperto microscopico di mostrò invee~ la presenza, durante il periodo fehbri le (che rlura da due a tre g iorni, con interYalli d i apiressia da 8 a t2 in media/. di numerosi spirilJ i d i Oberm eyer. Q1rnsti sono per lo più isolali, ma nei casi in cui sono più numerosi e con febbre elevata tendono ad unirsi in fasci di parecchi e lementi r>ara lleli o a formare l unghi filamenti tortuosi o anel li. Si os.. serva nel sangue una spiccata iperl eucocitosi con aumento anche dei m ononucleari . Quali sint.omi premonitori si presentano in tutti disturbi gastrici con spessa patina linguale bianco-giallastra, mial~iE:: esacerbantesi alla press ione, dolori articolari agli arti che si esacerbano nei movimenti r che rendono il paziente apatico e per lo più immobile, come irrigidito nel leflo, una fo rte cefalea, specie d el v1:r ticc del capo . Nel decorso d ella malattia com paiono un colorito b ronzino della pelle, assai caratterisl.ico, !'iper trofia rlclla milza a bordo duro e tagliente.
e
RI CERGHE CL I NICHE E DI LABORArORIO
(Hl
L'epidemia attuale ha un decorso benigno presentando poche complicanze, quali bronchiti e due casi di ittero. Si è i ntrapresa la cu ra <iel Novars,rn Zambeletti per via endovenosa, in duse in izia le di 30 cg1· ., seguita da ima seconda di 60 cgr. alla distanza d i se i o sette giorni. Finora con questo metodo non si sono osservall! recidi ve d ella febbre. Biell a, ma rzo 1919.
Rendiconto sul funzionamento del Laboratorio batteriologico di Mantova durante la guerra (1915-1918) per il prof. Arrigo Vlsentlnl, maggiore medico, direttore
Il laboratorio batteriologico di Mantova è stato impiantato nel i915 con materiale fornito in parte dalla R. Prefettura di Mantova, per disposizione d el Min istero dell'In terno, ed in parte d ai centri di riforn imento dei laboratori militari. Alcuni apparecchi (tra cui d evesi r icor<lare una ottima camera termostato ed una bellissima cappa per chimica) ed allri oggetti di arredamento (scaffali, a rmadi, mensole ecc.) sono stati costruiti in economia direttamente dall'ospeda le militare di Mantova, presso cui trovasi il laboratorio. Questo ha incominciato a funzionare il 1 novembre 1915. · Il lavoro compiuto dal laboratorio è riassunto nella tabella seguente, che somma gli esami eseguiti fino al 31 dicembre 1918 . Da i risuHati di questa discreta mole di esami di laboratorio, com piuti sia a scopo profilattico, sia a scopo di aceert.amenlo clinico, si possono dedurre alcune osservazioni, che nel caso a ttuale debbono più strettamente riguard are il 1918 , vale a dire il periQdo durante il quale io ho assun ta la d irezione del laboratorio, dal dicembre 1917, data che segna la trasformazione detl'ospedale mil iLare di Mantova da ospedale di riserva in ospedal e d i tappa d ell'armata Grappa-Altipiani. Cole ra. - L'atlività d el laboratorio hatteriologico di Mantova, nei Primi due anni di eserci7. io è stata essenzialmente rivolta alla profilassi Per il colera, in rapporto a l carattere contumaciale dell'ospedale ann esso. Durante questo periodo sono stati isolati vibrioni colerigen i in 20 cas_i, di cui 18 nel dicembré 1915, i nel gennaio ed i nel giugno 1916\ Dal dicembre 1917 il servizio contumaciale per il colera s i è limitato al c~ntro muti[ati e comunque la ricerca del vibrione del colera dopo il grngno 1916 è stata costantemente negativa, malg rado sia stata attuata anche i n parecch i dei novissimi e numerosi prigion ieri d ella nostra. g rande vittoria, che ha posto fin e alla g uerra .
61'!
RtCERCHE CLINICHE E DI LABORAl"ORJO
OSPEDALE MILITARE DI TAPPA -
MANTOVA
Gabinetto Batteriologico e Patologico - - - -()- - - -
-
.
Esam i rsr[Juiti dal 1° novembri' 191.5 al 31 dic1·mbrc f9f8 . --MATERIALE ESAMINATO
1915·1916 1·
Urine . Espettorali . Muco nasofaringeo Liquido cefalorachidi_a110 . Sangue sierod iagno~i id. e mocullura. id. malaria
731
1461
".!17
r.m
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367
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3 7 1 204 H 3
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3774 1388 958 41 1087
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1707 - -- -4605 7317
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----
1~92~ I - - ---- -I
'l'ola/i
19 18
1:>&2 664
23
id. rrazio ne Wassernw n 11 • itl. esame citologico . Essudalo cong iunlivale id. farin geo id. ple urico id. ure trale . Liquido asci tico Pu s va ri . S ucco ga.~lrico . Calcoli Scabbia (acaro) Cuoio capelluto .Es ami is tolog ic i id. biologici Acque (esam e c himico e IJuttPriologico) . Pec\ (elminti e varie) id. (isolame nto tifo) id. (colera) id. (d issen le ri a. amebica) icl. (dissente ri a bacillare)
1917
I
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RICF:r:t::llf: CLIN 1Cl-lE E DI L:\B0RAT0R10
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Dissenteria. - Da l dicembre i917 sono d ivenuLi frequenti g li esami di feci pe r la ricerca d ei bacilli d issenterici in conseguenza d ell'affluire all'ospedale di tappa di gran parte dei maiali della IV armata, apparte1 nenti a truppe del Cadore e dnl n el lunese dove la dissenteria è endemo~ epidemica. Il laboratorio di Mantova ha isolato per la prima volta in Italia il tipo dissenl.e1ico di Flexner , la cui comparsa è stata legata con ogn i probabilitit ai contati.i <lellc n11stre truppe con il nemico e sopratutto con i prigionieri di guerra. I n fati i durante il successivo osiate 19 18 si sono avute alcune epid em ie <li diEsent~ria nei campi di concentramento di prigionieri lavoratori d el Mantovano ed in qualcuno esclusivamente da bacilli ti po Flexner. E' in teressont o notare che tali epidemie ebbero larghissima diffusione tra i prig ionieri dei campi cli conc-entramento col piti, con ogni probabilità prora/!andosi per contagio, m entre la malattia non si è dif1 fusa, ecceLto q ualche rarn caso alle tr uppe di sorveg lianza ed alla po• polazione civi le vicina ag li accampamenti. Dal punto d : \'ista batteriologico in alcuni casi l a flora batterica intestinale era rapprP.senlala quasi esclusivamente da bacilli dissenlerici che si trovavano nelle feci quasi in cnlt11ra pura, in altri casi invece insieme con i- baci lli dissen terici si is<)la rono germi atipici del Kruppo Bacterìum coli , in altri infine qu esl.i germi alipici erano l'unico rr per lo di ri petuti esami d i feci r:lissent eri formi. Carattere biologico differenziale costante fra i bacilli dissenterici ed i! g ruppo di questi B . coli p iù o meno aLipici rim ane sempre la prop rietà d ei bacilli dissenterici di non fermentare il g lucosio . Le agglulini11e specifiche comparvero in ~enere tardivamente n el s iero di sang ue dr.i maiali a confermare it risu lta to dell 'esame batteriologico d elle ftcce. La sierodia.rmosi dunque n on cosli luì nell'epid emia da mo osserrnla un mez:,o di p ratica utilità per l'accertamento dia~ gnostico. Nessun caso di di,:scnteria amebica. è caduto sot.to la mia osservazione. La ricerca d elle amebe dissenteriche è stala sempre n egativa . Mrnin,q ite crrebro-svinale. - P arecch i casi di meningite cerobiOs pinale sono stati accertati con l'esame mic roscopico e cu!Lurnle. P er l'isolamento d el menigococco è condizion e sine qua non seminare in agar-siero il liquido cefal orachidiano appena estratto. E' opporlL1no dunque che il batlcriologo sia presente all a p1mtura lombare ; a ll ora l'esame cultu rale può condurre a!J'i;.:olamento del mening-ococco, anche quando l'esame microscopico del li(Juido portato al laboratorio ris ulla n egalivo. I casi di men ingi te Cf'rchro-spinalc furono i n genere indipendenti l'uno d all'altro; sembra che la ma lallia. abhia perdulo in q uesti ultimi anni il caratten· epidemico e che sia di venuta endemica. La ricerca d!'i portatori del m eningococco intracellula re con l'esame microscopico del mu?o T_Jaso faringeo apparve destituita di valore pratico p er· la profilassi , sia per la scarsa sicurezza dei r is ultali d egli esami , sia per il carattere sppn,dico d el la malalLia.
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATlllWl
Jn/czioni li/oidi. - I d ati statistici del 1918 rapportano un rilevante numero di casi di tifo nelle trup pe, molti d ei quali contratti anche ne-l mantovano e nella stessa città di Mantova, dove durante l'estate ha infierito una discreta epidemia anche nella popolazione civile· Degni di m enzione sono un gr uppo di casi in giov~ni reclute d el pres idio di Mantova subito d opo la vaccinazione anti lifica, in epoca cioè in <:ui si poteva presumtire non essersi ancora stabilila la immunità arl esso ronsecutiva. Alcuni furono gravissimi , a carattere setticemico, altri lievi e la gravità parve attenuarsi man mano ci si allontanava dalla <lata della vaccinazione. Le cmoc.ullure in genere furono positive in circa il 50 % d ei casi. L'emocultura è il mezzo più precoc11 d i sicura diagnosi di infezione tifica. La sierodiagnosi cunsrrvò ancora il suo alto valore diagnostico, spe,cialmente se praticata verso la fine del secondo settenario. Nei vacci.nati di recente, anche da 2-3 mesi, in alcuni casi permanevano evidentemente nel siero di sangue agglutinine da vaccinazione e pertanto la s iero-agglutinazione <:bbe significato diagnostico solo a diluizioni sopra i : 100 ed i :200-300; in altri casi in vece, dopo 3-4 settimane, le agg lutinine vacciniche erano del tutto scomparse . Furono accertale in notevole numero infezioni da paratifo A. pari o superiori in numero a quelle da i.;aralifo B. ; n umerosi furono i ceppi <li paratifo A. isolati con. l'emocullura, rr.olto più frequentemente del paralifo B. 111 parecchi casi si notò che la comparsa delle agglutinine specifiche da paratifo A. nel siero di sang11e d ei maiali avvenne solo molto tardivamente. M alaria. - Notevole incremento ebbe la malaria nel 1918. Tra i num erosi casi accerta ti prevalse la te1·zana: ma in nu mero n oterole furono a nche le esti vo-alunnali e frequenti le febbri pernicios,~, parecchie delle quali mortali. Jnfluen::.a. - L'epidemia di influenza ha inraso la zona di Mantova d alle li mitrofe provincie, a lente tappe, per contiguità. La trasmissione d ella malattia parve avvenire in genere per contagio diretto. P a recchie autopsie furono esegu ite. I reperti a natomo-patologici ed istologici dimostrano la natura essenzialmente congestizia ed emorragica d el p rocesso morboso generale, con prevalente localizzazione tra-cheobroncopolmonal'e e renaio. Si ebbero cioè broncopolmoniti constlcutive a bronch ioliti emorragiche ed accompagnale da ateletlasie polmonari d a collasso aggiunte al processo alreola re infiammatorio. Nei reni si dimostrò congestione vasale d'aHo grado ed il prevalere 11 second a <iei casi di lesioni glomerulari (talora anche emorragiche) o paren chim a li od associate insieme. Prove biclogiche di inoculazione di sangue d efibrinalo d ei rr.alati di i n fl uenza nel peritoneo di conigli e cavie diedero risultato negativo, com e pu re le emoculture. Eccetto che in un caso rinscì negativa la ricerca microscopica e C1J!turale d el bacillo di Pfeiffer nell'espettoralo. Le cu lture dal polmone, eseguile all'a11topsia, diedero l uogo all' isolamento di un diplococco, che per i suoi caratteri morfologici e culturali differiva di poco d al pneumococco cii Frncn kel. A questo di plococco erano sempre assnciati stafilococchi, con maggiore frequenza lo sta filococco aureo e
RICEllCH t: CLl!'II C" HF: E 01 LA8ù RATOIUO
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più raramente streptococchi emolitici. In qualche caso dalla milza si isolò lo stesso sta filococco coltivato d al polmone. Acque potabili . - La v igilanza sulle acque potabili della zona di Mantova è stata eserci ta ta da l laboratorio batteriologico sia s ull'acq ued ott.o di Mantova, sia su pozzi della zona, per richiesta da parte d ei Comandi d elle tru ppe quivi dislocate. Dall'acqua di Mantova, a ttin ta d a pozzi artesiani pro fondi da 100 a mo metri e poi immessa in acquedotto, è stato qualche volta isolato il Bacterium coli cd in rapporto a ciò sono stati riscontrati dall'Ufficio municipale d'igiene dei g uasti nella condu ttura dell'acqued otto. Quanto ai pozzi d ella zona è risulta lo il criterio che le acque si devono ritener~ batteriologicamente buone se sono attinte dalla second a falda idrica per mezzo di pozzi tubola ri a pom pa, che devono essere profondi d a 12 a 20 metri , a seconda delle località . Esami cl inic·i vari . - S pecia lmente n el 1918 numerosi e svariatissimi furono gli esami esegu ili da l labor.itorio a scopo di accertamM to clinico, conseguenza del fotto che l'osped ale di tappa ri unisce reparti delle varie speciali tà, di accertamento, di osservazione. Al funzionamento di questi il labora torio batteriologico h a contribuilo con i numerosi esami di urine, di espettorati, di essudati ecc., con le sieroreaz10ni di Wassermann , Numerose tigne sono sta te nCCt'rta te '! coltivale; si trattava in mèls~ima parte di Achorion Schonleinii; meno frequente si p resentò il Trichophiton tonsurans;_ •m solo caso di Microsporon. Awovsie. - Nel 1918 sono state eseguite anche n umerose autopsie a scopo di a ccertamen to diagn ostico e clinico, ma sopratutto batteriolo, g ico. Con q uesto servizio, che si è in tensificalo in modo particolare durante la epidemia a tipo influenzale, il laboratorio è stato di valido au:;ilio sia alla profi lassi, sia agli accerta menti diag nostici per prov·;tdim enti medico-legali.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie
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Il prof. comm . Ippocrat e da Coo. Ippocrate ! Chi era costui'! Non crediate c h'io sche rzi: in un gio rno d ella se llimana scorsa, inc ia mpai 111 1111 nuovo do n Abbondi o, per il quale Ippocrate e ra tanto s con osciuto qua nto Ca rneade a l c urato ùe / 7JM?nl!.,.-·i sp?si . S,tr it un ciabaLtino, \'Oi dir,, [c·, o un lus tn1scctrpe . No : d isgraziatamente il un m 0di co; ec1 io mi sono affrd la to a c hiede rg li, ptll' fo rnr e, il s uo ritratto con dedir•J a u tog rafa , p~rrhì> le fig ure di cc·r Le perso110 debbono essere scmpro ìù dinanzi a i nos tri vecr hi pe r imp0.dirci ù 'insupe rbirc ogni volta e h'! ::enLiarno m enzi 0nare l'/Jom o .v1v ii·1,s di I.inn e'.). L :1 CDSél , d unque, a ndò in ques to morto. Discorre ndo con q ue ll'orrecclliulo collega del g rave problema clcll'acqt1a in ce rte r egioni d ' Ital ia, !:l d ~lla sua infhtenza su lla sal 'l LC p ubbblir a (al che egl i ass1•nliva sP.nz;;. comprende re) , gli do ma nda i ind clen talm(:ntc se avesse lc Llo il Lraltat0 Dell'aria , d ,,/l,· acque , dr i lu,1ghi d'I ppocrate. - Ippocra te ? - mi rispose d opo un mi n u~n ùi s il enzio: - è un no me che no n con osco. E' fo rse un pr,1 fl!ss0rc d 'igit:n ·~ ? Do \' 0 ins eg na? Visi.o r.!ie sH rebhe s tato un perca to il n on ni,rndar la rosa i n burlella, gli risrios i a mia volta: - Mu cnm r ! No n co nosce il pro k ssor0 co rnmL'ndat ore Ippocrate, dird lo re d ,' lla cl in ira m edica gen era le di Coo '.' - Le riprt o che non lo con0sr.o. Scomrnl'Lt 1 ch 'è s luLo n ominato da poco. - Da poro, Sl' con:::id eriarno l'C'LC'rnil :t dl,1 t,}mr,o 11.'l l'infinilo. Ippocrate e bb:< !'i nrar1co ufficia le de l l'in;;ei;n a m t n lo p i ii di tr ec(·nto anni a\'an ti la nasc ila di Cris to. Un bel nnmcro di se,'.oìi, non è vero? Il m io int('rloc u Lon • n on r ag liò più 11na pa rola e, sal 11 IJ\nrlnm i in frclla e in fu ria, andri pc i falli suoi, o - purtro pp, ! - per ·quelli d'un malato. Sull e 11rimc. confesso che rimasi g randem ente sorpreso che un giovane m erli ro lpoic hè q uel dottor Abbondio s'è laurealo in questi ultimi
QUESTIONI D'.\TTUALITA', VARI ETA' , NOTIZIE
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anni) ignorasse l'esislenza del Padre della medicina: ma. poi, ripensandoci meglio, finii per trovar la cosa quasi natur;tlù. Infatti, chi poteva avergli insegnato che uno dei pr riodi più gloriosi dell 'antica Ellade è precisamt'nte riue!lo contrassegnai.o dagli Asclepiadi, d ei quali Ippocrate {mi si perdoni il plagio c,irducciano) fu il campione più vero e maggiore? Ricordo che un. g iovanissimo allievo dtl liceo musicale di Pesaro, mi foce strabiliare un giorno colle sue cognizioni intorno alla storia d Jìla musica, dai cori d el le tragedie ù'Es!:!1i10, di Sofocle e di Euripide fino alle opere dei maestri conLemporan~i. E p0ichè non m'ero potuto trattenere dal ra:lcgra rmi cnn lui, egl i mi ri;;po:;e modestamente che non aveva fatto altro che ripetermi cio cit~Kli avùvano insq ;nato i professo1·1, coll 'aggiunta di qualche ricordo delle sue letture; « essendo naturale - egli soggiunse - che uno s tudente d'arn10nia. e di contrappunto, li quale si sarebbe poi dedicalo alla composizione, conoscesse esaLLam:mle tullo quello che avi;ivan fil.ltO i ma(;sl1 i, grandi e piccini, nel corso dei secoli, e avesse un'ideu p ri;cisa delle pi8Lre miliari, Jr quali segnano il cammi no paircorso ,:lnl con·pon imcnt,) mu'iicale dai tempi più remoti fino ad og§:"i...)). Ed io, nel da rgh ragione, pensavo r.he son rarissimi i medici i quali, dopo ta laurtu., abbiano pc:nsato a rifarsi un'erurlìzionc per proprio conto, ilY'parando, fra le tan~c cose che non hanno mai imparato . ehe la medicina non usci m mata di tutLo pun to, come Minerva . dal cervello di Giove, ma è passata, come tutte le scienze e le arti, attraverso una lunga serie rli periodi laboriosi, alcuni dei quali raggianti d i luce, altri avvolti nella LcnPbre; periodi che un medico non. d eve ig norare se non vuol scend&re al livello rfun flebotomo o d'un infermiere. E' deplorevolè, dunque, che manchi l'insei;namento ufficiale di storia della medicina nelle nostre facollh mediche: nè mi si venga a dn·e chti a tale mancanza si può riparare più lardi, acquistando nelle biblioteche quelle cognizioni che non si cbbt> modo di acquistare nelle sc110le. Ciò, come ho già rlet.fo, lo fariL qualcnc medico che, avendo un allissimo concetto del suo ufficio, d ella sua missione, della sua digniw. professionale, sente di non poter vivere all'oscuro intorno alle passate ,, icende deila sua scienza e alle dottrine dei grandi Maestri, da cui anche ogg i .si veggono sprizzare ·scintille di vivissima luce; ma la . maggior pat'!.e dei medici non troverà così facilmor. te il tE:mpo e l'opportunità di dedicarsi a uno studio, che Io distoglie dall'esercizio professionale, senz'altro compenso che la pura cornpiac~r,za intellettual e derivante da un maggior corredo d 'erudizione. Ma s.1 questo è male, v'è anche di peggio, e giacchè sono ent.rato n el
doloroso argome_nto, credo opportuno andare fin:) in fondo, col rincrc-
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QU ESTI ONI o ' ATTGALITA' ,
VARIETA', NOTIZIE
scimenlr.l di dover dire cose spinceYol i, ma colla con,;inzione cli com. piere il dovere d'uurno onest.o e sincero, eh..: ha assunto pe r molto i due ,·ers i de l P e trarca nel la canzone A li' / t,1lit1: lo parlo vr·r uer dir,·. Non 71(' ' odio 1/'11ltr111 nì: 1,1·, dispre:.:.tJ .
Pre me tto che q11i non farc io q11eslion e d'insegnanti; m a di mate rie in:it'gnate e d; allr~ ci rcost,~nze ucccs:;,; rie, che non hann,1 nulla di com ime col Corpo ;,ccademi co. lo domando : coi pr•>g rammi attuali, col tempo conc~sso al IIJt·o svolg imento e coll'inrtirizzo d idattico prevalente, c'è da sperare che dalle nostre scuole uni versitarie escan o dei medici, a i quali si possa affidare con animo pienamente tra nquillo la cura d ' 1111 malato? Nesc:uno, credo, avrà il r,orae.~·10 di ri sponden' afferm ativamen te . 1 giovani medici si po r tan via dall~ scuole un baga glio e norme di cognizion i b elli ssime, prezios iss ime, interessantissime, ma di malat: . riuan ti crede~ c he n'abbiano visli, esaminati e osserrnti? Non arri~r,hiamoc i a buttar là un numero approssimativo, chi.· tanto sarebbe sPmpre infe riore a l nume ro r ~Jl e. Ora io di co: se l 'occup azione di tutta ìa vita rl'un m edi co, dal giorno eh~ sa n't sce glorioso e trionfante da:J'Cniversità col suo bravo diploma di la urea in tasca , fino a quando ti rn le cuoia, consiste ne l c11ra r e d ei malati, come si può pretend ere ch e non li m a nrti santamente a l Creato re quand o non lo m e ttete in condi zione di eserc itare il s uo ufficio? io c redo che, se im·ece di medici, ci vol essero far de i becchini evoluti e co5cienti, non ci s i regolerebbe in a ltro mcc!o. E che quci;Le n on siano csagera7ioni, lo prova il fo tto c he la riforma dell'insegnameno m edico univers it;;,.rio è da pare,: chio tem po arg0m ento di sLudio d:\ parLe d el Consiglio superio re de:lla pubblica istru zione, il quale, cinq,_1e anni or sono - sr non e rro - ar.bozzò un p rimo progetto, ch.-i non ebbe fo r l1111a . E non pnlern averla, perc hè, creand o due caste di m edic i, l'una fii scienziati p u ri cogli on'Jl'I d ella laurea, l'altra di scienziali, dirò cosi, impuri, O'>Sia di sempli c i professio nis t i colla. sola lu:ìlra d' un diplo ma d 'ordin; inferior" , ven iva a is titu ir e 1111'aris Locrazia e una dernocr;1zia m ed iche, -:he si sare bbero sempre ~uardate in cagnc,co in alLt;sa d'un nuovo '&Q s11.11 1lario. ~fa poi che bisogno c'era di c~ea rù q ut::sle due m o.,truose classi d 'eunuchi , dand o a lla 1)nma le ghiando) ,1 fecondatric i senza l'o rr:·ètno e iRc uta Lo n , e alla seconda l'organo e i:i.::ulatore senza le g hiandole? I l progcU.o, d unque, , fimase allo stato d ',)mbnone, e fìnì in uno elci tan t i baraUoli dd museo t.ernt0logico <.lt..l la Miner vi.l.
QUESTION I 0°.HTliALITA
0 ,
V.\RIETA', NOTIZIE
tW)
Prop,10 in questi giorni, il Consiglio superio1·d, coslantemenlc preoccupato della sorte .degli ;;ludi m eùici è più aneorn. forse, di qul'lla d ei, malati, ha formulato un altro progetto, clie è alquanl-0 migliore d el !)"rimo e l'he lascia trasparire r,hiaramente l'imit-1zione dell'orçlirn1ment<> unive'rsilario inglf:Sè, di cui ila tutti i di fèUi Sènl.'averne disgraziata· men te C()rn,ervato i preg·i. Secondo questo progetto, l'inti1:rc corso di medicina e chirurgia si. svolgerebbe in cinque anni: i" ANNO . -
F isica spec iale pei medici. Chimica speciale p ei medici. Botanica medica: un semestre. Zoologia medica: un semest.re, con speciale riguard•> alla pa,·assitologia. Anatomia umana, compresa l'ìst0log ia e l'embri <ilogia. Fisiologia.
2° ANNO. -
Anatomia. Fisiologia. Chimica biologica. Farmacologia e tossicologia. Patologia generala, compresa la parassitologia e la sierolo.giu .
3° ANNO. -
Anatomia topografica. Medicina or,eratoria. Propedeutica e semr:iotica medic:t. Anutomm e istologia patokgic!l, compresa la tecnica delle autopsie.
40 ANNn
Anaiomrn e isloloi::-ia paiologica, cc,mp1·esu. la diagnosi anatomo-patolog-ica. Igiene e sanità p•.1bhlica , compres.1 la batteriologia e la bl'omatologia applicata all'igien,?. Cii r,icn medica. Clin ica chiru rg i"'a. Clin,rn dermosililopntica. Clinica oculistica Clinica delle malaWc nervo~c e m é,nLali.
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ANNù . -
Clinica medica. Clin ica chirurgica. Clin;ca ostetrico-~inecologica. Clinica pediatrica. :\1edicinn legalP..
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Q UESTIONI D'ATI UA LITA',
VARIETA·, NOT I ZIE
Pe r la hiu rea, s i sopprime J,t . dissertazioni'- snitt,1, e si s ostituisce con u,n d is<'11ssionc s u temi pratici e speri111cnlal1. P er i ~ià laur eati, che voglion,) di ven tare s pecialis ti in un d a lo ramq di carat.lA're pnAessirmale - chi rurg tù gene rali e; speciali, os t.eLric1, g inecologi, oculist.i, periti igienisti, p eriti n wd ico-lcgali, ortvj)edici, od ontoiatri ecc., s i r>ropone un corso biennale d1 s peciulizzazione pratica c he ::-ondurrà a una laurea superiore con diploma di specialista. Cominci11.mo dal d olce pe r finire poi n ell'amarn. Il nuovo progcLI,,) m erita un punto di m e ri to pe r ave r avuto il coraggio di mauda re nll'uri cl tulLo ciò che non port,t u,1 co11Lribu to dirèUo· alla cu 11 ura m edico-scientifica, e una gran pariè del l.agaglio teorico dell' insc;rname.nlo. Quanto tempo c·è vol uto p,i:· comprendere che la botan ica, lh zO<Jlogia, la chimica e le fis ica dcLbono tsscre insr~ate agli stu<lcnti di medicina secondo programmi speciali , s~ s i vuole che quelle scienzo div11nlinu part e integra n te e pl'ezicsu d l ll a c ultura medica 2 non riman~ano - come w n rima,;Le finon: - ,l ra pprese:n tar c! quella zavorra d <'lla m (:moria, di cui il ccncllo s'afl rdl:l u liberarsi n on appena è p·1Ssé1la la hurrusca dc'gli esumi ! E a ;trdtanto tt' mp:> c'è voluto per comprendere che la patologiu medica e quella c hirurgica son assorbile d ili la pn)I)crlc11tic,t al letto del m alato, e elle le inlt,rminabili lezioni teoriche su Ila bronchile, s ugli ascessi o s ui t u m81'i, Sènza mai presentare un n!a lalu, sono la cosa più uggiosa, più bufforwsca, più inutile che si s ia mai pL;rpel rala sollo la cappa del cielo. 111 ml ricnl'dn elle . fin eia quando trn s tud0nle ndl'Universii,à di R om a (parlo, come vedete, di avve niml.,n li ddl'altro secolo), il profès501-.i I<'rantl'SCO D urante, che aveva allora l'inca rico della p-il.ologia chirurgi,1-l, ribellandosi coragg iosamente al J'uss urda imposizione d egli s prùl\)q ,1i teorici dinanzi alla studenlc~i;a' annoiata, ri univa i s11oi allie,·i in k)r rt,J a l kllo d ' un malato in una p iccolu sala dell 'ospedale di S. Gi acomo e te neva delle conversazioni d elizwsc - è la vera parola - di diagnostica chirurg ica, dalle quali s i uscirn con un Lu.I co1-ròd o di cognizioni p ·aliche , c he nessuno dei tani.i professori, snl iti a ri ~ur.~itare in c;cuola ciò che h anno ingurg itc)LO Mile lellure farraginose s'è mai sognato di re~alare agli s tudenti. E il profl'ssore Luigi Galassi, Litolare di µaloloi:çia medica? Professionista di bella fama, vero m odello di medico genlil11omo e insegnante coscie nz10sisf>imo, quasi s i vergogr.ava di d P.linc•1u·ci in un'aula d ella Sap:er,za il quadro nosografico d ella ,, s in oca ,, , della pleurite, della polmonite, P ci prometteva al te rmine r!'ng-ni stia lezione, di condurci in una cor c,1a d 'osped ,de per dimostrarci s u i maiali i s intomi d1 quelle forme morbose cho s'affannava a desr.rive rci colla maggior eYidenza rossibiJe aiul.andosi con divers i loni di VOC0, con g-esli e COil vari atleg-
QUESTION I
D'ATT UA LI TA', \.'ARIETA', NOTIZIE
fi~I
giamenti della p ersona. E tanto si diede attorno per ottenere il suo inLento, che g li riuscì d'avere a sua disposizi:m e un piccolo reparto nell'ospedale d1 S. Spirito, dove potè appagare fin almen te il suo e il nostro desid erio di fare un corso di lezioni di patol•)gia al letto dei maiali , c he e ra no poi lezioni di clinica bell'e buone. Nel mandare d a queste colonne un affettuoso saluto all' insigne professore Durante, che lascia quest'anno, PIÙ giovane che mai , l'insegnamento, e alla memoria vimerutu e cara del' professor Ga!assi,,io li segnalo alla riconosce nza ùelle nuove generazioni d.i stud en t.i come i primi coraggiosi ribelli contro il teoricume di certi programmi , C'he avevan la ridicola pretesa di formare i medici a furia di acrob~tismi accad emici o di giocheUi mnernoni~i in p1 osa e in vers i: si, anchP in versi; non essendo mancati professori ch/3, a corto d'espedienli capaci di richia mare l'att6nzione degli allievi s ulle ma terie del loro ins~gnamento, fece ro la trovat1.L geniale <li pubblìcar/3 dei tratlalelli in quartine, in ottave e perfino in sonetti, trascinando la scienza med ica fra gli almanacchi e le canzonette p opolari. E a nche da appr:ovarsi, nel nuovo progetLo, la ridu zione del corso di medicina a cmque anni , che pntranno essere sufficienti a indirizzare i g iovani nell'esercizio. d eli'arte salutare, purc hè, li diffe,·enza d i quanto avviene ora, s iano impiegati utilmente, da l primo all'uJt,imo giorno, senza quell'interminabile se(Juela di vacante, le quali, sommate insieme, costituiscono un pe riodo assai più lungo di quello delle lezioni. Infatti, cominciato l'anno accade mico in fine di_novemhre (i p rimi giorni son di dis trazione, non d'occupazione), si va subito incontro alle vacanze di Natale, che s i congiungono con quelle di capo d' a nno. e dell'Epifania : val quant'a dire che novembre, d icmnbre e parte di gennaio vanno interamente pe rduti . Ripresi i corsi verso la metà di genn a io, s i cade quasi subito nelle vacanze di carn<Hale, che si trascinano sovente per quindici o venti giorni, ria llacciandosi co~ì, dopo u11 breve intervallo di studi , in cui non si studia nulla, colle vacanze di P asqua, ossia a un ait.ro paio di settimane di dolce far ni,Jn Le. Dopo la P asqua, rimangono di solito, tre m esi scarsi, appena appena b astevoli per prepa ra rs i agli esami; ma la primavera d ·Ita lia è così bella e il p rofumo dei tigli in fiore è così suggestivo, che sarebbe un vero p&ccato star rinchiusi per ore e ore nella sala anatomica o n ei la corsia d'un ospedale, m entre fuori è tutt'un invito alla letizia e all'amore. E ·cosi lo studente a rriva ai giorni dell'esame come 11no di quei gaudenti che, dnpo un v iaggio dt piacere durante il quale h a buttato vi:i. l'oro a piene mani, ritorna ai p atrii la ri colle tasche vuote <1 col!a tesla piBn,1 di fosc·he previsioni 11er l'avvenire. · Difetto capitale d el progetto è a11cor a qudlo di creare , come il prece4o -
Giornate di medici11a mili/are. -
Fa,c. V .
QUESTIONI
o·ATTLlAL!TA' ,
\'ARIETA', NOTLZlf.
d ente, due caste di medi.::i, i qc1àli, se non--eunuehi, saranno ct, cerio ermafrod iti. Insomma, il prog11llo riccn osce imµli ~itamente che, dopo cinque anni di studio, non si è nè medici, nè chirnrghi, nè ostetrici , nè oculisti . nè odontoiatri, e neppure igienisti; e perciò propone un corso supplementare di due anni, d urante il qullle i medici giù laureati potranno sp ecializzarsi nelle materie più impC'r L.anti e conseguire un altro diploma di maggior valore che quello d1 laurea, col conseguente diritto di squadrare d'allo in b asso i non specializ.zdi, come apparle11enti a 11na classe zoologica inferiore. Ma che cosa si crede d i risolvere coll'isV tuzione di questo corso supplementari:,? Forse il problema assillante delle condotte, che, con tale innovazi0ne, sarebbero affidate a medici più colti e µiù sperimenluli, soprat.tutt.o in ostei.rieia ? Quale illu~ion e ! Compiuti i cinque anni di corso e presa la laurea, la magg ior pai-Ce d ei medici, rhe non vedono il momento di averè u11 buon0 stipend io fisso, se ne ar.<:lranno subito in condotta come prima, senza preoccuparsi di specializzazioni; e il cor50 suppiem enlare -mrà !nquenlato soltanto da coloro chf! possono p ermettersi il lusso d 'un altro bienn io universitario senza ridursi sulle cigne. C è da scommettere che al termine di questo secondo corso si guarderanno bene d al sacrificars i in UIH, condotta, dal m omento che posse;;gono un til,)lo d'ordine superiore, col quale n on si degneranno di certo d'esercitare n•.ille campagne. Se almeno questo corso di specializzazione ;,crvisse di cal miere sul mercato dell·~ ìibere d ocenze! Ah, che piag:1 accademica e sociale . la libera docenza' E quale corsa sfren ata al palio di quel titolo di « pro fessore », che rappresenta il v ischio a cui rimangono appiccicate le zam pe d egli ingenui cl ienti pas:ieracei ! Se si conosi::esse il retroscena d i ce rte libere ,i ucenze, le risate arriverebbero alle stelle'. e le guancie di alcuni professo1elli uscili d 11.i brefotrofi accademici si coprirebbero del rossore della vargogna. Vogliamo far un gi ro dietro le quinte per sorprendere il segreto di cer te truccature? No: è ·m egl io r im anere in platea, di dove, a ll'alzarsi d r-Ila tela, assisteremo bensì a un,1 commedia tutla d a ride re, ma avrr.,ìlo almeno il compen so di com,ervare qualche illusiom,. Ho accer.uato d ianzi alle condotte. e ora ci ri torno, e ci ritornerò ancora in $Cguito, per richiamare rn di esse l'attenzione ctel Consiglio Sl1periore, che pare n_on a1'bia sentito la necessita impellente di prc·parare una numerosa schiHa di buoni medici pratici e di igienisti per le parecchie migliai a di condotte - soprattu tto rural i - tenendo presente che , se nE'lle città, anche non d i pri m'ordine, abbondano i profossilinisti d i cart0llo, i clinici e gli special isti , nei piccoi i eomun i e nelle frazioni dipencienli la saluti? pubblica è forzatamente affidata a u n s olo medico condollo, al quale si prcs•!ntano I casi µiù intrica: i e difficilt d ella
Q UESTIONI U'ATT UA LlTA·,
VARIETA', NOTIZIE
patologia e t erti problèmi d ' igiene e di profilai:si, che van risolti pron-
tamentg nell'intere.sse immediato della salute pubblica , e che t en sovente, invece , n on s i riso) vono per imperizia, con effetti veramente disostrosi. Son pienamente d 'ac:.:0I'do con voi, si0 nori cari , n el sostenere il miglioramento ecor,omico dei medici condotLi e n el consigliare i'. « boicoUaggi,1 » d-i quelle condotte, nelle q •.;ali si offre al medico un trattamento degno dei tempi di Arnaldo F ~1sinalo: anzi, io sono il primo a g ridare ai quattro venti che i med ici non son mai pagati abb,•slanza p3r l'l. missione che compiono nella società, e per la vita di contin •10 saÙificio che son costretti a condurre, col solo comp1::nso mora.le d elle in· giurie e d ei processi: ma buon i med ici han da essere, m ed ici agguerriti confro le difficoltà più fre0 uenLi a incontrarsi n ella pratica . consci della g rande importanza del loro ufficio, pr~!JaraLi mora.lm~n te e intellettualmente a ll'adempimento del loro ctoYere, con q uella sP.1·enilà e con quella sitlll'ezzu, che derivano dulia perfetta con·Jscenza di tutto quanto il medic0 d eve fare per non guastar•~ almen o l'opt'ra d ella natura. C'è speranza ch e ciò si possa ot.tenere col progetto del Consiglio s uperiore? No, n on c'è speranza: perche qu~l progetto, ricalcato, come ho già. accennato rlianzi, sull'ordinarn,mto universitario inglese, ne ha conservalo molti difetti lasciandone fuori il pregio essenz.iala, che cons iste nell'imposizione d ' una larga pratica ospital iera agli studenti prima di conseguire il diploma doitoMle: praffca eh~. nella Facoltà m edica cti Londra, ha la durata di d ue anni, n on compreso un corso di due mesi in un ospedale di malattie infellive; e nelle 1"acoltit mediche deila Scozia (Glascow, S. Andrew-Uund.ie , Aberdeen, Edimburgh) , la d urata cii ventisette mesi . Da noi. invece, pare che si tema che l'aria deglt ospedali sia immensamente dannosa alla salult' d egli studenti: cosicchè, salvo le fìlrns .-:he gfi\ano rapidamen te dinanzi a i loro ocelli n elle cliniche, essi non vedon mai d a vicino la faccia d' un m alato, non se seguono il corso della malattia, non imparano nulla d ella cura. A proposito: mi sapreste dire chi insegna loro a far le prescrizioni mediche? Il professore di farmacologia sostiene che non è affar suo, ed ha pienamente ragione, perchè le ricette si scrivono al letto dei malati e non in una scuola di chimica e di botanica medica; e il professore di clin ica afferma, dal cani.o suo, che se ha da. condurre gli allievi attraverS0 le m ille viott:>le del labirinto diagnostico, non gli riman tempo da perdere n ei lunghi particolari òl-.llla cmu. L a conclusione? E: semplicissima : la gran maggioranza dei giovani, che esconu dalle nostre Facoltà mediche, esaminano superfic ialmente il malato, fan la diagnosi a lume di naso e, in quanto alle prescrizioni lt·rapeu tiche, ricorrono a l così detto « Gioco del formulario », ch'è una specie del
QUESTIONI D'ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE « Gioco delle domando e risposte», nel quale si suivono tante domande e altrettante risposte sopra un dato numero di fogliolinf che, ripiegati e mischiati, si Li rano a sorLe da ciascuno dei giocatori. Ora avvi me che qualche volLa la risposta corrisponde abbastanza bene alla domanda; ma nel maggior numero dei casi è talmente strampalata, da fare scoppiar dal ridera la compagnia. « Qua.l'è la signorina che vorresti sposare? ,, " Non po~so dirtelo perchè ho uno strappo nei calzoni ». - Ebbf.'ne, nel " Gioco del formulario » è la stessissima cosa; colla differenza che la risposta nor.. conforme alla domanda provoca spesso qualche cosa di ben diverso dall'allegra ri&<l.ta: una marcia funebre addirittura . Son rlisposlo ad ammettere che per l'insegnamento dell'oculisLica, la quale non ha un'importanza di prim'ordine nell'esercizio di condotta (sal,vo per quanto riguarda il tracoma, a cui si provvede con appositi corsi), sia sufficiente la durata - supposta, no,1 reale -· d'un anno~ giacchè, nei casi appena appena complicati, si hu tutto l'agio di ricorrere allo specialista ·- professore di clinica, libero cfocente o medico specializzato, secondo il nuovo progetto. Ma non posso arr.mettere invece che l'insegr,amento dell'ostetricia, la quale ha un'import.anza c;1pitale nelle condotte e che non concede la minima dilazione nell'intervento, sia ridotto, fra un periodo e l'altro di vacanze, a. uri corso di pochi mesi nell'ultimo anno di studi universitari, in c1;1i si è sopraffatti dalle materie e preoccupati dagli imminenti esami di laurea. F. pensare che, malgrado ci&, si pretende dai giovani medici condotLi appena usciti dalle università l'intervento nei casi più difficili, coll'aiuto di certe levatrici, giovani e poco esperte anch'esse, le q1mli, con uno stipendio massimo di cento lire mensili (incredibile, ma vero 1), fanno già un grosso n•iracolo a non morir di fame, e non hannG più voglia nè tempo di farne degli altri nella loro veste di sacerdotesse di Giunone Lucina! Ma che non si sia mai pensato a ciò che può avvenire - e che purt.roppo avviene-· in certi lontani comuni di campagna o di montagna, nei casi in cui s'impone d'urgenza J'applir.aziom: del forcipe, 0 un rivolgimento, e che i san itari d'ambo i" sessi si guà.rdano trasognati e non sanno doYe metter le mani, mentre la povera part.uri~nte, che asp,.>tta invan0 il soccorso di quelle mani, l11vora e soffre da soln, dand0 un esempio d·wergia disperata alle due statue di gesso, le quali stanno inerti accanto al letto? No, a tutto ciò non s'è mai pensato nè si pe;1sa , tld io dispero ormai per l'avvenire: giacch~ se i sommi reggitori d~gìi studi non si sono scossi dopo quello ch'è avvenuto in tanti comuni durante la guerra, si può esser sicuri che nessun terremoto varrà a farli traballare sul I.e basi gr aniticho .:.ll•lla loro ostinata nonruranza. Bppnre, a parer mio, la cosa non sarebbe poi tanto rlifficile; e cor, 11n po' di J.)llona vol'mti1 unita a una
QUESTIONI O'ATTUALITA' , VARIETA', NOTIZIE
percez ione esatta delle ter ribili conseguenze d'una responsabilità medica addossata a cuor leg~)ero a chi non dà garanzie sufficienli di saper esercitare un'arte, a cui s'affida, non la rimonta d':.no stivale, ma la vita del prossimo, si riusci rebbe a sànare i mali del nostro ordinamenf.o universitaria, colla certezza che, una volta sanati questi mali, i medici sar ebbero ben più in grado di sanare quelli dell'umanità sofferenk. S'io avessi avuto mano nella compilazione del nuovo progetto (vedete un po' che ra.:za di pretes<t!), vi avrei introdotto alcune aggiunte, che ho veduto con piacere essere in parte conformi alle propostE' fatte dal prof. Andrea Ferrannini nel fascicolo 11° dl3lla Riforma m ed'/Ca del corrente anno. Le riassumo in poche r:ghe: i ' Insegnamento della stori'l della medicina iil solo puramente teorico in tutto il corso <!egli studi), nel primo o nel secondo anno, e non nel quarto, o.Jome vorrebbe il Ferranini, perche le cognizioni storiche intorno a una scienza debbono precedere lo studio della scienza stessa.; oltrechè, negli ultimi due anni, l'allievo non dev'essere più distolt.o dagli studi pratici, già abbastanza numerosi da assorbire tutto il tempo disponibil~. 2° Obbligo per tulli gli studenti di frequentar~, dal secondo al quinto anno compreso, e per un bimestre almeno ogni anno, le sezioni m<::d iche e chirul'giche degH ospedali, soUo la guidc1. dei primari e degli assistenti. Mi si dirà che manca il tempo: ed io rispoudo che non manca, purchè lo si sappia ben distribuire, riducendo al minimum le vacanze, ora scandalosamente protratte. Mi si obbietterà ancorc1. che nei pri mi anni il r,rofitto sarà molto scarso, mancando gli stL:denti delle cognizioni preliminari ail'osservazione clinica. Ed io rispondo che non sa rà un gran male se quelle cognizioni, invece di essere preliminari, s,.uanno s imultanee. Vedere molti malati, seguire il decMso della formu morbosa, add~slrarsi neil 'osservare le " esltriori tà m0rbose », che ora si trascurano quasi del tutto, ma che gli antichi sludiavanv con gran diligenza e con gran vantaggio, in specie riguard·) alla prognosi; avvezzarsi al linguaggio medico, a cui fan l'or~cchio anche gli infermieri; prender Cl nl a tto coi malati e impa rar e a raccoglier l'anamne;;i ; familiar1zzar:;i colle fo rmule terapeutiche. in ogni forma morbosa ..... : questo, signori miei, è l'essenziale, per chi: trasforma giorno per giorno l'allievo in medico e gl'imprime nelle carni l'improrta indelebile del vero " pratico,, ; contral'i amente a quanto avvieni:) ora, che il medico non si forma, ma s'improvvisa, senza che mai si riesca a dargli alcuna impronta, la quale valga a distinguerlo da quei tanti animali anfibi - profani o u,edici è tnlL'uno - che esercitano aousi,•amente o lei;almenle l'arte saìutare colia stessa inteHigenzfl e colla stessa coscienza di un n orcino.
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QL"ESTIONI D'A'ITU ALITA', VARI ETA ', NOTIZIE
Cito gui un ricordo personale, che, quant1rnq11~ appartenga al -secolo scorso, non cessa tu ttavia di essere istruttivo. A' miei tempi, er>t assai più vivo che non lo sia oggi negli stud~nti 1! de~iderio, non sollanto di freQL1eniore, ma di vivere negU ospedali fin dai p rimi ar,ni d1 corso, facendo la guardia di urna e notturna, ben int:-Jso sr. tto -la vigilanz11 degl i assistenti e dei sostituti, non mancandu mai alle vi~ile del mattino e del pomerig~io, aiu laudo gli assistenti nel ser vizio d'accettazione e di medicazione dt:!i malati . Ci si contentaYa d'una cam6raccia a tetto, dove d'inverno si tremava dal freddo e d'estd.te si bolliv:i; ma si era così felid di far parte ciel personale sanitario d'un ospedalt'., che si tollerava ogni disagio e si lavoraxa con passione. E v'assicuro r.:he dei malati s~ ne vedevano, e· delle cose se ne imparavano di m,)lle! lo, per esempi'."> _ posso dire che tuttc, ciò che imparai nei tre unni che fui allievo interno nell'ospedalfl délla C:onsolazione qui in Roma nelle sezioni dei professori Laurenz; e Scalzi. mi servì, duran te Lt carriera, più di qualsiasi insegnamento universitario; e mi domando come avrei potuto più tardi ridurre una ln!;sazionc, applica,e un apparecchio r er frattura e mEdicare i feriti, se nor, avessi visto far tali cose centinaia di volte e non le avessi poi (atte io stesso . E inutile cuìlarsi in vane illusioni accademiche: :non si diveri~1, medici sul serio se non facendo di buon'ora vita comune coi malati. 3° Un biennio di ~linica ostetrica (4• e ::,0 anno), coll'obbligo di un servizio di guardia di due mesi ogni anno nelle sah: della Maternità. Lo ripeto ancora uHa volta chiaro e forte perchè tutti mi sentano: rostetricia non va considerala alla stessa slregull della specialità oflalmologica o dermosifilopatica, ma come una branca essem:iale della med icina·. in cui ogni medico clte esce dall' università dev'essere tanto addestrato, da poterla esercitare senza pericolo. Un calarattoso potrà aspettare comodamente due, tre e anche sei mesi, prima di fa rsi operare dall'oculist1, e un m:iJtato di psoriasi o rl'eczenrn non metterà di cer to la vita a repentaglio se perderà quelche settimana nella ricerca d' un buon dermatologo che gl i rassetti la pelle; ma ·t.!na gestante - in qualche caso - e un,, partoriente - in un gran numero di casi - non possono aspettarù da, vero, ma han bisogno dell'intervento immediato d"un medico, che sappia il fatto suo. 0l'f, qui appunto sta 1·1 scoglio. Se voglia mo essere sincer;, come dovremmo esserlo sempre, siamo costretti ad a ffermare che poch issimi dei giovani medici condotti , i q uali passarono, come in una r.:orsa sfrenata di barberi, attraverso la clinica ostetrica, si sentiranno ct·in lervenire con piena coscienza e conoscenza di causa in uno qualsiasi de, seguenti casi, che son tutt'altro elle rari e in cu,i l'opera im·
QUESTIONI D'ATT UALITA' ,
VARIETA', NOTI ZIE
mediat-0 e illuminata del san itario può entare un disastro, il quale colpisce spt;sso d ue viie: Emorragia in parto. Emorrag ia p(J$l partwn da lacernzio:1e d el cullo uterino, della rngina e del perineo. Mvr& vPscicolare. Feto in present.azioM di fronte. Feto in presentazione di spalla. Feto i()~·ocefali co. Pt(·tidenza ùel funicolo. Eclampsia in travaglio di parlo. Inerzia uterina in travaglio d1 parto. Inerzia uterina dopo il pari.o e ò iflkoità di secondamento (emorragia). Contra:c:ione dell'orifl cio interno d ell'utero e imprigionamento della placenta. Aderenze della placenta. \'i prego di rileggere attentamente ad uno ad uno i c&si che ho enumerati, rensando alla specie e. ttl modo dei v:1ri intt:rventi ostetr1d . e poi ditemi ~e un povero diav0lo di medico, il qua le avrà a~sistiLo a otto o dieci p,irti distocici, che avrà fil.lto si e no qualche esercizio d i applicazione del forci pe e uno o due r ivolgimenti sul fantoccio, non sia pienamente ,iutorizzato a cacciarsi le mani nei capelli , dove esse han no almeno il vantaggio di non far alcun da nno. Noi abbiamo d elle scuola d'ostetricia e rli ginecologia, che ci sono invidiate da!le università straniere (chi vede , per esempio, quella di Roma ne rimane ammirato): dei corsi ufficiali e liberi veramente perfetti, e dei professori insigni , che son lustro e decoro delle università ita liane : ed è app unto per questo che riesce ·maggiormente rloloroso il vedere: come i nobili sforzi di tanti valentuomini, costretti a srnlgersi in un periodo troppo nrevé d el corse universitario, dian risultati così poco conformi all'altissima importanza d 'una oranca della nH:di~ina, !a quale, a d ifferenza <l'ogni altra, a_ò dossa al medico la grave responsabilitù d 'esser a rbi tro, non soltanto fra, la v.ita e la morte, ma fra d ue vite e due morti. E state pur certi ch' io non parlo a caso; tutt'altro! S 'io dovessi enumerarvi qu i tutti i « fattacci " ostetrici cl~e ebbi la r,azienZd di raccogliere qua e là in certe piccole frazioni di comuni sperdute nella campagna, mi d are1:le non una, ma mille ragion i d 'insistere sulla necessità rli staccare l'ostetricia d a l gruppo delle speci,tlità propriamente dette, agguag liandol,1, per im por tanza medica , scciale e diddllica , alla clinica me-
Q UESTIONI D'ATT UALITA' , YARIETA', NOTIZIE
dica e a quella cl11rurgi..:a. Non ho mai ùesidarato tanto, quanto in questa occasione, ài avere la penna di Charles Dickens o di Mare Twain per farvi sfilare qui sulla carta le figure più caratteristiche di quei medici " ant.iosletric1 ", chf: son Yenuto via· via abbozzando nel mio taccuino d ~i ricordi: da q uel bel tipo di (l.Utolesionist:i, chll andava attorno nel pae;;e con una mano perent1emente fasciata per a vere un giustificato pretesto d1 rifi Ùlare il suo intervento in tutti i casi di parto; a quell'altro allegro compare, rubicondo, chiacchieronè, bonaccione, il quale era co::;ì digit,no delle nozioni più elementari d'ostetricia; da giungere al punto di abdicare ad ogni dignità doUorale ai pi-Jdi della lhatrice, fortunalamrnte molto esperta; la 4uale, avendolo fatto chiamare un g iorno - per garantire la propria responsabilità - in an cas0 di parto gemellare, quandc, già era stato espuiso il primo feto, e del sec9ndo temeva una presentazione di spalla, dovette sLtdar i recido sent,mdosi dire pacatamente da quel fuceto esculapio: « AspeUiamo, aspettiamo, ·che, non c'è fretta. A suo tempo, verrà fuori anche l.'a!tr,) ,, . E, pronunziate appena qtrnste parole, senza neppùre acc0starf i al ktLo, coll'aria di chi la sa lunga. infilò l'uscio e non si fece più vedere. Ah, che bel manuale d 'ostetricia maccheroniùa potrei pubblicare colla ClJllaborazione di tante sbercie d ell'arte di Lucina ! 4" Istituzione d ' un corso di C'l inica terapeuticrt nel quinto anno. Questa proposta trova la sua ragione nel iat.to, gi:à da m-, lamentato più sopra, ,:J1e i giovani escono dalle scuolt- med1ch•3 senza saper formulare una ricetta, o, se qualche volta ci azzeccano per quanto riguarda le dosi , non ne con0scono l'indicazione precisa nelle "arie malattie e nelle diverse fi-si d 'una stessa malatt:a. Così pure ignorano quasi d el tutto le prescrizioni dietetkhe, la cui i111portanza ·- com'è noto -· è in certe forme ,n0r!°'c,se di g-ran lunga suprrio1·e quella d elle prescrizioni far macologiche. La c•)si detta M a:cria m eihca r;ompi·ende !o studio astratto dellt1 sostanze medicinali nella loro ch,ssifl.1azio11e botanica , nella loro composizione chimica, nelle loro dosi e nelle loro pl'Op rieUL terapeutiche; vale a ùire (mi si passi l'espressione) la parte mo:'ta della terapia, sulla quale pa!>sa poi il soffio animai.ore della climca, che dà vita a tut.Li quei d etriti cti laboratorio e li trasfo!'ma in altrettante armi possenti nelle batlaglie ch 'essa impegna coi morbi. Ma, come ho giit d eLto dianzi, la clinica generale, quando ha spiccato il volo ver.:;o le alte regioni della diagnosi. nc,n può fermarsi sulle minime particolarit,\ della cura ; la qu ale, :r,vece, spl:ltla di pien diritto alla clinica tu·apeutica. ché, partendo da ,ma diagnosi confermatr1, accompagna a pusso a passo L'infermo allraver~'l l utle le fosi d ella sua malattia, in:;egnando a ricorrer~ all'uno o all'alt.-o medicinale, ,1ll' uno o all'altro r~g1m,~ dietetico, seg uendo al-
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QUESTIONI o'ATT UALfTA', v'.. \RIETA', NOTIZIE
lentamt:nte coll 'occhio le curve del diaframma morboso . E: in tal modo solta.nlo <.he lo studente impal'a a « curare il mal;ito », colla. visione ben chiara di quello che deve e non deve fare; a schv~r le ricette secondo la precisa indir.azione del momento e non perchè glie le suggerisce il formulario, ch'è un po' come la cabala del lotLo; a studiare giorno per giorno l'azione dei medicina.li e, nello stesso t6mpo. la tolleranza e l'idiosincrasia dei maiali per certe sostanze; a variarne le dosi e il modo di sommin1=lrazione: a sostituirli Cùn altri più o meno energici; o a sospend erne l'uso in alcuni casi speciali. Tutt.o ciò ms8gna la clinica LHapeutica, la quale è veramente. la s1,;uola del medtco pral,ico ; ma siccome non s'è ancora giunti a comprendE.'re (t> non se ne vede la ragione) l'importanza d' un· tale insegnamento, l:osì bisognera raescgna1 si ad asi:;istere, ehi sa per quanto tempo, allo scandaloso carneval~ terapeutico, in cui le ricette piovono a caso. come i coriandoli, sulle spalle de i malati. Ho qui nel cassetto del mio tavolino una r<LCcolta esilarante di prescrizioni farmacologiche, le quali, forLrn akunente, fur )n corrette o addiritturù rifiutate da forma.cisti int.elligenti t coscienziosi; e che non esiterei Il pubblicare nella speranza di fa r toccar con mano la necessità assoluta d'una riforma degli stlidi medici nei senso or ora indicato, se a me non mancasse il tempo e al giornale lo spazio. Continuerò d unque a tenerle <:hiuse nel cw,setto, di dove non uscirann,) che il giorno del Giudizio universale, in wi, intentandosi il proc%so contro i cattivi medici, alle accuse verbali ciell~ vittime s'aggiungerann') le deposizioni dei testimoni e le prove ctocum:mtali. 'l'orno a dire, per nun essere frainteso , che nella critica del nuovo progetto e nelle mie proposte di r iforma, no avuto ias~enzialmrnle di mira il rniglioramt>nto del servii.io sanitario nelle condotte di campagna e di montagna, dove la salute di migliaia di persone è nelle mani d'un solo me-iico, il quale, non tanto per colpa propria, !luanto per colpa dell'ordinamento degli studi universitari, non ù sempre all'alLezza del delicalissim.1 ufficio. Sono il primo a dire che abbiamo in Italia degli ottimi medici cc,ndotti (fra i quali conto vecchi amici r qualche persona molto cara), e 5ono il primo a ricono5cfre che quest.i umili gregari della legione d 'Esculapio passan la vita fra sacr1fic1, stenti e dolori d'ogni specie, col corpo affranto dalla fat.ica e coll.'anima traboccante d'amarezza; mentre tanti Epuloni , i quali non dedicarono un'ora sola allo st,udio, ma accumularono tf·sori nella pirateria commarciale, li guardar. pietosamente dall'alto dell'automobile, che schizia fango sulla loro povera giacchetta di frustagno. Ma è appunto per questa ragione che noi dobb;amo pensare maggiormente ad essi, non soltanto col rialzarne semprE più il livello -economko, ma ben anche quello professionale, fornendo loro tutti i
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Q L" ESTI ONI
o'..\TTI._ALJTA',
VARIETA' , NOTIZIE
mezzi potsihili po:: r acquistare, avanti la laurea, quelle cognizioni pratiche, eh,, son costre tti ad acquistare più tardi con una lunga sP.rie d 'es pe rimenti in an ima vil i. Ecco lo s eopo della m ia insistenza su quest':·w
gomenLo e delle mie_troppo frequenti ripetizioni, che avranno annoiato i lettori. Ma spero che essi, sempre indulgenti "&rso di me, terranno conto almeno d ella buona inlfmzione.
In quanto a babbo Ippoc rate, ch'io pres,:mtai te ne chiedo perdono alla sua memoria) al mio giovane e poco er'..ldito collega con un misero titolo, rli cui vanno tanto superb: i pigmei dei nostri tempi, dirò soltanto che egli, dopo oltre duemila anni, è più vivo che mai; e che se, per un J)rod igio, la sua ·,oc.e l'isonassc ancora nel tempio asclepiadeo d1 Coo, i giovani di!:=erlerebhero le aule ·ùniversita rie per andare ad ascoltare la voce del grande osservatore. E quella voce d irebbe oggi, come allora, senza eh.: alcun medico odierno si sentisse in grado d i contraddirlo : " La natura lrovu, senza pensarvi, i mezzi dt cui ha bisogno; opera . quanto è meglio senz'ave:· nulla prep:i rato ; reca sollievo Stlnza \"interventv del mt:dico. Questi l'aiuta, ma ·non In sostitu isce. « Il P.H)do di opel'Ure della natura c0ll 'int.lrven~o delle facoltà c, forze vitali consiste nell'attrarre da un lato ciò che gio•.'.a o ron viene ad ogni specie, nel r itenerlo, apparecchiarlo, o cang iarlo; e d all'al'Lra, nel diminuire il superfluo o n ocevole, dopo averlo separai.o d all'utile. « V'ha un'affini lù fra le diverse parti del rorpo, la quale fa sì che esse partecipino reciprocamente ai mali ch(.l soffrono, come si dividono il bene comune. Tutto concorre, Lutto cospirn insieme nel corpo animale. " La malattia e la reazione deìl'orga:'1ismo cont,ro quar,to Io disturba; una lotta fra la causa morbiflca esterna o interna e la natura, che tende a liberarsene». E molte altre coge direbbe ll.ncora il Maestro, fra cui probabilmente quest'ultima , per mettere in rilievo il sommo valore dell'osser vazione costanlo e mrnuziosu. d el malato, che q ualcuno tenderebbe oggi a sostituire coll'esame a d ist,anza, affidandosi esclusivamente ai risultati delle prove di laboratorio : i « Non si stanchi il m edico di osservare e di studiare il malato da vicino. Il tempo racchi11de l'occasione, la quald consiste in un breve tratto di tempc.,. La g uarig ione avvii>nP col ttimpo e talv<Jlta coll'occasione. Co· nascendo bene queste cos~, bi sogna intraprender,? la cura, non g ià sulla scorta di ragionamenti verosimoi1, ma col risultato dell 'osservazione di accordo é.l ragiona nu:n w : il quale n on n eg."J ess1r lodevole se fondato
Qt;ESTIONI D'ATIUALITA', VARIETA', NOTIZIE
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sui fenomeroi osservati . L'esatta osservazione dei fatti conduce meglio di ogni altr~ C<•sa a quella pratica ferma e sicura, c:ie noi chiamiamo medicina. ,, Vi :.,:o no certuni, che fanno consislt' re l'esercizio dell'arte in un pro· fluvio di parole. Orl,ene, essi non valgono nulla~ spess.J ingannano». Oh, Jppocl'ate, Ascle}Jiadeo divmo, come conoscevi bene i CL•lleghi chiacch:croni dell'ottantesima Olimpiade I Ma se quest) può essere di qualche conforto al tuo spirito immortale, sappi che, nel secolr ventesimo, le cose non son punto mutate. Oggi, come allora, i chiacchieroni no.1 valgon nulla, ingannano e ... fanno fortuna. Roma, maggio i91f1. EDMONDO 'fRO.VIBETTA.
NECROLOGIO Gr. Uff'. ALFONSO t:HIAISO Tenente generale medico nella riserva. Il giorno 14 mano u. s. si spegneva ser enan,ente in 'forino il tenente generale m edico Alfonso CHIUSO In tutta la sua lunga carriera, da quando prese parte volontariamente alla cani. pagna dell'ir:dipcndenza del 1866 fino alla suprema carica di Ispettor e capo di souità militare, fu sempre animato da un alto sentimento del dovere e rifulsero costn ntemente il su? carattere adamantino, l 'equilibrio della niente non disgiunto ad estesa coltura professionale, l'equanimità del g iud izio e sopratutto la graude bontà di animo che ins pirava simpatia ed affetto in q uanti lo av,·icinarnno. Lasciato il sen ·izio per i limi ti d'età, consen·ò sempre vivo l'affetto per il corpo e cnntinuò a da're In sua opera attiva e proficus al Paese com e membro del Consig lio direttirn del Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana.
Cav. GIUSEPPE MAS~A Maggiore generale medico In posizione auslllarla. E' m orto iu !{.<;m a il :,1 marzo u. s. il maggior generale me<lrco Giuseppe MASSA . E' caduto, si p~ò dire, sulla breccia . p~rchè fi no a questi ultimi giorn i esplicò la sua preziosa a ttività p resso l'Ospedale di Calci nelle visite di controllo dt:i r,rig ionieri austrC'-u11garici presunti iu va hdi di g uerra . Lascia nel corpo sanitario la fama di uun10 d i carattere integro, mirabile esicmpio di rettitudine e d i scrupùloso ade111pi111c11to del proprio do,·ere: nustero n elle apparenze. fu 1101110 di granùc bontà d'ai1 i1110 e seppe o,· unque conq uistare la sti111a e la fiducia dei ,-uperiori, l 'affetto e la devo1.ione dei dipendenti.
Cnv. BARTOLOMEO GARNElU Tenente colonnello medico In servizio attivo. ;\'ell'Ospedale militare di To ri110, l 'S m nrzo u . s . è deceduto il teuc11te colon· nello medico Bartolom t:o GAR:-11RI, ,·itti111a del dovere , per ferite riportate in st:,i;"uito a caduta ùa cavallo, imbiuarritosi dallo scoppio di granata, mentre nelle sue q ualità d i capo ufficio di sanità della 37• divisione si rccarn spon taneamente in linea a visitare un sold:ito colpito da vaiolo. Scompare col G ARNEKI una simpatica fig ura di m edico m ilitare: appassio11nto all 'arte sua, egli recò n ell'esercizio di questa e n elle più rnrie contingenze. sia nella ca 111pa,l{na d'Afrièa ùel 18954', sia in q uella anticolerica del I 9 ll , 11011 solo il frullo copioso dei suoi studi, m a tutta la homà dell'animo, tutta la nobiltà e sq11isitez1~ del suo sentimento. :\Iandiamo i11ol:re un reverente saluto alla 111c111or ia del tenente medico dei Ca,·allcg-qeri di Foi:t.::ia E m anuele CF.u.1. caduto eroicnmente il 30 ottobre u. s. sulla ~i nistra del Piave d urante: la glorio~a nostra a,·an zata, ed un m emore pensiero alhi mem ori~ del cnk,n ncllo nu,dico delln ri ~errn Auto11i110 ZlNC:AI.F.S. dei mag2iori mc· dici in s. a. Galileo GJ~Rlll, Napoleone ZF.rroNr e dei capitani medici Emilio AI.AG:,.., . Armando PRto l ETTO, Franctsco ZlTO. • • • • • • • • • • Edoardo MARZAGAJ.I.l, Rc uato CA IHPF., l·d Ettore S:-11rzf.R. 11 (; i,11110/c li i m ed i cina 111 ilij a.r e im·in alle cl.esolate famiglie le più sen tite con· du)i lia111.c.
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo. Sanitario Militare
RICOMPENSE al v a lor milita re per la campagna di gue rra 1915-1918 (Con tlnuazlont - Vedi fascicoli prectdtntl del 1916-17-18 e 19)
Vecrdo lt1ogo/euen::ia/e 2;1 febb raio 1919.
<la S:111 Vi,.o Ro111.auo (R o111a), capitano 111t:dico ~65 re;{gimcuto fauteria (M. i\'I.). - Dirigente del sen·izio sanitario di un rt!ggirnento di fanteria, in molteplici circostanze dimo!'trò di possedere eleva tissimo spirito militare e sentimento del dovere. Ferite, in più parti del corpo da ~coppio di grn11:1t,1 nemica, continuò a prestare l'opera sua ai uumerosi feriti portnti al s·uo posto di medicazione, e pensò a far si medicare per ultimo rifiuta ndo anche di lasciare il s uo posto nonostante le soffcreuze delle non lievi ferite; esempio fulgido di elevate virtù civili e militari. - Val di Melago, 29-30 giugno 1918. 13c, . TustNt G iuseppe, da S:irzana 1G1:no\'a), colonnello 111.:dico C. R . I. intend"nza 3 armata. - Dal principio della g uerra iufati<'abihm:nte sollecito nel pre~tare l'opera propria di chirurgo anche m, i posti più avanzati, inrnr.a nte di ogni pc ri~olo, s.i prodigò sempre con generoso e ardente s lancio, riu scendo, oltrechè di 1rnmed1ato ~occorso ai militnri fe riti, di esempio ai mille i,:io\'ani medici r h e fu:ono suoi allievi nella Uni ve, sità Castrense, e dimostrò costantemente altiss~r. sentime nto rlel dovere e sereno coraggio. - Front<' di guerra, lui,:lio 191 5gingno 1918.
12:). C., r·A:-11\A A maldo,
:MWAG!, lA OI BROXZO.
/Jec1·e/o /11ogo/e11c11::ial c 22 dicembre 1918 .
7 1 4 · ?.1'.As~os Giulio, da Colle \' al <l'F,lsa (Sie na). soLto tcnente medico 244 reggimento fant~na (M. :\I.). - Durame l'azione , pe r di,·ersi giorni, sotto l'infuriare del fuoco, nenuco, calmo e sere no si ~pinge va nei posti o,·e più fe rveva il combattimento, prestando da solo la sua opera pre,.iosa a centinaia di feriti. - \"r~ic Korite, 19-20 agosto 19r7. 7 15· ;.;oR~:T,LI Fen1a,ido, da Ca111erino (::\face rnta ), capitano m edico 66 reg).!i111ento fanterrn: - Con calma e s preuo <lei pericolo, sotto l'infuria re del 1.,ombardam e nto 11 e mico, ali.o sc~perto instancabilmente prodiga\'a l'opera sua ai feriti del r ~).!ginie~to, e d, altn reparti. - Selo, 2 1 agosto 1917 . 16 7 · Novt Mario, da Ferrara, tenente 1Pediço complemento 6 ;imbulauza d1irurg-ica, Jr~ corpo armata. Addetto ad una ambulanza chiru,·g ica di armata, con la 111ass ~m~ <:alma contintta\'a l'opera sua di chirurgo anche sotto il violento fuoco di a rti.ghena. e di un aeroplano avversario. :Son.curante di ~è, nei momenti del magg ior .Pe n colo cou il s uo e ne rgico e cora!.ri.do~o contegno m a nteneva snidi i dipe n- denti al loro posto. - \' ermcglia no, ngo~w-ottobre 19 17 .
PER IL LIBRO D'ORO DEI. CORPO SANITARIO M I LITARE
717. l'.HRI Zl Cesare, da Bologna. c-apitano 111edico 6• a mbulanza ~·hirurgica 13• c-orpo armata. - Addetto ad una alllbul am.a chirurgica di armata, in una zona a ,·anzata e hattuta dal nemic-o, diede prorn di g rande attiYità c sprezzo del pericolo nella cura dei feriti anch,· sotto numerosi bombadamenti aYversari, durame i quali dimstrò sempre coraggio e fermezza, es~endo di esempio e di inc-ita111cuto ai dipendenti. - Vermegliauo, agosto-<>ttobrc 1917. 718. PF.CORARIO Rafjt1l'lc . da Teverola (Casata). tenente medico 150 rcisgimento fan. teria (.M. :'11.). - Essendo stato di strutto quasi completamente da un proietto nemico cli grosso calibro, il pnsto di medicazione nel qual., presta va l 'opcra sua att iva cd i111clli_,::t'11te, sprezl.!lntc del pericolo prov,·edeva sotto il persitente fuoco <li artiglieria a\"n:rsaria, al soccorso ed allo sgombro dei feriti rimasti sepolti sott.J le ma1;crie, lascia ndo il posto soltanto per ordine superiore e dopo a,·ere pror· ,·eduto alla rcg-olare continuazione del servizio in un · posto vicino. - Dintorni di Gorizia, 22 ngosto 19Jj.
_719. l'~;(OkEl, 1.1 IJiagio, da Sessano (Campoba~so). aspirante uHiciale 1uedirn 234 rc:::gimc11to fanteria pr.. )I. ). - Sprezzante del pericolo, segui.-:, il proprio battag lione, medicaudo cou zelo ed in tellig-cnza i feriti, e dando co~tante bc·ll'ese mpio di calma e coraggio. - Vrsic, 19-24 ag-osto 19 1;. 720. I'Rf.TUr.ANr Tullio, da Civitclla ùi Rolllagna (Forlì), tem,nte medico complernemo 9.ì re~gi111ento fanteria. - Rico,·crato all 'ospedale per grin-e 111alattia, 110 11 appena seppe che il proprio hattngl ione do,·c,·a partecipare ad un'azione off<:11$irn, benchè non guarito, \'i ,·a111e 11te insistette e ott,mue di raggiunger<: il reparto daudo per tutta la durata ckll':11.ione, e per di,·crsi giorni ancora con un altro reggimento, t ntto sè stesso all'opera sna con arn111ire,·ole alti\"ità con g-rande serenità d'animo. con ,1lto spirito di sac-rificio e con sprezzo del pericolo. Al suo ritorno in 2• linea, do,· .. tte essere di nno \'O ricoverato all'ospedale. - San Gabriele, 17 agosto-6 set· tembre 191 7. • 721. R,\\"F.I.Ll 11lessa11dro. da Vercelli (:--:o\"!,ra), capitano medico complemento 21• sezione sanità- - Comandante di un posto arnnzato d i uua sezione di sanità per feriti gra,·i intrnsportabili, in un a pol'izione battuta di continuo da intenso fuoco nemi, ,,. dant bell'esempio di atti ,·itn e di calma, tra~fondendo nei militari di pendenti alto ~cntimeuto ciel do,·ere ed as~icurando per hen ~ettt: giorni congccutivi, anche in momenti di gra\"e difficoltà, il regolare funzionamento dell' importante servizio cui era stato co111anclato. - ~ Kaku~nick, 1S-2-1 ago~to 191;. 722. Rrl"A Se1111e11, ·cta F<:rrara, tenente medico complemento 6• ambulanza c hirurgica I:/' corpo armata . - Addetto ad una ambulanza chiru rgica di armata, nella pernwnenza di questa io una zona avanzata e battuta dai t iri d 'artiglieria e di un aeroplano a\"versario, s prezzante del pericolo dimo~tra,·a calma e coraggio nell'adempimento del proprio do\"crc, e~st: ndo d i hcll'c~em pio e di incita111cn to al personale dipen· deute. - \ "trmegliano, agosto-ottobre 1917. ; 2.,. Rossr Emilio. da i\filano, capitano medico complemento 36• sezione sanità. - Du· ran tc l' infuriare del bombardamento nemico , nell'o~pedale o,·e egli faceva servizio, si prodigava nel porre in salvo i feriti. Crollnto il tetto e i ~offitti cli un'ala del fab· bri<-ato. 11\"endo udito dei lament i, g uidato dagl i stessi si slanciava ri~olutamente _tra le nubi tli fumo, di polvere e il ro,·inio de lle mura, traendo in sah-o 1111 altro ferito. - Gorizia, 21 ago~to 191 7. 724. SACCO Rosario, da Rocca d i Neto (Como), capitano med.ico 205 reggime nto fanteria ('.\L M.). - Durante t re giorni consecnti,·i di combattimento d imo,trit,·a calma, e· nerg-ia ed atti\"ità singolari nell'adempimen to del proprio dovere. - Sau J\Iarco di Gorizia, 19-21 ago~to 1917. 72$. SAI,OMO~E Francesco, da Stigliano (Potenza), tenente medico m ilizia territoriale 21• sezione sanità. - Comandante di un posto a\"anzato d i concentramento di una sezione di sanità, battuto dall'artiglieria nemica, darn prorn costante cl i calma gerena e di atti,·ità infaticabile, medicando ed appre~tanclo atti operati\'i di 11rgen1A1 ai feriti, a~,icurando coll'esempio l'opera cfiìcace di tutti i militari dipendenti. - 1-'od '.\"ak 11~11i<·k, 18-24 agosto 1917.
(Continua).
H:j!'i
'
PARTE UFFICIALE
•
MINI ST ERO
DELLA. GUER RA
D IREZIONE GENERALE DI SA N ITÀ MILI TAR E
Div. 2a -
I. -
Atti Sanitari: -
S e: . ta
CIRCOLARE 238597-49 del 28 marzo 1919.
Accertamenti sulla dipendenza da cause di servizio delle infermità. ~ue,to ;\[i11i~tcru, con circolare 2;64-49 del gen11aio n. s. richia111ù l 'attc111.i,,11.: delle autorità dipendenti sugli accertamenti della causa di serdzio, rac(·o111a11da11do l,, massima pos,ihile sollccitndine , con l'applicazione più freqne11te dc:ll"art. 12 del D. l,. 2S lug lio 191S, 11. 1274. Poicl1è: tali disposizio11i non soni) ,tate da tutti g li éllti appli,·ate con la desirlcrnhile larghezza, questo :i\Iini~tcro crede necessario clan: a l rigu.ircl , 111a1u:iori dclt•cida1.ion i. I,e di~posizio11i dell'art. 1 2 de l citato decreto 11011 111ira110 eh~ a<l m:c<:lcr:,r<: il vecd1io 111ecca11i,mo procedurale !processi) verhal e, prescritLo dal reg-ola111e11to ,mllc: pensioni s settembre 189_;) , nell'intento di dare una larg a e rapida applica1.ione ai nuo,·i criterì dettati dal decreto 1385 del 2 settem bre 19 17, in ha,e :ii quali si amm ~ttc 1100 più la sola ca usa di ser\"izio, ma anche l'occasio11c. o /'aggrnva meuto, per le in fermità 111a11ife,;latesi in zona di gue rra, o anche in zona territori;ilc, se per sen·izl attinenti all.1 g:t!t:I ra. Per l"applicazione di criteri cosi se111plici, è perfettamente inu· tile l'indaginoso ptriodo i~truttorio, durante il quale, con infornrn1.i011 i attinte a fonti ,;variate, si "cmta nel passato di un indi,·iduo. per ~tabilire ;se ,·i era in lui predisp.,. ,;izione per quella infermità, se questa fu ~offerta da lui. o dai suoi fami).(liari , se fa infermit,\ dette luogo, durante la ,·ita militare, ad accerta 111cnti, e quale 11c fu il r isultato. Per un infermo proveniente dalla zona di g uu ra - al quale , per questo , ~h fatto vi ene riconosciuta la dipend<:nza della infermitll dal ,er\'izio, come occasione, o come aggravamento. - esclusa la frode, o la colpa, ha,terà la sola cartella cli111c;, per stal,ili re se rei.hnente la malattia orig inò in zona di g uerr:1. Talora, an;,;i, ,eaza bisogno di documenti probati,·i. nelle stesse condizioni <lcll 'i11fcr1110 s i trovano gli elementi che d.inno ,·alore d i e,·iden1.a alla fondata prcsu11zi,111e d ella dipcnder~za <lai sen i,.io e qual,-iaisi altro accertamento. 111c1i'tre riesce superfluo pe r Io scopo, produce il lamentato ritardo nella de finizione della pratica. Come ncg,1rc, per esempio, a,d un tubercoloso, proveniente dalla zona dj g uerra , ove dimorò s ia pure p er poco te mpo, che la malattia siasi orig'Ì'nata. o , a1111nessa11e la preesisten 7.a, s iasi aggra,ata iu zona di guerra? Come nega re che una cardiopatia siasi aggran1ta in zona di gi:erra, se se n<' an1111,·1te la preesistenza, o che sia la diretta conseg-uen ,, d i una forma r eumatica, contratta nella stessa zona , Come poter affermare che 1111a forma morbosa mentale , sia pure pr('e~istente. 11011 abbia tro,•ata n elfe emozioni, n ei d isagi della zcna di guerra , la ragionr· del suo a~i::ra,·amento, o, addirittura, del suo s,·iluppo, anche in quei casi in cui si ammetta la predi,po,izione e l'eredita rietà? Daf'terà, quindi, in s:mili casi, accertar.? solamente ch ce,il militare fu in zona di guerra. senza sottilizzp re sulb predispo~izion<' e sulla preesistenza, poichl! questi arg-omenti non varrehbero certo a modific-a r<: l:i po.sir.ione dell'inr\i,·iduo di fronte alle tassati<'e disposizioni vigenti. Affiachè, p ertanto, questi critt ri ahhi ano que ll'applic;i7.ionc lar,l(a e rapirla che I:, legge s tabilisce con i due citati decreti, che s 'integrano perfettamente•. i direttori d i ospedali it1 lutti i casi iu cui i mi litari (ufficiali, so ttuffi ciali e militari di truppa) sian o
PARTE U FFICIALE
affetti da infcn11nà, per le q~ali possa ,;tnùilir,;i che sian,;i generate, o aggravate in zona di gttena, proc.,dcrauno alla co111piln1.io11e di una bre,·e diéhiaraziooe, ,1ella quale ,;nrà .::,;r,lic1ta111e11te esposto chE: l 'i11fer111 ità fu contratta, o si aggravò in zowt di g uerra, o in zona territoriale per servizi attinenti alla )!nerra, per cui, ai sensi cl.-! D. L. 1,,85 del settt:mbre 19Ii, ed in basc all'art. 12 del clec·reto 1274 del luglio 191S. viene dichiarata ciipendente da causa di servizfo. Analogamente s i proced<'ril pq I~ lesioni t raumatkhe in g<'= nen·. J,a stessa dichinrazio11e dovrà farsi, ed a più forte ragion", p er tatti i militari che 11111oio110 per infermità origi11atesi 11elle condizioni pre,·iste dal citato decreto 1385. Nei casi in cui i direttori cli ospedali 11011 abbiano elementi sufticienti - ed e,·itle11temente dovrat1110 es~er rari - oppur,; "ùbia 110 d·•hhi ~nlla possibilità di frode, o colpa da pnrt<: dd militare (auto-lesio11is 1110, ecc.) ne a\'\'ertirnnno i comaudanti di <le.po;;ito, p1;1Cht' questi prnceùano alla istrutt·,r:.1 ne,·c., s:tria per 6è!1:dere l'esistenza dtlla colpa, o della froùe . La rapida pro('elÌura <lell 'aH. 12 del D. L .. n<lun<jue, dovri} esser e la 11on11a n e~li accertamenti di diprudell7.a dal servi1.io, e potrà applicarsi anche ai casi di iafermit:i, o lesio11i prGdottesi in zona territoriale , se sdluppatesi in serdzio attinente alla geuerra. Aualogam e11te ai direttori <li ospedali, per i militari presso i depositi, o repar:i cli"er si dovranno regolarsi i comanda11ti di essi ; Sfcllza l'induginosa ed i11utile {nsc istruttoria, senza bisog-110 che ~ia nece~snrio di se11tire il direttore di sanità, cs~i potra11no proced ere alle ~tesse dichiara1.io11i di dipte11<lt:11z:1 <la i servizio, cosl C'Ome i clirettori di ospe,lah. Riassumendo, i direttori di ospedali ed i comandanti di deposito, si an,arra11110 della faroltà loro concessa da ll'art. r i d~l D. T,. 11. rz;,1 del I918, con la ma ssima larghezza f>o.<.<iL: ile : le dichiarazioni di c.ui nl citato art. I2 dovra11no essere sempre redatte in maniera positiva, riservanc\osi alla ,·ecchia procedura solamente i casi dubbi, quelli cioè, nei <Jn~l i è inc\ispensabile 1111 periodo di istruttoria, e che posso110 perciò, terminare con 1111a tlichi:irazione n egativa. Sia i direttori di ospedali, sia i coma ndanti di dt:pM ito anan110 apposito regis,ro in cui scrivc-rn nno l'orig-ine della dichiarazione rilas<'ia ta a ciascun militare. App·~na il direttore rldl 'o~pedale ani\ redatta la di chiarazione in paroh ne iuforme rà su bilo il com:111dn nte del depv~ito invia ndu!,!lit: nC' copia. Qm:,;ti, dal canto suo, terrà valida a /11/li gli c,1/cll i 1<1 dicloiarnzione in parola. l ' gualc n1lid ità (lnà la dichiarazione del cou1 a11dau te del dcpo~ito. Gli accct·tamcnti del gen c·re do1vra1111n sempre scgui,·s; co/La massima raf>idilà 1'•' ~· .<il>ile, in modo che, appena l 'inf.,rmo sin nelle condiz.ioni, o di essere in\"Ìato in licenza, o d'es~ere ~.ottoposto ad accertamenti medico·leg:1li, sia g ià pro1.1ta la dichiar:1zio11e di dipe ndcmm dal snvi1.io. Pari rapid ità s11.-i1 dai co111a11d11nti di deposito ,:1:tcn alla vecchia proccrlurn, limitata, cosl (·on,e prescri\'e la presente, ni ~oli cosi dub~i e circoscri,·cndo le indagini al solo e puro m,c:cssario. Q ue~to :'-Jiniskro confida nella s..lerzia delle autoritA t erritoriali, che, in base alle presenti istrn zio11i, non manchera11110 di sn,li.:l:'rC, r.ome sempre, tutta )',,pera loro C'<>\I la massima ala crità possibile , nell'intento cli ottenere che la procedura cll'gli accertamenti in pMola 11011 ~uhisca inc\ug i di sorta, i11d 11gi che la~ci:1110, purtroppo, nel pae~e l'impres~inne die il militare. che diede l't salute . o addirittura la vita alla Patria s•:1 trascurato. Pc , tanto i comancla11ti di corpo d'armata ed i direttori di sa11ità, rispctt•· ,·amente , e~c-rcitC"ra nno larghi e rigorosi co11trolli !>lii co11rn11danti di reparto e ~ui d irettori di osp,:d:,li, perchè abbiano a seg-uirsi le norme rapide dettate colla presente: ~fe11silme 11te , a pnrtire dal 30 aprile, e fino n 11110,·a disposizione, i comandit1.111 di corpo d'armata trasmett eranno a que~to :'si in istero, (Direzione g-enerale di sarntà militare . divisione Il ). 11110 specchio <lai q1wle ri$ulti il numero cklle dichiarazioni rilasciate dai direllori di Mpcd11 li e dai comanda nti cli reparti ,·on la nuova proced11~a. il nnmcr > del.le prntiche ri$en ·nte :,Ila \'eccbia procedurn e di <JIIClle g i:ì espletate con la stessa antica prncedu rn. Ri accu~i rice,·uhl. • · li ministro. - C.wrr:r.r.,. LUIGI PALMIERI f!er ente.
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4. J.'nhbonameuto non disdetto primn dd r. d icembre s 'iutemle riuuo,·ato pei l'anno ~uccessivo. 5. I sign ori abbonati wiliwri in effettività di ser vizio possono paga re l'import? . dell'abbonnmt>uto per me,.zo de i rispettivi comandanti di corpo (anche n ra te mc,nsih). 6. Per i s'>li ufficiali medici (dc'l'Eserdto e della ~!arù1a) è amm esso un ABBONA· )!EN'rO Ct:)!ULATIVO al Giornale di medici11a mili/ ai·-, C'd agli ,!1111oli di m edidll~ 11 a-:iale e co/011 ialc a l prezzo di L. 18 annue. l'er ottenere tale abbo nam ento gli abbonati del Gionwk di m edicina ,nili lore devono far p e n ·enire d irettnmentc L. 6 all'auunini~i,razi,me d cl!'li A 111rali (presso il .Mi nistero della ;\larina). . 7. Ai !ihrai si fa lo sconto d el ' " per ceut<.1, ma soltauto per gli obbon amenti ~ell~ 81 per sone e dei:li enti n on militari, che non possono fruire della faci Litazion e d; cui nn. 5 e 6.
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. ,lattilografati o scritti a uiano - <lcvOllO occupare un ~o lo l ato del foglio ed essere accuratamente ri,·<'dnti dagli autori. Si fa _speciale rncco111:u 1dazione che q uelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo ùi ev,tare 8 ogni dubbio di interpretazione. In caso contrario, In Dircz.ione si vcdrcb1'e costretta sospenderne la pubblieazione. 2. Salvo cnsi ccce,.ioualissimi, l a correzione delle bozze sarà fatta dalla red~i iooe, nnaicbè dagli a utori, per uou ,·iucolare il lavo ro tipografico agli inevitabili ritardi postaLi. J. Finchè perdurerà il costo eccezioualc della carta, i l:.vori degli a bbouad_ non Jovranuo oltrcpnssare le 15 pagine di ~tampa; q u el li dei non abbonati. le 8 pagine. che 4· r.~ spese per gli estratti e quei:e per le tavole litografiche, fotografiche, ecc. , nccompagn:tS$e ro le m emorie , sono a carico degli autori. 5. Gli estratti sono d i due tipi: - Tipo A. Con co pertina in bianco, seJ1;ta fronte· st s pizio, e colla impaginatura e numerazione d el fascicolo. - Tipo B . Con copertina am· pala, frontespizio, ùupaginatura e n umerazione special e. . . Agli au tor i delle me,norie saranno concess i grn.tnitamcnt~ 50 eslrtilU, upo AÌl se· 3 P er coloro che ne ÙC$idcrassero un nume ro maggiore, il prezzo è regolato da guente ta riffa: 1.
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1 --NU,\1ERO DELLE
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Gli e.<t ,ntti m /110 11 di "" f oglio si co11ta110 come JogUo i11tero P
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Ti po A. Tìpo 8. 100 estratti
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11 · · il ,uc.Z"' cr qr,c I clrc rnf>crono 1111 f of!lio, le f razi o ni ; 11 ph't clr c 11011 supcrat1o f nglio. si co 11 la110 com e metà, f>u rc hè pe rò l'o r dl11azio!lr ,,~ 11 sia 111/ e r/orc a 5° co('/e.
6. I ,u,wn_<c ritti 110 ,1 .s i rc.s tituisco'10 . ")'9 -
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5tabilia1ento Poligrafico per l 'am miuistrn.,ionc della Guerra in Roma.
Pubblicazione mensile
GIORNALE !!/' 3 DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare _ Giornale di 111eùicina militare: .1851-1884 Giornale medico del Regio ~scn:1t1, e della Regia Marina : 1885-18Q5 Giornale medico e.lei Regio E sercito: 1Sl)6..1907
ANNO LXVII -
1919
I Giugno
Fascicolo VI
Direttore : Pruf. EDMONDO T ROMBETTA, maggior generale medico.
· Redattori capi: Prof. ALFREDO BUCCIANTE tenente co' lonnello 111edico.
j
Doti. ARTURO CASARINI, tenente colonnello medico.
Comitato di redazione : Dott. DUILIO BALESTRA maggiore me- · dico. ' Prof. CESARE BARILE id id ~~or. ALFREDO BEVACQUA, ·id. id. of. ROSOLINO CIAURI tenente colonnello id. ' Dott. PLACIDO CONSIGLIO ·d ·d I ~rof. FERDINANDO DE NAPOLI id id rol. GIOVANNI GRIXONI 1-d ·ci . . Prof. GIOVANNI BATT1STA A-i ~R-IOTTI BIANCHI, id . id.
R O MA -
Prof. GIOVANNI MEMMO, tcnenlt! colonnello medico. Dott. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SAN TAMARIA , id. id. Doti. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
Direzione ed amministrazione. Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
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Istituto 't.a~~~~Z:,t~flppubb!lcìtà rll•o/gcr.~I DIRETTAMENTE all"Ufficio dc/egato a tale servizio - Roma, • ubb/1clltl e Jnforma:r/011/, Via Poli. 4.1-./7 • Telefono 77-66.
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r e nuove norme cir ca le pubblicazioni d ei lavori vedi copertina (4• pagi na).
S OMM A lllO
MEMORIE
ORIO IN ALI.
Biondi. - ;{on ne pratichl• 1wr alcuni p iì1 comuni .~c<:<•rLa111f•nti obiett.h·i n <?llf' ral u t11,zioni 111Pdico-legali . l'ug. 6:1, Santo ro. -
Fcritl' addominali cli i uprra t Conli11ua.)
Morone. -
Sul metL·do Cm rl'l nrlla c ura d egli Pmpie rni pll·urici
Mas sa rotti. -
La guerra
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I" esa11rimt.>nt.o li~ico-psichìcc,
Ql-E8TJ0;'1I D'AT1TAL1T .'..' . V.\ JUET:\' , : OTIZIE. Trombetta. -
Vulgus ntlt, . <IPcipi. ..
PER IL LTRRO D;ORO DEL CORPO SAJ\LT A RIO MILf'l'AH.E
MEMORIE OR I G I NAL I - - - -- - - - - - - - - - - - - -- -
- - - - --
Norme pratiche per alcuni più comuni accertamenti obiettivi-: ~?:-; >
V
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.NELLE V A.LUTAZIONI l\IEDICO-LEGALI QUADRI S IN OTTICI ( *)
per il prof'. Cesare Biondi, ten<>n le colonndlo medico ordin ari o di meuicina. l<'~ale 11ell a R. U11i\"ersità di Si ena.
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0
I. SIMULAZIONE ED ESA GERAZIONE. D ato che n egli accer tamenti m 0diro-l egali s i tratta essenzialmente di p r ecisare e valutare i rlistlll'bi funzionali, che d eri vano d a tma d ata lesione, l'oper a d el pe n to no n p11ò limitarsi ad una pu ra e sempli ce dia g nosi cl inica, ma d eve rnggiungere la p rova c.he la m e nomar.ione fun zionale , n0n è esagor ata e tanto meno s im ulata. Di sol ito il d isturbo funzional e, che s i alle.~a, s i impe r n ia s u affermazioni di d olore, specie nei m ovimenti, o di 1imi tazione, comunque d etermmanlesi, nella motilità. P e r evitare dunque e rro ri di valutazio ne bisogner i1, in 1s p~1eie, che il dolo r e ed 1 d istu rbi cli motilità. a llegati s i accer Lino con ogni rigore obiettivo, e così verr à anc he eliminato l'inconv eniente, non m eno g rave , di ved e r e negata una m e no mazione funzional e p er il fatto che non ne appaiano evidenti le alte ra zio ni an atomiche cons ue t1. ACCERTAMENTO OBIETTIVO DEL DOLORE .
Si b asa: A ) SU L LA .\ NAMNES1, cii!igentem imte e serenam ent0 r accolta e ribat-
tuta. p o i sulle risulk,nze obiettive, precisando : il) il pe riod o di tempo, da cui dura il d o lore allegato, in modo d a poterne valutare i risentimenti genar ali (insonnia, d eperimento, ecc.) e • (*) Questi quadri sinottici, che ho t rncciato per la scuola, pòssono essere utilm e nte integrati consultando una mia pubblicaz1one in cor so di stamprt sulla Ra ss egna d e lla previdenza ~ociale, anno 1918-19 19 - simulazione e provocazione di lesioni e di malattie (co11ftre11zc pratiche) - che verrà raccolta in un volume. 4 1 _ t_;iornale di m edi cina mili.tare. -
Fase. VI.
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Le forme d 'inganno o di frode, che possono d eviare gl i accertamenti medico- legali, vanno sotto la d esig·nnzione ge ner iea d i ;;i1,11tl,i:.io111·. La s imulazione vera e propria pe rò è assai rura, meni re non r inr,·cq uente il caso: .l che s i inscenino o s i e:ag-erino di~l11rh1 f11nz10111tli r ifere ndol i ad anomalie o ad asimmc lril· unal.omiclle od a poslurni di lesion e , d 'onde o n on ne d e rivano, o, se mai , in ~rndo minore> di q 1rnnto s1 afferma; 2' che si g iunga addirittura a pro \·nc,t•\ l les1011i o ma lull ie .
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,638
NORME PRATICHE PER AL.:UNI PIÙ COMUNI ACCERTAMENTI , ECC.
locali (ipotrofie muscolari, st.ato delle callosità alla palma delle mani o alla pianta dei piedi nei casi, in cui il dolore ne limitasse i movimenti); b) intensità. del dolore allegato, con riferimento ai sopra indicati effeUi generali e locali; e) natura del dolore allegato (grava.tivo, lancinante, urente, ecc./ che difficilmente viene precisato, sia pur:3 in via a.pprossimativa, dai simula~ri ed esagerat.ori; d ) sede del dolore allegato con le sue eventuali irradiazioni; nei simulatori ed esageratori sovente assurde e fantastiche; e) atteggiamenti della parte, nei quali il dolore allegato si desta, si esacerba o si attenua, e movimenti, nei quali si risveglia o si esalta, nei simulalor1 ed esageratori sovente contrastanti con la causa allegata del dolore; /) fenomeni concomitanti al dolore allegato, locali e generali, quasi sempre presenti nei dolori reali; di regola non enunciati dai simulat-0r1 ed esagera tori . B ) S U LL'ESAME OBIETIIVO, il quale metterà in evidenza.: a) le ragioni obiettive del dolore allegato quando, come nella quasi totali l.à dei casi, potranno essere rilevate; b) le eventuali discordanze tra i fatti obiettivi accertati (locali e generali) e le dichiarazioni del soggetto sui punti sopra esposti; e) l'accertamento obiettivo del dolore, indipendentemente dal rilievo delle cause, con i mezzi seguenti : a) provocandolo colla pressione o percussione del punto allegato dolen te o coi movimenti della parte, nei quali si afferma che il dolore si desti , e certificando : 1° distraendo il s.ogget.to, se si persiste ad accusare il dolore; 2° se la contrazione muscola re immobilizza la parte dolente o la tutela dalla pressione, prima che il soggetlo acc11s-i il dolore, giacchè nei simulatori ed esagern.tori precedono i fenomeni, chè sono più direttamen te, sotto il dominio della volontà, ossia il grido ed i contorcimenti ; 3° se si destino i riflessi algometrici: a) mimici più sicurament,e rilevabili osservando la fisonomia del soggetto nello specchio; b) s1·crctivi (lagrimazione, sudore) ; e) vasomotori (pallore o arrossamenti, a urnetito od abbas,-amento delh tensione), rilevabili sia coll'ispezione, sia coll'esame o rdina rio del polso, sia con sfigmomanometro; d) car diaci (s in toma di Mannkopf), consistenti in modificazioni della frequenza e del ritmo delle rivoluzioni cardiache rilevabili . sia con l'esame ordina rio del polso, sia r accogliendo lo sfig mograrnma. (Borri ); · e) puvillari (sinloma di Betcherew o di P a,rrot) con~stenti . salvo il caso rarissimo di reazione paradossa, nella dilatazione delle pn· p ille, da rilevarsi dopo aver accertai.o che non esisl.a hyppus o midria::i e dopo aver even lual menle provocato, con l'esposizione dell'occhio an u na modica sorgente lum inosa, un g ra d o m edio di r es tring imento pu
pillare;
NOR:'\1E PRATICHE PER ALCUNI PIÙ COMUNI ACCERTAMENTI, ECC.
639
4° se la pressione su di un punto accusato dolente, compreso nella superficie di un circolo tattile insieme a punti dichiarati indolenti, sia se!Tlpre riconosciuta risvegliante il dolore anche quando la si eserciti cont.emporaneamente - nell'ambito di un circolo tattile - a quella praticata su punti affermati non dolorosi (sintoma di Milller o dei circoli tattili); 5° se la pressione sul punto dichiarato dolente risvegli il dolore, quando in successive prove sia esercitata in g rado presso a poco uguale, indagando il fatto specie coll'algesimetro di Boas modificato d a -E. Fabri o con un barestesiometro; 6° se i varii movimenti della parte determinino dolore in sedi e con irradiazioni corrispondenti alla lesione esisteme od allegata (ad esempio varie modalità per accertare il sintoma di Laségue; pressione sullo sterno . eh~ risveglia il dolore in corrispondenza di un callo di frattura costai.e realmente dolente, ecc.); ~) certificando l'esistenza di atteggiamenti di difesa o di limitazione di movimento in relazione al dolore a]legato (ad esempio immobilizzazione di articolazioni dolenti in posizione varia a secondo dell'esistenza. o meno di versamenti articolari; minorata escursione del torace dal lato accusato dolente; scarsa energia di contrazione muscolare in caso di scrosci dolorosi delle articolazioni e delle borse mucose pefiarti~ colari, ecc.); y) indagando gli effetti del d olore: generali (eventuale deperimento) e locali (ipotrofia muscolare, atLenuazione delle callosità alla • palma d elle mani ed alla pianta d ei piedi); ò) giovandosi del criterio ex adiuvantibus, giacchè i dolori simulali ed esagerati resistono ad ogni mezzo curativo, anche quando, magari con l'esame d elle orine, si sia potuto certificare l'assorbimento d ei m edicinali prescritti. Le riserve, che potrebbero eventualmenle e-levarsi contro il valore assoluto di ciascun a di questi'! prove di obiet.tivazionc del dolore, non valgono evidentemente quando il ~iudizio d i reale esistenza del dolore o di si mulazione od esagerazione sia concretato sul concorde risultato di esse. Quando però non si volesse giungere fino a n egare in maniera. recisa l'esistenza di un dolore, che non ebbe con ferma da tutte quesk:) molteplici prove, sì dovrà però riconoscere ch e esso deve essere in ogni modo di ~::-adu tale, d a n on poter dare risentimeut.i funzionali apprezzabili. Il . -
ACCERTAMF.NTO OBIETTIVO DELLA MOTILITÀ.
I disturbi della motililh, comunq ue originati, costituiscono , nella ma,gg iol' pal"te dei casi, l'essenza d elle menomazioni fu11zionali, clte conseguono alle lesioni in genere, quali occorrono nella pratica corrente . Allorchè poi essi risiedono nel tronco o negli arti in feriori determinano p e rturbazioni n el cammino, il quale coslituisce un complesso funzionale di tanto alto. importanza nella aLtivitìi. umana da merita.re spcciulissima ,considerazione. Cosi i disturbi dellt.t motilità vanno studiati sia in generale sia in particolare nei rispetL\ del can:min,J.
6il)
NOH'.\IE P llAT ICIH: Pt:R ALC U NI PI Ù COMUN I ACCEllTA~1ENTJ, ECC.
1° Acc1•rtmn,·nto obicllivo d ella motilità i11 gen,•re.
Si basa: ,t, S1-• r. t,'AN..1 :viNE ..n
ddigenlemcnLo e serenamenle raccolta procurando di fai' spccilfoure il soggetto: a) da quanto Lempo duri il disLu rbn della mol i !il~1; b ) qwLli siano i movimenti limit.ati e se il di,;L11rbo si anc rf ,i n ei movimenti aUivi od 111 quelli passivi od i11 amlJed u..: le eVl'ntu,tl iL;,; ci se il m o,·imento dcs~i dolore ed in qu-tl SL'd e e con quali irradiazioni; d ) se Lro,·i ostacoli nel h esecuzione; t') se man clii o sia m cnonnLa la forza mu::;c0la1 e per escg1 1irlo. Si1111ilaLori cd esugcrnlori rifug-girann o dal forni re indicazioni JJ l'L'CÌS,' . ,lllehc in 1 uei limiti !aLi, cha sono accessibil i a quabiasi modesta rnenlalitit. I d ati anamnestici dovrnnn0 poi ribaLLcwsi s1i llc ri s11ltanzL' 'Jbid 1,i,·c, ond,} ve:dcre se Lrovi no conferma o smentila.. · · IJ) SUt.L'ESAl\lE O!IIETTI VO , esegui i.o con gl i ordinari metodi Sl'llll' iOlog-iC',i , gen erali o speciali , ir: modo da poLer con cr 1}larc una diagnosi elini ca e p1·èti$itre : · Il) se 11 d1:-l.11rbc dl'lla motil i lit di pPnda d al dolore, che si dl'sLa n e i ntO\'hncnLi aLL1vi o pas~i vi, 11lilizza11do g li artifici diagnostici inrl icali n propo:;i lo d el l'ttccerl amento obiettivo del dolore; /i ) se li dislurbn rlipenda da :i.Iterazioni materiali della cuLL' o dl'l soLlornLaneo o di ailri l ess11Li m olli esLrarticolari (cicatrici reLmUc od aderenti, che lirnil ano le escursion i di un segm ento di arto o lesioni simili i ; t) se il disltJrbo di pende da alterala moti lità inLrinseca d i un articolazione, nel qtJal caso si do( ranno precisare : o:) i falli locali (allcrazioni apprezzabili o meno dei varii tessuti costiluenli l'articolazione, ricorrendo evenlualm »enLe anclw all'e same raclinf!'l'i1fico) ; ~) lo stato dei muscoli nel segmento prossimal e, n ei qu1:1 l i, da.Lo che la lesione ar licolare esista sia pure d a non molto tempo, si trover à un grado 111ag-~ion: o m i nore di ipotrofia, di origine ul>articolare, differenziabile, dalla se111 plice ipot rofia cx non i,su per la sua peculiare loca lizr.azione; y) l o stillo d ella cui.e delle palme della mano e delle pia.nle rlei piedi , da clii , nor la pr<•senza delle callosità o }.:er l a loro l ocalizzazione si potranno trarre elemC'nti su l gr ado e rnllc modalità d ella funzione rlelrarlo; ò} i l grado di escursione passiva od alti va mi~u rat.o in stJcr essi.v i esami a m ezzo di un semplice goniometr o od anche di un compasso; il simulatore e l'cs,weralore forniranno d ei ri sullati varinhili ;Sar:\ be n e tene r pr-::sente la <·,te n, io ne fì, iologica do:,i mo,·i111cn ti dei scglucnt i ,\elle prine ipali articol:t1.ioni . .-\WTl(.'111,AZ IOX ~; SCA I lii.O ,,~n; W\l ,f. F. C l KGIJT.0 St'A l'OI..\HF.. -
.4 bd1r2i o11e del
(>raccfo
fino ,dia ve rtirak , se t·~eguito unilat craln1c nte; se csc!( uito bila te ralmente fino a fo rmare: 1111 ang-olo di c in-a 1 50 i::rndi col r,iano lakrale ,kl tronco.
NOR:\IE PRATICHE PER ALCUNI PI Ù COì\·l U Nl ACCERTAM ENTI , ECC.
64-1
S0llc1•a 11ie11to del braccio i11 1n•a11/i finr, (,Ila \'èrlicale t:lnto se ese,guito u11il:nera\ mi,11tt: che bilatnalmc n te. S o/lcvam eiito dc! braccio• all'ind.ictn, fin o a formare 1111 angolo d i circa ,15 gradi
col piano posterio re del tronco. - (E ' perciò che s imulatori cd csageratori cercano di accreditare la limitaziom: clei rnovime uti dell'articolaziom: 011,cro-scapolan:, mostrando che non possono sollevare, come nessuno lo può, il braccio all'indie tro). Rot11::io11e ddl'omer<1 sul proprio a sse fino a due aJtgoli rctli. ARTICoJ.AZIONE l)H, GO~ll'l'O. - Nel.la estensio n e d ell'a11awbraccio S'lll braccio si arri,·a fiuo a due angoli re tti, n ella flessicme fiuo a ,15 g radi; 11 c/1a prona: ion c e s11pi11a::ione si arri,·a complc~sin1111entc ti110 a d ue a11i;::oli retti. · ARTJCOT,AZIO:s~: u1-:1. r or.su. L a fkssi one d orsal.c d ella mano s11/./'a11a m braccio si e seguisce co11 un a11golo di circa 135 gradi; la flessione pal.marL con 1m angolo di c irca 120 i;::ra<li. La i11cli 11azio11. d ella mano s11l lato esterno ossia radi,1lc si fa con un aui:rolo d i circa 14.'> gradi; sul lato interno od ulnare con un ruig:,lo di 16o. ARTlCOT.AZIONI DE1.1.t: on.-1. 0Ptosiz ione del pollice fino a toccare col polp;istrello la faccia pal111ar~ clélla a rticolazione mct;icarpo falangea del mignolo. Abdu=ìone del. pot.lice fino n forma re col piano radiale dell'avambraccio un ani;:-olo di 135 g r adi. Add1do11c d el pollice fi110 a chiudere il primo spazio .inte rd igitale. Flcssiouc d ella prima fala11ge d el pollice sul m e tacarpo fino H formare uu augolo di 135 gradi. Flessio ne d ella SNonda sulla prima fala11g e deL pollice fino all'angolo retto. Flessione del/.~ fala ngi de/I.e 4 1llt1me dita, fra di loro e col rispettivo metacarpo, fino ad uu a ngolo acuto d i pochissimv mino re di un a ugolo retto, salvo pe r la flcs-sione dell!I ~econda fo langc s ullll. prima, c he forma sovente 1111 angolo di circa 70 gradi. - Abd112io11e .te/l e quattro ultim e dita fino & formare r i~pettivamente fra di lo ro un angolo di 45 gradi circa. ARTICOL AZIONI! coxv~EMOP.M .•F.. Flessio>1e d ~lta coscia s11t baci>10 possibile fino a mette re in contattc · la faccia ante riore della coscia con la parete addominale , s 'inte nde a gamba flessa sulla coscia, altrimenti un così esteso movimento è os tacolato • dai muscoli poliarticolari flessori della gamba sulla coscia. La abduzion e della coscia iu posizione di flessio ne ad angolo retto, risp etto al piano ante riore del tro nco, va fino all'angolo re tto col piano late rale del tronco s tesso. AJlTICOLAZIONF. DET, GINOCCHIO. La /lessio 11é d ella gamba sulla coscia pa~si vamente consente di porn, il <:alcagno in contatto con la natica. AJlTICOLAZION& !IlllO-ASTRAC:ALICA E SOTTO-ASTRAGALICA. Il piede dalla posizione ad angolo retto rispetto alla gamba può compie re, sia in direzione plantare come in direzione dor sale, una escursione di circa 35 2:radi. La e.<curslone d ella sottu-astragalica raggiunge in complesso circa 45 gradi dalla massima pronazione del piede alla massima supinazione.
e) l'atteggiamento della parte nel riposo ed in movimenti, che apparentemente non ri.chiedono 1~ spostamento dei segmenti della arti.colazione allegata rigida od anchilotica, in modò da certificare se la limitazione dei movimenti è minore di quella allegata e fissata con la mi.s u razione (così ad esempio talora accadrà di constatare nella posiziomi seduta la flessione della coscia sul bacino, mentre si allega rigidità della articolazione dell'anca; o di vedere nel decubito laterale flessa in grado maggiore o minore, la gamba sulla coscia, mentre si allega anchilosi del g inocchio; o di certificare che si ha la flessione dorsale del piede, e non il sollevamento del calcagno dal suolo, quando si allega rigida la tibio.oskagalica e si ordina, nella posizione di attenti, di flettere il ginocchio prendendo la posizione accosciata; o di riscontrare eseguito il sollevam e nto del braccio in avanti fino all'angolo retto col piano anteriore del tronco allegato impossibile, quando, à braccia naturalmente pendule, si
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NORME PRATICHE PER ALC U NI PI Ù COMUNI ACCERTAMENTI, ECC.
faccia flettere il tronco fortemente in avanti, meLLendo in gi11oco an che la rotazione del b acino sui femori fissi; o di verificare che il soggetto, allegante una incompleta supinazione dell'avambraccio riesca a toccarsi con la palma della mano la fronte e v ia dicendo); ç) la messa in atto di quei movimenti di compenso, che sono automatici in chi ha realmente una rigidità articolare, ma cbe vengono accuratamente inibiti da simulatori ed esageratori, come ad esempio la rot.azione del bacino dei re.mori fissi nel flettere il tronco in avanti in chi hll rigidità della colonna lombare, ruotazione all'interno d ell'omero in chi ha impedito o limitato il movimento di pronazione d ell'avambraccio; 11) le modalità di esecuzione di alcuni monmen li , nlli quali entrano in gi uoco dive rse articolazioni, come ad esempio nel movimen to di abduzione del braccio, che , quando è compromessa soltant o l'articolazione omero-scapolare, si escguisce esclusivamente, ed in quanto è possibile, con la rotazione del cingolo scapolare sul suo asse an tero-posleriore e, quando sono co mpromessi i movimenti del cingolo ed è integra l'articolazione omero scapolare, si eseguisce , fino ('Jtrnndo è possibil e, cioè fino ad un angolo di circa 70 g rad i col piano laterale d el tronco a spose esclusivamente d ella articolazione omero-scapolare ; d ) se il disturbo n el movimento cli una <lata articolazione dipende d e. una lesi:.rne o,;sea (,·.allo di frat,1,ura, formazione ù1 csostosi), che si opponga meecan icarn.ònte al m ovimento , n el qual caso la rarl iografia in opportuna posizione fornirà ulteriori e siCll ri elcmenLi di giudizio; e) se la escursione dei segmenti di un'articolazione sia limitata passiva men le cd atti va men te : · a) da 1111a con trattura muscolare per Jesione materiale de.I sistema nervoso centrale o periferico (contrattura neu ritica). n el qual caso la sint-0matolog ia, raccolta con la ordina ria semeiotica neuro-p alo· logica , orienta in modo sicuro; ~) da una contrattura muscolare di orig ine arfrogcna, la quale presuppone, naturalmente, una lesion e articolare constatabil e sE'mpre; interessa i muscoli peri-articolari con clifferenza d i intensitit t ra esten sori e fl essori ed anche tra mono-articolari e poli-articolari; r) da una contrnttura miopatica, che presuppone una lesione muscolare accertabile in ogni caso e, se si estend e ad altri muscoli , oltre a quelli Jesi, il ch e n on sempre si verifica, presenta nei musco] i non lesi una minore intensità; 8) d 3. una contrattura istr.rica riconoscibile con gl i ordinarii cri teri neuropatologici. e) da uria conlraltu ra riflessa o fi siopatica o funzionale o neurotica, che dir si voglia, 1iconoscibile, un':l. volta escluse I~ altrC' forme di contrattura 1°) dalla ipotrofia muscolare. che si distingue dalla semplice ipotrofia rx non usu per la notevole prevalenza, se non anche esclusivi!.\, nei muscoli del segmento di arto compromesso e nei i:rruppi mu scolari con tratturati; 2°) dalla marcata eccitabilità muscolare diref.ta; 3°) dalla dimin uzione della eccitabilità faradica n ei muscol i
NOR.\1E PRATI CHE PER ALCUNI PIÙ COMUNI ACCERTAMENTI , ECC.
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contratturati mentre è integra e con formula normale l'eccitabilità galvanica; · 4°) dalle scosse cloniche, che si verificano nel tentatiYo di esecuzione dei movimenti volontari; 5°) dalla constatazione d el pseudo clono; 6°) dal la esagerazione notevole dei riflessi profondi; 7"ì dalla frequente e quasi costante concomitan za di disturbi vaso-motori i (acroc ianosi ed edema molle) ; 8°) dal la frequente e fJllas i costan le 'concomitanza di disturbi trofici (sottigliezza e lucentezza della cute , orletto sotto ungueale, alterazion i delle ung hie, d elle pliche papillari, rilevabili nelle impronte d igitali ); ~) da una contrazione m11 scolare volontaria, che i sim11lal.oi·i ed esageratori mettono sovente in atlo, e che, una volta esclusa la esistenza di una qualsiasi forma di contrattura, s i cert.i ficu vincendola sia con lo st'.lncare i m usco li contratti, sia massagg iandoli , sia distraendo il soggeUo, sia me!t.end o in moviment,o passi vo lù articolazioni prossimali , d u rante il quale riesce difficile ma ntenere contratti i muscoli delle a rticolazion= distai i , sia ricorrendo a posizioni d eli'arto, che rendono meno f:fficaci certe contrazioni m uscola ri , come, per esempio, flettendo passivamente la mano s i rende meno energ ica la azione dei fl essori
superficiali e profondi dello di i.a, cho tendono a mantenere flesse le due falang i delle quattro ultime di la e via dicendo; / ) se la éscu rsione d ei segmenti di una d eterminata articolazione sia limitata od abolita attivamente per essere i tendini dei muscoli, d ep11tati a quel tal movimento, recisi od impigliati in una cicat.rice, (in questo caso, oltre alle constatazioni dirette, la stimolazione faradica del muscolo o dei m uscoli, cui appartengono quei dati tendini, dimostrerà la possibilità o meno ed il g rado della funzi one); g ) se la escursione dei segmenti di una det.erminata a rticolazione sia limitata od abolita attinmente per insufficiente o mancante energ ia muscolnre: l.l) per paresi o parali si d a lesione del sistema nervoso centrale o periferico accertabile con gli ordina ri metodi d ella sem eiotica neuropatolog ica; ~) per paresi o paralisi isteriche accertabili con g li ordina ri metodi neuro-patologici. y) per pseudo-paresi o pseudo-paralisi riflesse o funzionali o neurotiche riconoscibili : . 1°) dalla ipotrofia mu scolare, che si distingue d alla semplice ipotrofia ex nnn usu per la notevole prevalenza, se non anche esclusività, in quel d ato segmento di arto; 2°) dalla ma rcata eccitabilità muscola re diretta; 3°) d all a diminuita eccitabilità faradica dei muscoli pseudo paretici o pseud o pa ralitic i, mentre è integra e con formula normale la cccitabi Iità galvanica; 4°) d alla esagerazione dei riflessi profondi; 5°) d alla frequente e quasi costante concomitanza dei disturbi vasomotori (acrocianosi, €dema molle);
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NOR~IE l'RATl<.:HE PER ALCL' NJ PI(; COi\1 UNI ACCERTAMENTI, ECC.
6") dalla frequente e q11asi costante concomitanza di disturbi LrLlfìri (soUig liezza e lucentezza d ella cute, orletto sotto ungueale, alterazione delle pi iche papi Ilari e d elle unghie); 7°) dalla frequente concom itanza di con trattura· funzionale o ne11rolica - non semplice ipertonia! - dei muscoli antagonisti a quelli pseudo paretici e pseudo paralitici; · ò) per i po trofi e muscolari , da pregresse lesi on i materiali dei ner vi periferici non più constatabili, o di origine articolare, o per defì c:iente ener;; ia muscolare, comunque originatasi. In ambedue i casi bisogneriL obicll ivare il distu rbo funzionale reale, giacché si sa rhe nelle ipotrofie ab,; rlicolari la funzione d ai muscoli si restaura compl ~tamente prima che si ripristini il trofismo. Ciò si ottiene ce1'lificando: i ") le modalità, con cu i, interrompendo il movimento passivo, eseguilo dall'esaminatore, il segmento di arto riprende la posizione abitua le ed obbedisce alla legge di gravità (così, ad esempio, in caso di allegala insnffic1enza muscolare nella abduzione d el braccio, sollevandolo passivamente fin 'oltre all'orizzontale e poi abbandonandolo, si ved e, dal modo come l'arto ritorna ai lati del tronco, se funzionano più energi camente i muscoli ruotatori del cingolo scapolare sul suo asse antera posteriore o il deltoide); 2°) le modalità, con cu i il movimento ordinato si compie, e cioè: a) se si trae partito dagli atteggiamenti dell'arto, che lo favoriscono (ad esempio flessione dorsale della mano nella formazione del pugno, fi essione d ella gamba sulla coscia nella flessione della coscia sul bacino, ciò che i simulatori evitano con ogni cura); b) se il movimento ordinato si accompagna ad altri movimenti, che, pur non coadiuvandolo meccanicamente, vi si associano per ragioni di innervazione o di automatismo e se nori eseguiti vengono perciò ad indebolirne l'energia (come ad esempio l'adduzione del pollice e la flessione d elle sue falangi nella formazione del pugno invece della abduzione ed estensione delle falangi, praticate quasi regolarmente da simulatori ed esageratori); e) se insieme al movimento ordinato se ne compiono altri, che valgono a renderlo meno efficace per ragion i meccaniche (come ad esempio quando nella formazione del pugno si flette palmarmentc la mano in modo da ravvicinare le inserzioni del flessore profondo e del flessore superficiale delle dita); · ci) se nell 'eseguire il movimento ordinato si fanno entrare in giuoco i muscoli antagonisti, in m9do da ostacolarne direttamente l'estensione: 3") se nell 'esrguire il movimento ordinato il soggetto vi spiega tntta l'energia, di cu i i relat ivi muscoli sono capaci , accertando il fallo : a) notando se non si csq:;-u iseano movimenti, che si è certificato possibili, in base alla osservazione d el soggetto mentre si svestiYa o durante l'esame, o, ad esempio, al rilievo che, mentre le dita sono macchiaLe di tabacco, non le si adoperano nemmeno per sollevare in alto la camicia;
NORME l'RATICIIE PER ALCU N I PIÙ COMUNI ACCERTAi\lENTl, l::CC.
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b) osservando se ncll 'es0guire il movimeJJl-O, che il simulatore o l'esagerulore non sunno corrispondere con alLre parvenr.e a quello, che si afferma insuOi~iente, si contraggono in misurn, contrastante con le affermazioni rese, quei muscoli , elle con il mov1111cnlo ordinario si erano artifìciosomcnte contratt.i meno d el possibile (cosi art esempio si potrà veder~ abbassare lcntamcnl0 il bracC'io, portato passivamente in abduzione, ron una contrazione del deltoide , che si era cercalo di mostrare insufficiente, o flett ere lll coscia sul bacino a gamba estesa. quando si è allegata una insuflìciente energia di eslen!>ione della gamba sulla coscia); ) coll'opporre al movimento ordinato un'ost.acolo opportunamente graduato, che si rimuove ad un tratto; se il soggetto impiega tutta. l'energia muscolare, di cui è capace, rimosso l'oslacolo, il movimento si continua nel senso ordinato come a scaLl.o; nel caso cli simulazione od esagerazione si arresta (prova di Schusler). Nel ,aggiare la energia cli formazione del pugno la prova r,uò eseguirsi col fa1 serrare un cilindro lubrificato con vasr::lliua ritirandolo rapidamente (E. Fabri).
· d) col ci mentare a l saggio dinamometrico, in successive prove, la potenzialità muscolare; nel caso di simular.ione od esagera zione le risultanze delle prove in serie non ci daranno, nelle linee generali, la curva della fatica, ma sbalzi incoordinati con discordanze tra un lato e l'altro; (il co111u11e dinamometro .Mathieu può adattarsi, co11 semplici dispositivi, a graduare l'energia di coutrazione di molteplici gruppi muscolari. Nel saggio di energia di formazione del pugno si tenga conto che i valori oscillano a destra, nei destri, e a sinistra, nei manci11i, trn 30 e 6o kg., a sinistra nei destri ed a destra nei mancini tra 25 e 50; le d ifferenze in più sono, per i valori a\ di sopra di 30 kg., di 10 ka:. : al di sotto di s) ; ·
e) facendo eseguire successivamente e contemporaneamente movimenti simmetrici , nei quali i simulatori od esageratori si confondono, mettendo così in azione con varia energia i muscoli accusai.i insufficienti come quelli dichiarati normali. Così, ad esempio, quand o si vuole saggiare la forza di formazione del pugno, facendosi stringere contemporaneamente e successivamente le mani ed ordinand,1 al soggetto di inc rociare le braccia o di portarle dietro il dorso, è facile cogliere nei simulatori ed esa~eratori assurdit.à ed incongruenze cd è possibile giungere a 'fissare esattamente il grado reale della forza dispiegabile d a un lato e dall'altro. 2° -
!l ccerlamrmto ohiettiv11 dei disturbi dPl cammino.
CA:\Dnxo :s:or:.ur.1:. - La completa rivoluzione deambulatoria, o ciclo dd c;immino, risulta dei due passi e compreucle una fas~ di appoggio unilaterale ed una fase di appoggio bifaterah·. !\ella fase di appoggio unilaterale ciascuno dei due arti, alternativamente, funziona da artL, portante, o, come si dice meno esattamente, da arto attivo, e da arto oscillante o pa,sivo. Alla fine dell'appoggio unilaterale l'arto oscillante tocca il suolo con l 'ovoide po1<teriore del piede e, nella fase di appoggio bilaterale sposta la ba~e di so~U:gno dall 'o\'oide posteriore alla intiera pianta del piede; quiudi nella fase di appoggio
646 ' NOR M E PRATICHE PE:R ALCUNI PI Ù COM UNI ACCERTAMENTI, ECC. unilaterale , iu cui agisce alln ~.ua volta da portante, e n ella successiva fase di appog)c!io hilatcrnle, solle rn il tallone e tocca i11fine il s uolo, quando sta pe r funzionare di nuoYO da arto osc·illante, soltanto in co rrispo nde uza del primo meta t:ir so. :Xci ciclo dd c1111°miuo il bacino ruota sul s uo asse :un ero-poste rio re e sul s uo as,c verticale rialr.ando~i e ~pi11gendo~i a,·auti da l lato deìl'arto oscillante; il tronco "i flette iu avanti nella fn ,c di appoggio bila terale e si raddrizza nella fase di appoggio unilaterale; ruo ta s ul s uo a,~c ve rticale portandosi a,·anti col lato opposto a quello dell'arto oscilla nttc. ( ;Ji art i s upèriori si muovono a bilancie re ,;incronicame m e cull 'a rto inferiore del l~to opposto .
Coll'an.Ltnnesi d'\ligentemenle e serenamente ruccolla si potrà giun1ere sovente a far pnòcisare la n at11ra d el disLur bo del cammino, che dovrù poi controllarsi col l'esame obiettivo; quesLo ci condurrà ad una diagnosi cli n ica e potremo così stabilire la causa d ei d isturbi stessi. Precisata coll'a namnesi e coll'esame obi et.Livo , g iovand osi dei mezzi dia.gnostici sopra indicati, la causa allegata d ei disturbi del cammino, s i studic ran 11 .1 le moda li tà di questo, varie a seconda della caus,t slessa . .·I ) .\1; rrnAZIONJ DEL CAM\tlNO DIPENOt:NTI DAI, DOLORE ICLALDICAZIONI DOLOROS!::Ì .
a) - D()lori nel tr1J11C() <' s7Jl'Ci" n ella rrr1ù>111 lornban· . - RisenLono su tutta J'a ndutma , ch e diviene precau1.·iona le e sor vegliala ad occhio veggen te, ond e evitare i movimen t.i ordinarii del tronco e le eventuali scosse per le dis uguaglianze del terreno. Il bas tone è por tato non tanto per sostegno, quanto per ovv iare alle possibili scosse, e perciò s pesso lo si ti ene sollevaLo e pron to a poggiare si li suolo al m oment,o del bisogno senza s is temazione di impiego. Il sim ulatore e l'esagcratore non riescono a mantenere il tronco immobile n è ad iniziare e tanto meno a continuare l'atleggiamcnt.o precauzionale d ell'a ndatu ra ed anzi talora s i abbandonano a movimenti incomposti, con i qual i pensano di poter accr editare il distu rbo allegaLo. b) -
Dolori 111,gli arti in/ r ri()ri;
a) se unilaterali conducono a lla necessilit d i far g ravare il peso d el corpo il meno possibile su ll'arto dol ente e quindi : 1°) il passo sarà mosso precauzionalme nte coll'arto dolente; 2°) il piede dell'ar to dolente Loccherà il suolo alla fine d ella fase oscilla11le con la pi:lrLe, s u cu i la pressione, s ia lor.ttlmente sia a distanza, 1·isveglicrà men o dolore, in generale coll'ovoide anteriore invee,_, che col posteriore come accade nel cammino normale; 3°) sn rà abbreviata il più possibile la fa se oscillante dell'arln sano e per oltencre ciò, m entre essa si svolge , il t ronco inclinerà in a vanti on de spostare rapidamente il cenlro di g ravità e di conseguenza piegherà. poi s ul laLo dell'arto inferiore sano, q uando esso terminern la s ua fase oscillan te battend·) il pied e sul s uolo più fortemente di quantn non facc ia l'arto dolenl.e e lasciandovi impronta pi ù marcata: 1, il dietro fronte s i eseg-uiri, girando a pernio snll'a rto sano: 5") il bas tone o la g ruccia s i muovono s incronicamente coll'a rLo dolente; nelle claudicazioni fortem ente dolorose vengono por tali d a l lato del l'arl-0 dolente. 0
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NOR:\1E PRATI CHE PER ALCUNI PIÙ COMUNI ACCERTAMENTI , ECC.
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I simulai.ori ed esageratori non seguono tutte queste leggi; si confondono coll'uso del bastone e non mostrano nell'art.o accusato dolente la p ianta del piede con minori callosità, variamente distribuii.e a seconda d ei casi, e la suola della scarpa corrispondente meno usurata. se bi laterali. 1°) prevalenti da un lato, come quasi senza eccezione accade, condurranno ad un tipo di claudicazione dolorosa con i caratteri sopra d escritti, ma un po' meno accentuati, quasi come se l'arto più dolente fosse il solo, in cui si risveglia òolore nel cammino; 2°) senza · prevalenza in nessuno dei due arti (ipotesi quasi puramente teorica) condurranno ad una andatura precauzionale.
m
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R ) ALTERAZ ION I DEL CAMMINO
DIPENDF.NTJ DA DIFFERENZA DI Lt; NGH EZ ZA TRA l DU E ARTl.
Si verificano quando uno dei due arti inferiori risulta più corto dell'altro o r ealmente o apparentemente o relativamente . Neg-li accorc iamenti real i, che non superano d11e centi metri , quando non si abbia,no lesioni della colonna verlcbnle o d ell'a!'Licolazione dell'anca, la rotazione del bacino sul suo asse antera-posteriore compensa con l'abbassamento dal lato d ell'arto più corto l'accorciamento e non si ha claudicazione. Mancando questo compenso ed in luUi g li altri casi si ha che: a ) il passo si muove con l'ar to più corto; b) il piede di questo lato batte più fortemente sul suolo alla fine d ella fase oscillante; e}. il tronco s'inclina dalla parte dell'arto più corto in tutta la fase portante di questo, onde rendere possibile il movimento oscillante delu lli:mo; d ) se l'arto più corto è dolente lo si allunga relativamente collocando il pie·rte in pos izione equina e la claudicazione prende il tipo doloroso (vedi Ab). C) ALTFRAZIONJ DEL CAM.'lflNO DIPENDENTI DA RTGIOJT.Ò, ARTI COLARE S IA PER LESIONI DELL'ARTICOLAZIONE,
STA P ER CONTRATI U RA i\I USCOLARE.
a) llnilaLerali
(X) In posizione ordinaria anatomica (coscia ;,stesa sul bacino come nel decubito dorsale, gamba estesa sulla coscia, piede ad angolo retto sulla gamba:). Se non si arriva alla immobilità com pleta, si trova un compenso nel giuoco delle articolazioni illese, altrimenti si ha che anche le a rticolazioni illese non possono, specie n ella fase portante, eseguire i movimenti ordinari e si arriva ad un relativo allungamento dell 'ar'lo leso con le conseguenze sopra indicai.e sull'andatu ra , figurando l'arto sano come il più corto {inclinazione d el tronco sull'arto sn.no ecc. vedi Bì) o con la ricerca di compensi, varii a seconda della sede della immobilità articolare (falciamento nelle immobililà (iella articolazione
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NOR:VIE PRATICHE PER ALCGN J PIÙ COMUNI ACCERTAMENTI, ECC.
del l'anca, abduzione e ruotazione in fuori nella immobilità d elle articolazioni d el ginocchio e tibio-astragalica). ~) in posizione anomala conducente: 1°) ad un raccorciamento dell'arto leso (esempio flessione della gamba su Ila coscia, piede varo, ecc.) ed allora, salvo i compensi quando siano possib!li (esempio posizione equina d el piede nel caso di flessione della gamba sulla cosciaì , si avrà la claudicazione r elativa, cioè l'opposto di quella indicala nel caso d ella letll:lnt o: giacchè l'arto leso ri ;;11 lt.a il più corto e eia q uesto lato quindi inclina il 1,ronco alla fin e della sua fase oscillante (vedi B - alterazioni del cammino dipendenti da differenza di lunghezza tra i due arti); 2°) ad un allungamento dell'arto leso (esempio piede equino) ed allora, salvo i compensi, quanl.io siano possibili (ad esempio fl essione della gamba sulla coscia nel caso d ell'equinismo) si avrà una claudi cazione opposta alla precedente g iacchè l'arto sano risulta più corto e quindi il tronco inclina dal lato sano alla fin e della fase oscillante d ell 'arto sano (vedi B - a lterazioni d el cammino dipendenti da differenza di lunghezza tra i due arti). Se si esagera l 'att..i;:~i:um·ntc, di compenso, può essere che si capovolti la situa· zionc cosl che l'arto, cbe era rclativ!lmtnte nlhmgnto, finisca coll'essere il più corto, - ad esempio e~agern,.ioue della 11hdu2ione, - e l'arto, che era relativamente accorciato, finisca coll'essere il p iù longo - ad esempio esagerazione della posizione equina del piede. Le con~q::ueuze sull'andatura si desumono da quanto è rilevato alla lettera 11 alteraz ioni del cammino dipendenti da differenza di lunghezza tra i due arti hilaterali. Nel caso di contralturn mnscolare nei dne arti inferiori si ha l'andatura ~pa_ stica con ruotazione elci bacino sul suo asse verti('a\e ossia col falciamento bilat erale, a meno che non si abbia In necessità delle i!'ruccie.
D) ALTERAZIONI DEI. CAMMINO DJPEND'E:NT I DA MINORATA ENERGIA MUSCOLARE.
a ) Estesa a tutti i muscoli d elJ"arto inferiore:
o:) bilateralmente: 1°) completa (paraplegia) : andatura impossibile; 2°) incompleta: andat.ura a piccoli passi colle piante dei piedi aderenti al suolo, colle coscie un pò flesse sul bacino, le gambe sulle co~r ie, i piedi dorsal mente sulle gambe (andatura dei vecchi cadenti ); a) 11nilalcralmonte : 1°i completa (i) senza contrattura: andatu ra elcopode ossia arto trascinato; 11) con contrattura andatura elico pode (vedi C a o:). 2") incompleta: andatura analoga a quella dolorosa, g iacché ·è necessario far gravare il meno possibile il peso del corpo sull'arto leso q11i ndi: a) il passo sarà mosso coll'arto più debole;
NORME PRATICHE PER ALC U NI PI Ù COMUNI ACCERTAMENTI, ECC.
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b) sarà abbreviala il più poss ibile la fase oscillante dell'arto sano e per ottenere ciò, durante di essa , il tronco incline rà in avanti onde s p ostare il e.entro di gravità e di conseguenza pieghe rà µoi su ll'art0 sano alla fine della fase oscillante, quando il piede dell'arto pi ù forte p atterà più ene rgicamc11te s ul suolo e vi lascicrà più marca ta impronta; e) il dielro fronte s i eséguisce g irando a pe rni o s ull'arto più forte; a) il bastone e la gruccia si muove ranno sincronicamente coll'ar to più d ebole, e nei fol"l i casi di debolezza saranno porlaU dal lato leso; •) a diffc r,rnza di ciò, clic accade nelle claudicazioni d olor ose, n elle quali la pian ta del piede dolc nLe poggia al s11olo in quella pos izione, che ris veglia mcn0 dolore, i I pied e dell 'ar to più debole pog-gin s ulla pianta e su ll 'ovoide ante riore o poste riore a second a d ei ,·a rii m om e nti dell'appoggio unilaterale e bi laterale; IJ) limitata a s ingol i m11scoli o g r u ppi di s ingoli m11scoli comunque originatas i conduce a modificaz ion i varie d el cammino a sccondél della funzi one, che è me nomala (a.d esempio andatura s lepranle nel la p aresi e paralis i d ei muscoli inne rva li d al por on ie l'O profonclo ; ,tnclaLura col tronco inC'linato in avanti e i perestensione passiva d ella gamba s ulla coscia - genu r ccmvalum - nelle paresi d el qua.dr ic ipide femorale; a ndaf.ura ad anatra n ella paresi e paralisi del medio e del piccolo g luteo ecc. ).
E ) ALTERAZION I DEL C/\:\TMINO DA PERT URB.\T\ COOROINAZI ONE MOTOR IA
Atassie, abasie, di sbas ie, diagnosticabili fa cilmen te e con sicurezza con gli ordinari c rite rii di clinica n c mopatologica. Nel l 'csame delle varie fot mc cli di~turùi del cam mino è n ril<" far in cedere il soi::getto con lo si::11a1clo volto iu a lto ed ,, nche ad oc<"11i c hiu s i. l <li,turbi rt:ali si 11'a11tengono ed m1Ì-hc si a gg"ra,·ano come nccadc ud es<"m pio 11clle ctngsic . I s imulatori od eRageratori cerca110 cli e vitare la prova ; (J1wmlo vi si adattan(, modificano spesso l'andatura; e rra no ne ll'uso del bastone rispetto ali<! soffe re nze allegate; caclo11c, in a ~~urditi, 1na11ifestc. Buoni risnltati si o tte ngono, quando s i a lk~~110 disturbi d e lla funzioue elci p il-di o dei due terzi inferiori d e lle ga mbe , facendo camminare il soggetto in g i11occhio. Simulatori ed es&geratori spesso 111ante11go110 od inscenano nna clauclicazio11e Cantas ti<:& lllcntre ne i mala~i sil'ceri non s i ha più alcun disturbo.
II. PROVOCAZIONE DI LESIONI. L e lesioni provocate, c he più comunemente vengono m esse in atto pe r s imular e od accreditare postumi Lraumatir:i o morbos i, non sono molLo variate ed è perciò che si tracciano soltanto pochi bozzet.ti diagnostici , che rappre3entano quanto, salvo casi eccezionalissimi, occonerà di riscontrare · nella pratica m edico-legale. E' opportuno ricordare che non
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d eve mai formularsi una diagnosi di lesione provocata soltanto perchè i fatti morbvsi riscontrati non r ientr.:i.no in quadri clinici noti o perchè non rappresentano la manifestazione consueta della causa allegata, ma -deve sempre fornirsi la dimostrazion e clinica e fi siopatologica della provocazione. l. -
EDEMI E PSEUDO ELEFANTIASI PROVOCATI COLLA STASI.
Quando n el segmento distale di un arto s i trova un edema, bisogna ,cercarne la ragione e m etterla in evid enza. Ove questa non appaia chiara e sicura, è u eccs~ario sottoporre il caso ad accurata osservazione, onde poter escludere con certezza che l'edema sia provocato con la stasi artificiosa. Si d eve tener presente che solo in qualche caso la stasi si provoca col semplice mezzo del laccio Pd anche allora non se n(' trover an no sempre i segni in un inizio brusco su di un piano, intersecante id ealmente l'asse dell'arto, con d irezione perpendicolare od obliqua, od in traccie della applicazione del cingolo, rappresentante daJla impronta d i esso sulla cute, da escor iazion i, da piccole suggellazioni ecchimotiche , g iacchè talora alcuni segn i della applicazione del cingolo non si producono ed ,dt,ri vengon o fatti sparire col m assaggio. Più spesso l'edem a viene provocato o mantenuto con la compressione dei vasi venos i impieganda special i a rf.ifici: A) compressione della safen a interna e della poplitea, col tenere pen "ZOloni dal letto l,a gamba flessa ad angolo retto su lla coscia in modo da sch iacciare le due vene sull'orlo d el letto stesso; B) compressione della poplitea col fl ettere la gamba ad angolo acuto, mentre si introducono d ei corpi molli del cavo p opli teo; C) compressione de lla vena ascell are col mantenere l'arto superiore fortemente addotto, mentre si collocano nel cavo ascellare de i corpi soffici. . In rpieste Ya rie eventualilù si troveranno, ad un esame diligente, le t raccie de ll a com pression e s ulle parti, in cui viene esercitata, e , nel caso di comrr('ssione della vena poplitea n el 'Cavo del poplite, l'edem a s i prod111-ri\ prevalentemenle nel domin io della safena esterna in corri s r ondcnza della regione laterale della gamba. Quando, con q11nlsiasi mezzo, la s ta si artificiosa f u a l ungo manf (' n11ta, non mancl1eri1 nel Cl'llulare sottocutan eo un ce rto grado di infil trazione o rnag-ari di n('ofnrmazione connettiva, specie noi punti, ove il cell11lH1·0 è pii1 lc1sso . come al dorso d el pied e, ai lati del tendine d 'Achi lle, al dorso dl'lla mano ccc ., e s i arriYcrà , n ei cus i più antichi, a trovare infìlln1to, e ma.!!·,Lri con n eoformazione connetl.iva, tutto il cellulare solf.oc ulan eo. Tn qn+>sli ultimi casi s i ha la a pparenza elefant.iaca d 0l srgmenlo di arto c0lpilo, con produzioni H .rrucosc dell a cute, d ccaki fir.azionc òC'I IP osc:a. aller,17.ioni vasali e nervose. Allorcll.:, s i sian0 ('srl11se le varie condizioni morbose, che possono condnrr(' alla slas i vr nnso-l infatica (varici, fl ebiti e periflebiti, l in fan p;ioiti p rim it1\·e e srr0nd a rie alla fllari rn:;i (accer tabil e coll'esam e del san 1,:11t' rlt>l la 1mrlt>l ]('sinni tub('rcolari , sifiliti chC' o leprosc o di altra nat.11rn, elle p ns,;ano d('[Nmina re la stas i predct.bì , l'inizio della infil tra-
NOH1\IE PRATICHE PER ALCUNI PIÙ CO.\l U NJ ACCERTAMENTI , ECC.
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zione e della neoformazione connettiva a salto brusl.'.o, in forma di m anichetto perpenrlicolare od obliquo rispetto all'asso ùell'ar lo, e non a linea ondulala, costituirà un criterio per fare ammettere la pseudoelefantiasi da st.a:;ii provocala. D1 ciò si avrà ulteriore e d0cisiva dimostraz ione, vedendo guarire, o per lo meno attenuarsi molto, il processo colla posizione elevat.a dell'arto, mentre il soggetto rlecombe in letto opportunamente ~orvegliato onde non possa continuare o rinnovare le manovre artitic10!:e . Non si dovrà mai pronunciare giudizio di edema o di pseudoelefantiasi da causa morbosa senza avèrne dettagliatamente ed esaurientemente specificato il meccanismo fisiopal.ologico e senza aver escluso, coll'esame obiettivo ed eventualmente coll'osservazione protratta, l'ipotesi d'una stasi provocata, come non sarà lecito d'altra parte esprimere il convincimento della provocazione, senza avere prima esclusa sicuramente ogni condizione morbosa non provocata e senza aver dato la · dimostrazione del procedimento artificioso messo in opera. Si confrontino fra gli altri i lavori del BIONDI (G iornalf di Medicina Militare, marzo 1917) del MORI (Riforma medica, n . 18 ~ seguenti del 1917) e del B USACCHI ( Bollettino de/IP scir11zt mcdic!ze di Bolog,ia, n . 4 del 191S).
11. -
LESIONI DA PLURI-TRAUMATISMI CONTUSIVI (AUTO-CùNTUSlONI ) .
Nelle forme recenti, si riscontra edema della parte più accentuato d1 contro ai piani ossei sottostanti, con piccoli sfaldamenti dello strato corneo, consecutivi a rottura di piccole vescicole miliar iformi, troncatura dei peli, lievi fatti di follicolite, talora piccole punteggiature ecchimotiche. Quest: faHi possono essere molto tenui, od anche mancare del tutto, quando i plurit raurnatismi siano inferti snlla parte col la in terpos izione di <'orpi soffici , che n~ attenuino gli effeUi . P erciò, allorchè si riscontri, senza che ne s ia chiara e sicura l'origine, un edema della cu te, più o meno circoscritto, !n corrispondenza di un'articol<lzione o su di un'altra part,e. che fu sede di un pr,;gresso traumatismo, sarà il caso di sottoporre il soggetto ad osservazione, chiudendo la regione in un apparecchio amidato o gessat.c> munito, in corrispondenza della zona edematosa, di una fenestratura protetta da rete metal Iica, convcn ient.emente incurvata o distante 10 o 15 cenlimf'tri dall a cule, in modo che si possa, colla s icurt:!ZZa della sospensione d1 ogni manovra aulo-conlusiva, sorvegliare ad occhio veggente il comporlamenlo della edomazia. Nelle forme antiche la cute prende sovente un colorito violacco, scompal'ente con la pressione; è lu cida; dà al tali.o una sensazione velluLala; ci moslm talora sfal damenti epid<'rmici, troncatura, mancanza · e g raci lità dei peli ; è inspessita nei suoi strati profondi e fa corpo r-0n il cellulare sottocutaneo in modo che non si può più sollevare in piega. Il massimo di in spessimento nella cute si ha di con tro ai piani ossei sotLostanti, in una o nell'altra posizione della parte. Le soo i preferite sono le regioni articolari e la diagnosi differenziale colle lesioni delle articolazioni si fonda. specialmente sulla sede estra-articolare delle lesioni (inspessimento della cute e neoformazione connettiva del cel lulare sot-
tfu~
NURAJE PRATJCHE Pl-.:R ALCT.;NI PJ Ù CO~I UNI ACCERTAMENTI, ECC.
Lco(;ut,anco) e sulla localizzazione di quest.o inspessiment.o di contro ai pioni ossei sott.ostanti. Si possono avel'e , nelle lesioni da pluritraumatismi contusi,·i molt.o 1.111Liche, conqi!icanze: du pal'l.è de lle borse mucose, d elle guaine tendinee, t!L'll ll sinoviali al'Liculari ed anche del p erios tio sino alla neoformazione o:-,;c,L riconoscibi li - nella lo ro ori g in0 µluntraumati ca - per le lesioni carnlleristiclie d el la cute (spie) e de l soUocutaneo soprastanti. Nei casi dubbi, colla esportazione, assolutamente innocua, di qualche millimetro qirndro di c ute, t:seguila con tuUe le caute le a mezzo d i un coltellino dt Unicfe, e coll'esame istol ogico di essa, s i avrit m odo d i const,atare l'atti,·ilii prolife rativa de lle cellule epiteliali d e llo s trat.o basale malpighia no e le altre note alterazioni d e ll'ipode rma cer tificando cos i con s icu rezza la diag nosi. Crntfmnta i lnvori del U1.1c,,1tc1-H, del )10RI e del llt ,:..C HIN I ri portati uc- lla m c.,11.,,-i,. ,kl H101..:,-1rNr (Ho//c ll i110 della Cassa Nazi o 11alc /11 (o rl1111i 10 1,u cd i più rc-C'..:llli ,tndi <Id '.\'1i1RI (Rif e rma :'.IL'dfru 19 17, n. 18 G a=~t'lla d egli Osprrlali .1 9 17, u . 1S) " d d 1!1n'<111 ((;;ornale di 111cdi ci lia 111 ililan· 19 17, n. n ) .
III. -
LESLONl MISTE DA STASI PROVOCATA CONTlS I.VL
li; DA PLUH.lTRAU ~L\'l' I S.W
p lu ril nu1rnalis 111i co11Lus i\'i producon,:, lesio ni più gravi e più ::;nllecite , quando vengono inkrti s u di ima parte ed emaLizzata con la s tas i e si trovano allora più fa c;ilme nle, in primo tempo, le vescicoline epide rmic he e g li sfaldanwnli de ll o slrnlo corneo, ancll•~ se durante le man ovre s i protesse la parte con corpi soffici. ì'\e lle fo rme antiche si troveranno di contro ai piani ossei più s uperfi c iali l'in$pessime nlo de lla cute e la n eofo rmaz10ne connettiva dél solt.ocutaneo dovuti ai pluritraumatis mi, con gli speciali carat teri più sopra descriUi, e la infiltrazione e la neoformazione connettiva del sottocutaneo dovute alla s tas i artific iosa n elle sedi d i elezione, dove il ce ll ulare è piu lasso, con Ll,Lli g li altri segni più sopra accennati. Confronta: i lavori citati a proposito degli c.demi e pscudocldantiasi provocati dalla stasi e delle h·s1011i da pluritrnnmatismi contusiri.
I V. -
ELAlOPATIE.
Cosi d enominat e dt1 V,?!t0•1 --:e olio, le elaiopatic sono fl ogosi chimiche d e i I.oss uti , ,l, per la massima parLe del cclllllare sottocutaneo, dovute alla iniezione di ol ii irrilanli minerali (olio di vasell ina), in cui si sciolgono o s i sospen<lon u ancl11: altre sostanze, com e il r.&.!omelano, o vegetali (poltiglia di se mi di euforbiacee, ecc.). . Nei più de i ca s i, la Aop;osi elaiopali ca non condncè n è all'incistamento de l malc rialfl i r r i lanle ( forme cistiche) , n è alla necros i d el s ottocutaneo e della c ute (forme 1ileCl'éttin' con c ir.,tlrizwzion e a caratte re cheloicleo) , ma ad una fl ogosi piu o m eno inte ns a ed estesa d el sottocutaneo con es it.o in neoformaz ion i connettive a noduli più o meno voluminosi od a
3 NUR.\>lE PRATICHE P ER ALCUNI PI Ù C0.\11.ll Nl ACC.EHT,\.\ lENTI , ECC.
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piastrone (forme nodulari od infillrative). Si ha quasi sempre, risentimento dei linfatici del sottocut.aneo, dapprima con infiltrazione diffusa in seguito, talora, con formazione di noduli sui tronchi linfatici prin~ cipali della. regione, che appaiono come un cordone a rosario. Le linfoghiandule corrispondenti si trovano au menta.te di volLJme e talora anche in preda a fotti di flogosi più o meno intensa ed evidente. Le elaiopatie si complicano sovente con edema da stasi provocai.a o con lesioni da pluritraumatismi contusivi. Si. risconlrano nel pi ì1 dei casi attorno alle arUcolazioni, specie del piede, del gi nocchio, e del polso ed in vicinanza di pregresse lesioni traumatiche. :E: facile riferire la elaiopatia a postumi di disto rsione, a permanenza di corpi estranei non rilevabili con la radiografia, ad infiltrazioni consecutive a lunghi processi suppurativi, se non si ti-.=me conto dei carat,.. teri della flogosi e del suo esit_.o, de l risentimenb dei linfatici e delle linfoghiandule, contrast,,nw col decorso subacuLo o cronico del processo infiammatorio a carattere proliferativo, e se non si pratica l'esame microscopico ·del materiale che, in piccolissima (Juaniità e magari soltanto in poche goccie, si può sempre estrarre, sotto forma di un liquido sieroso più o meno ematico, a mezzo di una puntura capillare nel focolaio, muovendo l'ago in vario senso ed infiggendolo ripel.11lamenle prima di aspirare con una comune siringa. Il liquido estratto mostre-rà., insieme a qualche leucocito a nucleo polimorfo più o meno allerato ed a qualche emazia, la presenza di m1merose goccie oleose, come in una emulsione, colorabili in rosa od in rameico col Sudan III, in giallo rosso o in granato col bleu di Nilo, in parte in nero coll 'acido osmico ed in parte in roseo col Sudan III. Quando da un'elaiopatia cistica o nodulo cistica si possa estrarre una quantità di materiale sufficiente ad un'indagine chimica si· potranno avere da questa risultati decisivi sulla natura della sostanza iniettata. Confronta: llro:<1>1 Giornale dr 1111•dici11a militare 19 17 e Rasugna soci<:lc 1919; ASCARF.1,1,T - Policliniw Sezione Pratica 19 17, ti. 48 : JlU SKCHI - IJoltctti110 Società Medico Utirnr.'!ira di Bo/11g na. gennnio-giu~no 19 18 ; Tn:-1~tAST - Gio rnale di m edicina militare, ottobri.! 1018 : C ARI~ - Rit1ista Cri/.ica. di CLinica M e dica, ottobre 1918; BF.l'~SSI - Quaderni di A!c dicina Legal e, agosto-!'ettemhre 1918 . jVJoRJ ..\)olI . - R11llctt.ino della R. A ccadcmia 1111 d1ui di Genova 1919.
V. -
S INDROl\11 NEUROSICHE PARETICO-SPASTI CHE C.:ONSEClI1'IVE A LES IONI PRO\'OCATE.
(EDEMI DA STAS I , LESIONI DA PLU RITRAUMATI SMi CONT US IVI, ELATOPATÌE) .
Quando si constali una sindrome spastica, che non possa riferirsi ad una contrattura. neuritica, miogena od articolare, e non si abbia alcuna altra lesione tranne quella arti ficiosamente provocata (edema da stasi, autocontusione, elaiopatia), che possa rappresentare la spina, d'onde si sia attivai.a 111 sindrome riflessa, dovrà questa essere riferit.n al fatto della provocazione.
Lo stesso deve dirsi per le s indromi pseudo-paretich~ e pareticospastiche. _ ___ _ _ _ 42 • Gior11ate di m edicina mìlitare. -
Fa, c . VI.
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AMBULANZA CHI RURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF. f\!!CCOLA GtANNETTASIO
TENENTE COLONNELLO MEDICO
.Ferite addominali di guerra {x) per il doll. Emanuele Santoro, capitano medico assistente nella l Clinica Chirurgica della R. Univt!r.sità di Napoli
PRE:PAZIONE. Se vi è argomento che abbia sollr.ralo le maggiori discussioni e dato luogo ad ·un f crvore di rela:ioni e di dispute talora accese e vivaci, questo del trattamcnlu delle ferite addominali di guara, è senza dubbio il princivafr, il JJ1ù interessante ed il più contrastat,'J , ,,ia per la varietà e frequew:,a di tali ferilP, nonchè p1•r la loro gravità estrema: sia perchè legato inflcssihilmentc ad una tradi:;ione secolare di asten sione, che ancora sin dalle precl'!denli guerre aveva inalberato sul suo vessillo l'assioma di di Mac-Connac "in guerra un ferito al ven tre muore, se è op~rato, sopravvitie, se è las6ato in riposo » . Questa tendenza ormai radicata si era imposta cate.1oricam· nte a tutte le Direzioni rii sanità militare; diguisachè, m1'n :rc le osservazioni mediche fatte nelle ultime grandi gurrre - anglo-boera, r1tsso-g·iappon ese, italo-turca, le due balcaniche -- avevano molto contribuito a fa vori re lo sviluppo della modema chirur_qia di gw>rra, ben poco, anzi nulla ci avevano apvrcso sulk ferite. dell'addome, all''inful)ri di ribadire la tendenza dell'astensione obbligatoria e forzata, tanto da dov ersi considerare l'intervento come sicuramente delet,irio, se non. delittuoso I Ed anche nel vrim-o periodo di questa yranrlc gu,•rra, chP ogni altra sup1'ra, e ha m esso a ferro e fuoco tu/lo il m1Jndo, una seri,: ininterrotta di pubblir.azùm i condotte con molla diligmza ed apparente serietà, sembrò con/ermare e rin vigorire ineluttabilmente siffatto principio. ( 1) Iniziamo col pn:scntc fascicolo la pubblicazione di qnesta interessantissima memoria sulle lci,ioni ad<iominali di guerra, pen sata e scritta in zona di operazione <lai capitano medico E. Santoro, che eompreudc il la\'oro <li 2 anni compiuto nella Ambulanza chinu g ica d'anin1ta u. 4, diretta dal prof. Niccola Giannettasio. Più che di un rendiconto clinico-statistico trattasi di un completo studio analitico e critico <iclla chirur){ia ddl 'addorne per ferite di guerra, tale da costituir e una vera monografia scicntilica. I nostri lettori ci sr rrnno grati di questa im portante pubblicazione, per la quale n on preoccupandoo.:i dd nia,L·g io1 onere. siamo costretti ad aumentare ancora di qualche foglio i fascicoli del (;;..,,·,,a/i>, che, uoice, fra i periodici scientifici dell'Italia e dell'Estero, ha rag-gi unto in un solo trimestre il 33° foglio di stampa. (N. d. R.) .
FEIIIH: ADDOMINALI DI GUF.RRA
Guarigion i col J-rattamentrJ conse·r vativo d el 50, 70 e, per(inrJ dcll'80 per c ento d ei feriti, venivano annunziate trionfalmcnt,•: non si poteva sperare di più; <,nde divf'nfoa inutile interv('nire e non n1n<tnl'Va altro che reprimere con le braccia incrociate ed il cuore serrato « il v,•cchio istinto chirurgico che .s'impenna lasciando evolvere le f erit,i dell'addome secondo le proprie forze » con/orme all'espressione colorita di Chevassu, e questo in modo assolu to , qualunqu,1 fos sero i m··:.zi e le circostan ze. Ma in breve, a poco a poco sorsero altre voci autorevoli e discordi e si vide allora, che di fronte ad un esame severo e spa,·sionato, tutt,, l r più rosee statistich e con tanta ostentata vanità esibite dagli astmsionisti, venivano sfrondate delle più. belle cifre, m entre si denwi::.iavano tutti gli errori, di cui esçi beneficiavano, ed una critica serrata ne batteva in breccia gli argomenti e le d eduzioni a loro così n ecessari. Di fronte alle constata::.ioni d ei risultoti disast rosi dPl tral/amento conservativo venivano presentale sempre 17iù floridr cd arrotondit e le statistiche d egli interventisti, resi arditi dalla loro tanica affinata e dalle p erfezionate condizioni ri'ambientr,; onde, com,, n elln chirm gia di pace, così anche in quella rii guerra, la laparotomia fu tratta dall'ingiusto oblio e si i m7wsc severamente ad ognuno. Prr rispo11dcre a tale scov o, p e r seguire cioè 17iù dappresso possibile la linea di baltaglia ed apprestare così prontamente i m ezzi per praticar,? le pi,ì ardilr' operazioni Pndocai:itarie, sorsero amnmto le Am bulanzr chir11rgicht' d'Armata. Ma se l'intervento divcnn(' il m etfJdo per ecr:rllcn;a da prPf l'rirsi e da seguirsi, non sem17re, pl'r altro, es.w poteva e dov,•vrt esser,• applicato; anche esso d01!eva quindi sottostare a delle controindicazion·i e venire regolato dn, peculiari n orme. Molto è stato d etto e scritto in proposito in Fr,m cia, come in Germ ,ania, e recentemente anche in ltal-ia, ma frammentariamentr e saltuariamente. Non dico già ch e non esistano a qilesl'ora ottiml' m onografit• in proposito, ma esse trattano l'argomento da un solo punto di vista, quello d el rendiconto statistico e sono disseminale e frazionate p1•i uar1 period ici scientifici: e m entre d'altra parte pullulano i trattati ri fl.t?ttenti le f erite dei vari segmenti del corpo, tutti redatti con nobiltà d'infl'nli e studio profondo, alcuni anzi eccellenti in materia, mr.n.cavn a mio pa·rerc fra noi un lav oro completo organico e d'insirme sulle f era,: addominali, mancava insomma chi potesse affron tarti con risolllto animn e m,1•nte ferma l'arduo com17ito di riordina-..e lr svani· m embra f' dettar(' , dirl'i quasi, u n trattato corroboratrJ dall'<'SPf'rie11za contimw e 11olpita11te nel ritmo prodigioso della gu,•rra, a citi ognuno potesse attinger,! e chied ere consiglio -con sicurezza fedel e. E poicM io ebbi il sommo onore e il sublime compiacimento di dirigere la IV Ambulanza chirurgica d'Armata - e ltl gloriosa visione di quella vita avventurosa rimarrà n,•l cuore e n ella m emoria com e il ricordo più vivo e fiammante - m i parve op17ortuno r doveroso incitare a lcup.o dei miei valorrJsi colleghi a sobbarcarsi a tale fatica. Nè male m i apposi, chè oggi il capitano m ,,dico doll. Emanuelf' Sant oro dà alle stampe un lav oro in cui il trattamento delle ferite addomin ali di guerra è prospettato e sviscerato in ogni sua fase, e i più intricatt
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FER!TE ADDOMINALI DI G li t::RRA
e aggrovigliati problem i diagnostici, 'P7'ognostici e terapeutici trovano la· loro completa e soddisfacente soluzione. Non posso, nè devo aggiungere di più: la sua innata m()deslia, vinta solo dal suo valore, assolutamente m e lo ·vieta. Aggiungerò soltanto che questa m emoria supr:tiorc per mol!' ad ogni altra e che v a oltre di gran l'Unga alla nostra aspettativa, mostra in ogni sua parte il m<'desimo filo conduttore m entale, una (/rande chiarezza di p ensiero, una signorile padronttnza del poderoso argomento, e però una infinita proprietà ed eleganza ed una rara precisione di linguaggio, un profondo ossequio dei fatti ed una minuta, scrupolosa veri/ivzzione ed analisi dei m edesimi per chiarire le più di/ ficili questioni, e/te mai abbiano agitato e tormentato mente umana. Se la lell11,ra di questo lavoro, di cui a m e fu caro affrettarne la comparsa in pubblico, potrà suscita:re, non pure nei Medici militari , m o. n ei Colleghi tulli, un compiuto co11sen so, a che queste pagin ,• di Emanuele S an loro di vita vissuta e fremente non restassero igno1atr, m i S<'mbrerà così di avere soddisfallo art un doverr• v erso gli ultri e a un tributo v ivam entr. sentito di affelluosa gratitudine verso di Lui. cerio eh,• Egli non dovrà dirr cnn Krplcro " Il m io lavoro asv etterà il suo lettore "·· Firenze, nel maggio del HH9. N. GIANNETIASIO.
INTRODUZIO:NE. È orma i più di un anno che il prof. GianneLtasio, mi incaricò di compilare 11n rendiconto clinico-statistico dei feriti d ell'addome, ricoverati e curati nell'Ambulanza chirurgica da. Lui diretta. Non nascondo c he l'incarico, per quan to l11sing hiero, mi preoccupò alquanto; tan to più perchè il prof. Giannettasio mi ammonì che, da to il genere nuovo di chirurg ia, desirl'erava non un'arida relazione slatistica , ma uno studio, ne i limiti d el possibile, cri tico ed a nalitico, che offrisse agevole campo di: osservazioni e di deduzioni, e nello stesso tempo serv isse di esposizione d el met.odo rti studio e di lavoro adotlato nella Unità . Non so so avrò assolto bene il compi i.o affid atom i. Certo è che queste pagine sonc, pagine di vita viss11ta, scritte negli intervalli d el lavoro, chirurgico, accanto al lelLo d el ferii.o, accanto al lett.o operatorio, sul tavolo anatcmico, fJIIOlidianamcnte raccolte in lento ed assiduo lavoro,.. n ella ricerca lahoriosa e n ello studio accurato ed obiettivo di fen omeni edi fa lli. La chirurg ia dell'artdomc, pe r ferite di irnerra, che ha tan i.o appass iom1to, e tanto a ppassiona oirgi, come quostione di attualità, i cultori d ell'arte chirurg ica, non possic.de a ncora una let~eratura completa e d ettagliata, su cui la critica possa esercitare il suo sereno giud izio. Ma ta le letteratura si !lrricchirà presto, poichè il lavoro paziente e in in lerrotl-0, compiu to d all a Uni lil Chir11ririca nelle varie zon r della fronte, in circostanze di tem po e d i l1wgo differenli , offririt un vasli::-simo campo
l'ERITE ADDOMlNALl Dl U UERRA
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di osservazioni e le deduzioni che potranno trarsene avranno sicura-
mente un alto valore. ll conflitto eu ropeo ha sconvolto questo ramo della chirurgia di guerra. Si può dire anzi che ha creala una chirurgia nuovissima, cui l'esperienza delle guerre passate aveva opposto il suo veto formidabile. E la evoluzione subita è il frutto di un più minuto e coscenzioso esame degli errori passati, e di una più sicura ed obiettiva valutazione d ei fatti; in seguito poi, i reperti chirurgici ed anatomici hanno avuto il grand~ rneritu di mettere in evidenza num0rose cause di falsa interpretazione, e quindi di errore, sui cui si basavano in gran parte le stati_stiche degli. ast.ension isti, cd hanno inoltre mostrato cbe la natura, la forma le dimensioni, il numero delle ferite intestinali di guerra, quando queste' esistono, sogliono essere tali da fare subito comprendere com~ l a guarigione spontanea sia un' utopia, nel grandissimo numero dei casi. V ero è che i risultati ottenuti dalla pratica dell'inlt:.rvento non sono molto brillanti: ma, come t;i vedrà dal contesto di queste pagine, si è l)en lungi oggi da ll'aforisma di Mac Cormac. Si può anzi affermare che, mentre tra gli operati per ferite intestinali qualcuno guarisce, i non operati muoiono tutti, tranne qualche rarissima eccezione. E ciò ha molto più valore che le cifre delle statistiche. Ne consegue che · la (Jueslione dell'intervento, nelle ferii.e intestinali di guerra, va ass umendo oggi un carattere ben diverso e più pratico, con lo studio e le discussion i sui numerosi problemi inerenti allo stesso intervento, la soluzione d ei quali può grandemenltl agt>volare il compito chirurgico e rendere maggiore il numero dei soldati restituHi alla vita. P erchè la critica sia agP.volata., ho crerluto opportuno sottoporre al lettore tutti i casi clinir.i osservati, classificandoli secondo un sistema a base anatomica e clinica. che a m e sembr'l il più semplice e il più logico. Sarò breve, per ragioni ovvie, nella esposizione delle osservazioni, cercando di riassumere solo qu0i dati che presentano maggiore interesse. Il mio programma è dunque di essere semplice ed obiet.tivo nell'esposizio11e completa del complesso lavorio intellettuale ed organico -compiutù dall'Unità durante due anni di servizio, per quanto concerno esclusivament.e le ferite dell'addome. L'obiettivitit è ~osa essenziale in mate ria come questa. e inoltre a me pare che sia m,cessario esporre tutto al completo il vario e ricco materiale, perchè coloro che si accingeranno alla critica della odierna chirurgia di guerra abbiano tutti gli -elementi per poter trarre d elle conseguenze in favore o contro determinate dottrine. Come ho d etto in p1·ecedenza, la compilazione di questo rendiconto clinico mi è stata affidata dal Direit•)re della nostra unità, il prof. Giann e ttasio. Io lo tingta?:io vivamente d ella fidu<\ia accordatami, e colgo 1'occasione per rivolirergli, da parte mia e dei colleghi, l'omaggio rispettoso ò ovuto alla sua sapienza ed al suo cuore. In più di due anni di vita comune, n elle varie vicende di questo conflitto spaventoso, noi 'tutti siamo rimasti raccolti attorn J a Lui. come una famiglia concorde e d evota, cui Egli, anche nei momenti più tristi, ha saputo inspirare, <:on l'esempio. la sp~ranza, la fed e, l'entusiasmo.
FERITE ADDOMINA LI DI GUtRHA
Il prof. Giannettasio ci ha guidati, nei vari periodi di lavoro, organizzando e sostenendo con mirabile energia il servizio, anche in condizioni mollo difticili, e fu merito suo se la nostra Unità potè presta.re la sua opera a breve distanza dalle trincee. Il ricordo di questo periodo operoso e focondo rimarrà nella nostra mente come una pagina fiammante .•\bbiamo viste cose bellissime e cose orrtinde; abbiamo vissuto una vita intensa di lavoro e di pensiero, in m 0zzo a lotte titaniche, a grovigli d'idee e di sentimenti, a viluppi di membra contorte in uno spasimo supremo, ed abbiamo sentita l'anima n-'.lsfra ingigantirsi . sempre lottando, nelle ore di letizia e nelle ore di tristezza, per un ideale di umanità delineantesi lontano su uno sfondo d i sangue e di fiamme. Dietro la guida sapien te del prof. Giannettas1.:> noi abbiamo potuto vedere l'arte chirurgica, trasportuta n ella più m cstruosa fantasmagoria di tormenti e di spasimi. Ed Egli ha saputo farcene sentire la sllprema l •ellezza non soltanto mettendo in evidenza, con gli atti, la nobiltà del contrasto, mcL anche e sopratutto vivendo ed ottenendo che noi vivess imo queste orn di lotta con sentimento fortemente umano. E lo abbiamo sempre visto in ore di tr~ica bellezza, nell'ansia dell'attesa, nella trepidazione sacra per la vita dei giovinetti eroi esangui e sereni, Lo abb1.irno visi.o J..'&lpitare e piangere commosso carez::ando la fron t,e di utl JJlOrtnl1: o v igi lare forte, s icuro, ;nislanc:ibi]E; nella :.itla contro la mor~•\ se n pre p rimo al lavoro, ultimo n el Cl'fcare il riposo. Consenta Egli dunque che Gli si dica tutta la nostra ammirazione e tu Uo i! nostro :;confinato amore : col ricordo di questo periodo indimenticabile, vissuto in comunione sincera di i;iatriott ismo e di fede, Egl i rimarrà n ella nost.ra mente, esempio vivo di ;.çenialitìt e di forza, in quel geloso lembo di pensiero, nel quaìe si raccolgon o e si conservano gli affetti più puri e più forti, e le idealità più nobili della vita. QuC'stc pagine sono s tate pens11Lc e scriLl r ir1 z·ma di operazioni . E sse saranno poYere, per n ecessità di cose, di citar.ioni bibliografiche, ma avranno il merito incontrastabil e di essere i'esprrssione viva e serena di ciò che abbiamo direttamen te visto e coni,tatat:i. Dando uno sguardo alla lunga via percorsa, l'anima non può n on ~entirc una profonda tristezza, che èom ai;i:i'io e saluto ris pet toso ai caduti Eroi. p er i quali l'opera n ostra sp<'!':SO fu vana; ma essa ri mane salcfa è Sl renn, n ella coscienza del dovere scrupolosam r nte compiuto, sem;1re e dovunqtle. All'ins igne mio maestro, prof. Giovanni Pascale, direttore della i° Clinica chirurgica della. R. Università di Napoli, nella cu i scuola io ho appresa la ferreà e nohile disci plina del lavoro, vad a il mio saluto rispettoso e il mio pensiero memore e g rat.o. Zona di operazioni -
Agosto 1918.
FER ITE ADDOM INALI DJ G UERRA
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CENNI STOH.ICI. Le Ambulanze chirurgiche sorsero quando si seni.i il bisogno di risolvere uno dei più gravi e d iscussi p roblemi della chirurgia d i guerra e cioè il trattamento d elle ferite cavitarie, e soprattutto delle ferite penetranti dell'arldome. L'inizio della guerra trovò gran parte dei chir~rghi m ilitari sotto l'impressione dell'assic,ma di Mac Cormac: « u11 ferito al ventre m uore se operato, sopravvive se è lasciato in riposo » e i dirigenti del servizio sanita rio degli eserciti, in Italia, in F'rancia ed altrove, impartivano come precetto genarale, per i feriti addominali, J"ordine ai medici di astenersi da qualsiasi intervento ~ di m ettere l'infermo nelle migliori condizioni di calma e di immobililA. AH'Arcademia medica di Roma , il ten. generale medico Fenero di Cavallerleone, nella seduta ord inaria del 17 d ic~mbrc 1917, faceva osservare ;:he tale precetto veniva impartito in qu:i.nto si ritenevano non facilmente conciliabili con le esigenze di guerra le Lrc cr,ndizioni essenziali , necessarie per un così grave atto operativo, come la laparotomia e cioè: a) personale chirurgico adatto a tal genere di operazioni; b) ambiente e mezzi chirurgici congrni; e) Lra5porto rapido del ferito dal luogo di combattimento al luogo di cura. Ma in realt.i. non er ano soltanto queste ragioni di opportunità di tempo, di luogo, e di mezzi - le quali dovevano essere superate come almeno in gran parli!, lo furono - che tenevano perplessi i dirigenti dei servizi: erano anche e sopratutto, criteri di elezione, che tenevano viva e dibattuta la vecchia questione se il ferito d e ll'addome in guerra potesse essere sottoposto allo stesso trattamento chirurg ico riel ferito d ell'addome in tem po di pace, avuto riguard o a tutto il complesso di condizioni speciali neU.e quali i feriti di guerra si trovano. Nella pratica civile, d opo giri studi e le conclusi,)ni in Ita lia di Clem~nti, Postempski, Gang itano, S0rrenli n0, <! m t•'rancia di ' I errier, Championnière, Chauvel, Quén11, Chaput, Broca, Nelaton, Schwartz, Adler, J.ejars, la n ecessi!,à dell'intervento prec0cc, anche per iJ solo sospettv itella penetrazione, si era imp osta ,ti chirnrgh i, nonostante che vi fossero degli oppositori come il 8 (!rgN e corr.c il Reclus, le cui famose esperienze sui cani tendevan o a dimostrar<} che le piccole perforazioni intestinal i guariscono facilm ente per la formazione di un bottone mucoso, atto ad impedire la uscita del contea:1to intestinale, e che la guarigione delle larghe perforazioni av,·icne per r accollament.o del. r ansa ferita alle ansP- intestinali vicine. Per la pratic'.a di guerra, invece, il concetto i:: r-evalcnte era l'astens ione, sostenuta dal fatto che l'esperienza d1 tutte le guerre, d alla guerra di Secessione (1866) in poi, avevano dato d ei ris11ltali di sastrosi agli audaci chirurghi che avevano tentato d1 praticare d elle laparotomie, m entre gli astensionisti riportavano d elle stalistichè sororenden ti di guariti tra 1 non operati. Queste co!1slat.a.zioni rendevano incerti e titubanti i chirurghi, anche alcun tra i più convinti rlella n ecessità dell'i'ntervento. Lo stesso Mac Cormac. che pr-.3ced,•n·.em':)~te aveva soste-
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FERITI:: ADDOMINALI 01 lì L'ERRA
nlilo con lervore e con convinzicne la neces;;ità di operaN· i feriti penetrn11L1 1i1,II udoome, quando, durante la ;unra Anglo-Boera vide che le laparotomie praticate su larga scala, davano una m ortalità d el 95 %, m,-.llLre i chirurghi che si astenevunu ùoll'overnre purta,,ano d ellt statistiche d, g uarigione del 40, 50, 60 '1{, , pronunzi•) la frase famosa, che, s intetizzando l'C'spHieuza d1 tulle le g ue1 re, ri1mi.st.l curnll un dogma nella .doUrina chirurgica militare . Come un dogma in quanto l'educazione e le disposizioni che venivano in proposito impartile al Corpo Sanilario erano tassativamente informate al " noli me tangere ». i feriti dell'addome erano così considerati tra g li intrasporlabili, tra quei for:ti , ciuè, che do vevano esSE.re lasciati ai p osti d1 medicazione o alla Sezione di sanità , perchè il tempo decides;;,~ d ella loro sorte. Ma vi erano dei chfrurglii m ilitari, cht.l nonostante Lutto, manwnevano alta la fede nell'intervento. Così in Italia, il Bonomo ed il Rho, nel 1896 sci·ivevb.no fra l'altro: elle ~uerre future , che speriamo assai loulan e, solo quando sµeciali controindicazioni di tempo, di luo,ro e di mezzi !erapeutici ve l'autorizzeranno, potrà il chirurgo attenersi al partito dell'astensione ...... e solo . quando, non esistendo queste controindicazioni, egli si trovasse davanLi ad un numero sLraordinario di feriti, potrà con coscienza serena affid are una parte di essi alle dubbie probabiliLà della guarigione spontanea. La laparotomia nelle ferite d 'arma da fuoco µenetranti n ell'addome d.ll'à risultali assai migliori dell'astensione, se sarà eseguita in tempo e in luogo fornito di tutti i mezzi, da chi, possed endo bene esercitata e 1:erfezionata la tecnica o·perati va speciale, è solo in grado. quali che sianQ le difficoltà, di condurre bene a termine l'operazione ". E ane:ora n el 1003, il genrrule medico lmbriaco, con spirito veram ente profetico, scriveva: " Io sono profondamente ccnvinto, che se n elle guerre fu ture non si adotterà il partito di coslituire ospedali appositi per i ferit i abbisognevoli di operazioni al \.€01.rc o nelle g randi cavità, con un personale medico fornito di speciale perizia in siffatte operazioni , si ripeteranno fatalmente gli insuc~essi delle guerre precedenti ,.. Non ho in m enle di richiamare tutto quanto si è d etto e si è scritto in pror,osit.o: è tutta una storia interessantissima di nomi, di cifre, di opinioni , .di contrasti, di discussioni divenute più Yivaci e appassionate durante k g uerra uLluale. Dirò solLanlo che scoppiata la guerra. dopo un breve periodo d'incertezza, i rl1irur~hi sentirono il bisogno di liberarsi dalla ottemp.:?ranza passiva nd un princ1pi0 che non poteva concilia rsi con la loro coscienza . E il Quènu, lo Chaput, il Guibé, il Piquè, l'Abadie e numerosi altri in Francia, l'Alessandri, il Nigrisoli , il Giannetlasio, il Bastiar.cll1 , il Caccia, il Rossi, ;1 Boz::i , i: Saviozzi, l'Orlali in llalia ; in Germania il Krask e, il P erthes, l'Enrlerlen , n Kòrte. reagirono ri•,;.1l11t,a mentt.l e cnn critiche serral<> e rigor03tl dimostrarono la necessità e l'opportu nità che i feriti addominali di guer·r t1 fosser,) sottoposti allo stc·!:'so tr11tt11men Lo che i fnitl d Pl!'add,rn,1:. ciel tempo di pace. Dall:-i stud io d èllo st.,1tislic!Je preced en!i es,;i tra~sero le seguenti conclusir,ni : 11
Ft::RITE ADDO .VlJNAL I DI li L; ERKA
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1'' Che le statist.iche dclgli as tensior,isti non reggono ad una critica minuta e serena, e chi:! i principali difetti rli essJ stanno: a ) 11el fatto che la maggior parlt! degli aùdominuli veri mcrivano nelle zone I-·iù avanzate, s ul posto d (>l ft!timento, al pusto di medicuzione, .alle S ezioni di sanità, ove erano trattenult, e non giungevano agl,i Ospedali d eJJ:; rflrovie, di solito mollo lontani, donde poi tali statistiche partivano: b) che una gran parte delle ferite, giud,cat-:l penetranti, n_o:1 erano tali, la q 11al cosa, come vBdremo, succède con m·Jlta frl:!quenza, e) c:he vi sono delle ferite penetlirnti, e non rarissime, nelle quali l'intesti . ..J non è stato fento od altre ancora r,elle quali non è lese) alcun viscere. 2• Lo studio d elle cause della mortalità dei laparotomizzati nelle 8Uerre pl'ecedenti hd mostralo : a ) t·he i feriti venivano operati troppo tardi e dop:> lunghi e strapazzosi .,,; aggi; b) rhe quasi sempre l'ambiente uon era adatLo alla natura e alla gravità ,iell 'in terver:to; e) che g·li adrlominali v~nivano ricoverati in Unilà ove afI.'uivano n umerosi feriti di tutte le specie, e, data la non s pecializzaziori ~ delle Uni tà, non potevano ricevere quelle cure pr-} e post-opeiative che sono indispensabili per non compromett·~re l'esito dell'intervento. L'est:,npio a noi ù venuto da lla Francia, nove ,:ròite formazi oni sanitarie , di rette ·da valorosi chiru l'~hi, incoraggiati dalla parola autcrevole del QuéDt:, seppero affrontare e risolvere an imos:rnientc i vari problem i i nerenti r1 questo ramo della chirurgia e vin.:ero le titubanz':l e le incertezze dei primi momenti. Ma anche in Itali1.t, prima ancora chb le Ambulanze fossero costituite, qualcuno dei chirurg hi che si trovavuno alla fronte, in formazioni sanitarie avanzate, sentì il bi.,;ogno di non rimanere inerte di front.e a tali lesioni: e, m·ganizzato come meglio era poss ibile il servizio, potè compiere delle laparotomie. R icordo il Bastian el1i, il Sav-iozzi, l'Orlal i. Sul principio del 1916, il Ministero d ella guerra, compreso della necessità '11 tentare tutt.o in favore\ d e~li eroi<' i f eriti e del dovere umano di prest.are loro ogni possibil ti rura e t1;tti i ~ussir.li terapeutici su~geriti daJla scienrn, affidè· arl una Commissione ~peeiale lo studio e l 'allestimento delle Ambulanze chirurgiche d'Armai.a, nello stesso tempo che la patriollica Mila1l\), dietro impulso riel pro i. Bal:.lo R ossi. allestiva formazioni sanitari e analoghe , gli Os pNiali chirur.~i;.;i m obili. La Commissione per 111, costituzione dellr Ambulanze f11 cosi formata: P rc.~identr, Bianconrini conl,,3 Piero. duca ùi Mignano. - Mrmhri: Busi prof. Aristide, Calabrese prof. U~o Dona to e Ru,1ta, prof. Guido, maggiori medici; maggiore F ocar:ci cav. Gi u;;e ppc; Marcovif i ing. G i ulio; Sanarelli on. prof. GiuseDp ,1; sottoten ente 'I'rabacchi prof. Giulio Cesare. -- Srgrrtario, capitano Zanntti Albarto. Nel novembre 1916 il caoit;,110 Zanotti fu sostituito n ella sua carica d i seirreh.1riC' dal cupitan) G. Pavanini. · Le .'\mbuianze ftiron o du nque creal,~ pe~ la chirurgia d ell'addome e
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
in genere per la chirurgia del!e grandi cavil.a: addoine, cranio, torace. rachide. li concetto nobilissimo che informò gli ideatori di esse fu quello di raccogliere in un ambiente fornito d i tutti i mezzi e di tutto il comfort possibile quei feriti gravissimi che secondo le Vt1cchie ncrme, erano dichiarati intrasportabili, e lasciati giacere " moribondi, o addominali, o toracici, o c1'6.nici, nella Sezi01,e di sanità, ad aspett:lre dalla natura delle lesioni riportate la morte o il miglioramento che li rendf:sse trasportabili ». (R. Cormio, Rivista Ospedaliera, 15-31 maggio 1916) .
BREVI NOTIZIE SULLA COSTlllJZIONE DELLE AMBULANZE CHIRURGICHE D'ARMATA.
Dirò in succinto come son0 costituite le AmbJlanze chirurgiche. La parte principale consta d1 un ampia baracc,denda, delle dimensioni di metri 5 '>< ii, nella cui porzione centrale si trova la camera opt.ratoria (flg. i ), capace di due letti chirurgici. Lateralmente alla camera opera-
Fig. I. -
L11 ~amara d 'op~ra.iione.
toria , in una delle 1'sh·ernità tlr:la b!naccu·, è dispo::to il gabinet.t.o1.• per i raggi "Rontgt!n » (fig. 2l .e nell'altra una camera per la sterilizzazione del per~onale e del makrialè. Collegat,c alJ.t baracca sc·no du~ grandi tende, -ii cui una serve di smistamento, preparar.ione e prima medica-
FER!Tt ADDO ,\.IJNAL I lii 0li.t::RRA
003
tura del ferito (fig. a), l'altra servtl pi!c il ricov•!rv degli operati e può. contenere fin 24 letti in ferro a reti metullicbc soyrr..pp.:>sti (fig. 4; Altre tende ael·essorie servouv anch'e~se _p er il ricuve1·0 dei fori ti. Tutti gli ambien Li sono illuminati a luce. elalLrica, e l'energm necessaria per la illuminazione e ptir il funzionumento del ·gabineUu radiologic·o è !::Vi luppat.a du poten ti gr uppi elettrogeni. Nella camera operatoria si possono otLener.3 fino a 2000 candele di lw~e. Ad una d elle pareti.. della camera di ster ilizzazione si in,,est.a una grande sterilizzatrice, portata da apposito carro caldaia (vedi fig. 5) . Il carro calda.ia alimenta il termosifone, dal quale tutti gli amt,ienli sono riscaldati ; dà l'acqua calda ai catini che servono par il lavaggio delle m,rni e fa funzionare due autoclavi , disposti anch'essi nella carnera d , ste, il izwzione. Fa funzionare inoltre la grnnde sterilizzat rice che f.:erve anch'essa pe.. la sterilizzazione d el ma tcria!e. Un ricco armamentario, che fu consantito ai singoli direttori di modificare a proprio piacimen to, tutti i più recenti m ezzi di sterilizzazione, e una profusione di ma teriai~ chirurgico di primo ordine, completano l'Unità. T utto questo materiale è raccolto in 13 camions, d ei quali 4 appositamentf: cosl,ruiLi . funzionano da lettighe p,)r il trasporto dei feriti daHa Sezione di sanilù a ll'Ambulanza, e degl i operaLi dall'Ambulanza. agli Ospedali delle rel~ovie. In sost.anza duncyue l'Unità ha c0n se tutto ciò che occorre per poter compiere [!t1alsiasi atto operativo, nelle mi~liori condizioni : per ricoverare e curare .g li operati con tutto il necessario comfort : per potersi portare n,pi<iamenle d,\ una par!P. all'altra de lla fronte, ed impiantarsi in brevf\ ti>mpo in tutta la sua efficienza, senza dover ricorrere alle risorse locali. La Commis;:ion e di allestimento è stata ulli marnente tras formata in · Deposito pPr le Amb11lanze; fra <1uesto e le varie u nità ~iste un servizio cont.in110 <li rifornimento, diretto e vi.;ilat•l con vero intelletto di amore d al pro f. Rusi, che con nobile slancio patriot.li('.o dedicò tutta la sua grande attività a ll' incremento ed al re!!'ola:-e funzionamento delle medesime, ela rgendn dovunque il suo competentic;simo giudizio nella· tecnici.'. rndiologica, nella quale è veramente rna-"stro; ne consegue che · tutte le varie e molleplici esigenze e gli :mprcscindibili bisogni che sorgono ,i i giorno in giorno, trovano così una rnpidn e cong rua soluzione.
NO'l'IZIE SUL LA.VOH.O 0 0:MPIU'I'O E SUL SERVIZIO PRESTATO DALLA AMBULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4, .
Il personale della nostra Unità fu cosi costituito: Di-rettore: prof. Niccola Giannetlasio. - Aiuto: capitano medic'J Oreste Orlali. - Assistenti: capitani medici Nicola Pitrelli , Ernesto Riccioli , Emanuele Santoro. - Radiolopo: capitano medico Giulio Bucr.elh . - Per i servizi te- cnici : ten. ing. Aldo Cini - Per la Fannacùi: ten. F'ilippJ Dc Palma. - ·
FERITE ADDOM I NALJ 01 Gl"ERHA
Flg. 2. -
Oobinetto ratllolo;;lco.
F~. 3. -
T c11du JI sml•t.on,ento.
'"I
FERITE ADDOM I NAL I DI GUERRA
· F'lg 5 -
Il cnno-caldnla nt1ncca10 alla baracca-tenda.
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F F:RJTE ADDO:VI INA Ll Ol l..i \;ERR.\
Per l'Amministraz.ion,•: Len. Giuseppe D'Aquin0. tari': Lcn. Emilio Croce . .
Cappellan.u mili-
Cosi coslit.uiLa .:on 50 uomini di lruppu della s1111ilà, e 30 uomini di
truppa uulomob1lisLi, l'Ambula nza parli per la frontè alla fin e d el mese di giugrn i9Hi. i n secondo Lcmpo, cioè nel r1a~gio 1917, s1 àggiuuse al pers:male il ten. medico doti. P_ietro Busacch1, con le fu nziona d1 m e:dico; pan tardi, e cioè al pr111cipio d el J9 18, il cap. m eri ìco ?itrolli, prumosso m aggiore, fu sostituito dal cap. medico I•'nrn•!esco Beno111. Dal selt.cmbre 1916 al l'otLobn• 1.917 fecero p:irte d el personale d ell' Unità !.! infermtl're volontaril' signO! ine : J\erina Gigliucci, Gina Dall'Olio, Maria Teresa \'. ioLLi, Maclda ZL,ccari. NEJs:m1rn parola potrà mai dire l'a bnegazi one ed i! nob1!u spir ilu· di sacri faziu, d a cui esse furono sempre il nin,atc nel curarè con fraterno cuore, 1 nostri feriti. Esse· hanno p erciò intera la no.;;Lra a mmirazione e ~uLLa la no~Lra g raliludin<· ed a Loro vadl'. incondizionato e risp: l tcs, il nostro e-maggio d evot,v. ! 0 i:'CRIOOO.
L'Arnbul,,nza parli da Bologna il 2ll g iu.:;no 1916. In un primo periodo, l'limprt'so dal l 0 luglio all"8 agc•slo j916, l' Uni~i espletò la sua opera, in unu ridente po5izione della valle riel i3iois , a Falcade a 1200 melri d 'altezza, impiantdta su! d e'.:l ivio di 110 coilc verde di ab.eti e di larici (fìg. HJ. Quivi furono compiuti i primi alti operativa ed oUenuLi i primi incoraggianli ris11ltat1. I fer iti V'..!!'livano oparaLi e ricoverali sotlo le tende, e, sin da questi primi mom enti , il lavoro $Ì espl icò in mod o perfello, si da ri velare d 'u n LraLLo tulla l'armonia d2l delicato o complicato organismo. Ma un inconveniente serio balzò subilo ai nostri occlai. I feriti, che proven ivano da Cima d ello Bocche, da Monte Cavallac~io, da Cimon della Str ada, da Col Briron, da San P ellegrmo, giungevano m olte ort: d opo il ferimento . Alcuni dopo 24 ore , alcuni riopo 3G; nitri dopo 48 ore. Solo pochi fu rono quell: ché giunsero prima d elle J2 o,~. Ciò, d el reslo, era pur troppo inevitabile p er il lungo trag ill:> che l.SSi d r vevan o percorrere, prima di raggiungere il luogo di cura e per lù in;;ormonLaLili difflcollà che offriva il loro trasporlo per vi" m ulattiere, che si arrampicavano 0 scendevano I11ng-o i gio~ hi sccscesi d elle mor.tagne. Ne veniva di conseguenza che la maggior parlo di::i foriti moriva lungo la strada e solo i più resistenti g iungcvuno a noi. D'altra parte J'nssoluta m ancanz.1. di strad e adatte impediva che l'Amhulanza si portasse più avanti. ti llora il prof. Giannettasio, ar,sioso d1 rendere ancor pii. utile l'opera dcll'Unilà, ottenuto il materiale necessario e d ei muli per il trasporto, fer,e eostru1re una baracca <li legno, prrss·> la Sezione d i san ità, con l'inlf:nlo di d·. slacl'arvi il personnie e il m ateriale necessario per operare. 1\fa la baraccn era appC;na ultamald, q ua ndo giunse l'ordine di partire per il basso Isonzo, ove i nostri soldati si batte·rnno per la con-
FERITE ADD0M1NAL1 DI GUERRA
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quista ·1111 Pogdora, del Sabotino, del S. Mid1e.le, d1 Gorizia. Tutti nomi fiammanti, che rivivono ora più che mai nella nostra mente, col ricordo ,del più puro eroismo santificai,() dall'a,Jreol:l del martirio. In questo primo periodo furono rico:verati in tutto 61. feriti, di cui 45 "furono trasfi:riti e 16 morirono. I feriti dell',tddom~ r1c;)verati furono 27 -con iO morti e 17 trasferiti. Gli addominali con ferita penetrante fu-
Flg. 6. -
PROlO PERlODO. -
L'ambulanza a Falcade.
.rono 16 con 10 morti e 6 tra.sferiti. Le laparotomie eseguite furono 9 ,con 4 morti e 5 tr,a sferiti, guariti o in via d1 guarigione; percentuale ,complessiva di guarigioni sui laparot,omizzati r,5,5 ·;t,,. 2° PERIOM.
Il secondo periodo di lavoro decorre dal iO agosto 1916 al 4 febbraio toii. Giunti alla nuova destinazione, l'Unita s1 accantonò nei lo~ali di una ex caserma austriaca, a Gradisca, ridente cittadina sulla riva <lestra dl:'!l'Isonzo. (.lui i feriti, chf' venivano dai pres,;i di Gorizia, da S. Martino, da Va1cognak, dal S. Michele, da Hubia, arrivavan·l abba:stanza vresto ed in condizioni più vantag~w:;e r ispetto ai precedenti. Una delle nostre autolettighe permam.va, a turno, alla Sezione di sanità, che nei primi ·te.mpi era a. S<lraussina, e in sf'guito fu portata man mano pi,': avanti, fino al Vallone Carsico, pront;i ,L ricevere e a trasporlare i feriti .
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F ERITE ADDOMINALI DI G UERRA
Ma nelle azioni eh~ si succed ettero d al 1° agosto al novembre 1916,. le linee di combatti mento furono spostate in avanti e la distanza. che tra la Unitll e le dette !in€~ prima era di 5-6 km., ~rebbe fino a 12-10 km. Fu a llora. e cioè il 5 novembre 1916, che in una · adunanza tenui.a dai direttori dellt Ambulanze chirurgiche e d egli Ospedali chirurg ici mobili e d:ii direttori di sanità d 'Armala sotto la presidenza d el sig generate Mer:rone, dell'Intendenza Generale del R. Esercito, il prof. Giannettasip, propose la costruzion~ di una piccola l,aracca operat<. ria da dislocar,~ nei periodi di viva azione bellica, co11 mezzi e personalÌl
F"ll\'. 7. -
L "ttmhuloozr tta.
propri, presso le Sezioni di sanità, o in geMre, quanto più avanti fosse possibil0, perchè più r apido fosse il soccor.n chirurgico d a apprestarsi ai feriti p:ravi . Tale proposta fa approvai.a : le bancchòUe furon o infatti .costruite, ed attualm ente costituiscono parlc integrale delle Ambulanze. {fig. 7). Al princi r,;o di febbraio, in seguito act ordin,1 delrl nten denza Generai·:?, tutto il m&teria le fu sped ilo 3. Bologna rer riparazioni e mOtliflcazion: . Durar.te questo secondo periodo furcno ricoverati 637 feri ti, dei quali 332 furono trasferiti e 305 morirono. I feriti dell'addome fu ron o 249 con 110 trasferiti e 139 morti. Uli addominali con ferita penetran·te furono 77, con 51 morti e 26 trasfe riti; percentuale complessiva di guarigioni sui laparotomizzati 33,7 %. ·
I j
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FERITE ADDOM INALI 01 GUERRA
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3° P ERIODO. Il terzo periodo di lavoro è compreso tra i primi di aprile 1917 epoca n~lla quale l'Unità ritornò rla Bologna dopo che furono eseguite le necessarie riparaziom - e la fine d~J giugno l917. In questo periodo, una parte distaccata dell'Unilà, espletò la opera !!ua presso una Sezione di saniln, mentre la parte più ingombrante rimaneva a Gradisca., n ei lo-
.. cali precedentemente occupati, col triplice scopo dt praticare gli interFfg. 8. -
TE:RW E QUABTO PERIODO, -
Pianta d ella grotta.
venti che non presentassero car:i.U.ere d'urgenza, e di ricoverare gl i operati, che venivano inviati dal distaccamento avanzato dopo un certo periodo d ell'intervento, e di continuarne la cura. L'aliquota avanzata si stabili a D evetaki, nel Vallone del Car:.o, in una lunga grotta costituita da due l>:raccia pal'allele, lunghe 25 mt tri , riunite nella estremità profonda d ii un braccio trasv~rsale lungo ci1·ca 20 metri (figi:;-. 8, 9, 10). 43 - Giornale di medicina militare. -
Fase. VI.
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l'ERITE ADDOMINALI DI G UERRA
L'ide:1 delle grotte fu preconizzata e vivamente propugnata dal prof. Gianncttasio, il quale, dopo uvt:re visitato quelle del Vallone Carsico, intravide la possibilità di potervi operare e curare, per il tempo strettamente necessario, i feriti più gravi, col vantaggio di risparmiare loro lo strapazzo di un più lungo trasporto. Le grotte, pur di.s tando circa 3 km. dalle trincee, offrivano una relativ:-1. sicurezza e con opr,ortuni restauri , e sopratutto con molta buona vobnlà, potevano essere adat-
Flg. 9 . -
Tf:JlZO ~! Ql' ARTO n;mo110. - I."in)Cr csso tl,•llu ~'l"Oll:<1 O. D•.'\"Ctakl.
tate ottimamente o.Ho scopo. Cosi fu folto. In ciò fummo grandement.e coadiuvati dal r.onsiglio e dal prezioso ausilio del Direttore di sanità dell'11° -Corpo d'Armata, cui l'Ambulanza apparteneva, colonnello medico Faralli, al quale vada da queste pagine il saluto nostro memore e reverente. Uno dei bracci laterali della grotta fu diviso per mezzo di tramezzi in legno (vtd i flg. 8), in: a) rnmera da acc·,ittazione; h) camera. per la prima medicatura; e) camera per il gabinetto radiologico; d) camera di preparazione del materiale e sterilizzazione delle mani. L'altro braccio fu trasformii.to in corsia con W letti Il bra1;cio trasversale fu adattato come camerll. operatoria e camera pP,r l'ufficiale di guardia (e), (f) . Tutti gli ambitoti vennero illuminati a luce eleltrics. mediante i motori del-
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FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
l'Unità e la camera operatoria ,e la corsia riscaldati da sL11fo elettriche (Y. Y . Y.). Nella camera da operazioni , che come ho rletto, corrispondeva a~
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fondo d~lla grotta, si poteva r icambiare l'aria mediante uno sfiatatoio (h) alto circa 8 metri, alla cui base funzionavano due ventilatori. Il pavimento della grotta fu fatto in cemento. Le pareti e il tetto ricoi,er ti di legno o di tavole di " eternit ., C')nvenientemente iinbiancate. l! tetto della camera operatoria venne inoltre tappezzato con lenzuola, ad impe·
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FERITE ADDO .\ IINALI 01 G U ERRA
dire ogoi caduta di incros tazioni e di rulviscolo dal soffitto, per il continuo scuotimento d eterminato dalle artigli~rie circostanti. I locali della Sezione rti sanità, diretta dal magg iore medico Monaco, che ci fu di valido aiuto, distava uo solamonte pochi m etri;· le t rincee erano lontane circa 3 Km. I feriti che giungevano dal Veliki, d al Faiti, dal Boscomalo, da Castagnevizza o spesse dalle immediate vicinanze della grotta, impiegavano in media 4 - 5 ore ad essere trasportati. Qualche volta e non raramente giungevano molto più tardi nonostante la vicinanza: il che si spiega con la .;traordinaria violenza d ella lotta di artiglieria, che molte; s pesso n e impediva l'immediato trasporto. Durante questo terzo periodo furono ricoverati 233 feriti con i~ tras feriti e 127 morti . La n otevole percentuale di mortalità. si spiega col fatto che tutti i ie ri ti g ravissimi , indistintamente, anche quelli che non avrebbero potut-0 sopportare un altro qualsiasi trasporto, venivano inviati all'Ambulanza. Gli addominali ricoverati furono 97 con 61 morti e 36 guariti . Gli adrlominali con ferite penetranti furono 71 d ei quali 58 morirono, 13 guarirono. Le lap:l.l'otomie eseguite furono 4.7 con 30 morti e 17 guariti: percentuale complessiva di guarigione sui laparotomizzat.i 36,1 %. Alla fine del giugno 1917, in seg uite.. ad ordine d èll'Intendenza Generale, l'Unità partì per r ecarsi in Vallarsa, ov~ avrebbe dovulo funzionare i,er una azione che quivi si prepa rava. M a l'azione fu sospesa, e l 'Ambulanza alla fine del luglio ricevetle l'ordine di ritornare sul Basso Isonzo. 4° P ERIODO . , Questo periodo va dai primi g iorni d ell'agosfo al 27 ottobre 1917. L'Unità si stabill con la sua sede centrale in Sagrado, piccola città d ella riva s inis tra dell'Isonzo. occupando di nuovo il posto avanzato n el Vallone d el Carso, a Devetak i. Durante questo tempo furono ricoverat i 168 feriti con 106 tras fe riti e 62 morti. I feriti d ell'addom e ricov~rnti furo1n 52 con 29 morti e 23 guariti. Gli addominali con ferita penetrante furon o 43, con 20 m o rii e 14 guari ti. Le laparotomie eseguite furono 19 con 9 morti t; 1u guariti : p er centuale complessiva di guarigioni sui laparotomizzati : 52,6 %. La m<1ltina ciel 27 ottobre giunse l'ordine di par lire nel più breve periodo d: tem po . Erano allora ricovera.ti 4.6 infermi ; che furono s ubito tras feriti negli Osped ali designali, e alle ore Hl, racc.:>lto quasi tutto il materiale, si eseguì l'ordine ricevuto. 5• PERTOP-0.
Quesio pPriodo si svolge dal 12 novembre ilH7 al 15 aprilè i1H8. Dopo le dolorose vicenda che por tarono le nostre !inee. sljl Piave, 1'11 novembre avemmo J'ord ine di impiantare l'Unità in un paesello a d estra di d etto fiume, t:: di funzionare anch e come Sezione di sanità . La sera d el 12, adaU::.li alla m t>glio i locali d '1111 as ilo d 'infan1.i a, col materiale d elJ'Ambulanzl'lla cominciammo acl. operare. QuiV1 l'Ambulanza rimase fin o al 15 aprile !918. I feriti che giun-
FERITE ADDO.MINALI DI GUERRA
673
gevano da . . . . . . . . . impiegavano 5 o 6 ore per essere trasportati a noi. L'attiYità chirurgica dell'Unità fu tuttavia limitaLa per la scarsa quantità di feriti pervenuti. Durante tale periodo ne ruròno ricoverati infatti 143, dei quali 45 morirono e 98 furono trasferiti. I feriti dell'addome furono 42 con 25 morti e 17 guariti. Gli ad<lominali con feril.à penetrante furono 30 con 7 guariti e 23 morti. Le laparotomie eseguite furono 18 con 7 guariti e 11 morti. Percentuale complessiva di guarigioni suìle laparotomie eseguite 38,8 %.
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6 ' PERIODO. Il 15 &.prile l'Ambulanza si trasferì, in seguit,o ad ordine ricevuto, in una picoola borgata a sud del Montello (flg. ii). La distanza dalle linee si può calcolare in media di 7 o 8 Km. ed i feriti in condizioni ordinarie, impiega·mno 4 o 5 ore ad essere trasportati. Ma a,·venne che nell'offensiva di giugno le nostre linee subirono una forte osc11lazione, poichè il nemico potè in un primo momento oltrepassare il Piave ed occupare una parte del Monwllo. L'ordine dei servizi ne fu sconvolto. P er il pronto accorrere delle riserve per il traffico intenso, onrle le vie formicolavano di uomini, cli carri, di artiglierie, i feriti gravi giungevano con enormi ritardi, mentre i feriti leggeri che potevano camminare 'da soli e potevano profittare del primo m()zzo di trasporto giungevano anche dopo un'ora dalla ferita. Nel periodo di pochi giorni furono ricoverati 236 feriti. I feriti, del· l'addome riroverati furono 97 con 50 trasferiti e 47 morti. Gli addominali con ferita penetrante furono 65; con 20 trasferiti e 45 morti. Le laparotomie eseguite furono 25 con il t, asfariti e 14 morti: percentuale di guar;g'ione complessivd dei laparotomizzati 4~ %.
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CONSIDERAZIONI PRATICHE. Chi dia uno sguardo ai quadri che precedono, non può non resi.are sorpreso d all'apparente, stridente, contrasto che esisto tra le varie pe rcentuali, riguardanti i vari periodi di aziono dell'lJn ilù . Così n el primo periodo, durante il tJuale i feriti impiegarono in rr.E:dia 20 ore per essere tras portati , af.tl'èlverso lunghe e scoscese vie mulaltiGre, si ebbe una percentuale di guarigioni s ui laparolom izzati del 55,5 % e tra i laparotomizzati ~on ferita del tubo digestivo, del <3~,5 %· laddove n egli altri periodi, la media delle percentuali si abbussa r,ur essend o più favorevoli le condizioni d i trasporto. La cosa è facilmente sµi egabile. Prima di lutf.) o ·sogna ass<'gnare un valo:·e mo!t.o r elativo alle p ercentuali ottenute su cifre così limitate in quanto esse subiscono d elie oscillazioni, di cui spl'&SJ non sappiamo s piegarci la rag ione. Ad ogni modo le percenlud.li così elevate in tale periodo, the pure era certo il m eno adatto a questo genere di chirurgia, p er le r.:ondizioni ,-tesse di dis tanza e di viabilità, vanno ricercute nel fatto che all'Unità non giunsero se non i feriti più forti e più resis tenti , g li altri, e cioè la ma1<gior parte, morirono lung0 la via. Quancio, n ei periodi ~uccE:ssivi , noi abbiamo potuto operare nell e vicinanze delle linee più avanzate, abbiamo visto the una grandi!:i!;ima parte d En feriti mor iva nelle prime 12 ore dopo il lrnuma, e- un'altl'a gran parte nelle seconde 12 ore. E' far.ile comprendere da ciò, che se l'Unii.il si fosse trovala, anche nel primo periodo, nel le vicinanze delle lin ee di fu oco. il numero dei feriti d ell'addome ricoverati ed operati, sarebbe cresciuto, ma la percènttJale di g uarig ioni si sarebbe eertamente a!Jbassata, pur aumentando tuttavia il numero d egli individui salvati; viceversa se n egli altri periocl; l'Ambulanza si fosse trovata mollo lcnta ria , il numero d1•i ricoverati sarebbe diminuito n otevolmente, mèntre sarebbe aumentala la percentuale di guarigioni . Ora vien faUo di domandarsi: questi feriti op,·rat.i oltre la 20• ora e guariti, non sarebbero fo rse guariti ugua lm ente con l'astensione ? Francamrnte, no; p crchè pensiam,1 e abbiamo potuto constatarlo che la peritonite puù svilupparsi anche dopo la 211• ora. A.libiamo trattato con l'astcnsi0!1e qualche ferito giunto d opo 118 ore dal trauma - oss. 2l', in condizioni cosi buone eia lascia rci molto incerti sull:t diagnosi di una forita intestinale ; curato sintomaLic:unente l'informo niorì p er peritonite acut...1. generalizzai.a sopraggiunta tardivamen~e a causa di due piccole per[oraziCllli dr ! tenue. D'altro canto abbi:i.mo vis to guarire dei feriti che presentavano già in atto d ei fenomeni perifonici circoscritti - oss. ,',10 - ,',14 - '106 - 505 - e abbiamo visto svilupparsi la p critonit,o in :nferm , operati rlopo la 21,a ora, nP.i quali, nonoslante le fe rite intestinali. il pcril.oneo apparve 11.ll'atto operaLiv:> perfettamente integro - oss . 5 15 - 446. Come apparirit dal contesto di questo rendiconto, la guarigione spon-
FERITE ADDOMl~ALI DI GUERRA
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tanea per ferité intesti nali è veramente eccezionale: noi riteniamo dunque che se fenomeni gravi d'intossicazio ne o di shock non siano in atto a controindicare J'intervent-0, il fel"ito debba e:~sere operato anche d opo la 2!1" o ra. Nel 2" periodo colpiriL ancora, ollre la differenza notevole nelle percentuali di guarigioni, la sproporzione esistt~n te tra i feriti penetranti operati e feriti penetranti non operati. Mentre infatti nel primo periodo su i6 feri ti 9 fur.mo sottoposti alla laparotomia, nel 2° periodo invece su 174 feriti con lesione penetrante, solo 75 subirono la laparotomia, 93 invece furono trattati con la astensione , 6 furono sotto- . posti a interventi palliativi. La cau!:ia principale di tale fatto, va ricercata nella d eficienza numerica dei medici nella nostra Unità : per tale deficienza non ci è mai stato possibile costituire più g r uppi chirurgici indipendenti, che operassero s imultaneamente. o alternativamente; viceversa si è dovuto sempre operare da un solo gruppo, ed è logico che n0n tutli i feriti d ell'addomt:i operabili potessero così essere sottoposti alla laparotomia in tempo utile. Se si pensa che nei periodi di azione i feriti giungcno a d iecine , si comprenderà facilmente quale svantaggio colossale costituisca per essi la d eficienza numerica dei chirurghi. Il d overe aspeLt,arc rl proprio turno per esser0 opera.ti , frustru il beneficio della vicina nza d ell'Un ità chirurgica alla linea del fuoco, ed avviene allora ~he i feriti , i quali surebbero operabili appena giunti . non lo sono più d opo stii o selle ore di aUesa. A prt:,;;cindere però da questo motivo d 'indole tlcnicJ., che va evocai.o per tutti i periodi di lavoro d ellél nostra Unità, un'altra causa va ricercata nel fatLo che i feriti d1 questo secondo periodo giunsero quasi tutti in cond izioni generali gravissime e la m aggior parte ,di essi furono ritenuti 111ope rabili. Qua li le ragioni? Fo rso esse ·yanno ricercali! nella stanchena maggiore dei soldati di allora, che avernno sostenuto gli urti formidabili dt! maggio e dP-1 giugno 1016; ~ che d all'agosto al dicémbre 1::l:ibero a so::!enere una sc,ri~ ininforrJtla di aUacchi e di contrattacchi, sui macigni insanguinati d ell'arido Carso, che ne avevano notevolmente fiaccal,a la fibra. Sta di fatt0 che questi fe riti, i quali g iun gevano in media dopo 7 od 8 ore dal tra uma , erauo g ià in condizion i gravissime : dei 93 non operati , difatti 35 morirono nelle prime 6 ore ; 18 nelle prime Hl ore ; la maggior parte d egli allri nelle prime 24 ore, e solo pochi sopravvis5ero per qualche giorno. Un alt.ro fatto d a rilevare è il seguente: i feti ti d el 2° periodo giungevano, " parte le eccE'zioni, in media dopo 7 od 8 ore dal trauma, essendo l'Am})illanza in quell'epoca distante d alle trinc•.)e dagli 8 ai 12 Krn. Nel 3" periodo mvece, pur distanrlo l'aliquota avanzata non più di 3 4 Km. d alle trincee, i feri ti giungev~no in media dnpo 4 o 5 ore, e qualche volta anc he più tardi. Nel 6° periodo, in segui~0 all'avanzata austria-
ca del giug-no, l'Ambulanza si trovò ad una distanza di 4 o 5 Km; dalle l inea di ·combattimento, e i feriti g iungevano non prima d ell;i. 12• o t4• ora. Si comp rende anche facilmente che le ragioni d i queste sproporzioni stanno neJle condizioni stesse del combattimen to e nella facilità e possibilità d i trasporto dal luogo ove il soldab cadde ferito, alla Se-
Ft;RITE ADDOMINALI DI GUERRA
zione di samlu. Quivi giunto egli trova mezzi rapfdi e può essere agevolmente trusfcrito all 'Lìnitù chirurgicu. Ciò dimostra quanto poco valore u.hbia in questi casi speciali la vicinanza d ellu stessa alle linee t.h comballin1ento, per que l che riguarda la precociti1 d ell'intervento. l.in a!I ro fatto rhe deve richiamare l'atl(;n;:ion:} è la maggiote morLaliti1 degli r,pcrnLi nei periodi di mugg ior~ aiftuenza di ferit,i. Quando i fe riti g1ungtlvano alla s picciolata, cioè nei periodi di calma, l'esito d ell'inLervonto è slalo servpre e di g ran lunga migliore'!. Nei periodi d 'azione invec0, q 1iando i fe r iti affluivano numerosi, e si operava p er lunghe ore ininle rrolle , gli esili sono stati costant,emenLe m eno buoni. Ciò si s piega per lr:! condizioni s peciali di ambient.e nelle quali il ferito viene a trovarsi nel pe n odo dt azione. [o ho ancora vivu ne lla m e nte la r ecentissima visione di t,re gi:andi saltl, zeppe di ferih gravi d ell'addome, de l cr anio, de l torace, del rachide, d egli arti. Ne lle sale affluiscono i feriti: gli operati , i non operaLi . Di ora in ora nuovi fe riti sopraggiungono, che le lettighe trasportano, infn.tic,-ibilmente, dalle vicine Sezioni di sanitù. Giungono a drecine, e ognuno di essi d eve essere studiato, d eve essere con fo rtaLo, deve essere solLoposLo alle cure del caso . Sono lutti sudici, infangati, insanguinati, esausti. E tutti chiamano, suppl icano, vogliono a cqua, a cqua, a cqua. La sete, ecco la nota predominante. I cranici urlano, si alzano come maniaci dal letto, pron11nzianct,, frasi vuote di senso: occorre immobilizzarli. Gli addominali sca~riano le coperte; vog liono essere i-imedica ti perchè sentono s tretta la loru fasc iatura, aprono le borse d e l ghiaccio per soddisfare la loro selc intensa, v,)mitano. I toracici gemon-) , r espirano male, ansano. Gli ullri s i lamentano, chiamano con voce sofiocuta. Quà e là qualcheduno ha g ià gli ocelli vit.re i, stravolti, il viso contraLlo in un alroce spasi mo di morte, e lit altri è già immobile coperto dal bianco fune reo lenzuolo. Ne lla sala operatoria intanto fe rve il lavoro: uno dopo l'altro i fe riti, già conve nie nte m ente preparali e studiali, passan0 sul I.etto chirurgico e da qui poi sono trasportati nelle sale. E tale lavorio febbrile dura ininterrotto nolle e giorno, m e.ritre la m orte falcia inesorabile e fatale le g iovani e g lo riose esistenze. In queste condizioni i feriti non pos· sono, s i comprende bene, ricevere t11tle le c11re indispensabili pt:!rchè l'esito dell'inte rv en t-0 no n ne s ia compromesso. Quanta differenza tra q uesto ambiente tumultuoso e l a camf' retta tranquilla, b en riscald ata, ben sorvegliala, che ricovera il fe rito d ell'addome in tempo di pace-I Qui vi il silenzio, un'opportuna penombra, 1m infermie re ,·igile e maestr o nel l'artf' d el confortare, un m edico preoccupato per l'esito di un att.o one rativo di eccezionale import.,1nza e g ravitA, la famiglia vicina che veglia ~ palpita e conforta n ell'attesa angosciosa. Nelle nostre sale invece g li urli, i lamenti di mille tormentali, di mill e d e liranti. presso cui non possono accorrer e, anche essi esausti àal lungo e g rave lavoro, che g l'in fe rmieri solctaii, i quali per esser e, n ella g ran maggioranza, degli infermie ri improvvisali , sono per neccssil,;'i di cos e mal destri e nie nte affatto all'altezza del g ravi ssimo e delicato compilo. E vicino intanto il cannone romba, ins isten te, rabbioso, feroce , e le anime \re-
FERITE ADOOMJNALI 01 GUEHHA
- Q93
pidano ncll'allesa vigile d ei faW che s i svolgono a breve distanza e le notizi e, vere e false, lieLe e Lrisli , s'intrecciano, si incalzano, sgom~n lano o vivificano lo spirito infralito dalla VEiglia, dal lavoro, dalla tensione n ervosa, dallo spet.Lacolo macabro e perenne d ella morte I Quando vi è un'azione, così passano oUo o die~i g iorni a volte quindici! Poi subentra la calma. Ma un vuolo immenso si è fatLo allora tra i feriti dell'addome, operali e non operati; pochi r Eistano e di e~i qualcuno ancora se ne va. 1 supers titi rappresentano una ben esig ua percentuale. L'Ambulanza dun que, net vari pe riodi, funzionò in m odi diversi adattandosi volta a volta, alle esigenze del momento e del luogo e cer~ cando soprat.uUo di ordinare e d isporre le cose in modo che potesse derivarne il maggior utile ai feriti. Mi si consentano all'uopo alcuni rilievi che rappresentano, a mio parere, i problemi ancora non soluti per la cura d ei ferii.i clell'addome . Le Ambulanze ch irurg iche h a nn o inc:l ubbia men Lè risollo abbastanza ben e il problema dell'ambiento operatorio e d ùi mezii ch irurg ici. La baracca-L@nda, d ella quale n on sempre s i h1 bisogno, i mezzi di sterilizzazione, il gabinetto rad iologi(lo; i mezzi di illuminazione e di riscaldamento corrisp::m don0 ottimam ente alia sptcial.:! chirurgia p er la quale furono icteati. Non altrettanto p11ò dirs i pEir l e trnd~. che d ovrebbero ser vire rJ, ricovero ai pazienti: m eglio e.dalle saranbero cerlam enll' delle larghe bttracche, leP"gere, s mont&bili e trasportabili. Un pr oblema d ella maggiore importanza è q11ello del pe rsor.ale . Ho ,g·ii1 det.t,o che i medici d ella nostrn Un:tà sono stati S';mpro in numero 111sutficionte per costituire pi ù gruppi chirurg ic1. Difatti con cinque medici, c0mpreso il Direttore, ·non è possibile formare più di un gruppo per operare di Japarolomia, tanto più che uno dei medici deve ricevere e smistan, i feriti mano mano che arrivano, d ettare le storie cliniche, pre pararli convenientemente per l'atto operatori-J, vig ilare sulla d isposizione dei feriti nelle sala, sorv,3gl iare su llb c ure che ogni ferito deve ricev ere prima e dopo l'ali.o operativo. Sicchè un solo gruppo di medici può operare e questo fa d el suo meglio, f& quan to può, ma non fa quanto s i potrebbe fare. Ne•consegue logieamente r.he i fPriLi i quali n elle giorn a te di azione giungono, comù sop ra dicemmo, senza interruzione, d evono asp<'tta re d elle or-3 per essere operai.i , e spesso non tutti possono essere sottoposti alla laparotomia perchè i chirurg hi fini scono anche essi per esau rirs i e non possono continuare il lavoro. Q11ando un gruppo he. infatti ese~uito 8 o 10 lapa rotomie ed altrettnnti interventi sul cranio, d eve s mettere e lasciare t utti gli altri fe riti alle c ure sintomatiche. Ne viene di com; 0 g uen za, che molli ver,gon0 sottopost i all'ali.o opC:rativo dopo varie ore di attesa, cioè in condizioni svantaggiose, d onde una notevole pe rcentuale di morta lità; molli altri non possono addirittura essere operati e muoiono, fatalmente , p '1ichè la gnarigion e s porolanea, !5e l'intestino è ferito 1'- una b e n rara anz: eccezional•3 eventualità_ Occ orrerebb e, io p enso, che nei periocti di azione i g ruppi chirurgici, b en tre nuli, e affiatali pe r operare' rii laparolorni ~, fossero per ogni Ambulanza almeno quattro, i quali operass~ro in interrotlamente, allernan-
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FERITE ADDOMINALl DI GU ERRA
d osi due g ruppi 0~;11i 12 or e. C0s1 i feriLi subir~blJero un minor utardo per l'inLervenLo e la magg ior parLe di (·ssi poLrebh..i essere soLLoposta in tempo convenient.e all'operazione. Le « Ambulanze cbiruq;1cue auwmobili " in Francia, hr>.nno un personule molLo 1:iù numeroso: vi sono difaLti quallro chirurghi, quat.LrC; m edici , dicci studenti di medicina, e, nei periodi di più intenso lavoro, ad es:'i si aggiungono dei g ruppi chirurgici.upplementari di rinforzo. Naturalmente olLre il personale medico saro.~bb.: indispensabile aumentare in d ebite proporzioni !l personale de lla ct m era operalor ia e il personale infermie ri, la cui deficienza non potrebbe non frustrare la p resenza e l'oper a dei m edici. Occorrerebbe pu:·e che il p ersonale di truppa in gener e, infermieri, specialis u ecc. no n v1::nis;;e rimoss•) coma pur troppo spesso siicced e. Si ::Lenta tanto a formarsi e ad educare questa gente, che di solito è di professione e di aLLiLudini così dive rse e disfarmi, •.\ ad un bel m o m ento, quando essi dann'.> già .J maggio .. r endimento pL>SsiLile, vengono allontanali e sostituiti con altri. E' una vera fatica di Sisifo ed 11 servizio non può non esser e g ravemente turbalo. Un a ltro quesito di sommo inter esse, c he s'impone LutLe le volt.e che l'Unii.il d eve sceglier e la s ua ubicazione, è quello di collocarsi in modo che i fe riti di un determinai.o se Lto re possano 1::sser vi Lras porLaLi n e l più breve p8rio<io di tem po. e ciò pe r la enorme impurLa nza che ha la precocità d e ll'intervento. L' ideale, come ogn i uno sa, sarebbe di poter ope· r a re a !Jrevisc;ima distanza dal trauma, e senza che il ferii.o abbia a s ubire lo s trapazz0 di un viaggio più o meno lun 6 u e sf'mpre noc;ivo. Il che n ella g ran maggi0 rùnza d ei cusi non è assolutamun te conseguibile. Se ciò s1 potesse o ttener e, la per centuale di m o rtalità sugli operati con fe rite dell'in testino, che oggi s i agg'ira inLorno al iO %, diminuir ebbe sicuramente, e<i inoltre moHi fe riti c he fataJml:)nle s i aggravano man mano c he le o re passano, e durant.e il tras po r lo fi no él non essere più ope rabili al momf' nto d ell'arriYo, p0Lrobbet 0, g rande mente avvantaggiars i dell' inte rvento. AumentP.rebbo.l cosi il numero degli operati e in maggior proporzione, ht pe rcentuale de i guaritL Per ottener e le condizioni mig liori occorre risolvere, (luesLi due principali qu,,siti: a) trasportare il fPriLo rapidamente dal luogo d i combaUimento al luogo di cura; b) avvicinare le formazioni chirurg iche alle lince di fuoco quanto più è possibile. Il primo que:siLo c he è il più importante, è di competenza dPi Diri genti d,1i ~cr vizi , i ,:piali , bisogna rl.irlo ad onore de l vero, hanno dedicalo e <i,>d1c;_m o ogni ~0ro attività p er-chè appunto lo sgombero proceda c?_n la massima ce le r1t.à; e cer lam Pnle sono riusciti a d otLener,~ tutto c1_0 c ht:1 tra po~sibile.. Ma vi ,;ono d el le difficalt:'t iner enti al carattere d1 violenza 2 eh esl1'n s1ontl dei cc mballimenti, di fronte alle qual i tutta la buon1 volontà rnnane fr11 str;1ta; n e sanno qu ,ilco~a i valoro:;i colleg~1i de! _rc:·gg,m ent,i e gli eroic: portaferiti r eggimentali e delle Sezioni d1 saniLù, c he m ollo s pesso pagano con la vita il loro s pirito di a.bnP.gaz1one e di sacrificio . . Le m1;_e-giori d ifficoltà d el tr11sporto s i hanno a rptmLo nei per iodi di azione, r;uando le artig lie rie baUono pa lmo fL palmo il te rreno per un&
FERITE ADDO.\LINALI 01 G u ERRA
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vasta zona. I feriti. stessi, trovato un C,l /ltuccio, un angolo morto, un qualsiasi riparo, spesso rifiutano di essere lraspJrtaLi, per non correre il rischiJ di nuove lesioni. Ed è proprio in questi periodi che 1~ feritr. dell'addomt:- sono più frequemi. Il paziente giunge quindi ai reparli avanzati d elle Sezioni di sanità e alle So:zioni stesse), quando µ-il, sono Lrascon,e deUe or•.; dal momento del ferimento . Rimane da compie.re allora il trasporto all'Ambulanza: ora, se C!uesta è anche relativamente lontana, 11 trasporto si effettua abbastanza celermente per la permanenza a turno sul luogo d t:lla Sezione di una o due d elle nostre auto-lellighe ; ma qut:.:;le, in verità, non rispondono perfettàmente alla bisognù. Occurr'.:lrcbuero d elle lef.lighe basse, a soli due posti, inl.ernamente ben riscalda.Le. li terito d el resto ad intestino aperto, corse g ià il pericolo maggiore di seminazione del maLeriale settico nell'addome , por le brusche scosse subile durante il precedente, più lungo_ed anche più malagevole pocc0rso. Si pensi a questi poveri feriti, che in un primo momento si trasvinano ùa sè giù carponi, con le carni lacere, col dolore vivo acut;ssimo n"cli loro visceri dirnniaL• . Cercano un riparo: spesso non lo tro,ano pro:;L-) lcl devono percorrere dei lunghi trntti, su sentieri incerti, nascondensos1, riparandosi a l sibilo di ogni proiet.tile , abbandonandosi esausti quando le forze maru.:ano. Finalmentti dopo ort di spasimi indici!:idi, spessi) ui notte, gi unge un porta-feriti, cauto anche lui; mette il ferito sulle s pa lle, o, se sono in due, sull ,LbéH'ella, e co~ì a capo chino, fermandosi ad ogni piè S(' Spinto, pavidi, sormontando gl: ostacoli, scan~and o i cadttvcri, gettandosi per terra act ogni sibi lo rii proiettile di artiglieria o di fu ~ileria, giungono finalmente al posto di medicazione. Qc1i una ru.picla visita, un,1 rapida medicatura, o poi via di nuovo, in ba rella, alla Sezione di sunitù, lungo un viag gw bnch'esso dei più disagevoli. Quali gravi conseguenze possa aver1:; mezz'ora d i trasporto i11 automobile 1>er un ferito che ha dovuto in prec·~de11za subire tale via crucis noi non riuf'ciamo a capire; ad ogni modo, ripeto, sarebbe utile l'impiego di lettighe più adatLe. Dunque : trasporto fino alla Sezione di san ità e trasporlo da. questa all'Uni fa chirurgica. Sono questi, a mio modo di vedere, i problemi su cui è necessario che le Autor ità portino la loro attenzione, per favorire la precocità dell'intervento, essendo il secondo quesito, cioè quello della vicinanza dell'Unità Chirurgica alle linee di comùat.timeolo spesso di difficile atLuazione, ed imche quando aLt.uato non sapremmo d ire con quale e quanto reale vantagg-io per i ferif.i. Vedremo anche quali ostacoli si oppongono a che l' Ambulanza veng·a ubicata più aYanti di una Sezione di Sanità. Nella pu't favorevole d elle ipotes i èSSO potrà stabilirsi nelle vicinanze della Ser.ion e stessa: or bene, a volar essere serenamente obiettivi, tanto vale essere a qualche chilometro di di::;tanza dalla Sezione, in un ambiente più tranquillo e più ricco di con forto poichè nessuno svantagg-io può costitui re per .il ferito quella mezz'ora. in più di viaggio i r. leltiga, ner essaria per il trasporlo ù ulla -Sezione di sanità all'Un ità chirn rgica, quando, come si è visto, egli gi unge alla Sezione· non prim:t di 5 o 6 ore dal l'avv-.muto feriment,J.
U!J(J
Fl:'.II ITt:: ADDU .\llNAL J 01 lii.; t::llllA
Quun io ul seconrlo ,1ucsit,o~ ::;i è cc1·cato di ri::;oh erlu avvicinando il servizio chi1·urg·ico a ll e bcz10111 di sunità, cuo la 1s l1luz1one delle Ambulanzettn. Il Fiollc, in Francia, nel sel.lcml.,ré 191::i, propose dci posti chirurgici avanzati che anebbe ro dovuto e::;,;ere d e i piccoli ricoveri bi 111 daLi da colloca re a 1/"2, - 1 Km. d alle t,.· incee. P er·..:hè, l·g li diceva " bisogna non che ti ferito vi;.da al c hirurgo, ma clHJ il cnirur1.o vad<.L al ferito». Occorre rebbe, ii; altri Le rrnini, tho ogni posto di medicazione o quas i diven 1.u:;so un po>'lo chirnrgico. l11L,mzion".l lodevolissima ma nièn lo ufiallo attuabile. Le « Amhulanz0 chirurgicl11. uutomobili » 'fran cesi funii unano og;;i come le n ostre . Esse s1 pongono cioè ad una diswnza tai<l cile consenta di raccogliere i feriti di un seltore abbas tanza (·aslo in un Lempo re laLivamenLe bre ve. 1 feriti ing lesi vengono, invece rico\'crati ifl gra11d1 formazioni sanitarie, le « clinica/ clt'aring s/lllio,i » fl:rma 1e da gr,111di baraccame nti, t:he costituiscono un Vl' l'O s pcdale e d istano di.ti le li nee dai :!U ui 30 Km., taln :>lta 4•) Essi pe rò hanno cosi bene pcrfezivnati i mt'! zzi di tras por to e di sgombe ro, c he g li infl!rmi, poche ore dopo la Jerila, sono g ià ricoverati n ell 'Ospedale, sC'nza p er a ltro Jver ris entito grandi danni d a l trasvorto . ùa la fronte dl•lla Piccardia un sol dati) ferito la mattina, può essere ospi111!iziat,) la se ra in un Ospedale di Londra! lo raggrupperei riel modo sl'guenle le diffìcollù elle s i oppongono ad ope rare t1d una minor distanza dalle linee di f11octJ. · 1° Lt: forrnaiioni chirurgiche, pe r Ju c hirurgia d ell'addome, per quanto possonc. essere scrnpliflcate e ridotte, son'.l !:'\lmpre delle organizzazioni d elicate e complesse il cui perfe tto e inink rrotlo funzi onamento non è compatibile con le immediate vicinanze d ullè linee. E' ve ro c he il Fiolle riferisce , a sostegno della sua t.es i, di un cnso operato e g uarito in un « ri paro rudimentale, senza porta , polveroso, angusto » a poche centinaia rt: met ri dalle trincee. Ma questo d el Fiolle mi ricord~ il bel caso d el Gullotla, un operato dal (Juale , - lapar0tomia e sutura di una ferita del colon trasverso - in oU.ava g iornata, collo da un accesso epi1ctLico, s i sventrò, trascinando sul paviment·:> i visceri, che restarono fu or i pe r tutto il l,1>mpo rlcll'acces~~. cioè i:-er più di un·ora. DeLerso, risr.aldaLo e ridotto l'intestino. sutm':l.te rn m 11s:m le pa reti, l'ammal alo )'.{nari . (Ri ; o-nna M ed.ira 18(15_ 2. ). Ognuno comprende che questi casi isolali debbono rima ne re n el rnmpo deile vere eccezioni e rhe non possono rssP.re in alw:1 mod J gemralizzaLi, tanto d :t coslituire una legge assiomatica c he r('gol i e governi tutt.a la co mplessa c hirurgia d ell'addome. 2° Il più granrle numero d ei fe riti addominali si ha nei periodi di ttzion c J)er la. maggiore int.ens it.ìt d el fu oco e perchè i soldati hanno più frcq1 1enti oc,;as ioni d i esporsi. Quanti fe riti potrebbe acco!llicre un piccolo posto blindalo , a poche centina ia di m etri dalìe linee? E cosa suç:cedcrcbbe dl' ll'o11era del chirurgo nel le oscillazioni che quasi sempre le lince s11bi:-c-0no? 3° La. Lranqu illil;\ e la serenilù dell'ambiente. - La cu ra dei fe riti dell'addornr, s p~cie d ei feriti di guerra , è m olto difficile e complessa. Io mi riferisco non alla tecnica operativa, clic eia un buon c hirurgo
FEHLTE AOUOMINÌ\Ll Dt G t; ERHA
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potrebbe essere eseg ui tu ovunqui3, ma alla gravita d ell'alto OfJcl t u.t.i I o stesso, rispetto a chi deve subirlo ed alle esigènze irnprescindiuili, pre e post - operative, che hanno un importanza altreU.anto g rande quanto lo stesso inl:ervr nlo. Poichè la norma principale che deve g uidare la nostra condotta è l'interesse del ferito, noi dobbiamo cercare di conciliare nel miglior modo possibile. tuUe queste rnrie _e contrastate ·esigenze. Qual"è il minimum possibile delle esigenze d"ambiente compatibile. con la vicinanza d elle lince di combalLim-3ntu ? Clii ha. vissuto lungamente tra i feriti addominali di g,1erra, sa quanto silL difficile salvarne uno su cinque e anche tra i feriti recenli;,.simi, e quali somme di precauzioni, di pensieri, di cure ininterrotte e vig ili siano necessar-ie per· ridare qn.?.st'uno alla vita. Se op,;::rare il ferito potesse significare aver fai.tu tutt,> quanto è sufficiente, oh! allora le la parutomie si potrebbero eseguire anche in un posto d i medicazione regF·imcnlalc. Ma purtroppo non è così. Un snJdato ferito all'addome è un ess-31·e il cui stato generale ha subito e subisce numerosi agenti di debilitam13nto e di depn•ssione . Fenomeni riflessi, reazioni asteniche, fatLi anemici, tossici e settici entrano in ~iuoco e s'intagrano e si complicane in ci , culi vizios i, chf: rendono difficile e penoso il compito d el chirurgo. Il quale, dunque, quando ha suturato l'intestino e praticata l'em ostasi, t: rlètersi i visceri da quel po' po' ui ben di Dio ctie sappiamo, non ha espletala. che la minirn.:t pa rte d el suo compilo. In a.Itri termini la cura non è soltanto chirurgica: essa è, e con pari importan,:a, medil~:.LPrima. di intervtlnire 0ccorre slùdic1re l'informJ, sorvegliarlo, molto spesso trnlare di mi>tlerlo ia condizioni da es:;ere operato. Riparati quindi i guasti anatomici prodoUi dall'agente vttlnerante , il che si ottiene co·o la sommarli altri tra.umi di non !ieve tintità, come la narcosi, e l'apern:ra dell'addome e le manipolazioni indispensabili dell'intestino, il chirurgo deve ancora di nuovo lottare, con allrcllanto vigore, per combattt·re i prc.fondi disquiltbri legali ai fatti nervosi. e tossici, e ~ettici, e astenici, che sono in atto o sopraggiungono e 111 vurie e frequent, complicanze, che LuU1 ins ieme, rappreseniano I crude! i demoli ton dell 'opera su:i.. E il compito n c,n è facile. Ora perchè questa opera d elicata e complessa si esplichi proficua sui numerosi feriti che sogliono agglomerarsi nei periodi di azione, è appunlu necessario quel tanto di se renità e di comodità d'ambienti', che sono fattori indispens,tbili, come l'esperienza odierna ci vi: man manu confer mando, per il buòn esito d en'at.to operali vo. Nellt~ grotte del Vallone r.arsico, a. Devetaki , noi potemmo conciliare la ,·icinanza alle line'3 con Il' esigenze di cu i sopra . Da ciò un certo vantagg :_o ottenuto negli operali I ferii.i effo~t1va,nentc erano rirnveratj in un luoiro ove si !,;Pntivano a!quanto al sicuro , e, inoltre, il fracasso in fernale delle artiglierie nostre e nemiche giuni;ev:-t loro m olto attenuato. Tuttavia, anche trovandoci in queste condizioni speciali, vi fu. rono dell : circostanze e, non rare, nelle quali questa relativa tranquillità di s p;rito fu nofeYolmenle compromessa.
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Così in una notte d el maggio 1917, in cui vi fu l'allarme per i gas asfissiunl1 . e nella g rotLa. erano ricoverai.i circa 20 tra operaLi d ell 'addome, d el cr1.1nio e feriti d el torace, al>biamo vis ti q·uesti infe:lici in uno stato penoso di orgasmo e di sovraeccit,Lzione. In vocavano dis peratamente la maschera, e nella n ostra coscienza il c0nllitLo fu tremendo. La maschera fu applicala, ma purtroppo qualcuno n e ebbe affrell-a ta la morte, ,~ molti aH,ri peggioraron0 nelle conùizioni g,merali. Qutsto ed .altri inconvenienti g iustificarono forse appieno il concetto d el sig. colonnello medico Faralli, il quale con quelia compet':lr,za che tUtti gl: riconoscono, n on m·a nc_ò d : far rilevare gli inconven ienti di ubicare le Ambulanze in tutta la prossimità dell e linee a\·dr,zat~~40 Un altro problema che s'impone e va preso nella debita consi,d erazionc, è quell<> dr l:o sgombero . Il P1qu~ dicè : « Viene da frem ere pensando allo sgombero d ei la parolomizzati nei pl'imi g iorni dopo· l'intervento ». Noi abhia mo sgomberato i nustri ~l'riti operati - C}Uelli con feri ta d ell'intestino - d opo 5 o 6 gi0rni, a!Lri d op0 7 u 8, inviandoli , s'intende, alla nos tra sede centrale. Sorveglia ndone il polso e le condizioni .generali vrima e dopo il trasporto, e all'arrivo nel nuovo ambiente, non abbiamo osservato fatti degni di nota. Così non c'è possibile s tabilire l'aggravunle che determinò la m orte di alcum di e::si, perchè n ofl si può affermar-J se la ulteriore permanenza nel!..i g r•JU.e non sarebbe stata egualmente fatal e. Riteniamo, in ogni m odu, che sia preferib1J,:; che i feriti sin dal prime, momento siano sistemati in modo d efi nitivo, perchè la loro g raviti!. lo esige, perchè è bene evitare loro a!Ll'i traumi di qualsiasi nat.1ra e perchè quP.sta chir urgia più si avvicini 11. quella d .:)I tempo di pace, i cui precetti, frutto di studi e di esperienze decen nali , non devono mancare di esserci di guida. A noi par dunque di p oter concludere, d allo studio d ei fatLi enun,ciati, che nella ubicazione delle Ambulanze, non è <lato di poter seguire una direttiva unica. Occorre fondere e conc1liar0 le varie esigenze -secondo i momenti e secondo i luoghi. Senza menomare affatto la t"norme importanza della precocità d ell'intervento, òisogna conciliar e questa con le imperiose esigenze di altra natura, che ,·i stanno s pesso in e, idente contrasto. Questo è sommamen te necessario, ch e i feriti sian o operati e curati d al personale d ella stessa Unità, per ~utto il tempo necessario che può variare grandemente per ciascun ferito, in un ambiente che presenti oltre i requisiti ordinari, la calma 1:: la serenità richiesta dalla solennità dell'atto operat ivo e cial!a gravità delle lesioni. Se questo è dato di consegui re nei pressi immediati di una St'zione di sanità o più avanti ancora, tani.o meglio. Qn ando ciò non è conseguihile, è gioco forz'l. sacri'fìcare qualche cosa dall'una p ar te e d all'altra.
FERITE •\ DOOMINALI DI GUERR.\
PARTE PRIMA FER ITE NON PENETRANTI
PHELIMINARI. La spl'cializzazione di u nità sanitari<.: pel' il trattamento dei feriti cavital'i, tl C'e rtament.e il primo e più importar.te passo per la cura dei feriti add0minali di guerra, la cu i sintc matologia c0sì varia, complessa, incostant(:, richiede uno studio chnico rigoroso e 11 cui tn,ttamento esige una tec11ica sicuru e precisa. li principio enunciato da Bergmaun, che, " in Chiirurgia di guerra l'individualizz<1zione debba cedere il posto alla. regola » non è. applicabile ai feriti dell'a ddome, ognuno dei quali, singolarmente, presenta le sue pecuhar: ca:·atteristiche, e merita un esame accurato, e, nei limiti del possibile, completo. « Tutta la questione degli addominali, dicono Stassen e Vonr.J..:en, si pone ad ogni nuovv caso, con la stessa ;mplar:al>ile difficoltà"· Ne risulta che l'accuratezza dell'esame clinico si afferma e s'impone anche sul campo di battagl ia, e, per fare opera intelligente e sana, deve sbarazzare i suoi vasti orizzonti da ogni formula costrittiva, da ogni principio dogmatico, da ogni regola fissa e stabile . . La n •goht, prima dr ll'epoca aUua le, era l'a~t-.:iasione, la quale significava c0ndannare ad una m,1fte sicura alwni dei forit.i sienn anche pochi, che la laparotomia poteva resliLuire a lla vita. Viceversa, la regola opposta. cioè, quella dell'interv&nto sistematico in tutIT i casi di ferite penetran ti o sospette di penetrazione, significherebbe condannare alla morte alr.uni dì essi ,:he non operati, sarabbero· forse vissuti . Quanti esempi dell'uno e dell'altro caso noi abbiamo visto nella nostra lunga e quotidiana esperienza! Tutti i feriti con lesione dell'intestino, non operati, sono morti, salvo qualche rariss ima eccezione. E si noti che non parlo soltanto dei feriti che non furono operati perchè in condizioni generali molto gravi, ma di tutti quelli per i quali l'intervento non fu possibile per la deficienza numerica dei medici, o per mancanza di tempo; e di alcuni non sottoposti a laparotomia per errore dì diagnosi, vale a dire, perchè o si ebbe a ritenere non penetrante una ferita che invece er a tale - osservazioni 264.-344 - o, perchè si ritenne che il proiettile, penetrato in cavità, non avesse leso l'intestino, il quale invece alla necroscopia, fu trovato ferito - osserv. 306-34.7 -; parlo, infine, di quem nei quali vi era già una fistola in atto, che, date le buone condizioni del paziente, lasciava sperare nella guarigione spontanea: osserv. 206-361. E' questa tutta una serie di feriti pei q_u ali il mancato intervento fu fatale, mentre la laparotomia, almeno per una parte di essi, avrebbe potuto essere la salv~zza.
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FJ::Rrn; ADOOM INALI 01 G U J::RRA
Ma a··cunto a q uc~li vi sono feriti invece per i quali l'astensione adottala con,! criterio elettivo, fu .-·o:rLumente ultle, ìaùdt,ve l'atto operali vo avrebbe poll!io ~:,sere causa di morte. Tali sono i feriti parietali semplici, che presentavano una spiccala sindromE:; J)aruperiloneale, la quale avrebbJ potuto fare sospettare la pem·Lrazi:m e, os.,; . ...7-49; alcuni con lesione 110n pen etr,mt.e e fe rita ù1 visct'ri exlrape;itoneali. e LuU.i i feriti con lesi0ne penetra n te nei quali si ebbe mutivc rie1· c1·ed ere che il tubo d igestiv0 non fosse s Lut.o aperto ùal pass,igg io d el proiettile . Tali sono, per esem pio , a lcuni ferii.i del fe!,!alo - osser v. :170, 173 , 174, 176, 177, 192 - alcu n, feriti d ..,i runi , nei quali la penetrazione veniva palesata dall'esame r&diologico, o dall'emoper1ione:., - us::;0r v . 172, 182, 187 - ; altri feriti perictr:int1 sempl!ci, n ei quali la ferita rn tcslinafo si poi.è esc,udere in seg uilù a llo studio accura t-0 d<'l carnmino l.'er·~ur::;o dal proict lile osserv. Hjfl, 175, 17M, 179, 180. Ecco d c1 nque cume d a una p ark l'astensione fu dannosa, d all'altra, invece, fu indb tLa E:d utile. Lo sLl.'sso dicasi dell'inlerven t.o ; 1)erocchè ::"e esso ru in molti casi salutare, coml risul ta anche da un ~apido sguéu·do di non rari feriti d ell'intestino 1·,perati e g uariti. in aJt,ri invece fu :nutile , in altri ancora dann oso o addirittura esiziale. Fu inutile in tutti quei feri ti nei q uali il proiettile non era penetrato in cavità - osserv. 56, 93 94 , 96; 119, 117, 119, t.36, 139 , 140 , 151, l 57. In tutti quelli n ei quali, rur essendo per.etraio, il proie:1,:te non av13va lP.so alcun viscere - cssP.rv. d a 065 a 380 , - e in molli di quelli n ei quali , pur e::sendov, lesione di viscerf pieni , non vi erano !.:sioni delt:intestino - osserv. 382, :38'1 , 3~ò, 388. Fu d annoso, infine, in tutti i feriti di queste varie categorie, tB i quali l'operazione fu seguita da morte. sia per shock operat.orio - osserv . 395, 396, 40-4, -405 sia per t ompl icarize di altra natura c0me la polmonite, il cui sopraggiungerR fu sicuramenw favorilu dall'ap ertura d cll 'ad1lome - osservazioni 37fl. 3T7, ~80. · lino sguardo sommario e rapido a questa breve, succinta rn.ssegna di feriti e più che sufficiente per mettere in luce il lavorio di indagine necessario per ridurre al minimo le cause d'error,~. còsì s pesso fatali , e per dini0strare le necessità di nn m et.odo ciinici1 , scevro da ogni principio as3olutis ta, soccorso inv0ce dei tutti g li ac~or1<imcnti 1,:eme10Iogici suggeriti dalla prnlica e dallo st1.1dio d elle affezio:1i d el i:•eriton a,l Io intendo qui traccrnre un r'.1pido quad ro d~i criteri da n oi adottati nello studio dei feriti dell"addome, illustra ndolo con alcuni d ei numer osi esempi rhe ho a p orta ta di mano. :\fa pr1m:i ancora di occur armi di ciò, cred 1 opportnn.:> chiarire ; criteri a11aiorr.ici ~ui qu':1.li mi b aserò p"r lo studio e per la classificazion<' dei feriti. Considererò come un'unica grande cavità la cavità addominale ed il piccolo hacino, ciò che mi sembra logico, poichè n el piccolo bacino son contenuti una porzione d el tubo d igel'rnte, ri vestita in parte dal perit.oneo, e la vescica, rivesLila anch'essa in parte dalla sierosa. E noichè le ferite di questi organi, anchtl nella loro 1,orzion':l extraperit.oneale osserv. 157 - e le fratture d elle ossa pelviche , anche senza interessamento rii visceri - osserv. 97 - sono !:,pess0 acc·lmpa~nate da una sindrome ,~osi g rave, da rièoraare in tutto la sin tom 1l::,lo~i,l, delle ff'rile pe-
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netranti d ell'addo1ne, con lesione inte::linale, considererò le pal'eli dei bacino rome una parte delle pareti adctuminiili. Del resto non bisogna d1m~nL1care che il peritoueu avvolge C'. ompJ-3. tamente !a prima porzione d el retto fino a livéllo clt:l la seconda vcrtebr~ sacrale, e nt: ricopre la faccia anteriore, fino a livd lo dd la qua rta p er gettarsi dopo avere sfiorato la base delle vescicheLLe seminali, in avRnti, suHa faccia p osteriore della vescica, che ne vi,311t:. così ri.vestila. Tra queste d ue poriioni p eritoneali del retto e d ella vescica , quando sono in stato di vacui Là, nel corrispondente cul di sacco ctcl peritoneo, discenqono le anse d el tenue e la ultima porzione d el colon ileo-pelvico. Quando noi parliamo dunque d i cavità addominale, intendiamc t utta quella f[rande ca vità che è chiusa superiormen te dal piano muscolare del diaframma, raggiungendo col s uo limite un pidnO che passa a livello della ottava vertebra dorsale , inferiormente d a! p iano muscolare, rivestilo dalla fascia p elvica che chiucfe in basso la c&.vità del bacino, lateralmente in avanti, e posteriormente dai robus ti strali muscolo-aponevrotici, ~ dalle parli osse~ ch9 costituiscono lo sch<Jctro della pcrzione lombare t\ della pelvi . L'eslremiià supe1 iore ùi questa cavità s·mcunea, dunque, nella base de l torace. Trn la linea cho delimita s uperic,rmente tale es tromith e la linea toraco-actdominale , ,:he segue il marg ine costalg, è compresa la zona toraco-addominale, la cui importanza è massima ·in traumatologia, per la probabile concomitanza ùella penetrazione dell'agente vulnerante in cavllà toracica. e in cavità addominale . Le paret; dell'addome sono, nella loro faccia interna, lim ita1 0 dalla fa scia trasvasalis di Cooper cho n el bacino si continua n ella fa.scia pelvica. ·n peritoneo e i visceri che esso veste, sono i'. contenuto di questa cavità. Tra il peritoneo e la parete addominale propriamente dt>tla, :-:i trovano il grasso p reperiloneale , cd alcuni visc3r i ch e per urH parte d ella lor~ superfice sono··r ivestil.i dal p ~ritoneo, o·ss:mplicemente in contatto con es~o . per l 'altrn parte m contatto con la p9.rete addomina le, propriamente della. Questi brevi richiami anatomici mi sono pars i n ecessari per precisare i limiti tra i quali dovran no c-:1sere c:ompres,,1 alcunecategorie d? feriti n ella classifi cazion e e,he ue farò. Come è di norma, basandomi appunto su tali criteri anatomici, divi d erò le ferite in n on penetranti e penetnrnli , comprendendo tra 11~ prime quelle nelle quali il p eritoneo non è stato apert0, tra le secondi' quelle nello quali, invece. la cavità periton eale è sLata w rn11nq11e ape rta dal trauma. Dividerò poi i ferili della 1mma categoria in ferili parietali semplici e feriti con lesion e di •111 viscere· extra-peritoMale (colon, rene, retto, vescica), coslih1endo quesl'ult.ima un imporlanle gruppo di feriti , sia per le pec:11liar1 ca raLlerislich c scmiologicho che essi pr.:-scnlano, s ia per i quc,:.iti operé1lo ri ch.:i ad <'SSi si connC't.lono. I quesil.i che al chirn rgo s'impongono, di fron te a un ferito clell'ad -. dome, si p0ssono compendiare nei seguen ti: t' 11 proieUile è penetrato in cavità p r.i"iton ~alc ? 2° V'è lesione di visceri? 3° '..)uali visceri !-()no feriti ? ,,a Il paziente può e deve essere soltopos to a laparotomia? 4.5 - Giornale dì mcdici11a. 111i ltare. -
Fase. VI.
iO'!
FERITE ADDOMINALI DI t;t.;ERRA
Questi quesiti non sono di facile soluzione, tanto più quando il tempo preme a i feriti sono numerosi, ed O< corre prendt-re delle rapide d ecisioni. . Il primo quesito si ri.:;olve, sia mediante lo studio dt:lle ferite e del trag i tLo percorso dal proiettile, sia mediame l'e8ame clinico del paziente, vale a dire mediante la ricerca di qu0i fenomeni d 'indo;,, generale, o particolarmente rifletlenli l'addome, che costituiscono la cosìdella sìnJrome addominale. Ma vedremo com e l'esame d ella ferit.a possa non essere sufficìent.e 11, stabilire se il peritoneo sia sLaLo o no apE-rto dal proiettile e corno l'esame clinico dèl paziente sì::l spesso poco rispondent.e alh natura e all'entità della lesìont-. Avviene cioè spesso che , mentre la maggior parli' dei feriti dell'addome, c011 ferita penetrante e lesioni di visceri , presenta un complcsso di sintomi caratteristici che costituiscono un vHo quadro morboso definitivo, altri invece pre;-:entano dei sintomi m ccrlì e con tradditori , chè lasciano il dubbio sulla p enetrazione; laddove vi son o d ei ferilì co.1 lesione n sn penetrante, la cui sintomatologia ri prodnce in modo più o m èn o complelo, la sindrome addominale, simulund') una pen etrazione che in 1ealtà non esiste. 11: questo ormai 11n fallo nolo e che lutti hanno potuto conslalare ma io vog lio insistere sulla frequenza dì esso, percl1è mi sembr a importante mettere ir.. rilievo li.:. facilità con la quale si può cadere in errore. Vi sono d elle categorie dì fenl.11 com .! i foriti dei nm i, alcuni purietali con der.orso paradossale dei proiettili , e mo!Li feriti del torace, s p ecie di q11ell a zon a toraco-a<idominale, ch e d eve fare S(.mpre sospettare un inlercs,,;1mrnto de l diafr'lmma, e quiridi dell'addome, che offrono, in un a ri l0van le percentual e, 1111a sindrome forlem\.,nle sos petta . Sono ciuesli i f;i ls! artdomin ali d el Qn{mu , i casi l"IOP r.he rendevano brillanti le st.atìsliche d egli astensionisti . 'Tal e sindrome è tanto più s piccata quanto rAù presto è fatto l'esame. d el ferì!1 . proprio c ioè quando i> m agu-iormenLt' n ec,ssaria l'esattl·zza del g iuclizio, pPrch è q1, E!gli , ove occnrrn, sia sotl 01 p~1st.n precocementP. all'at.to ope raf.r·:.·,, senzé\ chE: siano sopr<1g[!iunli i seg-ni <ielld peritonite, che purtroppo~ , sf'!ito noi, si fanno hmgamcnte atfend·.:> rP. La dìfflcolLh di diag nosi è d11n ('J1 1e lqrat.a al fatto ch e un sintomo pa.tog-nomonico , Mslant.c . della pr n<'frn.zion t.: non esiste. Vi sono soltanto dei segni di probabilità. dico Abarlie , di cui alcu ni hanno 1m v1tlore ; eale . Ma essi possonn mancarr in %Si di ferita pen etrante, mentre po.s son,) essflre presenti in casi di ferita non pen<'lrante, con tull P le lc,ro caraU('risl.iche. o. come ebbi a rilevar~ in u na mia m<.'moria r0crnf r s 11: " T falsi addominali " (Gn zzetta drr.1li n , r,Nlnli P rfr lle r'.liriich.r; n 44, anno 1918) con d elle modificazioni di lieve cnlil iì , s11lln. cui valutazione non è possihÌle fare assegnam ento p er una <iinu.nosi differenziale rsatt.a. Risolto il q11 esìl-0 rlel111 peneLra.zion e, occorre cercare di risolYer,e il secondo ed il terzo, se vi sia. cioè, o no. ferita di Yisceri , e di quali visceri. Ln ris posta a tali quesiti è qualche volta facile; spesso imece si rende difficile, o addiril.lura impossibile. 'Tuttavia il cercare di stabi1ire se vi sia lesicne viscerale e quali siano i visceri lesi, è di somma importanza , perchè ~ulla risoluzione di questi quesiti sì basa appunto una
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gran parte dei m otivi che inducono il chirurgo ad aprire l'addome, o a trattare l'in fermo con l 'as te ns ione. E gii errori sono freque nti. Così, com e ho icrià avuto occasione di d ire , a noi è capitato di ritener e in qualc he caso non leso l'in.t,eslino, che viceversa era a per to, e gl'infe rmi tratta ti con l'astens1ont! morirono di penton1te ; ed in altri, di sosp ettare una ferita inlesl.inale che invece 11011 esislern e praticare quindi un allo o peraLivo inuLilc e q ua lc he volta noci vo. Ciù insegna ad essere mollo cauti nel formulare i gi udizi. La dia~nosi d i ferita viscerale, e di fe rita di un d etermina lo viscere, s i fa s tudiando anatomo-topograficamente le fe ri ti d 'ingresso e di egr csso, o , se questa ma nca, la loca lizzazione radiografica del p roieLLile . Ma le cause d 'errore sono m o!Leplici e le principali sono la fa cile deviazione d ei proieltili qua nd o attraversano tessuti cli varia intens ità e resistenza , o la posizione c he il paziente t,eneva al moment,o della ferita . Noi abbiamo vis to, per esr.m pio, un proiettile di fu cile a ttrave rsare tutLo l'add om e dlil fian co s in isLro all'ipocondrio destro, senza led ere alcun viscero - osservazione 369 - mentre in un alLro e-uso, con una lesione a naloga - osser vazione M'7 - s i riscontrarono una la rga ferita del feg ato, 4 fe rite d el colon tras ve rso, 2 dello s tomaco e 6 del ten ue . In un altro cas o - osservazione 228 - un proietti le pendrato nel sac ro e localizzato dall 'esa me radioscopico nel q uadra nte addominale inferiore sinis tro, mobile in cavità , a,·ern fe rito lo stomaco e il colon t rasverso, presso l'angolo cpttf.ico; e in un altro - osserva zione '1'15 - n el quale s i e ra fatta di»gnosi di ferita del fegato, e, probabilme11te, de l colon. si trovar ono invece assoluta men te integri questi du e vi~0eri e fe rito i l ten 1:e in 4 punti. Q11csli casi dimost,rann r,om e appun to sia difficile sta bil ire se vi s ia ie rita viscerali} e quà le viscere s ia l eso. Il qua rto quesito, cioè se s i debba o no sottoporre il pazient,e alla laparotomia, dipende, o!Lre c he d alla sol uzione dei primi tre quesiti , dallo s tudio d elle s11e condizioni generali, c he in una ri levante per centuale d i casi n on consen tono l'oper azione .
A ) L'E SAM E DEL FER1T O J. -
DI ALCUN! SEG~I SPECI ALI.
\'i sono d ei seg ni elle , q uando s i riscontrano, hanno s pesso un valore d eci~ivo p er la diagnosi di penetrazion e, e q uesli segni sono la procide nza ddl'epiploo11 o d ell' intestino , o, in gener.:i, di un viscere rivestito dal peritoneo; la pe1di La a ttraverso la fr:rita, di male ril! fecali , o di bile, o di sost.anzl' alimenta ri ; l'e mateml's i, la 1rn:le na, J"<:m op eritoneo, la presenza di gas attorno alla fe rita. La procidenza di viscer i ha un valore pa tognomonico. Noi abbiamo osservati 30 cas i con procidenza d ell'epiploon, 29 cas i con procidenza d ell'intestino te nue, 6 cas i con procidenza del colon ,~ casi di procidenza
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FEHITE ADDOMINALI DI GUERRA
d ella milza 6 casi di vera eviscerazione, 2 ·;asi nei quali, attraverso la ferit.a, sporgeva il margine ep11tico. La · procidenza d ell'epiploor. è costituita d: soli to da una piccola. frangia che s'insinua attrave rso aper1ure anche sll'eLte, e costituisce come un tappo. L\, rnia d el tenue è cMtitu ii.a n e l maggior numc.ro dei casi da un'ansa di 8-10 cm. di lunghezza, raram-3nl(; da più anse come nelle osservazioni 2111, 284, 20!1, 404, uelle quali i I le nue era erniato quasi totéllmL'nle. I casi di eviscerazione totale S'.. Hlù pi ·:1 rari. In un caso - osserv. 404 - con un largo squarcio all'ipocondrio sinislr/i eJ apertura delJ.1 plrnra e del diaframma vi era uscita d el tenue, del colon con l'omento, dello stomaco, e della milza spappolala, e I visceri erano tulti sporchi di terra. Nelle fe rii.e dello:: regi0ni to rneo-addominali , con apertur a d el diaframma è frequente riscontr,m:i ernie· visc:::rali trans-diaframmutiche d ell'inle~tino e dell'epiploon. Ahbi:rn10 visw più voli.e l'epiploon sporgere attraverso la parete toracica e in 2 casi era procident.e la milza spappolala. Non è rara l\lrnia dei visceri addominali nella cavil3. toracica; in un caso - - ossen·. 374 - erano erniati l'epiplO'J11 e li colon trasvers.i; in un a!Lro - osserv. 405 - lo stomaco, l'omento e la milza. La diag110si in questi d1: 0 cnsi era s fata fatta in precedenza con l'esam,3 fisico del torace. · Nelle ierite che penetrano daHe r egioni glutee o dalle parti alt.e delle coscie, è raro ,~iscontrar e visceri erniati. Noi abbiamo visto un solo caso che pre3l·ntllva, attraverso una ferita dalla parte r,iù spo rgente dc•lla natica destri!, rernia d i un'an sa del tenue - osserY. 335. La perdita di bile attraverso la ferila è m-.>lto rara: se è ferita la vescich etta biliare la bile si versa, come nelle osservazioni 388, 400, 504, in cavil.à addominale. Così avviene n elle fe rite d el f'}gato e nelle feriti, della prima porzione del duodeno - oss<::rv. 4lt6 - . In un caso - oss. 196 la ferita del fegato, sospettata pJ"ima pe1· il tragitl,•) per corso dal pro iettile, si r,J evò d opu qualche giorno dal ferime11to, m~diante la formazion<:l di una fistola epato-polmonare. l:inferinr> espdttorava una sos tanza verdt> e amarissi m il che si constatò e:-se re t-ilc Tale fistola perd urò cirrn i2 giorni. La fuoruscita di fp1.:.i dttraverso la ferita de pone indubbiamente per l'apertur!l. dell'i ntestino ma non sempr e per l'intor1:.ss:1.m ento d el peritoneo. E~rn può ve rificarsi infalti come ne'Jlc osservu%ioni 148 e 153, quando il colon è ferito n elle sue porzioni extra-p )r ilo1!eali. Quando con lo studio t0pografìc.o, o. per altri elementi si pu0 E-sclude re che l'intestino sia leso extr a-peritonealmimte la perdita di feti ha valore patog nomonico, com e nt?lle osserv:izion i 205, 268, :l2::!, 331, 525, 538, 551. Abbiamo riscontralo una sola volla la p i::rdita d i sangue mist,c, a sostanze alimentari - os:;erv. 337. E ' questo un sintomo patormom onioo di una Fl'rita dello stoma co. L'0matem t'SÌ si ri::;contra nc·lle ferill' dello stomaco, ma non ~ un r epert~ cosf':lnt,~. e quand o d'alt.ra ·parte è presente, p ~r slabi li rP,, con certezza ta k sede, con vieno esd ud ere q1.1alsiasi altra les ione pe r cui possa Yerificarsi l'ingestione di san~ue. Abbiamo visto un ,-omit.o di sangue in q11alc1'e fer ito c:m !e::;ione p olmonart> , come 0
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FEBITE ADUOi\llNALl Ol GUERRA
nell"osser .. 196, e in numerosi c.asi con fer1 La della faccia, e fralture d ella mandibola o dei rnascéllari superiori. LJ'a!Lra parte, 1't1matemesi manca in molti casi di feriLe ùcll,) stomaco com0 Delle osservazioni 449, 450, 454 , 1i55. L'ematemesi per fn·ite gastrici1e ftt risconlrala 7 volte ; in un altro caso - o~ser v. 504 - l'infermo r1feri d1 avére vomitalo d el sangue, ma la laJitu·ot.omia non rilevo lesioni dello stomaco. La prt!senza di sangue nelle feci può a vere gran valore , ma occorre poter escl udere che il colon sin ferito nelle perzioni extra-peritoneali . Inoltre I feriti con lesione penelranle di solito hanno alvo st1L1co, specit! nelle prime L're ch0 segt1ono il trauma. Biso;n t1rebbe dunque poter determina.re con m ezii artificialt la emis·; io,w e.li 1et:i ed esc1minar,) quLSL1.: con indagini da laboratorio, la qualcosa n on è sempre µossibile. La melena fu us .ervata 4 volte; in un caso - ossen ·. 350 - l'infermo perdeva sang ue dal retlo pur essendo la ferita in corrispondenza d el cieco. Un altro sinLoma che ha un valore patognomonico è la constatazione della pr·)~enzé, di li quido in cavi tà . D1 questo segno mi occuper-~ in seguito, p.-trlar,do dell\ sarne fisico 1lell'addome. P er ora dirò sollu11 tu che fra i nostri feriti è stato eisconlrato in modo sicuro 57 volle e che in un caso - osserv. 119 - esso ci trasse in errore, facendoci ritenere pen etrante una ferita che invece era parietale semplice, perchè il liquido, constatalo con la percussione, era costitui to da un essudato giallo-ci• Lrino por peri tonite tubercolare. Un :i!Lro segno che p uò averE- valore d ecisivo per feri ta d ell'intc•stino, è la constatazione ddl'en fisem!l aLlorno alla ferita : tale Cnfisem,1 è prod otto dai gas int11sLinali che, p1::rmanePdo il parnllelismo tra !a ferita d ella part i& e quell<1 del v iscere, si insmua atLr:i.verso la lesion~ ed infiUra il connettivo. Di fa lti in q ualche caso - 325, 3Gli, '1.li<' . 448, 472 la diagn ·J si di ferita intestinale, m seguito a tale segn.), fu esalta. Ma tale infillrazione enfisematosa si può isvere. come ben si comr rend9, anche q11ando l'intestino sia ferito nella. por7.ion1: extra -peritoneale. Non è rarn cfaltra pari.e notare una modica infiltrazion0 gassosa anche quando l'intestino no11 sia aperto, com e nelle osservazioni :302 e 103, n ello quali la presenza di gas s i dovette att.ribuir,~ a sviluppo d• germ i anaeroti . In uno dei nostri feriti, con lesion 0 delh porzion e extra-peritoneale del retto, si svilu ppò una veri can 5 rena gassosa, e l'infermo m orì per sett.icemia - osserv. HiO. R iasst·mendo : I seg11 , ch e hanno un· valo!·e speciale per la penelr:tzione furcno riscontrati in 158 casi, e r-ioP: Procidenza dcll'cpiploon Pr('>cidenza del tenue . Procidenza del colou Procidenza della milza Procidenza del fegato . Evisce1azione totale Perdita di feci attraverso la ferita Perdita di sostanze alimentari Ematemesi Melena 1Imoperito11e<J . Presenza di gas sotto ente .
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FERITE AllllOM INA LI DI GL'ERR.\
G0mp.1.rssivameule. dun que, in tutti i fe l'i li d ~il'aùdome q ue!:.t· segni fu rono riscontrati ne! 2G % e nelle ferite sicu1·.un1-:.1k1 p ~ne tranti n e! 40 %. ~ el magg-1or numero d e i casi, inveri\ e:;s i m ·.m cano, e la diag no..;i d i penèLrazione va faLla è.llo ra studiando il tragiU0 lJ~rcorso dal pro1t>llile, e vagl iando tutti i si1,tomi rilevabili con ]·esame clinico d el pazienle. Il. -
Lt HRITE.
Lo s tudio della feri ta per sè stessa, come lesione anatomica d ella parete, ha un'importanza relativa. Le più sempltci sono le ferii.e da striscio, che mtertssano la cule, il connettivo, qualche vt,lla I m uscoli, e l e escorazinn i quasi sempre ì:LCCompagnata da contu,,io111 pe r grosse scheggie di granai,,, o per :sassi lanciali dallo sr.,) p pio di proieUi~1. Meri tano una speciale menzione le largh0 kn tt: prndotle da grosse scheggie di grnnata. at.trarnrso le quali fa ernia l'intc:stino o si ved t: sporgere il pt.ritoneo pariel.ale, come ncll'o:;serv. 137. Ord111ariamentt· le ferite sono di piccole dimensioni, con l'orificio d'entrala più piccolo e regolare e quello d ' uscita p iù grande, a margini irl'egolari , s fran gia li, a n o· vesc1ali .ill'e:;terno. Qu':'sto rapporto d i forma e di grandezza tra l •! ferite d 'ingre:ss.1 e ,li egre~so è abba!:ib nza c0stuntc, ma SP=SSo può n on esislere e ~ualche volla contrast.H rortemrnLù .;811 iuanlo riferisce e crede il soldal0 Da lla forma e dalla g randezza della lesione si cerca di stabilire la natura del p rniett.ile. La pallottola di fucile o di mitragliatrice ha un foro di ing resso piccolissimo, del diamel.ro di 6 o 7 mm. che s pesso appare ricoperto d a crosl.a sanguigna. li foro di egresso è più ampio e a mar gini sla bbrati. A volte anzi è amplissimo, come se il proie ttile fosse esploso, determinando uno s frarrgiamen to e una distruzione vasta di tessuti. Le palleLLe di s hrapnel producono delle ferii.è analoghe, ma la feri ta d 'ingresso è del diame tro di poco più di un centimetro rotondegg iante, con marg ini contusi , e quella di egres:'ìo raramente presenta quei caratteri c he ric hiamano l'idea d ell'esplosione del proiet.iile . Le schegge di granata, quelle delle borr.])c d'aeroplano, prod ucono d elle ferite Ja cu i forma e grandezza variano secondo la forma e la grandezza del proietLilo, secondo il suo angolo d'incidenza e second,1 la sua forza viva. Così d ul ie piccole fr;rite puntifor mi, , 1coptirte da cr os1.t- sang uigne, si pa~sa pt r grad azion i alle lar~he ferii.e a lembo o agli squarci dis lruLfr, i d r lla parete addominale, inte ressanti o n o il p eritone-o. Le scheggie di pet.ar do orùi.nariame nte producono d elle piccoi0 ferite superficiali, che appaiono come pl'octolle d,t un &rm ,1 da punfa. Ma quando i~ P<·lardo scoppia vic:110, o, come spEss•) abbiamo visLti n elle mani del soldato, produce delle lesioni cosi gravi e mulLiplc e d!ffuse, che ra rame nte l'infe rmo può sulval's i . fn gene re quest i feriti arrivano con l'a m putazione traumatica delle ·m ani , scopnio d ei bulbi oculari , larghi sq11arci alla faccia, al petto, all'add )me e in profondo s tato di ane mia e di s hock . In sos tanza le fe rite d ell'addome, qualunque s ia la regione di ingresso ~ di egress.::>. non present.ano alcu n carattere esleriol'e specia le
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che le difìen:nzi dalle ferite di altre parti del corpo; ess.:i meritano di essere in particolar modo stuctialP,, un,cam:mt,0 per cercare d1 stabilire la natuN del proidt,ile che le ha prodoLte e la d1relio11e da esso seguita tra i tes!:'1..oti. Ad ugt,VOlur0 qu0sf..o cqmp1Lo ,:onrnrrono mo!Lo i dul1 io1·nili dall,l ste!.'so infermo, lo st.udio della forma e ddle dimens101,i d ella ferita, e molto spes:;o l'esame rH.d1ologico. TulLuv1a non sempre s1 riesce a stabilire con precisione la na,uru uc:1 pru11::ct11e, sia 1.H:1rc11e te not1z1e raccolte ctal paziente possono essere inesalle, sia porche i caraLlen estrinseci deJla ferita possono non essere cannc1::r,sc1t,1. L'import1inza d1 tale ricerca è legala non sollan le; al fatto d ella gravità ma~g·ior1; o minore d elle !6rite viscerali in rapporto con la natura dell'agenti: vulnerante, ma anc.l ..e, quando A.ncura la. diagnosi d, penetrazione non ò statu posta, alla muggiore prribab:Jit,a ch.! offron::i i proiettili incamiciati, o in genern rotondi, a scivolar\! tr1 le parel i addominali, srnza penetrare ne.Ila cuviliJ. del perilon~o. É raro, pé!r csù-mpio, che una scheggia d1 granala giri altorno a un fianco o ad un ipolondrio. Stabilita la natura del proietLilc , 01.:corre stub;lire la direzione d elltt · sua trai1:Ltoria rispetto al punto colpito, e la posizione nella quale si Lrovava il ferito. Questi dati che p0ssono apparire superflui a prima vista, in molti casi agevo!ano la diagnosi di penetrazione e qualcha volta sono di per sè sufficienti per farla escludere. P er stabilire quale cammino li proietti! 1 ha perco!"SO tra i W::,suU, occorre studi·ue la topografia d ella ferit.a d'ingresso e quella delle fenta di egressc,, o, quando quest,a manca, la localizzazi.one topografica del proietl.ile, fatta mediante l'esame radiologico lll. -
I L TRAGITTO PERCORSO DAL PROIETTILE.
Supponiamo, prima di tuUo, di trovarci di fronle a rluo ferHe, rispellivamenLe orificio di entrata e orificio di us·:iita d el proiellile. Allora si possono dare tre casi : 1° I due orifici sono a tale rlislanza tra loro che non vi pu,) essere alcun so3pelto che il proiettile, attraversando tutti i tessuti inkrposti, abbia potuto llldere il peri toneo. 2' I due orifici sono ad una maggiorè distanza e non è possibile }Jreeisare se i! proiet.tile è penel.rulo, o no . 3° I due orifici si trovano in punti molto distanti o diametralmente opposti, in modo che congiungendoli con una linea ideale, appare che la cavità peritoneale debba essere stata necessariamente aLtraversata. Nel primo caso il compilo è assai agevolato: l'esame sommario delle due feril•l suole essere sufficiente a far(· escludere rinleressamenlo del peritoneo Tali sono le ferite d ~i lombi, anche quando i due corrispondenti orifici ·s iano ad una certa distanza - osserv. i" - per la robusta massa muscolare t:li tale regione : le ferite da pallottola dei fianchi o degli ipocondri o d ei var! quadranti quando I due ori fici siano a brevissima di3tanza l'uno dall'altro : l<i ferite trap11ssanti da una natica alla piega dell'inguine, poteudosi in queste t sclurlerfl la ferita d el peritoneo. Si bacii però non abbiano ad int.erpretars1 come ferita di entrata e di 0
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uscita del medesimo proiettile due ferite di ingresso di due differenLi proieu111. l'W1 siamo cactuti m questo errore - osserv. 5;:,5-, e l'infermo mori per pentoniLe. Mi piace anzi riportare la sl·)riu di questo ferito che mi pure molto istruttiva. L'intermo fu ricoverato d opo- tre ore dal ferimento, .:cn diagnosi di fenta da pulletLa di shrupni.;11 all'emitorace sinistro. Pi esrnl.a va d ifalli due fente, ricoperte d,L crostti ematiche: una sulla pan·.:;lPmale sinistra, in corrispondenza d el 5·· spazio in lerco11dria.co, l'altra sull'ascellare m edia d ello stes.513 lato, un d ito sopra l'a.rcu.La costale. L'infermo riferì che la palleUa L:he lo aveva colpito era caduta nei µanni ed egli aveva potuto raccoglierla. Le sue condizioni generali erano buone: afi1;eUJ e colorito normali, parola iacile, sguai·do vivace, lingua umida . .Polso :::Vi, valido, regolare, temper<.tlura 37,1. Respirazione calma, h Lipci costo diaframmatico. As· scnzu. di rnmito. Esame del torace n egnl,ivu: n on h<.1. spulato sangLie; la percussione dà suono chiaro su tutto l'ùmbito, l'ascoltazione non rivela a lcunch\' di notevole. L'esame delJ'adaome ~ostra una c&rLa tensione d,Jlle pareli addo· minali, r.on dolore soppor tubile alla palpazione profonda nel quodranle inferior'3 sin istro. Dallronde i o mani s: afiondan::> ag.:;volmenltJ senza deslare al/.1J:ia reazione da parf.e del paziente; 111. pMcussion~ non rivela ottusi là :nobile . li supposto decorso d el proiettile, le condizioni generali ottime, ftcero escludere la possibililà di una penetrazione i n cavità addommale. Nè si tenne conto cti quella IE-ggera tensione delle pareti e di quella re1aliva d olurabilità. alla palpazione profonda, ché con altra ferita avrai:obe destato dei forli sospetti, poichè è questo un r ep erto comunissimo dei feriti del torace: n0i abbiamo visto in m olli di quesci feriti una vera e classica contrattura di difesa delle pareti addominali. Fu praticata una iniezione di morfina e !"infermo, ricoverato nelle ore della sera, si addormentò tranquillo. Al mattino seguente però egli era in condizioni gravissime. Lineamenti stirati, polso freddo, vomito ripetuto, m eteorismo, polso piccolo 125, lingua a1ida, addome dolentissimo sponlaneamenl,e ad ogni lieve contatto. Si procedette subito all'esam o radioscopico che mostrò 4 frammenti metallici in cavità add ominale. Evidentemente ·il puzicnte era stato colpito da due proiettili, di cui uno, quello sulla linea par-asternale, dopo avere ferito snperflcialment.,• i tessuti, era caduto negli abiti, mentre l'altro era penclrato in cavità addominule suddividendosi in quattro frammenti e ferl'ndo in più p arti l'intestino. Questo caso, che si preslu a molte considerazioni ammonisce sopratul!.r> sulla uti!ità rlell'esame radiologico sistem atico dei feriti. Le difficoltà sono m aggiori quando i due orifici si trovino ad una di· stanza Lai<- da lasciare in dubbio circa la p0ssibilitil d èlla aperlura del peritoneo. Tali sono le ferite dP.i fianchi, le ferito d q.di ipocondri, le fe· rile d ella parete anteri0re, le ferite dei quadranti inferiori d ell'add ome, con cgresso alle natiche e alle coscie, le rèrite della regione toraco-addo· minale con egresso all'epigastrio, o suhito sotto il margine co::.lale. In Lutti questi casi non si può escludere a priori la penetrazione ed occorre invece 11!1 esame diligenta ed accurato.
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Nelle ferite dei fianchi e degli ipoco1.dri quando la lesione è prodotta da un proiellilc incamicialo o da una paUolLula di shrapnel!, può la ferita ess,m:. semplicemenle pariclule, p~rchè in queste r egioni m olto facilmente il proiettile pèn:orre u11 tragilto le:-,~·ermenLe cu r vo; in queste ferit·~ è frequente 1·isc0nLrare là lesione del cvUn ndla sua 1,Jurzione ext.ra-per1loneale. Tuttavia la diagnosi di penetrazione non può esst.rc esclusa senza un esame clini\XJ accurato. Jn un noslro fe1· i Lo - m,ser v. ;!64 - clic µrcscntava una piccola ferila di paltoltula di fu cile sull'ascellare anteriore d estra, subiw sotto il margine Ct)Sl,altJ, con egrcss0 in vicinanz,, della cresta iliaca, sull'ascellare posteriore dello slcsso lato, n oi tacemmo diagnosi di fcrila parietale semplice, sia per il LragiLLo d el proiettile, sia per le condizioni g0nerali oLLime del paziente, sia infine p er ia mancanza di qualsiasi s intomo di reazione periLoneale. Quat.lro giorni dopo l'infermo fu preso da forLe brivido febbrile e da violenti dolori addominali e morì dopo qualche B"iorno pel' penlonile acuLa diffusa. La necroscopia m osLrò un'aperLura del colon ascendente, d ovuta probabilmen Le a n ecrosi della parole contusa, o a una ferita in t.eressanlc la s ie rosa e la muscolare con necrosi d ella mucosa. Quesl~ ferite dunque non consen tono di 1$cluderc subilo la diagnosi d i peneln,zione: occon e invece sbrig liare la fcrila b, se n ecessano, operare di laparotom ia esplorativa. Quando f)Oi le due ferite sono molto distanti tra loro o in punti diamelralmenlc opposL1, in modo eh€: una linea passante p er entrambe d ebba. necessariamenLe ritcnilrs i che attraversa la cavità periLoncale, allora la diag·nosi di p enetrazione n on appare dubbia. P erò non bisogna diment.icare che ~e.no molt,.) fr,.;qucnLi le deviazioni del tramiie del proiettile, e i lunghi tragitli tortuosi o curvi, chi! cos tituivano i cosideLti colpi contorna.Li e che a me piace chiamare, con Stassen e Vonr.ken, trag itti paradossali. l o ho riuniti , dali:l osscrv. 106 a lla f 24, tulle le ferite parietali semplici n elle quali il proiettile ebbe a percorrere .-10; LragiUi complicati e irrcgo!ari , che a p1ima vista aVl'E'bbero dovuto i110vitabilmcnte allraversarc la cavil~t peritonrale, e nei quali, invE-ce, si polè dimosLrare la non penetrazione. Quali siano le ragioni che d etermina no così r.otevoli deviazioni dei proiettili , non è possibile dire. Vi conlr;buiscono c:erlam entc la pcsizione d el feriLo, l't,rrgolo d'incid ~nza d ella trai ettoria r ispono al punto cclpito, la cti ver:; l resistenza clie offrono i vari strali cLe cosLituiscono le pareti toraciche e addominali. I casi di tragiLL1 paradossali, f.ra le ferite parietai1 semplici, sono 19; altri casi s0nn stati ()$Servati con fe rito rJi v isc;eri extra-peritoneali - osservazioni 130, 136, 151, 1.64. Basi.a dare uno sguardo alla figura i2 per notare come le ferite che più frequentemente percorrono dei trairitli cosi s trani sono in r ealla quelle che ('.ontornano uno d ei fianchi o d egli ipocondri , ubliquando di solito in basso Ma vi sono a!Lri tragit ti e dl'g ni d i essere ricorciati.' Noi abbiamo visto, per esempio, un caso -- Of';S. 100 nel qual0 il pro1etLile. una p allett.a d i shrapnell, penet rata all'epig«sfrio, m ek1. d P.slra, fu vista con l'esam e racfoJlogic·) sott,1 la cute dell•i faccia
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posterioM dei terzo medio della coscia ::;inistra. Con un ampio sh1 igliamenlo si constatò che il proiettile aveva attraversato il muscolo retto anteriore d estro, era scivolato, riiretto in basso e vuso sinistra, lur.go la faccia po~teriore d i dètto muscclo, senza ledere ,I peritoneo, eri\ uscito dall'àmbito addominale passando sotto l'arcata di Fallop pio di smistra, all'interno dei vasi, ed era andato quindi a finire sotto la cute della faccia posteriore della coscia sinistra . In un altro caso - osserv. iii - un
Fig. 12. -
Tragitti paradosso)!. I n n mc r! corrispond o no a lle 0"3cr,·azlo ni.
proiettile da fucile penetrò nella natica d estra, perforò la parte alta della cresta iliaca e i muscoli della pt1 r€.te addominulo ti, con decorso sottocutaneo, f•.ndé- a fuoriuscire suhit.o a d tlstr a dell'ombelico. In un altl'o - osserv. 130 - · il proiettile, pall'JUola da fucile. penetrato in corrispondenza della m,:,tà supenore destra della regione sacrale, fu locali;•,;,:atu dall'esame radiologico sulla paritsLcrnale destra, nel quarto spazio intercostale. Il proiettile aveva avuto prima un decors-::> quasi rettilineo. ferendo il rene extra-peritonE>almenLe, quindi, penetruJ.o nel
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torace si era incurvate, in avanti f1irendo il polmon.:i destro. Si comprende a quali erronee deduzioni si puo dun•.:iue venire, quando s i congiungano con una linea ideale i due fori d ' mgres.so e ,li <::gresso. P or lo p iù n è i d ecor s i varadossali i l proieUite è una pa lloUo la di
fucile o una palleUa di s hrapnel! , raramente è una scheggia di g ranata. Su 167 feriti d ell'addome con fe rita non penetrante in cavità peritoneale , noi abbiamr, riscontrato 24 volle un decorso paradossale , e in due soli casi tale decorso era dovuto a scheggia di g ranata; in questi due casi si ehbe m,?livo di ritenere che il tragiUo tortuoso fosse stato agevola to dag li s tracci di vestito che i proiettili U\'evano tras portalo, stracci che probabilmen te avevano costi tuito una cuffia, la q uale ave va loro permesso d i scivolare tra i tessuti. Coma escludere i11 tali condizioni la diagnosi di pen C:lrazione? Sull'esame clinico del ferito non sempre si può fare ·un sicuro aflidamento poichè talvol1a, oltre il decorso pan1dossale del proiettil e, s i riscontra una s indro me pa ra.peritoneale più o meno s piccata che avvalora la diagnosi di penetrazione - oss. i17 - 151 - ; più s pesso l'infermo è in buone condizioni, con polso valido, addome non contralto, assl nza di vomito, ecc., ma neanche in questi casi si può con s icu rèzzu affermare se il proiettile è penetrato o no, poichè si possono avel'e, quantunque rare, fe l'ite penetranti e magari con lesione dell'intl!sLino, nelle qual i manca 4,1alsias i sintomo di reazione periton•~ale. Più d ifficili sono k condizi0ni quando non si •riscontri che la sola ferita di entrata . In q11alche caso il proiettile s , sent" sotto cute, ad una dis t11.11za maggiore o minore dalla ferita ; q ualche vc.lta la presenza del proietti le è svelala d a un'ecr.himosi circos,; riUa sotto la quale il dito lo avverte. In altri casi si m ,ta sollunto un leggero rilievo d ella cute, che s porge a lquanto al disopra del livello nor m ale . In alcuni casi il proietti le fu sentilo in mezzo a notevo li b ozze ecchimotiche. Non è raro che attorno al proieWle si avver ta del cre pitio da gas sottoct1Laneo, che, co me ho g ià detto, non sempre è indice d cll'ap:d~,ra clell'intestino. Quando il proiettile non s i t rova sotto cu te, necessita localizzarlo topograficamente per mezzo d ell'esame radioscopico, pe r s ta hilire il tragillo che egl i ha percorso, se è prnetrato in cavil.i e qual i viscE:ri puo aver les.1 . L 'esame radioscopico presta qw1s i se,npr·~ degli utilissimi servizi. l n molti cas i - oss. 58 · 97 - 128 - 129 - 138 - 141 - noi abbiamo potuto 1'scl ndere con tale mezzo la diagMsi di penetrazione ris parw.iando ,ma lapal'Olomia a l pazient0; e abbiam.1 dov ulv ammetle l'la in aUri nei 4uali s i el'a propensi a ')rerler·e che la ferih fosse semplicEcmente par;e tale Ma può avvenire che l'esame coi raggi localizzi il proiettile in un purtlo lt ulano, e di ametralmen l.e opposto alla ferita di ingre;;so, senza peraltr') chi.' s i possa affermare con precisione se il proiettile è sicuramente p enetrato in cavità . Così nell 'osserv. l 51 - il proiellile , sch eirizia di granata. peneLrél.fo anwriorm,mtc Lra ascellare anteriore e mamil· lare s inistra, due dita sotto il margine cos tale , fu localizzato clall'csame r ad iologico a livello della 3• vertebra lombare, 6 cent. a s inistra della linea merliana nei muscoli dei lombi. La laparotomia esplorativa 1
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escl use la pe m' l1·azione , nonos tante che l'infermo presentasse una sindro me pa ruperitoneale spiccata, oltre il d ecor;;o parndo!òsale d el proiet.tile . Ne i trng ilti a l ungo percorso tra i tessuti l'es;m1e rndioscopico non ha dunque n essu n v,Li oro per la diagnosi d1 pe11etratione . ResLa !:'.empre in ogni m od o un sus::;idio diagnostico di pr1miss1rno ordine, che può in ,·arie c ircostanze evitare d elle false intPrpr<'t,12.io ni e d egli e rrori. S pesso a noi però è venuto m eno , sia pe r r oiturè d ell"apparecc!Jio, sia pe r élllre circostanze . Ne i casi in c ui la penetrazio ne è sospetta e lo s tudio d e lle fe rite di ing resso t' d1 egr essu~ v, in m a.nc,rnza di questa, la lor alizzaziorn..: topog rafica rJl'l proiettile per m ,·zzo d ei rag gi X n on :"ia sumcienle , i m ezzi a dis po:;1zion e d e l chirurgo p er assicurarsi d ella pen0trazione sono la s pcci llaz ir,r.,•, lo sbriglia me nto d e lla ferita , la Japa1olo mia esplorativa. La s pecillazionc d Plla ferita, 0 ltre <.he esser e u1rn pratica chirurgicamente pocv corrd t<t, è quas i scrr,pre fall ace, r ei c ite è m ollo difficile che lo !'pec il.lo o la pinza o un qualsiéJSi strumento ot.tuso s'addentri precis amente n el la via seguiL::1. d a l proietLilt~ ed è- molto facile invece che scg11 a una fa lsa 3trada . Lin sussidio di a;;nostico ecc01lente e in m olli cas i dubbi lo sl.;1 ig liam ento della fe riLn, qL,a ndo ,:;i rie5ca a seguire le tl'acce lasciùle dal proieltile lungo il s 110 trag itto; più volte , .se r v,!1,t.ioci di tale m ezzo, abbiam0 potuto escludora la di11g n osi di p,m etnzion·! : -oss . 55 - 59 · 67 - 69 - 71 - 75 - 7<.i - 78, ccc. - Ma può anc he lo sbrig lia m ento non essere d ecisivo, e c iò s uccede quando il proiett.ile è di picco le dime nsioni e lascia t racce minime o quando i tess uti sono m oi~o infiltrati di s ,1ngue, o laccrau e pest i p1·oro ndamPn to e sopratutto ne!lt.: reg ioni d e , lombi o ,·e la pa rete addominale pre;;r>nta un notèvGl e s pessor e . ultimi, ri$Orsa riman-J allora la lap a rotomia es plorativ a; n oi abbiamo polulo esclude re con tuie m ezzo la pe nelrnzio nc in 12 c:a~i. In conclus ion e. iunque , se d él una parte il lrag iLto del proi<:tf.ile è, n ella m ..tlli.rio ranza d c·i casi, tale da non lasc iar,~ dubLi , in alLn invece lascia incPrti , e in q ua lche ca;;'..' può es:,ere fo11te di error e . !';e lle feri te d 'arma bianca, pugnale, baion etta, bisogna sbr·igliare senz'a ltro o a prire la ca,·itit addo minale . Noi ne abbiamo o;;scrvaLi due sol i casi : in uno - - osse r v. 373 - - il pug nale dvpo aver perforalo il dia fra mma Pra p r nc Lrato in ~aYilh tornc ica se nz:i !eder a alcun viscere addo miw,le; n e ll"a llro - osserv. 414 - a.vHa ferito in tre pu:1t1 !'in· t estino t~;nue.
R) ESAME CLINICO DEL FERITO - LA STNDROl\.IE ADDOMIN.ALE. L'esame clinico ciel f\1riio implica lit ricerca di l11Ui quei fenomeni che nel compless0 costilnis~onn 11110 1111 che orcJinaria m entc virn d elta la s inrl1·,1me addom1nah.!, cioè 11n insie me di s1nlomi ch,J starebi•er o ad indicare la pene trai.ione-. L'esame l'oi c.:nnpic coi comuni mezzi ctiagnos tici , ra~coirliendo c ioè i dati forniti dall' int•èrog,tto rio, dall'esarnt! dello s taio generale d el ferito, dalla isper.ione , palpazione, percussione d el-
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l'addome, cui si aggiungono, se del caso, il catderismo, l'esplorazione rettale, l'esame del torace. Tale <:,c:;ame h:1 grande importanza ~e lo studio dellti ferite e del tragitto per('orso dal proiellile, lasci-t incerti sulla 1Mnet-n.1zione, e n E'I maggior numcru dei casi è sufficiente per t.ogliere qualsiasi dubbio; ma anche qui può avvenire come per lo st.uctio delle fente. E cioè mentre da una parte, per il più gran numero dei feriti, l'esame climco ha un valore definitivo per la diagnosi di penetrazione, per un certo numero invece lascia incerti, e per altri ancora induce a interpretazioni en onec. Difatti tutti ì vari sintomi rilevabili con l'esam e clmh:o del p:izirnte nei casi di ferite penetranti, possono essere presenti, isolati o raggruppati, anche quando la ferita non è penetrante, e viceversa questi sintomi por;sono esser€ in qualchtl cas·J di ferita penetrante assenti, od attenuati cosi da non av.=ire un valore decisivo per la penetrazione. Si comprende come in tuU, questi casi, s~ il tragitto porcorso dal proiettile è inr.erLo, come n elle feritoJ cl fondo cieco, n elle ferite a breYt: percorso dei fian chi, o deg li ipocondri, la diagnosi non può essere posta con sicu1·ezza. Devo premetter0 che i dati d iag-noslici su i quali mi soffermerù sono quelli raccoll1 quando l'infermo giunge ali Amb11·1anz:t, cioè, di solito poche ore d0po il ferimento, quando grneralment,1 tutto il corteo caratteristico d ei sinl.om i peritonitici non ha avuto il tempo di svilupparsi. Dell'evol,izione postuma d ei var: feno?neni mi occuperò brevemente in altra partl, di questo lavoro.
J. -
J<}, AME GENERALE;.
i' Df',;ubito. - I feriti g-iun.gono all' Ambular1za in barella. vestiti dei loro ;;bit.:, per lo più strarr.i e in fangat:, qu:.tlche volta completamente inzuppati d? acqua, p0r essere lungamente rimasti sotto la pioggia . Sulla barella quasi tutti cnnserv:.ino il de-:ub,to dorsale. Alcuni di essi ~iacciono in1:: rti, abbandonati, gementi. Al tri h 'lnno uno sguardo vivace, chiedono subito da bere, domandano di essere subito rimedicati; chiedono con voce itngoscios'1 <;e saranno <'P€.rati subito e se per loro vi è 'lnalche speranzrr di sa!,;ezza. Gli abiti vengono tagliati con le forbi ci, perchè il pazienk subisca pochi spostamenti, m entre alcum infermieri si occo puno di fare im'accurata pulizia delle mani, degli arti inrerinri, d ~ll a faccia ~ delle parti insanguinate o sponhe di fango. Intnnlo il medii:o ha già fa tto un primo esame sommario e l'infermo, subito ap;:>~na. ultimate quesle prime pratiche, viene, secondo si ritiene più ooporL1rn,1, pu,·tato o nt l la camera di medical nra, ove è più accuratamente sLLtdialo e medirato, o nel let.to precedr.nlemente risc~ldat.o con boltif[lie calde cli 10mma ove egli riceY".l i primi conforti. ',•inf,•rmo è dun11ue a letto. Egli giace· o in decubi lo dorsale o, spesso in decubito laterale po~giando s11l fianco sano, ~on le gambe e le coscie flesse, con la colonna vertebrnle piegata in avant.i, quasi tutta la posizione tendesse a mccorciare la parete an teriore dell'addome.
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Se l'infermo non è in islulo di s hock o d'intos::;icuzione, qui1.ndo la fe riLu è peudranLe, reagisce vivace mente q ua lvi·:J. gli si faccia cami.,iunJ de,:ub1to, la mentandos i di for ti dolori s pon Lun:Ji all'ad d0m e, e spesso l'; f:sce molto diflicile e pl'nosc otlene rE. un Cùtnbiamento d i pos izione neces5ario pe r comple tare l'esa me·. Nelle forme gra vi di coll asso, frequ enti a nche pc-che ore d opo il fe rimen to, l'in fe rmo non r l'ag isce, ma g iact' passivamente nell a posizion0 c he g li :,:1 d a . Ra ro il Clecubilo boccon i. 'vl a i osscn alo il d ecubito or Lopnoico atti vo. I fcri ~i con lc:,i::ine non !Jenelranlt' g iacciono p s;1· lo più in dec ubil,o dorsaiL'. ivla pe r !on, è indi ffe rc>nte spc,sta rs i e r:orsi in quals iasi d ecubito, tra11 ne cas i s pt-ciulissimi d1 in~cn::ih dolorab11iià riell a ferita . Nelle fe ri te delle por zioni exlra-per;LL'ncali rJel rene e dd colon , e in gen e re d ellè fer ite non pu 1etranti c he s i accompagnanll u s indrome pa raper iLoncal e, n egli s tati cli shock , 11 ,·i gravi s ta~i di a:1e111ia p er roltura di un gross'.> vuso o di un re ne, l'in fe rmo p refe risce il d ecubito dor-:a le. 2" Cofnrit o. - Nelle ferik con pcne Lrazione il colorito puù Gssere n or male, o pallido, o legge r me nte ten dente al cia notico: rara m cnt.e il voltu è rnngcsto. Sµesso il colorito è nor male ; la c•.1 le e le muc0S<! sono b en irrorate. Negli s tati emorrag ici la cute e le m ucose sono pa llide ed a ciò si accompag na un o s tato d i agitazione a ngosciosa e una sudorazione c he impe rla il volto del pazien te. Nei r ravi slali cli in tossicazione e di s hock s i h a un pallor t1 della c ute te nd ente a ! g iallo e l·e labbra presen tano un co lorito leggermen te bluas t ro . NPlle ferite n on penetran li il colorito può presen tare le medes ime varietà , ma più freque nteme nte è normale o legger mente pa llido. E ' s piccatame nte pallido invece negli s tati d i shoc k, specie s e si accompag nano ud e morrag ia. 3° .4.spr.tro. - L'asp etto di un ferito d ell'addome con lesione pe netrante, nelle prime ore dopo il fe rimento, p uò esser e vario. E ,,so può com pend ia rsi nelle seguen ti categorie : a ) aspetto b uono; b) aspetto soffe renle ; e) aspet lu abbattuto; d ) aspetto per ilon 1tico. Molte vnlle l'infer mo ha as pe tto 1'uono. Lo sguardo è vivuce, la parola fucile, il colorito normal•l, la respirazic,ne calma . In questi pa· zienti i s in t.omi d i una grave lesi0ne sono appen•t acce nna ti e questo s ta to di cose non suole d urar.:i l11 nga111e nte, e d1 soli to l'infermo , se è lascialo a sè stesso, assume ben presto un aspello sofferente . Il passagg io da un aspetto buon o ad un as petto cattivo è s pesso cos ì re pentino da non h• scittrs i sor pren d•3rc. Difnll i il tale f..:!ril o, che un'ora fa presentava as pet to eccellente, ora er.r olo con gli occhi lucidi , circondati da un alone b runo, le l abbra secche e !ivide, il resp iro affannoso. i pomel li ciitnOli ci, come se il s uo organis mo a vesse repc nti11a mente assor. ' bi t.o u n poss,.;n te veleno. . L' ac;p1~l.to buone, quando mancan.-• aUri faUi concomitant1 , può con tribu ire a ulc hc volta a fa r porre una Ji afrn )si e rrata, cow 1· n elle osserv. 264 . 344 - 555 . P er lo pi ù quest i in fe rmi ha nno sca rs i dolori spontanei, e la contralLura di difrsa è a nch'es s1 limitata ad una IC!ggera tens ione d elle pareti, 011d'è che la respirazione ,,i m a ntien e tra nquilla e del t ipo cos to-dia fra mmatico; t utti fa tti che con corrono a fa re esclu· dere la diagnosi d1 pene trazione.
FERITI:: AOOOM INA LT DI G UI::RRA
m,
Questo a';;peLl..o buono, che come d icevo si c..ccompagna sempre a condizioni generali huon':!, esslrndc, anche i tluLi semejologici riflettenti d1reuamenle l'addome incerti , non J cv'esstJrè confuso con l aspeUo tranquill<1 e sereno ch0 p!'es1:ntano alcuni iniermi le cui condizioni general i :;ono d·all,1·a parte mollo g ravi . In quesLi ulLimi la gra vilù non è rivelale:. 1,;he d'a ila eccessiva l'requenza e piccolezza dd polso. Essi non accutano alcuna parlicolun· sofferenza; sono calmi, coi lineamenti normali , il colorito leggermente pallido. Giacciono in decubito inÌ:llffe-
rente; non t11JPaiono abbaLtuli nè sLanclii; racconLano con sert:nilà e menLe Iucida le circostunzè cl,e uccompag naron0 e i,eguirpno il loro feriment0, e non sono nè agita Li, nè angosciati, nè sofferenti. Ma il loro polso corre, corre sempre più frrqucnle, semµre più piccolo. Tale stato può durare anche a lungo . Abbiamo visLo d egli infermi. restare senzà polso e nel med esi mo tempo trnnquilli p•Jr oltre 24 ore; ne abbiamo visto uno , in piena peri toni le - osser v. 183 -- c,on l'addon1~ d olenlissimo, sia a l la palpazione su perficial~, siéL alla profonda, poco dolente ~pon taneamtnle , con polso 0011 pe:·celliì:nle alla radiale, e rimasto ta,~ p ,r gua lcite giorno, starsene tranquillo a letto, e ca~icchiare, ;\ Lrc1cciare col dito su l muro vicino a.I suo ictto delle linee e delle figure fantastiche. Questo infermo, che non fu operalo, g uari. A!Lri feriti presen tano un aspetto sofferente . E questi a loro volta si possono divide re in d ue calcgorie : in una prima vanno compresi gl'infermi il 1'.ui volto è improntato ul dolore; sono quelli nei quali il peritoneo lacerato dà d egli spasimi atrnci cui corrisponde una contrazione spasmoùica d ei muscoli miml ci. Questi in fermi souo alquanto congesti, hanno lo sguardo vivo, l11r.icto, irrequieto, In. re,,pirazion1\ affannosa. In una seconda vanno compresi gli emorragici, i qua li, al pallore di solito mLenso della cute e de:lla m;.icosa , unii;cono una agitazione tutta speciale , accompagnala da sudorazione profusa, da respirazione dis pnoica, donde l'aspetto dell·angoscia. ' Alcun, invece hanno un aspetto abbattuto; sono apatici, indifferenti, non si p1·eoccupano d èlla loro sorte, né di ciò che succed e t ulL'mtorno , e giacciono iner Li, silenziosi, chectendo di 'ianio in tanto da bere e rispondendo con precisione, quantunqu0 svo,;liatamente e stancamente, alle d omande che vengono loro rivolte Altri hanno un aspetto cad averico, vo!Lo cereo, labbra bluastre semi aperte, occhi socchiusi, scarsa r eazione agl i stimoli eslcrni. La facies peritonitica tipica, con g li ocelli infossati, naso affilato, pomelli spcrgent.i, sguardo atono, den ti fuli g inosi, lingua aJ"ida, è rara nelle prime ore dopo la ferita.. Si l'iscontra. invtice nei feriti di parecchie ore quando la peritonite è in piene corso. Nelle f~l'ite non penetranti la facies peritonitica tipica non si r :scontra mai . Invece l'aspetto sofferente, l'aspetto abùattuto, l'aspetiLo cadaverico 5 1 riscontrano con una cer'ta frequenza,e sr,ecie nelle lesioni di visce ri extra-pel"Ì1Loneali. Ciò è in rapporto all'emorag ia, al dolore, ai fenom eni dello s hock, a i fenomeni riflessi per iiritazione della faccia esterna d el peritoneo. Ma nella gt'an maggioranza dei casi, quando la ferita non è penetrante, l'aspetto del paziente suole essere buono. Vi è qualche cosa anzi in essi, un quid indefin ibile, neHo sguardo, nel modo
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FERJTt; AUDlJ:\llNALI DI GUE.RHA'
di raccontare come si è svolto il combattimento e come egli è rimasto ferito, che ai;sicura subito sulla penetrazione. Non è che questo, intendiamoci, possa avere un valore di, p rincipio, che anzi nulla è più g rave in chirurgia in genere, e in chirurgia adclorni11ale di guerra in ispecie, r:he elevare a principio un' impression e. Ma è cE'1·to che f{uando si è fatta una lunga pratica con :iuesli grandi tr:wma1izzati , il giudiziò ricayat.o dallo studio d ell'aspetto rlel paziente in molti casi è esulto. 4° S1.msorio. - Ordinariamente le condizioni psichiche nei feriti con lesione penetrante mostrano una esagerazione od una d epressione d ell'atlivilù psichica. Alcuni informi sono eccitati, agitati irrequieti; chiaman,1 ins1sLenLcmentc l'infermiere; voglion,J il m<'dico, vog liono che si <"Mnbi loro la fa sciatura che ::entono tr()pµo stretta, chiedono sempre da be:re. Altri sono del !ran li, e poichè il delirio non è ·febbril~ (la tcmperatc1ra di solito è subfebbrile, 37 -3'7,!J), s; tratta di deliri tossici, accompagnati qualche volta d:.i allucinazioni. Il délirio ha carattere tranquillo: mo!Lo frequentemente l'infermo parla coi suoi superi9.ei , coi suoi dipendenti, coi s11oi corr-pagni, ci1e e;li crede di vedere, e ~r lo più parla di falli d'armi o di cose inerenti la vita militare. Spesso r•arla con la m amma, con I&. sp0sa, con le sue creature. E' mo lto più frequente peraltro, uno stato di depressione delle facoltà psichiche. L'infermo reagisce tardivament.e e torpidamente agli stimoli , risponde svogliato e con a ria stanca all e parole rivoltegli; qualche voUa è come a::sopito, sonnolento, e desidera essere lasciato tranquillo e solo. Nelle ferite n on penetranti è frequente la forma depressiva dìe si accompagna ai fe110men i d ello shock. Non si nota mai la forma d elirante. Di solito però l'infermo è tranquillo, con facoltà psichiche nor· mali, risponde speditamente e con precisione a tutte le domande rivoltegli. 5° Tcmperatu-ra. -· La temp·m1t11ra n ei feriti rnn penetrazione è o al disotto della norma, o normale, 0 subfebbril~. Non si notano quasi mai temp('raLure elevai.e. Quando predominano i fenomeni dello shock si ha ipolerrnia, quando predo minano i faUi se!Licemici si lwnno le temperature subfebbrili 37 -38. Nel primo casv, sott.oponendo il pa· ziente allP cure opportune, se il decorso n on ì~ complicato da nuovi fatti, la lr mperalura !:'ale, mano m ano che il polsc1 riacquista di for za e diviane rneno freqm,nte ; nel secondo invee~ la ~ 111perat11ra si mantiene stazionaria, o quasi, mentre il polso divien'3 sempre più piccolo e frequente. Jn seguii.o, q11anrlo si è sviluppata la peri tonite, la temperatura diventa nettamente febbrile a tipo remittente . La te:nperatur a. 11011 ha dunque un riecorso tipico, Quando l'infermo non soccombe e si avvi:1 a guari(l"ione, la defervescenza avviene lentamPnte per lisi. Nell e ferite non pE'netranti In temperatura può pre~entare ~li slessi cara Il0ri: ma l'ipolt>rmia è m eno frr,quente e di solito il paziente. ha femperah1ra normale o subfPbbrile . &' Pnfro. - I c.Jralteri del J)l)lsc, d1e m eritan'.) di c!!'sere in particolllr mr,dc, sludiali in 0trni feritn dell'addome sono la frequenza , J'am· piezza, ht forza e il ritmo.
FERIT<: .HlUU.\JI NALI UI l.t"ERRA
In UiH notevolt'! ptirccnLuale ,Li !erili penetran t.1 il polso s i ma nli,me di frequ, nza normale, ampio, forte, nlmico. l n molli invece diviene frequen Le, piccolo, a volle fi liforme, de bole, qualche volta aritmico. Queste alterazioni s i verificano sovralulLo quando la penetrazione è accompagnata da lesion e intesLinultl. Nel lo s hock il polso è frequenLe , s pesso innumere ; nella emorrag ia frequent~. piccolo e vuoto-; ncl lt: formè di pe riLunitc, freq uenLe, ma in primo tempo abbu,slanza valido, spesso sallellanle e di crolo; n l;lla s etticemia Ja frequenza e la piccolezza sono nolcv:iìi cd hanno caratt.cre progressivo \1a n on è po:;s ibil~ ussegnare li giusto valore a t ulle q ue:;te forme morbose nelle allerazion-i che il polso presenta µo ichè esse, come a vrò a dire più avanti, s i comp.licano e s i inLegrr-.no tra di !uro costitue ndo 1m quadrn clinico d i eccezi,mak g ra \'ilà, n el quale n on è possibili) pn.cisare quanta parte ~petti all'una o all'all1·J nella detenninazione d t>i vari s intomi. Anche nelle ferite non penetranti il polso p uò e~sere frequenle, piccolo, d e bole, qualche volta aritmico . Queste alterazioni nelle sue q1wliià sono rare e sono in rapporto alla emorragia, ai frequenti fenomeni d ello s hock e ai falli rifiessi d' irrilazione J)t•i·iLonea le, q11ali ,,i hanno n ei casi di sindrome parapei·iton eale. P er la diairnosi di penetrazione il polso ha dunque anch'esso un valore mollo scarso. Quando 111vece la peneLrazione è stata accertata le qual itit del polso hanno un a l/issim o rnlore progn ostico, come B.vrò occ:i.sione d i dire in ser11ito. 7' Il resriirv. - Nelle ferite pen•Jtranti si nota con n otevole frfq uenrn th,3 la resr,i rnzione è del tipo costale superiore, per diminuzi(ine nd a bolizione della e::;curs ione del diaframma, duranlc i movimenti r e,:;p1ratori. 11 respiro inoltre è frequentP. e superficiale., Ma ci11esti fatti non sono costanti e s pesso il respiro è calmo e del tipt) costo-diaframmatico, com e n ella g rande maggioranza dei casi s i riscontra quando la fer ita non è p en el.ronLe. Anche n elle fe rite non penetranti si può av1w un respiro frequente, s uperficiale, e del tipo costale su periore . Ciò ,:111andl) la paret11 addomina le è contratta, come nelle ferite n;nali, nei cas i di ematoma rei roperitoneale, e in ~e nere in t utti quei cas i nei quali , per irritazione della faccia es terna del peritoneo si determina coml) riflesso, una contrattura s p-1$modica d E'lle pareli arldomin:,Ji . 8' Vt;mtto - Sino hirJzzo. - Il vomi lc,. è frequente nelle fe ri te J)metranti. Comincia (!nasi subi t.o d 0po la ferita e in alcuni q 11akhe ora dopo . Dapprima è alim~ntare , fallo cìoè spcdah1enle di cibi più o me no alterati. Se !"infermo, come s ucced e nei periodi di azione , non ha ingerito cibo da piìi tempo, il vomito è acquoso e r icorda quello mat.tu tino d egl i alcoolis ti. In seguito diviene biliare. Nelle ferite dello stom aco i! vomito pu~ essere acc0mpagnato dalla presenZ'.l di san gue. Il sangue vomitato è rosso se è e rnesso subito ; più o m eno scuro, color posa di caffè, se è rimast'.) alquanto in cim latl.o con i succhi gastrici. Occorre trncr rresenw. come ho già avuto occasione di n.irP, che il vomito di sangue può es.sere dipenden te :fo in:rns tione di sangue per ferita d el polmone o per fer ii.a della faccia , inlr.o16 - G i o rnale di 111 edici11a m i litare . -
Fase. VI.
718
Fi:RITE ~OOO~lI l°'!ALl 01 G t: ERRA
1·0:du1ti !a bocca. ,' \elle fe rite p enetranti il vumito può mancare . \ 'i sono infermi la cui le::;ione d ecorre , fino alla g·uarig ione , senza YOmito; allri, quelli in p reda a grave collasso, a selt,i,:emia ;.cutissima n on ltcLn no punto ,·omilo, eome non presentano n0ssun a ltro segn o c he l'organis mo reagisca. Nei cas i n ei quali la peri lo11it,3 rr,ggiunge il suo pieno s ,·iluppo, gl'infc rmi hanno un ve ro ri_g urg ilo di sos ianze liquide verdas tre, lendenl.i al bruno, qualche volta d i fetido od ore. !\e lle fe ri te non pene tranti il vomito è freq,ienlc ne lle prime o rt', in sl'gui to suo le rapidamente spari re . S pesso il paziente ha vomitato d o p0 la fPr ila; più spesso lungo il tras porto in aL:Lolettiga. I n qualche ca,-n il \'omi lo pe rs is te lung ame nte .dopo la lesione , ma so lo raramente esso è biliare, qL1as i mai fetido. l i s ing hiozzo ne lle µrim e ore che seguono il trauma è più raro chl' il 1u mil·) . Esso è freque nte in vece nelle ore s uctessiY~; frequentissimo d o po l'alto operativo. Lo abbiam.:i riscontralo in lr<' cas i a nc he in fe rite non pc nura nti . l'n r eperto m ollo frequente ne ll e ferite penetranti è la ef'lltlctzione; l'infe rmo espelle d ei gas fetidi, c he probabilmente s i sriluppa no per fermentazioni d ello stomaco c:lilalalo. u• La ,1·L1•• - Tutli i fe riti in gene re chiedon, da b ere . Ma i feriti d l·ll 'add1,rn,:. con p~ne lrazione e specie quelli con lesione intesUnale, s0no a ffe lli d a ,ma vera polid ips ia. Chi enlru in u na sala o ve s iano a('cnlli nume n,s i d, tal i fe riti, non sente che vol'i lamen tevoli che chied ono da be re . Se pe r poco il ferito s i lascia non sorvegliato, egl i apre la borsa d \'I g hiacciL, 11ostag li s ul ventre e ne ingoia con a\'idità il cont enut.o; allre vol l:! abbiamo vis to qualc uno di (lncsli mff'lit:i, senza polso alla radiale, e poco prima d el d ecesso , alzars i dal le tt•) con uno sforzo supremo e r.v, iars i in 1m angolo d ella sala ov'egli aYEYa v isto d eporre un r ecipiente ct·acq 11a. F. s i not.i che questa sel<> infl' n-;a no n è affatt.o in rapp,,rtn di!·et lo con la quanlitit d i sang ue pe rd11ta. (Continua!.
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i19 OSPEDALE DI TAPPA DI GRENOBLE ( ISÉRE) - O SPEDALE 0 1 TAPPA DI B ELLL:rw
Sul metodo çarrel nella cura degli empiemi pl~urici !>tJr il prof'. Giov,rnnl .Morone, maggiore medico, libe ro docente di Clinica e Patologia chirurgica, a iuto de lla CJinica o perali\·a della R. Università di P,1\·ia.
Prcssoc llè conlcrnpora n0am-~nle alla comunicazione di Depago e Tuffier alla ~ocielà di Chirurgia di P a rig i (2 1 marzo 1917) sul " trattam en to dcllt suppurazioni pleurich<' spont,anee o traumatiche.; d opo pleurotomia, con la sterilizzazione della pleura e ,13. sulura della ferita operat.oria " - che io conobbi solo più tardi nella Presse Méd. N. 20, d el 5 aprile - ho ini zialo l'applicazionn si,;l.e rnaticn del metodo di Carrcl negli empicmi pleu rici che ho operato nei servizi da me diretti o che ebbi campo di esaminare come consulente chirurgo. I risu!Lali favorevoli g ià ottenuti con tale metodo m gravi fl~rite di guerra suppurate, la necessità di esaurire al più presto possibile la infezione in una vasi.a cavità come è quell a pleurica perchè il polmone fc·sse in grado di ripris tinarr quelle condizioni che no permettono una fun zione normale o quas i mi avevano indolt-0 all'applicazione del m elodo come comrilem ento d ello intervento chirurgico. Ed è appunto d ei risultati avuti che intendo di re nel modo più succinto in questa nota. La conoscenzo. la rga che del metodo Carrel fu fatta e con le numerose pubblicazioni e con l'im piego suo q uasi generalizzato alli2 annate n ostre mobilitate ...,1i disp1::nsano dal fare cenno d ella sua storia e della sua tecnica (1). Dirò solo corno alla prima comu nicazione di Depage e Tuffier altre poche ne seg11irono (Combier ed Hertz (2). Silhol (3ì, etc. ) dimostra n ti i fu•·,. · j 0 11 ri,ullati ottenuti e cc,me irncora r':!C,t 1lemenle 'l'L·ffier ('1) pn'cisi la lecni.::a ri ferendo di !17 casi trattati. In 1111<1 nota cii Peraz7.i (5) è riferito di d11e casi trattati col m etodo di Carrel con esito assai soddisfacente nel riparli) da m e rliretto all'Ospedale di Tappa di Ilelluno , d i cu i uno cta m e operato ed uno già operato dal mio predecessr.,re prof. Giannm.zi. Devo s~lta11 to aggiungere, per quanto r ig11arda gli empiemi pleurici complic,tnL1 una ferita torneo poJn°onAre, che il conccLl.o della st,:,l'ili::za.zione pro} ressiva dell:t cavità p l e uri ca segt,ila da sutura sec,mciaria della parete toracica fu p ienam e nte a<:rolto nella recente Conferenza Chirurg ic'l inter allrala (6) non f 1J , ·e.ii C.•NN ID.
e nnrn1.1,\·
Parigi 19 1;. (iJ J'resu M éd , n . 4_ s , 191i. (.,\ /-'resse ,W é d ., I 1J18 . (-1\ Prose .1 /r d. n . 5.,. 1<J18. ( : J C/i 11 . C hir. 11 . 11-12, 19 17. (6) Cli11. Cl,ir. n . r. 1QrQ.
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1r:1itc 111e:111 de~ pl:,i,·~ i11kct,'cs •
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.\JassJ11,
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SUL !ILETODO CARREL NELLA Ct; RA DEGLJ E:\lPIE~il PLEt:RJCl
downdosi aver t;mori per il fatto che la sutura viene eseguila al d isopra di una cavili1 pleu rica non colmata. e ritenendosi l'mt.ervent o suin.dicalo i l meglio alto ad otten ere l\•spansione rapida del polmont e la scornpars,, della ca vità pleurala. · Ecco intanto i dati che interessano nei miei cu.si. Oss. I. campo 04 i .
R. Giorntmi , soldato 599• cotllpagnia 11utrag liatrice .
E mf,iema pleu r ico d estro. -
R c~cziont: cos ta le, pleurotomia
Ospe d nk da
(3-4-17); l'< •11-i.:ò1ai
l'appli<·nzi(1ru: d t:l 1lh;~od o Carrt:1 : l·l ,bi n oti?.in d e l rlccor ~o favo r ev ol e , 111n 110 11 p<•'-·
seggo da ti più precis i.
Oss. l l. -
Di n. Francesco, soldato 7° alpiui. -
0,pedalc cli tnppa di Jklhrno.
E 111f'ic 111a J>lcurico si11isfr() 111 etap11 r 111no 11ico (eia pncumocuccoì . 4-~-17. - R c~czin nc costa le e ple uroto mia.
Rav,·ici11a ti i lll a r~i11i cl<:lla ferita con liste cli sparsdrappo d opo 39 iiorni . Al n -5 (dopo 1 111('.,e e 18 g iorni) n on re , idna,·a che u na piccola piaga ~u p<:riiria le sotto c1osta. Il po lmo ne pochi gio rni do po presenta u11 1..spa11s io11e n ·,pir:i t<ma nonna le. O ss. III. - C. A., solcl:110 ì 0 alpi11i . Os pcd:ile di rnp pa òi 13ellnno. E111pie111a pl cu,.ic:o si11isfro 111etap 11c 11111 ,>11i(o [da pneumococco) .
2·J·lj. - Resezio ne co,talc; ple uroto mia (capit. m edico Gi~11nuzzi) . :\fc t, . lu ,li Carrcl il 22-4 . ")'.,lti il 28-4 i tu bi, e riuniti i margini cli ferita. Einpic 111a p lc ,,,.ico d est ro :
$\'uo tato (1., ·-1-17) r,,·r lll <=zw di un trccp1arti che ,·c uue la,ciato d:1ppri111a in posto e po i fu so stituito con tubo di g omma attran·rso il quale "' prmica ro n o la,·:ii:.~ con liq uido di Daki n . T c>l to il tuho il 3·., ; g uarig io11c . All'c,a mt : lic,·c limitazione d e ll'e,.rn r, ione respiratoria d eJ margine polmo n:tr~ a s i11i,-1ra: n d cstrn modico pneumoto race comple tame nte rin,sorbitos i dopo una qui11clic i11a d i g iorni. O ss. IV. - D. Ar g us to , solcfato i• alpini. - O~pcdale cli 1:.ppa d i He llmw. E111pierna putrido della co, ·ilà plcmica d es tra, p os lp11c 1111rn11ico (eia !'.tafi lo. s trep·
tococch i e bacilli) : 13·5· 1j. - Ri,sezion c costa le . ple uroto mia . Dist::icco di ad e re n r.e d iYicl<:mi il ca,·o pleurico in 1111a d oppia raccolta purulenta. . Al 12-0-17 si av\'icin:rno co n lis te di s paradrnppo i marg ini delle fer ite. 2S-6-1i, g uarig io ne. - Rip1·is tino c omple to d e ll:i funzione respirntoria <ld pol1110 11e .
O ss. V. - B. Un!h , 1to, soldato 7° alpi11i. - Os pedale di tappa di Belluno. r::111pic 111a ('lc :nicv metapnrm11011ico sinistro (dn infe zione mis ta di stafilo e ; 1rep-
tococchi). 13-s-1ì, - R esezio ne coMalc: ple urotomia e lacerazione <li nclc rc nze multiple a brig lia. 18-6-1 7. - Chiu ~ura d e ll a fe rita con lis te di sparadrappo. Guarig ione (r.{,l: lie\Ì~~i111:i. limitazione <le ll'cscursionc pol 111cmnre :11la ha~e. Oss. V I -
D. Ami nto , sohl:ito s~" fanteria. -
Os pcclnlc di tnppa di Be lln n".
/'io p11 c11mo t om cc d cs/l'o da f erita p erfo rante d el t o ra ce d ' a. da f . -
Srtlia m iil:
'fraspo rta to dal r e parto di 111e<li<·i11:1 vi1e11e ope rnto d'urgenza l'S-6-17 di rc,t"zione costnle e pkurotomia. Metod o Carrc l. li malato t: in condizioni gravis~ime. con delirio , e non ha bcm ·ficio d «llo , \'11ota m c nto di abbo ndan te qu ~ntità cli pus. - :'>fnorcil l <l-6. O ss. \'TI. -
?IL Pie tro, soldato del deposito avanzato quadrupedi . ·-
d i tappa di Bc:lluno. Empie111a f>l r ·:1rico sinistro Ida pne umococco) :
2ì·6-17. - Resezione cos tale, pleurotomia. t·S-17. - A n •icinnmcnto dei marg:ni t·utanei. Guarig ione 11 30-S: il polmone respira p rc~,c,clti, no rmalmente.
O,pe,1"1e
SU L l\H:TODO CARREL NELLA C C RA DEGLI EMPTEMl PLE U RICI
721
O; .,. \ "HL -- D. Luig i Antonio, soldato. 55° fanteria. - Ospedale di tappa di n._l!uno . E.mpie111a pleurico destro p11trido (infezioue mista di coccl1iJ : 1-7-r7. - Resezione costale, pleurotomia. ~lalg rado la immediata appli~azione del metodo Carrcl persi~te fetore fino al 26-7: Dopo 5 giorni si sopprimono i tubetti e si riunisce. la ferita con liste di sparadrappo. Viene sgomberato il 5-8 con una piccola piag a superficiale. E~pan~ione polmonare respiratoria leggermente ridotta. O,s. IX. - M. Antonio, soldato 30• compagnia ansiharia. d i tappa di Grenoble.
()spe<lale militare
E mpic ma pleurico s111istro da ferita di scheggia di g ranala:
Già operato di toracotomia per empie ma è ricove rato in istato ::ibbastanza gra,,e, con fd,bre a 39°, 39°.1. All'esame si ri~..:ontra un versam ento pleuri..:o. Viene pert anto rioperato il 31-8 di re~<::zione eostak e alllpliamento della breccia pleurotomica. Lavaggio col metodo di Carrel. Sensibile mig liora mento dello stato ge nerale: riduzione d ~lla ~ecrezione puruk11ta. li decorso pos.opcrativo è complicato dalla comparsa di una tromboflebite ddla fe11101ale destra. 1:'orri ispcs;;i n1e11ti ddla pleura impediscono la t;;pausionc del polmone ; perciò la t·a,·ità pleurica si riduce assai leutamente. _ t ·n tentativo per chiudere la ferita parietale è frustrato dall'insorgenza di tempera tura febbrile , ehe obl,liga a riporre il drenaggio: il r eperto batteriologico cira uc:-gati,·o. :\.1 q-1-19 pcni;;tt,·a nna piaga un po ' approfondita; tutta la superficie polmona re tera aderente rula parete costai<').
<,,,. X. - B. Olindo, soldato. - Ospedale di tappa di Grenoble. E 111f>ic111a pleurico si11i stro da ferita p c 11 elra11te. Viene ricove ra to già operato p~r en1pie111a pleurico : la fistola residua dà luogo a ristagno di pus, che si accompagna con febbre elc,·ata . .-\ll 'esamc radiosropico (prof. P ern1.1.i) ~i trova che nel lobo polmon;irc superiore sini,tro l'sistc una piccola cavità a scarso contenuto liquido: tutta la base dell'emitora,;e , iuistro è opacata da spesse (·otennc ple uri che. In prossimità della parete toran,;a posteriore csisLe un proiettile in vicinanza della base polmonare, sulla linea pma v1:neb ale s inistra. i-9-18. -- Viene ric-perato di asporta,ione di un seg me.nti> della costa immediata:ncntc , upe riorc a quella resecata nell'opera1.ione precede1ìte, di cui si tolgono le c,tr.c111ità grosse, irregolari per prodnzivni ossee. .\ pplit:azione di tubetti per il larnggio secondo Carrel. Il malato i: 111olcstato da continua tosse stizzosa; ha cia nosi, senso di ambascia c h e ohblig-a a sospendere le lavature. Tali fenomeni si ripetouo ogni qualvolta s i ricolllin('iano i lavag-gi, epperciò dopo ripetuti tclntati\'i si abbandonano. )Iig lioralllento rapido locale e generale : soppressi i drenaggi il 25-9, il malato pu<', essere trasferito con una piaga piana il g iorno 8-10.
OH. XI. di Grenoble .
~L Calogero, soldato del 2° reparto <l' assalto.
Ospedale di tappa
E 111pirn1e1 pieurico d,•s/ ro cd asc,•sso i11terlobare superio r e ,l,1 fe rita di sch eggia, di ,i:ro nala ,ll t o rac!J , Ferite 1uultiplc olla s pallo. ed nlltl :u;cello..
All'esame clinico si riscontra ver sa111ento pleurico purulento; l 'esa me radioscopico dimo;tra in p iù la presenza di uu g rosso ascesso dell'interlobo superiore. ii-9-18 si praticano due pleurotomie con resezione costale, uua in ava nti (sulla linea ascellare anteriore) e in alto per lo svuotamento ed il drenag-~io dello ascesso p olmonare, la seconda iu dietro (sull'ascellare postt riore) e in b;isso per il tratta111euto della rac-colta nella grande cavità pleurica. La,·aggio col metodo Carrel. [ l-15 - 1,> si av viciuano i marg ini della ferita superiore ed il 25-10 quelli della ferita iaferiore e po,;tcriore. Si t ra, fcrisce con treno ospedale il 1 5 -11 prossimo fl g uarigione.
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SUL '.\1ETOD0 CARRF.L NELLA CURA DEGLI f. !\'l PIE.111 PLEl ' Rl (:l
O.<s. XlI. -
C. Luigi, soldato 1° genio. - Ospedale di tappa di Grenol.•le. Plcuril c putrida si,iist.ra per ferita lMaco-polmonarc da. scheggia d i granala. -
\ 'iene ricove1ato già torncotomiaato: presenta due fe,·ite operatorie, po~tt:rinr111~t1tc, una alla ' ba><e toracica e l'altra in corrispondenza della IV~ co~ta (re~ccatal. Fuorcsce pus in disnt:ta c1ua11tità, fetido. Trattamento con la,·aggi alla Carrel (16-9-1S) ; miglioramento iento. Jl 2-1 2, essendo la <:avità sterilizzata, si chiuèe: g uarigione il 1;-12-18. Oss . XIII. di Gn:noble.
G. Roccv, soldato ,;S• compagnia presidiaria. - Ospedale di tappa · E mp1n11a plrnrico d estro. - Già operato da circa uu mese <li resc:zionc: costak e: pleurotomia: applicazione del sistema di l:l\'aggio secondo Carrel (1-g-18). Dopo 20 g iorni si tolgono i drenaggi e ;i chiude la ferita con list e di sparndrappo. Guarigione il 30-9-16 . L'cscursic m: pvhuouare " di pvco li111itata.
Aggiungo qui che tutti gli interventi furono 1,.,raLi caLi con anest~sia locale novocuinica (sol11z. 1 ~(\ e previa dismfezionc d el campù operativo alla Grossich; ho sempre avuto cura di sludiare i miei casi radioscopicamenle, sia prim3 d egli atti operativi che dopo, a periodi nirii fornendo sempre Lali indagini de 1Ie indicé•.zivni prec1sb, quante mai necessarie nei casi di empiemi aperti fì stolizzaLi . Le incisioni toracotomiche furono sempre faLte nella parte più decliv13 della raccolta pleurica, determinala con l'esame clinico diretto e con pmture es plorHtive. Due fnrono fondam entalmente i tipi di empi-ami ch•J occorse:ro alla mia ossr:rvazione: in un 1° grupp0 si.anno gl i empiemi meta pneumon ici o spontanei , per i qnuli è da osservare che non furon,i dat.i se non in una percentuale minore dal diplococco (oss. H , III, VII), m entre gli altri rappresen tav:mo una complicanza di una 1-0olmonite inf1111:nzale. e p erciò , . decorso clinico assai più grave. lri un secondo gruppo vanno l'iuniLi f!' li empi0rni consecutivi a feriu~ toracica da arma da fuoco penetrante o perforante. Qu(·sli erar.o tuf.11 n elle condizioni m eno favorevoli per la. terapia r;ercht'l pervenutimi a distanza di tempo ci.alla lesione, già operati C' con s,.mi fistolosi da toracotomia con ristag no di pus, e, ciò che più rap(lrcsentava un 0stacolo per una cura buona e rapida, con formazione di spesse cotenn,~ p!('II · richc immobilizzanti il polmone. La casistica r €.k,tivam~n te scarsa non mmMLle da sola pe,· ced o sicure c~nclusion i, ma acquista valore se aggiunta alle poche csservazioni fin'ora riferite, tanto più che i risultati avuti corrispondon0 nell'insieme a quelli ottenuti da altri operatori. P er quanto riguarda il trattamento seguito ordinariamente nel t• gruppo devo premdter P, che h o sempre preferii.:) associare alla pl<' 11 : rol,omia praticata nella narte più rlecl1ve dfllla -cavità, la resezione _d,1 un segmento costale, e che ho sempre curatu cii esplorare la canta pleurica ed f:venLualmr.nle di rlistr1.1ggere q11elh1 aderenze a brii;lia ~ a lamina dt•limilanti sacch~ purulente secondarie, così da av-rsi un·unira cavilli. Ciò per r~nrlcr" più scmnlice e più sicura la sterilizznzir,11<· ro• lava!!'gi di liquido di DJ.kin s ~con nn il metodo Carrel.
$l'l. :\,I ETODO CAHIU;L NELI.A (;l "R.\ Dl::Lll, I E.\I P ll::.\I! PI.El : RtCI
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Dala la notcvolè differenza rii d ecorso e la dii crsa g rn vi lit del le pleuriti p uru lente metapneumornclle e non, da pnc11 mococco, rispctlo a quelle meta o postinfluenzali, è singolaf'e che il period o di steriliz- _ zazione abhia ttvuto una duratd pressochè ug uale in tuU i i casi, di circa un m ese con un minimo di 20 giorni (oss. XlH) cò tm massimo cli 39 giorni (oss. Il), r iscontratisi precisamente in due s11ppura;(.iuni J1l,•11riche prodotte da diplococco. Un m;ultat.o assai buo no d el metodo è q uello .i.vutosi nell'oss. ì1I , pi1 r tenendo cont.o della orig ine diplococcica dell'empiema : la supp1,raz·ono profusa f-SisLente ancora. a distanza rli 50 g;iomi dall 'operazione ces;;o in un periodo di O giorni dopo l'appli cazione cl~i lavaggi alla Carrel; interessante è nello stesso caso la guarigione otlenut.asi dell'empiema pleurico del lato opposto mediante estrazione del pus con tr e (Juarti e lavaggio di liquido di Oakin attraverso ad esso, fatt.o che ha evitato di dover procedere ad una Loracòtomia bilatP,ra.lc . Costan te fu in questa serie di casi la cadutn dt:Jla feb b re., nei primi g iorni dopo l'intervè11to, e il risolle,·arr.ento ùcll ::> stato generale per lo molto più depresso. La secrezione mig liorò subit) e per la q uantità e per la qualità, Lendencto a diventare filante, chiara, d'aspetto quasi m ucoso; scomparve presi.o "l'odore del pus, con gra n giovamen to pC'1· !"infermo. Nella sola osservazione VIII il lavaggio n on riuscì a modifirarr cllè di poco il ~,)rtl? felure emanante dal pus se non dop•J 25 g iorni , a b1·e\·t:> distanza dalla epoca in cu i si praticò la chiu~ura d f lla b reccia l01·acotomica con risultato favorevole . In ge1wrale all'epoca in cui si ritenne di poter chir.derr la feriia operatoria !a cRviLà pleurica era in parte ridotta ed in base al rilievo delle condizinn: della cavità e d ol r eperto hattenolog ico nezativo o <la cons iderarsi com e tale la. cavità pleu rica rra in parte ridotta e<i ,,ste.nclevasi la zona respirante d el polmone: ciò rendevasi piì1 mani festo specialment,~ dopo q111dche g iorno di\ che si erano avvkinali i margini di ferita, cosicch è a :iistanz.a brPvo d alla g ua rigion,~ ott·~nuta il polm01w respirava normalmente o p ressochè normalmenk Alla S!1tura della parei.e toracir,a, che pernllro rappresenta la m odalità più perfetta e più sicura di chiusura drlla ferila, ho sem1)1'e preferito l'avvicinn.mento dei mnrgini manten u ti a conlalfri da lisle di sparadrappo opportunat,amen te applicate. Lo sr.op0 prefissoci è raggiunto ordinari:imente già dalla prima applicazione. scmr,re dopr1 11na seconda od una terza, a l massimo; ed il vantagg-io mi sen:1bra non indifferente data la facil e possihilità di dovilr riaprire la ferita. Nell a casistica di 'l'uffier r.iò è occorso ben ii volte su !17 cii.si trattati. Nei ca$i mi ei di pleuril.i p11rulente così détl€' r,,,,rJ.ich1· 111 g uaril?'ione si ottennP in una m edia dj J mese e mezzo: wlo nell'o!"s. \'Hl ess·1 s~gul dopo 34 giorni dall'operazione, e per contro n ell'oss . VII dopo due mesi e tre giorni. In complesso i risultati ottenuti in questo 1° gru pp,) d all'atto c pC'rativo combinai.o coi lavaggi aHa Garre! si p ossono ritenere sodcii3facenli e -per il tf'mpo impirgato per la guarigione e per il ripristin o fll nzionale del polmone
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SL.L .l l t::TOD11 C.·\ RRU, Nt::LI.A Cl'llA llt::u l. l E.\ll'IE.\11 J.>1.F;l'lll C I
l nd11i.J!.Jiumenle però le pleuriti pul'~ lenl~ 111. didu~ i1, un g ran numero di casi presentano condizioni fm.:ilment<:l permettenti ris ultati s i1n il i, lanlo che nun rarament~ se ne oltengono artche con la s J la o 1 erazione, ~t·gtda da semplici m,!dir,azion1 as\$Ltiche. l ris ul tati raggiunti nel secondo gruppo d ; casi - di ernp 1L.mi da fe ri! I:! pleu ropol rno11an du. arma da fuoco - sonu complessi va mente meno b11oni dei preceden ti; soddislact>nti SP. paragonati a quelli avuti in una c;lsistica più num·~rosa d,d Tuffier. Ma come ho gia rilevai.o le condizioni locaii degli infermi con fistole postoracolomiche sono ben diversamente gravi soUo ogni aspe tto da quelle 11r<>seutate dai comuni maiali di 0mpie mi µleurici spontanei o metapneu mon ici, e differenze spi!:cate esistono ino!Lre tra caso e caso. Cosiccl1è la te rapia che sempre presenta noternli rlirficollit, può offrirne di grnvissime; es:c;a pertanto varia assai da caso a caso e di spesso si deve ricorre re perchè sia eflicace ad int~rvenl,i larghi, dtrnolito1 i: il concetto a cui deve sempre informars i è, come ripete il T11!tìrr, l'opposto d1 quello g iù adott.at.o in precede nza dai c hil'llrghi, lende ndo esso a riportare il polmone alla parete toracica invece di abbassarè q11csla a ridosso di quello . In d11e d ei tr.3 c,ts i d: fis tola da pn'gTe:=:,-a Lorncolomia pPr e mpie ma cl.a me c urati fu necessé'.rio un secondo inle rT~n to: nr.l terzo (oss. XII) i~ fa cile de ~usso rtel p 11s allravcrso la fistola a6bastanzu. ampia per poter introdmv: i clrenaggi alla Carre \, e le tast,~ nder,mie contraUe dal polmone colla parete toracica mi fecero soprasse.dera ad ogni intervenw. S i ottenne la s te rilizzazione d ella cavilA in 2 mesi e io giorni, duranl~ i quali q11esla si era puranco ridotta. Dopo altri quindici giorni la guarigione r:ra otlenuta. :\'pp:li 11ltri due c,,si (oss. l X, X) dovetti ri corr0n' ad 11na n uorn rt'sezi01ie costale i nteressante i monconi 1,:=:sei d()la costa prima asporlata e la cosl•t immcdiaLame nt.c soprastante; <;lm~foti largamente la ferita C' con seiione cruenta libe rai le tenaci ade n:nzc pleul'Oparietali cosi da re ndere regolare la irregolare cavi tà pleurica rrsidna e do~inaùile bene con opporluni drenaggi. Laddove ;i p olrnon~ più era allontanato dal l,t parete pratica.i delle li.n3h" incision i , a guisa di profonde sr-a rifi,1ctziol'li così d a perm•Jl l•~re una maggior e-spansione di esso. l'<ei m;ei casi un tal limitai.o intervento consenti al polmone di riprendere tut!:t qnella f11nzion e che ci o;;i poleva ripr0meltere stanle le modi ficazion! no(en>li ria esso subite. Al lnrrhè il rigidu isp,3ssimento plrurico contic11c forlemen!.t: il polmon e e Il €: impeclisce la espan<:ione·mantenendol•) allontanat o dolla parrte ros tulè, s i dovrìl ri c0rrere alla dl.!corti cazi,Jnt:. del p olmonB (operazione rt, Delorm€), e Tuflìer 1w d ella tuLlJ le modalil.ù Quanrlo invece la ple ura is pessita viene conserval.11. come nei miei ca:::i , la :ì! -:rilizznzionc della cavità rappresenta un compito paziente e lt1111!'0 , p:>rcli,~ i germi non sono più soltanto superfìciuli ma si sono approfond ili nel s 110 s pessore. E così la febbre s i mantiene per un certo tempo dd decor~o consecutivo e cadt' per Ii,;i e la steril izzazione drl focolaio settico procede assai lenta. 0
SCL METOOO CARREL l'iELLA Cl ' RA DEGLI E.\IPIE .\ 11 PLf: C RI C I
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1\ell'os" XII infatti, che pu1· pres>!ntavas i in r.ondizioni favorevoli, oUenni la d eters ione della cavità purulenta in un p eriodo di 2 m esi e Hi giorni, e la gua.ngione in .3 mesi; nell'oss. IX, dupn 1t mesi e mezzo vers isteva ancora una piag_a profonda n ella parete Lorncica; nell'oss. X si soppressero i drenaggi dopo 23 giorni e la guarigione era pr..:ssochè ultimata dopo 1 mese e 6 giorni. QuesL1ltimo malato, in cui il decorso postoperativo fu più b reve che negti altri, d imostrò una assoluta · intolleranza ai lavaggi della pleura, cosicchè s i dovette sospendere la cura C8rrel. Ogni tr nlativo di lava;;t io, per quanto d elicato e limitato, da.va, luogo ad inso,genza di tosse stizzosa continua, di cianosi marcata, , ti senso di ambascia e di irreqnietc:zza; fen omeni che di $Olito sono legati alla presenza di una fistola bronchiale, cùme difatti d imos trò l'esame radioscopico . In tali C'3Si è ccnsiglia ta preferibi lmente la chius urn del seno-fis toloso COll :;;ut•Jra ali,, Lembert, o la sosli t uzicne dei lavaggi con l'int.J·od uzione :li ossigenc· impiegato larc;an•rnle ad ogni ora ('l'uffìer). N~l mio casn si rc1g-~iun:ac la 5 w1rigior,f' sen1,c1 alcun particolare trallam ento delh fi s to la bronchiale . Fra le mie os~erYaziÒni di empiemi pr·odolli eia ferita d'arma da fuoco un inleresst1 particolare presenta l'os,;. XC e per la formazione rii vasta raccolta purulenta n ella g rande cavità pl&urica concomitante con un asc!'sso dell' inlerlobo polmonarb s ur,erion~ d estro, affat lu individualizwto, e per· la rela tiva rnpiciità con .:;ui s i p o' è procedere al la ri union e dei ma rg ini delle 2 fe rite OP" rnlnri c (25 _gi,)rni della fe rita op0rato,·i :i. an te riore superiore e 35 giorni di quella poste rior,:,, inferiore).
In b ase ane osservazioni da me fa tte e di q uelle riferite rilmgo di 1..1ter concluderE: ch e nC:lla curn d egli empiemi pléurici acuti non t ra u-
mat.ici i! 1nE-lodo di C:arrel ra ppn'SC.'Ilta ordinaria mente un buon comp lemen b d E:ll 'intervento chirurgico, come (Juell::> cha porta act eslingue n : ni) rnpiòamente il processo infettivo P qui nd i offre l'opportunità d i chiuderé i! più 'precor.emenle possibile la ferita operatoria così da p er. mellere 3.1 p olmon e di rip!·istinare la sua f11nzion1:: normale o vicina al n nrmalc. Il tempo m edio rir.hieslo perchè si ra~giunga. e.on il lavaggio alla C:nrel la s te rilizzazione d ella cavità pleurica s uppurante è pe rò piuttosto lun!!O, per quanto n on tale da impedire in gen ere una consfcutiva esnans ione del nnl mon,: . ·.-\ fl ogn i modo m i pare g-li s ian o d a preferirs i quei metodi che, pur pe r111elt':'nd0 una bu ona dis infezione d ella cavit.'t ple,1rica , favori scono il d ilatar,;i già in oi•imo tempo dPI polmone; all'epocil in cui s i potrà proceder\: aùa s ul11 ;·a della par,3te il polmon e, che fu mantenuto elaslico ed obblig-ak, a funzionare, potrà riprisf.inare più rapidamente e più s ic u ra mente le s ue condizioni anatomiche E. funzionali . 'Tra i proceciimf'nli noli ritengc il solo veram r nt.~ pratico, e quindi
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SU L ;,.n;TODO CA RRE L NELLA C L: RA DEGLI Ei\l P I DJ J PU:t"Rlt:1
di\ p re ferirsi, que llo di Mor elli (1) , eh<! otti,m e atti vam<?nle ver us pin1zione la espansion& d el polmone , creando unu p r ossione negali\ :1 endople u ,·1 :a suprr'io1\l al normale , e cimenta subito l'e lasti cilù d e l po lmone, qwm<lo essa per ciò è massima. T a le metod o ho a\"ut,o l'opportu ni t.à di ved ere recentemente in att,o sempre con r isultati moltn soddis fucenli ; n1.:i ras i più favon,voli g ii nei p r im i g"iorni d i c ura ;] polmone s i ries pande 11 I normale . · Negli e mpiemi pleurici conseguenti ,1 ferite Lora.;ù-p ùlrnonari d a r ma da fuoc o il m e todo Garre! d i lavag-gio, fatto seguire 11 11a Lorar o lo m ia, favorisce la sterilizzazione d e ìla caYil,\, t· buo n i ris ulta li è susceltibile di fornire ancora t.ardivam~nte dopo operazionJ pe 1· fi s to le loracichll ì'\egl i empiemi ple urici trnumalici s i può ritenere che il ntd ndo More lli abbia più precisa indicazione ancora che non in qu!::lli cos id eUi medici , p t'rchè g li i:.pe5sim0nti pleu r ic i da organizzc1z10n1;; di e molora,: i e pe r l'in fiammazione the cos i di spesso si formano, rendono più difficile e p recaria la dilatazione del polmone e p·~ rchè la ste rilizzazione della cavità richiede, per la p resenza di tali i~pe,;;simenti, magg io r te mpo, cosicchè è d a rilen,1rs i più incerta una buona dis tew;ion ; d €:l polmon·~ fe rite . Unica (jontroindicazion11 a tale m etodo è la po:;sihiìilà che si ria p r a la fe rita po lmonare, c he sarà d a Le me1·,;1 negli empie mi c he s ucl'ed ono d o po breve lasso di te mpo alla f0rita o n ell e Jarg ne lac,!razio m dt>I polmone . La controindi cazione pe rlanto andrà vagliata volt.a pe r ·, o li.a. Ne lla cura d elle fis tole toraciche , post.-Oracot omiche o non il m e todo cons igliato da 'T'uffie r è que llo di e lezione : la <lecorli~azione d e l po lmone d ovrit per•\ a mio avviso, essere riservat.a ai ca si più gravi in cui il polmone rt';;ti fc•rtemente compresso e s ia lenulo allontanato dalla p a r .?le to racica. In que i ca si di g ravitil. minO! e o ,luando esista quak h c controindica,.ior:c g enerale a d un atto opera.tivo di una C"rla e nlit.ù, qual'è l'operazione di Delor me, d elle semplici scarificazioni inle ressanti tutto lo s pessore d ella pl1:11ra is pessita sa ra1Hf<' s ufficienti pe r raggiungne una buona ~i:ari!!iOne . Ma rz0 1919.
·"'=.
( 1) , -. ;\l<>Hf.1.1.1, :11 1',Jlidi 11 ico f>rnl. 19 1S, e i11 • J.a c ura ddk frrit<: l· r:i<"op o lmo n a ri •, 1Jnl o.i;11a. E d . l\•f'f'clli . 19 15 , p ng . 91 e ,:egu.-nti.
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La guerra e l'esaurimento fisico-psichico· per il doti. Giu~e1111e 1'1.a~sarotti, te ne nte colo nnello medi,·o. capo uflicio di san ità della i• Dil"isiont'.
Lo st1 1dio della fisiopatologia d ella fi;lica . cho è andato in qm-sti ul timi anni ampiamente svolgendo.si e per le ricerche scientifiche in iziate· dal Mossu sui soldali e pe r i libri di cultura popolare cui esse hanno dato origine, ha trovato in questa gigantesca lotw. mondinle nuorn materia di analisi e di ricerche . La fatica s i può definire l'eccesso di lavoro, un fallo biologi(·o cioè che oltrepassa i limiti fis iologici e d etermina lo strapa:.::,o fisico: fattori principali ne sono l'esaurimento ner vr;so e l'accum ulo d i rifiuli ,t,·l la-
v oro ·muscolare. a) !.'esaurimento nervoso si prf·senta come 11ri111,1 fe nomen,, ed è la conseguenza diretti.i del lavoro m u!icolare forzat..) oltro la normii. t lgni movimento volontario è subordinato ad una eccitazione dei centri ne rvosi; quindi le cellule nervose, soltopost.1: ad un lavoro esagerate,. F-i scaricano a som iglianza di una pila elP.tirica, e q uesto esaurimento è tanto maggiore e più rapido, quanto m aggiore è il lav::iro cui esse soni'• s tate sottoposti.'! : e si manifesta con maggiore gra.vith s e le cel lulr inle re~s ate sono meno resiste nti. Bisogna peraltro tener present.e che non tuttr le cellule nervose hanno lo stesso g rado di esatJribilità . I nfatti quell e della cort.cccia cerrbrale sono più laoili delle cellule spinali. per cui si F-pie1<,t come i movimenti volontari :;tan can o più dei movimenti aut0mat.ici. D'altra parte nella vita sociale ed in quella militare. in guerra. accarle che l'esaurimento nervoso è anche in ragione diretta d elle n ·,r ons 1bilit.A clic! incombono agli ufficiali specialmente, sieno comancl;111ti di truppa o d i re part.o, quando si pen si che r!alle loro d ecis ioni e dalla loro azione dipendono i risultati di m ovimenti , assalti. ecc. Le fib re nervose invece, · s emplici fili conduttori, non son o esau ribili. mentre, enlrn dati limiti, lo son~ le terminazioni ner vose m otr ki che si sfioccano n ei fasci m uscolari. · b ) L'accumulo dPi rifiuti dPl luvnro ?n!1scolrm· d anne~g ia più pro-· fonda mcnte e più lnrgamente l'organismo s trapazzato. Il musrolo in riposo ha 1111 ricambio organico, trofi co: il muscolo che lavora hn nn ricambio materiale diverso, per cu i si h a consu mo anche di altre ~(1stanze· e diminuzione di allri prodotti res irl11al1. Sono questi i rifiu ti del liworo muscolare . r-:,,m1erose, acc urnfe esperienze hanno dimos tralo che il musl'nl0 lavorando di vPnla acido, per formazion e di acidi) l,dLic0. di ll"ido cnrb0n ico e di P.rirlo fosforico; che n el mnscolo che si contra<' s i forman, , 11r t>a,. 0
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L.\ u l"t:HH.\ E
l.'t:::i.-\ LRI.\J t:NTU FJ::i lCU· J>::ilCJJIL.U
t ro;:aliua, sosta nze azolute e 110 11 azolall' , conac xanliua, ipoxatina, a cido 111,i:;ic<J, a cido urico, inosite, a cidi g rassi; C:ie il succo di un muscolo afTaLicuto. portato a co ntatto cti un mu::;colo fri:)scu può de te rminarne lu con tra zione; t h il l'estratto in massa di un muscolo stanco, inietta to in un an11n1de, s usd la spc::;so .!'insorgenza di fenom eni a carat tere tos::iil'O . ~onc- duuq ue veri v ~leni i rifiuti chimici della fatica muscolare e furo110 chiamati so~ta11 :se ponogene. Alcuni esve cimc11tatori hann o amn u:sso l'es is lenza d i una -ve ra tossina specifica de tta chenotossùw che s i presen ta , in squameUe giallo-rosei? e che hanno preparnto tagliuzzando e sprem enclo al to rchio, ad altissima pres:;i011e, i muscoli di ani111<di son a ffati ca li . poi dializ,mndo il s ucco o tte nuto p er liber a rlo dei sa li che con tiene, dc ll"nrea, de lla c reatina, d0lln creatinina, ecc., trattand o SLieccssirnm ente il residuo con s0da :aus tica , neutralizzando con <1l'ldo cloridri co, sutl o pon0ndo a filtrazion e ed essiccando in fiJk i i filtralo . I.a cllenotos~ina è ta lmen te tossica che p11ò uccidere n ella proporzione: di un cenlig rammo [)l'.'r chilvg ram mo di animale . TroYala la to$;:ina si è cercata r a nti lossina, c ioè Ja anticltenot"~silut, informandosi al concello gene ralo: d ella sier o-lernpia . Qualu nq:1e s ie no p e rò le ricerdie scien,1fie hc e di la boratorio , è indubita to che i rifiuti tossici del muscolo : 1° o danm·µ-g-iRn o lo stesso fo...:olare in cui si forman•J, cioè il musro!o d 1,~ lavo ra; 2° o attraver so la corren te sang uig11a e linfatica determinan,. u n inq uina men to generale de ll'o rganis mo . Cno rtei feno nien i pi ù caralteris tici d ella morle che c olpisce gli organ is mi son uffali cali è il rapido , e talo ra q11asi ista ntan eo, irrig idirsi de i ca rta,eri . 8 ur. fai.lo q uesto ben noto ai cacci1Lori per la s ehaggina r aggiunta e colpita d opo lung n inseguime nto·. Ma tale fatto si è ve rifì ca t.o anche s u i campi di b a lt agìia dove la m o ri e h a immobilizzato l ' ultimo a tl,> d ella vii.a in a spl'.'tlo mara bro. Tali o!'-ser vazioni fu rono g ià fa lle s ui campi di battaglia di Beaumont e d i S ~cla n n ella g110rra franco-111·11ssia n a : ci~lia corrugate. labbra !'-lrc-tte e conv ulse, Cl.ldave ri in 'llle;ig-ia m ento di ca ricar e il fu cik , altri Ml viso m rriò en le, forse con l'espressione d 1,l\'ultimo pens iero ·che av~\·ano e,·ocalv nel m om en to delhi m ort~. S e lo sc-·,ppi0 di una g rana la rwrwoca con lem pornneamen lr la m or t0 is tan ta nea di pi:1 individu i racrolli, p . es. , a l riparn, !'- i può d a i lo ro vo lti indovina re d a quah s e ntinwnti foss,,r o a nimali. Nella g uerra del J870 s i racconta appunto che d u· ra nle un b 0mbardamento ussari fran crcsi eram:i ricov,Jrali in una buca mr,lto profrmda; colpi li in pieno <la una g rana ta rimasero tutti uccisi , ma nessimo pe r il colpo e ra cart ntn in terra ed ernno rimas ti st•duti o sd raia ti . m m orto ch e, g ua rda ndo li ~ a ll'alt.o p a revan o vivi se non fos,e s lato pe r un soldato c he er a rimas to in aUq;giamenlo di b ere, con l a I.azza Yicino all a borea, òi cu i non riman eva che il m ascella r e infe rio re . e,;se ndo ~lnto il cra.n io compl eta.m en te as po r talo . fo stesso ricordo, fra !?li altri, ili aver vis to s11 ll':! albr<' di S . Maria di 'I'olmino un soldato rim asto p1'~ m ollo tempo ,1ddo~!'alo ni reticol ati ne-miei. irrigidito n e lla pn«izione di ta~li :.1 re i reticolati. proprio com e s1· st,e:;se anco r a c o m pi, •nrto Ja s ua mi!'-sione.
LA Lòl' [BR.\ .E L· E.:,\l. Bl .\ ][:\l ll J-'l::- 1L:u-1•::;1 c lil lll
-/ ~': f
L·iuquinume11to ddl"o rga11i:;mo lJt·i ,·e!e,11 della fatica :si rivda èo11 tu rbe circolatorie e respirat,orie, con r isent,in1e1:ti fun.i:ionali ed anato mici di alcum organi, spede degli em untori natur uii .(ltgalo e r ene1 u deg li organi s,·elenaLori (capslde s urrenali): con los:;i::ila d1 lutti i sec1eLi e degli uscreli dell"orgunismo. li sangue di un animale s trnJJazzalo Lrasfu:;o ndk ,·tne di un alt.ro sano pl'Ovoca in l}Ul'Slo uno stato m orboso elle ripek il quudro piu o meno tipico d('ll o s trap.a zzo. Lo str apazzo n ·nde LùSSic i la salirn, il latte , le lacrime, il s udore , la bi le, le nriné. l11<"1dgini più numer osè furo no fatte sulla coinJJOSizione d ell'orina ed 111 corri plesso ris ulta: maggior e acidità, più alto lasso d i clorur i, dt fus fati, di sol fali, s piccato a u mento di urati, probabile aumento di urea, fle4ucnte presenza di a c ido urlCO ed un aumen to costanll' e cospic uo d elb cosidetta uru10:;si11,1, (l.:ioè d ella quantità di urina che occor1\, pc r ucc· 1der e un chilog ram1110 di animale da cs pC'rimenlo,1 e d e l cos ide llu cr11'/fic, ·1t1e ur01u.~sic1J, cìuè d el nume ro de lle urolossine eliminale in ve nliquallro o re du u11 chilogrammo di animale. Sulla comp0sizione del sudore k ricerc he, meno numeros~ hanno dimostralo un aumen to di v 1scosiLà, di peso SJ)l' tifi('•i, di pressione osmotica, di res iduo Sl'Cco, di clor o, di azoto, di sostanze azotate t-ota!i. La (bsiopalologia clcllu strapaz ::,11 fisico rn st.uciiala nt'i fatl.1 di o rdine locale ed in quelli di ordine generale. 1° Il muscolo stanco diventa m eno c lastico, meno cstens ibilt.' , più fl accido, più friabile, più tor pido. A parit.ù d i condizioni occorre uno stimolo più intenso perchè il muscolo s i muova , ed a parità di intem:ità d i stimolo un maggior tem po percllè il muscolo stanco si contra~ga. 2• I fatti d i indole generale riguardano in m odo più particolare le f unzioni: c ircolatoria, r espi ratoria, di~e rcnt.e , uro p0ictica . a ) Funz.ione circolatoria: notas i aLJmento d ella frequenza ct1rdi1H' U e cardiopal mo (sia per azione s timola11te deìla chwol0ssimt sui cent.ri moto ri de l c uore, s ia pe r la ma~gi0re folica che il 1)110r e d eve compie re per vince re la stasi circolatoria del circolo peri ferico' · Lo studio fallo sui soldati affaticati hu dimostrato com e segnr, di stanchezza , la mag1?iore durata tiella sis tole ed un legger o spostamento d ~l cuore, m entre col suss idio d ellu radiogrnfia (col coside Llo metodo ortodiag rafico) si è p01uto constatare che lo strapazzo riduce il volume totale del viscere . b ) Funzione r,:sp;rrllorin: notas i 1111me11to di frequenza de l r espi ro per eccitazione dei centri r espiratod sempr e per opera dei vel eni dcll\l fati ca. AumPnta pure il volume ::1e ll'aria espirata., diminui·scc J'anictricle carbo nica espirata e si modifica il quoziente r espirat-:>rio, cioè i l rapporto esistente fra l'an idride ~arbonica el immat.a e r ossigeno assorbilo. c) Pim~ioni d1g1'rt'nti. QuesLc sono alterale sia per lti minore quantità di sanirue che va agli o rgani arldominali i p~r l'iper emia fllnzi on11 ·e del m uscolo che lavora) , s ia per l'azione deprimente eserc it ala da i Yel eni della fatica sulle glandole secernenti dello stom aco e deffint.estino o s ui. centri n er vosi che in vario moclo ne r egolano l'attiv ità. L<· funzioni secrr live, specie dello stomaco. 5ono forte mente diminuite, da chr
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LA GL"l::Rll.\ E 1."1-;;:,,ll lll .\lt:NTu FI S ICO·P:SIC.:MI CU
pro1·ie ne il senso d1 inappùlenz:t e di nausea che ùCCusa no gli individui sonaffaticati. d ) J-'un::,io11c wo1,oictù:a. N,~g·li individui st.-i.lJhlz,rnl,i il re ne va soggetto ad uno speciale ris-antimento, c he si manif-:lsta con albuminuria, detta perciò da stra1Ja::,zo. AJcuni autori hanno :1e.~ato questa forma speciale e !"hanno identificata p er :ma riacutizz.1zione dell'albuminur ia ortcsfalica. P erò ull'.lr.iori esperienze ban110 dimnstfal,o che mentre queslu çui., guar ire con la semplice posizione oriz·i::0nt,ale e no,1 compa re se il lavoro è tseguit,o a corpo disteso, l 'albuminuria da strapazzo invt'ce è 11 d ecorso dmevole e compare indipendentt:?me nte dalla posizione che asSllme il corpo durùnte il lavorv eh~, lo affatica. lno!L1·e, m entre !"albuminuria orlo~tatica è sempre, e sollanb, la cu11S<"g11ènw di un dis turbo va~colare che si ripercuote su l circolo del rene, l'albuminuria d1.t strapuzz•) pi:ò dipendere o da un fii st.urbo vascoiare (an~mia acuLa del rene quando .il sangue \ ien5 utilizz;.iLo irr massima quantilà dai muscoli che lavontno.1 , o da una stasi venosa, più fac!ln1entc (quando intervenga una causa che ostacoli lo s carico del sangue per lP. ve ne renali), o d a un fallo tossico (per l'Hzione ese rci Ldta d&i vci~ni della fatica sugli epiteli secern C'nl1 de 1 re ne·,
I. -
[ NFl-L.ENZA DELLA FATICA SUL SlSTBIA NERVOSO.
Quanto siamo venuti succint;.imente esponend:> è il risultato di nume rose. accL:rate, minuziose indagini scient1fiel1e praticale da eminenti scieniiati tanto sug-li animali da es1wrirneP..l,o, quanto sull'uomo in condizioni di vita norm,tlP, quando cioè mancavano alLri elementi . 1mportantissim1 d r.ll 'esaurimento nervoso, quelli rappresentati sia dalla psiche individuale, sia dall'ambiente sopratutto, dalle circostanze d i l uogo, di tempo, di villo in cui si agita l'organismo um,tllO. J\'la quello che può rappresentare, sott.o tale aspett,o, lo stato di guerra di una nazi(me, si può rileor:re non sia stato ancora completamente studi ato . Dall'ag-osto 1914 si agitò. pe r oltre Quattro anni la follia sanguinaria ,che ~convolse l'Europa intiera e la lolla mondiale, quèlsi vergognosa per le sue 01·,rini. si sollrnsse alla luce det sole e si nascose sotterra. conti- · ri11ando e prolungandos i più_ veemente, più aLl'OC~, pi'J lenta e più disastrosa. La guerra di trince~, di posizione (come dicu1-.o i tecnici) col predom;nio <iel le grosse arlif;lierie, l, quar.to d i più lHrihile e di piì~ snervante si possa immaitinarc, sopratutto per noi , p opoli latini, facili alrentu:=:ius mo che trBsc inò in eriche lotte anche i nostri padri . E per trincee non bisogna immaginare quelle che si vedono accu rat1:1menie co Lrnll0 in ~econda ed anche in terza linea, che rappresentano le trincre di rii/I'~'/. ben ripanite, alle, dotate di un r elRLi·Jo comfort e più resistenti agli aUacchi. nemici. Queste sono stai.e dai nostri nemici preparate con ogni curn e provviste flnan co di sL11fe, luce elettrica, pianoforti, ec~. Le tr in cr-1• di primissima liwa sor.0 l.,en altrd cosa: io le c hiam e n' i di o(.ir~r, . Qu p,::tc non ,::ono ch e dei canali più o meno profondi e
LA <.ll· ~~HRA E L't:::iA U Rl i\1~: NTO FISICO-PSJ C l!I CO
pi ù 0 1m•no la rg hi, scavati affannosam ente od affre ltabmrnlo s ritt,1 il fuoc,, né mi,·o, inc-,ssanle, micirtiale, che ce,·c,t di oslélcJ lare J'avm1zata, trincee talo ra scoperte e malamente ripar,1 le, e che, r:er noi s pecialm ente, in una g uerra tuU::i. di m ontagna , sono quas i s empre sotLos lanli, di pochi m r tri t,alvo lla , a. que lle ne mi che', ,iall~ quali l'offesa potreube \·eni r fatta sémplicemcnle con sa ssi. Dette trincee non d ovrebbe ro essere c he dei luoghi di semplicr. sos ta, c he un posto cli accovacciamento mom e nlan~: prima di s piccar e un alt ro sbalzo in :1vanli. E qui dirè ch e, prima di avanzare , bisognava d istru!!ger e ; forti r ct.icolati n emici , contro i quali prima s i adoperavano i tubi rti gelatina esplosiva c he poc hi animos i, con ardira verame nte sovrumano, si incaricavano nottetempo di po rtare a poslo ed a ccende re . Ma bisogn,L inoltre pe nsar e che lan te volte il te rnmo r occioso non s i presta a fars i scavare affrettatamente dalle Yang hetle rlei soldali , ed in tal e caso b isogna servirs i come prot ezio ne e riparo di sacchi- di te rri:l sovrapposli . In m olle loca lità le t rin· cee nos lre distavano da que lle avve r sarie appe na t:na trentin a di m e tri ed anche m eno. Il te rreno quindi s1 è d ovuto conquista r e le tte ralmente pamo a 11almo, e la n ostra è s tata la guerra più diffic ile e più as pra di q t1elJa che s i è combattuta in tutli g li altri t,~aLri d'Europa. Dala la pos izione d ominante del ne mico, a questo ri usciva più fac ile il sorvd,{liArni · e difende rsi con mino r n11rr:..:r,1 di uomini , co,1 mino r di s pendio di energia. P er ciò, tulti i n ostri servizi più im portanti p er gli uomini in trincea (ranc io, rifornimento d e ll'acqua e rlei materiali vari. vi'.,:i la m edica , trasporlo dei fel'lti e malati , cambio di truppa) d o v<'rnno compie rs i di notte, a ssolut a m ente ed esclus ivame nte rli notte E qual~~ quanta fati ca son o r.c,~tali cp1esli servni di I ifo rnimEanto c he s i compi evano pe r slrad c mulaLticr e. sassose od infang a te, irregolari , s h·etle, ripide e sco~cese, con q,ial1mrp1t. temp:i ccl all'osc 11ro ! Bi sogna aYf're assistilo ad uno rli questi trasporti n elle noi ti l uie e piovose o ne ,·ose. aver visto que lle lunghe t<'orie r.otlurne rii muli carichi di casse Mtf 11re, di harili , di succhi d1 p ,, n r., ".li tavole, rii lam iere, r et i m etall irh0. e,,,~. 11er amm irare sempi·~ più la bontà, lo s piri to d'abneg azione e la di sciplina d ei n ostri bravi soldati. Le trinc~e di giorno se mbra no rli;;11.l,ilalc: c0mplelamenle, per chè basterebbe 11n pbcolo movimen to p e r i,t !lirnc immediatame nte una tempesta di proictlili di grosso e m edio calibro. Quinrl : n0n si p uò cui:inare ir: trinct'la, anch e ouando quc;;lc snno copcrtl-. rw r e viLa ru il fumo; e tulvoHa i militari <levrmo mang iar ti n eccssaria me11f.e, anche per p:ù giorni, ,in' ri a s erco o freddi. T alora il ne mico ha sconvolti e scoper chiati el em enti di trinc ea : i0 ne ho vi;;lù nno (chr bisognava pure necessariumenle tenere per la conlinu il.\ 1!élla linea di difesa) in ta li condizioni con lamiere ro tte e scon qnac:satc , rp•ando non erano rlel tutto scomparse, e travi spezzate, in cui m a n raYa qualsiusi copertura. Bisopnava chP rimanesser o cosi . chr nnlh fosfe cambialo al risul talo d ell'opera distr u ttrice d e i Uri n em ici . se s i rn1eva lasciare ai soldati 1:na r elativél lranqui11iLit 11erch1\ il n emi co le crereva cnmnle tamente abhanòonate . Si nof.1 inoltre che il fondo d elle tr:ncr,. è il uiù d elle vnlte una fang1iie·lia s p~·ssa che n on si r iesce m<1: ad t'liminnre per ch è sprofondano fadlm1' nlr. tu tti i m ezzi
L,\ li CERR,\ E 1.'J::::;At:RJ.\lENTU Fl:SJC.:U· P :5JCHl t:U
adoperat, per La1, pez'l.arn e e sollevarn e d fu 1do, · mentt'd d urant.: i grandi al'quazzoni, cosi frequenti i; prolunp;ali in montagna, s i l'iempiono di 11rq ua fi no a trenta, quaranta cent. di a ll~z·1,a. E pure bisognava rimanere lì inesorabilmente, percl1è 0gn i metro di terren o g uad agnato è co::;Lal:> villime e sucrifizi, è r t-so sucro alla P ulria d aìla vil.a d ei suoi figli . La noti<:: I Oh la nolle ! Natura volle con le tenebré; indicare la cessazione del lavoro, volle segnare il ri poso, la pa·}e, la calma. Irrisi01,e della sorte ! Nella guerra aUuale tulio è s tato sconvclt.o, perchè di not te solarnenllc' ferveva il lavoro preparatorio, quelio di asse::;tamenl\), quello d ello lotta pel g iorn.:> s ucc~ssivo, quello d tl!la vita in una parola. Inoltre rl'i notte doveva essere magg iore e più .. LtiYa la vigilanza per _soLLrarsi alle insidie più g ravi che sono stale c-scogitattc/ dalla mente umana e l& ved ette e1·an0 lil ritte , immobili per ore, cor. g li occh i spalancali nel huio che pa r si affissin o lontano, q 1ia51 schizzando fuo ri dell'orbi l.a per scoprire ogn i piccolo inov1menlo, ogni minimo r umore, e dare l'allarme in tempo per evitare terribili sorprese. Di notte a.dunque n on si dorme in trincea, ft::r vono la vila ed il lavoro; :na s i rlorrne poco anche di giorno - 1l s ihm zio della nott.e è frequentemente interrot to da caratteris tici Ta-pum dei Mauscr aus triaci, o dallo scoppio d elle bombe a mano, o, pe/?"gfo ancora , dai barilotti di esplosivo ch e con la miccia accesa Ycngo110 rotolati sulle nostre t rincee, scop piancfo con rumore ~paventoso. Bisogna an che ten er presenl.1l con qualt! an sia si può lavorare in vicinanza del n emico, chr . per evitaré, sorprese, lancia continuamen te r azzi l uminos i per m eglio sor vegliare ed impedire il probabile avvicinarsi dei nost ri ai suoi reticolati, Tutto insomma concorre a togliere il ripc,so e la calma . Non parlo poi di q uei famo!òi bomba rdamrnli co11 arti1,;lieri e rli m edio e grosso C'd ibro che talora di gi,1rno si rovrs~ 1ano su lle trincee pe r ore : e tu lti hanno intesr, a parlare di bomiJardamen ti durai.i 30-!10 ore conscclllivc. T u llo qua n to mente 11mana può con amore materno prov"ed ere e prevrderl.l l'TntPndenza Gen erale dell'Esercito ha fati.o per mii.;-liorare le cond izioni m ate, ial i d ei n ostri soldati in t rim:ea , per riparnrli dal freddo e dall'umido , per u n a viUi!azion c pi ù consona. più abbondante, piì.1 ristoratrice aiutala in ciò dnlla n1hblica u ni,,,ersalc con correnza del P aese. cui ;;oven lr ricorse ron an imo gralo il pensiero d ei combaltcnt.i. Ma le di fficollit di vita sono s tate enormi , e t alune insuperabili. Ho cretfolo b enP di tentare una rkscrii ioM puramente obbiettiva drlla vila <li trincea, <1uale io l'ho vista piÌI ,•oll e ed in va.ri e circostanze, e di dl"::cr ivere un !ale ambi ente per far compr<>nclere r.ome h o ben ra· gione di 1tmmellere 1111 quadro cHnico pecu:ia re d i e;;auriment.o fi s irops ichico, cleterminat0 il primo dallo s trupA1.zo mal.c>riale. il secondo d al grave turbamento d ella psich e in un ambi..-nte fatto di emozioni e di pericoli continui, con l'aggravante d ùlla man<:anza di riposo, cioè del tempo n ecessa rio per la rfstitutir> rul inl•''Jntm de]l ,, cellule sovraf.. fat icate. TI riposo è. un11 nec,,s;;ità fi siologica i mprcscind1hih' che_ ci s: rivel a
L.\ G lmRA E L ' ESAURIMENTO F!SlCO· P SICHI CO
in tuUe le manifestazion i della vila d alle p1u grossolane alle pm minute. Lo s tesso cuore, che inizia la vita col s•lO primv palpilo e la finisce col suo ultimo battilo, t rova il s uo au.imo di r iposo nella paus,t fra la sistole e la diaslole. Quale non dev'esse re adunque l'effetto disastr oso a11or quando questo 1·i1,oso \"iene a ma ncare? Abbiamo già detto c he il lavor;:i p0rta non soJ,J un con~umo dt ma l0rialJ l avorante. ma anche un accumulo di prodolli t.ossici (effe!Lo d l'llo stess::> lavoro), che devono essere liber;,Li , eliminati rl.a llo sl0sso ::,rgan ,sm,> onde evitare un 'intossicazion,J gen<.'ralc. Ora hL n : 5/iluliv ad i11tcrJ1 w11 d ei m uscoli si com pie più rapictamenle di q11el 0hc n on nccada p el s isleni-L nervoso, s pecialmente pe r le ccl! 11 le cerebrali, ch:1 J'umbie11 Lè -soddescritlo rrnrntiene quasi in u110 s tato di costunlo.i ipe remia, m entru noi sappiamo c he il sonno è dovuto cd ,~ ddcrminato invee.:! da t11Hlm ia ce rebrale. Il sistema nervoso ])C'rciò risenLP maggiormC'nle i danni d i ur. tale genere di Yita. E' facile vedere rndivictui, ch e pu r nc,r, affeLLi <la akuna malaltia obbieLtiYamen k rilev1'! bil•.i, s i p resen lano pallidi, spitr uti, dalle 0c:ch iaie infossale, d al lo sguardo spento l? m cl:.nconico pe r lè cònlin ue veglie noU.urne in trineeél. L-i notte destinata fis iologicamen te al ri poso d el corpo e ctcllo spirito toglie loro l'uno e l'altro vantaggio per ch(• marg1ori sonn le ins idw del nemico, più facili le so1prese. Più mmrnrose sono stntr, in qu este g 11erra le psicopatie in individ1ti giit ta, al i pl' r e redità; m,1 due sono le forff)e psicopa Liche prin·~19ali da tale ambien t,e de terminate : la malinconia affeUi\·a e la p sico3i da esaurimento. Sono quesf.o d ue form e cliniche be n caral.Le rizzat0, tl che sono - s i può dire - l'espressione della intossicaz ione della psiche . rt) f,rt m 11linconia af/ellira, l a nostal[Jia (ii m,,tl du pa.1;s, come lo ch iamano i francesi) è favorita enormem ente ne l s uo svil11ppo da tutte le circosta nze desc,ritte, in eren ti alla vita di trincea . La immohili là, la lunga e prn11sa attesa, le ore n otturne s pccia mente l11ngh c e più pe ricol•>se, q11<.'ll'ora. soprat11tt0 "che volge al desio" (come d;sse il P oeta ) al paese nnl.io, ai cari lontani 11e r ur.a corris ponde nza di a m o rosi srnsi . immohil iz2ano anche 10 idee , e l'incl iYiduo resta come p nlflri:.zrttn intorno a sè s lf'sso ed ai suoi scn Lim .' nL1, ed il r icordn d ,' i te mpi passali e ctrgl i affetti I.' delle sp l.'ranzr lontan0 acuiscon o il desidPrio, l'an s ia , l'nrigoscia del rif0.rno. Tn qul.'c;f.o rumi nare delle p l'opric iclee SQl'!!l' nc·I r,Hallrr0 Ialino il d rsictcrio d ella fìnC' rli unn vita angosciosa E cnme in un p;rn(;mo il fru.c-nre inlorhid,'\ la tr:.m quilla snpe rficc dell'arq11a ~ln!!nanl<' e f11Hn risor g-e ln m elma del fondo, cosl n elln psich e 11mana l:1 rbafa r isor!!'ono e p111l1 i!ano le idee 0rl i :;cn t.inw nti caLliYi, atav ici , che c.r nrìo slnli sopiti. arldormentati d alla educazione . Una f.empcsl.r. si ll!!ifa nrll':inim.<t d ell'individuo affetto 1l ;i. nostalgia. Tl soldato do press,, lrr;:re e ril r!!!?\:! ](.' letkre dt'i s noi (q1tella vol11minos,t e cara corrispon;-tcm.a chi.' O!!n i milifare porta sl.'mpre scru g,,Josam C'n t,'.? cuslodita), e se ctapprima ne, o rovn ,m cl.'rto con~orLn n elle hm e:he inte rminabili g iornate, altri.' volte si rrcrascia n C'l ri cord() stesso ch e l'avl.'va sollevato. vn inconlrn ad all ucinazioni udiliYe e s0ns itive, e gli diventa in tollerahilc quell'amhienle n el q1111.l c s i era p r ima ben e adattut o. pri1
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LA G UENRA E L 'ESAU RIMENTO FISICO-PSICHICO
ma cioè quando in lui non esistevano il d eb1iitam~nto fisico e l'esaurimenLo psichico. 11 conlraslo gli appare più stridente fra la vita d1 trincea e quella del suo paes(, e della sua famiglia; egl i sfui:n,ll persino la compagrna d ei su~i com1,mesani, chè anzi i loro discor:;1 e· lo stesso loro dialell-0 gli richiamano alla mente una folla d 'immagini che p er l ui rappresentano un bene perduto. Rin.une p er d ell.:· ore cun. gli occhi fissi nel vuoto, immobile come l'anima sua ne l suo dolore. Egli ha inappetenza, cattiva digestione e deperisce g-radalamenLe. Nullc1 pr·:Jsenta obì 1ettivamenLe all'esame del medieo che p ossa Essere caratteriz;rnto per una malattia del suo corpo. E questo fa si che egli o si vergog ni di annunziarsi ammalutu o che L0nti ogni me·t zo artificioso p·.3r farsi mandar0 all'ospedale. A mano a mano la vila g li div<'nla insopportabile e cerca da sè un rimt:dio: la morte o la fuga i. .. Purtroppo vi :;uno stati rlei casi di suiciùio, mentre la m orte , pur desiderato. , potevasi in contrare eroicamente. E chi potrà mai dire od mdovinnre quale tumulto di passioni. di scntimcn 1:1 angosciosi travagliò quell'an ima prima di decidersi al passo fatale? Ma è più frequen te, per l'istinto di constìrvazione, che egli peusi alla diserzione. E l'idrn the incomincia prim a timidamente ad affacciarsi all'orizzonte di qut:st'anima in pena e che egii w ergicamente s<'accia, dopo incomincia mano mano ad ingrandirsi ed a prendere corpo di realtà, sembra meno dispregevole e finalmente esli <'Ompie l'in fam ia che SJ)èl: ~erà l'obhrohriu su di ltu e su tutta la sua famiglia , ment.re dul n emico non potrà raccogliere elle il rlispregio, quando non rn~ subirà privazioni , maltrattamenti , torture. F ortunakmente l'anima latina ruramenlt trascende a tali eccessi , specialmente quanrlo si considt~ri l'amorevolezza p aterm~ dei SL!periori e la coscienza affettuosa con cui i n ostri m edici disimpegnano il loro servizio. Durante i combattimenti infatti, ch e fanno rifulgere sempre più il valore t radizionale d ella nost.ra :"azza, sono stati rarissimi, eccezion ali i prig ionieri voloninri , rnr.n!re qu esti sono più n umerosi durante le Iung-hi,; soste ne!la vita angosciosa delle trincèe . b ) r.r psicosi da csnurimentn sono ancora più caratteristiche della v ita militar~ ed :n questa guerra h ,r nno t rovaLo .t.ulti gli elementi necessari per Pfèpara re il terreno più 11dafto alla loro insorgenza e manifestazirme. Ripeterò le parole del Saporito, che n e ha fatlo la descrizione più esaUa : « Son o gen eralmente individui dal viso scarno e sparuto, dall'oc" chio vitreo, dai linenmenti d olorosarr,ente cor.tratti: sono personalità « a cui la mal11ttia h a troncato, più o meno repentinamente, t utte le " facolt à attive d ello spirito nel dominio emozionale, volontario ed in" tellettmd e. Sono esseri caduf,i in uno stato di ebetismo, d'ondc nes" suno sforno riesce di un subito a d estarli. L'aut.omat.ismo cieco ha " preso in loro il r,oslo di o~ni funzion e coscienle, e rnlo qualche alfo « (un g-esto che simula un dec;ic.k:rio, l'emissione brusca di una parola «odi un ,t frase) rivela gli ultimi spr11z1.: di una vita psichica. Tacciono ,
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LA G L; ERRA E L' ESAURI MENTO :FISICO-PSICHICO
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« con
le i"i,co!Là dello sp;rito, anwe le funzioni r.orporee: gli istmt1 più imvel'iosi - quello rlella farne e d ella sei.e - sono sopiti, 1 bisogni « più ur~ enti pa,-sano inosservati. « Esaminandoli minutamente, rivolgendo og-ni attenzione allEJ con" dizioni somatiche, dopo aver accertato che, pel momento, lo spirito è « ridollù ad una tubula rasa, nulla s1 riscontra, e pure si riscontra « tuLLo: nessun processo patologico in atto 10 questo od in queJI 'appa" recchio: mu, nelle condizioni p;Pnerai1, quakht:l ros,i. che induc·e a ri" tenerli ammalati principalmentu nel fisico, eù a sospettare che la tanta « miseria mc·.ntale, si« proprio un epif,momeno della malattia che per« vade le funzioni organiche. IJv.norress1,,i., le labbra fuliggi11ose, la « lingua impaniala, l'alito fet1<lo, il ventre meteonco e per Io più chiuso, " i riflessi o spenti o esagerali, le pupille ri.:;treUc o dilatate, rigide « sempre ; il resp1r0 affannoso, il polso tardo o frequente, piccolo sem" pr~; una certa dolorabilità Pl'r tutta la p erson:i, oppure l'an€.stesia : « ecco quanto forma il substrato, che - n on occorn:, dirlo m ene. difl" lato al concetto dell'aut,o-intoss1cazione, quale risuitato di un affati« camenh fisico e psichico ». In questa seconda !orma l'individuo ha u11a tmdenza speciale alla piromania, all'insubordinazione, alla diserzione. E non è chi non veda di quale immenso d anno possano esserP tali manifestazioni morbose in guerra. «
Il. -
lNFLl!E..'IZA DE1 -LA FATICA S U Ll ..\ MORBOSITÀ.
Tanto il debilitamenlo fisico, quanto l'esaurunento psichico influiscono in genere darmosamente sull'organismo ariche per un altro verso, sia abbu~5andone i poteri difensivi , sia diminuendo la resistenw organica allél varie cause morbigen~. Da rilievi statistici fatti sulla morbosità di u:'10 stesso reggimento durante ii pt:riodo di riposo e quello di servizio in trincea, mi risultò evidente che g li ammalati nel secondo caso erano più del doppio che nel prime:, segno evidente che, oltre te condizioni igieniche, un altro fattore v i concorreva. E si sono avuti anche casi di individui che~ affetti da forme psichiche, sono ra pidamente morti all'ospedaletto, dove rauLopsia confermò 11na diagnosi di ileo-tifo Forme ambulatorn· dunque, che dovrebbero di regola essere le più leggere, n elle circostanze atLuuli , !')er l'enorme diminuzione, quasi manca nza d1 resistenza orga· ni ca, m,Eumono invece un'imponenza della massima gravità fino alla morte quasi · improvvisa d egli organismi colpiti. Similmente hfl consl,ataio come nei luo):thi di cura individui affetti da forme febtrili da infezione inlestinala· appa ren trment.e leggf:.ra, subiscono con facilità un impre,vviso peggioramento. Orbene n<Ji s11.ppiamo già quale e quanta influenza lo strapazzo fisico ha sul decorso, sull'insorgenza e sull'esito di una malattia. Lo strapazzo fisi co in altri termini prepara il terreno allo sviluppo delle varie malatti e (pioemia. osteomielite, miosite infP.ttiva, tubercolosi ed in ma-
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LA G UERRA E L' ESAUfU MENTO FI SJCO-PS1CHJCO
nien1. più speciitltJ il Lifo). P el tifo sopratutto è Len e a conoscenza dei m edic i mi litari com e Late m alattia assume forma epidemica durante e dopo l e m a novr o, nelle campagne di g uerra, e ciò viene con fermato ogn i giorno in qliesLi tempi, per quanto le vaccinazioni a n ti-tific he ne abbiano u 10,·mem en l.e diminuito il numero e la gravità. InfaUi n ella gucrrn di Libia, quando ancora non e ra stal.u r es,t oblJligatoria per tut.ti i militari la vacc inazione anlitifica, i casi di lif0 furnno assai più nu· m e rosi ,-i con m olli maggiori esiti letali. Ancn..i qui le ind agini di laboratorio poterono constatare come iniettando la s t,-, ssa (luantilù di virt)S a due anima li, J::(,ssibilm e nle ide ntici, uno strnµa~za to e l'altro no, il p rimo Sltt•isco di~Lurbi g ravi erl il !:econc!o leggeri, c.vvero il p nmo muore m r.ntr f: l'a!tro subisce solo disturbi gravi. I noltre se si fe riscono due an imali e se ne iniettano le fe ri te IHsciand one uno in riposo e str apazzando l'allro, al 1'auL-->1:;sia ricerca ndo ba tteriologicainen te la d iffusione d ei qC'rmi 1nfl'Lliv i, !.:i trovn cha questi ne l pr imo scmo rimasti localizzali w;ll'ambito del la foril a , m entre r.ell'altl'O, strapazzato, 1 batteri si sono di ffusi in tutli gli organi ed in tutti i lessut.i. P er<'.ht: g li org-;m 1s m i stra pazzati rapprcsentm10 un amb ib'!Le più faYorevoh- a l!a vila d e i baLLe ri '? F urono taUe ric8rc l!c col carbonchio sintomutico, i cu i batteri si sviluppano e cr<'s,;ono t ene in ambiente a cid o, e l'<isper im enlo volle essere conc lL1sivo supi.l:1do dle le mass(· m 11 scolari ctl"fal;cate divenla n.:, sempn• fo rte m r nlc acide. /'. Itri invece, generalizz:..ndo il concet:o ha nno sost.en c1to, :;ulla ba.se d elle cognizioni li\ierolog :<:ht>, che lo 1,trapazzo ,l ini inu isce Ja q 11.'l.n Lì lit e l'alli vi lù <lei m ateriali e lahora t i daE'organis m o pe r di fenders i dai batteri . Noi s appia m o che i f cnom,J1.i immunit·u ii d1pLndono dai m a te r iali dife ns ivi C'!1i.bor ali rlali'or ganismo, i q11ali , a s-::c1Jrd a d ella lo r o azio11e vanno distinti i n agglutinine (se conglomerano in piccoli ammass i i batteri) , batteriolisinP (se li d issolvono (ltiasi dii;0rendoli) opsonine (se r endonn : batteri più facil e preda d ei globuli bianchi che li inglobano e li dis trnggono). E bbene tutti q11esti m ateria !: dif1> ns ivi , con lo strapazzo, diminuiscono effcUivamC'nle di quanlita o di qualità: e tal e diminuzione r - p iù son,;ihile per le agglutinine . l ;1oculm1do due animali, uno strap;tz.za to e l'alt ro no, c0n cultu re d i tarill :J .del tifo e saggia.od o d opo <1t1,dche te rnpn il Lilolo di agglutinazione dE·I si1'ro d el sangue di ambcd110 g-!i ar.imali, s i è notato: che il t itob d i agglutinazione d el s ic'ro di ::.<an:::1,e de ll'animale sfn1pazzalc s i ahba.:,,<1 a circa la m 0t.ì d el t itolo di ugglt• linazione del s iero d i sang ue d tJl!'animal,) in r iposo. r-.-1a ìa difc,:;1 de ll'organ ismo è anìda la unchc :,d allri elem enti, ni vlo/11tfi bianchi, a (lucsli bianchi soldat ini sempre in vede tta e che si p1·pci ri lano .:;iii nemico, ini:l0handolo ed uccitir ndolo con la loro prnpri,•trì f11goritari11. Si è stabil ii.o anche 1111 i11 1/i:;•' ia{loritario, in rar· porl,o cioè· al n11mC'ro d i ballcri ini!"loh:-di da un g lobulo h lan ro . C::a.Jcolanclo romparalivamcnte !'indie,'. fo~ocitario d ei globul: bi an chi di ani mali lcn11Li in r iposo con riuc llr, d i an imuli slra p azzdi, s i è c o n s tatala elle ln sl rnpazzo .Jimin11iscr notC'vol m C'nlc e cn:,;lante ment,(' il va· lo rc ch'l i'indice fagocita rio . Ma. s i è visto anche di più: ch e i g l o b11li
LA GCEBHA E 1. 1::SACRli\lENTO FlS JCO-PSJCIII CO .
bianchi ò , 1m animale tenuto a riposo, mi>s~i pel' qualche tempo a contatto dì siero di ,;an!rne di animale strapazza to si com portano com e i globuli cii un animale strapazzal0 ed il loro indice fagocilarir, diminuisce lanlo più marcatamente e sollt1citame11te quant.o più grave è lo st,rapazzo soppo rt.al0 d a ll 'anima le da cui ~ s tato raccollo il sit ro. III -
P aor-u .,,ss t E CCHA OELL'ES \ lj RL\l ENTO Fl::il CO-PS lCHICCl
La profilassi, dirò così d t11J.o strar1azzo, comi;,Le nell'allenamen Lo, cioè neila gr-acl11ale e metodica abitudine d ell 'organismo ad affaticam enti sempre più gravi. Ma questo si può fure in condizioni normali di ambiente e quando si parli di strapazzo purarnrnt..: fi sico. Dopo una così deltagfotta descrizione da me fatta ùella vi ta di trincea , ho ragione di parlare di una forma speci.1 le di strapazz,i fisicu- psichico_ Orbene, fondand omi s ul concetto precipuo dell 'ig ien e mod erna: . pr,·v<mirc i- più facile che reprimere, per ttJllc le suddett,e considerazioni, trovando raziorn1Iissimo il concetto m'.ls.so in pratica d agli Inglesi fin dai p rimi mesi dell'attuale campagna ·;n Francia sostenni, (prima ancora che l'Italia iniziasse la propria guer ra, n elle conferenze falle a Milano w ll'Ospadalizzazion e militare in guerra.' , l'isLituzione di Case di riposo, essendo ta le principio ,rnidat.o ria un ali.o SPnso d i umanità, m entre ha lo scopo di rafforzare la compagine militare e psichi ca dell'esercilo combattente. Se gli antichi espressero l'afori~ma.: M ens sa1w ù1 corpore ~ano mai come in g uerra ci si rivela la grande imporlanza che ha sull'elevato spil'ito di sacrifizio, di abnegazione , di valore il perfetto benessere d el l'individuo. Il d ebri[(' m.alcrirllmentr. è anche debole psir:hicamcnle, e ciò di:t non solo la mancanza <:leg-1 i atti di valore personale, ma anche , e ciò è più d elelerk,, specialmenl 1~ p erchè conlagioso, 1 abbas,;amcnto d ello spirito milita re, lo ~coragf iamento ch e pnrta ,;.ll e riu grttvi conseguenze . Tali milita ri ndunque fini scono per essere di n essu n ,alore come forza bellica, anz i ,·appresenl:wo un impediment.o al regolarb svolgers i d elle operazioni f.11 err-esche . E queslo fatto 1~on è forse 1'11iti mo fattore dell'enorme' nnmero di pri~ionieri che ::;i calcolcno in qu0sta g11errn a cr-ntinaia di mi gl iaia , f: pecialmf'11tc rp111.n 1 In si pensi all'i mmensith della lolla che s i è ri scdla in una sP.rie incessan te di lunghe e<'I a~pre battaglie che durarono non più f! iorni , ma set.limane e mesi. S1 tratta insomma di individui che hanno bisog no di sonn:> e di ripo::;o. E dico ripc,so, pcrchè io pensai che occorre!';se disciplinare rmche il riposo . onde evitare in secondo tempo l'or.io a::soluto che sarebbe stato cl!usa d'infiacchimento a n che ma!!giore. P er tali considerazion i e con tale concetto riuscii dopo varie difficoltà arl impiantare nel territorio slèSS') delln Division e , relativamente a pocn distanza dalle prime line·c. ir. località adatta, ben sol eggiata e r idenle, calma e tranquilla, una Casa di R iposo, e n e affidai la gestionr alla ,IQ·' a.mbnlanza d~,lJa Crcw.e Rossa, d ettando n orme precise p el suo fnm;ionamento, sia tecnico che amminislrHlivc . Il principio do-
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LA GUERRA E L'E:SAUHI MENTO FISICO-PSICHICO
minante della cura dev'essera q udlo di ridare alrorganismo quanto g li è stato sottratto dalle condizioni peculiari cii vita e di ambiente : ii riposo ed il sonno ristnratore per d ar tempo a lle cellule sovraffaticate di rein tegrarsi. Medici e fi losofi fin dall'antichità comprosMo tutta l'impor tanza del sonno : Galeno lo chiamò « Sommo mJd 1co ", Shakespeare « Balsamo d egli spiriti oppressi » e Leonardo disse: « Il sonno non è il fratello del!;, Morte, ma it padre della Vita" · a) Ord inai pl'lma di tutto che fossero assolulamente esclusi g li ammalati 'di altre affezioni anche leggere éct , convalescenti , per non falsare il concett.o inrormatore dlllla istituzione. I militari d ebilitati e fisicamente e mora lmente esauriti dovevano e:::serc scelti dagli ufficiali medici clei corpi con gius t,0 criterio tecnico e <lisciplinaro; b) ' ri1,;overati alla lo ro enlrala venivano sottoposti prima al taglio d ei capelli e dei pùli d elle varie p,1rli d el corpo, spidocchiarncn to con soluzione di benzina e di petrolio a parli ugu,Lli, puscia, previo controllo d el pP.so e del perirfletro toracico ad uu beg no caldo, sar,onato, · a doccia; e) Gli indumenti di ogni militare venivano rac,)o!Li in apposito sacco ed inviali p rima alla disi<1[0zione {sl11fa Gianolli ) e posr.ia alla lavanderia Provvisti di biancheria p ulita, d1 b r,caLo, i soldati erano messi a lette, in ambienti molt0 ber, riscaldctti, :.,e ù'iP.verno e v.i rimanevano per tre, quattro giorni, onde cttenr:rc ancl1e un rilasc?amenlo muscolare compleLo. Non è facile dir'3 il ocn%sere cht'. d eLLi militari provavano appena a letto: risaltava nell 'esprcssiom; d ello sguardo e nel suhito r.:umbia mento della fisi:morr..ia. Si addormentavano quasi subito e dormivano profcndamenle pt>r tre. quatl ro orJ di seguito; però la prima notte erano ancora un po' agitati, percltè parsistevano la iperemia cerebral>? e le impressionj determinate dali ..; inl0ssicazione dello strapazzo. Di rrgola dalla seconda notte in poi do rmivano sapori t<tmente; d ) :\ l quarto o quinto giorno incominci n.Yano ad alzarsi rim,inendo all'aperto, nelle belle g iornate, il più l ungamente possibile, occupati in brevi passeggiate nei dintorni , ovvero adibiti a lavori legger i (costruzione di &i~1ole. riparazione di str:ide, sg-ombro d ella n eve, ecc.). Ad opera d ei ricoverati fu infatti costruita una magnifica fontana di acqua potabile, iii r,u i la località erai sprovvista, racendo tutti i lavori di captazione d ella sorgente, di condullura, ecc. FuronG provveduti altr esì attrezzi d i 1?innasti,:a (anelli , sbarre fisse, bocce, ere.); e) Sempre informandomi al principio di sollevare oltre che il flsir.o anche il morale d ei ri coverati, prescrissi che gli ufficiali medici de 1l'ambu lanza intrattenessero i soldati, non solo sul concetto dell'istituzione della r.asa di riposo ma anche su brevi.e piane conferenze igieniche, morali , ed ucnlive; f) A mirl iore ripos::i dell o spirito fnrono applicate alle finestre tendine vndi, ed a maggior conforto morale iurono tapezzate le paret.i d elle infermerie e <lella sala di ritrovo con quadretti r afflgnrani i scen e militari e fami gliari portanti delle nobili cd el~vale fra si patriottiche
LA GCEBIU E L 'E.SAL; HIM ENTO FISICO- PSI CHI CO
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inneggianti all'eroism o delle varie arnu ed alla ccoperazione maLeriale e morale del Paese, g ) Le con fezione d el ranc io fu c urata scrup0Jo:;am1::nte e per quanto fosse stata la::-daLa all'ambulanza sws::m pit.:ua fai.:oJla di prelevare a ltri viveri in agg iunta e fare distribuzione di !alte , cctcao, cioccolaUa, caffè ecc., pure il r a ncio no rmale, ben prepa1 ato, risultò sutlicicnLissimo; i ) Per nec.: ess1 tà militari e cli loca lità furono intpia ntati solo 60 posti p er truppa e 4 p er ufficiali. Il sogg-iorno d ei r icove ra ti fu s laLiliLo in una media di i0·12 giorni, lasçianclo naLurulm,ml0 a l dire Uo re de lla Casa di riposo, la facoltà di tratt.on er è p er più te mpo, colo ro che ne avessero muggior bisog no. Per quan to gli effetti sarebbero stati certamente migliori con una degenza prolungata almeno fino a 15 giorni, pure si è ve rificato in m edia un aumento di 3 . 11 cm. ùi perimetro toracico e di :1 o 4 chg. di peso, ris ulta to c he si può d ir<! ve ramente sorpren dente. 11 vanta~gio m o rule si può rilevar e , lèggendo la corris ponden za inviata dai ricoverati alle rispe ULivc fam ig lie : oJl,re all'assicurazione del bene"se re riportato in questa Gasu di riposo , c:;si esprimono sen t imenti impronta ti ad un vigore moralt'i, ad uno spirito bellicoso, ad un sentime nto mililare elevato c he sono in co1nplcta antitesi con qudli che animano gcnl!r a lmen te i soldati quando sono 11.cco n i ne lla Casa. Varie circostanze , indipende nti dall'ambula nza, hanno pur! roppo influi to ne l limita r e i b enefi cali cta ta le is litw.ionc, p,1rchè n on ne fu da tutti piE::nament.e compreso il valore terape utic·) e profilattico. Il tot<1 le de i ricuvcrati dal 15 feb raio al 3l dicembre Hli6 fu di 933, dei quali 53 furon o tras locati a g li Ospeda letti pe r m a lattie prt:!':isLcnti o sopraggiunte , ed 880 fecer o rito rno al corpo g uariti e rinframati. L'impianto ed il funzionamento de lla Casa cii riposo, così com ·era. s tata da m~ ideata, non ha a ggravato l'era rio, nè g li individui sono s tati privali d el loro soldo e indennità. Essi non figuravano entrati in luog hi di cura, il 1.:he avrebbe co mplicalo ammini::;trativamen te il funzionamen to d ella Casa di riposo, tanto più :wendola affido ta ad un'ambulanza della Croce Rossa: i milita ri entranti passavano in aggregazione arl un r epario vicinior e pel te rr,po di pe rman13nza alla Casa di riposo; tli ufficiali convivevano alla mensa degli ufficiali d ell'ambu· Ianza. Dopo cp1anto ho d ~ll.o circa lo strc> pazzo fisic:J, il iapporto intimo esistente fra lo strapazzo fi sico, l'esaurimento nervoso e l e varie m alattie, (specie infettive) sia per la menomata resistenza organica, sia per l e moditkazioni cellu lari biochimiche dalla iatica deter minate, dopo aver ricord.<ito la dura vita materiale e morale che i nostri bravi r valorosi soldA.ti lianno condotto in trincea da m olti e m olti m esi , risultano evidenf.i fli immensi vantaggi ottennti dalla Casa di riposo tanto a b eneficio d ei ~ing-oli indivdui, qua nto dell'eser cito combattente e si possono così ria ssumere: 1° I<:rano sollrutLi al pericolo cli contrarre malattie individui nei quali la r esistenza org-anica era molt.o diminuita o quas i scomparsa. 2° Rientravano nP.lle file dopo p ochi gior11i militari i qual: si sar ebbero pe rduti di forza se, ricovera11 n e:..;-li ospedaletti fossero stati
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sgomlJrnli a ncora più c1. Lergo (come doveva effeltuurs i pe r lo stato di deperimento nel qu;.11 1:: s i presenlavano e ch e faceva a priori pr<'vedere una Junpa c ura, menlre gli OspcdalelLi avanzat i dove v&no s empre consern1r1:: J;, m m,sima d i:;ponibilità in posti teLLo . B1sog:1ava considernre inoltre Giie lùlOrn pe t· mancanza di si ntomi ol>bi<.i U1vi di malatlie organiclie ben doLcrmi nate essi vcniv,rno rimandati a l corpo, d ove nalu · ralrm·nLc le toro ct,1Hiizioni fis iche e ps ichiche peggioravano find1è di· vcn tarnno preda di allre ma latlie on;anichc, specie infettive . . 3• Gli usce1Hi dalla Cas,'. di riposo ritornavano al propri0 posto di co mhallirnento cc,n tutt a l'ene rg ia acquis tala ed .il morale rinvigorito col va nlags io dell'è!llenamenlo pre-:ed enlemeule fatlo alla vita di trincea cd al la pl'ova del fuoco, mentre is piravano fiduc ia ai compagni avriIiti , c he pot~'vano us ufruire dello stesso b enefi zio con sicuro risultato. 4'' <.ili individui ri c0ver:1.ti nella Cas'l di riposo, vivend·J in un ambie nte che ispirava loro la massima fidu cia e godendo di quel conforto ma teriale P, morale possibile n ella zona dP.llè operazioni, guarivano più n1pidamen tc cl: q11e l c he forse sarcbl>c avvenuto in un ospedale, dove l e snfferen7.e dèi compa;rni avrebbero a u m ent,uto il loro avvilimento . tnoltre e~si s i adattavano all'idea di ritornare al proprio corpo, mentre l'ospedale fa rl'va n ascPre ed alimenla re be n altre speranze. 5° L'esc!rcito e;ombattenLP. s i mantene va per tal modo Mlla sua massima efficenza mate riale e mnrale, e la richiesta dei complementi da parte dei corpi era sempre minore, mcr.tre la permanenza dei medesimi indi vidui n elio stesso r r pnrlo, d ete1;111inaYa n ella comunanza di Yila e d: pericoli maggiore afTralellam,:nto e màgg ior fiduria fra capi e .~ reg-ari i. 6° Che i ricoverali s tessi fossero compresi d el b en eficio ,-i d:.>du· ceva d:il fa!lo che 11arl~ndo dalla Cas;t di ripns.1 quasi sempre inncir· giavano e p laudivano alla is ti\ uzinne, m <'nln• s ia dagli ufficiali medici dei corpi.sia dairli uffici ali comhRlfcnL mi veni .runo e!'prrssi sensi di soddis faz.ione pr l vanlag-gio mnte riak e m 0rale r ealmenl·~ consta ta to s 11gl i inrl1 vicfoi ch e rientr:ivann m prima lin1,a.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie VULGUS VUL T DECIPI. .... Il famoso Orcorte, ortopedico, brac hiernio, dentista - e chi più n'ha, più ne metta - della prima metà del secolo scorso, soleva tenere conferenze di medicina pratica nel le principali piazze di Torino, ritto in piedi in un carrozzone scoperto, che faceva le veci di cattedra, e atLorniato da una folla di cu riosi, i quali, ammaliati dalla sua eloq uenza persuasiva, finivano quasi sempre per comprare la pomata o il cerntto, che quel gen iale Dulcamara vantava come rimedio sovrano in una serie infinita di malanni. Tuttavia un giorno, nonostante la sua abilità oratoria, non riusciva a persuadere il pubblico della straordinaria efficacia d'un suo specifico, e già slava pe1· pigliare le carabattole e andarsene in un'altra piazza, quando venne a passare di là Alessandro Riberi, il celebre e popolarissimo professore dell'{;niversilà torinese. Quésti, che conosceva mollo bene il s uo « collega » di piazza e si spasso.va n sentirlo discorr~re, ~i fermò dietro gli spettatori dell'ulLima fil a sperando di non essere riconosciuto. Ma Orcortc, Io vid e subito col suo occhio di lince e. nel vederlo, ebbe una d1 quellt\ idc0 luminose e llo non d ~ rado balenano nella mente dei ciarlatani di genio. « Signori - egli esclamò rinforzando la voce - il mio specifico non ha uguali n elle quattro parti del mondo: e se oggi voi non lo comprate, ve ne pentirete amaramente. Io ve n'ho s piegale le qualità meravigliose e vi ho citato esempi di guarigione immediata in persone che voi tutti conoscete. Ma non basta: la. maggior prova della sua potenza sta in ques le parole, che io pronunc.io dinanzi u voi con quello stesso spirito pro-' Ielico degli antichi sacerdoti nell 'atto di offr ire un olocausto agli dei: Vulgus vull clecipi, ergo dccipiatur . Qui sta il segreto del mio specifico_; qui sla la ragione della sua efficacia portentosa. Credete forse ch'io esageri , o peggio, ch'io dica cosa non vera? Ebbene c'è qui fra voi il professore Riberi: eccolo fà in fondo quel g rand' uomo ... ». Gli sguardi di tuUi i cu riosi, seguendo la direzione dell'indice del furbo compare, s i porlan9 sul professore, molto seccato d'esser fatto segno all'attenzione generale. - « Professore Riberi , - grida sempre più alto l'Orcorte impugnando una boccetta dello specifico, - non è forse vero,
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QUESTIONI D'ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE
sacrosanlamenle vero, che Vulgus v u.lt d eci'[J'i? "· - Il Riberi chinò due o tre volte il capo in segno d 'assenso , e si allontanò dal gruppo mor· murando un « Purtroppo! » che, per fortuna d el ciarlatano, non fu inteso da alcuno. - « Avete visto? - continuò l'Orcorte trionfante l'illustre professore Ribcri ha confermato le mie parole. Ergu <frcipialur I» . E , sceso dalla carrozza segui to dal suo aiutante carico di boccette d ello spec ifico, le distribuì largamente alla folla e fece quaUrini a palali;). La · sentenza, di cui J'Orcorle seppe così abilmente servirsi per smerciare il suo specifico col forzalo assentimento del professore Riberi , è d 'o rig ine in certa e ha qualche leggiera variante, che però non ne muta la sostanza. Pare che Sebastiano Franks ne' suoi Paradoxa, p ubblicali nel 1533, si sia limi Lato a scrivere : ll'1u ndus vult d Pci71i, senz·aggiu ngerc r esorlazione birbon esca che forma la chiusa de ll'int.cra sentenza : la quale è dal De 'l'hou (Commcntarii, Lib. XII, 1556) attribu ila al cardina le Giampi etro Carafa, che salì poi la cattedra di S. Pietro éLSs11mendo il nome di Paolo IV. Questi avrebbe detto, o scri llo, non si sa b ene : Q111111dorJ11id('m vo1mlus isle vult <frcipi , decipiatur: fra;;c, che, in bocca a un così alto dig nitario ecclesiastico, fo nclalore con S. Gaeta no da Thiene d ell'ordi ne dei 'featini, non può non destt~re sorpresa. Ma qual unqe sia l'autore o la forma di questa sentenza, sta il fatto elle essa esprime una grande e d olorosa verità, la quale si potrebbe t.radurre in quest'altra: La buaggine , qualità falsamente attribuita agl i animali bovi ni da cui deriva la parola, è invece una delle qualiLà più spiccale della razza umana. P erciò omaggin e dovrebbe dirsi, e•non buagg ine, quella soverchia semplicità di spi ri to cb'è un quid m edium fra la dabbenaggine e l'ig noranza. A q11este cose io pensava alcuni giorni fa, m ett.endo in or.dine una filza di appunti intorno all 'esercizio dell'arte salutare nei secoli XVII e XVIII, sopratulto in Francia; appun ti che qui trascrivo in parte, al sol ilo scopo di dare un po' di svago ai lettori, e a m e stesso, fra tanti pensieri non propriamente lieti, che tentiamo invano di scacciare come uno sciame di calabroni. Se è ancor troppo presto per parlare del passato prossimo e d el presenl.c, p erché , volendo essere sinceri, si riuscirebbe terribi lmente sgraditi ai più senza cavarne il minimo costrutto, non è mai troppo tardi per parlare d el passato remoto, da cui vengono fuori ammaestramen ti mollo ulili e piacevoli, e confronti singolari colle cose d ei nostri tempi. In fondo. e una battuta d 'aspetto nella miu. « sinfonia polemica in do maggiore » la cui parte più rumorosa e violenta è di là da venire. Ma verrà anche quella, e v'assicuro che ce ne sarà per tutti.
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Per rapporto alla medicina, il secolo XVII ebbe alcuni brevi periodi luminosi, contrassegnati in s pecial modo dalla ·scover l,L della c ircolazione del sangue fatta nel 1628 da Guglielmo Harvey (scoperLa, che noi
Italiani sosteniamo con fondamento doversi aUribuire invece al Cesalpino); e dall'imporLazione di due droghe, le cui proprietà benefiche andarono sempre più acquistando credito e valore nel corso degli anni: la china, portato. dal P erù dai Gesuiti e che fu perciò chiamata per lungo tempo la p'Jlvcre dei Padri, e l'ipecacuana, portata dal Brasile da un certo Grenier, il quale la confidò in tutta segretezza al medi co olandese Adriano Helvetics, padre del celebre filosofo Guglielmo Adriano, la cui opera De l'cswiL , per la quale egli meritò d'essere annoverato fra gli enciclopedisti, fu condannata alle fiamme nel 1759 dal Parlamento di Parigi e messa all'indice dal Vaticano. Il medico Helvetius, che forsd adoperava l'ipecacuana a dritto e a rovescio, ebbe la fortuna di guarire con essa il Delfino, che soffri va d'enterorragia (molto probabilmente si trattava d'una forma dissente rica); e d'al101·a in poi quel medicina le ebbe una g randissima diffusione. Un'altra sostanza - l'antimonio venne ad occupare nel secolo XVII un posto onorevole nella farmacopea; o, per meglio dire, a rioccupare, giacchè era conosciuta dagli antich i. e Parar:elso la LenC'va in gran P.rcgio. Ma delle curiose vicende dell'antimonio parlerò ancora più innanzi. Come si vede, i periodi luminosi del secolo .XVII - s'intende pe1· quanto riguarda la medicina - si contano sulle dita d'una mano; mentre i periodi tenebrosi son tanti, che non si contano; e se quelle tenebre non fossero solcate dai lampi dello spirito mordace del Molière, non varrebbe quasi la pena d i occuparsene. A proposito: i medici, che anche oggi, dopo trecent'ani, dicono corna del Molière e non gli perdonano le . tremende bollate contro gli orecchiuti esculapi del suo tempo, conoscono le fortun ose e in gran parte dolorose vicende della sua vil.a? Molti le con osceranno di certo; ma, per quei pochi che non le conoscono, le rias· sumo qui in poche righe, dalle quali appariranno anche le ragioni che indussero Fautore di Tartufo a spezzar tante lancie contro l'arte salutare. Giovanni Battista Poquelin, il quale assunse più tardi, seguendo l'uso dei- commedianti d'allora, lo pseudomino di Molière, nacque a Parigi il 15 gennaio del 1622 da un modesto tappezziere, che però-doveva esercitare assai bene l'arte sua se ebbe l'onore di passare ai servigi del re di Francia. Questa sua nuova posizione gli permise di mandare il piccolo Giovanni Battista, a cui non sorrideva pun-
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lo la professione paterna, al collegio di Clermont, dove il futuro commediografo strinse amicizia con Armando principe di Conti,- fratello del Gran Condé, quel lo stesso che sposò una nipote del cardinal Mazarino: ami cizia, che gli fu in seguito molto vantaggiosa. fo;cilo dal colleg io di Clermont, s t.udiò filosofi a sotto la guida di Pietl'o Gassendi, il quale, com'è noto, fu il gran demolitore d ella dottrina d 'Aristotele, a cui oppose coraggiosamente quella d'Epicuro, in un 'epoca n ella quale il gran filoso fo di Stagi ra era ven eralo come un nume . Non v 'ha dubbio che l'insqrna mcnto del Gassendi esercitò un'influenza grandissima sul giovan e Poqu elin, e che l'indole battagliera d el s110 maestro, il suo carattere indipendente, il sentimento di ribellione contro le scuole filosofiche dominanti , e la passione ardente per la polemica, gl'infusero n ell'anima 1p1L•ll'Hrrlnre 011gnace che s i rivela in (Juasi tutte le sue commedie, le quali furono a ltreltantP, b allaglie. Nel 1645 si costituì in Parig i una compag nia. di filodrammati ci (la piaga filodrammatica ~ antica) col nome d1 Fit;li di /am iglia , n ella. (Juale primeggiava pe1· bellezza, se n on per aLtiLL1dini drnmmalich e, Maddalena Bejart, che co· suoi vezzi riuscì ad a ttirare il P.o(Juelin in quell'accozzag lia di dilellanti, di cui divenne ben presto 11 direttori;). Fu t ra il 1645 e il 1646 elle il Poq uelin assunse lo pse11donimo di Molière, e che l'umil e compagn ia dei F igli di fam iglia ebbe l'audacia d i chiamarsi Teatro illustre. Ma fu un'audacia di buon aug u1'io; g iacchè in pochi anni, n on tanlo per l'aiuto d el principe di Conti, ch e non aveva mai dimenticalo il s uo anlico condiscepolo, quanto p er il sovrano ingegno del capocomico, la compagnia salì b en presto alle pi ù a lte vc,lle della fama e, Lrasforrnala ·i pét ordine di ,l/onsirur, fralcllo di Luigi Xl V, in Troupe d e Mon. ievr , andò a piantare le tende niente meno che nel teatro del Palais-Royal. Dopo Lo .,/ordito, Il displ'/l<, amoroso , Le P r e::.iose r i dfrolc e il Nicodemo, che g li fecero varcare la soglia d el teatro di Corte, il Molière scrisse per la siia compagnia una trentina di commedie , fra cui: La scuola dei m àriti, La scuola delle m ogli , L 'avaro, Le mali:i e di Scapino, Giorgio nandin, PourcNmgnac, Il m edico JJCr f or za, i l malato immaginario, Il M isantropo e fin almente Tartufo , che è il suo capolavoro , ma c-l1c fu una delle cause delle amarezze e dei dolori che gli avvelenarono g li ullimi anni della vita: un a d elle cause, ma non la principale; chè questa non va ricercala nei soggeLLi delle sue commedie bensì nelle gonnelle di casa B cj,Lrl, che fu proprio l'astro malefico del povero grand' uomo. Ma questi, ne i momenti di lucido intervallo, dovette picchiarsi chi sa quante \·,il Le il pelt~ mormorando : M ca culpa, mea culva, 11w a m a..cim a culpa! Fig uratevi che, dopo essere stato per quasi vent'anni l'amante d ella
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b0lla .Maddale na Bejarb, com mise l'impe rdonabile c r rnre di sposarne la fi g lia Arniandat E ' ben vero c he i s uo i amici ~astenne ro che l'Armanda non e ra lf. figlia, ma la sorella della Maddalena ; ma le difese e ran troppe de boli pe r opporre un a rg ine alla ma r ca montan te dei libelli, rh•.:i minacciava dt Lravolgere il poYe ro i\'loliè rc, pe r il q11a le la tardiva 1111111 di miele dovcUe g i11ng<>re b en prc~Lo all 'ullimo q 11al'fo. Ma quello s fogo di acredine, d a lungo tem po trallcnuto e compresso , non e ra forse la cosa più nat u ralè clel mondo'! La filla schie ra clegl'ipoc riti, bol lati nel Tartufo, e q1 1t·ll a non m e no fìlfa dei medici d,d pelarm~ asinesco, sche rniti nel Pourr,·a11.qnac, ne l ,llnlit o 71cr fr,r:;a e n el Malato irrmwoinario, che us petta.rn no ansiosi il colosso a l primo scam111rcio, non appena e bber o visLo q110 po' po' di scappuccione, gli si slanciarono addo:so conn lan Li botoli arrnbbiali e ne acldcn la,·ono le carni , facendone sprizzare il sang110 da cento ferite . E non lo risparmiaron o ne ppure dopo morlo; c hè in 1111 libel lo briganl0sco, a cu i s i diede la massima diffusione, ·si porgevano all' Armanda Bcjart. le più YinJ condoglianze pe r la s ua duplice s ve ntura, essendo rimasta " Ycd ova di suo padre e Ol'fana di s uo marito " · La quale Armanda, del resto, e ra t11tL'a ltro che 11110 s tinco di santa; tant'è ver o che faceva la civetta con t11lli i cicisbei d ella corte del Re Sole, e inlan lo Lol lcrava che il marito, a c11i negava i s uoi favo ri , continuasse ad avere intimi rapporLi, non soltanto con un'antica amante, la. De Brie, ma. colla s11a s tessa madre, Maddiilena Bejarl , la quale non aveva abbandonaLo la fi;:dia e s i adattava a formare, in casa Molièr c, un terzè1!.o e roLico ch'era lo spasso di tutta Pa.rig i.
li g rande commed iografo mori IR sera d el 17 frbb ruio del !Un in un modo tragico, c he dai medici s uoi ne mici ,·enne con;; ide ralo conio una g ius ta punizione delle sue co1pe verso i saccrcloLi d 'Escuìapio . D 11ran le Ja quarta 1'a ppr0scnlazionù d el .llrt!ato i11w111uinflrio, a citi egli volle pre nder p,u-le benché !!l'Hn!m ente ma lato, f11 colto su lla sc·0na da un del iquio, che, con grnn forza d 'an imo, ri uscì a n,tsl'ondc ro sollo la maschera dd l'dtore . \Tn, finilo a ppe na lo spellacolo, fu t.ra.:;porlalo in Lutta frdla a l'asa, clon', soprnffotto da uno sbocco di sangue, morì assis tilo e ronfol'lalo da d110 suore clte, Ycnendo O/fili unno a Pa ri.~i por la quesliia q11a1·t·simalc , e ra no s ic ure di trontr sempre d a lui un·arcogl icn za col'd iule e affclluosa. Ma ·!'allo di pi0liL d i q11clk buone monuc he non va.lse a s tornare dal morto la col le ra dei T art.ufi in vc::tc talarr, i quali , pùr mezzo ctc ll'arciYcscovo di P a rigi, gli n egarono la sepoltu ra in te rra sacra, pc rc hè cl'a. morlo sollo le S[IOglie di 1.;ommcdianle e senza gl i uffizi religios i.
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Ora, che gl'ipocri ti di tulle le razze a vessero ragione, dal loro punto di visla, di prendersela col Molière p er essere stati messi alla berlina nel Tartu /o, si i;uò a ncora spiegare; ma forse che i medici avevano ed hanno - ugualmente ragione di considerarlo come la bét e n oire della classe sanitaria? Yediamo. ln qua nto a l Malato immaginario, sappiamo benissimo la ragione per cui fu scritto. P oichè un suo nemi co l'aveva satireggiato dipingendolo come un finto malato, egli, che era invece realmente e seria mente infermo, si vendicò scrivendo quella commedia, in cui le scene più comiche (chi mai l'avrebbe potuto supporre?) furono scritte collo strazio nell'anima e col triste presentimento d'una prossima fi ne. P er ciò che si r iferisce a lle alt.re commedie, nelle quali l'a utore prende più specialmente di mira i medici facendo piovere s ulle loro spalle una scarica di frustate, dirò anch' io, come gli scolastici : " Bisogna d istinguere ». Il Molière non ce l'aveva nè colla medicina nè coi medici coscienziosi, modesti, animali dal sentimento d el dovere e non così tenacemenl.e ostina ti nelle vecchie dottrine, da negare a priori e in modo assoluto ogni innovazione e ogni progresso dell'arte salutare; i quali medici, in verità, erano allora in numero scarsissimo.li Mo lière scoccava tuU.e le sue frecce contro la Facoltà meqica di Parigi, la quale pretendeva di avere il monopolio del la scienza, e ponLificava dalla catt.edra, lancia ndo la scomunica a chi disobbediva alle sue bolle, e concedendo l'indulgenza plenaria a ogni ciuco che facesse atto di soito· missione alle sue leggi Liranniche e ba lorde. Ne volete una prova? La scopert.a della circolazione del sangue mise in t.al furore la Facoltà, che poco ma ncò non si tornasse ai roghi dell'Inquisizione : la qual cosa si spiega facilmente quando si consideri che la scoperta di Guglielmo HarVt·y e del Cesalpino gettava lo scompig lio in tuLLi i canoni delle vecchie do tt.rine, ed obbl igava i cervelli incartapecoriti a crearne delle nuove. Ma com'è mai possibile pretendere di piegare alle novità una scuola che s'è cristallizzata nei dogmi? Numerosi esempi stori ci ci dimostrano che ciò non è possibile, e chè è soltanto la leva formida bile d ella verità, aiulaLa. dalla ri bell ione degli spiriti illuminati e sinceri , che riesce a sm uo· vere il pcsanlc edi fi zio degli erro ri tradiziona li e a provocarne lo s facelo. J partig ian i dcll'J·lun ·ey ebbero la felice idea di chiamare in loro aiuto 1 lì losofi e gli scrittori più noti e battag li eri, fra cui il Descartes, il Gassendi (l'antico macslro del Molière) e il Boileau : il (l11ale ultimo conlribr11 grandemente al la \·illoria degli« lm rveisti " col suo famoso Decri:to bur lt:sco, che si ch iudeva con sueste parole : " La Corlc ordina al chilo d'an dare dritto al fegato senza più passare per il cuore, ed al fegato di rice\·crlo. Proibi scé al sangue di vagabondare per il corpo, sott.o pena d i
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essere immediatamente consegnaL!) e abbandonato alla Faco!Là di medicina "· Il pubblico si smascellò dalle risa, e la causa potè dirsi quasi vinta; ma non dovete credere che la Facollà riconoscesse i suoi errori e ammetLesse d'aver avuto la peggio in un conflitto, che ben poteva chiamarsi cruento, poichè si svolgeva intorno a una questione di sangue: no; essa continuò a restarsene chiusa nella sua rocca, a respingere sdegnosamente ogni innovazione, a perseguitare gl'innovatori e a dettar le sue leggi, che si possono riass umere in questi tre imperativi categorici: Salassate, purgate, clisterizzate; come, del resto, apparisce chiaro da questo epigramma maccheronico, che allora correva di bocca in bocca: Mais si la maladù: Ovinidtre Non vult se guérir, Quid /acere? Clysterium donare, Post ea seignare, Ensuilc 71urgare.
Il clistere, che si dice sia stato inventato da.I medico arabo dell'XJ secolo Abul Casim, più noto sotto il nome di Abulcasis, ma che
Ambrogio Pareo fa risalire agli Egizi, può figurare a pien diritto sullo stemma .della medicina del secolo XVII. Dal · più umile popolano a ' Luigi XIV, che dava alla funzione idraulica una solennità pari a quella det ricevimento d'un ambasciatore (ben s'intende , prima dell'opera. ziòne della fi!.mosa fistola, chè, dopo rintervento chirurgico, la real parte occidentale non si mostrò più accessibile alla cannuccia), tutt.i r icorrevano con fiducia al clistere anche nelle mimme indisposizioni; tani.o elle gli apothicaires (farmacisti), ai quali era riservato l'onore di contemplare l'umanità più o meno sofferente a posteriori, e che, se eran g iovani intraprendenti, avevano sovente l'opportunità di vincer la pug na amorosa gi rando, diciamo così, la posizione, s'infischiavano delle · bizze dei parrucconi accademici e facevano fior di quattrini coll'abile maneggio della s iringa. Ma se voi supponete che il maneggio d'un tale strumento fosse cosa da prendersi di sotto gamba, disingannatevi: chè l' « operazione » era invect-1 molto delieata e difficile; e !"imparò a sue spese il cardmale Richelieu, che, a cagione delle emorroidi, presentava grandi os tacoli all'introduzione della cannuccia salutare. Un brutto giorpo, ch'egli soffriva più del solito, mandò a chiamare il s'llo apothicaire di fidu cia, il quale, essendo indisposto, affidò l'onorifico incarico al suo primo aiutante. Ma questi, sia per la preoccupazione di trovarsi
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dinanzi, o, per esser più precisi, di ~ietro al polente ministro , sia per il c&ttivo stato della pa_rte, annaspava intorno all 'entrala, ansava, sudal'a freddo e non ri usciva a far nulla di buono. Al cardinale , che ave\'a un ~iavolo per capello e comincia\·a a perdere la calma e la dignilà d\m principe della Chiesa, il povero a iutante disse timidamente: " \'oslra Eminenza ha due eminentissime eminenze che impediscono l'entrata all'umilissima cannuccia. Se Vostra Eminenza si degnasse d 'introdurla colle sue sante mani, io penserei soltanto a spingere lo slanlufo , e frn Lutli e d11e - \ 'nstra Rmin c,~za mi perdoni - s i sbrig herebbe l'affare di un minuto ». Il cardinale i30tlrassse \·iolentemente il campo operato rio al mald estro aiulanle, mostrandogl i invece un volto adirato e l'indice Leso ve rso l'uscio della camera da letto. Ma so all'a1iplicazione della siringa non si poteva ragionevolmente applicare il verso della Gerusalemme iiberata: /;ar/1>, che tutto fa, nulla si scopre, perchè qualcosa si doveva necessariamente scoprire , pur tuttavia si deve dire, a onor del vero, che gli avothicaircs di quel tempo erano, in genera le, molt o alJili n ell 'ardua mcLnovra, anc lte perchè il materialù d 'esperimento era talmente abbondante, che spesso il numero del le siringllù non ba.slava a soddisfare le richieste giornaliere; in specie dopo che Ninon d e Lenclos, ( la quale, benchè vecchissima, riusciva ancora a incendiare i cuori , compreso quello del Vollaire), fece i più grandi elogi del clistere affermando di essergli debitrice della sua eterna gio\·inezza. E l'entusias mo per questo strumento, imposLo d alla Facollà di medicina e raccomandato dalla celebre cor tig iana, fu tale, che- se ne commosse perfino la Chiesa, la quale si pose l'angoscioso quesito: An clystcriu,n /rt1noa t jcjw1:wr?? Quesito cho,· discusso fra la Lropidaziont' generale, fu risolLo nel senso desideralo da lulli, essendosi conc!Nso dagli errlesiastici che, siccome il contenuto della siringa non penetrav a nel corpo per la bot ca, così J'u,;o d el clislel'c era permesso, non soltanto in ciua resima, ma al tru:;ì prima d ella com unione. Il s,Llasso era , anche più elci clistere, nelle g razie della Facoltà di rnedicina : m a coll a r ircosla nza aggranrnlc cltc, se queslo era quas i · sempre innocuo, q11ello invece era quasi sempre dann oso, perchè fa llo a ca.priccio, senz'illcurùtl lrn indicazione che il Verbo della FacoW1, la q 11al c, per bocca d el P ulin, srnlcnziani dogmalicamenle : « li salasso è uno dei più g ra ndi misteri dell'arte nostra. In veritù io vi dic~ che salassai d odici volte mia moglie nel d ecorso d'una pleurite , e venti \'Olle mio fi gl io, che so ffriva d ' una febbre continua. lo stesso mi feci
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Scdassare set.te volte per un raffreddol'e. Non si dimentichi un sol mo111enlo che il salasso ridà la salute ai nos tri malati , abbian essi due ·mesi o ottant'anni di vita " · Luig i XIII , per esempio, a cui il dottor Bouvard aveva fatto, in un anno, quaUrocenlo prescrizioni mertiche, costituite, in parti quasi uguali , da medicamenti e da clis teri , fu salassatct quaranlaset te volte nello stesso; periodo di l.e mpo; e Luigi XIV, che fu la vittima più illus t,re della F'acoltit di medicina, ing urgitò, dal 1667 al 171 5, duemila purganti e si tLSsog-gettò a trentotto salassi . E, passando rlalla Corte ai <'-Onventi, ricorderò che ai frati e alle monache si faceva regolarmente il salasso in 11n dal o g iorno cl'og ni sett.imana, che si chiamava del la " diminuzione rtel sangue »; cssenzialmPnte allo scopo d, frenctre gl'impulsi croli<'i, a c.:u i Il' c.;opiose imband igion i dei refetto ri eran tant,!. legna ttg-giunta al fuoeo di Priapo. Ho accen nato più so pru all 'anti monio, e ora ci ritorno per addurre un'altra p rova della cocciutagg ine della Facoltà e 1111 nuovo ari.romenlo in difesa del Molière, che quell'ignorante cocciut,a~gine aveva messa a.Ila gogna in s pecial modo pc·r bocca di Sganarello. l,o stihio d egli antichi fu detto antimonio dalla voce ant-i-11w1wcos, a cagione d 'una cu riosa storiel la, che val la Jll' na di narrare. Nel secolo XV il monaco Basilio Valentino, il quale s'occupava d'alchimia e cercava la pietra filosofale, estrasse per caso l'antimonio; ed essendosi accori.o che un branr o di porci, a cui egli itveva dato in pasto gli avanzi di quel minerale, e rano prodig iosament.c ing rnssati, ebbe la s plendida idea di rifare l'es perimento su' suoi r.ompagni di cella magri e sl,enLi dal dig iuno; i quali , fiòuciosi nella scienza del frnt ello al chimist.a, si getlitrono avidament.e s ul manicaretto antimoniale e ne fecero unH striµpala. Ma il ris ultato dell 'esperimenlo _fu disastroso; poichè , invece d' ingnLSsare come i maiali , i poveri monaci se n'andarono Lui.Li al CrealMe, E allora s i disse che (lucil a mis teriosa sostanza, la quale ing rassava i porci e u <'cid eva i monaci era un vero anti-monaco . .Orbene l'anLimoniu, che, nel secolo XVIT, era stato oggetto di nuovi studi e andiwa acquistand o favore e d iffu sione salvo che nei l:Onvenli, in cui perdurava una difficie nza tradizionale, era acerba mente combattuto dalla Facoltà di medic ina; sia perchè si traU,1va rt'un 'innovazionc , sia anche per far rti spetto a lla F'ucollìt di Mont,pellier ch'era favorevole a. que l minerale, e con cui q 11e lla di Parigi aveva dei vecchi <',onti da regolare. Potete immaginare le disoule, le salire l' lt' in~olcnzc frn gli avvc1'Sari e i partigiani d ell'antimonio! Guy Patin, g ià citalo, il più violento e ostinato difen sore ct:;lle prerogative della Facolt.à, non sapendo più quc1li argomenti contrapporre al favore che ogni giorno più andava ac(J uistando l'anti.1s - ( ;ionurlc di medicina mi/ilare . . -
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VARU~TA., N OTIZIE
monio, g iunse al punto di fare una oommemorazione polemica d el \"auti_er, proLomedico di Corte, c he terminava con CJueste parole: « Sappiate che se il dottor Vautier è morto, ciò avvenne soltanto perchè volle prendere t re dosi d 'an timonio, secondo il suo metodo. S'egli fosse rnor Lo qualche anno prima, quante vite sarebbe ro state risparmiate! " Ma i partigiani dell'antimonio corsero il rischio d 'aver la peggio, non l,anto per g li atlacchi d el P atin , quanto per il ridicolo ch e qualche accor to n emico aveva saputo sparge re a piene mani s ulle pillole d 'antimonio metall ico, che, uscite in columi dal f.ubo digere nte, potevan o essere, dopo oppi Luni lavacri , riutilizzate all'infìnit.o: per la qual singolare proprie tà, a lcuni parrn cconi d i buon umore le avevan c hiamate ,, pillole eterne " . All'aspra lotta non rimase n eppure estraneo il Parlamento, c he, non avendo probabilmente altri soggetti più impo r tanti <li discnssione. votò un ordine del g iorno di s fidu cia \'Crso l 'antimonio. col plauso n ella Facoltà di m edicina, che aveva lavori.1.l,o abilmente solt.'acq11a pe r ottene re quel trionfo politico--farmacologico. Ma i partiiziani clell'ar.t.imonio, su cu i vegliava lo s pirito do\ m nnaco Bas ilio Vall'nl.ino (q 11ello d ei maiali ), ebbe ro fi nalme nte una st re11itosa rivi nriln in grazia - ve la dò a indovinare fra mille - cli Luigi XI\' , il quale, cnlpif.o nel' 1658 a Calais da non so qual malattia, e stanco <li purganti, di clisteri e di salassi , ing urgi tò l'anf.imonio in seguii.o al con~iglio cll'I cloLLor Ouéna ult, e in pochi g iorni f11 in grarlo rli rifornarl' agli a ffa ri di Sta to e a quelli pe r lui non me no importanti dell'alcova. Dopo la real g uarigione, come sempre avviene in questo basso mondo. in c ui le opi nioni, le convinzioni <' i pri,wipii son regolati ctalla rosn d ei venti , la Facoltà di me<licina s i mostrò tanto fl'r virla ,unmiratric~ ~ ell'antimonio, quanto ne era stata. implacabile n emica. Da queste b izze e da q 11esf.i battiber(' lli fra i sacerdoti ci'Escu lapi0 11011 ricavarnno di cer to a lcun vantaggio i malati ; ma 11no !{randissi mo ne trassero i cia rlatani , i quali, soprattutto a P a rig i, ch·e ra anche allora il cer vello del mondo. avevano costif.11ito una vasta e potente ,L'-so- · r iazione bi rbesca , il rui qtiarf.icr generale ora il P onte Nuovo, semprr rrequentato clét una gran folla cl'oziosi. Là, il celebre Taba rin vendeva il suo port€ntoso balsamo, ch e ;.r11a ri v,L i mali <li stomaco, le vertigini, l'emi(· ran ia, le pal pitazioni, l'ostruzione d el fegato e la i:;c,iatir~t; là, Melchis<'dec Bal'l'y , il fJllH.le , come r.aµ-l ioslr'>, s i diceva più volte centena.rin. vantava l 'arcanA. potenza del suo « balsamo unive rsale; e là a.ncora Cristoforo Contugi, sopra un palco da cui pendev,u10 numerose patenti con tanto di s ig illo, spacciava I' " orvietano » , che .s i diceva com posto d 'erbe a romatic he , di s1 1cco d i vipere e di a rgilla. Un giorno il capo d el-
QUESTIONI O'AITUAL l'l'A ' ,
VARIETA', NOTIZIE
la polizia., istigato forse da qualche medico altolocato che temeva. la concorrènza d e' s uoi co lleg hi piazzaiuoli, fece arrestare uno di quei ciarlatani, n on so se il Tabarin o il Barry, e ordinò che fosse condotto alla sua presenza: - Sarò indulgente verso di te, - gli disse il poliziotto; - ma in cambio devi dirmi come fai a g uadagnare tanto danaro. - Se Monsignore mi permette - !'ispose qnel furfante - desidererei prima rivolgerle d ue domande . Quante persone .... \'oslra Signoria crede che passino sul Ponte Nuo,·o in una giornata? - Che so io? Forse diecimila. - E di queste diecimila persone - riprese il ciarlatano - quante saranno le intelligenti"? - Mettiumo che siano un centinaio. - Monsignore esagera di certo; ma siano pur cento. Ebbene, io le regalo a Monsignore, e mi tengo le altre novemila novecento , le quali, in fin di giormiLa, mi fann o intascare una somma, che forse s 11pera la paga d 'un anno di Vostra Signoria. - Briccone, come vorrei essere ne' tuoi panni! - E s'io fossi nei panni di Vostra Signoria; le aprirni subilo l'uscio e la rimanderei sul Ponte Nuovo. E questo tratto di spirito fu la sua salvezza .
Se nel secolo XVIl i medici ne buscarono dal Molière, nel' secolo
XVIII furono tartassati - e non poco - da Renato Lesage (1668-174.1), il quale, nel Gil /Jlas di Santillana, personifica nel dottor Sangrado i m edici salassatori del suo tempo, che non erano meno sanguinari di quelli del secolo precedente: tant'è vero che costui, dopo aver fatto cavare al canonico, suo disgraziato cliente, sei buone bacinelle di sangue, ordina al barbiere-fl ebotomo di ritornare fra d ue o tre o re per ripel.t.1re la stessa operazione. Nonostante gli s forzi dègli enciclopedisti e de i fisi ci, che tendev1rno a. porre l'esperimento e l'osservazione come basi d'ogni scienza, una grnn parte dei medici restavano attaccali come ostriche allo scoglio d el la Jt'aooltA di medicina, nel cui no me il do ttor Hocc111et., lagrimando su lle velleità innovatrici di alcuni colleghi, esclamava.: " Ahimè, Lutti abbandonano la via vecchia per la nuova! Dio mio! Dove s'andrà a fi n ire se si tralascia di salassure'/ " E siccome le dispute fra i merlici continuavano più furibonde e più infeconde che mai , e la terapia ufficiale s i gingillava tra le vecchie formule accog liendo con diffidenza
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QUESTIONI D'ATTU ALITA', VART ETA', NOTI Z I E
ogni novità farmacologica, così i ciarlatani, padroni del campo, tr ionfavano su t11Lta la linea e seguitavano a far quattrini a cappellate. E ch e fio r di ciarlatani ebbe il secolo XVIII ! -Due soli nomi basi.ano u
,~iempil'l o della loro fama: quello di Giuseppe Balsamo palermitano, più nolo come il conte Alessandro di Cagliostro; e quello del ledesro F'rancesco Antonio Mesmer. li primo, di umilissimi natali, costretto a fuggire dalla Sicilia percliè accusato di truffa, andò a tentar la fortuna in Alessandria d 'Egitto, a Rodi, a Malta, a Napoli, a Roma e a Venezia, poi nell'Holstein , dove s'improvvisò alchimista; e di là in Russia e in P olonia. Nel 1730 capitò nella ciLLà di Strasbu rgo, in cui; non soltanto si fece passare per medico, ma a ltresì per possessore del segreto di ring iovani re; e, dopo qualche anno, a Parigi, dove fondò un ' ipotetica Loggia masson ica egiziana e un gabinetto di p ratiche occulte, nel quale era una conti.nua processione .di clienti, fra cui i più alti p ersonaggi d ella Corte; finchè, coinvolto nel famoso processo d ella collana della regina, fu chiuso nella Bastiglia e poi bandit,o dalla Francia. Rifugiatosi in lnghi!Lerra, vi dimorò d ue anni, per ritornare poi in Roma, dove non l'aspettava mig lior sorte che a Parigi , poichè fu cacciato quasi subito fra le mura d i Castel S. Angelo, processato e condannai.o a morte come libero muratore; la qual pena gli fu commutata in q uella del carcere a vita da scontarsi nel castello di San Leo in provincia di P esaro, dove morì nel 170!'1. Francesco Anton io Mesmer, il quale poteva portare legalment.e il titolo di medico, fu un avventuriero non così m ullifor me nè simpatico come il Cagliostro, ma ugualmente •profondo nell'arte d egli inganni e ugualmente abile nel sapere sfruttare l'infinita credu lilil umana. Cominciò col sostenere che gli astri esercitano sui corpi animali un influsso di retto mercè un fluido che penetra in tuLLi i pori: e, una volta lanciata al pubblico l'idea del fluido, la rigirò, la contorse, la stiracchiò in cento modi, fin chè riuscì a cavarne fuori la mirabolante scoperta del magnetismo animale (mesmerismo) , ch'egli rese pratica e , nello stesso tempo, frutt.ifera per le sue tasche, mediante la famosa tino,;;:a, portata al settimo cielo da tutti i nevropatici e, in specie, da tuUe le nevropatiche dell'alta società di Parigi. li popolo minuto, che non poteva permettersi il lusso di accostarsi alla magica tinozza, cominciava a mormorare chiedendo anch'esso la sua. parte di fluido; e allora l'accorto taumaturgo,- i l quale coglieva per aria i primi indizi della rivoluzione e sentiva la necessità di cercare un punto d'appoggio nella piazza , ebbe l'idea democ raticamente geniale di magnetiz7.ilf'l..' 1111 alhero sul canl,o della RuP de Hondy, e d i far sapere in tut..ti
QUESTIONI o'ATTUALITA', VARIETA', NOTlZtt:·
i quartieri di Parig i che una breve sosta sotto quell'albero bastava a guarire ogni male. Vi lascio immaginare la processione giornaliera d 'infermi cenciosi in via Bo ndy , e lo b en edizioni che partivll.110 da mi-
gliaia di bocche all' indirizzn del g ran ben efattore della plebe sofferente. Il Mesmer trovò anche il tempo, fra tante emanazioni di fluido e tanto rumor di tinozze, a scrivere akune opere pseudo-scientifiche, fra cui le Memorie sulla scovcrta del rnagnl'tisrno aniinale , ch e allora andarono a ruba, e che adesso non son più consultaLe neppure da lle rare ,, sonnambule », che di quando in quando fan capolino rialla quarta pagina dei giornali. Ma se questi due ciurmatori ebbero la fortuna - e l'abililit - d1 raggiungere le più al te vette della fama, ciò non vuol dire che fossero i soli: Lult'altro! Sotto le loro ali protettrici pullular·ono, nel secolo della grande rivoluzione, migliaia di ciarlatani di second'ordine, i quali, profittando degli eterni dissidi fra i medici, che gettan la sfidu cia nel pubblico, e dell'inesauribile credulità umana, suggestionarono le folle, ebbero onori più che reali, e - quel che più importa alla gente che vi ve d'inganni fecero fior di quattrini. Insomma, L'art.e d el ciarlatano era fra le più stimate e profittevoli; di certo la migliore per chi, avendo più furberia che ingegno, più sonoritil di voce che at.l.ittLdine al raziocinio, più sfacciataggine che mediocre cultura, più tendenza ·.;Ila. ribalderia r.he a una 1·èltitudine approssimali va., volesse gorlersi la vita senza costringere la mente e i muscoli a soverchie fatiche; colla soddis fazion e di dire a sè stesso ogni sera, facendo tintinnire gli scudi . nel !<i tasche : " Sia lode al Signore che , nella sua infinita sapienza, ha voluto creare tanti imbecillii ,, Io, che sono uno dei più appassionati bibliofil i che sian mai esistiti sollo la cappa del cielo, perchè ho sempre giudicato prefe ribile un libro m ediocre al così detto migliore degli uomini, ebbi la fortuna tempo fa di scovare in una libreria antiquaria un volumetto molto raro, di cui da un pezzo andavo in traccia, stampato in Firenze nel 1730, dal titolo: /,ettera scrilla ad un cavaliere suo padrone rlall'A11m1im,o in difesa ddla pro/ r.~sirm,, del sallimhanco. Coll'aggiunf(I in fin ,' rl'ww racroltfl rii sr,qrl'ti utili 1· rlili'ttevoli ii qualsi1•nglia sf(l/O di 11n:;1111rt. ln questo lib ercolo, che ebbe a quei t.empi g ran voga e sul quale ritornerò in uno d ei prossimi articoli, perchè i « segreti utili e dilettevoli ,, dell' Anonimo s i prestano a un commento non m eno utile e dilettevole, s1 fa , più che una difesa, una ve1·a e propria apologia dell'arte del ciarlatano; apologia, che si legge tutta d 'utl fiato, tanto è garbata ed ~legante. Vero polemista di scuola codesto Anonimo! Bisogna vedere con qual'arte sopraffina, sa
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QUESTIONI U ATIUAL ITA' 1 VARIETA', NOT!Zlt:
infilzare I medici nello spiedo e rosolarli alla fiamma come tanti beccafichi , senza fa re un sol nome e senza mai adirars i; anzi, cantando a llegramente le lodi del ciarla tano! Non cito al cun passo della " LelLera » perchè andrei troppo per le lunghe; ma mi è parso òpportuno .:;tare l'opuscolo per dimostrare che nel secolo XXVlll. l'arte ill ustre ed onorala d el sa!Limbanco (come la chiama l'Anonimo) era più che mai in auge, e che i venditori di balsami, d'unguenti e di cerotti , non soltanto troneggianrno nelle piazze, ma affermavano per mezzo della stam pa la loro superiorità sui medici, proclamandosi i soli discendenti leg iltimi d el g rande Asclepiadeo di Coo e gli unici depositari di quei maravig liosi segreti, che la natura confidò a pochissimi eletti per contra:;lare il passo fatalmente vittorioso della Morte.
Vulgus vull d ecipi . I ciarlai.ani passarono a suon di trombette e d i tamLuri , nel secolo X I X, occupandone il periodo magg iore e sventolando il loro slrndardo, su cui campeggia " la sozza immagine di froda 11; finchè la scienza, nel suo cammino trionfale, non ne d ecimò a poco a poco le superbe legioni, riducendole a un manipolo di ciurmatori d1 Lerz'ordine, sminuiti d 'importanza e di voce. Si vedono ancht' oggi qua e lit le pallide larve di qualche innocuo dentista, di qualche modesto spaccia lore di cerotti per i calli o di grasso di marmotta; ma esse non rappresentano più che la d ecadenza d 'un'arte, che ebbe un tempo la cieca fidu cia delle folle , i favori delle Corti, le dolcezze della g loria. Ma pa rliamoci chiaro: credete voi a questa d ecadenza? Io rion ci credo. Nell'incessante mutabilità degli usi e dei costumi , anche i ciarlatani possono a\·er mutato nome, casacca e dimora; ma son sempre vivi come prima; e se non rizzano più il palco nelle piazze, le loro voci continuano a risonare più che mai insistenti, sonore e sugg·eslin• agli orecchi delle folle, le quali non fanno nè faranno mai torlo al motto. eternamente vero del cardinale Giampietro Cara fa. Non ne siele pers11as i'l G11RrdaLevi attorno, e vi persuaderete in quattro e quattr'olln che i ciarlatani vi pigiano da ogni parte e vi tol gono il respiro. Che cosa vi offron o i c iarla tani odierni d a lla quarta pagina dei g iornali , che g ià non o ffn ssero i ciarlatani antichi sull e piazze? Tutt.i i malanni , chl' ei rovesciò addosso Pandora, hanno bell'e pronto il lo ro sp€.cifico; e O· gni specifico trova subito parecchie migliaia d ' imbccilli , che gli si bulla.no sopra con quel la stessa avidità ansiosa e fidu ciosa con cui i loro an tenati straµpavan dalle mani del Tabar in , d el Con tugi, del Barry, delJ'Orcorle g li 1mg uen li ,, i Jrnlsami portentosi. Siete impotenti? / ,'cli-
Q(;ESTIONI D' ATTUALITA', VARIETA', NOTIZIE:
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.,ir di Priapv o " la cintura l'lettrica Vigor » vi ridà in un baleno l'au dacia erotica della g iovinezza. Avete la vista debole? L' inarrivabile specifico napoletano (Oirirn) \"i fa vedere aLLraverso i muri. Siele sordi , o sLate per diventarlo? Cinque gocce il g iorno di Uditina vi melt.eranno in grado d'ud ire il rumore dei passi delle formichC'. Siete spelacchiati come un cane rognoso? Vongucnt du lltfont dr Vénw vi rend e pelosi come un orso. Siete invece troppo pelosi? La famosa Plllr dé7rilaloire dt• Madame Sanspoils vi trasforma la parte boscosa in una palla rli biliardo. Avete la moglie sterile? Se non c'è altro mezzo più spiccio a portata di mano, ricorrete pure con fidu cia alle Pilloli' fl'cmulatfr,· 1frll'eremita, e poi andate a comprare la culla. Siete emorroidari? Comprale l'An.os{lno, la cui efficacia sta tutta quanta nel nome. Siete tl"oppo g rassi? F'ate la cura del Magrol. Siete troppo magri? Prendete il Grasso[. Avete il naso rosso come un peperone? llsate la Crema d,..l trap71ista, e vi diventerà bianco come un cencio lavato. Le s ignorine si rlol i::ono del seno piallalo? Le Pillole orfrntali fan loro spunlai·e l'lue pal loni aerostatici. Le si1rnore han la pelle rngosa? La PnmrrtrL 1/t-l f" flf/l'l lrl110 la rende liscia < 'Ome uno specchio. Le \'1:Cchie hanno il ve ntre c.ascante? La F//sria tli Giun01u• lo a rresta. s111'orlo rlPll '11bissn e le l'inchioda nel s uo posto ordinario ..... E la lisla potrebhe continuare ancora, per una ventina di pagine, se non crerlessi più opportuno ri ma.nrla1·c i ldtori al l'emporio ciarlatanesco rlei g iornali e ai cartcllon i chr invitano il pubblic:o rlaÌlc vetrine di alcune furmacic. E poichè ho nominalo J'apotl-'c..1., che dovrebb'esscre unicamente un 11fficio di manipolazion i e di spedizione, io domando se cel'li far:macisii nnn rle bbano sentirsi C'i,Hl1ttani nell'anima o nel s,inguc quando, infisch iandosi della legge, dan consulLi medici e fan prescrizioni terapeuLiclle, henchè sappiano perfetta.meni.e rli non sapere un corno di merlicina. Mi s i clirit che la colpa è d el pubblico, il (luale insiste p er aven• ,rn pare re nwdico da chi r~so crede che pnss,:.t darglielo con piena conoscenza di rausa; senza tacere che, in tal modo, ri sparmia la s pesa d'una vbita. Ma in ribatto che la colpa è invece di chi, mancando d'ogni elem ento propriame11 Le tecnico di g iudizio, ha l'audacia di fur la diagnos i di dietro al banco coll'aria autorevole d'un Murri o ct ·11n Marugliano, e di prescrivere branunente la c ura: mentre il suo dovere sarebbe sempli cemente quello rli ris pondere al pubblico: « Signori miei, io faceio i J fa rmacista, non il medico; cioè, spedisco ricette, ma non c uro i malati. Andate dunq11e dal medico e ritornate qui col la prescrizione ». Ma siccome la legge chiude un occh io, i medici tollerano e il pubblico vult d<'cipi e ne gode, cosi sarebbe ridicolo il pretend ere che quei
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QU t:STIONI
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D ATT t..iA LITA 1
VARlETA', NOTIZIE
ccr'Li ft1rmacisti di Cli i parlo non concl udessero, come l'Orcorte: cru o rlel'i/Jiatur. Anrorn un·osscr rnzionè prima rii finire. La questione dei cial'luluni dell'u.rte salutare è sempl icemcnt,c un « n umero » d el prngramma d 1e si svolge nel gran circo equest re della società, in cui mi lioni e mili oni di spelta.lori assistono a b occa aperta ai mirabolanti esercizi dei clown.,·, rlcgli acrobati e d ei giocolieri , mentre, dinanzi alla por ta del leutro, po('lti onè:;Li cenciosi si e<111l.enlano di sentir l'eco delle smanacciatc e riel Il' acclamazioni, spiando i l momento d'entrata a scapaccione per goder si , cfa. fil0solì stoici. le ultime pagliacciate. E dopo ciò non vi pa rrà slra.no ch' io proponl{a clic, 1nH!Ct! di sprecare i quattrini, r.clle ristampe d ei traUati di logi ca e di rnornlc, c he na scono e muoiono sui banchi delle scuole S1>condar ic, si faccia una nuont edizione nolevol mcnte /ampliata dell'opuftCOIO dell'Anonimo sull'arte riel saltimbanco, attind1é i giovani imparino a sostenere con plauso e con rrolìtt.o la loro parte ndla comrnt•riia òclla vita.. n oma , gi11gn o 19!0. EDMON J>O TRON,BETTA.
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare ONORIFICENZE E RICOMPENSE ORDl!\'E ll lll ,IT.\ RE 1)1 S AVOIA.
l' ,\ Al . llrn,I~
J\U:\'0:11 0 e," ·· l.okl·.:--w, 11111g.~ior ;.:nrrra/,· m cdirc• . :-:ella ' rnricR di generak i:-pett,,rc nu, rliro p<'r l'esn,·ito 111111,ilitato <' rii ron,-111<'11te ,te ll'lnte ndenza gem·· noie, come 11elt'opern s\'olta qmi le d c lq,:a to a lk- confe re n ze intarelleate di Parigi e <Jnalc pt'e:-id C'nl<: d~lla Co111111issiu11c ispl'ltivn di profila,si. accrehh<> di J1uo,·1 tit.,li le la rg he h<'11<·111c r~11ze giil acqn istn tc ne lla or):!':t11 iz1.:11-ione dei servizi sa11itari e chirurg ici d a co111po e nella profil:•s~i pre,so k Grnndi l ' ni t/1. In rogni / 1111,a,,11 c rliNk skn ra pro"a d i compe t<:lll..8 1 di alto i11tdk1to, di geniali inizia ti,<:. ,li ,·,il vrt e d i ,ere11a abuegazicne, a~giu11g ,·11do a ll a """ chiara fama scientifica, i1 111c1 i10 ,ii pr<..zi,-,si~-;i111i Sl Jvizi resi all 'c:,;crcito. - ZPt\:.l d i ~ncrr:i, lugli0 hl l S · 11on.:111hrc 19 1t;.
(Contintta). LUIGI PALMIERI gerente.
( 11 i 1! -
1919 -
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&.• ·~ ,I'\~·.,.• r. . ". .,...
ANNO LXVII -
1919
I Luglio
Fascicolo VII
Direttore : Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico .
Redattori capi: Prof. ALFREDO BUCCIANTE, tenente colonnello medico.
I Dott.nelloARTURO CASARIN I, tenente col onmedico.
Comitato di redazione : D o ti. DUILIO BALESTRA, maggiore medico. Prof. CESARE BARILE, id. id. Prof. ALFREDO BEVACQUA, id. id. Prof. ROSOLINO CIAURI, tenente colonnello id. Doti. PLACIDO CONSIGLIO, id . id. Prof. FERDINANDO DE NAPOLI, id. id. Prof. GIOVANNI GRIXONI, id. id. Prof. GIOVANNI BATTISTA MARIOTTI BIANCHI, id. id.
Prof. GIOVANNI M EMMO, t enente col onnello medico. Dott. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO N IEDDU-SEMIDEI co' lonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente col onnello id. Prof. SERAFINO RICCI, i d. id. Prof. ALBERTO SANTAMARI A, id. id. Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMJ maggiore id. '
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RO J\L\I A H TO
MEMORIE
ORIGINALI.
Mingaz:r.ini. - I.e neurosi funzionali da guerra in rap porto con quelle d a. infortuni in tempo di pace . . . . . . . Puy. 757 Santoro. -
Ferite addornin11,li di guerra. (Co11tinnazio•U:)
Qt;ESTIO~l D' ATTUA LJTA' , VARIETA', NOTI ZI E. Trombetta. - Le amar ezze di Antonio Musa. (Un episodio ineditn del secolo d'Augusto) • . . . . .
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Ricompense ai b enemeriti della salute pubblica
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NECROLOGIO
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PER I L LIBRO D' ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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MEMORIE ORIGINALI
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LE NEUROSI FUNZIONALI DA GUERRA in rapporto con quelle da infortuni in tempo cli pace Studio sintetico del d.otl. Giovanni llllngazzinJ, prof. ord. di Neuropatologia nella R. Università di R rnia.
Oggetto del r,resenLe lavoro è stata la esposizione di q uant.o i piu autorevoli neuropatologi hanno pubblicato intorno alle neurosi funzionali prodotte dai traumi di guerra;,~ più parl-icolarmcnle riassumern e le varie opinioni patogenetiche, la d escrizione dei sintomi rari o volgari che furoM constatati, l'etiologia immediata o predisponente e i vari metodi di cu ra adoperati. Non ho mancato di aggiungere i risultati d i numerose osserv<l!Zfoni person alò . Ad inbegrare, anzi, alcuni punti, ancora poco studiati, ho pregato uno dei miei assistenti, il Dr. C. Frank, di permet.termi la pubblicazione del sunto di sue particolari ricerche, ormai completate, sopra i disturbi funzionali del linguaggio n ei militari neurotrauma tizzati. Di non poco aiuto mi è stato il risultato di un 'inchiesta falla dal mio assisten le prof. Trocello, a traverso Lutti ij vari cenLn neurologici (m ilitari) d'ItaJ.ia, allo scopo di conoscere le cause e i sinto1ni delle sindromi funzionali riscontrati nei militari ivi ricoverati. Arl essi, come al mio Ajuto prof. Fumarola, che mi ha cortesemente coadiuvato, i miei ringraziamenti (1). {il li m at<.J ialc ,lei 111io studio è costituito in parti! da soldati ne uro tram11 atizzati, che im·inti ~olo cinrantc ii primo nnuo di g ue rra (1915-1916) uella mia Clinica neuro. patologica - tra~forn1:ita in Centro ne urologico - vi furo no pietosam t:nte a,-s istili e c ura ti. Kc:,:::li anni s uccessivi continuarono tuttavia ad affi uirvi, quasi ogni giorno, militari, n,r.ndativi cortt=sc111c nte da tntt1 i miei col!cg-hi del Policlinico desiderosi di ottc:ne re uu· giudizi~ di>1g110,tico e p1og11ostic11. l protocolli della mia Clinica si sono arricchiti cosl ùi nm11e ro"e storie; ad cs><e dc,·0110 aggiungersi quelle di m olti ufficiali, i quali, sebbene ricoverati nei co,.J detti Centri ne urologici di Roma dir1etti da specialisti di altissima fama, sentirono tntt(ffia imperioso il bbog no, e pili volte, di consultar111i. Il mate riale <li st udio, :il q unle testè ho accennato, ci ha fornito anche nrgomenti di pa recchie mo nografie, pubhlicate dai mic:i Aiuti e da me fra le q uali : M11-r.Azz1:--1. Co mrib. allo stuclio clin. dc:gli sp:,s mi fu11,.im1. lldla ling ua Ri11. di Palo! 11er .i., 1918, f. 4-5). M 1:s<:AZZINJ Oss1.:n ·. C'lin "ulle les ioni del cer vello e del midoll o. P olir.1i11. r917, !\1. l\J1~<:Arz1-.:1. Si11d ro111 i nPn ·osc .>r g.11 1. .:on,-cc a lesioni (da prJ ict!.ili) nel cervello. /I f'alicl. 19 16. ~!. TR0C1:1.1.o. L'ettri nnzione, nel mutis1110 e tc. Policl. S e::. Prat. 191i. TROCH .r.o. S ui disturbi trofici ossei consce. alle lesioni traum., etc. Ro m a, 19($. PRA:-K . I d isturbi della pallc~te,-ia etc. ( Ri11is /a Sperit11c11/ale di Frc n.
r9r9. PRAN K. Afo.:sie e 1nuti!"n10 da c n1ozio11e di ~uerra. H A1a11ico1uio, Nocera inf. 19 19. FRA:,( K. Sopra un caso d i pan1paresi :-pa,-tica cons~cuti,·a a fe rita <la proie ttile e tc . N.iv. di palo/. 11 en•. 19, i , p. 45 1. i\frn<:A?.1.INl e 1'1 ·)1AROU. Sulle parnli~i dis~ociate. Il Policli11ico, :w. f. ;. 1919. ~r~:1<01c1:-.1. S ulle sindromi fi~iopatiche. Riv. spe ri111. di Fren. 1919.
49 • G iornale di n1 edici1i.i 111ililarc. -
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Dire delle neurosi funzionali consecutive ai traumi di g uerra potrebbe sembrare - ora finalmente chiuse le porte del tempio di Giano - un capitolo storico e di scar sa importanza per l'avvenire : tale non parrà a quei biologi, che, memori della «Palinodia,, del nostro Leopardi, prevedono - Di avcrtant omen - anche altre g uerre pe r l'avvenire. Comunque sia, la sintesi attualè sarà sempre opportuna, quando si pens i elle le neurosi funziona li di guerra presentano, come la monografia attuale dimostn•rit, non pochi punli di conLatlo con quelle consecutive agl'infortuni sul lavoro o accidentali in tempo di pace. In un'era forse non lontana - e sarà davvero opus Sisyphi - sarii dato . finalmente r iassumere q11an to si è scritto in tutto il mo ndo, intorno alle neurosi funzionali (ed organiche) di guerra. Qui si è fatto principalmente tesoro delle più importanti m emorie e delle discussioni fatte in seno ai congressi delle Società neurologiche tenuti, negli anni decorsi, a 13er lino, a Parigi e a Monaco di Baviera. Uno dei punti capitali più a lungo trattati si riferisce alle neurosi così dett~ traumatiche. E' noto come Oppenheim abbia sostenuto, da circa trent,a anni, l'esistenza di una speciale nevrosi (traumatica ), dipendente tanto dallo scuotimento psichico quanto dall'insulto meccanico. Secondo lui, uno stimolo meccanico che procede oltre il fisiologico (doè un trauma v.olento), può produrre, anche senza coazione di qualsiasi elemento psicogeno, unu grave scossa del sist.ema n'lrvoso centrale, d"onde un"alterazione la quale consisterebbe in uno spostamento molf:colare dei più fini elementi dell'organo e in un s<::que$l.ro funzionale di vie nervose. Di qui, come consegue,:za, un complesso sintomatico non ben definii.o, ma in cui all'es•1me clinico domina una misctla di fonomeni neuropalo"o:.ici di caraU.ure astenico -somatico e di carattere più ,tn :ttamf nte psicogeno, cioè, astenia dei muscoli striati , spasmi o astenia degli apparati a fibre liscie (apparati digestivo, respiralcrio e genitale); sintomi isteroidi e psichiçi, fra i quali ultimi dominano depressione, eccitabilit.A, in50nnia ed ipocondria reattiva con tinte querulomaniche. Oppenheim non solo ha mantenuto, in seguito all'esperienza tratta dalla guerra mondiale, questi concetti , ma li ha integrati, includendovi altri fenomeni (troficO\ a.somotorii ), che pu r avendo punti di contatto con l'istoria volgare e con la nevrastenia, non sono, secondo lui, nè isterici, nè organici. Essi consistono ne lla elevazione di tem!)eratura del corpo, nella differenza del polso fra il lato sano e il lato malato, in disturbi trofi ci delle ossa e delle unghi e, in gravi atrofie muscolari , nell 'iperi- • drosi, nell'ipertricosi e nella sclerodermia. Egli , inoltre, ha discriminato alcune speciali forme della nevrosi trau matica, cioè: a) l'akincsia arnnc.,tica, chr· consiste ne la per<lita cle le immagini rappresentative di singoli movimenti attivi; mentre ii movimenti passivi come quelli emozionali ed automa tici e svolgentisi in narcosi si compiono hcne. QuC'sta varietà dipC'nderebbe da una. deviazione dell'innervazione (deviazione dell 'impulso cort,ir.ale " falsche Weichenstellung ») in quanto un gruppo muscolare che per lungo tempo è fuori
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uso, porterebbe seco la perdita delle immagini centrali destinale all'innervazione dei muscoli medesimi (come accade nelle paralisi volgari infantili del fac1ale). Secondo Mann , l'akinesia avrebbe di caratteristico che la paralis! rimane immut;tla e costante nei muscoli dell'arto, qualunque sia la sua posizione : cost,anza che la distingui'? da quelle 'sLe· riche; · b) !.:.. µarafoi ri/less11. Originano in ganerè du ferite da arma eia fuoco, il più delle volle nel brace.io sinistro, e q11asi sempre in 5eguito a frattura dell'osso. Trattasi di paralisi flaccida accompagnala da atrofia. semplice non spiccala, da aton ia completa e eia una lieve ipoeccitabilità elettrica; dall'essere i riflessi tendinei della parte paralizzata aboliti o indeholiti; infine da la presenza di disLurbi vasomotori e trofir-i che interessano le parti distali drgli arti, comprese le ossa. In genere si tratta di uno stato permanente, in cu i la terapia dà scarsi risu!Lati. Oppcnheim mette questo quadro clinic.:0 accanto all'atrofia art.rogenu; e ri,;onosce corrette le antiche vedute d1 Charcot, di Vulpian e di Krause, i 11uali consideravano il disturbo come riflesso. Invero, se si ammette che uno stimolo periferico colpisca la sostanza grigia 1:, nte riore nella sua funtione trofica, non è difficile comprendere come lo st.csso stimolo, in certe condizioni, possa provocare una completa eliminazione delle funzioni della sostanza stessa, in modo che essa non poss,t ricevere gli impulsi corticali; ed in ciò la r,aralisi riflessa si avvicina all'akiriesia amnesti,;a. L'unica differenza che corre tra le due forme sta, secondo Oppcnheim, nel fatto che, nella seconda, i disturbi trofici ossei e muscolari mancano. Del reslo egli non è alie110 dallo ammettere un 'ass,·,ciazione di di sturbi riflessi spinali (paralisi amnestica), cioè, una combinazione di una atrofia il' :>articolare con una paralisi funz ionale di canittere amnestico, anzi r-:n111osce ch(• in fa, or(:: di quest'ultima interpreta7.ione y1rlano i distu rbi deìla sensibilitù, presenti in molti casi . Come riflesse ùppenhcim con:;1dera rure le con.lrallure, le quali nei suoi casi erano sempre di origine dolc,rifica (algogena) : dolore non psichico ma reale, perchè, anche in narcosi si prcvocano fenomeni reattivi (rendersi profondo il respiro, espressioni mimiche, s pasmi riflessi). Queste c:ontrr,tture sono, secondo l'autore, vincibili soltanto nella narcosi profonda. e) m iotonor.lonia lr1·vida11 s (paresi pseudospa.,t'ica, n eurosi drt spasmi), la quale si svolge in formél di tremor~ o di scnsse cloniclle, che talvolta giungono fino ad assumere il carattero della miot0noclonia o della rniokimia. Serie obiezioni, però, sono state mosse tanto contro la d ottrina rl1 Oppenheim sulla nevrosi traumatica in genere , quanto sull'esistenza delle tre forme ora accennate in ispecie, sopratutto da Nonne e da Gaupp. Una prima obit:.zione abbastanza seria si è che nei campi di concentramento dei prigionieri essa è molto rara. Meige, ad esempio, non ha constatato nei prigionirri di g uerra disturbi psiconeurotici d sori.,1. Del pari Willmans, ne: campi di prigionieri, sopra 80-000 rinvenn~ soltanto 5 isterici e trovò. invece, i:nolti neurast.enici su 20.000 m:1lnti, soltanto quando erano stal1 proposti per l'internamento in Sviz-
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ze ra. Lili ensLein ha notato c he nei prigionier i mancano le manifestazion i degli scuotimen ti di granata e che pe rfino le nevrosi cardiache vi sono ,·are: mentre quest.e insorsero straname nte quando s i spar!-f! fra i prig ionie.ri la voce che se ne poteva fare una cernita per mandarli in Svizze ra, cioè una notizia c ui era legato uno scopo (favorevole/. Moerc hen, s u 60 mil a prig ionieri francesi , ne trovò sqltanto otto affel~1 da n eurosi traumatica, i quali però avevano soffer to g ravi offese in c;e guito a commozione somatica e psichica. Il solo Pappenhtiim ha constatalo g rav i neuros i (lr e mori paral itici) nei prigionieri russi . L'obiezione t.estè esposta è stata c,1ntrobaltut>t d a Oppenheim, il quale fa osservare c he la rarità d elle neu rosi nei prigionie ri è dovuta in pari,~ al fallo c he essi non vengono esaminali accuratamente come negli O · s pedali. Oltre ciò, i prigionieri provengono da truppe mobili, dalle quali sono eliminali i più d eboli; ora essi sono a prefe renza presi nelle azioni di mov imento della fanteria, ed a queste preced e un 'azione d1 artiglieria, durante la q ua le i mililàri (neuropatici ) paralizzati da llt: scosse, vengono maudaU nelle retrovie . In fin e, quando le trincee s ono prese d al nemico è molto proba bil~ che coloro i quali perd ono la coscienza a causa dello scuotime nto s fuggano alla prigioni,1. p crc hè abbi,ndonati o pe rc hè muoiono. SclcOndo 01me nheim, quindi , i prigionie ri ra.ppresentereblbero un elemen to scelto e p iuttosto forte dal punto di vista n e uropalologico. A pa r te l'obiezione relativa alla rarità delle ne urosi traumatiche fra i prigioni eri , allri argomenti parl an o con tro il concetto di sì fatta entità morbosa. Così, ad es., l'osser vazione di Modena, il quale h a notato ch e nei militari i trau mi g ravi non si accompttgnano a fenome ni ne r vosi f11nzi onali ; Neri , Medea e Besta sostengono, anzi , che sono i piccoli traumi che d anno a prefe re nza orig ine alle psicone urosi,. q uantunque anche q uei gravi possono areom pagnars i a disturbi ~e r vrn;i fll11ziona li (A. Mor·selli ). Nonne a, \·er'le c he i casi di 11eurosi di g 11e rra sono molto ra ri, avendo constatato sc,pra ~200 casi di lesioni (viagg ia ndo nello Schelwig- Holst ein) solo 121, casi d1 rwu rosi funzionali : e c he nei neuropati ci di gue rra, da. lui esaminali . un 0ttavo è costi tu ito da. ne uras tenici, due terzi d a ist,eric, e il resto d a i,;tero-ne u , aste nici. Fra le ca11se d elle si ndromi neu rasl.eniche, Non ne h a con statalo l'infl uenza s ia dell e offese ps ic hiche (le scosse d el sen time nto, l'attenzione prolungala, l'aspet.Lazione angosciosa) sia di q uelle soma tichti (la fame, il caldo, il freòdo e la sopp·ressione d el sonno). Spesso si ha da fare con individ ui ora ps ic hicamente pred is posti, ora invece immuni da og!li ele mento cndi l,1rio. Quanto all 'isteria , Nonne ricorda c he la d is posizione a reagire isteri came nte nor: è s pecifica d e la p e rsonalit,ù isterica., e che 1.1u ò occorrere ove. manchi il carall.er e isterico. MEltc in rilievo l'opinione di Kraepelin e di Moebi us . secondo i quali i s intomi iste rici rappresent.a.no (in parte almeno) una reminiscenza di meccanismi congeniti di repulsione e di d ifesa, la rc pn',:sionc dei ctuali app11trlo nei cosi rh:tli is t~r ici non ries,~c: in altri termin i, le mani festazionr motor ie aulomalizzale nel quadro is lc ro-somatico dnono in q11alrhe modo essere fis iologicamente pre rormate.
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Ora, fra le reazioni normali corporee e la reazione isterica esiste un passaggio insensibile, e l'esperienza quotidiana ce lo insegna; basta. ricor.dare che normalmente l'uspett.azione ansiosa si associa con l'aumento dei battiti del cuore, e lo spavento con l'impallidire : :-,lati normali questi che, dice Nonne, si svolgono neU'incosciente. P erciò, non si è obbligati ad ammettere che le reazioni isteriche come il mutismo, l'afonia .!;li spasmi ed i tremori si sviluppino, come a lcu ni vogliono, sotto l'azione soltanto delle rapprest:.nlazioni di indole eIJ1otiva; e sarebbe perciò rorreUo qua nto .dice Hoche, che in fondo ogni persona che partecipi alla guerra è capace di diventare isterico. Nonne µerciò non è rimasto affa tto sorpreso della rarità del così de tto carattere isterico: negli isterici da guerra si _trattava di individui tranquilli non suggestionaJoili , che con umore uniforme sopportarono i loro disturbi. Questo fatto si può interpretarlo subordinat amente aJl,a definizione rlell'isteria; poichè, secondo alcuni, affinche si abbia no veri sintomi isterici, basta che la psiche di chi reagisce ister icam ente presenti una deviazione dalla media normale. Nonrl'! nega inoltre che in questa g uerra si sienn osservati fatv nuovi per quanto concerne !'isteria. Invero, q uanto alle speciali forme di que sta neurosi, t•gli ha notato di frequente la così detta isteri a mono-(oligo) sintomatica, cui appartengono la monoplegia, le paraplegie, il muti· smo e la pa ralisi rlellP. corde vocali; frequente è la loro origine ideagena, per nwzzo, cioè, di una concentrazione <lella coscienza diretta sulla parte del corpo · 1eso. Nonnt! appunto insiste sul fatto che, la legittimità dei disturbi della sensibilità associati a le paralisi isteriche ha avuto dalla esperienza della guerra attua le una nuova conferma: lia 0onsk1tato, infatti, all'infuori di ogni s uggestione, costanti i limiti dei distu rbi dc la sensibilità, e questi scomparire con la guarigione di quelli della motilità. Conviene tuttavia, con Bottiger e con Cabinski , nell'ammettere che q uesti disturbi dovuti a. pitiatismo ~ono iatrogeni , ma nor, nel senso che vengano scoperti o provocat,i dal medico. Ha notato pure la frequenza di tll'cune man ifestazioni d !ll'isteria, ,:ioè i disturbi del ca mm ino, de:Ja stazione erella e della 1mrula accompag nati da tremore generale. Forse q ui si ha 1L fare con scuot.imenli psichici, riproducenti stati psicogeni (cioè meccanis mi arcaici di ci ifesa) o megli o. c0n azioni costanti· di spavento, se;guìte da m ovimenti secondari di repu ls ione, in circa tren ta casi Nonne ::.onstatò che era ristretto il campo visivo . Anche pt-r quanto concerne gli spasmi muscolari circoscritti, Nonne ricorda che le esplosioni dei proif:ttili hanno prodotto contratture fino alla retrazione fibrosa dei muscoli ; e che sebbene, talvolta, questi spasmi non siano di origine neurotica., ma miositica, tuttavia, nella maggior parte dei casi la loro origine ideagen1t era ben consta.ta~ile. Inoltre, ha visto le contratture insorgere senza alcun trauma somatico, e guarire In una sola seduta.. Nonne constatò d i rado disturbi gravi del sonno o stati ansiosi. ln genere, come elemento etiologico di tutti sì fat.ti diversi sintomi corporei isterici non si possono mai , secondo Nonne, escludere con sicurezza gli f.trapazzi col'porei o psichici: CC?me pure lo spa,·ento e l'atten-
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ziune angoscios1-: (aspettazione terrifica). Egli è convinto che l'in llut:nza Ctìµit.altl (contrariamente alt"opmione ùi altri) è esercitata su tali malnti da desideri e dlill'idea del compenso. Nonne, anzi, ha allargato la serie dL•.td i elemcnli idcageni che sviluppano le varie specie d i n eurosi di guorrn. Infatti ha spesso veduto elle i sintomi neurotici s i sviluppavano in 1:11i p er parecd1ie seltimane slava dietro il fronte, o quando i soldati erano minacciali di ess13re dimessi dagli osvt dah : in t.al, casi r ;c::,mpari van, i s:nlomi di una neurosi giù guarila. Del pari, ha notato nelle recl ute anziane, pei- la prima volta divise dalla lcro famiglia, una mescolanza d i sintuu1i iÙcro-n eurastenici con colorito ipocondriaco. In questi casi, battezzati sotto il nome di neurosi traumatica., bastava per guarirli l'allonianamento dal servizio militare. Nonne cred e, insomma, che là d ove, m segu ito a traumi corporei, perd urano sin tomi morbosi n europatici, questi sono appunto di origine psicogena (id eascna) e prodotti non da un trauma maft.ria le, ma da rappresentazioni di desiderio, da un'alterazione della vita rappresent«tiva svoltasi dopo il trauma. (ciò è stato anche messo m valore da Striimpell e da Li")pmann)· Io ricorderò che altrettanto si t'ra già. notalo nelle neurosi consecutive ad infortuni civili. Sia qui a proposito ricorrlato il fatto che quando un danno o un pericolo cullet.Livo si sa non essere risarcibili, essi creano rarallH:nte, come avve1 Le E. l\forselli, neuropsicosi croniche metatraumatiche (ne fanno fede il di!:'astro della !'\1étropolitaine, gli abitanti rlt!\lt r egioni scosse dai tern•moto Calabro-siculo, di Valparaiso, cer .). In favore dell'importanza d elle rappresentazioni d elle immagini d el desiderio e del com1,c.nsc, a1,partiem: anche il fatto che lr 11e11rosi , come sopra è stato detto, non occorrono nei campi di prigionieri. A prova di ciò, Nonne pc,r·ta te!'timonianze sc ritte da parecchi medici, i quali non hanno visto alcun ca.so di n eurosi in campi dove erano raccolti i0-40 mila prigionieri ; epr1ur(; in molli t.li questi si tratlu va di francesi, i quali avevano soppor lHlo gravis!'ime lolle avanti a Verdun; ed in accordo con Bonhoeffer ed a.Itri , crede che ciò dipende dal fatto che la guerra è finita per qufsti uom ini andati a ri poso, e che si sono ormai liberati dai desideri d eterminati dalla guerra. Nonne fa riflettere che se fosse, come 11rell;nde Oi:;pe11heim, lo scuotimento mec.r1rnico causa principale delle neurosi che si svolgono dopo un trauma psich ico, non s i spiegherebbe come ma.i quest.e n eurosi sieno cosi rare dopo i traumi m eccanici, e perchè, in vece, così frequenti senza i m edesimi ; e pcrchè tali neurosi non insorgono quando mancano le rappresen tazioni di d<·sidcrio. Si può certamente ammettere uno spostamento mol1Jcolare dei più rlelicali elementi nervoc;i, un stqL11:slro d i vie, un'eliminazion,i di un membro della cat.cna delle medesime; ma nessun fa tto obiettivo d el quadro sintomatologico giustifica in noi l'ipotesi di una lesione materiale del cervello, in forma sia pure di un'alterazione molecola.re . Riverlencto. anzi , i casi di Oppenheim esr,osli n ella pen ultima sua monografia, Nonne non sa comprendere perchè i vari sintomi de lEa nevrosi traumatica non si debbano inquadrnre ora nell'isteria, ora nella nevruslenia e perfino in una associazione di sintomi organ ico-funzionali. E" "lrano, agg-iu nge, che fra i rasi (cti guerra) classi-
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ficati da Op!Jenht.im (nel suo rece11te lavoro) ne lla rubrica neurosi traumatica manchino proprio le caratteristiche « ipocondriaco-queru lomaniche ", che una volta figu ravano cosi frequen temente nelle nostre perizie delle neurosi da infortunio. La ragione, secondo Nonne, sta appunto nel fatto che la questione della rendita in sì fatti casi n on entra m ai. Questi rii.iene perciò assai probabile ch•J dopo la guerra, quando si cercherà di ottenere una indennità (di guerra) si avranno le manifestazioni tenaci d ella ipocondria, come già si conosce fin dai tempi di ~pace; laonde, segu~ le idee di Schultze, Jolly e di ::tltri (io ricordo particolarmente Bruns) che hanno sm embialo le neurosi traumatiche - con colorito (o no) ipocondriaco o paranoide - in forme isteriche e nevrasteniche. In fondo Nonne respinto il cancello d ella neu rosi traumatica ed assegnando all'elemento idoageno l'unico fattore d~lle varie neurosi (isteria, neurastenia) dalle quali è costituita, ritiene (in armonia con le vecchie idee del Babinski) che Essa sia di origine quasi esclusivamente rappresentati va. Anche Gaupp, un altro dei Relatori d el Congresso di Monac.o, attribuisce ad elementi psicogen i la causa delle neurosi di guerra. Non com prend e innanzi tutto la ragione d ei vari predicati che si son voluti creare per esprimere lo stesso fatto. Le parole « nevrosi f unzionali "; « nevrosi d a spavento ", " neurastenia; " nervosità »; " contusione d a granala » d icono in fondo la stessa cosa . Secondo lui , in tutte le d escrizioni d elle cosidette neurosi di guerra si riscontra una monotonia, rinnovantesi con fed eltìi fotografica. Osserva 1·he non di rado la m alattia si sviluppa in soggtllt.i che il Fronte hanno veduto soltanto da Ioni.ano; che è più freq uente nei feriti lievi che nei gravi; che i gravi traumi al capo non sono in genere accompagnati da nevrosi. Si domanda, qu indi , come mai possa invocarsi lo scuotimento com«> causa della nervosi, facendo eco alla ironica oliiezione di Lew andow ski , cioè, che accet.tando la dotLrina delJ'Oppenheim, bisognerebbe concludere che uno scuot.imen to molecolare agisce tanto più efficacemente quanto è più lieve. Gaupp è del parere che qui si tratLi di reazioni psichiche di inrlivid11i clic hanno subii.o spavPnti pe.r un& durata molto lunga. ammette cioè una cau::m emotiva (perciò anch'essa psicogena: . pur con corr m dovi fattori 1deageni. Ha veduto in intieri reggimenti i sin t,omi isterici scomparire nor. appena ce»sato il pericolo, rnentrG il r,r·r::i,tere d el pericolo li aggrav:,vu e li' estendea. P erciò parlare d i allerazi'.>ni non orga11 iche, ma soltanto materiali (locali ), è fare ipotesi senza base. Vi sono St!nza dubbio casi di scuotimento d el nevrasse, ma qti.!sti hanno una sintomatologia ben netta. già descri tta. la quale nulla ha che fare con l'islel'ia. Secondo Gaupp. non esistonc - neurnsi !'peciflche ct, g-uerra; egli fa n otare r. hP il numero delle. neurosi di g uerra è assai S Cél.l'SO, sia per sè, sia in confronto con il numero d ei militari d ell'eserr.ito. Sono la lun, ghezza e la gravità d ella guerra che d an no luogo a stati di enorme esaurimento prodot.to da un vero e proprio surmcnage: di · qui tutte·le varie forme di neurastenia. come la nmtrasthenia cordis, la neurosi gastrica, la neuraslhenia sexualis, spina.Zis, e cosi via. Gaupp è convinto che assai più d eg li stati m,urastenici è r,opioso il numero delle malattie psi-
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cogcne (astasiu-abasia, accessi convu lsivi, tu1omalie del l'andatura, tic ì più varii , paralisi, contratture, mutismo, paresi pseudo-spastica, stati crepuscolari, deliri). Ammelle sì che si trovano complessi sintomatici descritti da Oppenhf.im nella sua neu rosi traumalica, cioè cefalea, vertigini, um0re pia~nucoloso; ma iu questi casi il quadro morboso dipende da una durata abnormemente lunga di azioni terrorizzanti o da inf1 uenze abnormi (per il modo e per la durata) dt>lerminati da stati affettivi sul cprpo o sulla coscienza; si tratta. cioè, d, una fissazione (abnorme) di «zioni affettive, sulla influenza delle quali, da principio almeno, concorri: poco l'elemento ideageno. Questo fì s.sarsi dipende a sua volta essenzialmente dalla struttura psichica della persona offesa, in quanto si svolgono :;Lati di ango~cia e desideri . Ove esist.e, cioè, una predisposizione, i sintomi essenziali assumono una diretLiva angosciosoipocondriaca, e poc;sono, quindi essl-re rievocati: dal paziente reali malattie (nervose) patite e poi guari te (disturbi organici auricolari, tremor; , tachicardia, e cosi via). I due neuropatologi Nonne e Gaupp che ampiamente illustra rono le loro relazioni al Congresso di Monaco, concordano adunque nel ritenere: 1° Che non esista una spcç ia lE sindrome di neurosi da trau mi, nè anche in quell i di guerra, dappoicchè, il quadro morboso si può inquadrare nelle manifestazioni della isteria o della ne urastenia. 2° Che la causa provocalnce della sindrome è di origine psichica, e più propriamente ideagena, secondo Non ne ; mentre, secondo Gaupp, l'emozione (distimia) r appresenta l'elemento fondamentale della sind rome , la quale però per esser., fi ssala, ha bisogno ulterinrmente dell'elemento idengeno (desideri, prel.€se, aspirazioni ). · Da siffatte conclusioni ben po.chi hanno d issentito, come, ad es., Aschaffenburg, il qualP., non su capirè perchè le neurosi consecutive a tr aumi debbono svolgersi soltanto se i pazienti sieno assillali da rappresentazioni di compenso o di rePdita. La maggior parte dei congressisti ha sosten uto, in parte o rn toto, il pensiero dei dett.i due Relatori. Ricorderò i principali, e fra questi Bo~ttigcr, secondo il quale la neurosi traumatica è una sinte;;i di diversi elementi neuropatici . Rimprovera arl Oppenheim di riunire sotto il nome di neu rosi traumatica parecchi quadri morbosi, mentre viceversa questi divide in due quadri speciali , quali manifestaziom isleriche, Io stesso gruppo unitario; ed insiste sul fatto che, mentre la pa ral isi organica , centrale o peri ferica , porta seco a!Lerazioni dei dflessi, disturbi dell'eccitabilitA eleUrica e determinati processi di restituzione, ciò nell'h;teria non accade· Foerster è rli opinione che le cause delle nevrosi di guerra sono ambedue gli eiementi 1 cioè l'ideaF-eno (immagine del ,~om penso, · della trincea, ecc.) e l'emozione prolungata. Sch11ster rition<' che la genesi delle manifestazion i neurotiche, per lo meno di quelle di natura psicogena, possono svolgersi anche senza trauma. Kohnstamm , a mmette che tutte le forme di neurosi di g11erra sieno manifestazioni isl.€ro- neurasteniche di guerra, dovute alla ~eiunzione (Wernicke) o schizotimia e alla mancanza di certezza di guarigione. I risultati delle osservazion i fati.€ nell'attuale guerra sono riusciti
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dunque sfavorevoli alla dottrina di Oppenheim sulla neu rosi traumatica. L'esauriente discussione faU!i su tale !irgomento ha d imostrato che non è possibile, in base all'esperienza bellica, ammettere un quadro d1 neurosi funzionale i:on caratteri speciali. Nè valse all '1Jlustre Neuropatologo, b difesa del quadro nosologico da lui traccialo, sostenere (come ultima ratio) che ne.i casi da I Lti classi fical.J come neurosi traumatica traLtisi di alternzioni dovute " ad un'onda di scuotimento sull'organo centrale », ammettendo cosi una base organica, per quanto non apprezzabile cogli alluali mnzi d 'indagine. Dappoichè, come giustamente osserva Gaupp, noi appunlo chiamiamo col nome di funzi onali, lesioni, nelle riuali mancano alterazioni orgttnichè apprezzabili. L'osservazione di Lewandowsky , con fem,ata anche da Grassct, i::he,. cioè, i traumi molto gravi, le contu sioni e ferite all'encefalo, di regola r,on vengono seguiti da disturbi funzionali , mentr~ il più delle volte sono quelli lievi che d ~Lnno luogo ai disturbi ~udd etti, ha tolto ogni ragione d i separare l' istoroneurastenia traumatica dall'istero-neurastenia volgare. Le recenti s tatis tiche di Morchen infine, dimostrano quant<1 rari siano i dis tu rbi runzionali nervosi consecutivi a trau- . mi di guerra (6 casi su 4000 esaminati). · Quanlo è s tato esposto nellP pagine prei.:edenli rive.la inoltre un fatto d egno di essere considerato, cioè, l'antitesi fra la rarità del quadro . s inl.omalologico della varietà ipocondriaca del tip.) di neurosi "traumatica (sinistrosi l in guerra e la frequenza d e.lln meclesimn in seguito agli infortuni civili. Ciò è spiegu.LO, a mio parere, dalle d rcoslanzc diverse nelle quali s i s volgono le sindromi n ervose. E. Morselli ha avvertilo come nei n eur o-traumatizzali civili si nota spesso il fenomeno d ell a ruminazione dell'avventura traumat ica; il che ha la sua ragione di essere i n un processo mentale di origine sec.ondari11, (le idee giu ridico-sociali di nocumento e di res11onsabililiL) che gen~rlllmente manca in guerra. Nel giudicare il valore dell"emozione nella genesi dell'is teria di g11erra, gli autori si dividono per altro in du·~ g ruppi opposti: g li uni. con a capo Gaupp, attribuiscono ali emozione un valore diretto e primi tivo, e g iudicano tuiLe le rnaniftstazioni is teriche come dis timiche. Altri, con Nonne, contestano che l'em ozione eserciti un'azione. diretta n ella gen esi suddetta, e le atLnbtisr:ono un'azione indiretta e secondaria nel senso che essa aumenti la suggestibilità dell'individuo, giudican do cosi le manifes tazioni ister;che quali erlusivame nte pitiaticlle o idea.gene. Da ciò si inferisce che il quesilo principale che rappresenta il punlo culminante nella patogenesi dell' isteria di guer ra è identico a quello , c h e da anni agita le menti più elette deb mondo medico, cioè, se i fenomeni isterici si svolgano sollo l'azione di retta e primitiva d ell'emozione; oppure, se i fenomeni s uddetti rappr,;sentino un prodotto diretto di una suggestione pura e semplice. Ora l'attuale guerra, con i numerosi suoi casi di isteria da emozione, -ha dimostralo in modo indubbio rhe l'emozione non svio è capace di provocare le reazioni isten che ma che rapprtlsenta realmente il primum movcn s d elh: medesime .
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Esséf è sla.la poco fa vorevole alla dottrina di Babinski. la quale prc.suppone una costante volonl.à (cosciente) di ammalarsi in ogni soggetto che presenti manifestazioni pitiatiche. C. f' rank poi ha dimostrato la poca attendibilità di sì fati.a dottrina. ricordando il modo con cui si svolgono le sindromi funzionali dei mutis mo is terico da scoppio di gra. nata, in quante, che nella maggioranza dei ca.si s uddetti si ha in primo tempo perdita di coscienza, cui segue, immediatamente dopo, il mutismo. Ora, pe, convincersi che qut-sto modo con cui si svolge il disturbo non dipende da autosuggestionP. cosciente, basti il pensare che gli individui prima di e$ser stati proiettati o sot:.Crrati dall 'esplosione di una granata, parlavano e che , non appena dil eguata La commozione cerebrale, si ri~,egliarono muli. · D'accordo con quanlo abbiamo sopra esposto, possiamo quindi affermare che le reazioni isteriche non si S\'olgono in primo tempo in via ideagena; ma che è la via distimica quella principa le per cui ha luogo lo svolgimento delle reazioni isteriche. Qualsiasi meccanismo psichico (difetti vo) s i voglia arnmeUere. bisogna riconoscere che l'emozione rappresenta il fattore princip d e e primordiale dell'isteria ((elemento psicogeno primitivo); cui si può associare in secondo tempo l'azione dellll. suggesl10ne (el<.mento HieaµPnn sel'onda rio) , la quale amplia ed elabora la fissazione delle reazioni isteriche già avvenute. Praticament,c, cùme a vverte Lewandowsky, porre la questione tra affetto e idea signifir.a metlt•re in discussione un q11esiio insolubile, perchè, sebbe ne teoricamente noi dislinguiamò l'affetto dall'idea, ambedue in realtà rappresen tano il contenuto della coscienza (e quindi della psiche) , mentre la suggeslione non è c he una trndenza della cosrienza stessa· Anche per E . Morselli l'influenza dell'emozione è indiscutibile: se perfino Babinski 1·iconosce che g li accidenti isterici hanno bisogno per apparire di un'idea non solo suggerita ma anche sostenuta da stati affetti\'i sistematizzati , i qua li poi non sarehbero che reazion& della stessa idea . TuUavia Morsell1 arcet.ta la dottrina eclettica, invece della tesi inlelleLtualistica assoluta e dell'affett.ivistica esclusiva, dappoichè un'idea agisce in quanto ha una tonalil.à emotiva; e \'iceversa, un'.emo- zione è sentita in quanto è accompagnata da un discernimento percettivo, e perciò da un irnmed1ato processo ideativo. Il concetto dominante della patogenesi del le neurosi post-traumatiche civili si rispecchia ad ogni modo e si int,cg ra con le conclusioni tratte daHo studio delle stesse neurosi svoltesi in seg·uito alla g uerra (elemento ideageno per alcuni, emotivo per altri1. Non bi sogna per a ltro ammettert' che l'emozione crei l'isteria, che se tal volta l'emozione provoca la comparsa di una manifesta e permanente alterazione isterica del carattere dell'individuo, ciò significa che Valterazione stessa rimase latente fin o al momento del trauma psichico. Anzi la predisposizione all'isl~ria in forma di alterazioni del carattere, può essere non solo congenita e costituzionale (manifesta o laten te), ma anche acquis ita. Appunto, l'attu ale g uerra ha provato che esistono ca.si di ister ia µrivi di quals iasi nc la ist~ric:i , od emotivo-fobica, anzi con r aralt.ere che in null a ctifferiva dal normale (Hoche), oppure oon
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,carattere ardito (C. l<'rank), e nei quali, le ma nifest>.1.zioni isteriche eruno sopraggiuntP dopo ripetuti traumi; fati.o che non si può spiegare con una predisr1osizione latente. che si riveli alla prima occasione . In questi pazienti, q uindi, è necessario amm ettere che se la predisposizione .suddetta fu acquisita giust.o le vedute di Gaupp e di molli altri, ciò è aYvenuto pe, causa di g ravi fatiche, strapazzi e s urmenage al fronte, insonnia tensione d 'animo continua , em ozioni molll)p]ici, nonchè in seguii.o ;ll'abuso di veleni (alcool, tabacco, caffè ecc.) e a m alattie in·fettive. Mentre d ai più e ripudrnlo il concet.to d ello scuotimento molecolare ed attribulta all'elemento psicogeno (ideageno o eme>Livo) la causa essenzia le delìe manifestazion i istero-neurasteniche posHraumatiche; altri, -i nvece, riconc:scono quesLa nel fati.ore traumatico in senso molto JJiù g rossolano che non J'Oppenheim stesso , a mmettendo cosi la coazione di due elementi etiologici delle neurosi post-traumatiche, cioè, il somaticò e quello l)sichico. Fra questi, il Mohr, secondo .cui la reazione psichica che sta al disotto d ella soglia della coscienza è formata da desideri, da conati e così via; però, questa reazione viene sempre rinforzata da stimoli corporei reali esistenti, formandosi così un circulus vitiosus . Lange aggiunge che uno di questi stimoli corporei è costiuito dalla sensibili.tà .alla presc;ione nei così detti " punti di pressione,, · d d cranio: questi sono i punti di attacco d el M. orbic. oculi, del lcvator palpebrae, del temporalis, del masselcr, dello stnn<,cleidonwstoideu:; e dei muscoli d ella nuca. L'iperestesia è talmente g rande r.he i mala.ti si tirano indietro, ·s e toccati in quei punti. Fra g li altri Schiiller ha constatato che quando la ma lattia dura "l}'lOlti mesi , a sintomi funzionali si trovano associati qu·)lli organici, e, perciò, propone per questi casi il nome di Contusio spinalis. Ritiene che il subslratum anatomico consiste in un ed ema della medulla spin. ed in una raccolta circoscritta d el Liquor , che, perciò, dovrebbe essere :sempre Pf,aminata. In questi ca.si, 1'1.milateralità rtei sintomi n on è la regola e tutt'al più si ha una emiparaplegia d el tipo Brown-Séquard . Schiiller h a anche constatato, mediante esami radi ografi ci, alterazioni o ssee del la spina; secondo lui, coagiscono pure cause perfrigeranti e anche gli strapa~zi ai quali è esposta la colonna Vèrtebrale, e che non mancano mai nei soldati in guerra. J acob insiste pnre sulla necessità di indagare se oltre che per il midollo, vi sieno i:.to.ti i n principio anche sintomi di una commotio cerebri e più tardi d i contusio. Bastind osi tani.o sull'esperienze da lui pralic,tl.e sugli animali, quanto sul materiale clinico, ne inferisce che in queste circostanze i <iisturbi nervosi post-traumatici di guerra sono spe~so di natura organica; ecco perchè, invece di parlare di neurosi dii cc,mmozione sarebhe meglio, secondo lui , parlare di stati nervosi post-traumatici. Trommer distingue <:lel pari due forme di neurosi traumatica, e che non si posscno al.tribu ire all'isteria nè alla neurastenia., cioè : f stati consecutivi alla cor,cu ssio cerebri, i qudli insorgono d opo un grave trauma alla testa e cosLituiti principalmente da incapacità a qualsiasi occupazione e da insufficienza de lle funr.ioni psichiche più elevale; 2° 0
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sta.Li i;oalli molori traumatici (e non Lraumalici ) come lic, torcicolli e così via.
Quensel, in base a mig liaia di osservazioni di infortuni occorsigli nella pratica civile, sostiene che bisogna far cadere il concetto di neurosi traumatica, il quale finisce pit1ttosto per confondere. Distingue tre grandi gruppi eh~ si possono caratte rizzare come neurosi traumatiche in sen so generale, cioè: i malatt.ie chi rurgiche o interne, le quali danno l'impressione come fossero di n atura nervosa; 2° g ruppo di malattie nervose organiche, alle quali appartengono 1a maggior parte dei casi consecutivi a traumi del capo. Sebbene qui si abbia diritto di parlare di .neurosi traumatiche vere e prc1prie, tuttavia, il separare la reazione esicogena dai disLurb; subiettivi e dalle manifestazioni organiche è quant-0 mai difficile; 3° gruppo formato delle pure neurosi consecutive ad accid~nti professiona li; a questi, però, si aggiunge qualche cosa di nuovo in seguito ai rai:,r:-orti social i, in quanto che non solo le immagini del compenso ma anche le rec1zioni psiohi<'he (psicogene) danno luogo allo sviluppo di manifestazioni abnormi (sinistrosi). E' l'indipendenza fra le manifestazioni subiett.ive e lo speciale comportamento d ei traumatizzati quella che realmente produce il quadro di un'apparen te n eu ropatia; ciò, secondo Quensel, accade nelle neurosi da g uerra . In queste, come in quelle civili si vedono mescola11ze di tali reazioni con veri stati morbosi (nervosi ) provocate d i.L occasioni esterne (come n egli individui assicurati per la malattie, per la vecchiaia, etc.). Perciò, anche la cu ra deve essere corrispondente o sociologica, o militare, o industriale. E' quanto appunto si è osservato nella guerra attuale (in Germania). L'esposizion1: snmmariu fatta nelle pa~ine prt>cerhmti richiama semµre più l'attenzione sulla necessilù di proc,!d ere con molta diligenza all'esame obiettivo dei neuro-traumatizzati giudicare cioè, caso per caso, se si tratti realmente sempre di pu ri disturbi funzionali h ndipendent-ement.e dal discusso concett.o patogenetico, o se fra essi si trovino anche segni di lesione organica . L'aver trasc11rato tale discriminazione, è, secondo me, di non 1>oc:o va lore, e forse ri,;chiara tan te discussioni svoltesi nelle quistioni m erlico-legali concernen ti le neurosi pllst-tra11rnatichc in s ·g uito ad infor tuni sul lavoro. Ed a ·ragione E. Morsel li , pur sostenendo che la g r<1vit.à d el colpo o d ella lesi0ne non e mqJt.o importante p3r lo s, iluppo della malallla. e che J'ap!•arizionc d ei fenomeni nervosi è piuttosto in o.>vidente rapporto con l'impressione psichica, tuttavia insiste sul fati.o che fra le pure neurosi da spavento e quelle da spaVt'nto as,;ociatc a col rio maLern.de , una d ifferenza c'è; non fosse che per la possibili' lesione molecola re determinata dalla sc..ossa, ml!s,;im1m cnte n ei colpi sulla tesla, cotanto frequenti nella provocazione d ella neuro-traumatosi . Così si soiega perchè negli infortuni civ ili i neuro-trau matismi pi ù frequenti si v~ggono dopo le cadul.c, sopratutto quando il pazientb abbia urtato "" la terra con la test.a o con il dorso, in rr.ocio da produrre un certo g rado di contusione d ella sostanza cerebrale o spinale. Anche nei disastri fe noYiari il neuro-traumati;;rno sorge per lo più in persone, c he furono sbatt11 te contro le pareti dei vagoni e n e ripol'larono sia pure moderate contusion i sul capo. 0
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A me 5ia leci t.o aggiungere che sin da qu,mdo cominciai a c1,;rara i primi feriti (d i guer ra), colpiLi da t,·aumi del caµ.:>, d el midollo s pinale .e dei nervi pel'iferici, mi colpi il fatto che le lamentele non olLrepassavano quelle dovute alla lesione locale ; che l'umore era tutt'allro che d ep resso, ù scarse o nulle le manift:>slazioni obiettive islero-neurashm .che e ipocondriac he . Sole in alc uni , c he e ran0 affetti da r,arali!:>i di un nervo pi:!riferico (degli arti) la zona di anesL,~sia, s i eslendeva al ·d i la dei limiti c1rroscriLti dlìlla regione pl'ovvedut-a dii! riorvo, assumendv spesso una forma segmentaria, come occorre n ella volgare iste ria. Molti non lamentavano neanche i gravi dolori acc.ompagn-anli lesioni grossolane sia dei ne rvi sia della s pina o del cranio, prodotte d a pl'oie ttili di fuci le, .da shrapnel o da scheggie di granata. Rarissime voll-e ho veduto malati affetti da d is turbi nervosi vaghi associali al caratteristico colorito ipocondriaco, corrispondenti, cioè, al tipo d elle neurosi t raumatiche secondo Oppen heim· Meno rari mi sono occorsi i casi di veri n en ras lenici o d i veri istel'ici; figurano in tuUo nella mia s lati3tica tratta <la molle centinaia di malati, ci rea 20 casi di isteria e altrettanti di d is turbi neurastenici . Le manife.slazioni della prima e1·e1no rappresentate da f01me monood emiparetic-he, associate tal volla a contratture. più raram ente a .distu rbi di mdole sensitiva. Npn mi è ma i capitato alcun paziente a ffetto d a accessi convulsivi isterici. In un caso constatai una sindrome sensitiva pura, consecutiva all'azione d ei gas asfissianti; in un altro, sordomutismo pel' scoppio di granai.a. (a dis tanza); in un te rzo non riusci i a scoprire alcuna causa apprezzabile . Nel gruppo dei neurasten ici , eccetto che in un paziente in c ui la neurosi s i svolse in seguito a ferita della regione temporal e s inistra, io non, riusci i a Lrovare altra r.ausa apprezzabile d ei disturbi accusati se non gli strapazzi e le fatiche: la n eurasten ia. si è presentata in forma cerebrale o cerebro-s pinale, di rado in quella ipocondriaca o cardiaca. Ciò dimostra ancora una volta che sindromi ne urasten ic he anche in g ue rra s i svolgono assai di rado in seguito a scuotime nto, s ia pu re grave, delras:ae ccrrbro-spinale, d eterminato d a traumi ~orporei; e che d evono ve ros i mii mente rife rirsi a tutt'altre cause (s trapazzi· corporei , fatiche ecressive , scarsa alimentazione). Dive rso è il caso d ell'iste ria: in esso abbiamo trovato frequente mente come elemento provocatore (apparente a lmeno\ 11n g-rnve Lra11ma (istr ro-lraumalis mo) : Lultavia, l'emozion e indiscutibile che accompagna l a violenza s ubii.a dal corpo, e la continua presenza della lesione traumatica. come polarizzatrice d ello s tato di coscienza, d ebbono essere valutati assai più <lell'elernento corporeo; altrimenti non s i spiegherebbe l'enorme l'arità .che, anche nella mia s tatis tica (20 s u molle centinaia di g raveme nte fe:rili ), figura così di rado la sindrome isterica. Del resto non va dimenticato c he questa colpiva so1)l'al11tto trnumati7.zali s ul cranio o sul mid ollo, onde I"111fluenza. maggiore e:he, come a ltri hanno avvertito, eser,c itano i colpi viole nti s u riueslc reazi9ni (is teric he). Ad integrare la precedente esposizione saril opportuno ac,·enna re alle d iscussioni svo ltesi s ul quesito se Yi s ieno elem enti che predi s p:-in(."aro più o memo alla ne urosi di guerra. Nonne avvert-c ch e, as trazione fatta
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dalla rictirca della degeneraziona ereditaria (il che i:: molto difficile) occorre 11na p redisposizione individuale affinchè un t rauma possa produrre una nourosi. Secondo lui, perchè azioni locali d eterminino (talvolta) sintomi iso!:i.ti, occorre che la rispC:l ttiva fum,ione sia ab ovo già disturbai.a. Così, una deficienza m entale <.:ongenila determina speciali sintomi del complcs:--'> isterico, specialment~ nel campo del ling uaggio : individu i, cioè i quali hanno imparato a par lare tardi e che da• IJambini ta rtagliavano, ammalano spesso, dopo esplosioni di granate, di mutismo e di tartagliamento. Anche Gau!Jp non dubita dell'importanza d ella costituzione morbosa congenita, sebbene , anche coloro i quali prima erano sani non sempre ne rimangono immuni: molti infatti si ammalano non appena giunti al fronte soltanto al vedere, anche da lontano, g ranate o feriti g ravi. Il che dimostra secondo Gaupp c he le rondizioni della malaUia si trovino in loro stessi. P e rciò bisogna riconoscere che nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione psicopatica ch e si S\·olge in individui dotati di una degen erazione psichica relativamente grave. Tutta.via Gaupp non giunge fino a Fo rster ed a J endl'assik , il quale ultimo vede nella costituzione isterica la esclusiva condizione vera e propria dell'insorgere della neurosi. AnC'hC secondo Modena, esi:;Lc sempre nei neurolesi una nervosila. pregressa, quantunque l'eredità n europatica non si riesca sempre a scovare. AlLri invece, come Neri e l•'n:gnilo, non hanno trovato costantemente l'una e l'altra, e Schuster crt d e che nei lesionati di guerra un sistema nervoso normale possa d iventare neuro!ico, tanto se essi sieno predisposti come se non predisposti, causa le ter ribili scosse (della g uerra). Agostini ha veduto che gli ufficiali, colpiti d a stati neurastenici, sono g iovani colti, dal la C'ost it11zione delicata, ·dal temperamento eretistiro, e dai sentimenti elevati. Quanto a ll'influenza dell'elemento etnico, è da ricordare che le neurosi di guerra nell'esercito tedesco (razza germanica) sono, secondo Piltz, relativamen te lievi, più frequenti invece negli slavi: l'isteria polacca era del resto già conosciuta prima d ella guerra. Se le razze latine siano veramente, come alcuni ril.engono, più neurotiche di quelle germaniche, si potrà, aggiunge Piltz, dire soltanto dopo la guerra. Goldstein riferisce che tra i francesi (prigionier i) non sono state osservate n eurosi traumatiche, qwmtunque essi in molte località siano stati per settimane intere soLlo il fuoco dell'artiglieria. Le tr uppe reclutate dai luoghi industriali danno, secondo questo osservatore, un maggior numero di neuropatic i che non quelli de· la camp agna. I neuropatologi italiani sono inveC'e con cordi n.el riconoscere ch e il maggior contributo alle psiconevrosi lo danno i cont&.dini; sebb ene bisogni tenei·e conto, come fa osservare Mod ena, che essi costit.uiscono <la noi la maggioranza dell'eser cilo. La p rognosi delle n evrosi funzionali da guerra, secondo Oppenheim, r favorevole nel 90 per cento rlei casi, sebhene l'!d i avverta, C'he vi sono forme la cu i guarigione si fa aspettare . In verità essa ·dipende, in buona parte, del dtsictH io o no di guarire, manca p erò 11 criterio p er stabiliro quanrlo è eh .i incominci l'abulia da pari.e d el paziente, o la tendenza
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(cosciente o incosciente; ad opporsi alla guarigione. Ecco perchè Oppenheim consiglia, ad imped ire la fissazione dei sintomi , tener bassa più che è possibile la quota della rendita (nella liquidazione delle pensioni o dei premi): ·it che, vale specialmente per le paralisi circoscritte, per i tremori e per le forme lievi e medie della neurastenia e dell 'istero-neurastenia. Nonne rimane alquanto incerta sul prog nostico, dappoichè si vedono rniLit.ari affetLi da neurosi traumatiche, nè gl1arire nò pegg iorare, anche senza le rappresentazioni del compenso: quind;, un sicuro giudizio sulla g uaribilità non potrà. darsi che molti anni dopo finita la guerra, esito che costituirà già un fattore terapeutico importante. Perciò avvertiva che perizie premature relative alla pensione od all'incapacità al servizio possono peggiorare la prognosi. Egli sostiene ad .ogni modo che la prognosi delle neurosi acquisite in guerra è presso a poco uguale a quella delle nr urosi post-Lraumali0he,-chc si svolgono in t0mpo di pace; migliore i, nell<> forme neurasteniche, quando insorgono in p .rsone precedentemente sane, e più anoora se si manifestino in seguito a traumi (corporei o psichici). Quanto all"1steria, la prognosi varia, secondo Nonne, col variare delle forme: quella locale, semplice, può certamente guar ire, però, talvolta rimane un residuo la cui tenacia non sempre è spiegabile. Di circa 50 casi pazienti affetti da isteria, consecutiva ad esplosione di granata, studiati da questo autore, guarirono 29; e nel 58. % la guarigioni'\ si. ottenne per mezzo dell'ipnosi: gli 'individui così guariti restano. però in gener e, dei vulnerabili e che non bisogna rimandare al fronte. Moerchen ritiene che la prognosi è molto sfavorevole nei casi in cui esista una disçosizione a le forme ist'3riche ò catatoniche. Binswanger i11 sisle sulla tenacia dei disturbi (isterici) della parola e dèlla fonazione. Secondo Curschmann , la prognosi di alcune forme istericne n egli ufficiali (mutismo, tic, etc.) è molto buona. Gaupp, invece, sostiene c he la prognosi degli stati neuropatici di guerra dipende da molti clementi, cioè dalla struttura mentale, dal carattere del paziente, dal genere di cura, dalla durata della guerra e daU'entità dell'indennizzo. Anche più riservato è il Rumpf, il quale avverte che molte volte ip seguito a una neurosi da spavento si sono sviltippati sinwmi del m. B& sedowii, spasmi e tremori persistenti, i quali, pure appartenendo a ma- · laWe funzionali posson,) decorrere, sebbene raramente, in modo sfavor evole. Rumpf rimprovera ad Oppenheim di avere (almeno nel passato) con cepito come infausta la prognosi più che non .sia, per avere riunito in un sol g ruppo casì dovuti a commotio cerebri· con quelli di natura. fun zionale. Secondo lui, infatti , la maggior pari.e dei disturbi funzionali permette una buona prognosi, salvo in quelili preceduti da una contu- · sione della lesta o da una commolio cerebri (v. sopra); cosi di tal falla nei quali predominano la cefalea, la diminuzione della memoria, e la vertigo possono infatti PSsere sl'guiti anche da epilessia e da arteriosclerosi ceretrale. Modena ha notato che resist.evano alle cure, specialmente negli ufficiali, i rfistu rhi neurastenici. Neri ha ottenuto quasi sempre la guari-· gion e, e Medea afferma che le forme isteriche scom_paiono quasi tutte . .
LE NEUROSI FUNZlONALI OA GUERRA, ECC.
Morselli oli.enne 1'80-90 % di guarigioni nell'ist.eri11.; le rimanenti si dimostrarono tenaci; le neurastenie guarirono tutte. Fragnito ritiene che se si potesse d1svorre di un personale adatto -per la cura, si potrebbe ottenere i: iOO % di guarigioni . Le recidive St-'COndo Morselli sono molto frew.1enti: Modena le ha viste specialmente quando i militari si mandano m licenza; e Besta ag- giunge c he ciò accade sopratutLo in quelli meno controllati. Se gravi sono le obiezioni mosse dagli autori contro la dottrina di Oppenheim sulla neurosi traumalica in genere, non meno lo sono quelle rivoitl' contro le tre principali form'3 clin iche delila medesima descritte da quesLo autore, cioè a dire l'akinesia amneslica, la miotonoclonia trepidans, e le paralisi riflesse. L'akinesia amnestica (perple.-;sità morbosa di alcuni autori) non si può, secondo Nonne, discriminare dalla paralisi isterica. Il suo meccanismo di produzione si può in fatti concepire come si vuole; ed è difficile dire se dipenda da perdita dt>I ricordo d elle immag ini motorie (Oppenheim), o da mancanza di attenzione (J anet; , o dal fatto che vi si oppongono immagini di desideri o d i paura.. Nonne ha veduto le oaralisi (isteriche), dominare in g-enere più frequentemente dal lato S!Oistro e scomparire con l'ipnosi. Gaupp e Trommer sono pure contrari al concetto di elevare l'akinesia amneslica a dignità di forma s peciale nel senso di Oppenheim, poichè i sintomi segnalali da lui come patognomonici non di rado occorrono anche nelle paralisi is teriche. Vero è che Oppenheim distingue le akinesie arr.nestiche da ques te ult.ime, perchè siffatte paralisi (parziali) colp1scono soltanto d eterminale ·forme di movi mento volontario: ma Gaupp obietta che ciò è concetto dogmatico, inseg nando l'esperienza chP. nell'isteria occorron0 tutti i gradi della paralisi , d al la astenia leggera fino a ll 'acint?si assoluta. Anche la miotunoclonia lrt·1>ida11s non ha resistilo agli arnlei della critica; secondo Non ne, non è in sostanza che la. paresi pseudo-s pastica, associata a !remore· Q11esla forma egli ha veduto in parecchie reclute della 'f erritoriale, in genere in segu ito a scotimenti da esplosione di gnmata e ne trova la patogenesi nell' is teria. Di nalura isterica Nonne considera anche i Lr1)mon, su l'C'ssenza d ei quali Oppenheim non si pronunzia. Mann, invece, tendi:' a far d ei tremori una s111drome a pa rte perchè presentano a differenza dei t remori <ii a!LrP. neurosi (maJatlia. di Parkinson , sclerosi a pi astre) un ritmo costante (2110-30U ribrnzioni al m. ") . Oppcn he,im stesso riconosce del resto essere tutt'altro che facile la diagnosi differenziale fra tutte queste forme e l'isteria volga.re; e confussa che non esiste nemmeno un l)mite nello fra l'una e l'allra. Quant.o a la paralisi ,-iflcss(! in s,·Mn novn, N01rne osserva c he le ta ratteristiche loro asst•gnatc eia Oppenheim si rbwntrauo anche nelle parnlisi i~tl.'riclte volgari , lP, quali , perciò, sono _guaribili per m ezzo d ~lla s uggl'slionc; e che n enlrano perciò nel gruppo d ella isleria locale, pur ric1.,nosccndo che deviane 1m po' dai quadro comune. E siccome si osservano s pecialmen te nelle fralt11re, è chiaro !1Crchè, come accade in queste ullime, s i svi luppi and1c atrofia delle ossa (da immobilizzazione). Anche Gaupp, nell 'apprezzamento nosologico di tali paralisi. si acro-
LE NEL"Ro:;1 FL"NZION.\LI DA GU L:RRA , ECC.
ìì3
sta al Nonne : i sintomi cardio-vascolari, le alt"ofie ev identi déi m u:;coli delle ossa che le accornµagmino non sono, per lui, che sintomi isLl'rici. Non è d el resto alieno dal ritenere che in alcuni <;asi vi sia stala una <:ommotio dei nervi vcri ferir1; e cll\l in a ltri si s ia trattalo proliahilrnentu di esageralori e forse di simulatori. Gaupp ha visto perfino un caso di parai isi riflessa, in cui era vi una !:-Ospclla (auto) asportazione d ella· falange d el mignolo! Schult.ze, infine. argomenta, contro il conceUo ddle paralisi riflesse , che non se n<.' comprenderebbe la rarità m entre dovrebbero essere la regola, senza parlare d ella facilità con cui se ne ottiene la guarigione colla ipnosi. Schus!er, invece, in accordo con Opp8nhei 1n, n on ritiene che le paralisi riflesse sieno sempre d i origin è psichica, e aggi unge che specia lmente n elle causalg\e del mcdianus, si ha a fare con pazienti nei (Juali, in segui!., a ferita dei ner.,i , si è sviluppato ,m grave esaltament o dell'eccitabilità !sensibilizzazione) del sistema nervosù. Boett.iger ammette pure l'esistenza d1 p:tralisi riflesse, chiamandole 11erò lrofoneuro~i trc111matiche, poichè, i disf.ut·bi trofici sono molto tenaci , e sopratutto perchè esiste una grande sproporzion e frn la relativa leggerezza d el trauma e la g ravità dei disturbi trofici e d ella paresi. Presso a poco dello stesso pa rere è il Simon, il quale, ha osservato nei traumatizzati da guerra manifestazioni psicogene acinetiche, associate ad atrofia delle ossa più o mo.m o grave (dimostrabili coi radiogrammi ), e questo dipende da inattivitù l! da atrofia muscolare, quale si vede dopo un'acinesia prolungata (le aùerazioni oss,'e fin'ora non e ran o conosciute). La descrizione nosologica delle paralisi riflesse , nel senso cti Oppenheirn e d egli altri n eurologi tedeschi combacia in massima parte con quella rlelineata e descritt:t contemporaneamente da Babinsk i e From ent,. i quali le hanno caratterizzate (;Ome « riflesse o fisiopati~he ». (secondo Bing, dovrebbero chiama rsi ac rodistonie traumatiche). I segni morbosi dai quali sono costituite, secondo questi neu rologi, coincidono fondamentalmente con (Juelli descritti da Oppenheim, e n e differisc()no !:oltanto per una più minuta e più ricca analisi sem ejologica. Esse, infatti, sono. giusta la loro definizione, caratterizzale: I) da un at.teggiamento speciale d egli arti (contrattura e paralisi) e di cui 6i hanno vari tipi a seconda trattisi·dei due arti, superiore ed inferiore Nell'ar-to inferiore si trovano: a) paralisi amiol,rolic,1 d al q ua d riccp.5; per lo più in seguilo a ferit.e della coscia o ciel ginocchio e senza lesioni articolari o lendmee: all'atrofia si può associare una spiccata ipotonia ed esagerazione del riflesso rotuleo; b) contrattura d ei muscoli !1elvi-trocanleric i ass'lciata a paresi del piede, e svolgentesi in se;;uito a traumi d ell'anca. La contral~ura interessa special mente i rotatori estern i e la paresi sopratutto gli estensori (il P . nel can1minare d escrive un arco di cerchio a con ves~ità interna). L'atrofia è modica; spiccati i disturbi vasomotori ed aboliti i riflessi cutan ei; coesiste un'ipereccitabilitit meccanica e talvolta ipoestesia d~lla region e paralizzata; ti
!O - Cio.riralc di mcdici>1a milìtore. -
Fase.. ,·11.
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LE NE UROSI FL; NzJONALl DA GliEHBA, ECC.
e) contrattu ra, in fl ession(', dLl la gèlmba; spesso si complica a li:sio~e dello sciatico, e non cede s0 non nella narcosi profonda; coesiste am1otrofia; tl) paresi d el pi edtl e contrattll ra delle d ita (pieds bots el griffe · clr>s orteiJs) ; si os~crva in seguito a ferite della gamba e del piede. Nell'al'lo superiore, si r iscontrano i seguenti llpi: al 1·.on tralLura d cll'éLvam b raccio in fl esaione · 1: in pronazione . associala a r>aresi d egli estensori della mano e a contrnttura d ei flessori; hl mano da ostet.rico; e) iperestensione e adduzione del l0 <litu, as,,ociate a flessione d t'l poll ice (mano in forma d1 accen t c1rco11/le.r ) ; d ) •contrattura, in estensione, d ella mano e de lle dita sovrapposte le une alle altre (grif/11 awc d oigt.- imhriq111:s) ; e) paralisi (o paresi ) ipotonica dell.t mano e rlulle dita (mei: p ragia semplice I. 11 ) Disturbi trofici e vasomotori : essi consistono nei seguenti sintomi : cianosi, marmoriizazione , isrhem ia locale alla compressione, E-rl ed ema degli a rti paretici; ipotermia che cede colla immersione in acqua calda (38°-40°) , debole pulsazione delle arterie, diminuzione d ella pressione d iastolica e d ella tensione artero-capillare. III) Ipareccitabiliti1 ml'ccanica idiomusco]are con lentezza della sccssa muscolare ; iper - o ipoeccitabililà galvano-faradica dei muscoli, con i perecei tabi Iitit d e1 nervi . IV) Ipotonia muscolare ed atrofia muscolare Oè differenze di volume col lato sano variano rla 2 a 8 cm .). V) Esagerazione d ei riflessi tendinei; talvolta diminuzione e abolizione , p . es. , d ell'ar.hilleo o d ei rifle;::si cutanei (plantari), che 1icompaiono dopo aver riscaldato l'arto. VI) Trem0ri, che compaiono durante la stagione calda, (o quando l'a rto venga r 1$Cald ato) 1 o n egli Morzi. VII) Disturhi della sensibilità (dolori, anestesie\. VlII) Disturbi secretori (macar azione della pi:.>lle, iperidrosi) e trofi ci (atrofia · o!:sea, ipertricosi, r etrazioni tendinee e muscolari precoci, d isturbi nell'ac,~rescimento delle unghie e dei p el i). IX) Durante la narcosi profonda, esagerazione della r efletlivit.à l~ndinea, sp,1smi reattivi e persistenza della contratt?1ra (an ch e in narcosi molto p rotonda). Secondo Babinski , alcuni dei fenomeni di detta sindrome, come l'esagerazione dei riflessi tendmei e gli spasm i vascola ri , sono il risultato di rcLlo d ell'azione riflessa; altri , come l'ipereccitabililà dei muscoli. n e sono una cor~srg uenz11 indiretta ; i distu rbi della motilità possono dipendere sia da uno stato di ccr.ilament-0 o (rispettivamente) di stupo1:e dei centri motori spinali (Cha.rcot ) s ia da azione r iflessa dei compless i
nervosi vaso-motor i simpatici. I caraU.eri differenziuli che, secondo Babin5ki e Froment, differen ziano nettamente la sindrome (paraJisi) riflessa da lle pHralisi d ~Lerminat.e dall'isteria, sono e$posti nella tabella seguente:
LE NEL"ROSI FUNZIONA LI D:\ G t; F.RRA, ECC.
775
Parai isi riflessa.
P arali si iste·rica.
1. Disturbi m0lo r i limitali e te-
1. Dis turbi rn0 lo r i estesi e f u n.ci .
naci. 2. Alti tudine speeiall' clw nr,n crr risponde all e atlit11d1 11 i nutural i, nè s i può ri prod u rre coll1t volontà . 3. fla p1ùa e spicca ta atrofia m 11 scola re d elt a rto paralizzal o. 4. Disturbi tro fie i, ipote rmia, riduzione o:;t:illo metrica. 5. Tperidrosi Si•iccat.a. 6. Esageraziont'! o d imin 11; ione d ei riflessi tendinei (q~1csl\d ti ma s i oUiene risralrlando l'arto )· 7. Abolizion .! d ti rifks,;i cutanei c he riappa iono d opo riscalrla1,o l'arto. 8. Ipotonia accentuata (mano ba llante) . 9 . l pereccilabilif.à idiom·1, cola1·~ con lent.ezza d ell;i scr ssa . 10. !perecc ita bilifa galvano-far adirn d .}i mus<.:oli (fusione d tlle scosse faradi c hc rhe sparisce dopo riscaldalo l'arto) . J 1. In narcosi: per sistenza d ella contrattura fino alla narcosi avanzala, iperecc itabilità tendinea. 12. R etrazioni tendin ,'c rapide e fre quenti. 13. Atrofie ossee e dis turbi ne ll'accrescimenlo d elle unghie e dei peli.
2. AUiludini n atu rali, imi 1uz ·one imperfett.a d egli c1lteggiame 1Li ri flessi, d efor muzion i elle si possono riprodurre colla volonl/1. 3. :\l iuh:a l'akofia ITil!SCOl are od è scar sa. 4. DisLurbi t rofic i, ipotermi a e riduzione oscillo m e t riea. 5. Non iperidros i . 6. Ncss11rnt m odificazione.
7. Nessuna mnctificu z ione .
8. Nessun/\ ipotonia.
O. Ness una i1Jcrccri tabili t,ì muscolare. iO. Nessuna mudificazione d ell'ecc itabi l1tù e lettrica. i i. Cessazione d ellu contrnLl,u ra nella prima fase d i:illa narcosi; n essuna iperecci Labilitìt tendin ea.
12. ;\fancan o.
13. Mancan,1.
Prima cti discu tere 1a quistiooe d elle palogenesi di s i falte pc1ralisi , desider o di aggiungcr ù che n e lla mia Clinica sono capitati po<.:hi ,:as i i quali ris pondessero alla sindrome d elle medesime; ad ogni modo essi forme ranno ogge tto di una m e m oria in corso del Dr. Mendicini. Qui ne espongo un caso tipico. STORIA CL!);"!C., : Bern. Giu~. di anni 24 1 contnùino. Nega malattie \"eneree e sifilitiche. Il 25 gen naio 1918 fu ferito in zona di g uerra da ùue scheggie di granata; l'una penetrò da1la parte superiore del moncon e della spalla sinistra e fuoriusci an-
LE Nf:L"ROS J FT.'iZWN.\LI O.\ Gl 1-:BR.\ , i:r:c. tt.:rionnetue : l'~.ltra ("olpì l e~gl.·r111t:nh..· 1'e::.trc 111it,\ i11fL·rion.: <ldla r égio nt· ant'-·riore
d e ll'avambraccio s inistro e quc:.ta ult ima ferita g narl iu poco te mpo : iuvece nel 1:1· ,11conc d ella s palla rima<e una fi s to la che fu raschia ta . Il pa1.icntc, dopo estiere ~tatu fcri lu, os~cr YÒ l 'i111pos:,il,iltf: 1..li alzar~ il 1,nu.;l·io e tli ruotarlo all 'e:-ott" ruo ; al ttmpo stc,~o notb u m1 li111itazio11t; d e i 1110, ·i111,·11:i di llcs~io ne e di estension e della mnuo e<I iiH"a pnc itit cl i tk tte rc le prima tre di tR. Esam e ol>frllhJO : :'\ull::I a carico ,Je ll'oc ulo111ozionc. lnll·gri il \ "lI e il Xll. l mo\'ime nti ~ti i,·i ,. pas,i,·i d c-Il 'arto supcrio r~ dc ~tro e d,·gli art i infe riori sono normali, Arto s upe1iorc siui ~tro : Si nota una fi; to la in , orrispomlcnza <lclla regione della ~palla erl un n c icrttri,:·e cuta nea, 11011 ndt-n:nl<\ 11d la n:gio11e csten~ori a de11'avam.·
f",i,r,
I.
braccio, in pru><si111ità d el polso. 11 d e ltoide i:: ntrofico. Diminuite cli volume le masse muscola ri dc.I braccio e d e ll'a,·am b rnccio: Circonfere nza massima dell'antibraccio, S. = 24 0. = .:!S c m . Spianate alquanto l'emine nzc tenar e ipotc nar. li pazie nte tie ne il braccio kggermcnt<' addotto, l 'avamhrn ccio flesso s ul braccio con tendenza alla pro nazio ne ; la mano, flessa alquanto vobrmente, con le clit:1 estese e alquanto rav vicinate, e co l pollice addotto, fonna coll'a\'a111bran:io 1111 angolo forte me nte ottu~o (fig. 1) . Esegue ndo 1110 \'ime nti pas>'ivi, :<i ri.,sce a portare il hraccio sino all'orizzo ntale appena: imprime ndo a ll'omero J110\'Ì111enti <li circ umduzio ne, no l(lsi che la sc(lpola se1,rue i 1110 ,·ina:nti dell'omero, m e ntre ne l te mpo stesso si percepiscono, con la manu a pplicata a piatto ""Ila re.c:-ionc scapo lo-0111e rnlc, c,·idcnti rumori di scroscio. I 1110 ,·i111e nti pas!-.i\'i dell'a ,·~11:hraccio nun oppongono alcuna resi~tC"nz.a e sono tutti possibili e compl eti. 11 pa1.ie11te può fare tutti i 111ovi111c uti del braccio, !.alvo l 'ele rnzio ue completa; riesce ad eseguire completamc nt<' la fl essione, la estensione e la pronazione d e ll 'a,·ambraccio; 11011 del tutto la supinazione. l' assivamente si nota assai limitata la fless ione de lla mano e mo lto pi,i la esten sione (si riesce a portare la ut3no solta nt,, s ullo s:e, s" r iim o dell'a\'ambrnccio). La flessin11c atti ,·a della mano i: l iruit~ta (:il miri ,lelln p:is~i, nl il P . 110 11 ric~ce :d r<i<'ntl<:rl:i fiw, Al piano dell'avambra1.c io. T.a fle~sion e pa~~Ì\'a ·d e lle diw è legg-erme ntc limitata per tutte le falangi, si rie-
s:cc solo , l:i \-t•gli~11, lo t11: vivo do lo r<' n e l p 'lzie nte , ~e:. acco~ta.rtt ; p o lpa.i,;tre lli alla ;_'la.ltna
u; N1·: t · 1w~ 1 v1 · .,,.10N\I.I .P.\ u1 · 1.r,1n , i:;1:c.
777
delln 111a1-.o; l'.1h- e l' r,.-!duzinnc ddk .li1:o , ,ia pa,,i,a che nu i,·a, ,'; P"""iuile e comple ta. li I·' . ì: ,nra<"c di op r01rt: il p•, ll in· a li<- .:hre di ;:o , non a ll ',·,t1-c1110 dclk tcr/.e fala11g i, :11a 5olta11t., all'e,,trl.'.1110 ,lt-llc ~""'""'"· J/e~:1.111e t.:lc.:llril'O dl:'i 111usco1i e:-:t~11i-;ori tkll a ttt.tllu 11:1 r i,·l"lato:
Nei 111n1. e xt. dig-. c o 11 1111 . , e 11cl1 \ · ,a. \'Drp i d ig. , p ron t a l:1 n:azinth..' far:1c.li1.·a e g-.11· vanica . 11JH'1H~1l1..· h1 fo rt1111la ,li l"\..'a?Ì<•II\.. cd ug nak a qt11....lla tki n1nt;'-..'.Ol i corrispuu<lculi di d bt ra . '.', t:g-li int~ro"~ci ,lo r~n li d e ll a 111a 110 , ipc.x,c,·cttibilità ~a h ·a n1c.1. i'crcot t·1uiv col 111:1rlc.:llu ... uj 111u ~C'oli :-:up111at11ri dt.·ll'n11tibraccio ~i o tti\! IIC ~ubito 1111a pronta e<I estesa C')t1trazio11<". La 111:11H-1 d ivt· 11t•1 (al'.i l 111l.·t1t\! cia11<,til·:1 <.: frl'ddn cprnuJo il pazie11t<:: la ticuc ~)i:nroloni. Freque nza d e l polso radia le d':1111!,o i lati: 72 al n t'. l're~siun c (art<'rin 0111crat~, a n . = 1n-1 111111 1 ~ a S . =- 05 111111'.
Ri/1,-.,., ;. TI tricipita lC' più prollti> " :-:.in. ,·h· a n. ; il h1C'ipiwk p iù a D. el io.: a S . .Kon s i riesce a pro ,·ocare il radiale e l' ul uare nè a D. uè a S. Rdlcs"i r c,tnlci e achille i nnn nal i. Pupli k hc1u..· n::1gc 11 t i ~111:-t l11 c.·<t.·. . .\lluci pln11t ari . ~e:,;.-.un cli:--t urhn neli'accrc~ri111<:nlo ,klk unghie e dei p<:!i: n <,11 ip,·ridrù~i. :O,.:nlJa a carico dd ~c11~i ~pccitici. La ~c 11:--ihiJilit dolnritìra è din1inuitn ~u tuuo l'arto ~npc ri()re ~1111•,aro, ~pecie in corri"po n dt:11za <k·ll 'nn i,:l)lazion e ~cap<>lo-0111na le ; la l'<:'ll~ihiltà p,-r il frl'd <lo e pe r iJ . l·;lldo t: 111,·e::et· J)tn·t! pitn più vi,·amt.·n"lc ~ul hrnt"c·io ~i11i~tro. Riassume ndo, in l'eguito ad un ìie ,-~ tr;,11111a g11hlto <la i paziente sull'a ntibraccio ~iui~tro ~i $-0110 risc.:nntrat i i cli~turhi ~ -~uc11ti : p ;1 ra li ~i p.i r1.i:tlc e to11tnntura tli al·
cuni 111u~coli 11.. ,IJa 111a11n e d...Jlc <lit:i co n nttl·,-!gia111c:-11to alla ,11 :1110 n~~a ( nz.a in fi.géc} associate Ad ntrofìa dell':tnti!Jn,c<"Ìo e lic i muscoli della n1 a110; ipcrc('citabilità 111ecca11if'ù · 1J1UH·ol;ir\.4 \·ti ipo,·t.TÌtnhilit:'1 g;1h :;111i(·a d i ;1ku ni 111 \bc·uli dt'lla 1t1a1u.1: ipt:~ reccita bilità tc11dinoo-riflesga (]c·ll 'arto 111a lato; <li~turhi trolici e ,·,,so-motori della 111a110: iper t-l'.<:Ìt::1hililù te1ulineo-ri1h.·~~..-. dt.·ll'artu 11t:-d~1to ; <li:-:turhi troiìci e vaso-{, m n110; diminnzionc lkllit te n~io n c nrteri os:1; ipoestesia tenn i,·n <kll'ar to a tipo scg-tncntariv. ~t. 1l ':11nil;raccio nella tlH\ltu 'I..'. nelle t.lita di sin i :-=.t ra :"Ì R\'t:a110, in altri t er111i11i, quas i tulle le n ote n curo-patolog-iche e di s trofiche corris poud<:nti " ' quadro delle parali"i rifl,·""e ,k"critto ria Jl,1hi11~ki-Fro111t·11t e rlall'( lppl"nht·i111. 4
In fondo il quadro gemejologico delle paralisi riflesse, qual0 è d cscritLo da Bubrnski, differisce di poco da quello d oll 'Oppenheim; l,lt>I'· fetta la rassomiglianza che esiste fra le si ndromi descritte dai detti autori, non solo dal punto di vista nosografko, ma anche da quello pato~enetirn. S ia per Oppm1hoim, cll'~ per Babinski . Frnn1rn l, lrallasi infalti di paralisi (o c-0ntralt11re) n..55ociale a disl11rbi trofici, vasomotori e secretori, i quali interessano specialmente le parti distali degli arti, e colpiscono i less11li molli C\ le ossa: vi ,;i associano , inoltre, sp(.•ciali alterazioni dell 'eccitabililà P,JelLrica. modificazioni dei riflessi tendinei (aumento o diminuzione), e variHzioni dl•lla pressione sanguigna. Il Babi nski atlr·i buisc<' in grun !lurle ,Llla dimi11uila attivitù cim-rolatoria l'alterata funziona] ità dell"apparecchio muscolare; però in molti casi (n ei quali vi sono in corris pondenza de lle esLrenii l~t netti sintomi vasomotori), i disturbi d ella motililù dipendono secondo questo autore, d alle perturbazoni indotte dai fen omeni ( vasomol.ori ) si mpalici, svolgentisi a loro volta per via riflessa. FragniLo accetta le doLt-rinc di Babinski, scindendo però i disturbi vasomotori dai disf.urbi motori nel loro meccan ismo patogenetico, attribuendo alla genesi dei primi una origine riflessa, causa il trauma ; i.ti scconcl i, un &emplice meccani smo psicologico. Ma parlando poi di infl11enzabiliti\ n ,riproca fra disturbi m otori e fenomeni vasomotorio- trn-
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LE NEl'ROS l F t:JM\lON.ILJ DA GUERRA, ECC .
fki , s 1q1ponc e lle quest.i ullimi, d 'ordine fi siopatico, si comportino come una "spina » verso i primi (i motori), d'ordine psicologico. 1 concetti s volti da Babinsk: per ispiega.re la patogenesi cie lla sincir0me fì siopatica sono s tati pe r alll'O comball11ti da molti. Alrnni, infatlt , sosleng.:>no che le paralisi fis iopaLiche (riflesse'. sieno rli origine ps icogena. Così , il Pi'ghini ctmmeU.e che la sindrome riflessa in parol::i tragg a la s 11a origine d.:t un fattor e ps ichico emotivo: l'assidua preoccupazinne m ei;itale, in soggetti cosLituz1onalmente n e uropatici, rii rlove r tornare al Fronte di combattimento, polarizza tutta la loro alli,·ità ps ico-affettiva verso l'arto leso, che temono di veder guarire. Essi Io mantcgono pe r<.:iò in posizione antialgica rispetto alla piccola fo rila , anc h e quanrlo, ccsrnto il d olore , J'a1·Lo potrebbe essere rie rcorso da s timoli volitivi. li Pig hini nota la roslituzione nevropatica dei sog~·etti, l'attitudine d epressa e l'ipereccitabilità emotiva sostenuta dalla preoccupazione di essere rinviati a combattere, come pure avverte che essi si comportano come gli emotivi puri, d1 fronte alle prove biologiche (con le s0stanze opolerapiche-simpaticotropiche i . Secondo il Pighini la pa.rlecipazione d el fattore p:.ichfoo-emotiYo alla genesi di t ali forme morbose. è il!ciirellé1mente provata dal fatto c h e non una di esse si è p resentata n e i fe riti prigionieri d1 guerra i quali egli ha avulo occasione di osse.rn1 re. L. Bianchi ritiene ditlic.ile dissociare la s indro m e riflessa dalle co1ntmi sindrc,rni iste ri<.:llc. Le n ote date da Babinski, come s11ecial i d e lle ùontraLt11re rifles;:e, non conte n gono di veramente esclu sivo e caralleris t iC'o a lrnn <la Lo e h e permetta disti ng·11erle dalle f()l'lll t' isteriche ordinarie. La conclu,; ione cui perviene B11bi11s ki d.:ri\'a, st•condo Ria n c hi , da una pregi11dizialc c irca il concetto elle quegli s i è formai.o dell'is teria e. d<i sin~·o li s int,o rni. Dal momento rhe gl i a ccidcnL; isteric i sono, per Babi ns ki, solam0nLe quelli prodolli dal la s11g-gestione e che per sugges tion e posson o scomparire, è chiaro che i s intomi is te rici non possono cs~cre ciuel li i quali la controsugg(,,;tion e è impote11te a far ~compari re , come acr.adc nrl le pnral is i riflesse. Ora , che i fenomen i is terici s iano qualche volta 1·0frnllari J>L' I' m esi, o Jlf·r qualche anno, a l11Ui i m e todi d ella ps icote rapia lo sanno per f'spc1·icnza 1.ulli i tl inici. Ciò dipende p er altro, sog1<iunge Bianchi, da fattori , i quali si possono m eUere in l11ce solo rr.f-diante 11na ' a cc11rata 11s icoanal'ii'ii, e c he impediscono l'ef'ficacia della s11,!!geslione, ln CJuale in altri soggetti, o in allre circostanze, i·ieSC'f' a s uperare s indromi analoghe. Difatti , riuando le paralisi funzi onali s i s rnlgonn negl'infortunuli, sc·ompaiono, m11tat..: le condizioni d erivanti eia! gi11ciizio intentato pè r risareimcnlo di danni. Le controar/!ornrnt.azinni d e l Bianchi sono, a mio pa r e re, troppo limita.Le, ed in esse ~i r i1·ela il c·n1rnh1 di dirn nst.rnre che s i Ila a fare con una sindro m e isterica ; 111a (',!!li non ha le ntalo di s pi egare il pe rt llè d ella contemporanea prl's<'nza rlct,:"l i altri di sturbi trofi!'i, m eccanici e fis ioeleltrici, i <111,lli <'O~lil11is1.:ono una purle così integr ante ciella s indrome in qnis tione. St·r.nndo H. M eige. ch e si è occ11pato più specialmente d ella. mano " fi!!,'èe » , questa non sarebbe, n è unn !1aralis i n è una contrntlura (n e l senso che si attribuisce a quesl,i termini ), ma. è il prodotto di uno stato 0
1.1:: NEl.!RU::il F UNZIONALI DA GUERRA. !::CC.
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muscolare pa1ticolare, in cu i l'ipcl'lc.nia e l'ipoLonia si alternano e si amalgamano. Egh tende ad ogni modo a fare intervenire un fattore corticale (psiccg-Pno) nellit produzione di questa impotenza, e si dimanda se non si tralli di abulia o di amne::ia motrice Localizzata, s imile a queJla che si osserva in seguito a certe varalisi passeggere. Anche Claude rievoc.i. una dottrina psicogena, ritenendo però che non si tratti di paralisi isteriche, dappoichè, l'atteggiamento anormale che p rimitivamente s i polea spiegare con la reazione di difesa o col riflesso al dolore, diviene fisso e stabile. L'isteria, avrebbe sì la facoltà d"isolare una funzione d al cam110 della coscienza : ma non può essere invocata, perchè molti feriti di quesLo genere non offrono le reazioni ordinarie d egli isterici. Secondo Clau<ie , per fissare questi atteggiamenti degli arti, basta l'abitudine, sopratutto ne"gli individui a volontà debole e ad energia morale mediocre: del resto Jacoby, Wolf, Led er hose, Ehret aveano descritt-0 da tempo (1897-:1901) paralisi e contratture-. d 'abitudine. Altri, allril-uiscono a ctu e fatLori palogeneLici l' insorgere delle parnlisi fisiopatiche, c ioè in parte all'isteria, ed in parte agli effetti meccani,ci della immobilizzazione dell'arto (o del rispettivo segmento). Sollier, ad es .; fa noLare che il criLerio lerar,euLico, che se rve di base e di punto d i partenza alla distinzione fra i rlisturbi d elle sindromi A e B così denominate: d a Bt:binski, non ha grande valore : poichè lo sttlsso Babinski ha riconosciuto che vi sono i~Lerici : quali resistono alla psicoterapia. Second o Sollier , nelle sindromi fì siopatiche trattasi originariamente di vere sindromi isteriche: e di faUi spesso, non solo l'art.o ferito è sede d ei distu rbi, ma anche l'altro art.o dello stesso lato non funziona più no1rr,alrnf'nte; le funzioni s~ns1tivo-motrici d elle regioni circostanti d el ·dorso e d el collo sono ugualment~ compromesse. A giudizio di questo Aut.ore, per allro, la maggior varte d ei caratteri (flsiomeccanici) dislintivi · daLi da Babinski sembra dovuta all'anzianilA dei disturbi ed all'immobilizzazione; tanto è vero che, quando si ha a fare con dei conLratturati recenti, non si constatano affuLlo. Della stessa opinionf' è il Gatti . secondo il (]ual(' la sindrvme rlellc paralisi c1·origine riflessa deve essere smt-mbn1 C1 110 1 senso che i distu rbi trofici, vaso- motori o refl ess, possono 1.Jssere conseguenza d ella ferita e della immobilizzazione da essa rlipend cnt,c, senza avere nec<'ssariamenLe un legame razionale coi sintomi paralitici e oon le contratture. Av,·erLe, in fatti , che i d 1st11 rbi t1·oflci, vast1motori e così via, si osservano i n forme disparntissime di ferite, specialmente quando Jr~ lesione abbia richiesto una prolungai.a immobilizzazione a rl,ificiale. senza essertl accompagnata da paralisi nè da contrattur e. Gatti. ha potuto convincersi che se non tutti, almeno alcuni di sì falti d isturbi possono p!'od ursi con la sola immobilizzazione artificiale; ciò spiegherebbe perchè si sono osservate tardivamente rispetto allo scoppio delle ostilità . Sono talvolta anche lievi congelazioni e ferite lievi ma dolorose, specialmente alla mano, d'ond r. l.'altiludine ant.algica comunissima a riscontrarsi nei feriti recenti, nel quale atteggiamenLo alcu ni perseverano, t'isullando quindi una s ignificalva somiglianza tra attitudine di difesa contro il dolore e atteggiamento riflesso; tale attitudine poi s i fisserebbe, sfuggendo alla
LE Nt:L:Rl)S J FCNZIONALI DA GL'ERRA, ECC.
\ OlnnLit dl'l :-c,ggdlo. S ind ro mi s ì falle si osse r vano nei lOl'J•idi e negli inc rt.i e in uno s talo di preoccupazione ossessiva r iguardo alla loro infr rmi lù, ,:pec ic dt.!l dolore d ella ferila e d e l limone! d e lla trincea. :\11!'11e \ 'ulobra ha notalo e lle non sempre le varie seri e di sintomi (motori , vasomotori e trofici } della sindrome fisiopatica s i ritrovano sislc111alieomenle riuniti, come appare d alla loro d escrizione . Lo studio di q uesti nwlati, fallo cronologicamente aLtra\'erso le formazioni sanitarie delle \·ari e linee , dimostra che a far parte d ella loro patogenesi entra p ri mitintmE::nle un elemento individuale psicon e11 ropat.i1~0, e lle può l' ;;s;·r e, p e r quanto raramente, nettamenle pitiatico: esso conduce gli amm alati ad 1111a immo bilizzaz ione rnlontaria d ell'arto colpito, sollo forma o di <:onlralluru s pas modic a o di inaUivilà volontaria. La speciale o r;::w1izzazio11e d el SPrvizio (os pedaliero mililare ) perme tte c he tale immobi lizzazio ne s i mantenga per 11r, tempo lunghissimo. Essa conduce a poco a f)Ot:O ad una fissctzione dell'elemento psiconevrolico e ad una serie di allernzioni local i dol'11tc all'immobilizzazione (aggravali dalla ;:;i11dro111c n0H ol.ica) , e ad 1in corn11lcs.so di sintomi di alterata funzi one d el sistema n e1·\·oso ( t 1·e mo r'i . a Iterazioni d ell'eccitabì lilà elettrica e m eccan ica d e i n01"vi e d Pi muscoli , alt.erazioni funzion11.li d ei n er vi secrelori, e Ynso-molori e d ei rifles.,i ) , i quali non si possono escl usìvamente modifìcare c,1 !lu s nggL·s (ione . Valobra c reò e perciò che n.i1 primi stadi q ucslt~ forme po::snno esser e arrestate, e guarite in mod ,, assoluto, p Prchè la s indrome arinelica è appena abbozzata.; ammette che persino negli sta.dì già abbastanza avanzali possa g narire mediante cure fisiche associate a p,;ieolcrnpia; laddo\·e nei cas i srnl tisi da lungo tempo s i presenta una ~ l·nol'mo diftieollit di rura, nerc h è talvolta si finisce con una vera riaiditit al'ticolare, dipend ente da -alterazioni d ei ligamenti e d e i muscoii. ~ 'l'rocello sopprime l'ori).!ine p-;irogcna. d ell'akinesia anche in p rì mo lcmpo, e sostie n e c he n ella "indrome fisiopatica, il gruppo dei disturbi va,-;o-molori, secretori e tro fi c i (precipuamente di palo!tcnesi si mJ)atica ) implichi unn cosliLuzione n europ,:i.lica de1 soggetLo ed un trauma fisicoI ,e ri feriro. li futlo re e mozio nale t:lella guerra r>rovoca cioè o c::;a.lta, se g ià, es is tente, uno sLato di abnorme eccitabilità e conducibilit.ù dei centri e ne r vi simpat.ici; gl i eccit.am enti dornti al trauma fisico trovano, p01·c11\ le condizio ni necessarie e sufficienti por dete rminare, in via ntlessa, i di sturbi fisiopalici di orig:ine p revalentem ente simpatica. Ciò è confortato, secondo il T rocello, dal fatto c h e es.;i occorrono esclusivame nte o preva.lent.emE·nle nell'est.remo distale dell'ar to paralizzato, e Lalvolt.a an r he mill·cstremo dis tale d e ll'art.o simmet.ri~o; nel quale e gli òimostrò di s turbi trvfici d elle ossa simili a quelli che si osse1·vano nell'ario traumatizzato, sede d ella s indrome fisiopatica. In appoggio a sì fatta ipotesi rk-ponf{ono i ris ultati d e lle indag-ini compiute pe r ml'zz·, del la somrninislrazio1ic1 cti prodotti ormonici o di prodotti elettivi della innervazione s impatici,. Dc Lis i sost ic•ne gl i stess i conc:elli d el Trocello, insistendo sull'impo1·tanza dell'azione della fen l u, (J1rnl a causa essenziale della s indronre fisiopatica. P erò, ri tiene chr , affinchè c iò accada, è necessario c he la ferita c·ol!1i:-;ca un individ uo e mot.i\O in cui i meccan ismi vaso-moto ri
U ' NE;l.' ROS J F l . NZlONAf.l li.\ <.;l ' t:RR:\, ECC .
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per iferici sono, pc rc·iò , profondurne nle dis lur bul i L' le eslre mi là destinate alla futura contrattura, per ca 11sa indi p<! nde nte da lla lf's ionc materiale, in condizioni di impe rfelt.o ci rcolo ; q u indi, in uno s tato tossico , che può Lenere i m11scol i in istatn cli a lLcrazione motoria in pote nza. Così spieg he re bbe eg li i dis lurhi vaso-motori precocissimi , osservali (nelle si ndromi fis iopaLiche) da Babins ki e dn. Jlous:;y; tanto c he , !)er il Frag nito, sembrano s volgersi 111 con!:'e:.n1enza d1rùlta d el trauma, senza l'in te rpos t.o fattore dell'irrunobililà. Cio s piegherebbe pe rc hè s i abbian o ft~nome ni fisicpati ci in taluni fe ri ti Jie,·i, e in alt ri no, dappoichè una cit'lle cause di predispo,:izione sta i ebbe CTei disturbi emozionali, i quali , hanno, a di ffe1·enza del puro fe nome no is lrr iro, d•Ji caratt.e ri org anici . 11 De Lisi non nega, del resto, c he la immnt ililiL f,wor i~n1 il 1>eggiorare di tale condizione; e r he la fer ita dele rmini pe r via rifl "SSa 11n agp:ran1rsi de l dis t11 rbo vas a le pe r n110,·o stimolo s u crnlri gi;'1 in ct isfu117.ionL•, clunde le tardive retrazioni dei tendini e la drcukiticazione o:;;,;e,l. i\on m·ga nean cl1e, una partecipazione consid e rc,·n le dei fallori ps ic hici e dei di,;l 11rlìi • organici nel campo delle inne rvuzioni s impalidw, le q11al i r ist' n 'ono cnn facil ità g li c~ffelli dc l'emozione . Da quanto s i è es posto s i d edu ce c he per Babin., 1,i-Frome nt i s; 11Lullli fis io patici sono second a ri a disturbi nervosi di ordine essenziul111enLe riflt>sso. Per a tLt'i , sono di natura psi cogena , manifestaz ion i ciot! , di iste ri a o di a kines ia amnesl.ica o di uno stato di abitud ine (in indi vid ui allll licii. Vi ha chi crt>de che i l processo morboso passere bbe attrave1·so due fasi ; la prima avrebbe u n'orig ine ps icoge na, s' interpreti rrnesla come un e lem1H1t,o ar inetico-amrn•,;lico (ideag0110} orl a lrn li,·0 (donde l'a1Jit11di1wJ; la seconda fase sarebbe costituita da alter azion i meccaniche t.endinee ecl osleo-arlicolari , dipend wt.1 dall 'i mmobilizzazione. Alcuni infine sos tengono c he i distu rbi s ieno prevale nte mente di natura endocrino-simpatica, i q uali implic her obhe l'O pe rò. una predis posizione con:;isten le in 11no s tato e motivo congenito o acquisito nel d ec-0rso della gue rrn. A mti pa re ch e, pur ammettendo che la s in<i rurnc ri lks.sa ri ve:-:la i ca ratteri di un quadro nosologico ben differenzial-0 t' linicamente , non sia g iusto inquadra rla esclusivame nte nell'isteria; e c he n on 11110, .m,L più e le me nti debbono concorrl're a l dete rminis mo delle forme fisiopatid1t! . 11 fatt.ore pr:ncipale è indubbiamente quello ps icoge no d eterminante la· immobilità (per rea.zionf' antialgica o per abitudine), ma ad esso s i vanno s uccessivan;enle associando altri si ntomi s quis ita.men te organ ici, e pr opriam0nte alcuni di natu ra simpatica, ed a!Lri forse dipe ndenl.i dalla immobilizzazione prolungata (retrazioni fibrotendince, a nchilosi ossee). Questa concezione spiPga le mod ifit·aziorn rlella eccitabilità elettl'ica, d ella rifletLivilà. osteo-articolare, ed i div~rs i risultati e contradizion, d ella te r apia ottenuti dai diversi autori. Cosi si comprende perchè alcuni, com e A. Léri e Camus abbiano guarito molte m ani intirizzite (figées) con cor renti elet.Lr iche s pecialmen te inte nse: e perehè Modena. e Besta at,biano applicato con s uccesso la elettrote rapia (nei fis iOJ)tt· tici), associandovi la l'ieducazione; q ui la tera1>Ìa deve e~sc re s tata ini ziata, quand0 si e ra nel pmo periodo psico-neurotico. Ladd ove, q uando già s ieno iJJlerYenutc alterazioni mecca nic he negli apparati nsl,·n l<'g:a-
• LE NECROSI FL"NZIONAI.I D., GUERRA, ECC.
m eni.osi, la lenipia p s ichica p uò eserc itar'-" sollanlo un'azione li mi , tal.a, purchè impiegala p arallelamenl.e a mezzi fisio-kin etic i (massaggi, docce , gi nnastica pa..,si va, tcc.). P ericolos i e d a n nosi 1·iescon o in vece i Lentalivi di rnddrizzame nto d egli arti soUo nar cosi o l'immobilizza zione in apr,urec(' hi gessati: Valobra ha ved\tlo dopo uno di 1.JU<."Sti tentai.ivi , suggellazioni c utanee P. p eggio ramento d ei dolori (stiramenlo d ei nervi n ella regione d e l gomito). Così s1 spiega p erc h è Medea a b bi f constatato che i di5tu r bi fisiopatici compo rtano un esito più favorevoie negli 11 ffìcial i ; forse perché l'auto-suggestione è m eno facile che nei cont.adini . Anche B esta su 250 individui affetti da tali srndro mi eb be 40 gua ri ti e dichiarai.i abili ad incondizionat-0 ser vizio, e 100 ritenu ti abili per i ser vizi ausiliari: m entrf' gli altri riacquistaron o una parziale attitudine a l laYoro (2 o 3 d e l Lutto inem endabili) . D isc11ssion, abbaslfinza vivnci l lél provocato un complesso di sintomi n er vosi consec.ulivi allo scopp,o cli granala o in genere di p rodoltti esplosivi, e che alcuni neurolog i ha nno volulo elevare a d ignitit di sindrome . l dist11rb i n er vosi e m entali consecutivi a quest.a sp ecialt• fo r ma d i trauma hanno a vuto di versi n omi, come: psico-n eurosi c '1ntusiona1e , Gran11t-con111~ion (Gaupp), shcll-shock (Feiling, Mott), r.ommolion var éclatl'lltcn! d'obw, e cosi via. Si osser vano i n individ ui n e lla cui imme-diata vid nanza è avrnn u lo lo scoppio di una g ranata, s•.m za alcuna ferita esterna. Nonne neg-u l'esis te nza di un comp kss·) sinl.om atico caratt~rislico, r,oicht< in s,•g 11itc· arl esplosione di g ranata s i riusc;ono aver e ma nifeslazioni nervose svar iatissime, d alle più g ravi alle più lievi, senza un quadro morboso ;;peciale. lndimi. ad ogn i modo, a distinguerne dut1 g randi categorie , riferend osi solo a quei casi, in cui si può esclud e re una ft-rila (•sterna. 'l' rovù, infatll , riH' 11lc11 ni "f'gni (manc·anza dei riflessi LendirH:'i , p:tr:tli:;i d el la ves(;ica, d el l'\'111, d e l Xll , ecc.) deponevano p l·r una a lterazionr or,lilni('a, crl é> fJlrin<ii chi,.11·0 che non potevano interpretarsi di nal11rn !'unz ionale . I n altri , irwccc, s i trattava di sindromi funzionali, dte o ri ~inano non da una rapprEscntazionc cosciente, bensì da unu slwk p s ic h iM (onozionP, spavento, tension e d e ll'animo, terro r e). In oLLo <li quC'sli ullimi casi Nonne non lnwò alcuna anomal ia d ella pression e dPI Liq110r c,·arnat.o con la p11nl11ra lombal'J ; molli di sì falli paz ienli sono guarili _re l'felt.amcnte in modo da rilornar e perfino al fronte, altri s11110 l'iracl11Li. CIH r111 i s itt 1mrossibi le !lensrtre a le.'<ioni or ganichl', si d esum e dal fallo c he i sintomi non sar ebbero poluli scom pa rire e.on la s 11g)!l'Slion e. nè recidivare p e r nwzzo d e lla mèdes ima; c-\'alLra pa r te il fall{> di p erdere 1,t COS<'.ienza non implica una m a lnllia organica. An cl:c: Gaupp, sebb•ml' distingua diver s i falt.ol'i d .'ll'azil)n e p atog-ena, cioè, la "10\ent~t pressionr d elrar ia, i gas tossici sprig ion at jsi dall 'esplosione e la scossa m eccanica s ubìt.a dal cervello e d a l s imµatico, tuttavia a ,;,;l',!!na allo shok psirhicu o rig in o.le <iall o spav<'nto la maµ-µ-ion' in,!vw. · ta nza. Nula , infatti, essel'e raro ('he la perditH ;stantanca d i coscienza segua all 'intonlimenlo r rod ot.lo dall'esplosione di un proieUile di a r ti izlieria. l nwce, per lo più, a l falto d C'lla esplosion e precede un m o m ento rii ten,-ione angosciosa, in cui ciua,;i l'On l'orecchio si può pr<'<ii re ,;(' il proit'llile raclri1 inrnrnzi, ni1,1ro o s 11i \ali n ei ~ol<iati : è qnp;;ln t.ensionc
LE NE UROS I Fl"NZIONAl, l IJA GL' ERBA, ECC.
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che esau risce i nervi. Gaupp ha potulo osse!'varc d ecine di ammalati , i quali, sono riusciti pe rfino a descrivere l'in tero s volg imento del fatto (quantunque apparentem ente abbiano perduto la cosdenza), t.alchè, furono in grarlo di metters i al riparo e perfino di fuggire. Spesso, anzi, la perdita di coscienza insorge minuti e ore dopo che il pericolo è passato. Uaup9 a;giunge, d 'accordo con Nonne , che SH m olte manifesiazioni consec utive a scoppio di granala sono di natura. organica (paraììs i d ei muscoli oc ulari), enorm(, è li.. q11antitit d i disturbi apparlen ent.i al gruppo d elle malatt,ie psicogem' (massime de ll'is teria). Si sono \is le perfino intere compagnie colpite da disturbi isterici, come ad es., da spasmi, riso spastico , vomiti , così via; cffeLti rhc prodolli dallo spavento, generalmen.te scomr.aiono quasi subito. Il punto più importante d ella s indrome consis te nella durata abnormemenl'! l11ng-a degli effetti prodotti dall'azion e d e llo s pa\'ento; talvolta p. es., nn tremore 1mò durare giorni e seltimane . GaupJJ fa appunto notare c he i (]11adri della così d et ta neurosi da spavento, come l'as lasra, l'abasia, il mutis mo, il sordo-mutis mo, il tartagliamento , la paralis i degli arti, quali sono slati cons tatati in seguilo ad esplosione di granata., s i riscontrano anche in centinaia di altri cas i di iste ria volgare. Anzi, se si prende la parola « isterico » in sens o lato si vede che un evidente h;.game unisce tutte (]ueste forme di reazione [16icoge na, sia essa provocata da uno scuotimento da mina, da esplosione di granai.a, come anche dall"arrivo in trin('ea . Un fatto è indiscutibile, cioè, che lo sviluppo ulleriora d 1J!le rC'azioni prodolle dallo spavento e dall'angoscia dipendono essenzialmente daìla costituzione psichica della r,ersona lesa, come non vi è dubbio che le azioni « perman enti » dello spavento, protratte p er ore, giorni, settimane peggiorano eò accrescono i s intomi ; me ntre guariscono in genere molto prima dietro il ' fronte che negli ospedali terri toriali. Contrariamente all'opinione d i Gaupp, invece, allri come Donhoffer e Kraepelin , crerlono che queste abno rmi azion i prodollll <iallo s p,wento sul rorpo e sulla ps iche del colpi to n on s iano di natura isterica, ma l'e ffetto d i una fissazione abnorme dell'azione (dello spavento) che si produce per rr.ezzo di des ideri serr.incoscicnLl. Anche Oppenheim sos tiene che n elle n eurosi da es plosione di granata di rado s i tratta di isteria purn, e ciò sarebbe dimost.rato dal fatto che di r ado la ps icote rapia da risuHati soddisfar~nti . P e rò,. poichè tanto spesso rimangono i segni della ecr.itabililù e d ella e:xwribilità d el sistema nervoso (cefalea, insonnia, de pressione, ami·Jslcnia, tremori), in una parola, i segni della (psico) nevrosi traumaiica, così, f{'dele ai suoi concetti, crede si abbia a fare uno scuolimeato molecolare dei centri ne rYosi. A que:;;ta opinione dell'Oppenheim s1 accosta il Rou.ssy, il quale, pure ammettendo c he la genesi di s imili disturbi s ia l'emozione, ritiene c he originariame nte vi sia ~lata una lesione- anche minima d ei cen tri nervosi, su cui verrebbero poi ad innestm·si i fenomeni neurotic\. Presso che d€:llo stesso pare re è Sarbò, il quale, chiama « microstrutt urali " le cosidette azioni a distanza dell'esplosione d elle granale: tratlerebbe cioè di stati intermedi fra le offese anatomiche gros~olane e quelle molecolari del s is tema. ner voso; giungend o, così, fino alla dege-
si
n r rnzi1111,; rlt·i nl·n·,, e allo s,·o lgimenlc , quindi, di g n1,·i quadri o r gr1n ic-1. I ·11 allrn /2Tupp0 d i a1 1luri ;;:c,"lic ne che il fattore fis ico-commo zi nna l(• ,i.!l'ossn lm10 ra pprc-~n la In r.al!sa rie l la massima parte dei dis turbi, pni r llè coesis lon0 ver e nlle rnzi oni organ iche d el cervello e del miclo lln. ll l'r l:r.i>n,11er ha nnlaln in fa ti i e mal<·ll1L'SÌ, e pi!'> las51, e m otorace . emorra~1 t: cong i11 nli\itli ed t:l!l i!lll·gi 0. I.a genes i di tali fai.li ancl rL'bbe ri \·L·r ca la nc·l brusco s p nst.n rncn lo d el la pression e d ell'ari a d o\.ul.o alla defliLgrnzio nc (\·c-n to ci'ohi rrl, ('Ile proci u r1<'11hc 1111 aumento d e lla fJrl':-s ion"' Yi1 salt>: scbh,me no n p ossa és<·l11cl11r,,i cl •e r ollm'ù v nsal i po:=;:;ano cs-<e r epro,·ontlc a1wllc dallu bt 11sca Ù('f'l'f$Sin,w ,·e rifkalas i n t'llo ,;pazio im'll 11 ·cli ata menle r e lrosta nl<• .il r ro ie ltil1' in 111arr ia : cosi si spieghert'bhe r n anche i c,1s i cii morte p c-r t"mn rrag-ia n ei centri vHuli (i·espirator i' . Gli è per r iò r he s,,.e·a!Off int li na a n ecte rc dir n e' lo scoppi o <li g ranata ~i real izzano sp rsso le sle,-sr condizioni genetiche, le quali s i hanno ne lla r.osì d1 1 ll a m:ilallia d ei cassoni (morlm.~ rl1' rrJm prrs.~i o11is) . I casi di altri autori pal'lano c1P I pari in questo senso: Rarn11t, cd es., rinve nne sangue nr ll'11rina e nPI l.i rp10ì' d opo 1m " vcn l d 'explo;;if »; La1g nd-Lavas lirw . Rahinsk i e Ha llet risr 1111trnrono vcrc lt~sinni c m ~1Lomie lichc . Anche f)P I' Ruscainn e Coppola . n on vi è dnbh io cl1•1 spesso, d op o le l'Spl o,.;ì011i ò1°1lt> .e -ranale_ accadon ~ inc identi em orragìc,;i ir~ organi vitali r n e lle ca,·ilit (fìn 0 alla m or te is lanlanNt) ; essi riconoscono che lo snio ti menlo d el l'aria può esser tale ò a pro iettare /rii incti vid11i a n oleYnk d is l.anza. Pe rò avvcr l.ono rom!' n(ln s ia ben noia la modali l:: con n 1i lo ~rp1ilihrio ò ella pressione atmos feri ra agisrf?. sull'organism 0 . Srnza ò 11bbin rsi;;te, srconcln loro, 11na g rande a.nalogia con la malallia d e i pa!0 1r1IJ,tri; s i l.rnllc n :bhe, c ioè, di d is lurbi d ovuti probabi Im e nte a l)ruscll i a bha,,samcnti di prcssic,ne, come arcad e negli aerona11li e n rgli alpinis[.i. T sintomi ne rvosi òipe ndl'nti dalle esplosioni di g rnnala partico larm rn ll' s t11dinti da f111 esti d11e ultimi au tori s i possono riassume r(' nelle lin rc irenerali co me S<·irue. Subilo dopo lo sco11pio, s i nola pe rdila illlprovvisa d ella coscie n7.u , c he può durare da poc hi minuti a più ore: il ris veglio è seguilo ad amnesia unle rogradn , e lalvolta and1e rctrog racla; non cii raòo, invece d ella r1crdila di enscienza, s i ha 11no s bi gotLimenl.o passeggero. Frequenlem enl;.i d a llo stato di incoscienza ,:i pa.-;,.:a ad 1111 0 slat.c, s t.11poroso-apatico o di sonnambulismo, assoc iat0 ad espressioni mimit'i1c òi te rrore o di angoscrn. 'I'alvolla si svolgono vere sindromi p,:ir,opal i1· he, ch e s i ri,rnnodar.o agli stati conf11s ion,1Ji 0 al111 cinalori, pure ave ndo c·1uallc ri islerici; e,;.<:.e s i po,.:sono iniziare alcuni g io rni e pe rfino lrc setlim!ine d opo avvenuta l'esplosirine . Dal !alo fis ico, i dislurbr che in seguito si svolgono, sono q11anto mai J)Olifnrmi. Frecp ,enLi q11elli a eariro d ell'udilo, or-a soUo forma di sordil/l lolale hilaterale. ora di paracw;ic svariatissime , e perfino d i all11cinazioni a c us lirhe ; vi si assoriano spesso mutismo, afonia e balbuzie. llna vera lesinn p o rgan ira d ell'o recchio e.<;iS"leva in alc uni casi di B11sc aino r Connola. i q11ali riLc·ngon n ('he 1€s ioni minime, e Lalvol ta ripanibili, cle ll"oretrhi o inte rn0 e m edio l!'nnsec11live a esplosione del-la g r anata • pos-
LE NJXROS! IT:-IZll)I\\LI DA Gcrnn.,, tCC .
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.sono cost itui re il s 11bs lrnlurn 111·r i n.1 latiri di ..;t11rbi isl1•ric i. Ciò darebbe ragione d cli I f1<'q11enza dei rns i di sordi tit e cli sordomutis mo nella guer ra aUmtle, e della loro rari lit ne lla prnl in1 ci\'ill· ld,·gli info r t uni / . A tam ;o de:ll'apparal,, ,isivo s i lron1no a111aun1,-;i, a111lil iopil' l' r iduzioni rnmpimel,ric he; I)iù nmrnwnl l· di::.l11r1Ji della rnotil il it cki bulbi ocu lari (oflalmoplt:gie, ni~ltgrno). (Juanto ai cli:;l11rl.ii moto r i clq,;·li arti, si risront.rano parali si e fenomeni irrilHvi; fra le 1irimt·, 1>iù fn•q 11e nti le monoplegie o anche !)a rupleg ia in : tc me a fli ,-;ordin i re LLo-\'(·~rirnl i, i quali rkpongono evidl·ntemen lt: !)er un ·as~oe iazione u rg:a n it·a . 1 fr·noml'n i parulit.ici frequ(;ntcrnente as~·ociali a HD. e ,id alrnfìa clt'i muscoli, no n soprnvvengon.1 in genere im111edialu111ent1; dOi'O l\•.,;!ilo:;iont•. Fnt i fe nom eni ir ritativi sono srN·ialmènli..! fre1111e nli h: cunlrnllL11·e toniche per manenti, i lr0mor i gl•rw ralizza ti, 1 parziali aere,-;si ronvu ls i\·i a tino is te rico O cris i epilclliformi. I riflessi !lOSsono es:;er.? O e_.;agerali o normali. Tra i s inlom i generali spiccano la refal<'a, le verli.~ ini , J'irriLa.biliLà, l 'emotivilil , le ps icalg ie, il senso di de bolezZil grnera ll', l'anorc•ssia, i dis L11rbi cl;)[ son no, la d0bolczza d ella YObnlit ': la dimi n11z i1lll L' ddla l11L'moria. I ri sull.ali degli es,uni pratic ati ne i cas i 11iù ,-;il' 1t1·i da 13usraino e Coppola., hanno pe rmesso loro d1 cont· l11dere (ro rne Nonne) , che i sintomi delle neu rosi da g rnnala non !tann o alcuna s p2ci fk itù, p "iicl1è , talrnlla. ~i Lrall.a di quad r i esclus ivamente f11nzi ona!i (a rnratle rc prevalentemente isterico); tal altr a di sindromi escl usivamenle organiche; a volte infine di ,ts-sociazioni organico-fum.iona li. Jn genere si nuò affermare c he i primi dominano, ove l'elemento em0livo soltanto ha agito; lad· d ove, le sindromi organiche sono più frequenti dove ha t·oagilo l 'clcmen lo commohvo. Quesla ultima discriminazione pal'e a m e più accettabile di quella d i Roussy-Boisseau, secondo i quali, gli accidenti nervosi determinati dallo scoppio di forti scariche di esplosivi in. vicinanza, s i possono d ividere in t re categorie: disturbi m entali (con fu sione, d eliri. amnesie); distur bi n e rvosi (asl.asia, abasia, tremore, d ispnea, balbeUamcnlu, cris i convulsive, paralis i, contralturtJ) , alcuni de i q1mli, di indole nell.amente isterica (emotiva) ; e disturbi di nallrr'ft o rgan ic.1, (comrnotirn). E ' necessa r io ad ogni m odo tener conLo de l faLLo c he, anche a guarig ione avvenuta, sono fuc ili le rP.cidive. Ecco pe rc hè Gaup!l a proposito · deg li e ffe Ui d i scoppio di g ranata, sostiene elle non può seguirsi nei provvedimenti medico-legai, un criter io di g iudizio unico. Lnfatli alc uni soggett; (specie quelli con predisposizione congenita, con note
psicodegenerative ed emotivo-fobiche) anche ,111ando appaiono compi;~ tamente guariti, basta talvolta c he sentano par lare della imminenza dt::I lor o r itorno a l fronte, perchè ciò r,rovo·chi tullo il corteo de i fenomeni psicogeni e senza che debbano 0ssere consideraLi come s imulatori. DellG varietà dP.l!e s indromi (iswr iche e n eu ras teniche), alJt, qual i possonn dare luogo gli effotti delle esplosioni da g·umata fanno ttstimonianza a lcuni casi che ho esaminati nella mia Cltmca. Su cinque pazie nti (non colpiti al capo ), nei quali, in seguilo all'esplos ione di g ranala si erano sviluppate sindromi ne rvose, il primo presentava una s indr ome
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I. E :-IE l "RU:-il FL"NZ!ONAI.I DA GUF:RRA,
ree.
ndtalTIL'll lt• i,.;krirn; il scr o ndo u110 s tulo dep1·ess1,·o; il te rzo 1,n compless0 di di:;turbi ne11rastt>nic i a t ipo cer ebro-s pinale : 1! 1Jo1,,rlo s i lamentava di parar us ie, di pa rCSlcSi0 cefalid~c, di <'il rdiopalmo, Slilicl1ezza, illct.J!J)l'·
tenza, di in;;unn ia e debo lezza degli arti inferiori (s indrom e ne1in1stenira); il q 11into pr·c:,L·ntu,·a lievi s into mi di n,: mas lenia, assoc iali ad un trem o re nhndo rio osnllutorio-i1TL',!!Olare de lle mani sia n ello stato di rrpn;;o, ;;ia cl11rante i mo, i me nti, oltre ad un·i uoeslt•sia sens itivo sensori.ile s ini,,t ra (comple:-:so 1sloro-nclll'as te111co) Ho ri scontralo u n solo raso di s indro m e i~t..ero-organica da esp losione di granata in un ufficiale, che ho seguilo pe r quas1. tre anni; svoltasi soLto fo rma di p scudosl11po re, e:,;sa an>a do minato pe r moll i mesi la St'e na, assot·iando~i ad 11n·anda.lil ra ha rrollanle, a li1>0 nettame nt e cerebe lla re. Pi ì1 Lardi, quando la coscienza. l:Ominc iò a r isr hiarnrsi , apvarvero manifesti i s inl.omi di labirintite uni laterale, ronstatati con le più di,·e rse pro,·P, d e l nislugmo provocalo. L'esame o bic.ttiYO rive lò il cons tleto complesso s intomatico sens itivo-se nsoria.le (emipoestes ia ) a tipo isterico, esagerazione d e i. riflessi te ndinei, facili liL del pazient•~ ad ent rare in cri$i di Lre m ore unive rsale a balzar e' di soprassallo per un m·inimo r umore, e segni di labirintit..e unil att>r·alt:. Do p(J d ue anni e mezzo, il paziente cl1e e ra stato assoggettato a c ure fis ic he e toniche, e a prolungalo ripos:>, era quas i complc La men t..e g uarito. Una s peciale forma di nc11 rosi, frcquentemenLe simulala, ha richiamato l'alte nzio nc dè i llL't1•·opato logi, soprnt11lt-0 di Francia. Alludo a quella c he Souques ha baLlezzalo col n o me cii caniptocormia. E!"sa consi ste i,, 1111 incurvam ento sp eciale d til lroncu che s i o,:s,:> rva freqttènte m enle :n s nidati , do po i più svariati ti-aum,ilism1 d e i co rp.) e s1.prnt.utlo de l rlurso e dei lombi. Per gi ud;carL: se vi s ia qua.lcl1c ele mento s pf:;:: ifico n , lla camploco rmia, bisog rn.1 rkordare c hé la flessione fis iologica del tronco in u n norma le, pl'oduce modificazioni esteriori d el cor1>0 dnrnle all'inc un·am e nlo d el tronco. Ora, le stesse modificazioni mol'folog ic hc del corpo s i vedono nella flessione pers islenle del tronco d ,1,·11 la ad alteggie m i'nlo vizioso (o patologico) d ella rachide, come accadi.; nl'i camptocon nici. Ed invero in questi si nota: a ) in eorris1)0nd,mza dei lo mbi , attenuazione o scomparsa del solco lombare m ediano con allungamento o appiattimento de lla r egione lo mbare; oontrazione vis ibile (o palpabile) dei muscoli s pinali che costeggiano questo solco _e scomparsa d elle fossette latemli elle ~ono rimpiazzai.e dal la sporgenza d elle spine iliache posteriori; li ) in corrispondenza d el dorso, a ccentuazione della convessità della spina do rsale e diminuziune del rilievo delle masse muscolari; e) in corrisponclenza del ventre, pr oduzione di una o più pliche trasve rsali al di sotto o al di sopra dell'ombelico; sporgenza e d iminuzione di a ltezza d e l Yentre, accentuazione della plica semilunare d ell'addome, della plica w prapubica e di quella de lle nati che. Solo c.1 1~rarenle me nl.e trovasi una diff.:lr enza nel modo di compo r tarsi d ella lesta fra i camptocormici e i normali. Invero, ogni soggetto normale clH' tielle il Lronco, allorquando questa flessione raggiunge un g rado accE:ntualo, piega la les ta, guarda il suolo e aumenta la l unghezza
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d ella nuca; mE·nlre al tempo sl,esso la settima vertebra cervicale accentua la sua prorr.inenza. ln veC'e, i camptocormici es~endono la testa, guard ano innanzi e raccorciano la nuca, sulla quule si disegrnmo parecchi solchi tra.sYersah, nel tempo stesso che la p rom inenz;i. d ella VII cervicale si spiana. Questa estensione p.errnanwte d ella testa nelle camptocol'mie contrasta con la flessione della lesta, elle accomvagnu la flessione fisiologica del t ronco; però, i i suo mGdo di comportarsi è in fondo no rmale , perchè se si in vita un soggeLto norma le, cosi fl~o. ad estendere la tesla, questa est6nsione fa guardare i11 éò.Vunti, r accorcia la nuca, che si copre di pliche trasversali, e spiana la sporgenza della vertebra prominente. L'estensione d ella tesla, istinti va presso questi pazienti, è necessaria per il bisogno che hanno di allargare il campo visivo: ma anch'essa, del resto, sembra comune u. tutli g li incurvamenti del tronco, che raggiungono un grado accentuato, quale s ia la loro causa; così, ad es., osservasi in qualche parkinsoniano ed in..alcuni pazienti affetti da spondilosi rizomelica, il tronco dei quali è fortemente curvato. Secondo Souques, la causa della caniptocormia, almeno in p !Jn(;ip:o, sta in un atteggiamento di difesa (antalgica) cunlru il dolorè dd la r , gione dei lombi; spiegazione che anche a me sembra la più razionale. Che poi la comunione d ei soldati coi veri C<!-111!>lo<..:ormici rappresenti un incentivo alla simulazione è chiaro di per sè, traLLandosi di un d isturbo facile ad imitarsi . Nella mia Clinica ho esaminato un soldato affetto da cumptocormia, i ca ratteri dolla quale, n0i pri rni tempi d eponevano per u11.1 sindrome simulala od almeno esagerata; però, dopo qualc he mese, i disturbi avevano acqu istalo un vero e proprio carallere di fi~!"iilit indipendente d alla volontà. Tuttavia , mi è stato ri fE:rito che il milibr,i sia s LaLo 001~dannato, l.enendo conto de l fallo che Ju. tJL'u r osi si era ini-
ziata sotto l'impero della simulaz10ne. Una speciale descrizione mci il.ano in questa sintesi i distu rbi d el linguaggio di origine funzionale. 8€:}bbene non manchino osservazioni isolate sui disturbi in quislione, tuttavia, per q uanto io sappia, nCtiSuno ne ha fatto obietto di uno studio esauriente. Perciò l'argomento è stato, come accennai sul principio del lavoro, ripreso dal mio assistente dottor C. Frank , che ha avuto occasione di esaminare, per un periodo non inlenolto di rluG anni circa, un centinaio s più di militari affetti dai più vari d isordini funzionali del linguaggio (mutismo, sordomutismo, afonia, dis fonia, balbuzie, ecc.) insorti in seguilo ad emozioni per traumi di guerra. Dalle indugini fatte d al mio assistente Trocello, nei vari centri neu· ropatologici d'Italia, risulta che i militari prevalentemente colpiti up' part.engono a regioni quasi sempre meridionali (P erugia, Roma, Napoli, Bari). Detti disturbi, ran fra gli ufficiali. dominano in modo quasi esclusivo nei soldati e special men le nei contadini (Medea , Frank). Medea Bcsta, A. l\forselli , Frank li osservarono più specialmente nei giovani, quantunque non ne vadano immuni gli anziani (Modena, Neri). Frank poi ha notato che vengono colpiti più spes,;o i giovani operai, raramente i borghesi o i r;ossid enti.
U: NEl: ROS I F UNZIONALI D.\ GL.'ERRA, t~CC.
l na p1 ed is p,-,:;izio1w cn:di laria od acq uis ita è slola cons t..tlula d a A. :\lorSl-·lli. Fn:nk a,;srg na un g rande valore ~tiol1Jga:o ulla n erYosilit dl'I sogg-elto, riua11tunque s ia molto meno frequente di ,quanto Oppenheim ahlJia ,w titlo in Germania. Secondo Ne ri, n ella grande maggioranza d ei cas i Lrnltas i di degenerati; secondo A . M0t·selli e Medea , di is terici. Frank ha noi-alo e lle n ei muli funzionali s i li·ovano tutte le n ote isteriche, e che nella ma$$Ìma parte d 11 cas i si tralla di ipocondriaco-fobici, o di isterici. e di degenerati, rarament.~ di i.:,terici dal carattere euforico: Yledea e A. Mor sclli cons iderano s iffalli !lazicnli eomr em0ti,·i. fJi sllll'bi pregressi d ella parola sono stati constulali molto s pesso dai ne11rnpatologi italiani (eccel.to Besta) e da Frank. Essi hanno avve rtilo che in genere i d isturbi fu·nzionali del linguaggio sono s tati p recedul,i da nna forte emozione e , secondo Frank, quasi :o.empre provocata (s pavento) da scoppio d i esplos ivi (granata) . Di rado il mutismo è p receduto da una commot,io ce rebri , la quale ulLima ha decorso e sinlornaLologia propria Per lo più dapprima insorge una lipolimia da s hok, oppure, uno stato -s t11poros0, il quale scompa!·e e lascia post.o al mutis m o. Solo quun do la lesione organica è più grave (cont.usio o fracLura bascos) i sintomi o rgani ci pers istono accanto ai sintomi is t.erici, ond~ si comprende che in si fat i.e circos tanze il d ecor,:o è dive rso. Anche il meccanis mo patogenetico del mut.ismo da guerra (d'accordo con Gaupp e contro Babinsk i) deve ,essere !'icercato nell'elemento emotivo, e secondariamente nell'ideageno. Quello interviene prima (prepara i l terreno), come, ad es., nelFangoscia d ell aspeLlure; poi l'elemento rappresentativo fissa. ciò che già si è svolto: tanto è v ero che nella maggioranza d ei casi il mutismo sopravviene rl'f'mblé (allo s t,~lo di veglia), oppure s i manifesta immediatamente dopo scomparsa la pe rdita di coscienza. Nè deve far meraviglia l'influenza d ello sbalo emotivo : ba.sta ricordare ,che qualunque emozione si ripercuote sopratuUo sull 'organo della favella (voce tremante). Il che è s pit>gato dal fatto che trattasi d i una f unzione mol lo delicata, richied ente una perfetta coordinazione di vari elementi psichici, i qual i si svolgono ordinatamente soltanto quando il meccanismo de la psiche è in perfetto equilibrio Aggiungasi che dal punto di vista evolutivo, essa è funziono svilupgntasi p er ultirna nell'ontogonia umana. Oppcnheim ha quindi ragione. quando ne parla come di un .locus rninoris resi 1·tentirtc. Certo è che l'affezione del simpatico non può dare luogo a mutismo, e tant o meno u sordomlJtismo, come vuole Bi lancioni . Senza dubbio partecipano a le neurosi da spavento d is tur bi funzionali snnpa. lici, i quali però scompariscor.o rapidamente e molto prima che scompaia il mutismo. In ve ro, s u 100 casi Frank una sola voll11 ha notato mutis mo associalo a vero morbo di Basedow, ed in circa dei casi non riesci a cons tatare disturhi del s impat.ico. · Le form e cliniche dei dis turbi funzionali del linguaggio, ossenate da . Frnnk, s i possono clas~ifirare nel seguente modo, e con le seguent i . pro1>orzioni : a ) mutis mo, 32•;(.; h) sor<iomutis mo, 29 'X,;
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LE NEUROS I FUNZIONA LI DA GUERRA, ECC.
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e) sordità pura, 1 %; d) associaiioni istero-organiche, !1 %; eì afonia pura , 2 %; f ) balbuzie, 4 ·;.., ; g) spasmo (contraUura) dell::i ling~1a, i %; h ) simulaiio, 3 %.
Come si ved e, il mutism·J e il sordomutis mo rapprtlsent.ano il contin-· gente più cospic:.io (cii~ i l 60%) dei disturbi funzionali d el linguaggio. anzi, i :-,..:si di sordomutism o sono probabilmente anche ai più, poichè leggendo le storie cliniche , si desume che alcuni designati come affetti da muti:;mo erano stali colpili in. primo tempo du sordomutis mo, o che coesistc:vano paracusie. L.e varie funzioni motorie del linguaggiù, che vengono disturbate, sono: a) costantemente i movime nti delle labbrn e d alla lingua, ndie quali si trova una paralisi, più spesso s pastica che flaccida; ed i movimenti del torace e.del diaframma destinati alla fonaz ione e a ll'articolazione; b ) non costantemente: i movi menti d ella mandibola (i ma::;seteri sono più s pesso paraliizuli, di rudo contralLi ), del velopendolu, del la d eglut izione e degli adduttori delie corde vocali. Non s i può dire che nei casi n ei quali es1::;LtVa paralisi degli .add~U,ori (]u..!ll~ della I ingua fosse più grave che negli altri casi; a nzi, eranvi casi di paralisi completa della lingua senza che le corde vocali fossero alterate . Im portante è il fatto della presenza delle paralisi dei muscoli respiratorii che sono appunt.o in rnpporlo con la fonazione (vera akinesia amnestica) . Il r eperto laringoscopico fu sempre n egatirn nei casi ·di Neri; n on in quelli d1 Medea e di Bosla: il quale, anzi, trovò per lo più posizione t:aduverica delle corde. A . Morselli vide le corde flaccide e un po' r1rrossate; Frank noli\ sebtiene raramente, o paralisi d rgli addut.tor i d d 'e rorde o spasmo degli abduLlori e paresi de i tensori, o moYimcnti con:iformi : questi ultimi , pero, quasi sempre s i t rovarono nella balh11zic. Mod e na, Besta e Ner i riscontrarono di rado altri sintom i isterici , Morstil li e Medea im·ec~ frequentemente. Fra questi, i d isturbi d ella sensibilità, consistenti in ir,o-od iperestesia del laringe; in anaigesia delJa lingua e talvolta d ella f~cia; in age usia che in genere colpisce la metà corris pondentt all 'ipoesLesia sens itivo-ser.f.Oriale, la quale ultima s i constata spess ) nei muti funzionali _ Frank 1Jna volta trovò ipoestesia d el te rri10rin della faccia inner vato dalle due branche del V , e d'am bo i lati_ In c irca il i0% dei casi, questo autore ha osservato disturbi di deficit anche a carico dei muscoli innervati dal facciale inferiore. Sono come tutti g li altri, varia bilissimi , sì da osservarsene tutte le forme di passaggio, da uni, lieve ipotonia fino a d una paresi evidente, scnz,t giungere mai alla 11aralisi. E che s i sia trattato di paresi o di asten ia d el facciale d estro e non di contrattura d el sinistro è dimostrato dal fatto che a d estra l'allontanamento d elle labbra riusciva più facile (segno orbiculo- labiale positivo) c he a sinistra.. La paresi in genere è parziale e ri sµetLa il pl&tisma, mentre colpisce certi muscoli, come \ raramente) 11d es., i l levator lrlbii SUJJP.rioris ; o il leva/or labii 'i nfe riori,, e (quasi sem5 , - Giornale di medicina miltiare . -
Fa,c. VIT.
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LE NE U ROS I F G Nl:IONAI. I DA G U ERRA, ECC.
p re } l'orbicularis oris (prevalentem enLe nella parte media), di modo che 1 muli~Li non riescono a. fbc hiar;! o a dare un bacio. La parosi pe raltr o porLa evidenti i caraU.rri funzionali, di modo che si È' autorizzati t1. parlare piuttosto d i unu impossibilità di fischiare o di dare un. bacio (dappoichè i pazienti riescono a gonfiare le guancie e a compie re g li altri movimenti dipende nti dai faccial i). Talvolta, anch~ quando i movimenti del fischio o d el bacio sono possibili, il pazien t3 non riesce ad eseguire complclamente Lali a.lli: cosi, ad es., in un caso, il paziente r iusciva, nell'aUo di dare un bat:io, ad avvicinare le labbra ma non ad eseguire il dis tacco dcile mede..;.ime (ar)!'ass1a r.1rcoscrilLa).· Il facciale s upe1·1ore non parteciJJa q11asi mui al la paresi (Frank ha. veduto soltanto un caso, in cui eravi una lie\'e ipotonia d ell'orbiC'ularis palp1' brae a d estra). Nel 20%, !a paresi dd facciale infe riore era dal lato destro, in un cuso soltanto a s inistra (il paz. e ra mancino). I n uno la paralis i inte n :ssava prevaknt em r n t.e i movimen ti della mimica di destra, in un altro 1:sisleva una paralis i mimica parziale (jpiposs ibilitù di r ide re). Fra.nk non ha mai constata.Lo alcun 'alterazione rlella eccitabilità eleLtrica della muscolatura del facciale. Nella maggiornnza d t>i c,1si esis ll vano di5Lurbi a ca rico della porzione motoria d el L1 igemino, in quanto e ra vi una limitazione attiva d ei movimenti d i chiusura della bocca, e talvolla un trisma parziale; non di rado de{ìicil dei moviinenli di lateralità della mandibola senza distu'rb i d ella mas ticazione. ll velopcndolo talvolta è mobile , più spes.;o è colpito da pare::;i, rarame nte da para.lt:,i (completa );,.._ qualehe caso i m ovime nti sono 9ppos Li a quelli che si corupiono normalme nte, dappoich ,ì , quando si invita il pazie nl.e ad em elle M la vocale a, i l vf'l0pem l0lo i1 \'ecc di alzar .;, si a b bassa. Nel mangiare, però, non si O$servanc mar d is turbi (motor i) del velo. I l defìcit a carico dei movimenti d ella lingua rappresenta, dopo l'afonia , il i,iù coi:;k1.ntll dei disturbi che accompagnano il mutism o Si segnalano per la loro variabilità, poir.hè da una lieve rlcficienza d e la prolus ione d ella lingua., s i giunge a travers0 tuLte le fo r me di passaggio, fino alla immobilità completa. Talvolta la pares i dell'organo è lieve ed unilaterale, di modo c he esso devia lievemen te a s inis tra o a dest ra; hltrc volte, invece, s i nola un 'aslrnia dei muscoli della line:ua (il paziente non riesce a tenere a lungo la lingua protrusa}. ln genere la pansi , ris pcLtivamente la po ra lis i, della ling11a o scompare all'alto d e l riacquisto della parola, o pe rsiste ed è rilevabile ancora nel pe r iodo del balbettamento. La pa,esi non inte ress':l soltan to i rr.ovimcnti rlélla lingua de!:'t.inati all'articolazione delle parole, ma l\nche quelli destinali alla formazione del bolo alimentare ed al t ras p0rto di q11eslo dalla cavità o rale n el faringe. Qualche volta l'Xl pai o r,arLecipa alla. paresi o d'ambo i lati o a dest ra. Agostini , dis ting ue ctue tipi diH.. rs i di m ,1tis mo fun zionale. In alcuni il mutismo sa rE.bbe c mocommotiYO cd associalo, s ul prinripio, a fugace disorient,,mento d ella coscienza; si associa ad ipoa-c1 1s ia , a fenom eni d i
LE NEUROSI FUNZIONALI DA GUERRA , EO; .
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alterata innervazione simpatica e a disl,urbi delle corde voc,1 li (abdot .e e anestesiche) : questi malati riacquistano la parol:i dopo u n L s inil to in-
tervallo di begaiernent. In altri , e sono i più , il mutismo, esponente di uno stato isterico, sarebbe accompagnano dalle note stigmate dell'isteria; in questi oltre ad essere conservata perfettamente l:1 facoltà di leggere e scrivere, J'intf'IJigeuza è integra e la mimica rivela il vigile desiderio dell'infermo cii guarire rapidamente. Vi ~ono pure forme miste, nelle quali
s1 associano fenomeni e moti vi ed isteril'i. l<'ru.nk non conviene in questa divisione così netta del mutismo fatta dall'Agostini. Difatti, vi sono dei casi in cui vi fu pregressa commozione e che in nulla si distinguono da quelli nei quali mancò qualunque scuotimento cerebrale (mutismo non da traumi) , ed infatti nei pa~enti della prima specie mancavano spesso la ipoacusia, i disturbi si mpatici e il passaggio alla guarigione attraverso il periodo della balbuzie. . Merita qui di essere segnalato un fatto, su cui ha attirato l'attenzione per primo C. Frank, cioè cne, in un certo numero di muti funzionali, il facciale inferiore e anche il XII sono più colpiti a destra, vale a· dire, dal lato opposto a quello che presieòe alle funzioni del linguagp.io (come _FtV-
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LE NEUROSI F U NZIONhLI Oh G UERRA, ECC.
viene nelle lesioni organiche). Esso d imostra che anche i disturbi funzionali del linguaEgio coli;;iscono prevalentemente l'emisfero cerebrals sinistro e danno una prova della sinergia, che si esplica fra l'area di Broca di sinistra e i foci limitrofi (parte inferiore del g. praecentralis) -dai q uali si sprigionano IP. fibre destinate ad innervare il VII inferiore destro. Ciò è tanto vero che, nei mancini, nei quali funziona a prevalenza l'area destra d i Broca, se colpiti da mutismo isterico, è il VII inferiore di sinistra
F"ig. 3 .
che rivela la sua mejopragia. Ne fa fede un caso da me osservato in un giovane soldato che in seguito ad emozione non di guerra (dispiacere per la morte del fratello) era stato colpito da mutismo isterico. Ora l'e same obiettirn, del resto completamente normale, rivelò una evidente ipotonia dei muscoli innervati da1 lacciaie inferiore sinistro associata a paresi della lingua e ad afon ia (fig. 2 e 3). Anzi fu proprio l'ipotonia d el facciale di sinistra, e non di destra, che mi fec-a nascere il sospetto che il paziente fosse un mancino; il che mi fu confermato da lui , e documentato poi con l'esame dinamometrico. Tuttavia rimane sempre vero quanto Charcot ebbe a constatare, cioè, che in genere l'emiplegia isterica d egli arti non si accompagna a paralisi del facialis.
LE NE UROSI FUNZIONALI DA liCERRA, ECC.
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Parrebbe che i criteri sovraesposti fossero più che sufficienti per discriminare un'afasia mote.ria organica. da un mutismo isterico. Tuttavia ciò pu<', riuscire difficile, quando una lesione profonda del cranio in corrispondenza dell'area di Broca sia seguita da mutismo. Un esempio singolare ne offre il caso seguente: Ant. Lnigi, d i anni 22, contadino. Fu ferito i11 zona di guerra il 24-8-1916 da una schegg-ia di granata snlla regione parietale ~ini~tra, con frattura ttitale dell'osso
Fig. ,.
corrispondente . Appena ferito rimase privo della coscien,a per un tempo imprecisabile: riacquistata la cosciC1Dza, non potè più parlare, nè muo\"ere gli arti di ch>stra. Asportate numerose scheggi,:: oo~ee, la ferita guarì in circa 30 gionii. STATUS. - 4-4-1918. - Nulla a carico ,dell'oculomozione. Esiste (fig. 4 ) una paralisi completa della muscolatura innervata dal VII inferior(' di destra (compreso il pellicciaio). La lingua è mobile in tutti i sensi. Il P. non è in g rado emettere alcun suono articolato nè inarticolato (mutis mo ed afonia completa). Completamente paralizzati gli arti di destra, con caratteri squisitamente organici : nel cammino il Par.. tende a falciare con l'arto destro. Nulla a ca rie-o -dei movimenti passivi ed attivi degli arti di ~inistr<.1, sal\'o una spiccata astenia dei medesimi. Dinamometria della nrnno : D . 20 ; S. 40. A destra, i riflessi tendinei superiori, rotulei, achillei ed i rifl<'ssi degli adduttori sono più vivi che a sinistra ; esiste o D. il segno delhi supinazione e deJla Re~sione combinata. Ri fle.;si addominali e c remasterici vivacissimi d'aDlbo i Inti.
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LE NEURO::il VllNZJONALI DA G Ut:RRA, Et:t:.
Ipoestesia tattik, u:rmil'a, dolorilka batiestcsia e ,tt:rtog nosi normale.
~
pallcslce"ica a destra (eccetto il capo) :
Visus= 1 d'ambo i lati. Nou òi,c:ro111:itup,ia; c:a111p > \'isivo uu pò ristretto a destra. Udilo 11or11,ak. I pnsmia cd ipogeu.sia a destra. Il P . esegue be'l.le tutti i comandi dati a \ 't.>Ce, denomi na (per iscritto) bene tutti gli oggetti: scrittura e lettura ,,0110 pcrfrlte. Il pazicnlc uon riesce a dire qualsiasi parola nè a ripeterla, la ,·oce è afona. :S:uu dist urbi delle prassie . S i n ota uno stato depressivo psichico con lievi disturLi dl'lla 111c111oria (amnesia lacunare) ed una facile emotività. li carattt:re è foLico. L'esame la·r ingoscopico è negativo. In c·orrispon denza dell'osso parietale di sinistra (ptc·rion) esiste uua perdita di sostam.a os~ea (tavola!o interno ed esterno) della grandezza di uno scudo, e che corrisponde ali 'area di Broca. Il Paz. ha rinutato qualsiasi iuten.:entl· sul cranio, l'Olllt' pur(· l't'tt'ron a rco~i.
In questo paziente la diagnosi di le.,;.ione t raumatica della zona rolandica di s inistra (prevalentemente della parte inferioreì e consecu t iva paralis i (organ ica) d eg li arti e d el \'li di destra , scaturiva chiaramente dall't;~amc obiettivo. Di fticilc, invece, era giudkarc se si trattasse di mutismo isterico o di a fasia motoria dipendente da una lesione dell'area di Broca, tanto più che la lesione ossea era in corris pondenza di q uesto ultimo. Tuttavia si ri tenne trattarsi di mutismo iste.rico, per la mancanza d i qualsiasi disturbo della leLtu ra e della scrittura e pe r l'afonia completa. E difatti, sottoposto a cure elellro- e psicoterapichd ed alla rieducazione del respiro, il Paz. guarì in brevissimo tempo e completamente del mutis mo ; me ntre gli alLri disturbi organici (par-esi del VII e degli arti di d e5tra ) rimasero invar-iati. Ora a n essuno può qui s f uggire la d1fficoltit ddla descriminazione d ella s indrome organica (afasica) da quella funzi onale Fr-ank non ha p otuto osservare alcu n caso di amusia funzionale, probabi lmente perchè nel materiale da l ui osservato mancavan o i soggetti aventi una cultura kcnica speciale. S1 trallarn p er lo più di analfabeti mu,;iu.d i, nei quali J'am11sia si presenta come un sem!1lice epifenomeno del m utismo. Giusta le vtldute di In :;egnieros, ciò dipender.:>b ':e d al fatto che il soggetto , il q11ale e muto, non canta; pera lt ro, che quo::sta proposiz1one s ia I ungi dalJ'es!".ere v~ra lo mo:;;tra il fatto che una d issociazione dei d ue disturbi è p::issibile, com e accad e n elle amusie organich e. Ciò è s.lalo me:-;so ancon.L una \'OlLa in evid~nza da me in un lavoro re~entissimo . Frank ha potuto d el resto osservare in un can tan te di professione, affetto da mulis mo is ter ico, h1 piena conser va:l!ione d elle facoWt moLorie musicali; tanto che, sebbene muto, cantava canzoni in un concer to, a!'.compagnandolc C'On le parole cor ris pondenti , (]uali, senza il canto, non potea dire. Anche :,111 est:.1. particolarità - che d imostra la connessione fra le dne immagini motorie v erbal i (fasiche e musicali), rese quac;1 automatiche dall'abitudine - s i verifi ca nelle afasie m otorie organ iche. Un disLuil'bO che talvolta si osser va n elle ne urosi del linguaggio da traumi di guerra è la balhuz1e . La diagnosi differenziale tra le b albuzie di antica d ala e quelle recenti non è però sempre facile . Secondo Froschel, le prime sono caratterizzate dalla r:resenza d i embolofrasie, dappoichè, il soggeti0 n el parlare, emette olt.re a lle parole, dei suoni diversi (em h oli): ad es. , invece di dire 1-aois , egli dice e - Japi.s) . Queste embolo-
LE NEUROSI FUNZIONAL I DA (;t;tRRA, 1:CC.
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fra.sie 1ncncano, secondo l<~roschel, nei casi d1 Lali>uzie recenLi. Da le osservazion i d1 Prank r isulta , tuttavia: che se è vero che nelle balbuzie di antica data esistono semprP. le embolofrasie, esse si p -s-::sno oss~rvare pure nei casi di balbuzie recenLi. Nei malati che si pr>!sLavano a più minuti esami, Frank trovò che erano capaci di rappresentare, mediante la prov:1 d i Proust-Lic.lìtheim il numero delle sillabe di qualsiasi parola. Jn genere è manifesta la tendenza della sindrome a migliorar~ e guarire. Mottena ottenne la guarigione dei distutbi fL·nz.ionali del linguaggio nell'80 % dei casi; Neri nel 95 %; Medea ndJ.i grande maggioran·!a dei casi: i maJat,i di Besta guarir::mo tuUi; A. Morselli ottenne il 94 % di guarigioni ner muti : fatta eccezione dei Sardi, n ei quali, le guarigioni furono poche, sopratutto quando il mu tismo non era associa·o a sordità (il sordomutismo guarisce) . Fragnito, del pari, ebbe facili successi terapeutici nei muti (i Sardi aveano spesso L1lla base organica). C. Frank osservò nel 25 % guarigioni complete, e nella stessa proporzione guarigioni incomplete; nel 13 % nessun effetto e nel 5 % ricadute. Sopratutto resistono alle cure i degenerati, i già balbuzienti e gli esageralori. In genere, le guarigioni d'emblé sono rare. Prima di guarire, il mutismo nella sua evoluzione percorre due tappe, !"atonia prima e la balbuzie poi; la prima può mancare ed è di brevf' du r;ita, mrn're la seconda non manta quasi mai, persiste a lungo e talvolta diviene abituale A me partl un'esagerazione l'opinione di f<ing-er, il quale, crecle che tutti i mutismi isterici siano simulati: prP.sso a poco lo sL sso r:pete Liebermeister, il quale riconosce che il mutismo isterico sta molto vicino alla simulaziom:. Oppenhuim ad ogni modo ritiene che la s imulazione dell'afonia e del mutismo giù sofferto sono difficili a smascherarsi. La diagnosi differenzial e con altre malatlit del linguaggio é facile, quando ,;' pensa che il I!Jutismo monosintomatic0 è rarissimo (6 %) e che per !e, più sono presenti alLre stigmate della neurosi. -Alcuni hanno cercato di ass~gnare al mutism, istel'ico un a localizzazione (anatomica) a focolaio; ciò che fors · è d erivato d&ll a circ·1stanza che que:;Lo non fu mai ben definito da n ssun auk1r l'! com .: en '.iti, sintomatol·oe-ica. Charcot e Bastian hanno ccnsiderat 1 siffatto disturbo come equi~alente ad afasia-afonia: perciò loro parve gi11slo di poter localizzare la sindrome suddeLta nella 5f'de anatomica che dit luogo ad afasia motoria, compresa la zona cortic:>· motoria dei musco! i del laringe. Ora, l'analisi clinica compiuta da· C. Frank ha dimostrato due ordini di fatti che hann·:> un'importanza capilak per la questione in parola: a ) la sintomatologia costante del mutismo. costituita dai tr ~ elemen1i : dispneumia , donia ed anartria; b) l'in tegrità del patrimoni'.> delle immagini verh0artirolari nei muti , dimostrata dalla conservazione della scrittura e della prova posit,iva di Lichtheim . Questi dati clinici s;curi non permettono di accettare la teoria anatomica di Charcot, e Bastian (s ~questro uni - o bilaterale dell'area estesa di Broca) e molto meno di confondere l'afas ia di Broca con il mutismo isterico. Ver:i è che Ìll mutis ·no isterico
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LE NE U ROS I FUNZIONALI DA GUERRA, ECC.
è talvolta accompagnato da altri sintomi secondari, come: l'em plegia destra (senza partecipazione del faciale), oppure (soltanto), la paresi del VII inferiore (bilaterale o esdusivamenlc a destra); t.ut.lavia esistono casi di mutismo con emiplegia sinistra, oppure mutismo con monoplegia crurale. D'altra parte, nel mutismo associato ad emiplegia destra · mancano i disturbi del sel,l.imo inferiora; ed anche se vi si accompagna paresi del VII inferiore di de.stra, manca il segno del pellicciaio (caratter;~tico delle lesioni organiche). Si potrebbe pensare che nel mutismo funzionale la lesione (diilamica) risieda nella subcortex cerebri , e che il quadro offertoci da questa bia identico a (Juello dell'afasia motoria pura (subcorticale). La presenza della dispneumia e dell 'afonia fa escludere però una offesa unilaterale. Ma ancho. un·offesa bilaterale non si potrebbe sostenere per le s~guenti ragioni: prima, perche, ammetteM una lasione , sia pure dinamica, che colpisca simmetricamente d'ambo i lati le fll,re destinate soltan\J> all'emissione dE.lle. parqle appare poco verosimil·e . Secondo , perchè nelle lesioni sopra - e prelenticolari che (secondo i risultati delle mie osservazioni) danno luogo alla sindrome dell'afasia motoria insanabile - e che pur equivalgono ad una lesione bilaterale sottocorticale delle fibre de:;tinaLe all'emissione delle immagini verboarlicolari -- non si osserva mai afonia completa, nÈ una dispneumia grave. Infine, perchè, mentre nell 'afasia motoria (pura) sub-corticale il paziente fa dei tentativi per emettere qu&lrhe parola (cioè, è manifcsL11. la presenza rtcll'impulso della corticalità), invece nel mutismo funzionale tale impulso manca del tutto. Per altro, sebbene l'afasico motorio puro organico ed il muto funzionale abbiano tutti due l'immagine verbo-articolare (conservazione della scrittura e riHtllato positivo della prova di Lichlheim), pure non riescono a trasformarla in parola per ca.use differenti; dappoichè nell'afasico motorio puro, l'impulso a trasformare le immagini fasicomotorie in verbo-articolari trova la via anatomica sbarrala; mentre nei muti funzionali manca l'impulso stesso dell'atto di parlare, pur avendo le vie sottocortical i libere (ciò che viene dimostrato dal fatto che talvolta parlano nel sonno natural~ o artificiale). · Da qu,rnt.o abbiamo esposto risulta chiarament,c che il mutismo is .erico nulla ha che fare con i meccanismi patogenetici, che sono base dei disturbi dcll,t parola appartenenti al gruppo delle· afasie motorie; e che esso invece indubbiamente appartiene al gruppo dei disturbi anartriei , cioè, di quelli c.he si riferi&ono all'apparecchio articolare della parola. Esso confina con quelli dell'afonia e della balbuzie, con i quali il mutismo funzional-'! è intimamente collegato, come lo dim;;strano i frequenti casi di esiti di mutismo in fo rma dt'i due disturbi suddetti. P. poichè la sede anatomica del mutismo funz ionale non può css~r e r.è sottocorticale nè corticale a focolaio, non rimane che ammettere una sede diffuS,\ r.orticale extrafocale, " psichica ". In complt-sso, dunque, nel muti.smo fun zional,· trallasi di un disturbo corlicalr. che consistr. in una mancanza dell'impttlso psichico destinato a m cttCN' in azione tutto quanto l'apparecchw p•1riferico d,,ll'l'7rdssione delle paM/1'.
LE NEUR0.51 FUNZl,ONALJ OA GUERRA, ECC.
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Ed invero i più di noi, sotto gl i auspici di Monakow , siamo d 'accordo nell'ammettere che altra è la sed e d ella funzione del linguaggio, altra è la zona che , offesa o dislrult.H, p roduce, come conseguenza, una perdita od un indEbolimento della med esima. 1 cosi detti centri od aree corticali d el linguaggio articolttlo rappresentano si una zona, in cui, si svolgono immagini motorie delle sillabe e d Plle lett.ere, senza la reviviscenza d elle quali . è impossibile l'eiezione motoria de1Je parole. Ma è anche vero che l'impulso e l'associazione contemporanea con altri foci, rnme a.d es., coi centri corticuli la , ingei, sono alla di9endrnza di tutto o quasi il resto della corticalità ce rebrale e sopratutto d elle aree , nelle quali ha luogo la reviviscenza d elle immagini sensoriali o sensitive degl i oggetti e di quelle d estinate all'impulso dei movimenti. Se ora supponiamo che avvenga una S€iunzione (nel senso di vVcrnirkc) fra le aree del linguaggio motorio e il complesso di quelle aree che, brevitatis ergo, chiameremo psichiche, è chiaro che verrà se,q uestrato anche l'impulso non solo alle aree di Braca, ma anche alle zone sinergiche a loro vicine, e filogeneticamente - sil venia v.('rbo - associale (cioè al centro corticale del laringe e al centro motorio d el faeial P e dell' ipoglosso). Di qui l'afonia, quasi sempre compag na del mutismo, e la compartecipazione (astenia o paresi ) del faciale inferiore d el Iato opposto (a destra nei mancini). Ecco perchè, come si d esume dai risultati (vositi vii della prova cli Prousl-Lichtheirn, il pazient e è sempre in grarlo di ricordare il numero delle sillabe che costituiscono una data parola, ed è bene mantenuta la capacilù di scrivere correttamente; dappoi chè, nessuna dissociazione è avvenuta lungo i neuroni che uniscono l'areaestesa di Brocu con il centro (psiro) motorio d ella mano. Piit recc·nte nell'ontogenesi umana, tale associazione manl,iene la sua indipendenza funzionale. Qui si ve rifica in sense antiteliro quanto si osserva in altre manifestazioni patologiche (perdita d ella memoria), cioè che le associazioni recenti si mantengono più salde di quelle più arcaiche;la rliversità d ella base patog·enica dà spiegazione di questa differenza di-
fatti. Si tratterebbe, dunque, d, una mancanza di imrmlso rhe dovrebbe sprigionarsi stcondo Monakow, da tutta q1ninla la corlicalità cerebrale-o almeno da quella p r,rte degli emisferi (lobi pre frontali ) che, giusto il concetto di Harlmann (a proposito d elle apr~sie) è destinata agl'impulsi volontari; e senza i quali (impulsi) non può aver luogo qualsiasi funzi one motoria anche quando i relativi foci sono intùgri. Quest'ultima ipole~i (cioè di un'apr11ssia circoscritta) viene dimostrata inoltre: 1) dal fatto che i muti fnnziouali nei tentativi di parlare si sE-rvono speEs::> di impulsi dt:lstinali ad altre funzioni s ia psichirh':! che motorie (frnomt!no• descritto col nome (non corretto) di deviazione degli impulsi); 2) dal fatto che e~si, per riacq11istare ·i a parcla, hann,1 bisogno spesso di un· lungo periodo della rieducazione d ei movimen ti de!>tinati alla emissione delle parole. Il meccanismo patogenetico. quindi , (sia che si parli di Reiunzione, di diaschisis, di désordre o di dissociazione) si deve concepire come un sequestro di catene innervatorie raccordate sia nel senso fisiologico o psi-
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cologico sia in quello anatomico. Ciò si spiega. rifltittendo che la seiunzione dei complessi da innervazione destinati all'emissione delle parole porta con sè in via associativa il distacco di altri complessi di innervazione affini. Queste associazioni, peraltro, si riferiscono alle funzioni primitive (urcaiche) come ad es. : non parlare e non udire - non parla.re e non gridare e così via. Bene inteso che le seiunzioni suddette sono in primo tempo subcoscienti (psicogene), e vanno poi soggette ad una successiva elaborazione di fissazione; di qui il primitivo dist.acco di complessi di innervazione, come ne fanno fede l'emiplegia destra e la paresi del, settimo inferiore di de.stra. Questi ultimi due sintomi dimost.rano chiaramente che siffattta dissociazione di complessi di innervazioni è, per lo meno nel mutismo isterico, talvolta anche più vasta; e che il « désor<:lre " è maggiore nell'emisfero cerebrale di sinistra, il quale, appunto ha una prevalente dignità funzionale per la parola. Le dottrine poc'anzi esposte (e l'av(·re resµ into una localizzazione anatomica) non contra.dicono quanto ho sostenuto anche recentemente : cioè che, le sindromi isteriche, almeno la m ag.:;·ior parte, non hanno quel caraitere di « bizzarria », che molti loro attribuiscono. Ch~ anzi, il più delle ·;olle , l'associazione di alcuni sintomi costituente speciali sindromi è> bene spiegata, facendo ricorso all'anatomia fisiologica e ai collegamenti di determinati foci o di determinate form .1.z ioni anatomiche. In complesi;o, dunque, dai casi studiati da C. Frank risulta che tutti 1 dis t.urbi incostanti del mutismo isterico, come paralisi della lingua, del Vll, delle corde vccali, nonchi-· i vari di~turbi sensitivi locali (anestesia della lingua, anestesia della membran:1 dlll timpano), come pure la sordità scompaiono rapidamente, non appr na il paziente riesce a pronunziare qualche vocale o sillaba sia a voce ~hiara come a voce afona; anzi la sorditù in genere scompare per prima, nell'epoca in cui il mutismo è assoluto. Peraltro non mancano casi, nei quali tulti i disturbi suddetti persistono anche nel periodo regressivo del mutismo; ciò dicasi pure della sordità, rispetlivamenlt• dell'ipoacusia tsnròità verbale), la quale, può in via ecceiionale pPrsislere a nche q uando il mutismo è scomparso del tutto. Ad ogni modo tutti i disordini secondarii d el mutismo isterico òi cui sopra (paruli.-;i d Pl la ling11a e del facciale ) scompaiono sempre con la guarigione del mut.ismo; persistono, invece, spesso ,i vari disturbi psichici /ad es. il caraltere isterico, le stigmate) quali segni di un'allerazion.ò durutura d bl s istema nervoso dipendente dall'iste ria, di cui il mutismo no n rappresenta che un sintomo. Dalla descrizione s intomatologica testè riassunta s·, in'e i:;c,1 pure che i I m11li1;mo isterico ci si può presentare sottn dut' fo i ma cliniche : una è rappresentata da una forma nella quale sono presenti soltanto i sintomi costanti (dispneumia, afonia ed anartria), nell'altra, invece, si possono trovare tutt.i od una parte dei sintomi già de.scritti col · nom e di incos1ant1. Sia la prima comf' la seconda forma clinica possono . essere più o meno ricche di segni isterici generali, le stigmate comprese. - · Anche negli staòì regressivi, ai quali più volte abbiamo accennato, i disturbi più frequenti sono rappresentati dalla balbuzie e dall'afonia che si p ossono anche associare fra di loro.
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Quanto allu :;ord1ti1 islel'icu quale parte della sindrome di sor,d omutismo, anche essa assume due forme clini<:he : vi si distingue come abbiamo visto, una forma di sordità lot.ale (od una ipoacusia. semplice) ed una forma di ipoacusia con sordi tà verbale . Quest'ultimo com plesso s intomatico, insieme alla sordità verbale pura isterica (Raymond), fa parLe d elle pseudoafasie isteriche, le quali, altre volle ci si _presentano in forma d i mutismo con agrafia e alexia, oppure in forma d1 afasie paradossali (disartria, jargonafa.sia, afasia d'intonazione , ecc.) . Per ciò che rigurda le balbuzie traumatiche primitive, anche esse, .analogamente a ciò che si osserva nel m utismo, possono essere d ate soltanto dai sinto1ni coslanti \d1spneu mia., Jii:;fonia e disartria), oppure anche da quelli incostanti. Lo stesso dicàsi dell'afonia is'.erica (in cui secondo alcuni, la dispneumia rapi:,resent.a l'esponente più costante della paralisi degh adduttori ). La discriminazione suddella, in diverse forme cliniche, dei vari di .sturb i funzionali della parola ha una grande importanza per la diagnosi differenziale, la qua.le, come è facile a supporre, varia a seconda dell'una o l'altra forma, con cui ci ::;i prec;en lano i distu rbi stessi. La cura d ella neurosi da guerra (mutismo a par te) è stata oggetto di molteplici controversie e soprattutto si è discusso se convenga tra.sferire il ma.lato in patria od in un istituto ospedaliero adatto. Secondo Nonne, mentre alcuni mig liorano in patria, altri vi peggiorano, causa la dannosa influenza che esercitano i parenti (Wilmans è dello stesso parere), sopratuLto nelle forme isteriche, la guarigione delle quali è invece favorita dall'isolamento. Hiunire tutti i neurastenici in un solo istituto ha van taggi e svantaggi insieme, i primi consistono nella possibilità di una buona cura; i secondi dipend ono dal contagio psichico: .quelli, però, sono maggiori. di questi. Ad ogni modo Nonne consiglia di trasportare questi infermi in un posto tranquillo, ove non abbiano timori, nè dispiaceri , nè preoccupazioni di sorta, ed è con Lrario alle lunghe d egenze negli ospt'\daJi. Anche Binswang-er sostiene che gli Osped ali territoriali sono poco adaUi per gli ammalati di tal fatta, poichè, sµecialmente i ::;i11Lomi i::;terici guariscono più rapidamente all'aria a perta. J a lowicz è IH·esso a poco del lo stesso parere; egli consiglia il trasferimento dagli Ospedali da campo a quelli territoriali soltanto per 1 pazienti, i quali (fallito ogni metodo di cura), siano stati dichiarati inabili al servizio militare; poiché, nel passaggio d alla F ronte in zona territoriale si verifica un abbas...:;amcnto del tono bellico, ciò che li svezza dalla vita guen esca. Stewn,t - ed io completamente aderisco al suù p :m:;iero - cond anna pure il sistema di obligare il malato a peregrinare - vero uccello di speda.le - d a un ospedale al l'allre; il che non 1mrmcUe alcuna cura seria e sopratutto qualsiasi comnnione col merlico di fiducia. Devono es1,ere proibite in ogni caso le visite dei parenti o ridotte al minimum. Quasi lutti hanno insistito sulla nrc(·ssità d, a• viar~ per temno questi pazienti al lavoro (Wollenber!('), ciascuno secondo il proprio mestier~ e paga rli (\.Voss). Nonne, anzi , ha insistito sul principio che una guarigicne completa si avrà soltanto se i m alati tornerann o al lavoro;
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e ricorda, rome fin dal 1915 sono sorte in Germania molte associazioni, le quali si occupano della scelta de i comitati di arti e mestieri per la: educazione professionale e per l'assegnazione del lavoro e del salario ai neuropatici di guerra. Jolowicz e Liebermeister affermano che casi recenti generalmente guariscono se oltre a tenere gli infermi in un ambiente tranquillo (neurocomi}, s i in iziano a tempo miti esercizi cinesici. Quanto agli speciali metodi di cura specialmente per i tremori, per le paralisi è per le contratture, sono tornati in onore, secondo l'aforisma oraziano, aìcuni che da tempç, t>ra,no stati abbanrlonati. Ricorderò la tera.pia snggestiva, in forma sia d'ipnosi sia allo stato di sveglia. Nonne usando la prima su larga scala, ha ottenuto guarigioni nel 50 % dei casi di neurosi funzionali in /!'Cnere., qu11nt11nque in parecchi si 'sieno osservate de lle recidive: il 48 % di guarigioni ha avuto con questo metodo nelle neurosi da scoppio di granata. Gli insuccessi dipendono, secondi1 lui , più dal medico che dall'ammalato; elementi contrari all'ipnosi sono, secondo Nonne, principalmente la mancanza di volontà da part8 dei pazienti , l'ansia de!la procedu ra teraupetica e l'intenso desiderio di cadere in ipn0s i. CoNeri.ç pn.nhm i procedimenti ipnotici riescono meglio nei mal ati che non ne hanno alcuna contezza: mediante l'ionosi anche altri come Binswanger (una volta tanto contra rio a ques-to metodo!) Lienau e Zeherer hanno ot.lcnuto buoni risultali. Secondo Willmans, però, l'ipnosi non dovrebbe essere applical...'t da qualsiasi medico; Vollcmberg, Cll!'schmann la cons1gli11no specialmente nei casi gravi, asso. ciandovi l'isolamento, le applicazioni elettriche e gli esercizi ginnastici. . Risultati brillanti (100% di guarigion i) sono stati raggiunti da Owen e da Schiiller con la semplice cnra suggestiva allo stato di veg-lia; tali ebbe pure Boettiger , coii.diuvandola con mezzi fisici. In ospedali ove erano ricove rali militari affetti da neurosi recenti, consecutive per lo più a scoppio di grnnata, egli ottenne il iOO % dt g uarigioni, servendosi talvolta come aiuto, dell ·eJettricità. Del pari, Modena, Neri, A. Morselli e Fragnito preferiscono nella cura delle neurosi di gùerra i metodi dolci, . come la persuasione ':l la suggestione. Qualche neurologo tedesc" hR. vantato pure notevoli vantaggi ottenuti ool mdodo della nsicoanal isi ) del Freud. Goldstein ha oUenuto ·buoni effetti dalle ini,~zioni ipodermiche di soluzione fisiologica, assnciate a 1ieve narcosi cloro-elil ica. Si mons e Woss, im ece, no11 viclero mai con quest.o m•~todn ~c-omparire le paralisi (psicogene) n~ le contratture. Un discreto numero di neuropal.olo~ri, Kauffmann a capo, hanno ricorso all'~leltroterapia. Questi si serve, della corrnnte cle'kica, s Jllant.o nei casi inwterati e ner combattere disturbi motori ili qualsiasi natura. Nel tremore, immobilizza (producendo una rontrazione tetanica), per mezzo d t>lla rorrenLe faradica , l'arto che ne è affetto e per la durata dr 15 m .; poi, fa e~uire al paziente (se il i.remore colpisce l'arto inferiore) esercizi di deambulazione, secondo norme prestabilite, associandovi la suggestione comandata dall'ufficiale medico. I migliori risultali li ha ottemil.i nelle abasie e nelle d isbasie. Qi.1,1lcuno si feliciI.a di averP
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adoi,erato il me todo ·violento di Kauffmann (con correnti faradi che assai intense); fra questi Curschmann, il quale ha ottenu to i migliori risultati nei casi di disturbi motori gravi; del !)ari Pappenh~im vanta di aver guarito, dopo una seduta di applicazione faradica, pazienti (fun :Gionali) affetti da parc,.l1si, da contratture, da spasmi e da sordomutismo; e crede che specialmente per evita.re le ricadute, una cura energica oltre la faraqizzazione, agisca q ui mollo più sicuralllenle che una teterapia mite. Rieder, entusiasta del metodo di Kauffmann, avvc,rle es ser dapprima necessaria una preparazione psichica, e aggiunge che gli ufficiali non si adattano a questa cura., perchè mancan o del concetlo della s ubordinazione ; ud ogni modo, per curare con questo mt'lod o g li isterici, pretende sempre una dichiarazione (favorevol eì d ei parenti, 11.lla presenza d ei lt:Stimom. ln ver ità , nella durala e nel rigore dell'applicazione della corrente elettrica sta, secondo Mann, il nuovo della cura (di K. j . Questi però ha timore di 1tsure la corrente sinuooida le (sono stati regis trati parecchi casi di mo rte); e consiglia la sola faradi ca, la quale, non penetrando profondamente, ese rcita poca o nessuna in011enza sugli organi interni, specialmente su l cuore. AHri r,i lodano del m tllodo d i Kauffrnan11 adc,perandolo in mod o tem perato; cosi Lowenthal e: 'vVillmans usano 0orrenl1 poco forti e Woss n on vuolr questo metodo in mano a m edici i,rnsperti. 11 metodo di Kauffmann, peraltro, hd trovato fieri or,positor i. Esso, secondo Nonne, è da ripudiarsi, per timore d el cullusso. a lm eno negli individui di d ebole co:;lituzione; anche Goldstein avvtlrk e lle può pro-curare gru.vi noitl ctl meclico, e Li~bers lo ritien ù per quanto buon o, altrettan to pe ricoloso. Tale lo q ualifica Simons (ha veduto talvolta arrestarsi il respiro e grave c ianos i/ e 1r1Pllc in g uardia enn lro le fal'adi ;,,zazioni prolung:i.t.! , dalle quali n on ha c.ttenuto apprezzabili risultati, forse per aver curato i pazienti in luoghi troppo vicini a l fronte. Egli è del parer:.: che un vern isterico non viene g uarito ma i provocando in lui dolon: perchè spesso il sintoma scom pare, per fa r=,1 poi vivo n1111nòo il soggetto ritorna al fronte. Anche Stewart condanna questo metodo pure ammettendo che esso d ehha P.SSCr " riserva to per i casi ril>elli ed ecCt'zionalmente cronict. Tutti $Ono d·accorcfo nel ritenere d annosi gli a!Jparecchi o i supporls per combattere le paralisi isteriche, perchè esercitano un'influenza suggestiva (della paralisi) e perpetuano l'inerzia. P er curare l'amaurosi ister ica unilaterale, Stewart atropinizza l'occhio sano invitando poi il malato a leggere con l'occhio malato, con cui crede d i non vedere . Non è mancato poi chi abbia, e ragionevolmente, insistito sulla necessità d i migliorare la costituzione istero-n,.:iurast.enica mediante tonici e nervini, dappoichè, la cura del sintoma non significa avere trionfato del male. Come si vede da questa rapida sintesi, domina ornai universale il ~oncetto c he i neuro-traumat.izzati debbono essere eurati per tempo " mandati poi subito al lavoro (giardinaggio, lavorare la I.e rra), possibilm ente all'aria libera, in luoghi aperti non vicini al luogo di nascita. Quando poi esistono disturbi locali grossolani, si cercherà prima d i
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turarli u pa1'Lè, ricordando che non può servire una norma unica cli. trattamento da apphcarsi indistintamente a tutti i casi. 11 malato, comu a vverte argutamente Nonne, deve es.-;ere curato m1::1ticalm1::nte non me~ camcntis, e seconde il rnolio di Liebermeister: « fori.iter, fortissime in re, sed suavite1· in modo "; ricordand o che i metodi energici g iovano sp1:;cialment<.; nei soggetti che hanno scarsa volontà di guarire; i blandi, in, qut~lli che hanno buon volere. ln genere i sintomi prndotti sopratutto da sho·.k emozionale o da suggestione si curano meglio con metod i psich ici; quelli dovuti a concussione fisica o ad esaurimeni,o trnggono pit.o. e\ identi effetti dagli e:;ercizi ki nesici (ginna.'iLica, massaggio, elettricità). Gli · uni e gh altri presidi non devono vcrò mai toccare i li miti dell'esaurimento. E' ovvio poi ché quando e:,istono sintomi ister ici isolal!, o anche innestati soprn un substrato di lesioni organichP., bisognerà cercare che non sorga nei paziente l'jdea di una malattia organica g rave. Quanto al compenso da corrisponder~ ai neu ropcLtici da guerra, Nonne si avvicina alla giurisprndenza italiana quando propone che l'indennizzo deve essere dato all'individuo una Yoll.d. soltanto (in Germania è di regola la i;ensione all'infor tunato). Altrimenti tuLti i suldati che torneranno a casa incomincieranno di nuovo ad accusare d1~turbi nervosi (per revisione di giudizio), e quindi, si dovrà assistere alla odissea d«::lle accascianti controversie, ciò che i tedesc hi conoscono per gl'infortuni civili da trenta anni e gli itaforni da venti. Circa la cura del mutismo Modena afferma che tutti 1 metodi Lera. peutici si sono dimostrati buoni, ma specialmen te si loda degli esercizi respiratorii; Neri preferi sce l'elettrizzazione dell'apparat-0 glossolaringeo associata alla persuasione; 8 Psl.:i ricorre alle faradiFazioni; Morselli a queste associate alla rieducazione del ling uaggio; Fragnito alla. psicoterapia g raduale e ai metodi blan.di; Medea cambia il met.odo secondo i casi. J acob ha notato che l'uso del vomitivo ha portato bruscamente la guarigione in molti sordomuti. Secondo Gradenigo, si possono ottenere g uarigioni anche con la narcosi generale (cloruro d'etile, cloroformio, ecc.), avvalorata da opportune suggestioni e da qualche interven to operativo sulla lingua e sul laringe. Però, avverte che talvolta, anche quando si ricorra a questi mezzi, i pazienti allo svegliarsi dalla. narcosi cadono in gravi crisi isteriche, con turbe ner vose varie, abbatti menti, sudori profusi e così via. Gradenigo pre ferisce quidi la r ieducazione motri ce degli atti della respirnzione che vengono messi in attività nell'articolazione della parola. Secondo Frank e Modena è questa la c ura più efficace e da cui si traggono successi insperati : cioè la ginnastica r..spiratoria, che ha per 1scopo la rieduca1,ione grad uale dei m ovimenti respirator i destinati alla fonazione e all'articolazione delle p arole. Ad ogni r11odo Fnrnk riconosce che !a cura dei disturbi fun.zionali della parola non ha dei metodi specifici, ognuno d~ quali ha per sè ocontro sè i successi ed insuccessi. Qui sia pure ricordato il metodo di Muck applicabile in tutti quei casi di a.fonia e di mutismo funziona.l e,. nei quali esiste una pares, (manifesta o lat~nlc) negli adduttori delle c.:orde vocali. Esso consiste· nelrint rorlu rre (sotto il conlrollo la ringQscopirO!!
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nella glotlid,: una palla metal11ca (,, Kugelverfahren »), ciò che ha per effetto il ritorno della voce normale (rispettivamente della parola). Secondo Agostini, il sollecito intervento terapeutico è utilissimo, altrimenti il fenomeno riesce a fissarsi per le tendenze sub-coscienti; le forme isteriche pure sono però quelle che secondo lui, guariscono rapidamente e meno facilmente recidivano. LETTERATURA. LI lettore che avesse vaghezza di prcudt:re couosce nza della copiosissima letteratura sulle nevrosi di guerra, potrà consultare le segue nti memorie o resoconti : Achte Jahres,e1sammburg der Gesellcbaft d cutscher Nervenantc (D. Z. f. Ncr- · vcuh, Bd. 56, 1917). È rife rita tutta la discussiom , s ulle relazioni intorno allei neurosi di g uerra (Oppenheim, Nonne, Gaupp) fatta nell'ottobre 1916, in seno alla Società dei neurologi tedeschi : ala fine ,. elencata la corrispondente letteratura fino a quel! 'epoca (1916). C. R. de la Soc. de Nc11rologie - 1916 , R e vue Neurologique 4-5, p. 521 e seg. Discussione s ullo stesso argomento, svoltasi . in seuo alla società dei ne uropato logi francesi. Si clr. inoltre i s~gnenti trattali o mo nografie : AGOST1NI, - Il servizio neuropsichia trico nella zona Carnica. (Ano . .del Manie di Perugia - auno XI. 19 ,iJ , BABJ1'"S.KI F.T FIWMF.NT. - Hys tèrie pithiatyc.ue e tc. - !lfas~on, 1917, Paris. BWG. - Akrodystonie als F olgein~tan,.ktc. Scbw. Aych. f. Neuro!. Ziirich. 19 18. BUS.CAINO e CoPPOU. ·D isturbi me ntali etc. Riv. di patol. nerv. 1917. Dt Lrs1. - Contrib. fisiopatol. etc. - (Ri11. di patol. neru. 1919, fase. 1-12). FRAG:.ITO. - I disturbi motori d'o rdiut: r ifl1.,sso. - Ri11 . di 11eu.r opatot. e psici.. ; 1101. n, fase. 4, 1916. GATTI. - Sulle cosidctte para\i,-i rifksse. - Ri-uisla di patol . n er vosa. Voi. XXII ,, lo.se. 9, 1 9 1 7.
GRADF.NIGO. - Mutis mo, afonia, etc. - Ri11. di patot. nero., Firenze 19li· l\1ARIF. e t F otx. - Bnll. de la Soc. mèd. des Hélpit. 1916 n. 3-4. MKDllA. - R claz. s ulle contratture etc. del tipo cosi detto riflesso al Convegno Naz. per l 'assistenza agl'inval. di g ue rra. -· Milano, 16-19 dice mbre 1918. E. MoRSHI,LI. - Le ne urosi t raumatiche, l'orino, 1913. PJGHINT. - Appun;i- s ulle • distfofie traumatiche emotive • etc. - li Pollclinlc.,, voi. XXV M., 1018. •· St!WART. - 'I he tre ntment of wa r ne nroses. - Arch. of Neurol, jan, 1919. VALODRA. - Dei d isturbi ner\'osi de tti di natura rifl. etc. - Il Polle!. 1917, n . 349. RoSCHI. - Sulle lesioni funzionali del sis tema ne rvoso. - Convegno Naz. di M:ilano, 1918.
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AMBULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROP.
NICCOLA 01ANNETTASIO
TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dotl. Emanuele Santoro, capitano medico assistente nella I Clinica Chirurg ica della R. Università di Napoli
Contitluozione - V. fu,,c. VI, Oibn1ole di n1tdici11a mililare, I 9 l O
C ) ~EMEIOLOG IA DELL'ADDOME.
I. -
! SPEZI ONE.
i " Pr:>cid1:n ::,a di visceri. - Ci .,;iamc.. già occup,.1li d i quesLa contingenza, ~.Ile rappresenla un segno certo di penetrazione d el proiettile. Qui mi basta ricordar~ che Lala segno s i r isccntra in un'l piccola percentuale di casi. Si badi che qualche volta da una fe1itu di piccole dimen sioni può s porgere un blocchetl-0 di grasso, che putreb bc essere interpretato come una frangia di epiploon. La distinzione ne è facilt:. Basi.a esercitar.::i una leggera t razione s u ltdc blocchetto per p ,Jtere fare agevol mente la diagnosi differenzia le. 2" Il volume d ,,fl'addorne. - Si puo avere J'~umento l-Otale d el voluma nel meteorismo. Ma questo è raro n elle pri mi; orù che seguono il ferimenti). In qualch e caso invtlce l'au mento d el vo lurne è parziale, per versamenti ematici , come nelle u.ssflrvazioni i t.18-184, n elle q11ali era sollanl-0 aumentata di volume la m età d ell'addome corrispondente a voluminosi" :-' ma le-mi. Qua ndo vi I', la contrattura d : difesa l'addome è retratto. Mol tn spesso però, sia nr.llE' ferite penetranti, sia nelle ferite n on penetranti, il volume dell'addomf' non s ubisce n otevoli e caratter istiche variazion ! . , 3' La f or m a. - L11 forma varia anch'ess':l come il volume. Quando vi è un forte meL~oris mo le parei.i sono dist..ise, lucide, lisce e l'addome assu me lina forma globosa. Nei ver1;am enti emati~i. anche n otevoli, non abbiamo mai osservato il vent.J"e batraciano, J.ierch è le pareti olLrechè dis tese dal contenuto liquido e dal m ettlOrismo inlesLin~le, sono sempre più o m11no contratte per s pas mo riflesso. · Quanno il meteorismo è notevole le arcate costal i e le spine il iache anterior-superiori s pariscono, e la base d el torace pare segua dilatandosi la d ilatazioni; dell'addome. Nelle contratture d i difesa m olto spietate, si rendono eviòen ti invl'Ce sia le ar•;at-f' costali. 5ia le spine iliache ar,lerior s uperiori.
FERITI:: AllllU.\1.1 ' Al.I 01 l;t; EHR.\
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.j • I nwvuncn.ti. - 1 m o viment.i respiratori d o.:ila pa rete addnminal c , che sono in rappot'l,o come è noLo con le escurs ioni d el diaframma, suno aboliti con grande frcquenrn se lu fenlu è p c neku11Lc . Ciò a vviene pe r la conLnzic ne 3pasmodica più o m eno accentuata dello pa reli. Ma ta le reperlo si hll anche in fe rite no n pe neiranli, nello ljuali , sia per la presenza di e matomi retro-peritoneal:, s ia per initm:ione d r. una (JLu.tls ias i causa d ella faccia esterna del peritoneo, s i determina la conlratlurn di difesa e quindi la immobi lizzazione <forante g li Hlli n.:spiralo ri . liii altri movimenti hanno poca importanza. Cosi la p11 lsaz i,llle e piga strica nn;1 si osservc1 se le pareti sono contratte o dis le~c rl,tl m e tti01·is m o, 1: rarnmente si riscontnmo i movime nti d '} ll'inlestin o.
Il. -
P ALl:'AZIONL
1• Il <lol o r1·. - Traltcn ò in questo cu pi tolo ,Lncllc d t•I dolon' s pontunec,, perchè mi pare oµpo rlunu Lrallurll'~ ,milalii..nLJ al d olo re provocato dall:i. pa lpazione sup~rficiule e dulia palpazbne pl'ofonda. Nelle ferile peneLrnnti con !ési0ni inl1:slinali. il dulore spon lanco è quasi costante . Es:::L' è pe r lo più acuto, pcrsisi.enLe, ésacerba ntesi ad ogni mo, imt· nto e con la palpèl.zion e, e con feri s~tl al volto l'as pelLO di una inte nsa soffeninza.. l\fo non è r:iro c he i do lo·i s pontane i mancliino t ompletame nle o s iano vaghi. inrer ti, imlell' rtrtinati. Uuando il do lor e s pontan~.) es,s te n elle sue fo rmtl più vi.rnci , s; vt1d0 si.;bilo che l'itifermo assume una posiziune di difesa. Ef:'li decom b6 p•Jr lo piì1 sopra uno de i lati, co11 le g inocchia e le coscie fl esse, e urla ari og 11i mrJ\'ime11lo, acl ogni urto: s.d ogni scuolimenlo, che imprirnenùo d egli s postam e:nLi alla mas;;a intestinale, risvegliano ,:d ac uiscono il dolore alquante, a ttutilo dalla immobil ittL. Più rr...,went.e ancorn è il d,1lore provoc ,1Lo da Ila pa l pazionE- . Moli i infermi ,•.rcu~ano un d olore v,·:o all a palpazione s up1.!rficiale, r, ra licala o cui !1almo d e lla mano dis leso d e licutamenle d 1ilu parete o col licYH tocco dei po lpaslrel li ; è una ve ,·é'. iper estesia r,1la1va c he non s i rist:onlra solt.unlo a perito nite inoltrata, ma anc l-:c in infc rilli ne i quali l a pe r itonite acuta no n è p e r anco abbozzala. Il dolo re provoruto dalla p:1lpazione profond,t m•ll0 fe r ite. pene:trnnt.i è quasi cos tante. I.:1 palpa zione i11·ofonda è di so lit.0 os tacc lat.a d alla con lraUura d, difosa de!!e pareti, qualunque s ia il s uo grado. Quando la cont1·atlura non esiste, o è di modico g rad0, S.3 ~i cerca di s pinf e re la parete adrtominale con la pressione digi tal e, que;;l:.l r eagisce forkmc nle contraendosi, ed impeòe ndo eh~ la mano s i approfondi . . È rarissimo che n elle fe ril.e penetranti manc hi il rlolor e s ino a pal 1,azione profonda. Mollo s pesso, ed è questo 1rn faLLo di somma importanza, il d o!c,re profonào provoca[,) s i rnamfestu in un punto lontano dalla I00alizzazione topografica dt>l!a ferita di ingresso . Evidentemente il fallo è in r e lazione con les ion i pr,)do!te lungo il tragilto percorso dal proiettile, o in qualche caso con la presenza in ()1?<:ll s it) d el m .:.d l'simo proieltiJ .... ~2 •
c.iornale di m r ciirina m !lilM<'. -
F~~t". \'II.
FER ITE ADDOMINALI 01 ul"ERR.\
Ndle ferilè non petH' lr,mli il dolorè spontaneo e il dolor.:! pro\Oca lu, sia dalla palpazio11c s11pe rficial:i, s ic dulia paipazione profonda . si riscon lrnn·J SPL·sso. li dolore sp0nld.nco s, d et,1l'lnina s., il peritonell è stulo contuso dal µroiellilc , se vi è la irritazione della s ua faccia esterna fll' r ematomi o per la presenza di cor pi estrane i, oppure determinala dal cono di t;Splusiont:> del prnieliile. F.!::sr, pe rò asirnmc: raramente quel carattere lace rante elio è frequen te invet·e rhlllc fe rite.: p-.:nelranti. Per lo più Lale r!olore non è diffuso a tuLlo l'addc1me 111a !ocalizzalo al quad ranle o allét metà corrispund,mle alla ferita La ipt.res tesia c,1 lanea nelle re rite non pt-r,etrnnl i è rari:-sirna : ['abbiamo vi~la tre voltt~ so!Lanlo. Quando il _per1L-:m.io non è inlt·r(:SSalo spessissimo il dolore s pontaneo manca ed invece è presen (u il ctoJ,,re provocalo dalla palpazione ; ma anch'esso è più spesso limitalo in 11110 d ei quadranLi o in una delle mr l..\ dell'addo:ric; ra.ram:mte è dift'uso. Di solito così il dolore spontan€o com e il prorncaLo si manifest,ar,o nelle parcLi circostanti ulla forita. La propagazione in r egioni lontani: n on si ha che nrll e ferite renai: o nelle fe rite che intenlssano una rnd1ce ne rvosa. Nelle ferite renali il dolore si propaga in basso, alla corrispond ente fossa iliaca e ctu,dche volla èt.l tcs ticnlo. Nello ferite del rnc hid t\ con comnr essione di.'lle radici, il dolore può propagarsi lungo il derorso dei nervi e dare in q1rnlrhe 1·aro t:aso , un \·ero quadro di ~inclron1l' paraperiloncale (Guillaim, Barré, Orlali ). TI dolore addominale, sponlanco ccl 'llla palpazione, si r,s contra anc he in alcuni ff'riLi ciel torace. Tale dolore e L11lla la s indrome f1·pnndiaframmati ca d e~criLla dal Marce! Maille L, sarebbero legale a uno stimolo esercii.alo dire ttamente sul diaframma, o al i& irritazione o commozione d i uno dei plessi simpatici d el torace da cui hanno origine i n ervi splancn ici, che disl.ribuiscono la inne rvazione all'intestino e in grMre ai visceri endoperifoneali (Stassen). 2° Rnfisemn sollocutanco . - Di questo segno, che è in qualche caso nn r eperto mollo inte ressante e può essere di pe r sè sufficien te a far porre la diagnosi di ferita d ell'int.estino, mi sono già occupato. Esso può riscontrarsi attorno al la fe rita d'ing resso, o lungo il trag itto percorso dal proiettile se quesLo è rimasto sottocute, e s i determina q11ando tra la feriLa intestinale e l'ape rLvra del peritoneo parietale cs is le un parallelismo, attraverso il quale i gas in testinali possono passare, infiltrandosi n el grasso soltocuLaneo. Le di La che palpano delicatamente ricevono allora la sensazione di un leggero crepitio da enfisè ma. Tale reperLo ha grande valore se i 1 tragi tf.o percorso dal proi~t.ti le è sospetto, tranne che la ferita abbia inter essato il torace, nel qual caso l'origine e la natura dell'enfisema sono ben diverse. P erò, come ho già detto, questo segno non ii affatto palognomoniço della pe netrazione. Esso pnò riscontrars i quando l'intestino s ia leso nella sua porlione extra-peritoneale, e, in qualche r;,ro caso, q uando non vi sia affalt0 lesione intestinale, potendosi il gas g(Jltocutaneo produrre pe r lo sviluppo di gcl'mi a naerobi. 3° Vi t'Onfrrlllura di difesa dcli!! parel'i. - La rice1·c,1 più inte r essante con la palpazione è quella che riguarda lo s i.alo di contrattura delle pareti addomin:tli.
n:HITE .-\ l•llo\llN .\1.1 DI Gl ' EHK,\
ou7
Uuaiido lu ferita r. pemtr..ml0 1 lo slimu ln csen.:il.tiu sulla siL•rosa peritoneale suole ef.St:rc il punl" di 0ri1,;-i 11e cli un•J S(.)i.i.Srnu rifle~so dei muscoli n.:Ui anteriori de l'. 'addom0. Tal<' SJJu:;1111> ass11me inlensittt varie. In alcuni c,,si la parete anLel'iorc d ell'addomt: diviern.: cosi co1 ,LrnlLa da giustificare lJienamenle la dt•110111muzionu ù 1 \' CDL1\ .: di h;guo . l u altri la contrazione è meno inl(;nsa, ma an<:11c in questi le µat·ct1 so no fort-t:mente Lese e non consentono che la mano valpi ()l'Ofu11da111e11te; in altri invece si ha semplicemente una leggera tensione e cio è s pecialmente frequente n ell'emoperitoneo senza lesione intestinalù. In altri infine la contrattura è localizzala in un punlo vicino o lo11lano dalla fenta d 'ingresso. ln qualche raro caso le pareti sono molli e si lasciur~ u~c,·olmente trattare dalla mano che palpa. li classico ven J.re di legno è 5enz,1 dubbio il segno più caraLLeristico della penetrazione con lesione dell'intestino. Ma esso si risconbrn in un numero ben limitato di casi. Se si poggia d elical.amcnle la mano distesa sulla parete anteriore dell'addome, imprimendo ad essa d ei leggeri movimenti orizzontali, si ha l'impressione che la cute sottoslan te scorra realmente sopra un piano legnoso, così s pasmodica è la contralLura dei due muscoli rt:tli. Se quindi si cerca di affondu, e la mctno per spingerla contro la rr..rete 1,osteriore, la manovra non otliene alcun ri$ultalo, perchè l'o-;tacolo opposto d ai muscoli contro tLi è cosi viol1.:nlo da non cons8nt1re ncé'st,na appn' zzabilc depressione . Ma que$la coulrallur!L classica è rar ..... Più spesso ir1"ecc si trova che il ventre è legger1m·nte rigonfio e che le· sue pareti sono lese, contraile, ma consentono una cert1:.1 deprcssibilit~,. se la rna110 cerca di palpare profondar.~ente. Nl'!le ferite penetranti tale tensione delle pareli è generale: ma vi sono dei casi, ubbastanza frequenti . nei quali è limitala ad una metà dell'addome, e lalvoll.a ad uno dei quad,·anti. Molli:' volte tale tensione si trova in un punto lontano dalla sede d ella lesione cutanea e ciò trova. riscontro nei dolori a distanza. Nelle ft:riLe non pen.,[ranti LIDO stalo di contrattura che ricordi il ,·cntre di legno è rarissi mo. Si può anzi dire che il vero venlre di le1'tnO classico non si riscont.ra. mai. E' più facile riscontrare dèlle contra.lture generalizzate , più o meno spiccale . o d1 metà addome o di uno solo d ei quadranti. E,;se sono frequenti nelle feriLe toraciche, n elle ferit e renali, nelle ferite d el colon extra-pnritoneale, nelle ferite d ella YEscica. Nel-le prime sono genera.lizzate o limitale alla m età corris pon dente più spiccate nella fossa iliaca ove il dolore suole irradiarsi; nelle seconde sono limitate p8r lo più al fianc') corrispond ente; nelle ferite della vescica. ai quadranti inferiori , per la relativa infiltrazio ne ematico-u rinosa. Nelle ferite pa.rietali semplici le contrattu re sono per lo più limitale attorno al punto colpito; interessano metà dell'addome o tutto l'addome quando il proiettile ha percorso un l ung,o tragitto. Come ~:c,gno d11nqu.~ carattnrist.ico della penE'trazione non rimane che il solo ventre di legno, che non dev'essére confuso però con la comune contrnllura, la riuale consente una certa depressibililù , per quanto minima , clelle r,,iret1.
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l'l:HIH: Aflflll~l l:'i.11.I 01 Gt·t:RHA
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1" i\.leko ri:;1110. - (Juanclo le anse inleslinall sonu di:;te:;e pe r parnli:--1 d egli s trnl1 1n11scola r1 , e l'addome uss 11me una forma g·lol,o::;a , . la perct1ssiom, prat ica!.u su tutte le sue pa r di dii un s1 1tino tambureggiante. Ma o ltre t·J:<: a!J,.1 di s lc11sione parnlit,ica d ell'inl cst111n I.aie fat.1,0 r,uò esH'rC unc il ~ do1,11tu a pn:s(·nza di gas libero nellc1. caxi!il del pe ri toneo, p ro,·eni en tc d a'.!e ap0rture d e l ~ubo gastro-enterico come in qualche raso ti fu dalo di riscontran:i - oss. 5:!J - . H 1ne leor ismo è r a ro ne lle p r irn(I o re d o110 i! for im.::1lo; è qt1a.si co:--lant1 • qu;1nclo si è giil svil uppata la per iloAi!c. Nl!lle fe r ile :wn pencLranli può qualr ll•: mila ri!;conlr a r si tomll ablJiamo potuto osservare in qualehe c,;so - o::;ser v. 97 - 1411. 2" A r1·1· rl'o/111 ,ilà 1·pa tica ,. splenica . - Av,·ienc non rara rn\ln lR, sia ch\l le pa,·eli addoinina li s iano rctr atlc pe r conlraUura d i difesa, s ia tile s iano di:--tcse d,t accentuato m,:>Leorismo, c l1P, pe rtoLend o per ricer car~ l'a rèa d 'ollus:tà d <'l fcgalo, il suono plcssi m clrico, o rdinariame nte ol11 1so, e c·os1 o c n di;;t inl o d al suono chia ro-schielln d el polmone in allo ,e d al s11ono c llìaro-timpan ico d oll'addom(' in basso, m osl ri che tait' area d ·ou11s ilit sia ridotta, sposlata in allo, o "ddi r illu ra scom parsa c H•~l iluila da tir. suon0 timpanico c lic si confon d e ton q ue llo dell'addome . l i .Jouen ali , ibuìrn il fenomeno alla pn:scnza di gas libe ro nel pe ,·itonen ; il ~ra,; fléq)}I011,•ndos i tra la f,1cci a s u pe ro-anteriore d e l fegato o il d iafr,1rnm;~, masc hc,·crebbc J'oll115ilà f'patirn o la r idurrebbe. 'J'ale s intomo sa1't'bue d unq11e s ic uramente dimosLralirn della pcne lrazione ,, dt'!l'u11crt11rn ciel tubn ga~lro-cnl, rirn . .\Il a il fi·norn,·110 ;.;i verifka ,;,nrlw in fede s icuramt'nk non pendrnnli - ossl.'1·1·. 117 - 73 - 97 - :1511 -162 L' pare 5iu d o, tilo al iati.o che q1111nrb vi sono I~ cond izion i necessar ie pe rc llè si clclc r111ini la conlr allura d elle pareti addominali , il clia fra m ma contn1t' nclns1 spinge in hasso il fegato che s1 d)i:;cc un doppio movin1t•nt.o; 11 110 di pn'pulsi<l!le in ba,;so; l'allro d i rnlazione ali.o rno al s uo
n:<:--ù mnr;-!:nor<.', r nppr1:s.::11lulo dal ](.'({amcnlo sns pt11so r·~. Il bord0 anl.c
r iorc d r tl'or.g anri alio ra si allontana d alla 11arelt; d ell'adclonw e lo spa z io rimasto così liue ro v iene ocrnpalo dal coìon trasverso dislc::;o. E' certo in og-n i modo t:11c il sintomo rli .Jobert s i verifira s pesso quancl, 1 l'inte~tino n ~n è ferito e che la 13u a constu.lazionc non inclica affatt.o in modo a ssoluto 1'1. pencl.rttzione. In q11alche ca~.c, ol tr0 la. scomp::i rsa o la di rnir.11zionc d ella c,tlusil.à epatica si riscontra a nc :1e la scomparsa d ell'a rea d 'ollusitil splen ica. J l m eccan is mo d1 prod11zionc di questo fe nomeno è ancora piìi oscu ro. 3° 01111 ,ità mnbifr ({i fìanthi. - Un s in lom0 chc lvi granck valore quand o è m•llam<'nLe positivo è quello ckll'ollusitit a i fi anchi , spostabile col cambiar d ecnbilo d el paziente. L'ollt1s ilù d a. liquido librr o nell'addome inclil·a con q 11asi rt·rlezza la p re!:>enza di sangnc per fe r il,t di un viscere endoper itoneale. La ri cer ca non è facil e : il sangue m olte volle si ins inua Lra le anse int esti nali, forlcmt>nte dis les(•, e anche quand o esso sia in no lc·:oll' quant ità , Il r e p('r to plt'ssim etrico può essere n egatirn.
Ft::RlTt AIJDO:\J I i'iA LI DI LiUERRA
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Per lalc r ictJ1·cu occorre pe rc uotere lcggermcnle, dall'ombdico verso i fian chi e verso le fosg~ iliach .:, in m0do d ,t pa::;su rc da l suono chiaro
timpanico ncr mak <lell'ac.ldome, ad un suono oLLuso, che vierie subilo sosliluito da un ~uono c hiaro timp:inico facei1do girare sul fianco l'infermo. L'importanza di Lalè rcpel'Lo è nolcvole, ma non c1ssolula. Così in un caso noi ul 11Jiamo osservalo J'otlusit:t mobi le in una fe rita non penetrante ed il liquido em dalo da peritonite.: tubercolare. J) ) ESAM I ACC ESSOrli. J" l.ingua. - Nelle prime ore do110 le ferite la lingua non p1·esen la dr lle modificazioni che abbiano valore per I.a diagnosi. P er l o più è umida e leggermente patinosa . Tait- re perto è comune sia alle fe rite penet.ranti, s ia a ll e ferile non 1w11t.'Lrw1li. In segu ito quando i falti sei· lici e tossici progrediscono, la lingua diventa sec·ca., arirla, con 1111H pa lina hnmastra color I.abacco, men lre i de nti di veni.ano r1il i_gi Hosi. zo Jf ir:.~iune. - Q11ando la frrita è penetrante l'infa rmo in una perccnlualo notevolù rJi l'asi a ffe rma di a, veri i re lo slimolo 11 I la n inziono A di non potere soddisfat'lo volonlai-iarnente. Octoi-rc prnticare il cateterismo. i\fa. tale fatto si verifica. ancho quando la frrita non s ia penetrante. Si pt.iò verificare nelle ferite· JMrietal i sem plici: m,1 si nsscn ·a coslant.emcn l,e n<'I!e ferite della vrscica e con granò E. freq ucuza ne.-! le fer i le renali 3' Emissione di fer.i l' di qas. - La mancata e missione di foci e di gas ha valore molto scal'SO, perchè la maggior parte dei fe rit.i, con o senza penetrazione, nelle prime or,} dopo rl ferimento, rife riscono di non ave re e messo nè feci .nè gas. La cosa ha una certa importanza quando s ia già trascorso parecchio tcrn110 dal trauma. Però noi abbia.mo Yisto d<.'i feriti con lesione non penf'lranle e con t11tti i segni di perilonismo che costituiscono la sindrome paraperitonea.le , restare lungamente senza emis,;ione di feci e di gas, e vireversa abbiamo visto dei feriti con lesione pc-netranLe p e r ferita inLesLinale defecare poco dopo il fer imento. I n questi ultimi cas, è inte ressante la ricerca del sangue nelle fc-ri, quantur:que il reperto macroscopi cn !)O~!"a esse re negativo pure es.c;endovi la p resenza del sangue. La emissione di gas ha quasi sem pre un buon valore prognostico, senza 1le1· ,Litro che gli si possa al.lriou ire un valore assoluto. . 1t E.~vlora::ione rettalr>. - 1...·esplorazione rettale si rende necessaria (]uando si sospetti una ferii.a del retto. Essa può essere anche utile pi?r ricercare il sangue 11èll'c1mpolla re L!ale e st.abilire cosi se vi sia ferita d el sigma o del coion d iscendente. In un caso di ferita drl fian co ckstro fu fatta diagnosi di fe rita del colon ascendenw appunto mrdianle la esplorazione rettale. 51' Esame d el toraa. - L'esam e del torace si n:nde nece~sario tutte lt> volte che vi sia il sospcllo dell a penetrazione in cavit.it toracica e in cavità ad,lc,minale. li réperlo che se ne può r icavare è inlere!'sanlis· s i mo e può assurgere a g rande importanza. Cosi in un caso - 0.''-1'1T. 37'i 0
l' DIITC AUUU.\I IN,11. I l)J G CtRR.\
- si poLe fare dl8;.\'nusi di ernia epiploica e dell'inles lino per ave re ris1;011LraLo neil't~milorucl: s inisLrÒ una zona di oUw;ilit cd una zona di timpanismo ben d1:!imilab1li e ~ircoscritte. In un altro - osst•r v. 405 si potè farJ diagnosi di el'l1i11 d ella milza e dello stomaco. Le fe!'!le polrr.onari complicano frequentemtlnte te ferite addominali e la prog nosi ne \·icne notevo lmcnle agg ravala. Da r io la newssitit d i ,,r, esame uccur:1Lo dell 'apparecchio respiratorio. Ma occorre saper distinguere J'ollusilil clte può es,;ere dula dall ·emot.oruce dalla ottus1ta r lie pui., es,;cre data dall'e rnia doll 'epi11loon u di 1111 \'i,.;r 1:n· parlc'ntl 1i matn:s0, e il 1-i111pttn1smo in rapporto col pnr umD- loract. da Cjl'Cllo in JajJpor(') cor, la p1·Psenz1-1 d td l'inteslino e ctd lo sltimaco . t i LA RIN DR0.\118 PARAPEH.l TONEA L !<:
()u1:s t.o nqiido accenno ai ,·ari fatli rilernbi li con 1·<'Sa rm• clinico d él ferit.o sarà sutf1cienl~ a dimoslra re come la soluzion e dei vari qt1esi Li, quali :;'irnponf,ono al chirurgo davanLi ad una lesione dell'addo ml.', è Lutt'altro che féir il l'. E varrh anrhe a mettei'•~ ic evid~' nza che, tra i Yari quesiti , il pr incipaJ0, qnello cioè t:he 111(:ri la d1 esser e più discusso e di ricl1;,1mare in modo special·~ l'attenzione: d ul chrrn rgo è se la cavità peritonea1c è staLa o n o a1,erla d al trauma. Abbi amo visto eome lo sludio dell~ feri te sia di per sè sufficiente in m olli casi a furt> esclurtere od a.mmett&re la di<tgnosi di peneLrazion e, corno in a1lri 111wce n on consenta un gi11di zi0 diagno!Stiro esr l.to, in altri infinl' pos.;a c·s::ere fon te di errori; abbi &mo visto inolln' cl1•j altretf.anto p11 ò dirsi per ciò che rignarda lo studio d ,ille condizion i generali del 11azi rn lt• e d 0i qui frnornen i riflettenti in modJ p,trlicolarc l'addome, in q11anto anche lall' studio ,·_alt' a f,u· pon \', rnoltu S! H:ssn. 1111 giudizio diagnosti co preciso, mf, qualch<' volta ìascia inccrli , ed altre volle può indurre in el'l'Ore, fa ct>ndn ri tenere 1w11èlninli dell e iel'ile 11()11 pen 0tranli e ·,ileversa. Ciò a,·vitne perr hè, com s i è \' islo. tm le ft,nnnw nnlng-ia elci feriti con lesi,)ne non prnetranle e la fenornenolo~ia d ei fe r iti con lesion e peneLra.nLf' non so lo non n è un distacco netto, che diu agio di potr r fare una precisa rli -,lin7.ione tra ,gli 11ni e gli altri , mn lalc fenomenologia, spP~fO incerta, i> in molLi ('as i non risponc!Pnlc alla nat11ra e al1'Pn til.\ rlell e lesioni. Sìcrhi> succede con ifl'èindt· freq11cnza chr i fel'ili ron lesione 11cnrlranl r prest>nlino, anclre q11anrl0 s i:t feriln l'in frsliT10. una sin lomatolugia scarsissima. povera d ei comuni sint.orni periloneali , m cn trr i feriti con lesione non penrlranle - pari etali semplic i o con lrsione d r un visc;en' e'<!.ra -pcrit.one.,l e - presrntino 1111 complesso di sintomi e h( richiami fort,cmen le il sospctlo d ella penetrazione. E quesla in versiono rii frnomeni è tan to più frr q11cnt r e tanto più proba.bili'. rp1anlo pi1'1 vicino nl ferimento è l'esu me . e cinè propri0 allora che l'e!"-nttrzza d el ~,·indizio rliag-nostic0 sar<'hbe pii, ner,'ssnria e più util e. La sindrome parap'.'riloneale è cMlit.11i t.1 dii nn complesso d i s in lomi i rprnli starr bhern aci in,iirarn la pr rw lrazi0nt> in so,irg-el.lo ll'l c u i
FERITI:: AOD(t~I fNA l.1 DI Gl"F.RRA
ferita invece non è pen elrnnle; ed essa è una r.l,~J]e tante ca11su per le quali si può esserè ·indotti a giudizi diagn (•stici ci rati . Ho d etto g ià in precede nza come, a parte alc uni segni che s i riscontrano in nume ro limitato di casi, e la cui cons tatazione ha valore deciso per la diagnosi, un s intomo costante che s ia. patognomonico dell a penetrazione non c'è, e ch e tutLi i fen onwni i quali s i dGt.erminano quando il peritoneo è stato aper to dall'agente vulnerante, p0sson 0 osservars i isolati o a gruppi anche quando la fe rita non s ia p•Jn etranle, con. le stesse gradazion; e con modificazioni r:li lie ve enlitù sull:1 c ui valutazione n on è possibile fare assegn a men to per lc1. diagnosi diffe ren zia le. Qua ndo tutti questi fenomeni o una gran pa r te di essi s i osser vano in modo più o m eno >'Piccato su qualche ferito, la cui lesione non sia penetrnn te , si ha appunto la sindrome pa.raperi toneal e, che noi abbiamo potuto o~ser vare, in morlo più o meno accentuai.o, su 35 dei nostri feriti. 19 d ei qual i avevano fe ri ti gli organi extra-peritoneali , 1G feri te parietal i se mplici. Tale s indrome è d unque abbastanza frequente. Il Quènu n e ha osservati no\·e casi con tutti i segni caratteristici e cioè> ii dolore s pontaiwo e provocato, la contrattu ra di difesa, la piccolezza e la frequenza d el polso, l'.trrest,o dei gas e d elle feci ; ed in nlcun i il vomito. E.c li polè escludere la penetrazione in du'3 casi median t~ la la parotomia esplorativa, i r. altri sbriglin.ndo ampitimen Le e constatando la integri tà del pe ritoneo, in altri infine per la. raµid itil d e l mig liorament.o delle condizioni g!merali e locali d ei pazi-:m ti . TI Rossi Ila osservato ;mch'e!<li vari casi a; s in,I rom,' paraperilonea le in fe rite pa rie tali semplici . Rouvi llois rifer is ce di un soldalo crivellato da numer ose fer ite, nel quale la penetrazione sembrava certa per i si ntomi spiccati che egli presentava. e cioè contra ttura gen eralizzala dell'add0me con leggero ti mpan ismo, vomito, pois:) piccolo e frrquC'nle, e invee:> n ess11 na d elle ferite era penetrante . S tasscn e Von cken hanno osservai.o numerosi casi di sindrom e parape ri toneale . nei qua.li poterono dimostrare la n on p :metrazione m edianlt' lo sbrigliament o. Altri sei casi furono osserval i da Scalont· , altri due da Ca me ra. 1'ale s indrome si determin a anche , com e ho izià preced en lrm enle accennalo, p er fe ri te dol t.orace. 1'ra i n umerosi feriti toracici ricoverati nell 'AmbitlaQza n 0i abbiamo appunto pot11t.o s riesso notare ima sintomatologia ad<bminal':l moll0 spiccala , ~.ccomragnata da ur.o sta to g-ene rale grave, ch e, 1.111.tc le volte che il lrag iUo d el proie ttile non e rtt b e n defi1,ito, racevn fortemente sosp ettare d ell a pene tr11.zione nella cavitA rlelt 'addome. Questi feriti infatti presenta:'lo d olori s pont anei o provocati in h1tto l'a mbi to addominale, le p ,.reli s0no con tratte . la respirazione è su perficiale, spesso si ha vnmito e arrflsLo di gas e di m aterie fecali. sr es!'-issimo i1 polso è piccolo e freque nte . Q11e~la fenom en ologia p e rò è di breve durata e m entre di solito i fat.li torncici assum ono una s piccala gravità, i fatti addominali invece regrediscon o rapidamente. <:essa difatti il d olore, le pareti r!ive nfano molli. d e pre!'-sibili. indot ent.i; cessa il vnmito, l'alvo rif.(lrna n ormale. Marce! Maillel descri sse questa r eazione di a r,pa renza !)eriLone.,!e l"11tl.o i! noni<' di sinctrome fre n0-rl,ii1 frammfllira, aven<fola anch'eg-li trequenlemc nt e 1·iscontrata, Anche il
FEHITE .11100:\I l.'lALI IJI t; t·f~ll ll.\
Pic4ué rifl'r i::ce di una kril ..L ckll"cm ilo rac:e rll•,;tro 11t'I q1rnll.' 1\·., ani~ dd lo rar,c fu in primo Ll•mpo negalivo , m enLre il fe rito presenlanl una. s1ndrom tJ acldomimile s piccatissima con conlralLura gen ernlizzata d e lla pare Le, ,·,>m ito e uno s tato grn<Jrale grave. La laparotom ia esplornLìnL m osLrò <"hc il proieLti le 11011 era .pene trnlo, ,i la rnrlio3rafia, eseguita in sq::wit.o, m t1 ,;trù il pru1L'llik•, pallo t.lola di fth: ile, nd cu i di sacco pleur ieo ,;ini·,lro Gn'allnt cahigoria di feril,i e lle possono prt>sentare una sindrome parnperil-0n r:11lc, sono i fe riLi dd midollo. ~ oi, ndla nosLra Unilit non ne Hbbiamo os,;ervalo alc un ca so, ma la sindro me fu notata e d l'SCrillé.1. da Guillaim e Bal'l'é, e un caso è s LaLo ancnc rife ri Lc, da OrLali , n el s 110 J)rl'f{Cvo lr lavoro " Clliru rg ia di g uerra » . Quesln fori Lo, per compressione d elle 1·adic i s pinali p res~nlava fen om eni d olo rosi irradianLi,;i lun go il d Pcorso d e i nrr1·1 cd altri fttUi cuncomitanli, come il Yomilo e il singluozzo. Tale fenom enolog ia sparì dopo J'asportazinnc di schegµe oss<'c addoc;sale nlle radici spinali e alla . m EJningé. Q11al 'è la ~enesi d e lla ,;indrmne parape ri toneale? Il Q11énu attribuì i vari fenomeni ad una n' azionc rli Yicinunza d el pe rito neo, il quale sa re bbe irritalo dalla presenza di 1111 ve rsam e nto l' ll1alico iIT conlal u1 con la s ua f9ceia eslt>rna, o da falli flogistici pe r infezione t r as portala ò al proi,~a i le n l•I cel III lare para.pe ritoneale. Eg li s le,-so pe rò in seguito ditlliarò 110 11 essere possibile che tale fenom~n ologin s ia in rappor to con full.i infe ttivi , J.)l?rc llè la ~indromt· par,t!)C'rilnn(·ctl\• ha di solito una e\"Oluzione troppo precoce e troppo rapida: il c he Mn è compatibile con l'evo Iuzione di un processo sctlico. Stasst•n e Yolll:kl•n pe nsano d1e la presenza di ematomi , come òi frr que nle si•cccd c nelle ferite re nali o nelle r 0Lt:1 r e di un g ross0 vaso, od anc l,0 n elle fratture cie l bar ino, p11ò irritare realmente la faccia esterna d el peritoneo, d ond e la insorgenza ò ei fenom eni di peritonismo. Nei r as i per altro n pi q11ali lu s indro me esiste, anche senza c he ,·i sie111l d ello rar.colle sarwuigne, essi cr~dono che il ~olo passaggio del proiettile· a contat.10 co l periton eo, ') la commozione d ella s ie rosa per il cono di c•s plos ione rlei tess11li sollo l'infl11t·nza d e l pa,;.<:a,!lg-io cit' I !' rni!'llik , pr,,voca n egli elementi sPnsitivi d el peritoneo un irritazioni:' da cni hann~ origine d e i 1·iflessi c he s i tradurre bbe ro in una s indrome di perit,)nismo piu o m.:no accentuata. A me p11re che , a part~ il faflore principa l,~ che i;, dnlo app1rnto da 11 no s i i rnol<, escrciiat.o s ulle tcrminazion i n E:rvo~e dcli a faccia rste rna d el peritoneo, e che può esser e dato sia dal solo passaggio d e l p roieLtile , sia dalla pr6senza òi corpi estraMi, sLrarci di vestilo od altro, i ra ,;cinnLi lun,;o il iragilto, s ia rla raccolle e mati the •) da infìllrazioni e malico-urinose . com e nel!<.! fe rite della vescka, occorre lenere n el debito conio alLr: fa ttori , la cni azione può an' r e un ' i1nporla11zn s w•ci al·~ nella rlrle1·rnin:1zione o n c,Jl 'accenlu:us i d t i vr,ri fen o rneni . E w.li fatl~>ri sono, la prerli:,;pos izion r. indil"idnale, c11i P. Jer.nta la nJ;i.~,!!iore o m in0re sensiuililil a l d o lori' ; lo s ltock, che i.• anclH' frN111<' n'•' nelle semplir i fe rite parit>lali rlrll'nctrlnrne, e la ·pncl iln ò rl ,;nnf!11<' che na!11ralmcn h· non P u.!?ual mnd e h l'n ;:;n p porlatn. rlai vnri -<:o!'"~l'll i.
FERITf. Al)lJ<J)I IXA 1.1 Ili l.t: rnHA
F ) LA
f:i lNDROME ADDOMLN.\ LE IN H.A.PPOH.T U ALLE CU.\•lPLI-
CANZE PR LMITI\'E CHE .\CC0\1IPAUNA!\O HRE\' E DLS'l'.\NZ.\ IL TH:\U1AT1S!\1<J.
o ~EG l ONO
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lna gran par[,(; d e i feriti co11 ksiune pe11dn111i.c ctùlruddu111L· g-iun.ct.: alL\m bulan za in 11110 stato di ad inamia impr-:5:;ionank. P ochi d1 quesli infermi mi~lion.1 110 in seguilo con le s:u re or,1,ortunc; qua,;i lu lli invece s i spengo110 rnpidamenle, :si puo dire 111;!L.lS::,ù1IZa di LJualsia.,;i sintomo che ri veli una rl·az1one òl'll"or~anis mo. lna feri ta pene!ni11k ddl'add•m1c, con il'~inne inlts lin<tlt.: l1a ~l' II I· pre, com -3 conseguenza fatal e, la pe ritonite. M a al momento in cui d i solito i k rili g i-unguno all'Ambula11;1,a lal1: al'ft>:~iune 1r,o r1Jo:;a 110n ,-i è ancora s ,·il11ppnta in tulta la sim gra,·iti•; essa, nellu 1nai;g1oranza dei casi, è iniziale , o appena abbozzala; e la s i11torn0Lul11gna òunq11c cl"· teoricamente g li infermi d ovrebLt·ro fJre:'-('n lare cto, rl'bl!l' ('s~Crl' qul'llil di una pr. rilonite al suo inizio co:-i almeno u11 cert11 n u m ero dei :;inLo n1i suoi caMt-1.erisLici, c0m e il d o lor 0 arlrl 0m in11!l: :;p,,11ta 1i-.:, , e rw r:<i.~ll'n le , csacerb:rntc!:'i coi movim en ti e co11 la palpa:dnn,•, il rnet1•orisnw, la co11 . lraUura di difesa, il vomito, la febb re; 0 tali s in tomi dovrt>bbc ro es;;ere JJiù o mwo s picc·a li, più o m e no g ravi sei.:ondn il lcmp0 LrasCOl'SO dal ferimen t.o, secondo le p roporzioni ruggiu11te dalla su ppu:;t.a infìummu zione d el pe ritoneo, secondo il num<' rn, la :'-()el'ie, la v·1 rulcnza dei germi , secondo la resistenza d e ll 'o rganis mo al dolore e a lle affezioni in g-1•mwe, second o g li organi lesi cct il più o m e n o esteso mallrnUamcn t.o. d ella s ier osa. Ora n e i casi in pa ro la, non solo il quadro della perilonilc 1nizia ll' non è completo, ma avvien e anzi che la mag-,c:in:· p1.1rL1> di questi s intomi n on esis tono, 0 sono così atlcn llaLi c lte s,• no11 vi fl)sse la fe rita quale le:;limone inoppugnabile, ben diflk ilme nL•.! s i po trebbe c: mmctlere la diag n osi di una lesione d el perilorwo . ( :o,;i mol to sp1·,:so m a 11rn i I dolore, manca il m eteor ismo; m anca il vnmiln , m 11n i.:a l,L febbre, ma n, a la co11trattllra di difesa, e non r ~sla. c he un quadro di adinamia eh~ si rive la col ril-assamt nlo e l'ine rz ia complel,;1 d el l'o rganis m o, frcquem.n e piccole zza riel po lso, frequenzù e s upe dìcialiLiL del r espiro, iscuria. Qualch e volta gli infermi son o tranquilli , qual clw voll,a d eli ra nti . qua lche v9lw. ine r t i, qualche volta in pred a ad eufor ia. [n complesso a m e par':l c he i feriti con lesione penetranl<.> dell'addo m e, cosi come g iun,irnno a ll'arnh11l ,;n;,;a, ,;i pos;;,u1n riassifican• 111 quattro gruppi fra i q11a li , come ben s i compre ncfo, non è p ,::sibih· s tabilire d e i limiti precisi. U n Cl;! rt o nu mer o cii pazienti ;;i pn';;('nta in hur,nr condizion i ir1·1wra li , con po lso valirfo, us petto e colo rite norm a li , d olori e difrs·t aridominali quasi costanti , ma b en tolleraf.i, facoltà psiehichc eccel lt'n li . Altri in vece presen t1mo i s intomi cl in ici caralt(' risliri di una 11e r iton it r acut.a, n e lle sue varie fasi , coi lineam r nli s tirati. polso freqllenle . vivi d olo ri a ddominali , vc,milo, m etrrirismo. is<"u ri a, fr b h rc-. Una terz,, ralr -
l't::HITE AUOU.\11:\AL I lii ulrnll.1
goria pr.::;entu i sint1Jmi carnllcri:;tic i del lu anumia a cu ta per emorragia 1n allo: J1m:amcnti non sli rnti, ma c11te e mucose ,1.mJl idissime, sudorazione profu sa, agituzione, po lso piccolo, frcq11enlc, 1·uoto, sci~ in lens,, l11a g ran parte infine si presenta in co ndizioni g ~nuali g ra1·i con JJ1)bo p1cc:ol.o e m o llo frequ ente, spes·ù 1rnpcrcellilJi l"', cun él.$pe llo al ,IJaUuLo, volto C<ffèo cada1·erico , sguardo smorto, <:strcmitit fredde, tempernlura ba:;sa, scarsi do lori addominali , nient,~ vomito; n iente si11g iliozzo, niente mclcori::-1110, nessun Sl'gno di n 'uz101lt' d,t J•arlé dell'organ1 s1no. A ,ul!c s i ha il 1·omito , che e come u,1 rigurgito di suslanw 1·e rdas l.re (p :s id u i alimentari e l)ileJ; ullre vo!LtJ si nota il meteoris mo, qualthe Yulla il singhi0zzo. ln q11esli feriti la m orte sovraggiunge in m ed ia ùopo 3U o 4() ore dal fE: riinen l.o. La rnug;;1or 11a r lll muJ r e ndle prime 15-211 ore, solo alc uni so prav1·irnno due o lre giorni. Durank quesLo pericdo 11011 si lamentano o q1wsi, ron atcus a110 particolari soffer enze, e soJr. chiedono con insis le11za ria b 1.:n::. E' 4ueslo un fatl-0 quas i cosl.111l>.! . a11thc quando l'infc rmu abhia perdute.• poco sangue. Lo stimolo ali I sete in qul'sli infel ici è CQSÌ inll'ns u, clllJ, com e ho già avulo occas ione di dire , molli d1 essi, poco pr 1111a del d t:Cl'SSv l roYano ancora l'energia n un.:ssaria p er alzarsi . s pe ttral i . dal l1c:ll-0 e r ecarsi barco llanti in quakl 1J :silo, ove hanno visto rlcp01Tt• 11n rncipitmle di acqua . .-\bbiHmo dunque una prima categoria d1 icriti in cui le condizioni ia:nerali wno buone e la s indrom e peri lonitiu è appena si può . dire abbozzala; 1,na seconda ne lla quale i sintc:rni d e:l la perit.onite acuta, cto111111ano curalLcrislicamentc il quadre clinico; 11na terza in cui il quadro è dominr1Lo dai sintomi emorrag ici; una ,111art.a infine in cui le condizioni gene rali sono g raYi ·s irne, e non s i s a a qnule d elle suddette alfrzioni morbose al.lrib11ire lo slat::i d: grav1: cnllasso n el qua.le gli infe rmi s i trovano, poichè mancano i sintomi de lla peritonite e i sintomi della e murrag ia. . A (Ju:.>ste quattro cakg1ni e di form e cliniclh: conispondono di solito d e lle alterazioni anal.omid1e e analornu-patuloiz-ic l1G b ,:iri distinte. Solloponpnd" µ-li inftrmi all' intcrvenl,> c hirur,1?·i('() o al l a necroscopia, si tro va l'111.J nella prima catdgoria i fenomeni flog istici o non son0 apparisc1•nti , o sono limitati , circosc nUi a ttorno alle ferite dell .inkstino , li quale n(:lla s11a mag giore estens ione si prt'sen la di a!>p èLto e di colorito normalo; in caviliL pe ritoneale s i Lrova raccolla una certa q11antilà di s angu e, più o meno scarsa, q11a lch e volLa di odore fecaloidl'. Nella seconda calegor1a invece le anse intes tinali sono per una p a rte d ella loro estensione ricoper te da deposi t,i fìbrir.osi giallo-grig iastri , ctiff11si in c hiazzr. più o meno Pslese. Le anse sono unl11os,i al Lall.o e. s pesso, c,:mcnLalP. tra loro da barrier e di basse ader en.7.e; in cavità s i ll'l)va cie l san~ne fct,ido, misto a sier osità periLonrale , a ess udal.0 puroh'nlo, ,L nrnl r ria feca lr. N1' lla INz,1 categoria il r ep.~r to più inl,c rcssanle è l'emoperitoneo abbondanll\ pL' r rnll11ra di nt:-i C'piploici o m1•!s1' nlc r iri o cii 11n o rgano · p(trenc l1irnalnso. Nt'lla qt1._, rt._1 calcg-oria infine la sier osa peritoneal~ è qua e là leg-
FEl!ITf: Alll >U.\IIN.\LJ UI UL EIO,.\
.gennènLe upacuta, tendentt: a l c;iu1wlin>; i d l·p usili Ji fil;rinu muncano, o sono scarsissimi; l'inkslino è 1)-!1' Jo più \·izzo , qualche vPlla disteso nelle vic inanze d ella fe rita. In c a\'ilit vi è srnrso Ji ,p1 icto sc 11ro, Lorbido , molto feLid0. Lt: fer ite d ei visce ri r1e r n11mero e p l' r forma non presen tano alcun chè d i speciale e, in più cas i, son o 1;oco 1:umerose e poc'.:o t:slesc. (J11a l'è dunque la causa d e lla e:;t rt•111a f(nt\·ilù di que::;li fe riti'! Qt1è!.l'è Ja cuusa riel la loro mor te'! \ "è un f;tlto re, e lle a noi sfugge, che inibisce prima, tl in bre\·e tempo sopprime le faco llil , ·itali. Qual'è que,;t-0 fat I.o re'? :\'01 lo ignoriamo. Dallo s tudio compless ivo ·d e i ft•11on1L"ni c:linic i e d ei r ep e rl.i aniilomopalologi ·i, apparisce -clti:tl'é:U lll'nlt• come. in line,1 generale ques la condizio ne di cose s ia ctipe11denle rb llllH allen1iazio11 c d ei s into mi p er iwnitic i, in rapporto con un'esagerazion e di fenollleni riflessi e tossiemici ch e s i SO\Ta ppongono, e st•11za d11bbiu al d e termina r:--i di .i 11<.:sta condi7.ione concorrono come rn-inwnt i e liologici, le circostanze s1Jecial i -che di sol ito precedono , accompa,!.{nano e se~110n ;J le fe rite di gue1T,'l. La Ol'dinaria g rnnòt' \'iole nza d el torpo nilnerantt! , il' \:ond izion i rl ' esaurime nto 1n cui s i t.rova il soldato, che v ive in una cont.imia ten s ione nervn-,a , c-sposlo alle i11tem1>erie, alla Pl rdi t:1 d l.'I sonn o , alla fame, allo strapazzo, ai traumi p sichici cont.inui , ad ogn i spècie di disagio fisico e moral e, con nc~l i occhi lo spcUro d esolante d ella m o rte e d e l dolore ; l\•m0zio11c· d el comballimenlo, la angoscia d elle prime ore d er trasporlo, le scosse brusche inrvitabili p e r il tras ferimento m luoghi più o m eno lontani. sono tulli foUori c he inòuubinme nte con rorron o ad aggrnYarc le conrtizion i d el feri io. 1-\ llo n1 i vari ~tali morbo;:;i cl1e cli fr e qua nt~ com('li cano primi ti vam eme i traumatis mi dell'addom;;, e cioè lo s l1ock . rcmorragia, la seLli cr mia perit o neé:lle acutissima , Lrornno lt' conrtizion i più fa\'Ol'evoli per ass ume re f' ingolarmenle una g ravi là eccrzionalc, e, conw s pesso a, viene complira l's i ed integrarsi in \111 q1tadro 11niro, re ndend one impossibi le la dia,gnosi diffe renziale esiilla; m ent rP i s into mi d el la. pe rilonile , e c ioè i fenom eni di reaz ione alla is tallazi,Hlt' dri g-C'rmi s111la vasta s ie r osa, sono g randemenl.e aUenuaLi t• Lo shock. - li più fl'equcnlr ctr.!r!i ,;tali mo rbo,-i rhe compli cano le fe rite drll 'addo m c è lo shock . I~ noto ch e anche ndle contnsion i addominali -.crnplici di una cr.rta intensilil, senza r ott.,ira di organi, si s 11ole d et·erminare questo sta lo di fort..: depr0ssion c d e lle funzioni d ei rrn t ri. N0i ahbiamo potuto ossprvarlo sia in fe rii.e n on penclran~i, p11rit"!Lali sempliri o con lesione di 1111 visC"ere r.xf,rn.-peritonen.lr. , sia n elle fe riLe penetrnnti senza lesioni viscerali, s ié:l n e lle fe rite p e nel ranli con lesion i di vis ceri . Ma è S!16cialrnrnt.c in q11rsl'11ltimi clic lo s hock f> freque nte M n tutta o qua.si tutta la sua ~raW' fc·n nmenolog-ia. La genesi d ello shock è oscura.. La prova d i ci,1 è nr.lle nurr:erose e Yaric teo rie ch e s i son o s uccc dule e ch e s i s ur.eeònno pPr s pirgar e l'insorge r•· di quc:sla g rave forma rti d epres::ioM. \ ' i sono t eori" Yasco·1ari , leorit, n ervose, teo rie sani:ru ig n e . Lr prima si b asan o s1ùl'abbass ;i·m ento l'lr·11n pressione a rtt>rios n, pr.r pc1ralisi riflessa d e i va,:omolori , in
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FEltr'Tl::AODO.\ ll K:\ LI UI c;t: [l{llA
Sèguito alla cccitazion0 d ci ne r\"i sensit:vi in gene1·c e d e lle branche d ei plessi s impa tici riflrssi.. elle eserc1Lcr ebber o anche un'influen za sul cuore e sui pol mo ni, d o nrle una notevole di m inuzion e d ol t,on o n1salc e una ischemia d el la cute, del cerve llo, d e lrarrmreccll io re::;piralorio, t,utti fatt i che avr<'bbe ro com e conseguenza prinic ipale una sospe nsione deµ-li S('arnbi tra sang 11e e tessuti e 1111a d e pr-essione brusca di-!lle facolth vi tali. F rank el1l1c a dimosll"1re, colla lesi0ne d el trigumin ) e d e ll'auric u· lare com~ le s hock s i r oss1c. prcidurre in segùilo ad un eccitamento inLrnso, c he cnl piscn i ne rr i sensi ti ,·i: Ric het., Rey n :er , Galeazzi con fe rm arono il fallo , i primi laceran rlo In scia tico, l'nHro sc hiacciando gl i arti. Brown-St\quard ha dimos tralo che perc uo tend o a piccoli colpi l\ ripcl11Li su ll'epigastrio rii una rana s i d ete rmina. lo shock, d ovuto all,t ecci Lazio ne d e lle branche termi nali d ei plessi s impati ci. Ri c.: lieL e 11e.vn ier -pr·nrl11ssero lo shock inie llando liquidi irritanti ne l pc r i!nneo; G11inard e 'l'i~e r r.nll'c,·isccrazirmc prol1111g-n la (' il raffr,~dclam-:mln e lt' manipoluzinn i 5; tlla massa intestinale. Seconno quesl i «li tori dunque lo s hock sarcl)b~ 1m fenomeno ri ft c!'-sn che anebbe com e punto d'o rig ine un'eccitazione d c lk te r minazion i nc rvosr sens itive e clc llc bran che t..:rn1inali d e i plessi s impatic i, com!' p unto di riftPssion e il btrlbo, come p1111to d 'atTivo il c 11o rc, il polmone, i \'USO· m otori. Fati: conseguenti notati nello s hock in connession e con lale Leoria, sa rebbe l'O c he durante t,ale stalo m o rboso il sangue venoso conserva il colore rosso vivo d e l sangue al'l-erio.so (Brnwn-Séquard) e che le Ye ne p rofonde, sopraUullAl q tt<'lle rlt'I s istema d ella porta, rimarrebbe ro forle menl{:- di latate, d onde il r ist.agno di sangue: c iò sa re bbe in rapporto con la p11ralis i d ei vasomo to ri , e qui ndi con la perdita d e l tono v11sale {Fische r l . Pe r Boisc iriv<'ce l'eccit az;one Lrnumalicn d e i rnYi PL' riferic1 d t>le rm ina un'e]e,:nzio ne rlell:1 pressione sangu 1g-n:t s ia per ec·cilazionl' riflessa d ei vaso-coslriltori, s ia pe r l'eccitazione d e i 11C'n·i accelernlori rlt'I c11nre. Questo non rice ve piÌI s,rngue, donde la carluta d e ll.1 p1·e;;sionP sang tt ig na ne lle arwriP. rhe sono contratte (Mauclaire ) . Le leorìe n er vose a mmettono 1.111 esaurimento rl t:i centri ,·asomolnri bulbari, donctc p ar a lisi d ~i vasomotori e d e l c11or•1. P ei· Rogcr ir>ve<·e la paralisi è il risulk,to e non la c.nusu dello shock. Le te0 r ie ::,angurgne invece r.&rcano <li s piegar·~ la comple;;sa fc:nnnwnologia cr·n le m od ificazioni c he il sa111rne subisce. L u coag11 lazit 1 rw c!Pl s11ng-11e è rita rdata e si comprende q1111n la g r,1nde i111pnrtanza ahbir. questo fatto ner d ei fo r ili che di soliLo han no d e i vasr ap<'rli e per i quali l' intervento immediato è ron t roindi cal o dalla. s ll:'ssa presenza d,·l ln s hock . La diminuzione d elle ossidazioni po r la a d un aumen Lo d ello zucclwro. La rl<'nsitù ne l ;;11 ng11 c i> au mentaln 11C'rc hè vi è t1na d iminuzion,' d 0lla ma~sa rnnguigna. I c;apilbri !'.!)nr, r io;tretli . Tullo q11esto f)(•rla nrl un ris tag no rlL·g·li srnmbi tra sangue e tessuti (Uro wn-Séquard ). . \"i sono antnri c he so~tengono i fenom e ni d, 1 l l>1 s hock rs!'.ser·<' dipen d enti d,i 1111 rlrfìril di adrenal in a n el san.2:11e. Jn un primo momrnto le capsnl.e Stlr renali, ;;ubilo d op o rl tra11ma li s 1110, per 11n 'irritazionc- p ro d ot ta· prohal,ilnwnl\' da! dnlo 1·11 ,·,•r,-('n' blwro in c ircn!n 1rn'l1 Sa.2L•r·a1a
Frn1n; :\DlJlJ,\ IINALI IJI G liEHB:\
Sl 7
i1uantilà di adrenat ;rrn; mu a <JUl'::ila ipLl'::i\!tn.1:i:i0!1L· s uc1.:1.derelJIJe presto u11a sland1ezza de lle gla11dule ::;t.e:,;:;e, donde u n.i r<1p1d<1 diminuz1011e i.lei tassn normale dr adrenalinèt n('( sangue. Lu .conseg ut'nza prir1cip11le sarebbe L•.n aument.o de lla pressi:,ne sanguigna in primo t0rnp:>, t in s eg uit.o una rapida c,:dutà di tale w cssio11e , coi fi,no1neni an11c:;si. (jucsta 1coria sarebbe confermala dal fallo che la somrni11is lrazin11 c di adn·11aJina s uol(' e:;.:;er e di grande giornmrnto ai fer iti in picda a s hock , e (bile ricerche fatte da Drainbridge, Pr1rkinson, P:·i cst!Jy sulle capsuk su rrcmdi e di individui mor-li di s lloc:S. nelle qw-.li 1ianno trovalo u1H diminuzione o una scomparsa d ell'a drenalina. Ma vi sono d egli oppos itori a tale teoria, come il S 0elig, il Lyon, Hen dlè, Shor l, JJouglas, Cow, Meyer , l'd altri i qmtli arrmrno a n egarle ogni importanza, s ia m ediante cons iderazioni cl iniche, siéL m ediante esperimenti. P e r Marnowski lo s hock sarebbe d0v ul'> a un'alterazione spe(·1ale delle g landu le s urrenali. Un'altra leo1·ia è quella c he amm0tle elle i ftJnomen i dello shock a d dominal~ siano dovuti ad un d eficit ne l sang utl di anidride carLonica (Henderson, Arsonval) . Secondo questa teo:·ia l~L irrilazionc df-g li c lemenli sensitivi del peritoneo determine rebbe in un primo tempo 11na iperpnea, Ja quule porterebbe come conscgut' nza 1111'el'CCC'SSiYa e li1nina2ione di anidride carbonica e quincli un d1·(ìr i 1 ci , tale gas n el sungue. E poiché questo gus è un eccitant.e no rrnull' d tll tono d ellt vena e d el centro respiratorio, da I la s11a dc fi c it·nza co11sl·;.n1ircbhc 1m a bha:;sami>n Lo dll!la p ressione s ang 11igna cd una irrl'g-olariti1 nc i m o,·irncnli respiratori d1e divtJnle rebbe ro supe rficiali e incooròi nllli. \·e rnci l Cro;ldeva a un·alle razione s ub ila dal s a11g 11c p redisposto per tarr ant.e rio ri. ln questi u ltim i te mpi l·'i<'s:; ir1.!:!L'I' t,a amrmJ~>'O 1m'in los s icazione complessa d0vul11 all'a350rbimcnln d 0llc s,i:,lanzç albuminoidi diAint.cgrutf nella s tessa ferita. Sta di fa~t.o , q1111l1mq11c s ia la g-(mesi d el l,1 shoi:k. d10 anc hc con feri te di liP-VP. entith, può ddtJrrninars i uno s tato di abballime nl,o C' di sopore di k1lle le facc,ltù sensitive inlelleUi,·e e moti ici , e l'i ndi\'iduo s i pn•sc11 Lu auliulLuLo, con p sidw e sen sori o to rpidi , molifitiL spontanea 11bolita, r:ul<.: e m11cose visibili pallide, volto ed •2sl 1-..: mit:t fredde , t t"mperalura ba ssa, polso piccolo e d t'! prc,;sibile, r cs11ira1.ionc> s11pedìc1;ile ed irregolare: la rrnpilla è lalvolla dilatata e reat isce tc ntarn011lc all o s ti molo luminoso. L'abbas,mrnenlo della pressione arteriosa è> un s into mo rapilalc. Senr er f, ha prf5o la tensione arteriosa de i ferili in s latn di s hock con l'a pparecchio di P ,;chon; C'gli dice che la mode è la r egola quando si sottopone a laparotomia 1111 fe r ito la cui ten s io ne arte riosa m assima mis urata col Vaquez è infe r iore a 10. Quest'ab bass.tme nto de lla pressione san;uig;na trova r iscon tro ne i r epN'li nec roscori ci degli individui m or ti p er s hock. li cuore ~ l e o rleric s i trovano quasi vuol( di sangu ~; le vene dell'addome in·vcce ~:-,no ;ngorgale Secondo l'es pressione· di Grill' il ferito in preda a shock S ! dissangua nelle pl'Oprie vene. T faf.1,i c linici che hanno la ma.g g:orc imporla nz te che sono cost.anti sono la <!cpr e s s ihilità del polso, !a tc rnnc ralurn ha~sa , lo slato d i abbal-
f l, BI I f: ,\I IIHl .l l li'l.11.I IJI ul El!H.I
lin1t111l11 11t1J q111ile J'111 krmo si pn·senla . Ì\01 11<111 abliia1110 n::,conlrnla la Cù::,l<Jell,L fu i 1111.1. er l'li::;t.i<.:a del!0 sl ,·x k. l feriti clic prt·stn la1·ano uno stato di ;;,;1lazio111.: pa rlicular0 erano i11 ét'S.:11,'n ; c:1 gli em o rragici o d ei sd liccrn;r;i , s pcciai nwnle d egl i e n1o rrng,ci. :'\on ::,1.:rnprc IJl;l'Ù lo shock 11rl'scnla un 4uaùr,) cnsi compleLo. ::ì1 può dirt' anzi d1,.• IL• g rndétzi oni sono innumer evol i, d ,!I sempli C'e palwn: d el vol lo a ccumpag na ~o a piccolez;:a e dt' pressi bi J11,\ d t;I p olso fino a llu stupon' a,;snl11l11 di l11lte le fm:ollil, che co nduce fala l:11e nle a lla m o rt...• (L ejar s / .
La ,!:ru,·i::L cti qut•slo slalo m 0 rbnso, che m enta u1u grande all.cnzione, n o n è in dire tto rapporto con la g n1vit.à d ell,1 lesioni. Noi atbramo vis to d e i ft•rili d 0llc sole pareli, o con lesione di visceri extrn-perilon ca li , con gravi fcnonwni di s hoek - osserv. 75, j;2iJ, 1::;8, 154 - cd altri con 10rit,! m 1J lliplc d cll'int<::stino senza akun fenom en o attribuibile a Lale s tato palol.igico. ln un fe ri to - oss. 75 - con ft:r ite multiple da SC' h eggic ::li g ranula c1ll'addomc e a gli arti infe riori e con frallura d el femore d estro, lo shock fu così violento, p11r n on essend o i proie ttili penetrali in r.a,·ilù addominale, che il pazi en te n e m tirì d up o poche ore . Vicev e rsa 11110 d e i nos tri operat i - oss. '•99 - che 0 uar1 dall'atto operativo (laparoto mia e s1 1lura di rl11e pe rfo razion i rlL·lla n..ss11ra s pli>nira d e l colon, ntlo del Lcnue, e cluc laco.:t·a zioni d el rn0senterio) ci raccunlò al momento d c ll 'ani vo all'ambulanza, che appena fo rilo senlì com e uno !:'r lli,rnto nel suo ,·c ntre . Allora, cc,n l'impression ,1 che dovesse eviscernrs1 tl!l,l,o, foce a p ezzi la sua m:mlellina. per farm, d elle b en d e , di cui si servì pe r fo sciars i s tretlament.i l'addome al di so pra d e i Yestil1 ! Poi, n onos tante i violenti dolori che e~li a,·verliva, s i died e a corr ere p er rn;g i11ngerc la Sr.zione di s anità. P e rcor,:e q11asi SPll1!1re corTL' ndo C'in:a lrè chi lo m etri. Quivi giunto ebbe ancora lo spiri tn d i arrampicars i alla nos tra autolct.Liga che stava p er p a rtire con ur, car ico di feriti. Ricoveralo t'd opento egl i g uarì perfeUan wnte, nono:=;Lan te che il d ecors,1 p ostope rativo fosse complicato da polmonite . Ma qucsli iatLi son o eccezionali. In linèa generale lo shoc k è tanto più frC(Juente cd intenso quanto più vaste e num er ose sono le lesion i prodoU,.i d,d proiettile . In ogni m0do numr,rose gradazion i indubbiam ente es:s tnno e non Yi è un rapporln di r eUo e costante trn l a natura e J'e ntitiL d e llo lesioni, e i fe no m eni attribuibili a lvle: si.alo morboso. Q11e~L•' gTudazioni n e r endtmo tanto più ditlieile l_1L diagnos i quanto più numr:ro~e sono le complicanze in atto o citi! si s0;;p eltino come la emorragia, la setticemia, 1 fenome ni l'if!P-ssi d el p erito nis m o, i quali hanno 1,na irrandiss im a affinità n el lo loro sintomatologia con quella: d ello shock. Rs i che la diagnosi in si mii1 casi ass11111e un' importanza di primissimo ordine; p er chè se da una p a ri.(' urgo p e r esempio alla ccia re un vaso sang uinautt> d e ll'epiploon che può condurre a m o rte il ferito, dall'altra noi riten iamo essere estremamente danroso s0tLoporre ad UJl atto operativo 'COSÌ grave ro me la laparotomia un individuo che s i trovi in pieno stai.o di shock . li trauma o!')f·rntorio, la narç~i e tere.a o, p eirg-io, rl nro form iea. non fanno ch e aumentare la depr"ssion r del le funzioni centrali, a gt:i11ngen do inoltre nna ma~!!'iOre predisp osizione ai feno-
F ERITE :I DDlL\II NALI IJl Ul "EHH.\
ITit!ni ritfessi d el peritonismo, che facilme11te seguono all0 man i110lazio11i cui generalmente questi ferii i devono 1:;s::;en.l sottoposti. V1 sono tuttavia dei chirurghi francesi (P icqué, Qué11u 1 i quali ritengono che lo · s hock ho11 sia un ostacolo all'inlervvnlo. Anzi 11 Quénu, poic'-hè l'itiene elio lo Rhock addomirmlc sia secondario a ll"emorrag ia e all'effusione d el conkn uto inlcstinale, affe rma che e vano aspeUare che l'effetto sparisca senza rin1u,)vere l,1 causa . .\l tw l'lai n· pensa anche lui che bisc,gn,.1 opera r<:! al più presLa , senza lasciarsi ar!'estare d alla g ravità d ello st11to gcner alè, a rr11,:n0 elle si tratti cti fer iti agonizz:.m ti. No i non possiamo essere dello ste::;so purere per Ju suaCCt!llllale considerazioni e perchè abbiamo visto soccombere rapidamente d egli infermi opernti q uando lo stato di shock non era ancora complelamenle cessato; la morte che non poteva essere attnb uita ad altra ca u::;a, sopraggiunse in quesLi casi per il sovra pporsi del trnuma open1torio a llo stuto di depressione da shock. Le ferite di g uerra si accom pag nano allo stato di s hock mo lLo pi ù spesso che le ferite della prnlica civile , e le ferite di artiglieria lo d eterminano e,on maggior frequenza che non le fe rite da proietti le di fucile . I disturbi d elJa pressione arteriosa sono assai frequenti tra i soldRti che restano in trincea (Menard, Mercier); ciò predisporrebbe aJlo s hock. Nelle fNite penetranti d ell'addome lo shock nelle sue diverse gradazioni è quasi costante ; il proiettile agisce come un corpo con tundente e lacerantP- e la sua forza di p ropulsione si propaga con una violen ttt. scossa sui visceri contenuti. Inoltre lo slalo di tensione nervosa nel quale si Lrova il solda bo nel momenlo della lotta a~;evola con la naturale reazione postuma, che si aggiunge a lla stanchezza fisica e morale, il sopravvenire di questa grave d epressione de lle funzi on i dei centri . 2° V em orrn.gia. ·- Un'altra d ell~ gravi com1Jli cazioni dei traumi dell'addome è l'emorragia, che si ver ifica quasi costantemen te. I proiet.Lili d ei tempi antichi erano delle pallottole di piombo rotonde, alla cui azione vulnerante molto facilmente i vasi sfuggivano, anche per la scarsa forza di penetrazione da cui essi erano animati. Oggi invece, sia per la grande forza di penetrazione dei proiettili conici e sia soprattutto perchè la maggior parte di ferite è prodotta da schegge taglienti e laceranti ,. i vasi vengono moUo facilmente ' lesi. L'emopel'itoneo è qua.si costante nelle ferite penetranti. L'emorragia può essere naLuralmente più o meno abbondante, ed assume, quindi una maggiore o minore importanza, a seconda del calibro del vaso leso, d ella durata, e quindi della quantità d i sangue versato. P er lò più ha carattere progressivo, conLinuo, e non si arresta se non puando la quantità di sangue perduto è tale da rare diminuire grandement.e la pressione endovasale, il che agevola la formazione del trombo o coagulo. Il ferito giunse apora in stato di anemia acuta, e cil, si ve1·ifica ordinariamente i:er la rottura delle arterie mesenteriche. delle epiploiche, delle coronarie dello stomaco, come anche per ferite del fegato, della milza, del rene. Abbiamo visto un ferito solo con rottura della vena iliaca primitiva - oss. 441 - : un altro
giunse moribondo per rottura dei vasi dell'ilo d~l rene - oss. 146.
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FF.RITf:ADOU,\IINAI.I Dl lòi"l::HRA
.\on tl tutturiu u cn;den ; c lw lt: abbondanti cmc,rrngi1:: abbia11u solo d ekrm1narsi quando s i,1 ferito un g rosso vu::;,,. ì\u1 abbiarnu tr o\·ato re1nnper,Lo111c:o ubbo11danle t:011 :sole ferite dell'it1tt':;l 111r) e specialmente d el colon, t' tJ iù sptcialmente quando J'intt!stino è l\,nto a l suo margine 111e::;...:n k n c:o. L,.t s inlo matolugia dell'ane mia acuta ha molti punti di somiglianut i.:Ull q11dla d t:llu sl1ock, quantunque l'uno ::;ia indipendente dall'altra . .\J nit{' volte n esce ditlitilissimo fan: una diagnosi differ enziale c,,,a:Lla a le111µ0 utile, Lrnnne che n o n si riesca ad indi vidualizzare con dati pless ime lricì ttna rneco :ta sanguigna, la qual cosa ila grande valor e ; ma la m ..111cab percezione acustica o tattile non è assu lut,unenLe dimo,;trativa di as:3è!l7.?. di e monag ia , p e rche l'olLusitit ai tianc lli ed alla foss ,1 iliaca può non riscontrars i and1e quando !a quantità di sangue versafo sia nole:voil-; !k r il fatto che il sung ue facdmun te s'insin uu tra le anse inLesl-inuli, o s i raccogli e nel piccolo bJcino, clLre che la s ua presenza può ess1::r e ma~cherala dal m ei,:c>o r ismo intestinale . .-\ne lle q11i com e n ello s hock l'individuo è pallido, coperto d i s udo re, con estremità frt:rlcle , pulso picc·)lo e frequente, l1;111µ1:rntunt b ai>sa, re_s pirnzione supe rfìciall'; manca pe rò d 'ordinario lo s tato di d e pressione ca ralle ris lico d e llo s ilock: è freque nt,e invece uno s tato di agitazione e di so ffenmza, clie conferisce all'infermo un a s petto a ngosc ialo. l lineam e11li, no:1ostantc il pallore, cons.~rvano la na~ura k espressione; l'occhio è \·i race ·) la pupi.Ila r eéigisce normalmente allo s timolo luminoso. Il paziente risp ond e con vivacilà alle d o rnunctr. eri a ccusa sete intensa; sono frcq uL'nli le nausee, la tendenza a lla sincope, e, quando l'emorragia è ~lHl-éi abbondante, compaion o le con n ils io ni che n,ppresenlano 1111 s intomo d i estre ma gra\'il:'1. ~dio s h ock i t1:ss11li sono ischemici pe r il mancato tono vascolare, pu c ui il san!rue r istai.ma n e lle vene dilata.te; m e ntre n e ll'anemia acuta i tess uli si)!10 pove ri di sang ue, p1m: liè q:1csl-0 s i è v e rsalo all'este rno d el sistema c ircolalorio . Ne conseg11è che n0J l'emor ru3ia il p olso di venia sempre !)iù piccofo e frequ en te; si rì:tlu p er br0v•! tempo d opo una trasfu sione di s ie ro, ma, pe rcitirando !a p e rdita d i sangue, la piccokzza ri compare ect ha carallere progr essi\'O: nello s llt1ck ilwec.e, quando esso non &ia <'slre:mam enle grave, e n on s i ar.compa.c:ni ad e m o n agia o a fen oni0ni setticemic i, il polso ritor na le ntamenl,, C' progr e~sivamr nle alla norma , mano mano che i vasi r iprendono la loro tonicità, senza che le tras fn s ioni di s ie ro e le iniezioni eccitanti d e terminino le oscillazioni c·lie ; nv1'<'l' son o caratt0ris tic lie d ,'lla e morrag ia.. P llir h0 l'Gm o rragia a ccompu~na quasi SC;mpre k ferite intestinali , i s intomi d c,ll'ane mia ac11ta s i fondono con gl i aHri f~·nomcni riflessi o p er1to 11 ilici. Q11ancl() non vi s iano perforazioni inLi>slinali , e lo shock s ia minimo, la diug-nosi per lo più non presenta difficoltà; ma quand o ai sint.o mi l'mo!-ragici s i uniscono quelli d ella sctl1ce mia o quelli d ello shock, il q11aci ro s i complica e b en diflìcilme nl.0 s i può stabilire con precisione quale importanza s pC'!l.a a cinscheduno n ella d eterm inazione el ci fe nornen i. 3° l ,ll g<'f /fremia. - Altra complicanza freqm~nle ed oltremodo g ran' è la sel liremia p e ritoncal-? ac.uli::;sima . L' infermo, g1ii p oche Clrc d opo 1:1
FJ-:HITI : ,IIJlllJ::\llN.\1.1 Ili Gl' rnHA
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la lerila, è in cu11 diz1o ni ge11e ra!i ctis pt!rule , cu11 J'aspdl.o i;ad av<:•rico, il p9bo frequente, pi('(;o lo, talvolta irrq;;olare, la kmprrul11ra, s 11bfrbbril<' , e l'assenza d_i ogni Iènorneno di r èazione da par'Le d ull'or g,:t11ismo: rj11indi niente vomito, niente !::ling hiuzzo, ni1:nle m olcurismu. nitllW d o lorn addominalr. Il \ ·Vegnt>r d escrisse 11er il primo rpt(stu formn cd attribui la g rave ·sinlomalolng,a ad .un 1::;so rbime nk> di lossin l' bitlle ric he così rapido e brutale attrave rso la vasla sierosa del perit.o n eo, elle l'organis mo ne resta comè paralizzato. Jl pc r ito1100 non si d1fe nd1', n on llu il ll•mpo d i reagire r on la fùrmuzione di es.:; udali, ed u.llorn i fe no m en i lossie mici prernlgor,o s ui fo::Hornc n1 pe rilonilic i, pe r mod o ch 1.: k altera.zioni an al-01110-pat.olog:iche sono minime, 111e nle affoLlo in rappor to rnn la g raV\ ia dei fcn0m,mi 1:rer,erali e co n la r apidi lit d e l la morle ch'i' soprnfgiungc in tempo brevissimo. · · Sta 1i fallo che alla necros co piu k anSL' inlL•Slinali , a parte le [(_._ sio11 i prodolle <lui proielli le, non rnoslrnno gn1 vi ,, lle razion i apprezznlJtli; la :;1er')sa _conserva in parte il s 110 aspcUo liscio, in quale.il·~ p1111to è congesLa con qualche t:hiazza cccllimotica, e fra le an:;e e n el pit.:1:olu bacino s i trova scarso il liq11ido brnno to rbido, per lo più m ollo fetid(,. Ciò anche quando le ferite d e ll'intestino siano poco n11m,•ros~· e di piccole dimens;om. S!assrn 8 Yonc ken in uno studio r ecente s 11I p e: nl0nco o in f<:rile di guL"rra, ri p rend ouo un con cetto di Dé page, il q \1alc, a pro po:li lo d e ll a evoluzione rnpufa di alcuni cas i di perilun ite consec uliva a pe rforazioni dell'appendice vermiforme, con la s inlomalu log-ia di u na prn foncla erapida sett.iccmia, cred PltP. di aUribuire la sindromo c linica alla pr1:senza del b . pedringens, che egli trovò in numerosi preparati microscopici. I due aut.ori credono di pote re dimostrare ap pun to, « pe r la somiglianza di alcune alle rnzioni analomopalologiche d ella milza, pè1· la pn•senza riel pe rfringens nei liquidi pcritonitic i, per la evoluzion e clinica, t)arallela d ei fer:li intossicati p el' g angrnna g a:;sosa e d egli addominali in parola, c he la setticemia pe rito neale a cutissima s i d e bba cons ide rare coir. · una moda.lità d ella gangrena gass0sa »'. :\ riprova d ella loro asserzio ne essi riferiscono di un caso n el quc1 ie una perforazione intestinale comunicava col ll'agiLt,o inlramuscolare d<'I p1·oi<::llile, m, lla parete anleriore d ell'addome; d opo qualc he ora comin tiarono a s viluppars i in que:;lrct regione d e , fen ornt:mi ga~snsi, che s i esll:'sero mano mano concenl ricamen le attorno a.ll'o rificio. L' indivuo morì J>Cr setticemia gassosa, e la necl'(r:;copia mostrò clw il punt.o di parte n za della ga11grcna s i trovava precisamente in una fL"rita intestinale , i c u i bordi era!'lo accollati all'orificio, pe r il qualé il })l'(iie llile Prn usC"iln dal pe ri lonr.o eri enlré'CV) ne l muscolo grande r e llo ante rio re sin istro. La qurslionc m e rita di esser e slndiata. Qui mi bas ta ricordare c he si ud i recrnli d el Vincenl, -d e l Fleming, d el Bloodgood , e quelli ancora più rect'lnti di Levy e Plisson mos trano che nella evoluzione d e lla flora mic r obica delle fe rite di guerra il pe rfringens, cui s i agg iungon o altri anaerobi , è coslanle n ella prima set.l imana. In ogn i modo s i compre nde com e un organis mn ane mizzat.o ed intossicalo d a'ilo slat.o di s hock, poichè i I ritardo cis g li scambi ·cellulari porla ,_; - (;iornole di. t11l' dici11a 111ilillll'C. -
l':i,(·. \ 'I L
n ~RITF. ADD0;\1JNAL1 1)1 ul:ERRA
a d un r i,;tagno d ei JJrùdotli catabolici, e <.: iui., i.id u na i11lossicazione , si,l un o rgu,11!-ill lO d el.lo ie cd incapace di r eagire alia uzione d ei g ermi che si ,·1.1rs1110 pi ù o m eno numer osi e più e, m1ono v11·ule11Li da even Luali fe r ite d cll'in lc,;lino : avvic:ne a ll ora un 1.1 ;;s J rbimento rapido ed inltmst• di tossine , ag1;v0Iato d all'e m operitoneo, che rappresent;t un m ezzo d i cullurn ed un mezzo di diffl1s io ne, e allora possono i fe no m eni Lossiemici µr e,·,1lere s ui fenom t ni per itonilici : s i forma co~ì un circolo vizioso e la s in Lomatolog;a di q uc,;La g rave complicanza si confondc con q11e lla d elle preced enti .i coi feno meni rifl.:!ssi d e l pcr itonismo, i quali si dC'tenni nano per razione s i-i mo lante, c h imic·a o m eccanica, d e i numerosi gL·rmi e d ei cor pi e:;trnnci venuti a cnnli.iLlO con la s1e 1·osa pe r ito n.:!ak. :\1,t \'i sono n1 111rn rosi rc ri li, mo r ti an ch'es,-,i pe r setticemia, per i qual i la fo rma dl'I v\' egner, c he n e i suoi e l'fe lli è molt,o più r apida . t:: nella s ua si ntomatologia m1•llo più ca ra llerislica, non può essere invocata . Si LralLa invece cJ'ind1 vidui e lle presl'nlavano dei s intomi più 0 m eno s piccati d i reazione infiamma to ria d e l perilonco , cd anche a lte r a zioni anatom o-µa to logic he t:viden ti , ne i quali µerù l'assorbimento di t.ossi ne batteriche fu rnolt,o 1>iu ra! 1ido ed inte nso che nei casi com uni di peritonite _ Ne lla sell,icem ia p erito neale ac11 tiss1 ma s1 p11ò dire che i disturbi gene rali evolvono d a soli, con scars issime m an ifestazioni locali , com e ~1· pn t-l'nti , t:dcn i batterici fossero stati inoculali d ir ettamente n elle vcnù d ei pazienti. Nel le settice mie invece, cui or a mi rife risco, il pc ri l.o nen 1·1•agisce, vi è s pesso la fo rmazione di essudati , di dt·positi fibrinosi , ,·i son o d e i sintomi ~ene ral i e locali di reazione com e il vomito, il d o lo re . il s ing h iozzo, la febbr e, ma q ues ti fenom eni che neg li infermi affetti da pe1·itonito ac11ta sono a cnm lua li ssimi, o nella sclLic~mia ncuLissimu m a ncano , perc hò l'organis mo rimase com e st11pe faLl.o, ~tord ilo, in e r \1-, qui appa iono aLLen11ati ed hannn una evoluzione molto rapida . Noi non conos,jam o qual i sono g li a gen ti infetti vi che in vad on.-, la s ie rosa peritoneale al mo m ento d e l trau ma inleslinah'; sappiamo in linea gen e rale d el coli , d el rerfringcns, d e i cocchi piog1•ni , d eg li anae ro bii , mn 1.on c'è dato conoscer e cas o p er caso qu al i micror ~anis mi sono in ~ioco, qLiali prevalgono, e quali p :>~sihili é\s,;oc iazioni b at.teriche si s t.ahiliscono. Ora il perilonen, m allralLa to d a l t raum a, ume LLa to ei a l liquido r mali cn, n el quale i germi sono diffu si e ,:i moltiplican o. e n e l q11ale sono sospese le sostanze fecali , si può consid e rare d a una p a r te com e 1111 nsto terre no cli c ultura, s 11l q ua le i ~~ermi s i innestano e ,:i r iproducono d eterniinanclo reazion i locali , dall'aìtra. con le s 11e nume rnse v ie linfatic he e san g uigne, com e un'rno rrne ventosa che aspirn microbi " tossine e li dis tribuisce a t uU.o l'org anism o . I fenomcm i d i r eazio ne locale più o meno attiva danno luogo alla carnUe r ist.icn $Ìnt.omaLolc~ia. più o m eno s pi ccal,1 rlella peril,on1tc, m en Lr r Il' tos,-i11P esercitano s ul rene e s1 il frgato una rapida azione d egcne ralinL in mod o d a menomarne ed imped irne la fllnzione eliminatrice, lecl0110 i .c-lob uli rossi (e.>molis ine) , turbano la nutrizione e la fun zion e cie l s is tema ner v..so, alt~ran0 pro fonrlamenlc il m uscolo cardiaco e le p ,trl'li
FJ::JllTE ALJIJU.\I INAI.I 01 Lil' EllllA
VMali specie dei cctpillal'i , d i::;lurlHrno la 1.Jressione deJ sangue (eclasino, anectasine, - Bouchard - ). A seconda allora deJla pr ernlenza dei fatti infiammatori o dei fotti tossici, a seconda d ella maggiore o minor0 virulenza d ei germi , d ella maggiore l• minore tossi1;ilà d elle tossine, a sc1;onda dl'lla quaniit.it di -iueste m èsse in ci rcolo o d ella maggiore o minore resist.1.: nza dell'organismo, il decorso clinico assume ca1·at.Leri diffore11ti.
Fars i :.111 '1d,~.. tlSaLla per g uani.o è p,;s::;ibik dd!;.1 influ1.:nza cl il' iw llc condizion i generali del rmzie nle possono ave re lo sllo1;k , l\:11101Taf·ia . IH seLLieerni,.•. , i fenom1 1 ni riflessi del periloni::;1no, ecc:•) il co1n piLo d d chirurgo di fronte ad 1111 ferito cll'll'addome. O,Q"11uno di q 1H:sli rpiallr11 stati patologici rappresen ta u1fentiliL morbo::;u r: crfcLLamenlc isolala ed indipendente, ma la s intomat.olog ia di ciascu nn di essi, C()Till' . i e vislo, ha numerosi punli di contatto con la sintomalologia degli ulLri , e di più ':'SS i !'!'1o!tc spcs:;o convergono lutti o in part,; in uno sL~ss" t.niumatizzato . determina ndo de lle condizioni gen~ra li dis perate ed una sindrome ac:grovigliata erl incer ta. Di og11uno di q11esti stati patologici occorre t1:n en : il debito 1;onlo, e b,sognNebhr quindi poler dislinguerl' a r1ua.l~ di e::si siano da riferirsi i vari sinl0mi, e quale importanza sia da attribuire ad ogni slat0 paLolot;.i co in rapporLo a ciascun sintomo. Il compilo, come b1' n si com1,rend e, '3 tutl'altrn che facile . Completalo lo studio de l pazicnt.e il cliirun,-o dJve decidere, ,·agliando tutti i vari fatti osservati, sul part.ito cll quale deve attenersi: astensione o inlf>rvent.o. Astensione come criterio eleLtivo, o comr mezzo di altesll.; ast.ensione perchè le nostre risorse son0 impari a combatlere e supernrr i profondi squ ilibri prodotti ria l traumatismo. InLervenlo a scop o esplorativo, o a scopo riparatore, oppure, come di<:c Abadie, intervento per scrupolo di coscienza.
J,1-:RITI-: ADDOMI NAL I Ut Gl ' f:HHA
PARTE SECONDA
FERITE NON PENETRANTI
1 fen L1 ddL1Jt!ou1e <.:011 Je:;icne non !Jtllll Lrnnh O:,serrnli sono 167, cun 154 lra~feri t, e 10 111o rti, e cioè con una pl!r ,;elllualc di guarigione d e l 01 ''... Di essi Uft pn·sl'n tavan ) fer iLe d el!..! :;.Jh: pureLi , 'i3 fe rit e di un viac.:ere ext.rn-(JL'r: lon("d e. Ne fur,mo operali cumpll ssi va men le 85 con 79 guariti e (j ll1C1rii, cioè COl1 tlnU percentuale di IIIOL'( a lità sugli atti opernli Yi del 7 ',\ ,. L' int.er e!'SC' elle qucs li feriti presenla,1 0 è prim:1palmcnt,e di,l1<noslit:o. Essi giungono infatt., a ll':\m bulanza con la diagnos i di fe rita pcncLranl e dt~-ll'uctdome o sospeUa di pènt'lrazionc•. e solo in un ce rto numero la l0 dia.!!'nosi s i può esc l11dèrt: fa c ilml!nl'..' cnn lo sludio delle r.olc f0ri ll• . Nel la mag gior par Le in vec.:c oceorr0 sollo porre J'in fe r mo ad un esame più a cc urc1Lo e spesso a ll'atto opernLivo. P er que l c he r ig11arda le ferile, cons ide rale di p e r se come lesione della parete anatomica, in quesli infe rmi s i riscon trano tu tte le varietà, c he sono d el reslo comuru nelle ferite con pen etrazione, dalle semplici contusioni, con o senza abras io ni de lla cu te , dalle ferite da str iscio interessanti LJno o più strali , dal lP fe rite u. SPlone a b reve percorso, alle larghe· fer ite a vasti le mbi cutaneo-mw,colar i, al le ferite bipolar i a lungo o tortuoso tnigillo, alle ferile con ro ttura de lle ossa pelviche, alle 1erile con les ione del r e ne, de! co lon, d e lla n 'iwiea, de l re llo, del pan c reas. A t111.! e ques te varietà di lesioni anatomiche fanno ri scontro dèll )alo c liri ico, le più svariate e complesse manifes luzion • sintomatiche, che ne r•~ndono in te rcs~anle lo s tudio, sopratuff.o per d1è il C)Ul' Sit.o della ponolraz1 onc nel la. cavità del peritoneo, c he domina som pre la mente d el chi rnrgo, n on può trovare 1:na soluzion e immediai,a e p recis a ]addon.1 lo s tudio della fe rita sia ins1111kit·nt•~, e il c< 1111p!C'ss:i d ei s rn t.omi genentli e addominali sia complicalo e incerlo. 1Ji\·ict1:rò ques t i fe riti in due grnpp1 , c he a loro volla sudd i\·iderò in sollo<!rnp pi . Ne i primo riunirò luUi i feri ti pr. rielali semplici , cioè se nza ll'Sione visceralt', e li s uddi\'iderò in: a\ ' f' r il 1 11èi quali h'same d t>lla l0sione fu di pe r sti sullìcienlc a fa re esch1dè re ìa diag nosi di p.:ne lrazione ; b) feriti con solo fo ro d 'ing r esso, o con tragilLo sosr1cLLo nei q uali la diag·nc.s i d1 pcndrazione s i polè c;,clurler e o m,1dianle l'esam e c linico, o m ediante l'esam e radiologico·, o m ediante !'allo 01~e1·alivo, sbrigliam c nlo, la paratomia esplorativa; r·l ft•r iti cnn lragi lln paracto;:,;a lc>.
FEBITE .1111111.\ I INAI.I (I[ L,t · rnn.,
J\el ,,l'C<•lldl\ ri1111 irò Lulli q1 1t:l li 1.:lle pn sL·n ta,·,tn,, l, 51l>n : \'ISl'C·r,lli .acrcrlal,-, e li d1\'idl'1'ÌJ in : ti) krili de l n ' Jll'; li) ft:riLi d•!I c:ulon ; i:) l•Jriti ddla , esci ca; ti) fp1·it1 dl'l rdlo; 1·)
!nili Lkl r 0Llo e dl'lla \'Csci l',i.
Tru ([UL'Sli ferili ;;011,1 c·o 111prcsi quell i chl' il Qné1111 d,·fi111 faJ,.;i addnmi11ali, l'L•l,·ndo cnmµr l'11de rc in qu,·sta d l'finizion,• L11lti q11l'i fe riti 1iei fJuali la lesione. SL'nza avcn' int01·,,ssato il pc r ilr,11c:o , dt'Ll! rmina Lultavia la J~roduzi onc di sintomi, i c111ali starebbero ad i ndi can: una ksione Pnilonr,tk. Sono cioè. i ca ~i cli s incl 1·0 m L p,11·ap11r1 t• 1111•af,, d1 c 11 i 111'. ~n11n prerl'd l'nll·llh'11k OCT 11pa1, ,. :.la, cn111c os,;(·n ·:u1 <1 Sl.i,.;:-c11 è \"o nt kl'n, ((tivsli fl'riti più cl i,· fubi udclornin,tl i clovn·bbt r11 L's,-,,•n · d1i a111uli fabi pcriloueuli; in quunlo essi sono r ealme nLe feriti all'addo 111e, ma 11 tn1 npll'sso dt!i falli c he t·ssi !)J'\;" c·11la110 !1 Uil s inntlare u n'a1,,·1·lum dt'l JJ1·1·i· lon•;o che in reallù non esiste, essendo invee<' dei scmpliC'i fr rili pari clal_i . CC'rl'l i: che se ques ti fC'riti n on f, ;;,ì;• ru s:it{,lpO:-l i in i:rnrn parie ali alto ape ra (i\·o, e u11·e;;1une n1.din,;r o111ro, 1110111 ,;11 n ·hhno ril1·1111l i con ferif,L p1:nc lrn1~Lt', n e i qirali in\'C'l'l' la s ie r<,sa no11 ~ s lalu a 1w rla. La c11rn di tJlll·sli k r ili è J)t·r lo pii1 st nrp lir~·, cpran l,;l p ii, è Sl·mpli,·e la nal11ra delle Iorn h::;ion i. Es;;,L cliwnla varia 1• cu111pl1 •.;,;a q1 1and• > è h' ri(o uno dei vi. l'eri exlr·a-!lPritonl'ali , lllcl or·rlirrnrianw nl (· i! lrnt la 1r11:nlo ,;i lim i ta ad 11na medi catura o allo s hr1g li111nrnlo l' l'L'gnlari z7.azio11.:> dt·lla ferita, o, q11ancto i• p :,:,;sihile. all'e:,;( ni;·.im1 ~· d1·l pn,i l'l lile, ~a!Yo ra:i compli cali tlw r it ll ied rinn 1111 Lnit.t,111w11 to S1'L',i,rl1•. TI rlr1•or,;1J 11_1 linl'fl !."Pnc rnlr 11L' f' h11nno, t' c011s.•11 !,.; dH.' il f1'1·il11 do p:1 1111 hrc·,:t· pcriorlo di degenza s ia l.n1sfc ril,o 111 o::;pè•fali pi11 nrrc lrnti, ov·q;li p11ù e. ~t'r·e podelo rapidamente a 1tuarig ion~.
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Periti Ut.•i '111:lli l\.·~n111t· dl·ll.1 l t.· :-ionc (11 ~uf fì,·Ì\.11lL" H far.: c.· :--.d u·
,h:rc- la cli11~uo~i lli pt:nc.·tra/.ioue . 2° Fe riti co11 · 1c~io11c sosp-cltn di pe 11e tr~zio11e . 3° Fe riti ton tra g itto pnrnd11~-~1lc . . .
U\ . FF.wn1 C" :<- l ,ESlt1:<-F 111 1· :,, \ IS\'E~ r. 1° Fn iti ,t..t r i:11c . i• Fniti dd l'olv 11 ~· Fniti ,lt:lla n ,,C'ica ,1° l'l·ri(i rld n ·tlo 5° Feriti tl«·l n:tto e .i~il u ,·(·•,w i<·n
t; :o- no1•rn JTO:O-E \U:
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l':,llou ola tli fu cile o ,li 111itrnf!l iatr ice l'a l ktt~ di ~lm1n11,·!l . S1,.~J-H.·gg-i~ di grn1;:n.:1 . Sçhe~l!i:t e.li ht 111 1,;1 :, 111..11111 • Sa ~~ i 'ia11ci;1ti dall o ~c·oppio t.l i ~rn nate
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A). -fERITE P..\H I ETAL I SEi\lPLiC I. f.L· k n lc' (HLril'lc1li Si'll1plir i sono quelle che p,1:-:s11no inlt>re~sa re lutti gli "t rali dt'ile pard i addomint1li, r.ompreso il g·rasso p r:·pl' riic,nealP, sl·nz1 J)l' l'Ò che il per itoneo e i visceri disposti Ira In sw1 laccia esterna e la parC'le addomir.,ale propriamente drlla siano staff feriti dall'a!l,"enle vulnerante. In queste sono d unqne comprese le cont1 1sion i addominali semplici , le ferite della c11le, <'! elle fascie, dei m11seoli sino a11a si\'rnsa c·srl w::a, e le foril r e.on rottura dcllr ossa pclvir hc .
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Le >~scrvazioni <ii qcit•st.o genere sono t)! <' si p,1~;:-,o no così ra~g rnppa rc•: 1° Co11 tn~iu11i
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·1(• 1·\ :rilt.: tra-.(, ,... :,:.e ll:tlla uati ~:n alla r egion e i11gui11a1c u vkc n:r:-.a
~
Le cont11sion i dll l.a<lòonw f11rorn, scil<'. Jn 1111 1 di essi - oss,·1\'. ft l . le lesioni :si 1,rocluss0ro t>ssenrto l"infPrmo sl;ilo tramite, rtai roua1111 d i una casa per lo scoppio d i granala . In due - osserv . 2..5 - 36 - per caduta in segni Lo a scoppio cl i un proiettilli di arl igl icria in tutt a vici · rntnza; in quattro - osserv. Hl· 3.1 - 3:2 - 3~ - per sassi lanciati da11o sr c. ppio cl1 una g n;nata . :\ ppar1 rì1 tL prima vista fn ori po;:to che I<' r.cn+11sioni addmninal1 s iano si 1i•J cJ,1,~ificate in q1wsllt p rima calriz-oria, pniclii.• è noto che in tait k:::.ioni no11 è pos.sibil0 stabilire in un primo e;:amc quale sia l'en lità dt· IIP lesioni pr"clnftC' chcl!·agcnlc v11 lnvr11nl0. e· f111ali vis.:e, i p u~sann r~-;ere lesi. Di fnlli n<m nnamenlc :ivviene clw in scg11ilo ad 11na contusione addom inale l'i n fer mo n on avverta snbilo ,d c1in distorbo, anche por Ya.ri,~ ore do110 il tr:i11matismo, o chr i s intom i di unn rotL11r;1 di viserri - •·;norrag ia, o infezione - r.ompaian<' pi i1 lardi. Ma nei ra;;i <'li r11i Ì' p111ola la roll11 rn di vi;;cl'.'ri fu <'SCli 1s a a 1:i rim,1 esamr, non sol tantn J)Pr le· r:-onrl!zioni g\'ncra li ol tim,:, dE'll' infer mn e ras~<'nza di q 11 nls ias i
rrn1n: .\llPo.,1 1.\ ,11 .1 rH (; 1· rnn., sintomo addominale, ma andie tJe1Tliè d ai daLi raccolti dai l'clz.icnli r is ulta,·a che la violernrn d e l traumaLismo e ru :;Lula in gentre di lieve enliti4, cosi d a non fure sosp e ttare una rollura visce rnle . Nessuno d eg li in il'rllli infall1 e ra in s taio di s hock, tranne un,) - ( 1:,s, 3u - le cui t.:011d1 zi1J111 g e11t-ra!i pernl i.ro mig liorarunc• rap irln m enlc . .'\0 11 n!Lr.:) ltanlo può dirsi di alt.re i;onLu,,iun i dell'a ddo me, ndl,1 quali in,~..:e :;i ebbe a so::.pe ttor e la roU ma òt visceri ; e di fuLLi in du e o,:sern1z.i0ni - 1:31 e 11,5 - era co ntuso il n ' n e , in una , ,ssenaz.io ne - 323 - in Sl'g uilo a un calcio di cavallo, f11l'Ono tro vale l n i fll-l'io razioni d e i ll'nUL', prodotte probabilrnenlcl. <.:om e clirii in seg11iLo, s<;eund v il m eccvni!:i11111 .ch:scr ilto da Mot.y . ln tredic i le fe rite e rano eia s lriscio, prod o Ue pe r lo più da s•;heggie di g ranétte l:m c ia te langenzialmcnle. l n questi rasi forlunuLi la esdusio n e d e lla p en eLrazio n\l è mo ltn l'm: il e m ediante 11na se1111•lice esplorm:ione d e lla les ione Lraumaticu . E facil e untlw la diagnosi nelle fc riLe a brev0 p c rco 1·so e c ioè wn fn n) ct'ing re:,SO e di cgres:VJ a pil'C'Ola dis tanza, r,lllC qnali non appare yossibìh.: la h:s 1o ne d el pe riton eo. P t•rù occorr,~ tenerl: prl'sen!(, c li·J è prohabile, comG giit abbiam0 av11to occasion e d i di rù. c l1e s iano inlerpn·ta\i come foro d 'ing resso e fo ro d i egrcsso rki 111l'rle,.,im,, p rnieLLi le d 11ò fe ri ti: c-he invece SGllO i fori rii ent1ala di <11,e d i,;! i11ti pro iettili; e che s r csso, cnmo a n oi fu d aLo, di OSSt' r varc in fcril-: d ì alln· regioni , s pt·· <·1al 111en lG dt:1 cranio, il pl'Oiùlfil c fni[o n:, appe1111 r e,w tndo n e i tessuti , ,:i dù·ide 111 due o più frammenti , d, cui·, un o p iri> 11sc ire , l'altro. in1·cc·Li :"P!!°Uil'C ancora iJ. S IIO cammino fra i tessuti e p en etrare in cavilil Le ferite a s<:!lone d ella reg ione lombare , anc he lJuando siano rli stanl,i abbastanza lrn lo ro , danno atfi dame nto c he il r,eritoneo n o n :'ia staln interessalo, data la volumlnnsa massa costituita dai muscoli lo m -
bari. I II H c,1s i il pro idlile, pene trato in eorris pond c•11z.a d Plla n a tica, e ra u:;citu in cc1rrispond enz.!l d e ll'inguine, o vicel'er:;a Ju qu(:S!i cas i s i µu ò scn:.r:ctllro csC'lud er e ch e il nro ielli le abbia rturanl<' rl sno p ercor so , la<'l'· rato il J)l'riloneo. P r.r ò il r 1·o babi!P C'hc il proietlik' dl'tt' rmini 1111n fru t 111ra cicl i._; o<:sa rte l ba('ino le cui s<'h C'ggir p nsson ) esser0 nro ietliilt' con rioll.',1zu e feril'u J'mks t.ino, comt· noi abbiamo arulo occasione di 1ed e 1è in qnalchP caso, cd i:> an('J:e qui probabile e lle il proiettil•J si fram1rwnti 1· clv uno d t'i fra mme nti pent'lri n c ll•L rnviti, ndclomino-pehira. Più i'S f)f'1Sli a ferim enlo 111 q11esli cas i .sono i visceri c,.nt<'n11li nella p r l1·i e <"inè il r P!to e la vescica. Quanto alla sintomatologia clinica quesfi ferili non prcsenluno i11 ;:rt·· n ere una fenomenologia complirnla, trann e rari cas i: e si nuò dire ch e nella grande maggi()ranza di es,;i la "l'mp liriti1 d t.lla lcsiom' anatomica trr\\'a un per fe Llo risC'onlro n ella p ovr rt,\ d ei s mtnmi clin iC' i. In q11alC'1111,) ;;i nola,·a l'asp eUo snffprente, in altr: 11P11 ce rta d olenzia o tensione d e.J\e par eti addominali, p er lo più cir coscritta atlo rno alla ferita: alcuni rifPr ironn d i a \'\Jre vomitalo appena fe riti o cimante i i trns 1.iorlo in leLliga. "\ifa. que::li sintomi , come s i veòrit dalle bre l'i s lOl'ie cl iniche, so110 iso Jat,i , e s i accompagnano invece ad un complesso di altri fatti , i quali sono n ettam en te negativi p e r la p enetr azione . Solo in tre casi - osserv. 2 1, , 1,i. ,\fJ si notò nna. s indrome p a ra1wrilonC'alc complC'ta. Nel primo t> ra
FF:ll ln: AOl)O.\I IN,\1.1 Ili
lòt'l·:lrn., ·
lt 1-w la JJl''Jb,1 bi l me11ll' alla irriktzi o11e d·.!l peritoneo per il cono di espl1Js111n e d0l 1iroi0llil e. Nel second;:i, la nulica sinisl rn, allrave r saìa <lal pmil'llile, era forl.e111\'llll' d isltsa da sotLoslant.c cmaton,u , e non è pllssii b ile J)recisal'C con e lle fos,-,2 i n nipport0 la F-inlon 1c.1lulol{ia addorninak, cioil la ~t'nsione del le pareli, m en tre i fatti /rf'nt'ral i rilevabili en:nn fin at.trihuir~' al lo shock ed alla emorragia. Quesli d11·~ i11fer111i migliorarono rapida111.-nl1• 111cclian ll' le cu re sinLorrialichc. · La r11ra rli qu l'sLi feriti fu semplice . Ln g·ener 12 :;i li11:ilò ad rnn mcdic,d11ra con abbondante lavaggio di Clorosol. regofo.ri.-;z.az.ionc è.ei le lllbi , e c11rc ~i nlomaticl,c. Gl i infermi furono LraUcnuli gen eralmente per pncl!i g iorni , e cioè P\'r il tempo sLrPllamcnlc nccrss,Hi o perchè si an·iasSt· ro a g uarigione, e furnnn rp1i11di LrasfL' l ili m.idi o:apeclali òellc r<·ll'o vie.
~TO H [E ( 'l JlN lCH E . 1. <> s.<. ,;, 11,·111 /il,i : l'i ~. llu111 ., soJJatu fanteria. Unta di c11trala e oif uscita : ~:?·/· Jr"iJO ~4· 7- 19 r6 :\ ",1/11m dd/<1 l c:,i,mc: l 'ict'ol3 frriw, d a p:1llutt ul,, ,li fucile Hlla n,g-ionc lo1 i1l,~rc cl<';.\rn ('on (·;.· r~ ,so ~11c. l'q:i,,n" !0111harc ,;i11 i,tra. (Altra ftt·ita :il piedt' \ . Si11/0111i {>ri11ritali: I'. 66 \'alido. i\;.;.c n zn ,li fan i ad,ln mimdi. )lotilit:ì t: JS<'U ,;ihilit it :ig-li :irti iufc-rio ri uonn:di. \"rinè limp ide. Tmtl,11>1<·11/ n : Shrig lia,i;i:to ,kll a Ìtr nn ll'ini:; n·s:'ll. /·:sii<>: 'J'r:1,krito.
z. Oss. - r;/11i"1",11il,ì : 'l'n . Fr:111<· .. solcla to fn nkria . - · /111/,1 d i c11tml11 c .ti us., iter : :q-7-19 16 ~.;-;~1 9 1h. .\"dfunt tlcll,1 li? "Ì(.)'lf: Fl-rÌla abra:·,~•, t.111.l.!l "l11.Ì~1h.: , 1l t1 ~C'h(·gg in rii ~rn1w ta . :11· 1't·pig:u:.trio ~ull:, p:-1r:H-t< 11wle: rk !'tra . Si11/o111i {>ri11 cif'<1/i · l'ol~,> 7" , 1 ali,lo Co uJizioni ,;cuernli l>uo n c . Epignst.riu · kgger111c11tc tt, so e dolente. 'I'. :,u.S. "J'rnl/ c1111 n 1l o : ~k<l1n ,tma. 1-;., ilo : ·1 n c•,ft·rilo. ,;. O ~.,. -
r:, 11c111/ità : Haz. >f:o r ., ,.,J,lato fant~ria. -
/1,1/<1 d i ,·11lral11 r d i
11:,, ( ilii: .?7-7·91h ::. 1-7~q1t1,
.
.\"<111<1 <1 cld/<1 loi1>111·: Fe rita da pa llottola di f,a·ik, ~111l'ascellttrc po~tcriore de~trn, sopn1 la cr e~ta ili~ ca , co11 C'~ tt~~n ,"\ dita :::.o prn la ~pina iliaca a. $. destra. Si11l,•111i pri11 ci{>ali: l'ol01 ito k ggc::nin, me pallido , polso tm, ,·alido. >ie ti\ dc,trn J<"!l 'mltln11 tl' nlq11n11to tC'$H e 111olto c1 0IL·11tc. Dt·f<:cazi0 nt· '-' 111in,.iou c: !--ponta1u.::1. '/'mll,lH//' 11/n: Slirig lia n1c-nt11 <klln f<· rit3. E .\ilo: Tn1 , fl'1ito.
4. Oss. e;, 1,rrnlil,i . 7., .... Fr;in .. solcl:ilo famcria . - /Jt1l(I d i ,·11trnla e di 1«cila: z;-7-916 31-7-,)16. Xc1/urn ridia lt'siu11c: l'i ccoln krirn ,la ft1l·ilc' alla pit·;:a ,ltll11 natie.i ùe;.ct ra, cou egrcsso al ;;0 inte rno <lcll'urcarn ,·:·11r:ik dello ,;tcesso lato. 1 dito sopra di es~a. Si11t ,m1i _f> ri11cif><lii: l'ol;.co ~; yn!i,lo, A~J'elto buono, :t<ldomc trnttnhilc. r>efeca~lo1u: e 1111111.1011c :-.po 11 U l- t1 L'H.
Tm/1,1111('11111: >ll'dicatur:1. J,;s ilu: 'J'ra,,ft1 ito . •,. Oss. -
( ;,·11,·mlil,ì: l'un , C;ins ., ,·npor:ilt: magg. fnntcri~. -
/Jal,1 di <' >Il raia e di
1ucita : 27-7~HJ1h ~4-.M/-J ()tri. /\'alura dclt.i lr.< io n c : h ·rita d:i p11lktta ,li ~hr:ipncll ~11lln Crt'~ta iliaca sini"1 r~ . ~n ll'a:-.t.:ell:1n: 11,t:dia, con c1, n ·~~o .2 tilla ;1ll'i11tl·n10 dL·11t1 spin~ iliaca a. ~. dello ~tc~s!'-o
falu.
SiHl,n11i f>ri11<":f>11/i: C,,n clizion i generali hno nc. "•·t/i , in i, tra ,kll'addn1111: k,:-.::vr. me nte tt:,a e Llolr nte alla palpa1iom,. Udcca,.iouc ~po n ta11ca. Tralta ,11e11t,>: l\lt<lìcatu ra. Jc'si/o . 'J'ra,ft:rito.
6. Oss. - c:,•1:n11/ilà · Cor. .\h., :;oldato i; r.t1w1icrc·. uscila: r9-8-19 r6 2n-~-r916.
/ lata
d i ,·11/ r,1111 ,. d i
~\ 'titura drlfd lcsiiHlC: J.ar~a (\.·rita hu.:c ra, da :,:;.triscin, da ~<:hL·.i,.:e!ia cli g r :111 ~1t :1 , a lla n:g ion(· 101111,arc: :--ini:-:tra. Si nt o mi f>ri11cip<1li : :\ spetto u no no. l'o lso go ,·a li,lo . l ' r inc lirnpidc. H a v0111it.1tu suhito clopo feri to. '.\ fl-1;\ s inistra ,kll'a.Jdo111,· tc,a e dnk11tc·. Tral/111111•11/,1 : '.\k,lica tura . Esito : Tra~f; rito.
7. Oss. - <:,·11,ralil,1: 11,,ila: r-cr 1916 -1-<1-19 1<'.
Rig-.
D 0 111 ..
,olclmo fa111,ria . -·
//<1/u
di u1l,a /,1 <' di
Natura della 1,•si o 11 c : F erita da pa llo tto la <li fucil~ ,nlla a,co:llan: antc riurE- <le,;1r.1, con t·;.:re~~o s ull'a:-;i.·el h1r~ lltl·<lia d e l lo ~tt-·~:--o l~1to . ,\"inl<Hni prinlif>«1J,i : :\~p~~ll<J ottinu"'I. Pol:,,.n \·alit.11). A~..;'-= nza tli dnlnri e di difl~~a :i•l<lu111i11alc. Ddcu1zi1111e suo11 ta11ca. T.-alta111,·11t n · ~Te<lic:1111r,1. E sito: Trnsf,·rifo.
8. Oss. - c;c,1cra/ilà: J,and . Em., sottotc11c nte fante ri a. - / )(1/0 di r11/ro l,i , di H.<fi/a: 16-9-J<Jlh 2:-9- 1<>16. \"alurtt, ,t c!Ja l,·.,i(' H<': Fe rita ,Ja :stri~c:io ~ll 'l'pig:H,tricJ d:i s<'ln g-g-ia di gra nata 111. tc·re,.,-antc cute e c<,1111ctlivo. Sinlumi j,rii1df>ali: Conc.lizi<,11i gt·n c- ra li h11u11l·. A~h1o me tn1ttahih:. L(·g_~·il·rn •c:u~ir,nc e dolorabilit:\ ull \ :pi~n~t riti. 'frc1/la H1,·11/o: ME-dic-aturn. E siln : Tra~fe rito .
C: c111'1a!1/à: lk n . ::S:a r., ""!<lato g ra:H,tic n·. - f),1 /à di ,·,1l >1ll<1 e di , 1,-9-1916 : - 1, ~1916 .\'a/11rc1 d ella l, si,1111· : Ftrita , la pa lktl a cli , l1 r,1pm·II :t ll'i11"11ir11· , i11i s1ro, con i:gn·sso a 11a t~gione gl uh·a dc l!n ~t<.·~~u lnto . .5iulomi. p1i1;cipa!i : Co11dizin11i get1 l· ra li 1,ul•lle. ,\ddn11H.: tratl~d,ik, i11dol1.·11 tc.:-. J In ,·omitato ,.nbito dopo fe rito. Trnttam enlo : '.\Tedicatura. Esito : T ra,krito . 9. 0.'s . -
11.l(i/(I:
ro. O ss . - (:,·11cmli/li: ) I~;;. Gcr., ~11!,laln hua1 l,;i nli,· rc. - ·nata d i ,·11/r.11<! ~ d i 11 sc ila : r 7·9-1 9 r6 21-9-1 9 16 4\ial ura d,:lla l csiout~: Ferita l;1<'l\r:1., tla ~dn..·ggiA 1\i g-rn1wtt1 ~ll'ipncnndri,l ck~lf", t·<m eg rc:,;,;o a ~ini,tra clc:11 ·appe nd ice e n;;ifnrnte \fralturn ckl frmore <k~t ro). Sinto mi f>ti>1 ciJ,nlì: l'.1llido , offnclll c. l'nlso vali do..\clclo 111e l ratlahilc. I l:1 a l' u t,, v,.,11ito clur;:inte il tr~~pon,1. T rallame11ta : :\ft<lÌcatura (appan·c·d1io di im111<>hili zz:iz ionc) . E sit,, : Trn,fr rito. 11. Oss. - Gc11c1alllà: 1t.<c ila: 11·1<,-1 ()16 1 1-1 r,.. 191 6 .
Fcu1. .:"\a,.. , sohlttto f~ntc ria. -
n.ita f!i
i'nt ,ata
L'
di
.\'a tura d ella lt·si,nh": Ft:ri ta lan·ra da ~~·ht.' \!.~ia di .b_!"ra 11nta, ,l in:tw tn1,\·c.:r..:. 11nu: u tc, suhito ~otto e nlqnanto a ~i 11 i:-.trn 1h:ll'u111h(:l1l'n. Sintomi pri11cipali: l'ol;;o 84 vali<IL>. Asp<:ltu u uo uo. Ad<lo111c trattabile, 111a l<',;u e al qunuto ,lolt'ntc ne i pressi dell a fc:rit:1. 'J'ralla>11ct1/o: Sh rii:linnt< ntn e rcg11hri zz:1~.i,,11t· ,l"lla krita, d1,· , i appn,fo11d a nc:·1 n1us,·c,li .
Esito: Tra~frrito. 12. O ss . (d ll<rnlltà : :\larz. Lui., , ol.\;1 to fan t<:ria . 11;(ila :, 1,1-111-1016 1;:i-r u-1Q1E. .
/J,1/,r d i 1·111,·,J/,r ,· di
Nal 11 r,1 dt'lla lesione : Picrola fl-c itn da fn,·ik a l 11rnrgim· ,111tninrc <kl l~ rc·gi,111..., t-rocautcrica ~inistra, con cgresso ~uhito ~oprn l ':tf1';1l!t tli Falloppio ~i11is tra.
FER ITE A0D0 .\l1NALI 01 GLEBll ,\ S111fo111i f>IÌ11<'if>.1/i: l'olso 7, , vnl,do. Addome trnttal,ilc. lle f<-cazio11e e urinazione ,-pn11tn11c:i. I la ,·0111itatn d uran t .. il trn<pu rto. Dolore attorno a ll n fe rita. T,-.11/<1111(11/(>: :\kdiè:otltta. E.<i/ ,> : 'f"r.i<krito. t ;. Oss. G, " rrnlilà: lf,, (i/c;; I.1·IO·l 9 t 6 l ~ ·IU l (ì t6 .
:"Ila. J,11 , ><uldato fantèr in. -
Dal,1
di e11l w(a e di
.\'<1/um rfrlla lcsi..11r: I'l"rita ù :> p.11lot1,,l:1 di fuc ik ~nll':i~1Tll;on, m edi;, d e~tra :--11l1ito ~ùpr:i l~ l'T\.\:-:tri iJì:1ca 1 con t.~gn.::--~o sulln 111an11nill arc dc..· stra . ~.lll'nltt:"~1.a dc-11'•) 311· h1dil·1 • . S i 11l1>111i f>l'i11cif>ali: J'r,Js,, So, Ynli(lo. Lc;;gna te nsione alla fossn iliaca de~tra. Co11-
cli,i11ni gencrnli ottime. 1-1~ ,·omitntn appena fe r ito. (mlfa11101/ ,> : :lk,lic::il\1ra.
lisi/ o: Trn,-1'-1 ito. 1 1- O ss. -
Go,, 1<1/il.ì: :lb1>. A<l .. cnpurale fant,·ria. -
l'ala di
c11frala e di
1n.:ti/11: J•TT ·l<1 l fi ?·1l·?9J6,
\',1/11rn drllct 11 .<1,>11c: Ferita ri n pa lln n ..b ùi fuc ile, n11 dito all',·,t<:rno ,. :,I disotto d,·11:i :-,pi11n il ii:H'H H. p . siui,tra çon t.."g·r\.·..,:,,.o alln 111c tà ~i ni:-;trn ckl :--nero. Si11/0 111i f>ri11,i f>,1li: Co11di1io ni .C'.en crnli lrnon('. VC'11tr<' lrnttahilc. DcfoC'~1.io11,· e uri1rnz ion c :;.ponta11ca. ;\fc,ti1itò ddl nrto inferiore ~i11i!,;.tro ahnlitn. , 1
·1 r,1tla111t 11/ o : ~1 1.'dic:nnra .
r:,ilo : Tra~ «·1ito. ' ·' · 0.,.<. -- <, c11rra/il,Ì · ) 1:,rg-. :\fcl., sol(lato milraglicr<. - /1,1/,1 d i c11{ral,1 ,. dr 11 sri/a: 1-11-1<) 16 1-11-1 9 19. \"alura de•fl,l 11·s'i,u11·: f-'c..T itH Jn,t rn. ,ln ::.tri~t"·io, cl:,. sd1r.·g-gi.1 (li g r:1 11:lta, alla 1C· 1,.:ìot1t· n: n:llc; ~i 11i:-1r:a . ., ;,,1in11i r,ri11 r ifali: "°1dl.1. t1 (":-tri,·n 1kll'a<ltlo n1e. Vrin:li'ioth: !-.J')(•t1ta11c a c·ott urine
Ji,npi,I<-. P ol,.o ,·~lid<J. T 1·,1/1<1111n1/ o: :"lkd icntura. l·:.<i!,1 : Tra ~fc-rito .
T''· O.<.<. -
<-1·1:,:·a/ilò: Yin. ,\m., ~olda:o fo11t c ri,1. -
fin/a di r11 l ratn r di
lt .'(i/ll: 1-11-1 9 16 ()• 11-1016
Satura d.-1/a 1, ., i,nll': Ferita ,In p;ollrttn ,li ~hrnp11 l·ll all'ing uine ~ini,trn, con <·.l!n_· .... '", :llln n :g-innl' g lut<·n fll'"llo ~r<."~~o l;1t(\.
Si11/ t 1 111i rrint·.'t,flli: Co1Hlizirmi ~t'll t'rfl li h11011e. Nulla <li nott·,·nl(• ~ ('~rieo d~·l\ 'a.J,lnm ... J-Ja \'oonitoto npptc11a forit n. T1<11/a11101/o: '.llcdicatnrn. E , ;1,, : 'frn,frriio.
1,. O.<.<. -
( ,.-,,e ,·,,til,ì: Rnf. .-\nr. . cnpora'\a fa11tc r i'1 . -
/lai,> di c11/rala r di
11.<cila: Tl·TT-,9 16 TT·lT·T0 16.
Satura della !c5in ll l' : F,·rit:1 eia furik :111:i n:1tk:, dcstr:1 con cgrc~~o poco al •li,;orrn ,klla c,-tn·n, iti, i11t e nrn dell a pi,·),!'a i1,s:11i11:ok rl,·llo stc·~~o lato. Si11/.n ,,1i pri11, ìf>ali : Po\ ~,, vnlido , \ ',·11tr~ tratlal,ile. vri11a1.iouc spontanea c-011 nri11e f•liinn.·. ~:111 , •·t.· . Ct11t!HÌ tli vo1nitn. Tmtle1111.-.1l o: :11,-dicntnr:i .
E sito: 'frns k-rito.
(;,.,: , rnlil,i. 1,,.p_ J,c,,.. c:iporn!c mitrag li e re. - n,,/n di c11/ralo· r 1s. (h,. di ns(ita: 1 ,; ·11,1 9 10 2,,-11-t!J H'· \'11/11.ra della lcsi,•11c: Fnit:i ruto11<k ~!,l ia11te , eia palletta ùi !<hrapudl s ubito a ù,•!<i ra · ,1<-11 ·01111'.·lic-... 11 prui, ttik ~i p:olpa· ~ntto cuk 2 rlita soprn 1.1 !<piua ilinPa a ~d cst r:1 ,Si11/t1mi p,·i11.-if><1li: Co11,li1io11i genernli h11011c. \"l·ntre trnttahilc, i11clolc11te . Cri11.1zio11,· e dd<:cazionc ,ro1n:111<' a. L<')::).riera tc-11!<in11(: e d1,k,r:1 hili1:\ attorno al p,oie tti\t>. Tral/a111r11I<> : T·:,1ra,i"11l· rkl proi<:ttilc. E.<il<>: Tra ~krito. 1 ().
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-1, ~ . ,·if,1; t .::·Jl·H)t 6 '2f'l·ll·IOl 6.
Giu., sollbto fankria. -
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FERITE ,lllllll.\l l NAI. I DI 0U: lll{A
Xtllura dt'lla lr.<i,•11~ : Co111n~iu11c a l q nad rnn!t- i11krio n : s iui, tro d e ll'atld0111", da pietre J:rnciate da llo ~coppio di nu a ;:ram,ta. :ii 11/0111i .p r i11citali: Acì,iom" trnttaliile, in,lnlt'1tk. f'o)$o ,·,,liti o '.\011 lw ,·omito. Tralta m.e11t.v : Curl' ~into 111at icht·. Dt:n ,r,o (a\'\)r1;:,·oh.:. /:,it,>: Tr.t5ft: rito.
~,,. Vss. - <.;c111•ralità: Rib. Alf., ~uldato fa n teria. - /J,il,1 di c11trnta e di 11scil,1 : ~0-1 r-19 16 22-11-19 16 . .\',i/ura dt'lta ! csio11c : P"rita d:1 p:.11,,tt,:la cli fuc ile un dito a ll"iutn11n eh-Ila ~piu.1 iliac,q a. s. s i11i~lra . cun cgres~o alla n.:gi,1llt; glutt:a ddlo s tc:--.:-.o 1~,to. Si11lomi f,ri:icita!i: t011<1izìo11 i ,:..!..: 114..: rnli l>uont>. \ \ :11trc trnltt1Uik ì11·J..1kut,:. Dl:fc. c1ziHJ1t..: :-.pontar1t·a. 1-Ta ,·01niuno d11r~1ntc il tra~portu Tr,1/la111c11t,,: '.\fnlicaturn. T:.sit,, : 'J'ra~kritu. ~,. Oss. - <:n,ualitci: :1scit<1 : .J-T ~-1916 b-u-11)16.
nal. Pn111r. , sold;1to f;111lcria. -
Data rli 1'11/mt,1 e dt
Satura d r/la Jcsi(J ne : D nc fe rite lact re , cl i!'ot:t11t i rin:~-1 7 en1. , da s c:hegg i:1 di g ran at:1 , ftlri di iugn·~,u e ùi ~~i-~~~o alln rc!!io1h· n ·11:1 h..· .si ni!':.ra. Si11tomi p1i11cìf'ali : Co11,lizio11i gene ra li h111111c. :--;nlla d i twt,·, 011,: I'n,ld11111t". rrin:11.i<,ne ~p0Hl31tt·U n ,11 11ri111: chia ri.:".. 'J'mlla111c11t o : Medicatura.
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Esito : Tra,fcrito. ~!. O.<s. ( , o,c ra/ilà : R:iu, . Sai\'., s<,ldalo fn11kria. Jl.~f ifo: 1, 1-1 ::,-1916 J ; - 1 .?-191h,
f),1/a di ,·11tral a ,. di
Sdl11 ra dc Ila le.,,,,,,,..: Lun.C!'n fe rit.1 l:111genziah:, :la ~ch<·{,:'~ in "'li ~ r an nt:1 a\1:1 1e · <6<Jnc n: 1rnh: ck~tr.1. · Si11/0111i pri11cil,a/i: Co11di,.io11 i genc·ral i huo11e, Atldn111c· lrnltal,il .. , ilhlolc111e. l_' rill:lz.icm c
, po1unncn l."(11! urine r·hiari...·.
Trlllfa111 eul.n; Lnr~o ..~ln-i~li:-i!11t·11t 1"> e rL"g'nlnri;,in.1.i111tl' d\.:lla f1.•rÌt[\. Esito: Tra~fc-rito. •
2,. O.~~. - 1;r11cl'lllil,ì: ,\re. l,11i., ~oldat,, fa m s:ria . - D<1t<1 di c11tml<1 e ,ii 11.<cil~ : z5-1"-1916 ~s-12-1916. X<1/11ra della !1:si,;11r: 17,·ritn ,h pnllnttola di fucile in ,·it'iu,rnza clc·ll'appe11ùic·o: ..:11,if<,nnc cou e~re:,;.,., sull'aH·ell:ln· antl'"r:inrc: ~i11i~trn., al 111ar~inc costale. · Sint<>m; p ri11cipati: J'.,-,l~o 76 vnlidn . .\1l,ln111c· tr:1llahi ll-. :--on J,n ,·omilo. A~;.ic ur;,. ps:ri, ,li nw·r ,·omibto appc1rn fcritn J'mlla111c11t<>: )kd icatu rn. l ·:.sil.1> . Trns kritn. 11. Os s. - <;.-11trolità: \ ' ill. '1'0111. , ~nt,Jnw fa111s:rin. · - /lnltl di n,lra/11 r di 1fSriltJ : 7 ·I · l Ql /
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Xa/.ur<1 ddfo lesi"11e: 1:t"rita ,la palld ta <li , l,rap11t ll a ll ' i11t<:r110 ,\e lla ~pi11a ilia.:a ~- '· ~iuistra , cnu t,?t e~:,,;o alla n ·,l!'innt:. g lull·H ,h~lln s l f'~"'o 1nHl. Si11/0111 i J>ri>1d/><11i : 1/ infi.:rim> i: .ilq m,nto p,illi,ln ,011 polso piccoln e frequente. 1-h Y0111itato clur:mlc il trn,;pnrto. Add,,,nc: teso e d,,h-11k . Ddt·c:iiio ue s po utau.,a. 'f'r,1/la11u:11lo: '.\kdit'mura. Cnn· ~i m om :il idH'.
E., it<> : 'J'rn~fc rito . :-.:urF.: Siudro me pm apt·1ito11calc. ~.,. Os.<. r.u, rrnli/à: l\fat. Jlnr .. ~oldnto genio. /!alo di c1//m/<1 e di 71.<ritn: 2S-1-19 17 1-2-19 r7. Natu ra dct/<1 lesione: Contus ion i mnhipk nll'ad,lome iu ,~;;nito n nr,lnta per lo $toppio <l i utw granat~. Si11/0111i pri11dpali: Cnn<lizioni g,·111·rnli huo nc. T'ol,o ~(i rnli,lu. A,hlumc trntt:\1,iJ,. inrlolenle . Ila ern~,so g n~. '/'r,1tl,111101/,1: (.' u rc , i11tom:1tid1c. n ~~nr~o f," ·orevole. Esilo: T~;i~ferito.
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O.,.,. - (; ci:rra/ità: P o11t. Gin .. ~nldat o fa n teria. - n"ta di é,1/rala e d i uscita: ; -,;-TC) r; n-~-1 917. Natura dr/la l t .<ini1c: Perita d:i pallottola 1\i foci!.: ;11 fian,·r., sinistro, ~nll'a~1·dhlre 111còin con c:r:rcs~() ~u ll a c1nic-lnve:1 rc ~ini~trn, ~uhit<• ~otto 1·,-r,·;1tn <:o~tall·.
Frn1n: Al>OU.\ I INALI l) J Lil"t-;RRA
Si11/0111i p , ;,,, ip,1/i : 1·.,1~0 oS ,·:i l i1lc,. ,\sp~tl<> 01ti111u. .\ ddo1111.: tr.in. ,1,ilc.: i11 d1>k1n,·. Pl· (~.,ça1 i1>t1\..' :--po11t :1 11t.. a . l"ralla111<' '1I O : :'\l~di,:.-1 tur.:1.
J~:,lll> : 'J'r,1:--ft.:ritu.
27 . () $:-. (;,. ,,e 1alilà: ~ligl. E111., ~ohlatt> .f·1nh·ria. />a /l, di n1tr,1r,, e Ji. uscila: 1s -5,-J CJ Ti 1~-5-1917 . .\'11/ url1 fidl(l tc~ia11,·: Ft..·rila da paI1,,tt,,l;1 di f1h·ilc :tlln n.·.~:01w ln111l,an.: :--ini:--tra <·on l'g"rl'~..,(' !--ull'a-..\'l·llan· t1H:dia ù e ll•, :--tl·..:;:.::<, lat o , t\prH la cn..:·~ta ili~h':t . ., ·;uto111; ('1i111 it'llli: C:01llli1.io11i .~l'rn.:rali buo ne . ~l· :,.::-Ull fa ltu 11c, t1..· n )h: a can~o òcll ':tdllo111t:. I I:1 \"1>111itt.1t o ,l11r.1ntl' il tra:--port, ,. Tratt,1111c11/ n: ~k.tirn tll ra. L silc, : Tra,icritu. ~:-:. ù:.;s. -
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~9- Oss. - t :cu1· r,1/ilù : Tor . R:tff . . c~pita110 fo 11te ria. - /lc1/a d i ,·11/r11/a e dt uscita: :?.?·5-1 9 17 2:.- ,;-1 9 1;. .\'aluni d ella l c."- iOn c : Ferita lac..:4..:ro contusa Hlla n.:giu11c J0111 b;tn.\ da s.a:--s.o ]au~in lu pl.·J' lo ~\'.1.JJ)p !o dl 1111 ~ g-r~111:H~ Si11ltt111f f'1it1<"itili1: (t,11tliì'. ion i g\.tll r ;di lmo t1t;,· . l "rìnnr i,m\."' ~11011ta11t::'a con urin~ 1i111pidt'. :\ ddnllll" t r:1ti ahilc l11dolt:11lt'. J.q.,! g'l· n, diilor.,_· a tutto l'ano iu fcri(,t'\.· dt·~tr11. f-.t·11:--il ,ilitù t> 1111,tì li l:a ('OTl ~ll'\Hle. Il a ,u111iHHù p OCI) ilopo h 1 ft'l'Ì l,1 Trn//<1111,·11 /11 ; ~kcli ,·a1nra. /-:.,i/,,: Tra,fl·ritt, .
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Trallt1Ht,._•11t ,, : ~(l·di,·;1t11i-:1 p rt- \·ia n·~olari1:za1.io11l" della f4...·rita . E sito : Trn~frr ito. 3 : . Oss . -
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f"a, , .. t'~q,<,r:ik· fn11tc ria. -
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., .~. Oss. (:rut·ralll«: : :\are. (;io., ~0Jtl:1ln fr1 11tt· r i,1 . - l>otLt di ,·ulrat<1 "' di 11,~(ila: 1,;- 11-1 q t ; r .;:· 1J-l lJ l /. J\ ia/ura ,frll1r /t'.;inur: J·\·ri1;:a tln p a lkll a tli ..;.llrapn tll a ll a r l.'·gi1mc i11g"uinnk ~1t11strn t·,,11 L'gn ·~~ , nlla 11.11.ica ,ldlo ~tu.. ~ , l:1to.
Ff.RITE ,\UOO MJ NA l.l l>I CT"F.RR,\
Siu/,1>111i pri11df>,1li: Condizion i gen erali buo nè . ::S:ulla a rnnc-o ùdl'adùo u1~ Urina1.iom, e defeenzione 8J)Onlan ~a. Trat/a1111•11/,1: :'lletlicnturo , E.<ilo : 'J'ra~fc1 ito-
:;.1. Oss. - C-n, crnlità : J.n~. Lui ., ~ol,hno fantcrin. - / Mia di c11/r.1/t1 e di II S(i/a: r.,·IJ•I9r7 I .i·ll· 1917. Natura del/,1 /1•sio11e: I't:rila <la pallottola di fucik ~nll'asc<:llarc ankriore ,-1111~tra , ~nbito :,:.opta il 111ar1,.!ine cnstaJt", con l'gr<:~:,;o ~opr:1 la cn::-:.t.1 i l i.:11.:a ~ini stra . Si11/mni prin, ipt11i: C0111\i1,in11i )!C11<: rnli h11011<.: . l'arc1 i ;,dtln111i11ali lcgg<:r lllèltte te,;,;; e rlol e11ti alla mdii si1;i~tr..1 . .Dcfrcati<mc spontam·,,_ Tratla111c11/o : :'lh· dirnt11rn . E sito: Tra,f1:r ito .
•J.-. Os.<. - ( ;,,,;cra/ilà: Cap. .-\ni., n,poralc 111ag-g-iorc mitragl iere. - / Jal<1 ,ii rnlrdla r di.11sril11: 11-1.2· 19 1; 11·12-1 9 1;". :"\al ura della I< .<io11,• : Fcri1n ,la ~tri~eio al la reg io,11: lo mborc <!t-st ra <la ~clH' g ~i,t di gran;tta. Si11lo 1t1 i pri11cip111i: Con dizioni gcncrnl i \;no n e :\,hlomc lrnttal,ik. l"rinazio n.: ,pontanca con uri11 e ch iare. Tralla11i1·11to : '.\ledi caturn. Esito : Tra,krito.
;6. Oss. - Ge u ualilà : P ie . Fi a n. , ,.<Jldnto artig lieria. - Oa/<1 cli c11/rala 1· di ll!CiÌ11 : 1-6-1918 J0-6 -r 9 18 . .valum della lc ,io11e: Contus ioue nd,lom inal .-, in ,.eguito a caduta. Si11to111i pri11.-if><1/i : l'ob,, pic1·ok, c- frc1J11c11tc. Lcggi1:ru ~tmu ,li ,·n111mozio11c gc11aale. Addom e trnttabile, poco d oleute. Tr<11/a11101/1>: Cnrc ~into111:uiche. L'inf1.:rmo mig-lio rn rapicla111 ,·nlc•. Esito: Trasferito. ~,. O.< .<. - c;, nnalil,ì: Sp,·r. Raf., cnpott!.lc maggion· artiglic•r ia. 0<1/a t1i e11/r,1/a e di 11 .<<il,1 : r5·(,.y 9 1R 1_:;-6-191 i; . .\"al11ra della 1-csionc : Fer ita dn fucile ,nll 'a~n: llare nntcriorc ck~tra , ;;nl 111argine costalt' , con t:~rP.:-.~ tra a~cellare: p<J:o-.tcr?nrL" t· 111t.:dia in di r~zione orizzoutah:. Si 11to111i pri11cipaU: Con d izion i g(·n t:·n,li otti me. ):nlla d i 11ot(: ,·1,l.e all 'arldo111~. Trnl/a.me11to: l\ledical11ra. Esito : T rasfe rito . 1
.,8. Oss. - Crncralilà. : Cr. ):ic. , c-aporak m ~ggiore f:111lt"ria. e di 11.<cil,1: 15-6-r 9 1R r_;;.{,-101 8.
lld/(1 di c 11/rnla
Natura della lesione: Contn, ion t al fian<·o dt"stro dn ,chcgg-ia d i gramna. ('ferita
del hrnccio d e,t ro). Si11l,m 11i principati.: :-Sul!;, di unte n,le . 'fral/a111e11t11: Medicatura elci braccio. E,ito : Tra~fcrit o.
~9. 0.<s, - Gc11lrali/a: .\IL G iu s .. 1'ergi:11tc magg-iorc reparto a,,in lo. - /Jata ài Cll/ra/a e di use/I.a: 15-6-19 1$ 15-6-1 9 , S . .\"atura della lcsi o 11e: l 'erit11 da p:,llottola di 111itragliatrin: , 111l'a,cell11rc a n tt· riort ~in. con cgrc,;so tra a~1·clla rc m edia e posteriore. s ull,1 o mhclienle t ra,vcr,a. Si11l(>111,i pri11cipali: Cond izion i gencrnli J)llot1e. Acldnmc trattabile, lcggc r111 .:-ntc t c~o e dolen te alla metil s in i"lra. T rattam e111i>: i\f<'dicAtura E .<ilo: Tra~ferito. 4n. 1•scita:
Oss. -
Genera/ili, :
Sol. Lui., ,oldato fa utcrin. -
/)ala di e11t rala e di
17-6-19 18 t7-6- 19 18 .
, ·~tura d ella / e_çion e : Ferita dH ,ch er,gia cli gra nata !'nll 'a,('('!lan· ,1n teriore ~ini· ~tra, con egre:~~o ~ulP~\sce1lare 111t'dia. Si11t11111i f'r i n cipali: Condizioni g-<:n e rali b11one. ):111la a n1rico dc ll':1<l<lu111c. Tral/,1me11 / o: :'lledic-atura.
Esito : Tral'fcrito.
Ff:HI n: .\l>llO .\ll:'11.1 1.1 Il i Ll l .El1HA ,11. O.,, . t:0111<1/1/tÌ: :,;:,). 1.ur ., c.::tp<>ralc:: farrtcria. u sd'f11: 18-0-1 9 1~ 23-t>· H)• ·" ·
/)<1/u di c,1/r11/<1 e ,li
J1:nt11r<1 dd/<1 l l'si,,11c; (onlus i,,rri 11111hiplc all"a,ltlorne e ag li art i, 6,c· n (lu stalv t r:1,·olto tln i 1otta111i d i u11.1 ,·n,!"l' a J.Jt·r :--cuppio di granata . .)i11lco11; fnint if,uli; Co11lli~io11 i gt.' lltT al i l,u cJlll' , :\dtl v 111 c trallahìh:. H a Yn111i1. il· •
ci.u ra nt c il i rn,porto. 'frt1/larno1io: l' un ; ~i11Lo111a tid 1c . Rapido t11iglit.,r~1111e11 to. Xt·ss un f:1ttc, w,tt·v,) lt: .
Esito : 'J'rn~fr:r ito .p. Uss. - <;u,c1ulilà . Gar. G. Bat., ,·apitano fmrt<:ria. - /la/,1 di ,•11/1,rl,1 ,. ,ii u sdl,1 : 19-6- 1eJIS 19-b-1 9 1S. ;'"'1l11n1 dc/1<1 k.<io11e: F e rita òu r,a llo ltnl:i d i fuc.:ilc a lla regio n e lomlxr r,· si n i., t ra. s u lla c111i~<:apola rc. ,·011 egn,~~<> a lla rc·g ion c l<>r11uare dc·str:t, s ulla scapola re inte rua_ Si11/,•111i f>ri11rip<1li: Coudizion i gcn,·rnli lmon c. /\ ulla :, car ico <h:ll'addmm:. l"rinc
chiare. T tal/11mn1/u : ) leùicalura.
E.<ì/1>: '1'1 ;1,fc-rilu.
,13. {),.,. -
(,e,,, ,.,,/ilei: lk l'as. Dum .. sulcl.1:0 f.;nlaia .
l)al.:z di ,·111 ,·uta r
di uscila: 10·6-191,~ 2~-t>-1y1S.
S11t11m dt'lt,1 loto 11<': Fc·ritn dn p ,,llotl<>la ,ti 111itr:t;.: li:nri<'f' al q rrndrn n tè infer iore s inistro òt:ll'adòom c , co11 egrcs~o alla parte 1,a~sa ,klla n atica dc llu gtc.,so lato. Si 11 /vmi pri11cip,1ti: Cn11d i, iu11i g-cm·r:il i l,m,u<:. l' . So valido. Li n g u a um iù a. \ "cn l r<:' tratt;,hik-. Il a a n,to ,·0111il" d urante il tr.ispuno. 1'ra//amc11/u : )lctlic,llurn. Esit o : 'J'ra.;ft.. 1ito in 3a. ~iornuta.
4,1 . Vss. - Gc11ae1/ilà: l{oss. Cc~ .• :-0IJ;1tv f;111tcria. - l)a/u di c11/rr1/,1 e di U$ Cila: 2n-o- 19 1~ :. n-6- 19 18 . .\'<1t11ra d cli,; ll'Sio ,"·: Fcritn eia s1riscio lunga ci rca 4 c rr r. s ubito sottc> 1'01111.,d ico d :-1 ~eh cggia di granat a.
Si11to ,11i f>1i 11cip111i: Co11,lizio11i )!C11c·rnli ottime. Lcgxiera tc·11,io11c de ll e Jl"reti at tu rno alla k s i<,rre. T ra/11111101/(): :'s l<-dic.:atrrra. I:: sllo: 'l'r,,,f, nto.
45. Oss . - ( ;<t,rmlilà : R ie::. ::-:ic., soltlato fa11ter ia. 11.<<'i/,1 : 20-6-1911' 2.!-ò-1918 .
/1, ,/<1 di ,-11/r,11<1 e di
,\ '.rlrl!a cfr//a /1•s1niw : Feri ta d:1 p:,llotlo:a tli fuci le :illa n ·gic>111.: sacrnlr.: con eg r,-,;s,> :tl la r c~io,1e lorn l•(lrc cl~~tra. Si11/0111i pri11 d f>,1/i. Contli%ion i gen erali h 110 11c. ,\ Jdumc lratlabik. ;\lot iliiii l· !'teli·
s ihilitil 11<,rrrralc:. T rnllaHr,·11/1> : )fedical n ra. Esi/,1 : 'J'r;o,k r ito.
46. Os.s. - Gf11 r,n/ilà: R i~c. )fa r., r:ipural,· fantl'ria. /l<1/,r ,lj f11/1a/,r e di 11scil,t : 20-6-HJ18 iz.l,-1918 . •v11/11 r11 ddln lesio,re: F('r itn cla fucile .J dita d iet ro In ,spirrn ilia,·a ankrio r fl"~t·:riorc d l'st ra, ~ulla ('f e~ln il incn , cou c-gr es:-::.o alla n1et?t si 11ist ru tlcl ~;1cro. Si11/1>111i p r i11cipali : Stat,• i-:tcncra lc b uono . ::-:ulla H carico dcll 'adòom e. i\lotilit:'i e ~cn ~ihi lit:\ c.:011se r rntc-. 'J' rc11/1"'1r11/o: ) h-dicatura. Esi to : T ras ft rito .
.1;. Os.<. -
(;r,, e111/i/,ì: S,·. Frn,1., s,,l,lntn fankri:r. -- /l11/a di 01/1,rl,r e ,li 2c -6-1 91S 23-0-191 8. :Vatura dl'//11 ! cri,mc: Ferita ùa fncik alla rc-J.:iou C' lnm harc ck$t ra, nll 'nlt.:-u.a 1ldl.1 1·n·sta, il iaca s ull a 1<:111i$capolarc, con ('g r<:~$0 s ul l 'a~cc·llarc post. si11. all'a ltl·zrn ,kl\,i1>c11n hi11 ra ,·osto la. Si11/11111i pri11cipali: Pa ll ido. P . 116 p iccolo. Yorn ito. J,i11.i.:11a arida. :\ d,l<>ml· d o lt·ntc fort1.-·1n<:11tc t c:-o, ~pc<.:ic a destr a. ~<111 h :1 eua::--:-.o feci, u è gas . :,;co111pnr ~a d<:l· l 'arca cµaticn . T r.1(11?111,·11/0: Cure ~i n tomat i<:h t'.. L'i11frrr110 ~i a,·,·ia r:rpida111<:utc a cn111 plet:i ~ ua-
11.<.-ila :
rig ivnc.
FEHITE AOJ>O)J INALJ IJJ GCJ:;RRA E , ito : Tr·a,.fl'rito i11 .,• g iorna t:1. NorH : Sindrome p:irapc rito11~alc.
~S. Oss. -
G,n,. ral i lù: ?IJik. Fr., tl'nente prig io nie ro . -
D ata. d i rirlmt,1 e di
uscita : 20-6-18 20·6-1S
Natllra della f erita: F c rite supe rfic iali, da scheggic di pc ta rtlo , a l fia nco , i11i,tro. Si11tomi pri11cif:ali : S tato geunale ottimo. Nulla· a ,·arie.o d c:ll'addornc . Trattmne11to: Me dicatura. Esi/.o : Tra~ferito.
49. Oss. - G e nera/ilei. Ru~. Fra n., ,.o kl,,to fante ria . - Va la d ; ,·11 /r,1/11 e di U.<cl ta: 2<>6-1 8 24-6-18 . Nat11~11 d ella il'sio1.c: F e rita d a pa llo tto la di s hrapndl s nll:'t t rc,-ta ilial':i ,;i11i~trn, corrisponde nza d ell'a,.n ·ll:m, rm·d,a . Il p roie ttile si p:ilpa a lla pi i:).!'1 de lla n nt i..:a . Si,il.omi pri11cipali: Aspe tto sofù: re1Jtc. Pallido. E ~tr<=111it;\ fn·cl<lc. P o lso i11co11tabilc. J,tggicra s udora,.io nc a lla fro nte . .\d<lom c tc~o co11 d i111iru,,.in nc ùdl'arc11 cpatka . Non vo 111ito. La natie.a è dis tesa da :--oll o~tanlc en1ato111n 1'mllamc11to : Cure ~i11to111atic hc . )lig lior:u11c rrtn rnpido e:· pr11;;rcssivo. Esito : Trasferito. Xl)Tf. · S indrome r,a rnp<:rito uca le.
111
,'i0. Oss . -
Ge 11era/ilù:
Arm . )la r . , ,,,ld a tu ia nlc ria . -
l)a/a cli ,·11 /,·.rl t1 e d i
1< sci ta; z3-6-18 2 1-6-r~ . Na/11.-a d ella lcs1<>11 c : F erite s upc rtì,iali, da ~tri;;cio, a l fia nco s inis t ro, da sch.·.::--
1:ic di g ranata d i piccole dimc11sio11i. Si11to 111i principali: Sta to g<:11c·rn le l,110110. X nll:i a c.i ricu clcll'ad,ln111c. 1-l :'l n,111ita10 appe na ferito. · Trat/.a111C'1 tlo : i\fl-:li.-a tura. E sito : 'l'rnsft1 ito . .51. O ss. -
(;,,,1.-,nlità: l'a n. l'as., " 'lda tu h ntcria. -
ll<1/a di ,·11/nr/,1 e di
uscita; 23-6-18 z 1-6·1~. Nal II ra della I, sio 11 e : L a rga ferita eh pa llo tw l:i c~pli>si\'a (? J a lla rq;iouc ing uinale siuistra , intc.1c.::-.~a11lc la cntt.:, il <"'n111 H:tti,·o e l':tpnn<.·uro..;.l , Sit,tomi priticipali: D alla fe rita hc~ a bbo11<bme p u;; liq uido p nruk 11w per an-
tico ris ta~ no. Stato )tenc rnl<: l,uono. Xulla a c,11·ico tld l'a d ùo rr re. 1 Trattam ento : :\h.·dit;a tura . Esito: Tra~fcrim. ~011-; : l./inf~r;nn. fotto pri,L.:'Ìflllt(·ro e ripn ::-:o dHpo S gi<ir11i dHi nostri, c·r:t s t:-i tn
medicato 1111a sola \'Ulta.
Il . ·- (•'t'.RITE PARIEl.~LJ :;01 f'LI CI COL SU LU F OHI J IJ.l:'llòfl t:;;::;,J , O CON 1'RAGITTO SOSPETTO, NELL I:: QL1 AL I LA DIAGNOSI or l'ENE fRAZIOì\ l·. F l' ESC L L:8,•. O :\IE· OIANTE r.'F'.SAME C LINICO, O :\'IED!ANTE L'E5A.\l C RALl!OLOGlCO O MEDIANn ; L ' Hl'O OPERATIVO.
E questa 11n' inLeressanle categoria di fer iLi , nei quali sono con·prl';:i i Yeri fals i addominali, quei feriti dell'addome cioè per i quali non è possibile con un rapido esame superficiale porre un giudizio dia~·nostico sicuro ed esatto; occorre invece che l'indagine sia accurata e minuziosa e s pesso roarliuvata d al l'esplorazione chirurgica. I ferit: appartenenti a questa categoria da n oi csservuti sono 5't e si po~sono rosi suddividere : a) ferite a fondo c ieco . ferite a ca11ale co mple to ma con trng itto sospetto di pe11etraziu11e
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Come si vede, la maggior parte di quesli feriti presentava delle lesioni a fondo rieco, ed è notevole il fallo che quasi tul,(1' queste ferite furono
F ER!TE ,\lllJU.\11.'(ALl IJI ù l ' f:HllA
p rnti"lk 0 da scl 1e 0 ~·i1; di g rnnala v da 1>allolloh di s llrapnl' ll. 1-'od1iss1m0 rla 11,d lvllol,t d1 f11 cile. Dyl l'L':Sl-o s, colll!Jl'L·nde come lè :;clie:--·g ie ct, µ rurralu .• le 1ml ld t.e di sllrnpn1' ll, a11 in1ut.1• da u1PL forza d i !Jl'llelrnzion c mi11vn.: c!Jt! i pro1clril1 da fu 1,; 1le, •.!::;uuri::ico110 ra.1,>idu1m:nll: la lor •i foriu. v 1rn l ru I lt:i::iuL1 e ;:;i ill'IT::ilinu Lrn 1::;;:;i . 1 proicLLtli i n..:Hn1i ciBLi inv ece s1 ,tJTL·:-.111 11, , s11l la11 I<> q llundu, 1,;011>c 11elle os,;ervaz10111 ~. ~,:l, 5'1 inru nlrino u11 (,,.;[at'JIV nivllu r e:;istentc, ud c,;empiv il sac ro ; o q 1u1 ndo 11ro n '11guno cl,L Lllt , L nolc1·0Jc d islania . .:\l''llo.~ lt'l'ile a f,rnctn cieco occ·Jl'J'é rercarl: d i Jo,:alizzurc il proie llile ..:CJ11 i ,·:-ame rudioscov ico, trnn 111, <.:l :e, runrn lll'lk u ::,:5. 76, lOU, Jm1 esso s i pa lp i sotto cu le . L'esu111e rnrl i0::,<:011:1:0 e·\' 1ulstJ i11 11iù ca~i u fare esd 11dur•i la ùiag 1111si di J)•! lld rnziont!; in a ll1i cus, in \'e:.:e esso f11 i11,;11 lfi1:ien le, come nell'oss. 50, nella LJUalc il proielLilc era i ncaslrnlo n ella parvlc· anleri oru dt.:l l'u.ddo111c, i11 1mfJ bi lt coi movimu1 Li re ·piral(-ri, 1110b ilt l:Oi 1:.ic>1·1ml'n l1 pt1:,si1·i ct,, Jla 1>:11·0le, rn:t 11011 e r <1 possib ik slal:il i1·c· se i l p eritoneo fosse arerlo, in nwrlu ll1e la scllc0 ;51;1 s porgesse nd lu s ua cn.vi la. ì\u1 1.:as1 nei q uali l'csa,nc ruuioscopicJ ft1 il!:- ultkicnLè e rn quelli s peciu lm•.•nlc nei quali non fu JH 1ssib ile praticar,' La lt> indag in,·. o per ;.r11as li ri~l l'appar1:;ccl110 o 11er altre ntl!ion i, l t r isorsL· cui si d ontle r icorn ::re fu1·ono lo sbrigliamento o la laparntomia esplorativa. :ì:\L'l lll fl• rile a Lrag ilto sospd ,to cti pend1·azion,·, e cioè con foro d"ingn'sso e d i e~n,;::so a ta le dis tanza d a non consen tire una ·d iag nosi p recisa . s i do,·dte uncltè ricorrere a q 11estL· risorse p0r u na decisione. Credo ulite ripetere che q uèste ricerche, sia mediante I ragg i X sia median te s brig liamenti, sono s ta te 1)1'aticate n on soltanto in questi fe ri t i nei q 11ali non v'era penetrazion e, ma e95e furono necessarie in grandissimo n11mero rii feriti con penetrazione . E corne nei orimi l a diagnosi 5i dovette escludere sbrig liando s tra to a sLralo i tessuti e g iungendo s u un PL· ri [.one0 !!leso, co,,ì in moltissimi c1 lLri la penet.r,1~~iP11 l', elle era dubbia, si d0vellc ammeLlNe col medesimo sisLema, es,;1:ndo Cdrlu t i col bis turi soprn un·<1 perlura d el perii.onco. Jn ult ri a ncor<1., senza s b rigliare pur non a ,·endo degli element.i di certezza , si praticò ~cnz'allro la laparotomia, che in qualche caso m ostrò che il proieLtile non e ra p en etrato: in 1p 1ctl, 111· t;,so , nvcce dimostrò la I)l'ndrnzi on r t: k f<ri le ,,isceral1 rdaLivC'. <Jul·SlP i1 ,dugin 1 dunq ue vanno , il enul~· conw p1·at:ca n ecessanu n ella ma_gg ior pari e òe1 f1!ri li addomin ali P solo p,;r cPmod ilit d i esposizione se n e fa ::-p,'cial e menziond a proposi to dr lle ferite non pt•n etranli. · Ne i cas i di cui ora mi occuIJo la la na rolomia esplorati va f u praticata 1, n d ll-; i n cl11L' casi oss. 5G, gt, - non av<' nd o Il) s b , iglia menLo consen ldo 1111a rJ ia!?'llOSÌ J)recis a ; n egli allr: due i:1l'l'Ct: - oss . ~J3, 96 - s"i nl.e1•,·enne decisamente con la laparotomia poichè gl i infermi p resentavann ttna f'inrlrome paraperitoneale , la quale faceva pensare senz'altro a un a Je;:;irn1e cli Yisceri rn doperiloneali . La sinlomalologia clinica che q11 csli feriti presentano, sia r er quanto ri[.!"11111·da lo slalo g,' nerall', s ia pr r quanto ri /!'.iarda 11artirolarmenlc l'ad dom e, è moll.o più romplessa che nelle fcrile del precr!denle gn111po: i I che è in raprorto cl,:. una parte ron la freqt1cn lt p0r111an(onza del proiel1ile ira i te~rn li , clic p110 dare irri lazion r lOCttl C', e se in ronl,•tt-0 r ol peri foneo d r i fL'nomr n i r iflessi; ria! J"a1: ra con la rnag§rinre quar,li U, ct i
,in,,
H '.H l'ft AUUU1\l U,ALl Ul u U.t:11111\
837
!u:;:;uli ma1lraUuLi dal lraumu. Cv.si sono frequt:nt1 d dolon i, lu conLratlura di d1frsa local 1z2.utu a u1w (ki 4uudran l,i o u rn.:-l,L addome, e in quu1 ct1e rnso u luUt.J l'addome, il vo,rn b.>, uno stat•) gcner,,l.:i aµpurenLemcm LLi g r:. Vf', t• spc:;:-;o qutlst1 sinto mi sono raggruppati sullo ste:;;:;u individuo cosi da cost,tuin" la sindro111l· purupl:'riton•laic clas:;ica. 1 casi di sindrome µaraµ L•riton eala osser vati rn quc:;t; 5't feriti sono 9, e in qualcuno di essi - oss. 97 - la sintomatologia fu così spiccala e i111punenLt:, che a un primo es,l.!lll: ~i fectl diag11òs1 d1 µPriton ile consecutiva a perforuzio11i intestinali. La p cnetraziontl fu Gsclusa in 3 casi - oss ~·t Qi, 10:'> - con l'esame raùioscop1co, cui st guiron o, per [a eslra2.ion0 de, proiettili, atli operativi, : quali ebbero a confermare la diagn osi ; in -t mediante lo sLrigliamenlo delle ferite - oss. !'Jl>. 71, 76, 92 - ; in due m ediante la laparotomia esi>lordiva - oss 93, 96. Uno dei fenli era anche un to1acico con lesio ne p0lmonarc - oss. 76 - e ciò probabilme11k non era eslrareo alla produzione dei sintomi addomina li. In d ue furonu trovati volt;m inosi ematomi, coi (Jtiali sicuramente la sindrome era in rapporto - osservazioni 55, 97. Negli allri la genesi dei sintomi è oscura, forse dipendent.e dalla irritazione d ella farcia esterna d el perit-0neo, per il cono di ~ p\osionP. dei tessuti. In ql1,:lc11 no dei casi, come ndlc oss. l:l2, lri, ebbe ,1 osservarsi uno spiccato meltlorism0, e nella Oc%rvazione 97 si f'tiJ c inollr ~ un vomito biliare ripetuto, cl,e con gli e.Itri g ravi sint•Jrni durò parecchi i;-iorni. Nell'oss. iOiJ la palpazione avvertiva attorno alla ferita la presenza di gas sol.locutaneo il che fece sospettare l'apertura dell'intt:slino. Inverc• il perif.o neo 110n era in teressati) e la preSl·nza di gas era ,:;crtamentc dovuta a sviluppo di germi. L' infermo, dop0 .lo shrig li a ml'tllO migliorò rapidamente . In uno d t::i feriti - oss. 72 - n el quale re:;ame rddioscopico eseguito in second:> tempo, m ostrò il proiettile n ei muscoli ddla fossa iliaca extraperitone!lle, si deLùrminò una psoite , che avrebbe potuto far pensare ad una peritonite circoscritta del qnadrante in feriore d estro d ell'addome . La dia.1tn 1 ,si esalta si r otè fare per la· posizione caratteristica d ell'arto inferiore dcst.ro, che era tenu to in flessione, con add uzion e e r otazione esterna. In seguito allo sbrigliam€nto e all'estrazione del proiettile i'infermo mi~liorò subii.o e si avviò a rapida gw1rigione . Dei fe?·iti di questo gruppo due soli m orirono: nno - oss . 75 - m orì per shock , p oche ore dopo il ferimento; presP.nlava ol't.re la fer ita d ell'addome, chi) era sicuramente n on p eneLranle, m u!Liple ferite ag·li arti inferiori con rottura del femore sinistro . L'altro - oss. 79 - presentava una ferita da palloLtola di shrapnell al quadrantè inferiore d estro dell'addome, e una sindrome emorrag ica caratteristica, con cianosi di tutto l'arto inferiore. 8hr iirliando sulla sede d ella ferita si notò che il proiettile aveva u11 decorso d iretto in hasso e alq1_1an to all'esterno; prolnngala l'incisione in basso si trovò ferita l'arteria ff'morale, subil-0 sotto l'anello cru rale . I te:,suti attorno erano fortemente i nfiltrali di sangue, m a dal vaso fer:to n0n si nveva più alcuna emorragia. Allacciata l'arteria e praticate le cure del ,caso, l'infermo ebbe un decorso favorevole per 54 : Giornal e di mt•dicina rnililare. -
P1sc. VII.
838
FF:RITE ADDU!lllNALJ DI ul' ERRA
qualche 3 io1no, m ! s i ·ag~ravò in !'-.cguito pe r sop rait~iuntu poi monile c he lo c;)1?d11::;::;c a morte nove giorni dopo l'opc r3.1.ione. Come "i è vi$to l' interesst! c he presentano qucsLi re,·iti è d i natura emine ntemente rliag noslico : la cura di essi è d un!.IUC s t.rettamcntc legai.a alla diag !losi; anzi s i potrebbe dire che il mezzo più frequentem ente usato pe r addi venire ad una diagnos i esatta serve in gene re anch<' come mezzo di cura, in qnanlo le fe rite vengono ampia mente sbrigliate , il tragitto pe rcorso dal proiettile gen erosame nte escisso e d eterso, i proiettili estra tti. li d ecorso pos t-traumatico cli questi ft·rili è generalmente favorevole . Essi s1 avviano rapidamente a g uarigione e vengono tra · sferiti abbas tanza sollecitamen t.e n egli ospedali d elle retrovie . 0
• STORIE CJ,INICHE. 52. O ss. - (; èr,nolilà : E,,. J,111 ., ,oltla to fanteria. --· / )ala di cutra./.a e di uscila : 2 1-7-916 24-7-916. _ Na t ura d ella tcsu, 11 e : f°<'ri ta rot<•ndcggianlc da pn llc~la di s hrap11e ll alla r egi.,11-,
sacrale, in corris po ndenza d t ll'apo fi~i sp inoso dc lln ~· vat. sacr . Il pro ie ttile viene lon tlizznto dall'esa me radins copico in('astra to ucll'osso. Si11to 111i pri 11 cipal i: Polso &,, va liùo. Addome h ottabi!C', indole nte. Sensibilità· e m otilità conservat<:. Aspe tto a hk, ttuto. Urine no rma li. I-la \'Omitato durante il trasporto . 'fra/la111 r 11to: l•:s tn1zio ne del proiettile inca~trato profo1ulamenlc nell'osso. E sit o : Tra ~fe rito.
53. Oss. - (;cncralità: Oli,· . Ant., soldato fanteria. - Vala di t 11trala e d.i u scita: 2~-7-1 6 J·~:16 . .Valura della l c~:r11r: T'o:tita d a pallo ttola di fnc-ilc a deqra tiella 2• vcrt. sacrnle.
li p roit· ttilc "ie ne localizzato rlnll'csa111c ra<lio , copi•·o d a va nti la s infis i sacro-iJia,·a d est ra. S i11t omi p r i11 cipali: Condiz io ni gc11c rnli buonC'. Po lso if, ,·alid o. A,·l dome lcggcrm e11te tc!'-0. Sens ibilità e motilità ogli arti n on nah. J,cggiera riduzioue dell'area epatica. Trattn111rnto : E s trazio ne d e l proio:ttile , segue ndo il tramite d ella fe rita. fino 1111:t s infis i snc ro ilinca d estra. · E.<il o : 'frn~fc1'ito. 511. O ss. 26-7-16 5-e-16 . ,,
C ,·11crali!à : Dii. F a r ., snlrlato fante ria . -
/Jal,a di entrata e di u scita:
N atura d ctr,1 /,'sio11e: F e rita da pallo ttol a rii fucile a lla pnrtc alta d ella natica s inis tra , s ull 'asct'llnre poste riore. li proie ttile vie ne loca li,,ato d a ll'esame radioscopi co ~ulla fn<"cia :uth·rio n: ck·l ~ncr<>. tra l a 1• e la 2• \'t'rt~bra. Si11/0 111/ t, rinci /,ali . Pol~o 1)6, p iccolo , 'I'. 3K Rt'spira1.io11c d ispnoica, prC\'ale nte m e11te torncica 42 . l'arcti addomina li l<'se. La palp:1,io11e s u~cita scarso dolore. l,egg-iero ti111 p1111is1no. ~l oti litii e: st= ns ibilità d ci.:ti a rti normali . Tratlamc11 to : E ~trazio ne d e l p roie tt ile segue ndo il t rn111itt' elci la ferita . Il peritoueo 11011 ~ inlc re"',:to. R etto intti;ro. Sutu rn a s trati. jJi~lioramc nto rapido. E sit o : Trn~fr· r ito Norn: f:irnlrorne par.1pe rito ncale .
.,.,. OH. - ( ;r 11 rralità. S i,:. F rnn ., solda to fan teri:i. - nata di entrata e di u scil a: 16-S-916 2))-8-9 16. Nat11 ra delta /.csio 11e : Ftritn da palle tta ,li s hrapnell s ulla mammilJarc si n i~, ra poro sntt:, l'om beli cale trasve rsa. con cg-r~sso 3 dita sotto la cresta iliaca sinis tro s ull 'nsc,·ll are mtdia. S i nto m i p rincipali: ,\ s pe tto a hha ttuto. Cute pa lJida, labbra cianotiche , P . 1:2 piccolo .. R 30 T. 37,.5. Addome· in d ifesa mu scola re dolc ntissimo , ~pecie alla palpa•
FJ::RITE ,\OOU:\11NAI.I DI GGEHRA
S39
zione. V o rnitn. ~ o n hn u rinato. ;\on ha e, nesso nè feci 11è gas. lh d uzionc.: dcll'ar~n epa iica . . Tratla111e11/o : ),a rgo sbrig lia111e11to 8ttlla ,;e,le della fe ritn d'i11g rcsso. Si risco11trn un vasto e motom a re fro-·pcritone,ile. Pe ritoneo integro. Zaffo . S utura par,iale. Esito : Tra~fe rito. Non : S indrome parnperito neal e. L'infe rmo mig liora rapidam c11k. 56. Oss. Cc·11 ,ral ità: Sca. G in., sergente fa nte ria. D(1t a di ,·11t ra ta ,. d i uscila: l (}-S-l7 :2-9-17. N atura delta le~i o11,• : F erita rotondeggia n te, <la palle tta di ~hrapndl su ll 'as~ellarc poste rior e sims tra. 2 d ita ~opra 1'arn, ta costa le senza foro ,1'<:grc~~o. '.\!anca il
referto radiologicc.
Sintomi principali: r . 66 valido. Non vòm ito. Addom e ..:outrntto. A~~em~'I d i 111.eteoris mo e d i o ttusità m obile ai fia11chi. I pe restesia c uta nea a lla fos~a iliaca ~inistra. Trattame11to: J,o strig lir,111e11to non t· decisivo per la pc11e trazione. Laparotomia parare ttale s ini1>tra. li proiettile 110 11 " pelletrato. S u tura a s tra ti de lle p a reti. E sito· 'f1a~feri l~'. 57. Oss. - ( ; M!nalilà : G ue r. E,·., ~oldato g r a11a t ieri . -· l)afo di . e11 t rala e di uscita : r-1-9-16 21-9-16 . Nat ura d ella lesio11e : F e rita d a pa llottola d i fucile a lla na tica ;.in ist ra. li proie t-
tile vie ne localizzato dall!esamc radioscopico uella massa d e i muscoli lombari d e llo s tesso lato, in vicin a nza d e lla colo nna ve rtebra le. Sin tom i principali : Pol~o \'a lido ritmico. Aspetto b uono . Addom e trattabile , l.egg ermente teso. Urinazio ne sponta ni,a con urine chia re Ha ,·omita to appena fe rit.). Leggiero meteoris mo ·Trattam ento: E,traz ione de l p ro iettilt: . Esito : Trasferito
58. O ss. - Geti cral it à : Soli. Dom., soldato fonteria. - Dat a d·i e11/rata e di u scila : 16-9-16 19-9-16. Natura d ella l esio11 e : F erita d a pa lle tta di shrnpne ll a lla regio ne lo mbare s 1111stra. Il p ro iettile vie11c lornlizzato dall'esa me ra d ioscopico a s inist ra de l corpo de lla 4• vertebra l<,mba rc. Si11to mi princi pali: Condizioni gem ·ra li buone . Ad do me tratta hile. Motilità e sens il)ilità no rma li. Urina zione e defecazion t spontane a . Trattam ento: Medicatura . Es ilo : T rasfe rito: 59. Oss. t ; c1:r ralilà. : Leon . G ius., soldato fan teria. - Da t a cli entrat a e di u scita: 16-(}-16 23-(}- 16. N atura della l rs io ne: Ferita lacera , da scheggia d i g t'lu1a ta, ~ubito d i~otto l'om-
belico. L'esame rad iologico mostra il pro iettile s ulla linea mediana, alq ua nto profondame n te, m a non p uò p reci~are se il pe riton t:o è stato leso. Sintom ·I ('1hui pali : l'olsrJ . 70, valido. Aspetto buono. Non ha vom ito. T.,e pa re ti addominali sono contrat te, dolenti alla palpazione . Timpai1is mo alla pe rcussione . T r at tamen to : Shrig liamen to. E ~trnzione d e l pro i<:ttile C'he è in contatto col perito n eo e di b ra ndelli di ,·estito. Esito : T radcrito.
6o. Oss. - G,,ncrnlilà :· J\la r. '.\la r ., sottott:ncntc fanteria. - Data di entrata e di u sc ita: 18-9-16 ~-10-16. Natura d ella 1.,sio11e : Ferita rolo11deggiante da pa lktta d i ~h rnpnell, a ll'e pigastrio . Il p roiettile vien e localizzato d all 'esa111e radio~copico ne lle masse m uscola ri alqua nto a d estra d ella ferita. Sintomi pr in cipali : P olso 6(,, va lido. Aspett o b uono. N ulla a carico dell'addom e H a \'Omitato durante il tra~porto. Trallam e11to : '.\[ed icatura. E sil o· T rasferito. 61. Oss. - (;rnc ra/ilà : S ii. G in., solda to . fan teria. Da ta di ,·11trata e d i 11 scila : l (}-(}-t 6 22-9-16 . .'Val ura d ella l t'slo ne: F erita d a pa lletta di s b rapne ll a lla parte a lw dl'lla n atica
FER Jrn ADDOMINALI UJ Gl "ERRA
sinistra. Il proitcuilc ,·io:11e localizzato dall'esame ratlio~cnpic-o uella 1nassa dei 1110scoli lombari dello s,e,::," lato. Sintomi pri11cipali: Polso v:1 liòo. Aspctlo buono. !Jna,lrallle in k rion: , inistro c\ell'addome teso e dolente. Non ha a,·ul(, vomi to . U rine t:hiare. T1·attame11to : Estrozione del proiettile. Esit o : Trasfer ito.
62. Os s . - C01cralilà : Se. D 0 111., ~oldato fa nteria. - nata di e11/mta e di u scita: 4-10-16 19-10-16 . Na/.11-ra dc/La l esione : F erita dn pallottola di fucile sul margine a c l pub<: senza foro di uscita. Il proiettile viene localizzato n el caw, dt:I Retzi us . tra scheg-g<: ossee. Sintomi prin cit,a/; : -Polso 65 valic:o. 1\ddomc· trattohik Estrar.ione col ,·,nctcre di urine limpide. 'I'rnltam en/.o : E ~trazione del proiettile dal cnv,1 dd Retzius. Vescica inte 6 ra .
Zaffo.
Esito: Trasferito.
63. Oss. G e,;,.rnlità. For . Au., soldato fanteria. Da ta di eutrnla e di ttscila : 5-10-16 8 -10-16 Nat ura d.l'lla l csio11,• : Piccola ferita da ,c·heggia di bomba a m an o s ull':i, cellare
media ~inistrn ~uhito sotto il bordo costale. li proil'tlile viene locali zrn to dall'c;.ame radioscopico nei mus..-oli lom bari di sinistra. · Sin t o m i pri>1C1/)(lfi: Polso valido.. Ventre trnttabilc. Non ha vom ito. J,a metà sinistra dell'addome è alquanto tesa e dolente. Trattamrn l,o : E,1 razione del proiettile Esito· : Trasferito. 64. Oss. - (;e11na/i/à : Cam . Vine., sottotene nte fanteria. - Da ta di entrata e d i uscila: 8-rn-1/\ 14-10-16 Nat11ra d ella les io ne: l'icrola f,··rita da srhcgg-ia di granata :illa r egione r cn3Je
s inislrn. Il proietti!<: viene localizzato dall'esame radioscopico a sinistra della apofisi t rasversa tie lla 34 vertebra lo111l)<lre. Si'll/0 111 i principali: Colorito pallido. J>olso 100, d iscretam ente valido. Ventr e tratt:ibile in dolcnl<:- !'1inazione spontanea con urine li111 pick. Tro/.lamroito : Med icatura. Esito : Trasferito.
6.5. Oss. - (; e,:erolità: Fat. Lit., soldato fanteria. - Data di entrata e di u scila : 9-10-r6 19-10-16. Na tura della l es10 11c: F erita ,la pallctta di shrapn ell sull 'ascellare posteriore destra. 2 dita sopra In cr esta iliaci,. 11 proiettile vie nt: localizzato dall'esame radioscopico in ,·icinanza cklla spill:i iliac:i a. s. dello stesso lato. Si 11/0 111 i priucipa.)i : Polso 6S valido. Addome teso al quadrante inferiore e dolente all:i pnlparionc. Ah-o 11or1m1lc. Ha vomitoto in a11tole tti_1ta. Tra i/a m ento: n ~.trazionc del proiettile . Esilv: 'l'rasfo1 ito. 66. Oss. (;~ nrrnJita · Sn r. :Ila., ~oldato fan teria . - Data di en trai.a e di 1t.<Cit11 '. IO·I O· l9 ! 6 l 9 ·l ù· l 9 J(, N 11/.11 ra d ella l uia11c : F erita da pallett:i di shrapuc-ll su li 'ascellare media destra, poco sopra la crc~tn iliaca. Il proiettile viene locali1.znto dall'esame radioscopico ne lla m as~a dei g h1tei d<:llo stcs~o l:ilo. Si 11to111i p r iHcipa/i: Polso ;8 valido. Addome tr attabile: Dì"ce di :i,·er vomita to <lnr:lllte il tra~porto. 1·rat1ame11to : Sbrigliame uto della ferita. E sito: Trasferito. 67. Oss. -
(;n,c1ali/à: Bon . Gin., soldat~ fanteria. -
Data di eut,rata e di
11scila : 10 -10-1016 16- 10-19 16 . Natnra della /t'Sio 11 c : F erite multiple da pallette di shrapuell di cui una alla re-
g ione inguinale sinistr a, dallo quale ~porge il fonicolo: nou v'è foro d'uscita. Manca il referto r adioscopico. Sintomi prh,cif'ali : As petto sofferente . p olore alla palpazione dell'ipogastrio. Uri:nazione ~poutanea con ur ine limpide.
t' ERl:rE ADDOMINALI DI G UERRA
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Trattamc,ilo : Sbrigliame nto, rego la rizzazione. Il pro iettilt nou è pe nctrn to in cavità addominale. Esito : Trasferito.
68. Oss. - Gencralilit : T,o Pr. 'l c.111., solda to fo n k ria. - ])ala di ,·11/ ral a e àl uscita: 10-10-1916 14-10-1916. Natu ra d ella l es ion e: Pe rita da pallclla di s hr a pncll alla regione lo111bn re destra. li proie ttile viene localizzato dall'esa me radioscopico nella n a tica sinist ra. Sin to mi p r i 11cipa!i: Cond izioni gc 1w1ali buo ne . ,\tlòo111<· t rn tta hilc. l ' rinazione spontanea con urine lim pide. T rattau, e nto : E ~1.razion e <lt'.: l p ro i,.. tt ik . Esito : Trasfe rito.
6g. Oss . - C el!Halilà : ,far. Ug. , te ne nte fnnter ia. V a.la di entrata e di uscila: rc- 10- 1916 24-1 0-19 16 . N at ura d ella. l n i ot1e : Larga ferit a da p:,lle tLa d i s hrapnt:11 a l fia nco de stro, ·.uJ-
l'ascellan: a nterio re !Senza foro d'egresso. ~!a nca il refe rto rad iologico. Sinto mi pri11c ipali: T'. go. Aspett•J buono. AddcJm e tr~ttahile i11do le11te. Accusa dolore alla radiC'e della i:oM·ia d . Trat tame nto : L a 1go s bri~lia m cn to fino al pe r ito11.·o ch e non è iut<:ressato. 11 proie ttile s i trova alla faccia e!Ste rnn dell'ala iliaca de ~tra. Asporta zio ne . E sito : Trasferito. 70. Oss. - G eu cra/.ità : )fa ur. f'it:. , sol.lato fan ter ia - Data di c u i rata. e di uscila : r 1-1c,-1916 16-10-1916. Nal11ra d cl/11 l csio11 c : P e rita da pa llctta di slm,pnell a destra de lla 2 • ve rt. ~aerale. Il pro ie ttile viene localizzato dalJ 'es:im e radioscopico d a vanti al sacro, 3 .iita
sopra la rima anale, a destra dc.Il::, linea media na. Sin tomi pri11cip,1l,i : Condizioni generali buo ne . P. 90 valido. Dolo re all'a rto inf<:. riore des tro che m a 110 ma no si at te nua. Alvo norm ale. T1'attamento: l\Iedicatura. Esi t o : Trasferito 71. Vss. Ge11eralilà: Riz. J, ui., capita no fa nte ria . - Pa l a d i e11 t rata e di u scita: 12-10-1916 18-10-1916 N atura d ella /c;~iv 11e : F e ri ta da p~lle t ta di s hrapnell all ' ipocond rio sinis tro, 2 dita
sotto l'arcata costale senza foro d'eg rcsso Ma nca l'e ~nme radioscopico. Si11to m i priu<ipali: Colorito pallido. ,\spe tto kgg-crmc n k a hha ttuto. P a re ti add ominali t ese, do le nti all!l p2lpnio ne l'. g6 valido . Trattamento : J,a rgc, !<b1 ig liDmC'nto fine, al perito neo che non è inte ressato . La ferita ;;i dirige all' inte rno ,. decorre olt re la linen media na ,·erso il q uadra nte inferiore d. dell'addo me . Es ito : Trasfe rito . NOTE : S indrome pa rapt:ritoncale . 72. Oss. - Generalità: Gri. Aless., solda to bom bard ie re . - LJata rii entrata e di uscita : 23-10-1916 4-1 I-J9 16. Natura d ella Lrsi o'lle : l,arga fe rita da scheggia d i grap:lta c he si este nde dal fianco des tro alla regione: loml:,;ire dello s tesso lato. L'esa m e.: rad ioscopico eseguito in S& giornata mostra il pro ie ttile nei muscoli della fossa iliaca, e x t ra pe rito ntc:ile. Sinto mi priucipali: In primo tempo : Nes~1111 fat to notevole: in 7• g io rnata : te m pe ratura febbrile, vivi do lori alla rcitionc lo mbare e al quad rante iuf. ,I. dell'addome. l,a coscia è tenuta 'in flessione, con addu zione e rota1.io ue este rna. Trattamento : In VIII giornata : S briglia me nto a mpio luuiro lo 111assa dei muscoli lo mbari. Flc u:m onl· del muscolo psoas. Estrazio ne <le i pro iettile, di brandelli di vestito. Lavaggio e dreunggio profondo con Clorosol. Esito: Trasferito. NOTH : Psoite . Ra pido 111igliora111e nto d opC> l'atto opera t i,·o. 73. Oss. - Ge11ercil ità : Vio th. G iu., soldato bom bardie re. -- D ola di e11trala e d.i uscita : 26-10-1916 4-11-19 1<,. Natura d ella l esi on e : Fe rita da pallctta di s hrapnell s ull'ascella re a nte riore d. 3 dita so tto l 'arcatn costale, da cui s por~e un lobulo d i i;:m ~so. li pro ie t tile ,·ie ne localizzato dall'esa111e radioscopico nelle mosse rnuscolnri del finrn· o destro s ull 'ascellare media .
FERITE .\l)IJU;\1 1NALI 01 (j\_;.t;RR.\
Si11/omi pri11cifali: l'ubu 04, ,·elido. Colorito 11urnialc. Ha nn11iw tu d u rante il trasporto in lettiy.i. Addolllc kgg,:r111L·11k t<:~u c <lolu, r" n e lla 111ctii de,tra. l)iminuziooe dell'area <:pauca. Tmtlame11to; Estrazium:: dcl pruicnile. Esito: Tra~ferito.
74. Oss. - {.,t: •1n<1/itù. Col. D1 ,111., suldatu fanteria. /l<1/o di 1'11/r<l/.a e di 11sri/(I: 27- Jc.>-19 16 5-11-19 1(>. Nnf ura ddla l esio11,· : h , rita rotondegg,ant,: da palletta di ,;hrap11c ll s ull'as cellare m ed ia des., 3 d ita sotto la cresta iliaca. li i>roicnilo., vie ne Jocalizwto dal\ 'esame
radio~copico in Clllllatlo co11 la fac,ia interna <ll'll 'ala iliaca. Sintomi pri11df>11!i: CundiY.ioni gvnera li b uon e. :'\111\11 a caricu dt'll'addo111c. ila avuto vomito appena frritu . 1'ral/c1mc11f o : '.\ledicatur:1. Esitu : 'J' rn:<fl'ri lo. 75. Ce11aalità : Jlal A111.:-., ~oltl:,to fante ria . Valll di 1'11/m/,,1 e d i uscila: 29-10-19 16 30-J0-19 1&. Nalum dl'lla lcsio11c: F c rita da ,ch eg,sia d i i,;ra1rnta u11 dito traS\"trso al disopra dell 'arcata crurale tlt~tra. 3Q cstcrnu, scn,a foro d'uscita , dal cui fondo sporge il p e-
ritouco parietale ilk,u )Jn11n1 il refer to 1adiosn,pico. (!'trite multiple agli arti inferiori con frattura del femore.: s i11 i~tro). Sintomi p1i11 cipali: Pois,, 1~u, piccolo, mo lltc. E~trcmit.ì e ua~o freddo. Lingua pallida, um ida. Addom,: teso in difesa muscolare, dol:!nte alla pn lpazio11..: profouda. Conati di v o111ito. Tmttamc11to: 8i sl11 iglia la ferita e s i co11~tata c h e il pro ic ttilt: h a avuto un decorso i11 basso e all'c~tc rno. ~cHzn h:dnc.; il perito11co. l) r('uai,:i,:io. Sutura Appan·cchio d'i111mobi lizz,,zio11c a ll'r rlu i11faiortc ~i11i~Lro . Es it o : i\lorto pe1 .s/1ocl: . ::-,.;orn: Si11clro111c parnpnitu11c,tlc. 76. Oss. Gene1·aUtà: Ur. l',e ., sold ato fJ1:tcria. / )c1la di entrata e di IIS<"ila: .5-1 1-19 16 H·ll·l \,16 , Na tura d ella lcswn c: Fe1 ita da p alktta di s h rap11ell 4 dirn a sinistra dell'om-
belico . li proiettile s i palpa sotto cutr a l fia nco s in i~trc; (alt ra feri1 a al torace). Si 11/ 0111i prin ritali: Colorito pal lido, p olso frec.pu~nte, ,·;iliclo. Vi,·i dolori addo•11:nali spo11tun c i. V1;:11trc ttso. Emotorace de~tro. Ha an1to \'0111it<> Tra/la111e11f o : Shrij:!liamcnto <lell:i fe rita , ch<' 11011 è pe n e tr:i11tc . r,;strazioue ù e l proiettile. Miglion1u1<.'!1to rapido. Esilo : 'J'ra,icrito . · 1':orK Sindrome par;.pcriton cak.
77. Oss. - - Ge•1tial ilà: llru. :Silv., soldato fa~1teria. - /lai.i rii c11tra/a e di uscila: 7-11·1916 u-u-1910. Nal11ra d ella lesion e : Feriti, lacera, d ,1 schegg ia di granata a lla r t:gion c re n ale !'inistra, sen za foro d' u~cita. li proi,·tt ilc vitne l0<·a liz1.ato d a ll'esame rndios.-opico a :,iuistra dell'arco d e lla 1\1 \'er t. lc..ml>arc. S111/v111i prinrip11li: Condiz io ui generali b uo ue . 1'"es~u11 fatto n e:iri,o ddl 'addo111c. Uriria1.io 11c spontane:1 t 0 11 uriu~ chiare. Tmflt1111n1/,1 : .\s ponr11io11c ck l proicttik. l., si/11 : Tra s f,:r itu.
78. O.<s.
-
(;t'11cmliliì : J,0111
A11> .. ,>lpnrak fa111l"ria. -
/la/a di c11/ral11 · e di
IISCil/1: l.·1 2·1916 7·12 ·1 9 16 .
Natura ddla / esiouc : l ,ari,:a ferita rh sdit:ggia d i gr:111arn alb fossa iliaca ;sinistra ron e gre~so a lla faccia poste riore del terzo ~uperior<' della cosc·ia dello s tesso lato. Si>1tomi pri11cipali: P olso&, nditlo. 1bpctto buono. )lct,\ si11 is1rn ddl'addo111e t·esa e dolente. D ice di ave, :l\ 11 10 ,·0111ito appurn ft.:rito. Trafla111 c11 / o: 1,argo shrig-liamc nto tìno a l perih11eo eh ~ n on è stato intere;,Mto. li proiettile h"l attt:t\·usati. l.Jl pelle e l 'apo11curos i elci g-r;111do: obl iquo " si è diretto all'esterno e in bas so perforando l'ala ili:wa. P.sito : 'l'ra~ft>ri to.
•
FERITI:: .~DDOMlNALI DI Gl: t:RHA
843
;9. Oss. - · (,fn,.ralit,ì Bo!. Alf., sol<lato fa u t1:ria. - 1.J,1/a di r 11/ra/a e di uscila: 12-12-1916 n-1 2·19 16 . .l\'alura ddla l csi o >1 c : Ferita da palktta di shrnpndl alb ro~~a iliaca destr ,,
senza foro d'ei,:re, .,o. :\!anca il rt pc rtv radio,,opico. Sintomi pri11cipaU : Colorito pallido. Polso 1io pin:olo. T>ispn<:a. Sudorazione p10·fusa. L'artt:ria pedidia non pulsa. L',•.rto i11fe riore de"tro ha colorito ciano tico. Addome trattabile:,. · TraUamClilO : Sbrigliamento della ferita. Il perit,11100 non è k~o. li prnie ttile ron decorso in basl<O ~ passato sotto l'ar<:at.a c rurale fcn, nclo l'a rtt ria f<.:111oral1: snhito 0 o tto l'anello crurale. La ferita vasale è chiusa da un coag ulo. Allacciatura. Esito: Muore per polmonite dopo 10 g iorui. NoTF: : Decorsv postope rnti,·u cu111plica to da p,,l111u11itc. So. Oss. - G<nnalilà: Lag. Giu .. soldato bo1nbard it:n::. - Uat,, cii entmta e di uscita: 9-12-r:;16 17-12-19 16. Nat11ra d,,/la tcsia11c : Ferita da "d1cggia di g ranata ~nll ' a"cdhr<· po,tcriorc ,-inislra subito so.tto il marg i11e costalt:. Il proiettilt: vie11c localizzato dall'e"a111e radioscopico uei mu~coli ln,nha ri dello stesso !:no. Si11tomi prilidpati: <.'011diziu11i gc m,rnli buo ne. Addom e trolt:1hile, i11dole11t<:. L·rinazione normale . Vivo dolor<: alla palpn1io11c 111:lla rq :io nc rem,1·~ T rattamenf.? : Estrazio ne del proi.-ttil<:. Esito: ·'J'msferito. 81. Oss. - ( , rncrolita: 1-'ar. Giu~., sol<lat .1 fai ,t<;ria. - · Dnla di e11trata e cii uscita: 3-1-1 9 17 21-1-1917. Natura della /,e$ÌC'nec; Fe rita ha-era, dn schei;gia di g ra11 >1 la s ubito sotto l'o111bcJico, senza foro di uscita l\J a nca il n ·pcrto rndio,copico (altre krite alla tesi.a ). Sintomi princ1f,ali : \/t,ntre avvall,tto , a lquanto doll'ntt: 11ei pn'"si della fe rita. ,:011dizioni gene rali buone. Non ha ,·om ito . Trattamento : A,portazio11e dt:I p 1oicttilc situato i11 ..-ontatto <;ol pt:rito neo, qualche centimetro sotto la ferita d'i11gre~-·.-.. E sito : Trasfe rito.
82. Oss. c.; e,:cralitù: Taf. Ca, ., " '!dato fantt'ria. / )ala di e ntrnta ~ di uscita: 30-1-19 17 6-2-19 17. Natura della l esione: Fe rita d:i pallo troli, di fucik s ull'ascella re ante riore .<mi-
s tra subito sotto il margine costale con cgrc-,sv 2 dita "otto e a destra dcll'o111belico (altra ferita al braccio siui~tro, prùdotta dallo stc,~o proie ttile). Sintomi principali: Condizion i g e ner;ili buon<.:. Polso So, vnlido. Addome leggermente teso. Kon ha em e1<~v feci JH\ gas . Trattamento: ]; argo sbrigliam(:nto. Il proicttik è s,·i,·olato tra il pe rito neo e i muscoli. Esito : Trasferito. 83. Oss . - C,·11aalità: I\1011. Gia., soldmu fante ria. - Data di e11trata e di uscita: 14-5-191 7 18-5-1917. Natura d ella l csio11r : F erita lncna rla sdu:g·~ia di g ratrnta ali 'epigastrio, seuza foro d'uscita. '.\la11ca il reperto radioscopico. Si>itomi principali : Polso &,, valido. 1'..,6.5. \·entre trattabile, poco dolente. Tratta111e11to: r,arge, "hrig liarne n to. Esito: Trasferito.
84. Oss. - Generalità : h ~rr. Fr:m ., ~ol<l ato fa11teria. - Dal<'I di u1t.rata e di uscita: 14 -5-1917 24-~-1917. . Na/ura della_ l 1i:iio111' : Fe rita hwe u, da scheggia di granata alla fossa iliaca destra senza foro d'uscita. Manca il reperto radioscopico. . Sint~mi prfociJ>ali : Stato gc ne rnle buono A, , ~nza di difesa. Dolo re alla palpazione nei pressi clclla fe1ita. . Tratta'.ne,1/n · Sbri{(!iamento . Es-tr:iziune del pmicttilc sit11;1 to nel c;l\'O del R et1.ia~. Pentoneo illeso. Esiln : T'rnsferito
FERITF. ADDOMINALI DI G U ERRA
85. Oss. - Grncralita: Ah. Fil., capo1ale fanteria. naia di entrala e di uscila: 14-5-1917 14-5· HJ I 7. N alura d ella 1,·sio11c : Ferita da pa ll etta cli ~hrapne ll al finnco s inis tro senza foro <l'usc ita. ~fanra il re pe rto radiolog ico. Sin tnmi pri ncipali: Condizioni g<mernli buone. Ha ,·0111itato durante il trn~porto. Metà sinis tra cle ll 'addorue alquanto tc~a e d ole nte . Tratta•11 e11/o : 1·:~trnzione del proiettile. Es ilo : Tr a~fcrito.
86. Oss. - Gcll<·ralità : Bos. G iu ., ~olda to fanteria. - J>ata di c11/rata e di usc ita: 18-5-1 9 17 11-b-19 17. Natura della l esio n e : 1,ar g., ferita alla 111<:'tà s upe rio re d e lla regio ne sacrale, se111.3 foro <l 'eg re~so. :\[anca il re perto radioscopico. Sillto mi principali I'. 90. T. 37. Addome Jcgg-c rmente teso, indole nte . Motilità e ~en:=-ihilitll con~e r, nte o ,·unque. Trattamento: Sbrigliamento. Estrnzione d el proiettile. E.<ito : Tra~frrito 87. Oss. - (;cneralità : Jlar. F ior., ~oldato fante ria. l>a~11 d i entrata e di uscita: 24-5-1917 26-5-191 i · Natura d ella l csi o11e: Pi ccola ferita la,cra, da scheggia di g ra11ata s ull'ascellare
me<lia si11istra, s u bito sotto il margine <:'oqale. N o11 v'~ foro d'uscita. Manca il reperto radioscopico. Si11/0 111 i pri11 cipali: P . 68 vali,io. Condizioni generali ottime. Non ha avuto vomito. r,eggie ra te ns ione della parete attorno a lla fe rita. Trattamento: l,r. q;:-o sh igl ii11ncnto, che dimostrn la integ rità de l pe r itoneo. Non si tro,·a il proiettile. Eut ura. Esito : Trasferito.
88. Oss. - Gl'11n-11/ilà: Gian. Fra u., ~oldato fan teria. - /Jala di e11trala e di u scita: ro-6-1917 11-6-r9 17. Natur a d ella lesione : F e ritrt Jacet'a da scheggia di g ranata all'ipoco11drio s inis tro, senza corris pondc, ute foro d'egresso. Ma nca il referto radioscopico. Sintomi pri11cipali: P. 104. Ve ntre avvallato, dole nte ne i pressi della feritn. Non ha anno \"Crnito. Trattam ento: 1,ari,:-o ,-l)rii:-lia111tc11to tino al pe ritoneo c he è illeso. Esito : Tra, fc:rito.
89. Oss. - (;e11<'ra/ilà: Mal. Ub., soldato nrtigl ie ria. - / >ala di eu/rala e di uscita : r9-8-1917 1-9-19r7. Natura d ell<1 l esio>1e: Ferita rnt011deggiantc da pa lktta di s hrapncll s ull'ascellar-e nnteriore s inistra 2 dita sopra il margi ne costnlc se11w frrita di egres~o. Si11tomi f,ri11cì('al i: P olso 8S. T. 36,7. Addom e leggerme nte teso, non dole nte a lla palpazione. U rinazione spontane a con u r ine limpide . Trnlla111ruln: :lfedicntur:i. E sito : Trnsfe1it6. 90. Oss. - Generalità : Mclch. Silv., soldato fant., ri11. - nata. di entrala e d i 1,scila: 24-10-19 17 27- J0-191,. Natura d ella l i s,o ne : F e rita dn schegg-ia di g ra nata allll metà destra del s:icro. Il pro ie ttile viene lol'ali zzato sulla farc ia ante riore d e lla 1 • vertebra sllcrall,. Sinto mi princi t>ali: Poi"<> H4 ,nli<lo . \"cnlre trattabile ovnnquc. Asse nza di paralis i. llfin, io nc s po ntnn,' a Tratlam r11to: Estra zion e clt·l proic·ttile , s ito profondament e. E sito: Trasfe rito. 91. Oss. - Gene ralitil : Paol. Aug., soldato fanteria. - Data dì entrai.a e di u scila: 27-10- 19 17 27-1 0-1 9 1;. Nat ura d ella l es i on e: Fi:rita lacera tla sch t-ggin di gr111wtn a lla rtcgionc renal e s i-
nist rn , sc n,.a foro d'u sc i1 n. Man,'a il re pe rto ratliosfopico. Sin lnmi pri11ci;,ali: St:.tr, gt·m ·r;, lc- bu ono. A<lrlo111c ben 1ralt.1bilc 11011 contratto. N on ha vomito. Urine c h ia re. Tral/<1111c11t1• : F-briglia tllelllo ddla fe rita. /,sito . Trn~ferito.
•
FERITE ADDOMINALI DI Gli ERRA 92. Oss. (, cur ralità : Ug. uscita: 13- n-1917 16-11-19,i.
F1a11., o,oldalo fanteria. -
nata di entra ta e di
Nat11ra della lesione; Foro d'ingresso rotondeggiante, da palletta di shmpnell, alla regfone lombare sinistra, senza foro d'.uscita l\fanc_'\ il reperto radioscopico. Sintomi principali: Pnllido. R t:tn:mità fredde. P . 120 piccolo. Ventre tumido, me. teorico, dolente sponta11ean1ente alla palpazione profonda. Trattamento: Sbri~liamento della ferita che mostra la non penetra1.ion e. Cure ~intomatiche . Miglioramento rapido. • . Esito : Trasferito. NOTE : Sindrome parn puitoneale. 93. Oss. - (;c 11 1 rnlilà : Sor. J,ui., tenente genio. nata di e11trata e di uscita: 14·11-19 ti 16-n-1917. Natttra della lesione: Ferita rnlondeggiante da palletta di shrapnell alla base del torace destro, snll 'asc,·llarc posteriore, 4 d ita !'Opra il margine costale, senza foro d'egrcss.o. Manca il re1:nto radioscopico. S intomi principali: Polso 94 p iccolo. Aspetto abbHttuto. Vomito. Non ha sputato sa ngue. Urine normali. Addome dolente I! in d ifesa. P.sa me del torace negat ivo. T rattamento: Laparotomia espkrati va. Il proiettile non è penetrato in cavità addnminale . S ut ura delle pareti. E sit o: Trasferito. NOTiF. : Sindrome paraperitoneale.
•
94. Oss. Ge11,•rali/1ì<; Ole. l\li., sol<lato ber,aglicrc. [)ala di e 11/rata e di uscila: ,;-n-19r 7 7-11-r91;. Nalrtra della l esio ne: Larga fe~ita dn ,-chcggia di granata sull'ascellare posteriore
destra subito sotto il margine costale sen:za foro d'eg resso. Manca il reperto radioscopico. Sint omi p rincif'ali: P . SS ,·alido. A~pe tto buono. Respirazione toracica. Addome cont ratto e dolente ).:0 11 ha vomito, non ha urinato sang ue. Assenza di meteorismo. Tratta111c.nto : T,o sbrif."littmento 11011 è decisivo per la penetrazione. Laparotom ia pararettale destra. Il proi r·ttilc 11011 è pcnt:t rnto in ca, itn. Sutura delle pareti e strati. Esito : Trasfc1ito 95. Oss. - GeneraliU1 : Prig. G ius ., capoqile mag-giore fanteria. -- J)a /a di en• tra/a e di 11scila: 1-12-19 17 4-r 2-17. Natura della l es io ne: F erit a da palletta di shrapnell sulla paravertebralc sini•
stra all'altezza delh1 1• vertchra lomhn re senza foro d'usci ta. Manr a il repertto radioscò pico.
. Sintomi pri11ciJ>ali: ?. 100 valido. Kon ha vomito. Addome contratto ma non do. lente alla palpazione. U rinazione ispontnnca cnn urine limpide. T,c,ggiern timpani~mo. Tratf.a111e11to : Sbrigliamento delta ferita. Esito: 1'ra~ferito. ·
96. Oss. - (;tn,·ra/1/à: P er. A11g., soldato fanteria. - Data di l'ttlrata e dl u scila: r4-1 2-1917 10-1-191lS. · Natura d ella lesione: F erita rotondc,::-g iante da palletta d i ishrapnell sull 'cmiscapolare sinistra 2 dita ropta it margine cost ale, ~cnza foro rl 'uscit:i. '.\Tanta il rc:perto rn dioscopico. S in tomi princiJ>ali: P. 8S ,·ali,lo. Re,pirazionc prevalentemcnt~ toracica. Addome · c-ontratto e dolentr:. Conati di vomito. As~c:n za cli meteori~mo e di ottusità ni fianchi. Trait.amento: I,ai:arotomia mediana ~opra ombelicale. 11 proiettile 110 11 è pene- . tralo in ca ,~ità . Sutura n ~trati. Esito : T rasferito. :-S-01:F.: Sindrome parapc:ritoneale. 97. · Oss. - (;oicra/ilà: Tng . Giov .. sold;,to fanteria. - Data di e nt rala e d i · u sc ila: rc,-4-191 ~ 16-4- 19 1R. . N at 11 ra della_ lesi~nr: Feritn a margini netti poc-n pi ù g rande di 1111 dop,pio cen·
tt:-tni o nella nattca s1111$tra. un centimetro circ-a all'estern o della piega delle natiche e a li ' a !tezz? delle ult_iine ,·ertehr<' gar.rali. L'e!<fl me radioscopico mo,tra una gro,sa · ~ch eggi a di grannta m contatto ton l'ala ~inistra dd sacro, prohahilmentc non ne- netrant~. .
F l::RITE: ADUOM INALI UI GU ERRA Si1t/ 0111i pri11cifa,·, . I . 1 I'• ,·alido. 'I'. 4,i. Aspc t to a hha ttuto. J,i11,s:11a pa ti110,-a , u111 ida r os:,;a ni 11.argini. R. tnr acicn 28. :\ddntue (:)rlt'lllc nte u1ct c.::oriço <.· 011 ~co1npar sa rh.:ll 'ar..:.1 d 'ott u~ità splenica e diminuzio ne d cll'a n :a epatica. Dolore addo1u111ale s pontaneo e a lla p a lpn:t io nc co n ipcrcs:tei;Ìa c ut onea a l qu ::\dr~nte infe riore ~ini~tro . V o n 1ito bilia re:.
!Junk h,e colpo di ,,i11gh iou.o_ :-.:011 ha c111csso n~ feci 11,· g""· l ' ri11a1.ionc· s p:m ta nea. H sa111e del r t:tl o 11e1:at i vo. 'J'rall11111c11 t o : In primo tc111p,> c ur.- ~into111atiche. In \'• g io niata, mig liorate le co11dil.io l'li del p,u.:cntc, s 'intcrvicn c sc,-:ue11do ·jJ tra m ite segna to dal proie ttile, si pr·.>Cl·tk a lla ,·strazio11 e <l<"lla sclu:gi;ia. k ctto <: pe rito ueo imegri. I/infe rmo mig liora rapida m e nte. E sito : Trasferito. l'\OTF. : Si ndromc pa r~pc ritoueale.
91,. Oss . - ( ; f il( m/ilà : R ob. Clau., capita no repa rto as~alt o. - V a l a di e11tr11ta e di uscila : 3-4-191!:. 15-4-1918. N al11ra d , 1/a lrswnc : f~c rita linea re, da ~cheggia di petardo alla fo~sa iliaca destra. Il pro ic-rtil(' vie ne localizzato dall 'esam e radioscopico nelle m as~c m uscola ri all'interno dell'ileo destro. · S i11tm11i principal i : l'. !JI) valido. Colr;rito hun110. >1011 ha \"Omito. Addo m e trat· tabile lq{g-crme nte teso e molto d ole nte alla palp:11.io11e, nella fossa ilin('U dest ra . 1'rat,ta111rn l o: ::;t,rig li,H11e11to ,klla ferita c <I "$trazioue del pro icttik. Esito: Trnsferito d opo 1 2 giorni. 99. Oss. - (.;c,i1 rnlilà · :\far. Dic ., ~ol<lato fante ria . - /)a/11 di cnlrnla e di u scifo: 17-6-191$ 2:i-6-1918. Nat ura d d la lcsio11e : F e rita da m;trn&liatrice in corris pond~nl.a della spina iliaca ante rio r-supe riorc sinis tra, con eg rf'~so. due dita sotto l 'ombelico s ulln linea m ediana . S iulomi prin cif,ali : Co11c1izio ni ge ne rali buone. P. 84, valido. Addome d olcntis~imo , s p(·cic alla palpa,.io nc e pi1'1 spiC"cat :.me nte al q uaclra mc inferion: sin istro. Non ha uriunto. !'\on ha t;:llle~so feci nt' ga.,;. Trattan1 rnl o : Shriglia111e nto della ferita. li pro ie ttile i: ~civol~to tra i mu scoli e
la faccia c~te m l! òd peritoneo. d t.' npparot intcg-r ;, Sott ile dre n ngg io, sutura. E sito : Trasfe rito. 100. O .<s . <.,c11ei-alità. Saml. l\111· .. soldato fanteri a. ·- /ia/11 di entrala e di 11 scila: 19-6-1918 w -6-1q18. Natu ra dò'l la lesion e : L a rga krita da sd1eg1sia d i ,srnnata alla n ,gione re nale s1-
nislra , suhito sotto la 1 2 • costo la . All a reg ione rroca nte r ica ck s tra nota~i una g ro,~a tum efu ioi1c , a consist enza clasticn cd t'cchimotica. Si n.t o111i pr i ncipati: Condizioni gcne ra li d iscrete. P . 1no, \'alido. );on ha vomito. Addom t' indole nte , uo u coJJtt&tto . .'\on può urina re, qua11tu11qnc ne a n ,erta lo stimolo. l'rine d,ia re al ca teterismo. Tralta 111l'11l o : Sbrig lia me nto della fe rita posterio re · li pro iettile ha fratturato l 'apofisi s pinn,a della V• ve rtc hr:i lomba re e l'ala iliaca destra. Asportazio ne del pro ie ttile con inci,ionc s ul la tn1111 f:.z io11c ,' affo. S ntu r:-i . E sito : Tra~ferito in -2• g-iorn a t.1. 101 . Oss . ( ; rnr.mliltÌ : "'"· Kov., prig ionie ro. l)af<l d i e11tmtc1 e di u sc ita: 20-6-1 9 1!; 2 1-6-19 1$ N at ura dt l la feri i.a : F <: rita da si.:h.:ggia d i gra na ta s ull 'ascella re m edia sinis tra,
s ubito sopra la cresta iliaca, senza corrispo nde nte foro d'egresso. Manca il reperto radioscop ico. Sin tomi principali: Co11d i1.io ni _:.:1:11cmli huo ne. Contra ttura ck lla m e tà siuis;;ra dell'a,tdomc. Non wn11ito 11è si11 g hio1.zo '.\[i11zio11c spon urn~a con urine c hia re. Tratta111c11to : Shrid i:11nc11to della krita il c ui trng itto i- ne tta mc tttc pa rie tale. Esito : 'J'ra~krit, , iu z• g io rnata. 102.
O .<s . -
(,c 11 cral ità : '.\fan . ~:int., soldato g,-nio. -
J)11fo
d i c 11lrala e di ii-
scila: 20-6-18 ~i-6- 13. N a/11.-a cldla iesiouc : FC'rita da ~chcggia d i g ra na ta in corris pom.l~nza del $acro, subito a sini~tra della linea 11•ed iana ì\iLJnC.'.I la fe ritn di ~i::-resso. (Frattura co mminu. .tiva della t il.Jia destra).
847
FERITE ADDO, ·II NA LI DI G\•ERRA
Si11to n1i prin cip ali: Condizioni g<:11<:ral i buon e. P . 8o valido. >-'011 volllito nè ~inghioz,o, Addome indole nte , al(Jua m o h:so a l fia n co s inist ro. Tra/./a111,·11 to: Sbrigliame n to de lla fcl'ita: il sa cro no n è fratturato : il pro iettile ha decorso an·e~teruo ~ n : rso :--i11istrtt , (Appa recchio rl'iurn,obilizzar.io m: a lla ga mba d estra ). E sit o : T rasfe rito . 10 3. Oss.
-
Gc11cralilà : l'i.,r, Hoc., solJa to fante ria . -
.uscita: 2<>-6-18 28-6-18.
Dilla di entrata e di
Natu ra d elta lesio11e : F e rita da sch eggia di .,;rana ta alla regio ne trocautc rica d e stra. li.proie ttile: s i p a lpa sottr, cuk, n ella fossa iliaca de llo stesso lato, dava nti , pina iliaca a. s . Si>1lomi principali: AspC'tto I.mon o . P, 102. Lcggie ra te n s ion e de lla fossa ileo-ce. cale. Crep itio >'ottoC'utaneo .a ttn rno al proiettile. l\on ha vo mito. Trattam ento: {,argo sbrig lia mcntn. Infiltrazio ne g a ssosa de i tessuti ce llula re e muscolare. Pe ritoneo ,i ntegro. Estrazio n e dd pro iettile . llrc u oggio. Esito. Tras fe rito . Non:: Decorso ta,·ore ,·olc, )!ig-lio r:1111t 11to rapido .
la
104. Oss. Grnrrnlilà : );tgr . G iu., ca porale genio. - Òala di eu/ra/a e di nscUa : 22-6-918 24-6-·,118 Nalnra d ella lcsio11c : Ferita d a fuc ile in corri!<p un dcn za d ella s pi11a iliaca ank-
rior-superiorc s inis tra co n eg1esso in corrispondc u zn della spina iliaca p osterior-s uperiore de llo s te , ;.o la to . Sintom i pri1,1cipati: Condizioni gen c r:ili buon e. Ìlkt:ì d estra dell'arldo mc teso e d oleutc, P. 100. ritmi co . '.,on ba Yomito. l\on h a e messo feci n è gas. Trattame11-fo: T,argo sb rig liamento . Il pro iet tile no n t- pe n e tra to in cavità. Sut11r11. E sito : Tras fE,rito. 105 , Oss. GoicrnliUI: Gioe. Giu., solda to faute ria. Uata d'i e11tra/a e di uscita: 23-6-1 8 12-7-1$. Natura d elta lesione : P resenta a l fianl'o s inis tro s ull'ascellare po!<teriore una tu-
mefazione g rossa qn,:nto un uo ,·o, sorm,mta la da unJ piccola ferita d a sch eggia di granata. )fom·a il re pe rto r:,dio logico . Sintomi pri11ci,ha/i: P. 118 piC<·olo . A, p tcn o ,offe re nte. Leggiera s udorazio ne. Ve ntre teso, d olente. s pecie alla 111<:tà s i11is t ra. Vomito. Urinazio ne ~p ontanea. T rat.tam enln : S brig liantt·nto con rnglio tras ,·crs:ile lungo 10 cn,. p a ralle lo ali 'arcata costai<:. li proie ttile trornsi po,tc rio rmente n e llo ~pc%ore d e i muscçili, ed ha strisciato s ul. p e riton eo, senza lederlo . E ~trazion e . Drenaggio . Sutura. Es/lo: Tias ferito. Non: Sindrome p a raptrito nc:llc .
Ili. -
Ft;I\ITE P ARIETALI SE"'1PL1Cl CON TRAGlTJ'ù PARADOSSAI,F..
I tragitti paradossali erano molto frequenti quando le pallottol e erano sferiche P.d animate da una minor forza di penetrazione che no;1 le attuali pallot!ole di fucile. Ma anch e oggi questi, c11e dagli antichi venivano dett.i colpi contornanti, si osse rvano con una ccrla frequenza. Noi abbiamo potuto n otarli nettamente in 24 casi s•1 So i fe riti dell'a<ldome, e cioè nel 4 %. Essi si verificano q 1111ndo l a forza rii p1:netrazione dél prr ietlil_g è piC'cola e l'angolo d i incidenza del la t.raieU,oria risp etto al punto colpilo è tal1,; da consentire una deviazione del proiE;ttile quando esso incontri un tessuto più resistente o, in genere, quando esso incontri un ostacolo, come sarebbero le ossa o le robuste fasce che avvolgono i muscoli della parete addominalE'. Ma q1wsta spiegazione non sempre può e5sere invocala, p er esempio q1Jando la deviazione ,,vviene
Ft:R Jn : AUDO:\IINALI OJ U U ER RA
propr io <;•rn~ro il veriton~o, res tando q uesto ill~:;o. ln I.ali casi e probabile c he oJ falt,0 si ve rifichi p er la teoria ch,1 ammette un cono di scollam ento d i:!lermi nato clul p,1ssaggio deL proie Ltilc, chù dividerebbe il piano aµon e urotico d ella [acrn1 profonda de i muscoli a.cldù!nir,a li dalla faccia esterna ùd periloueo. 11 proie ttile scivoler ebbe allo ra a ttraverso una via già aperta, qua11lunque questa si allontani dal la li11ea r etta. Tra i feri ti !Jèifietali se mplici i decors i para dos:-;ali osser vali ,souo 19, dei 4uali 15 1i 1·0dotti d a vaJloUolc rti fucile, gli altri da palleUe di shra·pnel!. ln 1i il IH'Oiettile l'! ra uscito d a un pun to opposto a quello d i en trata; in 3 in vece e ra rimus to tra i tessuti, e in 3 fu sentito con la palpazione ; in f. invece fu locai i1.zato d,dl'esame r aòiosc•Jpico. I1i qubi;ti casi l'esame radioscopico ha, per la d:a g-nosi di p en efrm.ione , scarso valore. La penetrazione difatti d ovrebbe essen-i ineluttabilme nte a mroC's::a, · cons ide r ando che nel maggior numaro dei casi il pruitLt ilc trave rsa tutti i tessuti interposti Lra la ferita d 'ingr esso e la fariL:L d1 egr.:sso, ù tra la fe ri ta d 'ing re~so e la s ua loca1izzazione to pog raficJ, sc11za deviare. L8 rlèviazioni dunq ue, r elativamente rare, cievono tuttavia essere tenu te pr,1senti, e sempre sospettate q uando, con una ferita d iret ta per ese mpio du!ì 1nd1eLro ili ava.nli s i abbia w1a s iudrom e negatn-a per qua nto riguarda i com uni s intomi pe r itonea li. Ciò ve ramente avviene di r ado · che anzi, s ia pe r il lungo t rai;:lt,o per corso dul proiettile tra i tes suti, s ia per chè no u rarame nte i l proiettile irrita di reUamente la faccia es te rna d,:,ll,! siero~m , i fenom e ni peritoneali s i nsc,rnLrano con frequenza. Ve ro è che 1, e i cugi d<l. me riportati la s indrom e paraperitonealt completa fu ossr rvala una sola volta -· oss. 117. Ma in b en pocli ; d egli altri la s into mcttologia addominal e era perfett.ameinte negativa: nella maggior parte invece c'era sempre qualche sinto m o, come la contr azione delle pareli, il vomito, la piccole:.1;za del polso, il d olvr e addominale, c:.e, unito a i d ati d ella le~ione anatomica, non p otevano che conferma re il Rospetto della r en et.razionr (In anno anch, d-èl r est.o oirni s intomo iiddominale m:rncasse, d1 fronte a d ue feri te pos!R 11 grnude dis tanza tra loro, r ispe U.iv:imente ferite d ' ingresso o di egresso del m edesimo proiettile, la c ui congiunzion e m t'di a nl~· un.1 linea idC'al e aUr avers1 l:l cadtA per;tonea le c;1 ha il dovere di pen sa re alla penetrazion ~, e soltanto in via di probabil 'tit ~i può sospettare che il pr oietti le ub'.Jia avuto un tragitto pa radossale; PH assicur a rsi non vi è altr o m ezzo che sbrigliar e ampiam ente la ferita rd ,1ssir 11ra rsi in modo preciEo de l cammino che il proiel.Li Jr ha. SPf"II ito. Nei nostri feriti in ben .12 casi si potè constatare che il proietti le non e ra pe netralo in cavitù m ediante ampi sbrigliam enti; in 3 invece si d ovette ricorrere alla laparcit0 mia e pro priam rmtc in due perchè lo sbrigliam ento non died e un risultalo sicuro - oss. 110-117 - in uno invece - oss. 119 - perchè la diagnos i di penetr azione era. avvalorata .dalla constatazione dell a pr<'senza di l iquido in caviti1. liquido che a ll'atto opP.r:cttivo ris111!0 C'SS" r d ovuto a p ~r itonile tube rcolare . Vi sono de i casi tuttavia in cui la diag nosi di penetrazione può esser e esclusa so!Lanlo m ediante J'psam e clinico d l'l feri b. co m<> n elle oss. 112 fl a- 11!'1 • 120. NC'I o ri mo caso il proie tl ile. pallottol:1 di furile . peneI rato in co rri~ponrie nza c'kl l'anµ- nlo inferior e d ella scapola d estra , er a.
FEHJTt; AUUUiVLINAl.l DI GUERRA
uscito s ulla mammillure s inistra subito sotto l'arcata costale. Se il proietl ue al'l'sse s ei,rn1to un tragitto r ettilinee, a vre1Jb0 dovuto fe rire il pol1nont: dcslr0, ,I fegato e lo s to maco, il che non era assolutame nte compatibile con rasso1uta mancanza d! ogni stnwmo, l:lrn aa patte del torace sia da parte dell'addome. L'infe rmo fu trasferito in ottime condizioni in 4• giornata. Nel secondo il proieLLi lo, ricn ctratu al fian co destro, fu locatizzuto alla faccia este rna del sacro. Se il proiettile fosse penetralo in cavilù e1,v rebbc ·dovuto, per arrivar,• ne l punto ove fu vis to, attraversar e il sacro in tullo i l s uo sp2ss0 n• frall,1rn11uolo e naturalmente la sintomuto togia sare bbe stata molt,o di ver sa, evid~nlem en te il p roiettile, una palletta d i s hrapne ll , aveva contornalo i I fian co g irando sott,o la cute o tra le parli m olli . Nel ter zo invece la diag-nosi f11 di probabilità, avendo J"infe rmo emesso de l gas e delle feei no rmal i , cd essendo assente qualsias i sintomo addominale. Nel quarto caso infine la diagnosi fu fatta ve rc hè !"infe rmo al m om enlo rte!J'arri vo . era già fe rito ria 32 ore e non vi era alcun -sintomo di risentime nto pe ritoneale . Si notava è vero und ceri.a dolr nziu d el fian co s inis tro, 1wt questa fu m essa i n l"HP· pori.o con le lesio ni d ei Lr ssu ti p0 r i! pa~sai:rr!10 d •Jl proiettile. Re i fatti non fosser o st.1li nelb magg-iorunza d ei casi vel"iflcaLi anatomicam e nte m ediante alli oper ativi, quoc;ti casi di decors i parados-
sali sarebbero passati sicuramente come ferite dell'addome con penetrazione non operati e guariti, ed una s tatis tica as le:isionisla se ne sarebbe avvantaggiata, come del rest.o s i sarebbe avva ntaggiala della maggior par te d ei fe riti d ella precede nte serie, nei ((1Jali la diagnos i di penel,razione si potè escluder e con esami accurati ed isDirat.i al supr emo interesse de l Daziente. Quant0 all a cura si può dire d: q11·' sli fe rit i ciì1 r ht' è stato ddto d ei precedenti. li m ezzo di11gnostico è di solito il m ezzo te rape utico. Ampi sbrigliame nti, d etersione del tragi tto, asportazione d r l proiet.til e e d ei corpi estran ei fn1s po rtati . E l'evoluzione n~ è, come pr r g-li altri. ra pi<ia mcnto benigna.
ro6. Oss. - Ge11crnlifà: Cn n. T'ran., ~nldato fante ria , - nata d i entrata e di usci/a : 27-7-16 ,;o-7-1é. N atura della lr5im1e; Ferit;, <ln pnllo ttola di fucik s ull:, p:, ravcrtd,rale destrn, · all'altezza rlella 3• vertchr:1 lomharc, con e(!resso 2 clita nll'intcrno cklln spina ilaca a. ~- destra. · Sinto mi f>ri11c1f>ali · I'. 90 vnlido. T 1 3;.9. Colo,ito pallido, vivo dolore alla gamha d . A<lrlome tratt.~bile it1dole nte. H n v;-,111iu,to durante il trasp:>rto. Trattamento : L o sbrig-lia m ento cl~lle 2 fe rite mostra c·he il proiettile ha av!'to an tragitto sottocutaneo, contò rnnndo il fianco destro. Esito : T, asfet ito. 107. Oss. - (;r.-nrralità · T'ell. nnrt., solda to fa nteria. - Data di entrata e di 11sci/a: 16-8-16 26-): 16 Nat11ra della l ~sio11r: Perito ,ln pallottoln cli fucile alla rc)?ione lombare d estra,
ron cgresso alla fos~a iliaca dello ste~~o lnto, s ul! 'n~i-ellare nnte rior<'. Sintomi f>rlncif>aU: Aspe tto buono. Polso n o, valido. Urine limpide. Addome trnttabile a sinis tra, contratto e dolente a <l~stra.
FERITE AUUO.\ IJNALI DI Gl"F.RRA Trattamento: Sb1igliamt:nto ddln ferita. Si co11stata la 110 11 pc11drazio11c. Sutura ir strati . E.<i/o : Trasfe rito .
rnS. Oss . - ( : n ,eralilà: 1-1.r,s. Qui., solclato fante ria. Da/a di entrata e di u scila : 1;,-9-1ò 19-9-16. Na tura d ella /c~i ('1.11• : h ·1ita <in pallottola di fndli: a d estra d ell'appendice xifoide, con egres~o s ull 'nsrell.:,rc p oste rior t des tra, ~ubito sotto il 111arg i11f' costa le. Sintomi pri11ci{'a/i : Stato genC'rale buo no. Addome an·:,lla to , trattabile, d ole m e c lcgi::ernu: nle teso nila m e tà destra. Tra/tame11to: Sbri g:lia m ento <le lla ferita . li proiettile ha avuto 1111 de<'or~o intra111n~colnn·. Esit,, : '!'ra,ll-rito.
109 . .Qss. -
<;cn, ,a/ilà : llcn. Cnr.. si:rgcnte fonte-ria. -
t>ala d: en/.rala e di
uscila: 10 -a,.16 14 ·JP· J6 Natura della le,i,m e : F e rita da palle trn di i;hra pnell alla nictit d estra de ll'e pigastrio, sc11za foro d'11 scita. II 1; roie ttil~ ,·ie ne locali1.,.a to ,fall'c,am e radiologico, sotto·
,·ute, ~ulla faccia p ost,·rio r<: dii k rzo m<:dio <ldla C'Ol<Cia ~inistra. Si11/0111i principal i: Co11dizioni generali buone. Aspe tto 11011 soffHe ntc. Colorito n ormale. :\'o n lrn ,-.,mito n è s ing-hioz1.0 L'a<ldome è teso e dole nte alla palpazione. Non cgislc però liti ver o 1·..11trc ,li le~no. A~senza di meteorismo. Trallt1111 c11t.o : Si sbri glia sulla fcritn d'ingresso prolungando il tag-lio in basso. Il periton eo non è teso. li proiettile ha attra\"(·rsato i muscoli ed è entra to n elle p arti molli della coscia pn;;sa1:do sotto 1'nr<'atn di Fnllopp;o all ' intcrno <lei vasi. Sutura. Estrazio ne del p roie tti le. E sit o : Trasferit o.
n o. Oss. -
Grne-ralità · Za Car . , solci ato g e nio. -
r>ata. di e11trata e di uscita:
12 · 1()•! 6 24-10- 16 .
Nal11ra della /.esio n e: Ferita da pallo ttola <li fucil<' a l fian co sinis tro, sull'a~cellare poste rio re, con ei::..-~sso all 'cpi1tastrio. 5 ;.,.to m.i pri11fipali: l 'ol,-0 6S, , alido. Aspetto buono. Addome teso, spe cie nella mefa sinistra. Non h a vomito. Assenza di m e teorismo. Tratla111 e11to: J,o sbrig liamento 11011 è sufficie11tc per ~tabil in• la non pene trazione. l,ap,1rotomia esplor:iti\'a. li proiHtilc 110 ,, è peni:trato. Sutura d elle pareti e ,;trat1. Esita : Tnis fc rito . 111. Oss, C:c11 N alità: l'e l. Di11., capit?.110 famo,ria . - /la/a d,i 1•11/.rala e di tt5( i/(1: l -Jt-16 ~(,- jJ· J6 Na tura d e/1<1 t rsi on e: F eritH rla pallo ttola di fuc il ~ alla nMica des tra, con egresso
alla pnrte più alta e pii\ interna dcll11 rci::-io ne iliaca d ello s t t:'sso lato. Sinto mi f>rinl'i{'ali : Concii,ioni gçn ernli huone. Non ha avuto vomito n~ si11ghiozzo Addome kgc::-ermeme teso alla fos sa iliaca d<·s tra. :'lforlico timpani,sm o. Trat1a,'11Ì, 11ta · Shril!lin:11q1to ampio. - li proie ttile 11011 pe netrato in cavità add o111 i11:tl\' · ha a ttrnver snto l'osso il iaco c d i, sc-ivolato qu ind i sotto c-nte per un tratto di rn cm. E sito : 'J'rasf~, ito.
t
112. Oss. - C: ,·11r,·a/ilà : S p Roc , sol<lato mi trai:lieri. - Da/a di c 11lrat.a e di uscila: 1-n-16 ·1- 11-16 . Natura . della lesi o ne: F erita da pallotto la di fucile in corrisponde nza d ell'angolo infe riore della scn r,nla dc~tra con egrcsso sull" mnmmilla re sinistra, s ubito sotto l'ar· catn co~tale. Si11/0 111i f> ri11cif>a!i: Cor,dizio ni gc11cinli hno nc. P. 6o. valido. Ventre trattabile , m dole ntc. :'l[i111.io nc e d e frcazion e s pontan ea. Trnll a111c11to · :'lfe dicatura. E .<i/.o: T rasferito . n 3. Oss. - (;c- 11.cralllà : Re,·. Car., t-ohlato fanteria. - l!ata di enl.-ala e di u sdla : 2-11-16 ~-11-16 . N atura della /c.< io11c: l'('ri tn dn pnll~tta di shrap11ell s ull 'ascellare 111cdia d estra. 2 dit a sopn1 la c resta iliaco . Il proictt ilt ,·iene !QCalizzato dall'esa:11c radiol ogico r ulla faccia esterna de l sacro.
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f"f:Rin: AO()OMINALI Dl G U ERRA
S int.o mi principali: :\~pt'lto buon o. Nessu n fe no me no a carico d e ll'addo me. Dolore alla paret e poste riore d e l sacro. Tratla111c,,.to : :'l'fedicmura. Cure ;;intomatic he . Esito : Trasfe rito . II4. Oss. - Gcn <!mlità . Ginn. Ang .. solda to fante ria . - Data di c11tralt1 e di u scita : 2-n-16 3-n-10. N atura ddla /,esio n e : F e rita da pallottola di fucile subito a s inistra d ell'a pofisi spinosa d e lla ~· ,·c1te hra lc,m bare, con c·i::resso al disotto della spinn ilia<'a a . s. d estra. Sintomi sf>eciaìi: C'o ndìzlom generali buone . P . 6o valido. V entre trattabile indolente. !\o n h.i vomito. Uri,rnzione s po ntanea. Tratta.,nento: Sbrigliame nto d e lla ferita. S i <'Ons t:ita che il pn, itcttilc 110 11 ì: penetrato in ca,·ità acldo111i11r,le. F:si/o: Tra~ferito. 1T5. Oss. - Generalità: Cast. Au., soldato fanteria. - Data di eul rala e dì. uscita: 4-n-16 17-n-16 . • Natura della lesion e : Fe rita d a pallottola di fucile s ulla parave rte brale sinis tra,
al!a regio ne lom bare <"011 cgresso in vicina nza della ~pina iliaca a. s . d ello s tesso lato . S in tomi priu cif>ali: Aspe tto buo no. Co ndizio ni generali ottime. Ad d o111" avvallato, indole nte. Ha e messo fe ci e g a!'. Trattament o : ì\Iedir:ttura. Esito : Trasferito. n 6 . Oss. - Gr11cralitil : Ril". Pao., solda to fante ria. - Data di entrai.a e dò uscita: 4-n-16 g-11-16. Natu ra della /i'sione : F e rita da pallc tta di shrapndl a)la m et à d estra de ll'epigastrio. 11 proiettile viene locali;:zato clall'.:same radiologico nelll! parti molli d ella regione lo mbare destra (frattura de lla tibia sinistra ). Sint om·i p1·incipa!i: l'. 104 valido. Colorito legge rm ente pallido. Non ha vo mito. Addome trattabile indolente . - Assenza di m e teo ris m o. Trattamen to : Sbrigliamento d e lla ferita. Estrazio ne d e l proiettile. Esìlo : Trasferito. · 117. Oss. C:cn er alìtà. V ii. Lu. , soldato fa nte ria. Da/a di entrata e di 11scita. : 5-u-16 17-11-16. Nat1tra della le~io n e : l'c rirn d a pallotto la di fuc il~ s ubito a s ini~tra del\'omhe lico <'On egresso in corris pcm<le111.a ,kll 'a picc d e ll'ultima co,-tola de llo s tesso la to. Sinto mi pl'incif>ali A~r,etto sofforc:nte. P olso So. Yalido. R"s pirazione dispno ica, vivi dolori addominali s ponta ne i. D ifesa spiccata , Vo mito. Assc111.a di meteorismo e di o ttusità mobile . Trattamento : J,o s brig liame nto non è s uffic ie nte a dimostrare la 110 11 pe netrazione. Laparntomia csr.loiativa Il proie ttile non è penetrato ma è scivolato tra i muscoli e il peritoneo. Sutura delle pare ti a strati. · EsUo : 'l"rs sfe rito. 1':on.;: Sindrl•mc pa raperito ncalc. 118 . O ss . -
Gn•,ra/Uà
Pas . Atti., cap. m aggio re· fa nteria. -
D ata. dì e ntrnla
< dì uscita: 6-rr-16 S-11-16. Natura d ella lesio n e : F e rita da pallctta di s hrapne;:11 alla met~ s ini:<tra della regione sacrale. Il proiettile si palpo sotto cute presso la spina ilia<'a a. s. dello s t~sso lato. S intomi principali: Co ndizio ni generali buo n<::. Addo me a v\'allato , tr:ittabile , iu- · dolente, leggerme nte teso ne lla me tà s inistrn. Trat ta111e11to : S bri~liam e nto d e lla ferita. Es trazione d e l p roie tt ile c he lrn seguito un tragitto sottocutaneo. Es ito : Trasfe rito.
n9. Oss. - Gtr,t1alità . Vio uscita : 22-4-17 ; -_c;-17. '
E,·., sol<lato fante ria. -
Data di c11trat a e di
N atura d e/La !c.çi,me : Picco la ferita roto nde g-\!iante <l:i. pallc ttn di shrapne ll, 3 dita sopra il pube . TI proie ttile viene locahn ato <bll'.,samc radiol9gico ne lle masse muscolari d o:lla coscia sinis tra, faccia c Mcrna , te rw s upe riore . Sintomi t~ì11 c.ij:ali: P. 84, valido. R espirazio ne calma. Aspe tto !SOffere nte Non , ha vomito . Addome dolente e contratto. Ottus ità no te \'o le ai fianchi, mobile.
FERITE ADDOMINALI or GUERRA
'J'ralta111 e11/o: l.a pntotomi.a csploratirn. ln ca,·ità liquido ,erioso. Peritoneo parietale e viscerale d,~~eminato di picC'o li e numerosi t,,,bercoli. li proiettile non .:: penetroto. S,·uota mc nto dd liqu ido. Sutura n strati. E sii <> : Tras f, 1 ito, J\'orn: Decorso postoperativo ottimo. Q ualche linea di temperatura serotina nei primi IO giorni. A~se u1.a di ottusità m obile ai fianchi . i20. Oss. - Gc11era/ilà: Spin. Salv., soldato artiglieria . Data di entrala e di 11scila: S-5-17 n-5-17. l1fo/11ra ddla l csic• 11 e: Ferita da pallelta di sbrapnell sull'ascellare anteriore sinistro sul ma rgine co,;tnle. 11 proiettile \'iene localiz1.nto dall'esame radiografico nella massa dei muscoli lombari, a s iui~trn ckll ~ 1• vertebra lombare . Sinl<> llli pri11cif>ali: Coudizioni i.:"°n erali buone. Ha ,·omitato subito dop o ferito. Pol ~o 100, valido. Rc~piro calmo. Ventre al'\"allato, dolente alqua nto alla palpazione del fianco sinistro. Ut inazione s ponta uca con uri11e chinre . 1'rallamrnlo · Medicntura. Cu~ ~intomntichc , D<:corso rapidamen te favorevole, afebbrile . Esilo : Trasf<:rito. KoTF.: l,'infcnuo è rico,·crato do po 32 ore dalla ferita . 121 . Oss. c:e11emlilà: Rub. A~c., soldato fanteria . - Dala rii e11trata e di u scita: 20-8-17 2-9-17. Natura della l esi,me: I'erita da pallottola di fucile sull'asc<:llare anteriore sm1-
strn, 2 dita sotto il margine costale. con egres~o sulla emiscapolare sinistra, due dita sotto l'ultima C'Ostola. Si,i/0111i pri11c if>ali : Condizioni gcuernli buone. Polso So validv. J:\011 ha a vuto vomito. Ventre contratto, dolente , snecie nella metà sinistra. Tral/a111c 11/ o : Sbrigliamento <leila ferita d 'ingresso. Si vede nettamente che il proiettile ha avuto un dccor~o ~otto muscolare senza ledere il peritoneo. Sutura. Esito : Tl'asferito ' 1 22 . Oss. (;e,,, 1·a/i/à : Raz. Ca!'., sottotc neute fauteria. Data di e11trala e di uscila : .,-9-17 2,-9·17. N a/11ra della lesio11c: Ferita da palletta di shrapncll ,;ull'asccllare m edia destra. al marg ine costale. J1 proiettile si palpa all'e pigastrio, a sinistra della linea mediana. Sintomi p ri11 cij1a/i · P . 92 v:ilido. T . 37. Addome trattabile iudolente Non ba avuto ve.mito. As,c·1w1 d i clifc-sa e cli ottusità mobile. Tral/a1nc11/,o : E stt azione del nroicltile. F.silo: Trasferito. · J\'OTF.: Decorso pn,t(',perativo compli ~ato da !1<llmonite.
123. Oss. - c;e11 aa/ilà : P,,s. P.ug ., prigioni1.:ro. 16-11 -1; l.?·!1·17•
nata di ,,utrata e di 11sclla
Natura della /('..<io11 e: F.,rita tln palldta di shrnpnell sulln spina iliaca a . s. sinist ra con egre~~o tra 1 11 t:: 2 3 \'e rtehra ~ncralc , 1,oco A sinistra de lla linea 111ediana. S i11tomi princif>ali: J'. 90 valido. T . 37.6. Addome Iei::gerrn entc teso e clolcnte. J\"on ha an,to vomit(). Urinazione spontanea. 'J'ral/a111 eul<> : Me<lirntura, prc,·io sbrigliamento. Esito : Trasferito . 124 . Os.< . (;na·ralil<Ì : I.up. Gius .. soldato bersaglieri. - Data di entrala e di u sc ila: 16-6-18 17-6-10. Na/11.-a ddla l t.<io 11 c: Perita da pallottola di ful'ile alla cosci'l destra, al limite
tra fswC"ia esterna e fac<·ia post·crimc , all'unioue del terzo supcri()rt: col terzo medio. Il proiettile s i palpa sott0 cute nllo r egione pubica·, pol'o a sinistra della linea mediana e un dito al disonra della radice del m,ne. Si11lomi princif,aU: A~petto buon;,. Colorito normale. P. n o. Respirazione calma Lingua arida, patinosa. Ha avuto vomito acquoso. Addome av\'allato, leggen nente teso e dolente alla palp:l1.ioue. Ha emesso urine Jin,pide Trallam e11t a : Jncisioue sopra pubica. Estrazioni d" l proiettile <:h e non è penetrato m cn,·ità ma hn avuto uu decorso sottocutaneo. T,cl,(giero drenaggio. Sutura. Esito: Trasferito . (Continua).
Questioni d'attualità, varietà, notizie LE AMAREZZE DI ANTONIO MUSA (Un episodio inedito del secolo d'Augusto)
Corn'io abbia fatto la mirubolanle St'.Ol)erla, non ve lo vosso dire. 1,cr('hè non , nglio avel' g l'atlacapi dall'autor ità giudiziaria; ma imrna· ginatévi pure un'avventura rocambolesca collo scavo d 'un condotto sotlt·rraneo, la perforazione d'un soffitto e la t)enotrazione in una bibliokca , nella quale un segrelo informatore m'ave\·a ri velalo l'esistenza d'un preziosi!:simo cimelio. FL: dunque nella nolle dal ti al 5 marzo <lei corrente anno d i. grazia i.9:19, che la fortuna e l'audacia mi feccni me/l~r le mani su cin que capitol i inediti dei Duod1·cim Cr11·sar1·s di Caio Svetonio 'l'ranquillo, e precisamente d ella « Vita" di Ce,,are Olla' iano Augusto. Che questi capitoli sian inediti, non v'ha d ubbio: che s ian autenlici, e un altro affare . Ma, o autentic.i o a.pocrifi, (e apocrifi l i ritiene, per esempio, un mio illustre amico, il professore Frntto lin di PaclovR, autore d"un centinaio di volumi d i paleografia), meritano d'esser Lrascrilt.1 o, per meglio dire, ria:,.s unti, giacc:hè s i raccon tano in e:;$i delle cos0 nuove, piacevoli, e ancl1c, da un cer to punto di v ista, i5trntLive, perm et.tedoci d 1 far cu riosi raffronti colle cose del tempo presente . P rem etto alcune considf' razioni storiche per illuminare lo sfond o del quad rn Sii cui s i svolgono g li avvenimenti, e per presentare ai leltori i principali personaggi, che Svel-0nio, o chi _per rc sso, fa agire e parlare n ell' interessante narrezione. De i m edici di Roma anLica ebbi g"iil occa.sione di parlare in un mio articolo pr€c~denie (/ medici); ma siccome moltissimi non !"avranno Jdl-0 e i pochissimi che si degnarono di leggerlo l'av ranno dimenticato , t·osi r ipeterò alcune d elle cose dette allora e ne aggiungerò qualche alt ra , c h e servirà a chiarir megiio la posizione d ei nostri antichi prederessor i nell 'arte: di curare il p ross imo quand'è malato e di sopportarne lo s,.:h erno quand'è sano . I medici erano all~ra schiavi come oggi; ma schiavi p e r lo più affrancati: al quale p r·oposito, bisogna osservare che, i n t a l ,; condizione·. essi si chiamavano Liberti rispetto a col_ui che li aveva affrancat1, e librrtini nei rigua rdi d ella loro vit,1 11t1litica e ci55 _ G ic>rnale di mcdit"i11a 111!/ilarc. -
Fa,,. \'JI.
Q l. ESTIONI D'A'l'TCALITA',
VARlt::TA', NOTIZIE
Yile. Jl l i/J1·1 1w 11.,· JWr 11wnu,ni ~·io j11,ta (e Cfll<'Sfo era il ea50 d~·i Jl1('dici, in s r,ccie dopo le concessioni di Augusto) acquista,·a la libl'Ttru; e la civilas e, per conseguenza, indossava Ja tog,1 JJ1tr(l (bianca ·, , sr radeva il capo e si copriva col pilen~; ma, con t11lLo ciò, non era agguagl ia to nl· cwis ingcmms, c10è al cittadino nalo libero, poichè god ern unicamente dei benefizi della jus commcrcii, rimanendo esc.l11so -:- a.nteriormenlc ad AugusLo - dalla j1t 5 ron1111/11.i coi cit,es ingenui . dalla jus s11/['m.git e dalla jus ho1101um, nè poteva far parte della frgio m 111rmr,. I libr rtini forma,·ano dunque un ordi ne a parle (ordl} li/J,· rlinorwn o l i/;,:rlinus), a differenza di quanto avviene nel nos tro tempo, in cui i libertini appartcgono a tutti gl i ordini e a tutli -.. i disordini. Crsa rc OUa,·iano Augusto fu largo di .favori coi medici, ai quali conferi , non soltanto l'ingcnuita_e e la natalium rrstil11tin, o riprislinan ,enlo di n ascila; ma ben anche la 'dign itit eq uestre, la quale, b enchè non fosse, in fondo, che un rnno titolo su per g iù come quello dei cava1icri o d iern: eostituiva tuttavia un ordine intermedio fra il po11olo e il senato e portava con sè alcum privil egi, fra cui quello d'un posto riser ,·ato nei pubblici s pettacoli: la qual cosa oggi non sarebbe più possi bi le, dalo l'infìnif.o numero di decorali. A ogni modo, i medici s i tro,·a rono s balzati d' un lraUo - e vedremo fra p oco pe r qual moli\'O a un livello sor.1ale senza confrontc superiore al precedente e p iù con fo rme a l loro uffic io, al loro g1ado di eollura, alle loro benem('renzc e altresì ai n,pporti di domestichezza cll'eò.Si a\'C\'an•J coi nobili, coi più a lti personaggi d ella Coi-Le e coi letterati più illustri. Ma intendiamoc i ben e: quar.t.unque fesse stata conferila loro l'ingcn11ilas, e~i non erano così in; enui da credere che le nuove dignità e i nuovi onori fa. rcs,;ero il ·rr-iracolo di cancel lare dall-3 loro carni l 'impron ta d ella se hiav ilù, che per i,ant; e tanti anni li aveva bollali quasi del marchi o <l 'infamia : sapc\'ano benissimc., per esempio, che, nonoslant.e l 'anello ,l'oro, schiavi sarebbero rimasti pur sempre ; ossia, considerati da ogn i nrdinc di cilladini come appartenenti a un ceto inferiore, a cui s i r i rorre pei' necessità , ma al quole s'allunga una pedata non appena l a nl!cessiUt ha cE-ssaLo di farsi sentire. A propo,-ito : vi siete mai chi eslt> il perchè gl'infelici c.he esercitano un'arte , la quale fu sempre con s i, <lcrata come di vina e che era p el'fino rappre3entata da Escu1apio, figlio di Apollo, nel conscssù dei numi, sian presi in tasca da m ezzo mondo e Yengano gi udicali di qualche punto inferiore a i maniscalchi , d e ll a c 11i opera sarebbero tanto più degni gl'innurrierevoli detrattori? Secondo m e, la ragione è qu<,sta. Una g ran pari.e d ell' umaniliL cred e ancor a fe rmamente nell'inlerYE,nLo diretLo e continuo d'una volon tà extralerrena in ogni \·iccnda - grande o piccola - della vita, P, p er conse-
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gueriza, non ha il minimo dubbio che il decorso d ell·J malattie siu regolai.o da una forza soprannaturale a CIJi sarà, dunque, unicumente dovuta la gual'igione. In altre parole : a mmeUcndo che l'arte salutare sin un'emanazione dirella della divinità, si viene a negare a:-solulamenle ogn'iJ11r,ortanza e og ni valore allo sludio, all'osservazione o all ,t scienza, e si g iunge d ifilato alla conclusione che i m"dici son d e~tinali a compie re son,pre op(,ra \"Una nelle malattie a fausto d ecorso, e opera nociva, anzi, addll'iUura omicida, in quelle che terminano rolla morte. I medici, perciò, sono o inutili o dannosi e, in entrambi i casi, ig nobi li sìrult.atori della salult.: dl'I pros.;imo; m entre un « assis tito .. . un medicone, una sonnambula, o un Crispino De Tacchelli_. gualunque, sono in grado d i ottenere effetti porlonlosi per via d' un potere soprannaturale ch'essi hanno ricevuto, chi sa per q ual prodig io, da Dio <' d m essi esercitano inconsciamente a benefizi o di noi, poveri mortuli. L'altra parlo dell'umanità , moUo meno numerosa della primtt e costituita d a pcr!-One in lelligenli o credute lali, ostenta - e forse pl'Orn realmente - un sentim<:nlo di s up~rbo disprezzo per la medicina, a cui non riconosce nlcun fondamen lo scientifico, e tratta i m edici alla strssa stregua d ei cobalisti del lotto, con un sorriso scetticamente schernitore , che attirerebbe i ceffoni come la calam·ita il ferro, se ormai non si sapesse, per lunga esperienza, r.he quello è un sorriso che si mutu. improvvisamenlt· in una supplichevole smorfia di dolore ai p rimi accenni d ' una colica fla tulen ta. La quale colica chiude l'orgoglio fra le _barriere <li questo tcn ibile dil<·mma: o essere sbaLtuto dalla bufera intestinale " c he mai non resta» , o inchina1·si dinan:1.:i all'anice stellato, che lo costri nge a usrir'c- vergognosamP.n te dal corpo superbo sollo forma gassosa. Ma int&nlo, · fin chè questa colica provvidenziale non viene a cambiar e il corso filosofiro dei lo ro alli pensieri, codesti Capanei in d iciottesimo si mantengono i più fieri aHer-Mri d ei medici, che essi riten~on o come ciurmatori più o meno abili , e contro i quali scoccano le frecce avvelenale dal loro spirito 'di bassa lega, fra le risale plaudenti d ei soliti elern i imbecillì. avvezzi alle &rguzie YOlgari. Fra codE;SLe d ue falangi, l'unr. di cr..-idenzoni ig noranti, \'altra di spiriti forti non ancor provati d alla colica. c'è d11nque poco d a stur alleg ri; e i po\.er: medici finirebbero per r ima.nere schiacciali, stritolati, pol verizzati, si: di quando in quando un'epidemia, una guerra o un altro flagel\11 qualsiasi non li rimettesse p>3r brev'òra sul piedestal\o. d ella gloria El della riconoscenza. d i dove sar anno di nuovo sbalzati inesorabilmente nel periodo di benesser~ successivo: e così fino alla fine d ei secoli E pensare che cì sono ancora dei giovani che s' iscrivono a lla Facolt~ di medicina! Ma perchè, benedetti figlioli, non rivolgete
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la \'Oslra (' 111:q:: ia, la \·oslra 111lelligenzr1 , la vo::;tra s mania d·« arrivis mo» a 1111 'ind uslria o a un comme rcio qualunque'! Eppure gli ul timi quattro anni don ebbc,ro a \·ervi insegnalo mo lle COSl', fra le altre questa : elle la missione umanitaria, l'altruis mo, la legge della coscienza, il carattere così dello adamantino e l'amore sconfinalo per il prossimo (sempre d ispnslo ad ammollarti un ceffone se lo lisci a contrappelo), non son che van e frnsi i ng_a n nalrici, a cu i si lascian cogliere i po\·eri di spirito, come le allodole allo sp ecç.hio. Son parole d urissime, lo so bene; ma trovalene voi dell e altre che sian. più con formi alla situazione degli animi nella presente lotta per la vita, e dimostratemi , per esempio, che la_ljgorosa osservanza dei s ublimi precelli del Vangelo procuri oggi agh accattoni di ieri la soddisf,1zion e d i poter offrire agli amici e alle amiche t.na cena :s ul g usto di quel le di l\crone o di Ti b erio (com'è avvenuto in Ljue,;ti giorni qui in Roma), e di passare trionfanti in m Ezzo alla folla in un'elegante automobile, travolgendo sotto. le mole quale.ho poYerc fi los0fo peri patetico, che cerca di risolve re nella strada il problema g iornaliero dcll'aìimenlazione. Mi si dirà che l'uomo onestt• deve sar,1;:rs1 conlenlare d el plauso del la propria coscien za; ed io rispondo che ciò sarebbe giustissi mo se la co::;cienza n on albergasse in un rr,ìscro corpo m ortale, che h.:t disgrazialamenLo un mondo di esigenze fisiologiche e che, per di più, possiede due occhi c he vedono, confrontano e piangono di rabbia e di dolore. Sento esclamare da qualcuno : « Ah, percl1è non ritorna i n l erra il Rabbi d i NazareLh per scacciare i nuovi mercanti nal T empio! » Ingenua illusione! Se anch e si compiesse (lL:cst.o pre;dig io, g li eventi umani non muterebbero il loro corso, g iacc hè oggi i m ercanl1 son troppi e troppo polonli per temere le funate rl'un sognatore, il quale prcdicassz l'avvento d ' una nuova è ra di oncsllt, di purità e di g iustiz ia. P oYero Rabbi d el secolo vente': s:1110! In vece d ella gloria sang11inosa del Golgota, li tocd1erebbe l'onta di com parire davanti al vrclore urbano per cii.azione ctircltissirna . Ma è tempo di ritornare a i medici di Roma antica « sotto il b uon Augusto» . Nl'-lla Roma di Augus to - c h'erct città fiorente, bellissima e popolatissima - i med il'i indigen i p1dlula vano d a ogni parte e, nonostante la loro infelice posizione di sc hiavi liberati, eran p referiti ai medici sLrar.ieri, soprattutto ai greci, di cui non temevano più la concorrenza . It,fl.llti, d opo i solennissimi fiasc hi del chirurgo Archagatho p iovuto in Roma dal P eloponneso mc,lli a nni aYanli, i medici suoi connazionali en, no caduti in disgrazia e sbad ig litn-a.no nelle loro tabcrnae as pettando inrano i cl1e11li . Di codesto Arc ilagèililo racconta P linio cose g_u~tosissime nel 20" l iLro d ella sua S toria natu rafr, cosi ricco di notizie
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intorno all'cs1::rcizio della medi cina in Roma, d escri vendocelo prima nel suo periodo rli splendore , e poi in quello della s11R caduta, da lla quale non gli riu~cì più rli rialzarsi. Venuto, dunque, ·in Roma prcredulo da gran fam,t e spa lll'ggia!Ai ctai numerosi Greci c he vivevano m.Jl'Urbe, il chiruriw pclopon1tesiaco fece talmente strabil iare il popolo colle sue ardile operazion i, che, in attestato di riconoscenza, gli fu comprata a pubbliche spese una bottega sul crocicchio (còmpiturn ) di Arilio, dove i clienti si pigiavano, smaniosi d'udire la sua parola di oracolo e di sent.ir sulle carn i la lama de' suoi fel'l'i maravigliosi. In s11µerbito da un fav ore cos'i straordinario, egli non ebbe più ritegno nel tagliare e nel bruciare; tanto da me1itars1 l'epiteto ingiurioso di lan ius (bcrcaio), che segnò la. fin e della sua fortuna e lo costrinsi:! a chiudere la sua taberna, dopo aver tuttavia storpiato me zza Roma. I medici ' romani, che vedevano quelli g reci come il fumo negli occhi , non è a dirsi quanto g ioissero .del i;apitombolo di Archugatho, di cui, come ho già dello, seppero abilmcn!P profi Uare p0r grllarc il discredito sui loro colleghi e~otici d icrndune roba da chiodi. E la cam1)agna. a base d 'insinuazioni e di denigrazioni fu così ben condolta (non ci sono che i medici per impegnar battaglie di questo genere), che i seguac i di Archagatho se ne andarono colle pive nel sacco, e g li esculapi romani rimasero interaincnle padroni de l campo. E che fior di g uadagni facevano qucr;li esculapi! Basterà il dire che Quinto Stert.in io, uno dei m edici di Corte, si beccava in fin d'anno - e non ne era conlento uno stipendio rii' 500.000 sesterzi (pari a fran chi J03. 125, secondo il valore del danaro a l tem110 di Augusto). a cuj eg li ne aggiungeva a ltri 600.000 (r,ari a fran chi 161.250ì , quale proYcnlo della sua clientela pri vata; e che il medico Crina, contemporaneo di Plinio, lasciò mor endo un capitale di dieci mi lioni di sesterzi (pari a fran chi 2 .062.500) , d opo avere speso durante la. vita una somma. uguale, se non superiore, n ella costruzione delle mu ra di Massilia (Marsig lia ) sua r itte\ n atale. Ma che valore avevano codcsl1 medi ci? Un valore cosi scarso, che P linio - . dal quale sembra che il Molière a bhia tolto intere frasi per m elterle in boe.ca a t!ganarello - non esi11t a pa rlarne o, meglio, a sparlarne nel seguente modo : « Una fHla. si;hie ra di medici, i quali, n o n animati da alcuno spi rito di ccrpo, si fanno vicend.a,·olmenle aspra gue rra (tal e quale come oggi). cercando ciascuno di alLirarc a sè una. nu m erosa clientela e mutando continuamente i metodi di cura. Da cio, quelle d<'plorevoli contese al letto d el malato. dove non trovi mai due medici che sian dello stesso parere ; sempli<'emenle pc1·chè l'uno
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si fa rebbe piuttosto far a riezzi che arnmctt~re le ragioni d ell'aHro. E' d 11 nq11e 11eril'ltan:rnle gi11,-tificata quella Lerribile iscriz:one sopra una t.o rnha: « I moli?' m edici l o h.onno t:i?nma:.:ato ». T11tta,·ia. fra tan ti m edici ciuchi e ignobilmente speculai.or i , che vi,;s ..ro uccidendo il prossimo nel secolo d'Augu st.o, ve ne f11rono alc1rni - pochissimi, in verità - c he eser citarono l'arte salutar e r on ,·ero intuito clinico e con coscienza, lasciando tracce imperiture d ella lo ro fa ma ·:negli scri ttor i di qnel tempo. D11e di essi, senz'alcun dubbio i mig-liori, s ono rammentati da Oraz io c he li ebbe carissimi: Antonio J\T11rn e CralHo. Di Cralero, il poeta Ye nos ino no n c i rifC'risre una consultazione m rd i,·a r he abbia per ogg-ett.o la sua per rnna ; ma !lensava di certo à lui sc ri,·endo la satira llf (Libro TI) , ne lla quale descrive le varie stramberie d egli uomini. Y ' ha in essa questo g raziosissimo aneddoto relativo a 1111 avaro. Un certo Opimio, g ravemente in fe rmo, cade all'improvviso in un profonde, letargo, del quale ,l 'erede profìt.t,a s ubito per m ettere le mani s ulle chiavi , n ell a s peranza c h,1 11 malato stia pe r tirar le cuoia. Ma un m edico, m ollo s ,·e lto e fed ele, t1ova un curio:-;o espedie nte per des lan, J'aYar.-1 Opimio : Hu111· 111,·Jir·us cl'l,•r atqu,· fìdr·lis ,
E:rr:itot hoc poeto:
ossia, fa accostare al lPl-lo una tavola, e v 110tare s u di essa i sacchi pieni di m onete, c he parecchie m a ni s'affrcUano ,L contare . A q uel rumore b en nolo e caro, Opimio esce di leLargo e l'e rede rimane con 11n 1,almo cli naso . Orbene, il poeta non ci f,1 sap ere c hi fosse quel m ed ie.o che seppe trovare un rimedio di azio ne cosi sic ura e sollecita contro il ll' lHrgo, rna si può ragi onHolmenle s 11pporre ch'pgl i Yo lesse al111dcrc al suo ,11n ico CralC'ro, rhe infalti no mina l)Ochi Ye rsi I)iù sotto :
Non ,•,·/ cari/ ia, ìts, Crntr nin1 di.tis,ç(' JJl/l ato, Hit a,•g,·r. Rccfe cvi 1.git11r , s 11,rg1•tr1111'? 1· ,;('(Jabit: Q1111d lf/t11s aut '!('l11·s morbo t1·1Ur11!11 r arut o.
E di CnJ(rn fu n·11no·aneh•) Pcr:"io nl'lla S,d irn 111 : lh/1 c/11)1'um f r11~1,a, q11m11 jm11 r-11 /is "''{J rn t111,,,.bit 1·idNIS: Vt:llienti OC/'IITTÌ!I' 1110rbo. (/:! fJ11irl 01111., Cratr-ro maonos 11r11111,fl,·n· 111011 1,·.,?i l 'n,,('l'/){l'S
Da i quali wrsi apparisce c11iaro c he, se i . malati solevan prome Ue re m11r l'i1i d 'oro a Cr at.cro, questi era un m~fl1 C'O princ ipe, a cui si ricorJ'CYa nei rasi 1,i,'.1 g raYi e disperati.
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I QUESTIONI o'Arl'U ALIH' ,
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VARIETA\ NOTIZIE
Antonio Musa, il protagonista del mio articolo (ch e i JHt lr" s crm . scripti della nuova Roma vollero onorare dando il s uo nome a un'a via che s.boc.ca i1~ p\azza Gal eno), al quale si riferi scono più s pecialmente 1 cap1toh inediti di Caio Svet.onio Tranquillo, ebbe fama e fortuna di gran lunga s uperiori a quelle di Cratero , eviden Lement.c p erchè fn il medico di fiducia di Cesare Ottaviano Aug usto, ch 'egli riuscì a guarire d'una pericolosa malaUia, come vedremo più innanzi. Anche Musa fu medi1·0 ed amico d1 Orazio, il quale, sofferente di goLla e già a vanzato negli anni , cominciava a rivolg(:re a Esculapio i voti e le preghiere . che per tant; anni aveva rivolti , da buon epicu reo , alla dea di Cipro ed a Priapo. l\'ell'epistola XV (Libro J) a Numon io Yala, il cantore di Lidia e di Neera ci fa sapere che gli acciacr:hi si van facendo sempre più molesti e che il suo medico Musa gli consiglia di sospendere la ('ura d elle acq11e sulfuree di Baia r,e1· andarsi a tu ffare nelle onde del p-olfo d I Salcll!o : Qllac sit hy,·111s l't'lirtf'. quud cucl1tm l'ala Salem i Quoruu1 lwminam regio, et qualis vi~? Ncu;, mih i Baja,, .Husa supcrvacuflS A ntoniu s, et tame.n ilhs M e facit invù um , adida cwn 1wrluor unda P er r1.1,rlium /riuw,.
Friy11s - la cura col frt:ddo - era il canone ten111eulico esse11z1a lc cli Antonio :Vlusa , il quale l o applicò in un gran numero di malaltic, compresa quella di Augusto; ce,sicch è può d irs i con ragione elle egli sia s tato, se non i! fondatore, almeno uno dei w ec11rsori di \'inr.:enzo Priessnitz , il quale, dallo slabilimrnlo di Griifcnberg , lanriò al mondo il \ 'erbo nuovo - o rinnovalo - del l'idrokravia. A Antonio Musa vennero allribuite <iue O!ll re: l'una intitolata Ve herba b,:tonicr1, e l'altra De l ucnda v ult ltulinc, ad :\lec<'IUlll'ln (fnunrnenlo), elle ha nno l'aria di €ssere altre tta n to aultmliche quanto i cin Lt llC capitoli di S vetonio, e che furono pubblicale nel 1800 dal Ca ldani . Ma, come h o g ià uc(·r n r1alo dianzi , l e magg iori rlok1::zze della g loria ·Antonio Musa le ~bbe dopo l'esito fortunato d ella cura d 'una gra,·J infermitù di Cesare Ottaviano Aug us to. Questi , al ritorno ùalla SP<'dizione cont ro i Cantabri (popoli del nord della Spag na), s'ammalò cli e!)alitc , clrn venne comba1t11ta colle fom e nlazioni cald e; ma siccome il male, invece di migliorare, anda,·a ogni i; iorno più agi;ravandosi, così l'augus to infermo , per s ug /!Lrim(·nto deg l i amici e forse d ello stl'sso Orazio, volle sentire il parere d i Musa, il quale, con un colpo d 'audacia, gius tificata, del resto, dulia s ua p roio nda convinzione ne ll'effi cacia del met-0do, fece sos11en dere immediatamente i fomenti caldi , ordinanno che fossero sostituiti
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Il'Aìl' ll ALlTA', VARIETA', NOTlZIE
clu ll'uso clc ll'al'q11 a frcticia i n/I{ ; et c.1:Lra. L'imperatore g uarì in bre,is~imo le mpo (' .\n lonio :\1usa sali a tantu allezza, da toccar quasi l'Olim JIO col dito ; giacchè ·no n soltanto Augus lo gli co ncessè il ciiritlo di c ittadin a nza e l'anl;'llo d'oro de i cavalieri, ma il popolo gli fece inalzare. J'<'r sotlo;;crizio nc pubblica, 1mn s tatua di bronzo a ccanto a quella cli Esrnlapio. Co me inf.hiolt.irono l'amara pillola gli altri m edici, e sopralt u lln Cra te ro, il c11iale molto probabilmente ave va m esso il suo zampino nella presc rizione cici fomenti? La ing hiottirono malo di certo; ma è una s0m 1·licc s upposizione, per chè n essuno scrittore di que l te mpo ne fa m f n zione; ne pi,ure S,·elonio nei c inque capitoli pe rvenuti m iracolosament.~ 1:èlle mie mani, se s i eccett ua qualch e lcggie ro a ccenno, da cui s' in tenrlono molli.! cos,~ che !auto re non dice . Per parlare rii Cesa re Ottaviano A11g usto e dc' s noi qua rantaqua ttr o nnni di r e~ no occorrere bbe ro, non già poche pagine, ma parecchi v11l 11111i (ne scris::=l' dnc rnramenle magis lrali Gug·!i elmo Fe rrere); nè, de l n 'slo , porte re bbe ro a lc un contributo al mode!'to scol)O di quest'articoh) le e laborale cons iderazioni sull e gnerre civili che straziarono Roma in q uei lempi e segnarono la fin e della gloriosa r e pubblica ; sulle non sempre fo1'1.11n a le s pedizioni contro gli s lrani eri e s ull'o rdinamento de llo Stato e d e ll'eserc ito, che f11 11na delle glorie maggiori del g r an ni pote del g rand issimo zio Giulio Cesare . Io, c he intendo puramente t! :-:cmpli<'em cnte far cenno d ei rapporti fra l'imperato r e e i medici e narrurc un e pisodio - autentico o no - e,he concerne appunt-0 tali rapporti, mi contente rò d i traUeg:giare, s ulla s corta di Dione, di Svetonio, d i M,Lcro bio e di ullri storici minori, la fig11ra in lima di Augt1slo: val e> a dirC', non g iù an-olta. nelle pitghe della toga picta , ma modestame nlt~ \L'Sl ita della t1111 ir·a ri·c!a o, ancora l)iù modastamcnt e, dC'lla .~11b11r 11la: i::iacchè i paludamenti 11ffir.iali, c he sono così g r an parte dell'uomo. <··inducono a commclt~re gravissimi e rrori di gi11ciizio, e ci fanno tcri vPre talvolta .certe bio!l,rnfì<:, c he sono I)iù b11gi11rde d'un epitaffio. In q11c·st'errore no n incappò, pr r C'~ernpio, Caio S v·.:lonio Tranquillo, c he, n ella sua qualità di segrC'tario intimo deJrimpc ratorc Adriano, con oscc\'a tro ppo be ne i f: uoi 1>oll, 11er limitarsi a descri,·erne la lung lwzz,L e il rolol'C d r lle piume . La prima , olla c hE· Cesare Ottaviano ebbe da fare coi m edici , era. i;io vanissimo e ancora lontano dalla dignitit s uprema: e fu qua ndo s i s ta va svolfc ndo la sang uinosa Lragedia, i c ui principali protagonis ti furon o-· oltre- Ottaviano - Bruto, Cassio, Antonio, Lep ido, P o m1,eo e Cicero ne'; fJU est'ultimo. Yitlima della propri.a ambizione e del t radimento di l)lla viano, c h'egli aYcva sostenuto strenuamc n~è in Se nato
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nel terribile conLrasto con Antonio, Ottaviano, dunque, m osse in armi conlro Anlonio, che t eneva a.<;sed1alo Bruto in Modena, e lo S<.:Onfi:;;se ; ma la storia dt quella campagna fratricida n o-n torna punto a s uo onore; per chè, 11cl primo de i due combattimenti, con cui l'impre:'ia fu ,·on dotta a te rmine colla liberazio ne d i Br11lo, Otl:iviano abbandonò h1sr1.l11{ato hosJJi l e il cam1Jo d i haftoglia, non rilo rnando\· i che due gir,rni dopo senza mantello e senza cavallo; e nel secondo, ne l quale egli si comportò, del r eslo, da valor oso ,. fu nir.nte m en_o che accusalo di essersi tolto di tra' piedi i due consoli Irzio e P ansa (egli aveva i l titolo di propretore), ehe avevano con lui il comando delle legioni, 111:H' godere egli solo degli onori de l trionfo, ~cnz'alcun altro competitore al consolalo. Irzio, dice ·r ac ito, m o ri s ul campo, fors0 colpilo dai ne mic i, o f11 rs0 dalla mano de' s uoi propri soldati pc;r ordine d'Oltaviar.o ; e Pansé!, i11 seguilo all e ferite ; ma quella mod~ pc.rve così 11oco nuluntll', elle il f: ud medico Glicone fu imprigionato sollo l'acrnsa di avr n: ,·crsalo dd Y ~ leno nelle ferite d el disgr aziatissimo console, naluralrnunle per is tigazione di Otta viano. Bisogna pe rò aggiungere elle Bruto, le:;limo'11io n<m sospetto, difest· Glicone in una ldlcra a Cicerone: « Ti raccomandovivamente - egli scriveva - il mcdiro Gliconc, c lt·è aecu~nlo d t•lla morte di P ansa e c he tengono chiuso in JJr ig ione come p arr icida. :'folla 'è men degno di fede d1 quest'accusa. Clii 11iù di Glicone :;offl'r.-c della morte di Pans a? D'altra parte, Gliconc è un uomo nolo p er senno e µ e1.. onorabilità, c he non si sar ebbe mai lascialo tra:;dnare dall'inlere;:;;e a commettere un tal d elitto"· Gli scrittori, clte, quando si tratta d ' un rn0dico, se la sbrigano lacon!camcnte in d ue o tre rig·he, non ci dicono se Gliconc sia s lal-0 condannalo od assolto: ma è più probabile che sia s fa to a~solto, in grazia dell'eloquenza di Cicerone, il (Juale 'doveva, d opo non i11ollo te mpo , s ubire alla s ua volta l'onta imm.erilala d'una condanna capitale per essersi opposto con tulle le f0r1.a alle ambizioni cie l tri11rn,iralo. Se fosse verò ciò che si narra della morte di Pansa, Ctl$a rc Ottaviano avrebbe dun([ue paUeggia to con Glicone la mort.e di q uel console ; vale a dire, che il primo incontro di Augusto con un sacerdote di Esculapio sa1ebbe s tato contrassegnalo da un delitt.o obbrobrioso . l\'la io pre ferisco c rede re che s i s in t rattato di voci cal11nniose; tanto più che i medici furon sempre I più comodi capri espiatori delle colpe di Thanatos; e c.he anc he oggi piovono su lle lol'O povere s11allc accuse e r·rocessi per non aver saputo compiere il mir acolo di strappar e d alle granfie della Parca chi doveva fatalmen te morire . Dopo la losca. faccenda di Gl iccm e, non risulta che Cesare Ottaviano Aug-uslo abbia più avuto r apporti coi medici se non dopo il già accennalo suo rito rno dalla.
QUESTIONI D' AITUALITA ', VARIETA
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spedizione conlro i Cantabri; quando, cioè, si ammalò di quella certa epatite registrata nella storia (anno di Roma 731). sulla quale rii.ornerò più innanzi, p erchè d1 essa parla appunto Svetonio nel capitolo LXXXI, che p1ecede immegiatamente i cinque capitoli aggiunti, la cui a utenlicilit v;e1: n egata dal professore Frott.olin di P ad ova. Ma anche tasciR ndo d i pa1·te l'epatite, che fu, come si direbbe 01·a, un terno al lolla per Antonio Musa, Cesare Ottaviano Augusto era. una di quelle " p ersonalità r,sico-fi sic.he », d1 cui i medici' intelligenti , o semplicemente astuti, sanno se1virsi a loro capriccio, ottenendone - quasi sempre per sè e talvolta anche per gli altri - benefizi, ricompense e fa . vori d'ogni spE;cie. · Secondo il suo storiografo Giulio Maralo, citato d a Svetonio, Cesare Otta,·iano avern una stutura di 5 piedi e O pollici (il piede romano antico - v es - è pari a 0,27635 m . : il pollice, a un dodic-rs,mo di piedi.'); dunque piuttosto basso ; ma ben proporzionai.o in Lutle le membra. Ern cli non comune b ellezza (torma 1•:1.rn1ia) , il Clii fascino si mantenne i n tutte le èlil della sua v ita: 1tvevH g l, occhi ch iari e brillanti (clari cl ·n itidi). a Clii egli voleva ,si attribui;;se una potenza quasi divina: tanto che nnn nascondeva la ·sua contcmlezza quando, n el fissare una persona, ved cve cl1e questa chinava il capo come se fosse abbagliata d al sole ..-\ veva i capell i onrtulali e biondicci; gli a rchi delle sopracci.g l ia rinni li nel mezzo della fror.Le: i dmti, piccoli e radi ; il naso, g rosso in ullo e affilato in basso, il coloril,0 della pelle, olivasLJ'o. Sul petto e s11 l ,·enlre c,an o s parse d elle macc!Jie naturali (nei), s imili 11er forma , per disposizione e per numero a ll e si.elle dell'Orsa; e , s u gran parte della pell e, delle puslole d'impetigine, dovute alla con suetudine cli farsi st,ropicciare freq uentemente e e-on grnn forza Lulta la persona. :\n:,·a l'anca, la coscia e la gamba d1 sinistra meno forti clte q11elle dr deslrn, cosicchè da quel la to zn111·icava leggermen te e se ne lagnaYa toi 1m·dici che gli consigliarnn0, senw g nu1 ris ullato, le applicazioni <l i sabbia calda e d1 canne ,·crdi. Pure di quando in ciuanrlo, 11rova,·a una tal ctebolez;;a nl'lt'indit.:c d cllt1 mano des tra!_ C'he. i11 specie nella stagione rigid a, non riusciva che con grande stento a scri vere aiutan(l(lsi con un cLrchietl-0 di corno. lnollre soffriva cii distu rbi vescical i, che t.crminavano di solito coll'espulsione di piccoli calcoli. · D'inverno, vortava un g iubbone di lana sotto la sabucula; sopra di qul'sla, q11ali.1·u tuniche, e, sopra le lunicl1e, una toga di grosso panno. lJ'estalc, dormi va coll'uscio del.la camera aperto, e so,·enlc nel peri sliliu. rinfrescalo dallo zampillo d'11na fontana. Non potenL sopporta re ii sole, ncri,urc.: nei rnc·si più frcddt, <' non pa.s:;pggiarn mai allo sco1,c·rlo , nen>1 11·•:' nella sua casa, senza tenere in tesla il cappello (1wt-1-
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~0111.,, da v ctasus, cappello da viag·g io). \ ' iaggiaYa in lrltiga , ordinaria -
mente di nolt1J e a piccole Lappe ; Lanlo elle irn1iiegava due giorni per anda!'e fino a PalE:sLl'ina e a Tivoli. S0slcn en1 la s1111. salute del icaLissh11a <t forza di
pn.:cauziom, fra cui qu ella di bagnarsi di rado, preferendo farsi s tropicciare la pelle con d t' ll'o!io e poi sudare dinanzi al fuoeo : dopo di ch e or dina va che g li s i n:Jrsasse ad<losso <leil'acqua tiepida, o riscaldata ai raggi cocenti d el so le Ogni volta che i suoi nervi richiedeYano i bag ni d1 mare, o le acque Allrnle, 0 la cura termale, egli s i con tentava di star seduto in un'appos ita tinozza di legno che ch iamava con Yoce s r,agnuola dureta, e d 'agitare alternata men le le mani e i piedi. E~li mangiava poco , e i s uoi pas li r ran cosliluiti da cibi molto cn m1111i , com e ii pane bru110, i pesci rninuLi, il cacio di ]alt.e di vacca premuto colle mani (rascum b11t11l111n m f/n11 prcsswn ) , i fichi freschi. Non a\·c\·a o re fisse per il pranzo e per la cena; ma si regolava secondo il bisogno dello s tomaco. Nella s ua corri spondenza epistolare si trovano i St!!Ul'nli passi, che conkrmano una ta l consuetudine : " Abbiamo mangrnlo pane e datlen nella carretta da viaggio (in 1·~scdo ) "· - « Nel ritnrnil.re in let.tiga dalla basiliC<L a rnsa. ho mangialo 11n'oncia di pane (· qualche chicco à 'uva secca" · - « Non v'ha un ebreo, mie caro Ti-. Lt rio, d1e osser\'I tanto rigorosamente il ctig·iuno d el sabato, quanto ho ratio io q ues t'oggi: sap1Ji che non i,o mangialo allro r he due boe · con i di pan o, stando n el bagno alla prima ora di nolle ". Ern cosi po·~o hrviton.l, che ben di rado vuotarn niù di tre volte la taz,m nei co11 viti; . (: q 11a ndo g li a vveniva di alzare 1111 r o' troppo il gomito, lo s tomaco $i :·ibellaYa immediatamente. Fra l ulli i vini, pre feriva ;l Retito; ma oruinari i.unente soleva. rinfrc,scarsi la bocca. con un po' di pane inzuppato n elracqua fredda, o con una feLta di cocomero, o co,1 un fuslo di lattuga., o i.:on qualcl!e frullo acerb o, il e:ui s11cro foss<' vinoso. · P el' quel che rig1tarda la psiche, i lettori vedranno che Cesare ' Jllav iano non em m eno « tarato ,, (e).eganl-e vocabolo del dizionario sc;entifico moderno) di ")llanto .lo fosse nr l coq 10. Bisogna dire che ;;L:rte sue 1:a:<:.enhici lù e, in s r,ccic:, le Hlo credenze on irid1e, vanno sl11diate e interpre1_ate senzu mai JH:rdere di Yi><la l'atmos fer;t p3ic.ologica in cui s i viveva. a quel tempo, e sorrnltutlo l'infti1enZ1 che avranno esncll,~l-0 su d i lui I·~ nur razioni dei vrodi;:!'i elle si rlicC\· ano a H r 11 u~i r>rimé'. e dur a:-! le la sua 11ascila, t: d,li quali doveva nL:t't',;sariamcnle d tlrivargli la p e rs nasione che ogni suo atto, a1: che il più contrario a lla logiùt, fosse l'P.sp re:;sione del volere degli dei immortali , e che ogni s ua fiLra ripetesse i suoni della cetra d el padr~ Apollo. Qui ricortlerò soltanto quel prodigio, thc più d 'ogni alt.ro tendeva a metlere in Iute la sua origine d ivina. Com'è noto , OUav io, go\·ernalore della Macedonia, eb be d1H,
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m ogli: Ancari a, c he lo rese padre di Ottavia la maggio re; e Azia, fi g lin d1 Azio Balbo e di Giulia sorella d i Giulio Cesare, la quale gli di ed e d 11,:: figli: OUavia la minore e Cesare Oltaviano A11gu~ln . Orbcnf', s i ri;n. t·a va c he ..-\zia, essendo a ndata ad assister a nel c uor de lla notte a 11n sac rifizio sole nne in onore di Apoll o, s 'addo rmentò n ell:t s ua le ttiga n ~ì l'intcrno <lei lt mpio, senza supporre c he 1·azza di scherzr, g li s lrs,,e preparando il dir, d(•lla poesia e d ella 111\!Sica; il quale, 1wofillando del sonno rld la b e lla rnalr ona, siI t ras formò in serpente e s'introdusse fur tiva- . m e nte n ella lettiga, dove si fermò pochiss imo, m a do \'e frre. pe r contro, cose g randis~i 111e. Azia, infatti , al :-110 destarsi, s i purificò ro1111:: se avessr avul~.i rapporti carnali col mari lo : cd è fac il e immagi nare la sua. sorpresa quando, uscendo dalle acque Iustrali , vide s u I s110 con )o ! 1w 11 è d etto in qual r,artc ) una macchia che aveva la fo rma precisa d"un ser pente, e c he rimase indelebile, non ost.a.ntè i lavl.\c ri e le s Lropicl·ial11re. La conc l11s ione fu che, nove m r-si dopo, la m oglie d'Ottavio mise ,tlht l uce Cesare Ottaviano, il quale ver.nc:. p erc iò conside ralo uffic iosamente. se n on uflìeialme n le, com e fi g lio di Apollo. Con rwcl serpen te ir famiglia P con .Lutti !_?li. a ltri prodigi (g-\i autori' ne r egistrano sedici) , ai quali prestava fede, secondo Pluta rco, 11er fin n Marco Tullio Cicer one , non c'è da. maravigliarsi se Cesare Auguslo avesse idee, irr,pul s i, tendenze c-he non d imostravano sempn? 1111 Jlè l'· fdto equilibrio mentale , e se fosse immensa.men Le s upe rs tizioso . :\ ,·t>va . p er esempio, una rosi g ran pau ra dei lampi e del tuono, c he portant SC'm pr e add osso, come talis mano, 11na pelle di foca (; i111Lu.1· 1narùw"! ~ e appena ,·edeva addensarsi ne l c ielo d elle nuvole t.:-mpo ralcsclw, _correva a nasrnnrlers1 in un luogo ~otterraneo, proi etto d a una !'ùlid a. volla . Dava una g rande importanza ai propri sogni e a quelli degli altri, prcndt'ndo soventè norma da essi nelle sue risoluzioni. Se all'uni g iorni prima d ella sanguinosa battag lia di Filippi in· ·M acedonia, Bruto ebbe la (errifìcanLe vis io ne dello s1~cllro, che g li rivolse la fatidica apostrofe annunziante la sconfitta , Ottaviano, dal canto suo, ricevette, nella stessa maUimt de lla battaglia, un anertimento mis terioso, c he lo sahò da m o r te cerla . Sentendosi indisposto , egli aveva in animo di n o n 11 scire d al c,unno, quando Antonio ~l11sa , c h'era fin d'allora il s uo m edico, si prC's E-nlò lutto tremante all'ing r esso delltt s ua tenda, supplicandolo di all o1,lanars1. E 11oichè Ottavian o si osti nava a rim anere, il fedele amico gli rarcon tò con voce commossa un sogno cl1e aveYa avut<> nella notte. Qrndc fosse quel sogno non sappiamo; ma bisogna cr ed e re che fosse bC'n paurQso se, dopo aYer lo ud ito. Ottaviano cedctf.e alle ù 1si,;tenze a llo ntanandosi s ubito dal campo . E fu la sua salYc7:za. pC'rc hè i11 princ ipio le sorti della ba ttaglia di Fi 1i11!>i si volsero in faYOrè d i
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Brnlo e Cass io, i quali, impadronit.isi de l cfun110 di Cesar·e, s i prec1p1farono sulla sua lenda crivellandola di colpi, nella certezza c he egli vi stesse nascosto. (Cfr. Plutarco, Velleio Palercolo , Flol'o e Dione). Nella primaYera, più che nelle altre s tag ioni d ell'anno, avent d elle visioni frequenti e terror izzanti; in una d elle quali, che lo strinse d'angoscia, si vide ridotto nella più squallida miseria andar atLorno nel Fo?·n, stendendo la mano come gli ac:calloni. Ritene va 11oi comP certis simi alcuni prt:sagi. Se il mattino si calzava di t raverso e infilant il piede d estro nella scarpa (calceu5 j s inistra, nessu no gli tog lieva dal capo che qualche cosa di funesto gli sarebbe accaduto n ella giornata. Quando si accinge va. a un lungo viaggio per ten·a o pe r ma.re, la caduta della rug iada lo rallegrnva moltissi mo, traendone buoni auspici per il ritorno. Inoltre, non si m elleva mai in cammino nei giorni s ucCtssivi ai me rcali, e non trnlttLva alcun affare d :imporlanza il giorno delle none (5 e 7 del rnese), perchi; - come scriveva a Tiberio - quel nome gli sembrava di cattivo augurio. Che r icca miniera r,atologica, r.on è vero? E Antonio Musa, ch e n e <'rmnsceva i filoni più reconditi, ne seppe trarre il rti,ro e prezioso metallo della ben evolenza, c he - sia detLo a suo onore - dis tribuì largamente a1 colleghi. · Ma lo ripagarono questi con egual moneta? Non giud ico i le ttori così ingenui da credere ch e nel secolo d'Augus to gli uomini (nor, wglio dir proprio i medici) fossero migliori di quelli di adesso, e c he i colleghi di Antonio Musa avessero preso pari.e alla p ubblica sottoscrizione per fargli inalzare una s tatua di bronzo accanto a qudl.a. d'Escvlar,io. No: i lellori c rederunno piuttos to, e çon maggior fondamento, che quegli amabilissi1ni colleghi, passando dinanzi alla stutua del m edico cesareo, s1 dolessero a maramente ch'es., a non foss<J dr marmo p e t' poterla fraternamente deturpare. Ed ora veniamo ai cinque capii.oli inediti di Caio Svetonio Tran· quillo, d ei quali darò una traduz.ione libera riassuntiv,i. che , pur noh allontanandos i troppo dal testo , meglio ris110nda al gusto dei lettor i del secolo ventesimo. Questi cinqur capitoli vanno' con ogni probabilità intercalati fra 11 LX.XX{ e LXXX!I della « \ ' ila " di Augus to ; ond'è c he, Jicr passa re senza salti dal tes to edito a quello inedito, credo o pportuno ll'adurre prima il ·c apitolo LXXXI e riassumere p oi i capiLoli aggiunti; tanto più c h e, riel s uddetto capitolo, Svetonio aggiunge alla storia patologica di Augu~to alcuni particolari interessanti, ch'io Lralasc(ai ap1,c,. silamenle di m e nzionare dianzi per non sostituirmi interamente all'au-
tore. Cap. LXXXI . - Egli (Augusto) andò soggetto, nel corso della s ua \'ita, a paretrhie malattie gravi e pericolose, in s pet:ie dopo la sotto-
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n>i;;siune elci CanlalJl'I . .\ \'l 11dn un ·q>ali\c 11l('SSa in pericolo la S1 Ht vit ..1, egl i ri:"nlse d 1 S\'g11i1·e il 111\.'loclo i11-risl: hiato dei conlrarii, e s iccnme i topiri ra ldi non faecruno ,drnn l'ffclLo , per con:;iglio di Antonio Musa. rirursc ai lopil:i frt·dd1. .\ndan, Jlt1rc sugµ-ello a malattie annuali, che insorgevano a cpoc lle fisse : per esempio, nl'l g iorno a nr :inwsario della sua nascita era ordinurianwnt1' indi5post,o; al principio della primaYera soffri,·a di gonfiore ai prrcorri i, e il rnnto di mezzogiorno gli d ,1,·a 'i l raffreddore. E ssendo il suo corpo co5i travagl iai.i) dai mali, non sop portava facilrnenle nè il freddo nè il caldo. St:g11c il ria:-sunt o dei capitoli in editi, ai fJ uuli dò una n um erazion e· a rbitraria. I. - P er tal e dis JJosizione al le malaUie, ogìi era Sl'llll)re circond alo <lit più m edil' i ch e, d1 soli to, trallav.a durarr.cnt.e. sia perchè aveva di c"si 11ochissima s lima, s ia p erchè non credeva ai prodig i d ell'arte di Esculapio. F un:n1 tulla\'ia eccezione 11er Anton io Musa. che lo aYe\'a SL'g1ail,o in pii1 g uerre, e elle g li era rloppittmenle caro pe rchè amico di Quinlo Orazio Fiacco e di Mt't.:criate. Sop r:i.ttutto dovo che costui lo aveva guarito dell a grave malattia di fegato colle applicazioni d 'acqua fredda conLn,n amen t.e al parere degli a ltri medici, egli lo voleva con tinuarnenlr. al s uo fi anco : e lant.o n ella sua primitiva abitazione p resso il Foro, quanto nella modesla casa di Ortens io, che occupò più tardi , a ,·eva disposi.o elle per l11i fosse sempre pronta una camera (c u/Jin ,lum). Ch<! dalla b<:m·,·olcnza di Cesare Ottaviano, Antonio Musa c~b bia sapulo r1cavure gra.nd1 vantaggi, è cosa a Lutti nota : p_o chi sa nno. P<'I' contro, c he egli di quei vanlaggi cercò più volte di render parlec.ipi i s uoi comrag ni 'd'art<;. In s pecial modo Zoilo, Celio, Planco e Tribonio furono d a lui colma.ti di benefizi e impiegai.i nei SP,r vizi di Corte, bL'nchè non lo meritassero; come dimoslra1·ono poi ripagandolo colla più nera ingra titudine. IL - Eg li (Musa). pervenuto al più allo g rndo della fortuna e d elle g razie di Cesare, n on pago d 'aYer ottenuto per sè e per i s uoi colleghi i l diriLLo di cittadmanza. e il grado equestre , concepì l'a,·dilo disegno d i organ izzare la classe dei m edici , che dava triste spettacolo di sè per le continue discordie, trasfor mandola in una vasta corporazione (rmlu med icorum ) cos tituita da rliciollo centurie, di cu i dieci di medici Ci\·il i (t:cnturiac 1111,d icorum urbr111uru1i1 ) e otto ·d1 medici militari (cc nturiae trtrdicorwn militiae) . post.e sotto la s u1)1'ema autorità d 'un solo m agistrato, (JJrarfcctus) , cht· altri n on poteva essere se 110n Antonio Musa stesso. Volev-t diYisi i medici civili in medici ordinarii e in arckiatri, e questi ultimi suddi visi, alla l oro volta, in archiatri palati ni, o m edici di palazzo , col lilolo di sp,·ctabilc:,, e in arrhiatri 1101111lttr1's . Ai 111l'dici
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della milizia, che già erano in parte organizzati e prendevan noml' dai vari aggruppamenti militari a cui appartenevano (m edicus lruit,nis, cvhorlis, cast nn.,is; e, nella flclla. medù:us navis 1lonoae e rncdfr11s libumar), proponeva fossero dati i g radi di cen turione e di decuri•mè. 'I'ale ora il disegno di Anton io Mu::a, che spiacque mo llo 'ad Augusto, al quale la riconoscenza verso il suo salvatore non impediva di ritenere i medici immeritevoli e incapaci d 'esercita re un qualsiasi potere autonomo, non solo per certe qualità inferiori del loro caraUerc, nrn anche perchè, quantunque liberti, aveva11 pur· sempre il marchio del lit ,:l'liiaritù. Egli soleva dire·;, essere il medico come un pupillo soUo lu protezione del tutore {in lutoris pole.-·tate esse) ; » aggiungendo che la loro pe rspicacia e la loro astuzia, supenori, in generale, a quelle degli a1L1·i 01-dini di cittadini, li avrebbero resi - se piena libertà fosse stata lorocon cessa - non che potenti, strapotenti (inaepotentes ). Tuttavia, essendo Augusto indisposto in q uei giorni e avendo bisogno delle r urc di Anlon.io, a cui non voleva far rosa sgradita, pre:;e le lavoktle (tah1,l/oi· l dalle sne mani e le passò a uno dei prefetti del pretorio pe,·C'ilè le leggesse e g liene l'iferisse. Era costui un tal Publio Coccejo Giusto, uomo noto per la sua retlitudi11e e per la sua scarsa estimazione dei medici ; il quale, per essere travagliato da una molestis,;ima prurigine, elle Antonio Musa curava colle applicazioni fredde, non ebbe l'animo di mostrarsi scortese verso l'uomo da cui sperava la .guarigione. P erciò, lette le tabelle, quantunque in cuor suo altamente di,;approvassc il di::;eg110 di Antonio, che tendeva a sollevare una classe di gente, secondo lui, spregevole, pw· tut.tavia le riconsegnò ad Augu;;to chinando il capo in. segno di assenso. · III. - Prima di sottoporre la questione all'esame del senato, Augusto riunì, come soleva sempre fare, il conciliurn prin cipis , di cui facovan ,parte Agrippa e Mecenate suoi a mici; e poichè Claudio· Imno, uno d ei suoi lcctores, ebbe letto le tabelle di Antonio, egli richiese a ciascuno d ei presenti il propn_o parere. Il solo Mecenate, amico di Orazio e d ello stesso Musa, approvò il disegno: gli altri, fra cui Agrippa, pur senza fare aperta opposizionP. nè impegnar lunghe discussioni, si mostrarono titubanti a concedere ad Antonio il titolo d1 7Jrae/ 11ctus e, in specie, l'im.7;erium lautorila esecu tiva nell'ordine militare, civile e giudiziaria, ossia il grado p tù alto d ella potestas); sembrando loro quasi un'offesa l'agguagliare at consoli, ai pretori e al uwgislcr 1'q11itum, chi pochi aqni aYanti portava ancora la toga di colore scuro. F i·nalmente, su proposta di Mecenate, che vedeva il disegno pericolante,. si convenne di non inlerpellare il senato, ma di concede1·e ad Anlonio . un esperimento d'un anno. E fu saggio consiglio; perché i senatori,.
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c 11s lodi ge losi de lla pr,testas e in maggiornnza contrari alla classe dei lltCd ici, a c ui avrebbe ro voluto anch e negare la dignità equestre, n on Pran cer lamenle disposti u cmanaro un senatusconsidtum, che suo11a::,:.e imrrovazione d el- piano te merario di Musa. 1\'. - D i bi1c,n malli no, Aug 11s to fece ve nire Anlon io alla sua 'pres<:nia. Avt>ndc· sognalo ndla notle di essere colto da un morbo 'pest.ikn zialc, arco lse affahlmenle 11 s uo m edico e gli fi ssò in volto uno :::g uardo, in cui era rimasto il terror e dell'inc ubo nollurno. lnformat.olu de lla de li be n1zio ne rl<!I cuncilium winci71is, cercò ancora con tutte le fo rze di dissuade rlo dal mandare ad effe Uo il s uo disegno; pronosti('ando~li , f!L>cdo ra eg li vi s i ostinasse, g randi amarezze e delusioni. Gli rnmmenlò il ca.so pr<:cede nt.e de! m edico Quinto S tertinio, il (]uale , ave ndo fallo alc uni anni add1dro un LP-nlé:tivo analogo p er concessi on e d e l triumvirato , era poco d op o caduto in disgrazia dei triumviri t: sc hernito dai 111edici, d e i quali a\'c va pur voluto migliorare le sorti. Gli ri1lc lè il s uo motto favorito c he " il m edico de v'essere come un lH•pillo sollo tutela", po;c hè nè ver all,iludini m entali, nè per indole, ni:: pe r il genere dell'arte eserc ilul.a., p11ò aspirare a un qualsiasi com a ndo , essend o destinato dag li dei immorLJ.li a ser vite, non già a co mandare ; lo pose in guardia contro le ostililit d ei fal s i amici; gli diss,' de ll'in tollerauza dei m edici pe r og ni auto rità che nqn fosse la loro propria; e gli fece un quadro così desolante dc ll' ingralitudine umana, che c hiunque alt.ro m eno ostinato avrebbe desis tilo dall'im1;r esa . Ma ..\n · tonio Musa no n s i lasciò piegare dalle esortazioni di Ang usto e, dopo a \·er dir hiaral-0 d 'accellarc l'espe rime nto vropos to dal concilhmi vrincipis, espresse la s ua ferma fiduna in un favo r~Yo!e r isultato. McsSùsi ~ubilo .a ll'opera coll'aiuto di Appio Pulcro, di T o ranio, di Bebio, di '\Jarco Mario e d i altri, non tutli, in ve rità, pari all'altezza dell' uftid o 11è a lt1j s inr e ramPnle d evoti, riuscì a costituire uri duplice co1·p0 rt i 1m·dic i con una ge rarchia civile e l'a ltra :nilita re, ch•J far.evan -:a1,>c alla s ua autor ità s uprema. Ma non fu c he un s imulac ro d 'organizzazione. V. - Dopo 110n lungo tempn i m edic i, insoffe r e11ti del freno eserc italo dall'a llo , in vidiosi dell'in1periw;,. concesso al lo ro ca110, sobillati è1hilrnc ntc dai maggiori malcontenti d el nuovo staio di cose, e in pa~tc fo r g'anche g ius tamente offesi da qualche allo, c he parYe inconsuìlo l' <Lr bitrario, del pracfcc111s o de' s 11oi aiutanti, i quali . nuovi al poter e, r.e sorpassavano facilm ente 'i confini, cominc iarono una lolta sord a c0n t.ro le più alle aulo rilù gerarchid)e: lo t.La, a e ui i magi:;trali civili e militari e lo stl:'sso Auµ-us lo ass is t.E.vano, talora sd E.g nali, talallra soq. di,-fatti, come chi Yedc, s ia pure con un· sen50 di pietà pe1· la· vitlimA,
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VARIETA', NOTIZIE
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a\·verarsi una profezia fatl,l sin dai pl'irnordi d 'un'impl'esa temeraria.. Fu quello un periodo di granctc sconforto per Antonio Musa. Egli era 1;otoriamente un pitagorico; e osserva\'éL con estremi) rigore i precetti morali del filosofo di Samo. Uomo di g ran.de rettitudine e di illibati costumi, pronto a fare il bene per impulso naturale dell'animo, Lenero oltre ogni dire negli affct.ti familiari, tenace nelle amicizie, non propriamente ambizioso (chè, per lui, l'ambizione non era mai disgiunta dal d esiderio d1 giovare ai ·compagn i), ma piuttosto orgoglioso eh sen tirsi sollevato a maggior dignitù insieme coll'intera sua classe, oveva tuttavia il difetto di star tro p110 rinchi uso nel campo delle ast.r'azioni (nimia animi cvagaliu ), allontanandosi in tal modo sovente da lle realt.à d ella vita: e siècome, da fedele seguace di P itagora, credeva al bene e di rado sospettava Ù male, cosi Lrovavasi pii.i che mai esposi.o a cader n elle trappole (rnusci,pulal'ì , che dest ramenlf~ g li venivan tese dai nemici. Questo , e la soverchia fid11cia, :iia nel le p roprie forze, sia nel devoto consenso di coloro che aveva tanto beneficali, furon o i motivi principali della sua disgrazia. Stretto in una cerchia di .sospelli t' d'insidie, straziato dalle calunr,ie. dipin to come sminuito d'intelligenza e di vigore (immi-nul11,ç: e accusato prt'sso Cesare del crimrn plrdudlionis, Antonio sentiva ogni giorno più scemare la sua autorità (1!3: auctoritale derooare} e aumentare la difhdenza; ma se pur J1resenliva la r o\·ina (evcrisio) , tuttavia non la ritene\'a imminente: ,:uzi, sperava ancora di vincrl'e le avversitù ù gli avversari, sorretto dalla fede incrollabile nella bontà d ella causa . Ma mentre si pasceva <li tali illusion i, gl i giunse im1>rOv\·isa una <leliberaziona d el concilium principis, che gli togliern l'i1117Jl'ri11'111, illg iungcndogli di non proseguire più oUre l'esperimento. Al colpo inatteso, pochi gli si strinsero intorno per confortarlo : ma i più s'allontanarono, perchè cessavano, insieme colla sua polenia, le speranze e i timori. Il giorno seguente, Antonio si presentò ad Augusto, portando sul volt.o i segni d elle veglie lunghe e angosciose-. 11 colloqu io, come riferisce lo storiografo Giulio Marat,0 che vi assislern, fu breve e concitalo. Augusto, che, sentendosi lit ero in quei giorni dal molrsLo peso ai precordi, era meno disposto a ber1evolr nze vr.rso il suo m ~dico, lo accolse con osten1aLa freddezza, àicendogh aver la mento troppo occupata dai gravi Mfari di Stato per rimanergli tempo di pensare all'ordo mcdicorum, ,che non richiamava su di sè l'alleniione d ei magistrati e del popolo se non per le contim1e discordie. Aggiunse poi, quasi pentito d ell'asprezza di queste parole, non poler indursi a 1Jreslar fede a tutte le YOci ignominiose che correvano sul conto d ell'infelice praefectus di un ~ol giorno (imius diei ), ben sapendo come tali voci sign ificarnno non
.
5'5 - t:iomalc di mcdici ora milil11rc. -
T'a,c. \'I I.
KiO
Ql 'E~TIONI 11·ATTl ' 1\I.ITA· , VAHIETA', NOTIZJt:
la rin,l ta de lle o nes te costie nzc contro un lenl.a.livo, s ia !)Ur di d11bbia cflkat ia, ma nubile, in fondo , e d egno di mig lior acrnglienza; l.Je nsl 1,l s fogo di ]i,·or i (1,utL,,,. n 11iidi1a1,•,:) pe rsonali e di ambizioni d e luse,' a rni aveva dato c~rn un ins ie me di d •bolczze e d: nrro:·i. Anlonio, ch'e ra s taw fin a ll ora a c:1rio chino fre nando a s t.e nl,1 lo sdegno, alzò g li orchi da lc rru e fosanrloli in quelli d 'A ug usto, ri spose con culma appare nte. : « Le voC' i acc usat rin p(, t,cro s ull'animo l110 e su quello del to11f'ili11m , potere m aggiore di qt:anLo Lu stesso no n L'immag ini. l o lo sen Lo e m e ne duole amaramente . Ma lascia c h'io fact:ia o ra una profezia (1·atir111i1:m ) in cambio di quella, c he tu più mite facesti s ulle sorti de l mio espe r!mcnto: ve r1:it gio rno in c u i la Corte e il Senato s i pe ntiranno d 'ave r cons ideralo com e una haz7.eco1a (ù11:ptill 1 ·ciò c he pote rn essere un prezioso elem e nto di forza rll'r la repubblica; e w n à pure giorno in c ui i miei accusatori s'avwdranno (Lromio tardi !) c he l'ave r cong iurato pe r toglie r mi l'irnJ)cri m n equivalse a togliere per stmprc ogni !)Ole re alla cla,;sp de i medic i. Che co,ù~ la mia per,-ona·? Nulla. Che cos'è il principio? T11llo. Orb·~ne, potevas i sa crificare la mia 1,er~ na e salvare il princ ipio: ma pe r far ciò occorreYan due ,·ose, the sono man cale: in le e nel <1111t i/i11111 , la con,·inzio ne d ella bontà. ctl'l prin cipio : n 1:,'i m edic i - a nc he in qu,Jlli più vic ini a ll'autoriti1 s uprema - la concordia. Neppure l'eccelso tuo· zio Giulio Cesare anebbc potuto trionfare in una pugna così rlis ugwde. Io av rò v ei;caLo !)e r difc.:I.Lo, i mie i aiutanti 1ler eccesso; ma i mie i ne m ici p eccarono e per di retto e pe r eccesso : ric r di fe Uo di previòe nza (pr,u'sl·11.~ionis inopin ) , JH' r eccesso d1 !)assio ne. La lotta mi ha s fini Lo, ed io m e ne rit raggo afflil.Lo e di~f ustat.o (of/cn.rns), a l~bandonando i m eòici èl sè stessi, o piuttosto cor,~igliandoti d'atfidarii al govern:> di uno dei prll,·fccti 1m:t urio , a c ui più d oti lmenlc s i piehheranno, c he non a un capo uséito oalle loro s tesse fil e, :;empre lS!loslu all'acc 11sa d 'ambizione personale (i,11moderatr1 h unurum 1:11pùlita.s ). P oicltè tu no n hai !)i(I bisogno d e lle mie c ure (e cìict>ndo ciò sorrise amaramenl.e), i~ mi a!lont.ano da Roma, <10,·e ho lrnppo soffcr Lo. Quinto Orazio F lac~o mi offre ospilalità ne lla s ua villa tiburtina. Chi sa c he l'e.ssidua compagnia dell'amico non mi fucc.ia rinuùia re la dottrina di Pitagora pe r quella d 'Epic uro ». Ciò doLLo, uscì con volLo fi ero d a lle stanze d '.\ug usLo; e, la s era di que llo Sl lSSO giorno, viaggiava in le ttiga ul]a voli.a. di Tivoli. Guasterei l'impressione. che immancabilme nte si p1·ova a lla lettun.1 del Lriste episod io, se aggiung0ssi una sola parola di comme nto. L 'ilJ11stre prof. Froltolin d i PacloYa avn't, no n una, ma cento ragioni di n egare l'aulentic:ilà d i qnE.st i cinque Cll.Jliloli; ma i le ttori a mmelle rann o e lle , se e."'-;i so n~ apocrifi , :;ono 11e rò mollo inl e ressanli . E la ragio n e mi
Q UESTI ON I D'A1T UALITA ', VAR IET.\· , NOTJZ IE
par rhiara. L'autore - · c hiunque e:so i;ia - parla con tale accento di rerità, da ' lt sciai·c, s ur,po rre c he i falli ' narrati s ian rllalmenle avn~11uLi; se non nel secolo di Augusto , in uno de i secoli posteriori, c he 11 011 è facile il precisare. Ma poco importa il fi ssare all'av\·enime nto una data ri11llosto ch e 11n·a1trn : l'e:--senziale è il rilevare c he gli e lementi psicolc,gici, di cu i s i compone, d m ettono ti i rettamente in contatto con un·anima, la quale, si- no n è di Antonio Mu:,a, sarà di cel'lo quella d'un uom o, ch e, ricr voler ,aggiunger e un ideale da lui ritenulo henefico, cadde - come SPmru·i:. av,·ie nc - m•lla rea1Li1 d t>l dolore. Ro ma , luglio t 910. ED.\!ONHU TROMBETTA .
Ricompense ai benemeriti della salute pubblica /1,.:rct,, /11r,gol t11t1,:iul.• n ,1f>1 i/c 1~1 S s11 J> r;1f>n<L,1 d,·1 .'1i11is 1,·,, dc!l 'l»l .-r11<1.
IH'CCJ..\\"!'E Alfr<.:1\0 , ttn. C<•lu 1111cllo 111t· (li,·,, s. a .
CAIRO Gaetano, c-upitn11u 111cdico ~. a. SUSC:\ Vito, kn. gc11.,ralc id. ris. B:\RIJ,B Fcl i('e, 11111i.:giore i,1. s . a. GRADO l'anlo, kll. ,·, ,lo1111c llo i<I. itl. :MESSI:>:no G iuseppe, id. id. id. ARI':\ \ 'ittorio, colo1111c llo itl. p. (l. COST A:-.:'l'l~l G iu ,t'ppc, m aggio re i<I. s. a.
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1;iurn 1111i, tc n.
colo1111c llo
111cdico :,,. a.
LE:S:ZI A n11:111tlo , 111ag-g io rt id . id. :'>L\SC !'J'HI.Ll G 11g lie l1110 . id'. id. ri ,. l' AZZ! Enn(\11110 , id. id. ~. a . S E:S:~I G iuli a110, te 11. id. comp . \' ,\R\' .\RO Ciu\', Halt. capita110 i,\. ("UIIIJ>-
C !\10!1:>:0 Alfn·<I<>, id. i<I. ic\.
l>d1· ,111i 1111:i,, 111· ,lrl .\'fr,1 i.,t.-o d d /' /,r/ cn111 2 1 april e 10 18 .
Al rt-:sr.,1.10:,,;1~ Ul Ili~" tDlt:kf.~7. , .
<,AR>-nRI llunulonrco 1c11. col onne llo
111edico s . a. ' I '.'<GRAV Al,LH Alfredo, wag-g iore id. id. J,APPO:>:I Guido , id. id. id. , )( Al_ !'1.ar~, capitano, id. _c-0111pl. :'>f i\~Sl·u'\O Alfredo, te n ente id. id.
R:\SDACCfO \ 'itt oriu , . 11111ggiorc: m edico 111. t. 'I l REJ,1,1 Elio, tc n. colonm:llo id. s. a. R l ~ c\l ,DI Giu,cppc, tenente iù. co111p. :\C.\S~/\GI.IA A ldo, 111:tggiorc id. id.
Q LlEST IUNI o ' ATf C ALITA ' ,
VARIJ::TA ', NOTI ZIE
Ricompense conferite ai benemeriti della salute pubblica per l'opera prestata In occasione dell'epidemia colerica In zona di guerra nel 1915,191& /)ccrc/1) /11,•g,if,·11,· ,1: Ìd/c
11 t1go,/,1 J9d SII pn,pu;/a ciel ,\/i11 i sfru di?/1'/Pll rn,v, :\ll·,11\GI.I \ 11'\k.1:1-: ,T1>.
ALT VBEl,Ll .\llx·rto, culo nndlu 111edi, n) s.
3.
ASCVLl l\'laurizio , k11. c<,Jo1ml'II<, id. compl. D0!\'0~10 L orcn zo, 111:tg).:inre gc·nc·rak id. ~- a . HUCC IA:S.:TE Alfrédn, tl'n . ,·.,\011 111:llu id. iù. CA DrmoL· Al hnto , i,I. i<l. icl. CALEGA Rl Gio,·a1111i. culonudlo id. iù. C'.-\'.\"'.\"AS '.\"ic"lì,. id. id. iù. CASAG RA'.\"l ll t ldclo, 111:tgg-. id. cn111 p. l':\STOR I:'\ A ( ;iu,epp c:, <:::q ,itHn o id.
s. a. CHIOUl \ 'alfredo, i,1. i,l. c-0111. 1)'1\ :-.iGlìLA:\T():>:lU J•:ttorc·, 111aggio· re gc ne rnle id. p. a . cl,·lla VALLE Frnnccs~o. id. id .~- a . F IO RE:>:Z A F ~rnamlo , c11pita110 icl. i<l. F< )C'E !Mga rdo, t11n,:g:i<>re id. i, I. nATTI Dioni.i;:i, i,1. irl. id. GRlXO:--:I Gi1J\':11111 i, tt:-11. n,lnn11ell<> id. id. I.USTTC Alc,,andro, <·olrm m,llo id. ,ompl. ~rARli': I l•:rn::~lO, i,l. i,I. !J· a. .MASSAROTTI G,iu,eppe, ten. t·c,Io1111e l, lo id. s. a. MJ-:ìlDfO G io v:111,ii, id. id . i,I.
A nnARI Frn11<·t:~t:u, capita no 111,,.J,co
compl. Al.f'O:S.:SO Luigi, 1:ia,;,;iure id. ~- :i. Al,MA(~IA' '.\!arco. id. id. compi. ANGEl , IN I Antonio. eapitano id. ~- :i . A!\~O:>:I Co.:ta11ti111,, ~oltnt1·11t'11k id. compi. nA1.ESTRA n nilin, 11181.!~ior,: id. ,. n. U.'\S l 1,E A11lo11i11. capit,1110 i,I i,I. HAS I l,T A11dre:1. t e 11. culo1111ello id . i,1. nm>EI :\fa11r izio, mnggiorc i<l. i<l. Bl·:>-EDUCD: Cio,·:,1111 i, ~apit:u10 id. ('0111 pl.
JlER(;M! NZ: C.ni,lo , t<'11. colonnello i<l . id. ll(l:-;(I) l 'i<·tr,), ll' II . n1Jo1111d Jo icJ . S, a
~11-::-;uES Guidu, tc n r olu n iud , ,, '.\!O:S.:T.\'.\" ELI,l (:iorn1111i . ..:n pi1a11" icl. .:umpl. PEREGO Villoria, w h ,1111c llo iù. s . a . l,ECCJJI ()::-S-r,; Etl,,re, i<l. id. id. Rll >E l,J.A .\nto 11 iu. ,·:,pilano i,!. 1J. R l\'A 1·1111,.-rw. ,·oh,1111dlo id. i,l. RO~IBV l',111ln, maggiore id. id. Ro:-;(;.\ \ ' i11,·c11zo, Ll.'l!ctll.: rolo111:di•> . id. id. R OSSI :-; [ To111m:1so, colo nnello id. id. S .\l. !~<.\RI Snh .,l• >r,·. id. itl. i,1. Si\'\ 'J'()RO (; ill St'J)Jll' , id. id. i,I. SANTliCCI Stcfouo, brigadiere gcnern lc id . id. .~1,:,· 1,;1u Luigi, ,w,.- :giore iù. iJ. SlCCAROI Dit:go, id. id. compi. SI :\I 1-:< >:>: f .\ ks~u11clro, teli . ,-oluuudl(>
iù. s. a. T ,\l ,OTTA Giu,.-ppe. en pitnno i,l. ('11111 . TF.STT T1 rn n<·•: sro, brii:r:idien.: ,i::c·11cr:ile i<l, s. " · IRO'.\IBE'fTA 1•:,!iilouùo, 111a,:;.:iurc ;.:cn('rnl<.- id. id. · \"I-;J., J,.\ Ri.-.-a r.ln . ·ci, pitanu id. c·11111pl. \" !C.1.10:-'E .\ mLdeo. id. id . i,!. Z:\FflRO Amoninc:. m aggiore id. s . a . ZA\',\TTARI E,lnardn,··capit:1110 irl. ,·0111pl.
BRl'":\O Domenico, capitauo medico co111pl. BuCCARJo:1 , 1.l Filippo, icl . icl. i,1. C,\I.DT:RJ::-S-1 :llnrco, id. id. id. C .\LECA l'idro. icl. id. 111. t. C.\Ll' .\ 11drc·a. id. i,!. id. CA~mOxl · Francc~,·o, tcn. culo1111cllo · i,l . ~. :1. C.\ ~U'E()( ~I.\;-.· I :\ra~:o:.i111n, 111:i~~ior ~ id . id. t'.\';\X AT .-\ Sehn~tinno, i,1. id. ,·n111pl. l' A :'\'I'.\ ~11·::-;S,\ Fc·rc li11:lmlo, irl. id. 111 . L CAPT.\T.TH .\ lllonio, te n. colou nello, icl. g. a. l'.\ R I ;'\'() T• ,11111w,,, , 111r1~gior f:t'l ltra lt...
i,1. !l. n.
QUESTIONI o'ATTUALITA', VA RIETA', NOTIZ IE CARR!ERO l.counnlo, ,·,q ,it:rnu 1m·,lico compi. CASAi'IN '.l'A G iova1111 i, teu. colo1111cllo id. s. a. CASTELLI Agosti110, 111ag. icl. compi. C1ìl l ~iclo ro, capitano icl. s. a. ('EJ,ORZI D0111<e11im, id. id. compi. CER \"El,J,ER:\. Donato , rnagi,:-iorc id.
s. a. CH!ABRERA Giorgio, capitnno id. icl. CHINI Gacla1i:>, tc11 . colo11ne llo id. id. Cl:\l'RT:"\[ Gino, capitano id. id. CfODARO Raffaele, te11cnte id. id. CLERICO Vincenzo, capitano id. co111plc111c11to. COSCJLO Gino, id. id. id . COS'l':\ :\lnrio, id. i,1. id. COSTA:-.:TI:\'l Giu~~ppe . m a.c:.c:iorc id. s. a. CO'l'R O:"\ET T n111moso, id. id. id. DH JIHRARDI:-.:IS Luig-i, id. id. id. ))E HER1' ,\ RDI).'1 S Virg inio, id. id. id. ))f~ ~ fl R'J'AS Cornelio, te n . colon11el10 id. itl. DE :\' .\l'()I.I Pcrdinando. icl. i,\. i<l. nr RRTNA Domenico, tc 11e11k meclico compi. · DI G I AC0'.\10 1,uig i, colo1111dlo id.~- n. DI PilìRI Ginseppc, Lene nte id. compi. D'OR:\IEA G uido, m ai;f{iore id. id. FABR17.I Nico la, id. icl. s. a . FADDA Siro, id. id. id. F ,\I .C..:l.;'!''l'I Pietro, id. id. id. l' :\ R :\I , LI Cde~ti110, brigadiere ,c:c11e rn1., id. id. PRA<',AP:\NR Filippo , te nente i<l. compi. FRAè\CHE'i"l'l Umberto, cnpitn110 id. id. FR.~ \; (H [ Luig-i, le n. <'Olo1111cllo id.
s. a. T'RAR Guido, capita uo id. id. f'RA U Giuseppe, id. id. id. PI' LJ,0:-Jl Adeodato, hri~'l1li,·1·c gc11e rnk id. id . Fl"SCT·TI C,iorn1111i . tc11t-nte icl. 111. t . f'l'SCO Genll:lro, capil8110 i<l. ('Olllpl . C.\T,1,1 D0111e11ico, lll"i)('n<lit-re gc11erale id. ~- a. C.AT,L!A A111t:lio , 111:-tg-g-io re id. id. C.AT.LO'l'Tl C.iM:mni, id. id, id. GAROA'.'JO Costa117,o, capita no id. rom . GATTI Giliherto , icl. itl. id. GERl":"\DO Giuliano, 111a,c:,c:ior gen erale id. p, a. C.HF.RARDT nrnnn, te nente i,l . rn111pl. <,T AN:"\.\ZZA Gin~cppc, colo n nello id. ~. :'t.
G lLAR OEKCH I Giuseppe-, sottotc11c11m . t.
GR.\Z!Ol,A Ccrarclo, cnpita110 111t·clico :,;, a. lòC Al.,Dl \.:arb, coluui'1dlu, id. ìd. GCERR l!\"l G uido , rn agJ..,'torc iJ. wmpl _ I.,ACA \' A l g-11n,.io . tc11cnle colo1111c-llo id. ~- a. T,.\C HT Alberto , te11c11te id. 111 . t. LEO !\"E Adolfo , capitn110 id. compi. J,fo:V [ - nl,\:"\C lllè\I .\!arco, ma,c:i;iore id. id. T, IWI OET,T,A VID:\ )fario, id. i,I. i,l. l,OFFREDO Alfredo. id. i,I. ~- a . :\L\ CCARI:xI Alberto, id, id. com. :IIACEDONIO :\lich c ln ngelu. ili. id. s. n. '.\l:\ Fl'EI 1'icoln, id. id. 111. t. :vr ,\ l,'l'liSP, Frnnccsco, itl. id. compi, '.\lANCJNI Ernesto, 111a,c:;:-iore id. 1d. .\I A).'FRP,DI Delfino, capitano id. id . .\L-\R TN Pietr->, sotto te nente id. id. '.\lARIOT'l'T Hianc!li, G. n attista , t e11. co\01111c llo id. s. a. :\L\STROVTTI l\"icola . ma).(,c:iorc icl. i,1. )[ATOZZI SCAFA G ug liel mo, capit:1110 id. COlllpl. . '.\[:\ZZAGT,IA Gic>, ·:,nni, tc n. colonncl· lo medict s. a . :\I :\7.7.T,:'l'TI L ore to, id. iJ. id . .\IE:-SEGHJNI l,uig i. rnpita110 id. c, ,111. ì\ll='-ICI Eugenio, mngf,;io r gencralt: id. p. a . ~URAGI.TA T•:11.stacchio, tc n . mlo1111ello id. s. a . :110 :"\TA'.'J:\RI Attil io. 111ag)(. i,1. i,1. '.\10):'l'f Giulio, 1e11<' 1ll,· i,1. compi. '.\10:"s'l'ECHI:\RT :11:-trio , cnpitnno id. i,1. :\'EO RO TI m esto, tcn . colonnell o i,I. ~. a. );I 1 \'( 1[, T Ang('lo, C'apit:-t no id . compi. ORBI G iova nni, m:i,c:~. id. i,l. OTER I \ 'i11ce11zo. capilu110 id. /<. " · l'AJ.,\1)!);0 Domeni!'o, 111:igg. icl . id. l'ARE:\'TE F t:rdiuanclo, ca p.it'a 11u iJ. id. PAZZI Ermanno. maggiore icl. i,1. PD! l'L\' ELT.l Pietro, cnlonnc·lk, iii. i,!. PISE:"\Tl Gusta,·o, tcn. colonuc llo id. ('0111pl. PTTRET,T,I 1'icolò, 111ng,c:i<,rc i,I. s. :,. l'OJ,(}S.\ \'i11 ,·t·1w>, id. icl. i,l. T'ROC.-\ CCT Arturo, t.-11. cnln1111cllo id. id. . RO'.\[l•:O Francesc·n, colon m,Jlo icl. p . n. R O'.\rEO Gia n bnrtolo, cnpitano id. s. n. S :\BHATA:'\T 1'1nln. k11. col..n11e llo icl. 111, t. SAlHIATO Pie tro , capitano id. compi. SAT.\'!ON! Giulio, id. id. id. S:\'.\IH:\TARO G iusej,pc, icl. id . id . S ,\'.lll' I E'J'R() Gaetano, icl. id . id. S ,\:-.::-S.\ Attilio, te11 . colonne llo icl. s.,., SASSI C,·,an:, tc11~11k i,l. 111. t .
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Q l ' t::iT I 0:11 I D ATTl 'A LITA ., \/AR I t'l .\ ', NOTJZJ f.
SC.\ F FII>( \'i tlorio, mag-giorc 111~dico, CUlll..
s1:t 1 AZZJ \ ' ittoriu, colo11ncllo i,l. s. a. S!>IAl:'I \ "i11 cP.1110 1 rnpitn110 iJ. id.· sur. RE lll;'ll\'è lllltO, capi tilllO id. co111pl. SO !,O( Sili-io, sotto t1.:11<: nk id. id. SOi.ERI Giul'a1111i, tl:n<:ntc i<l. ~- a. SORDI Giu~,:ppc, 11ta,c:)(1<1rc iJ. id. SPIR :Tn FrarH'l.'. .. .\"O, \"}tJ)ÌlélllO id. Colll. STEJ, J. .-\ \"inc:l·t1 1.o. 111nggion~ itl. ~. a. STUrFERl .\la r io, eapitanu id. i,\. TAl'\TI 1,1.0 ,\111oni11,, . i<I. iJ. <'<>totpl. 'J' _\ RA~C H I 1>0111 i, io , ~011 u(,·m·11tc· id. id. Ud,1111,11<1:11-11,· <Id
T.-\ \'AZZA)."! Ccsa r <:, .-olonnello m edie<> ~- a. 'i'EDES(H! Aldo, ma,;giore id. compi. TEOF-:SCHI Giacom o , t·apitan o id. s. "· T O RACC A Anto11in, id. id. L-Ompl. \ "AJ,RR IO Giu sepp<: , 1e11. colo11ncllu id.
p. a . \ ' J,:RC E S I Carlo, capitano id. compi. V!Of,;\ Pietro, tc11 . eolonnel!o i<i, ;.. a. \ 'IRDTA Tommaso, ,·olonm: llo id . ill\Tl'rH,T,I Giu,·1111111, 1° ca pit~n o id. n1 . t.
. \'!ZIOI,T Ri:o,c:io , ra pita no id. rompi. Z!RET'J'! G iu seppe, C'Olonnello id. s. a.
\li11i.<lrn rlì'l/'111/cr,w 11 ogo<lo 19 1S •
.-\l n·:S'f.\ZJu:-.1: u 1 tu·: ~~ ,rnkE!\'Z., .
ll()\ ' EJ,.\ CC I Gui<lu, sotlolcÙl'ulc 1111,. d ico l'Ot11pk111e m o. CAJ>l"f() \'it11l ·111.·>, capiw110 i,I. 111 . L C,\ 'J"J'A:.; E(l J;:,lda:-,:.rn·, capita n o j,L Ili.
t.
(' IACC!I ) A nd r.-a , cnlo 1111cllo id. ~- a. C I Al'RI Rosolirn;, 1c 11. colo 1111cllo id. icl. .CORRADO Eu!?c nin, capilauo id. m. t. C ROCCO !ì111ilio, id. id. cotttpl. C Rossn:,;1:.;r Ernc~ro, id. icl. id. DE BO'.\' IS \"iw,rio, id. id. icl. l>F-: .\l :\RZO \ ' i1t<'l'lltu, m;i,c:,c:iorc· icl.
s. a. DE '.\'. .\l'<JLI ,\ttl n nio , i,!. i,1. id. 1'1·: J,S.\C\I ( .; i:tl'into, ,·apitatt<' id. i,I. 1-'.RL' GOè\l Cc:,a r,·, tcu. colounc llo i,\. con ,pl. GALV:\G'.\'.0 01t..r i110, capil:1110 icl , icl. LA VEID!ll'Ol'l'.\ Angel o, irl. id . m. t . ) IAl; Ro c;eu11nro, tc11,·11 k i,t. i,1. 7'rTG:-.ll·:.\l[ l'ra11ee,c<>. <':tp ita no id.:-. a.
)10 '.\'Ti\G :\'ANI .\L1.rio, 1c11cnlc uretlico
m. t. .\l<J:s.''f'A:s.' ,\R O Ciu,-q , p t- , <"a pilano id. co mpi . .\!O~Sl G iu:-<:ppe, :itl. id. iJ. P.\XE D0111~ni(·n, 111::t.!,!'l:io re i<l. itl. l•.\ !,\I~ ! l'111l,eno, capit:1110 id. iJ. T'EDRAZZ! l.uig i, 111:i.~gio rc id. ri ~. l'ELLERli\'O .-\.11J11.:a, lc11. colo n11,·llo i,l. ~. a. l'ERRIER Stefan o , rn aggior(;' id. i,!. 1.)l ' A(;J,!.o\ RHl,!,O <;,wtnno, capi111110 id. co111p l. RHC.\ \'inc~ n iu. tL11c11lt.: iù. itl. J<E:-SG:\ Filippt,, rnpi1a110 iJ . ~- a. I{ !ZZ( H,I Ak,,a111ln1, id. id. 111. t. ROfl()[, ICl I l,c(ll1"r<lo. icl. iJ. compi. ROCG ERI G. H. i J . iJ. id. S.\!IRAG l.1.-\ SCO(;:s".·\ .\l!G U O '.\'i110, 111a~.t dore id. irl. SPnTOR'.\'O r.inseppe, ten ente icl. 111 . t . TORNAl'\I F.r:1~1110 , C'npi111110 id. compi, \' .\f.F.i\'Tl'.\'.! S Cllrlo, ,ottnte 11e11tc id. id.
NECROLOGIO Cn.v. EZIO MANGIANTI Magg io re g e nerale medico In posizione aus iliaria . D0lon»n e pn,foncla i111pn' ~~io11t' lt a prodollo n ella no~tra fo111iglia sa11i l ari:1 fra i n11111<·m,i a111i,·i e cli, cepoli In n oti, in de lla morte <le i gen eral e m edico '.'\TAN(",IANTI, nvve11u(,i fnl 111i11<'a111,•11te in Fire11zt· il I J i;:inguo u. ~. >10 110,tante i ~noi 6S anni, <'rn clnlntn fli una 11011 comune· Aoridez1.a di a ~p e llo e dt !--:llnle ,du · )() rC'sero nttivi:--:.:i111n fino in qlte~ti ultimi 11,c-~i ne l di:.:hnpc~no di mo lt t>plki e delicate 11rn11sio 11i ,
Nt<.:8UL\)U lù
Kou è fal·i l<: co111pito ria%un,crc in poche righe la s1111 upcro~,w scientilfra. Lo ricordia111 0 solta nto 111li<:,·o prediletto uella dinicn del pruf. Hozwlo; e, soprauutto iuseguaute di igiene militar.: per parecchi anni presso la &uola di applil-aziu111: di sauità iu Firenze, o,·e diede iudnbbia pruYa della sua coltura ~\>pcr iorc ucllt: lczinni orii:ittali, dettat<: con vivace colorito di t:sprc:ssione e con m<>dcrno indirizw prattco e · sperimentale. Lasciato l'insei;namen to, tenue in ~,·guitu onor.:,·ol111 c11tc la Diraconc tll·ll'O~pc· ,lalc militare di ~Lilano e qucllr, di Sanità del Corpo d'an11ata ,(i Roma. Infine, durautt: l 'anuale guerra, riehia111ato dal congl'dn, tlic:Jt: m10,·n111c1nc b sua opera coscieuziosa e all'Ispettorato <li sa nità t: co111e l'n:~i,kntc Jdla Commis~ionc sanitaria centrale d i Firenze, dimostrando ferrea rig idezza e suupolo~u imparzia!ità: doti preclari da t11tt i riconosciute e che ebbero un 'l'CO onch<' in l'arlallletJto. Della sua vasta produzione scientifica citen:1no u110 studio i;nport,111tc sullo ~g(nnbro dei malati e feriti per via fluviale, fra i primi pubblicati in Italia, cd interessanti note d 'igiene militare: qut:lk sulla calrntura e vestiario rkl sold:>lo, le osscn·a1.ioni antropologiche sul piede e sulla statura, le ricerch" sul valore alimentare della carne òi bue bollita, la proposta di un npp!m ,çchio di disinfezione a vap,)re fn calllpagua improni~ato, le i11ùagi11i sulla tubercolosi m:ll'Esercito, q uelle s ulla tachiC'ardia ~<· n1plice in rapporto al redutamcnto, ecc. Alcuni di tali la ,•ori furono pubblicati in 4uesto ~ksso ginrnalc e furonn ogg-~tto òi intert>ssanti comu11icazioni ni Congressi 111c:dici internazional i di Brnxellt:s e di Budapest, ai quali egli fu i11,·iato dal '.\lini~tc:ro ddla g-uc:rru come rapprc,e ntaute <le i Corpo sanitario. Spirito indipe11dcnte, ~cmprc pronto a paf:;arc di per~onn, perfetto g<:ntilunmo, os~errntore acutissimo, di ingegno vivace e ver~atile , seppe o,·unquc catt i,·arsi la stima e sim patia, soprattutto per le rare doti d<=I suo :inimo lrnono e gentile, aperto sempre ai pjù nobili se11timenti.
Cav. GAVINO FALCONI Colonn e llo m edi co ln pos iz io ne ausiliar ia. Il 21 maggio u. ~. ~i spegne,·a im pron ·isamentt: in Roma, in ct:ì d i auni 66, il colonnello medico G,1,·1:-.-0 FAr,CONI. Uomo di singolare rettitudine, di 11011 comune colturn , in tutta la sua carriera, ,limostrò sem pre vi,·o interessamento al ~ervizio e mirabile operosità. Chiamato all'inizio della g uerra alla Direziouc dell '()~pedalc militare del Celio in uno dei momenti più critic i della lllobilitazione, ,;ia per il fu11,ionarn ento cli tutti gli Os pedal i cl i n uovo impianto, sia per la partenza pe r il fronte di numero~ unità ~,initaric e coutinue spedir.ioni d'iugenti quantità cli materiale ~peda liero, e-gli ~cppc, con tatto l'qnisito, con iudefc~so Ja,·oro e soprattutto co11 il ~uo ~pirito retto ea 1lluminato, assol,·ere l'arduo c<nJ1 pito, gnachgna11dMi l'affetto cli tutti i suoi ,lipi:ndenti.
Cav. ETTORE TRUFFI Tenente colonnello med ico in servizio attivo. T,a tragica fine del t. colonnello medico 'J'RU HI, m orto a Verona il 4 g-in gu,, 11. ~ . • ha destato il più lar)'.{o rimpianto in tutti g li amici ed estimatori. Sin)'.{olare tempra-
di carattere, adamantino, di una n1odc~tia unica più che rara, cli sqni,ita cort,·~ia di n"todi, di profonda dottrina, diede tutt-o il suo in,::q rno e profuse tutta fa sua atth·ir/J
nel lo studio delle chirurgiche discipline, traendo il rnaggior profitto ,!agli jn~cgn amenti della clinica ciel prof. Tansini, che frequentò con onore nel hknnio 1<.)U8-09.
Durante la ).'l>erra libica si distinse a T ohruk, meritando~i un encomio solenne pe r la sua ,·aloroM condotta. Nell'attuale can,pagna ronscgul la promor.ionc a t. coli»r111ello per metiti eccezionali e fu inoltre decorato della m cdag-lia di brn!l7o al ,·~-
8ì(i
NECROLOGIO
lor<: militar<· p,·r l'a~in11c ~roica111,·11t" spiq;a w quale capo ufficio di ~a11!tà della 24• nivi~ione. De i l't11)i bn>ri ~,·ic ntili <·i ri corde rt-111<1 1111 originale studio s ugli osteomi rnuscolari, che dde l::i lu ce 11cl 1914 i11 questo pc·riodico. 11 Giornnt.- di 111,·dici11a milillll'i', intHprct,· dei sc·11 ti111e11t i di tutto il corpo sanitario, por ge alle fami~l ic le più profomlc cuuùog-liauzt:.
PER IL LIBRO D'ORO, del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE al valor militare p e r la campagna di guerra 1915-1918 (Co111/n11(1tio11e • Vedi fasciroU pruedenli dt'I 1916·/l·/8 t / 9 ) :\l~iHG l.lA D' :\RC i; :<10. / lf, l'!'/c•
lu<>golc n c11:::ialc
:z., 111<1·1·:::o J O TQ.
• 31. HEUSl'H E11.~ c11io, da R o111a , te11<:11tc 111crlico romplcmenlo n1 rcggimeuto fa11teria (:VI. 1\1.) . - Volontario usciva più volte dalle 110,tre linee per preparare un'azione Con un rn11gcg110 tla lui ideato taglia "a in pieno g iorno il reticolato elettri1.wto, pratica11dovi un varco, e facilit,11·a così Ja irrnziouc alk pattug lie cli a rditi, col con· 1·or~o delle rpwli cr,ttura,·a ;,na piccola g uardia an·crsaria - Cn!'<: Alte <li I,oppio, t? fd,braio 11)18. JJ..?. :\fA~crx , Luigi, da ~npoli. rapitt1 110 111t:dico 1; ~l: 1,io11t! sa n\uì, 17 di,·i:,;ion,·. Comandante di una sezione di sa11itil. snbito ,1o po il ripi e)<amento s ulla num·a linea nssegaato :dla divisione, con zelo e perizia irnpare;rginbili ne as~icurnva il fuDZi:>namcnto in 111odo lr•dc\'(1lc. Durn11t... tutto il pt·riorìo tl ':-1zi011e attivo, infaticabile e sprezza nte del per-ic-c,lo, ~i porta ,·a r,iù \'Olle ai d ipc11d1:11li rep3rti somt ggiati ,·iolcntementc ln1!111ti dall'artiid ieria 11c111ica, p~r assicurare lo sgombero di 11umerosi feriti. Al po,to di co111hatti111ento, anch 'es~o tutt'attorno hattuto dal tiro an·crsario, prodi)l:n,·a le sue: C'nrc, ai feriti più g ra,·i, dando hello esempio di fcrn1ezzn e cora,:;.:io. - Caniczza (('a \'n,o Tr~,·iso), 1~·26 110\'e :nbrc 19 17. (C.,11ti1111a)',
ERRATA - CORRIGE. J. -
N ei_ q11ndri sinottici tll'I prof. R1oim1, pubblil'ut i 11<'1 fascicolo precedente. a p,,g. li.fi, alla le ttcrn e), a mc tù paj?i na. è- stalii. 0111C',,sa per erro ro di impagi nazione una ri ga, cosicchè de tto capove1-,,:o dcve lcg,c:0t"8i come segue : e) il t ro nco s'inclina dall,, pa1·te d e l luto più corto in tutta la fase port1111te cli questo, ondf' rend e l'C pos~ibile il m ovimento oscillante dell' art o più li111go o si 1•io.lzn nl mom<•11to dl'lln fo~e pol'tanto rii quc~to u ltimo . A png. MS, alla riga :!5 p1·em ulh'1·c a l>ilatC'mli In lettera b) c h e ne fii. 1111 r• .. ntrn.pposto a qne ll,\ a ) df'llu pag inu JWf'<·f'<le11t.e n e l gruppo O) ALTERAZIOXC 01-:C, CA)li\llNO Dll' F:NDl•:NT I DA tUf: IDITÀ ARTICOLARI, ECC.
Il. - Xel lnvoro <lt, I d ott.. S ANTO RO il tit o lo <i<'IIH partP pl'ima a pag. fl!l!l, \'I\ <·osi corre tt o : L' ES,\:\!E DEL FERT'fO.
__Lu,~, J'ALMI ERI gcre11/c. , lHòlòl -
11110 -
!,tal.Jilimento poligrafico per l'a u1111ini~1razio ue della Guerra
Giornale di medicina militare Direzione cd Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma
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19 19 -
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato da/I'lspettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare : 1851-1884 Giornale medico del Regio Esercito e della Regia Marina : 1$85-1895 Gioruale medico del Regio E sercito: 1Sg6-1Q07
ANNO LXVII -
1919
I Agosto
Fascicolo VIII
61:l
Direttore :
lt
Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medit:o.
Redattori capi: Pror ALFREDO BUCCIANTE tenente co' onnello medico. Dott. DUILIO .B . dico
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p:~r
.
Dott. AlffURO CASARINI, tenente c·ol onnello medico.
Comitato di redazione : ALESTRA, maggiore me-
CESARE BARILE, id. id. Prof· ~6~~'f_DO BEVACQUA, id. id. n~llo id INO CIAURI, tenente colonDott PLA . Prof· FE CIDO CONSIGLIO id id Pro( G RDINANDO DE NAPOLI 1·ci 1·ct Prof: d8~ANNJ GRIXONI, id. id. • • BIANCH1N.Ndl MARIOTTI __ _ _ , I , ~ATTISTA Id.
...
-
. Direzione e d am m inis trazio ne .
ROM A _
~
Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colonnello medico. Oott. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDOU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Oott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
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ROM A
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P e r le nuo ve
u
tettò • lll/ormuzio11i, Via Poli, 43-./7 • Tele/u11u 77-bti.
norme circa le pubblicazioni dei lavori vedi copertina (4• pagina).
SO :\L\L\ H. I O
MEMORIE
ORIO IN ALI.
Tizzoni. l f,mdamrnli di unn odierna statistica sul tt>tano. n ella c hirurgia. di g u~·rr~ cou alcuni criteri informntori snlbl sua prognosi (' lNa!lia . . . . . . . . . l'ay. 8i7 »
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930
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945
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058
Per il prof. C l l"SEPPE SOlnIA);J
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Sautoro. l:iauri. -
Fnitr 11ddu111inali Ji gut>n a ( ('011t i ,111aiio11e ) l'ontributu all a diagnos i cie l tifo !ll't<'cchialc .
RLC:EBCHE C LI~ICHE E JH LABO RATORIO. San~iorgi. -
llili t>\' Ì falli durante la c:u111H1gna a n t idis!<ent-:-ri c:l 191 8 in :\Jbani:t, s 11lla microfa una inLP,,LÌnai"l' ~li 2000 soldati . . .
Qt:ERTJO~ l 0 ' AT1TALTTA'. VARIETA', NOTIZIE. La Uala, <..:as parone f' comp11gn i .
Trombetta. Brunetti. -
L'otorinularingologia ,, il riordinam e n to clt>gli studi tmi-
vnsita ri
l'ER I L LIHHO n·ciHO l)EL CORPO ;-;,.\~ IT.-\RIO MlLITARE l':\HTE l'F FI CJA LE AVVISO
))
960
877
MEMORIE ORIGINALI
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. ' ... ' .
ISTITUTO DI PATOLOGIA GENERALE DELLA R. UNIVERSITÀ DI ~OLOONA
.. -· r.
I fDnDAIEnTI DI una ODIERIIA STITI!TICI SOL TETANO
ailla [biroroia di guerra [OD al[UDi cnteri informatori sulla sua prognosi eterapia per il prof. Guido Tizzoni, tenente colonnello medico.
Come ho già detto in altro lavoro (1) , la statistica del tetano, dopo la larga applicazione della siero-profilassi antitetanica, non pt!b più farsi a base di sole cifre; invece, oltre a queste, deve tenersi conto di luUe le condizioni che precedettero ed accompagnarono lo sviluppo della malattia, al fine di stabilire se e quale influenza esse esercitaro:1ù sul suo decorso e sull'es ito finale. Perciò pe1· arrivare oggi alla compilazione di una esatta e razionale statistica sul tetano nella chirurgia di guerra, bisogna · dapprima.
prendere a studio alcuni quesit.i preliminari che rileniamo costituirne il fondamento e che ci proponiamo di esaminare, ed a nostro giudizio di risolvere, nélla presente mC"moria. I quesiti fondamenta li in questione riguardano : 1° li valore dei rif, ultah ottenuti nei prdfilassali sulla morbilità e sulla mortalità per il te tano; 2° La necessi là d1 distinguere in categorie i casi di tetano che si verificano nr-gli eserciti in guerra secondo la causa che li produsse; 3• La classificazione dE>lle varie forme di tetano in ordin(} alla profilassi ed agli effett.i di questa; 4° La rar;preseniazione sintetica delle varie forme cliniche di tetano nei profilassati. che valga a prospettare le vere condizioni della malattia ed a fornire utili elementi di giudizi::> per la prognosi e per 1u terapia. Il primo quesito relativo al valore da accordarsi ai risultati ottenuti nei pròfìlassali sulla morbilità e sulla mo·rtalità per il tetano, investe una questione del più al to interesse, concernente il giucti'zio che può desumersi dalla morbiliti.•. e dalla mortalità per il tetano nei profilassati Per riguardo all'efficacia del siero. À la.le proposito si sa per lunga esperienza clinica, che la frequenza del tetano negli individui che non ebbero profilassi alcuna sta in rapporto diretto con le qualità tetanigene del terreno, tanto da arrivare al riconoscimento di località o zone tetanigene in cui il tetano anche nella vita civile decorre con maggiore frequenza, a differenza di allre nelle quali l'infezione m parola è del
-
(1) TIZZONI: Risultati statis,ici snl tetan" nella battaglia del Pia\'e - Giornalt di medicina militare, fase. XI, 1918, pag. ro42.
5i • Giornale di m edicina militare. -
Fase. VIII. ·
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'·<_. 1 \ ~
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l FONDAMENTI DI U NA OOIF.RNA STATISTI CA S U L TETANO, ECC.
tutto eccezionale. Da ciò appunto il variare della frequenza del tetano nelle varie guene e perfino nelle varie battaglie combattute da uno
stesso esercito. In fatti per la proporzione dei casi di tetano Q_elle varie guerre abbiamo la statistica seguente : N e lle guc:rrc a ntiche , lino a l . 1 :io per mille N e lla g ue rra ùi CrinH,:i . . am e ricana 2 15 • franco-pru;;~iana (1870-71) 3,5 • • ru~so-g iappo11ese . . ro Nelle guerre halcnnich e (~tatistica del Ni_gr i$oli) . . 1 ,1 • Nei primi pe ri6<.li ddla g uerra attuale secondo Kilmmell 6-0,5 •
Egualmente varia la proporzione dei casi di tetano nelle diverse battaglie combattute nella stessa guerra su terreno diverso. Così Bilner mcd~ di Federico il Grande, vide il maggior numero di tetanici dopo la battaglia di Praga; nella guerra di liberazione spagnuola gli inglesi persero il 0,55 0/00 cli feriti per tetimo nel i812, 1'8,25 0/00 nel 1814; n e!la g uerra di Crimea la mortalità per il tetano variò considerevolmente nei vari anni; nel 1866 i tedeschi ebbero molte vittime per tetano n ella fronte boema, mentre la fronte a est rimas~ quasi immune. Inte rnssan li poi sono allo, stC'sso proposito alcune statistiche del principio di questa g uerra (i) nelle quali si dimostra che i tedeschi nella marcia del Belgio (agosto i914) e~bero molli casi di tetano con periodo d'incubazione breve e quasi tutt; mortali; che nel settembre dello stesso anno il tetano fu sempre frequente e g ra vissimo, con una mo ri.ali là del iOO }~. cl1e dal novembre al geruiaio tale malattia quasi scompurve per dare di nuovo la IJiccola esplosione dopo la balLaglia di Soi:;sons . In generale r,uò dirsi c he le zone maggiormente tetanigene si riscontrano nei terreni di alluvione dei g rossi corsi di acqua a colt.ura in-
tensiva; perciò da noi specialmente nella vallè del Po. in quella rJel Piave e del basso Isonzo; in Francia in modo 1)articolare nei terreni di a lluvione ddla Marna e d ella Somme. Ora partendo da questi crit~ri si potrebbe supporre, e molti infatti ritengono, che nei profilassati si debba averP, non sole, una diminuzione della morbilità, ma che questa debba stare in rapporto dirette colla potenza del r,iero usato. Ebbene, nient.e più errato di tuUo questo! Ed invero se nella profilassi si usasse una dose di siero antitetanico massima, capace cioè di opporsi a qualunque infezione per quanto grande ed eccezionalmente gnise possa essere. e sufficiente per determinare una immunità di durata bastantemente lunga, allora tale conclusione sarebbe giusLa, perchè quanto minore è la potenza, rispettivamente l'efficacia di un siero, tanto maggiore verrebbe ad essere il numero dei casi sfuggiti completamente od incompletamente alla profilassi. Invece, come abb_iamo detto in altro lavoro (2) , per questione pratica ed economica, noi dobbiamo usare (1) Kriegschirurgc ntagung in Briissel am 7 aprile 1915 • Kth!MEI,I,. Wundinfectiou insbesonclere Wuncbta rkra mpf. (2) Trzzo:-11: Intorno ::ili~ profilnssi e cura ,lei tetano con siero ontitetanico Giornale di 111r d h i11a 111i/ila.re , :fo~c. VI, 19J8.
l FOND,U1ENTI UI IJN.\ OOIER~A $TATI S T1 CA Sl " (. TETANO, ECC.
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nella profila~si contro il tetano una dose media di siero antitetanico. sufficiente _cioè ad opporsi ai casi di infazione ordinaria, di mediocre gravezza, insufficiente pei casi di gravezza eslt'ema e quasi eccezionale. Ne viene quindi clw quanlo maggio ri saranno le proprielà tetanigene del terreno, tanto più numerosi saranno i casi che in modo completo od incompleto sfu ggiranno &Ila profilassi, tanto più elevata sarà la morbilitA per il tele.no. Esempio dimostrativo di L!Uesto noi lo troviamo nella presente guerra nei risulta.ti comparativi ottenuti . collo stc:sso siero Tizzoni in due setlori differenti in cui il terreno ha qualità tetanigene molto di verse, nel medio e nel basso Piave. Infatti nel Mont-ello, in genere nel meriio Piave, noi abbiamo un terreno di mP-diocre proprietà tetanigena, data la sua natura ed il genere di coltivazione che in parte è boschiva, mtnlre nel ba~so Piave noi abbiamo un terreno di alluvione mollo fertile a coltura intensiva ed in buona parte ad ortaggio, come nel delta compreso fra vecchio e nuovo Piave; un terreno, cioè, dotato delle più alte qualità tetanigene (assai superiori a quelle dei terreni della valle dell'Isonzo). come ci dimostra anche l'esperienza della pratica civile e la testimoniirnza di molti medici della regione. Infatti il rapporto proporzionale fra i casi di tetano e il nume1'0 dei feriti riscontrato nella battaglia del Piave nel giugno-luglio HH8, fu nel medio Piave g randemente inferiore a quello che nelle medesime circostanze ebbe a verific.llrsi nel ba5so Piave. Quindi il numero dei casi di tetano, rispettivamente la morbilità per tale malattia, non può es:ìer tenuto a calcolo per gi udicare sui benefici della profilassi antitetanica e per stabilire se e quale efficacia ebbe il siero che per questa fu usato. Da ciò ne viene ancora la conseguenza che le statistiche sulla morbilità nei vrofilassali ·relative a battaglie combattute su terreno diverso non sono fra Iure in alcun modo romparabili . Peraltro, se non può giudicarsi della bontà ed efficacia della profilassi dal numero dei casi di tetano, talo giudlzio può invece desumersi, e con molta sicurezza, dalla mortalità del tetano, ossia dalla percentuale de i morti di fronte al numero dei colpiti; o meglio ancora, per allontanare l'errore che può venire dai casi di morte per causa estranea al tetano, dal rapporto che passa in quelli sufficientemente e regolarmente profìlassati fra le forme locali e quelle generalizzate. Infatti, quanto più un siero è allivo. tanto '[liù arriva a localizzare e man tenere localizzati i fenomeni della mala:ttia che eventualmente insorgessero, rendendo così il tetano assai più mite e più accessibile alla cura ed att.enuandone più o mene, sens1bilment.e la mortalità. Secondo statistiche del Bruce (1). su 1339 casi di tetano la mortalità per effetto della profilassi. si sarebbe abbassata nell,:esercito inglese dal1'85 al 50 •/., con un guadagno del 35 % di guariti. Ma è probabile che il guadagno conseguito possa essere anche maggiore, sia perchè la mo1·talità dei non profilassati presa per base dal Bruce è nell'attuale guerra molto superiore all'85 % ammesso per le guerre passate, sia per(1) Sir Ih\'IO BwcE: Transaction of tbe Society of Tropica\ Med. and H ygiene - novembre 1917.
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1 FONO.\ :\l f. NTI DI U NA 0Dl t:Rjl;A STATI STl t:A SUL H'.TANO , ECC.
chè la profil us i J)l'aticalu con un l>JCro di più ~levata potenza e fatta in condizioni migli ori può dare anch i> risullati superiori. Conclusione : la mortalità r,er il tetano n ei feriti suffi_cientemente e rr•golarmente profi..lassnfi dà solo la m isurn rit i/e prov rirtà teta·niu1me del terreno. m enlr<' la mortalilit 11cr il tetano esprime in cifre l'e ffìcaci<l immuni:.:an lr· del sil'rn anJilclamco u snlo n ella profila s.~i. Il secondo quesito ri!]uarda la n ecessità di una classi{ìca:ione causale del !<'lano eh.e si verifi ca 111•gli eserciti i n. guerra. Ed invero nel conflitto fra. le nazioni il tetano dt:riva, non sola mente da ferite o lesiom di guerra, cioè da offese d1 Yaria natura che dirella mente od indirettamente ci vengono d a l nemico, ma a nche da m oltissime altre ca use r he n11lla hanno a che fa.re colle azion; di guerrn; d a ciò la necessità di di· slinguere il leluno nelle seguenti categorie: 1° •r etano d a lesioni o ferite comuni; 2° Tetano d a ferite di guerra ; 3° Teta no da l'.Ongelament.o. La prima categoria poi va a sua volt.a suddivisa in : a) Tetano per feriLe a('('idenlali : b) » ,, autolesioni; c) ,, " atlo chirurg ico. Quesl'ult1mo a sua volta d eve csse1·e distinto in : Tetano per operazioni chil'urg iche (l.ùlano chirurg ico); » " iniezioni l.erapeuliche. P oche parole per chiarire alcune d i ques~ distinzioni e per dar loro i l posto che veramente le spr tla. E lei.ano p er fentc o lesioni comuni non aventi con le azioni di guerra n essun rapporto, o quanLo meno un rap1,orto mollo indiretto, decorre con una ceri.a frequenza nelle truppe comballent.i, in ragione del lavoro stesso cui sono obbligati i soldati nel loro a l lenament.o, nei mùvimmli e S!)05la mt'nti d elle truppe, nella sistemazione d el terreno; in generale in tntt i i lavori che son o necessari in un esercito in guerra l)er la vi t,a individuale e collettiva. Anzi la frequrn:a d r.i C//si rii tetano pt r cau,a comune p uò dare la misura delle vrovriclà tf'/aniy cn e del terren o e stabilire le d-iffer cnzc c·he a qm•sto prop osito 11a.ssa110 fra. i vari settori d ella fronte di ballaglia. Si comprende c he in questa categoria d ebbano includersi pure quei processi patologici come i panerecci, g li ascessi superficiali, che hanno tutte le apparenze di uno sviluppo spontaneo o che sembrano provocati da cause interne, mentre invece sono dete rminati da piccole lesioni esterne o da insig nifkanti feri te che spP.sso 1mssano inosservate; ~osì pure le semplici escoriazioni, le contusioni escoriale, le sciuputure e i d ecubiti da scarpa, lt puntu re con spin·J, con scheggiH di legno, con fili m etallici, specie se stesi in terra o vicini a terra, come i fili telefo. nici, i fili spinati dei reLirolali, ecc. ecc. Tale categoria poi va considcrnla separalamente, sia perchè la cat•· sa d eterminante ha solr, rapporto molto indiretto colla guerra, s ia perchè comprende forme eguali a quelle che ordinariamente si riscontrano
I FONDAMENTI DI UNA 01.'lEIINA ST,\TI STICA SUL TETANO, ECC.
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nella vita civile per ferite o lesioni comuni; finalmente perchè le alterazioni locali che d eterminano il tetano sono generalmente meno gravi ed estese di quelle che di sohto si riscontrano nei feriti di guerra, anzi talora sono del tutto insignificanti. Questa distinzio.n e si riflette ancora sulla gravezza della malattia, essendo che a lesioni lievi o di poco conto fanno seguito ordinariamente forme di tetano più miti, più faci lmente curabili. A questo proposito deve riconoscersi che non sempre la gravezza della malattia sta in ,·apporto con quella della lesione, ami vi sono casi in cui a lesioni piccolissime tengono dietro forme di tetano acutissime e rapidamente -mortali. P eraltrn è dovnoso ancora mettere in rilievo che, salvo queste eccezioni e quelle riguardanti gli autolesi di cui sarà rlello più sotto, m generale quanto più vasta, più profonda è la lesione, quanto maggiore è la distruzione d ei tessuti , come avviene frequenternenlc nelle attuali ferite d1 gue1ra, tanto maggicre è la gravezza della malattia. Ciò spiega perchè nel tetano pt'!r fe,·ite o lesion i comuni, che spesso sono di poco conto e raramente accompagnate da complicanze g ravi, la percentuak dei guariti, anche se non profllassati, è piuttosto elevata, assai più elevata di quella che n elle medesime condizioni si verifica nelte ferite di guerra. In questa categoria devono inoltre distinguersi le lesioni o ferite accidentali dalle autolesioni, dalle, ferite o lesioni praticale per operazioni o per atto chirurgico; e ciò non solamente per· la diversità deJ momento causale, perchè alcune di esse sono involontarie , altre volontarie, altr e prnticate a scopo tera.pentico, ma anche perchè la loro gravezza, il loro esito è ordinariame11te m olto differente. Infatti, di queste Lre sottodivisioni , il tetano per lesioni accidentali, anche se sfuggite tllla profilassi, non dà., come già si disse, una mortalità molto elevati\ quando sia convenientemente curato, ma presenta ad un dipress~ la stessa mortalità che n elle medesime condizioni si verifica nella pratica civile; invece quello che si s,·il11ppa in seguito a lesioni volontariamente procurale (autolesioni) è in ogni casc?gravissimo ed il più spe3so rapidamente mortale. Si direbbe che la giustizia divina vunisca i colpevoli che cercano con operazioni dolose di sottrarsi ai doveri verso ·la Patria! Nel fatto la gravezza del tetano negli ftutolesi d eriva dalle seguenti cir,costanze: · 1°) Perch è gl i aulolesi sfuggono costantemente a lla profilassi antitetanica; 2°) Perchè la lesione viene ordinariamente procurata con metlzi settici talora perfino con diluizion~ di materie fecali, che esaltano terribil~ente la potenza del virus tetanico, specie se trattasi di focolai icorosi o suppurativi che stettero per qualche tempo chiusi; ed è not_o a tutti il potere di certi germi settici, in modo particolare del b. coh , di esaltare grandemente la virulenza del b. del tetano; , 3°) Perchè tali lesioni sonò determinate ordinaria~~nte all_e m_ani o agli art: inferiori, più frequentemente d?l lat? ~rms~ro, c10~ ~n parti dove la pelle è r,rofondamente lordata d1 terr1cc10, d1 sporc1z1e, frequentemente contaminate dal b. coli;
l FONUA:I IENTI DI l ;NA OU JJ::RNA STATf tiT ICA SUL TETANO. i;c:c.
'1°) Finalmente perchè il malato non accusa subito i sintomi del tetano per il timore che se ne riconosca la causa dolosa, per cui la tT'alaltia ordina riamente vien e curat&. quando si ha g ià forma generali.:zata, irreparabile. Il tetan.) che segue ad operazioni chirurg iche merita pure di esser consideralo a i:,arte · per le ragioni già accennate ed anche per la sua gravezza. Q11i peraJl.ro non d eYe confondersi il tetano chirurgico con (]ucllo che può seguire ad operazioni chirurgiche praticale in secondo tempo nei feriti di g ue1ra profllassa_ti. Nel primo caso l'operazione chirurgica, che è praticat,i sopr:.i un indiYiduo sano ed a pelle perfellaniente integ ra, è causa diretta dell'infezione tetanica ; per il trasporto d1 · germi d alla s up1:;rficie d el corpo o per inquina mento dall'es terno; quindi l'infezione cJ1e si detennina viene a C'>incidere con lo stesso at1o chirurgico . Nel secondo caso l'operazione non ha che rapporto indiretto col tetano, in quanto vale a risvegliare una infezione preesistente, già avvenuta in una ferita di guer-ra e rimasta fino allora latente per opera ed effetto della praticata profilassi a ntitetanica. La prima 'di queste form e seg uit eremo a distinguerla col vecchio nome di tetano chirurgico; l'altra che s i riscontra nelle ope3razioni praticate sopra ferì ti profila.ssati, sarù invece indicala come forma di tetano post-operatorio, cioè come infezione proYocata e non determinata d all'operazione. La ragione della g raYezza del tetano chirnrgico è facile a comprendersi. Infatti in u n esercit0 in guerra le opernzioni, anche se debbano essere es0guite sopra soldati mai stati feriti, cadono di sovente su pa rli del corpo profondamente lordate di ter ra, che l'esperimento dimostr a (1) non esser possibile di:;infett9.re coi comuni disinfettanti chimici (sutlimato, acido fen ico, jodio, a lcool). . Da ciò appunto il p recelt-0 di · non fare in tempo di guerra nessuna operazione chirurg ica di necessilù o rl1 elezione sop ra soldati mai stati profllassuti, senza I)rima garanti1-s1 contro il tetano con una o due iniezioni di siero anliLetanico praticale in antecedenza; m,iislio, quando è possibile, 24-48 ore prima dell'atto operatorio, perchè appunto occorrono sempra 1-2 giorni per il passaggio nel sangue della quantità massima di antitossina iniettata nel sottoct,laneo . Inoltre l'insorgenza d el tetano può al'.Cad~re, non solo per vere operazioni chirurg iche, ma anche per atti ·chirurg ici di p:>co conto, come è appunto il caso delle iniezioni terapeutiche . Fra queste sono da prendersi in particolare considerazione quelle d a chinina che possono d et.erminare forme di tetano acutissime e rapidamente mortali « tetan o da chinina» . La cosa era già conosciuta da tempo, in seguito a ripetute osservazioni cliniche fatte specialmente in paesi dovP, domina il paludismo g rave, come in Grecia, nel Madagascar ed anche da noi pe~ alcuni ca.-;i dolorosi occorsi anni addietro a Roma; ma fino al pen o do antisettico d ella chirurgia, s1 fu inclinati ad a mmettere che i~ tetano sviluppato in tait circostanze fosse semplicemente il portalo d1 un er (1) 1'11.z11:,;1 e CATT.,:,;1 : l,'chc:,· die \\'idcrstJ11lbfahig-keit dcr T etanu~bal'ille n_ ge1-<·11 physik~lische 1111d d1e111i,chc E i11 wirkn11 ~c11. A rc/111· f. E x f>er. Polliologic u. /' llan11a/;(l/<>gie . Bd. XX\"lrt.
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z-ore di tecnica chirurgica, cioè fosse determinato da infezione accidentale do,,uta a negligenza dell"operatorc o all'inquinamento della soluzione di chinina adoperata. Solo più Lu rd1 tali osservazioni trovarono una g_iusta interpretazione per opera delle belle ricerche sr,c,rimentali del Vincent (1), alle ~ uali rin,ando intie:ramenle per quanto riguarda la letteratura dell'argomento. Solamente voglio ricordare che r.ure il Laveran (2) ed anche il Manson (3) hanno insistito sul pericolo delle iniezioni di chinina e sul tetano che esse possono provocare. Secondo le ricerche del Vincent deve ammettersi ch0 in questi casi la iniezione di chinina risvegli la germogliazione di spore del tetano pr,eesistenti nell'organismo ed abbassi la resistenza di questo, in modo da giustificare un esito così rapidamente mortale da non permett..ere nessuno intervento terapeutico efficace. Mie osservazioni pnsonali dimostrano poi che, anche senza bisogno della presenza di ferite apprezzabili, può aversi. forse per lesioni o ferit13 irr r:ercettibili , oppure per lievissime rnluzioni di continuo avvenute molto tempo prima (10 mesi), la presenza nell'organ is mo di spore del tetano ,allo stato latente, non potendosi in tali casi pensare ad un trasporto a mezzo della puntura. dei germi che si trovano alla su1)er flcie della r E:; lle; anche meno ad inq11inamento della soluzione rli chinina iniettata. sià perchè tali soluzioni sono oggi accuratamente steri . lizzate, sia perch~ il cloridrate, uutro di chinin:1. usato ordinariamenl c per tali iniezioni, a differenza deg°l'Ì altri preparati di chinina, possiede energica azione germicida sulle spore del tetano. Da ciò emerge la r.ecessità di far precedere le iniezioni di chinina da un 'iniezione di siero antitetanico, almeno nei malarici che hanno tuttora ferite aperte, o che ebbero ferite o :esioni precedenti, anche se queste avvennero molti mesi avanti. Se in quE:sta rubrica, oltre alla. chinina, si debbano comprendere altre iniezfoni terapeutiche o vaccinanti, ciò non posso affermare con precisione. A quanto si conosce, le iniezioni ipodermiche di altri medicamenti di uso molto comune, come la morfina, la caffeina, la. stricnina, la cocaina, l'etere, non danno luogo mai allo stesso inconveniente; solo la morfina in casi eccezionalissimi e d'interpretazione molto dubbia, avrebbe dat<- sviluppo al tetano. Invece sembra che la vaccinaziane, specie 'la vaccinazione antitifi-ca, in certP determinate circostanze possa presentare lo stesso pericolo. Infatti, come ho già riferito sommariamente in altra occasione, io ho potuto osservare un caso di tetano gravissimo che uccise in 7 giorni, nel quale si aveva un seno fistoloso di antica data per orchio-epididimite tubercolare, ed in cui circa 23 giorni prima era. stata praticata la vaccinazione antitiflca nel quadrante inferiore destro 'd ell'addome. In (1) VINCl!NT: Tétanos et quinine - Am1a!cs de l'ltlstitut Pasteur - 1'. XVIll, 1904, pag. 748. (z) L.,VF.RAX : Traité du paludisme. Paris, 18QS, pag. .14Q. (3) P _ ?iTA~SON: Maladies dcs pays chauds - 'fraduction Guibaud et Brcngues. I>ari;; 1904, p111,:. 155
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questo caso, mancando qualsiasi a!Lra lesione presente e passata che giustificasse l"insorgere del tetano, è lecito pensare che la vaccinazione an ti Li fica avesse nel rr.al1i Le, in quH,tione operato allo stesso modo della soluzione d1 chinina , cior. risvE:gliando l'attività germinativa d elle spore del tetano che si trovavano allo stato latente nel seno fistoloso ricordato ed indebolendo i poteri di difesa d ell'organismo. Disg raziatamente, per cond izioni indipend<'nli d alla mia volontà, non si potè avere la din osi.razione d el fatto con prove coltu rali e sperimentali praticate a mezzo d ella sec rezione purulenta del seno fistoloso del testicolo. Comunque sia, nonostante l"<.!ccczionali tà d el caso, essendo l'unico da me finora osservato e per giunta di molto d ubbia interpretazione, sarà sempre c.pportuno, per a llontanare la possibi litit che la cosa abbia a ripetersi nell'avvenire, d1 escludere dalia vaccinazione antitifica tutti quei soldati che abbiano ferite o lesioni aperte, o che abbiano avuto ferite o lesioni r ecenti per quanto già cicatrizzate; in cui, cioè, vi sia
la possibilità della prtsenza nell'organismo di spore del tetano allo stato latente. Quanto meno in tali circostanze sarit p rud ente far p reced ere la vaccinazio11e antitificu d a una iniezione d i siero antitetanico. Il terzo quesito che ci sia mo proposti riguarda la classificazione delle vari1· forme rii tetano nei feriti rii oiierra in ordine alla profilassi ed agli e{fél ti di questa. A tale proposito si deve distinguere il tetano nei feriti di guerra secondo il scbuentc sc hema: a) non debitam en te curati.
,• non profil~~sati
!
(controlli)
b) debitamente curati.
\
a) :izione profil:11tica completa.
Feriti di l,!Uerrr,
f
incompleta
\ b)
mancata
e) 2° profila~~:it i
I esaurita d)
f. spontanea
1f.
l
semplice .d.
TCCI
tvantt
post-operatoria
La distinzione che deve farsi tra il tetano di feriti profilassati e quello di feriti non profilassati, trova la sua ragione nelle differenze del quadro clin ico e d ella gravezza della malattia, per cui negli ul . timi, anche s: convenientemente i:.urati, abbiamo una mortalità molto superiore che negli altri. Pure deve tenersi conto se nei non profilassati il tetano ebbe cure appropriate oppur no., e la malattia, sT può dire, fu quasi abbandonata a sè stessa. Secondo mie osser·vazioni personali si deve ritenere che la mortalità per il tetano nei f erili di guerra non profilassati nè debitamente curati, e chi' perciò possono servire come •termine di confronto, è assai più elevata dell' 85 % ammes,o per le guer-re precedenti; anche se non raggiunge intieramente il 100 % molto vi si deve ,wvicinare.
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Nella categoria de, non pl'ofil assati ma convenientamente curati dt:bbono includersi tutti i casi di tetano che ebbero una cura sufficiente e 1regolare, qualunque sia il metodo curativo vrescelto e l'esito della malattia. Nella categoria dei profilassati bisogna innanzi tutto d btinguere i vari casi a s1:·conda che l'azione 1wofilattica fu completa, incompleta, mancata od esaurita. Per rignarcio al\'a7.ione profìlaUica completa, ai casi , cioè, in c ui lo sviluppo della malattia fu impedito in modo assoluto, non è possibile stabilin· una valu tazione 6satta che ci indichi con precisione il guadagno che veramente si ottiene colla profila,si, in ma ncanza degli elementi necessari per un giudizio comparativo. Ed inver o nessun mezzo è in ,nostro possesso per conoscere se le feriw, senza la profi lassi, avrebbero dato sviluppo al I.dar.o oppure no; nemmeno l'esame colturale della ferita, che anche in casi di tetano sviluppato talora è negativo, come ha dimost1·ato Roberlson (1) e come io pure ho potut'.) confermare in akuni casi. D'altro lato non possiamo dire quale sarebbe stata la morbilità per il tetano nei feriti di guerra in identiche condizioni delle ferite e de! terreno quando non si fosse fatto uso del siero antitetanico; nè, dopo quanto abhiamo detto, possono servire per confronto i risultati avuti 'in ·altre guerre in cui mancava qualsiasi profilassi antitetanica. In genere si deve ritenere, come 'l'osservazione comune ha la rgamente dimostrato, e come statistiche parzi a,Ii hanno anche confermato (2), che la profilMsi diminuisce conaiderevolmenl.e il numero dei casi' di tetano, e che perciò molti debbano essere i feriti in cui la pro. filassi medesima ebbe azione complt ta: di questo oramai nessuno du· bita più, nemmeno quelli che furono e sono tutt.ora i meno accessibili a concetti moderni sulla immunità e sulla sieroterapia. Lo stesso Bruca (3), che presiede la Commissione ingle::e per il tetano e che indubbiamente è uno dei più altivi (' intelligenti studiosi della questione riguardante la profilassi e cura di questa malattia, dichiara « pot~rsi ritenere che 111 profilassi diminu1~ce not':lvolmente i casi di tetano», e subito dopo aggi unge « non tsser possibi l~ stabilire il fatto con dati esatti, ma esservi forte presunzione che le iniezioni profi lattiche abbassino moltt• il numero dei casi d1 ',tetano ». Quindi questo capitolo resta per necessità di cose annullato o rimane in bianco per mancanzfl dei dati necessari per un giudizio concreto. Sollo il titolo di azione profilattica incompleta sono riuniti tutti ( 1) :\I. Rout:wrso:-. : Notes on the occurr.,uc:e of. b. tetani in wounds Trans. Soc. o} Trop. Mcd. a. H yg. - T. XII, f. I, no,·. 1917, pag. 56-58. (2) SoRMA:'lI:
Annotazioni sulla profilassi <lei tetano negli eserciti helligeranti -
Rendiconti dell.'/slit11to lomba rdo. T . XLIX, 6 luglio 1916, pag. 881-886. PAS1:-.1 U. : Relazione !;ui casi di tetano (1° luglio 1915-31 ottobre 1917) - Riv ista ospitaliera, anno 1918, n . 2. CACCIA F.: Pum.io numeu(o chirurg ico dell'os pedale d a ca111po ~pecializzato u . 057 durante il trimestre lug lio-settembre 19ri, con speciale riguardo all'indicazione terapeutica nelle ferite cadtarie. G iomale di medicina militare, fase. III, 19 18. (3) Sir D. BRUCE: loc. cit.
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quei casi nei quali si ebbe solo una parziale immuni t.à, per cui il siero non impedì in modo assoluto lo sviluppo d ella malattia, ma ne circoscrisse i sintomi alla parte ferita e ne rese più lenta la loro diffusione, d'ordinario sistematizzandola alle vie di connessione nervosa; permeUendo, cioè, lo S\'iluppo di una malattia assai più mite e più accessibile alla cura. Invece s.i dice che è mancata ogni azione profilallica quando, non ostante la profilassi ,praticala in modo sufficiente e regolare . la malattia ha origine e decorso identici a quella delle ordinarie forme classiche di tetano; vab a dire comincia con trisma (sia !questo completo oppur noì, disfagia e con gli altri fenomeni bulbari, si diffonde in senso discendente, 'generalizzandosi in n:odo rapido ed uccidendo in breve tempo sotto accessi respiratori asfittici; oppure ha principio con fatti locali e da questi si diffonde in modo ascendente e rapi<lamente si generalizza uecidendo in breve tempo con la presenza o meno del trisma. In 1quesli casi il tetano ha origine, decorso, esito eguali a quelli che si hanno nei non profilassati; cioè la malattia si prest!nta e finisce come se non fosse stata praticata alcuna profilassi. .Più difficile è acquistare un concstto esatto e çpmpleto sulle forme di tetano ch'.l avvengono per azione profilattica esaurita, e che si distinguono per la caus,L che la ris\'egl ia in spontanee e in post-operatorie. E' noto che l"immunillt pa.«si,·a conferita col siero antitetanico è temporanea; anche per i migliori sie,·i e per le quantità che se ne sogliono iniettare, non va oltre i 15-20 giorni. E' noto pure che il periodo d' incubazione del tetano oscilli-! nei profllassat1 entro certi limiti; secondo recenti osservazioni di Leishrna11 e Smallman (1 ) il periodo d'incubazione medio sarebbe d1 12 giorni, il limite minimo di 2 giorni, il limite massimo del periodo d 'incubazione normale di 21 giorni; secondo Bruce (2) il periodo d' incubazione oscillerebbe fra. 2 giorni ed 1 anno con una cu rva avente un acme elevato dal 7° al 18° e colla sommità al 9° giorno, quindi con maggior frequenza d el tetauo nel corso della seconda set.Limana; ed io in mass ima concordo con queste cifre. Così per forma di trtono ritardata deve intendersi quella che insorge oltre il limite rnass,.mo del periodo d'incubazinne, cioè oltre 21 giorni, quando l'immunità con ferita col siero è già esaurita. Il tetano post-operatorio, che è pure un tetano tardivo, è in partico· lare quello 'in cui la malattia è stata risvegliata rl" operazione o manovra cltirur{)ica praticata ·in secondo tem110, cioè ad immunità uià scom1"irsa. ·In aml:::edue i casi non r,os5iamo interpretare il ritardo come una anormale lt:n6 h( zz,~ del periodo d'incubazione; e nessuno pensa più oramai per dare una congrua spiegazione delle forme di tetano ritardato ad una specie di gioco di eQuilibrio fra tossina ed antitossina, fino (1) W. B. LF.ISHMAN e A. D. $)1AT.T.~IAN : Aualyse dt: ca~ récents de tétanos dat:s l ' Arn1ée britaoique - J,eur traitement par l'antitoxinc · The La11cet o. IV, 27 genmu_o 1917, pag. 131. Triiduction de l'Offi,·e Iutc-rnational d'H"g icne publique, Tom. IX. fase. n, oov. 1917. (2) D. BRUCH: Teta11u~: analvsi~ of one tho11sand cases. Tran s. Soc. of Trop. M ed. a. 1-/y!? . • t. Xl, In$<". I. nm:. 101;. pp. 1 • :;o.
I FONDAMENTI 01 UNA ODI ERNA STA'fl !:iTH.;.\ SUL TETANO, ECC.
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ft. !?-he per la graduale eliminazione di questa i fenom eni di inlossicazi:-ne hanno -il predoniinio e !'\i rendono in secondo tempo appariscenti; data in alcu ni casi la lunghezza eccessiva, ta lora anche d i più meSA, del periodo d'incubazi<ine. e dato per converso il lemno molto limi tato nel quale si dispiegano gli elfelti utili del s iero. · Invece è opinione generalmente accettai.a. che tali forme di Letan1, ritar dato trovino la loro ragione di essere, nella presenza di -spore rimaste nel corpo allo sta lo latente e nella loro germogliazione in secondo tempo in seguilo a cause diverse. Ammessa C)uesta spiegazione ne avviene c he il pri ncipio del periodo d'incubazione non coincide con la ferita, rispettivamente col monlC'nto dell'introduzione del germe nell'organismo, bensì col suo risvegiio successivo che s i verifica dopo un periodo di latrnza più o meno lungo. Dei casi di tetano rita rdato, quelli post-operatori , sono indubbiam ente di più facile interpretazione, perchè in lali casi vi è tutta la r &gione di supporre che il ris,·egl io delle spore del tetano s ia determinato dalla stessa operazione chil'urgica o quanto meno da semplici atti o manovre chirurgiche praticati in individui ad immunità esaur ita, cioè dopo trascorsi oltre 15 giorni dalla pro.~cedenle profilassi. Fra le manovre chirurgiche debbono essere anche ricordale le esplorazioni r ipetute del la ferita, le riposizioni di ossa, e perfino la pratica del massaggio a. pelle integra, od anche i semplici movimenti attivi e passivi della purte diretti a vincere ngidità a rticolari e m uscolari. Qui è chiaro che l'operaz1one o la manovrn chirm·gica non fanno altro che creare il terreno di nutrizione necessario per lo sviluppo delle spore del tetano preesistenti nel corpo, o provocare la migrazione di qualche sch(ggia, come ~ appunto il caso dei movimenti a ttivi e pas- · sivi della parte, aprendo nuove vie che facilitano la germogliazione delle spore rimaste fino allora allo slalo latente. In proposito sono molto islru Lt1vc \e ricerche di Lumière (1), le quali hanno dimostrato con la colLurn (3 volte su 11 osservazioni), e confermato con l'iniezione di questa. nella cavie, la presenza di spore del tetano alla superficie di scheggio metalliche estratte da casi in cui la ferita era gia da tempo completa mente cicatrizzala. Nè meno istruttive allo stesso riguardo sono le esperienze di Strick (2); infatti se in una cavia si iniettano sotto la pelle spore· d 3l tetano disintossicate col calore esse non determinano alcun disturbo; ma se contemporaneamente ò sucCt:$sivamente, anche dopo molto tempo, s'introducono nello stesso animale corpi estranei, come pezz~iLi di legno, oppu re si fanno nella medesima parte in cui furono introdotte le spore piccole lesioni traumatiche interessanti il tessuto muscolare o si determinano lievi emor ragie, il quadro del tetano esr,lode in tutta la sua acutezza e in breve tcmpc, conduce alla morte.
( t) L u~, IÉRR: Sur fa pr é~e,ice d u haeille clu tétanos à la surface dcs projectiles inclus dans \es plaies cicatrisl-es. C. R. 11 cc. Scie11ces • t. CI,XIII • 9 otttobre 1916,
p. 378. (2) STRICR: Die 'l'ctanu~infektion von ~chusswm,den nnd Hiimatomen ausgehend bei_ Kn11inche11 111it n eriic:-k~ichtigu11g der So:•·umprophylax is u11d 'fhcrapic • Ioan.J.!. Dtss. Bern, 1$..)8.
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I FONOA.\IENTI DI UNA OD IEHNA STATIST ICA SU L TETANO, ECC.
In modo identico si puo q uindi ammettere che l'opernzione o la manovra chir urgica determinando limitate distruzioni dei tessuti, ù quanto meno producendo piccole emorragie, viene a costituire un t.er: r eno morto, privo delle normali di fese: biologiche, nel quale le spore del tetano preesistenti nel cor po e rimaste fino allora allo stato !al.ente, trovano le cm,d izioni · necessarie per vegetare. A tale rigua rdo è uti le meltHs• bene in mente questi d ue concetti. che le spore del tetano, come qurlle degli allri anaerobi del Lerreno (per fringens. edema maligno), non sono patogene i11C'ondi:.ionatamentl:! per l'uomo e pe1· g li animali, come lo sono ad es .• quelle del carbonchio, ma lo divpngo110 solo in circostanze spec iali, cioè quando trovano il terreno adatto per il loro sviluppo (f<1':o lai necrobiot ici, emorragici, determi nali dal tr1111ma o da operazioni successive, o prodoLti da infezioni concom 1lant.i, corpi estranei etc.); per cui tali spore possono rimanere latenti, nétscoste, inoffensive fino a che non int en·engono fatti n uovi che ne favoriscano lo sviluppo. Cosi pure deve tenersi presente che il germe del tetano non è pat0geno per sè, ma per la tossina/ cha produce, e che questa non si sviluppa mai dalle spore, che perciò possono rimanere lungamente nel corpo inoffensive, allo stato latente, ma solo dalla loro germogliazione e dal la pr0d uzione di forme vegetative che di rcgol t a,·vicne su tessuti morti. In base a questi principi non è mai s utticientemente raccomandata la profilassi chirurgicu come complemento di quella sierica, consistente nell'allonlartamcnlo fallo quanto più vrcsto è possibile di lutti i corpi estranei, e n elt,, cscision e ed csporla:.ione di tutti i tessuti morti o profundamc11te lesi nella loro vitalità. P erciò nei casi d i lelano post-operatorio la lunghezza del pe1·iodo d'incubaziom·, come già s i disse, non decorre dal momento dell'avvenuta ferita, l,ensì da que:llo dell'operazione praticata; cosi in queste forme , oltre la data della ferita. che segna il mom~nto in cui avvenne l'infezione, deve essere indicata anche quella dell'operazione o della manovra chirurgica in causa delle q ual i l'infezione si sviluppò, al fin e di calcola-r.., z,. vera lu nghe:.za del p eriodo d''incubazion c. · Di pii'.1, per giudicare che trattasi veramente d i tetano post-operatorio, deve farsi conoscere anche la distanza della operazione praticata dalla precedente prcfilassi , dovendo essere indicato come tetano postoperatorio solo quello in cui tale di stanza, come fu accennato, raggiun se un minimo d. quindici oiorni. P er analogia possono facilmente interpretdrsi le forme tardive di tetano che appai·iscono come spontanee. Le forme ritardate a ferita ancora aperta, sono infatti provocate di soli to da esplorazioni fatte dal chirurgo, da spostamento di scheggie ossee o di scheggie metalliche e verosimilmente ria infezion i l()ca1izzate (streptococco, stafilococco, pio eianeo), che favoriscono direttamente od indirettamente lo sviluppo di spore del tetano rimaste fino allora allo stato latente. Le forme ritardale a ferita chiusa, sono invece prodotte il più spesso da migrazione di piccole scheggia metalliche determinata da movimenti attivi o passivi della parte .
I FONDAMENTI DI UNA ODIERNA STATISTICA SUL TtTANO, ECC.
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In conclusione , d opo la s piegétZione data, apparisce chiaro che le forme di tetano ritardate, spontanee o post-operatorie, sono solo apparentement~ tali; nel fallo non svno il più spesso che casi di sviluppo secondario dell'in/e-:.ione in individui a JJro/ìlassi esaurita . Le forme ritardate spontanee si d istinguono poi in semplici e recidivanti , indicando come recidivanti quelle che si ripetono una o più volte nello sl€:sso individuo (forme a ripetizione), a misura cioè che cessa l'immunità precedentemente conferit,a colla profilasssi e colla cura dei precedenti atta<'ch1, fino a tanto che persiste la stessa causa d eterminante. D1 tali forme ha dato una particolare descrizione il maggiore med,ico prof. Vernoni ( t ). ajuk a q uesto Istituto; fra i casi descritti, è specialmente interessante quello in cui il tetano si ripetè per ben ~ volte, fino a che restrazìone di scheggie metalliche, e he ne erano causa determinante, r on liberò d efi nitivamente questQ ammalato d alla minaccia d el tetano. Le recidive si presentano di solito come forme abbastanza miti, che cedon<' a poche iniezioni intramuscolari di siero. Nulla di generale può dirsi sulla g ravezza delle forme tardive, operatorie o no, dipendendo l'andamento e l'esito della malattia da circostanze molto diverse. Così noi possiamo andare dalle forme più acute di tetano generalizzato, del tuLto ident.iche per gravezza e per decorso a quelle che si hanno in soggetti non profilassa.ti, a form e d el tutto localizzate, abbastanza miti, come quelle che si osservano nei p rofilnssati, e fra quesLi d ue estremi si riscontrano tutti i gradi intermedi. Le prime forme, acute genualizzale, s'intendono facilmente; per il decorrere del tempo l"mdividuo ha perduto completamente l'immunità conferita col siero; l'operazione risveglia de: germi tetanigeni rimasti fino allora latenti offrendo ten eno favorevole al loro sviluppo, e la malattia, per il ritorno della sensibilità normale d ell'organismo, decorre con gli stess i caratteri, con la stessa diffusione. con la stessa gravezia che decorre in un soggello non profìlassato. P er converso non sono a!Lrettanto facili a spiegare le forme localizza te alla parte lesa, senza trisma, senza diffusione alle a!Lre parti d el corpo. Infatti !qui non può pensarsi che il siero faccia risentire i suoi benefici effetti dopo un tempo molto lungo, dopo 4-6 o più mesi, essendo ciò in manifeste contrasto con quanto l'esperimento ci dice in proposito. No11 rimangono quindi per tale spiegazione che due ipotesi, cioè che in questi casi, per lo S\ilu ppo in primo tempo di piccole quantità di tossina completamente neutralizzat.à ddlla rispettiva antitossina, e perciò non avvertita affr;tto dall'organismo, si prod uca una specie di immunità attiva come quella che si determina negli a nimali con la siero-vaccinazione, che è di più l unga d u rata d ella semplice immunità passiva.; oppure che il virus, per i I soggiorno nei tessuti e per effetto dei succhi organici e dei glob uli bianc hi , poco a poco perda della sua attività, si attenui, prima d1 esser reso completamente inattivo ed essere intieramente distrutto, cosicchè non riesca p iù a dare altro che forme localizzate. hl VHRMN!: Sul tetano recidivante da fe rite di guerra . Ga:=ctta dc~li Osp.:dali e de lle Clitticlle, n. 70, anno 1917.
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I FON0.~)1ENTI DI t ; NA ODI ERNA STATI STI CA SUL TETANO, EC:C.
Contro la nrima ipotesi sta il fatto delle difficoltà di determinare im111unWt attiva negli a nimali mollo sensibili al tetano, e della necessità, dopo inir ttato il siero-vaccino, di cont.in u:1.re a lungo con piccole e grad uali iuiezioni d, coltura per ottenere solo dopo molto tempo gradi piuttosto bassi d'immunità. Inoltre sappiamo che il tetano è malattia la qualF. non lascia nell'uomo e n egli anima li uno stato d 'immunità; anzi è probabile che determini una minore resistenza, per la quale, data la persistenza della causa, in alcuni casi possono spiegarsi le facili e sollE·c ile r ecidive. E' quindi &ssai più probabilP la seconda ipotesi di cui peraltro non possedia mo la prova diretta, cioè c he le colture ott,,mule coi germi rimasti lungamente inatti vi nell'organismo abbiano subìlo effeUivamimte una graduale at.t.enuazione, fino a riuscire del lutto innocue od a rimanere definitivamente sterili. Pera!Lro, s,dvo queste tccezioni , le forme ritardat.e per sviluppo~condal'io d ell'infczionP., sono l&nlo più g ravi quanto più ci si allontana d al momento d ella praticata profilassi. Un quarto ed ultimo quesito è quello che si rifer-isce alla rappresenta:.ione sintetica d elle varie forme di tetan? nei profìlas.çafi, t:h e valga a pros7-,cllarc l e 1,ant conrli~ioni dl'lla 1wtlattia cd a fornire utili elcmf'nti rii cnul i:io JJ1-r la proanosi e ltt t1·ra1Jia . Pri ma dell'attuale JJeriodo sierico si era g ià osservato che, in ragio:1e del grado di r1;;sistenza presentato dall'animale, il tetano, s ia natu rale sia sperimentale, assume due forme distinto; una discendente che si osserva neIL·uomo e nel cavallo, e una a,wendente che si riscontra nel topolino, nella cavia, nel conig lio, m gen erale nei,rli animali da laboratorio. La prima di questt: form e si or igina col lrisma e cogli al tri fenomeni bulbari, e passa successivamen te ai cèntri midolla.ri, generalizzandosi con maggiore o minore rapidi là (tetanus descendens). La seconda ha pri11ei11io come fo rma locale, corrispondente alla parte ferita od a quella dove è stata faUa l'iniezione d ella tossina, e da questa si diffonde, p rima secondo l'arco diasla ltico, poi ascendendo lungo il midollo per i r.teressare il bulbo per ull1mo (tetanus ascend ens). Ora qualcosa di simile si volle vedere nella immunità artificialmente conferita col siero, per la quale negli a nimali più sensibili al tet.ano (quale l'uomo e il cavallo), invece di presentarsi una forma disconden'te, si rr,t,nifesterebberò fÒrme localizzate od ascendenti, com e quelle d egli animali meno sensibil1. Quindi nell'uomo, a seconda che la profli assi ha a, uto effetto oppure no, ed a seconda che l'e ffetto fu più e, meno completo, si avrebbe la forma discendente, la forma localizzata oppure l'ascendente. . Il Montai:::. (1) invece vorrebbe distinto il tetano in midollare ed in bulbo-pretul:>eranziale; l'ultimo si osserverebbe nei non profilassati od in quelli nei quali l'azione profilattica ebbe per buona parte a man· care, mentre il primo si verificherebbe tutte le volte l'organismo ha ac(1) MoxTAIS: Snr Qne!Ques ca~ dc tét~no, localisl- à la r égion bless~e. tétanos médullaire - Amia/es de l'lnstitut Paste11r, T. XXIX, anno 1915, p. 369-378.
I FONDAMENTI DI CNA ODIERNA STATI S flCA S U L TETANO, f:CC.
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quist.ato una n -sistenza abbastanza forle pc,· mezzo delle iniezioni di siero, paragonabile a quella d egli animali meno sensibili al tetano. Il Lumièrc (1) , ed in generale la scuola francese , distinguono nei profilassati lr"'. forme a normali di tetano, c he corrispondono a gradi
diversi della malnllia, e cioè : 1° con trisma iniziale; 2° con trisma atte nuato, ritardato ; 3° senza tnsma. Gli inglesi 0onsiderano finalmente d ue forme principali di tetano. nei profilossat.i: un tetano locale ed un tetano generai izzato, con le seguenti varietà cliniche : 1° con trisma iniziale; 2° con trisma rita rdato; 3° tetano generalizzalo senza trisma; 4° tetano locale senza trisma (2). Ora tutte queste clas sificazioni sono buone perchè fondale su dati di fatto reali ; mo. hanno tutte il difetto d i essere unila terali. cioè di considerare sole, una pa,te, per q uan to importante, della ques.lione ; vale a dire l'origine del tetano, bulba re o midollare, il modo d ella sua diffusione ascendente o discendente, i dati relativi ad uno dei principali fenomeni clinici, al trisma , fin almente la sua esten sione cioè se la malattia è locaJizza ta o genera lizzala. Perciò quando si vuolf' rapp resentare p er intiero il qu1.1dro del tetano e dare gli elementi n ecessari per stabilire la prog nosi, rispettivamente trarre utili inse~n amen ti per gi udicare s ulle modalità di applicezione del t rallamcnto speci fico, tal i classificazioni sono del tutto in~1:ffic ienli . Infatti vi sono forme ascendenti che sono altrettanto g rnvi e mort~li di quelle discendenti ; lo sle&>o dicasi delle forme midollari e dell e forme b ulbo-pretuberanziali. Nemmeno il g rado d el I.risma può servi re com e cr-ilerio assoluto di gravezza, perchè si incon trano casi di tetano senza tl'isma oppure con trisma attenualo o dtardato che si p resentano g ravissimi e che muoiono come quell: nei q uali il trisma fu in1z1ale e compl eto. P i::rfìno si hnnno forme di tetano nei non profilassuli in cui la maltit tia nel suo esordio fu r,er breve tempo loca lizzata ,dia parte ferita ed il tris ma o mancò del tutto o C'.J mpa rve in secondo tem1;0. Questione questa che è legata intima mente alla differenza individuale di sensibilittL delle varie parti del si stema nervo::,;o, specie dei cent ri bulbari , quindi al lorc, modo di rispondere di fronte ad un detel'lninato velen o Anch e la distinzione di forme localizzate o generalizzate non è sufficiente p er esprimere in modo s.icuro la gravezza della m alattia, perchè si dànno casi acuti, gen eralizzati, che presentano una relativa mi · tezza, m entre vi sono forme localizzate, le quali, sia per l'intensità dt>i fenomeni locali, si'a per la loro diffusi one secondaria, o p er concomitante subdolo interessamento dei centri cardiaci (tachica rdia, dissociazione fra polso e temperatura), fini scono sollecitamente in esito ~el-ale. Per prospettare in modo chiaro e sint.etico il quadro clinico del tetano nei profilassati e rilevarne la gravezza, da servire come norma (I) LUMIÉRE : Sur les t é tnnos post-sériques • Atrnales de l'lnstitut Psteur - T XXXI, 1917, p. 19-50. . . (i) Sir. D. BRTTC-.: : Tetanus: nnn\ysts of one thousand cases. !oc. c1t.
I FONDA:M ENTI DI UNA OU IEBNA STATISTICA SU L TETANO , ECC.
d1 giudizio nella prognosi e come criterio per regolare la cura specifica, occorre tener presen Li i seguenti elemen ti ; !-ede ed estensione dei fenomeni iniziali, loro tend enza a di !fondersi o a mantenersi localizzati; modo d ella loro diffusione. Così al riguardo d ella estensione si distinguono forme localizzate (midcliari, bulbari , cefaliche) e forme diffuse. Le forme bulbari localizzate in generale interes.:;a110 i centri bulbari di minore importanza; ordinariamente s.i limitano alla branca masticatoria d el V paio, dando trisma incompleto, a.E glosso-fariniseo, de· terminando rr·odica disfagia, ed allo spinale, originando rig idità nucale ed opislotono più o meno accentuato. Invece nelle forme bulbari diffuse, non solo i fenomeni &ccrnati hanno maggiore gravezza, ma l'intossicazione è più estesa, interessando anche lo pne·ùmogastrico (tachicardia). il facciale (riso sardonico) e qualche volta pure l'ipoglosso (disartria) e l:1 corda del timpano (sa.I iv11zione) e determinando fatti minacciosi card:aco-resr,iratori. In rapporto poi ali,:. diffusione dei fenomeni tetanici questa può essere ascendente o discenden te, parziale o generale . Finalmente la diffusione parzialE:: può avvenire in mod o sistematizzat-0, cioè far si lungo le vie di conr.essione nervosa (trasversali, long itudinali, crociate) od essere saltuuria, vale a dire passare da una parte all'altra dei centri ner vosi lasciando libere le vie intn medie di comunicazione. Così per la origine e la sede della malattia abbiamo: Teta no cefalico; •
bull>o-pretuheranzi:ile. ;
•
midollare.
Pel' l'estrnsione : 'fc-t,mo 10<.ale rbulba r~, 111idollart ) ; diffuso; •
gc11cr:ili nato.
Per la diffusione : Tetano ascendente; tra~ver53Je ,
sistematizzato •
longitudiuale; j. crnciato.
saltuario.
Riunendo questi dati in una tabella abbiamo: P. locali zzata
.
. . .
!
midollare bulbare cerebrale
0
I FONDAMENTI DI UNA 0DIERNA STATI STICA SUL TETANO, ECC.
midollare . . F. diffusa
generalizzato)
longi_·tudinale cruc1ata
l
ascendente discendente
bulbare bulbo-midollare
P. generalizzata (T. acuto
j
l ras versale
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l
I
origine bulbare origine midollare
discende.ote ascendente
Perciò nel rappreser:tare il quadro del tetano si dovrà indicare: 1° se la malattia ha orig ine midollare o bulbare; 2° se i fenomeni sono localizzati e si niantengono tali o se si diffondono secondariamente, al caso indicando per parle d el bulbo quali sono i nuovi centri interessati; 3° qual'è il modo e la rapidità della diffusione: 4° se in .secondo tempo si verifiq1. la gweralizzazione della malattia e se ciò- avvenne in modo lent,, o rapido. Con i criteri enunciati è facile rendersi conto dèlla gravezza della malattia, e quando la profilassi fu regolarmente praticatd e sufficiente per quantità, è possibile dal tipa clinico che si sviluppa giudicare anche della bontà del skro usato come preventivo. In fatti deve ritenersi che un siero è tanto più efficace quanto più i fenom en i del tetano sono e si mantengono localizzati, quanto minore è la loro t<::ndenza a diffondersi (tetano loc., mi.dollare o bulbare). Egualmerit.e un siero si i;nostrerà tanto più attivo quanto meglio riesce a preservare i centri bulbari, fra i quali per importanza funzionale abbiamo in primo luogo quelli dello pneurr.ogastrico, del glosso-faringeo e dello spinale; poi vengono quelli d ella branca masticatoria del V 0 p. e del facciale; per cui un tetano è tanto più grave, rispettivamente tanto più è d eficiente l\tzione d el siero, quanto più e levata è lc1 f11nz ione dei centri b11lbari che lede. Invece, quando non vi è tendenza alcuna alla localizzazione d ei sinforni te tanici, b ne.5SL11) rallentt1mcnto nel d ecorso della malattia, in modo che questa esordisce con fenomeni bulbari g ravi, e si diffonde , si generalizza r apidamente, allora dt ve ammettersi che è mancata qualsiasi azione profilattica del siero, per cui in questi c,1si il quadro clinico del tcLano in nulla si distingue da quf'llo che avviene nei ferit i non profil&ssal1. Finalmente le acrrnnatc distirizioni d ùllE.' varie forme cliniche dt"!l tetano n ei profllassati hanno anche grande importanza in quanto permettono risali re da queste al meccanismo di loro prod11zione, ricavan done anche criteri prognostici e terapeutici di grande valore. Infatti, stand o al concetto fond am entale oramai accettalo da tutti, che il tetano è una forma di intossicazione endogena acuta causata dal b. del tetano, diffusibile per via nervosa, e che solo nei casi eccezionali in cui la produzione del veleno è esorbitante, questo si diffonde 58 • Giornale di medicina miutare. -
F ase. VIIL
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pure per via sanguigna, (1) è facile interpretare il modo di essere, del quadro clinico eh~ si riscontra nei profilassati e nei non profilassati. Nel tetano che decorre nei feriLi in a~enza dj qualsiasi profilassi, una delle cose più strane che sembra fare ai cozzi colla trasmissione del veleno per via nervosa, è la costante manifestazione iniziale della malatt.ia col trisma e cogli allri fenomeni btùba ri, senza r isentimento alcuno dei cE:ntri midollari intermedi, anche quando il focolaio d i infezione risiede agl i arti inferiori od in parti non in connessione diretta col bulbo. E ' ben vero che anche nei non p rofilassati alcune volte il tetano comincia con prodromi localizzati alla parte ferita, ma questi sono sempr~ così rapidamente seguii.i dal trisma, dalla disfagia, dalla rigidità nucale, che molle Yolle sfuggono all'ossèrvazione ed i sintomi bulbari appariscono come fatti primitivi; in ogni modo come fatti che precedono s(•mpr~ gli accessi tonico-clonici localizzati o dif'fusi, in genE-rale i smt0mi di ordme midollare. Ora a mio aniso in questi casi l'intossicazione tetanica si fa risenti re primi! n a mente sui centri b ulbari perchè questi, in confron to di quelli midollar1, hanno una maggiore affinità per la tossina tetanica, per cui reagiscono i primi aile minime quantità di tossina che si diffondono -lungo il sistemu nerYoso centiale e che sono incapaci d'influenzare i centri midollari pit'.1 r esistenti. Che se invece la tossina tetanica esercitasse la sua. azione sopra la parte sensit.iva perife rica dell'arco nervoso (neu1oni sensitivi ), come io penso avvenga, e con me il Courrnont, Doyon ed altri, e come Stannius e Bernard. ritengono accada. per la stricn ina , e di lit partissero stimoli che influenzassero i rispettivi .centri midollari e bulba ri , il ri:,gionamento tornerebbe !o stesso. P eraltro, col proctdE:re \!ella produzione del veleno, nuove quanti t.it di tossine! arrivando al sistema nervoso, la lesione si estende dai nuclei bulbari più sensibili, quali la branca masticatoria del V p ., lo spinale, il glosso-faringeo, che dann o r ispettivamente il trisma iniziale, la rigidità nucale, la disfagia , agli altri nuclei bulbai:i (facciale, pneumogastrico. ere.) e ra1Jidamente si diffonde anche ai centri midollari a misura cht! la quantità di veleno arrivato al sistema nervoso è tale da riuscirli ad influenzare. Cosl si devono s piegare le forme ordinarie di tetano, la .Joro insorgmza con fenomen i bulba ri, cioè la forma discendente d ella mala ttia, la sua prcnta generalizzazione.
Quando poi alla ordinaria diffusione della intossicazione ner via nervosa, si aggiunge, causa l'esuberanza di produzion e del veleno, quella per 'Via sanguigna, la succE-ssione dei sintomi tetanici si fa con maggiore r a.1:idità, e la generalizzazione rlella malattia, il suo esito letale, avvengono in modo quasi fulminante (tetano fulmin ante). Sulla possibilità di una diffusione del veleno del tetano per via sanguigna parlano chiat a mente i risultati positivi sulla velenosità del sangue d egli animali tetanizzali (conigli , ca,..ie), ot.tenu!.i per primo dal Bru(r) Vedi a proposito della diffusione del "eleno del tetano nell'organisn10 il lavoro dcl BRUSCHEMINI nella Riforma medica, n. 172-173, luglio 18g2; e I.e relative comunicazioni preventi,·e nello ste~so giornale, ottobre 18\)o.
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SGhettini (1) e dopo confe rmati d a m o!Li altri; nonchc quelli egual· mente pos itivi otte nuti dallo stesso Bruschettini coll'iniezione nel coniglio d ell'orma r accolta dall'uomo affetto da forme gravi di tetano (2) . Invece nei profil assati , in rag-ione d ella maggiore resiste nza acquistata dal sistema n erv0so d 1 fron te all'intossicazione . tetanica, ris pettivamente alla sua minore se ns ibi li là (affinità ) pe r il velerio del Let::ino, le cose procedono molto diversamente. Anche prescindendo dal faUo c he l'immun:lù confe ri la al s is tP-rna nervoso per mezzo dd siero non si dispiega in modo u niforme, ma interessa dapr,rima ed a grado più elevalo quei ce ntri che sono più sensibili al veleno, e per i quali ella maggiore affinità per la tossina corrisponde una maggiore affinità pe r la rispettiva antitos..;;i na, <1.llo s tesso modo di qi.;anlo il Pur.toni (3) ha dimost rato avvenire pe r l'im rnu111t a confe rita contro lo pnc:umococco d el Frankel, noi possia mo sempre, te nendo conto del modo e d ell'ordme col qu!:l.le procede l'i ntossicazione del sistema ne n oso ne! tetano, spi egan' fa cilm,~n lc le diverse forme cliniche c he s i osservano nei profilass.ali di c11i s ì è tenuto parola Nelle forme midollari localizzate precoci, si deve sup1mrre che l'alt;.. immunità d el s istema nen osu ce ntrale non pel'lnCtla alla tossina che si sviluppa di esercitare la sua azio11c oltre quei centri ne r vosi c he sono in diretta comunicazic..ne con la pa.rte lesa, e probabilmente n on oltre le rispE'!ttive radici n enose dov(' si accumula tutta la tossina prodott't. essendo impedito il ·suo processc, asceude nle dalla alta resiste nza delle part.i di sistema nervoso in immediata vicinanza di quelie lese. N.e lle stesse forme 1ocalizzate c he si sviluppano tard ivamente. s i deve ammdlt:re c he la quantità di tossina. p rodotta s ia minima, tanto da essere intieramente fi ssata d ai cen tri mirlollari ed in parti colare dalle radici u ;i·voSt: corrispondenti alla Pi• rla fe rita che sole reagiscono alla intoEsicazione . Nelle forme diffuse s i deve rite ne re , invece, che la tossina prodotta sia in q uantità maggiorè, cosicchè solo una parte rimane fissata localmente ed una parte resta libera e Ya ad influenzare anche le vie di conduzione n enosa coll a!E-rali, ascE:ndenti e disce nd enti. Nelle forme saltuarie, nelle quali ai fenomeni lo~alizzati s i accoppia il t risma attenuato o questo avviene con qualc he ritardo (t risma a t . tenuato, ritardalC' d ei francesi ), s i d eve immaginare c he alla tossina capace di dar~ fenomeni localizzati ne ,sopravvanzi una piccola quantità, incapace di essere sentita rlai centri midollari vicini, ma sufficiente ad influe nzare ancora i centri bulbari più sens ibili, quali la branca masticutoria d <::l V p. e lo spinale . Finalme nte nelle ferme bulbari localizzate si deve s upporre c he la toss ina prodotta s ia in qua n tità così piccola da non a rrivare ne mm(jno 0
(1) BRUSCHETTINI : Sulla diffusione del ,·eleno del t etano nell'organismo. - Riforma
medica, ottobre 189<>.
(~) BRUSCUB'l"l'INI • Sull'eliminazione del \'eleno del tetano per mezzo della secrexione r e nale. - Ri/orn14 medica, 1!:((J2. (J) V. PUNTONI : L'infezione e l'immunità da pneumococco di Friinkel. • Arch. p,:, le S ciMHC mt.1ich~. Voi. XXXV I, n . 3-
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ad influenzare tut.ti i cent;i bulbari, ma da essere sentit.a solamente da quelli più sensibili (trisma, rigidità della nuca, lieve opistotono). . Quindi, dopr, questa spiegazione, la malignità della malattia, rispettivamente la g ravezza della prog nosi, andrebbe in quest'ordine decrescente: :1° Forme acute generalizzate : 2° (?orme locali, bulbari o midollari , con rapida generalizzazione secondaria; 3" Formo midollari con diffusione miriollare secondaria. secondo le vie di conduzione nervosa; 4 ' Ferme midollari. C'On diffusione secondaria bulbare (saltuaria); 5° Forme localizzate midollari o bulbari. E fra queste sono più gravi le precoci e più leggere le tardive . Tutto ciò non rappresenta uri r-uro lusso scientifico, ma stabilisce anche basi sicure per regola1·c nei vari casi di tetano le modalità. della ierapia sp1:;ciflca. A tale riguardo d ern anzitutto ricordare che la sieroterapia antitetanica trova lt sua diteLtiva nel seguente concetto fondamentale « uso nel tetano dt g randi dosi di siero antitetanico di alto valore immunizzante, e sua introduzione nella maggior prossimi!.\ possibile de.Ile [.'arti già attaccate dalla tossina tetanica ed in queUe do\·e è avvenuta o· può avvenire la sua diffusione ». P e rciò, nell'applicazione pura e semplice d1 questi con cetti, si dovrebbe provvedere a neutralizzare il veler,o in sito, nel focolaio di produzione della fel'ita, lungo le vie di diffusione, nervosa e sanguigna. nel punto di arrivo nel sistema nervoso centrale; quello che si otterrebbe con l'applicazione diretta sulla ferita del siero antitetanico, con le iniezioni SlltLoct~tanee e intramuscolari dello stesso siero lungo il corso dei g rossi tronchi nerrnsi della parte, con le iniezioni endovenose e con quelle endo-peridu rali. P eraltro questo concello genera le presenta d elle modalità nella sua applicazione , sia per il n11111ero, sia per la sede d elle iniezioni antitetaniche, in rt-lazione al 1Quad.ro clinico della malattia, al suo decorso. alla sua grn.Yezza. Cosi n elle sem1>lici fol'!l1e midolla ri locali~zalc, specie se tardive ed a caratte re piultoslo m ite , bastano poch e iniezioni intramuscolari r,ella parte tclunizzula con dosi curative di siero antitetanico (1) p er ottenere la guarigione . Ma con questo non d eYe credersi, come lo pensano gl'i11glesi, che t11U,t, le forme midollari localizzate abbiano un decorso altrcllanlo benigno e t'3 rminino sempre con la guarigione. Ed invero n elle forme m id ollari localizzale a periodo d 'incubazione breYe (non olt.re due Sl'fLimanl'), è b ene non fida rsi troppo d0lla circoscrizione· dei fenomeu i a ll a parte ferila, specie se questi non si limitano a semplice rigidità della 11arle con contrazioni spastiche dolorose di mediocre intensità e frequenza. ma sono rapprc;;entuti da accessi così dolorosi (t) I,a Jose rurati,·a usata per i:i;ezin11i iutrnll'. u.scolari, endorachidee,. ccc. è di
25 cc. di siero &ntiteu,u ico dei mig liori cov11lli siero-produttori.
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e frequenti da strappare grida al malato e da sollevare violentemente dal letto la parte tetanizzata. In questi casi è opportuno intervenire energicamente ed aJl'miezioni int.ramuscol'arti aggiungere senza indugio quelle eIJdorachidee, per aggredire Ja malattia quanto è più possibile nel suo esordio ed evitare la morte per collasso, che per quanto raramente può in questi casi verificarsi, come nel fatto in pochi !'.asi si è verificato, in seguito al profondo e ripetuto· dolore, e con tutta probabilità all'azione inibitrice ed esauriente che questo esercita sulla funzione cardiaca. Egualmente, quando nelle fc:rme midollari localizzate ei ha diffusione bulbare anche lieve, s1 deve !,empre porre una barriera a tale diffusione del veleno con iniezioni endo-p~ridurali (1-2), regolandosi per il numero delle iniezioni dagli effetLi ottenuti con le preced.:m ti sui sintomi bulbari, · specie s ul trisma. Che se d opo la prima iniezione il trisma tende a cedere o si arresta semplicemente nel suo progresso, allora si potrà soprassrdere; altrimenti se ne farà una seconda ed occorrendo un,L terza. La tendenza alla diffusione del processo si rileva con la ricerca. dei riflessi tendinei, e tanto nella parte · ferita sede dell'infezione tetanica, quanto n e:la parte che è con questa in diretta connessione nervosa. Ciò perché le contrazioni tonico-cloniche degli arti e le scosse dolorose di questi sono sempre precedute da aumento dei riflessi profondi. Lo stesse.- contegno d eve tenersi nelle forme bulbari localizzale p rimHive, cioè si deve praticare sempre una o due iniezioni endo-peridurali ed init:zioni intramuscolari sul cor so dei grossi tronchi nervosi della parte nella quale risiede il focolaio d ' infezione tetanica. Se invece trattasi di forme midollari o bulbari localizzale con diffusione midollare secondaria (collater11le, ascendente o discend enlc), allora si deve crescere il numero delle iniezioni end0-peridurali portandole a tre o quattro, per interrompere la diffusione del veleno nei centri spinali erl impedire che tale diffu sione nelle forme ascendenti raggiunga i centri s upe,riori, e in quelle di scendenti abbia ad estendersi n el bulbo ir;leressando centri nervosi bulbari di maggior importanza. Finalment.e, quando si ha rapida generalizzazione ascendente o discendent~. allora per la necessità di arrivara prest.o con l'antitossina bisogna, non solamente insi,:lere nell'iniez.ioni endorachidec, ma occorrendo aggiungere anche le iniezioni endovenose , sostituendole in parte alle intramu!;colari. , Riguardo a lla preferenza da accorda1·si all'una piuttosto· che all'altra delle varie vie d'introduzione del siero, essa, oltre che nell'osservazione clinica, deve trovare la sua ragione nei risultali sperimentali. A lale proposito devono servire come direttiva i seguenti dati, e cioè che per le iniezioni sottocutanee di siero negli animali, come ha dimostrato la Commissione mglese (1) occorrono 48 ore perchè il san(1) l\fémorandnm snr IP- téteinos, Habli par le Ministère de la guerre britannique 3• edition · jnin 1917 • Office international d'Hygiène pnblique crée à Paris ecc. • Roll. tne11suel, T. IX, fase. 10, octobrc 191i·
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I F ONIH:IIJ::NTI
or l ' NA ODIERNA STATI S TlCA sL· l. TETANO, J::CC.
guc raggiunga il tasso massimo in a ntitossina, solo J:.> o ri:! 11er le iniezioni intrarnuscolari; che p e r le inie1ioni endo-peridurali bastano 8 ore ,LJipe na per ottene re lo stesso er'retto, il quab è immedia to o quasi per le iniezioni endoveP.ose. Inoltre d e\·ono te ne rs i presenti le ricerche d el S hc rring ton (l), dire tte appunto Il stabilire! con esperienze sulle S\'imrnie un concetto E-salto s ul valore ter<1.peut.ito de ll e diverse vie d ·introd uzione del s iero antitetanico, e pe r le quali è ~lato dimostrato elle int.e rvenu1 do cu! s ie ro da 4~ it 06 o re dall'inie,ioPe di tossina: le in ièzioni sottoculaner . ,, inlramust:olari. inlra\·ennsl' ,, " ))
\ lombare . le inivzio11i soltodL, ra li / culbare , Ct>re brale.
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Le iniezioni buluari erano fatte allnl\·erso la mernbra.na atlantooccipitale; le cerebndr ne lla zona rolanctica nel m odo solito. Quindi dd queste r;cer c lle ri~ulta il maggior valore delle iniezioni end or ach idee, specie d e l le bulbari, poi vengc,no le Pndove nose, cd a grande dis l,anza .le intramuscolari. Nulla surebbe l'efficacia de lle ini ezioni soUo la d ura cerel-lale, r d1 raro e star:;issimo e ffetto qu0 ll e sotloc.utanee . Q11csli risu ltati sembrano stare in ape rta con traddizione con que ll i d a mc oltcnuti ne l con iglio m olti &.nni addiet ro (2) e pe i quali io d i111\ l ·Jrai : • 1° c he ne lla profi la s.si d el te tano le iniezio ni di s ie ro fatte n e lle vene e so-tlo la d ur a madre cereb ra le non hanno nessun \·ant aggio sulle ir,iezioni s ollocutanec, e c he in queste l'azione immunizan Le de l s ie ro antite tanico in iettato f' tanto maggiore quanto p iù vicine sono le parti in Clii s ie ro e veleno sono ri<.1)clt ivamente int,rùdolti . Con ciò si stabiliva ch e l'azione locale df'l siero antitl'/.anico è molto 11iù e fticace dr lla sua aiio7H' q i;nerQ(c. ·> c he ne lla eu ro ri(:'! tetano JP, iniezioni intn1rn 11,;eolar i fatte in tutta prossin1iti1 del punto nel quale p r imitivamenle h a agit.o il veleno, dà nno risullatr incomparabilmente su1x•rio ri a quelli che si otten gono q11ando t ale iniezion e di siero è folta in punti lontani . Con questo si dimostrava c he n ella cu ra del te tano il miglior r imedio è quello d i contrapporre il più presto poss ibile all' a1Jrclenamento l ocale una immunità locale; e si r ilevava la superiorità delle iniezioni 11rofonde, int ram11scolari. fatte in tutta prossimità d ella varte n ella quale era stat11 introt/11/ln la tossina olle miezioni sollocuta111·1•. P erallro , se ben s i cons idera , la contraddizione di q uesti ris ultuti 0
(tl C. S . 81-1F,R1rn:Tox: Th e !'crum trca t111e11t of experimcutale tetanus - Tran s.
S oc. o/. Trop. !\led. 11. fl yg .. t. Xl , f . 1., n ov. 1 9 1 7, pp. 54-~5. (2) T1zz(,x1 : \ ·accin azi>'lnl' e ~ic rotcrap i~ <'Oniro il tetano. Comribuz ione allo s tudio d el 11ll'cca ni~111u dell'i1111111111it/i - V:il!ardi, i\!ilauo, p:1g. 104 e ,;egg.
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sperimentali con quelli del Sherring ton e più apparente che reale e deriva sopratutto dalla s pecie animale n ella quale l'esl)erimento fu e~·~5uilo. Infatti nella scimmia i sintomi te tanici ha n[JO principio da i mu scoli della regione rniettata, ma a questi fenomeni locali tien e dietro molto sollecitamente 11 trisma e l a ma lattia si manifesta con gli stessi carallen e con lo s lesso decors,1 ù1scendenle che si osserva nell'uomo; mentre nel conig lio il teta no tiene un andamento ,:;tretta mente ascendente ed il tris ma interviene solo negli unimi momenti d ella mc1lattia. I>a ciò doveva d erivare app unto la maggiore eflk<1cia delle in iezioni endovenose n ella scimmia , per la maggior sol leci lud i ne con la qua le l'antitossina arri,·ava al bulbo, e la superiorità delle iriiczioni intra muscolari nel conig lio pe:r i loro l': ffetl i prevalentemente local i. StabiliU quest i fa lli, esa mini amo arh:sso-pa rlicolarmen l.e le si ngole vie d ' in trod uzione d e! siero, per meglio determina re i casi della loro applicazione, e JH·r stabilire quelle uwd alilà watiche ch e l'e$peril]n ;a clinica ha suggerite, al fine di rrnd err' più i ntim:J e più sollecito ncll'orfj(lnismo il cvntallo fra tossina ed antit o,;si11a, ris1Jetl i1;amr:nl c v er accrescere l'ef /iracia curativa dei siero. Le iniezìcn i sottocutar11'e, come ris ulta chiaro da quanto è s tato p recedentemente esposto, debbono essere l'iscrrnte esclusirnmeµl.=!, o quasi , ·alla profil assi antitetanica ,in cui appunto il lento a.,;;orbimen lo del si(:ro ha per effel Lo di determinar'3 un'azione di più l unga d u rala. l\el IE:lano sviluppato tali iniezioni d evono ser vire solo come complemento d ella cura , per ma ntenere in secondo tempo l'immunità con fe rila c:0 :1 le dosi curalive, ,ù fin e di imriedire r il"adute o recidive, mo lto facili ud avvenire in fcrit.e come ,q uell e delle g uen e moderne in cu i s i h,t largo S(J uarcio dei tessu ti e facili com!>licanz(.• di fratture , di COf!li est ranei ecc. Le i niezioni intrarn uscolar.i suvono in gener<1le come coadiuvan ti delle iniezic.ni endorachidee, e solo nel ca,.;o di fo rme midolla ri di tetano lievissime e del tutto localizzate, ad esse sole si p uò affidare l'intera cura. Le iniezioni intramuscolari si fara nno profonda mente sul cot'$0 dei g rossi tron chi n ervosi della parte lètanizzala . Negli amputati di data recente riesciranno molto u tili iniezioni profonde nel moncone e.li amputazione fatte con siringa a lungo ago sul corso dei g rossi ner r i. Nei non amputati sarà anche molto opportuno, quando non vi. si c,pponga la natura e l'eslensionè della ferita, di far precedere l'iniezione intramuscolare d el sierc lungo il cuso de i nervi dall·anemia artificiale d ella parte, per ric hia mare in quesla tutto il siero iniettato e metterlo in più intimo contatti> coi tessuti, s pecia,lmente con quello nervoso. Le iniezioni r,ndO'Tleri:ose, patrocin ale specialmente dalla scuol<a te· desca, collo scopo di interrompere la diffusione d ella tossina lungo il corso dei nervi: non hanno tron 1lo da noi molto favore, per la n ecessità di praticare nei feriti già g ravi, operazioni di un qualche rilievo, come quelle necessarie ·per mettere allo scoperto qualche g rosso tronco nervoso; per cui si è preferiLo di. sostituirle con iniezioni intramuscolari profonde fatte sul corso dei nervi stessi. Solo in due casi s1~eciali io ho consigliato le iniezioni endonervose
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e con molto profitto, e tanto a scopo preventivo quanto a scopo curat.ivo. Così, quando si d1:;ve praticare un'amputazione in primo tempo, n esce molto utile di fare a scopo profilattico una iniezione di 1-2 cc. di siero antitetanico nello spessore del più grosso tronco nervoso, dopo averlo legato con cat.g ut nel suo estremo reciso. Ciò si farà egualm ente quando si dovrà praticare un 'amputazione di necessità a tetano sviluppato; e tanto per coadiu vare validamente la cura , q ua nto pl"r evitare ricadute o recidive della malattia, se :Ll momenl-0 dell'amput.azione il tetano era già in risoluzione o compleLamente guarito. Le iniezioni endorachidee e peridnrali costituiscono indubbiamente la base della terapia specifica del tetano, si'l perchè la loro azione è molto so11€cita ed efficace, sia per<:hè è scevra di qualsiasi pericolo, compreso quello di determinare fenomeni gravi cli anafilassi. La lieve 1·e,lzione meningea, talora accompagna ta da elevazio ne di temperatura, che si osserva in qunlche caso, non è che un fenomeno transitorio di poco conto. che non deve troppo preoccupare. Su questo oramai sono tutti concordi, compresi gl'inglesi, i q ua li ripongono ar punto n(-lle iniezioni endorachidee il fondamento della . sieroterapia del tetano (i). A proposito delle iniezioni in parola, a quanto è de.tto nelle norme precedentemente pubblicate (2), à evono aggiungersi le seguenti modificazioni che l'ulteriore esperienza clinica ha consigliato. Quando la ·primitiva~ localizzazione del tetano interessa gli arti inferiori e la malattia ha marcata tendenza a diffondersi, allora è mollo conveniente fare una prima iniezione con 2 dosi curative di 25 cc. ciascuna, anzichè con una solamente; di tali dosi una rleve essere int rodotta per intiero nello spazio subdurale, ed una, dopo ritirato leggermente l"ago fino a che cessa di sgocciolare liquido rlal suo estremo libero, nello spazio pcridurale. Ciò al fine di determinare subito una. for te protezione centrale col bagnare abbonda ntemenl~ il midollo ..,; l e radici nervose con siero antitetanico. · Una maggiore quantità di J iPro non ho creduto opportuno di ini<:ttani nello si:azio &ubdurale, per non modificare troppo radicalmente
la costituzione del liquido cefaJo.rachidiano, e per non dar luogo a qualche piccol0 incom eniente che potrebbe verificarsi, come quello di una forte reazione meningea, con febbre alta, la quale a s ua volta potrebbe aver-3 per effetto di aggrav&re transitoriamente e per breve tempo il quadro del tetano. Quando la localizzazione del tetano interessa gli arti superiori od il tronco, anzichè gli arti inferiori, e sopraiutto quando le scosse te(1)
l\lémorandum sur le tHanos ecc. !oc .cit.
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BRUCF.: Tetanus : analysis of one thousand cases, !oc. ci t. BRUCE: Ciuquième Ra pport sur Ics cas de tètanos traités dans les
Héip ita ux militaires de l ' inttricu.r durant une partie du décembre 1916, janvier, février et une partie de mar s I9 Ii- Tlr e Lancet, voi. CXCIII, 11. 4921, 22 ò éc. 1917, pag . 925 . Butl. d~ l ' Offi ce l11 ternat d' H yg ièn e p,ibUque , t . X, fase. 4, apr. 1918, pag . 442. (2) T 1zzox 1 : Norme per l'uso del siero antitetanico nella profilassi e cura del tet ano. G iornal r di medicina m i l ilarr, fa~c. IX, 19 17.
l FONOA.\IENTI DI t;NA ODIERNA STATISTICA S L L T ETANO, ECC.
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taniche son l molto frequenti e molto violente e dolorose, con minau~ia d1 spasmo respiratorio, allora, invece della solita puntura lombare nel luogo di elezione (3°-4° spazio), ed anche della puntura lomba re alta, io ho consigliato in alcuni casi di l')raticare la iniezione peridurule cervico-dorsale, cioè fra l'ultima ce1 vicale e la prima dorsale o fra la prima e la seconda. dorsale dello stesso lato nel 1uale si hanno od tbLero principio i fenomeni tetanici ( forma di tetano midollare cerv1codorsale). Certo che nell'esec uzione di qu%t'operazione ci vogliono .nani abili, pr udenti, e sicure, per non fe1ire il midollo; ma se si va moito cauti e se si ritira leggermente l'ago appena si a vverte la sensazione di essere entrati in ChVitil, e quando si vede comparire aH'e!>tremo libE.ro una goccia di liq uido iimpido, ogni peri colo può essere scongiurato. Io ho visto ricavare in due casi dalla puntura cervico-dorsale vantaggi grandissimi; si t.raLtava di due soldati amputati al braccio, l On dolori acutissimi al moncone di amputazione ed alla spa lla che agitavano tutto il malato e lo facevano balzare sul lett-0, minacciando di ucciderlo per spasmo respiratorio; ebbene in ambedue i ca.si, dopo 1111a di tali iniezioni, i dolori acutissimi cesse.rono di bollo, le suosse tetaniche si fecero meno intense, meno frequenti e la malat.lia si avviò rapidamente alla guarigione. Ciò è perfettamente consono coi farnrevt,li risultati ottenuti dal Sherrington su Ile scimmie colla vuntura bulbc!I e . di sopra riferiti. Più difficile è dare un giudizio sulla effi:l<lcia vratica delle inie: io11i endovenose, intorno alla quale forse è meglio far conoscere i vantaggi ed i pericoli, lnsciando intieramente al medico di giudicare se e .quando la loro applicazione: possa esse:·e assolutamente necessaria e ~ llt· slificata. Sui vantaggi delle iniezioni endover,ose di siero nella cura del k tano ne..ssuno vi ha che p058a dur.itare, tanto più 0ggi in seguito a lie ricordate' esperienze di Sherrington sulle scim:nie, nelle quali, subit:> dopo le iniezioni endorachidee, furono le endovenose che dimosfrarono la maggiore efficacia. Infatti le iniezioni endovenose sono a lla portata di tutti perchè di facile e sicura applicazione, non sono affatlo dolorose, p ermettono di introdurre nella circolazione sanguigna in breve tempo una grande quantità di siero, ed hanno il lodevole effetto di portare quasi istantullf'a mente a contatto dei tessuti l'antitossina del tetano. Ma., di contro a questi pregi, non si debbono disconoscere alcune difficoltà pratiche ed alcun i inconvenienti che talora possono essere molto gravi ed anche mortali. In questo la Commissione inglese per il tetano c oncorda pienamenw c:>n noi , cosicchè ha oramai bandita dalla pratic a le iniezioni endovenose o quasi, sostituendolo intieramente colle iniezioni endorachirlee (1). Invece, in principio qella. (~) Mémoraodum sur le tétano~ ere. , !oc. cit.
s. L. CUMMINS et H, GR~Jo:Mi> G rnSo1': Un e analyse de Ca$ de 1,·ta u o~ observés dans l'Année ang laise , en France , du I nov. 1916 au 31 déc. 1917. 'J'/1e tancet, voi. CXCVI, n. 4g83 , 19 19, l mors pp. 32_:..331·
I FONDA;\ LENTT DI UNA ODIERNA STATISTI CA SU L TETANO, ECC.
guerra, e in talun i ese, citi a nche adesso, si praticarono e si praticano a larga mano lt: iniezioni endovenose, introducendo nelle vene dosi .:li
siero di 50, f (J() Ed anche 120 cc., e se ne lodano i vantaggi; anzi da taluno si nega persino che da esse possano nascere inconvenienti. Ciò deriva manifestamente d al fatto che le applicazioni d elle norme· per la cura d el tetano s i affidano inLiei amente ai medici degli ospedali, i quali, sia perche non hanno sufficiente conoscenza dei fenomeni anafilattici, sia perchè non desiderano far conoscere inconvenienti loro capit ati, atlribuiscono la morte al tetano, anche qu ando questa avviene per altre ragioni. Cosi gl'inconvenien ti finiscono p er sparire, e tutto va a carico della malallia principale, del tetano. Lo stesso non avviene quando, invece di disci11linnre da lontano la cura del tel-ano, si vedono di persona gli ammala ti e spesso s1 assiste al d ecorso d ella malattia, come avvibne appunto in 11.ali·t per opera mia e del mio aiuto mugg. \'ernoni. In tali circostanze non sfuggivano e non potevano sfuggire gl'inconvenienti delle iniezioni endovenose ; cd allora, salvo casi estremi, si diveniva molto riluttanti a consigl ia rle, ricordando la massima cristiana " di non fare che avvenga ad altri quello c he non vuoi accada a Le SLEESO " • . Gl'incom enicnl1 di cu i è questione consistono in qualche difficoltà pratica delle iniezioni en dovenose C' nei p9ricoli che possono d erivarne . . Le di ffkoltit pratiche r1iguardano esclusivamente l'applicazione alla. chirurg ia di guerra d el metodo Besredka (1), principalmente per la . p reparazione della diluizione di sien e per la sua tindalizzazione. Da ciò ne viene frequcntt•.mE-nte che al momento del bisogno i medici d egii ospedali da cc1 mpo, rnanc,LOdo della necessaria diluizione di siero ( l : 10). e non avendo mezzi convenienti per provvedere alla sua tind alizzazione, procedono ad iniezioni dirette di siero nelle vene che possono dare inconvenienti g ravi. Nella mia lunga esperienza in materia io 'ho potuto constatare più volw que::;to fatto. I per icoli d elle iniezioni endovenose sono quelli della possibile d eterminazion0 di fenomeni anafilattici più o meno gravi (2). Certo il metodo Bcsredka, q11ando è pra ticato nel modo voluto, diminuisce t:d atlenua molto questo periroJo, ma non lo elimina del tutto, specie in individui particolarmente sensibili all'azionè anafilattica del siero, ed anche se questi hanno avuto prt>Cedentemenw varie iniezioni sottocu- . tanee intramuscolari ed endorachidee del siero stesso . Così io ebbi occasione di vedere un maggiore di fanteria nel quale avvenne shock anafilattico, seguito quasi subito da forte eruzione diffusa a tutto il corpo, per una iniezione endovenosa a dose curativa praticata scrupolosamente col metodo Besrerlka (tanto che l' in iezione fu dovut.a sospendere a metà ), dopo un gior,no di trattamento con sie ro e dopo che aveva ricevuto una iniEzione sottocutanea, una endorachidea e due intrarr uscolari a dose curativa; complessivamente circa 100 cc. di siero. ( 1) BF-'>REDKA: Anaphylaxie et Autianaphylax ie. Base expérimentales. Paris , :Masson, 1917. (2) Vedi in proposito Vl!RNONI: Le forme g r avi di sieroana.filassi nell'uomo, Ri-vista di clinica pediatrica. Anno XV, n. 78, 1917.
I FONDA:\·lENTI Dl UNA ODI ERNA STATISTICA SCL TETANO, ECC.
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Ma Yi è d ! 11iù! Quando un ammalalo ha arnlo fenome ni anafìlallici in seguito ad iniezione endO\ eno:;u di siel'o, talora nr 1·imane Sèt,· sibilizzato per lungo tempo, tant.o da rispondere con g li s tessi feaornani ad iniezioni endoJ"achidee elle,. 1wima si erano dimos trate innocenti, prodt:cE:ndo un quadro c he sv esso il medico confonde con accessi respiratori del tetano, e qu1nd1 con p eggioramento della malallia; accessi che in alcuni casi sono lievi e transitori, men tre in altri finiscono in esito letale. Così io ricordo un caso di teta no grnve, gen~ralizzato, per as portazione della melà esterna del pierle de:;t ro in seguilo allo scoppio di 1111 petardo, ir, cui l'init zione dirella di 30 cc . .di siero antitetanico (cioè non -preceduta dalla solita diluizione I: 10 lindalizzata), praticala in t~rza g iornata di malattia, e f!l1a ndo il malato avent ricevuto precedentemente !1 iniezioni soUoculanee ed una endorachidea, complessil"amente 50 cc d1 siero, dclE-rminò dopo duè mint!li appena fei10meni anafilattici di una certa gravezza (~rrticaria diffusa quasi immediata, piu accenluata nel braccio dell'iniezione, s mania, senso di calore e d o· lof'e fortissimo alla fe rii.a, amba:::c ia, polso pirrolll frequentissimo , obnubilamento d ella coscienza) che !)resto risolH' llero. J\la q 11ello che è ancora più importante si è 1che lo stes:=;o aminalaln, do1)0 a,·er 1·icel"ulo altri J75 cc. di siero, di cui 150 p er iniezione intn1n111 scolare e 25 per iniezione endorachidea (c·ornplessinl.mente 225 cc. di siero), .:ti quali non rec1gì affatto, Pt'esentò in seguito ad un·iniezione endm·e· nosa· di 25 cc . di siero. e do1>0 4 o re da questa. fenomeni anafìlaU1ci i;ravissim i (faccia ciar1otica, apnea, contrattura enorme di t11lli i muscoli specie d i quelli del dcrso, srosse generalizzale, ripdl'llesi 2-3 ,·olle al minuto , incoscienza), dai quali fu sal\·11-0 quasi per mirnrolo, merci.• la respin1zione artificiale, la deplezionl:' dello spero Yc1·kbralc colla puntur a lombare e le iniezioni eccitanti . In questo ca.so, ch e si ravvicina mo!Lo a quc' llo del Carnot riportalo rial \"ernoni (i ) , sono importanti le seguenti circostanze: 1° c he la iniezione endovenosa dette luogn a fer,omeni m1afilatlici gravi, quando il malato n elle 24 ore r,recedenti aveva gi;\ ricevuto 50 cc. di siero per iniezione sottocutanea ed endorachidea.; !?° che dopo l'iniezione endornnosa cd i conscgucnt·; fenomeni anafilattici il malalo non risentì affatto d elle iniezioni endorachidee ed intramuscolari, ma rimase ancora in stato anafilattico per le iniezioni endovenose, cosicr.hè ad una nuova. iniezfor.1: nelle \·ene si ripetè il quadro grave d ell'anafilassi cho ebbe a minacciare la vita dell'inh:11 mo; 3° ch e il quadro dell'anafilassi, mentre fu quasi immediato per 111. prima iniezione endovenosa, si verificò molto più tardi. dopo li. ore, in seguito alla seconda iniezione
praticata nelk vene. Lo s tesso si ebbe ad osservare, ma co:1 esito più infausto, in altro ammalato affetto da tetano di media gravezza, nel quale, in seguito ad un'iniezione c:1dovenosa diretta di siero a dose curativa, cioè non preceduta dalla solita diluizione e tindalizzazione come nel metodo Besredka, praticala in seconda g iornata di ma lattia, quando il ferito (1) VER~osr: I,e forme. gra\"i di sie-r oanafila ~si nell'uomo - !oc. cit.
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I. FONOA.\I ENTI 0 1 CNA OOIERNA STA1'IST1CA St.: L TETANO, ECC.
aveva ricevu k, già d uE. iniezioni sottocutanee ed una endorachidea, complessivamente 100 cc. di ;;iero, si ebbe shock anafilattico in cui si verificò, prima un acc&sso violento con contrazioni tonico-cloniche generali e dispnea da potersi confondere con gravi fenomeni tetanici , subito dopo paralisi d&Jla muscolatura, del respiro {apnea) e della pupilla, cianosi, midrias; senza reaziqne, polso piccolo frequenti ssimo. In t.erza giornata si ripetè l'accesso anafilattico in seguito ad iniezione endorachidea, dopo che due intramuscolari a dòse curativa erano rimaste innocue; finalmente in quarta giornata: anche una semplice iniezione intran.uscolar_e dE:terminò lo stesso quadro sott.o il quale avvenne la morte. Dunque i pericoli delle iniezioni endoYenose n0n si limitano solamente a fenomeni immediati d i shock anafilattico, ma talora si risoontrano anche in tempo lontano per una specie di sensibilizzazione estrema e d urevole dell'organismo, per la quale esso reagisce collo stesso quadro morboso, pure ad iniezioni endorachidee ed intramuscolari e perfino ad iniezioni sottocutanee {i ), che prima si erano dimostrate innocue. I gravi inconvenienti lamentati da noi sono stati abbastanza rari, ma data la rE:strizione fatta alle iniezioni endovenose che in Italia sono oramai diventate molto rare, direi quasi eccezionali, non può esattament.e giudicarsi sulla loro frequenza. Cosi dal complesso dei fatti personalmente osservali io ho dovuto più volte cambiare Ol!inione riguardo alle iniezioni endovenose. Dapprima le accolsi con entusiasmo, dopo quanto leggeva sull'esperienza altrui , specie dei fran cesi e dei tedeschi, in principio dell'attuale guerra, col fine di portar e in tal modo un soccor so più sollecito al paziente; e ciò per quanto la applicazione pratica dell'iniezione endovenosa. non fosse affatto confortata dai risultati delle mie esperienze sopra citate. P era.Uro, dopo constat&ti i pericoli delle iniezioni endovenose, io · credei doveroso soprassedere sulla loro applicazione, e le bandii intieramente o quasi dalla cure. del tetano. Ma dacchè il Besredka ha ~onsigliat-0 un metodo abbastanza sicu ro ed in nocuo per la eraLica delle iniezioni cli siero eleroganeo, io ritenni conveni ente di non rinun.ciare in modo assoluto a questa preziosa via delle vene per la introduzione del siero, e con vero piacere riammisi le iniezioni c-ndovenosc. Peraltro, in seguito a quanto fu constatato sugli inconvenienti, per quanto rari, ,che possono anche con questo metodo verificarsi, come sopra è stato riferito, io debbo rit-0rnare sui miei passi e consigliare di l:mitarle quanto pii, è possibile, riser vandole solo a quei casi nei quali tutto è lecito tentare; cioè a quei casi nei quali la malattia si è fatta o sta per farsi minacciosa., sopratut.to a quelli che offrono la circostanza favorevole di non presentare tr isma, in modo da pote,: fare la respirazione artificiale qualora l'ammalato in seguito ad iniezione endovenosa cada in shock anafilattico. Aggiungo che quando un'iniezione endovenosa., specie se fatta diret.tament.e con siero non d1luito, ha dato fenomeni anafilattici g rav i , (1)
Vedi secondo caso personale òe~critto da l Vernoni, !oc. cit.
( I l'UNDA~'IENTL DI UNA ODIERNA STATISTICA SUL TETANO, ECC.
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è prudente a11dare mollo cau ti nelle iniezioni successive, frazionandole {urnto più è possibile, e riducendole preferibilmente ad iniezioni m ullp e sottocutanee ecl intramuscolari, fatte con piccole dosi d i siero. l'i rutte ~e iniezion~ scpra ri,corda~e, qualunque sia la via prescelta per n roduz1one del siero nell organismo, devono essere sempre coad iucome abbiamo detto, dall'applicazione locale dello stesso siero, ~ qu!ile h,i ver IJ,ne d i neutralizzare il veleno nella ferita man man9 e e _si va formando. A questo stesso fine è utile, quando è possibile, P_raticare anche piccole iniezioni circolari nei contorni della ferita con 5 !ero preventivo, speci&lment.e se questa è piuttosto circoscritta e facilmente dominabile in tutta la sua estensione. . Allo stesso riguardo l'esperienza mi ha consigliai.o di estendere l'ap~hcazione locale del siero anLiLetanico anche all'uso preventivo del siero in 2 circostanze speciali, r.he .qui riferiscù in aggiunta alle norme ordinarie d i profilassi già pubblicate (1). Quando trattasi di ferite molto gravi con estesu squarcian.ent.o, distruzione di Lessuti, permanenza di proiettili o di altri corpi estranei, apertura di cavità sieross!, sarà molto utile rinfo1 zare l'ordinario ·m etodo di profilaBsi con una i~nmunizzazione locale fatta versando una fiala di siero a dose preventiva sulla ferita, dopo che questa è stata Tipulita ed è stato provveduto con la m aggiore accuratezza alla profilassi chir urgica. EgualmentP. in casi di laparotomia per fer ite addominali si verserà uno o èiue di tali fiale m.lla cavità addominale dopo futla la toilette del Peritoneo f! prima di l)assare alla chiusura dell'addome. Ciò avrà anche l'effetto molto utile di esercitare un'azione inibitrice sullo sviluppo de, germi che eventualmente fosserc rimasti nella cavità addominale; quindi d i idlontanare il peri colo della p ar itonite e di contribuire· co~i al buon esito dell 'operazione. Tali aggiunte sono diret.te a ridurre il numero dei casi di tetano fulm inanti, quali sogliono verificarsi specialmente nelle ferite molto estese, con ampia dernstazione di tessuti o nelle ferite addominal (tetano addominètle di Binot), o quanto rr:eno a rallentarne il decorso ert a renderli pb1ciò più facilmente uccessibili alla. cura. specifica. In queste applicazioni locali del siero non è affalto da temere che esso abbia, come matél'iale morto, a favorire lo sviluppo di germi, specie degli sLreptococchi, che cosi frequentemente si riscontrano nelle ferite da armi da fuoco recenti. Che anzi il siero, per il noto suo potere inibitorio sullo sviluppo dei germi, est3rcita indirettamente nelle ferite un polerP. disinfr,tlante, tanto più proficuo in quanto è dato dal materiale orr,ogeneo privo di qualsiasi azione irritante o necrotica sui tessuti; quindi esso siero costittJisce uno dei mezzi migliori per impedire -l'infezione 'd ella ferita e per stimolare lo sviluppo del tessuto · di granulazione ed affrettarne la guar igione. E questo avviene appunto nei tetanici pel' la medicatura della ferita con siero anlilel.anico, come del r esto avviene nelle ferite in genere per la semplice applicazione di siero normale di cavallo; le ferite si d etergono r apidamente, ricuoprendosi di buone granulazioni, e s'avviano in tempo relativamente
fate,
(x) l'Izzoru: Nonne per l 'uso del siero antitetanico, ecc., \oc. cit.
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I fONDA.\IENTI DI \ "N,~ ODJERl\A STATI STJ CA SCL T ET.-\NO, ECC.
breve a cica trizzazione. Ciò era stato già da tempo osservato da; veterinari nella caslraziorn:., in r1uantn s1 riferisce alla rapidità e sic urezza della cica trizzazione d ella fe rita rMdirald con siero antit.etanico, l.cmto liqu ido qL:onlo ctisset:calo. · In conclvsione le miezioni endorachidee· devono formare la bast3 pri ncipale d ella terapia d el tetano; ia loro efficacia, oltre che da larga esperienza clinira, è confermala ar.com dai risultati sperimen tali otténut.i nelle scimmie; la loro assoluta innocuitù le rende particola.rtlll:'nte ro11~i1,:l iabili. Le iniezioni intramuscolari , salvo i casi di forme di tetano midollare assol 11ta.mcnle loralizz,llE', !:t:-nzu r.essuna tendenza alla diffusione, ser,·ono solo come sussidio al!e I)rt:'ccdenti iniezioni enclorachidee . Le iniezioni endovenose, per i pericoli di shock anafilattico clw 1~ossono ,·13rifirarsi e PL·r una speciale sensibilizzazione che in tal caso possono conferire ull'organismu, éì nche per le iniezioni endorachidee, intramuscolari. e perfino sottocutanee, sono da evitarsi tutte le volte che è possible. e da ri:;errn rsi solo a casi eccezionali di estrema graYezza, o che mim1<.:c iano seriamen te di divE>nire tali; esse poi devon o esser sempre pratica i.: col metodo Bcsredka che offre as.'xli meno pericoli dell'iniezione dirt lla òi siero nelle vene. Dopo qm·slo, che e;;.prime i bisogni di un'odierna st.atistica sul tetano, ecco qucJ ·è il modu lo per lei.unici da me consigliato ed ad9tt.ato nel la presenti, guerr~: 1° Nome, cognome , reggimento, armata. 2° Luogo di degenza. 3° Giornc della fbrita, sett.orE> o località dov~ aHen ne. l1° Caus t , ulnerante. 5° Sedi d r::lla ferita. 6° Sua gravezza. 7° Fenomeni iniziali d el tetano; fenomeni predominanti di .que,;ta. malaLtia. 8° Se ebbe iniezioni preventive e quante . 9° Qualità del siero usato e tumine della sua validità ove esista. 10° In quale giornata . dal la ferita furono praticale le iniezioni preventive. H Lunghezza d el periodo d 'incubazione. 12° Se prima o d opo· lo sviluppo d el tetano, e in caso positivo <i che distanza da questo , il ferito ebbe a subìre operazioni o manovre chirurgiche e quali. 13° Curii p raticala, qualità e quantità del siero usato in cc. od in U. I. 14' Giorno di malattia in cui fu iniziata la cura. 15° Complicanze con altre malattie. 16° Se e quali fenomeni anafilattici seguirono all'iniezione di siero. 17° Esito 18° In quanto tempo avvenne la morte dall'inizio dei sintomi. 19° Se la. morte avenne coi frnomeni dell'asfissia o con quelli d el collasso. 0
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AMBULANZA CH IRURGICA D 'ARMAT A N. 4 DIRETTA DAL PROF.
N ICCOLA GIANNET TASIO
TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per i l doti. Emanuele Saotoro, capitano medico assistente nella I Clinica Chirurgica della H. Università di Napoli Oonlilmazione - V. fll.'lc. V 11 Giornale ài ilWlicit<a milita re, 1919
IJ ) FERl 'l'E NON PENETRANTI CON LESIONE Dl VISCERI EXTR A-PERITUNE,\Ll.
II notevole inleri:Jsse chè questi feriti p rescnlano , sia in rapporLo alla fenomenologia clinica , s ia in rapporto al lorv trallamL"nto chirurgi co ed alla loro evoluzione, è legato alla grande importanza che i visceri hanno dal l)unto di vista anatomo-fisiologico . Trattan d o di questi feriti io mi occuperò s pecialmente dei fenomeni semiologici che li riguardano, in con nessione sempre al quesito della. penetrazione , riserbandomi di accennare in allra parte del lavor.:, ai rilievi anatomo-patologici e clinici che l e l esioni degli organi consentono. Qui la divisione tra ferite d èl tratto gastro-enterico e ferite di altri visceri, ha im por tanza relativa; ha importanza cioè per il faU,0 d el cont.enut.o i ntestinale eminentemente settico, che J.)UÒ dar l uogo ad un'evoluzione settica della ferita. Ma si comprenderà di leggeri quanta minore importanza abbia la setticitit di queste ferite in confronto con le ferite end oper itoneali dell'intestino, sopratutto perchè il periton eo rimane estraneo alla infezione, e poi per la facilità con la quale le feci, in buon n u mero di questi mbi, dct1::rminano lu formazion e rli una fì str>la attraverso l'apertura p raticata dal proiettile la cui guarigione p uò spontaneam ente verificarsi. T uttavia anche le fer ite della p orzione extraperitoneal e dell'intestino, non cessano di essere gravi, e la mortalità ne è cer tam e n te notevole. Difatti su 17 feriti del colo11 e d el retto da noi osservati, 6 sono mor t.i, C(1n una percent uale di m orUtlitit d el 35 %. Le ferite d e i r eni e della vescica sono invece più b enigne, evidentemente per Ja n essun a o scarsa setticità di detti visceri. Ma alle feri te d el rene sono legati a lt ri fatti che devon.) essere presi n ella debita con sid erazione, come l'emorragia, e il rapi do man care all'organism o di un organo e muntorio di primissimo ordine ; e alle ferite della vescica la possib ilità d i una infiltrazione em atico-urinosa, con le sue n ote conseguenze. Non a bbiamo osservato ferite d el pancreas, del duoden o, del fegato : per ciò 1imiW1mo le n ostre con sider a.zion i ai soli visceri di ·cui abbiamo potuto s tudia r e da vicino le lesi~ni. \.
FERITt ADDOMINALI DI G UERRA
Dal lato St!mejolog,co, l'inter,3sse, per qu,mto riguarda la chirurgia d"urgenza, che queste lesioni presentano, è legato al fatLo che questi visceri per una parte più o meno estesa d ella loro superficie, presen·tano dei rapporti di intimità o di contiguità con· la sierosa peritoneale, la. quale anzi costituisce per una porzione di essi, che sporge nella cavità dell'addome, un vero rivestimenLo sieroso. Ne consegue che il sangue, \ ersato:;1 per eventuale emorragia o le materie settiche uscit-3 da un eventuahi ferita d ell'intestino, infiltrano il connettivo paraparitoneale, veng,.•n1 io l'Onlatt.o con la facci,1 esterna della sierosa, che spe::!so scollano dalla parete e d elerniinano l'insorgenza di fatti irritai ivi o riflessi e quindi un complesso sinLomaLologico che in un prim o momento p uò si mulare la penetrazione. I casi d ~ ferite non penetranti con lesione di un viscere extra peritonea le osservati sono 43. Il visc~re più frequentemente leso è il rene, quindi il retto, poi il colon e infine la vescica. Le ferite d ella vescica s i accompagnano spessissimo con le ferite d el rett:J, il c he si spiega per i loro rap porti anatomici. La sindrome purap~ritoneale è frequentissim11 in qu1::st.a categoria di feriti, è quindi mol to probal.Jile la erronea interpretazione dei fenomeni notati. Su /13 casi di feriti di visceri extra-peritoneali tale sindrome fu osservala 19 vo\L1:. Ma , a pa r lc quelli giunti in condizioni gravissime di emorragia e di shock, tutti gli altri, o quasi, presen.tano un complesso di sinto mi sosDelLi. viù o meno Sl)iccato. I fenti di quebta categoria sono ,certamente dei feriti gravi: tutlavia la loro gravità è nel compksso m olto minore che n1:lle f~~ite penetra nti . Difatti su 1,3 fer iti soli 11 mo rirono con una p:'rrentu ale d i mor~alità d L'I 25 %. [. -
FEIHTI DEI. RENr.
I feriti renali oss1::r vati, scnz11 p<·ncl razione, sono 23, con 3 morti e 20 trasferiti; di questi uno fu tra;;ferito in seguit-1 ad ordine di sgombero - oss . 147 - gli altri, al momen t,o d C'l la partenza, erano o g ua riti o b<ine 1tvvia\.i alla gt11irig ione. Comples~ivamcntc d11nq uc le ferit.f' extraperiloncal i del rene c i han.no data u na pcrcenttmlc d i guarigionr del 1'86 ·:, .
Dei :,n fer iti in 5 il rene era pr-obab;lm•)nlc scllanto contuso, in 18 im·ece P,'a leso rlirellamenle d al proieUilc. La contusione era sicura nelle osserrnzicni l 32-l"i5, n·?II-; c;uali l'ematuria si prorl11sse in seguit·J a un trnuma. sn1la regione renale, d a corpo contundente che n on ebbe a leder.:> i tessuti superficiali; negli altri in vece - oss . !25- 131 133 la conl11:3ionc è supposta, in quanto lo sl11dio clel ca mmino pPrcorso d al proiettile non consentì di pensare a.d un lesione diretta dell'organo. Nei due r,asi sop radetti le contusioni furono prodoLle nna volta d a un sasso lanciato d allo scoppio di una granala: u n'altra volta direttamente d a una scheggia di granata; negli altri casi le ferite furono prodotte 9 volte da pallottole di fucile, una volta da scheggia di petardo, 5 vol te d a pallette di shrapnell, 6 volte da ~cheggie di granata .
FERITE ADDO .\IIN,ILI DI G U ERRA
Le lesioni anulomiche delle varcti non lH'esenlanino ulcunchè di caratteristi,:o tranne qualcli0 rnlLa la localizzazione tuµ og rafica; nei d ue casi di conttisione s i nolav'.1 ecd1irnosi della r.:g1G11e. E' notevok tuttuvia questo fatto che in un gran nume ro dt casi il proiellil1\ penetrò in corrispondenza d ell'asu,l lare posteriore, su ll,l d ecima, u ndct I ma co.il'J· la., e andò a ferire il rene. Pa re quasi come se le costole abbiano servito di guida al proiellile, dirigendolo verso l'organo. La ~.i r;t,omatolog1a di qut:sli feriti presenta qualche nota carutterist,ica. Le condizioni generali spesso sono gravi. L'infermo è in stato d 1 shock e di anemia, con polso piccolo, estremità fredde, respirnzione affannosa. A questi falLi gen erali, cui si uniscono il vom ito, e qualche volta il srnghiozzo e il meteorismo, si accompug11d110 con notevole frequenza dei fatti addominali rilevanti. Di soli to l'addome è conlratt,o, specialmente nel!a metà corrispondente alla lesione. La palpazione ne riesce d olorosa, sopratutto alla fossa iliaca . li d olore spontaneo, d iffuso spesso a tu:.t,o l'arlrlomG, è magg"iormente sentito ,dia fossa iliacu e s i propaga qualche volta fino al testicolo . Non ra1·c volte la regione renale si presanLa tumUatta , sensibilissima alla palpazione. Quando esiston::> d egli ematomi reLropc:ritonealt mo lt,o diffusi, ouò la percussione percepire un·ouu:.itit fissa al fianco co1T1spondenlc. I sintomi dèll'emorragia, che si 11nisc0n0 a questa sindrome d ella lesione renale, e lo stato di s hock che suoll:l accompagnare il traumatismo, fanno si che !a sindrome paraperitonea le sia frequente in questa specie di ferite. Difatti essa è stata riscontrata 13 volte. 11 sintomo ca1,itale però, in base al quale s i pone con sicur(zza la diag nosi rl1 ferita renale, è l'emdturia. Un fatto n•.olLo frequentl:l è che il ferito senta, lo stimolo alla minzione e non possa soddisfarlo spontan eamente, anche quando la vescica sia fortemente d istesa come nella · oss. 133. Occorre invece praticare il cateterismo, per mezzo del quale si estr ae dell'urina contenente sangue in varia quantità. Nel maggior n umero cieI casi l'urina è così fortemente ematica da sembrare alla ispezione macroscopica sangue puro; altre volte invece è semplici?m cnte tinta in rosso. La sintomatologia d elle ferite renali è spesso complicata dalla concomitante ferita toracica con lesione polmonare . Nei nostri infermi tale complicanza era evidente quattro casi, rilevabile per l'emotorace o pe r lo sputo sanguigno. Si capisce come q110sl,a ccmplicanza debba aggravare lA sindrome che tali feriti presentano. Circa il t rattamento noi ci siamo attenuti nel maggior numero de i casi alla cura aspett.ante, quanrlo l'alto operativo non fu richiesto dal d u b bio che la ferita fosse penetrante, o d a una forte emorragia in atto, la quale impones:;e 11niì riparazione immed!ata. In tre casi - oss. 136139 - 140 - non essendo possibile stabilire dall'esame d ella ferita se il p roieLtile avesse leso il peritoneo, fu n ecessario sottoporre l'infe rmo a laparotomia esplorativa, la quale , mostrò che il proiettik n on e ra penetrato in ('.avità . Nell'oss. 136 - vi era un decorso paradossa le d el proietti le e lo i,:brigliamenlo della ferita d ' ingresso mostrò un ematoma perir e nale. Nell'oss. 139, dopo la laparotomia, fu n ecessario praticare la
in
59 - Giornale di m edicina militare. -
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Ull)
FERITE ADDOMINALI Dl Gli ERRA
nefrectomia essendosi I.rovai.o spappolai.o il rene di sin:ist.ra; dalla logg"iéi renale fu anche estratto il proiettile. Nell'oss. 1-iO, .invece scopertn il rene. si trovò una larga ferita nel suo margine convesso che fu s uturnta. Questi tre feriti guarirono. La nefrocLomia. fu Draticala in alLri due casi - oss. 137-138 -~ nella prima ~ubi!-0 appena l'infermo fu portato all'Ambulanza prest!ntando t1gli tutti· i sintomi di una emorragia g rave in atto; l'infermo guarì. Nella seconcla qualche ora dopo J'a1-rivo, poiché nppena giunto lo stato generale d ell'infermo era tuie da non consentire l"intervento : le condizioni del paziente accennarono ad un leggero migli:.iramento d opo qualche ora dall'operazione, ma si aggravarono in aeg:.iito e l'infermo venne a morte rn ore dopo . N.ell'oss. 128 s'intervenne il giorno seguente a ll"a rrivo, tJssencto migliorate le sue condizioni generali, con un'incisione trasversale della ferita d 'entrala lungo il margine cosi.aie . Si scopl"i 11 n·ne che presentava una ferita sul suo margine conves~o. Svuotaio un ematoma perirenale e P.stratto il proiettile e dei pezzi di vestito ccntenu ti nel\~ loggia renale :;i :zaffò; l'infermo fu trasferito in ottava giornata. in ottime condizioni gi,nP.rali e bene avviai.o alla guarigione. Un'alt.ro caso d'intervento secondario è quello cui si rif6risce l'oss. 134, nel quale in qu inta. giornata si incise verticalmente sulla regione renale svuotando un emat.oma perirena le di notevoli dimens10ni. Anche questo infermo guarì. In qualche altro caso come nell'oss. i 27-130- t31, l'atto ope rai.iv,} si limitò allo sbrigliamento delle ferite, od alla estrazione d el proiettile. In tutti gl i o.Uri le cure praticate furono esclusivamente mediche. I casi di ferita d ei vasi dell'ilo generalmente non an·ivano al l uogo di cura ,µoichè l'emorragia d elle arterie renali è così imponente da condurre rnp:idamente a mor te l'individuo. Ne abbiamo osservato uno solo - oss. 146 - giunto moribondo, e morto dopo pochi minuti. 11 rene si mostrò alla necroscopia diviso in due porzioni completamente staccate, con i vasi e il bacinetto lacerati; le duè 1mtà renali, che si presentavano spappolate, erano unite tra loro a mezzo di un lembo di capsula adiposa (flg. 13•).
STORIE CLINICHE. rz5. Oss. -
Gl'ncrnlilà: Cam. Vin., soldato fanlerin. -
DaLa d.i entrala e di
u scila: 19-8-1916 26-6-1916.
Nat11ra della lesione : Ftrita rotondeggiante da pallottola di fucile alla base del, l 'emitorace destro, sull 'ascelh•re posteriore con egrc~~o in corrispondenza dell'apofisi spinO!'a della 4• nrtebra lombare. (Contusione reuale). Sintomi pri11c.ipali: l'allido, e~trcmità fredclc. P. 12'> piccnlo, r espirazione dispnoica Ha vomito, non ha ~putatc ~angue. Regione renale de~tra n on t um ida, ma dolente all>t prcs!>ione. Difesa addomina le. Urium-.ione s1;onta11cn 11011 possibile. C':ltctcrismo. Urine ematiche. E same del torace n egati\·o. Tratt.amcnto: Cure ~intomatiche . Immobilità, canfora, salalo. ditta lattea. Il giorno seguente: Colorito normale . P . So, valido, urine più chiare. AJdome trattabile. J\Iigliora111ento p.rogre~si\·o.
E sit o : T ra~fe, ito dopo 8 giorni.
>."on: : Sindrume parapcritoneale.
Hl 1
FERITE ADDOMINALI 01 GU ERRA 126. Oss. -
Gcu r.ralità:
Alic. lk r., soldato fanteria . -
Vala di eulrata e di
vscila : : o-ç-r916 2l-9·1916 Natura della tcsione: F erita da pallottola di fucile nel i o ~pazio intercostale sinistro sull'ascellare posteriore con eg resso i11 corrispondenza dell'apofisi spinosa della 2• vertebra lombare. (Lesione del polmone e del rene di sinistra). Si11/.omi principali: Pallido soffe rente. P. 1 00 picr.olo. Dispue,. Vomito. Emoptoe. Emotorace destro che giunge due d ita sotto l'angolo inferior e della !'Capola. Regione renale leggermente tnmida, dol~nte alla pn:ssione. Dolore e difesa addominale. l"rinnzione spontanea impossibile. Cateterismo, liriue ematiC'h e. Trattamento: Curt' sintomatiche. Immobilità, oppio; ghiaccio, salolo. L'infermo
migliora lentame nte. La reg ione lombare n on presenta alcnu.chè di note vole. Addo m e
trattabile già in 2• giorm>ta . In 5• g iorna ta urine chiare . In 1 0• giornata toracentesi rol Pota.in ed aspirazione di 5.50 cc. di sang ue . Temperatura fehbrile i primi giorni . Esito : Trasferito dopo 16 giorni. NOTE: Sindrome paraperitoneaie .
Flg. 13. -
Ouen,a.,.;- 146. - Rene spappolato, Necroscopia.
127. Oss. - Crneralità : Cass. Gius., soldato granatiere. - · Vala di entrata e di 1'Sc/ta : 10-9-1916 ?8·9-1916, Natura della lesiotie : Ferite multiple da scheggic di p etardo di cui una alla re-
gione renale sini~tra con cgresso sull 'a~cellare posteriore dello stesso lato, sopra la cresta iliaca (altre ferite : regione deltoidea sinistra, cavità a~ccllare sinistra, gomito, frattura della testa è ell'omcro , inistro) , Ferita del n :ne e del polmone di sinistra. Sintomi priticipati: Condizioni generali gravi. Viso pallido. P. piccolo 118. Addome trattabile, poco dolente. Urinazione spontanea impossibile . Ematuria al cateterismo. Non ha vomito. Ha sputo saugnijl'.no. Trattame ,110: Sbrig li2mento delle ferite. Cun, sintomatiche : s><lolo . ghiaccio, inie· zioni eccitanti. ì\1 iglioramcnto prog re~SÌ\'O. Urine chi:ire in 6• giornata. Esito: Trasferito dopo 9 g iorni. NOT6: Sindmme paraperitonealc . 128. Oss. - G11,rnli11Ì. Ac. Arn ., sol:lato fanteria. - Vala d i e11trala e d i uscita : n-9-1916 18-9-1916. Nal11,ra della Lesion e : Fe rita rotondeggiante da r,allottola di fucile sull'ascellare posteriore s inistra in corrispgndenza della 11• costola . Il proiettile viene localizzato dall'esame radio logico nella ma~S.'l lomhnre di sinistra alquanto all'esterno della linea mediana. (Ferita del rene). · Sintomi principali: E stremit à e na~o freò<li. Cute e mucose palJidc . P. n 8. piccolo , Vomito frequente . Addome meteorico. tese, dolente alla palpazione profonda. Regione renale leggennente tumida , dolente alla pres~ionc. Dolore e dife5a addominali. Ur inazione s p ontane a impossibile . Cateteri ~1no. l "rine emat iche ,
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FERtn; ADDOMINALI DI GUERRA
1'ra//ame11/o : I11 primo tempo cure sintqmatid1e. 11 g iorno seguemt:: condizioni generali migliorate, regione renalt: s iui,:tra tumi,la, dolente. Em,itur ia. Il lto _Opcratit•o : Inc isio ne trA;.,·e r~ale della ft:rita d\:ntrata lungo il margine costale. Scopnmc uto del rene che p1:esenta una ferita ~u l ~uo 111argi11e cun,·esso. Em&to111a perirenale. Estrazione del proiettile e di pt:zzi di \'estito. Zaffo. Esito: Tra:;feri to dopo 8 giorni. è\un; : S ind rome paraperitonealc. Oe,·orsu rapidamente fa,·urt:,·olt:,
129, Oss, Gen!'ralità: Gio,·. E nr. , c:1porn le mag)(iore gratlatiere. - Vala dt c11/rala e di 11sdla: 15-9-19 16 ,1-IC>-1916. Na/ 11ra della lesione: Ferita da paliotto!~ cli fucile sull'asn,llare posteriore sini-
stra s uuito sotw il 111~rgi11e costale. l i proiettile vie ne Jocafo.zato dall'esa me radiologico, a li 'altezza della ~· n,rtebra lombare, fisso re troperitonealme nte. (Ferita del re ne). Si11 / onii pri11 ,1pali: C11Lt= e rnllCO~C pallide. Aspetto sofft:rente Vom ito. p . n o piccolo. Dolore a<ltlCJ111inalt: ,piccato a ila fossa iliaca si11istra. Ern~rnria. Difesa muscola re . Assenza d i Oltll~Ìtà ai fianchi. 1·ral/a111e11t;;: Cure si m o111at ichc. L'i nfermo migliora len tamente. Qualche line a <li temperatu ra i p rim i g-iorni, ('On persist1:111.a del d olore alla fossa iliaca sinis tra, che mano mano si ntttnn,1. '.'\11lla di notc\'(1le a lla palpa1.io11(' cltlla rei,:ione renale sini stra e a ll'addomt:. Esito: Trasfr1ito dopo w i.iorni. NOTR: Simlro111t· parapni:o nt:Ult:. 130 . Oss. -· Gc11rralità: Coz. An., soldato granatien:. /lata di e11trata e di 11 .<Cita: 16-9-1916 4-10-1916. Na /11ra della /fsioue: I'erita d.i fu cih: alla rei:-io ne sacralt:, 111..tà supt-riore, s ull.a
para\'ertebralc destra Il proiettile vien<' Jo,:ali,.znto dall'esa111" radio~ico, a nte riormente, sulla parn~tcrrrnlc de$tra , nel 4° spazio imt-rcostale. (Ferita del rene e del polmone cli d estra). Si11/.omi p1 i11,·!f>a/i: As pt=tto buono. Colo rito normale l'o lso \'a lido, r itmico So. Adclome trattabilt indole nte . Urinazio ne spontanea con urine e111atiche. Emotorace d estro. R egione renale destra dolente alla pressione. Tra/.la111e11to: Asportazione del proiettile. Torac~ntesi col Pola in. T.'infermo mig liora rapidame n te dc·lla lesione re11ale mediante le cute s inton,atii-he. Crine c hiare in 8• giornata. Temperatu ra febbrile pe r falli toracici Esito: Trasferito dopo' 19 i:-iorni. NOTF.: Tta2'itto 11aradossalc del proiettile. 13r. Oss. (;c11eralità: Sec. Gio., caporale fanteria. - nata di c 11tro/a e di 11sci/a: 20-<r1916 Zi-9-1916. Natura della l es i o11 e: Ferita da pnlle tta di shra pnell in corrispondenza dt:ll'u• spa-
zio interC'ostale sinistr·> s nlla e111iscapolart:. Il proiettile si palpa al fianco des tro s u)... l'ascellare poste rio re. (Contus ione renale}. ' Sin/ami pri11cif>a/i: Condizio ni genera li buo ne . Colorito normale, polso valido. Aùùome contratto e rlole nte. L 'infermo urina s pontaneamente. Uri ne forte mente ematiche. Regione renale Jei,:g-erme n te tumida, dolente a lla pressione. Tra/.ta111 e11/o : Asportazio11e del proie tdle. Cure sintomatiche. J. 'infe rmo migliora rapidamente. Urine limpid~ in 5• gimnaia. Esito : Tra,sferito dopo 8 giorni. :\'on:: Sindrome parape ritoneale. 1 32. Oss. (:rnrra/i/à : Aucl. A11g., soldato fanteria. - Oata di cn/ra / a e di 'lf sci la: r-u-1916 4-n-19 16. ~ Natura della l esio111• : Larg-a ecd1i111osi c he si este nde dallu base d ell'emitorace d e-
s tro a metà della rc)(ione lomk,re e dcli 'ascellare po~teriore d c~tr-i. alla ~ca polare interna da sas~o lanciato dallo scoppio di uua granata. (Contusione renale). Si11/0111i f>ri11cit,ali: Colorito no rm a le. Pol~o ,·alido. Vh·o dolore alla regione lo mbar<:: <lt:~tra che si C',tC"nde i11 h.1 sso e in arnn ti al quadrante inferiore destro dell 'addome. Qui le 1>areti ~0110 te.se e non con sentono la palpa1.io uc profonda. Urinazione spontnn<·n con urint· fortt~111cnte e111ati<"he. Tra//,1111rnto : De,' nliit:, dorsale. R eg-ime J11tteo. S:,lo lo, g hiaccio. ln seconda g ior-
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
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nata te· pareti addo111iuali sono 1r,11uohili, imlokmi. J,a n ,ginne l1,111lx1 n · destra non i: tumefatta. In 3• giornata ces"'' l'c111muria. Esito: 'frasfc, ito dopo 4 giorni. Xon: Siudro111c 1,arapc::ritonealc. r33. Oss. - Gc11,ralila. l't·a. l'au., caporàlt: fanteria. - D,1(a di ent rata e di uscita : 21-n-1916 i7-u·1916. ,"liatura della t esio11 e : l'icc:()la krita cln fm:ile ~ull 'a,;ccllare posteriore sini,tra, penultimo spazio intercostak. E gre,so sotto il margine cosrnh:: destro lrn as..:ellare 111cd1a e posteriore. (Contusionte renale) . Siutomi pri11cipa/.i: C011d1Zioni generali buone. l'ol,o ,·alido, rit111icu. A,ldu111e lTat· tabile. La vescica i: fortl'n1<:ute cl.istes.i, ma l'inf<:nno non può urinare . Catet,·ri,1110. Ematuria. As~enza di uttu~ità ai fianchi. ;,111bcdue le regioni reuali sono dolenti nlla press ione. 1'rattame11to: Cun: sintomatiche. Riposo, ghiaccio, sak>lo, dieta lattea. ,\<ldomc sempre nattabile. Regioni ren~li indolenti in 3• giornata, non tn111da(tc. J/e111at11ria cessa in ,,a giornata. Esito : Tra,ferito dopo 7 giorni. 134. Oss. - (;e,,r,n/ità: Fur. Dom., soldato f;.11teria. uscita: 28-12-1916 4-2-1917.
D<1la di ,·,ilratc1 e di
Natura d ella l esi o ne: F"rila rotun<la·ggiamc tla pallottola di fucile sull 'asccllare postt::riore siit!f.trn, 111argine costale, co 11 t>Rr~:--:;:;r., snlla pnnt,·~rtt:hrale destra a }i,·ello della 2• nrtebra lombare. (Ferita renale) . Si11tomi priucipa_li: Aspetto ahhattuto. P. 1<,<; piccolo. Teni. 37. Regione lombare sinistra non tumefatta e poco <lol<'11te. Ad<lome trnttaliilc i111k1le11tc. l"rinazione ~pontanea con urine fortc111t-nk cnllllil'h<:, ~l otilitit e ,,,.1sibili1;', agli arti i11fcriori normali. 1'rattame11to: C ure siuto111atid1e. :"\t,i g iorni se1-::m,11ti la re1-::ione rènalc diventa se1npre più tu111ida. In 5" giorn ata: lr1t·i~io11e \'ei·ti<'ale . ~,·uot;111u.:11to c..li nn e1nato111a perirenale. Zaffo. Decorso fcbhril,;, \·<'r 19 giorni. Esit o : 'r,asferito d()r,u 39 g iorni.
135. Oss. - Generalità : Pii Ces. , caporale fanteria. - Data di e11lrata e di uscita: 16-5-1917 7-6-1917. Natura. detta l esio11e: Ferita rotondegg iante da palletla di shrapnell sull'nscellare posteriore sinistra in corrispondenza della 9• c:ostob. Egre~so in corrispondenza dell'apofisi spinos:1 della 2• vertebra lombare. Ferita re,wle. SiHlomi pri11cipali: L'ipfermo è Alquanto depre,so con polso 104, pic:rolo. Il ventre è te;;o, alquanto dolente alla pre~sione. Urinazione ~ponta nea con urine sanguinole nti. r,a reg ion-, lo111bare non è tamida, ma a sinistra la pressione suscita dolore. Esame del torace negativo. 1'ratta112e11to : J,'infermo migliora le11la111ente ma prog ressiv,1mente. La tempe· ratnra è febbrile per ,·arii )!iorni. L'ematuria cessa in 9• g ionrnta. La regione renale non .: tumefatta. J,a p:ilpazione profonda dell'addome è possìhik e 110 11 ri,·ela raccolte sanguignt>. · Esito: 'frasfc1ito dopo 22 giorni. NOT6: Sindrome para.pe, itoneale. 136. Oss. -
c~11eralità:
Se. l'rnn <·.; soltlat o fanteria. -
Vala rli wtra la e di
ascita: 23-5-1917 21-6-1917
Natura d el.la l esione : Ferita tl'ingre~so, da scheggia di granata sulla para verte- brale de~tra all'altezza dell'n• ,·ertebra dorsale. I,a scheggia si palpa snll'ascellart' an teriore destra, J dita i<Nto l'arcata costale. Ferita del rene de~tro. Sintomi pri11cif'ali : A~petto soHerente. Non ha vomito. Polso 72, valido. Addome contratto io difesa. Emnt11rin. Riduzione dell'area epatica. Trattamento: Laparotomia esplorativa. li proiettile non è penetrato. S utura. Sbrigliamento della ferita d'ingresso. Estrazione del proiettile e di pezzi di stoffa traspor tati. Ematoma peri,enale . Sutura parziale predo zaffo. Esito : Trasferito dopo II giorni. NoTE : Tragitto parados~ale del proiettile .
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FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
13j. Oss. - Gweralità : Par. Gius .. soldato fanteria. - J!ala di e11 t rala e di u scita: 24-5-1917 n-6-191;. N atura della l esion e: Larga ferita da ~cheggia di g ranat a 111,lla regione renale destra dal cni fondo ~porg.: il peritoneo parietale n on lacerato. 1'on ,·i è foro d'uscita. ì\ lauca il r;,pcrto radiologico. La ferita ~angnina forte 111e11te. (A111pntazione traumatica del brncc-10 <l<.:st ro). Ferita del rene. Sint om i prin cipali: Condi1.ion1 generali grav i, agitato. Cutt, e mucose pallide, c.:strc111ità fredde. P. 130 piccolo. Conat i di vomito. Addome te:;o, in spiccata difesa. Regione renale destra, tumida e dolente. Dimi nuzione dell'area di ottusità epatica. Tra/la m ento. Incisione sulla sr,de della ferita. Scopriment:i del rene, cbe si prese nta spaccalo in due meti· e fo1tnm,nte sang uinante. Kefrectomia. Zaffo. Fle· hoclisi. li g iorno s,·gll(,nte : 'frmperalura fabbrile . Urine chiare, Nndizioni generali migliorate. O~cor~o postopcrati,·ò complicato da polmonite. Esi to: Tra5fe rito dopo 28 g iorni. 1'0TP.: Operat·' a Den:taki. Trasferito alla sEde io 4• g iornata. Sindrome paraperitoneale e a nemia acuta. 138. O ss. - <, e1?,•1·a /ilà: Panz. ~iu., solda to fanteria. - Dato di entrata e d, u scita: 2.,-5-191; 26-5-1917. Nat ura della I Nio ne: F erita lactra da ~cheggia di granata, !Sull'ascellare poste, iore sinistra, in coni, 1, 01:dcnrn della 10• costola. Il proiettile \"iene localizzato dall 'cMme radiologico nella regione renale dello stesso lato. (Perita renale). Si11to mi f>1i1, ci pcJ li: Pallido , algido, polso piccolissimo iucontabile. Addome contratto in d ifesa mn~colare . Regi-:me renale sini~tra tumefatta, dolente alla palpazione. Urinazioue spontanea impo~sibile. Col catderi~mo si e~tragi;ono pochi ce . di sangue. Tra/ tamrnlo: 'J'rasfn!'ione di !'itro fisiologico. luiezioni ecC'itanti. Iulen-ento. lncisi1111e ve rticale sul limite esterno ddla regiÒnc lombare sinistra. Scopriment o d el rene . Vasto ematc.ma pe ri.renale. Rene ~pappolato. :Sdrtctomia. Estrazione del proiettile. Zaffo. Le condizioni del paziente accennano a nn leg.(lero mig lioramento dopo qualche ora dall'inkrveuto. l\la si agg ravano !<nbito dopo. Esito : Muore dopo 10 ore . Non:: Sindrome paraperitoneale e anemia acuta. 139. Oss . - Ge.11eralilà: Tri. Don., soldato mitrag liere. Vala di entrata e di uscita: 25-5-1917 21-0-1917. Natura d ella l es ione: Larga ferita da scheggia cli grana ta, sulla emiscapolarc si11. 11° spazio intercostale. Manca il reperto radiolog ico. Ferita del rene sinistro. Sintomi pri11 c.if'ali : Aspetto sofferente. Colorito pallido. P. 104 piccolo. Vh-o dolore addorni11alc spontaneo e spiccata difesa. Urine ematiche al cateterismo. Non Jia \"omito. Tmltame11to : Laparotomia esplorativa .Il proiellile non è penetrato. Nefrectomia. Rene sinistro spappolato. E strazione del proiet t ile che si trova nella loggia renale. Esito: Trasferito clopo 28 giorni guarito. l'soTE: Sindrome parape ritooeale. 140. Oss. - Gr11r,·alllb. : Sca . Cos., roldato fanteria. - Data di entrata e di u scita: 25-5-1917 21·6-1917. Natura d ella l esio11 e : Presenta dne ferite da pallette di shrapnell, u11a sulla parave rtebrale siui~trn all'altezza dell'rra co~tola, l'altra sulla natica sin. '.\Ianca il reperto radiologico. (Ferita del rene sinistro) . S intm 11i pri11ci('ali : Aspetto sdfercnte, colorito pallido. P. So valido. Addome contratto e dolente . Non ha vomito. Urinazione spontanea con urine ematiche. 'fratta111c11/ o: Lapa10tomia esplor?.ti,·o. n proiettile non è penetrato. Scoprimento del rene e !'t:tura di nua larg-a fe 1ita ciel suo margine con,·e!'!'O. Zaffo. Sutura delle pareti. Esito: Tra~ferito dopo 27 giorni. r4r. O ss. - (:~ n eralità: Mont. Gau., soldato fanteria. - Data d i e11tt"ata e di uscita: 26-5-1917 6-6-1917. Natuf'a d ella l esil• 11e : Ferita rotondegginnte eia palletta di shrapnel! sull'ascel-
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Ft:RITE ADDOMINALI DI GUERRA
lare posteriore s inistra sull'arcata cost ale. li proiettile viene localizzato dall'e;..,me ndiologico all'altezza della IV"" vertebra lombnre nella massa dei lombi. (Ferita del
rene sinistro). Si11/0111i pri 11cif"al i: Condizioni generali buone. Colorito normale. P. \"al ido. Addome trattabil~ iodoleute. Regione renale non tumefatta. Urinazione spontanea co11 orine ematiche. Trattame nto: Cure mediche. }4'infer1110 migliora lentamente . Te mperatura febbrile. Traccie di albumina nelle urine. Esito : Trasferito dopo 13 giorni. 142. Oss. Generalità : Cas. G ms ., sottotenen te fanteria. - naia di et1I rata e di u scita : 21-t-1917 21-8-1917. N atura della lesio11e : Presenta unit piccola ferita da pallottola di fu cile alla
regione lombare sinistra sull'asce lla re posteriore, all'altezza dell'ultiurn cost0la, con egresso alla reg1one renale di destra. (Lesione dei due reni ). S intomi J•r i ,11:ipali: Condi1.ioni g-enerali g ra,·i,-sime, senza pol:'O, alg ido, inerte. Motilità e sensibilità ag-li arti inferiori consen ·ate. Addo111e non coutrntto. Ematuria al c11teterismo. Trottame11to : Cure sintomatiche. L'infermo non acnenrn, ad alcun migl ioramento. Esito : J\Iuore dopo pochi minuti. NOTE: Necroscopia. Re ne sinistro spappolalo. Rene d,~tro contuso, infìltrnto di sangue. Nnlh in ca vità peritoneale. 143. Oss, - ( ; e,;erolità: l'ig u . Lui .. S<Jld:ito fanteria. D<1fo di entrala e d i uscita : 20-10-1917 27-10-1917. Natura della lesione: Ferita rotondeggia nte da pallettll di shrapnel! sull '11scel-
lare posteriore sinistra due dita sopra l'Mcata cost:1le. ;\!anca il reperto radiologico. (Ferita del rene). Si11tom i prinripali: Pa.llido, freddo , polso filiform e 122 . Addome contratto e dolente . Assenza d i ottusità mobile ai fiand1i. Ematu ria. T raltam cr.to · J\Tedicatnre. Cure sin tomatiche. li g iorno seguente le condizioni sono migliorate. Acldome trattabile. lJrine più chiare. Esito : Trasferite, per ordine di sgombe ro. Non:: Sindrome paraperitoneale. 144, Oss. -
Ge,:u-alltà : Rie. Ad., soldato fanteria. -
Data di e11/mta e di
uscita: 9-w-1917 2i •10-1917. N at1,ra della lesion e : Piccola ferita lacera da scheggia di g ranata , s ull'ascellare pos teriore destra in corrispondenza del penu ltimo >'pazio intercostale. L'esamte radioscopico mo&trn il p roiettile a destra della linea me{liana, in corrispondenza del corpo della 1 0 • vertebra dor~ale. (Ferita del rerJe e del polmone: di destra) . Si11tomi prln<ipali: Cute e mucose pallide. Aspetto sofferent!!. Estremità fredde. P. 128 p iccolo. Vomito. Dolore diffuso all'addome , più marcatame nte alla metà d~stra. Addome m< teorico con arca epatica rimpicciolita e spostata in a lto. Assenza di ottusità mobile. Reg ione renale destra tumida., dolente alla pressione, Cate ter ismo con e straT.ione di pochi cc. di urine fortemente sanguigne. Trattamento : Cure sintomatiche. 11 g iorno seguente: Addome trattabile, cessato il ,·omito. F. 104 valido. Urine em:itiche. In t ena giornata: emotorace destro, temperatura febbrile, In to" giornata. ricerca. chimica e microsi:opic11 ciel sangue nelle urine neg:)ltiva. Nu lln di notevole alla regione renale. Tempo:ratura febbrile per fatti cat arr ali dei b1onchi. Esito : Trasfel'ito dopo 19 g iorni per ordine. NOTll: Sindrome paraperitoneale.
145. Oss. tUdta :
Generama: Croc. Gin., soldato mitraglie re. -
Data di entrala
II•T· l OI8 2l•l•IOI8.
Natur a d ella l eslot1e : Contusione ed el'Corazione larga qu11nto il palmo di un a mano dn sch eggia di granata ( ! ?) in corrisponden1.a delle ultime costole di sinistra, tra l'ascellare posteriore e paravertebrale. Contusione del rene sinistro. Sintom i prhuipoli: P . So. Tem. 36.2. Respira1.ione t orn('.ica . Forte dolore alh r egione tom bare: sinistra irradiantesi in basso nel quadrante inferiore s in. dell'addo-
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Ff.RlTt ADDO.\ll NA LJ lll Gl:ERRA
me. At!tlo111e. t.::,o, d olc111e, ndla 111c tà , inistrn. Re gione lo1nùare sm1s1ra kggerm e ntc tu111cfatu.1. L·rinazic,ne s po11ta11ea .:un u rine forte111e11t<: e1natiche. Esame del torac;.e n c~:i:t i \·o. Trall<1111 c 11to : Ct>re si111 0111ati<.:he. O(:"n1bito <lor salc . Die ta lattea, salolo. La dolorabilità della n ·,s:io ne lo111ban: sini~t r., di111inuisce gra da 1a111eut(:". A<hlumc trattabile. Crine chiare in 7• g io rnata. E .sito : Trasferito d opo 11 g iorni. 146. Oss. - Gcneralit,ì : G ian. Or., scrgcutt: fanteria. - Data di entrala e di uscila : 20-5-1 9 18 :w -5-1918 . Natura della lniu11e: J,arga fe rita <la scheggia di granata, d i circa 3 cm. sul-
l 'ascdla re p t1:,t.-r1o rc s in i~t ra , n e l cui fondo appare la 11• co stola frntturata . è'lon v'è foro cli c g1cs,o. ;\(anca il rcpe rt•} radioscopico. (Spappoli\111tnto del re ne sinistro). Sinl,mr i p>i11 (i pa!i: :\go11izza11tc. Trai/amento : Cure s imo111at iche. E , it o : )Juore d opo pochi minuti. :-,;on:: ::s;ecro$cupi« : s pappolamento co111pldo elci ~i:ue sinistro. Nulla iu cavità pcri tone,tle. Il p roiettile non " pene trato . Il rene è div iso iu ~ porzioni corupldamen te , ta\·cate : il ba.:ini:tto i: complt:tame 11te dilaC"erato; cosi i vasi, in modo che quc,tc <lue u;e1A r en a li ri111a11 gouo ~olo u11itt= a m e zzo della capsula adiposa. q7. Oss. - Gc11cra/ità : Conu . Dav., s oldato fante ria. - naia di entrat<1 e dì us.-ila: 1;·6-19 18 11-6-1918 . Natura della l e.<io11 e: Piccola ferita da pallo ttola cli fuc ile sull'ascellare posteriore d ~~tra, a li 'altezza della 11• co,toh1 con cgress0 in curri,pu ndenza della 4• ver-
te bra !011:l,a re. S i11ton1i principali: Colo rite, pallido. Aspetio abbattuto. E ~tremità fredde; polso piccolo 120 . Ve mre in c!ife,a . lh le nte d ia pre~~inne . 1'011 può urinare spontanea• mente. Sii i112a10 eme tte u rine fon c meme c 111ntid1c. 1'ratta111e11to: Cure s into111atid1c. Esito: Tras ferito. Norn: Trns frritc, in seguito a o rdine. Sindrom e parape rit oue ale.
li. I - FERITI DEL COLON
I casi di ferita del co lon n•!lle sue porzioni e:-:lra -peritoneali sono ollo, con selte guariti ed un.: morto, e cioè con una per.cent.uale di guarigioni dell'87,5%. In sette di essi era ferito il colon ascendente . in un solo il colon di~cendente. Qnes le ferii.'.1 svno molto importanti in quanto, se non si fosse allivament1~ intervenuto, !1e 1· assicurarci della enlilù r della natura d ella lE·sione, un,: buona parie dei pazienti sarebbero µassali come feriti con ptmetrazi0ne e lP,sione intestinale guariti. Questi feriti infatti hanno una grande tendenza alla ~uarigione spontanea, perchè le feci tendono a fistolizzarsi in primo tempo, e in secondo tt': mpo la fistola tende a chiudersi. L'inter vento t11 l~via offre il vantaggio di ag<'volare il cammino alle feci, evitare la infiltrazione e lo scollamento dei tessuti e nello stesso tempo decongestionare la parte infllt.rata. I sintm ni che questi ferii.i pr,·sentano possono fore sospettare che la lesione dell'intestino sia soltanto extra-peritoneale. Lo stato generale dell'infermo di solito è buono. Il polso si mantiene valido, l'al':petto, tranquillo. la respirazione calma: nei nostri feriti solo tre volte si notavano d ei fenomeni generali g ravi. Le ferite occupano uno dei fianchi : esse hanno di solite, un percorso breve ma sempre tale da non consen-
FERITE ADDOMINAL I 01 GU ERHA
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tire di t-scludere a primo esame la penttrazione. Huramenle il tragitto è lungo. Nella os:l. 15J vi era un vero tragitto lH:d 'adossale, poiche il
proietti!'? era pen.el.rato quasi s ulla ma:-nmillare ùi sinistra 2 dita sotto il bordo costale ed era stato localizza to dall'esame radiologico nelle masse muscolari dei lombi , poco a sinistra della 1i11ea mediana. Anche nella oss. 1011 il proiettile aveva avuto un lungo percorso; anzi qui si trattava evidentemente di una sche~gia di g ranata di eccE:zional i dimt nsiom, che aveva ampiamente aperl-0 li colon e distrutta una notevole quantità di tessuti. In quùlcheduno dei casi si notava perdita di feci dalla ferita - osservazione H8 - 152- 153 - . L'addome in qualche caso era indolente e trattabile - oss . 14.9-155 - ; in q ualche caso leggermente leso - oss. 150 - o fortemente contralto-- oss. 154 - o dolente e contratto specie nella metà, corrisDondente alla lesione - oss. H 8- 151 -fa2-153. - La palpazione spesso era dolorosa. In due dei casi - os.;. i'i8- lò t - l'addome era meteorico e in un caso - oss. 152 - la pa lpazione a vvertiva attorno alla ferita un crepitio da gas, probabilmente intestinali, infiltranti il connettivo. Nei nostri feriti l'inteslino erd stato una volta cont11so, 7 volte direttamente aperto dal proiettile. Fu coni.uso nella O!:S. 151 nella qua le la lesione inlt'! stina!e si rivelò soltan lo in 5" giornata. Al momento dell'atto operativo si vide soltanto che i tessuti lungo il p3s:;aggio del proiettile erano pesti e molto infiltrs1ti di sangue. Di solito, in questi casi s'interviene primilivamenLe. sLrig liando sulla sede della fe rita e giungendo fino a.Ila lesione intestinale. P erò in un caso in cui in primo tempo si er:i. giudicato che il proiettile non avesse potut-0 lecle1·e l'inkstino - oss. 149 - l'intervento fo pralicat.o in secondo tempo, e cioè in dodicesima giornata, essendosi determinato un flemone stercoraceo di notevoli dimensioni . Incis0 ampiamente e dato esito a notlwole quantità di pus di odore fecaloitle si lasciò ar,erta la incisione lavando s11esso e generosa ment.e con clorosol e la fistola stercoracea g11ari in breve tempo. Nell'os.~ 151, per il tragitlo paradossale dei proiettile e per la sintomatolo1?ia sospetta che l'infermo f1resentava fu praticata la laparotomia parareltale sinistra essendosi giudicata penetrante la ferita. Invece il proiettile non er a penef.rato, ed era sr-ivolato avvolto a pezzi di stoffa tra i tessuti fino al polo inferiore della loggia renale. Lo sbrigliamento della ferita fu anche nell'oss. 15/i, praticato in secondo tempo, ppkhè l'infermo appena giunto presentava delle condizioni generali gravissime, che ncm consentiron,1 alcun intervento. In questo, 0aso il proiettile aveva prodotto un largo s(Ju&rcio di tessuti da lla spina iliaca anterior-superiore destra fino alla terza vertebra lombare. Le feci si erano inflllrate in tutto questo tramite e avevano scollato i1 peritoneo parietale, invadendo tutto ìl 1connettivo preperitoneale. Questa; .grave condizione .condusse a morte il paziente, che durante dieci giorni di degenza si mantenne sempre come assopito con polso frequente e piccolo, come in preda a grave intossicazione.
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FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
:::STORIE CLINICHE. 1.iS. Oss. - Ge11era/.ìtà: l\at. G::iet., soldato fant<:ria. - Data di Cli/rata dì uscila· 2s-;-19t6 5-!;-1916. Natura d ella lcsio11e: Ferita lla fucile sull'uscellac anterio~e destra, in corrispondenza dell '/ì" spazio mterco~tale, con eg'resso in corrispondenza della spina iliaca posteriore superiore dello ste$so lato. (Ferita della porzione extra-peritoneale <lei colon asL-.:uùeule). Si11/0111i pri11cipati : Aspetto ::ibbattuto. Cobrito pallido, facoltà
p~i<:hich~ torpide. P. 1 20 molle. Temp. 3S-4, Non ha vomito. Adùo:ne, teso e dolente, specie alla metà destra. ì.\letcoris,no. Area epal ica conser..-ata. Perdit9. di feci dalla ferita di egresso. Tratlmne,,/o: Si 5hriglia lungo la ferita di entrata. Il proiettile ha a,·uto prima un tragitto sottocutaueo, poi al fianco iutramuscolart:; quindi ha ferito il colon ascendt:lllt:, nella porzione extra-peritoneale; da questa ferita escono feci. Sutura. Ampio dn·Pagg,o lasci::ind<> aperta in basso la ferita operatoria. In 3• giornata, a lla medicatura si nota fistola ~t-,rcoracea. Esito: Tra5ferito ùopo 12 giorni. Non:: In 10• giornata la mt:dic::itnra 11011 t! più sporca di fcc1. Medicatura quotidiana con abboudanll l:l\'OKgi di Cloro~ol. Ferita ben grannl~ggiante. Sindrome paraperitoneale. 149. Oss. - Genanlità. Eris. Fran., soldato fanteria. - !)ala di c11t raia e di uui/a. 4-1-1917 4-z-1917. Natura della lesione: Ferita rotondeggiante da pallottola di fucile sull'ascellare
mt:dia dc~tra. subito sotto l'arcata cosrnle; egre%o in corrispoudten,.a della 2• vertebra sacrale. (Contusione della porzione extra-peritoneale del colon ascendente). Sinl.om.i princ ipali: Condizioni generali buone. Ventrt: trattabile indolente. JSon ha avuto vornito. Polso valido ritmico. .Motilità e sensibilità agli arti normali. Tratlamrnto: Decorso febb,ile. Dolore al fianco destro. In 12• g iornata il fianco destro è t<·so, arrossalo, dolente. Addome trattabile. Inter\'cnto . S'incide ampfa1111:nte, dando e~ito a pus d 'odore feC":iloide. Fistola stercoraC"<:a per contusione della porziom: extrn-peritoneale del colon. Si lascia aperta la itu.:isiooe, zaffando. i\ledicature e la,·oggi al Clorosol. Esito: Trasferito dopo 32 giorni. Non: : La fistola stercoracea al momento della p;,rt<:nza <::ra chiusa. l,a ferita operatoria aperta, ma granuleggiant<:. 1so. Oss. - Gene,·atità: 7.uc. Arist., soldato fa1,teri a. - Data di c,i/ra/a e dì uscila: 2.3-5-1917 21-Q-1917. Natura della lesione: Piccola ferita rotondeggiante da palletta di shrapnell, ali~
regione renale destra. Il proiettile si palpa nella fossa iliaca d(stra, in vicinanu.. della spina iliaca a. s. Ferita del colon a5cendente nella porzione extraperitooeale. Si11/r,t11i pri11 cipali: Aspetto buono. Polso rnlido. Nou ha a,·nto vomito nè singhiozzo. Addome leggermente teso. La pnlpaziO.j.te profonda riesce dolorosa. Trattamento: Si sbriglia sulla ferita e si giunge nella porzione extraperitoneale del colon ascendente, che è perforato. Sutura. Si lascia aperta l'incisione e si zaffa. Fistola stercoracea, che migliora gradatamente c011 medicature al Clorosol. Esito: Tra~ferito dopo ~8 gic, rui 151. Oss. Ge11cratitlt: Gaet. Cir., soldato faoterin. - Dal.a di e11tra/a e d i u scita: 30-4-1918 6-6-1918. . Natura della lesio11e : Ferita da 1<cheggia di granata tra ascellare anteriore e
lllammillare sù1islra, 2 dita sotto il 1na~gine costale. Il proiettile è localizzato dall'esame radiologico a livello delln 3• vertebra lombare, 6 cn:. n sini5lra della linea mediana, incastrato profondamente nei muscoli dei lombi. Sintomi principali: I'. g8 valido. Colorito pallido. Aspetto sofferente. Respirazione toracica superiore Non ha avuto vomito nè singhiozzo. Non ha emesso feci nè gas . L'addome è teso, meteorico dol~nte spontnnf'amente e alla palpazioue, spe-
Ft:RITE ADDOM INALI DI GU ERR.\
cit: alla me tà s iuistra. S1i111o lo a ll.t 111i11zio11e d u: no n può su<ldi ,,fa re. u rine chiare al cateteri~mo. Trattam e11lo : 1.a pa roto mia para rt:tta h: s i11is tr:1. li p ru 1t: ttile i: pc: uetra lo iu ca,·ità. Sutura a strati d e lle p:1retL lnc i~ione obliqua sulla regiouc lo m ba re siui:,tra, td es trazione del proie ttile e di p.,z,. i di stoffa, s itua ti alla estre u,ità inieriore della loggia renale ed all'este ruo di c:s:;o, T essuti spes,-i c d infiltrat i d i :,a11i,:ue. E sito : Trasferito d o po Ji giorni g-uarito. !'<OTE; Tragitto pan ,dossa le del proiettile. S111dro111e pa rape ri toncal.,, !Jecorsu postopera tivo con1plicato da fis tola ste n :uracea : kwaggi a l Clorosol; in q• g iorna ta la medicatura non è più sporca di frc i. 152. Vss. - Cc111 ral ilà: 1::r. l'ao ., sol<la tu fa 11t~ ria. - l)a/(1 di c11/rala e di 11scita: 17-6-1918 20-6-1918. N at.ura d ella leSlCIIIC: F e rita da pallottola cli mitrng liatri<.:c s ull 'ascclla re m e.-!ia destra, s ul margiut: l.U~ltlle 1 co u cg1<:ssv s ulla ~rni,C'apolare d e llo s tesso la to, poco ,-uno l:i c resta iliaca Siiitomi prindpali: l'. 8u ,·alido R. 20. Condizioni gen,;:rali buo11c. Veutre teso " dole nte alla me tà d est ra con e nfisem a sottocnt a m:o atto rno alla ferita d'ing resso. :S:011 ha e m esso nè fec i nè g as. Dalla fe r ita d'egresso si un ta pt:rdita d i liqu;uue bruno a odo r fecalo ide. Fis to la s te rcoracea. Tra l/a111c11to : Sbrig lia mentu d e lla ie rita <li ,:grn;~u La vande.: quutidiaue con Cloroso l. !,'infermo mig lio ra rapidamc11te . E sito: Trasferilv in .~'· 1:iornata. 153. Oss. - Cwtralilà: I'ar. Alts., serg,e nte battaglio ne as~alto. - Data di e ntrata e di uscila: 20-6-1918 ,30-0-1918. Natura della le., i o11c : F e rita d a S('heggia di gra1wta s11ll ';1scdlar<: a u ti.:rio re destra, s ubito sotto il ptnrg ine co~tale , con egresso s ull'ascella re poste rion : d ello stesso la to all 'altezza della crt'sta iliaca . Sinto mi prit1cipali · Aspe tto buono. Colorito norma le. P o lso 112 , ritmico, valido, Dolori a <!<lominali sp,n11a 11e i e k g!,:c· ra co ntrnttura a ll a metà d estra. 1,a fe rita di egresso emana odore forteme nte fecalo idt:. Fis to la s te rco racea. Tra l/.,w1cnlo · SlJrig lia111 e11tu e ,.;1ffo d e lla ferita di e gress'.>. l,ava!(gi quotidiani con Clorosol. Mig lior,i me nte prog ressi\'O. Esito : Trasferito 11• g iorna ta.
154. Oss. - G o 1cralit.à: '.\len. G iu., sergen te fante r ia. - Vala di e11trata e di uscita : 22-6-1918 1-7-1918. Natura della lesi one : l,arl!a fe rita d a sche g g ia di gra nata sulla cresta iliaca d estra, io corrisponden,.a d e lla ~pina iliaca a. s . con egr esso poste riorme nte in corrispo nde nza della terz.'.I verteb ra lomba re . Sintomi pri11(i{'ali : Colorito pallido. A~petto .cadavt:ric:>- l'o l~o appe na percettibile, inc<)Utatile. \"e ntre forte me nte d ole nte e contratto. \"0111ito . :'\un ha emesso nè feci nt: gas. Area epatica diminuita , Tratta111c11to : In ~ccondo tc111po, mig liora te le cond izio ni g e ne rali, largo sbrig liamento · fine, al pe rito neo che non è leso, s i trova pe rò un'ampia aper tura sulla porzione e xtra peritoneale d e l colon ascendente d a lla quale gemo no feci. li dito e utra libc rume ntt: 11e ll 'i11te~tino I t essuti a tton10 sono µi co lo r bruno e di as petto nt:crotico Si la~cia n111 pia111e11tc.. ape rto, previo gene roso la v.iggio con ClorosoJ. Esito : Muon: in 10• 1:io rnata : NOTE: L'infenno è continuame nte come asso pito. Ha se mpre polso piccolo e freq uente , Condizioni locali d~lla ft:rita s ta1.iouari., , Sindrome parapcritoueale. 155. Oss. - C e11e..-alltà : • 'ol. Gu., ~o lda to fante ria. u scila: 23-0-1916 3o-6-191S.
/)ala di Cfllrata e di
N atitra d ella lesio11e : Ferita da pa lle tta di shrapne ll in corris pondenza della s pina iliaca posterior-superiore d estra, dalla quale esçe mate,ialc focale. Il proiettile si palpa sotto cute, s ull'ascellare d estra, all'altezza ddl'o m belico. Sintomi princ.t{'a l i: Condii.ioni g c ne rnli ottime. A,;petto buono. P o lso 84 ,·alido. l"rinazione spontanea. Addo me trattauile.
!}:!()
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
Tmtlamrnlo : Estrazione del proiettile. Sbrigliamento nel luogo della fist ola. Rapido miglioramEnto. E sito : Trasferit(• in s• giornata. Non:: L 'iufenno rico verato il 23 era s tato ferito il 1.5 t:: fatto prigioniero. !lurante la prigio nia non ebbe ak111w cura.
111. -
FERITI DEI.LA vE:;c1cA.
1 feri:-i della vescica nella porzione extra-penloncale osserv1.1ti sono tre, con 1:n niorlo e due g uariti. In 11no - o-,s. 156 - il pro1etlilo, una 1Jal!otlola di fucile, entrala Hl corrispondenza dcl 1a radice d ella cosciu. sinistra era uscita a l trocant.ere di destra. Questo infermo fu curato mediante la apposizione di una siringa a [ler mu.nenza, ma il paziente morì dop o 20 ore circa improvvisamente. La nE-croscopia mo:-;tr·ò due fori in vicinanza d el collo dEl la vescica ed una d iscn' la infì I11 azione ematico-u rin osa nello spazio pcrivescicale. 11 proiellile non era entralo in cavilit. Nell'css. t57 - il proiettile , anche qui da fucile penetrato alla natica sinistra era uscito anteriormente dalla coscia di d estra. In questo caso ebbe a giudi carsi penetrante lu ferita perch\3 l'infermo presentava oltre un aspetto so lf orente, il ventre dolente, meteorico, con pareti addominali tese, specialmente nei quadranti inferiori, e diminuzione d ell'area epaf.ica. Fu pr•1ticata la lapflrotomia esploniliva. che mostrò come in cavità addominali:: non vi fosse nessuna traccia di sangue. Suturato iJ ;:>eritoneo e drenato il Ret.zius la cura si limitò alla apposizione d1 una siringa a permunenza. L'infermo guarì. Interc.::sante è l'oss. 1.58 - . Quest'infermo presentava una ferita da palletla di shrapnell poco sopra il pube e sulla linea m ediana. Non vi era corri;;ponclenza d 'usc ita e m.rncava ti reperto radiologico. Lu diagnosi di fer;La del la vP.scica fu fatta per l'abolizione della urinazione spontanea e la constatazione della presenza di sangue nelle urine mediante il cal.eterismc. S'intervenne seguendo il tramiti.! percorso dal proiettile e si giunse così sulla faccia anterio1·e d ella vescica che si m ostrò perforata nella sua porzione extra-peritoneale. L'esplorazione della cavità vescicale fece sentire il proiettile libero in cavità, e fu facile asportarlo; fu posto un drenttggio con tubo a sifone e l ammalato guarì. La sintomatologia di questi feriti ha poco cli caratlkristico. In un caso f11 osservato una sindrome paraperitoneale con metec,rismo e dolore addominale; nella prima osservdzione !•'addome €l'a perfettamente indolente e pslpabile, nella t~rza invece il dolore era limitato soltanto attorno alla ferita d'ingresso. In due dei casi il proiettile era penetralo o dalla natica - oss- i57 - o dalla parte alla d elle <:oscie - oss. 156 - . Nel terzo d alla parete anl.ériore dell'addome. li sintomo costantemente riscontrato è la impossibilità alla minzione. Ma mentre nelle ferite renali l'infermo ha un forte stimolo di urinare, qui questo stimolo manca. Col cateterismo si estraggono di solito pochi cc. di urine fortemente e matiche.
FERITE ADDOMINALI 01 GU ERRA
STORIE CLINICHE. 156. Oss. - General ità . Si m . Fra ne., soldato fa nteria. Vala di mi ral a e ,tt u scita: 12-10-19 16 13-10-19 16. Natur/J della l esione: F e r ita ro!Oll(kgg-ialtle da pa llottola di fuc ile in corris po n-
dem.a d ella faccia E:sterna della radi ce;, della coscia si ni, tra, poco anu1ti il grande troncantere, Egres~o a lla regione trocn nt t'r ica di destra. (Ft:rita della vesc ica). Si11to mi f:rincif•ali: Condizioni i,,:c nernli l11wue. P. 78 ,·alido, ritmico. Addome trattabile iudok nte. Minzione ,po ltlant"a impos,ibilc. Estrazio n <: col c:netcre dt pochi cc. di sa ngue . Trallameiilo: Decorso rapidamente fo,·ort',·ole . Cure sinto111a tiche. Catetere a permanenza. 1\ C$> llll fatto gra,·e notevole dur:rnte la degenza. Esito : :'-luo re dopo 20 ore i111pron·i,-anu, ntc. :--:on: ; :',:ecrosc,,pia. Infrazione circo"critta delle i o,:-a iliac he. 2 fori della vescica in vic-inanza ciel collo . I>i"crcta 111filtrazionc e matica urinosa dello spa1.io peri vesci,·ale. Il p1oiettile 11011 è penetrato in ca,·ità peritoneale. I Si- Oss. - Ge11.-ro/ità. Per. Car., sohla to fante ria. - Vala d.i e11/1ata e di un ita : 2~4-1917 24-5-1917. Nature'. rlella !Esimie: Ferita d'ing resso, da pallo110\a d i fucile, a lla porzione m ediana della natica sini s tra con egre~so alla faccia ~ukrio re della co,-cia destra, 3• superiore Ferita della \'esci..-a. Si>itoml principal i: As pe tto soffert",nte . \"e ntre dolente, m eteorico , pareti a dclo· minali tese, diminui,.ione dcli 'area epatica. P. So valido. Uri nazione spoutauca n on possibile. Cateterismo. Urine e m atiche. Trai.l amento: L apa roto111ia esplof'atirn. In cavit/1 addominale 11011 vi è sangue. Sutura del.le pareti. Liquido sB11gui1 wle nto nello :-paz10 perin:scicalc. Zaffo d él cavo del Retzius. S iringa a per111ane11za. E sito: Trasfe rito dopo 2S g iorni. /\on: Si ndro me para peritoneale. 158. Oss. -
Gc11emlità:
Gros .
Ag., soldato mitraglier,._ Data
di entrata
e d i u scila.: 19-8-19 17 23-9-1917.
Nat11 r1J d elliJ lt'siot1 e: F erita roto11deggi,1 ntc da palletta di ,-hrnpue ll poco al disopra del pube, sulla linea mediana, se111.a corrisponde nte foro d'uscita. Manca il reperto radiolog ico. (Altre ferite s uperficiali a lla testa e a lla natica sinistra) . Ferita della vescica. Si11lo111i princi('ali: Condizioni gene rali buone. P . ,·alido, ritmico. Nou ha a\"uto vomito. Addome leggennente teso, dolente alla palpa zion e ne lla zon a attorno alla ferita d'in gresso. Urinazione sponta nea no n possibile. Ca teterismo. Urine ematiche.
Trattamento; Incisione verticale soprapubica Seguendo il tramite percorso dal proietti].: si g iun ge alla faccia anteriore della Yescica che è pe rforata nella s ua porzione extra peritoneale. J,'csplorazio ne della ca,·itù vescicale fa sentire il proiettile libero in cavità. Asportazione. Dre nag-g io con tubo a sifone. Esito ; Trasfe rito d opo 36 g- iorni g-uarito. NoTF.: S i toglie il l<ifone in S• ~iornat:a, sostitue ndo lo con cate tere uretrale. Operato a l d istacc-amento an1nzato. Trasfe rito a lla sede in 2• giornata.
lV. -
FERITI DEL RETTO.
cal:>i di terit.e del ret.to nella sua porziontl extra-per itoneali~ osservati sono cinque, con quattro mort; e un guarito. Come si vede queste fe rite sono state per noi eccessiva mente grnvi e la gravità fu dipend ent.e dalla ·natura delle l~sioni anatomich:3 prodotte dal proiettile, per lo più da scheggie di granata, che, r.on vaste distruzioni clei tessuti, produssero anche g ravi fenomeni di emorragia e di shock.
FERITE ADDOJ\lLNALI DI .Gli ERRA
Nella vrimu O:,servazione di falli vi cm un largo squarcio che interessava le due natiche, la reg ione sacrale, il permeo, lo scroto; l'infermo morì poch~ ore dopo l'anivo. Nell'oss. 161 vi era una vash dislr11zionc di parli molli est..endentesi dalla radice dello s0rolo al cot:cige e dal perineo alla faccia interna delle due coscic. Vi era distruzi one dcllu porzione anale del retto e rottura dell'uretra e rinfermo era in condizioni gravissi me. Nell"oss . 1,-;i - !a fe rita del retto t'l'H stata prodotta da scheggia d el sacro, forrnalcsi ver J"urto viofento di una pallotl0la d, fucile che, penetrala nella natica. aveva ferita l'art. glulea ; l'infermo era in graYi ssime condizioni di anemia e d i shock; l·a glu tea fu allaci.;iata, ma l'infermo morì poche ore d opo l'intervento. lno dei feriti - os:.a. 160 - mori per seUicemia gassosa, che si d eterminò attorno al proiettile, il quale oenelraLo alla Dorzione mediana della natica sinistra fu localizzato dall'esame radiologico sotto l'arti colazione coxo-femorale di destra; lungo il suo passaggio il proiettile aveva ferita la faccia uosleriore d ella oorzione media del retto. Tutti questi infermi giunsero ·in condizioni gravissime e non accennarono ad alcun miglioramento nonostante le cure sintomatiche e i soccorsi chirurgici loro apprestati. Soltanto uno - os". 163 - era in condizioni generali buone e si mantenne tale dopo l'alto operativo, che fu seguito da guarigione. La sintomatologia che questi infermi present.avano era in dipendenza delle loro gravissime condizioni; la diag nos i di ferita reti.aie fu fatta mediante l'esame diretto della ferita o m<'dianle l'esplorazione digitHle.
STORIE CLINICHE. r59. Oss. G ene1'alil<Ì · è\!ot. AH., sold:1to fa111 eria. Data di entrai.a e di u scila: 2-11·1916 3-n-r916. Nat11ra dc/1,1 Lesione: L:1rg-o ~quarcio da ~d,cggia di g ranata interessante le due
natiche, la regione sacrale e il perineo, con rottura dell 'emiscroto destro, uscita del testicolo e distruzione dell'ultima porzione del retto. Sintomi trindf'a/.i: Condizioni generali i;rravissime. l'olso non percettibile . La porzione inferiore del retto è distrutta. Addome trattabile. l ' rint! limpide. Tratla1ne11to: Detc-rsioue, regolarizzazione, emostasi. Si i~ ln il retto. Si ripone il testicolo. ~[edicatura. Cure sintomatiche. Esit o : l\!uore dopo quakbe ora 16o. Oss. - Ge11r1·a/ill!: !,od. Rm., soldato fanteria. - Vala di enl.ra/a e di uscii.a: zo-5-1917 25-5-r917. Nal II ra d c/.la /.esìo 11 e: Larga ferita la<:t.-ra da ;:;cheggia di )'.{ranata alla porzione mecliaua de lla natica sinistra. ~ on vi è foro d'uscita. L'e;:;ame rndiologico, praticato in 3• g iornata . ri,·ela una gro~;:;;i ~cheggia, sotto l'arlicolnzio ne coxo-femorale destra. (Ferita della faccia posteriore della porzione media del retto). Sintomi f•ri11cipat i: Condi zioni g-cnenol i di~cre1c. P. 92 rnli<lo. Addome trattabile, indolente. Urine n ormali. l,a ft:-rila emana odore m olto fetido. Trattam en to : Sbrii.:-li:1111e11to dc: lla ferita e zaffo. ]11 .,• g iornata: diffuso crepitio da ga;:; sottocutanc:o dalla natica ~inii<trn alla da vicoln dello stes~o lato. I,'emiscroto di ~inj~tra è gonfio e di steso per pre;:;e nza d i gas. E stra1.ione della scheggia. Vasto sbri)?lia111cuto. 11 rc-tto è spaccato nella sua porzione media posteriormente e a destra. Tem pera ture elt", ate. Settice mia gn,sosa. Esit.o : :'lfuo re dnpo 5 g-iorni.
FERITE ApDOMINALI DI GUERRA
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161, Oss. - Grncraiità: l'ot. Sal,., sergcntt: fante ria, - - J)at-,1 di e11trala e di uscila: 3-11-191; 4-12-191 7. Natura della lesio,zc: Vasta distruzione di tessuti, òa schcggie d i granata, che si estende uel sen,w u11tero-postcriore, dalla radice d e llo scroto al coccige, e, lateralmente, comprende il peri11eo, la faccia interna del terzo superiore delle coscie. Rottura dell'uretra, distruzio11e della porzione anale del retto. S i11t.omi principali : Cnndizioui generali gra vissime. Colorito p~llido, estremità fredde; polso alla. u,cìial<:: 11011 percettibile. Ad,t,,111c leggen11,•11tc ttS<>, uin trattabile. ·rutti i tessuti della parte le,a sono di colorito ut:rastro, sporchi di feci, di terra, di brandelli di vo:,stito. Gli adduttori sono ~coperti per largo tratto -Al perineo l'uretra ì: quasi tutta scoperta e pesta; l'ulti111a porzione del retto è di:-trutta . Trattamento: Regolarizzazione e detersione. L'uretra è interrotta per Juugo tratto ; introducendo un catetere dal meato urinario, si rie><cc a trovare il moncone ce ntrale dell'uretra. u rine chiare. Si isola il retto e ><i zaffa. Siringa a pcrma.11en1.a. Fleboclisi. E sito: Muore dopo 20 ore. 162. Oss. - Grneralitd. J.,ef. J\nt., caporale fanteria. - /J<1l,1 di eulrata e di uscita: S-12-1917 9-12-1917. Natura della lesion e : J,ar ga ferita a stampo da pallollola di fucile alla natica destra posteriormente al g rosso trcx'antere. :--;0 11 v'-, foro d'uscita. ;\(anca il reperto radiologico. F erita del retto nella porzione e xtra peritoneale. S i11tomi principali . Colorito pallido, estremità fredde, polso piccolo appena percettibile. Forte difesa addominale. Assenza di ott usità ai fianchi. :l'leteori smo con area epatica diminuita. Non ha vomito. Uiinazione spontanea non possibile . Cateterismo ; urine cb i:: re . 1. 'e~plarazione rettale rivela una ferita della faccia p<>steriore del retto. Trattamento: Ampio sbrigliame nto sulla ferita d'ingresso : allacciamento dell'arteria glutea recisa è sang,.iinante. Seguendo la ferita ~i g iunge fino all'articolazione sacro-iliaca destra che è fratturata, comminut ivamcnte . Zaffo. Sfinterotomia posteriore, ribattendo all'estcmo sulla cute la mucosa. Drenaggio tubolare. Esito : Muor<! dopo 10 ore. Non : N ecrn5copia. La faccia posteriore del retto, subito sotto la piega peritoneale è laceratn trasversalment~ e la lacerazione è stata prodotta da una scheggia ossea del sacro proiettata in avanti; ,·escica illesa. Reui e fegato fortemente anemici. Sindrome paraperitoneale163. Oss. - Generalità: Giu. Lui. , soldato geuio. - JJat.a di entrata e di uscita: 20-6-1918 5-7-1918. Natura della lesione : Ferita da pallottola da mitragliatrice in corrispondenza della 2 a. vertebra sacrale I cm. a sinistra dalla linea mediana. Il proiettile si palpa sott_o cute nella reg ione posteriore della coscia siniMra 3 dita sotto la piega della natica,. Si>1to111i p1·i11cipali: Polso 6o, va lido, R. 2.1. :\spetto buono. Stato generale buono. Non ha vomito nè singhiozzo. P areti addominali trattabili. Stipsi e tenesmo. 1'0 0 può urinare. Urine chiare al cateterismo. L'esplorazione d igit ale avverte sangue e feci in ca,·ità rettale. Trattamento: Disinfezione. Sn1otamen te della ca\\ità rettale. linica ferita di 2 cm. di altezza della paret..: rettale con interessamento della m ucosa, della cute e parzialmente dello sfintere. Sutura n111co-m11cosa e muco-cutanea. Drenaggio con tubo di gomma . .Estrazione del proiettile dalla coscia. Esito: Trasfe1i to in quindicesima g iornata. NOTE: Decorse, postoperati,·o normale.
\'. -
Ff:R!Tl DEL RETTO E DELLA VESCICA.
I feriti ùel retto e della vescica osser vati, nell,1 loro porzioni extraperitoneali sono quattro con due g nar-iti e un m orto. In tutti questi quattro casi si tratta rli fel'ite trasfissc del bctcino, nelle quali la non penetra-
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. FERITE ADDO M INALI DI GU ERRA
zionti fu consla lalu due volle m ediante reperl1 necroscop ici, un,1 volta median te l'alto op!-!rnlivo una volta con lo studio d e! d ecorso de! proiettile . Nel primo caso - oss . HV1 - era ferita l' uretrn rirosla h ca e la faccia anteriore del la porzione median:.1 d el reLlo. ll perineo e1·<1 inflit.rato di sangut:1 Il odore fecaioide. La cura fu fatta media nte la cist-0tomia soprapubica, 1.,Ji in ter1,u g iornata si so::;titui, con manov ra combinata, un g rosso ca tetere aLtraver~o l'uretrd. L'infermo fu trns ferilo dopo 1'7 giorni in condizioni generali assai migliorate e con as!)etlo buono d elle ferite ~ olizie postum e pcrvt!nuteci ci hanno assicurai.o della sua complet a gullrigione . Nell'oss. 165 - la cu ra fu fui.la applicando semplicemente il catetere a permanenza . La diagnosi di ferita retu.tle fu in questo caso post.a soltant-0 in !erza g iormtta, p:!r avere l'infermo cmes:;0 d elle feci sang uinolenti che fecero sospettare una contusione d el viscere non avendo l'esame locale mostrato nulla che voi.esse giustificare la nresenza di sangue. Il caso cui si riferisce l'osservazionc 166 mori dopo un g iorno dall'atto overativo - cistotomia soprapubica - e la necroscoriia mostrò che il reUo e la vescica erano stati ft?riti eia sd1eg-g-i·~ ossee deH'osso iliaco d estro fratturato. Nell'oss. 167 - 11011 si potè pratica re a lcun inLei·vent..o essendo il fetit..o in condizion i g ravissime. La sintomatologia d i questi feriti risente d el la lesiono della vesuica e di quel la del reti.o e i fai.ti locali e generali potrebbero far sospettare la penetrazione.
STORIE CLINICHE. 164. Oss . - Gcuernl ilà Ur Don ., capitano fanteria. - Data di e11trala e di uscita : 2;1-; -1916 8-8-1916 . Natura della lcs ioue: Ferita rotondegiriante da fucile aJla nati<'a sinistra. Il proiettile ha attraver snto il perineo, rompendo l'uretra prostatica e la faccia ant eriore della uonio ne infrriore del retto; ,. uscito dall" pit:)!a ingnino-scrotale dt:~tra, è entrato nella fal·cin intern a della coscia destra, ed è uscito definitirn1111::n lt: s ulla faccia ru1teriore dd !{iuo,:chio. (Ferita del retto e deli 'uretra prostatica ). Sintom i pri11 cipaii : l'a llido, de prcrno. P . 120, piccolo, ritmico. Addurne leggermente teso e assai dolente. Urina1.ione spontanea in1possihil'!, Teutati,·i cli cateter ismo riescono n mi .L'esplora1.ione rettale rivela sa ngue nell'ampolla retta le. 1"ratlame11 t o : Cistoto 111ia sopra puhica con inci.,ione vert ic:ale. Drenaggio con tubo a sifone. Sbrigl ia mento sull a ferit~ alla piega inguino-scrotale. Il perineo è infillrato di sa ng ue a odore fecaloidc. Zaffo e dre nng-g-io tubolare . T,argo sbrig lia· me nto alla fct ita della co~cia. fn terza g iornata, con 11 ia 11m · ra com binata si r iesce a fa r passa re un g ro~~o ca tetert: attrave rso l'uretra. S i toglie il sifone. :'1Iigliora111e11to progre~si vo Esilo : T rasfet ito clopo , 7 gio111i :S:on: : Tc1nr1·rat.ura ~e mpre ft:l1brilc. Con1lizioni g-<:nerali as~a i mig liora te. Aspetto buono acile ferite. 165. Oss. - G e11 c-ralilà : :Ila,. Lo r. , soldato g-ranaticri. - Dal.a di c11t rat.a e di ii ,~ila 11-ç-19 16 18-9- 19 16. Natura della l csioue : P iccola fr rita eia pallott<>la di fucile un dito circa 'a vanti il g-randc trol·antere cl i destra, con cg-resso alla radi<'e della m et à ~inistra detto scroto. Ferita della vescin e contn ~iom' del retto.
FERITE ADDO:VllNALl UI GUERR A Si 11to 111 i p ri11ci{'ali: A~pctto b uo no. Polso valido. \"e ntrc indole n te , tratta bile . Urine e ma tiche 11! catett:ris1110 l\ linziun,, ~punta nea impossibile. 1'011 s i nota iufiltraziont uris?o:-.a o<l cniaticn al p<-ri neo. · T , atta 111e11 /.o : Cure ~intn111a tic hc. Catc tne a pen11a ne11,a. 11 paz.ie n te mig liora.
In terza g io rnat a si ha c111issione di feci sa ni-:uino k nti, d a: fanno :<ospe tta rc una contusiou ~ d el re tto . Uriu~ r ischiarate. l'o<"l1e li m,e d i temperntnra i primi 5 g io rni . E sito : Trasfe rite dopo S g io rni .
166. Oss. - Gcnt rnl ilà : l'a u. l,,·11., soldato bersaglieri . - JJ,tla di m irata e d i uscita : 2ci- 11-19 16 21- 11- 19 16. . N at11ra d ella l esi o n e : l"c rita lal"cra tla schegi,:ia di gra11a ta al d i;<op rn e a n te-
riormente al grn11,k t1'ota tlle re di d e~tra. Il proiettile s i pa lpa sotto <·tlte uèlla pa rte
più sporge nte d e lla natie:, s inis tra . F e rita ùel re t tn e della ,·e" ica. Si11tom/. pri11ci pal i . l'. So valido. T. 38°. Non ha vomito. Açldo111c contralto e dolente, s pecie ne lla m et~ i11fe rio re . J,'111 inazione ><po nta nea 11011 è possibile. Ca teteris mo C rine en iatich<e. 1'mlta 111 c11 to: Ci,totomia :sop rn pnhi,·a con t aglio vert icale. ~ pazio di Retziu,- e tutto il con11e tti vo ptr in ,cirnle infiltrnti d i sang ue a odo re u r i110:-o. Dn·naggio con tubo a .s ifone. Zaffe d e llo s pazio d el Rct,.ins. Es ito: '.\!uo re d opo un g iorno. Non: : Sindro111'; par~pnito nt a le. ~ ecroscopia. F rnttura dell'O%o iliaco destro. & hegge osse tc hanno ferito il re tto e la n :scica ne lle porzio ni e xtraperito neali. Fra retto e vescica ra,·colta di feci e di essuda to purolento . N ulla in ca,•ità pe ritonea le . 16j . Oss. -
c;cn n alilà:
Ma ng . Ac h ., sottote nente fa m e ria. -
trata e d i 11scita: 24-5-19 17 24-5-1 9 17.
Da ta d i ·
c11-
N atura della l esi o ne : F e rit a roto ndeggia n te da pa llo ttola di fuc ile a lla piega ing uinale destra , te rzo m edio, con cg-resso r.lla natica sinis tra. Feri ta d el n: tlo e della vescica nelle porzioni e xtra p.-ritoneH li. S in tom i p r l11 cip11! i : Cond izion i i-:e ne rali g ra,·issim e. &:m:1 polso. Ali-:ido. Addome t rattahile col cateteris mo si c;<trnggono pochi cc. di sang m: L'esplo razio ne re ttale ri,·e la una fe rita d e ll~. faccia a nterio re del retto. Tratta,.,e11/ o : Cate tere a p<:rma ne nza. Cure sinto m a tic he. Il g rave ~tato gcn<:rale ftou con ~cntc nk·1u1 inlt'rvento atti\'o . Esit o: Muore dopo 2 ore. K oTK: !\ecro~copia. Il r-roie ttile non è pt:netra to· in ca,·it:\ perito ne ale. Due ferite de lla vescica e du,· d el r<:tt,, n t'lla porzione e xtra p e rito neak. lnfiltrazip ne e ma tic-ourinos<1 con feci a l pe rineo
NOTE RIASSUNTIVE. Si è visto ché le ferite non penetranti hanno dunque mollo spesso una sintomatologia sospett.a, per la quale ia loro imp0rtanza rimane sopratutto diagnostica., dovendosi s1)esso in un modo o in un altro cercare di stabilir·e se il proiettile è o no penetrato nella cavità del peritoneo. Difatti, scorrendo le storie cliniche degli infermi, si nota che molto spesso vi sono, isolati o raggruppati , i va ri sintomi che si ricercano con lo studio delle condizioni genera li e con l'esame dell'addome del paziente, e a bbiamo visto altresi che in una rilevante percentuale di feriti il cammino seguito da l proiettile è sospetto, tale (· ioè da non consentire al ririmo sguardo una diagnosi nrecisa . Il d olore sp(m tam'o. e· più sp~sso il dolore a lla palpazione profonda , sono frequentissimi ; in qualche caso abbiamo riscontrato una iperes tesia cutanea notevole - osserv. 57, 59. Il dolore s pontaneo è q ualche volt.a l'espressione della irritazionl.l dell e termi nazioni ne1Tose sensitiv0 6o . G i o rnale d i m edici na m ilita ri·. -
l"n~l·. \"IU .
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FtRITE ADDOMINALI DI GUERRA
della pareli! atldomi11alc, qualchti volla ùclle termiuazioni nervose sensitive della sierosa peritoneale, .::on la quale vengo110 in contatto il pro1ettile, le sostanze estranee, o il sangue versa tosi da organi parench1mato:;i o da v1;1s i lo::::;i. Nelle fo1·ite p1:trie ~:1.li se mplici a breve percorso , nelle terito da slrisciu, nelle c0ntusioni il dolore suol.:: essere circosniLlo attorno alla regione w lp1La e raramente :;i diifonde a Lutto radctome . 1~e lle ferite invecù a lutJgo pe:rcorso, in quelle che interessano molti vasi e dt terminano una notevole infiltrazione ematica del conneltlvo p reperitoncale, nelle ferile clei reni, con formazione di ematomi perirenali, nelle ler!le rlel colon con fuo ruscita di feci, d el rel,Lo con inrtlt.rnziont:1 ematico-fecale, del celi ulare perirettale, d ella vestiva · con infiltrazione ematico-ur!nos:-t del cellulare p <!lv1cJ, il dolore addominale spontaneo, e più quello p rovocato dalla palpazione profonda, possono esse re vivi, diffusi a rut!,o l'addome, spesso propagati in un punLo lontano dulla local izzazione tc,pografic.:a della · ferita. Lo Stl!ssn dicasi per la contrattura delle pareti, la quale in molli ca,;i è limitata a un l~ggero stato di tension1-1 attorno al punto colpito, rn m olti alki allu contrattura d ellu. metà dell'addome co,·rispondente alla lesion1::, iu altri infine è diffusa a tutta la parete addominale . L'gualmente si riscontrano gli altri sintomi. Cosi il vomito, il met.eorismo~ la sonorila preepatica, la frequenzu e la piccolezza del polso. Molti le.rii.i dicono di avere vomitato appena fHiti - osservazioni 6, 9, 13, 23, 29, 51, 74, 78, 1:20; - a.Itri dicono di CLVere vomitato du1 ante il traspo!'to in autolelliga - osservazioni 10, 12, 20, i4, 27, 41, 44, 52, 60, 65, b6, 73, 85, 106 -; altri infine vomitano durante l'esame, o durante la loro d egenza: osservazioni n, 30, 47, 55, 76, 03, 96, 07, 10;:j, 117, 12'1, 125', 126, 128, 120, 137, 1H, 15A. Il vomiLo pci·ò è ùi b rt'Ve du-
rata, ordinariamente alimentare, e suole ce1-sare d opo poche or•\ s:1lvo rare eccezioni. Esso è frequente quando l' infermo è assideralo !)er essere rimasto Jnngamente SQtto la pioggia; o quando il viaggio in barell,1 è durato a lungo. 11 meteorismo si riscontra ra.r:i.mente tra i feriti con lesione n on penetrante: e:::so tuttavia può osservarsi, e in qua lei.m o dei nostri cas i fu notevole e persistentr; per un lungo tempo - oss. 97. Ordinariamente è di breve durata e l'arldome div~nt.a presto avvallato e trattabile, come in condizioni ordinarie - osservazioni 54, 57, 50, \12, 05, 07, 111, :128, H4, 148, J51, 157.
La scomparsa o la riduzione d ell'arca di ottus ità eputica si riscontrano, in nn numero relativo di casi , anche in questa specie di feriti. il che significa che il sintomo non è affatto patognomonico di una lesione inlestinnle -- osservazioni 31 , li7, 49, 53, j5, 97, 136, 137, H ,i , 154, 157 e 162 .
Anche il polso spt:'s so s11bisce d ellt- aìlera;:ioni r.elle sue qualitù; così raramente è piccolo, qualche volta dicroto, spesso frequente ; ciò avviene soprattutto negli stati di shock. di anemia oer rottura di vasi, o di organ i parenchimatosi, negli stati di intossicazione per assorbi mento di sos~anze fecali . In q11 11 tlro d ei fPrili si notava pE>rdila di feci attraverso la lesione osservazion i :148. 552. 153. 160. 11011
FERITE ADOOMINAL( DI G UEIIRA
l n due casi si notò crepitio du enfisema sottocutaneo -
927 osserv. 10::l,
152 - , che nel primo era in rapporto lJrobabilmente con sviluppo di
germi anaerobi, nel secondo invece ern in rapporto con ferita della porzione extra-per itoneale del colon. ln uno dei reriti si riscontrò ottusità mobile, dip,mdenle da essudalo peritoneale per peritonite tubercolare: tale reperto, unito al tragiLlo paradossale del proiettile, fece fare diagnosi di ferita penetrante. ln comp!esso i sintomi della. penetrazioue, se così possono e"'sere chiamali tutti i falli di reazione locale e generale ci1e si ve1·ificano quando il proiettile ha aperl,t la cavità d el peritoneo, son0 generdlmentc p oco accentuati nei fenti con lesione oon penetranle. M« la ragione dt lla frequenza dell'errore sta non soltant;o n él fatto che essi sono presenti anche quando la ferita non è penetrante , ma anche nel ratto che essi possono mancare, q11ando invece il pcr1t,onen è stato aper to dal proiett ile. Per poter dunque escludere \a diagnosi di penetrazione qualche vol1,a sarà sufficiente l'esame della ferita, alt.re ,,otte bisognedt aggiungere a questo lo studio dello sta tu gen~ra le e l'esam e fisico dl)ll'addome; spesso la esclusione può esser fatta dall'esame rarliologico, più spEcsso ancora. dallo sbrigliamento della. fe rita, e in quakhe caso dalla laparotomia esplorativa.
* "* I. - F eriti nei quali la diagnosi di penetrazione fu esclusa mediante il semplice esame della ferita. a~ Oss. 1, 3, 5, 7, 10, 12, 13, !4, 18, 2 1, 23, 26, 27, 28, 34, 37, 30, 40, 42, 45, 46, 47, 40; ferite a canale completo a breve percorso. l n alcuni d1 quesli il percorso d el proiettile fu piuUosto lungo, ma si trattava di ferite della regione lombare -ove, n onostante la lunghezza, si poteva essere sicuri d ella non penetrazione, per la ricea massa muscolare della regione: tali sono l e oss. 1. 18. 21. 42. '•5. i17. b) Oss. 2, 6, 8, ii, 15, 22, 28, 30, 35, 44, 48, 50, 5 L; ferite da striscio. e) Oss. 4, 9, 16, 17, 20, 24, 33, 43; ferite trasfosst:i dalla natica alla piega de.ll'inguine o viceversa. e) Oss. 19, 25, 31, 32, 36, 48, 41; con tusioni addominali semplit:i. / ) Oss . J32. 135; contusioni addominali con lesione rena!e. g) Oss. 125, 126, 127, 131, 133, 134, 135, !42, 143, 146, 147; ferit i renali. h ) Oss. 159, 160, 161 , 163: feriti del retto. i) Oss. 164. 165. 166. 167; feriti d el retlo e della v~scica. IL - F eriti noi quali la diagnosi d i penelt·azion~ fu esclusa mediante l'esame della ferita e l'esame clin ico rlet paziente. a) Oss. 72, 89, i 12, 1J3, 1J5, 120;ferili varietali semplici. b ) Oss. 130; ferito renale . e) Oss. 156; ft-rito della vC';:ci<.:a. 111. - F eriti nei qt:ali la di~gnosì di penelr.:t:t.ione fil esclusa m~diante lo strigl iamento . a ) Oss. 55, 59, 67, 69, 71, 75, 76, 78, 79, 81, 82, 83, 811, 85, 86, 87,
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
88, 9o, 91, 9i, 95, 98, IJI), 100, lOJ, 102, 103, 104, 105; f1:: rit1 parie tali semplici, con trag1Uo sos1)ellu. b ) Oss. 106, 1<R!, 109, 111, ii't, 1l6, 118, 1i l, U.2, 1i3, 124; feriti puritltali sem vl ici con tragitto paradossale. e) Oss. 1li8, i49,150. 152, :153. 154, 155: fe riti d ei c.olon . d ) Oss. 158; fe11to della vescic.a. e) Oss. 162; ferito <:lcl retto. I V. - l1'èriti nei quu:i la diagnosi di penetrazionè fu esclusa mediante l'esame l'adiologico. a ) Oss. 52, 5::l, 54, 57, 58, 60, 61 , 62, 63, 64, 65, 66, 08, 70, 73, 74, 97 ; feriti parietali semplici con tragitto sospetto. b) Oss. 128, 12~. 138, :141, 144; feriti del rene. \'. - I· enti nei 4ual! la diagnosi di pene tl'azione fu e~clusa rr11•diirnte la laparotomia esplorativa. a ) Oss. 56, 9::l, 94, 96; feriti parietali se mplici con ferita suspeUa-
b ) Oss. 1 :IO, 117, 119; feriti parietali semplici con tragitto parad ossale . e) Oss. 136, 139, 140; feriti renali. d ) Oss. 151; ferito del colon. 1') Oss. :157; ferito della vescica.
ATTI OPERATIVI COMPIUTI. I. -
Sbrigliaméntu, regolarizzazione delle ferite .
a) Oss. 1, 3, 11, .22, 28; 30, 55, 66, 67, 71 , 72, 73, 78, 82, ·s..-:i, 87, 88; 91, 92, 1:15, 99, JOi, 10i, 104, 106, 108, 109, 111, Ù4, 121. 123; feriti pa-
rie tali semp!iei. b ) Oss. 127; ferito renale. e) Oss. H8. 149, 150, 152 153. 1511, 155; fe riti del colon . d ) Oss. 159, 160, 161 , 163; feriti d el retto. 11. - Est,-azione d el proiettile. a) Oss. 18, 52, 53, 54, 57, 59, 61, 62, 63, 65, 68, 69, 73, 74, ~5.' 80• 81, 84, 85, 86, 90, 97, 98, 100, 103 105, 109, 116, 118. 122, lt4; feriti pii· 1
rietali semplici. b ) Oss. 130. 131. 136, 138, 139; feriti renali. e ) Oss. t 55 ; ferì lo del colon. d) Oss. 160; fe rito del retto . IIl . -
Lavarolomia esplorativa. a) Oss. 56, 93, 9'i, 96, 110, 117, H 9 ; feriti parietali semplici. b ) Oss. 136, 139, 140; feriti del rene. e) Oss. 151; fe rito del colon. d) Oss. 157; ferilo della vescica.
FER ITE ADDO:IIINA LJ DI G UERRA
l\'. -
Cislotomia sopapubica.
a) Oss. i58, 164, i66.
V. -
Nefrectomict : a) Oss. 137. 138, 139.
\il. -
Svuotamento di ematomu perirenal~:
a) Uss. 128, 134.
\'Il. - Sutura di ferita renale: a) Oss . 140.
Vlll . - Stinterotomia e allacciatura dell"arleria g lutea: a ) Oss. 162. IX . - A!lacciaturu d ell'arteria femorale: a) Oss. 79. Que1ti aLLi op.,;rali vi, a parw quelli ()ralintLi s 11g li organi extra-peritoneali, che IPOILe volle as::;urgono a notevole importanza, anche per quanto riguarda la tecnica operativa sono stati in gene re di facile esecuzione. Gl i sbrigliamt:11ti non hanno offerto difficoltà, quimLunque in molti casi per poter escludere la penetrazione in cavità addominale si sia d ovuto praticare delle in.cisioni molto vaste, s!!g11endo, strato a strato, il trnmite percorso dal proiettile e costatando la integril.ù del perito1ieo. Difficoltà maggiori invece hanno offorlo alcuni e.asi nei quali ebbe a praticarsi la estrazione d ei proiettili . Tali furono, per esempio, quei feriti nei quali il proiettile penetralo alla region ::i sacrale si trovava òavanti alla concavità del sacro, come nelle osservazioni : 52, 53, 54, 97. (Contimm).
1)3()
CONTRlB\ :TO AJ.LA DIAGNOSI DEL TIFO PETECCHIALE
:::ÌTAZLONE SAN LTARlA MARITTIMA DI COTRO!SE
CONTRIBUTO ALLA DIAGNOSI DEL TIFO PETECCHIALE per il prnf. Rosolino Cla1.1rl, tenente colonnello medico, direttorE'.
Recenl.emenle, nella olazione sanitaria marittima di Colrone ed a Barlclla , ebbi occasione di ossel'Vare d ue manifestazioni epid emiche di tifo petecchiale tra gl i t•x r,rigion ie ri italiani rimpatriati a traverso la Rumen ia; quella di Cotrone si iniziò a bordo e si ebbero, per quanto è a nostra conoscenza, tre d ecessi d urante la t.raversat.a. da Galatz; quella di Barletta si s ,·iluppò in due caserme della ciWL pochi giorni d opo lo sbarco e la bonifica. l i numero complessivo dei casi osc,crvati fu di 2o4 con '16 morti; esso va cosi distinto : numero 178 casi a Ba rletta, con 4 decessi (mortalità i:)el 2,2 %) n. 76 c&si a Cotrone, con 12 d ecessi (mortalilù del 15, 6 %). Dal.a l'identili1 clinica drlle epid emie, ci apparve evidente la discordanza nellH mc i tali là: 1 elevala mortalità a Cotrone sembra però doversi riferire sopratutto al falle thf:, essèndo la traversata d urata 15 giorni in condizioni gravissime di affollamento e di sudiciume, · molti casi •lievi possono essere ::fuggiti al censimento. Conglobando le cifre dei murli e riferendole ali« morbosit~ globale, la mortalità media si riducf' al 6,3 %. Il preseni contributo ha ragione di esistere : 1• perchè que.-;ta epid emia offre qualche tratto elle cccorre porre in rilievo, sovratutto per il numero e la quantità delle complic!lnze ; 2° perchè , dale le grandi diffirollit che s' incontrano sposso nella diagnosi d elle prime mani festazioni, esso ha l'inLento pratico di contribuire alla diagnosi precoce dell'infezione. Pochi dati abbiamo potuto raccoglie re s ulla d urata del v eriodo di incubazione; essa, almeno per quanto ci è dato infarirne dallo studio di tre casi benigni roncernen t.i ·tre infermieri , sembra si aggiri intorno ai 20 giorni. Jn tali oss&rvazioni, sicuri d ella disinfestazione dai pidocchi· degli ammalati e della bonifica quoLidiana degli infermieri che venivano protetti dagli scafandri da me ideali, era possibile l'ipotesi che il contagio abbia potuto -~t:lguire altra via all'infuori d ei 11idotchi. In tutti i modi nessun fenomeno morboso p rodromico si è potuto constatare s ino al momento d ello scoppio d ella malattia, la _ quale si st.atilisce brus<'amente, nel colmo della salute . Preredula da brivido intenso, per ·lo più unico e breve, meno fre. quenlemenw ripetuto, raramente non preceduta da brividi. s'inizia la. /cbbu. Questa è alta fin dall"in izio e si mantiene 'I.aie sino alla fine d el periodo febbrile; è !,11b-conlinua in tutti i casi, continuo-remittente, con remissioni mattutine Ei no ad 1°,5 nei casi lievissimi. Può 0
CONTRIIHiTO_ALLA DIAGNOS I DEL T I f'O PETE:CCIIIALE
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osservarsi che. nel secondo seUC'nurio, il ti110 s ub-contin uo divenga continuo-remittente ed, in ra ri casi, anche inlernJitlente. La durata della febbre è \lariabile in ra pporto sovra tlitlo alla gravità dell'inf€:zione : eS:xt va d a un minimo di 8 g iorni (cas i gravissimi, mortali ) ad un massimo di 20-i7 g iorni nègli altri casi. La febbre cade per crisi; rarissimamt:;nle -per lisi; in quest'ultimo caso negli ullim1 giorni assume le più g randi irregolarità (intermittenze, µerturbazioni); per lo più una crisi sudorale e talvolta poli 11 rica s i a.s60ciano alla caduta della fel,bre, la quale è definitiva, e l'a mmalalo entra in convalescenza. Talvolta, fin dallo stabilirsi della febbr~. l'infe rmo s i 1amenla di cefalea frontale od occipitale, più o meno violenta, o di dolori lombari od ag li art, e da senso d1 st.roncatura; qualche volla lu cefalea può mancare. Lt> congiuntive sono arrossale e lo sguardo ed i tratti del volto esprimono una gr&ve ,;offerenza . Fin d al primo giorno è accennato uno stato di in tonti mento ussociato ad una sp eciale incertezza d ei movimenti e ad :m lieve opacamento ctetl'ud1to ; questo stato, più o meno accent11at.o, si man Liene per tutta la durata d ella malattia net casi lievissimi. ma n C;gli altri casi, fin dal 2°-3" giorno si stabilisce il caratteristico stato tifoso che nei trattati non cred o sia gi usto confondere con queHe del tifo nddominale. Lo stato tifoso de l dermo-tifo mi sembra pi"ù gra\"e e , se può esser mi consentito di dire , p iù nervoso e d rammatico : il malato è più in preda all'ulassia che «ll'adina111ia, che cost.iluis.ce in verità il tono fondamenta! & dello stato tifos,> d el tifo addominal e; sono più notevoli infatti l'agitazione ed il delirio a contenuto terrifico e persecutorio, talvolta associato a crisi violente d 'automatismo, con tendenza al suicidio; in molti degli infermi si fu costretti a ricorrere alla camicia di sicurezza, ed uno di essi, malg radr, la vigilanza, p olè buttarsi a mare. Lo stato della ho·cca è quello d el tifo addominale con stat-0 tifoso: fuliggine labio-dentale. lingua a rrostita. La faringe è arrossala uniformemente nei pilastri, nelle tonsille e nel velope ndolo. Ordinariamente verso il 3° giorno di malattia, talvolta il 4°, poche volte verso il 6°-7° giorno si stubilisce l'l'santerna; il quale s'inizia alla radice delle coscie , alle avambraccia, neJ.lo spazio int.e rscapolare, e qualche volta ai lati dell'addome, e suc~e~5~ivamente s1 diffonde a l resto d el ccrpo, rispettando S<;lmrn·e la facciu, la J)alma delle mani e id pianta dei piedi. Solo in 1111 caso O.'>-servu111mo la diffusion e d ell'esantema anche alla pelle del v iso. Manifestazione elementare comune è stHta la papu la a contorno non sempre ben delineato, che dapprima ros<!a, scomparente alla vetro-pressione. diven i va, dopo 24-36 ore, rosso-vinosa, persistente a lla pressione; d elle mac uil> a contorni s fumati ed irregolari si associano all'eruzione papulosa . Ent.rambe cDteste manifcs t.azioni , dopo 24-36 ore, n on scompa iono più 1allu vetro-pressione. Caratte ristiche sono state le emor&ggie puntirormi , simili a punzecchiat ure di pulci, come quelle che si riscontra no nello scorbuto od in a ltri sindromi emorra~iche febbnli. Nei casi gravi le manifestazioni emorrag iche cutanee assumono le dimensioni di una piccola lenticchia.
CONTRIBCTO ALLA DIAGNOSI DEL TIFO PETECCHI ALE
La durala dcll'eruziol}P. è var;ahile dai 5 agli 8 giorni ; le manifes tazioni sbiadiscono gradalamrnle lasciando per alquanti giorni una macchiella livido-g rigiastra, plumbea , r,J1e ricorda quella d ella pedic ulosi ; in un caso. al posto di ~:'se sono rimasi€ delle areole ac romic he. In qualc he caso, poc hi g iorni dopo la scomparsa d ell'eruzione, la legatura della radice del braccio fa ricomparìre fu g1:rc emenle d elle roseole al s ilo dove e rano le manifestazioni cutanee. Solo in rarissimi casi si osserva una licvissim.a e poco durevole d esquamazione furfu racea. In un !'>Olo caso, ve rso il 4° giurno dell'eruzione, s ulle papule comp,u·ve ro vescichelle dapprima a contenuto sieroso e poi leggermente torbid o, e.be si d isse('('arono rapidamen.t.e senza aver mai presentato trnccia di oml:'elico centrale. Vi è d urante luUo il d ecorso della malattia .~ti li chi>:.za ribelle : g li arnmaJati se ne lamentano come della cosa niù fastidiosa e .cJ1iedono insistenteme nte purganti e clis te ri ,c he p e r altro non an-ivano a dimin uire quel senso p enoso d1 sbarra c he avverton o rla un ipocondrio all'altro . . L'appeti to è assente e si ripristina talvolta sollo fo rma d i bulimia, appena avvenuta la crisi . Il volso è sempre i;;iccolo, frequentissimo (talvolta s ino a 150·1; nei c asi mortali è innume rabile ed aritmico. Il cuore presenta i caratte ri d t lla adinamia, talvo!l.a si notano extra-$is loli. L'es;,1me del san gu <· è del più grandf' interesse. Talvùlta si n C'ta anisocitos i; accan to a g lobuli g randi s i n .sc;ontrano emazie n anf' e qualche poic hilocito ; mai s i rinHmgono ema zi{, nuclE.ate . Il numero dei le ucociti , fin dal 3°-4° g iorno di malattia, è aumentato, talvolta s ino a 9000: l'aumento è a carico dei polinucleari , tra i quali, accanto alle forme di dimensioni n orm ali , se ne osservanC\ molte a,·en ti le dime ns ioni dei com un i linfociti e de He e mazie. Sul significalo di questi n 1icro-polipuclea ri non possiamo pe r ora nulla afiel'mare c he non sia ipotetico. Vi è qoalc he volta lieve aumento d eg li eosinofih. Vogriamo fu r rilb,·ure un fatte s ulla c ui im11ortanza non s ia m o ancora autorizzati n formu lare alc una conclusione . Tingendo col Gie m sa, e ten endo p er 24 ore al lermos lato, q ualche volla n el protoplasma dei polinuclear i si notano c umuli di g ranuli , co~ciformi, piccolissimi, t inti in rosso; due volte riscon trammo tali cumuli liberi ed avvolti come \ n una sottilissima g lia lie vissimamente tinta in azzurro. Non . possiamo dire quanto coteste formazioni possano ricordRre analoghe form e desc ritte d1 recente ir. altre infezioni e c he rientrano nel li!lO ancora incer to dei ciamidozoi d1 Prowaczec. · Nei casi l ievissimi non s i nota nulla a carirn ddl'apparato respi mlorio; ma n egl i altri casi alla supe rficie poste riore del torace s i ascoltano ronchi e rantoli a grosse e medie bolle. Nei casi mortali i fatti d1 stasi respi1atoria sono accentuati e si possono osser vare zone Diù o meno estese d: ottusità , con ra ntoli fini , respiro soffiante, espettorJto muco-purulen to, raramPnte rug·ginoso. Il re511iro in lutti i cas i aum>?nta d i frequenza, la dispnea s i fa intens& quando esistono focoJai di
CONTRIBUTO ALI.A DIAGNOSI DEL Tll'O PETl::CCl·IIALE
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bronco-polmonite, in tali casi si osserva cianosi dèlle labbra e delle estremità. La milzu nel maggior n umer.·o dei casi a lla pon·us:;ione si rilèva leggermente aumentata d.i volume: ma tale aumento è difficilmente palpabile. . In genere vi è oli(Ju ria COJI lievissima albuminuria transitoria; al momento della crisi frequentemente si ha poliuria. I disordini a carico del sistema nen •oso e della psiche sono generalmente quelli d escriUi innanzi e che si associano al'.lo stato tifo;;n; nell'acme dello stato tifoso l'incoscienza è aSc>oluta. Quando li, crisi è avvenuta, pnmane una certa ottusità dell'udiio e talvolta seuso di v ertigine che durane, per parecchi giorni d ella convalescenza. Nella t vnt·o.lescenza, a menu che non insorganr> complicanze le quali sono frfquenti, tutle le fur,zioni tornano alla norma rapidamente. Mai, durunte la convalescenza, si osserva il de fluvio capillizio tanto caratteristico nel tifo addominale c- nell'influenza pandemica. La morte, in due casi, fu cert amente provocala dall 'insorgenza dcl'a parotite che in un caso ebbe esito in suppurazione: in altri casi la morte fu const cutiva a focola i diffusi di bron~o-polmonite; in alln l'adinamia rard:ac,1 e la carbossiemia. concomitante sono state l'uccide1:le ttrminale; ir. tre casi si è <1vuto la morte per sincope al principio dd :a convalescenza. Di sommo interesse per la lo ro speciale fisionomia è lo studio delle complicanze . A parte le bronco-polmonil.i che complir;ano i casi gravi e t:he n r,n differiscono clinicamr nte da quelle ordinarie , a pa rte le nevra lgie nP.i campi di distribuzionE' del t,-igemino, del plesso brachiale e riello sciot.ico, meritano. speciale considerazione !le seguenti complicanze: la gangrena secca dell'e5lremilà infr.ri.ori, numero 8 casi (3,1 ¼); il de, cubilo acuto, n. 6 (2,4 %) ; le malattie organiche del s istema nervoso centrale, n. 5 (1,9 %) ; il rwmutismc, articolare, n. 2 (0,8 %) ; la p[!.rO· Lite, n. 2 (0.8 %); la pitiriasi rosea. di Gibert, n. 2 (0.8 %); l'enterorragia, ni. 1 (0.8 %). Se si agg iungono n. S casi di br-0nco-polmor.ite mortali, il totale delle complicanze osservate in 25', casi si eleva a ::14, ciò che da una cifra p1·op<'fz1onale del 13,3 %. Credo utile, dato che la malattia non sia frequente tra. noi, riportare il riassunto dt alcune delle piu importanti storie cliniche di tifo complicato. Lina delle complicanze più frequenti e g ravi per le mutilazioni cui può dar luogo è la gangrena secca dei piedi e delle gambe. Nella mi•. attuule n1iss10ne profllattica a Brindisi ho avuto notizia di una raris.5ima localizzazione della gangrena secca ad entrambe le mani. La gangrena presenta il det~rminismo delle asfissie simmet.riche, Essa, come tutte le altre complicanze su accennate, insorge verso lo. fine de1 -pe1iodo febbrile. ma per lo più all'inizi() della convalescer,:ta. I prodromi sono costituiti da intensi dolori nevralgici, .associati a pallc re e raffreddamento d elle parti che verranno poi invase dalla gan· grena; già in questo r,eriodo, che dura 24 a 48 ore , si nota riduzioni, ·
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CONTRIB UTO ALLA DI AGNOSI DF.L TIFO PETEGCHlALE
od Hboliziune completa delle varie !:'ensibililà; mai alcuna specie d'i dissociazione sensitiva. Quindi si slabi l1sce la cianosi ed , in i -2 giorni,, òppaiono le placche nere di necrosi «i polp«strelli, talvolta estese a tutte le d ita. In aie.uni casi la gangre na si è estesa al terzo medio d ellit samba ; ma in genere ha tendenza a demarcHrsi 11reslo, e 11uò avv(!nire, se non si interYiene, che es,;a finis1.:a rnn l'eliminazione 1:,pon ta11ea di q ualche falange. Stabilitasi la gangrena, è raro che esistano ancora disordin i subbieUivi (dolore, parestt:sie. ecc. ). La prognosi per 3/4 d ei casi è buona quoad 1•·i lam: in tutti i casi 11:>rò, a meno che non si tratti d i cir,coscrilte placc he cutanee, ne r isulta110 mutilazion i p iù o meno imporlanl1. Osscrva:ionc I. - Soldato Tlald ... Arturo. - Duri,ta del pe riodo febbrile 27 giorni ; al 22° g iorno di u, alattin, c1111nena ~ecca dei pie di estesa sino alla metà dei metatarsi. Amputa zione. O.su ,-~a.::i o PIC Il. - Soldato 11111,~.. - Giovanni~ - Durala delJa febbre 18 giorn i ; ,•er"" la fin<= di eis~a, placche n ere supe rfic iali agli alJuci. le q uali si eliminano spontaneame nte ne i giorni s uccP.~si, i dando luogo ad una riparazione rapida. <Jsscn,a=ioue li I. - Soldato 0 ... \'inccnzo. - D urata del periodo febbrile 1 0 giorni a l seco11do giorno di convalescenza, dolori intensi alle ditu , alle piante dei piedi, alla g-amba cd alla articobzioue tibio-tarsica d estra; l 'articolazione è tumefatta, arrossata e doleme; dolornl>ili ~à aui,·a e pas~iva nei lllO\' imcnti; anestesia e d a nalgesia alle ditn del pitdc 1le,1ro; dm~ ipla<·<"hette di gangrena secca cutanea al margine este rno del piede i11 corriispondeuza della base del 5" metatarso, che si eliminano appn:sso, mentre gradatamemc• scompare la tumefazione tibio- tarsica, nella quale rimane un po' di scricchiolio e udo-ar tico,l are. ()ssen·a~io111· 11·. - S.,ldato l;Mt. .. l'ranct.:st·o. - Ourata delJe febbre 11 giorni ; al te rzo g iorno tli apiressia. ,·ioh:utissimi dolori uc nalgici alla ga mba ed a l piede sinistro ; dopo trn giorni palJore marmo reo, a nc~tes1a; il giorno appresso cianosi intensa sino al 3° s upe rio re della g-ambn ·con c hiazze ne rast re, spede a ll'estremità delJe dita. Amputazione ùr:l la gaml,a. ·
O.<.<en•,1=io11e I". - Solduto A ... Giuseppe. - Crisi al dodict:simo g iorno di malattia. Al quinto giorno di convalesC6lllia, intensi dolor i nevralg ic i al piede destro, che è p:illido, fred<lo cd m;cslesico; p r O!,:ressirnmeute gangrena secca al 2°, 30, 4• e s• dito e ph1n;a di gangrr:ua secea al marg ine esterno del p iede. Osserva.::io11e V / . - Soldato T ... Giuseppe. - P ire;;sia durata 12 g iorni; al secondo giorno d i C"Onvalescenza d olente nevralgie a i piedi, con pallore ed ipoe~tesia; ve r>-o il q ua rto Kiorno, 111acd1ie nerastre di gan g rena a tutte le dita ed alla pian ta dei piedi. <Js.,cn1<1:.im1e !"li. - Soldato Boff... Antonio. - Inizio brusco il 2 febbraio con cefalea, febbre sub-continua (39° 7 - ,io•_,;) ; s tato tifoso, esantema papulo-petecchiale fin dal st:condo g iorno ; delirio ed agitazione ~on automatismo ambulatorio; milza tumida; placche di ipofonesi e rantoli a medie e piccole bolJe alla superficie poster iore del torace; il u cianosi ~ insensibilità dei piedi; quindi g,111grena secca rapida alle estremità ed a l d orso de lle dit11; polso innumerabile ; mo rto il 18 febbraio.
Non meno interessanti sono le o~rvazioni di decubito acuto: quest-0 in 4 casi è stato l'unica man i festazione della par ticolare dimi,1u zione del trofismo dei lt:SSuti in questa malattia; in 2 altri casi (oss.!rvazione XV e XVI) ha complicai.o l'emiplegia. Esso puo assu rger~ ad un sig nificato prog·nostico g rave . Osscr.,a: io11e V/11 . - Sergen te D .. _ l\f... Franccisco. - Tn izio brusco con cefalea , b ri"ido unico, febbre continuo-remittente; esantema e stato tifo!;() ,·erso il terzo gion10;
CONTR IBUTO ALLA DIAGNOSI DEL TI FO PETECCH IALE
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al ; 0 di malattia, piaga tli cirrn cm . .J lii dia111c tro al lin~ llo tld sano; cnsi al n° g iorno; la piag a si riparò relati,·a111ente prc::<to con opportunte 111etlicaz10111. Osse n•a::io11e lX. - Soldato A ... A11tu11io. - Inizio b ru;;co con b ri,·idi r ipetuti, febbre conti11110-rc111itte11H: ; al quarto giorno tcsantema pa pulo c 111orrag ico cd t:morragie pu11tiforni; Mato tifoso; a l decimu, \'asta placca di d t:cnl.iito ~aerale; a l tr1:dicesi1110 crisi; <1uindi la piaga s i ripara in b n.:,·e tt mpo. Ossei-~a=ion c X. - Soldato Ilrac ... Giulio. - Inizio b rusco il 1° febbraio con b ri\'ido unico e febbre alta che qualche g iorno raggiu11se i 41°; ;;un o ,t i foso ed esa n tema acc~ntuati e pr~coci; al quarto giorno di 1ualauia, t:Stt'~a pia~a tla decubito ~aerale; fatti di s latii pulmo nan:, cia nosi, adina mia rardiaca; m orte il 1z ft bbrnio. Osuroa=io u e XJ. - Solda to Bi1i . .. Snlrnto rc (giil d c:gt:lllc all'ospct;ale pe r postumi di operazione radicale di ernia). - inizio brusco il 18 kbl,raio; fe Hl)re alla (4o0 S) ; sta to tifo,;o g raviss i1110 a l sn·ondo giorno; esa11t<:n1n emorragico di ffttsv al te rzo giorno; piaga da decubito sacrale; morto il !S, clopo diteci giorni di 111abuia .
Nelle dtw osservazion i seg uc·nL1 :;i è avuto durnnte il decorso della rnalallia l'iM,orE,en~a di una dolentis;;ima t1.1.·m r/a:.ione paroti dea, in un caso a n tstalasi all'infiltrazione della ghiandola, nel l'altro finita in s uppurazione . I n entrambi i CU$i :;i è avuta la morte . Osscrva::ion e X Il , -'- Soldato ::SI... Antonio. - A1111ualatosi il 10 gennaio a bo rdo de l piroscafo, fu sbarcato il lì in is tato gra,·e. l'ebbrt: sub-coutiuua; s tato tifoso; s titichezza intensa; e ruzio ne papulo-peto.:cchialc; delirio agitato ; il 23, turnef:tzioue r ossa , duro-elastica, alla regione paro tidea ckstra; atlinamia cardiac·a; il 29, la utmefazion e parotidea sembra rid ttrsi; il 4 ft:bbraiv; intenso bri,·ido, polso i11uu111e ra bile ed impercettibile ; il 5 morto. · ()sscrva::io11e Xlll. - Soldato J,imb ... Gioq11111i. - Durata dd la malattia undici giorni; al quinto g iorno p a ro tite d estra, c he al ;;e1ti1110 t s uppttrnta ; indsione ed e\'acuazione de l pus; il no no g iorno, coma b-,·a ,·iss i1110, adi11a111ia cardiaca iuteusa; morte all'u11dices i1110 giorno.
\'eramentc inte ressanti sonu s tate le sinr!rmni n cr vo~·1( da localizza:.ioni centrnli. Esse si sono sempre manife:;tattl all'inizio della ,~onvalescenza senza che nuHa le face;;se prevedere. Stabilitesi brusca·mente, tranne in un caso (osservazione XV) hanno presentato il deter minismo delle s ind romi centrali d a le~ioni vasali. Sono mancati semIJre i fenomeni da ·i ctus , o rwr lo m1:no non sono stati avvertiti , r l'ammalato si è sveglialo con la cosd enza della co10plicanza nuova. I casi osser va ti sono stat i 5: 1 d i monoparesi ~paslica brachiale sin istra, con gangrena secca d el 2° e 3° dito del piede s inistro (oss. XIV) ; i di emiplegia totale spastica sinist ra con dec ubito ac ul.-0 (oss. XVì ; 1 d i em iplegia tota le spast ica sin istra, decub ito ac_uto e placche d i p itirias i rosea d i Gibert (oss. XVI) ; i di parapares i spastica crurale ('JSservazione X\' IJi; 1 di afas ia motrice ed agrafia (oss. XV lll). Fenomeno 11nriortante a rilevarst è la rapidità con cui si sono s ta · biliti il decubito acuto e le cont ratture, queste ultime e,,iden temente in rapporto con u na degenerazione precoce del s istema pi ram idale. A parte i molti cas i d i ipoacus ia bilate rale e d i vertigine, assai ' ,·e· quenti a ll'inizio della con vale,;cen za. il ronzio che tal volta si as::;oci11 àlla dimim,zione dell ·ud ito, i n ume ros i casi di nevralgie nei territori del trigemino, d el pksso brae hia le e dello sciatico, le s indromi da le-
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CONTRlB! ' TO ALLA Dl.\GN0S l DEL TIFO PHECCHIALl:
sioni organiche centrali convalidano l'ivotesi che il virus del tifo 1:elecchiale d ebbu pùssed ere una part icolare e non secondaria elettività per il sislt'mu nervoso. Tutte colE:Slt' determinazioni cErebro-spinali organiche sono di p ro-
gnosi 1·ise:1·,·uta . Osscn·a:.i<111<· .\' 11 ·. -
l'apo r:tlt" Z ....\u rdio. -
In itio ù ru~,·o il 2~ g t:nnaio con ce,.
f:tka, ,lulori :uhl(1111i11:oli, l,ri,·iJi illl<"n,i, f.,l.Jhrc d u:: si 111a!llit'11C s ub-co ntinua ed alta ri110 all'$ febbraio, giorno ìu cui \·aùt con :inc.lur..: profuw; stato tifoso; e~ ntt:111a r ~
~c·oli co, pap ulo,o c,1 c111orr:1g-i,·o a l quint o g io rno di m alnui a e c he scompare il i k bl,ra io co n lic ,·is:--.i111a dt:squa111a;,.ione fur.furae<.:a . Jl 9, iute n:;i dolon, ipo tern1ia, anl!~h.:sia-at1:1lgl'sia a ll 'c:-.trl.:'.11u t:ì d t:1 st:contlo e ter zo dito del p ic,le sinistro ; s uce.,'t:~~h ·au te nte placch.: di ;:àni;rcna; il 14 s i asporta la .,• fa langt: d e l se conùo dito. 11 1b 111a u ina J'n11111.1al::no si ~n :g-lia cv11 paresi ~pa sti~a ch ·ll 'ar to ~uperio r e siui~tro. con forte ridu-
zio11e (k l d ina111i:s.1t10, t' :-:agt:"razione ùei ri tl«::-;:--.i h.·11t,lit1t:i, scnzn alterazioni ddle h ilitli e d e l tro ti :-:1110. Co11l ra ttnra prog n ::0-~1\"a.
~ t.:11:,.Ì·
Ossen·a:ione .\'I ·. Cnporal 1nag~ io rc Ba ~t. .. G ia c01110. - In izio ddla lll a la n ia il 2; gennaio t·o n hri\'ido e f.:hh r1: tt ha ( 10°1,1 , che<' s ul>-continun l'cr dod ici g io rni, J o po i qua li n 1<lc p u crisi. J.;bl><:: <:sant<::ma pa pulo-cmorrag ico e sta to tifoso. Il 14 febl,raio, a lla ,·isita 111attin:1le, si no ta : paralisi facciale iufrriore ~inistrn, paresi spas tica ddl'ano s upe rio n.: 0 111oni1110; :u.x cutuaz.ionc de i rifle~i--i , nc~snn c.li:-:urdine ~t' nsiti\'O e trofico. Il 1$ n1a ttina si no ta part':-.i ~p a~tica d e ll'a n o iuf~rion: lli ~ini!<-tra. 11 19, <le<"uhito ac nto a lla n nt ica
siais tra ...:hc presto s i t :--Lc ndc .
Ossc1-Ja::;io11e X I /. - !-x>ldato Cant... l 'ra nccsco. - Ini zio della febbn , il ~o penuaiù, con brl\·ic\o iutenso, fobbr.. éhe poii ~i mantiu 1e ulta e sub-co11ti11ua; il 29 t'Sa nte wa pa pulo-entorragico e st a to tifo;;o; il 7 febbraio , caduta critica della febbre. Tra il 9 e il Jo'I l'inft-rmo dice di uo u po tP. r pi,\ n1110,·c: re il braccio e la ga mba s in i~tra , ,-(. 111.a intne~sa:ne nto del faccia!<: superio re <: ddle st:11,-ib,Jitil · lh 1,ins ki e contrallu ra p recoci:-.si1nn. li l ,l p rog re:,.si,·a fliaga alla nat i,·a s ini:--tra c he :-.i ripari) qu.:ts i ('Otnple ta il 20. :S:e llo .,te"'o tempo uc lle rc·g ioni sotto-d:l\"(."'1 ri, in puuti o monimi , appa io no num erose placche d i pitiri<1si ros.:,a d i G ihc rt . O.;scrva~io11c X I ·1/ . - Sot.l~to Ca ri. .. IJ0111e nil·o. - Il 27 .i.;eu,rnio, hrn scat nl·nte , hri,·ido ,·io le nto, fC'hhrc a h :i " , uh-contin ua li no a l 6 fchhraio in cui cade per c risi; t: ùbe in questo ime r\'a llo l'c,;:111tc111a e lo s ta to tifoso caratte ristic i. l's e i primissimi giorni d e lla ,·<nirnlcscenza notò di(fi('ohà tlen n1b ulatoria che llndò progressiYamc nte aut11t"Jlla ndo ; rin ..ssi tc ndint i p.ite llari, a c hillie ni e supe rfic ia li esagnati ; ness un d isordine st:ns itin>, ,·esrico-re tta l" e gc:nesico ; Ro m berR" positi vo; ante ro e poste ro-pul!i-Ìone. J>er quanto 111ig lior ato, l'infenuo n on può nn cora c-a n11ni11ar e se non i= ~orrt tto e senza l 'aiuto di due bas toni. Osscn ·a: io11e X \.'lii . - Solda to Fio ... Ales,-a ndro. - li 29 gt:1111a ic1 febb re a lta; esantt-ma e ;.wto tifoso in te rza gio rna ta ; cad u ta critica d e lla fchhre in -d odiet:sima g iorna ta. :S:e i pri111i gio rni d tclla co11\'alescenza ,·i è esag e rn io ne d ei rifle ssi rotule i, afas ia m otrice eri agnilìa ~pil·,·atissimt: ; non ceciti\ e sorditi1 \'crhale. Tali d isordin i sono audati g radatatn ente 1uiglio rn11<lo .
Accennia mo infine aci un caso d1 enterouagia., compl icanzA che non mi sembra sègnelata nel tifo ()(' lecchiule:. Osserva::ioue X I X. Scrgente La gg ... Egisto, informie re ,·olomnrio d'i~olam e nto. - Inizio brusco llella m a la ttia il 5 m a rzo con hri,·itli ripetuti e febb r e a 40° 3; la febbre s i m a ntie ne con ti11uo-re111ittentc sino al 22° i,:iorno, in cui cad e criticarncme con s udore; l;1ùhra, <lenti e ling ua tifiche; sopo re; ddirio; ronchi a lle hasi ; il 9, e ruzio ne pap11lo-e111orrngi,·a che poi s i d iffonde ag li arti ed al lro11co : il 1., l'esante m a h a colorazio ne li\'ida; miha 110 11 pa lp;1hile ; sit:ro-rca,.i011e ed emoculture n egative per il g ruppo tifico; il 14 ed il 15 cnt<:rrorng i::o impoue ute con abbassam e nto d i t<'mpe rntura.
CONTR IBU TO ALLA UIAGNOS l DEL TIFO f.lETECClllAI.E
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risultati delle ricerche di laboratorio da noi instituite non ci autorizzano a conci usi on i che possa110 fare a van zare le nostre conoscenze sulla etiologia. di questa infezionè In moltissimi casi, a Cotrone , trovammo positiva la siero-reazione per .il bacillo del tifo e per i paratifi talvolta nellu diluizioni di 1 : 100 e di 1: 200. QuestB coagglutinazioni avrebbero valore se non si pensafse che la maggior parte degli individui erano stati precedentemente sottoposti alla vaccinazione mista; ma sta ib falto però che in qualche caso l'inchie,-ta potè ass1curarci che il malato era sfuggito alla vaocinazione l' non aveva in precedenza sofferto il tifo addominale. Avrebbe pertanto codesta 5ie:·o-1 eazione positiva valore si mile a quello della identificazione con i protei d ella serie x di W eil e Fe.Ji x? Non abbiamo alcuna esperienza positiva su quest'ultimo recente metodo di identificazione del dnmotifo. In vista del falto che in .questa infezione primeggino, specie fra le complicanze, i fenomeni nervosi, insemenzammo il sangue delle vene in emulsioni agar-cervello, in pezzeUi di cervello con o senza aggiunta di glicerina. I risultati sono stati negahvi; soltanto in un caso riscontrammo lo svi luppo di minutissimi corpuscoli cocciform1 t ingibili con i comuni colori e -prendenti il rosso col Giemsa. Le inoculazioni di 1 re. di sangue sotto la cute dell'a ddome delle r.avie riprodusse, al 7° od 8° giorno, una febbre continuo-remittente della durata di 15-18 giorni . Ciò, in mancanza di meglio, credo possa riusci re utile per la diagP.osi dell'infrzione. Circa il valore che possono avere quelle formazioni endo-leucocitarie e quelle riscontr ate libere nel sangue , da noi descritte innanzi come di non frequente constatazione, non si vuò affermar nulla di concreto. Cosicchè la malattia, sino a nuovo ordine, sembra do-versi asc rivere a quel gruppo dogmatico delle infezioni da virus filtrabili, che si allarga di giorno in giorno e che serve bene a soddisfare la nostra agnostica attitudim· mentale , in fino a quando una più profonda conoscenza dello hauitat elett.ivo dei virus nelle varie malattie infeltwe ed un perfezionamentc, degli att:uali mezzi ottici non permetteranno di conoscere la morfologia ·di tanti ignoti agenti di infezione. In tal senso, cosi come è avvenuto di recente per alcune infezioni da virus filtrabile , data l'importanza che assumono i fenomeni nervosi nel tifo petecchia.le, forse l'csmne da l punto d i vista parassitologico del sistema nervoso potrà riuscire utile. · Poichè tra le infezioni il tifo esantematico è quello in cui il sistema nervoso è fortemente interessato, sia durante il periodo febbrile che all'inizio della convalc·scenza; una probabile localizzazione del virus nel sistema nervoso, oltre che dallo stato ti fo~ e mentale, è a mmissibile se si tien conto del decubito acuto precoce, delle localizzazioni arteriose simili a quelle delle asfi ssi(; simmetriche e di quelle che certamente presiedono alle sindromi da locai izzazioni encefalo-mid!ollari. Non possiamo addentrarci ancor più nel terreno delle ipotesi, tanto più che la presente no ta non si prefigge altro scopo che di tracciare uno schizzo clinico della recente epidemia e di tentare una sinossi differenzia;a tra il ti fo petecchiale e l'ileo-tifo, col (]uale al principio di una
CONTRl8t;To ALLA DIAGNOSI DEL TIFO PETECCHIALE
epidemia puù avvenir confusjone. Le due malattie non possono esser confuse percht: molli can1Lteri le di ffe renziano, sia nel d ecorso del periodo febbrile che nelle cornplirnnze ; in q11anto al rapporto con le esperienze di lat orutorio il confronto, malg rado non esistano prove microbio logiche dirette per il tifo esuntematico, è sempre importante quando si tenga conto soltanto rlel l'emocu lt ura che riesce sempre sterile in questa malattia . Un fatto cta tenere iii grande considerazione per la diagnosi p recoce del dermol i fo consiste nel li.t consLaLazione della leucocitosi e dell a micro-polinucleosi eh..: si stabiliscono fin da! 3°-'• giorno di malattia. Richi amo l'attenzione su quesL'ult:mo fatto, che non credo sia stato ancora descritto in q uesta infezione, il quale, se coslant.e. sarebbe un com odo e precocè au~ilio diagnostico. Patognomonici del tifo petecchia le sono i seguenti aggruppamenti di fenomeni : 1° GntJJ])o dl'i f,·n.onu·ni l'lù1ù i: 11s~ènz-t di prodrom i; febbre alla , subcontinua, che cade per crisi; sta Lo tifoso ed esantema papuolo emorragico precocissimo; stitichezza; frequen za di complicanze a rteriose probabilmente d'origine r.euro-troflca; 2° Gruppo delfr i ndagi ni di laboratorio: leucocitosi con micropolinucleosi: omoc11 ltura sterile , reazione febbrile della cavia al 7°-8° g iorno dall'inocu lazione di i cc. di sangue d i malati. Per differ('nziare la malattia d al tifo addominale credo utile per i bisogni della pratica presentare il seguente prospetto sinottico: 0
•
Tifo addomiuale.
P rodromi ,·:1riahili pe r q ualità e durata. 2° F el.,lm: l"Ull linno-rcmittt·ntt' , che sa le g ra d ain n,e m c e cade per lis i dopo 4 1°
set t cJ1:.irl.
Stato tifo~o ta rdi,·o e p re,·alc nte111c ntc adinamico. 4" Ro~tole o papule a localizzazio ne carntteri~tica addo mina le . 0 .,
5° Diarrea car:p t(·ri , tica eù ente ro rragia.
6° T11111o rc di 111il1.a pa lpa bile. 7• Le ucopenia. go Emocnltnra posi ti \"a per i bacilli d e l gruppo titico. 9° Com ·alc~ccn zn k n,r., clcfl n vio cnpillizio. 10° Cla~,;ica co111pliç11 11za la flebite.
J 1"
~ l'~snn tlisonline rt·:--iduo :-;en:-.orla le
nella C'Oll\"t'l l E ~Ct:11%3
Ct•l.rv11e , april r dt'I Wltl.
Tifo petecchiale.
As~e111.11 d i prodrom i. Pebbre ~uh-continua, alta fin dall'inizio , che cnde per cris i s udo ra le e polinricn in media in due se tte nari. Stato tifoso precoce e prevalentemente a~:.c;~ic-o. ~fac nle, papule emorragic he precoci con loca li zza zione iniziale inte rscap0 la rc · o..! :"illn r:idice delle coscie od alle a va1nhraccia. ::,1i1icl1l'zz,1 con se11so d i s bana L-i-i po1:u11ù1 iaca. ~lilzn 110 11 pe rcettibi le. l.c ncocilu,i e micro- polinllck, ,fi J•:mc c·uhurn st erile; r eazione ,1i \\-.:il Fdix. Co11,·a lt' sccn,. a rapida; assenza eh .:. tlu ,·io cle:i cnpelli. Fr<'(JS'Cll li complicanze :trt,,r;,,,-! 1g~11u re11n sinnuetrìca locali~T.azinni 1:,~; v , ·, e ce m ra li) ; decubito r.cut:, lpciacus ia, runzii e ,·e rti g iui frequenti.
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RICERCHE CLINICHE E DI LltBORlffORIO LABORATORIO BATToRIOI.OGICO OF.lLA DIREZIO:-f. 01 SAX ITÀ OF.I., CO~IA1'00 S U P~RIOR~ Ot:J,lE FORZH IT.H .IA:-t; Nij! ll.U,CANI .
lil11~i fatti durante la ~mpauoa aatidisse1tenca 1918 io lluaia s~la minofauoa intestinale di 2000 IOldati per il dott. Glm,ep11e Sanglorg l, capii.ano medko, direttore.
Se l'inchiesta dal titolo « Rilievi sulla micmfauna intestinale dei nostri soldati » d a me fatt,.'.I. e pubblicata nelle colonne di quesi.<> giornale (i ) ha avuto per i~copo lo studio della frequenza e d ella distribu zione dei com uni 11roiozoi intestinali in nostri soldati non dissenterici, lo studio, in altri termini, della fisionom ia della microfauna intestinale quale essa suol presentars i di consueto nelle nostre mass,1 e nelle nostre regioni a! d1 fuori d ell' in Lervento cpidem iologic J di elementi dissenterigeni, q uest'altra m vece ha lo scopo di metter in riliev0 la fisi0nomia colla quale la microfauna inte$tinale i:;i presenta in individui dissenterici o diarroici quando elementi disen terigeni e fatlori epidemiologici favorevoli alla loro propagazione entrano in g iucw.J . Era log ico di atLend ersi infatti che in queste ultime speciali contingenze ben d iverso avrebbe dnvuto essere l'aspetto della micro fa11na intestinale p u ciò che rig uarda, ad es., la frequenza dei singoli tipi di prolozo1 , la prevalenza . di talune forme sulle altre, le as:,ociazioni simbiotit:!ie più o meno complesse, Cl~C. , cli qu ello che in condizioni normali ed in individui non dissenterici suol essere . Cvsì almeno, dal notevole n umero d i casi infetLi e dai tioi d i I1I'otisti inlcslinali r intracciati, era let:ilo desumere da lle inchiestè c ne gli osserva tori ing lesi specialmente han condot.lo su rilevant i nucl ei di soldati disi:;enLcrici operanti in region i ( ~:i5itto, Dardanelli , Maced onia) in Clii le d issenterie sogliono p rosper are . Cosi in reallit risulta da q 11esL'aftra mia ch'io ho fat to duran.ta ) a, cam!)llgna anli-dissenlerica 1918 in Albania (2) coll'esame rtelle fec i rli 2000 inòividui , fra nostri soldati e prigion ieri di g uerra, più o meno in pred a, M il a grand issima maggio ranza , a Jisordini inteslinali . (i )
S.o;c. JoR<: r . -
Giornale di 111 cdici11a militare. -
Xl, 1q1S.
940 RILIEVI FATTI DURANTE LA C,\MPAUNA ANTIDISSENTERICA
1918, ECC.
Come n ell'inchiesta pr~ced en le s11 soldati non diRsenterici, cosi anche in questa si contano infezioni s~rnplici e miste. A ) J,1fezio11i semplici d~ : a ) Flagelloti :
Prowazekic Cercomonas !lodo Tricu111o na s Tetramitus r,amblic
C.:lsi
• •
Il I 2
19 15 25
•
b ) Ri,.opodi:
E . coli
10 ;
Iì- dissente rie-a
33
A. Litn ax
4
e) Infosori
Ba la ntidinm col i Halautidium minutulll
•
d ) Bla ~tocis tis .
263
TOTAI.E casi
482
B) lnfe=io11i doppie con :
ca~i 67
E coli e Bla,tocisti,s E. coli e L a mb li1: E coli ed E , disscntC'rica E e<,li ed A. J,imax E. coli e Tricolllonas E coli e l'rowa,,ckic H. (·oli e Tetralllitus T Hram itus e d A. Lima x Lamblic <:d A. 1.iniax . Ccrcomona,s e Bla,stoci~ti,Tt'lra111itns e l,amhlie . Ba l:rnti<liu111 minutum e Pro"'n,.d· ic
•
5 4 2
3 4 1 1 2 2
Cercon1011as e Prowazeklc
I
T r il"omu11:1,s e Buclo . Bodo e llln,tocis tis .
2
E. di:--:-.t'11Lt·ric:H
6
t"
1
H1 a!--lOCÌ~tis
Flla,toci,-ti, c,I A. J,i,:iax
I
Hla~toci~ti~ e '{\;'t rm11itu~ Trico1 110 1w:-: e Hl~:-::toc;:;ti:--
18 IO
1,::imlilic " llla,stoci,ti~ .
7
'frico1110 11a~ e C('rco1110 11n::;
l-1rc.)wn1.t:kic• ".. Bln~to\,:i:--ti~ .
li
TOTA I.li C(l5 1
151
RILIEVI FATTI DU RA1'TE LA. CAMPAGNA ANTIDI SSENTERICA
1918, ECC. 941
C) Infezioni trij,le con: F,. coli - Dlas tocistis ed A. Lima..:
casi
E. coli • Tricomonas e Prow azckie
2
•
E. coli · Blastocist is e T,a mblie . . .
7
n. coli - Blas tucistis cd lì. di ssc nkrica E. coli • nl,istoc istis e Tricomonas . E. coli - Blastocistis e B odo . . . . . E. disse nterica • Prowazckie e Dl11stocisti,; F,. coli ~ nlas tocistis e Prowazekic . E. coli • Dlastocistis e T etr amitus .
.
.
. .
F.. dissenterica · Tctra111itus e Blastocistis TOTALI,; casi .
.
,
22
D ) Infezioni quad r ~ple con :
T.amb lic - Jo; . coli • Tctramitu s e Tllastocistis I.amblie • H. coli - A. l,ima.x e ntastocistis .
casi r
Tonr.F. casi
2
Ma la percentuale (1) d egli indi vid ui infetti trovala in que.,ta inchiesta è note volmente s upe riore : 'J',\111(1 .1.A
Inchiesta 1916-17
Tufr1.io11i
(Venezia)
nel 15
•'
l ,T
•
0 ,01
21
•
A
:,.cmpli,, j
l11d1icsla 101S (Alhnnin)
1,cl 2.J
doppie . lripk .
'
quadruple
(). J
O.'
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~
1,1
i\·n ..'entnnl L" ),!l ohi.t k
Se teniamo conto d el!e s ingol(; i'ormt1 prolozoari c rinLracc iaL,• n elle
due inchieste s i nota che, me,~lrf\ in quella di \'cncz.ia ris 111larono predominanti I~ fe rme innocue (Prowazekic, A. Limax, Cen:om onas, ecc .) in ( 1) Cos i co111c feci rile,·arc pn le [)t'r<:cntuali lrO\·ntc all<>ra udl' inc h it>sta di Ven ezia (v. I. c.) a n che per le pcrce111ua li d i quest'a ltra im:hicstn ,·al_.:011n q u elle coli· sidera,.ioni per cui c;,,;c ,icvono in tende rsi • triplicate• per n,·,·ici11ar,;i alln realtà.
61 - G i a.-110/e di 111edid11a 111 ililarc. -
Fase. \ ' JII.
94\! RILIEVI FATTI DURANTE LA CAI\IPAGNA ANTIDI SSENTERICA 1918 , ECC.
quest'altra invece più frequent; sono h: patogene, fra le quali si sono aggiunti 2 elementi nuovi, l"E. dissenterica eci il Balantidium coli:
111chic-sta 19 1fi-17
F onue ,li
(\'c n tzia)
(.\lhan ia )
•
3,3
H . dis~enterica E . culi . Prowazekie . A. Linrnx l'ercon1unn ~
•
0,7
Lamblic .
• •
o,o8 • 0,4
Bodo . . Tricomo nas
•
o,o6 •
Tctra111 itus
•
0,04 •
•
0,04 •
,
O,t
»
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0 ,0 2
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0,7
'J'etratrico n,asti.x llalantidium coli B ala ntidium m in utu111 N yctoterus fa ba . I sospora bigemina Blastocis tis . . .
ne l 5,1
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9,3
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2,4
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0,05
0 ,1
•
• •
20,4
Volendo fare un confronto fra lù d uè inchieste per ciè, che rigua.1da. la. prevalenza d i un dato g ruppo d1 tipi su di ur1 alLro, s; constat ano le seguenti differenze:
l
I1H'hic~la 19_1_6-, 7___
(Venezia)
TAUli l..J,A C.
G ruppo d ei
Inc hiesti\ 19 18 (Alh,111ia)
-------1a·l 13 ,9 ~i •
13,1 •
Fl:igdlati Rizop•.nh .
nel
S,6 %
•
13,6 •
Cioè p rC\alenza dei Fla15cllati su i Rizopod i a Vmezia, p rnvalenzu , ed assai più Hotevo!e, dei Rizopodi sui Fla.gellat i i n .Albania. Ne1 p ri mo caso la prPYalenza d ei Flagellali sui Rizopodi era d ovuta ad un fori issi mo contribui.o portato da forme innocnu (Prowazeki8, Gercomon as, ecc.) le quali in Alban ia risultarono invece pochissimo dlffuse, meni.re d'altra parle, come si legge nella labella P., al gruppo d ei Fl11gellati in Albania, concorsero in larga misura le forme patogene. N0l sc,condo caso la preva-
RIL I EVI FATTI DURANTI:: LA CAMPAGNA ANT I DISSl"NTl::RIC,1 19U:1, 1::CC. Y43
lenza d ei Hizo.i.,odi sui Flagellali è dovuta in m us:;i rn..1. parte al conti ibuto di forme dissenlerigene e co-disscnterigc ne (E . dissenkrica, E. coliì laddove a V~nP.zia nel g ruppo dei H izopod, lar~amen [t; entrò l'innuwa A. Limax. Merita poi di esser segnalata la n ole,olc µrep [)nderanzu s ulle altre forme parassitarie con rui, in Albania, è stata ::-eg nalr1l.t la cosidella " Blastocisti s " (\". Tabella H) .
Quest.a m:a inchiesta per esser condotta su iudi vidu! affetti d a disordini dell:t s fera intestinale ed in contingenze epide;n1olog iehe faYurevoli alla proporzione d egli agenti dissen terigeni ricorda ne! s uo spirito e nella sua sl.ruLtma quella che Autori inglesi han fatLo su cospicu i nuclei di trupp,1 o pe ranti nel Mediterraneo (Gallipoli, Mact:d on ia , Egitloì . Senonchè, non essendoo;i g li AA. inglesi preoccupati di indagare n el contempo fra soldati non dissenterici di altre regioni, ci m Hncano c:osi g li elem enti per poter iare delle considerazioni comparativa (cosi come io s tesso ho potuto far ora pe r· le mie due inchieste e col vantaggio non indifferente ch'esse risalgono allo stesso A. } t·ra l'inc hiesta d ella microfauna, diciamo così " fis iologica» e que lla sulla mi crofauna « pa.tologica ". Non per ciò le inc hieste ing lesi r iescono meno inte ressanti: anzi lo sono molto, non sole; perchè le sappiamo fatte da osservatori espe rt.i, ma anche perchè contengono dat, istruttivi. P er comoditit del lettore ne ripo rt,o alcune nella se6 uent,e tabella: T ,rnn,1.A D
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E. dis8cnterlca.
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2.1
Blastociet!ii
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0.2
A. Llmax
2 ..1
20.4
1 quali dati (a prescindere dalla quasi concordanza d ei ris ultati d ella mia inc hiesta con quelli dell'inchiesta d i F antham e di Roche nei riguardi di alcuni protozoi) collimano in r.omplesso coi miei in due p unti essenziali : a ) prevale nza dei Rizopodi sui F!agell'.1Li; b) provalt.nza fra
Y14 Rll.11,;\'l F ATTI DL"RANTJ:: LA <.:AMPAUN.·\ ANTIDISSt:NTERJC,\
1918, ECC.
i 1-liz.opudi di fo rme d issenLerigen e e co-d 1ssenterri 0 ene sulle non p alo. gene. D11e fatti Cjllt:'Sli che non p osson o esser for tuiti , ma conLingL·nLi, l..;g,Lli come d t::vono essere a condizioni biologicl1t;) speciali, m olto probab ilmt~n t,i ;. « concon ·1:ir,i,ze \·i tali», le quali n on è p o,;sibilll concludel'e ·c 11e Hon insorgano, col concorso di fatLori per or a imprcc,sal.Jili, n ell'intestino umano, nel mondu esterno ed alle q·uali i p roLozoi non possono s i uggire cosi come non sfuggono i bacteri. Che ad un fenomeno di concon enza vita lt: uno d i questi fatti a lmen o, quello ,td es. dell:l prevulenza d e, Rizopodi s ui F lagcllaLi, d ebb.1 potersi ascrivere, m'ind uc0 a far a mmett~re una cons lalazionè intercs,;ant.e che ho avuto m od J di fare n el corso dei miei saggi di cullura in vitro (acqua-peptone) d i alcuni protozo i intesL,n.:di: 4 vulte, cioè, che nello s tesso tubo cu ILurate oecorrevano FJugellali e Hizopo1 li , per lo più la " Prowazekia » e l' " Ameba L ima:r » , tutte e d ue benissimo coltivabili in vitro, si vede\ a elle a l rigoglioso sviluppo d 1 tulle r dtH' le forme l imitaLc a l i 0 () t utLo al J,Jiù a l 2'' trapianto, se:gu iva LosLo la !':rom parsa 1.otale del flagellalo d i nanzi al s1:mpre p ,ù eimt,crante S\'iluppo dell'ameba nei trapianti s uccessivi. Episodio che ribadiva l 'ant.agonismo ch'io sksso ho osser valo nell'acqua-peptone tra Flagellati e Spironem i intesLinali ed ai d anni di questi u!Li m i. D unque loLta. d i equi libr,:l, di adallum ento tra microvivenli anima li per cui si spiega come in un dalo moment.o e coll 'int".)r vent.o di specmli circosta nze g li uni, in nocu i, cedono il posLo agli a!Lri patog~ni, e \·iceversa.. In conclusione quesLa inchiesta praticata su soldati affet ti d a disordini intestina li, disordin i, co me ho d rtlo, oc~or n .nti in conting'l·nze favorevoli dia propagazione degli elementi dissentcrigeui, h a dato risultati diversi d a q uelli dell'inchiesta praticala su soldat i sani n ella sfera intcslinuic: 11) m olto pi ù elevata mlant.c- è l a p e rc•,p1Luale d egli individui che forme protozoarie albergano nell 'i n leslino; b I alla cosLiluzione poi d ella microfauna intcsLinale concorrono più forme patogen e ch e n nn patogene; e) prevalenzu. infine, com e fosse il risultato di un fen om,.mo di "co11c01Tenz.a vitale" d~i Rizopodi sui Fhgclhti , i quali ultim i sono più largam ente di ffusi, cnme forme innocue, fra g h individ u i sani , sì da a ,·erc •1n:t microfauna intesLir:ale « fì siolol'\"iCa,, preva.Jen t.cm ente " a Flagella•i,, éd una microfauna " patologica,, pre\·atentem ente « a Ri1.0podi " ·
\'al-:,na, m;Lrzo 1919. BIBLIOGRAFIA. L rnri,;~ 11., ~1 - P1!:<1'01.11 e w,,01,coç K /Jr. mcd. Jou r , 1015 . F A:<TH,\M, T...ancct, 19 16 . L EBOHH' e llkAUX. - Hu//. Snc . .'frd. 1-/of>. Pari.< , H) 16 . Jli l'PS. /lr. Mcd. j our.. 1,916. \V1:x1·o x. - J o11r, Il . .·l1111y 111 cd . C,,rps., T . XXVI. 19 16. W1, X\"OX e P1, x,l11,o. - Hr. m rd. Jour., 1016. Dr,nf:l.r,. - Tir. ·111,·d. J o 11r.. 1916. CARTf.11. MACKIXSflX - MATTJ\\'f.S e S)IITH , - 11,111. 'frof'. 111crl. a. l'nr .. 'J', X., 1 91;. Roc1-1r. - La11ccl, 1017. DOB81.[,-$1'0\'1(1'SOX-FU.Df.S, .'lcdi(c1 / R escarch Com m i/Ice, 1917.
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Questioni d'attualità, varietà, notizie La Gala, Gasparone e compagni. Nel g iug no scorso , posso dire d'aver ,Lvulo !e avventure più strane che mi siano mai capitate in tutta la vita. Sentivo che esse eran legate l'una coll'altra da un unico filo sotti lissimo e mi;;terioso; ma , per quanto mi sforzassi, non riuscivo a trovarne il capo. V'assicuro che, se avessi avuto a portata di mano un Sherlo<·k Holrnes o un \1/itliam Tarvs, non avrei esitato un momento a esporgli il mio caso e a chiedergli consiglio ed aiuto: ma i poliziolLi di genio non si trovano che nei romanzi, men-· tre i malfatLori pullulano dappertutto. Voglio che giudichiate voi, amici leLtori , se non avessi rag ior.e di essere seriamente preoccupalo dell'a rmeggio tenebroso, che si compi eva intorno alJa mia persona. Un giorno, salgo in un tram della linea piazza Colonna-Via Po'-Stazione , e mi metto a sed ere su una panchina, accanto a un signore rispettabile fra i c inquanta e i sessanta., che leggeva La Tribuna. Dopo qualche minuto, come suol sempre avvenire fra passeggeri vicini di posto, quel signore g irò fnrtivam ente un occhio verso la mia persona, fingendo di continuare a Eeggere il giornale; manovra, questa, che po•tei osservare benissimo, per la buona rag ione che la slavo facendo io stesso nello stesso momento. li mio vicino fece una smorfia come se avesse riconosciuto in me un credito re, poi si rimpicr ioli, s i raggomitolò, si rincantucciò, evider. temente per evitare ogni conlat.t.o del suo gomito col mio. Ma questo non è ancora nulla: ora viene il più d ifficile , per dire come dicono i pag.liacci nel circo. Alla prima fe rmata in via del Tritone , q uel signore che - si noli bene - era salito n el tram in piazza Colonna, si rizzò di scaLlo, mi pa;;sò davanti pestand omi i piedi e scese in fretta. e in furia dal ca rrozzone. Io, che affacc iato a l finestrino , lo se:g uivo éollo sguardo, vidi ch'egli rimase piantato sul marciapiede colla palese intenzione d'aspèLlare il tram successivo. Era tanto chiaro che quella discesa precipitosa aveva avu to per m otivo la mia presenza, ch'io ne rimasi morlifìc..i.to e quasi offeso. «Di cerlo m'ha scambiato per un borf:aiuolo" - dissi fra me : - e gettai g li occhi sul mio vestilo J)er accertare se quesLo potesse giustificare la diffidenza del pubblico. Mi rassicurai: il vestito era bensì - lo confesso senza rossore - d ell'anno avanti, ma lavato e stirato di fresco, tanto d a parer qua.si nuovo. La mia faccia, forse ? A volte ci
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QJJESTIONI o'ATTUALITA' , VARIETA', NOTIZIE
s'illude d 'avere, la facc ia d'un ~ralantuomo, m entre chi ci guarda scopre s tilla noslra fìsonomia i Lrnlli più spiCt:aLi d ella d elinquenza. Per.ciò, appena g iunto a ca:xi, volli interrogare subito lo specchio con gli occhi d 'un giudice severo; ma nello s pecchio vidi riflessa la mia solita immagine abbastanza. rassic urante : l'immagine, cioè, d'un tiomo che ha molto lavorato e sofferto, che è solito a guardare le cose del mondo senza pas::;ione alc una, qua.si senz'inte resse, e a trattare gli uomini con ecces:;iva indulg1:mza per volers i mantene re fedele al motto d ella s ignora di Stael: « TuUo conoscere, e tutto p erdonare ». (Un motto, frn parentesi, rhe li fa scambiare dal prossimo per un corbello). Ma la faccenda andava diventando sem1Jre più seria. Due g iorni d opo In. f11ga di quel ,;ignore dal tranvai, ebbi la sensazione precisa ct·esscr pedinato da due agenti · d ella SQlaa.dra mobile in a.bilo borghese. Mi fe rmai davanti alla vetrina d'un r,egozio, e si fe rmarono anch'es,.:i u dieci passi di d is tanza; s voltai alla prima cantonata, e S\·ollarono a11rh'cs,;i: entrai in un bar, e loro .:;'addossarono ag li s tipi ti della port,a , En lrato che fui in casa., sollevai la. tendina d ella fi. n estra e guardai nella slrnda.: i due messeri s tavano col naso in su indicandosi l'un l'altro il primo piano (il mio!) . Altro s i11Lo lllo ~rave: pa recc hi miei conoscenti, ved e ndomi da lontano, s i piantavano dinanzi a un cartellone e fin gevan di leggerlo attenlamenLe fin chè non fossi passalo: akune s ignore, che prima m 'eran prodighe di sorri si ..... e di raccomandu.zion i, ris pondevano freddamente al mio suluLo : il portinaio, invece di s berrctlars i, come faceva sempre, alzava ilPPena l'indice a li véllo d ella \·isiera. Le cose p recipitarono. Un giorno inconLrai un amico, il quale, senza stringer111i la mano, mi dice a bruciapelo : - A quando la fu cilazior.e nella schiena? - La fucilazione di chi? - Fai l'indiano ora? Della banda, p er Dio! - Ti giuro che non c,tpisco nulla. - Eh, via! Fammi ridere ora! Tu stai nella banda e vuoi darmi ad in tendere che non sai nulla? - Ah, finalmente ci sono! E' uno scher zo, non è ve1·0? La trombetta nella banda mus icale. T''avve rto però che lo sche rzo è vecchio come il primo t,opo. - Ma che scherzo! Magari fosse uno schcrzot E' una cosa molto seria, invece. Figùrati che ieri sera si dava g ià come avvenuta la fucilazione di quattro o cinque g regari minori, i quali, prima d'esser condotti al s upplizio, pare abbiano confessato ogni cosa. - Ma che cosa, in nome del Cielo?
Ql:ESTJONI D'ATTUALlTA', VAIU~TA', NOTIZIE
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- Di non aver ratto la guerra. e d'aver fatto , invece, un sacco di canagliate. Men tre gli altri stavano in prima linea sotto la pioggia di ferro e di fu oco, essi, vili tra i vili, riuscirono a imbucarsi nei Comandi e negli uffici dell e retrovie, dove, tenendosi semp re in rapporto fra loro per mezzo di fidi galoppini , finirono per costitu ire una vera e propria associazione di m alfattori ... - Ma a quale scopo? Di spi on«ggio'! Di tradimento? - Ci hai quasi azzeccato. l capi d'accusa non si conoscono ancora con precisione; ma son g ravi, mollo grnvi . S i parla persino di avvelenamenti e di assassin ii per ma ndato. - Io casco dalle n11 vole. - E caschi p roprio di d o\·e sei sempre vissuto fin ora. Come diavolo non ti sei mai accor'lo d i stare in 11n covo di briganti? Salvo che tu fossi cieco e sordo , o imbecille (e qucst'111lirna supposizione è forse la vera), d ovevi capire con che razza d i gl' nle t'eri imlJrnncalo. Tulle facce losche, LuUi manigoldi d,tl primo ,Lll'ultimo, con cerle fedine criminali nere come l'in chiostro. Abi li, furbi , malanq.rini fin che cc n'en tra, questo sì; ma senza un briciolo d 'ingegno, senz'ombra di cu!Lura. Robaccia di scarto, insomma: z11\·01·1·a, patl11me, spaizalura. - Eppure avrei giurato ..... - 'l' u g iureresti anche sul Con~no per fa r fede dell 'onestà degli arm eggioni, che Li sanno rig irare. Ma non t'ho a ncor d ello tutto. Devi sapere, dunque , che quest'associazione di malfattori un bel giorno pig lia le sue carabattole e, dalla zona d i guerra d ove slava b en nascosla e proleUa, se n e virno alla chf licllella in Roma e s'inseclia nel " superiore dicastero», come si dice nel più puro linguaggio burocratico. Che turpitudini si sono commesse là dent ro, amico mia! Degli avvelenamenti e degli assassinii per uwndat<J, L'ho g iù falLo cenno dianzi; m a c'è del1'altro. Sembra che quegli avanzi di forca iwessero archileUalo un diabolico progetto di rivolla a mano annata., costituendo a tale scopo tre centri d 'azione: il primo in Roma n ella ,.::ede sle~sa della banda; il secondo a Puccianello (Caserla), e il terzo a Fossacesia (Chieti), d ove , a quanto si dice, si slava già impiantando un deposito di armi, di munizioni e di .... bandiere verdi. Se lotto ciò sia vero non Li saprei dire : m a pare che ci sian le prove. In primo luogo, pcrcllè m ai quei briganti, tutti g iovanetti di primo pelo - poco più che ad olescenti , nota bene - si sarebbero 1womossi così prematuramente e sfacciatamente ai gradi superiori (fals ificando i à ecreti) senza possedere neppure lo straccio d 'un titolo, se n on a vessero avuto in ani mo d i domina re le masse pe r piegarle ai loro fini criminosi'? In secondo luogo, il risultato d elle pe rquisizioni è, come suol d irsi, schiacciante: senti che po' po' di roba.
0
Q U ESTIONI o'ATTU ALITA
,
VARIETA', NOTIZIE
Nello s tipo d el capo banda furon trova.Li cinq ue pacch etti di let tere lega ti con nasi ri d i color bia nco e giallo, in cui c'è t utt'una corris pond en za seg reta coi capor ioni di Propagan da fide; e, in un arm adio a m uro , un 'abhond ant.c collt>zione di oggctU per truccature e di abiti di lulle le fogge per travestimento: parrucche, barbe, redine (all'uso aus triaco), una veste tala re col relativo b erret to a tre s p icchi, un'uniforme da carabin iere, e perfi no un abito da donna con gli sgon fi <lavanti e di dietro. Nei casscUi della scrivania d el sottocapo .. .. .. - Nei casselli dèlla mia scrivania , allora! · - No, passerotto m io. '1'11 non fosti m ai altro che un sottocapo in parti bus; e i tuoi discorsi d 'oggi mi confermano quel che già supponevo; che sei d'un 'ingenuilà e d' una cecilc'\ fenomen ali. - Mc lo cfosero anche degli altri. - Sfid o io! Dunque, dicevo, in quei tali cassetti, gli agen ti d i !)O· lizia misero le man i sopra un documento d ella massima importanza per l'accusa: un quadernetto pieno zeppo di nomi , alcu ni dei f) u ali seg nati in ma rgin e con una croce rossa , indican te che l'ordine di soppressione era g ià slalo eseguito . Una. vera lis ta. di pro crizione, che t.ormina,·a col mollo della banda · P roJ·imus sum egomct ·m:ihi, sormon talo da u n l e::;chio fra due pugna li incrociati. Ma la più carina è questa: nelle stanze d i uno dei reòaUori d el giornale, di q uel g iornale che Lu stesso d irigi, si lrovarono le b ozze d 'un ma nifesto incitante il popolo italia no a reintegrare il P apa r,e' s uoi Stati e a procla ma re la restaurazione d ei llorboni nell'antico regno delle due S icilie (sal vo nella provincia di P alermo, ereLta a Grand ucato soLto lo scett ro del prof. Cirincionc), in T oscana, a P a rma e a Modena; affidando, n el frattem po, il governo all' intera banda, la q uale nvrcbbc provveduto subilo alla nomincL d 'una Costituen te. Come vedi , non c'è punto da m aravig liars i se si pa rl a di fucilazione nella schiena. - Nespole! - io esclamai col viso sbianca lo. - Mi vien )a p elle d 'oca solta nto a pensarci. - E' la pelle che hai avuliLsempre. - Grazie ! - Vorresti dire di no? Mn, caro mio; l'ess~r vissu to in mezzo ai briganti scambian doli per galantuomin i, è la più bella prova che tu appartieni alla famiglia d i quegl i animali p ennuti : sal vo il caso che tu, p iù furbo dei compa_gni , non faccia il minchione per non pagar gabella. - Ti dò la mi a parola d'onore che non sap evo nulla di nulla... seppure t u sei d is posto a credere alla pa rola d 'onore di uno, ch'è d ella banda.
QUESTIONI o'ATTUAL ITA',
VARIETA', NOTIZIE
94-9
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- Eh, s ii Ci debbo c rede re pe r fo rza, allrimenli r.on capi re i µc rc hè tu no n s ia ancora f11 ggilo da Roma, m eni.re la banda è (]uasi t.uUa arrestata. - C'è d unque pericolo"! - C'è, e gravissimo. Veramente, il tuo nom e non lo fa nes.--uno; ma busta il sospetto di connivenza. - Connivente io! ... A ogn i modo, fuggirò stanotte. - Travestito, mi raccoma ndo! - Si : mi travestirò da do nna. Alla mia età. non si corre più il rischio di atteni.ali al pudo re . Ancora du e do mande. S i può sapere c he cosa fece la banda. pe r g iustificare - a lmeno apparente m enle - la s ua cos tituzione e la sua esistenza al la luce del sole, e c he mai dice il pubblico di tutto quest'imbroglio? - Ti riSJJOndo s ubilo. La banda non fece assolutamente n ulla : non diede alcuna norma d ireLLira, non prese alcun provvedimento, non risolse ne ppu r uno dei tanti problC'mi urgenti; e, m entre i lo ro colleghi faccvan la gu erra, (luci vili mascalzoni se ne s tavano sdraiali nelle lo ro eleganti poltrone a fare scorre re le pallo lloline d el rosa rio, second o l'usanza di luLLi i b riganti, o a. ch iacciare un sonn ell ino; quando non giocavano al macao o a, zecchinella, dando a int.e nd~re che « sed evano in commissione». Si , mio caro : le carte da g iO<'O e rnn le lo r o sole carte d' ufficio. Ma non c·è punto d,L maruvigliars i. Ave vano be n al tro pe r i l capo, que i figuri, c he le cose di servizio! Dovevan pens are prima di Lulto a promove rs i e a impedire la pro m ozione degli alt.ri , ricorrendo magari, come t'ho già detto, all'assa ssinio; e poi a mandare ad effello il loro piano cr iminoso in pieno accordo coi nostri n emici . E d opo ciò io ti domand o se quella canaglia non m e rita cento fuc ilazioni ne lla schiena. - Bas ta una sola, e n 'avanza. - Dico cosi per dire. In quanto al p11bblico, li bas ti il sapere c he leggo l'atto d 'accusa e no n fa c he imprecare contro la b anda. - C'è dunque un allo d'acC11sa affisso alle cantonale? - Non propriamente affisso a lle canto nale; m a è la stessa co:;a, perchè è ne lle mani di lutti. - Se ne potrebbe avere una copia? - Niente di più fac ile. \ ·ieni con mc al caffè Amgno : lit ne I.rovi quante n e vuoi. Ha i un paio d 'occhial i n nri in lasca? - Ne ho un paio con certe le nti , che SL' mbran due ruote da mulino. - Inforcali sul naso. Va be ne: e ora càlcali il cappello sugli occhi, appòggiaLi s ul la mazza e camm ina zoppicando. P uo i esser cer to c he nessuno ti riconosce. Giunti al caffè Aragno e o rdinate d11e modeste chicchere d'infusione ·
QUESTIONI 0 °AITUALITA',
VARIETA', NOTIZI~
di ~icoria, vidi, dopo pochi minuti, r icompa rire il cameriere lenendo in una mano il vassoio, e nell'altra unH mezza dozzina di fogliacei d el rorrnnlo di certi giornaluculi di provincia, che posò sul tavolino accanto al vassoio. - L'aLlo d'accusa! - Mi susmTò l'amico all'orecchio. Presi uno di quei fogliacei con ostentala indifferenza, e i miei occhi caddero su bilo sulla leslala, dove .]essi rabbrividendo: Pcl nuovo corpo .w111itr1Tio 11,ilitare. - Siamo fritti! - nensai : - se si parla già d' un nuovo corpo sanitario, vuol dire che il vecchio è bell'e spaccialo. Sentendomi neJla schiena un fo1:micolio di cattivo augurio, per via d ella malcdcLLa sl.oria delle fu cilazioni, mi cacciai in tasca quel foglio, e, sa lutato in fretta e in furia l'amico, m'avviai verso casa rasentando i muri com e un malfa tlore, che cerchi di far perdere le sue tracce ai bracchi d ella questura. Fu so!Lanto quando mi sen tii al sicuro nella m ia camera, che, lascia tomi cadere in una polLroncina, cominciai la lettura di quel terribile atto d'accusa, e.olla fronte gocciolante di s udore freddo e col corpo scosso da quegli stessi tremiti ch'io penso debbano scuolC!re un condannato condollo all'estremo supplizio. Nel silenzio notturno risonarono i rintocchi della m ezzttnotte. 11 fog li o, che avevo allora allora. fini Lci di leggcl'e, era sc ivolalo sul pavimento; ed io, col c.wo appoggiato alla s palliera della pollroncir,a e collo sguardo al soflìlto, facevo un rapido esame di cosrienza ed abbozzavo nElla m ente un piano di di fesa, per il g iol'no in cui dovessi sedere dietro le sban'e della gabbia infamante. Caillaux, Bolo P ascià, Va lente, Cavallini. Mi pareva di trovarmi con · q11ei quattro messeri nell'aula del tribunale, dinanzi allè imponenti sembianze dei g iudici, ch'io fi ssava a uno a uno per leggerne in volto i pensiel'i d 'indulgenza o di rigore. Ma a poco a poco tutte quelle figure s'avvalsero in una fitta nebbia e, d opo qualche inutile sforzo per vincer gli effct,Li d e11a s tanchezza e d ell'infusi?ne di cicoria, i miei occhi si chiusero e caddi in un sonno profondo. Debbo a lla lettu ra di quel ma ledetto fogt iaccio uno degl'incubi più angosciosi, ch'io abbia mai avuto in mia vita. iPer tul.l a la notte mi sentii bal lare sul petto un trescone indiavolato dall'intera banda del fami gerato Don Ciccio, d etto Il vam71'iro per l'avidità feroce con cui succhia il sangue d elle sue villime : e altro non vidi che un corrusca r di la me di pugnal i, a.ltro non udii che bestemmie e voci irose di briganti tra il rumor d egli spari dei tromboni. Il mattino dipoi, a m ente fresca - se non riposata - i! col sole che inondava la camera di luce, vol li rileggere quel formidabile allo d'accusa e ..... mandai fuori dai precordi una di quelle risale, che bastano a rimettere
QllESTiui;I D'ATTUALITA', VARIETA", NOTIZIE
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a nuovo u·n cristiano. Risata, intendiamoci, che non andava all'indirizzo d el fogliaccio (chè cert.i docu menti umani nor, fanno mai ridere) ; ma all'indirizzo di quella parlc d el pubblico, che beve grosso, e anche di quell'altra che va in broda di succ iole ogni volta che una m ano, spenzoloni da un fin estrino, rovescia addosso a qualche malcapitato passante uno di quei certi vasi che contengono materie nor, propriamente odorose; senza riflettere sulla profonda verità del proverbio medioevale : Hodie mihi, cras ti bi . CodC'sta dabbenaggin e e codesta caUiveria di quelle due
parti deL pubblico sovrano han procu rato all'anonimo, o agli anonimi d enigratori, un quarto d'ora di celebrità malsana, come quella di Erostrato, che li ha di certo inorgogliti, dando loro l'illusione d'essere, colla loro parodia d el famoso J'accusr> di Emilio Zola, i vindi ci d ell'onestà e d ella giustizia conculcale, e i lcgiUimi propugnatori d cll'intcgfi.là di caraLLere e d ella purezza d ella coscienza . Bella e nobile impresa, ne convengo, e fors'anche, agli occhi di molti, giustificala; ma, signori anonimi fu turisti, bisognava confortarla e avvalorarla con una documentazione veramente seria, e soprattutto con un ling uaggio, che non ricordasse troppo da vicino quello degli epig rafisti d ei mon umenti vespasiani. **J'
Io ammetto qualunque genere letterario,. perfino il libello, ma col patto che sian rispeUati il senso estetico e il gusto lettera rio: altrimenti esso d egenera in una di quelle colascionate da trivio, che mandano in visibilio le serve e i big helloni d elle piazze. E' incredibile quanto la forma letteraria influisca. sulla sostanza d ' un Lai genere di scritti! Venti righe, scritte con purezza, se non di coscienza, di lingua , e rallegrate da uno spirito arguto, leg,germente mordace, e, fino a un certo punto, garbato, si leggono con vero dileU.o e rimangono impresse nella mente in modo indelebile ; mentre una l unga diatriba sgrammaticai.a e d ' una violenza facchinesca, se può divertire g li scipcchi e i malvag i della stessa buccia dello scrittore, produce un senso di p rofondo disgusto in tutti coloro i quali, p u r ammettendo che s i possano dar botte da orbi colla penna anzichè col bastone, desiderano e si cumpiacciono che chi le assesta non s'allor,tani troppo dal1e regole del pugilato accademico. Ma si dirà che colla violenza si raggiunge più facilmente Io scopo; ed io rispondo che, se ciò è vero qualche volta, è altrettanto vero che si va a finire ben sovente in p rigione . Noi Italiani abbiamo, in fatto di satire, di epigrammi e anche di li· belli, d elle tradizioni così luminose, che i cultori d'un tal genere di letteratura non hlln che da volger gli occhi attorno per trovare dei mo-
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d elli in Lui.le· le epoche e in tulle le regioni della penisola. Fra. gli scrittori dell'ar,tica Roma, le persone appena medi ocremente colte sanno che vi furono dcgl'ingegni di pl'im'ordine, che si d edicarono quasi esclusivamente alla :x'llira o all 'epigramma, con risullati di maravigliosa efficacia.. Se Plaulo flagellò i suoi contemporanei dalle scene del teatro, Teren7,io \'al'l'one li fu st.igò non men o aspramente nelle sue satire menippec; Orazio, ne' suoi versi cesellati con perfezione inimitabile; e Giovenale, nelle sue sedici sati re, che b ol lanQ a. fuoco i nobili e il senato, la plebe e i parassiti, le donne e lo stesso impe ratore, ch'era quel hel tomo di Domiziano. E va hnche n otato che quei quattro poeti eran fior di cittadini , benvoluti e sli111ali da ogni ceto di persone : la. qual cosa conferi va loro quasi il dirillo di riveder le bucce al p rossimo, senz'alcun timore che fosse reso loro il contraccambio. P lauto, povero in canna, girava la ruola. in ca,:a d ' un mugnaio, tan to p er ~nmpar la vila , e di sera scriveva quelle com medie, che ebbero tanto clamore di applausi. Varronc, u omo di ca rattere adamanti no, di severi costumi , di reltitudine esemplare, fu l'idolo de' s uoi concilladini , d a Cesare , d a Auguslo e da Cicerone, all'ultimo dei popolani. Orazio, ben chè amante dei piaceri della vila, pur tuttavia non commise mai un'azione di cui dovesse a rrossire più la rdi: frutto, questo,.,- com'egli confrssa - dell'eccellent.e ed amorevole ed ucazione palerna, che lo tenne sempre lon tano dalle turpitud ini del suo tempo (Satire. I, 4; V . 105 e seg/ . Gioven ale , che , essendo ricco e cavaliere, avrebbe potuto ~ci,darla d a gran signore, faceva una vita mod cst.issima e rnelleva in opera tulle quelle virtù, di cui cieplorava la manc-anza ne' suoi contem oora nei. E J\.lar7.i alc dove me lo mctlcte'! Q11~sto Spagnolo di Bilbili piovuto in Roma per alt.enderr ag li studi di g iuris prndcnza, che poi abbandonò per ded icarsi t11Uo élllu porsia, non fu, i n verità , un gala ntuomo; anzi, fu addirittura un uomo sprovvisto di se.nso morale (baslertlbbe il fatto d 'aver cantalo le lodi di Domiziano)· ma, rome scrittore di epigrammi, bisogna farg li tanto di cappE·ll o; poichè per facilità e scioltezza del verso, per la mara,·ig liosa cor.cisione del le sue terribili apostrofi , p er le trovate argute, benc hè t roppo sovente esprc\sse con u na crudezza di linguaggio che passa ogni limi te, fil cd è r irnasl0 insupèraln Ad eccezio;1 e di Domizi,Lno, al cui favore doveva unu. cas0lla in Roma e una vil la n ell'agro sabino, egli insultò, svillaneggio e sferzò tutti quanti, passando sereno , sorridente e lemulo in mezzo al la folla d elle sue vittime . Ogni verso dei suoi epigrammi contien e materia. pet dieci libelli; e o gni epigramma è una t.remenda mazzata che atLerrer ebbe un bove. - Ved ete P roci ll o? E' azzimalo, profumalo, d epilalo. Che gentili sembianze ,
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che aria di bontà spira da l suo volto! Non t i fidare. Scst0; egli è un cinedo. - Voi di te che Mass,mina è 11 na de lle matrone pi ù pudiche e più severe di R oma. Si, di gio rno. Ma appena scende la notte, essa si aggira per la via . Appia, e di trallo in tratto sparisce fra le tombe. A quali laidezze debbono assister e le omb re d ei nos tri m orti! - Tu mi domandi, Lino, qual'è il vantaggio che mi r c(:a il mio pode rnccio Nom entano? Que llo d i non vederti. - Golia l 1_1a toga a brandelli e colla t ua barba arru ffata, tu vorresti , o R ufo, farti . crede re un fìl o,;ofo : ma ch i li vede nel bagno guizzar come ur, pP.sce intorno a i g iovani più robus ti, com prende subito c he la tua filosofia non va più su dell'angt1inaia. (Fl'llas, dice propriamente Mar ziale: e, pe r il s ignificato della parola. cons111late il Thesaurus eroticus del Rambac h ). - Zoilo, perc hè insudic i il bagno col tuffarvi il sede re? Se vuoi r end erlo ancor più sudic io, imm<:rgivi il .capo. - D iaulo, ch'era med ico, ora fa il becchino. P otremo dunque dire che non ha mutalo mesLiere . E cosi via pe r quallorctic1 libri e in parccd1ie migl iaia di ,·e rs i. Che fior di libellista è mai que llo, s ignori an oni mi! Se la bél\Hia di don Ciccio avesse compiuto le s ue nefa ndezze ai te mpi di Do miziano co~ì d egni di le i·, s i può esser cerli che il poeta li Rilbili l'avrebbe sr liiacci ala, annientata, polverizzata con un solo e pigramma, senza t11rba r e i son ni dei Quiriti col racconto di paurose bubbole b.riganLesche, ma facendoli scop piar dalle l'isa con pochi trulli di quella sua terribil e arguzia, che lasciava s ui volli le lh'idurn d'un solenne ceffo ne. P e rc llè ve r fare un libe llo, che vada driUo allo scopo e lasci die tro di sè, non una semplice a lllumacatura, ma u'n solco profondo, occorre sopra.ttu lto de llo s piri Lo: a ltrimen ti c i si fa sonornmenle fbclliare come cantanti s fiatali. M a se i m ode lli, che v'ho citati dianzi, vi sembrassern troppo vecchi, non dovreste fa r aUro e lle dar un\icc hialtL alla stori ét lclle ral'ia ilaliana, pe r Lrovar subito il fatto vostro: e c iò no n soltanto vi fa 1·li rimpianger e di aver trascuralo le pure fonl i cte ll'arguzia paeSéUHl, ma v·invogliertL a dissetarvi i n esse prima di ritentar la prova in un'altra occasione, che, dato il vostro Lcmperamc nt.o, non potrà fars i a l ungo aspettare . Mi p erm ettano i s ignori anonimi c h' io ind ichi loro la via da segu ire in ur.o studio, che pe rme tterù. lo ro di JH't'nde r,;i una Le lla rivincita nell 'avvenire. Mi restr ingo a un semplice sd ie ma pe r non dilungurmi ol tre misura abusando d ella pazienza d ei lettori . Fa re innanzi Lutto conoscenzu coi poemi e ro icomici, che in segnano come si possa, \per boleggiandq abilme nte , trasformare il grave e il serio nel lnggi1' ro e nr.l ridicolo . V1~1·i morl11IIi de l genere sono: La sccr.hia rapita di Alessand ro T n!os oni, Lo scherno rf,•gli Dei di Francesco Brac-
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ciolinì; Il Malrnantill riacquistato di Lorenzo Lippi: e l'EnPidf' trav estila di GioYan BaUista Lolli. Dopo aver letto i poemi eroicomic i e dato un'occhiata alle poèsie burlesche di Francesco Berni , fare uno s tudio orofondo e minuzioso della poesia satirica; in special niodo di quella del secolo XVI, che ·si riassume quas i tutta nel nome di Pietro Aretino; giacchè Francesco Doni e Lodovico Domenichi, !"uoi nemici; Nicolò Franco, suo imitatore ; Luigi Alamanni, Gabriele Simeoni , Piet ro Nclli, Francesco Molza e perfino Lodovico Ariosto (come scrittore di satire e r.on come autore dell'Orlando furw so) nor sono altro, in confronto coll' Aretino, che degli astri minori. Pietro ArELino che, come toscano, conosceva l'idioma gentile in tutto le sue finezze e anche in tutti i suoi riboboli, lo fece destramente servire a descrivere tutte ie sozzure o ad esprimere tutti i concetti più assurdi e tutte le sconcezze di cui var no anche oggi famosi i beceri di Borgo San Frediano, rimpinzandone i suoi Sonelli, i suoi Dialoghi, le sue S atfre, e i suoi Libelli; nei quali ultimi raggiun~ le più alte vet.te d ell'impudenza e dell'infamia. Ma almeno la sua impudenza e la sua infamia scinti llano di spirito e di arguzia. Saltando dal secolo XVI a.i secoli XVIII e XIX, fermarsi sul Giorno d i Giuseppe Parini, ch'è, però, una satira troppo elegante, garbata e incipriata per servir d i modello ai libellisti; e sulle poesie di Giuse ppe Giusti, nelle quali c'è un tesoro di lingua viva, un brio ir.diavolato e una finissima arguzia. Dare finalm ente una scorsa alla letLeralura epigrammatica, ch'è ricchissima, a cominciare dal secolo XIII (Francesco da Ba rberino) fino ai nostri giorni (Valent.ino Carrcra, Lu ciano M0nt..aspro, - pseudonimo d el marchese Lodovico Antor io Merlini - Francesco .Proto, duca di Maddaloni, Giuseppe Puccianti, Renato l<ucini o Neri T1;1.11fuciu, Giacomo Sarasino, ecc.), concentrando particolarmente . l'attenzione sugli epigrammi di Antonio Baratta, che, a parer mio, sono quanto di più arg uto e piacevole sia slnto ma i scritto in questo genere letterario nel secolo XIX. P er Antor io Baratta, cli<' - v edete stranezza d ei cc1.si della vii.a! fu, da giovane, un brillante diplomatico n, da vecchio, un povero bohémù•n cosi corto a danari. da no11 riusci re ad accozzare il pranzo colla cena, ogni avvenimento, 11nche il oiù serie , si coloriva d"una tinta. al legra e ogni uumo prestavo. il fi anco a !lna n11ntata epigrammatica . I :;uoi epig rammi, che sor uareccliie centinaia e in massima oart.e bo'lissimi, cor..-eYano di boera in boera nei salotti. negli uffici e nelle strade desta ndo appl a11si e ri~at.:- dappertutl.o; mentrE: l'infelice poet:l. camminava cun·o e rtinoceolato sollo i portici di Po, p;ettando c11pid~
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occhiale ne lle mostre d~i pizzicagnoli e dil:tlanrlo le narici a~li odori che uscivan d alle cucin e d elle t.ra ltorie. Per dare un sagg io de lla facilità e d ella spontaneità con cui il Ba1·atta compor,eva i suoi ep if.{rammi , q1J.a.Si lutli improvvisati, ricorderò un aneddoto, che u rlii più volle raccontare in famiglia. Prem etto che mio padre, fra il 1850 e il 1860, copriva la carica di procurai.ore generale presso la Corte d'Appello di Torino, dov·era salito in gran fama, !.'ia per la ~ua eloquc'nza , sia per la severità d elle s ue requisit.orie, le quali COnchiudeY&nO mollo frequentem ente colla richiesta di una condanna capitale. Fu precisamente dopo il famoso proces:;o cont,ro la band a Moltino (come vedete, siamo sempre in tema di bande), che mio padre, entrando un giorno nel vecch io caffè Biffi in Piazza Vittorio Emanuele, fu accolto dal Baratta, che d iscuteva animatamente in un crocchio, con queste parole « Silenzio, signori! Qua ndo si presenta il procurai.ore generale Camillo Trombetta, c'è sempre da aspettarsi una condanna a morte». E rizzatosi in piedi, puntò l'indice contro mio padre scagliandogli su l viso quest'epigramma, che cred o 5ia in edito: Fu f orlun a che, ai tf'm])i di Pi laln,
Qu esti un Trombetta n on avesse a lato; Chè, se un '{ìscale avea d'alm a si n r:ra, CrocifiggtJr f ace a la Triade intera. Vi potete figurare il coro di risate che accolse quei versi, e lo stupore di mio padre, il quale non s'aspettava quella requisitoria di nuovo genere d a parte del terribile epig rammista, di cui era, d el resto, ammiratore ed amico. E quesk1. citazione serve anch e a confortare la mia coscienza un po' turbata dai sospetti e da.li•,' accuse, persuadendomi semore più che il figlio d ' un ar,tico p rocu ra tore generale non può n.ssolutam ente. almen o per un certo riguardo Yerso la memoria rlel tjadre . es~ere ascritto a una band a di briganti. Ancora un consig lio prima di finire questo schema didattico . Consultare le opere di Giu::e ripe Barelli e, in special modo, la piacevolissima Frusta lelt,.raria, e h'era 1111 giornale d irei.lo e comooslo esclusivamente da quello spirito bizzarro, e in cu i ~i ouò dire che ogni arti colo fosse un libello. Libelli feroci, non c'è che dire. i quah riducevano add irittura gli avversari a brandelli di carr.e sangurnante; ma libelli coraggiosi, pubblicaLi alla piena luce del sole e tutt.i quanti firmati collo· pseudonimo di Ar islarco Scannabue, sotto il quale non v'e ra persona ch e ig norasse chi ci stava nascosto. Perchè Il Baretti aveva senza dubbio, un pessimo carattere, ma era, eome suol dirsi, un uomo di fegato, ca-·
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VABIETA', NOTI ZIE
1mce di distribu ir pedate e cerroni colla st-essa facilità con cui schizzava veleno su lle colonne del suo g iornale. La q11al co~ torr.a a s uo grandissimo onore, e lo solleYa di milio cubiti a l d isoora d ei libellisti anonimi. che trovano assai più comodo ins ullare, accusare, calunniare colla maschera su l volto, per sottrarsi alle cons(>gucnze materiali, morali e giudiziario derivanti da un reato d "ingiuria o di diffamazione.
*** Come i lettori han potuto Vt;!dcre, io mi son ristret.lo a con siderare quasi esclusirnmer.le il lato eslctico d el l'incresciosa quesLione, perchè a parer mio - e già n'hCl fatto cenno dianzi - trattandosi di salire, di epigrammi e di libelli, lu forma è pa rte tal mente integrante d ella s·>slanza, che il valore etico d ell9 scrillo di pende quasi del Lullo da quello estetico. E , p er contro, dal valore e:;tetico del saggio l etterario, si può fitcilme nt.e g iudicare d el v·alore etico d ell 'autore. Orbene, n el caso nos tro, che valore etico dovrem mo attribuire agli anonimi d enunciatori d ella s upposta band a. for.dandoci su ll'i mpression e estetica riportai.a dalla lettura del loro l ibello? Dopo q uanlo son ,·en 11lo diC'cndo finora, la risppsla non parrebbe dubbia, e scommcllo che i lellori l'hanno _gi;\ bell'e pron ta su ll e labbra. Eppure no : la 1 i:-po.;la ,~on è prec1samenlr q11ella che s'immag ina. Chi ha, come me, la cons ucluùinc mvclerata di g iudicare g li uomini cor. quell'indulgenza ~confi nala, ch'è il frullo della dolorosa esperienza d ella vita, sa che nel l'anima infuriano soYenle dei trem endi u ragani, i quali funno tu rbina r t:ome foglir pt'r'1sic·ri , ser.ti menli , illus ioni , s peranzl'.', e che non di rado trarnlgono perfino la rai;:ione. n 'ambizione del usa, un , amore infelice, un'azione che sembra, o è realmente, una grande ing iustizia, sono allret.lar.te cau:-G di codesti formid abili perturbam enti psichici, che, d al sem plite libullo viperino, var. no fino al colpo di pis tola o di collello (reati passiona li). E, dopo ciò , è forse n eces~ario ch'io mi dilunghi in a ltre considerazioni per fa r com p rendere ai lettori come io giudichi e classifichi g li a utori del libtJllo virulento? No, non è necessario, perch~ i lcllori m' hanno pcr fdtamcnle compreso. Piuttosto ,·'è da aggiu ngere che, r.el caso di cu i ci occupiamo, l'elemento passionale si complica purl,roppo con un fenomeno pol itico-sociale di grande importanza, del quale ebbimo ed abbiamo num~rosi e dolorosi esempi u n po· dappertutto e in ogn i clas:;e di ciLladini. E questo fenomeno, che ha assunto diversi nomi secondo le di vP1·se regioni nelle q uali s'è manifestato, ma che, in fondo, non è a ltro che il lic,·ilo anarchico delle m asse, ora più che mai favorito d alle durissime condizior,i della vita e d agli s frenali uppet.ili, s i munifèsla essenzialmente con un istinto di rivolta
QUl!:STIONI D'AIT t;A LITA', VARIETA ', NOTIZIE
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contro ogni princ ipio d 'a utoritit e contro ogni norma di legge : istinto, che è caratterizzato da un'estrema violenza di ling 11aggio e da una ter,de nza
impulsiva a passa re dalle parole all'azione. Orbene , chi legga allentamente il libello , vi troverà subilo, accanto all'elemento pas~ionale, che ne è il leitmotiv, i s intomi b en chiari del fenomeno anarchico, non escluso il deside rio prepotente di srer,ciere p resto in lizza colle arm i in pugno in un ultimo im peto di follia sangu ina ria. (Si pretenda v er noi la dovuta deferf'n-:.a e remiss'ion,,, JJr!r evùarc chr· noi ricorriamo anr:hr a estrem e v ioir'n:;1•. C/r. il li{;dlu ). Ol'll, che ciò si p roclami nei comizi rossi e nei giorna li sovversivi, è cosa che non può recar maraviglia e che si sbriga fra gli agitatori popolari e l'autorità di pubblica sicurez7.a; ma che ciò sia procla mato da ufficia li (sian pure H;rJ.Or,imi) dell'esercito, è u n faUo d 'una grav.ità eccezionale, che ci riempie l'an ima di doloroso Sl:Onforto, perchè ci dimostra µ urtroppo che non tutte le coscienze han saputo trasformarsi in templi degni ·d'accogliere i frulli d ella nostra magn ifica viLtoria. A coloro che i campioni del b obcevismo medico designano come capi del nuovo corpo sa11ilario rnililare, r.oi d ella vecchia g uardia (o de lla vecchia banda) rivolgiamo un augtlf'io e un ammon imento : l'aug urio di avere miglior fortuna dei loro preced essori mediati e immediati ; l'ammonimento, ch e il nascere sollo g li aus picì d 'un libello li pone di fron te a questo durissimo dilemma: o darsi in p iena balia dei rivoltosi, rinunziando ad ogn i volor,tù propria e ad ogni velleilà d'indipend enza; o instaurare con mano di ferro la discinlina nelle fil e, dan do inesorabilmen te lo :,fratto a tutti g li elementi di disordine e di discordia. Questa seconda p roposizione d el dilemma sarebbe da parte loro un bel ~esto; ma li esporrebbe a cadere presto o tardi sotto i colpi <l'u n a lt ro libello. Buona sera alla compagr, ia, e arrr vederci a Filippi ! Roma, agosto 1011~. EDMONDO TBOMBK'I'!'&.
62 · Giornale di m edicina militare. -
Fase. VllI.
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QUESTIONI D' AT1'UALITA', VARIETA', NOTIZIE
L' OTORINOLARINGOLOGIA e il riordinamento degli studi universitar . lliceviamo P di buon grado 7,11./J/Jlichiamo la seguente lettera del maggiore medico 71rof. Fl derito Nrur11·lli, (ti çtinto cultorr di otorinolaringologia, sapendo co1ur•n:iente nelle ùl,:c esposte anrhc l'illustre prof. Gradenigo. Ili.mo Sig. Generale, Mi consent~ un appunto? o meglio mi consente di trarre da uno degli ultimi ar'Licoli - il pl'of. comm. lppocrale da Coo - del quale, per par ticola ri circ<r.5lanze , solo in questi 11Ilimi g iorni ho presa vis ione, lo spunto pe r a lc11ne cons ide razioni relative alla s pecia li liL c he io esercito - l'oto rino laringolog ia - in raw orto alle questioni del riordinamento degli :;ludi univers itari, di cu i Lei lruUa con l"ubiL11ule c hiarezza ed erudizione e con l'usata vavr n ell'arlicolo s 11ccilalo? Tu sono un "moriL1 1ro » d el corpo sanit ario mii ila re: la mia ,·ita di ufficia le m edico, inizi,tla il 23 maggio 1!)15, sarù mollo probabilme nte giù c hiusa, o ben pl'ossirùa a chiude rs i, allorqu ando quc:;te mie nol,c vedranno la luce n el cli Lei g iornale ed io sarò tornato all'agone civile n el mio tranquillo rifugio d ell'ospedale d ei S . S. Giornnni e Paol o in Venezia, dai se veri and roni lombardeschi ccl a s pcrchio d ella laguna g la uca e sile nte. Ma io sono altresì un appassiofi.,Lo, meglio di1'1.>, un innamorato c ulLore del mio ramo ·d elle discipline medico-biolog ic he, a cui d edico da un numero d'anni ormai ris petlabilc tulle le più sane energie d el mio spirito con sicu ra. fede nell'avven ire di questa. : !)ecialitù, che BillroLh c irca 4.0 ann i or sono d esig nava come " diese Ideine dech nichL ur.wichligen Disciplin "· Ed è appunto per queste mie due caraUerisiic he b iogrnfic he c he Le ho t.estè esposte, ma mollo più in vir tù della seconda c he non della prima, ch e mi pc rmetLo di present.armi a Lei e di c hiede rLe corLe,;e ospitalità nel Giornale, a cu i Ella presiede . L'appunto o lo spunto da c11i muove il mio scrillo s i riferisce ad una omissione c he mi venne fa Llo di rilevare nel di Lei a rticolo, così de nso di gi11slo osservazioni, di prntiche propos te, di salutari richiami a quello st11dio obbict.Livo e persE,verante del malato, d1 cui io pure ebbi inculcata l'utilità, anzi l' indispensabilità, dalla voce di uno dei nost.ri più ver:JcraLi maestri, Achi lle De Giovanni. Ma non è a questo che io intendo riferirmi. Ho letto che E lla propugna l'obbligaLorielà d ello studio della storia della medicina ed in ciò convengo pienamen te con Lei; ho Jet.la e m editai.a la valorizzazione assai cospicua che Ella fa della speciali tà oslelrica ed in ciò- mi concede di dirlo'/ - non sono proprio in tuUo consenzienlc alle idee che Ella espone, pe r quanto riconosca l'altissima im portanza pratica di d eUo ramo d ella medicina e pe r quanto sia fautore ed asse rtore tenace e convinto d ellét " Specializzazione ",
QUESTIONI D'ATTUALITA', VARIETÀ', NOTIZIE
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che penso de bba c~sL•re di neccssilù la t.rio nfalri('e d e l do mani, com e lo saranno per g rnn pctrlc la profilassi , J'ig-iene e la te nq1ia immunizzanle di frnn ll' alle fiult>, a lle pi ll ole ed ai deculti od ierni. · Tutto ques to s ~a bl'ne, rna non è ciò l'l ie a me p re,ne e c he 1ù'induce a scri verLe . L 'omi~ io ne e lle io ho rile \'ala s i rife risce p ro prio al mio ramo, all'otorinolarinf ·ulogia . I I nomr, di q11esl..t non p iù « Kl einc Disciplin » no n fig ura affaLLo nel di Lei articolo, dove pu re più volle si parla di specia lizzazione e dove di "specialità" s i dà pure un e le nco che dall'oslelrieia e ginrcologia url'iva al l'odonloia tria , Passando atlra: verso al l'oc ul is lica, al la m eri icina legale , al l'igiene, ali 'ortopedia.. Sò già la di Lei oubi cz ione - ben g iu sta - che E ll a non ha avuto in animo nè d oveva p rocede r·e ad un e le nco preciso di tutti g li o rmai infiniti r ami in cui s i sono d ivise e s i vanno s uddividendo le discipline medico-chirurg iche e sò a ncora che la di Le i omissirme non è affatto volonLa ria. Ciò non t,ogl ie però c he il 110n vede r ricordai.a in un articolo com e il Suo e da una pe rsona come Le i l'oto-rino-laringologia, mi abbia arrecalo un senso d i rarnrnarirn clolo!'oso, d c•I q uale c redo El la non vorT,\ non te ne r c·onlo, cons idc ra11rlolo n on g ià r o mc l'espone nte di uno scinccu e volgi;tre ister is mo professio na le, ma ben sì come l'espressio ne di un ·g rnndc a ffe tto ·e cl i 11n profo ndo ;Lllat:camento ve rso questo giovane e fecondo ceppo degli s tudi m edic i. P o trei, con leggera pa rafrasi, 1·irde rLc il c lass ico " amor mi muove che mi fa parlare» e penso c he tale amore, nulri l.o di fr:de e di Yo lon L/L, doH it esse r m i adeguala sc11sa e g ius tificazio ne r, rPsso d i Le i . A Le i sono ben noli i n on lie ti destin i uffic iali dcll'olo-r ino-la.ringologia, l a. quale io penso dc rn. cs,:crc naia vr rame nle cc :-;otto malig na stella"· Le i sa che, proscnll a dapprim,t tra le mate rie comple men ta ri, minaccia ora, ne l nuovo ord in a rn(:nlo accad e m ico , di di ventare anche più tollerata e d i perde re qu,LJ,: iasi autono m ia d idattica e sC'icntifica. E sa pure q uali s fo rzi con t.in11i s i fac<:iano da noi pe r no n lasciarc i sopraffa re de l Lutto, pe r dimostrnre con l'ino pp11g nabile clocumonlazio ne dei falli di q 11anlo e quale ,·alol'e si,rno i nostri s t11di, q 11anto g rande il contributo c he noi diamo a. m o lteplic i proble mi L..lnto ne l campo diag nos tico come in quello te rapeu tico cd in <1uello ancora del la. profilassi. Il Iulo - clirò cosi - pi ù c111·io:;o de lla q 11<'stione è poi queslo, c he m e n tre lule specia l itiL con tinw1 ad C!-Sl' l'O fi erame n Le avversala quando si tratl a di dar le un riconosc imento ,tecade mico, di farle un trattam ento pari a quello d elle s 110 più fo rt11naLe $01elle, c he, a nche venu te d oµo , godono o rmai rle i più alt.i dirilli di cittad inanza un iver sitaria- · la p ediatria in formi a tale vrn110!-ilo - al lMquando in,·ecc s i LrnUa cli ricorrere a i s uoi l11rni diag noslir i, di profilla rl' d ei s uoi m ezzi contin uame nte evolve nti si di investigazio ne e di inte r vento, cessano come pe r inc anlo le avve rsio ni, scompaiono i misoneismi ed il pa r ere d ell'o torino-laringologo viene a ssa i spesso sollecilato e Lenulo quasi sempre n e lla dovuta consider azione. Ad o nor d el Yero conviene r icordare c he la sanilit militare è s tata in questo campo una vé ra a n tesignana. L'obbligatorietà de llo s tudio dell'otologia, sancito nella scuo la di Fir(:r,ze ai ))pi tempi d el non mai ah-
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QUESTIONI D'ATT U ALITA',
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VARI ETA ,
NOTIZI&
b a.stania compianto Ostino, fu un atto d i V':!ra e s impatica ard itezza, oggi purLroµpo pas::mLo tra i ricordi , m,t che rimane comunque come d ocumen to irrefragabil<.' di 11n bisogno p rofondamente sentito, di un& . neeessilà vera e realt: . L'organizzazione oto-rino-laringoialrica che si venne svolgendo durante il p eriodo bellico, in zona di guerra e nel territorio, rappresentò per certo un ·altru villoria d ella mia s pecia lità, se pure qui però s i s ia verificato quel cu rioso parad osso cui accennai prima. Allorel1è infatti dopo non li evi s ten ti e contrarietà s i ·era r iusciti a fondare i re parti s pecia lizzati e si era pcrs ir.o arrivati in alcune a rmate a coordinarne le Junzioni mediante la carica d el ,, consulente", fatto ad immagine e som iglianza d el cons ulente ps ichiat ra, d ello stom atologo e d el s ifilografo, nonchè - in appresso - di q uello p er la mala ria e dell'igienista e via dicendo - avvenne un giorno che si pensasse di riord inare il servizio dei consu lenti ed il riordino portò - come non prevederlo'! - proprio alla soppressione del solo cons ulente otologo. In tal modo passò - bre,·e meteora - la g loria dirò così ufficia le, dell'otologia di guerra. Ma non scompan ·ero per questo i molti e nu merosi reparti ed ospedali di specialilù, n è ancor oggi si cred e di poLer fare a meno d el n ostr o cons iglio. Ne sò pu rtroppo qualche cosa io s tesso, nella mia p rofonda modestia, che un bel giorno mi trnvai a mia insap11ta e contro ogni mio desiderio esil ialo - consenta il termin e ad un venclo semiprofngo - qua1rgiù , p roprio in ragione de,Ile mie attitudini s pecialistich e ed esil iato ri masi anche quando pi i:1 mi fremeva n el cuore il richiamo d elle mie terre, che il valore eroico dei nostr i be i soldati andava liberando d all'onta e dalla sciagura n emica . Per tor'narti in carreggiala, non starò cer to qui a spezzare una lancia a favore dell 'oto-ri no-laringologia, si a perchè me n e mancano l'autorità e la competenza s ia, ed assai p iù , p erchè non devo già catechiizare un n eofita. Mi permetterò solo di esp orLe a lclme cons iderazioni, cos.i come m i si affacciarono a ll a mente do])o letto il di Lei articolo . Dal contesto d el quale appare ben chiaro che Ella si preoccupa acciò che il giova ne Esculapio al l;1 s ua uscila dall'l.inirnrsitù sia fornito di un corredo ver amente sostanzia le di cognizioni teor ico-pratiche, tali da metterlo in g rado di frontefrgia re le mo lteplici e svariate contingenze di q uesta nostra. ardua e fati cosa a 1·te . Non sò chi non possa convenire con Lei in tale nobile proposito. Ella esemplifica a tal rig uardo citando l'ostetricia ed enumerando i non rari e g ravissimi casi , in cui il sanitario d eve assolutamente saper agire sot.to r;ena d i stroncare due vite. Sta bene, sono d 'accordo con Lei. Vi s0no però, Ella h!:!n lo si\ Sig. Generale, altre contingenze, p u re g ravi,;sime, in cu i il m,3dico è veramente a rbitro tra la vila e la mor te, al ludo a lht i:npressior,a nte categoria delle stenosi acute delle nrime v ie aeree. E s ia la s tenosi sostenuta da un corpo s traniero casualmente penet rato nel l11me Jaringotra.cheale, o d a una tumultuosa infiltrazion e flogistica di n atu ra specifica o no d el trat to respirato ri o; colpisca un a dulto n el pieno ,-igore dello sue ene rg ie od assalga feroce e J)rodiloria la sorridente p oe~ia di un fan ciullo - come nor. rirordare i bei Yersi d el nos tro vate.:
QUl,;STLONI o 'A'11'llALlTA', VARIETA', NOTJ Z II:
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Quando a le nostre CllSe la diva severa dù;ce11de, Da lungi il rombo <fr la vulant,: s'ode, E l'om bra dell'ala chi· gelida gelida twam,,L /Ji(fonrle ·i ntorno lugubre silrn:io. non pe r questo mula la so:"lanza del faLtu, vide a dire, l'assoluto preciso imperioso dove re del mt.:d ico di portare senz,t alcun inct11g io il soccorso della sua a r te r,er· la sa lvezza d ell'infe rmo. Ora io c hiecto : chi nel p e riodo d ell'ins(•gnamcnlo atcudcm ico ad. destra il fu tu ro ·medico a cimentars i con :;i mi li 11rovc, clie fan nn veramente tremar le vene ed i pols i anche a lari ngologi s perimentali e rotti alla pratica? Chi si occ upa d i l'i ò cun l'all11ale org-aniu,1zi one e c hi se ne occupe rà pure col nuorn ordina m L'r,lo r,ropo:;Lo? Non certo p uò rÌè potrà farlo il povero docente di s pecia li tà, s fol'llilo di mezzi , di materiale dimostrativo e di discepoli , g iacc ltè la massa, •forte del dirillo legale di ignorare tutto ciò ~he sa òi o recchio, di naso e di la ringe ed inconsciP d ell'imporlanZl1 d ell'arg-ornen t,0, con fi nueri1. a g-11urdarsi bene dall'accorre re alle aule, dove di s imili C(•Se s i di sser ta. Nè von ù lrallurnc - se non for~e in scorcio - il clinico cltinirg0, in b e n a ltre faccendl' affaccendalo e com11nque non mui fornite, di quella comDcfcnza minuzi Dsa e profonda, che solo s·acqu is l;i ron lo :studio na r Lico1are e cun la pralil'a tli11lurna. Ed allorn'? Dovrit dun q1te pcrpoluar,;i perc nn1•menlk l'assu rdo - pe r non dir p1:ggio - di un med ico ir. capaco rii opporsi ad una mi na.rciante asfi ssia, pcrchè nessu no mai - p rima d i a bilitarlo a ll 'L'sercizio lega te d el l'ar'le - gli avrà appreso a praticare un catd eris mo la ringeo · o ad aprire la trac hea ron 11n colpo di bisl11 r i? E cl0v ,·i1. sempre es:,ere consentito c he un med ico assista allo esplnòe re di ima meningite, sol pe rc hè egli ignora, senza s11a colpa, c he un ascesso acuto clt'l l'orecchio medio va favorito nella s ua tcr.rle nza alla maturazione ~pontam•a cd in caso di rita rdo va drenalo con una buona p:.u·accnle:ii timpan ica, come s i trattasse né più nè meno d i una racrollu rnarciosa di ritmlsiasi altra parte del corpo? E elle non semm··~ una e rHs lassi va fremila e ch0 ad ogn i modo µe r fr enarla 110n occorre quas i mai avvulers i di qt 1el tamponame nLo posteriore, che prnso rappresenti uno dei più classici esempi di tenace sopravvi\·e nza di 111Ht uralica c11i arrise una forl11na ia.nlo diffusa quanto imme ril ata, specie ,,oi se la rnanov r:a s i compia con quel vecchio rude r(' da nn,sco prei~lo1ico d ella sonda di Bellocq. \che è poi lo ,, s necillo in altera exlremilatr l)erforaLo » descritto fi n d al 1799 dal nostro Vincenzo D'Ono frio nel suo com mentario. « Dc nari um haemorrhagia »), sonda c he n on manca mai ne ppure nei più scheletrici armame nta ri dei più infimi comuni rurali? E potrei continuare, conlitrnare ect accumula re esem pi s u esempi , fatti su rall r : E ll,L mc lo insegna s ig . Ge nerale . E' te mpo però che io conch iuda. La conclus ior;e ris ulta chiara dal mio d ire. P c rchè una. ques-lìone risolva, perchè una te ndenza s ì affer mi , una verità s i faccia stra.da, occorre c he 1,L questione s i agit i e si dibatta, che la tendenza s i renda nota con sc r itti, con opere, con discors i, che la ver iUL venga prospe ttala ai più con sempre rinnovato fervore di azione.
QI~ ESTI ON I 0 °ATIUA1.ITA ', V,\RI ETA' , NOTIZlF.
Ora, poichè a 111c scml.Jra logico ed onesto ch0 l'orma i annosa questione della posizione accademica d ella specialilit oto-rino-la ringoiatrica trovi allu fir.e la sua g iusta soluzione. parmi anche necessario che da parte nost ra si intensifichino gli sforzi di propaganda e di azione . A questo scopo, sig. Generale, tende appt1nto - molto modestamente - la mia lettera, la qnale in tan to può esstire utile alla causa cu i si riferisce in quanto è dirella ad ,rna per:;ona come Lei e che occupa un c0sì eleYato posto nella grnucltia medi c1t, intesa in senso lato come unione di tu tli noi seguaci del <,imbolo di Galeno. J tocchi rapirli, ,f 11g-gevoli, frammentari d a me falli della questione acquisteranno, ~e Ella, come spero, vorrà plasmarli cd integrarli in un'armonica solida costruzione, una profonda virtù di con vincimento, e concorreranno a promuoverl! quella larga messe di assensi, da lla quale soltanto si può e si d eve sperare la realizzazione di quell'id eale per cui loUarono uomini tome De Rossi e Massei e per cui tullora lollano gl'ingegni fecondi e feraci c!le illustrano questa povera Cenerentola d egli studi medici. Se - come mi l usingo - tale sarà il frullo del mio scritto, mi lerrò ben lieto cd onoralo di a,·ci· polulu conchiudere in così proficuo modo la mia altivik\ di otoiatra militare. Con profondo ossequio, /)ari, giugno 1919. PROF. FEDERI CO 11R L'NEITI.
Per il prof. GIUSEPPE SORMANI. Nel corrcn te mese i I prof. Gi u,oeppe Sormani, direltore dell'Istituto d 'igiene della R. Univer$ilà di P avia, raggiungerà i limiti di età, dopo 55 anni di scn ·iiio non mai interrollo. Il Giornal e di mr.:dicina n,ilitare non ouò dimenticare l'antico collaboratore e col lega, all'atto del suo coilocamento a riposo, e g li manda da quesle pagine un reverente saluto. Egli, infatti, ,tppcnu. hw reulo si arruolò volontariamente come medico mi litare, prendendo parte alla campagna. d el 1.866 e poi a quella del 1870 e dopo 13 anni di servizio effetli vo lasciò la nostra famiglia per occupare degnamente, in segu ito a concorso, la p rima caltl' dra d 'igiene instit.uila nel Regno. Ed in tutta la sua lu minosa carriera diede sem· pre prova di vivo affetto al nostro Corpo. Appena scoppiala l'attuale guerra rivestì la divisa e fu chiamalo col grad o di colonnello alla Pirczione dell'ospedale di riser va di Pavia, occupandosi con rara competenza delle manifestazioni tetaniche nei feriti e contribuendo ad accertare, con esperimenti , l'efficacia e la durata della p rofilassi sierologica nell' Esercito.
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NECROLOGIO NEL TRCGESIMO DE LLA MORTE DE L GENERALE MEDICO
EZIO MANGIANTI (1> 1 mut ivi di t:tà colpin1110 ne l 19 13 il colonndlo med i<'o E zrn :VfA:-:GIA:-:n , dire t tore di sanità del corpo d'armata d i Roma. Ricll in111ato dn l congedo e p ro111o~so maggior gc11eralc, torna\·a all 'è ~t rcito p~r ri pn .:n d~n·i una assidua attività di 111c dico 1:: cli ufficia le nel ca m po sovrat utto della 111e dic i,oa lt'.ga le . Fu s ueces$irn 111c nte a ll'ispettorato di san ità milita re, po i pn:~identc cicli.a se,;ta co111rn i~~ io11c ccn tn, k sa nitari a e infitoe d ire ttore di saniti, ùd corpo ù'a n11au1 cli Fire nze. Finita la g ue rra e ricollocato in congedo ,dopo ~oli d ue m e~i, impro vvisnmen te, il nostro :unico e ra s trappato ali 'affetto e alla quiete de lla s ua fam ig lia : parYc che, col cess:irc d d s uo d o\~ere di soldato , ccf.~a~~ero le rag-ioni de lla sua esiste nza. E ~li si e rn be n acquista to. i11,·cce, il di ritto di rh icd c rc mo lto ,d ia vita an cora d i con,piaci me uto e di ri po,o. pe rchè 1110 110 a,·cva dato di sè, ùel s uo \'alorc:, cki s uo i s ln<li all'e~,·rcito e a questa uo~tra fami g lia, la c1ua le - pc·r gli obblighi eh'.! ci i111po11c pe r g li onori che ci risen ·a - è tutt o il nostro org-og-liu. t"n !'C11,o di co111111ozione profonda , di vivo e 110 11 fugace ra 111111nrico ahbiamo p ro\'ntO noi ~t<:.s si l'cl abbiamo co111pre!'o " ~~ers i diffuso, a lla not izia tll'lla 111orte, fra quanti u fficiali d i og ni nr111a iu tc:,;cro ~ Ya lutriro no l'u111a11 n e: ~a lda v irtù dd colk·ga scompa r~o. A noi spetta il comvito di dire qn alche cos:o d e lla , ua c rcdit/1 di me d ico militare.:. J,e pagiu c s tes,c cie l no!'t ro Giorno/e dì 111,· did11,1 111ililorc e q ue lle d e lla Riv i sta m i litare ilalia11a a t lestatt<) il rn lido !'ttO co1ttrihuto :,Ila Sl'ic11za che hn cura del soldato e d an·cr tono che m olto dd la s ua pro<l111i,111<' può essere ricorda ta e inquadr ata ne i limiti di una 1110110,::rafi a ria»untirn .
••• 1·11 <?lc 11co J i la vo ri sarcl,lx, lungo. Rik,·c:rc111u <J<Htn to d i ciò c tw ei;: li scrisse " \·olle far c ono~ccre cc 111c un <1 1111110 11imeuto ha tro ,·ato, nt l corso dt:glì at111 i , la con· ferm a d ei fat ti e qtw11to d i c iò che egli volle ~uggc: rire fu accnlto e posto in atto con esito ~icurn. D<'lla s ua 11tti,·ità complessa s i può dire che <·,sa m a utcunr lt: p a rticolari caratteri, tichc comuni al l'opera di n o i m edic i 111ilita r i: varia, molte plice, 110 11 molto ~pccializzata, pe rchè originata a 11oro11a c he il ritmo della n usn·a cn rrie ra ;;i srnlgc e c i rhia ma. voltn a volta. nc,ll e salo.- <li clinica medicn n 111 que lle d i c hirurg ia, all'inscgna no cnto n al le visite m edico-legali, a lle funzio ni <hrettivc di s tnbi lime nti s n uitari o alla o rga n iua,ione dei soccor si d i guerra. Pe rò la m aggior parte, de ll 'o pcra del ~en ~rn k- tll('diro :IIA:-:r.t.1sn è datn ,bila igie11e militare, d oe si completa con freq uenti inc ur~ioni ne l campo della c-Iiu ica m ed ica pe r trarnt: c lementi di doc111ncnta zio11e e di pnn·a.. T,a s ua ig iC'ne mi litare t·g li ,·olle ~C lll])rC: c h e a ,·c!'se ra rnttne cli propaganda e di persua,;iotoe a11c ht: fuori del nostro aml>ic n tc me dico, ne lle ti le cleg-li u tliciali. Così ai J:!"iovani allie,·i c he, a g ra nd i nrnsse, pa ~snrnn o dalla scuo la cc:ntrnle di fan te r ia di Parma il i\f.\1'(:J,,sn seppe la~cia r1e quakhc: esa tta e ch iara noziom: su lle cll r~ ig ien iche che al soldato sono d o rnlc, pc rd,i: 110 11 potc,·a d imen ticare ch e i co111ai1danti di J>loto ne e di compagnia ,0110 d es tina ti ad a,·crc.: i contatti più immedia ti con la truppa, qua k h c volta auc he in assc:n za ciel m ed ico. La tutela s:111iiaria dd soldato è qnestio ne cli d iscipli na. Con ques to c rit t:r io il capitano 111edico :l1A:-:<:1A:<1"1 (1) Al cen no necro log ico pubbli!"ato m: I fa,c_ \"Il facciamo ~<.,guirc qucHe pagine c he m eg lio rispec·chiano la multiformce attivith scic m ifica del compianto collega . (N . d . R.).
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NECROL OGIO
snisse • La salul,· del. soldato• eh<= <: appunto con1c ui.1 rcgolame mo di disciplina med ica, il quale, per 11011 esser,: d iretto a elci 111edici, i: compilato con arte facil e' di csposi1.io11e e con lucida chiarczz.'.l. l11falli la pu bblicazio11e (• Rivi.sta militare i/.alia,ia •) 189.,J è il riass u11to cl i lezioni che egli :l\'ern impartito durame, il corso deg li ullic iali d i fant1:ria alla scuo la cli tiro di l'arma. In un altro volume <ll"gli stessi a nni il i\lA:-,:u:-n si preoccupa ,·a del fatto c he i militari, colpili da co11la).[iO ,·0:111;reo posso110 t ro,·arsi lv11tan i dall'immediato inter,·ento del sa11itario e de tta,·a pn qne~to un • Mc111ri1to • ai gio,·an i ufficiali in c ui s i precisa\'a no g li alla rmi iniziali d i questi malann i e si suggerivano le pi,\ urgenti l'un:. ln questo \'o lume , che sarchi,., ,;tato uiile in s ucce%i,·e edizioni, specie dnrn nte lo ~volj:!Pr~i clel1'11Iti111:1. g uerr;a , il ~fAi'\c.aAN'l'I òà. più particolarnu.~nte. rhe. n ltro\"e, l'attcstaz.ior1e d'una \'in-,. e ;1ccurnttl c1egn111..a d i :-.crinore .
Chi donà scrirere la storia ckl fu,.ilc modello 18<Jr, amico si<'nm dc-I soldato italia no nei prodigi di \'alore s ulle n<>strc: Alpi, non potrà òi n1<;•11ticare che un a t appa decisi,·a in qnc~rn ~torin è segnata ,tal \'o lnmc L'a::i,111r 1·11!11cra11/e d el Ju.ci/.e m ndtllo 1~ 1. ri s ulta to degli ""perimenti d1c, p<'r incarico ckl ;\liniMero della g ue rra , il M,1:-t:t,,:-11 compì s ul campo di tiro d i l'arma, in collal,orazione dl'l lo allora capitnn o veterinario l 'IS\!llAl.u;o. Si tratta, come è fncik supporre, di cspcric n1c di tiro compiute ~u ani111ali 011tk giud ica re dc:) g,·ncre, ,kll'dlicacia, infine della • f)ontà • ,kl fnl'Ìll-. 1,e condn,ioni furono f,ll'on:voli cd il '.\linist,·ro adotti, l'arma pl!r la quale an:va di"posti tali c,pcriria·nti. (Ui,•i.<la mili/a re ift1lia11a 11'9<•) . Ancora in k111a di ig it' n<' 111ilitarl' sono da segnare tre ca111pagn,e c-he il dottor !11~:-t:rAKTI h a S\'olle nel ('or~o della sna carrit'ra: citi(: pilÌ ,;pic,·ata mc ntc rife ribili alla antropologia 111ili tn re, l'altra di pura igiene: la tul.Jcrcolo~i nc·ll'esc-rcito. ln d ifc~a d~i ~olrl:11 1 pii:coli. oer d 1ia111:1 r e :dle nn11i $nlùati n1cno ~ io,·ani il 1\[J\'\:C (A:"l:T t ha gu idato due propa~nnd\" ron la ,;ta111pa, con k kzion i alla ~cuo ia di applicazione dj sani tr, ,ti F irc:nie, uc i congressi ita liani cd e,tai dove fu comandato a rappresentar e il ~linistero dcli:, g ut·rrn. Ri s:ik al t~gS l'ini1.io della ,ua lotta intitolata appunto • /11 difesa dei piccoli• , ed i suoi argomenti \'algo110 oggi per poter stabilire che il fatto di a,·cr chiamato alle a rmi nel 1916- 1; ed in\'ia ti, alla guerra i g ià ri formati pt!r rleficil"11za d i st:itura nou cle \'e es,e rc consider:'lto, in l talia, come uu pro,·vedime nto cccc1.io1inle imposto da ,peciali esigc11z<: ,klln mobilitazione. Nel 1Sg8 , quando g ià il i\l.1xr.1A:<TJ ,·olc\'a esteso :ii pic(·oli l'onore d i sen- irc sotto la ba ndiera del loro p:1cse. l 'Italia non recla n rnrn certo il m oltiplicarsi delle reclnk. I,a proposta era ispirata soltanto dal senso di giustizi:t per cui ogn i cittadino, atto alle arnri, cleve essere soldato. L'autore propn!-(rnwa nn risoluto ahhussamento dei limi t i di s tatura, abbassame nto c he, per le cnnclizioni etniche clcg-li ita liani, 11011 avrc:bl.Je c hiamato alle a rmi degli e esili , ma de i piccoli org-;i nicnmt.:nte rohusti e ~celti soldati. In uu pacs,· che, come l'ltali,1 . ha una media K•·ncrnle di stat ura di soli metri 1,62 si potc\'ano t rovare ottimi ~oldati sotto q uesta media, come ne lrnt1110 tro,·ato la Spag-na e l'Austria, stnhilendo, la prima, ,rn minimo di 111ctri 1,50 con media anal oga a quella dell' halia meridionale .., la seconda (Ln" ·t.:r) un 111inimo di metri 1,53 con una m edia gent•ralc di m <:tri 1,6 1. Dopo il c011fro11to stnti,ctiro s torico C'Ogli altri paesi, dopo a,·er notato che sp<:,so ai consig li rii le va le rifo rm e per piccnla st,nura ama reggia\'m10 1 n1edi ci come una grnxe in g iu5ti1.ia, il l\TA~CIAN'l'T concrctarn e precisa,·a, con la rgo rife rimento scientific-o. Olll'""li nn,!nmen ti i11 f.1 1(1::,..a dc·i niccnli: a) le statu re minime e 111nssi111e, qual i gl i alti pntagoni e i piccoli ottentotti no n de,·ono consi,krnr~i elPmenti ,li fi~ic·;, infc rioritll . ma soltanto va ria7.ioni t ipiche della ~peci(·: b) il rapporto fra perimetro torarico e s tatura (a mpienn rclati\'a) sezue sempre la legge di Arnould , pn la quale tanto m"ggiorc è il perimetro quanto pilÌ bassa è la stat ura. Questa 11rnggiore fun?.innalità re,pirato ria è coc-tlìcicnte ad ogni altro s upe riore per le fatiche delle man-ie e della g ut rrn: a questo valid is~imo pri vilc~o ,;i dc,·e riferire il fa tto, c<>ns('gnato nella storia da.I Larrey, che nella r itira ta di Russia g li unmi11i ciel rn czzogiorno rcsi~tntero a nrnrc-ie, a fn·cldi f' p rivazio11i più as,;ai dei nordici. e) l'alta statura, eC'C'Czionale in Ita lia e q ui ndi non tipicamente etnica, non può ÒHre i soldnti migliori. I/idoneità dell'ot timo soldato - pe r la trin cea e per l'assalt o - che sono tutta la g ue rra moderna, è offt'rta da un concorso scelto, eq u i-
Nt:CROLOuJO
librato e sitnultanco di ::.vch c/.ZH, di d~1:--tit'i tà, di l:aµi,·nzn to ra<·h:a, di po te::rc dige-
stivo, di buon occhio, di buone ani, e panico lanne ntc ,li organica resi"te nza; il che i: ben dive r"o dalla sola forza 111u,C'ulare dei i:ru"si uomini. l io111i11i piccoli :<0110 p iù agil i, più sp<.:diti, pii.'1 pro ut i. oudc mt·~lio si ~;,111110 st erulcre a tl'rra, drizzare , :trrrunpicarc, an.:a11to11arc, <..><..:Ct1ltHre 1 oltre :il fatto Lcn pron.tto eia: ,.-s~i porgono un:l 111inorc vulne rabi litù pe r la 111i11o rc ~,qwrli,·il· prl·~t·nt:ita a l Cuol'O e pl'r I" rade n za dei
· proie ttili. d ) no11 rcgg\1110 più le obhi~zio ni folte p<:r I ' nso ,lei fucil,:. li 1110,kllo 91 è più h::gg iero e più con o de l \Vene ri,· e a l'a rnw dnrnnt c lung he o"se rva1.io11i a l po lig onoJ dun1nlc i tiri, l 'atuo re 110 11 ha no ta lo ~prc,porzinnt·, i11Cl· rtc1.1.c , tre pida zio ne , e di consc:~u~n;,,'4", dnnno rll p1111ta11u.:11to nei solda ti pi i1 piccoli. Co11cluch:ll(lo il '.\lA:--<:IA~l'I propom:\·a fin d'al lora di fo rma re co i piccoli la fanter ia le~ ~ c r a , n!'-s<·g-11n 11do lo r,) un 1ni 11o r pe:--o di corr~d o e ili l>agai lio 111ilitnrc oude agcn ,h1r11c l'U u p ~to deg li (t!"-:,,;alti uttran: r:-i() le i11 :-:.id ic. t.lel t<:: rrcno o duranti..: l'at· ti,-ité1 !ta:-.co:-.ta e :--.ih: 111.iu~n tl<: l gcuiu 111i11;1tori . Anc he co ~l ria:-.s u11ti ~ li a rgo1 nt:11ti dt:lla ea111p,1.c. 11 a hanno c hi;ira e loque nza di p-:r sua~io ne pi1ì co111plcta an cor a qua 11tlu ~i p c11:-.i ch e il :'\IA~CJ.,~n !--1...·rin: ,·a prirua che lt: sue rag iuui trO\'a:,..:--1.·r o tn nta co 11fen11a rH' i ,·itt orio~i :attricchi dc:i pic<·oli g inp·
pout:~i coutro i g iganh:::.chi rn~si e pri111n d1e -.i i~t itui ~:,,e ro g l i nttuali b,lttng'lioni di as:-.alto. Egli del n::-.to a ,·c,·::t po tuto .l : ÌÙ ricorclar~ n ., mt: les n 1fc111/s (ie Pari:i costi. tuenti, sE:117.n più Hlcun l i111itt; di s tal ura, i mig liori h~1ttug lio11i <li :'\apoll·on<.: sfon· 1la~$;ero le trincec cli S111oh: 11:--chi.
0 ).[)Ò però C)di a n c.:hhc pn tn to n,i.:giun1,:i;rc, ai ~u1,1i argwm·mi, r h ~ i ~nldnti picco li rapprc,l'11tan1) la mag gior:rn, a ck g li im petuosi ard ili <: che l'l', JJt'r i,•1wl d c:llc trÌll('Ce e d egli a~sHlti re 11de orn a~gio alle pitrtin>la ri a ttitud ini t11 qrn.:lli c hi.= per troppi a 11ni l 'Italia ha r<:,titui to al k loro ca~c tie lle Ca l:ihrie o d<:11:i Sard"gna, ri(or11 iali p1..;r dt'fìc ic 111:a di ~ t:llura. llll ' t1tre :--i tra tHn ·a di pi'-~l·ol i o q.,:ani~rni cornph.::;si e c·omplceti che hanno d ato le: ~upe rbe hrignlt: di c-:11:11 ,rl'~i e d i ~a rdi. Con a ltra pro paganda il '.\lA'-1: 1~:-Tf 11:1 :,ffro tttato u11a prnpusta co ntro la qnale po tenmo ,chie rnrsi ostacoli di ca r.11tc rc ~n,·ialc. Chia11iarc a ll e arn,i i so ldati . non di venti an n i 111a <l i ,·eutichh.: , è n :n o 1111 ~al'ritic,o J.Hf r l 1 eco11on1i a ~ociak , 111n. il pro-
po nc11t<:, scrivc11clo da m ed ico e d a nflic ia lc non po teva :,n :r pn:,;cnte che le pitì rig o rose ra)!in11i dc: lln ~:,Iute fi sica <ki solda ti e, dc·lln forzn 1lcll'c•seri-i1n. D<=I r esto l'a utore pro<:la niu ,·a opportun o il ritardo di dnc anni a lla c hi:1111ata delle reclute $Olta11to per i tc:111pi 11o rn1:1li. l'iù tardi, Ì.nl'alza1Hlo le e~ ige nzc della guerra, i1 )fA~ faA~Tt hrt rico t1o~ci11tn <lolo ro~o. 11 1:i i11ùi~pc11:--al1ik f:1rc solda ti rlc:i • r agazzi» . 1,e ~tatis tic hc 111c·dichc della gue rra anuall' h ~11110 pc:rnltro co11fcn 11ato quell e di tulle le g n<:rre prcced~ nti : i ~olda ti più g inrnni ,uffr-o110 dippi,ì, o ffrn110 tc rrc·no più propizio pe r lo s,·ilnppo di 111ala11ic, son a tn tt<, d e lla tuhercolo~i e , nei gr:111di ~forzi, ce do110 più fac iln1ente. T.,e rag io ni adduttc dal '.\IAX1: 1,:--1·1 che si ini1.ia11,, co l d n,::111a 11apolconico • guai a l soldato c he <T<-'SCC so llo lo zaino• ~0110 molto co11vi111.'cllli. nè vi è bi:<og110 di ripe tc: rlt: s u ques\c png inc d o,·e esse: ltnn110 tro,·ato t a lltc adcsio111. J,e sue r:ig io tti tc,<.:li por tò anche al Vll Cc,11g rc~so i11tc:rnazio11nlc comro la tul>crcolo~i. del 1913, dun: trovi, 11,olta ei:o d i con se mime nto parbmlo a 11o me dt:I 11os tro Mi11i~tero della g ue rra, che lo :" ·c,·a ('Olllandato i11 s un ra pprc·se11ta111.a. l.,'uclito rio era for m a to es~cnzial111e11tc <li 111c·<lic·i 1.ur.<.: hc,i, pe r i-ni t:gli s i p reocn1pò anche d e ll e o bbic::zioui cli carAtlt:rt' ccnno 111ico :,.n('inle. Hins<'ircbhc - $i di~sc - t)iù s;:ravo:,;.o nl1 c:,;iJ.!'e nza d e lle fomii;:-lic ,·cl ;ill'int<:rc,"c ,kll'inclividnn r estitu ire più tardi ali., ,nrietà i c ittadini d1ik11111ti alle unni. Frn i 111olti arJ;: ou1cnti cli n ,pli('JI il più "c111plice, il più lo2"ico <"0111c fu ~t·1111>rc pilÌ c on,·i11c·t·11tc . La l'11i:in1:un ;ill e h:inrlic rc ai ,·t'11t'n11ni t·ra i111po~ta q11H11Cln · i11 altre C'"o11dizio 11i di scn ·iz.io 111;li tarc con alt ri c rilc ri t><l :l ltre nccc,sità - I 'ohliligo d ft:tti,·o sotto lt: a rmi e ra d i qnaltru , c inque , se i, otto anni. Con fa fcm1:1 ri<lott:i, tlornuilme ntc , a due nnni e and1c- a uno :-,i po tc,·,'l proporre il rinvio d el rc clut:1111c nto pe rc hè soltnnto rHJ.(iu ni s upreme d e ,·o nc, r,p po rsi alla "sigc11za ,,;apre 111a di tute lare la salute dt·g li i11di,·id11i rlt"stina ti a difrnclcr la pmria. Noi ritcnian10 che , ritornato il regime di pace d c:lln ,·ita italiana, me11tre d:l un lato dovrebhc c ~~e r n 1antenut o un :1hha ~~n 111e nto del ]i111ite <li s1aturn sulla rifra d'nvauli $:'LICrra, s i d o vrehbe anche studi:ire - sullo base di quanto il MAl>GI A!>TI ha !l(•111pre propugnato· l 'opportunità o me no di n<·coglie rne le proposte per quanto ha ri,::u:irdo c o ll'etA della reclutn. 1
!/tifi
Nt:CROLOUlU
••• parl:uuc11to cu1ue nelle assembke m ediche d 'Italia, ~o vratutlo in pex:iodi ia c ui la fociie e fals a n ·ttorica a11tiulilit.1ri,.ta voleva UJ;"gredirc l'esercito, fu p ortata sempre la qus:stiom: c.ldla tubercolosi fra i soldati ed il l\IA:-<r:1.~"n, più di una volta, d ,bc un:a~iout: di affrumarc (JUcs to problt: ma, che i: su.Ho, frcqt1c11tt:me111e, di grande attualità t: l n sa r à s<,111prtc. Come è 11att1rak le: sue pubblicnzio11i, le ;sue con ferenze h anno una l>ase sc icntitìca , n on polcinica. l'crò . Jt ço11clusio11i Sl t:~st: rics~ono trio ufauti, d i ptc r sè St<:sse, s ulle pole111id1c an·ersarie . l't:r n :spi u,.:cn: m olti a u accbi occurn,,·a imrnn1.i tutto rcspi11i;:t:rt, o per lo 111e110 discutere, il concetto di considerare la ,·ita 111ilirnre come 1111a causa conc11tc: d i tube rcolosi e di d iffusione di essa. Pt:1 far q uesto (e riassumiamo molto:: d e lle sue pul,hlicazion:) il '.\IA:-<GJA., rl si propose di c.li111ustra re il d ogma: • ndL'cscri:ito si c11/l'a predisposti s,•11:a d i e/te 11011 vi si di.;•cnta t11 bercolosi ,. IJi co11seg11cuza cl,;"l i batte forte sul priuc ipio ch t: le tre visite m ilitari che souo scai.:lio uate lungo la pr<ocednra .!cl n :cl11ta1m:11to dcbbom, av(:re qu.1lcl1,· co.sa d i più cou,pleto che 11011 s ian() gli iu d ic i uumcrici tra<.li~iouaJi della statu ra, dd peri11Jl·tro toracico e dd peso. l·:gli ri,·c 11d icò i d overi di uu sottile <:sana, o l,IHctli1·0 per fi ~,are i.:li in dizi pn::11u11c iatori dt:! pcric(Jlo t11hcrcolar~, come a dire le n ote ad<'11uidee, i pu11ti circu,nitti di pn·grcssc p lc u r0Ji11it', gli abbassa111c11ti ckg li a pir i, le rnrat\l'ri;stiche a11c ht· fu gac i dd respiro, cumplc1amlo ques to con le indagini i11f11r matin· e cou le: o~sen·a1.ioni di11ichc e radiolog iche negli osped a li. Qua~i per ri spo11dere ai critici egli rilevò co111c molto, n e ll'ese rcito italiano, attra,·e r so le pagine dcll'c elen co• d(:llc i111p1:rfczioui e delle iuiermità e attran:rso le •norme• cic li 'ispettorato, s i ùispOI1ga d i fare a qu<:sto p rop(Jsito. Difese poi, il ~l.1:s:G 1A:sT 1, l'ese rcito ù a ll'accnsa d i poter essere, per sè stesso, veicolo di tuber colosi quando )e pn:canzio ni snggìanu.:ntc pr~rl~~poste siano saggia1U(!J1te osservate. Sopratutto egli ri,hialllÒ la oran1ai d o111i11antc dottrina delle a'11/oi11Je;;io11 i come cau,a massima , in linea gcn ernlc, della tubt:rcolosi neg li adulti e n e trasse ,·a lidi ar~olllcn ti per la ~u a te~i. Tut te le condusioni alle quali egli i;:iun,c, se spin:nn o rii agile rnnvimt:nto dialettico, so11n ari du.· con fortate eia es1>eri1ne11ti batteriolo}! ici . Pos:,;ianio ricordare fra l'altro che di ,p<:t·ialc origi1wlità ec.l i.uten:sse apparn:ro al •.'(IJ I Co11gresso i11ler11a;;io11al c di igieu e a llnu:clles del 1913 • le granrl i 1a,·ule dimostrative da lui ,:,;po$li:: coi r isultati d ei s uoi studi batteriologic i s ugli abiti mi litari. Ri11,·i,11no il letture a l uostro g iornale cld 1913 p<;:r le t·u11clusiu11i sul problema della tubercolosi 11e ll 'csercito clO\·e il '.\J,1:-<eIANTI, cou larga prova statistil·,1, d imo~trò che la più piccoln 1nec.lia d i tuberco lo~i fra g li eserciti e mope i è data d:ill'escrc ito italiano {1,1 p . 1ouo) e suggcrl in fornia a ssiorn:nica pron·cdirne11ti sanit:iri mil itari di c ui fece palese cloque11te rnc nte la etlicaC'in. Alcu ni di questi pmvvcdirncn t i son o ancora oggi di c.araltc.:rc inedito: tale ~tudio è \·era n1c11 t e or~anico, :,;.~Ido, t·llt.: ,·cdrcmmo volcnti,·ri 11pparire iu 11uorn ediz io11e qunndo s i s,·olgcrà in Italia la riorganizzazicme d ell'esercito dal punto d i ,·is ta sanitario c.lopo g li an1111acstrnme11li ddla guerra. Tnle lavoro, il cui pregio è anche dimo~trato dal fatto che l'autore vi ha po tuto introdurre i risultati ddla s un atti,·ilii q ua l~ professore d i igiene alla scuola ·~ di applic:1zione di sn11itù militare, ci d imostra anche le s ue ottime qualità di insegnante. Egli ebb(: SC lllpre c ura di fia11c h eggia re le vecchie e nuove dottrine p e r la · cura del soldato, co11 matl•ri:ile dimostrati,·o C()l. q ua le diede vita a11chc ad un M1t sro d.i ;gic11 c militare n e ll:i Scuola ~tcs;sa , rinrnsto poi com e la c ronistoria d i una operosità scieil1tifica ili primo ordine . Alla scuola d i Firc111.e il l\JANGl.~=-'Tl fece lezioni prat iche !SOJlrn il a 1•,1/o l'c dei mat,•riali Jiltra11t i spcdilh1i • C()Struendo m odelli per porre in esame l 'cllìcacia dei fi ltri impron·i~abili da campo e dit:,k le pro,·e della n ece ~sità d i preferire la stt:rilizzaziont: dell'acqua con l 't·bollizion e, St·mpre che sia p o~~ib ile, nel.I<! guarnigion i cio~ e n ei campi di una certa ,stabil ità. Tale critcrjo, com e ~ap piamo, fu accolto e po;<to in a tto a l campo di S . 'i\ In uri,io. n pro\'vedimento apparve ottimo, sopratutto per combatter il periodico apparire dell'ilcotifo in quelln località. D i q uegti ris ulta ti egl i d iede co111u11icaz iouc a l Con~rcsso internazio n a le cli 111cdici11,1 a lhalapcst 1,cl 19'.>9, do,·e parlò s ulle • front i ere della stcrili:;::,1::io11c ,te/l'a c1',"L'l
qua col calor e in ca m PaK11a >.
Sempre a lla scuola di applicazion e c,:rli, con espericoze pratich e. trasse iJ1 cifre il crendim ent,, della carne di bue boll i ta nelle a/.ime11/a: io11i collelli1•e • rife re ndo n e
Nt; çROLOG IO
Vti7
])Oi al Congrl'S:--0 di Hru xdh: .., l'. :-,tudic>, <i.il punto di \'iSli.1 :111tro p<,~t·11ico, il • Piedt· iu ra f>J,,,r/o olla ra/~11/11.-a m i/ila re • . Il 1isu ltatu ,h-11,· ~u.- o,s" n·a1 io11i fu illus trato co11 .s.rr:ilÌl:i 111tnali p<.:r J'in11 1H.:diata pcr:--u:-1:--io11c d1,: ;..di a1lil',·i uflìcinli 111i:dici :\ e<>· s tu ro eg li parhl\"a come ig il!lli~tn e come cliuico , n :.:a1ulo il frntto p rczic,so di 4 :inni di • assistc11zn on ora ria• a lla di11ica mtdica t!d Honolo, co111c n e fa nno fedt· din:rsc pubb licnziv11i t: sopratutto i ,!m: re11diconti , !.:gli a 11ni 189.1-9_;-g(>-9; col tito lo •. La clil1ica medirn ge nerale di T ori ,10 • . Di m<:J iciua militare vog lia mo ricorda re a11cora i s uo i l:wori prcsc111nti a l C:onR'rcs, o inkrn:uionak di mP,l irin'I di llud:q)est rl<:J H)O<l ~nlla • lar lrirardia s,·111p/.ice i u rcla;;iouc at rr cl ult1m c11fo » J:n·ori c.:ht' ~u s ...:iH1 rù110 i11tt:n·ss a11ti dihattlti t · inc..lu:-.scro a co nclu s ioni mwli il ;\lA:-ir.1,~,;'fl patroc i11:l\"ll·
•• • La pro duziou c s icc11 tilica de l ~l.1:<,:t 1:<T1 spicc:i pt·r s i ngolari o rig inalitil, 1n,1 uua s1,a idea semplice e praLic:1 "hhc, 11e lla storia ddla Croce Ro ssa ltalia na, una dala da ricordars i. For~c il s uo prot!t..:Uo di S):!01nhe ro J>~ r ,·in :\C<Jtll' U de i fe ri ti 111:lla valle del Pò , esposto la pri1na volta ud 1~ <)V s ul • (; iornalc 111c diw d el ,·c~io c.<ercito •, san:hbe rimH,to a b b:i ndo nato pe r la n ota dillidc11za pubbli,·a ,·er ~o le cose nu ove se. con s laucio ill uminalo e pre ,·iggcutc, la Crocc Rossn u ou gli ave,sc dato uua prnuta pat,,eruità e quindi p osto in ope ra assi ,lni espcri111c uti, i qu ali s i ch iusero cun l'alles timento della • ilmlJ1da11 ~a /h111ialc lll/0 11so Lilla • . T nlc c ;;p e rimc m o, compi utosi per munifica gcn erositù dt"!la <:0 11 t<·%a 1, illa lklgio i(lso, è stato l'att11>t1.io 11" d e l concetto fon<lnm cnt~lc che hn g uidalO il :'1I.1:--<;1A1'"Tl nei suoi l1tn)!hi studi e rirnche ~u l tra ;; po rtu fluv ia l,· ckg li ammalati c elc i feriti. l'iì, panicolarnlt·inc e;d i si d.,dicò a ~tud iare la 11avignzion c ck·l bacinn pntl:1110 in, t1~g-iunta :alle altre ,·ie d i ~go111bero elci f e riti dalle ""s trc frontie re (l'auto re pc n sa,·a ad uu'a il rn g nt'rrt,) ma "~ercit:\\"a <JUa~i del tutlo n cJk co11d iz.inl1i e <·011 111c1.zi con11111i ciel prl':--cntc . In ~o~ta11 za ~i tratta,·a d i e~a111i na re ed C',Jwrim e nla re la possib iltA di tra,fon11 arc bnrcl1e e b,,rcou i. an che rozz i e primitivi, in ,·e ict,li di trns p<>rto d e i fe riti s ull e acque na,·ig-nbi li d el hnci n o padn no . 1,a via d e lle acqnl· fl uvia li i._· quie ta, s ic u ra , ,(·11za o~cillaz io 11i. lon ta na dalla p oh-c rc di s trnda, dal fumo e dal cn rhon e dcllc lnco11wtivc c·cc. L'in~iemc del pmgetto è k g-:1!0 a studi di geografia strategica e idrogra firn, a ri lievi di carattcre s to rico. L a prima idcn del .MA,•«: 1.-1:<Tl tro ,·ò de lle adesio ni, ma trovò anche dei critici. Le ad1::sio ni trio nforo110 po i d e-i critici p e rc h è l'infe rm e ria gallc-ggiante fu attunra e navigò s icura <la i\I i Inno fino a Vcnc:1,ia e· :,;e la g uerra da noi fotta nott ne consenti c he in parte 1'a ppli<'a,.i,me i11 Italia, o n,nque i11 Euro pa lo sgombero pe r ,·ia ncq uca fu h1rga111c nte appl icato . De l resto la pr ima opc·ra d <>ll 'n uto re ita lia n o e bbe fino dagli inizi larga ripercussione n ei paesi s trnnicri. Lo , lato m aggiore del Giappone, prima d ella g nt:rra con la Russia, vo ll e essere informato dirc tta,ne n te e d a ttuò g li ospeda li fluviali b e n presto L 'Aus tria e la T'rnncia h a nno fatto addirittura d cgli i111pianti sp c,· inli. m e ntre c o me è n o to la fo11dn111.:male caraw.:ri,ticn d el prn!!c tto itnlinno è qnella di essnc i m pron·isabile, p1:rr hè SUl!")!"C-risce <li adau a rc - indica wl,mc i m o<li - nel i11fc r111eria le !,arche co111u11 i di tra ~pon o ch e solcauo il Pò.
••• Chiudiamo a qu c~to punto perch è 11011 è n ecessario porre in luce pc i nostri lettori l'attività quoticlian a rhc a l n o~lro co1upia11 to collega <era impos ta cl:l lle r a riche eh<' fu chiamato n coprire dal l\li1Jis tero. E sse furono d egn e tutte d e l s uo va lore, d e l suo alto senso di rettitudine e di r espon sabilità p er cui il :'<T-1:<GJA"TI seppe sempre acc o rda re il l'en s,, clclln clisci pi i na e d c·lla g in, tizi a rhc , C-t>111c: ufficiale , eg-Ji <lo,·eva a d .:i solda ti con il se n,n di uma n a pil·t/1 e rii tolkr:mza , ch e , come medico, do \"cva a d e i sofferc mi. In (J1t1:s to e p e r CJUC,;to egli fu u flic iule medico m~l più c le,·ato senso d e lla parola. Rinno\"iamo l'es pressione del n o~tro c0nloglio alla famig lia che c:gli amò cli affetto qunlc: solo nomin i infini tamc utc onesti e infinitamente b uoni posso110 compre nde re. Fi·r c n:;e, 1.::. lrtl!lio 10 10 .
NECROLOG IO
Uot.t. AL}'REDO NU1'1Nl tenente medico di complemento. Il tc11c:11tl' 111colico ,li cn 111ph,1m·11to Alfredo :---t·n :-1, nato a llari:a il s april o lN)O, ri~si~tem~ cli pmologeia gl·11nalc prt·s"' la R. P11in,ri ~t,\ ùi Siena, i.i è spento scre 11a11it·11lc il 1.1 lul!'lio u . s. in \ :i ln 11 a . l)t·r i11kz i,m~ cc,nlr;1tta i11 lahoratnrio. J,a ~ua pe nlit:t i111111nu1ra h a privato la ~,·i1.:11za d i un gio \·n nc e fe rvido ingegno, fli una 1111.:ll ll' 1,rill~1nti:--~illla ,di un ht.·t1t·111t.: rito Ùt'Ha l'.i triH e ch:1 Corpo ~an itnrio t1u~ rtt ntc l':-ttttrnlt..· g tll'rr:1 ~J,,1,i1it:no 111.: I 111:1,L.:,gio 19 15, prc:,:.tt\ :-i.·n · iziti, Illl,; rita ndo ~c 111pre c.: logi, pn.·:--~o re~· g im c·11ti rii fr111t~rin, hau:_-.).!lioni alpini, reparti so1n111eggiat i di ~zione <1i snnità. che pnnecipa,·,>110 ag-li aspri co111l,;iui1111·11ti dl"l l 'l ~o111.o . ùtl Car~o e d e ll'alt ipiano di A~iago, fino a qunndo, 11<"11 "aprile , ..,,~ ,·c11ue iu\"ia t o i11 All,a11ia qunle malnriulog-o e ballc.r iC1logo. f]nn·i i..·!-: li d,ht· ad t: ~pl ic:1 re opl·ra :11 tiv i:-::.:.i11u1, (limo!'-t r nudo no n ~ol n la ~u a alta Cd 111pe tc n z:1 ttcn ic:. e ~eit·11tifica 1 111::1 a ltn::-.ì ,1111111ire volc :,;piriu, di sacrifido e di ab· n r.g-azio 11e , ncc-nrr e 11<lo ,a,111pre ~po mm1eo e \"Olo n t<: ro~o anche al letto <kgli :'lmm:ilnti r prl' ~tando . ~pcc ic ai p iù u111ili ed ni ph' gra\°1, prc.·11111ro~e cure 1111.:did1t· n onclu'a~~i, tcma afft-uuo ,a. qua,i frat e rna. LJtt~~t(' -:,;.11(; :11ti~!'-i111c <l<,ti di 111c.:11u.1 e «li cuori.: furo no ~em p re Yi Y:uncntc appren:nte dai s n p(:rio ri, d ~i col kgh i <.: d :ìgli ::11nic i e co11o~ct•11ti c-l1c l';1111aYR110 pro fo11da111c 11 tc <· ~inçcrn111cnte e che unt lo cornpi:111,l!Olln con rlolnn.· ,·i\·i~~i1110, ~p~rando che In povera macln.:, i fratdli 111i11o ri e la fid:n17:1t:1 lont~11ai, po~~nno ria ciò tra rn· cp rn lch e
ro11f0rto allo ~tra.zio infinito <101 loro a:ii111u.
PER IL LIBRO n• ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE
al v a l or milit a r e p e r l a campagna d i guerr a 1 9 16-1 9 1 8 (Conti1wuzlone - \ledi fase/coli precedenti del 1916-17-18 t 19)
M~.OAGI.IA o'ARGr.:-.To.
l)rcref n /11 ,1g()/1'tl("OJ::ia1c 2J
W (IT~O
1 ()10.
•.ì.ì, M ASSAGUA r:11·. Aldo. cl:i :-10111c~!l rd1io (Jk11t·,·<!nto). 11,ngg-iore m~dico 2,1 sez:i,mc ~:tnit~. - C'n111;i nrl;1t1t 2" cli una !'-l'7io n c· t\1 ~é'ln ità rt!'-~l·g"t1CH:1 :1 truppe di rc tro~uanlia, durnnte tutte, il ri pi,·gnme11to ,~ppe i11 faticaui l111c11te superare o gni diflicolt,\ ndh nr).!nnizn t7Ìo n l· d e l ~<:rvii io ~:-iuitririo i n crlrrtggint11 lt) con ln parol :1 e e-on 1'cst'111 p io i ,:oldati. :-;ri riri,·g:im,·n t n c,,11 in ~1a11('ahile a tti,•ità e fe rmo \"Olcr c porttÌ in ,;:,I vo l 'i11tcn1 >t'zio,u· s<.,lln l ' inc:il,nn· dd m ·mico. - 'l'ndia 111C'11lo-l'iiw e-}fo11 t c Grappa, TlO\'Clllhrt• 19 17 134. Mr.zunRA ,;i ,1.<rf>f>r . ,la Ca~1,·ggi(1 (l'n\·ia) . n;ap irnnt (' u nicinlt· mc<lico :,S r eg-)'.!illlC'nto f:111tcria. - Cus1a11tc 111iral,ih- (·sc 111pio ,li ntti\"itll, ferrne,.,.a e t'Orngg-in nel compi m,·ntn tlel proprio d ov,·n' , i nc11r:111tc Jcl h <>111hnrda111cnto ne mico, c;o 11tinu,1va in1paviclo ln 1,ropria op~r:l <li 111vdieo, fì,wJu\ ("Ol pito ila una J.!rnnata 11~1nica. lasciava l;i ,ita su l cHmpo. -- Costo11c· \':ildc-ron. 1; di,·cmhrc 1q 1 ;. (Continua).
PARTE UFFICIALE I.
INTENDENZA GENERALE DELL'ESERCITO - -- --::::- -
Dati storici sull'organizzazione e sul funzionamento tecnico e logistico del servizio sanitario di guerra. t intendimento di que~ta lute ude uza Ge ne rale di raccoglie re lutt i gli ele111e11li storici, tecnici e statistici 11cccssari per compilare una relaziouc s ulla orga11iizazione e sul funzio11a.111ento dei se rvizi Ranitari mobilitati, nella quale sia me~so i11 luce, cun la siste m azione e con la potc:11zialità dei \'a ri ordiuamcnti sanitari, il modo come essi ha 11110 corri:-.post.o o e i vari p~rirnli d,dla J.!LH::rra.
Pe r raggi u11g.-re un tale scopo , che oltre alle rag ioui s toriclu, , ttcnichc e ,;cic utifiche, ha uu alto ~ig nificato morale riguardante un importa nte servizio, il quale certamente ha co11tril>ujto al n :golnre s ,·olg ime nto delle operazio ni belliche, si fa forte: as~cgna111e11to s ull 'opera dei Dirèltori di Sa uità d'Ann ata e d i Corpo d'Armata e di tutti g li lifriciali )ledici, i quali ha n110 a nllo ~pec-fr,li fu11 zio11i diretti,·e di consule nza clinica, profilattiche, log istiche e tcr~ip,·utic be, particola rme nte nel campo de lla c hirurgia cli g ue rra, dell'e pid...:111iolugia e della profib ssi dcli'" 111;ilnttie infe ttive. 1 dati ~tori ci e di osservazion e che s i richicdo110 riguarda110 la dislri1J1i=io n c e L'impiego de~li ospedali d a campo e dcg/.i allri lu/>g hi di cura nei Corpi ,d'Ar111ata e nella zo11a delle Inte11<k11zc, nei principali periodi dell a g uerra. Ciò sarà rnpprese11tato con schizzi topografici s ui quali ~arà indi.;aia la sede deg-li ospedali, e , nella lcgge11da, la capacità i11 le lli di cia,c1111 ospedale, con qu alche ind icazio11c sulle dotazion i di gabi11ett i scie ntifici, cli apparccd1i chirurg-ici e prufila ttici e s ulla funzione clinica gene rica e ~peciale . Tali <:lo c11111e nti potra n110 essere corre ùati <li fotografie degli impianti o~pctlalie ri esiste11ti pri111a ,kll 'arre tranu.:nto e dopo.
SERVIZIO CHI RURGICO. Pe r qua11to com·crnc i ~ervizi chirurg ici, a~li ospedali da campo e di tappa ed alte amb11la11=e cldrurgicJ1 e si r ichi etlo110 i segue nti tlati, che sara11no raggruppati
in uno s pechio dimostrati,·o : a) movimenlo ,111111crico d ei f nili e malati che rico,·eraro no nell'anno 1918, nei precedenti per il maggior pe riod,, ù i te n,po pos~ibilc; b ) ferit e distinte p er w 11 sa ,•11 /11 c ra11/ e (fucikria - artig lieria - bombe - armi bianche - ustioni per fiamme o p~,- gas) , pn sed e a11,1lo111ic.a (cra nio - faccia - collo rachide - torace - addo me - arti s npe riori · arti infe rio ri ); e) opern: imii chirurgic// c e.,eg11 il e di p;irticola re inte resse clinico (craniotomie rachiotomie • laparotomie - t oracoto111ic - toraC'ente~i • e m osta~i delle ferite toracopolmonari - tracheotomie - esofaJ;!otomie - e nucleazioni - cxe nte ratio bulbi • neurorrafie • legature delle a rterie - delle vene - augiorrafie - amputazioni - disarticolazioni • artrotomie • resezioni - estrazio11.i di proiettili - tra~fusio ne del sangue - fleboclisi). M etodi particolarmente eseguiti nelk amputazioni e di sarticolazioni per ferite di
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PARTE UFF ICIALE
g'Ul·r ra: :\ lllJHl t~1 io 11i ci11t·1natic lle , Hl l'tod i e r i~ult a ti pra tic i ,klla c iuc 1natl1.za.zionc d e i 111u11c·<•11i di ampu 1ar.io11c d l'l l 'a tto s 11 pi.: ri or c cd in k r ion ·, co11 folOgT a fi c tlc i 111o n cu n i ci11c 111.:uizz:lli ; d ) cu 111f>licm,:c delle Jo·i/c : c m o rra;:-i.: prim a rie c ~c coml:lric; lo r o frequenza ri :,..p c tto a l 11 11 111e r o cu111plc:--~i\'u tl ~i fl'.trit i curitti ; r ) i11fc::.io11 i: !--elli ee111iC', g-a 11 g-rl'ttn g:1~!'-n:0-n, i111\ ·zio11 i puru lc nt t: , tct:t.110 . Si r i· chic·d o no s pecia li con :.icler azin 11i ~ulla tempia c,pe ra1 i1·a pre ventiva clt' ll<e infe zioni e ~nlla ~t c ril ina1.io11c opc rati,·a e c hi111ic :l de lle fe ri tc , no n chè s ui risultali tiella profil a~si e c ura d e l tetn110.
Prolettill estratti. Snd f:i.ll o pnrti colarc <·,·nno 11 pHrl!' . tlPi proictt ili estratti dalla ma ~sa en,e f:tlica, d nl la cavità t o m c i<·a, d a l p oh nnn c , ,ta l pc ricnnlio , dal c uor e , dal fegat o , dai r e ni, dall a vescica e Ò(l tnth: le a l t r e sedi a n a l<>111 ich e ,li di flicile accc~so. Q uesti dati sw t i~t ici ~a raunn a cco111pag11at i cl:l br evi co11siclc m z ioni ù1 forma ,0111niaria s ulle : qnal iL<'Ì e ,·nri c1fl nnnt o rni ch e ckll e fe rit e e 1rn11 111:lti , 111i d i p nr1ic·ol nr c intere ~~c tra nniatolng-ico ; . co111pJic·a 11zl:' a n a L01110 - tra u111alicl u.:- t: cl i11id1c, t·< m1 t· acl c~c111pio : a 1u: 11ris 111i art f'rio~i ed :trle ro-,·l·11o~i. :-.hoc k; fe rite delle g r a n d i :i r1 icohu.io11i i: 10 1·0 tra 1tn1m·m o; fr:ntnre , it; pc1 rtico),1rc. dei g-rundi t--1.·g"111 l·1tti deg- li a rt i : fe r ite crn11 io-<·11C·,·fal id 1e, rnd 1io-mi<l <'ll ari. t nr:ico-poh 11011:iri : cl\'I pc·r icnrd io e dd c uor <' , (h: ll 'nd tlo1nc·, nppn n!ç chio d irige n te· , feg-:t t o, 111il1.n, a ppa r~cch io urin a rio.
Lesioni da gas. Azione d ei )!fl, im p iegn ti dal nemico c,,m e 111cr.zi d i offc~a - effe tti i111me<li ati - riq1lta ti dc..\ i 1111.: zzi tli dift':;a ii u.li ,·iflualt: <: C'Ollt'tt i,·:i. - <):,;:,.t•n ·azi<mi d in ic: li c: !--Ili ('()lp it i <la i g:,~ (' r t'pc·rti :111a t t1m n-p~1 tnlng:ici . l'c r cia ~cuno d i qn<·sti argom enti e pe r tJnc ll i c hl' furon o oggetto d i p;inicolare o:,,:,~cn ·:11iq11<:· sa ran no c~pr (·:-.se c o n:-:.ide n-11.io ni i.: gi11tli1.i. 1..·o n ~p (,,:'cia k · ri g·u nrdo a i llll·~ loc li ,ii <·n ra ,•.I ai ri'-ti1 tnti. L ::i l ::ir ga espe r ie nza e l:1 ric ca m esse di osscrvar ion i clin ic he che c iascuno d e i c h irurg hi ha ACC] ui~i:tto in que ~t a g ne r r n, re ndono fncik nd esp orre in forma ~intctica i d nt i ili o,~en •nz inn<: nnato m o-cl i n ica , i m etod i c urativi c d i ri s ultati be n e ac<·cnnti e ck{i 11 it i1·i della t, ·rnpin tra n111 a toloi:ricn i11 r hirnrl!'i:< di g ne rra e ò in particola r e d i C]lll' ll e l es ioni c h e p<:r npcr:i d i ciascun chirn,·g-o .furo no ogg-elto di s tudio spl·cia le e d i p iù lnr g a esperic m .:1. Da ll:i so111 m a ck lk p e r sonali ossc n ·a,io ni, le qu:ili rnppn ·sc n tnno 1111 pn·r.ioso p a trimo nio scie ntifico e prntico d ella o rga11izr.a zio 11e sa 11i1nrin d ell'Ese rcito J tnl iano 111oh i lita to, s i p otra nno trnrre tulti g li e l<'111<.:11ti 11<:cess;i r i p ..r illustrare ed a $;;icurare a ll a Storia il funzimrn111t 11to de i 11ostri ~cn ·izi r l1irurg ir i di gue rra .
••• P e r ~t nhi l ire u u:1 n or 111a nc lln co111pila1.ÌC>11!' rl r i dat i storici P clinic i, s , r iti ene o ppor t uno in d ic:ir e i st·g uc 11ti quesiti ni qn:il i più p a rti colarme nte si d onsì ri spo n d e re :
NOTE ANATOMO-CLINICHE SPECIALI. f erite delle parti molli. Ccnui s ulle 1jt1:lli t:\ a nnto111id1e d ell e f Prite cl i p a rticola r e intc r c~se (ferite con ca r a tte ri espl osi vi, ,·:is tc a~por1azio 11i e 111nti lazio11i) acr o111 pag-11a ti p0$Sibilme n!eda qualche fot ografia ill11 ~1rali n 1.
fratture. O sserrn,io ni ~nj principali t i pi rl ell e fraltnrc rklla cliafi s i , n elle epifisi, a pi ccoli e n ,zrnndi focola i, in ra pp or to alle <-nn;e vnlne r;inti, acco mpag nale con qualcheradi ogra fia illus trativa d clln lesion e e d e i ris nltnti c nrativi. ·
PAnn; U FFICIALE
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Cura J cllte {rauun) d'a rma d:i fuoco. Appa recchi i111mobili z1.a uti p.-r tr-1>'purlo. Apµ a rccdii per la c ura dl'li11itiv:i. O"tco, irlll'SÌ 11ella c:urn 1h:1lc frat t ure n, ccuti e ckllc pbt:udo-ann,si. Stt:rilia a-.io11i dd lc fr:11.111rt:. Nute ,;ui ris ulta ti c·urativi e >'Ulla g 1wrig io11c delle fe rite i11 rnppo n o ,llla cau,a vulnerarll<0, d isting ll(·ndu le. kritc d:i pro ie ttili di fn..-ili e mitraglia tri ci da q ncllc da scht:ggic cl i pro i<:uili di a nig lic ri a, ,la palh:ttte di s rh:tpucll, ccc. Esa111e ba tte riologico dellt: ferite d'arma da fuoco. Sterilizzazio ne ddle fe rite di g ue rra. Sre rilizwzione ope rati\'a - ,;l.,rig liamc uti cd cscis~io ni prolìlallic he - s te ri lizz.aLiouc c hituica. O,;scn ·a2io ni sulla rigc11e n1,.io11e dc-lit: os,;a, s ul pòkrc ostco-gem,tico del periostio nelle fratture e nelle pt:rdite di sost:u,za ossea: sulle O>'teo-plas tic he e s ugli innesti os:-.ei.
Ferite articolari. Varie t:\ a uatom ichc ris pe u o alla cau., n vulm· rnr11 ;, <' risulta ti del tra ttame nto curativo. Ri s nlta ti <lc: lla tc·r:,pia p mlìlnt1ica d<' ll c fnitc pe11c tra11ti delle anicolazio ni, in particobrc ddln ~pa lla ,clt: ll 'an,· a e <le-I g i11ncchio, con la imlicnzio ne dei 111c:todi impiegati p<'r la <1rt rotom ia. Esiti delle legatu re dei grandi vasi sanguigni, rig 11;mlo alla ri rn~t it111.ion:! del circulo collat<·rale, co me in q nelle della poplllca, dell 'asc<: llart:, d cll'o111i:ra lc . (J~scrvazio ni ~ut: li d(etti clt-lla l,·gatura cklla c:1 rotidc e della giug ula re inte rna rispetto alle funzio ni ,·crchr:ili.
• •• Potran110 c:~si:n: nggiunti: tu tte quelle altre 11otc a11:ito1110-trau111ato log iche, cliniche <: te r:ipc ntid1e, lt, quali p,)sso no illus trare le \'arie tà d<:llt: le~ioni, i m e todi di cura cd i ris ultati tc rn pc·ut ici, a1111c ttc11do\'i qucllc d ocu111c11tazio11i radiologiche e fotogrntìche di particola re iutt: rc~se JX'r In ~to ri:i della chirurg ia di gu e rra. ~ o tc <li o~sen·a1io ne sul pc r('()rsn p:,n1dossalc dei proie ttili ~c11za lesio11e degli organi, va si e nervi. Osse r vazioni a11a to1110-cliniche s ull e ferite del fari11g-e, del lari11ge , dell'esofag-o e de i 11c rvi cranic i. l'e ritc: io raco-po l111ll11a ri e rcla ti,·i re pe rti ana tmno-patolog-ici. Ris ultati della asten sione e dell'intc r\'e nto nelle fe rite dd torace ed in particolare della tornce11tcsi semplice e de!l:t p11c n1110-te rapin. V a rie tà anatomid1c delle feri te dello sto maco, dell'intestino te nue e colon. Ferite <lei feg-ato, della milza, rkl rc uc , urete ri, ve sdca. F e rite concomita nti cki n1 si addo minali. Ferite torn<.:iche pc11c tranti - n" 11 pe ne tranti. P e rite tornco-,1r!d..111 i11nli F e rite acldo111iuo-rac hiclia11e . Tn tcr\'allo di te m po 111ini1110 e m as~imn fra ferim e nto e lnpnroto mie ne lle fe rite pc uetrnuti d cll 'addotn t'. Re pe rto hatt<·ric,Jog-ico d t-1111 cr" ·ità pe rit n11cnle ne i l:tpnrot<Jmi zzn ti. Ri~ultnti - lttali tà e g unrig io nc - ;.:ln h:1lnw 11te e ri spetto alla caus:i ,·ul ne rante cd al te mpo cltll'iutt·n ·c11 to. Pis to le intestinali - fistole bilin ri - fi s tole ure te rali, vesl'icnli ed uretrnli per ferite da arma d:.i fnoc-o e ri s ultato del lo ro trntta mc uto chirurg-ico. Ce nni s ulla tecnica o pe ra tiva parlicolnrmc nte c~cguita negli in tc n·c nti addom inali. Su questo arg-nm('nto, tanto con : roH·n,o i11 r igua rdo all'iule n ·ento sis te m ntico e rim asto insoluto pri1na della gue rra, ~i prC'/?'1 di fornire i <lnti ris nlt:tnti dalla prat·ica della chirurgia di g ne rrn nell'E~ercitn ltnlin no , la qual e h:i ce rtame nte portato uu valido cont ributo nella solt11.io t1 e dell'impo rtante argomento tran111:ttologic,,.
PARTE U FFICIALE
Ferite cra11 io t:11cda lid 1L· , p<:11ct ra11ti . 11ou P" 11dr:111ti, a colpi tangenti, a colp i ip crfo ra11li, frauu r a co n d c pn:ssioue ,!e lla ,·òlta crauica • ematomi endocran ici. ('ra11ioto111ia - osleo - p lastfr·a pri111arin - <,ra n in - r cst!Zion c.
Craniupla ~t ica ~~l:ot1tJaria. '.\ k11 i11go • c 11cdalitc l 'o111plicnzio 11i dell t: fe ritt: cm II io-cncef n Ii che
As,c~so ce rel>ra lc Ernia ccrd,ralt: Epilcssi,, ~ ak souiana Ost<:itc dd c r:mio
1'n111,·rJ d e i t·a s i di co.11plicazio 111 rihp"tlO a ll a t ota l ita delle f.,riu: nanio-cncc falkhc . N ot e di , pcd.1 h: i111purtn11zn riguardante la fi:--iologia cc:r chrah.: .
••• Fe ri te r:ic hi,,-111ido llari d isti n te p<:r ~,·dc: ct·n·irnlc, <lor,nlt• ,upe rion·, dorsale iukrior e , lo 111liarc, fer it e de lla cod a .:quin a, krill: rnd 1idia111: con ritc 11zio11e del p roit·t t ilc 111: llo ~pcco e f<:rit" t r a n s fos~c. F e rite r achidian e con lesion e de l midollo · ~c11za ksiom : dd 111idollo. Crit<:r i ~q~uiti m :llu cura d e lle feritt: rachio-midoll a ri : intcn-('ntO precoce (entro i pri1111 di,·ci g io rni ) , in tc n ·t·11 t.:. rita rdato, 1nt·tod i upl.'.rativi , l n111 i1u.:cto111ia hi1 alt'ra h.:. la111 i nl'<.'Lo1uia u11i l:1tt·rah: , ri s ult a t i fu 11 zinn:1li , co111pl i,·:111zt: t rotid1L: <:,l i11ktti,·L· dl'lk fcrit<: 111idollari, leta l iuì 11<:gli o pc·rnti e 11c i non ope rat i. O ~st.·n ·a1.ioni , ullc lt:~ion i riel 111id0 1lo {cn111111oziont" , e n 1:1 t o111kl k , c.·111o rnrh i~ . par a lis i ) p er t r~1u1ni at·rci dn t:~plo~i,, 11e d i g r o~!°'i pr,, it.·ttil i_ •
•• • 0:-.:-.t.·n·aziuu i ~111lc ft_ · rit~ c.ki t h.'r\· i in n: la1.in11t: alla frcq ut·n z:a llt' Ì \".:tri p lt.·:-.si Tcr,1pi:1 : lll'\trorr:ith.· , t1 t.·vrectou1 ie , e n c uro-t.H Ja~t o 111osi t1 L· llc fe ril t!. rece n ti e 1wgli \:sit i <: ic:Hri zi ali. i11dica1u.k, l ' t:poc:t <il-g li i11tc n·t.·11 ti e th:i rì:..11ltat i terape u tici . l'ara li,i r ilk~~c ,kll c fonte ,li g n~rra . Si11t1111,:1tn l11gin dl'llc fer ite d e Ì , i111pntico. P c.· r f)unuto ri g-11-.-1nla le fl'ritc (il-i 11c n ·i .:--:ir:i1111n aKgiunti ~d 1L·111i ~ug-li e~:11 t1i e k ltrrnlingno~t ici <li partiL·olarc· inl<:n ·~st·, <: fntogrn fie cli nttc·ggia111.:nti cd nlt<:rnzioni 11<: i fr r ili dei 11cn· i , pr i111n <le i trnt1amc11to cu rati,·o <: a di~tn111.a di tempo tra opcn1z io11c e ri p ri~tino d d lt> fun zion i lt·~e :--l~11 ~;tin:- e 111otrici .
••• '.\k·todi tli loca li1./.:H:ione l." di it:..t r :li'. Ìo 1u: di proie tt ili t:d o:--~l·r,·,1Y.io ni . ri,l,! uardnnu gli dfctt i dd la pcr 111a11 <:111.:1 di ,·ssi 11L:llc• ,·a rie del corpo u 111n11n. r>i s<\:-n i ~ fotog rntie d i p(•,-zi :111:1tn111ici, d e llo !--Ch c·l et r o, cle i t cs:,.uti 1nnlli e dc~ll o r ).!a ni, <li111o~tra:1 t i l':tziu nt'.' \"11l11 L·rn11tc d t:i p r o i(.'ltil i ~nl corpo 11111:-i uo. HL·pcrti fntogr atici e rntlio~r:if-ìci e cc·a ni di osse rn.l1.io11c in dicanti l'azio ne d e i proi.:L tili ck ll <· armi portatili it nl ia ne (fuC'ili , mitrng-li ntrki, pi~tùh:) ~ui prig ionie r i t"11<:ml11 C'on to ,klla q ·ros i111ile <li~lam.a ciel tiro . Si r ichi<:ùo110 p art ico la rn,cntc qm..-~ti d :1ti pi.:r lo ~t urlio d c ll 'azioue co111p<ln1tÌ\ :i . fra lt" anni itali a ne, par ticol:1r111<·11k ,Id piccolo ca l ibr o, " qudlc· d d 11t·111ico .
,,.,li
Mortalità per ferite di guerra, l,n mortali tà pH fe rite di g 111.: rra (totnk e pL·n·cnllrnle pè r c ia,c un ospe dale) ~nn\ di s tin ta per sed e .'lJHllon1i ca. p e r cnu~:1 \'ul n crnnh: e co111plica111.c.
Congelamenti. Condizio ni cli111atidn·, t e lluriche: cd i n,lh·i,l na l i eh <.: li · fa\'Orisco110 . Ca r :11te r i rlei \r(' )!r tu1i Lii C'o11g-cln 111C'11lo c d c~ili.
PARTE UFFICIALE
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Studi anato mo-patologic i, nùcro-biologic i e radiologici. Tossie mie e settice mit: pe r congela men ti. Alterazioni ne urotrofiche . Mutilazioni ne i conge lati. Mezzi di d ifesa impit:gati con vanta g g io contro i congelament i. Documt:n tszione s torica, a na tomica t: c li11ica d e i congelame nti p<:r illustrarnt: la patogenesi, la terapia e la protìlassi, con grafici, di seg ni, fotografit: delle lesioni e degli esiti e d d la c ura.
Reparti speciali per autolesionisti. Cenni stor ici e prospe tto uume rico delle lesio11i prO\·ocatc secondo la eutità anatomica e clinica t:d i 1111::zzi imp iegati p"r prow,c:irle cd i pe riodi di maggiore frequenza. Caratteri d iffe re11zia li t!t: lle les ioni provoca te e loro esiti. Autoferi111e11ti, d enuiti, ascessi, ed e mi d e llt: c.:strt:m ità, autocaus ticazioni, sclerodermie uoclost:, pse udo-eld a utiasi , p ~eu rlo-paralisi, piaglie e nec ro5i da caus ticazione, lesioni p rovocate dd l 'o recchio e d e ll 'oL·chio, a ltt:g g ia menti coa tti, carnpto cormie, pseudo-ittero, la ring o-trach t:iti, sciatic he ed altre n t:vralgie simulate. l'o tograne t: d iseg ni rappresentanti k princ ipa li a u tolesioni. Ce nni s ui rilie,·i ps icologici cd a lltro po lug ici s ugl i autoksionati in re l:izione ai lo ro precedenti :;ocia li ed ai p<:riocli bellici.
Malattie mediche. De.Ile malattie m edic.l;e sarà fatto cenno di q ue lle più freque n t i fra le truppt: m obilitate in prima lu1ca e ne lle rctrovi" , e di q ue lle altre c.:he pe r la loro entità clinica e d t:zio logica P<'ssono esser.: messe in rapporto con la vita d i guerra . .Fra queste saranno comprese : la po lmo nite, la ple urite purulenta, la ple urite s ierosa, le card io patie, le polia rtriti, lt: n efriti acute, le tossicmie, le fe bbri, la cui patogenesi, colUe que lla da trincta, è s tata oggetto d i pa rticola re studio in rapporto alla vita d i guerra . Sar anno aggiume lt: osser vazio ni e s tud i spec ia li s ulle oli goemie fra le truppe mob ilitate e le malattie d e l ricam bio ne i g iovan i e n egli adulti. Si desidera che s i sia fatto l'Cnno d eg li Stlllli s ulla pa tog t:nesi ne uro-simpatica di a l cu ne di queste mala ttie . Il capitolo de lle m nlatlit: me,lic hc 11c ll'Escrc i10 mohilitato, po trà, non me no ù i que llo d e lle c hinirgich t inft:tliw: e psico-111c nta li, illus tra re la pa to log ia d i quellt:, fra esse, c he hanno av uto rapporto con le sp"cia li condizio ni di vita e di lavoro s ul t e atro d e lla gue rra. Queste no te sara nno acc-ompag-nau~ cl3lle pnhhlica1.io ni fatte sui singoli a rgom enti.
Prigionieri ltailanl reduci dalla prigionia. Fra le ma lattie s peciali dt:l la g ue rra m e ritnno d i esse re comprese q ue lle osserva te s ui militari ita liani reduc i dalla p rig ionia e part iec,lon11c n tt: qudle che hanno r e lazio ne con i disagi, le pri\·a,.io ni e le d ure fotic he sopportale . E ssendo s tate osser vate m,i prig ionie ri ddle forme gravi d i consunzio ne o rganica co n atr ofia e m a ras ma d e i tegume n ti e d el sis te ma musco lare pe r e ffetto della inanizio ne prolungata e dei pa timenti, ne lle qua li cond izioni sono a vve nute d u rante il viaggio o poco d opo l'arrivo mo rti fulminee d a esaurime nto, si des iderano da q11cg1i uffic ia}i m e dici che h a m10 a vuto funzio ni s ui tn, ni sanita ri, neg li ospedali cli sos ta e cli d estinazion e (Com o, Ner vi, Roma) e ne i campi d i concentrame nto, cenni sullo: osse rva zioni cliniche e s ui r epe rt i an a tomo-pa to logici, p:irticola rme nte s ulle alte razioni de g li o rga ni d e ll 'apparecchio dige re nte (stomaco, intestino, pancreas).
ORDINAMENTI IGIENICI E PROFILATTICI.
Organi direttivi per la profflasal delle malattie Infetti ve. Commissio ne Sanitaria I spe ttiva . Commissione Sa nitarin di 1° sgombe ro.
63 - G iornale di m edici11a 111i/.ilare. -
Fnsc. VIII,
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PABT.E UFFICIALE Coww.issione Sanilaria per le provenienze d 1ollre mare. Sezioni Is petti vt:. Aziom: ,p1t:gata dai detti Emi : pt rchè furouo formati, comt: e da quali membri
fu r ono co111posti e )uro \·ic,.- ude.
Ospedali po:r 111alattit: iufcttin com uni e lauan:lti • loro s1stemazioue, sedi, i111piauti t: capacità p rima ddl'ottobrt 1917 e dopo. Schll1.o lo pografico cou leggenda. Stazio11i di pulizi:, e loro impiego. Campi di couctutramtuto per prig ionieri nc:mici e cau1pi d i cont umacia e di IJouilica igien ico-profilattic.:a. Stabilimcmi di disiukziont: e di recupero di oggetti di n:stiario e corredamcmo delle truppe, con tpwlchc carta tupogrnfica o fotogratie degli impianti. "'otizit: sui so:gnem i pron ·et!irnemi igit:uici : appron ·igionamento idrico • vigilan7.a sui gt:ut ri a limenta ri • r isau:rn10:nto dti cau1pi di battagl ia • inumazion e e sistemazio ne tki cimiteri, con q uald1e illustrazioue fotogratica, epigrafica o cli~t:gno cbt: dimostri il cul to pt:r i cad uti iu gue rra , cou iudicaziune delle località. Risa namento igie11ico dei:: Ji acrnmp::rnicuti e t!t:gli acca utouameo ti. Metodi chimici e tisici di t!i,i11fczione clo:gli oggt:tti di corredo t: di distruzioue t!t:gli ecto-parassiti. Notizie ~to ri co-stati~ticbe possouo essere tratte dai nosologici, dai grafici e dagli altri documenti che tro,·an si pn,~so g li o~p<:t!ali e prc,su l'archivio statistico delle Uiraioni di Sanitii di Armata, riferentisi all 'cpitlc111ia colerica del 1915 e del 1916, al la meuinl!itc cerebro-spi nale, al vaic,lo, vaioloide, varicella, a l tifo e paratifi, difterite, diss(:nteria, malaria, influe nza epidemica. Tali notizie ~Ha11110 dnc11111t: m atc· ~-on gra fici speciali ·con indicazione della 111ortalità. Notizie con prospetti numerici dellt: vaccinazioni anticoleriche, antitifo-paratifiche, antivaiolose. Deduzioni sulla tfficat ia della ùik,a vac.:ciuale contro il tifo tratte dall'andamento clinico del tifo e paratifi e dalla mortalità ot:i rncciuati da mc:110 di un anno, nei vacci nati da oltre uu auno, nei vaccinati incompletamente, nei non vaccinati. Gabinetti batteriologici: .loro im piego per la profilnssi e ptr la clinica e s p<'cchi ., talistici del la voro compiuto. S i ag gi ungeranno tutte le altre n oti zie relati·.c alle osservazioni scieotificl1e fatte <.: si uuirà un elenco delle pubblicnziou i eseguite e delle ri cerche originali oou pubblicate, di cui si :inuettenì copia. Sezion i di disinfezione: lavoro s pie2ato nei vari periodi della campagua per il ri sannmtc11to delle pri111c li11ce, rld lc rt:trovic e deg li abitati.
Malaria. Difrsa chini11ica e merca11ica co11tro la malnria. Ospcdnli e co11vole~cenziari per malarici. Bonifica dei mn larici e d,·l suolo. Ri sultati bene arcert,ni ,lella p rofi!Assi rhininicn nelle truppe mobilitate e dell:1 bo11ifica um ana. Carte topogrnfiche sulle zoue mn.1:niclu: <' sulln. distribuzione m ensile delle forme primitive ue i successivi periodi epidt:n1ici. Sulle <·arte: schematiche m en sili tiella di stribuzione dei cnsi di malaria, le forme [)rimitivc e quelle recidive sara nno inclicote r on puntini di colore diverso.
Tubercolosi. R e parti di accc·rtomeoto diagutoslico per tubercolosi : locnlità, capacità e dotazioni. Norme so111n1arie per il loro funzionn111 ento e mctndi diagnostici. Dati numerici sui risultati di os.servnziooe e sul mn,·imento de~li infermi per tuherrolosi durnnte la r;a111pag11a di g uerra, a periodi trimestrali. Noti1.ie ct,c riguardano la complessa organizzazioue profilattica ed igien ica nell'Esercito e uelln popolazione civile nelle zone delle Armate . Azione s piegata dalle ~ezioni ispettive di profilassi. (A c1ucsti Quesiti potranno ri spondere le sezioni ispettive di profilassi ed consulc nii igi~nisti di Arnrnln).
P.~RTE li n·1clALE
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SE RVIZI DI SPECIALITÀ.
Reparti per venerei e per cutanei. Se.r vizio di vig ilanza per la d ifesa contro le malattie veneree. Notizie storico-statistiche e ri sultati pratici nella ~istemazioue dei reparti per la cura delle m alattie ,·encree fra le tru ppe m obilitale cu11 particolare rig uardo alla ~ifilide primaria acquisitA in zona di g uerra ed in zona territo ria le ed in rapporto all'osservazione delle mi ~urc profilattiche. Profila~si I! cura delle ma lattie r utanee pnrassitarie - scabbia, sicosi, tr ico.6zie; deduzioni pratiche d'intere~se militare e sociale s pecie iu rapporto alle malattie veneree.
Reparti di oculistica. Notizie sul loro impia nto e fu11ziona men to. S pecchj statistici ind ica11t i i ris ultati di osser v.izione per n,n ura delle iuferwità oculari patologiche e traunrntiche. Malattie oculari provocate. Note di o~~ervaz ionc ~pecinlc delle ferite dell'occhio. Tìstrazio nc dei corpi c~trnm:i tl~I bnlho. Operazioni oculari - c1111clca,.io11i - cxc ntc ratio - c,1 lc rall~ · iridccto111ia. Complicanze infettive. Panoftalmite traumatica. Oftalmite simpatica. , Plastiche orbitarie.
Reparti otorlnolarlngolatrlcl. Note di osservazione anatu1110-di11iche , terapeutiche e medico leg-al i. Mastoidite, flebi te , labirinti te , feri te del facl'ia lc per armi da fuoco. Operazioni di chirurg ia dcli 'orecchio per proce~si patologici e per ferite e trapanazione della uiaMoidc • alticol<J111ia • proiettili ri te nuti nell 'a ppnrecchio uditwo e loro estrazione (con documentazioni radiografiche) . Plastiche e prote~i. Note ;.ulle o~~cn-~ zin11i mooico-lci:rali nella ~odità vera e si111ulatn. '.\falattie pro vocllte de ll'orecchio. Complicanze endocraniche per ferite dell'orecchio. Lesioni anato miche e funzionali dell'orecchio per scoppi di proiettili d i art iglieria e di bombe.
Reparti stomQtolatrlcr. Note di osserrnzio ne ~ullc ferite ,Jella fa ccia e d1d l'a pparecchio tiella 111a~ti calio ue , con documentaz ioni rnd iogra liche e fotog rafi che delle Jesi0 ni e dei risultati terapeutici" che rappresentano i tipi fo11da111c11tali rlellc ferite bucco-111asccllari. Plastiche e protesi. Prospetto sta ti~tico dei feriti curati nei re parti sto111atoiatri ci di Armata .
Reparti psichiatrici. Cenni storici sulla loro istit uzi011e e funziona mento. Località di impianto, indica ndo la capac-it~. la siste111a,.io11e dei re parti , movimento degli ammalati nei vari periodi della g uerra, te nendo presente in particolare l'influenza delle o pe ra,.ioni belliche . in relazione all 'a11da111ento ed alle forme morbose psico-mentali. nocumenti clinici e storici.
***
A tutte le relazioni parziali storiche e cliniche dei vari servizi igienici, di chirurgia generale e s pecializzata, e m edico-legale, si prega di ai:rgiungere tutte quelle radiografie, fotografie e disegni i quali possono maggiormente illustrare i var i· rami de l servizio di guerra. Sarà agg iunta, per cnrn de i compilatori de i sinitoli argomenti, una co pia delle pubblicazioni scientifiche o rig inali riflettenti il servizio clinico, profilattico o di gabinetto.
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PARTI UFFICIALE
Logistica unitaria. Schini topografici indicanti la dislocazione dei li[. A . 111. S. e ddle aliquote nei
principali periodi della guerra, e con C]Uelle notizie che possano rappresentare il funzionamento nel r ifornimento del nrnteriale sanitario alle urutA sanitarie ed ai corpi. Ricupero del materiale di medicazione.
Servizio di raccolta e di sgombero del maJatl e feriti, Sgombero dei malati e feriti, ron grafici sche1rn1 tici indicanti il movimento di traslocazione, con treni sanitari, di~ting uendo m-0/ati da / c ri /i . Ciò può essere rap• presentato a periodi mensili o decaclali. Indicazione dei mezzi di tra spor to dei feriti della prima li.uea cou ambulanze a trazione animale e con automc1.1.i ripartiti per a) la Sanità Militare ; b) Croce Rossa Italiana; cl Croce Rossa Britannic.1 ; d) Cr<.>ce Rossa A mericnna . Sarà agg-iunto qualch e schizzo e fotografie per illu~t rare il servizio di primo SOC' corso ai ft>riti immediata mente a ter,:o ,!elle linee cli cornbatti111e nto, la clislocazione dei posti di medicazione, delle sezioni cli sa nità, clellc a mbulanze chirurgiche, degli oipedaletti, di qualche settore-, nei periodi più i111 portanti della campagna, con le indicazioni delle di stan7,e percorse <lni fe riti in barelle, f"OII ::uuhula111.e a cavalli, con a utoambulam;e, con teleferiche e ckll n media del tempo impiegato per raggiungere i luoj!'hi di cura. Per quanto riguarda. i Trrni san i/ari si desiderano specchi indicanti il lavoro compiuto a periodi men sili e si g-rad irnnno fotog-rafie illustrative delle fom,azioni dei freni e del fuuzionamen to di essi nei periodi di speciale attività , come ad ese mpio <lurnntc le offensive.
Coni di medicina e di chirurgia In zona di guerra. Cenni storici su q uesta istituzione italiana se11z:1 pr("C"C<k nti, sui fini e sui risult;1ti pratici che ne der ivarono n ,·antaggio M i ser vi1:i sanitari di g uerra e degli studenti di medicina e chirurgin in sc:rvi1.io presso l'Esercito mobilitato.
Infermiere volontarie. T,oro i111piego nei servizi snnitari 111ohilitati. Risultati pratit-i dell'a$~istema fem. minile ~ beneficio deg-li infermi dell:t ::uerra e del fun,.io11a111euto dei servizi chirurR'ICi e degli altri sen·i1.i o~pcdalieri.
Considerazioni e cenni storici sintetici sul servizio· sanitario di guerra, I Direttori <li 8anità di Armata e di Corpo <l'!\rinnta, ora in carica e quelli che lo furono, sono vivamente prcg-ati di corredare le rcl:i1.ioni parziali degli ufficiali me· dici direttori dei sing-oli rami del sen ·izio (con~nle nti, òirettori di ospedale, di am· bulnm.e chirurgiche, conrnndanti di sc,.ioni d i sanità, 111e 111hri delle sezioni ispettive, capi dei laboratori scientifici, delle nnihulanze rndiolog'id1e) , con considerazioni storiche sul funzionamento ciel servii.io ,s anitario particolnnncntc ne i periodi di azioni g uerresche.
• ••
Se a pri111a vista tutto questo larg-o compito può apparire g ran,so, t·on la divi· sione e co11 la asseg-nazio ne dei va ri l'apitoli a seconda rll"lk specialità e del ramo di servir.io , in breve tempo potranno essere raccolti t utti ,:1i cle111e11ti per una comple!H relazione sugli ordiname nti o sul funzio11a111ento dei servizi MIiitari mobilitati, in guisa da far risultare l'o pera collettiva della compkssa c vasta organiz,,azione snnitarin di g uerra nei rig-uardi tecnici, logistici, òisciplinari e morali. 1Jolo,rna, dicembre 1q1S. IL MACC IOR GENF-RAU r.'h:o,co !SPIITTOIU!
L . BONOMO.
);ARTE UFFICIALI:
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II.
ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE
Museo storico scientifico dei senizi sanitari di guerra. L'Intendenza Generale, durante lo s,·olgimento della campagna di guerra e dopo la cessazione delle ostilità, raccomandò alle Direzioni dì Sanità di armata di curare, con la massima diligenza, la rllccolta di tutto il materiale, storico e scientifico, che ~i poteva trarre dagli ordinamenti sanitari mobilitati per costituire il museo dei serdzi sa nitari della guerra e per la compilazione della relazione sulla loro organizzazione e sul loro funzionamento. Oltre alle disposizioni date per assicurare l'ordinata raccolta del materiale anatomico, radiologir.o , traunrntolo)a'ico-balistico, medico-legale , epidemiologico, profilattico e logistico, il Generale )fedic-o Ispettore, compilò 1111 prog-ramma contenente la indicazione dettagliata del materiale sle!<so e degli argomenti che (lovevano essere og:g(,tto delle relazioni storico-scientifìcbè riflettenti i sinii:oli rami dei servizi sanitari che hanno fun1.ionato sul teatro della guerra. Non fu stabiliia limitazione di tempo per la presc nta,.ione di tali relazioni e per il totale ricupero del materiale scientifico che doveYa effettuarsi man mano con la precedenza daii:li stabilimenti sanitari che cessavano di funzionare, allo scopo d\ lasciare quella latitudine di tempo che era conciliabile con le esigen1.e del servi1.io orrlinario. Finora al Generale Medico Ispettore dei servizi sanitari di ii:nerra sono pervenute poche relazioni, quasi tutte compilate con tanta diligen1.a e con tanta precisione di dati e di osservazioni pratiche da far apparire quanta pre1.iosa messe di fatti scientifici, di studi (' di giudi1.i po~sa essere tratta <lal lavoro che ogni ufficiale medico hA avuto campo di svolgere ne)a'li ordinamenti sanitari di guerra . Tutti, 11ess11no escluso, doYrebhero portare in tale compito che comprende il patrimonio morale del Corpo .s anitario, il contributo della loro operosità pratica e scientifica srnlta al serdzio dell'P.sercito. Nel ricordare t111i dispo~izioni e nrnnate <lall'Tntendenza .c-cncrale relative al materiale ed ai clati storici e scientifici degli ordinamenti sanitari cli g-uerrn, rivolii:o \'iva preii:hiera ai Direttori <li Sanità d'armata ed ni Direttori di sa nità territoriali. aflinchè ,·ogliano portare nel pro.crramma sl::lbilito dall'Tnte11denza ii:enerale. ed ora dal Ministero <lella guerra esteso ag-li or<linamcnti Sanitari territoriali, la più attiva cd energica coopera1.ione. F,' ora intendimento del ì\finistcro (1'..'lh , 11 • rra di raccogliere tutto il materinle storico e S<'ientifico esi.s tente neg-li ospedali militnri territoriali e delln· zona di ii:uerra per <lestim1rlo al !\fusco traumatologico medico-legale ed ig-icnico della Scuola di appli(·:wione cli Sanità militare. Formeranno parte della loro raccolta i preparati anatomici, particolarmente quelli d'interesse troumatologico e halisti<:o. le fotografie ,lelle ferite, le racliol!'rafie, i proiettili estratti. i modelli plastici clelle ferite-, ,folle 11111tila1.ioni traumatich<' e di quelle per congela111e11ti, le fotoi:rrafic e<l i modelli delle mutilazioni chirurgiche, fa protesi cle(!'.li :irti e ,Je.i mascellari. i documenti clinici di speciale interesse scientifico e !'torico, le fotog-rnfìe clelle in~tallazioni ospe<laliere, dei g-abinetti scientifici, dei ceni ri fisioterapici. delle sta1.io11i di pulizia e cli contumacia, dei posti di soccorso chirunrico, <le i sen·izi di raccolta e sgombro dei feriti dalla linea di combattimento, i !!r:lfici rappresentanti il movimento di affiu~so e deflusso degli infermi e l'andamento delle malattie infettive. <li ouelle a carattere epidemico con particolare riguardo al colera, al tifo. al ,·aiuola, alla nrnlaria. • Oii:nuno degli Stabilimenti militari sanitari dovrn con gelosa cnra assicurare alla storia il sno patrimonio scientjfico e morale acquistllto durante la guerra e che dovrà
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PARTE 1'FFICIALE
figurare uel Museo dei serv1z1 sanitari in sezioni individualizzale affincbè nulla vada d imenticato di ciò che costituisce titolo d'ono re del Corpo Sanitario Italiano, la c ui opera di scienza e di patriotti smo ha certamente contribuito all'ordinato svolgim e nto rlell e operazioni d i guerra ed è s tato uno dei principali fattori della Vittoria. ~ i pre~n di comprendere nella raccolta le pubblicazioni d egli llfficiali '.\fcdici isu argo111enti di c hirnrgia e di medicina d i i;ruerra, la log-is tica san itaria e le fotografie del pe rsona le sanitario ,de i Capi di servizio e di tutte quelle personalità e delle sillrnzio ni di ambienti éhe ri chiame ra nno alla memoria lnnti e pisodi memorabili d ella 11<)~1 ra ,-ila bene >'PC~a Rl scn ·i1,io della Pnt ria . Credo opportu no indicare piìl d e ttaglia tamente il mntc rialc che dovrà far p11rle <!ella raccolta storic-o-sci1:ntifiC'a dei sf"rvizi sanita ri . CHJRCRGIA DI GUER RA. Preparati anatom ici, porte dell b scheletro , e d e i tessuti m0lli dimost ra nti l'azio ne dei proie ttili sul corpo u nrnno con l'indic-a,.io ne della ve rosimile di stan za del tiro: fotr•gr:ifie di ferite di s pecia le interesse trnumatologico: i risultati dell'opera. ch irur,::ic:i e <lell11 prNesi : rn<l iogrnfìe po<it1ve di lesioni illustrate da fotografie e <ln docume nti c-linici; proiettili estratti. rAec,,lte racl iografi che a l completo deg-li ospedali e ,klk a111hnlan1,e, foto~rn fi e <li Mpe<la li chirurgiC'i, di posti di sc>c<'orso c hirnri,rici avan,ati, delle ,t-1.ioni di sa n it~. dt'lle a111bulnn7.e C'hiru rg iche e de,l!'li o,pedali da campo. Pntngrafie e campioni cli appa recchi per fratturati ; per trasporti e pe r cura defì n itirn. Ra<liogrnfi<' rig-uarda nti le fr~tture ed il loro c-onsolida m cnto ·con particofarc ni:11:ircln a lle le<inn i dell e o,s11 lnni:-he, cnn In i11dicM.io11e del metodo di cura. Specchi ,tnti,tic-i e g-r11fici indicanti il movimento <li afflusso e di deflu s,o dei feriti ai:li ospedali e reparti chirnrgiC'i da campo. Q11csta parte del se r vizio ,m1itario di g nerra dev'essere rnppre.<entata con tntta la dncument:11,ionC' storica logisticn e ,C'ientifirn in modo che al Mnsco s torico sia a<sic urnta riue lln ch'è ,lata 1R f11117.ionc pre,·nlcn tc <lei servizi sa nitari di g-uerra e .-!1c rapprC'scnta un titolo <l'0norc· delle org-an i1.7.azioni s;mitarie da· cA mpo. Ferifr r /ra11malim1i r i(!1,a rda nll / P .</Jufalltlt . - Stomntnis,trin : fotog ra.fie: mntle lli d i ferite nella faccia e dei mnscellari con rndiog-rafic e c011 risultati delle cure c-hi rurg-ic-he e dell a protesi . .'\\'t'ndo constntnto il riC'c-o mate rinlc per il Museo raccolto nei Centri ,tonu1to i11t rici delle nrmatc e territo ri11li, ,·t:ramen te pregevole per la s!orin dell A chirnri,ria di ,::u<'rr:i. ,-i,·amen ((' rnccoman<lo ai nirettori di tali ~<'rvizi r,hirurgic-i <li e-on corre re nell a dotazi,,nc- del Mu seo trn11m a tolog-ico d i guerrn con In mng-giore solled tu<line. :offi111'11,· rimn n gn nell a r 11cc0lta del materi nle sc-ie n t ifico delln ~cnoln cli Firenze In più ri<:cn Òl)('nmcnta 7.ione d e i se rvizi chi, urgici speciali1.zati. Oftalmoiatria - foto<?:rnfie nelle feri te d egli occhi e d ei r isultati delle C'nre oper.itive e cle lln protesi ocula re. C'on,::-elamcrlt i - prepnrnti anatom ici e fotografie. rncliog-rafie e modelli in ge~s" riproih1<'<'11ti k 111ulilnzion i pe r co11,::ela111cnti. Mez,d per In difesa c-on!To i congela· mc11ti: p repnrn li 111ic-ros<·opic-i e fotografic i ,riguardanti la flora h a ltt•ri<'a delle ferite n 'arma da fn0C'o. dei t<'rre ni rlclle ?.One cli combattimento e degli indumenti dello trnpp~ mohilitate. T 1eva rti pc t i 11111tilati. n\'(' 1111 l[r:in nmnern del!,, mutilnzio n i ,In co11 c:elanwn t i «i o s<('r\'nn0. pnssnnn dare un no tl'volc ('Ontributo a lln <locnme ntar.ione ;toricn ed nllo studio delln patogenesi rnscola re , nervosa, infett i\'a delle gani;:r<'n!' d e i con· gelamen ti. ed ni r isultati terapenti<'i con i rnri metodi tipici cd atipid delle m util,11.ioni opernti\'e. Tcie11 r " f, rn(llnI.<i • Sta::inni di t,11/i:ia " di bn11i/ira i !!i r 11irn r di r.nn/ 11>11acia. -
Impianti hagni per d isinfezioni - fot0g-rnfie di c11mpi d i con ce n trament i di pri!l"ionieri "' soecchi i;t atistici indicanti il movimento di Afflusso e deflusso. mn qualche cenno su lle osservazioni d e lla vi<?:ilanza sa nitnria e ~nlle mnlnttic infrtt i,·e ri,l!'u ard1mti la o riJ;?ionia, deperim en t i. <'onsumazione on ranica. tube rcolosi, ecc., malatl\:ie ps icomentali • ospednli di isolamento e lazza retti • fotogra.lie e riproduzioni io pie-
PARTE UFFICIALE
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coli modelli che rappresentano la speciale distribuzione delle infermerie, degli im· pianti di disinJezion.e , dei laboratori scientifici e dei servizi 11:enerali. . Di tali documentazioni storiche t: s~it:ntifiche potr:tnuo far parte specchi statistici e grafici indicanti il :110,·i111euto di afllusso e di deflusso degli infermi con i treni sanitari e cou autoambulanze (tali rapprcst:nta zioni grafiche sarauno preferì· bilmeute rapprest:ntate con moduli comunicati Jall'lnteudenza Generale e che furono attuati fin dal principio della guerra Jalla Ili Armata/ · il la\'Oro compiuto dai laboratori ~cicntifiti di 111icn,scopia e bnttt:riol<>gin. O RDl:,./A)m::--;TI SAJ\ITARI TERRITORlAU.
G li ospedali militari territoriali e qudli ci\'ili, le cliniche uuivcrsit:irie, i lahoratori scientifici, e tutti g li stabilimenti t:d organi sa nitari come i ce ntri fisioterapici, 1 reparti di acc.ert amenti diagnostici per tnbucolosi, per malattie mentali, i frenoco· mi, rtpani pter auto-lesiouisti, con fotografie delle lesioni speciali provocato:: ed il movimento statistico delle auto-les ioni. G li stabilimenti balncc;>·tcn11ali, i convalesce nziari, gli ospedali contumaciali, i campi di concentramento per prigionit:ri, llllti potrauno portare un largo contributo , di materiale e d()('Umt:mi s(·icllliti<'i per il ~lusco della chirurgi:'! e clt:lla medici na di i:uerra. Si fa forte assq,:namnno su tutti q uegli stnbili111,·11ti sn nitnri territ<Jriali i quali come i fisioterapici, g l'istit11ti di ortopttlin e di protesi , i nt: urologici, Il: clinicht: universitarie, le -quali· hanuo :l\·uto ~peciali t: lnrgJte fnnzio11i nella cura dei feriti di guerra. Ciascuno di Questi stabil111 en ti dovrà avere nel :Museo storico della Scunla di Firt nze la sua sc1.io11e eh <: trnma111lerà ai futuri l'npcra clinica, scicntilicn e patriottica <la <:ssi S\'olta durame la g uerra . Abbiamo tutti In ,·isionc dcll'importanrn storica e scic11tifirn di quel ch'essi po· tranno dare, consiclera.ndt">lo c.ome un alto compito per onorare 111 concorde opera di ,,·ie n,a e d i llisciµ lina mili tar<· s,·olta dal Corpo Sa11itario ltaliano. I d irettori di S:inità t(·rritoriali ed i dipendenti din:ttori rii vspe<lali so110 \'iva· mc11te pregati di portare nel recupero di tutto il rnaterinle ,;cientitìco il massi mo interessamento, in 111ndo che tuui g li ~tabili111euti e reparti sa nitari del Corpo <l'Armata, i quali banno colla borat o per i bisogni dell'Esercito, nessuno escluso, dian o il più largo contributo per il '.\lusco de i Servizi Sanitari di G uerra. l,e Autorità Sanitarie 8!(C\'Oleranno co11 i 111ezzi necessa ri la riproduzioni, foto· grafica e dei modelli plastici di quelle lesioni trau111a i-ich,· e cki risultati tera peutici di Spt:çiale interesse, J., quali fnnno pane d i raccolte personali degli studio~i. della tra umatologia di guerra, e che per legi1Li1110 d iri tt o tk ll'Am111i11istrazione militare no n possono non far parre del Museo. La proprietà e l 'altaccamcnto ~cie ntifico dtllo l'tudio,o è conciliabile col diritto di proprietà dello Stato su qnnnto è ~lato rR<'toh o negli stabilitue11ti sanitari militari . Il materi:ilc sci,·ntifi co man mauo c he saril prepa r ato da lle Virezinn i degli o,;pedali "dei laboratori, \'l'frà raccolto 11ell'Ospcdale l\lilitnrte Principale od in (Jucll'altr:i sede c h e le D irezioni ùi Smtitù riterra nno più ada u n c tenuto a disposizioni, d.:! sol · toscritto. AI, CO)IITATO CE::,.;TRAf,E DELLA 1..'R OCE ROSSA.
Gli ordi11nn1enti ~a11it11ri mobilitati e tt:rritoriali della Croce Ro~sa Italiana, i '] Uali tanto rn liclamente hanno concor~o in perfetta armonia d'intenti, di discipli na scientifica e patriottica e cou nito spirito filantropico con gli ord inamenti f-anitari :\lilitari al r<'g-olare ccl eli'ìcnce "·olgimc:rtto d~i servi1i sonitari cli g uerra, han110 certame11te raccolto u11 cosJ>i<'uo materiale sciemifico che divernì preziosa dotazione del , rusco. C~ns_idera ndo il ,·alore stor ko e scientifi co di tutto il materiale che la benemcritn Ass<;><:ta7.t? ne ha trat to dai snoi ordinamenti sanita ri mobilitnti e territoriali, ~i h:i motivo d1 nvolgere vivissima preghiera nl Comitato Cen t rale affinchè in quest'opera
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PARTE UFFICIALE
che ci accomuna iu un fine di alto interesse scientifico e morale voglia portare tutto il suo valido e prezioso contributo. Negli arubit:nli del Museo fra i ricordi dell'opera svolta uegli ospedali, nei posti ùi ~«.:ur:,u 1.:hirurgi1,,.'0, nei gabiueui :,dentifici ,sui treui ::;auitari, nel scrvi;,:;io di rac·
1colta e di tra~porto dt:i feriti, nelle s\'Sriate situazioni del servizio di guerra fissate sulla lastra fotografica o comunque riprodotte è giusto che rinianga un perenne rioordo della sapiente ed uma1ia cooperazione sanitaria, e di quella concorde opera di bt:ue compiuto in pro delle infermità fisieht: e psichiche della guerra. Avendo avuto campo ù i apprezzare la dilig.,mc ed cllicacc collaborazione portala sul teatro della guerra dalla benemerita Associazione del Sovrano Ordine di Malta, rivolgo al suo Comitato Ceutrale viva preghiera, pcrchè voglia portare anche il suo contributo nella raccolla dei ricordi riguardanti il ~enizio prestato d:ii suoi orga:ni · 111obilitati e territoriali iu pro dei feriti e malati di guerra. li l\linistero della Guerra nel dare a me l'incarico per la formazione del Museo storico-scientifico dei servizi sanitari di guerra e per raccogliere cd or dinare: gli elementi per la relazione sulla organi21.azioue e sul funzionamento dei suddetti servizi durante la campagna ha messo a mia disposizione per la collaborazione i tenenti colonutlli medici professori De Sarlo, Bucciante t, Ferrar i-Lelli. A que.sti ufficiali medki affiderò l'incarico ,d cli 'esame dettagliato del materiai<; scientifico nelle località di raccolta, in modo che con i diretti rapporti con gli Enti Sanitari Militari ., Civili, e con le Associazioni di soccorso possa t:ss1ere nel modo più pratico accelerata l'attuazione dell'importaute compito. Le Autorità a cui è diretta questa Circolare sono pregate d'avvertire l'Ispettorato di Sanità Militare con il mezzo più rapido, preferibilmente con telegramma, uon ap· pena il materiale per il Museo sarà pronto, indjcando le località ove è stato raccolto. Si prega inoltre di sollecitare gli organi dipendenti, direttori di ospedali, capi reparti di servizi speciali, consulenti in ~ervizio e quelli che lo furono, affinchè facciano pervenire all 'ufficio ,lei sottoscritto, presso l'I~pettorato 'di Sanità Militare, le relazioni e le pubblicazioni scientifiche riguardanti l'Qrganizzazione ed il funzionamento dei servizi sanitari di guerra secondo il programma emanalo nello Sl.'Orso dicembre dalla lntendeuza Generale. Ruma, 27 giugno 1919. Jr, MAGCIOK Gi;isEKAT,E l\tF.lllCO
1.. BONOMO.
AVVISO. Si pregano i signori abbonati, che non hanno ancora versato la quo~ del 1919, a volere effettuare il pagamento, dovendo questa amministrazione presentare i rendiconti per la chiusura dell' anno finanziario. L' AMMDiISTRAZIONE. LUIOI PALMIERI gerente.
, 185:1) -
1919 -
Stabilìmeuto poli&'rafico per l'ammiaistrazioae della Guerra
Pubb1icazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina militare ROMA -
Via XX Settembre - Palazzo del Ministe,o della Guerra -
La lotta antitubercolare nell'Esercito. vo lo .
ROMA
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Ricerche biologiche degli Uffici psico-fisiologici di aviazione militare. U n volume di pug. :?:!li con 45 figm c e 2 tttvole.
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Giornale di medicina militare Direzione cd Amministrazione : Palazz<' del Ministero delta Guerra, Via XX Settembre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1. Il Giornale di m edicina milllore si puhhlka il primo giorno di ciascun mese, in fasciroli di s ei fogli di stampa. 2. L'abbo namento è anuuo e Gt>corre dal 1. gennaio. 3. Il prezzo dell'abbonamento <: :
Per l'Italia e Colonie
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2,o0 3,00
Il supplem ento ~outenenle R110U \ in Italia di anzianità del corpo sanitario ttti/ "11 'Estero /.i /nre cost a
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4. L'abbonamento non disdetto prima <lei 1. dicembre s 'inteude rinno\'ato pe1 l'anno ~uccessivo. 5. I signori abbonati milit ari in effettività di servizio possouo pagare l'importo dcll'abbonameuto per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). 6. Per i soli ufficiali medie' (dc 'l'Esercìto e della Marina) è ammesso uu ABBONA· MENTO C U)I U LATIVO al Giornale di m edicina militare ed agli Annali di medlcit1~ n avale e coloniale al pre,zo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbouao del Gio rnale di 111edici>1a m ilit are devono far pervenire direttamente L. 6 all'amministrazione degli A 1111a.li (presso il i\liuistero della )larina). 7. Ai lilmu si fa lo sconto del ,. per cento, '"a soltanto per gli abbonamenti delle persone e degli enti non militari, che non p ossono fmire della facilitazione cli cui ai nu. 5 e 6.
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( l x:,:1 1 - 1919 -
St<1b ilime1110 l'oligraficu p er l 'ammin istrazio ne delJa Guerra.
GI-ORNALE 01
MEDICINA MILITARE Pubblicato da/I'lspettora to di Sanità militare . Giornale di medicina militai-e : 1851-1884 Giornale medico del Regio Eserc·1to e della Regia :Marina : 1885-1895 · Gioruale medicò del Regio Esercito: 1896-1907
ANNO LXVII - 1919
I Settembre
Fascicolo IX
Direttore : Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico.
· Redattori capi: Prot, ALFREDO BUCCIANTE tenente co' onnello medico.
Doti. ARTURO CASARINI, tenente colonnello medico.
Comitato di redazione:
0 1
~ {~ DUILJO BALESTRA, maggiore me0
Prof èEs Prof· ARE BARILE, id. id. Prof' ~6~~IpNo BEVACQUA, id. id. ll~IJo . O CIAURI, tenente colon. Dott. PL~tlDO • Prof FERD CONSIGLIO, id. id. Pro( GIOVÀ~tNDO DE NA~OLI, id. id. Prof GIO I GRIXONJ, ·,d. id. BIANci1N.~J !3ATTISTA MARIOTTI 1 - - , . 1d.
R o MA
Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente col onnello medico. Doti. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO' N!EDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. . . Prof. ALBERTO SANTAMARIA, 1d. 1d. Doti. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
Direzione e d amministrazione . -
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROMA
ls1ft•r le lnserzto · d - - - -- - - -- - - - -- - - - uto Na'ilonaie"~1 i,;ubMicitù rivolgersi DIRETTAMENTE all'Ufficio dtlega/o a tait strvi:t/o - Roma, p Ubblirita e Informazioni, Via f>oli, 43-47 - télefono 71-66.
er le nuove . . · norme circa le pubblicazioni dei lavori \'Cdi copertina (4• pagina).
S01\Il\IARIO
MEMORIE ORIGINALI. Sul funzicna.mento degli ospednli da cnmpo e di tappa
Bonom@. -
Pag.
981
Scino. - I corsi di batte riologia e di disinfezione presso la scuola di applicazione di sanità milit.~re durante la guerra .
» 1018
Le funzioni del Centro neuro-psichintrico di 1• raccolta, o . . . . . d ella zona di guerra, in Reggio Emilia .
» 1023
Consiglio. -
~
1041
»
1065
KECROLOGIO
,
1081
PARTE UFFI CI A LE
'I'
1083
Santoro. -
Ferite addominali di gtierrn. (Continuazione )
Qt:ESTIOXI D;ATTl.; ALITA' . VARIETA', NOTIZIE. Trombetta. -
Dopo Sacripante, Brandimarte
981
MEMORIE ORIGINALI ---
- - - - - - - - - -- -
Sul funzionamento degli ospedali da campo edi tappa per il prof. Lorenzo Bonomo maggior gAnernle medico, iapett-0re dei ,iervizi sanitari di guerra.
Queste note sul funzionamento degli ospedali da campo e di Luppa rappresentano il complesso delle direttive date con circolari e con la azione diretta, nelle ispezioni, agli ordin amenti :;anitari della znna di guerra, durante la campagna 1\H5-1918.
I. -
Sistema::.ione degli ospedali da camjlo .
L'Intendenza Generale ha seguilo sempre con vivo interesse i progressivi miglioramenti che man mano, per cura delle Intendenze di Armata e delle dipendenti Direzioni di Sanità, si sono realizzati negli ordinamenti sanitari di g uerra. Convinta che questi r.ostituiscono un fattore importantissimo a van taggio ddla salute e della efficienza dell'Eserc ito e che deve rispecchiare i sentimenti umanitari e lo spirito filantropico della Nazione verso i suoi figli infermi, non ha cessato di studiare i mezzi per raggiungere quel g rado di perfeziona mento che risponde ai maggiori bisogni che ai manifestano col prolungarsi della guerra e che sempre più allargano il vasto compito del le istituzioni sanitarie dell'Esercito mobilitato. Giova perciò indicare alcune direttive che hano speciale interesse pratico anche per mantenere uniformità di sistemazione ed armonia dei funzionamenti. Negli ospedali da campo delle Armate, con sèmplicità di i1r.pianti che caratterizzano le formazioni sanitarie di guerra, installali in edifizi pubblici, in ville e case private , in caseggiati rurali , in baracche, i servizi cl inici, igienici e profilattici, bene sistemati, corri,mondono ge. nera.lmente alle svariate necessità per la cura degli informi, per assicu · rare· ai feriti un efficace soccorso chirurgico, secondo le suecialità delle lesioni, pe r la profilassi contro le malattie infettive, pèr circondare gli infermi dell'assistenza del medico con tutti i presid( terapeutici e preparare ad essi l'ambiente ove possono trovare, r.ome nella rropria famiglia, ristoro e rimedio ai mali fisici e salutare sollievo dE,llo spirito. Negli ospedali da campo, nei quali 110n e stata mizgiunla una tale . sistemazione, specie per assicurare il regolare funzionamento dei ser,·izi chirurgici generici e specializzati, affinchè il soccorso operativo sia precoce e sia stabilito il regolare avviamento alla cura. definitiva delle 6 - G io rnale di med'it:i,ia militare. 4
Fa,<'. IX.
:;t.:L Fl' NZI ONA .\ I EKTO OF.GLI OSPEDALI [IA CA.\1PO E DI TAPPA
ferite, per l'isùlamento degli in fe rmi di malulLie: infeU.ive e ver il buon funzi onamento d elle installazioni igieniche e profllalticllc , sia pl'OY vedu to con tutta. sollec itudine i> con quella semplicità . ~d ordinalo uso delle dotazioni che conferiscono al le un ità sanitarie di Cd rnpagn a l'essenziale caratteristica della mobilità. La proprietà igienica negli ospeduli da campo sarit ma11t.enula ccn sistematico imbiancamento delle pareli: l'arredamento delle infermerie, delle sale di medicazione e di operazione, l'armamentano, gli apparecchi di sterilizzazione, le dotazioni del magazzino bian cheria, g li oggetti di vestiario, sa ranno mantenuti in buono stato di uso. e l'ordine sarà curato in ogni parte d ell'ospedale. E' noto quant-0 influisce l'ordine delle cos~ nel buon funzionamento dei servizi, nella disciplina del p ersona le e nel buon governo amministrativo. L'ordine inappuntabilmente curalo nei min imi particolari e la prnprietit igienica d egli ambienti, del personale, degli infermi, devono costi tuire il pensiero dominante del direUore dell'ospedale, perchè ordine e pulizia sono i fai.lori principah d ella terapia e della profil assi. I I. -
Sale per (U·cellazio11e e pulizia degli in/ermi.
L'ospedale da campo, piccolo o g·rande, deve avere le sale d i accettazione degli infermi con ambienti annessi per il taglio dei capelli e della. barba, per bugni di pulizia, ove il malato od il ferito avrà quel ristoro fi sico, q uell'accu rato assetto igienico. senza del quale non incomincia mai bene la curu . Tutti gl i infermi al loro ing resso all'ospedale da campo saranno sottoposti a q ueste operazioni, e quando non è possibile il bagno generale, a d occia od in vasca, sarà eseguito il bugno a segmen ti, d elle estremità, del viso e del tronco, d elle regioni ano-gènitali , disponendo il malato od il ferito su di un tavolo di medicazione munito di appoggi elevati per le spalle e per il bacino . A questi infermi adagiati su l laYolo di m edicazione si praticherà successivamente con acqua saponata ca lda la pulizia di tutto il corpo prima di portarlo al suo lett.o. ' Negli infermi, nei feriti depressi dopo avere eseg ui ta la pulizia con le com uni cautele, si rianima il tono nervoso, il polso arterioso affievo lito si rinforza, le cstremitù si riscaldano, la lemperatura del corpo si eleva ,anche nei feriti g ravi si nota l'espressione di un risveglio psichico che pred ispone al riposo ristorator~ delle forze. Nessun soccorse.. terapeutico può eguag liare i 1·isultali benefici dell'assello igienico d el corpo degli infermi , specie dei feriti nei quali la lesione anatom ica è aggravala dalla tensione n ervosa e dal trauma psichico, i cui sintomi s·, mescolano con quelli della ferita . Salvo casi d i urgrnza assoluta, ogni soccorso chirurgico, inte rvento operativo o m edicazion<' definitiva· nell 'ospedale da campo di primo r icovero sari, preceduto da lle operazioni di pulizia , dnl taglio sis te mat.ir.o dei capell i e d ella barba, dall a ras ura ctei pt'li inlorno alla fe rita,
SUL F L1 NZlùNA.\I ENTO OEGLl ()S P EDA L I
l>A CA .\ 1 P O E
or TAPPA
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e seguito da ::x~!Jor,uia calda e da frizioni stimolanti dellu pelle, delle parti sane de ll'esti·emit.à, de.J volto e del petto. La rasura dei peli, largamente, intorno alla ferita dev'essere l'operazione preliminare di ogni soccorso chirurgico, e sarà praticata sistematicamente all'arrivo dei feriti aJla sezione d i sanità e ripetuta nel corso della cura, particolarmente nelle ferite del capo, dell'ascella e delle regioni inguino-genitali. L'azione meccanica del rasoio rimuove con le scorie epidermiche gran parte della fl ora microbica cutanea, la quale, nel soldato proveniente dalla t.rincea, ha tanta parie nelle infezioni post-traumatiche delle ferite. E' da to invece spesso d i osserva re che si trascura il taglio e la rasura. dei capelli anche nei feriti cranici operati di craniectomia, e si omette la pulizia del contorno della ferita come se bastasse sostituir e la garza imbevuta di secrezion i della ferita con garza sterile affidando il resto ai poteri di difesa dell'organ ismo. Poichè l'igiene del corpo del ferito ha umi. notevole influenza sul favorevole andamento della cura, e sopratutto per p revenire e per spegnere le infezioni delle ferite di guerra, si raccomanda vivamente la pulizia del corpo col bagno saponato caldo e l'uso del rasoio nella sterilizzazione de lla regione della ferita come atto preliminare d'ogni soccorso chirurgico. III. -
Sale di medica:.ione e di operazione.
La chirurgia di guerra, come quella di pace, non deve avere speciali esigenze di installazioni, nè arreda mento di lusso, occorrendo al suo regolare funzionamento pulizia, mezzi di sterilizzazione, armamentario e servizio radiologico; al resto provvederà l'abilità tecnica del chir urgo e dei suoi assistenti. Qua.lsiasi ambiente illuminalo e pulito, preferibilmente a piano t.er reno, e vicino all'ingresso dell'ospedale, può essere adibito a sala di medicazione e di operazione, e con adattamenti semplici messo in grado da-pot er servire per ogni soccorso chirurgico nelle comuni operazioni e nella. chirurgia delle cavità. Ambiente bene illuminato, pareti nude imbiancai.e con latte di calce, pavimento pulito e disinfettato con soluzione di soda calda, impianto di illuminazione a gas acetilene , se manca quella eletti·ica, un paio di tavolini porta-strumenti, 11n letto operal-0rio, anche di legno in luogo di quello chirurgico, qualche mensola porta-catini e per materiale di medicazione, la pulizia e l'ordine inappuntabili , ecco i requisiti di una buona sala di operazione e di medicaziorre di un osocda le da campo. In tali ambienti muniti di autoclave, di sterilizzatrice per strumenti, dell'armamentar io delle comuni dotazioni degli ospedali da campo, con l'aggiunta d i alcun i strnmcnti speciali di cui sono largamente forniti g li ospedali da cam po che hanne, funzione chirurgica special izzala, assicurato il servizio radiologico con appar•)cchi da cam po, compreso q uello Ferrero di Cavalle rleone. ~i ro~,:ono eseiru ire lnlf.e le opc-rnzioni d ella chirurgia rli in.terra con I~ n1icef'Silrie garnnzie tecn iche.
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S C L F U ,Zl ùNA .\IENTO DEGL I OS P EO,\LI O.I CA.IIPO E DI TAPPA
La sala di medicazione sarà possibilmente attigua a quella di operazione e q11est.a munita di una antisala o di altro ambiente per lu preparazione dei chirurgi e per gli apparecchi di sterilizzazione. Quando si d ebbano costrui re cf novo o ricavare da un . ambiente vasto le sule di medicazione e di .o perazione, si seg ui rii la disposizione seguente: fra le sale di m edicuzione e di operazione sarà int.erposta od antepostR 1a sula di p re parazione in gui sa che se ne anantaggi il servizio, specie quando è scarso il versonale. Nelle sale di prepurazione e di medicazione non mancherà !'a.equa., che, con ingegnosi adattamenti erogata da rubinetti, come nei comuni lavabo delle sale chirurgiche, renderà possibile la pulizia delle mani d ei chi rurg i, alla quale non si devf rinu nziare, come da taluni si usa , prima d ella sterilizzazione all'alcool. Non mancherà nelle sale d i medicazione qualche irrigatore per soluzioni d ' ipoclorito e per soluzione fisiologica lcgger men te ipe1ton ic·a. I\'. -
R ic /fJJ1' ro dl'l ,11ntr>ri nle di 11/l'rLira:,ion,, .
Il materiale di medicazione è in g randissima parte ricuperabi le e può essere rimesso in uso con rotazione continua come lingeria chi rurgica permanente . Se in tutti gli osped ali da campo fosse regolarmente stabilito il servizio di ricupe ro delle comp resse , di garza, delle bende di garza e di cambric, degli strati esterni del colone rimosso d alle medicazioni, si real izzerehbe una economia considèrevole colla qual~ il costo delle medicazioni verrebbe ridotto anche ad un decimo d ella sp1~sa che l'Amministrazione militare sopporta coll 'abitudi ne della. distruzione del materiale usato una l;Ola volta. Basta considerare il costo medio di una medicazione che con i prezzi attuali oscilla da 3 a 4 lire, spesso superato ove il chirurgo eccede nel consumo del prezioso materiale, specie della garza per la pulizia ò el con torno delle ferite quando può servirsi del cotone , per valutare l'enorme benefizio economico che v1:;rrebbe realizzato se in tutti gli o:,pedali delle Armate fosse organizzato CO.A disciplina e con spirito palriot-· tico il servizio di ricupero d el materiale di medicazione. Le necessità della guerra fanno obbligo a lttlli di diminu ire il consumo degli 0~gelli di maggior uso, e di ricuperare tuUo ciò che può essere riutilizzato. Nessuna ragione tecnica si oppone a rimettere in uso il materiale di medicazione, le cui qualità fisiche assorbenti ed evaporanti, dopo d'averlo sottoposto alla liscivia tura ed alla sleril izzazione termica, sono perfettamente identiche al materiale nuovo, che anzi acquista maggiori p roprietà idrofile ed elasticità. E' bensì vero che in molti ospedali tale servizio è stabilito, ma non ha neiipure in questi' raggiunto la esl<' nsione corrispondente alla quantità del materiale ricu perabile. Le Direzioni di Sanitit di Armala, le quali conoscono il numero dei feriti degenti negli ospedali dipendenti in periodo di calma. ed in pr·riodi di azioni belliche, e che in que:-li urdinariamente ai feriti nella
SU L F t; NZI ONAMENTO DEGLI OSPEDALI DA CAMPO E DI TAPPA
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prima giornata si eseguono due medicazioni , sono in g l'ado di valutare l'enorme consumo di colone, di garza e di bende, ed il considerevole risparmio che frutterebbe all'erario il ricupero organizzato ed attuato come un dovere palriof.tico. Per agevolare il ricupero d ella garza sarann0 adottate d elle compresse a due od a quattro strati riuniti con sopragitto sui margini, di d ue dimensioni, d a quelle di u n comune fazzoletto, le più grandi, alla metà di queste. L(l compresse di garza cucite possono essere largamente impiegate come lingeria chirurgica in dotazione permanente nelle sale di operazione e di mt-dicazione, tanto per la chirurgia ordinaria come per quella speciale cavi taria. Con un largo impiego d ella gurza ricuperabile, s i può limitare il consumo d ell'ovatta , che p ur essendo ricuperabile integralmente con un impianto · industriale, non -lo è egualmen te in un 'ospedale da campo. Nelle sale di medicazione saranno disposti dei sacchi a11erti o delle cassette con coperchio per raccogliervi separata.mente le compresse, le bende, il cotone ed i pannolini impiegati per fi ssare i bendaggi def!li arti e del tronco. Si raccomanda un largo uso di tali pannolini, i quali, flssat,i con nastrini o con spi!li , sostiLuiscono assai bene le bende col vantaggio dell'economia di materiale e di tempo. li materia le di medicazione ricuperabile, compresse di garza, bende di garza e di carnbric, pannolini, sarà sotLoposto a lle seguenti operazioni: 1° ammollamento· in bagno alcalino al carbonato neutro di sod io al 3 per cento, per due o tre ore: 2° bagno antisettico d ecolorante ir. soluzione d'ipoclorito di sodio al 3 per cento, per tre o quattro ore; 3° lavaggio in acqua semplice e lisciviat11 ra calda . l bagni possono essere riadoperati : infine lavaggio in acqua semplice ed essicamento come per il bucato d ella lingeria. Dopo tali ope1·a zioni il materiale asciutto viene rimesso in ordine,· le compresse stirate, le bende a rrotolat e con i solit.i congegni in 11so, e sterilizzate all'autoclave. · In ciascun ospeda le sono possibili le operazioni del ricupero del materiale di medicazione; ciò che non esclude che le Direzioni di sanit.à di Armata poS6ano organizzare un siffatto servizio per g ruppi di ospedali. Prendendo per base la media minima e massima dei feriti ricoverati negli ospedali d ellr. Armate, la minima c.orrispondente al pe1·io,.io di tre mesi, la massima a nove mesi, in un anno risulta 11na media giornaliera di 12.000 feriti , per i quali occorrono non meno di 6000 medìcazioni al giorno, ciò che importa una spesa minima n on inferiore a 30.000 lire, le quali verrebbero ridotte per lo m eno ad un quinto col regime del ricupero. Non occorre insistere più a lungo per dimostrare che il ·ricupero d el materiale di medicazione è un. dov-ere. Quando si pensi che in certi momenti le nazioni belligeranti sono ricorse persino all'uso della paglia carbonizzata , rome nella guerra russo-giapponese, eri ai ritag·li di carta
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S U L Fl' NZION,\Mf.i\'TO DEG LI OSPEDALI DA CA.\lPO E 01 TAPPA
nell a guerra attuale, si e indott.i a pt!nsare Sé non e un reuto morale il dislrnggere tanll• prezioso materiale, il quul ':!, se fosse sistematicamente ric.upe rato ~ ri lllL'SSo in Yalorc, fr11 t tt>r t>hbr 11 I lo Slal.o una economia di 1nolti milioni iill"anno. \'. -
U l//11:;i on'i di a J,J,a? ecchi JJer frattura ti.
L'ospedale t! la sezione di ,111ni1 i1 d <;,·ono tt ,·,:r.; una ;;110kii:nte dotazione di apparecchi per l'imn.o1Jili7.zazion(· provYisoria ner il traspor to, e definitiva per la cu ra delle fratl11 re d egli a r ti s 1111eriori ed inferiori; immobilizzazione pronrisoria al po,;to di medicazione ed alla. sezione d i san ità ed all 'os pedale da campo di transito d ~l ferito, ed immobilizzazione definili\"lt all'ospedale da c1tmpo specializzato per la cura dei frattu rati. L'es perienza della gue:rra inlernlleata ha dimost ralo lu grande praticità de ll'apparecchio del tipo Thomas gen eralmente adottato, apphcabilt> tanto all 'è1rto superiore come all'infenore per il tra.sporto e PGr la cura definilirn. Al pregio della semplicitù d ella costrnzione, accoppia quello import:1n lisi'imo d ella rapidità di applicazione. della tolleranza e della possibilità rii Sl)rvr,gliare la ferita s u t11U.a la circonferenza e l11ng·hezzu dell'arlt,. Particolarmente nelle fratl11re del braccio E·rl in quelle· della coscia l'apparecchio di Tho111a:; è praticamente mig lio re . Orcorre aggiungere qualche modificazione 1icr evitare che il tallone.: d~ll'arto fratturato poggi sul piano d ella barella o del letto e per mcllc re in posizione di appoggio il piede e per applicare al Thomas il sis tema dell,1 trazione permanente con i pes i. Qnest'appareechio con lali modificazioni può esstre bene imp iegalo nella cura definitiva con la ln1·.dorw p11 rman enk e con la sospensione. Dell'apparecchio tipi) Thomas saranno fornite le sezioni di sanità e gli os pedali da cttmpo. \ ' I. -
.H r.,di[l ca:iuni d,'{/"11pµarec,: hi11 ,, Thoma .~ "
All'appareccliio Thomas r erchè possa :-.eJ'\'ire all"immobilizzazione sem plice per il tras porlo ed alla cura definitiva delle fratture della coscia e d ella gamba , si po;,;sonl) s pportare le seguenti modificazioni. Aggiungere : 1° un plantare rnobile, scorrevole lungo i rt::guli laterali dell 'apparecchio originale , in modo che sul plantare, fissandovi il piede, possa applica rsi la t razione elas tica o coi pesi; 2° un sos teg no fisso a cavalletto aggiunto alla estremità distale dell'apparecchio J)Cl' elevarlo sul 1·iano d el letto ed ottenere una stahile posizi1;ne dell'arto leggt>rmen tt> inrlinat/) ,·erso il bacino ed in ahduziorw; 3" dt-11(• ,;laffe srorre\'Oli lungo i regoli laterali per appoggio a i
Sl"L fTNZION.1.IIF:NTt, IH:tiLI OSPWAL. I 0 .\ C,LILPO t: Ol 1 -IP PA
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segmenti del l"arto, che pe r il loro peso t~ndono ad abbassarsi ed a s pos tare i frammenti; 4° pulegge pe r applicare lèl estensione permanente con i pesi . Con queste modificazioni la stecca Thomas ,-i tras forma in un ve ro apparecchio im mobilizzante ad ester.sione pe r la c ura delle fratture aperte per colpi da fuoco della coscia e dellR gamba, senza c he pe rda i suoi pregi pe r il tras porto dei fratturati. Una modificazione util e alléL stecca Thomas PL'r l'urto s uperiore consiste nel fle tterla ad angolo quasi retto: il tratto brachiale J)rolungato a staffa al di sollo del 1crnmi to sen ·e ad app!ic;ue la trazione e lastica s ul segmento dista le dl.'I braccio: l'estremitù antibrnc hiate s porge nte oltre la mano risponde a ll o stesso scopo nelle fratture d'ambed ue le ossa dcll'avambra:ccio. V IJ. -
A mia rt·cc hi in lr.g II o.
Faranno anc he parte della dotazione d~gli apparecchi per frallu l'èlti i tipi più in uso delle ferule di legno, pe r l'èlrto superiore re tte od angolari, rigide od articolate pe r poter variarn l'angolo di fl essione dell'avambraccio, m11nile del paln1are, indispensabile nel pe riodo iniziale d ella curn per mettere nella posizione di riposo i muscoli dell'avambraccio, dannoso in seguito nel pe riodo utile della c ura cinetica, quando· la prolungala immobilizzazione irrig idisce irrimediabilmente articolazioni e tendini . · Per l'arto infe riore, oltre all'apparecchio Thomas per la inunobilizzazione provvisoria e per la contenzione defìnitirn, s i avrà nelle sezioni di sanità e negli ospedali una dotazione per mane nte di s tecche in legno, posteriori con plantare, laterali esterne tipo Mac-Ewe n a l quale s i può applicare il meccanis mo d ella estens ione e contro-estens ione dello s teccone di Desault: ciò si ottiene fissando il p iede al planta re, ed applicando all'estremo superiore della stecca, la quale deve sorpassare in alto la cresta iliaca, la fion<ia contro-estensiva che circonda la radice d ella coscia. Fra gli apparecchi in legno per la estensione permanente nelle fratture dell'arto inferiore può essere compreso il tipo a slitta secondo il modello Bonomo, articolato al ginocchio e munit0 di un piano di scorrimento e del sistema a trazione applicabile sul planbl!'e. Questo apparecchio permette l'estensione per manente, lct flessione del ginocchio e l'abduzione d ell'arto in posizione regolare del piede. I risultati ottenuti nel la c ura delle fratture per arma da fuoco con gli apparecchi aperti e con s istemi a trazione pe rmanente sono incomparabilme nte assai migliori rli qut!ll i che s i ottengono con gli apparecchi gess ati nei riguardi funzionali ed anatomici. In chirurgia di gue rra gli appnrecchi da prescieglie re per la con tenzione definitiva d evono per mt•Itere l'eslL'nsione m eccanica permane nte, l'esplorazione larga della ferita, il eonlrollo dirt'lto della frattura, e lo sgombero d el fratturato. L'apparecchio Thornas risponde a tutte queste condizioni; l'apparecchio Bonomo è più adatto alla cura d efinitiva.
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SU L H NZIONA\IE1'TO DEGLI OS PEDALI DA CA:'\1 PO I: DI TAPPA
\illl. -
Apparecchi gessati.
Gli apparecchi gessati non sono scevri di inconvenienti, ed i risultati anatomici e funzionali che si ottengono dal loro impiego non giustificano la est.e sa fiducia con la quale. ven gono impiegati. Senza andare all'esclusivismo assoluto col bandire da lla chirurgia di g uerra l'apparecchio gessato, riconosciamo ch'esso ha le sue indicazioni nelle fratture dell'avambraccio, d ella gamba e del collo del piede, e nelle ferite art1colari del gomito e d el ginocchio. In tali casi il tipo d a prescegliere è l'apparecchio gessato interrotto a ponte con stecche metalliche rigide od tSlensibili a seconda dei caratteri anatomici d ella frattura e le difficoltà che s'incontrano nella riduzione e nella contenzione. Bisogna riconoscere inoltre che con gli apparecchi gessati fen estrati non è facile sor vegliare e curare bene la ferita e la frattu ra, nelle quali si stabiliscono, per un'esagerata fiducia nei poteri di difesa dell'organismo e per immobilizzazioni· protratLe, suppurazioni croniche, sinecchie a rticola ri,. tendinee, atrofie muscolari, retrazioni aponeurotiche, delle vere mutilazioni funzionali evitabili con la diretta e larga osservazione dell'arto, possibile con apparecchi aperti. I risultati dell'esperienza c-0nsigliano ad insistere affinchè nella cu ra d elle fratture per arma da fuoco si stabilisca un regime terapeutico razionale, dando il più la rgo impiego agli apparecchi a t razione meccanica permanente, e limitato agli apparecchi gessati. Questo concello risponde alle conclusioni formulate nelle conferenze di chirurgia di g uerra interalleati d i Parigi tratte dalla esperienza d ella guer ra att.uale. Gli apparecchi aperti e gli apparecchi a trazione Séu·anno p rescelti nelle d otazioni sanitarie di guerra, come quelli con i quali si oU.engono i migli.ori risultati anat-0mici e funzionali, e si sorveglia all'aperto la ferita . Ciò rappresenta una condizione essenzia le per stabilire la sterilizzazione progressiva non egualmente agevole con apparecchi gf'ssati fenestrati. IX. -
Prinr·ipi fonda·11u·ntali p1'r la :;terilizzazio,w delll- ferii.e di guerrn..
I metodi diversi tendono ad ottenere questi risultati, sia nel prevenire, sia nel curare precocemente l'infezione. La sterilizzazione operativa chirurgica, con lo sbrigliamento metodico d ella fer ita e con l'escissione d ei tessuti contusi e necrosati p uò in taluni casi essere sufficiente per prevenire l'infezione. In altri casi, quando i caratteri anatomici della ferita anfrattuosa, estesa, la sua sede e percorso non consentano una escissione e regolarizzazione del focolaio della lesione è necessaria la sterilizzazione chimica con l'impiego di sostanze batt~ricide o ccl favorire i p rocessi di difesa d e ll'organis mo imp iegand o sostanze non germicide. Questo è il metodo biologico.
SUL ~T NZ IONA,\ I ENTO DElìLI OSPEDA LI DA C.U1PO E Dl TAPPA
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Se può riuscire efficace l'impiego del.le sostanze chimiche m icrobicide, il valore della sterilizzazione operativa è in ogni caso superiore, quali che siano la sede e le qualità anatom iche d ella ferìta. L'azione delle sostanze chimiche non deve n uocere agli elementi cellulari, sovente più sensibili agli antiseUici che non i germi. Ma bisogna tener presente che mentre l'azione ball~ricida distrugge i germi, gli elementi cellulari distrntti dall'azione chimica, si rigenerano. Gli antisettici generalmente 11sati hanno potere batterici da sui germi non sporigeni d elle fer ite di guerra, streptococco, statì lococco, proteus, come pure sulle forme vegetative d el vibrion septicum, d el bacillus ballonensis, de! perfringens, etc. Ma se le spore resistono, non possono provocare l'infezione che in presenza di a ltri germi , o in mezzo a tess11ti fortem ente contusi e necrosati. ln tali condizioni g iova la sterilizzazione operativa con htrghi e metodici sbrigliamenti e con una diligenl~ escissione dei tessuti necrosat.i e con l11si. Dalle e~pericnze in. t'itro risulta che l'azione baltl:'ricida d elle sostanze chimiche si esplica più energicament.e in un mezzo acquoso e meno in un mezzo ul t?uminoso . Si m odificano ropidamef1l e in presenza dei tessuti anatomici; donde il metodo Carrel di far 11so d ella instilla. zione continua o s11ccessiva per .sot.toporre la ferita a ll'azione· prolungata della sostanza antisettica. I germi non si limitano alla superficie della fprita, ma penetrano o sono stati spinti dall'urto d el proiettile fino ad una certa profonditi\ , e sottratti all'azione della sostanza untisettica. Qu~SliL perciò agisce lan to più efficacemente quanto più esatta è stata la sterilizzazione operativa e meglio regolarizzata la ferita con l'escissione dei tessuti conlusi, messe in luce le anfraltuosilit e rimossi i corpi estranei . Ciò serve a stabilire il principio che nella sterilizzazione chimica d e lle ferite debbansi usare solL1zioni d iluite. Nella prima sterilizzazione la concentrazione d ella sostanza anlis€.Uica sarà più fo rte, per una più s icura azione batter icida ; nelle successive g iorn usa re liquidi anli,-ettici dil uiti per risparmiare gl i elemt:nli anatomici ed eccitare la fago c i tosi. X. -
SLerilizza:.ione rni,.rati,·11.
A seconda. dell'entità anatomica e della s~de dellu fer ita e del tempo
trascorso dal ferimento, l a. sterilizzazione operatira sarit più o m!>no capace di prevenire o di attenuare l'infezione. Nelle prime ott.o o dieci ore la fe1·ita è allo stato d 'inquinamento: i germi si possono molt.iplicarc , ma non sorpassano i tessuti contusi, nei q uali sono penetrati per il movimt:nto molecolare comunicato dai mov imenti r egolari od irregolari del proiet.lil e. Di questo fattore dinamico bisogna tener conto nello stud io della penetrazione microbica nelle fer ite d 'arma da fuoco. Se le qualità e la sede anatomica d ella frrila cnnsentono, con melo-
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dic i sbrigliamenti, rispettando vasi e nervi , l'escissione dei t.essuti r,ontusi e necrosati, la elimin azione dei corpi estranei, dei proiettili, dei coaguli di sang ue, eseguita una completa emostasi ed una diligente nettezza di tutta la ferita con 1?arza &sciutta, abbiamo le maggiori probabilità di avere esclusa l'in fez ione. In tal caso dopo la sterilizzazione operativa precoce, la m6dicazione assorbente asciutta mette a l sicuro da complicazioni per eseguire in secondo tempo, quando il decorso sia asettico, la sutura secondaria più o meno precoce, parziale o totale. Questa norma teraçeutica ·è applicabile alla generalità. delle ferite e mette al sicuro dalle infezioni che possono essere favorite ed e~altate dalla ritenzione di germi neJJe anfrntluosif,à, del focolaio traumatico. Le qualità anatomiche necessarie per la sutura primaria della forita s·incontrano quando esiste la possibilità di eliminare con i tessuti contusi e necrosaLi o semplicemente sospeU1, i germi e tutti i corpi estranei, compresi i filamenti delle stoffe dell e vestimenta, e si possono scoprire ed affrontare i t.e ssuti san i. Nella escissione dei tessu ti traumatizzati e sospelti di inquinamento bisogna pur tener conto della loro fu nzionù per non stabilire delle gravi mutilazioni anatomiche evitabili col d renaggio e colla sterilizzazione successiva della ferita. L'anticiµar e di q1iakhe seltimam1 llt chi usura della ferita non co3Lituisce un g uadagno per il ferito, a parte l'eventualità dell'in fezion e chi.usa in una ferita su turata allo stato d'inquinamento, quando una eccessiva fiducia per la sutura primaria importa. una più estesa mutilazione a natomica. Vi sono ferite, a lungo e profondo canale, altre nella sede dei grandi vasi e nervi , nelle fratture comminute, od interessanti fasci tendinei, comunicanti con articolazioni o con cavità, nelle quali l'eseresi dei tessuti contusi non è eseguibile od è controjndicata o non è consentita una resezione larga dei tessuti e degli organi senza comprometterne profondamentè la funzione. Le ferite da proiettili di f1,cileria caratterizzale da forami d'ingresso e di egresso, piccoli , rl'goluri, talvolta puntiformi , nella generalità d ei casi hanno decorso asettico: Sè non esistono speciali indicazioni per la ·ritenzione del proiettile, lu cura primaria si limita alla disinfezione esterna ed alla medicazione protett iva. Le ferite da pallette di shrapnells, anch'esse a forami regolari, e di maggiori dimensioni, per la penetrazione frequente di frammenti di stoffa e per l'inquinamento r,rofondo, devono esser e comprese con tulle le ferite prodotte da schegge di proiettili di artiglieria per le inrlicazio ni della sterilizzazione precoce. Questa distinzione fra ferite di proiettili di fucileria e di framme nti di proieLtili di artiglieria P di bombe s'impone in ragion e delle qualità anatomiche diverse (' dl'lla diversa evoluzione rispett.o alle infezioni , · senza escludere che qu ~Jle di proiettil i di fu cileria debbono essere sorvegliate ed ai primi sintomi di reazione anch'esse sbrigliate per la s terilizzazione operativa e chimira. I movimenti rotati\·i che conservano i proiettili ogivali o fusiformi
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della fuc ileria sono capaci di cont.undere i tessuti ed anche di proiettare germi particolarmente nel lrallo iniziale del canale della ferita. Il ch irurgo deve tener conto dtl lc qualitù dinamiche dei proiettili oltre che della loro forma e dimensione, per st.ubilire le indic!izioni curative. Se la sede e le qualità anatomiche del maggiot· numero delle ferite d'arma da fuoco no11 consE'ntono la sutura. primaria, mentre è indicata la sterilizzazione operutiva e chimica per prepararle alla sutura secondaria più o meno precoce, vi sono delle altre ne lle quali si può ese_guire con una eseresi economica l'affrontamento di tessuti sani con sutura primaria anche oltre le prime dieci or-3 de l ferimento, ed entro le prime ventiquattro ore. In ltaliu ed in Francia la sutura primaria ha dato risultati favorevoli. La condizione indispensabik, oltre alle qual ità anatomiche della lesione, è quella d i poter sorvegliare il feri to, senza traslocarlo, almeno per q uindici giorni per essere pronti a sciogliere la sul.ura non appena si manifestano segni di reazione locale e generale. La presenza dello Stl'eplococco nei liquidi della fe rita è una controindicazione della sutura pl'imar ia e stabilisce l'indicazione r>er scioglierla anche senza i sintomi della reazione clinica, e di applicare subilo la sterilizzazione c himica successiva. ~ ella maggioranza dei casi nei quali alla sutura primaria seguì l'infezione, nelle secrezioni della ferita si riscontrò lo $treptococco . Ciò ha. indotto a. stabilire il principio ~he quando l'esame batteriologico dimostra la presenza dello streptococco la sutura primaria è conb·oindicata. L'esame culturale degli essuda li delle ferite suturate immediatamente dopo la st.erilizzazione operativa, entro le prime 12 ore dal fe rimento, nelle quali si manifesta una reazione locale, che scompare dopo 3 a 5 giorni, ha dimostrato nella maggioranz:i. dei casi poche colonie di stafilococchi, enterococchi, protcus, perfring,ms, i quali esaltati dall'associazione, senza super·a re i pote ri difensivi organici, sono capaci di eccitare la fagocitosi. Con questo t'(-'perl<, baUeriologico si può a llendere e sorvegliare la ferit a ~enza. a ffrettarsi a ril!,prirla, come quando !>i constata la presenza dello ;;treptococco. In ogni caso il chirurgo trarrà dall'andamento clinico l'indicazione per aprire la fe rita suturata anche se l'esame batter iologico non ri vel i la pr>!senza di germi virnlenti . I feriti sutufl'ati dovranno rimanere sotto l'osservazione del chi rurgo che ha. iniziata la cura pe r un periodo conveniente che non dovrà essere inferiore a 15 giorni. Questa n€cessità, nei p'3riodi di intense azioni guerresche, restringe l'applicazione della sutura primaria.. Nella cura dei frallurali, nei quuli è stabilita. una permanenza nei · reparti speciali degh os11eclali di A1·mata, di 3 ·a 4 settimane, la steri lizzazione operativa precoce e la snt.ura primaria o secondaria possono avere più frequenti ind icazioni ed i risultati saranno sempre migliori quando si sia stabilito un servizio specializzato bene organizzato. E cioè: precoce arrivo dei feriti., con ugual rapidilù come per i cavi tari; sterilizzazione operativa ed assetto anatomico del focolaio della frattura; collaborazione del batteriologo per seguire la curva microbica ; apparecchi immobilizzanti aper ti per il controllo clinico e microbico
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e per la precoce terapia ortopedica basata sul controllo radiologico e sulla esatta nozione anatomica delle cause di spostamento dei fram menti. Nella cu ra delle ferite di arma da fuoco, e particolarmente delle frattu re aperte, i vantaggi della sutura primarin immediata dopo la sterilizzazione operatoria, o secondaria precoce, dopo un breve p eriodo d i osservazione, quando si riesca a stabilire un decorso asettico, sorpassano quelli d ella cura sterilizzante a feritv aperta per il tempo assai più breve, per la migliore riparazion e an atomica e la migliore rientegrazione funzionale . Ciò rispond e alI'inlere!:'se mil itare, per u n più largo ricu pero di guariti atti a rip rendere servizio, ed a qudlo economico SO(liale . Nella cura d elle ferite d 'arma d a fuoco complicate con frat.ture si riconosce la maggiore inrticazione della sutura p ri maria o secondaria precoce. L'organ izzaiione del servizio chirurgico di guerra dev'essere specializzato a tale scopo con buona in stallazione dei reparti negli osped ali da campo con per!'onale esperto e con gabinetto batleri ologirn e radiologico. Xl. -
Sterilizzazùm.f> chimica.
\"i è una tendenza a rinur.ziarc al la sterilizzazione chimica progiessiva dell e ferite rt'ar ma da fu oco. Se in quelle limitamente contuse e poco a nfral111osc, quancJ0 sia ,ta lu eseguila con ampi sbrigliamenti una regolare sterilizzazioM nwccan ica. si può far<' a m eno d ella disinfezione chimica , nella gPneralità dt:'lle ferit~ l'f'Cènli o allo stato di inquinamento o nell a fase setti ca la disinfezione in termittente n elle medicazion i s ncces$i ve, oct alla Carrel , accr('scr l'azione profil attica degli sbrigliam enti e dell'as$ello analomicù operu tivo immediato, attenua ed accorcia il periorlo suppurativo. La soluzione acquostt di iodio, la soluzion<> d'ipoclorito di sodio, quelle fisiologiche leggwmente iperton iche, l'acqua ossigenata, l'ettlre semplice iodato, la soluzion e fì is.iologica fenicat<l, il permanganato di potassio possono f'~sere con vantaggio acioperati nella steril izzazione d elle ferite di guerra. Impiegando con modPrazione le sostanze la cui a~ one battericida è sancita dalla esperienza, si possono stabilire immediat amente o prog ressivamente, a second a della entilà anatomica della ferita, le condizioni per eseguire la sutu ra primi.:.ria o secondaria. P er la sutura immediata o p rimario occorrono qualiti1 anatomiche specia li, n elle quali per sede ed entilit sia possibile una regolare escissione d ei tessuti contusi , un a steril izzazione accurata di ogni recesso della ferita, le superfici cruente siano bene affrontabili, la lesione di data recente, ed il chirurgo, cui spettano respon sabilità ed intere8se maggiore al b uon andamenlù clinico, possa sorvegliare il suo operal? per 12 a i5 giorni. Anch e in queste favorevol i condizioni la sutura prim aria non sarà completa e bisogna essere pron ti 1t riaprire la ferita in caso di sepsi .
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XII. -
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S teriliz:.azione dtlle ferite col metodo Carrel.
Adottato largame11te negl i ospedali fran cesi ed inglesi, si basa sul principio d ella sterilizzazione chimica successiva con irrigazione intermittente con la soluzione d'ipoclorito di sodio (liquido di Dakin). Anche in Ha lia il metodo Currel ha avuto dei fautori. . L'esperienza dimostra che è veramente etficace nel periodo inizi11.lc d ella sterilizzazione e particolarm1::nle raccomandabile nelle ferite anfrattuose a 1·ectssi profondi ed estesi, nelle fratture fortemente inquinate d a lla penetrazione di proit tlili irregolari, di brandelli di stoffa ed in quelle a grande focolaio comminuto. Aperta la ferita con la rghi sbrig liamen ti, detersa accuratamente e rimossi i corpi estranei, irrigata con ipoclorito, è coperta da medicazione aUrave rsata da l11bi d' irrigazione port.ut.i fi no alle parti più profonde. Ogni due o tre ore, con appositi irrigatori o con siringa, si immette altrave rso i tubi una piccola quantitù di soluzione d ' ipoclorito in mod o da mantenere la ferita permanenlemenhi soggetta all'azione d ella sostanza d1imica. li liq uido di Dak in può· es:;~re sosliluito da quello di Giann etlasio. La medicazione si rinnova ogni 21! o 4.8 ore. La temperalura febh rile g ntdhtamenle e rapidamente rimette, la su pe rficie della ferita si rive5le di b11onc gran ulazioni , le secrezioni settic he diminuiscono, le condizioni generali d el f'lri to rivelano il d ecorso asettico. L 'esame batteriologico d elle secrezioni d ella ferita dimostra una progressi va diminuzione della flora, e verso il 15° g iorno è notevolmente ridotta: talvolta anche p rima. Al 20° giorno la ferita ordinariamente è s terile- [ germi più resistenti a ll'ipoclorito sono lo streptococco ed il prote us. Sembra che col Carrel le ferite sieno più efficacemente difese dalle infezioni accidentali post-traumatiche. S i riconosce in questo mel1.>do, oltre all'azione anlisellic11 , un poltre antitossico che viene attribuito al polere dissolven te dell'ipoclorito sui tessuti morti e necrosati. L'eliminazione di questi prodotti toglie un terreno favorevole a llo sviluppo d e i g ermi. / Se il trattamento alla CaITel si p rolunga oltre il 10° g iorno, le granulazioni si fanno pallide , di aspetto gelatinoso ed il processo di riparazione subisce un evidente ritardo. Giova allora sostituire l'ipoclorito con soluzione fis iolog ica ipertonica, per poi sospendere ogni trattam e nto chimico e limitare la medicazioue alla rletersione semplic~. Alla soluzione ipertonica di clornro di sodio secondo il metodo di Wrigh t al 5 %, al momento opJ)Ortuno, qu,mdo i ca ratteri della ferita dimostrano l,' attenua,zione d el.l'infezione, bisogna sostituire la soluzione isotonica, la q uale , secondo il Wrig ht, favorirebbe la fagocitosi. Buon liquido ipertonico è anche la soluzione di fosfato sodico secondo la formula seguente: Fos falo sodico g ra1mmi 4.00 - cloruro sodico grammi 100 - acqua litri 10 : - fili-rare ed aggiungere tintura di iodio g 1·ammi lOO al 10 %.
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Colla sk ri lizzaz1{Jne progres,-,i rn r1t·llc fratlure r ecenti , nei primi 15 n ·alizzare la ,,,ferilizzazione chimicH. per procedere, dopo il eon lro llo b,tlteriologico negativo, alla s utura sPcondaria. l\ta, pur u11111u:ILendo i vantaggi d ellu sterilizzazione progressi va delle ferite, dobbiamo ricon osç;ere che i ris ultati favorevoli d el metodo Carrel e degli altri metodi antisettici sono in massima parte dovuti alla pulizia meccanica operativa preliminare. Nessuna sostanza antisettica vale contro le infezioni d cllr: ferite quanto la sterilizzazione pl'ofllattica ope. rati\'a immf.d iata . a 2<J giorni , si p11ò
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Rr.r,arto ch irurgico pn op·•ra:itmi di urgenza
anni•:;.,i., 11/h sc:iun·i di sanit,t. L i!. Sl:iione d i sanit•• inlcgratn con un piccolo reparto chirnrgico, rnunita di una sala o di una baracchetta 011erativa, con m ezzi di sterilizzazione e con l'armamentario d ella dnlazione regolamentare d'un ospecialet.to, eslt nderà la sua {unzione ai soccorsi onerati vi d'urgenza assolut.a. I feri ti vascolari , n ei fJuali è !:'tala eseguita l'emostasi provvisoria, quelli i quali giungono nello stato di shock grave per intenso traumatismo nervoso od anemizzati, i feriti con sintom i di asfissia, gli addominali e toracici con emorrag ia interna grave, tutti quelli insomma n ei quali si riconosca l'urgenza del soccorso operativo indifferibile, saranno trattenuti nel reparto chirurgico della sezione di sanità. Se è utile anche per questi feriti la diagnosi radiologica, essa n on è i,M etta mente indis pensabile . P oco importa conosce1·e la ubicazione d e\ proiettile ritenuto od i caratteri della frattura, quando urge mettere in luce la ferita vascolare per (!Seguire la emo:-tasi diretta con la Jegatma dei due capi del vaso leso sempre preferibile alla legatura a distanza. erl alla forcipressura. Occorre curare con la fleboclisi o con l'ipodermoclisi e con le iniezioni stimolanti l'ipolPnsiorne arteriosa, operare la tracheotomia, la re1Zolarizzazione di mutilazioni traumatiche e la la,.. paratomia urgentissima. Nei f Priti d el poi mone con emotorace grave, pericoloso per la emorrag ia e per l'asfi ssia o per g rave trau matopnoa, il soccorso immediato del reparto chirnrg-ico avanzato della sezionè di sanitit può salvare la vita in 11ericolo imminente. In simili cosi lo rmP11motorace ùmost.alico ed il tamponamento pneu matico della ferita torncicu beante, per trasformar,a s ubilo lo pneumotorace aperto in pn eumolnract> chiuso, costituiscon o la r isorsa viù Efficace. UemoslitSi provvisoria n111 Ju C'O:a:trizione elastica alla radice degli arti d eve a\'ere la più bréve durala possibil~. per evitare l'asfissia rlelJ'es tremità e l'ins uffìcenza d t·l lit cirrolnzione collaterale, specie quando la le.c;ione va~colare arterios.1 risiede nel terzo inferiore della coscia, nrl poplit i'. al l(· 1·z,J ,:11periol'e del brnC'<'iO, ove sono più povere le vie del n rC'olo C'Ollalr rnle.
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Con l'enumerazio ne di questi casi di feriti intraspor tabili, i quali devono sostare al reparto chirurgieo della sezione di sanità, pot1·à apparire ragguardevole il compito operatirn che ven tlbbe affidato a dello reparto. TraLtasi invece di stabilire con buon criterio 1 casi nei quali il soccorso chirurgico è veramente urgente e cioè per emorragie esterne ed interne, per shock g rave, per asfissia, per intense mutilazioni traumatiche, nei quali casi il Cerilo è assolutamente intrasportabile. Per assicurare la disciplina del servizio chirurgico tutti i feriti devono transitare per le sezioni di S1Jnità,· le quali potranno collocare il reparto chirurgico nella sua immediata Yicinanza, od ai piedi di una teleferica . I così detti posti chirurgici avum~ati, per assicurare una tale disciplina nel senso della rigorosa scelta dei feriti intrasportabi li, devono essere alla diretLa dipend enza d ella sezione- di saniti1. Altrimenti può accadere, e ciò appunto non d i rado avviene, che in q uesti posti di soccorso operativo vrngono, per amo1e professionale, fermati anche i feriti i quali possono essere tra;;pol'lati alle ambulanze C'hirurgiche ed agl i ospedalcUi chirurgici avanzati.
XI V. -
R epart'i sveciali ]Jer /rallurati r. per feriti nrticnlari.
I fratturati e gli articol11ri nei rig uardi della cura profilattica eontro le infezioni delle ferite d'arma da fuoco dt!vono essere conside rr,ti come i cavitari e portati all'ospedale chirurgico specializzato con la magg iore urge.nza, affìnchè la stcrili:.rnz-ionc ovcrativa del focolaio d ella frattura e d ella cavilh urlicolare sia eseguita p rima che si accenda l.'i nfezione. Ad eccezione <1ella gangrena gassosa, la quale può esplodere fulmineamt1nle anche nelle prime sei ore, nella generalità dell e ferii e le infezioni restano allo stato latente nelle prime dieci ore. Bisogna predispo rre il servizio di smistamento dei feriti dalla sezione di sanità perchè gli articolari ed i fratturati, con la stessa urgenza corno gli arldominali, siano avviati con servizio celere di trasporto direttamente ai reparti chirnrgici specializzali . Bisogna c,·itare che alle ambulanze chirurgie.be e agli ospedaletti di prima linea , òestinati alla cura dei Cerili addominali e cranici, a ffluiscano i fe,~ti articolari ed i fratturati, per i quali devo110 funzionare reparti chirurgici specializzati e non permeUere che 1,er ecc1'ssivo affollamento, come può accadere ed accade nei periodi di inten3e azioni belliche negli ospedaletti chirurgici e nelle ambulanze chirm·giche, si verifichino ritardi negli interventi d 'urgenza. E' più utile che il rerito percorra pochi chilomet,ri in più perchè il soccorso operativo sia anticipalo ed ubbia nell'ospedale per fratturati una permanc,nz11 me no breve. . La sorte dei feriti cavilari, a rticolari e frat.turati dipende dal buon funzionamento della stazione di smistamento che d eve regola re la irradiazione dei feriti secondo la natura dPlle lt>sion i ed in armonia Mn la potenzialità dell'~spedale chirurgico cui sono diretti .
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P er i feriti vascolari la cnt0stosi defìrnti va sarà di norma eseguita al posto chirurgico operativo che deve avere ciuscuna sezrone di sanità per i soccorsi di urg1mza assoluta, nei casi di emorragia, asfissia, shcck grave, n egli anemizzaLi, toracici ed addominali con emorragie interne in atto e negl'intrasportabili gravi$simi. L'organizzazione d ei repa r li per fratturati e per articolari pet· la precoce sterilizzazione operativu del focolaio traumatico e per iniziare nei fratturati la cura ortopedica razionale rappresenta un fattore di capitale interesse capace di favorevoli ris ultati anatomici e funzionali anche nei casi di gravi lesioni dello scheletro complicate a ferite vascoh1ri e nervose. Fatta eccezione delle fratture e delle ferite articolari da proiettili rii fucileria e mitragliatrici, con piccole perforaiioni della cute, le quuli sogliono avere le evoluzioni delle fratture chiuse , in quelle da schegg1e di prniettili da artiglieria o da proiettili di fu cileria de rormati o penet rati in posizione balistica irregolare, la penetrazione di frammenti di stoffa degl'indumenti e l'infezione è il fatto abituale. Col trattamento profilattico operativo p1ecoce, no11 oltre le 12 ore, possibilmente prima, perchè siano maggiori le probabilità per prevenire l'infezione della frattura e d ella ferita articolare, ed in generù di tulle le ferite generale da proieltili irregolari, si può stabilire nelle fratturn aperte l'evoluzione clinica delle fra Lture chiu~e, e delle ferite ast'! ttiche, nelle quali si può attuare la sutura secondaria ed in casi anatomicamPnte favorevoli anche quella primaria. li trattamento profilattico contro la infezione delle ferite, data la frequenza a ltissima delle infezioni tn,umatich~ nelle ferite di guerra per il largo impirgo d€IJ'artiglieria e per le condizioni di vita di tri111~ea, rappresenta un compito ch irurg ici• non meno importante della chirurgia cavitaria e del massimo in!,1::resse militare e sociale, considerando il numero raggunrdevole d ei ftrili degli arti e l'onere economico d elle invalidità permanenti che possuno derivare dal ritardo d ella cura s tr;l'ilizzante ed ortoped ica d ella frattura. L'organizzazione d ei servizi chirurgici di guerra d eve avere questo principal issimo scopo: prevenire le infezioni delle ferite allo stato latente, spegnere precocemente quelle in atto. Tutlociò è possibile con metodica tecn ica operativa da attuarsi alla minore distanza di tempo dal traumatis mo, con s brigliament,i l~rghi della ferita, escissione diligente dei tessuti con tusi e necrosati, ablazione dei corpi estranei, dei brandelli d i s toffa, dei proiettili accessibili, dei coaguli di sangue, emostasi accuruta, detersione meccanica in luLli i recessi d ella for ita. Nelle rratture e n ell e ferite articolari con lesioni epifisarie è utile il raschiamento del e.anale scavato dal proietti le nel tessuto spongioso d ell'epifisi, ricorrendo anche, sempre con vantaggio, alla cauterizzazione col P aquelin. Alcuni germi hanno una pal'licolare affinità con le fratture e si sviluppéino nel midollo ctellr ossa e ne l tessuto spongioso dell'epifisi; sono gli streptococchi e quelli del gr11ppo proteolitico e saccarolitico. La detersic,nu meccanica e la sterilizzazionP operativa s;ari1 compie-
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tata dalla ~lerilizzazione chimica con et,3re, con ipoclorito, o éon soluzione fisiologica leggermente ipertonica, usando di preferenza. cloruro di sodio e solfato di sodio una g r. 10, acqua gr. 1000. Con la sterilizzazione operativa il chirurgo s1 proporrà di ottener<:l nel disordine
traumatico l'ordine anatomico il J,Jiù fa\·orevole alla e\"Oluzione asdtica ed alla reirttegrazione delle funzioni lese. Mentre le sostanze antisettiche non spiegano una efficace azione bat. tericida sugli anaerobi, ·gli sbrig liamenti metodici e l'escissione precoce d ei tessuti direttamente contusi dal proietti!~, se::ondo l'esperienza della guerra, costituisce il m etodo più efticace per realizzare una notemie diminuzione d ella flora microbica, e particolarmente di quella anaerobica. Il valore profilattico d ella sterilizzazione ope1·ati\·a dipende dalla precocilà dell'arrivo del fratturato e del ferito articolare all'ospedale chirurgo spec ializzato, conditio :;ine qua ·non per conv('rtire le fratture aperte in fratturfl chiuse . Chi ha avuto occasione di osservare le suppurazioni spesso di lnnga durata, le csteo-mieliti e le osteo-a.rtriti croniche, le :t'3crosi estese d ei monconi delle fratture, le pseudo-artrosi, i calli deformi, le rigidità articolari e muscolo-tendinee, per le quali alterazioni si stabiliscono d elle vere mutilazioni funzionali , per cui gli arti ridotti in così
tristi cond izioni non sono preferibili ad un bu.:m apparecchio di protesi , si rende conto di tut.ta l'importanza della precoce sterilizzazione ope rativa delle ferite d egli arti, particolarmente quando interessano lo sc heletro e le articolazioni. Nei focolai delle frat ture comminulive d evesi eseguire con la mas:;ima diligenza la sterilizzazione noeralirn. mell endolo in uiena l uce, rimuovendo lt' ,,~ hcgge piccole 110,~rt' o p,:or:J ader,,rt: . ri:;pctt:rnrlo il periostio, e conservando le schegge grandi, le quali rimesse nella giusta posizione anatomica rappresentano 1m ut.tle t le>mento r·ell a fumazione del callo osseo. La chirurgia di guerra può essere largarn1?nte conservatirn, e nf'lle le;:ioni degli arti dovrà avere la più larga attuazione un tale precetto terapeutico, i cui risultati dipendor,o dal la buona orgdn izzazione s pecializzata d el servizio chirurg ico negli ospedali da cam po. I risu ltati del la c ura dfllle fratture saranno tanto migl iori quanto più precoceme nte sarà attuala la sterilizzazione operativa, e quanto minore uso si farà degli a ppa recchi gessati, direi piuttosto quando questi saranno banditi dalla chirurgia di g uerra, e quanto più largo e razionale uso s i farà degli apparecchi aperti a trazione permanente.
x,·. - Collabora:Jonr rlel ballerinloqo col chirurgo nella cura d elle ferite d'arma da fuoco. La cura deÙe ferite di g uerra richiede la collaborazione del chirnrgo col batteriologo ed è desiderab~le che n ei grandi ospedali chirnrg ici da campo ed in quelli che hanno funzion e specializzata per la cura d elle 6~ - G io rn<ilt· di 111edid11a militar~. -
Fa;:c. IX.
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SU. FTNZJON:\ .\l f.J'<l() l)f'.l, L I OSPrn,\1, 1 DA CA :\lPO E 01 TAPPA
ferite delle cavitù, delle fra tture, e d elle ferite a rticolari , esistano 1.-icculi impianti balleriolog·ici, o s iano Ùtilizza ti i gabinetti prossimiori. Le ricerche ballc>riologiche devono avere questo scopo : a ) stabi lire lo stato delle ferite prima del trattamento profilattico · e d opo nel corso della sterilizzazion e; b) d etermina,·e lo stato b&tteriologico de lle ferite che supp urano; e) esercitare il controllo batteriologico delle ferite sottoposte alla sterilizzazione progressiva per stabilire l'indicazione d ella sutura secondaria. Le ricerche batlel'iologiche sulla fl ora microbica delle ferite di arma da fu oco oltre ai fini pratici, possono essere estese anche a llo studi<. dell e questioni generali sc ientifiche della chirurgia di g uerra . XYJ. -
Seri:i:.io radiologico wr la d iagn()si ddlt- fratturr .
Senza entrare nei par'licolari ciel la lecn ica per l'immobilizzazi0no d efinitiva dell e fratture d egli arti per colpi da fu oco, ciò che sarà argomento di una nota speciale, si fa viva raccomandazione affinchè per la diagnosi esatta della frattura e nel corso della cu ra non si ometta 1n tutti i fratturati il controllo radiografi co e radio:;copico. Da un siffatto controllo e d alla meticolosa cura che sa rà posta dal chirurgo, partirolarmente nel periodo iniziale della cura, per prevenire e per spegnere precocemente l'infezione della ferita , allo scopo di stabilire al più :,>resto le condizioni anatomiche ed il decorso clinico d elle frat.lure chiuse in que!fe aperte ed infette, dipenderà la sorte di quel considerevole num ero di feriti di g uerra, nei quali g li s favorm·oli risultati curativi peseranno in una proporzione considerevole su l bilancio economico e so. ciale dello Stato. Con ·un sistema terapeutico diligente, e- col controllo radiologico, i framm enti ossei possono essere mantenuti con pe r fet ta correzione permanente fino al consolidamento d ella frattura. egli osredal i da campo, nei q uali sono istituiti d ei reparti sp•~cia\i per la cura dei fratturali e d ei feriti articolari, come n elle ambulanze chirurgiche e n egli ospedali che hanno funzion e specializzala p er la cura dei feriti addominali , cran iti e rachidiani , il servizio 1·adiologiro dovrà essere assicuralo con apparecchi fissi o mobili , in guisa ch e h, n essun caso manchi la diagnosi radiografica o radioscopica. 11 p rezioso capitai«' scientifico co;;lituito dalla raccolta radio! ')g ica sarà costitui to e calaloirato in modo ordinalo e p er sede anatomica in gu isa che possa far parte della doC'.11mentazion 2 storica della chirurg ia di g uerra nel Museo lraumatologito della Srnola di Applicazione di t-anilù Militare. · P er l'indicazione d imostrativa d el rerierto radiografico il radi•)logo aggiungerà alla schedn radiodiap:nosl icu u na figu ra sc hematica d t ll a sed e d el la le5ione con l'indicazione d ella lesion e os:;ea e della s0d e d el proiettile d ell a lesione Hnatomo-putologica .
S U L fTNZIONA \lf:NTO DEGI.I 0:'i PED,\1.1
DA CA.\11'0 E 0 1 TAPPA
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X\' 11 . - c;w1rigi,,n,· ,,,·1/et111 il,•//,• /ralt11r,, rlfl arma da fuor·o con rtp· Jmn•rch i o tra: ione co11ti1111// ,• con lrt p i:rman ,-,11:.a dei /r,.,t/1t-r(lti {11111 al cu11.,·11lidr111u•nt1J n1·ll'o.~111•r/hfr tla camv o 01,e i n com inciò li/ cu ra .
I ris ultali pcf'fe lli elle si otte ngono con g li apparecchi a trazione rontìmm e con la prol ungala permunenz.u dei fratturati ncll'ospNlale o,·e fu iniziata la c ura defìnilirn , sterilizzante ed o rtopedica, li conslétliamo precisame nte ne i prigionie ri a11s triaci, i quali godo no de i vantaggi de rivanti dalia prolungata pe rmanenza ncll'o::;pedale da campo fino a g uarig ione comple ta e coll'essere sottopos ti ad un trattame nto terapeutico uniforme e senZél discontinuitit. Ho rnns la lalo s iffatti risnltati su un nume ro ragguarde:vole di' prig io nie ri fratturati g uariti con una r ein tegrnzion1: anato rnit'a e funzionale com e s i può r ealizza r e ne lle frattu r e c hiuse non complicate, nElle qual! s i stabilisce ton un buon traltamento o rto pedico la riduzione automatica me l'cè la trazione r,ermanente. Ne ll'os pedale da cumpo 204 pe r p rigio ni~ri , d ella 3" armala , on i si a ttua sistematicame nte la s te rilizzazione µ r ogressiva e la trazione crmlinua col controllo radiogr afico, le fratture comminulive a g rande focolaio d el fe mo re, in g randissimo nume ro verificatesi ne lla battaglia de l Piave, sono g uarite in m odo chtl fanno vernmènte onore alla no5Lra c hirurgia di g ue rra e sono incomrarabilme nte assai mig liori di quelli c he osserviamo con gli uppa!'ecchi gessaLi s ia nei riguardi de lla ricos tituzione d e lle diafis i come nel trofismo de i muscoli e nPlla m obilità de lle articolazioni e de i tendini. Ho osservato frultu r<> comminute a g rande focolaio d e l fe mo re /?UH· rite in perfetta forma e con· lievi accorciame nti e con la conser vazioni! della mobilità de lle grandi arlicoh,zioni. P e r la valutazion e di ques li ris ullati ter apeutic i c redo oppo rtuno aggiu nge re e lle le fratture d elle grandi diafis i gene ra te dai proie ttili di piccolo r <1libro de lle nostre ,vmi portatili, fuciluia e mitragliatrici, che io \·ado osservando dal principio de lla g ue rra s ui prip;ionie1i aus triaci, per ampiezza d e l focolaio d e lla frattura e per l' inlen s itù d egli e ffetti esµ Jo:;ivi no n dimostrano un pote re vulnerante minore ne l nostro piccolo calibro ris pe tto ull'cu·mamento d ell'eserc ito nemico. La s upe riorità del diametro de l piccolo calibro austriaco, K mm., rispetto a que llo italiano, 6.5 mm. , è compensata da.Ila più intensa forza ·,ivu che ani m a il proiettile italiano dotato c1·una più g rande ve locith cli rothzione e di più intensi effetti late rnli. Intendo con ciò ricordare c he le fratture ch e o:;seì·Vi clmo s ui feri ti austriaci n on sono me no g r avi di quelle c he O:'Serva ns i s ui nostri fe riti. I buon i ris ultati c he s i ollengono ne i fn1ttur,1li aus triaci sollor,usti precocem ente a lla s terilizzaz1o n-.> operativa m eccanica ed a f!Uella chimica progressiva, a lla r iduzion e aulornutica con la truzione pe rmane nte ed al controllo rndiolog iro, ron la pt:>rmanenza ne ll'o;;pr;dale rla campo fino al consolidamento d..:lla fra ttura , dimostrano il ,·,tlore pratiro di un tale lratlamen to c lic· doH it es,:1:r e gene rulmPnte imi tato. Qt1e-
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S CL F U NZI ONAMtNTP DEGLI OSPEDA LI DA CA:\IPO E DI TAPPA
s ti r i:-u ltati lodevo li ,·anno a nche ricordati perchè essi attes tano la dis tinta per izia tecnica , la dilig enza e l'umanità con cui sono curati nei nostri ordinamenLi sa nitari d i gnerra i prigionie ri dell'eserc ito nemico, tanto in contras to con l'inumano trattamento c he i p rig ionieri italiani r ice,·ono in Austria, la quale li restit uisce alla Patria tube rcolos i, cons u n ti dairinani,io ne ed inrnlid1 g ra\"i, 1w i q uali appare pu re l'insuffi c ienza d e ll'assiste nza c hirurgica.
xnt r. ·- Cara dt'll,· frattur,· d 1·lla Cl)scirt e della (Jfl111ha con la tra:ivnc dirP/la d~·llu sch elet ro.
Som ·i d ei ca si ne i q na li pe r la m o lteplicità, la sed e e l'estens ione d e lla fe rita, e per l'into lle ranza d egli a pparecchi ordinari o pe r il notevole s postamento d ei fra mme nti poco riducibili, nei quali casi è necessario r este ns io ne fo rza ta, è cons ig l iabi te la I raz io n~ di retta s ullo schele tro . · Il c hiodo lranscalcanc·ale di Codi,·il la p uò a ve re utili applicazio ni nella chirurg ia di guerra. !\egli osped a li di P a rig i ed in quelli d el fro n te fra ncese ho visto irnpiegRta con b uoni r is ultali e con a ssoluta tolleranza la s taffa sopracakaneale di F'inocchie llo. Gos.5et e Chautro n l'a p plica no q uasi s islc:mat ic«m ent~ anc he ne lle fra tture recenti d e lla coscia e d e lla g amlHt. L<1 semplicità d e ll'ap plic azione d e lla s ta ffa cti F inocchietto, la to lle ra nza ed i ri;;ulta ti Ye ra m en tc pe rfe tti consig liano ta le m etod o, pa rticola rmente indica to nel le fra tt ure non r ecenti , qua11do cta la no d a tre o q ua ttro settimane, ne ll e q ual i con la traz ione es te rna non s i o ttiene la riduzione d e lla frattura. La s ta ffa di Finocc hiet to, la q ua le con::;is le i n u,~ nastro m etall ico la rgo lre o q ua ttro mm. , a rcualo ad an5a, ,·iene a pplicato sulla tub-)ros ità s uperio r e d e l calcagno foce ndolo pussnre, colla conca,·ità riYolta Ye r;;o il pied e, tra la fo ccia a nte rior e d e l tendine di Ac h ille e la pos te r io re d e ll·apone \TOSi profonda ctclla ga mba , la quale fissa e co pre contro l'a rticolaz io ne tibio-astraga lica i te ndini fl essori , i Yas i·ect i n e rr i. Questi e le men ti a nato mici no n su biscono alcuna pressio ne nè d ecuhr ro d a l nast ro nw lal li co ben tol leralo Ano a l r.onsolida m enlo d ella fratt ura. Questo m etod o pe r la sua semplic iti1 può a \·ere utile a pplicazic:ie anche negli osped a li da campo, ed ag·giunto a ll'appa recchio d ~l tipo Thom as pe rme tte u n t r·a ~pori o d e l ferito se s i mantiene l'estens ione s ulla sta ffa ron tr na fissazio ne e las tica o con quc1.lc he modifica zio ne. come quella del Haeitz -Bo~·e r , fis5ando l'an::c1 d el la s ta ffa con llll perno a ,·ite a lla e:;tr·cmitù d e l Thom as. La t razione appl iC'ata s ui condil i d el femo r e è m a l to llerala . Nelle fratture corflli\ir, u te a [!:rande focola io d e lla regione s.otlotroC'nnterica i n que lle 5opracondilic he d e l ginoC'c hio la trazio ne continua apptic:i.la dire tta m ente s ullo ff heletro colla sta ffa di Finocchie lto o con g li RP· p a recch i o rdi na ri p uò P:;sPre integrala dalla r iduzione dirett a ope rali ni colla legat ura m etallica cirC'olare. Quando è accessibile la fralltm.1 dd ft- mo rc pe r la ,·ia a ntero-esterna Eia nell'atto in cui s i compiono
S"LlL fl, NZIONA.\I ÈNTO DEGLI 0:SPEOALI DA CA.\lPO E DI BPP:\
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gli sbrigliamenti profilattici ovvern quando è raggiunta la sterilizzazione clinica d ella frattura o molto attenuala la suppurazione , sù il controllo radiografico dimostra s postamenti poco reducibili, la 1-:gatura metallica circolare è il metodo di elezione ; però è al!uabile nei reparti chirurgici specializzati. XIX. -
Trasloca:;ione dei frallurati e dei frriti artirofari.
I fratturati e gli articolari de\'Ono es,;ere risparmiati alle traslocazioni frequenti. E' perciò desiderabile chE rimangan0 il piu a lungo possibile negli ospedali nei quali è sl:1la :riiziata. la c11rn sterifozante e quella d efinitiva. Tra::;corso il primo periodo di cuia, 3 a 4 settimane , durante il quale si può raggiungere la sterilizzazione della frattura e d ell:1 ferita articolare ed un regolare avviamento alla formazione d el callo ed al reintegro della funzione articolare, i fl'attu rati e gli articolari dai rrparti chirurg ici specializzati d elle Armale saranno traslocati in ospedali terriloriali prestabiliti ove possano continuare la cura ed iniziare in tempo utile la chinesi-terapia. Se per imptescindibili esigenze logist.irhe è imposta una traslocazione affrettata saranno praticati prima gli sbrigliamenti, la toeletta anatomica e la disinfezione della frattura e de lla cavit.à articolare cd esclusi dalla traslocazione i fratturali e gli a rticolari gravi. La mobilizzazione dell e a rticolazioni, dei muscoli, dei lendini, deg-li arti fratturati s'impone per tutta la durata della cura e deve incominciare quanto più presto possibile. I fratturati sgombrati nel periodo di infezione della ferita sono inevitabilmente esposti alle riacutizzazioni settiche . Se in tutte le ferite di gt.:erra è necessaria una scrupolosa disciplina professionale per assicurare l'uniformità della cura, nelle successive ttaslocazioni dei feriti dalle sezioni di sanità agli ospedali da campo e da questi agli ospedali territoriali, ciò è imposto nelle fratture per élrma da fuoco. Bisogna quindi stabilire una continuità lernpeutica fra gli ospedali da campo e quelli territoriali, la quale difficilmente si otterrebbe con la traslocazione eventuale . Le Direzion i di S.anità di Armala , previ accordi con le autorità 5an itarie tertilol'iali, invieranno questi feriti a quegli ospedali ove è organizzato il servizio specializzato con tutti i presidi terapeutici, chir urgici, ortopedici e fisioterapici, i quali possono funzionare anche con mezzi semplici e con le dotazioni comuni dei grandi centri ospedali eri , come quelli di Milano, Brescia, Mantova, Patma, Modena, Bo, Jogna e Ravenna. In questi grandi centri ospedali eri collegat.i con i reparti speciali d elle Armate i fratturali e gli articolari possono fruire delle cure razionali e trarre d a queste tutti i vantaggi di cui è capace la terapia chirurgica ed ortopedica. Ciò ridonderà anche a beneficio d effErario con una sensibilè diminuzione d el grado delle invalidità permanenti.
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sr i. fl"NZI O='IA:\IEl\TO DEGLI OS P EOAl.l D.~ CA:\IPO E DI HPPA XX.. -
Frattura// e feriti arlitof,ITi.
Sono s labilili negli ospedali da campo repa rli s peciali pe r frattmati
e per fe riti articolari, nei q uali d e vono sostare possibilme nte fluo a quando è s tabilila la s terilizzaz.iùnc d e lla frattura e d e lla fe rita articolare. Quundo fosse imposta d a esigenze logis tic he u na traslocazione a n ticipala, d on-anno prirmi esse re pruticali g li s brig liamenti d e lle fe rite al'licola r i, ed esclus i dallo sgombero i frnltun.tli e g li arlicolari g ravi . I frat lurnti d ovranno completare la c ura s te rilizzante e d ovrà esse1·e bene an-iala alla cu ra d efini t i,·a la fralt.ura !)rima d e lla e n mtualc tras locazione dag li ospedali di prim·o sgo mbe ro. Con tal i c rite ri i fratturati e g li a rticola ri d evono essere ris pa1 miali alltl tras locazi0111 frequenti. E' perciò d eside rabile c he essi rimangano il più a lun11:o possibi le ne{!li ospedali da campo ed in quel ii d i lappa o di risen ·a di primo ~gombero p e 1: slabilire la slerilizzazionL' pr ecoce ad un regolare a1·,·inm0nlo alla c ura d efini tiva orto11ed ica .
X\J. - n,,wati chirurgici spa iali 11,•r lo c11ra rt,,[lc / 1,.,.itc d el sistem r, nervo,v. La spec ia lizzazione d el servizio c hirurl!ieo pe r la c u ra d e i ie riti d e l ~i,Lema ner voso, cen lra le e periferico, ri;;po nde a d una prec:sa neces~il~1 clin ica, pe rc hè ad un ta l genere di feriti d e vono esser ~ nssicuralc tulle le garanzie per 11n nronlo ed efficace soccorso . con dingn0si a nalorni clte es,Llte e con tecni ca o pe ra tiva pcrfetla, eompetente e dilige nte as- i:;tenza post-op erativa pe r un regola re a vvia m ento alla g uarigione. Poic llè léili ~éi r'ilnzit~ tecni che esisto no ne i re!)ar li chirurgic i Sl'l'Cializzat i pe r la c ura d e lle ferite d el sistema ner voso, e non S<)no r ealizza bili n egli osped al i chirurg ici comuni, salvo il caso c he in ques ti si lro,·i un espe rto operatore alle nato alla chirurgia c ranica e s1)inale , ai primi d evono essere s isle maLicamcnle avviati i fe riti c ranic i e midolla r i, anc he dire llamente dalle sezioni di sanili1 I feriti d ei nervi, ne i quali la d ia1rno,-i è stabilita gene ralmente negli esami s uccessivi, com e qua ndo e,:istono lesio ni d e llo sc helr tro, ne lle fra tture d e ll'om e ro, nelle fe rite d e lla CO$Cia, e nelle fratture d el te r·zo s upe rior e d ~Jla gamba, s aranno t ra:::loca ti a i reparti neuro-c hirurg ici d e ll'a rmala ove l'esame semio lofico coi necessari m ezzi d'indag ine s tabi lisce le 11rec ise indicazio ni Of)e· rati,·e . Pur riconoscendo _che i c hirurg i s pecializzali ne lla chirnrg ia d el ~i.f'tt ma ne rvoso sono al tempo s ltsso esperti semiologi ed abil i opl'ra tori . pa rlirola rmenlc ne lla chiru1:gia cranica e midol lare, è sem pre d C'~ ide ra bile la rollabnrazio ne d e I n e11 rologo così ne l lo s lud ii. d e lle feri te recenti come in fJ ttC'll o d e!l e s1 1cres.,ioni m o r l)ose e nelle complirnzion i ~elliche ed in quf'! le funzio nali. C:vn 1111a tale colla bo razion e in un campo co~i arduo d ella ch in:r~·in. ri i g11(·1T n , il q11ale ri c hiPck la rµ- he conoscenze a nat o m iche, fì:-iolngiche,
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SC L FCNZlùNA .\lEl'iTO DEGLl O::iPED.\LI DA CA.\11'0 E Dl TAPPA
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e lnwrnalologiche e buona tecnica ope rnlirn se ne anunlaggia l'opera d t•I chiru rgo con una mag·giore ,-pedilezza operali va sussicliala da tulle le inYesligazio ni semiologic he, le quali conducono ad una diagnOSl esHtla. Non dev'e:;;sere mai consentilo l'inte r venlo s ui fe l'ili cranici e midollH1·i, a c hi non hél la n cu•sèa ri a c0m petenza. Lecnieu se non s i vuol con,·ertire l'ospedale d estinato alla c ura de i fe r iti di guerrn in una scuola di a ddestrame nto operalirn. Bisogna con ogni c ura, 1wr parte d ei Di. re ttori di San ilà di Corpo d '.-\rma ta e di Arrnal,L, e de i co11s11 lf•nli di <:hi rurg ia, invigita 1e affinc hè alla cu ra de i fe ri ti de l s is tema nc r\'OSo s iano dest inati c llirul'gi di s piccala competenza e che con i re parti neuroc hirurg ici il consulente manler,ga contin1ti rappol'li pe r s tabili re quella collaborazione di cons ig lio e d i azio ne, la quale corris ponde a lle l:.uo ne consur ludini profcs,;io nali e 1;d un all0 compito morale c h'è li,nta parte cie l s~rvi2.io cll il'llrg ico di gtrtrra. !\o n è sempre possibile e,·itare che a lcu ni fe r it i crnnici e :-pinal i vengano ricoverali negli os ped a li - da campo per c hi r ul'g ia com11ne, ed allora. salrn ca~1 d ' ur;.:-enza ,;ssolula, ne i quali non è difff rih ile il socrnr5o c hirnrgico, com e 1>er Pmo rrugie e ndoc l'anic he. 11er IP~ioni d e lla meningea m edia , de i -;1;11i dunili. o l)er fe rite cranio-en,,efalic h:i ampiamente ape rte con no tevole a,·vallame nlo, as;;ai ·Pl'ima di ogni inler,·ento sari.t ric hit'sto il narel'e e se occol'rc !"opera d e l nc urolug;o e d el <:ùnsiil enle di c hiru rgia o di un ch irnrgo d egli os1w da li vicinio ri, c he clovrù essere designalo d\tecordo con il cons ulente dal Dir,!liore di Sanitù di Armata. · In ciascun g rnppo d'ospedali da campo sa rit s tabilila per le lesio n i cavitarie e pe r t11lle le altre la collt,hora:if/111• ch i ruroil'lt, com e una soltuconguJenza, dc~la qua le 11rù incar icato que llo fra i c hirurg i d e l .gruppo, il quale pt r cap1:1cilà ternica, pe r Lempe rnmenlo professio nale gude maggiore auto rità e prestig io . Pa1:Lic,)larme nte ne lla zo na d egli O:'<J)Pdali di Corpo d"Armata o,·e non può s empre g iunge re in tempo il cons ule nte d' Armala è 1tlile la collaborazione nella co ns ulr nza e negli inlen ·enti ope rativi d'urgenza. Do po la lunga e,;pe riL'nza della g ue rra ntlualo è facile s labil ire 1111a tale collaborazione chirurg ica consultiva ed ope ratiYa, da11do l'incurico clella solto-cons11le nza a quulC'uno dei di rettori de lle ambulanze chi r urgir.hp od ai c hirurg i à f:,:r li 0:5I)edali spe<' ializzali . .-\i dir·ello ri d egli osped uli da campo s petl :;i di rr•gola re la ,)crupolo.,a e t ostm1te cons uetudine d ella cons ule nza clli!'llrJ:rica che dovrà essere r ic hies ta a l cons ule nte cl' .-\rmata. ed in cas-1 cli as;;oluta urgenza a l c hi1·u rgo de l g ruppo os1wdalicro d Psignalo 1lal D1re tture di ;-ian ilit cli Ar matu . • I feriti C' ra n ici ed i rac hidian i con s intnm i 1n:dollari si. ranno con sen ·iz10 specia le d "aulo-amb11lanza, an ia~i di rdtunwnte ai reparti n euro-<'hirn rg 1ci, i quali d on anno essere di no rma s ituali ir.·mediulamenle a tergo degli ospedali di 1• linn1 de&linati a rice,·ere gli addominali ed i toracici. La trapaP.azione del cranio dev'essere pr';r.oce, per pre,·e nire le com plicazion i settiche, la meningo-Pncefalil~, la t.1·ombo- fl t'hi te, l'ascesso
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SliL FCNZIONA:\IENTO DEGLI OSP EDALl DA CAMPO E 01 TAPPA
Ctrebrale. La pre:,enza di corpi estranei, di proiallili, di scheggie osset>-, di frammenti del copricaJ)O, ùi caJ)elli, di coa~uli di sangue nella ferita cranio-cerebrale, s tabilisce la indicazionn urgente della trapanazione d el cranio, la quale sarà tanto oiù orofilattica ,•.ontro le infezioni endocraniche quanto più breve sarà l'intervallo di tempo fra il ferimerit.o e l'intervento chirurgico. Non faeciamo alcuna diffe renza fra ferite ur.iperforanti e biperfornnti, con o senza ritenzione del oroiettil';l. La .cruuiectomia profilattica per prevenire l'infezione meningo-,:mcefalic<t d ev'Essere precoce, e non sarà 11wi differila oltre le 24 01·e. L'esame radiologico dovrà possibilmente in ogni caso precedere l'intervento chirurgico, p er stabilire la nl enzione e l 'ubicazione d el proietlile, e l'entitù d elle lesioni cranich e, ma non è si rettamente indis pensabile p rima di proced ere alla. lrapanuzwne orofilatlica. Allorquando l:i fratLura e la oerfo razion e del cranio n c.,r. ii ll)II.Ilifest:l., e non vi sono s mtomi di lesion i cerebrali, come nei colpi tangenti, mancano l e indicazioni deHa trapanazione 1) recoco ed in tait r.asi , il primo S11ccorso si puo limitare allo sbl'igliamento ed alla slerilizznzioue d ella. ferita. r.lelle parti molli. Le ricche e larghe anastomosi tra la circolazione pericranica, di· ploica ed en docraniea, vie di diffusion e d ell,} infezioni esterne, rappresen ta.no la necessità di unu minuziosa e ci; I i~rnte sterilizzazione delle Ieri te del caoo. Alla Sezione r.li Sanità, e quand'è pos~ibile anche al ;:usto di r··edicazione reggimentale, saranno sisl!-:maticamenle csf:'guiti il t-0glio dei capelli esteso a tutto il capo, la di;,in f'Jz ione della ferita e d el s uo conto rno con alcool o con benzina ed in ultimo c,,n tintura d'iodio . Della t,inlura d 'iodio, che si vorrebbe bandirla dalla chirnrgia di guerrn per gli inconvenienti derivanti dall'ahuso . liisogn:i servirssne con misura. Nelle ferite craniche con ampia breccia, con p€rforazione della à ura rnadr<: e lesione cerebrale, alla Sezi:>ne di Sanità rnrà eseguita u n a rlil i~ent.e di sin fc>zione e medicazione vroleltivc1 con g&r za a <sci ut.la sr. i(IH>t e soffice. Dopo il tag lio e la rasura dei capelli sa ra fr.ita. uua lavanda sn ponata calda . Questa p ulizia e slerilizz::izione J·rLliminarc, quando non vi sia ec:~essivo affoll3mento, pot.r:.i. f'Ss~re p~eg uita alla fazione di SaniU. Ho credulo insister e su ,Juesti particolari d ?.lle prime cure rlei feriLi cranil'i, roichè si c,sserva non di rado che vengon,) tras,}u rati, e si JimiLu la puli zia del se.te contorno della ferita.
XXIk - Nu:·1m: sulle lrasloca;,ion{ d,•gli inf,'Tmi . Le traslocazioni d<:i feriti e d ei maluli dagli ospedali da cumpo deYono essere regolate col cri t~rio clinico in armonia con le necessità logistiche e con l'intere!:sc della efficienza umana rlell'Eser~ilo . S,: $i trasi ocano i feriti ed i malati ricoYcrati il g iorno prec:id,mte su ospE'dali di Inte11clt-nza più arretruti , tulYolta anche d ella s tessa zona, e ,--:uesta è
SUL F CNZI ONA?\lENTO DEGLl OSPEDALI DA CUJPO E DI TAPPA
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un'abitudine frequente, si stabilisce negli ospèd ·1li un transito t11multuoso di infermi , privando questi di quel ristoro di cui hanno bisogno, e si toglie al medico il tempo per compiere un diligent e esame, per In corr,pilazione dei documenti clinici, per iniziare la cura e pt r l'attuazione dell.1 misur,! igienicht:. Gli infermi costretti a peregrinare da un ospedale all'altro, sc-ttoposti a disagi che possono aggravare la malattia o la ferita, non incominciano in tempo utile la curn e gli ospedali assumono il carattere di luoghi di ricover o per inf ermi dì po.ssay{Jio.
In periodi di azioni belliche od in caso di notevole au mento di maiali, come nel periodo epidemico della malaria, lo sgombero può essere imposto da imprescindibili necessità, ma anche in tali circostanze !'i deve regolare la traslocazione cttgli infermi in modo da evitarej.l ritmo tumultuoso che toglie al molato ~d al ferito una tregua di riposo ed 11ì!'ospedale il tempo per esplicare lu. sua funzione clinica. I feriti hanno particola rmente bisogno di quella sosta Ml lrnnquillo amb.iente di un cspedale da campo, ove la tensione psichica e la stanchezza fi sica traggono salutare sollievo, che altrimenti manca con traslocazioni affrettate e successive anche con i mezzi più perfetti. 'Cn ferito anche grave dopo il sor,corso chirurgico e l'assetto igienico, in izia meglio la cura anche su un qualsiasi letto con pagliericcio, nel p iù modesto ambiente d'ospedale da campo, che non quando fosse traslocato col più comodo treno sanitario. E' preferibile che il ferito od il malato compia un maggior percorw dalla prima linea per raggiungere l'ospedale ove può aveni una sosi a meno breve, anzichè fargli subire in pochi giorni delle traslocazioni successive. Non deve accadere che nei riguardi ·ctegl i sgomberi l'inferm(} assuma il valore del numero per accrescere la disponibilità negli ospE· clali, e completare il cr,rico dei treni sanitari. Vi sono ragioni clini che che non possono essere trascurale senza danno c!:'rto ddl'infermo. Ho osservato degli opera.ti di trapanazione del cranio e 'd ella rachide, di laparatomia, degli amp11tati settici, traslocati nella prima settimana con auto-ambulanza dagli ospedal i chirurgici di 1• linea in quelli di Intendenza con evidente loro danno. Nelle traslocazioni si dovrà tener conto dell a sede ed entità ar?.lomica della lesione, dell'operazione eseguila, dello stato generale del :erito, dell'andamento clinico. I f€riti adctominali operati, i feriti torar il'.i cu rati con lo pneumotorace o con la cura aspettante, i feriti crar,ici, hanno bisogno d'una permar:enza negli ospedali nei quali fu iniLiala la cura, non inferiore a quattro settimane. I midollari héLnno bisogno di più lunga permanenza, specie se operati ed i cambiamenti di ambiente, di metodi' d1 assistenza, i disagi del viaggio, aggravano le loro condizioni fisiche e morali. Per i frattura ti e per gli a ,ticolari , in caso di necessità la lraslcca· zior,e può essere anticipala ma non prima di d11e $eltimane, quando sia stata raggiunta la steril izzazione chimica ciò che è general mente possibile se il chirurgo ha eseguito i11 tempo la di sinfezione operatirn cc,n le norme ricordale innanzi.
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SL" L F l"/\ZllJNA.\JJ::NTO m;GLI (•SPFPA Ll OA C.Ul P O E 01 TAPPA
E ' così gcnernlizzato il concetto c he dal melodo di cura e dalla diligenzu dt•I chi rurgo dipende il prevenire o lo spegne r e subilo la s u ppurazione de lle ferite che sembra g iustificala questa massima cbe ho letto ::;ull e pareti d e lle sale di ult:uni ospedali di Parig i : « Se la ferita suppura il fe rito ha diritto di chiede re la ragione al chirurgo». ln questa m assima vi è un contenuto 1.•ralico che dobbiamo ricordare quandu e.i tro,·iamo dinanzi a su ppurazioni c ronic he, a pioemic i, I\ fralLurali con osteomuilili ed osteoartriti suppurnlive. La cartella --clin ica vi d imostra con le mo lle J)C' regrinélzioni de l f<:-rilo c he la c ura sterilizzante non incominciò in tempo ulite o con ingiustificata fidu cia fu affidala ai pol1:ri cli d ifesa o rganici. La nostra oqrnnizzazio ne osr,edal ie ra di g ue rra corrisponde ne i riguardi temici a lle nece:-sitù clinir.hL•, a ssicu rand') il soccor so c hirurg ico precoc·e ai feriti gravi, nelle immediate vi cinanze de lle linee di t o mbattime nlo. Con i mezzi rapidi di tras porto g li altri fe riti sa ranno a,·,·iali agl i ospeda li a te rgo, ove possono p. iungere in te mpo utile per la precoce s te rilizzazione profilattica ope rativa. Nei r iguardi logistici la capace dis pon ibi lilit d f'i treni ,:,ani lari consente un a llivo sen ·izi,J di sgombe ro sugli osp<:dali lei rilo ri a li dura nte l'azione bellica . . Con siffalla o rirnnizzazione, a ccr esçcndo la efficienza dei p1·inci 1>ali ospedali chi rnrg ic i, i qua li in te mpo di calma possono esser e aùib1Li a nc he alla cura de i maiali, gli infermi potranno godere di una permi:1nenza. me no b re\·e negli ospeda li da cam1>0 nel l'inle re:;se d e lla CJJl"èl, de l ric11pero de i g uariti e d e l risparmio d ei mezzi di trasporlo. Ne i rig11a rdi de ll a d isponibilità d r i posli-lello negli ospedali da rampo. valgono le seg-ue11ti norme tratte da lla esperienza de lla guerra él ttuale: a ) in pre ,·is ionf' di azioni be lliclte w edis po rre la dis ponibi1ilit cli 3 4 po;;li letto de lla capac ità totale n egli ospedali di Corpo d 'A rmata, e :? 3 in que lli di lntC'ndenza; h ) con la p re parazione d i m ezzi provvisori d'ampliamento, corupresc le te nde, utilizzando tu tti i local i disponibili, s i può compe nsare il numero d i lelli occupati prima de ll 'azione, e raggiunger e n e lla imminenza delle azioni guerresche la dis pon ibilità totale di quella nurmale; c l durante l'azione s ulla efficienza d egli ospeda li mante ner e con siromberi ordina ti la dis ponibili tà di i /2 negli osped ali di Co rpo d 'Arm ata e d i 1,3 in que lli di Intendenza. Cun 1ali norme s i può fa rt' fronte a lla esigenze del servizio c hirurgie-o.
XXIII. -
i"isio-trroJ)ia 7Jrecoc,· 11,·i traumatismi di gul'rra.
F ra i po::;t11mi inabilil:rnti dttll e ferite è dei traumi comuni di g uérra o;;se1Tiamo con m olta freqmmza a nrh ilosi e semia nc hilfl::;i delle g randi e d elle piccole a rti colazi oni degli 1t rti , rigidit,\ tendinee, retrazion i cirat r iziali e contratture muscolari , ipo trofie, ede mi da an!.{iopares i, pan·si e p,u-a lis i organ ir lle pe r Jpsion i d r i ne rvi, paresi ri fll'S~c, rle for-
se L FCNZION.UIENTO DE:GJ.l OSPEDALI DA CAMPO E Dt TAPPA
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m azioni sto,·pianli de lle man i e dei piedi , delle ver e mutilazi oni fun : ·zionali, le quali possono costituire condizioni equivalenti, se no n pegg iori, delle mutilazioni anatomiche. Risalendo a lla causa di così g r avi infermiltt, la maµ-g io r parte insanabili, od aSsai poco m ig liorabili, e che costituiscono un o ne re 3 rave pe·r lo Stato, non s i può non considerar e che se I.e perdite anato miche sono in r elazione alla entità d el traumatism o, pe r quanto eone.eme la funzi one dei m ovimenti, nulla o poco è stato faUo in tem po utile pe r e\·itar e i g ravi esit i ina bilitanti , ~ che in g ran parte q uesti , bi wgna d irl o con se,·era s incerilit, sono im11Utabili alla prolungata·· immobiliz· zazione ed alla inazione, anc he volontaria d eg li infermi, a lle quali sono eondannati g li arti, ed a lla omissione di que lla razio nale ter apia fis ica, massote rapia , kinesiterapia, te rmoidrole rapia, e lett roterapia, precoc:em ente atLuale, possibili in qualsiasi luogo di c ura, anc he se s fornito ·di impianti di fis io-terapia. I favorevoli ris ultati pralici de lla mobilizzazione p recoce de lle art icolazioni, .d ella gi nnastica de i muse-oli e d ei Lendini e dPgli appMecclli ligame ntosi, d ell o s timolo tonico c he e;;crc ilano su lla inne rrnzionl' e su lla circolaz ione sang uigna e linfatica, s u.Ile secrezioni s inoviali, il massagg io, i m ov imenti attivi e pass ivi , la termoterapia, l'e lell r ic:ti1 e la st-es:;a luce solare, fanno obbligo, per doYer e scientifico e sociale, di a ttuarli con la maggior e diligenza ed in tempo utile, nPl la c ura d•: li e Je;;ioni degl i arti , sopraluLlo pe r preveni re le s inecchie s inoviali arli colari e tendinee, le s ineslosi 6 le rC;lrazioni c icat riziali . La lunga durala rle lle !'11ppurazion i contribuisce ad aggraYa re s iffaUe alterazioni, ed a c iò sarà ov,ialo con la profila~si operativtL precoce d elle in fez io ni <lelle ferite, con s brig liam enti e con m etodiche dis infezioni successive, con la ricerca de i cor pi estranei, co11 l'escissione d ei tessuti necrosati e fo rtemC'nle contusi , col drenaggio attivo, e con l'impiego di apparecchi immobilizzanti ape rti, e ne lle frallure delle g randi dia fìs i, particolarmente in quelle del femore de ll'o mero, con apparecchi a trazione cont.inua, alio scopo di stabili re al pii.I presto le candizion i anatorniehe favoreYoli al la fis io-lerapia p recoce. . Ne lle fe rite d ei ne rv i, se l'esame rliretlo o funzional e ne dinl()stra l'interruzione, si raccomanda la neurorrafia primaria, o quella secon·daria p recoce quando le condizion i anatomic he e lo stato settico de lla ferita non consentano lu s 11tura immediata de i m onconi nervos i. A:lu re integrazione anatomi ca d ei nen ·i seziona.ti od inclus i neii. focolai di fralt.ura. dobbiamo r iconoscere il valore di ope razion e riparatrice cfurgenza o poco diffe r ibile . La cura. profilattica ope rativa de lle fe r ite pe r prese rrnr!e d alle inft:zioni o per spegner le con la maggio re diligenza , con m e todico trattamento a.nliselt1co, quando l'infezione è in allo, è léL neces,;ar ia al leala d e lla. fis io-terapia funzional e de lle fe rite degli arti. Con t,tndaggi amovibili, con apparecchi immobilizzanti aperti, con s tecch e urlirolate a ! gomito pe r l'ar to s upe rio re, con po5teriori con plantare l)é l' l'inferio re , con semicanali gessati mode llali estemporaneamente su ll'a rto leso, con ·appa recchi immobi lizza nti a trnzione conlinu9, !>i stabili5co-
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SUL Ft.:NZJONA)IENTO DEGLI OSPEDALI DA C.HIPO E DI TAPPA
no le condizioni adatte per la cura sterilizzti.nte d ell<1 fer:lt:. per la rucbilizzazione precoce m etodica, per il massaggio, per la idrotermolcrapia, per l'elioterapia e per la. elettroterapia.. Non occorron o impianti speciali , poichè con buone direttive si pos. sono addestl'al'e gli infermi più carlaci alla kinesitera tJia manuale ed al massaggio. Nessun congegno m eccanico kinesiterapico vale quanto la g innastica manuale d ei movimenti de!le singole articolazioni, esfguita con metodo mis uralo dalla sensuzion e delle resistenze opposte dalle sinecchie a rticolari, d ai ligamenti , dai lendini, d a lle contra!lure muscolari , dalle retrazion i cicat!'iziali. La ginnastica d ei m ovimenti dovrà esser J iniziala al più presto possibile nel corso della cura delle ferite, non appena siano spenti i Jjl'Ol'.E:Ssi reattivi infia mmatori e suppul'alivi, e per le articoluzioni luntane dalla sede della lcsi0ne anche prima, cd an che quando si fruii: di fratture di g randi diafisi o di ferite articolari. La trazione continua, nella cura: delle ferite diafisarie, stabilisce una g innastica Ionizzante dei muscoli soggetti all'azione estensiva ed in quelli antagonisti , e concorre a vantaggio d el trofismo di tutto l'arto. Con siderando tutti i favorevoli risultati della fisio-tr.rapia precoce nelle ferite d 'arma da fu oco e n ei traumi comuni di guerra, r1vol go viva preghiera ai Direttori di Sanitit di Armata affinchè si impieghi riuesto prezioso sussi<iio terapeutico con la maggiore larghezza_ Esso troverù la sua più larga alluazionP. nei Depositi per convalescenti nei Convalescenzial'i per u1ficiali, nelle In fermerie di Al'mata per infermi leggieri e per r.onvale;;cenli, n1:gli Ospedali da Campo, di Intendenza e di Tappa, ed in dati periodi anche in quelli da Campo di Corpo cl.'Armat.a. Per cura dei direllori deg li stabilimenti sanitari di campagna e soLlo la Direzione di u n ufficiale medico incaricalo del se1·vizio fisi0terapico saran no addestrali infermieri :ntelligenli al massaggio ed alla mobilizzazione d elle articolazioni. La mobilizzazione sal'à di nornia rnmpilo di un ufficiale medico e rl'uno studen te di medicina, dovendo seguire sempre un criterio analomico. Per r attunzione d ei presidi fi sio-lerapici potranno i;:ssel'e impiegali mezzi sempli ci di im provvisazione, con i quali si può spiegare un'azione meccanica pel' la m obilizzazione pé!SSiva e per la g innastica delle grnnt'li e d ell e pi ccole articolazioni. La forza di g ravità dei pesi, applicati direttamente o con sistema di pulegge, può g radatamente vincere la resistenza d elle articolazioni e degli apparecchi muscolari riproducendo movimenti normali. Con ingegnosi adattamenti di pesi a trazione proporzionuta alle resisl.enze anatomiche e con moto oscillante ritmico del pendolo si può stabilire un congegno semplice ed imprimere alla mano ed all'avambraccio i movimenti di pronazione e di supinazione. I pesi caricaLi sulla mano o sul piede, col gomito o col ginocchio convenientemente fissr..ti s11 d i un piano d i appoggio, potranno gradatamente porta re l'ava mbracc io e la gamba n ell a normale esten sione. Con la ginnastica dei movimenti di tnll e le articolazioni in piedi ~cl
SUL FUNZIONAMENTO DEGLI OSPEDALI DA CA.\! PO E DI TAPPA
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a t.erra, dopo il massaggio e dopo le manovre di kinesiler~pia manuale ..e meccanica, si melteranno in azionb tulle le a rticolazioni, comprese quelle della rachide. Le cure kin esiterapiche saranno s ussidiate dai bag ni igienici, dalla dc.ccia calda, che potrà esser praticata con una pompa '" excel5ior », dalla Eilioterapia, dalla elettroterapia e dalle cu re ricost.ituenti iodiche, arsenicali e furruginose, dando la preferenza al metodo ipodermico. Con la buona volontà, che sa uliiizzan! i mezzi li portala di mano e di facile allestimento, si potrà organizzare e genernlizzare il servizio ù i fisioterapia nelle formazi oni sanitarie di campagna in modo da limitare il numero ed il grado delle infermità inabilitanti al servizio militare ed al lavoro, con ragguardevole vanlaggiCI dr ll'Erario e dell'efficienza d ell'Esercito. XX I\-. -
A.llC(J!]iamcnti coatti.
Altra causa d"inabilili\ d'origi ne fl'audoler.la sono g li atteggiamenti coatti permanenti della mano con le dita estese conw•i·genti in fascio, col pollice sottoposto diritto o fortemen te flps;;o s nl i:almo, del pugno chiuso col polso in flessione fo rzata, d 'cllle dita rovesciale in s ublussazione, dorsale, dell'avamt-i·accio senato sul braccio, del braccio immobilizzato nell'adduzione contro il torace, d el piede in e,qu inis mo diritto o deviato in torsione dorsale lalero-esternc1. rifila gamba rigida in flPss;one od in estensione ddla rachide arcuata . Siffatti nt.leggiamenli at.Lribuiti dagli individui a falsi Lrau1rn1tis mi , a contusione, a di:st-0,·sioni, a ferite insig nificanti dei teg umenti non cont rollali da diligen ti esami , od a lie\'i ferit.e, sono mantenuti d apprima con mf-!Lzi meccanici e poscia, anche durante il sonno, da un aulomalis mo psichico pertinace, col quale si stabiliscono a JLernzioni lrofìche. delle vere miopatie ed artropatie degenerative. Con siffaUe allerazioni i" colpevoli riescono a rassare !)er mesi e per an ni d a 1.1n osperlale ull'altro, ad otléne re lung hi periodi di licenza e forse anche provYediment i di ri Forma e di nens ione . Negli atteggiamenti coatti s i stabiliscono dei fattori meccan ici anemizzanli per l'immobilizzazione permanente, per la compressione, per lo s tiramento forzato dei ligamenli, i quali fattori deyauperano la circolazione d ei muscoli, ..delle guaine tendinee, nelle epifisi, nei tegumenti, ed abbassano i ooteri trofici della innervaiione periferica con lo stesso meccanis mo delÌe ipotrofie che osserviamo nei traumatis mi osteo-nrL1colari, fino a c rtare delle vere alterazioni degenerative, le quali. per erronee valutazior. i Pliologiche. vengono att ribuite alle cosi dette Pd· ralisi riflesst-J. Talvoltu le l)OSizioni coatte sono manlen11le nei feriti veri da un al teggiamentt, anta!giro ehe dew e;:sere romball11to con la cu ra fisica e psichica, colla riedurazione clei movimenti inibiti d a un dolore esis tente, esagerato od im111aginarit, . Con la ginn astica rir.ri11cativa. con i mo'iiment.i passi\·i, con la ~1-rmoidrolerapia, con l'elettricilà, con la nsicolerap ia e sopral11llo con l::t ier.
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5C L 1-TNZI ONA:'-lt;NTO DEG LI IJS PEOALI DA CA.\ I Pù E III TAPP,t
mezza dei J)! Ovn~d imenti, sottoponendo siffatti individui al g-iudizio, dell a g iun ta sanitaria d1 Armuta oer la loro utilizzazione nei servizi di seconda linea , dimellendoli s ubilo d agli os pedali clovt:: aggravano le fulse infermitil e diffondono il contag io psichico, faremo la mi~liore prc,filassi c<:ntro queste: doloroso fenomeno fra le ma lallie s imulate della g uerra. R,t<.:roma ndo perciò che anche u questa <:<1Legoria di infermi, che ingombra no g li o::;pedali ed i convalescenziari e costituiscono onere f\l'U\·e sopratutto per la disciplina, s iano estesi i benefici della fisio-terapia senza Lrnseu l'are per essi par ticolarmente il snlutare fattore ps ichico, al fine di liberare la loro m enta lità dell'azione coattiva dell 'a11tomatis mo permanente che costituisce una forma d i psicopatia compatibile co~ un uti le servizio di g 11r rra. Eg ua le trallamento s ì raccornancta per i postumi d elle altre infermità. pr-orncate intE:ressan ti g li arti , e va rticol armente n egli edemi da costrizioni e da cont usioni, le quali allerazioni in generale lasciano integro lo scheletro e le art icolazioni e n on impediscono che i fraudole nti infermi po::;san1, essere impiegati in utili !,ervizi anche rn zona di guerra .
xx,·. - .4.uto.ferimenti con ar ma da f u ui:o . Nel p rincipio della guerra l 'autoferimento prodotto con il proprio fucile esploso a bruciapelo o con la bocca d ell'a r ma a eonlat1o conlrv il palmo d1::lla mano o cont ro la s uperfice fl essoria delle dita , e ra la forma più comune di autolesioriis mo. Nei primi combattimenti sul S . .Michele e s ul S. Martino vsservai queslo doloroso fenomeno. sul quale richiamai s ubito l'attenzione d eg li ufficiali medici d elle sezioni r:li sanità e degli ospedali da campo e dis posi eh€' t ulli i fel'iti i quali nn·senLavano lesione d 'arma da fuoco alla ma no con i ca ratteri dei eo\uj esplos ivi o che generavano sospetto di a uloferimento, fosse ro riuniti ir. un solo osped ale e in . un repurto s pec iale sotto la mia diretta sor n iglia nza. per s tabilire su di essi lJn severo co ntrollo diag nostico e pe ,· ~,·ilare che s fuggissero alle sanzioni di legge. Nei g iorni di combattimento, per la conquis ta di quelle formidabili posizioni che racchiudono tanti g loriosi ricordi per le noslre armi. a ffluivan o a g ru p pi gli a ulo feriti , e fu salulare fa ttore di repressione t! di prevenzione la pronta scoperta d~lla frode , la denunzia e la senira. condanna. dei colpevoli. Qursti Yenivano condotti al tribunale di gucn a pochi g iorni dopo la cons taluzione del reato e le sentenze por tate a co noscenza del le truppe fu monito saluta re cont ro il contagio del mal cons ig-lio che poteva far r,resa s ug li animi d eboli . . I carat ll'ri differe01.ial i fra le ferii.e proc:lolle con la bocca riel fu cile a bruciapelo od a contallo, e quelle a dis tanza di combat~im0n Lo, anrh~ :;e prod olle nella zona esp losiva della traiettori a, e ta le d istanza. p •10 essere ridolla a pochi mtl r i, son o di lai na tura da togl i~re 0gni d ubbio in caso cli autu f!c'rimf'n to. ·
::;r; L rt· NZI ONA:-JENT() DEliLI OSPE:D,ILI Il.-\ C.-\ .\ 'IPO E DI TAPP.I
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Con la bocca d ell'arma a con tallo c ontro il palmo d ellc1 muno, raz.ione dinamirn inte nsa corrispondente a lla fO!'Za v iva inizia le d el proietti le , direLla e la te rale, è aci.:resciuta dal la colonna di gas, la quale 1;ene t,ra ne l canale d ella fr rita, ed esnlica e ffetti di scoppio anche quand o il proiettile non urla contro le o·sa , e pe rfo ra i soli tes;;ut.i m o lli. (ili e ffetti esplosivi c he caratterizzano le nuo ve a rmi oorta lili d a g-uer ra, fuci li, p is to le , mitragliatric i' s i verificano su parli resis tc:nti d e llo s,· hele lro, e su o rgan i parr nchimali umidi, fegato, 1ni l:w, rC'ni. ~u ,•ti!i-e intestina li piene di contenuto umido, s ulla vescic a dis tesa, ne l cervel lo, e no n n·e1 polmone, ne ll'intestin o vuoto o dis teso da ga s e n e!le pa rti mo lli , come ne i tegumenti , ne ll e masse muscola ri, ove l'elas tic ità d el tessuto e la presenza d e ll'a ria e d e i g a s abbassano n otevo lmente l',1 zione vulne r ante anche n ei colpi a b re ris=,ima distanza. Ne i colpi con la bocca d e ll 'arma a contatto od a bruc iapelo, r.él le condizioni d el s uicidio o d ell'aul ofe rimento, ch'è una forma di suitidio morale, la penetrnzione dei gus del composto esDlosivo anc hè in pa rli le qua.l i oppongono poca resis le nzu, d ete rmina inten si e ffetti esplosi ,·i. Il fo rarne di ing ressv è ca ratte, izzato d a una perfo r azione rotonda d el diametro approssimativo d e l pruic ltile, con marg ini forte m ente cont usi, con due o ire br·evi incisure rflggiale. Il conto rno d e l fontrne, quando la ferita è r ecente , ne lle prime 24 or e, è leggerme nte p rominente, pe r effe tto d ella pressione late rale d e l proil:)llilc e retrog ucta d el la rolonna d e i gas. li fo ra rne di egresso è cos tituito da un'ampia breccia c rateriforme, a pa reti fo rtemente contuse b r unastre cosparse di lacinie di aponevrosi, di tendini , d i mu scoli , di piccole schegge ossee m ohililale come proiettili seconda ri. Lo sq uarc io c utaneo c he c ircosrr i,·e il fora rne o la breccia di egrcs::o è ro rmato da tre o quattro le mbo?tli triangolari, s ull'a pice d ei quali s i verifica sovcnì.e una pe rdita di sos tanza prodotta dal cono di scoppio. Ri avvic inando i le mbetti cutanei lo squarc io d ' uscila a;o:;umc J'aspl?tlo di un'ampia ferita s te llala, che com e un marrhio inde lebile si ri pete nella c icatrice, pe r cui la frod e p 11ò essere scoperta anche lardi a di stanza di m esi e cli anni dull 'autoferime nto. Quesla ca ratteristica b r eccia c raleriforme e lo squarcio s te llato d ella pel le sono la p roq1 ~ic1 1ra c he la ferita è ,1vven11la con la bocca d e ll 'arma a contatto. L'alone di anne r ime nto che c irconda il forarn e d 'ing resso è circo scri tlo od incompleto nei colpi a con tallo, pe r la fu ga lai.Pra ie d e i ga'i. più largo ed inter o in quelli a brnciapelo od a minima distanza . • Questa piaga d ell'aulo ferimcnto, frPquente ad o:;servars i in principio d ella guerra, mancava s pi>sso in :'t>guito, a d arte evitalo d agli sca1lri. coprendo la mano con un Pt' zzo cli stoffa, con la r rosla Jt"I pane o co11 altro m ezzo capace di tratte ner e i residui ne rastri d ell'esplosivo. Que.--sti si fissano sui tessuti profonrti, nell'tpiclermide ed anelH:! ne l derma producendo un tatuaggio e lle si elim ina colla cadula d egl i stra ti epidermic i fo r'lem ente contusi d al la pe rcu:-Sione m eccan ica e dall'azione t <:r• mica d e i gas, ed ann e riscono la Jlarele ilei canale d e lla ferita , spedenel contorno d el fo rume d 'ingresso .
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S U . F C NZfONA.\It:NTO DEG LI OS PEDALI DA CU IPO E 01 · TAPPA
Il colpo a bruc iapelo n elle condizioni d ell'autoferimenlo produce n e lla mano una perforazione a squarcio crate riforme verso l'uscita de l pro ie ttile con i medes imi caratteri ma di g rado meno inten::;o d e lle fe. rile prod otte con la bocca d e ll'arma a contatto. Il forame c utaneo d 'ing res:;o inw'ce di essere un po' prom inente, è invece pianeggiante o leggerme nte infossato e pe r la forte contusione l'epide rmide n ella prima settimana s i sfalda segnando la sed e d ell'alone se fu occultato dalla t intura di iodio od evitalo d a lla inte rposizion r di uno d ei m ezzi suin dicati. Gli e !Te lli e;;plos i,·i d el bruciape lo e d el conltttlo su lla mano con i -caratteri de,-:eri lti no n si verifican o n ei colp i a cortissima dis tanza. Basta un inte rvallo anc h e di !)Ochi m e tri pe rc hè sulla mano s i osservino semplici pe l'fo razioni , e se il pro ie ttile frattura le o~a d e l carpo od i metaca rp i , la pl'Oiezio nt! d elle sc hegge ossee p os<sono fra.:;tagliare l,re,·em L'nte il fo rarne di e 0 Te,-:so, ma g iam1m1i p r odurre le tracce c rate r ifo rmi d e i cohli a contatto . Gli autori di auto fe rime n ti atlribuisccno la gra\'e lesione a pro iettil i esplos i\'i ; ma ques t i s i ricon oscono dalla irregola rità d e i for a mi cu ta nei e ne lla immag ine radiog ra fica carntte ris tic a, la qua le dimos tra fra mme ntazion e min ima o totale d el l)roietlile cavq con la proiezione cli piccole e molle puntirelle metalliche intorno al focolaio d e lla fratt ura . .\le n o fac ile è la diagnosi di &uto fc rime nlo prod o tto con le dila d e lla mano riu nite s ulla b occa d e ll'armct. L'as po rtazione più o meno estesa. d elle di ta può e;;sere allrib11ita ·a llo scoppio a ccidenlc:de di tubetti di g e latina , il solo fatto re \'Ulne ran to i l'Ui e ffetti posson o non diffe renziarsi eia quelli d e ll'autoferimenlo. quando produco no le muti lazioni d e ll e dita . P er allontanare i sospé tli, o llre ad e vitare il téltuagg·io, i r ol. p en,li prescelgono la mano d estra o l'estre mità d e l pied e . .Ma a d un d iligente e,-am e, sp ec ie se la ferita è r ecente e l'os<;en ·azion e è immediata, n on ::;fi.1ggi rà la. constatazion e d e ll a frode . ~·e manca l'éllo n e. e s i ossen ·a la ferita anc he a dis tanza d a l ft'r; m e nto l'ampia pe rdita di sostanza ed i caratte ri esplosivi stabiliscono in mod o s il'u ro c h e la lfs ion e è an-enuta n e lle condizioni d ell'a 11to-fe - · r ime nto con la bocca cle ll'arma a contatto co l palmo d ella mano ed a hruciape lo . Disgraziatame nte, m atgraòo fossero stati istitui ti d e i re parti s p0cializzati per la d iagnosi d e lle autolesioni , non p ochi , io c redo m olti , autofe r iti per colpi da fuoco alla mano son o s fu gg-iti Hlle sanzion i legali. t·d • h a n no consegu iti pron-t,d im enti m edico-legal i di rifo rma e con p e n s ione . . Ancora ade~so mi accad e con \'e ro ramm a rico, di scoprire r.Eg li o;;,pedali d a cam po ed in quelli territoria li fra i fe riti di gut!rra, d c>gli nuto fe r iti , c he ,wlle s uCCt',,si,·e t raslocazioni passano ver feriti legitt imi ed a i riual i con g rande offt';::..i d e lla g ius t-izia, può esser·e con cesso, e quant i l'a\'l'a nno o tte n11tu, l'o no rernlL, dis tinti\'O d ell mutilato d i guerra .
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1flJ:l
,~~nu[1)1li:,lursì,,11i r sclaud1•TJ11Ì" .
Sono as::;u.i frt·t1L1 enti fra le 11:'::ivni µr ovorak , attribuite cl:li rull'l' · voli a dist0r:::1oni r i1,nrtate in ::;er vizio. La vero::;in1iglianza di una ·1-ale n irs iunl' è di facilt• con;;talazi0nc, cosi c,·idenli sc,no i 1·r1ratleri di ffe1·enziali fra le ,·ere e le pseudt)rlis t.orsiuni. In q11est.e forme di µrovocazione, la tume fazi one è difft1::;a e com prende tutto il collo ed il dorso del piede , sove nte d eformato fino ad r1ss um(•re l'asl'ellu rii una pseurlo-elc fantia~i. L"infillrazione de l'mO I pudermica può essere divisa in lll'dositi1 rolondeggiant.i od a forma. di piastre le quali costituiscono masse adere nti ai teg 11menli tì!,sati come in una scle rndermia. · Questo solo carattere baste rEbbt:) ad esd uden: la dis lol'sionlc'. Alcune volte ne l mt:zzo de lla cute che copre lè placche nod ulari .-;ubc utanee s i ossHvano punti c inilriziali , i quali indicano la sede di in t roduzione dell'ago ipode rmico, per l'iniezione de lla sost,111:t.a 1rritanle o coagulante. Altro m eccanis mo della p rovc,cazione de lle pse11d o-distor~ioni è d elle pseudo-e le fantiasi è l'aulocnntusio rn, l'ipetuta, la compre;;sion e l'On la legatura c ircolare al di sopra de l collo del piede e la posizione pendula d ella !.{amba n elle o re de l ri1J0SO e pa.rticolarme11lè durante la notte, aggravando la legat11ra circolare , a11c he non forte, vcr cvit.are l'impronta permanente d el solco cutaneo con l'appogg io del poplite su 11n corpo duro e caricando il s inocchio con un peso capac-2 p(•r arcreSl'e re la pressione s ul fasc io vascol11re ciel J'JOf)liLe. Gli individui pe rtinac i riesco1,o a pe regrinare I)cr vari ospedali s fu ggendo per scarsa ,·ig ilu11za degli uffìc iali medici, o per impe rizia nella ricerca della 'v e rn causa d elle lrsioni provocate, o pe r inopportuna ir1dulgc nza e ad ottenere l1mghi e ri petuti periodi rJi lic:cnza, e forse anc he, col ricon oscime nto erroneo de lla di pe.nclenza dal servizio, pro\·vedimento di 1·iforma con diritto a nens ione. Con un rliligt-nlt• esame clinico ,~ col rene rto radioJo~icn s i può cons tatare l'inlcgritit ciell'articolazio ne Libio-tars ica <' rldl'appareccl1io te ndineo, nH'n lrc una vas ta infiltrazione sclerosa nod11 la r e od a piasi roni avviluppa il collo del piede. Swbilita ri11verosimig lianza della vers ione data da l mil!tare , e riconosci uta la cal;sa fraudole n La, ne lla dic hiarazion-3 c he dov rà e:;ser c collegiale perchè &bbia maggiore va lo rt• pe r gli effetti legali, saril f·spresso in le rmini precisi la inesistenza de lle ,llle razioni oslt>o-arlic,Jlari che caralle rizzano le disto rs ioni pe r esclude rla s ia in .1l'.o , sia come fallo pregrCS$O. Tra ttandosi di individui rolp&voli verso la disciplina e verso l'ono r e, i quali per sottrarsi ai dovel'i del servizio di guerra pe r \'ilt;1 hanno i:ffeso il pr oprio organis mo, il giudizio d e l mrrltco dèvt.: l~scre pr eciso e seve ro, senza dubbiezze, quancto il concelto diag nnstiM è s ic uro. affinc hè il colpevole non rimanga imp,mil o e rint~rl.'s5,' d Pllo Staio s ia 66 . (; iornalr. ,U 111Niici11a m il itare. -
l'a,c IX.
1Uil.4
,; l ' L FL' .' i Z IIIN~ \I El\ T•J Dt:l; Lf 0$PEOAI.I DA C.\MPO E 01 TAPPA
d i foso da l la frude . L'inhig rità d elle :i.rlirolazioni consentono che i colp0vol i corn1·iann il lor o se1Tiziù, e saranno perc iò dime.;.;i dall'ospedale a l più pres to poss ibile 1.1 nc hd 11er r ag ioni d i JJrofilassi m o ra!('. La l11nga permane nza i11 os pedali è giiL un o bbiettivo c ui mirano gli au toll's ionisti, ed è incentivo alla imit..azinnr. Q11ando l'infillr a z1c ne sclerosante de! ,;ott0çulaneo e d t-'l d <>rma .si c1ccom pagna ron ed em a s icro,;o da co1nvre:;sione, l'alterazi()r:e -de forma tutta l'est remiliL la quali:' può è1::;s11mer e il carattere di una p.seudo-elefa.n t1asi. Con la r ipclizir,rll' delll· pralil' he I)rO\'OCatric i, iniezior.i oleose irrita nti , per cussioni contus iv1-·, con1pressione c ir.cola re , !)Osizic ne r,endula. de l piede, si stabiliscono de l le a lterazioni scler osa nti, de lle scle rodermie nodose . a 1; 1as t1 oni o diffuse. le quali hanno i caratteri della vera e lefunl iasi. Queste \·isto:-e !'11r111e di Nfrmi stfrro ·i, le quali si vot rehbè ro chiama re sclt.:rurler mie nodose o di ff use, 1m><sono co::;Lituire d elle a lterazior.i in ,::a nabili. XX\'11. -
T or.,ioni coatt,· di"/ pù·dr eri atfrouianll'nti 7J~i:udo parali tici _
L'ullPgf( iu111cnlo del pied e tol'lo r otato in de ntro, fino a nortare if marg ine (;Sterno e la ::;uperfìc ie d orsale a contatto col s uolo. costituisce una d e lle più· frerp1cnti posizioni coat.te pre fe rite dai simuh1tori. con la. quale s i s tabiliscono dl·lllc! ver e e pro1wi c aHerazioni ar atomiche e funzi onali. Q,;esti falsi s torpi. quando è scoperto s u bit.o l'artifìzio. che s p esso innestano s11 presunti lraumn.l ismi o su qualch,, pir.co' u c icatrice cutanea c he invariabilmentè a ttribuiscono u cause di servizio od a feri te di g uerra, vossono essere t icupt'rati a l servizio e:d alla disciplina, ma se passa de l te mpo e s i cr ea l'au tomatis mo n ella s imul azione. di vcntaro d e i \'l'ri m a lati organici e !)Sichici , irriduc ibili a rl ogni tentativo di cor rezio ne ed in..;e:ns ibili a i ric hiami ed a lla rieducazion(.' morale L'alleggiamc nto de l !)icde torto in de ntro è agt>volalo d alla struttura de ll'articolaz ione libio-tars ica, da lla lung h~zza de i tendini ueronei e d alla prevalenza d ei muscoli tibiah e d1d tricipite s urnh:>. La contratturn volonta ria permanente del tibiale e de l tendine di Achille, s upe rata faci lm cn lo l'azione a ntagonis ta d ei peron ei, porta il piede in rotazi one cd in semi-e<1uinis m o è l'asll'agalo in s ublussazione esterna. Sono anch e possibili modificazio ni nella e lasticitù de ll'apparecchio ligamen-
toso plantare. I l de forme atlegµ: iame nto, c he altera la s tatica del Diede ed il limitalo uso volontario dell'arto, posson o influire s ul trofis mo dei muscoli d e lla gamba c iò che è C<lnseguenza d cll 'arlifizio e con s intomi di legittima infermità. Ne i d egenerati, s pecie nei c riminali. è s tata segnal ala, dal '.\1asini, l a facilità del\'arrowsciamento delle dit.a s ul dorso della mano fino a p r odu1T(.' de ll e ve1·e s ublussazioni. Ciò può dipendere da un deficiente
SUL FUNUONA:\1ENTO DEULI '1S PEDAL I DA CA:\lPO E 01 TAPPA
ll)L:,
sviluppo evoluLirn delle cpìfiisi distali d ei metaca r pi. Ricol'dando l"u::,servazione d el Masini JJt:r valutazioni dì analogia con le torsioni coatlt del p iede, non escludo che nei soggelli amorali, i quali danno il maggior con tingente nelle malattie provoc~tte , pos>'ano esis tere delle c1nomalie d egenerative nella morfologia a natomica delle articolazioni del piede. Dinanzi a questi SO!fgelti, scop1:;rta la frode, c-iò che è ù SSai facile. con una m etodica osservazione che conduce diritto alla esclusione di qualsiasi infermità legittima, il med i.Co deve senza esitanza C'Ollìpiere il suo dovere denunzic1ndo inesorabilmente il colpevole ed applicando gli apparecchi immobilizzanti. [ migliori risultati pratici si ottengono con la trazione antagùnis ta ad azione elas tica, specie quando si è s tabilito quello stato d i pseudotctania d ei tibiali, la quale può resister e anche a lla narcosi. Ho visto attuato un tale m etodo n ei repa rti speciali per autolesion isti e credo che la coirt!zione fr rad11ale si ·accordi m eglio con la rieducazione morale, che è un mezzo assai e!flcace per la cu ra anclw dei pii'., pertinaci sim u latori. L'atteggiamento d ella mano 1;he vuol rappresentare la parnlisi del radiale, e l'abbandono inerte di t11tl,o l'arto superiore è 11n pre:dolto d ella imitazione d ei veri neuro-paralitici -traumatici. La constatazione: d ella frode è fac ile. P er la mano è u t ile l'apparecchio di posizione che sostien e· il palmo d ella mano in superestensione, e l'applicazione d ella corrente faradica a scopo anche di med icazione morale. Sono fermamente convin to che la r ied ucazione mora le esercitata con perseveranza, con autorità, con fermezza, puè., compiere un·azione tl'rap cutica salutare fra le coscien ze nelle quali s'è oscu rato il :;cntim'3nto di di&:iplin a e di rispetto per la dignitit person ale. Le necessilù della guerra hanno Cl'eato un contin uo rimescola •nent1> d egli clement i so1; iuli più eterogenei, i quali in tempi normali sono portati a vivere in ambienti diversi, secondo !e affinilù di abitudini. d1 aspi razioni e di bi~ognii, tutti portati ora ad un pi ù alt.o h vellv !;CCiaJe. Quelli che n on erauo abituati a lla vita d i d isciplina e d el servizio. se ad essi mancò quel raggio di luce spiril11ale che è car.,ace di redirne,·e e di elevare, en trano nella tri::ile corrente dei sin1ulato!'i e degli autolesionisti. Escl usi i poveri infermi della m ente, lulli, anche i più oscuri, anche g li amorali sono suscet.tibili di elevazione . A noi è affidalo anche questo compilo, e ciascun ufficiale medico nel reparto degli autolesionisti, ove l'animo f!ostro è rattristato dalla \-isione di tante m anifestazioni della f)o\·ertà morale di quanli o ffendono la b ella s truttura del corpo uman o, e si rendono colpevoli di un vero suic idio morale, curi le lesioni prorncate e con l'autorit..\ che gli viene dalla s ua missione di medico, porti la luce nelle loro an ime oscura.te 1,er a lzarli alla coscienza dei loro doveri. L'esperienza della guer ra dimostra quant.o ciò sia possibile.
lO!n
SU L FUN:tlONA .\ lENT(J DW Ll OS PEDALI D.~ CA~IPO E Dl TAPPA
XXVIII. -
R ar·ro/111 di pr•:.:.i //11r1tumir i 1wr il ,\,fu~ro traunwtologico .
La conser vazione dei pezzi anatomici, i quali rappr<>sentirno le lesioni traumatic he di g ur rra ed illus tra n o l'azione d ei proiettili sul corpo umano, è un dovere scil' ntifko per lutti g li 11fficiali medici, i quali esSPndo addetti ai servizi chirurgici po:;sono portare il loro rc ntribnto nella raccolta della documentazione 1.tnatomica rte!la traumatologia di g uerra. E' tutto un prezioso materiale sr i,mtifico che andrebbe perduto se mancasse la volonterosa cooperazione di tutti i l' hirurgi, e che ruccolto e conservato a rricchirebbe il museo traumal-0logiro d ell:i. Sca,ola di applicazione di sanità militare di Firl'nze . Chi visita il museo anatomico d ella St:uola Yal de Griì.ce d1 Parigi, e vede nelle sue vas le sale la ricchissima E'd ordinata raccolta rli p!'eparat.i anatomici della guerra attuale, i quali dimostrano tutte le svariate lesioni generale dalle armi da fuoco su tutti i tess uti, su tutti gl i orgn.ni, sui vasi sanguigni, sui nervi, sullo schelet ro, messi in evidenza con minute e diligenti preparazioni dim06trali,·e di anatomia traumatulogica, ammirando la cura con cui dai r olleghi di Francia si raccoglie tutto ques to materiale scientifico !)rova un senso di rammaricc perchè da noi non si sia fatto altreLtanto. Raccogliamo anche noi questo prezioso mate riale sc ie ntifico, r:lte sarìt fonte di utili ammaestramenti p ratici pe r lo studio e pe r l'insegnamento d ella traumatolog ia di gue rra. Se in ogni ospedale da campo e part,icolarmenle in qu~lli aventi. come le ambulanze c hirur!!iche, funzion e s pecializzata , nelle sezioni di sanità si formeranno d elle racrolk di pezzi aP.a!omici accompagnati dalle radiografie, dalle fotog rafie di fe rite :wer.ti particolare inte resse t.raumatologico, dalla d imostrazione d ei ris11llali t.e rap0ut.ici, da proiettili e da alt.ri corni ·estranei estraili dalle ferite, r'iusriremo a formareanch e noi una ri~ca docume ntazione s torica e scie nltfica d ella chirurgia di guerra per il museo trnumalologico della Snì1~la di F irenze. Ciascuna unità o g ruppo cli unilìt c.hirurgic he anì1 il s110 ri0sto nella s toria di questo memorabile r>t'rioùo d ella no,:;tra vita . Il museo di Dupuytren, quello di Yal d e Gràce, pe r ricordare quellì che conosco, i quali ci rivortano fino ai te mpi dei gr;1ndi maest.ri cll.'lla. chiru rgia di guerra, ri evocano ricordi cd offrono ulik niate,·ict di studio che non si ottiene altrimenti che con quella religione scientifica con lH la quale si forma il patrimonio stPrico di un periodo come quello che attraversiamo. Pòlra nno far parte a nr h e cll-'!la raC('(llta l:1 riproduzione fotografi ca ed i fax-simil e in gesso ilellt> antolt'sioni e delle cleformazioni c t·eate da atleggiament.i volontari t:! coatti Ai direttori di Sa nità di Armat.11 s i rivolgP viva preghie ra afflnchè me rcè il loro attivo imp11Lo ria tutti gli ufficiali medici adde t.ti Ili servizi chirurgici ed ai laboratori scientifici sia por tato un largo contrib uto per la rnccolta am.tomica, traumatologica , radiologica, istologica f' medico-lef!a]c riguarcla nfr la med icina e la chirurgia dt:!lla ;:;-uerra at.tual t>.
S l"l. FL'IZlllN\ .\1 1::i\TII OEt;1.1 (l,i Pr:IJ.\1.1 ll.\ C.\ .\lPù E Dl T.\ PPA
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C,,11.ffrt·t(;ion,· dri pezzi a11atnmici di .,·,wciolr int,·r,·.~.~,· ,t:ien ti fì.rn.
.\.\IX. -
P er lo s tudio delle iunzioni cerebrali l)i:;ogna conservare lutlo iulero o parte del r,e1Tello, t:lie comprende la ferita cerebrale & razione d el contro-colpo molecolare che si estrinseca più inlesamrnte s ulle pa rti meno resis tent i dt:lla ,·olla e della bru:;e d el cranio. ln nessun gabincllo di fisi~lngin si possono compi ere tante oss~rvazioni s ul le funzion i del cervèllo quanto 1n un reparto neuro-chirurg ico d ella zona di guerra, s pecie ne i casi nei quali la lesione n ervosa è d rcoscritta come nei colpi tangenti. Ogni ferito cranico d iligent emente s tudialo è un esperimento di fis iologia umana, il quale puo portare nuova luce n~llo s tudio d elle localizzazioni d elle funzioni <:1.-"rcbrali e perciò tutta la messe di osservazioni fisio-lraumatologiche d .:v'cs,;erL arquis ita per il progresso scientifico. Questo compilo s torico-sc1cntifko si <llTOrda benissimo con le fun zioni cl iniche deg-li os pedali d a uampo 4uando Yi eoncorre quel buon volere e quclra111ore allo ;;tudio così com une fra g li ufIL:iali mNlici d i qualsiasi calcguria e SJltWialitù addetti agli ordinamenti sanitari di guerra. Bisogna aggiungere alla rnd iugrafi a l·d al l'~Zzù anatomico un somm ario della s intomatolog ia d init a che può t:•Jmpr<!nder.:? con i fennmell' sensitivo-motori e sensoriali, e quelli interes;;anli le complesse funzioni d el linguaggio anche i perturbamenti ps ichici. Con breYi notizie, quali possono essere ro11tc-ni1tc cun semplice elenc azion e in un cartello che accom pagmi !'o,;getlo, s i p11ò corredare l,1 raccolta anatomo-tra11 rnatologica e radiologica di utile indicazione, cd è desiderabile che ciò sia fatto nd la massima parie d elle ferite cra11ioencefali che, e che n essun pezzo anatumiev \·acta perdu to quando r~isle la possibililit di con;;t"1Tar!o . Non minore inlere::;sc hanno l•· feri te midolla ri e quclls:? d .:i l!leStii nervos i e dei n ervi, le q uali in mancanza della d ocumentazione anato· mica possono essere illustrale s per.ie se romplicate in lesioni rn.;cola ri e da fratture con figure ~chematichc . Le ambulanze chirurgiche pos.-;ono portare un largo cont ributo }Jt-r le ferite d egli organi adduminali , con,-,,n ·ando le anse intestinali rt·se cale, il fegato, la milza, i ren i , le lesioni dei vasi sang uigni . Le sezioni di sanità possono ,:accogliere le le;;ioni più gravi degli organi cavitari. · In ogni osp~dal e chiru rgico ;;i formi la raccol ta analorno-trnu matologica e radiulogir a ,la riualc man mano pot.ra e:;sP.rt> concon trala presso la Direzione cii Sani tit di Arm,11,;
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I CORSI DI BATTERIOLOGIA E DI DISINFEZIONE presso la Scuola di applicazione di sanità militare durante la guerra Rolnzion c de l prof. Achnle Sciavo, o n linario d" igi,m~ preseo il R . J stit11to di ~tudi 1>11pt· 1·io l'i pratici (' di pe rfl'zionom,mto. 111 Fire11z1>
P oco tempc, d opo i I pri ne i Jìto cll'l la n oslrn g u erra., il Diretton· gL·!h'ralè della Ranilù pubblirn. rlo tl . A. Lutrario , mi r hiesr indicazioni di m edic i. d1c fosser o in g rado d i pn•stare utile sf'n ·izio come batter iolog-i, e nello ,;tes~ tt•mpo mi in viti:, 11 rlaril i n <•mi d i p e rson e esperte n dla pratica d elle dis infl' zioni. Mi r ecai allo rn. a noma d a l pred etto D ir ctlor~ e , dopo an•rgl i fa tto notare clie in h en pin·ola m is ura pote vo corris ponckre ai s uoi d t·sid1·rii. g:li a eel'n n ai alla conve11ie nza di prq,u rare al pit1 presto, e con m rtod o un pe rsona!(• q11ak mi Pra r icl1i<·~lo, in m od o cl,t p ot.er far fronte al le nt·ce,;sitil , e ll e I« 1,:"t1e 1Ta fosse pe r creare , s ia p 0 1· la d ;fesa <l<·ll' Eserc ilo c he per qudla d,•lla po polazione c ivile. Il Direttore gen eralt.: cfl>lla san iti1 p11Jihli ca ace(ll:-f> molto h en r,volm t' nle que:-;la mia idea E- sen za ri ta rdi si adoperò s ubito J1l'r s t.abilire ttcco rdi co l Ministero d el la guerra, con quello d ella pubblica isLrnzion e e con la Croce· R o~sa. P oco d opo f11 d e.libt> rnlo quanto l'eg u e: i 0 che io av re i avuto incarico rii tr n e re S!1,•ciali t·o r ,:i di baltt• riolog i,L t· s ulla pratica d elle dis infezioni 1m·sso la Scuola d i applicazi on e d i sanitù militare di F irc nzr e più prcc i,:am r n te n ei !abo rnto r ii di d el.la. scuola, a nnessi a ll'Osp cdal,· militare p rinci pale. Accettand o I.al i> incarico, io feci prec isa dic hiarazion e di ri n11nziare a qualunque g rad o mili tar€' e ad ogni r etribuzione . 2~ c he la Direzionr g en era le: di :'.an it.i, militare avi-eb b e m esso u. m ia di5po!'-izione il ma!L-riale d i<ièt ltico n t"!cessa r io, (mic rnscopi , plat.ino. vdrcrie, so~tanzr coloranti , etc . l . sost,, nendo le s pt>sr di funzionam ento d el lab oratorio . . 3° r he io avrei d ato r cgolarm,·n t.e n otizi1:: s ull'andamen to d ei corsi e s ui ri$td Lati consrg11it.i, s ia al :Vtinist.cro dt•lla guerra, ch e. a Ha Direzi0nt' generale di s anita pubblica. 11° c he mi si sarehbl" accordat o un pe rsona!,, cii mia fìci11 cia per impa rti rn l'insegnamt>nlo. 5° c he avrei p otuto ammelt ~r e a segui r() i corsi pe rsonale indicaf.n . rni dalla Croce Hossa e dalla Istituzione d elle S amarita n e.. Ai corsi s 111la pratirn d e llf> rfr:.inf,,zio ni fu fi ssata la dura ta di 15 g iorni ; p er i cors i invece d i b11tkriolog ia vtnne ,:!abilito il t.emp0 d i un m, ·Sl', e.l1e d op0 J'espnie nzil d<~I primo anno !"i rrol11ngò 11d 1111 mese e Il 1ezzo. Sin dall"inizir, dl•l mio in,:;1;,l{llament.o h o !<frnpn' in,;il'li to affinc h è i
I CllH::'J 01 B,\TTt: Hlìll .111;J A E Il i
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u:c.
l(JHI
Sùldati inviati a seg·uire i cors i d1 Firenze po:::sede:::~<' 1'<1 una certa islrnzione e che sape::;sero al meno ll' ggert· e scrivere corrent.emt:Jnte . Ciò non di meno mi t.rovai piu ,·olll· roslretto a rimandare alle loro sedi parecchi soldati analfabeti. Rilevo ancora il faU.o che i soldati, dt!slina.t.i ai co rsi, furono talora rappresentati pre\'akn t1::mente da sacerdoti, adatti. per la maggior parte, ad apprenden • le cose ins<'gnal e; ma non so quanto t :;si si sir no in :-;l·guito dimostrali capac i di dare attivamente l'opera p ropria 11ei S<'rvizi di disinfezione. Buon nurnel'o però di cp1t·i sact:Jrdoti ha lascialo la Scuola _in condizioni di r1::.nrtrrsi util i l'Ol d iffuridl' rt! pi ù tardi tra il popolo cognizioni elementari di igiene, e s pero che da ciò abbia a scatu rire non p it"Colo benefizio 11ubblico . Il numero dei snidati ainme,;:;i ud ogni corso fu di regola ur,,l trentina circa e qut l numero limitato di a llit·,·i permise di svolgere l'insegnamento con molle esercitazioni prnliche. L'insegnamento di batteriologia ebbe pal'licula.rmenle lo scopo di mettere g li allievi in condizioni di rsrg11ire la diagnosi batt.eriologica del colera, malattia che al pl'incipio di>i miei corsi minacciaYa da ogni pai·te e che il Gove rno intr-ndl'va com l)altcre, com1;, poi fece , con ogni energia, raggiungendo grandi s uccessi. Pur non perdendo di mira quello scopo, io estesi l'in.~gnamento alquanto al di lù, portando gli allievi con lavoro assiduo e continuamente so rveg·liato ad èL()I)rendere e a sapere eseguire i metodi più impor-tanti d d la indagine batteriologica. Ai corsi d el primo unno parkeiparono st udenti in medicina in servizio militare ed i risullaLi constguiii mi parvero Yernmente buoni. T é~li furon o anche riconosciuti dall'Esercito ed anche d alla Direzione gen erale di sanitil pubblica, la quale l.!bbe a lodare l'opera prestalit da alcuni di questi miei allievi Lenuti. Pl"r alcuni mt-:::i, in :-<'t·,·izio presso i laboratorii di d ella Direzione. P er quanto io abbia insistito, µ~r rngioni oHie, affinchè negli anni successivi fossero ancora mand ali a Firenze a segu ire i m iei corsi di baU.eriologia altri studenti in medicin a, non si poi-è sodrlis fa re qL1csta mia proposta e la scola1·e!-ca fu da allora escl usivarnent€ coslit.u ita da 1ifftciali farmacisti. Scbbcn(' io temessi in pl'incipio d i non pote re trarre molto profiUo d a allievi, meno p re:parati degli studenti di medicina allo studio della baUeriologia, dovetti però in g ran parte ricredermi erl in complesso posso dire che la g ronde maggi0&·anza degli ufficictli farmacisti uscì dulia Seuola in grado di rendersi utile nr i laboratori batteriolog ici dello Stato. Tenendosi contempo raneamente i corsi s ulla. pratica delle d isinfezioni e quelli cli IJalLe riologia, f,rli all ievi, che si avviarnno a.gli studi batteriologici, avevano pure l'obbligo di srguire un corso s ulla di sinfezione, e ciò al duplice scopo che e,:,,i imparassc·ro ud eseguire, all'cYenienza, le dit:iinfezioni e che, a pprendessero il mèlorlo rii insegnamento per l'istrnzione d ei soldati in fallo di disinfezione. In riguardo ancora ai solrlali ho il dovere di dichiarare che fu veramente ammirabile l'imprgno con c ui qua.c:i tutti si applicarono allo studio ed al lavoro . Non ebbi ma.i occasione, dop9 le p rime raccoman-
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I
(,;ORSI
!>I 8.\TTl::RIOL(l(jlA
t: 01 OI SINFEZI O!\E, Et:C.
dazi <mi , di d overli ric hiamare alla disciplina, all'ordine, a l ris petto della pulizia. Fu s p ecialmente q11esLo g ranrte s p ettacolo di volontà, di mte llig!'nza, di b11on senso, d atomi senza inte rr uzioni dalla umile genlt! nos tra, elle mi ha radica to n ell'animo il ronvinrime nto c h e le p iù grandi pro ve in ogn i senso s i potrebbero ave re dal po polo n ostro , qualora le · c lassi dire llive . più illuminate n el le loro m enti e più consapevoli d ei lo ro doveri , fa vo ri,-:sero gl i lsLi tuti di istruzione e di ed u<:azione popolare. Guai a lasciare le nostre scuule n elle d e plorevoli condizioni attuali! La h11011a vol0nti1 f<.'ee difetto al principi o d e i cors i in a lcun i studenti di inertic ina eri anl"i1C in a lc uni uftìciali farmac isti, ma b en presto, con qualcllc severa parola e con en e rg ic i richiami, riuscii quasi sempre a d estiHC in que i pochi il sentimento d e l d o\·ere. Me ntre si stava iniziando, nel 1:.rimo anno , l\lltimo cor:;o di batteriolog ia, mi s i diede n otizia ch t:! non potevano esser e inviali s tudenti in m edic ina dalla Sard1:gna , a ca11sa d f' lle condizioni sanitarie d e ll'isola. P e r i pos li di lavoro rimasti così dis ponib ili scels i altrettante s ign orine Samaritane e d e lla Croce' Rossa e l'es perienza fatta mi dimostrò ch e un pe rsonal e femminile, purchè cOn\·C'n iente m enle Sl'ello, potrebb e assai bene is tr uirsi in servizi mC'd ici important i, ollrcch è in quello d ella c·omunc assis t.e nza ai mala ti. Acccllai d i b11on g rado la prop o,-ta d e ll'ls µdt o ralo di sai1iLù mililare di ,;vulgerr un co rso s peciule s ulle dis infezioni ad ufficiali m edici e farmac isti , ch e furono po i pre posti alle ;;q 11a dre di di:,;infczio n e, utilizzat e in zona d1 g11<uTa. Dopo clll' i,: i.:1 1,1 I •· ,. ,,. '"- !>rofi lassi an li-tubc1·colarc ne l l"Esercì Lo, feci la proposta al l« Di r ~J'.ione gen e rale di sanili1 militare di te ne re un corso ad un rerlo nume ro di uffic iali m edici p e r in1 ).)a rtire ad es-;i n vzio ni s ul modo di ord inare i servi:ti igienici e di propaganda n ei Sanatori militari. AcceLlata la mia proposta, il corso ebbe prin c ipio il 5 marzo d el i!U8 e terminò il 2H d ell o .~lesso mese. \ .. int".!rven ne ro 36 utlkiali medici e più precisamente 1111 magginrc , 30 rapil,rni, ,, ten enti ed un sottotenente. Q11C'! cor·so non 1·i11sci, a ve ro dire , rii p iena min sorldis fuzion c, tanto c h e recatom i poco tt•m po d o po a Roma , e::;pn •ssi al c hiariss imo Diretto re g(•nerale dt>Jla :<anilù Jnilila r e, gen e rai·.? m edico d ella \"alle. il pu re re di urganizzar e 1m st'condo curso, ser g lie ndo m egl io i medi ci , c he dovc;;sero inle r\"e nirvi. •aumcnlandn11t· la durala e facendo paltecipare g li isc ritti ad 1111 v iaggio d ' is ln1iion <' 11e r rilenll"e P)'.t'g i e dife tti d e i var ii sanatori c ivil i e militari esistenti in Ilalia e pe r ved\lr·e alcun e is tituzioni aventi aLlinenza alla Jolta anli-t11be rcolare e al la propaganda ig ienica. Ho gii'L rife ri to a parte in una r elaziont:! , a S. E. il Minis tro della g uerra : in data 10 mag,i.::in J9J9, s iti buoni ris ultali ottenuti in quoslo secondo corso, seguilo òu I li uffic iali mediti e cioè 4 te ,wnl.i colonnelli, 2 maggio ri ed~ capitani. A p roposiLo di tale seconclo rorso, d ebbo uggiungcre che esso l'hbe luogo l"Onte mporanea me nle ad 1tn altro (il ,,9° d c) la serie'· s ull:i pléllica del le di sin fez ioni. ed al (Juale par"lcci parono n . 3~ so Ida li d estinati a pr<.',lare Re rvizio come infer mieri ,: òiginfe Ua tori nei Sanatori 111il itart. 1
I CORS I
Ili ll.l TTt:RltlL01.J A
t; DI Ul:SINFEZIVNE, ECI~.
10~1
Valendomi sempre de l µe rsonale e de i m ezzi posti a mia disrusizione dalla. Scuola di applicazione di sani là militare, com e rte.gli aiuf i I,; r gamente concessi dalla Direzione gene rale di sanitit pubblica, ho e::plicat-0 l'op e ra mia d 'is truzione tecnica e di propaganda anche fu ori dell'am J:iicnte d ella Scuola di Sanitù milita re di Firenze. Cosi uai·t·cclli dei cc.,rsi prc'.lìci s ul'le di:;in fezioni furo no tenuti durant0 l'2Ah.te a .S:ena pr<'SSO l'ls ututo d'Igiene di que lla UniversiLà, da me allora rtire ilo. ~ e l r!1<:l!mbrt del H)J6 mi recai a Roma per im pai'l.tF! un 1ns,~gname nto teor it:o-p ra.lico a lle infe rmi<·rc ed ai militi della Croce RO$Sa. Per inY!lo 1,0 1 de lla Croce Rosstt e della J3l1~uzione dl>lle Sumari, lan,\ r:arlu·:1 ai in f'1renzf' ad un insegnament.> PC'r il n,•rson< femminile infermier e da esse dipendente, trattando de lla profilassi dèlhi n ia latl;e 111 fett•ve e d <! 1 1'<." i,111er. lazio1w umana . .' d ;1:.;o d, t1.e p t, r;:c,111de cr~·dctti ce,m·enie ntc raccogli e re le mie lezio ni sull'ali m en lazione umana in u na s pec iale pubblicazione. Gli insegnamenti furono seguili da un numeroso udito rio di c irca 500 allie ve ed il profitto non fu d avvero scar:;o , com e ris u ltò nllt' rrove di esame, per dichiarazione an1te dagli esaminatori . Del lavoro com piuto sotto la mia direzione s a rà facile farsi un'idea d al numero delle persone c he frequenta rono i corsi. A parte il g n1I)!lO di 500 inferm iere d ella Croce Rossa e Samaritane, di cu i sopra è d etl0, il totale degli individui c he ricevette ro sotto la mia direzione uri"is lr uzione tecnica, ascende alla cifra di 2360. Espos to così brevem e nte il lavoro compiuto, sento l'obbligo di mettere in evidenza l'aiuto datomi dal pe rsona le tecn ico, che io ehhi a dispos izione per l'in~gn amento . li personale laureato fu rappresentalo dai sig nori: 1° Prof. Augusto F r an che lli, m aggiore medico. 2° IDotL. Salvator e Carboni , capitano m edico . Entrambi rimasero presso di m e pe r tutta la durata de i cors i . 3° Prof. Gi useppe Manzini, c1pitano veterin a rio ; venuto a F' :r<:nze all'inizio dell'insegnamento fu poi destinato n ell' ultimo anno a Bolo g na, presso quell'uffic io muni cipale di Ig iene a prestarvi ser vizio in qualità di balleriologo. . 4° D ott. Giorgio Berlir.gozzi, capitano farmacista; prestò ser vizio d urante l'ultimo anno. 5° Dott. Giuse ppe Pic hi , sottotrnenle farmacista della Crore Ro:-"a ; s tette con m e due anni . 6° Dott. Giovanni Roatta, tenente medico; mi assistette ne ll'insc·g namento che tenni nel secondo corso s ulla lotta an tituber cola re ne ll'Esercito. Se de vo vivamente lodare l'inte lligenza e lo zelo amoroso , con c ui lavoraro no mec(• tutti i sopra nominali ufficiali . è Ot:' ri' giusto fa re fra essi una dis tinzione a favore del prof. Franchetti, del doH . Carbon i, e <le i prof. Manzini, m e ritevoli d i sr,cciale encomio. Una lode va pure dire tta al p r1:paratore de lla Scuola d'applicazione d i sanità milibtre :-'ig . Luigi Pinza ni , sergente di sanilà . il quale s i ad çimos trò tecnico rnlt'nl{' ed accu ra to.
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B.HTERIOU/lil A E !'Il
DI SI NFEZIONE ,
ECC .
L"in,wgn11 n11:11 lo s1 vulse 11ure ,h.,IJ"ope ra d el dott . Giovanni P 1:?tn1g nan i, <'Ile io potEi trattenere p er alcuni cor.,;i dopo aver lo apprezzato in quello, a cui partecipò come sltidente in medicina e sergen te di san ità. P a rimente un ecomio va dato al soldato di sanità Giovanni Birelli , che con la s ua cultura genP.rnle e col s uo g ra nde amo re a llo studio diventò ben presi.o un tecnico abilissimo. Sono convinto che l'opera mia e quella d ei miei assidui collaborato ri non è riuscita inutile all'Esercito ed al P aese, e questo ris ultato mi compensa largamente d 'ogni fatica . Nel porre termine a (lUesta mia breve r elazione mi pe rmetto di raccomanda re a S. E. il Minis t ro de lla f('uerra lr sorti della scuola d 'app licazione di sanità mili tar e di Firenze. E~su s i è g iù acquistata p rima de lla g 11en u no tevoli benemerenze, contribue ndo a C'OID JJlt'tare la c ult ura scientifica d i m olt.i giovan i m edici , usciti dulie nostre Unive rsità . L'esper ienza da m e fatta mi ha poi dimostrato c he in questa Scuola s i potrebbe anche istruire per l' Rsercito un buon De rson ti!c tecnico rli dii;infettatori e di infcr11l'ieri, tunto neces:;a rio ai ser vizi ig ienico-sanitarii militari, e d el quale si è sempre d a molti lamentata la mancanza. Buoni laborato rii batte riologici, da o rganizzars i in rle lta Scuola, p otrebbero servi re a lla pre pa razione di materiali , vaccinanti e per d iagnosi sie ro-b a tte riologiche, risparmiando indubbiament.e all'Eser cito ingen ti s pese. A tutto ciò von ei ag!!iungere la cons ide razione che l'igiene, (:Stend endo sempre più i s uoi domini, è in g radn di rende re , come ha reso, g randi servigi a nche n el ca mpo mililare, "' c he q uindi g li ufficial i C'omba Uenti devono pote r tra rre profitto da una solida cultura igienica, com e d a alt ro saper e, per il governo dc: suldati e per la condotta degli eserciti. So .qu indi la Scuola d i applicazione di snn itit militure, col ritorno rlclla pace, fosse pure utilizzata per tencn ·i cor~i d'igie ne agl i ufficiali d i carriera, a nche n on m ed ici . s i vcncbbe fl t:OSlitu ire in essa un o rgan is mo armo nico e cnpart rii rende re firnn <i i benefizi sia alfEsercit-0 c he alla Naziom·.
tQ:!:J
Le funzioni del Centro ne.uro- psichiatrico di ta raccolta, o della zona di guerra, in Reggio Emilia
P ARTE
li .
RILIEVI NEURO-PSICHIATRICI SINTETICI del do ti. Plachlo Consiglio, Lene nte colonnt>llo medico. dire ttore.
Ne llo ,;t 11ctin pn·n ·d,·n I•.' \ I 110 t·spostù qual i fosst·ro st.ati g li scopi , ùi i mo cti di f11nzionì d (·l C,•ntro, qtrnli i ri~tdlat i ottL'n11ti, e g li ammaestranwnli chf' ne d e1·in1no . non :;<,lo pe r quel c hl' rig11arda l'o rganizzazione ne uropsic hiatrirn dì g ue rra, ma anche pe r le n ozioni gene rali di nsir.hiatria, comune E· militare , come pure per una più vasta Medicina sociule, dalle direttive St·g-11ilf' in L'S~.o dural)t.e 15 mesi di immane lavo,·o di osservazio ni nc urops ìc h iatric ht:, e d agli ammaestramenti di sì larga e feconda esperie nza m edico-legale . In questa 2' parte, dopo dì u n riassuntivo rico rdo s tatis tico pe r le vurie sezior:i d el Centro, ,pi sembra 11lilìssimo, e dove roso pe>r la utilizzazione di così ricco mate riale di studio. pros1wtta re una s intesi neuro ps ichiatric a l:l m edico-legale gL'!1l' rale, p er fi ssa1·e , t: compl~tare, qm, ,:to vusto capìlulo c he è> intessuto cl i Ps ichiatria militarr f:' di P sic hiatria socia le in!'iem e.
I.
Sarà opportuno adunque, darf' prima cli tutto 11no sg11ardo ge1H'rale a l movimento d egli ammalati d r! Cer.1 10, d a l 1" gt' nnaio 1918. Furono a!'sunLi dal .\ifanicomio di 8. Lazrn r·o '.'I. 426 infe rmi, d ei "( il Vedi 11<"1 fa,c-i(·c1lo lii <ltc! corr. a1111n, i11 q11csto ,t.,~,o Giornah, , la l'ark I di q u1es to ~tudir,: /I Cr11lr<> 11c11rn-f'.< i,· /iialric/l 111i/il,1rc di 1A raccolta , n dcllc1 Z o11a di Gu erra. ·i11 Rcg_e;io E111 i/ia. P.-r qu.-1 c<eh rig uanla la 11"11ro-p~id1iatria di g ue rra. ,,Jtre ai hll'ori rii Pighini in Ri i'. S1>t·r . di Frcniatria . di A. i\Iorselli 11ci Qua,1,·rm ,li Psichiatri:,, cli A111011i11i, tli Al! ,tc rti. ,li :\!erica, di \ ". Bianchi ecc. , n s i11goli ;iri:0111e nt1. ,·eda11si, p ..r !(I trattazion,· g,·11~rnlC' cli questi :i.rgonr<:11ti, il lavoro di E. Riva (aiut. 111agg . dd C<:ntro), in Ri,. Spcr. di Freniatria, fase. l d e l 19 19, dal titolo: il Cr11/ro P.<l c hialricn mi/ilare di 1• racrolta.; e del 111e<lcsi1110 autore ne l pro~, imo nu1111ern delln d e tta Riv.: C11 a1111n d i servizi'o nel Cr11tro Psichiatrico d ella Z. G ., lmpr,•$si o •li ed app,urli - ed i mie i lavori"del periodo di guerra: I.e a1iomalir del carattere dei militari i11 g uerra, 110/a si11tl"li,a in R iv. di antropologia 19 16 , e il lavoro inte l,!'ralc in Riv. Sper. di Fre11. f as(' l . <ld 10 16; - Nitnvi .<ludi .<1t/l,• a unmalie d ,1 r.ar,11/,•r p uc. 1wlla , a·s~:i Ri,·. fa~c. IV Vr.1. XLII, 1()18; r, Disturbi tlt"r· vn.d r. 1ne11t1tll nr i ,uilitari ;,, ~uc rra. unta orc lin1inare. in que.~to (;innrale, fai;;da colo VII, 1017.
1.1:; ~Tl\"ZltlNI UEL CEN1HO N IT RO- P SI CHIATRI Ct). 1:.L'.f:.
q uali 10 uffil'iit!i e 410 militari di truppa. Entrarono ne ll'anno HH~ N. 9519 infe rmi, d e i quali 690 ufficiali, 81329 di t ruppa. Nell'anno cor rente (a tutto fe bbra io) g li e ntrali sono s tati 752, d e i riuali 52 uffic iali e 700 di t r up pa . li totale d egli entrati nel Centro è stato di 10352 (uffi ciali 74.2, di trnppa 9610) ; ti tot&le d egli osser vali. (aggiungendovi i rim asti ne l manicomio al 1 gennaio 19J8) , fu di 10788, d e i quali 768 ufficiali e 10020 milit a r i di truppa. Usciti nell'anno d ecorso n. 0387, d ei (Jtmli 690 uffìt ial 1 e 8Gll7 di trnppa; in tota le uscili 10293 (uffic ia li 733. t r uppa9560) ( I ). Degli entrali , la magg io r pa r te, naturalme nte, provenh·ano d ai varii osped ali (d i tappa, d ,1 campo speti1,1.lizzati , dai reparti di cons ulenza d e lle a rmale, di rii;:errn, manicomiali , ecc.) e cioè 6901 di truppa e 490 ufficiali; g li a llri 20(• ufflc iali e Jl):?8 milita ri dai d epositi r eggimentali , quasi tulti almeno, (o dalle carceri; , taluni d opo c ris i clastich e per le vie o ne lle s tazioni di passagg i0. All' ing rosso, i nrimi e rano m obilitali , g li a ltri te rrito riali o per età o per serv izi speciali o per esiti di malaUie; la proporzione è stata. adunq ue, presiiochè d el 22 % di te rri toriali pe r i militari , cte l 28 % d egli uffit: iali (la maggio r parte di questi ulti mi rient rali a i d E:J pos ili dalle lic1::nze d1 con valesctlnza). Tra g li u:;ci li un buon nume ro, 1400 = 14 % furono t rasferiti a ltrove : a lcune diccinc, ogni m ese, furon o passati a i d e pos iti fisioterapici , od al Centro ne urologico di Bologn a, o i n rura pe ?· malattie romuni agli ospedali di riserva ; la massima pa rte, ne i mesi di pl t:'tora, e sop r atutto quando la 111a~sima polenzialilLl. d e l Cen tro era imp0gnata (maggio-a gosto). o ne i due m esi di imp ia nto d el le s ue varie sP-zion1 (febbraio-ma rzo) furono t rasferiti ai re parti militari di alcuni ma111comi (Lucca, Aie:;. snndria , \ ·r)ghera, P er ugia, \"olt,•rra, '.\1 ed ola C. R. I. ), serondo le disposizioni mini steriali , avendosene poi romunicazione d e i r is ultati d elle OS$er vazioni ivi p raticate. Ciò pe rò nf'l l"t1l ti mo sem estre non è avvenuto, ir. r111anlo, sebbene per lo più t ra~fe riti i soggetti e \"idenle m ente in pred a a psicosi, o d e te nuti in allesa, in la i mod o venint a ce,-sare la ragiom· p recipua d e l filtro nell'istmo d ella c le;:;sidra costitu ito dal Centro, e qu in . di la s ua funzio ne d i vaglio, di r ecupe ro, e la 11nicili't fii dire ttive e d i valutaz io ne m edico-legale. /1lui1,,i sono stati g iuditaLi 3:304 militari = 311 1/2 ·,Y., in m od o in condizionato o condizionatamente (tornando a 1 lo ro d e positi reggi menta li in zon1t di guer r a o n ei d epositi di con valescenza e tappa o pe r compagnie prl·s idiarie o prr centurie di lavoran t i a secondo dei c1u:i \ : d egli ufficiali 3'10 = '10 ":, . · Inviati in lirt•n zc1, o in rnnin·do tempor aneo, s ino a d I anno. (c0 rn p resa l'a1'pellativa), uffic iali :-t:J2 -= :31 %, militari 30ì3 .,. 30 1!2 ";,. Rifo rma li, uft iciali :!03 = 15 ";., rnil itari J7Hì iR %. La d ifferenza nelle p ercentua li d egli idone i e d ei ,:iformali, fra gl"r ufficial i ed i milital'i d i truppa;~ d ovuta sopratutto ~11 fatto che, degli uf'C.
( 1). I\ Ccntr11 :--i i: diiu:,.11, uftici n1 11h: 11tc, c;,•ol .,,1 1n:1r1n tOICt. n ..·,id untH.lt) fH'rÒ la ~..-zi n ne 111:t11ico 111irih: . dic ne fn il pri,11,1 nncl~o. J)l·r ht!ni:vola , ,:-:pilalit:\ dclt't·.:.hn in 4.)Ìn·u ur...: . urof. Cuiceianli , e th: ll'illu:--trt· pro{ . T~1 111h11rini. A tuttn H ·; J ,:: i11 g11n t.:li entr:tti ..::.0110 ~t:-tl i 11no 1 (.' ('\c>è 70, ufriciali t' l •1 29i di trllppa.
LE FTNZHI NJ O.EL CENTRu r-u· Ro-PS ICIIIATIUCO , ECI';.
1~
fìciali, il Centro ricovl'ra.va anrhe i neuropatici in più larga proporzione rhe non per i militari di truppa, per i qualr funzionanrno da filtri i reparti d i Corpo d 'Armata o di Armata, e poi erano trasferiti ai Centri Neurologie.i di smistamento di Bologna e di ~1i luno, mentre i primi erano subilo inviali in osservazione al Centro, per disposizione ctèlla Commissione sanitaria Centrale della zona di. guerra, la quale era molto se\·ern nei suoi giudizi. Può anche inlere.,;sure la statistica d egli ammessi 1;:rl uscii.i distinti µer mesi: E NTRATI. Ufficiali: G.:nnnio .J6 - fd,braio 29 - 11rnrzo 6 7 - aprii.- 79 - 111:1;:gio S2 - g iug uo 1>9 - luglio 82 - ag_o~to ;f. · ~o:1te111bn: 51 • ottobre 44 • non·111bn: 29 - dicembre 16 - gennaio 10 - febbraio .?9 - nrnrzo I () - aprik- 6 - n1aj.!'g-Ìo 51 : g-iug uo _;.
T1'uppa: Gennaio 14,, • febbraio 379 · marzo 619 • aprile 710 · maggio rn19 • giug no I02.'\ • luilio 14Sg -ng-o~to 11!½ • settembn· 667 · ottobre 701 - nov<:mbre 523 · d icernbr.: ,-;f>.i • gt: nnaio 3;.. - fd,l,r:iio .'\.ìO - marzo 1, ,2 - :1 pril <: So - ma!(gio 62 . g iu)!no ..JC..l,
l ' SC!TI. l ;ffiriali: G<:nnaio .ì" - lcbbraio :io - marzo ;4 - aprile .,8 - 111ai;rgio Si - gi11!(110 ;~ luglio 65 • agosto 01 • sctll'mbre 77 · ottobre:: fo - 110,·cmbre 45 - <li<:e mhre 28 • gen· naio 16 • ft:b':'raio :7 • 111ar,o ; · aprii<: 6 • nt:.g-1-.;o 4 • giugno 3. Truppa: Ge nnaio 265 • f<:bbra io 3;1 - 111:1rzo S97 • aprile 64.5 • maggio 856 - ging110 953 • lug lio 102., · agos to 1314 • settembre 674 • ottobre 790 • novembre 5So • dicembre 6i8 · g e nnai o ,143 • kbbrni,) 420 · nrnrzo 64 - aprile 52 - ma!l'g io 34 - g iugno 19.
Vale a dire un massimo di affluenza dal maggio all'agosto, avendo,;i nèl luglio pressochè 50 entruti in media al giorno, di truppa, e :i ufficiali; donde un esodo quasi eguale, ciò che rende più evidente )'~nor.ne lavoro di osservazione e di redazione perilJle e medico-legale di quel quadrimestre, per il quale, da parte di tutti, con gl'ande attivilit, lod evolissima pe r s pont.aneil.ù d 'inlH<'ssamenlo, non erano m eno cli 10
o re di fatiche quotidiane (1). 'l're altri dati slat.istici posscno interess:tre, che io calcolai per ?,n det.erminalo pediodo di tempo, allo scopo di in formare l'Intendenza Generale di un certo movimento di ammalati: 1° Su di un gruppo di 011 entrati, 446 erano n evrotici (veri o presunti), 465 psicopatici (veri o presunti ), il quale numero di nevrotici, nonostante che il Centro dovesse essere so!Jralutto psichiatrico, è dovuto sia alla concorrenza dell'elemento convulsivante, (che si stabilì di accehlalre dato il grande esodo di tali soggetti dalla zona di guerra, e la larga erronea valutazione d el fallo convulsivo), sia alla la rghezza dat.a. da molLi reparLi psichiat.rici al faLtore psichico per la nevrosi, psicone( J) Tn akuni giorni dalla fine giug-110 a ll 'ago~to ~i ebho:ro p1:rs ino 110- 120 e ntrati, a quabi:isi o ra di giòrno o di notte , tanto che fu neces~ario , per nostro inter~$Sa· mento, che l'l11tE:11dt:11za General<c or<li11ass<- l':1u111"ntn ,1<-i posti-letto nei repa rti ~pcciali zzati di :\rinata.
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u ; F ir r-;;r.1111'1 llt:1. f.E:.\Tlll) :-;u·no-PS ICHL\Tll!Cll, r,:c.
vros i s ia infine alla g rande fuciliti• con la q u ail' ctdti re parti hanno cercaw di riversare s ul Centro soggelli che non dove rnno a ffluirvi. onde esso ~ever asse di poi quel li da te ner e pe r o rtrnle nza p resunta di l1;rbe m en tali d:.ii pu ri nervosi funzionali , nt' Vralg ici, oar:>li~i . ni.'vriti~i ecc ., e r.he poi scem a ro n<> mollo in seguito a ci reo la r e che que;,,lo Centro provocò d alle Direzioni cti Sani tà d elle a rmal~. 2° P er a r mala e luoghi di t)l'O\·enienza; e c ioè ;
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a ) dal fronle len estre c irca il 60 po r cento, ed il 15 pe r cenw da i de positi ; b ) dal fronte terr estre ugual numero di n e ur.J e di ps icopatici: e) il forte nume ro di neur opatici dimostra !"alta percentuale di recuperali in idoneitiL (u1 cpiali s1 dovn.:hbuo ag-giung·,m~ q uell i che , alla fine del le brevi liCL' nze di convalescenza, so no da consid erare a ncora atti al sel'vizioi ; d ) è a lla la proporzione, 13 %. d e i pro,·enien li dagli ospedali di riser va, o,·e certo h·o,·avan.,;i !)9 1' a!Lrf: r a~ioni m o rbos2, nulla avendo prima m anife>'lnto di n euro psicopa lico, o per chè provenien Li da lle trupµ e territoria li o d alle car ceri . · 3° Se allato al nume l'O d i osserv;mdi 1) ..-lr Armala m ettiamo il nu m e ro dei g iorni di precedent,e osse1Tazione, e la m edia d i d egenza per individ uo, troviamo :
t•
Armata
3•
·• •
4•
5•-7•
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troviamo cioè c he 3' e 4" a rmala comIJiernno oUimo serv izio di d é pi~t ag t> lll'ima di ricorrere aù ulteriore 1.;;sern!ziontl nel Cen tro, e cosi pure g li ·ospedali di ri serva,- ment re in genere da lla 1° e :.:.Pecialmen te dalla [l' e , • a rmata e da \ ·encz1a s i ern troppo corrivi a mandare al Centro, tanto più se si pens i che (come dallo specchietto preceden tei sopratutto la I ' e la 5" -7" armala e Ven ezia , ma nda ,·ano più neu ropat iri, ed a nche mollo di più, elle non psicopalki. Per g li ufficia li si è pot ut.o fare u n lavoro statistico p iù m in uto, che v ale la pena di rico,da.re sinteticamente (per i m ilitari q ualche d uto sta·tislico si troverà nelle singole relazioni d ei capisezioni , le q ual i saranno pubblicate partitamente) : a ) di 690 ufficiali osservati e g iudicati nf'! C1mlro {a narte i tra.sferiti per cure speciali , sopra tutto di fi sioterapia), sono st<tli giudicati idonei incondizionati 117 = 17 %; inviati ai d epositi d1 convalescenza e tappa 198 = 29 % (cioè idonei condizion ati p er tempo breve); ai convalescenzi ari per riposo sino a i 30 g iorni 49 = 7 %; in licen za e congrdo .da 1 a 2 mesi 37 = 5 'i,; : ,n congedo od in aspettativa , d a :I a 12 mesi 173 = 25 'X,; riformati J03 = 15 o/o . In com plesso, i recuperati sono stati il 46 % (idonei sotto varie formr }, e salgono a l 55 % circa se si consid erar.o anche gli inviati ai con \'alescr:nzia rii o in licenzt3 brevi , che fa nno presumere la g uarig ione entro un tempo non lungo. La percen tuale del 15 % di riforma ti n aturalmente fa supporre g ravi n ote degenerati vocostituzionali od una forte ereditarietà neuropsicopatica, in q 11ant.o trattavasi per Jo p iù di d emenza precoce, o di qualche raro caso di demenza p aralitica, (in taluni ca$i a nche di epilessia), mentre in genere le sin<iromi con fus iona li o dissociati,·e o melancoliche o di eccitamento ipomaniaco e simili sono state d a noi g in dicat.c - in genere - d i temporanea, non perma nenti\ inahi lil1'1, perchè fasi trans itorie, o perclit: c,•usate sopratutto da to,-;:.i-i11fczioni od a 11toir,t.ossicazioni (disendocrinie, o <la fatica , o con predomin anza del fattore emozion a le, tra nne quando era evidente il fattore p,;icodegC'nerativo o la costituzione neuropsicopatica originaria ). Interessante, p er gli uffic ia li, u n gr up po ct, t:3, 11er quanto esig uo però s ig nificativo, e cioè di soggetti ch e per i pn.~cedenti o per le caratteris tich e neuropsicologiche rilC'vah: nell'osse1·vazione, evidentemente erano minorati psicoctici, anomali del C'arnllcre, con devi azione, o d egenera.zione etico-a rfetliva, maleducati sociali, turbolenti ed irrequieti , cioè ps icodegeneralì , impulsivi od a f r 1:ddo, e quindi inadatti al grado di uffi ciali, benchè idonei al servizio militare in genere, e p erciò dalla Commissione Sanitaria Centrnle d ella zona di g uerra proposti al Comando Supremo per relativi ulteriori provvedimenti disciplinari . Altra ricerca interessante è la eredilariatà morbosa degli ufficiali osservandi; si è trovata: in 29 eredità neuropatica = -'i %; psicop atica i.n 35 = 5 %; in 14 il suicidio = 2 %; in 12 l'a lcool ismo = 2 %; in 7 la sifilide = 1 % ; in complesso, !"eredità morbosa n ell'11 %, che poi non è alta proporzione· se si t-ien p resente la percentuale d ei riformati (15 %). Più interessanti i rilievi che riguardano i preced enti morbosi degli t1fficiali osservandi, durante il servizio militare: in 110 precedenti neuropatici = 16 %; in 129 psicopatici = 19 %, e cioè anamnesi neuropsico' patica n el 35 %.
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U:: ~TJ'\ZloJN I DEL CJ::ST!l!! NF: l "Rll· P S IC lll:\TRI CO, ECC .
In IG akoolismo; in ben 120 = 1t< ~{,, sifilide. Ben 400 avevano ,tvuto ()receòent.i medico-legali, per malat.tie similari, o !1er m,t.latlic organich€1 diw rse = 66 %, la qualcosa meglio ne dimostra la sminuita t.empra fo,i('o- psichica , od anche morale e voliliva. Rig uardo alle forme p rcs0ntate, (sint.eticamenle) : 207 presentavano sindromi n evrotiche varie = 43 %; HO form e o sindromi demenziali e conf11sionali croniche = J6 %; 13 psicosi a k.ooliche, od alC'oolismo cronico; 25 epilessia o istc1:ismo convulsivo; 13 psicodegenerazione od r.nomali c costituzionali d el carattne; H7 forme varie (romprese le ne\"l'Olic llt', fJan·si periferiche. lalonevrotiche, ecc- ). L'n dato statist.ico che potrù sembrtU"e molto fisrnle , che p erò risponde ad una concezione serena cd obietLirn dell1:: sindromi I ilevate, in rapporto a ll a !Jt:!rsonaLità d egli osservandi , ai loro preced enti anamnestic i sin dall'infanzia, al modo tempo e luogo di manifestars,i d ei sintomi morbosi, ed alla qualità di questi ultimi, è il seguente : è sfata giudicat.a u na dipendenza diretta da vere e proprie cau;:;e d~ ser vizio in appena 13: l'aggravamento da cause d i servizio o i disagi della campagna, in 32; in comples::;o nel 6,3 % (i ). Nulla nel resto degli osservandi , che non si' possano riferire ai comuni avvenimenLi de lla vita e dell'attività fisico-psichica in un a col~ lettività , ltinendo presenti costanlt·menle, in g uer ra, i t re fattori dissocialivi e perturbatori d ella mentali là : l 'eruozione nelle sue varie forme, la fatica fi sica e MrYosa , e l'interesse psicologico. Accenno, brevemente, ad a lcuni alt ri dati statistici r iassuntivi : a ) fra i pochi rassegnati per n i:urop:,icastenia (appena 42) evidentemente per lo più form e costituzionali , le quote maggiori sono state delle classi g im-ani ('9:1.·03.·06 e ·oti) ; la quota più alta era del Venet.o; una buona metit di essi era di fanteria; b ) dei 103 rassegnati per i ste1 ismo deq1·n.nali1:o, le quote maggiori erano ug ualmente di cla.""i giovani (90-92-93-9'1-05-98-99) , più elevai.e per la Campania , Em ilia., Sicilia t: Veneto; più della m età di fan teria, ma 1'3 era d i artig lieria ; e) scarsissime le ra~:;egne per nevrosi rostit11:ionali , frrno slcnie, srmnambulismo, alcuoli.m10 cronico e sim ili, perchè gli individui relativi, dopo congruo severo trallamento psit ote rapico , erano utilizzati nelle centurie di lavoranti, ul fronte o nelle retrovie a seconda dei casi; d ) dei 201 rassegnoti per stati clf'pres1;ivi rnclancolifurmi, invece , le quote più alle sono dd le classi meno giovani, d al\'85 al '93; e queste nove classi ne hunno d a sole ben 108, cioè poco più della metà, sopra. 27 classi alle armi - Quote ma.s.-,;ime Lombardia e Veneto, e sopratutto l'Emi lia, che ne ha b en 1,2, cioè 1'5 d el tot.aie!; minime le regioni meridionali , tranntl la Campani a . Anche qui l'artiglieria ha una quota relativamente elevata , di 23. Inoltre, 114 ri f ormali, con le medesime cara.lr teristiche per classi, e pl'r n ,g ioni: l'Emilia ben 37 = 32 %; le 4 reg ioni settent rionali insieme ne avernno il 7l "!,! ; ( 1 ) Ciò , ~'int ~nùc, cnn i criieri scie ntifici ,li me<l icina legale, precedentem e nte a lle la rg hi ssime e vera mtclll e liberali cli~po.sizion i s u55eg-t1euti , promulgate a !'copo politico' nel sen so più la to dell a parola.
LF; F uN ZltlNI DEL CENTRO NE URO-PSICHI,\TRlCO, ECC.
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e) pe l' d c,nn1:;a 11w·anu'i de le cifre dei rassegnati sono scarse, 32, e cominc iano dalla c las:sc 1885, col massimo r e lativo ne lle classi 92-93-94· le 11 regio ni : Lig11 riu , Emilii:t , Veneto, Lomba rdia a.s:sorbono la g rand~ maggionmza di qucsl i casi (2a s 11 :~2) . I rifon1tati tJer demenza paranoide condamata sono s tati 18'1, variame nte s uddivis i fra k c lassi dall'84 in qua; quote ma;:sime la Lombardia, il Veneto, la Liguria e sopratul~o l'Emilia con 114 ,= 23 % ; le dette 4 reg ioni contavano in Lutto, da sole, ben Hi ri formati = 60 % ! Con l'artig lie ria anche la Sanità ha r Elativarnentc quote ekvate. P er demenza <tbefrenica conclamata, (cioè a parle le sindromi ebefreniche od eboidi ) si sono avuti 3fl2 riformali: più di iO pe r classe di leva dalla classe 1887 in qua; più di 20 dalla ch ssc 1804 al 1899, massime quote le c lassi '98 '1:)9 (precocitù della specia·le psicosi, certamente a base d egene l'ati va) . .-\nelle qui l'Emi lia ha il massimo, 8'1 su 352 = 23 %!, segue la Lig uria con 1,0, la Lombardia con 30, il Veneto con 35; poi la Toscana con 24; e cosi via;con un minimo ne l Centro e nel Sud (tranne per la Campania e le Pug lie = c irca 20) . Anche qui l'art ig lieria ha l'elativame nte una q uota e le vata (51 == 15 'Yo) (probabilmen te le impressioni morali relative al cannoneggiare rappresentano una valida occas ione ps icogena) ; / ) rifo rmati per stari confusionali od am,,rizinli 111·0/ralli 59, specie fra le c lassi dal1'86 al '90, col massimo nell'Emilia (·13 = 2'1 %) ; le t1 r egioni nordiche da sole n~ aveva no ben 38 ~ 65 %!; g ) d ei 37 riformat i 71er alcool'ismo cronico gravr·, 11 e rano dell'Emilia, 29 de lle 11 r egioni soprad ette : quas i lufli anziani, sotto il 1890; h ) dei I 16 riformati wr f rcnastenia grrtvr• , variam ente distribuiti per c lassi, i massimi s i trovano prima nellu Lo mbardia e ncll'Emilia;subiLo doµo ne lla Campania e nella Ligu ria, ma le d <>Ue !1 regio ni insiem e ne hanno, da sole, ben 60, cioè più di metà; i ) dei 18'1 r11sse{lnati per l!Jlilessia (de i quali 132 riformali, ma 52 1,on riformali per con vuls ioni epileUi formi, o per epilelloidismo e lerdt.ossico ecc.) (s i noli la bassa ci frn che un esame a ccurato può accert.are, di veri e piletlic i, sui 12 mila osservati d e l Centro! ), il g rnppo maggioro è nelle c lassi dal ·91 a l '99; quote e levale, discen dendo, io Sici lia = 23, Puglie = 22, Emilia = 22, CHmpania = 19, Lo mbardia= 1'~. cifre minime il Ce ntro d'Ita lia e ·il r est.o d e l sud , con la Sardegna (vedansi anche qu i, ripetute e confe rmale, le diffe renze fra l e zone ps icogene e le epiIeUogene d 'Italia, su lle q , ml i anche io ho stndia lo , specie nella Rivista ital. di Sociologia, 1910) .
II.
NOTE NEUROPSl CFIJA'J'RlCHE Sfl\TETICHE. La brevità d el lempo e sopn,lullo de llo spaz.io, per questo studio, che co~tiluisce la materia d ella Relazione a l Minis tero, e le necessità del Giornale che impone di essere mollo pa rc hi , mi impedisce di fare una s inl-esi dottrinaria d elle ne urops icos i riscontrate durante la guerra, e 67 • G i ornnl e di m eciid 11a 111ililarr. -
T'asc. rx.
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LE Fl"N:tlltl'.I DEL CENTRO NEU RO-PSICHIATRI CO, tJ'~C.
vaglia!<' attra,·erso una cosi ricca esperie:izèl , siQlesi che elabori i dati obiettivi rii !:'Samo antropologirD-cl inii.:o e neul'Opsi~biatric~. e le mollepliri ossel'rnzioni praticate su lla guida, ed anche quale controllo, delle minute indagin i gii1 e;;e~u ite d ai miei provetti ufficiali , veri preziosi collaborat0ri in q11e,-t0 la voro fati cos0 elle il generale medi co Bon omo volle chiama l'e a ltamente meritorio dt•llu Patria, dctto s0pratuflo il nostro cri terio curativo morale e nel lavoro , e q11indi rii recupero. Dirò soltanto pochissime cos0, accennando appena a molteplici argom cnt.i , ch e p otranno cnstituire sp11n li per un.a ullc rio re eYe nt11alc più
ampia disamina crit ica, q uusi a s uggello, ed a complemento ed inte rpretazione, di quanto ho g ii1 avulo la opportunità di sviluppa re in varie pubblicazioni s ulle ncvr0~i e psicosi L s ulla criminalilit di g uerra , dopo di aver già a lungo ed in diversi lnVori esposto i risu ltati dei miei studi s11 i medesimi nrgomenli nel tempo di pace (1) . Ma sopratutto riui m i inlere,-sa riall11ccia rc la mia allività del Centro di Reggio Emilia ai miei studii precedenti èompiuti durante la g uerra s tessa. E precisam ente : Dopo l'esperienza larg hissima, e multiforme, di 15 mesi di funzionamento del Centro, rivivendo nel ricordo gli 11mmaestramenti ricavati dal mio rrmtro regionale islituilo nel Cadore, e poi in P adova, presso riuel Manicomio, per un gruppo di armate, e dalle numerosissime visite fiscali n el lavoro di un anno nella C. S. C. z. G., ritrovo fissati in due miei s tudii pubblicati nell 'agosto 19i6 (Giorn. Med. M ii. e Rfr. Swr. rii F r,,niatrirl) i capisaldi d elle conc l11sioru uuronsir.hiatriche r merlico-Jegali ch e qui ora ho esposto come ris111tato sintetico d ei :1 2 mila casi studiati n el Ct·nt,·o di Reggio Emilia, e che le osservazioni clt• i colleghi del Centro hanno controllato e confermato. Accenno: alla neccssitit d i un Centro di raccolta; agli scopi da persegui re in esso; alla predisposizione p recedente dei n europsicopatici emotivi di guerra; ai diversi aspetti che prendono nei divers i sngg~Ui ta.Ii n e11ropsicos.i; al cachet de pressivo ed alla s indrome neuro-psicas tenica negli ufficiali ; a.Ila fa cil e guaribilità in Z. G. delle n eurosi emotive, se trattate in appositi reparti e con severa psicoterapia ; a lla scarsa dipendenza reale da vera e propria causa di ser vizio di molle di queste forme; ai rifkssi giuridici che esse possono 11,·ere in g 11erra; al significato relativo de· molti casi di s ubconscia s imulazione; alla scarsità d elle ,·ert s indrom i epilettiche convulsive o psichiche; alla importanza psic,hiatrica furense dt a lcuni ca!"i di d emenz:1. p•-~'"O<'<': al valore medi,:o -1 e!!·ùle dl·llc rn·u rosi costituzionali , e sopratutt0 d elle degenerazioni morali e d elle anomalie del carattere; infine, alla m cessitù di p rofi lassarne l'ambien te militare, in coordinazione con la difesa socia.le, specialmente uf.ilizzandoli in g11 erra, od in lavori coloniali per la p'lce. · I) - L' isliluzioni: di un Ctnlro u11ic,1, S1Jddiviso in varie sezioni discentrate e in campagna, J1a permesso (fra g li altri vanl:iggi g ià. accennati) di far ,;ì che i m edici Yi ,· i,·e-,;:ero q11asi la vita d egli infermi , e fos(1) T ali ~t ndii sono stati pubblicati in numerose riviste, sinteti1..znti in 11110 studio pubblicato in questo Gi,>rnale . 19w, ll~I titolo: IA n1 cl1ici 11a sodale >icU' Esercilo ed esp osti con una certa diffns io n <c in una ~crie di :crtÌ('rili conti11ua tivi nel la Rit•ista sper. di Fr,·11 1 91•,-10 11-191 2 . dal titolo Sludii di {'sid1ialria milit.arc.
LE Ft"NZJONl llt:: I. u:NTRo :-iEt ' Ro-P:5 lCJII .H RIC(I, ECC.
1()31
sero ,quindi in g:rado d i ri levarne continuativamente gli atteggiamenti abitu ali, le o-:::c: illaziorn di umore e ùi contegno, i modi di condotta, le espressioni del rurat!H(,, le rna11i fesi.azioni psico-emolive ecc ., al di fuori, dell'atteggiamento di difesa che essi a ltrimenti assumono, e che non è possibile s ia mantenuto costante per molto tempo; e ciò vale non sollanto per i s imula tori di si ndromi_ psicopatiche, m1L pure per i n evrotici elle allegano, o elle per suggestione si lamentano col m edico di tanti sintomi di depre:;sione e cli sminuimento, e s inanco p er i veri malati che spesso dalla conLlnuila del l'osser vazione possono e55ere meglio inquadrat i in fon n<.: cliniche definii.e (pnranoidismo, allucinazioni dissimulate ecc.) . li) - L'esperienza hu di1110$ln1Lo c he non meno ponderoso, fecondo cli ris ultati, e necessario p er un a lto con cetto di profilassi rnorale, è stato il lavoro di la rgo rerupel"O, bene adatto, dei veri p s icopatici , per la guerra o per la società, ncll'intcntc di rimettere in valore le varie p ersonalità uma~e sminuite d ai fattori bellici, di ripristinarne le en ergie guerresche, o per q uanto meno lavorativi'!, e di s fruttarne al massimo, q 11ando era possib ile, lt: t' nerf!'ie m entali per la g uerra :;tessa (come si è affermato in una recente relazione d cll,t Cornmissio11e Sani taria Centrale d ella Zona di Gur rra ad ill ustrazione dell'opera da questa s piegata. n elle visite di controllo e di rèvisione ad L1 fflciali e soldati della Zona di Guerra). III) - Si è tutt,i concordi nel d i r..; che non si sono osscrrnte (e realmente non era possibile) f orme mentali nuove , cioè nuovi tipi di malattie mentali o n er vose; m,,, d 'alt.rr. p11rt.c, non e possibi le disconosce re che aspclli e sindromi nuO\·e, nervose e psiclùche, si sono rilevate, in quanto: a) n umerosi casi si avevano in soggetti che non avevano presentato prima disturbi evidenti, e che proba.bilmenl.e non ne avrebbero presentato, almeno in modo così chiaro, Sd non C'i fosse stata la g uerra; bì moltissimi quadri clinici avevano apparenza sinto matica impressio-. nante, od almeno assai evidente, ed invece (come il decorso ulteriore dimostrava) non t rattavasi d1 vere i:,sicosi quali si oss0r vano in pace, ma di .episodi , di fas i, di stati trnnsitori , d i sindromi che , anche se con quadri clinici imponenti, si aU,lònuavano molto, od anche si emendavano del tutto, in dt1e o tre m,:,si a l più - P questa è stata la nota vera.mente speciale di queste p:,icosi belliche; e) fra d i esse, moltissime d el tipo stuporoso per 1irr1:sto psicun,otori(I, d'apparenza amenziale, g ià s tud iale quale cesth.rsia s1uvorosr1 d cp re.,s1va nei ruc;s.i s in dalla guerra del 1004. e 005 contro i g iapponesi, con u na forte proporzione quale non s i osser va in pace, e la cu i forma c linica riproduce quella che il Sapori to aveva descritto ciua le /Ht:.:.ia tl 1'i militari; d ) cosi pure, le sindrnmi di psicos i terrifica, s ulle quali soprututto. ha fermato l'attenzione il Riva, per f!tHmto più numHose al principio d ella guerra , e più nella guerra libica sotto fol'ma di r1;1,aic all ucinatoria, che non in questa., dove ed io credo sia qu esta 11n·u11ra nota S!lecifìra della guerra attuale predom ina l'arrN;to , lo stuvor,·, a. rn 11!ié1 della mlensilit emozionale (scoppio di mine, bomba1·dt·. d1 1:!"l· '"~ i ( iiltl,ri. ecr. 1: ,• I .fi?THndi«~irna rrequtnza di 11//i/111/ini rQ-.'i <:lette fi ,i1Jp111i,. h,·. c\iill(' trot'qrjftp<;,.:e 11 lle antalgil'11e,
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LE Fl'NZIONI
[,Jc:L CJc:NTlll> NJ::l'RO-PSICHIATRI CO,
F.f;C .
e d elle quali molte Cl'ano pressocllè ignol.è nella letteratura medica o co. minciavano ad o~en ·arsi nella medicina infortunistica (c.amptocormie , pachidermia da str-cllurc, paresi o contratture isteroidi con viziosità di posizione ecc.), e s ulla Clii n olcvoll: diffus ione pur essa specifica d ella guerra mondiale . avranno contribuitn le riiffuse altitudini riv'endica.torie della infortunistiea da lavoro. E nella no,·itù del fatto .sopratutto cu lmi nano i dati di esperienza: a) la n ecessil~t d i p,trlare di sindromi anziché di vere psicosi, sopratutto nelle forme ebefreniche o paranoidi o confusionali, come io ho sostenuto già in precedenza, sin dai primi casi osservati cd i miei colleghi hanno s ubito accettato, quale risultato del controllo obiettivo dt•ll a loro esperienza quotidiana; b) s ulla base frequente delle a11tointossin1zion i da fati ca fisica, e dell'esaurimento nervoso correlativo, l'influenza delle gravi emozioni g1:en esche - che hanno la nota psicofisiologica della pau1·a - e riuella rlellC' emozion i croniche ripetute e patematiche, s piega come la rn1tp~for parll' d ei non-otici acuti e degli psi copatici a:bbio. prescnLuto una forma od 11110 s tato od un colol"ito· depressivo, sino anche allo s tupore o aneslu pseudo1;onfusio11ale, onde una certa aria di famiglia si ritrova nel 1·11chrl ipos tenico ed iposlirnico, estesa a nche alle sindromi tra11rnaticbe, e clte ha più d ell o sconforto e del triste negli -inff' /lr'lluali (utficiali . s tudenti ccc.) e più del psèL1doco11Juso autointossicato n egli altri; e) sopratutto l'evoluzione cinematog rafica delle neuropsicosi di guerra , rieordata dall ' Aguglia, onde rnpidarnenle, - come dicevo - e bene , molte di tali sindromi, anr he di apparenza grave, si esau riYano; d ) infine, molti di klli maiali non :iOnO soggetti di cliniche o di manicomi, e ct1,·engono psicopatici solo in guerra. ( Bu· scaino), o nei g randi p orlurbamenli po litico-sociali (1). IV) - La guerra, molto più che non il servizio mii itare di pace Iche io già mos tra i quanto lo sia abitualmente) , è un en ergico n!a.tlivo per le costiL11zion i ncurnpsichiche; può dirsi, in fondo (e sopratutto lo conferma il Buscaino) che i san i e normali non presentan o vere ncuropsicosi (quando non intervengano s peciali intossicazioni ), on de il fondamento biologico rimane sempre Ìcl causa essenziale dd la preòis posizione, come ho largamente dimos tralo noli~ esaurienti indag·ini neu· rop:;ic hiatriche su 7:Z-2 militari carcerati o ree! usi o disciplinari, e nello studio di 220 delinquenti in Libia, eò ho largamcnLe insistilo ;l!Lrove (2): e le ,·arie ca use (auloto$siche , cmot ive, da faLica ecc.). agiscano riveJan<io, accentuando, provocando uno squilibrio di sistemi instabili . od orig inariamente sminuiti di potenziale, o òeviali nella intima tessitura organica. Ciò non solo per le neurosi o psicosi pure•, e sindromi relative, ma anche per l,i n eurosi traumatiche di. guerra (del resto co!lll' nella infortunistica); ed anzi il modo di essere di una personalità agis<'l' (r) Vedansi, in proposito, i dettagliati r icordi ddle psicosi, descritte ne lla guern• russo-giapponese, che io bo esposto nelle mie 1 e li Nola cli11ica sulle psicotcl e m:urosi di guara, ne l Giorn . s tcs~o, r913-1~. . 12) e cio", 11,, lJe confrrc11,., c-1,c bo k11utc, 11~.I cent1·0, per illn~trare la necc~~,t~ della ùivfil.i~,i ~<><·i,Jt- Jegli ,rno111ali, (" i11 una ,·u111 u11ica1.io11" a l 1 Cvngrcs~o n az. d t antrop., Sl>ciologia e diritto -crimi n . po~it. iu Rornn, maggio 1914.
LE PllNZlllNI DEL CENTRO NE URO ·P:c-l CHIATRICO, ECC.
10:-.13
;.ulla diversa maniera d1 manifes tarsi d elle deUe ne11rosi (pilialiche, del tipo monoisterico, del tipo rivendicatorio-reaLtivo, della purn forma sinistror:-;ica ecc.J. E 1111esti rilievi già chiaramente io affermavo sin dai p rimi del 19J6 (,l nv,,all·Ìc dd carattere ere.) scrivendo: « .Anche in tutti· q uesti casi (Juasi sempl'e si trovano d ei p redisposti, anche quando tratlarnsi d i semplici fornw t ransit.orie d i rapen tino arresto m entale da µaura , cioè da chot e moli vo i m!)rovviso. L'imporlànza del faUore biologi<'o individuale, o meglio biO!)o-ichico, ancora una volta si afferma , sia che si trntti d1 un difelf.o t osl iluzionale che favori sce la dispersione delle energ ie nel momento in c11i si deve reag ire coscien temente , e q uasi sinteticamente, ad una azione est.C'rna emotiva, sia che tale disposizione dissipativa sia stal,t farilitut,L od accentuata da fati ca o da all ri fattori Plerotossici » . • V) - A qu esti rilievi d 'indole generale possono essere avvicin ale due altre osse1Tazioni sintetiche : a) la precoci lit d elle reazioni psicopatolog iche da pa l'l.c dei d egenerati e predisposti , giit affermala da llo Chavigny , poi lnrgarr:entr, d a me dimostrata in pac-a ed in guerra, e c he la n ostra esperienza attuale ha meglio l11meggi>.lLa con il complemento (già d a me adombra.lo) di una cquivat ,.,nza rii reazioni psicopalologiche in molti falli eroici d a pa1te di ano nw li a,·v()ntu rieri, n evrotici costituzionali, od anormali del ca rattere, b ) l'csistt•nza di una. costituzione degenerati va patologica in simulatori, provoc,ll ori di malattie, esageral,ori e prel,cst.alori di d ist.urbi Mrvosi o mentali. o di un atteggiamen to psicoisterico nei soggetti nei quali involonLarie suggestio11i di medici bastavano a provocare e fissare sintomi morbosi - psich ici o n euromuscolari o d i attitudini - , e di unf~ vera condizione d i immorali tà costituzionale nei sim ulatori caparbi e peevicaci, od esperti nella complessità sintomatologica, o recidivi malg rado i provvedi menti di varia nat.ura presi a loro carico. VI) - Freq11ent.e il fa U.orc tossico (da alcool o da fatiche o da in fezioni); per l'alcool, nulla da a,e;gi11nl{e1·e a quanto g ià esposi in uno sl,udio prect:d ente, e nelle ricerche sul valore criminogeno e n europ siC'Og eno dell'alcool nei milituri , in pace e n ella guerra libica (I), tran ne che questa constatazione, e cioè: mentre pochi cas i, relativamente. noi abbi a m o osservato, di ebbrezze patologiche, di crisi clastiche o di violenze a ntipersonali , tossie~iliche, molti sono stati i casi di con fus ione o di eccitamento, specie nei più g iovani, e nu merose le sindromi paranoidi , col frequente delirio d1 gelosia, sopraf.11t.tn in anziani. VII) - Ma più frequen te è il fattore e-moti vo, dalla \'era commozione di guerra (trauma bellico). alla emozione paurosa, alla. emozione da vig ile e protratta attenzione asp ct.lante, ai patemi famigliari, e da preocc upa.zioni economiche domestiche, che sopratutto n umerosi casi hanno fallo osservare negli ultimi tempi, e dopo l'armistizio, per acuito senso nostalgico d ella famiglia e della paee, e per effetto d elle precedenti emozioAi croniche, una volta sorpassato il periodo iPE·rlrn~ivo ed iperstenico d e lla loti.a (frec;iuent.i g li stati depre:-s ivi od an<"lie confusionali da tra( 1)
Vedasi specialmente un mio studio sullAlcoolismo 11ell'esercito, in R iv.
,\fil. Jtal. 191:, e 1:i P d i11,J11r 11w militare in .t!t<fTTII. i<l. 19 13.
Jlt:Ji
u ; ~TNZ IONI 01::L (:D,1Rtt ~a: t ' RU-1':ilCIIIATRI CU, En; .
dimenLo d l'lle m o!tli / , (1/ sinn all"en;1)zi0n1: da spiccato int,·r,·s.,,· p ,icr,/o(JiM, nel q11all:' rientra q11ello del d e6ideriu d1~ll'inde nnizzo p~r ferilP , t' di
ù,-;~('re . sopratu tto. in .~i:guito Hrl e;:.:-;a ,·s,>nfati rla ulte riori :ien·izi di guerra. Ed .\ g 11g lia lw 1,en notc1lo L, frt•q11 l'm.a. ed anclw la tena::ia, oltre c h e uno s p eciale a sJ)ctlu, c lic hanno avuto l,t li 5indrun 1i d t> pn,sSi\'e n egli isolani e n e i profu:zhi, e c lic volrernmo rhiamare no,'lalyia ml'lanco/,i/orml',
v1II) - .·\!!ugl ia hu giusta m ente richiamata l'attenzione su Ila proporzione rli~cr eta, frn i s 1101 am m a lét li :e c1)si n elle altre sezioni ) d ei fre naslcnici - pressoccliè il 3 " - . sog ge tti chi: dal territorio non do,·e,·ar10 g i11ngere alle prime linel', m entre bt> n e 1lolernno quas i tull i essere irnpi1·gati in laYo ri falico;;i manuali (c·1·nt11rie cii lavo ranti ). siH in Z. G. c he nd L,erriLorio, a comi nciare dai Jurnri d e i campi e lh,r l:l ,·iabilili1 e la s is tl'mazinrw n1n11tana. E con es,-i i halb11zi cnli originarii g n.1,·i, gli iste rO·d c·genuntin , g li epilPllici motori ccc .. di c ui giù ho parlalo in precede11za (2). I.\'.) - E ' inte ressante , 1,ri111a di PH>':5!i re éld altri argom enti dottrinari, di ricordare a k11ni dati :'t,distic i g-cne r a li , rile vabili dall e rè lazioni dei ,;ingoli capi-lle1n1 rli : a ) n ulla !';Czion e di \'ilh Corbelli (r elazion,~ Gor!'ieri \ enlrnrono 2:354. infe rmi ( Jr, 111aggio 1918· 10 gennaio J9J.!11, d ei quali 79 ufficiali, e. 2275 militari di truppa.: fra gli cnlral-1, 159 d etenuti. F urono giudicali: idonei in co11rli::.io11ali 1,97 = :.? l ''r. , i,fmwi c1J11rli-:.iri 11n11 630 - 2ì".. , e c ioè totale d el r ecupero imrnedialo o pressochè inmwdialo Ml •;., ; Jirenz,, s ino a 3 m esi 395 = 18 %, da 3 m esi ad un anno 157 = 62 %, ri fnrmali 259 = li % (la fJ11ota in feriore dr rifnrme , ris p etto a l lot,tlt' dl'l 18 %, è dovuta al faLto elw in ,·illa CorlH' lii andarnno molti <il'1t'n11li. r,onrnls ivanti, d egenerati, e pro,·cnien li dalle licenze o rdina ri~'). h ) ri:-petlo al le forme rnorbo,-.- ri,;ron lrdc 11\;i sopradetti 2~75 111i lilari ,· s i ha che 10"/ a,·ernno s indrome 11euru;-;tenica in gPnere, 124. d e pressi va, 73 ron f11s i11nalr di origine I)atcma.tica, 137 ame nziale , 56 is le rit'a, 55 <'boi d e o schizofrrnica, 108 frenaslenira cli ,·a rio grado, 93 alcoolica, n e ur0Lrn11mati ca lì5: s u di -'iRO forme f11nzin1111!i d el s isLema ne rvoso in 262 fu fatta diagnosi di rlcgenera-~i,11u• psicomonrle, cioè in più rht' J'U % d ei ca$i. Ma la l'l'OJIOizionc d1 q111•,ti ullimi cas i n111la ne i vari re parli; cosi, nel r eparto Busca ino, s,,pral11Llo a ciò des tinalo, su di 5l0 rnililuri ossl·n ·ati, b en l~O e rano p,;ic.od e1;en erali, il 37 " .. ; s e ad essi s i a ggiungono i5 non ricon0sciut1 affetti da neurosi e psicosi in atto (anomali, esager&lo ri, te ndenti a simulare) vediamo tale proporzion e di casi di.~1·,·lati e sanzirmali d al la n o,;lra osserv11ziom· di (, ) Questo de ll.'t f1 cquc111.a dei t r a<li111c11ti d e lle 1110,t:li di clii , tn,·H i11 )!'Uc rni (c,,mc n- 11oi ris ultnn, d a lle lcttcrot, o da; rAn :011ti ch,i SO!,!~clli) , cd in ,(:cnac dd gronde rila~cia111c lllo di cosl11111i, q uasi p er un a " e.11ta t:• di ~essu?lit:ì ch e 111?lti valori lflornli Ifa sctmvoho. è un ttr:i,·t· p rnhk111a <l1 p ~1n,soc1o log1a clw 111enrn unn s tudio a fon do. \zl !-,u q11,-~to compk,~o p rohl<-11111 ,·c<l:i~i un 11tio s tudio: la 1ltili=;;a;;ionc mil ita1·c i· w.-ia/ f. i11 pure e in Kllc n ·a , d,·i dc c-c11cro ti e cri minoli. i11 Scuola posith:11. JugJi\1 l ~1HJ,
u; F t.JNZIC\Nl Otl. CENTRO NE1 ; 1HJ-l'::ìlCH I ATRICO, ECC .
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-dé pisl1tq1·, salire al 53 ','o , e quindi c resce la quota di r ecupero (id on e i incondizionali 167 = 33 ';.: , condizionati 103 = 20 ..''o , nel totale 53 %): inoltre -IO d enunziali ai Tribunali di g uerra, e 4 alle compag nie s pec iali <l'istruzione. e} Nel r·Eparlo Nburologico (re lazio ne '.V'lidie li ) di \"illa Corbe lli furono accolti circa 800 soggeU , , d ei quali: 260 p resunti epiletlici, e di essi solo 68 rieonosciuli rnr ame:-nle tali; d ei 70 a ltri ,·enuti per convulsioni isteriche o per forme convulsivanLi da definire, q111.isi l11lli non furono riconosciut i tali, onde, in compl< sso 1 solo l/5 fu rifol'mato, nè fu data licenza ad alcuno per il concetto ch e l'isteroid e o d e pilettoide, in te m po di guerra. puù ben essere ulilizzato in larnri, se realm en te a no rmale, e n on m e nLitore di tali atteggiamenti ne n otici. De i 107 !alone· v ros ici, 78 lo e rano da commozio ni o da emozioni di guerra, e m oltissimi guarirono bene e presto, anche se d a molto Lem1>0 amm:i.lati, e g li altri migliorarono notevolnienle , col mtlod o r,crsuasico e di ritJduca:.ione d ella loquela. Di 15 affetti da t re more islerico, 13 gnarirono bene; più ribelli i ticcosi, anclle se comrnotivi. Di queste ultime forme , com e d ei tipi pare tici, COntralluraJi, 11P.Vl'llici, antalgici ecc . j CUSi SOnO S(at',i pochi r elalivumen le (e tanto p iù poi p er alcuni n('rvosi organici, q 11as.i sempr e venuti per errore di diag nosi) perchè dopo qualche mese si CO· minc iò a trasfrri rl i s ubito al crnl1·0 Ne urologico di Bolog na, pe r saggia divisione di lavoro, d 'accordo con le autonlù Sanitarie superio ri , tranne che non fossero in essi p revalenti i distu1·bi psichici. d ) Una nota s tatistica cli genere dive rso rigua rda la e pide mia g rippale c he irn·ase quasi esclusivament.e \'illa Corbell i, (rn5 casi, 7 morti) probabilmente contagiatisi dal per sonale bo rghese d e lla lavand eria, m entre poc hi casi. s i ebbero n el Collegio, poco più nume rosi nel reparto man icom iale per con iagio dai re parti borghesi , e n ~ssun caso nella sezione S(·m inario. X) - Mollo vi ·sarc bbe da.dire dell'ep ili•s.1·ia: è nolu qua11ta e quale estensione essa abbia avuto col Lo mbroso: gillstam enle il Buscaino dice che molli dei suoi cenestopalic i rientrano in tale categoria; certo poc hi epilett ic i ve ri noi abbiamo visto . L'epilettoidis rno no n è la e pilessia, ma è l'iracondia del degene1·ato e del maleducato sociale, effetto molteplice di viziosità abitua li e di cause tossic he varie , e di facile r eattività nervosa in soggetti biopsicamente primitivi; nè esso J..;Uò essere _portato in causa nelle pe rizie com e si fa con tanta proclività d a taluni. s ulla ba.-;e di presupposti ormai sorpa!:'sali , o di m onche osservazioni giuridic he, montre tali soggetti-presunti amnesici, o confusi o post-crepuscolari, ecc., s i rive larono invece a noi amorali e d egenerati simulatori, per abitudini o per tende nza t:ostituzionale d el carnt~ere o pe r tesi d efensionale. Vi è poi da larga me n te revis ionare il cap1lo lo d e lla epilessia psic hica , c he, s frondato dagli evisodi di ecc ita me nto psicomo.torio presentati dai d egenerati, d a.gli emport1•11,.,.11ts d ei cenestopatici , dalle c ris i reattive viole nl.e· d egli a lcoolisti , d egl i ereditari a morali , o d eg li affaticati ed esaurÌli su ba.-;e d egene rativa, e poi da taluni episodi di eccitamento ebo ide od ipomaniaco in ebefren ir i e cosi via, a be n 1,oca ,cosa, in verità, s1 riducE:, J)Osilivamenlc c0ns idera10, e s tudiando le s in0
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LE tTN ZIONI DEL CENTRO NEURO- PS1CHIATRICO,
ì:cc.
gole personalità neuropsichiche con esame accurato, spassionato, e continuativo, al di fuori d egli episodi stessi, e nella condotta abituale nei reparti. L'epiless.ia motoria è molte volte mentila dalle crisi convulsiformi d ei degenerati, dalle cosi deLLe fa si a(fcttw o-cpilettoidi del Bratz (e l'Agug lia sopra.lutto la penS<.L pure così, per le varn(7J1lt:ss1e del Dana), in cui l' interesse e la valanga. emozionale del rahbiqso si s fog·ano con gli atteggiamenti primi Li vi di difesa e di reazion~ a.mbientalt, che sono appunto le convulsioni, come lo sono istintivamente (Claparède) nell'isterico per s fogo d el complesso ideoemotivo del Freud e Bauer. Le convulsion i n.ssumono aspetto clinico più verosimile nel cenestopatico, che è fa cil e ,L presentare l11rbe neurovaso-molor.ie le più di verse, per la preminenza in loro dimostrata. dal B1°scaino del sistema endocrino-simpatico: ed in dislnrbi di questo quegli vorrebbe - giustamente - riporre la rag ione patogenetica. di tali espressioni convulsive epilettoidi come della disfunzionalità nervosa immanente che l'esame rivela al di fuori delle crisi . Così pure pochi isterici vel'i, convulsivi, noi abbiamo trovato. se studiati allo slato puro e senza l'involontaria r,u]tura del medico, o il mimetismo (più o meno inler€-SSato) sol'gente dalla vista di convulsivanti Yeri. La fase passionale e tipica, nel vero i,:terico, termina con la crisi psicoemot.iva, e il carattere abituale di suggestività, di manierismo arrellalo, di mitomania ecc. - conduce bene alla diagnosi. Nei casi commolivi la disamina è pit'.i complessa dal lato clinico, ed indag inosa dal lato medico-legale , e quivi si vede l'acume e l'obietlività d ell'osservatore, che deve sceverare l'interesse psicologico dalle tend,.mze sin istrol's iche , come pure dagli effetti emozionali veri i substraf.i di incompletezza della personaliU1 net•ro-psichic.a, che è fond amentale in tali casi: il commoLivo puro, di normale co::tituz ion e neuropsichica, presenta soltanto de pressione ipostenica senza cenestopatie, querulomanie, tendenze J'ivendicatorie, od effetli di elaborazione ' mentale (secondo Charcot). La immensa mag gionmza dei convulsivanti ,e rano infatti epilettoidi, isteroidi, simul atori, cenestopatici, d egenerati reattivi, nevrotici rnn emotivith primitiva, anomali egoisti, ecc.: un seve l'o regime psicoternpico, e la a.-;scgnazione recisa, e per un certo tempo soltanto, a centurie di lavoranti al fronte o nelle retrovir immediate, facevu giustizia di quei p rimitivi, deboli morali, e psicointeressati ben disposti a cogliere il frutto della loro anomalia, o fralezza psicoetica, prima che si f·ormassero le artificiose incrostazioni mentali proprio degli infortunati.
X[) - Nei degenerati e predisposti abbiamo osservato (probabilmente per intermezzo di fati che., di contrasti emotivi, di intoss icazioni, di disendocrinie fors'anco) per le più stati confusionali o stuporosi, o forme di eccitamento, più frequen ti i casi di rallentamento psicomotorio, col quale non devesi confondere (come molti hanno fatto) la d epressione distimica, chè questa si ha negli affett.ivi, negli astenici , non nei d eg enerati, e tanto meno negli ebefrenic i ed eboidi. Molte volte, la apparenza clinica è stata a,.sai evidente e marcata, mentre spesso - come dicevo - il quadro grave si esauriva in poco tempo, sopratutto
LE .l-'U NZIONJ DEL t.:ENTRO NJ:: I.J RO- PS ICIIIATRICO, ECC .
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mutando ambiente, onde noi ora· parliamo soltanto di sindrome ebefrenica o paranoide. Le sindromi pa ranoidi le abbiame trovate negli ereditari psicodegenerati (Laluni veramente ron tendenze di perseguitato-persecutore alla Falrel), o negli alcoolisti, talora in seguito ad àllu- .. cinazioni multiple in esauriti od intossicati (ma pur essi predisposti), e quindi assai più spesso nei ctetenut.i periziandi o nei carceMolte volte, secondo rati, (psi cosi liti carcerali dei tedeschi ). Buscaino, si è tra ttato di schfaofren ùi rnonotemat'ica in cene;:.topatici cost-itt.zionali , nei quali una causa. tossica o commotiva perturba o rovescia addirit.tura i rapporti di già abnormi fra sistema simpatico e spinocerebralc (a utonomo). Ma è certo che occorre una revisione del concetto di demenza precoce, perchè non è possibile, durante la fase clinica, sc indere il vero demente prec•Jce nelle sue va rietà da l pseudo-demente, tranne che per il fa tto che quesli si reintegra più o meno c.om pll'tame:nle, - e l'altro no, nel più dei casi: ed allora non si puo pensare che, sulla base di una difettosa costituzione rerebra lc, cause tossiche, endogenr, (forse discndocrinie pluriglandolari ) produca no q1 11.1.d ri schizofrenici, or di questa or di quella va rietà e spec(almenle quelle con a rresto, ad a ppar enze confusiona li, che poi si esauriscono perchè la ca 11sa prima d Plla. tossiemi a nervosa era esteriore (fatica, emozioni , disagi ripetuti, sforzo di adattamento nel intense circosla11ze nuove di vil,L ecr. ), e quindi più labili e meno g ravi i danni ronseguent.i? ed invece il vero schizofrenico, che si 11rot.rae , non sarebbe un intossicato cerebra lmente, in moclo più Jr.nlo ma piìi continuativo, per ragioni autoctone, donde anche la successiva ripercussione sulla costituzione cell 11 locorticale, la cui a ffezione sarebbe perciò sempre seconda ria e conseguente? So!Lanto per il paranoidismo tutto ciò non ba~ta: trat tasi , si può pensare, di uno speciale atteggiamento psichico o rig inario o gradatamente formatosi, di un'anomalia della personaliln sociale, quindi di una pa rafrenia , piu o meno mani festa, dissimulata, recisa, profonda. Esso sa rebbe in molli casi un e11ifenomeno od un concomitante; donde il paranoidismo del degene ralo morale, quello puro (direbbesi) del riformatore fa ntastico o dell'estatico-mistico, quello c he appare già sin dall'inizio della vita mentale nel paranoico originario, quello che si affaccia più o meno larvato nel fobi co, nell'ossessivo , nel coatto mtinta.le (paranoia rudimentaria), o quello - infine - che, in cervelli ancora non del tutto sviluppati, si associa a deca denza o ad altri fatti confusionali o di arresto, - demenza para noide - oppure si svolge tardivamente in cervelli evoluti e senza successiva decadenza psichica {paranoia vera). Ma è anche certo che nei nostri paranoidei, quando potevasi escludere ·l'alcoolismo cronico, ù la psicodegenerazione, era sempre possibile notare un deficit mentale nei soggetti, cioè ulmeno un cachet eboide, anche (esaminando profondamente) nei riformator i fant.astici, che hanno spesso un'appar&nza così brillante: e precisamente per delle note di incongruenza e di fatuità stolida o di critica ipologica ch'era sempre .possibile mettere in rilievo, pur sotto l'apparenza di una vivacit,à. di eloquio o rti fantastiraµ gini scientifico-let.t.era rie o di invenzioni.
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LE Fl"NZI OI\I DEL Cf:NTRO NECR0-PS1CHIATR1C0, t:cc.
Xli) - In teressanti sono le os~er vazioni fatte dal Lenenle Cazzamalli s ul delirio sensoriale d i g uerra; ne ho già accennato precedentemen te, ri ferendomi a quant,o, in modo iiSSai più diffuso, n e ho detto nei miei d ue · lavori pu bblicati nel Giornale di M cdicina J1fil:ilare sulle neuropsicosi di g uerra. In fondo, io pensnvo che q 11esti casi potessero rien trare nel quadro della psicastenia , come per i militari ammalati che anche in tempo di pace si possono osservare , e simili al caso già rla me d escritto di monoiperallucin osi istPrù:a (i ). Ripeto, che a m e sembrano siano stati, tali casi, (almeno nel periodo finale della nostra guerra, i11 cui ha funziomtl,o il Centro), as:;ai n1eno frequenti r.h e non n1~lla g uerra libica ; certo, poc hi qu i ne abbiamo a vuti, mentre in 'T'r ipoh parecchi cRSi n e potei seguin', sopra lu Lto n€lla for ma d i delirio azionato od onirismo allucinatorio scenl'{J(Jia fo , e parecchi an cora nel Cadore ncl primo anno della guerra . Ta le relativa scarsiLc't può d ipendere da due circostanze : a ) dal fatto che è più fac ile csservarli n ei reparti psichiatrici 11iù p rossimi al fronte, ov,i in genere si esauriscono in pochi giorni ; bì da l fallo che si era formata una rerta abi tudine ai Lraumi morali g ravi di g 11crra, dopo t.anti mesi di azioni belliche, e difatti i casi erano più n umero~i nei g iovani che negli anziani, nei .quali l'impression e di g uerra d eterminava piu Uoslo l'arresto psicomotorio o lo stal,o ·neuropsicasten ico depressivo. · D'altra pai·te . in molti di q uesti casi, gi unli sino al Centro, s i poteni. rilevare la concomi tanza di altri faLlori causali (fatica, autointossicamen ti, intossicazioni esterne, commozione fisica, patemi familiari preced enti), con che il quadro clinico si complica va , perdendo per lo più la n ettezza di linee d el vero delirio azion alo, p.ç,i:co-isteriformc, incrostandosi di e lementi stuporosi o confus ionali, e protraendosi anche nel tempo, m entre la risoluzione dell'episodio psicopa tico avveniva più per lisi che per crisi, come avviene in vece nelle pure forme psiconevrosich e. Comunque, io aCCl:tlO in molli casi il meccanismo :Patogenetico pensato dal Cazzamalli, per il q11 a.le - cioè - tale delirio sensoriale di g i;erra cousiste in una « caratterisl ica infermità d elle zone corticali sensorie (tipo a llucinosi), d eterminata dalla tormenta sensoriale per l'influsso di stimoli possenti , v iolenti od incessanti ; in particolari deboli sistemi neurosici corticali ", pur facendo le mie riserve sull'a ttenuazione forte che egli fa del valore causale (w r lo m eno di concausa ocC(lsional e) del trauma emotivo di guerra. Xlll) - Mi ripropongo di parlare, p iù in là, di proposito, della d elinq uenza militare n e]la g uerra, di cui già p iù volte mi souo occupalo: per ora . come linea generale , poco ho da agg·iungere a quanto ho in varie riprese p ubt•licato. sopraLulto dopo la campagna libica del 10 L2. Adosso, sopra Lutto, nel faticoso as:,esLa mento del dopoguerra, il problema g rave è q uello ciel trallamen lo pmtico di tali delinquenti, di cui ho LraUaLo i n allrn rt'lazione, 1.· del la necessaria trasformazione radi cale d ell' lslil11 lo della pen a nell"cscrcilo, secondo mie precedenti pro· pMlt> falle in S<'guito ad t1na inchil'sla psic hiatrica an ni fa ordinala da l Ministero, e clic è ria spt:rare siano riprese in esame pe r attuarle a (1) Ju q uesto (;iorna/e , 1905.
u: FUNZI ONl Di,;L c ~; NTRo NEt.:RO-PS H; H IATRIC•), ECC.
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b eneficio d ell'esercito e della socH:il...L, sopratutto inlegratr con l'es perien za che il Centro ha permesso di fare sulla utilizzazione militare dei pregiudicati e dei degener,tli, L' s11 lla possibilitii di t>Slenderla ad una provvida e feconda ulilizzuzionc socia le per il vanlagi:rio della e,·nnomia nazionale, della profil assi <·ollelti va e della selezione della razza. Inte ressantissimi sono i casi che il Capitano medieo L. La ttes di questo Centro ha illustrato d i reati milit.ari in psiconevrotici di gu erra; sogget ti senza attitudini criminali, con buon i precedent i, in istato di ossessione psi~oemotiva e di spièC'ata irril:lbi litù e reaUi\'ilit (con fa ,·il,· provocazion e soggi:Uiva), in scg-11it.o a trau mi di guer ra (per esempio obusite come in un mio caso , ricorda lo da.I d ett0 Capitano Laltcs) · ed ì reati sono o di diserzione o di insubordinaziont\ sempre in una ~ondizione di cm JJ11r/1'ì11 r·n t irrilabil{!, non abit,,a le ne i soggelli prima del tra.urna stes5o. XI\') - Un tema s 11sceltibile di l 1mga tratt11zione è quello del ,ui cidio nei militi1ri, sul quale argomento avPl'O g iit ra.ccolto un g rande materiaJe per uno studio c he varitl circostanze hannrJ oer ora impé<lil.ri si fosse compiuto. Se n e è bene occupai.o, di recente , il capitano Lalles. Specificamente, nei ricoverali del Centro i s11 icid i e ffèltuati (3) e tentati (una diecina), sono stati di una cifr;i minima ,s1wcia lmente se si tiene conto d ella g rande libertà in cui tt'ne,·a nsi f:'l i oss,.,1T11 ndi , col più completo ed assoluto no-rnlrain.t, (che mi è costato non poche noie dii parte <li auto rità territoria li). Più frE:q11enti, n~lle poche c ifre ricordate. IP cause p at.cmatichc dcpn:ss1ve; in tre cas i tra ti a,·asi di demr nti precoci. Uno di (JuesLi ultimi , sa.l ito :ml tetto de l reparto manicomia1le, tripudiando alla vista de l cielo é,perlo e del1,t sua libertà, e g ridando : v iva l'Italia, n el vedere sventolare la bandiera naziona le (g iorno festi rn). ridendo g ioiosamente si lanciò nel vuoto per volare libero. Nut11ralrnente, pel' le circostanze di luogo che li rendevano obbligati , i 1:iczzi del suicidio si sono limitati alla precipitazione d alle fin estre; solta nto due (un psicastenico depressivo cd un ebe frenico) tentarono m orire cnl segarsi le radiali, anzi il pri mo morì di anemia aci.1ta dopo quattro ore, nonostante le cure opportune . · X V) - Infine, meriterebbe una speciale disamina. il q11esito d ella dipendenza delle neurosi e psicosi, che si riscontrano nei militari n el periodo di g uerra , da cause od occasioni dl servizio : su tale argomento vi è allegata una relazione sussidia ria del Ca.pilano m edico E. Riva, rappresentante un rapporto pensato insie me, per il Congresso d egli invalidi di guerra (Milano, dicembre 1918 ). E' a rgomento tuttora sub judi ce anche dal lato pratico, e per il quale si dovrà venire ad una. revisione di giudizi m edico-legali in un prossi mo avvenire, indipendentemente da quanto ora è stabilito per gi11stc ragioni di opportunità politica , dalle quali esula la vera medicina legale scientifica. E ciò per varie ragioni scientifi co-p ratiche: a) molti furono ri forma li per psicosi o neurosi di severa diagnosi , mentre tra t.l.avasi (com~ dice\'O) di ~-inrlromi, o fasi lransit.orie. psicopatiche, o psicon<::vrosiche ; bJ molle volt.e la diagnosi fu carpita da sim ulatori, o non er;i sufficiente la: competenza di m edici generici che giudicarono, o non adatta la tonfllità medico-leg ale fiscale degli specialisti r he p ronunziarono il parerl'; d molte forme
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LE F UNZIONI DEL CENTRO NEURO- PSI CHIATRICO, ECC.
mentali o neurotich e non possono riferirsi ad eventi bellici, per lo m eno occorre stabilire un minimo di ser vizio in zona di operazione per le cause psicogene lente (come per i tubercolosi), oppure precisi eventi di guerra (commozione, fattori emotivi ecc.) ; d ) d ev<' essere disciplinata l'assistenza sociale a questi mino r&Li n europsichici, in quanto m olti d{ essi possono guarire bene, e tornare ad esser e utilmente r eddilizii alle famig lie ed alla società, re in tegrandosi nel lo ro valore umano, se o pportunamente trattati, e in appositi is titu ti di cura e di riallenamento fisiops ichico, sopratutto i nevrotici. i funzionali , ed i fisiopatici d el ti po is terico o pitiaLico. come in seg na l'esperienza d el Centro stesso, nel quale s i è ottenuta fac ilmente la g uar ig ione d tille fo rme periferiche quando s i è potuto i·i1.:ostruire la mentalità d el sogg<'llO e rieleva r e il poten:r.iale d el si;;lpma, fugand o ogni e l•:m e n to di inte resse pi'- ico log ico, di s 11gge;:tione piliatica o d1 anafila::;,.,i ps ivl1im1 secondo Boschi .
••• Come s i vule, ho qni app ena s fio ralo una serie di vrnblemi dottrinari e di esperienza c linica, o r el ,Ltivi a lla organizzazione n europsichiatrica d ell'eserC'ilo, elle già dapprima avevo :;volti in altre pubblicazioni le quali, d a un punlo di vis ta generale, confcrmanrno le ossen ,a.zioni psicopatologiche c he per molti anni avevo }JoLulo attuare ne l ::.;erYizio di pace (n el r e parto ;;pccia lizzato d ell'ospc!dale militare di n oma, e nel Manicomio di S . Mar ia d ella P1 eli1 \ ( \ ·. Forme di /Ja:,:ia nei militari, e 0 1isi:r11a:ioni su tli 243 0 1si di, olfrnrniuni• mentali in m-ilitari, in quest-0 Giornale, 1910-U ). Evide nt.e menle, sono questi d egli argomenti di note vole importanza per mo!Li as petti, e non snla rnenlt· per la medicina militare, ma anche µe,~ la p::;icùpato lugia e per lici psiC'lliaLriu fo rense e sociale; e non solo per quel che rignarda le di ver sr s indromi psicoaliclle ch e s i osservano n e i militari in pace ed in guerra , o pe-r il valore e per il m eccanis mo causale d ella emozione, ne i suoi modi diversi , d ella fa1,ica fi s ica, d el logorio ne1·\·o:::o e delle intossicazioni ·varie, m a molt.o a nche per la luce in c ui s i può porre s r esso l'elemento bio-anlropologi co, il fattore er ed o-costituzionale . Praticam en !A}, n e ri mane largamente lllfntiggiat.o, ed anche assestato, il proble ma della p ro filassi m o rale d e ll 'eserc ito, ed il valore di vero sperimentalis mo sociale che questi provvedimenti assu m ono, e tanto più d ebbono assumere, nella g ravissima qni::;lione d el la viriod111m razionale, d e lla biofilassi sociale, e d el In sPlezio n r progressi va d el la r1,zza umana I P oichè (com e scrive vo altra volta , in f!ueslo stesso Giornale) « ne lla g rande opera di difesa sociale contro l'anoma.lo ris iede principalmen te una assai valida ragione di fr lic ilit 1rn1trnu, perc hè tale selezioname nto r estaurator e d ella linfa, che to rbida scorre per li rami, co· stituisce l'energia vivificatrice per una più no bile elevazione d e lla scala a scensionale d ei valori uma ni , r ende l'uom o rinnovellato, più forte, µ:1.:n eroso. tempralo e sano n elle s ue attività m olteplici , e nel lavoro fecondo e lieto d e lle sue braccia e d c.Ila sua mente r reatrice! "· Re!f~io Emilin. mnrrn 1919 -
Roma, gi ug no 19 19.
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AMBULANZA CHIRURGICA D'ARMA.TA N. 4 DIRETTA DAL PROF.
N ICCOLA 01ANNl!T TAS10 TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dott. Emanuele Santoro, capitano medico assistente nella I Clinica Chirurgica della H. U nivers il[l di Napoli Continuaoicme - V. tosc. VIII Giorriak di 11,&:licitla militare, 1019
PARTE TERZA.
FERITE PENETRANTI
• l feriLi d ell'addome, cor, il'sione uencll'anie ricoverati nell'Ambular,za, sono complessivamente 327, dei quali \>O furono Lrasferiti, 228 invece morirono. Di essi 183 furono operati di laparotomia, con 64 g uariti e 1Hì morti; 17 furon·o sotLoposti ad interventi palliativi : moriro:mo tuUi; Hì7 furonc• traltati con l'astensione e di questi 35 furono trasferiti, 162 invece morirono. Esporrò brevemcnl.t: le prime cure che si prodigano al ferito , appena giunto all'Ambu lanza, e i criteri secondo i quali si decide per l'intervento o per l'astensione, . e dopo tratterò in succinto d ei ferili che non operati g uarirono e di quùlli invece che soccombettero. Mi occuperò quindi delle lar,arotornie . .4 ) LE PTilME CURE.
Come il ferito giunge all'Ambtdanz.a viene s,·estilo sulla medesima ba.rolla, tagliando gli abiti con le forbici ed avendo di mira che egli subisca quanto meno è possibile di movimenti e di scosse. Nello stesso
tempo alcuni porta-fèriti gli lavano le mani, le estremità. inferiori, il volto, poichù crdinariamente i feriLi giungono sudiei, infangati ed insanguinati. Se l'infermo è in condizioni generali buone, s ubito dopo queste pratiche preliminari, viene lrasporlato nella camera di medicatura.. ove g li viene rimossa la med icazione, che gli è stata praticata di 11er,ente o ne i posti rti medicazion e o alla Sezione di sanità, e si completa lo studio ciel la lesione, che, connesso a llo studiv dello stato gen erale, permellc di decidere circa l'intervento o l'astensione.
FERITE ADDOJ\IJNALI DI G UERRA
. P iL1 fr<· 9lienté ml•ntè invete J'i11fr rrno è in condizion; generali ~ravr; ,.;pes.,;CJ e ,,1;.:rdO', ,-t·nza polso o con polso Hppa na percettibile alla radiale. Allnr,r vi<'fll' po r tato scn7, altro ne l letto c ht' dovrà ri ceverlo il q11ale è p1 P<:1.:dente rnen te s lulo risraldaio, e doµo una breve sosta'. c he di solito ri esce di ve ro confortu pe r il paziente, gli viene rimossa la fasc.i,Llu ra nel m edesimo Idio e quivi viene completato lo studio clu!Ja fe rita e rlr lle sn.: condizio ni gene rali, ed a ccuratamente rimedicato. P oichè i fe ri i.i sono quasi ..;emJlr<' in pred a a s hock , spesso sono algidi pe r essere rimasti lungamente esposti alla pioggia, spesso il loro polso s ubisce l°inftnenza de lla per d ita più o m eno notevole di sangue, in primo te mpo l'indir izzo da d a re alla loro tempia è a ppunto quello di rimetterli daJlo sta to di shock, di r iscaldarli , di eccitare il· tono va.salo, di aum entare la pr essione $Un g uigna. P er il riscald amr r.lo taluni 11 $ ,1110 dare mi d is pnsilivo speciale a d ul ie la.mpadl' ddlrit ,hf· ,c lte vengono dis pos te su l letto de l ferii.o ; n oi a bbiamo ad operato invece 11 risc,dd amento m edia nte borse di ac.:(lua c11.lda, covrondo dirc t.Lamente l'infc rmo con una cove rla di lana pr ecedcmtc•r11l'nll' risca ldala.. Si deLermina così un ambiente lié tlido costante, m enlrt: la lana, c he viene in contatto immediato con la c ute . esercita una certa uzic,ne rivuls iva, ricl1iumando il sang ue alla p erife ria. Le trasfus ion i di sil•ro fì s1olog ico es3rcitano un 'azione tonica evid ente per lo s taio generale de i fl>t ili. In linea generale esse aume nlmo la pressione \ asale, il che s i rivela col fatto che il polso d iminuisce di freque nza e d iviene più vulido. Noi ci siamo serviti sempre del s iero fis iologico comune, sPnza ricorrt're a i numt>ros i !:iil~ri che :;ono stati proi,nsLi ult11rwmenlt>, s pl:cial m enlo a base d i gluco:-io , di cu i molti chirurghi si sono a vvantaggiati. Non a!)biam o ma i oraliC'ata la n: tloelisi in gener e, per la semplicitn e la rapidità de lla tecnica, si è ricorso alle t.rasfusioni sottocutan ee ; quah:he vollèL, quando l'infermo er a in 1?r1t\'e s tato di ane mi a o il polso in c-0ndizioni disperate, si è ricorso a lle trasfu sioni endovenose, c:li solit-0 agg il!ngendo ul liquido una picc0la quanti tà, circa 1.'2 CC' ., di adr t:'nal ina al millesimo. Tra le sos tanze eccitan ti s i è s<•mpre p rPfr rita · 1a ca n for a, in s;oluzione oh!osa. Sl' lo s tat-0 gmerale d el paziente lo richied e, appena egli a rri va g li s i i,rntiea 11na iniezione di canfora, cii 3 o t1 cc.; lali iniezioni, a do,;i alquant0 m ino ri, si ripetono in s eguilo, ad inte rvalli regola r i di 4 o 5 o re . R tll'UllH:nlc s i r icorre all'3 altre· sostanze ; quando vi è uno st,ato g rave di collasso si pr at 11·ano in iezioni di caffeina, di elPrH, q ualchl.! volta. di diFalene pe r via ,·enosu . Ins ieme con le iniezioni l'l'Cila11ti , s ia che l' i11fcr mo d ebba esse re sottoposto alla laparotomia, c lic s i d 1 ·hba es5er e tra:Ltato con l'astens ione, si usa praticare 1111a iniezione di 1 cgr. di m o rfina, c he ha lo scopo d i calmare lo staio d i ag itazione e d i irreq11 ielezza in c ui di solito il pazienti, s i t rn\·a , cli leni re i :<110 1 d ulon e d i immobilizzare l'in testino; inoltre, H· l'infernio d ovrn cSSl•rc o pe ralo, sl'r ve di prtlpa.raz io ne a llu nal',·'>~i ,·J,,. 1,f.,1111icu. S11 ll'uddom c intunt,0 vie ne ll'n 11ta. una bo rsa l ' ù1t ll'11t·11t,· cl,·1 ~ !1 :., ·i,,; da qut':'ila !lfal ica gl'infermi ri ,-cnlono !:i11bito un ~r;, nd, · ,,, ,Il i, , , c.;,w,·l'dl' ~011 noll'1·ule frequenza che l'i n [crrno av\'e r tu
FERITE ADL>(l~llNALI DI (.il"ERRA
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forte s timolo alla mi11zio11e, che s po ntanearnf.' nle non può soddi sfare; allora occorre sollo po1fo al n1lcteri1.mo; ed è in questo mome nto eh<:' se vi è una ferii a d el r ene o d el la vesci<:a, la quale può essere già s tal~ so:;pcttala pe r lo s tudio rld Lragillo v erco rso dal proie tti le, se ne pone la diagnosi, r e rc hè ins ie me con .I urina s i estrai! una certa qnant.ità d1 sangue. So]o quando l'rnferrno ::i è n sruldalo e si è alquanto rimesso d allo stato di d epres:;;ione ne l quale è arrivat.o, senza peraltro a s pellare che s iano coinple lameute svaniti i fe nomeni d ello shock, il che ric hiederebbe un Lungo pe riodo d i te mpo, se ne compltiLa l'esame , disfaccnòone la fasciatura nel medesimo le tto e quivi rimedicflndolo. Trd queste due categorie l:Slreme, cioi\ di ferit.i _in buone condizio ni, e feriti in condizioni g enernli disperate, ve n'è una te rza di fe riti in condizioni generali gravi, ma non disperale; questi ,·engono s nbito portali n e lla camern di m edicatura. e visitali p er stabilire circa la condolta da seguire Quando 31'i11fer1ni ::.-ono 1n condizioni g ravi può succedere che . dopo le 1,rime rnrt•, essi ,·udano man mano rime tte ndosi, e che diventi pro babilè un allo 01,eralil'u, il riualt• u prima ,·i~ta pareYa non potesse essere sostenuto dal pazit·nle.
Il ) 1 CRITERl ORLLA OPERABILTTA. DEL FERITO ·crite ri sui quali s i basa la d t·cis ione d ella c•mdoLta da seguir\', '>l' cioè trnUare il fer ito ron l'inle r v~nto o con l'astens ione , sono s ubo rdinati a nume ro:;i falLor1, i quali m e ritano 11n1. S!)?eiale attenzione nello studio (lei p;;.zi&nt.e. Mano a llH.lllG che s i st11ditt il fe rit<J e che si rilevano i falli connl'ssi all'esume d ella lesion e traumatica, d el s uo s tato generale, d elle condizioni d e ll'addo m e , il c liirnrgo va a<.:quis lando, nel maggior num(:'ro d e i casi, il convinc imento se sia meglio solto po r lCI alla laparotomia o invece trnttarlo r,on l 'a slen!:iio ne . I c riteri di nd I i,·i uel t1·altarm:nto d e i fe riti dell'arldc, me, quali :;ono adoU.ali nella nns lrn C: nil.ù, s i possono c<>mpendiare nei segL1enli: 1° Devono essere operati d 'urgenz,~ lutti quegli infermi le c ui les ioni non stano p, es umibilmcnl.e s uscettibili di guarig io11e spontanea, e il c ui s tato generale consenl.cL l'alto oprratorio. TuUe Le ferite penetranti dunque, con a pertura d e l tuho ga;;Lroenterico, d e lle vie biliari, d ella vescica urinaria, o con e m o r ragia interna. pn:occupante, dipend en te da lesione di un va.-;o <J da ksione Ji un o rgano parenchimatoso, richiedono 1,, laparot.omia. 2° Tutti i c as i ne ì q uali vi sia il d11bl>io di tali lesioni , d evono essere sottoposti allo s lesso trall,,rnento, cel'(:ando tuttavia, con uno studio quanto 11iù è JJ<;~Sibile minuzioso e a ccurato, di evita re tutte le cause di e rrore e d1 falsa mlerpn·l.azione, perc hè le laparotomie e:;plorative non sono sempre innocue, s pecialm<3nlf' in traumatolog ia di guerra; esse hanno infaUi la loro perc('nt11ale ùi murlalili1, la q1wle aumenta soJ si cons ide f'i). c he una g rnn J)arte di laparoh>1 nie esplonitiYe Yengon o praticalo s u fe rii.e di o rgani pan·ndù111al'1si p1::r E'SL' mpi u il
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~- ERITE ADDOM INALI Dl GUERRA
ic·gato, pe r il quale l'inte r vento in genere s i riduce ad un t.umponamento od a q 11alche punto di sutura, la cui 11Lilità è spesso molto dubbia . 3° Devono e.ssc~re trntlali con l'astensione tutti quei rasi nei quali s i abbia la c1•1tEna r he nnn vi :;iano ferite di organi cM·i , nè emorragit> preoccupanti. 4° Quando le condizioni generali dell'infe rmo sono mollo gravi, l'astensione ò una dolorosa n eces,.ilit, poi,;hè in questi casi r atto operativo non fa che accelerarne la mule . Dallo s tudio della ferita, dallo studio dello s ta!,o gene rale del paziente, dallo studio dell'addome, del torac~, degli organi emun tori, n .-ng-ono le ccnLro-indicazioni all'atto or,erativo. Lo s tudio della ferita 11a importanza in quanto, n ella mag-gioranza d ei casi, fa fare la diag nosi di f]ua le viscere può essere leso; e qu:i.lora possa esserne esclusa la lesione dell'111le5lino o in gene re di un viscere cavo endoperitoneale, :-e non s i diagnostica n na emonagia interna in atto, si d ecide senz'aJ: tro per l'aslen,:ione; così noi ci s iamo regolati in molti feriti d el fegato. come per esempio nelle oss. l70-l74-18G-195-100-202- e in alc uni feriti do! rene, cc•mt nelle oss. 1&2-187-200. Ma occorre tener presente la faciliti1 con c ui s i cad~ in e rrore nel porre la dia~mosi, con la riuale s i esclude la ferita di vis<:eri cavi. Cosi nell'oss. 243 fu p osta la diagnosi di ferita del solo fegato ed invece era anche ferito il tenue e l'infermo morì per peritonite; n ell'oss. 347 oltre il fcgatQ era anche ferito il colon trave rso; anche qui l'infe rmo rn<11·i di peritonite. Viceversa nelle oss. 398-399 s i sospeltò una ferita d eJJ'inlestino, ehe invece non fu riscontrata all'alto operativo. Gl'infermi morii ono e sicuramente l'alt.o operativo fu una delle concause d ella morte. Vi sono anche dei casi in cu i si può fa re la esclusione di lesione di riuals iasi viscere, come nell'os:,. 1!-?0, nello quale due scheggie di petardo, penetrale nell'epigas trio, s i e rano impig liate . nel diaframma.. Quantunque lo studio d elle cc ndizioni generali del paziente abbia un valore molto scarso, anzi si può dire nullo n ella diagnos i precisa di fe rita dei visceri , t uttavia C$SO può essere utile in qualche caso, quando i d ati rilevabili con tale s tudio e i sintomi addominali p ropriamente detti, coincidono con quelli ri levati mediante lo studio d el cammino p ercorso dal proiettile . Così nelle oss . 175- 170-185 l'assenza di qualsias i sintoma addominale ci fece suppon e la manCf.1,nza di lesion i ,·iscerali, ed il d ecorso postumo dei feriti diede ragione a tale diagn osi. S pesso una controindi cazione a ll'atto ope rativo, salvo che questo non s ia richiesto da emorragia grave in alto, è la concomitanza di altre ferite, s pecialmente d1 quelle che interessano il cervello, il torace, il rachide. Queste associazioni sono in gen ere mollo gravi e, salYo casi eC<'ezionali. irreparabili. La g ravità d ello s l.1.lo gene rale d el ferii.o !".pesso controindica l'inte r vento, almeno in primo tempo. Se la. gravità dtille condizioni dipende da fenomE'ni di s hock sottoporre il paziente a lLitto opcrat.iYo s ig nifica addizionare lo s ilork 01)erale,rio allo s hock tra11matico: que.,li p,t7.i<'nli m uoiono subilo dopo operati, e ._-in0hbe 1·0 ci11ald 11' nr·a di più se n on iossero ol)eruli. Viceversa q11nn<lo, 0;;srn<lo l'infl'rmo in ;;latn
fl:.IOTE AflDU .\ flNALI DI G l'ERrlA
di shock, si sospetti o si abbia la certezza di una emorragia interna in atto, occorre operare senz'altro, ma solo eccezionalmente l'infermo sopravvive a: grave traumatismo I. -
Criteri rifrt,aliili dulln studio delle lesioni.
ln linea generale è impossibile stabilire la gravità del ferito dallo studio delle ferite parietali. Queste, nel maggior numero di casi, han no ft, solite can,tteristiche delle ferite cutanee e da tali -caratteristiche si possono rilevare sernplicemenl.e dei dati secondari che, messi in rap porto con la gravità dello stato gt,;n erale, possono contribuire ad 11~evolare lo studio complessivo del paziente. Le gravi fe rite , con ampie apel'ture dell'addome, attraverso le quali s; determina la procidenza di tutto il pacchetto intestinale, dello stomaco, della rr.ilza, com<' nelle oss. 241-294-404, specialmente quando su questi organi evisC'erati si scorgono le ferite prodotte dal proiettile, sono di per sè dimostrative della gravità e molte volte della irreparabili\!l delle lesioni. Ma Ql11.:-:;t.i èàsi sono r,ui. Il più delle volte il proidtile produce dotte piccole ferite, dalle quali si ha o no la procidenza di qualche viscere, e la gravità delle condizioni generali non può es~ere messa in rapporto con lo studio di esse. Tuttavia è possibile ricavare qualche criterio subiettivo, mettendo in connessione la natura del proiettile con le condizioni dello stat.o generale del paziente e il numero dei visceri presumibilment~ feriti: inoltre lo stabilire la natura del proiettile ha anch'esso una certa importanza, in quanto le ferite prodotte da proiet.tile di fucile o da pallottola di shrapnell danno una percentuale di mortalità minore eh~ quelle prodctte da scheggie di granata, o da qualsiasi proiettile irregolare, quantunque non si possa stabilire per l'uno o per gli altri una gravità maggiore o minore, intesa nel senso assoluto. Certo è che i proiettili di fucil e e le pallottole di shrapnell producono delle ferite meno estese, meno lac.ere, e trasportano una quantità di materia]~ n,inore che non le scheggie dei proiettili di artiglieria. Ma d'altra parte non bisogna dimenticare che molto facilmente anche 1-~ pallottole d1 fucile e quelle di shrapnell possono deformarsi ed · as sumere quindi la forma delle schc-ggie di granata; bisogna tenere inoltre presente il fatto che quanto più vicina è rarma feritric.e tanto più grave è la ferita che essa. produce. Per quanto riguarda poi il numero e la natma dei visceri feriti , è bene ricoròare: ' . 1° Che non sempre il cam;nino percorso dal proiettile è quBllo, supposto con lo studio delle due ferite d'ingrt-sso e di egresso, e che molte volte succede di supporre feriti alt uni visceri, i quali in vece sono integri, e d1 trovare invece feriti alcuni visc~ri, dei quali non si sospettava la lesione. 2° La gravità delle condizioni generali non sempre è in rapporto con la quanti ti\ dei visceri feriti e col numero delle lesioni : così noi abbiamo visto dei feriti in g ravissime condizioni generali , pur es.«end.o la 6S - Giornale d-i m edicin a 111ilitnrc. -
Fa,c
IX .
~- f.HITE .\00\)i\l l NAI.I 01 GUERRA
ferita non penetrante, o penetrante semplice, cioè senza lesione di visceri , me11tre abbiamo visti a ltri feriti con lesione penetrante e ferite multiviscerali, le c ui condizioni generali erano buone . In altri termini un g iudizio di valore a;:solu to non è possibl1e; occorre tener presente condizioni d isparate s variatissime, e la possibilità di troYare all'atto OJ:,énrLivo lesioni non sos1Jettate e non sospettabili. Le lesioni del tubo-gastro-enterico sono t.anto più gravi quanto maggiore è il contenuto d el viscere. Da ciò l'o1worlunità di cercare di stabilire lo stato d ella funzione digestiva a l m J me nto d el ferimento. Praticamente p erò, ;;oprat11 tlo p Pr fJlt_anto rigua rda i cri-teri di operabilità, tale ricerca ha <'Cars issimo valore. Lo s tudio della ferita mostra inoltre la p robabile associazione di lesioni di altr i organi. A prescindere da ltis ioni di organ i lont.ani, pro<iolte da altri proiettili, il medesimo proiett:le può produne fe rit.e di visce ri contenuti in aHre parli dell'organis mo. Più frequentemente la fer ita interessa il polmone: è questa un1:1. condizione che aggrava la !)rognosi e che in linea di massima controin d ic:a l'opernzione, sia per la g rnvilù s1)eciale che assume la narcosi, s ia pel' la diminuitu rc<'istenza orgè111ica del ferito. 2. -
Criteri rilt"Jll bili dallo st11dio delle condizioni generali del ferito.
l nostri fe riti sono generalmente gwvani e robusti, il che ha una g ra nde impo1lanza per ciò che r iguarda la loro resistenza organ ica alle les ion i; è OYvio che , a parità di condizioni, se i feriti invece di essere d ei g io,·ani fo:;:sero d egli adul li la loro resis t.enza sarebbe molto più rid otta. TuUan1 . r ioò l'he ha. valore assoluto nella vita civile, ha un valore relativi! nello feritr. <ii guerra, r•en· hè la resistenza organica d el soldato dive ntu. minima d opo il ferime nto, per l'accumulo di fatti rifle:;si e d i reuzioni éf.Stenichc, a cui !"organismo è predisposto per la eccezionale vita anteri<'re viss uta. E" cosi che si vedono dei giovani, in apparenza robw,lissimi, in preda a gravi fe nomeni di shock o a grave col· lasso, anche con piccole !es ioni dell'int.estino, e poco numerose. Gli ufficiai i in gcncr,2 sono meno resiste nti dei solci11li; la percentuale di morlalilà fra gli ufficiali feriti dell'intest ino è stata per noi più elernta eh~ t ra i soldati. I due d ati pnncipali , che s1 ricercano con lo studic delle condizioni ge nerali del paziente, sono la tempe ratura ed il polso. In genere è su questi che si basa 11 giudizio di maggiore o m inore graYità e quind i di operabili lù del ,.azicnte . La tempe1&tura ordinariamente si mantiene tra 37 e 38. Non vi è vera temperatura ft"hurile ; svc•:,go invece s i ha ipot.ermia e qualche volta il termometro non s1.1le al di sopra di 35,5-36. La i_potermja che accom · pagna lo stato di s hol'k controindica la operaziol)c. Molto spesso gl'in:fermi sono rerfrii;cerali; la loro lemrJeraLurn bassa va riferii.a all'essere stati t'sposti più Ò meno lungamente all"azione del vent.o e della piogg ia; questi infermi, mes.,;i in condizioni adegu:.1.t e, si riscaldano abbas tanza presi.o, e 1€' loro condizioni , a principio molto g ravi, (j,ivental}O .in seg11it-o migliori, s ino a ron:senlire qualche voHa ratto opera.t ivo.
1047
FJ::RITE A0D0i\11NALI 01 GUERRA
Per quanto concerne il polso io non ho intt;nzione di arldentrarmi nella intricala e difficile queslione d el polso addominale; riporterò sol. tanto alcuni dati, che mi pare possan o avere una certa importanza. In molti casi il polso è di frequenza normale , valido, ritmico. Queste qualità d el pol so naturalmente sono le più favorevoli per l'operazione. Più s pesso il polso è frequente, tra 95 e 110, ma è abbastanza valido ,e conserva il suu ritmo. Anche queste condizioni d el polso sono relativamente favorE-voli all'alto operativo. Spesso infine il polso è piccolo, frequente , qualche volta aritmico, qualche volta impercettibile od in<:ontabile. Queste condizioni s tanno contro l'atto or,tlrativo; tuttavia, poichè il poJso può essere influito dalla perfrigerazione, dalla maggiore o minore pe1.cfita di sangue, da fenomeni riflessi dipendenti da uno stato di shock , occorre sottoporre il paziente alle cure opportune per vedere quanto il .POiso .Possa mig liorare e se tale miglioramento con s enta l'atto OJ1t·rat1vo. Succede allora che il paziente migliori rapidamente, e v ien ·! or,erato; oppure che il migliorame nto sia molto lento, e queste condizioni mettono nell' imbarazzo se si d ebba sottoporlo o non all'atto opcru!ivo ; più spesso il polso subisce d elle osci llazioni più o men.o ampie, e più o meno raµide e f11 g-aci , e rinfermo infine peggiora fino al deces~o; in un gran numero di casi il polso rimane stazionario per un cerlo tempo, poi diventa sempre più piccolo, freque nte aritmico, quindi incont&.bile, impercettibile. • In altra parte ho d ello come il polso modifichi le sue qualità in rap. lJ)orto alle vari., complicanze che sopraggi ungon o primitivamcnte nelle ferite add ominali di guena. qui farò alcuni brevi rilievi esclus ivamente s ulle cond 1zio11i numeriche del polso al momento dell'atto ope rativo t: .sulla prognosi che da queste condiziooi può ricavarsi, prognosi che naturalmente è tanlo pii:, gra\'e q11anto più frequente è il numero d-31le pulsazioni. Le cifre riportate negli specchi che sr•guono si rifel'iscono al n11m1:: ro d elle pulsazioni, presf poco primc1 dC'll'atto opl•rulivo. Questi pols i in a lti-i termini non sono quelli prP.Sfnlati dagli in fe r mi al momento dell'arrivo, ma seno quelli che hanno s ubite delle modifkazioni . in :seguilo alle cure c ui g li infermi sono :::otloposti pl'ima di essere operali. (>pc rati Guurili \for ti % di g11arii:ìc» u
Crn, poh,i da fu a ,. ,
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1 2 1 n 15,,
In ques te cifre son o compresi tutti i feriti deu·actdomc sottopos ti a Jaµarotomia , ed e notevole la prog 1essione decrescente delle percentuali di guarigioni. Più inte ressante riesce il mcd,~simo computo tlseguito sui soli feriti del tratto !!'a.5iro-enterico laparotomizz11Li, escludendò 0ioè
FERITE ADDOMINALI DI GUERH.\
le laparotomie esplorative, quelle su ferite di visceri non interessanti! il tratto gastro.enterico, e gl'interventi palliativi. I primi di questi ferit.; presentavano delle qualità del polso eccezionalmente buone, salvo qualche raro caso in cui la frequenza e la piccolezza del polso era da atlribuirsi ad emorragi a in atto, raramente a fenomeni di shock. Nei feriti invPce in cui furono praticati degli interventi palliativi il polso era per lo più frequentissimo e molto piccolo, a.d eccezione di qualche caso in cui le condizioni generali apparivano buone , nonostante le gravi lesioni riscontrat.e all'atto operativo. N. 0 delle p11'.saz io>1i
Con polsi da év a 8o Si a go
•
Operati Guariti l"1orti % di guarigione 24
12
28
14
91
24
10 1
32 2S
7 5
a 100 a IlO IlI a I20 I 2 l a I 50
.?2
2
·~
14
.50
50
1I
29
27 ,6
15,6•
H
4,5
7
I feriti dunque operati e g uariti, con più di iiO pulsazioni al minuto furono soltank• set.te. Oss. 381. - l'ols, 1 20. GrnvE: stato d'anemia ptr ferita di un':,rtt,rin sanguinante dtll 'epiploon. Oss. 384. - Polsi 1 2ç,. Emoperitoneo abbondante per profonda ferita# della cupoladel fegato che vie ne tamponata. Oss. 386. - Polsi 114. Emoptcritoneo per una larga ferita del fegato che viene· tamponata. Oss. 387. - Polsi 135. Distal'co del margine anteriore del fegato con notevole emorragia. Oss. 41 2. - Polsi 131. Note,olc emoperitoneo per lacC"razione dell'omento i cui vasi sang uinano fortc::1m,ntc . Quattro ferite del tenue. Oss. 449. - l'olsi 1 20. Due fetitc dtlla grande cu rvatura dello stomaco. Oss. 494. - Polsi 120. Ft rita di/I rene (nefrectomia). Una perforazione del colon discendente.
Ho ricordato rspressamen te 1 casi di guarigione con più di tto 9ul'· sazioni , per far notare come in tutti i feriti la frequenza. del polso fosseda attribuirsi esclusivamente a emoraggia, ad eccezione di un sol caso. - oss. 449 - in cui era ferito lo stomaco, e non si era avuta n essuna perdita di sang ue; e in quegf.o caso la frequ ~nza del polso era da attribuire a fenomeni d i shock, di cui l'infermo ebbe a rimettersi. Tutti gli alt ri ca~i, 11e i quali il pul so ern al di ~opra. ùi 110, diedero u n esito in fausto; nella n,aggior pari.e di essi la frequenza del polso e ra legata a fa.tti settic.emici , in qualched uno a.i fenomeni dello shock. ra ramente all'anemia acuta dipendente da. emorragia in att.o, spesso alla concomitanza di tuili e tre questi stati morbosi. Complessirn mente i feriti dell'mleslino con JOO pulsazioni al minut-0· prima dcll'at.t-0 operatiYo ci hanno dato una percentuale di gua-
f 'ERITE ADDOMINALI 01 liUEBR,\
Tigione del 11::l.',.; quelli invece oon più di 100 polsi ci ha nno dato una pe rcentuale di guarigione del 9.7. Qualche rilievo interessante può anche ess-:!re fatto dallo studio dtllla .condizioni nume ric he del polso pr irna dell'atto 01,eral1vo, in rapporto .ai visceri feriti. FERITi Dl·'.L TENUE
,con polsi da 6v n 1co : Operati 21; Gn atiti 7. Mort i 14. % di g ua rig ioni'! JJ,J. Con polsi oltre 10 0 Operati 2 1. Gu nriti 'J . '.\forti 19. •. d i guarigione 9 ,5. FEl<lTL DEL, CRAK'-()
·Cou polsi da 6o a 100. Operati 24. Guarit i 15. Morti 9 . % di g ua rigio11è 02,5. Con polsi oltre 1vc. Operati 14. Gunriti 2. :\forti I z. % di g uarig ioue 14,1>. F ERITI POl , IV !SCER ,\Ll ·Con polsi da 6o a 100. Op<: rnti 28. Guariti 10 . Morti 18 . % d i g uarigi,) ne 35,;. Con p olsi oltre 100 : Operati 26. Guariti 2 . Morti 14. no d o gu:u ii.:i:mc ; .6.
Da questi dali s i vectc ('onw,· anc he per quel c he rig ua rda le condizioni nume riche del polso, s ia maggiore la g ravità dei feriti poliviscerali e d ei fe riti del te nue ris pello ai fe riti d el crasso, nel senso c he su 38 di questi feriti , in 24 li polso pre;entava non più di 100 pul sazioni al minuto, in una 11ercentuale c·ioè del 63; m entre tra i feriti del te nue e i poliviscerali tale percentualt> si aggira intorno a 50; inoltre. & parità di condizioni, i feriti d el crasso ci hanno dato una percentuale di guarig ione più rilevante che non i feriti d egli altri tratti d ell'intestino. li polso dunque offre un c riterio prezioso sulla gravilit e sulla ope rabililà del p&z;t·nte. Ma OC{:orre rehbe pot.er disting ue re se la freque nz:i e la piccolezza s iano da attribuirsi a fatti e mora.ggici o se tticemici o rifless i , il che non è sempre poss ibil e.
3. -
Il /1! mpo 11a ' tQr~·o rial f er i m enln ,
Dag li specchi c he Sl'g u,1no s i ,·ed e chittrarnente c·ùrne le probabilità di guarigione vadano man mano diminuendo, quanto più è lontano il t empo trascorso tra il furiinento e l'atto ope rativo. Dissi in p rincipio c he l'ideale del c hirurgo sarebbe di poter operare appena avvenuta la feriti!. Ma purtroppo ciò è impossibile e ho s ià detto quali sono a niio parnre i rimt,di 11er mezzo dei Quali si potrebbe ridurre al minimo il tempo fra la ope razione e la ferita.
1000
FERITE ADDOM INALI 01 Gt: ERRA Operai.i Guariti Mori.I
Operati nellè prime 6 ore dalla VI alla IX or a dalla IX alla XII ora dalla Xll alla X V o ra dalla X\' in poi
01"
d i ~ua,·lgio,ie
i6
45
.lt
44 29
13
jl
29,5
9
20
31,0
25 38
4 5
.! l
16,0
33
13,0
,;9,z
Escludendo dal computo i fer iti nel quali la laparotomia fu semplicemente esplorativa, quelli nei quali non si trovò aperto il tubo gastro-enterico e gl'intervenf.i palliativi, si hanno i seguenti dati: t )pnati (;11a ri/i Jfor/1 % di .a uariJ: io" c
Operati ne lL p 1i1110è 6 on, dalla VI a lla IX ora d a lla l'.\ a lla XII ur:t dalla XII alla X V <>ra ~ dall~ XV iu poi
53
30
z3
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4
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:i0,6 l .ì •.'
1S
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11, r.
19
17
,I
3
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10,5, 1.f,.?
Come si Yede le probabilità d i guan g1on'.) dimin uiscono quanto pru lungo è il periodo tr,ascorso dopo il ferime nto e tali probabili tà. sono an cora minori quando è ferito l'int~stino. Questi dati ci dicon o che se da una parte bisogna fare di tutto perchè il ferito ·s ia operato n elle prime sei ore che seguono il trauma, dall'altra che anch!:l ·dopo trascorso un lungo periodo dr. tempo può l'interven to essere utile \n qualche caso isolato. I feriti dell'mtt;slino oprrali dopo la dodice,sima ora fu ron o quaranta e di questi c;nque guarirof\l), con una percentua le cioè del 12,5 . Oss. 449. - Operato dopo 14 ore. Due fe rite <lella grande c urvatur:i de llo stomaco·. Oss. 459. - Op<·rat,) dopo 23 ore. Due ferite de ll'angolo epntico d t-1 colon . Oss. 465. - Opt·rato dopo 14 or~. Contusion e e ferita dc::! colon rli~<:cndentc iu
vicinanza dcli ' angolo ~plcnico. Oss. 470. - Op<"Tato d<>p<, 2 0 on,. l'c1 furn1.iu11c d,·l cvlon trn , v<'r~o e Jac.-r11zioni dell'omento. Oss. 495. - ùpuat•J <lupo 2 1 un:. Du,· perf, ,razi1,ni d<·l , ,,l,, 11 di:-c,mdcn tc <: ,ma dt:I ten ue.
Questi f1::rill san,bbero guani.i ant:he senza atlo operativo? Noi credia mo di no ,r-erchè siamo convinli che la guarigione spontanea nelle ferite del tubo gastro-enterico è eccezionale e inoltre sappiamo che la peritonite può svilu1marsi anche tardiva mente, rome abbiamo visto in alcuni de i nosLri Cerili; 11 fa.Uo quindi che nei feriti in parola non si sia trovata r1essuna lesione peri tonitica o si siano trovati scarsi fll tti reattivi, non implica affatto che la peritonite era scongiurata, ed è anzi certo clÌEJ rimanendo ancora aperte le ferite intestinali, essa si sarebbe svilu ppata in seguito conducendo a morte il paziente Ne risulta che l'at.to operativo può e!:'sere .ut.il€' anche se praticato tardivamente.
FERITE ADDOM INALI Dl li UERRA
Dei <lati molto inlerèss,inti 11usso110 e"sere ric.~vat,i dullo studio del polso in con nu,sione col tempo lrascorso d:il momtm lo de:! ferimento. Se in alcuni casi le cond izioni d ell' inkrmo possono e5Sere b uone anche dopo rnolt.e ore dalla ferita , in linea generale esse ,•anno aggravandosi quan to più lungu è il tempo trascorso. Ciò si vede r hiarnmenle d alle cifre q ui sottu espost.e : O l ' E R ATI Fl~O .\ LI.:\ 1:-; OR :\ !\ un1ero cumple~s.ivo
Jt <,
G ua riti i\lorti h :rc(·11111:ile di g uarig ioneo Cm• n o 11 p;,i d i 1, ..:, p1, /.lo:,i ,mi 111 111 i1111to:
« pera ti
Gno.riti -''!orti Perctc n t u:ik cli gn:irigÌl•llC Cnn più di 100 {'11/.<a :in n i al m i1111/ ,1 :
O pna! i
Gu<1riti
ll
-'!orti PtcH"t·1111wlc d i g unr ig ic,n,: O l'r·:k :\ "rl (Jl,TR I·: 1, :\ l è\ OH:\ :-,.;t1111cr., <"01nplcs~i vo
G uMit: ~!nrti
'1nariti :'\ l(11t i l'<:TCC?lll Ht! l t,; <li !{U:• ri~ iollt:'
ll
;3
9 24
Op,·rat i (;u:1 riti
;\!ort i P1..·n·,·ntt,ah... di cn:u i ~·· 10111.:
.Queste cifre si riferiscono a lutti i ferili delradùonh· sottoposti a laparotomia, nei quali fu riscontrata lesioni? di q ualcl1u v i~Nc. Sono ,escluse cioè le lapa rotomie esplorative. L'ora che è ·s<'gnala i n tiaseuna
storia è quelln trascorsa dal momen to ctel fllriment<! al mr•nwn to dt'l·
I nun: AOO!JMINALI Dl ul't:HRA
l'alto operat1\'0; cioè viene anche computato il tempo trascorso dal mo. mento dell'a11 ivo al momento d ell'operazione, spesso lungo e per lo più ded icato alle cure p reparatorie del ferito. ' Gli operati d irnque delle primi: 9 ore danno una percen tuale di guarigione del 42 ¼, e t.rd cruesli, quelli che al momento dell'operazione non presentano più di LOO polsi danno una percentuale di guarigione del 56 %, men tre quelli che pre::-entano un numero maggiore di pulsazioni danno unu percentuale di g uarigione d el 24,'1 %. AJ di là della I X ora le l aparotom ie ci hun no dalo una p ercentuale complessiva di guarigione d el 15 %, con il 27 % tra i feriti i quali n on presentavano più d i HlO polsi, ed il 3,9 "~ tra quelli che presentavano oltre le 100 pulsazioni. Se n e può 1.kdurre che dopo la IX ora il n umero d elle probabilità di g narigioni, anche ron l'atto operativo, diminuisce grandemente e che le condizioni gent!rali dell'infermo, Yalulal.e dalla frequenza del polso, appaiono mollo più gravi che in quelli operati prima della IX ora. Tra g li opernti dopo questo tempo, se il polso non è molto frequente, le probabilità di gu1mgione sono abbastanza numerose ; quando inver.e il polso è già molto frequente tali probabilil~i sono molto ridotte : t uttav ia qualcuno può g uarire. I due infermi , con più di 100 polsi, opernti oltre la IX o ra e guariti, sono quc.Jl1 cui si riferiscono le oss. 38',-4Ji9. Nel r.rinio era feri to il fegalo, nel secondo lo stomaco. Nel primo !'allo operali,·o fu probabilmen le inutile; non cosi può dir·si per il secondo le c11i ferite beu difficilmen te sarebbero guarite sponlaneament.o. · I feriti operai.i fino alla IX ora furono 100, e in 55 di essi il polw non s uperava le iOO pulsazioni: ciò significa che in una larga percentuale - 55 % - le condizioni d ei feriti erano buon e. E si b adi c he d i essi sola mente 6 non presentavano lesioni intestin~li - oss. 382-383-388-392· 400-401 - . Quarantacinque imece presentavano più di 100 polsi e fra essi 11 non o.vev1rno lesioni int1::sLinali ma ferite o d el fegato o dell'epi· p loon o del la milza, il che significa che la frequ<:lnza del polso era s pesso in ra1~portG con notevole perdita di sangue: - oss. 381-385-386· 387-393-394-396-397-402-404-405 - . Se ne può· d edurre che in linea generale le condizioni dei feriti addominali di gu erra si mantengono abba· s tanza buon,i fino alla JX ora dopo il ferimento, tranne quando vi siann gravi e morragie interne; e che l'intervento praticato entro questi limiti di tempo può sempre dare esiti soddisfacenti. Al di là della nona ora su 84 op erati di lapm·otomia 33 avevano meno di 100 pulsazioni, il che dà una pere.entuale del 39 %. Questo significa che S(:I da una parte le cond izioni !(onerali sono più gravi quan do è passah la I X ora, dall'altra c'è un numero non indifferente d1 feriti le cui condizioni generali si mantengono bu,me, e che p erciò possono essere sottoposLi alla laparotomia ed avvantaggiarsene. Da.i dati sopra riferiti s1 d educe che ~e è desiderabile che il ferito venga operato molto p resto, poich è le p erc 2ntuali di guarigioni ~ono senza dubbio molto più elevate tra i feriti d elle prime ore che tra I feriti delle ore seguenti , dall'altra non si può slabilire un limite preciso_di témpo circa le operabilità degli infermi. Certamente, quando la ferrla
FERITE ADDO.~tl NALI 01
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data da molte ore, e le condizioni dello st.ato generale del paziente sono gravi, le probabilità d i guarigioni sono molto limitate; ma ciò non sempre sta a conlroind1car<: formalmente l'atto operalivo, il quale viceversa deve essere praticato tuUe le volte che vi sia anche una lontana speranza d i· esito favorevole. C) FEnITJ DELL'ADDOJ\lE CON LESIONE PENET11ANTE NON OPERATI TRMWERJTI
·I feriti con lesione pC'nclranlc non 01,e rdli e tra.Meriti furono 35. Quattro di essi furono trasferiti precocemente per ordine d i sgombero; d i questi non terremo calcolo nelle note che seguono. Questi feriti si possono suddividere in : a) feriti non operati perchè in gravi condizioni; b) feriti. non open.1.ti per cr itc-rio di d ezione. l. -
FER IT I NON OPERATI l'ERCllt IN UllAVI CONDIZIONI.
I feriti non operali perchè g iunti in g ravi condizioni genera li, di modo che ebbe a giudica!'si che i;-J"infcrmi non avrebbero sopportato l'atto operativo e tuttavia g ua!'iti , furono 8. Oss. i68. - Que~1 'i11fcn110, l'.h<c presenta va una f.:rita da fn..:i l.: i11 turri~po11clcnza ddla spi11a iliaca postcrior-superiore s i11is trn , e al fianco d estro u11a ,·oluminosa bozza ccd iimo tica, n c ll n qun le fn loca linato il proiettile , t·r~ i11 g r:l\·i~,i111e condizioni g Cnl~rali : curato ~i11l 1,111a tic-a 11u: ntc , con trn~h~sio ni di sii.:ro t:d i11ic1.iuni et·ci. tanti, l'iufer11 10 n1iJ:l iorò n 11,id~•J1 l\ ntc : il che fcct: ~upporre c he non vi fo~ ....cro k :-:.!0 111 i11ks ti11ali e e h _, il proitt tik im·ccc fus~,· pc11ctrnto i11 ca\'it:1 a ddo111ina le ''"' "' k ckrc visceri. La grave siJJt,,1uatologia e r~ eh, attrihuirgi allo s h,Jck t: alla perdita di sau1n1e. • Oss. 16<1. - Qn e~l'in ferm ,, p, e,en ta.·:i una fcrit:1 d a p;,llottula di fuc il~ al fianc,> destro con cgresso all'ipocondrio s inis tro. l'o lso in,pcrn:llil.Jilc, colorito p nllido, temperatura 35,6. Con le cure sintonintichc l'infermo 111ig-liorò abba~tanza prt'i<to . . Anc he in qnesto fer itc, tutti i fc11omc ni sono d a rifcrir., i a llo shock p l!r la rapidità con cui l'infc· rnio n,ig liorò e le s ue funzio ni s i ri~tahilirn110 a llo st"tr, no rmale. Oss. 1 72. - Qut·sto fnito era un toraco-addo111inalc, con e nfi sema sottoc utaneo ed inoltre era ferito a l rcn L di ,i ni~1r:o. T,a pene tra1.ione fu <limo,trnta dall'c~amc .radiologico, il quale rnonrò la p rtlkttn davanti all'ala iliaca s inì,tra, mobile n e lla cavità atldominale. Egli no n fu sottoposto a Jnparotomia da una parte perchè in gravi condizioni, data la 111oltf'(!IÌc it/1 d e i vis!'e ri feriti (polmone c re nt:): dall'altra pa rte perchè , dato il dt·cor~•> dd proiettile, si ebbe a riten ere che n o11 fus;.e ferit o Piutestino. Difatti il proie ttile, es~enclo \)Cnctrato iu corri,p on ck11za d ell'angolo inie· ri,,n, ddla scapola s inistra ed av<:udo ferito il re ne, dov<:rn a"""' a nno uu percors,, dall'alto in basso e con leggera oblic1uità da dietro in avanti. Con tale percorso avrebbe potuto for i.re il sigma o il retto ma la sintomatologi.~ dell 'infcrmo non era per ferite di ques ti due vi~ctr i. Arn.:h c in questo caso l 'infermo migliorò rapidamente , il che confermi\ In di a1:n o,i.
Oss. 183. - Questo infe rmo giunse dopo 24 ore dalla lesione, con una s into matologia classiCI\ di peritonite acu ta. Presentava una krita da scheggia di granata s111l'ascellnre 111u'lia di ,ini"tra, nll 'altcn :1 del IX ~pazio inte rcostale. P olso imper· l'ettibile, ventre met~orico. d okntissin,,, a lla p alpa1.ione : ottusità mobile a i fianch i.
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F'l:.RITE A000.\1 INA I.I DI C:UF:RRA
la :--ua gravità l 'i11fcnno conSt.::rvava a~pttto niol to :;~n.~ no ~ fu vi::::.to, uci primi g-iorni di sua dc:ge uza, tracc iare ,klk lince s ul inuro vicino al sno letto, sen,.a a).'.ilars i, come chi v11glia disegnare un'inu11agine nota. L'infermo si 111n11tc1111c in condizioni g-ravi per \>Rri gi•, rni ; il poi;«, s i r.-,c ~p pena percettibile iu terza g iornata e migliorò in ~c).'.uito ; il vomito ce~sò in qu,ma gior11ata e l'infe rmo com inciò ad avere delle scariche diarroiche, abbondami c: fn,que nti. L'esame radioscopico c$c· ;:uito in decima giornata , 11011 rivelò alcun proiettile n~ in ca,·ità aùodmiuale ne altrove, il che fece supporre che la piccola scheggia a ves~ perforato l'intestino in un sol punto e fo~s,· quindi caduta nel colo11. In ,seguito sa reLl.>e s ta ta emessa con le feci. Tale ipotesi ~ra coufcrmata dal fatto che la escursione dd diaframma, in corrisponde111.a del colon s plenico, fu vi;;to a,;;a i limitata. il eh" fece pe nsare ad una p robabile peritonite adesiva tra l'i11tes tino ~ù il di,,fra11111rn. L'infcr1110 fu tras ferito dopo 20 g iorn i i11 co11dizio11i gene rali assai 111igliornte e- uc11~ av\'ìato alla guarigi one. ~ono:-,\~1tHt::'.
Oss. 1S4. - Qutst'infumc presell tarn delle coudizioni analoghe a quellt" ckll'ossen•nzionc 168; n•ig liorò rapid a mente co11 le cure si ntomatiche e fu trasferito in· via d i guarig-ione. Anche qui ebbe a s u pporsi che l'iotesti110 n on fos,t: ferito e che le gra,·i condizioni del pnzi<nte f0,:aero da attrib ui, si .:ilio s hock . a li ' emoperitoneoe a lla notevole pe rdita cli ~an!_!nc.
Oss . 19-i· - Qut·st '111fc nt!o p1esc1aavt,,. · una ferita da u1itraglintrin: ~nll'a:--.:dlare antt-riore s inistra, due dita sopra il marg ioe co~Lale, ,·rm procidenza d'una fra n g-ia d'ep iploou. U rine c matid,e. Condizioni g~nerali gravi con pol~o 1,;o e iutcn;;o pallore d e l volto. Addome poco dolente, non vomito oè s ing hiozzo. Sottoposto a c ure s intom atiche l'infermo migliorò rapidame nte: in s..:conùa g io rnata g li fu resecato l'epiploon ;<porgente e ridotto il 111onco11e in cavità. Il pazìcnte m ig lio rò n ei giorni successivi e fu t ra,.ferito in te rza g iornata in seguito ad ordine. Anche in ques te> fe rito, I 'i11testino probahilmc11t·s 11011 era fr1 ito Oss. 197. - Q uc~t'inf<.:rmo , che p re"enta\'a una ferita tra,fos~a dalla crs,ì'ta ili aca ~ini"tra all 'ala iliaca destra, era in condizi mi 1tra,·i. ma no n di ~peratc cd il fatto che fosse ferito da 16 ore inrlusS<:: a tratt:1rlo con l'a,ten~ione. I/i11fci-1no 111i;:lio rù difatti e fu trasferito in q ui;rta g iorna ta in ,·r,11di1.io11i diF-cretc. Su questo ferito, com e s ul pre ced e nte , 11011 ~ possibile dak 1111 gindi, io, per I:, bre \'ità del tc:mpo tniscor so nel· l'An1bnlnoz.a .
Oss. 201. - :\uche que s to fr1ito t·ii1 in condi,.ioni g-rnvi~"i"''-': polso im pcrccttihile, addom e me teorico, molto dolen te nl\a palp3zi .. nc. Cn ra:o ,;in toma ticamentc l'infermo migliorò prngr<·sF-ivnmcmc e fn tra~fc:rito i11 1101,n giorna:n in disne te c-ondizioni gene rali e con Mlclome bt:11 tratt r,h ik ed incloknt<:. l'rohahilme nte anche in 4ueF-to infe r mo uon ern ferito 1w,s1111 v1,..:<.n: e~seuclo il proiettile p t'm ·trato a lla nati~a ecl uscito' alla fo~~n iliaca di 5ini<tra.
Il. -
Ff:RITI C H E NON Fl1RIINO OPERATl PEH CR ITERIO 111 F: I.EZTON E.
In quosl..t categoria van no n1cco1Li quei ferili che fu rono Lratlaf.i con l'as ten s ione, perchè In natura delle IC'ro k,;.ioni fe('c supporre ch'essi potessero avvantaggiarsi più dalle cure med iche, anzichè dall'atto operativo . Essi sono i feriti del fegato, o feriti de i reni , o ft>rili SE'nza lesion i! d i visceri , cioè pent>trnnfi ~l'mr,Iici. j). -
FER ITI OF.L RENE : (lss. H<2- J87,:?0fl.
è\cl primo In penetrazione fu din11,,trat a dal fntw da: .,,.i~to:va :ti rno111l'nto ddl'tsa mc una note,·olc ottuì'ità mnbile ai fiand1i, Cjnallllmquc il decorso
0.H . 182-11'7-2<><1. -
del proiettile, 1111:t sc:hqrgia cli g rnrrnta pr:n<·trata s nll 'ascellare posteriore destra, due dita sopra il margine costak, t:d u,;,·it,, alla n·gione re n a le s inistra. fos,e tale eia far pen,;are ad una ferita <ldlc parl'.li, !«:nza imcrcssa111ento del peritou t:o. Nel secondo la pi-rwtr:wiom: fu ;1111111cssa 1111~he ccl csclu,.ivam<'nk per la o ttu s iti, mobile ai fiand,i . QPl pnò <:rA ,•rwht: ferito il t oca<:t: ed in dc61110 ::ic,rniita fu n c('eS-
FERITE ADDll~IINALI 01 GUERRA
1055
sario praticare una t orac<-ntesi col proct-sso )lorelli, in seg uitn :t che il decorso dell'intermo fu ne ttame nte favore vole. Tn tutti e due questi casi l'e moperitom: o era e:videntemente prodotto dal versarsi del sang-uc della ferita re nale uella cavità peritoneale_ :,./ell'oss. 2 0 0 J.1 peuetrazione fu dimostrata dnllo sbri gliame nto della feritaattraverso la quale si vide sporgere 11 margine del fegato. Anche in questo infermo, oltre il rene, non era frrito ne~snn altro ,·ii:ct,re.
2 1• -
FERITI OEL HGATO:
Oss. 170-173-t74-l76-177-17~ -.t86-l92-195-l96-
198-l99-:?C•:? _ Oss; 1;n-1;3- 17.;- 1? -17;-ti~-186· 19 ~·19.=;· t()C.)· l 9<~·19<x11.•.? . - ln tutti que:-:.ti feriti si giudicò fosse frrilo.> esd11siva111c nte il fegato pn il decorso .lei proiettile. In qualche ca~oil proicttik fn ,·isto mediante l'cesam c radios<:opico 11ello spessore dcll:i g-landola oss. 170. lu un altro ca,;;-, il pmi,-uile, pene trato in corri~ponden,a dc.I <111i11to ,;pa;do intercostale destro s ull'a~<·ellar<' 111t:dia, fu visto con l 'esame radiosco pico sulla linea medinna in contatto con l'ala sinistra dell'or!{ano tn que,to e il diaframma . Il decorso di questi feriti fu in i;euere r1ormale e la ma!{gior parte di essi furono trasferiti dopo qnalche g iorno. in l'Ondizicmi ge11e ra li discrete. Qualcheduno invece· fu tratte nuto l1111gr,111e m c. 111 1111 11 cli essi - oss. 196 - dopo un mese di degenza fu necessario praticare la toracotomia, con esito a ,:a11..:-n<· torl•i<h di odore fdido. Il decorso di questo frrito fu nndw complicato eia fistoia e patopohno nare. L'infc::1·1110 e,pettorava abbo11da11tc.: q n:,11tit:. di hik. ,:pcci:,lme11tc .11 mattino. Fn tra~frrit o dopo ' uc mesi in vin di &;narigi<me. Nell'oss_ 195 ohn' il frgato era anche ferito il re ne.
3). -
FF.RITF. PF.ì~ETRA!'.TI SE.\lPLICI:
O_ss. 175-170- l80-t81 -193- l71-i85.
Oss_ 175-179- 1&~t ~l t-1C)., -1 71-1".,. -
:',;dia prima il pa1.ic11te tra stato ferito da una picrnla scheggia di gra11ata all'epi~astrio, , ulla parnstcrnale sini ~tra, dhe dita sopra il ma rgine co,:talc e il proiettile:: fu locnlizz:ato cl.11l'esa111e radiologico sulla faccia a nteriore dello ~tomac,) e 11.nhiJ., tni ·mo,-im,r,nti re:-:pirntori. l,e eondi,ioni buone del paziente . la sca r sa dolc,r:il,ili1a e tensiunt, dell 'addo me , co11, igliarono una cura as pet ·· tante. T)infe rm o miglio rò " fu trn~fcrito in 11011a giorna ta in buone condizioni g(:nerali e lc,eali. J,'i11krmo dell'oH. 179 - - present&va unrn ferita cl:, palktta di shrapnell al quinto •paiio inte rcostale sinistro s ull 'nscellare m cdin. L'esn111e radiolog·ico localizzò il proiettile a sinistrn ckll'apl't"lldice e11sifo11t1e a tre .:m. circa cli profondità ris~etto alla cute. L'infe rmo era i11 condizioni gene rali buone. Il decorso pu,:tumo fu complicato da empie ma. In primo tempo no n fu ,:.ottoposto a laparotomia pe r fa e norme aftlul'll?.a di feriti. In secondo kmpo, per le migliorate condizioni, si creck tte opportuno t rat· tnrlo con l' astc·us ione. L'iufermo dell'o.<.<. 18'1 - p re~cnt,rva quatt ro picco!.: ferite da sch,•ggia cli bomba a mano alquanto sotto l'arcata costale, ali 'epigastrio. e l'esa me, radiologico 111o~trò due delle picco!<: ~chcgg ic impigliate nel ,1iafr:imma. s,,tro il c nore , daJ (luale \'C::ni\·ano loro tra~111~$:,.t.~ 1c pul ~~zin11i . Il tntg itto dt.·i prnl,.:ttìli :,;t:l\·a in questo caso per l'a~~cnza d i 1~:-:iuni vi:-ct."rali .
·
Nel.l'oss. 18 r - il prn it,ttil~, nw1 palle irn di s hraprn:11, <:ra pcn<:tr:ito in corri, pondcnza del te rzo s pazio intercostale si11i stro . s ulla parastl"rnak. e [n \'isto 111ohile nella cavità dell'addome. In C)Uesto, la esclusione di frrite inte~tinali fu fatta p er la -scarsa sintomatologia ocfduminale c he il ft:rito p resenta rn e pt:r il fatto che l'inf<"rlllo potè e mettere spontanea m c· ntc: itci e ga,:. Ncll'oss. 19.- - il proidtile. p1·nelt nt o in ccir ri,:.pond-,nza dell'apoJisi spiuo~a della >'C·~ta ,·t>rt"ebra c1, .,-,ak. ~i palpa\'n ~ottocute ~uhito sotto il margine costale sinistro, ~una 111a111111iI1é1n·. J,'inh:r1110 ~ra in conJizio 11i g-t: 11e1ali 111olto gra\"i. Pt r il tlt·cot ~o -;eguito dal proie ttile , che e videntemente aveva avuto un cammino diretto in ava nti ed in basso, poteva :n11111ettt:r,<: un:, {('l'ita dello ~tomaco; ma l 'inlermo 11011 ebbe vomito e il rapido mi~li ora me nto dd le s u!.' co ndizit>ni locali e generali dimos trarono la ·r nanca.nza di qualsiasi k sinne vi~n ra le. Ncll'oss. 171 - il ckcor,,, del proicttik- pukv"- fo r s upporre una forit:i dcllo st, ... inaco, ma l'infe rmo a,·e \'a vomito frequente, di so~ta nze alimentari senza trace« di . ,;angue; ciò fece s upporre che lo swmac<• non fos<e ferito. J,'infe rm<> migliorò prol(res,ivament<- e fu trn,fet iw in 14• isiorn:lja.
FERITE -\000.\llNALI DI v U ERR.-\ N e ll'oss. 185 - il proiettile, palletta di shrapuell, penetraco alla metà sinistra della porzione inferior~ del sa('ro fu vilSto libero e m obile nella cavità addominale. questo decorso insie me con la isinto111a tologia m:g-a ti,·a dcll'inferm,, fece pe nsare eh~ l'intestino probabilmcut,. non {0!,5C ferito; l 'infe rmo difatti niiglio rò rapidame nte e · fu trasfe rito in quattordicesima giomata in buone condizioni.
Le diagnos i di nessuna iesione viscerale, o per il decorso del proietti le o pe: l'assenia di sintomi generali e locali, sono per lo più diagnosi di prohabililà., poichè 1101 sappiamo che la diagnosi non può essere posta con precision e nel muggior numero dei casi. TuU.avia il decorso clinico successivo ebbe a confermare la diagnosi st.abiMa. Qui mi pare opporluno ·ricn~dai'e in ogni modo che in qualche caso la diagnosi fLI errala, e' 'così Vl'demmo morire di peritoni t.e dei feriti per aperture · non sospettatr~ de!J'intest1110. Si calcola generalmcn t.e cl 1l' le fl'l' ile penetranti semplici, cioè senza lesioni di visceri, si ver ifìchin0 nel :1 2 % dei casi (1'ulfier ) . 'l'ra i nostri operati (200) in i8 casi non fu rono trovate fe rite visce1·a li. Tra i non opera.ti (197) si ebbe ragione di rscludere ferite visceru li in 13 casi. Il · che dà complessivamen te il 7 %. 3) . -
TRi\SFERlTl P ER OllJ)lNE Dl. Sv ù MBEno : 0 :;s, 188-1 80-l!)U- 191 .
Questi feriti furono ricoverati la mattina del 27 o! tubre I 017 , q ùa.ndo l'ambulanza a,·eva giit !"ordine di ripit>/!are . F urono s,' nz°itl tro t rasferiti .
STORIE CLINICffE. rn8. Oss. - (,nie ralità. Prt"·. Giu. , sril, lato fa m en.i.. -· fNla di e n trata ~ Ji u scita: 22· i ·I6 .<-S-1 6 . Tem po t ra sco rso .tal. lr..111 ma a//'i11 /~ 1-Je11 to : ur.., q. 1 Na/.ura d ella Letic,n e : F('rita rl:i i1wil., in ('orrisp1111dc11,a ,1 dla ~r i11:i iliaca P-"·• · Al fia n.-o destro notasi una volumi11usa l,01.za ecchimotica, c he dalla c resta iliaca tisale al fia nco e si este nd e iu a \'a nti e in basso 11ella fos,a il iaca. I/esame radiolog ico localizza il proi<.:ttile pre~so lo spina il iaca a . s. dt·stra . Sintomi priucipali: L 'iL.o fcrmo è palli,lo con lal,hra hlua~tre . Aspetto soffe re nte, estremità e naso freddi. P . 128 picrnlo. T . 36.7. R . 30 tipo prC\'ale ntcm cntc toracico fil;periore. Ha vomito. Addumc tc,o, ,!nk nte , Spècie alla mdà dc~tra. J\'feteori, mo. Arca e patica c011,-c1, :,ta . l', inazione n>lo m a riq impossihik . Crin e chia re al cateteri sn10.
Trattame nto: Cun, Sintn111[l(id1t:. l,'i nfrrn10 mi g·lior..i progressivame nte . Jn 3• g io rnata è po~gibile b minzione volo nta r ia. Alvo stitico. L'addome è trattnbile, dole nte e te~ ~o!,) a l qt:nd, ;ll! tc inftriore dl',tro, ove In palpazio ne a ,·verte una resi~tc111.a profonda. Ju 5• gioi na ta en11ssionc d i feci ~olidc. Ccindizioni geue rali otti me . E silo : T rasfe rito in I ,'n g iornata in via di g ua rig io ne.
16<;. Oss. - <:u:rm liliì : Rig. Alfr., solda to fante ria - Da/a di entrata e cli uscita : 19.S-16 29-8-16. T emf>o tra scorso clal t 1·u11111a ali 'i11lc r vc 11t11: O re 1 1. Natura d ella Lesi t'n e: F erita da p,,llottola d i fucile a l fia nco d t",tro, s ull 'asccllore media, due dita t1 ovc:rsc ~otto il m nq.;ine costale, con egrcs~o all'ipocondrio sinistro. Sintomi principali : P. impcrcd tib ile . T. 35.6, re~pirnzio ne superficiale. Colorito p:illido. Pupille dilatale torpide. Co nati d i vomito. Rcagi,ce torpidame nte agli stimoli. Ve ntre nv\'a llato .,~~<·11za di me teorismo e <li ottu,l'i• à a i fianc hi. Urine chiare al catch:rismo.
1057
FEKITE ADD0M1NA I.I DI GUI:,RRA
Tral/ame11to: Riscald:mtento con borse d 'acqua calda. Fleboclisi. Iniezioni di canfor a. L'infermo migliora. I n i• g iornata: Polso 130 T . 36.8. In 3• g iornata P. 100 T . 37.2. Iu 4• giornata l'. $4 T. 36.8. J,'addolJIC o;: trattabile, leggermente dolente alla palpazione alla met:\ dE'stra. In 3• g iornata nrin azioue spontam,n. In ~· giornata ..missione di feci e di ga~. Esito : Trasfet it-> dopo 11 giorni ii: buone con<l;,ioni. IìO.
Oss. -
(;e11cralilà: l ':ig. Fil., soldato g ranatieri. -
Data di entrata e di
ILS<i/a ; 14-9-16 l \)·~-l(Ì :
Tempo trascorso dal. trauma all'intervento: Ore 6. Natura della l;sio11e: 1-\·rita da pcllttta d i slirapnell sull 'asceJJare posteriore destra, nell '8° spazi, inlc1costale. L'esame rad ioscopico mostra il proiettile nello spessore del fegat.> (altra farita ali ·a \':1111bracdo destro con frattura delle due ossa). Sintomi priHcltali : A~pttto e colorito normale. Polso valido, ritmico. Addome tt:so e dolente alla palpazione p rofonda. Non si percepisce ottusità ai fianchi. Esame òd torace negativo. Trattame,ito: :\l<'di,·otura. Cure sintomatiche . Medkatura ed apparecchio !j.ll 'a\'a1ubràccio destro. V(:cOr so favorevole afebbrile. Esito: Trask1itl dopo 6 giorni in buone condizioni generali. 171. Oss. - (; en.-ralilà: Aut. Giov., caporale maggiore fanteria. - Data di entrata e di uscila: 17-9-16 30·9-16. T empo tmscorso dal trauma all'interve11to : Ore 10 . Natura delta lesio11e: Ferita da pallottola di fucile sull 'asceJJar" ant·s1111stra, on dito sotto l'a rcata coHale, cou cgnsso alla parte più bassa dalla r~gione renale dello stesso lato. Sintomi principali: A, p<:tlo alquanto abbattuto. Colorito pallido. P. 92 valido, ,-jtmico. Respirazione toracica superiore. Lingua umida. T. 37.6. Dolore addominalt" spontaneo " a lla p:,lpazionc. Vomito di sosta111.e alimcutari, senza traccia di sangue. Pareti addominali cc1:tratk in di fesa. Esplora zione rettale negnti\'a per presenza di sangue. Traltamc11lo : Cun: sintomatich e. Petsiste il dolore spontaneo ed alla pressione 1n tutta l'ambito addom iuale con difesa delle pareti nei primj s giorni. :.\ligliora0
01ento progrcssi\·o iu seguito con teutp t!ratura afeùbrile. Esito : Trasl1;:r ito dopo 14 g iorni in buone conòizioni. N42 1 : Trattato con l'a~teosion«e puchè ebbe ad escluder si la ferita dello sto-
maco o del colon. Diagnosi di p obal>ilitil che fu confermata in st:guito del decorso . clinico. 172. Oss. -· Gen eralità: Brù. G1ov., soldato g ranatini. - Dola di entrala e di_ uscila: 1~16 27-9-16. T empo trascorso dal trauma all'intervento: Ore 3. Nat1o·a delta letìonr : F t rita rotondeggiante da palletta di shrapnell sotto l 'angolo inferiore dt lla scapola sinistra. La palletta viene localizzata dall'<;sarne radio-. · logico in cavità peritoneale tra lt anse intestinali davanti l 'ala iliaca sinistra. Sintomi principali: Pallid,1 agitato. P . 115 piccolo. Non hn vom ito. Enfisema sottocutaneo. Addome conttatt<, poco dolente gpontaoeameute, dolente alla palpa· zioue profonda. Urinazione si;ontanea cou urine t" matiche. T ralta111 e11to: Curt sintomatiche . Migliora rapidamente. Urine chiare in 6 gior- . nate. Nuovamen te trn.:ce di sangue in s• g iornata. Addome trattabile indolente. Tem. oeratura febbrile i primi 5 giorni. A piressia in seguito. Esito: Trasferito dopo g giorni i1: brone condizioni. Ji3· Oss. -
Gru cralità: O\' San . Giu., soldato fanter ia. -
[)ala d-i e ,itrata e
di PI SCifa; 6-10-16 l4·l•'·l6.
1'empo trascorso dal trauma all'inten,en to: Ore 7. Nalttra della lesio11c: F erita. da pallottola di fucile a s1111stra dell'appendice ,:nsiforme, con egresso , nll 'n~cdh1rt posteriore destra al 6° spazio in tercostale. Sintomi principali : Condi.doni generali di~crete. P. go valido. Colorito pallido. Respirazione tmacic:i. Addome contratto in :spic0tta rlifcsa dolentissimo spontanea. mente e alla palpaziom·. Ottusitlt mobile ai fianchi . 1'c•n h11 \'Omito. Non ha e1m·,so n è feci nè gas. E saml del torace negati\'o.
fl:RITt ADDO:.\lli:liALI DI vU ERR.1
T ,attam cllto: )h:ùkutura. ( urt: .si nto111atid1c. Ot:cur:--o ian.,rt: \·olt: giorni <1unld1c lirn,a Ji tu11p c.:1:;lura. J::.<ito: Tra,f, riw ùup,, i; g io rni in ,·ia <li g uarig io ne
l pri111i 3
1;.1. Uss. - 0c11, 10/1/J : l'ìr. [)om., soldalo fankria. - / 1..,1,1 di o ,trat.., e di uscita : 9-10-10 16 -10 -1 6. ·1 .:mpo /rusco r so dal tra11J11<1 <1//'i11/cr;,n1to: Ore o. l\'atura della l esi o ne: l'n·,c:nta una fe rita lacera <la schcg;;,a di g ranata a ll'.:pi-
gastrio. L a palpazione a l t orace riesce dolcnk in corris p011tlcnza Jd 10" sp;1zio iu lcrcnstuli, <lc:-tro s11ll 'a:-n·llare mt.dia o ,·c av\'e rtcs i il pru ic.:ttik cJ c n fisc111s1 ,otto· l.UtHIH.'0,
Si11t.0111i pri11cipali : .'\:,petto soHcrcutc, l'olso 1,;4 piccolo. R. 32 pr<:rnleuli,111e.ntt! tor~cica. Estremiti', frtddc. F ort(' d olore a ll a mctÌt J c~tra ùc\ torace dur aut<: g li a tti re~pir:nori . Adtlome tt:":-O, in t:ontrattura , dokut.: o \·uuquc.: ~pun lat1c:1n1t:-nle e alla -~a lpa1.iu11c . ùtt usit'I 11101.Jilt' ai fianchi. Emotorac,: d est ro. Trat/<1 111t'11/v: Curc ~i11to111atiche . l./i11fcru10 111igliora prog r<:,si,·~111<:lllc, Jclla ,,into111atologia ad<lumiua lc. I-la cmoptoe e lt:1111wratnra k;:g<:r111 <:11t<: fcl.Jbrilc c he St a ttribuisce a i fatti to rn ciei. Esito: Trasfcri t,, J oi,11 S giorni i11 d iscre te condizioni.
175. Oss. - Generalit à: Sia. Roc., solda to faut<: r ia. Jla /<1 .li L'11lrala <' di u scìta: 10-1 0 -16 1!--10-16. T empo trasco r.<('I dal trau ma atl'i>1t c n .:c11 to : Ore 3. J\ ' atura della lu io11c . l'1ccola ft:r ita da sd1tci,:gia <li graua~a 2 dit). all 'esu ·ruo de lla paras te ruale s inis tra due dita sopra il m arg111c costnk. li proiettile ,·ie ne locali1.1.nto dall 't:~;1111t: radiologico iu <·a ,·ità aJdo111i11alc, in co n tatto con la faccia a ntt:rion: dello sto111nc<> e n•obilc coi mo\'in1 e mi re;pirato rii . Si11tomi pri 11 df'a/i : Couc!izioni g .. m,:al, buoue . Aspt:no t: colorito norn1nlc. P. $o riun ico. val ido. T. 3,. I<.. zb. ,\dùomc:: trnttal.Jile , kggcrmente teso " dokm c a ll'ipoco11drio s inistro. .\:-~c uza di mt' teorismo. Non ha a ,·uto vomito. :.'lli111.io11e. ,.:p,)11· tanc a . 'J'1·attame11to : C111 c s iuto111 at1d1t:. l.ln:urso fo•;ure,olt:. l p rim i giorni quakhc · liuc11 di temperatura . /::.-ilo : Trasferito tlçpo S g iv rui i11 1.Juouc. co11tli1.io11i. 176. ùss. - 1;c11r.ralilà: l'rci . Do111., <:aporalt: fa nteria. - 1/al<a di cn lnll,1 J, u sdla: u-10-1(, 1(>-1 c -1 6 . 'J'empo t rascorso dal t ro11111a all'i11l,·1,·01to: On, o . .\'al/tra d r/la l c .< im1t': h r iu, da pallc tta d i ,hrnpucll a ll 'S0 ~pa1.io im-,rco~t ah: destro $t.dl 'a,cdlare 111<·Jia. li proie ttile ,-i palpa sot1ocutc .illn h<1$c " a destra dell'append ic<: xifoide. Si11t(m1i ('1i11dpali: l'olsc• &, valido. Culo rilo norma i... . :--;,m ba ,·0111ito. F.:-:1111<" del tornetc 11t:gntieo. \'c·11 tn· fo1te me11tt: contratto dolc utt: con uttu,ità mo bil<, ai fianc hi. 1'r:11ta111cento : Cnrtc ; i11to111atiche. Tkcor"o foYorc,·ole Temp.:rntu rn afehhr:lc, tranne i primi J g iorni . f:silv : Trasfnito J op'> o g ioi n i i11 i>uom· cn11Jizio11i.
rn. Oss. - (;rncral ilà: \'nl. Viu ., soldato faute r ia. - l1<1/,i di eulra l a c di u sci la : 1-11-10 16 ~-11- 11116 . 'J'empo tra.1cor so dal tm11111<1 al/ 'i11/cn.•c11/,1: O r<: S. Nat.11ra dl'i/<1 k si,m e: l'eritn <la fu,·ik . ~ulla 11"1111111illar... ùc~\r:i. un dito $opra 11 bordo co,-tnle , e-on e!(r<::<so :-nll'a~ella re postE-rio rc d ello s t"""o lato, 4 dit.i ~opra l' ultima co"tola. S i11/u 111i prindpalì: Condiz ioni gcuernli I.Juo11.-. P . S4 valid,•. ~ u n h a vomito. Ad-dome leggern,entc tc,-o e dole nte ~peci.., ioll ' ipocondrio dc,.tro. Ottusìtil mobih: ai fi11nc hi 111odin 1. E"am c ,kl torace m·gati \'O, Tratta m e nt o : Cur~ gintomatiche . Decor,-o fo ,·orc volc. T<:u,pc·ratnrn :ifcl.1brile . Esito : Trasfl::rilP in 5a. giornata in buo ne condizil)ni . 17R. Oss. - (,1·1«rn/1lò: Tarcl. l. ui., soldato fante-ria. - / h1fo ,ti e11r mta , di . uscita: 1-11-191612-11-191<•. 'J',,mpo tra scor so dal trau ma ~ll'i 11 /ai·,·111,, : On· 6.
f !ò:RITE .\ ODùl\ll NALl DI G CERR.\
!t.f,U
,\/al11ra dc/1,1 l r.<ic>n c: l'crirn da pall.-tta (li s hrapnell al V i,pa,.io inte rcostale d. ·s ull'a:,cdlart u1cùia. L ',:,,a111c r;1Jivlvi;i-:o lvcal iua il proiettile :,uU:i liut:a mediana, in contatto co n l'ala sinistra del fegato, tra questa e il diaframma. Siuto m.; princif•nl i : As pc\lo abbattuto. P. 9<'> , discre ta me nte ,·alido. Sudor azione profusa. Addome contratto ,. (\ute nte. Kon si pe rce pisce o ttus ità mobile a i fianchi. Urine limpide . Emoto ra,·c d rstro. Trattnme nto : Curi! $into111a tic:lw. T L'111perat11ra fe bbrile i primi s g io rni, a kh· b rile io seJ(uito. I•crsistc ! 'emo torace· destro . F.s ilo : Trasfe rito in r_> g io n ia ta in buon.: cundi zio ni.
179. O ss. -
( :c,u ralilà . Sca. :lfu.
A., soldato fante r ia. -
f/<.1 /<1 di <'Jllrafa e di
rtscita: 1-1 1-1 0 16 ~ 1 -i 1 · 1g 16. T empo trascor so dnl trn11ma nlt' i11/avc11to : Ore 6, N atura d d/,, le$iou r : F,·1itn d a pa \lcttn (li $hrap m:\I al V so n, io i11krcD!'t ale sinistro, s ull'ascella re m cclia. L'c$ame radi, ,logico l0<'1l li1.1.a il profcttile a $inistra dell'appe nd ice eusiformc , iu e:H"itit ac!do n,inale " 3 c m. ,li profo11,lit f, rispetto alla
cutt:. Siutv mi principali· Condizio ni i;c naali huo nc. Pol,;o 52, ,·alido. R. 2., , T . .,6,9 Non ha vo111i'to. Pa reti nridc,minal i conlratte in difr, a. La palpazio ne profonda riesn! molto dolo ro$8 s pecie all'.:pigastrio. 1~ra,ttatncuto: l'ure si11 to111:1tlc-h c. L'i11fern10 rnig lio ra prOl!rt.:~~iva111t.· 11te. I/ad· ·c\ome è trattabile. irnl«h:11k. f'.nppura, io ne della ft- rita tora,-ica T e mperatu ra ft:b 'brilc p e r empiem a . Esito : Tr:1sfcrit,, d,,po 1c 1;iorni i11 1.>11,>110: rondi,.ioni . 18o. Oss. Gen e ralità: Glie. l'ir ., seri,:<: lltt' f:111tcriH. Valo di ,·11/.-~ l t1 e Ji uscila: 2-11-1916 t::·11·1916 T empo tra sco rso dal trauma <.1/l' i11te rve nlo : O re 6, Natura d ella l esione : Presenta 4 ferite :111'1p·K·o"driu siuistro, d a schegg,· ,li h·1111 ha a mauo, 2 dit:i sotto l'arc:ita costale. L'<::'ame rndiologico r ivela ! pi,T<•lc: schcg-)!'c metalliche impii,!lia tc nel diafra111111a sotto il cuor.:, dal qua le- ,·cn,:(0110 lo ro tra,.;me~"" le pul~nzioni. Sintomi prin cipali : Coudizio ni )(em r~l i ùi:'<.'rt'tc . .\ s pccto t ra nquillo . I'. 100, \'a· lido. Ha avuto vo mit,~ 1 volte $Cnz~ traccie d i ~an,. ;uc. \ ·entre trat tahilt' , indole ntte ,os·unque. Leggera tc ns io111; a tto rno alle fe rite. Tratta:m e11/o: Cure sintom atiche. Dura nte la dcgcnz;1 nc~sun fatto 1101<:,·ol". l,' 11·(crrno mig-liora rapitl:1111cnte . Qualche linea di k 111pi,ra tura. • E sito : Tr:i~fcrito dop(I S gìnrni.
181. Oss. - r.encralità : F :I\·, t · 1111,. , solda to 111ilrn!: lic re. uscila: 3 ·rt-IQlf.J S- 11- rg 16. T empo t rascor so dai tra11 111<1 aii' i 11ta1:,·11to: O re 9.
Da ta di t' 11 t rata ,· di
Natura della l1.'Si1l11,· : F t:ritt1 da pallt:tta di ::hr:qmt:ll s ulla para::taualc siui::tra . in <.'Orris ponde n1.a del Ili ~p:•1.io in k r.-o~t:ilc. L a palktta ,·ie ne localizznta daJl'esa u,e radiologico 11clle nrnssc mnscolari dei lombi, un dito sopra la spina ilinta p. ~- :;;in istr:, ::-Sei movime nti per otte ne re il criterio cli profond ità la palletta è caduta iu cavità ad · dominale e son,, i,vi<lcnti i t11C•\'i111euti trns m c~,i dallo intestino Sinto mi principali : Condizioni i;:e1,crali buone. T c mp. legger.me nte febbrile. Polso ritmico, valido S6. R,·,pirn zio1w calma. Acldomc tratta bile , leggerme nte teso, poco dolente alla palpazio n,: profonda. Crini,~1onl' ~pon ta m,:1. Emissione spontanea di feci e gas. B san1e del tornce n<:gati,·o. Traltam c11to : C ure simoma tichc. L'infermo mig liora rapidame ntlè. J. '<:sa me J d torace e d ell'addome sono se mpre nq.:~tivi. Q ualche linea di tempe ratura . Esito : Tra~(crito iu 6> g iornata in huoné condizio ni. 182. O ss . (; ruaalilà : Sai Aug ., ,;ol,lato fnntcri::i. f)a/<1 ,ti c 11trat.1 e d i 11sdla: 10- 11 · 10 16 2 ~-11-1 9 16 . Natura d t lla li-.<io nc : P e,·ita cl:l ,,·hq!)!i:, ,li ,!f'.lll élt::I s ull ·a~eell a rc p0$\Crio re d~~ tra. ~ dita sopr(l la ct l' ~tn iliaca . con t:~r L·~~n a Jl ·1 n ~gio 111: n: nnle sini ~trn. subito -sotto il marginoe ùcll 'ultima ,·11:<tola. S 111to111i {'ri11cipal1 : Pallido. Ai:-ita to. P . 11n piccolo. :--'aso ecl e~tre mità fredc\,•. ~:entre contratto dole nti~sirno spo nta nc:,1mc:11te e alla palpazione con ottusità mobile,
,
1060
Fr.RITE ADOO)tl NAI.I DI GC ERRA
ai fia nch i. :-- 0 11 pu;, urina re , pontanc:. mc nte . Cat~tcri~m o con e~trazfone di 250 cc. di urim: e m a tic he . Trattame nto: Cun, sinto ma tiche. 11 giorno seguente l'inkrn10 è al qua nto mig liorato. Ha polso 10 4 valido. Le uriuc sono chiar., . L'ottusità moh!le ai fianc hi pare alq uanto ridotta. J,'in fe nno mi gliora prog r essiva m ~nte nei giorni succcs!'-i\"i . Urine sempre chiare . Esito : Trasfcrit0 in 7• giornata. 183. Oss. - Generalità: Colo n. An., soldato bersaglie r e. - Vala di ent-rata e di uscila : 19-n-1916 9-12-19 16. Tempo trascorso dal trauma aU'intervento: Ore 24. N afora d ella lcslm1e: F e rita lace ra, probabilmente da scheggia di granata, in corris ponde nza d e l IX s pazio intercos tale sinistro, sull'ascellare media. J,e condizioni graviss ime d e ll'infermo, non consentono, in primo tempo, l'esame radiologico. Sintomi principali: Volto cadaverico. Algido, senza polso alla radiale. L ingua Mi· da. V e ntre meteoricn co n d iminuzione ddle aree di ottusità e patiche e s plenica. La palpazione anche supe11iciale riesce molto dolorosa. L a pe rcussione rin:la ottusità mobile ai firu1chi. Nou ha en,esso feci nè g as. Trattame11to: Cure s intomatiche. li giorno segue nte le co nd izioni sono invariate.. Polso impe rcettibile. T c mp. 36. Non h a e messo feci nè gas. \'omita. 111 llr g iornata: Polso appena percettibile, pe rsis te il meteorismo e il vomito. Temp. 36.8-37,5. Do lora hilità sempre viva alla pnlpn ione. In V g iornata: P. ro6, :ibbas tanza valido. L'infer mo non ba più vondto, ma è affe tto da una diarrea g ialla~tra profusa e fre quente, Addome tumido, dolente. Temp. 37,5-37,8. Le condizioni rim a ngono s tazio narie pe r varii giorni, quindj ,ni_g lio rano pro~rcs~ivnrne ntc . E sito: Trasferito dopo 20 giorni ,n \'ia di g uarigiont' . NOTE: E same radioscopico eseg uito in d ecima giorn a ta. Probabile pe ritonite adesiva del colo n splenico, col diaframma, la cui escursione i: assai limitata. Punta del cuore spos tata in alto. N e~~una scheggia metallica nel torace e ne ll'addome. 184. Oss. - (;e11eralità: Van. Lui., se rge nte fante ria. - Vala di entrata e di uscila: 21-n-1916 4-12-19 16. Tempo trasco-rso dal tra11111a all' i11ten,e11to: Ore 10. Natura della lrsione : Ferita da pa llc:tta di shrapnell nd IX s pazio inte rcostale sinistro, s ull'asce llare poste riore. Il proiettile si palpa a lquanto a destra e sotto l'ombelico, al ce·ntro di una larga tumefazione fortemente ecehiwotica. Sft1tomi principa.li : Tt-mp. 35,5 . P. 140 . Vomito. L'infe rmo r'èag isce torpidamente a~li stimoli. Decubi t''> s pontaneo !'- ul fia nco d estro. R espirazione toracica, ve ntre i• difesa, dolente alla palpazione. La me tì\ destra tumida e dis tesa, e tutto il quRdrante inferiore ne è fortcmenk ecchimotico. Trattamento: Cure sintomatic he. L'infermo si mantie ne s tazionario pc--r le prime 10 ore , po i acce nna ad un mig liorame nto che s i rende più evidente ne lla gio rnata sue· cessiva.. In III gkntiatn si nota ! A,:;petto buono. P. iòo, vàlido ritmico. 'l'emp. _;7,6. Addome dolente alla me tÀ d estra, trattabile a sinistra. Tutta. lo m e tÀ d estra del\'addome è m:ra pe r forte é ccbimosi, c he ~i este~de anche alquanto a , inis t r a. Defecazione spontanea . E sito : Tra, frr ito dopo 14 g io rni in buo ne condizioni. 185. Oss. - Generalitd: Pia. G iu., caporale fante ria. - l)ata di entrata e di uscì/a: i· I · 19 17 ~1- 1-19 t i Tempo trascorso dat trauma all' interoe nl-o: O re 5. Natura d ella lesion e: Ferita da pnlle tta di shrapm:11 a lla m e tà s inistra ddla po r zione inferio re d el sac ro. Il pro ie tti le ,·iene localizzato in ca vità addo minale, li bero <' mobile fra l! a n ~-~ iutc-stinali. S into m i p r i11 c i pali: Condizi oni gcn ~rali buo n(·. P . 76. va lido . ::-;011 ba avuto vomito. Addo m e tra trnbile , indolente. t:1ina,ic ne spontanea. eon urine normali. N on ha e111e ~ o fec i. Tratlam e tito : Cu re ~inton, a tic-he I"o('he lince di t emperatura i primi g iorni. In V g io rna t a ma n g ia k past ine , 2 uo va. 2\liglio111mcnto progressivo. Esito : T rasferito ùopo 1~ g iorn i in hnonc cond izio ni. 186. Oss . - C cneralitd : M on t. Ug .. <:olda to genio. - Data rii entrata e ri i ·11 scita : l 4 · l · IQl j
Z,5·$-19 17,
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
1061
Tempo trascorso dal trauma atl'tnterve11to: Ore 1. Natura della le5ìo nc : Ferita da pallottola di fucile in vicinanza e a destra <lell r1
apofisi spinosa dell'VJII vertebra dorsale, con egresso sull'ascellare media d~ll,, stesso lato in con~;.po11clcn,,'I clt:lla IX costola. Si'lltomi pri11cip<1ii: A;pctto sofferente. I'. 100, valido. ritmico. Rc~piro affannoso, prevale11tcmc nk tomcico. ~ on hn vc,mito. Ve ntre avvallato, dolente specit: nella metà degtra con ottusi(?, mobile ai finuchi. Trn/1.amn,to: C,u-, ,;i11tomnt id1e. Miglior;111lellto rnpido. Oecor,;o afebbrile. Durante la degenza si nota : ,·moptoe, modico emowrace dci;tro. Scomparsa progressiva dell'ottusità mobile ai fianchi. Esito: Trasferi to d(,po 12 giorni in buone condi1.ioni. 187. Oss. - e;, nrralilà: nus. :\rt., kn,·11tc- 111itrnglien:. - Data di c11trata •. d·i u scita : 21·8-1917 2:-9· H)1, . Tempo trascorso dal tra1tma all'intenie11to: Ore 4. Natura della l esiGue: F e ritn rotondeggiante da pallctta d i s hrapnell, sull'ascellare posteriore sinigtra , in corrispondenza dcll'VIII spazio intercostale, con egresso alla regione lo111han, d,'stro , poco all'esterno della lin~a mt di:rna. Si11tomi pri11cif>ali: A,pcl.to sofferente. Colorito pallido. P. 84 . di~nda1m·11k ,·a. lido. T. 36. Addome in d ifesa dolente spontaneamente i: alla palpaziont:, con ottusità mohile ai fianchi. Non puri urinare. Col cateterismo sì esirag-.l{ono H>.> cc. Ji urine ematiche. E same df' I torace 11(·&:ati,·o. Trattameuto: Cure sintomati che. L'infermo mig lior:i lenta111c nte. L'ottusità mobile ai fianchi t: scmpr:· meno apprezza lii le. Urine. chiare in VII l i;:iornata. Emotorace de~tro. In X giornata toracentesi col processo Morelli ed estrazioat: di 200 cc. di sangue. Decorso po~teriore afebbrile. Esito: Trasferito dopo 32 giorni in ottime condizioni. 188. Oss. - r:c11cralità: Mane. Gin., soldato font,·ria. - ·nata di culrata e di uscita: 27-10-1917 i;-10-1917. T empo trascorso dal t.1·a1tma a/.t'iuteniento : Ore 6. Natura della lesiM;e : Fel'Ìte multiple al fianco ~inistro e a lla parete auleriore dell'addome da pallette ùi shrapnel(. Sintomi pri11ci{'ali: l'olsu appena percettibile. R. 48. Vomito. Meteorismo. Vivi dolori alla palpa,ione. Tratf.ame11to: '.\lediratura. Cure sintomatiche. Non:: E' trasferito per ordine. 189. Oss. - (,cnaalità: Eipic. Lui., soldato artigliere. - f)ata di entrata e di uscita: 27·1c>-1917 2;!10-191,. Tempo trascorso dat t-ra1rnia. alt'i11tcnie11to : Ore 8. Natura della lesione : Ferita da scheggia di granata all 'ipocoudrio sinistro, senza corrispondente d'cg re~so. Sintomi pri11cipali: P . ui. pil'colo. Aéldome in difesa. Ha avuto vomito. Traltame11to: Cure simo11wtichc. NoTR : E' trasferito per ordine. 190. Oss. (;enl'ral ità : Con. Gin., soldato fanteria . - Data di e11trata e di uscita: 27·10-1917 27-1<,-1917. Tempo trascorso dal trauma aU'inten,e11to : Ore 8. Natura d ella lc.,ic11e : Ferita da bomba d'auoplauo all'epigastrio. La srhegg:ia viene localizzata dall'esame r:idiologico dietro lo stomaco. Sittl,omi priucipali: P. 1 21' • .'\spetto huono. Addome teso. Emoperitoneo. Trattam.-nt.o: Cur~ !'intmuatirl.ie. NOTE: E' tra~ferito r,er orcline. 191. Oss. - Gwe-ralilà : Veu. Sal v., soldato bombardiere . - ./)ala di c11/.rala e di uscita: 27-10-1917 2;·1c·1917. Natura d el.la le$ìonc : J'critt: multiple da scheggia di bombo <l'aeroplano al fianco sinistro. Sintomi principali: I'. I.F, piccolo. R. 34. Non ha vomito. Ad<lome te,;o t: dolellte alla metà sinistra. Ottusità mobile. Non: E' trasferito ncr ordine. 6g . Gior11ale di medici11a mii.i/are . - Fase. IX.
1062
FERITE ADDOM INALI 01 GUERRA
192. Oss. -
( ;,,.,rr,./ità: lkrn. l,on,., ,..-,!dato frntc:ria . - ·
/ìala di r11 tTota e df
usrita : 5-3-1918 2;-3· 19 18 . T e mpo t rascorso dal trauma a ll'i11te-r-.1e11to : Ore 7.
:0-1al uro d ella l,:,io>rl' : F e , itt.: mnltiple , d:1 schegg-ie di l)o111bnrda alla regione dei
lombi. L 'esame radioscopico mostra chtc tutte le schcggie sono superficiali, ad eccezione di una, probabilmente penetrata dalla regione lombare destra, che si vede sull a 111nn11nillan: dcl'tr:1· adcn· ntc alla faccin imerna de li 'VI U cos1, ,la Sintomi priucipali: Cute pallida. 1\focose cianotiche. Estremit:ì e naso freddi respirazione superficiale . Polso piccolo 152. Temp. 35,4. Addome immobile i11 contrattura. Vomito di scstanze gia llastre . Ottu~i tà mobile ai fianchi. Emotorace destro. Tmltamc11to: Cure sintomat iche. L'infermo migliora. 11 polso diviene meno frt<1ucntc e più \'alido. L'ottusit~ ai fianchi, si riduce; l'addome diviene tratt:ibile; rnle migliornmento è prog-rt'ssivo. Esito: Trasferito dop o u i;:iorni in buone condizioni. 193. 05$. - c:,·1.(rnlitl, · Bu8. Sir ., soldato fameria . 6-6-1918 ro-6-191$.
Dato d i e11trota e d i uscita :
Tempo trasco rso dal tra-11111a n/L'inter.icnto: Ore n.
,V atura della lcsi/lll C: Fcritn eia ~hrnpncll in corri~po11de11rn ,ldl'apofi~i tipiw,,a della VI ver tebra dorsale. 11 proiettile si palpn ~otto UTH\ bnzza ecchi111otir:1, sulla nrnmmillare ~ini~tra, subito sotto il m nrg ine costnle. Sil1t.omi pri11cipati: Pallido. Labbra cianotiche. Occhi infossati. Naso affilato. Estremità fredde. l'. H.>6, re!;Olare. R. 36. Addome poco cnntrntto più a sinistra, dolente spontaneamente e alla palpazione sia superficiale sia profonda. Ling ua umida. Non ha emesso feci ni; gas. Non vomito nè singhiozzo. Trattame11fo: Cur e sintoma tiche. L'iniermo migliora rapidamente. La sinto1110tologia addominale è a~senH: in III g iornata. Temperatura ~nb-frhbrile p er fatti toracici . Esito : Trasferito dopo o g iorni in bu<,ne condizioni. Non: l\on operato in primo tempo per gra ,·i fenomeni di shnck. fu trattato in seguito con l 'a~teo~ione p erchè il rapido miglioramento fece escludc:rc: la diagno~i di lesione viscerale!. · 194. Oss. - Gc11c rolità : G<>nt. Nic., serge nte fonteria. TJata d i entrata e di 1,scita: 15-6-1918 17,ò-1918. Tempo trasrnrso dai tra uma a/.l'i11/er.ie11to: Ore 2 . Natura dr/la !csim, e : Ferita da mitragliatrice sull'ascellare anteriore sinistra, 2
dita sopra il niarginL co~tnle, dalla qualt: sporge una frangia d~ c:piploou. Manca il foro di egre~$6 e il repe1t o radioscopico. Sint omi pri11cipali: Sofferente. Pallido. P. 130, piccolo. Addo me poco dolente alla palpazione profonda. Non vomito nè singhiono. Ottusi tà epatica conservata. F.mctte s pontanea m ente urine ematiche. Tratta111 c11to: Cure sintomatiche. :ltiglioramento . In II g iornata resezione dell'epiploon e rid uzione del m oncone. Stato generale mig liornto. Addome trattabile. Esif(): T rnskrito dopo 3 giorni in condizioni migliorate. NOTE: Qu(·St') infermo non fu /'ottoposto a laparotomia per l 'a tlluenza di feriti. In secondo tempo, migliorando le sue condizioni, si credette opportuno trattarlo con l'astensione. 195. Oss. - Gcmrnlità: 'l'e,s. Gio\' ., soldato fant eria. 1,scila: 16·li-191S 1,-6- 1018.
Data di e11trata e di
Tempo tmsco,.<o dal lrn11111a all'i11trrvenlo :· Ore 5. _ Natura dr/la l ~si/l tlc: Ferite da mitragliatrice $Ull'nscellare anteriore destra, 2 dita
sopra il margine co~tale, con egresso ~nlla para,·ertebrale dello ~tesso lato all'altezza della X Il costola. , Si11lomi pri11cif>ali: Aspetto buono. l'. Si, valido. R. calma. 'Ha avuto singhio1.zo. Non vomito. Emette urine ematiche . Addome dolente leggerm ente, spontaneamente e alla palpazione, solo a destra. Area epatica con servata. Trattanr.euto: Cure si Ptu1n\1t i d1e. ) .l igliura111ent u. Y ieue trasferito iu seguito o.d 01dine. E sito : Trasferit·• do po un gioruv.
FElllTE ADDùMINALI OJ lìUERRA
tooa
196. Oss. - G,·ncralità ·, Bors. sig. Pie., tenente fanteria. - Data di entrnta e di uscita: 16·6-191:, 1C.·8·1ç18. Tempo tm sco r,o dal trauma all'i11terJ~11to : Ore 2. Natllra d.:lla lesione : Fuita da iucile sull'ascellare media sinistra, all'VIII spazio intercostale ; egress , sull'ascellare media destra al VII spazio intercostale. Sintomi pri11cipal.i ; Aspetto sofferente. Pallidissimo. Vivi dolori spontanei al torace e all'addome . .!,a bocca è umettata di sangue rosso rutilante . P. 1 40, piccolo. R. costo diaframmatica. ll;,trcmità fredde. J,eggeia sudorazione alla fronte. Non ha emesso feci n è gas. H a conati di vomito. Attorno alla ferita di sini~tra , notasi largo enfisema sottocutaneo . Trattamento, Cnr e sin tonrntich<', ln X giornntn: Tornc<'ntesi. F.strn7.Ìone di 6oo cm.3 di liquido saoguinolem... l n Xl V g iornat.'\ m10,·:1 toracentesi con estrazione di 8oo cc. di ~angue. 11-Iiglioraruento lento. Dopo 1 mese : Toracotomia con esito di sangue torbido cli odon: feti(IO. Decorso complicato dn fistola epato-polmooare. Abbondante spurgo di bile per 1 2 g iorni. Esito : Trasfcrit'> dopo 2 mesi in via di guarigione. 197. Oss. - c:enera/ità : Vi~. Aug., soldato reparto assalto. - Data di ent-rata e di uscita : 17-6-r91S w·6-19r8 . Tempo trascorso dat trauma all'it1ten1ento: Ore 16. Nalrtra delta lesione: Ferita da fucile sull'ascellare ml'.dia ~1111stra 2 d ita sotto ln cresta iliaca ; egresso sulla cresta iliaca destra in corrispon<ll'.mA 1 dcli 'ascellare media. Sintomi pri>1ripali : :\ spetto buono. Colorito normale. P. 12,,, di scretame11te v~ lido. R. 24. Ha avuto ~inghiozzo . No11 vomito. Ha emesso urine limpide. Trattamento : Cure sintomatiche. L'infermo migliora. Tcmpcrntura afebbrile . Esito : Trasfrrit0 dopo 3 giorni in condizioni migliorate. 1g8. Oss. - Generalità; 'Rns. F.m., soldato fanteria. - Data di e11trata e di uscita: 2o-6-1918 11-7·1916. Te1npo trascorso dat trauma aWi11tervento: ore 18. Natura della lesione: Uni, a ferita dn sbrapnell 4 dit:1 a destra d1cll'ombelico. L'esame radioscopie<') 1110~\ra il proiettile nell'emitorace de~trc,, sulla parete po~tcriore, a ll'a ltezza della VI <!t>~tola. Sil1tonii pri11cipali: Addome in difesa, dolente . Aren epaticn conservata. Assen1.a cii ottusità epatica. Emotorace destro. Trattamento; Cure sintomatiche. Ten,p<:ratnre sub-febbrili per fatti toracici. Mij:!lioremento prog ressivo. Esito : Trasferito dopo 2.1 g1orni. 199. Oss. - Ge11 1·rali/à. Tom. Umb., coporal magg iore artiglieria. - Data di entrata e di 11sclta: 20-6-1918 7-8-1918. Tempo trascorso dal t-rauma all'intervento: Ore 48. Natlt·ra della Lesi0>1e : Ferita da mitragliatrice , ulla paravcrtebra!e destra al \ 'Il spazio intercostale scnz..'l foro <l'uscita. Esame radioscopico. T,n pallottola si trova sotto cute ~nlla X cost'I dt-~tra. poco nll 'indietro dell 'nscdlare po,tl'riorc sensibile colln palpazione. Si 11 tomi principali : P. 1 20. regolare, piccolo. R . 30. Naso ed e stremità fredde. Sirin gato si ha urine chiaris~ime. Leggera ottusità alle parti più declivi delle fosse i liache. Ottusità nll 'cmitoracC' dt:stro fino a livello delle metà della ~cepola. T -rattamento . Cure sintomatiche. In IV giornata vivo dolore :tll'ipocondrio destro , , ,n diffusione alla ,palla. T empcraturn febbrile. Itterizia, fegoto ingrossato, in toto, dehordante 2 dita dall n arcnta costale. Esito: Trasferito dopo 4; giorni in discrete condizioni. Generali/a: Gen. sig. Ami!., sottot enente fanteria. - Data di entrata 2 00. Oss . < di usciili : 21-6-19 18 1 j·;· 1918. Natu·ra d6l!a tcsir. ue : Ferita da fucile sull'nscellare posteriore in corrispondenw d el margine costale destro, con egresso posteriormente sulla linee mediana, in corrispondenza della Xli ver tebra dorsale . .Sintomi pri>r ci[:ali : A~pdto ottimo. P. 8o, valido. Non ha a \•Uto vomito. Ventre avvallato, trattabili'. Stimolo :illn mimione che 110n pnò snddisfare. Ematuria al cateterismo.
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FERITE ADDOMINALI Dl G UERRA
TraUam ,,11to: 8t,rigli:1111ento d t lla fr-rita ~ull'as..:ella re po<krio n:. Il pmie ttilc .:11t ra in cavità in corri; po11tlt·u1.a dl!! 11,argiuc inft:rion: del k ga to s.-1w1 però kd.-rlo
Zaffo. Esito: 'l'rasferit, d ç,pc, 2.; i:-i,,rni. 21H . 0 .1s. (;c,:c1'alilà: Gayd. Jo:,., prifionie ro. - Dal.a d.i 1·11trala e dì u scila : 21-6-19 11' .w·6·1918. T empo tra scorso dal trauma all'intcn,e11to : 2 giorni. Natura della l <'• iv n e,: .Ferita da 111itiagliatrin , a lla natica si n istra, con egre~,., a lla fo~sa iliaca d e llo ,tes~o lato. Si11tomi. pri,1cipali. Addmm: 111c tc:nrico, molto dolente a ll a µrc,si o nc. Polso impercettibile. Tra l ta111 c11to: Cure: sintomatiche. ln II g ioruata l'infermo mig-liora. \ e ntre 11011 contratto, poco <lolr-utc. Mii;lioramC'nto prog ressivo. Esito: Trasferito d opo 9 g iorni in via di g-u.irigiom::. 0
202. Oss. (.;cl!Crnlitil: Sost. Raid. , prigioniero. - Vala di e11trata e di uscita : !!·6-19 18 23-6-1918 . Tempo trasco1·so dal trauma all'i11tcrue.11to: 5 g iorni . Natura d.ella k .do11c: l'n·~t111~ due ,·i,·a trici da feri te di fucile: una sul marg ine .:o~ta le d cs1 ro ,mlla pa1asttr11alt , l'a ltra al IX s pazio i11tucostnle <le,tro s ull'ascellare poste riore. Si11/.omi (>ri11df>ali · n ~pe1ito. l'. 1 " · val id". \"~ 111rt· an-allato 11011 doknte. Rife ri sce di avere avuto per due ~i,,rni <l" I'" I • ft:rita, forti dolori a ll'addome e conati di \'omito. Aspetto tranquillo. 1'ratta11101/o: Cur-:> 111, cl id1tc . Esito; T ra~fcritr, dop11 r ginrt1<1
(Continua) .
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Questioni d'attualità, varietà, notizie Dopo Sacripante Brandimarte. Pare che i personaggi dell'Oriundo furioso si sian dala l'intesa per appinzarm i com e lanle zanzare. Qualche mese fa era Sacripante, il quale m'assestò un fendente colla sua vecchia durlindana e s'ebbe da me u na mazzata tra ca.po e collo che lo trasse d 'arcione : oggi è Brandimarte, il focoso cavaliere errante, amico di Rinaldo e sposo delJ.a bella Fiordiligi, il quale, infoderata la spada e abbrancata la penna d'oca, mi scrive un'epistola, a cui non nego l'onore d ella stampa, in primo luogo, perchè mi offre il d estro di chiarir· meglio il m io pensiero intorno a una questione d'attualità , già da me trattata n ei due articoli preceòenti ; e, in seconòo luogo, perchè Brandimarte, non imitando Sacripante , segue le regole della buona cavalleria. e maneggia abbastanza garhatam ente la penna contro l'avversario, come maneggerebbe la spada in 1111 to rneo d'amote. C'è soltanto da ra mmaricarsi che fJU ella, ch'egli imprende a difend ere, sia una causa spallata. Per queste ragioni, mi son d unque deciso a pubblicare la sua lettera, nonostante che mi ripugni grandemente il ri volgere la mia atten zione e il richiamare quella d egli altri sugli scritti anonimi, o firmati e.on uno pseudonimo, che per me è tntt' uno; soprattuU.o dopo che un alt.o p e rsonaggio di sano criterio si è schierato apertamente contro i macchiaioli, in specie contro quelli che vestono l'uniforme militare, dando loro, e a chi li ascolta, una severa lezione d i correttezza e di disciplina. I lettori avranno già compreso ch'io voglio alludere a una recente circolare del Ministro della marina, che trascrivo qu i a titolo d'onore per chi l'ha dettala, nella speranza che il nobile esempio trovi presto molti imitatori: " Da qualche tempo pervengono più numerose del consueto al sottoscritto ·e agli alti uffidall della R. Marina lettere anonime. Sappiano gli sconsigliati, i quali incorro no In tale gravissima Infrazione disciplinare compiendo insieme ulone Indegna, che I loro scritti sono senz-'altro distrutti. Confido pertanto che il deplorevollsslmo sistema venga a cessare e che Il person.ale saprà dimostrare fiducia In chi, sin dall'inlzJo della sua carriera, ha sempre considerato, fra i principali doveri, quello di curare il benessere dei propri dipendenti. Il Ministro : SECHI ,,.
1(/titi
Q U ESTIOI\ I D'ATTUA LltA' , \ 'ARIETA ', :"IOTIZI E
Gius tissimo! Sollanlo quando 3i sa rà deUo chiaro e forte che d elle accuse anonime non si tiene alcun conlo e che g li scritti dei macchiaioli vengono senz'altro dis trutti, 11i potrà ess~r e s icuri e lle la nostra uno rabililà non è alla mercè d el primo malvivente in fregola, il quale, protetto dall' impenetrabile costume dei rats d'liòtel , ci assesta coraggiosamente una pugnalata nella schiena. Il cavaliere Brandimarte, ch'è però un rat d'hotel all'acqua di rose, mi scrive in questi termini : " Ili ustre Professore :
Le faccio sin~rnmente i miei complimenti per l'ar ticolo « / ,e amurc::.ze di Antonio Mu.,o, pubblicato nel numero 7 del Giornale di flfr. dicina Mi litare, sotto la rubrica "Qut!stion i di att.ual ilà varietà notizie" , che Ella si è accaparrata per man ifeslarè i l s uo i1essimis ~o e il s uo ~ alcontento su tutto e su tutti . La sua graziosa sali ra è abbas tanza tras parente da essern compresa da tutti, ed i c inque capitol i di Caio Svetonio Tran quillo sono cosi piacevolmen lt: apocrifi, che fann o perdonare subito l'atlo sconveniente compiuto verso lo "l-o rico romano; tanto più che Ella ne ha imitato bc,niss imo lo slile con q uella profonda conoscenza dei classici, che a nche i suoi avversari le riconoscono. Ella col suo articolo ha voluto (e questo va detto a s ua lod e) difendere un a mico e condannare nello stesso tempo tutti rolorn, ch e a quel s uo amico T)egano ogni attitudine ad osercilare, com<; Ella dice, l'imperio, sostenendo che ci vogliono ben altre s palle e ben altra mente. Ella, dunque, ha voluto difendere l'amico; ma, per quanto abile, la ùifesa è fiacca . come la con danna è eccessiva. Bella difesa la s ua, (lua ndo fa dire ad Antonio Musa che egli peccò per difetto, e i suoi ai utanti per eccesso! Ma questa confessione, pro fessore mio, è l'aperta condanna del fin to medico di Augusto. Insomma, quel Musa è un uomo inetto, a cui , del resto, Ella dà, in fine d ell'articolo, il consiglio di and arsene. A buon intenditor poche parole. « In quanto poi alla requisitoria da Lei fatLa contro i colleghi ch e , come Ella scrive, sparsero voci calunniose e accusarono Antonio Musa del rrimcn pcrdutllionis per livore persona le, per ambizioni d eluse, ecc., è evid ente che Ella vuole alludere al libello ·Per il nuo vo corpo çanitario militare, che fu diffuso a migliaia di copie in tutta l'ILalia . E qui pa rliamoci chia ro. Premesso che io non h o messo m ano nell'affare d el' libello, perchè 111m ho ambizioni deluse n è da soddisfare, d ebbo dire in coscienza che g li anonimi non hanno poi tutti i torti. Si potrà criticare la forma volgare del libello, ma l'autore risponderà che, per far saltare in aria ·ced e trincee, bisogna fl\r hrillar P. u na mina . F. <Jh e mina è stata quella, professore miol Se n'è udito lo scoppio in t utl.a la. penisola. In fin d ei conti, l'essenza del libello s i può riassumere cosi : Gli ufficiali medi ci, che hanno fatto la g uerra e che ebbero poco o nessun vantat?gio cl i carattere morale , protestano contro quegli altri ch e se n e sonn s ia ti romodamen te a 5edere in qualche ufficio, e che, pure stando a. scòere. furono promossi magari per merit.o di tzuerrn. E' parso poi
QUESTI ONI
l)'ATT UALITA', VARIBTA' , NOTIZIE
lOtiì
agli anoni mi che questi beniamini della fortuna, che galopparono sull'ann uario a cavallo di una ciambella di gomma, si siano riunii.i in una associazione, allo scopo di manomettere a !oro arbitrio il corpo · sanitario militare, favo!'e.ndo prima sè stessi, poi gli amici e correligionari, e combattendo con mezzi illeciti quelli che non erano nelle loro g razie o del loro campanile. Ecco ciò che ha volut.o mostrare al pubblico il libello; il quale perciò, secondo il mio avviso, ha compiuto un'oi,era di risanamento morale. « Ella, che è un let.Lerato, ne crit.icherà cer tam ente la forma (se Bra11d-i-mart1: h a l etlo il mio articolo rlel nwse scorso, vedrà che quanto egli dice fu fatto ); ma la fo1-ma volgare non toglie nulla al valore
della sostanza. Questo non vuol dire che io mi schieri dalla parte degli anonimi ; vuol dire soltanto che non ne disapprovo il movente e neppure il mezzo, visto che il movente è giusto e il mezzo appropriato allo scopo . « Concludo· col din, c-he Ella, che non era stato direttamente attaccato (e che non lo fosse, c'ern da aspetta rselo), ha fatto male ad assumere la parte di avvocato difensore di Antonio Musa e seguaci: parte che Ella non a\! rebbe assunta certamente se, nella sua grande bontà o cecità , non ignorasse che razza di servizio le hanno reso i suoi sedicenti amici e s ubordinati che 16 stanno più vicini. Mi perdoni la schiettezza del linguaggio: se io le ho parlalo chiaro è perchè le voglio bene. Altri me no sinceri di me. avranno il miele sulla bocca e il veleno nel cuore. Con devoto ossequio. 28 luglio 1919.
BRt\NDIMARTE.
Poichè s i vuole a tutti i cosLi trascinarmi a discorrere per la terza volta d'un argomento ripugnante, e si tende ad attribuire al noto libello poco meno che l'influenza benefica del Vangelo, g iochiamo una buona volta a carte scoperte, lasciando in un canto le finzioni storiche e le qivagazioni letterarie. So parlare schietto io pure (e credo d'averne dato più d'una prova), tant.o agli amici, quanto - e forse più - ai nemici; ma fra me e Brandimarte c'è questa piccola differenza: che io parlo a viso scope rto, egli a visiera calata; • ale a d ire, che egli potrà dirmi domani che sono un ladro, ed io non avrò posdomani il piacere d'ammollargli due solenni ceffoni coll'accompagnamento di due solennissime pedate. . . Con me, Brandimarte può dire di non aver fortuna. Dichiara di volermi un gran bene, e io non so che farmene perchè non lo conosco che attraverso la sua lettera, la quale è troppo poca cosa per meritare il mio affetto; mi dà dei consigli, é io non son punto disposto a tenerne conto; mi fa d ei complimenti, e io li rifiuto, perchè la lettura della sua prosa mi ha convinto che egli non ha compreso affatto il
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Q UESTIONI
D' A1TUALI1A ' , VARIETA', NOTIZII:
mio articolo. Del resto, se Brandimarte non l'ha compreso, bisogna dire a sua discolpa, che si trova in buona e numerosa compagnia. Lasciando da parte coloro i quali hanno inghiottito e digerito tutto il mio intingolo, l:ompreso il contorno dei Frottolin di Padova, ve ne son parecchi - e fra questi Brandimarte - che, pur avendo capito che i miei personaggi indossavano la toga soltanto per l'occasione, come avviene nelle riproduzioni cinematografiche, scambiarono l'articolo per una specie di dossier giudiziario contenente l'atto d'accusa , la requisitoria e la difer,a. Nulla di più falso. Quella dipintura di fatti e di personaggi moderni - anzi, d'attualità - nello sfondo in parte vero e in parte fantastico della corte di Cesare Ottaviano Augusto, non vuol essere nè un'accusa nè una. difesa ; ma l'espressione esatta e fedele di aYVenimenti, che si svolsero - e ancora si vanno svolgendo - sotto i nostri occhi, e che sono va riamente interpretati e giudicati dagli spettatori secondo la loro di versa mentalità, secondo le loro di verse tendenze e i loro diversi interessi personali. E siccome non era. facile narrare faUi recentissimi e nominare persone viventi senza inasprire questioni incresciose e. provocar dissidi maggiori, così trovai più comodo rifugiarmi nel secolo d'Augusto rievocando scene e personaggi di quel tempo, che mi sembravano potersi adattare, medi ante alcuni ritocchi, a scene e a person~gi dei nostri giorni. E poichè si tratta d'un saggio letterario che ha tutta l'apparenza e tutto l'andamento d'un r acconto storico tessuto sul telaio di Caio Svetonio Tranquillo, così è chia ro che in esso non poteva e non doveva aleggiure lo spirito di parte, ma dominare inYece, p0r quanto lo consentiva la. psicologia dei personaggi e dcll' " ambiente », l'imparzialità d'un narratore spassionato e coscienzioso. Non ne è forse persuaso Brandimarte? Ebbene, rilegga attentamente l'articolo, a cui pare si sia contentato di dare una scorsa con gli occhi foderali di panno, e vedrà chi di noi due ha ragione. P erchè vede, mio caro cavaliere errante ; quel mio· scherzo, che scrissi - pare impossibile I - in un momento d'umor nero, ha fra i tanti difetti, un sol pregio, rir,onosciuto da parecchi cortesi lettori, e cioè, che quasi ogni parola ha un significato, la cui portata va molto più · lungi di quanto a prima vista e a una lettura. disattenta potrebbe apparire. L'elemento tragico dell'episodio è costituito, indipendentemente da ogni artifizio dell'autore, dal fatto che Antonio Musa, quando ebbe ben fermo in mente il proposito di riorganizzare la classe dei medici per sollevarla in dignità e accrescerne il valore, si trovò quasi subito di fron te a due forze nemiche; una che operava allo scoperto - quella
QUESTJUNI
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di August.o, degli alti fun zionari, e de ll'opinione pubblica in genere contrarissima ai medici; - l'altra. che operava nell'ombra - quella dei medi ci stessi, i qua li non accorgendosi, o non volendosi acco rgere, che il loro capo lavorava nell'interesse comune, ordirono una congiura per farl o capitombolare dal seggio di vracf cctus : alla qual e carica , se i leUori rammentono, andava unito l' imvcr·i um , o autorità esecutiva. Perduta ogni influenza, sia a Corte, sia nell'ordo m erlicorum, Antonio vorrebbe pur contin ua re la lotta in un;estrema ilhisione di vit.t.oria, quando vien colpito in pieno petto dalla deliberazione del concilium principis, che gli tog lie l'i m111:ri um e gli vieta di pt'Oseguire l'esperimento. E l'ultimo atto di quella tragedia di un'anima si riassume tutt.o in quel concitato colloquio fra Aug usto e Musa, nel quale quest' ultimo ha scoppi di dolore che rivelano un'infin ito sconfo rto; ma anche fi ere parole, che dovettero andare diritte al cuore d i Cesare. Rilegga, rilegga Brandimarte i cinque capitoli apocrifi, in specie l'ultimo, e poi mi dica in coscienza se cred e 1mc-0ra che l'autore abbia aggiunto qualche cosa di suo agli avvenimenti , e se abbia cercato d 'a lzare la p1·opria voce in mezzo al coro delle voci già abbastanza alte dei contendenti. No : egli dovrà confessare che l'a11 tore s'è ma nten11to rigidamen te imparziale .
• •• Ma sarebbe far torto alla mia perspicacia di vecchio polemista se si credesse ch'io non abbia c-0mpreso il vero movente della lettera di Brandimarte. La crit.ica passabilmente annacquata del mio articolo non fu che un pretesto per venire a parlar d el libello, che egli, salvo la forma , approva pienamen.te; e per indurmi a manifesta re in proposito il mio pensiero. Se non è che questo ch'egli v11ole, lo consiglio di leggere il mio articolo del mese scorso (La Gala, Gasparone e r:or,ipagni), nel quale vedrà che discorro abbastanza a lungo della morfologia di quell'agente patogeno. ma il prode cavalie re mi potrà obiettare, dopo la lettura, che in quello scritto io oscillo com~ un pendolo fra lo scherzo e la rettorica senza fermarmi sulle questioni più scabrose, in specie su quella relativa alle persone, quasi che io abbia timore di compromettermi o di compromettere maggiormente gli accusati. Ma codesta obiezione non regge, percµè, sia pure scherzando e retloricando, mi pa,:e d 'aver parlato abbastanza chiaro per farmi comprendere da un'intelligenza di terz'ordine, come quella di Brandimarte, anche senza forzarla a mettere in movuwmt.o tutte le rotelle arrugginite d el suo congegno cerEbrale. In quanto poi al com p romet-
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QUESTIONI O'ATTU ALITA', VARIETA', NOTIZIE
tere gli altri, ossia i componenti della supposta banda, mi sembra che il libellista ci abbia di già pensato abbastanza dal .canto suo perchè mi sia dato di raccogliere ancora qualche spiga dimenticata nel campo dei sospetti, delle accuse e delle calunnie. E poi perchè io, proprio io, dovrei spigolare in quel campo? Dichiaro poi con tutta franchezza che il timore di compromettere me stesso non mi ha dato mai neppur uno di quei fremit.i. che dev'essersi sentito correre chi sa quante volte per la pelle il libellista, nell'assillante paura di venire scoperto per colpa di una di quelle innumerevoli imprudenze che anche il delinquente più abile finisce sempre col commettere ,sopralluto nel giubilo d'una parvenza di trionfo. Compromettermi come e perchè, caro Brandimarte'! lo che son viss uto sempre alla luce del sole; che non ho appartenuto mai a nessuna combriccola; che in quarant'anni di servizio non ho mai ottenuto nulla per via d'inf righi: io che ho fatto del bene anche agl'immeritevoli ; che sono stato indulgen1e perfino verso chi mi ha· fatto del male; che ho odiato sempre la malvagità sotl'ngni forma; che ho aiutato e protetto i giovani quant'ho potuto e saputo; che ho firmato sempr e con tanto di nome e cognome le mie lettere e i miei articoli per il culto che ho della schiettezza e per l'onore di tutto ciò ch'è tenebroso; io, infine, che ho lavorato sempre e che ho sofferto dolori morali così atroci da farmi invocare la morte come una pietosa liberatrice, passo fra gli anonimi e gli pseudonimi a fronte alla, « sans ttlche, sans peur et sans reproche », come Pietro Bayard du Terrai! (un cavaliere autentico, quello), fi ssandol i negli occhi che scintillano dai buchi della maschera, colla certezza che, se uno sguardo dovrà volgersi a terra, quello non sarà mai il mio sguardo. Mi fa ridere quel passo della lettera di Brandimart.e, in cui questi mi consiglia. di tacere perchè gli anonimi iacciono il mio nome. Che cosa conta il Lacere o il dimenticai·e un nome quando si bolla d'infamia tutta la « banda nefasta? » Non conta proprio nulla; perchè il tacere o il dimenticare non vuol dire escludere, e, non essendo esclusi, ci si sente colpiti dall'ingiuria precisamente come quelli che son nominati. Non si avrà potuto trovare, o voluto inventare, un capo d'accusa bene speci(lcalo: ma intanto l'Alta Corte di giustizia rivoluzionaria ci ha stipati tutti quanti n~lla carretta infamante e ci ha mandati a farci .... fucilare tra due fit.te ali di popolo, a cui s'era insegnato a gridare pappagallescamente : C011spuez-les f come ai bei tempi della rivoluzione francese. In queste condizioni, hanno il diritto di protestar perfino gli uscièri della banda racchiusa nella rocca di Roma;
QUESTIONI
o'ATT UA I.ITA', VA RH:TA', NOTIZIE
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giacché, quantunque non si faccia il loro nome, sentono di non poter sottrarsi al sospetto d'essersi per lo meno divise le spoglie delle vittime. Ecco perchè, cavalier B randimarte, credo opportuno di scendere anch'io nell'arena a visiera alzata, s'intende, com'è mio costume; ed ecco perchè le faccio l'immeritato onore di rispondere alla sua lettera. Senza dire, poi, che il mantenermi assolutamente estraneo alla lotta potrebbe far sorgere due s11pposizioni ugualmente offensive: o che io, convinto delle colpe com messe dalla banda dei ca]Jez::.atori come diceva quella buon'anima di Tito Livio Cianchettini - taccia per solidarietà delittuosa e per prudenza; o ch'io, tacendo, approvi il gesto e le gesta dei Marat, dei Danton e dei Robespierre <lellél. rh·oluzione sanitaria. Discorriamo dunque ancora una volta del libello. Innanzi tutto, mi pare interessante il ricerca re le ragioni per cui quel cibreo di contumelie e di calunnie ebbe la fortuna sbalorditoia di esser letto, riletto e commentato (non dirò approvato) da un certo numero di persone serie, oneste e - apparentemente almeno - di buon senso . Due fattori di codesta breve fortuna son rnessi in rilievo ne' miei precedenti articoli: la scarsa considerazione in cui vien tenuta La classe sanitaria da 11na gran parte del pubblico, per la quale i medici, in parrucca o senza parrucca, son sempre gli stessi ciuchi litigiosi del Crispino e la Comare: e quel sentimento di soddisfazione morbosa che molli provano nell'ascoltare la voce della maldicenza e della calunnia, purchè - ben s'intende - non sia in gioco la loro persona. Un terzo elemento di fortuna dovn:bb·e~L'rC costiluito dall'abilità di compilazione del libello. Orbene, a chi mi chiedesse S è il compilatore anonimo abbia dato prova di questa particolare abilità , che ha tanti punti di contatto col boxino degl'infimi strali sociali, risponderei che la sua abilità consiste quasi interamente in un « trucco molto simile a quello dei prestidigitato ri della vt!cchia scuola: lavorar di maniche, di tasche e di compari per far passare l'orologio d'u no spettatore in un'arancia o in un ovo; mentre si fa partire un colpo di pistola per distrarre l'attenzione del pubblico. Infatti il libellista-giocoliere tira fuori da una cassetta tutt'una serie di burattini - il re, il frate, il giudice, Florindo, Colombina - li mette carn.lcioni sur una funicella, li copre con un foglio di carta velina e poi dice rivolto al pubblico: « Signori, al mio comando, la compagnia comica, che avete vista, si tras formerà in una banda. di briganti I " Bum I Il colpo di pistola parte , la caria velina va in terra , e, sulla funicella dondolante, 11
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Ql"ESTIONI
D'ATTU ALlTA' , VARIETA ', NOTIZIF.
appare agli occhi imbambolati degli spettatori una fila di ceffi briganteschi. Così è, caro Brandimarte: non fu una mina fatta brillare soU.o le trincee della banda; ma u n semplice tiro in bianco per nascondere un volgarissimo gioco di bussolotti. E pensare che molli son caduti nell 'ingabbiata come tanti peUi rossi novellini! Quest-0 paragone, d egno dei beati tempi in cui l'amico della Valle aveva ancora il capo alle similitudini e giustamente se ne compiaceva, mi dispenserebbe dal parlare d el contenut-0 del libello, rimandando i lett-Ori a qualche mam1ale di « Magia binnca »; ma siccome Brandimarte m' ha messo colle spalle a l mmo e mi ci tiene inchiodato col suo maledetto pugno di ferro, così bisogna pur che ne parli, vincend0 la ripugnanza che prova a rimuginar nel pattume. Cominciamo dal capo principale d 'accusa. ,; lo e i m1e1 compagni an0nirni - dice il libellista - abbiamo fatt-0 la guerra: 'l'izio, Caio, Sempronio, Sciano si sono invece imboscati e si sono promossi; dopo d'essersi promossi, hanno assunto il comando burocratico delle masse; e dopo aver assunto il com ando, han fati.o d'ogni erba fascio». P are la novella di Pet 11zzo, che va sul tettuzzo a prendere il cavol uzzo per la mamma che• sta malo: ma, in fondo, la trama d el libello è proprio rp1est.a. Prirna di tutto, sarà bene intenderci sul significato d ella frase A ver /allo la {JIU'rra, che costituisce per certuni un vero monopolio, e che vien lanciala sovente come una sfid a sul vollo dèi così delli imboscati, dei quali (ma di quelli veri ), se Brandimarte si ricorda, fui tra i primi ad occuparmi in. alcuni articoli , sferzandoli di santa n1gione. Adesso è invalso l'uso di fare degli esercizi di coniugazione di que~lo gene re. lo ho fatto la g11nrn - Tu 1w11 hai /alfn la guerra - Noi siamo ,frgli rroi - Voi i;ictc dcgl'intfioscati ... e così via, ripetendo e variando all ' in(inito !e scene più raratteristiche del Milr,s olorfosus di Pla11to. Signori miei : chi ha fatto davvero la guerra, non ha bisogno di strombazzarlo ai quatLro ven ti: la coscienza d'aver compiuto il proprio dovere e la ritrosia (ch'è una specie di pudore) del valoroso autentico a discorr~re di sè, contano assai di più elle le stamburate degli eroi d a commedia. E' appena credibile quanto il fantasma dell'imbo::;camento abbia turbato i sonni d ei militari e dei borghesi in questi ultimi quattro anni, e con quanta furia abbia spento la luce del buon senso in tante persone che prima ne sfavillavano come st(-lle di prima grundczzal Per chi stava in trincea, erano imbo~cati coloro che cocevano il rancio a un centinaio di metri più sott.o: per quest.i, erano imboscati gli ufficiali e 'i soldati addetti ai comandi d elle unità grandi e piccine: per gli addetti ai comandi. erano imboscati gli ufficiali e i soldati delle Intendenze e del Co-
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mando supremo: per questi ultimi, erano imboscati coloro che scorrazzavano a pied i, in motocicletta , o in automobile nella zona d elle n •, trovie,; e per i form icoloni d olle retrovie, e1·an i mboscali i gaudenti della zona territoriale, i quali, alla loro volta, davan dell'imboscato a tutti quanti . Conseguenza di un errore di prospettiva da parte dei diversi scaglioni'! No: conseguenza deplorevolissima d'un con cetto er rato d ella guerra moderna. Un tempo si poteva dire con rag ione chu il far la guerra consistesse unicamente nel fronteggiare il nemico snl campo, nell"a.ssalirlo, nel cacciarlo dalle sne posizion i e nell' inseguir],, col ta baionGU.a alle reni . Quest.o - e chi lo nega? - si fa anche nelle guerre moderne; ma si fa soltant.o questo? E chi fa il rimanente non potrà aver l'onore di dire d 'aver fatto la guerra? Las(;iando anche da parte che ora una battaglia si dirig<' a di :;tanza pe t' mezzo del telefono e di segnalazioni d'ogni specie (fu unct curiosa rivelazione quella che fecero i corrispondenti d ei giornali durante la g uerra rnsso-giapponese ci rca quel generale nipponico il quale, curvo sulla carta topografica e · col ricevitore Leldonico netta mano,_faceva manovrare il suo corpo d'armala a parecchi ch ilometri d al luogo dell'azione), bisogna pensare che un esercito di tre o quaLtro milioni d'uomin i, che occupa una distesa cii centinaia di chi lomelri in pianura e in montagna, richiede un num ero strag rande di servizi che han tutti un'importanza di pri 'Il·ord ine e che debbono pure far capo, ciascuno per conto suo. a una m ente direi,.. tiva, la quale non può essere lontana d a quella dei coinandanti d ellt· unitù m aggiori . P er rag ionare come ragionano - o sragionano - certuni, si g iungerebbe ad affermare che i dirigenti e, in parte, anche gli esecutori di Lali ser vizi non sono altro che d egl'imboscali . P overi uffic iali del Comando supremo e dell'In tendenza generale I A codesta s treg ua non uno di voi si salva dall'accu;;a d 'imbosca mento. E i m edici? Ah, si t parliamo un poco dei medici, i quali fecero tutti splendidamente il loro dovere durante la guerra, quantunque gli amici di Brandimarte cerchino d'ins inuare che ci furono parecchie eccezioni obbrobriose citando anche d ei nomi a vanvera senza punto curars i di d ocumentare ta li citazioni colla p rova di falf.i specifici: il che, d e l r esto, è naturale, poichè un libellis ta anonimo, non dovendo preocc upars i delle conseguenze gwdiziarie d~lla s ua aggressione, ha tutto l'interesse a raccattare quanto più fango gli è possibile e a buttarlo in faccia alle sue vittime, per god ersi poi impunemente il delizioso spettacolo di quella pioggia di lordure. Chi non ha la memoria labile rammenterà che, nell'inevitabile confus ione dei servizi nel primo periodo della guerra, i medie.i furon o
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QUESTIONI D'A'I TUALI TA' , VARIÈTA' ,
NOTIZIE
scaravent.at.i a destra e a sinistra senza che si tenesse alcun conto delle loro particolari attitudini, della specialità a cui s'ermo dedicati e del loro grndo accademico. Ricordo - per citare un esempio tipico -'- che il professo1·e Camillo Golgi era stato assegnato a un ospedale in qu~ Jità tli capo-rqparto col grado di maggiore medico, molto probabilmente alla diretta dipendenza d'un suo ex-aJlievo; ma le circostanze eccezionali e la mancanza di preparazione (lamentata d'altronde in tut.ti i servizi) spiegano e scusa.no queste stranezze ed altre anche piu gravi e più pericolose. Dicevo, dunque, che i medici erano stati sbalrstrati un po' dappertutto come una scarica di pallini da un fu cile da caccia: la qual cosa produsse, dopo una breve fase di stupore, un tempestoso coro di protesi.e, di cui, a quattr'anni di distanza, rammento ancora i termini precisi. " Specializzate il servizio sanitario ! si esclamava da ogni parte. - Create delle falangi di dentisti I Istituite delle ambulanze e rlei centri chirurgici e f:tteli funzionare dai più valenti operatori I Date glit otitici agli otoiatri, gli oftalmici agli oculisti, i nevropatici ai nevrologi, i pazzi agli psichiatri, gÌi spedati ai pedicuri ! blituite tanti manipoli di batteriologi, quanti son necessari a soddisfare le esigenze igienir,he e profilattiche dell'esercito e affidale loro l'ufficio di sentinell~ avanzate, che segnalino in tempo la minaccia d'un morbo infettivo I Non avete dei medici legali? Ebbene, date ad essi pieni poteri e ordinate loro di stendere un reticolato irto di punte fra la zona di guerra e quella territoriale per arrestare la fuga di coloro elle si dirigono Con l 'ali aperte e f erme al dolce nid1J.
A tali proteste si porse orecchio e si provvide; e, nonostante le gravi difficoltà incontrate - prima fra lP. quali, il numero straordinario di medici che posero la loro candidatura alla carica di specialisti, tanto che, per contènlarli tutti si sarebbe dovuto creare un altro esercito le disposizioni date raggi unsero perfettamente lo scopo. Seguendo il principio inglese : Tlte right man in the right place, i medici, salvo gli eterni malcontenti, si trovarono perfettamente al loro posto; e il funzionamento delle ambulanze chirurgiche, dei centri nevrologici , psichiatrici , ort.almologici, otoiatrici, stomatoiatrici, di accert.amento diagnostico per tubercolosi, degli ospedali per malarici e per venerei, dei reparti di autolesionisti, delle commissioni per la profllass~ delle malattie infettive, delle commissioni sanitarie centrali (medico-legali), ecc., err., con gran luESO di consulenti e d'ispettori , si svolse con mirabile precisione fin o al termine, della guerra e diede ottimi risultati
Ql'E:STIUNI O'A'MT<\LITA', VARIETA',
NOTIZIE
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che sono tilolo di giust.o orgoglio per il nostro corpo sanitario militare. Poichè s'era seguito il criterio invocato ad alta voce da tut-ti, c'era da aspettarsi un benefico periodo di pace sanitaria in tempo" di guena e quella sodidsfazione piena ed intera, che deriva dalla divisione del lavoro e dalla ferma volontà di compierlo nell'interesse comune. Ebbene, nossignori: la pace sanitariu non fu ottenuta e la soddisfazione generale rimase un pio desiderio. Si lavorò ugualmente di. lena, que. sto è vero; ma i rancori covavano negli animi e non si aspettava che il momento propizio per gridare a voce sfogata che una parte soltanto dei medici ha fatto la guerra, mentre q1.rnll'alLra è rimasta sempre rannicchiata nei posticini più comodi, godendo dei privilegi e dei favori che sarebbero spettati esclw,ivamente alla prima. Di qui mormorii, recriminazioni , lettere aoonime piene zeppe di accuse d'imbosca.mento, e finalmente l'ultima bomba - il libello - lanciata col pretesto di colpfre un ufficio che - si noti bene - non sorse tanto per volontà deg·li uomini , quanto per necessità di cose; mct allo scopo JJreciso di colpire a morte i così detti privilegiati. E storia di ieri, e perciò tutti dovrebberc rammentarla ne' suoi ~iù minuti particolari. Abolita, per ragioni che ignoro, la carica di Ispettore capo di sanità militare durante la guerra, il corpo sanitario, rimasto acefalo, si ripiegò su sè stesso aspettando da un giorno all'altro la fine. Che giorni tristi furono quelli, signori anonimi I Ma che va.le il rievocarli dinanzi a voi, che avete l'intenzione di prepararne dei peggiori? Fatto sta che il ·modestissimo Ufficio sanitario, che già funzionava, come una division& della Direzione generale personale ufficiali al Ministero della guerra, E' che si trasferì prima all'Intendenza generale, poi al Comando supremo e più tardi di nuovo all'Intendenza generale, dovette assumere la funzione direttiva, ch'era venuta a 1mmcare, e sobbarcarsi a un lavoro e norme di ricostruzione ab imis fundamentis attraverso difficoltà d'ogni specie, tutte gravissime; lavoro, che soltanto gl'inèoscienti e gli ingrati possono disconoscere; giacchè allora, se un salvataggio venne compiuto, non fu di certo quello della cosi del.la banda, bensì il salvataggio del corpo sanitario militare, il quale fu a un pelo di passare in b en altre mani che non fossero quelle degli ufficiali medici. E, µarlando in tal modo, non temo d'essere accusato di auto-incensamento, per la semplici&.5ima ragione che io non appartenni mai all'Ufficio sanitario, n eppure quand'esso, non per Yolontà .propria, come qualcuno malignamente asserisce, ma per , olonlà d'un Ministro, si trasferì in Roma: e ciò avvenne quando si riconobbe 1~ necessità. atisoluta d'instituire un organo sanitario con attribuzioni tecnico-amministrative nel
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QCESTI ONI
O'AITCALITA', VARlETA',
NOTlZIJ::
Ministero dell a guerra; il quale organo affrontasse e risolvesse i tanti problem i che s'affacciavan da ogni parte con caraUere d'urgenza, e la cui soluzion e era affidala a funzion ari incomp0tenti. Ecco la gen esi e lo scopo della d irezione generale di sanilà militare, la quale, se ha commesso d egli errori (chi non n e ha commessi duranle la g uerra, scagli la prima pietra), h a pur fallo d el bene; non foss'allro coll'ind urre a riconoscere la necessità di conced ere alla sanità militare, non soILanlo la funzione consultiva, ma altresì quella esecutiva in tutti quei rami d el servizio, che sono esclusivamente di sua competenza; funzione, che fu concessa g ià da molti anni alla d irezione generale della san ità pubbl ica. La questione dell a direzione generale di sa nità milita re mi ha falto deviare sollant.o apparE-ntemente d alle considerazioni intorno al modo con cui si deve concepire la partecipazione dei singoli individui alle grandi guerre mod erne e dico « solta nto apparen temente ,, , p erchè l'aver messo in luce l'opera compiuta dall'ufficio sanitario in zona di g uerra avvalora la tesi, ch'io non sono d i certo il solo a sostenere; e cioè, che il dirigere un servizio di p rima ria irnporlémza ai fini della g uerra, significa perlecipare direttamente alla guerra, a ssumendo re· spnnsabilità non m eno g ravi di quelle dei comandanli delle truppe. Uscendo da questa tesi, si cade nell'assurda affermazione ch e il Comando Sllpremo e l'Intendenza generale, in cui s'accentra la direzione di tutte le operazioni e di tutti i servizi, non han preso parte a,]la guerra. Che se poi si partisse da l concello - g iustissimo in tempi ormai lontani che il fa r la guerra significa cornballere nel più stretto senso clrlla parola, allora bisogna concludere ch e la guerra la fecero i soli ufficiali e i soli soldati che si trovarono diret tamente di fron te al r.cmico colle armi alJa mano e col preciso in tento d' impegnare un duello m erla le. Ma. (mi duole il dirlo), amrne:;so questo con cetto restrittivo, Brandimarte e i suoi compagni debbono rassegnarsi a rinfodernre la durlind ana e a firmare più modestamente i loro scritti anonimi: Gli ufficiali nicdici, ch e hanno vis to far la guerra. Che se poi essi mi dicessero che il fare più o meno la guerra consiste nello stare esposti più o mt'·no ai i·ericoli, io mi contenterei di far loro rispondere dai cittadini di Treviso, di Mestre, di P adova e soprattutto di Venezia, i quali, per tre lunghi anni, ebbero il quasi giornaliero e micidiale saluto degli aeroplani e dcgl'idrovolanti nrmici, e vissero ore ed ore di ansia terribile come se fossero stati in t rincea sotto il fuoco d elle artiglierie; colla cm x,slanza aggravanle di dover condividere l'ansia colle loro donne e coi k>ro bambini e di doverne trmf:re a ogni momer1to l'eccidio.
Ql'ESTI Ui', l o'ATTL~LITA·, VARl t TA', l'\OTIZ! E
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.... Sfut.ata la puerilt- k ggend« d 'una direzione generale di sanità creata per volgari interes:,i di µersone come unu casa di prestiti s u peg·ni , e spiegato quel che d ebba intendersi per " fare la guerra ., nelle mod erne loUe gigantesche fra nazioni. in cui ogni cittadino por-la nello smisurato campo di battagl ia il contributo r1ersonale delle proprie fo rze e delle proprie att itud ini (perfino g l'innumerernli esonerati pretendeYano la qualifica di combattenti per l'opera compiuta in territorio a scopo bellico), non restano più che gli attacchi personali , di c ui m i occuperò molto bre\·emente e in linea gene rale. E la r,,gione. anzi, le ragioni son chiare . In primo luogo, come ho già detto in principio, io non ho la più lontana ir.tenzione di far la 11arte d 'avvocato difensore: in secondo luog-o, non mi pare proprio il caso di dare importanza a certe fiabe sul gusto di q 11elle del Perrault e d ell'Andersen, che possono esser credute soltanto da chi rngiona col cervello da bambino: in terzo luogo, poi, io non ho Yeste alcuna PEI' difer:dère coloro che, se lo c redono opportuno, sanno benissimo difendersi d a sè stessi. In complesso, !'-Ì può dire che l'in<:auto libellista , il quale mi par nuovo alla polemica, ha una t.ale tendenza all"esage razione clw, attraverso la sua lente d 'fngrandimento, anche i granelli d i miglio ci appariscono come t.ante cL1r 11rbitae verntcosrlt'. S ullt~ prtme - è vero - l'esagerazione colpisce gl' ingenui e produce fenomeni emotiYi vivacis::;imi, ma è un'emozione fugace, che lascia s ubilo il campo libero al raziocini o, il quale disperde d ' un colpo le fantasmagorie dell'iperbole . Cosicchè ha pienamente ragione il La Harpe quando dice n ella sua M él anfr (Allo 1'' scena 1") : On a//aibli t louiours 10111 cc q1i'o11 aagèr,·. E' l'esagerazione fu precisamente la forluna e la di$grazia del ii bello : fortuna, perchè riusci a present.are agli spettatori attoniti una proiezione g igantesca d i cose infin itamente piccole: il che è sempre cagione ùi cul'iositù diletlevole: disgrazia, perché, finito lo spettacolo, il pubblico poté vedere sulla lastra dell'apparecchio di proiezione una serie di punticini che, sulla tela, gli apparivano g randi come le piramidi d'Eg itto. Se, come afferma Brandimart e, il libell i3ta intese far opera di risanamento moral e, non comprendo come egli approvi il mezzo adoperato giudicandolo il più adatto a consegu ire lo scopo. Io arrivo fino a com prendere - non a scusare - che si sia ricorso a uno scritto anonimo; ma. ciò che non capisco è, che i signori anonimi abbia no creduto nell'efficacia risanatrice delle lordure del dizionario . E' come Yoler disin7o - G iornale di 111ectici"a 111ililare. -
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(ll: f. 'TIIIXI
o';,riT .11.I TA' , V,IRI ETA ', ::-;oTIZI E
ft'l la re 1111a fct it a lanmdo l,L 1·u!l"ac:qua dèlle fu1:rnl' . - \"ik fra i vili: ,·i lissimo ; ,·olgarc rnnag lia; anima abbil'lta ,~ 1w ra dl'l corpo sanitario; "trn ffato1·e !; :-:pia; fal,;u rio; in1frg-na din' ziune gcnt>ral e di sap i tit mili la re ; vili e ca monisti u flici a!i ITil'dici; capi-n1morra; n•ffi scimmieschi; mano ladra; stollo l' ignurunlt• ; t11rpe camona ; indL'/!"IIÌ e vi li; indegni imbMrnli della fa mi1.r1·1·11ta banci.t della direzi1)n,i g"l'JH'I',Lle di sanitit; fct lTiu g ial lust/a (q11e,;ta è 1·111·i 11 a ! ;, nelle il ra ltiYO ;;Lato d el l a mas,;a san g-11ip:na i.', J)l'r _g·Ji anonillli, 1111 ~ran• deme ri lo l ; ei·r ., e·,·•' . E, dopo Lt 1llo q11P,-LO fo rbito L1d <'lt·g-antf.:' flOl'ill:'g-io. ,·i1' m' i l razzo lìrHtlé dc·ll"i nW>Cala condanna alla. f1 1c: ilaziont) nl'ila s<:l1 it•na di cinque o :-l:'i ;rn lantuomini, elle c··enlrnn com l' i l pn·zzl'lllulo nt•Uc polpdk e chL' ltHnno la sula rolpa d i (·SS<'t'l' stati <.: hianiati a fur part e di ail'u1w Commissioni, dove essi lavorurono si lenzio,:a nll'nle 1• 111udcstarncnll'. senz:1 1·onos1·1•re neppure da lnn lano elle r n:-:a fo,;:it' rO le ran101Tl' e g l"inlrig hi. Fra cude'li powri condannali alla fu ci lazi<Jlll', l'itn rdo qui roll un sentinwnlo d i affr lluo,.,a pielit qt1l'i cotl ef!'lli , (11110 ck i q1m li ern al lurn appo.? na l'nn 1·1tlesce11le cli una g-ra1·issi ma nrnlaltia ), i q ual i a!11l al'tl'nn·~1·0 alla /1u11ignrlfa Cumrn;,;. ,:iune san itaria c:enlntll' della Zl.nH cii g1 1l·r rn, e !'he f<·cero !>Cr und i<'i nh:si di St'.g·i1 ilo ll llil 1·it;u::!'ia da 1·1111 i, pL·ll·:gr inanclo senza 1,n •gua da 11n 111111Lo all 'altro ddla zona pl' r cl!nl ir.aic: di chilom et ri , rlormendo tre o q1mll ~··ore per nol k , ri/otill1u11/u., i (come sule\"a dire l'amico generale M ol a presidente, do\"!,' e q 11a11clu ;;i pol evu, 11seendo da ;1n luogo bombarclalo dag li aeroplani (ll'r ,•ntrn 1·1· iP un allr~) 1w l rnum1·nlo in (' Ui riso na,·ano i Sl'g nali d'alla rme , 1il cilt' ,L1·,·enin1 og·ni ;:riòrno, clalo i l molu pe:1·pel 110 del la C0111 m i ~sione), e pa ,:sando eorne k11 ta,;rni ai uri mi r hia. rori del l'alba dinanzi a palazzi ~·da \'ille, ; n cui certi loro coll0ghi forse più m obilitali, ma men0 mobili cli lorn. dn rrn i n ,no anc::i, ,1 il snnn') del f! i11,;to. Orlw ne, a fJtJl'Sl"infclici pil'rio11; 1·iagg'i c1tori clella m cd itin a kp-ale, i quali fl'Cl'ro in meno ci"tm anno :.rn percur~o òoppio di q11ello c:l tt Phileas Fogg fece i ntorno :ti m -JiHl o, e> arris-,: l1iaror o <:i:11!0 vclle l'Mso del cullo ir, q11C'lla con;a n ' rli ginosa prr cumpi1•re 1111 serl"izio che li r0se " a Dio spia<:enli Ni a.· nemici sui » , non ,;ullanlo si \"Orrebbe negare il dirill,o di fig un11·1' fra 1:ol oro elle lrnn preso parte alla ~ucrra m a si von Tbbc adclirillura inflii1:gere la l'Ondc1nna inf;1TTHlnle d('l \a ful'ilazione nl'lla sr.hi1•n::1 !'Oll1e ai dise r tori •.! ai tradilori ' della pulria.. AJlro che esagen1zioni ! Qursl<' f':ono offl'St' g ro~~·.Jlane contro il buon senso e con tro ogni :;cnliml'nlo di ;!i11stizia; o, ,nm·è più probabile, uherrazioni di r1•n ·e tl1 malati. · A.b 11110 rli.,r1· 0 11111 ,·s . Non l'. rl'd1) sia 1WC<'ss,1rio ci tare ullri esempi Pl' r dimo:;lran• su quale fondamento po[rgino l e acc11se degli anonimi e
QUESTIONI o't\TI'I J.~I.ITA', V,\B!ETA', NOTIZlt;
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con quale rettitudine di coscienza e di g iudizio essi abbiano archillcl.lato il loro piano d'allacco, che in appareP.za (come bo già fallo osservare), mira a colpire un'istituzione, menk<:! , in realtn,, è diretto E:Sclusintmenle contro alcune persone. Le quali persone, fra lanli peccati, ne commisero uno g rossissimo, veraments rnort.iìc ; CJ'.1!:'llo, cioè, di credere di poter fare assegnamento sull'equanimità e s1il consenso d'una classe, che, non contenta di essere cosi sovente vituperata dalle alkc classi sociali, si vitupern da sè stessa col dare al pubblico il miserando spettacolo delle sue discordie , de' suoi rancori e de' suoi libelli. Se gli anonimi fossero prnprio stati invas i da quella stessi~ fiamma rt' indignazione contro la disonestà e l'ingiustizia, che divampò un tempo nell'animo di Decio Giunio Giovenale, avrebbero potuto ricorrere a. due mezzi ben più efficaci e molto meno indecorosi di quello a cui si compiacquero rti da re la preferenza. O lanciare al pubblico una <ii ,q uelle satire d ense di pe nsieri ·e scintillanti di' spirito, in cui non c!'è bisogno di far nomi pPr colpir le persone, giacchè queste si sentono ferite a morte dalla sempli ce enunciazione di cer'le colpe; o scrivere un formidabil e allo d'accusa colla calma serena d'u n g iudice, senza una sola frase men che corr·ctla, ma con tr.nt'abbondanza e pt'ecisione di fatti dimostrativi e inoppugna bili, da fagliar la via a ogni difesa, e da potere all'occorrenza, ave r l'assoluta cert.ezza d'un trionfo nell'aula g iudiziaria in un pubblico dibatlimcnto. Ora, se a questi due mezzi gli a nonimi preferirono il libello infamant e, vuol dire : o che nessuno di ()ssi era d ella sto ffa d ' un Giovenale, o che le colpe, contro le quali YOI · !e ro insorgere, non eran cosi gravi d a meritare nè una 'xl.tira sangui. nosamente feroce nell'eleganza d ella. sua veste lélteraria, nè un .1\.lo d'accusa puramente obiettivo, che offrisse qualche prob!lbilità di resi· stere all'ampia facoltà di prova, che la .Parte lesa avrebbe indubbiamente concessa. Terenziano Mauro dice nel suo Carmen heroicum (v. 218) che Pro capta lectoris habcnl sua fata li helli.
Ma che questa sentenza non sia sempre l'espressione d el wro lo · d imostra precisamente il libello dei fucilatori , i! quale, rcr quanti s forzi abbia falli per cattivarsi colla sua cattiveria. l'animo d ei lettori, non è riuscito ad aJLro che a soddisfare i pettegoli e a disgustare gli ·ooti:ti; i quali ultimi sono, per fortu H, in m, /(!l'l'Jr numero dei rrimi. \'uole qualcos'altro d a me il :1rnde cavalier Brandi ma rie? No '.' E allora b uona fortuna a lui ,e a Sacripante (seppure è ancora tra i viventi), coll'incarico di dire ai IOl'o colleghi dell'Orlt.Lntln furioso che 2•
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Q UESTIONI
o'ATI UA LITA', VAR I ETA', NOTIZ I E
sono stanco e seccato di torneare in l oro compagni,l. Ma c'è da aspellarsi che, se tacciono i personaggi dell'Orlando, mi caschi addosso Goffredo di Buglione con tutta la sacra falange della Cerusalem,n(' /ib('rata; e, in tale previsione, dò una buona ~prangala all'uscio, che giure di non aprire a chiC'chcssia , neppure all'affascinante Armida, ben sa· pendo a quali èJrti essa sia ricorsa per ind ebolire le forze dei v~~lorosl Crociati.
••• Ed ora sentile un piccolo epi1-odio, che mi fu narrato la settimana scorsa e che vi racconle: a sem plice titolo di curiosità. Non vi faccio il torlo di supporre c.he voi ignoriate chi sia Sherlock Holmes, perchè le Stie avventure, narrate brillantemente d a Conan Doyle, sono lette avidamente in tutti i paesi del mr,ndo. Orbene, il celebre poliziotto dilcltante, che riuscì a strigare le mata~se più arr uffate in barba alla polizia ufficiale, venne i l mese scorso in Roma, chiamatovi da un ri<!chissimo banchiere, il quale voll e affidare a lui l'incarico di scoprire gli autori di quell'audacissimo furto d 'u n milion<!, di cui avete letto di certo i particolari in lutti i giornal i d'IlaEa. Saputo che l'eroe delln Maledizione dri Baslu·rville e del Segno dei quallro era nella capitale. due distinte persone, che furono Lirate in ballo non si sa il perchè dagl i autori d el nolo libello, andarono a fargli visita all'Htilcl E.rcrlsior col pretesto di manifestargli i sentimenti ddla loro ammirazione, ma in realtà per pregarlo di fare indagini sngli anonimi denigratori. Sher lock Holmes, com'è suo costume, s'informò minulamcnlc di tutti i pre. cedenti d el fatto e di tutti i personaggi, c.he rappresentarono una parte più o meno important.,1 nel piccolo dramma sanitario; poi Jes:;e con g rande attenzione una copia del libello tradotto in inglese (l'illustn. poliziotto non ·conosce una parola d'italiano), segnandovi qua e là alcuni passi colla matita. 'I'rascorsa quasi un ora, egli riaccese la sigaretta che gli pendeva spenta dalle labbra, e tendendo il foglio a quello dei due interlocutori che parla correntemente l'inglese, disse con ti ll . sorriso indefinibile: Coul I remain in n ome but onr day longr.r, I surcly would ncquai11t , J/O'll with thc 1iame o/ its author; howcver, sincc I shall lMvc /or T,ondon tonighl; I sh all have lo be conteni with loavinq ù1!0 your lwnds th f! thrt'ad lt!ruling th.ereto. 0/ course, tki.s is nol vcry rnuch; uct, will, a bit -o/ vati,·nce, I think you will succt-erl in th1: task. This libel's author (inad1wrt,.-ntf.11 ) hl/5 rcveall'(l u .1 !tis rcgiunal //irth-plau·. Hc mighl
QUESTIONI
D' ATTlJALITA', VARIETA', NOTIZIE
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have even don,: so, with a oicw Lo misleadiny 11s; /ollow up I his track , lwwcver; it is very /ikt'/y th1• riyhl 0111•. Io non so se quei s ignori abbiar1 seguito le. ln.1.cr.ia indicata da Sherlock Holmes; ma, se fossi ancoréJ ir: tempo, li consiglierei di non farn e nulla, perchè certe sco1,erle procurano bent! spesso dell e dolorose sorprese. Pre.cisamenLe per questa ragione, io, che seguiva. p er mio cr.nlo e pe r pmo divertimento una lraccin non di,.;prezzabile, l asciai in tronco ogn i cosa e non ne fiatai con alcuno. E ora. ch iudiamo la discussione su i IJrioanti di Offcnbach e passiamo all'ordine d el g iorno .
Roma, selfcmbri• H)IO. EDMONDO TROMBETTA.
NECROLOGIO
Prof; Comm. LUIGI LUCIANI. li 23 giug no 11. s., dopo pcno~a m alattia, s i è spento in Ro111n, n ;9 anni, il prnfrs!'or l, u 10 1 L UCJA:,:r, senatore <lei Regrto . li sno nome rimane per ~empre legato nella storia della ~cicnza allo i<tudio di all' uni <lei proble mi più .,·itali della fisiologia: la c\ia~tole attiva e l'attività perio<lira del cuore; i centri m otori e sensoriali della corteccia cerebrale e la patoge nesi corticale dell'epiles,ia ; le funzio11i del cervelletto ; la fi siologia del dig iuno. A questi 11rn,si111i problemi egli derlicò t ut1 a la sua mcra,·iglio~n atti,·ità, l 'acuta osservazio11e, la mentalità filosofi,·a, trae11done un vasto complesso d i uote originali, sia in rapporto alla tecnica perfetta de i metodi e della vi,·isczioue , sia ris petto alla elahora,:ione dei dati di fatto acqu isiti, iml.ogi11i che gli procnrarono uua fama mondiale fra i cultori cli fisiologia . >:è minori furono i suoi meriti di 111nestro. Oltre ai luughi anni di insegname11to universitario a Parma, a Siena, a Firem e , a Rom a, oltre alla elettissima fala11ge d i :illic,·i che uscirono dal i<uo laboratorio, va ricordalo quel poderoso Trattato di fisiologia umana, di cui sta ui<cendo la s• cdi1.ione e che fu già tn1<lotto in i11gkse, in spagnolo e i11 tcd.,sco : in questo mng istrale lavoro il g-ran corpo di dottr ine è esposto con lucidezza eccezionale, C'Oli ordi ne ammirevole , C'On acume critico profondo, tale da C(>!-tituire una miniera inci<a urihi lc d i s,ienza, cui ricorrono e ricorrer.inno profiC'l1:1111ente i hiologi di tntto il mondo.
A Riccione ,\larina il 2S lug-lio u. s., <lopo lu.ng-a malattia, è morto a 71 aoui il prof. AUGUSTO Tn-rBURDII, direttore della clinica psid,iairica di Roma. L'opera sua ,•astissima si è svolta quasi esclusivamente uel campo delle malattie 11en •osc e mentali, uel quale lascia, come maestro e come scienziato, orma iudeltbik. Informare lo srndio della psichiatria ai criteri ed a)le esigenze del metodo positi,·o : questo fu il pensie ro ùominam e di tutta la sua operosità scieutifica, che traclusse in atto con ricerche, le quali rnpprescutauo aluettantc pietre miliari nel cammino della scienu1 e ue costituiscono il patrimoni o stabi le: esse vanno dalle localizz(LZioni cerebrali ai frnom c11i dell 'ip11otismo, dalla tisiopatoloi;ia del liuguaggio al le degenerazioni JÌsichc e 111onili, ti.ti fc110111c11 i telepatici e ~piritici a lla i;eucsi delk allucinazioui. Egli inoltre i11formù custa utc111e11te la propria atti,·ità a uu senso umano: . volgerla a consig-Jio i11 alti consc~si ùcllo Stato, a risveg lio e a g uida nella \'Ìta sociale: ne fa fede l'o pera as;idua cd cl!icacc da lui s piegata nell'assistenza degli alienati e nella Jcgislazio11c sui manicomi. Fondatore e direttore per ben 42 anni della Ri,·ista sp_eri111e11talc di frcuia t ria, qu~sta rappr<:~emò la sua casi, spirituale, tutta piena d i ricordi, o,·e si raçcol~c per tauti lustri 11ttor110 nl suo pensiero il pensiero dei collcg-hi e dei di~ccpoli. Ma sopra tutto il (;ionwlc d i medicina militar,• 11o u può di111e111 ica re l'atti\'ità m eravig liosa esplicata dal 'J'A~lllu w1;,.1 ncll 'ori.:anizzazio11e dei scn ·i,.i neuropschiatrici di guerra. 1'0111inato co11sulC'11tc psichiatra gcncrnle dell'Ii~crcito tìn dal 1915, egli seppe in breve tt,mpo e in mezzo a dillicoltà di og11 i sorta istituire c1ucsto importaute e delicato ser vizio , che rispose completam c11te alle esigenze di uu perfetto e proficuo funzionaintnto, dalle zo11e più ;l\'a11zate colle co11s11kn,.e ne vropsichiatrid1c d'a rm ata e coi reparti nC' n opsichiatrici di I sgombero sino ai reparti psichiatrici ed ai centri neurologici territoriali, con grande vantaggio della salute dei soldati, della loro eflicieuza bellica e sncce~sin, capncitii professionale, e ncll 'intercss" anche tkll 'erario.
-~·
li Corpo sanitario militar.... , d1e i:onta nu111crc,si ccl affezioJ1ati discepol i, si in· china revertntc a lla me111oria dei \'encra tì Maestri.
Prof. GIULIO MARCHESI tenente colonnello medico di compleme nto. Il 17 lug lio u. s., si è spento impron<i~ame nte iu Rqma, il prof. G1u1,10 l\'!Ak· CRESI , doceJ1tc di patologia m1:clica, medico primario degli ospedali, già ,lircttore dd-
l 'os pedale di S. Spirito e dell'ospedale militare R1:gina J\Iarghcrita. La s ua scomparsa segna vcramene un grave lutto per la classe sanitaria che lo stimava ed ::unava. Tutta la carriera scientifica di lui fu il risultalo del suo ingegno, della volontà, del lavoro, modesto, assiduo, profondo. Senza ampliticazioni, volendolo foggiare quale piacque a lla untura cli crearlo, e a lui di cssere , la sua effigie è quella di o;,scrrnto re acuto, pnzientissimo, desideroso al ktto dell'am111alato di a rrin,rc: dal· l'esame dei fatti esteriori a ll'intima cfficie::m:a che li produsse:. Nel parlare profondamente urbano; nel eiettare i11scg ua111c11ti, nitido, conciso; nel confutare, garbato ; nel si11tetizzare, rapido; negli ntti, sollecito; ovunque egli fu pre· posto alla I>ireziom: di ospcdali civili e militari, portò sempre la nota armoniosa della sua m ente ordinata e chiara, per natura ed ed ucazione : sicchè, compiendo il suo dovere, sepp;, procae('iari-i sempre le più tenaci si111patic ed nm icizic. l,a m orte del pro{. G1111.10 ~IARC Hf.SI ha spcnato realmente una uobi lc esistenza: mn la m emoria di lui vinà ncll':111imo rii tutte le pl·r~one buone cd 011cstC'.
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-PARTE UFFICIALE
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Roma. i 6 /11.~ lio 1<J1().
ISPEJTORITO DI SANITA MILITARE Num. 124 2 di protocollo.
OGGETTO
A/I.e D irezio11 i di Sanitd di A rmata e di Cnrf'O d ' A r111ata mobilitati e t erritoriali ; 11i Consulenti, ai d irett o ri d'ospedali da ca.mpo e d i r i serva; li i D iretto r i delle am l>11la nze chirn,·gicl1c. dei servizi cli11icì sp eciali=::at i e dei Ga bi11 r lli Sc.ì rnl ifici.
Norme per la relazione storlcosclentlllca sull'organizzazione e sul funzionamento del servizi sanitari di guerra.
Intanto che si attende al ricupero della maggiore copia di materiale scientifil'o e d ei documenti per il Museo e per la relazion e sull'or ganizzazione e sul funzionam ento dei servizi sanitari di guerra, dobbiamo fin d'ora senza indug io iuiziare il lavoro p er la r elazioue stessa. Quest 'opera I ichiede una lunga preparazione di documenti e di dati, dai qu ali d ovraimo essere t ratti g li clement i storici e scientifici riguardauti l'organizzazione ed il funzionamento log istico e tecnico. La materia p er il nostro lavoro preparntorio potn\ esse re di visa in quattro pani : 1° Formazione organica dei ser\'izi s.i uitari di g uerra; malcrialt,, pcrso1111k ; logistica sanitaria. Associazioni di soccor so e cooperazione sanitaria interalleati. 2° Organizzazione dei servizi ehirnrgid, generici e specialiZ?.ati. Compendio delle osservazioni aoatomo-cliniche di traumatologia di guerra. 3° Ordinament i ig ienici e profilattici e loro funzionamento. Osservazioni scientifiche e pratiche sull'e~pcrienza della guerra nella difcsn profilattica dell'Esercito. 4° Servizi medico-legali fra le t ruppe mobilitate. Organi sanitari per medicina legale. Reparti psichiatri ci, pe r acce,·tamento diag nostico ,!<-Ila tuhercolosi, pl'r autnlesionisti. ·compendio delle Mser va, ion i cliniche e scienti fid,c sulh: 11uil:1tti~ spt'ciali 1lelln g u erra_.
PARTE T. Principi fondamentali sull'organ izzazione dei sc·r vizi sani tari <li g ue rra di:ll'Eserc ito italiano, con cart a schematica dim ostratirn della loro irradiazione da lle zone d'Intendenza aJ lc linee di com battimento, ed illustrazione fotografica del ma teriale e <lclle unità sanitarie mobilitate . Sistemazione org-anica dei ser vizi sanitari presso ciascuna delle Anna te quale e ra all'inizio della Cun rn, (prdnihi lment e verso la fine d<:I 1915) ; dislocazione degli
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PARTE U FFICIALE
t.~peJali cuu1ull1 e spccializz~ti pc: r chirurg ia, 111cdiciua, iu!eUi,·i, lazUlretti, stazioni di bonifica e co11tun1acia. Convalesce nziari per in!cr111i cumuni, ptr i11fctti\'i, per maloril't. Capacità complcs,i,·a ckgli ospeJali <la ca111po_ cli Corpo d'Armata e di l11tcudc11w in ciHscuua Arn1ata, alla data elle si rnrrà stabilire (ad esempio, dicembre 191.5). Di"locazioni cd ampliame11ti avvenuti negli . ospedali° delle Armate nel 1916 (ad l·, ,·111pio, ncll ';igosto 19 16, presa di Gorizia) . 1:'cr quanto rig uarcla la 1• Armata si dovrà rappresentare la situazione degli ospc· <lali all't:poca della offeusirn. del 'J're11ti11u, cou le uuo,·e asscglla zioni delle uuità sa11itarie t ratte dalle altre Annatt:. Per rappresentare il !unziollH111e11to dei servizi logistici s:rnirnri per ogni gr amlc :11.ionc bellica e per rntta la dura ta della battaglia, si rappresemt:rà il 1110,·imc·nto dei feriti, o iu totalità, per Ar111ata, o p,:r g rallde Unità mi nore, Corpo d'Armata o Divisione, p<:r settore, per giornata. per causa n, lncrnnte e sede anatomica, cou la ,;011111,a ..:umplessiva de lle perdite, iu fer iti, uccisi, dispersi. Sarà indicato il 111ovin11, nto dt i treni sanitari, effettuato iu prev·isioue dtlla battaglia e durante il suo svolgi111e11to, con l'indicazione dei malati e feriti sgowurat i a te rgo delle zone d'Intende nza. Questi dati potra nno essere tratti da i documenti statistici esis tenti presso le Di rezioni di Sa.uità <li Annata e da quella ricca fonte di notizie storicht: t: scieutificlw d1'(: la Sezione statistica della Direzione Generale di Sanità Militare. Per le Dire7.ioni di Sanitil d'Armata e di Corpo d'Armata soppresse, le ricerche potrrumo co111piérsi nei rispettivi ce utri di 111obilitazione. S i farà ccuuo allche del servizio di raccolta e di tra,por to dei feriti dalle lince di combattimento a.i posti di med·icazioue, alle Sezioui di Sanit:\, agli o~pednli da c:a111po, del loro smi~tamcnto secondo la ,peci11lità delle lesioni. Questo imponautc servizio, il quale cou mezzi r apidi, con aut oan1bulanze it:t· linnt:, ing lesi e amt:ricane ,con td eferiche, e con ottima orgau_i,.zaz ionc e !orte disciplina ba taulo contribuito per nffreltarc il soccorso chirurl{ico, nella rtelaziom: don/i apparire iu tnlla la sua vasta ed ordi,wta esplicazione. Saranno aggiunte per le prillcipali hattag-Jie, carte schematiche imlicn nti la irra· diazioue dei servizi chirurgici fino ai , osti di medicazioue, le \"ie di deflusso dei feriti, in barella, iu ambulanze a cavalli, in au10-a111bulanzc, in u:ldt riclJe, le appross imat ive percor renze cd il tempo minimo e urnssimo per l 'arrivo dei feriti agli ospedali da campo . l grafici del 11tovi111euto dei treni sanitari, per Armate, llCI form;ito più adatto, in colori diversi i feriti e malati sgo111brati, possibilme11te per tutta la dur:ita d ella G uerra, od almeuo n ei periodi di maggior~ attività bellica, prospetteranno in chiara si ntesi l'importante ra111 0 lng-i, tico del scr\"i,zio ~anitnrio di g uerra. Pcrse>11alc - Noli=ic ml p,•rso11<1l.e ~a11il<lri<l 11w//ilitalù. - Com'era l'organico d egli Uftìciali :\ledici in S . A. P. all'atto dt:lla mobilitazinm:; come furon o costituiti g li organici delle \"arie categorie di Ufiiciali i\krlici, fa rmacisti, e pcr~o llale ausiliario, comprc~e le infermiere volontarie e d i cappellani militari. Fullzioni dirctti,·e ed csecuti,·e n elle principali ca ricbe dei servizi sanitari m obilitati - G enerale :\lcdico I spet tore presso l'J11t<?lldcnza Generale - Direttori di San ità di Arlll ata, di Corpo d'Arma ta, Capi d 'Cflicio di Sanità di Di vis ione, Con;snlenti per i scr\"izi clini<-i t: profilatt:ic-i - Commissione ispetti,·a di profila,si e Sez ioni ispellÌ\"c - Utli ci Sanitari sp eciali presso il Comando Supremo e presso l ' Jnt c11dc nza Generale, In questo ca pitolo cloHà risultare tultn il lllo,·imcnto nume rico degli Ufficiali m edici, !arlllal"Ìsti, con i 110111i delle perso111diu\ ch'ebbero , peciali funzioni. 111 un capitolo a pane sarà rappresc11tato il tributo di vite e di sai1g-ne dato d !ll Corpo Sanitario ;\filitare Jt:-olinno, di tutte le ca tegorie , al sen °izio della Patria e ,lella 11111ani l~. Saranno rir onlnt i tutti i cnduti, i feriti, i decorati, in modo che apparfrà nella bella luce dclb rli~ciplina, dcll'eroi~n10, ckl sanifizio l'opern compiuta <·on alto sc11ti111cnto del dove re dal Cvrpo Sa nitario i\'lilitarc Italiano. Non sa ranno dimentical'i g li umili eroi delle Sezioni di Sanità, dei rei:ri:rimenti d,·gli os1wdali eia ca mpo, delle ambul anze, i quali dettero la loro ,· ita o ri"portnron~ k rite m:I pietoso ulìil"iO di soccorre re i compl11,!Ui cr,dmi,
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PARTE U FFI CI AL E
Sarlllllln ricorda ti tutti <jnci milita ri, i q na li pe rirono p e r mo rbi iufe tti,·i contratt i a,sistcndo i loro c.:0111pag11i. Tu tti i nomi ckgli l'tìiciali :\led ici m orti pe r f e rite o per 111al.;H tic iuk tti,·e ro11tratte i11 scn ·izio durantè la Guerra dovranno e~~cr c inci~i s ul ma rmo a p e re nne riconin del lo ro 11ohile ~ncrifir.io . T,a Scuola d i Applicn, iom· tli S:mità i\l ilitare , o ,·c· ~ara111w rncculti tutti i ricordi del ricco patrimo11io mornle e 1<ci<·11titìco acqni s t:ito dal Corpo S,111ila rio Militare in questa g ue rra , 111a11te rnì ,·i\'O il c ulto del 11ostro frate rno a more e d e lla 110;.tra 111emo re rico11oscc11za p (· r i co111pagni caduti in se rv izio d e liri Pntria.
P .\RTE
Il.
Ù RG A).IZZ.\ZW:<~; F. l'l1:<Z!O:-..\)IF.:<TIJ Of:J
SF.R\' I ZI C HIR C RGJCI.
!\"ella re la,.ion e rlo ,·ri, ri ;.n ltnre l 'org-aui uoz ione chirurgica da ca mpo basala s ul concetto d e llo scaglio 11n111c nt{) d egli osp ed nli cli Corpo d 'Arrnata e di Tntcnde n,a , in ,• e ~· linea, e d<"l la s1wci:1lizzazio 11c p<'r fr·riti cn\'itnri, adùmninali, toracici, articolari. per fe rii i d e l !'ist(·111a n e ryoso , n •pnrt i p(·' r soccors i o p.-rmi,·i d'urgenza delle Sezio n i di Sanitù, per frat tnrnti, p er f<-riti ,!~gli occhi, d ell 'orecchio , dei bucco mascellari. '.\'o nn e per lo ;.111ista1n<·11to ,li q 11<·s ti fe riti, trasrorso il pt>riod o de l regolare a ,·via rne'llto al la ,·nra d(' fi11i li \'n n egli o,p,·,1:oli te rrito ria li . T'u11zio11:i111t·11to ck ll a r o11s11le11z" c hirnrg icn: sen ·izio rndiol ogico con impianti fiss i e co11 appa recchi mobili, indica ndo n e il 11m11c ro pe r .'\r111at;1. Nomi d e i Con s ulenti de lle s pccia lit ir. • A11a o rg-ani;,~a;,i011e ch:i ~t:rvi;,i c hirurg-ici clovr~ì ~(·g"u ire t1 parte c li n ica di\·isa in capitoli secontlo la sc,ie e varie tà delle les ioni generate ,ia lk an11i da fuoco. I1i que~ta parte del lavoro la rclnr.ion e don·à assnrnE-r <' il ca rntk re d'un c ompendio cli {)Sservazio 11i per illuslran, le k•ioni a11ato 111ich e , in rapporto a lla cau sa vul nerante, con radiografie scelte fra le pii, dimostrntive, e co11 fotografie, la se111iologia tranmntologica, le complicazioni infetti,·e , la profilnssi e la n1rn dell,· rnfe ,.io ni ,klle ferite <li g ue rra; i m etodi npe rnii,·i. g li esi ti prima ri e lonta ni cldle c ure c hirurg iche. Ne ll'<'sposizion e rlc ll <> varietà :uiatomiche ,l<, lle le~ioni s i fa rà qualche cenno s ull e q ua liti\ dinnmichc e sul I\\ Ct't'a11i, 111(l d"ll'a,.ion e ,·nl11na11 te dei rnri proiettili d e lle armi da fuoco. · Sarà assai utile lo ~tu(lio rv111para1irn ,kll 'al io nr rnlm:: rant e del proie ttile au:-triaco di fuc ileria d i calibro m ag-gio rc <lei pmÌ(·ttil.: ita li a no. C,li e lem e n t i saranno tratti dalle · raccolte radiog-rnfìcht: C' dai docum~11ti 11osologici d egli osp edali eia campo d estinati a p rig ionie ri . I buoni ·risultati prali<·i cl<-lla m m rle i prig ionie ri fe riti, 11<· i c1ua li gc n cra lmentè es,n fu co111pletnta o ,·e inc-0111i11 <'iò, d imo st r.rno i nrntaggi de lla hmga sosta de i fe riti t1e ll'o;:pedalc s pecia li zza to t'd i da11ni <k lle mo lte t·<l a ffre ttate tras locazion i. ~ e l programma e man;1to da lla fotc;nnc117.a Gc11c ra lc pe r la raccolta dei dati s Ln ri ò s ull'or,zanin,izion c e s ul fu'11r.iona111e11to tecnico e logis tico cle i servizi sanit a ri di g ue rra ~0110 Indicati dettagti.1ta111e nte g li ;iq::om e11ti, i q ual i in for m a. s intetica s aranno tratta ti s ulla base dclln esp e rie n za ti~lla c hirurg-ia cli g-uc rra n e i se r vizi sanita ri de l n oMro esercito P e r la d ivis io n e de i capitoli seco111lo i kssuti <: g li orga ni lesi, richia 1110 l'dc n co llcgli o rgo uic nti co11t!'11u1i ne l progr:111m,a s urriconlato (:S:otc a n atomo-clinic he special i). La 111atc ria sa r:ì tratta d a lle rcl;11.iu11i ,ki ('011s ule11ti. de i dire ttori delle m11lmla111.c: cl1irur,1::: -ichc, dei chirurg i dc-gli M p cda li eia cnmpo, ,li tappa e te rritoriali, da docu111e11ti
~t:itii:tici d ell~ ~tatistic:1 sM1it~ria di gncrr.i. In que.<to t·a pitolo don a nno es~èrc in forma si11tN ic·a e d,i:ira ,·011 illus trazione rii fig ure ana~o mich~ e riprocluziom• radiologica C(llllpe ndi r,ti tutti g l' i11scgnam c nti della n cca esp e ri e n za d1 g uc-rrn, la q ua le ha risol ti ta11t i prohlemi trau111ato log-ic i, ri m asti insoluti n e lle guerre a nte riori, quale l' i11len1/'11/o 11('//c ,f<'ritr />t' 11 elra11/i d r-ll'addo m c, n elle ,ferite cranio-c,,ce,falicltr-, 11cll e mcl1io-mido//ari, nell e fe rite a,·ticolari, la. c ura co11serv afi11a ·nei trav i lram11alismi degli arti, 11c//a _ga11gre 11a g a ssosa, /a sislcmalica profilassi a11titclanica.
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PARTE t;FFICIALE .
!11 qncsl<> gra nde capit o lo <lclb tranmntologia ,li g uerra s"rà fatto cc11110 dello orga11 ian,io11e dei re pa rti c hirurgici s pe.- iali1.1.ati, e ùe l lo ro funziouamcnto: oftallliici, slo111aluiat rie i, utori111,-lari11goiatrici. 11e u rnlogia d i g n~rra ha arricch ito d i nozioni 11uu,·e la fi siolog ia <lell 't:11cefalo ,kl mi.-lollo e de·I sim pat ico, e la chirurgia del s iste111a ne rvoso in un campo ,•a stissimo
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di c·speric11za cli11ica co11 lec11ica spc·cia lia.ata , ha il m erito di aver reso famii.:liare l'.:11.io ue c hirur~ i ('a ch'e ra innanr.i a11novc·rata fra i 111aggiori ardin1enti ope rati,·i . 111 1111 co111pc11dio di osse n ·azioni traumatolo)!ichc. pur 11011 potendosi e ntrare nei ,.,,,11plc ~;.i pa rticolari d e lla si ntom :'ltolùgia cl Ile Je;;ioni trn1111iatiche del sis te m a nervoso, centrale e pe riferico, e ne lle molteplic i m odal it,ì degl'inte rv<::nti operatori , biso;:11a mettere i11 luce le osservazioni ;,natomich e, le dccluzio ni fi slo-patologichc, e le 111odnlil il d e ll'az io ne c hirurg ica con i ris ultati definiti vi. Dicasi altre ttanto pe r le les io11i d<:glj arti, delle quali , s pec ie ndle fe rite nervose, ossee, articola ri, sa ranno illus trati g li esiti lont nni. Dai centri ne urolo)!ici e fis iotera pici te rrito rial i potranno esse re tratti i dati su q11l'.~ti arg-on1C' ttli. Gl 'i nscgna111e nti prntici s nll.l espericm ,n del st=n •izio sanitario cleg-li a ltri t·sc rciti sa ra nno rkordati con le ,·011clus io ni apprO\'ale uelle confe re n ze di c hiruq::-ia di i::-ucrra intì'rnllc.:ali di I'arii;i. i'ARTE llf. 0RCAS IZZ.\Zl<ISV. IIF.I SF.R\' IZI 11 : 1v.s1c1 F, l'Hll~II.ATTICI SII!'. n :.ITRO !IV.I.I.,\ (;llt;RRA.
Su qnPsto cnpitolo <klla n:l:izione s i scg-uiranno le indicazio111 conte nute nd prui,:r:1111111n e ma na t o dall ' l11lc11tk111.a /:'<:"1tr rale. · Si ri chiama particolare ottc nzio11e s nlla orga nizz.11.ione d e i sen·izi i)!ic nici e profilattici quali erano a l princ ipio della campag-na. com e fo comha ttuta l'e pide mia cokrica d e l 191,, e del 1916 il regime contumac iale, l{l bon ifica ig-ie nica delle truppe, la selc1.io ne profilattica clei portatori ciel ,·ibrione cole rico ne i nrnlnti e feriti italia ni e nc· i prig io nieri <lell'ese rcito n emico: la difesa vaccina le sis te ma t ica a nticolerica. nnl it ific:'1, a nl iva iolosa; i ris ulta ti pratici de lla protezione vaccinale contro il cole r:i, nllllm il tifo e contro il n,iuolo; osservazioni e deduzioni s ull'andame nto del colera " riel tifo ne i ,·accinati e non ,·n,·cinnti. In <JU CSto ca pitolo do vranno e!l!lere illustrati g li s tudi compa rnti\'i. dai qua li ris ultcr:ì pro,·:ito con In e videnza d i una larg-a o!lser vazio ne il ,·a lore della immunità van· innlc nt·lle grandi coll ettività. te ne ndo conto d i tutti i fattori fo,·o rc\'oli allo s,·iluppo dd lc malattie infettive diffusibili in una gucrrn lunga, st111.:i m o,·ime nto e lo,::orantc la rcsiste111.a orga nica d e i rombattenti. Saranno imiti dall'archivio ~tati~ti<:o cie l Minis te ro cldla 1,:uerra tutti i d:lti eh ~ ra ppre~enta no l'and,1111e nto delle ma la ttie, infetti,·e c11ratc negli ospedali d'i sola meitlo e ne i b 1.Zare tti. Potr:1 11110 c,:..:.(·rt c-on~ ult~n i anche i no::.ulo.'?it"i tl c (!li o~peda.li da ca n1po oer in· f,· ttivi, " dei la,z~re tti d e lle .lrmate richicd,· n<lo li ni ri ~J>t·tti,·i centri di m obilitazio ne . Da 1111 dili!,:'<:nlc (·sa111P dei d nc11111<'11ti s u (!nesta im9orta nte materia potranno s.-nturin· ohrt= a lla di111o!ltr:1zio11<, dc·ll a !lapivnte organiz1.n,io11e profilnttica s tnbilitas i s ul t<:ntro éh· lla g-11,•rra. ll!ili inseg-na me nti a va ntuggio d ,-.J la profi lassi socia le. La lotta contro la ma la ria fra le truppe 11d sdtori rldl'I sonzo, d el T.1g liamento , ,. ,lei l'ian,. nel l 'Alha11ia e m·ll a ;\facedonia rappresc11ta 1111 altro importa nte capitolo ,lei S<"n·izi sanitari, d<:l nost ro "serc-ito, che pilÌ <lc1,:li altri eserc iti è s tato e.sposto alle 111ala 1tic i11fettive , d a lle quali fu ~empre cfficar-c111<:n tc <lifl: so . T,n prnfì l~%i 311ti111.1brirn ~n r/1 illu ~trnta rla r~ rll' topog-rnlìche delle 1.0ne 111alnriche e Ili focolai pilÌ i11tt11~n11w11te ,·pi,lt:m ici tè da ,pccc·hi 1111me ric i e g-rafici indican ti lo ~,·iluppo delle forme cli11ico·pnrns~ilarie , la hunili1'8 chininica r1costitne11te e dinrntirn <le i m ,iln riri dl'lla fron te ita li:rn a e cl i q u,·lfa ori,·111:ile . l'n I<· ahrc malatti,· infv tt ivc· , la 111c·11i11g i1c e,·n·l,n,-~pin:ik, ln tliss,·nte ri:'I hacill,on· ,·d a 111t loic:1, il 1·.liolo, l 'i11f111c·11za ,·pide111ica, il ,kr11101ifo; pe r qncllt: com a~io;<c, v t Jlt:rl'l" t.: dt·r111:i t o:,,,i p:1r:1:...:-.itnri,:. ~i :-Ol·g11id1 il 11 11..•, h ..·1,.i1110 ordine ~econdo le indi(~nzioui co11t,·1111te nd c Ìla10 prog rnmma della Tntl'ndt' n za g-ene rale. T,n tu bercolosi fra le' truppe 1uobilitate, c he pur dovrebbe eutra re iu questo capito lo, anà la s ua sede uc lla pa rte rig uardante la 111ed ic i11a legale .
PA RTE uFF JCI ALE
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1087
n·.
Srnnz1n ) I tm1co-1.f.c:.,1.1, 1>1· 1.1. 'f.~~KC 1·ro ~wn11.n .,r ,,. Snra1111u r ia~:-:.unlt' le 11nn11c .. fon<la1 11t:11u1li pc·r !-> l;!bil ire n 11 n,'!,!'i 111 e e.li ,·igilanzn tecn ica J)\.'r 1'11tili1.zn1ionc <li tlllti i 111ilitari \'a lidi ni :--tn ·izi di g uerra, i l fu111.io 11;\·
llle n to e, l il rcmli111c11to <lei con v:ilc~ce11zian per utli<'ia li, imli<'r1nclo11c le Joc~ lità , i COll\':tlc ,t·cn1.i;i ri cd i ,kpo;;iti di co11\'ale~<"<'t1 7.a t: lappa ,kilt Armate. 111 qnt!'t:t part e.: <kl la rc lnz io 11 e c,J111prt:11tlt:n:rno le ::;t·,-;inni p:,..id1i:Hrid1l.' d'armat:t, i n.:parti p1.·r ~1 111u-k,inui:-,ti, e qt11.:1li di ac,ertanll' Hln pci tnbcn·ulo~i . :1i fi11i lll t'tliéolcg-a1i e prntih1ttic;i.
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• •• T.,· 111cd a uic• 111c.:11tal i ,k-lla g uerra co~tituis,·om, u n nl t ni impnrtnnt.e capitolo della un~tr:1 n:1:u i1111t· ne l quah..· <lo\' ranno e~!'(:re rit1:-.s11ntc h· o ~:,,;.l·n (Jll 1.Ìi lt1i 1..·ct il 111t)\·i1111.:nh,
clc~li i11f,·r111i pn~:--ati pt· r i tiltr i 11 t nrop:-.id1i at r1C"l clellt· :1n11 ~1tc e pt·r il ("OllC'l·ntri1· 111t'tll o ;1 \l'r.~ 1, di R e~gio E1 11i1i.i, P'--'r ri ~al irt· ai (:1ttori ~pt.. , i:-ili rhc: lrn nno o p t· rat() ..;uJ :--i stt-11 1a Jlt'n·o~o tk·i c,, 111h.i.ttt'nli. Le dure pn,,·c l'll Ì \: ~tato ~ot top <i~tn il
loro ~i:-:te111a nt:1·,·11:-:n co ,tiLni,c\HlO un frutor-, ,pl·,·i:,k ch l' 110 11 1ro\',i ri,<·t1111rn in alc111rn dl"lle c<111<li,irn1i n1'dinarie d,·lla ,·i1 a
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ziun t· <-·tl il ri 1·~1111hin. pt:r \'3 1t1tnr e ht i111port.-111 r.n ~pccia le di qu1..: ..:.to n,pitt1k\,
L a freq11,·n,~ dC'i di~<,rclini n1 e11tnli 11<, i con,hattl·nti h:i ann o d t'll" osci lb,ioni qut:llt' tlt: i fe riti , tanto h 1 11 110 inflnitp i fattori be llic i in c-n1u·o r:.<1 co11 qm:lli s p ec ia li tielle.: l1)('aliti, ris pc·tto a l 1·li11w cd ni di"a).!"Ì cklla \' ila 111:itC"ri:,lc-. Si dovr:ì pe rciù tener C•>11t11 ,klla locnlitil di prnv1: n ie m.n ,kg li infermi ::ii re parti p,id1i;itriC'i ,li arn i:,ta ,. dc-I nH1111cnto in c·ui esplose il disurù in e 111c11tnle. ,!c-11trc· nt:g li a ltri c·s,·rc iti l'nlcooli~1110 i: ,wto u n fottnre pred i,.,po1wnte a i <li,,ord ini 111.-11tali ,ki cnn1hn tttcnti ,·n n un a propnr, ion e altissi111:i, nei limiti ciel n o~tro t"":..e r ci to l 'alcor>l i~1no eo111c fr1ttor e di c.li~ordini 111t: nt rtl l è ccn:·zic 11e rar1~:--inrn.: ciò dic dcpon(• n tl on ore dt:llo spirito d i t e111pcranza d e l ~oldato ita lia no. Tu questo stndio psichi,itrico, d ovrà appari re ne lla i::t:m:rn lità e n e lle eccc1.io11i, la .s trutt ura 111oralc clell:i n n,trn razza, la quale ; ,, 1111a g nc rra fra le pi,) d ure h a dato pro, ·a di sa lda resi~te11za fi~ica e p ~ich ica " di u na 111era,·ii::-lio~a capac ità d i ndnt t n 1ne nto ngli a111hicnti t~li111:nici i pi1'1 di\'er:-::i. i 11 ~ni:-:.n f'hc i 111e ridio nali dell(· region i c a lrl(: di Ita lia , della S ic ilin, cklle Cnlahrie , d elle Puglic ~ono state buon e truppe di m ontn).!na . q u:i~i C(!1lft1r111ì a
SEK\' 17. 1 S.\);ll'Ak l :-;~:I.I.E TEKH f.!Dt:RATE F. REO~;:-.n.
:S:ell n n o s tra rela,,ion e ;;arà rico r<lntn l 'o pera s p iei::a ta dag-li ordin alllen ti snn itnri mobilitati 11e ll 'a~~is t~n1.a a lle p o polazio11i ùclle terre lib e rate e re den te e ne ll n ~ollecita s ii'te11rnzio n e de i ~e r vizi sanitari ci\'il i dnpo la v ittorn deci,i,·A ,!e lle no~t re a rn1 i. , T,e o p e re <li, ri~a1rn111c11to ig- i,:,ni<"O compinto da)!li org ~11i M111itari dell 'e~ercito ne ll e zo n e nve l'i :<\'()]~em in tense a1.io n i he lliche , ~u l P ia 1·e, s ug li Alt ipia ni e l'n l
PARTE U FF!ClALE l;rappa e la , i"1tc111a1.iw 1c d e lle toru h.- , t he ri,pcn'hia il culto per i caduti, rappr,,;,:ura no un titolo tl i o nor<:: che ,·a r icon\a w n l illu$trn1u. ;\e lla s i,tcma zion t: <ldlt: tom he sp,,r,c lung o il Pia ve . s u lle pt:nùici de l ~lontello t: d el G ra ppa, s ug li AhipiRn i. ,wunque fn più a ~pra la lolla , n d raccu!(lierc le salmo 111 ben ord ina ti ,·i111i1<eri di g uerra. 11tcl pie w s,1 ufli(-io ,klln id ... n t iticnio nc dei ,arri a ,·auzi, ch 'è p ur ope r:1 a lta me mc ig ie nicn, ntu,ndono d:,llo ('c,:sn1.1nne d<"ll e u,tilitn i;li uffi cia li 111.-d ic i t:d i (':, p pc lla ni m ilita ri .
Ri,·urde rt: mo l'o pera sapil:lllC, iufia11111wta da oh o a mo r d i pa tr ia , spiegata ue"11i ordina me nti ,anitttri di g ue rn, dn i no , tri ,·a lo ros i colleghi a pparte ne nti a ll 'inst:gna· 111en10 uni w rsita rio , agl' i"tit ut i scie ntifici, a lla Sa nitÈI p u bhlira . nll'e, e rt'izio clini<'o d ella m ed ic ina, della c h irurg ia e d e lle "pecia lità. Nella cons u le nza cli n ica d elle Arn1 (1te, ne lla Co mm i!',io n <c p L"r la p ro fil ,i,,i ddl'cse rc ito, ne lle a111h ula nze c hiru rg ic he , nei;:li o"pedali eia ca111po , ne i g ahi n..-tti bat· te rio logic i, nc llt: am hula n,e radiolui:-ic he ha nno port atu un fon " h l l'fìica cè _contrib uto d e llu l<lrn dmtri na . d c-Ila lo ro illuminata perizia tecn ica n ,·nn ta!(g-io degl'infenni dd la g m:r ra e de ll a >'a ltllc de ll 'e,erc ito e d el P a e ~e. I lo ro no111i ~0110 1w t1, e non h o bi;;ogrrn ùi ricordarli t a nta era la co nsuetudine de i no ,:tri rapporti C'o 111e me mh ri di u n a gra nqe fo 111ig lia ne-Ila lung a durata dell3 g ue rra, sem pre co ncorùi ne ll 'inte n w d i o lle ne re i 111ig\io ri ri "ult ati prat ic i e di com· piere t utto il no:'tro <lo ,·erl'. T,n lo ro d ot ta coll':, bo ra7.ione cd il loro con tri buto d i s tudi e di o,s.,n ·azioni non dovrà m a ncare ne llo s,·ol)!i me n to di q ues to p rogra111ma , il qu a le <·n111 pre nde tutto il prezÌO$O pa trimo nio scie ntifico e morale dC'l Corpo Sa n ita rio lt aliano al :;en ·izio del1'e se rc ito in g uerra . Solo con la coll abo rn , io ne di tutti ,gli ufficiali medic i, rl i tutte k calL" l{oric, i q uali ha u no a \'uto ~pecia li funzio n i tlire11i,·e , coHs uiti,·e . scie n t ifid ie e rl inkhe, il )!ravoso compito potri, e;;"..-re onore\'Olmente com piuto.
II. ) l AG<; 10 Rt GF.:-'f: RAl,f. )lWICo .g ià i,pet torc d,ei Se n ·i=i Sau i/a,·i di g1,erra
LORF.;s"ZO
no:-:mro.
AVVISO. Si pregano i signori abbonati, che non hanno ancora versato la quota del 1919, a volere .effettuare il pagamento, dovendo questa amministrazione presentare i rendiconti per la chiusura dell' anno finanziario.
L' AMMINISTRAZIONE.
LUIGI PALMIERI gerente.
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1919 - Stabilimento poRgrafico per l' amministrazione de lla G uerra
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NORME PER LE P UBBLICAZION I. I lavori originali, le n ote, le riviste - ·c1atLiloi;rafati o scritti a mano - <levono occn pnrc un solo lato del foglio cd cfisere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa _spc· ciale raccomanda,.ione cbe quelli scritti a m ano siano hèn leggibili, . per modo di evitare ogni dnhùio di intcrpreta~ione. Jn caso contrario, la Direzione si vedrebJ,e costretta 3 sospenderne la µ u bhlicazionc. 1.
2. .Salvo ca~i rccezionoli~simi, la correzione delle bo2ze sarà falla dalla redazione, anzich~ d:ii:li amori, per no u vincolare il Ja,·oro ti pografico agli inevitabili ritardj po· stati. 3. L e spese per gli estrntti e queile per le tavole litografiche, fotografich-e, ecc., cbe accompngn assero Je mcn10 Tic, sono a caricO deRli nutori. 4- Gli es t ratti sono di due tipi: Tipo A. Cou copertina in b ianco, scma frontr· spi1.io, e colla i rupagi11at11ra e nume,azionc del fnseicolo. - Tipo D. Con cop«:rtina 5t301· pala , frontespizio, impai;:inau1rR e numerazione ~peciale. AKli aut.ori rlelle memorie sarnnnc, concessi gratuitamente 50 estratti, tiJ>O A· senza copertiua.
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Pubblicazione mepsile
GlORNAL.E DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare: 1851-1884 Gio rnale 11].Cdico de l Reg io Esercite, e della R egia Mariua: r885-18g5 Giornale medico Jel Regio Esercito: 1696-1907
ANNO LXVII -
1919
1 Ottobre
Fascicolo X
Direttore: Prof. EDMONDO THOM BETT A, maggior gt:nerale ·medico.
Redattori capi : Prof. ALFREDO SUCCIANTE tenente e~Ionncllo medico. ' .
Dott. ARTURO CASARINI, tenente colon. nello medico.
Comitato di redazione: Dot_ t. DUILIO BALESTRA maggiore medico. ' . Prof. CESARE BARILE id id ALFREDO BEVAéQÙA, .id. id. o · ROSOLINO C!AURI tenente colon' nello id. ~ott. PLACIDO CONSIGLIO, id. id. rof. FERDINANDO DE NAPOLI, id. id. Prof. GIOVANNI GRIXONI ·d ·d 1 Prof. GIOVANNI BATTISTA M~R°rOTTI 61ANCHI, id. id.
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Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colonnello medi co. Dott. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonncll~d. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore iù.
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Direz ione ed amministrazione.
Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre -
ROM A
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11/i/uto N~n~,r.zfoni rji pubblicitli rivolgersi D IRETTA M ENTE all'Uf/1rio dtlrgato a tale servizio · Roma, zona/e d1 Pubbliclta t Informazioni, Via P11/i, 43-47 - Trlc/0110 77-66.
Per le nuove norme ci rca le pubblicazion i dei lavori vedi c~e rtina (' " pag ina).
SOMt\IA HIO
MEMORIE Gratlenigo. -
ORIGINALI.
Lesioni aurirnla1·i pro ,·ocale ne i militari .
Pcrg. IO 9 ~
1096
l'ongoli. - ?\ ote statis tiche s ulla r t>,·is ionP d ei riformati e rivedibili delle c lassi 1874 -1699 ,il Cons iglio di !Prn ùi F oggia (2r, sctt.emb1·e - 11 clic<'mbre 1917) . . . . .
~
1115
Durand. - l;t,ndio s ul ric;~mhi,, mate rinlP 1'd n,;serv1lzioni cliniche nei pl'igio nit' r i di g ttPITa restituiti com<' t nbe rcolotic i .
,. I 126
T erra•Abrami. -
Le f('rÌte tora,co-polmo11ari per armi da gue rra .
~
l 142
Nieddu-Semidei. - 1,'0torinolarinp;n[ogia e il ri,,rJi nnmc•nto t!Pglì sl,lHli uni n·rsitari (' rlPI Corpo sanitario 111ilita r<' . . . . . . . . .
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1174
PER lf. l.lHIW ll'ORO l >EL l'OHro :-;:\\'IT:\.HTO M ILITARE .
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1177
)•
1178
Santoro. -
F<'ritn addomiuali tli guPrra (Continuazione )
QL' ESTTO\'l D'ATTL..\LIT:\ ' . V,\RTETA', ~OTIZIE
1':-\R1'E l'FFTC'-I:\LE C'onvt'gnu ~anitnri r. intr•1·allt>alt, d 'a1' 1·n 11a llli ra
1089
MEMORIE ORIGINALI
p<'r il prof. Giuseppe Gradenigo, tenente colonnello medico o rdinario di otorinola.ringologia nella R . Univorsit-à di X1~poli.
D 11ranle la guerra le l<'sioni p roc urale d e ll'orecchio n ei militari a nd a ron o assumendo una g rande frequfnza, ir. taluni Re parti anzi una freq uenza- !111pressio na11te. Negli ultimi anni s i r ese poi manifes ta la tendenza a lesioni più gra\·i, ch e da\·:tno luogo a complicazioni n on rarnme nle mori.ali. li nume ro re la tivamente grandE: di autolesion i d e lrorecch io n ei mili lari è d ov uto: 1° a l fatto be n nolo ch e le frequenLi s11 ppurazioni cr e niche rle ll'o rccrhi o non r a 11san o, di sol it.o, a i po rLat.o ri dis turbi appare nti; 2" alla r e lali\·11. fac ilità di provocazion e di queste autolesioni; 3° alla fa c ile cons tatazione di tal i affezion i M ch e da parte di profani a lla m edicina; 4° all'in~uff:c if' nle controllo c he sono in grado di eser cita re s ui maiali di orecchio il maggior numero d ei m edic i pratic i, i quali durante il corso unive r5itan o no n hanno r iceH1to a d eguate conoscen ze in proposito, perchè lo s ludio d e lla Oto log ia n on è ancor.t obbligatorio. Aggiu,~gasi c he d a lla g e ne ralità d e l pubblico è ig no rala la gra\·ilà r h c in talune occas ioni posson o assume re le infezioni dell'orecchio. Non è possibile indicare con cifrn, anche approssim at.irnmenle esatte, il numero d elle auto lesio ni in confronto alla toLalità d e lle ma lat.tie cle ll'orecrh io ne ll'eserc ito ; la percentua le è m o llo vai iabile a seconda d e i vari Reparti di t.ruppa e n egli Os ped a li a seconda d e lla proYenienza d e i r ispelti\·i ma lati. Hu!'\li ri w rdure c he f1 Ualc lte utlicialc m ed ico di-rig e nte un ospeda le otitici nlla fron ll' computava g li a uloksionis li itl 10 pe r cento di lutti i rico \·c ral i; in un a ltro ospedale otitiri, il caporeparto a nnoYc ra va in un dato pe riodo 80 a• 1lolesionisli s u 305 ricoverati , quasi i! 20 %. La freque nza cli oti t,i medie cd estern e s ubacule n ei militar i che r ientrano d a lla licenza. d eve po i far p en sare alla pro bab ile o r ig i ne artificiale d e lle lesioni. Le autoks ion i d ell'or ecc h i<> s i presentan o s pesso in fo rma e pidemica in talu n i agg rn p pame nli d i tr uppa; la lrnlLa inn1cr. s i incontra no casi isolali e allor a s i tralta fa r ilmen lc di indiY id 11i elle f11 ro no in passato por tato ri di otor r ea, oppure han no cons uetudine con familiari olorroici. Q ueste autol esioni si dis li11g 11on u in due categori e: que ll f! praticale allo sc0po di provocare la f11oriu scita di sangue dall'orwchio (ot o r r agie) ; quell e diretle a prornca re la s.up p u razione (1J/nrn·,' ). ;r _ Giomalc di 111rdici11a m ilitare. -
Fa~c. X.
Jf~HI
Lt::5IO:'\I .\l. Hl f.(H.\lll l'llO\"lJC,\TE i'l;l::I \11 LIT.~Rl
A) E~1 0HHAG 1E: 1,.11.1,'u1<1::cc.:1u,1. - I soggetti s i infe riscono o si fanno inferire da altri rol m ezzo di s lrn1ncnli puntuti pi ccole punture o abras ioni s ullu. pe lle d t!I condo tto o s ulla m embrane\, del t11npanu; queste ul Lime sono più rare, pe r chè la m e mbrana. del limpano è diffic ile a r ag{!iun_!!ere ed è prol-e tta conlro i traumi dalla sens ibilità squis ita profoncla de l c<'ndotto s tesso. La r egione m eglio accessibile pe r tali les ioni è la parete pos t(·ro-~11 pe rio rc del conclollo osseo. li caratte re al'lifì c ialc del le lesioni è facile a riconoscere alla otoscopia. I n ge nerale si puù c~clucle re c he e m orragie s i o rigi nino spontaneamente dall'orecchio q uando non cocsi:5ta110 pe rforazio ni timpaniche o granulazioni ùe l cond ott o. And1•! i pot.:ili cas i descr illi ne-Ila lellc ralura di e mo rrag ie dalJ'o rccc liio in giurnrii soggclli is te ric i sono con ogni probabi lità fraudolenti. Cna m edicazione occl11sirn d t'l condnl.lo ,·,dc a for scomparire p ron tame nte ogni feno111 l·no an o nnulc. /J) SUPl'U H.\ZlONE IJl·: J.J.'u llECC III U . - Queste sono molto più frequent i ad i11conlrnrs i r·he le e morragi('. \'anno distinti i seguenti gruppi rli autull';;iuni~ti: 1° quel li c lic s i111ulan o una otorrea non es is ten te; 2° que lli t:lw pron;cano artific ia lmcnle la rico mpar~a di una pregr essa otorrea . c he avca la~c ialo com e J)OSLu mo una pe rfo razione timpanica asciutla.; 3" f)U elli clic ag~ru1·ano a,tificialmenle 11na vecc hia otorrea o c he con mezzi fraudole nti ostacolètno la guarigione di una otite pu r ulenta o di una mastoidite s ubac ut..a.; 4° '(Juelli ch e d ete rminan o artificialm ('nte 11na s upp.urazione da un o recchio sa no. i. Si,r,11/a:.io11r 1l i 1lllft otorrta non e.,ist ent c . - Questa frode è rnra perc liè i modern i m elodi di otoscopia permettono di scoprirla fac ilmente . P e r imitare il pus i pazienti introducono, talora profondam e nte, ne l condollo 11diti,·o, le sostanze più varie: mi ele con laUe cai::-li11to, albume e giallo d 'uovo imputridito, formaggi molli, gom ma arabica, zafferano, s ucchi di e rba, acqua di lavatura di pesce, ecc.; talora introd11cono muco nasale o pus blenor ragico, oppur e tamponi di colone impregnalo di pus fe Lido d i otor roici; pe r imita re i polipi adoperano frammenti di \'isccr i d i piccoli animali; per imitare i l sangue d e i lamponi di colone s freg-ati con fo rza contro le gengive, ecc. I n lati casi si procede rà ad 1111 la\'ac ro d ele r;;irn tiepido e ad una accurata pulizia d el condollo. Si conslalerà dc 1·isu la integrità d ella m e mbrana e del condoUo. L'esam e microscopico pe rme tterli di rico110stcre la sostanza in1pi egHla a s imulare l'affezione.
2- - Hi7;rodn:io11,· r/1 Nna a11fiJClt otorr<'a. - Quando d i una otorrea guarita s ia residuala, come è frequente i l cas o, u na perfor azione timpanica asciulta, rirsce assai facile deter m inare la r icompar sa d e lla otorrea. Ba:,l,L a tal uopo introdu r re ne l condotto uditivo sia con lavacr i, s ia con ins tillazioni, d ei liquidi anche privi d i ' qualità irritanti, com e per esrmpio sem pli ce acqua: ques ti penetrano nella cassa timpanica, allrawrso alla pe rfo razion e dPlla m ~mbrana e vi d eterminano lo svil11ppo di ge r m i piogeni, sempre pr esenti in tal i cond i~ioni : Sl'gue la s11rip11razione con raralle ri rnriabili di a cuzie. L'intento si
LE,;JoN I Al'RJCIIJ..\RI PP.ll\'OCATJ:: !-'.E l .\IIL IT\lll
1U91
ottiene più fa cilmente se s i fa rie0rso ad un lirp1ido do talo di qua lilil irritanti o infellanti , come le comun i soluzioni anliseltiche di sublimalo e di acido fe nico, ac(Juc1. os::;igcna tu, c1.lcool, o d'altra parte o rir1c1., sucrhi di e rba o di car ne, ecc . S1• Id irrita7.ione non fu troppo forte, la .suppurazione c he con~egue hd tendenza a g uarire) in bre,·e te mpo, ma si comprnnde elle si ripete fa cilmente, ogni rp1ah·olla l'individuo r iJJ(·ta razione fraudolt-nla, ciò elle non g-li torna e lle troppo facile . L a ricomparsa di anliclu• ::-uppurazioni , quando la perforazione timpan ica sia pe rs iste nte, s i o:,;:;erYa anc he in clinica, ma s i possono allora cli ,,n lil o stabilire le cause de lla a\'V0nula r einfezione , s ia dalla rinofaring·e (raffreddori acut'i, influ r r1za, ltn·acri na sali mule eseguiti, ecc.), sia dal cond otto uditivo ( per lo pii1 IJagni tli mare, ecc.). 3. - Agyrn utw11·111u di 1111a oturrl'a in al/o. - Gli s tessi mezzi (larncri o insti llazio ni di suslanzc irritanti o infctla nti) servono ad aggrarnre o p rolu nga re artificialment,e il decorso de lle otili m edie purulùnle e de lle mastoiditi rw r modo c he il militare riesce a prolungar e ad arlfc' la s ua d egenza negli Ospedali e nelle l nf1c:rn1c rie. Talvolta· sono bat.uffoli di colone imprl:'gnali di p11s fE:lido, lasc idti appositamente p er ginrni e giorni ne lla profondilit del condotto dal pazie nte, il qual e ignora il grave pe ricolo di rilenzione di µu s a cui s i espone. Ripetuti controlli varranno a fa r riconosce re allTltici alc medico tali pratiche fraudolente.
11. Provor.1t:ion,, artifitia/1· lli-lla w 111mra:ionc in orecchi sani. Costituiscono le più freq ue nli e più gravi autules ioni dell'orecchio. 8e n~ possono dis tingue re due gruppi, a seconda c he le les ion i sieno Ji n1ilale al condotto uditivo esterno e talora al rives timento cula11co del l,L membrana timpanica (otile ,·st erna su.ppurativa). oppure si abbiano pe rforaz ione o distruzione de l la m embrana timpanica e lesioni d t?l l'orecchio m edio (otite n,.edia suppurativa e com11lic11:ioni). Questa distinzione ha un e minente valore pratico. rt) Le autolesioni del meato udit1,·o e del condotto sono le p1u frequenti e le più caratteristiche. \'rngono ottenute con la ustione rlire tta del cont.orn o de l m eato e della parte più esterna del condotto col m e zzo di sollili cilindri d i ferro o di Yctro drrovenlalo, con applicazioni al meato di cot.one impregnato di s ug na accesa. ecc. Più spesso Però s i fa ricorso a lla introduzione ne l meato di colone imbibito di 50s tanze causlic·lw : le più us ale sono be m:ina, essenza di trementina, olio -di eroi.on colla aggiunta o no di glicerina, ac idi 111inerali diluiti , tintui-a di j,1clio, ~oluzioni di potassa causticu, di pe rrlorn ro di fe rro, ecc. Mollo adope rnli sono pure i s ucchi di re rle eu forbiacee, talora mescolati a latte : Euvhorbia Dentroicfr o i.:ammarro11e. E. Svfrnd,:ns, E· Cyparissi(l$ o e rba c iprcssina; E. Charn,•ia.~, ccc. Dall'es;Lme microscopico de i g ranuli di amido c he si t rovano sospes i n e l li(Juido bianco torbido, che taJora i militari consel'rnno in bottigliette nascoste, si 1rnò de te rminare la s pecie di Euforbia, dalla quale il succo f11 rican1lo. Si adoperano .anche latici di altre pianle, come rnnun..:olo, fico, ccc.
lo<J!
LES l<)NI At:rl lCO I...\RI PIWVOCATE: Nt:1 :\ IILITARl
Tra le sostanze solide atte a provocare la suppurazione d el cond0llovan 110 ricordati il tabarco. il fosfol'O (delle capocchie d i zolfanelli) le polver i de lla strigliatura di cavalli, polveri di cantaride, cerotti ep1spastici , semi di ricino, ecc. Quando la sostanza caustica viene applicata cont ro le pareti del meato e lasc iala in poslo qualche Le mpo, restano d eterminate lesioni affaUo carat.tcris lic he, c he furono b en descritte dag li sp ecialisti otojalr i (\"ed asi Bibliografia) . .-\ seconda della g ravità de ll a causlicazione si hanno escare per lo piu bianco grigias tre o ne ras tre, che a rrirnno pe rfino alla car t ilagi n€ e s i estendono t11Llo intorno a! meato, particolarmen te su lla s uperfic ie p osteriore d el trago e pe r un cer to tratto pene trano nel condotto e ta lo ra si diffond ono a11e regioni vicine del padig lion e. Se l'escara è profonda , rol s uo dis tacco res ta a nudo la cartilagine ; consegue lentamente la formazion e di granulazioni, c he finiscono col dar luogo a ste nosi circolare, e talvolta a completa chiusma o at1·esia del condotto, nella s ua r,orzione più este rna , per tes:<uln cicalriciale. Quando invece la so,.;Lanza caus liea Yiene is t illala 1wl condo! to t:OI mezzo di scbizze Ui o s iring he e non ha u.zione così e ne rgica da d elt>rmina re la J)\:l'forazionc o la dis truzione della me mbra na timpanica , const'gue de rmati te diff11sa de l condoUo e della s u11erficie es terna della me mbrana. Di solito, J"aul.olcsionista s i presenta alla vis ita d o po 8 o 10 g iorni d alla aHen11ta lesione, non· forni sce indicazioni precise sul m odo di insor~rcnza d ella malattia e ne allrib uiscC! pe r lo più la causa al ve nt-0, al fru ido , ere. La diagnosi ùe i primi tempi è assai facilitala dall "aspeLLo tipico d ella al terazio ni , dalla freq uente esis tenza di tr accie di causticazioni su l pad igl ione o !11ngo la g uancia e s pésso s ulle dita. dell a mano c he mani!)olò il ca ust ico. 11 d ecorso e la te rminaz ione variano a seconda d el la g ravi!I1 della. ra.11sticaz io11e: se quesla fu s upe rficiale, inter vie ne' in bre ve te mpo la g uarig ione, s<'nza che r esti no l racc;ie ; se ha dato l11ogo invC'cC a ci i:;tn,zione profonda dt'i Lcss11ti , rest a costilt1ito t111 restringim ento o una completa atresia d el condollo nella s ua partè più este rna. Anche la complt'l.a c hius ma d el condoLlo non eomprometk pe rò g rave mc nle l'audizione quancio J"on:cc hio medio sia inLPgro. In un caso· rarissimo, da ml~ osservato, cii una donna con c hiu"u ra bilale ra le del condoLL.o pe r otorrea di lunga durala, comple tamente trascurala nrl l'infanzia, la ,·oce afona Gnl ancora sentita a circa mezzo me trn d agli or cl"(;hi, il baltìLo 1kll"orolo1rio da t.a.;;ca in \·ir:nanza agl i Ol'l'cchi : ne-Ila pa rte infe rio re della scala Lonale e, ano ,Lncora an•c rli lc '•5 Yibrazioni rtoppie (l imi te normak J6 vibrazioni doppie ). Tali stenosi ·o atresie cirnlr ici,tli d el condotto pos:;ono inverc· ri nsrin' peri colose J)(' r il pazie nte, q 1iando coesis ta antica otorrea: es:5è ostacolano o impediscono il d renaggio de l pus ull"e:;le rno s icc hè C•JlllJ)a,iono fe nomeni d i ritenzione e hc pQssono re nder e necessario u_n inte rvrnlo chirurgico d"t1rgenza. Le occl11s ioni d el condotto stanno ad allesta r e una pr egr es,:,a ca11:;t irazione a r li Aciall' dl'I m C'ulo e f.k ll l' (lill"t>l i del cund òtto. E ' infatti
LF.:St0Nl AUllt:U L..\111 PRO\'•lCATt:: NE I .\11 LITAHf
.eccezio nale, come fu deUo più sopra, t he esse 1;oi1seguano ad ulcerazioni croniche d el condotto da proLralle otorree della prima età ; in tal caso la chius ura risiede nell a oorzion e m edia d el condollo al confine tra il condotto osseo e il carlil~1g ineo, mentre il contorno d~l meato non offre alterazione. Nel le atresie d el condotto da a utolesione, la chiu -
sura ha sede nella parte più esterna del condotto, qualche millimetro al di là d el contorno d el meato . Le atresie del condotto da ealli va conformazione congenita. si ac compagnano invece per lo più a malformazioni cara tteristiche del padigl ione nella g nrndissi ma maggioranza dei casi. Cna accmata statistica dimostra che sopra un t.o lal~ di 3l,O casi di atresia congenita, il padiglione n on era normale che in 5 casi. b ) Molto maggiore g rav1lù possolio assumere le autolesioni , quand o un caustico potente abbia. distrutto la membrana timpanica e s ia penetrato nell a cassa. e nelle c.uvità mastoidee. Negli ultimi periodi -della g uerra q uesta categoria di lesioni si è falt.a purtroppo più frequente, con numerosi cas i mortaì i. Si fa ricorso alla insti llazione, mediante una s iringa di Pravaz o un semplice con lagoccie, di un a o più goccie di un acido minerale concenl.ntLo, per lo più nitrico o solforico, portate diretta.mente nell a profo11dilù del condoUo, proprio di con tro alla membrana, ad orecchio rivollo verso l'alto . In lidc m aniera si per,·iene ad evitare che rimunganu traccie accu:;atrici di causticazioni sulle pareti del condolto. Tale applicazione riesce oltremodo dolorosu: uno d ei miei pazienti mi confessò di a ver provato s ubito dopo dolori ·violentissimi, ch e perdurarono in tere g iornale con spasrno int.enso ne l .dominio del faccia le corri s ponde nte. Se il caustico impiegalo fu m ollo energ ico, segue distn:zione com TJlela d ella. membrana timpanica; distruzion e della mucosa della cassa, necrosi ed esfogl iazione dcl1e vssicina. n cc ro:;i dei],~ parei i slt:sse òella -cas5a. e della mastoide, con paralisi facc ial e, e d istruzione degl i apparecchi labirin tici, ecc. Le lc:;i:;ni si estendono it,ì,·olta fino d.lla dura madre della fossa ,'ran,:a 11r.st.erior·~ e della rnccli<1, con t1 ombos i in fe lli va d~I seno sig moideo, erosioni ed emo rragia della Cèlrotide, ecc. La sintomatologia è imponente : d olori tormentosi, ch e ,però non si accompagnano ai cons uet.i fenomen i di reazione esterna , come nel le mastoiditi genuin e; febbre, suppurazione a.bbondatissim:~ con caratter i necrotici, para lisi facciale e Lumf? fnzione ctella parte profond a del condotto, tumultuosi fenomeni r eattivi da p i rte dell 'apparecchio vestib olare ; stato generale assai g rave . Quando si inten ·ien e operalirnmen te di urgenza, si riscontrano Y<tsle dist ruzioni nella cassa lirnp1;1.n ira e p er larga estensione osso necrotico di consistenza come sug hern , per scomparsa dei sali calca rei. Troppe volte però ,rnche un pronto i nte rven to operativo n on vale a d impedire la morte, ordinariament,e per leptomening ite pu rulenta . lfll q ualche caso si ottiene invece la g ua 1·ig ione, dopo un a lenta eli minazione di sequ~sl ri e protratte su p p urazion i. For-tunatamente non Lutti i casi d i q uesta categoria ttssumono and amento così g ra ,·e ; q uando il c,1ust ico istillato nell'orecc l!io non :;i.a
lf!.H
U : S hlNI ·\ l "RI CO I.ARI PROVOC:ITE .N f.l :\11 LI T.~RI
tro ppo t·L111(·t·11 t rato uvH' r·o s ia s luto adopernto in pircula quanti tà, si ha nno b~·ns i s in tomi tumu!Luosi di reazione , p erforazio ni timpa niche più o me no e><lt>se, s uppurazioni molto a bbonda nti ; ma con g li o rdinuri lratlam en li la oti le pre nde un carati.ere c ronico, c he, a q ualche d i:;.lunza di te m po, non pe rme lle di differ enziarla dallo o tit i puru lente tronich e o rdina rie . Com e parlicolariliL ho trova lo in ta luno de i casi da mc osservati c he la perforazione timpanica , piccola, aveva sede ne l :;t:>gmen lo ante rio re-infcriO!'e de ll a m e mbra.na. Queste o titi pro,·ocale· s i dimostrano particola rmen te tenaci e il difetto funzionale udi ti,·o è spesso m ollo più g rave di quello che possa fa r ritene re la appart1"nte ten11ilà de lle alter a zioni d ella m embra na ti mpa nica , c iò c he permette di sospettare la esistenza di lesioni a cari co de!la pa rete vestibolar e della cassa. La diag nosi d ella a utolesio ne, a distamrn. di tt•mµ u, è µ e rò semp re mollo diffic ile : il pazi ente d 'altra p arte non confessa la frode r he a ll'ultima estre mità .
CONCLGSIONI. 1. Sal\·o nei casi di trau mi alla lesta, le e m o rrag ie dal\'o r ecrhio. a m embrana l impélnica integr a e c1 condotto uditivo sano, de vo n:::i a ttribuire a lesio11 i a r tifìciflli ; le em o rragie non s i ripeto no qua ndo s ia praticala effi cacem ente una m edicazione occlus iva de l condo tto . 2. Escélre d iff11se de l contorno de l meato uditivo e d ella parte più este rna d el condotto. a me mbrana tim panica. integra. sono sem p re da attribui r::;i éld ,wtolcsioni , quanòo si possa esclude re la circostanza, ,Lllegala s rwsso a discolp11 d e l pazie nte. c he il ca ustico s ia s tato appli culo pe r inavvertenza o per ig no rnnZcL da q ua kuno d t>! pe rsonale sa nitario. E' noto il caso di un medko che trattò col Paqueli11 d elle u kernzio ni de l condotto uòit1vo este rno. 3. La com plda atresia de l l'Ondo tto n e lla ,;ua parte più eslt rna è pra ticamente sem prt> il r isullat,o di ea 11slicazioni artific iali. E' assol11tame nle ecceziona le ·he un 'atresia congenita de l condotto 110 11 - i accompag ni anche a rntt.iva confo rmazione del padiglio ne corrispon de nte. \'i sono poi carnlle ri c he r,ermc llo no di disting ue re la atresia r icatric iale d alla congenita. Mentre la c hius ura de l condotto, ad o recchio medio integro, ha poca importanza nel rig 11a r do de lla audizione, può a ve rne m olta ove cm•sis ta un'otite m edia purule nta rronica, per r ilè possono insorgere s intomi assai pericolosi di rit.e nzione d e l pus _ . ,.. l 'nu. oti te media ac11li:;sinrn. con s intom i locali e g,: ncrali ecce;dona lm cnte g ravi, con partecipa zione pr ecoce de l ne r vo faccial e e d e l lab irint o, in soggetto non tube rcc1lo tico e colla m a ncanza di s into mi L·:<lerni di reazione mastoidea, d ev'c' sempre far pensare ad una lesioneur l ifìr ia le e g iustifica 11n inte rvento 0perati,·o di uri:renza. 5 . .-\ p re,·eni re f'ffiC'itc·em r ntc, il d iffo nde rs i d eile autolesio ni n ell' Escrrilo è rn prnt utto nc·t·t•ssa rio elle \' ut1kiale m l•dico sapp ia pr ati-
LE::ì luNI At:RI CULARI PROVOCATE NEI .\llLlTARl
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caro correttamen te l'esame obietlivo dell'orecchio leso : eg li sarà posto così in grado di riconoscere prontamente e con sicurezza, n el maggior numero dei ca.si, la frode. E poichè le autolesioni d ell'or~cchio si diag nosticano sicuramenle nei primi giorni dopo avvenuta. la lesione, mentre a distanza. di tempo vengono a mancare i criteri differenziali, gli individui anche sollanlo sospetti d evono es,:;er prontamente inviati in Reparti speciali per otitici, invece che esser traUenuti al reggimento o inviati in Report• per · autolesionisti. La esperienza d eila nostra guerra ha din10slruto che le autolesioni dell'orecchio cessano immediatamente, dpi:e:n,i sia rliffu~n tra i militari la convinzione che esse vengono immediatamente r sicuramente riconosciute dall'ufficiale medico, e comportano tè rclativesanzioni . BIBLIOGRAFIA. L a ld ttcratu ra ~ulle a utolt:sio11i de ll'o recchio (e pa rticolar111t:nte ri cca : rico nlc rc111c,• q ui 11cr hn" ·ità solt:,nto a lcuni )a \'o ri italinni: 'i'. )(A:<CIOJ.I. - Si111ula7.io ni e :iutolesioni ri~uardanti l'o rgll no acusti co. Po/idiucio, u:;. Pratica , 1917. - G RADF.NIGO. - Sulle otiti provocaie ne i milita ri. G i o rno /,, di .1/cdici11a M ilitare, m aggio 1917. - S . r uSATt:Rf. - Studio m edico-legale s ui s imulatori e auto le~ionis ti d e ll'o recchio. ll ccad. Sci en ze Pal l' rmo, 29 dicembre 1917. DE C ! G:-<A. - Le~io11i a uricolari pro vocate e complicanze endocraniche. r;i o mal e di M c. dicina Mii.ilare 1918 , VI. - Bn.A:<CIO:<I. - Grave a utol esione d e ll'orecchio, ecc. Ri1.1i sla Ospedaliera, 1918, n . 8. - BH.A KCIO:<I. - Autole~ioni dell'orecchio. A r chiv io Ila/. di Otol ogia , e cc., ml. XXVIII, 1918 , 310. - T ORRH:ui-r. - Otiti e~t ern e diffu~e pro•'OCate con la tic i di e uforbiacee. (Con 6 fi gure e I ra,·.) Ibidem , XXVIII, i 916, 285. 'fORRIGIAKJ. - Auto le$io ni auricolari con ··g ravissime co mplicazioni (da acidi e a lcali ca ustic i) I b idem, XXVIII,. w 5. - AGMZJ. - S u di un caso di otite pro,·oc:na <"011 in,;tillazioni di a cido nitrico. ! />i dem , 172. - P n H Tl\kl. - :\!or te da a11t-11ri~111i pe r ot it~ pro,·. lbidrn,. 361.
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.·btB t:LA~ ZA CHmuRc: 1c·A o'ARl! ATA
X. 6
Le ferite toraco-polmonari per armi da guerra per il dott. (-Huseppe Terra-Abr:unl, maggiore medico, <lirett.ore.
Se oggi il primo trntlamcnlo di ogni ferita ca\·itari a , « addome, cranio, arlicolazione, r ac lticlc ", è ben disciplinato alme no nelle linee gene rali, in le ma di ferite torneo-polmonari n on troviamo un c riterio ben d e finito e preciso, ma indirizzi diffe renti, ognuno d e i quali Yale solo p e r una certa serie di cas i. P erta nto pos,;iamo ben dire che è questo un argome nto di c hirurg ia di g uerra n el q11ale non s i è raggiunto il pieno c onsenso o la uniformilù di vedute !\ella mia ambulanza chiru rgica n. 6, e 11receclen l!:m ente nel g r uppo c hirnrg ico d a m e dirello, funzionante presso la 10• Sezione di Sanilà in Gorizia , ho aY11lo campo di raccog liere larga messe di osserrnzioni, sia pe rchè dalo il fin e e la dis locazione delle mie unitit sempre arnnzntissi m e in e:-Se affl11i\·ano le lesioAi g ra\"issim e d el to race non suscettibili di uiLe rio re tras por lo, s ia perc!Jè in periodi di calma lto ritenuto sempre opp ortuno accoglier e i toracic i anche apparenlè me nte m e no g ra\·i in rapporto a lla disponibili tà d ei m ezzi esuberanti in pe riod o di tregua . Ciò non sollanlo per l'inte resse d e ll e lesioni in sè, ma s pecialmente per il fatto c he ne r g li amr,i rappo rti d e lla· ca\·it.à add ominale con la canlà Loracica , una ricerca si:;te m,dica e comple ta, non di rado porla ad aprire con s ucccsso in Le mpo utile un addome lil d ove un primo esame superfi ciale poteva indurre nell'errore fa t&le d ~lla sola nenl'lrazione torac ica. No n mi occupo qui di ta li 11:rit(; Loracu-addo minali d1P. riunisco in un g ruppo a sè ; le con:=;irle razi,lni c he t'snon.to ri:;1ill,-rno dall'esame e dal Lrallamenlo di 1/iG fe rite tonico-J)<Jlrnonari p111\-! d1e r appresentano una sl'!'ie rli cnsi sopratutto m ollo rnria, elle mi h a con ·enlito di far mi un cril0rio llillu fondalo s 11 11na prnlica per::ar~al,• sutlir i" nle rnen te estesa.
I. -
Mortalità e gravità delle ferite toraco-polmonari.
Anzilullo un concetlo ussolu tament 0 e rra lt, è anco ra, purtroppo, m ollo diffu :;o ; bisog na cumba[lèrc la co:>idC'lh be n iginiti d elle fe rite to rneo-pol monari. Come e pii1 elle pe r le articolazioni esi~t0 in tal e a rgom ento una enorme ci iffl'r('nza fr,1 i dati che po-;,:ono ra ccoglil' rs i ne lle fMmazioni sanitarie irnrnecliatun:entL· diet ro alll' prime linee l' q11l•lle fo rn ite d ag-li ospedal i
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I.E FtRITF: TURACO-POUIOXAIH P F:R AR~1I DA GL"ERRA
'f)iù a n et raLi doYe non \'engono osse 1Ta te e lraUale c he le complicanze più o meno lontane <le lla lesio ne e ove d t i casi più g ravi pervengono ·solo quelli in c ui è. slalo scong iuralo l'imrrnnenLe p e r icolo di vita d ovuto non solo a lle du e cause princ1pal i, as fi ssia nelle lesioni con Lorace ape rto, emor rag ia, ma anc he a lle complica nze immediate infiam m aLor ie pleuro-polmo nari . Le s tatis tic he, quindi, favorevoli e oltre modo ott imiste come que lle de l Dupont. e Kendirdjy (m o rtaliti\ 2,6 %) non rig uardano c he una sola serie favo revole di cas i. Già l'Hartmann e il Duval s pecialmente, s i sono elevati in Francia contro tale errala concezi one. Srcondo il D uYal hL morlalilil p e r le fe rite tMa.co-polrnonari s areb be la seguente : a} pusli an1 nzati
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b i a mbularu c e o~p. arn11,ati
20~~
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o~ped. arrct rn ti
Il c he dar(·bbe che su 100 fc rili 110 n m o r ti irnmediatamenle s ul campo -di battaglia ne sopravvivono m eno che la m etù, il 43 %. Ecco i miei dati su 1116 fe rite to r neo-polmonari 11u re co m e! risulta no rlalle 5eguenti tabe lle : TABELLA
""Trdi:,fC·ri t i .
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A.
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25
29
Morti per compli Nrnzc lmuwùill te . ?,!orti per comrlin ,nze t,u-ù i,·e .
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Su 146 e n trali s i sono avuli pe rtunlo 29 mo rti per complicanze im· mediate ; in questo contegg io pe rò non sono compr esi nè i toruco-addo~ minali nè 1i cas i in c ui la. morte aYvenne ne lle pri me ore pe r fe rite mulLiple , in c ui le lesioni toracic he erano assoc iale ad altre lesioni (cranio, <le tro r.cu.zioni d egli arti ). Questi non possono entrdre ne l computo, perch è e Yidente m c nte pe r precisare la tolali la de lle l~sion i del t.orace non s i p ossono me ttere a s uo ca rico le lesioni di alt ri organi che sono s iate la c aus a precipua de lla morte . Si ha qu ind i una pe rcentuale d e l 10.86 ~{, di l c t a litù pe r co mplicanze imnw diate poco d iife r·~nle da que lla po rtata d al H artmunn 22.8 % o da que lla d el Duval 20 %. I n 8 di questi casi letali la m o r te si ve r ificò nella !Wima o ra de l lo ro ing resso e in lO si vc rifìcò nr llc prime i O non ostante elle in 6 si pratic a sse lo pne ltmolorace e in 2 un inte n·e nto c llirnrg ico ~istematien. Ciò d à un .ideo. de lla g ra \·ilil di (Jt1esti cas t nei qual: pur-Lror,p0, s i può ctirc, o g ni m ezzo è ins ufficiente . Da lle d11e tab~ll~ se g uenti appa re del re,;to <le ttagl ialame nte e il termine nel q u;; Je la m o rte s i è ve rificata e la cat1!".a _st es5a di essa.
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Cause ùr llu mork: .A.ucrHia du cmorrdgin <·11, ·ita r iu.
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.Astis.:;io n cr pocun1otoru<'C Al)Crt.o
Droncopohuonlto . Gnugrcna polmonare E:111lscm" m eùlu,;tinl<:o gcncr,>l lzzalo
Einp1em•1 (mor te tar ,lin1)
E' e vidl'!nte da ciò come la pretesa benignilit d ~llc fèril<' tonico-polmonare è una affe rmazione del lutlc urbitranu, fondala s u os~er\'élzioni 111complele e inesatte, anc he a l di fuori dulia frequ~nza e grn,·ità d elle succ..:s:c-ioni e complicanze sellich~ ple uro-polmonari ; le Jesioni anatvmopatologic he provocate dall'agente vulnerante e le s ue successioni imme· diate impongono una note\'Olissim,. ri se..va . E' più esalto pe rciò affermare col Sence rL che " le fe rite loraco-polinonari non sono benig ne" • n on ostante c he alc une possano evoh·c re senza eom plica nze _ La gra\'iti1 d1 un fe rito toracico è in funzione: 1° Dell'agente vulnerante in rapporto dell e lesioni anatomo-patologicho de lla pare te toracica, del polmone e del diaframma; 2° Della zona polmonare fe rita; 3° Della prt?senza di corpi estranei nel pa renc hima p olmonan.: •> Ii be r i nel la ca vilà nleurica_ a ) Ag,·nti· c ulnno11t1• _ - Mollu più c he nell'addome una sens ibilis;;ima differe nza esiste tra le fe rit.e toraciC' he da nro iellile di mitraglialrkc o di f ucile r lt· re nte clu. proicllile di nrti!.d ieria.
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u: FERln: ToR11:o-P11l,~IIJNAR I Pt::n :\R ,\11 O.\ tò l"t::Bll.\
Dalla labella seg11ente s i \'tòdC la nolcvo le dil'fel'cnza della mo rtalilit in dipendenZcL dell'agenlc v11lnernntc e notisi c he le cifl'e presentate s i riferiscono Pscl11siYamcntc alla mo rtalitù pe r com plicanzt' immeclialc , relativamente cioè ai guas ti provornti direllarnenl.e dall'azione d el proiettile nel torace e ne l polmone. Se si conside ra l'he con l'ave r s uJ>t'rato i pericoli del primo pe riodo do po il trauma, q11esli fe riti sono ancora esposti ad eventualità molteplil'i prossime o lardive, le quali s i mmiifcstano a scade nza più o m eno lunga dopo il loro sgombe ro dalle unità di p ri mo 1·icovero, evidentem e nte la s pereq 11azione cle lle nerccntiialì cli mortalità si acre nlua a sfavore indubbiamen te d elle lesioni provocate dalle schegge di ·art iglieria. Ecco a ogni modo la mortali lit c he posso r i-cavare d'ai mie i dati personuli , che sono sensibilmente Yicini alle percentuali giù conosciute. TA1;1ELLA D.
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Come ne lla tabe lla .I , anc he in que,;la non sono c0111!>resi i casi di ferite loraco-addominuli vf>re di c ui bisogna tene r r.onto in un g ruppo a :-è: n e' 11 rasi di ferite multiple in cui la lesione toracica rappre,:;entava solo una parte 1;; in alcuni ne ppure la più importante ne l quad ro gent:ir ale. I d ati si riferisi;ono q11indi a ll e sole les ioni loraro- polmonari pure. S i confrontino c,on i dati forniti dai diYcr;.i autori e r l1e rnccolgo nella seguente lab<.'lla 1;: 'l',\l!EI.I.A E.
Jf()r/alit,ì i mmediata per ferite t?rat'()·polnwHari pure.
ProictLilo ùi tu<·1le
$(·hegge <li ~1r tiglierift
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1.1:: FUllTE T1tR\l:t1-PUI.\IO.\ .\ll l l' J;R .\R:\11 DA Gl "[RR.I
Si ,·edrà elle. salvo qualche diffe renza. nelle pe rcentuali , le com uni ùs;,errnzion i por i.ano alla conclus io ne elle « u no d ei fattori di qrarità 7wr 1/l((l f,·rit!,l lM(ltO-po/11wnnr1' è T(lf)JJTC~r' !l(a(() dlllla 1/f/ll{Tll de/ 7"JTOielti/1• r /11· l'ha p1 u 1·ot,1/a ». Gene ralmen te le le:-ioni p rovocate d al proie l· til r di fu cile sono feri te kas fosse : il proiettile p 1·0Yoca attraverso i l pan·nd1ima po lmonare solo tragitti vil'Luali senza fenomeni visibili di srnppio o d i un1pie lacerazioni. In tali ca.:;i pe rc iò a m eno c he no n s ia ft· ri to 1111 g r osso rnso d ella zona inte rn a, r c m orrag ia è limi lata. La poca sdt iciti1 d e l pro ie tl il e e sopratutto il fallo e lle la. piccola s uperficie di url o allC'n ua la po,;:;ibtliliL e lle s iano tr.L<;cinati fr ustoli o brande lli di incl 11 menti, consenle u na evoluzio ne aseltica d ella fe rita anc he se esso s ia ca.c-fu to libe ro in Ctffilà pleurica. Non ~ mprc certo le cose sono cosi Sl tnpli ci: anche un prui eUile di arma po rtalile p,uò inquinare profondam~nlf' una fe r ita sopratutto spingendovi fru stoli di panno o di tessu ti car ic hi di ger m i forte m ente settici, come nel caso segi.1c n te : fnita, da proid t ik di fnr ile, pari1:tak dt.:l loracc tlc;stro, cun fral tnra semplice <h:lla 1 \ " co:-.tn, a hn:,·e tragiltn. ~·c.:~:--uu a i11Jica1ion4: (li inh:n ·cn to. :\I orte al quarto
,l'.Ì<>rno Cuti ,i m omi 111<:11i11gi1ici. L a 11ccroscopia di1110;.1rò l 'i11tegrità della cadrà plc.:nri cn <lei pol 111<>11c 1 11 cui
t·Si!"'l C \"H
sulo una 1.u11 a d i i11filtrazio11t: entorntgica ,
della gru~;.,·zza di 1111 U O\'O, :--:et brcn· ~<:to11c fra le pardi fu riu,·1: uuto uu frus tolo di n:Mito. :\k11i11)'ite 1,urn lc:ma della ba~e .
7-lla quc;;tL· sono ecc(•zioni, le q11ali non infirman o iL r.:oncell.o generale elle il pericolo capit ale nelle fe rite d a p ro iettile di fu cile e mitragliatricè è i"i?mo rragia e c hé, a parità d e lle a li re condizioni, le lesion i da es:.ai prod olte hanno evoluzione più benigna. Le schegge d i g ranala o di bomba, le pal ldle di s hrapn r !I suno quelle c he pi ù faci lm ente s i a rrestano nel parl'nc hima polmon a re o ne lla pleu ra; le pall elte di shrapne l! in confro nto ai p rniel.lili di fu c ile possono dar lnogo a più \'ast i focolai di distr uzione polmo1rn1·P, ma il pe ri rnlo ari essi ine rente ris ied e specialmente n ell a fac ililù con c u i tra:-c inano frusloli di vestime.nta o proiellano framnwnti costali o d e lle o:-;.sa d e lla c intura scapolare. Sono in d uhbiaml•nte le sc hegge \'Olu minose (Iuclle c he d itnno luogo all t:~ lesion i più g ra,,i e più 1w ricolo:-e, s ia pe r le lc:;ioni d e lla pai·ele lorncira, s ia per le di s lrnzio ni d el lessuLo polmonare in sè, s ia infi ne pe r l'alto po tere settico d el corpo m etalli co o d é i corpi eslranei chè esso pro ielta o trasc ina . b ) L('Sioni ddt,, 1111Tl'/1· . - 1;apL·1t11ra più o nwno eslt>sa d ella pare te t o rar ira rappresenta sempre un fat tore di 11 lttt g ra \'i tit e ciò a pn':5\'.indere da lle complica nze ta rcli,·e (una s ie rosa a11erta è fata lrnt'nle d estinala a i11quinar$i) per g li atrid e nti imm ediat i sopratutto, (a) con tinuazione d el l'emo rragia proHniC'nte dall'orga no fe ri to, po ic hè m a nca ogni altro fatt0ro di rmosla$i s pontanea (]11an d o il semplice collasso po lm onare è ins uf1ic iente, (b) di. turbo nd la m eccanica r espiratoria pe r lo pn cumotnrnce a nr rlo e t ra II ma lonnea con i nsullicirn ti rrnatnsi ed as fissia. M a a11,·lil' cl ·pre,;rin cll'n · rlall;t clt'muli z iont' t:'S l l':3, l dl'lla J)arl.'le una g r and e i1npnrtu11za :::u l d t't'Or:-n e !'-lilla prngnn;;i h anno I(· frntl11 1'l' comminute -<ia ,·o,;lali tilt· d d lt.! n;.,-a cil'lla t int1 1rH :,rnpl1la re . J1 fatlcire di g n l\· itù ri-
LE FEHlTE TORACO-POUION,IRJ PER AH'.\11 DA GL"ERHA
110[
sied e in tali cas i, s ia nella oarete toracica (seton e con fral tul'~ sch eggiale di una o più costole, ple ura. pa rietale a pe rta , polmone talora leso s ulla faccia s uperficiale : queste fratture a oerte si ;nquinano :,empre e inquinano secondariamente la ple unt} , sia anche, e più , nelle lesioni polmonari prodoUe dulia proiezione d elle sch egge ossee. Queste, oltre ad ampliare enonnemente il focolaio di dis!rnzione e lacerazione del tessuto polmonare hanno una iin portanza a:;,sai m aggiore della •perma nenza di un corpo estraneo metallico daE punto d i vis ta di complicanze settiche. Le condizioni speciali dell'organo (aerazi one abbondante e s onralutlo ricchissima irl'·igazi0ne sang uig na, not,s i anr.he a p0lmone collabito) consentono una buona dif'es.t contro la setlicitit re1aliva de l corpo estran eo metallico , specialmente in vista dei germi anùrobici, m a non s i hanno le s tesse conrlizioni p.=-r sc hegge o:::~ee t:11e vanno fatalme'lt.e incontro a necrosi sopratutto q uando la ferila 1Jolmona l'e com e quelle che esse concorrono a produrre è dilacerala, circonrl11la di tessulo non più vitale, infiltrata di s..ng ue ocr 11na esLt:nsione talora notevole. Ho osser vato 3 cas i di canc rena po! monare dov uti a schegge ossee nel focolaio polmona re : non ostante l"i 111lerve nlo precoce, s i e bbero 2 mo l'ti e un g ua rito . E' q uesto uno dei fa Uori a c ui ù dorn ta la g ravilà delle lesioni tangenzia li d el torace aneli(· se prod otte da pro ieltil e di fu cile. L 'altro fvUore è rnppl'escntaLo d a. una zona estesa massiva di con tusione e infiltrazione polmonare che sorpassa di mollo i limiti d ella zon a traumatizzata e s u cu i ritorne rò poco oltre. e) /,,1·sion i dl'! par c11thi111a vol monar e. - Le condizioni anulom iche e fi siologiche d el polmone s pieg,u10 s ufficien temen te la 1nancanza d i fenome ni vis ibili di scoppio e ciò qualu nque s ia l'agtn te vulne rante. sia che traU.is i di proiettili di fuc ile che a ttravers ino il polmone con a lt a velocità, s ia che traUisi di schrgge anche vo lumi nose di proiettili di artiglieria; nel primo caso s i hanno trag itti retti linei virtua li in torno a cu i s i riscontra una zona di infìl trazione emat ica, nel secondo caso lacerazioni e dis truzioni più o me no cste:;e dd parenchima , ma senz,L ;"be in esso s i riscon trino mai fe nditu re rad iale come nella mil za, nel rene, nel fegato . Questa mancanza di fenomeni vis ibili di scoppio, r i cons1:n te di afiermare che l'estensione delle lesioni del !Htr enchima polmonare è dire Uamen t,e in rapporto con la formR e il vol ume d ell'agente vul neran te; è p erò ,;e un p roiettile di fucil e , o una pallella di shrap nell o p iccolP schegge lamina ri 11ossono dar luogo u le.sioni poco estese da l punto di vis ta ana tomo-palologico, le sc heg-gc vol uminose e irregolari provocano ampie e pro fond e lacerazioni cor t icali o vc,·c ca viLit di dis Lruzione in cui col proiettile trovansi schegge ossee, coag uli di sang ue, l~mbetti di tess uto dis taccato in parte o in t.ulLo, in og n; caso d estin ati a necros i, e che son circondate da una zona infilln,ta di sangue che coslitui:sce il cos idetto e matoma polmona re e elle s i estende più o m eno lontano . Qual e condizione più favorevole per l' irr, pia.nta rsi s u tali foco:ai d ei più formidabili processi setlici'l La re lazione diretta fra e ntità dell a lesione polmonare e la forma e volum e d ell'agente vulneran te è b en chiara e f11 ori di disn,ssionc . T ut -
I. F. FER ITE l \,R.IC('·f'OL.l!ONARI PER AR.\ll D:\ GCERRA
lavia anc he nel polmone non si può toglier e del Lutto importanza alle alle rnzioni idrostatiche dete rminale dalla velocità e forza viva del proie llile. Nel lo s pie-ga re J"infìllrazio ne emaLica con la ricchezza vascolare d el p c,J mone, Durnl si d o111anda: cc Cornmenl une he morragie formidable n 'esl pas plus freq uente et com menl Ics rnissea11x pulmunairees fragilfs n'eclale n l r1a s 4 11ne lo inlaine clis tanre par s11ite d e la pression 1:onsider able que le passa ge fo11droyunl d 'u n projé::li le doit exerce r dans la l:lasse liquide qui forme le lobe pulrnonaire » . Ora è proprio vero che quesle rullure vascolari a dis tanza non s i Yerifkhin o? Molli r ri(e r-i d Ec•pongono pn il conlr-al'iO: 1° La J)rPsenza d 1 un focolaio e mo rrag il'.o intorno al setone praticalo dal IH'Oit'lli lr passa nte o alla caviU'.l in cui il proietlile è allog alo, cosliluit.o non solo da una infiltrazione e matica inlraparenchimale ma da. 1·e1·e e mor-rag ie inlraah'l·olari. Qucmdo ciò fosse limitalo ai dintorni immediati de lla zon,t lacerala il r eperto avrebbe da que,;Lo punto di vista tlna impo rl anrn relativa, ma allor c hè la infìllrazionc massiva s i osscrYa anche a dis t&nza dal n11nto dire llamenle leso fin o a invadere un inter o lo bo pol mon a re bisogna ce rcarn e la spiegazior1f' in un ;Lllro fattore. 11 cnn lenulo gas;;oso deg li alveoli 11olmonari mal s i presta alla tras missione deg li urti moltrolari. Ma no n è In ,:fesso per la rirrn massa liquida inco mprt>ssihile conte nuta ne l s is lema vascolare òèl polmone, lè1 quale riscntirù falalnwnlf' razione rapida e intensa de lraumenlo della tens ione iòrostatica determinala dal pass~a ggio de l proi clli le ; 2° Tali focolai òi infiltrazione em o rragica tro,·iamo anche n elle ferite tangenziali della parete torarica anche senza lesio ne drlla pleura viscerale. In un caso in r.11i la mo rte a,·venne poco dopo l'ingresso per lesione contemporanea d el r en 0 dest ro s i trovò c he l'in ia rlo tnL11mt1t:ro occ11parn tullo il lobo infe riore de l po lmone destro. t·na s imile infiltrazione e matica della g r ossezza di un 1101·0 di gallina s i trovò ne l fegato p er quanto non dirclla.mente leso. ln un secondo caso venuto a mo r'f.e in 20 orr, in c ui lu l esione esclus ivame n le va rie lai e non m o tivò c he la correzione del lr frallu r e delle roslole e d e ll'arco ca rlilaginro con la c hi11suru del ravo plcuri eo, 1a nec ro. sr.opia dimostrò una infi ltrazio ne e mo rragica m assi va di lullo il polm one d estro. r..·agent~ vulnerante era un proietti I~ di f11cile lirato a brc ,·e distanza. La sola s piegazione pos!"ibile è nell'aume nlo fortiss imo, rapino d ella nressione idros lalica c he lw rirnvoca to lace razioni v;isrolari m o llo al di 1-à della zona dire llamen ie traumatizzala , <' ciò in virtù de ll'az i1rne late rale d el proii::Ltile . Tali casi sono l,llre modo g ruri e l",'ìi1 :1 lom in fau s t~ n111presC'nla t·ra triste sorpresa, che la re lativa minore importanza d e lla ksion0 esclusivamcn le 11arietale non r endeva p resumibile; 3" Nelle co::;idetle ronlirsioni da g rossi r o r pi o llusi senza lesione d ella pleura ,·iscerale, la presenza dc ll'C'motlis i che no mina il (l uadro Sl'nza presenza di i::mo lorace non 1,uò Lro,·are ragione c he in r oll u r e rn.scolari in relazione all 'aume n Lo rapino de lla lesione in tra ,·ascolare, r,C'i· r11i s i fo rmano molt r plir i focolai ronfltirnl i rii emonagio inlravasco-
L E FERITE TORAC0- POL:\10NARJ PER AR~[l DA G t:ERRA
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l~ri. Ques ti infarti traumatici rappresentano l,l mig liore de pos izione per 1'111:,orgere di quei focolai di broncopolmonite a cui pare che a prefe r ~nza d ell~ ferite trasfosse o con proiettile p ermanente nel p olmon e, . s iano pred1s post1 soprntutlo i gravi casi di cosi d elle con tus ioni d el polmone o di ferite tangenziali del torace. Da i falli e dalle considerazioni sopraespos te deriveranno in segu ilo dei corollari n ella terapia. d) Lacerazioni del diaframma. - Sono più freq uenti eh.i non s i creda le lesioni isolate del diaframma sema lesioni di organi addominal i. ì\egli interventi per lesion i toraciche pu re la l11ccrazion c più o meno estesa del diaframma è staia riscontrata 5 volle (V. casi segnati nella mia sLalis lica ai nn. 71-70-1M- J57-t60). Essa ra ppresen kt. indubbia. m en le un faLlore di notevole gravità e più se è ampia. Ciò non t,•.n lo per la c\·entualità come asserisce il D L1val di unii. emorragia exLraple11rale, inl1 a peritoneale. Questa non può \'Crificarsi, lìnch è nel torace esiste pressione n egatffa: il sangue sarà anzi aspiralo in cavili.L p le urica come è frequenteme nte osservabile in casi di l0sioni toraco-addominali che inLcressino il fegato o la milza. P e r poco che la frrit.a s ia un po' ampia s i può cons lat;are un emotorace 11ure di medio g rado anche se s ia staio leso lo spazio c0m pleme nta re dis abitato del polmone: dunq ue s i d eve escluder ~ una sorgente toracir a d ella emonagi,L, ma di più in tali casi specialmente allorc hè si inte rviene su l fegato, basta appena abbassare l'orgun0 per il trallamenlo della sua lesione perchè s i senta p rodursi sul m omento .u no 11neumoton1ce. La importanza di tali lacerazioni sta: 1° Nel fallo che rendono impossibile il praticare uno pne umotorace terapeuti co a pressione pos itiva L'aria ins ufflata allora sfugge n ell'addome e ciò fìn chè non siano cos tituite d elle aderenze s ufficienti; 2'' Nel fallo d ella aspirazione di visceri addominali se la lesione ris iede a si nis tra (a d estra il fegato garantisce da tale eventualità ) col veri fìcars i di procidenze transdiaframmaLiche di visceri addominali (malamente chiamale ernie). li caso segnato al n. i5't è un b ellissimo esempio d el genere e meriterebbe una illustraziona separata; 3° fnfine n el pe ri colo d ell' inquinamento delle due cavità colla forrnaziune di un ascPsso sollodia frammat.ico e di un empiema libero o saccato. P E:- r quanto s i potrebbe dollrimdme nte ritene re che le ad erenze rapide a formars i dovrebbero rappresentare una barriera in effetti, in cas i di les ioni toraco-addominali in c ui l'interve nt•.) impossibile in primo tempo -si è dovuto poi eseguire per complicanze sotlodiaframmaliche, la pleura era sempre compar tecipe, ciò indiffe rentemente che il p roiettile avesse -attraversato prima la cavità pleurica o quella peritoneale. Sono diagnosticabili le lesioni del diaframma . Non esistono segni si<:uri. E' noto che nelle les1oni del tofocc p uò coesis tere una sindrome p seuclope ritoneale caratterizzata du contrattu ra della parete e dolore o una s indrome freno-d iafra mmalica (singhiozzo pers istente, dolore all'arco costale all'attacco d ei muscoli retti, modificazione del tipo respir atorio). Ma l'una e l'altra non sono affatto caratteris tiche di una lesion.:i diaframmatica. Es istono anche nelle lesioni s pecialme nte bas è, s ia p ene-
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LE fl::RITC TOR~CO-POL:\IIJNA RI PCR AR)ll DA Gt:ERRA
lranli loraco-polmonari , s ia pura mente cl.ella parete e l'ho riscont rale più frequenti e più estese cd t>Yid <'nti n~Jl~ lesioni del torace dl!str o: Anc he la immobi lità per para lisi d el diaframma che si può controllare tanto all"esame ra.clioscopico, com e e m eglio all'anerlur a del t-0r aco al momento di un inte rvento primario, non è s intomo caratteristico d elle fe r ite d e l diaframma. Essu 110n è difficile riscontrarla anche nelle ferii.e tange nziali basse con a m pie lesioni della p Hret~ toracica come anc he n elle contus io ni torac ic he. Le lacerazioni del diaframma s i possone sospettare: t• con la ricostruzio ne d el trag illo de l proie ttile; 2° quando alla r a dioscopia s i riscc,ntrano ombre ano rmali alla b ase c he depo ngano per una e\-identc alter azione di l"!ipporti con i visceri sollodiafram malic i; 3" riuando no nostante i cui munti e nonostante l'assenza di notevole e m ot-0race o di un'l pneumolo rnce a pression e, pe rs is tono g ra \·i altPrazion i funzionali; 11° infine, quando nel praticare uno pneu m otorace artific iale non si giunge a produrre una pressione pùs itiva. endople urica. So no cri teri, com e si vede, indire tti i l c ui ins ieme può luilaYia condurre alla diagnosi ; tuttavia le lace razioni del diafr-umma specialmente limitale rappresentano molte \·o!te un repe r to operatorio non diagnosticato prima della apertura de l torace . e) Z onrt polmonar(' /Nitn. - Altro fattore di g ravità è la sede della ferita polmonara. Essa ha un:.L note\·ole im!lOr tanza, sopralulto pe r la rnlilà della emorragia. J?oic hè I rnsi p enetrano neil'ilo polmonar~ dirRmandosi e s uccrssivamc nte diminuendo di rnh1111c, fino alla perifer ia ross iamo traccia re tre z()ne r.onccnlnc11e " <.le i g rossi, m edi e piccoli \-as i ». Le lesion i della zu11a centrale c he corris ponde i!lrilo sono rapidamente mortali. Questa zorn prc ie llala s ulle paret i to raciche cor risponde in avanti a l 2° o 3° spazio intercostale in de nt.ro dc ila emiclavc·arc; in dietro corri:;1)ondc a una losanga omo-verlch1 a lo I imi lc1la in fuori dal marg ine spi nnlc delr o rnoplata, in d entro dalla colonna ve r tl'brale ect estesa dalla 5• costola, in alto a:11.1 i:{· costola. Jn au0sta zona possono essere lese ollre le bra nche di biltircazione dell"artc ri,1 polmonare ,rnch c i bronchi principa li con esito o in ernorrag;a fulminan ~e o in enfisema medias tinico g ravi:;,imo. Tal i feriti non gill'1go:10 alle ambulanze a m en o che il proi'!llilc, (in gtne rale oalle tta di s hrapnel)). a caus a della scarsa resirl11a fo rza viva non rrs li annida lo nc11·110 senza provocare lesion i vasali. La gravità della fe r ita polmonare, naturalmen te a pa rità di altre condizioni va dimin uendo a misura c he la s11a sed e s i avvicina alla periferia· Jo fe rite della base polmona re hanno un decorso migliore in sè s teS-C-~, ma la prognosi è agg:ravala d alla possibi1ilit di ~111 ~ lesione concomilanle de l d iaframma. Più g ra,,i sono le fenl-0 dc li a pice e d el lobo sup cri0r e . Esse d ùnno luog-0 a una e morragia piì1 ,tbbondanle e più d11· r a tura in quanto c he non risentono che tardivamente l' influen za de i Ca llo ri dell'e m ostasi SJ.)Ontan<'a. f) 1:in(luPn:a drU' 1 •motorace 7Jcr emo., /a$i v olmonmc . - L·imJ?or tanza dcll'cmot-Ornce quale fattor e di em osl11si oolmonar e è b r n r ~lallrn. no s pa ndimento, anc he a bbonda nte, ma compa tib ile con la v1_ta non: riesce a m ettere in colla~so il polmone eh,' p:nzialmenle. Anch~ m ca:-0
LE FERI T E TUR.\CO-POL:\I ON.\HI PER AR:\11 D \ GL"ERR.\
1L0:"",
di i>molornce a.bbondanle infatti, m rntrt' il lobo infe rio re e and1e quello Jll(·dio, appaiono ir, collasso respinti v(•rso il m edia.stino e la doccia ve r lt-brale, il lobo su pe rio re an cora funz1011ant~ galleggia al disopra d e lla inondazione ple11 1·1ca: sono questi repe rti i:oslanli OPl'rali vi. Il lobo s1 1pcrio re entra anclw in un collusso solo q1wndo lo s pandimento sanguig-no endople urico è lolale, riuando c ioè il ferito è Pl'l.'!'=SO c he dissanguato. Sono falli e consla t,1zioni di rni hisogna tener conto ne l trattamento. L"omostas i po lmo nare', e in riò d t•,·o n0 le ved ute del More lli essere accolte ne l m odo più integrale, s i d dermina solo in virtù de l collasso polmonare prodotto o dallo pneumotorace che s 11onlaneamenle si associa allo c motorncc o da ciucllo che art1ficialmentè ,·iene ad esso sostituito. La 0::flicaC'i,L del (·ol lit:-so polrnonare è evide nte, E se 11ure le vedute de l .M'rrclli hanno hi:;oirno di una confl'rma, L'Ssa s i lm come controllo, si p uò d ire SJ)l'r imenlalt•, in ogni t a5o di lonicotomia primaria. Ane r l.1 il torùcn, porta lo ad atlit1 rnr<· la zona lesa d el pnlmontl, a11che in gravi lucc razioni i:i \"ed e l'emorrag ia arrestars i s i nuò dire sollo gli occhi : qualche volta già la fe rita è esangue. ì'ion sempre certo av,·ien e cosi ; in q u:.iiche ca~o sop ralullo di a rn1>ie lar(•ruzion i e specialmente se inle rPssimo la zona nlt'rlia anche a po lmone coll ubil o l'e mo rragia conlinuèl: a ogni m ,ido no n è m ai una fo rte l'lllOrn,gia a fo rte ge tto. g l P rr.,·,•n;a di curJli ,•5/ra111•i 71f·l 1u1r,·nc!,ima pulnw11(1r1· ,. 11,•l/,1 11/,·1,r11. - Infine un allro futlore rli grav ità è indubbia m ente rappre.,t111lato dall.L presenza di corpi 1'slranci ne l parenc hima polmo nare e 11dla pleu ra. l ·so di proposito qucsia d enominazione gene rica con la quale rom pr<'ndo no n solo il proiettile ma anche lulli gli altri elcrnont1, par li colur me nte brandelli di panno e frammenti ossei che il proiettile lr,1sc ina se!'O o s pinth' ne l polmone. St• e:<isL"' dis purilit d i vedute s ulla tolle ra nza d l-1 pol 111one JJ(' r i JlrOiclli li inclus i t:ssa s i rife r is r e l'SClus i\"lunenle al deror:a:o ulte r iore, qu1111do C'ioè Ì' in giOl'O l'azione d o,·11ta alla esd usi\"a pl'l·senza de l corpo estraneo o mctai!ico. Anche io ho t ro\"alo r he il poimone tol!t:r·a molto herw i proicltil r : molte fc r·ite a fomio ci<!cu con p roiellilt> e ndo polmonar<' hanno una l'VOluzion e sempl ice senza a ccidenti e se q ue,-1 i i ,·e rifìcano non :-t•rnbrano notali di 1111 caratte re di g raviti! s uPf> rio re a qutll r che possono \"Cr1fìcar;;i in ferite tr,L-;fosse, ma quando s i !ratta sopratutto di dl'IPrmina rc 1"indirizzo della te rapia cli ur_g-~11z:t, delta '111ale solo in questo m om enlo mi ocr11po, è n.:cessa rio di d efinire un po· pii1 d e ttag\i atamenlL' e non r inc hiude re il proble ma in una fo rmula as sinmatica' r hr mal s i ,;rl'sla PL'r la infinita varielit de i cc1si. Ollr r l'as fissia e remorragi.i il tJCriruto graw p('r un ìer ilo del torace con:a;istl'; abbiamo ~iit dello, n elle compliranze imrnC'diate sctlichc. ll I10lrn0n0 pe r la s ua a c razionl' e soprat11lt.o la ricc a vu.s<'alarizzazio nc reag iste ben e a un 1iroiettile c!w irr esso pe rmanga , ma ci ò ha un lin1 it,•. Come in og ni alll'O tessun lo da una parte la quanlilit e l,t ,·iruie nza ile i s~ rmi inoc ulati d a ll'a ltra la \'llalilit de i less11li te ·i d al trauma rapµrc>"tm tano le conct\zioni prr una f-\·oluzionc in un senso o in 1111 altro . t\c ris uìta c he (Juando il proit' ltilc non abbia prodollo g ravi att rizioni u ln t'er a zioni ~ conlu~ro ni de l tessuto polmo nare, ::enza gra·,r t~matoma, la ciii..:su s i compie bene come nel caso in cui esso a bbia tra51'inato in m clzo ;.2 - (;;v r,,afr di uH·,tiri •,a 111 ilitai·,·. -
Fa~\·. X .
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LE FERITE TOR•\ CO- POLl\lONARl PEH .\R!\11 DA GCERRA
ai tessuti una q uantità l imilab d i germi. E' c iò che troviamo corno: abbiamo g ià esposto . n e lle lesioni da prniettilc di fuc ile o m it rud iatr1ce in cui si verificano le due condi7.ioni favore voli . ., Jn un caso ima pallotto la di fucile dopo avere attraversato il torn\:e s inis tro e d estro s i aneslò libel'O in cavità tlleurica, n el seno costo-di·1- , frammatico. Non os tante la pres<-'r.za de l cor po estraneo libe l'o n e lla cav1li1 pl eu r ica , il d ecorso fu cosi semplice che il ferito s i oppose redsume n te alcuni g iorni d o po al p rogellatogli inte rvento p e r la rimozion e d el proie tti le . In un secondo caso un proiell ile di fu c ilt' a l'r estalosi n e l 110Jmone si, nistro in vic inanza d e l sen o costo-ve r teb rale d ecorse pa r imente ·n el m od o più semplice. Anche in molti ca s i di sch egge ch e !l('r comune consènso e co m un ti C$J)Cri enza clt, vono :-;em pl'e C',On s ide rars i age nti fortP 1r1c11te seltici, la l~s ion e ha avuto d ecorso fa,·orc\'Ol e anch e se n111lliple le sch egge pen etr a te e pe nrnLnenti n el p olmone, ma H una condizion0 assolt1lam!!n ll' i.11ii s pen sab il0, . che esse cioè fossero molio JJiccole, dola le cioè di sca rsa forza. viva in rapporto alla e;;ig 11ili'1 d <-'l la massa e di limil.at.a s 11pe rfì c1~ cli urLo. A ILri me n Ii :-;tanno 11:: cose fJL?anclo i1 proiettile è voluminoso ,~ r-1::~·!?·i,, anro ra se a s1 11w rfi cic ir'l'f'f!"O la re : le g raYi al terazioni de l foco l,tio tl'<1umatico d e l polmone e la forle q u a nlilù di gPrmi c,;is lt' nli n e l cor po es tra n eo e s 11i b r andelli di veslime nl,L d1l:' (;',-,.;o lras\'ina seco rappre:Sen lano a llu ni condiz io ni ta li rlw r (:'ndono impossibile ogni quals ia3i di fesa d e ll'orga 11is mo e le pii1 g-raYi com plicanze ,;l'ftiche irnm r diatr . rangren a polmo nare , bron co-po lm r,nili gravissime ma sop ral1 1lto la >'t:tti ccm ia plPul'O-polmunarc 11 0 11 son o e Yitahili. La pleu ra che rapprt':-t· nta uno s pazio sempliceme nte v irtuale si 1111ò ri lt'nCrt' cl1P non s ia m ui inquina.Lu 1wi111i l irnml•nlc . O l'infezic-m• è propagala <l a 1111 foC"olaio d1 osleil e d e llt• 1>a rl'li o l' d n\'ula alla lras formazi o ne p11 r ulentu d c ll\:motorace, ma in q11es li larghi focolai lnlllmalic i ron )!ran'. altrizione d ei lf'"-'- lllO poi 111<rn11rc in presrnzu di cc,rpi esl1':.Lnt.'i fo rLN rwnlt> :-;et Iil'i. So n,1 g-rn, ·i::-sime infezioni talora p ut ride e lle appaio n o t)J'(·tnl'emc nl e in :..>·· ù 3' g iornata e a r11 1 parl('CÌpan o in el,!ual mi s ura !)l)lmnnt• e eont en11to ple urico. Ln ronel11s innl' è una La Lolle rnnza d el pnlmon<' in , ·i,.ta d elle compl ic:anzc infìa111mutoric imm cdial<' è d a a11111H·llcr :=:i !ll' I' i proieLLil i di fuc ile e rni lra1:rlialr it:e e anc he JW I' le picrnlc• :-rlwgg-e m ela llkh' a n ch e se m11ltiple; è relali va e limitala pe r le pa!l C'lt t:> ili s hrap1wli: t~ ,fa esc lude rs i in rnocto assoluto pPr I·• :=:rlwggt· m etallic he vol umino:-,·. Abbiamo g iil a ccenna to alla impn l'lanz.a g rancte di una certa S]lt'l' l ~ di corpi est ran C'i rerrnanenti n nl p1t1·c•n cllima p olmonare ; 1/ :;<.:!wg·fte o.sce s itt d l·llc coslo ll' \' h c d C'llc ossa d r lla c inLul'a srapolare ed ~ in11tile riLornarvi s1 1. Ag-1,ritrn gerò solo ch e è qur•st-0 il fatto re c he d etermina i.~ rn a~g-iore g raYilà d e l!P fl' ritc in cni il proie t.t.ile lrn ullraver:mlo il t111·ace da dietro in a rnnli a ltrnv0rsando la scapola. La 1woiezio m· d l' lk sc.h eg-gc n l'llo $pnzio solloscapnlare 11ro ,·oc,L o farn risce l'inquinamen to fii L11tLo il tr ag·illo e s 11ccessi,·an1cnl"' d t>lla eaYil iL nlcu ric,L. Le r o::tolc soltosl a nli ,c:i fratluran o e l e S<· h egge pcn1'lrano <'OI proit?tlitG n el polmo ne agg r·,1,·and one l'azion e e l'é!Pflrr·,-enlando un fa llo re di mr11tg1n r ,' 0
LE FERITE TORACO·PO L:\ IONARI PER ARMI DA G I. E!tnA
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g ravità che n on il p1·oiettile stesso. Questa pro it>zione è qua:si costante e provoca fatal m ente l'inquinamento d e l' focolaio polmonare . Una m enzione s peciale m eritano i proiettili libe ri in caYitù pleurica. A m eno che n on s.i tratti di proiettili di fuc ile la cui presenza può non provocare a cciden ti di sorta com e abbianu g iit v isto , in gen erale una palletta di shrapnell o una scht·gg ia di g ranata a. maggior ragione se ,·oluminosa, sono ben più pe ricolose che se incl u se nel polmone. L iberamente pcsc-anti in ur. liqu id o, o ttimo te rren o di co!L11ra e nelle mi g lior i condizi o ni , l'inquinamento dirEctto e precoce d e ll'em o to race è ine Yilabile.
II. -
Trattamento delle lesioni toraco-pob:nonari.
Da lle prf·messt• c. poste ris ulta in prim:> luogo qut>sto coro llario: " Non è po;;. ibile adottare um,.fo rnn, la unica per tutte le fe rite toracopo lmonari. Se mo lte di esse ernlvo no con sem plice d ecorso con le solite c ure e le m entari d e l lr«llume nlo a...,peUan te , vi è un'altra s erie di <·asi e.ile s i presenlano s i p11ò dire esclusivam r n te ne lle formazioni sanitarie a vanzale e a v~nzatissime, in cui un trai lam ento più atlivo fin o a ll'inlernmlo c hin1rB"i1·0 s is tematit:o è l'u nico mezzo che _p11ò sottrarre il fe rito a lle oonsegut' nze mortali immedia te o ri tardale». E" dun que un sano ec lellismo cli il'ul'p.-ico c he d c \"e d o minare ne lla terapia di 11l'genza di Iuli lc;:ioni. 11 diffirile s t.r, n1i l ctete i minal'e i crit.e ri a c11i il chirnrgo d e ve in spi ral'C rowrn propl'ia. Tanto per impostare la questione : a b biamo t r e corren ti: la prima : As tr nsionismo; abbanrlona la lesione s i p uò dire a sè stessa , crualunque essa s ia, lasr ia che u n polmone ferito continui a san g uinarn fh10 a q uando l'e mos tas i s1 far('ia s po ntanea se si fa, limi tnndosi a c11rarc g li esiti piì1 o m eno lo n tan i d el t ra11m<t sofferto. Lascia in u n :1 cavit:·L s ie rosa !111 conte m1to idealt:: cli colture mic ro biche in presen za di un fflrolaio piit o m eno inciuinalo limitand osi ad apl'il'e un e m piema. s0 c ii> Yiene u LC'm po, lu::;c iu in seno a i tessuti o nella pleu ra s tessa ro,·pi l',.,lnmei di qualsiasi n11l11ra a d alto contenuto settico in focol a i m agari fn rtcml'nlé conl11s i e rlilaceruti . Tale trattamento c he è la n egaz io ne di ogni sana chi r urf:-ia , anzi di ogni sano c rite rio confida in CJuel la percentuale di sopra \"viw•nza d el!<? lesion i d i min,-.re grnYità tnon parlo d egl i esiti f1111z ionali d e finilivi ì che com e abbiamo vistp rag,5iung~ a ppena il '1:::1 J,. Fa as:-olutame11te astraz ione d ella m orlulit:'1, primr, non sosp eLLata , Pnorme (57 %) dl'i ca;;i c he di tale trattamento non s i g iovano e n o n p o::;sono g iovars i. L a seconda, c he fa capo al Morelli , in le rvit n e p iù aUinLmentc·. Ovvia a i p e ri c nli i1nmediati d ello pneumotorace apertio, assicur a razionaim e nte l'e m ostas i polmonare ove questa è pos:=:ibile senza un interve n to c hi r urg ico, allontana dalla \"avità s ie rosa 1111 Jiqnido fo rte mente inquinabile, mette il pol mone nelle mig liori condizioni J)er r eagire a un p e ricoJo di inquin Hm wlo, ,·e ngn c;;so dal focol a io t raumatico o dalJ'estern o. L ascia però, quando non inte r venga il c hirurgo, in allcrnli":! le condizion i anuto mic ht> crt>a le dal trauma s l'3Sso nel p o lmone e nella.
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LI:: Frn1n; TORACO·POL.\lOl\ARI PEn AR.\11 0.-\ Gl"F:RHA
par ete e abbandona n e lla cavitù f,l enrica o ne l nolmone tutti cor pi estranei qua lunque essi siano La t.erza, infine, c he fa capo al Duval pari.endo dal concetto: i " che non t.ulte le g ravi em o rragie JJl'r l~sioni polmona1 i provocano la m o rte su l campo; ma un certo numero di casi g iungi? fin o alle forma zioni sanit a r ie ove è r:ossibile un trattam ento c hirurgico effi cace c he solo puo scong-iu r a re la mo rte; 2" c he pe r le condizioni ann torno-11at.ologic he provocate dal trauma, lo s tato batteriologico de lla ferita, la grande frequE•nza ddle com p licanze seltichr pniroci (fino 1-4 %) , ogni fe ri ta ciel poln;one da proie tti le di arti,rglie r ia è paragon abile in mod o assoluto ,i ogni allra feri ta in (Jualun que altra regione anato mica e in qualunqu~ altro tessuto, pone la quesli onf· de ll' inte r vento c hiru rgico s ist.emalico prt>,:oce o meglio irnmt diato il i,iì1 pre;;to po,;sibilc n elle prime o re successi ,·e alla fer ì la E' P.ecessario anzitullo, da.I punto di vis ta d e l trattamento, dis tinguere le fe r ite lo raciC'he con torace a pe rto e quelle con torace c hiuso. Esiste una g-ran di ffe re nza fra la m,J rta lilit deije prime e quella delle secondr. GaLelie r dii il 25.& % ne lle fe rite con to ra re aperto c he giungerebbe fin o a l 50 •,, quando la brrccia parietale è la rg-a, m entr e le ferite chiuse ra!{gi1111ge rebbero una m ol'!alitù immediata de l 11,l l %. Duval dà pe r lt: prime una m ortalilù immediata d el 24 %. a ) Touu·,· ap,•rtu. - Le fe rite con to race ape rto ris pondo110 a due tipi principali: a pe r tu 1'a a mpia , ape r tura st.retLa e m eno diretta. Nell'uno e ne ll"altro caso pr rò la pln1rn comunica largamente con l'esterno t·d esistono fratture di 1111a o pi11 costole e do minano tre ele menti di g raYità eccezionale: a ) l"c mo rrngia r hc può essere m ortale, p erchè l'e m ot.o race s i vuota e s i riproduce cun l inuame nle non e::;istl)ndo, ad eccczi'.)ne d e i C'Ollasso polmonare parziale, fattori s utficienli di em ostasi s pontanea; (b) as fi ssia per lnlllmaLopnea tùnl.;:i più g rn,·e in q uanto più urnpia è la brecciu; (e) insorgenza precoce d ei grnvi accidrnti selliri pleur o-polmonari dovuti si a al, gioco d ell'aria est<1rna c he senza pos"a e ntrn e fu o riesce da ll'apertura ddla parete, s ia alla s uppurazione c hè si srn)g-e nt•I foco laio di frattura costale e ne ll e pa rti molli delle pareti, sia in fine a l focolaio traumatico del polmone, in c ui la p re:;enzu de lle sehegge ossee proiettale aggrava e i g uasti del parenchima fatti d al corpo vulnerante e le event ualilit riel suo inquiname nto . Non è possibile concepire l'attesa passim davanti a un s imile feri to, pa ll ido, m ezzo dissang ualo in istalo di angoscia respirato ria con una ·ape rtura più o me no a mpi a nelle pareli to raciche d a c ui gorgoglia a ogni ins pirazione s angue m escolato ad aria; pe r poco (')l(' s i_ ab_b(a una s iste mazione s ia pure appe nél sufficiente pe r pantl't' ai pe l'lroh immed iati c he ne minacciano la viLa e non s i compre nde com e vi poss a ancora essere (Jualchc voce disrorda nle ch e difenda il semplice trattam e nto medico. In alc uni cas i con breccia piccola io ho fallo atluare nella mia ambulanza l'olti ma cura consigl iala dal Mor elli e so rpreso dal ris ultalo Ol· tenuto ho tri.lsformato in defini t ivo quel trattamento inizi a lmente adot ta to solo in ,·ia w ov,·isoria con l'intendime nto di r,rovverlere seconda-
U : FERITE TtlllACO- P OL:\JONARI PER ARMJ D.-\ GL'ERRA
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ria.me nte appe na le condizion i d e l ma lalo l'c1vessero permesso alla ch i11sura operatoria d e lla brPccia. Tn cc1s i straordin,Lri a mr nle prec:ari in Clii il fe rito pre;;so che dissang uato e in s tato di asfissia non potrebbe tolle rare alcuna m anovra chirurgica, bisogna far p resto e col minimo lra11ma possibi le chiude re la breccia, v uotare l'emotorace e m elte re in I i poso il p ol mone . Pare c ioè le condizio ni p e r una evoluzio ne favorrvole di una fe rita lo rncira c hiusa. P er quanto il D:.1val affe r mi <'he la torncoto mia non in flui sca sulla pre,,sioni> sangu igria tanto da 1101.rrht attua re unc lle con pressioni minime al Pacho n di 5, è ce r'l.o c he : p ur non a\'e ndo av uto la possibilitit di fare d elle ricerc he s ulJa tensione qiscolare c he hanno ne l to ruce com e nell'addome una impo1tanza d ottrinale e pratira notevole) è certo, dico, e lle g iungono nelle formazioni avanzale fe riti in tali condi zioni di s hock lorac-ico e di ane mia cllC' non v'è ne ppure da pe nsar~ a un intervento, che µer quanto rapidamente cond otto e senzil anPs lesia n on può es:::en· tolleralo. Bisogna quindi conwni,·e c he in questi casi la condotta s11ggt'rit ,L dal Morelli è l'un ica razionale , dirò di più, l'uniu poss ibilr , ma alla luce d e i rt•sullali comr,arativi bi!"ogna convenire altre.si che se con questo trntlam enlo i dur pericoli immediati d e ll'asfissia e d ell'e m orragia possono veni re scongi urati, s1 a hbandona il ferito a tutte le even t11alità d erivanti ;;ia dallo ir1quiname:nto d ella fe ri ta, s ia da quello d el focolaio polmonare tante maggiore in q 11anlo l'agent.e traurnatico in ca11st è generalmenlt:· una g ro::;sa sc heggia di granata. Jn 5 ca s i in cu i è stata aclollata pe r la chiusura d e lla brècc ia d e lla pc1rete la tecnica nel More lli s i è avuto il seguente rcsultato: In un cas o, guarig ione senza alc una reazione: in 4 casi , empie ma. e· l'inte rvento chiru rg ico ~ia ne lle brrcce ang uste che in cjue lle ampie ch e solo può d a re garanzia di ris ultato, ma l' inlcr v~ nt0 com e lo ha palrncinalo il Du val dirello no n solo alla occlus ione d e lla ferita parie ta le ma al trattamento d e lla lesione pulmonarc non inteso cioè come cli irnrgi a ossea e d e lla pareti': ma anc he come c hirurgi a visc·erale . Alla esc iss ione com plda d e lla fr rita d e i Li·>'suli m o lli, d eve u11irsi la rorrezion,• d e l focola io di fralLma. il prosc iugam ento d ella cavitù pleurica, la n mozione di coagu li c he spesso si riscontrano, specie ne l seno co;;to-diaframmati co, e che sono forte m ente pericolosi per l'inquinamento, la asporLazione di cor pi C'Sl r.. nei li])eri rn ca ·.rrla pleu rica, la s utura di una eventuale lacerazione diaframmatica, il trattamento d e ll a fe rita po lm onare con l'emostasi dirella p1·e\·ia l'aspo rtflzion e , se è possibile e lll'l m odo più compl eto, di Lutti i coq 1i estrane i e infine la c hiusura completa d ella cavità pleurica, g iovandosi quando nu !l'allro è possibile (com e nelle ampie brecce) d e l dia framma nelle . lesioni basse o d el polmo ne stesso c he vien s uLurato al conto rno d e lla breccia p le urica (pnerrmopessia). Come s i YC<le è lo stesso conceLLo c he fo rma il lraLlamcnlo di urgenza profilattico di una fe rita articolare. Co me n es$1.1n chirurgo, p er Poco c he le sue s istemazioni lo consentano, non abbandona a sè una a r ticolazione fe rita, ma d opo ave rla é'.mpiamenle Hperta, nrtt a la, vuotat;t,
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U : FEl<IT E TllB.\f~l)- P '411 ..\HlNA HI PER AIJ .\11 DA Ll l ' EIIRA
liberuta de l 1woie Uile e d eJle schegge ossee m obilizza le la richiude. così a 11c he 111utatis 1mt1111,d1., nel lOnt('e è pe rfe tt,unente adottabile in questi casi lo stesso c ri te rio d i inte rve n to di urge nza no n solo ,L sco1)0 emo-
s tatico ma ttnche profiléillico. l miei resullati sono que,.:ti: in 7 ras i in cui la brec,cia è ·stata chiusa opcratin11nente con o s enza inte rn·nto s id polmone s i è avuto questo esito: in casi senza alc una r eazione; in 2 casi cmpie m a e bronco-polrno ni!e; in un caso m or te . QuesL'ult,imo. era in condizioni estremame nte preca rie pe r g ravi. sim ,t ane mia, coesis lend.o <·on la l!Ta \·is,;ima ferita ton.1co-polmunan· una estl's,1 frallu ra. r o mminutn ampiamen te a.p(·rla de ll'o ml'r-o. P u rtro ppo, ripeto, questo inlc n e nto co mplE>lo s ul la pa rete, la p le ura e il 11olmonc trova la s ua limitazi one prulicame nte nelle' grav issime cond izioni in cu i tali fe riti ragg iungono le prime fo rmazioni ('hirurgi(' he o,·e un interven to si mile è possibile, pe r quanto queste' po:,;s a no PSse,·c a,·anzate . (II mio r e parto r ll irurg ico a Gorizia e ra a Liro di fueil u da l !'vi. S. Gabrie le e dal \ 'e liki, !cL mia amb~ila nza e ra ad ~ km , d al Piave) . In' ogn i caso p e rò, anc he quando non s ia possib ile: il trattamenlo visce rnle della ferila, è indispensabile nc ll 'attna re la chi11s ura dellcL brecc ia toracica e s ucressi\·ame nte Io pneumo to race artific ial e s econdo il Mor e lli, far pre. ce.dc re il trattame nto co mpll'l{1 d e lla ferila J)a ri<'lale con la escissione d e Jla fe rita de i t<' ss 11li m olli e ·1a correzio ne de l focolaio di fraUur a. Ciò è ta nto pii1 incl i,:pe nsabile se il f6 ro d i ing r esso è in corris pondP.nza d ella srapola . Natmalmcntc co n c iò il ferito ,·iene proi~tto d a un inquiname nto de lla cavitit vro,·enienle dalla pé!re le , ma non dalle g ravi comp l ican1.c infìammalo ric de rirnnti d a lla lesione polmonare s lcssa . ctas i il raso seguen le :
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,·e-
T c n . d e l 2n fam . R . , ig . J·: . - Entrò lll'll ';iml ,uh11za 6• circa 2 ore dopo la f-,. rita il J'H n-1S: ne ll (• on· dd ;11at ti 11n prcsem ,, 1111~ icrirn da p a lktta di ~hrnp ,w ll tra, fossa tk:l to race ~- con foro di i ng rc s., o in corri~po mle111.a della "quama d ella ~c:ipola , a r n •,tn del proie ttil e 11l'I 11111,cnlo (\ . l'. a li n : llo ,Il-I 3° sp a,in imerco,tn l..~u'll a e111icla 1·-,n rc. F rnuu rn d cll:i "qu a 111a dl'lln ,cap c,ln, frnttnra :<ch q,gia ta d e lb 6' costa po :,.t . e rlc lla l' co ...tn a nt c r iornu: n t c:.· . E11fi..,t" t1 10 ~otl(><·uttt neu c he co111pr end~
il
c:,po e 111lt0 il trc,n co fi no :,Ile reg-i" n i ing-11i11a li. l 11te n ·l'11\o i111111,:cl int o . :--:irco~i m orfin;, c-!o rc,(o nnio. ~çi~sio11c ck lla fc ritn ,l i in g res:<o, resl'z io nc, della pa rt ,· frnttnrnta <kll n sq11.1111a tie lla scapo la. Jo:,;;tra,iom· cli ~<'h1.:ggic llallo spn ,.io sottn~capol:llrC. Corrl'ì'Ì011(· dd ftK"olnio <li fr:H lnra Lklia 0 3 c.:o~lH: t a n 1p1111 a111(·11to 1k l1 a hrC'Cl'Ì:a plcuric-a d ll." :,:ullin. E ~t rn1.ir:11<: ddb pn ll c tta di ~h r:op11e ll, <·o rrc,io 11e cl,:l focoh1 io cli frnllnrn d ella ;;" co~ta. T n111 p,,11a1n c111 0 dd l:1 ~..:conda hn:ccin pleurica , v11o i tl 1111...·11to ddl 'e111ot o ratc e pn eurnoto r:u.. l' ani1ic i:dc st:<'ùtu.lo ;\l or clli fino a + .i · D t·t.·or -..11 fL·l,Urik con nlte LL·n tper a ture fi11 d:tl l:'\ ~t:C"o11t.ln g iorn~ta. J/e 11 fi ,en ta ch)pp l'in1tCr\'L'11to 110 11 ~i è pi t1 ,l iffu~o 111:i g i?, in fìnL' dd la ~l'COlltl:t g-i n rna t 3 nc.·l'C IIJHl a n ·. · ~rt"d irc , rli,p1h·[l , pol,o p iccnlo. ~ c l dnhl,io di uno pennn1otPnwc a pn :~:,;iont· ~i ~=-u..:~ia eo11 un ti pu11tura; la prl.'S!-- Ìon e iu~pir:nori a 11011 \.· 1111Mii tìcn1~1 cla q 11 ella ini t ia lrn c ntc p rodotta . ~luo rc rx·r h ron copo !111onite d iffn :<a in 3• g i,,r11:1t:1.
I n q11l'"lo caso la pn:scn,a d e11 ·en1!1ie ma rpias i gcne ral izza.t.o e 111 rapido aunw n tn. $inl o1110 di acl<' rcn1.c pll'11ric lw . scons igliò un intervento vi;;:ct:'r aJe. La <'11 111~111·11 rltl le r,a rC'li e Io pne11mot0r ac.? ris poser o eg regi11m e ntt' pe r u;s:ct11·arc· la e mo<:tas i e ra,TC'slo dd l'C'nfì ;:C'ma ma non \·al-
l.t'. FEHITI:: Tl)RACù· POI..\IONARI Pt:R AR~ll DA GL"ERRA
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sero contro 111 grn\·(· com1:licètnza infìammalori a alla ri11ale d el resto nepJIUre un inten e nlo più a.c:g ress ivo elle sarebbe slato gnl\·emenle o,..:taMlato dalle aderenzE pleuriche auebbe so~t rallo il ft'riln. b ) Torace r:hi1t.w>. - Q11ando il torace è c lli11so, il che rnppresenla la mag-gioranzn dei ·ca:-i, quund0 cioè non esis lP Lrau 1rn1topnea e l'emolornce non s i vuota al.lnt\·er so la fe rit a o le ferite es lerne, l'indi cazione di un intervenb di urgenza è più rara o pe r m eglio dire è a:-:'ìai più diifirile a slal::i lire. c l Emos/11.,·i J)1J/111 on11ri· . - Il fallo di (',>!bi.alare un c mn to race abbnndunte non costituisce una indicaz io11e o pe ratoria com e nor, costi lui.c<cono una indicazione operatoria i fatti generali gravi unili a g ravi ;,inlomi funzi o nai ne lla cle lr rminazio ne d e , quali hanno g rnn parlè ollre reino rrngia anche i(, sh()ck tc,racico e i riflt·s,;i pl eul'ici. (Jtlinwmen te r i:<puncte in questi casi gnl\·i la tecn ica del MOt'l'lli e 11cr mio conto non \·i e alruna rag ione di apri re 1111 torace al fin 0 di prati ca re una emostasi di re tta c he gene réltmer1le si è giit \·c rifìcala. Ct• 1·lamt'.nte casi di emorragi 1: i111mc·ctiale mo rtali si os,;Nvano nt:lle unità avanzaUssimc, ma s lancio allè mie osservazioni è eccezionale rcvenien za che tal i formidabili emo rragie po,;sono gio\·ars i dL' ll'inten·cnlo d1 1rur·g ico . Tali feriti sorcombono allo s hock e alla an em i,1. \'eclas i ti n 1~0 seg11e nte ri1lorlato al n. ·10r, fra i lo niro-addo minali. 'J'en. z,,5 hatteriu ho 111hanlier.- di F . ,ig. l'. - Emralo il 1,-10-1 9 18 per: 1 ° kritc rnulti plc del polmon e , 5 <la ~cl,eggC" di hnmhanl::t. con nrn.:~to di una di e~~c ne l pol111 011c e di 111,,ltt:pli d :.:l'l1cgg-t: O;..:--t.T pn..,, t:nit.-nti dn frn.:ol:1i di fratture co~tali e di fr:ntu r f' del c,>11,, chirurgico <kll 'oméro : 2" altra ft: rit " 1wndrant<.: torn.:o-a<ldo111i1i:ik cun arre~to d~lla ~chcgg-ia Jll·lla log~ ia :-.pk11icr1. Condir.ioni g-rad~si111e d i nne111i~1 per t~1uorra_gi a ca ,·itaria l'd l.''-t c:r na. ( >p ... r aziouc i111111t.·t:i:ua . .'.\fc1rfto-dorofon11io,
,,~:,-,,igc... 110 , n an:o~i . R~pitli:--~irna tnrn-
1.,
,·otu111ìa a111pia con r c::--t:1.ic.nc: lhdla \"II costa. per ccnt . E,trnzione dall 1n111pio fcx·ofaio di l accn1zio11e pol1no11a.re ch:11 ;1 :-:du.:g-g-i;-1 nu.:tnllica e di nu111eru~c )',.c.: hc·~gc os:--ec , :--utnra di c~,a. sutura di 2 ~tltrc ferite tll'l loho i11(c.:rnìnr~ dd p0I 111n11e ste~~o, prosciu-
l,a111v11to <.lt:ll'cmotorace . E ~plor:iziont: rnpi,la della loggia ,plt:nic-a :ltlnl\·t·r, n ,kll a ferit,1 d tcl di:ifrn111111a che viene m11pl iat:i (non emoperi1o m,o) : , uturn ,lella lan,r;;1.io11c· lll'Jla Ca\'Ìtil pk11ri<.'t1, pn··:io pro:,:(.·iuganwntu dell'e111,,tt,r1tcc. :lluorc po d1c ore d opo.
tlìafr:11111 11 at i c~. Chiu:-:ura co111pl '!t::t
In tali fHili in c11i l'indicazio ne o peratoria ,:catu1·i:;.::e d,tllo stato di .!!rave ane min per e rr.orrniria ravila.ria lo shock c<wsistente limita fortv1ne nle l"alli\·itit d el chil'tlrgo. Iu son Ye nuto ne lla con\· inzione c he q11ando esistono tali com plessi s into mi da co.;lringt)re q11as i il c hirurgo allèt scelta di questa via come l '11nica s pcran?.a di st rappare nlla mort e il fe rito, l'intervmlo no n rapprc·:-<' nta che un ins uccesso. E son venuto alt r esì a quest'altra com ·inzione C'he (luando il chirurgo inte rviene in la/i cas i, s i lrnva nl'lla generalila l\• 1nost..1.~i giit n\'Ve n11ta . L' inle n ·cnto all o ra si riduce a l trattamento d e lla ferita p o lmonare, ma ha perd11lo il r a ralle r e d ella indicazione per In quale è stato praticalo e cioè d e ll't>ll10slas i . .\'oi abbramo invece un eccelle nte nwzzo p er una emosl,L'ii pol m onare nella tecnica d e l Morell i. r,· 110 alluala in '12 ca s i nei quali lo s tato di s hock aggrarnto dall'anem ia scon:-igliarn in m od o a s,:oluto ogni m-
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I. E n:n1n; TURA.-:ll-POL.\IONARI P ER AR!\l l D.-\ GL; EJlRA
lerTentn di urge nza : l'lJIH' ne solo una volla l'inle r vcnt,o f11 imposto d a lla continuazio nl' d e lla emcrrag ia. Il polmone nonos tante fo:;se s tato c om p l«:tam,rn le sd1ia.cciato rta llo pneum oto ra ce contin11ava a sanguina re. ln t11tti gli altri ca s i, per q uanto s pec ialmente in principio mi rossi ser \'i lo d e l mezzo com e. un ollimo espedie n te c he consentis.<;e l'attesa e n eilo s lcsso te mpo com e una buona preparazione per il succe~sivo inle n ·ento. questo non ha più a vuto luog·o p er la indicazione : emos tas i. Quest~ e ra giil stata p raticala dallo nne umotorace artifiriale . E notis i anc h t' co n emotoraci eno rmi e quando il tragitlo d e l proie ttile p nssa \·a in pieno pare nc hima po lmona re nella zo na d ei m cdi e g r ossi rnsi. In (Juesti seto ni, l'in ter vento ch irurgico, a mio parer e, cr ea co ndizioni infe rio ri allo p neumotorace te ru1w utico . Infa tti l'e m ostasi dire tta co n la s utura polmonare è tal e solo d i no m e, pe rchè, ne lla impossibilità d\ s paccar e il lrag illo r rl i legare dire ttamente i rns i sa nguinan ti , esso si limita a c hiude re i d ue o rifizi d l'I tramite polmona re . In ta l caso l'e m ostas i se si fa non è C'e r to da. m elle re a ll'attiYo d e ll a s utu ra d el polmone . ma solo del co llasso fallo dallo pneumoto race one ralorio . Con m ol lo minor t rauma per il fe ritq s i rag-Eciunge lo stesso fi ne , e più com pleto. praticando n ella cavitit p leu r ica una pressione pos it iva che vale m olto meg lio a m e lle re in pe d ello riposo il 11olmon e.
d) ln(luen:.a dello vnctm,otoracc nelle con tusioni j)(]/mon<{ri. L'azione d ello p ne umoto race a rtifì,: ia le è da consid e rare a nche sotto un a lt ro punto di vista., co me , c ioè , m ezzo profilattico per quanto è possibile con tro l'insorge nza d ei g ravissimi fatti setlici ple u ro-polmonari precoci . Se infatti il vuotam ento d e ll'emotorace m e tte a l riparo, per (fuanto è possibile, la pleura d ai pericoli res ullanti dall'inqu inam ento di essa , l'abolire l a funzi onali!,:'! d el po\ mon~ s ignifica ga r a n tire d a un inqu ina m ento per v ia aerea d ell' infarto traumatico dl'l polmone consegue nza. d e l. trauma, limitare o allontanare la cosidetla co ng eslion t' polm ona re e diminui rne il peri colo d1 u na broncopo lmonite d iff11sa all ,L inso rgenza e a l diffond e rsi d ella (Juale non è d a escl udere m oli.o contribuisC'a. il pe rmane re d el sangue ne l ,;if; lema bronco alveolare e il suo ris ucchio, la s ua. as pirazio ne in di!;trl'lli polmo nari inizialmente r iSJJa r mia.ti dalle con,;cguenzc dire tte d t'I lra11ma. Ciò è quas i fatal e avveng a o po lmone funz ionan te in r upporlo con la. incomple la e liminazione 11er la d ifficoltà d ella tosse t' la ins uffic i1::nza d e lla t'S!Wllornzio ne . e ) Fl'rite ria gro:;sr' schl'ggt di ruti')lirria. - Do\·e \'in ten ·ento r hir u rg ico ri prende lutl i i suoi diritti è ne lle fe rile da schegge di a r tig lieria . tanto magg i<:rmen k !':C t•,;se s1 »ono arrestale ne l 11olmone e an cor pi i1 se libe re in cavità pl c 11 r ir a. Qua nto ,Lbbiamo d e llo a 11roposito d elle IL·!'ioni analomo-pu.tologichc p rodott(· da esse c i dispe nsa d a l <iilunga n : i qui s ull'arg ome nto. S ccmparso lo s tato di s hock e p re parai.o in conseguenza il ferilo r on un pnc u mo lo rnce arti fic iale l'in terYenlo, c he \'ien,~ m a ravigliosame ntc sopportato, m ctlc a l rir,aro il fe rilo da l111le le r>i t1 g ravi comr,licanze immediate . L' in tervento vc1 p1-a t iealo a l più presto e prima., ad ogni m odo, dell'insorgenza d ellu bro nco-pnlmo nilc c l,c, avviene in g ene rale fra la ::!"' la 3• g io rnata . EcM un bc ll'escrn11io d el1'11tilitit d c ll'inte rnnto.
u: FE:Rln; TOR-~CO-POUlONARl l'E:R .\R.\11 DA GCI::RR.\
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Solù. l'. S. dd .1S r"gg. fantl!ria (17~ co111 p. 111itr.) . Emrn in A111bnlm1zn il ~2-4-1$ pt•r f~rita da .~ ro ss a ::;d1cgg-ia <li ,5,.! ra11:na pe nt·Ln1 nte. n l'I tc,ract al ; 0 spazio intc rcu~tale s. cou arre,to d e l proi,·tt ilt' , lilit'rO i11 cav itia plenric.1, lac.·raxione ù c lla faccia t:::.terna de l pol11 1un<.:, lact"rnziont: del d infr;e111111a . :\ll' ing-n.: ~:,.o: p111:u111otornn~ ani1lciale, DHL non è pussilJil t: r ng,:iungt>n .: u11~1 pr~~:-.iont:. Optn1zi (Ull' dopo circa i i ore, nar co:--i 1norfiu-os:--i-cloroformic:1; toracoto111ia con a111pia n ..·~cziPn~ dc-Il a ;Ji <.'O:--tula fra tturata ; pro~ci uga n H: nto t <h:tl'r:,;.ìon e nccurntn di <·,,aguli e ~cl11;:ggc u:,;~ee in ca,·ilà pleurica ; aspo rta1.iun c.: di UIHJ. g ro~:---a scheggia (:? X2 c 1n.); s utura i11 <·atg-u t di una lnce razio n e de l di<.1fra11 1111a. J·:~plor;1zio11~ del poh110 11 1.:' ~ ~utura di una k1{'c·n1 . iion e ,kl ~uo 1e 1nho : chin~11n 1 L'o111pkta -ùt:11a cavitù p le urica :,.ulur~n c.lo il diafra111111~1 con qualche pu~lto ad an~a ~•l 111nrgi 11t: ~upc.:r ivn: dl'lla brt·C<'ia plt>nrit.·::t ; d rt 1rnggio: :--utura qun!--i ('Otnplet~t lk i lt'~~nti m o lli t:~tra to r;1cid .
In 3• g iornata : i11,;org<: unH hron t'op olmo nitc l'Oli d"..:or,o frt ,·orc ,·ole . 11 dre1wi.::il 6-_;;,-1R in otti1ue cond i;,.ioui ~11 1-
!,!io si ri111uo,·e in 4a giorn~1t~1. \ "iene :-.gon 1her ato
l'os peda le 1 w o ve ,·ie ne ri,·is to c irca I j g io rni d opo i;ua r ito.
In queslo caso esisleni dunque anche un'ampia laccntzionc J et diaframma , che av rebbe reso comµarl ec ipe anche la cav ità add ominale di un processo settico che fatalmente si sarebbe ,:rnHo nella pJeurn, lJltalora la lesione fos~e s tata abba ndonata alla sua evoluzione spontanea. Il pericolo del resLo delle lace razioni ampie del dia fràmma, ris ulta evidente anche da q 11esL'altro caso segnat.o al n . 157 d ella mia sLatis tica fra i toracC1-addom inali. Sold . G . G. del ~3 1 fa n t. e nt ra in a111lmla11za il 20-S-1S pt:r f<.-rita loraco-addo111inale da s clwggia di ho1111Jarda. Frattura co111111i1111ta ddla \ " I cu,;ta: ferita ùoppia ùe:l pol111o ne ; nntpia lacerazio ne del d iafra111111a; s p nppola 111tnto dd p olo s uperiore de lla milza; ,·ol u111i110,a procidt: nza d ia fra111111mic:i Lle l! 'cpiplo11, a rre~to de ll a ,d1eg-gia li bera i11 c:H-ità p le urica_ Op ernto alcune o re dopo il ~uo in g rc,so. C\orcosi 111or!io-clo roron11i ca ossidrica. Ampia rcst·zione per 1s cem . d e lla \'I costola frattura ta; apert ura de lla ca ,·itù plcuricA, pro~ci u~;1111e11to
ckll '~111otc1r:h'C; ~utnra dt.·l k · clnc: lncl' r azioni p<1l monnri ; rc$:t-
z io11e par, iale d, ll'o1ne11to c·rniato e rid11 , in11" ,h:l p.-d1111rvlo . ..\111 p lia11a·nto ,kll a lace ra.zion e del din.frn111nw; :-:.ntura dei ~noi 111 ~1 rg-i11i alla ltn.:'(Tia plcnric:i: ta111ponn 111c n to d i ~l ic-k ul in ,kl!n ampia lesion e ~pk11ica; c hiu,urn t"Omplc tn della pleura 11c l rinrn111.:11tt: ,kll:i i11ci,io11c; ,ntum p:11'1.ia lt: dei k,su ti 11101li c-,tratora<·ici. l.a sch eggia 111olto
pic co lu C:"H.i ut;, n t l ~t·no co:...tC"Hl iafr::1.1n111;1Lico 1no h o
po~tcriornu: nle nn 11
fu
p os~i hilc :ifft:r r:irla e lrn:;cin;irla fnori. Il de<.·or:--o, riptT ~~ le t·o1Hiizio11 i .C!"C1tt.~r ;1 li , fn ~t r:-l{lnli 11 nr i.1t11l"11te 111)n11alc e :-:.cn-
za co111plic-a111.c. Si e hl,c ~olo 1111a <li:i,tn~i dell a k ri rn d e i te,;,.11ti 111o lli <:,trntorac-ici e una s uppurazio ne fra i 11111,coli d e lla parete , pe r cui il fe rito ,·e1111" t ratt~11uto molto a lungo e ,gomberato $olo il 1-11-1S. li re,piro 11e lla 111cth lega del torace e ra inrnatn pcrfe ttanic11tc n orma le e l'c,an1c radio~copicn da,·a u11n traspa renza no r111 a le del pol nw11e. X eg-li ulti111i i;rior11i dell a ~ua dcg-c n xa fece 1111a h ro11cq pn l111 onitc i11Aue11znleél s., risolta in ;n. g-io rnnta.
L e sd1L'f!f!e d i a rlig li,, ,·ia p e r ,, impongono l' int ervento solo se sono vo lu minose. L r scheg-gc piccole d a tJna parte sono ben tollerai.e in vis ta d e i guasti limitati prodotti nel pa renchima r>olmonare e della l imitata (Juan tiLù di gf-rmi che t,·asccina no, da ll'altra è mollo fa cile che non siano ritrovate. A m~ pare c he l,L loro mollepliciliL sia un a ragione di più per non in tervenire : così te pallctle di shrapnel! , :-e mollo profonde . Il loro a rresto neJ.la zona dl'll'ilo, è una controindicazione prr l' intervento irnm ediaLo in vis ta. sia dell a relati va tolleranza del p olmon e per la loro prE-sen za che dei pericoli inerenti llll 'inlen·cnlo operatorio in ~è . Yedasi il caso seguente: •
1114
LE FERln: TORACO- POLMONARI PER .\IDII DA GU ERRA
Sold . :\. G iu,-eppte Lit i 31 fan 1. t:S. 4"9 cli regi~tro) c11lrato il 30-S-1S pe r fer it:i a fondo ci t'co ùa p~lle u a di s hrapncll all'elllotorace d. co u arresto del proiett ile 11!:I pn luncoln pol111011arL La ter.a pin ~i li111itc'1 :.lh e~l"i!'osion~ rl.1·11:t. fr·1·it.::1 fino ul pi:-H1n co~tale e ad un pneu-
111otorace artifi ~i:,le. Decor"o S(:111plk is,i1110. \"e nne sgo111ht:.ra10 in perfe tte co ndizioni il 1-10-1S , nll'o:-pt'dalc 1w .
Riusst1n:-Pndo pu~siamo fo rmula re le seguenti conclusioni: I. - I:a:-:t,e11 sio ne in ogni e qualunque caso 1rnò essere un procedimc-nto s pircio e co mcòo, ma è una co ndoUa a ss11rda e r iprove\"Ole se inlt?sa com e JJI ocedime nlo s bte inaLico di e lezione . S enza dubbio, una certa serie di cas i d ecorre favo revolme nte anc he in n1Lldo spontaneo, ma il vole r con~lob,.ll'l' in questa fo rmula SPtnplicis lica anc he la lunga a ltra serie di ca :::i ne i quali un trallumento immediato piit c hirurgico e soJJratutlo r,ii1 razional r può solo scong iurare i p ~ricoli mortali d ell' imm e<.lialo decorso, s ign ifi ca o non conosce re il quadro d el re rito al to race c he nelle s 11c iintc più favorevoli o ignorarn i m ezzi c he s i hanno a dis pos.izione e la loro effica cia pe r combatt ere le più g ravi eventualità imn,ediale o r:tardnte. II. - Lo pne umoto race arL1fìc ialc con la tecnica de l More lli è un i.-l·zzo p,·ezi,)SO a cli,wosiziono d el c hirurgo e , u;;o dire , lu niì, urillanLc con q uista terape utica ne l campo de lle fe rite lo raco-nolmonari di guerra. Esso risnonde a lle segue nti indicazioni : a ) assicura l'e mostas i polmona re ne lla massima parte cie i ca s i; b) diminuisce le prob abilitil di un i1 1q uina111ento p1c111 ico allo nta nando in modo comJ) le to e precocementt! l'e m otorace come 11otrebbe fa r lo un inte rve nto toracoto miro; e ) ha una i nel ubbia azione prc·fìlalli ca s u I le complicanze sellic hc r,o l mo nuri a bolendo la funzi one d el l'o rgan o; d ) previe ne con la formazi one d l•llo p1wu rnoto race artificiale i pe ricoli di uno pne umolurare ope ral o r10 in casu di inten·e n to to rac ico ;nippre::;enta q uindi una ecrcll<'nt,• prt>1rn razione d el ferito a un s uccessivo inte r\'e ntu. Bisogna aggiunge re che la pne umo tcrap ia s iste maticanie nk ntli,·ala rappresenta un n1czzo eliicart' pe r poter prnticare s0nza dann o uno :'znmbe ro precoce de l Ceri lo. La possibil1li1 di un ri1l1·odurs i d e ll 'em ottis i e, cosa a nd1c più g rave, di una e mo rra!;ia pleurica second a ria pre<'OC'e a cau a de l Ln1~porto \"iene a llontanala . Ciò ha una g rande impo rtanza pratica. quando, com(' faci lm ente s i ve r ifì r a ne lle unilà arnnza Le, uno sgombe ro affrei tat.o virne imJ)o<;f.o rl :tlle ci rcoslan7.r.. La presenza di corpi est rane i nw téil lit i nel pa renc hima po lmo na re che non s i rileng-a o ppo rtuno rimuo,·ere, rappresenta pe r· la pneu m oterapia una indicazio1w anc he pit: slrella. I III,- - L'inle n ·l'n tn c hirnrg:ico 1mmedial<', ha indicazioni n ette : ;t ) Chi u:::ura d elli1 11arl'le n dlo p neu molorace a! n!rto; n) E mostns i p0lmona rc d irPtta nei cas i con am1>ie breci.:e d ella 11are tr o q ua ndo anche a to race c hiuso lo rmcu moto race pn1 licalo non s ia s11flil'e11tc a p ro,·ocare l'em osta si . Sono questi ult imi casi, eccezionali; (' , T ratta me nto di.con lcmpo ranel· le:;io ni dia framma tich e ;
11 15
LE FER ITE TORAtO-POL)l ù N.\RI Pl:R AR)II DA Gt.:ERRA
D) Es t razione di grosse schegge m etalliche e irregola ri . i\folle volte accomJ)agnate d a schegge C·$::Ce proieLtate ne l r,arenchima p olmonare o nella pleura. L'indicazione è nella. trallis i di t orace a per to o c hiuso. E) Es trazione di schcg-ge libere in Ca\' ilit 11leuriea . L a estrazione sistematica immediata di tut.ti i corpi e:;tranei dal polmone non è una pratica utile . I p roielti I i di fucil e che er cezional me n le per ò s i a rrestano nt.'l torace, le palleUe di s hrapnel!, spec ie se profonde e nella regione ddl'ilo, le schegge m ollo picrnle, anc he sr, multiple, non m otivano Pt' r sè un intervento prima rio. E" prefe ribile lciwllora se n e deb ha porre in ,:eg:u ito la que~lione) un inte rT e nto rita rdalo pe r l'assenrn dei fatt or i che oscurano di molto la progno:::i negli inle rven li immediati.
NOTE STATISTICHE sulla revisione dei riformati I rivedibili della classi 1874-1899 al Conslallo di lna di faggla ( 25 settembre-11 dicembre 1917)
per il d ot.t. Luigi Fongoli, tenente colonuello medico.
Comandato n el se tlonbre 1917 quale pe rito sanitario al Consigli o di leva di Fogg ia , per la rivisita d ei riformali e rivedibil i delle classi 1874-1 899, in seg uito all'avven uta r iforma d ell'elenco delle impel'fez.ion i ed infer milù , mi propos i di ve rificare quali resullati s i sarebbern ottenuti da quesle operazioni, essendo quella la prima p rova cui erano _ sottopos ti i n uovi criteri adottali n el giudizio dell'inabilità assoluta con l"allegato .4 , a rui s·era uggiunLo l'allfg-alo lJ pe r l'assegnazione ai sen izi sed entari . :\li parve allora c h e mig·!Jore occasione di quella non s i sarebbe potuta presentare per u11 paragone fra il vecch io e il nuovo ele nco, dato che s i t rattava dj un nume ro ingente di visitundi (circa 5 mila precettali) tutti riformati o rivedibili , di 26 classi, fra cui e rano quindi compresi anche gl i anziani; ed io e ra s ic uro di agire con tulla la serenit ù, scevro da rigoris mi , che in questo cn,:o !'.urebbero riusciti d a nnos i anche al mio ir,lento. La maggior parte d ei g iudizi e r a no del resto sollratli al Cons ig lio di leYa, essendo col n uovo elenco l'osservazione prescri lla pe r un n um ero a s5ai p iù grande d 'imperfezioni e inferm ità, c he non pel passalo. P er ragg iungere lo scopo prefo,somi , occorren1 pre parare quadri ~tati;;tici, e li feci s ubilo. I n essi, oltre ai gi11dizi emessi dal Consiglio di k \·a , annotai i resnllati dell'o$Serrn1.ione a volla a YOlla che veniYano com unicali al Consiglio s tes,:o : il c he \Jt' I' alcu ni d i essi ancn ne d opo qualche te mpo, quando già io m·e ro allontanalo dc, Fo:!!"~ia, e· Jll' I' cui ne venni a conoscenza con molto r itardo, quando altro occ upazioni assorbivano iJ mio te:mpo.
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1 llti
~ (1T E ::Tll l S TI C IIE Sl"l.1.A HE \ ' IS IONE LJE I JllFOR.\IATI, ECC .
Q11L';:,lc not(•, d1e 11 e:-s11n allro, c h' io mi ::;appitt, ha credulo o pp0I'· l11no rediger e in s imili circo.;L.anze, ho rilenulo rnles:5e ancora la pl·na di esser fatt e conoscere , dopo un cerio kmpo, perchè, corr edale di q11ci rilieYi c he scaturivano man mano c he procedevo nelle ope razioni. pussnno fornire tutto ra notizie e c rite r i s 11 ll'enliti1 e sul l'utilità de ll 'a r venuta rifo rma dell'e le nco, che, come è r isaputo, basa il giudizio dell'idoneità al ser\'izio 111ililare s11lla capacità /un:io11ale dell'in te ro o rganis mo, m e ntre pe l passai.o s i leneva conto piuttosto de l crite rio estetico. r resullati du mc riscontrali nella I ivis ita de i riformati di Foggia . mi pare s iano ta li da approvare la nnova o rientazione, e du co111\•rmarne l'ttdozionc an che per l'avve nire, mercè ulteriori perfezionam enti . Nel I'i polesi che l'esercito po"sa un giorno essEre sostituito dalla nazione ai·mala, a un numero se mpre maggiore di cittadi ni si estenderà la possibilità di concorrere a ll a difesa d ella patria, ne lla misura che per og nuno è data dalla s ua capac ità lavorativa, ri fer ita alle or cupazioni de lla mi lizia. Tn 61 s edute fu rono visita ti 41jQ ind ividui, compr es i 1-t7 per deh' · gazione (m edia 69,5 per seduta). \"i furono inoltre 2 vi:;ite di membri de lla fa mig lia dell'iscriUo, -ed una Yis i1a, con tra.--loco di lullo il Con si1dio fuori scde, -a Ce r ignola. J . Dal Consig lio di kva. furono dtC'hiarali : I. I donei incondizion atamen te . . .. . . .. .. . .. . . .. . .. . . . . . . . . .. .. ..
Jdon<'i f\Ì s<'r\'izi sed entari tc'mporm1ef\me nlP.
~
pe r d_epe rinw nto orjl'amco .. . .. ... . . . . 104 pe r oligoemia. ...... . 12 \ pe r ob esità ..... . . . . . 2
Ì
1225 (29.:'j n nl
118
(2.8 n ol
pe r congiuntivit.c ero · n.ica. e t ra coma ... . per ernie viscernli .. ~~: I \. per id rocele ....... . IO , Ttlonei ai ~<'rv1z1 scd<'nieri per 5 . p er varicocele .. .... . manente 111cnte . per lussazione e mancanza d ell'alluce .. p er paralisi facciale . IO 3 '
080 (23.GO 0 )
T otale d e_g li idonei. ...
2323 (55.0 °lo
i
2. Rivl'dibili .... ... ... ..... . . . . .. . .... . ...... . . . .. . . . .... ... .. .. . 3. Inabili ...... ... . .. .. . .. . . . . ...... . . . .. .. . . . . ...... . . .. . .... .. . 4. Jn\·iati in o;;sc1Tazion e . T otale d ei visitati....
157
(3.7 ° 0 )
433 (10.4
° o)
1237 (29.8 ° ol 41 50
NOTE ."T.\TISTI Cllf. SC L.LA lll::V IS IONE DEl RIFOR.\IATI, ECC.
11 17
I I. Dall'osservazione si ebbero 1 seguenti ris ullali: I. Idonei incondizionatamente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . n ai ser vizi sedentari temporaneamente . . . . . . . . . . . . . . . .
157 4
per congiuntivite cronica e tracoma.... 75 per ernie v iscerali .. 104 per idrocele. ........ 13 per a lt.re imperfezioni d ell'elenco B . . . . . . 73
265
T otale d egli idonei ....
4:?G
2. Rive di bili ....... ..... .. ..... ... ... .......... . ... ... . . . ...... 3. Inabili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4. Rimasti sospe~i (uno in cura, uno d enunc iato) . . . . . . . . . . . . . .
17 792
Tota.le d egli inviati in os!lervazione .. ..
1237
I donei ai servizi sedentari permanentement.e.
2
RIEPILOG O.
l<lone i incondizionatament.e .. ..... . . Idone i t1i ser v i:1.i sed entari t emporaneamente . ......... . .. . ... ...... .. . Idone i ai 1<ervizi sed entt1ri pe rmanent em en t.e .. ......................... . RiYedibili .. . ... ... ... . . ... . .. . . . ... .. . Inabili ......... . ... ... ..... .......... . R esult.ato sospeso ........ . ... . ... . .. .
Conshl:l 'o di leva
Osscr• vazlone
Totale
1225
157
1382 (33.3 O/o)
118
4
980 157
265
433
792
17 2
Totale d e i visita ti . . ..
122
(2.9 °/0 )
1245 (30°/ 0 ) 174 (4.19 0/o) 1225 (29.5 O/o) ! 4 150
Du lia presente revision e adunque, s u 4 150 visitati ne furono riconosc iuti id()nci i n condi:ionntamf'll.fl' 1382 ( = 33.3% cioè 1/ 3) ed idonei <11 se1·vizio militare in 1?enere (compresi, cioè, i 1367 assegnati ai ser,·izi s~d cntari ) 2,1,g (=G6·', .\. P er d a rmi ragione dei 1382 idonei incondizionati, con:-;11Jlai le lis te di le va, in cui, come si sa, è a nnotai.a la causa della precedenle riforma . P e r 1310 di essi, s u 13X2 r h e erano, ho potuto d imostrare, come alla Tabell a l, elle il nuovo giu dizio, contrario al preced ente, avwnne o pe r la min ore altezza ri chìcsla con il D. L. 596 del i2 aprile 1917, (C ircola re 276 G. M.ì, o perchè l'imperfezione o malattia non e.ra più con s iderala nel nuovo elen co o infine perchè essa non esisteva più a l mome nto della revisione attuale (debolezza di costituzione, malaria . congiuntivite, ere .). T 7'2 non rintracciat i appartenevano alle Yi si te r er d e le?;azione .
1118
NOTE STATI STIC HE SU L LA REVI S IONE DEI RIFOR '.VIATJ , ECC.
T ABELLA
l.
Dichiarati idonei incondizionat.amen/e.
CJ, ASSE
l ~H
49
1 875
61
2
3
76
20
10
G7
12
21
I S76
6
9
9
1S77
3
6
r.
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NOTE STATI STI C HE S CLLA REV IS IONE DE I RffORi\CATI, t::(;C.
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Prendendo in t>same queste cifre, se ne d esu me che: a ) 20'1 furono g li a rruolali per e!feUo della tlin1inu:;iv11c dcli// statu ra, richiesta p er l'idoneità (da m. 1,54 a m. 1,50) . Il provvedimen to si dimo:<trò oppor.t.,ino, in quan to eh~, in genera le, essi prese,> larono uno sviluppo più armonico d el corpo, e si r isconLrarono in essi i coefficienti della robustezza . Sotto questo punto di vista si potrebbe discutere se non sia più vantaggioso accogliere i bassi di statura , largheggiando con g li alti ma deficien ti di perimetro toracico. Al l'esa me delle s11ddelle lisie si sono riscontrati a umenti di slat11ra notevolissimi , specia lmente dopo vari anni (in (Juelli d ella classe 1874 da cm. 8 1/2 a 14 ; in quelli della classe 1~78 fino a cm. 12 112 ; in quelli d ella classe 1875 da cm . 6 1/2 a 9 1/2; in quelli della classe 1878 fino a cm. 12 1/2; in quelli della classe 1881 fino a cm. 14; in quelli della cla,;se 1885 da cm . 11 a 15). E' da teners i specialm,mte conto che in alcuni dell a classe 1898 l'aumento fu di 5 cm. in poco p iù di un anno, e in parecchi ri vedibili della classe 1899 , go!Lanto dopo alcuni mesi, ;;i riscont rò un aumento di cm . 3 e mezzo. An che in q1 1esto Consiglio di !Eva ncn poc hi della classe 1899 si presentarono tanto bene svilup pat,i e rob u;:;li, da potersi ritenere di classi anteriori . h) 45I furon o arruolati, che per l'addietro erano stai.i dichiarali ina bil i o rivedib ili per rlebol r>:.:a d1 cr.slitu:.ivnc, J)C'T dcvcr imen t o urg rtnico, oligof'111ia, o per malaria, condizior,i morbose che non esi,;tt>vano p iù a l momento di questa rivisita, con che si porla già un a g iu stificazione dell 'avn ~r.uta. revisione. S'intende, che a seconda d elle condizioni sociali e delle occupazioni, a 19 o 20 anni certi individui non han pot uto rag-giungere il com p leto svi luppo, che si avvera più ta rdi. e) 177 degli anuolali erano stati rifo rmali per vur, ta d 'er1l'ia ing11i nofr, ma furono ricono,;ciu ti idonei a se1·\·izio incondizion ato o p erchè non presentarono p iù tale imp('rfezione o l'ernia era ri masta a .Ilo stato di punta e non da \·a perciò cliritlo a.d a lcun provvedimento. Alla visita si osservarono ernie riprodottc&i sulla cicatrice dell'op era z ione radicale; quegli individu i invece in cui l'operazione (an che bi la terale) sorti il suo benefico effetto, che permanHa g i/t d a vari ann i, furono dichiarati idonei incondizionati . Pensavo che utile sarebbe per ò stata la loro assegnazione a i servizi seden tar i, anche perchè un a tale disposizione avrebbe fo rse in vitato al l'operazione. P er ciò che rig 1111rcla la g rnvilh delle ernie osserv,1te, molle di quelle in g ui nali erano di piccolo volu mo e permEtte,·rm o un ulite set·\·izio sed e ntar io anche s0nza cinto (che· infatti l'indi viduo non usava) : con a datto appa recc hio <1vrebhero pot11to p resta r qualsiasi servizi·fl', come i nfatti si verifica nella v ita hor_ghese. Ya ri casi ;;i presenta rono di t' rnie molteplici, d i di\·ersa sede. d ) 83 fu rono g li a rruolali, g iit ri fo rmali per rtlowri11 estesa e perm a n e nte. Si trallava pt>r lo più d i chiazze moltepl ici sul cuoio ca pell u t o , esiti di tigna favosa guarita da molli an ni. Tale malatt ia è m olto
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Nun: ::iTATl::iTlCllt Sl.:LLA REVISIONE DEI RlfOR:'\-IATJ, t;cc.
diffusa nel Circondario di Foggia, mentre', di tigna. tonsu rante s i pre::;entarono due soli casi. S i osservarono alcuni casi di alopecia totale del cuoio capelluto (due portavano abitualmente la parrucca) che d on : vano ritenersi esiti di pregn :ssa ruNi t/!/.~ ....quir.di da meritare d 'esser compresi come dermatosi deturpanti il capo o la faccia e incurabili (art. 7 dell'Elenco A). Questi casi furono inviati in osservazione . e) 30 già riformal i per varici cfrgli arti infaiori furono g iudicali idonei incondizionatamente secondo il nuovo Elenco, non essendo le Ya rici romplicale ad edema o ulcerazione. l i provvedimento non appa re giusto, quando si ronsid cri che per i n. -10 e 11 d ell'allegato n sono ass<'gnali ai servizi ;.edenlari in modo permanente il varicocele e il cirsocele, che con u n adaU.o sospensorio s i correggono bene, mentre le \"é1rici delle gambe, dopo una marria, s'ingorgano e producono edema e impedimento al lavoro. / ) 33 che erano g iù s tati riformati per 1Jaricocel e o cirsotel1•, furono arruolati come idonei incondizionatamente, non essendosi riscontrata la inferrnilh complicala con atrofia d el testicolo . Questa fu riconosciuta soltanto in cinque casi. I l cirsocele, ed anche lieve, fu riscontrato in tre soli casi. g} 12 già riformati per idrocl'le, resultarono guariti e furono perr iò g iudicali idonei incondizionaLamente. h) 26 ri formali precedentemente per mancanza e carie t'Sft'sa d<'i ,t,,nti , furono arruolati, perchè l'affezione non era est esa alla massima parte d ei denti , e non si accompagr.ava a d ecadimento generale. i ) 73 .!l.'ià riformali per congiuntivite cronico o tracoma furono a r ruolati idonei incondizionati , essendo guariti . k ) 120 che figu ravan o riformati per 1fr1>inmrnto rlf'llfl tolonna vertebrale o per deformità rlrl toracr·, non furono riscontrati affetti da t.ale imperfezione, almeno al ~rado da essere presa in considerazione . l) Gli ultimi 101 già riformati per allre imperfezioni o infermità. furono giud irali idonei a incondizionato servizio o perc:hè !'affezione non esis teva più (rnllo ossro, rigirlitlì. artir:olnr,•, pcriostitr, obr.~it,), ere .) o perchè non era più con s irlernla come per l'arldiel ro (vir·rli pinlfi, !11ss11:,io11c d1•lrrill11CI' ere.).
NOTE STATfSTJC HE SULLA Rt\"1Sl0 NE: Otl RI FOR) l ·\Tf , !::CC.
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73 - Cior11ale di mcdiciua 111ilifare. -
Fase. X.
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NOTE S TATISTICIIE Stil.LA REVI S IONE DEI RlfORl\lATJ , ECC.
TABELLA III.
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S u 41 50 revisionali, ne furono im·iali in osservazione 1~37 ( = 29.8 per cento). li numero rilevante è g iustificato dall'essere col nuorn Elen co prescri{la l'osservazione per la maggior parte delle infermità (per 54. sugli 82 articoli d ett'allegc1lo :\ ). Da lla tabella Ill ::;i d e,<;umc quanti ne furono in viali per ciascuna malaUia, e l'esito ch'ebbe l'osservazione. In ottempera nza a l consig lio contenuto nell'Avvert e nza 15 d ell'allegato :l , man dai a nche alruni casi in cui il giudi zio sulla di-
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minuila l'unzione presentava qualche diftit;oJlù o polen.t esservi dubbio nel la diagnusi \alcune cicHllici, alcuni difetti dt'lle dita delle mani, alcu ni idrueel i dH• pol entno <·onfundersi ron ernie irreducibili o complicale, cec.). Qualrile allro ne fu in,·ia to, in cui v·era. dis parere con il Consiglio di lenL : casi irwcrn rarissimi, cli.: s i giustificavano pensando che quel consesso non an,•va an cora farniliarilit col nuovo Elenco e con i criteri ai qua li ern infor mati g li allegali ,l e H. Prati camente resullò, del re"lo, e lle solo con l'osse nazione si possono emettere in modo in confutabile certi giudizi , e tale garanzia, se poteva sembrar s uperflua p er alcune e\' idenli infermità (ad esempio: ern i,L ing uinale doppia , caleralla, ecc .), meritava in\'CCc di essere adottata. per a.llrc, il cui g i11dizio presenta una cerlu lutiludine che potrebbe lascia r adi Lo ad a1·bilrio (debokzza di costituzione e d eper imento organico, cicat rir i, mala lti~ del testicolo, ecc.) . Fu anche n otalo che vi erano individ11i con imperfezioni o infermità. (come le varici estese e nodose, anche di arnbo gli arti inferiori, che non danno luogo ad a lc un provvedimento se non sono complicate ad edema o ulcerazione; a lcune cicatrici che, spccialrm:nle alle mani , non ;Lboliscono del tullo Ja funzione, ma la limitano rendendo l'indi\'iduo non del tullo idoneo; al cun e mancanze di dita delle mani che non sono considerale nell'art. 78 d ell'all egalo A ; alcuni g radi di piedi piatti e alcuni gradi di obesità; alcuni con mancanza di d enti senza deperimento o rganico in allo; alcuni operali di empiema nel momento in buone cond izioni, ed anche g li o perati d i ernia ingu inale) che non raggiungevano i limi ti d e ll 'a llegato A per la riforma, e non erano compresi nell'allegalo R, m entre in realtà erano meno atti alle fatiche di g uerra di quelli affelli da varicocele, da lussazione (per lo più semplice d eviazione) d ell'alluce o mancanza di esso, da limitale paresi, da paralisi d el facciale, da liev e accorciamento di 11n arto infe riore. E ci ò si s piega . considerando c he l'allegaLo B rappresenta la differen za fra il vecchio e il n110,·o EIPnco, ed era d estinato ad accog lier quelli che col precedente Ele.nco sarebbero s tati riformali. e le necessità · d ella guerra imponevano i n vece che fossero arruolali per i servizi acce!-sori dell'Esercito. Tanto vero, ch'essi, appena tali nec~ssità cessarono, furono congedali. Semb1·ò ndunque ch e aP[rnnto per i casi su espressi fosse preveduta. l'assegnazione 11•n, p oNwt>a a i ser vizi sed en Lari, e però alcuni vi furono d esignali direttamente dal Consigl io di leva, ed altri per tale giudizio furon o in viali in osservazione.
SA~ATORI O MILIT.~RE REGIONALI:: DI NERVI Oìà Ce1.tro cont·w uaciale e di B">n.itlanut1to degli c:x prigfouleri di guerra
STUDIO SUL RICAMBIO MATERIALE ED OSSERVAZIONI CLINICHE nei prigionieri di guerra restituiti come tubercolotici per il dott. Felice Durane!, tenente medico direttore del Loboro.torio di batteriologia. e chimica clinica.
Le condizioni di salute misere, oli, in modo veramente impressio-
nante, dei nostri soldati reduci dalla prigionia austriaca ha giit trovato un'eco dolorosa nei giornali politici di tutta Italia. E' inter·essimle il fatto che questi gioYani inviati in Patria come tubercolotici solo in parte sono tali, mentre invece non pochi presen tano un deperimen to per fame prntratta. In tendo occupa rmi in questa nota specialmente di questi disgraziati perchè non stimo inoppo1:t11no fi ssare le alterazioni fisiche che le sofferenze e s11ccialmenle la fame hann o impresso nei nostri priE,ionieri e perchè la clinica nun possiede ancora completa· mente la triste. esperirnza dell'uomo affamato. L'aspetto . di questi g iovani dolornnli offre, all'atto d ell'arrivo, d ei rilievi interessanti specialmente da l l«to medico, ma che anche pro· spettano, com'è intuitivo, un riflfsso importante della psicologia d d popolo con cui siamo stati in guerra . Prendendo perciò in e,;arne quanto da ess; ci viene fornito, ne accennerò subito lo stato clini co, in segu ito tratteggerò la loro storia dolorosa, che r isulta come l'eti ologia dei gravi d,sturb1 sui qllali s ubito mi traUengo. AsJJclto rll'i vri{Jioni,•ri in rurivo. - Lo sguardo f;tanco inespressi,·o, se non d ell'abbattimento mordle che li p11rvade, la trascuratezza ddla persona, l'inc€:$SO che ha perd11to il ,v!gore della loro età, non perrne.ttono di rileYare in essi la gioia per il ritorno in P atria.; forse non sentita perchè neJla Jung,, prigionia e nelle sofferenze passò la speranzct di riacquistare la salute, giacchè il pensiero ed i muscoli hanno perduta la tonicità che fa il giovane vibrante. Ved remo infatti come si rcinh.'· gri sollec ito questo senso dell a ,·itél in coloro, i più fortunati, nei quali le cure e l,t migliorala alimentazione restituiscono al corpo la g ioYa nile vigoria. In ogn i r,rigioniero sono evidenti i segni di una senilità, pretoce . La cute, specie delle estremità inferiori , pallida, urida, squamosa, con soffllsioni err oraggiche a tipo petecchiale e con pigmentazioni che 5e · gnano l'antica data di allre, la C:lI)igliatura secca, rarefalla per la caduta di non pochi capelli, stanno ad indicare come il trofismo s ia t urbato profor.damente. ·
STU DI O SCL RI CAMBIO ~'lATERIA L E, ECC,
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Quasi di 110 1 ma si osservano più o mJno marcate forme di gengivite e carie e:;tesc dentarie , con perditu di non vochi d enti. Le mucose visibili sono pallide, le ma::;se muscolari incredibilmente atrofiche, di modo che l'incesso è lento, malfermo, caseante . In ogni prigioniero fu contro llalo il peso de l corpo com e consta-
tazione sicura ed inoppugnabile dello stato di d enutrizione; orbene il peso med io fu di kg. 48 in giovani che ne pesavano 60-70. Un numero discreto non raggiungeva i 40 kg. Per molti la reintegrazione nutritiva fu cosi sollecita. per cui si verificò un aumento di 30 kg. di peso in un mese (!) , dimostrazione eloquente del deperimen to da fame. A pvaratv resviratorio. - Negli individui in istat-0 di accentualo depe rimento organico e con a lt.erazioni di l~ trofismo quali sopra abbiamo accennato, si rilevò spes.'lo un fenomeno importante per la. semeiolog ia medica, e cioè la "intomatologia di un processo bronchiolare a sede pii.J frequf:nte al lobo superiore, che per i caratteri rispec-· chiava l'inizio d1 un processo tubercola re. Ma rapidamente con il miglioramento della nutrizione, della sanguificazìone, con la scomparsa d egli edem i ~gli a,rt1 e delle allerazioni cutanee discrasiche anche i fenomeni bronchiola.ri scomparivano. Tubercolosi'? Tubercolosi guarita? La critica clinica in relazione a tutte le indagini biologiche negative convinse che anche questi fenomen i bronchiolari rientravano quali tu rbe circolatorie nel quadro d e! deperimento organico del leso trofismo. E cos: il prof. G. B. Ramoino, direttore del Tubercolosario, che subito portò la sua attenzione su questo fatto, gius tamente dispose che l"accertamrntù della tubercolosi nei reduci d ella prigionia d ovesse differirsi ad un periodo, nel q uale la reintegrazione della nufrizione fosse avvenuta: q uesto s1Jecialmente nei casi in cui era facile sospeUare com e solo le conseguenze d ella fame sofferta costituissero il quadro clinico . .4 pparnlo circolatorio e sangu e - L'aPlXHato circolatorio ci facern rilevare la ipotensione d el polso. la sua frequ enza, talora l'aritmia; c o rrisponrlcnlcmente era degna di nota la debolezza dei toni cardiaci, l'aumento del diamet ro trasverso, la tachicardia; condizioni tutte che con la reintegrazione della nutrizione erano pure esse sosliluite da quelle norrr a li per la riacquistala tonicità miocardica , poichè l'appar ecchio cardiova.5colare era tributario d eJJo stato di debolezza organica generale. All'esame del sangue si notò, come, era p resumibile, una dimin uzione dt::l p(gment.o ematico e dei globu li rossi. Circa l'esame m orfologico si os~ervu frequ entemente poichilocitosi, marcala dimin uzione di leucoc iti, discreta linfocilos1, mcgaloblasti nel 2 %. Da ques ti d ati e da altri speciali, di cui t.r&tlcrrò in una notR a parte, nonchè d alle ir,dagini ematiche e specialmente sierologiche, se ne deduce che il defi ciente ricambio organico si fa senti re anche nel sistema circolat orio per la conseguente discrasia sanguigna.
Urina. - P er ogni ammalato in a rrivo fu prescrillo l'esame delle urine allo scovo di pcrlare un cc,ntril:,ulo a lla tubercolosi renale. L'esame veniva fallo in ogni reparto con l'obbligo di inviare la urina in
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!'i"ITIJIO
s1 · 1. lllC.UlBI () .\IATERlA LE, f:Ct:.
Jaboralorio O\·e l'indagine a,·L'Sse dimostrato f]ua lcosa d egno di nota. Prequcnlissi 1ni fu rono i casi nei r111ali vcn irn risc;ontrala. nell' urina la freqnenza di a lbumina o d1 g!uco,;.io in doso lieve senza che l'esame niicroscopicl) ri portasse a concludere p er una lesione rena ie. Questa alb11rnin11ria e quesla gliros uria r rano di massima destinate a scomparire cnl re.integrarsi della nutrizion e. , l 1JJd1.rut J d 1y cn•,1l/'. - Dal lato dell'apparato digerente notammo in pn·,·;LIPnza la tensione dell'addome, m et.eori co p er sviluppo forte di l!aS nrllo intest ino. Haro il vomito, frequ ente la diarrea. In taluni studiai la fun zionalità gast rica e osservai quasi di massima diminuita la quanLilà di acido cloridrico n el s11cco gastrico, che in tre casi stud iati, fu cli media del 0.5 I)er mill e con una acidità complessiva del 2,7 per mille.
Sistema 1wrl)(1So. - Si nota un dis turbo del sentimento a base di oppressione, di tristezza, una d epressione d ell'altivil.'.1 psichica. e specialmen te della memoria. Questi ammalati presenta no smarrimento nel corso d elle loro idee, sono irritabili, non vogliono occuparsi di nulla. In molti è abbassato il sentimento etico, estetico e sociale. Le idee , ,che in téÙuni acquisu1 no carattere ipocondriaco (timore di non pot.er più gual'ire) sono causa dei tentativi di alti insensati ed impulsivi , s11ec ie dirclti contro sè stessi a scopo di suicidio. I sintomi fisici sono pochi notevoli : con relativa frequenza, notasi indebolimento della sensibilità tattile e dolorifica. I riflessi cutanei sono per lo più deboli , i profondi vivaci.
• •• La s toria dei nostri soldaLi cud1JLi in prigionia. è ben dolorosa, ed essa può fornirci la ragione di quanto sopra è stato detto. I dati s tatistici che vengonci ci ta_t.i, furono completati e lumeggiati dalle inform azioni di dis linti colleghi, reduci essi pure dalrAustria.
Mm•imento dei priyioniai in Austria. - Appena fatti prigionieri i nostri solduli , per lo più atLravE:1 so a lunghe e disastrose marcie, talora soli.o piogge continue, con srarso alimento, spesso a digiuno, veniva.no inte, nati in g randi campi, dove poi subivano un primo smistamento in sf>guito al quale , i più validi, er ano inviali ai lavori, i malaticci trattenuti nel campo, i malati gravi inviati all'ospedale. E ' ben difficile l'apprezzare il criterio m edico che informava le autorità locali nel giudicare d elle condizioni più o meno gravi nelle quali versava la salute dei nostri prigionieri. Sta il fa.tto che, per deposizione unanime d ei rimpatriati, le porte d egli ospedali si aprivano raramente, e il più delle volte a moribondi. P er ciò che concerne quegli immensi campi di concentramento, ognuno immagini un ampio terreno, circondato da reticolati e vigilato da sentinelle, coperto da e s tesi baraccam enti mal connessi e mal coperti. La temperatura era bassissima (media dei minimi dell'inverno in tutti i ,~ampi 20 sotto zero, dei massimi 2 sopra zero). Sopra giacigli di paglia vecchia giacevano l&
STCDIO SllL RJ CA:\IBIO MATERIAI.E, ECC.
ll!l!)
maggior parlo dei prigionieri inl1'. if>lil i da un villo insuflicienle e d af maltrnLlamcnli: nulla \'i è di più tris te c he tale immagi ne. Ma se il nos t ro pensiero Le nde a r ico~ln1irc quun lo accade \'a ai disgraziati che veninrno incanalali ai la\"Ori , certe descrizioni di d e11or tati' in S ibe ria, sotto il regime del t.e rrorP russo, non possono dare che una pallid a idea della Lragedia, ch e, lu ngi dal controllo eiYile del mondo, s i svolgeva n spese d ella vita e della sal ute di mig liiLia d i pe rsone . L'orario del lénoro da compie rs i, sotto i l Yig ile bastone tedesco era in med ia di diec i ore al giorno . [ più erano adibiti a opere di genere fati coso : (sle1r i, quas i sempre di scopo miliLare, minie re, ecc)., altri alla coltivazione dei cam pi. Nel mentre quesli ultimi pe r ciò che concerne l'alirr-enlazione, riesci\·ano ad aume ntar3 di poco e con sotterfugi la loro die ta, i 1wirni invece per la fatica eccessiva , sommala ai maltraUamrnt1 e ad una nutrizione ins uffic iente, andavano rapidamente incontro acl un de paupe ramen to organico, tale, c he dono due m esi in media, i s ui:,erstiti, passavano direttame nte come 0sseri inutili o ai campi di conct-ntramento o agli osped ali . La mortalità n ei campi , all'osnedale, ai larnri era veramente impress ionante. Ma hanno speciale interesse dati forn itimi da colleghi rimpatriati e da altri ufficiali red uci d ai vari campi di concentramento, secondo i quali, si può calcolare che il 50 % delle morti dipendevano direttamente da inanizione (piìt maltrattamenti, freddo, ecc.); il 30 o/o da malalli:· in connessione, caus ale diretla con le precarie condizioni di vita (polmoni ti, br oncopolmoniti, pleuriti, specialmente ); il 15 o/o in seguito a tube rcolo,,i o acq uisita o riacutizzata; il 5 % per malattie infettive. In gene re nei cam11i non s i sono ma·i osservate epide mie neppu re d1 discreta entità. Di fronte a questa statistica causale d ei d~cèssi , non è me no impres.. sionanle qnella c he ne indica il n umero. Un raffronto delle cifre cond uce a d elle conclus ioni dolorose. E ' rilevante la mortalità eccessiva n el pet·iodo di · lavoro , la sproporzione dei decessi tra i reduci d ai lavori a l campo, maggiore che t ra loro c he vi rimangono. Il 2 %-dei rimasti al cam po, era inviato a ll'ospedale, il 5 % .;i arrivava dai Jarnri in condizioni disastr ose. un mese, i n media, era bast.evole per mette r fuori uso d ei giovani sani e vigorosi. La mortalità an nuale era del 7 % circa. · Altre considerazioni ·importanti s i potrebbero desume re, ma per brevità ci l:miteremo a s tudiare le cause principali di q ueste sciagu rate condizi oni, precipua fra tulle il vitto .
Alimcntaziu,w. - Conside riamo s ubito la efficienza per ciò che concerne la dieta d ei p r igionieri al campo. La natura , la qualità e la quantità d ei cibi, come app11re dalle inc hieste. subivano d elle oscillazioni, talor a assai ampie, a seconda d ei vari campi, d elle differenti regioni nelle quali ques ti si trcvavano, dei mome nti militari e politici più o men o critici (rappresaglie?). d ella onestà delle autorità, che regolavano i ser v izi amm1111s trativi di qur.sti concentramenti (non rari i pr ocessi di comandanti òenunziaq.i dagli stessi Austriaci per prevaricazioni, ecc. ) . S ceglia mo alcune diete d elle migliori.
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STl'DIO Sl.JI. RJCA~·I Bl(1 MATERIALE, ECC.
Matt i,10 . - ore 6 · gr. wo surrogato di caffi; fatto con ceneri di erbe e con carru ba . Dalle o re 9 all e 11. - Pane da gr. 200 e gr. ~oo di brodo cli e rbaggi, legumi, con ,s~»
g r. di carote o rape o barbabietole o crauti. 30-40 gr . di carne, 4 ,•olle la settimana.; oppure quattro \'Olte la ~e11i111aua un'aringa del peso di gr. 200 in sale i> sotto aceto. Se ra . - ore s-6 - brodi ru erbaggi e di legumi g r come a rnez1.odl, con 50-6o 1;r. di carote, ecc.
.,oo,
H o pr::11i,·n10 su due campioni di pane portato dai nostri prig ion ieri, un 'anali,i chimica, che qui r iporto : acqua 111n1erie azotate idrocarburi gra.~si sali (ceneri) acqua materie a1.0ta1e idroçarburi
2S 9
49
cellulosa 9 %
4 21 li ,<O
Ct!IJulosa 13 %
g r:1 ssi
sali (ceneri)
4
Il pane è composto, non di farina di frumento, ma di 1)ezzetli di cereali mal~ trii.urati, commisti a farina. E~o i ri~uJtati rli un esame microscopi co: Nurncrosi~~imo l'amido di mais, di urano saraceno, di orzo, di ,·egalt!, di vecce. St vuò calcolarr ch e qul'sl e farin e complessivam ente shano a quellr di frumento n ella provor:.ionr d el 60 %. Ulleriori esami hanno messo in evidenza, la presenza nel pane di una disct"eta quantità di loglio. Faciln1ente d ello pane vu soggetto ad ammuffire. All'esame si t rova abbondantissima u na muffa, che è data d ,tll'oidium n.urantiacum. Lascia tv a sù il pane si copre rapidament.e di muffa, specie del generç, descritto. Ora, con una diela similt\ individui del p eso dai 65 ai 75 k:;. , potevano ~ ivert1 in equilibrio organico dei m esi , anche riducen~o al minimo il lavoro muscolare e s tando m r,gari intere giornate coricati nei loro g iacig li·! Riducendc· al minimo gli scambi di energie, è stato fissato dai Yari autori (Voit-fiob11er-Atawat er-Mai;rnus-Lewy) ch e solo p er il r irombi<> f ondrmwntalf' occorrono dall ~ H 30 alle 1808 calorie , nf.!le 24 ore . La dieta calcola.I.o da \'oil per un uomo chi 65 ai 70 kilogrammi S l ·11za lavori particolari , ma non costretto a ri!JOSO assoluto, come nel nos t ro caso, dovrebbe essere corris pondente a 23ll0 calorie n elle. Computando invece le calorie possibili dalla dieta fornita ai nost ri prigionieri. le conclusioni sono ben sconfortanti. Da un calcolo complessivo sommando settimanalmente t utt e le calorie fornite 1comprese le razioni straordinarie di carne o aringhe) rial valore alimentare d ella d ieta d ei nos tri prig ionieri , si anebbero 11 58 calorie nell e 2'1 ore. Il calcolo pecca certam ente, e non poco, di generosità. Sembrerebbe lecito s upporre che invece, per g li individui adi b iti ai lavori forzali , il vitto d ove:::se essere almeno più nutriente; poi ch è
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STCO IO SL; J. RI C.H IRl (i :\·1.HERIAI.E, ECC.
la fi siolo~da d1mo,;tra il ra11porto logico e costante fra l'alimentazione e lo svilupp·J cldl'cnergia e quindi d ella (]uantitit di lavo ro , che un uomo può prod u rre . Al contrario, la die ta diffC>riva pochissimo d al la preccde nt-P. pe r valori E:ne rgetici . Negli os pt'délli il vitto cons isteva di tre diete , d elle quali la seconda e la t.erza, c he n•m rm,nde ,·ano una d iscreta razione di carne (g r . 150) e una di:;;creta q uanlita di fa rinacci, (g r. 50ù cir ca) verdure e legumi (gr . 200 c1rca 1 1:rano le più prescritte ai rirove rali, pe r la m assi.ma parte esau riti d alla fùm e e d agli s trapazzi. Purtrop110 s ucced e va laggiù que llo c lie qui s i è potu to con ~tala,r c in m olli d e i reduci; l'o rganismo di q11fsl; 110 ,·e1·i infe lici u,·eva di chiarato il fallime nto completo e insanabile .. c1 11 nessuna dieta speciale 11oteva o ffrire ;:isorse. Rito rnand o a l valore energdico fo rnito dall'alimentazione d e i prigionieri in .-\usl ria , d obbiamo 11o i raffro ntarlo alle condizioni di vita. • Se si trattava d i vita al campo, s i prendano in consirle razion i questi dati : l ) Clima freddo ed umid o in quas i tutti i p0st i di concentra m ento . 2) Mezzi pe r r ipararsi ins ufficienti .. E se s i trattava di soggetti adde lli ai lavo ri , si conside rino in più ancora questi: IO o re di lavoro (per un uom o robusto , occorrono in m edia 3000-3400 calo rie ); vi s i aggiunga ta lora la Iìtinizione d e l palo, le bastonale, f'L'C . Una g rundE impor tanza ne l d ('I)t:r iIT•ento o rg anico d e i nostri prig ionieri , bisogna d a i lo alla (Jualitù d e i cibi . Abbiamo visto che il pa ne ha u na quan tità di cell1ilo&1. g rnnde : di questa, se ne consideri poi la quantità comples.si\·a ne lla d1t'ta emin en tem>?nle vegetariana. E' noto poi c he non tulle le energie po lc·nziali inirod olle r,og li alime nti, passano allo stato attuale , pe rchè infatti come poten ziali vengono ancora d11nesse d all'o11rnnis m o. Così accad e nor malmen te, più o m e no , specie per le sostanze pro te iche, che l'organis mo non è capace di ridurre completa me nte a !ì rod olti fi nali. Il valor e ne tto di calorie forn ite dag li alimen ti, di fron te a l valo re g r eggio di que ll e 11otl'nziali , second o va ri auto ri, sarebbe indicato d alle c ifre segÙ·r, li : t ·ofor ie ftrf(l!JC
gr. di nllmu1 i11n • di g r a::.:--o 1 • d i idrati d i cnrltou io
Calol'ie nell e
1
~ , :?
1
S,4 3,S
P e r le c roleine , ·c2"elali indi nrn d enteme nte dalle sostanze con cui
sono a ccomr ag nate e d:111a lo ro aiione sull'assorbimento, la incompleta combustio ne è pi ù mn r ca tn. >Oltre a c i,) le diete esaminale sono anc,1ra comrioste da cibi g rossolani, m a l ccn fezionat1, in gran !la rl1: vegetali e s i sa che le scorie d eg li alimenti , ecc it ano l'in test ino e ne promuovo no la 11erislals i. Se qu~sle scorie v e ngono introd o tte in g-ra nde c; uan l ità, traggono seco ne l lo ro rapido pas~agg io ner !"intestino g li eleme n ti nutritivi. Certi particolari qualità d ell'alimen to f0 rnito te ndeva no ancor a ad aumenLure 1~ perdite d egli alimenti inger iti; le a ring he salate aum en -
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81Tl)IO ~l I, BI C.-1.\IBIO :\IATERIAU:, ECC.
la nina il st•n:-0 dt-lla sd(' , e rae,pia introd otta in g rnnde quanLità, olt ré ,l rlil11irtJ i s un:li : digerC'nli, n •ndenduli meno alti,·i. favoriva anrnra la Jll'I i~tal,;i l', quindi, la r1erd;1a di energ ie nnn utilizzale. ~u111n1al1 t11tti qu;;sli f;;ltori d! rlepa up~·ra111ent-0 organico, s i s la biJi,·a ('fil k111po 1111 terribile circolo Yizioso, Ill'l' c 11i la fume diveniva a !:11a volta ('at1:-ia di grn,·i, e ~pesso inguaribil i , alt e razioni funzionali ed organiche, tali da aggra ,·,u·c Sl'm111·e più g li effelli della ddic ientc nuLriziom1. Qua.ndo s i s labili,·ann altl'J'azioni analomo-palologiche a cariGo dPi vari organi importanti de ll'el·Onomia, l'inles lino ern specialmente colpito; ~l i ali rnL·nti ingL•riti non n nivano assimilati che in prÒporzion , 1111ni111e , la morte sopra,·veni,·a a breve scadenza. l'no s11eci;d1• inlercsse offrono alcune ~ons iderazioni che si possono fare circa un villo 1·0,,i 11oco varie, 1: scar:;o d1 proteine: animali. E' già s tato prospl'llal o dai vari ~ludi in propos ito r lle !"organi smo ha bisogno s pecialmente dl' IIP p1·ol1·in1, animali, pi: rchè fur5t' qt1l'lle vegetali sono poco Jilas l:rlie (manrnno di ce rti aminoacidi?). i\,Ja i dis turbi discras ici d esc ritti nei prig ionieri pos,-ono anche 1;-ssere interprettiti sotto un·a1tro punto d , vista: /'111:ita111i11usi. Ci1c1t l'importanza di que:;to fattore d irò in app1€SS0. Cons iderando ora che s i vive d i ciò che si mangia, ma piii ancora di ciò elle s i digerisce , la sopravvivenza di questi disgraziati redLH:i, r i rapJ)resent,L un miracolo di resis tenza organica. La maggior parte ha s ubilo t1na prigionia di venti mesi e viene restituita con un de ficit d i peso, in media d el 35 %. Moltissimi hanno mangiato in media per 300 grammi di se· stessi al mese. Il loro as petto non tradisce i calco I i, p er c11i è ben giusta la frnsc d el G. B. Beccaria: quis aliud s 111ì111s 1,,..,; id iµs11111 1111dc ali11111r:> (Y. fig. I e Il). Le ·tu rbt: funzionali cbe s i notavano in modo speciale nei n O$ltì prigionieri eran o a carico dell'apparc1lo dig.arenle. Circa le cause e ta natura di queste alterazioni ho giù <'sposto alc1tn1 .dati : credo però opportuno notificare alcune par'licolurilù di carattere clinico-diagnostico e anatomo-i:,atolog iro, non prive di interesse, perché oltre a rappl'esentare un co1Pplemenlo rn•rEs:;ario allo s tudi o del ricambio, che !::.tto in di,·ers i g ruppi di questi mal nutrili , ::.arà in ~egu ilo esposto, ci possono d are un'idea dellu l·rnluz!on e patolog ica d elle lesioni del tubo g ... s trocn terico . Quas i tulli i reduc i soffrirnn o di diarree; ove non s i rosse seguilo n egli infer mi il d e<'or-so dei dbturlJi anche con indagini s pecial i sare bbe stato facile il diagno~t icare ora una lesione d el tenue, ora una d el colon od infine una lesione: d ell' ultimo tratto inll'stinale, facile a confonders i con forme dis;;enteri che sp~cifiche. Lo s tudio d ei costituen ti le fec i, dal lato chimico e batteriologico, o ffrivano dei dati che d e ponernno 11er la rnmp,1rlee i!1azione morbosa di tutto il t ubo enterico in g rado più o meno nltlrnnlc a carico d ogli sprciali segmenti. Così noi vcd('ll1mo come non esis tesse talora fra una diarrea banale e una forma dis~enteri for me che un passagg io graduale. Lo s tudio dei vari ca,;i e le relaLi 1·e indag ini s pecial i ci offrirono la p ossibililit di os~errn re come le les ioni funzi onali di,·erse per la loro g n1xilù e per la loro dipendenza topografica più c,·idenlc, non rappre-
STUDIO S l: r~ Rlf:A'.\I 810 " ATERIA LE, ECC.
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seni.assero che una gamma graduale in cui dal caso 11iù lien ~ si passava al caso più grave. Così, per es.: nel caso che inlt>ressava il primo LraLlo inlestin alc vi erano già i segni delle lesioni degli ultimi lratli, in quelli (come nelle crisi dissenteri formi) in cu i predominava la scena la lesione d ell' ultimo tratLo del colon, si trovavano sempre le lracce dì allerazioni funz10nali ed organiche dei segmenti intestinali s uperiori. Queste varie
F°Ìlo(.Ul'U I .
forme non riconoscevano che una 11nica causa etiologic<t e non n e rappresentavano, nei vari s tadi, che la diversa durata ed efficienza patogena. . Espqrrò bre\"f:;ment.e i rilievi .chnir i e I risultali delle indagini t:OPro]ogic he notale nei diversi gradi di queste turbe intestinali, le quali per comodità di esposizione e p er carntleri speciali si potevano dividere in tre g1 u11pi. P rirµa credo utile premeUere che deve escludersi nella patoge11esi di queste forme morbose la evenienza di elmintiasi. A questo ,proposito · l'esame sistematico di tutti i prigionieri reduci dall'.Austria ha dato esito negativo. CÒsì pure circa la presenza di protozo i . parassiti (Lamblie specialmente) il rap!)OrLo causale fu sempre
negativo.
.. ST UDIO S l "L RIC.\\IBI O :VIATTRl ALE, ECC .
I GR U PPO. - Si trattava di individui il cui stato di d en utrizione non era spinto agli estremi. Essi soffri vano da p arecchio tem110 con intermit t.enze p iù o meno lunghe, di turbe intestina li caratterizzate da meteoris mo, borborigui addominali, dia rrea e mod ico rialzo febbrile in pochi casi. Le scariche era no per lo più poltacee e, si ripetevàno dai d ue a sei volt..: nelle 24 ore. In genere non si osservavano colich e che in rari casi in cui il V(;nlre era tume fat to e l'a mmala to non pÒteva
F iguro 2.
emettere gas che con difficoltà e solo contemporaneamente alle feci. L'esame obiettivo non offriva ,,ulla \:legno di nota. I disturbi in parola esacerbati d u rante il viaggio di rimpa trio duravano nel tempo d e lla loro degenz1 r,i il o mc.no a lungo. In genere colla regolarizzazione di questi coincidE:rn un rnp1do rifiorire delle condizioni organiche, per rni si notavano individui che aumE:nlavano di peso nella pruporzione di 2W g rammi a l giorno in medi1L A proposito dell'aumento di p eso è degno d i n·ota il fatto, che esso si avverava in proporzioni I.ali per cu i non s i osserva\·a un a umento g iornaliero. a un di ores-;o uguale. ma si ooteva as;;rrir~ che l'aume nto dell a p rima sE:llimuna 111·r ri$petto ;li chil()grammi dt corpo era in media
ST L'DIO SlJ L RICA:\LB!v ~IATF.RIALE, ECC.
delrt %; nella second a settimana e ra del 2 %; nella te rza d el li ~b ; nella quarta dell'S o/o . · Il bilancio dell'azcto in questo pe r iodo a veva d elle ci fre tra loro in rappqrti proporzionali a . quelle c he segnavano l'aumento di peso . L'equi.librio azotato s i otteneva abbas tanza rapid amente (in mediéL a l tre ntensimo giorno) A questo grnppo appartenevano pure individui , c he c.ome condi·zione d el loro stato d i nutrizione, r\Qn differivano da quelli sopra descritti: per i d ati clinici ave vano di particolare unu sensazione subiet-· t iva di peso all"ep!gas tr io, dopo i pqsti , noiose e frequenti eruttazion i, rig urgiti ora di sapore amaro, ora acido. Qua lc he ra ra vo lta compa r i\'iL vom ito. Le feci e rano diarroic he e le evacuazioni in m<·dia 7-10 nelle 24 o re.. I I. GR CPl'O. - V1 apr,a rte nevano indi,·idui a"-'°"itl denutriti, i q_uali oltr~ i segni obiettivi e s ubie ttivi desc r itti m a ntecedenza, avevano di caratte ris tico la d ifficùltù a rime ttersi dal lor.:> d ecadime nto organico. Le diarree e rano profuse, conie nevano grandissima q uantilit di alim Pnli non digeriti. La gran J)ercen tua le dei morti apparteneva a cos to ro . Molla de<'P~si avveni vano improvvisame nte. TI bilancio azotato, s pe,·~e nei cus i ad esito letule, e ra costantemente in d èfir..il e le cifre relaLi,·e e rano talora su1s ibilme nle in uroporzione inversR coll'azoto in1rod o Uo. In altri te rmini , se in media con una dieta discretamente ricra di azo to s i a, eva t m d eficit 3, q uando s i a ume nlavèt la quantità dell'azot o introdotto, il deficit a ppariva frequ~n temente au mentalo. Nl:i cas i gravi c he l('nf,a mente miglioravano, s i è r>ure notato questo fatto. che p e rò g1ndualmentc è andato scom!>arendo col ris tabili rs i della l"f. fic ie nza organica verso un r icambio attivo delFaz.:>to. In alcun i ca:;i l'equ ilibr io nel bi lancio azotato, s i otten ne a l 00' g iorno d i degenza..
IJT . GH FP Pu. - Un discreto n umero di individui reduci dalla prig io nia invece d i presentare semplici diarree, come esponente p iù vis ibile d e lle lorr, turbe intestinali, avevanò d elle turbe eh~ dai dati c.li n ici Lr aevano una fìsonomia d i lrsione infiammatoria acuta . La s intomato l ogia, i I 'ctecor so, i r epe rti copr_plogici erano tait da far risaltare, cc,m 0 la lesir,n e cata r rnle fosse a carico di tutto il tubo e nterico - fre. q u ~nteme nt ) con par tecipszione d ello s lomac::i - ma che in modo pa rt icola r e veniva le-so l'intestino c rasso. Pe r lo r>iù s i t rattava di soggetti , i qua li avP,,·ano g ià soffr rlo r,er il pa!':sato di dis turbi del gene re. op · pu r e di alt.ri dis lurbi più iievi . La s inlorPalologia era quella di una gas troe nterocolile o di una e nt e rocol.i t e o più spesso di una colite ac uta. Nella maggior !)arte dei casi i disLu r bi acquistavano la fis ionom ia di forme passate aHo stato s ubac ulo ed in cii., la anamnesi ci 0ffriva il dt.'stro d1 accertado . ..\ q u est.o g ruppo appartenevano soggetti c he prt.'senta vano un gra,·e d eperimento organico e che offrivano pu rtroppo una buona pe rcentualè di morlalili1. Ma, a differe nia d i coloro c he appar tenevano al Ili Gruppo, V t:! n e e rano a lcuni che anche s i rimette vano , e talora abbastanza presto, in seguito alle opportune cu re diete tic he e te rapeutiche.
STL"OJ O S L"I.. RICA.\IBIO .\IATERl:\Lt, . l:CC.
L'esa me c ullurale non ha mai orrerto la d imostrazione di un11 malat. tia infelliva nè s pec ifica e n eppure i vari n' p ert.i (c;;oli -bacilli-colbi rnilrs pirilli) ch,J s i noi.avano indiffe r()nle menle in tutti g li s tc::;si rus i st udiali, potcrano deporre p,cr una affezione soslenuta da un germe par. ticolare . In certi s ingoli cas i p oi variaYa ancora il rene rlo baUériologico in epoche differe nti d el d ecorso della k s ione intestina le. E' d egno di nota il fatto, che negli individui per i quali l'esito delle lesioni. e ra lie nigno, le indag ini cpp r·ologiclw ri velavano gii'L prima come l'assorbime nto inl(·stinale _non fosé'e di mollo alterato, cosil.:l'11è l'albumi11a, i g rassi e gli idrati di ca.rbonio s i trovavano agli esami speciali in minore quanlilit. In questi soggetli inolt,re ern quasi di reirola presente un lieve ed intermittente 1falzo termico clte accompagnava la malaLlia nel s uo de:corso. Special e menzione de,·c essere falla pc, una lesion e intestinale non infrcq11cnt,c nei red11ci dalla J.)rigionia, a.11pélrlencnli qua:;i t1rtli al 111 g ruppo , e clie a \'CHt t11tle le carallel'istiche é:l inir he cli una fornrn dissenterica . Le indag ini s isll'maliche ver la ricC l'Ca di a nwbo di:;sen ler iche, e risr,et.livamenlc de ll e loro cisti hanno scrn1>l'C dato osilu n egatirn. Cosi puro le p rove r ulLurali e s iernlogiche, ! l L' I' urcerlare la en' nL1rnlc presenza di bacilli dis.scntq ici, non sono :;tak vositi,·e . E neppure s i sono notuti mettere in 0,·ide nza ron ull0riori indagi ni dei gernii s peciali, alt; a wstenere l 'a ffcz1one inlL'Slinalc, in 1mrola. Si sono i:<ola ti gcC'mi differe nti in rasi id0nli ci e 11er ne:;sunr, s i è potuto s la L,ilire un'azione ,;pecilì c,: neppure caso lJ:.•r ,ra.,,o. Infatti i rep edi varia,ano, s i p11ò dire é1d c,gni ttllra prunt cul lu rak, o 11e r u na evenienza s1;eciale all' in;-l'me nzame.rlo o 11er una variabili!it d e!Ja fl o ra barterica. Non ve nne mai, ad ogni modo, notalo p redominio di un germe speciale . La storia c lini r.a di questi infermi, il dect)f'SO dc• ll'i1fkzioM morbosa e l'esame s is tematico delle ft•ci, offriqrn o invee~ il nwzzo di illumi na rci s ul rnO\·enlP etio logico- fìi lratt.c1rn 1ier lo pi11 cl i inr!i,·iclui s u Clii la malattia non esplodeva mai impron·isamcnt e, ma t·rn !>recC'duta d a periodi pe r In più lung hi, durante i quali i prig ionie ri r ièord ..t,·ano tu rbe gastroenteriche. La crisi d!is:::en teri ca , rnrarncnle inte rn ' n11la prima . J)er ' lo J)iù rap1,n:sC'nlava il si ntomo pr,,r/0111i11a111,· e .,aond(,rio alle turbe pregresse. In falti l'o;:servazione d.i que;:ti enlero1mlici, lw offerto l'occas ione di notare come la dian·ea a li!)O dissenk rico e,on una certa frequenza, fini sse per dominare la s intomatologia elle nrima era qut•lla di una comune enterocoli te mucosa . Akune volte la cri,:,i aveva caraUere episodico; risr,etto r.lla statistica ·della morLalifa era p er lo più d i- s ig nificalo grave. La m odalità colla quale s i esplic avano que:,;li periodi dissenleri fonni durante lE tu rbe intestinali-diarr,oiche , era Jale da d esignare queste come coliche mucose, in cui il dolore Pra don1to ad u n g rado più o meno rilevan te di tenesmo. La parete inte:;tinale era discrctamenl"l traU.abile , s pec ie negli intervalli non dòlOròsi. La PtÙpàzione riesc.i va in vece particolarme nte p0nosa nelle fos,-c iliache, ed 111 genere lungo il decorse,. d el colon. Lo st.imolo alla defecazione ern fre(luente (50-100 erncuazioni ). La d urala di questa c ris i e ra per lo più lunga, talora interrotta da brevi remissioni, quakhc Yolla era bre,·e e
$Tt..;Dl0 Sl!I. RI CA~IBIO !\'lATERIALE, ECC.
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alcune volte invece accompagnava per hmgo tempo i pazienti, talora sino alla morte. Raramente si osst.rvava un miglioramento precursore di guarigione. Le remi.,sioni erano conll·'.lssegnate i:la un ritorno g raduale verso condizion i intestinali normali. Le feci emesse in ques ti pe riodi avevano i caralleri dc:;criili per gli ammalati del primo e 2° periodo, ma indipendentemente da queste inlHmit.lenze evidenti, seg uendo il decorso di una crisi dissenterica. l'attenzione era richiamata <folla frequente mutabilità dei caratteri delle feci. La natura della malattia era desunta n el miglior modo quando venivano esan inale le s ingole d eiezioni nelle 24 ore , dur ante le cr isi dissenteriche , e i repe rti clinici e microscopi ci venivano poi- paragonati ..:on quelli ossen ·ati all'escme delle feci praticalo nei periodi di inte rvallo . Due elem enti caratte rizzavc.Lno ques te crisi coliche dissenteriformi: il 1,i llco ,t0mmisto più o meno abbond anteme nte a g lobuli bianchi e il
sangue.
Volendo dalla :3inlomalologiét e dalle indagini eseg·uite lrnne 1111a spiegazione che il luminase la fì s iopt,lologiu di lutl2 le t.ul'be intestinali descritte e ne spiègassc la evoiuzione graùualc aUntvP,rso ai tre s tadi, era logico clan' una s pec iale im11ortu11za ai caral Lrri delle feci. . ;e lle feci del primo g ruppo dominuvano i fatti di una di s pepsia da fe rmentazione sem1: iite esacerbati dallo s ll'apuzzo del viag~io e d alla alimen tazione ecccssirn cd a base di idrati di carbonio (frnlla, ciocolatte , pane biscoLLi, ecc.) c ui s i sottoponevano q11es li rcd11ci s fruttando la compassione e la ge ncrositù del pubbl ico che si affollnrn al loro passaggio. Le fec i degli individui dl'l sc<·ondo gruppo non diffe rivano gran elle da quelle del primo g ruppo. La compartecipazione d ello s tomaco alla dis pe psia a\eva ~: questi indi v idui uno s peciale rifle.::;so s ulla s intomatologia clinica e sui caraLLe ri dall e deiezioni. li qt1adro c1:a quello di llna dis pe ps ia inl<'slinale gast.1·ogc11a CC',{) predominazione però dei fatti fe rmenlali\" i: (Jllindi, quest i indi,·idui a ,·evano le feci caratle ris tkhe d a fermentazione e da ins 11fficir.nz:1 gas trica. Infatti , qun,ndo s i pen s i che il sucro ~a:-,trieo ag isce sci0gliendo il l.cssulo connettivo, animale e vegetal e (lu111el lc i11t Prmed iel , era logico chr una ca ratte ris tica cl i qu C'sli a nuclol'idriei fosse q uella r:l i 1in·scnlare nelle feci le tracce di ca rne, e d i leg umi e di frntla mal dige riti, e mollo tessuto conn ettivo intatto . C n esame dE-1 ~oli fi.llori el io lo1:rit:i di queste t11r be intest ina li d u ferm e ntazione c i offre la 11oss ibilità di ricosln1ire una con<.:atenazione d ei di,,L11rbi e <lelle lesioni {·,\ rie osservale. La dihrrea da fer·rn e nlazione già solo m eccan icamente eccitando la peristals i dcll 'inlcslino, e ra captH:c di diminuire l'assorbimf' nlo di tulle le so;;lanze ingeri te, per ddki<'11lc aziono te m po, anea dei s u1.:clti cligL'1"Cnli e per la brc,·e pcrn1anenza nèll'inLes l.ino. La perdita di sale e di liquido ùra lale da 11rodurrc una unaclo ridria ch e in via sccondari,l veniva a complicare il quadro morboso e ad a ggrarnrlo. Così and1e ve nil'a, a. ,;offrire pe r una deficienza di secrezione l'assorbime nto. Come conseguenza e ra logico a., pctlars i che in 7 .1 - Gior11alc di mcdifi11a 111ilila,·c. -
I'n~c. X .
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:òTl"I.J ICI Sl.L RI CA )IBIU J\IATERIAJ.t:, ECC.
i11divi<iui giù den11lriti que:-;ta c,·en icnza fr.sse nu n t di L11n rapido d ecadinw nto o n ! non fo:;suo \'enute a cessare le ca11se che lo producevano. La dl'n11tnzi()ne , d1e raggiungeva g radi sempre l)iù elevati · si faC(•Ya a nehc scnli re su tuUi g li organi dell'economia animale. La diffil'vllù ncll 'a~sorhirnento, s i aggravava ancora p er alterazioni d q:rcm' rati,·c a carico dei v11ri organi, non ultima fra :1uestc la facile at rofia de lla m11cos;1 intc-stinale . La fl ora intestinale arl·,·a ampio pas to negli alimenti indigesti, i prodnlli dt•ll e k nnentaziuni e putrefazioni t rovavano nell,L muco~a inteslin1ilL pu<'a n •sislenza e si iniziarnn0 quindi dei processi infiam malori. P t>r c iù ('}1e rig 11arcla la fisionomia clinirn di questi d isturbi infiammalMi, ngnu110 imrnugini il q11c1rt ro di una frnsl roent erocolite, ora acuta ora cruni rn, C'On particolare predominio nei vari segmen ti d el colon, C in·a le fo rme dis,:;entcriche, non si lralla\'a che di una colite special men ll' l<Whl izzata ,d tratto cl isrenden te. 1 repr rti anulomop,tlolo~i<·i ronkrmar0no la inte>rpn~luzionc cl in ira <iei dis turbi ir-tc·slinali d escl'llti Offre in propos ito >.: pccia le intC'r'Psse ciò che r:on<·r rne l' inlcstino, 11 l'a rico dL·I (]111.tle s1 noial'Ono i SPgn i di atrnfìa d ella mucosa in preda ad L'mo1·1·ag-il• pun li fonni , difft1sbsirnc, s pel'.i<' al crasso inl 1•stin o. li renl' <·d il feµ-a lo erano in pred a a degenerazione amiloide e così pure lulli i n1;:;i, l' s pel' iulrnenll· i pic<·ol i ed i ca1,i lla ri deg-li orµ-ani pan·nchimatosi arlclnm111ul1 dt·lla mu('osa int.,~tinalc e d Pllc g landole linfatiche . La <iip<·1:dL·llza dl'i ,.;cambio intermedio clalla q1ral ilit e q11antità di a liilll' nlo, dalle necrs...,iti1 d1 ,·1tu cd infine nC'l nuslro ca~ . dalla.spC'nale con<i1ziom· <iella funzi one <iigcrcnt ~. n e l'enrl\' \'ll interessanlt' lo s tudio in c1uest1 individui . . \ qucst i pr c,r,osilo ho l·sq:rnito !'C"same chimico d L'llP 11rirw, ~econd,1 qu1·slu proi,1•vll o: ()11anli lù, rfrn,;ili1, rl:'itzinrH•, (\'a l11lazi one quanlila lint d ell'aciditii 1, ricen' u quantitali,·tt d ei tlornri , dei fos fati , sali d i po tassio, dell'al b11mirw , ar ido urico, ar iòo ossalico, z11cr hcro, fermenti, (pepsina , tri · psina), la ri('crca q11a.nlitat1va dcll'alb11rnina , peptone, albumoé'e, Cr t'.alin ina, ll'11cina, tirnsina, indacano, acetone, acido acel,tcctieo. sangu(·. pigmenti bilia ri , valutazione del l'azoto totale e d ell'azulo ureico (computando l'azoto introdotto cogli a limenti e quello pe rduto colle feci) . Da L11lle q11C'sle indagini s peeiali , olt re a ricavarne d ei dati che in modo s pt'CihlC ill111ninavano la etio log ia e la fì,;i opatologia d ei disturbi intestirtali , s0 ne ded1rc·C',·ano poi anche le prove d ella ripercussi0ne d ei dt•lti òi:;t11rhi rn llu inte ra èconomia organica. Le li1rbc f1rnz1on;,li e lt' lesioni organiche accennate cl1e _ìnsorgc,·anc, e f:i modifìearnnn d 11rante il periodo di degenza, variavano il ris ultnt<' delle ricerche, di modo rlle sorgeva la ditficoltii di conelusioni unifo rmi per Lutti i ('8Si esaminali. Ad ogni modo si è polulo fare apprczzarrn·nli e d1:<i11zioni Yaric che es11rimerò brevemente : S i rakoh che nC'l dig iuno acuto anil·ne la morte (]uando si è pe r ~ d11 to un terzo del r eso corpon·o; nel digi uno cronico, di cui gli ?rrettr abbiamo ri;,cc,11lra lo nei no::;I r1 p rigionieri 11er i 1 solo fallo della Jen ta. 1
ST L'DICJ SC L
RJC.\:\1111(1 .\ IATERI.\LE, 1:1:C.
i11an iziont•, s ; f· vi:.;lo romc si 5iano raggiunte delle riduzioni cii peso assai I)iù 11 lte. Cio fa pensare che esi:.;lt· un si,;kma n:golalorc nel bilancio organic·,1 tal e da mi:;11r,u·E- il cons11mo in confror:t0 cogli introit i. ~ e abbiam0 la prorn qiia nclo al monwnl.o dell'arrivo valulamrno 1·azolo t1rin urio; infatti , nui Yedc 111mo !'11e le q•1 1a11lilit e messe erano s1·a1·se (in medta g-r. 6J e t, 1n to !1i i1 tcrwnd o 11rcsc11li n tri dati: slrapuzzo ri el Yiuggin, e•nnzrone, larul'io psic-l 1irn e so11ral11tl o l'assenza (Juasi assr,lu la di JHln11icolo adiJ)oso. · ln ((UL'"li d(·nul rili croni{'i, il rni t·o11:.;111no e ra t utto a s11e,:c della soi'lanzu proll'ica dei Lessuli , ern i11lt' l't':--,nnto il notare come negli appar!t nenli al primo g11•1>po, in nH d ia il r1111;,1 1mo di azoto fosse più r e!!Olato con parsi monia, clic non rwgl i inrl11 icl11i in conclizioni pii, gravi dt'I 11 grnppo. _..\ q upslo proposilrJ S' ne a1"L·v1111 0 g li indizi and1e nel rappol'lo azoto luta le, azoto 111·e1co. clw s tava Hd indicare rol!le non solo per qu unlitiL, 11•,t aneli(• 1~0r qunlilit le :-oslanzL' azntal<' non \·eni\·ano J>iù l'<'golate 1'011 e l'i te,.io di ece;nc..11i;1, ron,c lo l'iclliedc•vano le esigenze :-peciali di 1111 forte cll- ficit al :ll 'l.n lan'. rn pportu azfllO tntale awlo lll'!·i<·o
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.. i possurw q11i r il1m: Il' r,;p(·l'iL:nz<: g iit falle d ;. \'oil e Rcchemberg : (·s.,i })Cl'Ò H\'eYano J>Orlnto la l0 ro o~S(' n ·azione S11 indirid11i nei quali il dig-i un o nor era d 11r,tlo a l1 1ngo, come nei nostri p r igion iel'i e non s11 nrn ll i incli\'icl11 i, m,L bensì s11 ca;;i isoluli, che poll'n1:10 far sorgere il <i1 1bbio di 11na !,arlirol111·r, <.Ji,;posizione ad 1111 rica 111Lio n11lcnlalo. In linett cli ma;;si ma si ! HIO dire cltc l'or!(ani"1110 umano, q11anrlo si:1 rol'!erne11le ma lenlamen li.' Jll'ivato rli ulimt'nl i, mediante uno s peciale lllt'lTHn isrno che ".'l'l'la111en le è n·gulato rlal siskma n ervoso d is1YJ111J J't'r 1in rican:I ir. l't1 llent11to o 1,er nwglio d il'e di risparmio. P er o,zn , .J vhilogrammo di pt·so si brnciano rncno sostanze clte neg-li indi vidui :-r,tto p osli a<I tJn digiuno ae11to . Sono note 1e esperi enze d el Yoit, per il' quali Ja,;,:ia 11clo un uomo od 11 n n11i111ale romplt'lamenle, o (Jiiasi, digiu ni si Oi'~l'rva eia• la dis tl'uzionf' dr ll'al bum ina , nei })l'imi g iorni i• 1,1•r quanl ili1 proporzioirnlt' alla scomposizione che r,recrdcnlementc .-i ave va in Sl'g uito ad aliml'nlazion e ( il soggcllo dimag l'isce 1·apida10Pnle) ; d opo il Ya lure del ron:-u mo va spiccalanwnlc Hbbassandosi per (lct.:rC':-iCPl'l' ir,a11 m,rno e le11lamentc fino cl!r a1Ti1·a ad un periodo in ,·11 i ;; i mantirne q11a:;i s tabile. Anivati i '30ggelli a ri11eslo stad io, limite ci i com penso, J>Cr rni viene rea lizzalo i l minimo consumo dell'econornia o rgani('a, il defkil d el matrrialr di sc·ompo::;izione, viene aggra1·uto da iin ';;I Lu ala elatoraz.iom' . (ì iit J>Cr il solo fallo della d enul riziooe .~ li o rgan i dif:P 1·1:nti cominciano a JH' rdt're di efficienza funzionale. Così, p t·r· esem p io , noi osserviamo una diminuzione d el fermento ,unilolitic·o, saliva.re in cp,esli individui ri~pel!o alla norma e più accentualo 11 Pl piu g ravi riel terzo g ruppo, che non in q11c lli d el primo g ruppo. Lo s tesso si è osservalo 11er l'aeido cloridrico negli individui del secondo .;. n1pp o , n e i quali , ron tutta probobilitil questo fallo, oltre che conse!.. uenza d ella stessa ca11;,a debi litante, è anL"he dipendente d alle d iarree
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rrotralte . Non ho potuto eseguire delle s i:;te matic he estrazioni di succo gas trico. A proposi to d el le allivitil in fermenti digestivi, mi sono valso dei ri lie,·i nelle feci e nelle urine Ho notato cos ì che negli indi vidui m rno d enutri ti, la quantità d ei fe rmenti proteolitici nelle orine, era. m ag· g 1ore rhe n ei più de n utrit i del secc,ndo gruppo. Se ne potrebbe concludere intuitivame nt~, c he nei prim i l'assorbi· m ento maggiore era in rapporto con un a quanti tà magg iore e ris petti' ,tme nte ne.i secondi l'assorbimento minore era in rapporto con la qua n· tilil minore di fe rme nti presenti nell'organismo. Quind i la elimi1:az ;one nell'urine di questi fer me nti, 1>otcva esse re un ind ice ed una m is u ra relativa dello stato più o m(-mo g rave di denulriiione . . Nel sano s i hanno elirninuzion: te mporan1!e r orrispondenti a r,e riodi normali di digiu no : la loro q11anti!it è pe rò sempre scars a . Col dig iuno i fe rn1enl\ proteoliti<:i co1111,a.riscono nelle orine in quan titù più o m eno rih::,ant1, ma col prntrars i d ella denutrizione, d iminuiscorw goadualrnente. Di fronte alla !)ossibililil c he i fermenti rb contrati non rappresentassero 111 g ran parl t1 c he· que lli autolitici dei te.ssut.i e nC\11 fossero qt1i11di ~olament.e il ris ultato di assor bime nto di quelli d ig1·sli vi, i valori ot.Len uti a vrebbe ro scmpro in d efiniiiYa un s i.g n ifirato identico. Si a, rebbe cioè a n cora la spi egazione d elle incomplete clali, 1razioni dell a a lbumina e nucleo a lbmnine organic he in dipe ndenza o ell·esaurirr.(·n to fi s ico assai più eYide nt.e n ei soggrlti del secondi, 5 rnppo, arcan lo a una ciimin1rzione di d etti fe rmenti, c he non n c1? li a mmalali dol primo g ruppo . .-\ proposilc delle ricerr he d ei fe r me nti nelle feci, n(;ll e urine e rwlla s all\"a ecco i ri s ultali: F a lla 11 na med ia rlci n~pe rti , il potere fc rnw nlati vo (µeps ina-tr i· ps ina) ne]](, urine del primo g:ru ppo st,t a. quello del 2" gruppo 1wlll~ seguen ti r,ror orzioni: 5 : 3 P e ps ina T r i psina 3 : ! La ri cer("a nelle fr<' i ha dimoslrnto c h1.' il ,·illOre am ilolitico pe r gl i a mmal ali dt'! primo g r n ppo s l,t a q11ellu de i soggetti d el :! 0 comP. :2 stil ad I e il ntlor,· p roteolitico s i rre!"('nta n 1~11a proporzione di 3 : 1. L,t ri n'rCH del polc·re f('rr11enlati vo d l'lla saliqi. ha mes:;o in t'l" idL·nza clte l ra una. sali va norma le a quel h d egli' amma lali del l " 1: '2" g rt1ppo. l'!"i:;lc una proporzione, come li : !1 e come 6 : 2. 1.) a,·il,un inosi g ià prospetta ta come una cansa d eii distu r bi cti ,tru· s ici dei nostri prig ion ie ri , pu ò a q11C'sto punto fornirci un altro c rilt·rit"l di a prrezzumento pe r i dati olle n11ti nello s lu<iio del ricambio . La elaborazione incompleta n ei p rocessi dis inte.(!ral ivi può eS~l' rC in fnt.li ~picp1L1' a nche qtrnnùo s i 1'1::nsi clic le vitamine agiscono ~i.,cr ialmc nt e rornl' eleme nti ecrilunll i processi oss idativi. Lo stadio li· milc di corn pc•nso d a p1"rle dt?ll'orf:anis mo di fronte al villo insuffirit>nle polrllhbe coirwi ric re con un abba:::samcnlo di)l Yalore quant,itativo ne· cc::.,;a rio delle , ilamine o rganie he di riserYa . A q uc~to punto sa rt>hb(~ g iusto il w rmine di avitaminosi, nel me n tre che le curallc rislichl' =I1l'ci.:.li con cui s i riYela il meccani~rno di compenso, che per un cerio
STUDIO SU L RICAL\lfll(l i\lATER IALE. ECC.
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p E-riodo adaLt.a r organismo alle condizioni precarie di vitto, sono da rapportarsi alla quantitit del vil.lo per il valore dinamogeno alla qualità per luU! quei caratteri che rendono un alimento più o meno digeribile e assim ilabile e circa i bisogni dell'organismo chimicamente completo. . . In proposite le vitamine non 1 &ppresentano che un complemento necessario, e la loro deficienza, nel produrre i disturbi della nutrizione d esc ritti, come risulta dal loro studio clinico e da quello d egli ali. menti che forni vano la dieta dei nostri · prigionieri, è poco reale ed importante relativamente agli altri fattori giit esposti . Dagli esami eseguiti si nota che mano mano il digiuno fa sentire la s ua azione rlèleteria s ul ricambio per la digcstionE: d elle sostanze azotate, l'N. non viene più eliminai.o come urèa, ma in gran parte come prodotti interml' di ed in forma d1 ammoniaca con una percentuale più forte della r.orma (rar1JOrLo rispetto all'azoto totale 9,5 % ([I gruppo) quest.o forse per la saturazione di molti acidi che aumentano nel di.giu no (spee,i~i il fosforico e l'acido aceto acetico) /acido fosforico (g r. Q.9 per mille) - media dei reperLi oUen u ti (2" g ruppo): P er ciò eh<! concerne i componenti dell' urina, si rileva come la quantità dei cloruri non sia dimir,uita tanto quanto si sarebbe potuto sapporre, ed il rapportti NaCI: urea s i mantiene qua.si scmpl'e normalf'. Forse questo fallo d ipende anche da:la dieta abbondantemente ciorurata a cui gli individui erano sottoposti in Austria? Circa i sali d1 potassio si nota, che mentn' il rappol'to normale fra K a : Na nelrurina di indi, idui nutriti nom•almentt!, i· di 2 : 3, in quest.i affam ali cron ici, m an nmno che le conseguenze della inanizione sono più marcate, tende ad eq uilibrarsi. L'acido fosforico emesso non sembra aumentato, 11 rapporto coll'azo~o lòtale che, di norma, è uno diviso sette (i : i ) non appare altera to . 'rutti cruesli rt'Perti ed aJlr; che potrebbero ancora 1.\SSere messi io evidenza, mentre da una pa rte . segnano com~ lo scompenso nel ri. ca mbio avveniva graduale fin o ad éssere ·irreparabile, dall'altra parte ri,·elano la capacità dell'organismo di equilibrarsi di fron te ad esigenze s peciali, con un l'icambio altamen te economico. In te ressanti sono ·le glicosu rie ed albuminul'ie trans itorie n otate con frequenza in quest: affamati cronici e spesso contemporaneamente : I o interpl'el<:rei questo fatto come segno di imp'.)lcnza di utilizzazione ed a n c l1e di ir sufficienza rl'nalc, dovuta alla inanizione. :\1olte albuminurie e g lico:;urie che avevano r,d acquistavano caratt e r e s Labile, forse avevano come quelle transitorie , lo ste~c;o indirizzo e ti o logico. Nc·gli inrlividui più d (;bi litati , si notò s pesso la presenza d1 albumose: n elle urine. Non pubblico la distinta. d egli esiti ottenuti nei vari e n umerosiss im i esam i per rispetto allo spazio, intendendo anche ai farn e una pubblicazione speciale unitamente alla tecnica seguita, perchè venga maggiormente documentato il capitolo della patologia d el ricambio o rg anico n egli individui soggett.i a digiuno. . A I .prof. R a moino, che dirige questi ospedali, devo i miei ring razia.m e nti p e r l'indirizzo e pér le facilitazioni ottenute in queste mie ricerche.
11,i,::!
A:\1:BULANZA CHIRURGICA D'ARMATA N. 4 DIRETTA DAL PROF.
N!CCOLA GIANNETTÀSIO TENENTE COLONNELLO MEDICO
Ferite addominali di guerra per il dotl. Emanuele Santoro, capitano . medico assistente nel la I Clinica Chirurgica della R. Università di Napoli
Canti,iuazione - V. til8c. IX Giornale di 111edici11a mililare, I 9 I 9
D) PERITI DELL' ..\DD0:\1E CON LESIONE PENETRANTE NON OPERATI MORT l l ferii.i <'On lt·sio ne pene lrnnlc non 011e rati e morti sono 162. l ' na gnu: parte di qucsli fe rili non fu ope rata , per la ctefìcie nza numerica de i g rnppi c hirurg ic lii Ne i 11eriodi di aftlue nza infalli, venirn 0pe ralo un C('rlc· nume ro di ferii.i, mentre gli alki, costretti ad aspd· lare il loro turno, moli.o SJ>t-sso s i aggravavano, ed al momento oppor· l11n o non e rano più in condizioni da ess2r e operali. Inollre non raram ente sucrt:dc rn. e lle ne l g rnppo di o pe ratori, dopo 24 o 36 ore di la.· voro, sopraggiungeva la s lanclw zza: allora i fe:-ili che. a rri vavano in c111esli m o rienli restavano senza alto ope rativo, ed erç1.no cost.relli ad as p('llare i I momento oppo rl.uno per essere ope rali; ma le ore l ruscorst· e rano tulle a s rnnlagg io d elle loro condizio ni ge ne rali, si che a\'\·eni,·u c he gl'infe r mi s i aggravavano o morivano, sia per fntti sellir emici, ;:ia. per falli dipE:ndrnli da pmo r ragie in alto. Questa cc1.clizione di cose fu dunque sfavo re volissima per i fer iti. 'l'uU,tvia dal non esse re stati operali un nume ro r osi ingente di pazienti l ' dall'avere quasi tulti incontrala la morle s i può dedurne qu1;:::-la. ronSl'P1te nza: C'hr. la mugg io-r 11a1 le de i feri ti dell'addome con lesion e pe11ctru11le non o pe rali muo i0no, salvo ra re eccezio ni, le quali s i n ~ri· fì cano l'S(' lt1s ivame nle quando non è fe rito J'intestino . Guariscono in · falli all'lln.i fl'r ili de l fq rnt o, qual c hr. fe r ito r enale , pua.lche ferito nel qua le il pro icl lilc non lm dl'lerminato l c&ioni viscc rnli. Dei fe riti ir~tl's Linali noi rossittmo dire di an•rn u Yi,;\o g uarire uno solo , o:;s. 183, 1) die da. una pe rrenl11all' minima rii ,niarig ioni ne l le fe rite penc tn1n l 1 n o n sollo pnslt· ;1 laparotom ia. Un'a ltra g ran purle <li fe riti no n f11 ope rala per le gra.vi~simc co n-:dizi0111 in <·11i !,minsero; essi furono sollo11osli alle c ure de l caso. Alci~m di e:-~i :-e ne a1·,·anta1rgiaron0 pe r b1 t' ve periodo di te mpo, ma s ubilO
FERln: AODO:\ ll NA LI 01 G CERRA
11 rn
ricaddero in condizioni gravi e la morte sopraggiunse più o meno presto; altri invece non ricavarono nessuna utililù dalle cure s iotomaliche prnlicate: le loro condizioni generali s i mantennero gra ,·i fin o al decesso. Alcuni dei fe r iti invece furono lratlati con l'us le nsionc, perc hè questo parve il metodo di cu ra più od atlo alle loro condizioni. Tali sono gl'infe rmi co11 fi s to la s te rcoracea, q uell i con ferita d el fegato, quel!i in cui ebbe a riten ers i c he il proie ttile fosse penetralo senza led er e visceri , o c-he n on aveva fe r ito l'intestino : a lc urn infine p er chè s i ritennf• erroneamente - chf' la ferita non foss~ 11crwlranle. 1. -
Fi.110/a stercoracea: Oss. 205-a6 1.
Qne~ti d ne kriti g iun~ero c11tran1hi con fistol~ s1;,rcornt·~a tl•;l colo n ascc m k11te . il primo d opo 2: or(·, il sC<.:<,n<lo dopo ~8 ore dal frri111ento. JJatc lt, 1<,ro comliziuni generali abba.s t:tnza l;111J m · furono trattali <.:vn l 'ast•: n ~ione pra 1irnmh fn:qu(· nti 111~di..:aturc e lan1ggi l '(lll Clo, o~ol. E11trn111bi 111orirono per perito nite .
2. -
Ferit i del (t'grtl() : Uss. 2l2-217-2:l:2-:W9-271-:?H5-326-3:28-3/15.
:>;ella 111ng-).:'io r p:,rt~ d i qn(·sti frrit i ln di ng-11o~i cli frri1n d.:l fegato si ft't·c per il dccor~o ~eg-nito dal proie ttil e ; in qnakhedu no i1t\'Cce la d i:,g n usi fu fattn o Cf/11fermata s ul tn,·olo arwt .,mico, com e ne llt o~~. 21:?-:?Jì·269-2S_:.-:pS-345. l"na pr1rte di q ta::-.t 'in f<:nn i 111url f>C' r :.,11e111ia in :-·1..· .i:11 ito nl l., e1nnrragia clip1.· 11dt·t1tc ,la lar!!"lic, lnc:crnio11i ddl'orgn no : questi feri: i 111orirn11u clupo le prime ore 1lnl /cri11 u: 1uu : n itri invct·c 111oriro110 tlnpn qna\rh(: giornc, p ..·r <.;u111plicanzt· :-:.upragg-iu1u 1;:.
3. -
Feriti nc·1 q11ali si giudin) clic !fl fr ~ion,, non fri:w· 71,•111'/m n t,•:
Oss. 26'1-34/i :234. In q 11es1j kriti ~ia P'-'r il ,kl·or:-<J d c l proie ttile, ~i" pl·r le conclir.ion i g<:11<:ra li d <: ll'i nfr r1110. chhe a gin,l;l'ar,i dte il p roiea ilc 110 11 foo<,: p<:1tl'tnlto in l'~" ·i1/t pniton<:alc. X c i primo la ft:riu fn pro<lot· a eia 1111a p:,llot tc,la di fnc ilt:, I)t'11ctrat:t s nlJ'a."'ce1Ja r<: a nt eriun.: th:!'tra ~uhito sotto il 111 :1 r gi 11e l'O•-a alc l.'d u:,;cit:l ~ull 'a:,;.·d la re po~lt'rion: ùt'l lo ~lt":--~<, lato in \'id 11a11za th.: ll:1 crc::,:.ta il i~H·n. L' i11feru10 t:hhe un <h:l'ùT~) u orn1a k Ji1.1.nt.1
i pri111i ti"\." !{ior11i : in segu ito ~li :.;i :--\'i1ttppò un a p eriton ite ~l'n t:ra -
c he lo condu,:,.c a 111orte i n flcst -i giorna ta, t: la
1te\.TO~l.·opi ::1 IIH.>:--trò nn ~ pi.:: r ·
ll~ C~ld u t:;1 di un 't.·scarn, p.:r proh11bik contnsin,w (h li;, pnl\·tc dn p~n c d e l pr,,ic·ttik. ~"\'l!lla sccondn :-;i 11nlnro11<1 clnc pi f·cc..,lc ferite t\a :--d1q.!.l tit.: di bo111hc a 11w110, <li t:ni un a a ~inistrn t.h.:l1 '01nl n.:lio,, l'altra " 1 di~opry <lt:lla ~pitta ilial·a :-:.upt,; rior-p11:--tcriore de Jlo :,:.t1,.·~~-, lnt,, Si g-irnlicaro110 11011 pen etr:i11ti k· clttt> frri tt: , :,.ia p1:r le..· buone condizio ni del p:izil"11t~, :.:.in :,.Opnnutto pl'r l:l ~ç:ir,a fon.:3. <li pl·n c..· tn1zio11<: e hc.. · h a11111'> d i ~ulito le ~chcggie di ho 111hn a 111tl110, pt'r cui t'hhc n rit c ne r~i dH' c:--~t' fo:,.~c ro ri n 1ast e tr-a i tt•:,.:;u ti c.kll..1 p::1t·tc: l 'inf(·nno ~i :1ggrnn) i111pro~~i,·a 111<.: ntt: n,11 .fcn1>111cni d i perito nilè e: ,nc,ri dop, drca :?,i ore. for az.io 11c dL'l colo tt a:.:.cl·nck 11t c..· , l'hc...· :-.i g iudicò pr<Jtl(1ttn
:'\-c] J'o., ~. :?3,J, pl'r il d,·rn1:--t~ dvl proil.·ttilc "i r itc111h· da· i l pcrÌlf>tll'.O n o n fo.:.~c
in te rt·~~:i to i.: ~ llc· la :,.1111 11111:itol, ,g i :1 fo~:--e in rnpportn t.·011 1.1 fl·ri t a 1.klla por z i on e 1,::--t n :1periton:c·ah: dt' lla \"t·~cic:1. 1,.1 nl'<.:1;0:--.cnpia inn.:("t: rivt:lù dm,..· h·ritc lkl tl.'11\l(". 11. -
All71 errori rii ,{if/gno;;i : Oss. :?:?~-:?t,3-306-:!l.7.
~ ella o~~- .?.?S , pt:r il ,kcor:--c, tld proiL'ttik. per J'a:-::--l·111.a di :-.angn~ n el n:1:0 , ..;j ~i udi.cù 111n 1 \'i frJ:-::-;1..·ro fr:ritl' di ,·i~n:ri e che lri g-rA\'t• :,.il1tc,111atol<,g ia fo:-.:,;e t.lipc...·11-
;lc u tc== da s h ock . J/i11fc-n11 ,, 111flrì pe r peritonite e la ttC'l.'fO'l'Opi:i ri\'elù una pcrfora:d une lle llo ~to111:lco cd u 11 rt ,ll'1 rc,IHII tr:l~ver~o. prt..~:"!'-(l l'an gulo epat ico. ~ c-1 f erito d e lla o,,. ! .J., si erc·d.,.tl(· d, potere c·,d,ukrc ogni k ,ii•nc i11lC'sti11ak e cl i pol<:re nt tribuire i I ari ~i11to mi a ll 'c111op<:ri ton to per ft'rita cp~ti ca, e nlln fer ita p,)lmn narc . T,a 11cc10,copia inl'<-cc ri,·clò 6 k, itc 1\el 1"1111<:.
11U
FERITE A0D0è\'[}NALI DI
Glj ERRA
Cosl 11e ll n o,,. :;u6 si rite nne che i ,·ari sintcmi fossero da attribuirsi all'cmo peri to11eo da ft'rita re na le. L'infermo morì di per itonite e la necroscopia constatò 4 ferite del tenne. ì\'el ferito dell'oss. :;47 s i g iudicò, dato il decor,o dd proie ttile, che fosse ferito il ~olo fogato; in se,·ondo t e mp<>, <:,st:11do alquan to migliorn:c le sue condi1.ioni generali , ci pa n ·c di poter · corafr rmart: la diag110,i. La n t:cro,cop ia mostrò una duplice pc rfora1.iune '1<:l colun trn",·<:rso, oltre la frrita cpa ti<:a. '
STORIE CLINICHE. 1113, Oss. tie11nolilà: Ccc. Dom., sulùutu fanteria. Data ili 1•11/m/11 r di 11.<rila: 24· 7·1016 21·; -1 916. Tempo /ra5<'orso dal t.-a,111,a a//'i11lcr.:c11lo: u r<: 2~ . .\'a /111·0 de/"1 l fSio 11c : F erita lacera, da sc:h;-ggia di grana ta, al fianco destro. seuz~ <:orri:-.pondeule di cg 1~$~u. A.ltra fl·rita al t oraCt!, p~11ctra ntc . .~·i11/0111i p1i11ci{'<1/i : P. 134, piccolo , irre~ola rc. T e111p. 37. S<:te intensa. Addome Jt·ggcnnente lt.:~o J')<"x.·1) dok ntc . ~on Jia , ·01n1to. Tml/.a111,:11/o: Cnn' s int<•m,:tticl1t:. Esito : Mnorc dopo 1 oro..
~04. Oss. - GP1!CTalità: Am. l i;., soldnto fanteria. - Da/a di entrai.a e di 11 scila: 25-7·J916. ,Ya/11ra d ella lcrio11e: Puit:. da fucile al <JUndrante inferio re s inistro dell'addome. ;;cn,a fr,ro cl ·u~citn. :'\oTE : Proc:idcn1.a dcll'cpiploon. Cada\'erc.
205. O,s. - Gu,rralità: T'ran. Am., s'>ltl.no fanteria. - Da /a di r.11/ra/11 e: di 11scil11 : 27·7-1916 1-S· J9 16. 'J'c111p:, trascorso daL l ra11111a atl'i11lcn1c11 /o : ore 25. ;\'a/um d ella /c'~i<,11e: I'c rita da fuc ih: a lla uatit·a de,trn, con egn:"so alla fossa
ilinca dello ste~s,, lato, dondC' ~i no ta perdita di m a te ria fecale. Si 11/ o mi /•ri11 ritali: 1, . J114. T e111p. :,'3,2. Addo me contra tto; asse nz:i di meteorismo. l irinazio ne spontanea cc.,n urine limpide. H a a,·uto \'0111ito, s u bito dopo fe rito. Trallamc11/o: )kdicatu re. Cun: s int<.,maticlie . 8 ta1.ionario i primi 3 giorni, s i ag· i:!rnrn in I\. giornata : facie;; peritonitica, vo mit i, polso piccolo 140 ; temp. 38, 7. Ad· dcn11 1: tumido, me tu,rico, dolentissimo. Liug uu arida . F.sit o : )Iuorc in 6• giornata per pc titonitc. 2,'6. Oss. - ( ; rncrnlità: Bon. Ant., soldato fanteria. Dat11 di entrata e di iis<'ila: 21'-7-1916 =S-7-19 16. Tcmpn tra.< corsn dal 1,;11111,a all'i11 /c·r nc 11/n : o re 30. ;\',1l11ra dt'lla l esione: Fer ita da pallottola di fuc ile alla regione $aerale, con egres,o
a lla regione ili~ra s inistrn. Si11to111i pri11 cipali: P. piccolo frequente ed inconta bilc .. H a a \•uto rnmito. Ad· <lom e 111e lcoric0. ùol, 11ti,si1110 . :lli1:1.io11e ,·olontaria ctiffic ile. Trnlla111c11/1>: Cure s in to111atic:he . :---e;suu 111ig liora111e nlo. E.sito: >luore dopo 1!: ore. ::.i7. O.<s. - (;curralità : 7.ing. Ed., soltlalo fà nte ria. - Data di c11lra la e rlr mci/a : 3-S-1916 3-S-1 9 16 . 7'.-,11po tra scorso dal tra11111a a//'i 11ten ·e11t o: o re 1~. . .\'c1/ 11 ra ddla /csio11r : F, rita da fucile ,I dita sotto la m a mme lla destra. TI proiet· tilc s i palpa !'<'lttO<'ut~ suU ·asc<: lla rc 111td i:1 si ni"tra nn dito sopra l:i crest~ ili~ca. Si11/0111i r,,·i11(i{'ali: f'a ll iclo. P olso 11011 pCrTettibile alla radiale. R c;piraz,~)lle toracica. 60. Temp. ,;i'ì. i'so n rigpondc Hllc doma nde. :\cldomc teso. Rigurgito dt mate·
rie , ·c:rdastre. Emot<•r3<'2 dtstro. 1'ra.tla111,·11/o: Cure ~into111atichc. Il pol$O è sempre imperce ttibile. L'infermo si mantie ne ~empre q uasi i11coscit:11te. E ,ilo : )1 nore ,!op;; 6 o re.
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~i é'4vverafa n el modo 1/;11v conlor!anfe ed /n.Jf)era!tJ
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La F':ratta agisce ).:+ L ~ Fratt a n c,11 J::T OYO,.a <!dori - L n F 'ra.tta no n ?} +ç è pit1 snio.,.ernlo al µalato pereh,, g·; , 111cl i proti11Hl i di Illr,,iri Chim ie1 --X. hanno ri.s\!ILo il proolenm d i rencl~rl,ti. di {a c:ilissinià ing\'sli,,ne unqh e agli ·' stomnchi più dPbol1. - L a Frat t n. è I.i pii1 cco11omica i' Er,;hè Ulila b,it-f< tigliu. sc:1·\·e abbonci,•.nk1rnmtc ,J•n t ru pm·g hc e nergiche. - .L,t Fratta -~· ~ è rir;onosc:inl a, sui e riore a tutt,, le au1ne p nrgati, e dfl mondv da oltre )+ -~ 7.0')0 cele lirit;à uwcl ic:ho. - La ~.F ratta E ' ITAL IA~4 quiudi ogni {,< Italiano d evt' provi ria e preferirla. ,... ~ La ,Fratta si lrova ovun•-ine ! ! >+,
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~~~~~~~~ ~~~~~~~~~~ ~~~~~~ ~~~~~@ Si riRhiama sp-rial1al'nfe /' aWrnz:i,11w Jfoi Sigg. Med ici su lle
PRtPRAAZIOl~I SPECIAU Ctl Dr. M. f. IMBERT Chimico lr1.ureato della R. Un iv3rsi1à di Napoli
-
Vi e, DeJ)retis 6 :3- GM, NAP O L I •·o,doa·utoJ NOmp lice
l
Granulare: Calcio e ~od i•1 G licerofvsf.,.~o - Rdio Formiato. (Indir.nto pe r i Bam l.>i.11-i ). Iniezioni (16 fiale) Rodio G licerofo~:·ato - :,odio ì\Iooometilarsin R.l.o - Sodio Formiat-0. Gocce tSi f' ,rarano a1.1c.ue con ~-r:ca ina.). Pre zzo del flacone o !ìCato lo L. 6 ( Dllo compreso).
f·o11formol ~lar::illlo Gocce : Ferro P,pto,iato - Rodio G lice rofo3f ,to - Sodio ì\Io n o m etilarsine.to - Sodio :Formiato. (I-ii prcpar.'lno an1.:he con !!tl,ri, •,inR). lniHioni (16 !ate·, Ui/ ra' J {e,·ro,rn S .,d,o (' il'.-ro i'os fato - Sod io i\Ionomelilars inato S odio l'ormiato. (;,i 1ncparo.uo anc he Cv ,;l.r ie n , nP.). Prez~o del IIAcon e o , ca tolo L . 5 (bollo compre~o). Fo11t.. r111ol J o d u te Gooce : ,!olio Pll'pl4Jtt1fo - Sodio Oliicerofos.il· .1 - Sodio MounaotilP.rsine.to - Sodio F orr;oinlo. (Solo sv 11za ,•riwim1.). Iniezion i (11., fiale) Jodic p,n r is.;imo - S.od io .1duro -- (-lttai.a.,olo - Sodio G li c~Mfo.,fato - :..i•><l'o .,!cuomei.il. rsiuato - S J._, f v . nia u • \ S ro'.o ,t:n;-,!. st.ric 1m:i~). P~e;,..>:c, L . o,aO ( l,,,lJo <,JUljJl'<Jt<(J).
CER~~~iOJ ( r;/.,lmli) C, :cio e S odic1 Gl•~e .., , o '.!'ti -
s ,.-1io Fo.rmi uto . - Liquoi:e dei Fo,··lti· vee \ 'o, ica polv. (Dose u,1; rr,) - .l::ti' , .i L,, liua!o cli C,,ca - tace. A r . cc<.. l'rc·~o del sc~tolo corttr,,.ut"' ,ù ;{lrba1t 4 , l·oliv <,) rn pr~.so ,. MA'fli t: Di., ,i,.i H.viil A, I l mi,sii<.>r iM~,..,, ,<· ,i 11pu11,: 19•> o!l i,11t:Li•;o " Ji.ro~t.ivo 1.:c1m· p,.-;.,o edcl,1:.<Ì\aru..J1\c J i vl:geLah Pnuv <k! lo sc&Lo lo L. 2.f>O t bollo towpreso). Lei te nitura. \ 0a mpiuni a d isposi/.ion(, - S eo uto a ~ig-~. ,1Iedici. Deposi lo e v ..11dila in 1,0111a: Ana n.ia ,:'., 11; C:i11,..t..
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bi li dc-Ila inlf·zi(,110.: t ben iJhlrt·. La t,:crn.,i n;i orli (• fo n n cn r:i lJili non lui contruindiea1.iooi. • La Sll::ROS1NA est lnuj~,ir~ inof1Msivc, . et se classe parmi les médicameuts ... u1ilJS et faLiles à man icr a ux.-;ucis on peut recourir avec confiance dans le traitc ment lle la tubercolose puhnon, ire " · B l' RNANO JJ11·, /!m ·8 tld ,r:::.ow t,n-io /"1pulai·c d i f ,P.,IJSin ,
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P Pr medici L. 10.
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(compresse <li sali di calcio o di ~7senica) !)PI'
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FERITE ADOO.\.flNALl DI Gl'l'.RRA
i oS. Oss. - CrcYoua1ilà. Min, Gio., soldato m itragliere. - Data di 1:11/rata e di ·u scita: 15-6-1916 r7-8-r9r6. Tempo trascorso dal t1'a11111a all'i11ter..1e11ta: ore i, .\'alllra della l csio1ie: riC'C'Ole ft-rik multiple da scheggie di bomba a mano all'epigastrio (frattura omero dc·,tro) . Si11 tomi pri11cipali: l'nllido. St:11w polso alla radiale. Addome <.-Ontratto in difzga. \'nmito. Trattame11to: Cure ,iutomnt;che. Durante la degenza il polso r: lla radiale è selllpn· 110 11 percettibile. Sete i11tc usa. Sc·nrsa doloH,biliti all'addolll e. E sito: '.\luore dopo ~lì ore. .
109. Oss. -
Gc1?eralità: Di :'su . lk r., soldato fanteria.
l)at,1 di c11tmta
e di
·1 1,<il,i: 16-8-1916 16 8-1çn(,. Tempo trascor so da! tra11111a alt'i11t er.ic11to : o re 13 . Xt1t11ra della I e,io ,ie: Fnita da pa llottola di fucile :il fianco destro, sull'ascella, .,
m.:dia, con egresso a l fianco ,inistro sull'ascella.re anteriore. Si11toml principali : P. ar,pena pe,·ce ttihile. incontabile. Labbra c ia11otic he. Estrelllit.ì fredde. Non ba vomito. Difesa spiccata. Stimolo alla miuzione che non può soddisfare. Trattamento: Cure ~intomatiche. ::-,;,-s,un n)iglioramento. L'infermo con,:en·a un a, pc tto indifferente. Cambi~ ~pesso dec1,bito. Dc:lirio. E,ito: Muore dopo s ore.
n o. Oss. 11 sci/a :
Gc11rralil,ì : Pio. Pie., soldato granatiere. -
nata di e11fmta
e di
16-8-1916 ,fi-8-191().
Satura della lesio11 e : Ferita eia pallottola di fuc ile nlla reg ione ombe licale, co11 egresgo alla r<'gione J,,n:l>are destra. Si11/r,111i f'ri11cipali : Agonizzante. Meteorismo spiccato con sco111par,:a dl'll'aia ,-cpatica. E.,it o : '.\fuore dopo 15 minuti. ~ 11. Oss. 6t•11cralità : Cot. )fich ., soldato fant<'ri;i. f)afo di c1,I raia e d i 11sd/a. : 16-S-19 16 16-8-1916. Tempo lmscarso dal /.rau111a a/l'i11tc,ve11to: ore 15 .\'al II ra del/a lesio11c : FC'1'ita da pallottola di fuçile nlb regione o n,belica.le se nza
foro tli nscita. Perita tra sfossa all 'e mitorace destro. Si11tomi f>ri11cipali : l'. non pe rccttihile. Lineamenti stirnti. Ling ua arida, d e nti fulig ino~i. Ventre m e teorico leso <lolenti,:simo. Temp..17,8. Tnrtl<1,mrul<> : t'nr~ ::.intc,111atiche. L 'i11fcr1n<> 11011 ncccnna
a n e::.~nn 111igliora·
me nto. Esito: )fuore dopo , o re.
Oss. - Gencl'l>litù: Cas. V er., soldato fanteria. - Data di e11trata e di u sci la : 16-8-1 916 16-f:- r9r6. Satura d ella le5io11-e: Larga forita da scheggia di granata, all'ipocondrio destro ~ , i.
!Se nza. foro d'uscita, con fr:ntura delle ult-ime costole. Si ntomi prin cipali: A~onizzante. Addome meteorico, con scomparsa di ottusit:i
epatica. Tmttamenta: Cure si nlolllatic he. Esita : Muore dopo 2 ore.
~on: : Nccro$copia Emoperitoneo per larga fe rita del fl'g'ato. Sierosa pc·ritoneak luC'ida. .:?I3 . Oss. (;t·1:,ralit1ì : Chia. :\tti .. cnporalc fanteria. - Data di c,ifmt.i e di 11sci/a : 16-8-1 916 2o·S·1916. Tc,npa trasco1'So dal trauma all'i11(cr.1e,ifa: ore "'· Satura della lr.<ionc: Ferita da fucile al quadra nte inf. clc-~tro dcll 'arldome senza
f o ro d'uscita . Altre ft tite multiple alla ço~ci:i de~tra, con frattur:.1 cl<,! kmorc. )!anca il r eperto radiologico. Si11/0111-i f>rhrcif>ali: P. 1,u , piccolo. T e m. 37,S. R. 34. Yomili biliari. Singhioz1.•J Ling ua arida. Vfrì dolori spont.111e i all'acldo111c A,ldomto teso, immobile con la respira;<iÒne, dolentissimo alla palpazione. Ml'lcori~1110. Arca <epatka con~en·ata. l\on ha e me;;,-o feci n è gas.
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FERITE .\lltlll.\111\AI.I 01
lil. t:RRA
Trallc1 m c1110: l · 11 r:.: :-.i nto111:, tic h C". J,e ('<111di1i,,11i g-~ n<'r a li ~h.'C<·n11 a n o ru.l un mi).'.hor:1111<.·nto in 1• giornnta , 111:-1 :-i n_~ gr:i,·:ano in :,:;.1,·~nito. Ah·,, ~tit il·,, , ur itl<' ~ar~i::-.:"inu:. T c111p. 38 :l .19· l pl"n.:~tt·:,,ia. f n tn nca. L ' infc rt1111 è :1,.,:-i t:llo, ,·,1111bin ~pC'~~o de;cubito, gl:tt;t k coperte. f,;c:t<· i ntt· n !--tl , yo111ito , ~i 11 g-hio1.zo. Fufori:1 . E sito: )fuorc dopo ~ gioi 11i. ~ OTE: In , , ~iPrt1:t l H : P ol:-.o appcnn p c- rn:ttilii le , freqlu: nti:--... i1110. ~ a ..;o ctl t< ...tn:· 111itA fredde. ~ll't,·or i,111<! c-011 ~i,kn:n,lc . '.\:,·crn~ropia Pc rito11it,• puruknt a ge11nali,. rnta. t ·niça fc>nr, de l tl·nue , di piccole di111t·11 ~ion i.
114. Oss. -
1:,110,1/itù: Cia. Gio. , ., o ldaw fante ria . -
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rii c 11l r<lta r di
u .<rita: 1;-~·1ç,1C, i r -t-~1 9 1cl. 'ft'Hlf'O Jra~cnrs.o dal Jrau.ma nl/'i11frn·c11lo:
on: !~;_ .,·,, 111r11 dcl/11 I, :-i,•!•: F c , ila ,ln pal lott<1l" d i fuc:i)(.' a lla parte :11ta ,klla n atica tk ...tra cnn egn..::--!'o>u :il qn.1 dr.1t1tl.' i11feriore ~ini,t r o ddl 1 addt>1th: . ,<,;;111o m i {1 ri •di j,nli: :\ ,pc a o trn n qui ll,,. I'. 1 :!o, ,·alido. 't'l·1110• .\/,.?. :'\on at·n1-,.a dolnrt:. Chie,k :-pl.· -.:--< • lln hl' TL·. :\ tì1lo111e lt ~,:t:r111t·11t e l1tl·tt·urico, p1'>co d1>knh: . Tratlanr c 11 lo: C: nn~ ~intrmrnlid1e. l A" rundi:rion1 re::.t:l JH) :-:.t511.io11arie 1w r <111alt hc ora poi ~i a.~~n1v:1no. I. 'infcr1110 i n ~C'cnnclo t <'rnpo è :,g-itn to , irrequie to. ).:t.' tt a lt" copcrt<: . F:5i/11: '.llun r<' ,l,,po 2·, ()re. :'<on: :'\c,·10~,·upi.,. T'<:1 itnnitc )!en c r r.li ua ta. Jì11(· pircol<: p c:·fur:11i:in i in 111t'an,a 1le l te ttne. 1':111op,.: rit1111t.:c, con ft.·1..~i e pu:--.
21,. n.,s. - (:111110/i/il: Rk. '.lla t. , ~oklatn fantt.ria . - flalu di ,11/ra/11 ,· dì us(il a: · t i·~-19 1n 1;·,~· 19 1(,. Salt11a cictra lrshrnc : 1·'<.·rit:l bccra 11n ~l'hq .,: ~ ia <li gr:1.n:1t n nl tì:uu·u Jn::tro, ,et11;t fnro ,l'uscita (a l tr.: h rit é alb fac,·i:i rnn f1al tt1 r ~ ,!ella 111a1uEhola e ,d br:,n ·io ,k- tr" (.'hll frr1 tl 11 ra dell 'nnu. rol . Si11/0111i ('ri11df'alì: l 11co., ci,·1ttc, im·rtc. i'o lso 11011 p l·rcc ttihil c a li:, radia le . :\J· dn111C lllt"l(."Ofit'O.
Tratlc1111nrt o. Cur·..: :-: int<•111ntic hc. >:1..·~!--11 11 :ie,: 1..:11110 a 11 ti1.!linrnn1t· 11 to. J..'i ttfrrn u, ri 111a 11C' se1npre in ~l at,l ct.111:-1 to:-.o e con p o l~n non pt- rce tt ihih.· . E.,ito: ~I w ,rc dc,po -1 o re.·. ~ 16. O.<.<. ( ,, 11 , rnl il<i. nr. G io. Il., ,olda lo grn11a 1i,·re . /lu/<1 di ,·11/ral,1 ~ di u sdta : 2S-~-1 9t6 .:S·S·i~1<>. 1 Satura cldla lc.,i<, uc: l 1ccc.1k ferite. 1:u:t·rc (la ...c h l"}!,::!'ic d i pc.: 1a rdo:t :1ll'i11g 1ti111.. ~1-
ui~tro.
Sì11/0111i f'• ì>:t'Ì/•11/i. [•. nppc n n p.:rcetl ihilc incontnh ik . . lnntc-. l'a llidi~~imo. 1·11· pi llc d il:natc. .\d1J,,111•· 111Lteorin, con 01tn s itia mohilc . 'J"ralt t1'J1t•11lo: Cure :-:i11to 11rntid1l·. :,·n. . .;.u n ne-ce nno ll i tll ÌJ!li,,r:11111.:utv. S 1Hlo n 11i<,1h.: prof 11,a ..\ g itn1.io11.-. J-:sìl o: '.lluon· ,luptJ ·I on·.
217. O ss . -
1;.-111 ,·alìlil. I>. :,.;,.. !b . , soldato g-r;• n:1ti,·rc -- /!alo dì f11/ ,-<1 /,1 , di
11 scila: 1..; -9 ·1 9 1f, 1.~·1:.r H. 10.
Tn11f'v t, ,i.<cor.<o dal fra11111u all ' i11/c1-..•c11/11: or~ 4 . .\'olura dt'tla lcs.if•u r: L<o1}.!'~\ f,·ritn l:l<Tra a.I lh~n co tll·:,:.i't."),
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Cot·1n·1t1lilà . B:,nd. Fra 11., solclalo i,.rr :111:1 \i(."r Ì. -
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.:-.:uzn f,>ro .\ ·n ~,•.-itd. S i11lt•u1i f'ri11,- ;f',ll1 • P . 12" E ~t1c 11,ità frtlhk. Con ~ti di ,·(1111i10. :\,,ldontc in fprtc
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FERITE ADDO)llNALI DI GL:E:RRA Tratla111r11to : Cure s i11(oll!;,tic hc. :,.;,- 0 s m1 mig li,,ra111c nto. E sito: )h:o r'! d op o 10 o n :.
219 . Oss. - Gc11 er,1/i/,ì : Ros. J,u1., ;,ol,la tc, g ra mni n i. - /),ria d i c ,,trnta e di uscila: 14-9-1916 15·9-1 ç,16. T c111J>o lrauo ,-so dal lm11111a. all'irrl en •crrt o: On: 5 . Naturn d ella lcsi o111": l't· ri ta d a pilllutto la d i fuc il<: a lla rc-gion e 0 1nb<.:l ir:1lc: ;,c: nza foro di u~<'ita. Sirrlc1111i J> ri11 df><1/i : (ntt· p a lli,ln. A~pctto go1111o l<:lll o . l•:s trc:n rit:) fn ·d,.k. l'. 1.;, picco lo. :\d<lonr " nh t11:111to mc-t<:01ico. T raltamn1t o : Cnn.· ~ i11 Lo11ia1i1.: hc. ;'\1..:--:-.u11 a ct·t::111u.., n 111i ~ IK'.>n1111L·1no . E .si/o : '.lluo n : clop o S ore. 220. Vs~ . - C:<' 11 na/1/,i : )loll. :\mii. , solda to fonte ria . - / Jat,1 di erri raia ,. di tt.<cit<1: 1_,.9-1 9 16 15-9· 1ç,m. 'J'e111J>v l raswr ,o do/ t1m1111a all'irr lu,•1·11/0 : U n · N atura d,·lla l f.'\11.; llt' : l·\ritn da pélllttln di sh n1 p11d l :-.ull'.:i:-.ce ll nn:: 111t."dia ~i ni~tra al 9° spazio i11tl·t c·ù~talt!. S i11to111i J>ri11<ipali: :\ g o11i7.za ule . Procidell7.a d..:ll'cp iploo11. Y.:lllopcri to11co. Hm,)to r ace ~ìni stro. E sit o : '.llnore J opo pochi minuti. 22 1.
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( ; c,1~111/il.i :
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u scila: 15·9-1 9 16.
T c11ipo trascorso d al tra11111a a/l'i 11/ r r ,•c11 lo : Ore -
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N atura dcfla lesi<111 (· : Feri ta latern. da ~<:he~gia di g r 3 11aH1, ;1)l a fo~sn iliacn. 1..k · stra, se11 1.:1 fo n , d 'u :--cit a .
è\urn: Ca<la n .:re . O~s . - ( ;,-110-af ilà : Cipp, '.\l ,1 r ., s<,l,1,,to f-: nh- r ia. - l),tf,1 cii c11 / rala e di 11.<d/<1: 16·9-1 9 16 1(-9- l<j l Ò , Te111J>o lrt1srtnm dal l rn 1111ia afl'i11ll· r·Jc11 to : O n: 7 l•.fot11ra d ella l csi ,mc : I·\·rit<1 d a p nllo ttola di ful'ik , nll n p :o r:o ~krn ale s ini s tra, dita :,,;.opra il 1n n r g i1u· <.:o:--ta lc, C'oll e:~n~~~o ~nll'a!-icl'llnrc 111cdia cic~tra .? tlila SOp J·a il m a rg i ne costa le. Si11/0111i pri11cip,1/i : l':ollidis~imo . E,trc 111iuì fn,dcle. l'. 1_,_; :ipp~m, pc-rc(•tli h il e. 222.
Sudorazione proftt~fl- :-\tltlo 111 e c<>ntrnttn d ol t'.11ti:-:~i1110. O nu :,,;.it ;'1 111nliik. E111 ot or ace
destro . Tr<1tlam e11fo: Cnrc ~ì11to 111ntid1e . 1. 'i 11fe n110 !'--i :1~g-raya ~<.:111prt pi1ì.
E sit o : '.\Iuo rc dori<, 13 o re·.
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.?'.?J . <)ss. (:cnt·1<11itù : ~h~t1. Pr . . ~ohlnto fnn t<..·ri;i. l>c1fa d; t'Hlrl1ta (' di 11.<cifo: 16-9-1 9 16 16-9-19 16. T e111po trasco r so d,1/ lrm 111ra all 'i11t,·11·,·11f ,>: ()re .Va t11r11 d c/1<1 l, .,if' 111: : F n itn da p Hllo ttola di fuc ile s uhi10 sotto l'o111h.:lico. Si11/0111i j> r i11cipa/i : Ago11i1.za11te. l'roci<lc:n za dcl\'c piplnon . E sito : )h!orc ,lupo pn.-1,i 111i1111ti .
~!4 . Oss. <;, ,,,·, aliltÌ . Sn ,·. )lic .. soldato fo m c:r ia. /lal<l d i c,1frnlt1 e cti n:;cila : 16-9-19 16 1 19 16 . T c111(>0 trasco r so eia/ lrar1111t1 all ' i 11t,·1··,; c11to: 1)rt· _; . 1Vatura della le.,ioir c : Ft:.- rita da :--d1q.!g ia tli ).!rc111nta all~t ll h.:l~Ì s i11 i:-:.tra dt'lla
,·v·
r c~ io n e 0 1111,c licnl c
:,.C'1t1a
fo r o
d c-gn.:!'-~O1
Si11/0 11ri J>ri11ci pali : Li11ea111<:11ti sti rati . l'ùlso np pen a pnce uih ilc , inconta bil<: . .\tldo 111c co11t1 ntto dolc-ntissi1110. Traftdmrut o: Cun: ~inh'\i Hatich e. >,:c.,~...;un 111i ~ lìo r a 111~n tu. E.)·ifo : ~htorc <~o!HJ ~ or t' .
22.5 .
Oss. -
( ;c11c rtitilà . Gn t
·
<~it,,·
1
:--ohlatr> fo nt.. : ria. -
J)<1 ta di <.'H l rnt,1. l' di
11sdla: 16-9-1 910. T empo trascor so dal tnt111r111 al/ ' i11/ r 1-;.·,·11 f(): O re N a /'11ra ridia 1<-,iv 11c: F e r i tu tr:i, fossa d n un fia n cn a ll'alt ro d,1 p:o llottola di fnci lt: sulle asct:l la ri a nte riori.
1148
FERITE ADOO.\JINALI DI Gl.'ERRA
="OTE : Cada ,·ere . .\' an>s(i>('ia: H111uperitu11co. /< ferite <Id te nue di cui una sezio ne completa. Pt:-
ritonc:0 di a~pc:tto to rbido.
n6. 0.<S. - Gc11aa/ìlà: C1 iv . Giu., solda to grr. na tieri. - Data di e 11l rata e di u scila: 16-9·HJ16 16 -9-19 1b. Te111('0 trcisn,rs<> dal tn111111a all'i11tcn,c11to: Ore 15. Satura dt'll,1 lt'!fi: n e : F e rita la.:era, da scheggia di g ranata, al fianco destro ~en >.a foro d 'egre~~'>. Si 11t omi ('rinci('a li: /\~J·<'!to cadaverico. 1 1 • 140. F orte contrattura d i difesa. lpe -
rc~tc:--ia c utanea. Tra lla111e11t o: Cur ~ sintc,m at icl1<". :-Se~~un mig lio ra me nto. E sit o: :'\Juo rc d<>r>o 5 ore.
227. Oss. - (,cnn·o/~,;: Cad. ,\m., m aggiore fautc r ia. - D<1/a di e11 trata e di uscila: 16-9-1916 17-9-19 ,0. Tempo trascorso dal lra11111a a//'i11tcr1.1c11/o: Ore 6 S11/1m1 d ella l c,io11c: F, 1ita da pallottola d i fucile a l fi:,nco d e!<tro, sull'ascellare
amer iore, con egre~>''> s ubito a ~i11is trn d e ll'om belico Si 11to111i /1ri11cif'ali: P. 16o. Vo mito. E ~tre mità fredde. P rocide11za del te nne dalla fcritn ct'cgnis;.:i. lliksa. Ottu~1ti1 mobile. Tralfa111 c11 fv : Cur, sintom a tiche. ~cssu n miglionimento. Esito : ;\luon.: dopo 6 on·. •
,ziS. Vss. - Gc 11a t1 /ilà . Cle m. A111., soldato fa ute ria . Data di e ,1trala e ài 11uita: 16-9-1 9 16 v -9- , ç ro. T empo t mscorso dal lra11111a a11·;.,1ervr11to: O re 16 Satura di-Ila le.<J.:>11c: F e rita da palle tta di shrapne l! alla r egio ne sacrale. 11 proie llile \'ie ne localizzato d nll'e~ame ractio loi,:ico in cavità addomi11a le, 11e l q ua1lran tc lnff"riore ~ìni ~t r ) , 111(,l1ilc. Si11/0 111i pri11t'ipa li: Al l{illo, se nza polso. Vomito ripe tuto. \ 'e ntre dolentissimo meteorico. Uttu~ità l'patica co11scr vata. Se te inte nsa. !\'on può urina re , pure a,·,·o:nendonc lo stimolo. ?\on ha em eti<O nè feci nè gas. Esplo ra,ioue rettale negatirn per la pr<:se11za d i s.:i ng ue, Traltam,·111 <> · C ure s into111ntid1e . L ' infe rmo m ig liora. In 3• g iornala: P. &, ; è cessato il vomito. Jn ,1• g iornata do lc:,re all'ipocondrio destro, O\'C si palpa uu:1 resistenza profonda. 111 6' ;:io, na ta ·: hrivicto in te nso seguito da te mper a tura 39.4. l)iarrea profusa con fec i a odore fc tidissimo. Addo me dolenti s~imo, cont ra tto :'pe-
ti:l hncntc n ll:1 111c t à dC':,;tra. I'è!,.'.Ldo1:" t11 c 11to prog-re:,;:-;i,·o. Esito : ~luor : iu i g-iornata. 1->oTr. : i\'ccroscop in : P erito nite circoscritta retrocpiploica e sotto d iafra 111111a t ic-a
co11 adc rc111.e peric pa tiche. P erfom>.io ne dello s tom aco e del colon tras,·e r so presro l'a11golo e patico. l'qi:. t,, ingro,,ato, no::., 111osca to. Re ni aumentati di ,·olume, pallidi . 1;<11ff11lil,l. Corr . à lich .. soldato fante riu . -
229. OH. -
Dal.i d i c ulrata e di
uscila: 16-9-1916 I i·9· 19 16. Tem po lra scors<> dat l ri111111a all' i11 l cn1e11to : Ore S
1\"a/11ra d ella l csir,11 c · r·<'rita dn pallc ua d i s hrapnell a lla reg io11c sacrale. Il proiettil e si palpa soprn il puhe. Si11/0 111i pri11cipali : !\, pe tto cadaverico. P olro appe na pcrc~ttibile incou tabile. Addome lecc::c n11c11te n 1(:t1·C1tico . T mtta ,~;. Cune sin to111a tic he . '.\e~rnn m igliorame nto. E sito: .\(no n.: d opo 16 orl'.
.,,o:
230. Oss. -
(:r11n11/ilà: Sol.
Gi n.. , sottote ne nte fan teria. -
1),1/a di ollmta e di
·u scila : 1 ; ·9-l 9 16 1;- 9·1 ç 10. Tr111 f>" lrn.<cc>rsn dal t rauma al/.'i 11 tcr;·c11 / o : Ore ,\ 'a/ 11ra della l esio11c: Ferit a eia schq{gia d i granata al fia nco d estro. con egr c:-;;o
:olla fossa iliarn 5i11is t1 ,1 (altra fe r ita al toran, pene trante). S i11IM11i f>ri11 .:i{'<>li: i\gonina ut,·. l 'r,llidi~"1110 ì\Ieteori,;mo. Emowrace. l'r•>cick11za di nna frani;ia rl'ep iploo11 ,!alla ferita ,l't:grcsso. T ral/11111.- 1,/0. Cnr·c s int~·111a1iche. Esit,,: :'\luo rc d opo : or~.
I U!)
FERITE ADOO.\ I INALI 01 GUERRA
2:,1. Oss. - (;~1:crnlilà: R i:-. S,,1' ., ~ol,Lllù fonleria. - Vala ,1 / ,•111 raia e di IISfila: 17-9-1 9 16. T empo lras(Ur so dal lr,111111a al/'i11/n,.'c11ill: Ore ::Valura della /0;011,, · Ferita 1.l:1 fuc ile nlla n:gione rena le ~ini~tra, seuza foro
di uscita. ):oH: Cadan, re. 23i. Oss. r.cu, r,1/ilà : Gn,;. Lui., soldatu fantnia . / la/a di ,•11/ mia e di usc ila: 17-9-19,r, 1;·9-19 16 . Tr111f>n l r,1.<co r.<o dal /ra11111o1. al/'i11/c1·;•c11/,, : n n· Satura della /csi,m,• : Ferita da pa llotlula di fu ~i lc a l 1,,., spnt.io inkrcosta le $Ì· 11 i~t ro, :-t11l 'a:-:cl'l t1rc: pn~h. r i PrC, ~t:-11 7.<1 fon, tl'u:-:.cita. Si 11/o111i f'ri,1dpali: Ag<>11i1.z:111t<:. l'n,-·i,k u za di 1111a ira11i;ia d i "pipio on. E~ilo: ~lnn n: ck,pu pocl:i 11·,i11nti.
133. Oss. - (;ciicralil<ì : Z>1111 . G10,·. , soldato fn ntcria . - l}a/a ,'i ,·11 /r.,/a c di 11sdta: 17-9-19 16 1; ·<J·llJ" '· 1'1'111(>0 lmsco r so da l lra11111a all'i 11/,u1·c11l o : Ore ·I· .\'al11n1. ,lei/I) lc.<io11c: l'nita tla schegg ia tli g ranaw , a lla rcgioue renai<: dc,;tra li proi.,ttilc ~i p;,Ipa $O! tn l 'umb~ lico. .Si11/0 111i tri11, i/·tl!i . Sc111.:i po lso. Algid o. Grnn: stato d i a11c111ia. Addo111c m eteori co. Ottusità ai f1;,11ch i . H111~1 turia Hl c-att.:lt.:ri::-1no. "J"ralta111t·11t ,, : Cure ~it1i<~111ati c he. >: c~snn éH:(.:e11110 a 111i.~l i or a 111 e nto. E sito: :\luo rc <iup, •I o re:. 23~. Oss. - <:e11t'falil,i. Le u. Ak~.. c3porah: fa nte r ia. - Oa(a di c11t 1·,1t.t e di u scila : 1;-9-19 16 17·9-1ç.i<>. T e111f>.o trascorso d,1/ trauma all'i11la,•,·11/o: O re 11. Na lum d c/lti lfsiv 11~: l ·'<·rita da pal lottola d i fucilc ~ul.la si nfi,i pul,ica, se11,.a foro d 'c:gre,~u. Il proiet tile vie uc l,w:,linmo 11ci glnll'i di ;:m1 ,rr'.l Si1ilv111i f>ri11 df'11/i: l'::llido. l'ul~o 1,,0. Diicsa ;:piccata. ~ Oli p u0 uriuarc . E maturia a l caktc·r i, mv. (<;na ti di vo111ito. Tra/lamento: C11r~: ~i 11H1111 a t icltL·. ~ii i11ga o pcrn1a11i.:111n. ).:1.:ss1111 111ig lio r a111c.:11to. Esito : Muore dopo 13 , ,re. NOTE : :---<:('r,,;cnpiH : F, rita de ll a vc· 0 c·ic.i. z k rit,· del ll'llu" . Scn r~i fatti rt·alti,·i d e l p e ritom·o d1c: però è cli aspetto torbido. r oco liquido fe tido in cn\'ità. ~.,.5. Oss. - Crnt' rùlilà: Sac. Yi t., soldato grn11:iticrc·. - 1),1 /,1 di c11/rata e di uscila: 19-9- 19 1(, !<) ~-IC,11 6 . T empo t ra sco rso dal tra11111a all 'i11ILT.:c 11lo: on.: 6. Nat11rn df/1..; lcsi,111,: : Ferita ùa p::lktla d i ~hr,,pm.:11 nl X ~pazio i11tton.:,,,u,h~ ~ini stn.> ~u 1l 'a ~C'e1lar~ po~tc!rin rc , con 1:~11.:!:-!'-o n lJ;i fo~.:.n i1iacn :,;i 11i ... tn1.
Si11 l a 111i pri11 d{'ali: I olst• prccnln 11<•. :',irrg h ionn. Aspetto c:ad avc ricu. \ "cmre contrntto d ult mi,,imo. Ddcca1.ionc co11 sangue. Tl'atla111 1"11t,,: Cu re ,;imo111~t id1c. Ac·tt11no a 111igl iora111e11tu e mpid:1 rica.Jut:l delle coud i1.i1111i gcrn·rnli. Es ito : ) luon: dùp:, 16 o re
~36. nss. - G c1< e,alil.'i: ;\far. Aut .. ,ol<l:w, gra1rn tint·. - /10/ 11 di ('11/1·,1/a e di rts,;ila : 19 -9- 19 16 H,-9-1916. Tempo tra.scorso dal lrn11111a al/'i11/fr;·c,r/(): ,wc~. Natura ridia lcsiuu,• : Fcr irn da pa lktta di ,hra puc· II a lla rtg-io11e lomba re dt'slra . senza f oro t1 'l·!,;r C'~~o. Si11to1ni pri11 dtali: ,\ i,:onizza m e. :\lctcori s mo ,<>11 otlll,ità a i fia11c lti Tral/amc 11ta : Curc ~i11wmatil'hc .
E sito : :\fuo rt! dnp,> 1 ora );on, :· !'-"ccrns,·upi~.: Sczi<•nc qn:o , i ,·0111 plt:ta cld colo11 a:-c:.:ndc11lc. ~ Ok\'Olc c111opc:r ito 11co. S ic ro~a pe ritoneale torlii,ln. 237. Oss. -
Gtmt!ralì/;i: Sal. .\.11t., sulùHtu grn l!atie rc . -
L',1/a di e11lm/a. e di
u scito : 19-9-r91 6 10·0· tt:, 16. T e m po trascorso dal tra11111<: all'i11lcr~·t11/o: ore .;.
.Valu ra. d ella l,•:ir.11c: Fe rita ,la pall..tta d i ~h rapncll a ll 'ipoe<mùri o destro , con cgr e!'SO a lla natica d e llo ~tes~o lntfl.
11~~1
FERITE AOOO;\II NAL I DJ Gl:ERRA
Si11/0 111i rli11ci{'ul( r·. 126 p iccolo 'l'. 36.;;. \"v111 iw . Difo~a !<pi!"cata. Dolori , iuknti ~pontn11ci e n11 rt pnl f,n71one. Tnif/<1111<·11/,,: <.:nrc ,i11to11wtid1c·. ~tnziorwrio 11::1\c pri111e o r ~, s i ag~rarn quiuùi
progrc.:,~i1·amc11te. Jè;il <> : ;\I uor~ ,h,p , 2J o re .
2.,~.
(k,. - ì.rnna/;/ù: ile C. ;\lic .. ~ul,latc, fa 111c-ria . - Da/a di c11lrata e di u stila: :~n·9·1916 31 1·0- 1~~1(·. T r m{>t> lrastOrso dal l ra11111a c1/l 'i11l cr,•c111,1: ore 3. Sc>lura de/la lc ; i,• 11c: F, rita <l~ ,ch e;:;: ia di g1·.111;na a l\a llll·til s upt' rion, cldla re~ iune g l utca dt·:-:tr:~. ~<:.'111a foro d'C'g rc:,:~o. Si11/,1111 i f'ii11, i{'ali: .\ , :011in:111tt·. ;\I, kuri,1110 co11 ottn ,;ità mobile ai fia nchi.
l ·:.,it,J: ) luorc ,tc,p·, 2 or,·. O .<.<. c;n: 110/1/à: Zl·111. Arn . , ,,1ldntn fanter ia. 1)11/,1 di c11trala e di u., cilt.l: 2 -r11·1916 ., - t u· J\;J ( ,. T c 111 {'n lmunrsn d,,t lra11111a all'i11/c1·;·r11/o: ore 3. s ~1tttr,1 dt'lla lr.,i,•ut: l·\1it;.1 da ~cl u. g~in tli gr1 11.1 tn :all:1 region(· n1111Jcl knlc ~t:nz:1 2.,y.
f, in..> d'<:~r( "-~O.
Si11/0111i pri11.-i{'uli: Poi,., fn·qu,·mc, n2, picc,,lo . Tìstrcmitii fr,·<ltle. S 11clora1.io11e. \ '0111i10 , Tnh.1:-.tro ripl.·tuto . l ·, iw.: l·111:· 1i c hc al c,nll"h... ri~1110. J)ifl•:-:.n.
'/'1,11/,1111,•11/o: Cure ~illl,.n1aliC'h~. L 'infermo nnn nccc1m n nd nkun miglioramento.
Esito: ~l'uor c clop.> 1 :.? ()rL. 24,,. Oss. -
(:c11t •·,1fil.ì: ()l i. l'n ., !'<>hlatn f a11tnin . -
Pn/u di n1tr11/,1 e di 11·
St'Ìftl: l ' '-IH•HJJ('. 11-1->~Jc.;l(io.
· To11p,, 1.-a s,·,»·so dal /rn111110. nl/'i11lrn.•1·11t o : o re s. S t1/11r<1 ,frlln lt.,i,>11,•: l't'rit·t ln,·,·rn n l qun,l ra11 tc infe r i<>r,· clc~tro ,kll 'n,ldo111c, ,11 :-.da·~_ l..!ia di .t..fr:1 11nta , ~"-· 11;,r1 foro c..l 'cg-n.:~:-o. Si11/,ll11i {'ri11cipali. J :,ll;di,,ìmn. Sl·nza pois·.> a lla ra,li;ile. :\i,:i l nto. Arldo111c te,o. llt ,le11ti~~i111u.
r,.i/111111,·11 /, >: L'un: ,i11 t<n11ntid1,·. r,opo q u nkh e ora il p c,1,;•) i: p cr<'c ttibile ma fn:tJUl·11ti-...:--i1n<1. Es.ifa :· ) l unn: dnp,, 14-J or-..·.
2~ 1. ()ss. - c;c11rrn/il<Ì: Gim·. Bali .. ,ol,lat n fant~ria . - T>t1l,1 di rlll rnta e di u· Jdfc1: fl)• t O~J \) 16 l J•J(:•T (.JI;_ Tcm{'o ll'<l s,,,r.</l dal /n,11111<1 all'i11lc>,•c11/o: <)re 3 . .\"a/ura ,.I.dia ltsio ,1,·: Fl'J it. l :h'1; 1:t t1;1 ~c.:ht'_ ~ gia di g rnn:nn. ·1 dit~t a ~ini~tra del·
1'01111,elico, ,~11z.1 f(,r,:, c!'egrt,,l>.
.
Si11/,J1Hi j>,.i 11 df>t1/i : J,: ,·i~cer:izio11c ,kl tc11 uc . A~pctt,, cnrl:11·c:rico. ,\,l<lnme 1u111itl,,, p11t_·o dnlt'11te. Pol!-so 11<,n ftt'lC'C:llibilL·. Jlpfl
T raltamc11lo: C ure: :-,.Ì11tun1P tit h t . L' i11ft"r111C.> ;-_. ~c·11ipr e !J.blx 1ttl1t P , inerte . <'On p(>l:;n J1c.. fl'Ll t il,ih:. t-: <i/<1: ;\lut•rt· dopo 5 o re ( Fi1<, 14).
i~i. Oss. <; n1,•rnlit<Ì: Eu111. l'o,t .. ,,,ld,110 f:.11H:rin . /l,1/,1 di c11lro1/a e di 11.,;iita: h >·H) -1 916 j., - 1t,·1 ç,, 1A. T,·111 {>,> trn s,or.so dal l nrn11,a aWi11lc r1.:c,1/o : un,~. Xal11ra dd/<1 h'sio11r : l.ar.i.::1 fn ita d.1 jrnllollola di fm-ik a lla n R!Ìcn ~i11i~tra, !'èn,.1 ft,ro d'n:-:.ci ta . Il pr<>it"'llih" vil' l": t" ~corh dall'c:-anH..· r adi(l1of.,:ic,, nel 1,tu:ino, ,,1<:tiì ch --tra . · ,',' i 1ilo,,1i p,i1tlit,ol1 · P . 12l , r-11·"·010. J, ifc:--D ~r,in:at~. ;\0:1 Jrn ,·(111li ·.:>. I-In e1nc~.;.o fl.·ci, ma non sn dirt:: ~t: co11 :--;H1g ue. 'f' r,rllarnt·u/ o: Cure :--.i 11tc,111~1ti ch~ . J/ i11fcr1110 pnre ('}1e ntig liori nei primi 2 g iorni. ~i :H:~r~"·a i11 111 g inr11nta. Bri,·i,Ji int <:n:--i. 'J'c-111pcr:n11rn a lta. )l t·ieori~mo. V o1nito.
\ "i\'i dolori ad,k,11 ci11" li. /è.,ifv: Muore tlopo ~ g i0111i. :-.:on:: :S:ccro~copia: l'crito 11itc puruk-nta diflu,a. 3 foritc: dd tenue ro t1>11· '11...·~,..:ianti. .\ tlcrC'n1.l.' fil •1ìt ,u:--L lra ll.· n11~e ..- P4:piplo()n. ,i~ (),,.,. (;c11nalilà : )bu . Ang. , ~old:1to fan ten:1. i.'ala rii r 11lmla e d i ,r,dttr·: JC '·Jtl-t t; J ' 1 ; -1 ,,-1 9 1(.. Trmpo /,-a scilfs<, tfo/ l rc111111a oll'i11l t·rt·c·nln: o r~ .i
H5l
FERITE ADDO.\llNALl Dl u UERHA
.\'alum della l o:011c: l'c.rita da l'~llctt;i cli $htapnell 3 di t.'.l ><·>pra l'a r.c.;ata c·ost'llc, , nlla 111a mp1illarc· ck-,1rn, LOII egrc,s(1 a cle.<tra del!'01,1bcli·:'.l. (Diag11osi : ferita del f~gato). Si11/o mi rr,11r1pali 1· 116 , di,cretumtcnk ,-alido. R . 3,. \'·~n trc alquanto teso e rnolto dole11k \'omito 1-:inottisi. Ottmi ti1 1:10bile ,ii f1anchi. Tral/a111enlv: Cure si1110111atiche. L ' informo, che i: in comli,.io11i discrete a l m o111t nto dt:ll'arri\'o, ,i ni:;.:-rnrn pr<>gn·~~irn1111:11t\: con ~i m o111i d i p<:rit<mitc diffusa. Esito; ) l uo re rlopo 4 g io rni. :S:oTlè : :>:ecroSL'Opia. Perito11ite diffusa con adere nze epiplojchc e tra le anse. Sci feri te del te n ne:. In ca\'ità liq uido fe tido, d'aspc110 purulento. I 1erita trasfos,a del fegato.
F b:. 1-L -
vsserra:ioue. 241. - F:,·il!!l·<·ritzlonc del tenue . - Drct·:--~o.
~-I 1. Os~. -· ( :,•;r,10/ 1/à . Cug-. Eu., sottoiencntc fm1te r i,1. 11 .<t'il,1;
ll·J(.•1 9 16
Vate: di , 11/ raia e ,li
t:·l<l· tr.1<,.
.\',1!11ra della lcsio,,c: l'crita da schegg-ia cli g ra11ata a lla reg io ne 0111bclicale, scn1.a
foro cl'egresso. Si11lo111i p,i11cif'ali: Aco11izzante. Esito: :\[nore dop o q 1wklie m inuto.
:45. Oss. - (; e;tt mli/a ; ;l!e r. R af. , te neute fanteria. - Da/a di c 11lrala e di u scila : 11-10 -1016 11-w- 191é . .\'alura dc/la lesi c11c: F t ritn ro to n<lcggiame da palletta di s hrapncll a l fianco de-
!'tro, ~enza fo ro d'u,cita. Si11 l o 1ni pri 11cif>ali : A,1Ktto cadaYuic,,. P. non percettihik Vt:n tre t11111ido me teorico, con o ttus ità mobil e. Traltame11/ o: Cure sintomatiche. Esito ; )[uor.: dopo S ore ._
2~6. Oss. -
(;,·urralilù · So<:. Au,1;., ~olcla to fontc ria. -
ila.la di e11/rala e di
11.'t'Ì/<l: 'I l·I0-10 1(1 I 1· 1'•· 1 916.
Te111po trascorso dal trauma a/.l'i11tcn1e11lo : o re 9. .\'alura delta lc, ioi;c: Fet ita da pailo tiola cli fuc·ik al fianco ><ini~tro. s ull'ascellare
po,tt:riore, egrc~,o 3 dita sopr.1 l'ombdico.
FERITE AD!JOMINALI DI GU ERRA Si11/0111i />1 i11cipali: P. IO.j , picculo. Ag italo, pa llido . \'0111i10, si11g"hiozzo. Diie,-a addomina le ~piccata. 'J'ratta111e11/o: Cure· si n toma tic he. L'infermo s i a g gra,·a continuamente . Esito: )[uort ù op;;, d o re. 24j. Oss . 0eneralità: Pi<'c. Do111. 1 soldato fantaia. Data di t!11/mt.:i e di uscila : 12 -1 0 -19 16 14-: ()- 19 16 . T e mpo tra scorso dai t rau111a a/l'i 11/cr1.1c11/o : on : n . N alnra della le.<imz e : Ferita da fucil e al la re1<io111, ombelicak, 1 dita a siui,tra
<lcll'o111he lico, con egn :s~o alla r egio ne renale ~i nist ra. Si111<1111i prrncif'a/ì: J,in ca111cnti ,-1ir.1ti. l '. 1 24 , picco lo. Conati d i· ,·0111ito. )ft:1cor is1110 con d i111inu,.io ne dell'a rea epatic a. Urine chiare al cn!etc r ism o. Tr,1t /a111c11/o : Cun" sinton,alic he. )kttori sm o, ,iYiss in1i dolo ri addo111i11 ali . T..:mp(;ratn ra febbrile 3i,5·:iS. l'o1Su sempre pii: piccolo e freqm:nte . Esita: i\Iuore dopo 2 g iorni. 248 . Oss. - (;,•11e·, alilà: Lo ,·. l'ie., wl<l:no fanteria. L>ala di e11tnrt.i ,. di uscila: 1 2- w - 19 1'5 1.,-J11-1 çu6. T empo trascorso dal trauma all ' i11/cn•c11to : o re 3. l\'a/ urn della l.esi<•11,· : F <:1ita da pallett a d i s hrnpndl al tì,1ni.:o s inist ro. li p roit:ttile vie ne localizzato dal l'esame rnd1olog-iC'o d:l\"allli a lla 1 n-rtt'l>ra sacrale. Si11to111i pri11,·,pali : Co1Hlizio11i g-e ncrali tli~netc. P. w ~. l.Jifcsa nins colare. Dolori
· ,·i,·aci a lla palpazione. J\" 0 11 p uò uri,rnrc ~ponrnne i11uen1c. T ra t/anic,,to: Cur.! ~intvm~nichc. L'infcnno si ag ~ra\·a. Il giorno ~tJgne n tt t: ct l.!.i .. w to, co n polso app<:na pt·n ·t:ll ihlc. E.<i/ <1 : '.\I11 ora: d0p0 J.J c>11:. 2.19. 0 $S. I J · I v -1 9 16
r; rlla,1/ili\: l,yc-r. Io., p rig io uit·ro. -
D,1/11 di c11trat<1 e di 11 sdl~ :
l 2 · 1U· l 9 16 .
Natu ra della /o w 11c: Fuit a trasfo,"a, da pnllottola di fucih:, d3 l fionco dc"tro
a l fia nco sin is tro. S i 11/0111i fni11df'nli: Ag-on izzam c. Tral/a111c11/ o : l'.urc ~in1.,11i.a ti <"h t:. E.<ilo: :lluorc cl<11>0 ~ ore. :1\on, : ::--:c-croscopia. A,, c n za tli fatti infi:11nrna to ri s ul peritoneo. Liquid o ema tic-.J cn11 feci in c:l\"ità. 1,J ft: ritc s ul tenue, i-11 u11'a n, a tli circa u11 m e tro . (Fig . 1.;•i.
~50. O.<.<. U ~C iJd :
L?·J1,- lt)l 6
(: e11 c1,1/ i /,'1 : Ciac. Giov., ,-ol<lato fa11tt:ri,1. -
D,1/,1 di c11/m t:,
di
1 J- JC· J9 10 .
Tr111f>o /rn.,c<1r.<,1 tit1/ /r<111111a all'i11/ c1-~,·11to: or<! S. Sa/111,1 dt'lla lcsi<rn c : Fc·1iw dn p,.ll"tt Ola di fu òle s ull'a ~c·cll nrc antcriL•r,· , i11i~1ra1 al JX ~p:i zio int t:rn ,:-,talc . Il prùi<.:- tti lt: \ 'Ìl·nc lncalizz:tto ~1 1l\'. :-i~u11c n:ldio1ngi.:o lll·lla rc~in11<: rl·n:.i )_. ..-.i111 :"'t r:1. Si11 /,1 111i {'ri11<i{',1/i · .\ .,·it:n o. l'. 1 ~ ~- /;11J,J1·uz i•J1H: prnfu"a . E111 01urace ,k,tru . .\ .lc.lo111 c 111etl:orii.....,, eon <>UH ~iu·.. llJObik. J' ratta 111c11/v: C.11rc :4ÌnLon1ntich<.: . ~t.·-..:--1111 111i~li onunc 11to.
E , i lo : :llut}r : ciup,, 11 urc. 2,; 1. Oss. c: c ,1crnlilà: Cing. C,,s1., ~oltlat<> fonte-ria. - 1),1/11 di ,·11ir,1/,1 ,· d i 11scil,1: 12 ·10-r 9 16 ! 2 -1 r ,-1<;>1 (;_ .\'a/111a della 1",i,,,1,· : Fcritn da pnll..tinla di fuc ile nl fia11..:o ,kstro, s ull'a,cdln rc nwdin , co11 t·,-:re~s·) :ilb fn:,~a ili<tca si n1$tra. Si11/()111i pd11cipali: f\ ~011i zznnt~. E .,it.,: ì\fuore d opo 1 o ra .
:-s:,rrF.: :--:ecro ~,:op in h .:rito nitc putrida p ~r unn f, ritn eh:! colon a ~ce nd.:11tt' " .; , h.: t t e nue. z_; 2. O ss . - e;, IH ~,1/il.ì: Rn111 . .\ nt., S<1ltla to fo111c rio. - l)alt1 di enl r11 la e d i u.-; cita: 1 2-10 ~19 16 J~ ·l C.:·l t) I O. 1·c111po /.ras,·o r.,o d,1/ / 1·,11111,a all'i11t ,· n ·,·11to: ure q . .\ 'at,u a dt"lla I L ~H· lll': F c.- rita ,la ~\.·hc.: g-g io ,li g rrtuatrt alla rc~ ione !'nero lo;11ha r 1.: dt·~tra , sc:t11.a furo lli <'f:n s ~o .
FERITE ADD0M1NALI DI G UERRA
1153
Sintomi principali: A~petto cadaverico. P. 11ppe11a percettibile. l~~trc111ità fredde. Addome meteorico dolentissimo. l)ife~a Vomito. Singhiozw. Tra/.ta'lllenlo: C nre l<intc-matiche. Accenno fugac<; a miglior,u11ento. Esito: Muore dopo 1 giorno.
253. Oss. -
Grntralilà: Mii. r,m., caporale fanteria. -
nat a. di entrata e dl
•scita: 1 2-10-1916 1 3-w-1916 . Tempo trascorso dal trauma atl'i11lcrvc 11lo: ore 3.
Ftg. 15. -
Osser::1:aim1e
240. - Tratto dl lcuuo luugo un metro perforato In U punti. -
::.;coro,;copia.
,.
Natura della lesione : Fc·rita da ~cheggia di g ranala al fianco destro, senza foro
d'uscita. (Ferite multiple ngli arti inferiori). Sintomi principali: Grave i-tato di ~hock . Pois'> 110 11 percettibile. Te,11. 35. Non ha vomito, nè singhiozzo. Trattamen to : Cur! si11t0111:11ichc . li poi,<, si rende percettibile per poco t empo, n1a incontabilc. Esito : Muore dopo 10 ore. 254. Oss. - Geucm/if,\. ~ic. Gi n ., soldato bcr;;aglierc . - Data di entrata e di w scita: 12-10- 1916. . Natura della lesione: T'~rita da pallottola di fucile alla rtgionc ombelicale con e gresso alla regione re:nalc sinistra . 75 - G ioruale di medicina militare. -
Fase. X.
1154
FERITE ADJlO .\J IN.\LI DI Gl. ERRA
'.\"on;: Cadarc:re . .Y ccro;c11,~ia: :-:v1..1·olc em o1k rito11c·o. 2 ferite d e l t~nuc. 8pappolame11to del rene.
~ini:,:.tro. z55. Oss. -
(,rnna/i/lÌ: lknm . Gin., ~oldiito fankria. -
Data di entrata e di
usdla : 13 -H"l-1 9 10 . .\',1/11ra .t.-lla k.<1C'11e:
l'uitn d:1 sd1.-ggia ,li g-rn nata a l fo,nco sinist ro, senza
foro d'uscita. Si11to 111i f>ri11df>ali: /\gonin nnte. Prnciùe n,.a di 1111a frnngia d'epiploon. Esi to : ) luorc dc,p<• poc h i minuti.
'.\"on: l\euo"copin. l'aito n<.:o lnl'idu rl',1~petto 11o r111:1k . S.,zio ne d e l colon disceud<·11ti... 6 fl.'rit<.. '--lt--1 H· 1111e _. ~oh·,·nlt..· 1.:mnpt·rilo 11eo.
2_;6. Oss. - (;c,:0<1/ilà . /\ lig. 1;in. 1 i:ol<lato f:u1t1:ria. - Data di eut.rat.i e dC u scila: 1_;· l(l· t9 11> q-1,.1910. 'ff111p,1 t ra srnr .,o dal trmrnia al/' i11/cr,H11lo: ore 5. St1/11ra della i <'sh• 11 r: F c:rit~ r11t.,1l<kn ;ia11tt: ,la pallottola di fucile all'epigastrio. St'l1 iW {()re, d 'u~t·it a . .\i11/0111i f>1i11rif'11/i : :bp.-tto cacla,·~ric·o. l'o l~n 1 rn, app1:11:1 percd tibilc. l\'on ha
,·0111ito. Cuntrattm·a d i ,l ifL~n. Ottn, it it 111ubik ai fianehi. Emo torace destro . ·rr,11/a111,·11/ o: Cure ,-inlo 111a tid1<:. L'i11kr1110 ha rip.,tutt: e mo tti~i. E sile>: ;\lnorc dopo 11 or<: . 257 .
uscii,,:
o.,.,. - C n1 e rdtilà: T .-,;t. Gio .. ~ol,lato 11,itrn.(!lic·r•,. 1,,-u:,-191h 12,·h 1· 19 1<).
V al,1 di c11t1ata e di
.
'fcm po trascorso dal lra11111a all'i11/cr,•c11/(): ore· ~-
:'\ntur:i d e lla 1<:sio11c : Feritn da ,chcggia <li granarn, a l quadrante, iufrriore destro dcll'a<ldome, st:n7.a foro d' u,,·ita. Si11/0111i ('n11cif'ali . I-:,t1t·111it ii fr<:<lck. l '. 11S. piçcolo. \°l·nt n • tum ido, meteoriro, c.lolt'11li~~i 1110 . J'Hwid1.::11za tli a11 st· <it· I tenue. Tratl<1111 culo : Cun: ~intunrnt i<·hc. ~ c:,;f,\111 111ig-liora111e11 v ,. Esit o : ;\luorc dopo 8 ore.
15S. Oss. -
r;,·;zattlili: : (kch. Cio. -
/ )o/o di rn/mla e di uscita: 19-ro -1916
2V- 1o- 19 16 .
T,·111f>" lr,1s.-orso dal lra11111a a/J"i11/rn•,·11t,,: on· f> • .\"11/ura ddla lc $itH1r : f't.:rita e.la ~C'la:ggia d i f!rntrntn ~nll::e p:1nn·ertdJrale &ini~tra, nl X :,:.p~1lo inte r{:"O~tn lc-, e-on c_c:-n::s~o a ll 'ipoconclrio sin i:-:.tro. Si11/(1111i p1i11df>11li C,,lotitr. e inm, tit"o P. 1 !J, pic-colo. R igurgito di sn!'tanze ver· d:-i:..;trl· . Adc.k,111<.· 1n111icl<, c.\1 ,lc..· nt i:--~i1110 con k~g-cra nttu!'-,ità ai fia11chi. Tent. 3i,4· Tr11/la1111•11/11 : Cure si11tonwti<"l11:. li pol,;o di,·ie ne S<'mprc più piccolo e fre 1
qnc..·ntl·. /-:silo : :'llnorc d ur·o 6 o re.
:-.:on: : :-.:... noseopin. Emo torace ,1111stro. Ernia dell 't:piploon a ttraver so una fe ri ta dd clinfra mma. :'.e i fuité del Luru<: con scar,;i fotti re-attivi attorno alle ferite. l ' in '<•la q1rn11titil di ;.:,111-;nt: ncrnstro to rbido nel bacino. 259. Os.<. - (:,·,:crnlilàc Rap . Ani;:., ~ot wt ~11c t1t..: fan tt-r i;1. Vala di e11trala e di uscita: 19 -10·19 1C, w -w-1çn 6. 1'011(>0 trauorso dal lra11111a atl'i11lrn·c11/o : o re l(l • .Va/11ra dcl/<1 ln it•11<': Fuita d:1 sdr1<1,:gia di grnn at.r snll'a~ct'IIUre mcdia d estra,
in n,rri"po11<l<.>1m1 dd borci,, eo,ta le . Si11/0 111i ('ri i;, i{'ali : l'~,11:l: i,:-i mo. l'. appc·11a pcrce ttibil-::, incontallilc. V omito. Addome i11 <liksn. :\s,t·n1.,: di 111(:teoris111c.. Tratla111 c11to : l' ur: s int0111Midtt·. J,'inft:rmo no n acce1111n a ness un mig liora m e n t o. Agit n lo. Esito : ;\!no r .. clop l) 1,1 o r<.:.
26o. Os.<. - <,,.,,C1 ,1lili: : Ga n. Giov. , c·npora l ma ggiort: fanteria. - Data di entrala e di 11.< ci/a. 1· 11-191h. Natura ddla l .-sio,1r : 1.nrga fC'rit'I Jan·rn da scheizi::ia <li g ra11:1ta , nl quadra nte ittftrio rc ~in i:--tru lh:ll't1c.lt.lornc . '.\"on: : l'rocidcm.n <li a11,c tlcl tl' IIUC. Caclan·n, .
f 155
FERITE Ar>DO;\ LI NAl, I UI ul "ERRA
~n r. Oss. - <;c11, 1,1/1/ii Sol. :\111. 1 ~old1to fanteria. -· JJ,1/a di t'11/rala e di US,til,l : l · JJ - 1916 '2· J 1-1 ç;1(,. T,· 111po trascorso dal il',111111,1 11/l'i11le1,·culo : oro! 11 . .\'a/1rra d~{(o 1t,,;.,,,.. : Fc1 it:1 tla p nl l<-tlll ù i ~hrnp11c\l al tìanco ~i nistro, ~cnv.a krita d't.:.·.!..!n::--~o. .'ti11/0 111i f>ri,uif'ali: l' rc-çi,lc 11za d1 un a nsa <li knuc. :\lg i,J.J. I'1)lso 11011 pcrn,t1il•ik. Trallame11/o : Cure ~i11to11.,nidu.!. Vintermo 111ig-liora :tlqn:uno 111a p..-r puco, e i-i a:..: ~rnva dì nuovo. -F..<i/o : ;\luon· clop.:- ~s n re. Non·:; Ne<..To~C'opia. L argo ~'lnarcio del tenta·, l 'U ll tli~tacco del 111e:-.c 11tcre per un
tratt o di 10 cm. L'an~n fcritn i: di colore ,·1:rdn~tro. Scnr~o l iquido in n"·it~, i11o lto fetido. l'e ritonco lvrl>ido, con c ll iazzc t1·a~pclto ecd1 i111o tiro. 2n~ . 11.-.dlt1:
(h.<. -
(,e,:craiilà:
1-11-1 9 16
::·1 1-1 ç.1(,.
De ;\(11, :lii., ~olLlato fo11t<:ria . -
[).ili.I di ,·111,·a/a e
di
.\'iJ/um dl'lla lrsit>uc: T,a rga fc rirn da si.:li<:ggia di i;ra nma un ,lito ~pru il p ube, ~1.::J11.:a {."nrri:--pot1dt"t1t\: di l·~:rl·:-.~o . .,:;utcnui trinri('ali : A ~"0 ni;,z~ 11tt·. l'1 orhlt.nza di u11 an!'-n Jcl ~t·nu~ sc1. io11ata. f :.,;1,,: :l[nc•r<c dupt> 1 Onl.
1"3· (>ss. IISCil,1: J-1J- 19 16
C,,·;:c1c1/il,i: Frn . .-\111., ~old:uo fn11tni,1. -
L!c1/11 di e11/l'a/a e d i
~- 11-1 9 15 .
Trmpo tra.srvrso t/11/ lrn11111a al/"i11tcn-c11la: nn· 2 . .\',1/11rn d.-1/a t,._,,,,,1, : F,rit~ da r,,.lkth: cli ~hrnpncll 3 ,lita a ~ini,tra clell 'o111be-
lico. """za foro cl'c-grc~~o. l'rocicknza dc·ll\·pipl0011 . .\:;11tcJ111i {'1 i11dp1.1li: :\~:it.iti:--~~i1llo. Sudo1aziouc pn,fns l . A,hlo11u; in difc~a. P olso appc11~ fJl'rt'cttihilL" L"OII 111' pul,a,in111 Vi,·i dolori a,ltlo111i11ali. T,-otta111.-11to: Cur..- :--i11t<,111:1tichc. l'·u~act' a<·<.·cn no n 111i.:..: linr ìn. /:sito: )luort.· <lnp,, .?.; on.. );ul'F.: :-:ccn,,L"np ia Sç:,1~,1 qu~miti, di ~nni-:ne. ) lodiL"i fa tti i11fianu11ato ri del pcriton~o. ,I ferite tlcl ten ue. ~"4 · Oss. - ( :e 11,·ralil.ì : )1,,u. Eu., ~uldnto fanteria. /lata di 1·11irala e di 11.<cila: .1-11-19 16 CJ-11 -10.1:,. T,• 111f>o lrasrnr.rn dal lrn11111a ,1/l "i 11l~ r.·,·11t,1 : on, 6. S,1/11r11 ddlo l 1·.<1r,111·. l'iccola ft"nta , ila pnllnttola cli fucile ~ull 'nscell a re :interiore clc-~tr:1, :-:uhito sotto il honln ,~o:,.rnk· . cun l',L!rc..·~,n i11 ,·iciua.nz.a cil-11:1. cre~ta iliaca snl] ·a~ce llar~ po~tt:riort: dc..· llu :--h. :-::-:o lato. Si gi111.lica la feritn non penetrante. Si111<J111i f>• i11t"ipali: 1bp<cH11 11111,11,,, c-olorito 11or,11al.-, lin gua 11111ida. l'. So \'alido,
r1:spin1zi<,1u: ,·all11a tipo co,to-ili:1frn111111ati<·o. Addome a\'\'allato, trattabile on111q11e . p r)("O dol t:11te :,;oJn nl IÌH1h_'o tk·:-aro. l 'ri11:-1i'i o1u.! !'--pot1Ul11ea con urine di colorito nor1na le.
'/'n1/la11·1c 11 /(): '.\"~i pri1:ii lr~ g iorni le· conclizinni ~i 111:111tengo110 11ormali. In IV
r1 ect·,i nta dn hrid1.1o intern~o. l,i11 catnenti ~tirr1t i. P . 126 valido. Addcunt..· 1-.1c t enriC"o, c!< 1h- 11ti!--~ i111n spo11tn1i..:n1nC'nlt: etl ac.1 og-ni piccolo contatto, di n1i-
g iorna t:1; ~J't·tn. ~~.S ,
n11, ioue tlt-ll 'an·a 1:pnti,·;1. J,'infn1110 p,·;:giorn 1·rogTe~,;i,·ame11te n ei giorni s ucces-
5-\vi. E .<iltl : ;\luorc i11 6• g-iornnt:i. ;'1:1,T t-:; Xt·cro.q •opi:l : In Ca\'it t1 pt-rit om.:nlc pn~ 111i:..to ., feci e a ~c;1r:-a q uantit:\ d i
~:1 11g-11c l'.:r;to11ite gc11ernliu:na con d1i:1 uL· fi\.ri110,e s ulle a 11se d e l tenue. Una pt·rfor:i,i,.11.- al Ili s uperiore ciel colo 11 Mcc11do:11te, izrnnde q unllto un fag io lo, a marg i ni ,-uuilì, c hi: apre d onna alla caduta ,ti un 'e~cara. An se del te nue a d n i~couo :il col on. F1..·:.,:-ato non.: 11 10..:n'lto. R ...·ni au111t nta.ti di \'nlnnH·, p:tllidi, P'-'r cnrntlt' ristico r-igo11fin111c:11to to rl,id<•.
~".'>· Oss. - ( , c,,noli(ÌI: J)" .\111 . J,;111., w ldnto fn11teria. - />ala di e11lro/a e di uscila: 5 -JI-1 9 16 s-11-1 9 1!;, . .Vatura de/l(t /,·s,nPJf: La1g:t ferita ,ln ~~·heggia <li g r at1ata, :11 fin.uco destro . ~cn z:t. f oro d 'eg,·e~~o. Si11/0111i f>ri11 df'ali: :\;:oniu.nntc. Proci,k11za di t111'a11~a d el tc11ue. J::si/cl: )lu<>rt <lup, po,.:hi niinuti.
llafi
FERITE AIJOO'.,!I NA LI DI GUERRA
266. Oss. - <:,•11aalità : Att. Lu. , soldato gt:1110 - Data di entrata e di uscita: 6-11 -19 16 7-11-19 16. ·r ~,npo trascorso dal l ra11111a all'i11ll'r,·e11to: ore 2. Satura della k r i,>u e: L a1ga ferita, da sch ,~gia di gr,m ata , a l fianco "inistro, senza !'trrisponcle nt:! di eg1<,sso. Siut.,,mi fni11cipal i . Algido. Ine rte . :,eu za polso alla radiale. Procidcnza del colon disccn deme. Tral/,1111n1l a : Cu re s inle 111atiche. l.'illf•· rt110 mig liora rapiòn me nle . Do po 3 ore ba po lso beli p ,· rcL·tlih ile cou 130 pu l~azio ni. l'ci;g1oramc I1to ,uc,"s,ivo. F..<ito: :vruo re ciopo 23 ore. 26; . Oss. - c;o,rralil,ì : :.lo r. ll1,111., soldato f,,utcria. - IJ,1t<1 di e11 l rata e di s, s,;ila: 14-11-19 16 15-11-1~116. 'J'e111po trasco rso ,fol rm11111a all.'i11 t er1•c11t11 : <>r<' 7. i\"otura ddla h .... iùue: l ·\·1ita lace ra <h-s sd1eggi:1 .li g r an;1ta, al fianco de~tr(), s~nza foro d'u!-,citn . Si 11tom.i pri11cipal ! : .'\lg ido, pol,o frequente piccolo. l'rocid"'nza di an,~ del t en ue. T ratlan1eulo: Cnn.: :,;i1tto11rn l iche. ~ t~~u n 111i g-lio n111tt"I\h). Esflo : :.Juo rc do1>u ; o re.
268. Oss. c;c11aa/il,ì : )lus . ;\l ic. , solda t~ famc ri a . - · V.ila di rnlrata e d i u scila : 16-11-19 16 10-n-1 ç; , o . 'fe111po trasoorso dal lrn11111a all'iulc r vc 11to : on : S. .l\·atura della l esion e: F e rita lacera a lla fo~sa iliaca d,·stra , da schc:gi;i!l di g ran ata , se n za corri :-:.p <,11ùc.·11 1 1 • tl 'cg rc~~o. Sl11l11111i pri11cipali: Al):icln , senza polso. l'crdirn d i k,·i Lla lla ferita. E .~ii o : ~Inore clo1>0 1 ora. ,
26g. Oss. - c:e 11 c rali!à: Big-. l'ic. , ~oldatu ber~ni;-li ere. - /)ala di rntrala ~ d i u scila: 19- 11- 19 16 :S~n- ii,H·, . Tem(>n lrascorS<> dal t rau111a all'i11frn·c.·1llo : on: 7. i\ia/1110 ,tt'lla lcsicnu·: l·\:ri ta :1 n ia 1~i 11 : !-ilal,br:1ti t" t1C'r:1.:.1ri. d~ :;chrggia di bc.nuba a 11rn110, nll 'ip<.•~·0 11tlri 1) clt. ~1 rc1 ~ulla 1tl~111111ilh1r<.:. L '<:~n111 c raùio~copico 11 1<l~tra il pro. iettilt: ne llo ~p(.·~:,,;.nn: ch.:l fog:1to. Si11t o 111i tri11rit,1li ,~l;~iLlo . l'ol~o a ppt:11:t perccttihile , 108. \'c n irt! turn dauu rlol cnti::.~iu10 1 eon ottu~irh 1n ohì l e ai fi anchi. \'0 11111.0. Su<lora;,.ion~ profus:t.~ 'J'r.1/ta111c11 lo: C nn : :,;.u1to11 tat1d1c. l/it1fl 1111 0 111 ig litJra i primi gior ni . Tn 111 g-iorn ata: T . .Jo, prc n ·d 11t" d a b1i, id,, i11lc 11so. 'l'in w , ubitte ric:i della p,·11,: e d L·lla con g iuntha. Fe gato inJ~ro~~<tto . 111 o ttavu g-io rnata, te111pt'ralura S<111prc c lc ,·a tu. 'fiuta itte rico, fec i ,-,·0101itc, urim, ~ia lle . Pu1111'.ra csplur:o ti,·a dd ftgato , ne l!'\' 111 ,-pa,.io
intc rco,ta le, s11 ll'nscd lnre ante rio re des tra, n eg:niva p e r pus . Esito: )fu<Jrc in 1 11"'- g io111a la. ~ on : : >:ecrn,n,p1:i : J 11 C',I\ it?t pe;rito11e :ile 1w te ,·olc C]uantitll di sa11g-uc, in )!rau p a rte co,\<?11lato. h ·riton co no rnrnle. F e~ato g-ro,so <: a colo rito intenso. li pro ie ttile h a nurn,·c rsato a lllll<> , ,,.·,~ore il lobo s ini stro. >:0 11 s i tnwa il proie ttile-. >:on ;i ri ~ ontranu cr1 vitù :::,;.('1-~!--Uali n<·llo :i-pl·:,;:-,.or~ <lt'll'or gm10 1 che è ~trirlentE: e duro a l t ag lio. Gli a ltri visn:ri ~,,no intq;r :. 27,•. O~s. - (;c,n,alilè ~ D. Ag. Sa h ·., sol.Jato fante ri a. - /Jala di ,•11lrala e di u scila : 19-11-19 16 1<,- 1 : -1916. 1·c111 po tra scor so dal rrauma all"i11/ en 1c11/o: 0re 16. Natura della l,:; i ..111• : Fe ri ta la cern , a l fianco s inistro scn1.a forn d 'egr<·~so, da sch eggia di g-rn11ata. Si,rfomi p.-i11cipr1l i : Agn11 i1.za11t,' . :\fe teori smo spiccato, con scomp3r,.a dell'are a ep:itica. Trdl/a111c11t.>: Cur~ ~i11t ..111:1tid1c. Esito: :.ruon , Llnp•J 1 o ,-~. 271.
O.<s. -
c;,.,·, ,·11ii/,i · l'o ntr. Au., ~ol<lato bt·r,-ng liere . -
1.,scila: 2t...l· t1·1~ r' , .!I - I 1- 1QH' . Tt'mf'O tra.<w rso dal lm11111,1 all ' i11lcn•c11l11: o n : 12.
!)ala di cnlrala e di
1157
Ft:RITE ADDO .\ I I N.\1.1 DI GVERRA
Natura d ella /.esionc: FE:tita da p~llotlnla di fucile al I\: sp~1zio intcrco1<tale destro, sulla paravert ebrale con egre~so alla reg ione renale dello stesso lato. Si11tomi principati: Aspetto cada\·erico. 'l'. ,;6. P. appE:na percettibile, 120. Vomito. Ventre contratt.> in d iftsa, molto dolt-nte. Uri11t·. sc:irs~ uou cmaticlu,. Trattame11to : C ure ~intomatiche. Nessun mig lioramento Esito: Muore dopo 24 ore. 2;2. Oss. (;ratraiità: Caut. llr., soldato fanteria. - Vala di cutrata. e di uscita: 30-11 -1916 3<,-11 -191(,. Tempo trascorso dal /ra 1m1a all'i11/.enoe11/o: o r <' S. Natura della tesio11e: Ferita da scheggia di granata, a sinistra dell'ombelico,
senza foro d'u~cita. Si11tomi pri11cipali · P. imr,ercettibile. Rig urgito di sostanze ,·erclastre. ù'It,teo-
r1s.1no. Trattamen t o: C ur~ sinlùu,atiche. Esito : ;\fuore dop:; 2 on·.
273. Oss. - c,,nnatità : Ung . Scip .. capor,,le fo nteria. - Data di rntrata e di uscil a : s-12-1916 G-n-1916. Tempo trascorso dal tra1rn1a all' intervc11to : ore -'· Natura della lesio11e: Ferita da palletrn di shrapnell, alla metà sinistra dell'epi-
gastrio, senza foro d'q~rc·sso. Sin to1ni p 1incif:,ali . l '. u .5, p iccolo. R. 32 . Estremità fredde. Pallido. Difrsa spiccata. Ematemesi. T rattamento: C u; c.: s intvrnatiche. Esit o: ;l[uore dopc, 1 2 ore. 274. ()ss. - (,e11<·ralilà: Peci. Lu., soldato fantt-ria. nata di c11tmt a e dì 1,sclta: 16-12-1916 x6-1-,-1 9 16 . Natura della tesio11e: Larga ferita lacera, da l'Cheggia di g ranata, al fianco sini-
stro. Sintomi pri11cìpa/i : Agonizza nte. l'roc-i,k111.:i dcli 'epiploon. Esito : ).Juore d Op) 1 ora.
275. Oss. - (;e'llna/iti, . l'n:,·. Gw,·., ,oldalo fontt:ria. - Valt1 di rntrala e di u scita : 17-12-1916 I;·T~-1916. Natura d ella lcsio11e: Ferita da scheggia di i:ranata al V spa1.io intercostale sini-
stro, sull'ascellare a nteriore, con egresso al fianco sinistro sull'ascellare posteriore. Sintomi p,i11cipali . Agonina nk. Al~ido. Senrn polso. Emotorace sinistro. Tratta,11 c11lo. Cur·, si ntomatiche . Esito: Muore dop,1 : ore. 276. Oss. - (;ennalità: Beli. Gia., soldato fanteria. - nata di e11trat.a u scila: 3-1-19 1;. Natura della lnio11e: I'e1 ita da st·he;;gia di g r~nata al fian rn destro.
e di
NoTF.: Cacla\·er,e. Gcnl'l'alit.i: Mer. Em., caporale fnnt<:ria. O<lla di entrata e d i uscita : 9-1-19 17 9-1-1917. Natura della l e.s io1:e: l't'rit" da scheggia di i:ranata al fianco destro, (a ltre ferite
~. 277. Oss . -
a l gom ito e alla ,·osci., dcstr? con fratturn del femore) . Siiit o11ii pri 11Gipali: Ago11inantc . Pt oc-idenz:'I !li 1111 ansa del k11ue. Esito: )luorc do p:, 2 ore.
2;S. Oss. - Ger.erat,tà: Res. Fra n., s.,Jçlal/'\ bombardiere. - Vota di c11lrata ,. di 1,scita: 9-1-191; 12-1-1917. T empo trascorso dal trau"'a alt'i11t,er.·c11 t o: ore S. Natura della tesi1me.: Due ferite, da schegg ia d i g ranata, alln regio11e rena le ~inistra. L'es:.me radir;lo_s:icv n,ostra uno elci proiettili in cavità addomi11a le. I. 'a ltro è superficiale e vicino alla ferita. Sintomi pri11cif>ali: P olso non percettibile. Cute e m ucose palliclissi111c. Ycmre in difesa, dolentissimo alla palpar.ione e spont:111e:rn1e11tc. l•:1rn1t11ria al t·ilteleris1110. Tralta111 e11to: Cure siutom:nichc. Miglioramc.nt,, in prim:i ~iornauo. In seconua
1158
1-ERlTE ADD0)11NALI DI GUERRA
g io rna ta te 111pL·rrr111rn clc 1·;;tà, n m 111et{:ori $1110 e , i1·i dolori addomin ali. I'olmonitL a siui~tra. Esito: ~!non: ,lup•> ·l ,,::orni . :\'oTf.: :\'ecro,,·,,pi:i 1:111nperitonen pe r ft:rita cie l re ne. Pcri:o m·o no rma le. \' i,ccri ac.hlon1i11 ~1 li it1 tt::~ri. l'f•hnot1ilt a iittisu n.
2;9. Oss . - (,rnna/1/à: Ca!. Frnu., soldato fanteria. - Data di entrala e di u scila : q- r-19 ,i l i·l -19 17. . 'J'cmpo /m sco rso dal ln111 111a al/.'i11/cr~e11to: on · 8. l':at111·a della /t'siu11; . J. aq;:a ferita <la scheggia d i g ranata. po,,o sotto l'om hditn.
(Altra fe rita all.1 ,.,,,.;n11h.1 s i11i~t n1 con frrtturn <k11 e :? ~~nl. Si11fo111i J>ri11.-ir,1li: Polsn 110. :\'a~o ed esrn:111iuì fredde. l'rocidenza ,ti un 'ansa di lt'1111c. :\ d<IP111l! t,·, ;i, d,,h-nte. K<W h a Y0111ito nè ~i ng biozrn. Trdtl11111 t 11/c1: Cun: !--it11C11l!atiche. ~ e ~sn n a.._Tcn n.J a 111igliora111é11to. F. sifo : :\lnun, ci,,p·, , ., ore . 28.J . Oss. -
<7c11, r<1/1/<Ì: 1'1:s. Salv., soldato fanteria. -
f)a/a
di e11 tra/a , di
1/S(ifa: 2•'· 1·1 9 17 : 1· J-H) lj.
T c 111po lm s.:01so dal t nw111a all' i11/en·t•11to: ore ,i. N<1/11ra della loi,,11, : l'c·ritn rot1111d,·ggia111e da pa lldia di ,hrnpnell al \' ,pa1.i" interc•>,tak ,kst ru ,11'1':,s,·<:ll an:: po~teriore. I l proit:ttilc si palpa 2 dita a ~i111,tra dcli 'olllhdicc,. Si11lù111i pri,:,·ir•ali . Cut e pallidis~illla. P ol,o 110 11 percettib ile. Vo lllito . Vcntrs f»rtc111l:11te;, contrnll,1 in <lifrsa. E111o pt0<:. Em,, t<>nu.:c dest ro. Ottn~i,1\ ·mobile ai fiand1i. 1'rt1lte111tn1to; l'ur..- ~i nt ornf.tichc . Esi/11: )I nor" dopo 5 ore . 2S 1 . ()ss. (;, 11,·1al1/i1 : Vo lp . Adnl , , ,>hlato fr,11te r i:1. - /la /a di entrnla e di
uscita: 24-1-1 91; ~~-:- ic; 1;-. Tr111po tn1 sco rso dal trauma all' i11lcrvc 11to: o re ;. l\'<1/11n1 ddl,, lt.;1,,,;,• : Fnita da p;,llott<>la di fncile s ulla p:iraYen ebrnlc tlv,tra . in corri,pondenza dd l' '.\'I spa,.io int1:rcost1tle. Il proiettile , i palpa 4 diw a , i ni;tra d e l1'0111he licu. Si11 t0111i p r i 11c ip,1ll · l'allido, agitato, polso 1,•S, discretamcnttc valido. Vomito verda,tro, c-011 ~angne. Singhiozzo. Ventre h,lllido do le11ti,, i1110 con ottusità mohilc. 'f'rallam e11/o: Cur! s i11tc,11~nti<'h e. Peritonite acuta, con te mpe rat11re elevate, meteor ismo, ,·omito , sin )!hiozzc. Esilo: :\luorc dopv s ~·iNni.
~sz. Oss. -
Crni·rnlità: P ia n . Carn., soldato fautcria. -- nata di entmta e dì
t1Scila: 28-1 -1917 ~9"1·1 917. Tempo t.rascorso dal tra1m1a al/'i 11berve11to : ore 6. Nat u ra della lcs11•11c · I.argo squa rcio al fia n co s inist-ro da ,cheggia di bom ba
a
mano. Si11/n111i prin cipa li: l'obn npren a percett ibi le, 11S. T e m, ,;;.2 \'enlrc fMtcmeo te contratto con p1oci,lt 11rn dell'~pip loon. T ra/1<1m c11/o: C ur·' sit11c•111atid1c . E;ilo: )luo n · rlor,t, 10 o re. XoTF. : :S:t:crns<'npin . J,a r ):O squ a r('Ìo d ello Molllnco. :Kote,·ole e lllo pc ritoneo. S<·n rsi fatti re11tti,·i sulla s iero~a. 28,1. Oss. - r,r n rmlilà: .\lb. P n,q., so lda to mitragliere. - Da/a di en t rai.a e di uscila : 3-2-1 9 17 ~-.!-:ç,1;. Tempo lrascor.r n dal tra11111a all'i11/cr~c11lo: ore 5. Nat ura della /t'~io11c: Ft·ri rn cb p allo ttola di ful'ile , uJla faccia esterna d<:11'ala iliaca s inistra. co11 ,·.~ re,~n 2 dita ,otto e a s in istra dell'ombelico_ . . Si11/omi pri11.-i(>al i: .-\1 :.:icic,. Polso 11c', picco lo . \'c ntre tumido, do lent1ss1mo. Y,r mito , ~ini!h iozzo. l'r, ...-idc·n,a d<:'l l'epiploon e fuori u scita di feci. Tra /l,1111 e11/o : C ure ,i11to11rntiche. >:es,1111 accc11no a mig lioramen to. f::situ : ;1I11ore dopo 1.1 ore.
2S4. Oss. -
c; ,·,11·1t11ilà : :\'11 m. llc·r., soldato fanteria. -
u scila: 12·4- 19 1i 12-.p c11 ; . 1·c111po trn sco rso dal /r1111111a all ' i11/cn·i•11/o:
,,re 7.
Data di ctitrnla
e di
1 li'i9
FERITE ADOO\!l!'IALI Dl GL.ERRA
Naiun1 di'lla l, Si( 1Hl': L;:rgn fl·rila ,l:1 :--çhc...·~~.!ia t.li g r~111:11a alla r"·g-io n t: 0111hc-lica le, ~t·n1.n \.'(trl i:;.pc,rh.h.:n l\' 1li 1.·).!'n.::-,.so (fr ~-t tnrn dt.:ll ' u111t:ro 1.ll":--t rol . Si11/m11i f>rhui{'ali: A~pdtu Ciltbnc;rico. Su dorazion e p,·ofus:1. P . 12u. \ ·0111ito d i sostan za n .=n..ln~tn1 .\ cìdo11tt..· poctl LC~O 111n lh.1h: nti~~i 1110 nib p:,lpazionc. Trattamn1lo: Ctir,; si ntu11 12 1ic h c. L'infe nno 110 11 é.l.l't.TttllH ad ah:n11 111i g lio r :1 me11to . E.<ilo : :\luore ,lupo 1 0 o re::. 2S5. Oss . - Grnr , alila : \"it. Gi u., >'<Jltlato fankria. - /)c1/.z di c,,/ra/a <' di 11scila : 12·4· 1917 11·4· 1ç11 ; . T c111f>O lmscar .,o d11/ lrn11111c1 al/ "i11/e1, ·c11/,1: ore:: s. ,\"a/11ra ddla lcsi,111c : Ft rirn <la pnllott(>la d i fucile , a si n istra dcll'app,·n d i(·e c11,iforn1e e alla ,ua l,;,sc. li p roietti le si palpa sottocute , s ull':1,('(·lla re ame riure d,·stra, nl VII spa7.in int,rt"nstak. Si11/0 111i f>1·i11df'uli: .\ ,'.ila ti s~i,no. l':dli,lo , s ndnrai.io n e profu,;.1 Polso nppc::11~1 J)<T· cettihi Je, h.~ . R . .1:-5 t ipo tunH:ico supl.· ri t,n:. \ \:11tn: cu11tr.:.1 tto, dole n ti~~inau con ot tusità rno hile. J'rdltamcnto : Cure ~ÌHto111ati('he. Esito : )hu,1 e tl(,j_.1<> ~ ora.
>:on: : :s;ccro~copia Tn c,n itii p t:ri ton t::ilc no ten,h; qn:int it,ì di ~a ng nc c·on bi le. Il f e}.!nto è Hltran:1 ....a tn cl. 1 ntt ~-:tone d1 <: ,·:1 dal In fr1ccia a 11t c:r o-~11p(: riorc ddl ':da sini~tra , :illa met.ì ,lc,; tra dell:i cu po la. Yisceri pallidi. 286. Qs,; . -
r;c111•ralilà : T,:ig. i\nt. , snidato f:inle ria. -
l)a/(1 d i e11lra/a
e di
n scifo : 12-4-191;, 12-4- 1q 1;. Tc,11{'0 trasco rso d.il lr<11111H1 all'i11/ ervc,1/ o : o re 5. f,.'a/11ra della. l csitme : L a rga feri ta da sch eggia cli grn11ata alla rn~~a iliaca destra, ~ett1.a l'Orri~po11d..:1nt: di u~cit:1. Sintomi f'rilidfa/i · l'. 110 11 percctt1hilt:. I-:stre,nit à fn:,d,lc. ,\<ldo111e 111e t<corico.
Proc·id0;,n,.:i <ii un 'ansn di ten ne. Tra1ta ,11. c11/o: Cure :,:;i11 101n:-1tic hc-. Esil o : ~rno re dopo .? ùre.
2S;. Oss. - G.-11c ralità: Zc·cc. Gins., cnp11ralc fanteria. ])ola di c11/ rnla e di uscila: 2J-4·19 17 :1·.1·1v r; . Tempo trasrorsu dal tra11111a a//'i11/cn•c11/o: ore .1· N c1l11m della ll"sim1c: l.:·r~o gqua rcio ,la ~chq;:-g-ia d i ;:r:11rnt:t, a lla pa rete ame· riorc dcli ' atldomE'. Sinto mi pri u r if>oli: Agon izza m c. E,·:H'cr:nione de l te nne. E sito: Mnore d op c, 3<, 111iu11li. 288. Oss. - (;c11 cmlilà: I:uf. 0 0 111., sold,-.io f,,nteria. - /la/a di entrala e di wscila: 26-4-19 17 11;.1, -19 17 . T empo trascorso dal tra11111a all'i11/ert•c11ln : ·ore i.,. Nat11ra della lcs1<>11,· : F,·ri ta d,1 pallottnla di fu cile :,! fi :111,· o destro ,11ll'asccllarc m edia, con t::grt.",:,;n 11 1 fi:111n, ~ini~tr,.), r.:--,cllnrc ilJth: rinre. S i11to111i {'ri11 ri{'ali: Faccia peritonitica. P .. no n p erct:ttihilc . 'l'c.111. 38. , ·e ntre n 1etcorico. con <lin1 i111izion<· ck ll'arc·a t:pnti,·a. \'p111 ito. Si11g-hio:1zo. 'J'ratta111r11/o: Cur:? ~illlm11,,tic ht. Esito: ;\(uon: dc,po ,1 o rt. 289. Oss. -
(:c,:nalil ù: Frc n. Snlv., solda to fante r ia . /Jala di cu tralil e di <>6-.1-19 17 26-.1-19 1~. T e mpo lia <co , s.> dal tra11111a alt "i11/ ernn1lo: o re 7. Natura della l c.si<,11e : F eritn da pallo ttola d i fuc ile , s ull':iscella rc po~tc riore ~ini-
us c ila:
stra, 2 dita sopra il margine co~tale con egre~,o al IX spazio im crcostale dest ro, s ull 'ascella r e m edia. S i11/0 111i pri11cìf>,1l i: P. 1ili, piccolo. T e m . :,6,2. A, petto uhhattnto. Colorito pallido. Ventre cont1 nttc in fo1te difts~•• con o un ~ità ni fia n chi. Vomito a lia, entare. T.-altam e,./ o :- T,c cowli, io ni si n.c •grnvnno, nrnlg rado le cu re s intomatic h e . E s ito : :1Iuore tlop, n c,rt: . 290. Oss. - Cc-11crali/à : Sl':ir. Alf.. capora le f~nte ria. - /) 11/a d i enl ra/a e di u scita: 30-4-1917 3<1·.j· 191;.
160
F!sRIH ADDOMINALI DI G UERRA
'fn11p,, l1a sc(lr.<o dal trau111<1 cll'i11terve11t.o : ore i,: . Satura della t1,si<1>11·: Fnita <la pnllottola di fuçile al fian co sin i~tr~, senza cor-
ri~pondc111" d'egresw. Si11t ,m1i pri11cif>ali: :\~µe u o c,,d:werico. Se11zn po lw alla radiale. Ventre tumido, m ett·or i.-o. l'rnc-ide n1,a ù; una fran;?ia ùt epiploon. 'fratt,1111c11 t o: Cure ;;i111cn1:Hil'hc. E .<ilo: ;\luorc dop o 2 ore.
191. O,s. r;.:11 c-ralilà: \"cr. :\~ . • capr,ralc fante ria. Data di c 11t rala e di uscila: .ìo-4-1917 r -s-19 17. 'J'emf>o t rascorso dal trn11111a all'i11terve11to : ore 6. Natura della l rsio11r : F e rita da ~cheggia di g ranata a ll 'ipocondrio s iniMro, ~ul-
l 'a,,·,·ll are a nteriore·, n,11 ,·).(re~~o a ll a rci:ione renale dello ste~~o lato . Sinto mi prin citali: l'. 1.w. di~ac:iame nte valid 0 . Tem. 37. S mania. Pallore spie· calo. Addome teso. rivi• 11ti~si1110. P rO(·idenza di anse di tenue dnlla fe rita di egre~!<6 e clP.ll 'e piploon clnlla fo, ita d i i111:resso. Tral ta,11 1•11/o: l'\c~~u n 111iglinrn111e:1to dalle cure sintomatic h e. E sito : ~!uore d opo J ~iorno. 292. Oss. - Grnnalil,ì : ~l ()l l. Giu. , ~oldato fa nte ria. i.scil a: 14-5- 19 1; 1.1-~·1<;17. Te111po trascorso dal lra 11111a al/'i11ten1e11/o: o re 1g.
Data di e11trata
e di
N atura dello loi<,11c: Lnig~ ferita , d:i S<'heggia di granata, all'epigastrio. Sinto mi pri11 cipali: Ai::oni1.1.nnte. P rociden za di un' ansa del ten ue. Esito: ~luorc <lc,p:> 1 ora.
293. Oss. - Gi: 11aa/ità: Ber. Cis., solda to fa.nteria. - Data di en t.rnta e di u scita: 1.1·.<-19 1; 16-.5- 10 17. Te>11po trascorso dal trauma all'i11terre11to: ,,n· R. ,\'at11ra ddla l,·si/l 11c: F<:rile multiple , da pallettc di s hrap nell, al t orace e all'ad-
d o m" ptcn,·trnnti. Si11t o 111i f'ri11df'11/i · l' . 1.10. Vivi dolo ri addominali. Ventre contratto, dolcntisl'imo. Ottu ~it.ì 1110bit, . Tratta1111•11 t n: Cure ·~i11t,,111ntich e. Fnga<-e a rcenno a miglioramcnto e rapida ricaduta. /·:sil o: ~luo rc dopn 2 g iunti.
29.1. Oss. - Gnt<ra/ilà : Fr. Frnn., solda to fantcria . lJ11ta di c11t1ala e di usrita : 1h-5-1917 17-:- u;17. T e>11('0 trascorso dar tra11111a all' i,o/.e,Je11to: ore 1 2. Nat11ra. della l e.sio111·: La rgo squarcio , da schci::i::ia d i granata , alla fos.sa i liaca sini~trn. Si111<1111i pri11dpali: l 'ol~o appena pcH·ettibile. E ,·isc,·rn,.in nf' •-lei tenue. Tratl111111'11lo: Deters io ne, riscaldamento, introduzio ne del tenue. Cure ~into-
matic he. E sito: ;\! nor<, dop·, ~: ore.
295. Oss. - · Grneralità . l'at. '.'\at., snldnto fanteria. ])a/o di c11trata e di tlSCifa: 1/\·,'.-19 17 15· ~· 1917. T c 111pn lrauo rso dal lra11111a all'i11tc,Tt'11to: ore .,. 1\'al11rn drl/11 loi,•11c_: Fc· r ita laclra, ,l:i ~<"hcgg ia di g ra n nta al fianco sinistro, ~euz:t corrl:,..pt111clt:11tC" d 't=g1<·~~0. Si11/0111i pri11ci11{'li: l'roridenza ,li un'anFa del tenue . P. picrolo " freque ntisFimo.
!\spello tr:rnqu illn. Ad,l,,n)c po<·o te~o e clolcntc. Trt1tl,1111r11I<>: C'urr· ~ùnr,n,nlichc. E .,i/,>: )Juurc dvp0 3 orè .
2,,.,. c) ss. -
(:rnoal ilà : l'~g. Enr., soklnto ~a nit /1. -
/l,1/11 di 1•11/ta/a e dl
us citn : 1;·,;~19 1; 1;~.~-1 917. Tempo tra.scorso dal tr1111 111a all'i11ten•r11to: ore 2.
,·,,111,·,1 dl'ila "'·'"""' : F,·rita da sch,·l"i:òa di g-ranata p oco di,-opra dell'o111belico, senza '-·gn:~~o tfra1 l11rn c:--p(1S.tn
del fr111urC' ~ini !'-tru).
FERITE ADDOMINALI DI GUERRA
1l61
Si1tlomi p1i11ci/•ali: Ai:0ni1.1.ant,•. l'1 o<'idcnza di anse del tt:nue, ferite in più parti Tra/.tameuto : Cure sintomatiche Esito: :Muore dorn ,: ore .
297. Oss. - Gen,·ralità: l ,eon. Tor. sottotenente bomb:irdit re . - Data di errtrata 1;-5- 191; 1~·5-1ç 1j·. T empo trasco rso dal trauma all'iute·r .iento : or~ 6. Natura della lesione: F t:1 ita da valletta di shrapuell all'epig;istrio, senza foro
4! di u sc i/a. :
<ii uscita. Si1,tom.i />rirrc ipali : Vomito. Ag itazione. Polsi> molto frequente. Sudorazione profusa. Addome n,eteorico. Trattam ento : Cur-~ ~intomatiche. Esito: Muore dopo 4 ore. 2gS. Oss . - (;rncrolitir: Ruf. Gab., sodato fanteria. - I>ala di entrata e di .uscita: 18-5-1917 18-5-1 91;. Tempo trascorso dal tramna all'inten•errlo: ore 6. Natura del.la lesiorre : F erita dn ~cheggia d i' granata alla regione lombare destra,
<:on egresso sull'ascellare a nteriore dello stesso lato, all'altezza dell'ombelico. Sintomi (>rinc i(>al;. Polsc, frequente, appena percettibile, incontabile. F.stremità fredde. Addome in dife~a. dolente . Vomito. Singhiono. T ratlamr nlo: Cur·. sintcmat1che. Ac<'tnno fuga ce a migliorame11to n elle condizioni del p olso. Esi to : )luore dop,, ~ ore. 299. Oss. - · (,rne,alità : Ca~. GioL, soldato fant~rin. - Data. di rntrata. e di .u sc ita : 19-:1· 19 1i 19-_;-10 1i· Tempo trascorso dal trauma all'i11te rve11to : ore 2. N11t11ra della lesio11e: Ferita da scheggia di gra11ata nl quadrante inferiore si ni-
stro dell'addo111e, ~enzn foro d'usciH1. (Frnttura del femore s inistro). Sintomi [' i nci['ali: Agonizzante. Esit o : Muore dopn pochi minuti. · 300. Oss . - G,r.eralità: Dig. Fran., solato fanteria. - Data di rntrnla e di u scila: 24-5·191: 24-_<·I CJJi Tem(>o trascorso da! tr auma all'il,tervent o : ore 4. Natura d ella /.csio ne : Ferita da scheggia di gra11ata alla natica destra penetrante
i n cavità add011\inale Sintomi principali: P. 124, piccolt,. Re:spirnzione superficiale. Addome meteorico con scomparsa dell'aren epatica e ottn ~itit mobile. Trattamento: Cur·· sintomatiche. Esito: Muore dopo 1 ora. 301. Oss. G,·ntralità: )!ar. Gio., soldato fanteria. -- Data di e11 t rata e di i iscita: ~-1-5-191 7 2j ·5-19 r;. T e?tipo trascorso dal trauma aWiuten,enlo: ore 16. N atura del.la l esione: Ferita da sc-heggia di grauat a al fianco destro, senza corri-
spondente d i eg1e~so.
~
Sin.to mi pri11cipali: Polso 128, piccolo. Rcspirazionl! superficiale . Addome in d i-
fesa dolentissimo. Vomito. Trattamento : Cur.'. sintomatiche. E sito : Muor~ dop > 2i ore. 1'on:: Necroscopia. l'iccola ferita del t en ue ~I ~uo margine libero. Tracce di rt·a:rione a<lesiva attorno :i tale ferita. lo cadtà ~carso liquido tnrhido fetido. 302.
O.u. -
Ge.nrralild: Mart. Sai., soldato genio. -
[)ala di ,..11/r,rta e di u scila :
24 -5-1917, 25-5-191;. T e»ipo trascorso dal lra11111a all'i11fervn1t o: ore 3 Natura d etta /csio,1e · Ferite multiple, da pallette di shrapnell, alla p:lrete ante-
riore d e ll'addome. ) fa nca il reperto rnclioloiiico. S intomi prJnc i(>aU: P .128. R. 36. Estremità fredde. Ventre contratto con ottusità mobile . T r attat1ic11tn: Cure sintomatiche. Ke~sun accenno a miglior:11ne11to. Esito : Mnore dopo I S ore.
1 l!i:! .,..3. 0.;s. -
(:, 11...-ol ifà : :\u~. J ·a:-., !,ul,lnto fan t<=ria. z.5._:;-1 9 17 1:..•_:.·H>lì T e mpo trascorso dal lra,1111<1 atl'i11ten1c111/l: ore 2;.
/)ala di 01/rata
e di
l1$(ilc1:
Satura della lcsir 11f : Fuit~ <ln p~llètta <li :-hr::ip111<II sopra la cresta iliaca sini~tra, stnza foro d ·n ~cit a. Si 11 /o m i pri11 ripoli: P. 1 2S. T e m. 30.8. MCctl'o ri .,11,(1 :-piccati\ <"011 dim inuzione <lel1':1re:t t:pnti'.'.a , lpc rt'~tc-~ia c 111 .1 1H:.' 3 . Trai/a la : Cure !-i11tu111a1iehc. Esito: ) I uore <lupo io ore .
.;,q. O,s. - (:c111rnlità: C,Jr. ùo111., ,.,,ldalu fa11tl'ria. - J>ata di <llirolil e di u.,tila: 2.::..-,;;-1 9 17 ~:,·5 Hd;, T e mpo tr,iscor.rn dal tra11111a att 'i11tc1-.ic11to: <,n : .'· .'\"afura ridia i< sil>11c : hri t:i da )'alle tta <li s hrnp11dl all'ipo..:011drio si11i,tro con egresso nlla rt·g iouc lomba re ~inist ra. Si 11 toini p1i11riJ1a!i: A;s1111Ì1.Z<ll1te. Sndon:.zio11e profu:-a. Ottusità 111obìle. Trntla111 c11 /o: C ur•' !-i1;1<,11mtichc . l'k boclisi. J.;.;i to : )Juore ,k,po 2 o re. ".'-on: :>:tccm:-cop1:1 E11 or111 c c11:,,pc rito11"0 . /\:<,e11za di k s io11i i11te"ti11:1li, o Ji altri ,·isccri. La c-e, :i,io ni nmltiplc <ltll'on1c:ntc,. R,· ni e fega to pallidi. :;05 . Oss. (;c11 er,1/i tà : Brn. G in ., soldato fal!leria. Data di e11t ra ta e di 11scit a: .25-...~·1 9 17 2.~-5-an;. T, 111po trascor so d,1/ lra11111a nll'i11/cr.•c11/ o: ore ~-1. J\',1/11ra dd /,1 l c , i<>11r · ita da p" lktta ùi shrap11dl al fianco des tro, con egrcs0
i:.,,
~o alla fo~sa ilinca ~ì n i:-,.tra . Si11l<1111i p l'i11 ripali : .-\ 1)-;ido. :'>ltkc,1is mo :-picc::ito · con di minnzio nc ckll'area e pa· tica. Yi,·i dolori ,;p(111t:111ei a ll'ad<lnt11l'. l'. frt:ljlle11ti,;,i1110. T ratta111r11t o : Cnn: ,i11tc,111atiche. Esito: )lnore dopo 10 o re . :;o6. Oss. - C1·11c111/ilà: C:ir. ,\n l., solchto 111itrngt ie re . - Vala di entrala e di uscii,: : :?j-5-1 917 :::9-;:- Jo1;Tc111po tra.<eorso aa/ ln111111a all' i11tc n :c11to : o re 1. J1:at11rn ddla lr.<iu11,· : Ferita dA p:,lle tta d i s hrnpnell alla
regione 101111.iare destra, ~cn za c-vrrbpo11<lente (li cgre~,o (fe rit:. al brnel'io destro con frattura dell'omero). Si11to111i pri11.-irali: R. 40. T e m. 3<>,4. Po l:-o 110 . ,·alido. Stimolo alla minz.ione che non pnù soddi, fan·. En,:ituria nl cateter ismo. \'entrc contratto con ottnsit à ai rianc hi. Tr.itla111 e11/ o : l/ink11110 non ha alcun g i,wa mcnto delle c ure ,;i11to111atich e . Addome meteorico. Vomito bi li,ire. Esito : )lnorc d op ~ 2 giorni. :?\'orn : ".'-ecroscopia. Spappo la mento del rene destro. Quattro fe rite del te nn<- Pe· ritonite diffu,a. ~,,,. o,.,. - (;c ,•cra/ilà: Frnt. Sor . soldato mitrag liere. - /Jala di rnt,·<1/a e di 1'3cita: 29-5-1 9 17 5-A-1ç,1i. · Tc111 po lmsr o r so dal lro11111a all'i11/c rvc11/ o : Ore S. Nolllr,i rl<'ila l csio 11c : Fe rita da schc:ggia di g ranata al fianco sinistro, sc11za foro
d i uscita. Siutomi ('ri11cif'ali: 1'. 11 0 . R. 2.1. T. ;;S. Procidc nza di un 'a n, a <li tenne. ~{eteori~1110. Dalori ~ponta nc:i. ·rrafla111,· 11to : Cure simo ma tiche . Dccor~o della peritonite acut a g-cnc:rali,1.ata. Esito: )!no re dopo S g io rni. :,.;oTF: :,.;ccro,-copia : J'i,ritonite acuta ,i::eneralizznta. l Tnica ! erit:1 del tenue di piccole d imensio ni. Ju ca vità liquido purulento fe tido. Ader enze fibrinose tra le anse
.,oS. Oss. - Cn1cralilà: Jau. Roc., sotto tenente mitrag lie ri. - Da /a di rn lrat.a e di 11scit,1: 3n-5-1 91i i-6-1917. Natura d ella l,•sio11e: t·nica ferita, da palktta di s hrapurll, s ulla linea m edian a 2 dita svilo l'omlx-lico. Sintomi pri11cipali: P. 1zo. R. ~s. Ventre in difesa, dolente. Non ha vomit<). Trallam e11f o : Cure sintomatiche. L'infermo pare :ilquanto migliorato il giorn c- sesegne nt e, ma si ag-grani di nuovo. E sit o : ;\[uorc dopo S giorni.
FERITE ADDO.\llNALl Dl GCERRA
1163
309. Oss. Gc11cralilèr: D'Er. D 0 111., l':l()Ornle bcr~n;::licri. /Jala di e11/rala e di u~cila: l (,-8-191i w -S-19 17. Tempo lrasco,·.-o dal lra11111a ,1ll'i 11/ en•e11/o : O re 6. Na/11ra. della lcsi{)lli' : Ferita da pallottola di fucile s nl,ito sotto la cresta iliaca sinistra, con egrl:'~,o 3 dita a <kstra tk ll'o111belico. Sintomi pri11dpali: P . 126. T. 36.4, Aspetto soffe re nte . Vi"o rlolore ~pontaueo all'addome, le cui pareti sfl110 contrat te. Sete i11te11sa. Ottusità mobile. Tral/a111c11/o: Cure sintomatich.:. Accl'11110 a rni~ liornmento. Vo miti ripetuti. Euforia. E sito : .\!uore clopo 16 ore . 310. Oss. - Cc11cra/itèt: .\lic. Lni., ""PMak: bt:,r,ngli c ri. - Data di entrata d di u scila: 19-S-19 17 19-S-19 17. T empo trasco r so dal lra1rn1a all'i 11 /,·1,e11/o : Ore .~. Natura d ella li-sio11c: Largo squa!'l'i<o all'ip.,l·o11driu ~inistro ,da sd1eggia di g ranata, con frallnra d elle costoli,. Si11to111i pri11cipali: l'rocicknza di a11~c dd lt' 1rne. P ulso im pl:'rcl'ttibile. Addo me non contratto. 'fra/.t,1111 c11/o: Cure si11tfl11ra tichc: F.silo: )!non' d tipo .1 vre. 3 r r. Oss. C rnaa /i(à: Q n;,r, HOC'C., ~nlda to fam~ria. - T>ala di c11/rala e di uscila. : w-S-19 17 21-S-19 17. Tempo /ra sfor so dal /ra11111a. all'i11tr n·c11/c>: Ore l· Natura dt'lla l c,io11c: Fe riw da pa lle tta di ~hrnpnell a de~tra dcll'o111belico, co u
egresso alla natica dt·llo ~t<::;so lato. Si11to mi pri11riJ>llli': l'. impe rccttihile. E stn~mit.\ fre dde. Addome in difesa. Trat/an1C'11/o : Cure sinto niarirhe . .-\<-r,·11110 a 111ig liura111e11to e rapida ricad uta. Esito : Muo re dopo 10 ore. 312. O ss. - Gr 11 eralitèt: Chie. Att., ~ulrfato fa nte ri a. - Data di c11 /rala e di
uscita: 20-S-1 9 1i w-8-1()17. Trmpo tmscor so dal lra11ma all'i11tcr1.•,·11 / n: Ore :;n. Nalllra della lcsio11e: Fnita da pallnttola ,li fucile ~nlla 111a111milla rc sinistra.
alla altezza clel1'0111belico sc11rn foro d'uscita . . Si11to111i principali: l'. appena percettihile. T . ., ,.,. \'e ntrc co ntratto dokntissimo, con ipe rl'ste~ia c uta nea . Sudore profuso . Ottusità mobile. Tratta,11 c11/o : Cure sintomatiche. E'lsi/o: .\fuo re dopo .ì o re. 313 . () ss . - Gr11rraliliì: R os. F ong., tcr,e n te fanteria . - Dcl/u di ""' raia r di uscila :, w -S-1 9 1i 21-8-19 17. T e mp o trascorso dal tra11n,a all' i11tcn·r 11/o : Ore 6 . Nalnra d ella l e.<i ,m e : Ferita da pallottnla rli fucil<' a l fi a nco ~inistro, sull'a~cella re
m edia, ,sen1.~. foro <li u,ri tn. Si11torni pri11cip111i: P . 16o. Re,piro stqwrficinle. \'i,·i d,1lnri addominali. Dife~a spicca ta. Ottu~1tù a i fianch i. Eniatnrìa nl çatet eris1110. E., i/o : .\luore •lopo 10 ore. ;i, 4 . O .<.<. (;e11rr,l/i/,ì: D,· l'n. Gio\',, ~,,!d::ito famc rin. - nata di mirata e di 1,scila: 2n· R· H)l7 20-8.1 9 17 . Natura dr/la loionr: T,a rgn ferita all'epigastrio da s(']iegg-ìn d i granala. Si11/ 0 1>1i {' ri11cipali: l'. 16<,. T'ruC"ick111.a di anse di te nue Ad,!flllle contratto. 1'inghiozzo. Tmlla111c11t ,•: Curi.: sìntonrntiche . E.sil o : ~luure do po 8 ore .
., 15. Oss. - Gc11emlilèt: Ort. G in., ~oldnt o fanteria . ta : ::>1-S-1 9 17 22-R- 19 17. "f'emf,o trasc{)r.~o dal tmu111a all ' i11/cn ,,·,1(r>: Ore 9.
nat,1 di e11/ raia
e di usci -
Natura dt'lla frsio11e: I'crirn t!a pallttta cli s hrapn.:11 all a re~ io ne rc nak i;ini~tra,
senza fe rita di <')!ressn.
,~.S.
Sinto mi pri11c!t,ali: l'. 1,;S. T .. R. 46. A<ldflllle contratto, con ott usità mobile. Ematuria al cate te rim o. Trattamr11to : Cnrc s into11rn1 ichc·. l'ug:ice e rnpiùo a,C('\llllO a mig liora mento. · Esit,,: .\Inorc ù opo I g iorno.
116i-
Fl::RITE AOD0 .V JINALI 01 GU:RRA
310. Oss. ·- Gc11aalilà: l>'L;r . Fran. soldato fante.ria. - Vala di e01/rata e di us,ita: ~:,-S-1 9 17 ~3-S-19 17. Te111pa trascorso d,11 /r111e111a all"i11/cr~e"to: On: 15. _V<1l ura d ella /i:si o 11,·: l'erita da scheggia di granata a s,mstra dell'ombellicoSi11lo 111i pri11cipali: P. r_q. T. 38. R .., 8. l\letcorismo. Vi,·i dolori ~poutanei, vo-
mito. Ott u~it?, mo bile ai fia uchi. 1'ralla1111'11/o: Cure sintomatiche. E sito : )[uore dopo., ore . 3 17. Vss. - (;,. .,cralilà: Hor. na1·. soldato gtnio. -
Va/a di entrata e di 11scita:
23-S-1917 ~3-S-1 9 17. 1'e111po trascorso dul tmu 111a all'i11/enc11to: O re 1S. Nat1era della lr.,io11c: J.arga ferita al fianco destro da scheggia di granata, senza
corris ponrlcnte di egrcsso. Si11/0111i principali: l'. 1 20. Jl. 50. T. 37,3. Procidenza di un'ansa del tenue. Vomito. Mell'orismo. Trall<1111c11 / o: Cure s intom:Hichc. E silo: )luore do po 5 on·. 31S. Oss . - (;e11cra lità: Pa,·. Ales., strgcnte fanteria . - Data a, e 11/rala e di 11scila : zS-S- 19 17 iS-8-1 9 17. T e111po trascorso dal tm11111a all'i11ter~,,.,1 0 : 6. Nat ura della ksicme: L:irga ferita da schegiia di granata alla fossa iliaca destra. Si11to111i pri11c ipali: l'rocidt:111.a di uu'ansa di tenue sezionato. Polso non percettibile R . 44. Sudornzione profusa. Tralla111,·11lo : Curto si111011u11iche. E sito: ~luore do po 13 ore.
o.-e
3 19 . O s,. - Cc11aa/ità: i'<'tr. Giu., solda lO fanteria. - · Data di entrala e di uscila: .--9·191i ~-9-191j. Tempo trasf<>rso dal lram11a all'i11/.erve11t o : ore 5. N alura ,/ella lcsio 11c:
l'l'fita da scheggia di gra11ata alla regione lo111bare sini-
stra. Si11lo 111i {'ri11cipali: l'. 1 10. R. 40. Spiccato pallore. Vomito. Singhiozzo. Spiccata dift:sa ad,1011,inale con otrnsità mobile. Tratlat11c11t,,: Cure simo111ntic-he. i\cssun 1nig-liorn111ento. E sito : èll uore dopo 5 ore. ' ~on: :--ecroscopia. l:mop<' ritonco noten )lc. Ferita dell'cpiploon. 4 ferite del renue di larg lu: di111en~io11i. 3w. Oso . - <;c11aalil<Ì: Cor. Auto., soldato fanteria. - Data di e,1trata e di uscila: ., -9-1 9 17 5-9"19 1;. Tn11{'0 lrasco r,o dal /rn1111ra all'i11/crve11 t o : Ore 2 . l\alura d ella lesio11 r : Ferita da pallttta di shrnpnell
sull'asce llare posteriore sinistra nl 10° s pazio illl<'rcostnle. Il proiettile si pnlpa sull'ascellare anteriore destr:i, 3 dirn sotto il horclo co,tak. S i11/011ri {'ri11<ipali: l' . 114. R. 24 . T. 36, Vomito . S piccata diksa. J,'iufc.:rmo I! a~ilato. Entl:--e11ia sott oC'ut:1111.: 0 o tturno ~Ua ft"rita d'i11g res~o Tralla1111·11to : Cure si111onu11idu:. L'infermo no u mi gliora. L'( sit o : )luure dopo 17 or,' . 3~ 1. Oss. - Ct>11 rmlil<Ì: Chiau . :\nt., ca porale fant1.:ria. - J)a/ a d i rntrata e di n~cita: ,; -1 0- 19 17 9-w-1 9 17. . T c 111 po trasco r.<o cl<1t /r,w111n all'i11/cn11•11l o: On: 6. /\'a/1era della ll'sio 11 e: Fcritn da sd1cgg ia di g-rnnata al fianco s rn1 ~tro sull 'ascellare posteriore, con egres~o nlla fo~sa il iaca destra. . S into mi pri11ci{'al i : l'. w4 . n),(itato, palliùis~imo. Procidenza di un'ansa d1 t,· nueAddom t contrailo. Uttu sit:\ mobi le. 1·ra1ta111t"11l o : Cure ~inturna1 iche . Fui:::H'c 111igliorn111ento e rap ida r icad uta dello st ato ).:cneralc. E sit o : )luon.: dopo 21' ore. ;pi. Oss. - Gc11l'l"alitù : \'it. lkr. , soldato fanteria. - Uu/n di c11traln e di uscila:
10 ·1 0 -1 9 17 H J· H.1 -I Q l /.
1'1·111{'0 trasco rso d,11 lr~ 11111a all"i11/c r;•,, 11/u:
Ore 11.
FERITE ADDO:\!INALI DI GL"E:RRA
1165
Natura della ll'sio11r: Feritn da sd1t;::,l(ia di gra1rn1a alla eo,.~rt iliac:1 ck1-1ra ,·on perdita di "angue misto a 111:ite riale fecale. Si11to111i f>ri11ci/)ali: Agitatissimo. Polso appena percett ibile. V ivi dolori all'addome, le cui pareti sono contratte. Tralla111e11l o : Cure sintomatiche. Stazionario. E.<ilo: l\foorc dopo 12 ore . Da/a di e11/rc1/a ,. di .P.!· O.,s. - Gc!lleralil(: : Ace . Ca.<., ~ohlato bombanti ... rc:, usdla: 1('-n; ,191j 11-1 0 -1;)17. Tempo trauorsn daL tra11111a a/L'i11/cn•~11/o : ore 2 . .Ya/11ra d1'//c1 /, sio"r: i\lq111111 to sopra e a sini,trn d<'ll'omhclli('o ~i notn 1111 c.:~
chimos i prodotta ,lai micio cli m 1 ca.-al lo , d i form:l irrC',l(olarc, rotondeggiante e Jarg-a quanto ;l p.-1 I r110 ùì nna 111rinc, S i 11/ c 111i ,~ri11,·,f>ali: Pois<> 110 111< Ile.
R. 2,;. T 36 Colorito p:illi,lo te11d,·11t,· a l cian >til'o. ~a~o cd e , ttl a1tta frnld .... i\1!'1011.(' t,·,:c, in <life-"a, dok11t1ssi111., alla nalpazione, mcleori~mo. :\rea cpat iGt \On~c rvntn _ 1'rafta.u1 rr:to : t:11rC:; i;.Ìntrnn:Hkhc. T/i nfen11n s i a,=::-g-ra,·a rap((fa111c.:"t1te. E.<ilo: l\rnore dopo 8 or e. "10TF.: :S:c-cro~copia. Tripl iC'c prrfura,.io n C', d i cni nna più larga 111C'rlia11n, cluc più piccol e ai l:ili, ~ula pri111a P"nione tkl dig iuno. Traccie d 'essudati.
~2,1. ()ss. - (;1"11crc1/ilà : lk rn. ,C<>•t., ~olcl:Ho fa11tC'ria. ])ala di c11/ral,1 e di uscil,i: 15-10-1917 is-10-1917. 'fe111{>0 t,·asco rsn dal /ra11,11e1 all'i11l...-1·1·11/n: Ore ~. Natura rll'll,, lt.<illlli': l'ait:1 ria ~c-11,·ggia di grnnata , ,lito n d,·~tra dt·ll ',,111hdI ico, con cgre:-:~o :ill:i r eg-ione reu:tl<.: tlc~t ra. Si11fo111i J,ri11cij,ali: Polso 11011 per('<'ttÌl,ile. 'I'. 37,6. Vom ito. Proc id,·ma cli u11n
frang-in d'cpiploon . \ 'c111re co111rntto. 1':111:itnri.,. Tr.1llc1mc11/n: Cure ~i ntonrnt i<'hc. E.<il o: '.\[uorc d1>po S ore.
32_:;. ()ss. - r;c11ac1/ilrì: Coc. San ., ~nldat o fante-r ia. la: zo-1n- 19 17 1n-rn-1<Jt 7 .
Da/a di ,·11/rala e di 11.<ri-
'/'1•111/)n /rastor .,o dal /ro1111,a all'i11(1•,..,c11/": Ore ~. .\'a/11m della lcsio11,· : Ferite multiple alle 1111tic h c e a ll a r cgio 11c :male, ,la sda:g-gie dì ho111ha a 111:1110, pe11<:-trn11ti . Siul,m1i f>ri11df>a/i: P. i111percettihik. R . fu. Aòdo111e contr atto, clolè 11ti~s i1110. Crepitio ~ntt() n1t:111c ù :t1 fi:inc·o ~i11i~tn~. 'fml/a111r11/,1: C'nrn ~i11to111at id1c-. E .<ilo: '.\[norc: cl11po 3 o re.
:;26. O.<s. <:1·11tralilrì : Fe. l' rnn., ~ohl;,to fa111ni:1. /)a/et di nllrala e di uscita: 1.1-n -19J7 1,, ·II·ll) 17. T e ,11po lms,,,,.so dt1l /ra11111a all'i11/ crt·c11/c>: Ort· _;. Natura dd/<1 fr.<in11 c·: F.-rit:1 ,la r,:.llotH,b cli fo ci lC' ~11ll'e111isc-npnbre destra. al Vrr ~pa1.io interc<,s.tah•. cnn ~gn.:~so !'ulln c·111it·l.t \·cnre di::--tra 2 ditn sotto il n1nr~ine COSti1le. Si11/n111i /)ri11rif>ali: ,\ g-uni,znnle. l•:11101ornce ~ini~tro. O ttu s ità ai fiattC'hi 111ohilc. Esil e>: '.\fno rc dopo I ora.
J27 . OH. - (:rneralilcì: Bi~. l'ri., snld;,to font~ria. 14-11-19 17.
Data di ,·11 /mla e d i uscila:
• 3-n-1917
T e 111po lra., rnrsa dal. /ra11111a a/l'i 11/cn·c11fo: Or,: <i. ,\·at11ra d ella lrsin 11r: Larga ferita òa ~d1.,g-g-ia cli g ra11atn, all'epi,ga~trio da c ui c.sce sanj.!'uc. · Si11/0111i f>•·i11 c'if>c1!i: Pol~n app<:11:< p<·rc<:t1il•ile . Acicl<Hlll' meteorico con ott usità ai
fianchi.
Tralla1ne11/ o: Cu re ~intomntiche. E .<i/o : '.\fu o r e clopo 6 ore . .:PR. Oss. - r;co,..,-11/ilà: Dc Gac. Ciu., sohl:tt(• fantc.:ria. - /lata di e11/rnla <' di • scita: r-1- n -1 917, 1,1- 11-1917. T_empo trascorso dal tra11111a all'i11t1·n·r11/c>: Ore 9 . i\atura della k.<io111·: "Ferita da pallottoln d i fu<'ile :11l' ipoco11drio de~tro, cou C&re~:..o a l1a r egio n e lo111lmrc delle.> ~h:~:--o lnto.
110H
n.RITE AllllO.\ !l'.\·\I.I J)I 1;cERRA
Si11t,H11i p1i>1cif'al i: 1•, ,1,., 111111 p,·n-,·ttihil<-. .\ ,ld1,111c ronlratto d<•lcntiss i1110. V ou1ito.
T raltamruto ~ Cnrl' si11 tnt11 a 1id1f·. J::sito: :'llnun : dnpu J ur,·.
'.':oTF.: >,' cc:rn,copia. 1.ar).:a f,·rita del f.·g:i tu e spappn)a111cnto del r<'uc di ùc~tra . .ì~9. O s.,. - Cn1nali/1): lk. '.\l:,t., ~nl,lato font tcria. - /Jc1/a di c11/r11ta <' d i u si;; . ta: q - 11-19 1, i 1-11-1 9 1;. 'J't·wpl• t, ,, ~corsc1 eh.li l1c.tt1mt1 all'i11tc,i•t·,,/v: Ore.~ ~ Satura ddlt1 le., io>1 c : Ft·rna da pallottvla d i ful'iltc ~nll 'a~cella re amcrio rte destra, Yr :,.p;uio itnt>rt·o~talc, <:on l' ].!r t:~:o:o ~ull'H,l'l·ll ar~ atth:riorc !--inistra, poco sopra 11 0 111\idkalt: trn:--,·l.' r:--a . .~111/ omi pri11rif'c1/ i : :\ ;:1111i11;i11tc. l 'c nlc ~"11g11c d alla lx,,·.-a, pr<,hab il1111rntc per forita ,lei p ol111 011<·. /·:.< i tu : :\I nun:: dupo 2 oré . •t.-;i~.
c:,,11c111tilll: \" i!'- , :\tt . , ~olda1 0 fa ntt:ria . -
O s~. -
Data di <·ut rnta e di usci·
la : L 1• 11•191 ; Ì ,1 1 l·l ~ I 7 . T ,·nzpo lr,HfM.<t> 1/tJI /1a11111a all'i11/ c r,·1·11lo: Clr t' r ~. .Yul111c1 d l'lla l,·sim1,·: i 'critll da pall<,tt,,l:1 .ti fnl'ilo.: alla ri,f:iunc reuale ò.-~tra, C::()11 i.:~rc~:--o :tll '1:pigu,:-.trit,. Sìnl cJ mi prit1ripuli : J1 roci1.k 1va di un 'Hn:,,.a del tl"IHH:', :,;'-=111.n pob o, 0:gitato. Ad-
ckmu.: n H·t<..-or ico. E111atn ria. T 1·11ttamcul,> : C ure s i11to11rntkhl·. J~.<il<J: :\l1111rc dopo 4 o r ~ . .,.::, 1. U s .... -
c:..:nnalìtà : )I n:--. .'\ ng ., :--c.:hl.1lo n1itrn~ li\.'rè. -
J)alo dì r,iJ,-ala e di
usdl c1 : Ll·•1· 19 11 15·JJ· i 9 1~. T t rnpv /1·cni c(1rsu ,ft:I t,auma all'in/n'-•c11lc1: '< ,rl· ,:t •
.Y,1t11ra d.-1/a lai,,,,c: Ferii(· 111uhipk, cl.: ~d1tcggc di hu111ba :i 111:ino , a ll 'l·p iga· striu , c<>n a~port a;,ion<.· tli g r,,11 parte tklla p a n.: te ach.l< ,1ni t1ak . .\ "i 11 J1 111ti f'' i11dtali: E, i.:-.<"era,ione tota le . i,,,1 ....0 app<.:na pt·rcc·Hihilc:. in4.•onrn.bile. '/ >al! 1111,· 11t, · JJ,·h.:r:--Ìd lH.: . l,, ... t::d 1·. 111 1.:u.c , lt·i \ ' 1-, , .. : l 'n 1.. ~111t, 111:-i til~hc. 11 po ~o pan· nc.:::111! ,u; ~1ut11t·11ta n·, di (n: zn . ~la t:ih: 1ni1~1i,,ri:, l· h,g:ilT. h' ~·i J" : ~ f rn·n.· t!<,111> 9 0 1t' . o~.<. - ( :,·11nnlità : \' ,·11t . S a h ·., ~<11,bio niitmg lic:r,·. /lata di c11lrala e di
.,.~!.
t1scil11 : 1 i -1 1- ru1:- i ,:;-1 1- H) Jj .
T e,nf'o ln1.H·,,r,, <J d,11 /rauuw t1ll 'i11/t.'r~·o1/ (): ( ln: ·1· .\'<1/111u d.-1111 t,·.<it>111•: l'( rita da Jl'111ttta di s hr:ipnc·ll a l fia11c-o dc:,t ro, cou cgresso 111 , · ic-i11HJ1 /:\ 1kll'cm1hdil·<).
.\ i11/ u 111i pri11, i('ali : I'. Aùd<>me tnt·tt·<,ri •·u.
15 !
pi,-coli,:~i1110. A,:p,· nu cadaH·ri,o. J-:,trc111itA fredde.
Tratf ,11110,t,1: C n rt: s inl;lln:uidu: . A<.T e11110 a 111hdiora11u:;1to. /·..,i/o: :'\ It1<Jr~ llop<, 12 o rt:.
,; ,;_;. o.,:-. -
·
c-·f11<Tt1lllti : L au. Pni ., F-o1d:no fru1te r ir1. -
/Jala di cu trolti e di
u sdl,1 : 17 -11 -1 y 1; 17- 1 :·J ç1 I i , T t ')ll(' CI l l'ù S(Ol'.'0 dnl trauma all 'inltl','1'1110: S11l11nt ,i d lu I, :-iuar: Ft:1 it a da p <dl"t u,la , li f,a;ìh: .:,11.t r11.:~io11,.; n: ti:,lc dc~~., con <:~ n::-,::,.t , a ::,.ini~trn Ll... l1 'on1helicù, Si11J<lw i f'ti11, i/ a li: S('11 za pul ~o. ,:\[cKlko 1t1\-'tC:ori~1no . Stin1ol,, nll;1 minzio ne:. H111.-'!tur1u al n ltc,.-tt·t 1~1110 . 'f raitc1 rn c·11to : Cun· sinto111:1tid1t·. 1-:.,it ,,: >lnnre dopo 6 ore.
nr~ (,_
,;,;~ . ().,.,. - 1:l'11l'ratilÌI: Ra u. 111., ~ok la to fantc:ria . Data di c11tmta e di u sc.i.ta: 17-11-19 17 1S-11-1 9 17. T,•11•po 1, ,, .,.-0,·s,1 dal /101111,a a /l'i11/cr-<!c11/o: O r e 17. •\ .ll/111a d t'l/11 1.-~iu 11,· : h ·1ita cb !'d1t·gg1a di J.!ra nata alla n·;;ioni: 0111helical e , ~.-u. za foro d\·.1,..:n·:-.:-.0. S i 11/0 111 ; f>1i11ci('11 /i: P. 110 piccolo. l'roci,h:111,:1 d i n11 ':111~a ,ti te nue. Addome POl.' (' h ..·~n 111:t
do h Hll' ,
·rratlOWt'llla: Cure ~i11l'o111ati d1c. E ., ilv : :\i u c,n.: tluptt 1 2. orl.'·
..
Q.,;s. -
FERITE AD00:\11 1\iALI IH UU ERRA
1! ffi
Ge11aa/ilà: R a u. !\ g. , c:nporale fa m tcria. -
Val.a di c 11 trr./a e di
uscii,,: 9-1 2-19 17 9-1 2-19 17. '/ è mpo trnuurso dnl l ra11111a all'i11 /cr,•e ,1/o:
llre -
:\"t,t ura dt·}la lr.\i,,,n: F,·rit~1: h1c1.:rn da ~,·lwggia d i g-ra11at<1, in corri s.ponde nza
ddla . tHltica <.ll-:o:; tra , hffga c irn1 4 t..· 111 . e ~ltu hc lla p~trte pllì spor ~t' lltc della regiott',!. M ann, il n:pl'rto r~d1ologi,:o. S i 11t,1111i f>ri •1< ;('oli : l '. 1.1-1 npptc ria pC'rcntib; k·. Colorito p3llido. l ,abiJra cian<>t ich,t. :\ddo111c cvntratto, dolct1ti ~:--ì 1110 . t..·0 11 ottu:-it:i. n1obilt:. Da lla f~rita :,purge una an,-,1 dd t<·t111,·. r ,·ott,,rnt'HI V : Cure.; si 11ton1atid1t:. J:.3ìJiJ: '.\[uon: lk,po i on.· .
!\:nn: :\ecrn,-,·o pi:i. Ga,- l ibe ri in C:t\'it ò. S to maco in kgro. \ -ari<.: largh <.: ft'ritc del tenue . 1ili11i111i . I•:111ato111a rdropC'ri to 11<,ah,, D ue ferit<.: ddl'ulti111a porzio110: del ~ig 111a. Org,, o i pallidi.
_331'>. O.<.< . -: (;1·11,·rnl,ilti: l i.i l C. Ciu., ,-ohla to ge nio. JI..SOta : .!P ·1·1 9 J('i ~,,-1 - JQJ!'). T,·111po trascorso du/ t r111<111<1 all'i 11/ cn•c11 / ,>:
/ !a l n di rntrata e <ii
Oro: · 2.
,',,'a/11r,1 rll'l/11 lnio11,' : l'rc,t!n t:, 1v fe rit<.:, ùa pall<.:ttc di s h rnpn,·11. a l t\qrso t: a i
fomd1i, d i n 1i ,ilrn11c pcnt,tranti in C,l\'Ìtà tornci,·a, a ltre in C:t\'ità aJdominah,. S i ut,,m i f>1i 11 , i {',1/i · l'. 16, ,. 'I' . .,,.9. Rc,-pirazin no: , upe rfi<.:iah:. Co1wti Ji von1ito. Acldu111t: conlrHtlo. '/'rolta 111<'11 / 11: L' n rc: sinto111a tic h t. l : .,ilu : )l u(lrc ,lopt• 2 ore. J3;- o.,.<. - (; .. ,,c ,..,/ilù: Fru. Roc, "oltlato fant{'J'ia. - / )ala di l'11 lra ta e di uscilc1 : ~t"l- :?· 19 1~ 2h-.:!-191 t;. . Tempo t rascorso rio/ t ra 1111M all ' i 11/ rr, ·,•11/o: Oro: i. NrJ l11m d ella i<•sio,H' : l,arga fe rita , da ,ch<:g),:'ia di grn rw ta, a ll'cp ig:istriu, dalla ..-Junle ,:~e~ :-:aug ut·, 11d:--lu u sostan zl· alinu:ntnri . .'>i11/0111i p1 i11,·i(-,ili : l '. 100 fili fornie. Colo ri10 pa llido. O ttn, itb al fiaiwu sini,tro . A ddumtc k,o. 'J'rt1ltam('11/tJ: l'urL' sitll<HllHtich e.
E .<ilo : :\luurc dopo s or<!.
,,.,,;_, O.<.<. -- (: ,·11erali!à : t1scit11: 1.,·t>-1911' 16-6-1 9 18 .
C,·,. :\11t., sohlato fa nte ria. -
Da to di e 11 trnla
e di
Te u,po t rasc,,rs<> dal ln1uwa nil'i11t,·r-...•1. 11I<>: O re 1 2. X,1 l 11m d ella l csio11c: l'~rita Ja p a lle n a di srapncll s ull'asce llan, media s11;1stra, a l di-,otto <lt>ll'urco to:,; t:ik. L't·!'-alllt= radios\·opico 1110::--tra il pruicttil~ ne lla c;n ,·iti\ .:tÙ· d on1in.:1le, rnvhill'. . .,i11to111 i pri11df>a/i: Con,lizioni gc11<.: rali grn1·i. Co lorito pallido. Polso piccolo li v. Adthm.: 11::, 1,, nlq ua nto d olc mc:. 1
Tratlo mt·nt ,,: Cure :.;.into111:i t id1l· . L \· ("()ttclizio11i :--i aggra van o !'t:ntprc pii:1. }".si lo: )l11orc Jopo 1 g iorno. _;_;'). ().<.<. -
1;,•11crn/i/1ì: 'l'o,-t. Gi u., soldato r..:parto assalto. -
/la/a di c11 /rnfo
e di 1t.,.t'i/o : 16-0-19 1:-\ , 7-t>-1 9 18. Tempo lr,rsrnrso dal l rt111111a all'i11tN~c 11/a : Ore 1,3. S11J11ra dl'lla J1·sio11 c : l'~ritn da p;1llo ttola di fuC'ile s ulla
111:n11111illan~ s inis tra al-
I 'altezz;, della 6• costa, con eg-r;,s,o pust<:rio rim:n k ,• sulla linea media ua, in corrispon• dc::ma ù dla 2• n·rte l.,ra lo mharc . Si11/ 0 111i pri11,·ipali: ,bpe tto abbattuto . Colorito pallido , E s tr<.:mith fredde. 1'. 1.,0 pkn,lo_ \ 'emrc contratto e dolente . Uttus iti\ mobile ,ii fia nchi, sete in t,·nsa, illiu1,io n e impossi bile. Trc:1lta111''11fo : C urt~ sintomatkhc. ~ c~~ un 111iglior a 1t1e11to. fè si l o : )luo rc dopo 11 o re.
34"· Oss. -
Ge ,,emlilà: :\lor . G uido., sold:ito reparto a ssalto. - /la/a di c11 /ml a e di u s.:i/11: 16-6-1918 1;-6-19 18. T ~wf'o trasco r .,;o dal trauma all'i11/ cn,e 11/ o : Ore 6, J\',ilura d ella lcsio ,1t· : Unica ferita da fucile n e l 9• s pazio in tercosta le di s in istra s nll 'n,-,·d la rc post c rior", r.on O?g-rc,~o a lla régio nc o mbelicale .
FERITE ADOO .\ llNALl 01 G UERRA
Si11/0111i p ri11 ripali: Co11dizi011i i:.:-n cr(l li gra,·i. Ha si nghiozzo con tr<>qu" nti conati di ,·.,111ito. l'. 11S picculo ,·11010. R . 4z. Forte difesa dell'addome. 'frnlf,1111,•11/v: Cure sinto rna ticht:. J,'infcrmo ha profusa e 111o ttisi , t-:.,ilo: )luore dopo 7 un:.
_;4 1. Uss. - Gc11cralità : )lii. l' :ool., s<crg,· ntc fu11!tria. u,cit,,: 1;-0-1 918 18-6-1 91S.
Vala di c11lrala e Ji
'fc111po trascorso d,1L lra11111a a/l"i11/cr.·1•11 , ,,: t>rc 13.
Sai ura d.-1/a t,·sim1t·: Fc::rita da liu111l,a :, manu alla part-, alta d"ll a n atica pcstra, s111l 'a,n: llnn: media, 3 <lita sono la cresta ili:-ica dc~tra, pcnt,trame iu cr,vità con lesiu1u.: dt:11 'i n tc~l ino. Si11tm11i f>ri 11cif>ali: l' . 12u. J·:~tn:111itii fr<'clclc. J.i11gua :iri,I~. \ "c11tn: di ki,:110 do-
lc11ti ~~ in10 al 111 i11in1 u <·ont att,>. \'1vi dolo ri zi.po11 l a11t:.· i. ~ o n lia c111t.::,;su urine-, n l: (eci,
n, i.:a~. ()lt usitit ai fÌHt1chi. · Tn1tl,nH<' Hl o : Cur~ ~i ntorn,l\i,:he. ~«..·!'-:,;.111w 11 1i~.diuria. l;;.<ilv: )luon: dopo 12 ore.
i.;,·11,..-c1lilci: Ja n . Ig n azio, n1p<1rale: fomcria. - })ala di ,·111.-ata r di 1;-0-1 <11;-:; 11-h-19 i S. 'fe111f'o I rascorso dal I 1·,1111110 all'i11/1•r.·f11lo: Ore ii. ~,·attua d t'lla. /csio11,, : Ft:ritn e.l a ~chc~g-ia t.li granata ~1 11a tnctù llt>!-tr;i J\,:ll'nJdornc,
3.12. O ss. U SC:, ld:
con (;;\"iSl'l'ra1.io11c .
Si11/0111i pri11df>ali : (rnali~ioni i;rnvi. :\ gitntv. l'allu ré i11tc11~0 del \"Ult0., l'. 114
piccolo. R . .,.,, \ "0111ito. Tr<.1lhu110,t o : Cun: :--i 11to111atichc. !-:silo: ~! nor<: dupo 5 ore.
-
34_;. () .<S . - · c;1·11aalilà: (011s. ,ii;. \ "inc ., sollutc11c11tc fantc ri.i. l rula e di 11.~.:ifa: 1;-0- 19 1~ Jj·t~- 19 1~. T,·111[>0 trii,corsu dal tr,1111110 al/'i11IH,'<"11lo: Ore
1)alt1 di ,·11-
iv.
.\ "ail1111 dc/Il, Jc 5i,:i nc: l"nic~, k·rita da ~du.·ggia di gr.urnta 1 ditn sono l'arcata
ct~:o-tah.:, ~1111 ';1:..<."t·H:.rc :unc:riur(.' (k~lra. S111t,,,11i pr111.-if><1!i: l'nlso al)pt:11a p,-,...,·ttil,ilt:. l'allure. Estn.:111itil fr~<ldc. H a spu-
talo s;111gt1<:. I la '" uto vo111i tu e ,i11;.:hi1ozzo. \"c11tn: ;H·,·illlatu, dol<:11k. ouusitil rnobik. Trnl/<11111·11/o : Cure si11to111atid1c. J·:si/11: .\luorc dopo 5 o r<:. 344. ().,.<. - Gc11,·wlit,ì: Ca,·: Enri,·u, ,vlda to fom cria. u .u-ila ; J ; -o- J91S 1~-ti- 19 1S. T r 111p,, trnswrso dt1I ln111111!1 ,11/"i11/rn:,·11/11: ()re 1S.
1)11 /a di e11t1ala e di
;\·,,t1'r,, ,tclfa it's;o,rc: Du e (4.:ritt.: dn ...d wgj.! l l' .ti l,0 111hn :i 111~1110: u11u nlla rc·gioue omlx·li!.:tilc :--ini:--tra, l '...1hra al Lli:--opra th: 11.t :,..pi1w ilint·a po~tcrior-..;uperi<Jrt: de\lo s t cS!',,O lato. Si11to 111i {'ri11cipnli: .\,pl"lt<> buono ; colorito nonualc. 110 ,·alido. R. 2S. _Ad· dmn(· 11un tn111iLl<t k},!g-t:rn1t.~11l..-:: te:-:o e dol~ntc all:1 palpaziuuc; non ha c111<.·$ ~0 unne,.
r.
n\· ft'ci nè 1:as. Area epatica co11 sc rn1 to. . Tral/a111r11t o: Cu re sintomat iche. L'infer1110 "i Hgg n•,·a rapiclamente. Euforia. J::s,to: )luorc dopo 1 g iorno. ., .[S. O.<s. - Grnl'ralilà : Spu rio. Ro,., cnpurnlc fam~ria. - Data di f11lra la " di 11.<tita: 1S-6-1 9 18 18-6-1 918. • Tt·mpo trascor so dal tra,11110 all'i11ln,•,•11/,1: Or~ u . Satura d!'l/a l csiv11c: Ampia fe r ita da ,clwg;.:ia <li g rmrnta all 'ipocondrio destro
s ull 'a~('ellart: anteriore. Il proiettile si palpa po"t" rior111e11tt· s ulln ,:.,npolar<:, Sintomi p r i11cif>t1li: Condizio ni mo lto gr:H·i. Polso rilifon11e . U:illa ferita ,:.porge il nwr!,{in e infe rwrt del ftgalo e il colon a~ce nòc ntc . .\11 t 111inHto. Tn1ttt1,11<'nlo: Lurl.'. ~i11to11rntichc. !~silo: '.\lno re dopo 3 ore. J >;orn: >;\'crn~copia. La rg-a fe rita d e l f~g~ro con tn1o pc-riton c:o. Jme,:.tino n o r 1113 e., .,,;. Oe.<, - 1; ,.,,..,·,1/ità: );at. Frn11c-., :1<,Jdntv f,,ntcria. U!(il,1: 2n-6-191S 21-6-1 918 . Tempo tras(()rso dlii tn111111<1 all'i11trn:,·11t o: Ore q .
Vola di c u/ raLa e d i
FERITE ADOU~.IINALI 01 <;uERRA
11tilJ
N11/ura dcli<l lt:sio11<': l'rb~11ta d ue ferite d a incile, i11gres~o ·11cl 5• spazio itttt-rcc,stale destro sul!'nsccllan: ,111ttcriv r..:; cg1Tsso s ul! 'ascellare media si11istra, s ul bordv costale. · Si11/omi principali: Co11dizio11i gra,·i. l'allido. l'olso 1~0 piccolo. \ "u111ito e si11ghiozzo. llstn.:111iti1 frcdd<:. l'rocidc11za <lcl l'o111c11tu. Tralla111f11l,,: Cure $.1 11!cm1:1t1c.."h \.!. Le <:OttLliziun i p~n11;111go110 g ra,·i. E,itu : )iuo re dopo 1 g iorno.
3-1;. Oss. - Gc11crnlilà: Cap. Hai;,., sng<=lll•! fa11tl·ria. - lJala. di ,·11/ral<i e di 11.<cil.z: 20-6-19 1-'> 2 H >-19 1S. 'J",·111pn l ra.<corso dal ln111111,1, all'i11/cn.1e11to: Ore 11 . 1\ "a/ 11ra d ella t.-sh>11e: Ferita Ja fucile s ull'asecllare amc·riorc dc·slra, s ubito sollo
il 111~.rgiuc c,,~r:ilt:. li pn,kttih., ~i palp,, sotto eme sulla Sl"apolan: 111tcn1a dello stes~o lato, all'nllt:z;,.a ùc-ll'uhirna costola . Si11/ 0111i pri11cipali: Co111l i,.io11 i g ra,·i. l'o lso piccolo appe na pcrcett ibi!t.:. Colorito pallido. Aspctt,, trnnquillo. Dispnoi..:o. Ha uri11ato. ::S:011 ha c111csso feci n<! gas. Lini;ua a rida. TrallttU!l'11t o: Ct:1e ~inlo111~tid1c.:. T/inft-nno u<·el·Jtt rn n 111igliurart e 11<) 1t vk11t.· opc rllto ritcJll·nùosi c l:c l'int.-stino 11011 s ia ft-r itl• ~ dli" sia ferito solo il fq:ato. Esito: '.\luorc d opo 16 on:. 1\un: : 1\<:cro~copia. Ferita dd ln fa..:ci,1 inferiore ,lei ft:i;ato : ft:rita duplice dd ,olo n tras,·er~o. l·e ritonco di a~pctt0 torbido; ,carso ,;ingue iu ca\"itil, a odore fccaloide. 318. O,s. - (;c11.-ralilà: T,o,·. Ber., soldato fa11tl'ri;1. - ll,1/a di c11/rala e di u sci-
la: 20-6-1918 21-6-191S. Tempu t,·ascMsu d,,t lr111111111 al/.' i11tc,:·c11/o: Ore ,_, . i\"a/111·,~ d el/a /rsia11c: (:--u111crose ferite Ja scl1egg ic Ji bo111ha a 11111110 agli arti inferiori). f'critn lacera 1111 d ito ~upra la o n1bclicalc trasv('r~a c due di ta a ~ini~tra cl_ell'ombclico; altro, probabilt: foro d' us,ita, a\ fia11co sini~tro ~nll 'asce llar" postc-
norc. Si11/vmi pri11cipali: Aspetto soffert: llle. Colorito 11o n11 ale. Li ngua palli,la, arida, n1uc,i..c cia11· ,khe l'o l-.J i1:,f.t'tC<.ttibile. Addo111c d okntc 11011 s p .,11ta11ca111cnte 111a a lln pre:<sio11e profo11,la. !'siche a ltt·rnla cou lic,·e cklirio. R. 45. Tr.11/,1111e11 l <> : rurc ~intt•11rn tic he. Le ,·onùi, ioni dd polso mig liorn no alquanto , 111a per bre •:e te n1po. Delirio. E.;il.o : )ruorc clnpo 1 g io rno.
349. Oss. - Grn.-ralil<I: ~crug. R o~., solùato fa11leria. - Vala di c11/rala e dr usc ila: 2,...6-191S 2,,-6-191/i. T e mpo trascorso ,fol /ra11111,~ alt'i11 /cr,,eJ1/1•: e ire 11. N atura de lla lcsÌ<>III' : t:11icn fl'ri ta da shrn p11ell a ll ' ipocc,11,Jrio dc!-trn, , ull'a,cellare
tncd ia . Mauca il rt!pc:rto n1dio~n,pico. Si ntomi pri11cipali: Estre mame nte a11c mizzato. Polso i111p<:rccltibilc. Violenti dolori spontanc:i. Ott n, itn 111ohile ai fianc hi. Trallam e"ln: l'une sinto mntic-he. Ne,,un 111i/:(lior11mcn to. E .<ilo: ì\luore dopo 5 o re.
3_,o. O.<s. - 1;cJ1erali/11: Gin . Toni., gul,lnto famcria. - Da/a di cJ1 / ra /.a e di uscita : 20-6-19 18 20-5-19 18 . Tempo trascorso dat /ra11111a all. 'i11/crve11/<1: Ure 11. Na/11ra dl'lla /oioue: l'icc-oln fe rita <la p:1llottoln <li fucile· ~nll'e111i~capol11 re gj. ni"tra all'ult i111 0 ~pazio i11tcrcnsta le, con e g resi'O nl 9° ~pn,io intercnstale ~nll'asccllare media. Procidenza clell 'epiploo11. Sint.on1i p rincif,aU: Aspetto nu~osciato. P. 1.),,. :\11(·111ìn nccc.:ntuatu c. shock. R e· ;;piro disp11oico. S1ulora,.io11c prnfnsa. Addome lcg1tn111c11te tc,o e d nlentc. Ottusità m obile. Tra/la111r11/o: Cure ,i11tomatiche. Xcssnn hc11dìcio d,dlc- tr:isfmioni c11.Jon' 11ost: di s ie ro e <!alle iniezioni d i <'An fora . Esito: :\[uore clopc, S ore. 35 1. Oss. - (;cu em/i là: Captt. Co;;., ~ol<lat0 (n11H'ri:1. u scita : 20,6-19 18 2-1-6-1918. Ten~f>o trasco rso da/, /ra11111a ail.'i11len·culn : Ore ,
76 - G i o rnale di. mtdicina m i lilan·. -
F~~c. ~
n a ta cli e ntrata e di
1170
FERITE ADD0i\flNAl,J .DI GUERRA
Sa l11r<1 d ella lt: siv11<': Oue frrite da schq .:g ia di gra na ta: una a l fia nco d,·stro, l'altra pii, g ra nde s nll 'as(·t:llnrc 111ed ia si11istr:o , un d ito sono la t'ft'Sl:t iliaca. Si11ta111i rli11 dpali: 110 n.lido . Asp1:110 buo n o. Lingua a rida. :-.011 ha a rn10 vomito. Addome trattal>ile a d estra, 1lo knte a s inistra. !\'u n ha e messo feci n è ic:as. R c:-.p. <·n:-,.to-di:-1fn1111t11~nic-o. Tralla111e,./v : Cure s i11tumHtiche. I. 'infermo mig liora i11 1• e z• giornata. I n 3' gio rna ta bri,·ido i111~11so, 1·iulc11ti d olori addom inali, kbbn:. R csistema al q u adrainte inferiore ~ini~tro ddl'addo nu.:. E sito: '.\Ju ore d opo 5 g iorni. 3.52. Oss. - Gt'11cra/ilà : (;ras. (;inl'., capora le fante ria . - /)a/a di et1t rata e di
r.
11.<d/a : 2!>·0·19 !8 21-6-19 18 . 'J e111ro lr,:·swrrn d,1l /ra11111a all'i11/ ervn1to : I •n· 2. Nat ura ddla /fsi,,111': l' nica ferita da ~hrnpndl a ll'ipocondrio s inis tro , s nll'ascell:1rc ant,.-riorc . a 3 ditn sotto l 1 Arcnt:1 co~t:1 le. S i 11 /0111i ('ri11ripali: I la c<m:ui <li vo 111i10. l'olso incontal> ik. \'c·ntrc contratto e
dolentt:. TrallameP1 /o: Cure ;:i11to111at ich e . li p olso s i rende perccttihilc, m a ri111a11c m (llto fr<cquente. R:ipiilo p e;:!{iur,1111e11to . E sito : M u o re d opo 1 i;iurnu. 35~. Os.<. - Cri. ,mlilà : Ci<'col. Rie., soldato fante ria. - U,, ta di c11t r11t<l , di usci /11: w-6- rg,8; ~~·6·19 1:l. "tr,w(>fl l rnsrnr so dal /.ra.wu:: all'i11/ervc11lo : Or..: .1. Natura dr/la /nic 11r : lh11· /{·rii., d:i fu cile: una in v1c rn a111a dt:lln c resta iliaca
:-:i11istrn e l':ilt ra in \·ic ina nz:t t.kll'o u1t:blico, da cu i ~porge u11'an~a di te nue. Si 11 /t) 111i. pri 11 ci(>ali: PI:'. 11 J. R. ~1'. E ~trc mità fredde. V e mre contratto do lenti::· f-i 1no.
Ha avuto \'01n iti, e si1;ghio1zo.
1'ratla111e11 t o : C 11r~ s i11tomatiche. l .'i1:frrmo p cn;io ra. \'0111iti frequenti. Ddirio. E.<il o : ~l11o re d op o 2 i;:iorni. 354. O.<s. (;fili ralilà: Perr. Frt 11c., sold ato fa111e ri:i. /),!111 di e11l rata e di 11scilt1: :w-6-1018 2t ..(,-1 ç 18 . Tempo t,·ascnrso dal trauma all'i11tcr,•c11/o :Or~ 2.J. ,V a/uro della lc:<ir.11c: Oue kritc: da fucik: 1111:i ~1111':i,c,·llarc media s rn1s1 rn al
9° spazio i11ter<:n$tale; l 'altra poco s<,prn il p1111to di ::'llac-Bourne y. • Si11ln 111 i p1·i11cif>a/i : P f'prL s·«>. ! ':dlido Scma po lso. ottn~it à m obi le . Al foro d'111g rcs~o crepitio $ù lt11(·11l:iuco. ' T raltcnnnrto: l'nr~ sintrnnatichc . Esito : ~luure dopo J o re-. Oss. - (;r11,'1'a/il<1: /',:int . :,.iic.. sohl11t o famcti:t. - J)o/(1 di t11lralo e di us cita: 2(\· (F J9 l 8 Z!.'·6- 19 18 . T e111po tra sct)rso d11t l.-a11111a al/'i11/ er-.1rut,,: Ore ~4. Natu ra della. l esio11e : F e r ita da s d,~ggia cli g ranata all'ipoco n<lrio s inis tro , penet rante in t n,·it;\ t,,r:-H·icn e ac!cio 111 i11:1 le. )lancn l 'esame radio~ct,pico. . . Si11/0111i f>ri11ci/'"li: As pe tto ('Rimo. Colo r ito pall ido. P. 13~ app ena p e rcett1bik. R . ,18. Aùdnrn ..: l<"!:gcr111f'n1c t eso e d olo1tc . T ralta111c11/o: Cur•~ s intc matich e. E.,ilo : i\Iuore d op 0 1,, o re. 3~6. Oss. - Ge11r,·a/ilà: i\los. Fr:111., capi1ano fante ria. - Vola d i e11/ rata e di
.,s.,.
11.<rilll: 2n·6 -1 9 1,<; 2r -<.i-1ç 1S. T empo lrn scorso dat t ra11111a al/'iP1tcn·c11to :Ore S. .\ 'atwra della l e$i1H11• : F ,·ritn dn fnrilc in t o rris pnndenzn ddl:t s pina ilia ca " · sup e riore dcM ra, cou egr<cs,o a l qn adm nt c in l<:riMc s inistro d e ll'addo me. . . Si11/omi p,·iorrif>,1/i: ,\ hpdto al ,IJ:,ttnto. Colo rito p a llidi~,;i1110. P. r I" f1l!fornh:,
F orti d olo ri 11tlt10111i11ali con coutrattura di difesa. P e rde san ~111.: n r ras1ro d a l retto . Tral/11mo1 l o: Cun: sintomatkhc. Esito: :lluore dopo s o re . l':oTf. : :\°<'<'l'<'>~çopia: 2 1wrfora1io11i del ci~co. 2 pcrforazi, ,n i ùd te nne. J,ace razioui del u1c~en1c·rl'. F.11:u1>t·r:tom:o. ~.: .;. Os.<. - Gc11 eralilà: F. r~1·. c~r., ~ergen te fanteria. - Data di e ntrata F di 11 .<cila : w -6-1 q 1S 20-6-1 91 8 . T r111po lr,ucors<> d,1/ tra11111a all'i11tu,·c11 /o: Ore (?) .
FJ::Rrn: .-\ 0D{H 1INALI DI 1..òll t:RIU
1171
'.'1:at11ra ct.'1/a /csi,mc : L'n ica frri,a ù:i fnd le, al fia nco destro, s nll'a,ce lla re media, sc:nza corri:--pon<lt:ulc di egre:-.so. .')i,1lu111i pri11ripali: Ago n izzll tlle . r t·nl iL,i di fc·ci liquide, 111i~te a sang ue. Esito : )luon, dopo l 5 111i111ui. :,_,S. Oss. -
(;e11eralit,ì: G ir. l 'ict., suhlam fa11kria . -
Data ai entrata di u sci -
ta : 10-6 -19 18 20-6 - 19 18 .
T e111po trn.<corso eia/ l m 11111f1 11/l'i11/er1•r11 t,,: r •r<' ( ?l. :\ ",1/ 11r.i d c'lla l e.<i<>11 ,·: l"11irn krit11 . da r•Hl lollolll di fncilc, alla regione ombdj cak, t:(,11 proc.'iùt.' nza ùi un'an:--a di lellUl'. :·,;i11t,•mi t,·i 11 dpal i : Ag-011izz:111tc.
E.i//11 : )!non· <lopc, 1 ora. ,1,.<9.
Oss. -
G<'>H' m li/lÌ: Bart. Tu111., soldato fa 11tcria.
Data di eutrata e di
u scila : 10 -b-19 10 10 -ò-191 8 . T e111f'c> / rnscorsv dal lro11111<1 al/ ' i11/rn·c 11/o: Ore 9. S ai,.,.,, ddfo l<'si,>111· : \ "arie frrite lacn c , da sdrq:!"gie d i g r:rnata, a i lo111bi e alle
n:ttic he. Ila n11a f<-rita ll lla rq.::io11c lo111b:i n.: dcstrn e,cono feci. Sill /0111i pri11cip<1/i: 1'"11idis~i,no. E ,are111 llà fn:dde. Polso 121 piccolo. Non ha vom ito ui: ,i11g hio1.1.o. \"e rnn: collt r:ll to <loh, 11tc alla pa.lpa.ziou e profonda . Tr,il/am r 11/o: Cure sintomati d1('. E .sito : Muon:: dupo 2 <>re . ,60 . Oss . - t ; c11 ,..ralità: Dc 'J'i111. Au., sold,lto fo nte ria. - Vala. di e11trala. e di u scita : 21-6-19 18 21-6-19 18. T e mpo t rasco r so dal lrn11111a all'i11/a1:c11/v: Ore ( >). .\ \1tura della /c.<i<»tc : Ft:rita da pallo t wla di fucile, aJl'ipocondrio sinistro, alla
rei::ioae lu111bare <h:llo sto:"so lnto. ~ Si>1/V1J1i pri 11 cip11/.i: A,pdto cndaverico. I'ol~o impe rcettiui le. E111at en1esi. Ve nt re t<:,-.o e poco doleme. "J"ral/a111c11 / o : C ure si11to mati che. E~ito : :;lluore do po ?. o re . 361. Oss. - (;e11,•1aliu!.: Aie. K és., pr igiouic ro. - Da/a di c11lrala e di uscita: 2 1-6-1 9 1:'; 2.1-6-19 18 . T c 111pv trascorso dal. /ra11111a all'i11/c,--.in1/1>: Ore ,18. S at ura della l esio11c : F erita da sch<·ggia cl i g ra11ota alla natica destra, cou egres60 a lla fo~sa
ileo-cecale.
Si11/0111i principali . Aspl'tto trnnqnillo. Colorito normale. P. So valido. R espira-
zione calma. ;'\o n IJ a ,·0111ilo uè singhio1.zo. Adùo111e leggerme nte teso. Dalla ferita add o 111ina le gc1110110 feci. Tmltam c nto: Cur~ sin tomatiche. ) led ic:atma della fis tola. L ' infe rmo si aggrava ; 11 2" ,.:iontl\ ta. \"olllito, sing hi<Wzo. V i,·i dolori addnmittali e difesa. Polso frcqneutissimo. Esilv : )luo re dopo 3 g io rni. :;6~. Oss . -
Grncr11/i/ tÌ : K cop. Au., prig ioni<'ro. -
D a ta di e11trala e di 11scita :
21-6-1 9 1S 21-6-1918 . Tempo tra scMso dal. lnw111a all'i11/cn1e11 lo: Ore 25. ?\"a/u ro dct:a l es:, •111' : F t:rita da 5ehe.c:.c:ia d i r.:nrnata al fianco s inistro, due dita $Opr n lr, cr~:-,l a ili::lt·a, senza egr cf.!-iO<. i>,/omi f>ri111; f,11 i P,,Jlij:s, imo Polso 1:011 pe rcettib ile. S udorazio ne profusa. Y e nt~~ tu101 ido, 111olto 1\olL~1t(!, con olt ll· l t'.I m ohile.
T r,1 //ame11/o : Cure sinlolllatiche. E.;itc>: .\fuo re dopo ; ·o re.
~o;. Oss. - C ,•11 ernlilà: Zol. Io., prig io nit:ro. - D a /a di e11 / raia e di 11Srila: :21 -6 -', 9'r s 21-6-19 18 . T empo trauo rso dal trauma all'i11t cr;:e 11/o: Ore (?). X a lurn dP//,1 !r.<in11r: 1;11ica ferita d11 fucile aJ fia11ro sinistro, sull'asc-ellare a nte:io r ~, <la c ui s po rl(e un'a nsa d i tenue . •<.; ;11to111i pri11 cipali: A~onizzantc. E sito : :,\fuore dopo 1 ora. 1 r,• .. Ciomalc di 111cdiri 11a militare. -
Fase. ~ -
11ì:!
FERITE ADD0:1'1 1N..\L.l 01 GUf:RRA
364. Oss. - Generalità: ,\ g. l\ic., soldato fanteria. - Vala di c11lrata e di uscita: n-6-19, g 22-6-1918. T empo trascorso dal lra11111<t 111/'iulcr-.·rnlo : Ore 5 • •Vat.u r,1 d.-tt.1 lniouc : F e rita da 1Jallo1tola di slirapncll sull'asce llare antcrio1c sinis1ra, sul>1!0 sol,<"> il 111~ri!'i11e coctale, con e1:1esso 3 dita a des tra dell'ombelico. ~i11to111i f>ri11cipali: P. 1 20 d i~cretame nte va lido. ' Naso freddo. Ha avuto ,·omito d i 1-angne. Ventre contratto ùole ntissimo. Tratlame11/o: Cure sintom atiche. L'infermo non a ccenna ad alcuu 111ig liorame11to. E sito : :\luorc dopo 1 g iorn o.
/;;) NOTE RIASSCNT I\"E. I feriti dell'addome con lesiont> penetrante no n opera li fu rono complessivamen tt:. 197; di quet>ti 35 furono tras fe riti , 162 invece m o rirono,. con una p ercentuale cioè di tras ferimento de l 17,7 (sono compresi alcuni infermi trasferiti prestissimo in seg11ito a ordine). Si badi bene c he qu i non s i tratta di percentuale di g uarig ione, perchè i feriti non S<'mpre potevano cons ide rars i g uariti al momento della partenza. Tra i feriti del fegalo, p. e., è nolo come s ia facile la morte p er complicanze infettive secondarie, e a lc un i de i nostri feriti furono trasferiti dopL• una degenza alquanto breve, pe rc hè s i possa garantire c he tali complicanze fossero scong"iul'èlle. Cosi dicasi de i fe ri ti del rene, e di altri nei quali ebbe a rilen e rs i c he non vi fos.-;er o lesioni Yiscera li . In ogni mod::i quasi tutti questi infe rmi furono tras fe riti quando le loro condizioni generali erano buone e l'andamento d ella ferit.a ,·olgeva a g uarigione;, ad eccezione di alc uni per i quali il tras fe rimento precoce fu un provvE·dimenlo di necessità, in seguilo ad ordine delle autorità. superiori. Natma d1•lf'arn1a (eritricr. Arma ferii r icr. Pallouo la di fncile o di 111itrag-lia tricc Pallottola di shrap11c ll Sche ggia di granata Sche~g-ia di b<1111l1.1 a IIIH II<) Schcg!'{ia di bo 111lx, <l'an·opl:1110 Sch eg g ia d i b(>111banla C akio di c., ,·nllo
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Lno sguardo a tutti i fo:riti d e ll'addom e c he, tra llcili con l"aste ns ione, moriro no, dà l'idea de lla e norme g ravilà di q\leste lesioni , e non p11ò non m e tte re il saldo corl\"inc imc•nlo e lle la sola s pùranza di g uarig ione per i f<·riti d ell 'int<'slino intrape ritoneale è nell'aU~ operativo. Tra i feri ti nòn ope rati e t r as feriti in uno solo s i ha la quasi ,,e rtezza c he l'intestino fosse fe riLo, e prop riamente la fl essura splenica del colon . Esclus i dunque g li altri 30 nei quali e ra feriLo il fegato. o il re-ne o si ebbe a ritene re ch1:: !"intestino non f0$.Se fe rito e nessun alt ro'"isc~rn, ed esc luso anche un ce1 lo numero non precisabile di feriti non o perali e m o rti ne; fJtHtli l'intc-st.ino nrnoabilmente non era stato Il:. 0 ,
1li3
FERITE ADDO~llNALI 01 G UERRA
la percentuale di guarigione spontan ea nelle ferii.e intestinali rimane assai limitata e cioè al disotto d ell'l %. L'eloquenza di queste cifre è impressionante. 'l'ra i nostri ricove. rati con ferita penetrante la metà fu trattata con l'astensione : si com· prende il valore di questa proporzione. Essa dice che mo!Li di questi feriti avrebbero potuto es"sere operati e non lo furono: e morirono lutti. Molti difatti non fu rono operati per le· grnvissime condizioni, ma mo]. ti anche perchè la nostra organizzazione incompleta non consentì l'atto operativo a tempo uti le. Tra i non operati se ne salvò uno solo, e propriamente ira quelli non sottoposti a laparotomia per la estrema gravità delle sue condizioni generali. Per lutti gli altri feriti guariti noi abbiamo avuto motivo di escludere lesioni d ell'intestino. Ammesso · pure che in qualche caso la nostra diagnosi e il nostro convincimento fossero errati, la 1)erce11tuale rimane sempre minima, sempre mollo più bassa di ciò che dovrE:bbe essere secondo le affe rmazioni degli astensionisti. Una parte dei feriti morirono ur,r;cna 3"iunti all'ambul11nza; altri poche ore dopo; altri dopo uno o due giorni; qualcuno dopo vari giorn i. Giunti cadaYeri od ;1gonizza11ti: ~9· Ossen.1 . :.?u,,, 2,,.~ • .? 10 , .:?1.?, 22l 1, ~.:n , 2~3, :n5, 2:;o, .?;"; l, 232 , 2.36, 23S, 2.~4. 249, :?.~ 1 , 254, 255 , 26o, 26z , 265, 268, 270, 274 , 27,1, 276, 277, 285 , 287 , 292, 29(>, 299, 300, 304, 326, 31 9, 357, 3.58, 363.
Morti nelle pri111~ sc:i ore· : ·'"· Ossc rv . '2<•7, 2,xJ, :n5 , 216 , : n7, ::u 6, :?27 , ~J'.) , 24 1, 258, 272 , 280 1 2S6, 2S8, 290, 295, 297, ] IO, J l 2, 3 16, 317, J I9, 3:?4 , J2.) , 327 , 3.'.?8, 330, 333 , 335 , 3.36, 337, 3,J2 , 3•13, 3~5 ,
349, 354, 356, 359 , 31x,.
:ì\forti dalla st:tti111a alla dodicesi n1a o ra: 34. Osser11. 21 r, 2 19 , 224 , 239, 24,1 , 250, 253 , .256, 2S i, 267, 2i9, 282 , 2S4 , 2Sg, 294 1 298, 3°3 , 3o5 .. J09, 311, 3 13, 314 , 322,323, 331, 332,334 , 339, 3,10, 341, 350, 355, 362.
'..\forti dall:i dodicesima alla ve ntiquattresima ora: 21. Osserv. 2o6, 2 14 , :n8, 222 , 229, 234, 235, 237, 240 1 246, ::q S, 259, 26,3, 266, 271, 283, 302, 318 , 320, 34i, 364. 1\Torti .talla vc 111iqnaure,i111:o a lla qu;irn1111>ue~i111n orn: 13. Osst!rv, 2ù8, 2.17, 2_;2-, 20 1, 29 J, 30 1, 31s, 32 1, 338, 344 , 346, 348, 35i.
Morti nt lla te rza g iornata : .ì · Ossl.'rv. 293, ·3,>6, 35.\J.\!forti nella quarta giornata: 4. Osserv. 242, 2,13, 2;S, 361. :\forti n ella quinta g iorna ta : 3. Osser-v. 213, 281, 351. l\Corti n ell:i l'l"l'ta g iorna ia : 2. Osseru. 20.:,, 2 t,,1. 1\'forti nella ~~ttimn ~iornntn : r.
Osurv. 22s.
-
::VCo rti nella otta\"a giorn ata: 2 . Osscrv. 307, 3 o8. '..\for t i nella decima g iornata: J. Ossero. 26g. (Continua).
1174-
Questioni d'attualità, varietà, notizie . L'Otorinolaringologia e il riordinamento degli studi universitari e del Corpo sanitario militare. l1iri·1·ia1110 1: b,•11 vofrnti,.,i 7>11b/Jli1:luamo La seunenle frll<'ra d el 1,us1r o co/la/;o rf/tor1' cr,lom 11'1lo ?)u·rbco 71rof. A nlonio Nù:ddu-Scmidei, lib,,,o doc1mLc tli Olori1w lruinyolugirt ed i n sl'gnanfe di m erlir-ina l egale 111ilif({r1· JJrt·ssr, la Scuola r/'aJJp/i('(i:ion e di mnità i11 F i r f'n:1•:
P e rme Ua, Ili.mo S igno l' G1·r.t>1 aie e Direl.LOl'C, ch e l'Ompa il lungo silenzio, al quale fui costrello dal sc n ·izio e c he, r e lalivamenle al con· lcnulo di (lucsla leller a., te nni anche ... pe r r iserbate zza. Do po l'al'licolo d e l prof. ll ri111,·tfi, 11ubblicato n e l fascicolo d i agosto 11. s . d el Gio11J({fc tli ,n,·rlil'ill,t 111ilitflrc, d o mando la parola come ur, dove re, c he senl-0 d e ril'armi dall'onore cli far part e d el Comilttlo di red a zio ne d e l Giorna le, dal d l'. ide r io m a nifestatomi da alcu ni ch e io inte r\'e11~a e sopra a tutto dall"obhligo c h e h o di non dis in ter essarmi dell'avven il'e d l•gli s tudi di o lo r ino lu ring o !og"ia nel le l 'ni\·cn;ittt e n el Corpo RaniLari o milil,.ll'e. Da divc l's i fatti si può d cdune c he è tm:;corso il te mpo in cui ~i ritene va nor. ind is pe nsabile al m edi co praLtco un corred o di cogniz ioni in o t.orinolaringologia. Vuesla specia.li lù s i è affermata, pe r m erito di valenLi cultori, s ia per estens ione, sia pe r importanza teol'ir.a e prnl.ii:a , ta nto prc~so I<:: Li11i\'C l':sili1 q uar, trJ JJrl'SW i m edic i ed i mahtli. P11re s i at.tende chf' l'inscg·name nto di es,;!L n elle Lnive l's ilit s ia r eso o bblig ato rio. Non vi s i oppon e più ape rtame nte la c hil'll rg ia gl:'ne· rai e . questa lcor, essa d e lle sd enze medic he .... Les:si una notizia., r h t' 11l'l 11 110\·o o rdinamento d <::gli ,:ludi univc r;,ilari la olorinolaring ologia n on avre bbe r allcdra 11flic ialc S(' lll p li cemc nlc pe rc hè, mirando il riordinam e11lo a ur, inrlirizzo più pratico degli si.udi , del tempo che s i a.sseg-n e· reb be a ll' insegnamento d e lle materie ve rame n te indis pensa b ili, d e trac nd nn e da que llo ora con cC;SSO all"inscgnamer,lo di ttllre, non n e resterebbe pe r la o lo rino laringolo1-da. Se così è, la di'ftir ollù non mi sembra ins upe rabile . Co m 1111que, n o i pochi d el Corpo sanitario m ilitare cultori d ella s pec ia lità e ir, essa libe ri d ocenti 11nivc,.s itari , c i assoriamo con tutte le fo rze alla lo lla che sosteng ono , d opo il Df' R o.~si ed il Massei il Gror/1•11i.<JI/ , il F1·rrer i, il Masini, il <.Jra:,:,i ce<: ., pe rc hè sia ricon osciuto obblig atn,.io l'insC'g namenlo d e ll'ofo r ino laringolog ia n e lle l"nivc rs ilù.
QL:EST! Ol\ l o ' ATT li·\LlTA ' , \ ":\Rl ETA' , Nl)T I Z l E
1L7
l'r.o s peciale con~orso ail'0pera che essi svolgono noi possiamo dare affermando e dimosLrando che il corpo sanitario ha bisogno c he i suoi ufficiali possiedano anc he cognizioni di olorinola ringologia. . . Il Corpo sar.il.ario militare ha queslo bisogno r ea.le per la clinica e µer la m edi cina lPga le e rilengo c·llc in c iò convengano lulli g li uffkia.l i medici , non osl.ante l'apparenzi.L in contrario de i d ue fatti ri fe riti d a l /J run elfi. Essi risa lgor.o a due illusl.ri persone c he indubbiamente sono fra g li uflkiali mediei elle maggio rmenLt~ riconoscono l'import;inza dell'ctorinolariPgologia nel ser\'izio st:,ni l.ar io mili t..ir~. E' necessa,·io c he gl i ufficiali medici lutti possiedano, com e in ètllre, ant:he in quesla specin Jità le c01'.:'f1 'z ioni fonda me ntali ind is p ensabili p Pr il servizio ord inario, che siano capaci di un inlervenlo d' urgenza o pe r lo m e no di una diag nosi a tempo, di sapere opportunamente inviare g li infe rmi agli Osped ali. P e r l a cl inica ospilalicra è necessa rio un certo numero di veri specialisti. P er la m ed icina legale militare nccorro no l'una e l'a!Lra condizione. Un vente nnio addietro la prima de lle d elle esigenze e ra complelamenle irn,oddisfatléL. Alla seconda supplivano i c ul tori de ll a c hirurgia generale, come potevano, non di rado La.rdiva m enl.e. ln medicina legale la d e fi c ienza e ra più pungente, soltanto pcrc hè f)iù apparisrcn le, do vendosi spesso rime l.le re il giudi zio alle informazioni extra-mediche. t\la Ja otol'inolarin~ologia <la noi e ra in fasce. I n segu ilo il Co rpo sani tario rnilit.are s i r innove llò. Con op.po rtun i provvedime n l.i fu assecondato il natu rale deside rio di sape re degli uf fi cia li •m edici ed essi seguirono i p rogressi de lle scienze m edic he, m olti profìUando della facol lit di frequenta re g li in segnamenti. Qncsto il be l tempo r i1.:ordat.o dal /ln111 e1ti, de ll'insegnamento. quale parte di que llo di m edicina l egale milita re, d ella otorinolèLringologia ne lla Snwla cl i applicazione di sanilit mil itare rial compianto o .~lino. Nello stesso t.e mpo funzionò ne ll'Os ped ale militare di Firenze un r iparto de lla c linirn ctc ll c s pecialità, d a m c diretl-0 . Ma, se il ripa rto de ll 'Ospf,d all' res!';ò d i funz iona re col dece::so d rll'Osti'llo, c11i ne ern pas;:;ala la direzione, l'insl'gn,tmc nto ctdla otorin olu.ringologia ne lla Scuola. d i ,Lpp licazione, a me passuto co n J'in~eo-na0 mento de lla m edicina leg-a le, non è slnlù soppresso . E' a vvenuto solta.nto che, pe r la g 11 erra libica pr·una e po.3cia per l'attuale, i cor;;i ~el la Scuola f~ro no brevi E' poi sospesi. E le due gue rre, s pecialmente l alt,uale, ne d1mos lnll'ono la nccessilù . . :"la _i~ propos ilo è bene int.cnct er,-i. La Scuola di appli cazione di san 1_la mrltl ètrc. com e il tito lo s tesso ind ica, 1w r quanto s i rife risce a li~ sc1~nze rn_od1c he ha lo ~ropo di in segnare ad appli care a l sr~n ·izio sanilé.11'10 m ilita re le nozion i acq 11istalc nelle L' nivcrsil,\ . Essa, a mio rmr e r e, no n deve e non può ripr.tero2 gl i insegnamenti 11niYe rs ila ri. Se non_ /lV\"iene c he _l'in:::eirna m cnto u i,·ers il,u·io no n dil per a lc une spec_,c1l,t,t le cog~ 1ZJ0111 neces~,:r·i e alJ'insPgnarncn lo dl'l la medicina. ~L·fale m_,1it_ar:i>: I\'egl!_ a nn) fra il 191U e il 191\ dei.rii ull ie,·i de lla , , l i•o la, l,t11Jt·,l11 , quasi lull1 an~,·ano nozion i fond a nwn lal i di p;:icflia0
eh~
1176
Ql' i;ST IOi'< l
o ',\TT UAL ITA ', VARJ ETA', NOTIZIE
tria, so lo q 11e lli pr·o,·enièn ti da alc1111t· Cn1 vers ilà ne avevano di diottrica oculare, p ochissimi n e avevano di otorinolaringologia. La ragion tl di c iò è evi<le n te : l'insegnamen to d e ll a ps ichiatria e quel lo d ella oft-almolog ia n e ll e li n ivers itù sono obbligatori ed è spiegubile se non in t.11Lte si insegna la diottrica oculare, m e'n tr e non è obbligatorio l'inseg name nto d e lla oLori nolaringologia. L'inst·gnumcn to d e lla m edicina legale mi litare n on può procedere se n un colma fJ11 este lac1me, come fin'ora ha fatto. Ciò prem esso, n on ,·· h a duhbio c h e, fin o a quand o le Univers ità con ced eranno la lau rea agli s forniti d i cogn izioni in o lo rino laringologia, l' inst' gname nto di 4uesta n l'lla Scuola di appl icazione . in favo revoli circostanze, s ia d a estende re oltre i limi ti soprn indicati, quanto bas ti per il servizio saniLa rio militare o rdinario . Gli specialisti li daranno le c linic h e u ni vcrs ilarie . .-\ncorn una J)arola ... : se n o n mi illu<lo, la S. V . ricorda ch e , prima d e lla g ue rra, in base a conoscenze s p ec ialmente di o tologia, scrissi sull'id on('ilù fi s ica d egl i aviator i, s ulla nt>cessità di studi di fisio-palol ogia n ell'uomo c h e vo la e sull'a vYenirc d e lla aviazion e . Era un'ardit.ezza e a lc uni n e sorrisero. P e r fortun a, J'Jt.alia ha a nc he p e r q uesto il prof. Gradenigo. M i sia scusa il pas:;alo se oso p roporre c he d e ll'argomento si occupi la Sc.uola di applicaz ion e . Fi rl'n :;e, 15 sctl("n,.brc 19l9.
A. Nn:oou-SDt1 DE1.
11 ìì
PER IL LIBRO D'ORO del Corpo Sanitario Militare RICOMPENSE .al valor militare per la campagna di guerra 1915-1918 (Cofllin11azione - Vedi fascicoli precedenti tic/ ·19 / 6·/i-18 e 19)
i\JW.\ C I.LI D'.\kCH:'(1'0.
135. ~oTA .\"iccla. d a Cn:.-:alatLieo (Cn:-:enn). t cuc ntc n 1t·dico Ii se1.io u e snn1ta, 17 t.l ivi-
~ione. -
Addo:lto a l posto d i s111i~ti111..-n10 d i u11a sezione cli saui1à continuau1e:ne
batl nl() dall 'a.nig lie ria av\'e rsn ri:.1, con fc nnczza e ze lo 111i rabili pre:_;;t a \·a l'ope ra s u n a nn1111.:r0~ i ft:"t 1ti ::.upt"rnudo di!-.agi e pericol i, di111o~trando scrl!nita e cahua n t.:1 11101nc11 t i più (\illit·il 1. l·d ~~.:'"~tlllo lli valido ai nto al cy1na 11dn 11t\! della sc1.iu11C". -
Cnniezza {(an,zzo 'J're ,·iso), 18-26 110,·cmbre 191, . 136. Rossi 1;ioi·<11111 i, d n Gc:no,·a, te ne nte m edico 7 rcggim 1:n to be rsaglieri. - ~ 011.:urame dd pc n c.olo, sotto l'i ukn so fnoco n ~111ico, s i a d ope rava pe r m e tte re iu sa lvo il proprio colo11nc llo fcril<J g-ra\'t:111c nte , avendo un a granata av,·crsn ria provocalo l'inc1:11di ,, d i vic in i depo~it i di 111u11izi1,11i e c,)lpit o il pO,lf) d i m t:clicazio ne, con calma e c-<•r.:1g~io p r ncc·tle ttc Hl1o :-:g<nnllt·r o l' a!J~1 :--icu r~:~za ch:i ft•ritl nOidat i .:11lc s ue c u r e . -
Ca r~o, 18·~oago~to 1917. 137. 'J',,:0:1.1.0 Ci n,>. da (.; ri~ig na n u di Zoe..:o (\ .ice11za). te nen te m edico c:omplcm .-nto So se,-ion~ :--a n ità , 2 ... ,g n: p ::1rt c ~ot11l..'~g-iat1J. - ~ ·>tto l ' itttCn!'>r, bninbn rdam,:n to 11en 1u.:o prt,lÙ le ~u" n1rc ai fc r'iti ,lei propr io rep:, rto, d a nd o 111irahile e~e111pio di fc nnezzn ,.. coraggio, e fl <JO i1,terru ppt: l 'opcra pit:to~a n t ppnre qu,ul<lO una g ranata nvve rsa r ia ehhl:' a n .n ·iunn: in pnrt t! il r in),·ero (·hc :--crviva da posto d i u1 edica.z.io ne. Pcr\'Cnuto alla :-;e::1:ione :,;~nitù 'l 'on.lnu.: ili ritira r~i, pur l'.Ol n(·111 ico incalzante dava 111irabile e,-c·ntpio di a b m·gM.in n<: cd alt<, ~enti111cnto del don, rc offrendosi ~po nta nea,ncmc tii ritna 11c r~ nel n~:--i~tl·1·t.\, confo rta r<' e p1oteg~t>r e c irca w f~riti ch e n o n a\"C\'a n o p otu to (::O.Sl'l"C :--gon iU1a ti per 11rn u ca11zn (li mc;,zi di lrn:-:.pur tv. - Citobve11ik (Alti· p iano di H" insina). 14 -25 ot tobre 19 1;. V N r c t o /11ogolcn e11zic1/~ i9 maggio 1919.
'IJ8. Bu:<l'IC I.I Edgardo, da Fi1·izca110 (~ln~s:1 Ca rrara). te ne ute m edico 140 regg-i111e11to fante ria p r. ;lf.). - E ~:-c11do , 1:1!0 fo tt,) prig:ion iero I 'a i man te maggiore del hattaglio ne, ne nt-~u1ne Yn Y01o ntc r o:,;.an1c1nc 1c 111a 11~io ni, e pu r di s i1u peg11a.n<'.l<J il proprio ~er\'izio di med ico, con g:ra nill.\ inte llig,·nza, ins ta n cabile ni livitil e n 1irnbilc c:oragi:do, sotto la pre!Ssione do:I ne mico in forze !SÌ re n devo pa nicolar.n1ent-e util e :ti proprio co1nandanle in ,liflicili e per icolose: circ-osla n zc di servizio. - Bns$o P ial'C, 13-14 non,mbre 19 17. x39. j.,c,moxE Fr,111 cesco, da Cnno~n <li l'ug-lia (n a ri d e lle l'nislie), te ne nte 111c·d ico comple m e nto 9r reggirnc mo fanteria. - Adde tto ::id un b:ulai:;Eion c fortc-111<: n te jn1pt-gna to, pe r un'in te ra g io rna ta con cnhna e h:n11 c-zza presta,-a l'o pcn1 ~ua iu u n posto d i meclicazione :11l 'aperto e so,r:,r:c·tto al Yi ole nto bornbardn me nto nc, n ico, ed incoraggir.\'a col s uo comcgno e con le parole i frriti leg..:t:ri, r imnnda n dol i s ~tlla liuea. Il g iorno ~eg uc nlio, 1ne111re con ~pr(czzo d el per ic<ilo r cor:i .(!.r.:ic, 11nrabili c:onti nua,·a 1wllc proprie m :in ~io11i, v..:11 il"a colpito a 111o rtc . ]lfo 11lce .) fonfcntcra, 1S-19 no,·c111bre 19 17. (Co11/ i1111a) .
1171<
PARTE UFFICIALE CONVEGNO SANITARIO INTERALLEATO O'AERONAUTICi Roma -
febbraio 191 9
YEUUALE JH;LLE ADU~A.~ZE I. - S 8Dl 'T.\ I NAl ' Cìl RALE D l~L 15 FEBBRAIO. OlllllNJ: OEL GI OIUW :
l naug11rnziune del con\·egno. Discorsi eh apertura. Yi ita allTfticio ps iC"Ofìsi olo~ ico di Homn..
La sed uta s i apre alle on) IO nL·ll'1tulu tniLg na della H.. u niversità di Roma. Sono J)rl'Senli: Magg . gl'm·ralc .1/uri., . Dirl'II Ort' g~nc rale d'Ae ronautica. Se nulore i\,farr. h ia1a1 ·11. Hoppt·cscnlanle del Sindaro di Roma e della R. L. n i\·ers itit. D r lcr;11t1 italiani.
Moµ-g. grne ra lc nwd ico dt lln r' olle, Dircllol'e generale di sanilà militare. Magg. generale med ico /l r,,.,vwi n, in rappre5cnlanza di S. E. il len. gen. m edico Rho, capo dell'Js pr lloralo s:inilario m urif lirno. 'I'en. colonn. mcd ico pror. Gr(f{frnigo, ispettore d egli Uffici psicofis iologici di a\·iazione. 'I'en. colon n. medico pro r. 1/erfi t:.ka, dircllorc ddlTflkio ps icofis iolog ico di Torino•ren. colonn. mediro della C. n. I. p rof. Gall'v/ti, direttore dell'Cffici0 ps icofis iolog ico della n. ì\Jarina. Tcn. G11ffl nti, p ilota a,·ialnre.
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D1'l,·o1tli l rn no•.,i. Médecin Major Guilluin, is pettore sanilario dell'ae ronautica. Médecin Major Lem{(,ire (J ules), rnt,tnbl'O del Gabinetto d el Sotlosegrelarialo d ell'ae ronautica ma'rillima e mililJ.re. Médecin A.ide Majnr .4 mhard, adde tto al senizio .•med ico dell 'ae ronautica militare . Méd ccin Aidc Major Gars1w:J', addcllo alla Sezione tecnica d ell'ae ronautica a. Parigi . Dcl,,Of/li i ngll'si.
DoLl. fl 1·11r!J lfrrul F . R. S., dire ttore del comit,tln di indag ini medic he dell'aeronaul ica. Lieul col. prof. Dnyer, 111e1nbro d el comitalo di indagini mediche d ell'aeron autica . Lie11I. col. dntt. Fltu·k, direllnrc dei laboratori medici deìl·acrnnautica. Dclt(lafi a//1,cricani.
Colonn. med. prof. llogg1·, m rd ,co cons11lcnte d ei srn·izi sanitari aeronautici in Frnncia. L. colo n. med. prof. Rowntrr·e, membro d el Com itato di ricerc he mediche pei- l'ae ronaulica in Francia.
lJt'leyato belga. Cap. conrnnd. T'o11r k cn, adclcllo all'Os pedale m ilitare di Liegi.
Dl'/,·gati auyiu11.ti . PER L' ITALIA. TPn. colonnell o m edico Casarini, redattore capo d el Giornale rii medicina 111ilit11r1·; :\llagg-. medi co Di No/Il , direttore dc:l servizio sanilario d'av iazione; Mag-g. medico Agga-:,::,otl'i, direttore dell'Cffìcio p s icofi s iologico di ariu.zione di Roma; Magg. medico Prtlr.hi, pilota avialore, addetto alla Direzione fl'L'nt'rale d i ae ronautica. Prn LA FM NC IA . - Aclyurlant Gaumont, lie11te nunt C'apiamnont, uffic iale d i collegnmenlo del la missione aeronautica italiana a Parigi, PER L'IN<.;HlLl' Efl!H. Cap itano Rrwkl'n Un1•itl PER L ' A:-.tERJ CA. -- Capitano Samorini, addetto ..1lla C. R. Ame ricana. Sono scusale le assenze del delegalo fran cese Major Foy , del delegalo i11g lese colonnello Bi rlry, del delegato a mcrieano colonn el lo Wi111 er e d e l delegalo belga doU. Brohee.
11 generale Moris inizia i lavori del congresso por tando il saluto degli aviatori italia ni, e ring raziando i delegati este ri per ave r ad erito a l Congresso e aver recato così allo conlribulo scien tifico .
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--~- __ _ !l,icOi'di! gli :m 1JOrta nli progressi falli dal sen •1z10 sanitario d 'ae ronaulira durante la g 11e rra, s 11crcssi c he polerono assicurare la vita ai nostri p i loti e pe rrneltt•1·c loro gli ulli eroi ci c he lui.li conoscono. Col la fi"n t> ctl'I la gué rra l'Ae ro11a11lica non pe rirà, perc hè lrover à ncll'u lLCl'io re s ,·i]11ppo dl'IJ'a viazio ne ci,·ile le s ue basi granitiche in uno d ei più impol'lanti e rapidi mezzi di tras po rlo a m ezzo degli ae roplani. Co m<' ,·i fu un'e ra dt·llu pielrn e• de l fe rro, un'era dell e fe rrovie e dell'aul<rn1obile, cusi ,·i sarà un'era dt·g li ae roplani; ma nell'evoluzione de i traspo rli ,tert•i il com p ilo riservalo a i s<'rvizi sanita ri diYe ntcrà ancora più esteso ed impo r la11lL. Assic urn e lle la Direzione gene rale d'aeronaulica st•guirù pc rtiò co n grande inlt' rt·sse i la\'or i dd congresso, del quale r iconos('e lulla J'impor tunz<L li gen. mcùico dl'/la l'allc I)Orl,, il sal uto del Ministro d .-illa gue rra e d e l Co rpo sanilitrio mili lare. R irorcla c he la gue rra .ha prodoLlo danni imme ns i, m,t lia stimolalo anche ene rgie meravig liose per riparare a questi danni. :'\el campo dell 'a,·iuzio ne s pecia lme nte s i è a vuto uno s ,·iluppo ve rtiginoso , pc! quale hanno contribuilo lui.ti i pa.csi. E' convinto che la fus ione di queste varie en erg ie varrà a risol\'e rc al più pres to e nel mig lior modo i proble mi sanita ri d cll'a \'iazione, c he fo rmano 11n capit.olo d e i più impo rta nti. E' felice che il primo congn•s,,o interalleat o fn, i medici cultori deg li studi ae ro nautic i s ia len11lo a R oma e fa aug u ri pe r un profic uo lavoro, compiacendos i fralla nlt• c he la s impatica riunione in questo m omento acquis ti una particolarr. imporlanz,, pe r il legame fMlerno c he s tringe la grande classe sanilariu, antesignana di ogni I) rogrcsso. Il gene ral e medico llrrssanin scus a l'assenza di s. E. il ge n. Rho e manda un caldo saluto ai cong ressisti , a no me de i colleghi me dici d .-illa Ma rina. Il senalon? Mrirr hfo/r11;a porge il s aluto della Cillà di Roma e de lla R. Univc rs ili, ag li sciC'nziali de ll e nazioni alleale riunitisi o,' r clecidcr e i proble mi sanita ri dEll'aeronauli('a . R.icorda di a,·er g iii fallo parte d ella Commissione pe r i pro,·ved ime nli s an ilari de ll'asia zione e di esser e rim asto ammiralo d<'lla o rga111zzazione dei;rli Uttic i psicofis iologici italiani e degli importa nti ris ulta li pratic i s inora r aggiunti . E' convinto che colle n110Ye con (f11 i~lc scientifiche nel campo de lla selezione d el per sonale naviganlù s i 1io;;:,;a presto raggiungere l'i<;lituzione di un codice sanit(Lr io ct·a,·iazionc inle rallcato. Dall'esam e d e i vari ordini d el g iorno trae la conclusio ne d H· i proble mi d a lrnlla~s i sono ctellu massima importanza teor ica e pratica. Chi11de il di!icorso inYila ndo i congres"isli a d un ricc\'ime nlo nei musei capitolini. I l tc11. colonn. m edico Grad111igo dit il bL' rwcnulo ai colleghi che ,·cn gono dall 'estero per tralta re i piìi impo rta nti pro ble mi sani!ar! c he riguardano J'Rviazio ne mi lita re t: ci,·ile. Pre,·edc \'i saranno diffe renze d'o piniuni , ma s pera c he la di~c ussionc dt'Llagliala condurrit ad un accordo inte rnazionale. Alc uni argomenti sono propl'iamenlo di natura lecnir a com e lu de terminazione l' coor,iinazione d ei mel0di per la SC'lezio ne ct~l Pl·rsonale na,·iganle, la co mpilazione d1 u n elenco di infermil,à
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e imperfezioni c he r endono ineUi al pilotaggio, la durala de ll 'idoneità itl volo, i m ezzi più efficaci di difesa contro la diminuita pressione baromet.rica e il freddo, altri sono d i CJ'tnttlere ge ne nile. Ora s i tratta di ,·e<:lere s ino a qual punto si p0ssa oPPlicare all'aviazione c ivile le disposizioni sanitarie in uso nell'aviazione militare. Deside re rebbe anc he si stabilisse per quali altn> prcfes:=:iorii s i possono adottare i m etodi di selezione in uso per il personale navigante e quali debbono essere le precauzioni da prend er e in riguardo ag·Ji accide nti e responsabi lità m cdicolegali . 11 col. Boggs ring razia, a nome dt' l genernle comandante l'Aviazione americana e de ll'Ispettore m edico de ll'Esercito americano. le aulorilit mediche militari e civili per l'accoglienza ricevuta in R o ma; ed esprime Ja sua sod dis fazio ne pe r essere stato invitato . Il dott. Gvillain r ing razia a nome della Delegazione francese p er la cortese ospital ità c he è stata loro data " dan cette ville de Rome on tout èrnque le Lravail, l'art, la sc1e nce » . Egli non ignora quanto s ia stata g rande l'opera d egli scienziati italiani s in d al principio della g uerra, sulle quesLioni c he riguardano l'aviazione, o pera che inte ressa tutte le branche de lla fisiologia umana e che ha per iscopo d 'evitare le -0alastrofì, c ioè la morte degli aviatori. E' con questo scopo che la de legazione fran cese è venula ad associare la sua opera a queli:L de i dele gati italiani , ma anche pe r apprendere m olto da essi. Vonck en porta il saluto d ella 11azione ~ de l corpo sanita r io militare b elga. Alle ore 11,:JO la seduta vien lolla e i cong ressis ti si recano a vis itare l'Uffic io psicofisiologico di a,· iazione in Via Mont.e de lla l"a rina, 12 . Il direttor e, magg. medico A.gga;;zotli, ·illustra i vari m etodi di esame usali per la selezione de l personale na,·ifanle e p er le visite di controllo sui piloti e osserva tori.
l l. - SEDUTA POMERIDIANA DE L J5 FEBBRAIO. OROlNF: OF~L GIORNO:
Cost.ituziono dell'Ufficio di P1 esidenza e di Segre teria. Nomina di un Preside nte, di qualt.ro Vice Presidenti e di tre Sl'gTe la ri. 1° Cr iteri di idonei lit dei canditati al pilotagg io : a ) necessiti\, de ll'esame psicofisio logico de i candidati e s ua organizz azione; b) quali siano g li esam i indis pens abili nel momento presente d elle n ostre conoscenze s ulla fi siologia de ll'aviazione; e ) limiLi di idoneità e ragioni di esclusione; d ) necessità di conti nuare in adatti Is tituti g li studi <' le ricerc~~ sulla fisiologia e l'igiene degli avi,tl o ri e di coordinare a questi slurl1 1 m etodi di esam e; e) pr eparazione negli Is tituti psicofisiologici el ci medici adctctti alla aeronautica.
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P.HlTE L: FFI CIALE
S i apre la sed u ta a lle o r e 15 ne ll'a11 la m agna della R. Università a sono presenti i seguent i de legati : Grrulrni:10, lfrrlil zk !J., Galeo/li, Guil/ain , L cm.airf', A m lMrtl, /f l'lld. Drf'_1Jr·r , Flack , 11oggs, R owntrN' , Vonr lun. li gene rale medico d:!lla Valle è ra ppresenta to d a l m agg . m edi co Agyaz:.otti; il gene rale mfcdico 11 ho da l gene ra le m edico llressanin . Sono presenti: i seg-uenli d elegati a ggiunti: Ca ,·arini , Di Nola , Fnlrhi, Grmrnont , Ca])ir11tmonl . Ran k ,·n , Sammin i . 1 d elegati no mina no per acclamazio ni, Pres ide nte Grarfrnigo: \·ice PrC'siden ti : G11illnin , IJ P.ad, B oggs, f'onck cn: Segre ta ri: Aggn:;:;olli, Uowntrcr, /Jr,•y,•r. Ass ume la pres idenza della seduta 1:;ui.llllin e n1 elle in disc uss ione il primo comma d ell'ordine d·~l giorno. Su di esso prendo no la pa rola Lernaire, Grrrdenigo, Guillain, R on w ntrt1P, pe r espo r·r e i concetti Sfcg ui ti ne i vari slali s ul reclut a m ento de l persona le na ,·iganle. L'assem b lea a pprova a d unanimità il seguente o rdine d el g io rno : « L a Cmm/Ìissione r it ù•n,• i ndisv en!,((bile clu· ogni wndidato prima di ('.~srre m nmesso al volo d,·bha su bire la visita m ed ir:o-fì siologirn; e poil'hè la 11a1·ioa : ione aerea ass11mrrll. w 1 carallerc intema:,ionalc , è opportu n o ch e i crit r r i rii scrlta d r i cnnrlidati al v olo siano coordi n ati cd 1·011ali fra le ria:;i1J11i » .
TL Pnr.srntNTE pon e in discus:;io11e il comma b ) dell'ordine d el g io rno. Prendono la parola : Grad cn ir10 , Guil/ltin, ll ead, Lemaire, Bogos, Aagr,~.:,olli , Gnrsn1u :, ffrr l i t:.lca , Po/chi, Guillain, R o11111/r,:,,, Dr1·11t·r. A gga::.nlfi pro pone a ll'assemblea il seg uente ordine d el gio rno :
" f,a Corn11,issitlne in t f'rnllr:atr, è u11 m 1ime ni•/ r i l f'nf'r e che gl·i es1m1i i n di sv ensabili debbmw t,·ner ctJnt o ridia pr•rfetla ù1 l f'grità somaticfl, d 1•li<, p er / ella / unz.ionafilà s,·nsori ale, wich i ca e /un:.io1111ff'; con s p,,ri11le riguardo all'au i t11tlin e a m71portrm• forti e rap idi ('(1.111 hirwi r11ti d i pri"'· .-io11e liaro111 ct rira " .
E' approvato ad u na n imi lit. I L Pnr.srotNTE mcllc in rl isc11ssio11 e il rornma e ). P a rla no s 11ll'a r::rom en l.o : ( ; r 1u(l'l1igo, l.1·11111irr', n r, •y r.r ed l frad che p ro pone d i r irnan dHre la disc11ssione dell'argo nw nlo a d nllra sed uta do po c he i d e legali n,·1·ann0 pr·e,;o conoS('C'nza dc ll'elenC·J de lle infermità in vigore negli Ufìc i ila l :a ni. l r. PRESIDENT E accella la propos ta di lfrl/rl e gli rimette l 'elc nco delle impe rfez ioni e infe r mitit che sono ca11sa cl i ina biliUL a l pi lotaggio e l'ehm co dei limi ti di iclnnr ilìt e inahililit dei Cal'éllleri psicofisiologic i a ·a,·iazio ne ita liani. \"iene messo quinci i in d i~cu!"sione il com m a d ) de ll'ordine de l giorno . P a rla su Il 'a r~ornen lt, lfr rlit;ka. :1 {}{1// :.:.otti p;·opone il SCf!'uent.c o rdine del giorno : ~ T,11 r:0 111mi., ., io11,, interalleata r ~l i en<' n ecessario che siano s c111vr1' ])I Ù ?)l'Ti 1•:.io11r1t i i '111Cl (1r/i rl1 (!,<;tllili r: i criteri rii i rfll !l<'il à, J)er_ aver e U/1 {J lf1 TC r,•11di 111rnt1, e una 11duli ore dll e~a del personale navigante dcli aria;.
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e fa voti che si intensifich i la ricrrca sC'icntifi,ca e ,,ti sturli della fì~io.fogia ed igiene dell'aviatore in speciali Istit·uti 17,P;crnativi ". Esso viene approvato ad unanimità. li, PRES IDENTE m ette in discussione il comma e) de ll'ordine de l giorno .
Su questo argom ento prendono la parola Flaclc , Garsaux, /Joggs , Frilchi, Vonck l!n , Guillain, DrrlJer, Hcrlit:ka, L cma'ire, Gradenigo, Galeo/li, R owntrec, Ag(J(l:zotti. l n fin e il Preside nte formula. il segue nl e o rdine de l gio rno: " La Commi.,sione ritien e che i 'l'lit>dici addPlli ai campi d ebbano aver fatto un corso 11rc7iaratorio n ei LafJOratori medico-fisiologici, e che l1.illi i m edici citi· si OtCltpano dl qurstwni S(tllilarie inlt.:Tl:Ssanti l'avia;ion e siano s11scettibifi di / rar dh v oli com.1' pass1·gg1·ri JH'r mt'g/io s colgrre l e Loro osservazioni scieulifì.che ,, . · Esso è approvato ad unanimità .
La. seduta è Lo!La alle o re JS,ao. III. -
SEDlJTA ANTIMERIDIANA DEI:, 17 FEBBfl,\IO.
Si apre la seduta ,tlle o re JO in 11na s ala d e lla Direzio ne generale di sanità militare i11 \ "ia del TriLone, 87. Sono presenti i seguen Li d elegati: C,r(ld,,niuo, lfrrli1:.k a, Gr1frot1i , Guillain, Lcmairc, Amhr1rd, Garsaux, Head, Drr·u1·r, Fl11k , Roggs, R l)wntrer. Vonkcn , Bressrmin, Ar,ga:.zotti Sono present.i i scrn1e nti de lc,i:rali aggiunti: Casnn· ni, Falchi, Gaumont,
R anck cn, Srn11ori1ti. c\è-$urne la presidenza /-/,>(Id, c he apre la discussione sul comma e), d ell'o rdine del g iorno d<'I 15 fe bbraio lascialo in sosoeso. Pre ndono parte alla disc11sslone Grarl•·ni{!o, Guillain, ;lmbard, Ga. !rolli . Si nomina una comm issi()ne pe r meglio consid erare la quest,ione d e lle prove uffic iali pe r 1<li a"iatori. Sono nominati: Guillain, Rownt ri·,'. Galeotti e Vo11 ck 1,11. 11 seguito de lla disc11ssio ne Yi ene rimandata ad una pross ima riunione. La seduta ,·ie ne lolla alle o re il,:30 .
IV. -
SEDl"'TA POMERIDIANA DEL .17 FEBBRAIO. ORDINE DF.:r. GIORNO;
:?·' Durala· de ll'idone itù al pilotaggio : " ) n ecessitù di controll i periodici d ei pilot i; b ) n ecessitù di pe riodi di rip0$0 e di riallenamenlo; e ) dis turbi propri degli aviatori. 3" :Norme i gie nic he per la protezione d el pe rsonale navigante : 0 J protezione dal freddo e dal vento; b ) provvedimenti contro la depressione barometrica; e ) n o rme igieniche general1.
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PARTE UFFICIALE
La sed11La si apre alle ore 17 nella sala di \'ia ctefTrilone, 87: sono presenti i seguenti de legali: Gradrnigo, /Jerlilzka, Galeotti, Guillain, T.emafre , Ambard, Garsau:r, Head, Drryrr, Plack, /Joggs, Rowntm, . f/ onck en, ll rcs~rmin, Aggaz:olli. Sono !) resenli i seguenti d f'legali aggi un li : Casari·n i, Falchi, Goumont , Ranck rn, Samorini. Tiene la p resid enza Head, che a pre la discussio ne su l comma a) del 2' .punto dell'ordine de l giorno . Tutti sono d 'accordo su di esso ed è approvalo a d · unan imi til il seguente ,·òto: ,, La Comm issione ritiene intlispcn f!abilf' che i ])iloti civili e niililari siano sollo ])Osti a v eriodici controlli i;anitari » .
Il PRESIDENTE m ell.e quindi in discussion e il comma b). Su ques to argomenl-0 chiedo no la paroI.i : Guillain, A(Jgazzolti, Lemaire, Boggs, Herlit:,ku., Gradenigo, Hcad. Si propone ch e gli uffici in caricali d elresarne de i piloti s ia n o denominali « l,aboratori di ricerch i' mrdiro-fisiologiche ver l'avia:.ion e "· La proJJosla viene acce lLala. Guillain a propos ito del comma h) dell'ordine del gio rno propone clie il persona.Te navigan te veng,i period icam en te visita.lo in osped a li specializzali per l'a ero nautica, com e s i fa in Francia. P arlano assoc iandosi : Gradeni{J(), Flack, Galeotti, Guillain, Ambard, R owntre,•. Galeotti propone il seguente ordine del giorno: " La Commissione è d'opinion e che sia n ecessario istit uire degli oìpCdali varticolari pr·r curare i dislllrbi specifici d f'gli aviatori. I n qul'., ti osvcdali si dovrebbero anche com.vierc ricnchc scientifiche sulla palo· logia d egli aviatori. I n ogni caso tali osvcdali do vranno essf'rc riuniti agli Tstiluti v si cofìsiolooici di a11ia:ione "· \"iene apprornlo. I l PRESJDENTt: m elle in discussione il comma c) d ell'ordin e d el g iorno.Parlano Garsaux, c he espone una c lassificazione d ei d isturbi pr~prn d egli aviatori e propone di segu.ire tale class ificazion e n ella discu:òs1one, Galeotti, Gradenigo. Il PRESIDENTE accetta l'ordine di discussione protJoslo da GarSCWJ' che s i r invia alla sed uta successiva. La sed ula è lolla alle or e 12 . V. -
SED UTA P OMERIDIANA DEL 18 FEBBRAIO .
La seduta s i apre alle ore ili.30 nella sala di via de l Tritone, 87 · Sono 1 . G raden,go, . H erl itz,ca, Ga l eotl1.,, Gm·uam, . [.,emai r(' , G aru• ni.r,. p resenti: 1 Hearl , Drrycr, Flark, !Joggs, R owntrre, V?ncl~en, Brcs.:a~iin,. Af?Ua:,z'f/n:~ Sono presenti i seguenli Delegati aggiu n ti : Casanm, D1 N ola. chi. Gaumont , R anckf'n, Samorini. \'ie ne d a.la la Preside nza a Uoggs . Il PRESJOT.NTF. apre la discussione sul comma c) dell'ordine d e l g io rno
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di ieri, e prega Garsau..c di dare lelLura d ella sua classifiC'azione invitando l'assemblea a prendere una deliberazione ner o~ni capitolo. Garsaur es1:one i distu rbi dell'aviatore durante l'ascesa. Interloquiscono Hr:rlil:.ka, Galrolli, Drcya, Garrnu.r, tlgga:,;.o/li, Ambard, Rowntre 1· , Lemaire. Falchi, Head. Head, conside rando che il problema ha ancora molli punti oscuri, propone di ri mandarlo al prossimo congr~sso. LcmairP. vonebbe fossero fissali i problemi che dovranno essere discussi nel prossimo congresso interalleato . Galr·otti propone alla assemblea d1 chiedere ai rispettivi governi di facilitare anche con mezzi finanziari le esperienze sull a fi siologia e sull'igiene d ell'uomo in volo, sia che delle esperienze si facciano in pallone o in aeroplano o con la campana pneumatica o in alla montagna. Guillain os~en ·u che in Francia l'appoggio del governo non è mai venuto meno. Agga::.::,olli ricorda cht'. anche in Italia le autorilà superiori hanno facilitato in ogni modo gli studi d'aeronautica. Spera che tale appoggio continueril anche in tempo di pace. Il PRESIDENTE dichiara ch iusa la discussione sul 2° ordine d el giorno e apre la di scussione s 1d comma a) del 3° ordine del giorno. Parlano in pror,osito Falch'i, C1111ùmmont, Gar.,au.c, A gga;:otti, Flo ck, Rowntrer, Drr:.11r r, Galanti. [I PRESIDENTE mette in disCU$Siune il comma b) dell'o rdi ne d el ~iorno. Riferisce in proposilo Garsmu: e prendono la parola .4-gga;:olti, Dreyer, fl crlitzka, R owntrce, Grarlt'Jl't{JO, Galeotti, Ambnrd. Aggazzolfi, considerando che il probi.ima dei provvedimenti contro /a depr essione barometrica non può considerarsi esaurito, propone il seguente ordin e del giorno: " La Commi.-.~ion,· /a voli chr• tutti gli appwrtcr:hi di uolo siano dotali li apparecch i re.<:viratori pre/f'ribilml'?lle automatici 1n·r la sommini.,·tra~ionc di ù 2 di -mNl'olanze di 0 2 e C 0 2 a seconda rlA volo,? a sclo1ultl che i risultati della esperienza pratica lo consi(Jlieranno. Esso vicnP. accellato ad unanimità. Il presid ente toglie la seduta alle ore 18 e mezza.
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SEDUTA ANTIMEilIDIAN.-\ DEL J9 FEBBR.-\10 ORDINE DEL GIORNO.
4° Appa r·ccchi e me:lodi di esame. ~a sed uta s i apre alJ E: ore 9 Mila sala di via d el Triton 0, 87. Sono pre-
S:L°li: Graclenigo, H erlitzka, Galeotti, G11illain, Ambard, GarMw:r, Head, .ack, Boggs, R owntree, Vonckcn, Bressanin, Aggaz:otti .
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PARTE U f FICIA I..E
Sùno pre e uli i ~l'~rt11·nli dc·l(•gati a ggiunti: Ca ,(lri n i, Di .Yula, Falthi, G(lu,110111,
flrmrk ,·11 , . ·am or i n i .
\'i1·ne d a ta la P n ,,.:irlenza a l'oncken. Il Pm:s 111EXTF: apre la disr 11ssio ne sutrordino d el g iorno N. ,,. IJN•,111·r espo ne i m etodi ing lC's i di e:c:ame d ell'appara to respirator io e r iferisce s 11~li s t udi falli. Pa rlanù s11JJ'argomen lo H N1rl , Gradr nigo, Gui/l,1111 , Ruwn/Tf'I' , c,,,,,011i. Arn//,ird prnpon ~ il seguente o rdine del gio rno :
" la Cominis., ios,, è rl'av1•i ., o che occorre ric,•r c1,re si ,te111a1icamN1te: 1" f . n r 111,11tità l'Ì /11/e 111•i f)doti. 2° 1,fl d1ira/11 ddla fr1wt r1 r,•,p!fa/01 ,11 i;ul/o 1111a 7Jrr, ., fo111• d i 40 mm. di Hg. 3° l.<1 Jlfl!S1i1111r• rr·s11iratorir1 11111ssÌ11lll.
Si upprm·a ad unauimili•.
l i P RESIIJENn: pone in d i~c 11ssion c i me todi pe r l'<>::amc c ircolatorio. Prendono la par ola Guillnin, n o ,untr,•1: , rl ggaz:.olli , ,1 m bard, Grndeni{JQ. I I Pn•:sroENn: pone in di!-c 11ssione i m etodi pe r l'esame d e l la press io n P d e l sang-11c e• pre ndon o parte alla discu:0sio ne Gllillain , A 111/Jard, Ga/P()/11, Auoo:;;:,(,/IÌ, Dr,·11cr .
G11il111i,i p1·0po11c il segul'nte o rdi n e del g iorno: " /,a ('rJ11mlis.,im11·, considerandr, che gli app1ir1·crh i 11,11/i nei di/fe r enli va1·.,i vrr m i.,11,nre la prr.~sionr arlniosa dànno risultali n on con· /rrmtahili . ~uggcriur che si 1t,,bba studiar,• la c11stru:,io11r· d'1111 appa· rerchin " s /a11dr1rd " suu·rllil>i{,• di 1•., :,1''" ado/laln dttlfr r11ri1• .\'a-
:.ioni "· E:0so \'iene apprornlo ad 11 11animil~1. Il PRF::,lDt:NTE pone in d i~c ussione i m elodi d 'l'Sarne d e l S1:,l l'1na ra. sale e vasomolo re . Nc!'s nno prend i:! la paro la . li Pm.;srnENn: me Lte in disc11ssio ne i m elod i pe r l'esame d el la \'l::'l~Grwfrniuo e,;i,o n e le pr in<'ipa l i q 11rslioni che d o\Te blw ro l'sserc r•· soll~ cl'accordo fra gli all ea.li. Rowntrc,· espone il concello arne r iclonO. . Lernairc dic.c cli(• in Francia ~i s0guon o gl i slcssi crite ri che i1~ ll~lia. P arlan o an cora s 1111·ar·gomcnlo l1,·11d, J-'fl{ r lt'i, .tl(Jga:.:.otti, Gwll1rr 11. IL P11t::,, 11••:NTE me lle in di:;c-m,s io nc i 111C'lodi pe r l'esame ,·es tibolarc ed lJln-r ino-iatrico. . liradn1ign o:::ser,·a che mancan<, i dal i fisiolog ic i pe r fissa ~c rH11'.1 1 camenlc i ,·alo ri di icione ilit, fa Yoli !'Ile g li sl1 1di su lla fun z io n e , es 6 boia re ve ngano init'ns ifir ati. Cred e ch e o ra s i possa solo p rel~ndt'.r e ui~a 0 51 pcrfe tln pe rdclù tubar ica C' n a.,;alc ed C'Spri111e il parere eh<' e ro P \ . 1 s tabilire solo co lJ'c::.ame nc llil campana pneumatica . Sull'a rgome nto lerloquisco no anco ra : i Rot/111/rl'I· e G1111lain c he legge una rl'lazione falla dal prof. f oy Sll metodi frances i 11e r l'l':<a me oln ri nosco pico. Il P nr.s wr.NTr. tog lie la s!'dula alle ore 13.
et
PARTE UFFICIALE
\'Il. -
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SEDUTA POMERIDIANA DEL 19 FEBBRAIO.
La. seduta si apre alle ore 16 nell a sala di via del Tritone, 87. Sono presenti i sei:.'uenti delegati: Rho, Gradenigo, fl cr/il::,/ca, Galentti, Gitillain, Lcrnaire, .4.rnbard, Garsau.c, H cad, Dreyer, /llarlc, Bogg.,, Rowntr(:e, Voncl.:cn, Agga,;,:olli . Sono presenti i scgurnt.i delegati aggiunti: Breswmin , Casarini, Di Nola, Falchi, Grtw11ont, nankPn, .-..·r,morini. Prende la Preside nza Gra(frnigo, elle stigmat.izia J'alltintato contro Cleme nccau e apre la seduta m eli.endo in discussione i metodi di esame per la rrazione psico-motrice. nr,·y,·r raccomanda che in seguito vi sia uniform ilit rra g li alleali n ell'esprimere i dati numerici negli · esa mi medico-fisi ologici e presenta il seguen Le votQ : " La CoMm.·i ssione fa voti ch e in tulle le cmnunica:ioni inerenti alla 11-1edicina dell'A ~ronrmlica i dati rmm.erici. siano r:spres i nel s1stenuz metrico e nelle mi ure 1frri111ali. Parl ano sul l!;'rnpo di scella .4 mhard, Herlit:.ka, Cui/lai11, Lcmaire, Gradcnigo, Dr1·yer, lfrard. Il PRt~srnt:NTE a.pi-e la d isc11ssione sulla possibililù di compilare u n elenco internazionale d elle imperfezioni ed infermi lit sulla guida di quello itali ano . Guillain non crede possibile farlo nella presente riunione perchè bisognerebbe passare in ra,:,:egna lulta la raLologia. Parlano ancora s ull'argomento Garsanr, Drcy,·r, Hcarl e Grtfrofli che spiega l'ulililil del'l'elP.nco pror;oslo dai delegati i tal i ani, che patrii essere preso r,ome g uida , ma n on può essere dalo come regolamenlo. Le11111ir,, s i associa. Il PRESTnENTt; apre lu discm=sione s ul seguente ordine del giorno : « Organizzazione sanilRria d el l'aviazione in riguardo alle responsabilità · medico-legali .
•
Galanti rnrrebbc uniformare. l'elenco alle varie legislazioni e alle esigenze d ell'av iazione ci,·ile. L Pmain' crede cl1e pe r poter discutere l'ordine del giorno presentato d a l PRESTDENTE occorrerebbe avere un codice intern azionale e ritiene si d e bba rimandare questo argomento ad alLre riunioni. Propon e venga isLiluita una Società fra: i c11ltori degli sludi sanitari d 'aeronau ti ca e legge il seguen le statuto: 1.0 E' is tituita una « Socielù. » di studi medici a.el'onaulici. 2° r\ d ella a:::sociazion c p11ò essere ammesso chi s i inte ressi di questioni di aviazione e elle ne faccia domanda, colla presentazione di due m embri. L a nomina si rarù con votazione a scrutinio segreto. 3° La socielà len ~t una o più riunioni annuali. ~ 0 Ogn i anno sarà messo all"ordine d el giorno una ques tione medica rig uardante l'aernnaulica.
1188
PARTE U FFICIALE
5° I l Comitato direttivo sc ientific-0 della socielà comprende: 1 Pres idente, 4 \ ' ice-Pre5id rnli, i Segretario, 1 Tesorie re . 6° La socieliL 110Lrh nomina re come me mbri onorari le persone che avranno res i s peciali se rvizi all 'aeronaulica. 7° Gli s tatuti potranno t>ssere riveduti e modificali nelle riunioni gent' rali a nnuali s u propnsla di almeno due membri . 8° li contributo unnuale è fis;;ato a lire 20. L 'assemblea aµpront lo s latulo. l ,cma1re propone c he l'assemblea pèjssi s ubilo alla nomina del ComiLato Direlli vo. P e r acclamazione vengono nominati : Guillràn Pres idente; Tfrad, Grarlcnigo , Boggs, Fonckcn, \'ice-Presi · de nt i; Aggn::,:;olfi Segr etario; Gaumont T esorier e.
lfrrlit:;ka c hiede se la Socielà sarà inte rnazionale. Gaumont s piega elle non può esserlo pe r ora. f,t'niaire presenta il S<.'gue nte ordine de l giorno: " /Ji Cmrmii ssi on c riunita in Roma fa voti ch11 n<'ll'1'vNitualiftì di ww ./1•gislfl:;ione int crna:;ionale aerea da parli' della conferema della pac,, i Governi inl,•rpellino i n p roposito il Comitato della Socù,tà di .·ludi m<'dici. aeronaut-ici ». E ' appro,·alo ad ununimilù. Rho è spii;ernle di non a,·cr polulo assistere a tulle le :;edule 1: ring razia gli scienziati inte r\'e nuti , s pecie quelli este ri , pe r il rnlido con· t r ibuto portalo ne llo s tudio dei problemi sanilari d 'aeronautica . Rin· g razia in modo s peciale Gra<Lm,go e Galeolli pe r quanto hanno fatto per . la m a rina. GwdN1.iqo c hiude il congr esso con un discorso n el quale rias::ume 10 brevi lratt/ l'operalo e ring razia lutti i presenti per l'opera sapien te che hanno dato. La seduta è Lolla a lle ore JO.
L UIGI PALMI ERI gerente.
(2 554) -
19 19 -
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Stabilimento poligrafico per l'am.m inistrazione della Guerra
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina mli/tare ROMA -
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La lotta antitubercolare nell' Esercito. - Un volume di pag. 9fi <·on s tàvole .
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Giornale di medicina militare Diretione cd Anuninistrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Yia XX Settembre - Roma
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. li G/011,ale di 111cdicl11a mili!o, ~ si pubblica il primo giorno di ciascun mese, in fascicoli di sci fQG'li di st ampa. 2. L'ablw n:uucnto è annuo e decorre dal 1. gennaio. 3. Il p reao dell'abbonamento e: 1.
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4. l.'nlibonamento uou d isdetto prima <lei i . <lieemurc s'intende rinnovato per l'anno stt<~cessi\'O. '5. 1. signori abbonati militari in elTettidtà <li serv i1,io possono -pagare l'i.Jllpono dell 'abbonamento per mezzo dei rispcuivi comandHnù di corpo !anche a rare mtusili). 6. Per i soli ufficiali medie' (dc'l'lisercito e della :\!arina) è ammesso un ABBON.~ · MENTO C U~IUI.ATIV.0 al OioN1ale di m e dicina 111itit,1re ed agli A.11nall di medici,r~ navale e co/011ialc a l prezzo di L. 1S annue. Per oneuere tale abbonamento gli a~b?nau del Glorrrnle di rnediciJ1a ml/ilare devono far pen·enire direttamente L. 6 all'ammrnr 5 lrazione degli A1111a/i [presso il Ministero della )lariua). . ;. A.i librai si fa lo sconto del , ~ per cento. ma sollanto per gli abbonamenti ~elk persone e deg!j enti n on militari , che nun possono fruire della faciUtaziòne d; cw ai
nu.·5 e 6.
NORME PEH. · LE P UBBLICAZION I. r. I lavori originali, le note, le riviste - <lauilografati o scritti a mani) - rlevono oc· cupan:, un solo lato del foglio ccl essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa .sp<· eia le rac<'oma1tda7.io11e che quelli se, itti a mano s ia.no 1H:'n leggibili, µer modo cl.i evttart ogni dubbio di interpretazione. In caso c()ntrario, la nirczione si vedreb1'e co5lretta n sospenderne la pubblkazione. 2. Salvo cas i ecce7joua li ssim..i, la correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione, a.uzichè tht~li autori. per non vincolare il lavoro tipogrnfico ngli inevitabili ritardi po· gtali.
3. Le spese per itli estratti e que;:e per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a c3.rico degli autori. ( nte· 4. Gli cstrnlli son o di due tipi: - Tipo A. Con coperli)Ja in bianco, sen~.a rotatn· 3 5 spizio, e colla impaginatura e numerazione del fascicolo. - Tipo B. Con copertU1 pata, fro ntespizio, impagina.tura e numerazion e speciale. . . A. senza Agli 'autori d elle memorie saranno concessi gratttitamente 50 ealraltl, upo cope rt ina. dalla se· re r l'C\loro che n e desidetA!--sero un numero m:lggiore, il prezzo è regolato
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/~/J Per Leonardo da Vin[i nel IV [entenano dalla !Da morte Pubblicazione mensile
GIORNALE ..... DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di medici11a militare: 185r-1884 Giornale medico del Regio Eserci to e della Regia Marina : 1885-1895 · Giornale medico del Regio E sercito: 1Sg6-1907
ANNO LXVII ~ 1919
: ,:'i:~. .•
I Novembre
Direttore: Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale ;nedico.
Redattori capi: Pro:, ALFREDO BUCCIANTE tenente co' onnello medico.
0
I Doti.nelloARTURO CASARINI, tenente colonmedico.
Comitato di redazione: ~\~ D UILIO 0
BALESTRA, maggiore me· Prof èESARE BARILE, id. id. Prof: ALF Prof. Ros~IPN°0 BCEVACQUA, id. id. nello id IAURI, tenente oloni Dott. PLACIDO CO Prof. fERDIN NSIGLIO, id . id. Prof. GIOVANt~DGOR DE NAPOLI, id. id . Prof. GIOVAN IXONI, id. id. BIANCH I i~I ~ATTISTA MARIOTTI - -
ROM
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A_ p
1
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Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colonnello medico. Doti. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, CO· lonnello id. Prof. AMEDEO PERNA; tenente colonnello id. Prof. SERAFINO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Doti. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
Direzion e cd ammin i strazione.
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alazzo del Ministero della Guerra - Via XX Settembre ROM A . 1 l•tct"~o C...'an,s, .eornzafo/pn,,, · ,d . 1,,f!.tfb, _~llc,·c,. "' ~ • ~ ri1•olurs/ DIRETTAMF.NTE nll'lffilt1/J delrl!MO n Inie servi;do - Roma, Pe
SOl\IMARIO
Per Leonardo da Vinci nel IV centenario dalla sua morte .
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Puy. 1189
Angelucci. - La ~ maniera » in pitturn e le leggi ot.liche di luci e colori scoperte da Leona rdo da Viuci . . . .
1'011· !liii
ME~ORIE
Bilancioni. -
ORIO IN ALI .
La fotH'tirn biologica di Leonardo da Vinci
de Toni. - Una da Vine-i
ricetta medica nel e Codice Atlantico ,. di Leona rdo . . . . . . . . . . . . .· . . . . . . .
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1217
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I :!41
»
1271
P
I2i 9
Bilancioni. - La g'.'r;i.rchia ckgh organi dei sensi nel p en.,iero di L eonardo da V w c1 . . . . . . . . Anile. -
L 'anatomia di Leonardo da Vinci .
Hops tocli. -
Leonr. rclo e i manoscrit t i a nalomici-fìsiologici di Windsor
Ql' ESTlOXI D' ATTl'.UITA', VARIETA', KOTIZIE Trombetta. - Problemi dir t t rici. . Curn1turn d ella faccia ante riore . . . : . . . . . . . . . . . · · della coi nl'a
Per LEONARDO DA VINCI NEL IV CENTENARIO DALLA SUA MORTE
.... He11chè queHo non ~cr n1 alla pittura , pure io lo scri,·crò _per _la~cia r~ men . c<;>se · i11die tro . .. , ch'alla 1111a 11ot1z1a sia poss1b1le . ( Trattalo dr/la. pitlu.-a: - Libro , ·r, pag i11a 396. - Roma 1 7 1 7 ).
7 7 _ Giornale di medicina m i/ilare , f:l,c. XL
1190
Pl:R 1.t:n:-.ARDO DA Vl:-.•: J, EC:C.
L1·011r1rrlo da l' inci, l'i111·rntorc 7Jr1·1·or ,·, a <frlla (ù.:l Tain,•, di tullt' le ù /ei: t: di tute lt: <11riuMIÒ 111 1Hl1•n11•, il (J1' 11io univl'Tsafe e s ullilè, ce rrat ore olitario i: insa::,wbifr, ch e sp111 sc fa sua di1·111a:io11<' ollrl' l'età ~ua, fino a ragg1ung1•r1: qualtlw culla la nost ra, duJIO quattro secoli dalla sua ·11,ortc, l'ir e ancura f'l1·mo fra noi, e la .rna figura si erge imponenti! e 111(1('.<l o sa, c111alc .,11,wrl,a 111canw::,iunc dt'l gc1110 d 'llalia. S et d, dicarl' p1•rf'iò qw•., /1· 1ir1gùu· dr/ nu.,·tr1J 9ir,rn.al1· al sommo f' i11 ci"1w, r lw viaN1,u· al l'u,·11ri rii ric1Jn1p(·1•r,· ,.,,1111· 1111a ii,cama::,iunc dl'/la clhi11itcì ~tilla ll'fro, 1w11 ci è sn11/ir"lo d , digrnlir,· tlol 110., tro cottstff/1> Ct//11111 i n o, 11i· di rart 11rr• i f'011/i11i 1ld nos tro r a1111111 1,1odest o, fac1'11 df> 0111:rrt di erni a 1-r11di;.iunc ~,orita. L ' 1111i1·1·r,1tli1à di'/ {ìt·1110 di L,:onardo, ch i· ,,,1 :mu orchio scr11la/r,r1• ahbracciù llll/11 la 1/fl/ura, la sua m1•ra1·i:1liusa f1·c 1111d1tà di inven:J,mi· c,111.~1,11/0110 a ,,urudi s1 i11t1•r1·.,s1111f/ rii art·· (' cli st'Ì,•11 :,11 di rintraaif/Tf' 11,•l/'i111·so11ril"l1· 111i 11i ,·1a t/1'1 todici, 111<111flscrilli 111·{/'111r/P cif rahile scritt11ra a ,·p,•cthi,~, e c /11• tos1i t11i,ro 110 11n gigrwt,·.,ro frr11111f1,·rlf() di 1111 t iln1,i('(J lo1·11m d i,, p,•r s1J P .,·p,·rt/1110 111•/ l((Ufldu, le,,,,; di sii/Ilio <' di indagini 1)1'r le l r/(//l'Tir prr·di/rllr· . .-litri in 1111·s/o rito r rn,:.ll hanno ,/1·01111,w·n/1· r111,11111·11111ralo il vit/lJr,· d i .l! onna u ., 11 di'! (iio1·011do, il m()ddlatnrr• dr/la s/1111111 1·q11rstrc l"'' F ranrP.,co Sf<1r:.<1, l'//rch i t,·/1() 11,,lla r 1111()l11 d i'! i/11,11(1() rii Milano. A ltri hllnno rif'l·or11 to in L 1·nwrrdo /'iwr9111·r1• ('(',-/, ·/ito 11c i 11llri rrtmi d,•lla 71ro,1)('//Ìl'f1, ,/l'/[fl 111rcc1mira , drll'idrr11diro. dr'/lll 111nr1·0/ogia: altri infìn r• !,, han 110 rirr11·1/11to r,,n11• vrrc u r.,ore di OJ ni prr,IJ rr•sso, la,ito dl'I fo sci<'11 :,,• fi., ir-h1• in g1•11,·n·, l/oll'idrnstr1tir·r1 1,trw•rostr11i,·11. dal 1,1aq1wtis1110 alla 1,•r111olc,_qia, dalla rrogra(i(( alla co.,111{1gl'flfìr1 e fll/'aslrunomia, quanto d,·/fr .~cil'll: t' proprir1111rnte i/('/1(': la botr111fra, l a chi mira, la ;oologia. /rr grologia. la J){ll1·nntol()!,ia . .\'è 1111•111.1 drJ1•1•ro., a tu 111111,·11, orrr:,il) ll1' 1,11•ri 1,•r,·hb1• il J'rnri co111r ?rlll •'st ro n,·l/'art,· rl1·flrt g111·rrn, t'1'r(in11·111r· (Jn1iafr 111'[ cos/ruirr panli frgg ,·rissi111i e /orli, 111•1 p r ,·1111rr,r,• ,11arthi1w ,. 1,1i111• " /Jf' r r11i1Mrc• ogni r or·r'l o forlt':,:(I 11; 11,•/l'fl/J/l r;• , trir,• hu11i/l(lrr/1• 11,·r lontiarr sassi, nl'l costruir,• Nirri 1/'ar /1 11/1,•1i11, 11,·I/ ir/N111• mortai , passn1•()/a111i, 111a11grmi, trabicrhi: nel c1111r11·q11r1T1' 11110 ~11 ,tn dr 1nitrr1glinlric:• anim111a dal cundcn.<ato r117w r c ; 11t'/l'i11n·11/(lr1' 1111 ()'!'t/1·(]11 0 , ,i/1nN/111·0, r ii,· 1·gli p1•rà 11()11 vollr 7J11h"1icarP I' dfr1il!tfll'I' " p,•r 1,, ìl/(lfr arti dr/li h om ini , li (f/1(1'111srrPbbrm li rr.,sa.<sin<11111•11ti nr•i /0111fi d,•' ?ìl(ITJ col ro111p1•r1· i nm,ili in fondo e S(JJrl· mPrgrr/i, insi1'1111' tflfli h olili11 i r ii,· ri sono drn tro ,,; n,•ll'applitarr. infin,· {() s/udio s ,tf 1•ulo r/,[i/i 11tr "1li r//1(1 ci111·111alil'a 1' dina111ita del 1•r,/o, idPanrln le pri1111• 111arr h i111' 1•olanll a 1111•:,:,o di ((/i, 'Y/1()/rire la for:,a tfr ll' 11m ,10 . ,, v1,•tr,rr1·ndo rm1 occhio r/'aq ,,i ta i mirar oli d rl/'nvia:.ionc. l i Giornale di medicina militare con ., ocra q11,·st c 7Jft(Jin<' a t conardo h iol r,q() P n1111tr,,t1ir o ~{Ili 1\ <' ,1,, il pri1r10 a tra lla.rr la biologia m et odiN1mcntP. nr,n l i 11ii /rllìdn , i alla u1ln. ns.<rrr11:.in11 c ri<'i fcnmnrni, 7Jr.r qun11 /r; .< rr1111,,/,,., (/ r d 111' 11/(I, 1,111 a1;prof/011rlnu/r, /'i111•1•.,· /i(1a:.io11c nl'l campo r/,·ll'ana/i.<i ., w·ri 1r1, 11/"I,· r r ,·rranr/11 non .<olo rii " 1•,·d,·r,·, n1a di ,( flJll'r urr/,.,,. ,, ro n h rJ.,t i1111t1J rivor,, ,,. .\' j, ,(i 1111,ì n 1r1 r 110 rii r,rl)/lnstrrr n r•l J'inci i l I 011 . t!atorr d1•//'r111al1J111 ia siir111i{ir(( , e,s,•111/0 r ~tfi stato il 11nmo (lr/ in au yu-
PEH l.[0 1\ARl)ll D.\ \ "I !'<C l , F,(;(; .
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rar<' l'u:;o d,·{fr lnrol1· (111r110111 it h,·, (/i.,·1·:.111a1,• da! 1·,·rn ron n,a,10 d 'ar1i.,·1a e con rsalt1·:,:,fl 111,•rari'lliu., a, ,,ti 111:1·nclu i11lrodl)llo nt'! m t'lodo ddl1· diss,•::,ioni la tecn ica i11di.,µ, ·n.,abtle" p 1 r trucar<' la raf]ÌO t11' detta t'ila ». Non ,·arà adullf/llè up1·ra e/,·{ llll/(1 i11/r11lf110.,a q11,·stv ,w,tro modesto 01naggio ( 1) a/l"{.;01110 clii' s1•pp1• rrtccu~,/1,•r,• 1' ,i11ft'ti:.:.r1r,• t·u ltu lo scih ile 1anano t' chl' non di., d, ·9111ì d1 ch iw,wr.,i cc fig!i11ufo d,·/f" e,,,1,·ri1•11;a » . R t:ndiaow (f11i11,/i ft, f)nì. .,·,•11/it,' (]rn:.i ,• ayli ,·(J r, ·qi 1:(Jl/ahnrato ri , c he
,4dt: ,,.111/,, 01·111il 1111·11!,· ,i1r i II ri/11, han no 11ur/11/o il /11ro prP: i oso r·o11-
tri buio 1/i sci, 11:,i 11/i ,. rii m!isli. ( 1 \ !,Jt11::-1c p:u:in:: dci\'t.·,·ano , e dl· r l:1 l uce th.: I fa:-cic41lo òcl 1n i\gg-io ~cor....o nlla ri co rre t11.a d t"ll n tnnrtt.: tkl ,01111110 )I~t:':-:.tro , ni:, pvr im pn·..:.cindibili t·$ig:c.:nzt: tipogr:i· ficht:: e z i11cog rati dt\; :-i t:. ,lovn to rilanl:.trt' 1:t p 11hhJic;a1.it•w.: ò 110 ad oggi {S. d. N .} .
MENIOR I E ORIG I NAL I
La " maniera ,, in pittura e le leggi ottiche di luci ecolori scoperte da Leonardo da Vinci p e1· il proì. Arnaldo Angelucci, t l'nen(<' colc!lln"llo rneclico dir,• tt o 1·c d t· lla <'li n i<·a oc11li~t i,·a , h·ll>L H. L'11 i \·..1·0 i t à di :"\apu li
Ya~ari ch ia ma i"u pe1·a di Leonardo da \ ·i nei ins tabile e \·a ria: Yi si o s.,.ae n ·a il continuo a111o nJ d C' I n11rwo, il pnrr~ man o conlemporanPam e n te a la rnri ::;pesso di di ver"a i ndolc, i pi il dei q ual! resta vano incom pi uli; pel ,'<Hn111 itlL·nlL', anl'l10 a llo locato, non a ,·e,·a ri.!::uardi. Coi m ess1c• r i d e lla S ig·non a Pollai11olo rnppo i l conln.1.Llo d opo una settimana; J'accetlò Leonardo nel fl'Lbra io H78, percepì 25 fiorini, iniziò l'opera; la car-pella d1 $_a11 Bcrna1do al Palazzo attese il quadro per c inqu e anni , fin r hè Lon·nzo Pier Cosimo dei :\h•dici, p erduta la pazienza, l o commise ul tj h irlandai o. L' in slabi li lit di Leonardo era un cor ol lar i o immancabile d ella vastitì1 d e!le pr0prie idt•,1zio11i; e,:sa poi è d ifetto u s uale negli artis ti: il soffì o creatore scaturisce a sprazzi dalle psichi irrequiete, dalle menti senza ri poso che non attendono e seguon o una manifestazio ne artisti cu, rrra la ricer cano e la provocano. Non altrimenti suona questa frase d! Leondl"do : 1111 11it1ore non d e ve imitare la maniern rii un altro affìnchè 11011 v,·n~,ri rill'nu/o nipn/e ,m a fi glio dPfla natura. In altre parole ogni arlista d eve tendere èlll'ori o-inalilà, che rie,;ce eq uilibralti n elle m è nl! calme, ricc he di idee rin : ssive; mentre , di s<,,·ente, f' s trana ne~li impulsivi. Da qui la manie r a.: cioè un rapporln pe rsonale tra l,t psiche d.:'ll'artisla, lo impressioni che questi t·iceYe dall'ambiC'nte che ritrae , ed i mezzi pittoric.t con cui lo e::;prime ; prnpria e carallerislira, e:-sa rnria con le vicende, col carattere nell'epoca. con le con I ingenze d 1:llo ;-pi rito e rivela nel quadro la data ed un nome.
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L.\ « '.\ IANJE:R ,\ » IN PIITUR.\ t
Lt LEGG I OTIJCHE, ECC.
Assillata alla ricerca del nuorn e dell'impressionante, la psiche del pittore cade talvolta in atli che · sono o sembrano bizzarr i ag li occhi profani. Leonardo attingeva IP ispirazioni artistiche an che d a d epositi ignoti, csservava lungamentr lt• Yecchi,~ muraglie coperte d i polvere e le pietre ; vi esumarn lince e frammen ti di paesa.g gi, battaglie, linee di fi sonomie, lacin ie di nu vole; da qui la prèt isione impressionarle delle stalattiti e stu lagmili nella Madonna delle rocce (Louvre). L'« Angelo» che, seconrlo Vasari, dipint:e g iovincllo nel quadro del \'errocc hio, portava di gii1 incisa la frase " fati• il nuovo non imita te », ma ciò che più monta, nel lo stridore dei due stili (lucsto Angelo car,-
Fl[C. 1. -
L1-:01" ,\IWO - L't1nm11lc lazlone di Mario Ve rgine.
cella a rditamente le ultime reminiscenze aréaiche della pittura italiana d i già avviata al senlimenlo pagano anche nelle m ani festaziol"li della fede . Invano la virtù di fra Giovanni d a Fiesole tesseva l'arte sacra di fiori, cherubin i, canti e preghiere ; Filippo Lippi, il frate mond ano, rompendo og ni tradizione, lineava nel volto della Vergine An nuni iata le grazie pagane di Lucrezia Buti o di altra amante. Fra l'opposta tendenza Leonardo impegnò lo spir ito della sua frase; impresse nei soggetti sucri il fervore del sen timento cristiano; man tenne nel d ogma il misticismo primiti vo : nella sua Annunciazione (fi gura 1), il paesaggio è semplice e puro, Maria e ,l'Angelo ullra umani sembrano tratti dal sogno di un apostolo, con idealismo da neofita s imili ad improvviso sprazzo di l uce Ira le nebbie di un'epoca tiepid a d i fede. Artista profondamente meditativo, in poc,_<;esso costante di idee p r e cise, l'occhio d el suo s pirito peneLnn·a nel soggetto come una. la.ma; n e i ritratti delle s ue donne balzano lim pide o Iii'ichli! con assoluta intens ità di espressione le inrlol i e le note dell'anima. (fig . 2) ved ute o ideate e
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LA « MAN1EBA ., IN PJTT t: RA F. I. E LEGGI OITI CIIE, ECC.
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sorprese in un al.limo solo, come nel volto riserbalo di Monna Lisa (flg. 3) il sorriso, fo rse, provocato dalla musica. La Cena di Leonardo attinge una insuperata purezza di slile e di ideazione; frementi di orrore g li apostoli, li ag ila l'ansia di conoscere cht tra loro avrebbe tradito, perfino i loro piedi espri mono sotto la tavola imbandita il sussulto df: lle membra (flg . 4). Nella scena tragica solamente il volto del Red entore è calmo, e divinù nella consapevolezza del sacri-
Flg. I?. - LEOSAnoo - Ritratto esprcsslw, di donna detta: L<, !1-lonico.
b"ig. :i. -
l ,EO:<.\RDO -
Lu Giocon d a
· flcio imminente. Il dipinlo t ealizza con equilibrio ed ampiezza struordinaria tutte le speranze attese nell'arte dai marstri italiani della RinasMnza ed iniziate, con pazienza toccante e candore di fed e, da pennelli poveri ed ignoti , dag li artisti d elle catacombe nel silenzio delle notti sotto l'incerta l11ce d1 una lamr.ada votiva. I neofiti scendevano nella cripta con mezzi modesti, poche ocre per un muro fresco di Clllce, e forse quei m ed esimi che dipingevano le tombe romane della \'ia latina, e del scpolcr0 d ei Nason i, Lutti avevano ornato le case patrizie e le Terme . L'arte era in decadenza: a misura che lo spirito greco s' infiacchiva sotto la corTuzione romana, i dipinti perdevano l'aspetto d el basso rilievo , d erivante dal culto ellenico per la scultura. Il colore aveva a5sunto impasti provocanti allorno ai ca-
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LA " MANIERA» IN PITI L: RA E LF. LEGGI OTTIC HE, ECC .
pricci d elle immag ini chimrcriche. « l"incuria ha 1Jf'rduto l'arte », scrive Pli nio nella sua storict della pittura " 11 0 11 si sa più dipinr,ere le anime P si lrasr.um L'nr/1• di dipingere i corp,. A. eh,, parlare d ella gloria di
un'arte morente?" · I padri di origine semitica contrari all'ellenismo ostacolavano il cullo d t:lle immagini, ma l'arle era così compenetrata nell'animo romano, che forse con un gestp ribelle o per concessione le figure umane comparvero nelle camere sepolcrali. L'iniziato comprPse che un'aura <li vii.a nuova an imava l' umanità; g li accarezzava le orecchie l'elegia dei sepolcri di Prudenzio « t erra
F!Jt. ~- -
LEON,\ltOO - Il C"cn11coln.
ric1·1•i nrl tuo .-,·110 nwt,•rno q11<·.,·t,, spot;li,· eh,· ti confidiamo; un g'iorno colui chi• lf' ha 71la.,matl' riconi7H·nsnà la tua 07,r,ra ». Egl i doveva rendersi d egno, come proseguiva Prudenzio ,, d i qu<'llc S1JOgl ie giacenti n <'lla vo!N•r1• d,•lln tom ba eh,· un {limno si lancù•ran.no nell'aria pef'. riunfrsi di nuovo ali,• loro anirnt· "· La maniera cristiana mantenne nella forma la tra.dizione; espresge con umiltà di sentimento i simboli d ella fede, le Yirtù, le parabole, le agapi natalizie connubiali e funerarie; i misteri , Cristo semplice e buono. La tecnica fu infantile debole di colore , talora monoton1t e incerta come il sentimento artistico d ella Chiesa. oavida della btll~zza sensuale dell'arte greca. Gli eiementi del decoro pagano sc·c·ni di illusioni nel cullo rl: (iiove si mutarono nelle catacombe in simboli cristiani; il penneJlo ornando le cripte simboleggiò con la vite la Chiesa secondo le similitudini degli Evangeli , con la colomba l'innocenza, col pavone l'immortalità; la fenice significò la risurre;zione e la eternità, l'ancora la speranza, il pe-
LA « MANIERA II J N P ITTU RA E LE LEGGI OTTICHE, ECC.
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sce Cristo. L'immancabile ribellione dell 'arte s·impose al s imbolo ed in tramezzò nella composizione a moretti pagani e gen ietti svolazzanti. Nel princi pio d el II secolo, nelle catacombP, di Priscilla (fig. 5) appare una delle manifestazioni più pure dell'arte c ris tia na : Maria col Bambino. La Yergine veste palliò a la rg he pieghe, un velo tras parente le cinge i l capo matronal e. li vollo soffuso di bontà è leggermente chinato sul figlio ingenuo, espressivo, Yol\o ali-:! genti ; una stella ed il profeta Isaia <'Omplelano questa !;Cena; gN·me slngnanle, nrll'atlosa di un 'epoca lontana, s imile nella semplic·ilù dt' lla posa e nel candore delle linee alle <>oncezioni d ell'Lrbrnall'. Dal l\" secolo s·inizia la lolla tra la decadenza neli' l m pe ro. in ogni sua manifestazione, o lo spi rito artistico e reditario che re$iste nella
...ig, :.. , ·-.~rgint• con IJombiuo. l"t1toc.•<nuh,· lii Prh,cllll\ ( Rouut.).
p siche romana. ·e1 mosaico di 8èlnla Pudenziana il difetto a ppa re solo n ella forma per alcune debolezze di esecuzione e su i dellagli . La scena è vasta e grandiosa . Attorno al Redento1-e m trono seggono gli Apostoli, austeri e casti n ella espressione, filosofi nell'atteggiamento, romani nell a posa; essi esprimono nei loro volti sentiment i sconosciuti fino allora nelle immagini c1istiane. Più tangibile di viene da ora l'adatlarncn·to d ~ll'a rle alle vicende p olitic he. Nel 4.02 Onorio a bbandona Roma e trasporta la rnpitalc a ~avenna; scendono i Goti ed i Vandali. Nei mosaici d i Santa Maria M aggiore, i personaggi conservano i costumi antichi, le figure sono r <:mane; l'a rte appare indecisa , i tipi e la forma pesante . N~l 'ff.O Od oac re e g li Eruh invadono l'Urbe ; d ieci a nni dopo i fiori e gli uccelli , i frutti dei mosaici del Battisterio di San Giovanni testificano ancora la tenacia di Roma per l'arte dei Cesari, superstite nei mosaici del B attisterio del Duomo di Napoli. Nel secolo VI a Ravenna l'arte diviene convenzionale, l a maniera v este carattere bizant ino, la formula imposi.a si iste nliva n ella rigidità delle linee, era dura, scevra di sentime nti , impa5sibile, oberata di oro e di gemme. P enetra nell'ar te quas i maniera futuri sta il si.mboli-
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d el colore . .\!e lla basil ica di SanL'Apollina re rosso è l'angelo che p resenta le pecore bi anche, azzurro q uello ch e g uida le maculale- Di bianco, tinctura ventatis, vestono Cristo, 1 santi, gli angeli , i veg liardi dekl' Apocalisse; il colore ctel fuocQ tinge le ali ed i volti d ei Serafini, dei Troni, d elle Domim1zioni, i corsieri, il mllnLo di Cris to; l'azzurro colore della n otte riveste gli llngeli p iù lonlani d all'Eterno , il YioletLo simboleggia l'oscurità , il verde la speranza. A R oma nell'abs ide dei Santi Cosma e Damiano, Cris to ha immobilità jeratica, occhi rotondi e grossi, sguardo fbso, la tuni ca ricca d i oro ; la figura grandeggia ncfll'azzu r ro dd c1Llo Ira le nubi accese dal lrnmonto . Le immagini lrnnno dign ilù romana; i visi angolosi, allungati, i sopracigli e i muscoli sviluppati Lrnd,scono modelli goti infiltrali nell'Urbe; vi è do\"izia rl1 colore, sfarzo di lt1c1o; n elle fìg-urc d egli Apost.oli l'energia dei movinwnli, nuont nell'ar te sac ra. t.c,:;tifica il c,,n trasto villot'ioso dcll'anin10 ideativo e inclnrile ct(-'(l"a rli:;ta al la r il!idi lit bizantina. Dal 7 17 ull"8lii i P ontefici d ' Roma lottano contro gli lconorlasti; Grrgorio Il ~comunin1 Ltone l' lsa 11rico. I! C0nsig lio di Nit1ca nel ii'<7 ed il Sinorlo cli Co~lanli nopoli ncl!"8l12, impongono a li'arle form ule p reciH· corris pondenti a ll·in\t'nzione d ei Santi Padri. 11 Cristo crori fisso di Santa ~laria Antiqua in n oma \fìg. 6), sqma gli orrori dell a ,·,.,gola cli(• a la11lo . degno mos,;e Carducci nell'ode dl' lla Chiesa di P olt.:nl1:L: s 1110
Il /1i:r111ti 1111 rro1 i/ìs.<o ntroet· ll<'(llt orchi liianrhi l i111da m ":1r•: ::;::;r1. /111 h1•s /i(l / i ti d1•!Jf'l11 ·rr11,1r11ti 1frtrorir.11t1• nl g11i::;:o rlr lla fìoca l1n11pada in 11111ri Rbbrnccinmrllli a111n·f i ;:,ol/o r d 111/1•rnv 0"//i sJ)11ta-rann ,mila 11ro. trr1111to gr<'ggc; di diNro al battist nio 1m furbo
piccol o corn uto diavolo guardal!rz
e subsmwara. Quasi \"erg·ognosa d el passato l'arte romana risorge nella stl.'ssa chiesa cti San ta Maria Anliqua; presso la immagine d ella Crocefo:sione giacciono dipinte con a rie da precursore, con fattura franca e rapida leste di Apostoli dal etino ribelle, d agli occhi intelligen ti pieni di verità e di vita. L'arte casalinga e monast ica dE.lla miniatura mani.iene le fMme d el I V secolo fin presso al X. Affidata ad artis ti letterati e solitari, trova la sa]\"ezza nei codici di Omero, di Virgilio, di T erenzio, di Discoride e nella Genesi. Nel triclinio del Papa Leon e III, a San Giovanni in Laterano, con buon e fallure a linee classiche e à ecise è ritratto Carlo Magno . Nel mosaico la cifra 779 segna in Roma un primo alito d ella Rinascenza. La. dissol11zio11e dell'Jmpero Carolingio portò nel IX e X secolo a maggior ùecadi: nza le lètlère e le a rti favorite dal grande Imperatore. S'i-
LA « MANIERA » J N PITit:llA F. LE LEGGI OTilCHE, ECC.
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mz1a nel secolo succes.:;ivo 11 periodo romanico ; i Normanni invadono il mezzogiorno dell'Italia; nel 1150 l'abside di San <:temente in Roma mostra un ritorno deciso alla prima maniera del Cristianesimo. A Santa Maria in Trastevere, le dieci fanciulle allineate suJla facciata, attorno alla Vergine, disinvolte nell'andamento èspnmono il desiderio di liberarsi dalla rigidità bizantina. Invano Gregorio VII aveva lottato per conservare la santit à della
Fig. 8. - Cr ociflssionc. Affrcs~-o l>izautino i n ,:;, }!urla uuU,1ua ( Ho,na).
Chiesa; la fed e decadeva; l'ingiunzione dei canoni più non spaventava gli ubmini , dubbiosi ddla etficacia delle rinunzie. Gli agi de.Ile cfi;S,tella, lle corti d,' ~nore, i torne i, le avventure epiche spingevano l'animo al culto dell',rntico. li sentimento tornava al paganesimo: marciavano in prima linea il liuto e la spada. Alle note poetiche di ,Ciullo da Alcumo, di Enzo e Manfredi, l'immagini a mosaico, alle abitudini antiche sostituivano tendenze nuove; esse da Santa Maria dell'Ammiraglio a Monreale semplificarono i loro gesti, variarono le loro espressioni, corressero le loro proporzioni , e, mentre la poesia rinascente anelava la forma greca, l'arte si avviava ad un ritorno supremo: alla unionè della forma pagana con l'ideale cristiano. Il con-
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L.\ « )!ANIERA » I N PITTL' RA E LE LEGGI OTIIC IIE, ECC.
cetto di F ed erico, fig li<, di Cos tanza, d ' ist r ui re il laicato per rendere libere le coscienze, s'infranse a BenP.,·ento. Dante n e raccolse il pensiero laico e in cise l'orror(' d c·lla profanazione del clero ang;oino· nel lamtJnlo di .\1a11fredi: Se il Pastor di Gosen:,a ch e alla caccia Di m e fu mosso per Clemente, allora A n·ssc in /)io ben frllo qu,,sta /arci<1, L 'os.~a del r.orpo rnir, sarieno ancorfl, In cò dl'l vontc 7Jr('S e> IJ cnever, to Sollo la ouardia dl'lla gra ve 111orr1. Or fr bagna la ])ÌfJ(Jl}ia e muove i l vento.
Lo s pirito n uovo, res tio ai d og mi non a lla indagine, lrOYÒ nella passione politica e nel pulrioltismo loca le dei piccoli s tati italiani il ger me più acconcio p er fecondarsi all'ombra d ella libertà d ei Comu ni; e il trecento, il secolo ghil.Je llino, unirn d clìnilirnmente col pennello <li Giotto la bellezza plas tica alla pillura. Col ritorno d ell'arte allo s tudio d el H!ro arracciaronsi difficoltà imp1·r,·c,cl11lc; ba1·collamenti !: til la relta ,·ia Q disingann i nei loro sforzi ebbero i maestri della Rinascenza fin o a elle, divinalr a lcune leggi sconosci11 Le, comprc~ero che nel quadl'o tul!o d c,·e adaU.arsi a lla luce di un solo istan te, che le armonie d el colorito sono infinite come gli accordi musicali, come il pensiero umano, che infine il quadro è una rid uzione della natura adattala ai nostri m :?zzi materiali e scientifici. Questi cardini di arte furono sl·,si ria Leonardo da \'inci in un t rattato orn la tecnica è condotta s ul la via delle ìeggi fi siche e la pittura su basi di sc ienza. Ai ternpi di Leon ardo, gli artisti rilcneYt1no d el'ivare l'aspetto plastico d ella natura da l va riare del colorito, d el!e luci e delle ombre sopra g li oggetti , e. come scrive Leonardo , crufr1•ar10 s1iess,: volte in disvera· :,inne nf'l/'imilarc· il 11(1tu rnlc, vafrndo non a1•1·r le loro pilfure, quel rilif'l'o e ,,i,.acità. delfr cose, vPduk nl'llo sw itcltio, t d allegavanc, non aver colori al.fi al bi.wqno . .4 cru snno, soggiunge , l,z loro i(fnoranza non la raoionf' pP1ch t' 11011 la conoscono. Jrn.7iossibilt' /.: che la cosa dipinta appa-risca di tafr 1ili1:110 ch r $Omiqlia al/(' cose drllo svr•cch.io benchè l'una e l'altra sia i n supcr.firir. Ed in tal morlo argomenta: « s1 l'occ hio d'!slro fi s.,·a un OfJgello e l'immagine di qunto n ello spr•rchio, tutti {Ili oggetti sit11ati lungo la strssa linea di fi.,.~a:,ione, r1•strmo r.dali dal vrimo, ma t•rngonn_ v N!ltti appl'na l'11tra in giu or.o l'orchio ., inistro, perchè quest'occhio va!P. dell'arnhicn te e dell'oggrtto piani più estesi e posteriori a sinistra. /,'occhio rlr,,lro, mi·cce, scorge tu/li ali ogge ffi situali sulla lin ea 1;iwale d ell'occhio ,çinistro, a qursti na ,costi daltoqgetto vosto in nrmzi agli altri. In tal guisa l'i mmaf)ine ossrrvnta nello specchio ed in ogni singolo og{lt'llO d ella natura , innia a ciascun occhio un.a vedute prosprllfoa di{f('r('nlf': di qur.~tr. la dPstrfl r1•ca mn_ggiori particolari di rrro/ondità rlPl lato destro dcll'oggc flo, Calt"Fa dPl sinistro "·
LA "MANIE.RA» I N PITTUlA
t LE L EGG I OTTICHE, ECC.
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Nel 1830 Wheats tone gu1cl aln dalla s tessa idl'a i1wenlò lo s tereoscopio, ove due immagini si fondo·no in una veduta a rilievo . Il guardare con un solo occhio dice Leonardo « ostacola seriamente la sensa::.ione d el r i l ievo ». Difatti i' quadri guardali con un solo occhio acquistano di rilievo, sfuggrndot1 in gran parte, nel quadi·o, la mancanza di risalto plastico. Leonardn, PC'rd11la la sp2nrnza di imprimere al dipinto l'aspetto del riliern pn!sentato dagli oggetti, studiò i caratteri speciali e different i clw questi assumono qudndo guadagnano in lontananza, intuendo J'ler il prnno il segreto della dlus ione plast.ica in pittura. Il primo appoggio, a g iudicare de lla posizion e lontana e vi<"ina di un oggetto , ei:di lo trova in quel complt•sso di circostanze che in a rte s'intitola pro~pC'lti rn lineare. Lo sgua rdo allorchi! si p erde nello spazio, vede gli oggeLLi impicciolir:-;i in ragione diretta della lontananza e spostarsi Hrso le !1arti cC'ntrali del campo di Yisione. \fa quesla inter p reluzione può essel'e fal lace, e bene a pl'oposito rimarca Leonardo : " L'O(J(J''/1() qrande lO'l1lrm o, e 1'[ 11ir·cnfo v icino, invia 11ff'occhio 1.m rmqulo r/1 U(Jtlflfr qranrl1•::,3ft " · Leon ardo Yince questo ostacolo, e richiama l'allcnzione dC'gli artis ti sopra d ue fa llori naturnli facili ad essere rir0rtali nel quadro o,·e esprimono in m odo assoluto il carat tere dell ~ cose lontane . il finito , eg-li dice, 1w11 accorda con la distao :.11. r:a!trn fatt nn' è la t;·a.,;p,1 renz't dell'iitrnn,;ft'l'a. !.'aria. seri\'(' Leonardo, f/ll{lllfo 1}11ì ro11fìnrc rof!a l l'rra 11i(wa è r1ru isa e quanto 71iù si IP1'ft in otto, i: sr,llife e tras7J(uen te COi/Ì rf1•1/1• rose basse poche 11e vedr, e nf'/lr· ved e /,· a/tr,•. Arl1111q11c tu villor,·, q11rwdo fai l e mnnltt(Jn C, fa eh,• di rnllr: in C(Jl/r lt' a!/1•::,::,r'. sillno viù chiar,· rf1,fl p basse::,ze e q1wnto 11iù si fr vl'rà in rtlln 7iiù mo.~trrrà la vari,.tn dl'lfa f orma, del colnrc e 17iù srrranno l e C1JS1• l on tr111e 11iù np])ariranno a:.;;urre. Cosl (!,,tfa variPlà dl'/l'arirt si prFson o ronr,srrrP [p dil'cn" dislan-:.r dei vari (' 1/ifìri chi' 111 rr,rr,·sti r1•n d1°rl' in 711/lura t' /ami 'il 1iri1,10 ,•difì,cio di>l suo colnr" , il più lr·n/r,nn [(I/lo meno 7irr,filnto 1· 1>hì fl::.11rro: e quello che nwi sia cinque v olti' JJiÙ lontano, fallo cinqur• 110/ll' JìÙÌ. azzurro. L'az:11rro dell'aria, egl i prosegue, nasce dalla gro.~sp:,::,a d,•[ corpo dell'aria ilhlminata interposta tra l e ,,.nrbrr mv1·riori dl'lla trrra e tanto 'f)'iù bPllo sarà l'a:.:.urrn qwmtn dirtrn ad esse sarnnnn maggiori ter:i, rbre; r 1;rdrassi nri monti l nntani rh" hanno 71iù omhra essere più bello, prr1·h è ['azzurre, si <:omponc rii chiaro e di scuro in grande distanza. Partrciveranno più d,·ll'az:.urro quf'/fo 11erdure l r quali faranno di più oscura ombro.,itk L'atmosfera difatti si comporta avan ti un raggio luminoso come un m ezzo fisico torbido e tanto, come dice Leonardo, farà di 'f)'iù bello a::.:urrn q11anto diNro ad r ss,z sa.ranno maggiori ten ehrl' .
L'estrema comp<'lenza rii Leonardo nell'ollicn d ell'arte si r.ileva anche nell'intuito di questa legge: T,r firJ1trr' ilfumi11nlr dal lurru: particolnrr•, egli scrive, ,çono q11rllr rh1• si mostrano più a rilirvo di qurlle il,lurninntt· dal lmnP 1mfrrrwl" Se o~'ìerviamo da lungi vetri rossi, gialli , viola, verdi e azzurri, tenuti in sito da strisce oscme, si vedranno i vetri rossi, i gialli avanzars i, e ~li azzurri indielref,rgiare; gl' intermezzi di posizione saranno occupati dai vetri Yerdi e viola. Nel
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quadro quindi una adatta disposizione di colori può far risaltare alcune parli, altre retrocedere. Le circosttmze di natura vengono in aiuto all'arte: la luce del raggio del sole mescendosi col colore delle parti illuminaLe le fu. I.tudere al giallo. Nelle pa:·Li situate all'ombra inYece preva le la tinta azzmra d el colorito dell'ana; ad esempio, il colo r rosso di\'iene aranciato nelle. sezioni illuminate, amaranto in quelle poste all'ombra, l'aranciato passa al giallo nelle prime, il verde tende al giallo, l'azzurro al verde. Nelle parli risch iarate adunque predomina un colore che si avanza dal piano, ov'è posto, nell0 parti all'ombra un colore l'he da q111:slo rl'lrOl'ede. Da que::;to accidente di sensazione, io cred o. sorge la rug iont\ che fa aumentare di rilievo il q1tadro ossen·ato con un occhio solo. L"na data luminosilit ambiente scorta come è noto con lo sgua rdo bi11on1lare diminuisce S.:! viene osservata da un :;olo occhio; in questa ri rco~lanza la diminuzione di luminosità viene accompagnata da un altro ft·n om no, g li ogictli sembrano allontanarsi d i a lquanto dall"ùcc hio o,::sl'n·atore. Il (]uadro VC'd t1lo da un solo occh io pcrdr. cli luminosi là, e semb ra insensibilmenle al lontana r~i ed impicciol irsi nlli suoi det.lag li, t1tlti i s uoi piani 'pros pdliri danno l'i ll u~1one di aYCr s ubilo lra loro un leggt' ro allontanamento. Il less11t-0 di queste ,.;fu mature di Sllnsazioni è opera perft'llamente cer ebrale s11bordinala alla cooperazione 1·pciproca dei spns i ed alla conseguente valulaziune psid1irn dei fenornrni Yisivi affidati alla m emoria ottica. Ora, la parte della su perfi cie maggiorment e illuminala dit l'illusione ottica che es,;a a1·anza l'erso la luce: q11t'sLa illusione ha caraltere fondamentale; quindi dimin11ila con lo sguardo monoculare la luminositù d i que"la superfkie essa cleve di conseguenza retrocedere e trasci nare con se indietro t11tLi i singoli piani d<'ll'ambicnte e specialmente (]uelli più dimin uiti di luce ; ciò pos to la sr.nsazione dell'impicciolimenlo diYiene un semplice corollario ed il quadro guadagna di risalto pla,;lico per l'illusione che l'allonLHnamento avvenga anche nei d 2ttagli dei s uoi piani singoli. L'influenza dt'i mezzi torb 1 <l1 sui confini d egli oggetti corrisponde ad un principio di Leonardo: « Le fig11re di r,11alunq1te corvo parranno più rilcvnte spiccari• dai loro cam.71i sr nri ronfì:ni drlle suddrlle im.rnaqin.i si è ossrrvato fr dimr•1ì"ioni di r:hiarez:,a nei bim1chi, di oscurità n ei colori oscuri ". Leonardo scopre anche le leggi del colore complementare, cioè quel colore che sorge per opera dell'occhio attorno a.I colore naturale . e ne dà certezza con la frase : L'ombra rlci corpi ombrosi non è com11ag110A del colore dà lumi, ari e.~rmvio i lumi saranno rosse,quianli e v,:rdrrJgianti le ombre, Nei placi di tramonti , ov0 nimbi di nuvole rosso porpora si perdono in un padiglione di sm~raldo, negli orizzonti min acciosi ove sprazzi di luce gi,!llo arancio perforano le nuvole orlate di viola., la noia che rende ullraente e raddolcisce la scena, parte d ell'occhio, che c1·ea il Yerde s meraldo a.l confine delle nubi rosse e le cinge di viola vicino al raggio giallo aranciato.
LA « MANIERA » IN PITTL'RA E LE LEGGI OT'f1CHE, EC<;.
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Da secoli l'arte ne h11 avuto l'intuito; nelle tonibe elrusche gli abiti d ipinti in rosso spesso sono orlali d1 Yerde ; nel Museo di Napoli giacciono sei colonne pompeiane rivestite a mosaico, composle di fogliami che attornano la colonna a strisce spi rali; 1,t spirale azzurra è a contatto con la gial la. la rossa con lu verde; nel quadr·o di Raffaello, la M adonna della Seggiola, Maria pr.rta un abito riorpora, le spalle ha cope rte da uno sciallo Ye rdc, la ,·rste è azzu1-ra: il fig lio d 1e s iede sulle gi n occhia cinge un lungo abit,o g iallo. 1 colori di questo quadro sono calmi e abbassati, poic hè non pote Ya s fu ;gire a Raffaello c he i colori complementari s i esaltano n1essi a contatlo. 1 pilLori de i cubiculi cristiani nel vest ire l'alta riersor.alitit di Cri,;lo ricorsern ad una macchia di colore, simpaliea e di grande ef°fl'tlo, tln1 nide porp11rea, bleu if mantello. Helrnollz in 1111 s uo d iscorso c hiama r.ontrasto si1111tltn.11eo di Chcvrelll, i carnbi,urn·nti ta nto cono~ciu li a i p illori , clw avvengono nei colQri , d i d iversa Juminositù il biHnco e il nc1·0 co11qir·esi , posLi J'u 110 vicino all'alLro. Leonardo pa rla di ciò da oltre cinque secoli : « Quel riflesso sruà di JJiu spedila ecirli-11:.a il qu,1/e è vti/11/u i n campo di maggiore oscurità, r que/l(J .• arà ?l!l'/1(1 scn,ibil1• c/i P, si vedrà in campo più chiaro; e ~prs.~o na.,cr> eh ,: l,· cose di varia. osruntl1 110 t e in CO/\"TRA STO la meno oscura fa wrrcre te n ebrosa qncl/11 che è 11iù oscura, e le cose cli vana biancht:.:.a po ,te in contrasl.o la viù bianca fa varere l'altra meno bicuica cl;,, n on è. E appresso : la cosa bianca si dimostra più bianca che sarà in cam 110 71iit osrnro, e si dimostrerà 71iù oscu ra che sarà in cam po bia1u·o. I 1,,•stimenti n1ri fanno varere le carni dct simulacri più bianche clw non rnno , e i n i.,tillu•nti bianchi fanno po., rt, e l e carni oscure, e i vrsti1111•11ti girli/i le /011110 Jl(trt'ri: colorale, e le ve·sti rosse le dimostrano 7mll irfo " . Leonardo univa queste massime al!a t•3nde nza arLi;;tica d el suo int elletto s upe riore. ,t\;c risullarono tele ccce,.ionali d i g·cniali tà e d i eq uilibrio, quiete di colorilo, c,-prcssive e cahne rome quelle di R affaello; scevre di viol enze rnic hr lang iolese he e d ei pentime nti di Sandro Botticelli , l'elcganLe p itture della « PrimaYera » e dcllu belle Madonne dal volto velalo di dolore, che prLSO n el i;orgo d elle idee ascetic he del Savonarola, torna alla. ma ni prn dei primili\·i e c urYa :'l'ladonna e Santi in uno s pasimo d i umiltà. Se possed ere una manie ra pro pria consiste n el lo s tudiare, rilevare le b ellt zze, approfondire un $1.:ntimenlo piUorico ancor a poco emerso, Leonardo ne ha una propria nella delicatezza vaporosa dello sfumato pii.torico. Manie ra madre ricca di d e rivazioni nelle ombre del Caravaggio e del Rembran<lt, n('l l'indt'cision c d el rilievo srullorio de i quadri m oderni, n elle luminos itit di questi, nel pulviscolo arreso dal sole degli impress ionisti, n ei fu ori fu oco oggi cr.ri ai fotografi . Tra i d iseg ni di Leonardo la fig. 7 n on è il più bello esempio: tuttavia anche qui il fuoco visivo s i conrentra sull 'acconciatura del capo, il ·resto si pe rde in uno sfumato te ne ro che imprime alla fi g ura una soavità attraen le.
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LA « M ANI .EHA ,, IN P ITT{"RA E L E t.1::.GGI OTI IC II E, ECC.
Nella Vergine delle Rol'Ce (fig . R), il corpo dellu \'ergine si dilegua nell'ombra, come la spalla sinistra di Gesìi che benedice ; impressionant.e è il giuoco delle ombre nel corpo di Giovanni. Nello sfondo al rii là delle .rocce la luce mostra la sua gloria . Nell'adorazione dei Magi (fl g . O), i personaggi in secondo piano dopo la \'ergine sembrano tratti dal pennello di Rembrandt; il pu lviscolo luminoso degli impression isti s'infiltra per ogni doYe, le vaste distese d i luce in vadono l'orizzonte nei
•·!.,. 7 - LEOXAHOO - Disegno ddln coll~zio 11c di \\"!n,lsor. !~iani lontani . Il quadro la \'erg inl!, Gesù e San t"Anna (fig. 10), o ffre, nel clichét, a dovizia J"effoUo pi lLorico cJ.:Jlo sfu mato nella dolcezza delle penomb re, nella vaporositù d el chia ro scuro. La scienza dei colori nacq ue quando i problemi di q uesta ven ivano sciolti nei quadri del Rinascimento; g ioYò poi poco al p rogresso d e ll'arte ; insegn ò in vece quale terreno oscur0 e derupalo percorre l'artista e quanti sforzi richiede al suo animo per trovare impasti cromatici ed effetti impression anti e nuo,·i. li quadro ri trae la natura in prospelti n1 geometrica, il chiaroscuro ne dà le forme. L'impiego del colore risponde ad un apprezzamento personale dell'artista; i rapporti di luce tra la natura ed il quadro.
LA « MANIERA ,. IN PITTt.: RA E LE L EGGI OTTI C IIE, ECC.
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sorgon o da una illusione dei nostri sensi. Nel quadro, dal colore più luminoso alle ombre più fosc he mtercedono appena 100 g radi di luminosità. La luce del sule è ~00.000 volte più int:msa di quella del più bel chiaro di luna. L'a rtista quando ritrae una scena illuminata dal plenilunio dipinge il disco della luna e l'immaginù di questo riflesso sulle onde quiPte di un lago riuasi con lo stesso colore bianco con cui ha tlrattato una vela illuminata da l meriggio. Il disco della luna è in-
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Ll':O'.CUWO - La Vcrgiu c delle Hocce.
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v ece cinque volte meno chiaro de l riflesso bianco d ella vela illu minala
dal. sole, ed i colori con cui egli esegue i riflessi della l una , qualora anch e impieghi colori g rigi, saran no da 10 a 20 volte più chiari della r ealtà: lo squilibrio è paradossale. Le leggi di sensibi!iti1 dt:11"0cchio alla luce facil itano l'opera del pittore. Ai più è sfuggito che il sole ha nel centro doppia luminosità c he nella· periferia; le 5uperfici illuminate dal raggio diretto d el sole le scorgiamo .quasi egua lmente luminose. La sensibilità della iuce nell'occhio, aumenta al quadrato: vedremo raddoppiata la luce di 100 candele sotto una luce di 10.000 di esse; nella lu~e scarsissim.a , la dimin uzione proporzionale di uno su dieci non è percepita. La forte luce tinge di giallastro le superficie illuminate , le luci deboli le immergono in un velame bluastro. Se adattati a lla forte luce del sole entriamo in
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LA « MANIER\ » l N PITrI; RA E u: LEGGI OTTICHE,
ECC.
una grolla ove degli oggetti sono posti 3. 12 piedi lungi da una candela, non li scorgeremo fino a che non si è ripristinala la sensibilità luminosa atlulila dal raggio solare. L'ambi~nte da principio perfettamente tenebroso era tut.lavia illuminalo da una luce che corrisponde al più bel chiaro di luna. Tornali all'aperto, la cessazione . dell'abbagliamento segna la perdila della !"~nsibilitù luminosa guadagnata quasi al grado mussimo nella luce scar$issima. Originano così nella nostra psiche du e distinte immugini di luminosità: una propria alla luce del sole, l'altra a quella della luna, impossibili di essere \·edule allo stesso tempo. ma che la nostra memori,, conserrn.
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u:o i< .,lll)O - l..'.-lùo m1.lo1n, d e i re )h\gl.
Quando un piLLore tenta l'ora satura ·di luce del meriggio alto e do na indentica chiarezza a quasi tutte le parti, illuminate direttamente dal sole e le fa tendere al giallo mostra alla nostra psiche una immagine che rammen ta le sr ne a g randi luci. ~ egli effetti di luna allorchè rischiara gli oggelti più illumir1ali ed il resto socchiude in una oscurità bluastra quasi impenetrabile porta alla no,,tra memoria. la immagine melanconica del plenilunio. D'ordinario osserviamo i quadri in locali <ii esposizione e nei musei, ove la luce ambiente è circa 40 \'Olle in f0riore a quella del rischiaramento solare all'aria a perla: il nostro occhio, scemata la luce, acquista. in sensibilil/1 e stima 11ssai più luminosa una sezion e del quadro su cui il pittore ha ;:imulato un inLcnso rischiaramento. In questa circostanza la nostra memoria col favore dei contrasti di chiaroscuro c he innalzano i valori luminosi del quadro, eguaglia l'effetto di luce sulla tela alla impressione ricevuta in pieno rischiaramento del sole ove l'occhio perde una parte notevole del suo giudizio sulla luminosità reale.
LA te .\1ANIER~ "
IN PITT GRA E LE LEGGI OTfl CIIE, ECC.
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Quindi il pittore coi soli 100 grndi di difft:re nza luminosa d ei suoi colori, se mantie ne nel quèl,dro i rapporti di luce, riesce a m e ravig lia ad illuderci; la pittura di' fatti raggiunse la maggiore perfezione quanao, a dire anche d egli stessi critici d1 arle, 110n ha più cercato a l imilare come i fan ciul li e i popoli primitivi - il colore dei corpi, sebbene l'effetto della luce sull'occhio. L'affrontare simili problami richiede tale capacit.à mentale c he so lamen te un cer vello d isposto è capace di eseg uire.
Fi~. l O - u-:o:-. .\HU<') - La Vcrgh1c, l'ln fttutc <.ksù o :i. Auna.
Il piUore è un pri1 ileg iulo nella razza umana; la sensibilità squis ita pe r le lin ee e le forme, è la tendenza fondamen tale del s uo cer. vello. Essa s i Predila r.volula S\'nza l'opera dell'intelligenza, ed assu rge ai fasligi d ell'nrlc quando è dotata di facoltà sensoriali precise, e di memor ia fedele alle immagini delle impression i ricevute; i mus icisti, i poeli si somigliano n eila genesi del Lono. Tulli e tre hanno una sens ibilitù ps ichica disposta a ll'ideazione; i migliori dotati , mai pag hi, sono in con tinua rirerra di una origirfalità propria. P ostosi il pi tlore all'opera avanti al varo e alla propria immaginazione, deve consulta re sè 5Lc>sso e affidars i a lla p ropria iniziativa, giacchè le I uci della natura non corrispondono a l la I uminosità della tavolozza. I colori di ffUC'Sla, stesi sulla lela, 5i lanciano in nume rosi pronuncia- · m enti; di pinto in una data ampiezza qualche colore g ià scompare osservai.o a pochi me tri. Vi è c hi avanza e ch i indie treg~ia, chi s i lega col 78 - Giornale dl mcdici,ia militare, fase. XI.
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IN PITT C RA t:
1.t: LEGGI OTTICH E, ECC.
1.:011111111:nio e C' hi ci o<ton a ; maC'd1ie t' .:;lriscil· sen za. m isceli\ c he nulla dicono a. prirno a ~petto, o~sen ·at.e intt>ns ttmente assumono, d opo qualche tu npo, forma e colore: infìnè ru111oli stes i senza for ma e senza diSègno, scorti ad una data dis tanza , pos,:onc, dare l'as petto veritiero delle cu· e e d elle fullL· lun turll' con t>sallezza pros pettica so ril rendente. Sull"oro de i tr ittic i le anime credenti de i JJrimiti,·i toscani d ipinsero .:on toni de licat i e lint' P rnmposlt' la. r11anie ra de lla fed e. Le scene narruno ('Oll irif-t' sempli l·i le le1?g1:nde d t'gl i l:! 1·angeli , i miste ri del C'ielo, la pan• e la s pe ranza uma na ne l credo d i Dio. All'e poca di Leonardo J'iu'le l' ni m ondana. ne lla pla..-;tica. e nella fattura; la m an ie ra ebbe pur t>zza di linee, . apienza nei contorni , accuratezza nel di segno, calma nel C'O lon·, una l11111i11osili'1 pres,;o a poco unifor m e, che nell'art.e di Leonardo è tutta o mbre e luci, un rilievo ed un' importanza quasi eguale a i s ingoli oir1relli e pre('is ione an che negli a ccessori , nessun obblio. Tro1·ò poi all.dit del burocro un p1it forte impiego de l c hia.ro scur o, portalo ,,u l quadro dall'impuls ivittt di Caravaggio, prec ursor e del Rembran d t. Que;;ti, è n oto, impegna sul f)twdro le impr essioni massim e del contrasto de i \t>ni , pone in l11lta e l'idf'nza d i luce il fallo più impo rt,111tc, trasc11ra il r esto nel!\'! ombr e s pesso p ressochè taglie nti e ne-
rns;t1·e. S11ccesso al roccoco , il neo c lassic is m o s lese s ulla tela a preferenza. 1;renc, greche, romane e biblich e, gelide di colore ~ d i forma; il con· Yenzionalis rno accademico, che la sapienza e l'ingegno del Canova ris r,armia alla scultura, in m olte sue opere, doveva - com e fato delrn rl e - portan· èL ribrllioni. L'impulso partl' dal Turner; egli per alr 11n t.,, mpo Sl'f!11e l'arte in voga, poi ,:re[!lie a preferenza a mpie distese cli c1r lo e rii ma re r a paei rli riflettere ,·a,:\i torr~nti d1 l11ce , e le ;;pande tal\·olla sulla intera \Pia senza pe nnel!ate di bitume. In questi quadri egli non ritrae la luce <'he vede il s uo occhio, m a quella d ella sua imn1a,!linazione costante e tenace sopra il tem a che li asso r be. Ge niale ed ardilo ris ulta di SOYente inrompkto. Mentre in Italia negli .u l!imi d Pcennii dello scorso secolo, una schier a di scompa rs i - parlo -o!amen te de i m eridionali - Palizzi , Gigante, Cekntano, ~lo rel li, Del n ono, To rna , inn alzar ono l'ar te ad un'altezza veri stica rima rr he1·olc, in Francia P nel sdte ntrione pen nelli assai ,1rditi tentaro no il colo re fìn o agli estre mi limiti. L 'Jn1wess'io11im10 l'hht! in Cla11dio :Vlane t e Guislarn Cou rbel i primi a posloli; il loro /arr il 11110,•o 110 11 i111i1ar,, di Ll:Onhrdo t1·01·ò dis prezzo e de ris ione, ,1?iustiflcate !;ola m e nte nella illogic i!it .de:i primi passi. Essi ed i lo r o seg11aci, con Yi;: ione mirahilml?ntl' t'Salln ciel colo re tentarono d i ritr arre a larg he mact>ll ie i riflessi l11minosi vibranti in mezzo al pulviscolo luminoso; con toni c rudi ;:;C'nza ,!lt'itdazione e mezze tintt?, scevri d i d isegno, gli esseri e le cosP e i moYimenli: sopprPssero q11as1 le ombre pogl!iale sui colori comple m entari . sd egnosi come erano di adottar e le convinzioni stabilile nl'.'Jl 'arte p('r re nder e i s ingoli effetti di luce. Da p r inc ipio guid ali da 11 11 /,•il moliv dipingevano tutto sotto la impression<' di u n colo re predominante: chi vede,·a l'ambien te soffu so di aranciato, r hi di 1·iolnceo. c hi d i giallo: da p rincipio abband ona-
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vano la tt'la appt'na l'abb0zzu espri meva ia loro idea, te me ndo c:;he il dettaglio l'aHebbt' sei upata. :-.ella .1/ 11.~iqul! au1· T uilcries Man et riprod uce cirrn l'ento pu·sonè c he r asseggian o nei viali; ad ogni individ uo corrisponde un a ma('rhia ind ecisa. s ulla quale i par ticolari sono resi con lint>e e punt i ne ri. Osservato il quadro ad una· data lontananza, le macchie :;i indi,·idualizza no, l'indecis ione dei contorni dà l'illusione d el m ovimento . i\ell'Olimpo lo stesso autore, ricorse nella lecnica alla compliritit dei fenome ni d i' contras to scope rti da Leonardo. A prima vis ta scorgons i s11 lla teln solame nte due tinte opposte, una larga macchia pallirla su fon do nero . poi dalla a ttenta osser vazione sor ~e il contrasto, in confuso u na giovane donna floscia e impu.
ed
Fig. I l. -
CO l ' RBET - J.'mulula .
.\laniera Impressionista.
dit1a a;ppare SIL':;a nudu s11l lt'llo; nl'I fon d o un gallo ne ro e la d omestica m ora con fiori nelle mani. Gus ta,·o Courbet , nacque quando il neo classicis mo er a a lla sua ultima agonia , ,·ide nella gio,·inezza volgere al r ealis mo l'arte fran cese; n e fu seguace. I neo aderenti lo salutarono maestro; fu sincero n ella m assima: lutto cd, eh ,., è w!la nat ura, è hd/o se è div into b('n e . Amò il vino e la lodt', gli ad ulatori ne eccitarono ancor più l'animo ribelle . Comunardo, consigliò la dC"molizionc dèlla colonna Vendome; se fosse vissuto ai te mpi cli Louis Oa,·icl avrebbe volato ·a nc he lui la morte d i L11ig·i X\T Il s uo quadro L'Ondalrt ( Louvre) (fig . 11) è un capola voro d'impressionis mo. I flu tti fuggenti a masse folli e disordinat e espri mono anche scevri cii colore il terrore della scena. Alber to Savino . un apologista del f11tur ismo saive una frase che si adatta a m t'ra,· ig:lia al ca ratte re di Gu~taYo Courbe L: " qit((si tulli gli artisti mo<iPrni, , ,., r 11i ,,1wrr malari hrrnno ,ha/ordito il mondo :;ono stati drgli s piriti rJr,holi " · Edga rdo Dega,- è giun to a riprodurre con grande abi htà il \·ellu tato nelle stoffe, 11na trasparenza impressionante sui veli ed un 5-0rpre nde nte sentime nto n •ri~tico di Yilalità nei soggetti.
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LA " :\!AN I ER.\
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Il\ P ITT L; R \
E LE LF'GC I OTTI C H E, ECC.
I neo Ùit/Jre.,·sio111.,ti, i P oint-illites, o d,,.isionisti, deri\'a no da Giorg io Sèurat. Impressionalo dall a teoria srit·ntifica dei colori e sue applicazioni all'ur to e all'industria d i N. O . Rood , applicò nel 1885, sulla
tela senza amb agi e ten tennamenti la teoria della miscela ottica e d ella divisione dei Ioni, in modo che la mesci la dei colori, che d i ordinario si opera sulla tavolozza, l'esegue l'ocx:hio a sguardo fisso. I divisionisti d epositano su lla tela sH'ie di maC'chie minuscole che corrisp ondono quali al colore locale, quali alla luce, q ua li a i riflessi. Talvolla le macch ie rotonde sono sostituite d a slri~ce (fi g . J2) · ne sorge che al colore
f ig. 12. -
Pm; nATJ - )!ooic ra dl\"l,slool,ta modltlc1tla a , lince , .
di una s 11perficie si mesce sempre il raggio illuminante del giorno d i colore ranciato; qualch e t.inta limitrofa si un isce a questa e l'occhio le fond e. T ra questi an· iene un contrasto pi ù o meno ,·iyo, ciascun o d i essi influenza l'a!Lro col suo complemcnt.are; inol tre il. rolore p iù chiaro, a contatto col p iù scuro dinene più chia ro e lo scuro più scuro . Magg ior impiego n on polern darsi al le sroperte ottiche di Leona rdo. Il metodo m uove ad ammirazione e sim patia, ma la tecnica quando è limitata ad un ammasso di punti, di colori franchi e chiassosi, dalla cui influenza e con trasti deve sorgere i l vero pittorico, poggia su di ffi coltà talvolta insol'!n on tabili che generano effetti lullli nosi indiscutibili e n uovi, ma anche arlifìri, tentenn amenti e 'incomplet.e zze facilmente rileYabil i. I sintetisti hanno m aniera alfìnc agli 1mpn•ssionisli, la n atu ra n ei loro quadri ap pare ultra Sl'mpl ificata erl u mii e, essi prend ono dal Ye r o n elle opposizioni violente delle tinte e nelle semplificazi,m i del disC'gno
LA « '.\IANIERA " IN PITTL"R.~ E LE LEGGI OTTICHJ::, ECC.
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quella sintesi che corrisponde alle imprassioni d el loro animo, e la esprimono con una eloq uenza arida ed ingenua s imile all'inabilità infantile. Accesa di colore, brutale nel d isegno a ppare tra i sintetisti di maggiore peso, -la pittura dell'olandese ì'an Gogh , un suicida squilibralo e geniale. Di un altro d ella :;chiera, il Césanne, i maligni critici di arte cosi ne scrissero il c\1 dopo la mod e : Egli rwe!'a del genio come un bruto: egoi ,tiNt111f'11/(' non cur<mt1· di tulio ciò che non è tono o rapporto d i tono, fu un 11W(Jnifì co mostro (fig . 13 e H.). I futuristi derivano dagli irn pl'essionisti e dai cubisti, la loro arte
arbitl'a ria esula d alla ne.tu ra in ce:, ca di sintesi ullra sern;ori':l, Un grup-
Flg. 13. - C&SA.'>:Nr-: - Maniera slnt.ctls to.
F .g. I.&. -
( ~ SAX~E - )[ uoic·ra F-l 11t c t.lsta
po di artisti, vole ndo alzare maggiormenl~ i valori formali della realtà, c r e arono il cubis mo, cioè una concezion e formale degli elementi rappresentativi o,·~ il colore ddl'impress ione era sopraffatto dalla forma impostasi; quindi la maniera futu1ista è una s inte.-;i del ,·alore ~rornatico d ell ' impressionista e del valore formale d ei cubisti. La dinamica degli impressionisti parve loro poca cosa e vollero imprimere un'azione propria a l loro animo e LuLta sensoriale arcana ed astratta alle forme della natura. Le immagini futuri ste insé!'ile (fig. 15 a 21) esprimono l.impictame n t~ le loro concezion i. Da quanto io conosco di immagi ni futuris te sembrami che i lavori italiani non siano ancora tutti completamente al di là de:lla figura umana e d el paesaggio. Se è cosi, il fott o richiama alla medes ima causa c he c o ndusse la plas tica romana a resis tere alla linea bizantina. Le impressioni giudicate a lrrn·erso roncnioni futuris tiche sono incise da Lu-ciano Folgore in fras i eleganti " // rolor f' che respira, l 'ari a che vibra, i toni c h e l11mf'ggia110 (sffotir/() ltt rritira g enf'rica) l o schema fotogra-
Li!O
1..\ " ,\ l ,\ N I ERA u IN PITTl. R.-\ 1:: I.E 1.!:'.GCI OTTIC ll f:, t:CC.
fico del par·s((ggio: 11011 i 1lf1•r,•:,,111, r, più il }lifforc n,orJ,,n;Q, ch e cerco altri valori e altri r·quifi bri ne/li! sue ,•.,prc,sioni rl'artc . .\'011 cri.~talli:: c r ò in forme g,,o mctrichr z di1·a., i d onr/ola11·11' 11ti d,,tracquil., 11011 di, solvl'rò i nitidi co/llorni degli oggelf1 wr ar,·mc dcll1• macchie, non C(' rchtrr) in w1 ({{b1•m 1111 tnanoofo di 1't'rrl,, , non ., tahilir1i rquifib,ii pla.~tif'i, n è contm111wrri, 10110 a tono. !.,. v11rol1• h anno :iolo un valore in/l'n:ion({fr , 1• nr,n CrMll O quadri: /11/ti, a[ JJl Ù SUggeriSCOIIO
una d l'CO·
rftzione.
1-'lg. 1:,. -
Bon ·.,1101 - /I l'ialt ()l anl..r.i rut11r1"ls).
,1.ttrrwer seri, la città . Il ,,,11on· eh,· i annun:ia mPl/crà forse sensazioni d i velluto 111'[ 1,1io sang111· ,• •,ri1·ol,•r1ì JJt'r fr ,,trrl(/1• ammorbidendo in un'impre. sionr di staffa lisci a 111110 (' tu/li. r,•drò dunn l' 1·1·st11,, r 011 /1•s.mti di -primrir•·rn, 11omin i Pln.<t ici ch,, m i
sfioreranno con 1m rit111r, quas, f rusciante. ,. 111i f,•n111·r,ì in 1111 cnffè doi· r lP bottiglie i tavnlini ed i raHoi , dil1,ita la i;il1rr,n /1• /f/nalità dPi liquori e dei m ('lafli in 1111'almo,·irrn più -'offi r ", dir-1•11/Nann o d Pgl i sp('cchi di rrcsr; in cui lr muh'l'oli scrn,• dl'!ln r i!a si ri(frlleranno e , i
combineranno i11 un qunrlro morbido. ·ordinerò allora al cam,, r iP r(' un biN h i,·rinr, d i m rnta, J)er a vere anch e n ella bocca qur'sto sPn so rii prati eh,• 1·nd1 ·gqiflllO fr P.<ch i ,, d nlri ot"anque. L'im pr es~ionismo, il neo imprt·s,-ionismo e le m anien' dr rirnte pog~iano princ ipa lmr nt e gli efft"tt i arti:::tiri s ulla richi esta massima alle
LA u .\'IANlERA "
I N PITTl_"R:\ E
u: LEGG I OTTIC HE, ECC.
1~11
Flg. H. - P&.UIPOLllSJ. - Scultura arohltettonie& di figura d'ambiente. Maniera (uturlsta. Flg. 16. -
PR,U(POLllil •
Ritratto
Pltl ura Cutur l•ta.
Flg. 18. -
ROBF.RTO M!LLI - .';imwr,,
S~ttlt ura tut urlst".
at2
LA « :\1ANIERA » IN PITIU RA E LF. LEGGI O'ITIC:HE, F.CC.
Flg. 20. - J AQUE8 LIPOBITZ Scultura In plct.ra (l\lanicra rutuMeta).
Flg. Hl. -
GEOROES JlRAQUF.
Pittura futuri sta di figura.
Fig. 21. -
ENlW LAt,'RXNS - Figura.
(Scultura ruturista).
LA " )1ANIERA » IN PI'M' U RA E LE LEGGI OTIICHE, ECC.
1213
qualità luminose e pl'ospetLiche del colore realizzata· dalle leggi percellive dell'apparato visivo; quindi è il colore, non il chiaroscuro o il
Fig. 22 . -
)laniera tlh· is lonis l u c lassica a. punii (du rotogruHo).
ng. 23. -
Disegno schematico
com e è wduto dagli ooohl Il quadro llclln maniera dh•lsloolst.a a punt.L
disegno che rnnde in parte non scar8a i singoli piani prospettici e le forme. Di conseguenza la lastra fot.ografi~a che ritrae solamente le luminosità, rende incompleta nella negativa, la scena che l'occhio scorge per intero nel quadro. (\ .edi fìg. 22 a 25).
1'!14
LA « :\lANIERA » IN PllT L' RA E l, F LEGGI OTIICH E,
ECC.
Oggi l'artè ama il colore esp ressivo e le sue ,·irtù, la macchia di co lorilo a rbitrario è anche di moda; piacciono i quadri di coloro, che dotati di schietto temperamento colori sta esumano d a m asse p unti e stri-
Flg . t 4. - U.,u!A,to - Mùnl<·ru lmpre..loul@t a od opcrntu nel ,~con d o piuno (d e fo to g1·aM 1.
sce cromatiche sensazioni le più suggesti,·e da un semplice contatto di toni. L'arte romana ai tempi di Plinio, poi la bizantina caddero in ec· cesso di colorito ; ,·i si rnlle scorgere un :;egno cli decadenza ; n elle ul· time maniere le intemperanze di colore e di luci sono di gran lung11 maggiori . Qua li ne sono le rngioni? La luminosità nel quadro segn11 un conflitto insc1nabi le e perpetuo tra le luci d ell_:i natura e le deficienze
LA « :\lANIERA » IN PITTl' RA I:: LE L Evlil OT'TICIH: , ECC .
1215
luminose d ella tavolozza ; ma s iccome l'altenzione aumenta l'eccitabilità d elle parli s u lr quali e.- sa agisce ed ,1g ni indi\·iduo ha una reazione propria e pe rsonale agli ~timo li e quind i d esr ri n i di reg o la in modo differ ente di un a ltro una osservazione comune, i pillori di genio od a psic he innovatrice; cioè più senso riali , porte ranno s ul te rre no d e l1a luminositit <ki colo ri sempre r.uove dissonanze interpre tando c1 loro
Fig. ?li. - B .\UU)IO - IJi..s..:gno t:telacmat ico come è Vl·dut.o dagli Cl<..-Chi
il St·c.-01ulo 1,iu110 dd quadro imp1t:--:--lonbl"I.
modo u11 pro blema c he nù11 f iungt: rit m11i id una :;o luziu11e d e finitin:1. raggiunta invece dalla pros pctth·u e dal di segno. Ora giacehè le nuoH: m a n iere di pillura ;;embrnno a\·er g illato rac quu lus t ra le s ulle odierne t<·nde n zc poetiche e mu:;iC'ali è du d ed111Tc c he lo slulo co llclliv•> ddlc m e nti da alcun tempo è dis p<>s to a fo rti e stridenti impress ioni, a~1Zi le provoca; al ce r to un poco o\·unque , ma con maggiore evide nw ne lle recenti ed odierne is pirazio ni pittoriche , poetiche e music'..lli . Sl'g11e r,d o una massima s inte ti sta, Mallarmè, il capo d ei poeti d ecadenti scri\·e : la c h iarezza è il di/ etlo della poesia, il fa .~Ligio dell'arte è avvolq1·r11 [,• immagini in un 11cl111111· di ambiguità e di eufemis111i: la pv1:si11 è qin t roppo qeometrita. Questa massima ne lla s ua pie nezza è s lata seguita da poeti futuristi .
l:llli
LA ,, .\I AN IERA •> I N P ITT URA E LE LEGGI OTTICH E, EC.C
Shrapnells. Van., /t: bmuillu.rd /11 /u:-illadt' crèJ)ite et la voi.e r/11 can1J11 1·i,·111 j11.-111t'à nous. /,e /J i.,0,1 1/'.-l 11/l~ riq11,· 1i'rst pos plu ~ t errihle 1'.-1 plus b, au ,l f/1/t f>au•i/ au ryy111• r/11 ('r11,11:rou11 e .
I. -
J' /',,i rr,yn è l,,s ui/1•., ù 111u1i iru/1/ r ., 11l1nì/Jfr, ('[ 111 1'1' /tJ; ) ///, 1/11 kèpi . ·ur la r o11tt· 11atiu11u.le !100 1t1ill<' J)i,·d , bn/l,•11.t dcs ètincdl"S 1111 cliq11ctis de, umn r>/[es
11. -
Jc JJ1'nSP
J,, 71a,s1• Ct111iq11e Cl /J,:1,· P //(1/1/ fli,{il'r .
T tJ11s 1111·, // 111111111•., M 11t 1;u11r h i•s soits le acacias que I cs olius , acrr1~11·111. Oh ciel bleu dr la }/r,m,, F c111.mc .4 lr .rnurirr· d' 1111 r,l>rfJJ)la ne ....
IIT. -
,,,.e nn n ou s ,,uhlie. O ctobré 191'1.
BLAIS CENDRARS.
Debussr. impl'essioni,:ta . S\·incola la musica dalle regole tradizionali e da ogrii s immetria . Il ll'it motiv con Ct:i \\"a,irnt'r commenta nell'o rr heslrn l'azionP de i 1x ·rsnnaggi, è so,:l ilulo dalla impre,:sion(' st•mplice e nalul'ale degli s timoli :izionati da imma!tini e~leriori e dal congiung imcnlo d el ri tmo p ro pr io d ella m11s icél . col ritmo de l sentimento che ne ha nr1 ullro piit i,;linli ,·o e ,:ollopMlo ag·li anenimenii. Nell'impl'rssionis mo mus icale sorgono così nuo \·e com binazio ni d i suoni, da cu i de rirn un rnloriio affatto origina le, e nri due r itmi un pe renne c0nflitLo che crea un 'a t mosft• ra indecisa di rn11oros:lit, di r~1ezze tinte, di penombre, s n cu i a volle erompono luci smaglianti . I\on altrimenti a,·. viene nelle ,:ensazioni Yis iYe pel sempl ice accostamcntv dei mollt']",lici e variabili trini cro malic i sopratu llo rklle m anier e impressioniste in VO/!a; con 1111cs Lo accn>'lamento esse lan c iano \·1;;ioni e sogni a rdit i di arte al destino e alla c rilica. Lo r-tesso g r,:to osa l'ono ai lor o le mpi con d iffcrrnli fallme le -preced Pnt i manier r. Ombr a e Iure prime nrlle otto parli in c ui Lennal'dO s tudia la pittura nel s uo trattato « l' isi di 11u11,ini ,. di donnr> pPr [,, strade sul far d rlla sera quando k rn/li,,o /t•m 110, q11r111tr, gioif/ r> dnfr,,::a (scriYe Leonardo) si 1•rrf,, in r•.,si » ullraverso il Ydari o del tramonto e dell'acqua radenle; nolP italiane cinrp11'cenlesd1e esprl's,:i\'C dt'l rf'ci/f/ r r antand o di P al estrina, :\fontcq,rdl', De C:a\·alir ri , r iudilP e app!a11rlite ne lle mode rne rnelodir \'or.ali, YOi f:iele la colon na m iliari' òa do \·r a YanzAnn tullMa llt'lla lo r0 ,:trarla la pillura e la mu;,ir a .
l~lì
La fonetica biologica di Leonardo da Vinci pe r il prof. Guglielmo Bllancioni, m1\ggiore medico
La scienza dd ling uaggio, sollo qualu1~q uc punLo di vis ta si consideri, ha radic i comuni con l11lle le sLirvi d e l sapere . La sol irfar ielà d elle conoscenze umane vi s i affe rma ne l modo più sq uis ito, e non v'è studioso che n o n v i lro \·i a lcu n a parle, elle lo ult.nigga e lo inte ressi. Alla anatomia s ,x,tt.a lo studio <.lella sl ntllura rlel l'orgai;o rncak e d egli apparati n ervosi che lo animllno ; al lil fis iologia lo s t udio dr. I suo funzio narm:nlo; alla psicologia il giuoco d c li<· i111;1gi11i 11c1ilive, visi,·e e molrici ; alla pedagogia lo svolgersi e l'ed11cuzionc ckl I i11guuggio ; al l,t fisica l'a nal isi d ei s uoni e le lo ro leggi acu,;li ch c ; a lla ;;oc:ioln~ia i carallc ri collellivi e le condizioni c he presiodono al lo ro s \· il u ppo ; alla geog rafia e alla Slll ria le r e lazio ni inlime e r.11mcr ose. che kga n n i falli g lo tlologici a lla confìgt 1ra zio ne d el Sllolo e agli a \ vc•n inwnl i l'ln ir i e pol ilic1. 11 fenome no d e lla \ "Ol' t' 11mnna no n polcnt pe rciò non ric hiamare ratLenzio11e di quelJ"i ns(1pe rnln i11da12alore c lic fu Leona rdo da \'inci. In arm o nia con lttlc in tL'rpn•lazio11c larg-a e; l ilw ra k rklltL fu n t'lit:a, condotto dal l't111i\·ersulilù d e l s t1 0 [.{l'nio, vg·li ne l l.i/,ro c/,-1/c co.,c 1wlur11li aveva studialo il s11c1110 eo111c fallo lbi<:o, n l'lle s ue c,u1st· e ne i suoi principi ; n el L ibro dr·g!i .,·tm1111•11ti armoniri lo aveva invt·sligéllO come fallo artifi ciale e n111s iculc; ne l lir• 1·oc11• , s'ac1·i11,rC'va a lrnllarlo come fenom eno anatomico, fi s io lu~ico e psic:olo~rieo, r<'luliqu11e nlc a lla pa ro la arlicolala. Così po neva llè IJa;;i moc1crnc d c·lla fo 11 l'l i, a biologic:1, di quella scienza c h e s t udia la voci• col s 11ssidio d e i m etodi spe rimenta li, inte ndendo voce n el senso più ampio d el la paro la, ne lle : ue cause e n ei s uoi e ffe lLi, cioè l'ins ie m e d ei s uoni e lle, g1:11c ra ti n ella laringe, son o trasformati dalla volontà a m ezzo d ella bnrr.a e d l'l lc labbra in paro le e in n ote mus ica.li ; o ssia il prodotto fun z ionale di l11 lli g-li o ,·ga.ni che t·ntrano in attività o c he possa no enlrarYi o infl 11cnzarc la pa1·0 la pr rtl'pita. médiante l'udilo. la n Lo n el I i nguaggio e lle n e l can lo .
••• Leonardo posscdC'va la prepa l'é!Zionc n ecessaria più appropriala a S\·iscerare il grandioso c fascin,tnLc proble ma . Amil11Llo le conoscenze d1 fis ica. L'a ria, s<><·ondo il \'inc i, è una s pecie rii fluido pesante. dilatabil e, compressibile e r esistente clw ravrnlg·e la s fera della te rra e d ell'acqua ; essa « in se è r.oncfr11sr1hil1• e rare/aitihilt: im,Nso lo i11fìnito, e quanto più si prieme, JJÙÌ wsa in frrì l'riftrn aria" · N,, i s uoi sc ritti trovia mo i g e rmi cl0.lla pnc11rnalir a, in q1 1anlo rii;-uarcta l'equilibrio o i
l':!IH
LA FOXETIC.\
Rlt>LOGICA DI 1.E,):-1.\Rl)O DA \ "J~CI
mo,·imen ti dt•i fl11idi ut'rei sotlo tult l' le t·ircoslanze di pressione, di den~iti1 e. cli (•la~ti citi1. Il pt•so d r ll'aria e la sua pressione ~u tutti i corpi al la s11perfìcie dl'lla te rra era n0 ignoti agli anliclti e furono per la prima Yolta rkonosci 1ili dal Galil<'i , onde Leonardo ha potuto scri,·e re : « e.,. ·" ·71,/() unilo 111·s., 11110 1•11•1111·1110 J}l's1·ri'! ,/1•11/ro ,tl ~110 1,fcmr,nto, arlunq11,• I P f)(lrli df'{/'rai(I non JìN(I/W flllc inferiori parti,,. Questo elemento presenta nole,·ol i analo~ie con l'acqua: « mor1·si l 'arir1 UJ1UP fi1m1e e tira r 1111 .t N// li r11n-11/i, sì rnmr f"a r:q1w f()r,Pn/1• tira t11t/ P lr co.~r ch e soprri di fri .~i soskll'JIJ/1 0 » . Tuttavia mostra anr he rlell C' nott'YOli diffe. rc·nzc : " /"nrio si po· /Jr1·1111•ri P /'11('(,1/f1 110 ».
L'aria, <111esto ma re in,·isibi le diffuso su l globo, le cui onrie coprono le monla,gnc e le mlii, s·insinua , fluido ,·h·ificante. nei nostri polmoni , apre lct lt'nC' ra esiste nza. del bambino, arcogl ie 1'11ltimo so:'ipiro del m oribnncln. :\C'll'11nmo crea 11n q11ir/ mirifico, essa forma la rrnrola e con la parola il caP.Lo; ha una fl1'ssibilifù. una potenza, un incan to che non lrn pa1·ai:ronr in natura. J,'11 0 1110 non rnn tcntn dr~li efff'!li rnili dal mnto s ponl:men rtell"aria. la impr igionò rwll"oricalro, mite sferza rla ron le corde della li ra p er indurla a prod11rre nuo,·e armonie . Tnf11se il proprio soffio nelle conchs: marine, urtò fra loro i rozzi metalli, inventò sempre nuovi strumenti che fanno compiula l"esprP<-sione de!?li affC'lti umani. E l'aria si fece d nl<·r nella libia <li un nol111rno amante , 11sc·ì con ra11co suono d alla tromha cli gue rra , SPmhrò vore 11mana nell'oboe,. al e.e-giò intor no allt• ror<ir della relra (' rlr ll'é1rpa. L(•ona nlo a ,·c,·a un conce! lo s,1 ftir ien temente e!'-atlo s11 Il'azione riel ra ria ,wlla n •"pirazione, l'lie , anfici panoln van He lmont e Lavoi:::ier, pa ra p-ona al la C<JJ11b11sl ione: " /, a fìr1111111tt rfi., 11on,· prim n In -mu/Pria c h P /11 dr•' 1111trirr - cioè po rta allo stillo d1 gac. la matr ri a combustibile della cn n<lela. - r jlfJÌ s1 1111trirr1 di q11r·llr1 . , . . d rwr l'{(TÌ(I 1w11 è pro71o r::,ionntn fl rirr1· r ,,, lfl fi.1u11111n , 111•,,1111fl _ /ìr/f111,1fl ri J)lln rirc rr, n è n essun o r,nimfllr l1>rrr·s1,,, n t11•r1·r, . . . . n o ,•r 111111 rfr r !11 _fìn111111fl , 11011 1·i1•e a ni1111/{ r hr aliti"· E rnl'l JHHagnnr istit11ifo fra il mondo ed il corpo d elr11omo - · ,·r ro mirroro::mo - dt>n ' ronrf'dC're il s110 trib11lo UF?"li errori ,·i1?r nli , per la mancata conosc1~nz,L del circo!o c.,r nguig no: "sr t nmo 11
i n sl> il /a!fo ,fr,{ .,n11q111•, rfot'r crrscir e disc r escif' il poln,0111' nrllo alitare , il ror,>o tfrllll / t>1·ra rì il ., 110 nrMnn n,arr, i l q11alr anro rn. lui r r Nrie e d i.trrr.t rir nqni .~ri orf> 711•r [ n 11li tflrP rlr l mmirlo . .. » •
.-\ci 01m i modo appare for,:;p in,<. :" i11,:;l,t eri inripport11na l'nssen ·azion o? <'il<' l' Amorc·tti nt>l na!J1,,nam1·11tn inft:rn,, 11i di ~1·gni rii T.r11nnrdo dtl 1·i11ri rompl'esi nella rar('olf u clt' l Gerli fa a pro posito di 1m apparecchio da palombaro - ri i cni. rume /> noto. 1.(•0nardo ing-e1mosamenle si O\'r1 1pò - rllp ,·0lll modi fka re « ,,rr 111r::.o rii 11/lfl nrnsch1'ra fll11JJÌfl r h r 1
r ont r n Nsr 111111 'l'"'lllitll di flrio. F:qli 111/11 S fl[WNI fnrs•' allora r h r /'11 ria rt'S!)Ìrlllfl 11r1-.~tn .,i 1·i:.ia r /WT1/1• li/ r,·spimhi/itò . . . » . '.\rl l'alta divinazion e lc·onurdt•!'ca " il 111'1/o eh(' è r a11w1 rii ogni ri/11 " .
,-"t,;;t rin::t>ra rome !"uniti, r lle a;;~n rnma e sintetizza le relazion i fra lutti i fl·nnm eni rlel1'11niYPrsn. 11 \ "inri ran·i~a nel molo ondulatorio - arco<-liin<i ro,-i al morlt' rnO ronrl'llo clrl mon i::mo delle forze fì ,:;irhe - 11na
LA F U:>.J::TICA BIOLUGICA DI Lf:U.'liARDO DA \"l.'liCI
I !i! l 9
lcgge g-enen.de cli nat 11 ra: la llh·e, il s uuno, il calon', pe rs ino il pen;;iero si pro pagano µ1:r or.dc,~ il pri11eiµi o s pe ri!llenlul e e lle vi pone a fonda m ento è lu s tesso che dc1r~1 J"ll t? lrnhol tz. Tullo ciò è in eunlras to aperto con la sc ie nza cu·istute lica. Lo s tagi rita, con m ollo cor rerlo di indus tri logomac hie, che u111iamo tralasc iare, difendent la tesi c he il s uono non JHIÒ idt:ntifìcars i co l moto; mu il grande enc ic lupedico dt·I ri11ascime nto s i libera dag li ullirni ce ppi de lla ,:;colas lica. ,, l"of't non fì,1 11//li .~r111:a muto ., as~e,·e ra Le0nardo. e s uo no è un particolare 1110,·i1ne nto della lliale riu che si effettua con certa rapidità in de terminato tempo e produce una sens<1zione m ediante i l nostro orirnno ac us tico: " è 1,1u1·um·nto <l'aria 1·ù11/riu1ta in cor]JO drnso o "l corpo <frn8o rm,frir ato n Ptrwia , ch i· è il ,111·d,·si1,10, ln q11r1l confrica:io n. di d Pnsù con ram cunden ,a il raro I' /a~si r csi st ,,ntf' » . Occorre dis ting uere il s uonrJ dal rumo re ; riuc.st"ullimo ha de i g radi, dal « uwn,wrio /alto dal raro, eh,· ,, 1,1,w,,e n,·l rorr1 con mN/irJc re 1110r iM ento, ro1n,: fa (t1u11ma (/1' 11,,ratriri· di sono 'Ìll /ralf',aiit .. , al « granth ·~inw s /rr•pito , /all o d i rarrJ rr,n raro, q11r111r/o il 1·cloce raro p,·netra fo immr,hilf' raro, co11,1· la (ta1111,1r1 d f'l fuoro 1, ~r·i/fl dalla hombardfl ... » Qu esta di;:tinzio nc è µ(:r Leonardo fondamentale : « scrù•i - egli ins is te - r hc rosf/ è .,()1111 e t // e c,,., a è sl11•7,i tu. I 1111111!10, nunorf' , er r; . » . Con un rian-icina r11rnto f('condo, che ne l '7<Jù do,·e,·a riprende re il fi ,;ico di Leida, ~lii :;s,' henbroe k, e con com ·in C'1:nle ene rg ia concependo il s uono qua le 11n·o ndulazione e ,· ili razione de ll 'aria , scri ve : « sì com e la p1drr1 gilfata 11,•trar,,w1 ,i /a c,·11tr 11 ,, cnw:rt di 1·11ri cirndi, e 'l .~onu / alfo n r·ltaria ('lrr 11/nm11•nte si .~pr1rg,• " · Co,;i il principio fis ico d ella p ro pag-azio nc ondosa acrp 1ista. dai confronti analogic i, pe r lo s pirito di Leonardo cr rtezza mate rnatir·a. Emanalo da 1111 punto ,·ibrante, il s uono s·aYanza in l11tte le dirl'zioni se•·ondo una s fera sempre più g rande, e le onde sono re non s i ostacolar.o o confondono a vice nda, ma c ia::;cuna !ll,tnlienc il propri o ntlo re: « {;rn chii le 1:ori, chr 7JPllf'frano r,w·s(aria, si portino ton f'irc11/a r i m ori1,1rnti do/le loro cagfom, 11ie11t1· di 1111•nr1 i circuii 11111ssi da di1·,,r si v rin cipi .~i riscrmtronu in.,innr, sPn:,a (l/rimr, i1111,,.d i1111·11to, e 11,! nctr,1111, . e ])fl ~srin o l'uno n,•lrr,ttro, mantrn1·ndr,si .~1·111p,,. 7J1' r c,•11tro l e /tir r-o!/1oni » . Così co me le parol e di un di citore mirabile, IP quali, sebbene de iìnilc in co nlorr.i n ettissimi , sono tra lo ro colll-galc in un e le me nto mu:'icale co ntinuo, a ,·cndo ne l tempo m e desimo una Yita pro pria e una Yita co mune:
E come in vore ,·oce si discrornP, Quando 11.na è /rrma e l'altra 1:a e riedf..
Leo nardo osserrn che le o nde sonore - a diffe renza dell e luminose s i d iffondono in t11 Ui i sensi: " l'orecchio ricei·e le spe:if' dr lle 1:oci prr /inie rette e curve e rolle, e n esrnna tortura può rompne il suo offi:io » . " L'orecchio forte s'inganna, n elli siti r rlistnn:e del/i suoi obbietti. f)(' rrhP nrm VPngono [P ~pe:iP a lui 7Jer r" flc Unir, comi? qurll,J drll'or· chio, ma prr linic tortuose I! refres. e ».
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LA FONETI CA BIOLOli l CA DI LEON.~ ROO DA VINCI
P er il s uono a nien e - e lo dimo,;lra g eometricamente - quel che a ccad e per la luce d iffu,;a da una supe rfic ie , vedula in tanti luoghi quun lì sono gl i occh i c h e la scorgono : « la voce è tutta ver tulio, e l'utta n ella varie dr·lla parfrl e , dot't' pcrrnu/1'. 1;; qwlla pa rte, ch'è forrnata in modo , ch e , ia atta a rh,wndarc la 1wrr-u ,sione , rende la voce in tante v arie 71artir·1J/e rii sé, q1tontù sono vari i si ti dr:lli u d i t ori . . . " . Anche per il s uono l'angolo d el la ri fl essione è uguale a quello d ell'i11c idcnza, « ur;1ti cosa JH'r,·ossa n ,,f rt·,isr,,nt,· obbietto ri~alta da ,,., su ob/Jir-110 ron ('{Jl((tle m1Jolo a qu,•llo d<'l la J)l!Tcu s~ione » . E volendo d are e spression e conc reta a l tcon1rna, ricorre a u n a analogia d e ri vata d al ba lzo d e ll a pallu: " r1111·,,'/a JITOJ)Vr:ione t f> iarwn,·11t1· ap71are im71<'ro ch e, se t 1t haucrrii 1111r1 w1/la in 1111 11111ru, srtlt1•rà in d 11'fro 711·r u n angc,lo simili' a qu!'llo r/,•l/11 pr•r r us.,ion l' . . . Q;u·., fff 11ird 1 ·., ima è 7;rovata n ella d cci 111rt propositiruw ti,:[ fn::,o l ihro d ,·l/a n11t11r r1 d,·/ colpo d ove si lra/lo rfrllfl pa{{n JJr~rcOsia 111'/ 11111ro " · 11 nostro o recch io pt-rccpis(.;t' il s u nn o <J'on rlc l)l'Ov e 11g a , eerelto che n d la 1•ocr d'1•co - c lie è « co11ti1111a e tli fflf nt11111rt, sola e a ccompagnata di bril'l·e ,. !1m[Jrt conri1111a:.io11", rli (,11it1J ,·d 111/i niro sono, subita e dist rlll/c' q uando è n ecess ario c h e l'o rt'r chio :;i t rO\'i in linea re tta col punto dl'l la ri pe rc ussic,n e. !Jue lla m c~ è ri fJ.:s'<.l a Il'organo a c ustiro ,, rn 111,· ,tll'o('( hio fr T1Jw r c11., .~i1111i fa(f p n egli sw cc hi dalle sp e;;ie drgli ol1hif'tf i ... ; e si com i• 11'1 similit11t/i n e é cadente dallo rosa allo specc/11/J e r/1i /lo s1wcrh io all'r11 rhio in/rrt 1'g111di angoli , r osì i n / r a C(J?ta.li ang,,f r carierà e ri<1i/t,-r,ì lrt l'Gt1· 11 1•/tr, t ow·111 ità 1l1·ll11 7>ri111r1 vcrcussio111• 11/l 'o rccrhio n .
ì\10\·endo d u rp1e!è'lC leggi, L,~o n urd n d a n J. ragione di l'ffd t i s timati m e ravig li(JSi cd oscuri: « ln i •11te sp 1·,:,e 1·nltr si S/'ntc 11('{ simul r1ar1. ,, n on 111' / sito d r/la 1•or1· n·al,· : I' 1111esto rtrrridrfr i11 Ghit'ra d'Adda .. . " e s i po ne va di continuo d C'll<.> .Jiffìcollà pl'r ri~oh·l' rlt· : " ~ 1· 11110 0111 11 s11/1a in ?11111tr1 rii pi,·rl'i il 1,rso 111111 /(I rm,1r, r,• n .
Pe r la lras mi5'· ion e d t'l s uono ocron e un m ezzu 111aleriale l iquido. solido o ,ier iforme ; il nr r e,..-!'ar:o <' us t•ali> \·eicolo ne è l'a r ia . A differenza d ella lu<:e, il c11i prog-re o è inlr n o ll 0 d a 1111 corpo o paco, il suono s i propafta anclw a ltrn \·erso un m ezzo m ollo più d enso d d l'aria : ,, lt· litw1• 1frl col7w passano ogni rn.1110 » ; « il col po causato n e' corpi r cso-
nanti, s11/Jito si rise nte ù1. t11lto r.s.~o corpo. ciascun an(Jolo c he pi,o lia » . E illus tra q11esto concetto st udia ndo « t hf' co , a è so110 fnflo dal colpo • e (JnanLo a\' \·knc n ella p r. r·cu:c:sinne d el mnrte>llo s ull'inr ucl in e, ne l suono d e lla campa n a e allo sco ppio d1'lla h o mbard a ( t ). S t11dia e a n alizza L11tti g-li r.ll'mc nli dl'lla (ì-;irn ac11s tica, con m ir abile !'0lli,c-liczza . C,i::ì, acl esempio, « perrh è la co ,a 110n sos71r•sa n on srma. ,·.~scnrlo so. ,,, sfl ogni v iccol o co n tnlt o le lo(d ir• i l sono: lr, rnmpana lwt1111a fa s1,!1ito /tf'111ilo, i l subitn l rf'm ì to .111/ii t o bnllr lr1 f'irr 11m ,rri1•Pnf1' ( t i Tn 11 11 1a,·nro i ntito la to : F e110 111c11i da sco ('f>i,, a carict> dell 'orecchio (Gio rnalr rii 111fd ;cino m tlif<1 ,.r. 19 19 , fn,c. ,e;,) , ahhi ntno rif,:r ito k principali o~~c·rvaz io ni vin· cia n<; :--ui f~11,,11u: ni da ~l."oppio.
I.A FuNETIC,\ BIOLOCICA DI LEUNARDO D..\ \. INC!
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aria, la quale ·ubito resona; essendo ·i mpedito con ogni piccolo contatto non lriema e non balle e non risona l'aria » . Leonardo aveva anche osservato il fallo dell'unisono - analizzato dall'insigne Guidobaldo Del Monte Santa Maria e poi da Chladni e da Savart - per vibrazion i correlative o consenlauee di dm, corpi risonanti vici ni , che abbiano il medesimo tono: « il colvo dalo n ella camvana risponderà, e moverà alquanto un'altra camvana simile a sé; e la corda :;onata da un liuto ris1Jo1ulerà e suonerà una altra simile corda di simile voce in un allro liuto; e questo ved erai col porre una paglia so71ra alla corda, simile alla sonata ». Dimostra che il suono non si propaga in modo istantaneo- « la v oce non va sen::.a t empo » - ed è possibile cc conoscere con l'orecch io la distan za d'un tuono vedendo in 71rima il suo lam71eggiare, per la similitudin e della voce d'eco ». Eg li ha pure ben osservati curiosi effett i della resisl0nza dell'aria : " la condensa:ione dcll'arw percossa da qualunque mobile . . . . sarà di maggiore o minore d ensità, secondo l a maggiore o minore v elocità, che ha m sé il mobifo che la vrem e, come ci mostra il volar d egli uccelli, li qualt, col suono delle l oro alie battendo fariR, fanno il siKJno 1JÌÙ grave o 1JÌÙ acuto, secondo i l più tardo o veloce moto delle lodo alic ». E al quesito« se Cuccello ch e subita balle l'aria debba quella o no resonare » risponde « dico d i n o v erchè l'aria che penetra per la cosa ch'ella hntll' non riceve bolla onde non vo' fare sono ». Tutte le nozioni in Leona rdo si concatenano e si integrano : in questi passi egli richiama le osservazioni falle, a risolvere il problema d ell'aviazione, sul principio meccanico d ill volo degli ucce lli , nelle sue differenli fasi. Anche il ronzio dei rlilleri nel volo lo interessa : "ch e l e mosche ahbin la voce n ell'alie, tu lo vedrai collo tosargliele un poco, o sl veramente collo imbrattargliele un voco col m ele in modo che nolle sia int egralmente impeditoli il volare, e ved erai il sonito fatto dal moto dcll'alie essere fatto r(tuco, e tanto più m uterà la voce d'acuta in grave, quanto esse sil!rw più impedite le su e alie ». L'intensità del suono segue Ja legge dei quadrati, diminuendo col crescere d ella distanza, ma non nella medesima proporzione che questa aumenta. E si poneva. i problemi seguenti: « Domando se il rmnor,, v iecolo da presso, vo' parere grande quanto uno grande da lontano », oppure « S e una voce di duvlicata grandP::,a a un'altra si sentirà J)iù ;,,ntano altrettanto: dico rii no, imJ,!'ro che' , se cosi fusse, due omini che gridassino si sentirebbero allrellanto più che uno solo, nirntc di m eno la s perienza n oi con/<'rrna. Dove non si conduce una voce. non vi sr· n e condurrà un num1tro eccessivo, il quale sia composto d i voci, eguali alla vredetta ». Problemi che ha nno poi offorto agio a discussioni e ricerche d'ordine pratico, nella formazione d elle grar.di orch~stre teatrali. Alcuno aveva ritenuto che se 10 violini ottengono una data sonori lil, da 100 ne risulterebbe una rn volte maggiore: ma questo ca lcolo commerciale non è fatto per la scienza, ed essa, ir. accordo con l'a rte, ne smentì la ;9 -
<;i<' rna/e d: 111cdici11a militare. fa., c. XL
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LA Fll.\'tTI(;,\ IWJL\lG I C\ !J! LWN \ RDO DA \"INCI
nt0la prek su. E ' infatti un errore il c n.:ùe re c he la sonorilà si aca c~rn :;enip,·c wn il s alire d e l 1wn1e rv. lna leggll di ac us licu, intuita ùa LL'unardo, \·uvle che d ue slrumcnli r isonanti al le mpu slcssu, ar.che se p e;rfetlamc nle accordali, d i~lr uggano una parte di fo rza nel le loro ,·ibrazioni; l"effello proclullu e mino re di q11e llo s u c 11i leoric<Lm cnle 3i sarebbe condotti a fare a<>:;eg name11lo. ;-;e ,·alè la SJ1t! ranza di t:OlllJlt:nsare ques to risultalo w 1. l'esagerare il numero Lkg li L'Seculo ri; JJcrchè a ccanto a quel principi11 un altro ne sorge, fo rse allrcllanlo rigido. Fra. una n ota bene inlor.ulu e una stonala - fra u n la di c°'·i:;la e 1111 la calunle specie quanJo s i lraUu di suoni a c uti, costit11it1 da t! ntll copia di vil1razioni, inter ced ono mille sfuma.ture , nnerlile dagli apparecchi regi:,lratori . E pero, quando la pu~·i::.ione nl!gli archi non :;m pe rfe tla, s i p roduce un suono dlt! non è ancora st.onato, ma che d iffe ri sce dal s uono r eale pe r llllél ecced enza o una. mancanza nel nunH:ro tipico d e lle YiL razioni \·olule . E .1•oichè : movime nti Yibralori contrari. nùn ull'unisono, si cuntrn,;t.;tno e s i dis lrngguno, così quc:;li suoni, tll'· 1'(1rduli in m orlo im1wrfdto, g-cn c , a.no d ebolctza e la ri:;ullunte è una nola o una sonurilil a f11ernl ita o dis trutta.
•• • li i\.lacslro a1·e1·a inteso adunlJue nrnie J'acus li..:a pres1~nti alla biult,!ogia un punLo d i a p pog-gio indis pcnsubil<! per l'anali6i d elle sue funzioni più imrorlanli ne llè rclaziun i d e l vinml sociale: l'audizione e In fonazione. Oltrn a lle ricerche di fi s ica J cl s 1,ono, Leonardo, oLlimo suonatore di lira, s'e ra inLe re~salo d l'l le Juggi e del la h~oria d ella m usica. " fu tfo i {Jr111li delle rose oppv$IC al/'occhiu, scrive, co m,,: il musico ddle ·v o11 01111ostr: all' on·ethìo ». E n e l Tr(ll/1tto della Pittura: " Bench é le e<,,,. 011postc all'occliiu si tocr-hi11u /'1111a 1· l'altra iii mano in 111a110, non d, 1111·11,, farò la .,,,ia r1•go/a di XX in XX brn1·r·1a, co111c ha fall o i l 11111.,ico infra l e voc i , eh,• /;1·n ché In :sia unita e apvicrata insieme, 1io11d1111c110 ha 11ochi yrnrli di 1·occ ·ì n i:occ, domandando quella vrima, -,•. ronda, tcr:.a, 111iarta, e r,11i11ta , r· cos} di !}rndo in. grado ha vo.~l o 11M11 • aflrt var fotrì. di al;ru1• e ll((s~an· la ro rc ». E niù oli re: « Ed (Il 1101•/rt arc111fr il 111,·d,·,-."110 cumc al 111u~ir-o, <h•· 1 anlrt su/o il canto cu1111w,·to di q11aflru cr111tori, e canta pri1,ia il r1111/11 . 1111i il t,·11orc, e così s1•g11ita il co 11tr11/to, e poi il IJa.,-.~o: t! di to.~l11i 11r,11 ri,·1i/ta l a r,ra:,ia rfrllo ; 1111111Jr:, i111,r1/itli ru111011if'a, lrt q1111fr -,.i ri11 ch i 11d(' 111 11'11111i r1n1u 11ici ».
;-;on pa~o clrl lc o,;,wrn1zioni s ul ~uo no d esumibili dai fe no m eni n at11r;tli, ricorre all'uso cli .- tr11111l'1'.ti rl'inda_!!ine, tC'nlando d i pcrf0ziona1't' il s111101,1,·tro o 1nonorordo (a ttribuito a Pit:1gora) , che consiste in una tal1c llu di ronsonanza e cli una corda l'ibrank c:he d it il ra11011,• 1«l'L'ordt• a m1•zzo d e l paragone con allre <"Ord e <li di\·cr,;e l11ng:hczze e l\'n!-io111 .
LA f'UNHIC.\ B lULUl.i l CA DI L t::UNARDU l>A \ · tr-.Cl
Jmagina11du il nusl ro, lullo i11lc11Lu a que:;le c:;l)crieuzc d i fu 11di1.:a di acu::;Lica, s i r it.:<,rda lu bella s imilituùinc ditllle:;rn d el suuno elle, con linua11ùu, coni.:ltillde lu do kezza del Cù11 Lu:
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t: C1Jl11c a buun cwt lo.r buun c:ila rista Fa Sl'(JUÌ/ ar lo {JI/Ì:,::.o della wr,la. I n cli c più di ])tacer Lu c1111lo ac:11111s/a .. .
.-\ Ile luboll c Leonardo sostituisce d elle lumi nc di Lnmburo, d1e fa« i·u,·,· grave e acl/la seco11t/o le C()rd,· più u meno tira /,: " oµpu rc una serie d i timpani o tazze a ùim,;11sioni scalato clte d iu111u vari suun i d i u11 i:in:ulu rn u:;icalo, se toccati du uno d ei dL1 nlii del lu rola: « /rw 1pc11ti sonati co111 1· il monocordo o vùi dol::.,·1,1e111·. (jai :si fa una r ota di ca1111e a ll-"O d i l fl!J ,,l[e, con un cirn1lv 11111sic11/1· d1 Ilo canone, ch e si canla a quallro, e ci11la rota, ,. 11crù /o io qu i U/lft ruta con 1J11a/Lm dl'll fi , che ogni 1frntr, 11,•r sì:, fa /'off i:,io di 1111 ca ntore"·
St'l.ln ca ntore> canUt / 111/a
L'idea di imitare la voce umana a Oll'ZZO d i o rdigni m eccanit: i non
e ra nuoni. Arlifìzi ac us tic i di tal gene rù sono anlic hi,;,;irni : i.:o:;ì gl i o racoli di Lesbo e d i Del fo e il colossale .\ kmnone di Tebe. Vueslu s tatua impo11enle sal11ta ,·a il sole ogn i malli no a l suo lc,·arsi : appena i r aggi de ll'as tro nascen te :;plend.:-rnno su llo labbra d ella sta tua, uscirn da qucsLe un s uono, s imile a ll o s lréLppo delle corde d ',1q m o ad un pianto a rmonioso. Fenomeno forse s piegabile cnn il riscalctamenlu ddl 'aria conte nuto in cer te cavilit <.lcl liL slal1 1c1 , a ria c t~e s i cspanctc,·a e « la voce alle nlant pe r lo s.uo varco" · Dopo c ho Scl.lim io S0vc ro fece ripa rare la lesta de l rolosso vocale, il suono mattutino sc0m parvc e ce:;. ,.;uro no allora i g-rancli pe llrg rinag-gi die d a Erodoto in po i - o~sen ·a il T o nnini - ,tn:,·a no lrn!:'fo rnrnto lo z0ecolo d i quel colo,;:;o in 1111 grnndc a r·cllirio della u nJ.Lnil à ,·iaggiante . J nollrc pe r t·analisi d C'i suon i Leonardo kt dist'gnalo 1111 " t r11,1b11r1j di. tacch e /n'{Jfl/1· i/11 rot,· di ?/1(1/lc ", p r-2cor rendo la ruot a di St,·w11r/. Si t r atta di u n rli~to rli tambu1 0, sulla cu i fa,-c ia anterio re è una sorta di sega a d enti Ht u li , che r e nde va ri s11oni , S(.'Condo la ,·elot.:ilà di un,L r uola a m olle ,·ilmrnli . \ 'ari i di cp1osl i slr111ncnti m usicali sono d iseg n ati in una laYola t on;,.en ·ata al Dri lis h Mus<:um. Co n tal i conoscenze di act1st ica Leonardo proced e al lo st11dio fisiu log i c o del ling11ap-g-io fo nrliro. Egl i non sosi,ella e lle esistan0 s11on i li ngu is t,ic i o ltre q uPlli de11·alfahl'lo del la nostra lingua, e rite nendo che la g- rafia italiana :;ia pc rfetlamonlc foneLlca, nt le a d ire, come s i esprime il Luciani, r anprescn latirn. della pro nuncia ( mentre il m ode rno fi siolo~0 J' ha dimostrala ri cca d'inljw r fcz ioni e di incongruenze) , pensa ch e a r a ggiungere il suo oc.o po basti esam ina re qu ell 'al fabeto, osse rrnre· di quali suoni s ia compostu e da quali e le mo.ili fon ic i r bulli, infine le impressioni che produce su l nostro udilo. Tali conside razioni illu,;lra no la ta bella d ,'g-l i ell'lllenl i dtl lin1,ruagirio ( fi g. 2, in allo a d l'slrn ) abbozzal11 dfl Lcon11rdo:
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Leonardo - comè Platone ne l Cratilo e gli a ntic hi g rummalii:i d isligue n1. le rurnli o ~onanti, dotale di ,·occ pe r sè stesse, dulie cun.,onanti, alc une de lle quali ri kncql spuglie di s uo no (m u le o afone) e al tre pri rn di voce, m a d olute di un ce rto suono (semi\'ocali/ , E q ui le conoscenze di Leonurdo fil ologo e g ra mmatico, fau tore d ella J)urezza e dèl prestig io d ella ling ua, s'intrecciano e s i raffo rzano cun quelle del biologo; ma su questo a rgome nto tocco per incidenza , e;;sencto,·i uno scritto di Luigi Mo randi su L(Jren :o i l Jlauni{tco, Leonardo da l"inci e la 71rima grcw1111atica italwna. R ioorde rò soltanto com e d ai ti toli d ei libri, s u la i m ateria, citali d a Leonardo ne l Codice Allantiru e nel Tri vul:iano - e sono di \ 'a rrone, di Sesto P o mpeo, d i Nonio ~l arcello, di Gugl ielmo di Saona, di Gerolamo Do nato - nes5u r1 lume su l tema d e lla fon etica fisiologica potè egli de r irnrc: onde ri fulge 1.1ncora più l'o r iginalità delle sue indagi ni .
... Lconurdo ri\"Olsc la s ua utlenla cu r iosilit alla s trultura (i(;'g li organi d e lla pa rola, alle lo,ro funzi oni , po ne ndo come l>ndame nlale la distinzi one fra !"organo che d ù la fo rza m otrice - il m ant,ice - e que lli pe rife rici, c he scr\'o no all'articolazio ne : denti, lingua, la bbra, palato m ollt•. Eg li s i re nde pienam ente conlo d e lla ditlìcoltà de ll"argomento di studio e quindi r icorre a s rn ri uti uC('Orgi mc nli di tecnica pe r m etlcrc in luce il giuoco dei m uscoli rlellu faringe e gl i aspetti del vestibolo la ri ngeo: « l1r,mpi l a 111ascdla da parte, acciò che tu veda tuo olo . .~Lo11te 111'! suo sito, a qw' I ch"ella :i<'rl" c e qva11r,,11a s'accosta alla boera ddla trnch('(I » . Ancora : " E usa so11111,a dilig,.11:,a a r/1111ostrorl! qw·sto modo drl/o inghiotti r1', e cvs) ,-/,•Ila bol'c acuta e gra1·c » . E più olt re: « F i{J1tra que,, ta trnr h t'a t' i l mni (i ) s1·gato 711·[ 1111•::o, acciò si pos.~i
rlm10.,trarl' la fìo11ra rl•·l suo t·ocuo » . {1 ) E' parola araba rima,.ta nella let1<:ratura me,lil'n ,h:l tanlo medio Cl'O e J <'l ri n a~ci111cnt o . .\ lai \'aie farin!!'e e piit ~pecial111e11te ~~ofago: • mrri. dond,· {'ossa il cibo •, dice Lco nanlo ndla dida, çalia di un ~uo ili, eg no.
LA FONETICA BIOLOG ICA DI LEONARDO DA VINC I
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Nelle sue ricerche anatomiche distinse i muscoli volontari d agli in . volontari e di quell i respiratori affermò giustamente che « hnn motr;
Fig. 1. -
:\luscoll Intercosta li e dluJramma.
volontario e non volontario» (1 ). Aveva inollre notato che il torac~, da l ui perfèllamente raffiguralo (flg . 1), comprimendo e dilatando con ( 1) L'argomento delle conoscenze leonarde~che sul respi ro venne da 111" ~volto in u no scritto dal titolo: Leonardo da 1·i11ci e la fisiolog ia della respira=ionc (,I rcl1i,·io dì Sto·ria della Scleti=a, diretto da A. l\Iieli, I, fa se. 2 , 19 19 , pag. l ;'i ).
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FO:\' ETICA BIOLOGICA DI LEON·\RDO DA VINCI
molo allerno i po lmoni, compiva l'ufficio di un mani ice ; il tramite d ell'aria, lrn polmoni e laringe, è dalo dalla lrachea, condolto cartilag inoso cd elas tico, che adduce ai:rli organi ,·ocali maggioro minore volume d'aria. Qucsle osscrrnzioni, che colo ro - i (]nali conside rarono di poi la lrache a t'ome un tubo ine rle -- \'Olle ro conl rr!dd ire, ebbero invece piena confe rma da mode rni sl11di fi :;iolog ici. " Vrrli e difinisci bene l'offizio dclii/ tr((c/i ra, dice L conarrlo, e in ch e m orfo si disvonga all8. crca:io1ie del[(( voce acutn, 111cr!iorrr t'. nrnee, 1111nli son li muscoli, che a tale offì::,io s'ailoprano e considera se li d<'lli muscoli interposti infra la spina dr•/ c11llo e 'l meri, dimostra ssino a:.ione alcuna ne' loro ingrossamenti, di po/ere stringere il mni incontro alla parte pir.gabile <lclla trach ea, la fJUnlc SIIJJ])li.çrr ol m1111trtmn1lo in fcriou· dclii, sua anuli ». Il nostro ha Y,islo (e dis egnato, com e ri»11lta ne lla fig ura 6, O\'C a d eslra si vede la faccia posteriore d 0lla trachea) che (]uesli anell i non s i congiungono: e ciò p er d11e ca g ion i: « l'uno per la voc,·, l'altra per dare loco al cibo in fra sé e l'osso del collo» . Studiando talP- r cgiçme, scopre la tiroide, ma n o n può giun1er e ad intenderne l'ufficio: « queste glandole sono fau e a riemvire do1•e mrmcan-0 i muscoli, e tié di,coslo la trachea dell'osso della forwla » (v edi alla fig. 5). « E ancora, continua Leonard o n ei suoi precetti, riguarda bene se tal moto, che fa la larghe:.::.a di tol trachea nello stringrrsi, fu ssi creato da/li muscoli laterali d ella gola. E la causa della dilata::.ionc dc' delli ,midi non cercherai, p erchè ella non é fori dr.Ila loro suston::.ia, la quale è la loro densità, che é causa di rin,prire n uso rii m()//a quel rhr prima fu ristrcllo dnlla dilata:io111• r!c' rirc11sla11ti mu.,r()/i. la qurdf' dilata::.ionc ancora s'aumenta, più ch e la loro 11r1t11rn/r• am71lit11rli11r, col raccortare In trachea, rome fan quelli rh,, fnnnn li rrmlri-hr1ssi , f'h f' r/lcrortono tnnto più la gola quanto essi 1n·ù I n,n la voce basso ". Con la cons ueta espression e vh·a, con cisa, n e rvosa il Vinci adunq11t> o ra. annunzia un fallo importante, che cioè la l aringe mediante i muscoli es lrin»eci, ha d ei m oYimenti di ascesa o di discesa, a seconda eh<> nel cant-0 si sale o si scende la gamma. « E cnsì non abbanrl()nr•rni , raccomanda a n cora qnes t'11omo, in c ui l 'osservaz ion e è is tinto prima c he pro posito, tale speculazione di 1·or1• ,, di trr1Ch fa, colli sua m11sroli, in sino che tu nrquisti 71iena noti:.ia rii llftla rssf' 71nrti , rirnHlrmti a r·~so trachr n: ,, rii que.~lf'. farai varticularr 110tatinnc, di~r.q1Mnrln r disvutando tulle le parti ... » (fig. 2) . E iin·e ro d ai $-llOi disegni (in parle riprodolli nrlla fi gu ra 5) s i v ede come egli r affi1111 rasse la laringe in ogni s110 a s petto: H'CO l'os tio laringeo - s i sar ebbe len lati di dire « l'imag ine laringo::copica » - s~gnat.o dalla sagoma d el maqtine d el l'rpi~dollide, con le labbra vocali che limitano la glottide. Ecco la larin1<e di fronlc e di lato, in connessione di rapporti con lii trach ea., l'esofago, l 'osso io ide, la base ò ella lin11ua. i muscoli della fa. ri ng-e, il Yelo palatin o ro n l'ugoht: è un preparalo anatomico dalla l<>cnirn ardua, rhc fo rse nes:'11n alt ro sc llore dopo d ?l Yinci ha ,ese.1niito. E scendcnrlo ai particolari troviamo tracciate tutte le varie parti , gli f'r ncle ll i tiroid ei , la cricoid e, gli anelli d ::oì t11bo tracheale, i lobi d ella !!la ndnla tiroide .
LA FONETJCA BIOLOG ICA DI LEONARDO DA VINCI
Nello stesso argomento Leonardo prosegue : " La o~tensione e resl ri:ione della trach ea, insitmc colla sua dilata:,ion c e attrazione, so11 ow.,a dr/ oanari: la 1u.;ce degli animali d'acuta in gravi' e di grave in rtcuta, alla qual sl'Conda actionr,, non s1-11do soffi,:,il'nte -il raécostamento d'essa trach ea nello aruirc della t·oce, e/li se 111· dilata una quantità inn:rso la 71arte .1·uplcma, la qual non ricevi: alcun grado di soni/o, v iene a acuir I' la voce del rim.ar1c11t11 d ella raccortnta canna. - Ma di questo faremo s71erien:.a nella n otmnia de/li animali, col dare vento alti loro poi-
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Truohcu con lo ,lirninnzi onl bronchli1li, i rnsi sanguigni e i nervi relatl\•i.
'"u11i, <' q111'1li 7Jfrmere, re~·tringe11do, e dilatanrlo la fistola gen eratrice (l,,11a lor voce "· Sono le esperienze fon d amentali di Ferrein (i74i ) e di Giovanni Mi.iller (1839) per lo studio della formazione dei suoni n ella laringe staccata. ~folto p rima di questi autori, il \ :inci ha studiato e sperimentato sulla meccan ica della laringe e sui mutamenti della rima glottidea, che sono condizione necessaria per la formazione d ella voce: « Regola a 1:cJ.erc com e si gcnl'ra il suono d ella voce nella fronte della trachea. La qual s'inte·nrlerà col sevarare essa Jrachea insieme col polmone dall'11omo, cl qual 710lmone, em'[IÌuto di vento, e poi serrato con prest(•z:,a, .~11hito si vot-rà vedne in che modo la fi.,·tola ditta trachea generi essa rnrf'; f' q1,esto si. vedrà r sentirà brnc 'n un collo d'un cccere o d'un'oca, la quale spesse volte si fa cantare poi chi! è morta». E non è pago; vuol con forlare tali reperti con il sussidio di argomen ti analogici , avendo egli « pro-valo che l e canne dell'organo non
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s i fanno più grave o più acute, 7ier la rnuta:.ione della fistola (cioè quel loco dove si gen era la voce) n el farla più larga o più strella, ma sol 11er ht muta:;ione della canna in larga o stretta, o in lunga o corta, come si 1·,·d e n ell'es'trnsione e riallirazionc della tromba torta: e ancora n ella tonna immobile di laryhe:,:,a o lllnghe:za si v1iria hl voce nel. darle il vento con maggiore o minore impr.to, e questa tal variazione non è nelle cose 11ercosse con maggiore o minore vercussione, com e ~·i sente nelle rampane ballule dai minimi o massnni percussori, e il medesimo accade nell'arterie, simili in larg/U":,za e varie in lunghe::a. Ma qui la più corta fa maggfore e più grave. slre7iito, che la più lunga, E in questo 71iù n on mi estenderò, perché nel libro degli ,ç frumcnti armonici é trattato a.~.~ai ropiosamente . . . . ». Argomenti che rilroveremo con eguale chiarezza nel Saggiatore di Gal ileo Galilei, là dove osserva .che " le corde ddl'arva, benché siano t1tlle d rlla medl'sima materia, rendon suoni dif/errnli, perché ,çono di diverse lunghl':,:,e . . . . e l'istesso si 1}UÒ dire della canna della gola, /r, quale col variar lunghe:,-;a e larghe:za, accomodandosi a formar varie rt"/ci, 71uò srn:;a rrrore dirsi ch'f'lla rlwenll canne diver se " · La variazione della voce nasce dunque, oltre che dalle dimensioni del tubo sonoro, dalla velocità dell'aria che lo percorre; nel caso d egli uomini e degli an imali, secondo Leonardo, " nasce dalla d'ilala:ione e r()slrinzione df'gli anuli, di che si comvone la trachea, la qual dilata:ione è nata d a/li muscoli, chf' con tali anuli si congiungano, e la costri:ione si genr?ra JJf'r sl· m erlrsima, perchè è /ntta di cartilagine, la qual si piega per sè medesima 7Jcr ritornare nlla data sua prima fi· uura ... "· Qui riesce felice nel confronto dell'organo vocale con le canne musicali, slrumenti a vrnto ed ad ancia, d ato che la diversità delle voci dipende dal mutar di lungh ezza e di forma del tubo sonoro. Natier in i1 le une sue ricerche s ulla fisiologia della trachea eseguite presso Pa ul Bcr l e Bouchard (1R89), g iunse a conclusioni che r eplicano stranamente (Juanlo è esposlo rlal Vinci.
** * Singola rmente importanti sono le ricerche sugli organi fonetici pe riferici, sulla muscolatura d ella faccia, delle labbra e della lingua, in cui Leonardo vigila con le sue cure minuziose e infallibili. Quando distingue i muscoli inlrinseci erl estrinseci della lingua, tanto li anatomizza act 11110 ad uno, li segue, li sorprende in azione - e ancor più si propone,·a rli fare, desiderando slurlia re la lingua d el picchio, di estrema m obili li'l - che, per una illusione anacronistica, siamo portati a cercare nel trslo la denominazione seconrlo la .moderna nomenclatura. La maggior parte di quei fasci si riconosce al còmpito fu nzionale, poichè il confronto fra le cose che osserva e la loro funzione costiluisce la sua coslanle, benefica preoccupazione. " Dimostrerai qullli muscoli sfrn quelli che s7Jingano tanto la lingua [t"/ri di bocca, f? in che morlo » nota Leonardo (fìg. 3). E altrove: ,, e anM rri .~i dimostri come la brictlin rfrlla lingua è situata in rssa lingua " ·
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Osservate nella /abbricç rlr>l cor1Jo umano di Vesalio, posteriore a lui di ci rca mezzo secolo, l'iconografia della lingua: è una cosa rude e inerte, un lacerto inanimato. « Nessun m embro ha bisogno rii tanto numero di mwcoli, quanto la
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Llnguo, la b bra, tienti o loro articolazione fonetica.
luigua, dclli quali cc n'è 24 noti, senza gli altri che io ho trovati ; - di titlti li m emMi, che si movin per moto volontario, questa eccede tutti gli altri nel numero delli movim enti : e se tu volessi dire ch'è l'u/fi zio dell'occhio, il quale è di ricevere tutte le spezie delle infinite figure e colori delli obbietli a lui antepo~ti e l'odorato, nella infinita mistione dt:lli odori, e l'orecchio de' soni; n oi diremo che la lingua sente ancom lei infiniti sapori semplici e com1)osti . Ma questo non è al 1)roposito nostro .... ».
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Dul fullo concreto dC'lla mai:c hir,a umcrna la mente di Leonardo si al za a mio, sino a ll e piì1 b el le astrazioni, alla intelligenza dei più grandiosi fenomeni. Egli ronsictera Yera1m·nte il linguaggio qua le espressione d i q11anlo v·è di più intimo nt?ll 'uomo e ne lla società., lern d d pensiero, :;imholo del l'ctf'fc.tlo, do nde ,·ie ne tanto l1inie alla s toria d ei popoli, co me quello in r11i s i 1·ifklte -· q11as i s p8crhio tersissimo - il gc·n i0. il grado. il caralil're, k q11alilil della loro coltura. « lo lw tanti vocaboli 11clla mia li?igua materna egli affer ma, e le !ungile teorie di parole i11 colonna noi codice del Tri\·uJzio lo attesta no - ch'io 11ì'ù 1>iutt()sto di doler d el benP intender le cose che dal 1,,r111N1m,·11t() 1/f·lle varale, tollr qut;1.li io 1>0.ç ,a bene e,1,rimere il ,~011r,•l/o tiri/a 1111•11/r 11,irt " : in lai senso la ling ua di,·iene veramente u11 arma di potenza e di s upc rio1ilil inte llettuale, e la fa,·ella piena di forza e rli soa,·iti1 perrclua la nobilt,\ delle lractizioni di una razza. « Considera br·nc come medic,ntc il molo della lingua, co l'aiuto del/i lr1bhri P. cli•nti, la vromm:ia:ionl' di tutti i nomi delle cose ci son noti, e i noNtboli scm plir:i e com posti di un linquaggio p1:rocngano alli nos/ ri orecchi, 111cdw11tc /({le istnnnl'nto: li quali, se tutti li e ffetti di natura a1·essino nome, s'astenderebbero inverso lo infinito insieme colle infinite tose, che sono in atlo, I! che sono in poten:ia di natura.: e queste non i. J1li•m,•r1•hhe in un solo linguaggio, an:,fin moltissimi, li quali ancor lor s'r1.~trndo110 inv,·rso lo infinito, perchè al continuo si variano di secofQ in srrfJlo e di 11arsr in 1}f/NC, mrdiantc la mistion de' povoli, che v,·r flllPrr,· o rrllri r((·cidenti al continuo si m1stan.o; e li medesimi linguaggi s 1,n sr,1/oposti r;/la obhlii:ion<', e son moria/i, come le altre. cose create: e s,· 11/'/i roncNlrtrmo il nostro mondo Pssere t l erno, noi dirrmo tali lin{Jllfl(J(Ji ,•ssrrr .~Inti, r anrorn vrr doN"rP l'Sscre d'infinita rarirtà, m rdinntr /'infiniti srrnli, chr nl'llo infinito tcm]Jo si contenqono ... ». Cnn cruesle frasi Leonardo mostra come il linguaggio sia un fen omeno e un prodotto sociale, e apre uno spiraglio donde incomincia a bale nare una luce nuo,·a orientatrice della futura glotlologia genralo.{firrr . Parole feconde che la scienza avvenire illustrerà in modo ammirabile, p11role in c ni fen ·e e si agita un solenne senso biblico, che m110,·e nei secol i s in dal milo daJla torre rii Babel , in cui si intreccia· rono e confuser o le lingue di tutta la terra. E dopo aver gettato uno sguardo lungimirante ad alcuni fattori stori ci d ella ire.nesi del lin,E:"uag,1sio, rito rna pacatame ntfl alla analisi analomira e flsi ologira dei movimenti della bocca. Ancor qui sorprende quell11 int erezza or.~anica che è la caratteris lica m entale propria di Leonard o: e1Ili nnn ammelle soluzioni di conlinuilil nello svolgimento del suo sapere , non s i appaf('a dei dati eslcliri, ma un po' manierati e grossolani. cti una mlfllomin 7Jillorica , e quindi di d escriver e i muscoli della lingua e nelle lahbrn superflc i«lmente, ma ne va a rintracciare le inserzioni profonde. nelle nrlebrc cervicali. n conlalt.o con l'esofago o con la trar:1ea . o all'intrrn o ctrlla mandibnla: « è dn areare questi 24 muscoli, fn r·hr mnrfn rssi ~i rfirir!i110. n,•rr rampartino, nrl snvire lrr. lingua r,P/fi .< Il(( nrrrssnri mnti, li r,11nli sono molli <' rlfrnsi, e ollr'J di questo è da n·rl,•rr in rhr• mnrln r' si 1·nn11n drsfrihurnrio e ramificando per essa lin-
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111,r1. e a11N1rn è rla n olarf', don: e in r h,• 111r.ido li 21, df'//i 111.uscoli si con1'(:rtino in Sf'i 111:l/a com11osi:.ion rio l o r fatta n ella lingua, e ancora si fì· yuri rione/,· tal m u scoli alibi110 orioi111', rfoè ndli sprmdili d 1·l collo, 11,·l .(·r,11 /11/fo ,!,,{ 1,1t·ri e rtlntni n,·l/11 ;11r1s1Tl/(I di cfr ntro e a/funi nrlla trac/i,•1t di fori r da lrtfo , r così tnl!I,' l,· 1·,·11,• li 1111/rir hino e come le arteri e gli .tlicnn qfi spiri ti. A.1,cQra c/1·sl' ril'f'roi ,, fi lJ IITl'rai, in ch e modo l'uffi::.io 1/i-l rrtri(lrr· ,. 111od11lnrr. fa rorr, n,·I r 1111tr1rc, è scm71lice uffì::,in d1·gli 01111/i .t!l'/la /mr h ca , mo.~.çi rlofli 11r•r,·i rrTf'r sfr i, e in q1wç/o caso la lingua ili alc1111a J){/r/e non si adnpra ». ln l11 tla questa o pe l'a è impl't'S!"O il sqrno d t,Jla dura pote nza, ma anrhe de lla acutissima minuziMiti1. « .l1/n1,rr1si /r1 l i ngun. 11r lla pr0111ml'ircio11 r r n.rlicn/n::,ion•· r/1•/if' sif/r11!1•, c01117io11itrici di t u/li i i ocn ll'Jii. 1111r1rro s' f's1·rrila essa li11y11a 71 f'f/a ·/lf'f('.~.,·flria r c r ol11;io11f' tle' l' r,r 1fl({Slifl/ /o r,i /J Q, r nel /ìf'l/arf' di qur·llo l a intri11 ,<'Cu parte d ella bocca i11 sie111 c , 1,/li d r 1,ti. E li 7Jrinci7wli suoi moli sr, n{) 7 , cioè : a,·/1•n si one e r cstrin:::.ionP e ntlw:i11nf', i11oro,·sn~ior,P, e T(fccortare, dilatarsi e assottigliar;;f; ,, di q11Nt i 7 11/f!l i ,,,. n'è 3 rom71fJst1, J)f'rchi' n on se 11e può g en erare un o r h r nnn Sf' nr gf'n1•ri 1111 altro, 11 quf'l p rimo CQJ1[Ji 111110 p er necessità , e r111rs /f! è il 71rù,w col scrondo, rhe dis.,·i a.~1,•11df'T" e r e,trioncrc, p er cht'.• 11t 11r,11 p11oi rlistr·nd,·rc 1111a matnin ast en sibi/P, ch e· qurlla non si r r- ., ,ri nga r r1ssottioli JJf'T /111/i li sua lati, e simil arrad,• n f'l 3° e '1° mo!r, l'ontfflri (I/li vrimi d11r1 , 1·inr inl)rf!S.~nrc e rnrrorl flrf' csM lingua; s,·a11i/(f i l 5°,. G" moto ch e lo fanno i l 3° moto Cf!m J>o.çto di 3 m oN , cioè dilri1,rre, nssoltigliarf' e rar.cortrtrc ... "·
Abbiamo d etto minuzios ità e la parola può sembl'are in conlrasto con il fe rrnre de ll'alta nwnte ~eniale, m a. non lo è. Il Lanzi, n 0lla s11a S1nrir1 P i llr.irica rfrll" Tlalia , ha b1:ne 11oslo in ril ievo questo pecul iar'L' ral'att c rc d r ll 'arte - ch e si rifletteva poi ne lla indagine Rcienlifica e in t 11tta la Yila s piril•rale - di Leonard o. Egli scri\·e : « Era gran tempo rhe la pitt11ra ll.\"C'Ya cominciato a raffinarsi e a con siderar le cose min11te: e ne a\·ernno arnlo lode il Bolliceli i, il Mantegna, e<l altri ; ma rnrne la minu tezza è nimica d el ,:ublime, mal si accordava con la granrliM ilil, nella (1t1ale sta il sommo dell'arte. Lionardo, sembra a mc, con r iliò quesli due estremi prima che allri. Ove s'impegnò a far cosa flniti1 , non solo perfezionò le teste, contraffacendo i lustri degli occhi , il nascer d ei peli, i pori , e fin o il baller e delle arterie; ma ogni veste, ogni 11rredo ritrasse minu!Rmente ... Mentre però attendeva cosl alle piccol P rose. diede, c0me o,;;;en·ò il Mengs, i principi' della grandiosità; e fece tzli st.udi piÌl profondi che mai ;;i udissero nella es pressione, ch'è la parte più filosofica. e più s ublime d ella pittura; e appianò la via, mi sia lecito cfirlo, anche a Raffaello . Nitrno fu più curioso in r er care, o più attento in osserrnre o più pronto a di;;rgnar s ubito i moti delle pa;::.s ion i che si dipingon o ne' volli e n egli alti. Freci11enta\'a i luoghi di più cnnl'orRo e gli s pr ttacoli dow l'uo mo spiega la mag!!'iore s ua allività; e in un libriccinolo, rhe sempre si tc nea pronto. delinrava le attitudini che andava Sl'eglie ndo ... ,,. ~ ella descrizione d ella musrolafura delle labbra (flg . '•) , l'artista si :nhhina allo f:Ci enziato e ap:PYolmente trap·il ta ò al campo anatomico al flsio-
LA FONETICA BIOLOG ICA DI LEONARDO DA VINC I
logico, dall 'indagine esteriore a quella inte r iore. L'arte è la teslimonti sempre viva ed eloquente dei sentimenti e, in fallo di espressione e di mimica d el pensie ro, essa è la fonte più r icca per il fisiologo. Qui l'urte non ha sollanto una missione estetica e morale, ma pur un mandato scic nliA co. E la tavola in cu i ha raecollo !"anatomia delle labbra, con la hocca socchiusa o bennte, che mostra krinamenle la chiostra dei òc nti, s i può fin gere costituisca il « ca1 tone » imaginario di alcuni particola ri della ba ttaglia clescritla nel TrriU//IO ri<'lfll 11it111m, ove i com.
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batl~nli han « le facce del 1wso ... con all111ante grin::,e... l e narici alte, m r1iune di d1•tte pit-ghe, e l e labbra r1rcuate che scowono i denti di .,of)Tfl: i d enti svartiti in modo di gridare con lam ento ... » . Leonardo melle in rilievo la rugione dell a copia s ingolare c3i gruppi n111scolari n elle labbrn ctell'uomo, necessari alla pronuncia e in molti a ltri atteggiamenti, che egli, così acuto indagatore della fi -.sionomia trmana (come mostrano vari passi d elle sue oper!! e molti suoi.. disegni) ha còllo nella loro bell~'zza :;tatica e dinamica . La dolcezza, I;& serenità e la. placidezz,1 riAessiva nell'espressione delle sue figure, so1:10 frutto òi un allento e pazi enlis!:'imo s luòio riel moto e di un'osserva:zione cos tante di ogni mir.imo sentimento, c he - s ia pu re per un éltlimo lascia nel volto la sua im1v onla. Non s i può andare oltre nell'arte di ritrarre su lla tela la pe rsonalità umana. I s uoi n on sono " ritraiti ": è la Yita stessa c he freme e pa lpita e pe nsa e sogna ...
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Cun Ledi studi l'artis ta, g-io\·andOS! Llell \ tnalomicu e del fis iulugo che erano in lui s tesso, ha potuto rendere mi rabilme nte il mis tero d1 quelle labbra femminili. in cui scmbrn che un'anima duplice si riveli con di,·crsa belleza, liet.i. o tri:sle, gelidiL e passionat.a, umile e orgo-
gl iosa, ridente e irrident e. 11 Due quaLlrocenlisli meditativi -
scriYe
Uabriele D'Am1unzio in una bella pagina ùd Pwccrc - perseguiton infatica bili d ' un Ideale rnro e s upE•rno, ps icologi ucutis,;imi a cui :si d ebiJon forse le più sollili unulisi della fi siologiu. umana, immersi di continuo nello s tudio e nella rn:erca delle ditlicoltà µiù 1.1rdue e d e' seg rd 1 più occulti, il Botticel li e il \"1n ci, compresero e resero per vano m odo nell'arte loro lullu l'indefinibi le seduzione di tali bocche" · E poichè J'urlisla d ovriL « cawrc la JJrontitudilw ndl"atto naturafr /atto dalli uomini all'improuvi:.o e nato da potente a(fe:;ione dei suoi ai/ etti", nell'intuire dai lrnlli fisionomici le manife;;tuzioni dell'inlerne facoltà d d l'unim o, egli ìa da pionie re a l P orla, ull' lngegne ri , a l Ghirard elli , al Lavater . Cosi disegni:! « tl ucuscolo dell"ira », poi quello « del dolore » e anche « il muscolo dd cl murso ,,. Prcci~a bene i zigomulici, 11 masselcri, 1 t emporul i, gli pterigoidei. « Li muscoli che movon li labbri della bocca, son l)iù mrmcro:;i nel{()rrtO, ch e in alcuno altro ani11wle, e que.;to ord inò n ec,·ssità in lui J)t'I le molle opera-:.ioni, nelle quali a: contirwa e:;se labbra s'e:.ercilall u. c ome n C'lle qua/lro lcllere. dcll'al1abt"Lo b, f , m , 1), com e nd fì schiare, n d Tidere, nel 71iangerc e ~irnili, n egli :.lorcimcntJ strani, li quali u sano ii buffoni n el contra(jare i volli" · Ho voluto porre a confronto i rnri tratluli sincroni ull'opera di L eona rdo e anche un poco posler1ori, ma lulli si ri velano inferiori !)L·r acutezza e sotlilità di analisi a natomica nella d csc:-izione d ella . muscolatura d elle labbra. Vesalio, ud esempio, appare grossolano e im preciso, assolutamente soccombente nel purugone. In questa· d escrizione trov iamo il quodrato del m ento o dcvressor,· d el labbro in/eriore; ricor,osc iamo il triangolare d ('l/e labbra o d cpr1•.,s ore d ell'angolo d ella boera e il huccinatorc o bucco - labiale, e l'orbil'ulmc d ('/lc labbra e pe rsino quello che s,1rà il risorio del Sanlorini: « /.i 7nuscoli ch e stringano la bocca, rliminu(·ndo la !Sua lu.nglu•::,:;a, sono nclll' M edesime labbra , an:;i esse labbra sono li vro71ri muscoli, che ch iudono sè m ed,,sime ; vero è chi' il muscolo, che compon r: il labbro di sollo, lt11 altri muscoli a lui congiunti, d,•// i quali un 71n.ro son quelli, che la distendano e la 7Jreparano al ri.~o, e qud ch e la raccorta è il mwcolo mc~lesimo, di che si com.7Jun c· il labbro di sollo, il qual si restrigne tirando· li stremi, inverso il suo proprio me;:;o : e il simile accade. nel m edesimo t empo, al labb·ro <li sopra, e altri .;on li muscoli, che acuiscono li labbri. '-' altri che li s7iianano, e altri son quelli che li ariversciano, e altri 11 dirizzano, e altri che li storcano intraverso, e altri ch e I-i ritornano al suo primo loco, e cosi .ç('mpre /i.on tro1;ati tanti mnçcoli, quanti sono li arcidenti d elli labbri, e altrcllanti più, li qi!ali servano al disfare essi ar.cid enti, de' quali qui. int endo descriv1•rr e {ì(Jurarc a pieno, provandl) t ali moti co li 1,1ia principl mat1•1nr1/ici ... "·
LA FU~ETICA lllllLUl.ilCA Dl Ll::ùXAllDO .)A \"ll\Cl
..-\ nu i dio pu:,:;t:d 1u1110 d ei trulla li di mio logia sistem a lii.;a, ogg i Lu tl,> :;,:1n 1Jra ugernlc, e t,ili n ozioni n<Jn fanno più alc una im pressione di n un lu ; ma oci.;onc sem1,n.: rifletter e allo s ta tu J ell"anato mia alla rn1u:;ccnzu, per niluturle nel loro p ù:no \'alore. cc .\J r;/t,: :;011 le vultc c/11· li 111uocu/i co1111 011 i lori d e' labbri d ella bucrfl, m1,v ri11u li ,,,,,., c,,li la/1:rali a :;i: cr1n{fi u11li e altrettante son le i·ultc eh•· ,·.,.,i ,,.u.,coli la/ 1:1al1 11111r<11w lt lah/J1t d i r:ssa bocca, ritornandula du,,u',· ,Lrt .1,.: ' n/1,r,//ue 111J11 pù·, p,: r ch i: l'u/[ì::.io tlel 1,1u,col o è di tirare 1w1t d1 1
•11i 1t(J1' rr- , <'Ccctlo l i " " ,nbri g cn,tali e l<l lingua . .ll <l .:1c i l raccort a 1111·1tlfJ dr/la IJ1,cl'a ., , l ira d i n cto euual1111·nle li sua muscoli /ata ali, e~:u, bocca 11011 s'ast cndaà JJer ~i: a/lr, JJTe ; a lun{fhe:;,:;,a, se tali 11iuscol1 l,,_ /Prtdi 11t.1// v ,· fil r i liru,w : e se tait 1,i'usc,1/i laterali na~cun d e l a lun !1! 11:::.::.a dr•lla /Jucca alla cr1·a : i1.1ne del ri~o, egli è n ecessario ch e tal, 11, 11scoli lat erali :,iart tirali in diri ,·lo Jul raccvr1amento d ella bocca, n e/11.1 rll'slru:.ione dd riso».
L'autore d d lil Uioco11da dù qui , incon,;ape rnli, i d ati che a ssom mano n ei:rli e h.menti analo mo-fìsio logic i d dl e espress ioni factiidi n t-lla lllìlllica d ell<l ùi \·ersc e 111uzio 11i ùella gioia e del dolore , c h e saranno a nalizzalt: to n me todo naturnlis lico, \·i1:i11u a noi, da Ca rl o Da rwi n e d a P a o lo :\lante:g uzzu . T o11l co111pr 111drc, c·csl t o ut 11imcr, ha ddlo G uyau; e Leonardo si n,1 a tlie 110 11 ila b e n inteso ogni particolare non abband ona il suo te m a dil eUo : « IJ11 e ., onv l i nwti t h e /111t li l abbra nel suu u striuner., i , rfr· qur//i /'1111 0 è q ,,d r h 1· .,·,·rrn e li sl fl{fll r: oc i-er racco rta la l1mglw::.:;,a d ella h11cc11 . .ll fl (J11 1 •! ( h ,· slrign,• l'/1,i l abbro l ·ontro all' altro , e' nasce sopr ll li u lt i111i mr1.~c·1·1/11r, ,{l'/fa hoc<:a, i 11ual i n e ioro 1,·111p o son cli t anta JJ111,·n:rt ch r·, il'ncn,/o a/r11u11110 i rfrnti aJJcrti , e ·i t irara11 110 l i lahhri d c//11 huccr1 , d 1:ill ro i 1lt:11ti . .. " l,i 1,mscol i ch e stri11uon la bocca p,•r il suo tra verso sr,110 l i pro1,ri l11hhri c-/1 ,1 rit irruw ·i lati dl'll a b1,1·ca i111•crso il suo m c::.::.o ... » . E ancora : " Nota 11 11//li n eri•i SfJn quelli c h e ser i•ano a/li ,,w, coli b ,, e dclJ.a g1umrifl d1·/to111n, JHM!a qui <li ,u11rr1 . à è l a carne l)llt ~colar,·. ch e nasrr nl'llr• gcngic rii sr,prrt , e l amina 111•/le gcngie di sotln e t ,·rm i n a n1·l{r1, mascella e ndla hoa a » .
* ** ()11ant e \'ulll' Lr onurdo, di c ui è fama cuncorde fosse crcL"ll ente e fì11e 1,rutu rl' , anit llk·clilato s u rp,esLi co 111p1L-ssi proble mi di fonl'li ca! P o icltè. la parola. ultre 11(1 ilH' I'<) u n s uo conh' n11to di pensi ero, è suono mu;:ica h'. 1'11e fol'llla ~ ran parte del fascino dl'l hnon parlator e ; onde le r ~gole d d prnlT1'rirc t'ltiurumL"n le il ,;110110 d ella paro la, b c nc ltè p aiano lie rn cosa. ;:-iornno alla com1 111io11e d ef!li uomini. E Leonardo osse rrn il m od o ri i pronun cin,·c le rncali e r ileYa l'11flici o dl'l \'Clo pcnd11lo e ](; modifìcnzio nr. cklla e,.1 \·ità o rale . " li 71,111ni('11/o inlcr11,,.,·10 in /r rt ' / l rrm .•ilo, ch e /11 /'arirr rruando 71er il
w,so t.' (f//fm rlo W' r horra, 1) solo q 111'/lo cl w l'omo r1do11crr1 1//. l ~llcra a: i: /11rrir111 lr< l i 11g11n e / 1• /n/J/rrr, rii} rh e far si po' , mfli i mprdirrm chi• l'a ria r ch e sp i ra d ella t rru:hr•fl. n on 11r,m1,1ei a in es.,a cnnravilr).
LA FONETICA BIOLOGICA DI LEONARDO DA VI NCI
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« .!ncora la u n el m ed,,si1110 loco si form a collo uiulo d elli labbri, li (fl/ali si stringano, e (llquanto -~i gillano in f uori, e quanl ? v iù tali lahliri . i _g ittano in fori , m l'glio per lor si pronun:.ia la lettera u , vero è, che In epiglotto s'innal:.a alquanto in a rso il ])alato; e se non far.iessi cusl. la u si con vrrterebbc in o ... « E sr quan do a o u si pronun:.irow, con inlf'lligibilc e .,·pcdita vmnun: ia, egli è n rccssario che n r>lla conti-mta lor pronun ::.i a:io111•, san::,11, intrrmi.,·sit)n rii trmvo, chr li a1.1riturrt dc' labbri si 1:ndi al rrmtinuo rt'-
Flg. 5. -
Condotto lndngo-t rnc h cnle - Glnndoln tlrold~ Glot t ièle cd c piglottitc - P a la to molle.
strignendo cioè larghi nel dire a, più stretti nel di're o, e assai viù strl'fti n,•l pronun :.iar e u » . S i prova un in.definibil e senf;O di men1viglia comm,~to él rammarico al pensare quale glorios0 cammino a vrehbP nr rcorso la scienza della fon etica biologica se lo ca r te leonardiane fossero s lale, con i disegn i e i tesli , ordinale in un opera organica e d iffuse per gli studi di Europa! Quanli uomin i non avrebbero conseguito nome immor tale se non fossero rimasle ignorate per così lungo tempo, duranlQ il q uale fi siologi e anatomici r ifacevano fa ticosamente la via c h (1 Leonardo da solo ave\·a corso e dominalo. Egli continua: · « PruoVtl si com e tuH.C' le vocali son 11ron1111::,ial e ron la parlc ultù ,ia dt'l palato rnobilc, il qual coz,re l'f piglotto (fig . 5), e ancora tale pronun-;ia:;ione vir•ne d 11lla situa:;ion e delle. labbra , con le quali i dà transito al
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FONETICA IJIOLOG IC.\ DI LEONARI}() DA V' NCI
vento che spira, che con seco porta il creato sono d ella voce. Il quale sono, ancora che le labbra sieno chiwe, spira per le anari del naso, ma non sarà mai per tal transito dimostratore d'alcuna d'ess'! lettere, e 7ier tale esverienza si po con certezza concludere non la trach ea creare alcu110 sono di lettera vocale; ma il su o uf fìcio sol s'astende alla creazion della 7Jrerletta voce, e massime nel a o u ». Qui è in germe tutta la dottrina moderna sul linguaggio fonetico articolalo, che, considerato dal punto di vista fi sico, consiste in una serie di
~ lg.
6. -
Decorso del ncr,·I <"ogbl e del ro<"croh·i.
'.\"cUn figura si 'l'edn In lnr!ngo Dl'll suol rnpportJ r lllpctto a!ln. colonna <"ertebrale. nl <"~I. all 'cso!nlf<l. VI é accennata la blforcazlono t-rochca.l" e l' inizio del rami broncblo.JL Il vago, oltre cho a l polmone o allo s tomaco, mediante I rc,•ersl\·I - più coruuncmento de, tl ricorrtnti - ln c1uc• ta un-ola.al dist r ibuisco al co nliutto laringo-t racheale.
speciali rumori espiratori - talora anche in3piratori - prod otti lungo il canale presentato dalla faringe, dal cavo orale tl dalle fosse nasah, com binali o meno con suoni laringei. Leocardo si è pure occupato d ei nervi che animano le parli st u diate : cos ì indaga " in ch e varie nascano e donde v engano ll n ervi delle lab bra <' d ella bocca», segue e disegna nel suo percorso i nervi revers i v i (fig . 61: e con tale n ome non solo intende i ricorrer.ti ma tuUo intero il pneumogas trico, di cui quelli sono una derivazione . Di questo lungo nerYo che tie ne sotto il suo dominio organi importantissimi - dalla lar in ge ai polmon i, dallo stomaco a l cuore - scnve : .. . . fJedt m che modo li n en•i re~ersivi danno il senso a/li anuli della trachea, e quali muscoli son quelli che dànno il moto a essi anuli, v er generare la voce grossa, m e;:.ana e acuta » .
LA FONt; TI CA BL0L0tl1CA DI L f.:ONARDO DA VINCI
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E più sullo, accennando alle figure annesse : " Li nervi reversivi nas, ano in ah, L' bf è il n ervo rev1•r:.it'O dt;cen1ti:nle al JJOrtinaio dello slo111aco, e il neri;u sitiistru, co111pagno di questo, discende alla cassa d el {: 11or c , e cr1:do cft.e (Jllesto sia il n ervo, ch e entra nel core » . Si noli queslo "credo» dubilaLi\·o : s i lrat.tava infalLi di un asserto e lle pone va l'autore in ape rto confiilto con le idee di Gale no. La d otlri na d ell'indipendenza asso\ula del c uore du l sislem,t n ervoso veI1r.O posta da l 11ergame110, il quale osservò per primo che la legaLura d ei rnglii e anche la sezione del midollo non impedirnno n.l cuore di continuare i s uoi battili ritmi ci; questa dottrina, sebbe ne molli fa Ui le d epunessero contro, fu a ccolta per secoli d ai fis iologi e ancora alla fin e del settecento u 11 anatomico dis tinto come G. B. Be hre nd~ ncga\·a pers ino l'esis ll-nza d ei ne.r vi ca rd iaci . E' rimus la n otevole nella storia dell'argomento la s ua dissertazione dal lito lo Cor nervi ' care re ( 1793).
Complcla le conoscenze del Vinci s ulla fbiologia degli orgun i vocal i
111 descrizione dei sen i dellu. fuccia, caviU~ pn~umaticlie i1diucenli al 11a;,o, che hanno cerLamePle, tra le altre funzioni, quell a di cosliluire un -0rgano di risonanza della voce. Quesli seni d ell'osso fl'onla le, dcli.o sfenoide e d el masc('Jlare su 11eriore s ara nno s tudiali da lng-rassius, e g li ultimi porle r-anno la cifra di Highmore (1613-84) , ma furono disegnati p1· r primo da Leonardo (fi g . 7). S i r>uò dire c he il naso serve anc he a parla re, pe re hè le sue cavilù a r\'essorie fanno le veci di pole nti risuo1rntori e ser vono a re nde re la voce più pas losa e a r moni ca. Oggi i rinol ogi spiegano alcuni casi ùi ba lbuzie, disartrie e dis lalie , con paslicolari .e profond e alte razioni delle r &.vilit nasali. In tutte qu t:sle pag ine non v'è un cenno esplicito d ella la ringe, c he Yie ne c hiamatu con la perifras i di « fronte o b occa della trac hea"· Il capitello laringeo sovruslanle alla colonna tracheale, a ppare in molti di:3egni leonardeschi, n elle tavole relative ag li ordigni .d ella fonazione. ?\on si può imaginare che il Vinci, r.he aveva così sottilmente indagalo s u i fe nomeni della voce e che conobbe i m uscoli s ine1;gici e antagonis tici, che hanno tipici rappr Pse n~aoti nella g lottide, a vesse nel testo trast urato un organo relativamente facile a scoprirs i e c he Be rengario dirù « princiµalissi11wm voris organum" ( 1535) e che troverit subilo dopo, n ell 'Eusl.achi, un analomizzatore finissimo. P robabilme nte alcune carte r elative alla laringe sono andate pe rd ute.
Nella voce è la parte migliore della nostra vita. R espiro, anima. in an tico s ino nimi e la parola è s plend ore così, com e la l uce, a rmonia. Leonardo c he è cosi aman te dalla nost ra lingua, ch e foggia nei suoi p t>1·iodi con tanta limpida g razia, lingua affratellala i ndivisibilmente ,con la mus ica, cons ider a come un fallo mostruoso chi è privo del la ia\·ella : " se tu rlimanderai la pittura muta v ocsia , ancora il pillare $ [ 1~rilo erano
So - Giornale di m edici11a. mi/ilare, fase. XI.
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LA FONETICA BIOLOGICA DI LEONARDO DA \ ' INCI
71otrà dire la JJO<"sia orba 1)Ìltura. Or guarda qual' è viù dannoso mu$lro, o i l cieco o il mnto! 11. (Trattal o drlla pittura , § 15). Egli nol,a che non tutte le voci sono egual i, anzi sono svariatissime. Di alcune varietà di timbro, di modulazione s fugge lullora la ragione anatomica; permane tuttora il mistero che seduceva Leonarrlo: « scrù-i l e
B
F!~. 7. -Sono masccllaro: ,I) ch iuso B) aperto dall1, . ua fllccia tslcrna. E!!SO oostitulsce una dello pili lmporta11tl cavl tè. di risomlllUl por lo vooe.
cause delle ·v oci acute e grave ». Ha notalo la voce che noi con una contradd izione in termini diciamo afona e che egli con maggior precisione scientifica chiamava sen:.a suono; il suo prodursi costituisce un delicato problema fisiologico, perchè mentre rimane integra la funzion e del mantice polmonare, viene a mancare la sinergia della glottide: « scrivi la causa della voce senza sono, come fan quelli che variano all'orecchio l'un dell'altro ». In altro luogo accenna forse a quelle cavità che saranno poi n ote col nome di ventricoli di Morgagni, sebbene fossero già rilevati da anatomici precedenti e venissero anche figurati, ad esempio, nella
LA FONETI CA BIOLOGICA Ol Ll::ON.\ROO DA \"INq
classica opera di Giulio Cas5erio. E' u1,o spunto di patologia lal'\ngea: " li due ventriculi son che fanno sunare la voce. e qurrndo son 71ic11i d'or,wre, allora La voce è rauca" · Fenomeno meravig lioso è quello del con:;:enso dl'lla voce con gli organi genitali o la sua « uiuta » con l'etit d ell' indiYiduo. Già Ippocrate (Epidcm ., Il. sect. 1) a,·ern raccolto l'osservazione di una tosse diuturna la quale cessava « supen •enicnle l1tmore tc,<ticulorum, et hic tu1,10r, supcrvenientc tussc": primo ese mpio, forse, di tosse riflessa . Leonardo si pone il ques,ilo " vr·r1:h è lrt voci! ne' V!'Cchi si fa sottile »; egli era in grado di ri ,;olverl o, avendo studialo in modo mirabile le al terazioni dell'organismo nella senilità fi siologica e nella morte naturale. « La voce si fa sottile ne' vecchi risponde il Vinci - perchè lutti li transiti d ella. trachea si rislrin~ano, nel modo e lle fnnn o l'alke ink stine " · Lo stesso processo che r estringeva è oblilerant i vasi arteriosi ciel vecch io, dornva stenosare il l11me d ell'ulber-o respirator io: ciò non apparirà affat.to strano quando si rievochino i concelli all ora Yigenti circa gli spiriti vitali, fluenti lungo le artcne e rnccolli nel petto. Etimologicamente arteria vule « contenente ari,L " · Ma la. voce, per definizi one, presuppone l'udilo. A Leonardo non s fuggono tali rapporti e studiando ,, comr. i 5 sensi sono o{!tiali d t ll'm, 111111 » s i propone di a11alizzare la loro fisiologia.: " E similmrnte il · senso dell'auldito; IJasta·,·a solamentP la ont,· risonassi 11rllr con cai·e porosità dell'osso JJl'lroso, clrn sta dentro all'orccck io, e non fnrc da esso osso al senso comune altro tran sito, doue essa bocm ahhi a discorrf'rr. al comune giudizio » . Nel programma della nnalomiu, ove trullasi d el modo strumentale dell'uomo e ch e dà un senso di sgomento per la sua ampiezza, ribadisce questo cancello: « di poi descrivi altitudine e morimrnto ... Di voi vro-~pellira pr•r l'ofi ::,in drll'occhio e dcll'a11dito. Dirai di mw· i1·r1 e d,·. ...c1iv·i delli altri srnsi ». La sua p uò dirsi veramente un·anatom i,t completa, doYe il m etodo d escri ttivo si alterna e si abbina con il topografico e l'uno e l'altro con il funzionale, non senza richiami di embriologia, di anatomia comparata e patologica: indagine non più compatibile con lo stato presente della scienza, i cui confini non possono es. sere più dominali dall'occhio e dalla mente di un uomo, m~ alla quale dobbiamo tendere, come a un progresso inestimabile, se vogliamo avvicinarci a una compr('nsione adeguata e intera d ella ,, fabbrica » del nostro corpo. Osserva inoltre Leonardo per quale complesso di imagini motrici e sensoriali il suonatore possa meUere in azione i nervi di senso e di mol.o delle sue dita: « Guarda se tu cred-i che tal senso sia travagliato in un sonatore d'organo, e l'anima in tal temvo attende al senso dell ' auldito "· Lo ha colpil.o il fatto che nel musicista esperto l'azione muscolare viene a cadere quasi nel dominio del subcosciente, mentre il lavorio psichico dei centri superiori continua egualmene, anche se Jatente. E le agili dita d ell'esecutore corrono in virtù di una memoria l ocale, ottenuta con l'esercizio abituale dei muscoli, dei nervi e dei centri. Emile Ferriere, nel suo libro su La vie et l'ame nota appunto come « le mot mémoirc ne designe pas une f aculté une et sfm.vlc; il
1':HO
LA FO:-IETICA BlOLOGlf'.A DI LEONARDO DA VINCI
,•.,·/ I<: 1,um cufltctif q,1i r (:s 111111' ·1rnc 'lìllllliltuli.: dc 11,é,,wircs partirnf ihc::; " elle hanno ognuna « fr,a siège dan s le sy ., tìmw de cellules 011 tf1111s f ,,.., 1·1·111r,,.,. 111·n·,·11r (]11i M l i T1' CII li-s i,,111rl'~.,i o 11 s scn ~oridles ...
*** P er la. duplice nal11ra di fenomeno fisiologico e fi s ico e insieme di "'~pressione del pensiel'O emanunte d ul pl'ofondo ùello s11irito umano, il linguaggio a ppare come un Yincolo tra il mondo materiale e lo s pirituale; e la scie11za del li ng11aggi0 - posta al limite lra le discipline nat11rnli e s loriclle - con1e riflette in sè lutte le altre scienze, così tutte le irn1.dia d i ,·i,·a lt,ce e qua,;i le concentra in unico fu oco. Da ciò la sua importante funzi one unificatrice del sapere, secondo l'ideale che è stato la m èt a costante d ell'opern di Leonardo. Cosi appaiono giustifi cale le conclus ioni a c11i g iungeva il Geym i.iller, dopo un esame d el todir1· J'.ri,,,1l:,ia110: « lv·on è la semplice. fon nazion,· di 1m voc11bofr1rio e 11,·111111,•no l",·~·am,• di q111•st ion i attinenti solt anto {n gran11"alÌC1t ?°1afit111r1 , tht• L r>on a rdo si proJJOlH': le :me v reoccuJ)a:,io1li 1,·11d1Jno 71ilÌ in alto, wirrmo alla fi/.os1Jfw Sl f'ssa d i•{ linguaggio. al com!Jlcsso rll'flr q111•s/i1111i 1·/, r· 1•i si rrmnodrwo, oss,·n·rrnclq e slwlianclo i ra7J11urli f ra i suuni ,, /,· l'l1w:,io111 1frl/'a11ima, fra la forma dl'lle parol e, f,, 1d,·e ecl i fall i, 11,·r s1·ist,·rt1rt• i .~t·grt•ti rfrl li,,guaggio, JH' r a/fa cciarsi al 1,·111a mislt·rit1s11, d,•l u1·roiogf ir11 <' tfl'!lc ùl1,:i,, dt'llo sviluppo cld v cnsi<'ro » .
Di dO\·e sgorg·a q11eslo mirab ile siste ma rh suon i, quesla mu s ica semplice e pure mis teriosa a mezzo della q ual e apriamo la. n oslra m e n te ug\i al tri uomini e. a nostra volla, lcg~iamo nella loro? Come v ie n e a Yila 11na lingua? Qua le è l' inlimo meccanismo per cui s i ha un c rescere infinito di J)arnl e o di s1 1on i per t11tto il mondo, differenti secondo l e r egioni ed i cl imi? In che guisa una favella decade cons unta e perisce? Dove e qual i sono le forze magiche d a far n ascere un germogl io cosi m er aYiµ-l ioso e dm·e q uelle abbasLanza valide d a distruggerlo'! P oche eosc 11ell'11ni verso sono più s11ggeslive ùi p ensieri e p iù d egne di medi tazione . Non era sollanlo un prnblema tecnico che Leona.l'do ,·o· ll·va risolYerc, dai fondamenti musicali d el s uon o e de ll'acustica, alla c·nusa dell'alilare, alle fasi del respiro, a ll 'analisi anatomica e fi s io logica del le labbra, de ll,L lingua. del palalo molle, d el tubo Jaringo-tracheah·. <le i seni acrr:c:sori del ria,;o. Egli si è pos to i quesiti della fonetic a speri· 111enta.le e gloUologica, li ha di~c11ssi e spesso risolti con genialitil, in -confronto a i molt i autori anlecendenti e posteriori. Così sempre più a rduo e più bello si fac·eva il suo assunto; e quanto più a 1xluo e p iù bello, più ca ro a lui. Nel capitolo della fonetica biologica Leonardo è u n g rande ani,esigrnu10, come meglio vedremo in altro luogo, scorrendo la stori a, seducenl i~ ima, delle nost re conoscenze naturali s ull a voce ; nel trnttc11·lo s i ri vela ovunque ricca, ingegnos,1., pensosa, c1.lala la conlin11a. pcl"feltibililiL della !>ua nwnle , nel bagliore conci. o e r e lto d cli,:, s ue idee, nel scn,;o panico dt'l la natura, nel foro mordente d e lla sua intellcLtuale passione.
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UNA RICETTA MEDICA NEL " CODICE ATLANTICO ,, di Leonardo da Vinci. 1'ota d e l prnr. O. B. de Toni, 01·clinario di bottmica nella R. Uni vers ità di Moden».
In quell'inesuurihile m1111era r~·r gl i studios i , che è il Codice At.lantico di Leonardo da Vinci, al feglio 270 b ve rso ( I) trorns i la seguente scritta a utografa resa. in questa forma dal Piumati: A romper e la 71ietrn, in nr·lla v i.~l'ica Piolia scrn:a rl'nndla111J , Ossa di dal/ai, E sassi/rrt(Jia, Scuu nza d'o rtica, /tulio dell'un q1um10 1.rll'altro E di 11//le fa 7;o'1•1·r t so/f ile, ,, q11e~lo nsa in vivanr/a, a uso di ~p,•::,i,•, o voi la 1,1allin.a, a u so ili siloppo, con l'ino birmro, ti,•pirlo. f: poi seguila cos ì:
.411cora : s parogi, o fi1· ertiu1·, o cucitura di ceci rossi. E, lo si scopre s 11bi lo, una vera e propria ricella, intesa, nel s uo impiego, a eliminare i calcoli \'esricali . D'onde la trasse Leonardo·? è dessa il ris u ltalo di letture di man0$CriLLi o di opere a s tampa lrall,anli di medicina. o s toria naturale o il frutto di consigli ricernli da medici (2) rhe il g rande artis la e scenziato polè aver occasione di anirinal'e? B difficile risolvere lale questione; i libercoli farmaceutici, i lacr uini e g li ortus snnitali s, gli erlmrii o t-rholarii poterono rsserc rons ultnti dal Vin,·i perrhè 110n n e man('anrno, oltre a b ellissimi codici. s tampe ai suoi !.empi (3); ce rto il (1) &,gn a lai g ià i11 altra occasio11e la rice lla sopra riportata: cfr. ne T o 11i C . 8 .. Fra111111t=nti Yinci ani, parte ~e~tn. Di nlcuni nppunti e rli:--e~ni botanici u e lle c,1 rtC' h"On ar<lc~ch c (. 1//i della S <>.ielt. dri 11a/11ralis l i e m a/ematic i di M o d c11a sErie I\', \'OI. XIV, a nn o XI,\', 1Q12, p11g. 145): la ~tes ~n ricetta ,·e nne po:-cia num·nme nte rife rita da Ra/darc i A 11lo 11 io. L n botanic,i 11e l Codice Atla11tico dì Lt'01111rdo da Vinc i, pag. 17 (Mono rie d el/a lx ..·l ccade111 i<i d e lle s(ic 11=c dc//'/.< li/11/0 di llo l og11a s e rie VJf. t. JJI, 101.;-1 6 , png. 1S.,l . (2) D i alcuni me dil'i i, r icordo n ei nwnoscritti leon a rd ia ni; il C rrsa11n m edil'" tro ,·:is i mtnzio n a to nel Codice Atla miro f. Ro ,·er~ h.; C i11/ia110 dt1 Marlia110 nd 111s. S. K. ì\l. lC ne. 2~ ,·er:-o : Slcfa11.J C<1 ('0 11 i n e l m~. 8. K. ;'IL llI. ne. 9., recto. (:,) Richia m o olle usse rrn zio ni :ollnwe folte ~ull '• t rl,ola ro • di Ci11/ia,w d,1 Marlia11() ricordato dal l'i11ci u e l m , . S. K . :\I. lii c. 55 : c fr. J)p Toni G. R .• Fram me nti Vinc io11i II. rnn fm ~ a llu ~irn a Stefa no G hi~i (11//-i del R eale l sli /11/0 1·e11c / o <li .<cie11=c . l <ll rre c d arti serie VlT , tomo VTTT , pago. 466, Venezia 11'97). Codici miniati non m a n cn,·n no in Jtnli.,, nlcuu i, purtroppo , e~nl oti nei loro più be lli 6e, ;•pbri : rfr . .';rl1/n.,sr1 ,..,,. ,, ) I .. Ein ,·c ro 11 ~si~Phes Uilcle rhnch Ull(l d ic, héifi:-d1•: Ku n s t d e s XIV. ,lnhrhunch:n ~ (Tnhrhnc h rfrr K1111 s thi ~to1·i~ehe11 Snmmluu g-e n <le-<
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l'NA RI CETTA :IIF.DICA KErJ cc coo rc E ATLANTICO», ECC.
di\·ino Leonardo non de\·e avere trascurato di prender e nota di quanto pole\·a .-i uscire 11tile alla sal ute, se rit!d tasi c he tra le indicazioni contr nute n el nolo <·!eneo ill ust.rnlo }) rima da Ger olamo D'Adda e poi da Edmondo Solmi riscontrasi un 'opera intorno la conservazione d ella :;ar.iLlt (i) . Credo di non discoslann i dal Ye ro a ffermando quanto in altra ocrasio11e arcennai alla ;;f11g-gita (:?\ , c he il \"inc i abbia potuto costiluirl: la sopra r ip0r lala ri cetta spig0landonc g li elem enti dalla lettura di uno tra i libri da l11i com p11lsali per parecchi allri argomer.ti cioè d ella Sto r ia naturale di Pli nio (3) . In me rit.o all'drgom t:nlo s i prisson o esaminare i ris peLliyi passi i1clrope ra di Plinio (', ) :
Prr lr 11oci (lib. XXXIII, p. CLIX t•1·rso) Cal culosis e t diffil'ili urinae in passo; & ad pùrgandam cutem in a qua mulsa t ri i.a\' su nL rflicat('S. P,·r la.Paf111a ifa dall1·ri / Jih. X.\ llf , p. CL\ ' 111 r ecto) Datur bilw nd 11s renum Yiliis; & vcsicae (5) .
allerh ik:h,tcn K a istrh:iu,l·S XV I , Wièn 1Sy_;, p3g-. q .1-230, 100 T .); J/r"ioz :1 ., l'11 • 'fbcatrnm Sa11i1:ttis • con 111i11iature Yc:ron5i d t:l ;;<·colo XIV ne lla llibliotcca C::t,ana tc:nse (Mado1111a I ·u o11a a nno JJ, fase. I, 19-.S, p. 1-24 , 'f. 3); pe r cita1.iu ui bibl iografì.:hc: d r. nnclil· n e '!'011/ I:: ., t:n LWi,c-cd.>ari<, a no nimo (Mo11o ric ddu1 /',111/if1ciu a ,-.-,dc111i<1 ro111a11a d!'i S11 •n•i l,/11 .-ci ,·ol. XXII, Ro ma 190.1, pag. 4ul; /le T o 11 i G . l i . lmo rno 1111 erbario fi){11rato del s<'rolo X\'I (,liti dr/le Società d,•, ,,a/11.-alislì e 111,1 /<'111<1/ìr i di Jl odrna se·. I\', , ·ol. Xl\' , 1912, pag . 6S e !'egue nii ). j._>m,mo :,11,e cdi zioui a st<1111pa di libre tti di borntwfarmac ia d e l tempo di L eo11a , dc• si può con$ulta rt l'ri/;·c/ (; . A., Thesa urus J,it ern tu rac: llutanicac 01111iium i;cmi111H p ,1g. 362-.,6.l, 3;6-;ii; I.ipsia t . 1872, llrock b.111,., S0 • ( 1\ Dt ll:, ron s,,rrn1i1:11c: ckll n s:111i1/1: Codice Atla n tico f. 210 recto a. J..eonard" menzionò nel Cotlire Atla n1ico f. ~49 recto quel • 111011s ig n ore cli snnla gu,.ta (Santa C iusta) • che è, Ca.<f><1re 'fn n ·,:/la ~nto re di 1111 li bro pro rt 1d111ine St' U pn,servatio n .• ,anitat is , 111 qunlc sc-ri,sero d,,11:i111c·11tc l'imita R. e Cli i 01:,·11da E., Flora Ro 111a11a. p:irte pri111a: Hih lin~rnfin e s toria p,1;:. .,8·.VJ (/1 111111<1rin d r / R. J.<til1</o Rota11 icn di Ro 111a Anno X, fase. J, 10,.'<>) e Fa-.,aro ! l11/011 io, Archimede e Leonardo òa \ "inci pag. 9_;9-902 (,li/i del /?tal . l sli / 11/(l l'rn clo di; .<ci,·n::c, l ettere cd arli t. LXXI, \'('n l·zig 1 () 1 2). li 1·;,,c1 !lvcva a nche per proprio c-,>nto t'()piato o sc-rillo a memori:t il noto 5-unf:'ltn t:hc co11 ,i11cia: • Se ,·n(>i :o-tar ~n no o~~crva. (}UC!ò-ta 1tor111 a , . C. Ath,n1.ic<> c . i [") v,·r:-.,1 h. : co:;ì 1H1re, dalla Storin llHtural c di Pliuin , a ,·c·,·a n o ta to l'u::-<, rlc ll'n,~e n, io co111 ro il 111al tli mare. (il Cfr. l)i, 1°()11/ (; . Il. , Fra,11111<-n t i \'inc ii ni \ ' !, png-. q_;, n ota .3· I.i) l'/i11i11.< S 1·n111tl1< s l'aius, Hi,:to riae 11a tnrnli, , lihri XXX\'11 ; \ 'en c tii,, J . Je Spir::t, 1469, fol. Pli11io i: riconlnto pii', volte ne i 111anoscritti d i J,ennnròo; ad esempio in 1111'. G . c. 48 ver ,o, Ccxlice Atlnnti,·n c. 210 r('clo a. , m s. Trin1 l1.iano c. 2 r ecto. Into rno a l.eo,111rd" e l'li11/o ,cri;!-C tc·,tè 1111 diligente la voro il co lleg-n C i11sCf'f',· F,11·oro 11ell:1 Misc-ellanea \ "i11c-ia11n editn in occn~io ne d e l 4° cente na rio \'inc iano d:il1·r~tituto itnlinno di nrti g-rafì t'ltc n cu rn di Mario Ccrme11ali. (4) l 11a!'-!'-i !'-nno trn11i (la i /' /i 11io, t,di,.ione la tina di \'en ezia , 1.-16, Filipp!' l ·i11c-i(), 4°. f,, Ahrdt ·111tr, tr,,,·:.si ,,fl<·nm,t n ù~ nin.<coririr : dr. Maltliinli P . A . . Comme utarii in lihm sex Pccfacii Diòst..,.,ricli ~ Anaza rl><·i de nw,lic-a m ateria pA~. T2, · \' e11è!iis. 1_;_; 1. :ipnò \'i11('(:11tiu111 \'alg-ri, ium, 4°, T. '11,-0 elci s~mi di dattero e~-~ per
UNA RICETTA .\I f;OICA NEL ,, COD!Cf. ATLANTICO », ECC.
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Per la Sassifraga (lib. XXII. p. CLI recto) C,d c ulos e co rpore mire pelli! fran g1lque . . . Que d e causa potius q ua m quod in saxis nasccr etur e a noslris s axifrngum appelatum cr edic!erim (i ) . J1 i:r l'Urtica (lib . XX lI , p. CL recto )
P olus urinam c ict. Cak11los run1pit (:?/ .
P1-r l'As parogo {lib. XX, p. CXXXVII rPcto) Radix qu oque p lurimorum prarcli calione trita & in vino albo pota <.alcu los quoque exlu rbat (3) . P1•r i ('r·r·i (lii). :XXll, p. CLl ll r1•cto) ~ ostri praec·ipiunt ariet ill um in a cqua cum saJe discoquere : ex eo h ihere cythos bino r 111 diflicullali bus mir,ae : Sic et calculos p elli . .. (!1).
Quale pianta s ia il \in' rli;rl' di 1·ui fa paro la L•Jonardo è difficile dire ('011 s ic urezza; potrebbe t'S'-~' r t' cp1e lla e lle volgarme nte è chiamata r o-
,·istico o lig-uslro ; in r .?a ll ;\ il' fog lie, secondo gl i a n tichi aut.ori, hannu Yi rtù as tringe nti . tradizione creduto ut,le contro Ì· 1::ilcoli e nd le edizioni meno a ntiche dd Mattioli i i :r, ,vnnu indicnti i d·1-:t,lo1t:n· os•n i11 ricette ·:entro il bruciore n ell'oriun1 e ; dr . .\1,~tthioli P. A ., Opera qu~c extant om nia 1xii;. 336; l'rnncofurti, 1598, Ex officiua tipografica :--icolai Jln~s::ci, ,t•. (I ) J,e erb~ dette sassifraghe , ne lle quali i semplicist i ro11frllldcva110 partcchie ;pccie e generi d ifferenti, erano in ,·oga come diuretici e urolitici; cfr. ad esempiu L ,rnrns ]., Studio di lc~,i~ograiia b,,ta uica sopra nk une note manoscrit te del ~e<""o lo XVI in venwcolo ven e to 1/lllì ~cl R eal e Jstitulo Vendo di scie n=e, l ettere ed ll>'ti s~rie \'f, tomo JT, 1XS.1, png. 45 a pr->posito di Saxifmg,1, E mp etro11, R1lfa ttlll , raria (in questo C3$0 trattasi di Asple11i1<111 R11/11-n111raria L.) : , la sasifragia si h n
,·tr t ii d i far pixar tot ro11:pc.r le preda in la vexicha bevendo la s ua polvere con ncq ua di capii venere et nq ua cli pnritarin •. i\ll',l sj>le11iu1>1 tale virtù era rico110s,·i11ta anch ·: da J)ioscnrid e in qua nto • calculos in vesica co1111t1i1111it • ; dr. l\latlhio/1 /'. A ., Commentari i in libro sex l'edacii Dios('ol'Ìdis Anazarbei, de medica materia p a,t { . .p4, Venctiis, r ,<;.q . npud Vince11tiu!n Valgr isium, 4°.; a11chc 0 111brcllifcre il'i111j>i1>clla Sa1:ifraga L.) il (l.1/llos pcr11111111, le Saxifraga erano reputate buoni per t:c,:pe llere i calcoli . .-\nche nltro\'e s i lia11110 ana loghe in<lica1.ioni: « Saxifrn~a sic dicitur quia saxum frang it • (nel Circa instan~) e • Saxifrag e est ainsi appellec pour ce q u'elle froi,se le p ic rre • (nel Gra nt Herbier en francoys •; dr. Camus ].. I/opera !<alernitaua • Cirrn i11~ta n~ • ed il ttc~to pr imitÌYO cie l • Grnnt Herbier en frnncoys • !'t·condo due codici rld ~c,·<>lc, t'on~cn ·nti 1wlla Rt>gia hihliote<'a Estense (Jlem. R. A.:cadc111ia di scirn=r . /cl/ere cd arti di .Hod,·11a ~crie li, vol. IV, 1SS6, pag. 158) . ( 2) Nel lihro 0<' Cura lapidi~ rhe forma pnrte <lei Libri spnrii Galeno a~cript i {\ -cn e tiis, 16og, apud Jnntas .1°) l'accp,a d i ceci è comm~ndata a~~ai, come sonvi ricor~fate le ortiche e gli aspara_g-i. (.;) C': fr. ra11111.< T.• Stu,lio ,li lessicografia ec:<'. pa_i::. 18: • A!'paarni::us. Le seme clc li sparigi fono orinar et disopila il figato et bevendo di la sua decotioue giova fil a !'tnrnguiria ». r.i) I <'cci m~~i erano reputMi 11rolitici ,fa C almo~ cla E=in: cfr. Mallllinli P. A .• <'>p. cit. pag , 234.
x,·.
Modena, R . Istituto Bolaniro d e\lTnivers ità. 20 settemb re 1919_
LA GERARCHIA DEGLI ORGANI DEI SENSI nel pensiero di Leonardo da Vinci per il prof. Guglielmo Bllanclonl, maggiore m edico.
lin conccUo esageralo di quel che d ebba inl1:m ders i per origimditù dl'l pensiero leonardesco - quasi che quel suggello individuale c-0:;i rilevato e riconoscibile sia da identificare con una specie d 'inspirazione innata, esente da ogni intlusso esb:riore - ha fatto pensa re e ripetere l'opera complessa del Vinci frullo di una. libera. spontanea. cerebrazione. Guardando sempre a un Leonardo precursore di nuove dottrine, talora lontane ed estranee dal suo spirito, si è perduta la Yisione di un Leona1·do figlio d el suo tempo e della sua terra, li senso di sgom enta mernvig lia che proviamo nello scorrere i suoi codici non ci deve far tralasciare la critica in una ammirazidne sconfina ta; ed io stesso, nell'esporre le sue mirabili nozioni di fon etica biologica, ho preso le mo5se da q uant-0 si conosceva. p r ima del g rande . In vero egli fu un assimi latore della scienza antica sino ai temp i suoi; il suo rr,erito precipuo sta, non nell'essersi sottratto allo studio di chi l'aveva preceduto, ma nel metodo severo della ricerca sperimentale esteso a tutto il mondo ser.sihil e e ne l discriminare gli elementi \·ivi da q11elli caduchi d'el sapere tradizionale. E in ciò non fu immune d a errori di g iudizio. Così quando fi ssa una specie di g raduatoria delle arti secondo l'importanza dei sensi che colpiscono e pone in primo luogo la piLtu ra, perchè l'occhio è principe fra. essi, derivando da Bacone la doLt.rin a sulla conformazione e la superiorità d el senso visivo. Nessuno potrebbe sollosi.:rivere al parallelo. provenie n t.e in ultima analisi da quel concetto di gerarchia, tra la. pittura e la st:ullura, in cui quest'ulLima è deprezzata perchè « lo scultore nel fare la sua opera fa per forza di braccia e di percussi0ne a cons11marc il marmo, od alt ra pietra soverchia, c h'eccede la fig ura che denl,ro a rJliella si rinchiude, con esercizio meccanico, accompagnato spesse vo lle da gran sudor e composto di polve re e convertilo in fan go, ron la faccia impastata , e tutto infarinato di polvere di marmo che pa re 11n forn aio, e coperto di minut.e scaglie, che pare g li sia fioccalo addosso ... » . E lanlo meno potremo acconsentire nel paragone t,ra piltura e poesia, ove Leonardo mostra di non avere affaLlo inteso il riposto senso etimologico delJ'allributo d el poeta, poiclJè 1to tfo.1 vuol dire creo , produco, faccio, ed è Yeramente creatore di ritmi delicati, di armonie ina.tlese, d i imagini sublimi in versi che hanno tanta p0tenza, comi} diceva il Taine , perc hè
LA Gf:RARCIIIA DEt;LJ ORGANC DEI SENSI', ECC.
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remettent J'àmc da.ns l'elat s,•nsitif tt iJrimitif "· S \·alu tuzione da non m eravigliare troppo, quando si pe nsi t he, ad esempio, eccello pochissime ecceziòm, gli uomini del rinascimento non compresérO la grandezza e il valore d el genio e dell'arte dantesca. In n i alla poesia ne sono stati scritti molti, ma poche 1mgine conosciamo cosi efficaci come quelle giovenili d el 'faine su lla potenza di 11uella: " . . . . Les sons nous pénètrent et relenlissent en passions au plus profond d e nolre l'<>eur ; le monde exlér ieur trouve crn:ore son écho en nous-rnèmes, t:lt notre vieille àme entonrée et façonnée par la grande àme nalurelle pal pite com me a ut.refois sous son contrìct cl sous son effort. C'est pour cel,L que l'homme qui pe11l t raduirc sa pensée par des sons et des mesures prend· possesion d e nous; nous lui appartenons · el il nous maìtrise; nous nr lui donnons pas si mplcment ltL par lie raison na nte de not re étre; nous somrnes à lu i, esprit, coeur et corps; ses sentiments deS<'cnden~ <lans nos nerfs; q uand J'àme est neuve, par exemple chez !es peuples jeunes el les barba res, il est puissant comme un prophèle; Esd 1yle renvoyait ses s pedal<•urs tout a_g-ité!i par la furie de la guerre . . . " · Ora, Leonardo è nel VC'ro q1wndo assùvern la g rande nobiltit dl'll'occhio l'ispetto agli altri sensi, ma s i allontana da quello quando per esaltare l'organo d ella vista svaluta. ad esèmpio, l'ore1'Ch!0 1 non ricon oscendogli che la funzi one d i raccogliere suoni e rnmori fu gaci. « L'occhio, dal quali> la be.llcz:.a dcll'w1iverso è spccrhial11 dai con Lemvlanli, è di Lrtnfrt ,,rrclle11 :,(I , cht· rhi rc,ns,·ntc alfo s11" p,·rdi ta, si « ils
priva dt'lla ra1,rm·s1•11t11:.iun e di tutlf• l e op1•re d1•lla natura, 1wr lf/ ,.,._ duta d rllf' quali l 'anima ·fa co11t f'11/a '/!l'lle 111na111· r,,rrt•ri. m1•dia11t1: gli occhi, veri qunfi 1•ssa 1,nima si raJJprP ,•nta tulle le i·riri,• r:ost' dina- . tura . . . . Cl'rl o, non è ll"s.• 11110 che ·non. 1:r,lc,·.1·1· '/JÌllltosto 1wrd,·rP. l'11d ito e l'otloralo clv' l'mTh io, la oadita dd r1ual1· 11d1 rt• r:011s1'11 /1• lrt p,·rr!ila di tutt,, l<' sci,:11z,· cli,· hrwno t1•n11i11e n,•ll,· nr1rofr, 1· sol /rt qu,·stn per non perdf'f1' la lwll,•:.:.11 1frl mo1;rlo, lfl 11111/[r' tu11,i, t1· nl'llfl. s11p1·r-
/ìcie rlr' COT]Ji sì rl(·rit/1'11/rtli. run,r 11rt111rrili, i IJl!tlli si ri(/l'ft11no 111•/l'r,r. c h io uma:no » .
E ancora nel Trrzttr110 della Pitt11rrt: " Qual è colui che mm voglia prima wrrll' rc l'udito , l'odomto P. il tallo, ch e il vat rrc? 11nrhè ch i JJerdc il ·vPdr.r,• è rome uno ch 'è cacciato dal mondo, JJ"TChé egli più n,,f ,;cdc, nl> n 1'S-<una .~·u a cosa, e qu1'strt vita è sor ella dl'lla morte ".
Qui la frase è ricca e corta, come un rametto tozzo. rariro d i foglie grasse; ma l'albero dei periodi è s nodato. l ieve, forato, tutto arioso·,. Maggior danno ricevonn gli (m imal i p~r la p ndita del v,•tlf>fl' ch e dell'udire , per v iii cagioni : e -prima, chP. m,•diante i l vrdnr i l cibo è ritrov ato, d011dr si rlt·1•c nutrir,,, il quale è 11Pr1•,ç sruin a l11tt i gli animali. Jl SPConrlo, ch P 71('r i l Vf'rl1•rr. si com.prf'11rl(' il hPLIO d f'll(' CQSf'
r'Terlte, massim.r. tfrlfr r·osr 1·hc i11duc0110 all'nr,wrr , nel quale il circo nato non vo' piglùirc p er l'udilo, v cr chè mai non ebbe 110L-i:.ia che cosa fosse bclle:za di alcuna costt . R P.~togli l 'udito 11f?r il q11af P _ ço[o i·n trn,l,• le voci e varlart· umano, nel q111/f,, :çono i nnmi di IP cosr•, " cui è ·
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I.A GEB.\RCI-IIA
l)J;:<.;LJ O!H;ANI
DEI SENSI, ECC.
dato il 1Jru1n io n om r. ; sen.:.a la saJ)11la di essi nomi, ben si può viuerc Lieto, co1,1e si vede 11 c· snrdt nati , cioè i muti, :m ediante il diseono, d el ,,uale il 11iù de' Muli si dilettano . F. se tu dirai che il vedere ·i mpedisce in fissa e sollile cogni ::,ione m entale, con lct quale si penetra n elle divin e srim-:.c, e tale imvcdimento conrlu , e un filoso/o a JJrivarsi del vedere, ,, r1ueslo ri spondo, che tal occhio come signore de' sensi fa il suo d e1,ito a dare impedim ento ai confusi e bugiardi. non scù:n:,e, ma discorsi, 11cr i q11ali se1,1we r.on gmn gric/rJr1' e m enar di mani si disvuta: cd i l mcdc.~imo do vrebbe fare l't11lito, i l quale n e rimane più offeso, verchè ryli. vorrebbe accordo, d el quale tutti i s 1:nsi s' intricano. E se tale filoso/o si trasse gli occhi p1·r h-1•are l'im)lcdi111 cn.to a' suoi di ~corsi, or 1Jensa ch e /a/e nito /11 co11111ng11 0 riel c,•rvcllo e dc' discorsi, perchè i l t utto /1t pa::,:.ir1 ... "· Il discutere s 11lla gera rch ia dl'gli organi d e i sensi secondo il pensiero di Leonarclo non ùeYe sembrare una questione oziosa; ·una. di quelle eserc itazioni retoriche, vuole e incon cludenti, che formavano ogf,felto dei conversari dei dolti nelle corti di un tempo. oppure argomento di lesi dottorali o infine delle ù irngazion i degne dei « P ensieri diversi "· A gran fama assurse sotto il regno di Luigi XV la tesi svolta da Boissier cies Sauva.gcs dinanzi alla fa coltà di Monlpellier: "se l'amore possa tissere curalo da scmpl ici mezzi pro,·enient,i dal regno vegetale » e . altri disn1sse perchè non si hanno capelli verdi e simili piacevolezze. ~o. la questione è importante sollo un duplice asprtto, sia come t·sprcssionc del pensiPro di Lcona rdo, che ris pondeva a u11 particolare modo di r on ce pire le cose in rnpporto alle conoscenze generali d el ll'mpo; sia quale cont ributo alla 5toria d ei sen si (1) .
••• Considcrnndo i s,:nsi co me slrnrncnti del sapere, potn,mo svolgere clt'llc utili r·ifte,;sioni. Di tutt e le scnsa1.ioni pr·r via d elle quali giungiam o ad aver notizia. d el rno!ldo esterno e delle qu,ili la mente poi si giova per atlingere la neazione dei conC'elli a stratti, la sola che dia l'idea fonrlamC'n tale, pos itiva, evidente della realtà materiale è il tatto: ess-o è non solo organo di senso, m:i anch e di presa, e perciò mentre ci diL lu. nozione d ella cosa, la fa nostra. L'occhio e l'orecchio non posseggono nulla e per ciò solo pos:.eggono tutto. Mn da che ci provengono gli imp11 lsi a pensare-I Quale senso riswglia in noi maggior dote di ide<''! Sollo questo as prtt.o, la vista si conl<'nde il primato con l'udilo, gli alLri n 'stano a grande distanza. « De 5 sensi - n ota Leonardo - veder,· 11/dir ocloralo sono di poca proi/Jifio11P, tatto e gusto no. !,) odoralo mena t·rm seco il gusto llf'l cane e altri golosi animali». La missione dei sensi non è solo quella di mantenere desta la m ente, di presentarle imagini '('Ontin11amcnle rinnovate ; dalle imagini che essi hanno suscitale na(1) Si n·l!l!n nn G . n,,k:<~n:1-.: , / scu si ricl/'1101110 , '\!ila uo, Dumolarù, 1S;o; e sebhcn e con indirizzo relig ioso, A. FARGF.S, 1-'oggclli.•ilà drlla f>,,.cczio11e dei sensi e 11· t.-r11ic 1>1()lÌ <'rllC , Sie na, 190.,.
LA Gf:RARCIIIA Dl::LòLI ORG..\K I DE I S ~::'iS I, !::CC.
1:Hi'
·s ,·ono i primi concetti e le m entari , questi s i s uddividono per virtù ùi al tre imagini , s icc hé a d ogni n 110, a idea l'o rgano di senso dà il con<:urso s uo e inle n·it•ne o acce rtando o curregge~ido il larnro m enlal1;:. « Ogni nostra cong11itio11c p"Ti11ci pir1 da sn1ti111,:11ti » asserisce Leonardo, ,come aveva già fallo Lucr ezio . E il Montuig ne 11c i s uoi ,~·.,.Mi., dirù: « lnute cognoissarn.:e s'achemi ne en no us par les scns, ee :=:011t 110s rnai ,-lres: l"itL l(l/a 111//111/a fldl'i Pro.rima /1•rt lw111r11111111· in 11,·ct11s 1,:11111lnq11,e mrnt'is .
La sciencc con1mc nre pnr e ux et se r esoul e n e ux... Los sens so11t IL- commenc·t-m ent L't la fin rl r> l'll u 11rni11" cug-noi:;:;a11('e .... » Forse le impression i sensori e sono estra11ce all'associazio ne e alla sub ordinazione delle idee; in tal s ignificalo il Vinci doveYa s crive re « i .,,-11si .~0110 t,·rr1·stri, la royir,n,, ,.ta /or di [J 11l'lli qwcnto contempla»; ma la stessa si·s lanza ctl'llc idl'C è tutta c 1·e11zione d ei scn:;i. Lo stesso c-rmcelto de ll'es1,;lc11 za di sostanza prirn <k3 li allribuli de lla materia o incor port:it, è do ntlo alla vi:>la e all '11dilo, quando alle impressioni vi "!- 1\·e e uditi,·e non r o1Tis po11dor.o ]p tattili. Ques ta è la 1wima origim• d l'lla scie nza: l' inatteso n1,parin• di Sf'ns11zion i de lla Yi sta e d ell'udito non accompagnal{! e giustificale da ri:1e lla d el latlo: illus ioni ed e rrori c·il~ spingono la m ènle umana a ri,~tracciare le c:iuse oscu re. Tollo dalla m e nte umana l'erro re sotto tutti i suoi as petti, lasciando ad essa solo -<'iò c he è cerkzza assoluta, malemulica, palmnrc , che cosa penseremmo n ni ancora? L'oceil io è uno s trume nto no n pe rfe tto, inganna, intorbida, scolora ; ma esso Ya cons id1' ralo <'orne al!C'ato e associato ai processi rnentali. Allorn i continui e rr0ri della visione sono corretti. Dall'associazione d r lla s1' nsazionc vis iva e dello fll coltit rag ionanti viene un al tro a equis lo : la rapaciti.L a mis urare. Dalla più rozza stadera al circolo srraduulo di un cquutorial<', dal C!l1adrantc de ll'o rologio a l tracc ialo di ~rn diapason, la massima parte d eg li stn1mc nli de lla sc:ienza sono fatti pt·r l'occhio e lo e le,·ano a g iudi(·e <iellc IC'g1ri della natura. Gli slr11me nli d el sapere sono dunque rappresentati dai St'nsi o da ingegnose costrnzioni nrlifìriali die parlano ai sens i. Nella scienza, conside rata come <'Oncorrenza rle lh• rc allit tsis tr 11li, i processi mentali d ebbono segu ire una via de terminala, r he permetta di giungere da. una i-t·altil conoscinla ad 11n 'allra rcallit conoscibi le. );e t capitol o intitolalo " Com<' i 5 sensi sono ofiziali d ell'anima " L eonardo scr ive : « L'animn pare risicrfrrc nel111 JJflrte judi:.iale, e la, par1,• judi:,iale vare essere nel loco , do1 1e cnncorrnno tutti i sensi, il quale è dl'/to senso co1t111nl': e 11011 ;, /11ffa JJCr /11/10 il r·nr1io, cr,me molti hrmn" creduto; an:,i tu/la in n,·lla vartc: i111v,·rr,rhk . s'rlla fu, .~i tu/la per tullo. e llllla in ogni parte, non ,·ra lll'Cl'ssario fare li stno,ie.nti de' sensi, farr• in fra loro iin medr. imo concor.~r, a ww solo loco; an:;·i bastava chr l'ncchio op,nassi l'ufc:,io df'l sc11timn110 nella sw1. siiperfì:.ie, e non man<l.are, per la via delli T/f'rvi ottit:i, la similitudine dcllt: cOSP vedute al .,Pnso : che l'anima, alla sopra cl.rlla ragione , le polt.!va com prendere in , ·ssa suverfì.:;fr dell'occhio ».
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LA GERARCHIA DECl.l ORGANI D~'. I S ENS I, ECC.
« E sim ilm,·nte il scuso -Lcltauldito; brtstava solomcnlc la voce risr,11assi 1wlle concave pvro~ilà ddl'o~., o J)drosv, che sto dentro ,,fl'orrtc hi,1 e non fare da es~o osso al sr1Ho c·nmune altru tr,wsito, dot•,· ('.~sa h r1r·r·rt
rtbhi rt discorrere al cu11111111• ()i11rlhio ». E d opo ave re discorso dfll'odoralo ~ d e l lutto, sogg-iunge: « f,'ù/,•fl , 01·r•r imaginativ ll, è r> timon,· 1· hriglia r{,, ' ,' ' t'/ 1.~i. i11 7wro r he ltt c 1JS1t i111flgirrata movc il Sl'nso », com e altrove a ,·f'a d ello « l'o hit·!/o mu1·,, il :;1:1,so »
La percezione immediata è q uincli, st·contlo il conretlo lradizionalè a mmesso, ope ra d e i sensi; Hl la SPn~zione s i d ebbono rironcturre in ultima analisi le arti e le ~c ic11ze. Cosi !'licolas Mal,~branchl' apri rit il primo libro d ella s ua opera T>1• lii rcch,·rche cli' lrt v ,·rilé l'O n un lungo s turt i,, d ei sensi e delle poss ibilità d e i loro e rron. l'n mondo di fantasia r, w ri d el vero, fuori della vis iom• r cult•, 1111 mondo u.slrallo è larv,t, c himern , buona pe1· sognatori inopcro~i. Entro il rea le e il 11er n ' llibile è tulta la Yil.it. Irresistibile è il se nso di incitamenlo, ùi arric(' llinwnlu d e lln rL·a llil c he Leonardo riE:sce a comunicare , in 11na ('OScie nza più \'as ta, 11iù armoniosa, più inte nta. Aprite bene gli ocelli, volgl'Le!i 1!1:'ìlancnbi l ; sug li spdlacoli dt'llct rntlura, sembra dire a o.1n1i vasso come 8. FrnnCl"sro ct'.\ ssisi (e fn11H·escanitil è a m orevolezza, C'a lo rosa e a un lt.'111110 Jlarnta, è ebrielit d 'amo r e sorridente, è r,aturale fPslevol<>zza anno!1ios11 ); solo quando la v isione vost ra è esatla e compll'la proYalPvi H ri p rodurlc1. Prodig ios i occhi d owrn avere il \'inc i, 1uir ,·ed e re Co '-'ì mernviEdiusamenle be ne tante cose·. ),lf'uno disse che egli f0~:::l' 1nio pc : e unl' Ol'a s i ritiene c he una mio pia stabi le f ' pnie:ress irn in ffo is~e s 11 lla pal'!i('()larc forma di certi s uoi precett ; d'ollica; 11olrc bbe d a:·s i che il noslr0 fosse pe r nalura dis posto uni,·ame nle all'i rwe~ligaziorH~ min11 ta cli co:-o vicine e non lonl.ane. Ad og·ni m odo , di et CPzionali;> po l<•nza vis iva. L(:nnardo possedeva come pu,~lli n ~·gli ocr lli ~11oi l'all i!udinc a di,·~ni r· s pecchio d ella unin'!rsalc h!:-llezzta (J) . E n11t11rn, docile e arrendc,·olc . v eniva cos ì ine ffabilm r nle a resl ringcr:;i e a dare ;;pl'!t.arolo di sè r11l ro quell e luminose p11pill e . Ne l ,·is ibi lt> scoppitt r d e lle !!'l'll1flle, ved eva J'ind s ibile d e l cielo; nella rad11cili\ d Plla mat '!ria, l'ctern itù d<·l lo s piri lu; n ell'effim er o s plendore dl'I frullo, l'immo rtu litù senza colore del sern .... Le s ue d esc rizioni son o panornmi in c ui l'anima s i ~pande e locca o.!(t1i filo d 'erba, e quel rhe lorcn l'anima ~·t.l•1·no ctiventa; e un senso di k t i -
(1) A . A~1:f.1.,·cc1: J. 'Hrchin e la s11,1 n.<inlo,:hr 11cllc .<c,•(>trlc di /,, da I'. (( ';i..rn;ole d'Itnli:t, 19 ap rile 19<,<\). - La « wmrirra • i11 f>ill11r<1 e /c.~;:i n llic/1<· di /ud e cHli>ri ·sci>f>r rl e da L . (Ciorn cli 111cd. 111ilitnr... , roro. f. 11 }. Tu . \'O:< Fw1)r~rf.1. : /,. dn l'.'.< /1 1t ,1!'<' (Rqwrt. f. K1111 ~l\\'i,,~11 ~.• X\', i~;) . e 1·0 ,n Srlt,·n iu cter h1111sl11•is~<' •H. \,Vit·n. 1M7. G. l'F.RROO : I .a. di<>llrita <>c11/,1re di /,. d,, r·. l..\rchi,·io cli ottnl., rc107\ . .'\. l'm..,rK: 1~6/t d P /','/,1/ dr. r,'f rar/io11 d,· / 'ori/ dans /' ,'d11rali,m cl da " s l 'or11 ;,r,· d u {'ri11/re (Th. d e f'aris , 1900) . H' nnc h c n111n111cinto nll ' Ard1i,·io rli ,torin ,kllr ~,·if"nrc u110 ~,·ri tto di ~ - HA<: r, 10:q: / coucdli di / ... sul Sl' II SO 1,;$Ìi..'O,
LA GEHARCIIIA DEGLI Ul!GANI DEI SENSI, ECC .
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z ia mis 11rnta lo inntdPva nE-1 mirare In gioia della te rra, co m e un senso d i freschezza invade c hi si s pecchia n e lla pura ac qua di fonte . De fin isce l'ocrhio dul punto di vis ta fis iw e fis iologico : « Occhio è 11110 strumento di .,u,wrfi!'Ù' .~Jwrica, il 1111al1' è rne:.:,(1110 ·i n fra l'obbiello e ·1 comWH' ~cn so , e dl'lta s11pcrfi::,ir 71iglia in sè t11lfr le similitudine d,•/11' cose contra 11ost1· c tj1(1"/11• f'hl' si tru1•11 in 11w:::o /'altri' , qw•lle con ?111·1w crrorr sr,no ('1J111J1ri's(· dal sl'/1,:0 , 1• qud/1• 11iù fontan e e 11u ·110 i11t1·sc S(J/IU "·
E in un quart crn o cfu nulo mi:1: « l) vahio à una sola !inia Cl]ntrafr, r tulle le cosi• che rcngono all'octhiu J!l'f c.,.,·a !inia sono ben e v e<lulC'. /Jì11/orno a essa fi11ìa so1111 ì11fi11111' aftr(' finii· wi,,r,·nti 11 essa cen t rale. Z,, q11llli MJn rii lrwta flli1wr1· r11/i/11di11 e 1111111/tfJ cs.,1• so,, dì maggio re r cmot1u11e dalla centrale"· Il \'in c i pc rsewrò 11E-llc, studio ,]e lle funzio ni d cll'ore hio, s ig·norc· clt-i se ns i, « /in c.,tra rfrlf'11ma11 0 cor11u, 111·r Lu 11uafe l'anima s7u.:cttla (" fmi.{cc la bcf/f":. :.a dd 1111JJ1 dfJ » . Qu11ndo parla d e ll'occhio è in lui il sentime nto di misteriositù e no rme e s tupr falLH dell 'mdi\·iduo accanto alJ"individuo, cosm o fi s io logico (· ps ico log ico a ccanto ::t cosmo fisiolo g iro. Avete mai guarciato a d entro l'occhio di un u omo? in que l gero,!!·lifko nPI q11ale sono inscr ill i, m èt[)parc n z~ m1 sleriosamc11le te rribili, i segni d E>!lc discN1dE-nzP millt•naril', d e ll~ pass ioni , d ell a volonli1? l.1.:onardo d ì1 il stnso rle lla pro fo ndi tit i11c~:.111ribi!e di que$lo sguardo ndla sel va interio re . « P crchè Cocchio è //111•,tra rfri/'1rni11w , e/fa è scmzm' con tò,iore d, JJl'r<lerfo, i n 1n,1dn tnfr ch'1·~s1·11do/i 11,us.~,t u111t coç11 rli111111:.i, che d io subito s1iau•nto a r,,111", qudlrJ r olli- 111a11i 111111 socco r, e il corl', ioni,, d,·flrt v ita nf'l curJ)o rir l'/11/c lllo di'/ >ignori' r/,.' s1·nsi, 11c auldito, 11è odur nto o gusto: 1111::,1 s11bit11 fo s11a1·1·11toto sn 1 so. u,111 bastando chiu der,• lì orch i , con .wo co111·1 chi serrati co11 so,mna f or:a , eh,• subito lo rir,,fgf' in controri a 7111n1·, 1w11 si s1r 11r a11d,, a11c11rr1, vi pone 111a110, e l'altra disln1rle, face11do a11tiy11ar tli a al ~usJwltu suo"·
L'occhio è la creazionr più mt' rnYiS liosa , s upe ra pe rs ino la natura. r ilè « li scmJ)lit i 111t111rafì sr,11 0 finiti , r l'o11,·r 1• th ,• l'occhio coma'll(/rt all a m an o sono in/ì11it1' : ì-: 1·11110 1frl/"a,;tr1Jlol)ia: egli f a la cosmografia:
1·s.,o tutte fr u 11uwc arti c o11 ~igli11 e t1, rr1•{Jgc: 111 011 (' l'omo a d i 1,1·rst' varti d.-l m ondo; è vrinci/Jt' dl'lfr 111at,·111.atirlt1•; /,• s11,• st'i,·n:.e W'll o Cl'rtissimc : 11111·.~to ha ·,11i.,au1lo l'((ll1•::.,· e (Jr(111rfr:,,3e d1·/I,• stt'//1: , qurs to h.a trov ato gli ,,t,,m,•11/i e lr,ro sit,, q111·sto ha fatto J)1 1•ili r l' fr cose f a t11rr m edianlt' il r-o rso lfrflc stl'lle, qw•.<:to f'archil,•!lum <' 7uosp1•1li1 a. qw·sto la di vina 11ittur a ha g1•11N 11.W ... IJ'lt l'Sf o hl/ orn((/0 la 11af1Lra coff'ru;ricoltura e dil<'ltr·, •oli giardini ».
Confrontando gli o rghni d e i se n!òi d ~ll a specie umana co n qt1elli d egli altri animali ri!òaltano d .., Jle differEnze ;in,~tomich c cos pic ue, c h e dù nno ragione d ella n1rie liL dell e altitudini bio logic he : « Ho trov ato - sc r iYe Leonardo in una pag ina di anatomia comparala - n,•{{a com• /JIJ.~i:,inn,. df'l cor}lo umr11w, che, comi' in t11tt1• l,• rO?n11osi:,1011i ddli ani1111,li, r•s.w è di 71i ù nttasi e aro.~si scnti mPnti, così è. con1110.1to di sfnt11,,•nto manco ing,•g11 ogo, e ili lochi n1an r u r11.11r1r.i a ric: ,'vcrc la v irtù d1··
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I.A t,f;H \llCIIIA Ut:1;1,1 ORUAN J DE I S EN S I, ECC.
s/'nsi. Ho rcr/,,t,, nella sp,·;.ie l co n in((, nrl sen.,o ddl'odorato avere partr:1/dla. su s/((11/ia !{,·t r('lab1(), discc11d1' r c in assai cc11'J(Jct: r1cc:l/(lC1tla co11 l rri al sen so rfrl(o udofflt 11, i l (Jttalt: entra in / ra gran numero di sacch i cartilr1oì11usi , con as.,ai 1·ii· contro all'avvenim ento del predetto celabru . " Li ocrh i dl'l/rc sJJl':,ie lt>onma hanno grrin parte della lor testa 7Jf'r /1,r ric ,.ll11cul o, e /1 1U'n"i Qf/ici immediate congiunqersi col celabro; i[ chi· al/i r11,;h1i si rafr il contrario , J}Uthè l e casse d e/li occ hi sono w,tt i:111io, 1· li 111·ri•1 olliC'i son o sull-ili e lunalti e d ,, . boli ... " (i ). Ma nell ' uomo l'occhio t: slrumrnto della t-:cienza e d <=IFc1rte. 11 fct· S<'ino d ell'arte è fascino dt>lla prrcepita, perfetta visione. E ' n ell'occhio mi:;te,·io.:;a polcnza. Leonardo rit:orm come si Yegg a "1,e' vil!ar,2 (J•,ufla biw-irt , r-/1ia111alr1 lrm,ia, allr1un· rt :,è il fu ,·ignolo, cume cam1tlit.rt il ferro, J)t:r lo fi sso S(l11ardo, il fJ t{(/le, con l a111c11tevol c cauto. corre alla su« 111o rtP . .4nf'ora .1i rii,·,, i l lupo a1•e rc JJOl e11 /ùt, col s uo :sg11ardo , di f(( re al/i omini le vutl' rn11che ... » . E inol tre noltL come: « Le 1111l:.1·l/e si dice avere potcn:a n ell'i occhi 1/'11/lra rre a :sè l'amore df'lli omiwi ». Tulle le d escrizioni e n an azioni e pit lure non varranno a supplirO' l'osservazione d iretlct, indis pensabile all'artista quan to allo scienziato. Rilrane equivale vedere, esamina re, torear,~ con occhi propri fino ètl l'ullima chiarezza. Quella vig ilanza dell'artista s ulle apparizioni d ella r·pu)là, sui moti della propria animét, qur lla attenzione acuminata s1il mondo, quel non distendersi ma i, h anno la loro intima bell ezza e la loro forza; e r·are che dicano: fa tu lo strs~o. Mi tuoi mo<ii. E' agevole imag inarsi una battag lia, ma pC'r figurare lo scompiglio dei combattenti, con evidenza piena, LP.onardo raffrena J'imagi11azione e si r eca. s ul luogo d ella zuffa; muove dunqur perpetuamente per ~ernprc ossr rYare; e !'allo della visione si tra<l.uce rnpido q1:ale lampo, senza m•ss una t.ituba11za, nel disegno, con preci5ione somma, con lince sì nitidùr marcai€ e sicu re, quant'era sicura e limpida l'imagine pr n et rala ne!,?'I j, occhi. E ' stulo detto dal Gnyot che Leonardo nel Tral/11to della Pif/11 m: svela il s uo segreto : saper vedere. Eg li intendern dare le sue dimostrazioni anatomiche in pre,·alenza a m ezzo del disegno; dichiara le d escrizioni sctilte ins ufficenti , confuse~ esse debbono solamente completa,·e e spiegare le figure, che rappresen teranno ogni parte del corpo, sollo tut.ti g li a.spelli; solo così s i g iungerà a porre so!Lo gli occhi dello stud ioso quasi l'of,gelto stesso, la pai·te dissecala e an atomicamente analizzata. Com e l'occhio è s pira~lio dello $piri lo, il disegno è spiraglio all'arte e alla scienza di Leonardo; ed è l'int.elligcnte, l'ubbiditinle e fedeli ss imo inte rprete dell'occhio, elle ritiene, megho della parola stessa, ogni
p i r·rola p1,r/1• r!,,/
(1) Scri,·e allo Mt·sso propo~ito, il :llontaig ne: • Si !es sens ,out no z premier!7 j u~es, cr. 11e so11t pa~ Ics 11ostres cru'il font se ul s appcler a11 cnn~i l. c-ar r n cett~ • fac ultt !es aninwux ont autant ou plus de drnit q ue no us. li e st ccrtaiu qu'auc11n5 0 11t l'o u\·e plu ~ aigue quc l1ho 111111c, d'outr<·~ la vtu.:, d 'autrc·s le S(·ntin1eut, d'autres l'a w uch c·mc nt o n le gouH •. 1E,-~ai~, )i\' . Il , c-ap. Xli).
LA GERARCHIA UEG LI ORGANI DE I SENSI, ECC.
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appar1Z1one fu gace, la vita d ell'attimo, che riprod uce, istinti,·a mente, la bellezza veduta, se rbandone il poetico incanto, flessibile ad og ni flessibilità di natura e s pezzato, come essa, in quadri infini ti. P er il filosofo naLnrale non v'è nella nalura alcun oggetto che sia da dis prezzare : dalla p iì1 piccola s ua opera egli può tram:: le più g randi lezioni. E questa è infatti una delle grandi sorgenti d el diletto che lo studio delle scienze naturali procura ai s uoi cultori. Lina mente che abbia una volta gustato il piacere delle in vestigazioni scien tifiche , ed abbia preiiù l'abito dt applicarne prontamenl~ i principii ai casi che occorrono, ha dentro di sè una fonte inesauribile di purJ, e incoraggiar.ti contemplazioni: si direbbe ch e Shakespeare ebbe din anzi una ta l mente q uando descrin: un uomo contemplati,·o, il quale trova « ling ue n egl i alberi. libri nei discorrenti rusce lli, sermoni nei sassi e il bene ornnque ». Aduso a segu i1·e a passo a p:1s:;o l'operazione d elle cause e lè prove delle leggi genPrali, in casi nei q uali l'occ~ hio ig no rante e non indagatore non , ectc nè no,·itiL ne hel!ezza, egli cammina i n mezzo ai portenti; ogni oggetto che incontra rischiara q ualclie principio, sommini:;tra qualche insegnamento e g li fa sen tire l'ordine e l'armonia. Nè ques to piacere , che g li è cosi comunicato, è unìc<1m enle passi,·o : mille ques tioni di continuo nascono nella s ua mente, mille soggett,i di ricerche g li si presentano, che m a ntl•ngono le s ue facoltù in un cost:w le esercizio e i s uoi pensieri sempre :;YC'gliati, cosi che la s tiu1cl1ezza è sbandi ta da l s uo vi,·ere. Leonardo osserrn con pazienza minuzi0sa, tutti gli a~pcUi e Lutti i fenomeni esteriori; cura le leggi massime, che regolano il molo, la vita, la struttura d eg li inctividui e d d le s pecie, rpia11to lr 111(1 llifestazioni minime di na tura: riferi sce con µe!·s pitucia. sui più lcg!-(C'ri mo,·im enti d egli uccell i, s ul battere forte o lento delle ali, seconòo il corso del vento, sullo " s furiare " d elle formid1e s u p,·l r og1•ro abbr1t111tu ; con la precisione medesima ed amorosa parlecipazionè con cui nota i ri s ultati delle esperien ze più gravi e delle scoperte r>iù ardile. Pare davvero di essere - a prescindere dalla m r nluìità scir ntifìca di Leor.ardo - in pieno Benozzo Gozzoli o in Paolo l.3ccello, coc qndla loro tani.a gioconda c miosità per l11tli g li og~etti, per tutti g li esSl' r:, con la quale sembrava prendessero posses.;o del mondo per la prima vo!La, in nome di tutti gli uomini e volessero im·enlariare per la gioia di tutti. tulle le cose nei loro deliziosi inYentarii a co lori. facendo anche concomitanti. per crescer la capaci:i1 della loro umile invt>slitura, le stagioni, in modo che veramente i mundorli fiorivano n el lorn mondo al l~mpo in cui l'uva rossa mat1ira,·a tra i lieti pampani. Non concentri il pittore - ammonisce nei s uoi precetti il \"inci tutte le sue forze nel solo viso dell'uomo, ma estenda l'osser vazione a tutti i fenomeni; studi e riproduca ogni fom1a, consideri " quanti di\'ersi animali e così a lberi, e erbr, fiori, varidà di siti montuosi, piani, ponti, fium i. città, rdiflzi, pubblici e privati, strumenti opr,ortuni all'uso umano, vari abiti e ornamenti.-. ». Tanto è dilettevole natura quanto è copiosa nd variare. Non vi sarà mai somiglianza perfetta tra viso e viso, tra piania e pianta, tra foglia e foglia; e così in ogni specie . Segua quindi natura chi vuol ritra!Te il variare prrenne di essa.
I.,\ ta:R,\Rt:IIJA OEULI ORGANI OE:I Sl::~SI , ECC.
Q11i :;ono i postulali de l m etodo sperimen tale, c he verranno ripresi e prccis,tli dal O,di lei. La ve rità s1 scopre leggendo n el libru d ella nat11ra, i cui carall<'ri sono figure mate matiche : triangoli, quadrali , cerchi, sfere, coni, pirnmidi ed « altre fi g ure altiss ime per t.al lettura». Ma la male mulica non è lutto; 1~ssa è uno d egli c lementi d ella conoscenza e for nisce la d imostrazione, la necessità de l fatto. Il fatto, la materia d l•\·e essere data da.ll'espnienztt. La quélle, se non fu mai chiaram enlc fil-fin ita dal Gal ile i, è evidente, dal contrappo r la ch e fa al ragioname nt0, ci1e egli lu in k nde come e:se rcizio dei sensi. E m~ im u lr,~ LiUC:si i il SPnso de lla vista : la vi~la ha 11~r il GalilPi qualcosa di di vino, è il ~rns0 c he più c i m o:<tra d<·lla d ivinil~t, è: incommens urabile, impa ragonabile ag- li altri. \'e<kre è mi,;111·ar·e : è quasi il contatto fra la mate matica e !"espe rienza .
• •• Arn:ora ogg i parliamo degli Ocf'hi della mente nell'indic a re c iò che si vede con lo s piri lo leggendo n el la propria contempl azione assorta: concetto sove nte svoHo d a i filosofi de lla rinascenza. Nel De anima cl v ila (153~) il Vives scr ive : cc oc uli sunt in animo nnn minus quam in corpore " e t rova completa analogia fra le cose elle s i app rendono con i sens i e que ll e che s i presentano nell'intimo. l i còrnpito dell'imagin azione è lo s tesso de ll'occhio nel corpo; le imag ini inte rio ri si ngguno, quanto alle propo rzioni d elle cose, quali le L·s le rne : qu este s'imprimono negli occhi, quelle nel lucido s pirito, chE Il' ritiene più a l ung·o e le offre v11riu s ac ,11ani/csti11s all'occhio d e ll'animo. Leonardo conosce questa teo ria, discesa dag li antich i; ma la sua valt,tazinne è dive rsa. P er \ 'ives l'occhio d èllo s pirito è più lucido di q11t' llo fis ico, pe r il \"i nci esso è l'or-chio t enebroso, c hi11so alla. luce che \·iene da l mondo r eale e non può vederla se non n ell'imaginazione. T a le consa pernlezza no n p11ò ce rto t>quivale re alla luminosità creatrice di una vita inter io re 1wlla quale s ia scienza !)iena. e ser r na il prod11rs i s tesso d el ritmo vilale. F o rse il Vinc i pe nsava a chi s ia cosi b0alo d a vivere in 1111a condizione di tanta olimpica rhia rezza , n e lla. q1tale LuUo il reale gli s i offra nallll'almente nelle s ue fe rme apparen z e significati\'e, o a c lri s ia completam ente c ieco <la non accorgersi i n q11ale infinita nolle arda faticoso, per noi esser i comuni, il lume d ella coscienza, co ntro la foschP.zza dei srns i, contro le opache abitudini d ella disalle nzione. lllrn110 i fil osofi e i poeti pa rlano con entus iasmo d'una luce intelle ttuale; ques ta non è che un'ombra cte lla vera luce, che s i riversa in ondate su ll' unive rso; per tal guisa la piltura - c he è scienza ed arte del l'occhio luc ido - è superiore alla filosofia e alla poesia. Nessuna cosa è che più c'inganni del nostro giudizio: e fra i n ostri sensi quello che meno ri t.rndiscc « nelle d eu ite dist,wze e nei debiti m ezzi » è l'occ hio. Tralascio le citazioni de i passi, ben n oti, che s i leggono s 1wc- ialment~ n el T ra1111to della 7Jit111ra.
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Nulla cosa è più degna che soddisfa a miglior senso; poicliè « il senso comune è (juello che giudica lf: cosi; a lui date da li altri sensi» (1) . Così adunque, la pill11ra, soddisfacf'ndo al senro ctella vista, è più nobile d ella musica che solo soddisfa all'udilo, senso posto in secondo ordine. Ed è grande ingiustizia, per Leonardo, ch'essa non sia compresa fra le arti liberali del quadrivio, chf! risultava dall'aritmetica, geometria. musica e astronomia. lìhe se la sventurata musica compoue a rmonie con la congi11nzione delle sue parti proporzionali, molto superiore è l'armonia del corpo umano e degli oggetti naturali e l'euritmia delle loro linee e colori; quella si perde, cioè nasce e muore nella sensazione, questa resta in essere perpetua. Ora tutto q11eslo è legalo ad argomentazioni arbitrarie e illegittime. I moderni studi di ottica e di acust.ica, quelli sul senso termico e sulle terminazioni e vie nervose del caldo e del freddo, hanno mostrato che se le sensazioni stesse sono .fisiologicamente composte per m odi, intensità ed aree speciali, sono anche armonizzale fra loro per .simpatie e consensi. . Così appare più intimo il legame tra i diversi sensi e quasi, in alcuni casi, conve1·tibi li l'uno nell'altro, senza alcun preconcetto gerarchico. E' innegabile la connessione fra occhio edJ orecchio, ·per la comune origine ectodermica, per numerose relazioni patologiche, per le somiglianze che hanno i due organi nel loro assetto anatomico: la relina con le arcate e i pilastri del Corti, il dotto naso-lacrimale con la tuba ~usi.a.chiana, le cavità periorb1tarie con le cellule mastoidee. Thomson potè asseri re che gusto e olfatto sono gli estremi di un unico senso e Zwaardemaker suppone che la sensazione caratteristica d el gusto prenda origine in corrispondenza della mucosa ol fattiva. Adolfo Fick rilevò che le sensazioni olfattiva, le g ustative, le tattili, le termiche, le dolorose non sono modalità fra loro tanto diverse da non essere possibile il transito g raduale dall' una all'altra, quasi come nei colori dello spettro. 11) l'er la co110, cc11za ùell 'intcro Pt'nsiero leonardesco J?io va r iferire q uesto pasw : • L i a ntichi specula tori ù11110 condu;o che quelle pa rt~ del g iudizio· che è data al1101110 sia causato <la u1u'> stn1111c11to, al c1n0Ie r if<:ri~can o li nl tri .~. 1111:'òia u tc la in1-
prensiva, e a d(:tto s trnme nto ùnno po,to nom e senso L-Onmne, e di cano questo senso ei;sere in n1cz1.0. li q uesto nome <li scuso comune dicano ,-0Ja111ente pcn :h è è comune judice d t:: 1i altri _:; ~t'11~i. <"iot:: ,·c-dcre. nhlir~, toccar e, gu~tare, e odor~re. 11 ~e fl ~() ,cornune ~i 111 0,·c 1nedia11tt· ln in1pre11~in1, ch'è po~la in u1e1.zo 1 in fra lui e i sensi. I,a impre ns ivà ~i n10,·c 111(:Jiallle la similitudine delle cose a lei d:tt(' da li s tru111c11ti superficiali. <.'ioè ~c:n!--i, i q1ia lì ~0110 p<l$l i in 111ezzo 1 in fralle cc~e istt·riori e:: In
impre n ;::i,·a ; e si111il111e11te i st'11si si 111orn110 111edialllc li ohhictti. I,e similitudine d elle ci rcm1s ta nti cose nw11<la110 le loro similit udi ne a' sensi, e' sensi le trnu sfcr i~cano alla imprensivn, la i111pre11siva la 111:111da al senso com une, e <la q uello so no stabilite n ella n1t:111o ria, e lì sono pilÌ o meno rt'tc nutc, :«:condo la impo rtan,A'l o p o te nzio della co~a data. Qnc-ll o se n;::o è più ,·docc n el s,w ufizio, il quale è più vicino nlla imp re n~i,·a, è l'occhio, ~upninre e principe de li altri .... chi aro si comprende i ~en si, ricevendo le similitn<linc <lt'lle co;::e, non 111an,ln110 fori di loro alcuna virtl1, nnzi n1cc.liante l 'aria che ~i tro ,·a in fra l 'uhhietto e 'l senso, incorpo ra in sè 'le ;spezie delle cose, e per lo contatto che à col ;::en,o. le porg.- a q uello, ;se li obietti, -0 p e r sono, o pt r odore, 111a11da11 pe r le potcnzic >'pirit uali ,1ll'orecch io o al naso, . ( C odice alla111ico, Fol. go r .) . 8 1 · Giornale di 111<·difi11a militar,·, en~c. Xl.
LA GEIH RCHI A DEGLI ORGA:111 DEI SENSI, ECC.
V'è un periodo nrlla ,·ita umana in cu i l,1 s~m::ibililà acust.ica è indistinta dal la tatti le : occorre che si associno insieme perchè ne risulti la percezione uditiva (Champney). L'obiettivazione estrinseca del suono nell'uomo avvenne relativamente I.ardi; da uno studio di Grazia.dio Ascoli sul verbo udire costruito in g reco col genitivo risulta. che un t.ernpo dicendo « io ti odo • effettivamente s i d iceva ,, io risuono di te », come se il s uono fosse una. sensazione so)?geltiva in terna, nel la guisa che al cieco-nato, e poi ope. mio, g li ogge Ui sembrano a contatto con gli occhi. Tutti i sen!"i cospirano alla conoscrnza d•: l mondo e ognuno s'avvantaggia d ell'aiuto d ell'allro: bas ta riflettere s•Jl meccanismo d ella nostra deambulazione e dell'orientamento d el nostro corpo, in cui hanno còmpit.o em inente l'occhio, l'or t-cchio e il srnso muscolare e corporeo, e quello che va col nome riassuntivo di tatto: In Leonardo è in embrione il concPtto del consenso di varii sens i; e invero sci ive, ad esempio: " I l senso d ell'odorato anc~ra lui si veclè e,s.c;ere d alla necessità costretto a conconere a dello giud izio. Il tatto non passa elli per le corde forate, ed è pvrtato a esso sf'nso ; le (Jtwli corde s i van 110 spargendo. con infinità. ramificazione, in nella pell e, che ci rc unda le corporee membra e viscere » . Ma non risulta. che il Vinci avesse posto m ente a quanto quel sen:;o che per conwnzione chiamiamo tatto e'.1.Lru.Sse n elle operazioni dell'l vista. 'Tale analisi era. di somma importanza nello s t.ud io d ei sensi sotto l'asprlto della tecnica pi1lorica ed oggi col Bare nson è entrata de jurP.' nella critica d 'arte. nicordiamo i dati di fallo. Be rgson in Matière et mérnoire (1800) rinnovava (Jt1clla teorica bcrkcleyana della visione chC' sostituiva all'idea di materia, astrat ta in Cartesio e in Locke, il contenu lo di coscier.za ~ rrispondente. Il senso d ella distanza era prima considP.ralo fa collà a prfori. Giorgio Berkeley nel suo Saggio sulla Visione (1709) dimostrò come fosse una percezione della vista, lcnlamenLe acquisita a traverso l'esperienza t.att.ile. La. ricer ra fis iolo,(lic'.t e p sirologica ha provalo che la sola vista noa b ask1. a darr un sen., o es11tlo della terza dimensione. li senso d el tatto. ai utato dalle molleplici sensazioni muscolari di movimento, ci insegna a valutare la profonditit, la terza dimensione, sia d egli oggetti, s ia d el YuoLo. Ora appunto la pittura si propone di rl arc una solida impressione di rcaHi.t, servendosi soll anlo d i due dimensioni; e il pittore, cioè, ha da fare, consciamente, ciò che tutti facciamo incon.,ciamenle : costrurre la s ua terza rlimensione, dando valori LaUi li alle impressioni d ella retina. Un principio essenziale d ell'arte d ella pittura ·sta <l11nque n ello st imolare la roscienza dei valori tattili, per modo che almeno quanto \'oggelt.o rappresentalo, il dipinto abbia forza di app0ll o s ulla n ostra ima.ginazior.e tatlile. Guardata. alla luce di qnesli pr incipii, la grande arte fiorentina di fig ura, si nota come, con le sue m assicce defor mazioni, Giotto ollenga ch e i s.11oi personaggi s·impGn!ntllO be n più immediatamente al\'imuginazione tattile, <ii (111el c,he i Cl11·pi facciano r,ella realtù malNiale; e così rff0ltua in pittura quella rinnovata e roica pre..c:;a
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di possesso del mondo, che il rinast imenlo wn i\"a intanto compiendo per altre arti e vie. Un uccello che vola , poggiando snli'aria , togliendoli-' !I rimbalzo , la spinta, scivolando sul le ali tra gli strati franti, con umt vibrante partecipazione della vita totale; un b ambino che nella slania fa Je prime escursioni barcollanti come se sc rivesse con il s uo corvo s ulla chiara pagina del mondo una poesia, son "icini a qucsla g ioia della creazione dello s pazio, molto µiù ,finfìciti pittori. Si usservi questo bamb ino, come incombente ha il ~cnso Òl·l!o strapiombar d'ur,a tenda, di u na parete, dell'aggetto di u11 111ubilC', da l'ansars i veramente, a distanza, da rannicc hiarsi fuori di l11ogo: tanto, nella sua inesperienza, egl i si trova in un mondo rischio:::o e duro! Gli C'gifrrn i, Gioi.lo, Ma.saccio, Picl'O d ei Frnncesehi rimettono analogamente in questione, per ciascuno d i noi 1 raµp orti dei piani, dei volumi, dei pe:-i, dPlle cavitil. Ed esaltano la nostra sensibiliU, a vivere !1el ir)rO mondo lirico, fallo rea.le a traverso questi elemt•nta n rapporti, lontano, ben lontano dal com une, stagnante monùo visivo .
• *. L'epiteto vinciano cii $1;1•11tu_rata applicato alla mus iea, è degno di alcuna med itazione. Bisogna riportarsi alla mentalitù di Leona rdo, il quale non presupponeva che la realtà obiettiva, quella che fosse rict11cibile a ferre6 leggi aritmetiche e meccaniche: « non mi /pgg,1 chi non è matematico nelli mia vrincipi » i,r rive in un s110 foglio ct·analomia . « La musica osserva a un lr'allo, in mocto rude e reciso, al foglio 382 v. del Codice Atlan tico - · à tlue malallie, t!dle quali l'una è mortale e l'altra è decrcpitudinalc: la mortale è s,·mJJre con giuntn allo istante scgumte a qm•l ddla sua rrea::.ione, la d1•rre11itud-inale !Il fa odiosa e vile nella sua replha:ione ». Leonardo ama quindi la mus ira come un diletto, ma n11lla più; « con i tempi armonici (essa) trastulla con gra::.ia l°(l11inw »; egli 110,1 potrebbe mai d efi nirla. come farù Ill'elhon!n una rivelazione s ublime della vita, 1111 lègame tra la vita dello s pirito e quella dei sensi. Come la scollura e la pittura, la m11si..:a prende i suoi materiali nel mondo esterno: come queste due arti combinano d elle forme e d ei colori, essa combina d ei s uoni liberamente: la sua opera è una creazione perpetua. Essa lm,cia alll: allre arti la forma, o ciò c he in linguaggio filosofìco si chiama lo spctzio : essa ha il krnpo, se ne nutro e lo mis ura per l'anima umana, no n come la sabbia monotona de lla clessidra o l'oscillazione rrgolare dr! pendolo, ma d andogli una voce, un soffio, un ritmo, fac<'ndoci sPnlire la Slllt pres,::ione continua più o meno forte, più o meno d olce, sempre atlirn e ,t dir cosi Yivenle. Ogni variazione « fait deviner une forc 3, 11nc sor t~ d e vie cachéc ; c'est pour cela quo la mus ique lient notr~ sr.nsibilité dans une angoisse si penetrante et sous un charme si profond: clic nous force it fai re d es rapprochemcnts orc ulles et ins tinclifs entre l<'s agcnts externcs et ce moteu r mysléricux que n ous podons 1111 òcdans dc nous mèmcs ...
LA Gt;RARCH IA Dl::u L! ORliAN I DEI SENSI, ECC .
De lù vient Je p r ivili:)ge pa rl1cu lie r d e la.m usique: elle pe rmei à l'à me de s upe rpos,er, e n quelque so1i e, $t'5 é motions per:;onelles ù la flottante ha rmon ie ,. \1) . La musica per il fallo stesso che si rivolgeYa a un senso. e un senso che eg li g iudic11va infe riore, e rn per Leonardo da compiange rs i. Essa infatti è gen e ra lmente e assolutame nte fon te d i dilcUo, può esse.rio anche d i pen s iero , ma non pe r s ua virtù propria, p iù c he altro pe r speciale facoltà o pe r abitudine degli 11scollalori. Quindi una musica che non conLi ene un è ffctlo mllsicale a$$olu l.o, non è nalurale ne abbia a lcun altro; quello convenzionale, c he le s i può attribuire , non vale la pena di una pi1rlicoléire intuizione. non c,ssendovi la s ufficent.e idon eitit ne t mezzo di rappresen tazione. La mus ica , 1w lla s ua ,·era ess enza, non esce mai dal campo della sens ibilità; pe rchè es.-;a possa dive ni re rappresentatr ice di pens ie ro, ha b isogno di uno sterile conven zionalis mo, c he le fa pe rde re il suo carattere n aturalmen te sentime ntale e la 5ua funzione fis iologica . Ha còllo con g iustezza qllesto lato quando l"Oriani, in Ombre di occaso, scnva " che cosa vi è da capire n ella mus ica? Nulla.; d a se nt ire? t.ulto ! "· Anc he primtt che n umerosi 1wn , lori e fis iologi - da .J. J . Ro ussea u a Ema nu ele Kant, d a lle~el e da Lotze s ino a Hdmhollz - avesser o es presso l'opinione che la mllsica non può avc!"e lln conl€nulo obiet tivo, chiunque forn ito di intuito spontaneo d ove,·a averlo p,ensato. L'Hans lic k nel s uo l ibro /Jd bello nella m usica traduce in una esatta formula un tale concetto: " il compositore c rea poeticamente e pensa; ma eg li non c rea nè pensa c he in mus ica, cioè fuor i di ogni realtà o bit>Uiva,. . Pur lutla,·ia non si può negare a lla mus ica un contenuto spirituale, dipendonlc da un effetto d i bellezza prodott-0 dal puro s uono, che ag isce inconsciamente s ul s is te ma r.e r ,oso : ciò ris ulta in modo indubbio da fenomeni ed effetti rarcolli in ps icologia e in fisiologia (2 ) . La indete rminatezza, elle è la. pre rogativa d ella mus ica, che le dà il carattere di ele mf nlo n eutro, fél s i c he essa s i accompéLgni, più fa.cilm l'ntc d 'ogni altra a rte, alle concezion i us lrnlte: ed è quesla appun to la prova c he di per sè s tessa non ha s~nso, nè obietti vo determinato.
*** In p1u luo!!"hi Leonardo accenna ai " mllti », ma n on mostra di avere bene int.eso elle la sordili1 dall a nascita rid uce l'uomo ad una sfera rr azione infe riore di molto a quell,L al la (Jllàlc è dcslinato. ( 1) At·c1 ·sn T,,11·r:r.1., I.a ,·oix. l',irrille cl la m11.<iq11c. P :1ri~, n~illière, r 86;. (2) )!. L . I'ATU17.I. /' rimi c.<f'nim,·11/i i11torna alt'i11J111r 11:a delta 1111< .tica s11llo circolu: ionr d,•I sou~ uc ud CITi.·dln 1111rnuo (nl·l Yo1. i\"cll''t•slcfica e 1ulla scie n::.a,
Sa1t1lro11 ed . 1NJ9\. A . C 1:-; 1u1q. TiN di ,-ra:in11r ,•11.<n111n/rirr i11 ruf>f'e> •·t<? oi lifti m11r mn11ici e a/.
f',yd1ol. , 1900}. (;. C. Ft·RRIR I . .'i111/11 110/11,.a d<"l/"c1110:io11c 11111 .< i.-ale I R i,·. 11111 ~ic . italinn~. r~o,)
l'cq11c1 : inor Pc r .i:cntol r 1R iv. d i M'iL' 111.L" hiol. . 1~99 : l \ " Cong rl·~ dc-
111:<F.T et Co,·Rnrn. /11//11,11a li<" In 11111.<iq1t<" .<11r la ,·csf'im/;.,., . le coc11r cl 1t1 circ11lalio11 r,11>ill11irr (.\1;11,:c. p,, d1 nl.. 111. , ~o;I. J,. C1sn:r.1.,:<1. (;/i ciictli delle ucila:icn1i arn .<licltc sulltl circnlt1:it111r caclo ra/c (T,a l'r:oti,-.~ otori,wl. , 19 1_,) .
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Cosi scri,·e: " a .~im 'ilil1ttli11e del m ulo, che t•1•de11do 2 parlatori, benchè esw sia privalo dell'auldito , n• •nle rh m,·no, mediante l-i eftelli e li alti d "essi v arlalor i, l11i com p1,,11de la tema delta loro dispu ta ... »; periodo in cui non appare a ffatto il sosp etto che la mentalità del sordomuto polesse essere d iversa da q uella di un individuo normale . Ora, tutto q uesto è legato allo stato d elle conoscenze d el '500. E' ancora molt0 di ff uso il p regi11dizio che i muti non possano parlare a cagione di un legamento che ne ostacoli i movimenti d ella ling ua; cred enza che ci è venula d &ll'an tichilù , avendo risl!ontro indubbio non solo nelle varie letterature, ma ,w che nelle sacre scritture dei µopoli più vetusti. In esse , ogn i volta che accade di accennare a l sord omuto, si parla (·ostantr menle di nwl i (i ) ai q uali "si scioglie» , per virtù di miruc0lo, quel tal n odo dcl l,i lingua che impedi va loro di parla re: gli antichi in vrro non avevan o compreso che esist,e un ra p porto di causa litit tra la fu nzione ;1c11slir:1 d ell 'orecc hio e r a rlicolazione d ella ling ua e degli organi vocali per l"i mi tazione e la riproduzione della favella . Le copiose rirerché e osser\'azioni che s i trovano nelle opere dei principali <:ultori dellP !'cienze fi siche e mcd icho mostrano come si fosse lung i da una rt>tta com pn:nsione d,>I ieno meno. Ippocrntc e Aristotele e i loro d iscepoli inlran1 idero ch0 tra. la pa rola e l' udito corre una r elazion e di .~i11111atir1, ma non la seppero chia rire, distolti cmne erano dal preconccllo .del l'esistenza di n;;rvi comuni all'orecchio e a lla lingua e persm o di rapporti orgm1ici t ra l'orecchio e i polmon i (2) . (1) .-\ nche G . H. Vico adcrirn a ta le modo <l i ~cri,·erc : • il ca uto e i \'t:rsi so110 uati oer nC'CC'~~ità di natura umana. 110,1 <la c:,pricc·io d i piacere ... l'~rchè i mutoli na turalmente preferi~cono le ,·ocaJi caninndo, e g li ~ciling-nati pur can ta ndo 111anda110 fuori i suo11i ar ticolati di d ifticil pronunzia , e i chincsi, che non han più che da trecento pa role. lf' ouali con la dh·ersit à di pronunziarle 01olti11li c·:ino , pronunziano con un certo canto• (/>ri11cipi di scie 11::a 111101.1a, lib. nr, cap . :;il. (2) Gli antichi anatomil'i a111111ct te,·ann 1'e~iste n,a d i akune ,·f'ne che partendo dall'orccc-hio terminava no ng-li orga ni gc11itali. Ippocra te p arla di vene che dall'orecchio ,·anno ai testicoli (O c 11al11ra h o mi11i.<, sc·,·t. Ili ). '.:\ella C ra11de chimri:ic di Gui dc C ha uliac si legge: e Soubs )es oreilles y a rks chairs g landuleuses qui SMlt J,s i:1110n<·toirs ,lu nrn:au t t près dc ces licux passeut de~ veines qui portent u11c portion de la nrn tihe spe m1atique aux .i::énitoircs; le~quelles si on retran r hr . la ,·f'rtu d'enc-cn<lrer se 1>erd • · In F ra11<:ia ai sen·itori lad ri si tagliava il padiglione ddle orecchie, specie il sini~tro . rite 11 è 11rln r o~ì cii rf•nd e rli i1upotenti
A.
gen eTnrc
{S:tu n1 l : 1/ is f nire Pt r ec lre r-
chu d e., anliquit.é.< d P. la v i/IP- d e Paris, H. _:;<)(i) . Seguendo tale ordine di idee Rabelais ha fotto nascere Garga ntua a traverso l'orecchio sinistro (si ,·e l!.l!n l'interessant e la,·oro di A. Le Douhle, T'nurau()i R abelais a-t~lt fait accou r.lic r G arg amcll e par l 'o rt'i/le ga11 d 1c ? in C ll rou iq 11 e m édica/.c , 1913, 11 . q ) , idee che d'alt roude corrispomkvano 111!~ 111i,tiche crede uie i11gem1e del primitivo cristia nesimo , ~-oncerueuti la concezione del di\'ino fanciullo nell'orecchio delIn Vergine Maria : l"irg o. quae p er a11rc m co 11 ccpisti , si legge in a lcune scritture della Chiesa. And1e l'arte della piuna, in akune • ,11111unzin1.io11i • si è inspirata n tale c.r edenza, che ribadi\'a il concetto che l 'orecchio er,1. l'org-ano della fede e della clisciplina. Intere~~ante a tal rig uardo la ;;cultura pri111 itÌ\·a della c ripta del Duomo di llfoclena. in cui si n·g-go110 dei dottori della rhiesa. <'iascuno in~pirato e toccat0 d~ l~'ang elo oppure dalla colomba in 1111 pumo d i,·er~o del capo, all'orecchio, all'occ1p1te, ~ulla fronte: i: r iprodotta dal Pmrizi n el ~uo lihro ~ull'O ra/orr .
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.\l ancala la cognizio11 c d el ,·ero r;:ppc, rlo cau;;ale lra la parola udita e quel la µarlala negli Sl'l'illori chL· ;;i riguardarono come autorità ind iscutibili, per il cor;;o di quasi \'enti S<'L:O!i - dal l \' a . C. al XVI il pregiudizio accennalo nun pole rn cad e re se non quando il metodo :;pcrimc ntalc s i fOè>Se so»liluito allo sp0rnlal1rn. Ma purtroppo non cessò fll' J1[)11rc quando l'ossern1zione e l'esperimt::nlo ind11ssr ro i medici a r ilevare che il mulislllo è conseguenza lJCcessaria d e lla sordità d a lla nasc ila o soµraggi11nla prima r ht! il l.lambinu abbia 11ot11 lo apprend ere per la via naturali> dell'orecchio la ling11a matcrn,1. Le cause di queslo r itardo nella \'Olgurizzè-zione cli un tale concetlu sono m olteplici e varie, e alcune uriche r:rord ine filologico . Lna ric.c rcu comparatira m o~lra com e la parola "sordo » fu applicala prima alle co»e ne l sen~o di «ottuso ,, e soltanto più lardi ebbe quello d cllu pri n,zione <li udilo ne ll e pe,.sone. Lo stesso può dirsi d ella paro la « rnul-0 ", appli cala prima alle co e naturali prive di be llezza, di luce, di colo re e poi uirli animuli e all 'uomo prirn di loque la. Da tuie indagine ris11ltL·rcl)IJe p11re c he quelle due parole s i us arono in ogni lingua separatamente l'una d;.ll'allra e occo1·spro d ei secoli per giu ngere a1r1 1so della parola t0rnposla "sordomuto» tuttora soltanto scientifica, poicilè il popo lo continua a dire « muti», e al più a scherzare sulla lo ro sordil~1. La voce "sordomuto» i? il ri ~tillalo d e lla c hiara cognizione del1\infortunio c he oppri11JC' i sens i 'J la m en lù dei privi d i udilo e d i loquela. Ed è intercs:s,w te no tar,) c he nella composizione d ella parola « sordo mul-0 » s i è seguilo l'orct ine nalurak d e lle due prin1zioni, accennando prima alla causa - la sordilit - e poi all'effetto - il m utis mo - e c iò in conlra'> lO con l'opinJOne d e!'d i antichi, i quali p rendcrnno in conside razione innanzi lutlo J'e ffoUo, che è il più appariscente d ei due difl'lti complicali n <'l sordomutis mo. Come n egli antichi , cosi negl i ~crillo ri medic\'ali, q uando si accenna, in gen e r ale a lilolu<li cu riosilit, a i sordomuti , si parlu sempre di « muli»; ed è questa la parola cornuncrncnl 1.1sata, ;,nelle da m edici scrittori, nel tempo in tui la rt:lazionc di ca 11~a E.! d t•ffetto tra sordilit e mutismo è stata già acccl'lala dall 'oss(·rvazione sperilll<' nlale. li c he d ipende senza dubbio da quesl-0, c he fa piii impressione il mutis rno d el la sordità. f:o per così lungo o rdine d i anni mancò quals ias i cancello esatto s ulla natura dl'l sordomutis mo, la cor rezione di esso m ediante u n a appropiata is truzione no n s i sospettò po5"ib ile che in un tempo relativame nte vici110 a noi: ranli chilà C'la,s in~ o pre parava all'infe lice il T aigele o non se ne c11rarn. Nè feM di mcg-lio l'antichità c rist iana, n egandogli S. Agostino s in la capacilil di ogni istruzione r eligiosa ( I } « q uia defectus ipse impcdil fìd em », riferrndosi 1n modo evidente all'r..T auditu fi ,/,·s di S. Pao lo ne lla r11is tula ai ro mani (X, 17) . ( 1) ATA~AS10 K1RKER traua.udo, nell'opera /1111:rnrgiac m,iversa/is si,•c ars m ag,ra r o11.;oni ,t di.sso 11i i11 X libro.< digesto (Ro111ae, MDCJ,) dcll'argou,euto de au1iil11 s pracsla11tfa et 111'11ilitate reca nuche c·he ,:011111/as Dei 11obì.s i1111olesdl, pu audit11111 .
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E al tempo di Leonardo i sordomuti erano quasi c:onsiderati come un prodotto. teratologico immodificabile: « .Se tu dimandcrai la pillur(l m uta poesia, ancora il pittore votrà dire la poesia orba vittura . Or guarda qual è viù dannoso mostro, o il cieco, o il muto? ". Quando LEonardo mori, Gerolamo Cardano, che fu poi medico, mal.ematico e fi losofo originalissimo, non aveva che i8 anni d'età; e fu appunto il Cardano (flg. 1.) che primo affermò la possibili tà e il dovere d ell' istruzione dei sordomuti, dicendo che è delitto - crimen hoc t•st - il trascu rarla e concludendo che « in gcr.erale a chi non n.rnnca una
Figura I. - Gi,:uou:uo c.,110.1:-10, modico, ft!01;ofo e matematico ln.•i1<I1c, primo "8Scrtorc della atti\udlno dei s ordomuti all'is truzione.
m ente, pare n ulla possa mancare di così grande che procacciar non si possa con l'aiuto della mente "· Queste parole fu rono un\!, ri velazione e non tardarono i primi tentativi pratici d 'insegn11menlo a quegli infelici ( t ) . Cosi pure all'epoca di Leonurdo il cieco, abbandonato a sè stesso, era oggetto di ludibrio e cti scherno: con<lizionc tragica resa mirabilmente, specie nel contrasto del paesaggio luminoso e lieto d el fondo. nel quadro di Breughel ,, i I vecchio ». beli issi mo pittore della vilu popolare, morto nel 1560. La natura serena fa drammatica anti tesi con la cecità degli infeJic; che, inconsci, vmrno a cade,·e nell'anfratto d':ll valloncello e si fonde (1) Per la storia dell'argomento, si vegga no fra i molti contribut i portati dal prof. Gtu r.10 FERRERI , più sped::thnente : Doc1111ienti per /.a storia del!'ed11cazio-11c dei sordomuti , Roma, 1907). - Documenti p e·r la storia de/L'ed11 c. de/ sord. , l\lilano, 1909. - Disegno stOf'ico dell'cduc. del sord,, p. 2•, Milano, 19 17. P . FORNARI: Il sordomuto e la sua istru=i~ie, Manuali Hoepli, 1897.
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in una impres.5ione di soavità addolorata, nella sua mile adornezza. che nel lembo di paese verdeggiante s'apre a tratti di nitidità. stupenda, con la chiesa elle par risuonare di salmi e di suoni d 'organo lontani. Qui la cecÙà appare veramente, come era in quel tempo. una sventura conchiusa e d ecisiva, incapace di conforto, turbala e oppressa da un dolore puerile, non nel senso òispl'egiativo d ella parola, ma q uale dolore che, come quello dei bambini , non riesce a e,;primere lucidamente il suo perchè . In un chiaro simbolo, nel r{liadro d el fi am-
Fignra 2. -
• Ln. paro.boia tlc l c!l-cl1 i • · 8C'<·o1ul o li ~ktt.o dd Vu rHft?lo, (l'llt<lrc,1 nt•I mu~ di ~ o po!f, di 1-'u : rno H rcfl.m:n t,:L t i err-chio, rlcnuoscluto o m.:hc - Ul·lla Cumigllu d i pitt or i cU t'al uomu - oomo Bnf;o~ 1u..:L l'al/,.{1ro o dei cunludini.
mingo (fig . 2), il cieco appa re un essere senza gu ida, alieno dal ge nere umano. Di ciò fa ancora testimoniani.a il Tussoni, il (Juaie ponendosi il quesito ch r sirl peggio l' nsn rirrn. o sordo (P,·n ~frri dit'rr.d , lib. \', 16). sc riveva che alla maggior parte (Juesto ;;embru un dubbio artificioso intorno a cosa chiarissima, vedendo$i mu.nife,;Lo che i ciechi sono « in etti u tutle le azioni umane per esrmpio d 'estrema miseria stanno nel mondo privi d el mondo, mendicando continuamen te il vi tto, ed e:;posti a ll'arbitrio di q ualunque presuma d 'offendergli. Onde perciò Aristote le nel 0 j capo De scnsu , l'l srns. disse, Ouod ad nl.'cessaria vi/ne sr·c1md11m se 11if'lio·r Pst visus, ad intt:llectum na o serundum 11rrir/,·11s mrl ior nt ouditus ... ». Si d ovetto a ttendere la fin e ò el secolo X\' I11 verchè i ciechi trovassero in Valentin Hai.i.v ( 17',5-1823) quel red entore che i sordomuti avevano trovalo in Miche! De l'Epée e nell'Assa rolli (fig. 3l. . Tel n71 alla fi era di Saint-Ov ide, dieci ciechi entro una bararra, cam u ffati in modo
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grotl~sco, cantavano e suone.vano tra 1 lazzi dell'uditorio, veramente • esposti all'arbitrio di qualunq ue presuma d'offendergli » . L' Hauy si indignò nel vederli così scherniti, pensò che i ci~chi fossero capaci
-1,.,uu e xx,c.v. v. Oi -rpod3!, OV'Tf Jt,c.ar j6EO' rJ), MO'OfJ.Ollf · ~ - . o~ N p tJ '? T,,, 1
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fls11ra 3. - Il padre Ottavio O. B. A.Bsarottl (I i a:1-1829), t oodetoro In Genova d el primo Istituto In JtAlle per I sordomuti, oon aJcunl del suol BCOlerl .
di ricevere una coltura morale e intelleUuale e si propose di farli leggere e scrivere e di insegnar loro un mestiere. N~ educò un primo gruppo e volle presentarlo alla Società filantropica di Parigi, mer.avigliando la corte di Luigi xn, il Vicq-d'Azyr, il Larochefoucault:. se ne parlò come di un fenomeno strano e mirabolante, sebbene l' Hauy stesso, pur nella sua generosa ambizione, non osasse tanto sperare nel-
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ravve nirc d t'i s11oi di,:n•1,oli , così che lccri,·era al re nel 1ì86: « Nous n e · JJrdc ndon,; pas nwllre j amais le plus habilc d e nos 11,·euglt'.s e.n conc11 rre11cc dans aurun g Pnrc, 111èmt avec le p li1;; m éclio<' re des sa,·anls 0 11 d e:; 11rlisl\-:; e lai r rny,w ll-s " .
*** .-\ncl1<: eia c·u11ful111'l; la Sl'C!Jllda pu.rle ddl'allrn a:iSl' rlo di Leonardo, elle cioè « thi perde la 1•ista, s111arrisce la belll':,:a del ·1t1u11do con tutte le /1Jr1111· delle cq~e; 111 i>11lrc il ~oruo perde solla11to il suono fatto dal 111/Jto d1·/(1oia v crco.,sa. t:h e è mi11w1a cosa nel mondo "· J:ocd1io, oltr e a d <'~~l' re ·l'organo s pecifico d 0lla. vis ione, come l 'udilo dell 'audiziune, lrnnL ne l senso muscolare s, ilu ppatissimo il sentimento mimico t110 urro111p,tg11c1 e pro,·ocu ak11ni s i.ali d ell'ani mo. Mentre ad on:lli c hiusi q11~,,li slali d'animo vengono proHicali d al m ovimen.to, 11d s ile nzio assoluto l'orcl'c hio i: perfe lla m ente negali,·o. !den tici nella l<·gge di F <:chnl'r, l'udito n on possiede le i111«gini 1.u;c1dc ntali positive e negati ve: q11indi nes$un mularrie nlo aUi,-o dei s u:.mi, cume occhi e n•nlri vis ivi mouifkano e <Tear,o colori inc·s isLcnLl. La vis io11e aul>raccin J'unin r so sino alle s tt-l lc; il s uono, in confront.o, s i spe:gne a p oc hi mclri. Ambedue le funzi oni s i aiutano a vicenda nell'equilibrio e ne ll"inle lligenza de ll'an,IJienle. L'occhio indovina le parole arlkolal!c!, l'udito l a :onta:1anza e qual::;iasi c ircostanza che rumbienl<: h i.l e.li fone tico. Tali cons idl' razioni valgono a conforto della frase di Leonardo; ma com e si può g iustifkare, pel suono, il " minimn cosa 111•l mondo? '" · M a se 111ùtlrnosfera fllll >-ieale ci avvolge d 'ogn ; into rno! Lin suono continuo, runf1 1so, composto di tulle le s fumature ac us tiche d ella gamma, c i s timola pe rc111wme nle l'orcci:! 1io, inavve rtito pu l'abitudine, m a non 11wn o r eale . I c,111li solenni d ei f111 U1 , le VO<.'i varie de i venti. così diverse dallo scirotco allu bo ra, dal maestrale al libeccio, i c upi boa.ti de lla. te mpesta , i pla<"idi a<'cordi d ella bonaccia, l'ululo d ella tormenta nelle gole alpine, il la tralo ,cl<•I tmbinr in m ezzo alle piante prostrate, il g ra.nd<· r e('ilali,·o dell a C'ivilla affa.cendala e febbrile, il moto senza posa, il lavoro senza ln.• gua, a ruffronto col coro sommesso, con la s infonia dr licata de l b osro, tuUo fru scii, mormori i, trilli, gorg heggi, richian1i, voci s ug-in';;li\'e d e ll e cose : creo la musica a r cana e ancora in co111prc•sa d t•ll"aria, quella mu~i(:..t t,uil<> s p~ciale e caratteristica d 'ogni l1t0go, c he ci a,·...:nlg P e che influisrc s ul nostro (lrg;mismo. Minima cosa nel mo ndo? I l Galilei in una bell d parabola ha smen. lito qlles la asscrziont·, d ellando a lcune pagine mi r:tbili d el suo Saggial o rr, c he s i rilq::·gono sempre ·con god imento. Er cole: « Nacque già in un l1101ro assai SJ)lilario un u om o dola l<> d a natura di un ingegno pers picacissimo e d' unu curiosità slnwrdinaria; e per suo trastullo alle vandosi d iYe r si uccC'lli, gus tava mollo del loro cant.o, e con grand,ssirna maraYiglia andava osservando Cùn c he be ll'arlifizio, colla. s tcss·aria colla quale respirava.no, ad a rbit rio lo ro formavano canti dive rs i. e Lttlti soavissimi. Accadde c he una no tte vic ino a casa sua senti un delir alo s uono, nè potendosi imaginar c he fusse altro che qual-
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che uccelletto, si mosst> per prenderlo, e vcn uto nell a strada trovò un pastorello, che soffiando in certo legno foralo, e muovendo le dita sopra il legno, ora serrando e oru aprendo certi fori che ,·i erano, ne traeva quelle diversi voci, s imili a q uelle di un uci.:0llello, ma con maniera diversissima. Stupefallo e mosso dalla sua n:1.tural curi0sità donò al pastore un vitello· per avere qu ello zufolo, e ritiratosi in st• stesso, e conoS('t>ndo che, se non si abbatteva a passar colui , egli nun avrebbe mai i mparato che ci erano in nulli rn due mocti ria formar \'OCi e ca11ti soavi, ,·olle allontanarsi da casa, s timando di ootcr incontrare qua lche altra an·entura. Ed occor;;c il siorno seguente che IJa~sando presso a un piccolo tugurio, sentì risonarvi d entrc una simil voce, e per cedificarsi se era uno zufo lo o pure 11n mPrlo, entrò d entro e tro,·ò un fanciullo che andava con un archetto, ch'ei teneva nella man destra. segando alcuni nervi tesi sopra certo lf'g no concavo, e con la sinistra sosle11Ha lo strumento e vi andavu sopra movendo le dita. e senz'ttltro fiato ne traeva YOCi diverse e molto soavi . Or qual fusse il suo sl unore, giudichilo chi participa d1:ll'ingcgno e della ..:uriosilit che aveva colui. il quttle vedendo.'> i sopraggiunlo da due n~1ovi modi di formar la voce ed :,1 canto tanto inopinati, cominciò a creder ch'aliri ancor& ve ne potessero es· _ere in natura. Ma qual fu · la sua. manwig·lia quando, entrando ir.· un C'<'rto tempio, si mise a guardar d iefro la porla per ved er chi aveva sonato, e s'accorse che il suono era uscilo dag li aq,ioni e dttlle bandelle nPll'aprir la porta! Un'altr~ volt a, spinto dalla curiositò entrò in una O:ìle ria, e cred endo d'aver a veder uno che coll'archetto toccasse leggermente le corde di ut! violrno, vide uno -:he, fregon<k il polpastrello d"un dito sopra l'orlo di mi bicchiero. rie cavava soavissimo suono. Ma quando poi g li , enne os,;ervat.o che le vesr,e, !e zanzare e i mosconi, non come i s uoi primi uccelli col respirare formavano VOl'i intPrrotw. ma col velocissimo batter <'l ell'a li rcnrJevano ui. suono perpetuo, quanto crf'bbe in esso lo ::1upore. tanto si scemò l'or)inione ch'egli aveva circa i I sapere come si generi suono; nè tutte l'espel'ienze già vedute sarebbono state bastanti a far!!li comrire11(lere o credere che i grilli, giacchè 110 11 volavano, poleosero nnn col fiato, ma collo sc uot~r l'ali cacciar :,;ib i li cosi dolci f: son nri Mu q irnndo ei si ~n·dPva non oot~r esser quasi possibile che vi fu ss,' ro altre maniPre di formar voci. clono l'av~r. oltre ni modi nanati. osservato ancora tanti organ i, tr0mhc , pifferi, strum enti da corde. di tani!: e tante sorte, e s ino a quella ling uella di ferro c he sospesa fra i d enti. si serve con modo strano ddla cavità d ella bocca per corpo della risonanza e dd fiato per veicolo del suono; quando dico , ei cred eva d'avf•r veòuto il tutto, lrovossi più che mai rinvolto nell'ignoranza e nello stupore nel capitargli in mano una cicala, e che nè p e r serrarle la bocca , nè per ferm1:1rle l'ali , poteva nè pur diminuire il suo altissimo stridore , nè le vedeva muovere squame nè altra parte, e che finalmente alzandolc il ca sso rlel petto e vertendovi sotto alcune cartilagini dure ma sottili, e credendo che lo strepito d erivasse dallo se uoter di quelle, si rid11ssc a romperle per farla chetare, e lutto fu inva no_, sinchè spingendo l'ago più IL dentro, non le tolse , trafiggendola, cona voce la vita; sicchè nè anco poi.è accertarsi se il canto derivava
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da quelle: onde si ridusse a tanta diffidenza del s uo sapere, cht', d omandato come si generavano i s uon i, generosam ente ris pondeva di sa-
pere alcuni modi, ma elle LeneYa per fermo potervene essere cen to altr i incogniti e inopinabili ». Ma veniamo al nucleo del dibattilo, ..:ioè a l 'confro1, lo ddle due infermità: « come il sC'n so dò a!Ca11.i111r1, e non /:anima al sen so - ossen ·a Leonardo - e dove uwnca il sen so, ufi::,iale fl,,f/'anima, all'anima 'l11a11 ca in qw:sta t'ita la noti::,ia ddt'ufì::,ìo d"i:ssv senso, cu·m e ap-µar t> n el 1n11to
e nèll'orbo nato ,~. E:;sere sordo e, per consegul·nza, sordomuto, ed essere cieco, so110 d ue disgrazie elle, unch,~ separnl.l:, l11lli li':! compnmdono tra le p1u g ravi che IJOssano colpire un 1t0mo . P ure la valutazione di ess1:., in g enerale, pur ronsiderandole disgi unte !"una d all'allra, è molLO d iidLosa, puid1è si lim1 la a vcnsare :mllanlo ag li effetti di t it-1sc1111a mo lto superficialmente. infatti, a g·iudiea re del lo stùto cli un cieco, s i fa p resso a poco questo raziocinio: " Se io chiudPssi g li occhi e dovessi rimanere per tutta la vili:! i11 questo btiio, quale i11 fd icil;1! » . Ragionanwnto erralo e tMùo pi;:r in1Hkguato parag1lt1e, dinwn tica11d osi un fallo impor'lantissimo ~ct L'SScnt.ialc, cioè che noi abbiamo n:d ulo e la m(•mona de lle i111agini \"isive, 111ddebi li, fa mol to ben diversa la cond izione della noslni s upposta cecil.it. Per ris petlo poi alla coltura intclldtualc, si n :g-g·a. quanta parle liu nella ling ua quello clre si può dire il « ,·ocabolario ott ico», os;:;ia tutla la nomenclatura elle s.i riferisce al mo11do veduto e i lra:<.lal i da essa dt•sunti ad uso di idee aslralle e spirituali. Simi lmente per il sordomuto : si turano le orecchie e con ltt rea ltà d el fatto aUuale e la fan las i1t, imaginiamo di non più udire i s uoni, le parole altrui, la musica, il canto, le campane e fin nessun rumo re: tutlo silenzio! Equivoca ill usione qui ancor maggiore di quella per la cecitit. Un dotto parngone d!'un tempo assomigliava il cieco ad una casa senza fin estre, ma dentro illuminata; il sordo congenito ad un a casa con fi nestre, ma senza porta e affa tto ·bu ia nell'interno. l due raffronti m ateriali a bene int.e rpretarli , servono a porgere un' id ea d el vero, intenendosi per interno df' lla casa, la psiche, che nel cieco può illuminarsi sino ad un allo grado a mezzo degli accenti della parola udita, chè l'orecchio sarebbe la porta aperta : mentre la mancanza cli questa fa s1 ch e la mente del sordomuto r ima ne la casa bu ia dentro, pur cor. le finest re spalancale verso l'esterno. Il che possono bene intendere qua,nti sanno l'ir.estimabile valore del tesoro sociale, che è per lo sviluppo intellettuale una. ling ua fonico-acu,,Lic& : la quale, se è d i popoli ci\"il i, r appresenta il prodoUo d el lavoro intellettivo di secol i, stereotipato a dir così nei vocaboli, ne lle frasi, nella costruzione sintattica, di c h e si approvvigiora la mente , avendone un vantaggio immenso per la d inamica del pensiero. E tutto questo è, pur troppo, negato al :;ordùmulo; dove troveremo esf'mpi ed ifirnnt.i di sordi dalla n ascila i quai i a bbiano polµto compire q 11cllo che fecero un Nicola Saund erson (1&:;21739), il quale clivenulo c ieco a un anno, per vaiuolo, professò matl~ma tiche all'Ur iversitù di C.ambridgf' ; un Fran cesco Huber ( 1750-1831) il
• LA GERARCHIA DEGLI ORGANI DEI SENSI, ECC.
q11ale, cieco sin da giovinetto, condusse, coa<liuvato dalla moglie e dal flg·lio, d elle importanti ricerche sulla biologia d elle api; o ·un Penjon (171:j:2-1864), il quale sebbene privo della vista giil all'età di pochi mesi, studiò con coraggio e tanto lottò che g iun6e ad ottenere una cattedra di matematica·! A tal pur:to dobbiamo vorre una pregiudiziale : qui si parla della rn1:dia, della grande massa d ei ciechi e d ei sordomuti. Lasciamo da parte le eccezioni mirabili: quanti ciechi possono raggiungere la lucida mentalità e l'attività di un Aug11sto Romagnoli'? A leggere il libro il mondo in cui vivo di Elena Kdler - che dalla r.ascila associa le due disgrazie, della assenza della vista e dell' udito, tanta è la finezza dell'analisi psicologica che si dimentica lo stato della· scrittrice e si sarebbe tentati di giudicar superfluo qualcuno dei nostri sensi superiori. Meditando quel libro non potevo staccarmi, per una. imposizione analogica, dalla storia di Adele Kamm, una giovinetta. morta di tubercolosi. I primi s:nlomi si dichiararono verso i 17 anni; da allora in poi la malattia progredì senza tregua e non già nelle gentil i forme che la letteratura ha celebrate nella signora dalle camelie. Guasta nei polmoni e nelle ossa, fu presto condannata all'immobilità, sentiva incessanti dolori alla nuca e non poteva più sopportare il peso dt'I capo. Le riusciva difticile ingoiure il cibo e un luringologo scopri che una vertebra maiala faceva protuberanza all'interno. Divenne nect.>ssaria la ricerca di un mezzo pt' r sorreggerle la testa e così le fecero 1111 apparec.chio che calzava esattamente i I collo e le spalle. Molte volte i m edici le previdero imminente la morte; ella resistette al male, p rolungando la vita con pertinacia sorprendente, specie per l'enorme distacco che ella metteva fra la sua sciagurata vita fisica e la sua luminosa vita spirituale. Fino agli ullimi moment.i fu attiva, intraprend ente, sorridente, serena; scrivev1L lunghe lettere, riceveva amici ed amiche verso le quali era trnerissima, fondava società di malati , pubblicava un opusCùlo intitolalo Juy1:u:i: dan s la souf/umce, inviava messagg i agli incurabili e ai carcerali, dirigeva un'opera pia per la cura d "aria ai malati poveri. Di sol ilo parlava· di sè e della sua condizione con tono lietamente soddisfatto e con g ioia di vivere. \'ivere e morire, ella diceva, sono per me una medesima gioia. E g iunse fino a scrivere l e seguenti parole che disprnsano da -Jgni altra citazione: " la mia vita è stata la più felice fra tutte quelle ch'io conosco, e non vorrei mutare la mia sorte, chè sono :;lata trc,ppo benedetta! ». Da questo e.sempio singola re potremo noi persuaderci essere la mal attia una condizione pri,·ilciriata? Quando un adulto diviene sordo, questa infermità potrà resta re isolala allo stato di monopatia senscriale e - eccctt.o il senso perduto - il sordo sarà simi le agli altri uomini. ~e invece è colpito da sordiUt 1111 tenero infante, egli diverrà sordom uto, la sua evoluzione men tale sarit grnvemente compromessa e più tardi differirà dagli altri uomini 11011 solo per la perdila dell'udito, ma per molti altri caraUeri . L'o recchio infatti alimenta e slimola il nostro pensiero ancor più d ell'occhio;· e ben si apponeva il Montaigne ((Uando in tal senso diceva
• LA GtRARCJ-1 IA DEGLI ORGANI OBI SENSI , E(;C. « io acconsentirei
piullosto a perdere la vista che non rudito "· Da e;;~i noi deriviamo le oonoscenze più e,;teo,e; la mem oria di questi due sen~i è la più precisa , specie quella dèll'udil.o, cons1derato - da Aristote le, da '_l'ommaso d 'Aq uino, sèco11do il del.t-0 ùJ.Lcllcclllm dal, qui auditun, , sino ad Helmholtz - i l 5enso " intellett uale " per eccellenza, occupando un posto eminente nella nostra v ita psichica come senso probabile dei concetti ma lt•matici e nel m eccanismo del linguaggio articolato. Una particolare c ircosla nz.a <.!il a il'udil•J n1oll.a e.,,atlezza - ossernn-a il Cab anis - ed è la proprirtà di ricevere e di analizzare .le impn:ssioni del Jing uag~io parlalo, poicllè si im para lentamente a parla re per mezzo dell'orecc hio ; senza il suo sussidio noi non potremmo tentare questo tirocinio, n on a vremmo al cun&- idea dei suoni articolati nè giungeremmo mai a riprodurne, collegandoli a idee o sentimenti di cu i essi rappresentan o d ei 1:,imboli di con\'enzione . L'orecchio è duncptt. obbligalo a soffermarsi su ogni impressione son ora e a tal segno, onde Gall poneva l'udito fra i unsi 71as~ ivi, in quanlo la sua azione è im·o· lontaria, effettuandosi anche nostro malgrado e a nostra insaputa. Un bambino sordomuto dalla n~<:ita si avvicina all'età d ell'istruzione con un patrimoni() relati vo di eng ra mrni o imagini mnem0niche, minore certo d ell' udente a pari età. E questo è naturale se si pensa come i pro~ssi di fi ssazione e di ritenzione siano negli udenti facilitai.i da tutla una serie di clementi completamente sviluppati e che difettano nel sordomuto. Il sordomuto non sottoposto a istruzione Ila una vita cerebrale qua,':-i nulla (1), salvo rare ecc0zioni in cui la famig lia anticiJJa l'educazior. e e ri chiama l'attenzion e d el bambino su persone e cose e ne ravviva l'intelligenza; tutta la s ua m ente resta intorpidita, quasi senza pensiero , poichè la vista non basta con g li altri sensi, senza l'udito, senza la forza di attenzione, a stabilire una suffi~ nle altività cerebrale: n è l'occhio d i per sè trae basta nti sorgenti di emoti vità perchè la v ita d e l cuore sia alimentala . To rpida l'intelligenza è torpida la Jnemoria e la memoria conduce al linfr uaggio. Basti accennare fu g-acemen-te alle conctizioni d ei sordomuti dinan z i alla legge,. Nel tempo ~i:ti co essi e rano con sideral i alla pari con i pazzi e con gli idioti e quindi privi dei diritti civili. Il diritto romano pi ù antico negava loro la facoltà di far tt'$lamento ; il diritto giustinianeo l imitò questa incapacit.iL ai soli sorctomu ti nati. · La memor ia ciel sordo muto è composta pr<'valentemente d'imag in i visive e pur essendo la m emori a Yisiva costituita da impressioni p i ù forti e a. fi ssazione piì1 rapina, è tlll ta v1a più labile. Secondo le cspem •n ze di L . G. \\lllill'lwad (2) e cti C . .J. Hawkins 13 ' la ritentiva è p iù forte pe: r le ma LHie mc!llorizzate con l'udito che co n la vista. Il Ferrai ha fa llo uno st.udio comparativo sulla m emoria di :? ~ sordom uti d a i J(.J ai 19 an n i dcll"lslilulo Pendola di Siena e ne ha con( 1) S i " ~i::g~: C'111. !.l "E'1 : . Le so11rcl-11111c / , él11t 111c11/aL {Arch . de l 'anthropu l. cri111 in ., 1~9i) . (z) A slucly of 1•is11al and aural mcm/lry procrsscs (P~'"chol. R ev. 1Sif,, III, 25$) . (3) E;i:prri111c11/s ou 111,·mory tyt,es (l'~ychol. R e,·., 189;, IV, z&)) .
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eluso l'inferiore facoltà mnemonica del sordo muto non istruito in paragone dell'udente, a cagione appunto della mancanztL c.lell'imagin e verbale ud itiva delle parole. L'inferiorità fu trovata quasi nulla per la memoria dei colori; di lieve grado per la riproduzione delle lunghezze e delle distanze ; cvi · dente per il riconoscimento delle lunghezze e la memoria del tempo; molto rilevante per la riproduzione delle figure geometriche e la me· moria delle cifre e sempre maggiore per le parole e spel' ia lrnente la memoria di conversazione. Facilme nte s1 spiega questa inferiorità in una delle funzioni psichiche più importanti se si tien conto che i processi di fissazione delle 1110d iflcaz ioni coscienti sono negli udenti facilitr..ti da tutta una serie di .,,1e. menti in essi pienamente svih1ppati, mentre nei sordomuti ùifettano in gran parte. La via dell' udito, che è la più ampiamente riceltric~ fra q uelle che conducono le sensazioni esterne al cer vello, I! a loro 1, rec lusa : e d1:1. questa via ostacolata ne risente da nno anche lu. memoria d elle cose percepite dall'occhio, memoria che di norma rion è n•ai r•uramente visiva (1). La mancanza dell'imagine verbale udiliva delle parole è la ragione prima della maggiore inferiorità della memoria del sordomuto in rapporto a quella dell'udente.
*** E' molto discutibile infine quello che Leonardo afferma - a ribadire l'inferiorità della poesia e della musica rispetto alla pittura - essere cioè il cieco incornparabi{mC'nte più in felice del sordo; le osservazioni d i ogni giorno inducono a ritenere il contrario. Riconosce il Tassoni che « la sentenza non è così agevole, come ella pare", cosi che egli distingue la cecità e la sordità acqui:;ite da quelle congenite. « Se favelliam de' ciechi, e de' sordi per infirmità, o per acc idente sinistro accaduto dopo esser di gi:\ 1'h11omo in elà da pot.er perfettamente favellare, ed esercitar la ragione, io concederò che sia peggio l'esser cieco, che sordo ... Ma se parliamo de' ciechi, e de' sordi nati, senza contradizione è peggic di g ran lunga l'esser nato sordo, che cieco. P ercioche il cieco nato se è difettoso nella maggior parte delle azion·i esteriori del corpo, può alme:10 perfettamente esercitare quelle dell'intelletto : ma il sordo na to ha un altro difetto maggiore, che resta muto. E bcnchè habbia libero il maneggio del corpo; quan to all'intelletto però si rimane !rél. i confini d'huomo, e di bestia, non conoscendo ne Dio, ne lrgge, se non per un certo istinto di natura, che produce l' huomo da se inclinato alla religione, e alla giustizia .... E però ben disse AristoLcle anch'egli nel fine del 1° capo, De sensu , f'l sens. Quod caeci a nati1:ilate louqe pru dentiores sunt rnutis, et surdi. Anzi si trovano de' ciechi nati , che sono huomini scianziati, e dotti , (1) E. CRo~. Ra f,t,o rt e11/ re la 1>11 i.".<a11 ce de t' i111a_c-c , ,i s11 el/e et la p11issa11ce du sou -
venir (Re v. d'h,·g. et ile 111?d. inf .. 100.1, l!T, :n,l. L . GRA~sr, Studi ~ rice rd 1e ,çp rrim e11tali su lla 1111·111,()ria d elle im111ag i11i acust iche e visive d elle parol e (Riv. spe rim. d i fr~uiat ., 1904, 1.13).
LA GERARCHI A DEGLI ORGANI DEI SENS I, ECC .
ma de' nati sordi , non mi ricordo ha ver udito, ne letto, che mai alcuno ce ne sia sta t.o » . f: ulla "importanza dell a funzione acustica abbia mo una testimonianza terribile, nelle confidenze che un genio sovrano nell'arte musicale ci ha lascia lo. Beethoven !'-criveva all'amico W egeler (29 giug no 1801) : « Mille volt.e, pensando alla mia infelicità , ho malrdeUo la vita. Plutarco mi ha consolato e m'ha inspirata la rassegnazione. Sono fermamente risol uto di contrapporre alle avversitil della 50rte un'a nima forte; ma vi sono, decisamente, dei momenti nei q uali io sono la creatura più di- · sgraziata del mondo ». E nel suo test.a.mento (6 ottobre 1802) il suo tragico destino ha urla disperate e piene d"angoscia: « ••• Pensale che, r.alo con un carattere ardente, impressionabi le e suscettibile a tutti i piaceri che offre la società, io fui costretto a sepa ra rmene sì presto, ad allontanarmi dagli uomini e passare la mia vita nella solitudine ... P er me infelice non ,·'ha più distrazione di sorta nella società degli uomini , non m'è dato di prender parte a lle loro eleval~ conversazioni , alle loro gioie ; solo, sempre solo!. .. Quale tristezza e quale scoramento quando, ad esempio, io non poteva percepire il suono d' una zampogna campestre o il canto d ' un mandriano, che altri udivano distintamente da lungi! Tali prove mi geLtavano in così profonda disperazione, che per poco non a ttentavo é~i miei giorni ... lo sono preparalo; CQrro incontro a lla morte senza dispiacere ... a qualun que ora essa venga, io l'accoglierò con gioia, perchè verrà a liberarmi da una soffr renza che non ha fine. Sì, vieni quando vuoi, o morte! io t'attendo senza ti111ore » . Il sordo non ha possibilitit di adattamenti G di compensi. quali invece si stabiliscono con rela liva facilità nel cieco (1). Mille esempi si potrebbero portare. L'Angelucci, diretlore della clinica oculistica di Nap0l i, ha dato una analisi efficacissima dello stato d'animo dell'individuo che ha perd uto la vista: « Ignoro la prima impressione del soldato cieco al momento della feri ta, qmmdo nna nube di ferro e di sang ue velò i suoi occhi. Al certo non ha djsperalo della visione : sull'onde burrascose della vita a ffiora sempre la spera nza. Che, se dopo qualche settimana di degenza negli ospedali della fronte, h a ved uto la sua esist,cnza di cieco, isolata nell'a mbiente e perd uta nel mondo in un triste combatt.iment-0 senza gra ndezza, senza confor to, la fid ucia nel ricupero ( 1) A t itolo di curio,it:\ lettcra r in, ricordo c he nell'opera di Shakespeare v'è quakh? acce nno ò <'l 111rnlo ,l i ('misirkr~r<' i rnpporti tr3 i ,·ari ,ett~i. :S:el 1".e l.r ar il buffotte òicc al suo re. a pro posito th:lb <li,·i, ionc del suo dominio; « •. .• T u h :ù t ag-linnato via il tuo huon , Cn!-0 dai due la ti e tton Imi lasciato ttul la 11el m ezzo. .. . Sai tlire pnchc il 110,lro 11aso s ta itt m ezzo alla uo~tra faccia? l\"o. /luf/niic. - E,·c·o; pc:r te11cre i nostri O<'dti eh c-ia, cun lato del naso, affinchè
1-ear. -
in qu ello che l 'uomo no n può se11t irc con I '01.lorato po;,a ficcarci l'occhio dent ro ... • (atto I , '""'· :;) .
E pi1ì tnrcli, qun111l,1 ;, rotto l 'erp1ilihrio del le focol:à me nt ali dell'infelice re, si legge : « Un 1101110 pu,, ,·ctk rc anche ,cnzn occh i come ,·a rp1i.,~to m,mdo. Guarda con le liii! o recc hie .... • (atto l \ ', ~c. 6) .
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di ,·isio ni mod(:ste, no n lo abba n<lnna ch e a sLenl-0, fo rse non lo abbanduna mai, s u q uesto punto la fan lusia del cieco spazia a l di là del 1,o:;,;ibile ... ». :--lar ra quindi di u n ferilo s ul S . Gab rie le: « Nei prim i g iorni di d egi;nza il su o stato p:;ichico e ra assai depresso; non a bba ndo na va mai ii !f!llo, ne i freq11en t.i mo m enti d ' ira g itlarn ogni cosa a terra; dopo settimane g uad agnò un a cal ma re lati 1·a. Una mattina s i mostrò di umor e allegro; a...:;scriva d i aver visto a sera la luca eletLrica del repart-0, ed al matt.ino la l uce d el g io rno e p u r a nc he le om b re de i compagni ; divenne rna lt.iniero: pensava d a sè a i bisogni della Yita. \'olle ima piccola oper azione nella palpebra s uperior e d estra, per porre in quel hllo l'occhio a rtific ia le ; diceva a i suoi compc1frn i in tono allegro : « con l'occhio sin istro c i vedL"ò; a d estra appliche rò l'occhio d i c1·isl11llo ~. P o rtava un 11aio di occhia li scuri, camminanL a testa alt.a, rnlgern lo sguardo a d estra e a s inis tra, com e per r en<h'rs i r agione delramb ienle. Questa rig·en er azione de l suo essere e la stia speranza par tivano da un 'illusione : la luce che e__g-li vide, non e r a nel mondo esteriore, ma sem plice men te la sensazione di scin t ill io p rovocala dallo u ltime soffer enze atr 0fiche del suo appara to visivo » (J) . E \'(mendo a indagine p iù d a ,·icino il me\'Canismo di q uesta tr a:oformazione graduale del m u l,ilato, l'illustre oftalmologo sc rive : " l •n sent imen to di curiosità lo agita e culmina in lui.li i suoi atti. :'Il a in qu esta cu riosità non si deve scorgere il c,tpl'iccio del caso, ma rattuazione d<·lla legge fisiologica rle ll,L potenza dei sin.~oli sensi, ne lla ::;ost ituzione di un senso m ancante. P e r questa ll'gge il ciern di guer ra Psre dalle nebbie de primenti della vis la J.)!'rò ula, perc llè i sensi super st iti m .1 r t<'lbno continuamente a lla s11a al l<'n7.ione il ,·i lmo della loro presen za. E' q11esta tensione che spini:rn i r iechi di gnc 1Ta a r eclama l'e gli occh i di ve tr o nelle orbite vuote•. non 1w r vanitit, m a i n grazia. Ji un vago inl11ilo che li informa s11lla pre:;cn l.c torpidilh dolrenergia -:lt>l loro volto, e-osi forl r 111cnl<· lrg·ata al mo,·iml' nlo <ll'll'ocrhio p erduto e alle palpeb t·r apel'le . .\ ppcna il ciL:l'O comin,ia a po 1T1• allenzione alle srn malu rc delle sensazioni , che p 1·ima a lni sfug~ivano, Yi s i approfondi:;cp e le calcola; il latto. l' ud ilo. il senso mu~colare, così ne<·essal'io a i mo,·imentt d el corro ed al cammino, i sensi lutti , n on sono cli,·en!!li p iù sensibili , invece è nC'l suo cervello che é'i cvoh·c l'in lcllip:cnza alla a vagl iart) le m inime sensazion i perife riche. P.~li colla perdila della visione è lornato in certo modo al l'infanzia dri s11oi sensi, pcrrhè li aVE,• a t rnscurali in quei dettagli n ei quali ~opprr·i\·a la vis ione; pe rciò fo rse è curioso e irrequieto come un fanciu ll o, r1ra. che !<' sue sensazioni sono m ,·ia cli evolver$i e reclamano tma vcg-li9. assid11a che ha b isog11.:> di azionC' » . (1) :\. A:-.c. F.r.Ul'Cr, Ciulri e sì ,r1u/a11/i. • (;iornalr di 111<·dici11a 111ilila rc , , 1918, fa;.c . 10. S i veg-g-3110 anche dello ,:te,:so A.: I.a prnt,•=i,lllt' dc,1:/i occhi dei svlda/.i g lu rieduca=io ne dd ci echi di guerra. « :\ rchivio di ottnlmologia •, 1916 , 11. 4; e QrtalGltc ,1f>f> H.11to sullo staio pshlrho 11,•i feriti ;., g 11am aiti o.:c/ri. • Cior. di mcd. mii. , ,
1917, fase. 12. S2 · Cionra!c ili 111cdici11a mi/ilare, fase. XI.
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I. A Gt:R \RCIIIA O[ljLl ORGAN I DEI SEN:;1 , ECC.
Dobbiamo appairart:i di qucsl~ citazion:, poichè l'argomento è di tal n atura che richinderebbc volumi, ad una disamina particolareggiala. Cediamo sollnnto,ancora una vo!La il discorso a chi l'ha d i diritto più autorevole, in q uanto la s ua diretta parola rappresenta n el cammino della conoscenza 11 na age,·ole scorciatoia e come un aereo punto di or.i enlazio11e: « L"une des munifestations !es plus Ly piques de celte suppléance des scns - scrive Picrrc Yill l"y nel s110 interessante studio (.I) - nous esL fournie pa r ce qu'on appelle communemcn t le sens de obstacles ou encore très improJJremrr.t le touche·r à di;.; Lnnce ... Nous sommes cn d rnil dc penscr q11c l'a11dilion fuit en bonne partie les frais d e ce prélcndu toutilt' r i.t dislanre. Les a Yeugles percoi\·ent p ar l'oreille ce qu'ils pcnscn l 1w 1·cc,·0ir pa r la peau " · E trattando della facoltà rii orictamcnlo dice : " L·nc aulrc ca lt>gorie d c poinls de repère non m oins abondanls est f011rnie par les i mpressions tactilcs, olfaclives el audi tives q1H? J"a,·e11glc rel·11cil lc du milieu ambiart. Il s'ag;il celle fo is d e sensalions a11diti,·cs 11u i sont 1w n; 11cs comme sensalio11s audilives . S11 rtout da 11s 11n endroit clos, le bruil de ses pas et le son de sa voix donnent à l'aYeugle des inrl ical ions n1g11es su ns do11 Le, ma is 11tilisables néa mmoins, s ur la d ista nce oi1 il se lronve rtcs m11rs ... » . Accenno soltnnto a brev i frasi, per i11Yit11.re a leggere t11llo il volu m e del \"illey, che merita un atten to e Yigilc esame. I
Più che irriverente sarebbe s tollo muovero rimprovero a Leonardo degli errnnei concetti che si:1J110 an dati '.'rrnmerando; essi dovHa no a.vere una. 1·adicc 11èllc pecu liari condizioni del tempo in cu i Yisse e nt:ll'atmosfera lllL' lllale in r u i egli agini e medila\·a . P er in tendere il s uo 11ensiero e la spaYalda glorificazione dell'occhio com é strumento fondamentale d el la scienza e d ell'a rte, occorre riflettere che egli pa rla d a l?,'rnnde pittore e da uomo del '500, il quale p otè YCram ente credere - debellati i filosofemi d ella scola!olica - che la p ittura an·ebbe rapprcsC'nlato l'arte e la scienza dell'anenire. Co n eguale com·inzion e ~cl101wnha.urr sosterrà che la musica sta a ll'ap ice d ell'arte e della fi losofia . « Dopo aYer m editato a lu ngo s ulla natura della musica scri,·e,·a l'autore dei Parnga - vi raccomando il godimento di ques t'arte come il più d egn o e il più squisito. Nessun alt.ro può ag ire più d irettamente, p iù p rofondamentr, perrhè nessun altro così direttamente e così pro fondament.e p enet.rn la. vera essenza del mondo... "· L'occhio della m ente era s tan co delle contemplazioni mistiche e d elle pure as trazioni del m edio evo; l'uomo si era ridotto - come il fi losofo d eriso dal Vinci - a stra pparsi gli occhi mo rtali per concentrarsi tutto nella meditazione . Chiusa l'era della grande civiltit greco1·omuna, il nuovo dogma cris tiano - com e il piì1 esageralo s toicis mo aYeYa sottoposto ruomo a tA1Lti i supplizi e a tut te le privazioni, alla più ferrea disciplina e alla durezza più crudele : il dogma della rinunzi ;~ ( 1 I 1-r 111011de dl'.< a,•ru (!'/~s . 'F:H ai dc f>.<ycl,'ol<>.~ir , Pari~. l ' lamnrnrion, png. S4 e seg.
19 1.;.
I.A GERA HCH!A DEGLI UHLl,IN! DEI SEN::il , ECC .
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ha inchiodato 1'11nmo s ulla c roce, l'ha c,,po;;to i11 buliu clt·gli 11ragani, l'ha condottu nell e oscu 1·i liL delle éa lacn111be, a pieni nudi, faC'l·n dugli tult() sfidare . Con tale r111h11 11s S . .<\ gustino v il ipen ch!1·:1 trii octl1i m o rtali : « lll.'s la il piace re d , q11c::-;li •J1'Clli d el la mia ca rn ~', intorn o a l qualt· ,·og-lin fa re con fessioni al t,m tempio ... G! : occh i son o pre~i a lle belle e srn ria lc forme, iL' e,1!1,ri rilu centi e ga, . Dehl n on n e sia presa l'anima mia: sia presa p iullos to di Dio, chi: ha fatto queste cose, buone s ì e molto; ma i l b en e mio e ckssu, non q~1csle. Ed C'SSP mi so lll'lirano, fin chè so11 d c.sto, ogni _gio rno. nè rt·.~ta no mai, come n •,:tano i c·anli , Ch<' tal\'olta mi li.tSCiano in pe r fetto s1h·11zio. Poicllè la reg ina eh:' rnlo ri , l,L luce . rhe compcnC'lra lullodò clw vediamo , donmquc io mi siu il g-io,·11, ,. rol mu!Leplice fi llraml'nlo d c' suoi raggi , llli l11s inga ancllL' quando alll'ndo ad alt ro e non ci bacio .. . E q1 1d la corpon·a di rni pal'la1·0. con 111:-ingh iern e 1w ri rolnsa dolct•zza ottenebrn la 1·i<;la a, c·il•cll i a 111al or i d e l m ond o» (1) . Nel d 11ec1·11to crn lutla,·ia p resente la sto, ia d ('I pu,1•1'0 ralzolain di Baud ac . Era roslu i un buon- uomo, che aveva m e no un u<"d1io; e l'a\'eva. m eno J)C'r q11esla ra!!'ioiw rhe un t·ocl ice di Pado,·a n a r ra ron graziH di particolari: « L' na zovcne d ona , ·('ne per comprar do calzari; e l vol:::e ,·ed er e l p e' al la d ona . La rlona m ostro li e l pe· e la gamba: e l d imonio t<'nlò (J11eslo calzolar s i c he l'udi dileto dc , ·cd e r » . A tog!il'rSi lo !"Ca ndalo, il calzolaio si rlit p r r entro l'ocrhio con la IL's-ina e gu,tclag-11a ancorn lanlo, prPsso D io, con lit sua ,·ita di1·0L<t e recatclla, d a impetra r ne il Ira n . i lo di un 1110111 /", <'hl' si mo,;;s,• a sch,• rno d ei Raracini e a test,irnonianza d ella VPrilà evan gelica. M a, col ri 11ascime11lo, n o n s i vuole pi ù la mace razione d e l ci licio, gl i ideali d ella vita $0110 ca ngial i . L'u<Jmo g uarda la natui·a d 'intorno con occhio voglioso e la tronL, n ell'affluenza delle ;;cnsazioni, pie na di sorris i, incant e,·ole, inebbrian te . A L eonardo, p e r il (Jualc " l'ocrhio ... così ch iamm,·nte frt s p,•rirn:;ia rl,•l suo ofì:;io » e c he aveva scoper to l1ttlc le leggi ollich e della visione, pieno di queste, la prc•slanza d e ll' udilo d on:va se mbrar poca cosa. P er l ui il suono è 1111 artificio di natura o una con rnls i()ne d t'lla m ed esima: la luce, le sue combinazioni , la SlÌa azion e v i,·ifkatn cc, sarebbero l a norma d a cui d ipende tutta la natura, eh<' sr.nza. la luce sarebbe estinta, m en tre senza il s uono vivrebbe al lo stesso modo . Il dis preg io di L eonardo pe r il senso d ell'udito è g iu stificalo d al fatto che la parola scritla e pa rlata era stata per secoli l'anima e il veicolo d e lla collurn, l'udilo era - dicern, seguendo il concetto aristote lico, il Vives - il sr•n o della di.1ciplina, il senso dl'ffa, giusthi11 (SliJi con e ), pe:· c ui la t radizione s'impon e e s i appr endo no le r <'gole d e ll a vii.a e d e lla d ialettica . Col rinascimento, l'uomo riapre sul g r ande quadro d ella natura gli avidi occhi che er ano stati chiusi tanto a l ungo; n e è abbaglialo e se n e inebbria. E ' una gioia tutta vergin e e fresca, che r isorge e si rim uta ad ogni alba. (r ) f_ e co11f,•ssio11i di Sa11/o A1lrclio :l,c:<1s' i110 1 Firenze, R~rhc:ra, 19 14, lib. X, cap .., .;.
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L'ANATOMIA DI LEONARDO DA VINCI per il dott . Antonino Anlle, professore cli a.ne.tomia. microscopica. nella. R. Università cli Napoli (1).
Lo studio del Lanz1l loUi-HuonsanLi sul pensiero anal-Omico di Leon a rdo da Vinci (2) , i saggi del 13ollazzi pubblicali n ell'Archivio di Ana- . t omia e d i Embriologia (:3) ed un mio modesto contributo sul valore scientifico da darsi ai mirabili disegni lconai:deschi (4) hanno, già d a par ecchi ann i, contriLuito a suscitar e un vivo in ter esse su questa prodigiosa aUi\'ilà d ell'autore d e lla Gioconda. Nella Primaver<1. de l 1906, per c ura d el Consiglio direttivo de lla Società L eonardo da V inci in Firenze, d1 cu i er a, allora preside nt e il professo re Francesco Gioii e su proposta del professor e Orazio Bacci, s i SYolse u n corso di conferenze leonardesche che ebbe una grande ri pe rcussione in llalia: il Sol mi parlò sulla fl esurre;ion,· dell'opera di L cv1Jardo; il Reym ond su l'éducation de L éo11ard, il Conti su /, t>01wrdo pittore, lo S pinazzola su L f onardo architrllo, il Favaro s u L,•onardo m:lfo storia delle sci en::.e sperimen tali, il Sollazzi s u L w ,wrtlo hiologo e anatoniico, il Croce su f.conrudo filosofo , il del Lungo s u f,ro11ardo .~t:riunrr ed il Bellrami su /,'aeroplano di Leonardo . Le confe renze si chi11sero con un Epilooue di .l11se phi n P élad a n e vennero r accolte in un nitido cd rlegatc volume d ul Tre ves (5) . Voglio dire che la fig11ra dd Grande, di cui o~·l:\'i commem oriamo il IV centenario, non fu mai estranea al m ovimento della coltur a nazi0nale e che anzi nel suo n om e furono co mbaLtu te non poche ballaglie pe r una più efficace integrazione d ei nos tri 1,ludi i. E' nel nome di Leonardo che il Prezzolini ed il Papini di edero il primo C"'lPO di calapulLa all'irrip:idame nto biza ntino del pos iti,·is mc itali ano. N ella bit,J iog-r afia ,·inc ianu. Il- 0 1w n d0JJ'l.jzie lli (G, , de l Solmi (7 ) , d el Bl-'ltrami (81 no n restano in ·• e• n<la linea a q,,elle pubblicatesi in Fran(1) Pe r ,s.:c: m ilc cons.:11~0 d e i p rof. A. A:srr, r, e d A. F f.RR\:S.'C1 :s r, n ·<l:.tlor e ,·apo ,kll a I,U,>1111a w ed i ca, ai q ua l i irl\'Ìa m o i pi ù q ·miti ri11g-ra1.in111e nti, ~ia m <> lieti Ji p ubhli<'nn, q uc,,to 1nlcrc:~~a lll iss11110 a ni co'.o, coll 'a 11nte~~a ta \'f1la , c h e, già ,·ide la luce nel (;> ,,·. 1; c . a. di quc·ll'nppr<:;,n10 p c:ri o,li ro. (i ) A. r,.,'-~11.1.orr1-B1ro:-gAsrr. Il P c 11 sicro a 11a l v 111 i co di T. co11ardo da I 'iliri i•1 1',1f>tor t o t1 ll'a, r,· ~Iil:rno 180i· (:,I F . RnTT\t.Z J. - Sagg i su l . cn 11;11'dO da I 'i 11ci - A ,ci,i ,•io di A 11a lo111ia c d E m"11ic1lor.:io F irt" rll:c H)Oi. ( 1) A . :\:-11.1,. - /. 'op era a11a / (1 111 ira di l.eo11ard(I da l'i 11ci, K np c,Ji 1910 . (.;) L E0S.1K11t1 !)A \' 1sc1. - C1111fi' l'<'11: c f,io r,·11 li11c Trc \'Cg , ;\'lilnno 19 10. ' ((,J G. I ·1, 1.,1. 1.1. - Riraclir i11/ urno a l.ro >1a·rdo da I/fo ci , Firt·nze 1.~72 - Rn rna r1'<\J. (i l E . ::;., 1, \11. - S I udii s11lla J1/ osofi a ,,atu ralc d i L co11ardo da 1·i11ci. )fodc1rn 1SgS. - 1<1. Le fo 11li elc i ma,wscritli di Lco11ardo , To rino 1908. (8) L . ll1\l.'fRAm. - li cod ice di Lca,rnnto rr clla Tlil>/ial cca d r / p ,·i11 cipc T,·i·t> 11l: io , ~rila no 11\91.
L 'ANATO.\HA 01 I EONARDO DA VINCI
1':!i3:
eia ed in Inghilt.erra; e non è poca la luce che si proietta sull'opera leonardesca dalle speciali ricerche d ell' AmoreUi (1), del Govi (2), del Cerm enati (3) e del De-Toni (4).
••• Nella produzione scientifica di Leonardo la parte anatomica è prevalenl€. Noi oggi possiamo prenderne conoscenza ripiegandoci s ui due voi umi pubblicati a Parigi dall'editore E. R onveyre (5) e sulla mag11ifi.;a. ed izione d ei Q·uaderni d'anatomia che dobbiamo alla solerzia di tre norvegesi: un fil ologo - C. L. \ ·angensten; un0 storico della n1edicina A. Fonahn ed un clinico - H. Hopst.ock (6J. Le ricerche anut.omich e di Leonardo furono fatte con un ardore che non ebbe mai tregua a scopo di co mpiere Lulla una notomia che egli s tesso ci dice raccolta in c1·1tto-ut'nli libri. Iniziate n ell'ospedale fiorentino di Santa Ma.ria No,·a quando c>g·li era nel suo t rentasettesimo anno ·7 ) furono p erseguite in Mila no (8) e non interrotte neg li anni di sua di mora in Roma sin che Leone X non g li fec·3 chiudere le porte d ell 'ospedale (9). Non poca parte di questi centoventi libri anatomici subì la sorte di tanti altri disegni e manoscrit.t i che andarono dispers i dopo la morte del suo dernto allievo Frar,ceS<'o Melzi. Quel che ci re!-la è però sufficient~ a darci la misura d el lavoro compi:.ito. Egli dis.s ecò più di treni.a cadaveri di uomini e di donne di tutte le età: la mano che apriva le carni riproduceva immediatamente col disegno le cose discoperte con un rapido rif!c>sso , diremo così, retinico-cerebro-muscolare. Nè la ristrettezza e la noca luminosità del luogo dove (1) L. :\~1o wnr1.. -
Memori,· storiche 11 e la 1·ita , .i:li .< lud i r le o pere di /, cml(irdo .
;\1ilano 1834. (2) G. Gov r. -
L ennardo lct/N,1/ c> e sci rn:;iat n. '.\lilr1110 1S;~. (3) M. CF.R\l":<.\Tl. Va l'linio a l .en11a.-do. Rollln 19 12. • Id. l.c1111orrl1> i 11 1·1111111ssi'lla, Milano 19ro. (4) G. D. OF. T o:- 1. - I.a: Riol<Jgia i11 T.cn,1ardo • Fra111111rnti ,,i11 ci11 11i. \i,·nezia 190:; • Mode na 1911. (_<;) Les manusc rits d c L,·o.,a.-d rle I ·;11,.; rlc la Rib!iolèque R oyal e d,• ll"i11dst>r 11,, l':\1111to111i~. Fr11i/ld~ ..I . e/ H. pnhlil·~ pHr Thl-o<lore Saharksikoff. traw:rrits et
anno tés par Gicwanni Piumati. (6) Di quest'opera in sei vùlutn i furr,110 tirnti !'l')ltanto ' ·"" e~empla ri cli formato at la nti co (28-,p) . F.ccom: lo sp..cchi t·tto ~on1mario: \ "ol. r. fog-li 13 cc,11te11,· 11 ti: Re~pirazione, cuore, vi~ceri a d rlo min:tl i, in PP. ;;.-. · \"ol. 1I : foi?li 2~ . c0m e m·n ti : C uo re. a na tomia e fi~io logia. in pp. •16 . • \ "ol. III, fngli 12 . c1,11 tc11<·11ti: Org-nni clrl ln K•·neraziooe, embrion e i11 p p. 2. - Vo i. IV, fogli 2 1 , conten enti : Sangue. cu ore. fo11,~1 ica, ,·arie alt re materie in pp. 3;. · Vo i. V. fogli 26, conk11enti : Vasi, muscoli. cerve llo e nervi, anatomia topogra fica e compa rata in pp . 20. - Voi. VI , fo!l'li 2J, conte n e11ti: Proporzio ni, fnmio n e dc-i muscoli, anato mia d e lta superik ie del corpo uma ni) in pp. 33. (7) na un m a n oscritto relat ivo ad 1111 framme nto di nn ntornia c h e- si e,.,,~ n ·a a \Vin<l ,;or e e h,· por ta la data d el 2 aprii<= 1489 s i trnc <jues t'età di l,eon ardo d1e era nato n e l 14,,2. (8) Milano ne l sno Ospeda le '.\[nggiore e m·l Coll<·g-io 1ki Fi~ici. nllurn fior<:ntc, g li offrl le concliz ioni pi,ì opp ortun e p e r queste sue indagini an:itn michc. (9) L eon a rdo si trovò a R oma ·n el 1."3· quindi :ill'eti\ di 61 mmi sen te :inc<>ra it bi~ogno di stud ia re anatomia - le ricerc h e furon o inte rrotte p e r colpa di un suo n emico - m aestro Giovanni degli Spctch i. tedesco. il qua le lo dc111111,in a P :,pa L eone X.
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l.°AN\TU_\I IA IJI Ll.0'.\AHOO llA \'1.NCI
egli era co:;lrello a rinchiudersi, nb la penuria degli slrumenLi di dissezione, nè la rapidit d tcomposizione del cadavere valsero ad affievolire l'ansia della ricerca. Egli ebbe li proposito d i condurre a termine una comµl ela opera di Anatomia umana, d clléi. quale l'ordine ci è conservato in quesLe sue parole: « (>uesta fJpera si deve vrincipiar 1: fl!la conciettione d ell'omo, e dcui de cr frerr> il modo dt!lfo malriu, e come il putto l'abi ta, e in ch r: gmdo lui riscyya in q1fl'l/a , e '/ 1,,urlu ddlv virificarsi e cibar.à, e 'l suo accresci1t11'1lfo, e ch e in terrallo ia da uno grado d'accrescimento
a 11110 altro e cl u: 1.:osa lo spiyna fori d el corpo dl'lla 1riadrc . e per ch e car;io11 e qualch e 1·oltr1 /11i 111'1l!Jtl fori dd c,·ntru d i sua madre innanti al d1,bi to Lem7;0. J>oi d1sl'n'1·erai quali m c111/Jra ·1a1>0 qttelle ch e crescono voi che'! vutto è nato più ch e l'allre, e da la misura d'un putto d'un anno. P oi cfrscrfri f"o111f) cr rsl'i11tn ,. la f c11ri11fl r> su e n,isure e nature di co mplessione col ore e fìsio110111ii· . /Ji po i d n,triol com e r•gli è compo-,/o di vene, 11/'rri , muscoli e o,sa. Q11 ,,st o f ami 111'/l'ulti mo del l ibro; di voi fìg1tra in 4 storie q iwllro w1i1u'r,,rtli ca~i d clli omini, cioè l clilia con rnrii atti rii rid<'re, e fìo 11ra la cagion rld ri.w ; pi anto fri varii modi Cl) lt la sua cag,:ol!c.: co111c•ntio ne cun t"a r ii mnvi1111•11fi d 'uccisione, f ughr. wmrr>, f1 ·rocitìt, a rdi 111 e11ti, mir 1rli e t11U r> rosi: u111>r1rt1•1u·nti a simil ca., i: f)(,i fig11 r a una fatica con tirare, spù:gncr c, vorlflre, fermare, sost en ere e sillìili cus,·. lii poi d f'Scrfri alti/lldi?w e mopimP1ito; d i poi vrospetl fra m·r l'nfitio ,. r (frfli d1·ll'oc,, /i io, 1· d,·l/'111/itn, dirr,i di m11sicha e descri vi d r /li altri sen si. Di v oi d rsc rfri la nr1lura d r·i ·en si . Questa fi.gura strum entale dl'/l'omo dim ostreremo in f,gmc , d elle q11ali l r: vrime 3 sarrmno la rllflli/ìf'n:,io111' r/f'lle o.,.rn , rioè una d i1uu1:.i ch e dhnostri l'alli t11rli111· sili 1• /ìg11rr• dd/1, ossi, la sr·ro11dr1 sarà 1·ed11la in prnfilo e mosr,,.,h In f)}'(({r,r,dit,ì rf,•/ flff/n e c[,,1/r• varli e loro sito: la 3• fi.gura sia din,u.~ tralrir,· dr•/!,· ossa rfr!!a poru• di rif'tn. /)i poi fart'm o 3 altrP figure n ,,i si,t1ili o., pr lli rr,/1,· o ~.,r, scgofr, 11 P1f1, quali si l'Crlranno fro lor gross,·::,,, ,. i:ar11ità: 3 olf,,. fìg11rr> fffr,·1110 d,•ll'os.,a Ùllrrc e rfri 111·n :i ch e 11asrn110 dalla lf1ft'a, e in r11 f' m,•mhra rrm,ifìcano. B altri' d,,' ossa l' i •,•n e I' d o l'e rfl1lli{, l'flllO, JJOÌ 3 co n muscnli e 3 l'() // 7>dfr, 1· figure pro71nrtio11atc, e 3 dl'fla / 1•mùu1 pr·r dmw.:trari· mat ric,· e vr• 111• m1' .~lruali ch i' v anno alle poppe... ».
d,•
In un altro piano, parlando del numero d elle preparazioni necessurie pdr s tudiare : rnsi ;;ang·uig ni , i ncn ·i , 1 muscoli, i tendini. le ossa e le cartilagini, dice: « Arl1111qw, è n c·r·,·ssario far,• J)iù 11uto111ù·, dr>l/e quali 3 ,,, ,il' /Jisogna 11,·r a,•,•rt• JIÙ'na 110 :itil/. dl'/fr 1·,·11e e art,·rie, distruggendo ti/li .~v1111i1a di!ig,·1,ti11 tf/lfu il r i 111.11111·n1,·, r //l!r<' 3 per a,•cr,· nolilia dd/i 1,tmnicnli, e 3 p,-r l1• co rrlr- r· 11111sr11!1 e frgr1111,'11ti, r• 3 JJPT lì ossi e cartilagini , ,. 3 p,•r la 111,trm, io rl,,l/,• os,a, l t' qun!i si rìnno a segare e di/110strnn: , tfttall' è buso e 1111a!r 1111 , 111111!,· è 111idullr,so, q11alr è spuan().,u e qllall' è gro.,so dal fori al clentro, e quale è sottile , e alcuno à in alcuna partr gran so11igi11·:.:.o , e in alr:1111a è gro~~r, , e in alcuna l/1/ so o piena d'osso , o midollosa o s7mgrwsa e così t u tte quest e cose sara11no alcuna vo!la t rouat c i11 11n m1' r/1•si1110 osso: e nlruno o~s,, fia r h c non hn n,•.,suno; e 3 t e n e bisogna far prr la donna, nrlla quale è gran miste r io. m,•dirmt,· la matric,, e suo / l'Io ». Q11eslo programma dà un senso di sgo-
I. l :'I IT tJl!I A 1)1 u:u:IIARDO DI \ "INC I
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mento 11er la sua ni.sLila. Le dil'is ioni cllè noi og1,;-i s iano s lali costre tti acl alzare nel campo va::;lissimo d ell'organizzazione umana (anatomia d,·scrittiva, anatomia topuyra(ica, anatomia fisiologica , anatomia appl iw ta, anatomia corn paral'ica, anatomia artistica) n on esistono pe r Leo-
nardo. Non esis tevano certo e non potevano n eanc he esi s tere pe r gli anatomici d ell a medesima e poca, che, pe r la prima volta, analizzando dir etta me nte il cadavere, chi11dernno il lungo periodo d ell'influsso galenico e ::;c hiudevano in Italia il periodo dell'Anatomia mode rna (1). Ma a diffe re nza di costoro, LeonarJo non s i appaga di aprire le g randi cavità del cor po e nume1·a re grossolanamentr g li organi così come s i presentano a Ila ,·is la; egli disseca con pr ocedimen ti che nulla hanno d a invidiare a quelli del più coscienzioso ricercatore venuto parecchi secoli d opo di lui . e, più d·1111a l"Olla, arnnw noi che la vor iamo n ella contemporaneità cnl ricco baii-ag lio d'una pif' na tradizione d1 studi i a natomici ; egli inclag-a le forme del cor po òall a superfìeie alla pr ofondi tà pe r ricomporle d alla profondilit a ll a superficie e non trascura di nota re le modificazioni che s ubirono g li Orf;'an i, spec ie q1 1elli contralli li, nel passare dallo s tato di morte a quello di ,·ita; eg li segue le varietà più nolernli che sono in rapporto all'an·icendarsi d ell'infanzia con l'adoles<.:enza e di q uesta con la , ecc hiczza sospinto · dal la pass ione d i con oscere la vita u ni,·e rsa ratéolta nei l"arii momenti d ella 1·ita dell'uo mo . La s ua può dirsi un'anatomia comp leta dove il m etodo d escrittivo s i alterna con il topografico e l'uno e l'aHro con il funzi onale, senza che per questo Yengano me no richiami cli a natomia comparativa ed anche di anatomia patologica. Un' indagine qu indi c he non è più compatibile con le con dizioni in cui s i trova presente mente la nostra scienza, i cui confini non possono es.,;ere più colti dalla l'is la d el poter e me ntale di un solo uomo, ma alla quale dohhia mo sforza rci di tende re se vog liamo appressa rci ad una comprens ione non inadeguata ,dell'organizzazione klel nos tro corpo. Non ci sarà inutile sotto questo aspetto riempirci di un soffio d ello spirito di Leonardo. Il quale , se, fra le molte indagini cnrr,piute, prefe rì queste di caratter e anatomico, non fu soltan1o pe r l'int1•izione c he ebbe essere l'i1omo i l moddlo d,•l 111ondf/, ma anche perchè la tecnica d el 1ii,,..._ecare è la più a rmon ica alla mano ad usata alla creazione artistica. Le form e so11opos te alla forma este riore non s i rivelano nel n ostro corpo pe r s~ !=>l.f'sse : nc<'01Te, al contrario, discoprirle att.raverw 1 rnrii stl'ati di te,;su to conn e ttivo , dis lacciarlc dalle guain e aponevrotiche. mclterlt! g radualmente in r ilievo in guisa c he sembra c he s i creino sotto i nostri occhi. Nei fn~li anatomici di Leonardo ,·i sono muscoli isolali in tal manie ra !1l'J ( 1) QueMo periodo s'iniziii in llnlo): rrn con l'opera di Mond ino dei L uzzi nt:1 1300.
~1011 hiswn,a dimentica re che 1111 ~<lilto di Federico n. nel 1 224 , impon e,·a allo !'tnd ,~.o:o .di chirurgia nell'Univer~it:ì di Napoli una prat ica di anatomia sui corpi 11 t~ma 1. l>, anatr,mid contem poranei d i Leonllrdo ed in rapporto con lui non po,~iamo ricordare che ~[a rco Antonio della Torre , lettore di Anatomia nell'Unive rsità di Pav ia. F. dopo le ricerche del De T oni e del Bottazzi possiamo affermare che fu il rlella T_o rre ~ ,·alersi dell'opera di Leonardo e non vice,•er ,a come qualche storico credette dt p otere a ffermare .
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L ' •\1\.\TO:\llA DI LEONAIUlP D.\
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loro ,·entri l:arnos i e nelle loro corde lendinee che noi crediamo di non allontanarci d a l Yero pensando a lla gioia che il vollice di Lcon<J.r<lo sentì nello scorrerne 11 contorno come se fosse s tato e:merso da un atto c1 eativo sulla creLa in forme . D'altra parlc quale aHro mall?riale aHebbc potuto maggiormt:inle soddisfarlo n el bisogno n on mai p1go di di,wgmu·t.:'! La ramaglia delle vene, d elle arlerie e dei nervi, c;,osì come si scopre appena :;i sollevano i comuni t.egumenti, è sì varia e compl e,,sa che, ,mclw S(•nza essere un artis ta, e non dico d ella forza di Leonardo. si proYa l'ansia di fermarla nel dis e:gno. Passano ne lla mente meraviglie arboree vis te in lontananza. Alc une volute di archi ossei del cranio SYegliano l'immagine della cupola di un temrio. \ "i sono ,·entri n1t1:;colari che ricordano colonne ion iche. Leonardo non concepisce l'anatomia senza la. facollà di ~aperla riprodurre con disegni. Eg li a c hi vuol studillrt:l analomia non raccomanda solo di non es ere impedito dalla JHwra cull'abilare nei tempi nollurni in com1iag11ia di tali mf/rti squadrati e scorticati e spaventevoli a vederli, ma anche il disegno bono, il quale s'appartiene a tal fìgurationc e che dev'essere accompagnato dalla prospettiva. Lo spirito di .Leonardo è tutto in questi disegni, cl~ non si presentano oggi a noi come schiarimento della descrizione scientifica che egli fa. del preparato anatomico che è sotto i suoi occhi. Bisogna a questo proposito capornlgPrc il nostro usuale modo di vedere che non ci fa int.endere la fi gura se non come esplicazione d el lesto. Nei fogli di Leonardo il tC'sto dice b1::n fJOl:O, qu,1si nulla , ed il disegno invece parla in tal modo che noi, dopo quattro secoli di pe rtinaci s ludii anatomici, non v i possiamo nulla agg' ,mg-er : ed, in qualche caso, ci capita anche di dimandarci se non dublJiamo correggerci in qualche nostra conoscenza (fi g . 1) . Leonardo si appresso al cada.w re , 110 11 µrivo d'una certa coltura anatomica, quale poteva Ye n irgli d all'epoca in c ui visse (1) . Questa CL•ltura assai scarsa gli forni, se non altro, la massi ma pari.e dei termir,i tecnici che egli impiega, ma non lo agernlò ce rto ad int.cnde re le complesse r;articolarità che s i appale~aYano com e eg li pr0;.:ed e,·a per viE: propne c1ttraverso il d edalo dell'organismo umano. E' come se noi , con ii l inguaggio che possediamo, volessimo descrivere la vita di un astr o che an'.:;:;e a::;pclli del lutto di,·ers i da q11elli che ct·urdin ario colpiscono i nostri sensi. Leonardo però ha ir. sè il potere di vincere l'impedimento ritraendo col disegno quel che non polern in akun modo descrivere. I disegni anatom ici di Leonardo hanno quindi , oltre il loro valore artis tico una grande significazione scien l ifio.;a, che non fu neanche sospetta.La dall'autore, e c-he noi sollanlo oggi, nello stato di coltura in cui ci troviamo, possiamo pr('pararc1 ad i111t'ndL're. La fedeltà ch e egli mantenne nel fermare s ulla carta le immag ini che colpivano la sua r t>ti na ci mcile dinami a Ye ritia anat omichr, che son0 conqui,;lp dt•I tutto r e(J) Sn q uesto nrtome t1to il Rm tnzzi c i offr~ d:,Ii ~ecu ri .
L'ANATO.',f!A DI LEONARDO DA VINCI
F IJ<. t . -
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~pe.coato di donne. (Voi. l, faeo. 12 redo): rivela o,n,; o!')Cano Interno.
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L·.\ :-1,\TU .\LIA Ul Ll::UNAHDO DA VINCI
ccn li e dl'llc quali non \··è e non put,eva esservi alc un cenno nelle bl'e\·i nole illustrative che accompagnano i disegni. Niuna sorpresa adunque se quando il Langer, professore di anatu. mia all'Univers ità d i Vienna, s i Ll'ovò dinanzi ad un d isegno rappresè:n· tante lo schele tro del trnnco con parli delle es tremità infe riori, dovè r iconoscere che la posizione del barino raffigurata da Lonardo è d 'una esa.lll)zza che manca negli arn1lomic1 posteriori, rial Vesalio sino ad Al bino. E potrei 111oltiplicare gli e,-c·;npi .
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Q11e,;Lo I\. centenarie., di Leonardo, che 1.:oincid e con il recupe ro di molli fogli dis persi e con il ritorno in pal r i,L della riprod uzion e fotografica degli altri giacenti nelle rnrie biblioteche d'Europa, in g uisa che, ricostituito il Con,us v m c,a,111111, possiamo dire di aver riguadag nala l'ope ra del g rande asser tore <folla nosl rn Rinascenza, c'impone il d ove re di rie mpirci di orgoglio naz ionale e di porla.re a ll'altezza luminosa c he le spella la scie nza che c re,unrno, q11a ndo le altre nazioni civili n e erano del tutlo prive. R accoglier ci in qnesto compito nel nom e d i Lf:onardo è bene a11gmante. Già, per iniziaLiqi. d i Mario Cennenati. i nostri migliori c ultori di scienze biologi c he snn11 :-lat i i11 1 ·ifati a l!~llll'g-f!ia re i \·ari a.spetti del f)(>ns ie ro leonardesco. i\on v'è duhhio che , come via via q11esto pensiero sarà cono;;ciulo, nni ,;un -mo nl' lle m igliori condizioni per sentirci meno isolali nt>lla nuslra :-peciale coltura F>tienlifica , e qu indi con l'animo dis posto a r i11nil't:i pcr d1è il mondo si ri\·olga a conosrere il nostro lav0ro cli n_g-g i. !\elio s pirito di Leonardo il nostro s pirito ctonù d ispogliarsi di (!11el che ci separa e c'impicciolisre. Se dall 'as pra bat!Hglia, nella quale fu in pe ricolo il nostro a \·vcni rc, 11scirnrno Yinrilori, è perd1è il nos tro passato, anche sen za d a rcene coscienza, non polè mai d isgi1mgers i d al nost.ro presente. Leona rdo ci rilrova villoriosi e q11 indi d egni, curne non m ai di intende rlo . I n iziare nel s no nome il n11ovo p e riodo della no;;t.ra rilc1. sc ientifica s ign ifica prepararci a quc·lla più fl'ranck villoria civilt>, che dovr à seguire· alla vittor ia milita re.
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Leonardo e i manoscritti anatomici-fisiologici di Windsor <1i per il d ott. H. Hops tock pro.,et.tore netl' Istituto di anatom ia umana. de l!' U11ive rsiti\ di Cristiania.
:\egl i anni 1898 e 190 1, se,;;:anla rlc i 1,u1.110scrilli analomici fì siofogii;i di J,eonardo, i q11ali si lrornno a Winrlsor, ron circa 1100 disegni furo no pubblicali rispelli,·n m e n le com e f f)g{i A e Fogli n in fa.esimile , con trascrizione d<' l lrslo o ri p:inaln e traduzio ne in fra ncese, da ~abachni koff e da Piumati a P ,1rigi e a Torino. Il res to ( 1?9 m anv,;crilti con circa 1050 disegni ) è s tato p11bhlicalo in facsimile con trnsc rizion e irl inp·lese e tedrsco sotto il LiLolo Q1111r/r•rni d'on rllomirl I-IV da Y an1n:-nslen, Fonahn e d ,tllo sc rin•nl e, per cm a d~l la casa editrice Jacob D.dJwad a Cristiania n egli ,mni l 9 1l- 191 6. Avendo io irià prececl<•nte rnén le n e l IPOfi n el "NOl'sl: Magazin for Laegevide ns kabc n » trattalo il contenuto rle i F ogli, ho avuto occasione ora di mellr re a ra.ffronlo i Por1fi stC'f'-<;i ron i (>1,arl,·rni, ed ho p o tuto accertare c h e i manosc ritti rncrol ti n e i Fogl i , con poche eccezioni , si occupano solamente di (Jucslioni a natomiche e fis iologiche e ch e g li s t u di di Leonardo in (J11esi'opNa son o stati CJUasi esclusintm cnte g11idati dalla s ua a bilità come dissettor e. Ne i Fooli Lponarclo si rivela. anatomico originale ed <'mine nte.., ed il suo lingrntp-gio è piut.tos to corrente e facile; i Fogli sono r ccla lli n e i s uo i tilte riori anni,· m entre i Quru/crni più dis tinta mente elle i Fo!Jl i mo~lrano il m o do col q11ah' il \'inr i si è applicalo allo sl11ctio rlell 'Analomia , e lo s pazio di tempo n el quale questo lavoro s i è SYil11ppnto ci mostra che quas i un qua r to d e i Quad l'rni tratta si q11ei:;Lioni estranee all'Anato mia: p er ciò g li sl11di di Leonardo a cp1eslo lr mpo sono s tati di,·is i fra una qt1anlilà di materie di\·erse. I mano~critli dei Quar/rrni, nei qual i la ling11a s pesso è dura e diffic ile ed il sC'nso n on è fac ile a capire, sono il prodollo di un p e riodo m o lto lungo m·gli st11di di L eonardo , cioè clt>ll'e poca ch e YU dai s 11oi pl"imi ,;ludì anatomici fino ai s 11o i 11!limi anni ; il Yinci in q11csti manoscrilli d a prima ha attinto a fo nti antiche, ma poi ha comincialo a fare studi orig in.ili d ' Anatomia, e questi sl11di si sono sviluppati in una manie ra sempre più sicura e conforme allo scopo, di modo che a n c he n ei Q11r1r/1·rni Leonardo rive la q11alitit di g rande naturalis ta o ri~inale: basta o~!"ervar e con quale spirito egli procecte ne ll e dissrzioni. All'esame , anche sommario, d ei Quadnni, ris 1illa completa l'ope ra di L eonardo, ~ia n egli $lu di e mbriologici c h e n e lla manie ra di trattare gli o rgani uro-genita li. l'osteologia, la mio logia, l'anatomia topografica e comparala, i v enlricoli cerebrali , il sistema n e rvoso pe riferico. Magistr al i sono gli s tudi d el \'inci sul la respirazione, s 11i polmoni , trachea e larin.!!t' e sopr1;1l1 ilto q11elli ,;ull a ri rrotaziont' , s 11l r 11o r<' . s11l le arte rie . ( rl Auto riassunto . del volume: At1atomen Leonardo; dod 2 mal 1519. -
~tiania 1919 .
Cri-
u : u .''iARllU E l .\IAN!IS(;RITTI ANAT<l~I IC I-FISI OLOGI C I, ECC.
vene e vene capillari : paragonando le dichiarazioni scarse nei suoi Quaderni con cerw altre dichiarazioni nei Fogli si può ben supporre che Leonardo col suo occhio pro fetico abbia intuit.o la circulationt1m sangui 11is . Nè meno ammirevole è il pathos possente che si trova nei lavori di Leonai·do, la volonlù indomabile , e il profondo rispetto col quale egli si accinge allo studio d ei probl em i scientifici, con quale intensità ed impelo conduce il lavoro e come proprio allora la sua personalità affw;cinante, la sua fantasia creatrice, il suo temperamento profondo, le sue idee feconde e la sov rabbondanza d ei suoi pensieri si rivelano in tutta la loro pienezza. Meravigliow poi è il suo isolamento , la sua scrupolosità ed il suo amore per lutto nella natura. Riassumendo, l'opera di Leonardo, come an((/omista giudicata dai manoscritti di Windsor, appare in tutto ·il suo vividv splendore. P er quanl-0 si sa, nessuno aveva prima di lui sezionato tanti cadaveri; nessuno aveva come !ui capito l'importanza dit ciò che aveva trovato. Egli è stato il primo a descri vere l'utero come un organo di una cavità; è stat-0 il prime che ha fatto una descrizione corretta dell'ossatura umana, del torace, del cr anio coi suoi vuoti pne umatici, delle ossa delle estremità, d ella posizione esalta delle estremità, della posizione esali.a del Lacino con le incurvature della colon na cbe se ne desumono; Leo11ardo è stato il primo ,t r itrarre fedelmente quasi tutti i muscoli dei corpo. Nessuno ha prima di lui approssimativamente disegnalo i nen·i e le vene come essi veramente sono posti, ed egli è probabilmente stato il primo a fare iniezioni con una materia solidificantesi per preparare le vene. Nessuno ha prima conosciuto e descritto il c uore come lui ; egli è il primo a dare il nome di vr ntricoli ai suoi vuoti, ad impiegare la denominazione auricoli per gli orecchi d el cuore, e d escriverne le traYi; non sappiamo se abbia capito la circolazione. E' stato il primo che ha fatto dei gelti d ei ventricoli cerebrali. ollenendon~ una riproduzione esatta. E' probabilmento stato il primo a fare sezioni in serie; nessuno prima eéi appena qualcuno dopo ha fatto un'anatomia superficiale plastica come Leonar do, e nessuno ha prima trattato l'anatomia tanto minutamente e tanto esattamente , topograficamente e comparativamente. La mag~ior pa rte dei disegni n11atomici-fìsiologici di Leonardo. serve la sciL' Ilza , non l'arte , poichè per ,:empi ire scopo artistico un artista non ha bisogno di conoscere i Yentricoli d el cervello, l'anatomia e la fi siologia del cuore, la corsa. de1. sa ng ue nelle vene, e la posizione d ei nervi e delle vene più profonde, le ramificazioni d ei bronchi nel polmone e le loro relazioni con le vene dei polmoni, g li intestini delrad'lcforoe ecc. L'uomo che cerca la verità intorno a tutto questo è uno scien:;iato. Ed è proprio nel disegno che Leonardo trova la forma più soddisfaCC'nte per trai.tare i problem i dei quali sta. occupandosi in quel momento; e quulunq11e sia la materia anatomica a cui sta. lavorando, anche la più intima, Leonardo la tratta sempre con una nitidezza, co n un senso estetico che non hanno uguale. Benchè Leonardo non abbia fatt-0 una d escrizione sistematica de ll'anatomia, bcnchè non ne abbia trattato in modo completo tutte le sezioni , neanche quelle che egli c i ha trnmandato, e benchè nel suo le~to
u ;oN.\ROO E I .\L\NIISCRITTI ,\N .\TU .\ I lCl- FI S IOLUGlcJ, ECC.
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qualche volta egli si a ppoggi in pèll'te su vecchie idee, il poslo che Leonardo tiene nella sloriu. dell 'analomia come in quella della medicina dimostra che egli - per le sue esperienza d iret.te s ul cadavere, per il suo talenlo d 'osser vatore s lraordinuriamenlè aculo e concen trato, pe r il suo modo csallo cli traHare i te mi ~cie11tilici, per il s 110 talento nell'intuire i problemi, venire alle conclusioni esc1.ibe e dimoslrarltl speriment.almente - è il /ollllatorc d1·/l'A,w101,1ia descritta con disegni, e che è il p,i1,io a 1rat1or1· l'.lnatoilllll 1,1,·/odicw,wnt,• e 11,·lla ·1nr111ù:ra ddl11 sci,·n:.a 11a111ra/c. Il ris ultalo di tutto questo s i manifesta nelle sue nu rnerose sco1ie rte su Il ·nr,p111 i~rno umano, prccorrc nclo cgl i rosi per dei secoli la sua e por,t. Portando J'anulo111ia in relazione intima colla fisiologia, e m etten do l'uomo, Lutti g li animali e le piante in armonia reciproca cd in armonia con le leggi d ella natura, Leonardo sulla sua lir[l. fa risonare il timbrn pro fondo d el biologo moderno. Quando si pens i che gli scritti di Leon,trdo hanno subilo la stessa sorte d ei suoi dipinti, e c he cioè la maggior 11arle n e è andata perduta; che solo una piccola parle ne è rimas ta e che questa stessa consis te semplice mente di fogli s taccali, con un lc,;to framme ntario e contenenti delle annot..1zion i !(l'llate giù d11rnnle un pt:!riodo di tempo corrispondente alla \'ila di 11n uomo; e che, rnal gra.do l11Uo, questo poco c he è ri masto r i,·ela una straordina rin. abbondanza di ossen ·azioni rilrallc fedelmente dalla natu ra colla maggior esattezza arlisLica : quando si te ng a conto di ciò, non s i µu ò non sentire la più viva ammi1·aiione r meravigl ia nel con:,lala re come Leonardo, il quale durante tulla la s ua esistenza si e ra c,cc upalo d i inn11mere voli altri la.Yori, abbia potuto tro\·are il te mpo pe r uno studio così profondo dell'anatomia: studio cioè clte di solito scon fina dalle ,tbitudini degli artisti. E nessuno ha con magg ior diritto di LPonardo potiilo applicare a sè stesso il dello d i Orazio, che si trova citato 1111 po' liberame nt e in 11110 dei suoi rnanoscrilli " /tljo ti 1·r•1ulr liii/i /i hpnj J>r r prr1·0 dj faticha " · Si potrebbe d0man da re : Che ro~a ci ha insl·gn:ilo l'anatomia di Leon a rtlo se essa non ha esl· rr italo 1H·:"~11nq infl uenza s til lo ~\'iltq1po dcll'analo111ia :;le$sa, e solame nte q1mlr·.he SLCvlo doJJO la s ua. morte, l'opera sua è sLata inter pretala e puhhlitala su lla base di framrn cnli? - Larisposta sarà che an che q1wsla parli' limi tala d ell'opera di LC'onarclo rivela come lo s pirito umano rossa tulio al>bracc ia re. Essa offre un esempio a mmon ilorio al roncentra nwnln dL' l lavoro. al controllo fe rreo d ella volon tà, al go,·crno cli sè s lc,s.,:o, a1 1·amore cli lu i.Lo n C!lla natu ra. Essa scr\ 'C a da re ,LI gl'n io il posto che !?li spt>Lla nel la storia. Mi è stato motiYo di god inwnlo ineffabile quello di segn ire il fi lo d ei p ens ieri , le teo rie, i metodi d i la,·oro r. le induzion i m1:ra ,·igliose di uno degli spiriti più grandi cd orìginali, e d i aver avnlo occasione di partec ipare ad un lavoro con cui s i aggiung-e sia pure una sola p iclra all'edificio che sta innalzandosi sopra uno d egli scruta.lori e dei pensatori più versatili che abbia viss uto: lavoro ·di restaurazione che no n r o trà mai essere pc rfello perchè g ià da Lanlo tempo una grande parte d e l mate riale è andata perduta.
Ouestioni d'attualità, varietà, notizie PROBLEMI DIOTTRICI (*)
I.
Curvatura della faccia anteriore della cornea, P CI' un lunglli,,sirno periorto di ternl)o, che abbraccia pal'ecchi secoli, si credette che la cornea fosse un segmenLo di sfera, o, p01· e~sere più pr·ec i;:;i, che f0$Se generala dal la rivoluzionè d'un cerchio. !,,' Alhazen (x11 secolo) espl'esse n ettamente una la.le opinione, confermala più lal'di (xvu secol o) dall'Agu ilon e dal Képler, i quali sosteneYano che la cornea rapvresenlasse il segmento d 'una piccola sfna aggiunta a l se:grnenlo d 'una sfera più g ra nde . Codeste affermazioni, puramente teoriche ebbero , nei secoli >"llCressivi, il s11ssidio - non la conferma - dl'g1i espcrimenli dello Scheiner, del P el.il e d el Sappr,,· Yediamol i brewm cnte. Lo Scheiner u tilizzò la tflazione fra la grandezza dell'immagine e il raggio d 1 cu rrnlura. procedendo nel modo seguente . Collocala una persona dinanzi a una fìTH:!Slra · e, accanto alla persona, una s fera d i
(•) Son t-rasC'Orsi quasi nnt'anni -dal g iorno che conse;::uii la libera docenza p er titoli in ofrnl1110logia e clinica oculi stica ac·IITnivcrsità cli T orino; eppure mi par ieri che il 111io grnn ck e compianto )laestro prof. Carlo Reymond, nel da nncne n otizia per lettern, mi scri,·e,·a: • .... Ella entra oggi a far parte del nostro Ateneo, ecl io sono lieto cli dirle che vi entra con onore , esstodo la sua li bera docen7~'1 stata approvata :i un an imità di voti d,11la Facoltà medica ... F.lla, mio caro dottor e, anà molte soddisfazioni (e g-licl ' auguro di cuore) nella vita; ma iiessuna sarà ma i paragonabile a quella d':l\"er coi1seguito un titolo accademico, che le consente d'ins.egnare; O!'Sia d i educare la mente dei giornni nll'an1ore della scienza. E questa soddisfazione - creda a me <'he son vecchio - le sarà anche di grande conforto ne i dolor i e nelle di sillusion i, che presto o tard i siamo tutti condau nati a provare ..... • . E le pre\'isioni del mio '.\laestro si son \'erificate pu nto p er punto . Se iu cloJici anni d ' insegnamento, la s<:ienza mi fu sempre larga di soddi,fa,.ioni, debbo pur~ aggiungere che non mi si mostrò mai avara cli conforto. F.ccn pc:rch~ oggi ritorno , M111e il Figliuol prodigo, alla diottrica oculare.
E. T .
QUESTI ONI O'ATTUAL ITA ' , V.~RlJ::TA', NOTIZIE
1~3
vetro, egli si pc neva di faccia alla persona, fra questa e la fin estra, in modo da poLer osservare, sia sullR cornea sia su lla s fera di vetro. l'immag ine del telaio d€1la fin estra. Il punto delicato d ell'esperimento con sisteva n el porsi rsattamente a eguale distanza dall'ccchio osser vato e d alla sfera: q1 1ando quesla condizione era soddisf3tta ed egli olten eva due immagini eguali (sulla cornE'a. e s ulla sfera) concludeva : i che la cornE>a era sferica; 2" che la cornea avHa lo stesso raggio di cu rTatura della sfera <li vetrc, Ma la dimostrazione dello Sch ein er non regge a lla critica. l nnanzi tutto, nure amrr,ellendo /Jn q11al cosa è assai discutibile) che l'occhio osservatore sia a una disl«nza m a tematicamente eg11ale d alla corn ea osservata e dallu s fPra , occoriwebbe soddis fare nn'allra condizione essenziale ; e cioè, che anch e la fi nrstra si trornsse a rguale d is tanza dalla cornea e dalla sfera. In secondo luogo, bisogna notare ch e è m olto difficile, p er non riire impr.ssihile, il g iu dicare con u na semplice ùcchiata a distar.za se le due immagini riflesse d alla cornea e d a lla sfera hanno un'eguale es tens ione . Il P oti~ ritagl iuva d1l piccole placc he d i rame degli archi di cerchio di àifferenli diametri, e li sovrapponeva a lla rom ea di ocr hi con gelati. Egli sosten eYa eh<.! quell'arco di cerchio, che toccava la cornea in lutti i suoi punti, era quE'llo c.he 11e indicava la convessità; ed aggiu ng eva d 'aver trovalo che la cornea d E>gli occhi uman i è eosti!uita d a una porzione di sfera. la quale ha sette linee e mezza di diametro. (Nel sistema mr trico an tico, la linea. era la i 2' parte del pol lice e la 1'14' d el piede . La linea parig ina si considera ora eguale a 2, 255 mm). 11 proc edimento d el P e!it aveva per base un'ill11s ione e un errore. Infatti , se il perfeUn adattamen to d ell'arM di cerchio di ram~ alla currn <'Ol'n eale era una semplice il111sione, la deformazione c he s ubivano le curYe dell'occhio per rffdlo riel congel:tmenlo toglieva a wiori ogni esattezza all'esperim ento. Il Sappey prenden1. il rnod'ello della rom ea versando fra le p a lpesre della cera fm;a; div ideva trasversalmente il modello e , dopo a ,·er a pplicato il piano di questa coppa sopra un foglio d i carta, ne diseg n ava là curvatura a punta di mat.ila. Riunendo poi le dne est remi lìt d'un tale arco con una lin rtt retta , e he ne rapprese n!aYa la corda, ed elevando sulla parte med iaila d ella corda s hlssa una perpendicolare raffi gu rante uno dei diametri prolungati all'infinito, cercava. a tastoni (è la sua espressione testual e) il cerchio di cui la ctirYa ottenuta faceva parte. Nelle varie misure da lu( prese, il diametro di questo eer0
QUESTIONI
O'AITUALITA ·, VAB1E1'A.', NOTIZII!:
chio oscil la\'a frn 13 mm e mezzo e 1/i ,5. La sua lunghezza media era dunque di i 4 mm; il che d ava., per il raggio di curvatura d ella faccia anteriore della cornea , 7 mm; face nd o rilevare, però, che questo raggio di curvatura è soJ)ratlutto qu ello d d la parte cent.rale. Il Sappey concludeva col dire che l'opinione degli antichi, secondo cui la cornea era un segmento di sfora, doveva ritenersi come la più esatta. l i procedimento del Sappey non è migliore di quello d el P eti!.; e poichè l'autore su· so ammette che l'orlo della cornea non ha il medesimo rnggio di curvat11ra delia parte ccntrule, no n s1 comprend e per qual ragione egli non abbia concluso che la sezione determinala. nel modo suddeUo non era affatto quella d' un cercluo: giacchè non occorre esset·e profondi in geonwlria per sapere clw una superficie, d i cu i tutti i punti non sono e4uidislanli da un pur.Lo determinalo, non può essere la superficie d 'una sfera. 11 Demours fu Lrn i 1Jrimi a riconos<·-ere che la cornea non è un segmento di sfera, e ne ammise ir.vece la forma iporbolica, estendendo alla cornea u111a11a ·le considerazioni elle il Chossat aYC•Ya faUe per la cornea dell'elefante. " La cornea dell'uomo - egli scrin:, - è il segmento, non d'una sfera, ma d'uno sferoi de, la cui sezioi:e perpcndi· cola re alla corda del scgmenLo sle&;0 sarebbe una linea iperbolica. Quesla forma ipcrbolirn procu ra indubbiamenl~ alla membrana lrasrarent.e dell 'o<.:c hio a lc:uni rnntaggi che e~sa r.on avrebb e se fosse sernplic·cmente un sqnnenlo di sfern; ossia serve con ogni probabilità a far pen·enire sull'organo visi\'O S('nsibile i rnggi luminosi che cadono molt.o obliquamente sull a corr. ra, o a ri unin ·i con maggior esattezza quei raggi che hanno diverso g rado di refrangibil ilà ». :\fa queste Ye· dulL' p11rn111e11lc L('Ol'ÌC'he erano in aperta cont.raddizione coi principì rliotlrir· i e non ebbero p erciò a lcun favore tra g li studiosi. Il G!c'rscn, s perimcr.lando, come il P l'Lit, coi dischi di rame di raggi rlifferenti, sostenne in un primo tempo che la cornea era mo!Lo proba· bilmenle ellit.l ica; ma più tardi passò a un allr'ord ine d ' idee assai più rompli cètle, che lo condus;;e ad ammettere una cur\'a di quarto grado. Il Chossat, che proseguiva i suoi s i.udi sulla cornea d egli animali, facerdo esperime11li s u (lu e\la del bue, \'enne <1lla conc.lusione che rssa rra il segmclllo di u n ell issoide di rivoluzione intorno al gran ('e11Lro dl'll'ellissi, che rapp1·esent.a la &'zione orizzontale della cornea. Quasi co11tcmporancamc11te alla famosa u-oria dello SLurm sulJ'accomodaziore, il Farbcs rilornò sugli studi del ChossaL concludendo che, se la superficie della cornea è gen ernt.a d3.lla riYoluzione d'un ellissi intorno al suo grand'asse, parallelo ai raggi incidenti, e per con -
(.)l't:::STHINJ
o ';I TTl"•\1.IT.\ ' , \'.\RIET.1', NOTIZIE
sefnteHzn aplunalico pe r i raggi pandh:li, le .;;upcrfici u,•\ t'l'i:;talli nn sono prodotte du lia riYo luziore ù'11n e lli:-si s u l s uo pil.:colo asse . Posti su q11 esla. :;! rada, d1e - gim·a il ricordarl o - fu i11ctint1,1 pri111a dal Gcrson e poi dul Cl10:;sul, gl i oflalmolo)!i 111olli11lirnnrno Il' loro osserntzinn i, i loro ;;!11dì e i \ore) t'SJ)t:1·i1 11e 11li, !{i11I1g·endo in bn' l'l.' rnl.~1·r rii ll·mpu 1t q11l'll'i·~aua dd1::r111i11azi11n·~ della cuna corneale. clit- è pui rimasla d0tìnil i1-.1n1r 11l1-~ n •lla scienza. Il Senfi, mis urandn sul ,·irn i raggi cli r11nal11 ra per nH•zzù dt' i dia111ctn ciPII E! immag ini fo rmale sulla ('Ol'llt'él, osst: n ·ò che il diamet ro di que:;lc i mmagini 110 11 è il meck simo, secondo rlic In si rsarnirnt 11t'\ piano ,·el'lir.de o in quello o rizzontale; e la dil'f0renza cli l11r gh ezz1t dei rag·gi calcolati lo condusse a l'Onfermare che la i:ornc1t è ellillica. L'Helmhollz, che gfa 8.l'C:'1·a co l.rui to il suo oftal1noml'I ro, ripctè, r.011 Cjuesl'apparecchio. le o,a.-er vazioni de l Sc11ff e ri usrì a dimos trare che b c11rYa della cornea era gPncra1a da 1111'l'lliso;i a. duP HS$i di;;:11g·1iali. ~fa è al lo Knapp. el1o noi <lo!Jbiumo l,t forn1u la pl'ecisa de lla c11rrn cvrne,tlc : t'orn111Ja che eg1i dcdu ~::;e sperimertando, come l' llelrnhol lz. coll 'oflalmonwlro. " D,tll e misurn che ilo ot.lcnute - egli dkc - po,-,;o conc luqere che la s upe.rfkic anteriore d ella cornea non è w1 segme nl<> di ;:;f~ra, come si annni;;e per m olto lempo, e 1wpp11ro un'elli ,-soide di rirnluz.ionc a ùuc a.ssi dis ug llali, come avent s upposto l'Hclmhollz, il quale s'era limi lalo a J)l'enclcre le mis u re n el nw riòiaro orizzonlal l·, hC:'11sl la ca loUa d'1111'cll issoicle a tre assi, ». E ques ta conclusione on11f1-nnata poi dal Gé rold , dallo !:,lellwag YO n Ca rion, dal Donders e da ollri . è ora accettala unin•r:,;al mentc n ella sc ienza. Essa, irfulli, ho il s un fondam ento, non sollanlo sul calcolo, ma s ui dati des u11l i dal l,1. fisio logic1. e clal la patologia oculare . Prima di passare alle fonnllle oflalm01n clriche, è intcrc:;san te \'t!dt' re come si proceda al cnlcolo ctC'l 1·a!!'g-in cli n1rrnl11ra dell',,l\issi. L o Stiwnc ci dà la fnr11111 \a :-1•![11<:n ll' : ( I)
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(J11e5la for1111da l'l.i,.::;int dd lo ~lunn ro11 pu& 1·,-:'c·r,i - ,·t11tl(• clic.:c gi1 1::;ta111c11le il So11:; - rl'al r1111 aiulo 1wl call'\1lare i l ra~1:riu di cu nal11ra d el la c,)rllt•a: ra1;ir,11f' pt•r c1 1i 111'\'0l'l'C tl'él,;forinarla pl·r µ- i1111gc-rc a qt1vlla d('lln Knapp. In 'lllt'Sla fì~11r,t , :\I C è il ra~ ~Ì•l di ('lll'\"ll11rn al runlo :\[: .r y son,) le c11<ffdi1mte cll'I pu11tn :\f: li> è 1·<1ng·11ln r,,r,nalu rial l'il/!,!!. io di c11n·a t11ra .\,I e c'ol inancJ1> a :-Sf' clt·l l't·ll i;;;;i A B. "~ · l.·io rncz/f ,li 111ul1ti11a 111il i fc,, <' . f:i,t! . Xl.
L~6
Q UESTIONI D' AT'TUALITA', VAR IETA·, NOTIZIE
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e Noi abb ia m o: (I,~
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-,:;-= ta ng 01 ; u · ,I' d onde s i drdure:
bi :i: t-a ng <v
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::ie nell'equa zione dl'll 'ellissi, che è
s i sostituisc:e !/ w l ;;uo va.Iure dato cla ll"cq11azionc. ,:1 a.vrà: t
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+ {t .r·, = a·"b·· . 1
?Ioltiplicn,ndo il tutto p(·r a' e di,· idrndo pr r bt, ,,i a.n à:
da cui no i d educia mo il 'valore di .i:;; : ., -
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Se si e leva al q ua <lra~o l'eq ua.zio ne (:?) e se, do po tale c le,·aY.ione si sostituisce .1'~ col ~uo va lore (3) no i avremo :
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l> 1 tn n r,2 w ( I I b I t a ng' ,,1 ·1:- .- - -.,= ~ ., " . a 1 (ub· ta.ng- w) 11 · b- t a ng· 11J •J
+
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QUESTI ONI D'ATT UAI. IT_A', _YA~ IETA', NOTI ZIE
Se nell'esp ressione b I xi +.a' y 2 ( I ) si so,;titu bcc .r2 e y 2 coi lo ro va.lori dati dalle eq uaz ion i (3) e (4), ;;i avrà:
Ò I ,i;2
+
a' bt a 1 b ' ta na• w --+-· 2 o . · a;+ t,t ta ng~ w · a + bt tangt w·
(1 1 1/
-
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.e, a motivo <lei deno minaton· comune,
Sostit 11r ndo ta ng'l w con
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I bI (1+ ~ec·o::.:tn• (O) c,J "
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a· + cos2 w Ma. e~sendo co~• w
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a I b" (t·o;:t w (1 2
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cos• ('i + b·2 ,,cnt w ·
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noi abbiamo : b' .i·~ -fr a 1 y• =
u ' b'
.- - - -
a ( / -sen• w)
u ' b"
· -:, = a-,;-- (o - ,,·-b·) .; -~e -n!. w; + lr.. sen-oJ
ed elevando tut to a,l cubo:
a•i b'Ì
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b~) ~rn• w 1·1
QUESTIONI
D'ATTUALITA',
VARIET.~'. NOTIZIE
;-;l' si sostituisce il primo termine di que~ta equnzione (:)) ro l suo ,·alore dedotto d,lll'cquaziune ( I ), si anà:
{fi)
Per ddìnizionc, noi nl.ibiamo, JJN I 'et,cc11tric·ità dcll'C'lli,;,;i : () a°t. - b2 e = - - . , - : dunquen'-b' = wc;eb· = a· ([ - e). •J
(7)
•J
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•J
a-
~ustituendo nell'eq uazi,rnc (!i) b' rol suo valore dato dnll'eq 1iuziu11e (7), :;i ha.:
, at n' (I - e' ) ci" (I - e') p = ,./(c~2 - al! e 2 seri 2 wf1 = \i a 2 ( [ - e' sen ' w)~ (II(/ -e')
E dividrnclo pe r ci\ s1 ot.tirne per formula (lt'/:ì11 itin1: 11 (1 -e')
Qucsl"ullima fMmula è appui:lo Qll Clla ch tl lo Knupp impicgò per la misurazione drl 1·afrgio rli r 11rntl11rn d\'lla cornea, e elle si è ded otta da quella dello Slur111.
n,n,I(( , 1if1rt:mhrc I\J_I U. Dull. Pro f. f.t>\111:-11,u Tno~rnf:TTA. I.i l, . tl11n·1,1,· rii ,,f111/ 1111,/11ain.
L t; tGI P Al.1~\11:RI gerente.
(:!~'7:~) -
ll)19 -
~ta hi1imento po ligrafic o per l 'amministn 1zume d.t'lla Gue-rr:..
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina mli/tare ROMA -
Via XX Settembre - P alazzo del M inistero dalla Guer r a -
ROMA
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Giornale di medicina militare Direzione cd Amministrazione: Palazzo del Ministero della Guerra, Via XX Settembre - Roma
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Per l ' Ita lia e Colonie Per !'!istero
. L.
121-
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\in Italia · ,all'Estero 11 ~u pplem en to contenente i R uoli \ in Italia di anzianità d el corpo sanitario milita, e costa all'l>stero
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l'n fascicolo separato costa
a,oo
6,00 6,00
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4. L'abbc)namento nun disdetto pr:ima tic! 1. dicembre s'intende rinnovato pc1 l'anno :-.uccessivo. 5. I s ig nori abbonati militari in effettività tli scn·izio possono pagare l'importo dell 'abbonameuto per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (ancbe a rate mensili). 6. l'c r i soU ufficiali medie' (dc"l'Eser cito e della )la riuaJ è ammesso uo ABBONA· ì\Ll!:N'l"O C U)I U I.A'J'!VO al Gio m ale di m e dicina militare ed agli AnnaU di mcdici11a n avale e coloniale al prezzo d i L. 18 aunue. l'cr ottenere tale abbonamento gli abbonati del Giornale di n1cd iciu1, militare devono far pen·cnire direttamente L.. 6 all'amministra·
zione d egli ,-ln nn/i (presso il MiuisLero della )lariua). 7. Ai li b rai s i fa lo sconto ùcl 1. per cento . ma soltanto per gli abbooamenù delle perso ne e tlegli e n ti uo n militari, c he uo n posso no fruire della faciHt~zione dJ ctÙ ai Dli. 5 e 6.
0RME PER LE PUBBLICAZIONI .
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r. l la,·ori o riginali, le n ote, le riviste - dattilografati o scritti a mano - rlevouo OC· cnpare un snlo lato ùel foglio e<l essere nccurntamente r iveduti dagli autori. Si fa spe· ciale raccom aud azioue che (fUclli sc ritti a mauo siano he u le~gibil.i, per modo di evitare ogni d u bbio di interpretazione. In ·caso contrario , la Direzione si vedreb 1'e costretta • so spenderne la pnbhtic::11.io ae. · 2 . Salvo ca, i ecceziona lissimi, la correzione de lle bozze sarà fatta dalla redazione, auzichè dagl i auto ri, per no n viucc>lare il la voro tipog rafico agli inevitabili ritardi po· stali. J· Le spese p er g li estratti e quel:e per le uwole litografiche, fotografiche, ecc. , che acco mpaJ.{na~scro le memorie, sono a c 3.f1co tleg li autori. 4. Gl i e~tra tti ~0 110 di due tipi: - Ti po -~ . Co n cop ertina in biauco , ::.enza fronte· spi, io, e coll a impag inatu ra e oumera, iooe d el fascicolo. - Tipo B. Con coperùna • 13111• pala, frf)ntcspiziu , impagin atura e nume ra7.io ue ~pcC'inle . Agli auto ri de lle memo rie sa ranno concessi gratuitan,1ente 50 estratti, tipo .4, senza cope1ti11a.
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I~ Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra
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ROMA - OTTOBRE 1919 _ _ _ _ _ _ _/ / · /
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DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall'{spettorato di Sani tà militare Giornale di medicina militare : 1851-1884 Giornale medico del Regio Escrc:1tc. e della Regia Marina: Giornale medico del Regio E sercito : 1696-1907
ANNO LXVII - 1919
I Dicembre
Fascicolo Xli
Direttore: Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico.
Redattori capi: Pror ALFREDO BUCCIANTE tenente coonne llo medico. ' 0 ·
Dott. ARTURO CASARINI, tenente colonnello medico.
Comitato di redazione : ~\~ DUILIO 0
BALESTRA, maggiore.me-
Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente coJonnello medico. Dott. GUIDO MENDES, id. id. Prof. ANTONIO NIEDDU-SEMIDEI, colonnello id. Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof. SERAflNO RICCI, id. id. Prof. ALBERTO SANTAMARIA, id. id. Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMI, maggiore id.
· p~~ · CESARE BARILE, id. id. Prof ALFREDO BEVACQUA, id. id. n~l~Of c?LINO CIAURI, tenente colonDott p · Prof LAC IOO CONSIGLIO, id. id. Prof: ~Y,~~ÀiANDO DE NAPOLI, id. id. Prof GIO NI GRIXONI, id. id. 8°JANc11 N.N1 !3AT TJSTA MARIOTTI ' 1d. ad. P
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Direzione ed a mminis trazione . Palazzo del Ministero della Guerra - Via XX Sette mbre -
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Agli abbonati e ai lettori
MEMORIE
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Pag. 1289
ORI GIN ALI.
111 Conforeoza interalleata per l'assistenza agli im•alidi di guerra
Pag. 1291!
Flack. - Prove l:>emplici pe r il controlle delle attitudin i fisiche degli aviatori . . . . . . . . . . . . . . . ·. . . . .
> 1328
Spelta. - Sulla funzione della Sezione di sanità dì fanteria . . . .
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13:l7
Pezzi e Milla. - S u due cnsi ùi meningite ccrr bro-spinale da bacillo di Ebe rth nel decorso del t iCo . . . . . . . . . . . . . .
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1342
Santoro. - Ferite addomin:ili di gueri à. ( ContinuaziOM)
» 13 47
RICER CHE CLIXICHE E DI LABORATORIO. Sangiorgl. - R elltzioni sul lavoro compiuto daJ maggio 1918 al marzo 19 19 nel laborutorio chimico-ba tteriologico della Di1·ezione di S•rnità presso il C.:omur,do superiore delle fo rze ita liane nei Haicani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Paf/. 1361
QUESTIO;'(J D'ATT t:ALITA', VARIETA', NOTIZIE Trombetta. - Problemi dic,ttrici. - 1J R aggio di cmv1ttura d ella. cornea - Oftalmometria . . . . . •. . . . . . . . . .
Pag. 1 368
PER I L LIBRO D 'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
>
1375
l r.DICE C:E '.\'ERALE DEr LE MATERIE PER L'ANNO 1919
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1 377
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Agli abbonati e ai lettori Il \·ecchio Giornale d'i medicina militnre porge ai suoi fedeli abbonati e lettori un cordiale saluto all'avvici narsi del nuovo anno, e si dispensa dal fare il solito programma perchè può d ire in coscienza che il programma sta nel suo passato. Un passato di sessantotto anni! In quest' ultimo periodo, la sua bald a vecchiezza fu tutta pervasa dal potente soffio patriottico, che gli rinfrescò gli antichi ricordi delle epiche lotlQ d el nostro risorgimento; e, ringiovanito da quesli ricordi, compiè (sia d etto senza falsa moclestia ) prodigi di attività e d'energia, superando, nell'abbondanza e nel valore dell e sue pubblicazioni scientifiche relative alla gran guerra, tutti i giornali medici italiani e stranieri, senza un solo mese d'interruzione e con una puntu:ililù meravigliosa, neppure nelle fasi più difficili dell'economia nazionale. Orbene, la stessa attività. spiegata durante la guerra il Giornale di m,ed i cina militare continuerà a spiega.ria in tempo di pa1'e, traendo dall'enorme materiale fornito dall'esperienza bellica tutto ciò che merita di essere vonservato quale insegna mento e guida per l'avvenire. E, in ques to fe('ondo lavoro, noi contiamo - come sempr e contammo - sulla collaborazione dei nostri colleghi civili, che pur presero parte alla guerra, e in specie su quella dei professori universitari, i quali ci fecero l'onore di clar la preferenza al nostro giorna le per pubblicare i loro scritti, che furon letti in Italia e all'estero colla stessa avida attenzione con cui si a scoltano le loro lezioni . E ci è gr adita l'occasione per ringraziare pubbli !:'. amente i professori Lustig, Angelucci, Alessandri, 'J'izzoni , Mingazzini , Maragliano, Biondi , Gradenigo, Sr hupfer , Bilancioni, Herlitzka,' Ci rincione, Durante, Ccnlanni , P ane, Ollolenghi , Boschi , Sciavo, P oste mpski, Ghil arducci, Donati, Galeotti , AgosLin i, Grazzi, Novaro, LoMonaco, Lulrar io, ecc ., a i q uali siamo debitori di pagine veramer. ~ m ag istrali , che ci furono invidiale da tutti i noslri confratelli della stampa medica. Una sola ed unica innovazione. •Sparirà dal nostro period iL"o la rubrica Questioni d' allualilà , varir•tò. , noli:;ic , sotto la quale il nostro dir ettor e scr i:;se quella lunga serie di briosi articol i, che tanto contribuir o110 alla diffusione del giornale; e sarù soslituila da u na R ivista della s tam pa medica italiana e straniera , a cui finora, per l'abbondanza dei l avori origina li, non avevamo potuto dar posto. Conserviamo però la .'< : - <;ior11a lc di 111 cdici11a 111 ili /are . fase. XIL
• 1!!90
AGLI ABBONATI E Al LE'ITORJ
speranza che il nostro direttore, ritornando sulla sua risol uzion e di tenersi in disparte per motivi che non intendiamo discutere, non ci vorrà privare del suo valido aiuto di provetto pubblicista e di apprezzalo scrittore. Siccome il Giornale di m edicina mili tare continuerà ud essere la
palestra scientifica da cui non sar à esclusa alcuna energia intellettuale, così noi accoglieremo di buon grado gli scritti di tutti i nostri colleghi giovani e vecchi, purchè non. siano di polemica; giacchè questa nulla insegna, nulla conclude e lascia gli avversari nella loro opinione primitiva. Errare lwmanum est; sed in erro1 e v erseverarc dementis lasciò scritto Seneca: e noi , che errammo una volta, non ricadremo certamente nell'errore.
LA REDAZIONE.
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MEMORIE ORIGINALI
IlI CONFERENZA INTERALLEATA PER L ' ASSISTENZA AGLI INVALICI Cl GUERRA.
Roma - 12-l'l Ottobre 1919
A) RELAZIONI UFFICIALI (A UTO?.J A S S U NTI)
SEZIONE I.
MUTILATI E STORPI OSTEO-ARTICOLARI I. -
Plastiche e protesi cinematiche per il dott. Giuliano Vanghettl; Qunad uitan,; </1<0/td /m1clion#im; quoacl f)rotlluft1.
1l motore ad ansa è generalmente preferito a quello a clava. All'ansa tendinea e tendineo-muscolare da noi proposta nel 1898 ed eseguita nel i'900 (Ceci), noi aggiungevamo nel i906 la proposta di un'ansa puramente muscolare, valorizzala solo nel 10i5-J916 per m ezzo di una tunnelliz:.azione uretrale che dette g rande impulso alla cineplastica in genere (Sauerbruch ). Nel marzo del 1918 fu eseguita lina tuunellizzazione • ponte, applicabile anche profondamente con ottime condizioni di vitalità ed atl.ecchimento e che d ette g randè impulso all'attacco somatico in posizione laterale (Pr llef!"rini, Drlilala ). L'attarco LATERALE tende a limitare l'uso di quello termina le e s i presta assai bene anche s ull'arto superiore, perchè permette un solido appoggio d ella cineprolesi contro l'estremità del moncone, e così elimina. la soverchia tensione d ri:rli atl,,cc lli dei motori. Anche la ~ratica ha dim osLrato, che un unico attacco fl es:;orio su ansa. allcrna nle può bastare anche per l'estensione. I motori d el genere clava, (massue) falli a pinza per prensione diretta senza protesi (P ulli, ~-alcher, Krukenberg), e rhe possono esser d e tli motori sl'11sib'ili, a noi sembrano poter esser e specialmente adatti pe :r i ciechi , ma dover essere eseguiti così da non escludere il beneficio deL la protesi in parli cola1· m odo pei veggenti. La cineprolesi r hirurgi,·a si perfezi ona sempre più per meccanism i e r=:::,er impiego d elle forze disponibili sul m oncone (moignon ) e sue api ......ncenze. I movimenti ùella mano 1·isultarono di limitala utilità se nza
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1!!9\!
lii CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA, ECC.
quelli del gomito, ed in caso di avambraccio troppo corto, il motore extra-segmentale bicipilale risultò il più facilmente dissociabile oo utile. Ma la cineprotesi mista non è ancora debitamente apprezzata. In Italia la massima esperienza in materia fu raccolta dagli istituti ortopedici di Bologna e Milano (Putti. Ga.leazzi); dal reparto speciale della C. R. I. in Chiari (Pellegrini); e da quello della Sanità militare (Pieri) nell'Ospedale militare principale di Verona (Pimpinelli). Ma se contro essa, malgrado l'interessamento della Direzione gener ale di sanità militare (della Valle) noi incontrammo resiste nza che altri non incontrò in Germania, una parte di colpa invol<>ntaria forse spetta a noi stessi, p erchè sino a fin d i guerra ignorammo che l'Alta Patronessa di questa Conferenza aveva studiato ed esercitato medicina e chirurgia.
II, -
Assistenza BKlf storpi osteo-artlcolarl
pe r il prof. Mario Donati, tenente colonnello medico.
t. - Le slorpiaggini osteo-articolari possono conseguire non .solo a lesioni trmtrnatich c ossee, in tra-articolari, osteo-articolari, ma anche a lesioni peria,rticolari o, in genere di parti molli, e a processi non di origine traumatica. 2. -- I poslumi delle delte lesioni , costituenti invalidità definitiva più o meno grave al laYoro per slorpiaggine osteo-articolare, sono raggrn ppabilì nelle seguenti categorie : I. - Rigidità articolari e anchilosi parziali : dolorose ; non dolorose; con incongruenza della supe1·fici articolari ; senza incongruenza delle superfici articolari ; con conservazione di movimenti : utili; funzionalmente inutili ; dannosi. II. - Anchilosi : per qualità 01111ee ; » fibrose, ma che ugualtµ cnte impediscono i movime nti ; in posizione buone. ; • · " sfavoreYole ; con o sonza. deformità. III. - Mobilità articolari esagerate - Grado estremo ; articolazioni ciondolanti : per rila.sciame11to capsu lo-lega mcntoso ; . p er accorciame nto o per perdita. estesa. di sostanza ossea. (diafisaria od ep1· fisaria.); cosidette p .<Jeudoartrosi a.r ticolari ; per le· due c,\u.se associate; IV. - Lussazioni abit uali o recidivanti. V. - Amlotrofie: sC'g mcntarie ; di tutto un arto.
III CONFERENZA INTERALLEATA PER L' ASS ISTENZA, ECC.
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VI.. - Osteoatrolle calcaree.
VII - Atteggiamenti viziosi: per cicatrici aderenti o retratte ; per deformità ossee ; per retrazioni e aderenze muscolari; per l ussazioni non ridotte e non riducibili. VIII. - Conseguenti deformità: (moni torte, piedi torti, coxa, ginocchio, gomito v11lgo, varo, cifoscoliosi, s indrome di \.Volkmann, ecc.). IX. - Calli viziosi di frattura: Calli i·olwmùiosi con conseguente limitozione di funzione: tendinea: muscola1:e; • articolare. Calli dolol'osi con const•guente comprC'ssiono di tr,mchi ne1·,•osi, ecc. Calli deformi : per accavallamento ; per d eviazione assinle (calli cwgolari) ; per rotazione ; per le varie cam,e associate. X. - Sinostosi (radio-cub itali; peroneo- tibiali).
XI. - Pseudoartrosi : li be re (grado c,strNno: ciondolanti) ; fibrose; libro-sin o\'iali (1100 -1\l'trosi). XII. - Osteomieliti croniche: fistolose ; con cn.llo \'{)luminoso e dolo roso. XIII. - Ossificazioni muscolari traumatiche.
Parecchi di questi postumi possono essere associali nello stesso i11di\"iduo; da ciò un estr emo polimorfismo, che r end e strc11a111ente indiv'idualc , dal ·princ ipio alla fin e, il prnble ma clel l'assislc nza .agli s torpi oslco-articolari . Neurolcsioni e rnidilazion i ,·ari e s i a ssucit1no non di rudo alle slot·piagg in i osl!:'ù· a rl irulari. 3. - La profilassi delle storpiaggin i oslco-arlil'.'olari co11s iste n ella le rnpia delle ferite condotta con c riteri anatomo-fk,iologici, cosl ch e la <:ura d e lla r estaurazione anatomica coincida con quella d ella restau razione funzi onale. Debbono pertanto esistere ambul.tnze e ospedali spec ializzati pe r oslco-arl i colari i II zonR di guerra, e ospedali s pecializzali in territ.orio, lutti insieme coll eghli ed organizzati e con annessi imn ianli di fi s iotera p ia; oppure gl i osprdn li s pr rializzati d l'I territorio debbono esser e a ccanto ad un Ceni ro cli r ure fi s iche . In Italia, l'assistenza agli storpi oslco-articolari è slala falla: a ) In un primo tempo, m ediante SEZIOJ\11 CH lflURGICHE DI CONCENTR.ANIENTO - CENTRJ DI CURE FISICHE-ORTOPEDICHE SCUOLE DI RIEDUCAZION'E. Nei Centri di 1·u1·e fisi che, <:ompre udc nti gabinetti di ler.ipia fisica. ed ortopedica, r eparti di ortopedia chirurgica,
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l l l CONFJ::RENZA I NTERALLEATA PER L ' ASSISTENZA, ECC.
pii.:cole officine per protesi temporanee, erano iniziale la rieducazione mo rale, quella lavorativa ed i provvedimenti protesici. b) Successivamente, mediante d ue CENTRI CHIRURGICI DI PRIMA RACCOLTA - !SEZIONI REGIONALI DI PRIMO CONCENTRAMENTO, per le cure chirurgiche - SEZIONI DI SECONDO CONCENTRAMEN'l'O, per le cure fisiche-ortopediche, la rieducazione psicologica e morale e l'inizio di quella lavorativa - CENTRI FISIOTERAPICI, con funzioni analoghe, sopratutto per il ricupero dei minori invalidi; caratteristica in questi la ginnastica me1ico-{ìsiologica sistema. Gualdi, come mezzo rinnovatore dell'energia funzionale generale e della. r egione lesa, e come eccitatore della psiche - SCUOLE DI RIEDUCAZIONE PROF0S.SI0NALE. (Vengono d escritti i metodi seguiti ed i risultati ·ottenuti nel Centro di cure fisiche-ortopediche per osteo-articolari di Modena trasformatosi ne l 1918 in Centro fisioterapico). ft. - La rieducazione funzionale e quella professionale non debbono essere dissociate, poichè le cure fisiche-ortopediche, la rieducazione mor ale ed intelletLuale, la rieducazione, o almeno l'avviamento alla r ieducazione lavorativa (professionale e agricola) si integrano vicendevolmente agli effetti d ella restaurazione funzi onale e della capacità lavora.tiva degli storpi osteo-articolari. 5. - P er gli storpi osleo-articolari possono essere necessari apparecchi provvisol'i e temporanei di protesi, come complemento delle cure fisiche. Gli apparecchi definitivi di protesi hanno raramente scopo di lavoro; per lo p iù hanno scopo funzionale e debbono essere costruiti col criterio della individualizzazione più streLta, con adattamento caso per caso alla particolare storpiaggine ed agli scopi da r aggiungere. Si distinguono apparecchi di immobilizzazione totale o parziale ; apparecchi d i scari('O lotale o parziale; appa recchi di scarico ed immobilizzazione; calzature ortopedi che, che talora. è necessario combina re con apparecchi ortopedici; apparecchi per pseudoartrosi. G. - La riefi 11('azio11l' professiona le degli storpi nsleo-arlicolari nelle Case di rieducazione è stata assai scarsa; ciò in parle è dovuto alla facilità con la quale generalmente Io storpio si riadalta da sè al proprio mestiere o a quello che gli consente di sfrnltare le energie residue. In pa rte però il fenomeno è dovuto alla lunga permanenza degli stor pi osteo-articolari nei Ccnlri di c ure e alla insufficiente rieducazione a.I lavoro ricevuta. in q uesli durante la rieducazione funzionale. 7. - La liquidazione della pensione allo slorpio osteo-articolare è da farsi di frequente, in primo tempo, con carattere di temporaneità. Il gra do di inva lidità di que:;ti storpi deve essere valutato per 7Jf'TCentuale di p11rdita funzionale, col criterio cioè della residua validità fisiologica, o capacilà lavorativa generica. 8. - La rin1·esa del lavoro e il C'Ollo;;a.mcn lo al lavoro degli storpi osteo-articolari è possibile nel maggior numtlro dei casi. O. - L'assistenza sanit aria !.ardiva è frc(Juentemente necessaria allo storpio ostco-arti colare, per com plicazion i o per i postumi stessi inerentt
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alla lesione. L'assistenza può essere offerta a domicilio, in poliambulanze, in ospedali chirurgici . 10. - La protezione agli invalidi osleo-articolari deve essere assicurala anche all'estero.
I II.
Assistenza agli storpi osteo-artlcolarl per il dott. Bemard Cunéo.
Gli storpi osteo-articolari formano un gruppo d'infermi d'una importanza numerica estrema. Un numero considernvole di costoro (60 %) sono suscettibili di migliorare sensibilmente mediante un'operazione chirurgica. L'operazione è tanto più indicata quanto la protesi è molto sovente i enza effetto sulle perturbazioni funzionali manifestate da detti feriti. Si tratta nella grande maggioranza dei casi di operazioni difficili e g ravi", non potendo riuscire in una percentuale soddisfacente, a meno che non siano fatte da un chirurgo pratico per questo genere di opera.zion i e possessore d'un'istallazione perfetta tanto dal punto di vista d ei locali d'operazione che da quello degli ordigni. Gli storpi osteo-articolari costituiscono un gruppo d' invalidi di un estrema importanza numerica. Un numero considerevole fra di loro (60 "~) potrebbero essere migliorati considerevolmente con un'operazione chirurgica . L"operaziont: è ùi lanlo più indicata che per la maggioranza dei casi è senz·azione s,, 1le difficollit a rticola ri che prendono questi feriti. Si tratta per la maggior parte di operazioni difficili e gravi, che non possono riuscire in proporzioni soddisfacenti se non operate da un chirurgo esperimentato in questo genere di operazioni, e che può d isporre di un·islallazione perfetta, sia come locali di operazione, come di strumenti. ·
IV. -
La rieducazione agricola del mutilati In guerra par il dott . Luigi Sante Castelli.
Per rieducazione agricola intendiamo il riadattamento del contadino all'antico m estiere: riabilitarlo al lavoro agricolo con quei sussidi che può apportare da una parte la protesi e da ll'altra la m eccanica agraria, senza trascurare d i insegnarg li quelle norme di agricoltura razionale che loro potranno tornare di utile applicazione. Si ritiene all'uopo che l'ambiente più adatto sia quello delle Sezioni agricole annesse agli Istituti di rieducazione, tenuto conto delle difficoltà di persuad ere gli i nvalidi a frequentare le Scuole di Ag ricoHura (sia pure con spec iali corsi) e del bisogno continuo di cure e di assistenza di ogni genere anche dur ante il periodo della rieducazione .
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Queste Sezioni Agricole devono però avere un minimo di dotazione in personale, colt.ivazioni, .attrezzi, ecc. - tale da potere: 1. - Offrire la possibilità di lavori svariali con prevalenza dei lavori di fino. 2. - Permettere di c.:ompiere le eserci tazioni per l'uso della protesi di lavoro, incoraggiandolo magari con premi , g raduati in rapporto alla gravità della mutilazione. 3. - Dar modo di compiere le esercitazioni con macchine agricole. P er fornire agli all ievi quel corredo di cognizioni tecniche che è possibile impartire in rapporto al loro grado di coltura sono opportuni i corsi su materie special·i e di breve d urata con premi ai meritevoli . Le 'Jficcole industrie rurali (quei mestieri che possono essere esercitati in campagna, specie nella cattiva stagione, come il far zoccoli, cesti ni, sropc) hanno importanza anche rome mezzo Pt' t· aLlirare il conl11.di11n alla rieducazione agraria. Il collocome11to, ossia la percezione della maggiore o minore p robabilità di trovare p rofi cuo lavoro a rieducazione finita, esercita una g rande influenza nel determinare l'aspirazione, ramore alla rieducazione. Pertanto questa parte d ell'assistenza agli invalidi dovrebbe venir e molto curala ancl1e per i lavoratori d ei campi, s per·ialmen le per certe categorie di essi come j salariali, e sopratutto gli avventizi, colla istituzione di case d i laxoro agricolo, aziende geslil.e collelLirn.mrnte in forma cooperativa, suflìcen tem enlc grandi da eo nsentire il lavoro specializzato, in modo che ciascu n invalido tro\·i quello adallo alle proprie condizioni fi sich e. -
v . - Le basi scientifiche della proiesl degli arti Inferiori per il <lott. FJorent Martin, capo dr! Servizio cli pro t,f'Si degli n.rt i ali' " Ambuln.nco d e rOcéan n, in Bruxe lles.
Le m embra infe riori sono dotale di qualità in rapporto alle loro funzion i di sla:tione e di molo . 1) Degli anooli di d,,clina·:ionf'. r di curvatura tiella oamba. - Il femore è incli nalo s ulle ossa d ella gamba; la tibia. descrive una curva in d entro. Gli assi longitudinal i di queste ossa formano con la ver ticale passante dal m ezzo d el ginocchio due angoli che sono l'angolo di declinazione e quello di curva tura della gamb<1.. Lo scopo dell'esistenza di questi due.angoli è quell o di ripor tare la base deJI 'appoggio d el ,'orpo cioè il piede in dentro verso il piano med ia.no del corpo. La prima IPµ-ge di statica è: la base d'appoggio del corpo è riporla la in dentro vicin o al piano mediano del rorpo. L'esistenza degli angoli di derlinaz ione è costante: lo stesso è per quello dell'angolo di curvatura , ma la loro ampiezza varia con la :;latura, l'ampiezza ed il sesso di ogni singolo individuo, cioè dei caratt eri individuali. Gli apparecchi dovranno dunque essere strettamente individuali.
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2) Gli assi delle v:r,rticola-:.ion·i del oinocchio e della cav iglia. - Gli ass i delle articolazioni del ginocchio e della caviglia hanno una sovrapposizione incrociata. Delta dis posizione anatomica ha per effetto di rinforzare le condizioni di stabilità durante la realizzazione della fase unipede d ell'appoggio n el momento dell'esecuzione d'un passo . L' appoggio è molto più solido e più facile, pr.rchè i punti dai quali la linea di gravità del corpo può passare in riposo e in marcia formano una s uperficie invece di costituire una. linea semplice, come accade pe r g li apparec1·hi commerciali più in voga. L'incrociamento degli a5si è costante. L'ampiezza degli angoli d'incrocio varia con ogni s ingolo individuo. Da ciò risulta che i buoni apparecchi dovranno variare con o·g ni soggetto perchè real izzino le condizioni statiche d elle m embra naturali. · 3) Gli assi lo11gitudinali del viede.-- L'asse long itudinale del piede è la pe rpendicolare sull'asse di Deslot. Essa. fa col piano mediano un angolo acuto aperto innanzi. Il piede è mo11talo normalmente in rotazione esterna nell'intento di aumentarr la s u perficie dell'appoggio ect aumL'ntare la stabilità del corpo quand o questo s i s posta in un piano fronta le . La deviazione esterna s i dà con la rotazione all' in fuori di tullo l'arto. Oli apparecchi del commercio sono montali in rotazione totale: ciò è un gra nde errore. Li) Assi lo11gillldinali delle membra. - Gli assi longitudinal i del nw mbl'O pel,·il'ù snno d isposti di lai n1ru1it·rn .:.liP nell'appo.~·,::rio 11 ni1wdr costituiste una .colonna r igida e in tempo di Ioconio;t,ione ut ilizza la mobilità d ei segmenti di cui è costituita. P e r quesLo scopo il grn11cle trocantere, il ma lleolo esterno cd il condilo esterno ciel femore sono ]liazza ti in tre pian i frontali differenti. li JJiano dcll'epic·o11dilo è il posteriore ed il piano d el malleolo eslf'rno è l'anteriore. La lin ea di gravità del corpo J)as,,m in que,;t,L ma11ie rn rfanmli J'a.s;;c d el ; inocch:n sol lecitando così l'estens ione della g-arnba su lla coscia, c'ioè un 1110,·imcnlo il q11alc i3 limitaLo dai ligamenti d el ginocchio. Tn conclusione. lo studio sciPnlifico dell'al'lo infc rior·r e dell e conrli zioni nello qual i si realizza la s tazione e il moto o lorom ozio11e forn isl'e g li elementi p recis i per la fabb rii:azi.one degli apparecchi d i protesi . La protesi d egli arti, per es;;crc pe rfetta, clev'e::scre scientifi,·a e r isolt.a collo s tudio scienlifìco.
VI. -
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Organizzazione di un Istituto ortopedico pel mutilati di guerra
por il dott. Florent Martin, onpo del Ser vizio cli protesi degli Rrti ali' " A.mbulnncc de J' Océan ,,, in Bruxelles.
La <'Ura dei mutil ati comprende quattro periodi: 1• periodo c hirurgico; 2" " ortopedico; 3• )) di applicazione de l l'apparerchio; 4• )) di rieducazione funzionale .
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Questi quattro periodi debbono essere condotti a termine sotto un'unica direzione. La prima fase comprende l'operazione e la cura della piaga. L'operazione è fatta secondo i dati ortopedici . La piaga è curata al fi ne di otk nere una cicatrizzazion e rapida . La trazione càntinua sulla pelle del moncherino, allo scopo di conservare alla predetta la sua lunghezza, è adoperata molto vantaggiosamente . li periodo ortopedico comincia fin dall'indomani d ell'operazione coi tentativi d i movimento che il mutilato farà coll'arto; questi movimenti sono seguiti immediatamente dall'applicazione terapeutica. Queste differenti parti della cura d ebbono svolgersi senza interruzione. Non vi può essere alcuna soluzione di continu ità durante la cma. Gli apparecchi terapeutici h anno delle qualità fondamentali: 1• Essi si applicano su moncherini di recente cicatrizzazione, sensibili e d elicati . Tenendo conto di questa considerazione, essi contribui· scono a ridurre le spese di ospitalilit ag li amputati. 2• L'agente che provoca. la consolidazione d el moncherino, è la compressione; l'elemento compressore è il peso d el soggetto; l'intermediario p er mezzo del quale s i trasme tte la compressione, è l'apparecchio provvisorio. Que.sl.'ultimo dovrà dunque avere un cono d 'adattamento esattamente applicabile al moncherino. Gli apparecchi terapeutici saranno rinnovati man mano che il moncherino subirà delle modificazioni. Gli appar.ecchi, che non saranno bene adattati al moncherino, non sanmno efficaci. La protesi provvisoria non ha mai causalo in fezione secondaria ai mutilati affidati alle nostre cure; ciò non concorda con le asserzioni del professor Broca e [P ~ug!!'estioni d egli autori Alquier e Tanton , ne i loro trattati « Applicazione di apparecchi nelle fratture di g uer . ,r a » . Gli apparecchi provviso1i debbono essere applicati al più presto possibile; ai mutilati di gamba, con esito fa vorevole, la prima settimana dopo l'amputazione; agli amputali di coscia la seconda settimana . L'apparecchio p rovvisorio, come l'apparecchio definitivo, deve essere r igorosamente individuale, per ragioni d1 statica e di adattamento. Gli apparecchi fatti in serie sono sconsig liabili (arti in cartapesta, legno, linoleum, etc.). Gli a p parecchi provvisori debbono essere di poca spesa, essere presto confezionati (qualche minuto) e poter esser subito applicali. La prole:;i terapeutica co11lribuisce a fa re J'cd11cazio11e dei mutilal i, in v ista dell' utilizzazione d ella protesi definitiva articolata. Un buon servizio di organizzazione per mutilali d eve possedere un reparto chi· rurgico e un reparto ortopedico. Non si può concepire l'applica zione deg li apparecchi indi pendentemente dal lato chir.urgico. E' perchè mollo spesso la connessione non esiste tra l'azione chiru rg ica e l'azione ortopedica , c he la pratica commerciale la più estesa d à risultati così insoddisfacenti. L'amputato deve fin d a ll'indomani dell'operazione, esser preparalo all'utilizzazione fu tura della sua protesi definitiva. Lo scopo d ella n ost ra r elazione è di fare questa testimonianza, basa ndoci s ulla nostra esperienza personale, e sulle nostre osservazioni obbiettive. Organizzando
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bene un servizio di applicazione di apparecchi per amputali, si realizzeranno -delle economie e si fortificherà il valore sociale del paese, metten do a. profitto la mano d'opera dei mutilali.
B) COMUNICAZIONI. r. Dott. GnJLJA);O VAKGHHH. - Plasliclle e protesi ci11e111atiche. Illustra quanto è contenuto nella relazione ufficiale e rilern come il motore ad ansa sia generalmente preferito a quello a clava. Nota che fin dal 1go6 egli proponeva l'ansa puramente muscolar", che venne nel 1915-16 valorizzata per mezzo di una tunnelizza.zione uretrale e nel 1918 con la rnnnelizzazione a ponte , dando grande impulso all'att.1cco somatico laterale, che tende a limitare l'uso di quello terminale. Parla dei motori del genere clava fatti a pin7..a e ne r ileva la indicazione più adatta eh~ essi hanno per i ciechi. Si augura che la cineprotesi mista venga pii\ debita.mente apprezzata. ~- l 'rof. A:-G H,u CHIASSI\RJXI (Roma) . /.,a, cinemati:wzio11e d.ei monco,ii à'amp11t.a::io11r. - Illustra alcuni casi di suoi interventi i1t- primo tempo ed altri secondari e terziari. Opina che la cine1uatizzazione debba essere praticata anche nelle amputazioni pe r trawna quando l'intervento segue a bre,·e distanza dall a lesione. Espone un suo metodo con iJ quale si ottiene un'ansa terminale dotata di moYimenti alter· nati di flessione e di esten sione. Crede che tale processo sia adatto per i monconi lunghi del braccio, mentre per i mo11coni corti ritiene più utile l'attacco laterale. 3 . Prof. RAFFA~u; )li:-.ERVI:<l (ì-<apoli) - S1,t 11alore dette ptasUche ci11cmaticlie 11clle amputazioni del piede e del/.'est.remo ù1feriore detta gamba. - E' d'avviso che in que~te amputa1.ioni, coutrariameute a quello che riguarda il polso e l'avam braccio, occorra preoccuparsi dc-Ila solidità e buona 11utrizione dei monconi e del l::i solidità della cicatrice. Afferma cli avere spe!'SO praticato nelle amputazioni del piede, sia alla linea di Lisfra11c che a quella di Cllopart, la riunione del tendine di Achille col fascio dei tendini anteriori, forma udo un'ansa che assicuri la migliore nutrizione del moncone, · e se i: Jis~:uo alla parte malleolare una maggiore solidità e mobilit;, del moncherino tarseo. 4. l:'rof. Rl)()ARUO CAt.Al\"IJRA (l 'alt:nno) - Suita -vilali::zazione degli ari-i paralit ici. - Propone la costruzione cli motori plastici con le masse muscolari integre, conferendo cosl i m0Yime11ti YOlontari non più allo apparecchio di protesi ma alla sezione di arto paralitico. Dimostra la tecnica di coufezionare i motori plastici e i loro punti di attacco organici distal i e prossimali. 5. Prof. GAETANO CORRADO (Napoli) - Mano al"tificialc pi11rivatrnt.e. - Presenta un tipo di mano artificiale plurivalente, adatta pu poter funzionare con uno o più motori, facendo notare la delicatezza dei congegni per cui può funzionnre anche con forze minime. 6. Prof. l\IARIO Do:-.ATI (Modena) . A ssis/eu za agU storpi ost.co-articvlari (\"edi relazione ufficiale). ;. Dott. TlF, R),;A RD Ct,;:"ÌW (Francia\ - Assist.!11:a agli storpi osteo..articolari. - NotP che il 6o% degli storpi potrebbero avere vantaggi da atti operati,•i corretti,·i. Kou si uasconde la gravità di tali i.mervcnti pari quasi alla inutilità negli stessi casi di qualsiasi protesi. S. l'rof. ù:S..\RF. GHH.LINI (llologna) - Protrsi anatomica. - Si intratlieue sulla opportu11ità di porre attenzione alla profilassi delle lesioni dell'apparecchio locomotore ed accenna alla importanza delle varie posizioni da dare agli arti lesi, percbt si abbiru10 a lamentare meno tristi conseguenze possibili. 9. Prof. V1Ncn;zo NTCOI,F.TTI, maggiore medico della R. illarina (R oma). Espone la organizzazione dei centri di cure fisiche e particolarmente il funzionamento dell'Ospedale militare Regina Margherita di Roma, ove è stato possibile studiare e seguire circa 6ooo militari affetti dalle più !\\'ariate storpiature. Dimostra la neces-
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sità che le or)(anizzazio ni sanita rie ,·cnga no m eglio preparate per poter con p1u ,·a m ag)(io ri~pondcre a l l.>isoi:110. Si intrattiene iuto rno ai lllctodi di cura d elle psc u,lo. a rtms i e cons ig lia a ll'uopo la sostituzio ne dei metod.i finora iu uso pe r cui si a,lopcrarono fili lllcta llio.:i od altro materiale n on riassurbil.>i le co u l ' uso di infibulazioni ossee praticate con osso vivo, comple tando la cura con adatti apparecchi. . 10 . Prof. L U I GI MANFREDI (Palcnno) - Ri lc,·a la necessità che gli s torpi fossen> aniati aJ.(li is ti tuti di riedu cazio m:, appena esa urita la cura nei ce ntri fisiotera pie,. 1 r. T e nente generale medico prof. FH,tPPO Rlio (Ro m a) . Ins iste sulla n eccs· sità che iu is pccial modo pre,;so la sanità 111ilirnre s ia dato maggior e impulso alle sc:uolc: di ortopedia . .'\111111111.ia d1c g-ià tre n1t"dic i ddla R. )fa rina son o stati d t:stina!,' prc,;,o i,;tiltni di o rtopedia, e spera c he l'esempio possa esser mc·i:Iic, seguito In a\·, etnre. 12. Dott. R !l'CAKIJ() l,i\"ATHU:SUl'OUI.US (Atene). E ,pone il lan>ro Callo pe r la ric,lucazione dt:gli s to rpi e cki mutilati, mctk11do in rilic\"O q ua nto in proposito ,1 è fatto in Itali a pe r tale materia : illu$tra in m odo ~peciale l 'o pe ra S\"Olta in dodici a 1111i <lai pl'o f. G;,l1:az1.i in ~li l:1110. 1.1. l>utt. ~ .11,\"·IT<>K>: (,Kls.,:-.·ri (l'nlcnnuì - L'al/1111i;a111c11 /u dl"l lf11di11f di Aclliltr 11 clla CIH>rarl . C<•n,ii:lia 11<"llc :1111pu tozio11 i t(lrSt"C di s uturare i te11ùi ni estt:11, uri co n l'npuncurosi pla nt:tre e l'allu11i,:a111e11to del tc n<l ine di Ac hille oppure l',illuu· ~n111em o <l i 111tc1.w ttcndinc ,1 ':\chillc e la fissazione d e ll'a ltra 1uetà a i tc u<lini estcn· ~uri già s utura ti ::ili 'aponeurosi pla m are. 1.1. Colo nne llo ~ATIIA:<1,\1. :\t.1.1so:-. 1.\111<: rica) · Sulla • sla11(/a1di~:,1:;io 11 c • d,·gli ,1('('arral1i e cura d<'il,• fr,11/11rc 11d/a cili ntrg.ia m i/ilare e ci1:ilc . E ,-.1 lta la bomà J,:llc krulc a trazio ne , foct:nd(J not;irc i b rilla mi "uCC<"tiSi o tt<::11uti con il h>n.> uso. i_-. P rof. Cf:SAKE G 1111.1.1:-1 (13ologn:i). - :"11<:ttc in rilicYo i buon i dktti çhe •i
1,t tt:'t1,l!o110 tH: 11 'irnmohilizzazion c.: con l'u so <li conv<:nie nti appt1rccchi ge~sn i. lh. l'o lu nnc llo F. Il . :\1.m:,: (:\111<:rie11}. Fa rik\"are i buon i ris ultati antti ,Jall'u,-o dell 'npp,ir..:cchio i11111l!,bilizza11tc cd ,t trazione elci d ottur Allisu11 " ne prnpn· -~nn l'ndo1.io11c. K accrn 11:111<l:-t l 'tt~h <lvlln i11 tc.:rpo!'izio11~ di lc111hi )it,\.:ri di apo11curn:o-i per la cura chirurg ica tkllc :111d1ilosi . 17. Prof. Rtt•rf.RT (Lo ndrn) - Sui pri11cipi Jo11da1111·11lali f,cr la co.<li/11 : io11 e ddi,1 rml<"si dell'tu·t o .,11pcriorc. L :1111cma che l 'appli,·azione della p rotv,i della 111;111<> 11011 :thbia sc,.: uito di pui passe., l"applicaziun,· dcll.1 prot<·si del l'arto in feriore . .\UJ· lina il m odo .Ji attac,·o dell'ano superio re e i 111m ime mi complc,si della m ano " delle <lita. 18. l>ott. FI.ORE:>T ::II.\RTI~ (Belgio) - Le va.si scirn/i[tcllc i/dia f>ro /1•,i dt·gli arti i11jaiori . Rile va le <J llalit;, deg li arti inferiori in ra pporto a lle luro funzio ni di ~lato.: ,li 1hoto. Jli111os1rn com e un huon ap parecchio 11011 pur', cs~crc· che indi vidua i,, poiché le sue l.,uone co11dizioni dipc11do11u d allo statura " ,bi ,-c·s,o ,kl soggcttr, ,. d a u11r ~\t1(iio accur a t o d~~li a~~i ch·ll :1 i:!:lt11ha, dd i;:-ino,-chio e dt.:l pi<: .lc e ..:kf!1i a; -~qli d i c11na1 11ia e di declinazione del la i:a111ha. 1<1. Prof. C1.~1R1, G1t 11.r,1:<1 tHnlog-na ). l're,cnta nn ano arti lic inlc dcno m inatn trrl ,, «''lif1,:ia!c n11nlnp;i,:o. da lui co.. 1ruito ct.·rc:-tntlo Ji riprodurre lu ~tato a n:1tnrnit)l ckllo ~dt\.'h:tro e dl"i h.·ga111t.·11ti . E' co11,·i1no clic ti.ilt: ~i,tt.·111~1 fu11rio11i 111e..·).! liu ùdi 'ano tubolnn::, tro\'ttllÙo più ut ile l'auru:co <: l'a ppt,g~iu al 111onco 11t.' c h e al bacino . 20. Ca pit:0110 medico E<.:11>10 l'.,01.nn (Fin·mx)). 1-: ~pone le ragion i di..: lo
hanno c:011t..luuo :1 :-.tndi:1n; e co:,,;truirc uno '-Pl.' Cia lc a.pparcc.dlio atto a scr\'Ìrc p1..•r i 111utilati tli ~ u<:rrn, i n 1n~gJ!Ìor parte operai t cnntn<lini. 1/npparccchio d:1 lui idc,110 può e<,erc costruito in Sterie, p(Jichè il ,ulo cu~cjalc ,·:i i11,li1·idualiz1.at o per
meg li o a<l:itwr,i alle co11di1.io11i del moncone:. l'' solido, fac ile a tcner~i pu li to, e f,wilc a rip:trar, i. l'uù n11d1e fo,·ih111.:11te n :i::olarsi il .:r:1,lo <li rnt:11.iouc e <li e~tc n s ion~. , 1. IJ,,tt. l' 1.ukF.:<T :\I.\RTl:.1 (Belgio) - Orga11i=:a:::i1111e di 1111 cc11lro ortopedico per a m putali di 111 c111b .-a. Di rnustra l 'utilit:'i tlcll:i furnrnzionc di tali centri d o,·c il trau1nntt l1i'nlo J>O!'-.~n !-iOtlO la ~tc~:,;n tlin:zic,n~ 1n 1:--:o:.arc per i \'ari pe riod i : 1J di cura chirnrg-ica : 2) d i rnra ortup~dica: 3) npplit·a1io11c di apparccd1io; 4) ricducaziune funz ionai~. Tratta della panieolarc cura eia fare ai 111011co11i merci: apparecchi p ro,··
III CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA , ECC.
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visori, i quali p<:rmettono di rendere pi1ì re~istcm c e più forte l'appogg io e dei vantaggi che pro,·,mgono dalla precoce applicazione della protesi pron·isoria. 22. Prof. RICCAROO G .H .B7.21 (:Milano). E spone quanto si ò: fatto in Italia con l'org auiz1,azioue dei coucentramenti mutilati sin dal 1915. Dimostra gli ottimi ris ultati ottenuti da tali organizzazioni e l'uso praticato d i applicare precoceu1entc la protesi, specialmente ai mutilati d ell'arto inferiore. :.3. Dott. L u<.:1 SAXTr. CAST1iLLI • Sulla ri: duca: io,ie agricola dei mutilati in guerra. - IUnstra la necessità della creazione di case di lavoro agricolo ove possano trovare collocamento i rieducati dopo un periodo di istruzione cd allenamento da seguire jo speciali reparti annessi agli istituti di rieducazione. 24. Prof. Gu:r.,xu CORRADO (Napoli) - Piedatlrezzi agricoli per mu/.i./ati degli arti superior-i. - Presenta dei piedattrezzi da lui fatti costruire per permettere al contadino mutilato delle braccia di eseguire i lavori agricoli. 25. Dott. GIU\'AXXI RA PISARDI (Catania) . - Riferisce s ulla utilità di estendere l 'uso della ginnastica medico-fisiologica, che è stata con tanto successo applic:at:1 per il ricupero della idoneità alle anni ed al lavoro dei miuorj; invalidi. Dimo,trn l'utilità riscontrata 11ei militari sott,:,posti alle sue cure ed al suo esame che si e dimostrata non solta.nto uella riattivazione fu11zionale dei muscoli lesi e <lelle art icolazioni les'!, ma sibl,e11e nella .'.lrticolarità gener:ile dei sDggetti e nella capacit:ì respir,\torio. Consig lia che siano fatti voti pcrchè ta le metodo sia esteso al le caserme ed alle scuole per migliorare le condi1,ioni fisiche dei ra)!azzi e per influire come ottima preparazione pre-militare. 26. Dott. G1BRHLLI. - Presenta i voti a che una riforma della legge sug li infortu11i rencla oliblis:atoria la ric,lucazione come ~ in oggi 1·a~~i~tc11za sanitaria agli infortuna t i. n. Dott. PAXZACCHI (Holog-na) . - Comun ica un caso d i cineplastica primiti,·a s ulle tardive modific;1zio11i dei moto ri e sulla utilizzazione di essi. !S. Dott. ARSEXIO A.7.zOLJXA (l'alerm o) · Uied11ca:io11e rld mutilati di guerra cd ed11.cazio11e fisica della giove11I IÌ. - Jusiste sulla uccessità di intensificare le applicazioni di ginnastica ,m·<lica, che tanto h a giornto per la rieducazione dei militari invalidi, a Quelli che risultano delici1:nti e per i quali è po~~ibile sperare un mig lio, r a meoto delle condi1,ioni generoli che li assicurino ::ill'F.sercito ed al Ja,·oro. Il prof. GAT.RAZ7.! presenta e ~volge il segueme ordine del g iorno che viene appro,·ato : • La prima sc: io11r della 3• Co11/ere,1=a i11tnaltcala, in seguito alle co11c/1tsio11i dei r elatori cli<? trnltam,w ddt:a.ssistcn:a ai nrnlila/.i ed agli sto,·pi ost eo-arlicolari, dalte qual-i risitlta ev idente elle 'iL 1111111ero e la xravilà di, quest e forme di ;,,,-.,alidi/,\ sarebbero state assai at.te,rnate se si f osse avuta wia piiì. oculata profilassi, cli c è manrala pe-r ,tc/icicHZa di ortopedici e di cultura. orln['cdica 11d cl!irnrgi, cui /11 a ffidato il primo trattamento. fa voli ell e sia intr11sijicato l ' i11scg name11to orloP<'· rlico teorico-pratico con /.'isti/11: ione di catlcd,·e di ortopedia i11 tulle lt- U11ii·ersità dei paesi all eali " 11cl/e srno/e cli sanifà militare • .
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Hl CONFERENZA I NTERALLEATA PER L' ASSISTENZ . . , ECC.
SEZIONE II .
CIECHI I. -
Accentramento e dlscentramento del ciechi di guerra nel lavoro
per il prof. Augusto Romagnoli, direttore dell'Ist,ituto di rieducazione dei ciech i di Villa Aldobrandini, in Roma.
I. - Case di lavoro e di assisle11z.a sono, a.Imeno per qualche tempo, necessarie, ma con queste garanzie per evitare ohe si trasformino in ospizi e distruggano l'opera della rieducazione: a) Siano ramificazioni di un Patronato molto più importa.nte per disponibilità di mezzi e per organizzazioni di servizii, in modo da impedire, che assorbano la maggior parte dell'attività e dei fondi; b) Non ribassare la retta di pensione al di sotto del costo reale, nè largheggiare nelle mercedi sopra il reale guadagno, trattenendo solo per brevi periodi gli individui non produttivi, che eventualmente abbisognassero di tempoMnea assistenza; e) Non accettare nemmeno in via di eccezione i poveretti bisognosi di ricovero permanente. Non creare per questi sezioni speciali, ma prendere caso per caso accordi con le locali istituzioni di beneficenza perchè siano accettati negli ospizii o nei pensionati comuni, dove si trovano meglio, e costano meno; d) Dare ai ciechi una notevole rappresentanza nel Consiglio di amministrazione, perchè siano direttamente interessati e responsabili e possano far valere la loro personale esperienza ; e) Dare il più possibile a queste case la costituzione di laboratorii, oon al più una cucina per la refezione del mezzogiorno; ma evitare l'alloggio in comune, salvo un piccolo numero di ca.mere per qualche caso ec<·ezionale. Segnaliamo, per il suo valore di programma, l'istituenda Società cooperativa di lavoro dei ciechi dell'Opera di Assistenza d i Roma vagheggiando, che queste case si.ano specialmente centri in cui si s perimentino, le forme e gli strumenti più pratici e r endere l'attività dei ciechi a domicilio o al loro impiego nei laboratorii di veggenti. Facciamo voti, anzi, perchè s i istituiscano premi agli industrali , che troveranno modo d'occupare nei loro stabilimenti un certo numero di ciechi , approfittando della divisione d el lavoro. Il. - La maggior aspirazione dei ricchi e la migliore utilità p er essi e per la società è che possano 0.$pl icare la loro attività nel lavoro comune coi veggenti, i nlegrando la loro minor.azione con la cooperazione delle loro famiglie e delle persone, che costituiscono il particolare ambiente di riascuno. L'opera di assistenza e di patronato deve principalmente esplicarsi ad aiutarli caso per caso a rendersi indipendenti. Un palrnnato effi cace deve dividersi in tre r ami con personali:! e responsabilità ben distinte in modo da impedi re che un ramo pii'.:. fortuna to assorbisca gli altri non meno importanli, come acc:-,òe spes,.,,); a) Srr;r,·f<'ria e rr·11tro di in/ OrJ11([::,io11i , a cui potrit essere an n,t sa una bi.
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I Il CONFERENZA INTERALLEATA PER L'ASSISTl::NZA, ECC.
130.3
blioteca, una stamperia ed altre opere nell'interesse generale della coltura, ma facendo attenzione, che lali annessi non soffochino l'ufficio più importante, che è di facilitare gli interessi individuali dei ciechi; b) Magazzino di materùl prima e m i ercio di m inu/alli, affidando quesl.v ramo a persone pratiche di industria e di mercati, che forse sarebbe opportuno cointeressare. Le persone che si prestano per beneficenza saranno utili ad esercitare il controllo, ma raramente daranno affidamento per un lavoro regolare. A queste> ramo dovrebbero essere anne&;e le eventuali case di Ia voro e di assistenza; c) Visi te a d(,micilio, per animare i ciechi e le persone che ìi circondano, per scaltrirli a trarre proi tto da tutte le risorse locali e personali, portando d ai centri persuasione, influenza e la brezza vivilkatrice contro l'apatia e il misoneismo d ei piccoli paesi. Le visite a domicilio, non potendosi fare assegnamento sulle relazioni dei Sindaci, dei Parroci o dei Comitali locali, forniranno anche gli elementi più concreti per il collocamento dei disoccupati o de i male occupati . In tutte le organizzazioni, che riguardano i ciech i, servirsi il più possibile della loro cooperazione diretta: Aiutarl'i , non proteggerli, favorendo il più possibile le iniziative individuali invece della tende1!lza a incamminare tutti per le vie sperfrnentate buone per qualcuno.
II. -
La rieducazione agricola del ciechi
per il tenente Aurelio Nlcolodl, della sezione agricola di Firen1.e.
i. - La rieducazione agricola impa1-tita attualmente nel nostro Istituto d i Firenze si propone soprattutto di dare al cieco di .oondizione contadina la certezza che egli può, volendolo, riprendere la vita dei campi. L'attuale sede non offrendoci l'opportunità di sezionare l'insegna.mento in quella somma di occupazioni che m esse insiem e costituiscono la svariala operosità del contadino, non esercitiamo i nostri rieducandi a.ll'allevamento del bestiame, alla cura d elle stalle, alla mungitura., alla tosatura, alla composizione de i fi enili, ecc ., perchè a tali faccende ognuno può rimettersi, solo che lo voglia e sopratutto quando abbia a ccertata la certezza della propria capacità. lrsomma la rieducazione del nostro Istituto mira a ttualmente ad una vittoria JJSichica, prima ancora e più anrora ch e ad una vittoria didattica e pratica. 2. - La pratica, d eriva ndo dal ritorno alle consuetudini anticllc, d alla volontà di persistervi , dalla certezza di riuscirvi e dalla domeslichezza d ei luoghi, s i dimostra un corollario d ella sicurezza morale r he invece è difficile ad ollenere clalo lo scoramento che affligge il cieco dinanzi ai primi tentativi e la particolare mala.voglia che egli pone in sul principio in questo genere di allività soprattutto per l'affievolim e nto della resistenza fisi ca a i lavori pesanti. 3. - La. pratica ha dimostrato r h e super ate le prime stanchezze e riallenali i muscoli alle rudi fa ti ch e d ei campi, il cieco ne ritrae un
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111 CONFERENZA INTER .. LLEAT,\
PER L' AS:51 STENZA, ECC .
visibile vantagg io fisiro che s i ri percuote sul suo sistema nervoso e quindi sul suo spirito. 4. - La· rieducazione agricola si dimostra il complemento necessario d ella rieducazione ai lavori manual i ed anzi piglia sopra d i essa il sopravvento, giacchè il ciel'O capace di attend ere alle cose dei campi, finisce per riservare ai g iorni di cattivo tempo o alle stagioni di relativo r iposo le industrie apprese nei nostri Istituti. Le famiglie, superato dinanzi all'evidenza, il primo periodo di ostile scetticismo, finiscono per rallegrarsi e compiacersi profondamente di avere acq uistalo due braccia valide per il lavoro cosi necessario ai campi. Nond imeno, se pure le condizioni d ell'attuale sede ci obbligano, come acct.>nnarnmo, a rPslringere i nostri programmi ad un minimum indispensabile, rimane una d elle r. ostre più vive P a rdenti aspirazionj da re al la sezione agricola il massimo impulso e sviluppo completandola e rlot.andola di tut.t.i quegli iJ1segnamenti e mezzi e sistemi che si dimostrano essere l'ultimo portalo delle scienze e d ell 'esperienza. Tuttociò noi sp(' ri amo di poter presto rea lizzare, quando, mutala s~de, potremo far sorgere nell'Istituto stesso una sezione che corrisponda perfettamente alle moderne esigenze della cultura ag ricola. P otremo allora, non solamente ricondurre ai campi quei c iechi , <}he prima erano coloni, ma istradarvi quanti mostrassero per questa forma di attività tendenze parlir.olari; del che avrmmo giit ese mpi mir;ibili del nostro Ist.ituto pu1· essendo in esso la rieducazione ag ricola limitata a certi rami e quasi riservata ai contadini. Considr rnlo elle il ricco, come J'e5pericnza ha dimostrato in Ing hil terra, è pa rticolarmente adatto all'allevamento dei polli, d el bestiame, dei conigli ,ecc., ecc., noi daremo a tali culture una particolare importanza, come pure cercheremo di togliere al nostro insegr-ame nto, qual11nc1ur limitazione. · T ultociò non potrà che arrecare un vantaggio g randi ssimo alle ca mpagne ove i nostri rieducali potranno introdurre notevoli prog ressi, portando SC<'O, non soltanto il frutto di un beninteso insegnamento teorico, ma di una pratica confortala d ai più moderni e perfezionati s istemi.
COMUNICAZIONI. T,a presiùe nte pro f.• ~lo:<ooLFO r ia~sume iu r apida ~imesi l 'ope ra S\'Olta in I tali a e· all'C'stc•ro d:ii ,·ari comit.,ti in favore dei ciC'chi. fac<'ndo rile ,·arc l'u tilità c he il cieco t rrwa n el lavoro, 1w r combattere 1'01.io c he è la cecità dello spirito . Propone d i d a re ai lavori d l'lla Sezione l'ord ine seguente : 10 Assistenza san itaria. 20 Ried u cazione agricola e sanitaria e ried ucazione in generale. 3° Accen tramento e discco tram ento d ei ciC'chi nrl la , ·oro. r . T ene nte colonnello m edico prof. ERCOLE PASSERA {Roma) - La /11/ela. degli rnrnlidi d i gue rra d11/ per icolo dc/l'oftnlm i a .<imf>n/ica. Pe11~i<>11a li o licenziati d a ll ' r(sercito, in 1111111f ro con, idcn:,·oli, ~i1110, i militnri ~·on postu111i od c~iti d i ferite o ùi affezioni oculnri di g uc·rra , hanno raggiunto, o rnggiuu ~uno, le loro ca~e e i;:i
11L CONFI::RF:NZA INTERA L LtATA P ER L'ASS ISTENZA, ECC.
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d isperdono cosi tra la pop<>laziuue urbana e rurale , ass:ii ~p~sso g't·og-raficamerne molto d istan ti da ogni assistenza oftaln ,ol,,gica e quasi sempre ig nari o iusutncic uteme qte edotti dE.- i pericoli g ravis:;i mi che lo ro p o~:;0110 i11co1 11ht:rc. IJopo og ni g ue rra, CO· n1e .abbiam o nn ti~ia, i,: r:t D4.lt fu il nun1ero e.li ca:-:.i d i oftaltuia simpa tica, ,·erifi ca tb:i a
distanza ,·ariabilt: di tt'n1po, talora di molti anni, dalle lesio ni iniziali e per lo più ino pinata111t:nte, così d a rt:ndcrc di r<:gola frustra neo o poco eflfrace ogni trat tamento. Rile va nti così furo no in pa,~ato i danni in <li,·i<l uali, economici e sociali. Due ~opi, a 111 ìo a ,·vi so, dt: \·e <lunq1u.: pretÌgg'cr:-.i la p ulJhl ica pre \'i(1t:nzn : ri!--vegl ia re da un lato e rafforzLJrc a l i:-iu ~to i,:ra<lu, nei,:li oftaln,oksi d i g uerra, la coscienza dd pericolo s i 111pa t ico, e , dall'altro, con:--ilkra ndo 110 0 esa uriti n ::r~o i 1neù~~i111 i i propri doveri di as,;istcnza, a uzichè a bl,a ndoua rli a si: stessi, andar loro incontro con opportune pron·idc nzc. Per il pri 1110 cli tali con, piti stimo gio,·c,·ole , da pàr te ,lei '.\linistcro dell'Assistenza m ilita re, un 'opera d i volga rizzazione, J iff,mcknte trn gli in n11i,li dell'a pparato visi,·o, a m ezzo delle rappresentanze ckll'Opcra llazio1wk per gli in,·~li<l i, degli o rclill i dei m c-dici, d<:gl i l"llici:,li ~anitari dei Co111u11i, clt·i '.\ledid condotti, dei S indaci ecc. un b ren! opuscoletto in fornrn a,·cc,~il,ik a q,rn lunq uc g rado d i intell igenza e col. tura, il q ua le , :,;.\.'n z:1 c reare appn..·11:,;.io11 i o prl'occupazioni c~;1g~ratc, 111cltn in gius t (.1 ri lievo la po:--:--ibiliti1 e In gra\''-:i'i':t de:ll'uftnh11ia ~i111 pa tica 1 k co11dizin11 i in cui :,;\tnrc 1naui fc :-. tar:--i t: i ~no i ~i 11t<..1111i, M:,L!n~ l a11do a q u al i a u tor itit od c:n l i, i n ogn i cirro:--ta nza . f'in,·~l iJo potr:'t rivolgcr~i })t'r aver~, non ~olo a:-;.:--i ... tt.: 11za 111cdico-ch ir n rgied, n 1a pur a n c h e ~e1n p l il'e con si g l io <.> d1i:tri11H.:11ti. l./a ltro t"Onl pilo, pt:n:--o, do\'n:lil ,<-:,.i a~:,;.oln.• re con pc:n:ru,,rit: e rhinrc cli~po:-.i-
:doni t:11ia1wt<.: d:i i pot,·r i centr,di ('.\lin i,tno clell'.\ s,ist<.:nza ) l ilit:i r~. cl<.:ll 'J nten ..., de lla G uerr.tl, a meno dei Prdctti; in n1odo che nn im·:,lido per o/talm()ksione, 1n tJualunque d rcostanl:1 o di s ua inizlati\'a, o per i nllicaz.ione dt·I nh:òico, trov i~i ad ~1bbi sognorc di curé, o d i e~am i cl i nici , o d i ri(·t: 1T l1t.: dia,1;! 11<>~ti du: , pi.,:,.~a 11el pit1 bn·,·~ u:n1po pos~ibi le, sn l ta111.lo 1.li piè par i ogn i l ungaggine hnr<:x:nuicn. ~pé!--!i<> cu..;ì f,Htnlc in questi cnsi , es,ne po, to rnpi,lam~lllè n contatto ,lt:llo ,p<:cialista e della com·~niente i~t ituzione oftal n1o!t,gic·a, il d ,e si potrfi otll'!lere con prc·cisc• ist ru zio ni ai inuniripi, :igl i l"flìc-ia h ~a 11ita r i , :1ll':\n11a dl'i Cnrahinicri , C<>n ta:--:-:ati ,·e di:--po:--izi(,ni per i ,·inggi gratuiti, per l' in1111edi:no disbrigo della cosa e pe r o,,: ni g-c nere di facilitazioni. S i potri, ohhi<.:tt:1re che tali compiti ri en tra no d i gi n 11cl q uadro più ,·asto dl"l le h inzioni <.h11la lt·~gc e dn l re,l!ol a111l·11t o .. h.·111a11d:1te all'urw r:i n ,,1.io11 ~lt" (h..·g-li i n n 't litli. To porto invece ~aldo co11,·l11<·i11w11to l"he qrn:5tn tl ift::,.a ckgl i ofl:;ilmok·:--i da co:-,i gra,~e , e !--pc:,..~o n:--:--ai tanli \'a C"o111pl il·a111n , ell e può co11d 11 rn· nl tn cr.:çit:\ a:--:-.oln la o ;,t ~ r a \-e rne11011~.17.io11c- <1~1 1x,tt-rc· \·i~i,·o, ch:1,h~ di~porrt: ,li 11 t1 'org:111i z:rnzi o11e a $è, hl' Jh.' indi,·id unl i1.z:1 ta e po:-itn in e \·hlen zn . E p t·11:--o ant.:nra chi.· pl·r t:l le n~:-;i~te111.a l"'.'~t alrn ologica, con i rel:1tivi accen a111t:11t i diag-110 .. tici , t:111to radiolog-id, cht: r-kttro111agn ct ici e ~i dE:·ror--cnpi ci , e: per la cnr,'l , co:--ì 111 t·<lìcnme11to~n che- chìr11 r~ica , ed c,-c11tunl c pr o· tt:~i, ben~ l)Q~sa no c·urri:<pomkn, i n·parti ofl al111 ici degli O,pc·dali m ilitari pr inci, pa li. ~i r aggi1111g-er nn no ro~ì 11011 ~ lo alt i <>hhictti\·i fibntrnpici ed urna 11i t:1ri ed im portan ti 11e11efici ind i,·icluali , ~C'ounm iei e :--r~t:i:tl i, ma pur n11C'he un note ,·ole ,·antng~ io pe r il- puhl,li,·l'I <-ra ri o, 11011 più f:H'il11u:11tc sog!!("t ln ni n1t1lto 111ng-,t6ori pesi cli p(' n~ione a titolo d ì a~~r:H·;lll1cn to , r c-dn111:n;i cb ll 'i nvnlitl(), C"ht.:" l 'oft :ilmin ~im pat ica g iustam ente rit ien e t \.irdiYn 11m llir etta cu11 ~cgue111.n ddl o k $ÌOn e o riginari a . 2. Tenente colnnnelln mcdi<"<> prof. T-:1<eou: PASSl,RA (Roma) - /,e offfri 11e d i f>l'Ol~s/ oculari per gli iir,:alidi d i ).!ur,.,.,1. - 1•: appe na ncce~~ario il riknlre il t1111t1 ero ra!Z· ~ uarcle,·ole d'it1 \·alicli in c u i :--i è rt':-:a o s i n::nòL'n\ in $.cg"u ito i11cli:--pt· 11:--al,ilt> un a pr1>tt:si oculare , ,pesso cl'mnbo i lat i, cd il ~110 pe ri odico r i1111m·n111t·nto. l ndi,pc11~:ihil~ per la co~mosi del ,·olto, cui sono kg~l i non solo u11 ~c-11ti111c11to p,·r~11:ile d i e,tl'tica, pcrfcttalll(;:ntc spi~gabile, 111 a pur anche q n<:-Hioni irn portantÌ:i:,..i111c d i r appnr ti !'<X:ia li e famig liari, inere11ti nll n pMsihilit i, d i trornre i1n picgo e la\"Oro, al m atrimon io ed a lla com·i\'cnza ('Oniugn k e ~imili. Ora In Srnto ha <la te111po p ron·ed utn a iiatituire offici ne per lc rn ric protè~i: non !)er q ud lc oculnri ed oculo-palpchrali. E ,<,· !'On o st at e e Yeng-0110 t uttora pro\' \'ed utc dal li h,:ro con11 ncrcio che , per l'nsst·nza ,li fnhhriche nazio nali, per la ,car~itù dell'art icolo sul ml'rc~ito e per l 'i ngordig ia d i g uadagni, le ha latte salire a prezzi fo,·olo$i. 1
85-Cic>rnali' di 111tdicina 111i/i/11re. (a,;c, :\II.
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111 CIJNFf:Rf:NZA INTERA L LEATA PER L'AS::51STENZA, ECC.
&:111bra1ni pt'rta11to doHcbbe lo Stato fa rsi iuiziatore pe r la fondazione, io Italia, \li u11a o più ofliciuc del g.:11cre, cre ando\"Ì adatta n1ae~1ram:a di opera i. Sarebbem lCO,ì po,s iuili parecchi nmtaggi: o ttt nc rc pro tesi in quell'abbondanza e varietà c he , , ,no m:cessaric per nna huo na scelta; a,·ere qu C'"tc ad nn 1equo prezzo con sens ibile L'CO!lom ia; affra ncar,i dalla d ipenden za ck i 111~rca ti cstni, far ri11a:<("t' re e dar incrc. 111~uto a que,to ramo Jc ll'arte vetraria, JJe lla quak l'Italia tenne un giorno nu fulg iclo p ri111a to. J,'applirnziouc della protc·si negli im ·alidi Ji g m·rra occorre n on s oltanto nei ca~ i, 111c110 fn,q ue11ti, Ji a 11o fta ln10 u seguito d i rc·golart: e nncleazioue pe·r lt,s io11c <Id ~nlo hnlho e 1wrci<', con n ·gola re cnvità rc~iJn a, 111:i, più s pesso, i11 que lli di .Qlohi atroti1./,:ni o di 111utH.'lllli ntrofici per tr;1u111a o per e d:--cera1.iouc chirurg ica; in 1nnl. t i:-.:--i 111i <':t~i . poi, lo ~paziu in cui tl'1tti n1110 colloc:ire una prott'~i, è irre!,!'olare pt r loriglic l'ÌC'a triziali, per grn11ula,ioni, 1wr ~imbkfari, per vizio;.e ('icatric i o :icle re11ze , pter ,ldor111it,\ d e ll e palp1.:hrt:" , a lt(·ra,.io11i tutte che rapprc~cmnno diilicoltà ai.sa i 111a ·la)!c: vnli a sonno ntar~i. Le ofìiciue 11a1.in11a li di prnte,i ne faciliterehbero notevolJ11<:11te il compito, pc:rd1è accMllo a ll a prod11zio11<.: cli peni tli ,·ario 1ipo . clal g u:<cio sc:111plicc a qndlo <!oppio, tli grandezza, for111a. di,t·)!JIO, t inta e fo)!gin n triahili, p\·rm<:ttt·r<:bhe la cr,11fczio11e cli ~sc111 plari , pc,iali s u mi , u ra , ~u modello in pa raffina e in cera c,1 il co11 ~c;g11i111c11to , co,ì, dc' 111i.i.:liori ri sulta ti. Oggi invece c hi s i nppre~ta all:l ri<·{~rca di 1111:1 prot c:~i hn tla,·anti a f.è 1111 n~~orti 111ct1to di tipi prc~tahiliti
e poco ,·ariati, trn i qu a li è co,n affatto fort uita tro,·:1rc un co11venie11te adat ta me11tn. l'uù na~ccre il clu hhio che l 'azit:11,la ,ti q uc:<tc ollici11c: cli protesi 11011 :<ia in gradn <l i ,ostc nere la concnrrc·m.a <lc·llc indu,trie ~lrn nicr.-, ta n to ne l oo~to ch e: ne lla co11ft>zio11c , 111n q uesti sono prohlc111i che diµcm lono solo tbll'acc11ralez1.a e dalla bo11 tà ,klla produzi(mc, t:i11to più d1c l'i111·aliclo 1w 11 ,lo n ehhe pote r~i forn ire d i p rr)le,i ,::ra tui te o a prcni rirlolti , allm c he presso q ue lle i,tituzioni ofta lmologiche (p. e. R<·p:trti oculi st ici cii Osp~clali 111ilitaril c he ~:tr<'hkrn cksi)!11ale dai pc,te ri cit-llo S1:110. i,tituzio ni che, a loro ,·olla, s,1 rehbe ro pron·edute dalle me n zionate ofticine. 3. Tc·ncnte d i fant<·ria A URELIO :--1co1_001 (cieco di guerra\. - Sost iene la nec,·~sit;\ che si facciano ritornare al la,·oro dei campi gli c x-con tadini ri<'d ncando li opport11nanwnte, rilc,·ando. come l'esperienza ha dimos trato, c he molti lavori c.1.mpc:<tri possono c~sere esegui ti dai ciC'chi con sufficiente rcndiml·nto. 1 · Prof. At"Gl.'.STO Ho~IAG NOt.1 (Homa). ~lcue in rili<•vo !"utilità dcll"clcvanwnto psichiw che per tal via può otte nersi face ndo d el cieco il con~igtiere deUa famìglia.
.5. ~Jr. (HARLES 1,R UG (Francia). - l'aria d ella organi zzazione agricola dei ('Ì('· chi di f!UC'rra in Francia e rife risce che con i fondi raccolti si è potuto risolvere l 'arduo problema in modo che il con tadino cieco. facendo un lieve sacrificio sulla pensione a~sq:natagli, può divenire un piccolo proprietario. Espone quanto si è ottenuLo in Franc1:i merci- l'adatta organizz:izirntc dC'll'assiste,17.a ù<·i ciechi di gnerra, per la quale si l• pot uto ottenere che la m.(:rn.:dc per ora di lavoro raggiunta dai ciechi ric<luc.ati ugu:.t·
gli <]Uclla <lo?i veggenti. 6 . Prof. DEX TI e <1 1,tt. BIAl.1'TTO. - ln relazione a ll a prt·ce,lcnt<' co nnrnicazi<ine espri mono il parere che si pos~a ottenere 1111 miglio r van taggio con le lu ng he allìttan,cdi piccoli pockri che gli ex-cnnta.di11i ciech i sarebbero in grado di cn11sc·g11irc a prezzo di fa,·orc. 7. Prof. RtCCARllO GAt.EAzzt (~lilano). - P resenta alla sezione un i11 gcg11oso appnrc.:chio che dà modo ai ciechi mutilati d i cntrambo le man i di poter leggere cui si~tema Braille. Prega l'as~emb!ca di volere re nd ere d i pratica a ttuaziunc l' uso di t ale a ppar~cch10 atto a non privare il c.icco muti lato del bc ndiciu dc;lla lettura.
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lii CO:'\Fl::rn:xz.\ ,xn:HAl.l.f..<\TA PER L AS:òl:-n:NZA, ECC.
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SEZIONE III.
INVALIDI PER LESIONI DEL SISTEMA NERVOSO I. -
Criteri d irettivi per l'assis tenza agli lnvalldl1 per lesioni organiche del sistema nervoso P•' r il prof. Carlo Besta, tonC'u to colo lllwlln nwdic·o.
r\ fa\"o re d egli inrnlidi per l esion e o rg-ani r·a d el sislema n ervoso centrale e pt:' riferico i pro,·ved irnenli più urge nli so no : J . C reare ce11lri rC'~ionn li di cu ra che comprP.ll(lano : a ) la c ura ,·ltirnrgi rn: h ) la c u r a fìs iolt!r a pica . r ) la cura riC'd11,·.aliva (per i feriti ccrr!Jr ali ) per qt1ei fe r ili o lesionati s u scC'lt i!Jil i di mig lio ramento . Tali c~11Lri d evono essrrc rn rredali da stu o le , eia wle d i lavorn, eia una rolu nia ag r it.;ola, ere . 2. Assicurill'C ai .~ r.tnd i invalidi , qua11do ne a bbiano il d es iderio od il bisog-no , la possibi litù di ricove ro od i11 i,-tit11ti r; pC',·ial i apposi tamente c r eati pe r lo ro u, nwd ia nte opporluni a c;rordi, i11 ripa rt i d i os pedali o di o pe r e pi e. Evcnlualmc 11tc cr earP colonie s pec iali per g li epilC'l Lic i di gue rra . 3. Pare Ol)l'r a di P<ilronatn . in tN;a n el senso più ampio d ella pa ro la . per tuUi i mi litaJ'i (che p er fnit c o lesio ne del s i,-tl'ma n er voso 5 iano div e ntati invalidi mai;qrio ri o minori , in m odo da .-rcare pe r loro ]P. mi g lior i cond izio ni po,.:,;ihi li di vii.a e da i11lf'g rare , 11elle sul· inevilubili d 1•fkie 11ze . !"opera frnve1·11ativa.
J I. -· Criteri direttivi nell'assistenza agli Invalidi per lesioni funzion•II del sistem• ne.r voso por il p r-of. Gaeta no Boschi, t e11e 11to cc,lon11<' llu 11wci iC'o.
P r es,·indcndn da r ln,;,;iAn1zioni 1(- qu;lli and1l11•ro impo rtanza doltrinnri a, dis lini-t1 1iamo agli ('[fclli prati ci r:lrlla a ssi:-:knza ag-l i lnrnlidi per lesi on i fu nzion,1Ji d i'] si~kn1,1 ne rvoso. e p1·e"i~11mi.:nle dei suoi 11roble m i di ordine gen e rale : 11 ) P s ir·osi; li) P~iCOllC'lll"OSi ; r ) M anife:;t,1zio 11i da i11dl'nnizzo, o si mili. P e r r iò che rig u a rrla p ,.:i,·osi e p;;Ì,·o ne urosi, i p ro n èdimenti •·he pi ù si r eclamano sono q11ell i d ella r r ,·isione medi.-·o-leg a le elci ea;c;i A11 q u i giudi cali ,·u llle 110 11 diprndt nti ct11 caur;a di srn izio. onde appli,·are c r it e ri p iù largh i di què lli <·Ile. ulllleno in q 11 ald1c Pae:ìt', no n siano stat i .a p pli c ati M i p ri m i te m pi. Ed anch e s i r c,·l a 111a di amme ttere il prin0
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I I I CONFERENZA tl\TE:RALLEATA PER 1,'.-\SSISTENZA , ECC.
t:ipio ch e anch e ps icosi e p;:;irone urosi insorgenti i11 avve nire possano essere in dipe ndenza d e lla guerra quale co1h.:ausa predispone nte. P e r dò rt1e rig uarda l'assiste11za ospedaliera di questi due gruppi d i fanne, elle d o rrù , per necessità pratic he, trovars i in comune t:on l'assis te nza osped al ie ra civile , s'impo ngono rifo rme 11ella assistenza mauicomiale e paramani cornialc, impartendo a lla prima caratte re più schieltamc11Le ospedaliero e alla seconda u110 sviluppo più largo. E s'impone la istituzio ne di ospedali speriali per mutati nervosi non mentali. Si p rovveda pur e a che g li Invalidi psii.;oneuros ici possano fruire delle cure balneo-111i11erali e cl irnatid1c loro indicale , analogamente ad altre cale· gorie di Inval idi. P e r ciò elle rig uarda le 111a11ife;:;lazio ni da indennizzo t:onsiderando spec ialmente le rel' idive di lesioni funzionali loc:al i (a croconlraLture, t:!cc.l, è co11sigliabile di ins islL•)·e nel Lratlamenlo sanitario fin o a. far s<:omparire le allcrnzioni d i cu i s i trall,:1.
COMl ~ICAZIONI. 1. P rof. E t:cf.:< JO ~IWI·:~ (~lil ano). 1.'a,,i,tc·m a ,h:i )!rantli Ìn \'alidi nc·n·o,i ùi ~ ut:rra e l '1:-:.ti t lllO p<:i gn111di i11Yal itli 111.;n ·o:--i di gnCrra (Ca~a. di :\ro~o). 1. l' ro/. (:1·sr.,,·n ~!ODE:<,\ (Am'ù11a). li cent ro ne uro loi;ico di Ancona - O r).:'a-
uizz:11.ione - Ri,u1tati. 3. l'rnf. (;1,,n:-"1 C,1.1.ER\:<J (:\nconn) . - a ) Pttralbi perikriche d i 11a1ura corticale e p[1 rnli, i periferid1c da in11t rrnzio ne r"ciproca; b) l 'arali:'i m e tam e ric he . .J. l'rof. \'1:< cF.:<m :-:m i (J\o lo!tnal. ·- a ) 1rnpon nn1.1 :'emio logica dell'e:'a nn, clèttri~o della sensihilit,ì cu ta nea; bJ l1i,t u rbi p ~ichici nl'ltc lesioni d el si111 patico cen-i~alc; e) Sq;ni e le ttrici di h,~iotH: ne l fa,cio piran1itlak; d ) Riflessi para,los~a li da a11to111a1 i,1110 mi<lollar<: . ,:;. l 'ruf. ~,,~cl·t·$ (F ra n \'i;1}. -
l•::-,.11onc
i suoi criteri ('irra 13 ri ..·<lu cazione fu n ~
1.io11ale e prof<::'sio11a lc degli afktti dn lc·,ioni organi, hc e fnm.iouali dd sist<,111:1 11..:rvo ...o , 1..·d iu si~te ~ull:1 11~ct:~~i1:\ di crc..·an.: orc.li11n111e11ti che co111prc.:11tl:1110 oltre gli ..:pikttid di g uerra tutti gli cpikttici. a 111111ctt!clllloti in i:'tiuui sp..:cializzati oppu n, in lah<>rntor i, a n1.ichè itttn,rnrli noi 111a11icomi. Jt prof. )l(H1r.:-.A ritie ne che ta li isrit u ti d<wrchliero e~ul arc d a lt'o rbitn militar" et! c,scrc affi dati alla R appn·~e nta n7l dd l'l)pna nazio trnlè. 6. l'rof. .\ . ll i;sn:-: 11.lel.c:io). - Rifc ri,cc , ull 'impi.:go di innesti vivi e rnoni n e l t ratt:1mc11to di ]es.io n i e~l~S{" dd 111.: r\"Ì p eriferici e pre!-,~J1la unR s tati stica di iuten·..:11 t i, in ,: 11 i ~i t-uno nttc11 uti rc~ultati brillant i ad0pt'rando per l 'innesto n e rvi tolti da :irti ;.1111 pt1tHLi. o tl:t c.:ad,n T ri di i 11 dh·illui 11a n-li tli n.-cc11te, Opput t: da fe ti ùi '\i tellu. Tali pn,i ,·,·n i,·a11r, 1i,,ati e ,011sen ·a1i in nlcool g6° e qui11<li a t mo nitcn to d e ll'uso J3. ,·ati i11 :--01111. io n'-' !i,iulr>gica. 7 . P rof. Al.fHWù FEHHO:<J: (nari\ . E s pone nku11e 11on11e prntiche s ulla rrn11i<1pla~t ica a ccrniera e pr1:~ett ta i11ohre u11 eoutril,ut~1 al la ratlio-ùia~un:-.tka d e lle p ie ... l·ole ::.clh.::..!'t.:'l' o~:,,.e(' n ei feriti cr::1 n iO-l'c..•rcbrr1 li.
S. l 'rof. J'Rot·~11'.:<T (f ra 11ci11). R if<-ris,., in mc:rito a i di,t urbi d e lla fimzi<,n.! nelle lc<i<>ni del cu bitnlt-, <lei 111e<l'11no e tkl r:odi~k. Ln lt'rZrt ~e, ic..11 1l· i111ì11c :1.ppro,·a il :,;e_s.,:·uc..· 11\<; online del gior11 0 redatto dai proft. 8011C"n t":--, Hc~la e )lt:<lca: /,.a JI\ co11_(c1c11:a i11li'rallcald Pt·r /'assi$/t!,r::a agli iw·,:al idi di g11Nrc1 c111dle il ,·nl<> cl,c sia data c<>11,·1· 11ir11/,· as.<i.<lc11:a agli c(>ilctlici di g ll erra crca1t1/(1 ,teli<' .<(>cciali colonie a.~ri,;.,,lc . disli11 / e dagli alfuali 1·i(o7.1eri di alienali. T proff. Bn,ch i, :-:er i e llesta prcs('ttt:1110 il sC',C:llC'ntc online d e l g io rno , ch e i: ,!e t pari npprov~to : I.A ,;• Sc::i1111c dr/la :;• Co11j1Trn.: a 111/rra llea /a per gli i11,·olid; .,(i .t{urrra .id vnli prrcl,~ :,.i mt111l c11.f!n l 1assi:dr 11::.a ucu,·o/ngica ai feriti di guerra , sia per 111c::,, di l sli/11/i .\'a; io,tali. sia ptr m e::.: n di conrn lrn/i specit11is/i.
III CONFER~:NZ/\ INTERALLEATA P ER L' ASSISTENZA, ECC.
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SEZIONE IV.
MUTILATI DELLA FACCIA l. -
L'assistenza agli stornatolesi
per il pro f. Amedeo Pema tenen te colonne llo meùico, diret.to re de l Centro stomatoiat ri co di R orn1i.
L a d e11o minazio nc propl'ia di quesLo ramo della c hiru rg ia, che si occupa d e llo lesioni d ella bo<'ca , delll' s ue dipe ndenze e d l'i s uo i annessi <' quella di stomato'iatri.a. Questo termine è uffh:ialme11t-e r ico nosciuto in llr1lia d a.I Co nsi_g-lio su peri o re d el la P u bblica islruzio na, come è r icon(•s,·iuto ed usa to.in Franr ia ed in Germania. P er r a gio ni sc ienlifkhe , m orali e p r ati,·he il c hil'u rg o, c he s i occupa in modo speciale d i chirurgia o rale, de ve egli s tesso co noscere l'arte d e lla p r otesi d e nta ria e masc:el- , lare, e d eve ch iamal'Si .stomaloiatra. L 'odontoiatria è parte integr ale e fondam enk1.le d ella s lomalo iaLria.
P er J'org unizzazionc d e l servizio s lo m aloialrico presso il nostro Eserc ito m obilital o furnn o imp ian tali ;11 ogni armata 11110 o p iù l'e parli od ospedali spec ializzali ed i l massimo 11U111e ro poss ibile di g.ab i11rtt.i odonto ialrir·i, dis locali nelle zo ne di m aggiore co1wc11trazione di tr uppe . Il movimen lo d e i ferì li d e lla bo<:<:a <·011 frattur a d e lle o,:sa 111ascellari è stato notevole ed Ila vari alo in ogni Annat,a p roporzio natamente alla capacità numer ica ed a.ll 'allivi U1 bc-llica cli e:;sa. Nella secon d a Arm a la il nume ro di tali ferì Li è sa lilo a ,\!~Lo. TI n umero dei malati cli <10nli curai i nmbulatoriarne nte nei gabinelti odonto ia trici d ella sola [I Arm ata é stato, in m ed ia, cli 20 mila a l m ese. Dulia l u 11ga espe rie nza falla ris ulla , che l'orgu.nizza.cione dd serYizio slomatoiatrico di un'Armala in g ue!'ra va mig lioralo nel s0nso d i a um en tare il numero dei r e parti s pecia lizzali, assegnando a ciasrn n r eggime nto, in pace i:ome in g 11erra, un odontoiatra pe r la ncc·0:-:-aria curn con serva tiva d e i d enti. I n Italia non s i è creùulo oppor tuno e.li u l ilizza l'e gl i sd c11tali ri formnli, per due ragio ni essenzia li: per il numero r elati vamente esig uo di essi ; per il callivo esito d el l'cspel'i men to fatto ne s u la rga scalR in zo na rii gu erra . l i ser vizio s tomatoialr ico lerritoriale è s tato a ssic uralo d all'impianto e dal funzionamento d i tre centri: uno a M iJano, uno a Bologna ed uno a R oma. La trattazione d elle quis lio ni essenzial m ente tecn iche d eve limita r s i, per la brevità p rescritta , a quelle cli esse ch e sono più controver se e dib a ttute : a lla patogenesi del le fratture, spec ie d elle indire tte, che vanno m esse in intimo rapporto .con la struttu ra e l'arc hitcllura d elle ossa m a-
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Il! CONF ER ENZ.\ JNTER,ILLt:ATA Pt:R L'ASSJST EI\ZA , E:CC .
.~r e llar i; alla patng encsi d ella cost ruz io ne d elle m asce lle, c he è quasi sempre secondar ia e cl i o r ig ine o rganica, ed eccezio mdmente di natura funzio nale pe r la miotonia d ei m usco li e levatori. Dopo la lunga pra lil'a falla du rante la guer ra , s i possono fo rmulare l ,·ggi u·rr1p1•11lich ,, fnndam r.ntrt! i , d a lle q11ali non s i potrà d e rogare nel lrallame n to d e i fe rit i d e ll a h ocl'.a, con frattura d e lle ossa m asc.ella r i: l. Il sotc·o rso dt·vc essere pr on to, ant he pe r q uanto s i rife risce a l l rallame n lo pa r li(·o lare ddle frallur e. 2. Non b i:-og1m s ut u ra re ma i, in p rimo tempo, i mar g ini d ell a fer ita s ul focol aio di frat tu ra. 3. Il IJ11on t!Silo anatomico d eve ass ocia r si al b uon esito f11nzi onale d elle a 1·cal,e d entarie; hi~og11a rid urre e con tcnen• i fra m m e nti in linea no r m a le di 1·0111ba r iame nlo in lulli i ca si 11e i q ua li es is te perd ila di so:;t.a 11za . 4. S i puù, seeo11dariam e11te, r id une Ull èl frallura non oss ifieata::;i di:;Le nde 11d o il cal lo fib 1·<JSO (;On a1•parecrhi m eccan ici. 5. li c a llo osseo di r ecente form azione può essere d isteso, spel'. ie 11t•llc frattu re a nteriori d el cor po, im pi egand o g li o rdinari a p par er.chi d i o r toùo nto iutri a e di o r Log 11azia. O. S i d e,·e dare la pr e fe renza ag li ap parecchi di r idu zi one e d i conte nzio ne più se mplic i. 7 . Vi so no n orme a na tomo-palo logidu.' !Je11 d efi nite d1e r egolano J'appli1·azione e la r imoz io ne degli a p pa rctch i m ecc:anir i. 8. Ne lle m u tilazia11 i d e lle ossa mas1·cllari la p rotesi im m ed iata de,·r. a ,·c re la preced e nza a:;solukt s u que lla secondari a e ~li que lla ta rdiva . 9. Ne i t rapiant i ossei è eia p re fer ire il t r apian to a u top la s tico pedu,wo lato o quL•llo lilJero.
II. - Protesi del grandi feriti del viso e della mascella p<'r il doti. G. Poni, 111cùico mnggiore di pri111u clas•e.
Le più complicate e varie frattu re d e ll e mastelle e rn u tilazio ni d el vi::;o sono siate osservale du r:rntc questa g 11e rra . Le indicazio n i proleti c he sa ra 11no dunque a lo ro. vo lta m ollo v:ir ie . Abbiamo cercalo d i r la ssiAe;;i rle notando solo quelle. c he c i s ono SL'l1lbra te le più semplic i e pratiche . J. • P ROT ESI DELLE MAS l"ET.LE .
A) Prot,·. i 1/,-//(I 111 aN·r l/it i n/Prior e. - S e la fra ll 11ra i:.• co11sol i d at a ;,, l111rnlfr 111,si~im,(: ,,0 110 g li ap pa recchi fi ssi (po n t i " brlll g cs ») c he sono i più ind icali data la lor o du rnta e soliditit : se c·è pe rd ila ùi sostanza ne l senso Yc rticale, il pon te m o1·ibilc-ina m 0Yi h ilc sa rit d ella più g ra nde ulilitù. . Se la frallu ra è ron,-olidala in r a llirn posizio,w e l'osleolomia no n è indirata, s i rer clw rit di r is ta bi lire 1'.arti("0la zio11c d e ntnria il meglio pos--
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Ili CONFERENZ,\ INTERALLEATA PER L'A S SIS TENZA , ECC.
1:1tt
s ibile, per m ezzo di apparecchi a doppia arcata, come ave va fa tto Preterre nel 1870. Nel ca so di frntt11rr1 n on consolidata, gli apparecchi mobili saran110 prereribili. Varie ranno solò i rnézzi di contenzione. S: potranno ulilizz ar e, secondo il caso: le c orone telescopiche, la biella di Villain, il d OJ)pio piano inc linato di Durif, l'apparecc hio condilo ide di Pont. TutLi questi a pparecchi d ovranno e'>ser e abbi:ISLanza s tabili, non troppo pesa11ti e d ovninno ris tab ilire m eglio c he s ia possibi le l'estetica e la m a s ticazione . B) Protesi d ella n,a.,-ccllr; superiore. - Due grandi verità: Non c'è t omunica:io11e fra. la bocca e le fosse n asali o le cavitù (s inus). In quest.o ca so i bridges, o in rna nc:èl nza di essi, g li appare('chi di protesi d enta ria o rdinaria, saranno s uffic ic11li. C'è comun ica:.ione con una :> più cavitù. In questi casi, sarà ne cessario di compi ei.are la platea pala la lP. c,on una s pecie di f11ngo i n ('aòutchouc cavo d estina to a colmare la perdita di sos tan za e a stabilire
tutte in una volta l e funzioni di ma~li cazione, di deglutizione e di fo· r,a zio nc . La conte nzio ne di qu..,sti appa ri.'cc l1i sarit assicurata inoli.re , s ia per m ezzo ùi un,·ini solidi pialli s ui d en ti rimane nti , e , in mancanza Ji c iò. per m ezzo di m o lle fi s;;a tc a un appa recc hio infe rio re .
2. · PROTES I F ACCIALE.
1 feriLi al v iso s i possono cla ssifìc.are in q uattro categori e a secon da. che essi avr.anno una perdila di sostanza d d naso , d e ll'orecThio, d e lla r egione onilare e Pe riorhita le o, infine, di una parte più o m e no eslr;;a d el viso. Gli <lJ)parecd1i d i pro tesi saranno indi cali n ei tre segue nti casi : 1. Qua 11do J'i11t crrcnlo plas tico n o n anù dato ris ultati este tici s u f.ficienli. ·
2. Quando J'inLcrvcnlo chirul'gico sa1·:1 contro indicnto o rifiutalo. 3 . Quando l'inle rve nto pl asti,·o d ovrit esse re ritn rdalo : la protesi saattesa. Gli apparecchi di pro tesi son o di du e varie tà : a ) Gli appan•cchi all ti ch i : c h e posson o esse re cosLru ili in cao Lchouc, alluminio , argento, C'era rn ica, ecc ., e die d evono esser e te nuti per m ezzo rii vari m ezzi di conten zio ne (mo ll e , ane lli di caout..cho 11c, ccc .) . Diamo la J)l'e fe l'e nza pe r ~ li up pare('r.l1i cl1 (JL1esl,a rnlegori a , ag li apparecchi le,;rgcri di caotch ouc soUil e ri,·o pe rlo di uil leggero s tr ato di cera dura tin ta secondo il col ore d ei tegu111enti vicini. In questi apparecchi s i può incas trare fadlm e nte un orrll io arlitkia le e m ellc re barba, baffi, c ig lia e sop raciglia. · b ) Gli.apparecch i nuovi, ch e son o costruiti secondo il m etod o d i H e nning-, per mezzo di li lla pas la a base di gelatina. Queste protesi in pasta plastica , hanno il vanLaggio di essere pe d e tti dal punto di vista estetico, di a ssai fac ile fu bbrirnzione e appli cazion e. No n hann_o alrun bisogno di m ezzi di conte nzio ne e il prezzo di costo vi en e ad essere ins ignificante . Hanno l'i1wo nve 11ie11le di durare poco. I.I fe rito pe rò può fabr 11 a llo ra utilizzala co111e lll l'ZZO di
131':!
111 (;(1NFERENZA I NTERALLEATA PEI! L' ASS ISTf:NZA, ECC:.
b r icarli da sè s tesso, ma d evQ rinnon1rli ogni 3 o 4 g iorni . Abbiamo preso qu indi l'abitudine al « Ce ntre Maxillofaeial » di Lione, di dare ui uoslri fe r il: d ue prole;.;i: unu. second o Il i " m e Lodo, i!i cuoulc houc, che io ch iamo " Protesi rii lav0ro ", l'a ltra in pasta plastica che chiamo " Prolt!SÌ di r iposo o protesi t>::,Lclicu » . Jr, questo mocto i fe riti, c he non hanno potuto god e re il be nefic io - prr una quals ias i ragione - dri progressi e d e i vantaggi d e lla chirurgia plastica, po...c,,son o, g razie all,.t protesi, ripre ndere le loro occupazioni e la loro vita n o rmale . Co m e con clus io ne pralira, n oi esprimiamo il seguente voto : « Sarebbe necP:asario , <"he in lulli i P aesi i quali hanno d e i mutilali del viso in stg-u1lo ulla !WCrra, s i for mu10 d e i m~ccanir i cknliol! ben arprofond ili ne lléL p rnlesi mas<:el lar e e facciale. Quesli mecc_a11 ici s arebbero clcfinilivam e nt.e arldetli .ad ogn i Ce 11lro. S i potr ebbe sreglier e di ])refer enza , d e1li antic hi mutilali di guerra. T utti i nuovi appar ecchi, i.:lle s i d o vessero costr uire o q u r.l li anlirlli aventi bisogno di ri parazione, ::.arebbero fal li o restau rali COll unifo rmilil di metodo e con la minor perdila. , li ll'mpo possibile. Da c iò, un enorme b,'neficio !a11io per gli i11divicl ui ch e (l f' l" lo Sl-i.1to ,, .
CO:t;IU.NICA.ZIO~I. 1. Dottor F. \ \"ATRY (Al\\"C'rsa) , llnwc nms/dcrn.io11i su/l'a.,~1s/,•11ca ai >1111/1· l a ti &11ccomasccllari. - S , ·olgc una sua proposta riguardante pro,·\'idenzc..· atte ad 3.."-· ~1cur,i.rL· l'a::,Si~tcnza agli slomatuksi.
2. Prof. H!it<kETTA (Bol,>l(na) - P,-o/esi nstaurr,tricc 11elle 11111tilazin11i rldle ossa 111a5c"dla,i. - Espone inoltre sue idee circa l'a.,sistenza ai mutilati ddla faccia. _l. Tl'ncntc cvlonncllo medico prof. A.,IIWEO PEt<NA (Homa). Si intrattiene a parlare dei t rapian t i o,<<'i ~ulla 111:111,lih<,ln e pre~c nta o~~ervazio11i ~ut decorso e $ ti ~di e~iti delle fratl11 r e di c~s:t . ~vol~c ino ltre le sc~ ue11ti conn1nic:1;,ìo11i :
a) An~~t c~iJ ~c..· 11er:il e n c-g-li Ìtllt_·n ·e11ti ~ull a l11,cc;1; b) C ura pn:l i111 inur e in1111~-
diata ,ldle fratture dd lc o~sa 111a;;ccllnri; e) Ri,luziu111e delle fratrnre della 111a11d il:>ola con pcniita di sostunza; d ) Osservazioni s ul lkcorso e ;;ngli e;;iti rlcl le fratture de lla nwn,liholn; e) Os;;ervazio ni ~nllo ;;ia to a11a to111ir<> ddk fratture ,ldla mnscella · /) .\ pp,1n:cd 1io imcrn1a,.·cllarc ,li riduzio11e e contcnziu11e in un ca,;~ di m uti lazione a ntc ri,,rc del corpo del la m and ibola . ,,. ~l agi.;iurc ml'dico prof. l<t CC Al<OO AVANZI (Verona) - a) L'assislen=a dei m11tifoti della f(ICCÌ« st11dialt. come obbligo e come d1ritto. - b) 1\"ecessit?t di at/e11ersi alla drnoi11i11azic111t mutilali dell a faccia perchè essa dita il c,,mpito che ass11111e la stomalol<>!!"' udt'assisle11;:a. degli invalidi di guerra. - e) Sulla importanza del/ti plastodfoamia 11cll<?' ferite ,1t'lla faccia . Onpu esauriente di~cu,sionc. s11 U'assistc111.a agli invalidi per lesioni buccomasccllari, alla (]nale partecipano i proff. Avan1.i ,Penta . Arlotta, Bellotti, \\"a try . Pont e 011. Sar fatti. si appro'"ano le sc-gncnti conclusioni : a) m1ifo1·111are la rnl11tazio11e del grnd,> dr/la iuvaliditn temporanta e pcr111a11e11/c dei 11111/ilali dr/la fa ccia b) realiz:are "" orze11· ta111c11to 1:erso il illuoro a d,1111icilio o presso piccQle aziende d,, ; mutilati delta faccia e) crean or11a11iz:a:io11i adalte ad assicurare il 11u111/e11tt11e11to e la r11mova;io11e delle p,,,. tesi a.i mutilati della faccia. Si propone di indire una conferenza particolare della specialità di carattere pre· paratorio alla conferenza che avrà luogo nel 1q20 a Bruxdles, st abilendo Parigi come luogo di riunione sotto il pa t ronato elci Comitato interalleato permanente. La propos ta è appro,·ata.
III COl'ffF:HNZA 11\TF:RALI.E.\TA PER L':\ :S515 fENZA, ECC .
1313
SEZIONE IV bis
SORDI E MUTI DI GUERRA I. -
L,asslsteaza al sordi di guerra
per il prof. Giulio Ferreri, dir<'tt oro dPI R. Istituto naziomil~ d ei sordo m uti in :\lilano.
L'assistenza d ei sordi di guerra fu i11 Jtal ia più l.urdiva r he in Francia e in Inghilterra per la nola circostanza di essere enll'ati in g uerra gli Italiani u n anno più tardi d elle Mzioni -predelle. Oltre a r iò la m i nore impressione che fa il mutilalo d cll'11dilo e della parola di fronte a quella ,·he ognuno rirr ve dalle altre muti lazioni, fece rilardurè una appropriala onrnnizzazione di as,:is tenza pei sor d i di guerra . Contri buì a Q UI:' · slo difetto ant:he la ùifncollà di una diagnosi diffe renziale fra lesio ni periferi che e l esioni (·r11trali. Cosicr·hè in molti r as i, nei qu ali no n si os5'ervavano a tutta prima fatti dis tn1Lli vi d ell'organo di recezione, il sor.J do di guerra pe regrinò fra i riparl i 11e urnlogici e g-li olori11ologici pril1lèl c he si provvedC'~sc ad un acccntram<•nto dei SOl'di di g uer,·a presso qu<·· sii ultimi. Quando e doYe s i polè costitu ire un ce ntro di ried urazione, ron nesso con un re parto otorinoiall'ico, e si polè ini ziare quPs la l'ieducA· z ione s imultaneamente al le c ure ch e s i r ichiedevano dag li affdli da lv~ioni og-an iche, >tppan·c tulla l'el licacia del nwloclo didalli1·0 rklln Co· s idetta lcllura lrtbioll'. 1'alrh(' al Convrg no di Milano (Di1'. 1018) fu YO· tato un ordi ne del giorno col quale« riaffe rm alo ..i,e allo sta to dello conoscenze scientifiche od ierne e a lla stregua rlei ris ul tali olle11uli, per In rieducazione -elci sord i organir-i d i g uerra, unir.o 1111·/odo dt>bba esscn • riuello della lettura d ella 11arol n. d al movim en to delle labbra e dei 11111:,coli ch e concorrono alla (•mi ssione dell a voce; alla r ieducazione rol 111l'clesimo metodo d ebbano essere ,;olloposti qll(·i sord i e m11li fu11zio11;i li 1'he non ritrassero Alcun vantaggio da ripetu t i ant errrlr nti e divers i tra tta menti».' .,. Rig uardo ai sordi f11 11zionali però la sezione ne urolog-ir a dello s tesso Convegno non ammise, anzi comball è l'appli,·azione del rnelorlo d i r i!'· dncazione pedago:rir a, so;;tenemlo che n elle forme di sordi tù e rnutolezza funzionnli s i <l ehb,ano mettere in oper a i m ezzi più ene rgici di ,·ontrosugges Lione. Su lai(\ argomento, r he ha un'impol'!,a nza diagnos lira e terapeutica anche all'infuor i d el caso di sordi di guerra, è però nece>'i'ario tornare, esaminando più arcura lamcnlc di quanto non si foce fì . nora, gli argome nti di fa llo e di espe1·ie11za di coloro l'he sono esperti del metodo pedagogico rii rieducazione . Si tratta senza. dubbio di un caso importante di ps icologia, ch e la ,·atastrofe mondia le della guerra ha messo in evirlenza, dimostrando se mpre più chi<Hamenle come I.a parola parlala, che è l'espress ione dr i massi mi fatti ps ichiri, può servire d i ottimo mezzo di suggest.ione specialmente n elle forme di sord ità e di mutismo funzi o nali che ebbero In
13L-t
0
111 C<lNFE:REl'\Z.\ INTERALLEATA PER L ASSTSTEN~A.,, ECC.
causa occas ionale a 1m111ifestars i da un gruppo di fat t i non fac:ili a d iag nos ticars i per la lor o interdipendenza. t 1 n'.1Jtra question e anco r a m ollo discutibile è q uella dell'uso d egli s trumenti meccanici e mus icali per la rieducazione dell'udilo nelle fo rme di variabilità nei residu\ uditi\"i (organiche e funzionali ). In tali forme s i tratta gene ra lme nte di L•na dissociazione d' immagine : l'esperien1,a ha dimostr a lo anrhe p er q uesti cas i l\,fflc.ar·ia d el metodo orale SL·nza l'intermediario degl i s lrume nti a c us tic i.
n. - Regole per l'assistenza af sordi di guerra p er ìl d ot i. F. Gault (Digiu1w1.
L'a ssis te 11za ai sordi di g uerra deve e:;,;l·r e 111 erJ i1·a, tcono mica e m oral e. I. L'Assistr>11:.11 1111·1/i('(I . - Prima di presentare dc:llc rc·gole pralir he per l'assis tenza m edi,·a a i sordi di guerra, sembrn ne, ·cssario di stabilire lJrima una classificazione di qu esti sor di c he posso110 ri partirs i pratic:.arnente in quattro c lassi secondo il punto di ,·is ta d ell'assis tenza m edica. (Sordi totali del labirinto - S,-,rdi parziali con,;olida ti ricatriziali So rdi parz iali ol.o rroici - Sordi eom plil:ati o mulil at i). Nec-essita.così pure di intende rs i possibilme nte s u una sral a dei g radi de lla sordità. Noi propon iamo u tale rig uardo l'adozio ne, in m a 11c:anza di m eglio, de lla t:lassificazio ne basata su lla co1npren:;ione d e lla voce w csentata prima clella guena da Molin iè. L'organ izzazio ne prnlica de ll'assis te nza m e:dir·a s arit basala s u quella rie l te mpo rii g 11 errn con i renlri olologil'i eompre nrlenli una o più regioni. Centri inca r icali di stabil're d egli indennizzi 1:omple ti , di dare ai tiOrdi le r·ur e rnedir· he o c hirnrg iche, t he posso no essere ne<·essarie, di o rganizwre ro ns ull.azion i otologich e regolari in altre cil tù determin,1te, in mo(lo da e vitare ai sordi viaggi e pe rdile di te mpo. l m etodi d a ado pe rare saranno pe r i sor~ o tal i labirin tici, la lett11ra s11 llc la bbra; pe r i sordi parziali d'o recchio medi o, de lle cure appro priale com e in t.:mpo di paC'e ; pe r i sordi pe r s tenosi cicatriziale del C'rrndollo la c ura con un condotto mo llo largo. II . L'Assi.~tm1zo ero11omira. - 81 basa s ul l' indc,nnizzo o pe ns io ne Hl' · ,·nrdala dallo Staio (dal 5 al GO 0 o Sl'ronrlo la IC'.tq:e del m a rzo 19) e soprntutto ne l guidare il sord o ver so un m c~ticre a ppr opria to tutte le volle l'lie s ia obbligato ad ahha11du11a1·c lu s ua preeede nle professione (c iò che bisogna evitare ogni qua l ,·olla s ia possibile), e ad aiutnrlo a riuscire i11 J.a le nuovo n 1cslie re . III. L'Assistl'li::.rl morale. - Uile, pe rfi11 neees;;a l'ia, poichè a fianco di ,dcuni sordi 11an:iali c he non avrnnno bi,;.og-nn d\1ssisLc nza. vi saranno 1ki g ra ndi sordi r hc aµ-g iunf('er anno ad una se111pli ce infe nnilit di sensi . un rna 11 mano l' l'eseen te d èfìcil m e ntale. Per costoro. delle sor-ict/1 di pa-
lii 't:oNFEfiF: NZA INTERAL L EATA PER L'Ass 1:;n :NZA, EC:C .
1315
Lro nalo, una ll nione di frate llanza rlei sordi , saranno u t ili , ed a nche un centro oLologi('O bene org anizza lo centr a lizzante le informazioni,
documenti e tutte le buone vo lo ntà, sollo q 11a lsias i form a, d e lle per sone che accett.asscro o d esiderasser o es;;er e utili a i sordi .
l'.OMUNICAZIONI. 1. P rof. f. GAt:LT . - Ui·!?r>fr per /"assi;te11: t1 ai surdi dt g11erra. z. Prof. G 1u uo f ER 1<E 1<1 l'-l 1la110) - L'assiste11:a ai sordi di guerra . . 3. Prof. 0 Rr,STE H eLLor ri ('.1,lan,,) - .\Iuli e sordi di guer.-a. e loro rieducazione Assistenza «!?li otopatui t/1 g11nm dopn {(I smob1/ita c1one. 4. P rof. To~rnASO '.'.I A:<CIO LI (l<uma - a) C 1slit11/o prn i111·i1/uli del/'11dilv in R oma . - l<i fcriscc s ul fun zionamen lu <l i eletto ls t 1l u l o du rante gl i an u i 1<J16- 1918; l>) S11l-
/'1ult:rPeu1o chin,rpuo ,u·lle lesioni dr1'. sen, t11ast:tllar1 da nrmi da funro. La Sezione fo rmula i seguenti voli c he sono appr o\'at i ad u na nimità : :i) Si11 co11/prma//1 /11 prr/ere11w dcli" 111sr~11amf11/o ddla /p//11rt1 labiale ; b) sia Jac,fe a i sordi parziali d1 ::11o·ra rii m•cre, scn.;a graf'i disaE:i , i mezzi n,ralivi d i ,,,; abbisui;11a110 : e) Su1110 i sli/111/i ceulri ,,toiutrid per /"ass1ste11;a dei s,,,d, tvtah.
SEZIONE V.
INVALIDI PER TUBERCOLOSI E PER MALATTIE INTERNE I. -
L'assistenza agli Invalidi per tubercolosi pl" r il p rof. Gaetano Ronzoni, rnn.gé!ion' med ico.
ll concello all un lc cli inrnlid i1;, per l ube rcolosi e il complesso d i provvedime nti proposti e in 1x 1rle alluali pè r assistere q uesla ca tegoria d i invalidi di gu e rra. e per· a ssiste re e cli fe nd <'re dal contag io la lu ro famig lia e la collell i,·i tù, sono la rle rin1zio ne (le ll'l'spèriPnza cii g ue r ra inl<·grata d a lJ'e:-;1)C rien za ci,·ile e> d al la necessi!it d1 d ife nde re cfftcact:'n wnle l'aYv<"nire Pcono miro elci Paese e qne llo d ella rnzza . A! concetlo allu a le, precipuamente soc iul e e di solida rie!i1 11 az io11ale, s i è g iu nli per g radi. l ."llal ia - è no to - en lrnl"a in guerra co 11 unlL d el le m igl iori stalisl ic he, fra g li Eserd li d ' Euro pa , pe r b <1'bN m o rbilità tubercolare ; m a. S{>nza ur,a nella pe rcezion l' u flicia lC'· d c lla d iff us ione e gravità d ell a in f ezio ne 11cl P cwse, e 111brionalme nle a rma.la contro il m a le. li primo effkace pron'edimenlo a ll11a l•) d all a Sanitit ìVTil ila re è :0 1alo la is til uz ione d ei Hq ' a rli di Accer lame nto D iug no,-tico imposta d a l rilie vo, n e l primo anno d, g 11err,1 , che la c ifra d e i ri fo rmali per tubercolosi ne ll'Esercito ris ultava inversamente propo rzio nale (con un eleva lo per cento) al tempo tra.scorso soUo le a rmi .
1316
l I! CO:'f fERENZ.\ INTER.\LLEATA PER L 'ASSI STENZA, ECC.
Il progresso d ella g 11r rrn, le prirnzioni d ella prigionia hanno d e terminato a n on lontana scade nza, il d eflusso dal fronte e d ai paesi nemici di 11n nume ro cons iderevole di tubercolosi, spPr ial m enle polmonari: n cu:ssilit qu 111di di integrare l'accC'rlam e nLo cogli .Is tituti di Cura , ospilal ie ri e sanatoriali. La radicale ernluzione, sotto la press ione d ella o pinion e p1ilJl1l it a , d e l co11cetto di dit1t' 11d1•11::,a da sa1·i:iu n ei rappo rti d l'llc rnataltic tube rcolari n e i m iltlé,1 i; la n ecessita rii dimelle r e alle lo ro cu.sc i m il itari mig lio rali o red enti d e te rminarono da parte d ella Sanità :Vl ilitare, in un terzo tempo , J"u.pplicazione del com plesso di p rovvcdimenli econ o m id. igicnico-sa11itari e sociali rhe individualizzuno 1·a~si:.:trn:a1. attuale nos tra ag li inval idi pe r tube rcolosi. 1n ques l'o11rra illuminala d 1 d ifesa nazionale la Su11 il~1. l\l il ilare h a trovalo a iuto e confo rto e ffi cace ,,ella San it~t Ci\"il0 .1 p ri n cipi i11formati,·i di que~t'opc·rn s i possono riassu 111e re ne i $(_'guenti capisa ldi: a) d o ,·eroso r ir.on o~d m ento, di g iust izia, ve rso g li in\'alidi ùi g ue rra pe r t1ilJl'ITOlosi; b) difl'N.L d e ll'inrli,·iduo al fine di re~litu irlo alla col lclti,·i tà elemento at!irn e ig ie nica me nte educato; r ) dift·sa profilullira d e ll a c:olle lli,·itit (s pecie rispell,i a lla tube rcolosi poi 111fl11 are) ; d ) carnltL'l'C' di lolla or~an ir a s lala le e p1rn to di pa rtc·11za p er 111. rifo rma dl'll1L nos tra difc:<jl a ntituber colare rw l senso di d ifesa soç iale. Questi prin cipi ci s pi (·irn n o le rnralte r1st1c!Je e la e.:;te n;,io11e assunta dal l'op1-ra di assisle11zu agl i i11rnlidi pe r l ubcreolosi . La rli fesa nostrn 'fLl!ualc 1w r ques la r alqrnri,t di invrtlidi s i può ronsirlp rarc tL'frn lmen k 11Htluru. e completa . Dal punto di vista prati co (ll'rò rest ano ancora molti p u11li da preci:.:.11·t' e d e lle taeune di primo o rdine da colma r e . E questo rn d ello s per ial m l' nte 1,er l'a.;;;isll' 11z.L is lil ttzio nal!'. vis-a-Yis d ella quale pers iste sunprc, forS'' a!!g-ra,·,du, io sta.lo rii e ri:.:i afic r mato nd Co rn(·gno cli ;\Jilano. ·
l "n cen,;i mc nlo, a11d1e a.ppros. imal i,·o, d ei tube rcolosi di g uerra, nori è po:;sibile : è un fiotto i11 co11linuo a1 1mr nto, c!r, ti nuto ad i11g ros,;ar e in modo impre n :dul0 pe r h re ,·i~io11e cl' uttic:io zius tamen le ord inat a. A M ilano, ti nume ro dato dal 11rpa rlo r\ccerlllme nlo supe rava i 7.0lìll al princ ipio d el cMrcnt.c a11no.
Lo stf/1() r/1·lla assist ,.' 11:,11 agli i n validi p er t11b,1rcol osi può esser e cosi sin otticamente es presso : , 1° inrnl id i pr r ra1 1sa d i se.n ·izio di g ue rra - pens ione e pron·edim r nLi a carico d ell'Ope ra Nazionale ln rnl idi; 2° in validi pe r cau~a di servizio n on d i g ue rra - pens ione e bene fi r io d i assislrnza di Stato come pe r miltl.ari non dipendt'nli ria ser\·izio;
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o I li CONFERENZA INTERALLEATA PER !.'ASSISTENZ1\, ECC.
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3° invalidi non per causa di s ervizio - ne l caso di imposs ibilita economica a c urars i, concorso d ello Stato, per tre anni dalla firma della pace, alla s pesa di cura con quote assiste nziali versule all'lsliluto che lo ricove ra e sussidio dei rit hiamali a,lle fami g lie pel periodo di cura.
Se è acqu is ito il pricipio di consid~r a re n~l miliLare le malallia tubercolari causa d1 senizio, incer ta pe rmane la rlelermi1w:,ione del raPJJOrto fra sen ,i:io militare e l'invaliriità u la morte agli effetti della pensione. Il D. L. 29-17 n . 1385 equipara pe r la tubercolosi la causa all'occas ione di servizio e s tabilisce, fino a prova contrnria, p er la zona cli guerra, la pl'esunzione da causa di servizio corris ponde nte alla causa di servizio. Il D .L. 27-i0-18 n. 1726 el imin a il requis ilu delle dis posizioni precedenLi ci rca la località in cui la l11be rcolosi \"enne contrallu od aggravaLa, e richiede solo che la infermiiit sia contratta in ser vòo lllti11N1tc alla guc rrrt (norma e,;tesa ai prig ionie ri). La ragione del dissenso nrl eampo pratico s ta in questa espres::;ione Yaga: è necessario definire i te rmi ni precis i di tale espression e s ulla base dei clocumc nli u ffic iali. li comma 2) d ell'art. i del D. L. a.mmellerebbe ch e, csclu,;i i cas i di dolo o colpa grave , sono da conside ra rs i com e avvenut i in servizio attine nte alla guerra tuLti quei falli che hanno una qualsiasi relazione col servizio. Tale inle rprclazione ris ullerebhc a nche dalla circolare dCII Minis te ro de lla Guerra n. 238597-119 del 28 marzo 19l9; dal D. L. 239 de l 27 fcbb1·aio 1919 e con mag-gio1· precis ione dalla circolare GirarrJin1 d el m,u·zo J919 . - Le disposizioni conlenule in q uesta circo lare pe rmetton o, a mio avviso, di applicaJ·c ai solda ti della zona lc rritoriule, l'inciso della circolMe 2385!J7-49 « come negare ad un t11bercoloso prove niente dalla zona di guerra d ove rlimorò sia p ure per poco Le mpo c he la malatt.ia sia originala, o amme,;sa la presis te nza ~ia aggravata in zor.a d i gue rra'! " · Da questi doc ume nti s i è indolli ad am meUe re c he fr rlisposi:ioni dgPnli con siderano n el soldato lo i,walirlitrì per tu bercolosi, quiudi il diritto rt prnsion e, in sè e 71er sè ind11w111frntcmente dalla vrcr:siste,i:a d el malr, dalla località in tui ha 71restato s,•rvi:,ir) e dal t c?IIJJo di qursl o. Consegue11 lemenle quali calc1rnrie di mili tari invalidi per t ube rcolosi hanno diritlo a pon,;ione? Tutti q11f>l/z , a mio av,;iso, che vo,.~nno dimvstrarP rli 1·sscre strtli durante la gw·n·a u,ilitari nrl senso strello dl'l/tt vanht: quir,di: i militari pro, en ien l: d:il la zona di operazion i: i prn\·enienti dalla zona cli guerra ; cp: elli provenienti dalla prig ionia; i comandali quali ope rai . Yengono esc lus i i militari lasciali a disposizione delle D ille e gli ammessi all'esonero tC'mporan eo. Esclus ione non eq ua, a mio aYYiso, dato i principi sociali ricorda ti, dato il failo che anche questi hanno com p iuto, s ia pure non .pe r c.onlo dello Slalo, servizi alline nli alla g uerra , dato la ma ncanza ,!"elle assicmaz10ni sociali , dato ch C' ri sultano in molti casi pro,·en ienl.i dai militari nel senso stretto. Sarebbe
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lii eONFF.R f~NZA I NTE:RALLF.ATA PER L ' ASSISrENZA, tee .
g ius to, affermo, applicare a queste categorie lo ste~so trallament o dei 111ilitari r iformat i 110n ver causa di servi::.io : cioè la quota assis te nziale ed il sussidio dei ricllia.rna li alle loro fa miglie; in attesa che la loro speciale e provvisoria sis te mazione s ia tlefinilivame nte sanata colla artozionc ddlc assicurazioni mala ttie.
1·11a radicale rev 1s10ne rn falla <it>llc norme a llualmenle stabili !<> nella 1frf1'rmina::.io111• del orario d i invalidità vis-a-vis della l11bl'rcolo.~i. Le categorie o r a e~islenti risu lt.ano in pratira defic ie nti , ron lacune e notevol i inco11gn1c nzc. L' inrnliditit per tube rcolosi non può esse re parairnnata rìspello al l'i ndividuo con al I rn ma lallia. L'infezione lubc rc-ola re ha solla 11lo valor e, r is1;eUo all1-t. invalidità ne lla grande maggi ~>ranzu dl'i casi. q uando s i estrinseca ,:;oli o forma di malattia. Ma anc hL' in q110slo raso acq11i-sta valo re I' significalo b en diverso a SPC011rla dc ll,L loca lizzazio ne Ol'ganica e d e l p,•1·iodo evolutivo dcllu malattia. La c,t· pacità larnratin, rC'sid11a ne i s ingoli cos i poi è variabile e difficile a valutars i. Le nrnlatlic tu btrcola ri d0,·onu cssue cons ide rate a mio ,tn·iso semp re causa di inva lidilù, a11chP ne i casi pili farn revoli; anc he ne i postumi r eliquat i, per le peculi a ri t·arntt.c ris t.ic·he della in fc,zionc . Cau;;:i di invalidiLà as,;oluln, fra le m alattie lubc rcolari , va co11sicle rata , µenso, la Lubercolosi polmonare, nel senso cli invas ione polmonare d e l prncesso;· e in m olli cli qun.<;li casi l'inva lidi lù è anc he per manente . Nella maggior parte d ei casi pe rò la invalidiiù per tuber colosi acqu is ta economioamL"nle 11 n camllcre dinamico e rl'liLLivo, subendo es;;a. var i1tzion i e o;;cillazioni in stre tta dipende11za de l la varie tà clinit a, df' lle condizioni economid1e de l malal.o e quindi de lla po~sibili là di una. cura adatta. Infin e, anc he nell a vita militare, la invalidità pe,r lubertolosi d eve essere cons ide rala sia dal punto di vista p er:,onale c he ~•>ciale. Anche in q uesto rnso, l'assiste nza ul lubercoloso non può di!'\gi11ngersi dugl i scopi di r estiluirc :ti P ac,,e il m aggior n u m<•ro di individui econom icam ente idone i e ig ienicamenLe ertucaLi e di di fende r!.' la famigl ia e la collettiù lù dal cont,aµ- io. Anzic-hè la d iluzione del cri terio di :nrnliclilù per L11bc rcolosi nellu clil'l' i calC'gorie, m eglio sarebbe a tterw r~i a l c.nncell,o c linico modern,) elle rnngloba nC'll,L s11a interezza lu. infLzione tubercola r e. Sarnbbe o p1,orl,11110, r itengo, fi ssare i g ruppi sl'gucnl1: t• t11be1colo,ì J111{11lf111or<· r·on unir-11 1·0/1i/r1:.ion P, n. d11111in massimi,, r J11/t en-:.iale - e per que~la calt·gon n, ndle forme fì s icamenlc aperte. applicare il cri terio di inv,d idi lit no n solo assoI ula, ma. pe rmanen b: : 2° 111bcrcolo,,i u f ra-pnl111v11nre at liN1, sia 1•isccrale clw cstan11_; 3'' Lub,,rcolo.,i visarolc cli rru·11lP. sJJt'nto; po;;fum i rii r110/o //ÌI' tu/Je1 colo ri ri~1·,:ra /i. / 1,•r le cal f'[Joric ~ e 3 rit1.:rr ci oppor/11110 per esperit•nza falla, di alf,·w-rsi (1/ crifcriv ddle /1111g/i e so~11i:1n·ii•1·; non inferiore ai tre anni. .',
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Ili CUNFERf:X.CA INTERALLEATA PER L'ASSISTENZA, ECC.
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Lu catr'goria 4 pulre/Jbe essere lù11.tidala con una quota defìniti1·a
propor:.ionata alla grar·ità dei postumi resid11i. Evidente mente le categorie 2, 3 e '1 sart•bbr•ro reversihili 11lle cat,•goriP Sl/J)l'riori per ripresa, complicazio11e, e,:tc·n,:ion e e peggio rame nto.
La sistcnw:.i1>111' l'f'l'1J1()111ica e c urativa df'll'invalido 1Jf'r 111b1•r colnsi si inipoue per equilit (' a nche pe r profi lassi m or ale e poli tica. Taio s: · stem a zione va cons ide ra ta da dive rs i punti di \·ista .
1° Sislr'111a :.io111: ro, 11011,ica dd/'i11,,ali,lu. D,L 111lJlli s i r ilic11e lit necessitit di un at1mr nlo di pr nsiune. - Le cifre altt1a li, ne lle co11d1ziun 1 ecc2zionali d el 11101111:n to e s peciuli clt> ll ' inrnlido scm o ins utnr il'nl;; annullano, s i può i.offermar c , le finali lù morali e soci,'.li d ell 'a s": islc nza . AmmcF;sa la necr,:silit di tale aumento, ncll' inte1·esse d ello Stato e cl€ll"invalido, nello stabil ire 111 q uo ta di pcr,s ion e più che al rrile n o incerto e osci llante d t•llu di111i11uila ca pac il;\ Jarnniliva sernbre rE'bhe 1,;ù pratico attene rsi al criterio dt'/l'(ISsl'!JIIO s111111frme11fl1rr· , come g ià si è applicato al ciero e a;rli nll n ir.val id1 bisc,gnosi di persona che li a ssist:1. - Tale ass,•g no pe rò, 110 ! no,;tro caso, non dorrr hhe ,::;sere p ermane,tf,· e immutabile, ma ruriabilc, anch e tolto in r a pporto alla mig lio ralu (eve ntualmente anche acquis ita) capacità la ro ralin1. Specia le r iguardo llM'ila r ass islenza ckll'in validu per Lt1be rcolo:;i polmonare e d e i Luhnrolosi gTavi. Le rr,·e nti disposiz io 11i s t1l la ind ennità g io rn alie ra. di 1'or1valein:nza pei tubercolos i µo lrnonari hanno avuto com e ro nsegm•nza l'rsod o in massa di questi maiali dai nost r i h;t.ituli di cura e il l'i fiuto al rirovero. PrescindC'ndo d a lle cause is tituzionali che possono fnrnrirc, tale esod o (e s ulil' q 11uli p arltJrò i n seguito), l'is1 ilta no da tale fatto le più g ra\'i con,-cgucnze sociali, s pet 1c per il po polo. P e r qm·slu catego ria di inva lidi, che se f. d overoso a s,,istc•rc nel m odo mig li0re è pure dove- roso trdLt,,~n ere in curn fino al lo ro equilibrio , la quota /i ssa di p1·:uio11e dov r,•bl;,· cs.~n e atttnl''ltlala coll'a{J(Jiu nla di un rt ,,St'[Jll O s111171li-ffinr, r:o rri ~p on tll'ntc alla congrua tliar,,z a scopo e condi:.ir.11P ,li otra i n Ist ituto gp,.ciali:,:.afo. Ot11'sla lin11t.azion e di liberti! incli\· id11c1l e nun mi sembra nè coattiva nè illilw rale ; ,;i ene im posta. da nere:".,ilil di difesa individua le e socia.le . Nel favorire il rlisl1ri.!!O d c:lle pr-ali1.:he di pe 1 1s io1w (troppo lc nl,', <li s pesso) buo ni or ga ni si sono dimoslra li , S<l ben e diretti , g li Uflici Provinc iali. P e rché il J)f'r iodo di aLtesa d e lla !iquiclnzio ne d e lle pe nsioni s ia ridotto a l minimo nc:IJ'intercs:SE' d C'll 'indi\·id 110 e d e llo Slatn e siano elimina le m o lte ince rlrzzc ne l pug·arne n to d egli assep:, ii al propo;:;to a pe ns io ne d a pa rte d e l Depos ito e d el s us,:idio giornaliero a llll fam iglie d ei militari in attesa di p e nsion e, sur.:bhc ·oppo rluno, amministralivamen le, c hC' agli l.'/(ici. P rol' li!Ci(ffi .1ia dq/1, ronmc,·n::,a non solo d r l/e 7'J1'at'iche rli J)l'11~i1111· dir<'llf' ma anch 1• d f{lr 71ratic h e inviate dirt?.llamcnle dai Cr,[frgi .lfr1/1ci di 1° Grado al .llinistero JJ 1·11sio11i. 2° Si8tcnw:.ionr l'cr,110111ica dl'/l a fa111iglin d,•tri,o·alido . NL'I c,1.~o di m o rte, i p ron ·ed imenti sonò rappresentali dalla p•msion e alla ve-
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I l' CONHIU:X%.A J.'ITERAL Ll:ATA P!::R L'ASS IS TE!l," ZA, ECC .
rlova e agli or fani e i 11 turo manCil11za ai congi11nti bisognosi ; d al soccnrso g iornaliC'ro farnii;rliHre fino a pensione espleta ed C\"entual mentc eia sus,;iòi straordin ari. Nel caso d i malattia, i n allesa della liquidai'.IOnc dl:llc~ prnsione, dal SLn,idio go\·;;rnaliYO fino a liquidazione di questn ; ei:cezionalmt nte da piccoli sussidi da parte del lo Stato . l'\el <"él.So di Pl'nsionr d i prillla categoria, :;1 ha diritto ud un aumento per t"Ìa!:ict1no dei fì ,1.di minoren ni e im;bili a t111alsiasi ta,·oro proficuo. r-.t•I ,·aso cli i11nilidilù per tuben:olosi pol monure non d i pendente d a causa di servizi o, la famiglia usufruisce del sussidio dei richiamati, per tulio 1 I periodo di d egenza 11 scopo c.11 curn dell'i nvalido. I.a ac.ll·.irnala sisten1azionc eronomica dc:Jla famigl ia ~ questione di i ndole g-Clll'rHle; bi,;ug-nPrl'bbe vedere se i sussidi accordati, tenuto cal1·010 di l11lto, con ispondano a! le ,wcresc iule esigenze. P erò ai fini sut·1ali il prublt>nHL rlon cbbe (•ssc re divers:Lmcn l-0 impo3lo pel caso d ella t11bcrculusi polmonare. I/ 111hcrr-uloso 71ol1111,11are rifugge dagli Jst illlli ,li cma per la propria inrlulc, l)l'r la psil·he sua irrequieta e instabile. fll' r mancala o pera .cii con,·inzione da pal"!c rll'! lc famigli e, ma SJJP· cialinl'nlc p,•r .\l"ftr., 11 ,,rf11r-n:if/111 i9ir•11icrt, d, [t ri1•n:,,, nel rir-ol"f ro e n,·l'r!liliilà 1'(',1111,111ifhr,. P er tulli q1wsli casi sarebbe bene, penso, aume111ru,, <11/t'{J11!f/111,11•11/r il ,11.HitlitJ / 11,111!ilir1re aior110/i1·ro, ma suhurdi11uri·
la co11f1'ssio111· di tale s11,.1·i1/io alla r/1•g1•n:,a r/1·/ m11folo in J.,lilulo ,t, , ,aa. J;e,;p('ril'nza dcll "L"flicio , ·1 d i M i la110 sw a pro,·dre che così ope. rancio il ri con •ro sponla11L'O dei tubercolosi polm(,11a1·i viene favor i!rJ. 3" Sis11·111a:,i,J11f' r:umlira rleltin:,,alùlo . E' intimamente conn esso ,dia a>':-i;;knza profilaltit:a della fallliglia. E qui ~tanno l e più grn,·i 11nslre cidfoic11zc. La ll'g-gP H-3- f!J segna l' i11izio della nostra legisla· zioce anlilubcrcolarr: è desti nai.a a diventare il fulc ro d el la org-anizzazionc !,fatale nostra ,oni ro il lhge llo . Ma i be11cfìci immen si che d a ,•,;,;a si p<J:-:-ono aU.cnrlerc , non sono immediati. Più c lir cri,;i econom iCa J"assislenza d cll"inntl ido pr r tubercolosi è allualmenle crisi i stiLuzionalè, sia di assistenza. ospilaliera che a111b1ilalor ia e rarnigl ia re . .P0rcl1è l"a:,si~ll'nza o:;pilaliern e SHn,tlorial e po ·sa corrispondere alti, scopo di allrarrc, 11 011 n •pcll(' l"C l"in\"alido per L11bercolo:;i, si richiedo11.i i .,tituti arLalli ,11rrJ1111i::,::,111i scco111/o l e 111oderne esigcn::,1·, dirclli da ,,,.,,. ,unalc t1·r·n1w d1 indiscussa cc111p,·11·11::,a, con crit er i ben diversi d al?li a lltmli militari. P er mig liorare la d eplorevole siL11azio1te a.lluale s i do\"l"Llbl>c eia pari e della Sani tà Mili[.a re pass,tre alla chi usura d elle unita non adatte e lrntlt!11ere a rlisposizione della Sanil;\ Civile e dcll'Op8ra '.':uzio11ale tulle le all 1'e Lìnitil n sidu é, find1è t111csl é abbiano potuto fa r f runlc alle all1wli defìrienze . I n caso di bisogno, d ovrebbe essa pro,·. \"ed er e al loro funzi on,unenl.o, ma con cr il('ri moderni e con per sonak ~pecializzato. N f:ccssitil q11indi: J0 cli i.,til,urr! in c,:::n i corpo d 'armal a, Le111poram·ame11te, 1.11i 11rya110 t1•c11i1·0 compelf'nlc e resi,onsaùile di con s11fr11:a ,. i p ellurato p er ! ,i 111bl'fco/lJ.~i. alljj. rlipendenw del la Direzione di Sanili1; 2° di Mf/tt11i:~11rf' co r lii lcoric i e pr11l1c1 ,/i lisio/lJ9io presso la Scuola di San ilù i\l i I ila re ; 3° di i1,1,·r1rflrt• ,111,•s/i. ltL do,·p è po:;:,ibil r . 1·011 cur-i com ple1nc11 111ri pn•:,;"u bli lt ili cli p,•rfezit11:a1m'nto.
I I I CONFt:RENZA INTERALLEATA Pt:R L'ASSISTENZA, ECC.
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Jl lodeYole sforzo d ella Sanità Civile e de lla C. R . I. n el delerm inarn il sorgere di nuove unità antituberc-0lari dHono essere inlensi firati. Ma se si vuole favoril'e, da pa rte dei Comuni e delle O. P., !'or. ganizzazione di reparti tipo sanatoriale (specie de i piccoli, a carattere d1 zona) un gi-ave ostacolo va tolto. La quota assistenziale versata dall o Stato agli istituti che .ricevono invalidi per tubercolosi deve essere elevar.a, almeno temporaneamente e µer tutti al valore rec1le d ella di aria di degenza. L'assistenza ambulatoria de ll'invalido e della sua famiglia può (·S· ~fre organizzala in modo utile ed efficace a mezzo degli Istituti Di:;pensariali. Le norme di organizzazione di questi import~nti organi a forma consorzia.t.a, destinali a diventar,; organi indispensabili e d i primario \"alore nella assistenza d ell 'invalid itil per tubercolosi, sono prec isai.e nella legge del marzo u. s. L'esem pio pratico della cosLilu · zione di un consorzio dispensariale nella provincia di Milano dovrebbe trova re altri imitatori. Sarebbe bene che d1 tale con s01 :io, ll carattere r,bbligatorio, si face~sero iniziatori i Com itali Antitubercolari Provinciali. La assistenza profilatti ca d ell'infé',nziu prt>senla, ne l caso della tubercolosi polmonare di guerra una deplorevole deficienza. Il fig lio d el t ubercoloso è cons1ùenLlo orfano di guerra solo colla morte del padr·? ; quando così viene a mancare lo scopo precipuo della difesa preventiva . E' n ecessario, in questo caso, che il Miriistero P ensioni p renda accorJ i c-01 M inistero Interni e coll'Opera Nazionale Invalid; e Orfani di Guerra allo scopo di provvedere alla. p rofilassi delJ-infanzia, profilassi che potrebbe essere facilmente raggiunta applicando ai fig li d ei tuber1:olosi d i ~uerra i diritti assistenziali dell'orfano .
lìn'importante aziontJ stimolatrice a tavore degli invalidi di guerra per tubercolosi e d ella dif~ a nazionale, può essere chiamata a svolgere, a mio avviso l'Assocùt;z;ione Nazionale dei Tubercolosi di Guerra, specie (come a Milano) a mezzo d ei suoi organi tecnico-legali. Tale associazione dovrebbe essere riconosciuta, anche da ll'Autoriti1 Militare. L·o11era da essa svolta rius,·irebbe più d isciplinata. Un suo rappresentanLè dovrebbe essere ammesso, per diritto nel Consiglio dell'Opera Nazionale, n ell'Ufficio Tecnico pre.sso la Direzione di Sanità e nei Consigli P rovi nciali Anlituhercolari.
Le disposizioni statali in favore dei tubercolotici di guerra è necest<a rio siano falle conoscere non wlo nei grandi , ma anche nei piccoli e remoti centri. Il Consorzio Antitubercolare della Provincia di Milano ha compilato un manuale riassuntivo sulla tube rcolosi di guerra da distribuire a lutti i Comuni della Provincia. P erchè tale iniziativa non potrebbe essere falla per tutto il paese? S6 - Giornale di medicina 111ilit11re. fa~c. XU.
t:)1!!!
lii CONH:Rt:~z.~ I NT ER.~ LLE.\TA 1'1::11 L' .~ :;S JiffENZA , !::CC.
II. -
Malaria in guerra
rwr i I p rnf. Vittorio Ascoli rlin, aor•· d,·lla (.'linica mecUctL ol r lla H. Unive r., itii di R Qma.
Sulla gu ida de lle cono:sce nze anti ch e e d e ll e ,wquis izioni mod!::i'llt: s11 ll11 infezione malarica, la lolla contro l'endemia aveva dato tali frutt i, ('111, l'Euro pa pa rra vicin& a liberarsi da l fl,tgello sodai~ della 111alurir1. La g ue rra, d ete rminando agglome razione in r egioni malariche. in rondizio ni di vita non igienic he, ha portalo un au mento numeri1·0 d ~i ma larizzati, una diffusio11e di essi in tutte le nazioni così da pro<111n e un danno manifesto per le zone malariche e una minacr·ia iirave per le zone palus tri ed indenn i da malaria. ·Sono giit menzionati t!a ogni parte di Europa forolai a ulod.oni , o in r egioni dove la malari a era da tempo spenta, o in regioni .anofeli r he, fi nora inde nni da malari11. Molte questioni, l'he parevano risolute, s i sono affacc iate in lulla la loro importanza, do po l'esperime nto di g uerra. J,r, JJTo{ìlas.,i chininica si è dimos trata ineflkace a p rotegger e le t ruppe dall'infezione mala rirn. Gli autori , c he n e rife riscono in base all'osservazione compiuta in guer ra, sono quasi tutti d 'acC'ordo nel rironoscer e l' ins ufficienza. Inconve nienti pratici s i s ono prcsenbil nell 'esecuzione esatta d ella profìl&ssi c hininica, di cui alc un i no n elim inabili , j·o m e la coincide nza di epide mie di dissenteria bac illare ed amebita. Resta a ntora da prova re s perime ntalme nte quali reali ·ga1·a11zie possa dare la pr ofilassi r hinini ca , e quali d evono esserne le m o. tlalitit: le esperienze finora fatt e so110 insufficienti , e le statistich e, ·non rap presPnlano iJ m ezzo più adeg1mlo per una soluzione de l grave prob le ma . Pe r o ra si può afferma re r he la profilassi chininica negli eser<·it.i in guerra ha solo atten ualo la gra vilù d el1e forme e diminuita la mortalità pe rcentuale. La profilassi m e(Tanica ed a11tianofelica hanno prese ntalo in _guerra rlifficollit, M ila pratica eseru zione insormo ntabili: pochi espe rime1ili, i n ,·asi particolari , ed in parlìj·olari condizioni, hanno dato r esul"tali co nfor tanti. E:;si so no mezzi di profila ssi razio nale p e r ìl tempo · ·cti pare; ton essi :;i può prevenir e la malaria dal momen to che la t eo1'ia z,111zaro-mala1·H·a non ha lroYato piìi S€1'ie obbiezioni. L'e:;peric nza di guerra a nzi è s tato il controllo de lla teoria zanza ro-malarirn; d ove la malaria esisteva, quivi sono s tate trnvate ·1e zanzare sperifichc; lit dove anopheles esis tevano senza malaria, questa "i è manifos tuta se il m a larico, fon te d'infezione, è g iunto ed è n· mosto per quakhe tempo nella zona pa lustre senza malaria. Nell e /Mn//' cl iniche rlella m alaria s i 1mò notare, che lù dove il c h i· n ino è slato g,m er osarne11le somm inis tralo, quiYi le form e d i malaria, a,·ute. le J><'rnij·iose. le form e mortal i s i sono ridotte a c ifre minime: l a mala r ia ha p rodotto i11r e('e danni ,·onsirle revoli lii dove la chini-na È' s tata insuftkie nternen te somministrala o lit dove è venu la a m ani'Ur e.
La n <filoria cm11ir a in molti soldat i redt1ci dal fronte è una tris t e ereditù di g u,•na: in g~nerale si tratta di rnalarit miste, tardivamen te o
li I r; uNFEREN7. \ IN'ff:R \LU:.-\T,\ P ER 1.·,b:,I ,;n,N7..\ , EU; .
t3:!3
iusuffkientem enle c urale , di malari,·i ,·h e hanno soggiornalo a lu11go in zona. malar ica, anch e dopo le manifesluzioi1i d e lla p rima infezione . La m alaria latente più n ota el'a fimira la malaria laten te second aria, que lla ,·i oè che seguiva al la p rima manifestazio ne d e lla mttlaria 11rimitiva. Alla late nza secondaria bisogna ag·giu nger e la 1·0J1osce nza d ,•1la la/l'nza vri111'iliva, c h e l'esper ie nza di g u erra ha a llarg alo; s i tratta di soggetti ch e hanno abitato in zone lllalario:he senza essere s tati miti manifestamente malati. To rnati in zo n a i11cle11ne, dopo un periodo vario di tempo, h a nno le manifestazioni d e lla infezio n e inalarica, talora con le note di malaria primitiva. La cura d ei m alarici arnti d eve essere g 11 idala da due c riteri prinripali: precocità n e lla somminist razione d el r imedio, uso di d osi t' Urati ,·e (da un g rammo e m ezzo a due g rammi a l g iomo) . La. cu ra , d eve esser e inter mit.lente. B uona g uida pe r l.a -0u ral11 d ella e11r a l'osser vazione d ini ca ; l'esl,Jerie nza di guena ci h a dimostralo il vantaggio di aggiun1!rere all'osservazione cl inica, l'esame d el ·rnaldto con ri pct11te i ndagi II i ,;uJ s angue, previo l'uso d ei m ezzi p r ovocatori d el la malaria late nte . Le inda.g ini sul sa ngue sar a 1 1110 falle, a pre fer enza seguendo il me todo rl0l la goccia spessa . La n,alaria cronica h a sernp r e rn' ll<:t chinina il r imedio di e lezio ne : a n ch e qui la prevenzione d elle recidive d <>ve esse re la mira ,·ostante d el m edico c·ura11t e : si o ttiene con dosi r.urativr di <'11ini11a, som m inis trale i n manier a d a preveni re la classi,·a e idi,·a sui·cessio n e d e lle re,·idive. E' sem pre o pportuno intensificare la p revenzione d e lle r ecidive ne l per iodo delle r ecidive proepid em i,·h e . P e r coloro per ò i quali <·onlinuano acl abitare zone malaric h e a nulla approda la terapia più s1·rnpolosa , se n on è a ccompagnata dalla profilassi d elle nuove infezioni. La r inconi na è un ottimo m ezzo s uc·c·cdaneo d e lla chinina, spe,·ialmente vantaggioso nelle emog lobinurie da chinina in malariri. La guerra 11011 ci ha fatto conoscere ch e una malaria, la quale 11011 si diffe renz ia dalla malaria cli cli mi medite rrane i, illus trata dai maes tri italiani (T osti ) : la s tilizzazione d e l ma la,·i,·o, si eia e liminare la fonte d el l'infezio ne anofelil'a, le mis ure cli profìla:-;si indiriduule, e la lotta a nt.ianofelica dov ran110 reci r,rocame nt~ integrars i 11er l'opera d éJ m edir·o e d ell'ig ienis ta per sc·ong iurare i da11ni della malaria, ch e la g u e rra ha riacceso.
COMUNICAZIONI. l. lloll. AT.BEHTO l,t'TWAk lU , d ire twrc gc,n c:ra l<' d e lla ,,rnit ù pnl,l,lica. H,ponc q uanto in.Ita lia ,i i: fa u o a fa\'(1re clt:i tu ht:r{'olo,i Ji ,i.:unrn, ,ia p <:r l 'a,,i,t<:nza c·h." ptr la. profila~si , con una ~p<.::-.n d i 1_;3 111ilioni per J'i~titu1.iu1H: e adaua111l·1111, di l<w;d1 ~pecia li e d i 6 mi lion i per ,oncor,;v a l funzi ona11,..,nto J i tal i i, titut i. 2. Sè natore Gw,'A1'SI Clk\OI.O. pre,idc: nte 11<:ll:1 C. R . I. Rikri,ce , ul ite pro\'\'iden ze attu a te dalla A,;"oci~. ione da lui rnppr(·,c111ata. 3. Generale medico prof. S tEl'k (Pari gi). - Ri a,cst11t1C' l'opt:r:i , 1·0\t<1 per In d ifé.•:i a n titubercola re in Francia d u rante la g utcrra. 4. Prof. Ro.szo.s1 GAf.T.\:-.o ( )l il:1110). - :'ii intrattien t: $1dk pro1·,·id ...111-e ct111 le q uali a llo stat-0 a ttua le , i s i$1enia la posizio11e dei mil itari i11 rn lidi pc·r tul ,ercolc,,i .- ,i<·lltlo ro famiglie <:d e,p<.>nt: lt: n v r111e utili ptr la dt"lcr111in:iziu110: <kl grado di inabilitit.
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11; Coi'òFrnr:.\Z.\ I.\T f:R.\1. U:.HA Pf:R L·,,-3-S ISTENZA, ECC.
5. Colon,11:lln 111<:dico prc,f. C1::- 1kf. B,u t·r. 1. ( R(,111a ). l'nrl n , ull'opera ddla C. R . I. in \'antaggin ch: ll 'af:-.i~tc llZH ai 1nil itari in,·al irli per tubt:rcolo:---i .
6. l'rof . 1/.1l(CH 1 Plib1101. - Rikri~('l' ,ulla ,hi, di o ro ,·,·tcdime n t i auuaLi da l. l'ufli c iu \ ' l ,li '.\! il:1110 11<:ll'a"i , t<:11,a n,:l i in\':tlidi di ){Ue;ra ptr tuhen:olo,i, aul.(U· rnndo:--i cht l'c:~c1npio, dati i ri ... u(t,ui u lh:n u ti, :--ia :-,.t·g-nitu nt:l le all re regioni d'Italia. J · i 'rof. H1·:.\tu \ KI> i l'ari~ i L · - Si i11 t rntt it"th: :,..pt:\'.'i~th11t:11te :-.ull 'a!--:-.Ì:-.teni.a rnorale 1!-1 d:tre a l tuhe rcolo:,:.u di g-ucrra , i11tt:gr.1ndol:1 l."Vn l 'i~titt11iPt1 t: di di~pen~ari pe r CU i t"
a111hulatorie e cou 1·a~:,,i:-.tl·n1.a n dn111ic-ilio. $. Dott. .'\R1·011" '.\ [ ll:k1"" ' 1Brcsc:ia). - E ,1wn" :ilcu11e '"" idl't: c irca le u til ità ,li i~t iluire ,p.,~i:t!i i, tituti p,·r la t'llra dd ln LUhe rc,,lu:-i chirurgica .
SEZIONI .RI U NITE
I. -
Pensioni di guerra agli invalidi
pl't' il prnf. Serafino Ricci, tc•nf·ntc· C'nlo1111f'll11 rnedic·o (R ornl\,.
Nella C'on f,· renza i11leralleata , ten utasi a Londra nello srorso anno il magg'iore avv. Giovan ni Giuriali espose ciò c he s i era fallo in tema d pensioni d i guerra in Ital ia ed annunziò quello che e ra in co rso d s tudio . Prendiamo qui ndi lP mosse dalla relazione Gi11riati e vedia.mo quali altre provvidE>nze si ano state adottale in favo re degli invalidi d i guerra . Col D. L. l7 ollobre 1918 il Mi nistro Bissolati, oltre ad apportare notevoli mig liol'Umenti ed importanti modificazioni dei diritti d elle fam ig lie dei rnorti, estesC', nei riguardi degli invalidi , il roncetto del rischio professionale a lutti i ser v izi a tti n,m ti alla guerra. a nche se prestati in zona territorial e ed allo stato di prigionia presso il nemico. E la Giuri· sprurlenza del Mi r1is lero ha applicato la leg:ge con larghezza di vedutt>, ritenendo che fossero adibiti a quei servizi , tutti i militari che, per fatt o di leva , non avre bbero avuto obbligo di servizio, se non fosse scoppiata la g uerra ; e quelli sottoposti ad is truzioni tumultuarie e più fa t icost:1 delle normali per la urgente ed intensiva preparazione bellica. Il Ministro inoltre volle che g li invalidi più gravi , la cui capac i tà l avorativa era ridotta a zero o quasi (quelli cioè assegnati alla 1• categoria) ricevesser0 un assegno integratore per il mante nime nt.o d e lla pro le minore nne o incapace a qualsia,,i lavoro p roficuo e sta bilì un a ssegno annuo di L. 100 per il primo fig lio, 75 p ar il secondo, 50 pe r ogn i altro. Così pure l'assegno s uppleme ntare di L. 300 c he prima e ra ò ovuto solo a i mutilati dei quattro a r ti (N. 1 della 1• categoria) fu esl e:;;o ai mutilali di tre a rti , ai cit·c hi assoluti. ed ai deme nti (N. 2. 3 e 5 d e ll a 1• ralegoria). I nfine il Minis tro Bissolati. col (·ita lo D . L . d el 27 otto lwe 19 18, s tabili d1C' s i potessl'ro a,·corda re assegni rinnovab ili di misu r a eguale a lle pensioni eorri:=:.po11denti alle tre categorie del Regolame n l o rn95, q uando tali assegni fossC'ro più farnrevoli di quelli stabiliti d al D . L . 20 maggio 19 17 e la ll';.;ione fo,:se stata riportata dal militare aute r iormente al 7 giugno 1917.
li ~linistro Girardini, s uccessore dt'l Bissolati. ve nuto a l poter e a c, ordò subito un nuovo benefic io ai grandi invalidi abbisog nevoli dell'assistenza di altra pt>r:-ona: infatti col O L. de l 211 aprile H)l9, N. 7fS3, fu fi ssalo un assegno s upplementare di L . 1800 annue pe r gli uffic iali e 1200 per gli uomini di truppa, affeUi da infermità contemplali dai N. 1, 2 e 3 d ella 1• r ategoria e di L. 1,nO e 31JO rispettivamente pe r g li uffic ia.li e per g li uomini di truppa affe tti da infermità elen1.:ale ai N. 4 e 9 d ella 1• categoria (gli amputali di ambo g li arti s uperiori fino al limi te della perdila totale de lle due mani , e i quas i a ssolutame nte ciechi ). Inoltre, in vis ta del rincaro del ros to de lla vita, col suecess ivo D . L. N. 764!, pure cie l 24 aprile 1919, venne at.:co rdato, dal l" ge nnaio 1919 al 31 dicembre 1920, un a ssegno tempo rirneo me ns ile ai titolari di pens io ni privilegiak! di gu erra: - tale assegno pe r la 1• categoria è di L. 180, 160 e HO, a seconda delJa importanza d ella invalidità. di L. 80 per la 11•, 70 pe r la ma, 60 pe r la IV', 50 pe r la y•, 40 pe r la v1•, 30 pe r la vn• e 20 per la
v111·. Anche i provvedimeL1ti prean11unziati dal Giuriati nei riguardi della procedura furono tradotti in norme legislative 1:01 D. L. 28 luglio 1918 N. 127'•: - pe r e ffetto di esso, allorc hè il mililare accetta la c lassificazio ne della infer111iti1 fatta dal ,·ollegio med ico di prima istanza non vi è b isogno di altri accertamenti sani lari; e, solo in r aso di no n accetlazione interviene una seconda visita presso una Commissio ne s anitaria di appello, di cui fanno pa rle and1e due mediri ,·ivi li . li Minis te ro ha po i sempre applicato ed applica le dis pos izioni legis lative con quella g ius ta larg hezza c he valg a a temperare la fisealitù deg li -elend1i . E ,·osi , ad esempio, nel trattame nto dei tuber,·olosi, che , nelle tabelle del J917, ::;ono a ssegnali alla Il' od alla \ " ,·atego ria , s i è i:nnces..,;;a in\'cce la 1• cat egoria (N 17), ne: ca si di localizzazio ne polmon a re, ,·on repe rti positivi, e s pecialmente se accompagnata da denutri.zione ge nerale, considerando questi infermi come assolutrm,,.ntc inca:,,,r:i a JJrofic,w lru•oro. Al tre lLanLo dicasi per i fe riti rle l s iste ma ne rvoso ce ntrale con paraplegia e con paralisi degli sfinter i, i quali, per la grav iti'.1 de lle loro le5ioni , ne lla concessione <:lell'assegno s upplementare , sono stati equiparali ag li invalidi-contemplati al N. i d e lla 1• categoria. S. E. da Como. di re(·ente no m inato Ministro per l'Assistenza milit are e le Pensioni di guerra, si è dato subilo all'opera per perfezionare le p rovvidenze a favore degli invalidi di guerra. Tn falli, dis pose per 1111 De c r eto col quale è concE'ssa una diaria non inferiore a L. rn ed un m e nsi le non inferiore a L. 400, ouale asseg no di convalescenza, rispett ivam e nte a quegli uomini d1 trappa ed a quegli ufficiali, che riconosciuti affetti da tuber colosi polnionare , si trovino in lice~za di convalewenza od in attesa della liquidazione della pP,nsione.. Provvide pure a d una interpretazione più liberale per i grandi invalidi di gue r ra , applicando la r elroattivitil pe r i maggiori assegni supplementari, di c ui al O. L. 763 del 24 april e 1919. Altri provvedimenti sta s tudiando il Ministro da Como, ch e con vera pii s sione e con g rande ope ros ità s i interessa degli invalidi, e t.:he fece a l riguardo, di r ecente, impo rtanti eri appr ezzatissime dic hiarazio ni in l-'1trlamento .
13~ti
11 . -
Le scuole di rieducazione dopo la guerra ,,..,. il pmf. Oiovanni Loriga ( Rurna)
Le slalistic·he dimostrano: 1° d 1e solta nlo un pil·tolo numero d ei muti lati e d egli storpi d e lla g ue rra (7.50 'X,) è entralo nelle Sruole d i rieducaz io11e. 2° <' Ile piì, ctel la mdit rl cgli e ntrati ne sono uscili senza a,·t:rl:l tomplrt«to la loro r ie(iu,.azione. 3" 1·l1e fra i rieducati appena. l/3 ha appreso 1111 m estie re ma11ua.lc. t," clw u11a g ran parte di questi era mutilala o S(ùrpia d egli a rti 111fnio1 i. L'au tor e ritiene rilc l'insu,·,·esso delle Scuole, s pec ialmente nella rieducazione d r i nrntilali d egli arti s upe rio ri, non [)Ossa attribuirsi soltan to al la i11s uffki enza d ei metodi didaUic i o dt>i mezzi tecnici od a ,·ause estrinser h e. E!!li c rede inve,·c <"11e la vera r ausa consista nella i11capacilH d ei niutilati e dt•gli stMpi a compier e tutte le operazioni di un nwstier e, p erl'l1è anche rp1ando la loro mutilazione anatomica o funzionale s ia ('Orre lla 1·(111 HpJ)arerchi di p rotesi appl·opriati. i loro arti non possono esegu ire 111ovim<·nli complessi eome possono fare la mano ed il brar ,·io. ma soltanto atti e lemental'i o movimenli sempljci , ed an,·he questi no n J)Ossn110 e,;sel'l' assul"iali, 1·ioi> non l)Ossono essere eseguili con temporancarnc11le, ma su cressivan,enle. Quindi il mutilalo non puòi eserci tare il mrslicn • d e l fabbro , falegname, sarlo, calzolaio ece . , m a può ipvece imparare a segare, limare. piallan•. tagliare. rnartc llal'e, curirc, ere. R egola fondamentale d e lla riectu ..azione d r i mutilali rlt·ve essere. quindi, la sw·rinli::a:ionP o div isiont del lovorr,, quale è s tata adottala per ragioni eronomi'"11e nella grande indus tria , affinc hé ogni mutilato possa applir·al's i a quelle operazio ni a cui è particola rmente adatto e n ella ese,·uzione d e lle quali può essere aiulato ·1,ffiracemen te dalle modifi r azioni opportune dell"apparerrhio di protr$i ~· d a quelle d egli uter1s ili. d elle macrhine o d el bani·o del lavoro. Questo nuovo indirizzo d e lla l'iediwazione ril-hiedc la trasfor mazione d e ll t· nostre Scuole in officinr s peri alizzale di p roduzio ne. ma assicur erù la loro Yila ed anehe la loro moltiplir·azione, pe rl"h~ la loro gestione e.hl' ora è pas,;i ,·a, divenlN~1 allirn. e pc rchè esse pot ranno offrirr ai m utilali no n solo la rieduc·azio11l'. ma un collor ame nlo stabile. Il nuoYo indirizzo pc nrwllC'ril i11ol tre al 11111tilato di fare una seelta piì1 ampia e più varia dPi larnri t"Ui s i deve appl icare ed ai dirige nt i dell e ,s n1o le di dare .1lla ri cducazio11e professionale 1111 inrlir izz() srie 11· tifiro serondo i prer·clli dt' ll.igi e ne d e l lavoro, la quale non ha trovalo . nè forse può trovare, un adatto ,·ampo di applir a.zio11e nel!"e,-er c izio di m estie ri rom plessi. merr lre p0S$ iede g i11 le leggi C' he r rg()lano quasi tutti i m ovimc nli sem plici e gl i alti r leme ntari c he formano la te,·nica rii m ol ti lavori .
l3'!7
UC. -
Pensi o ,ii d I guerra
p!'l· il d ot t. Charles Vale·n uno (Frant·in1.
Se fosse pe rmesso di raggruppa re in un'unica legge le dispos izioni più ~antagg iose di ciascuna legis lazione, no i dovremmo prende re: a ) nella legislaz ione francese : la proi.:lamazione d e l diritto all a riparazione: b ) ne lla lt~1s lazion,.. ing lese : il diritto pe;· 1·ex-mililare <!i reclamare una pe ns ione d'infermi til senza essere mai « fo1·rlos n; e) nella legislazione francese : la pre u11zio11c d'orig ine; d ) ne lla legis lazione ilaliana: le valutazioni di inrnlidili\, c he, nell"ins iem e, sono le pi ù larg he; e) nella legis lazione canadese : il tasso de lla pensione; /) ne ll a legislazione inglese : il risarc imenlo d e l salario pe rduto; {J ) ne l la legis lazione americana : la presa i11 ronsidcra2ionc di cari chi di f,tmig lid. E. verame nte s piun·vo le che un tal numero di e le me nti favorevoli s iano s parsi fra tante legislazioni; e se s i considern che tutte queste le)!'i-;la zi on i , malgntdo h: lo ro realizzazioni . così dive rse, ha1ino avuto, di fronte ai militari in\'alidi, la gtes«a buona volontà di compiere un 'opera g iusta. s i è obbligati a dole rs i c he il proble ma non s ia stato oggetto d i un comune s tudio. Tanto più c he risulta c hiaramente dal paragone c he abbiamo fat.Lo ·c he, pur r e('ando ancora l'impronta alle concezioni 11articolari da c ui cono uscite, le differenti legis lazioni fanno subi to u11a evoluzione identica ver so un a llargame11to cle ll'imputabilili\ , da un la to, e ver so la riparazio ne d el ùanno d all'altra. P er ciò <·he rig uarda l'allargame nto dell'imputabiliti1. no i J"abbiamo v i:;to manifestarsi per mezzo d e ll'apparizione della presunzione d'origine, prima ne lla legislazione italiana , poi in quella fran1 ·ese. Per quel l'he riguarda la riparazione ciel danno, ta lvolta essa s i traduce in una semplice affermazione d e l prirwipio, roine nella kgis la7,io11e francese : talvolta, al contrar io, senza che il princ ip io «ia espr esso nè tanto m e no s ,·olto, essa è più o m e no r ealizzata completamen te, come, per esempi o, in I ng hilterra. Non .v'è dubbio C'he ques ta doppia eYoluzione si sarebbe affrettata per il maggior bene deg li ima lidi se le nazioni allea le o associale avessero riunito la loro buona volontà ed i loro s forzi . Non è però meno s trano che uo mini di tanti paesi, dopo avere 1.:onfuso ins ie m€ il loro sa!1gue e la gloria in co,-ì g rand e guerra, 11011 be n1::· fl chino, d el risar c ime nto delle loro infermi tù, ai diritti equivalenti, e che non abbiano tutti diritto alla pe ns ione ne lle slessP condizioni e m isu re. E' doloroso pensa re l'he d egli invalidi , dopo an' r combatlulo pe r uno stesso ideale e r·orso gli s tess i rischi , so110 es pos ti a 1·0111pc ns i d is ug ual i, e sembra d1c uno s forzo di roesione s' impo nga. E' per questo elle no i giudic hiamo o p port uno dO\·er sotto porre alla vos tra approvazione il volo segue nte : « La terza con/erenz11 i11tera((eata per /,, .,Jud•o de((e qnt .~lio11i i nteres1anli i 111u /il<tti dP((a querni, riunita a Rmnrt. fa il voto che sia110 'flll'Ssi al'o studio , 1,1ez~i per unifwire, n ella 1)iù /,arqa misura 7,01,.~ibilr. le dfrerse leyislazioni refa.tive alle /J''n ,~ioni rli invalid~tù . Pr~gci il Comitato per111a,11e11/P di 71rocedere a, qur alo studio d"accordo nm i yo1;er1ti nlleali ed i n collaborazione con i delegali r{elle associazioni d.ei 111 u/.ilr,ti cf,,, qu,c.sl i goi·,,rni tur1w no acc,·,,di/.a lo w e-,.~o il Com1hlo~.
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Prove semplici per il controllo dene attitudini fidcbe degli aviatlri P"r il prof. Jlartln Flack, 1,t,1wnttl colonnPllo medico, aùcle tto ai ~ •·vizi AAnitari d,•J1'11,·iazio11e inglese, doct>nte <l.i fì~iologia ne ll' Univer;iità di Londra.
...
In questa ,;ola mi propongo di de:;cri vere bn•vem~nle alcun e prove, le quali mi sembrano di qualche utililù per c.:onlrollare 1e altitudini fisiche d 1:gl i a,·iatori. Queste riee1 die, basate esscnzial men le s u criteri fisio logic i. 111eltono in evidenza lo s i.alo romple,;sivo del !"organismo cti un soggetto e non d°Lm singolo sistema. Ho esaminato da prima indi,·idui sani e robus ti sc:elti fra disl111li ufficiali dell'aviazione, i quali erano stati d esignati dai loro comandé!nli come aviatori di grande abi lili1, e J)iloli p rovett i : dai dati ricaval i mi fu possibile stabili re d ei critl'ri generali di scelta, i quali non saranno forse definiti vi, ma dov ranno essere n ecE%ariamente modificati col tempo. D'allni parte ho eseg uilo ricercl1e anche su parecchi ufficia li affaticati per lungo esercizio d,èl volo, ed i ri sultati ottenuti furono registrati e con frontati cnn i primi . Debbo ar;zituto prc.:rnl'ttere che non pretendo con queste pro,·e di sostitu ire l'aJ;prl.'zza.la 01)era dei ci mic i. I n bas~ a ciuesti pochi esp1:wimenti non è possibile formulare un giudizio esatto s ull'attitudine d\m soggetto. L'opern d el m edico è con queste indagini soltanto iniziata dal fi siologo pratico; oceorre sia successivamente integrata da alt ri s peciali sti, oa llo ps icologo, dal neu rologo, d:.i l cardiologo, dall'ot.ologo, dall'oculista. etc. La tecnica di queste prove è d ella massima importanza, perchè ,;e si pres('elgono questi procedimenl,i, è assolutamente 'indispensabile rhe le modalità adottate siano s imili in tutti i casi, per modo che (,arecchi medici possano praticare le med E:sime esperienze sullo stesso individuo in epoche differenti. Sarebbe inoltre opportuno che queste ricerche fossero eseguite di tem po in tempo dagli ufficiali medici negli st.essi campi di aviazion e, in modo che gli aviatori potessero avere •indicazioni precis(· di volta in volta sul loro stato fisico al momento dei vari esa mi . DESCRIZIONC DEI.LE PROVE.
J. -
La 1: ri ma 11r0Ya consiste nella rf'a:io1u· del polso ol/'eccita;ione
rfrl 11,0,,im, nto: la mùdalità ne Ì\ importantissima. Faccio nota re che
il numero di , olte d1,1 s i può richiedEre ad un soggetto di montare in piedi sopra una sedia è illimita to, ma il prorcdimento qui d escritto e adatto ctll'esame d i u11. grande numero di individui. L"espe rimento consiste nell'invitare i soggetto ad elernre il peso del proprio corpo a
Ji
PROVE S f: 1\lPLICl Pr.n IL CONTROLLO nELLE ATTIT U DÌNI Fl ti lCJI E, ECC. liHlJ '
u na cerla altezza, cinqur. volte, in 15 secondi. L'acceleraz1one nella freq uenza de1 polso, prodc;tla da ll'ecc itazione del movimento, deve essere registrata, come anche la rapidilit con la quale le pulsazioni torna.no a l normale. ·P er ricerchP. consi mili alC11 ni usano invitare i candidati a toccare la punta d ei piedi col le dita quattro volte: ora un candidato molto energico può compiere questo allo in quattro secondi, mentre uno dal k mperamento torpido non lo fa che in 20 secondi. e più. La. prova da. me proposta è slala- invece ideata con l'intenzione d; s tabilire un crite rio eguale 11er t ulti i soggetti in e,;,ame . Di preferenza s i farà l'ispezione del polso in principio, ad individuo seduto, e poi in pied i : se la frequenza s i trova irregolare, s: debbono controllare le pulsazioni durante periodi di 5 secondi, sino al momento in cui q11esle si fanno normali . L'esperimrnto al (Juale è solloposlo il candidato è regolato nel seguente modo. Il soggetto è collocato in piedi davanti ad una sedia: pon endo un piede s u di essa, egli deve inalzarsi completamene tsulla sedia ri11que volle in J5 seccndi, in mod o unifo r me, tenencto s-:mpre un pied e su lla sedia ste:::sa. L'esa minatore deve regolare la rapidità e il ritmo · d ella prova ponendo l•J dila !>ul polso d el candidato, e muovendo il l.irarcio avanti e indietro i,e1· indicare il momento d Pll' inalzamento e d ell'abbassamento: in tal modo viene anc he a controllarn la freq uenza d el polso in 11eriodi di 5 secondi, notando contem1)oraneamente l'accelerazione e la durutu del periodo di rallentamento, s ino al ritorno d ella frequenza normale. In un bùOn candidato l'aumento d el numero d elle pulsazioni oscilla, in genere, intorno a 20, e il periodo di rallentamento dura 12 o 15 secondi: se questo p eriodo s upera i 30 secondi, si p uò presumere un disturbo cardio-vascolare. 11. - Prc1·,i deil'il•svira:wne 1ur:.ata. - Questo ,e,;perimcnto è molto semplice: consiste ne ll'invitare il candidalo a tratte n ere il fiato senza prima ins pirare profondamente. La modalità di questa 1wov11. deve essere curata ir. tutti i s uoi pa rticolari. I! soggèlto fa una profonda ins pirazione, seguita da una espirazione normale ; poi, chiudendo le narici, deve tratt.enere il respiro per il tempo più lungo possibile. L'importanza di que:ito esame non sarà rivelata al candidato: basterà ordina rg li di ins pirare Ecd es1:-irare per berle e p oi di trattenere il fiato. Terminata la prova, l'esa minatore à eve c hiedere quale furono le sensazioni provat<l dal sogfello mentre tratteneva. il respiro . Questo e~perimenlo fu ideato iti principio per acceì'lare se il sogg·etto soffriss 1 disturbi dovuti ad ins ufficienza di ossigeno; e ritengo a ncora che queste altr razioni possono essere rivelate da d etta prova. I n base ali.i mia esr,erienza hu 11olulo ac,:ertare che indi vidui i quali Pl'Oba.bilment..:i accusa.vano dis turbi per ins11fficienza di ossigeno non riuscivano a r ilenere il fial.o pEr !·ungo lempo e le loro risposte erano quas i sempre ineoerenti. Risposte norma li sarebbero, state per esemp io, l(Juelle in cui il soggetto avesse dichiarato di « non potere più continuare" o che « si :;entiva crr?)are "; ri sposte anormali quelle inYece in cui avesse affer mato ch e " il sang ue si precipitava al eapo II o che ,, ved e\·a c.:onfnsamentL·" ecc . Da q ue;:;le l'léerche si può inoltre ricava re
ta30 l'HO\"t: :SE .\ l l'LIC I l't.R 11. t:O. "TROLi.O 01::LLE ATTITCDINI FI S ICHE, r.t.c.
un altro ditlO: in gt"ni; rt'. 11n uo mo poco risoluto non trattiene il flato n,olto IL: nbarr>1•nle. ' Il d otl. Leonard Hill ed io abbiamo provalo che. se invece dell'ari:t si fu ins pirare d ell'ossigeno ad un soggetto, il quale abbia trat.tenuto 1! fiuto ,·olle s1:dd elle 111odaliti1, quest'individuo 12otrà ritenere il respiro per uri periodc dt tempo l ·t 1i o 2 J/2 volle più lungo . La insufficienza di ossigt•no è d u nq11e la causa dclrimpossibililà di continuare a rilénerè il fiato ne l p rimo caso. perché i distu rbi di un indi,·iduo il q11ale si lrov,t nell 'im1,o"'<;ibtlitil di continuare a traUenere il respiro q1,ando !Ju inspirato d ell'oss1gPno sono molto differenti e sono causali ùa un ecct•,,su d 1 C. O. 2: mal di cn.po, s udon profusi, ~ce. Un altro fallo interessante si può ricavare da q uesta prova: si sa che la possibi !ità d, t rn llenerr il fiato è molto diminuita a quote alte; quindi nel caso di un indi viduo il quale a ter ra può ritenere il respiro p er un lungo pe. ri0do di ternpu senza soffrire dis turbi, s i può d edurre che questa atli· ludine gli permelttra di sopporta re la rarefaz ione della maggiore alt&zza, meglio che 1111 canrlidato il quale trattenga il fiato per poco ll·mpo a prcs,.;ione ba rn111et rica normale. Le condizioni di efficienza a quote a lle di un cand idalo e lle resrira profondamente , sono molto maggwri di q 11l'IIL· rl'un altro L'he è soggrtt.o a dispnea nelle ide ntiche conrlizio11 i. 1 ,·alon 11111r1triri dcl111 durala d<:Jl' inspirazione fo rzata furono ricavati dai risultati 0Lten11li s 11 40 _p iloti, il rendimento dei quali era ol· Limo, indirnl1 dai Ccrnandanli di •squadrigha, dal Ministero della marina o dal Comando d1 aeron.uitica, colilc in piena etlìcienza di forze. li valore medio della durala d ella 'inspi razione fo rzata fu di 69 51'.· condi e le st.nsazion i furono normali. Il valore medio de lla capacit a \'itale fu di :3~00 cm .3, e:-scndo quello n,a,.;simo per pilota in ottima effic ienza di 3/iOO l'. m. 3. Parecclu individui fra fJUelli Ìll\ iati per accert.am€'nti sanitari non r ot,erono rilt-n ere il fiato 11cr 111ù di !10 se.:ondi e in molti la durala fu minore; nella maggioranza d ei casi le risposi.e furono normali. Pv,;:;iamo dunque d edurre c he la p rnva dell' inspirazion e forzata dù indicazioni ,-u lle condizioni d i efficienza nel volo .i'tm ca.ndidato all'aviazione; i ris ultali dimostrano che quelli che trattengono il fìatn sol tanto per poro tempo non pos50i10 !;Op11ortare le alle quote. Qut\<>ir, l~:'> per irnento fn g ià adottalo dalla Commissione sanitaria per la :-celta dqrli as piranti alrAvrnziorw ing lcs(• e credo che in <1ueslo modo ,;i L'l' ili l'incon ,·enienle cti ,wcellare candidati, i quali non 1,otranno dan· i11 seguilo buoni risultati, La q11cstione d ei ·dis-t11rbi per mancanza rl i o:-~ig-en o rid1ied e uncc,ru rirerd 1e arn1r11Le , e nella calma del d opn ![l l l' l'l'H :-,u·il 1,os:-ibilc· 1·1(,~C'p11i rt- t ait inctui.rini in modo veramenll' sri< ·n1,i fico. lrl. -- l:'l'r la /1·r:.a pru1·a si sono cOJnbinale le due prime. Avenct,. Olt,t,nulo la n ,1z1nnt- dl'I 1iolso all'eccitazione d el morimento e la d ura la d el1 '11,s piraziune fo rzat<1, si d eve \·aiutare la duralu di quesf ullima d opo il molo. ~ e! t·11~0 d i candidati non in forma questo tempo .è mollo diinin t,ilo e di ,;11lil11 è rnin!11 t" rli :~o secondi.
PROVf. S EM PLJCl PER IL CONTROLLO DELLE ATTfTl; DlNJ fl :S IC HE, ECC . 1-3.'H
P robabilmente nel caso di un candidalo in 11i{!na effi c iE·nza di forzl' , la diminuzione non sarà sensibile e non ,<u1)ererit mai i 20 secondi. Il Yalore medio della durata de lla inspi razione forzata, ne lla prova ordinaria, stabililo per la acce ttazione nell'aviazione, fu di 45 second i : una dtu·ala infe rio re a questa du,·c infondere diffidenza e s i dovn·I>· bero dividere i candidati in altrettante categorie con iimili massi111i di quota ai quali de bbono far ser vizio a -s econda d elle loro divt' rse attitudini. I\'. - Cu-pacità 1:itafr lfri viloh. - li valore massimo nel taso dl' gli ufficiali aviatori in piena efticienza di fo rze fu di 31,00 c . m. 3. · A mio parere il metodo m ig lio re per d eterminare la capacilit è quello di SErvirsi d 'un apparecchio pe r misurar·3 il gas opportun a· rnrnte modificato: d1 !)réfer:enza io ho usato 1rn mode llo costruito in 1ng hilterra, miglior e di que llo fabbricato in Germania che servì rta campione, pe rchè non era facile s uper ar<;) la sua capacità. 1 valori m 1 mc rici tratti da q uesta prova praticata su uffic iali logorati nello sforzo de lla loro attiYita, erano minori d el valor e minimo di 3.400 c . m.3. Più tardi s i pot0 accertare c he qu<-'s la d ebolezu e ra causata da -eccessiva fHtica per lungo eser c-izio del volo. Il valore della capacitit ,·itale di qualcuno e ra soltanto di 2800 e . m.3. Il capitano H. C. Bazelt M. S., de l servizio sanitario d ell'Aviaziorw inglese, ha rlimostrato che se si moltiplica. la frequenza de lla respi ra. zione con la wntilazione per minuto e s i divide il prorloLto ve r la <-a pacitit Yitale, si ottie ne un'ottima indicazione rirr a l'aU.itudine d C'I pilota al volo. Una ci fra minore d i SO è buona, s upe riore a 30 è scadf·nt(': questa prova avrit pe rc iò valo re per selezionare piloti pe r i ser\"izi a quote molto alte \". - Prove mt•d1antc un tubo lul U . - L'apparecchio da usars i per I<' due prove "Seguenti è un manome tro a tubo ad L", rie mpito di m e r. eurio, con r111ad ranle mobi le . Quest'appa r.acch io serve a valutare le condizioni di tensione delle pareti addominali. Si richiede al soggetto di soffiare sulla colonna di m e rcurio in modo da innalzarla il più in alto p0ssibile e con la n,assima regolaritù. Il valore nume rico di rnm. di H~. sollevati viene segnato. Nel caso c he , per una r agione qualunque, :;i r ill·nga che il soggetto non abbia fatto il massimo s fo rzo, s i dovri1 prati · care una seconda prova, girando il .quadrante in modo che f!ues to non sia visibile a! soggeUo. Il ris ultato non d ovrebbe essere molto di frefc nte , mu ne l caso che la forza mass ima nun s ia stata spieg,Lla, è m olto probabile c he il candidato con opportuni incoraggiamenti i.-11· perc rit il s11n s fo rlO nrecede nle. Si de ve domandar·gli di p rornre a nC0ni. unn volta intanto che guarda la colonna: se non Ila 11sa to la forza mass ima , ,-;upe re rit il p rime, s forzo, di cu i ha potu Lo vedei-e il r is ultalo. Y l. - La srsta vro1:a s i fa 11g11alme nt~ col manometro a lubo ad LI e, si prnced r. tome segue: si invita il soggetto a fare un inspirazione e poi a soffiarf sulla colonna di me rc urio, in modo da inalzarla s in(> a 40 mm., e successivamente di sos tene r!« a q 11esta altezza per il m ass imo te mpo possibile, senzA resr,irare : a ta le srnpo le nnrii:i d L·bbono
!33~ PRO\' J:: S E.\I PLICI 1-'F.R Il. CONTROLLO UELLE ATT!TL:OINI F I S ICHE, J::CC .
es;:ere knulc l'l1iuse. l i ,·ato re di questa prova è acc resciuto se s i cont rolla la fn.-., q1Jt·nza del polso, durnnle ciascun periodo di 5 second i, per l11lto il te n1p.1 durante il q11ale il mercurio è sost.enuto alla altezza delt>rminala. Nel caso d' un soggetto normale, il numero delle pulsazioni <·resce in modo regolare e l'accele razione è assai notevole ed è manten t1la per quasi tutto il te mpo dell'espe r ime nto : pe r esempio il numero de lle pulsazioni puo a umentare in modo regolare da 72 a 96 a lfl8 a s<·conda della durala della ins pirazione forzata, o tJuò c re&:ere subit-0 da 72 a 9(j o 108, ri manendo a qurslo punto . t.:n·ac~;;le razione molto note,·ole, da 72 a 132 o 1!.4 non è soddis facente. Nel ca so di piloti a ffaticali pe r lungo esercizio del voto la reazione caratte ristica è una accelerazione conside re vole del pois~, la quale si verifica dal quinto al decimo o (luindicesirno minuto ~econdo; il nume ro delle pulsnzioni seende poi s ino alla freque nza nornMle o ,rnehe più in basso. L'andamento di q ul'sla reazione s i s volgo come segue: ·in princ ipio normale : Rii; dal quinto al d ecimo ~€'condo : l '•'• (qualche volta qua.:;i imr,e rreUibile ) sccnd!.:ndo , al venll';;imo n ventieinq11(ls imo secondo, ;;ino a 72 o a 60. I ·na tale instabilitil nella fr•:qu1'11z·.L del pobo è causata 11 p iù soventP cld fati ca pe r lungo e,;ercizio del volo e dimostra c he al sog~cllo occorre 1111 certo periodo di riposn: l'individuo è dunque in condizione d 'ins ufficie nza fis ica al volo e d.iv1r bbe e,-.-,ere perciò e, onerato p e r un d!:'le rminal<. ie mpo . I valori mèdi otlcnuli da queste prove pratica le su av iatori :il'elli fu rono i segue nti: a) Prt~:,;one rspirnloria = 1J 2 mm. Hg; h ) Durala dell'inalzamenlo dèllù colonna di me rcurio = 52". ::,i raccornwda di esige re c he la cc1oacità di lutti i soggelli :,,ia conforme ai c riteri minimi o meglio ai crite rì :nedi. A) 1-l i.,ultati ddlr 11ro 1Jc su piloti in pi1·11a ,·fffri,·11::.l1.. !\ella IJlbell_a I sono rias.5unli i dati ric:Lvati s u avi atori apparlt-nenli a va rie calefor ie :
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Fra i piloti per la difes1t del tenitorio e quelli pt'r prove si trovano uno o due esa11riti per lungo esercizio del rnlo. B ! R isultati dl'lle 71ro1•1' .w rrmdidflti 1•/iminr1ti. - Avendo adotlato i suddetti criterì in base ag li esami dei piloti in piena efficienza, esaminai par·ecchi esonerati dalla Commission e sanita_ria per la scelta d egli aspirant. all'Aviazione inglese in segui lo all'esame ordinario. I risultali son o esr,osti nella tabella Il. Faccio notare che, ad eccezione d1 un candidalo, l'idoneilù del quale fu stabi lita dalle prove per la capac ità vitale, tutti gli allri furono scartata per insuffic ienz1t della forza di inél!lzamento de ll'Hg . Qualcuno di questi fu inviato ò a!il'ufficiale medico per es5ere sottoposto alle prove perchè non era soddisfatto del 'loro comportamento, benchè non potesse trov&rne la ragione ed era perciò costretto a farli idonei ugualmente.
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PROVE st: MPLICI PER IL CONTROLLO Dt:LLE ATTITUDINI FISICHE, i:cc. 133.5-
trovato una prova di grande ,·alore per d eterminare le cause di accidenti aviatori. I risultati d e lle prove praticate d al Bil'ley su pilo ti esone rati in pe r manenza fornno: a ) Pressione espi ratoria m edia = 76 Hg. m. m. b) Durata dell'innalzame nto d i 40 m. m. Hg. = .28 secondi . Come dissi più sopra, i dati importanli sono ricavali dalile prove praticate n el loro compl1?sso. I c rite ri medi e minimi sono e~posti nella seguente tat-ella: TABELLA
III.
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Ritorno <J.l la f, cquenia normulc
I 2- 24 pulso zioni
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10-20 ,ec.
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\'Al.ORE PRATI CO DEL LE PRO l' L
A mio g iudizio tutti i piloti d ovrebbero essere pe rciò sottopos ti al wntrollo di queste prove e i campi d 'aviazione d ov rebbero essere divisi in altrettante categorie a sf:!conda della foro effic ienza: questa c las-, s iflcazione fu già adottata in un campo di prima linea. I valori m edi di tutte le prove pe r tutti i piloti furono· R e.spirazione forzata Prc-~sione t"s pirato ria Durala d ell 'inalzamento d i 40 Hg . mm.
65" J03 Hg . mm. :e
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Tipico è il caso di un ufficiale aviator~, il quale dava se$ni manifesti di esunrimento: en: un pilota che avew: volalo pe r 250 ore. P oco· dopo il velivolo pilotato da questi p recipitò da grande altezza ed il pilota rimase morto s ul colpo. Non fu poss ibile trovare alcun difetto ne ll'aeroplano. I d ati ric avati d alle ultime prove eseguite su detto ufficiale erano stati i sEg uen ti : R es rirazione forzata P1 essione espirator ia
Du rata d ell' inalzamento di
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1336 PROVE ~ E.\I PLI CI n :R I L CONTROl, L.O u l::I. LE .HTIT L' DlNI FIS ICH E, ECC.
L'u Hicialr medi,·o avern propo:;to di esonerare temporaneamente detto aviatn rt>. Que:,;ta disgrazia impressionò talmente il comandan te . d el cam po che der ise d i in via r?. settimanalmente i piloti pe r essere classificati a seconda d ei risultali delle pro\'e ; egli quasi sempre destinava. a missioni sp1:ciali g li individui scelti d all' ufficiale medico p erchè in condizioni di ottima effk ienza. S i può ritenere d unque , che i d a ti ricavati da q ue9te ricu·che sarebbero di g rande utilifa nel seleziona re piloti pe r ser\'izi di Sf.€Ciale im porta nza . 11 comandante di det.to campo stabili come norma di non p ermcl lere il volo arl un pilota se i valori l'icavati d a lle ultime pro\·e non erano conformi ai c riteri sta biliti : l' ufficiale medico poi doveva suggerire pro\·vedimenti atti a render e il soggetto di nuovo in fo rma . Se dopo quindici g iorni , i risultati d elle prove non erano soddis facenti , il r,ilola ven iva mandato per gli accerta menti sanita ri all 'apposita Commissione , con proposta di esonero permanen te: questo fu fa llo in uno o due casi . In kil modo il rendimen to utile d egli a \'latori in questo campo fu mollo aumentato. Concluder•do, mi lm,ingo d i non aver fatto opera del tutto inutile , segnalando ai colleghi italiani questi procedimenti per l'esame degli aviatori , p ro\·e d el resto che si raccomandano per la lorn semplicità . e praticità. D'altra parte tali ricerche potrebbero estenden;i ·con u tili risulta ti per <.onlrnLla rr- lo stato d i fttti ca dei soldati sotto posti a lungo .servizio nelle t rincee o degli operai d el le industrie manifatturiere o di . quelle dove si impiegano le donne. Cosi quesll procedimenti potrebbero costit uire un efficace controllo , delle va.rie condizioni fi siche degli indiYidui addet.li a professioni ::on molta responsabilità, come motoristi in ser vizio speciale, personale di : soccorso nelle m iniere. equipaggi dei sottomarini , etc. Nè sarebbe infine difficile stabili re criteri analog hi per l'esame d ei giovani a seconda d ell'età, cril.erì che sarebbel'O molto utili al per~onale insegna nte delle scuole per controlla re le condizioni fi siche d egl·i .•a lunni .
:-1 · 1.1..~ Fl ' NZIONI·: 11r:1.L•. \
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I04 F: 2(14 R~:r.~RTO !--0,\1"1-:00lAl'O · 12• S~:7.JO:-Jt: or S ..\iSl'J'A
Sulla funzione della Sezione di sanità di fanteria per i l prof. Giulio Spelta, maggiore medico. libero uoce11te di Patologia ch irnr~ca e a~~i;;tf·nto d e lla G1in ica opemti,·a della R Università cli Pavitl
Sopra i I funzionamento, sopra. la 1·omposizio11e sia in personale che in malcriale della unilà sanitaria C'Ostituente l'attuale Sezione di :-anità per fanteria t·on salmerie. rnolto si è scritto e molto gi è discus;;o duran te la /;rllerra e mo!Li emendamenti sono stati progettati o p roposti a questo riguardo. Duran te un periodo di 41 mesi di servizio militare in zona di operazione, io ne pas;;ai 36 sempre in Sezione di saniti1: rii questi 26 come coma11danle di r-cparto someggiato con la ,.. Divisione di fanteria e 10 ('0111e comandante la St-1.ione di sanità d e lla 12a DiYi:.;iv11c. Qu(•s to lungo periodo di servi zio sempre nella s tessa forma1.in11t> Sii· nitaria, mi fa r itenere utile e reput.are non priva di interesse quall'ltt> n&servazione circa il funzionam e nto di tale uni!i'.t sanita ria, osservazione basata sopra un'esperienza esr lusivamenle personale. Ho segu ilo per quanto mi è stato p ossibile ,·on attenzione tutto r iò 1·he si è s,-ritto in torno all'ordin«mento d ei servizi san itHri in g uerra in generale e d cli'-' vrima linea in specie: se11:za voler seendere a disl'ussioni det.lagliaLe ('ir,·a a ques to od a quel consiglio, a questa od a quella nuova modificazione proposta, non posso fare a meno di osservare d1e in molti, se non nr ll a grar1de maggioranza di ,·oloro r·he ha11no st:riUo in proposito, uno de_cdi elementi più importanti per un giudizio, che possa avel'e valore eri ..1utorità indis1,;11ssa. manca, e eioè la p ralir a vera e reale, t:ontinuata dl'I servizio di una Sezione di Sanità, s per·ialmente durante le azioni di ~rande importanza.. La Sezione di sanità di fanlel'ia con salmerie, come è allualmenle costituita. risponde nelle s ue linee generali in modo dis('retanwnle efficace al suo S('opo di ·eura e di sgombero dei feriti dalle imme diate adiacenze de lle zone di combattimento alle retrovie. Ed ins is to nel parlare di nira, oltrerhè di sgornbero, per c hè io non ,·ondivido affatto, ed i11 questo g iudizio sono rnfforzalo dalla mia lu11ga esperienza, l'opi 11ione di molti, forse troppi colleghi me<fo·i mili tari, che ritt' t1g ono unico e prirwipale scopo della Sezione lo sgombno. Spessr. volle, durante la mia perrnanen1.a al reparto som eggiato, ho dovuto funzionare in localita diffi(' ilissime. lo ntane da ospedali. anl'he da os pedalt•Lti s omeggiati g iù ahbasta11za avanzali. che 11011 s i potevano raggiu11µ-(:'r e se non ron lunglte maree fati ('ose, penose anzi. quasi sernprè pe ricolo:-i:·. attravt•rso sentieri impe rvi esposti direttamente al fuo, ·o nemico. l111il n da rlovcre spcé<:;o allenclere la nollo per effeltùare lo sgomb1·rn d l'i fer iti . •....:.; ~ <:io11H.1lc tli 111t'rlfri11a ,ui/ilan• . fa?-t· , X!l.
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E q ut•slo si è ve rifkato in modo s pc('ialr 11e l primo anno di guel'l'a, q11a11d u mann1vano nella quasi lo tali tù k bdle strade, ,·h~ l'atti,·i tit e Ili pazie nte lt>n a,·ia d el nosll'O fante, sepper n poi ,·ostruire. Ed in· tali co11d izio11i la funzione d t•lla Sezione cli sanitit e d e i n e parli som q;giali i11 s µecie, clc,·c· essere anche ùi t:ttra c d i c ura b,•111· a11propriata ai s ingoli ca s i. T ait', 1,, cir,·ostanze mi hanno 1:onfermato. dove va essere il ,·ompito d ella St•zi,111p in località, quali ·quelle di \1011te Sabotino, di PlaVi.i, dèl Car,;o, dt.:I basso Piav-t} e d egli Altipia11 i, per parlar e solamente di quelle a m e 11ote , quando lo sgombero poteva e,:;;;ere soggetto a ritardi di mo lle o re, s pesso di inticre g iornate, pe r 11011 esporre il fe rito con un t,ralta1n1·11to nll'ativo som111ario, a pe ri,·oli spmpre più g ravi ,·o l trascorrere d d te mpo. Ri,·ordo c he· durante u11 IHPVC pe riodo. ne l quale mi tro,·ai 11e l SPtlore di Cava Zu cr,he rfoa, lo sgombero si effettuava di Zlì in 24 oni soµra vaporetti lagunari appos itame nte attrezzati , da.Ila Sezione ad o,~µedal i più arretrati e SPC!:-SO a \' pnez.ia: qui e ra indis pe11sal) ile 1'!1e la Seziono provved esse i11 !lloclo aclqrnalo a lla l'Ura dei fe riti e non ci s i <1,·co 11le nlasse di ml'/t1'rP una /11.w·i" ,. .~gomberar,·. rom c pur t roppo ria molli s i vuole e romf' pu r trnppo si è fallo. E r.hi ignor;.1 c he durante le g randi o ffe ns ive, q uando i frriti rag-giungevano ,·ifre i111po 11e nti moli-i %pedal i dellr immed iate re truv it• Prnno in pot.:hissimo te mpo saturi di !'t riti c. clovt'nlllo sgomberare :;opra unità più arre trale e sopra t ren i ospedali e ..t1e in tal 111uclo. di sgombe ro in sgombero. 110 11 cli rado, anzi pnr troppo a;;sai freque ntem ente, avve niva, ed i ,·ollt·ghi dt!g li ospedali di riserva potre lJIJero pa rlare in proposit o. r·he vi giunges;;ero rlei ferili m edicati d a d11e a tre ;<!'ior11i. quando questo J)t'r iodo rii len1po non era s upe riore'! 'Si può inmraginarf' in quali condizio ni èSsi do·v evn no trovarsi, ed in modo s pec iale i fratturati, quando alla Sr zio ne s i fosse ratto o un prov,·isor iissimo apparecr hio, oppure rm'affret.Lata m edicazio11e, 'Cn'· d e ndo sia pnre in buona ftode c he clopo pol'l1e o re tut!o riueslo sarebbe ;,,t.ato rinnovato! E invc,·e il povero fe r ito, d olo rante. febhl'i,·i tanle. t>sausto passaYa i11tl're g iornat e s balesl n1lo da un !et.Lo ad un ·autol<·Uiga. da questa ad un altro letto, da qul'slo ad 1111 tre no OsJ:>t!dal e. per raggi ungere fìnalnw11t e un po' di quie te in un g rosso ospedale di rise1·v11, ma 1·011 le condizioni d e lla fe rita, come è fac ile inrmag inare, g ra vèmenle C'o mpromesse. E q11E'sli i1li'onvenie11ti. minori se nza dubbio negli ultimi tempi d ella nostra g urna, per il pe rfezionanwnto de i trasporti e pl'r la specializzazione de i si:1golr Os peda li e cle llr Ambulanze Chi n1r1?"idw. ,;i sono pu r troppo sempre vnifie.ati durante le g randi azioni. P11r 11011 co11dividendo a~solutame nte l'o pir.ione di quakuno, e 110 11 c1:edo ne ppure il ca so di dimostrarne la nessuna pratir-itit, che vor rnbbe soslt•nere ,·he un Chirurg o potrebbe be ni ssimo e sr•riamt·nte o perare ad u11 pos to di 111edicazione reggimenta le in pie no romhatlime nlo. poi,-hè per quanlo iu abbia potuto vedere pre;;,;o i numer0si reggimen ti con n1i mi sono trovato a conlallo durante la gue rra, le condizioni di tali post i :-0 110 ;;emprC' assai miser evoli e disagi.at e, SP 11011 sempre pe rko lose. s ia )ler l<t murli'il 11za cli s pazio, come pure pe r drfi,·e11za di JH rso11alr a ,;sis tente adatto e di s trnmenlario, non po;,,~o fare a meno di affermare che 111 0~11i ~l·zio11e di sanitii sarehhe st.at n indisprnsabil e vi fo~,;c· stato un 0
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,}hiru,-go 1;er11 P 1rro uet10. Ed a questo pr0posito m i ,;i per rnelta di osse,-. var e t he no n si pot ,-it mai deplor al'e abhris tanz.a la le_g-ge rezza ,·on c ui JJella famosa sc·hed ina , ,·he o-gni Uftkiale m ecli,·o doveva rie mpire ad ngni trasferime nto, si lasl'iava pie namente al s 110 arllilrio, senz.a il n1iJ1 imo controllo, la <licbiarazione d e lla p ropria spc,·ialità: i thiru-rghi e rano quas.i sempre i più n11mcrosi! Ri enrdo ,·lie persino un laure alo del !916 ai ,·or si cli Parlova venuto alla mia ::;l'zione, s,-ris5e sulla sua srhedina ne ll'estate 1917: ,·liirurgo! E questo avve ni va poid1è s i sapeva e he i ,·hiru rghi non e rano, e g i11sl11nw11I P , ma11dali al r eggimento e pochi ,~~ le Sezioni di sanitit. E rosi vt'11iva messo com e .-hirurgo, i11 pL>sli cli fiducia anc he qualcuno r he pur troppo di ,·hirurgia per- nulla s i intendeva e si fa,· eva una espcrir11za l ' forse anrhe una statis tira a s p<',-e d e i pover i fe riti! No n sar eb be sta io g i11sto c he L\ulorilil S uper iore pre te ndesse a lm e no qualche do,·umP11to romr)l'ova11lP la ver a e re.a ie capac ità ,t te 11er e u11 pos to di Lalc importanza? 1-Ulorno cinpo '!111·51a rlig ressio rw, all':1rwmw11fo. L"invocare come da taluno si fn !"affluenza e nornw di fe riti a lla Sczio11t' di sanità rlunw1 e le azion i, p e r sostenere c h é la !kzione den' aveni soJ{) funzion e cli sgoml>ero l' quindi 11011 è i ndispensabilr ,·he fra i·s11oi lttìc:iali vi sia un Chirurgo, è e rron' g rave , se non g ros::.ufa110. PPr quanln i servizi , rome negli ultimi ll'mpi fosst'ro HS:-ai migl iorati. per quanto vi fosse l'aiuto prezioso d e lle An1 1.)u la11ze l'llirurgiclu~ ava11zale e mo lto spesso a contatto dt•lla tìezione. 1·iò 110 11 toglie tutta.via elle la g rande 11111ssa d e i fe riti d eva ri,·evere adaltP nire alla S ezione . E' qui ,·he si fa la me dic ina operatoria, ~ia pu r,~ la sola di u rge11za, è qui dw s pesso s i d èCide un at.to d e1110Jili vn. qui si fre1w 110 le e moraggie, qui si mcdi,·a110 razionalment€ le ferite, qni s i fa nno g li apparef'chi immobilizzanti . E tutta questa chirurg ia ha forse minore imrio rfanza , per il solo fallo d i non essere chirurg ia c ranica ed addominale. pe r r•ui nulla imporla se le t ure r itar dano di molt.e ore o se vengo 110 f.alte da inesperti·! La diffit·o ltà d e l numero e norme di fe riti 11011 rc·/;t~e ad una l'r iti,·a spa:-:sioIJata e sere na. Alla'•' S ezione, m ediante la d ivisione d e l lavoro stabi lita co11 g iusto <'l'ilerip dal Comandante. m e ntre io /'011 11n collega mi o,..-upavo d e i fe riti più gravi, il l'.Omanclaule ,.:!t•sso e g li altri uflìc-iali pr ovved evano a i fe rit i leggeri , a quelli in grado fii ca1n111i11are: tutte le diffico ltà in tale modo si appianavano -mediante o rdine e metodo r e nde ndo ,·osi pr0fìcua l'opera 11ostra . E per lo s mis tame nto. i l terribile s paunw•·hio di molli u flkiali m edic'i, dopo che i feriti era110 stati bene m efl i,·ilti e rii visi a ser·onda. d e tla. sede e d e ll'enf ità d elle fe ri te, pruvvedt'vano egregiamente s ia l'uffkiale di arnmi11is trazinne OPJJUl'e o whr q ua lc he svelto cd int.elligente sottuffir iale. In tal m odo tutto il pè r;;o nale rnedi,~o p uò restare completame nte a di s posizione dei feriti: infalli 11011 è proprio 11er·essario legger e d e i tabe llini <l iag-noslir i e detidt-re ,;opra quali:' Os11edale od amhulanza il fe rito d e r a t'S-~ere uvriato a St>condu. d e lla ferita. essere 111aggiore o capitano rnedirot Ho espos to brevemente le ragio ni basate su lunfr.l e,;pcrie nza pe r le q 11ali r ite ngo ne,·essario c he ogni Sezione di sanitù o re parto som eggialo a bbia u11 ve ro e p roprio .. hir11rgo : molte proposte <'1 1c lt:l11dQno a d imi1111in• l' imporl<1111za del so cc.:orso d iir u rg ico c-l1e la S ezione può clare a i fe-
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Et:I ..
riti hHnno lo St·Opo di fèlr val<·re tenrle nze. andtl' fondale sopra la huo110. fede, ma quasi sempre di prevale11za pe r:;onale, oppur e sono dettate. come p er lo più avvi<'ne, ùa scar sa e d efire nte 1;011oseE,11za del :;c·n-izir,, r h" la Sezione è rhiarnata a fare . Conw ripeto, dato il lungo periodo da rn<' trascorso a lla Sezione di sa11ilit 11e lle r·or1dizioni qua~i sempre diHiciliR' s ime, e Helle s variate localiUt in alta m o ntag na. <t llipiano dei Sette Comuni). in media monta,gna e rollina (!Vi. Saboti r1u, Plava e Carso), in pianura (&Isso Piave), in luoghi infì11e ove s pe:;so pèr molLeplici rag ioni fondate sopra cin:ostanze di luogo e di fatto reillrne11t<c· diffic ili. lo S-tzione ed i R epart.1 someggiati si lrova\·ano a~:::ai lonlani cld. o~l)('dali .., da am b u lanze chirurg ic h e, credo d i poter affermarle' s icunment c t h e la prese nza di un chirurgo alla &>zione è iudis pt' 11sabile : r1ill 1:ralnt,,11k il ser vizio sarà sem pre p iù regolare ed appropriai.o . "e vit in., alla fazione vi potranno essere An1h11!anze c hirurgic he od. osped 911~tli d a campo. P assando ora al maleri alt> d1e ,·os lit.uisce la dolaziuuc d ella Sezioni' di s.rnità, s i os:-:nrnno moltissime rte fi cl'nze c:::"t·ndo esso, a parte !"a rmame ntario t: hirurg ir u n ~ro e pl'OJlri o. al.>bastan zu ben fornito, 11u11 l"I · s pondcnte alle esigenw della g 11e rra. r onw es,;u avviene ai giorni 110,-.t ri. Marwa a ssolutamt"nt.e ,·iò ..tir occorrt• per lo,·a le d i m edic·azio11e : la le11da di l1lt'd i,·aziorw i! quau to di meno adat.to vi può esser e . esp o~ta a t.utli i ve 11ti . al1'11cqua ed alla polvere! E se p ure sr,csso il reparto ·carreggiato funzi ona accantonato, ,·iò non avvien e pe r i reparti son1t'ggiat.i ; per lu11~h i periodi ho dovu to medicHre l'd operare so tto 111 furn iger,1t:t le ll(la. ri.-orrc ndo a rnolteplil"i arli fii-i per difendern.c l'ir,tt" rrtO rial freddo, dall'ac qua, d,dla p\ll\·e r,·. L11 :-t·zione di ,:an iti1, clon-d>lw es~re notata di almeno Lre p iccole baracc hette ope mtorie , de l tipo ùi qut'll e 1;1 d e lazione alle Arnh11la11zc cl1irlll'g 1elrt' : di l'>'Se d u!' d on':'llbvro (->;;:,t·,·€' datf' a i r eparti someggiati . La diffi roltà d e l tras port.o non puù P non ck\"l· ,·oslituiro:> un 11:'t.it.:olo : esse potrebbero e,;.;;(·1·e lraspo l'lale da l rep <1l"lo 1·an·eggial() al po:;,to di quegli antichi rno 11u111e11ti a ssurcl i ingombrunti. perfe LLarne 11k im, liii , che SOHO i dire carri cli sanità : il reparto someggi_ato, scelto il pust,o Ol"e funzionare. p r ov\·ederèb bl' coi suoi m ezzi a mandarle a prt'11d e re , e ,·osi pN· successivi s µo1:< ta111e nli senza aume ntare per que~to il nume ro d e i (Juadrupedi, <·he g li so no .as;,cguat.i. l.11 ,·a,;o d i s r os la · m e nt i da una zona all'altra di operazione le baracdie rito rn C'rebben1 a far p nrk d e l ra r ir" rie l l'Pparlo 1·1t1Tt')!,C:iato . Dl'i re,-lu 1\·;;cp Pri r,n zn rl r ll la _ nostra g u e rra, dive 111rla :;ultilo g 11er n 1 1>revale 11tPrne nt e di posiziu r1l; gi ustifica qua nto io affer1110 . Oltr·e alla IJ,1rncchctta ope1·c1loria la Se zio r1e do1·n·bbe avere un autocla\'C : il ('..it rT<'!!"J?i<1to po irebhe l'O,-ì fornir<' ai repa rt.i · someg g iat i la meclii-aziorw slf' rile . d1e con lievi m odifirnzio ni potrelJIJe trnvar poslo n egli alluali cofa11i. ed Psservi <'011li11t1a111 €· n1e r1n110Yata. I l · piccolo appr1re,·,·l1io di slerilizu.1zi o11e t' lro ppu P<""O s in 1ro t' :-:op r a t 11tto troppo po,·o capa("c. Alla rni a Sez ione io rimediavo alla rllt'r10 pegg io alla d efiri e nza d ell'auloda,·e rare nclo :<te rilizzarl' il r11,1ter ialc di r11eclicazione ,·on la s tufo Gi1111nlli l ' fDrrie udo ra· i reparti ~u1111·!r~·ial i i11 ::11,·.-!1i irn 1wrnreabili.
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Com t' rifurn1a priwipalt• pni . la ::-;~·ziorw di ,;auità (r eparto carreggi ato) d o v1·!'1ilw lra:.fori11.irsi ,·,irnpll'lanitmlc c.0 11 111ezzi m ecranic i : vi e oggi m ezzo di lrasportu piii d a n, w~u. anzi pi i1 pe ricoloso, di quanto non lo ~iauo quegli avam:i )!"lor io,.;i de lla g u e rra di Crimea o d e l 1800, ,·i1e s i ,· hiama110 cani pe r fl'rili'! lo vo rre i .-lw qual ,·llù I n te ndente, s i fo;:se tro vato nella i:011dizio 111' di m o lti 110,; lri fl'riti, a11r he ,·osi d elli lege;e,·i , ~l}il llottati i,"i qul'lle ;rnl>bie informi. :;,ìpra s trnd t' di fres,·o ing hiaiali:?, pt? r c hied erg li :;e lll' e ra s0ddis folto al puntQ <la di<"hiara re , com e •u r troppo s i /;• udito s pe,:st' rol l<•. ..i,e i carri pl·r feriti 7isr,011rfr v a110 fwnissi,,,,, ,tl l oro scopo!!! J)a l,lll' tras fo rm azione 11t· d(·ri verehbe u11a 1111tevole eqì1 10111ia 1u•r !" Erario. po i,·hÈ' d11rn11le i Ju ng-hi per iod i di sosta e di sc<1r,:,a a llivi li1 bellica, nu11 :;i d ovr ebb ero m a 11ll'n <'re i11uti l111c 11te 1111mero~i q111,dr:1pefli ino peros i , 111t• nln: tanto net·c,:;;:,a,·i s urehbt•ro p er a ltri impicglli. D a taluno s i è pa rlato di ri<Jurn: a111'lrn il 1111111er o d t'i porta.ftJ rili del!a Srzione . ,·o m e i1111l ili e d <'stinati a ll'ozio più ,:ompl\'lo fra u11·azione r, l'altra: 11011 p0sso a m e no d i prnlest.:ire ,·n11tro tal e ,dfrr111azio ne, rllmplelamenll' 1' 1Ta!a. li ,;1::rvizio rc;;o dai po r taft•rili è im·e,·e prezioso e d r g n o di a111111irazio rn.' : hiso~11a a,·c rli v ,:,;ti .iiroprra pi etosa in ltl>'al il.it impe rvie e pcri!'Olost· com e M. Sabotino, Plarn, Oslari ..1. Carso 1w r 11 11p rezzarli i11 lutto il lor o valore . To a11zi san•i del parè n• di aume ntare il Humero, appunto a,·cndo d on1to lroppe volte ri cornm .: ..i quei ,·osi d etti po rtafe 1·ili fo rniti d11r<111tc le a zi1111i dalle com pag nie pres idiarie! E a~,;eri re an,·o ra ,·lw, duranle il pe riodo di sosta fra un·azio 11e e l'altra , i po rtaferiti dt·lla ~kzio11e r,•stano 111•il"fJziu p iù ,·omple l,, Ì' ,1sscri1·t' cosa e rraw: molti lavori 11lili vi so110 ;:,cm1we da fa re .pl'r 11011 lasciarli in oritros i : e q 11 a 11do, ,·usa d1e 110 11 avvie n e q11as i mai , 110 n vi fossero laY<J ri ma11uali di si:;ll'ma zio nt' d i :;[rade. di coslrnzione di galle rie, rii p u li zia e di ri sa11,u11t•11to di a,·<·a1111•1u1 1t'n fi . rl',;la !ìcmpre la risor ;;.1 di imp iegare il loro te mpo dis ponibil i' con i;:Lruzio 11i fatte da u11 uffi,· iale rr.f'cli.-·o s u quanto costiluis,·e la lt) rO nHt11sio11e ve r so i fe riti, istrnz1 one 11,:n : 11a i sutti,·ie 11tcnwntc· falla a i po l'lH l\' ri ti ne i d e positi e· 11eg-l i us pedal i rl i r i:::ernt. Con q11es li bn•,·i Ilo te •Tl-<lt1 di avl' I" dimostralo, sia purtl i11 m od o S••!llmurio. quant o a mio a v viso. o,·col're rt:! bbe fal'e pe rd1t> la SPzio11P di sa nità potesse compie re la pn,pria funzio 11e n el modo apwossi111alivame ntc mig lior <' e più ettkace : le tras f0l'lnazion i di no n clitlicilc e cos tosa <l fl p]if'azio ne da m c s uggel'ite 111·PS1' 11lano il g rande vantaggio rii essere s ,·rnpli,·i f' quindi flt' rft'ltamcn tC' po;:;::;ibi li, ,:;cnzH ,·ostiluire pe rr iò urn nuova compli,·azione per il giil abl.Ja:-:tanza ,·0 111p licato m ercani,:;1110 $11ni tari,, 111ilitarl' .
131-:!
SU DUE CASI DI MENINGITE CEREBRO-SPINALE da bacillo di Eberth nel decorso del tifo pl· r il prnL Cesare Pezzi, 111 .oi,:,don· 111,,,Ji,·o l' doli. Vittorio Mllla, 1:.1pila11c, mt'tli,·<i.
I f,·110111<·11i ll('l\'11 ·i clH· nl'I d v1·11r,;u rii'! lif11 po,;:-011 0 rll'~lart· il so,;pett,, di 11t1a ,·11 111plicazi0nc u l',Hi1·0 dl'l ll· 11 11•11i11gi sono l11lt'illlr<• d1e ra r i. In 1111 l'erto 1111nH·ro di cas i , p reser1la ti,-i alla nn,-lra ossc1Taziu 11c, la pu n· L1 ir,1 lon1h111·e ri pc•rm isè di 11tlri b1iir1• la k11u11H·1wlogia 11 <' ,LII Sl' dive r,;,•: a11 ·az<1le111iu. a l llll'nin!!i,-1110, alla 1111·ni11g ilC' r<•r ,' hro-spinal,· da h al'il l, 1 di El.ll' rllt. I.e 111cnin~ili rert•bru-.0 pirndi lifn."'{.· s11no una !'Ompl i1.;Hnzu rarn; su :!/2 ~ <'ac-i di Li fu e l 9fr di pa, 11lifo \:-1. ,, /Il. diagnos i in.tli m erlianlt· l'e mucoltu ra , noi nt' abbiamo o,-,..e n ·uti ;:oJo cl11e ('a,-i. Ale11:1è paf'li('ola ritii rliniche, f(t1i1rig-i,J11t· a \ i:lafli in un ca:;1), c·i i:nn,;igl iano la lnrn p11hhli1·,1zio 11e.
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l v a g11.</(I - !,'ammalato muore 11,·lle pri111..: o r,· dd mattino .
l )hl cl/f1.,i: Tifo (Eberth), me ui ni,:i•,· ..:t'r,·l,ro-:<oiu:,lc- ti iu~a.
1344
SL'
01 : t: 1:,\ :-,I DI .llt'..\!\(;1n: crnrnnO-SPINAU;, ~:cc.
Ciò C'lle pi ìa colpis,·c n t>I d t>n•rso d ella malattia è l'é111dame n to d e lla.lebbre, la quale, com e moslr a la lobelia termografica , è d <:!lle più atipi c he. Durante i 9 g iorni d i d egenza l'ammalato fu apire ttico 5 giorni . Sp il lifo può pn-sentare, 1' spes:<o h.• presenta , anomalie di te mpe ratura (fùbbre più o m e no bassa ;;ino quas i a ll'apiressia, r emittenze accentuale , i nte rmi llt•11ze g iornalie n' ) non· s i <i~ferrnno mai, n el pl·riodo di stato, di,i lung hi intervalli di bpires,;ia , intenntti da puntate febbrili, come n e l caso nostro . E' da r ite n e rs i d1e l'andamento at ipico d e lla febbre ?> si.alo qui d ominato dalla local1z211zion~' nw n ingea. senza YOle r peraltro adde ntrarci, u •111eslo riguardo, in l'Ons iderazioni !"Jlt>c u lati,·e. Il prO<'C>'SO. m ening itico si è eertamente in iziato n ei vrimi )!iorni <lt>ll' infPzione cbe rthiana. Già il primo di l\!Wslo, in 6" g io rn·ata di malattia, <·iù rllE' più colph·a all'ingresso d el suldaLo in un ospedalt> militare d ella 1·it!ù, era il fol'le assopimento. E nui noi po.s-,;i,rn10 d o ma11rlarc i le rag-io n i di q11esla lol:alizzazion c s 11 Ile m ening i. Ne l li fo i baci 11i ei n:olano in t11lta l'economia, Cil'colano q11indi nei rnsi m ening-ei; la me ningi lt> ,·,, ra è però una complirnnza rarc1. AIJ 'r,;ame del sedimenln. d o no cenLrif1 1g azionc (\el l iquido ce falo-ra..t1idian o , noi abbiamo eonsta \ato dei COl.'d1i alc11ni uni l i due a due e s ul 111omento, dato anch e l'andamen to ft-b b rilc, s i ebbe 1·im111'l'>'sio 11 r rhc s i ll'allas;;e di una m t>n ing ite ce rl'bru:, pinak d i altra naturn . Se su ll'agar e s 111 1·agal' sang u0 ;;i t>bb (• lo :ffi111(1~}0 d e l solo bacillo cli E bel'lll , 11011 per questo dobbiamo esel111lere un:i a>'sociazione mit·1·o bka. Non è improbabili' dll' l'infezione 1.'0cco-di plor·11,·rica probabi lrnl'nlc di o rig-in1: intestina le (c n lcrococrn·!) a bbia spia11,iln la ,·ia alla ]01:a lizzazione S(·1·011daria d,,1 harilln d<•I tifn. 1"
c;... ...:u. -
Se ,!tinto Fvr... ...\11::;t·lo, J1.·ll:1 da~<-e J~qi. 1 c·t·nitori :,0uo n-orti pa ra-
liti,·i : il pazit:nh: all\·t;'1 cli n :nti a11 11 i prc:~t·ntò Lrn sc:1 t11l·11tc nna en1ipnrl·:-:.i siu h,tra. Ha :1n1to quattro fir:li <l i ,·ui 1n~ snnn 111un i in h.::ue rn c: 1~·, : (11 ucl p:1 ~:--ato u11 fnn e bevitore. C I1ia11w to :,.onn h; ~trrni n el ~e 1111nio 19 18 pas:,.t, lla u11 o:-:pc-d:1 h: all 'altro. A111u1:.lò a (':1:-.::i il !7 ln.~ liu 1,:<>11 ft'hhre . Ct'frtlt·a, t.· pi~t~~si ; ~i tro v:tv:i in lin:: n 1.;1 di con va. ]e ~·en:,a. Il g iorno 11 ago :--tu ,·c 11111.: i11,·i:no :11l 'u:--pl.'th1k :\Iantegna . Stato f>rcs,11t,·: M g _!..!\'ltO ).!'r~u: ìle, dl·JH:ri10, nnn h:1 ~ubì to 1e r :l1'{'i11:ìzit;11i :u1titilicht;, h ·1t1pt·ratnr:i pu 111 ... ridia11a .,9,5': fn·qt1l·nza ch:l pul~o 10:;, ritinkn , d icrot11 ~ pr«.'.' :--. · ... 1riuc ma.,;.<ima 1J o 111111. di I 1,-:., 111 i11i11h1 ~ - l'o~çicnza poco hu.:ida. J.,in~un n:scintt::t , ,µ,)rea, arrn~:--ata r1i lv,rdi e :111::a pun ta. ~ o tt· d i e.-1t~irro hronc-hi::ilt : ncu-ativo l \:~:,111c
,Id c-11 nr,·. );11111ero~,· 111:1cchic d i ros,·ok sull 'a,l,!0111<· ~ , nlla park infe riore del 10r:t1·~; milza n11111enta1a di ,·olunk: s i palpa a ll'arco ,:o,aale, do"e tkbnrda cli u11 dit,1 nell a inspirazione pro fonda . Rdiquati tl1 1111a antic(t c11 1ipa rc:-.i sini:--tn.-. l>t"n:--o \·t:lu ,1'albu1u ina t1Clll· oriue : dia:n-rra=iiluc t • indn. rro: imu p ositin:." . l)ccor.«>: 12 agosto • ~i pratica 1111 '<·1110,·ohura m·l po mt·rig-g-io in bik· peptouata g-ltu·osa1a, te 111 p1;rMnra 40°: l'emocoltn rn d,1 r is11lt:010 11<:.c:atÌYO (1(,• gion1a ta d i 111aJ;n1ia). I ] llJ!O."'I<' : J.':1].'.:,-:l utinazio ne è positÌ\';1 al 1, 1•~.1 pt.·r il bt1Cil10 di Ehc:rth, nvg3t i , a a 1/~u p e r i l para .\ . e il p;ora R. q a;(<Hlo - J.,'a1111u;1lato ~ forten1t~nh· nl,nnltilal•J: lit·,·l· t.llJli ric, : t"·1l1p,.- ra turn po11h rid iana .iu0, p1..,l :-,.o r J 1 ,, d i:1rn:tt in tcn:--:1. 1.,-1·6-1 7-1S a J!OSlo - Co ndizioni i111111 ut nh' , l:i h ·1111.wraturn tt:11dl' ~, d i1niuuin.: teg ~l·rn1~ntc. tt 19 1lJ!O.\I O • 'fl·rnpc-r::.itnra _;C),S nel po nu: ri.~ gin, p uJ:...o 110. Si uo ta una discreta rii,:idità del!a nu~a. ~t'.l l,1 ('()\•)~Hl" ,·~· rt,·brak Kn n i,c:, :ol.,olizi011e dei rifkssi patellari, , 1th::-:w d1 _n:,b~n ~k 1 111 ~1·:-.~ 10 11 l·. •l! l ':l·.:,.~l' '':1 cnt ant":1. :-ìi pratica u na puntura lum-
bare che d:1 l:':-;itu a un l1q u1do 1orl11du·c1t1 ..;.(J\io p n.·-..-.iont.·. :\l1'es.c"lu1e rte-1 sedimento, " ttl· nn lo doµ,, n :11trifu_!!':11.int1t:, ... j c·, ,11-..tat;nto r>' ,l inth:h::iri l' linfociti. q11,c~t'uhitni in
::; 1· 1) 1 E L ,\:,,J 111 11~:.\ 1:>:ldH: CER~: UHIJ· SP INAI. E, EC<:.
pn-u1 lc·112a. l )~J I ' "-"diu1t.·J1t·1, "1..1nin.1t u ,u a.:.,rar ....i ~Yi}uppu iu l'c:>ltur.-1: p u r:1 il ba.·ill,, d i Eht·rth . L e condi,iuni •kl pai'.i1.:nh: 1'h..·n 11 an,1.:u110 111olto g-ra,·i ~inn n11a Jinl.· rl i :t1,.!'o~t o . .\ i "pritni di :-:,.-t t<·111hre l.1 t t:"IDJh·r :1 tura ,1itt1inui~c~ ,cn :--ibih11 l·11tc , h · ,·111ulizio11i p::;i•
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\"Ìt·nt· 1l ì111l' .....c. e t r,'\:,.ft·rit o àl Repa rto Ch-~e;.-r,·a;,,10 11c pc: r ,.::li <>ppo rtu11i pruv,·1.:tliuH.:ttll 1111.:d iç• ,· h·g':ili. . L ':i rn111 :lla10 :-- i l· :,,.pci11t :11 1l·:l llll' lllC.: prc :-=t· 11t:t10 :tll'o:o-pl·,h1k il 1.? gt·111rnio h,) l lJ 1.l1::,,.1tkr:11 1d11 11 11 :1 ,·i :,,.Ì\ H pl· r d i,turl ,i :-.i 1pr.1,:~iu11ti d a 1111.1 :,.l·t1 i111;111:1 ne ll'a rto infc rinn: di .. i11 i ..:.tra . S1 t féltl tn ·a di u11:1 lh:hitt.· . Al1\:!'-:-1111l' ).:'l' l1l"rak· !'-i t'Oll:,,.l;t lÙ u11;1 1111tc ,·11h_ tli t11i 1-111 1io 11t.· d l·lla r il! iditi1 ,lt:ll a t·olp1111:1 n :rtl·h r:-1h· : i rith::,,.:-,i pa tdlnri ,.:r :1110 p iuttu :-- 1, -. (orti, :111 1.i il ri 1h:,:,,.u pall · lh.1n.: :-i11i:--tr11 l·r;t pii1 (o rll· ch; I ,k, tn, f pn·g rv:-:.~a l:' 1Hip :i rl":,.Ì !">i11i,1r;il .
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La talwlla lt•f'IIJll/ffafirn, limitala -li periridn d i l t:!IIIIHJ in 1·11 : :;i :-\'ul :'l'l'O i fatti Illl'n i r,g(•i , inrlil'a t'OITlt~ ancill' in cptl·Sl11 1·a;;u lii kmµe1·uturn si ::;ia HhlH1~,.:at11 rlurnnte l' i11so rfn-•nza d el l a comp i i cazinnP m' r vosa. La localizzazionl' dl'l barillo di Eb,' rth s11'll' rr11•11imri è :;tala r;ui fa. ,·11r il,L dai pn'rl·drnti l' r t·di tari e in !.'()l'l'i al r11odo ctai ·prC'Cl'ctenti p ers0nHli dl'l pazil·nk. I µenitori , in fatti , !.'Ono n1nr ti paraliti ci, J'ammalut" è ,.:tat u 11n forle bevitore e all'etit d i :?O anni f11 i n1pro\'visamenlc col pito rl t1 una t·mipar <•si sinistra. T ullo lasi'ia St1Pporre Cli(· la rausa di quc,:;li! r rni JHll'l'"i ctehbt1 n•n·ur;;i in una artcritl· cerebrale l11l'lica, l e no rmali r11nrlizion i rll'I ('li Ore t:'Sel urll' 11do una embolia rii origine cardiaca . La p11l i ll'laliti1. \'lc"rifk ata i nei bambini nati d al matrimonio , cosliluiscp 11n·a1trn pnwa. indi retta. Non prirn di interesse è pme, infine, la ton· ~tatazion e r hl· la formola citolngi,·a d t·l liq1tido cefalo -rac hidiano eslraLtn <·on l a p11ntur·a l ombare ern u na formola i n vrevalenza linfocilita. ;>;ou ~ improbabile che la rcazionl' l infolitari a fos~ in g ran parto l'espon e11 l t> d i 1111H irri tazio ne men i 11g(•a. cronica 111 :·appo rlo cun la preg r essa sifilirl 1·. Noi lamentiamo che lt· tirt<istanze non ti abbiano 1w r mcs:;.o rii e,;t·· 1:nr i re la. reazio11 e dt \•Vasscrmann. In ogni morlo il . si,-tc rna nr r vos" del par.ienlc, ereditariamente m r· nnnrnto lll·lla ,.;1m rc·sislenza, è stut o d oppiamente l(·~o da un proCl'=""'' ,1rl f' rilico 1·t1 rd) ritle probab i lmen te l1rrlico e da una int ossi cazione 11kn,,. l ir a. In l éi.li ,·undizinni , 11011 p 1rò q11i nrli suni rcnckre che nel dècorso di 1111 a Sl'llin•r11i1t , q11all' è appunto l'infezionr tifoide, i bacill i d i Ebt•rl h :::i :-;i ano lPrnlizzuli s1tll e menin1_! i. 8orprL' 11de, ir1wn·, !\·silo in g uari gioni• t' r•J11 retiq 11ali scarsi ssimi , ()l' r cosi d ire nulli. Casi ana loghi , 1wr q11a11lo l'l'l'l'Zionali , sono segnalali nC'lla lelteralu r,1. Hi a,,~11111cndo, i dt rr casi di m1:nini:'i t1• c·.:·rl'bro-:-pinale da bac illu di Elw rl Il. ria n0i oSS(·n·ati nrl d(•r orso dr ! li fo, provano <'Ome la lotal iz:.rn· zinnt' s;rlle m eniniri sia , in irencralc, fa\·urita d ,L caus(· oeeasionali t prerli:;porwuli. :"\el rrim o C'HSO il lw<: illo di Eber lh era a:;socialo i:un 11n co<:ro-ctipl 11 • c·ot·co il <111ale con probabilil i1 faciliti , il suo allechimenlo. Nel Sl'rnnrlo ca,.:o l'i nn1:;i onc d r lle mening i \·enne fu\·0rita da tare ner vose er ediluri e, da l l'inlos~il'azi one alcoolica e prcc ip1mmenlc ria 11na prr grcssa li.'si on1' artcrit.irn (·erl'bralt• di probabilr nal11ra l111'lica. De;rno rl~ nota , pt:'r l't't·· t·1•zional c' rnritù, l'(',;il o in g11arig ionr .
IM-7
A~IBULANZA CH I KUkG ICA D'AR11ATA I\. 4 DIRETTA DAL PROF.
l\1ccoLA
GIANr-.:ETTA:;10
TENEKTE COLON1'ELU.J
M EDICO
Ferite addominali di guerra pt-r il do ti. [m anuf.'14' ~ antoro. t·api ta no m,·d it·.o a.si,-tenlf- lll'lla I Clinil-11 C:hirur:.d~a ~1.-lla H. l.i nivcrs itù di l'iapvli
F,. TH.\TTA.\1E\TU Uf.ò: 1 FEIUT I i\( I \ Pl-'Elt.\TI. Tutti q11t·sli l'erili f11rn110 snllopo:;li u lr,1tlarnl'11lu 111~·dir1, rn(l llo ri ~o ni:,;o e ad una sor vegl iu11zu èlLTllrata. L t1 snrn•glianzu ,L\·e nl co111e
~t·opn di ::;o1·11rendc re J t.,Ventualc 111ig lio ram<.:nto rle lle cunrlizioni general i, è di stabilire i,e e t'H po,;sibilc un alto opcrnti\"o, magari in second o !t:mpo. Il trallam!'nlo 11 1edito, e lle in (Juaklte ,;aso è ndsn in rrallit a fa r 111ig liorare le condizioni dt'I fcrilo e cL n ·nderl o quindi operubil L·, :it 1·rat.ica eon i comuni mezzi Lerapeut.icì , 1 qual-i hannu com(· ,-cu110 cli immobilizzar~ l'intestino, di atten11arc i d olori sponl.anc1 vi\"UCi, di ri. pristinare la pn,ssione a rterio,;a ed il tono d i tullo il !-islcrna card iQ-\"U· s,·o la re, di elimina re in 11nu parola i fl·nomcni dello s ltn,·k e di ridt1 1TP id m inimo le conscgt1c-nZf' della perdila d PI sang-ue. L'infermo qui ndi dev'e:'--.erc teni1lo jmmobilt' nel s uo letto, nell,: posizione de l Fowlcr , po,;!-ibilmentt· in un ambiente tranq11il lo, e nellr stesso tempo g'li devono essl' rC pralicalr la somministrazione di oppic1cei, e le lra$ft1s ioni di s iero fi siologico. La q uiete e la rnlrna dell'am · biente hanno grandissima importanza, ma purtroppo sono q11este d ellt• cond izioni mollo diffici li ad ollPnc rsi. L"infermo eh~ può riposare ,LI quan to migliorn quasi sempre, sia anche per breve tempo . Du rante le vri me on · die St\g"ttono il ferimen to la dieta deve t::\S<.'l'l' assoluta. La sete intensa l' he l"infermo av\·crte deVf' t·ssere allen11al ;• dalle trasfusioni so·u c,cn ta nee di s iero o dalla istilluzinne d el sie ro ne!· l'ampolla reltalE•, per mczzn rti Sf)t'Ciali apparecchi clte sen ·ono II fa re cadt're il li(juido a goece. Se l'infermo non \'Ornila , St' i "11oi d olori sono a lquanto alll'nuati, il che si verifica supra tul.l,1 nei ft•rit: con IPsion-' di organi par011clii malo.~i e srnza npt· rt11ra dell'inll'stino , !-i può conct'd erg li q11altlw c·tt1·e hiaial1< di acqua u dei JH:Jzzelti di g hiareio, elle sono un \'Cro !-Ollievo Ill'l' il p ;,. ·,.iente. Se inveee il pazit·nlt: vomita , ogni sorso di acq1w g li d etPrrni rrn
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FF:RI TF. .\000.\.IIN\l.l 0 1 1.a; ERRA
dt>i l'<Jnati ,·ioit'nl1 t' 111ollrt.' risvt:>glia i dolori addominali; d a 1.'iò la nerr~<.ith di (;,·iture a q1ral~ia,;i \'.<JSto l'introduzione anc he dell'ac·qua q 11and o ..~1,-te il w11r1ito. :-:ìc l'infl·r1110 s i a,·,·i" lentu111enle ét g 11a rig ione, d op o quélllro 0 c111q 11e giorni da q ut·sto trait.amento, s i può au m entare la quantili\ cii liq uido da p rt' nder e per bocca, d &ndo d el c,tffè, d el cogn ac o ,Jcol ruhm. q 11akhe po' di b rod o, e più in 1;, d e lla c rema leggera, q11incl i q11akhc p11 rée, delle 1ninesl rini:. t•1·c·. La posizior11• d el Fow lt' r n on ,wmpre· può essere mantenuta. E:5.5o è impossibile anzi q u ando l'infrrmo è agi talo e d elirante; d el rrsto m o lte 1nll<' ,;a rù co11H•11tilo il d ec ubito sopra uno d e i la ti, come quando, e,:.,L'nrlo per cscn,µ10 ferito un fìan,·o , ;:i ,;ia d <'!erminat.a la formazi01w di ll llil fb lola s tHCOl'UCCil s ·1 1il'addonw d el fe rito viene tçn11la una borsa conten <'nle d el g hi a\',·.in. L '..\badie pre feri sce a q1u:-::ta le eo rnpresse d el Priessnitz e ciò perr lié i.: rliflìcile molto spesso di ave re. il g hiaccio a portata di mano, quando f' i è l"if'ino alla linea di combaltime nlo , ma anche e ;:oprat•:itto Jll'r· , l1l> an·ndo t'gl i da più tempo arlo1w ra t<· tali compl'esse invece d el ghia,·t·io in L1 1lle il' ro .. 111e di pe l\·i-pe,·ito nile, com e per esempio nelle ap p endi,-.1i , gli è parso di axerne an1to mip;Jiori ris11lta1i. :--oi ,·i sia 111n ,-e ..vi t.i d C'lll' compr(':-se d e l Prit>;;;:nitz solo q11,rndo n on ·1hliia1110 a nitr, il g hifircio. 'r ali c11111presse sono in fondo d e lle la r g:ht' ,;,,h·il'!ll' ba,:.m att• di ac(J11u fredda, spremnlP e messe s11l l"arlrlo m e in mo(1" ria ,lrvi I 111 par ne t 11lle il' pareti ; (Jue:ste <'Ompr0sse \"Cm1'on0 ticopL"rlv la 11no s ii.ile, i111[ll:rn1euh11l' e rnanle n11le con ur. gi ro di fascia pèr pii1 u1T. Le iniezioni di m o rfina, le iniezioni di oliu cun fo ral<J, le iniezioni cli dig-ttle:n c ,d i caffeina, rii e le l'C vengono praticate S<'C'Ondo l'i n di,·azi on1•, a~gi11nlc alle trasf1 1sioni di sie ro fi siologico, c ui spesso si 1111i;;r!', ,-(· d<·I caso, rlc lla adl'cn ul irm al m il le,;imo, rhe ha rptasi r0;;lank 111entc l't'ffetlo di a1111wntarc la te n sione arteriosa. Come s i è n sto, n onost.unle L11llt' ,p1t>st0 r11 re , i fe riti d e l1'11ddome con pen!'lrazion,• e fPrilu d c ll'inll'stino m11niono t11lli . Quelli c he sopran·i\·on o son0 ,;o:tanto i fl'rili d(•gli oq:rnni pa renchimatosi , e q u elli m' i quali in ,.:pgui l() si può cli111n;;ll'an· 1'11t' 1ii-ss11n ,·isct·re è si.alo ferito.
LAPAROTOMIE .4 / LAP.\l10Tt1MIE E~P I.OllA'l' IV~~. Con la espns~i,,ne di hpa,·otomie esµlora li ve intendo lutti que~I, a lti operali,·i t ht' s i ridussero ad u na es11lorazion e d ella caYilt1 a ddominale, non arnn do riscontrato lesioni viscer:ùi. In realtà tale deno111inazione non è d unque esalta . P e rch i? t'Splorati\iì furono ancne quee-li at ti operativi nl'i quali, sospettandosi ferite intestinali , si ti·o,·ò, per esempio, leso il solo fegato, e la lesione non richied eva un inle rw nt n fl'11 r!:!·(•11za ; r-d l',;pl,H'alin, f111·ono an<'he. Ot' I con<"rtlo che 2·t1idò J'oprra
r,
.•
r.
tore prirnill\'amcnle, molte laparotomie in cui !-i lruvarOr!O fe rite del lubo ga:<tro-enlerico, senza perallrri che t·l'$,\11H' precedenl-t an,::;se con~enlito un giud izio vrec iso. Dividerò k laparotomie es1)lorali\'8 in: a ) la11,n.olomie esplorali re in ferite non pen etranti ; b ) laparotomie esplorative in ferite 1ienctranti, senzH lesione d i visceri . Le prime $Ollfl I~ e t11lli gli infermi g11ariro11r,; le altre S"no Jti con ~ 1'1 guariti e 5 morti. Compk::;sivamente d,rnque tra le laparotomie esplorati,·e si è avuta una percentuale di mortalikt d el lì %. Vi sono tra i decessi alc uni che possono addebitarsi all'alto operativo'! Dirètlamente no; ma non è escluso che le polmoniti , che in akuni d i ess i fu rono causa della morte, possano essere sopraggiunte agc\'Olale dal. l ralì ma operatorio, tanto più nei feriti loraco-addornin,tli. Data la definizione di laparotomi'a esplornlint dov rebbero t•,;sere comprese tra queste le c.ss. 559-nHO che morirono di pl'rilonite, la qualè però era in atl-0 al momento dell'operazione, perchè in entrambi i ca."-i la laparotomia non rn·elò iilc11na l~ione lrn11rnat1ca viscerale. l\la in questi casi s i inter venne ronlro la perilonile , che. ~i manifrsluva cn11 segni clini,l'.i t.:\·idenli e l'inLen·ento non fu soltan to es plorali\·o ma· anche, quantunque inutilmen te, curati,·().
]. -
I.APAROT(Hl I E
ESP L,ORAT I Vl; I N PERITE
NON
l'f;NE:Tft.\ NTI '.
(Juantunqu,· le s torie di questi feriti ,;iano slalc g ii1 riporlalt· ln1 1 feriti con ll·sion i non l'Hll'lranli, ho cred11Lo utile ragf{rupparle in qui.'· s to ~apit.olo unico, perchè il lettori> abbia sott'oc·r hio e riunite t11tte le laparotomie eseguile. Q11csti in fermi furono solt-0pn::;li a laparotnnria ., perc hè il Lragillo d el proiettile era tale d a la:;cia re s upporre 111 111· 111.' t razione , o perchè la sintomatologia clinira c he essi presen tavano t•rù tale da lascia r temere una lesionr d el peritoneo , ,-;enza rhe In st11din d el tragitto d el proiéllile c:onsent1s:;.; un giudizio prreiso. 111 qu:ittro rnsi - OH . 51\ 9,; , 9~ . if, - si lr:,ua,·r, ,li lragilln sospetto d e l proie ttile . :Se ll'os,. ,-6 il prnitnik, pt·netrnto in ('Orrisp1,11d,·11za dt· ll'ascellarc pv., te rio r~ :-:..ini~tra. due ditd sopra l'arl'Hla «..:o:--talc . ~ra rinia!--to tra i tl·:--~nti. ~Ianca,·a il n.:pt.: r1.1• r :.diologico. J.t: n ,m1iY. ioni g-.,111, rali dcll'infertll<• 1:ra110 huone, pe r,, l'add1>m<· "rn <: 011tratlu e inoltre e:--i:--tcn, u1w 111arcata ipe rL·~tt:·sia c utancn r. lln fo:":-:a iliac~ siu;:--tra . l ~•, :,:J,riJ,!li:1111cnto wm fu deci~i,·o: da t·i<'> la uece~~iti1 cli opc._.r:lrc ,ti l~pnrotc.nuia. Proa l,a l,ih11c11lc." l 't·:--an 1l'. r tHlio~('opil·n :1,·n ·l,bc con~cntit~ 111w dia.l.:-110:-=.i é:o-attn t.·d l·,·i t:ll ('I
l 'intc rn:nto. ~t:ll'o:-:!'-. 9,; le t:onc.lizioni :-.0110 ;u1~,log he , L· la l:tparoto1nin (n l"~t:gnitn ancht...· p er ·
eh<: l'lnie rn,o prt se,uavn d,d lt· t.·1,iuli;,.inui ~t 11 t: r;,1li non 111 o lti, 1mn1u: e tki :i:.intom i addon1in~li ahba:,:.tan1.2. spiccati, l'OI1H· il ,·0111ito l-" la co 1un 1!.tura di dift:~::1. Anche ne ll 'os, . 94 la la pnroto mia cs plnrnti,·a fn pra t icntn pcn:hC:· ,·i ..ra f,.rv d'u!Scitn rkl pro icnilt:, 111:mca va il rt ptcrto radiologico e lo ,-hrigli1111,~1110 n un fu <kci,-i\'o pn l,i penetrazione. In qut>'to ca~u l'alln o pe rati,·n 11011 fu p t rfe1tarne11t c· i11u o cno, pe rchè fu l'0111pli1·a10 ,1,. hronco-pol111o nit e e dn ~11pp11razinllt' della fcrit:l op<'r ato ria, co11 ~pÒrgenza <li 1111 ':11,~n ili 1«:nue. Ana_loga ali" prtceckuti i, l'oss. g(, , d11· pre ~cnlava un ouldn 1ne 111nlto contratto C' dok11t1:, cnn n ·,pir~1;.,, Ìc) t1 l · prt..·\':ik11tc·111e 11tl· tr,i·~c:it·a (· ronali rii ,·omito.
,,r,r,
FEHITE .\llf)lJ.lllN.~1.1 DI Lo l .ERRA ~ ..:lh.: tJ.SS. 11 ,1, 11;, 119, vi v r:i uu Lra,-;11to p :1r:1,\o:-,:,,,;.d~ dd proi<.· hili. ~ vl l 'o_,.s . 1 , .1 • si tr:-1 tt ava <li 1111 proil..·tt ik d i (ul·ik pc1Htr:H•> a l riaiu·o :,.ini ~tro e con t""bf\.'.:-,:-,o :d l \ ·pi.
~ a:,;.triu.
Ll-' co11di1.io n i g-cJ1t' r~1H l·r:n10 lmn n\.', 11w l'a dclo111c cr:a a lquan to te:-:.o nella 111<:t:\ ...:-i11i:-,tr;1 il "·111.: ft:l"l" ~u:---1n:U t1rl'.' n t1:l fer ita del colo n tli"'c'"·1u.h:-11 tt: e !or!"e del t~nul'; i1101tr..• lu ~hrig li:1111\.: 11\u ,k·ll ~t ft·rit a d'i n ,-.:rt·'~O 110 11 f n dc.:cish ·o. ~ e ll'o~~- 1l i il pro1
ittttik, p;1l111t1 u la di. hh·ilt•, p c 11t"trato ~nl 1ìtu a ;-.i ni!'- tra Jel_l'o n1 l.>elico. 1:n1 u scitu a l ti:111co ~ini:--tru, in l'Drri:-.pnndl"11zn dell'ultima co~tol.rl. J/i11fcrn10 pre:,:;e nta vn, n lt rc.; ljlH"!--LO t rngi tto pnratll1:,.~~1c. un :1:--pl.'tlu ~nfh.-rc· n tc co n ,·id dolo ri s po ntanei, rlife:-3 :-.pi,T:l t a t: ,·,>111ito, il ('ht' ft.·t.'l' pl·11--,nn· ;111:1 p1.·1t\..· tr~l7.Ìl)tl\: n u1 l<·~ioni intestinali. Nella ,,,, . 119 la pv11<:trazione "ra di111<~s1r:ow non ,nlta 1110 da l tr:i,-:itto ciel pro i ett il e, c he po:11ctra1u p,><'o sotto l'u111hdico, ,· ra s!ato loca lizz:irn ,lall\·,aute rad io,co pi c-o n e lle ma,~e 111Usl·olari dL·II:, co~da ,..:i11i!'>t ra. a 1 lt:"rz,, ~11p1.·rio r t:: llc lla faci•ì;.a estt: nrn , 111a a r1d1t, da 1111 c«rl o asp<:llO sufkrcm,· <Id kri10, d:t u11 a ct>rt:l dokn ,.ia clell 'addomt,. lt.~ c ui pareti Cri111u ~u11 tr~1ltc . >I n in <llh'""t n iuf,: nno , n t-1 quolc ptr i da t i ~op r:t Òt'tti la d iag no:-:.i (li p~·JJL'tr:v;ionc e r:1 d u hhi~,. og't1i ~o~petto ~,·ani quando a ll:1 pt:r c u s:--io n e dell'ad.J.,111e ,i 1101ù la pn:sc111.a di liqnido 1111,hil e in ca ,·ità. Il liq uido er:i dat o da é"~nd:no :,.it· ro:,;11 d i n a tura tuhe r cola re .• I fr ri1 i c ni s i rift:ris ,·on o le 11.<.<. 1.~o. 1.1<1. 1 10, e rano dei fe riti n :11nli . );"e! primo il n ' lil' fu prnl1:1hilt111.·nt<- contu~o d.il pa:-.~:'\g:..:,i11 tl,~I pro iettile: la pe 1h: tra1.io n e ehl>e ::a ri H' th.:r..:i p t" r il dc,:cor~o par:itlo~,:1h: ,lei proìettih·. c h e 1 pt·Jh:l rato in l'nrri!'pon rle111,'l ckll:i l"F'"·nl <'l ,r:,k clt~lr;c. all'alttzzJ clc.;ll'und ic,·sima ,·ertd,ra olor,alo:. ,i palp~,·a sull 'n:--.,·t·llarc: :tn H:ri(,r C d e11o st c~so lnto ln: dit:1 ,nttt> l ':trc:lla c<1!'-tith.:. E :--i 1,adi che in qnt.· sto ~A:-:o il proie ttile (: ra co!--titnit,, d:1 u11 n ~che~~ia di gra n a t a , cui il trag i t10 t o rtuoso tra i le~:--nti fu pn,hahil111 (•tll l' a gen )ln t o tl;igli :-tracci di nhit•• . trn ...:port:'.tti . L}l k ~i1 1t1\' r~nnl~ l"ra tli lh:,·t.· ~·11tit-'., . 111:1 in rappo no con f?:-Oj,.tl l"r n 110 1 ~ 111lc111 1ì ;..!-~ ·11,: r:1li fl nddon1 i11 a Ji d1t: l 'i11f._·r1110 prv:-.1.·ntan1 e d1l' vn1!i-ero :, co11ft.· r111:1rc la tli;i. g ru,~i ili Jh·11ctr:'1zio t1e. ~t.·ll'u~:,... 1_;9 il pro i<.'ttilc 110 11 t: ra n~t·itn t · 111:i n tn \"a il n·peno r:t1lioln~ico. ].., l,1p:1roto111ia fu c::--l·):11ita !'>L"J11.:1 p nt n ,.· nti\·o shri).,!lia111t:11to J>Crch~ k co11d iziu 11 i ,-:rd\ 1 d,·ll ' i11fe r1110 , i vivi <lo lori s p o11rn11c i dC'll 'ndclomc , nccc>111png11nti cln n11a spiccnta ,!1ft":--[1. 1\.·,·l·r<1 ~1..·111.'.-tl tro pl: ll:--:t rl' a l1:i pt:nctrnzio n t:· con fe rit<1 intc~tin:-dt·. 111 q 1tl· ..;.to c.-1~0 pt rb 1:i f1:.· rit:1 n ·1rn1,· e r a h1:11 pill gra\'e c-h e, n el preced ente , })t'f ç ui !'> Ì òo,·cttci: rkorrc: r~ alln 111..·frt'l".t om in . A1w.logo nl prcc1..·dt.·ntc i: il caso cui s i rif\.TÌ :O-l~c l 'oss. 1.;o . ( ..lui Jwn\ il n ·11c 110 11 t~r : 1 cli1HJ)lèU1111t·t1lt' spnppo lato, 111a pre~ent:.,·a un:i la r g-:1 iv rit :l i h l :-:uo 111:irg-i 11 e cou,·c·~~u, ch e richie:--e 1:, ~utura. I.a ns,tcr. 1.,1 ~ 1101e ,·o le p e r il dc-n1rst1 p nrnclo,~nli, dd pro ic·n ilt- ,: p,·, · I:, ~i11, lr, 111w :1d·lon1inalt· cl11· l'i11:e r111n J)f l'!'>t' nt a \·;i :\nC'he <1 111, f'On1e nr l1 '11,..:,·n· r., n. il d,t. or:,;-, pa r :ulo ...:sa k d1.·1 prni <: ttih.· t·r:-i d fl \·uto ., d u n a sclu:gg-ia di gra 11at:1, c he• però in qut::,;.tl) ca~o era di n Ot(',oJi d i11u.·11:,;io11i. 11 proiett ile , di for111.1 qun<lrfln )..!ularc: , i·uu l:11 0 ù i c irca ,:;: Cl.' Ht . CHI p C'11t'lr:1t,, tr.:l :t~cel l:irc nnte r ior C' C" 1na 111tt1illn rc- :,:.: ini~tra , d n<.· dita s<>1·o il 111:ir_t(n c l ,~tale, e 111 Dn'-":1li1.1:-,~n ci:1 ll 'L",:tmc rn,ilc,:,;:\.·f>piC'o :, 11,· t·ll.:> 1klla l~rw n :rtt lira lo111har<', fi rm. a fiini:nra cklla linea mediana. T.'infermo pre;;ent:H ':-t uno st:Ho g cnf'r:dc gr:l\·l· <: dc.: i sintomi :u11'11111i1rnli ~picc~1ti. J,'ac.lclnt11e- e ra t «:~. ineteorico. (lok utc s p nnt a11c·;1111t.'nt e e più a ll a pa lpazio111:. La l:tparo to111i.1 111oi.::.trt1 1'11e il p roie n ie 11011 ,rn penC'tra to in cnv iuì: 111,·<lia111e 11n'i11c-is in n e ohli<Jna sull a T't'· !.!lo ,w lotnbnre :--ini ~tra !--Ì pr:ttkò l'c.:~traiionc 4h:·1 proie t t ile , c h e fu l T()\':llo it1 u1t.·711> a ~ rn11de (JUantiu) di ~tra.:t·i ,li ,·c!--tÌ!o. 11 d ::cor~o po~t...(>pt\ nttivo f u cotnplie:'lt o d.1 fi..:t o l~ ~t ~r eoracea : t.•vitle nte 11tl' tHe l:i ~Ch \.·g~i:-1 il \"C'\":l 1·011tu~o. Jnn.go il :-no p:t!'-,:1~git,, la porzirm c: c xtr~.. p, ritn11e:1 k ,lei t·uJ0 11 di!'t'\."l1tlc.:·1ttt', Ke ll'os, c rv. i l prc ,icltile pallò tlo ln di fncil .. - tr:wc r >'Ò il h:1ci11n, p('11etrnndo a lla m d:i ~n p~, i" re rle lln 11:nicn ,-;i11is trn e,\ USl'<:llclo a l t eno ~upcrio rp d ella C'Ol'CÌa rlc-~tra s u11a fru·c·in :u1tc rior~. tre dit :l l'-otto l'ti rc:it :i ing uinnl\.·. 1/ iufc nnn pre• sc· ntav" 1111 forte rlolorc· :11 ,·,· nlrC' nrcompa.Qnnto ,In 111etcori~1110 e cln d i111i11u7.inne •1f•ll!., n .. :1 di ott u::-i1tì f-pnl icn . L'nri11a1.innt· ~p o nta n <: a e, ~ abn)ita t.' \.'f•l ,·:1te t e ri sn1•) e~ ,·~t r:l'•:.:,,:("r o pt 1(°)1(· ~O\.'t"Ì1.· ,ti nrint· c. 111.1ridu:. La l :-tp"roto111i:::t n1o~trò ch e il pr()iet· til(> 110 n e rn pc.· 11t· tr:1tn iu ('~ \·it:ì: 1ll..11o ~p:11io p e rin: .,.cicnle ~i tro \·ò d C'll liq uicio ::.an~11i11olc11tt' d i ndt>n' n r inoso. L a :,.indrn111l.' n<ltlo111 in:1le en• <p1i d 1111ff1tè leg at a ;-i l) .;1 infih "'v1n11t: C"111:uicn-11rino!'tt dc-1 (' <H l 1H-'tlÌ\·o p (·)Ytco. }.;.1 çur:-i :-i l111 1it ò a llR ~pp<)~Ì1i1>ne 3
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Difesa c:h.·lle parei i. l"rinc t·111atidtl· . ;\011 li:1 n1111ito . .\ ~:,,.t·nzn dì 1111.:than chi . Tr<1/111111c11/o: J.aparoio111in parnrcttale si11islrn. Il pn)it·11 ik- ",'.' '-' i: pt·11'":1rn10 in ca\'iti1. Sutnra cklll' JXlrl~ti a strat i. Shrig-lhl11tù1'1tu 1lvlht fc.·rita ti 111.~ n::,.~o. J1,:--trnzio11e cie l proiettile e di stracci ,lt-1 ,·..s t ilo. Esito; Tr:t~ferito dopo :;,i giorni. C.11:1ritn. ~OTI~: .f>ecor!--o pos t-•,pl'ra t in1 co111plic:Ho da p<'l111011itl.' . .~6. O.'\,'i, - (;c,,era!ità: Se". C;iu .• :.:.ergl'11t t' f:lnll!"riri . J>,1ta Ji <' lii raia e di 11.,rila: 19-S-17 ~2-9-17. Tempo /ras.-orso dal /rc111111a all'i11/avc11/,,: ore 6 . N 11/11 ra della i<'si{;11e: Fcritn rotondc~_._:i:1111,·, ,fa pnlh-lta di shr:op11cll. ,ull'asn : lJ:1n• posterior~ ~inistr::1, d1ic ,lita sopr.1 J'arc.1 1:i ,·c>:--t a ll· . t l·\ ·ritc t r a~io:,:.~c d e l1:1 <"P!--CÌ :l <i11i.tra). :\lanc:1 il reperto radiologico. Si11 / 0 111-i pri11tipali: Co11clizi,,11i g-e11erali hnOllt'. l'"l"o {>o ,·:olido. T. ,,;.,. Aspt·ltO w,11 ~offe re nte. :'\011 nu11ito. ;\'on :-.i 11gllio1.zu. Addot1ll' çout ratto. :\:-:-.l·11 z:·1 cli oltn:-.it:\ 111ohile :ai fianchi. Jp~rc~te :,.i;i c-u ta1tca alla fo~:--:i ih:i..::i :,;.i11i:-:.tra. T,-attauH·11to: ]..,, ~hrig-lia111cnto 11,,11 l· tfloci,in,. Laparot<m1ia pnr~rell:l lt· ..;.ini· ~tn1. 'Nn ll:\ in ca,·itit. Intc~tino integ ro. ~utun, :1 ...:trnti eldk· p:1n·ti. E .( i/t1: ·rra~ferilo dopo ~-I giorni. ( ;,rnrilo. Nc)TF'.: Opc-rnto al Oi~taccan1e~1to :1va11;,.atn. Trn~fcrito in ?a ;.:innrnrn nlt:i ="elle. 94. Os.<. - (;,,,1u11lilii: Olc. '.\lic.. ,,,ld:ilo l1C·r,n;:li~ri. - /1<>111 cii ,·11/l"cl/1t e di JH; ;J111en t t'.
lt:oris1110
~ d i ottu~itù ai
U.'\(i/a: I i-Jl·1 j i -I..!·1/. Tempo lras(<>rs(, rltrl lrau111a all'i11/crF.·c·11lo: on.· 7 . .\'atu ,-a dclii. /fsi<n1t1: Lar~a fr·rita <l:t ~4..l }Jt·,..t).!"ia Ji ~ rauata, ~:inguiuantr-. suhit•'>
~ ,tto J•arc:itn coital(°, s.ull':1~«:dl a r c po~tcrio rc dl~:--tra. ;\Jmwa il reperto r;:u liologicn. l.,o :--hrig-Jiarnt?nto non è: rledsivo per Jr. p,·t1l·tr:1:1.i, ml' . Sill/a111i prindpali: l'o l~o ~~ rnliclo. Respirazio11e tnrncic~ . .A,•pt·tl•> l,110110. \'eJ1·
tre contra tto, dolente. ~011 ha vo111ito. !\'011 ha urinnt o ~à 11 ~ uc. :\:-;...:cn:t.a cii
Hlt"tt"O·
ri,11 1u c·d ottu~itù ;,.; tl[ttl<"h;. · Tra/la111c11t o: Lnparn10111in. paran·tt:ole ,lt·~trn . 11 prni<"ttile 11011 pt-11l"lra i11 ,·,1.
v itù . Orc:11aggin, :--utn ra. ;\011 ~i tron1 il pro itttile. F:silo: 'J'r::1~ferito dopo .'.! J ~ion1i. In ,·ia t.li ~ 11~1rigiont", :-;,_)Tf.: Dec,-,r,o p ust-opcrnt i\'O coinpli<:Htu ,ln hr011co-pnl1110 11•fr. S 11ppurn zin11e dt"ll.t ferita opi.:r atoria. ('on :-:.porg-c11 z3 cli u11'n11:-:-i ili tl.'11lll'· <J.,. ns.<. - (:r11na:ilii: !-or. 1,ui., 1e11e111e ge nio. - Pa l a di ,,11tmla r ,li 11., rila: J l_.l J•{)J'l
t ti• l l·I';'
F l:hlTf: \IIDil.\l ll\.\1 .1 DI (;\ 1:R!l \ Tempo lra s1.· lu ~a dal trnu111t1 all.' i11tt.n•f11ln: o re .;. .\'a/ura del la /c.,i ,>111·: Fl:rita rnto nde,:;:i:11n~ d~ ,h r:ipm·ll ~Ila LJ~" del l<>r:u·e
rlc!--l ro, ,ull'n:--('t:"11arc p()~teriun.:. 4 dita :--npr~ il 1n~,r~ int. co~titlt:, :-t· n:1.:1 foro 11\ usçil , . ~!3n ca il r.:pato radiolo1'in,. Si11!0111i f,riucip,11i: P o h -0 9-1 . .\ :-:.pl:lt(, :11,batLutu. \",)nut<'. ~nn h~ '"'J>Ulato :-.a n-:1ie. l : rinc 11~1nAli. Atldonh.:: dolentl_' e in tlif\·:,,;i. E sa me ckl tnral·l- u eg;din,. 'frattam r,z lo : Laparo t n111i.:1 p:1ran·tt:th: de:,:.tra. A ~~en7;l i li lesioni di Pr.i,:a ni t•1l~ dnm irrnli ; il p1 ,.,il'ttilc.:. 1H, n i; pl"lll·::-nt~- ~:nn1:i a :--tr:-iti ,-:,, ;t,, : Tr:is feritn ,lc,p, J .t.:i<lr11i in hnn1w condi1.i<>n1 ;\'nl'I~: Tracd,..- r ho in -,t,;:'.2111to :id c r cl111c· \li ~~cn1tx·r r. C,,11dìi1n n i J.!t:t1t:rali t· In· ,·,di l ,uo n,: . 119. Oss. 0n,,raiità: , ·io. 1·: , ·a., soldato fa111.-ria . -- />a/a d i c11/ w/.i r d: 14."(iltl: .:2- 1--17 7-,-17. T,:111/'<' lrascorw dal /ra111110 a/l'i11/er;•e11/,,: ore 9. Sa/11,.a della lesi,.,,c : Fcrita d'iui::r c,,o, da palktt a di ,hrnpzu-11. ln· diw M>J>r• il pube. (l proic ttilt.: ,-irr1 e )()('::lli z7ntn dni ra,J!'j!"i 1u·llt· 11rn~!)1.,: 11,u,(.·o lari d e lla <'P~h !'oini~tr:1, f:u:cia ~:,.lt·r11:1. 3° s upL·rio n.:. Si ul,Hui ftri u ci f',1/i P oi ~, ~; \'alido. 1{4..·~p 1r:l1101tl" , ·;.i. l 111ét. A:,. pc llo !'o'>fft:rc· n tc· . >"u:: h H ,·omi t o. Addome d oknll: , p,,11ta 11c;i111tt1tv e p1io a ll a palpa1.ionc e co111rattr, . Ot· tn,itil n otevok ai fianchi, mobil e. Trattarn culo: Lapnro ton1la on1tx:tim-.puhk:i. fo cavi1:ì liouido !'oit:rn:,.n d triw ,. Pt·riton..:o pari<:talc r ,·is("'<·r:tlc rli!'o~eminntn di piCt'Oli {." rHnnc-rosi tnhtrcoli. A.~:--1.· nn ,ii ,anl{uc. li proiettile nnn ì: ptc nct r:it<>. Sn1,namt:nto dd lic'p.1 ido. St1ltll"a " str111 rl<- Ile part,.l i . Esi/n: Tra,f,·rito ò opo 16 1'io rni . (~uarito. Non~: l)c:c0rso p o!--t·opc.ratÌ\'O ottinto, Qualcht..· liru:a •li t1.:mpt· r:tt11ra :,,.l·rntm;a Mci prin1i i n .c:-inrni. A~st.:nza di ottusità m oh ik ai fit111 r h i.
1;9. o ., s. - 1;.-.,rmlilà: 1"ri J)o .. soldato 111i1rag-line. /1,1/11 d i e11/,'o/o e d . .!5·5·17 .!1·0·17" . T.-.11{>0 /rasni,·., o dal /rau111a all'i 11/tn·c11/": ore " · :v111nn1 ddlu l f'!•,;0 11e.: T,arga ft: rita lacera, da Sf'ht·~g-ia tli gran ata .sull~, cn1i-., (·apnl:1 re :--ini_:..tra. 11<" . ~p:-azio inte rcostale. se n z,1 foro rli LbC Ìt:1. :\I;u ,,a il r epl'-rtn r ...,. dmlogico. Si11to111 i pri11c.i{>nli: f'nl~o 10.1 piccol o, Rt'~pif(l affa1111<'-0. Asp,·tto ~off,·1Tlllt-. a· m· mico. Yin, d olo n: :ulò1>111innli, ~poi,t., m:<l. nife~a spic,·,n a . 1;ri11e (·111,itichc- al c:.· t·t·teri~n1<,. ~ on ha ,·onlito. Ass<:.·n zn rli o ttnsitA 1nohilL· ai fia nchi t· di n1ct1:or1~m(), Trall nme11 /1': T.nparo to 111ia parnrcttnle s ini~tra. Il prni('ttile 11ui1 è- pc11ctm1 n. ~111ura rlcllt< p:creti, 1,ar1'0 shril{ liamcnto s ulla forita <li in t:rcss,, e scc,pri111e 11to dt'I n ·11~ ~i ni~trn c he .- s papp()!atr> . N,·{ru/0111ia: <'~t r;i1.iom· ckl proict1ilc c h e ~i tr(>\':• n dla lc,i::g ia renale. E sito: Tr:1, ft: rito rlopo 17 g-io rni . Gu:uitn. ~ OTf.: Opt•tat,, a I>1.· \"C•l aki. Trn~f,:ritn in .~... g inrn:1tn ~tl l~ -..t· flt'. ~i11drn111c p,a1:.<petitoneale . 14,,. ().,.<. - r;, ,,rralil à: S!'a. Cos .. ~ol,!atn {:interi~. I •,rio d i en trala e d' 11~r ifa : 1 ,; · _:-1: ~1 -n ·1 ; T Lm f'o / n t snH'Stl Jnl trauma all'i11lcn.1eHto: r>rt' 10. Satura d.-lla l,·sin11r · 1·11., kriln da Jl:tlktt~ <li ~h rapndl ~u l lH p• :I\T r l(·bralt ~•· ni,trn :,ll 'nltC''l:tn ,ll"l b ttJ\ ,·,·rtt:-hr:1. dnr ~:tl<·- ( ln':1hr:t :-,1111:i n:1Lir;1 c;:i:1 i -..lt''t ) l~n r~ il rt•p crt11 r ;1dio loc-1co .~iirte1111i pri 1cìrc1li : Pol~o ~, \-nli\frJ. n otori addn111 inal i ('nn 1..~ n11tr::11 u1r:t di tl ift " · 1 "rì11e sa11 t:"t1i.i,:1w . :'\'011 ùa v<1111it11 . •\ :,., t·111:1. tli n1t:teon !"1111) ,. di o t tn~i t.'Ì mohi te u fianchi. TratlamcHlo: J.:1p:u-otomia p:1rare ttale ~in is lr~. J,:. frri t:1 11v 11 l· pl..'11t:tr:111tc·. ~ll· t11r:1. ~. oprin14..·::to dc-1 re:nc ~ini~tro. ~utura <li un.i l~rr;:a f" rit;"t .-h-1 ::=n,l m:,r~Ì n t.. c(',tJ t'l'!--!--O. ~ 1111 e;\ t !", 1 \'H il J)T01~ttile. Z :-ilfn . ..:.utur.i J"t'lt'ria l,·. f: ( ito: 'fra:--fc:ri to rlop o ::.7 gi,,PlÌ . Cu,1rito. ~on:- : Opt.·r~t() ;t} Tli q :1<·c.i111,·111n :H n nzat n ; t...t..:;ft'rÌt .,. :tlla ~dC' in 4a ~ iorn ifH-1 . Si nel rom~ parnp, r iton ~nle. U S(ifll:
1
1=;. Os,) . - <:rur raiilcì : J'\ · r t' Cari., !-òul1.Jatu fa 11 te1·i :1. 1u•t·if" : !~- i~i - -';-_:.-r7
(),,/,.., ,{; 1·ufr1.1ta ,
di
F t:RITI:: ,\DUOMINALI DI CUJ::RR:\
13ii3
1',;111po trasc<1rso d"t tmu111<1 all'i11lo-.ir 11/ o : on: "· t\··itura ,fr.'la / P.iiilHtl!: Ft- rita da p:11lot1,,ln tii ftu·ih· ..1 11:l rn e:1ù superi,,rc ddla na·
tit·a s i11 i!"Jt ra, <.:'Jll l'g rL':,.!">o alla faccia H I1 l t·ru n: <ll'll'-t Cc>:H:ia dt:~tra, 3u s upl' riurc, 3 dita sotto l'arcata inguinak. Si11t.0 111i />1Ì11dp,1/i : l'ol,c, &, ,·ali,lu. Rvs pir;u.iorn: ~si ln,a. \ 'cntrc d o l<:111<:. :.\le tcO· ris mo . J>:lrt.:ti addo111i11a li tt:.:--c. J.•:..t1pa zioi1c: th.,k11ti:,;.:,.Ìma.. l "1·inc: sau g ui,g: 1u.~ al catete~ risnto. [>i1ni 11u;, i<)IIC c.ld l ':1rc:t epatica. ' 1'ralt.a111c11t o: L rq,aruu,111i:i 0111bdico-pubica.
.
lu ca,·it/1 a d domin a le 11011 ,·i è sang ue. Llquidn ~at1\!1tÌ111,h: 11te ndlo ~pn1.io pl'ri a\";_·..;.4..:ir~1k. ZaJf,. del c-a , ·n rld f.t t:tz.iu~. Si~ riuga a pt-n11::111l·t1 za E :dlo: Tr:1~ft: rito t.lupo ,;o g-iur11i . Guarito. ;s;un:: ::iindrumc 11arnptrito111:ah.:. go. O,.;_ ·- (:rurmlità : ! 'no ,\11i;., sol,lato fa11u,ria. Vala di r11/ra/ u r di us r.ita : q-12-17 I0-1-18. T empo lra scorsv dal lra1111111 all'i11/ erve11/<1 : ore o. 1\'a/ ura d l'lla l csio11c: Fnita rot011clc;.:ginntc, da
t=mi~capo1arc :-;i11
2
pa ll.:lla di shrnp11d l, ~ulla
<lita sopra il 111:.1rg i11e co~tal e. 1'ou v'è foro d'uscita. :--1:111ca il
re pe rto r:idiolo.i.:ico. Sinl.0111i pri,1fipali: i'o lso &<; ,·alido. Rcspira1.io11e preva lentemcm c toracica. As petto b uono. Addo me comratto e dokuk. Conati di vomito. As~cnzu cli m c t.:oris mo e di Oll\1$itil mobile. 1'ratlanr1•11to : J,npa ro tomia m ediana sop raoml>clicale. li proi<eU ilc 11011 è penetrato in cavità. S utura H ~trati. Esito: Trasfe rito dopo 20 giorn i. Uuarito. NOTF. : Sindrome par;lpnitu111:alc. Su ppurazione th-lla ferita op eratoria. ,\I 1110 me11to d ella parte nza la ferita i: ri,lo: ta a una pi<'cola piaga be n grauulcggiante. 1 w.
Oss. -
<;r,,cra/ilà : %a . Car., solda to ~t:11io. -
D a/a di ent rata
e di 1tscita:
12·I0· 16 2~-10-1 6 . Tempo tra scorso dut lra11m.1 al/ ' i11/erve 11to : ore ,. . N atura dl'lla l esio11e: F e riw rotomleggia11tc da pallouola d i fucik, al fia 11c•j s iuis tro , con cgre~~o Hll'epigastrio . Si11/<J111i f>ri11cip111i: Co11rlizio11i J.(c·rwrali huo11e. l'ol;:o 6S ,·aliùo. Mhlo 111e teso, s pe cie uella m etil ;:inistra. :--.:on ha ,·0111ito. :\sse11z,1 <li mc tcori$1110. l,o ~hrigliame m o non t! cleci~in, pe r 1a <liagnrn,i tli pt:ue l r~zic>th.~. Trat/a111,•11/ o: l.apiiro to111 i;i 111crliana. Il p ro icttik 110n i: pe11éirf1to i11 ra vità. Sutura dcJle p a re ti a strati. E sit o : Tr:isfnito d o po 13 g io r 11i. G ua rit0. l\"on : : Decorso parado,;,;alt.: d E: I pro ie ttile. Tolti i pun ti i11 S• g iorn a ta. Poche linee di febbre i pri111i g iorni. 15 1 . Oss. Cr 11emlità: Giie. Cir., soldat o fanteria. J)a/a di rn/rata e data di 11 scifa: 30-4-1S 6-6-18 .
Tempo trascorso dal trauma al/' i11/ en•r11to: ore 10. [':atura ddiL, lf sio11,• : Fe ri ta cl.i scheggia di )!r:111:tta, a 111n rg ini co musi, tra ascel-
la re anteriore s i11is t ra e 111a m111illa re s i11istrn, 2 dita sotto il ma r g ine costale . L'esame radiologico m o~tra il proie ttile a Ii,·ello della .,• vcrtcura lombare, 6 c111. a s inis tra d:ilb lin<ea 111ecl ia11a , i11castrato profondame nte ne i muscoli <le i !0111hi. Si11/.0111i pr/11cif'llii: f'c,l;:o !}S ,·a lido. Colorito pallido , aspetto soffe re n te. Respirazio n e to racica s npe rio re. Xo11 ha a n1to wn11ito , nè s in~hiozzo. ):o n ha c111esso feci, 11 è g-n..; _ [/;hldrnnc t'- tl·so, 111c t eorit:n, c..lokntc sponta 1H..·t1nH.·nte e alla pa lp:-.zione , speci e alla metil s i11istra . St imolo a lla 111i11zio11c che 11011 può soddisfare. Cate terismo: urine c hiare. Trat/a111e11lo: T,:1pnrotci111ia pa r;1rcltitlt! sini ~trn. Il proiettile no n " penetrato in cavit:\. S utura a ~trati delle pareti. Incis io ne obliqna s ulla regioue Io111I.,,1rc s inistra e d estrazio ne del p roie ttile e di pc·zzi di stoffa situati ;11l'e~tre mit.\ infe riore de lla log,l!'ia r e na le. !,a porzione c:s:tra-pe rito11('a!e del colo n discende nt e ;1ppare contu~a. Dre nag gio. Sutura parzial e. Esito: Tra~fcrito d opo 3i g iorn i. G uarito. Non: T rag itto p;1rndo~salc d e l pro iettile. Si ndro me pa raperito neale . Dcco r~o p ost-operati,·o ,omplicato da fis toln s tcrco rac('a d i pie-cole dimensio ni. Fi ~tola chiu~a in 14• giornata.
8S - Giornal,· di n1cdifi11a m i/ilare, fase. XII.
1354
FER I TE ADllO.\-LINA LI DI Gl.,EHRA
li. -
LAPAROT0:\11E ESPLORATIVE IN FER ITE P ENETRANTI SENZA tESIONl VISCERA I.I.
Quest i feriti sono di una impor tanza straordinaria in quanto in alc uni di essi il p roiettile attraversò lutto raddome ::;enza per altro produrre lesion i viscerali (fì g . J6). Q 9//
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FJg. 16. - Fcrile penel rnuU ,,,,niu ksioni <li Ylsceri. I numeri corrispondono a lle os.~rn1zloni. - () Ferita nntcrioro. - e Ferito. post-~tlore.
In alcuni il proiettile ehhc un J.,cor ,o antcro-po~terior c: nell'o,s. 26;; ~ una scheggia di granata, pc n<ctrata , nll'a,:cellare a111erior<: ,:ini, tra e localizzata dall'e;-an,e radiologico tra le 111a,~e n1u,culari d.:lla regione lombare dello stesso 1310. 11 d ecor ~o del proiettile lasciaYa supporre almeno la ferita del colon discendcm e; in n ,cc nessun ,·iscere era leso. :S.-cll'os,. 367 il proiettile, pem:trmo alkt regione lnmba re, si pnlpa,·a sollo cute un d ito sopra l~ , pin.'.l iliaca am eriore-~upe riorc; an~hc qui si sogpetta,·a la fe rita del ,·olon <: pi i1 ancoro la feri ia ,kl tenue. ~e ll'o~~. 36S, il proiettil e, penetrato a quattro dita a ; ini, trn dell'omhc lico ed
FJ::Rl1E ADOU.\l l i\ALl OJ t.: CEllllA
u:--1.:ito ùalla 1unica de llo :--tt':--:-:o lato, non a \·e,·a ferito ut:~:-:.un , ·i:--ct:rt': Julla {critn di ~ntrata 1'pOr:,.!,c,·a una fra 11 g ia d \ :.· pip1ou11. :\'t: ll 'o~:,;. 3;01 il prui\:ttile l·ra pcnctrnto in GI \ ittl ùalla n.:giun c.: 101111,;.Lre ~ini:-.tra dopo an, r Il-rito il rc11c. La lap:irotom in ri,·dù u11 e n1 ope r itonco abl1t>11tlant,:, ùo,·uto e,·i,knt<:111<:llle a l versa rs i dc-I ~,111g t1tc ddla ferita rt na lc ne lla ca,·il:'i tkll 'ndÙ()lllt:, ma non rbrontrò al~una le:;io11e vi!'\l't:.:ralt . )lo h o iutt:n ::s:;~111tc è l'o~:,.. ,371. In que:--ta il proit:ttilc·, pu1t:trnto a ll ~1 reg ione n :· na lc: s inistra, fu visto n1cdia 11H: l'c,a111e rn<liologicu no.:lla ca,·it h a<ltln1J1i1rnk, mobi le cui movimenti re,piratori, alqua nto a , ini:;tra ùc ll '0111hdico, c :, 6 cm. tli profo11dità ri~pc.lto alla p,1n:tc nnt t: rion:. J...a l np~1ro t o 111 ia 11 10:--tr ò trac..:~ di :,;;n1g u t: in ca,·ità e un'a nsa dcl ttuue ade rc11te im i11w111u1te co11 In focç ia ante r iore acl ,010 11 <lisce ndc lllt', pt'r una kirriera di ùa%l! aderc:P.c. La sicr<Nl nt torno crn m uspctto e colo· rito n ornia1c. ).° on :-:. i rite nn e opportuno ro111pt-r e tali adt· r<::t1Y.~, q uind i fu ~nturata a ,trati la pa re te addu111in alc t!opo avi:rc :ippu,to un d rc1wggio i,olante, e l'i11fcr111 0 x uarì. \li era in <1m::,:.to ù1:-io :--tata una ferita ddl 'intc.:stino? ~ o n è po:,;:,,;il,il e <ktr...· n1ia ri....po:,:.ta preci:,:.<1. Le éH..k rc nzc i11u:~tiunli si po:--sono produrre <.UH..:he qua 11Jo la sicft)Sa ptritone:de sia se1J1plkt:111c nt<: ,caltìta, o per la prcsc nrn cli germi tras porta ti dal proic:ttile o pc.c r • 1a prc$e nzn di corpi <:strn n <:i. Del re sto, secondo alcuni autori, basta in qua lche cu~o la sola prcscnzn ùcl sa ng ue p<=r d c te nnina rc In rea1.ione adesiva. ~c ll'nss. 373 la fc: rit.t era staia protlott:i <la un colpo di baio netta. :-;clic ferite d'a rllla bia uca, anche quando le cond izioni gene ra li tle ll ' infe rnH> siano buone , occorre. !Sempre opcrn re . Difatti in un a ltro caso furono trm ate tre ferite del tenue o:-.:,:._ 41.i. lu que~to d i c ui t: paroln l'anna l·r a p~ne tn:n a 1udla Co \·itit to racica attran :•r:,.o 11111 occhie llo del tliafra11111 w, :-.c11 n k,lC' rc v;:,.ceri. ~dl'o,~. 3i.J, l'a tto op(·rativo s i li lllitò a una ri.d uwine dell 'epiploon c <lcl colol! tra:,,:v1;:r~o, ferm ati in ca vitù p1t:urica attravcr~o uua ferita del diafn1111 1na, che fu ~utnrarn. 'raie riclnzionc fu praticata attran,rso il toran·, dopo rcscziont, della seu ima t d oll:I\ a co;;tola e p h:urotumia. La cli.1;.(110,i <li ern ia cpipl oi<-a e tlc l colun fu fatta per l't:sam e fisico d e l torace, an,ndo riscomrato la procitknz:.1 d e ll'epiploon a ttra,·erso l a fe rita torncica e, alla pe rc ussio ne dcll'elllit ornce s i11 istrn, un s no110 tim panttico bE:n cklin,i tabik con asscozn dd fre m ito ,·ocak l.lltilc e del llllt1·111 ure rC'spiratorio. Cn fe rito, ne l qua le il ck cor so del pr(lit·ttilc last'ia va s upporre sicur:1111;,n te dtcll e fe rite , ·isccrali o almeno una fc.c rita del f~gato, ~ quello c ni si rifc•ri,c·c l'os, . .,<XJ. li proieuik , pcn«trnto d ue dita die t ro la spina iJi aca a nte rior-snpcriore sini,trn, s nhit<> sopra k, c res ta iliarn , s i pa lpa,·a s ull 'as,·cllare 111edin d i ck stm, a l 110110 s pazio i11ter(.'o:,,:tah: . e la palpaz io ne a ,·vc.:rti Ya i11o ltrc uno :--cricchiolio o:--sco, ...Ic"· uto :1Il3 fr:1tturn ,le ll~ n ,0 1111 e della rleci ma costola. T ait: frnuu ra fece s upporre eh~ i l proicuile a,t'sso nrtato ta11to viole m c111c 11te co ntro la faccia int e rna tld lc o;;,a dn r o111pe rh., e pe r 11c<.·e:--~ità ana to11iica il frQ'nto :i1111<.:no :HTl!hl,c tln\' utu c~:-:.erne fe ri to. La 1:1paruto111ia 1110:--trò integri tutti i ,·i:-ceri uddo 111i11a li. Le o.<s. ,;6, :,ii rig uarda no tlue ind i,·idui fe riti del tor::1ce con lc~ione pnh 11011are e penC'lrazione ne ll a ca,·it:ì dell'addom e senza le,iu ni di ,·isce ri. E11tr;1111ho q uc~li f<.:riti m o ri rono pe r po lmonite, e ,·ie n fotto di clonrnndnr, i se l ':,tto 01wr'.1ti,·o 110 11 a~e,·o lò il soprngglungerc d i quc-~tn co,np1ita nzn . Inte ressante è l'osse rrn7.io ne 3iS. Q uesto infermo i::iunse in gravi con,! izio ni di anem ia e d i shock, per fe rita dd fci;rnto. Con le c nrt s i1110111ntic h <: 111iglio rò rnpida1
n1ente; 111.l i11 !'-econdo tc111po g li si detcr111inò un a ittl·rizia int cu-.a . nccnmp~gnnta
da febbre e tla i11gro~sa111e nto del fegato e ,tcll;i milza ; in sl·gu·ito nnf'nrn. pcrdnra11do le te mperature eh,,·ate , ~i notò u11 tumore p ulsnn lc a li111iti i111precisnbili. acldo:-:~ato alla cn l o 111 ia lo111ban\ c he :-:i pl·Jp.;.(', fo~~e 1111 n:,ict: ... ~O , cu i fo!=i:-.ero t r a~111e~~e le pul:,;,:1z.iu11i d(•l1 ':lc~r u1. L :'t J:1p:1roto111ia e:-=plonHi \·a 1110:--trò che lr.a tu1nefozi0nc era dnrn d::1 nn ,·,, Iurni nn:,;.n ancnri :-:111 a ckll'nort :-1 addon1i11:ile.
L'oss. 3i9 t: :.1 11,·h\\ :,,;.~3 1111 t:1:,;.o i11tere~~a11te, in qunnto 1:1 J:1 p:1rotom ii1 no11 ri,·l:'lÒ k :--inni vi:,;.c,.:r al i <: il fc1 ito i11 ,·t-<:e 111ori p<:r pt·ritonitc in :--1..· guito :1lln f on11 :l1.ionc cli nna fi:--tol:, ~t~rcor:'l<'f>:l. Qu i c ,·id(.· 11 tt·11t(:'t1te n1rn, k :-:ione e ra sfuggitn d nrnntc l 'ntto ope rativo. J~n 11\: cro:o-\'Op i ~1 111o~trò u11 ':1pcrtur n tkll ':-1 11 gù1o :--pll'11i,·o tkl cc•hlll thl cu i fuoru~civ,1110 fec i. Tnle :"IJ)t;"r lnr::t e ra ò nv ann o .1 nn:1 contn~iont." (1e1l 'intt·:-.tino, c<m fn r rn:11.in11c c..• ."'UC<'C~:-.i,·:-1 c:1<1 11ta di un'e~C'~1n1 , o a 11 11 n frrita nhr.1~:1 <k·ll 'it1h..·.:..ti110 ~te:--~o. fon :l:,.porta;,inn,· ckll.1 :-i<To:--n e· dvll:-i 1nu~cobrc• e: 1H.:<: r o~i ~nccl·~~i,·., clt"1l:1 n1uco~;;1. Se tale k ~ione non fo:--~c ~fu~~ itn tno 1to prnli:1Jiiltt1r·11 t~ 11 pn1.a·nt<. ~n n:liht..· \'i :,,:~11to.
135G
HRITF. I\DIJu\llN:\LI IJI G l.iERRA
'.\e ll 'oss. 38v, p1u c he un a la pnrow111in cspl,.r:ni,·a ,i pra tic-ò la rc~ola rizzaz io ne d ella m eta frrita proùvtta da lln schegi.;iu. Il pro ie tt ile::, penc t rat,~ al fia11co, destro s ull 'ascellnre 1m·Jia, tn: ùita , ottv il 1Jia ri.:i11L" custnlc, t·d u,ce nJo tra pnras t!'rn ale e ascella re- dello btcs~o la to in corris punùcnz.i dt:lla sdti111a, o tt:Fa, nona costola che erano fr:otu1ratc , :ive,·a a111pi:1111e nte opcnc le ,·a \'itil add ominaie " toracica scnza leùt:rc ,·i,cai aùcl11111i11ali e f,·re111lr> \'icevcrsa il polmo ne. L'a tto opcrati wi si rid usse alla co11ginnzionc delle d ue fc:ritc, n ·i.:ola n zzando la lesione t ra umat ica e alla s mura separata ,klk due ,ic1osc. L'infermo mo rì in dt· ,·i111a giorna ta per polmo nite·.
STORIE CLI1fICHE. ,, ,;_,. Oss. -- r;C!lcrol itiJ : \ ·c. Fr., ,cri;ellle fante ria . Data. e di en trata. e di u scila: 11>-9-191(i 22-9-19 1G. T e111{'0 tra .<cor.<o dal lm11111a t1tl'i11ln'l'l'll l <1: (1r,· " · f\'a/ ura della t csic111c: Ft'rirn lace ra dn ,ch('ggia d i granala al fianco sinistro,
s ull'a , ccl!art a11tc r iur,e. Il pn,ic:1tilc <: luca ìizwto da i raggi tra le m asse musc<,lari dtll n regione lo111lx1rc ~i11istra. Si'1t 1>111 L J>ri'1ci('c11i: A,petto buo n,>. l 'ol~o 8u valitlo. Scarso d olore addominale . ~ on h:1 \'0111ito. l'an:ti ad lu111i11ali tc:;e. A,,1.:11za di meteori smo. Minzio ne s pont anea. Urine dii.in.-. Tratta ,11c11to: l.aparotolll ia cun taglio obliquo_ Tracce d i sangue. Il pro iettile è pem, tratn in ca1·itù St"ma kdt"re i viscni. Urcnagg-io a strati delle pareti. E strazione del pro ie ttile. /;.silo: Tra,icrito d o po 7 g iorni in ,·ia d i g na rig innc . !'-oTE : Temperatura afehh rilL". Comli1.iu11 i gt"11crali e locali ottime.
366. Oss. - Gn1eralil à: Bks . Ber., svitia te.I fanteria. - Data di entra/a, e di 11scitc1 : 25-5-1917 ; -0-191;. T c m{'o trasco rso dal lm11111a all'i11!ervc 11t.o : On: 12. Natura dt'lltt lcsi(l1t,· : F \:rita lm.·t:ra da ~d1eg-gia di ~ ran ata all'S spazio inlcrcos tal e dcstro, ,ull'a,cella1c posteriore. :-Sv u ,·i i: foro d'tts(ita. ~!a nca il re pe rto radioscopirn. Sinto m i {'rinci{'ali . .\ spcttt1 bnott o. Pob o 75 n1lidv. A<ldo111è in diks:t, rn olto dolente alla pa lpa1.i»nc. Ema turia. '.\o n h a ,·0111ito. Assenza di lllCteoris m o e di o ttnsit,\ mobi le '1i ti:111c hi. 1'mll,1111c ,r/ o : l.aparoto min pa ra rettale destra. Tracce di sa11g ue. N on si riscontrano ferite viscerali. E111 a1011m rC'lro-pe ri to11cale. Sutura a s1rn ti tielle pare ti. r:.~~ilo: 'l'ra:-:fcrito dopo J~1 g iorni g u iirll o, Norn: Opt:rau, a Dcn,t:tki. Trasferito i11 3• g io rnata alla sede cetttrnlc.
36;. Oss. - (irncmlit,i: Cort. Ant., snidato fa11te ria. - 1Jala d i c11t-rata. e di u scilo: 21-w-19 16 h-, ,-;, 'l'c111 po lrasca,·so d,il lra11111a all'i11lervc11/o : On, :>· Na l11 ra ddlti tcsivuc: l •, :~ n t-: r, ,to11dq.:gi:111ti, da pallc.lte di s hrapnell alla rcgio11c lo mba r(\ si11 istra. I proie ttil i, si palpr1110 ~olto cute, u110
1
d ito sopra la
spina ilfrtl'i°I r1tttcriort supt:riurt' , l',1ltro nel .) !--p:lziu interco~ta l c ~inistro, s ull'a~cd·
lare media.
Si11/o m i {'ri11ci('ali: r. i " ,·nli<lo. Rl'~pirn,io11c cnlma . A~ p<.>tto huono. Ventre a n ·allalo i11dolc.:11tc-, a eccezione della fossa iliarn ~ini~t ra. As;:cnr.a cl i vomito. :\sse11zn di 1nctcori ~111n e e.li ottu:,,.i t à 111,>hill'. 1,:,anu: di·l tor:ic.:e 11e~a ti vo. Tn11/a111 c11/a: l,apnrou,111ia con taglio obliq uo nelln fo~sa iliaca sinistra. In ca, ·ità tracce d ì sa11g-11c. Or j!a11i intci.:ri. S utura a ~t rati della ferita laparotomica. Es ilu: *l'ra:-;ferito dopo 17 t!'iorui gnariu,.
:,(>S. Oss. - Gc111'ratità: Zan. G io., ~olclnlo fante ria . - T>11/11 di r 11trala e di uscita : 16-9-1()16 29-9-1 q 10. 'J'c111 po lra.<cor.<o dal lra1t111a all'i11/cr,·c"lo: <1•,· ~1\'a/11ra dc/J.1 l,·:;io11c: Fc:ri, a ruwrnll·g,:i;111tc da fucile , ~ull a r,mbelicale trasversa, 4 dita n ~in i::;trn dt ll 101nht~l ko. Eg n .· :,,:-,,.<> :llla n atic:n ~inì s tra.
fl::IUTE AOD0.\11NAL I DI Gt.: ERRA
1357
Si11tomi pri11df',li.i: [):il l;i fc-rita cl'c,ntrata ,p,,n.:e u 1111 fra11µ-ia d'c piploo11. Ventrt: a lquanto dol ente, n on contratto. );on h a ,·0111it0. Polso ; o ,·al ido. R"spi razione
calm a. Tratt,1111c11to:
R c,c:,.io nc dcll't:piploon. Laparotomia p:1rart:tta le si11i, trn. Nes-
s un viscer e è ferito. T racce di san g ue. :;utu ra a s trati delle par eti , pré\"Ìo dn·nug-g io . E sito: 'fr,asfcrico dupo 14 gion 1i g uanto. ~un:: Si togiie il dre n aggio in _..• g iornata: i punti i n decima giorna t a . Condizioni gen e rali e locali ottime. T e 111Jwr m ura a fel,hr il e.
369. ù.ss. - (;c11aalità: \ "a. l,11. , solcbto b111111>:1rdien:. - /Ja/a di ,·11 /rnla e di 11uila : 16--S-19 16 26-S-1 916. T empo trascorso d<1/ lra11111,, a/L'i11lcn•c 11 to: One $ . .Vu/urn della /e.<io11,• : l'iccola kri1a .i~ 111.-ih- dnc dirn dietro la :;pina iliaca A. S. sin ist ra, s nb itu ~oprn In nc,ta iliaca. li proiettile ,i p:ilpa s u ll'a,ct:lla re media dc· stra, al 911 :--p~1zio i11t(·rcoslalc:. Si11to 111i (>ri11cip,1li: l'ol so 60 val ido. Rc,p1ro calin o . .\ , pt tto !mono, colorito n orm ale. Addo 111c dole nte e ,·o ntratto in dift,a . Frattura dell."\ 9• e 10• co~tola di de~t r.'.l. E same fun zio na le dd tor ace ncg11t i\'o. 'J'ratlam euto: L aparorumi~ 111c:<linn ,1. Tracce- <li sa11g m: in ,·a\'it:1. Vi,('Cri tu tt i ille~i. Sutura a strati <le-lit: p a re ti. Estrazio n e: del proidti l::. Esilo: 'J'rn,.fe rito dopo tT tior11i in otti1n<'. c-0111li,io 11i. :\'on:: Ot·C()rso nft:hhrilc . Co11d i1.io 11i gt:m:rn li e: lucali ott ime. S i t,ll;;ou o dei punti in rn• _giorn ata. 370 . Oss. <;,.,,.-,.,li/ti: Ile :Ili. Gio. , ~ol<lato genio . - /)i1ta di rn/r,1/<1 e di IIS(i/a: I \·_i· l91i i ·6-19 1;. · '/ 'flll/>O lmsco rso dal /rn1111111 a/l"i11l er,·1•11/o: l Jr~ S. .Yatura della l e.sio11<.': Ft.:ritt1 h11..:c.:ra da ,ch l::.!"~ia di !..!r;111ata alla n ~gio11c )0111harc ~i11 i~tra, :--ot to l 'nrcn ta co:--tall', ~e n n1 foro ·<.i ·uscita.'~ :\lau ca il rcJpl·rt o r\1ò iv-
logico. Si11/()111i pri11cif>,1li: A,petto abhattuto. P. IO.J p iccolo. R cspirnzio11e nffa 1111o~a l'allo rt:. Vemre dole nte e comrntto. Enwt11ri a a l c:1tl"tcri ;i110. ( ltt11~it:\ 111ohilt: :ii fiauch i. Tmtla 111 e11to: Sl,rig l ia111e11 to ,.ldb f1:ritn e ,coprin1e11to d(·l r c-11e , c he s i pre,c nta ferito m:ll n ~na fac:cia a n :c·riorc. Il h:icinetl<l i: il k,o. Sutu ra ,lcl la ft-rita renale . %affo. l.aparo to 111ia con taglio ohliq110. E111operito11eo alihontl m n e. \"i~ceri integri. Sutura in due st rr,ti del le pareti. E.~il.,1 : 'r ni,ft.rito dopo ~~ g-iorni g u.irito. :--ori;: !lper:i to n e l Vallone del C:ir,o e tra~ferito a lle ~c:<le in _..• giornata. ~71. O.<.<. c:c11rrali/1ì: :llor. J.;u., ,,.!dato. fomc-ria. J)af,1 di c11 lrala e di uscita : 7 -11-1 9 10 ,)0-1 1-1 9 1(). T.-,11 p" lmsw r so dal lra1111HJ a/l'i11ta;·c11t,,: Ore .,~. Sal11m della l cs i<>11c : F erita r ot ondeggiame s h rnpn (·ll nll n rc,gio ne r e unle :-.i ni~tra. L't:~a n tt: r:ulioscopico 1110:--tra i1 proiett ile in ra,·ità .1ddn111 innh.-, ..i dita " ~inistrn rkll'o 111hc·l it"o, a 6 c111. d i pr11fomliti1 ri,pt:tlo la pan, te a nt e rio re Siulo mi p.-iufi('ali: .\ spetto h,t<>tH>. l 'ol;o 72 , ;ilid,>. R,,spir0 cn ln10." Addome in <life~a. dnl,·nte, ,pc-cii· nt:! la 111et:1 ,i nis tw . :-:(111 h:o \"(>lllit•> . .\ s,(:11,a di 111cteorismo e di o ttus ità 11101,ilc a i finnchi . l"rinc li111pi,ll-. • Tralla111e11!0: L :1par oto111i;i pnrar('ttolc- !'-ini~lra. TrnccC' d i ~nngrn..:. t9n 'tt11~;1 del t e nu e adc,r i.,cc i11tima111c:1ll t: con la facda nn raiore dl"I colo n rli,c,·11de11tc . per una barriera <li I,:i~,e a,ler e nze . S11t11ra a strati dell e. p nr C'ti, <lnpo an:r l" isolato, con
,k,
ga r:.rn, le an:-.e :1<h:r<:nti.
F.,i/,, : Tra,feril11 dopo 2-1 giorni g uarito. :\'on -:: Si tog-l il." il ,In.: n n,-rJ.! io in i'" ;.,!"i,,niata . c
punti 111 J.:::1. 'J\: mpcr ritura ~e111-
pn· a fchhrilc. Co n d izioni lot·:ili e i.:cn ern li o tti111e . _; ;2. Oss . - r;r,1Nalilà: Cor , .\ 11;.:., ,,,l,lnto fa!llcria. f).ila di r,1/rala e di n.<ri/a : 22·:· r9 17 11 ·6-191;. To11f,o lra.,·r,>r.<o d,1/ /r.11111111 al/"i11ler1:e11/n: f ·r" " .Valura dl"ii<r k.,io111': Prcsc-111:1 du ... fnite roto11dP,::gian ti, cl~ p:ilktte d i ,hrn p·
n:r.tTE i\llUO.\J INALI UI GUC:RR.\
tlt·ll talla rcgi(>lll· n.·11a lc ~i11i:,.lra. Lo :,;;hrigli'-1111c:nlo non è dcci::.ivo per la penetra· ziout , )( ~11c.: a il reperto nu liolo>-.:i co. Si11/0111i pri11cif>,1/i: Cm1di1.i1111i g,·n icrali huont: . l'ol,o 66 ,·alido . .\ddomc an·a llato, poco dolente. ~·on h a nrn1ito: a:o.:--t.·t1~H di ouu:--it:'\ a i fianchi. Crine ch iare. T.-11/111111,•111<>: L:tparot u111ia con ta.o.; lio dalla ~celc ,ldlc ft:rite. in lms~o e in :,,·a11ti vcr~o la Ii11t·a 111Nlia1w. In cnviUt })l:'ritollt'a h.: di:--t: rc tn tiuantit:ì di :,.ttngue, r ;tt·<.:(,ltù, :-;JH,-.·l'il· , n e l pitTolu 1,:u.:ino. \ "i:--t·t·ri i11t1;;;gri . Sutura ddla pa rc:te n :-:.tr ati. E sito: Tra:,.f\: rito dopCl .?o g i(,rni guarito. :s;urn: Upn:,to a De vct11ki. Tras ferito alla ><·tic il giorno ~t·guo,ntc. ,;,;;. (),.,_ - · 1;.-11,·rolil<Ì : l 'cnt. ~al., soldato font<:ria . J>aln di 01lr11t,1 e di 11.<cilt1: ~u-i;-1 9 1; J-9-1917. "J'c111po /111.,cor,., dal lrn11111a al/'i11lr.-1·c11lo: /In· .<. 1Yat11ra d<'lfn 1,_ ·sio11c: F~rita da. bai~mclta .tll'ipocondriu :--1111~tn, :--nlla t:111ida-
,·c::1n,: , col ~110 ctianu.:tro rn nggior(· in :--t.:11!'>0 obliquo lungo 3 c111. Si11/0 111i f'• i11.-if>11/i: l'o b u 5., v:ilidu. R. 24. T. ,,;,2 . .\ ,p<.:tto huc,110. .\(h!o 111e contratto, cloh:.Jllt: al la pn.·:--~ione:. ~·011 h:1 ,·0 111itu. :'\o n h a :--put ato !'-.luguc. ·r ralt,111101/0: L~1parotot11in . (>rga ni ad<l(l1ninali integ ri . :\t'l di:1fr:u1111w, in vit..·i· nanza d<: lln :-.11:1 in~l'rzi<ml· a11ll"rinrc \'i l· 1111 piccolo ucchid lo dato dnl pt.:rcor:-o dd· l'arnia. Znffo di qnc,t:t kri:;1. .,u111 rn 1,an.i~lc ddlc p rircti . /~.<i/v: 'J'rn,kritv in 15• gi<•rnata .e:uaritv. :--un: ( lp~rat" a IJc ,·ctnki. Tra,ficril<l alla , e,lc in 2• gioruata. 37·\· t>ss. -
uscita: 1;-9·19 1h
Gcucrolit,ì: J\: 11. Gin~., :-:oltlatc.1 granaticr t'. 2;·-11·19 1r..
/>atu di r11trala
t'
di
,s.
1'c111pv 1.-ascar.<o dal lr,111111a ul/'i>1l,•1·;·,-11le1: ( tre· J\ ·atu,·a dt'lla lc.">io11c: Fl·rita d.i pallt,uuln di f11C'ik 11d ì 0 spaziu intert·o~tah.: ~i· ni:-.t r o , :--ull'a~\'l·l l.:1rc nntcrion.·, 11 pruÌt'ttilc :--i palpa :-olle, CUtl·, ;-.Ulla llh.:.'d t:si111:1 li lH::1. a due.: dil:t tra:-.n:r~c .::otto l'arcata co:-.tnlc. l)a lla fc rlta spnrj,!l" una frat1,l!:Ì:t
d'cpiplc>1111. Si11/0111i f>ri11cif>,1li: l'. 1w valido. Rc,pirazionc affa11110,a, coloriw pallido. A,pc·l· to ~(JffC"rc11l\:', Adllo111,A '1,·,··tllat u, n o n
contr:.ttto ~d indoltnt c ~ 11 Chl· ;illn p;i lp~z.iouc profonda. La pt·n.·u :--~in n c ddl'e111itonu.~e :-- i11i:-:.tro tl;"1 in 1111.1 zonrt hl·n d t.'l i111it.:1 l1ik, !'-Uc,110 ti11q,:n1icn, con ;1~:-c11zn. tlcl fn:rnito n ,t.·n l~ tattile.· l.: del 11ntrn1un: res pira torio. Trafl ,111h·11t n: Rt·..:.t··zirn1c <h. . ll'l·1)ipl11011 , Rc·.:.c~1io11,· lklln ;:\ e 4Ì :-;,. cn~t ila. l'l.: urn-
t ..,11,i:,. Riduzione ùdl"tpiplo,JII ~ J : I ·:u lo:t :r:,,-·?ro•J, c• 111iau in ,·r" ·it:ì p!., i,rk,1, :,1 tnl\·erso una l:trga ferita ckl 1li:tfrn111111a, {')il:" :-.i ~n tura, l>n: 11 ~1ggio in cn,·itù to r~· ,·ica. F str:iziont' d.-1 proil'ttile. Esi(u: Tra~ft· rito tlnpo ';"li g ion;i :,...rtwrito. ~OTI·. : 'l'ora('O· l:lp:lrotfH11ia: ft·rit n opc:ratoria, cli 1110 1111.::utu tldl:i partl.'11%:l , ril.lo tt~1 fl un~ pit'Cula pia,-:-a, lil'n grau n k111tl.· .
.17.ì- ().<s. - <:,·11nnlil1i: ~lart . .\111., ~ol.l:,t,, f:1111,·ria. U.<cila : 2.ì · 6-1 9 1S 19 -;·1<) 1~. T c mro lra.,co r so (laJ ll'lll!"1(1 afl'iirtr,·i.t('III <> : 01 ,· ~-
/)alu di ,·11lra/a ,· di
Xntu,a dcl!a h'sinuc: Ft: r ita eia :,;.t" lil")..: g'i:t cli g ranatn 111:11'~0 :-.pnzic, i11tt·n·o:--t ~le di :-inistra , :,;.ull'n~ct·llan.: po-.t1._·r H1rc . .,l'TI v 'l· 1..·1>rri~po11< lc11h: <li u~cit~. :'\l.r111t·a i1 n ::· peno r:.ulioscnpic-o. !•)i11tc1mi {'ri11 cipali: :\spe tto huoun. P . ~ i \·nlido. Coloritn 11P r111alt'. J,'hife rmo l· alqu:uno ag-it:.t,'): veutn..' contr:-ttto e tlol~11ti :-:~ilno :-.pn1nnut"n111l'J1h,: e alla p alp.1z;1,nc . 'j"\on Jm :inllo ,·01n i10 nl· :.:i nghioz~o. Ha c111c!--~O :,,;.po11tat1c.::u11l't1tc.: urinl:" ncll"ma li. Trallamc11J o: L:ip:irotornin pararett~k s ini~trn. Sc;ir..::1 q11rintit~, di ~angue i11 c:l\·ità . E(~c-1ti111u:-:i n · tro-pt: ritn11cak n tt11r110 ::lll ':u,~oll, !'ph:nil'O tkl cnlo 11. ~t')JI ,1 ri~c·o11trn110 f(·ritt· di ,·i"CC"ri . l~.,;itn: 'J'ra:-::fl·rilo clo p c, 1; giorni g-u.i rit o . :'\"nn,; : I )t'cor:--o po:--t-opt.· rat i,·o co111plic:no da p11I111o11itl'. ~76. O.<s. - f .r11l'lalilù: l'hi. l·c r ., sergente: (11ntrri~ . P al,1 di 1•111 101,1 r //1 11::rila · ~"-;-cç1 17 >6-1 c. . ; . Tcmf>o lrascor.<,> dal lra11111t1 al/'i11lrn·c1i/o: On· ; . .Vnl11rn dr/la lcsio11c: h·rita !;1,Trn ,ln sdu: ggia ·di ,o.:rn11:11~. ~ull'~,c·t·l l:ire pc,., terinn.: sini:-..tra, in corri:.:p u nik111.il dl·l p(: 11ulti1110 ;pazio i111en·r>:o:t ~lc. ~ tm ,·i (" furo cl'n!'tita. )ta n ca il rc pC'rtn r ;lrlio:-:t·,,pii.;o.
FUUTE AOUO\ll N1\LI DI G U f.RRA
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Si11to111i f>ri11cif>a! i: ,hp<:Uo l,110 110 . l'. 8.1 va lido. Atnhnscia . I>c,lo ri ,po nt81te i acce nttWti a ll':uldo111...-. J>i f~:--a 111 u ~c'ulnn:. ~ u n h a. \"01tt itu . ~ 0 11 puù urinare. Cn t C; lt:ris n10 ton e:,..t rH1.io11e lli urine e:-:111a tic:iu: . E u1opt oe. Tri.1tltlWt' 11/o: L a pa ro to mia C'o n t ;1~)i() tlHlla n :t.,!"io n e n.:na lt:' :, . ini:--tra s inc, ;ili~, n :gione o ntl H.: lil·a le. 'J'r:,cct· Ji !"-H HJ.!llt . \ "i~i..·l: rì integri. l>r~na:,..:g-io e ~utura d ,.:1h: ~mi. •
Scopriu h.:lllO h l i: ... p lur:n:ionc d d n: n e: I" p;1 lpa1.iot1l' 11rn1 av\"e rtl· lc:-.iuui a ppren a l,ili. E sito : '.\!o rto dnpc, 9 ~iorn i pe r p(1l 1110 11ite . :--:on : T oraco-a,lclo111 i11 ak con (·c,11111:<ion c re 11 ~le. O c\'nr ,.:o po,t-op c r ~ti,·o co111plical0 thi pohnonite. l lp1.:rn1,, a l di,tacrn111t·11tn ,n·nm.1110 t' tni~fnitn alln ""de centrale in ~n g-io r11 ata . J7ì- O ss. -· r, t•n e ralilà : F.:111. \\:tl., stJltb tn f:u1u. ·ria. J),1/t1 d i 1.•u /n1la r di 11scila: 1- 11-:0:•• .;-11-1 016. T,111f>u 1.-a.,cor.,v dal l .-ù1fl11a all'i u lc ri·c 11 /o : On· ;. !\'a/11ra cid /11 l c.<io11 c: l'c d ta MHmd cg,1.:ia 11lc d a fuci le nl 3• ;;p az iu imt r co~tale dt~tro , a duu dita d~l lo ;; t <.:rno. l. 'c, a1111: radio,copi\'O 11111,tr:1 il p rnic·tlil e udl'a dd o111t·, 111o hih: coi 111<1\"illleuti n:"..:.pi r atnri in ,·icirrn nza d dl'o111b1..:·l ico. Si11lo nli principaU : .\ !-optl t< • l ,110 110 l '. ~~· \'a l itlci. Hx:--piraz io ne cnl11rn . Addo111t' d o lt tllc , <·011trnt111r.o di d if<.:s:1. \"on,ito. ;\;;,.:e m .:1 d i 111(.'t cori , 1110. Ottus ità m obile a i fianchi. T/c:--n1nl.' lh..·1 to r ace rì n:h.1 1110(\i co t" 111o tnracl· d1..::-ot ro. 'J'r allt1111,·11/(): L a p a rotoi11 ia lll\.·Jia n a. E mnp t: rito u co. \'i!'ccri int,:gri. S utura H !'trnli delle par u i. li. sito : '.\!no n : dopo 6 ~ iorni p e r p1 ,lt111111 it,·. :--:on: l)ecor ,o p o~t-np<.: r ~ti vo cot11 j>lic " t<• d" p ol 111c,_nitc d c , trn . 1
L· ,·,:onlilà : R,,i . .\11 .• ~l•ltl:1tu fa nu.:ria. l)n/ 11 di rJ1/r11/r, ,. d .1 37S. ()ss . u sdff: ~ 3u ·~·1 0 1; t v ·ll1 ·1<J1; . T em po l1tHt·o,·so tial l rt.1111110 al( ' iu ten •t•nlo : lj\' g io n11. Sa t ura . .idla / c ri/a : F e rita r o t o n deggia nte , ricoperta <la <T o:--t;1 t: 111:tti, ·a , ~ulla linea llh::t.lio--~tc:rna l~. 4 clit:-1 a l tli :,.:op ra ù e ll 'a po li:,;.i t-11:-.if0 r111 e. l. 'i.:~a111c r a,liu:-.copi,.:o, rÌ\'l'l:1 una pn11c tta tlì :,;.hr,1 p11dl :11 d;H·,1 11ti <k lla i:\ lu ml •:i rt- ~ull a 1iu t:a 111\.·J ia na , in11no hilc <,·. ogli .a lti n·:--pi r :1tor i ,· t.1:-:-=.ai \' il'in a o a t.: untntto coll a ve rti.:hra . :•,;i11 t .1111i pri11dp11li : L 'i11i1..·r111v l· r it"'o,·c·rn tn _in ,l! ra ,·i condi1.io11i :- l'oh,o 1ni> pie · co lo. l':illitlo . n hh:iuutn , f,-.:tldc, . . \dd<•mc c·•llttrnw , t· doknti ~~in10. O uu, ità m oliik ai fianchi , pi.:r f...·ritu d 1..·I ft:.(!'illO. )(ig1iorn111c 11to 1,rogr c~:,.ì,·o f oll e l·urc- ~i11to11rn ti c he. In 16(\ ~iorna t a illl"r iz i:1 in t l'.11~ 1: T . t.·lt.:,·a w . )Ji l;w ingr{):,:;:o-a t a . li fcg-nt o :,;.por ge ,; dita ~olln l':l rra ta l~u:--ta k e itt a lto nrri n1 ,il 111a n ..:i11c i11 ft.·r i11rc clclln 4:.i. c n~tn l:i. 111 303 gio rn a ta :-ti n ot~,. in t111 t<.-rzo e::.n111c r :1dio-.cop iro, un'o 111l1r t1 u d i:~trn ,lt: 11a cn· lo nna ,·ertd ,ra l~, di c ui UJH-1 p:i rl C" più g r;n a h: e d i:-oti11t a. 111o hih:; L'a ltra fi ..;~;1 atto rno al proiettilt>. I.a p a lpa, io nL· ;1 ,·ve rt e i111 t11111m'(: puls:1n1<: n lin,iti iinprcci,a hili, che: si c:-tri11~c(':1 , ·(·r :-.o cle-.tr;i. 'J\_· 1npc r :nurc ~k,·:t tè . ·rratta,nculo : L:q >H r o t o 111 ia c:-:.pl o r a th·a xi{,..cl111 bc lica k. La tu111 cfa;,.io 11~ che ~po r· ge a l di~otto <Id pe rito neo parieta le è· g ro~,a q uanto nn pug11 0 d i "d111to . La p11n• tnra di e :--~a con un a1to di ~iriug·a Lilt·r g r a 11ck tH1 e~ito a f111, n1!"cit:1 lli ~:111 g-1u~, n forte prc,-siom· . t a nto d w lo ; t a ntuffn ck- l b ~iring:i <= s pin to in 11}[0 con ,·io h:11za Snturn a , tr,H i d ..-ll,· p a n ·ti . · · E silo: '.\!non : d o po ., )!io rni ,!all'a tto o p c ra ti,·o. ì'\on: : :\uc uri, nrn cl e ll"aon a ndtl,,min nk. :--.-e c-ro,c-opi:1 : fegato . mil za e- r e ni ing r <>~snti. La tut11 e fH1.ione è fo::.t itulta tln unn g-ro~:,.;:1 ~,u..·cn , co1111111ica11te co n l'non a , 1in1itatn da una $.pt.·!'>.o:a p a r<:tl' forniata d ::1 ,·:iri ~tra ti !'--o ,-ra ppo~ti .
379. ·O.<.<. - (; cucr,1/itèr : Cit. Gia ., ;;olrla tn h cr s ai.:licre . - 1)<1/a di rollralC! e di 11.scila: 1-11-19 16 , ~-, 1-1 9 16 . T c111f'o trascor.,o dal lra11111a all'i11 lcn•c 11la: o r l s. J\'atura d c:lla lt·si<l1,c: Ft.·rit:1 roto 11<lc-ggin11tc tln ~hrapn ell n~Jl'~"' ~p.i zio i nt<: r · c ostale s ini~tro, ,ulla ,·tt1i:<cn pc,lnrc , ,·nn ei:res,o al 9° ,pazio inte rcostale ~ini , tro . ~ulla ll ~C'ell:ire tt1cdia . .,.;;ula mi p ri 11d{Jali: A ~p c tto huo 110. i'o l,o S-1 ,·alid o. A~~~ n1.a di d o lo ri :1tl ,l11111i· nati e cli d if~~a. :\'n n h :1 ::.puta to ~a n.tuc. !'\,,11 h a \'Olllito . A$,~C ni'.a <li 111l·tc<1ri:-i1110 .
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FERITI:: ADDO.\I INAL I DI G U J::RRA
Tratta,11,·11/0 : J,aparoto111ia parnn:tta lc ~inis tra. Tracce di sangue. '.'son si os~t:rva110 it:ritc <li ,·i:,;çt>ri. Sutura a :o;tJati <lc:lle pareti. Esito: ;\Jo rto d o po 1 2 g io rni per pc ri1011i1e. · 2\'on: Decorso post-opc ratil'o compli<:ato Ja po lmouite, da fis tola s tercoracea, ,la peritoniti'.. I.a 11e,·rosc0pia ri n·la unn ft-rita 1111'angolo sple nico del colon, ~rugg ita .J:ll;i o~:-:crn1 1,.i~u.: Jnra11tc.: l'i ntt.· rn: 11tt,. l'c ritoniti: c ircoscritta.
38o. Oss. - c;t'11eral ità: S ap. Gin., sol,la to fante ria. J),i/a di e11/t"ala e di uscita : 23-7-1916 1-S- 19 10. 1"c111 po lra scorso dal lm11111a alt'i 11/ en.•e11/o : ore q . .Vat11ra e/l'Ila lcsi o11,· : A111pia ft:riw lan·ra , d a sch eggia di i::ranata, e stesa dal!J parn,t<:rn~l<: di d estra a ll'a,.:d la n: 111édia, in corri~po11Jé11za cklln 7•, S• e 9• c-0:-.tul:1:. Altra larga ft.:rita, corri gpo nd1...·ute di l·~ rc~so sul fianco ch:~t ro , :t:~ceHare inedia, 3 dita °'t1tu, l 'arcata co:-.t:tlc. "Fr:ttt nra (h-l la ~)" co,tula . S111t o111i pri11ri{><1/i: I'. 11S pin:ulo. Colorito pall i,lo . Respiro fonc:111c11te Ji~p11oico 52 . .\ spetto soffcrl'lllc, am·111icu. })olore e: ,·011lrattura ndclo111i11alé. Ottu~ità 1
su tutto l ':1111hito torac..:it·o tlt:.•stro. I la ~put nto :,.a11g u e. \ '011t1tn T 1t1t/a111c11/o : Si rko11g i1111~<>11 n le d ue ferite. Il ft:g-ato 11;,11 i: le~o. Ln p k ura p:tric t:i le <.: :tmpituncJ1tc l:1c<: rata: ~nbito ~otto 11 i11 ~erzio11c cld dinfr:1111111<1 ;1111pia la·
Cl'razione d e l pcr ito11co pnrict:1lc. \"i sct ri ucl<lo111i11nli imcgri . :-\i r ichiu,lonu separata 111e11 te l~ due ca\'Ìt:'1 1 tnraciç~ e :1dùo111i11ak, prc\'ÌO d r c11agg-io . E :·dfo: :\luon.: dopo "' g iorni per pol11 u,11ite .
>;11n, : 'J'o rc1t·c,-b p aro10111ia . Jh:çor~n P"~t-npc-rntÌ\·o co mpl icato ,b pol111011itt: ~ini:--tra cd c111<,tor acc ùe:-;tr o. 'J'on1cl.'Jll('!•.Ì ri pl'\ Utl". 1Co11l i 111w l .
13 il
Rl,ER,HE ,LINKHE E DI LnBORlHORIO RELAZIONE sul lavoro compiuto dal maggio 1918 al marzo 1919 nel laboratorio chimico-batteriologico della Direzione di Sanità presso il Comando superiore delle forze italiane nei Balcani p er il dott. Giuseppe Sanglorgi, cupit,a no 1111: d ico, dirett o l'c.
Ne ll'as:HJJùere la di rt·ziUJ1e d1 q 11eslu lctburalorio, la i:: ui pn:ced ente allivitù, noLaci allnwe rsu la rL'luzionc cll'I mio predecessore cap. med. doLL. E. Talolla (I ), t.:unolJbe il riflL·~so cl cl lt:: s forlunutc \·icencle della campagna bulcanit'.a 191 5-[(i, mio 111Lentc fu quel lo di ut.:c.:nlrare, sollo il mio escl usi\'O con troll o, l1llt o il ;:0rnz10 d 1 balle riolugia per le t ruppe d el ra mpo lrincernlo cli \ 'ulo11u . se r \'izio elle fino al lora ern piutlosto dPt'.enlrnto in pa recc hi e unitù ospitalic re peri f<> ri cl1c. Con q11esto intento, olln: al l'aver polulo raggiu ngere una buona organizzaziont.l clt·lla rnmpagnu nntid issenterica sulla quale principalmente s'imperniò l'altiYilù ciel laborato ri o per quasi t utto il se mestre t'stivo-aut11n11alc 1918, si C\·i tò la dispersione di materia li che p l'r la r icerca anelJhcro potuto eventualmente offrire qualche intcre~sc . .-\nc hc in Albun ia quindi , così come a \'er: ezia (2), l'atli\·itit del laboralo1io si è spiq:wt::i al di lù dei limiti impost i da l sen izio per contribuire, nel campo d ellu microbiologia e della ig iene, allu sl11dio di què:;tion i im' renti t1llc contingenze eccezionali della g uerra . T .-IIJF.1.1.A
I.
Sf>cccliio riass unli,:v degli cs<1111i <'_ffc//ua li.
P er la r i('erca d e l , ·. w l~ri \'.Cll(l 11elle feci » • ckgli ,1,t:c·nti di:--~l-t1t èd ge11 i nell e fr·ci Si~r<ltll:1g-no~i E :-:.:u11i chin1ìci -
})ro11rntologici .
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E~a111i hn ttc:riolog'ici t 111icru~c0pi('i <li,·er~i
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Diss1•n t1·rit·. -- 1;a1ti\·iti1 elc i laboratorio s·è i rnpèrniatu, corne ho d etto, nella campagna antidi ssenterirn iniziatasi il :?O ~iugno e protrattasi a tutto novembre 19 1~. >l<·I corso di e:asa furono es:.uninat e le feci ci i 231,9 individui ( 179', nost ri ,;oldati, 555 prig ionir>ri d i g·1 ,e na) cun\'t' I'lll ti, come piÌl o meno sospetti di di s ·entc ria , n c•l lazzaretto cli Senufer. F'ra ,, pri-
,·r.
(1) Giornale di m edid >1a m i/ilare . F. 19 1.". (1) Cionrn/c d i 111cdid11<1 111 ilila r,·. F. Il l' ~I l. 1917.
136':2
RELAZl ùNE SU L LAVUlìO CO:\ IPI UTO, ECC.
mi csnm i " (esami cioò fulli sulle feci dei nuovi entrati in lazzaretto) Pd " esa mi di revisione » (esami cioì; che comprendevano quelli ripral.irnli nei c:asi dubbi, q11elli per la sr ontmna.cia d ei casi accertati e quell i per i cusi recidivan t i) se ne effettuarono in lutto, com e si leg:g-C: nella lubell a I. 20X9. Le due principuli for m e di dissenteria, lu bacillare e l'amebica, f11ro110 i11::;ieme Hrcerlate: al la morb ilitù per esse i prigionieri concorsero con un a per centuale maggiore (v. tabel la l ll . T AOEL, LA I l.
Casi acrertali di rlisse11leri(l,
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La fornlét bac1llarc, come si r ede, w er ulse di mol lo sull'amebica, r agµ-iunsc il suo ac me in ;;ellrmhrl' per seom parire per « cri si " g iù ndlét 1• d ec.ide di ottob re. L'um ebio t in\·c·ce domi nò nei g iorni piìi caldi d ella slètg ionc ( 1• e :r decade di luglio) e per " lisi " andò m an m ano dim in uendo sino a sc0mparsa v(•rso la fin e di no vembre. Acca nto alle prin r i pali , altre form e rii d i:=:sc·nlNia e rla protozoi sono state accertale: 1 caso di balantidiosi , 03 di lambliusi, 33 d i lricornonosi , 45 cli telram i l osi. I n 5 no:;l ri soldati infine f11 dia~rnost icato una forma misw di dissenteria amebieo- bacillare (v. tabel la 11). Cong lobando quindi i rasi accertali, si ha t'he agrn ti dis:-:rnleri/:!'Cll i fin ora noli furon seinw lati sol o nel ·13,1 1t, d egli individui e;-;;;uninali . I n molli casi si trattava di lu r bv intestinali banali (quanti non f11rono infatti i soldati inYi ati in lazza1·r tt.o da lontani reparti di line.i che un colrollo batteriologico n on avrebbero m eritalo se in essi le turbe o le presunte 1urbe inteslinilli fos~ero occorse in un'epoca c•stracpidemica! ) o , i lrallanl di epifenom en i, non di rado imponenti ed oslinali , cli ,tltre m al,tltie (m ala ria, tuber colosi , infl11enza nefri ti, l'demi da farn e, si ndromi scorbutiformi, ccc . ) . fra le q11a li la ma la ria in (J1 1(·sl11 regioni , colle s11e g ravissime forme, g iu oca una parte non ind ifferente. 11 soggiorno i n lazzu rl'lto dei disst'n lcri<'i arc·crl uti rag-p-i unst>, nel la g randissima maggioranza dei casi , la media d i 30 .i.riorni : pi ù lungo fu quello d egli aml'bici, lunghissimo quello dei mi sti. Per la sconlumaria, p111· danno osseq uio. nei l imili del possibile ai Ire esam i ncgal i \·i conseculi\·i elle di sol ito si richiPdono, in gran r o~t o
J363
tutta via s i ten nero le condizioni .~rnl'l'a li d t' li'indi,·icl11ù d a dimette rs i. La s ie rot,erapia ne ll,1 fo rma b,tr i I la re e I II chimioler a pia ne l! \1meb:ca f11 ru n o largame nte e favcrernl nw nte p rnt icate . Al trnllamento e me tinico furon o allresi scttopo:;;te Il: altre fo rme da protozoi e, n on di rarlo, con succe,.;so. Degn e di n o ta le recidivt' n egli amcb iei, specie nei cas i complicali d a altre malattie . l n(l11cn:.a . - La pu nctc mia in f! u t•n zale 1918-Hl n on r is parmiò le n" s lre tru p pe residen ti in (J11cs lo ternlorio. Esse anzi ne f11ro110 dura m ente provate s pecie n e l sellPmbre e ne ll'o llobr e 19L8. I ca s i con complican ze b ron co-po lm onari preva lsero e s u rli es$i s i rivo l.;;e la n ostra att enzione• con d elle indagini balterio logirlw (con dolle nafura lm cn le Pnlro i limiti conse ntili rtai m ezzi esi.. lenli in la h o rato rio) , i cu i ris ulta ti furono pC'r nulla soddis fa centi. Essi no n han ribadito ~e n on la solita fi s io n omi a della micro rlo rn d egli esc reali , inq11a nto('hè indiffr rentem Pn le forn w di s tre p tococchi . pne11mococrhi , pa;eudo meningorocc hi , cocchi le i rageni . sarc ine , bluslorniceti , rrc. , ,;i r isront1;a rono in ussoria zio ni piL1 o m eno complesse, così disarto rne in oµ: ni ru::o da lasc ia r pe rplessi s ul \'alo rl' s pecifico d elle· une e d e lle altre fo rme mic robic hf'. Coccobacilli pfe iffr rs irnili Furon vis t i m :gli escreati a ppen a n el 10 <;(. d ei casi . Ne l sang ul' circolante poi n on s i riuscì a rinlracria re ch e forme s tre plococc ich e, a p if'cole calenelll' e solo n e l 5 "(: rki casi ( 1).
Tiìo pe/('cr/ii11!,·. - Qu a lc he caso cominc iò a d e,::;c r Sl'gnalato ve i·su la fin e d el d ic-e mbrt' Hl t8: a ll a di11gT1osi il ltt bo r a lo rio , in mancanza d e l Cf'l)PO di Prolc11s 19, ·contribui col l'i noc 1.llazione d el sa n gue rll'i m alati n e lla cavia cd in oltre colla pro rn cii \N ir n cr pr11.tiraia coll' u rina d f' i m alati (W. M. W . 101 7\. :\ila il saµ-~ io d i \VicnPr pc•rdclle la s iia s pc!' ificiU, (o almeno la s pecific ilil allribuitagli d a ll '.\. ne i riguardi d e l t ifo p r ter- · c hi ale ) il ~io rno in c ui pensai di pral icr1 rlo !n maiali di g r ippe . Q1 1indi m e ne vals i com e "uggio di o rie ntame nto. Fi no ad ogf!i q uesta m a la tt ia a Va lona n on hn rlato l11ùg0 a g ra\'i pl'eocc 11pazin ni: le pro nte e se\'\'.'l'e mis ure prese d a rp ,rstu Direzio ne di s a n ilil han ,·also a cirro;;c ri verla in modo s upe riore a q ua b ia ,;i elogio . Altrr· 1;1tt!fll/i1• in(l'fti1 , .. - l nf<:zioni li fo ich•p (' pa ratiro idee son o orco rsC' in v ia L'C('l'zi<ma lc : le pa ralifo idcr prC'rnl "Cl'O con 'Il.? cas i (di c11i n da par. B e 3 rta par. A\ conll'O :3 di tifo. Ino ltre in rlue ca "i ~i diag-n os licò 11n 'infezion C' mis ta d a tifo e pa r . B . Le infezioni paralifniclec rimasero confinal e q11asi ad un solo punto : a 9 , tl 5. Com e font e di o rig ine ru sos pettala la pr<'Sl'nza di 1111 q11ulr h c portalo re . ì'Vla il sospetto n on p'1tè> esser sug-g-ellato d a lla dimoslruzio,w sricnlifi('a , rrcezion a lmentr m o bili (1) S e· <.' lc, ito q ui fare qunkh e ron side1·nzio11~, io cli rù c he propt'n d o per b fì lt rab ili tft d l'I vi ru s grippa le: le ,:r,n11li :1n a lo)::i(' elin idt e e<l e pi,let11iol,,g id 1t l' h t · l 'i n flue nza 1t1 11:11w h a cc,n d ,ic e p izoozie, la pr·,tc "ui na e l'in llm·n za eq u in a , la cli111Mt razio n e della fìltrnhili tù dt'I 1·iru, cl<:lla , rnriz,;1 • tl<>\'Uto a 1'ru,c (>I. >I. \V. 19 1~) f' confe rt11.1t:r ,la F nsrcr IJ. A. t :. A. 1916) , la <1ua le può r iten ersi ,kll'infl ue nza 111m !«·nit.~ iwa n 7:at.1 , son o a h rc·ttan ti fotti c itnbi l i a ,o,lcg no dcll'i pùtc,i <ltlb 1i ltr,1hilitit dtl nrus gn p1\:i lc.
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RELAZ IONE SL1L LAVORO COMP I UTO, ECC.
com'erano, nel periodo in cui i casi furnn segnalali, quelle truppe a mol i vo de l le vicende belliche. Furono inolt re diagnosticai.i un caso di febbre m e litense ed un caso di m e ningite cen:bro-spinule da m eningococco. Nessuna traccia di coler a. 1::111,intiasi. - A prc,.;cinclc re dai più comuni parassiti inlt'slina li , merita.no di esser segnalali: 1 caso. di presenza. ne lle feci di uoYa di « botriocephal11s la lus » (il soldn,Lo che le eliminava e ra un lombardo d elle r egion i de i lairhi ) ed uno di e liminalon: sano di uova di " anchilostoma duodonal is ». cRso c lic ricorda quei due a na loghi s ui rp1ali io sl.esso ( I}, pc l primo d11ran te la g uerra, ebbi a ric hiamare l'attenzione a proposilo di 1111a m ia inchicslrt pe r lo sl11clio dell a fre()uenza e de lla distribuzione d e lle olminlias: fra i nost ri soldati.
APPENDICE. Al lalJuralo rio è .innc:;sa, una scz1u11e "r li im ica » , la cui attivilù si è s ,·olla paral lt'la111c nte a quella de ll a sezione " baUe riologica », coll'assislenza<li pc rsonulc addes trato nelle più comuni analis i di c himica bromalologirn. Nella sezionl' rii c h imica si è pratin ,Lo il C'O nlrollo de lle acque d estinale a lla citlit di \ "alona ed ai s uoi dinto rni , come pure d elle a cq ue captale ne i p11nli più d is parati d el cMnpo t rincerato pe r l'alimenlazio nc cli acrnmpamenti militari . Ollrn il eonlrul lo dell'acqua nella sezione ch imirn, s i sono conlrollale sostanze alimentari e bevande (vino) somminis trale alle truppe, no m:hè quelle in univo allo sralo di \"atona direllt• a pri,·ali o i\e(Jueslr ate a venditor i indigeni . Le analisi pe r queste ullime v{'nirano r ichil'Sle dalla R. Dogana, dalla Direzion e di P o lizia, d al Municipio, dalla Pre felt.ura , e ciò in s1~gui to al la dis po::;izione votata, ncl l'inle rcsse del la pubblica ig ir ne, dalla Commissione Sanitaria mista insLiluita dal Comanòo del X\' l C. A ., con ordin e del 19 aprile 1916. Analis i peritali venne ro pure praticate a r ichiesta dei Tribunali militare L' c i\'ile e dl'i la Prl'Lunt di \ "alonu. La sezione chimica di q uesto labo rnt0 rio ha portato quindi un buon ronlrib11lo a l ser vizio di Igiene annonaria non solo pe1· le lrnppe , m a anc he pe r la po polazion e indigena di ft11 c•str region i . l" fl / (11111. 11111r:.,,
10 10.
L.\\'oRl SCIE:\'flFll'l F:\'J''fl :\El, l,.\IIOR:\'fllRl O. .'i11/lc1 t11ll11ra i11 ;·ilrc1 dei p rn(o:c>i d<'l/"i11lc.<li110 11 n1<1no (l 'athulogica "J1S ). I.':\ . pc.:I pri1110 h a richi:i11rnto l'ntte11i io11(' :-:ull.1 fi :-:.ionn111ln i11tl·re:;:--n1.1te che n e l-
SA~c:1@c:1. -
l'acqn n-p ~ptone n,~ume lo Hilu ppo e.li :dcun i protowi dt"ll'illtc~tino 11 111a110. Flai;dlati e ciliati ~i ~\"Ìl11ppa110 in q nc::::to llll'i'.i'n ~t·rrmdo un ri11110 p.'.'lrahnlico d11..~ ("O~t:.1111cmcn { 1) S\~1:111wt:1 :
pubblirn, 1916.
c:ionwf,, di 111.r ti. rni/ilorr X II , 1~)1(,. -
J?;..,,iJla ,ii Tgit1u e S1111 .
Rt::I.AZIONF: s t·L LAVORO COMPlCTO, t:CC.
1:ms
te ~i appr<:zza i11 ogni trapi a nto sino a l1 'tstin zio11c co111ph, ta dc-Il a cultura. ~lc:ntre pc·r i flag ellati lo ~,·iluppo i11 ogni trapianto s i li111it:1 nd 1111a ~~111pli<·c· • po u~sèc • p arabolica, pe r i cilirni inve ce , a lla pri111 ,1 u po u:--:,,;l·<: • ne ~q,tno no altre c he l'A. chia111,t ~cue raziuni « post-ci~tic he , , e che ~ono do ,·utc n ci~ti di riproduzione. In ba~e po i a considerazioni comparati,·e tra g li epi, r,di d1c i11 \'it ru occorro no pe r i flage ll:1ti e quelli c he occo r rono per i c iliati, I' A. p cu sa che la ,·ita in \' itro e.le i pro tozoi inte~t;na li. di que lli alme n o colti vn hil i in ac·qua-p ep ton c è ,uhorrlinata a Ùt:tcrmi11:Hc leggi l'<>· munì a<l inòi\·idui a ppart1: 11t·11 ti a • genl'ri • ::-.i~l t:111:n k a111c: 11 t(' vit·ird. din~r:,;e innet.·c per inò ividni ~p partcnc.:nti a • ge neri ,. ~i~tt· 111ntic;l 111l't1 H· l<,utani e l a uto piì1 CùH1pk,,c quanto più c omplessa a ppare 1<1 struttura deg li individui s tes~i. fiala11/id i osi e /k1/a11/id i i i 11 .llba11io . (l'athnlo;.:ica I\/1 9\. Fra le fori11 e clis;.enkric ht: se)'.t11a lat e durante la c an1pag na a11ti di ,seme rirn 191S in Albania l'A. ha o ;.,-e rvalo 1111 ca so di dissenteria da • ilala midi11111 co li • i11 un prig ion ie ro cattura to s ulla fro nte albanese. Sulla ~corta dei dati dell,i le tte ratura ca s trense l' A. me tte in rilie rn il co11tra ~lo epidemiologico che per la balanlicliosi sus8istc frn la fro nte o rit nt:1k-halcanica e l'Otl'ide ntt1lc ch:1 l<:at ro europeo, pcl fatto che C'a s i di h 3la ntidios i C, finora, compreso que llo <kll 'A. ) sono s tati se Rna lati soltamo fra combatte mi s ulla from c orientale. Accan to alla classica bala ntidiOcSi l'A. ha ossen·ato s indro mi diarroiche soste nute dal « Jla lantidimn 111inutu111 • Jaco\Js e S c haudinn. Nella 3• parte dc-1 la\'o ro I',\. d <e;.cri\'<, il rept:rto di un intertcssante nuo \'a spe . cie di • bala11tidiu111 mi11utu111 • n e ll'acqua <lc:i pozzi di \'alona, a lla qtrnle dà l'appe llativo geografico di • A lhancnsc •. SAXl;IOHt:t. -
[)i.sse11/,eria iu Alba11i11. - (l'atholc,gic a 1919) . E' u na sintesi d e lla , arnpagna antidissent;, rica 19 1S iu Albania oc, ompagu ata da cons iderazioni p e r~o11ali int e ressanti l'e,.iolog i:i e l'cpidc111iolo,::ia d e ll e dive rse fon11 c di diss enteria (bac illare - ,1111c bica - tri.-omono si - tett.~milosi - l:unl, lic) dal!' A. acS .\l<GIORGI. -
certate .
Rilie'!li falli d11ra11te la co111f>aj!11a 1111/idissr11lerica 19 1S i11 Albania sulla microfa1111a inlesli11ale rii 2000 .<n/dali. (Giorna le <li )kd. ~Iilitan,, F. VIII, 19 19) .
SA:,,<<:IOR(a . -
E ' un'in chiesta C'he l'A. h a praticato su ·soldati affe tti da disord ini in tes t in a li, disordini ricorrenti in contingenze fa,·ore , ·oli alla pro pa g a zio ne d c i;li e lc111è uti d issenterigeni e che ha d a to ris ultati di,·crs i da q u e lli d e ll'ind1esta dallo s tesso A. prntic:ita a Yeuezia (V. G iornale di 111ediciua militare 191SJ ~11 so ld:ui s a ni nella s fern intestinale: a.) molto più t: le ,·ata è ln pe n-e11tunle de{[li inJi\'iclui e h,· forme pro tozoa rie :ilberf(ano n cll'intc·slino ; b) a lla c-ostitu1.io11e <lc ll.:1 111inofauna intestinale conco rro110 più forme pa togene che n on p~togcn c ; e) pre valen za. come fosse il risultato d.i un fe nomeno di • concor re nza ,·it,1le • dei Ri1.0podi sui Flngclla ti , i quali ultimi son o più larg amente diffus i, co me forme innocu e , fra gl'indi\'idui sani, sl da 3\'Crc una 111ic rofaunn iu tt:stina le • fi siologica • prc, alc 11k 1111C11tc • '• Fli!gc llati • r,J una 111kro fau11a • pa to log ica • pr~,·,ilc11lc111e ntc • a Rizop udi •.
1366
Questioni d'attualità, varietà, notizie PROBLEMI DIOTTRICI Il.
Raggio di curvatura della cornea - Oftalmometria. A. Raggio cli curvatura della cornea. - Si faccia dirigere l'occhio in modo che l'asse visivo coincida coll'asse delJ 'oftalmometro, e s'indichi p0 il raggio della cornea ottenuto per mezzo di questa posizione. Si fac<-iano fissare poscia due punt,i sit uati a destra e a sinistra, in guisa tale <:he la linea v isivn. faccia coll'asse dell'oftalmometro due angoli uguali :i,. l:)iano p1 e p2 i valori ottenut i per questi due raggi. P er il raggio p1 • l'angolo '.f> sarà posit.ivo ; negativo invece per il raggio p2 . Secondo l'equazione data nelJ'articolo preceden te e che q ui t,rascriviamo:
ooi avremo, per ciascuno di questi tre raggi di curvatura le equazioni seguenti , in cui l'angolo w è indicato con n (Knapp, Aubert) : ri (l - e2
(l)
(2) (/( I - :/) f'- 2 = y [l - e2 sen~ (n- 'f)f
Inn anzi t utto bisogna cercare il valore di 1;:2 . Elevando le equazioni (I )· e (:?) a l quadra,to, ed estrnC'ndo la, radirr c·nbica , si ha:
r ' t'O
on-:::;TIUNI o 'c\TTL:ALITA', V.\ll l ETA', NOTIZIE
~
r:, " 0
-
1367
'J
a X (l -
e2) J-
-- T --e 2-sen-2 (a + lp)
Queste due equazioni , avendo il numeratore del secondo termine ug uale, dànno : :t
p0 " · -
2
'!
:l
p0 • e2 sen 2 a= p1" -
p1 ' e2 scn2 (a+ <p),
d a cui si trae, per il valore di e2 : 2
.,
po.-_ p,:i'
(4)
82
= --,- - - - - .,- - - --Po' sc·n 2 a - p 1• sen 2 (a + qi)
Agendo, come ora si è fatto, sulle equazioni (1) e (3), si trac, per il valore d_i e2 : 'J
e2 = -
(5)
'
Po 3-
;!
P2"
~--- - --
p~T sen 2 a - p2 T scn 2 (a -
cp)
Dalle due equazioni (4) e (5) è facile tra,rre il valore dell'angolo a, giacchè esse ha nno un termine comune. Per farla breve, indichiamo, per il momento : ., (p0 Pi)' con A ,
2
(p1 p 2) 3 con C.
$e s'ug uagliano i secondi termini delle equazioni (4) e (5) e si eliminano i denominatori, noi avremo, tenendo conto delle abbreviazioni suindicate: B. sen 2 a -
A. sent a = B. sen 2 (a - cp) + C. sen 2 (a + rp) (a - <o) - A. seni (a + q>) ;
C. seni
la quale equazione può essere t.rasfonna.ta nella seguente: (6)
C. [sen 2 (a
+ cp) ·- sen 2 (a - cp)] = B. (sen 2 a - sen 2 (a - q>)] + A. [sen2 (a + cp) - sen2 a ]
1368
0
QUESTIONI D ATT U ALITA ', VARIET.·•.', NOTIZIE;
Siccome la differenza del q uadrato di due· seni è ug uale al prodotto d e l :;eno dc-Ila. 1<omma de i due angoli pe r il seno de Ua loro diffe renza, noi abbiam o ne ll'ec1uazio nc (O) Sen 2 (a -
cp) -
sen 2 (a, -
= sen [ (a + 'P) + (a, -
cp)
cp) .] sen [(a
+ fr} - (a, - <p)]
= sen 2 a sen 2 <p. L 'equazione (G) divie ne dunq ue : ·(7) C. sei1 2 a. sen 2 cp =
B. sen (2 a - (r) sen cp + A sen (2 a+ cp) sen <p
l\la essendo sen 2 cp eg uale a 2 sen cp <'Os cp, se noi t rasportia mo q uesto valore nell'equazione (7) e dividia mo il tutto pe r sen cp. si avrà:
B. sen (2 a - cp) + A sen (2 a + cp)
(8) 2 C. 1<en 2 a, cos cp =
+
+
S iccome sen (a cp) è ug ua l~ a sen a cos cp cosa sen cp, noi a,bbiamo, t ras portando questo valore ne ll'equazione (8) e dividendo il tutto per cos 2 a. cos cp :
2
C Ren~ (t . 00S 'l' C'Oi'< 2a , COS cp I
= B (sen 2a. co,; cp - - -- -- -
A (:-en :?a co~ cp _±_c_os 2a Ren 'I)
co:- 2a. :-en cp) -
- -
CO'.,; 2a COS cp
-
Fatta la divisio ne, Ri In . : 2 C . tang 2 a -
B ta.ng cp -
R t ang 2cc -
= (A -
B ) ta.ng 2a
A tang 2a -
+ (A -B) ta.ng cp
Donde s i trae, per il valore d eH'a,ngolo ri :
t
tang cp (B - A) ang 2 a = A -+~B-_-,, z,_,Coc-
Sostitue ndo le lett ere A , B e C coi loro va.lori, s i avrà : 1
(9 )
2
tancr 2 a tang cp r<Po P2l ~) ~ ~~(:1 P2) 1 O
'J
(Po P1) '
1
+ (Po P2f'
1
'l -
2 (P1 P2)"
A tang cp
QUESTI ONI o ' AITUALlTA', V:\IU ETA' , NOTIZIE
13(;\l
:-:e si suppone che l'angolo <p sia d i 21°, 5 1' . e che si siano ot.tenuti i valori seguenti per i ra.g gi Fo = i ,8016 F 1 =S,-!i l 5 p2
= 8,0 13fi.
trasportando questi valori nell'equazione (9) si avrà., per il valore dell'a ngolo, <t, ;)o 41. ~e si trasport.a il valore dell'a ngolo u nell'equazione (5), si avrà, per il valore di e2 , O, 26 148. F inalmente, se si trasporta questo valore dell 'eccen tricità in una delle equazioni ( I ), (2), (3), si ha. per il valore di a , metà del grand'arco d ell'ellisse, IO, 5:?!l:
B. 0/l<tlmometria. - Il pr incipio d ell'oftalmometria si fond a sul teorema. del rappor to fra. le d istan ze d ei punti coniugati.
.
o
l'
La formola T = F'' la. q ua.Je può anche seri rnrsi co;.ì : O
2 l'
{ = 7rè q uella appunto che s'impiega in oftalmometria, adattandola a lla. costruzione d ell' immagine data dn. uno specchio convesso; e semplificandola :lnc:ora:
o
1
2 l'
y = R
ossia :
R = 2 11
o
Quindi, pe1· d eterminare il ragg io R d e l piccolo specchio convesso ·
rappresentato dalla superficie a nteriore delJa cornea, s i misura l' inuua.gine· I d 'un oggetto O, il quale r<i t rova. ad u na data distanza l. In oftalmomet,ria s'impiega generalmente, come oggetto, la distanza c!te se7xira due rnù:e o dite fiarmne ; d onde risulta che l'immagine è la distanza. che esiste fra, le immagini d elle mire o d elle fia.mme . [l metodo adottato per tali m iHtrazioni e consistente nel colloca l'e un micrometro a l fuoco dell'obbiettivo del ca.nocchiale con cui si osserva l' immagine, non diPde risultati soddisfacenti in oftalmometria, pel' la ragione che ·"9 - r;;o mal c di 111,' dici11a 111i/i/a1·e, fa~c. Xl!
137v
QUESTIONI o ' A'IT UALITA',
VARI ETA' , NOTIZIE
l' occhio, non pote ndosi nHtntener e assolu tamen te imm obile . produce un con t inuo s p ostamen to dell' immagin e dinanzi a l microm etr o ste;;so. Hclmholtz ricorse pe rc iò a l princ ipio d ello sdoppiameuto, già m olto usato in as t ron omia, principio c he procure remo di dimost,rnr e ne l m od o piì, st'mplicc col seguente rag ioname nto. Vole ndo mi,;ura re la. cli,-t nnrn l che separa i due punt i a e b (Vedi Fig.) e po.·,,;edendo w1 m ezzo ott ic·o c he c i pennc t,ta d i ved e r<' tutto !-doppiato d ' una, d c1t a, dis tanza D , in-
f'
a• •(l·
•ll l'lgu rc, J.
vece d ei due pun t i s uddetti se ne vc-ùre b hcro qua(tro; a ,, a 2 , /i 1, bi: t> la. di,.tn,nza a 1 a~ sard,br ug ua le il b 1 b2 , 11011 c:hl~ a D ; m e ntre la d i,ot.anza a 1 b 1 ;;nrelJl>t> n~ua le [te! u 2 b 2 , cio<: ad J. P ot<•nd o far _va ri,u·e a v o lontà Jo sdoppi/llncnto, s i giungc·n•hbc nd u n punto in c ui a2 e b1 <·ninc idc r<'hhc•ro, come r i;;u)tti cblla. terza <l<'llc fig ure, os;;ia q uondo I = D. :Se è n o l o il g rado d e llo scloppiament,o impiq~ato, s i ,:ar/Ì m is urato I = 11b, il c he si vo leva a ppunto ott.cnere . Si osst'rvi ancora ehe, invece , . i far v a riare lo sd o p pia111c·nto. s i p11ò fa r vnriare I , il che equiva le. in fondo, a fa r varia re l 'oggetto , of<si11, a spo,,tare u na d e lle mire o una dPlle fiamnw, fi no a c h e s i ,;ia avut o iJ con t att o. L o !'d oppia mento delle immag in i s i può ot (,en('J'e con parecch i m e1.zi : m a, il p iù ,;em plicc, il p iù esatto, e a n che il più ingegn oso è quello di
Q l,; ESTIONI
D'A TTt.:ALIT.\', VARIETA' , NOTIZIE
[3ì l
cui si servirono il J aval e lo Schotz nella costrnzione ùel lm·o oftalmometro. In questo strumento lo sdoppiamento si ot tiene mediante un prisma di \VolJaston, il quale si compone di due prismi 1:ett,~ngolari di q uarzo che, unit i ini::icme, formano una soia lastra piano-parallela molto spessa . Que;;;t.i due pri,;mi ;;ono tagliati nel cristnllo in modo diver~o, ossia : l' uno col vert ice parallelo aU'asse d el cristallo stesso, l'altro col vPrtice perpendicolare ; risultando da lale disposizione che ogni raggio luminoso, il quale att raversa il prisma, viene div iso in due nuovi raggi, clte, :subendo una leggiera, d eviazione, fuori escono quasi simmetrici al raggio inciden te. Nell'oftalmometro di ,fava! e Schot,z, il prisma di Wollaston è :;it uat.o nel canocchiale fra d ue obbiettivi acroma,tici, in modo tale cla prndune lo sdoppi_amcnto in una dirrzione rigorosamente parallr la al piano dell'arco. L ungo quest.'u ltimo. ch e è d i rame, scor rono d11r mire bianulie, ln cu.i <fi.~ta.nn reciwom co.stdui.~re. l'oggetto (O) ; ed è spo;;ta ndo una d i e-;se che si fn variarn la grandezza dell'oggetto, fino a. che q uesto corrisponda allo sdoppiamento del prisma, che è costante. Il ca,nocchiale è munito. inolt re, cli un oculare di R amsden con un filo di reticolo, pcl quale l'ocular<' stC'sso deve esser messo a punto in un primo tempo, mentre, in un secondo tempo, si d ovrà mettere a punto lo st.rumento p c.r l'occhio in esame, portandolo in avant i e indicl.ro su lle apposite g uide . L 'occh io in esame è situa,to a l fuoco an-
teriore del primo obbiettivo, e l' immagine rcale delle due rnin• rifle;;se dalla, cornea, viene a formar;:i al fuoco del secondo obl>ictt.i,·o (distante dal primo 40 millimetri) dove l'os,;ervatore può vederla distintamente attraverso a ll 'oculare cld canoccliinle. Ri tornando alle mire cbe scorrono lungo l'arco dell'oft.almonietro, dC'vesi aggi ungere che esse sono di smallo bianco; l' una formata da un ret.t.:rngolo tnglia to, nella sua nwtù, da una. li nea nera, l'altra da una. fig ura a gradini d i scala, pure diYi:=:a da una l inea mediana; or,t., come si è det.t.o dianr,i, qtH';;tt' mire diurno "ulla cornea un' immagine, e ciascuna im mnginc è sdoppiata per l'azion<' del prisma birifrangente. Il gran d i.·co grncluat,o aggiunto ull'oftalmomet.ro di nuovo modello, e s ituato dietro l'nrco mobile, permette di leggere g li angoli senza allontanare l'occhio dall'oculare ; e l'ago fì,;sato perpend icolarmente all'arco stf:i-so indica, St'n za che occo1Ta a lcun calcolo, se i meridiani principali sono perpendicolari fra loro. P er procedere ad un 'e;;;èlttn. cletl•rm innr,ionc, bisogna aver ben presente il principio fondarnrntale : cl1f' le 111ire /onna110 s11ll'occhio 1111a ùn111rtgine rellm1golare quando i fut i sono pamlleli li.i viani dei 1,rcri-
1~17:l
QUESTIONI O'ATTUALITA', VARI ETA., NOTIZIE
dian'Ì di cwrVlitura 11utSsi1na e 1nini11ut ; si dovrà dunque far girare l' arco che sostiene le mire fino al momento in cui s i otterra nno delle immag ini rettangolari. Infatti, se i meridia.ni di curvatura massima e minima coincidessero sempre col verticale e coll'orizzont,e, si comprende facilmente che queste immagini rettangolari avrebbero sempre, anche es~e, una direzione verticale o orizzontale ; ma siccome ciò non avviene in ogni ca;;o, anzi bene s pesso i meridia ni principali sono obliqui, occorrerà procedere con una C('rta lentezza e con me tta attenzione in ques ti movimen ti . rot,atori preliminari dell'arco, coi quali si cerca di ottenere le immagini esat.ta,mente regolal"i. Ciò fatt,o , si a.vvicinano le mire , per mettere in contatto le due immagini, in modo tale che le linee mediane si trovino esat.tamente sul prolungamento l'una dell'altra. ; e sta bilito questo contatto per un meridiano - generalmente il meno refrangen te, ossia l 'orizzontale - · si fa girare l'arco d i 90° attorno al suo asse. Se non v'ha A s, la figura girerà senza modificarsi : ma se, invecP, la curvatura del secondo meridiano è più forte, a llora le due immagini si sovrappongono in parte l'una, sull'alt ra , e il numero di gradin i compresi nella sovrapposizione, es primerà in diott rie il valore dell'A s. Per chi volesse con o8cere più addentro le leggi matematiche, secondo le quali fu regolata la cos t,ruzione di quest' ingegnosissimo strumento, aggiungeremo che la div isione dell'a,rco oftalmometrico è in gradi, e che lo sdoppiamento d elle immagini delle mire si ottiene in modo che, ad ogni grado. corrisponde una diottria . E , a questo proposito, occorre sapere che, avendo Javal e Schotz ammesso la cifra, di 1,3375 come n (indice di refrazione) dell' umor a cqueo, la forza re frangent,e della cornea espressa in diottrie sarebbe : 1
n- 1
D = ~ = -F' R
0,3375
= - R-
o, esprimendo R m valore metrico : 337 .5 D = 337,5 R R (I = D
In ba;;e a quest'ultima. formula,, si calcola la seguente tabella, clll' dà il ra.pporto tra la forza re frangente della cornea e;;pressa in diottrie,.e il raggio espresso in millimetri.
QUESTIONI o '.HTUALJTA', VARll:.'TA', NOTIZIE
R~lra,ioue
Hai::gio
R~fmzione
llagi;io
50 /)
fl 1111/l. 75
49 I) -t8 I) -t, /) 46 /) -t,, D
mm. 89 7 mm. 03 7 m.m. 18 7 mm. :14
43 /) 4~ /) -ti n -tO I)
7 mm. S5 8 1/llll. 04 8 mm. 23 8 mm. -14 8 mm. 6:3 8 mm. s9
H
I)
()
39 D
7 mm. 05 7 1/1 lii. fi7
:18 /)
Si ponga ora il va lore di R nella formola
O
21
I
R
e .·1 avrà
2 ID l 0 = 3:17,5
in cui J indica l'immagine, la quale, nd contaU,o, è uguale a llo sdoppiamento. Chiamando u la lunghezza lineare di L0 , se questa lunghezza deve <:orrispondere a l D, l'oggetto che corrisponde a.ll'immagine J deve avere la grandezza di D,, ; q uindi :
Da =
2 ID l
337,5
oppurn:
2l I
a = :337,5 D 'altra: parte, ~iccome a d<·ve avPn' la lung hezza di 1°. ;.1 ha: 1° 3(j0°
a 2 :n: I
e quindi :
2:d
211
a= -:1(i0- = 3:37 ,ii
1374
QUf:STI ONI
o'ATTUA LITA'_
VAR I ETA', I\OTI ZIE
e infine
I = :-i
3:r; ,5
3GO
= 2111111.!l4-
(.'onl'luckndo: affind1è un grad o dell"arto oftalmometrico corris p o n da l\d I D, bi>'ogna che lo sdoppiamC'n to d el pris ma s ia di 2 mm. 9-4- : a lla quale condizio ne corrispond e esattamente lo >'t,rumento ( I ). L 'oftalmometro di ,Ja val e 'chotz soddisfa a tutte le esige nr.e di un ·t·satta determinazio ne di A s . nei limiti d e l possibile : nulla di più SC'mplic:e d('I s u o nurnegl[io ch e, in pratica. apparirà anche più agevole di qua nt o .'i s ia riusciti a dimo:::tra rlo in t eoria; e noi abbiam o provato per esp('rie nza la verit ù di q ue l c hf' affer ma il )fota.is c h e , c ioè, in un llH'!<e di eser e izio, s i può p roced ere con fac ilità e franc hezza a, ckte rminan· l' A 8. con una m a novra la t1 ua lc ric hiede t utt'al più c inque minu ti . f-ie ,,:'impic·gano d e lle mire tra!':luc idc illuminate da lampadine e let.triche colloeat.e posterio rmente, s i può g iungere, con quest o st runwn to. fìno a c irca un d ecimo di diottria ; ma a.n c he a luce nat urale , un osser vatore cli;;cretamente eser eitato n on commetterà fon,e neppur!' 1111 errore d i I .'i cli d io ttria ( 1/ :!0 di millime tro di errore per il raggio) ; c-;.attc•zza c he n on era ><tata raggiunta d a. ne,;sun ast ig m ometro. Si puù 1.Je n dire rl1(' lo ,st udio C'ii nico drll'A .s. è cominciato solta n to dopo la compa rsa <lc ll 'oftalmometrn di ,lavai e Schotz ; e g iova ricordare. a ques to propoi:!it o. rlw il (;hibret. il quale. nel 188:3, prima di ;;;en ·ir,.;i d ell'ofuilmo1111'lro . 11011 AVf'\' a t rovato clu~ 1'1 ,7 °,'0 di a>'tigmat,ic:i. ne l 1889, dopo l'u,-o d i que,-to Rtrume nto , constat ò che la c ifra dei C'a:,i di A .s. ra.gginngrva, il 6.5 0 1°
Ro111a . diNmbre l!)HJ. Doli. P rnf. Eo.\I(INrni TRO.\IBETT.\.
U h. 1Loc,,nt·· di oftalmologia.
( I ) Il raggio clC'll'nrr-o ( I) ru .~c,·lt o iu 111<>do . l' !i(• lo lu11ghezza liucMo di 1° os~e di Orrnn., che f111·0110 ~·i d ot1i "5111111. 1w l1'11ru,1tno rnl'trO lii nuo ,·o rnod,, llo.
1:J75
PER IL LIBRO o • ORO de.I Corpo Sanitario Militare
RIC OMPENSE .al v a l o r milit are per l a c a mpa gna d i g u e rra 19 1 5 -19 18
(Co11tin11az/011e - Vedi f ascicoli precedenti del 19 15-17-18 e / 9)
~h.l)AC r.tA
o'A Rc ,::-.TO.
1){'{.-e/., / 11 0,:ot e11rn=ìal e Z<; m agg i () 1919.
l 4,,. ~lo~E1.1.1 ,·:" ·· (;i110, da T eglio (S01ul riu), 111aggio rc me d ico o,pedale ca mpo n . 079.
- Co n ,·ald a parola com pie rn efficace opera d i p ropaga11da pa t rio ttica e di in citan1e11tu a lle t ru ppe d i prim,, li n,·a . :--011cura 11te del pe ricolo cui si e~pone va, :-<,tto il ,·ivo fuoco di fucileria t: d i 111itragliauici ne mic he con se renità, fe rmezza ec.l ,,111o n, p rcs tarn po i o lt re la li11c;o dei pic,·uli post i le prime c ure a i feriti di u11a pa u ug lia, da ndo m irabilt, esem pio d i coraggio, d i cle,·ato sc11timcn to d el dovere c di a llruis1110. - l'ia,·c, 8 d icc111h r1; 19 , i . 14 1. l'H TI TI ['a.<q 110/e da Brù (Cuneo ), capita no m ed ico comando 5 rngg ruppa 111cn \l• a lpin i. -- Jncar Ìl"ato d c ll n d irc7ionc del scn ·izio sanitar io di umi colon na d'a tta c,·o, pa rt ec iparn in prima li11t:a a ll'arn m:at a d e lla colonna s tessa, d a ndo m irabile pn, \':i d i coraggio e d i c lc,·ato s<..'>lti1111' 11tn del dnn:re . T n w olt o e fe rito dallo SC<>ppio d i 1111 p ro iet to 11c111ico d i- g ros,o cn lihro, p rc,tava le pri 111e. c ure a d ue: , ol<lati pure fe riti .il s uo fia nco, e <lopo e, ~ere ~tato 111cd icato, con ti11ua ,·a brilla ntc 111c11te a ,,·o lge n, il proprio 111a11da w, ,-i110 a lla fi ne dd l'o pe razio11c. - Alt ipiano d i i\I esn iak, 19· .?/ ago~to 1917. 142. \"F. RCF.S1 Ca ri<>. da )lo ntit llt'ccaria (l'a ,·ia l, capitano 1111.'dico o,pedale campo 11. u ~9 . Co11 ntlda pa rola co111pic,·a c·ftic:in· o pera d i propag a11da pa trio tt ica <: d i i11 c ita111enro a lle truppe di p r i111a linc·a . ~ o nc u ra11te del pe ricolo c ui "i .,, pont \"a1 sotto il Yi\"o h1<)cn di fuc ikria t> òi 111itrag liatrici ne miche co n scn:ni tà. fc n11 e2:za ed a mo re p res tava po i o ltre la li11 ea d e i piccoli po~t i le p rim e cure a i fe riti d i nnn pattug lin, dando mirabile e~e111pin cli cora,::f! iO, cli ek,·ato se.11ti111<"n· tn ,le i d o \'e re t d i a ltruìs1110. - Pìa,·e, 8 d icem b re 1917. /Ja rel<Ì t1w gote11e11 : ial c S g i 11g 110 1919.
q_,. ll\T"r1sn (;ae/0 110 . da T rcgna g-o (\" e ro na )J, uf ficiaie 111ecl ico 8 reggi m~nt•> alpini . Ad,k- llo a d una co mpai.:nia alpina , in molti c ombattimenti, darn p rova <li grn11d c a rdir" , socco rre ndo i feriti ne lle pr i111c li11cc , in zo ne battute dnl fuoco d i fuc ileria t: artiglie ria ne mica . -
V olo11taria111e 11t e ac<..:Or rl.!nt a prest:1r\.'. pure la ~ua c,pe ra ad
a ltro re par to forte me n te impegnato , qua ntun q ue fat to ,-<·g uo a ,·i,·o fuoco n,·. ,·er,ario , e rìtiravasi per ultimo , t ra gporta 11do i feri ti dalle posizioni do vute nl,ba11,!011~se. S i d ìs ting ueya a nc he in succes,<i,·e a zioni, ne ll' ult im a d e lle q ua li rin rnne rn ferito in pi,ì pa rti, pe rdendo poi la vita, in $Cg 11ito nlle ferite riporta te . )[o n te d'A,·ie n , 25 novem b re ; S pinonda, 11-14 dìce111h re 19 17.
1111
13,!i
PtR Il, LIBRO o'uRO DEL t:llRl'O :jAN ITARIII .\111, IBRE
l)ccrelo lrwgul cncu=ia/.e 1 2 giuJ:tro 1010.
q .1. CA l'l'f.1.1.1 . 11_/rcdu , da 8 nla Co 11s ilina 1Salcrno). capita n o mc:d in, 25,, r t:g-gi11k11 lo fantt:ria (:Il . .\1.). - An.:n<lo una )(ra nata nemic a col pito in pie no il po,lo J i 111cd ica1.ionc:, ucci:-o d ied militari e fcrilo altri sdte , s prc:,.1.a nte del pe ric <>lo , con granJ~ ca l111u t'd e ne r g ia , sotto l ' in ccs.:,;.a nte fuoco a\"vcr:,;ario , continuava a prc~tart- k :,;.ut cure a nunie ro si fe riti, a s sic uru1<.lo anche il funzio nau1cnto al riforninu: n to ,lei posti di m e dicazio ne d e i ba ttag lioni. In og ni c ircostanza era costa nte c,em p io di \"a lore e di alto sentimento del d o \"e r e. - Dosso Faiti, 25 magg io 191;. 14_;. Co;,;sor.1:-1 0risostomo , da C r c ,·akore (Bo logna) , a s pirante uffic iale m cd in, 24u r eggim ento fante ria (:.I. J\l. l. - Ufficiai,, m edico c.on posto di m e<licazi<me ::in11zato. ri111asto solo p er impruv\"iso arr drnme nlo tldle nosuc: l inee , sopraffatto da trnvo li,:cnte impe to 11e 111ico, piuttu, lo di al,!Jan du11a re i s uoi fe riti, rima n ~'"" ,·,,lo ut a ria 111e ntc al s uo pos t o . C::i hno ;1e ) p e rko]o . li <·nnn·a. UOJh.. ,uuntc,: d i :-è, fin .• a quando , dop o qua ttro o re, i no ~tri n o n riprn1d l:,·a11v , contrattaçca1u..lo , la trÌ11t.·,:a, (;in in una pr\;ct.:d~utc· azion e , ne lla stc~s::i locn l irù. cl i111o~trò :-:.a ng uc frc·d tl., e JH'. · riz ia: c:o-t:1t1pio a tutli d i 111ilita r i \'i rtù . - :\lo ntl' P l' rt i1.·~ . S- 15 ~i u ~ u o 19 1S. 1.:6. I)~ 1•,s111 1, C iu,epp e , d a Lanc ia no 1C.hie ti ), t e n e nte m ~dico 2 i2 rc:~ g i1111:nto fanl ~ria ( )I. )I ). - Di s ua i11i ziati ,·;,, ra cc, lti i p o rtaf<:riti, s i reca rn ~ulla li11ea ,li f u r lt.'O, c ura ndo rut il 1:-tffon.1111c 11to e , st·bhc:nt' fa tt.,) sq.,!'110 a \'Ì\'o fucx~o di fuc ilcria 1 rit110J1t" \·a co r: i p0ç~:i ~upi. r :-titi ~u11" pu~i1.i:u u: fi n o ;\Il 'o rdine d i ripicg-a11u: n t <1. Pig n a n o, .\U o tt obre 1917. q;. <.; u co:-: ~; l"ill<> r io , d a 'fot ino , te n c nt'i n11:tlico z;i rq;-!!"i111e11lo fanteri a D T. )! \. In ,·arie '1.zio n i po rta\'a cor aggio:--amente il concor ~o d e lle !'- Ut:: csc1nplari v irtù , r~~ c..·:111(\osi di :-.ua ini zinti,·a, t r a i r ~pani i111pcgn ;1ti nel co111 bat.ti11 H: t1to a r inC't1t,ran.: i ~ultlati a1la pi ù accanita n: :-- i:-:t c n za. - Pig nano, .30 o ttobre 1917. 14.S. l' t:u:-:1, oTTJ (;i 11 /io , d a ) lclc (C<·11o rn l, n~pi ratltc ufti<-ia le m c:<lku 2,,6 n :gg-i111<·11to fante ria P I. )1. ). - )kntre, sotto il ,·iolc:nto fuoco n e 111ic,,, c-u ra,·a un !criw in c:1 111p o a p t rto , n:ui ,·a c:ol p itu da un a g-rana t n a \'\'C r ~arì a. c h t· t n u1t·a,·a la :,,.u:, lmld:-1 g im·i m:zza . - )!o nte S,i n )J ,.r co, 11> ago~to H)17. 1.+9. S.H·t ~u ])idro . d a Gnl\·i11:1 in l'u}.!'lia (Ba ri ) , t cn c ntt.! t1H:dico ..:ot11ph.:111e nto ntÌÌt_·i·> ~anit:'1 i <l i\'i~in nc . - Addcu o nll 'u llicio d1 ~a nilù tl i un co m a m.lo d i di,·i;;;io 11e , ..-011 i11:--t a m:nhile n tt i \'ità e d e n c: rg ia con iclo t: ,·nr ng1!io :'tttnn in·,·nle tliri~C" \'fl pl·r :-uu o l1111.: nt~ h.: op(.'r :1:,. io ni p 4::r il ri~a1rn 111t·11ln 1\i u11 :-1 zoll a n~pra e d i fiìcik. :,;i:-.tt'."Jn a n tln ,.:,011 vc11ic.· 11tc J11l·t1 tC' i po~ti di 111ed ìc azinn c. in l i11l· a , (lc:d k n t1<.lo:-:i co11 e 11tu~ia~n 11J ·11 ..;uo no b ile l'Ù 11ntn nit ario compito t:d c:-:.pot1t"t1tlo~i ,·o lo11t:1rin111l.'1tit a l t iro d t.·l lt: a rti.l.!l ic rie e dl"lla fuc ikria n e 111ica pe r r k u pcra r e le ~alme dei cadmi l " p.-r meglio a!-!-OI n :n : I 'incnrico ntfìdntogli . - Soht r->I C'rJla · \\·rto jha. nrn~~Ìn·.Ldn g no 14.Jl;. n c.-rcto L11,,gol c11c11::ial,· !6 g iu j! 1111 1<11 9.
1511. G 1,~., zz , ca \' , ( :iu st'f>t c, tla R t·gg-io C:t la hria, lt' ll l'Jllt: colo 1111 ~1Jo 1111.·di<"(' ,lire· ziotH.' , ;111i1.-\ inl l' nd,·n za \ :l rttuH:l. JJura 11te- r i p el'nk inc n rsio ni ;u.·n ... c..· 1u: 111ichl" f u ~l·n11>r c ~olh· c-itn nel :icc-nrre re <lo\'(: il hi :o-0}!110 In r k hic d cn1, 1~ c-011 i111pa rc~· ~iahih; s prezzo <ll· ll'in1111 iuc 11 tc e l!ra n : J)l' rit·olo c.: cnn fc r111t.'z1.:t 111 irahi l 1C pr,,vridc , i11 ogni ocra~iu ne , nll'i111111 etl i:i t.ù ~~n111lier o e ~11 <'<'C:~"'ì "o :-:.0<·eor ~u di n u tnl·· r o:-.i (~riti 111ilita ri e horgh l·:-.i , dn 11d () p ro,·a d i ~ r a ttdt' .tlti ,·itit t.: <li alto -=.t• iai • 111e nto d t:1 d o \'~r e. )J t":,;tre . 2/<!8 ~entrn io 19 1S. 15 1. 1{1ut t.l.A _ , .J,,,,,,,fo, <h1 ;\lir ahel lo ecl t · 11i11 d i P a,·ia O';n ·ìa ), :,..ottott· n <.: ntc 111t.· tli,,:c) :,,;t."?.Ìo n e :-:.a nit;J truppe :-:.upple ti,·e :! corpo a r111at tt. /11 cu 111 mul a.:i 1uu dc;:li c·1tc1> m i sc>lcHlli t"011 c:rssigli co n i d ecl'di lun.:.:.ot c ,u u:..iali 14 ottol,re 19 15 l ' ì n,r~·rm/> r e 19 15 : In cund idoni estrc 111a111e 11t~ cli flìcili, p r.-r pa r e.:c-hi giorn i e p a r<·.-.-l1i<" notti cnn.i...~c-uti,·c , ~otto il \'io l::-11to ft10<'0 11elllico di n rti~ l ieri.t, rnitrn!diatr i{"i 1.• fnci leri n , dn\·n pro\'a d i él hruis.1110 , 1ti fr rrn ~zz:i e di c,>r n~1.,!io in lpan.·g-i:ìa bi li. Hl · l<:n<lcTHlo, cali no t· :-.<.·r e 11u, :111:t 111 ('(l ic:1i' iot1l" de i fc.:r it i ed a l lo r o ~g-01111,n, ~ul h· n:tro\'ic . F t"n11a ,·:1 a n c} I(_ · e r nrluun ,·;:l 111 i lil:1 ri tli:-.pt·r~i. ri 11 c u o r a n cioli. ed inci tan dr,li :Wl a 1ottn, mirahik C'~c.-111p io d i :,,;,n lcl l· ,· irt ù 111llit., r i. - l'l tn ·a, g-i 11.1!n o hl!, . 1C1>111iiu, 11.
Iai7
INDIUE GENERALE ])ELLE MATERIE per l'anno 1919 ~ ~ - - - ~ ~
:\1 LETTORI ... • . •• ... • . . . . . . .. •. ..• , , , , , , , , . , . , , , •• • •....•.• . ......•••.
A,:1.1
•Attn,;,n 1 ,, Al
l'og.
1,r.no«1 ... .... . ....... . . . . ...... • ............... ....
MEMORIE ORIGINALI Ricerche biologiche degli Uffici psico~fisiologici dj a\liazione militare. (;RADE~IGO G1usf:PPF.. ten«..'ntc colon 111.: ll ,, mc-dù:o -
(;li l "tliò P~irn- tlsìolo)(ici per l'esa me d e l personale di aeronautica in Italia .... ."...... .. .
Pru:.
Dati sta t istici sul hivorc) con1piuto nell't"ttici~ psicn -fisioln~icn d i Turino ... .
Hèlazionc sul lav,1ro compiuto nd l'l 1fficio psico- fisil'1lo)(iCo d i H<Jnrn ....... . Helazionc sul hwor." compiuto nell'L"fficiu psico-ti•i0logico dr-Ila l{. ~larina dr '-apoli . .. ... ....................................... . . .. ... .
~
' ·I
Verbali delle a tl una112c dd1a C<1m n1 iss i<mt· Sanitaria per 1'Acr,•n.:u1tka - l<on1a 18- l <t· .!I JHJ\'('lllbrc
1918 .... . .......... ... ......... . ......... .
Ur ~OLA A:,,;:cE1.0, m ag;~i o r c medic o -
I -I
Organizzazi o n e :--anit;;.1ria dell':tvia-
zionc
2 ()
GRADENIGO (~ILTSEPPE, tenente colonnello medico e C.:E~IELLI AGOSTl:-:O, mag-
giore 111edico -
l tes ti per la scelta rlPI personale na\'igantc clt-."ll 'aria ..
GEMELLI AGOSTIXO, n1a.ggiorc mec.lku -
.li
Hiassunl u <li alcune inda1;ini s ulla
psico-fisiolog ia degli aviatori compiute nel laboratorio di psko-ti,iologia d<-1 Comando Supre mo . . ........ . . ............................. .
I'!
C ALEO'l"TI C 1:so. t c ncn t (" colonn ello medico Pressione sa11;::11ign a e- a\'ia· 1.ionc ..... . . ................ .... ..••.....• . ......................•.
,·
MA~G t ~F.LLI L u1c 1. capitano 1nedico \'ariazinni della p rc:Ssionc :--an~11i ;.;11a in aeroplano - e:-.periçnzc in vol n .. . .... .... .. . .. ......... ...•
7s
ma~idorc medico - Su l rìflc:--.~o canlio-va:-;c.:ola r c agli stin1oli sensoriali-crnotivi .... ... .... ..... ..... . ......... . ... .
~q
AGGAZZ01·T1
ALBERTO,
AGGAZZOTTt ALBERTO, n1ag:;.;iorc n1edico e GAcEorn G1~0. tt'nc:nte l;olunn1,,•lln
Influenza e.le i vento s ulla funzione r espiratoria.. e :iul pùl, o ..
107
niagl,:iore medico · - l'nncC'tto dt' lla resistenza .: <lclla debolezza respiratoria . ................. . ... . ... . . . .. . .. · · · ·
13i
n1cUico -
BILA:-:c 10 :-;1 GUGLIELMO,
l{m rAGXA-)L-.~orA ,\cmu. 1>. capitano medico -
L "csamc neurologico 11ci
candida.ti a ll 'avia:r.innc .. .. ... ...... .... . . . , . , . , . , , , · · · · · · · · · · · · · CRAl)E:-:1co ( ;IUSEPPE,
te ne nte colonnello medi co -
130
Fu112ionc tuharka ed
a viazi cu1e . ... . .. ~ ............. ... ................ .. ....... .. . .
L'ergo~~h·siogr a fo. l 'napparccc hu, per invcsti~are le attitudiui muscolari ,ki candidali all'aviazione
'.l 7
GALEOl'"fl. G 1:r,.io, tenente colo nnello tncclico -
I~ \
•
13,8
li'\UI Ct:: GENERAI.E Ot::LLE ~1.HERIE PER L'ANNO 1!)10
~l.-\1.AS .~\ t<:'\ALOO, capi1 ant, rn1..'dico
La pro\'addlc inUicazionì con1C.1o ,·it:onc pralH:ala nt..·ll·csa1nc dc·i çanclidati all'avia:ziunc .. ..... . ........... , .
J,>a:t, .
14 7
H Al·tA:-. R Aot·1 .. 111aggiore mtdico -
L'c;.a me dclln ,·ertig inc gah-anirn nei piloti e nei ca ndidati al pilolngg io. Confronto d~i rnlori otte 11ut i c,m q1wlli rk:ovati d a lle pro n, rotatorie ..... . ....................... .
MAI. A~ .-\ n:-.,,Lno. ca pitano m edico
-
154
Dell'c,nnw dd se n~o ~tatico della po-
del sc·n..,o dcli:\ vt·rtit.:a lilfl nei candidat I all"a ,·ia zìonc . .... . .. .
1 'j<)
<~ L:GLI F:L;\I O, rnaggiorc nH.:clico O ~s<'n·o1.io11i !--1tll'c~a111(' \'l"· :,,tibularc dl'i 1.·andidati all'aviazioitt· C' dc-i ptloti :-,pt·ditlmcnte in r i4:uard<, al ni st aAnto . ..... .. . ... . . .......... .. ... , . .. · · · · · · · · · · · · · · · · · ·
Hl ,t
:,1 1.1011t..· e
B1 tA!':CIO~ t
ll11. A1' C10 :s1 GUGLIELMO. magg-iurc m edico " Ho~1At::SA - ~IANO I A A ct1 1LLE. ca-
pi t a no 1111..:di rn l< kt•rchc sullo !'itato della co!'-ccnzn 1h·lla vcrtig.ine ro· tat ,•ri,\ . . ... . . ... . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..... .. . ....... .
I i)
~AFF'rorn FRANCESC () l',1tt1~1<i-o, prof. Brc-d rn,t~ pn:,·<'ntive ~ui ri:-.11lta ti di ·alc un e ri ccrc hC" p;,..i..,· n -metnc he su i candidati all'aviazione- e ~ui p ilo ti
18o
C.-\'.\11~ :\IA1<1t'>, maggior<' ITil·di(·o l "n mc-z1..o pt'r g,1ud1c:a rc il grado d i $l'll· si hi li tà a g li ... tiinoli <·mh1.io11ali . .. • ........ . . . . . .. ... . . ...........
188
l I EktlTZt-: .., . \ )11.H)EO, ll·1il·nt c c.· ole111ndl1 • nH.:di co Sulla detcrminaziont• del tt'mpo di r ico11o~d111c·11lo e.li 1111 ~c.·~110 . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . .•..
J Qb
C~At EOTTI G 1xo. t enente colonnl'llo rncdko - S11 ùi un nwlutln pC'r <.klt·r minarc- I;_\ v e locità di appC'n;r1.ionc ...,. .......... . ... ........ . . .
.!('t2
{;t\LlcOTTI 1;1:vo, lC"tlC!llC col,,nnl"llo medico r C'ltC l ,l l'l"OT I (;, l:lt\TT IST:I, c:ipttano i nt:du; o 1·11 mt'tudo d1 misurn d(·llc CRpaçtlà attf"nti\·c..· :tppli·
t.:jlU a llzi ~t.:('lta dei ca11dich, ti all",t \·iazionc . .............. . .. . . .. .. .
,o;
Alzi Azzo , t enr·ntc 1111·di,·o - Sulla dt· t c..· rininazionc elci tempi di rc.-azi, nu.· dbçritni natÌ\'a ne-i candid:iti drll ':,.vi,1zi<in(~ ...... . ...... . ... . ..... .
:! I O
l\<1~1Ac:,.: A- ~I ,, :,..:01 A Ac 111 LLE, capit:uul
medico -
e J~,t·n·.,zioni :-.11\ tt"mpu
<li r~·;11.ir111l· Ct1n1post,., . . . . . . . . . .... ... . .. .. .. . .... . .. .. . . . . . . . . . .
~ I2
Ac~C ..\ ZtO·rn ALOJ!RTù, ma~ginn: med ito l limiti di idon<:it[1 ndl\·:--<:11nc_· • df'll;:1 C'rnozionabilità . ..... . ... . ................................. .
.! I f;
1\ \ "TO- i{IA~~t· :-.TI .
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Odl'ei,.am<· <id M·11'0 s t a tic o l' vc·"ltihol:uc nC"i candidati
Per Leonardo da Vinci nel IV centenario dalla sua morte. l'l'r Lf•nn;:udo da Vin d nc·l I\' ccnt (·1rnrul <la.l\a ~ua mortl.· . .... .. . . . . . .... J\.\;(',F..Ll:cc1 AR;';ALDO, tl'J1<·11tt· l'fllnnndlo m c <lico - L a tt n,anicra • in pil· tura. l.. lt.~ lq.!,~i ottiche di lud l.. Cf'1l1,ri sct1pC'r t c: da L<·o nard«J da \ ' inci . ..
I.a fo1H'tica bii1lo~ica di Leon ..t r dit t la \ ' inci . ........ . ..................... .. .. .... ..... ... . .
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B1LA:,.:c 10:,,.1 (;l-CLIF:L~IO, 111:.ggiort..· na·dico DE T n:s:1
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1· ,m ric<'tla medica 11,•I , Codice A t la11liçn, \ ·inci . ... .. .... . . .. .. . ......... . . . ..... . ..... .
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137!1
INDI CI:: GENERALE m:Ll .E ~1ATl::RI E PER L'ANNO 1911) La gerarchia de~li organi dei sensi nel pensiern di Leonardo cla Vinci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
B tLAXCI O~t GUGLIELMO, n1aggiurc n1e..·<lico -
prof. -
Pa{f.
1244
L'analomi:, tli l.co11a rclo tla Vin ci ......... ...
12i!
lloPSTOCK S. prof. Leonardo e i manoscritti anatomici- fosiologici cli \Vindsor . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1 2 79
AX ILE AXTON !XO.
.lii Conferenza interalleata per l'assistenza agli invalidi di guerra RELAZIO;sf l UF FICIALI - (At:TOR I ASSC:\TI).
Se,.ione I. -
YAx,;HnTI GIL"T.1.,xo. dott. -
>I n·r! ..\TI f: STORP I llSrEO-.\RTlt"Ol.,\ kl. P ln~tifhe e protesi ci n e 111atichc:......... .
Pag.
I !<)I
DoxAn )!ARIO, prof. -
A~si~ten za agli storpi osteo-artitolari ........ .
1292
(c<i,o l!t:NXARI>, <lott. -
As~istema :i)!li swrpi ostco-Mtit-olari .... . ... .
1295
(ASl'f:1.1.1 J,c1c 1 :=:.,xTE. clott . in ,::' ue rrn.
1,a rieducazione ngriçoln d,:i muti lat i 1205
~IARTIX Fr.om;xr, ,lutt . I,e ha~i scie nt ifirhc della prnttcsi ,lc_c:li arti inferiori .. .... ........ . ... .. .................................. . . . :'IIARTI:-: _rr.?RF.~'f, dott.
-
1296
Or.(!,111i,.zazio11<.:. di u11 I s tituto Ortopedico pci
n1u t1 l ;it1 ò 1 ,!,,!Ut·rra . . ....... ... .... ....... . .. . .... ... ... . . ........ .. .
Sezione II. -
Cn:cm Dr et ·E1m.,.
Ru)t.1~:sm.1 AL'GL' STu. 1'rof. - Acce11tn1111~11 to l ' di,c~1,1r:1111~11t n dei c iechi nel la l'oro.. .'........................ . ....... ... .. .. . .. .. .. .. :\1co1.,m1 ..\L' RF.r.rn. ttm·11tc di fanteria Se,.ionc TJI. -
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Rieduc:vio n c "i.:ricnla ùcì c i~c hi.
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r.102 1303
lxH1.m1 PER 1,Es1ux1 nH. srsn.)1.\ K1,Rrnso.
( 1R1.... prof. - C'ri teri dire tti,·i p e r l'a~si~te nzn ai;:l i inrnlicli per lesiou i orga niche del ~istema 11en·0so. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Pa~·. r 30;
fln~n11 G in .,..,,., prof. -- Critni dirctti,·i n ell'assi~tem.a ai:li inrnlidi r~r lt-sion i fun zional i del sistema ncr\'C.so. .............
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Sezione I\'. -
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l'ag. qoo
Protesi dei izrn rnli feriti del \'i~o e cic li~ 111ascc·lla . .... .
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P P.R~A .\ )11mE11, prof. -
l'osr. doti . -
~IL' TII.AT! l)H.r .., 11ACOA.
L':1 s:-.i~t c 11 r.a
Sezione !\'-bis. Fr-:1uu":kl G1er.10, ~rof. -
G,L·r.T F .. dott, -
S•rnnr E )!l'TI tH cn:1m.-1.
f/a~~i~tt'nza ai ~ordì di g-uerrn . ....... .
Regole per l'as~istenza ~i ~orrl i di g u e rra.
Pa.~. 13 13
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INIJI CE GJ::Nl::RALE DE I.I.E .\IATERI E PER L' ANNO 19J9
Sezione \' . R.,:,.zo_q
T:-:1·A1.1D1 l'f.k n ·1n:Rco1.os 1 F. l'F.R :-1Ar..~TTn: 1:-TJ;R:SF..
G ., f.TA~O, prof. -
Asco1.1 V1now1... !>r o f. -
J,'as~iste n za ai:l 'inrnlidi p e r tubercol osi .....
Pag . 13 15.
~la laria in J.(ne rra. SF.1.10 :< T RI l'~ ITE.
RICCI Sf.Rll'J:<o, pro f. -
P e nsioni di g u erra agl'in,·a l icli . ........... . . .
LoRJr.A G10 \'.,,;:-.1, prof. -
J,e $Cuo l e di riedu cazio n t dOJYl la .t.::uerra . . .
VAT.f.~Tl~O CHARJ.l!S. ,lou. -
Pag.
1326
Pcn ~ioni cli !:'llt'rra ...... . ........ . ... .. . .
...\N<;Eu:cC"1 AR:-;At.oo. t e nente colu11 n clln medico -
La. vista cJli ciechi ? ..
132 4
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338
HEl.l~OTTI O R ESTE, mag-gior c 1nedico - ~ otc e a ppunti sul servizio o t ori11nl:1.r ingoia.trico 11t_•Jl "o~pedalc di S. Corim a co n speciale riguardo a ll'as.,istc·11za ai muti e sordi di guerra ...... ........ . ..... ..... ...... .
3i~
lhLA~c ,0 :,.,:1 CL"G l .lF.L~I O. rnaggiorc medico - l.c:-.ion i d el nasn e dei seni an n Ps:-.i in rapporto a lla loro fun zione e alla co:-:m c:-.i della facc ia ..... .
358
l111.-, ~c10x1 Gn:1.1 ~1.~m. nrn)tgion· 111Nlico. - Fc11omc11i da scoppio a ca rico dcll'orccd1 io .........•.. ..... . . . . ...... . . . ............. ..•
503
H10 :-:01 CRs ARE, t1•1w11tc cnlnnnt'l lo nH:dit:C) - ;\ornv· p r atich e pe r alcun i pili comuni accc·rta1nt•11tì ohicttivi tH."ll c ,·alutaz.io:1i 111cdico·lc~ali . ...
no~o:\10 J..o w..:xzo, nrn~g-ior }!cn e r ale ll h:dil'o - Cnnsidcrazioni :-.ul fun zionamcnt,, dei sl.'r\'izi san itari d i g-ue r r a . ... ... . .. .. . : .. . ..... .... . . llo~,n10 L o11i,:~•1.o, m aggior generale m edico ,,~peda li da campo e di tapprL. ... .. .. .
" ·' i 553
Su l fun zionamento d egli . . ... r. .. .. . . .... _ .. .
08 1
L'infltH'nt.a in due ric<1r::.i l'pide1nic i
31>5
medici, e\ nsid c r a1.i0ni clinidH:! s ull'odiern a pandemia da influenza ... ... ....... .. ~ . . . . . . . ..... . . .
480
CALO' \ '1TTOH10, mag.l,!iure medico CASTRO~llOVO (;IOVAN1'l,
-
tnagg-il,,,r('
C1A1·R1 J{oso1.1r-:o. t enente colonnello m edico -
Con t ributo a lla <h agnosi del tifo petecch iale .... ... ...... . . . .. .. . ...... .\ . ... .. .... ...... .
q30·
<"ox~11;1.10 1-'LACIDO, trnçntG ço!o q q ~·l! o 111çdico Il centro psichiatrico militan.' <l i 13 r:u:~cn lta. <li Reggio Emilia . . ...... \ . . .. .... . ... ... . .
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c..~~ 1,: 1.10 Pl.lt"IIH), lCIIC:ll le colo1111t'llO ll k<liro -
Le fu11 1.i11ni del Centro nt·1ir11 - p:.:i c h ir.t 1'iCf, d i 11 racc,,lla. n della zona di ;,!u crra, in R t"'gg:io E1nilia 1
1 0.!J'
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n o .' 1Al'I ~lAR IO, tenente colonndlo medico - Criteri g1..•ncr~di d i c ura delle fe rite d i g-uC'rra . . . . • .... - .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 . .... .. - . · · - . . . . - .
i37
D0,11:<1c 1 l. EO:"AROO , len ente colonndl" ml'dico Sull:-i c ura ti elle fe rite <li g-ucr ra - Criteri clin ici . ...... .. ... . .., ... . .. ....... .. . . .
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l)'<ho1E,, (;l.·1no, maggiore medico
Sull 'u~() d c11a pomata a.I tin1olo com e mi.•rnra culicifug:a per le truppl' in ~l·r\'J zio in ~ocalità tnalarichc . . .
..!\)O
sul ricamhio matl~r ialc cd os... en·aziuni cliniche nei prigionieri di ~tll'rra rest1tt~iti come tuber colotici
1110
lll"HA~:F. L c1G1_. c a,~it_ano m N lk o Su lla c ura t.k llej f<'ri t c di g,1c-rra - Critt·rt b 1 ttf'r11,l,,.~1~1. .. . ..... .... . .. .... ............ . ... ..... ..... . .
!13!
l)\' HASO F ELICE, l<·lll'llt<· ml·<lic n
-
~ t 11d i o
FAG t t ·o1.1 .·\ xTu~1 0 , h.·11t•nlt.• t·o lt11111cllo mt·dico
-
Il :--t: n ·izio .:111ti tn bcrco·
lnn· 1wlla J ' Armata . . . .. . .... . ..... . .. .... ! .. ................ .
45~
1:-ll'll
INDICE GENERA I.E DEI. I.E ~IATEP.IE PER l. ANNO 1910 0
F10RANI èu1c.1. capitano medie<, - Su l fun zion amento della st azi(l 11e mi litare di disinfezione per treni sanitari, )lilann (Scalo Farini) ....... .
/'il)!.,
l,()(l
Fr..\CK )IARTIX, prof. - Pro\"e se111plic i P" r il n111 trollo delle attitudini fisiche dc~li a ,·iatori . .... ... .. .. ... .. . .. ... ..... ... .. ...... ..... .
1328
FONGOLl LUIGI, t ene nte colonn ello med ico -- ;,.;otc statistiche s ulla re ,·i,;ionc dei riformati e ri\'cdibili dclll' cl:1.ssi 18,.1- 18cl'9 al Consi!{li o di l.c, ·a di Fl>ggia . ........... .. .......... .. . . . . ...... ........ . ... .
111 5
GRADENIGO G!l-s EPPE, t enen te colon n ello medico - Lesioni au ricobtri provocate nei militari . ... . ... . . ........ . . . .. ..... ... . ............ .
108<1
KRZYSZKO\\'SKY COSTANTINO, colonne llo med ico - Le ba,i della sanità militare ne ll'cserdto moderno . . .. ..... .. . . ... ... . .............. ,
H4
L EoTT., .\"1coLA, maggiore medico - L 'opera sv1,lta in rrancia dal nu cleo chirurg ico X . 1 .......... . . .. .... .. .. . .... ............. . .. .
3.51 ,
~IASSA ROTl"I C.tUSf;PPE_. tene nte colonnc·llo medico - I.a guerra e l'esaurimento fis1co-ps1ch1co ............. .. ............................ .
7!7
~II NERVIN I RAFFAELE, maggiore med ico - L'opera <lei nucleo chirurgico n . .5 in zona di gu.trra .. . . ......... . . .... , . . , , .. , , . , ... . ... . .... .
YJO
~l1Nc .,zz1:,,;1 GIO\'ANNI, prof. - Le neurosi fu n zionali da guerra in rapporto con q uelle da infortuni in tempo d i pace..... . ............... . .... .
757
'.\loRONE G1ovANK I, maggiore medico - Sul metodu Carre l nella cura degli e mpiemi p leurici . .. ..... ...... . .......... . ...... .... ........ . . .
7 19
PEZZI ~ ESA_RE, ~aggiore medico - ~otc cliniche e batteriologiche sulla ep1dem1a d influe nza . ..... . .. . .... ........ ..... ....... ... . .... .
3,l!
PEzzr c:~:SARF., 111a,11<iore m e,lico e l\111.1.A VtTTOl!IO, cnpitano m edico Sn due ~a~i cl i m en in_gite cerebro spina le da bacillo di F.berth n el dc· cnr.,o cl,·! t ifo. . ...... .. ......... . .... ... ....... . ....... ..... . .
134 2
P1S.o\~o· GIUSEPPE. n1aggiore tncdico -
Appunti clinici di trau1natnlogia
di guerra (luglio 19 15-fcbbraio t <)I (•) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ..
47 1
Il servizio ncuro-p:,.idua ·.rk,t di un 'armata ncll 'ultirno nnno di guerra fino a.I ~inrno de lla. cessazione
HOASE~DA GIUSEPPE , rnagg iurc n1cdico - -
ddlc ostilità . . .......... . .... . . . ...... .... ........ . .. ......... .
462
SAi.tPEtU GAF.TANO, te ne nte colonnello medico - Oftalmia metas tatica da pneumococco in un soggetto colpito <la infl ue nza durante l'atl11all' i,:ra· , ·e epidemia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
597
SAXTORO EMANUELE, capitano medico -
Ferite addominali di g u,' rra.. . . 65 4 804- 907-104 1- 114! - 1347
Séu,vo ACHILLE, prof. - I corsi di batteriologia e di disinfczion<.' presso la scuola di applicazione di Sanità MiliLare durante la g uerra ... . .. . ~ ,~u.TA (; 10\'AX:,..· 1, n 1tt~.!'~ion: med ico -
/'ag.
10 18
~ull.t fn11 z=o11t'.' 1-\C'lltt ~~·1 iu 11 ~ ll: ~n·
nità di famc rin ... .. ... ......... .... . ..... .. ....... . ......... . ..... . TERRA·ABRAM1 GIUSEPl>F. , rnag[.!ÌOrf" ,ncù ico -
1337
Le fC'ritc toraco~pr•lmona ri
p e r armi da g uerra . ... ... ... ..... . . ... ... . ............. . . .... . .
1096
T1 z7,o:,,;1 Gu100, te nente colonnello medico - Xot<- stati,ti.:hc s ul tcu11111 ne ll'agosto dicembre 19 18 in p:,nicnlarc nella battaglia di \ "tttori,, Vene to . . ... . .......... . .. . ..... , , · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · · T1zzo:-;1 GuJOo, tenente colo nnello medico - J font!anwnti <li 1111a odierna
429
:;tatistica su l tetano nella. c hin1rg1a di g uerra con akuni cri tc-ri inlor·
ma t ori s ulla s ua prognos i e terapia . . . .. . . . ........ ... . . . .
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INI\Jr:E Gl·:NEH-\ LE DELLE i\ l ATF:RIE PER L'ANNO 1919
CASUISTICA CLINICA BEVA CQL' A . \ L FJ(EOt), 111:t~E.:io'rl.· m edico C,tS.lfl>·Clltcro:;tomia rc-trOCC)lil;a in 1111 ça-,o di :,ll..'ll•r,i pilorica da cancro diffuso élllla prHl·lc poste riore
dell, , st,<rrntco ...... ... ..... ...... . . .......... .. . .... ... . . .... .. J h::v ACQ l"A .\LFREIJO. 111,:g;,!;ion.· llh:dkn
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Di alcu ni :Llli opcrati,·i csc-gui ti
rn:l l 'o..,Jwdalc di corh11lt·nza chirur~ica d1..•ll,t ~ Annata ............. .
F1·: RKA:--::--.1;-.;-1 Lt:1G1. m,·1f-!giorc llll:ùico Di una l't.:Cczionalc complicanza rnrùi..t.::1 dd parati!,, . ...... ... ..... .. . .... ....... ... .... . . ... . .
50 1
ScAntlTO CtOVA~:-.1, rnat!.!.{ÌOr c m edico · - Sui danni p r4)dutti tlall 'imm1)hi -
lità pn,11111!.,!ata ndla c.:1ir~L d c lll' aflt·zioni o-.~l'C c<l articolari ..... . . . . .
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO Hilil'\"Ì b.tli durante la. r.1111 · pauno. a 11ti di -;si..: 11t,·rÌlA"l 1~)18 in A l l>ania sull a micn ,fa una inte:-.lina lc di
S,,_s,.101<<:J (; IL'~E.l'PE, capHano 11wd1co -
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\ 'A1.,1~,,;-;A ..\1<T l1 KO, ca.pit.rn,, mPdwo l 'n't"pid(.·m1a di frbbrl' ricorn·nh: 11,•i prig11mit"ri austna d dd , h..;taCl'ftllh'nlo di Salu'"l-.ola . . . . . . . . . . . . .
n 10
Vr~E!\' n:-:1 .\HR1r.0, m.1.~d nr<" mcd1ro l< ,·ndh.:ont<J ~u l f11n z.innamt• nt1) cl<.:l la h11rato1·i1, hatt,·n1tlu'.!iCo di .\ l .:111to,·a. durante 1., guerra ( 1~,5~1Q1~)
01 1
CONGRESSI jAN'll l ~AFFAELE, mag~iorc n1cdi co -- I l 1fJ Cun.[!rcsso Fr.tHCC'f.e di cliirurJ.!ia ......... .. ....... . .. . ..... . ... .. ......... . . ... ... ..... .
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QUESTIONI D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE Tno,1BETTA Eu~, o~oo. m:t~:..dorc ~cncralc m<·<Jico hl.
Sinc<:rit.) . .. . .. .......... . .. . ... __ ....... .
In più ~pira bil m:rc
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IlR u :--;-1,;Tn FED ER tco. maggiore n1N lico L'oturinolcui11gol ogia e il riordi namcnlo d 0~li s t udi unin..·r:;it a.ri ... .. . .. . . ............. .. ...... . N1E oou-S 1! )fl 1J1::1 ANTO NIO, colonnell o ined ie.o L 'otorinolnriugolo;.da e il r io rclina mcnto ÙC'~ li s tudi un ivt:r:;it a ri e del curpo sanilario nulit,1 rc
NECROLOG IO 0
C HJ."\ISO :\LFoNso, t ~ll \'llh~ g<.~11l'ralc m l'dic:o ul'lla ri ~rrv a .. .. . . . . • . . . . . . . F'AtCO:"\I GA\' l'.':O ,
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GAR~ERt BAR'l'OLO\tl::O.
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L t:CJAs t L u 1c.1, prnf. scnr,turc ùd l{c;;1111 .•.... .. . .... . . ... . . ...... . . . . ~lA ~CIA~n
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Ezio, n 1ag-gio r gcncrah: medie,, in P. :\. . .... .......... . ... .
11ARCIIES1 (.;1u 1. 10. lc11C'11lc colt11111e llo m edico d i compi. .... . . • .. " · .. . . .
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) l As~A C, usE l'PE . 1nag~1or gt:nr-ralc:- n10di1;.·o i11 P ..\ . .. . .. .. ....... • .... .
, lmtllEI.LO ERS ESJ'O, colonndlo medio, in S. A . .. . ..• . ... . .. . . ..... .. N UTl'.': t ALFREDO, S C A 1.z1 F11. JPPO.
l C!Wlllt.~ m c di n l di çomplt\m t•nf11,,,. o • • , • , . , , , . , , • • •
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E·, '!"O RE, t\' ll ClllC colonndlo m e dico in S . .-\ . ... . . . .... . .. . . ... : .
PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE HC'la zi_'>lle del cap. 111cd . dd la I< . :\lari n" l{AF'F.\l, LE PA01.1;cc1 s u lla ,p,·di· d1z1unc,; cli .Pola . . ........... . . ...... . . . ........... , . . . . . . . . . . . .
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Ricompense a l valnr militar<' per la camp,Lg11a di g11<·rra J•llj· JCJ t ll . . . . . . . .~ i 1 4!i·63yS;o·•1•,H- 11 n- 13;5 O rdine milita r e di Sa,·c,ia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Pag.
756
Hico111 pc11sc ai bc·ncmcriti cklla salute., puhbh ca . ............ .. ........
• •
8j 1
Ricn ~1pc11sc con !c ri k a i bcn,•m<'riti cl ell a .s alu te p u bblica pe r l"npcra pr<'slata 111 occa~io nc d r ll "cpidc 111ia colerica in zona d i gncrra ne l 191 5- 1 •) 16 . . . .
S; i
I NDICE lòENF; RA I.E flEI. I.F. MATERIE PER L ANNO 1910 0
PARTE UFFICIALE
(irc,,lar<.' !J8597-4Q rlel 18 m:ir1.0 19 19 ù clla Dirc-zion e Gen erale di Sa nità militan· - Accertamçonti su lla dipendenza da rausa di servizio delle infern1ità . ........... . .. . . .... . ... .. . ..... . .................. .
Po.~.
C'ircolarc del dit'cmhre 1918 clc,ll'lntC'ntlcnza generale <lell 'E.sercito - Dati ~torici sull'ors::anizzazi,,ne e ~nl fun zion amen to tecnico e logistico del !')ervizio sa ni tario <11 guerra . ....................... . . . . . . .. .... . Circolare !7 gi1115 ncJ 1919 <.kll'Js pct1orato di Sanità )l ilitarc -
635
Q6<j
Museo sto-
rico ~ M:ientificr, dei Sl'r\'izi sanitari di guerra .. . ... . . .. ... .'. ..... .
9iZ
Ci rcolare !6 lnglio 19 19 dt:l l' lspcttora to d i Sanità ~lilitarc - !'.orme per la relazione storico-scientifica sull '<)rga11izzazio11c e: sul funzionamento d ei scr\'izi sanitari di guerra ............ . ..... . . .. ..... .. ..... .
1083
Conn·gno sanitario interalleato d'aen,nantica - l(onu febbraio 1919 ... . .
11 78
L UIGI PALMIERI gerente. (;l:!U9) -
19, 9 -
Stabilimento poligrafico per l'amministrazione della Guerra
•
Pubblicazioni in vendita presso l'Amministrazione del Giornale di medicina mllltare ROMA -
ROMA
Vi.a XX Settembre - Palazzo del Ministero della Guerra -
La lotta antitubercolare nell'Esercito. - Un volume cli pag. 96 con 8 tavole .
. . . . . . . . . . • . . . . . .
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Ricerche biologiche degli Uffici psico-fislologicl di aviazione militare; Un volume di pag. 236 con 46 figure e 2 tavole. . . . . . . ..
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Per Leonardo da Vinci nel IV Centenario dalla sua morte. - Un vol ume di pag. 100 con 37 figure
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.
.
.
. .
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. .
. . .
.,
.
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,'"!'•
.•
Giornale di medicina militare Direzione -ed Amministrazione: Palazzo del Ministero della Gue rra, Via XX Settembre - Rom•
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. r . Il GioNlale di medicina militare s i pubblica il primo giorn.o di ciascun meu, hl fascicoli d i sei fogli di stampa. 1 2 . L abbon arueoto è annuo e <lecorre dal 1. gennaio.
3. li prezzo dell'abbonamento è: . L . 12,-
Per l'Italia e Colonie Per l 'Estero
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1i11 Italia Un fascicolo separato costa · 1aH'Estero li supplemcmo con tenente i Ruoli in Italia . d_i anz ia11ità del corpo sa nitario mi- a ll 'Estero . /1/a-re costa .
l
2,liO 3,00 6,00 6,00
4. L 'abbonamento non disdetto prima del 1. dicembre s'i.n tende rinnovato pe, l 'anno ~uccessivo . 5. I signori abbonati milita ri in effettività di servizio possono pagare l'importo del· l ahh,m;1 nH.'Blo pc..· r 111\:'.tt.n dc..·1 ri -;p <·tti ,· i c..'( '11111111\: di c,,1p"l e t!irt·1.icJ11i. 6. Per i soli ufficiali medi e' (de'l 'Esercito e della Marina) è ammesso un ABBONA· MENTO CUMULATIVO al Giornale di m e dici na mitua,·e ed agli Annali di mediclrw n avale e coi011iale al prez,o d i L. 1S annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del Giornale di m edici na militare devono far per(!enire direttamente L. 6 all'amministra· Eione d egli A nnall (presso il Minist ero d ella Marina). 7. Ai librai si fa lo sconto del 1. per cento, ma soltanto per gli abbonamenù delle person e e degli enti n on mmtari, che non possono fru.ire della facilitazione di cni IÙ DD. 5 e 6. 0
NORME PER LE PUBBLICAZIONI. ,. I lavori originali, le note, .Je riviste - dattilografati o scritti a mano - llevoao OC· cupare un solo lato del foglio ed ,~sere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa spe· eia le raccomandazione che quelli sc, itti n m ano s iano ben leggibili, per modo di evitart ogni dubbio di interpretazione. ln caso contrario , la Dire><ione si vedrebl,e costretta r BOspcnderue la pubblica<ione. 2. Sal vo casi eccezionalissimi, la correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione, anzichè dagli autori, per n on vincolare il lavoro tipografico agli inevitabili ritardi po-
etali. 3. Le spese per gli estratti e quei;e per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., eh• accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 4. Cli estratti sono di due t ipi: - Tipo A. Con copertina in bianco, senza fronte· epizio, e colla im pagin atura e numera,ione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina staro· patn 1 frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. Agli antori dell e memorie saranno concessi gratuitamente 50 estratti, tipo A, senta copertina. Per colo ro che ne desidernssero un numero maggiore, ;i prez,.o è regolato dalla &t· guenle tariffa : PREZZO DI CIASCU N FOGLIO DI STAMPA. TIPI DI ESTl<ATTI
Tipo A. T ipo B.
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N U M ERO DELL{ COPIE -....,-- - - - - , - -- - ogni crn 1n W I 100 I 200 oltre 200
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Per quelli c/,e rnpe ra"o ,,., f oglio. l e frazio ni In p11,. elle .,0 ,, s11perat10 11 mtzzofogllo, si co ntn"o co m e m cl,ì, p11rchi! però 'ordinazlo"e .,0 ,i sin /t1ferlore a 50 crP,/e. 6. I manoscritti non si rcslltulscono. •
C255 4) - 1919 -
Stabi limento Poli~rafico 1>er l'arn mint .... , ..!17;"""' ~ ...11~ ~ucrra.
//) Pubb licazione mensile
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE P ubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare G1o ruaie di medicina nulitare: 18.51-1884 Giornale medico del Regio Esen:1t<.. e rlcll a Regia )farina : 1885-1SQ.5 ' G ioru:lle medico del Regio H~ercito: 1696-1907
ANNO LXVII -
1919
,.
SUPPLEMENTO
,~ AL
1 Luglio
Fascicolo VII
~
.
RUOLI D'ANZIAN ITA DEL
CORPO SANITARIO MILITARE E DEI
FARMACISTI ;vlILITARI n l J 0 l U i.?: I lo l UU)
Dir e z i o ne c d amministrazione. RO M A -
Palazzo dd M inistero della Guerra - Via XX Settembr~ -
RO M A
SUPPLEMEN1'0 AL FASC. VII del Gi ornale di medicina milit.a.r e -
1919 -
(ANNO LXVll}
RUOLI D'ANZIANITA'
CORPO S!NIT~RIO MILITARE (Ufficiali medici in servizio attivo permanente · e nella posizione di servizio ausiliario) E D ET
FARMACISTI MILITARI..· , .... al 1° luglio 1919
' •
~
--
:-,- ... .,.-:; \
.. . ·~ '
•• I
~<J
AVVERTENZA .
I cortesi abbo nat i. ehe riscontra.<;sero nei pros<m t i ruoli qualche errore od omission e per lo indicnzioni che loro rig 11a1·dnno, son o , ·ivnment.e pregati di darne so llec ita nomunicaz.iont- alln Di1·e zion<' de l Giornale d i medicina milit<tre, Mini>"t <"1·0 dt>lla g 11<•n n, Roma.
RO~I A STAUII.. Dt.R~TO r o1.1n n ,i.1-·1co 1·1-;n ,.·A.,L\I. 111-:I_.Jh\ (:11 ..:nnA
1 !I I !I
}
1
INDICE
Spleé,."8.ZiOulf'I clui 'i"'{Cni indicuuLi le decoruzioni. N:,C" • • • • • • • • • • • • ••• • • • • • • • ••••••
Paq.
5
Hfflchlti m-.•di('I in f.lt·n· lzio allivo Pl..'f'111oneutr,... ........ . . . • . . . . . . . . . • . . . . •• • .
6
Fatmael.Jltl m llil.Mi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
8ll
Ufficiali nu~dlc i nollu rmslzloue d i ~orvizlo au.'iiliu ri,, . . . . . • . • . . . . . . . . . • . . . . . . . .
97
Indie,• tùfuhotico .... • . ,, ....... . ... . • .... • ... . . .. .......... • ...... . .. • .... Pa:1. 101
_.,
SPIEGAZIONE DEI SEGNI INDICANTI LE DECORAZIONI, ECC. àll{.
Muda'-'liu mauriziana.
O C.,va li c1") dell'01·di110 Mllitme di Suvois. • ,ff, Gl C
O U
C
!
Id.
Id.
I
de i S~. Maurizio o La,wro. doll!l Corn11a d' Ile.Ila.
davanti ai S(•g11i dello decnrtLZionl sopre. indicate
Ulllcia le.
t;
t) • i'.'.)
O ~
~
Ili
o
o
*o A
Gran Crorc. Or&11de UJllclnle. Cnmmoudutoro.
Meduidia d'oro pei IJonomorit.i doli& saluto 1111bblicu. Id. Id. JlOI bononrnril'I del t-0ne111otn 1908. Medaglia d'ur,ronLO al volor mllitlìl'e. Id. ,.1 vulo r civile. ld. ,.1 vnlor di 111(1rl11u. Id. 1,el bd1ie111criti dellu salute pubblica. Id. pcl bonem.:ritl del terremoto del 1908. ~ edu~liu di hrouzo al "ulor niilìt.orc. Id. a.I vulor civllA. Td. JlCi bB11e111orìti d"ll" .• alate pubhllca. [cl. pei t,one m erìti de l Lcr1·0111nto del 190S. ){odH,.tlbL cow1 110 11uw1i.tiva p er le t:t-il111J;4,C"ne J ·' Africa (1).
Id. per lu <·n1upl\gun dello. Cina (1). Id. per lo o ,1111pttl(no dC"lla Libia ( 1). ITl Id. pci bcn•,mc1·i·1I del t erremoto del 1008. ,B C roce d'oro oon corona per onzlauJtà di sorv!zio. Id. per a nziu11itA di servizio. ~r C'l"'l,nC, d'tt.rb~nto ~r anzianità di e<,rYis:io. l!l Promozio110 per merito di guerra.. I· Aiutante maggioro In J•.
~.
+
1,1. 48f}Clt. fu-m.
AspeU. inf tr. A speli. spec.
ço,w.
In 2•.
:l.spettaUvu per mvtlvl di famigliu. Aspettativa pc1· infol'lnit.à. Aspettativa per motivi speclull. Com ando. comandato. Riserva d'u11z!anltA. Libero d nee11te u11h•o1-sita1·io.
com. R. A.. L. D. P. C. I. Pe1·ito f!.h imioo igienistu.. dir. sa11. direziono di suuità . Dir. san. Diretto,..- di 'l\llitA. 08(). ospod"le princi pale. Dir. ORI). Diretto1'0 dl'll '<>SJ>Cdulc princiJ>ule. o s p. 911cc. os1,ed a lc succnrsule. Interro. p1-.o~. lnfcrmori" presidiarla. e. a. corpo d •urmuta. So. app. san. Sc uola di applicuzlono di ,ani l.à mflftnre. prof. tltol. profe~sorc tltoluro. prof. agir. profossore aggiunto. In.sego. tlt-01. insegnante tit:olure. a. ammogliato.
e1) I
c.
celibe.
V.
vedovo.
nun,erl esponenti ludica no le c,un pa!(nu.
6
GBNERALI
DATA CASATO E NOME L UOGO DI :-.ASCITA
di
nnfltJita
l' O SIZIONE Dli:COHAZlONI F: CAM:PAUNF.
Tenente generale medico.
n. I a
Savelll (Cat,wznro) ........ 10.IO./;J Sclnmbnl,1 fliu.<C/l]J<, )1~1.1 · . • • ou.
I~pl'tt.. C&J)O son. mli. . .
,~. /B.
Maggiori generali medici.
dal n. I al n . 4 a. Andria (Bari) . . .. ..... . .. . 4.J0 . .'.>7
I
<11,, Buono mo Lorenw, Q, •
+. ~. Is put t. $an. mli. . .. . . · · · I
C lli), [!], EB L. D. In chin,rgiu nella R.U. di llomu .
. ..... . ........ . .. :!. 2.òò de llo Vnllt-f"r,rn~M<"'. U i!l. ("•~·.<t,ffi.
Dir. guu. sun. mil. mln. 1
11
Caiiortll
a
Torino .. , ... . . , .. , ..... ,.. 3. t.~7 Trombetto Jt<imo,«lo. • C .Jì,• .t,, li!l, l!l, IB, 1, . D. in oculistica nella H.U. di Torino.
Vie. dir. gru,. san . mii. mln. guerra.
n
Prato (Flroozc)
13. 7./iO Liv! Ridolfo. • U ,Ji,, A., .... EB. L.D. In 1>ntropologla ncllu n. U. di Romn.
!s p e t t.. sa11. rnU . .. . · · • · ·
guerra.
Brigadieri generali medici.
<In.I n. I a.I n 6 e Castelnuovo S crivia (Ale~san- 17 _ ; .57 t.;ulli Oir.r. /Jo u11•11im. • • cji,. Ò/1, @, :B). drla) 11", •}<. a
*·
Modooa ..... , .... . •• .... . 29. 1.!i~ 1'1'i-,li /f1·,n1t'hCO, \; • l ' ~ t A ~" lt;. [TI, <I), o{• L. D. in Igiene 11cllu H. U. di ì\fodeue.
n. Carrara (Massa) ••. ..... • .. . 10. 3 ..50 Ucmucci Gfot'"""'· •· U, .)r. A"'",
Dir. osi). Aucoiu\ · · · · · · ·
<'om. ,llsp.
111.
colonit
(J,lhia).
D ir. Osp . Verona · · · · · ·
l'f, Q) , [!), fll. ,. Caetiglloo F'lorcntluo (Artzzo) 16. 8.oi
Fnr·alli Crl,•ali,,,,. • U oi,, O (!),
*+.. Dir. osp. 1'' lrc11:<0 · · · · · · ·
a.
LagoneJll'o (Potonza) . ..... 15. 7.57 Marr11ccn A chW,, '!', O, A " ...... ,.,, !iJ, l!J, QJ ,
Com. osp. Nupoll · · · · · ·
e
Mode na .................. 30.12.!•~1 Fullonl Adeocl(,lo, • ,!j,, A·•••,*• +
Con,. ~ nnQndooorpO s.)!.
+.
~!8))1CI
ANZfA~lTÀ J',JRJ &IONI1 - - - ------,--- - -.,..----,--------,-----
L AU R EA
-,--- - - 1
1en1nt1
durant e
~ 1 ne r .i. I1
/'mt,110
1ni199ior ; 1nuil1
I briQildiUI genual1
Oolnn·
nclln
Touonto col on 1wllo
~iOrt.·
---·
Capi -
T o·
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tano
nuoto
tenente
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medioiua a ch.lruririt1
----------------------
30. 3.016 16. 4.UO :I ~- G. !Ji BI. I. !li 17.12.90~
12. 9.70 21. 5.76 2:l. 4 .H
Pn,tova. ... lfi. :U4
-l :J. 12.915 30. 6.912
I. 7. 908 21. 3.901
IJ. 0.017 16. ,,.9 15 30. G.012
I. l.!J08
J 1. 10.!117 25. 1.9 1 I :10. 0.910 29. >t.904
6.12 .917 4. 3.912
o.~-· NAr,oli .. . ·,. :1.~:1
31. r..!lO 27. S.S7
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2.11.90 27 . 8.S7
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10. 2.$4 2 1.1 0.xl Ro11111 ....• 2,,. 11.~o
I. 1.908 10. fL!IOO 1 1. 10.85
23.12.80 21.10.78 Pu<lu . . . .. 11. i . il<
20. 6. 9 18 I S. 3.!!16 :li. 3.~ 11 :rn. fl.005
7. 10 .8 7 I O. 2.84 21.10. 8 1 Holoq-un. ... 2 1. li.M
Id.
31. 3.913 30. 9.900 29. 9.003
Id.
8 . 4 .9 1.'i :J l.12.911 17. 6 . 906 11.10.88
I d.
30. { .9 15 3 1.12.91 1 16.12.906 11.10.88 10. 2.8-1 2 1. IU.~ I Sionn
Id.
16. 6 .91 5 ao. 0.012 1. t.90S 30. 3.90 IO. 2.84 21.10.8 I Napoli .... 22.11. 8 1
Id.
16. 5.915 30. 9.9 12
Id.
7.10.87
11. 2.~3
Id.
4.10.80 ~fo<lcna .. . 21. 6.80
21.10.Sl Pudova
... . .
27. i .hl 4.
7
.so
31. a.oo 27. s.~7 10. 9.84 .M Od('lU\ .. . :sn. 1;.i,1.3
(Segue) GENIRALI E
8
DATA
s
LUOGO DI NASCITA
CA;;;ATO E NOME
POSIZIONE
di DE• ' ORAZIO!'\ I E C'Al\IPAvNE
;l
nnscilu
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dal n. 7 al 11 . 8 o
N,wolli (Anuilul
. .. . .. ... .
U. 2.6:.1 qp w :;a ntuccl Sk/,run, e . "!', O O ~ - T] O') ~ L. O. In oculistica nella R.U. di Torino.
Os p . Houm . . . . ...... .
H
F'o11lnnolln (Bcl"{:'umo) ...•. ,
7 . 11 J,9 <di' Cnlcl{nrl Oio. Battista, • · U <é,, A'' '", ©') ••• u, u1. g , ~' ~ •t ) ffi,
Dir. o~ J>, Ba ri (com. osp. l.lroscln) ....... .. . ..
+.
Colonnelli medici dal n . I a l 11. 13 A"·",
+. Dir. osi>. Bologna (com.
e
Mossa (Carrata) ........ . ...
5. 9.57 "1ngl{osi 7'om.111<U!O, • • ,]!,,
n
MontosCl\glloso (Potonzu) . .
2. 1;.GO .fF Salinari Solvalur<. • · cj!,. A"·", i3. [f]. Q), ,t, L.D. ln c linici, c iti· rurgicn nella n.u. di P,u·nu,.
Id. Id. Ca.sorta (com. •·~PNapoll) . , . ..... .. ..
n
1,uclgnnno (Arezzo) ...... .. 25. 3.59 Pimphwlll Pietro. • U i> A " " , '.l'J.
Vie<• dir. se. appl. san. I mll. . . . . . . . . . ...... j
nsp, C,,tanzaro ).
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Q. luferm. (com. o,p. l'orma ) ... ..... , .. ..
IU. '.1.59 Burletta :Su/1•1,/orc. • · •!,, A "· D,
Dir. osp. 1'iacou1.a (oont,
d c rr110SIIH0J>l1ti c u J>ar111n.
Ct, ltoglrouo (Cllt'\nia)
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[tlonoro (Pot onza)
+ L.U. In Cliu. lì. 1wlla 11. U. di
n S . Soba.st.Ji.no C 11ron c ( Pnvlu)27. I.Ml Ginni Pil'lrc,, • · ,§,.
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2. 8.5~ Mc11111'llu .,trcmt11rh>, • · 'e'· A " ·". + .
n Catanzaro .... , .. , . .. .... .. 13. I..S!J Ciuccio A11dm,. • · ,!f, a
Pavia . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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Vonozla . .. .....• . ......... 28. 11.f..iOI !"\Chizzi /•ielro, • · cip, A "•• 0 • . . u. tB
Dir. OSJ). Pad0\'6 (OO!ll·
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Dir. osp. Padova . .. · · · ·
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2. 3.60 De !tosa M ichrle, • • '!', O, A ••·M,
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I. l. 90X 11. ~.900 211. 7. 90
17.1 l.015 3 1. '.1.914
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29. 4.916 3 1.12.013
I. 7.~ 4
2. 1 I. 90 21. :i. 8 6 10. 9. 84 F'ironzc
Il. 7.S2
~- 87 23.11. 85 Nllll()II
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I. l. 90S 19. 4. 9 1 27. 8 . 87 10. o. 8 1 ~'lrcn1.c
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s. 4. 8~ 2:1. I I. $5 Tm·i110
11. 7 .84 ·
I. 1.1!0$
I d.
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9. 7.95
.
20
(Segue) TEKE);T
D ATA CASAT O E NOME L UOGO DI NASCl'rA
di DECORAZIONI E ·CAMPAGNE
P OSI ZIONE
neacitu
dal n . 79 111 n. 99 v Perugia . . . . . . . . . . . . • . . . . .
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I. 9. 7 l llforiotti 13ittnchi Oio: Battuda, Osp. Jlom1t Cl;), it,, L. I). In anatomia pot.ologicn nella R . U. di Roma.
*· +
o Scoppito(Aqullr.) . . ........ 16. •l . 70 'llP Cnccli. f'ilippo, tj,. l:2. II].Q), .,,.,. lntcrm. 111·e,;. Aquila . . . L. D. In t.1·,rnmat.ologla nella R. l'. di Romu.
+,
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Cagliari .. .. . .. .. .. . . . . . ..
I. 9. 80 'llP Fmu Oiuse))pc. o§.,,
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Osp. Verona ...... . . .
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I. 8.69 Troloui f'idro . '!", 4),
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Itl~.. Anconn •.• . ... ..
n Avellino . ............. . .. . 29, I ,70 Dc iiorln t:uye»io, oji,. l!ì, L. D. In c hirurgi" 11cllo n. u. di Pisa.
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Id. Firenze . .. .• .. . •
A.lghoro (>',u,s,,1.rl) .... . . ... . 2Ll l.69 Coss11 Alberto,•· ,j!,, O, A", (!;I, + ..
·• · art. camp..... •... .
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Osp. F irenze •••... ...
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Rogllano (Cosenza) . . ...... 7.10.70 T osti Do,;,rnfro,
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Fossacc~lo,(Chloti) .. . . . ..... 27. 5.80
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w Buec ittnt c Al/redo, t!f,, O. Q), it,, <t,, Osp. R oma. L. l). in oculistica ncllu R. U. di nomu..
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oculistica oclh, R. U. di Roma. a
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LAUREA
T7.4 Rl.4ZIONI T ononte col o n· nello
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(Segue) Tl!:lil!Nn
2'1
DATA CASATO E NOME LUOGO D I NASCITA
di
unscit,a
POSIZIONE DECORAZION I E CAMPAGNE
dal n. 100 al n. 123 n
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lsola del Liri (('ascrtn) . ..... 15. 5. 7 5 1/.uccnri F,derico, cJ!,, O, [fj, (!), L. D. in lrnmnatolo~ìa ncJla n. U. d.i l loma.
Osp . lliJl]ano . .. , ... .. .
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Curnuu.mola ('l'orino). .. . .... 12. I J .i 4 Mor,·ngo L ort11::.o. e U , tìf.i, O. O), +
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T.lvorno ......... . ... . .... ~:i. 4.70 Vlllo u e Curlo,$. ,!·,O, ~ . + .......
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Bucciuo ($ ale ruo) . . ...... . . 22. ~. 7:l BoijCO Pietro. ,B,, <!.~ "'·". <8,, L. D. in u11ato111ln cd i p;tologin. Jn:ktolo· gic a n ella R. U. di noma. 14. r,.12 S11tta-P11lctto Sat,·utore, '!', O, O,>, +
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Torino ..... . . .•• . .. •. . . ... JJ . 2.71, llc~so E 11r11"11°oMarin, iJ!,, O ,+.L. D. O , r,. G1.rlgllano In oculi~tico nr lla R. U. di noma.
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Cu11>i (Mnùemi) ... ... , ..... io. 4.7:l 'l'irrlli 1:./io. cjf,,
+. L . D. in clinica Se. mii. (ins og. t itQ\.). .
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+. .L. O. In Oap. NaJ1oll .. . . .. . , ..
ol orh1Hlurll1gn!atria nu.l lu R . U . dl ~UJ101i.
+ lfl. Cagliari . .. ... .. . . +............... Icl. No varo. . . ... . . . • . u :" iu110. •.•.• . • • • .•. . .•. ... . 20. 6.iO Gc rulli Andrea, •§,,0, ~ . +.. ...... Id. F' ircnzo e A liu. (PuJcrrno) ..... ... .... 2 t. I 2 , 72 ~irccl Gitu~C'JJ1JC, cfi'J, O, A, (V,+..... 1 n.rt. mont... .. . . .
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Oflp, Nopolf . . ... .... .
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Roma. ............. ... ... . iG. :1.11
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23
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AN ZIA N TÀ
LAUREA
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14
(Segue) TIKENTI
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CASATO E NOME LUOGO DI NASCITA
lli
POSIZIONE DECORAZIONI E CAMPAGNE
nascit.u
- - -- - - - - - - - - - - - ------ - - - - - - - - - - - - --'--·- - -- - - -- dal n . 124 al n. 150 a F ironzc .................. 16. 12.7t Sonni Buratti Uf/0,
+. (f), +
A.speU. infen11 .. . . • . .. .
n
Modena ... ....... .. .. .. . . 20. S.76 Fcrrari ·l,elll F m,u:cBCo, ,~. O , O, [!], Se. oppi. san. (prof. tit-01)
a
Noùora fnfc rloru C~nlorno)
+ . . '2,;. l!.72 Olunuclll .Alcssandro, <!!>, Q. O, ~. A.
e (:nlitrl (Avulllno) ...... ....
124. t.72 Poleol,ra Gi-us,ppc, oj,. A, O,[!]. + .. 63 taot.
o Gru.nu (Alcsst1udrio) .. ... .... 10. :i. 72 llalllanu l,11e-u Arluro. <i!>,O,crl, ~. 11
H art. c11111p.
il:, +.
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l'omaranc:o (Pis,t) , • , ••• , , , . I ,
L. D. in antropolosr. crimln . nona H. U. di Torino.
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a
Lcut.101 (S 1rncn80) .. . . ... .. . 22: 4.7 3 ?tfass:ari Oi11seµ11c, tf.:. J), •11 • 11
n
Nicol osi (Catania) ... . . . .. .. 14 . 2.7 2 Mnzzni:liu Gil)V(lf"1i, ,E=-~ ,o.o,~.+.
Osp. Moosl.na
a
Montalbnuo (Messina ) ... . .. 16. 8.72 Barb!lt·o Nfr<,lt), :~,. ,:,, [fl. (f).
+ ... .
Id. Palormo
a
Mirandola (Modoma) ... .... . 9 . 9.71 Moliuurl Moriv.
'*'·<P, + ..... . ... . Id. Bologna.
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Montorio (Teramo) .... .. .. 28. 1.73 Paolini A dulfo. •!t•, C, . J), O, I!], + ..
n
S . Piotro Vornotico (l, occo) . .
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4. 7 .87 Ne.poli ....
8. 8.96
Id.
1. 1.909
I . 9.902 29. 7 .900 Torino .... 19.11.98
7. 5,916 '.lO. 9.909 5. 1.902 I. 0.900 R oma. .... I. 9.902
Id.
Nopoli .... 5 . 8. 98
Id
Id.
lei.
Id.
Id. . ..... 24. 7. 99
Id.
.Id.
[d.
Id.
Id . . . .. . . 15 . 7. 99
Id.
I d.
Id.
Id.
Bologuo ... 2. 7. 99
Id.
I. 1.010
Id.
lei.
Modena . .. 24. 7. 99
Id .
Id.
Id.
Id.
Roma . .. . . 17. 7. 99
Id.
30. 9.910
Id.
Id.
Palermo ... l G. 7. 98
H.12.916 3 1. :l.910
-
11. 7.98
I
(Segue) MAGGIOR!
30
DATA
CASATO E NOME L UOGO DI 1'ASCITA
POSIZIONE
d
DECORAZlONl E CAM PAGNE
nascita
! / dal n. 12 a l u . 40 · 13.l 1,7.1 .'tclln Vi>ice.nco, '!', A,
o Cu.laniu
*· + .. .... 0 11)), Palermo ....... ..
o
Brindis i .. .. .. ........... . 29. 5.72 Mo.gnngltl 01<ido, <ji,, © .. . .. .. . . ..
n
Paroldo (C une o ) . ..... .. . . 15. 6. 73 Monaco Cosl1:mti110, ~ . A .. . . . • . . .
23 art. camp ........ ..
o
nn,·odi Pug lla(Dorl) .....• 29.11.74 Cotugno Pidro, ,x,, © ....... . . ...
Os p . Bari . ........ .. ..
9 bors...... .. .. ... .. .
e
P izzo (Catanzaro) ..••.. .. .• 2 1.1 1.74 Bilotta Vinuuzo, ~ . O, <!)........
Id. Mcesina
e
S . St.ofuno C,m1o.atra (Messina) 26.12.75 Zaffiro .dnlonfoo, • • ti<, d), dl, © "'· "
L og. all. carab. Roma ..
o
Vicn lort~ (Cuneo ) .........• 9. 8.73 Brnoco Giaco11w,
n
Torlfazi (Ilnri)
*·
© ........... .
c,...
.. ..•....... 6 .11.76 Bo.rllo arc, ,Jt,. L. D. In p!lt-0logla chirurgicn nella H. U . d.i Pi au.. .
*•<!) .... •• . . . . . . . .
a
U r1Ji110 (PoAnro) . ... . ... . . . . 10.11.75 Frls o1ù Paulo,
11
S pczln ..... . ....... .. . . ... 17.11.H F·ooo ed{lar<l.o, <io, O, {!), d) .... ....
4 al pini Osp. Fircn,:c ... . . . .. . . I d. Rom& ... . ..... ..
Id. F frenzo
..... ... .
n Torino ...... .... ... . ... ... 20. 8 .7G Tam Guc,lir.lma. ti<, ©.... . ........
5 gonio ...... . .... .. ..
20. 9.i5 Grassi Gi.u s,,,,,,. , <H•, O. l!J, <!)... ... .
O&J>. Napoli . . . ... . . ..
n S . Gi orgio llforgeto ( Reggio C,1lobrln) u
Romll ...... .... .... , , .. .. 18.12.72 Sngnottl .J,im,sw, ii,, (!), © ..• .....
Piemonte R. cav. (2) ..
a
I B ell ona (Cuaorta) ... .. ..... 12 .12.76 d clln Cioppn.4npclo, ,f,,O, <!) ..... .
*· © ... .... .
3 gonio ....... ... .. ..
o 1'111\·I (!:inssari) ...... ... ... 27. 7.75 Tcdd~ Giuseppe. '!', <!) .•........• .
Savoia cav. (3) .... .. ..
I
n Co•t.<ilcorlolo (Ale ssandria) .. 4 . 8.75 l\!ontono.rl , tltilio, ,K,,
I
Gioi (!'!tllorno) ..... . ..•..... 27. 2.7G Paladino J)omcnioo,
a
Oap. Al8"sandrl& .. . ,, .
+, O, O, O, A, Osp. Cava del Tirreni
©'"·","' · ~. + a T orll,.zi (Dari) .. . . . .. . .... 14. 3.76 Barile Feliu, ,x,, *... ,.. . . . .. . . . . . e l'ozzolo For mlgaro (Alos snn· 30.10. 75 Dellachà Giw,eppe, tJ!,, ©"'·"·" ....
(Salorno).
Cav. PlaoonZ& (18) .. .. 50 f&nt. . ..... , .. , . . ..
drin)
a So.uta Nlnln ('f rnpnoi) ... . .. 16. 0.74 Accardf Mario. '!', (V... ... . ......
6 fant. ........... .. .
Cotronel Tom 111u11<>, ,§,,O,*· A, ct;i.
Os p, Napoli . . ...... ..
3. 6. 77 Zara Sil1,-io, ,~. A, O, (!), I!), + .....
Lane. Aosta (G) . ... .. .
+. O, O, IT), © . .
,461). inf.... .. ... . .. . ..
:,iaJl OII ......... , .. .... ..•. 21.12.75
a
e
Vllln d ul Contò (Padova) . . . .
a
Trl~il\110 (Bari)..
. ... . . .. 20. 6 . 77 Surdf Domenico,
a Homo ........ · · · · · · · .. ... 28. 6 .77 Falcct.tl Pidro, <!ì,. O.O, O, {!).©,*
2 art. camp.. ....... ..
a Hle ll (Pe rugia) .... . . . , . ... 2 1. 8 .70 Ilalc.s lrn nuilio. <!,. O, III,* .... ,.
Mln. guerra capo se,. incaricato.
C i\'idato Camuno (Oroscio) •• 29. 4.77 Cns tclnoYl Ltxloufr:o, T , (!).........
a
16 art.
camp .. .. . .. ..
a Parigi (Frnncia) . .. ... . ..... 2 1.12.76 DaJla Alberto, 'ÌÌ', E , I!]. <!) ... . .... .
Osp. Torino ...... .. ..
n
Mln. guerra capo eos.
1"creto (Te ramo )
I " j ùarnpi(LoccP)
5. 3. 7 8 Costantinl Oiu...•cppe. ,§,, O, 4)•11 - 11,
*· * ······· ········· ······· .. ... . .... .. .. 10. 11.76 Scrio V;to Nico/o, ,;,.o © .........
lnoarlcato. 7 bora. . . ........ .. ..
:11
Al\"Z!AN ITA
-
V ,1Rl .1ZIV NI
du r an h
i• anno
Mng· J:iore
LAUHEA
tano
ir1
S otto·
Cn pi ·
T c oe11to
14.12.916 30. 9.910 I. 9.902
tooenlo
modici on e cliirnrgìu
I. 9.900 CuULnju ... 14. 7 . 98
Id.
Id.
Id.
Id .
Plsl\ ...... 13.U. 98
. ld.
Id.
Id.
I d.
Torino . ..• 15. 7. 09
Id.
Id.
Id.
Id.
Napoli .... 1$. 1. 99
I d.
Id.
Id.
Id.
ld.
Id.
Id.
...... 4. 8. 99
12.10.90:1 8.10.901 1-tonrn. . ..• 20. 7.000
Id.
Id.
Id.
Id.
T ori110 . ... 2 1. 3.900
Id.
Id.
ld.
Id.
Nn1>oli . ... 2S. 7.900
Id.
Id.
Id.
I d.
llomn. .. . . . 21. 7.000
Id.
Id.
hl.
Id.
G e nova . . . 15 . 7 . 99
Id.
Id.
Id.
Id.
T orino .... 28 . 7.900
Id.
Id.
Id.
I d.
Napoli . . .. 26. 7. 90 no,na ... . . 27. 7.900
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
Id.
Nn11oll .... G. 8.000
I d.
Id.
Id.
Id.
T orino .. . . 25. 7.900
. .. 9. 7.900
Id.
Id.
Id.
I d.
So.s!=Hui
Id.
Id.
Id.
Id.
Nupoll .. . . JS. 8.900
Id.
Id.
Id.
I d.
Id. , . , ... 27, 7.900
Id.
Id.
Id.
l d.
Torino .... 20. 7.900
Id.
Id.
Id.
Id.
Napoli .... 26. 7. 09
Id.
Id,
Id.
Id.
Id . . . . . . . 19. 8 .900
I d.
Id.
IO. 4 .904 IO. • .902 Uologna ... 8. 7.900
Id.
Id.
3 1. 8,905 22. 8,903 Napoli .... 12. 8.902
Id.
3 1.12.910
Id.
Id.
Roma . ... . 15. 7.90 1
Id.
I d.
Id.
Id.
Id . . . . . . . 13. 7.901
Id.
31. 3.911
Id.
Id.
Pa,· lll ..... IO. 9.902
Id.
Id.
Id.
Id.
Torino .... 20. 7. 99
Id.
Id,
Id.
Id.
:-lnpoli . .. . 1!1.7.901
Id.
Id.
Id.
Id .
Bologuu ... 9. 7.902
\Segue) MAGCIOll
DATA J.1'000 D I L'.A S('lT A
I
CA>'ATO .E NOME
<Il
POSIZIONE DECOHAZI01'T E CAMPAGNE
dal n. 4 1 al n . 68 u
Dologna . . . . . . . . • . . . . • . . . .
5.11.77 Lenzi Armando, + ,*· 4)...... ....
a Calt.arùssctta .. . . ..... . .... 19. 9. 7 7 Scoto Filivvo,
'*'•O, [!], Q;) •
11 11 • • • • •
7. 4. 76 T c rru·A hrruui (}fusemie, ,;,, O,*• O, [j'J, Q .
L og. carob. T orino . . ...
86 rant. • .... ... ......
a
Lecce del Ml\rSi (Aq uila)
a
Modena .. . .... . . . ..... ... H). 1.79 Gozzo. .t.lfe/J,"lutulro, c.~. O) ..... ... ..
Ill. Verona . .. ... .. . .
e
Napoli ..... . . .. . . ... ...... 19. 7.7 S Papale Ronfrro, <]!,, !l'i!, l!l, 4). .... .
Ars. costr. art. Napoli..
o S . Angolo d el Posco (Campo· 19.12.76 di Lallo C'flrm i11e, U , cj!,, O, O, <V .. busso )
3 art. camp . . . . . .. ... .
a
Trcc1l.'1nli (l'a rma) . .... ... . . 2 8. :1. 7 5 C'or ra,tl X,ww, '!'· O , .fl, Q~ . • .• ••
Se. appl. tant. (ins<'(; tlt.) ... ..... . .... ..
o
Dcruta (Porugfo·) .. ..... . .. 27. I. 70 )lagni ni Orrrm·ia, ,:i,, O, {Il, ~ . . . .
S art. fort .. . . . . . ... .. .
e Drlnglia (C'1111co)
2. 1.70 llo rsurclli Ofoi• anni, ,J!,. 't U •II
+.
Oap. Livorno
O, A , 4) 2 alp• . . . .. . ... . .. ...
u
Luvnnto (Ge nova) ..... . .. . . 17.1 0 .77 F"11rnggi111w 'J,' r1111resM, ~ . O, Q .. . .
n
F"rasso T c lc,;ino (Bon ovonto)
a
'.\'a p ol i. . .. .. . ..... ..... .. . 12. 8. 77 Vc~<'hionc ~do/fu, <E,, ir. . . .... . .
24 art.
a
1'u110li .. .......... . ..... .. 30. 11.78 Monuc o Arhuo, 't'· O, lf', lf), I!)
Osp. Napoli . ....... . .
25. 8. 7 7 Piconc JJurlo/0111<0. ,!>. ()) ... . .... .
+, ((wr '
A dillJ). •1•in. /ìnrrnu . .. .
bora.
crunv..... .. , . .
e
Cagliari .. .... . ...... .
30.12. 78 P o rru Pfr.lto,
e
ChJa.ramoutc (Siracusa)
18. 7.7$ lonnizzotto <.:arme/o, ~,, I!)... .. .. .
6S tnnt .. ...... . .. ... .
n Mnroolllnnrn (CE1tnnzaro).. . .. 1 O. 5. 77 ncrncq,rn Alfr edo. <E,, O), L. lJ. in
AspeU. foferm . ... ... . .
11 • 0 •
•n_u, • 1" . . .
Id. Cagliari
aunto miu puU>Jog. nella R. U. di 1'apoli cd in pntologiu c hirur. n el · l a R. IJ. dl Roma. a
Caatronovo (Palermo) ..... .
9.11.79 AJ!ouso L,iiyi, i~ O. [E, 1!)' 11 • 11,•11·",*
2 art. pos. camp . .... . .
e
Trisobbio (A 1t,ss1..,dria) ..•.
9.
11.7!11Gallio A1'1flio, :j,, O, li!, [r], I!), * ..
Os p. Torino . . . .... .. .
n.
l torno ... . .... , . , , · · · ·, ·, · 15. 3.i8 l'aZ7.i Ermu111w, ,§,, O, I!}, I!), 0,
*
Id. Roma .. .. . . .... .
e
:,;i,poll .. . . ... . .... ..... . . . 23.11.77 l'ulumbo L«;ui, ii•, l!l "'·"........
A d~p. m i n . col . (Libia}.
a
AS!Jisl ( l'cl'l•itin)....... . . .. .. ~7.1 0.77 Modcgfini Paolo, '!', {I), I!) . ... . .. .
Os p. l'crugio
o
A ug 11~\.iì (~i rncus.u.)
6. 11 . 7g Muncuso Roberto, t"è,l, ~ . . • • • . • • • • •
8 art. ca.n1p ,
.. ......
e cottol11111<0 ( Brcscll\) ... : . . .. 12. 9 .77 >'occhi Fr<mCtJsro. ~ . I!) .. .. . .. , . . .
77 tau~.
e
N oa>oll .. . ...... . .. ........ 24. J.7 9 H1·acco l:.'rhwrdn. <Jl,. A, I!) .. .... ...
A spett. it1 /erm . ..... .. .
n
l'iea .. ..... . ... ...... , .... 25. 7.77 }la tucd Cliu.•rvpe, <J!,, I!) ..••.•....
Osp. MIiano
u
A<rirn (l'ulu nla) .. .... , ... . .
n
Tnri110 ... . .. . ..... . ....... 24. 3.7 B G t OfiSO T"fllorio, ~~ O, {!], ~ t1•-n .
25 art. cornp .... . . .. . . .
n
Cn<rlia ri ... , .. ............ 12. l.7U Villasanta
,§,, O, <!) .,,_.,
Os p. F"il'o nzc .... ... . . .
3. ·l. 79 DcBcriu-dlnis l;ufu,', t§,,0,0, ffl, 4),0
Gi11stl}l}t,
Itl . 1'npoll
Al\'ZIANIT1 f,AVHEA
V . fRl. l ZlU.YI d t4 rante
l'ann o
)[Ull •
Cupi-
gioi-e
1'11110
lu
Snt f,()-
'l'l llClllC" 0
te110 11te'" medicina e ch irurgi~
14 . 12.916 :1 1. :1.911 3 1. ~.!Hì:J :t:!. 8.!JU:J Torino . .. . 22. 7 .902
1,1.
1,L.
Id.
Id .
;\" apoll . . . . 25. 7 .902
1.d.
ftl.
Id.
1,1.
ld. ...... 10. 8 .90 1
lei.
l,l.
Id.
1,1.
1,1.
Id .
25. 2.!lUli I S. 2.HU4
H . 1.017
l<I.
1,i. !1,005 2 1. 2 .90 1 )IOtlc-nn
1,1.
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.\lOd \'llU
Xupoli ... . 18. 7 .002 l<I. .... .. :l. 8 .90 1
. . 20. 11.901
... .. 8 . 7 .9ll l
lol .
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1,1.
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:!G. i.!HIG Il . -l.90l T<>rino ..•.. 16. 11.001
Id.
Id .
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30. H.!il I
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Id.
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Ùf"tlO\"l\
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... . 9. ~.!Jn :!
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1,1.
Id . . . . . . . t ~. 7.HO:!
Id.
3 1.12 .011
Id.
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:!G. 7 .!J(\ I ('u,:1'1iti .. . t~. l, .HII:!
[d.
Id.
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Id
I. H.!iM i
I. ~.flQ.1 ~upoli . ... 2fi. 7 .!IUI
22. S.00 1 rult.•rmo . . . 2:,. i.!lti:i
!ti.
Hornn .. .. . t 2. 7 .!ltl:!
1,1.
Id.
ltl.
Id.
I d.
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Id .
Id.
Id.
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I, L.
Honrn . . ... 15. 7 .91,:1
Ttl.
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Napoli .... 2 1. ~ .!lU:l
Id.
Id.
Id .
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3 1. :1.01 2
Id .
1,1.
Id.
Id.
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Id.
llolognu ... I. 7. lJO:I
Id.
Id.
1,1.
hl.
Roma
Id.
Id.
Id.
l<l.
Pi•;o
Id.
1,1.
[d.
Id.
Ro mo
... lf;. 7 .!)0:1
Id.
Torino
.. . 15. 7.90:l
Id.
Pnlormo
Id.
Id.
Id.
Id.
Id·
Id.
.
Torino . . .. I~. 7 ,!H1;{
l<uolo rl'un=irrn i/d <1,1 C orpo S cni;tario Militare.
.... I G. 7.911:1
lol . . .. ...
~
3 -
... 5. 7 -~01
Id. 1,1 .
,...
7 .!1(1:t
... 14. 7.903 G. r.no:i
2.;. 7.90:l
(Segue) :l!AGGIORI
DATA CASATO E :SOME LUOGO DI :S.\SCITA
<li 11asoit11
POSIZIONE DECORAZION I E CAMPAGNE
dal n . 69 al n. 97 &
L<'rcara Fri<l<li {Palermo) .• • . 1:;.10.77 Giordano Oi1111epp,:, oi,,O, [!J, ,V, ..
Osp . Palermo ..... .. . .
a
BarbaoiB {Torino) ...... .. . . 24. 5.77 Gaiottino Carlo, ~ . <t, . . . . . . . . . . .
I art. ))e8. camp.. .... .
a
Nola{Caeerta) ............ 16. 5.7S Rinai<li o,wfrio, tt' ..... .... .... ..
Cav. '(j<linc (29) .. .... ..
a
Roma ....... . ............ 27. 4.76 Di Noia Anyelo. cl!,, O) ,
Labor. plrecls. Rom& . .
e
Mon!<ipoii {Firenze) ........ 11. 12.79 F'aichi Lui,ri11.o, '?', O.O, {... . ....
•'· Q, (com. batt. s quad
e
Coggiola {No,·ara) .......... 16. 12.iS .\jmoue /J!oduto, o!:, O, II], il), . • . •
92 runt.
a\'l&t.).
e
+.
8. 1.76 Carnpcggiau.lMU88imo, O, if], ~. L. D. In oto·rlno·lnrlngoiatria nel· la R. U. di Roma.
Osp. P e r ugia. .. .. .. . .
M•lll'Slmo (Genova) .... . . .. 11. 9.76 >'curzclla !11icliclt, "f', O, ,t;l, 111· " . . .
Ca\', Guide (19).. . ... .
a Monterotondo (Roma) ... •.•
e Soave (Verona) .. .. .... .... 9.I0.71i Pomlul 11-uido, t§,, V,...... . ......
ld. Pudo\'a (Zi).. .. .
4.11.79 Couclatoro lxm,.,,.iro, oi>, <O,'"·" .. .
F. q. {com. 52 rant. ) . . ..
e Conselve (Pa<lo\'a) ..... ... 1:1. 2.77 Dciogu Gino, •! ,, O. A, ()),"'·" ....
Ocnol'O. cav. (t) ( ' ) .. .
6. U. 7H 8imula Ubaldo, t§::, 0)-, • 11 • 12 •• , • • • •
Inrerm . prcs. :-:assarL ..
Castrovillari (C'osonzll) ... .. . 11. 7.7 ~ Dc 1'apoii A11umio, ,f,, I!]. <i), .. .. •
Labor. pirotcc. 80101,110
e
Vorzano (Catanzaro) ... .. . ..
a Sa~sari e
't', O.) ,.. .. ... o Dolianova. (Regi.rin Calabl'ia) . 17. S. rn, Spadaro Giuseppe, '!', ,V, • 11 • 12 . . . . .
a
Felitto (Qalerno\ . . . . . . . . . .
2 . 4.7 ~ :lllglle.ooi Oioo'llm>i,
19 ,u-r..
camp..... .. .
22 !a u t.
a
Pollenza (:llaccrnta) ...... .. :11. 7.79 Lar,poni OuiM, ,§,.O,,.... . . . .....
Osp. Roma ...... .. . .
a
~le.ddalona (SR.S.P.ari ).. .. . .. . . 2.i. 8.7Y Basso Ermcnt!t1ildo, ~~, {;\. ' 11 • 11 • • • • •
J.". Q. intc rm . c. s. (rom Os p . ('agliari
e
Polla (Salorno) ...... .. .... 27.1 1.79 Curcio Sal'trio, ,~,. J). "' ·" .... .. .
::lo. a ppl. s an. (pror.iu.1<.
e
Pisa
12. J. 7!1 CAJO Vittorio. e~. :\, •• ••• ••• ••• •••
Osp. Piaoen1..a. .. .. .. . .
e
$. Catt.erl na Vlllarmnsa (('al· 2. 1.78 Gun~I Sal•·alore.,J!,, ~. L. 1). in 1iatoU>.nis.sctta) logia spec. m odica nella R. U. di Catania-.
F . q , intonn. c. s . (COU
os p. Messina).
e
Capua (Caserta) ......... .. . 1S.I O. i 7 }1erro ilffrht l c, ,§,, .-\, ... . . . ..... . .
In!orm. prcs. Capua.
a
Acquaformosa (Cosenza ) . . . . 2G. l l.7 8 Capparelii Vfocen:iuo. •E,, O, (l'}, ..
Osp . Pado va
. .. ... · · ·
o Flnolmarinn (Gc no,·a) .. .. .. . 11. 7.7 8 Piantoili Oilt~em ><.. ~ . ;\, ... .... . 1 o F rassln cllo (Al,•s,wntiriu) ... . 16. 2.soj lluS<:agllno .A um,sto, ,f,,O, d), .,,.... .
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11. 11.915 I. Ul.12 I. 2.009 Torino
... 23. 7.90$
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Ru?li à',mzianilà del Oorpo Sanitario M(lUare.
1. 3.909 Catania .. 21,l J. 907
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l. 2.910 Torino .. . 19.1 J.908
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l.10.910 S iena .. ..
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15. 7 .911 Tori.no ... 12. 7.910
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(Segue) c11r1n;,;1
50
0:\'PA
LUOOO Df N.\SClTA
CASATO E !\OME
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POSIZIONE D~;COR AZ!ONI E CAMPAGNE
uasc it.a
da l n. 21 al 11. 51 e Voroolli ........ .•. . • ..... 27. 4.85 Bért.l,wtt i .lf«rccllino, O, in.
n;,,p. min. col. (l,lbial
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8 1 id .... . ......... .
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llfomJ,wl. ........ ....... ...
5 . 7.85 llas;;o Giu. Ila/lista, (!; .,..........
9 1 tant....... .. .. .. . .
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Ca.so.ld1111i (llcne,·~nt.o) ..•.. 30 1.86 flon ,uuo Gemwro, Q. I!), ff] .... . . . .
3 1 Id ........... .... . .
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Olov~ (Pe.rngin) . ... . . . . . . . . .
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Monte lcouè
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2 1 font. ......... .... .
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Lcuol~ (C,i.sèrtu J . .... • .... . :Hl. 8.S.! Tut,u,•111 I111iyi. ()) '"·", ""'' ......
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35 font.
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Disp. min. col ....... .. . .
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Attilu (C'oscu,,a) .. . . . . . . . . .
S. ~.X I l'n1:li11so Alfm,.so. (I) • . . . . • • • . . . . .
2 gran. . . . . . ... , ... . .
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Sa.ml>uetl·Zutmt (Olrgc nti) .. 11. H uq (.'unl),isi 1Jolr/11ssnrre. O. o)... . .. ..
2 art.. mont.. •.. , .. .. .
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Ft·ancavillo (L ecce) ....... .. !l:t I .~(.i Ar~<·11tina Uio. 11atla. A, (i;, •u-u,
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8 2 fo.nt..... . ..... .. . .
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Capo.mmli ( Pi""t) . , , , .. ... .. :rn.1 2.:-:. 1 Cin11i11i a i ,1/in. C. ~ .. ....... . . . .
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Por1 o )fn11rizio . •.• .. . ...... ~G. 2.H-11D:111t•ri r:iusr,,1Jt'. O. Q~ .. . .•. •. • . .
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Andria (Ilari) . ............ 1:,. I.~
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Vtlrl!St· Li~llrt· (Gl·1111,·a, . . . , .. 10. i?.~5 B:11·011io Dorio, ('f) •u-u .. . . . . . . • . .
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Horlol 11nc· Oioaccliino,
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Osp. t~ivorno .. .. · · · .. 1
I.ti. V c nczio
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(Segue) CAPITAI\
52
J) .l T .l
CASATO E :'\OME LUOGO PI :X.~SC' ITA
,11 DECO HA%I0N I E CAMPAGNE
dal n. 52 al n . 82 e
Palnm Montcch laro (Gh-gc11ti) IS .11.85 \'ujolo. N11:::.w ·e>10, O, O, 'l) ... . .. . .
Lane. Vit,t.. Em. Il (10}
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S . Elia a Pionis i (Campo basso) 2f>.10.S5 Di Pal,oa Vincenzo, © .. . . . . . . . . .
30 fant.... ..... . . . . .
.... . . .... ...... .. .. 25. G.8 -1 Do11udco Vittorio... . .......... . ..
Os p. B 1tr i .... . . . . . . .
u
I C.:ast l'fHU'C i H110 (C~ort.n) .... 10.J O.S5 Ora.1.inno Carmine, Il) t-11 - 11..• , •.. • •
I d . O,wa del T lrreul.
e
Catan ia .. ... .. . ...... . , . .. ll.10. 81 Di Stefano Giuseppe, © , .. . . . . . . .
Iù. Piacouzu
e
Acironlo (Catìutill) , ....... . 2S . 2.S~ T od e ro Oioranni, (!), I!] ..•.•...••.
B<>tt. squadr. a\'iatori.
e
Toriuo
2 art. camp.. . .. . . . . .
e
Rucch ·o (Cuoorta) .. ... .... . 7. 3.S2 l'nlumbo Giri.Seppe, C, O, \V..... . .
2,1
ll
)lèZ1.uno JJi!(li (Pu \'l:l l.. ... .. ~7. 10. $~ C',ei l s iciuro, 0, Qì. ~ ....... , ..... .
Os p . A lossaudrla
e
Ilnri
I
e J ~issa. ( Purrnu) .... . . . . . ... .
7 . 12.8 1 F c·rrarì iltario. Q;i ' " . •u-u ........ .
7'. !J.SU P('(ltini AnJ011 io. Q, A • . . . . . •• •..
Id ..... .. ... ... ,
28 urt. camp.
Culìc..· Lli;ur,: (GcnoYa) ... . . . 12. 2 .S2 8cnuu,·iuo ½c(Jkino, (!]. ©, .... .
Batt. scu ola as-h1t ol'i . . .
Pt1.r·ti 11ico (PulGr111,1) .. . ... . . 12. 6.S I UiJl.l lo111hnrdo Orcsle. O),"'·". ' "
Osp. Ca.va d e i TirMl
e Cana le (CunM ) .... . . ..... . JJ . I 2 . ~,q Ca.~d,l..;.1 <'esarc. (D. . . . . . . .. . ... . .
Bntt. sq uad. a"iat. (corn se. n 1>pl. san.).
e
e
(Sale rno).
e
Coinacchi o ( f er'l'l\ru)
5. S.~G Bu;.w rot ti Ui11sr1J11e, (D.
28 tnnt . .... . ...... . ·
e
fl<·galbuLo (Catanlo) ........ 15. S.~4 T,·rra 11 0 ,·u Al/io, O, @.
e.a,·. Piem. Reale (2) . . .
e
nosuto \1 alfo rto (J,'og<:in) . ... 6. 2.~5 lh, Cesure Vi11ce11w, A, (!) . . . . . . . .
R. t.ntppo ool. Eritro,
13. 5.S~ :\rumarnlo A11(1elo. ~ . •11-11 . •• • • • • • •
Os p. O,gUarl ..... ... .
e ~nssarl
e Comiso (S iracusa) ... . . . .. . . . 18 . 8.85 Oi 11u11·ti110 l\iicolò_, <!). 11~-u .... .. .. .
art. mont. . .. . .. .. .
e Loni<:o (\'lccnsa) . . . . . . . • . . .
4 . 8.S5 Scnrpi,'ri Cesare, C. ©... ..... . . . . .
5 art,. tort. (oost. Cori.,
e
5 . 8 .84 Gllllo Arturo, O, © ... .. . .. .... . .
3 id. Id. (id.) . . . .
Noce ( Dari) .. . . . . . . . . • . . . .
e Trapani ....... .. . . ...... .. 25. 5 .85 Giglio Rocco, (J)....... .. ........ .
Inform. p rcs. Trapani.
S. Ginsoppo (Palornw ) . .. .. . 2!!. 8.8.; :"uus,·ri Oil1.St!P1><, (9...... ... . . . . . .
Os p. Pa.l c rmo .... . . .
o e
Calnsll (Torino) ......
1 I. :tst, P nsscrn 7'ttmrctli, <f) . .... . . . . . . . . .
2.J rout,. . ...... . ... . .
e
Oan1eri110 (Maccr11tn )
I 6 . S. ~6 )test ica Francesco,
© ,..... . . . . . .
Os p. Romn ....... . .. ..
o
Culabt·ctto (:\Voll ino)
I O, I L~-1 Ou l'lurci lla(Joelc, O, (D, . ,, . .. . ..•
Id. Milano ...... .... .
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:-inpoli
M.11.8-1 rL\lc•ssandro .tl /.c.e.• anàro, O, O, O,
Id. NaJ>oll
Q), .J11· U ,
ht• IO•l&•I~,
e Unr l. ... , ............. . . .. . 23. 10.~5 Cris i.in! Al/ree/o, A, © ...... , .... .
Id. F lronze .. . . . ... ..
e
Nola (CMcrt.a) •. . . . . . . . . . . . S . S.8f> Angclillo ;Jl/onso, ('.') . ©, 111· ", " ' . . . .
26 taut . . .. . .... . .. .. .
a
Accadiu (A volli no ) ......... 2 1. tL~3 VoR~fllli Oiorarud, 4!)/ 11 • 11, u -u . . . . .
F. q. in/er. c. s.... ... . .
e
S.. · t-0fo.110 Camaslra (J(cssino) 2 1,.11.SO Cerniglia Do>ncniro, (J), 0 •-n-u-u . ...
R. truppe c ol. Llbìa .. . .
e
Molfetta ( B n1·i) .. ..... . .. .
3. 2.8 7 . 'fllluatlo Luir,i, O,
4)....... .. .... 4 0 Cant........... ... ·
53
l!F.DICI
LAUREA V .tRIAZIONI dur n1i. le l ' anno
Cu pi ·
luno
So tto lenonto
'l'eneu te
In medlclnn e cb in11 gio
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61
(Segue) CAPITANI
DATA LUOGO DI NASCITA
O.M:ATO E NO)IE
di
POSIZ IONE IJECORAZIONI •; CAMPAGNE
llllSC'ittt
ùal 11. 83 al n. 114 e Chharo.mouic (:-5iruc u:--n ) . . . . .
1.52 .:Hi Gnfa M atteo, O, ,n. ..... . ..... , , .
Oep. MIiano .. . .. . . . . .
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Ti\·oli (Hor11a) . ... . .... . , .. S. 10.S:'ij Pa.s.-pmli Yinct tt Z'), ([;), m,,a:a-u . .. , .
Id. Romn ........ .. .
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Pnviu . .... . ....... . . . .. . . 1:J. I l.~0 Murt inazzi Piel.m, ~. Q;) , . ... ... ..
Lane. )lilano (7) .. .. .. .
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<·:('all a 1<\ro11 <· " e
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19. l O.Ro,1 An~c li,·o Giuseppe, Q;) ••....••..•.
:,:.,icut t;iro {lluril . . .. . ... . . 25. ~ - Giu~cr1w.·
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0 1:<·,H·o Nioola, © .. . ...... , .. . .
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Vt':-1uvh1110 ( :'\Il.· 2 1.1 0. 8-1 ( 'tlfupanù Jùluarrlo. 1) ..... , . .. . . .
PClli)
F. ,,. l utor. (com. inf. pr..,s . S lrncusa J 9 fuut.
A.ccnd. mi lit.. . . .. . . .. .
o I 14-;t,oli C( 'tt111pug,11u,) . , ........ 2 J. ~u1:3 Cut I iC"n _J•:_ u ucnio. O) . ... • ... .. .... 1
A disp. m i n. rol. ( Libia ).
2.12.~li n~ni:-n Fi/iJJ,X,, Q) .. ...•.... : ...•
:,a.vol o cav. (3) ... .. . . .
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I~llt,lilnlo ni
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Conve rs ano (Bi1i'Ì) . .. .. ... • • 28. 10.8:l: Fanell i l'il,rnlonio. ()) "'·" , "'·" .•..
(Cuscrt..t) .... . . ..
e : C,igliari ...... .. .. . ... ... .
7. 1.$4 Zu<ldù!' Si/rio. I!) ............... .
6 nlp. Os p. Torino .. .... .. . .
CI M~ntalci uo (Siena) .. . ... . .. 6 . I.S 7 A.ngellui : l 11lo11io, <'.), O, ,D .. .•.. .. Se. nppl. • an...... .. , .. e Cul\•nno (CMort,-) .......... 30. 3.SS D' Amb,·oslo Oi u.<r-p11c. O, O. ,p . . . .
7 lllJJ.
e I Te rm ini lmorc.'$0 (Mt~~~l11u).. 5 . 8.RRj Folcnn u ,,,IJerto. A, Q) ...... . .. .
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(Segue) CAPITANI
DATA LUOGO DI NASCITA.
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dal n. 115 al n. 146 Spc1·lunirn (Caserta) . . .. .. . .
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58
(Segue) CAPITANI
D AT A
LUOGO DI NASCITA
CASAT O ~; NOME
I'OSIZIOXE
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28.12.91:I
I d.
2 ti. 7 .Ul:t
Id.
Id.
Genova
Hl. 7.012
6. 7.9 1:l
Id.
lei.
16.11.913
ld.
lii.
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20. 7.913 Il. 7 .!J I;t
B0log11u.
I d.
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t S.1 2.013 Torino
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lei.
16. 1.91 3 Cata uiu . . 15. 7.912
Id.
Id.
28.12.!ll 3 Roma
I d.
hl.
Id.
Knpoll
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Ili.
Id.
Id.
Ro t11n
21. 7 .11 13
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Id.
12. 7. 9 13
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hl.
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20. 7.916 14. 1.0 15
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7 ,9 1:l
00
(Segue) CAPIT~NI
DATA
C ASATO E NOME LUOGO v r N.\ SCITA
P OSIZIONE DECORAZI0:,-11 E CAMPAGNE
nnscitn
'
1hLI n. 178 ol n. 2 10 e Cu.stc·I ìllonou,· (VW'crlo) . . . .
$ . 2.sr; Q,p,•celutro EtlJJre, O . . ... .
u O>ldnrol11 (Ma<:crula) ....... 22. J.SS Ot·lli J,°ilipvo . ....... . ..•• .......
Jd. )Ulttno . ... ..... .
1 ;8P~
:~;n~::::::::::I
e
Iaoladul Ornu f-osso (Tcra1110) IO. S.86 Tutton i Fift:1,0...... . .....•......
e
Colic i.orto (Campohassn ) .... 29. 3.8~ 1\laslra.nl,onfo
e
Montc1Julci,t1w . . . . . . . . . . . .
.",. I 0.89 C h i111cnti Ferdi11mulo•.. ,., . .. .. • . .
D f1tp. nii11. col. (Libia).
0
J>oot1•cuaoli (l'-ln><•u Carrara)..
2 0.84 Su ,· inJ Guglielmo, . ..• • . . • . . . . . • .
8
Pincen,w.... . ..... .
J<'rattomoggio,·,· (N»poli) ... . 17. 1.8~ Pezzullo l,uioi...... .. .. ..... . ...
O. 6.8 i Gasporiul Giu/-io .. . . • • . • . . . . . . . . .
alpini ....... . .... . .
Disp. 7nin. oo/. (L i bia)
D i&p. min. col. (Libia ).
e
l\lombcllo L. :.U. (('omo) .. . . .
e
Vico Ourgauo (Foggia) . ... .. :10. J.S6 Mnsta·omatteo Miclttù. ... .... ....
0Rp. Veron a. . . ....... .
e
S. Vito uJ TnA"llnmcntn ...... 17. S.8S Slufl'crl Mario, e, .. ........ . ... , ..
2 a lp.
0
Mandurlu (L,·ccc) .......... t S. 2.89 Preite C'csurc ,,.. . .... . ..........
0
r ·irènzc ......... .. ... .. .. 20. 3.88 Morelli Mario , . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Osp. Verona ... . ... .. .
(.)ontonc Francesco. Q. ...... . .....
6 111·t . fori. (cOflta fort. ).
id.
. .......... • , , ..
e
S. Glovnnni lu Pnntn (U:lta.nha) 20. O.Si
e
Firenze . , ........ , , .. . .. . H. 6.87 Torchi Vfrr,;lfo . . ..•........... ..
e
Travo (Phtccnza) . . . . . . . . . .
. . ........ ... .
l<l .••...•.. . ...•. , •
e
Mammola (ll('l(gi0Clllnhri11) .. 26.10.87 Agostino Jlinccnzo . .•.. , ... , . . . . .
R. truppe cd. E ritrea ..
I. 10.87
~ P<:draz 7.i Àrriqo.
!J
1 bori:,.
2 alp.
e,, ~-.... . . . . . . . Disp. 111fo. col. (Libia)
e
noma •••. ..... . . ..... .. .. 21. i\.SG A lessio l'Mlino,
e
L lmùudi (C'utu11zuro) .....•.. 10.10. 8!! Lnzzuro Frrmccst'O Anlonic. .... ...
i nrt. fori.
r
Jlclglrul-0 (N<J\11111 ) ......... 22. ~- ~~ G1nh1,gni Git,srppe, C, •.... , .. , ...
Osp. Non11·n
e
!;avinno (,S:ola) . , .... , ..... 13, 9.87 Manfredi ..dlfredn.... ... ... .... ..
27 font. . ...... ... .. . .
o
T orino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
7. 3.87 Dossi U(JO .. .. . .•......... , . ••• , •
Df.8P. min, col. (l,ihin). id.
id.
o
Coclogno (~Uln111,) .......... 1-1. L90 Cairo Gaetano ... •.. •.... •. . .. . .•
0
Sommnthan (CollnHis,cttal,. 18 .11.8 5 Vcndrn S«lv«lore.... . . . . . ,.... . . .
A 111J1JII. fo/er.... . . . . . ..
e
Castollonimoro (~nlcrno) . . . . 15. 10.S~ Dc Leo Salt-alorc... ... .. ...... . ..
Osp. succ. Mnnt ovu .. . .
0
F orrarn (F'. 11uocclaln) . .. . . . 30.JO.~S Fnggioll Curio ...... .. , .... ..... .
6 art. camp.
11
Bari . ... , . , . , . ... , ....... 27.10.87 Monllclennc Pinrcnzo ....... ,.. ...
12
e
Roma . .. .. ........ ... . ... 11. I 2.~8 CnJv,ini Federico. .......... .. .. . .
OSJl. ''crono
I d.
(Id. l..
ld.
e
S. C,-occ Comcria,n (:-irn,·11>u). O. G.89 f'alllo Giovanni .. . . . . . . . . . . . . . . .
15 nrt. camp...... .. .
<'
Vico F,qucnS<- (Na11rJli}.. ... .. 30. G. 89 Dubhlosi Em.i/io.. . . . . . . . . . . . . • . .
Os p. Alessandria
o
S. Vito nou,a,w : . . . ...... .. 30. 10.81) Copo ama Àntaldo . .... ....•..... ,
o
.!.vollino ................. . 19. 7.Si
Barm ..d1111w;to, lt) .. . . . . . . . . . . . • .
4 alp ••..... . . . . . , · ···
e
llosiA"JUL110 (A l~wrndrla) , ... 30. 1.85 Sa1·7.ano Luiui, O, © . . . . . . . . . . . . .
Osp. Vcronn .. . . . · · · ..
a
Bari. . . ....... .. ...... .... J.I , l.R~ P epe RaOoello...... ...... : ... . ..
I d . s uco. Manto,·n . · ··
ld. P iacenza . .
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,\IF.O!Cl
61
ANZIANITÀ LAURl!:A
V ;JRI , tZIONI d1,r(i11tc
I " ann o
To·
S utlo·
no11tv
t cuculo
ÌII
mcdic111n t· dliru~-i a
20. 7 .9 16 14. J.915 2. 10.91:1 Nu1loli ... 10. 7.912
r,1.
Jd.
6 . 6.914 Fir,:nzo
ld.
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21 . 5.91:J
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1. 7.9 1:1
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22. 7.1112 11. 7 .913
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Id.
6. 5 .91 4 Nuw,11
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Id.
2S. 5 .914 ~ i('llf\ . . . .
5. 7.91:,
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22. 7 .91 3
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28 . 12.9 13 f•'ir1·nzo
7. 7.913
Id.
Id.
I. 1.01:1 (.;al.aula
18. 7.91?.
Id.
Id.
28. 5. 9 14 F'in·u~c
2S. 11.0 13
fd.
Pavia
IO. 7 913
1. 4.912 Uolo1tno.
6 .1,.9 1G,20.10.014 IO. :UJ 12
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l H. 7 . 0 1~
5 . 7 .9ll
4. 3.0 17 14. I.IH5 17. 6.9 14 ~apuli
22. 7.913 17. 7.913
Id.
Id .
2 1. 6 .9 14 llomu.
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6. G.9H
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1 1. 7.913
Id.
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29.11.013
Id.
Id.
Id.
Id.
7. G.9 14 llolognf\
Id.
ld.
22 . 6.914
Id.
I d.
16. 9.013 Rn1ua
Id.
Id.
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28. 7.01-1
Id.
ld.
2 I. 5.913 ~lodona
10 . !i.912
Id.
Id.
28. 5.914 Napoli ... 23. 7.9 1:l
Id.
ld.
I. •1 .0IJ Roma.
Id.
Id.
28. 6 .914 Bologni,
Id .
Id.
28. 7.913
:\'111101!
5. 7 .9 13
l<l. .... rn.12.013
12. 7.012
... 20. 7.913
18. 3 .9 15 6 . 6 .914 Napoli
(. 7.913
23. 7.913
Id.
Id.
].
5.913 Roma
7. 9.9 12
ld.
Id .
6 . 6.914 N11poll
20.12.913
Id.
Id.
1 . 4.11li Mod ooa ..
7. 7 .911
Id.
Jd.
211. 5. 914 N,woll ... 20.10.913
(Segue) CAPITANI
62
D.\TA
l"ASATO E J\'OMJ,;
L UOGO
l){
N ,I SCI TA
POSIZIONI,;
<li IJh:l'O IIAZ ION I E CAMPAGNJ<; 1tusdlu
dal n. 2 11 al n . 240 e
Tnm·u:;i (A , 1t.·11i1to) ... . . •.. .. I ~- G.87 ~uutoli />(UJfftU1lit10, <I.) •• ... ••• • •••
e
àlonr"31c (Polc,-1110) . . . . . . • . .
G.12.~7 l) i !;ulvo Gio<Seµpe, il) . .... •. .....
e
Nu.poli . . . . . . . . . . . . .
I. I. ~s 8tC'fanclli ,.'fr'1 . ·rro, Q) •••.. .••.•.•. .
e
:';avio no (:'<olo) . ...... . .... . :IO. li.~H Oc 1-tis l .,Jn/onio, [TI ... ..••.•. •.••
Id. PadM' & . .... . •. ..
J d. llrescia Id. V e rona Id. fl>'venna ....... .
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;\Jillesimo (l'odo,·n~ ...... , .. 16. 9.s r; Gioeos>' Euclide .. ... , . , ......•..
Id. Venezia ... . .. . ..
e
Oolllcchio (P11tu11,.,.)•• , .. ... •
l. J .~7 Fi o re Mario... . . . . . . . • . . . . • . . . . .
lufor. prca. Cremouu ... ,
e
13is<·•·g l ic (Bari) •....... , .. . . :1 I. I0.~7 Ddl 'Olio . , 11uelo, (fl .. ... , . . • . . . . .
Os p. Udine .... .... . ..
n. Tcrn.1110 . .......... • ... .. . . 22. 7.76 G P is tilli Alllerlo, ,{.. . ..... ...... .
I l bcrs.
e
P a,·ia ... , .. , .. , ........... lll. 5.~4 Vc·nt'roni C,,r/o, O, O , [TI •.. • ••••••
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P1\torn,) (C\,l.,udu).. . •. •• • ...
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Br rnolda ( Po t c nz,1 J .. . . . . . . .
5. (i.~G Gull it1..•lli /)mnl"nil'O, Q_) . . . .. ... .. . .
48 id . .. ... .. .. .. . . .. .
e
C'ttroglio (Cuneo) .. .. .. ..... . i.11 . •<J Bll1rn
e
Napoli . . . • . • . . . . . . . . • . . . . • $ , ~.,:-1 T ed t·r::(·hi J::d111ondo •.. •...••••. • . .
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Busto .:! r:,;l zìo........... . .. 10.10. 4 -1 L nnldi f.'r(·olt•, O, o:i .. . .... ...... .
e
Mon~alc ( Pale rm o) .... , . . . 15
e
ArpuJa ( l knc\·cnto) • . ... • ... :Hl , 2.:q Amqroso Uorlulumoo . . . . . . . . . . . . .
o
I . 8 .1'15 .R usso J)owenico, © .. .. ....... , ..
C:iust' J)JJf',
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Epifunio U i ·wsrp11c • .....
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H bc-rs. 6 f<lnt. Asn. i·o/ erm . . .... . .
Ca rmugnnll\ (Tùri no}. : ... ... 1:l. 5 . ..:..a ('nsu l i8 Oi()r. Pietro, O, it) . . . . . . . .
73 fant . . . •••... ... . • .
e Salerno . . ....... . , ..••... . 11. 2.SG .\ rgonini 'J'rll/ilo. O, V .. . ,, . ... . .
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Sol" C'oilsiliM (Sult-rnO) .... !l. 1.,~-1 Curr«·lli Al/rrdo. O. O .. . . . . . . . . .
Cùv. f'òf",<io (Il) . .... .
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Romn ...... .......... . ... l :l. ~.~!) D'Arnc k Alfredo.. .......... .. . ..
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e
Cn-.t<·l~o.rùo {'as:,:nrl ) . .. ... . .• 22. «;,:..q H (tinr do 1~·11ore, Q.. .• • • • • . . • • • • • • •
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'l5 . ..J,S!) F1..·l...:nni Oio,:intn. a:;. .... •... ......
39 id .... .. .. .... .... .
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r,,rnro (Hn.1 D. . .. .. .... . . . . .. ~. H ,t; Cu pono J anh-:.io. 4) . ...... . .. . . . . .
1 t b (\rs . •. .... • . .. •...
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Hil·t• <J'•1rngia) . . • • • • • . . . • . •
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Nnr,(•11 . . ....... .. ...... . .. 2.1. :l.Ffi .\l<·rl ino J"pro. !!) .. • .. . . . . . . . . . . . .
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C'nv . Polcrmo(:lO ) ... .. .
2:i. l :::,S )JuJcrbn T~uiai ... , ..... . ........ .
J2 funt. ....... ... . ..
63
~IF.DICI
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V.IRIAZIONI du r ante l'nnno
C.•1d·
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ln1u,
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In l<,11c11tc
11n·tlic i11n o chirurgia.
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rn. 7 .9) 3,
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Id.
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2~. r,.u 14 ~ apuli
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I. 6.!)13 HcHW\
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Id .... . 2S. 7 .91:l
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1,1.
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10. 11.90:l
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Id.
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J<I.
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Id.
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5.!H3
111 2
.. l ~.I 1.U12
1,1. .. .. I j. 7.1112
.. I~- 1.913
(Segue) CAPITANI
64
DATA LUOGO D I NASCITA
CAS.\TO R NO)H: POSIZIONE
<li
Dli:l;OTIAZIO~I E CAl'tfl', \GNE Od8CÌtlt
dal n. 241 al n . 270 e
Cn.ssino (Casert u) . ....... . . . J . a.~\I lici Voco Ollori110 .. .•. ..... ..• ....
2 font . .... ... ... . .. .
e
Maddaloni (Casc1·t n). ... ..... ·• U.ss HnfT01w Alfonso •. • . . . . . . . . . • . . . .
Cav. Treviso (l ) ..... .
0
T rc ntimna (f-::alr-rno) ... , ... .. 17. 1 1.SS Cavollo E'1.t{Jc,iio, 4) ...... , .... .. .
16 tant. ..... .. .. . ... .
e
Fiuolr· i-:,nilin (Mo,lcnn) ..... . 25. 1.88 Guamldi Curio O , ............ . .. .
li id.
e S . )lnriu. Custcllobato (Sulc rn.) 17. l.86 n osicllo Luigi . . ... . ............ .
74 id.
• ••• •• • • · • •••••• 1
0
l'ort<> ncoam1ti P l•Jccrnta .... 7. 5.87 Volpini Fm•ccsco. ........ . ..... .
R . truppe col. Eritrea.
e
Pagllota (Chie t i) ........ . . 25. 5 .87 Di Nella JWco/a....... . . . ...... . .
i9 tant..... .. . ..... . .
0
Bùllrnzuco('.'/nv:wai ...... ... 19. 3.88 Cattaneo Oiuse1mc ........... • . . .
23 id.
a
)rt~~im\ ... . . .. ..... .... ... t.5. ~t~!t La Torre 11/aria Puolo.. . . .. .. . . . . .
hl .
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Grop1wlln Cairoti ( J,nv ln). ....
6. 2.!)0 Cn.lul<li Oui</o..... ...•• . . . .. • ...
68 id.
n
Nu.p"li ... ...... .. ...... , .. 15. 12.!H Ferraro Arma1ulo .......... .. ... ,.
n
'.'ln1,,.li ........ .... . .••.... :IO. 1.no Ras 1,i ,1/urio. ~ . . ........ .. .... .
32 id .......... .... · · · 6 hl. ............ ... .
0
Onu}.{llt\ ( Purtu Ma.uriiio). .... 22-. :J.8~ HomoJno P <1olo ...... . ..... .. . . ·..
89 id . . . ...... .. . .... .
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Cu rizzi ()lossinn) . . . . . . . . . . .
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66
(Segue) CAPlTAXI
L'ATA CA<'A T O E NOME
L U O OO DI N A SCITA
di
l'0::!1Z l 01'E DECORAll!O :S I E CAMPAGNE
na&cita
de.I n . 271 al n. 301 e
Peccioli {Pisa) . . . . . . . . . . . . .
7. 9.S~ Cotar,.i Ottorino . . • . . . . . . . . . • .. . .
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i. 9.ij9 Cortella Fra11ctM:O, O, O ......... .
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e o,·ada ( A l -ndria)...... ...
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Montc,,oaitlioso (l'oton,.a) .... 21. :l.90 Casella lJtRw.tllo...•.... . ....... .
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Fot·mia (Caserta) . . . . . . . . . . . !I. 5.~~ Nardi Giuseppe............ .. . ...
Cav. Umberto I (2:l).,.
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S. Biagio Platani (Girgrnti) ... 29. 9.~9 Guarnoccia Oiro/01110 ..... , ..• •• ..
., font. ............ .
e lschltcUa (E'o&'l(ia).......... . 8. 2.~s rie Cata Domenico, Q .......... . . .
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27 id.
e Bttg,\Jadl(ll~ioCa.labrio) ... 14. 3.S!J Mislano A1tlo11illò ......... ... ... .
20 Id.
e Sen-ad ifalco (Caltanls.•ettn) ... 20. 10.88 Prizzi Valentino . . . . . . . . . . . . . . . . .
7G 1,1. . • •••.•• •••••••
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ca,·. Piacrnta (1 8 >. ..
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CD~~Ugliono Mcs.s<"r Huimondò 17. 2.S~ Mosclictt.a Uio ra,rni ....... . ..... .
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Ciro (Catnnwro). . ....... . ..
4. G.~ll >'o.batlni Arluro. O ...... . ....... .
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Spinea (Venezia) ... ... • ..... 24. 9.9\l ,-;cari,!• E ,srico ............... ... .
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Trino c,o,·1u·a) .. ..... . . .... 11. I.S!l Perazzo Gioe. /111/tisla . . . . . . • . . • . .
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.. · ................ . ... . 26. J J .iji Fonzonc T,or~11zo....... . . . . . . . . . .
iii rant. .. . ........ . ~H id . ............. .
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Padont ........ . ......... . l(i. H.~~ Rcrt.orio Uiof!uè... .... ...........
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Collotorto (C..<1mpohlls,o) •...•
r.. 2. ~!J Dc ll~rnardo Frrmccsco Antonio .. ..
Lnnc. Vitt. lsm. li (1 0)
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Rossano (Cosenza ) ... ... .... 17. 6.~i Oraziani F'ra>tccsco .. . . . • . • . . • . . . .
~I lant. .......... . .
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Bitonto (Clarl) ............ .
24 Id.
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Melo (Genova) .. · · · · · · · · · ... I 9. 8. S8 .Mnntero [,0rc11:o.. . . . . . . . • • . . . . . .
5 id.
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S.VltoChlctlno ((..'hicU) . . .... 12. lt~!I Mnrino Posquule ...... ...........
Cav. Padova. (2 1) ... .
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I d. Case rta (li ) ... .
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Pavia .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . :1. 2 .S~ •",u·ulllni ..i111<>11io...... ....... . ..
Id. Vicenza (24 ) . .. .
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Aspe/I. in/a ...... .. •
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e Slcna .. . .. ... .. . ....... . .. 27. 7.01 Pif;anc&'hi z;·nna11no . . . ........ .. .
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DATA CASATO E NOMJJ: P081ZI01'E
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FARMACISTI MILITARI. Chimico farmacista ispettore.
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DATA CASATO E NOME I.VOGO Jll NASOJTA
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POSIZIONE
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------------- . .:. .- --------------~-Farmacisti capi di :z. classe.
dal n. I al n. 19 f,uio1i , •. , . , . . . . . • . • • • • •
Disp. Min. Finanae . . , .
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Osp. R oma ., , ... .. . . .
Follzzano (AJes.sanclrla) . . , . , . I 0.1 1.65 Cornelio
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IAlghero (Sassari) . , ......... 13. 3.66 Nonis G~ro/amo. '!'·A,._,." .. . .. , ., I I d. :-.upnli. . ,, ..... . .
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Osp. Oar i ..... . .. . ... .
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7. 7.67 Forchcrio /411ù1i .. . .. ....... .. .. ..
Di.,p. ,,ii.n. /ì11011 :< .. . .•
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Id. Verona ... ... ... .
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Id. Perugia . . ..... . .
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S. Miniato (F'lronzc) . . , ...... 29. 9.69 Cont.l Carlo • ... . •. . . .. ..•••.•.. .
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Rovorcdo (Uclino)........... 28.ll.70 Del Piero Oio. 8(1ftistn; ........... J Id. Pndovo . . ..... • .
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Milano..........•.•.•.•.... 15. 5. 7 5 Borliuctto doU. Oreste, ,M, . .... .. .
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Pado\·a. . ... , . .. ... ...... .. 24. 4.ii Todc rini dui Oogliardis ddla Volta nob. dott. t'eot/nro . ..... . .... .
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Oiordauo V 1'.11ccn;.o,
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Poù1wo .. . • ...... . . ....... 14. 5.7~ C.hcrur<llnl ,Iott. /Yoldo. ,!,. <1: • •• •• •
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T ol'iuo ..... .. .. . . . . .......
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Id. Chieti .. . . .. .. . ld. Venezia .. .. . . . . . I d. sue('. Udine ... • .
3. 3.711 Ar,1,iolli cJoU. Ftrrliurrndo ... ..... 1
Id. l 1ìaceuza . . . . . . . . Id. SRICr no .. .. ... . ..
n Surno (Salorno) . . .. .. . .... .. 10.10.63 Pa risi J"i11.cc11::-o ...... •••.. , • • • ••• I 0
P orugln ......... ... ....... 17. 7.8 1 )lnri11i dott. <.:t1rl<J. (!) . . ... ... .... .
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U oluf(na ............ .. . .... 25.
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Romn . . .............. .. ... 1.S. 6.82 Loonb,,r<li ùntt. Mo11lio, Il) ... . i. IO. SO Saln1tor l •lott.
1-'rO:ilnono (Rouu.\) .. .. . • .....
[d. C,ascr t,a . .. . ... . . .
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farmacisti di I• classe.
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Farmacisti di 2" classe.
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Casalbordono (Chieti) . ... ... 27. 3.88 Molleauf Jlicca,do,~.... ..... . . . . .
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97
UFFICIALI MEDICI NELLA POSIZIONE DI SERVIZIO AUSILIARIO T.ENENTE GENER.ll.E )lEDlCO
3 febbraio 1910 d. 6.53 Eerrero di Cavallcrlcone L1t;Vi, C . , G C, ij, A "·", • . I!], ©,
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MAGGIORI GENERALI MEDICI
dal n . 5 al n , 16
dal' n . I al n 4
30 dicembre 1917
8 novembre 1914 16, 4.55 P,u-i~i J,' clice U .
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18. 4.54 ~ C1n·icchia r,·rancCllco • · e ,l!,, q, ....... . ..... .
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25 novembre 1915 4. 4.50 B arletta Nicolò, • · U
9.11.f.3 ('~ metti
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2 settembre 1915 !5. 11.5:l Di1110
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6.11.54 Gcruudo Giuliano, • ;u
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BRIOADIERI GENE rt ALI MEDI CI
n. I
dal n. 2 al 3 16 aprile 1919
20 giugno 1918
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22. 3 ..'i7 Tornmosi11a i\lurio • · ,j,, 13 . 6. 54 Chc!'Ubinl Olanrn111ronl Or.
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dal n. 1 al n. 4
dal n . 5 al n . 6
3 aprile 1913
8 gennaio 1914
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24 . 2.51 Ardnino Forlt,nala, o§,,+ ..• Torino
31 maggio 1914
29 maggio 1913 1· 3.53 Pioeni Giulw, • •+.A ""• 7 -
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29. 1.61 Bozzi Fdiu, +.
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dal n . 7 nl n .
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8 novembre. 1914 J G. 3.5i L,u nzn F.01111,uu,rlfo. $ . t· !1 .
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23 marzo 19 16
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dal n. 5 al n. 17
dal n . 18 al n . 29
9 maggio 1915
21 dicembre 1916
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8 luglio 1917
15.12.60 Canegallo Loren.:o, ,jp. O, A"•
3 febbraio 1916 23. 3.58 Florlul Fiorer,:o, rj,, A. .....,
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20. 8.08 Ruganl LuioC, A .,... , L . D. lo otorino larlngola· tria nella R. U. di Torino. . F lreWIO 27.ll.G9ValcrloGluseppe, +. i,.(!) * + F lren10 18. 10.70 l\lc;isc rottl·Ucuvcnutl Oiusep· 1><',
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+. 10 ....,.,. ID, + .. . . . Modena 15 luglio 1917
14 febbraJo 1916 2.t.63 Pastorello Liborio, ~- A " · ". I!), ,V, Caltaol;;sctta
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19. 4 .0 1 Simoni Giusem1e, q,, A " "·
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25. 3.65 l\Ulltello Emilio, '!'· ~
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21 dicembre 1916 I aprile 1918 23. 6.60 Palumbo Giuseppe, + . + .... Chieti 30. 6.61 Vespa~lano l)o=nico, A ••·••, + ..... ......... . CMcrta 3. 5.60 Cast.elio Fra,acuco, rj!,, i\laotova
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16. 12.61 Benati Al/011,l(), •!>, A"·", + Oolo1rna 14.10.61 Ducccschl lllod«lo, ~ - A 0 · "
+. . .... ............. . .
MAOGI ORI J\lEDIOl
dal n. 4 al n. ·5
dal n . I a l n. 3 28 maggio 1908 22. 0.59 0Molc I lalo, <H-•, A .....,
22 agosto I 915
+ ... Cagliari 22.10.65 La cascio .Sal vatore, A "·",
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31 marzo 1911 6, 1.61 Caro Francuoo, ~. A "·",
+ Sa.s&arl
+ ....... ...... .. .... Paler mo 26 settembre 1915
31 dicembre 191 I 2.12,64, Vallo .4noel<>, •si, + ......... P o.vfa
18.10.67 Dabbene Fili'PT)O, A"·" " . (!), o{• • • • • • • • . • • • • • • • • • • T orino
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100
(Segu e) U FI'. NELT,A ros. DI SERV. AUS. - CAPITANI E TENE!>TI Ml!DICI
CAP I TA:-! MEDI C I PRU4I CAPITANI
dal n. 1 al n. 2
dzl n. 3 al u. 4
24 dicembre 1896
3 giugno 1900
o. 5.61 Pelrecca .U ichele•••. ..•.• .. Campob&8So
11. 6.54 Del Gludlcc Oacumo, '!' ..... Napoli
3 giugno 1900
15 marzo 1906 1S. 5.60 Gatti Oio van,ii,
10. 5.40 Domlncdò Oit<Sep-pe, •. .•.. • Catania
+ ...... ... Milano
18 dicembre 1873 Padova
19. 7.-15 Naschnbcul 4ks.iandro
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INDICE ALFABETICO Aromnndo Anuelo ~O Bedol Mauri~ 28 Borello Gw. Giu· Arpa Viltorio 9S Be!Oglio Gi11Seppe 04 sevve 78 Arpino p;cJ,ro 92 Bcllia Emilio 08 Borlinctto Oreste 90 Ascione G11{l/iclmo 80 Bellomo Emanuele 68 Borruso Pietro 24 Abate Alessandro 40 Audisio Pietro 24 BcUomoote FU11)1JO 76 Borsarelli Giovanni 32 Abbattista Ema Aus iello P"squale 98 Bonatl Alfonso 99 Bosco Pielro 22 nue/e 58 13ornardl L1<i9i 22 Bottari Carlo 38 Abolii Vittorio IO Ilcrnucci Giovanni 6 Ilotti Giusepve 78 Accard.i Mario :io B Rodolfo 16 Ilovl Alessandro 14 Accorinti Vincenzo 311 Uerrotta Giuseppe 72 Bozzi F elice 97 Accossaro Ermene· Bertelli Enrico 36 Pietro 16 uildo 00 Bncchlnloul A<ÙJ/fo 42 Ucrlinctti Marce/· Urncco Ed11ar<lo 32 Adi:rnl Carlo 99 Dagnrotti Oi1tseppe 52 liuo 50 Giacomo 30 Aùino lfl Salvatore 4 8 Uaiardo Ettore 62 13crtolucci Gino 6~ Drighcntl Giovanni $4 Agnello Pro11cesco 76 Buicst rt> Duilio :30 Dcs~o Et1yenio MaDriguglio .Santi 34 Agostino Vincenzo 60 Balla Alberto 30 rio 22 flrizi Francesco 74 Ajmo11e .lto<le;;lo 34 llallin110 E11m _1rt. 44 Bcvncqua Alfredo :)2 Droocbieri Guido · 70 Ajroldi Luiui 18 Barbaro Nicolo 2·1 Bovi lncqUI\ A111Ieto 40 Brunello Àu(1118to W .Altoro Melchiorre 82 U;,.rbcri Otla11io 66 Btuginl Giovanni 56 Brw1etta Onorio 74 .Albanese Ricciolli 4 8 Barbero Fi11cc11zo 84 Uinncn ni Quylielmo ~O Bl'llnctti Oit<.Scppe i2 Albcrtl Ettore 8 4 Barco Carlo 72 Uinuchl Vittorio 68 Bruni 4nac/o 62 Alessio Pcwlino 60 Barile Cesare 30 IllaucbJnl Acrisio 66 Nirola 3S Alfon~o Luiui 32 Felice 30 GiU8ePPf 5 S Bruno Oar/o 54 Allocca Antonio 8~ Barletta Nicolò 97 Bianconi Riccardo 54 Francesco 38 A.ltobolli Alberto 12 Salvatare 8 Biasoli Umberto 6'I Pasq1tale 02 Alvig ini Giorr,io 02 Barnaba Leonar<ÙJ 84 Ilifaul Mario 38 Succi Paolo 70 Am brosi Lui(li SO Barene Gicvann( 64 Bilancia Ooslantino 3 6 Pasquaie 14 A.menta ,/.ntonino 24 Haronlo Darw 50 Illle Giovanni 97 Ducclante .Alfredo 20 A moroso Bartolo· Barra .Au{l118ta 60 Bilotta Vinun.:o 30 Buda Francesco 26 meo 62 Bartoiono Gioa.e· Bima. Giuseppe 62 Budl Raffaele 78 Andrcin l Alfredo 18 cMM 50 Maurizio 97 Buglinrello Federico 66 Anelli Giusc,me 82 Barzotti Vi11ce11zo 24 Binaghl A.ll>erlo 4G Buglluri Gi·u scppc 72 Angolico Oiuse,me 54 llaslle Antonio H Ilini Domenico 54 Uuono Dcmetrw 56 Angellllo Alfon;io 62 Basi ll A,utrea 16 Guido 3G Buonomo Lorenzo G Ange lini Antonio 54 Bassi Giuseppe 42 Bocca 1'ito 46 Buonopane Carlo t 8 Annaratono Carlo I G Uqo 60 Bocobotti Federico 66 Ilurnttl Aristide 22 Annlno TJcni<1mirto 18 Basso Ermen~ildo 34 Bogglo-Lera Gabric· Burbi Livio SO Anzà Sakalore 24 Gio. Batta 60 le 14 Iluscagliuo Aw.,,ISto 34 Aondlo Jl1a11lio SO BMtlanoUJ Umberto 99 Ooldi Ter,.aio 82 Appiottl Feràtna'n· Battaglia Gioaccl,i· Bompiuui Gaetano 66 <ÙJ 90 no 62 Bouaccorso Letleric 54 C Ara A.e/tille 46 Battagllnl Guido 92 Bonelll .<l1trelio 80 Arduino Fort,mato 07 Battistini Camillo 38 Dono Giovanni 16 Arganlnl Teofilo 62 Baudizzone O.iovan· Bonorni Oaetmw H Cabibbo Felice 09 Argentina Gio. Batt. 50 nì 24 Bonomo Nicoli,w H Caccia Filippo 20
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Armand-Ugon Oio~ Bo.yon Edmcndo 26 BoragnO Gi11.8eppe vmmi 26 Beccarlo Ermanno 80 Bordone Carmelo
80 Cadcddu .d.lhcrto 48 Cafnro Nicola
22
26
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(Segue) INDICE ALFABF.TICO
CaO'areUI Bene,ktto 40 Cassancso Gi-UIJq)1)e 56'Clmino Francuro Cucinoì.ta Eugenio U Cairo Gaetano 60 Ca681nls U(JO 54 .A.ntonio 16 Cugl Licuroo 98 Caldarola Francuro 4 2 Cassitto France8CO 56 Clodaro Ra(!aùle 82 Curolo Saverio 34 Calegarl Gio. BaUa 8 Cassone Giuseppe 16 Clonlnl Giulio 50 Curtl Petarda Ni· Calcndoll Satlerio 20 Castagnoue l'idro 26 Ciotola Alberto 78 cola 98 Calla Gaetano 40 Ca6tellaneta V in· Cipollini Uliue 80 Cusani bfariano 68 Callgari s Carlo 10 cenw 84 Circo Giuseppe U Martino 98 CJallondo Enriro 28 Castellani Romeo 18 Cltelll Alessandro 38 Cuaenz_a Gaspa.re 66 Celò Vi/terio 34 Castellano Fedele 16 Cl..-fta Ra(Jaele 50 Cutrl Ferdinando 98 Calvanl Federico 60 Castelli Jipi/anio 50 Cocola Vi11cenzo 98 Cuttfca. Euuenio 64 Cambazzn Mario 54 Castello Fran«Sco 99 Coda Carlo 18 Cuzzocrea Dome· Cambiso EUore 4G Castelnovl Lodo-cico 30 Cogliatl·DczzaGiu· n.1co H Cambonl ,FrancllJOO 14 Castlgllola Orlando 26 seppe 46 Co.mcttJ Silvio 97 Castoldl Ettore 18 Cola France8CO 84 Camcrancsl Dino 40 Guido 64 Collttl Si/trio 36 Cammarata Gio· Catalano France8CO 38 Colli Renzo 72 D van11i H Catapano Edoardo 54 Colloca Et&riro 36 Camoriano Pietro 40 Catarzl Ottorino 66 Colomba Ir,nao·io 80 Co.mpcgglanl Mru· Catcrlul }"ederico 64 Colombara Guido H Dabbene F.Zi ppo 99 simo 34 Catini .dlpinolo 14 Columba Cuare 24 D'Aecardo Salva· Campcnni Crislc/oro 5R Cattaneo Achille 68 Comolll Umberto 58 tore 40 Camplsi Baldrusarre 50 Giuseppe 64 Conciatore Dome· D'Agoati no .A.uo· Campobaaso Fran· Cautlero Giacomo 70 nico 34 sii.no 76 cesco 68 Cavalliore Rodolfo 76 Con!alone Ra(!aete 70 Etrore 92 Cannas Nicolò 10 Cavallo Eugenio 64 Coniglio ."l' icola 08 d :Albore Fra.ncuco 38 Candelorl GW1'a11ni 6S cavlcchia F..-ance~co 97 ConslgllÒ Placido 26 Dal Collo 4uuuslo 50 Candidori Enrico 381Cei Isidoro 52 Conti Carlo 90 D'Alessandro 4/u· Canegnllo T,orc11:w 991Celno .dchìlle I O Corbl Edoardo 14 sandro 52 Canepa Romolo 62 Cclii Jl,ncenzo 88 Corchia Primo 88 Ra(!aele 64 Canltano Sa~erio 54 Celllnl Luioi 58 Coroloni Corrodi1w 48 Dalla FM·era Gio· Cannas Nicolò 10 Centlnco SanJe 72 Corigllano Enrico 56 vam,i 72 Canta/ora .Yicola 16 Centore .A.11/onino 68 Cornello Luioi 90 D'A.loia Giovanni 22 Cantella .Maria,w 10 Oentraechlo Robertc 82 còrnolll Cornelio 88 D'Ambroslo Gius. 5( Cantone Francesco GO Ceratogli Tttllio 28 Corra.di Numa 32 D'Amico Biagio lii Capanna Ar11aldo 60 Cerniglia Domenico 52 Remn 88 Oiusep1ie 78 Capo.no lonazio 62 Cem1tl lùmwle 88 Correa.le Al/redo 80 Dandlni de Sylva Capocelo.tro Ettore 60 Cervellera D<malo 28 Corsi Al/redo 64 Pietro 74 Cap!o.lbl Antonio 26 Cervello Uoo 42 CortaSBa Sìlf!io 92 Da.neri Giuseppe · 50 Capparelll Vi11cen. 34 Cervlgnl Giooonn( 97 Cartella Francuro 66 D'AngelantonloEI· Cappelli Al/redo 62 Cerza FranCe8CO 22 Corti Luiui U tore 97 Giuseppe 92 Cbelescbl Camillo 12 CoSBu A/berle 20 D'Anna Giusq,pe 36 Capra u.or,ida 74 Chernblnl·Glamma· Costa Emilio 16 Darra Vittorio 10 Cara Fra11ce8CO 99 ronl Orlando 07 Fausto 40 Dattllo Giuseppe 14 Carbone Teruio 80 Chlo.brera Giorgio . 48 Giuseppe .4u· D'Avack Al/redo 62 Jlinccn•o 40 Cblabrero Carie OtlffO 70 de Albontlis G1tido 42 Caretta Ercole 92 Luioi 10 Qu-tnto 14 De Angells ArduiCarlmatl Oiu, eppe 74 Chiesa Emanuele 14 Costagllola Antonio 50 no 46 Carino T<m1maaino 97 Chimentl Ftrdfaan· Costantlnl atuscp· Qaaano 28 Carlino Ermete 18 do 60 pe 30 De Berardlnla Lui· Carluool Ra(!aele 52 Chini Gaetano H Cotronei Tommaso 30 {7' 32 CartaMantfgllaFi· Chlroni Pietro 34 Cotto.fava Enriro 12 De Bernardlnle lippa 98 Claoolo .A.11drea 8 Cotugno Pidro SO Virginio 38 Carvo.gllo Edoardo 70 Vite 38 Covone .4l/<m110 16 De Bernardo Fran· C&sagrand! Glauco 28 Claoorl Gioroio 76 Cresoimone Ro,a• curo 16 Casali Pietro 20 Clalll Angelo 14 rio 2S Francuco An· CasalJs Gio. Pietro 62 Claprlul Gino 66 Crespollanl Carie 38 lcnio 66 Caeaplnta Giovanni 24 Ciarlo Silt>io 40 Crlaclone Gaetatw 36 Dc Bissi Pasquale 76 Casarlnl ..frturo 26 C1aurl Rosolino 26 Crisouoll Nicola 98 De Blaslo Guido 1 4 Casasco Euidio 3 8 Clocarelll Domeniro 64 Crisora Giuseppe 50 De Caris ..toostino H Casella Beneddto 66 Cieco Giovanni 58 Crlatlni .A.lfredo 52 De Carll Gustaro 64 Dante 36 Clocono Eliseo 58 Crocè Guido 72 De Caro Nicola 54 Casetta Cuare 62 Clgllnttl Giuseppe 12 CroBlglla Et:aristo 48 De Castro Iona:rio 58
(Segue) JSOICE ALFAB&IICO
lOS
De Cata J)omeni.co 66 De Simone GiusepFa.sani FTancuro 4 OIFrogglo Fra·nce,,co 76 De Cesare Luigi 68 pe 4 0 Fazio Gadano U F'roslnl Dino 80 Vincen;o 52 Ste/c1no 72 Fedele Pasquale 8 O F'ullonl Adeodato 6 Dc DomenicoFran· Z efirino 08 FcdcrlcJ Pietro U J<ùnalo!J Gaetano 24 98 cesco 40 De Stcphanis QiuFedrozzonl Um/Mr· Furnò Giacomo 6, 72 Fusco .J.noelo Dc Falco EU-Ore 76 seppe 20 to De Francesco PaoDottori Gio. Maria 16 F ellclaugell G1<ido 42 Fusl Pietro u lo SO Dcugcnlo .t1nl011io 8 4 Felsanl Qiaci11to 62 De Glorgl .tltlilio 56 De V!necnzl Cosmo 92 Fcrrabino Ottatrio 26 B eniamino H Dl Filippo Vin· Fcrrari Claudio 88 G Degli Atti Vin· ctnzo 70 Giot>ann! 46 cenzo 40 di Giacomo Lui(fi 12 Ferrar! L olll Fran· De Hleronymis di Lallo Carmine 32 cuco 24 Ruuoero SO DJ Martino Nicold 52 Ferrar! Mario 52 Gabrl Giuseppe 26 Dciana Oreste 36 DJ Monaco Paride 82 P.id-ro 28 Gara Matteo 64 De Leo Sa/oatore 60 DI Nella Nicola 6! Uoo 66 Oaggla Emilio 48 Del Foco Ottorino 6! Di Nola ~lnoelo 34 Ferraro Armando 6, Mario 18 34 Del Giudice Gae· DI Pa l ma Vin· Paolo 58 Oalottlno Carlo 100 cenco 52 Fer ral oro Giu· Oa.Jautc Carlo H t a110 D'Elia Antonio 26 DI Sal"o Gimeppe 62 seppe 82 Galasao ..4ntonio 99 Dellso Carlo 50 DI Stefa n o Gfa· F errere di CavaiGalli Gio. Dome• Dellac hà Giuseppe 30 seppe 62 lerleoue Luio( 97 11ico 8 Della Cioppa ..!In· Doglia Lui(li 70 Ferretti Àrri(/O 26 Gallia Amelio 32 otlo 30 Domln e dò Giu· Ferri 01li<Zo 58 Ga.Jlitelll Do111enieo 62 Della Valle Fran· seppe 100 F' orrlgno Pidro 84 GaJJo ..4rluro 52 ceBCo O Oonadco Vittorio 52 Ferro-Luzz.l MaaOallottl Giovanni 40 Delle Orottaglie Donat.l Gi11scppe 36 miliano 18 Oa.Jvagno T eoneato 10 Giooa,1ni 68 Do ndcro Giovanni 1 S Flcrro M iche/e 44 Gangi Solcatore 34 DelJ'Olio Àt1(Jelo 62 Donlni Giuseppe 10 Flore Geremia 58 Ganora Romualdo 70 Delminlo Orazio 98 Dubbiosi E111ilio 60 Mario 62 Ganora Romualdo 68 Dclogu Gaetano 10 Ducccecbi Modesto 99 Fiorentini France· OarbagnJ Giuseppe 60 Gino 34 aeo 80 Gaeole Italo 99 D el Piero Gio. BaJ· Fiorenza Fernando 56 Gaaparlni Giulio 60 tfala · 90 E Ignazio 34 loinio 38 Del Ponte Gioroio 7 8 Fiorini Dante 92 Gatti IXonio( S6 Del Vo.sto Giusep· Fior-emo 99 Oi01'0nni(a.a.) 82 pe -l8 E pifanio Gtuaeppe 62 ;l1utio Ferruc· Gi011anni(p. a)lOO De Maria Nicol.a 18 cio U Gitu,eppe 48 De Marlnis Aurelio 70 F" Flumetreddo Vin· Oa z,,a ..4lessandro 32 De Martlls Otntaoo 68 cen=o · 4 2 Gclmettl ..4rluro 98 de Martino Roberto 66 Fooe Edqardo 30 Golorminl Luigi 46 De Marzo Vincenso 36 Fablanl Pietro 70 Folena Umberto 54 Gennaro Luciano 82 Dcrncdlo ..4rluro 40 li'abrls Isidoro 84 Fonzono Loreneo 66 Ocrbaldl Giovanni U Dcmurtas Cornelio 22 Fabrizl Nicola 36 Foreberlo Lui(fi 90 Germano Giuseppe 68 De Napoli .J.ntonio 34 Faeco ..4ttilio 78 Foresti ..4/berlo 26 Germino ..4lfredo 42 Ferdinando 20 Fadda Siro 42 Forino SaJvatore 36 Gcrulll Andrea 22 Ocnaro ..4nùmio 42 F'aggloll Carlo 6 0 Formlgg'lnl .Manlio 42 Oerundo Gi-uliatw 97 De Numlo Fran· Fallla Giot-anni 60 FomasorJ Cristo· Gberardi Gio. Balla 26 cUIIO 68 Falcetti Pidro 30 foro 72 Gborardlnl Naldo 90 Denza Ra(!aele 84 Falchi Emilio 88 Forti /(lino S8 Gbldoll Enrico 28 Do Pasqua Gi1'Nt)· Luigino 34 Fortunato LeonarG hivo.re llo Rics>C 1O Falcone Grt(lorio 84 do 90 cardo 72 De Po.ria Àu(JU81o 66 Fa.ldella Pietro 12 Fracassi Guido 70 Giacono Vittorio 72 De PctrUlo Pila· Fanchlotti Euoenio 12 Franchi Luio( 18 Oiaeosa EucUde 82 liano 84 Fanelli Vitantonio 64 Franchlna Gadano 70 Gla.gnonJ Pidro 40 De PorcoUlnls Car· Fantoll Giulio 28 Franohinl Giovan· Gla!Jombardo Ore· lo 36 Faraggiaua Fran· ni 78 8/e 62 De Prisco L-uioi 12 cuco 32 Fro.neo Vincemo 46 Glo.mbl Luio( 42 De Rlsl .J.nlonio 62 Fara!IJ Celestino 6 Frau Gimeppe 20 Olanazzn. Giuseppe 12 De Rosn Michele 8 Faraone Valerio 78 Frlgierl Giot,anni 28 Olanl Pietro 8 Umberto 80 Farina Felice 92 Frlsonl Paolo 30 OlanoellJ ..4/es8an· De Sarto Euotnio 20 Farufflnl .J.nlonio ~6 Frltzsche Renato 68 dro
(Segue) 11'DIC8 ALt'ABUICO LI Virghi Sal·v aiore 38 Mantero Lorenzo Ol111tnottl /Jcmar· 66 80 do Llzlo Gn.d mw 78 Marenco Villano 88 ;~ Olannotti Dino l,o Bianco fAtv.,i U Marengo Lore,az.:, 2~ Olarruoso Gesualdo 36 Iacouo Fran<"tsco 18 Loff_redo Al/r ecto 38 Margara Cesare 28 Giglio R occo 0 2 lnnnlzzotto CarLoJacomo Ant<>nìo 4.2 Mnrgot,te. Cesare 99 2Z nielo 3 2 L ombardi Enrico 68 Mariani ol Ole· Otuone C"rlo .A.1tlonio 84 Giongo Francesco 76 Ma,i/io 90 11u,ntc 68 42 Lombardo Leonirla 26 Marini Carlo Glordnno Giuseppe 34: Inpoco .d.ntonio 90 90 h11poriolo Cesure Vinceu,;;o 50 Loprcst.i Antonino 4 8 11111:ilio Paolo 18 2 3 l,orlOl Oiova11M 5S lrnperlali Giulio Olo11tl (/ìorr1fo S2 Ernesto 98 72 ln,tolicat o OiuseJ>· Gir ardi Giusc1111e r,o•OAIZO Vito IO Pio 99 4 2 l~oschi Pietro 84 pc Girone Gaslout. 9 8 )fori no Enrico H 99 Lo,•ugUo Rocco Gluffrccli Al/redo o; rufoliso Giuseppe 38 Pasquale 66 90 I u p:ra vallo A 1/rt<lo 42 L o ,·c,cchlo Oi oc,c · )IarlDuccl .i'ofarino 60 Oiutlritht Lui.(Ji so l1ipoll tl Amalclo 4 6 Oiug11i .-/ n.tonio chino 7r, )larlotti · Blan· g 2 ·i sola !?milio 02 J.uuldi F:rcolr 62 chi Gfo. Batta. 20 Oiuro to lla.Ooele Gius.snni .llar-io 1,uccn Out hbcrl 011· )l11rotta Gaetano 36 Gonzul1•i-- .llfre(/0 {liielmo 58 /,eo11ardo 84 GorrCU1 ('urlo Luca ngoli Oim·ouni -12 )larru Gi.usc1>ve 92 K G ozzi Ce/,.,stirio 36 Lucci A mui<'o 40 M11rrns R"Oae.le 12 Crodo U enf<lf•tto 56 l,uc iuni l.at:inio 12 )farri Ezio 16 14 Kuil JII> Oiuvanwi /-»aolo 56 Luciano Fusco Fe· )!arrocco • I eh.i /le 6 Oru11wg11n (Uot:c11t/irr 72 )la.rtinn A n11t/o 76 11·i t1111attdti t:-uido 'H }!arUonzzl Pietro 54 70 G r:111at.o .S'anerio :is )I art In e 11 l O i u · L Grassi Giuseppe 30 seppe 14 M , Grn,!,;~O Fili1nx> 70 )lartln! Frcmccsca 92 06 Lu hruna FrancetJco S2 Orauoo , ll~ertc Oiovann.i 90 Orosa C'orlo 7.: Ln.bruzzo .rl lc11otti !l:? )luccdQnio .lliche· '.\ftlrtinottl Cflrlo 88 Orazioni /•'rancesco Lu Ca.l1Cia. Salv1ifore O!J lonorlo 5fi ~la rtop:lio ,...e,di· 26 A,,tun·i o GG Lu Gnvu l 111w: ,:o H )fuc hi .Srl1osliflno 50 nando Oruziano Carmine 5:& Ln Urottc rio J>n)India Cl'itt."l!J)l)e 12 :'\[u.rt. o ra.n n Car· 82 Gruziola Gerardo 4 ·l sq1111lr. Hl )fofff.~o luiui 50 1ntlo G reco bomenù:o -16 J.a.mr,is lùloardo G-l )[uftt Oinseppt 40 )[artusc,·Jli J"·inccn· Otit·co Oiu.scl)pt• !J7 La11drlun i Uol.,ato :u .:\fagg-osi 7'o,m,raso ~ zo 7Z 42 Oritl Filip110 ~O Lr111~e llt1 J}rm-iele 70 )[ugctUl J;"duw mlo 9~ ~fnrnlli .,f/1,cr/Q 56 )lagllo ll ;l 11/,mio I ~ )lns in O,iù/o 70 1·tucen.zo 50 /•'ranrrxco 74 )lagllolo , llfrnu10 :,s )lasso 1"ilim10 84 Orignani Euoen'W 92 r~unnu Lconidn 30 Oi.ti~cppe 97 Orlilo Ettore 1G1L "\.11za BuHuu,cllo 9S )la'(naghi (/11ùl1> 28 4U 'l'om.maso 1G )[nguini F:ni-,, 74 GoUrcdo Oi.rola11io Grippo V onatm,lo· l.1u.11zot ta Nirolfl iG n cremir, :l2 i\fa.~sori (1i111.rr7,pe 24 2 4 La Porta Art,uo 80 nio :H Mngrono ;hnetleo 82 VinC'euzo a4 :llnimouc D0u<1li11o 54 Mn ss arotti O.Il· Oristi ua Oa8lrer'8t 12 Lupf1<n1I Uniclo 18 1,o Rocca l'oolo 18 Grixo11l Oiovm1.11i 54 )lainori Luioi 66 se~ ()4 f.4n Torro Jlf tt riu Gro~si Leo,wrclo )In isto P"sq,wle 14 :lluss Prano Gi ulio 36 :l2 Panlo Grosso V·iltorio 6 -1 )'lo,lanp:n Donalo 36 Massi Em,il~ 58 Grotti Carlo 98 (-'l&.7.7.tl ro Frnuccsco )[o lùrhu L11,iyi 62 l\ta~~irno Fran e e.Oundalnpl Roberto 56 A 11lon.ìo GO :llnllcc ,1/ess,rnclro 56 •co SO Oualùi Carlo I O Lccct·so Antonio 7" :Vlunc i11l A nr1clan. 2S ~ht~:iono Gio,com.o 58 Guaml cli Carlo 04 Logoriui ~\1or·i o 74 T.,i,ir/i 4 8 :l!astrauton!o Jlin· Gu11rna"'cio. Giro/a· J"un1.I Afmrnufo :J~ J>at~qua.l e 60 74 cen.oo m? GO 1,ennimll llc,wu,/ù, n~ ;11,rnconi Michele 50 :\lnetrolanni .-lnlo· Gubltosi :llich.elan· L eporu Francesco S4 :l!aucuso R oberto ~2 ,.;,110 56 oclo 72 [;u.ir,i 76 Manclel Mattrizio 68 Mastrollo Si/l'io 84 Ouorra Vin cenzo 56 Lopri Gi1dio 4S :lfanfrodl Alfredo 00 Mast,romattoo Mi· Ourgo A chille IO Llhorotl Luca :16 Anwl<lo 60 76 eh.e/e PitriM 6 f Llct1st1·0 (J;useppe 1,i Enrico 92 Mus trovitl Nicol a 40 Guidi Oio. Battista 8S Llnnros A n.ue/o 62 Lu.i<ri 90 Mattia Michele 26 Pit:ritw 52 l,lontl Girolamo 20 Vi11cenoo 70 .\fatuccl Giuseppe 32 Ouzzardl Luigt 4S Lipanl 4 ntonino 82 )(ongarrnro Car:lfougorl Franetsco 98 1,ltt.:.r,ll Nicolao 12 ,,.e/o 40 Nirolò U l,i ,·1 Ridolfo G '.\lunni C arlo 78 Mauri Luiyi 12
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(Segue) INOICF. Al.fABF.TICO
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56 i\fonteloono Vin· Pacitto Edoardo 78 l'~rna .dmed,o 20 Mazza Rosario 60 Pogl!uso .i.llf011.SO 50 Porotto U111.bcrlo 68 Mazza.glia Oiovcut· ce11=o ni 24 )lonCi Oaet<17lo . 7 8 Pogni!\llo A 1/ru!.o 90 P orrcttl Cri,,toforo 50 8 4 Pagnotta U 111berlo S4 Porror S l efa 110 38 Maz1,o,rloo Carm,ilo 56 P~r C'urlo 68 Paladino Domcnuo 30 Pcrroni Giovanni 28 Mazzu.rono Filippo 92 Morca. J/ince·n eo Mazzoo Mcirio 82 Morolll Mario 60 PaUadlnJ Mario ~R Pesco Nù:ola 54 l\'la.zzenga Oi<teoow S~ )!orino Enrico 74 Pa.l mlorl Ra(Tade 20 Pctitbon Lodovico 82 Mazzetti Carlo 40 Frm,ccsco 8 Palurn~o Ofose1>1ie 52 P etrccca Michele 10 0 Loreto 20 )loro 1'ilo 12 Giuscppep. a. 9!1 l'cttinclll F-ilomeno 14 )l osc h otta Ofo· Lttio·i s. a. :S2 Pettitl Pasquale H Mazz occono Ca44 vanni 66 P1>n11,gia Anlo11i t10 40 Pezzall Uol>erlo :18 m..Uo Meluori Luiui 5~ )loschl11I E11rico !18 Pantano A rluro I 6 Pezzullo L ui{1i 60 Mollo Co-,.rado 9 2 Moz7...ana. (•11r/o !IO Paol('UJ V ereeondn 38 J'> iantclJi 01'•u seppe 34 Momm o Gio oanni 14 )'lozze ttl Eli.tJ<o 98 Paolini A dolfo 2~ Piazzo l1eni<1mi110 28 Moodes G1>ido 28 )!uro. Salvatore 5~ Paolucci .i.I/berlo 82 Plcazio A ·1 1tonio 41> MennoUa Arcm1aelo 8 )luroro Carlo H Papale Girolamo 82 Piccoretta Frmu:eM ore u Rosolino ~ )foratori Carlo Fe· Raniero 32 sco 76 Mcrlinl Cami/lo 7S l ice 46 Paraninfo ,J1t(1elo 84 Picciulnl U ao 42 )forll110 Vero 62 Mnsciotto Silvestro EH Paronto F er<l i· Piccoli Giova.nni 50 )lessurottl·Bonve· )lusso l•:nrico 92 ,w1ulo 44 Plccotti E(Jidio 6~ nuti Giusrpve 99 )lusto P<ts,11wle 7 G Parhd Ettore 60 Picen i Giulio 07 )lessino. Anr1elo ~O )luzzlo ll .J l!lottio 90 Purisl Felice 97 Pico no Borio/omeo 32 }..fessinoo Gi1t..'(t1>pe 2'.! Vince1,.co 00 PigaU 01:,wan.11:i 74 Messoro Nicola 80 N Parona E11zo H Pl1<1111telli Filippo 20 )'lestica Francesco 52 Pnrri Walter ~i Pilato A ,Zolfo 44 Moucci 7'tt/lfo 66 =-:accnrnto Filippo 58 Pusquall R emir1io 62 Pilello Alcssm1dro 50 )lilldonnn Antonio 44 =-:n cclarone A11,lelo 26 l"ince11:o 54 Plr111>l110Jli Pietro 8 .Mlcchini A11/011io S~ :-: alcioni C'orlo 82 Passalac<i uu Gioac· Pinu, c ud a Salva· :\[ i oltc:11 'l'eodor-ico !l2 ~anni C arlo SO citino 5H tore 42 ~ficlollo. Carmrlo 5S ;'\apo l \t,0111 .1l1el· Pn.8s amonti Oac· J>i roli Amedeo 28 .'.\fi:;:llacci CNonanu.i 34 cldorre 24 fotio 28 Pi .sa. 11 osu hi Er. l\ligllaccio Roma.no 4 4 :,.;1ndf Gi.usrp7,e GG Pnsscrn F:rrolc 20 man110 82 92 ~ordini (Nu/10 12 1'an<"r rtli 5t P i:~t.illt Alberto 62 72 su.~ciruVenl ..i:.l l cs· J>atiloro Fra.11crsc·o 04 Pitrclli .V1Co/(J, 41 0 i~ sm,dro 100 Pnst o rC'llo l.iùodo !14 Pi \'N,fi Francesco 50 )ri~nom l Francesco I G 1'.'uaeuio 8-1 l'n.ta11è (:ar111t lo 64 Pi zz ti rP 11 1 Seb11L1'Cfo )lìlctti Erttesto 76 ~ntoli l-'ru11ccsco 97 56 stiano 70· ):[llitr•llo t;,,,.i,fù, HU Safrhlnrt. 84 Potrloll Giuse1,1,e 8.i P izzocn.ro C /emenle 99 )li uguri f...et \·,?c·m to ~ l'g'TO Ern esto J S l'a t,ro 110 Giu.sevve 7:.? I 'f;,, zocolo Oonibene 1 4 1\ 'i,·vM 6 ,1 ~iecul u.i L eouel/u 72 Pa.u licclli sai:ù,o 5(ò l'izz11 tl Al/redo 84 )-Liuic i l -.',1(1enìo 07 ~icote ru Frlice GS Puv ia Co1'im an I ~ l'Join Nr,fale 5G )llra ca1ilUo Gcn:":icdd11 A utonio J O I 'a ,·ono Oiu,qe_ppc S4 Po,1<11, l 'oti/ico 70 noro !16 ~ oco u -;or,wni ,1S Po7,.zj ,.,,·rnumno :l2 l'olP.-;c ;.Y r(lo 66 l\firuglin. Ji:wdm,.;hlo 1:,; Xonis (r'l·rohouo no l'<·c·ct·rillo F olJri;io 7 6 Poles trn. Gi-us(!'JJJJe 24 .Mi1·aot.o U mberto n2 R,,011dc ~;-. Pec o ra rio RoOuele 72 Polizzi A nlom·o 58 J..Ji rl)nO UiusrJ)J)C :lS Xoin Cei'to l4 Pccon•llo (l'ior(tn1r.i $2 PoJos n. V111crnro 44 )[h.. i o.uo Anlo11i110 lHi Xnnzi uta FiliJJJ)o 7 .i Peli ruzzi Ar,..,'.,10 GO P olvcrlui ..~J11f1io/<I 9·1 ;3.1 ~Usitilno Uionrnn·i 5G 52 Po 111i11i (:uido l.,.cdrini À 11tunio P cllc~rlni F ·r ancc· Porno F f l'ÌCP 64 Mlssoni Jr/>1<t..-i-O 70 l\foauro A 1trelio 70 SC'O 3 -" Poniponi l·."11rico 22 Motlcstini l'fln/o 14 Or,ste 4 2 Porcn.ra. Isidoro 46 32 Oddcra. L1tif1i 2\J od u g no Dome· 40 Pcllc-,:ri110 Lore11:o 4 Porindli C,awillo 84 Oggcro Cesare nico JS Pdlc1·i n o A ndrrft. 14 Porru Pietro 32 Oli Olinu-i 1-'frtro i\lollnllri .1/ar,,, 72 Pc·nnat.i G'iuscppc 7~ ·1·o~~sti AlbFrfo 24 On c,;t.i Carlo 54 Moli110 Corl o 24 l-'ot c111.11 l,l'iui S4 40 0 1·1irn tli Oiorcurni. 97 Puntwl.tn J/ario .Molhmni Al/redo 44 Po11m.:Ltl Ce.'l11rc 2 6 l'n·i t.o c,sore 60 28 V·in<·rn.zo Uiccardo H 1'0110 Ra(T,,el/o 9 I Otcrì J'ì ncnt:o 60 PJ'CFSUC('O PaP.(fUOle 97 Mouaco A rtu.r o 32 1-'cros~t O i or a n 11. i Principflto Rol,er·lo fi4 Costrmt-ino 30 A11lQ'1l'io !J~ Prizzi Vfllf,i / '1,0 66 M<1nc ll i l': mcslo PcrnzY.O Oio. Balt. OG Prococcl Arturo 16 ) longuzzi U11i1Jerto 3 , Paco Luiui 1O P Ort" C'O J"iltudo 1 O Prono1 t o llr'Tu.de.ttb ~foutnnnrl .,Jl/.ilio 30 Pt1cilli Alfredo 0 8 PcriJli Gioronni rn St,lp i :iu 98 :\rt gliuo Jl1ario )tigliori ni An{Jfllo ) I ig-111111 I V i.ttorio
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(Seg11e) I ND!C~ AI ,FABF.TICO
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1g ,.:arti Vitk>rio 22 S lrool Giuseppe 22 72 98 ~arzano lJUit/i 60 s omo S onii 38 Sogno Armand o 4S 50 Sa s~oll Ernesl-0 (2 44 Sntto-Pul ctto SalSola ri Ctsnre 3 S vC1lore 22 So la ro Aless. 92 78 36 tiaurlno DalriM 82 :so1ori Giot•crn.ni U~ :-5ovo.rlno Saverio 4 6 S oprano J,;<111.ardo 26 44 ,.;,wlnl Gualtiero 40 Sorliara EmiUo u H G1tol u lmo 60 :;ordl Giuseppe 36 18 Su vino Ll/ossan<lro S '2 ~ oster .tf11/onìo 72 76 l'ito 02 S padaro Giuseppe 3 4 64 :--a.vorant 'l'ormn<lsO 80 S pagnuolo Nicola 6 8 1 O S liragia E(listo 6 2 S 11c rapou l Elpidio 66 10 A ntonio 42 8cagllonc Vittorio 42 l"plna Vinunzo R Ferruccio 4 4 ~cula En.ri.co 82 S plzzlrrl A lberta s~ 62 Gael,mo 99 8 calcsc Giorr,io l G S toranclll Se11ero 16 56 S tefano Umberto Raftono ,1!/011so 64 Rossini Tommt1.so 10 8calrnti Alberto Re.go Gfoua,mi 56 Rostagno Carlo 28 Scalisl I ona..-io 70 Stcffenonl E ttor e !IS Raimondi Giottan• Hota· ROssi P'incen· Scambia Giovanni 70 Stella Pietro 76 30 ni 76 zo 82 Scauavlno Z eQiriM 52 Vt1tcenz.o 60 R nluorl Umberta 54 Roverlo Giacomo 74 Scarplor l Cuore 52 S tuffc rl ili ano 94 Ramoluo Paolo 6 4 Rugaui Luiyi 99 ,;carpls !Enrico 66 S\ùas Pasq1tale 98 R ,unpl Pietro 4 0 Ruggerl Ll11toni110 40 ,;carcclla .St1lvatore 84 S ulllottl Efisio 46 R,.soro, Riccardo 36 Rulnl Camilla 08 Vincen:o 54 Suma Cosimo 52 Rasorl Francesco 72 Russo Domeni co 02 :',carzclla illichele 34 Su nsorl Giuse))'7)t Ras pi Mario 64 Ruta Se!JMtian o 18 8chlfa.nl Vincenzo 4 2 S uraci Bru.·n o 72 Rattazzl Tullo 48 Schi7.Zl Pietro 8 S urdl D0me:11ico so 88 Ro Gimeppe 9S S Sci bctta Gaetano 3S S u7.7.I Filippo R ccchloue RUore 12 Scllllcrl Vincen:o 54 Rcgard Pietro 00 Sclumbata GiuscJJ· T R cit,rnl U110 6 8 Saba t lui Angelo 50 pe 6 0$ Rolllni G"ido 50 A. r h <ro 60 f:chwo Luioi tS Rongn Filippo 5 t Sacco Rosario 5 8 Scolcrl :Sal vator e 76 Talenti Cuare Ricci A. nuel o 80 Sucoo ccla En,idio 9<1 Scorcia. Gi1"8t1FP< 66 Talla rlco TJanifacio 9 7 .41110,.io 74 S1>cco m .. nl Gforoio 50 Scoto l''i Hppo 32 Tam Our;lielmo 30 Gasto"e 42 ,.;ag,:lnl EMristo 14 Scat<lerl Giuseppe 62 Tancredi .4rlstiàe 58 T oughe roni Dante H .Serafino 20 Snl(nottl A uimsto 30 ,;e l,astlancll l Gian· Riccò Ettore 4,: :--t1.l cm Ale.11sa11dro 38 (li&I-Stppe IO Tarc h l Vircrilio 60 50 Rld olla A.>1!01Lio 70 S!llluarl Salvatore S ~ccchl Francesco ~2 Tnturoll l l.uif/i GO 52 Sogni Jfauri.:io Ric horl Carlo 99 >;ullustlo Luifri SS Tot.toni Fil"'"' 8 Righi Lllberto 24 salmorl Gittsc1me ~4 ~ eia Giacomo 4S Ta va zw.nl Cesare 22 4 O T ecco Pa.squale G i useppe 78 8alon1ono Gi useppe 76 Solvl Giovanni so Rlnalill G i usep pe H Sals ano Gaetano 66 Scnni·Burattl Ur;o 24 Tcclde Giuseppe O"ofrio 3 4 :; al toro Dome· Sorlo Vito Nicola 30 Tedeschi Ed1n0ttdo 62 (Hacomo 4S P ict.ro 48 nico 2 4 Sertoll Alfonso 24 so Sc ipione 9 8 Salvatori Giuseppe 90 Sortorlo Giosut 66 Nicola 68 RlilCll to ff:ina,melc 36 Sai vini C~arB 7Z Sosto .1 ntonio 46 Toleso VirtctMO R ltuccl -C hl1111i A· :;amporl O«ctmw 22 Sove r! Lv.lui 36 Tem pesta Costanro 18 22 oost-in,o H tianclrcttl Enrico 9 Pornpeo 06 Francesco R iva. Antonio 14 Sandulll Pietr a 70 S forrozzo F11adelfo 3G Tenaglia Gimeppt 42 Umherlo 10 St> n,.ru I netti (lfo. S tonclrl1>l L111tonio ~2 T enca , llessandr o H Rlzl Luiqi 20 vanni 98 :-:.\Cttnzzl 1' ittorio 10 1'on ontl Antonio 70 Rizzo Alfo•"8o 80 >'a.11 na LI lii/io l S >'iccardi O,ii<la 92 T e rra·Abraml (/i ,i· Cornelio 4 -l Sa n tn. Ma.rio. A l· :-:ignorin o Rosario 42 •e1m• 32 5Z Rizzut l Oiuscppe 20 liuto 2 S ,..:;ucttl Jllichele GO T orrano,~a. A I/io i6 R o bba C/rmdw 92 :Santini Federico IS ~imoonl Alusan· T eni F cr>no 10 Ro bottl r.ore,uo 50 :;antoll Pasq11al i110 02 <lr o 26 T esio Giuseppe S imoni Gi.uscppe o Roccfl. /IIirhele 58 S automauro rl.u{J · 99 T esti F ra ncesco 22 34 'l'lrolll Elio Rocchictta Vittorio 02 oiero 4S Siaoula. Ubaldo 16 Rodinò Nicola, 82 S;:rn toro Oi11,1;;ep1Je, S :-::inJ\.pi P'i,ictm.zo j16 Tobia Arturo Rod rlgu o z F eti• ,..:antuccl 8 /cfr111n ~ ,.;in<tlitlco Giuseppe 38 T od e rlnl do! Oa· ~2 :,,:;u.r nolli 7'om nwso US ,;inisl G-ui<lo 40 gllardis Teod. 90 c:i<r,io
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Giprnale.: .di me·dicina militare Di rezione cd AÌ11111i11 i!'\trazionl' : Pataz\ ..o tlel Ministero della· Guerr.1 , Vfa XX Sctlcmbrc -
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COND IZlON I DI ABBONAMEN'l'O.
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Roma
Il G io n ialc: di m e dicina n rili torc si pnbhlica il primo gi on10 di ciascu11 mese , in
rascicvli d i sci fogli th s t ampa.
L 'a.bbon'am~nto è anuu() e <lecorrc d:tl 3. Il prezzo dell'abironamento è:
1.
gcun:1io.
l'e r l'Ita lia e Colo n ie
12,15, :?,50 :1.00 5,00 6,00
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l •er I· Est ero .. 1iu Ita lia · 1nll 'Estero
·l'n fascicolo separato costa
11 ~u pplcment o conte'uente I'A t11111a 1 io , in Itali .,1 del corpo so11itario mi/i!1tT<' costa I a ll ' Est ero
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......
4. L 'abboname nto non· disdelt'> prima del 1. dicem bre s'in tcude r inuo vaio ~ r l'a.n.uo ~ncces:,i vo. 5. I signori abbon ati militari in c!Tctt i\'itii d i ser vizio possono pagare l 'importo dell'abbo nam en to per m ezzo d ei ris pe ttivi comaùdanti d i corpo (anche a rate mensili!. 6. l'er i so li ufficiali medici (ùc'l'Esercito e della '.\la rina ) è aJilmcsso un ABBONA· ME N'l'O C t.:MU I.ATIVO a l Giornale d.i 111cdicin11 111iU/.ari: ed agi.i , h rnali di 111c dic i11a ua-.,nlc e colo niale al 1,rcz"'.o (li I.. 1S annue. J1 cr ou c.::1l·re t :.ilc ahhonamt:nto g li abbonatj del C io11ralt: di med icin a m HUarc ùevouo fnr per ,-euin" d irèttamt'nte I.. 6 all'ammini~tra- 1 zi o ne <1<').!li rl u uali (pre~!'-o il ì\liu if.te ro ti ella .\ farin a). ; . .~i lib rai si fa lo sconto del , . per cento, 111 n soll au to per i,:li nl,huna u,cnti delle person e e degli ent i non mililari. che ij on po~ono frui re della faci lil:17,ion c: ,Ii cui ai nn . e 6.
NORME PER LE PU BBLI CAZION I. I l:w ori origiu al 1, te n ote, le rivis te - llnttilogrnfati o f..cr illi a .nann - - rlevono OC· cu pa re uu solo la to del foglio ed . sscrc :l<'cur:., tàm ~n tc ri"eduti <lai:li :\uto ri. Si fa. s pe· ciale raccomand ttr.ione c he q ue lli !-.critti ;\ mnu u sinno hC'n le~~i hili, per 1n0Jo di evitare ogu i d ubbio di interpretazione . In caso contr,ir-i o, In Direzione s i ved rcbl"e costrettn a sospenderne la pubblicazion e . ~. !-;alvo c:1.e;i ecce1.iouolissimì. la ,:orrt'7.ÌOtH~ de l1e 001,: 7,e sarà fattn dalla redat.ione, anzic hè t.la~li nutvri , per no n \ inc:ulnrt i l lavo ro ti pog rafico UJ:t li ine vitabilj ritardi J)O· sta li. 3. Le s 1,csc p<' r g li est rntli e q ue,1c per le t a \'ole litoi;raficb c, fotog ra fiche. ecc ., che 1.
accom p:lg-11:1!-.sero le m em o rie, sono :.i C'arico de~ li :tutori. 4 . C li estratt i souo d i due ti pi: - Tipo.\ . <.:011 copert ina
iu l1in11co. s enza frontespizio . <' colla im paginatura e o umciazio nc del fa~cicolo. - Ti po B. Cou copertina s ta m pata, frontespizio, impag ina tu ra l" nt1m era,donc- speciale. Agli autori de11 e m emorie ~arn11110 couc::e~~i g ra t11itnm en te 50 estr:1tti. t i po 11. senza copertina. l'er coloro cltC' ne· d('si1krtl!->SCro un num C'ro ma~~dorc. i l prc1.zo (• regolnto dnlla se· g u c n 1e t ari fT:t :
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