Skip to main content

GIORNALE DI MEDICINA MILITARE 1918

Page 1

.. GIORNAI~E Df

MEDI.O INA MILITARE Pubblieato d a ll ' l s pe ttorato di Sanità militare l

.

sssrHSil&

Gì.orna l•

;;

..

-...--....

·, / l

~-~.... .......

l

.•

'--l /

/L..-

·--s l Gf!.~AIO

FASCICOLO I

DIRE TTO ~E :

Prof. EDM.ONDO TROMBETTA, maggior generale medieo .

REDATTO RI CAPl : Prol. ALFREDO BOCCIANTE, tenente colonnello medico.

Dott. ARTURO CASARINI, maggiore medioo.

COffilTA T O DI RED A ZIONE Dott. DUILIO BALESTRA,magl':iore medico Pro!. CESARE BARILE, id. id. Pror. ALFREDO BEVACQUA, id. id. Prof. ROSOLINO CIAURI, id. id. Do~t. PLACIDO CONSIGLIO. id . id. Pror. FERDINANDO DE NAPOL.l, tenente - colonnello id

Prof. GIOVANNI MEIY.ii'\10, tenente eolo n· . nello medico Dott. GUIDO MENDES, maggiore Id. Prot ANTONIO 1HEDDU.SEMIDEI, co. lonnello iù. Prot. AMEDEO PER NA, lenente ·colonnello id.

Pro!. GIOVANNI GRIXONI, id id

Prof. SERAFINO !RICCI, id. id.

Prof. GIOVA NN l BATI'!STA MA...ttiO'ITIBI~NCHI, id. id.

~...... ·--.--.,....,.,.~ ~--~---------~--,..,....

--

Prof.ALBERTO SANTAMARI A, maggiore Id. Dott. ' GIUSEPPE TERRA-ABRAMl, Id. id. -·-~

~U

.">M:\UNI::;L'HAZION B: R 0:\.1.A - Pn.l:tzw clol )(l uhd•1rHifc:l!n Hnt>rl'll ·Via XX St~tfeml>rc- !-{():\.l A _...........,... .-...- -.-............... ,...,_._._ ... ................._........ _..,. ___,...,....... .... . "..... Per l~ •nsen:1onl di pubulicita rivolgersi •lit>i•Ha•• ten !c· all'Ufficio delec:~~o a to.:e servizi.,

DIAI:!l/,IONE

- R!!m::. Istituto Nazionale di Pubblicità e Informazioni. via Poli, 43-47 - Telefono 77-66. 9:6" l'c•t• lf! n uo ve n«>rnu · (•ir·.,a le ~ p uhh li: ·a7.ioni e l ~i l:t~·o ri ,-etli e u p t'rtina , ;

...


•

SOMMARIO

A~li abbonat i presenti e futuri

Giuseppe Gradentgo e Amedeo Htrlltzka. - R cerche psicoOsiologiclte sul candidati al pìlot.1gl(u• d'aviar:lone m ili ta re

l'o{J.

3

C'esare Margolla. - La guarigione rn11i• la dolla ~tllrlattìna co n un nuuvu rnet(•rlo •11 cur;t

17

Cesere AgestlnL = Sulla utilizzazione ctegll •·pllellicl In zona di gur.rra

u

Mario Levi della Vlda. - Sopra i l com1Jortameoto 111 un germe de l g ru ppo dei coli atipici 1li fron te al Slen ag!l lll lmatJ tl per il dissenteri co di F'lexner

~4

Vlll•r lo de Clgna. - Olltici <' servizio mllìta rt' in l!nerr•

39

Benedetto Nicola. - · t: Htero ep1d emico al campò

QUESl'IONI D'ATTUALITÀ. VARIETÀ, 1'\0TIZII!:. Trombttta. - Una q uestlone di rliottrica oculare

Id .

- Gli epilettici In zona rll gue rra. • J';ola r-r itlca•

Id.

- Esisto un corpo sanitario mililare1

!•og.

an

NECROLOGIO

5!)

PER IL lABRO O'ORO DEL COR PO S 'NtTARIO MILITARE

61

P ARTE U.F~'IC I AI.E

.

»

66

A VV.EHT.EN.ZA. :tl scanso d'. equiroeì, si anerle ebe, ftn dall' Jnido 1lella g uerra, è

stata

sospesa ogni retribuzione agli autorl.degU articoli ,e delle riviste, che si .-M· blioauo Jn questo giornal&.


Agli abbonati presenti e futuri. \

Col 1918, il Giornale di medicinamililare entra nelsuosessantesimo seltimo anno di vita : val quanto a dire che esso è il periodico scien~ ti fico più vecchio d'Italia. Ma è questa una vecchiezza florida, che può essere oggetto d'invidia a molti giornali giovanissimi, i quali, nati ieri colle stimmate del rachitismo, son deslinati a morire prima di raggiungere l'età della ragione. Chi voglia consultare le annate del nostro giornale dal 1851 fino ad oggi, potrà accertarsi che tutte - "diciamo tutle - le questioni scientifiche, sorte in così lungo periodo di t empo nel campo della medicina, furono discusse o in articoli originali o in riviste sintetiche, e che massime certi argomenti medico-legali, che adesso si vorrebbero gabellare per novità dell'ultim'ora, ve.nnero trattati a fondo da scrittori provetti, agguerrili da una lunga esperienza medico-militare, i quali non s'appagavano di eleganti, ma non sempre persua~ siYe improvvisazioni. Il nostro periodico è il solo in Italia che esca regolarmente alla fine d'ogni mese in fascicoli di oltre cinque fogli di stampa; che conti fra i suoi co1laboralori quasi tutti i professori delle università del Regno; e che, pur essendo oggi triplica li i prezzi de:la carta e della stampa, non abbia aùmentato il prezzo annuo d'abbonamento, il quale rimane fissalo in lire dodici, compreso il supplemen to contenente

l'annuario del corpo sanitario militare. Se i vecchi abbonati ci rimarranno fed eH e se a questi - come speriamo - se ne aggiungeranno dei nuovi, noi non guarderemo a sacrifizi pur di renderei sempre più d.egni della fiducia dei lettori : le quali parole sostituiscono i soliti programmi d' ogni principio d'anno e rappresentano una promessa, che sarà più fermamente mantenuta di tante allre altisonanti, che si sa in precedenza di non poter mantenere. L 'AM MIN ISTRAZIONE. . ! Alle saggie parole dell'Amministrazione, aggiungeremo, per conto nostro, alcune brevi considerazioni. Un giornale non pu ò vivere senza l'appoggio morale e materiale de' suoi abbonati; Lanlo più se esso è, come il nostro e come si disse già in allro articolo, un'emanazione diretta del corpo sanitario militare. Ora, l'appoggio morale non si estrinseca soltanto con la colJaborazioJ1e, la quale implica anche un interesse personale (non sempre pecuniario) degli autori; ma altresì col forniPe al periodico i mezzi indispensabili per far fronte alle esigenze della sua vita Lipo1 irafica, la quale è, nel presente periodo, così aspra e difficile, che i letlori non possono neppur lontanamente immaginare. Il e)u~ eql:lit -

ifernale Ili m editiltCI mililat•t. - l"asc. l.


vale a dire, in fin dei con ti, che l'appoggio morale s'identifica con quello materiale : nè ciò parrà strano quando sì consideri che il fatto stesso d'abbonarsi è essenzialmente un'adesione spirituale, una prova di stima, un'attestazione di fiducia del lellore. E ciò fu tanto bene compreso dagli ufficiali medici della R. marina, che gli Annali di medicina navale e coloniale hanno 239 abbonati; ossia, sette in più del numero degli ufficia li effettivi che figurano nella tabella orgnnica del corpo. Ci duole ora di mos lrare ai lettori il rovescio della medaglia; ma ciò varrà almeno a sfatare la ridicola leggenda che il Giornale di medicina militare faccia una vita da nababbo, mollemente sdraiato sulle cartoline-vaglia di parecchie migliaia d'abbona ti. Su circa 800 ufficiali medici ciTeLti Yi dell'esercito, volele sapere quanli non sono abbonali al nostro giornale? ì'\ìcnlc m eno che 556; molli dei quali contano già parecchi lustri di serYizio. Qual'è la cagione di quest'anomalia, chiamiamola così, di cameratismo? Non è di cerlo il poco valore del giornale, giaechè da Lulte le parli ci pervengono parole di plauso, in special modo dai professori uninrsitari; fra cui ci piace cilare l'i11signe clin iw eli GellO\'a, prof. Edoardo :\Iaragliano, il CjW\IC ci fece ronore di venire in persona nel nostro ulficio per fare illScrin·rc In sua clinica ndl'cll'neo <kgli ahbonali. E' forse un'aperta e sprezzante manifcslazione d'indill'ercnza da parle di quei colll•ghi, che ritengono inuti le la lellura del nostro, anzi, del loro giurnal~ '? ì'\ienlc alra Llo: pcrch~ è provato provatissimo che anche cocksl i ~egionari dissidenli lo leggono negli ospedali militari, o dietro le spaHc dci col leghi abbonali. E allora? Allora !asciateci fare l'ipotesi più benigna; !asciateci dire che si tralla semplicemente di un 'epidemia familiare eli abu lia, la quale, ad ogni lìne d'anno, paralizza l'impulso all'abbonamento, trasformando in un semplice salulo più o meno c01·tese il gesto prcmonilorc d'una buona risoluzione. lV!a, grazie al ciclo, qucsla forma morbosa è curabilissima; tanto curabile, che basta soven te far risona re negli animi la nola affettuosa d'una dolce persuasione per fugare d'un tralto tulli i sintomi morbosi. Se le nostre parole avranno la fortuna di o t tenere un elle LLo così salutare (e ce lo auguriamo di cuore), si può esser cerli che nell'anno in corso la legione dei cinquecento si ridurrà ad un manipolo di pochi dissidenti, i cui nomi segneremo in un albo speciale; e ai quali manderemo gratuitamente il Giornale di medicina militare per premiare la Yirtù della loro tenacia : virLù così polen Le, da sopraffare·"perfino quella dello spirito di corpo. R •ima, ~;ennab 1918. LA' DTREZIO=' E.


.~

~ .... . . l • <

·~.

l

M E M OR I E

OR I G IN A LI ~

' .

. f•

,.

I(~Pdle D~imli~IDIDDi(~e ~Ui [8D~i~atl al DiiDIBDDiD ~·aulazlone militare Nota dei profes8ori Giuseppe Gradenlgo, tenente colonnello medieo, ordinario di otorinolarin(ologia nella R. Università di Napoli, e Amedeo Herlitzka, maigiore medico, or· dinario di fisiologia nella R. Univer:.ità di Torino.

Presso la nostra Aviazione militare è stato istituito in Torino {l) (in analogia di quanto si pratica in Francia) un ufficio di ricerche psicofìsiologiche, alle quali si sottopongono gli aspiranti al pilotaggi o d'aviazione, affinchè, dai risultati delle indagini e delle misurazioni, eseguite sulle funzioni degli organi dei sensi e del sistema nervoso, possa derivare un miglioramento, nella scelta dei piloti dell'aria. Per riuscire infatti un buon aviatore non basta essere un soggetto sano e ben costituito: occorre altresì possedere speciali qualità di spirito e di corpo - requisiti psicofisiologici - che rispondano, nel miglior modo, alle specialissime esigenze di questo genere d'attività. La pratica nelle ricerche biologiche e. cliniche, l'analogia con quanto 1i conosce sulla fisiologia dell'nome in alta montagna, le informazioni e consigli avuti dall'esperienza. di provetti piloti, e, infine, il buon senso, sono state le basi del programma di lavoro, stabilito per l'ufficio auddetto, e che si riporta snccintamente q n i di seguito.

*••

Ogni e;andidato che si presenta all'ufficio subisce dapprima. un enme aomatioo, che è una visita medica accurata, fatta secondo uno schema speciale, che guida, ma non lega, l'opera. del medico. L'esame tende in principal modo a. stabilire l'integrità perfetta del sistema circolatorio, di quello respiratorio e del sistema nervoso e a.d a.ccer· tare inoltre se esista un' infezione sifilitìca, causa di diminuita resistenza organica. L 'esplorazione degli organi e delle funzioni sopra.· detti è fatta in modo sistematico e in particolare, per tutti i candidati, ai fa l'esame delle orine, la determinazione della pressione del sangue, e così via. Viene anche raccolta una storia circostanziata. del candidato, storia che non si limita alle malattie pregresse, ma si occupa altresi dei precedenti sportivi, di eventuali incidenti sofferti, di traumi subiti, delle abitudini di vita (alcool, tabacco, ecc.). (l) Un aeoondo uftloio, parallelo a quello di Torino, sarà Ìl!tituito pros.eimamente e. Napoli.

..

•• • /1


4

XIOEROHII: PSICOFISIOLOGICHJ:1 J:CC.

L'esame del senso della vista è fatto anzitutto per constt.tare la normalità anatomica dell'occhio, dei suoi annessi (palpebre, congiuntive, ecc.) e del suo fondo, con l'esame ofta.lmoscopico. Vacuità visiva. si !Stabilisce dapprima. col metodo comune degli ottotipi a luce diurna. Questo metodo consiste, come è noto, nel determinare quale è l'angolo visivo minimo, cioè quale è l'1mgolo più piccolo formato da due raggi , quando i due punti da cui essi partono per venire al nostro occhio, sono ancora percepiti come due punti distinti. Tale angolo è per il normale di 60" in media e l'acuità visiva, o c visu1 • si considera in tal caso eguale ad l. Se l'angolo è di 120", il c visui > s,i dice eguale a '/ 2 , se di 40", eguale a '/,. Ma. per la g rande importanza che ha acquistato il volo notturno, abbiamo creduto di esaminare come si comporta. l'acuità. visiva nella relativa oscurità, cioè nella oosidetta visione crepuscolare. A questo scopo è stato utilizzato il metodo di Colombo, a.vvalendosi dell'impianto esistente nel laboratorio di :fisiologia della R. Universit.à di Torino. Il metodo consiste nel misurare di quanto si deve ingrandire l'angolo visivo, per compensa.re la progressiva diminuzione della luce. Il candidato vieue lascia to per 20 minuti in una camera completamente oscura, percha il suo occhio vi si adatti e viene poi posto a conveniente distanza, di fronte ad uno schermo, sul quale si applicano gli ottotipi. Questi consistono di numerose figure a form a di C, di grandezza diversa; l'apertura di cia.scuna figura ha una larghezza tale che, ad una distanr=a determinata, che va dai 5 ai 100 metri, è veduta sotto un a.ngolo di 60". È chiaro che, se quella che a 50 metri è ve.:luta. sotto tale angolo, si guarda da 10 metri, l'angolo nsivo sarà in tal caso di GO X 5, cioè di 300". L o achermo porta-tipi, vertica.le, può rotare nel proprio piano, per cui la spaccatura. dei vari C può assumere qualunque posizione, rendendo impossibi li le frodi. L o s~hermo è illuminato da. due lampadine che vi possono essere avvicinate od allontanate. Cercata la. luce minima. a. cui il soggetto ha il c visus:. prima determinato a luce diurna, si cam biano g li ottotipi con altri, il cui fondo non è più bianco, ma grigio, progressivamente pitl oscuro, fino a. ndurne la. luminosità ad un solo decimo dall' iniziale. Si osserva. allora nel normale che l'angolo visivo utile si ma.ntiene presso a poco inalterato finche la luce è ridotta circa. alla met&, per crescere poi lentamente fino a che la luce è ridotta a 3 o a. 2 decimi dal valore iniziale e infine rapidamente fino a un decimo, dove raggiunge un valore che va dal triplo al quintuplo dell'angolo visivo iniziale. Quando invece esiate torpore retinico, cioè quando l'occhio, per essere impressionato, ha bisogno di una notevole quan·


5

BlOERCBli': PSIOO:rlSJùl OGICRE1 XCC.

tità di luce, l'angolo visivo cresce abbastanza rapidamente, per raggiungere alla fine valori non molto diversi da quelli raggiunti nel normale. Esiste poi una malat~ia, l'emer&lopia, in cui i valori finali vanno a 9, 10, fino e. 13 volte quelli iniziali. Nella fig. l si trovano re.ppredentate le due curve dell'angolo visivo, in funzione delle. luce, una (a) si riferisce ad un soggetto normale, l'altra (b) ad un candidato affetto da torpore retinico. Per facilitare il confronto, il valore dell'angolo visiv,o iniziale è fatto in ambedue eguale a 100 (valori dell'ordinate.); le ascisse indicano i valori decrescenti della luce. """'

J

v v

400 300

'--

~00

iO O /

o l

0.9

o

o.&

ù.i

..

0,&

v

~ 0,5

/

_,... 0,4

o;:~

(a )

(b)

/ 0.2.

o. t

Fig. t.

Per l'idon.eità il visus dovrà non essere inferiore a l, l'emeralopia :sarà in tutti i casi causa d'inabilità; il torpore retlnico lo sarà secondo il grado, ma dovrà. in ogni modo far escludere dal aervizio notturno, all'alba ed al tramonto. Il campo visivo e il campo di sguardo si determinano col perimetro, eaaxninando cioè quale è lo spazio abbracciato dall'occhio, sia che fissi un punto determinato, sia che si muova nelle varie direzioni. Per il pilotaggio, come per qualunque altra attività nella quale la Vlat& ha parte principale, occorre che il campo visivo sia ampio e Pota& abbracciare una vasta zona. Un campo visivo uniformemente ristretto è sintoma di neuroai (isterismo, neurastenia); un campo ristretto per uu solo colore, aegno di certe intossicazioni (p. es. da tabacco). Un punto molto importante da atabilire è aempre quello del riconoscimento dei colori; non baata all'aviator~ riconoacere i aegnali o

'

'


BICEBOHE PSI001!'ISIOLOGIOHII:1 BCO.

colorati, le indicazioni pure colorate delle carte topogra,fiche, ma occorre anche riconoscere i colori del terreno, sia per atterrare (p. es. distinguere il verde di un prato, dal bruno di un campo dissodato), sia per distinguere il bersaglio (p. es. il colore rosso dei tetti, ecc.). Orbene più di quanto si creda. è diffusa la cecità. parziale per certi col0ri, specialmente per il rosso ed il verde, che sono quelli che più interessano per i piloti. Sui primi sessanta. candidati e11aminati ne sono stati trovati due che confondevano il rosso, col verde, col bruno e col grigio. Naturalmente costoro non vedono esattamente neanche gli altri colori in cui il verde ed il rosso entrano come componenti. L 'esame si fa con vari metodi; di questi il più usato è quello delle lane di Holmgr.en. Sono queste lane di diverso colore e di varia. intensità. per ogni tinta. Si dà. al candidato una mata.ssina di lana. rossa, poi una verde, ecc., ed egli deve scegliere tra un grande numero di altre matassine tutte le altre che hanno la stessa. tinta, m& intensità. di colore diversa, formando una serie di intensità. crescente. Il daltonico, cieco per alcuni colori, fC'Irmerà delle serie che non sono per nulla omogenee. Molto importante è altresì l'esame dell'organo uditivo e delle p rime vie aeree (naso, faringe nasale e faringe). Non è forse abbastanza generalmente noto che l'orecchio presiede a due importanti funzioni: a q nella dell'audizione mediante una sua porzione interna, foggiata a chiocciola e perciò detta apparecchio cocleare, e a quella del mantenimento dell'equilibrio statico e dinamico mediante un'altra sua porzione che si dice apparecchio vestibolare. A quest'ultima funzione l'orecchio provvede in concorso ad altri organi ed apparecchi, che qui non è il caso di descrivere. L'udi to, pur in mezzo al rumore così intenso prodotto dai motori, deve essere in grado di controllare la velocità e la regolarit!\. di funzionamento del motore stesso. L'alterata funzione dell'apparecchio vestibolare può fare insorgere d'improvviso vertigini, nausee, vomito: ognuno vede quanto riesca i m porta n te l' integri tà funzionale d i questi organi. Per la perfetta funzione dell'orecchio è indispensabile che , la pressione dell'aria contenuta nella cassa timpanica possa, ad ogni istante, fare equilibrio alla pressione dell'aria atmosferica ambiente, il che avviene attraverso nn canale, la tromba d'Eustachio, che fa comunicare appunto la cavità timpanica col c11.vo retronasa.le, o rino· faringeo. Se la pervietà. al passaggio dell'aria da. questo canale non è ben libera, non solo soffre l'udito, ma possono restare determinati i disturbi di equilibrio, di cui abbiamo parlato.


l RICERCHE PSICOFISIOLOGI0 HE1 ECO.

7

Si procede all'esame de vistt della. membrana timpanica ; inoltre si stabilisce il grado dell'udito per i due orecchi separa.tamente, sia. facendo ricorso alla voce bisbigliata, sia ad un fonometro sempli{lÌssimo ideato dal prof. Stefanini di Pisa, e nel quale una pallina di metallo può e.s sere fatta cadere da altezze variabili sopra un cilindretto di cartone, che funge da risonatore: si ottiene un rumore musicale dell'altezza tonale di do\ di cui si può variare la intensìtà (l ). Per l'esame dell'apparecchio vestibolare, ai fa ruotare il soggetto, posto a sedere su una sedia girevole, appositamente costruita, dieci volte in venti secondi intorno ad un asse verticale: arrestato il movimento, si esamina la comparsa e la durata delle oscillazioni dei bulbi oculari, fenomeno questo che è determinato per via nervosa dalla eccit azione del labirinto vestibolare. La durata di tali oscHla· zioni (nistagmo oculare) è in media di 25'' a 1 30''.(Si procede quindi cogli ordinari metodi clinici all'esame obbiettivo della pervietà. delle cavità nasali, che rappresentano in qualche modo il prolungamento delle trombe di Eustachio fino alPesterno e si escludono alterazioni della cavità. retronasale (rino-faringe) e della faringe. Per l'esame della pervietà. nasale applichiamo inoltre nei casi dubbi anche un metodo grafico che permette di stabilire con esattezza, se le vie respiratorie nasali sono sufficienti o. no. I metodi ordina.riaDlente usati in clinica per lo stesso scopo misurano solo la quantità di aria espirata dal naso, la quale non è sempre in rapporto costante con la quantità ~'aria che può essere inspirata; quest'ultima quantità è invece quella più importante per la respirazione. Il metodo che qui descriveremo permette appunto la. determinazione della. pervietà nasale in ambedue i sensi. Poichè l'e.spansione e la retrazione dei polmoni si fa sflmpre più rapidamente di quanto si muova. l'aria. nei due sen~i, succede che durante l'atto della iuspirazione si forma una depressione nelle vie respiratorie e un aumento eli pressione si stabilisce nell'espirazione. Nel normale che respira. a bocca chiusa il valore dell'aumento e della diminuzione di pressione nella retrobocca è di circa dieci mm. di acqua al più. Se esistono deviazioni gravi da questa media, vuol dire che l'aria trova un soverchio ostacolo nell'attraversare il naso. L a. determinazione della pressione esistente nel rinofaringe è da noi fatta, introducendo fino nel retro bocca un sottilissimo tubicino di gomma, attraverso ad una delle narici; il tubicino è messo in rapporto con un appareechio scrivente su un cilindro rotante, cioè con un timpano a leva del Marey, timpano che _( l) Vedui per la deecrizione dello atr umento: A rchivio Ita!. di Otologw e Laring• · log.a, U17, p. 249.


8

RICERCHE PSICOFISIOJ.OGICBE1 J:CO.

consiste in una piccola scat:ola metallica, chiusa da una membrana. di gomma che si deforma nei cambiamenti della pressione nell'interno della scatola e la cui deformazione è registrata per mezzo di una levA. scrivente. L'apparecchio è campionato per mezzo di un ma· nometro ad acqu&. Le fìgg. 2 e 3 rappresentano due curve delle pressioni ottenute durante la respirazione a bocca chiusa da un candidato normale (fig. 2) e da un candidato in cui il naso presentava una certa resistenze. al passaggio dell'aria (fig. 8). La linea orizzont&le rappres~enta la posizione della penna con la pressione « zero »1 civè in perfetto equilibrio con la pressione esterna.: le linee ascendenti rappresentano il crescere della pressione nelle. upiratione, quelle discendenti la diminuzione della pressione nella inspirazione.

Fig. '·

Per l'esame del senso vestibolare si sta ora elaborando anche un nuovo metodo, che deve indicare se il candidato si rende cento dellt. posizione del proprio corpo, ad occhi chiusi, quando sia seduto in condizioni identiche a quelle ~che può assumere nAll'aeroplano. Perciò


l ltiOaRCB:IE P SICOF18IOLOGICHE, ECC.

9

si è fatta apprestare una carlinga, (sedile di aeroplano), che è mont ata su due gruppi cinematici ortogonali tra di loro che per mezzo di un volantino danno alla carlinga un'inclinazione laterale (scivolare d'e.li) o anteriore (picchiare) o posteriore (cabrare). Si intende che si possono ~ombina.re i due movimenti. li candidato cogli occhi bendati deve indicare: l 0 quale inclinazione ha la carlinga.; 20 indicare quando è orizzontale (« in linea di volo • ). Ma per ottenere valori numerici più esa t ti abbiamo fissato davanti al candidato un'asta. metallica, dalla quale è portato un goniometro disposto in senso antero-posteriore o trasversale. n goniometro, a convessità rivolta in basso, abbraccia uu angolo che va da 46 a - 45 con la verticale. Dal centro di uurvatura del goniometro parte un filo a piombo che indica l'inclinazione dell& carlinga. Intorno allo stesso centro può ruotare un'asta, che ai prolunga con un indice scorrente sul piano del goniometro. Il ct.ndidato (sempre ad occhi bendati) viene invitato a disporre l'Mt& verticalmente e sul goniometro si leggono i gradi dell'errore commesso. Poichè il senso della verticalitè. dipende non solo dalle im· presaioni vestibolari, ma. anche da quelle di pressione contro i guanciali del sedile e dello schienale, dalla posizione del capo, ecc., abbiamo creduto necessario di metterei nelle condizioni ident iche a.

+

quelle dell'aeroplano e perciò abbiamo fatto costruire la carlinga. Essa serve inoltre auche per le altre determinazioni, come sarà detto a proposito della velocità. di decisione.

Fig. 3.

Un'i:mportanr;a speciale ha lo stabilire i tempi di reazion~. Ogni persont. ha una velocità. propria nel ri~pondere, con un movimento, ad uno stimolo sensitivo o sensoriale ed a tale velocità (che si esprime in millesimi di secondo) ai dà il nome di equazione peraonale. ~uando si pensi che un ritardo di un decimo di secondo nell'esecuziOne di una manovra corrisponde, in un apparecchio che abbia una velocità di 180 chilometri all'ora, ad uno spostamento. di 5 metri


10

RIOEROHB PSIOOFISIOLOGIOHE1 ECO.

dell'apparecchio, si comprenderà come sia di grande importanza, che il pilota. reagisca. con rapidità agli stimoli, ohe gli vengono dall'esterno. "Senza entrare in troppi particolari, diremo che la determinazione si fa., misurando quanto tempo intercede fra il momento in cui si manifesta. un segnale luminoso (accensione di una lampadina elettrica) o acustico (il battere di un tasto) e il momento in cui il soggetto, che ha percepito lo stimolo (segnale), reagisce con un movimento. Il tempo si misura più rapidamente ed esattamente con un cronoscopio di Hipp, modificato da Doniselli, cioè, con un orologio che permette la lettura dei millesimi di secondo. L'orologio s'incammina. quando si chiude un circuito elettrico, che vi passa, e si ferma quand o il circuito è interrotto. Perciò nel circuito sono intercalati due interruttori: l'uno, a molla, è tenuto abbassato dal soggetto in esame, l'altro è manovrato dall'operatore e dà - per speciale disposizione il- segnale, che serve da stimolo, nello stesso momento in cui chiude il circuito dell'orologio. Perciò, quando si dà il segnale, l'orologio s'incammina. Il soggetto, appena percepisce lo stimolo, abbandona. il suo tasto e perciò si interrompe il circuito, e l'orologio si ferma. Le. determinazione si può fare con varie modalità, secondo vari tipi, ma. non possiamo entrare in particolari su questo argomento. Nei buoni piloti abbiamo trovato valori di circa 0,16" per gli stimoli visivi e di 0,10" per quelli uditivi; ma anche valori di 0,20" per i primi e O,lf>" per i secondi sono ancora da ,riguardare come sufficienti. La determinazione dell'eq nazione personale è fondamentale e il suo valore dovrebbe essere conosciuto esattamente da ogni aviatore; di essa egli dovrebbe anche tener conto nel getto di bombe, come l'astronomo ne tien conto nella registrazione del passaggio degli astri al meridiano. Ma questo t empo non è tutto. Quando un aviatore si accorge d i qualche nuova insorgenza, di qualche pericolo o della necessità di una nuova manovra, dovrà anche decidere quale manovra è più urgente eseguire, cioè dovrà. scegliere una reazione adattata a quel determinato stimolo. Allora un periodo di tempo molto più lungo del tempo di reazione intercederà. fra lo stimolo ed il movimento. Sottraendo da tale periodo il te m p o di reazione, si avrà il tempo di decisione o di risoluzione, che sarà. tanto più lungo quanto maggiore è il numero di movimenti tra cui il soggetto deve scegliere. Per determinare questo tempo abbiamo fatto disporre, nella carlinga già. citata, una oloche e un timone a. pedale identici a quelli di un apparecchio Blériot; ambedue questi organi possono compiere i loro movimenti normali e sono l:nuniti di un interruttore per ciascun movimento, cioè di 6 in tutto. Tali inter-


11

RlCEROH E PSICOFigiOLOGICHE, ECO.

ruttori sono disposti in serie fra di loro e sono int~rcalati nel circuito dell'orologio di Hipp. Qualunque movimento sia eseguito, il circuito si interrompe e l'orologio si ferrua. Naturalmente l'orol0gio si incammina soltanto quando viene dato il segnale di comando, consistente nell'accensione di una. lampadina. elettrica. Le lampadine sono sette disposte in una cassetta nera, che sta. da vanti al soggetto, seduto nella carlinga. La. posizione delle singole lampadine indica il movimento da eseguire, come risulta dal seguente specchio: Cloche in n va o.t i Cloche a sini:>tm

P, dale a dest ra

Pedale a sinietra Clochl' indietr o .

Con un apposito dispositivo si fa accendere l 'una o l'altra lampadina a. volontà. Ma occorre sapere se il mo,imento eseguito è realmente quello ordinato, e perciò ciascun movimento è colh·g,\tO per mezzo di apposito interruttore (indipendente da quello dell 'or0logio) con un suo segnalino elettromagnetico, che seri ,.e su un cilindro rotante, dove lascia un piccolo segno verti cale, quando sia eccitato. Sul cilindro rotante scrivono dunque i sei segnal i corrispondenti ai sei movimenti da. eseguire, e in più un 7° corrispondente n.ll11. lampadina, che non dà alcun comando di moviment.o ma che ser\'e a. controllare se il candidato è anche capace a frenare ogn i movimento, pur vedendo a comparire una luce. Un apposit.o tasto, manovrato dall'operatore., può essere messo in rapporto con uno o l'altro dei E~egna.lini per mezzo di un commutatore, che nello !:'tesso tempo i n cercala la lampadina. corrispondente al segnale prescelto. Il manovratore dunque, scelto il comando che vuole impartire, intercala con un solo movi· mento del coml!luta.tore la lampadina, per esempio, della cloche davant i e il segnale scrivente n. 1: toccando il tasto che va a questo vi lascia un segno; illumina quindi la. lampadina e contemporanea mente si incammina. l'orologi0; il candidato, eseguendo il movimento esatto, ferma. l'orologio e nello stesso tempo fa. con l'elet tromaguete n. l nn picoolo segno sul cilindro, sulla stessa orizzontale su rui si t rova. il segno lasciato dall'operatore. Se invece. il movimento eseguito non è quello comandato, l'orologio si fermerà pure, ma il segno sul cilindro non sarà. fatto sull'orizzontale, su cui .-i ha il segno lasciato dall'operatore, ma su un'altra linea. Un altro carattere di grande importanza per l'a.>iatore ~il sangue freddo, cioè uno scarso grado di emotività. Quale sia que~to grado si può desumere, osservando come si co mportano le funzioni circolato· rit-, respiratorie ed il tremore, in seguito all'emozione. Qui ci serviamo


12

RICBBCHE PSlCùFISIOLOG TCHtt , &CC.

del metodo grafico, registrando su nn cil indro rotante i movimenti respiratori, mediante il pueumografo, il polso, mediante una ca.psnlina di Marey, muuita. di nn bottone d 'osso, che si applica con nn laccio sull'arteria ca1·otide 1al collo), il tremore con l'apparecchio di Verdin, che consiste in un tamburo di Ma.rey, munito di nn manico che si impugna e !a cui membrana è caricata di un peso. Ciascuno di questi ap parecchi co muni ca con un timpano a. leva scrivente del Marey. lnolt.re si inscrivono i movimenti dei vasi sanguigni; cioè la. loro dilatazione o il loro rPstriugimento (causa del rossore e del pallore della. Cltte •. Ciò si fa introducendo l'avambraccio in un tubo d& pletismegrafo di .Mosso, che comunica. con nna. boccia compensatrice a. tubulatura. inferiore come uell' idrosfigmogra.fo dP])o stesso autore . La parte alta. di questa. boucia. comuui ca con apposito apparecchio eori vente 11 i . Poichè alla vaso· dì la tazioue corrisponde un aumento del volnme del braccio ~ alltJ. vaso-costrizione una. diminuzione, il tracciato ottenu to, che è appunto l'espressione dei cambiamenti dt>l volume del braccio, ci darà una. esatta. testimonianza. del come i vasi hanno reagito. In fine sul cilindro si registra il tempo in secondi. Come stimo l<> emotivo i Francesi adoperano 1m coìpo di pistola, da. n oi non è stato usato, perchè Mso non cost.itui~ce un vero stimolo emotivo, pt>rchè la sua a.zioue è molto varia. a seconda che il candidato sia o no ahit.uato alle esplosioni, a seconda che se lo aspetti o no . È molto difficile stabilire un mdodo per dare un'emozione e sopratutto non può esser vi un metodo per t utti gli individui; occorre :m ciascuno es perire più azioni e non devono avere uu' intensità. eccessiva non solo, ma bisogna variarle nell e singole prove, perchè altrimenti t ra. i candidati corre la. voce sullo stimolo adoperato, essi si informano l'uno l'tdtro e lo stimolo perde la sua. efficacia L'effetto dell'E'mozione si manifesta nella. regolarità della. respirazione (una.. forte emozione può dare arresto o ritmo irregolare della. respirazione), nel ritmo, reg olarità, altezza del polso ; uella vaso-dilatazione o vaso-costrizion& (con viene determinare la di rt>zione e la. rapidità della. curva. l ; nell'intent~ità del t remore. Non solo occorre determinare se esistono variaz ioni forti in tali caratteri, ma anche la durata delle variazioni stesse. L e figure 4 e 5 ci riproducono i tracciati forniti da un candidato poco e moti vo, fig. 4, e da. uno fortemen t.e emotiTO, fig. 6. (l) Hs11LlTZ~tA . M •toli graFei p • r I'W"ur tiftiiCIII.Q <idio • 1liUici<lio 1 di • rina. (Oinmalt di me ii.·~ttQ ,,i/ltatc, fa. c. Xl, Ili) 7)'


BICERC'HF. P!'JCI FISIOT.CII: !CII E, ECC.

FIIJ. \.

13


14

RI CERC!iE PSICOFISIOLOGICHE, ECC.

\

..

Fi11. 5.


BIORROEII: PSIOOFISIOLOGIOHE1 ECO.

15

In ambedue le prov(' lo stimolo è lo stesso, e si dà. in corrispondenza. della. freccia: la. linea. l dà le variazioni dei calibri dei vasi sanguigni (curva. pletismografioa); la linea. 2 dà. il polso della. caro· tÌde; quella n, il tremitO; la 46 il respirO e la 5a il tempO in SecondÌ. Si vede chiaramente come nel caso della fig. 4: allo stimolo n on seguano modifica.zioni notevoli nei vari tracciati, mentre nel caso della. fig. o allo stimolo segue una forte reazione generale immediata. L'esame delle {tmzioni p11icltiche risulta, in parte, dalle prove già. descritte: cosi nella regolarità dei tempi di reazione abbiamo un indice dell'attenzione; nella determinazione dei tempi di decisione ·abbiamo un dato per giudicare il potere discriminante, nell'esame dell'emotività un criterio per giudicare dei poteri inibitorl. Alcune prove complementari ci indicheranno la velocità. e l'estensiqne dell'appercezione e della memoria. Per la prima prova facciamo passare rapidamente davanti ad una fessura nn segno (cifra, numero, disegno geometrico). A questo scopo il segno è fissato su di nn cilindro rotante a velocità nota. e variabil e; davanti al cilindro vi ha uno schermo munito di una. fessura di due centimetri di larghezza . Si rallenta la velocità del cilindro fintanto che il candidato riconosca il segno che pa.ssa. dav9ntì alla fessura. Conoscendo la. velocità che il cilindro aveva, quando il segno è stato riconosciuto, si conosce la. durata dell'esposizione del segno stesso. La e s tensione dell'appercezione !i fa con lo stesso dispositivo: ma invece che un segno solo, passa. davanti alla fessura una serie di segni dispa.iat,i, o una parola, a seconda dei casi, e la velocità del cilindr o è costante. Si determina allora quanti segni sono stati riconosciuti dal candidato. Per la memoria si fanno osservare numerosi segni per u n tempo determinato e sufficiente per riconoscerli tutti. Dopo un certo intervallo si constata quanti segni sono ancora ricordati. Un' ultima e non meno importante prova è quella della resiste·n za ai rapidi. cambiamenti della pressione atmosferica4 Una grande campana pneumatica. permette di introdurvi il soggetto e se ne estrae l'a.ria, fino a ridurre la pressione sotto la. campana a circa mezza atmosfera, indi, ra.pida.mente, si riporta la pressione alla normale. Nello stesso tempo la. campana permette di registrare polso, respiro, ecc., mentre il candidato vi si trova rinchiuso. Non descriveremo minutamente il dispositivo eh~ è quello adoperato dal Mosso nei suoi studi classici snll'Acapnia. È noto che, mentre alcune persone resistono bene alla.. depressione a.tmoaferica, altre soffrono di un complesso di disturbi, che

a


16

RJ'OKRCHE PSICOFI SJOLOGI CHE, 1:00

sono noti col nome di mal di montagna e sono stati recentemente descritti col nome dii mal di cielo o degli aviatori. Questi disturbi sono in gran parte dovuti alle modificazioni che il sangue subisce per la variata pressione dei vari gas dell'aria.. L'esame con la campana pneumatica permette. di riconoscere i soggetti che facilmente soffrono questo ' male, che li rende assolutamente inadatti al volo. Ma i rapidi sbalzi di pressione possono avere anche una riperenssione sull'orecchio e determinare vertigini per altra via, in quanto, per una imperfetta pervietà delle vie.che conducono l'aria alla cassa timpanica, si possono produrre disquilibri di pressione in quest'ultima, per modo da provocare un eccitamento dell' apparecchio vestibolare e con ~iò la vertigine accompagnata. da. forti dolori e inte.nsi rumori soggettivi di orecchi.. Oltre all'esame endoscopico delle ca.vitil. nasali ed al controllo della. funzione respiratoria nasale, u n buon indizio del grado di pervietà. tu baria si ha dalla posizione della membrana timpanica, la quale può presentarsi, in casi di impervietà, esageratamente concava, pur essendo,. in condizioni abituali, tale anormalità compatibile con una buona audizione. In tali casi si può controllare la fu nzionalità tubar~ca, osservando la membran~t timpa.nica, prima. e dopo aver sottoposto un individuo alla prova con la campana pneumatica, accelerando il periodo di ritorno alla pressione normale, poichè in tale periodo più difficilmente la presswne della 'Cassa timpa.nica si equilibra con quella estern11..

*

I metodi d'esame sopra deacri*tti* !Ono lunghi, numerosi e spesso .delicati. P er poter quindi esaminare rapidamente. molti candidati, l'ufficio deve essere orga nizzato col sistema Iella divisione del lavoro e disporre di personale numeroso e specializzato. Non occorre però che tutto il personale sia medico o abbia coltura medica: molti esami sono del tutto materiali e. chi li eseguisce non ha bis•)gno di saperne lo scopo, basta che sappia eseguire sempre lo stesso ordine di operazioni; per alcuni esami occorre invece l'opera di un medico o di uno specialista vere e proprio. Il funzionamento dell'ufficio può non essere ancora perfetto, i singoli esami potranno essere ancora modificati, i criteri ne[l'apprezzamento dei loro risultati potranno diventare a seconda dell'esperienza più rigidi o più larghi. Occorrerà. perciò un più minuto studio della fisi ologia dell'aviatore, che, per quanto sarà possibile nelle attuali cir~ostanze, sarà perseguito dal personale tecnico dell'ufficio.


lU CE RORB PSICOFJSJOLOGIORE1 ECC.

17

Una constatazione, intanto, confortante e lusinghiera si e che l'applicazione dei suddetti metodi di. ricerche ha già. dato ottimi risultati e che,. fatta astrazione da quelli d'uso com une, la maasima parte di essi !Ono di origine completam~nte italiani o sono stati modificati e perfezionati in Itali a. Per mezzo di tali ricerche psicofìsiologiche si otterrà in segni to, senza dubbio, un notevole miglioramento nello svi luppo della nostra a v1ar.ione militare, e ciò perchè la migliore scelta. della macchinauomo permett~ra d'aumentare la efficienza anche di quella prodotta <!all'ingegno e dall'industria italil\na.

La guarigione rapida della scarlattina con un nuovo metodo di cura per il dott. Cesare Margotta, tertC'nte colonnellu m edico

Accade sovente al medico pratico, anche il più illuminalo, di trov arsi, nell'esercizio professionale, in condizioni le più imbarazzanti. E gli, bene spesso, al letto dell'ammalato vede ed apprezza tutto i1 p e ricolo della tempesta che monta; m a nè la saggezza clinica, nè l'esperienza la più in telligente sanno suggerirgli una via} d( scampo. L 'oscurità completa sulJa vera natura di estesi gruppi di mali, da u na parte, la mancanza di meui rispondent(al bisogno, dall'altra, chiudono la via ad un in terven lo ellicace. ln simili casi, se il medico è veramente all'alt.ezza del suo delicatissimo compilo, si affida all e risorse della na tura riparatrice e va con essa alla deriva· asseconda ndola, se può, nella via di usci la; se i n n •ce è un illu so, g uasta con l'opera sua inopport una quel poco di buono che natura sa fare e 1radisce il propriQ m andato, associandosi ai nemici interni del povero soiTerenle. Non ci illudiamo: il più deUe volte è questa la vera . situazio11e del medico prati co. II rico noscimento però di t ali defìcenzc deve aver di mira un u nico scopo, qu ello, cioè, di aiTrontare tutle le difficoltà per eliminarle e di uscire dall'impotenza con la ricrrca di nuove vie; sarebbe condannabile invece se dovesse costituire u n argomento per s timolare un misoneismo pericoloso, che port erebbe inevitabilment e alla rinunzia di ogni progresso ter apeutico. Nè misoneismi quindi, n è facili entusiasmi; il progresso sorge da u n eclelllismo bene inteso. l -

(ilor-naie di mecti•ina milila,.e. -

Fase. 1.


18

LA G OARIGIONit RAPIDA DELLA SCA.RLA'l'TI:"A, ECC .

.

La medicina moderna, traendo i suoi pos i ula li dal più sen:•ro sperimen talismo, non pilò, nè deve accellare il nuovo per semplice seduzion e, come non deve rigettarlo per puro preco ncetto. E' Yero e.he il parassitismo commerciale ha conlribuito, e non poco, a creare un'atmosfera di diflìdenza, alimentando il preco ncetto stesso; ma, quando la scelta del nuovo è fatto al lume scientifico, dopo aver su bi Lo il triplice filtro ·cc della severa critica, della prova sperimentale e del controllo della pratica ll, diffidenza e preconcetti non hanno più ragione .di esistere. Ho voluto far precedere queste brevi considerazioni sul mio modo d ' n tendere il progresso in Lerapia, p erc hè gli egregi colleghi dell'esercito, a cui segnalo un rimedio che ogni gioruo si va sempre pilt aiTermando nella cura della scarlallina, sappia no che tutto l'ent usiasmo che potrà emanare dalle mie parole, non è certo il frutto della facile seduzione del nuovo; esso è invece l'espressione pura e semplice del mio intimo godimento nel potere additare un rimedio sicuro contro una m alallia sempre insidiosa e perciò sempre grave, anche quando si mostra nella falsa veste della benignità. Il professore Alecce, da qualche tempo, si è dalo allo s tudio di alcuni problemi di terapia medica. Il primo frull o dci suoi st udi si è rivelato eo n la feli ce prepa razion e eli un rimedio co ntro la scarlatlina, che va appunto col nome eli Anliscarlallinoso Alecce e che, nelle mani di Lltlli i medici, che l'hanno finora esperimenlato, ha cosl bene risposto con la sua azione pronta, sicura e costan te da cles larc in essi entusiasmo e fidu cia. E' un prcparalo clùmico inallerabile, che ha azione esclusivamen te curaliYa. Il punlo di partenza per le ricerche furono i buoni risullali ottenuti da Heubner ed Ei chhorst dall 'uso del fenolo nella scarlattina. E ' risaputo infatti che il Taube e J-Ieub ncr nelle forme gravi di angina scarlatl in osa riusciro.no ad arresla rc quasi costa nlemL'n te, la dilTusioqe del processo fl ogis ti co con le iniezioni parenchimalose nel tessuto tonsillare e nelle arcale palaline; mentre l'Eichhorst usava invece le unzioni eli Yasclina fenicata al 5 p. 100 sulla pelle del tronco e, con m ara viglia, vedeva sempre più diminuire le terribili complicazioni della malatlia. D'allra parte PfeifTer, awndo riscontrati dei plasmodi endoglobulari nel sangue degli scarla LLinosi, usò e tenne in pregio il chinino, dal qÙale egli avrebbe ottenu to un'azione favorevole per l'allenuazione di alcuni sinlomi della malaltia. P er quanto la p~·esenza dei plasmodi endoglobulari non fosse co nfermata, tu Ltavia non può negarsi che nel sangue e nelle vcscicole miliari sia contenuto il germe scarlaltinoso, avendo le inje-


L.\

OCARHHO~F.

R~PTDA

UF.T.LA SCA'!l.T•.ATTl N~ , ECC .

19

ztont di dclli liquidi pro\·ocalo arlifìcialmen le il quadro della malallia. Il pt:ofessore Alecce, pertanto, innanzi all'oseurilà completa sui· gcrmi infcllanli e sugli antigeni specifici dcii~ scarlal Lina, abbandonò, c ragionevolmente, la via della immunizzazione atli\·a c passiva, tanto più che i molleplici tentativi falti in proposito con sieri semplici e sieri polivalenti sonol<lel tulto falliU.[AJecce inn~cc, seguendo il concetto di Ehrlich, ricercò nell'anlidolismo chimico una ll1erapia sterilisans, e vi riuscì a meraviglia. La parte fondame n tale del preparato : è ' costituita daJ clorofenoli, che, come l'Aiberloni ha dimostralo, sono di ·Uno spiccalissimo potere ballericida. ·Ad l'ssi sono aggiunti il chinino e la canfora, manteJ)Uli in soluzione perfetta, media n te speciali meccanismi di preparazione. Per ora non è il caso di perderei dietro ad ipotesi per spiegare éOme agisca il preparato; contentiamoci di sapere che esso agisce e costantemente bene. La cura viene espletala con tre inièzioni al massimo, pote ndo, nei casi meno gravi, bastare anche due iniezioni sole. come nei casi molto gravi si può raddoppiare la dose diminuendo J'iHlern11lo da 24 ore a 12 ore. Il rimedio, che ·non prese nta alcuna inlollernnza da pat'le degli infermi, nè incompatibilità cnn altri farmaci prccedenl~mente usali, è conlenulo in tre fial e da un centimetro cubo ognuna. Va irLietlato preferibilmente nelle masse muscola ri cl ell a regione glutea, con una comune siringa di Pravatz c con le consuete cautele anliselticlle ed asettiche. L e altre moda li là sull'uso del rimedio, e specialmente l)er ciò fche !riguarda la dose proporzionata all'elà cd il tempo che deve trascorrere fra un'iniezione e l'altra, sono contenute in un'apposita istruzione annessa ad ogni scatola. · Che cosa intanto ci ha. rivelatolla pratica? La pratica ci ha dalo una risposta unica in tutte le migliaia di c~s i, anche gra~·i e gravissimi, in cui il rimedio venne finora usato; e la rispo~.la è questa: • Guarigione rapida di tulti quei casi in ctù l'anliscarlaltin oso venne r dopèrato convenientemente 11. L'acceJUlO al miglioramento che si manifesta fin dall"inizio della cura, non è l' allenuazione di un sintomo, ma è la modificazione del quadro. Dalla curva termica alle ~varie mani~estazioni locali e genèrali, tulto si modifica; · e il graduale risveglio, che va fino al ritorno delle. funzioni fisiologiche, appare così legato a,ll'azione del fannaco, da non lasciar dubbio sul rapporto della causa ·e I'eflello. D'altra parte il risultato è r cosi costante da indurre, ragionevolmente, a pensare che l'azione dell'anliscarlallinoso ·non è sinlorna-

. '


20

LA OU>\ RIGIONE RA PllM DELLA SCAHLATTJN A1 E CC.

iica, ma~ esse nzialmente causal e; perchè solo at tenuando o sospendendo larvilalilà dei germi e l'attività dei loro prodolti c;i può ·aY.-:> re l'atlenuazione e la sçompa rsa dei loro etlelli morbosi. Ma, ad evilare possibili sorpr\:·se, che potrebbero erroneamente mettersi a carico del rimedio, credo opportuno ricordare la leggè gc11crale <<che il massimo efT<' tlO è la risultante del concorso delle circosta nze più favorevoli >>. Bisogna perciò tener sempre presente cht' non basta awre a disposizione le migliori risorse terap<:ulir.he, m a occorre il cc:ncorso armonico dell'int elligenza di chi le:adopera. Un rimedio, per quaHlo eflìeace, rim ane slerile nelle m ani inesperte ch e appli cano irrazionalmente ed inl cmpesliYamente. A nessuna cosa al mondo bisogn a chiedere il miracolo, senza aspet tarsi una di sillusione; bisogna invece mantenersi' nclJ limite del ;; ragionèvole, oltre il qual e non vi sono che chimere. j ~ Kel nostro caso fa d' uopo che il medico non abbia titubanze llcll\1so dell'anliscarlatlinoso; decisa la diagnosi, .l'intervento deve scgu ire a l pjù presto possibile. Il nemi co non deve rafforzarsi al pu nlo da minare le resiste nze organiche de ll 'infermo con i p rodotti Lossìci sempre crescenti c da min aeciarc l'integrità anatomica e funzionale di organj i rnporl.an Li. Operando co11 giudizio, si p otrà assistere alla ris urrezioilC di an11n a lal i che, in tempi non lont a ni, erano coslrelli ati una . rcsi~tcnza passiva, impegnando nella lolla l e s~le riso rse naturali sollo lo sgua rdo impotente del med ico, a cui non res tava che il magro compilo della diagnosi della malallia e dell.e sue inevitabili consegue nze. Ora invece, con l'intervento precoce di un p1cparato sieuro, non si hanno piì.1 a dcpl ornre complicazio ni di sorta, compli ra7.io ni che costi l uiscono la Yera esse nza della gravi là della mala ll i a. ~on è jl caso di ripderc la lu nga ::.loria .cldlc cur(' esegui le lìnora. Ollrc ad uscire dai limiti consentiti ad un articolo di giornale scientifico, non si farebbe che ridire k medesime cose, senza s<:o po a lcu no; perthè in tutti gli ammalali i risultati cura tivi sono ros ta nleme nlc id enliei. co n quelle lievi ,·nriaziuni, ben s'intende, d oYule o a condi2.ioni ·o rganiche indiYiduali o alla diYcrsa c nlil ù de il' i Il rezio liC. Per lalc !'agione stimo opportuno dporlare solamente la brc,·e storia di a lcuni milit ari curali n<'lla sezion~ isolame nto dell 'ospedak militare del Celio, reperibili e c.ontrollahili . a piacere, al solo scopo di mostrare in qual modo nella pra lica il quadro morboso della scarlallina si modifica so tlo r azione deJr anliscarlattinoso Al u·c<'.


• f.A GUARIGION~ B lPIDA DE LL A SCA RLATTINA, ECO.

1• CASO. -

21

F. Amedeo, o.llie \ ·o cm-nbinil'r P, d ell'età di amai l!), <:P ii be. Trann <' il IW"l t'·

hillo, sofferto a 12 anni , non !lo. a ltri pr<'ccdenl i morbosi. I l g io rno 7 maggio s i nn1111aln con !ebbre e dolore in goiB. All'esam<;~ oh ie tti,·o pre:;t'nta : ang ina p >wudo-mPmbl·aiWl'lh eon ri."''ntimentt) delle g hiando le linfatic hc d el collo. D <>gl ut i'Ziollc dolo1·osi~sin11\. P.$11L<·Illll s<'l\rlatt inoso t ipico, diffuso a tnlio il corpo. TÉ'mpen~turl\ a :3!)•> e ire·». 1nnks~<'r<' ~t·rlf'I'<~L··· Si pmtica lt1. prima inie zi on e di nutis.:·owl>\tl i nosv tlPJWill\ giunto t\ ll"osp.•dnl(·. I><I]W

qualrhe om s i u otn rem is~ionP de liA. H·mpen\LLll'l\, eh e st·t·urll• l•' lllJl<•a·ant'<\liWllll' a ::;•,:1. t :o la eli l'SIIntema ri mangono invarim i. Si pmtica lr. st•coJH1a iniezione d •>po 24 •JI'O dalla pri 1nn. L• l<'lllj)('t'IH u m s i abh.''"'' defin itil'llmonte 11! n or mali.', l'!'snntema ~·impallidisN', h\ goh1 mi~ Li<llil Hllh iNlin\lll<'llte ,.d <•hi~tt ivaruente . L'infe rmo aCéUSI\ beJu•,..:>~•m . Xel gifirno St>gu t>n tP c<llttinlll\ l'npia·es.~it\ N l il migliommo' ttlo •li tutti i "inlotn i. ÌÙ•n vi ~ono C<Jtii]Jlicazio ui. Continuando il bt•ues,,.,..., si SOSJJNtclonn ~" inie1.i•mi. L'i nfC'rlll<l in ot · tava giomata s i dichi11ra g w\ri to. :!O CASo. - B. Giuscpp<', S<'•ldMo del... f>~nt<>r ia, o~a t'nntptl)!ltÌ••· Entm nll'i.;<,lllllh•lft•l il li mtlggiu 19 17, pruvcni~nll• datrospe rlo<.lt · m ilitl\t'C l~1ufwrto I. Ritor·ur~ da tll ll\ b:·• •\'è hN.>nm. Dice di t-~ser parti to da Ct\51\ con dolt•ri.' d i ;::o f&. Pre~·ottl c mzio ne scurlattino;;a tipiC•\ gent·rt\lizmlll. ~<'t!<) for!ll a d i ,.,,,_,.i,·h!'tt<• mi·

. J!.... ~ linri. Pnluto mo lle , pi lnst r i e fnrin{(e ì\ITussati <·url\tl•' r istit·•un('tlt<.' . c;,.,.,.<' llll\lr'~"•·n· :.:•·· Jfo'; (t ..~!. ,:.~ .+· ~ , nt>ralc. 1L1 qunlchc colpo tli tm;s('. 'l'<'lltJl<'l'<llu a·t\ :J!l". ll. "-'~ ;l Si pralica la prirnn in iC'ZÌf>llt' •\PP•'na l' info·r·11aO t'nl"l\ (ll.l'i~CJirUill'llio. Lr. t.-nlpP r.•llll'll l ~'f l .~~ '

•lop o qualdtc uri\ sN:nd <' n :JSO, l'c>;mtt .. nu\ C't>111inci1\ a<l i11 q>allidin· . r.~ ~""' ,;i pr·esf•llt>\ ·', ·· ~.... rncnu orros::nta., l'inferrno si SPittP JHr·.:zlio. ~ 1 ... ~!~ Si prnlÌ<·a la set.'oll<lll in it·zionCI t\111\ di~tt\IW.tl di ~-~ oU'I'. La klllll<'mturn S('o•llrl!' 1\ ::; o ·l~».;'r.:, ·:1r ' tt·>\nqtu' l le> Nl ht\ l'lll . '>AAI(l t u tt a lo 1H1ltt'. J.~ . t-fl>•llh'IIHI •' l •• ~""l f< l'tltllllllll\11•> . ·,~t' t ' L "nf 1 c·rano '" i< ~ ~' '-<-'·c ~ .~-· ..., v lf: miglio rare. L'ir1ff'nno ppa·ò no n 1\m·un\ IW<'IlSil i l bC'n<>>"""-. chu pn•c,t>tln lu gau1rigiou••. Si pmtica Jl(! t'Ciò l11 lA.> t'ZFI iuit•zioaw <lop(l nJI. t•t' ~4 oro. Ln tclllfH'I'i\IIH'A t·ntl•• tldiuitinl· m<:'nt<•; s'ini1.ia la desqui\IUI\ziolle, C•·~'l' il d o lcon• d i gola e l'iui<• rmo si ~l·nt.c <'olupll'!tUilPilLQ bea\e. ]..a cun ,·alescem..a s ' inizia rlopo 6 o l ginmi di nmlrlttÌl\.

3<> CA sO. -

D. Vin<'e uzo, i\o ldMn d r·!... fnlliC't·irl, dt• ll' <>t Ì\ di 1\lllli l !l. r ..o,·ic·n~ dirN·

ll\111<'111<: dal fo r·te Pi1·trnlntn, ed entm aii'Mped,\IP il ~::lmlll()!iO l\117. "XesRtlll pr<·<'<'rlo·uto n•orl><>!<O ,t mnnc il mo rbillo " "' hnmbrno . nn ::l gi1ma i :si la~o:ua di dolo re in goln. ' AU'r"llllP (lhi.-.i.tivo pr!'llt'nt~ : Yt~.~tn C'< l i niPn:<n ro,;s<>l'<· d.·lll\ f11ringC' e 11\riugn. :1\•>LtiSi rn~~;rn~"'"ll•'nto ali~ ghinrul•>la linfntir·1\, in <'<• tTi.•pontlrn7~~ 11!·1l'"ngolo d o·ll11 lltantlaJ,.,Iu 1\ :;oiui.;tm. E&~nt('ttll\ tipic·o diffu11o. Li 11g~•a fpl'l!'lllt'llLP pat illtl<ll. T nmp!'l'l\llll'l\ 4 0". Si pmtic11 Il\ pa·im11 inir> ziull(' nll•• oro 1 5 d.-l ~4 111>\f.')lin. Lq;;grra l' r,;mpMr.nea .-.. mi,; . >Ì<>IIC' do:llu 1C'mperntur~. Dt•!!;lut izione dolorn:-.is~im n . Lr•u>i li··· a'icnp•·rl<' d11 essudHto l!•m · gronoso fetido . Si prutka In SI:'Condn 1naczi<>rH' (!(l)JO ~-l o r''· .Ln l t.'ttlpr·rnt 111'1\ R<'r>J1d<' " :J;o.s non tl. ·rìnitivamc·tate. Tonrlenzn nl s uclo a·,<. Es;Lul<'!lll\ itnpallid iw, S(•uso di l·ufnria . 1111\ Jll'r~i •ll' il tl•, lOI'' in gola .

Si pr·nt.k a )Wreiò la t!'r·zn inicz io rw d opo 2 4 ore dalla &'con thl. Ln t e 111pr-mtum ~<·••lldll al 110t"l1l l\lo dcGnitÌI'IImcnte. llH'llO

t:>cnso di ct•t•sr·iutn

dolC"nt('.

bc'lH'~"''' ''-' • éi'UZÌ<liiC i1 upallidita . Jl:~<lo\ ,

11 gi•>mo dnpo L'inft' r'lnO cont inuo\ ti migl i•Hal·e, h r\ a bho11dnn to su ùol'e : l 'es~ud1\ln d1·llo

ton>~ilJe ;. sr•.nnps:wso, rito r·nt\ l'tiPf.l•'t it o , <l>'<lllr<' cl.'ll'nl'inn nq;nt ivu . L'inìenno ""''" in <"Onn~lc"'r~·nza in Olt1n ·.-. giom ata. ,

-!Oc.~ !$0.- v. CitaS("pp<', ::;old a t(J nl'l ... hllt ll\glionc• di u.i lizil\ lNrit<Jriall'. PrnY il'liC' d: l l'o · li;> 'Ull'e mili ~tu·o Uu1b.•1·to l, od out r.• ,dl 'i,·,ll>:own tn i l ~ .) maL..:;io i11 C()ndi~inn i j!nl\'i. X··~·

-~


22

J,.l G UAR I GION E RAP IDA DELLA SCARLA'I'~lN .l 1 E CC,

blU l prc<:t•clt·ULtl 1110rboso. È

malc\t U tl>to tlll p-inrllt•. AU\•su111c oiJinth-o pr<'~cuta : t• rit <'llll\ dif.

fuJ<t.o t' gonfioro della re t r<>lVocca. Tont~ilk- aunH·tttnl o di vnhllll(' e cl<•lt·nt i,;,.:im('. J.'t·bhl't• 1\

•! (]'.

::>i pmlic:u. h\ prim>~. iuit•zione alli.' ore ~~ ch:ll" istt·»~o giorno di en tmtu. all'uspl'tlal<'. T c m pc.mnca disC€'&1. della l0111 pt•ralll1:•~· u.,glutizion<;> d o lorosissili1A. :-:ii pmti<·t\ la ~<'Coucla inicziunl" dopo 2-!c or<.' ti!•IIA. primn.. L a Lt·miWl'ntlll'il t: in tliu1in 11 · ~iow ·, J'i uf<'t'IHO è piì1 trlU1 4 uillu , ma le ton~>ilk· s11nO anc·c•ru (•dt•mat.o>'l' .

~i pmt icn. JlL'r<:iò la l t' I'ZS iuic·zione a diHtanzn di :!4 'uw dalla Sf't'ollclt\. l>isc·c·sa dt·lla

k•upPrnlum n l norm11.lc, ntigliol'Hllh'l\ln d i 111l1i i ~i nt omi . L'i nft•rmn tln•·•n<", !li nutrisc·t• lllvgliu, JWrehf. la dt·ghll iziunc è pos;,ihilt•. l·:,nutt· dc•trurina •wgt~t j,·u. Xei giorui st·gucnti t'oni inua il migrinl'l\lltf'nlo, t orli!\ il lx·rw,..s<'l'<' e l'infermo rn t l'>l in con\ .~lt-scl·nzH. jn notn., é'Ìornatn. di C ttl'l'\. . .)•• CASo. - S. Acfc>l nrt1, .,,, ]flato d,•l... ht• l·:,a;:li•·ri, do ·ll'<"tU di nnni 1!1. Entm nc·l lc.•<·l\h•

rh·i l'"lllii!(Ì.,~i il Il) j:;Ìugno, }m •\'Pnic•Jttl! rlnll'•>"l'•·•h•lt• rli ri~··n·n P rint•iJ'" di Xtlpnli . d.,,.,. rico\'(•J'O l o de. 10 g iorni ,per o t i te suppu rate. e. de.;t re.. Lu sero del 9 giug n o notò rossure difirH•• pc·r· llltlt~ Il!> p t•llc . •\JI"t•AAIIIC ohi<'lt iYo JHX'>St•I)LU: o·t•i tt'lltl\ diliiiS\J >l rh po•!lt• t•d n.IJ: \ Uo1H'to•ll rl1·1'f\ !\'l l'lo•

l'l'"

hm·•·,., Qlll <' ~uppun•t11o a 1h:'$l'ra. l C''llJ'I'nllltm : ·H!'',;!, ~. pratÌt:f\ ln prima ini··zinm· nllc· 01'1' s ,Jt.r giorno rli l'Ili mta ull't·~pr·dnlt'. IJI't(•ho'· r.. dir l. guo;,i umt <'l'l\ uuc·t"''' sicnrn.. L to lt'lllJlt' l'l\llll'.\ ~(·•·llrll· 11o :1!)0. L t·•atll•·•nn tlrn·n111 c·;ll'lll u>I'Ì. slic·o . .- l·u:;l JHII'l' J'!'rÌil'lll>o dc ·Ila gcorn.. B •••ttoli ditTu~i Ho!la r ... ,,. dt•l P•'ruto>lll' ().,.,_t,·o. ~i l"'MÌ!'IL ln ~~·•·•lrrtla iui,•r.itHrt· rlcopo :!~ 0 1'1' dnlln pr·i111n. L'l•.-.wl <'lllll imp .. llidi.~•·• , lo• • t'\•Jt~··~tit)J1i t!t•IJt\. I'Cl roh••(•c.·a

c.· c.lt. . llt• \'il.' r~·~piralorio lni.~Jir,rH.no .

Contpt-l.r"\...

l t>):';,!PJ'o litHi h l t.

~i pmtil'a In tPrl'~\ iriÌt'Zi<JIIl' rdl" rl i :;w11~-'l 1li ~~ ""' chdl,. ,.•c·c•lllhl. Dopo )t,.,.,.,. p• ·ri11tlo di ~11\ZIII Il!\t'if •lÌl, ('ullli llt itl il tl.·rìlliti\'fo m:!!licoro\J1lCillfJ (·on !il S('II IIII'ILI':'U tlt•ll'.·~llllt':n", d,.Jr, I'Ìit'fllll tlt•lla ~,:•>IHo c dr• i mntuli al llll'<ll't'. l'un nhlotonrl•"ll i ('rl,i •li t-Ud<•n· l'illH'llll il ~·Jl:--.0 di ltCtH'S~l'l"C!. ' J...H cJp:-;q llHIIU\"l.i t)J)C t"Utllinc·Ìn, Ìn !"(•:-otn ~h,rliH·tU.. Dopu di<'('i gi01·n i ,Ji 1'111'>\, l1·r·rninn mwltt· In :;upp11nti.ÌOih· nll'•trN'I'hÌt• t: l'irtfc•nuco .gua· ri~f·~r..·.

..

fi" CASt),- G. ( 'uri<•~ l'f\PÌHa.ho di c·u\·ttlh·ri.&.. :--:.·uzu. pu•<.·•:•lt•llti IHPr·lu,:-.i. 1),\ 1 l't.' gin111i

"'!' pne(• hl•Jtf' . J :-ÌIIllllllÌ t>i \ 't\lllln IGCttlit.'l,undu t>t.'lll]lr.e JliÌIIIllll g11lt\ t·nn r.lnlod "rhllirolti1 twflu. riv~hnir.i~•IH'. E.~~,·ndo

t'tJHtpan:.t\

un 't-rlll.iout· t·ntau(·a, ~t•..,}H... ttn., rnt1·n il uidl'UO J4-

J11a;.:t;i<' l !l l ; nl 1'1'111\l'to "''>ll'lnl t ino~i di :<intliH, ~nbi1111. . . \11 ·~·1\111<' o l •idt i\·o prt•!<r•nt :\ : un\•ruzio111 • :<!'arlnt 1 iuc ,,..,, tlifflh>llll t • •l't\('\' . nll'nd• ''''"'' c·d a~li H l'l i ~UJ'h"riot·i, t\rro~sn.ta;t"l1 1 o iuh'H:-on td htl'iugt· S~·nz.u. t· ... ..;,ud~LH,. l,(• ~ltiand"h• Jlufu · l it·h•· d,.J ('olio souu dolenti. T'""l"'r"lllm :3~0 . 1. ~· prn.tif'll. ]a prÌtlla Ìtdt~zin ll c· lu !oit'I'IL dt~J ~it•r'llO ).t-_ L.u. ll.:rllpc-nlllln\ ~i ni,JI,t."\"'U\ J\. a'7°.1, uta l"t•Mttlt'rtla c.: g ll n i t rì :-;in lnrtti :,Ì•}tH\Ult·Jil-!•HIP tll\"tlrinti. ~j pmtir·I\.Jl(•rt·i!J Il\ >'t><·r>nrln ini<'zi •lllf ' ""P'' :!·1 fll't' rlnlla III'Ì IIlR. Ln tc·•nJh'l'i\\11nl ,.,,rJ, dt·/ÌolÌlÌ\'1\Ill<'lllt' . l'e<'lmleltl>\ r·u!llinr·ll\ 1\d iu•pnllitlir·••, la gotll\ llti!flinm. :-\1 pmtit·ll In l <'r7-'\ ÌllÌt'l'.i<•lll' tl•ll"' :? l Or<' dnlrn .s•·<:••ndn. Hit .. rrul il "'''"~"di h r•IJ(}<S<'I•' J-:ruz.iuJ\t ' cut:\nt·n. :;t•n:--ihilu.u:n1t· tlli~lluntta., t·r·u·.d• •nt• dt·JI.n llll l l"U~a hnt·C'nh·

gL'llt l'Alt:". ~('\•Ili)

•:t l'Si\ .

:\,·} gÌOiiiO Sf'J.!II('IIIt' 1.111 ti j SÌII1orni l'"lll itrtllllll> ti IIIÌJ,!IÌI•ll~l'l' (' (•t•IIIÌl!f'Ì,t la dt·~qlllllll.\· zitJJW. L 'itdt·rnHJ c-ut ra iu c·ou,·aiL·~c·f'nZl\. i11 :-.t·:-ot11. s.tlnr'llHHt di IIIHlau iu.

7'' l',\;;0 . - B . .ErJ.,u rdu, J<l wl<·rll<' . di nn111 l H, Ct·hh,·. ~•·ll~.t~ pt'l'<'L'Ilt•nt i mo rl tosi d'im. ['"n••nzn, C'hl"• il morbillo dm• 1\IUlÌ •·•· ~••Ho. !•,..,,.i,•m· dull'oo~pr·ol••lc· di ri~,.,.,.,, l '•niJ,.,., u 1,

l'd •·utm ·~l rr·pllrln i...v h~m en t n il gi•·•·rw 1r; ).!ill)!llll l !117. L•• rru\r.1L1 i a i• l'lllllinl'ioHa d ,. l goorno preceùente t·ou ft·hl,n·, <lulPre iu go l:! •·<l '"'HIIll'llltl ,·ir<·l•~c·ritt(• ulh· hmr·c· rn N l al t l•l'.l''l'. quakhl' coJp., di .l~~>l~•· e dillit·ull•l no•l d•.J.dlltll'<'


• 23

LA GUARlGIONE RAPIDA DELLA SOAELATTINA 1 ECO .

. \11\•,;;uut' obie.tii\·o pl~!<(' nla: Cl'Unt.l·um ctH·attrrist ieo 1111~ S<'nut 1'$<-ud•\!~·- .t•ruziorw eu· t•l•t• a limitata »gli >l.\'a •uurucc· i ed al tlur><<t. T<·llliH'J'al ura. 311<>,4.

:;i Jlnl.l ÌCll la pri m» i.uicz ioue all~· Ol'<' :!O dc· l gi<?l'lto l (ì lliugno 191 i. La t.-mpo·~>U \Il'" ~i o:lol •• ..,,a definlti,·nm(lntt• r..l di oot.to rli :no, l'nruzionl' è notovolmenlc impnllidiu~.·'i pnltica Jt, ~··conda inif'zi ~•m· nll t• di~tA.'n zn •li :?4 o r<:' dnlln pri ma, l'inft•t·mo nct·u~a .,.,,..,,<li lwrw~~·l'l.' , l't·ruzionr l<•tH I<> •• »P><t'i re . rn!l. rÌIIHLrtgouo i nvA.rintt' J,. cundizioni d• •ll•• ~~ .

.

:-ii pratic·a pt•rx·iù ltt. lt'rz~~ iuit.. zinnro. L,Pr·nziun(• ~·oUifli\N" . In giiln. tni~liun~~. ri1ot•ru~ l'np· pt·t•·u. ~~·i gioru i lWg""" l i l'i n f•·rmo "" )11'<•~1\'~s i \'fllll<'rll c· m iglio mnd11 o'd l'Ili m ih Ct•n \ 'Il·

1.. ,.....117•1 dopo s.e-i gi<mlÌ di m11lat~i11.

Da questa breve si11lesi, che in fondo ·non I a che rispecchiare ciò che avviene sotto l'azione dell'anliscarlattinoso in quasi tutti i casi finora curati, . si possono ricavare degli u Lm ammaestramenti; utili tanto a rinsaldare la fiducia nel rimedio, quanto a servir diguida per il migliore uso del preparato. Dall'analisi dei risuHati avuti risulta in modo chiaro che l'azione dei clorofenoli, con un senso subiettivo di euforia quasi immediato, si esplica per prima sulla lemperalura, sull'esantema e per ultimo sui processi infiammatori della gola e sulle altre complicazioni. Questa successione costante nella g raduale modifìcaziou(! dei sintomi non è Iorluita,' ma è la confe rma di ciò che si è ddlo innanzi a proposito dell'azione spicca t amen Le causale d ell'au tisearlallinoso. I rlorofenoli infalli, en lrali in circol o, debbono esercita re la loro azione immediata sui veleni microbici che so no in circolazione, perchè sono i primi a venire in loro conlallo. :\-[a, se le lossinc circola.nli sono quelle che agiscono sui centri tcrmorégolatori, modificandone la loro fu nzioue, non è meraviglia se, con la neutralizzarioue dci veleni in circolo, noi vediamo per primo e!Tello la modificazioae della curva , termica. F:, se è vero che L'intensa iperemia cu lunea, che costituisce re~antema, sia d ovul~ a conges li on i collaLcrali per trombosi microbica dei capillari eu la nei, i clorofenoli, continuando la loro azione in circolo, eserciteranno, in secondo tempo la loro a;,ione dissoh-enle sui microbi e sul loro mat eriale se tti co, in modo da reoder pervia la circolazione ca pillare, determinando cosi la cessazione dcll'iperemia e la conseguente scomparsa dell'esantema . . _L'azione sui progressi infiammatori, che erano già in allo all'imzto della cura, non può esplicarsi che per ultimo; perchè I'eiTetto ut il~ del farmaco nell'interno degli organi c nei L(~ssuli non può avvenire rapidamente, essendo ostacolato dalle allerazioni più o meno profonde degli elementi analoìnici, per cui il ritorno ad inlegrum della loro funzione pervertita non potrà avvemre che dopo l'estin-


24:

lo\ GU ARIGIONE H,(PIOA DELLA SCA RLATTINA, ECC •

. zione del focolaio infiammatorio e dopo la rHormazione degli clementi distrutti. T u tte queste considerazioni riaiTcrmano la necessità di inten·enire precocemente.' allo scopo di assicurare la gua rigi~ne rap ida dell'infermo, essendo oramai provato che il ritardo giova solo alla fissazio ne dei germi negli organi e nei tessuli, delerminando le svariate e temibili complicazioni, che non sempre potranno troYarc nel rimedio quell'efTelto miracoloso che occorre per risuscitare un moribondo. Agire dunque, presto e sempre, percllè non esiste la scarlallina grave o lt~ggcra: es.ìsle la scarlaLtina sempre lemibile, qualunque sia la sua forma. Il pro n lo in lervento è ulilc sempre, nocivo mai; il ritardo è un delilto, potendo compromettere delle esistenze, che, lasciate a sè slesse, 11011 sempre polranno confidare nelle proprie risorst:: organiche. R <tl'nllo. dicc'>Yibre 1917.

Sulla utilizzazione degli epilettici in zona ~i guerra . per i l pro f. Cesare Agosti nl, m aggiore medico', consulente neuropsichiatra dell'arnH1ta Carnica

·Quale direttore per un biennio della sezione n enologica m ili lare istituita Lra le prime in Perugia, e quale consulente neuro-psichialra da :molti mesi dell'armata Carni ca, tra la folla dei malati di nerYi e di mente avuti in osservazione e in cura, sono rimnslo impressionato dal numero veramente eccessivo dei militari inviati per epilessia. E fin d~ allora venni nel comrincimen Lo, che, dale le rnollepl ic: i e svariate forme che si fanno rientrare nei quadri dell'epilessia, e data la difficoltà che s'incontra, in molLi casi, di un sollecito c sicuro gi udizio diagnostico, e da~a la imporLam.a della decisione mcdico-kgale nei rapporli di questa infermità, in visla della frequenza é facililà di accampare e di inscenare ur~a crisi convulsh·a, si renclcya necessario, nell'interesse della verilà e delle finalità militari, di studiare provvedimenti che permellcssero un diagnoslico ponderato ed esallo, recidendo i nervi açl ogni lcntalivo di si mulazione; e di ulilizzarr, enlro i lim:iLi del possibile, le energie muscolari di molli di questi infermi nella zona delle reLrovie, pa.rtendo dal concello che


SULLA UTJLTZZAt;IONE OKGLl EPILETUCI IN ZON.A. 01 GU!:RRA

25

ognuno debba oggi avere obbligo imprescindibile di dare quanto può a seconda della sua capacità ftsica e psichica. Ed in questo mio intendimento, ebbi il conforto dell'adesione piena dell'illustre generale medico Bonomo, che, lucidamenle intuita la gravità e l'importanza del problema, per quanto irlo di dìflìcoflà, ne volle fare argomento di·studio e di trallazione per una conferenza da tenersi presso l'I n tend enza generale fra i consulen li neuropsichiatri d'armala. ' Ciasc uno che ha pratica non breve di questi maiali, conosce quali difficoltà si incontrino, quando per ragioni medico-legali debbasi giudicare sulla verità o meno di una forma epiletlica. Quando molti anni indie tro ebbi a pubblica re uno s tudio sulle conclizion i fisio-patologiche clell'epileltico ava n li e dopo il parossismo comiziale, per ricavare segni palognomonici costanti c sic uri p er una diagnosi diiTerenziale, dovetti concludere che d'ordinario questa non è possibile, senza l'ausilio dì lunga esperienza clinica, che trae dalle nole somaliche, biologiche e psichiche il m aggior criterio discrirnlnalivo. Ad accrescere la dinì collà diagnoslica, occorre ricordare che il conce tto clinico ct e ll 'epil ~ss ia, in antico co ntenuto nel solo accesso comiziale, oggi ha dilaga lo ln guisa che sotlo il termine di epilessia s'inquadrano sindromi Lra le piìt vasle e polimorfe, dalle comuni, clamorose convulsioni lonico-cloniche fino allo slalus cpilepliws, alle minori c atipiche e parziali , infe.llivo-lossiche e lraumaliche, vasomotori c c periferiche, alle afTctlive dl Bralz, alle psicaslenichedi Oppenheim, agli equivalcnli psichici co n le. ribellioni e con le diserzioni, con le impulsionl omicide (Lombroso, :\[orselli, O t tolenghi, Agostini, Saporito, ecc.), alle form e dì epilcll oidismo dei degenera ti instabili (De Sanctis), neiJquali diflìcilmenlc si ossen ·a il tipi c.o accesso motorio. In un suo studio recen te il Fischtein ha descritto ben 51 tipi di1Tcrenti.~cl i form e epilclliche! Occorre s ubito notare clic nel campo della epilessia sono di gran lunga più comuni e freque nli i casi a grandi manifestazio ni motorie, più raro il_piccolo male c r equivale nle psichico. Rare pure cd episodiche e senza degradazione psichica, sono le crisi dei neuropali ipostenici, rn enlrc~pi ù facili e numerose a risc.o nlrarsi sono quelle dei neuropati iperes tenici, nei quali però rgualmenlc m ancano i caralleri della gravità e prç>gressivilà della' m alattia, e la manifestazione morbosa può rimanere isolala!per tutta la Yila. A difl"ercnza delle forme costituzionali, nelle qualifgli: acccssi esplodono fin dalla fan ciullezza ripetendosi •con varia frequenza ed in te n si lù, ordinariamrn te per stimolo endogeno, le forme di. epilessia alleltiva sopravvengono lar-


2fi

SULLA U'l'LIZZAZ!OKE DE GLI El,ILET"I'I CI IN !IO~ A DI GC ERRA

divamente nei predisposti, determinale da slimoli emotivi o esatossici. La gu erra, imponendo per lungo tempo condizioni anormali di esistenza, p er una serie di faltori a base di indebolimento psico, fisic o, crea di p er sè uno stato di sovra-cccilabililà, che nei soggetti di costituzione n evrolica si traduce in uno stato di debolezza irritabile, di spasmolìlia: si stabilisce cioè, una forma di degenerazione acquisila degli strati· superiori psico e sensm:notori, con facile esplosione cii crisi motori e improvvise, di depressioni, di ecci t amen Li dell'umore, con ten denza ad esagerare e a simulare, a fissare fenome1ù di m<:llallia. Cosi pure noi abbiamo avu to occasione di rivelare in m olti casi attacchi d'epilessia che diremo frusta o atipica con i cara tlcri di un m ile a LI a eco convulsivo, senza ripercussione nel carattere e nella intelligenza, del Lutto episodici, in individui indenni da stigmate di d eviazione so!llatica e psichira, nè psicastcnici, nè iper esten ici, semplicem ente newotici originari e indeboliti poi per improvvise e viole n li cause d' eseurimento psico-fisico. Per la ossE>rvazione clinica risulla che nei rnpporli della epilessia la g tterra · Ya considt·ra l a solo indirellnmcn le quale fallorc aggravante, poichè d'ordinario la malatlia nò si presenta con forme. gravi, nè r acco mp~gnata da decadlmcnlo mentale. :\ola il Con siglio che le crisi cpilcllichc v eramente provocate dalla guerra per fatiche o p er forli emozioni o per inlossicam enti 'illll'rcorrenti, ~on sono mollo f req uent i e ben rare so1io le psicosi cpilt-Ltithe , cll'lla dura la di qualchr sl'ltilllana c di facile g uarigione. Ora noi dobbiamo b ene considerare che gli cpilcllici, che si prcSl'ulano lra i 20 e i 39 ann i ai C o n ~ i gl i d i leva senza essere passati per la trafila dl'l manicomio, o·dl'l p eni tenziario appartengono d ' ordinario alla categoria cll'gli cpile lli<.: i, con acc<.:s::.i rnri c di mediocre inlensilù, che non a\·c•ndolJC risentito d an ni nd carallerc c nella intelligenza ha nno polulo frcqul'ntarc corsi di studio o impara re a rti o mestieri o compiere la vori manuali proficui. Tu'\ Li noi conosciamo , pl'r "la prr~lica professionale impiegati, a rlisli ed operai, che pure allL·II i da èpikssia YiYono Jiheramcnlc c profku•~nH.'nlc ncll" ambicnle socinlc c pur troppo si sono cos liluili u na famiglia, ed a lc uni possieclollo in lclligeHza vernllll'll ic supt'ri orc. l'oichè nei e~u> i. 11 ci q ua li r cpil cssia si è manikslala fin dalla prima inl':tnzia, esponente di perlurbnmenti bio-chimic i dd sislcma ncrYoso del feto, o di processi infelli,·o-t ossici cercbro-pntiri e cerebro-plt•gici del neonnto, gl i accessi gra vi e frequenti inducono di buon' ora un <il'eadimenlo JUentale, un pL·rlurbamcnto dd rn ratle re, che impedendo ogni oc-cupnzionc redd ili7.in cond uce di soli lo il soggc t lo a ll 'internamento lll'gli isl il uli di rma. ..

ma


• SULLA UTILIZZAZIONE DEGLI EPILETTIOI IN ZONA DI GUERRA

27

Nei casi poi nei quali il male si è ripercosso prevalentemente nelle sfere psico-sensoriali provocando stati psichici. reatfivi, · questi dif-

ficilmente hanno falto raggiungere all'epilettico i venti anni, senza aYèr dato m anifestazioni clamorose di turbe mentali o di criminalilà da sfuggire agli istituti di correzione, al manicomio o al carcere. E nella zona di· guerra c'incontriamo appunlo di soli lo, o in epilettici già sofi'erenti di rari atlacchi del male, o in nevrolici occasionaimente per violento fatto emotivo o tossico, presi da una crisi convulsiva a carattere epilettico, di cui abbiamo già fatta menzione. Abbastanza di frequente vengono in osservazione individui con qualche carattere di epilettoidismo e che per contrasli accidentali si sono sfogati con scariche convulsiformi e disordinate. Sono individui deboli di carattere, di scansa ed ucazione morale, intossicati ed · affaticati, impressionabili ed emotivi, che si danno a queste manifestazioni più o meno coscienti o volontarie.

*

Ora tutti questi epilellici più* o* meno tipici e autentici -passano ordinariamente sotto l~ osse'r vazione ed il giu<lizio di medici ricbiamat(~all~eserciz i o professionale civile, digiuni a1Tat1 o della speciali là, privi di mezzi necessari per una indagine clinica, in ambienti disaùalli per una accur.al.a o:;servazioue, con personale afTaLLo incapace di notare e riferire sul contegno clell'infernio, e assillali dal senlimcnlo della responsabilità, che li sospinge a.d eliminare il più preslo dall'ambiente il sospettato di male epiletlico. Di fronte a questo sta il <·omodo disposto della avverlen7.a 16: che gli epilellici possono venir proposti direttamente a rassegna dietro la scmpllce dichiarazione degli ufftciali medici dei corpi. Tale disposizim1e, specie nei primi tempi dell'arruolamenlo, ha aperto larga breccia alle riforme, ed ha molliplicalo i tenlalivi di preleslare c di simulnre la malatlia.

Non è un mistero per alcuno che irl c.erli paesi vi1sieno maestri pér la riproduzione de] sin tomi più cornunemenìlc tenuti in considerazione dal medico generico, quali ad -esempio la .midriasi pupillare, la bn,·a atla bocca, il respiro slerloroso, la frequenza del polso, i movimenti disordinali delle membra, l'apparente stalo d'incoscienza, ece. Vi fu un periodo in cui io ebbi in osservazione individui che presentavano un'analoga forma di aeccsso couYulsivo, e Hei quali riscontrava pupilla fortemente dilatala, schiuma nlla bocca, stalo ipcrtonico muscolare, polso accelerato, apparente in éoscicnza per la durata di qualche minuto. L'anamnestico negativo,' la mancanza di nole disrnorfiC'he, la nessuna modificazion e dci riflessi culallei e sopralullo lo sludio


28

St:l'. LA UTILIZZA Z IO N~: DEGLI EPILETTI CI !N ZONA DI GUERRA

del contegno, che mi faceva lravedere uno slalo eli coscienza vigile, mi misero in sospet.Lo permeltendo di scoprire l'uso di polveri speciali, n elle qua li l' esam e chimico rivelò la presenza di eserina, eli noce vom ica e di call'ci na, por la le loro .dai compari entro porta penne di . .metall o. E ch e la epilessia venga in un grmi numero eli casi simulata può dedursi dalle la,·olc s tatistiche dci reparti ncwologici in zona .territoria le· ed in zona di gue rra. · · ~ei reparti di osservazione da mc is liluili n ella zona Carnica e nell'ospedale per nerYosi d i Osoppo, io lrovo in un semeslre su un numero di 742 ammessi, l.J2 en trali con la diagnosi di epilessia, e di quest i i ùue terzi non vennero riconosciuti a Jh:Lti da lalc infermilà, e un Lerzo fu doYulo inollrare in ospedali dci lerrilori per la maucanza. di poslo e per il grave disturbo che il loro contegno recava alla sezione. 1\'cll'ospcdale per ncvropalici di Udine il collega dolt. R O\'asio mi riferiva che dal 19 marzo a l 10 ollobre 1917 Yennero .aecolli 73 ~1 con diagnosi di epiless ia su 3692 ricoverati, e di quesli rinvia li al corpo per non constatala malattia -123, e·il rim anente manclalo all'ospedalè territoriale di Bologna per prosecuzione di osservazio ne. :\el centro nevrologi<:o eli Perugia, nel perioçlo 18 dicembre Hll.) al 30 giugno 1917, furono ammessi 2052 militari in osserv aziolle, d i c ui 65 1 per allegale conntlsio11 i. Di quesli, sollanlo 1H3 furono rieonosciuli an·etli cla.cpilcssia. Qu ind i cìrca '/ ,su l to tale ckgli ammessi · furono riconosci u li vera me n le mal;:l li. Si lra tla in complesso che g l"in d ivid~ti in via ti nei reparti per ucrvosi c.on diagnosi d'epilessia coslilu.iscono la grave proporzion(' d'un quinto sul tolale, cioè il 20 p. 100 c di questo appena 'f.. viene ricoi10s<:i ulo vèramcnte affello dal m ale. :\d mmticom.io civile in un periodo uguale eli tempo il rapporlo è semplicemente del 7 p. 100. An<:lw per le sta tislichc pubblica te dagli altri Cen lri 11europsichialrici risulla che sulle altre forme morbose pre,·<1lgono spiccalamenle i casi d i allcgal.a epilessia. :t\el servizio di un a n no in un ospedaletto avanzalo i l Petrò s u 33:) ammessi ne segnala -H:i per <:>pilessia e osscn ·a elle, menlre era raro il lenlati,·o d~ simulazione delle malattie tnL'ntali, era ben frl'quenle quello dell'allacco con,·ulsivo. Cn'a llra ossrn·aziotH' ehe aiuta in p arle a mellerc in e,·jdeltza i Lt.•ntnliYi di prl'lestnzione ùi cpikssia, è quella che nei soldati scmplir.i sì ha la manifestazione delle crisi cpilelliche slrao rdinarùtntcntc più frcctnrnle i~1 confronto agli ulliciali, pure soggt'lli ag li stessi slr~1pazzi Jìsici l'agli slt?ssi sUt ti cmot i,·i: bisogna quindi j)ensan~ che i n qucsli la lcndt>nza n Ila grossolana reazione moloria, coml' alla simulaz ione di questn, vielll' immunizznln


SGLLA t;TII.JZZ.\ZIO~F. DE(~ l T El'IL~:I T ICJ 1::\ ZONA Dr CUEFIR .l

29

dalla inibizione che furJici a le possied<· maggiore per la sua educazione e per·la coscienza del proprio do\'er<:>. Il Consiglio in un n sua nola pn•\"(•Jil Ì\'a, scri,'e ndo di un suo reparlo neuro~psichiatrico del Cad ore. osserva: molli ve ngono per allegala .convulsione e ql]asi lulli dithia rali idonPi dopo prolralta osser\'azione associala a severa psicolerapia .

*

* *sL•Iezione degli epiletlici in zona Ora come si compie lo sludio e la territoriale e in zona eli guerra? L'elenco vorrebbe che . l'epilessia fosse rigorosament e ac:cerla la, ma poi 11 ell.· avwrlenza 16 si con tenta della dichiarazione dell'uflìciale medico del corpo. Della.compelenza di ques li e della possibililtl di un'esa lt a diagnosi abbiamo già accennato : aggiungo che di solito il simulalore preferisce cadere in convulsione nella nolle ed inscenare i fenom eni piit volgari, ma piit impressionanti dell'atlacco, quali il grido iniziale, la ba,·a alla bocca, la caduta in terra, le contorsioni generalizzale muscolari, disordinale e violente, la r espirazio11 e ~lcrtorosa, l'apparenle stato di s lordimcnlo, ecc. Il m edico arriYa a crisi -ultimala c de"e . o accett.are H racconto degli astanti preocc upati e commossi, o rimandare all'ospedale per ulteriore osservazione. In ques to la moleslia recala agl'infermi e al personale da lali individui (nei quali si trovano sempre note di degradazione morale e rhe appartengono alla folla dei criminaloidi, dei parassiti sociali, dei senza patria, degli egoisti, dei paurosi, ecc.) e l'aliollarnen lo assillante persuadono alla riforma, anche nell'errala persuasione eli contribuire eosì ad un'cpurazione morale dell'cse rei t o. . Se poi il convulsionario viene rimandato al corpo con L'avYerlenza 16, la trisle comm~dia d ell'andare e tornare, anc he per il clìfelto di ~ffica~i sanzioni penali, si ripete per mesi c per mesi fino a ga-bbare I meno esperti, che giudicano per epilessia qualunque accesso con'V'lllsi,·o. In zona di guerra, il medico del reggini.enlo è giuslame nle più proclive ad allontanare subilo il soldato che dia segni di a ttacchi convulsivi o di equiYA icnli, c spesso nel brCYC cerliricalo che lo accompagna al neurologico, si parla di fucilale !:iparalc all'impazzala, ecc. . ~ci reparti specializzati d elle armale o si acce ll a scuz'allro la ~lclnaraziolle del medico 'del reggim ento, che fa l'cclc ckll'accesso, o 1 s~ggelti nei quali non si possa dare un sollecito g iudizio, dalo l'afOutre continuo dei malati e lo scarso numero dei lclli disponibili, ed a~1che per- difetto di personal<:> idoneo alla sorvrglinnza. c ad ahbrevJare anehe .il graYe di siurbo c·he la presrnza di Lali soggel ti provoca lra i ricoverati con l'ineenli,·o ad esagerare o a simulare, dopo


30

SU f,LA OTILIZZAZION!i: DEGLI E P lf.ET'l'ICl IN Z O:\A DI GL"ERRA

un 3 o 4 sellimane vengono di regola sgombrati nogli ospcd~li territoriali.

*

** Il dubbio eli agc,-ola rc cosi l'allontanamento dall'escrcilo di in,.. dividui ulilizzabili, h.a semprcYiY::tmentccrucciato m e c i miei colleghi, che spesso Ycdcva no oslinalamenlc ri comparire più volle lo stesso soggetlo, appena rimandato ·al corpo, indurito nel proposito di sfpggire al serYizio, fort e d ella impunità che an che nei casi di deferimento al tribunale veniva, nel ·dubio pro r ('O o per insufficienza di sanzior1e penale, a godere. A ridurre per quanto è possibile i danni di uno studio incompleto del soggetto e eli possibili csogcrnzioni o simulazioni, io ,ritrngo necessario che siano isliluili in :;ona di gu~rra,. uno· o più ce ntri eli osservazione e di cura destinali a r accogliere, studiare c g iudicare tutti gli indiYidui che provengono dn ll c visite o retrocedono dalla zona di operazione per allegata epiiC'ss ia. · Questo centro. do neb~e essere sorvegliato da proYclli ml"dici alienisti, coacliuYali <]a infermieri provenienti da manico mi, co n che si a\"I'Cbbc una unifor mità di in dagini e di crileri, di gi udizi e di _final i lù. A qut·sto proposito non sarà mai s ullicicnlc la rar.romandazìone di usufruire, benerì can doli della slcssa esenzion e accordala ai radi ologi,- ai bacleriologi, agli igien isti, ecc., sia per questo crnlro che· per tu iLi gli. allri f(•parli ncuro-p<;ìchialrici, di lutti i medici alienisti e nevrologi, di cui una buona parle è tull'ora adibila a scrvigi generici. negli ospedali ·di guerra; pcrchè solo la presenza di Lecnici può garan lirr, in un ramo tra i più delicati della medicina, da errori gravi e perieolosi. Così pure dowcbbe pron·edersi a che in questi reparti fossero adi bili infermieri eli tnanic.omio, che abituali al trattamento di ques li neuropatici rappresentano i.l maggiore aiuto per il medico, e la miglior garanzia per il diagn ostico : dovrebbero i rcparli disporre di tuiLi i mezzi d'indagine clinica e di apposite camere per lo studio elci soggetti, nei quali è fo11dalo il dubbio della simulazione. Giustamente osserva Morselli A. che in psichiatria militm·e non è tanto la diagnosi de lla forma clinica che presenta qualche difficoltà, quanlo l' escludere ~· eve nluali simulazioni; .c per qùeslo occorre da un lato vagliare ogni sintoma di disordine nervoso, da1l'altro cogliere i segni della possibile simulazione. Queslo poi in specie quando si tralla di disturbi nel!lrotici elle uresen la no fenon~eni in strelta analogia con gli atti volo n Lari. !


;.t;LLA \JTll, IZZ AZW:\'f:; OI:CGl.I P-J'JU:'I"T!Cl IN ZO.N A DI GV E RHA

31

Poichè non basta no le notizie anrum1esliche trasmesse eli soliLo dai carabinieri, e prodotto anonimo, come cUce il Trombclta, di opinioni personali c perfino eli pctkgolezzi raccolti in amhicnli non sempre superiori ad ogni _sospet lo. • Non basla la breve notizia contenuln nel bigliett o .d'ingresso, e di solito compendiala nella frase: afTetto da.convu..lsioni - lrallanclosi in molti di crisi nervose svaria te, d' improv,-isi oscurmnenti della coscienza per esaurimento o per intossicazione, di semplici lipolimie, di brevi allacehi isterici, di fenomeni convulsivi in alcoolisti, di attacchi lievi, accidentali, isolati itl individui nevrotici, sia pure a t ipo epilettico, ma di prognosi benigna e mai seguit i o sostil~iti "da equivalenti psichici. Occorre la diulurna ed oculata osservazione de'l soggetto per tut to il te m p o che è necessario, serwndosi dei mezzi d'indagine clin ica, che pcrmellollo, insieme allo sludio delle nole più importanti, dcgeneraliYe c dismorfiche (asimmetrie craniofaciali, slrabismo, contrattura e paresi parziale, ecc.), di sludiare le variazion i della sensibililà generale e spccific.a, dei riflessi supcrlìciali e profondi e vasomotori, della prcssio ;~ c arleriosa, dei disturbi di assimilazione e di secrezione, prima e dopo l" accesso, e di mettere i risullnti di queste indagini in rapporto con l'esame psich ieo, che nelle nole dcll'l·goismo, della permalosi\à, della impulsivilù, della amorali lùcdt·lla rrimin alitù. polrà rilevare la degenerazione del earallrrc o la iniziativa ckeadcnza della psiche dcl l'epilcllico. :VIa funzioue preeipùa dì qucslo ccu lro dovrebbe esser quella di selezionare i ,·ari tipi d'cpi.Iellici, rinYiando al corpo i non riconosciuli afTe t ti da epilessia, e con proposta di proy,·cdimcnt i disciplinari i simulalori, togliendo loro ogni speranza di sfuggire dalla zona di guerra, di curare i casi di epilessia aiTett iya, c frusta o atipica ed inviare dopo guarigione questi, come tutti gli altri alletti da l'pisodi rari, intercorrenli e gli cpiletLoidi, in appositi reparti speck1!i di l ruppe. Sru·ebbcro rimandati in territorio i casi, s'inlcnde, d'epilessia traumatica, che può insorgere anche sotto forma di convulsioni generalizzale, o eli -equivalenti psichici, mollo Lempo dopo che la lesione cerebrale è apparentemente guarita; e quegli infermi che re:1lmcute, per frequenza e gravità degli accessi o per assoluta inadattabilità dovessero essere reclusi in un istituto di cura o nel manicomio criminale. I suddetti reparti speciali di truppe, naturalmente disarmate, d?vrebbero essere adibite precisamente nelle retrovie ai soli lavori di slerro, di apertura di stra.d~, di camminamenti e di trincee, di ad~tt~ento di campi d'aviazione e magari della coltivazione di terreru compresi nella zona delle operazioni.


m~

SUI.I.A 1 " 1' l l.lZZAZ l ON ~: DEG{,l EP lL ETTI C I IN ZOX A DI Gt'EBltA

Gli e pildtki, sempre so ll o la sorn'glia nt.a d'in fe rmit•ri e di m editi. YetTc bbcro cosi co n,·c ni cnl cm en te ulilizza li co 11 Ya nl<lggio loro e ùt~ l servizio mi lit a re. Con Ya nlaggio loro, poichè è nol o c he il diSlWtHiio rego la re d i rncrgic e la remozio nc di ogni ca usa cmoti\'a e tossic a, c la rig ida di scip l~n a , fa Yoriscono il benessere dcll'c pile ltico, e d i questo ne ab bin mo la ri p ro,·a nel benefi cio r.he ri traggo no qucsli m a ia li 11ci noslri Is tituti, se ap pli cali a lavori manua li, specie agricoli. Con va n taggio dd se rvizio mili lan', poichè m c11 l re si impedirebbe il ri torn o al corpo e spec ie a lle u n ità combal lc nli ai st·n si d cll'avv.'l6 dl'gl i epile tt oid i, si ulilizzc reb bc ro, qualora si facessero a nche allri reparti di frc naslc ni c-i, di anomali cdi crim ina loidi, co me d a molti in It al ia e a ll"cs tcro (Consigli o, )lOI·sclli, Antonini, Ghillini, Pruvost) si sos tiene, lan te energie' ora dis perse, risparmi ando l' opera g ra vemenle d ispendiosa di operai a v ve ntizi, m ollo csigen li e alla bisogna insufl icienti. D a questi reparti verreb bero rim an dati al centro ne\Tologico q uelli a i quali fosse necessario u n ulteriore periodo di cura, o c he riusc issero per di sord ini dell.a rondo lla (esa urili i mcu.i d isciplina i-i pilt rigorosi), d el Lullo rd ra lla rii al nuoYo lrattame n to. l\Ia se anc· he da la li repa rli d i la Yoro si ollcnesse scars o Yanlaggio m a teria le, HOn pro porziona to a l dis pend io della necessaria sorwgli a nza , qu es to , e gl'in evila bili in conYenienti causati da l peculia re tipo di in fe rmi, sarebbero di gra n lunga co mpensa ti da più alli Yantaggi, d'ordine m ora le e sociale. In primo luogo la p ersuasione di esser se mpre c comunque utilizzati in zona di g uerra, impedirebbe a q ues li soggclli di soltrarsi ai propri doYcri prendendo le vie lran rsc cle ll n simul azion e e ostacolerebbe il fa tlore psicogcno subcosciente di prolunga re od esagera re il loro m alesser e : in secondo luogo si co ntrib uirebbe a porre Lermine a ques la forma eli salvataggio delle sco ric socia li , a qu esto metodo di eugen etica alla roYescia , per cui me ntre la parte d ell a ••<tzione più fo rte fìsicam cnle è tuttogiorno falcidia i a !Iella !o li a mori a ie, per la salvezza della pa l ri a, Ye nga no rim a nda ti in paese in di ,·id ui !a ra li nel fi sico, d egra dali moralmente, che, m entre rapprcsr nt a no per le loro te ndenze antisoc· iali un continuo pericolo p er J'a rrybiL' nl e, ha nno l' agio di molliplira rc i ca ndidali alla pazzi a e a lla crimin a lità . Qu csl' ullim a consid erazi one d ' ordine eminenteme nte profil a llico per il benessere sociale, varrà a fa r lacere lu u·e le preoccu pazi oni e le obiezioni che certam enle co n qual che fonda me nto di ragionevolezza, si elevera nn o contro questi miei poslulali, che appa rira11110 a primo aspcllo irli di difli collù e di pericolo, ma che so no frut lo dell'osservazi one dire tta e coscienzi osa e d ei criteri germ in a li nell' orma i lun go esercizio d ella specialità negli ospedali del territorio comi:' in qut'lli d ella zona di operazione.


SULLA UTILI ZZAZIONE DEGLI EPH,ETTIOI IN ZONA. DI GUERRA.

33

Con queste mie idee convenivano, avendo avuto agio di conferire in proposito, e il collega Rovasio della II armata, e il collega Arturo Morselli, che con grande studio ed amore ha organizzato il serviziO' psichiatrico della I armata. Indubbiamente il servizio neuropsichiatrico dell'esercito, per indefessa opera del constùente presso il Ministero della guerra prof. Tamburini, c per l'alto concorso del generale medico della Valle e del generalé medico Bonomo, si è andato in zona di guerra, ed ora in territorio coi nuovi centri nevrologici, continuamente perfezionando, corÌ·ispondendo appieno alla necessità di uno tra i più delicati ed importanti servizi.f Qualora sia possibile di ~pplicare queste norme che importerebbero per l'elenco, la sola modificazione - epilessia rigorosamente accertala nei Centri neurologici appositamente istituiti -il nuovo metodo di studio e di trattamento dell'epilettico· contribuirà~ a rimuovere uno dei maggiori ostacoli che difficullano il[ regolare andamento del ser· vizio neuro-psichiatrico militare.

*

* * I postulati (l ) principali emergenti dalle suesposte considerazioni sono : I. In vista del cospicuo numero di militari che si !presentano alle visite di leva, e ai reparti di osservazione e di cura per allegata epilessia, si ritiene necessario: che tutti i casi, nei quali non sia comprovata l'avvenuta .degenza in un manicomio, siano inviati in appositi Centri istituiti in zona di guerra. • II. Che egualmente, a fin e di raccogliere tutte le possibili risorse a vantaggio dei servizi militari che rappresentano oggi la finalità suprema di tutta la nazione, si utilizzino, in quanto sarà possibile, anche le energie automaticamente cfTicaci degli epilettici, in appositi Reparti di truppe disarmale, adibile ai lavori m'anuali delle retrovie. III. L'istiluzion'e di questo Centro e di questiReparli'.di_truppedi lavoro, con personale specializzato, mentre favorisce il benessere dell'~pi.letlico e ne utilizza il lavoro, impedisce ogni tentativo e ogni danno dJ sunulazionc, vieta che elementi socialmente inferiori ritornino in patria nocivi all'ambiente, fattori di degradazione della razza. 7.onn d i guerra, ottobre 1917. ( 1l QtH'" ~i rH><t 1·i 1"'"'tu ] ,~t i ><ono i n n l'l n'>n ia r·· m '1"""1 o i l C 111..,i••l io rli rt•l t i ,-o dt·Hn S ><'i t't n 1 )l<·<li<· ina l<>g.,l.,. d i Roma w·ll'•.•tlnn,.ll7~\ d t• l lugli< 11!17, dt~ih•·nn·n : LaS •c·i<·ti\ fn '.' 1 \<11\ ''CII• tWI dN .• j"H lftneuu' .. ) ..l :•H' l'VI'l.H) . . lllltllal"f' .,. l' . . . l •t.'rlfl UU\l"c:.' ( l Url 1:-4("\rlt.lc\ ~l tPllJ?Il COli LO Uf\n AO • 1 1 ·1J'irltHrPitù >\<''>Iuta 1\ qu.dw" l"'' militiH'<' eli p ri11rn linea, llll\ nur·ho

~';'' ' ' . '!

>~Orvi t.io

ùo ll~~o

le 'JlleH!' n--l·'l.tnr'' ni tlivr-r..;i ~t·rv1zi eli r\·tt~o ,· i,L u t-.·rrittH'it,le. tPnçorulo eotHo df•ll'-' n. ttit..ndin i

81""'1nli d n ll'irt<l'l,,· ù •11~diOn(-", · ' . . \ l \IO ·ITI r"E'1U.ZI•Oile (LJ I (' 1h' ( t (' 11 U· )Jl"O it (\l"t.t~ 0

Il

1l

1 1

·r

· · Olt'SlU.'l'(', At..f\ 1H Ctfl ( t 0 ClO~

•

" · ""''. '· 1>~ '' "·'"·ol ' 11 l t\. 1\l Sf"f'VI/.10 · · 1111·1·HlU'l" ·111 1-:t.' llt' rt:-, e liJ'l ··tduneJt.-tl · · t\ S.,.•t'\"lZ&O · · fLUSl' t'tarlO, · •~t.I I IIO .in. divers~ · , a ~·c·n111 ln <,. 1 l ~n 1do <" l Il ,, 1111" · · · · osonc rnntl· · • Cl\ l <·gol'lf· •rtPZIOne o mn l nllla 1

<l<\l ~"rv•· o d '

,.. ( IJ,,J P<ili.clit~ico, :l lur;lio IIJJ i). 1 - r.w•·nale ~ mecll,ina mllllare. - Fa~c. 1. "''

.

.

' priiUI\ hl)~·n.


34

Sop ra il c om portamento di un ger me del g rupp o dei c oli a t ipici di f ronte ai sie ri agglut in a n ~ i pe r il d isse n teri co di Flexn e r . Nota del prof. Mar io Levi della Vida, mnj!;giore m(,dico, incarÌ<'lHO di igien e applicata· a lla ingegneria edoc1·nte di batteriologia nella R. UniversitiL d i Roma

ln questi ullimi ann i, speci almente in occa::-ionc delle nunH•rose i ndagini ]'>er scoprire i porlalori del vibrione colerigcno o dei batteri del gruppo liro- paralifì, mollo si è srdlto sul valore da at-· tribuirsi, nella diagnosi dei germ i sospC'tti , alla prov a della agglutinazione. Per la maggior pm'lc i laYod concl udon o arnmcUendo J' .1s:snlu ta specifìC'ilà di essa, .e quindi il suo in discusso Yalo.·e di8gno. stico, falle nalurnlmente le opportune riser\'C per alcune cause di errore, fncilmenlc eliminabil i; quali le reazioni di gruppo, clw si manifc:slano soli an lo fa{·endo k prow agglutinallli in rapl orli lllollo in feriori al tilolo del siero; la inagglulinabililà di alcuni stip.ili di germi qu:-~ ndo siano di rete n te isolati; ecc., ecc. A proposito di alcu rw mi e ric.crc he S<ipnr vibrioni non culeri gcni cp pure aggluli rw bili dai sir ri specifìc.i in rn p porti n· la li \'amen t e elevati, puhùlicale sulla fine ddlo scorso' anno, v eniYo anch'io <.J lla con<'lusioue che il valore diagrrostico della prova agglutinante, per i vibrioni del colera, do\:cv::t eonsideràrsi sempre ind iscul ihi lmenlc assoluto; pure esistendo dci sieri specifici, i quali, aH'JHio un elevalo conlenulo di agglutinine normali o di gruppo, erano capaci di agglutinare dei vihrioni non colerigcui in rapporti m ollo alli, ma pur di g ran lu nga inferiori al ti tolo del sil'ro. Ora però mi è occorso di recente di osser\'a re in un gl,'rnH.', appartenente al gruppo del IJ. coli, una proprie tà che scuole in qualche modo 1:1 lidu cia nella cos lanlc spcdfìcilù della prova di aggluti nazione; poich è lale germe ha presentato verso i sieri_agglt!lin an li un comporlamenlo così sLrm10 da gdlarc una nuoYn luee su i concetli quasi universa lmente acce ttali per le reazioni imnnmilaric; Lalchè mi sembra non i nopportuno di rifcrirne,' sia per l'importanza che le osscrva:.::ioni fiHor·a compiu Le possono avere dal punlo d i vista prat ico, nella diagnosi dei germi; sia anche per la importanza che, dal punlo di vista scienlifìco, potranno. acq uis lare per


!'OPR .~

lJ. ('O]dPOil'f.UHmTO DI

1·~

(;ER~ I.; ,

F:l C.

la lt'oria dell'hnmuni là gli ullt•riori <;ludi che nll'rilano di essere [alli su quel germe o su germi aflini, Xel se ttembre di ques l 'anno, csst'ndosi manifl'slalo in un p a<>scllo tldla Yal Hoilc un caso di di:-;-;euleria, hatleriologicnmcnll' acrertato, du R. liysenh·riae Shiy1t- [\'mse . furono compiult' in uno dci bhoralori bnllcriologiri d0lln ... armaln delle riccr('hC sull'acqua potabile t'lw alillH'Illa <.letto vill:1ggio. na alcuni t'~llll pinn i, prelevati in momenti diYcrsi c sempre con ogni cautela, fu isolato un germ e, clw, per al eu ni caratlrri colturali, e per esse'!'.~ i awtutinato fino al lilulo limite da parte ùi un siero spcrifìco, fu dal <1ireltorc di <ptel labornlorio idcnti fì c·ato eon il JJ. dyscnlcriae Fll'.rncr. La slt:anczzn dd caso, per eui nel l'acqua di un JKI<:>~c don· non esislenmo altri <:asi di· disscn lrri:.1, aJ eli fuori di qul'llo citalo e do\'U l0 ril B. di Shign, si lroYaYa proprio un gl'rmt' id(:nlifìcabilc con il dissrnterico di Flexner, mi indusse a prt'garc il col lcgn di in· '~nrmi il batterio isolato, onde solloporlo ad ulleriori ricerche. Si fratta di un batlcrio morfologicamenlc appartenente al gntppo tifn-coli- disscnt<:>rici. E' irnmobilr, non resiste al Gram. Cresce henr a 37o C., n1cno rigogliosamrntc a tt>mperalura di sl:.1nza nei eomu11i le rn•n i di coltura: in l orbida il brodo con formazion e <.li S<'dinwnto discrl'Larnc nlc abbonclan le; dà su ngn r p a l in a griginslrn, opaca. non mollo sp('Ssa; non fluidifi ta [[). g(• latin a; :-;u palata si SYiluppa con pnt in a po~·o apparistl'nle. Saggia l e le proprietà J'ermenl nli,·c sui piÌI comuni idra ti eli carbonio, ~ risullato subilo un fatto el i cap itale imporln m.a di:lgnostica : le inlìssioni in agar glw;osalo danno lu ogo a SYiluppo di gas. . Lo s,·iluppo nei terreni di Barsiekov potC\'a inYero fa •· ast-ri\·cre J! germe al gruppo dei disst• nl crici tipo Fil'x ner; in quanto ehc il Barsìekov con gl ucosio dà luogo ad Hrrossamell lo e coagul azione (<"oagulazione veramente assai più inl cnsa e r apida dì qua illo ho di solito osservato in varii slipilì di B. Fl exner); il terreno di Jla r~ie­ ko,· con latLosio rimane innllt'ralo: lo stesso Hccadc per quello con s~ccarosi o ; si ha, arrossamento e coagulazione ncl · mezzo con manmte. .Però la produ1,ionc non solo di acidi, ma anehc di gas dal glucosio ha, come dicc\·o' imporlanza predorrunantc· poiehè ri lencro che ;:, caratteristica essenziale dei b. dissenterici sia quella eli allaccare il gl~co_sio con sola produzione di acidi; e b asta, a mio parere, la pro~netn eli fermentare il glucosio con formazione di gas per escludere tl gen~~ S~tddelto, isolato dall'acqua potabile, dal gruppo dPi dissentertcl. )


36

SOPRA IL OOMPORTAMEC\TO DI UN OJ>RME, E:CO.

Allre proprietà successi,·amcntc risconlralç nel germe in parola conYalidano, del resto, tale modo di vedere. lnfalli, se duranlc i primi giorni dopo la semina in llrodo non si ha produzione di indolo, questo appare, c in quantità apprezzabile, a partire dal :Jo- 6o giorno. Cosi pure il ]al le non è dapprima co:1gulalo; ma già clopo tre giorni ~a prova del Biffi è posilin1; c dopo 6 o 7 giorni si ha un inizio di coagulazione. Infine le colonie sul terreno di Endo, in primo tempo del lullo tscolor::rle, prcsculano nei giorni successivi un nucleo eli color roseo. Ciò dimostra rhc il germe allacca. per quanto in piccola n1isura e LarcliYnrnenlc, il lallosio, ton scarsa produzione di acidi. Per i caral.lcri sut'sposli il balkrio isolnlo dall' arqua potnhilc (c che per breYilù chiamerò d'ora innan7.i, dal luogo o\·c fu isolalo, b allerio Br) deve essere iùcnlilìcalo con il B. paracoli di Jensen mod. Bahr. Però il fallo osserva lo clal dirl'll ore del Jahoralorio lntt teriologico, il quale aveva stabilito la diagnosi di B. Dyscnlericum Fle.Tncr, vale a dire J' agglulinabilil à del germe, isolato, 1ino al 1ilolo Jimi lc, con un siero anli- Flcxncr, è stato nnchc da mc conlrollalo c confermalo con numerose ricerche. Jnfalli non ron un solo siero, ma con sieri di prO\'Cnicnze di\'l'rsr, ed nnchr co n due sil•ri dn me prepn rnl i nel lahoralorio cll•lla. . . armai a da conig li i1nmullizzali co11 s1 ipi li del 13. dysenlericwn FIC'.rncr, il balleria Br si 6 agglulin a lo in rapporli corrispondenti a l ti lolo limit e o per lo meno àssai vicini ad esso. Io ritengo che la prova ngglulina11lc ch've rnpprvscntare l'ullimo esperimcn l o, l' e.rperimenlum cmcis, cui so l lo porre, per ide n li fìcarlo, un gernw, quando esso, giù per i carallcri morrologici co lhurali e biologici, sembra corrispondere ad un dclermirHtlo hallerio, di cui si possiede i l siero a egiulin a nt e spccifit:o: non può c non dc,·c prcct•dere le ri ecrche morfologiehc e colturali ; c. siccome di solito 1ton le preccùe. nou si può a priori escludere che il fallo ora occorso a mc, con il n. Br non possa forse allrc volll', e ~eon relulh·a frcqueuza ripetersi . Però certo il fallo non è ·conosciulo. E ' no lo invero che vi sono parecthi balleri pl·ri'L'llmnl'nl\' corrispondenti per carallcri rnoriologici e collurali e pc1' pt·opriclà fcnncntalive ai b. dissenterici, eli questo o di qurl lipo. ma che non rl~ro n­ dono posilivamcnle alle prove della ngglulinazione con i sic1·i specifici. Sono quelli che furono chiamali pscudo-clissentcrici : cosi come esistono i pseudo-mcningococ.chi, simil i in Lutlo a l diplococco di W cichsclba um e m a non aggl ulim-lbili dai sieri anlimellingococciei. :t\el caso del B. Br si lralla invece del fallo inverso, vale a dire


37

SOPRA I L COMPORTAMENTO DI UN Gll:R:\IE 1 ECC.

di un germe, che squisitamente reagisce a contatto di un siero agglu-

tinante anti-Flexner, pur presentando dei caratteri biologici, specie per quanto riguarda le proprietà fermentative sugli idr~ti di carborùo, che lo allontan~no dal B. Flexner, e permelLono invece di identificarlo con un B. coli atipico. Per addentrarmi un po' nellar.natura del fenomeno ho istiluito dapprima alcune prove di agglutinazioné, previo riscaldamento dei sieri agglutinanti a 65°-700 C.; alla qu.ale temperatura, come è noto, vengono distrutte le agglutinine normali. Ora con i sieri così traltati ~i ollengono, come con i sieri non riscaldati, gli stessi risultati: vale a dire le aggluiina.zioni del B. Flexncr e del B. Br negli stessi rapporti. Con il che si può escludere (ciò che del resto appariva verosimile anche a priori, dala. l'alta diluizione in cui si compie il fenom eno) che la agglutinazione del B. Br possa essere dovuta alla presenza nei sieri di abbondanti agglutiiùne normali. Ho ottenuto dei risultati assai interessanti da alcune esperirn'Ze basate sul fenomeno dell'assorbimento specifico delle aggluti nine. n . siero anti-Flexner è stalo mescolato, in un rapporto. quasi corrispondente al titolo limite, con il B. Flexner (provetta l c 2) e con il B . Br (provetta 3 e 4). Le q.uattro provette sono state tenute a 37° C. per due ore, e, dopo avvenuta completamente la agglutinazione, sono stale sottoposte a centrifugazione e se ne è, decantalo in altre quattro provette il liquido sopraslante limpido. Quindi là, dove è stato decantato il ljquido delle provette l e 3, si è emulsionata quàlche ansa eU agar-coltura del B. Ftexner; e dove è stato decantato il liquido dalle provette 2 e 4, qualche ansata di agar-coltura del B. Br. ll procedimento e il risultato dell'esperienza viene chiaramente espresso nella seguente tabella : t• ~·asP: assorbimento delle a~gllllininc

S:Pro ant.i-Fl exner diluito 1.3000 B. F lexner . .

a 3'1° C.

Siero ant i.Flexner diluito 1.3000 + B. Flexner .

per

+

s• r~-P: dimn~lt·~zlo ne dc: l le (4!~1utiuir:f.!. non assor IJH e

+ B. F lc.xner l +B. Br.

Rtsullllto

.

1\

agglutinazione nega.tiva.

· 37°0

sgglutionzione neg >1tivu.

Siero 11nt i-Fiexner 1.3000 + B. Br

.

Siero anti.Fiexnrr l 3000 + B. Br.

diluito

diluito 2h, poi

+ B. Flexner.

centri fugnzione. +B. Br.

per

agglu tinazione po~il i va.

Ih

aggl utinazione gntiva.

D I'•


SOPUA JL

CO~II'ORT.I~IE~TO

DJ t:N GERME, _ECC.

I risulta li delle esperienze dimoslrano che i l B. Flexn cr sottrae al siero an li- Flexner ogni p o le re agglulinan Le, sia per l o slesso baltcrio, sia per il B. Dr; il 13. Dr invece, toglie a l siero sollanlo le agglulinine capaci d ì legnrsi ai propri ngglutinogenì, non quelle che determinano la agglutinazione del 13. Flt'xner. Questo il fallo in sè: in quanto alla inlerprelm~i o ne eli esso possono .so!Umlo avanzarsi delle ipotesi. , E la ipo1csi più scmplic~ l'q uella eli ammett ere che il B. Flc.xncr c il B. Br ahhiano in com une un yrnn numero di gruppi a(Jglulinogrni; ma di più, nel supporre, come si fa in genere per i varii g<:rrnì, ch e il B. Flcxner abbia parcc<"hi tipi di ricellori agglulin ogeni, bisogna in questo caso anc·he ammc llcre che in esso siano in quantità rilevante, pre,·aknle sugli all ri ricellori .secondari, non solt a nto i r~­ cellori primari, ma anche quelli che esso ha in comune con il B. Br. Con tali premesse il risu llato della esperienza, viene pcrfetlamen le

:SlJiPga1o (l). Una dim os trazione evidente rhc il B. Br ha in comune con il .8. Flexncr una gra111Lc qwrnliiiÌ di ri cellori agglu linogen i, viene fornila dal ris.ulla lo di'Ila immunizzazione di conigl i coa il B. Br. Da due animali immunizzati c.ou i niezioni cudo-vcnose di agar-collura sospesa in soluzione fisiologica, ho avulo dci sil•ri agglu linanli aLlivi verso il B. Br fino al lilolo l: :!.)00, c verso il. B. F kxncr Jìno al rapporto dr l : l j()Q. II fallo da mc osservato ·non è di per sè quulilfllioamrnle nuovo; le re-azioni di g r~tppo sono ormn i hen note c ~ludblc , e si prl'se nLanu, con g randi!-~simo l'requellza, n chiunque compia riccn·hl' · scrologid1e: esso è nuo,·o, p('l'Ò, perchè IJIWIIlilolivammlc ~1ssumc proporzioni tali (l) ~i put, rap''""'""•·ntH. r·~· i·,lltd:l.llltlflt'' ,. rf ri . . 11llatn •lt ll't•-..fH''•iJJtl'rltn iu flli~''Ìr•r1\ a1,1,,\~ ~l~ioii/.•Jt r·lu.\ra • •\ddn··•"rHft~ 1111

\':-i.. utptu t•l, ... r•Htl•" tutiP (... ~··a.plifj,•a.;;i•nti ,::rr•L-ti~·h" o nu,...tv.inni ÌIIHI\tllll:lt.t'l•' • \a illlf•rpr••tnlt• -.!• ln t'0111r• a\ t'flt• \·a.tun• auu· l\1\.!lt'l• n.a.pp'''''-'t~tliJII Ì\•n: t' JIOJI \"lllllt. Jti• pn •'• a, .•. ,..... \ u.fnt'to di fil!IJI'I\.I.ihJIJ' l'\'fi.)J•. Strppullloi tll•l ~L• 1111 lhlO l h• il H. Fh·\lwt uhllJP . ,,!fr•• n i ti•••·L1•~r; uJ!t.dutÌI111t!''lil ... p,·t•ih··i .\ . ~dtri th' -.r .. J ,.;,~,·tlnri . IJ . C. D . . . . :,.. ti H. lh· u.ld , Jn . ult r·p .u rtn IH•ri s._., ... ttdrll'l E, l! . G . .

1!1 ·ri••J tt• 1u la.t1H di

a.r.•·h

1

do·J ricd1HJ' l l•Jiflitl.l'{ ]l . PHI 11 11J i 'llllltdl ('1111 Il H. l•'lt•.'i:fh l': ( 1 :->11ppnt tJ:LIHtt HHt'Ul'l). c·ih·

gli 11..!:.!'11 lt 1111f.lo{t Id A t• l i JIC l B. Fh·XJic l' :-.llllJitl , tJ'IOitl irtt.li\JI.IIh 11tt• , JJt•l rappurtu d i :.! :l.. ~ •• lt JUHH~IItiatt~n tu.a c••·rln. qno~rul it:'1 d t H-:.:~ 111 1 illJJt•· nc·J...,j,.,~~ Hrt1 t -FI.•:\.IH~I", p . t·~. tHtt)_cu,p uuiru ~ti c·o!Jd,tl'u.lir•n•, 1" r ri' 11ùl'l d··l tÌp•• A ' B in t•L·oi llniti~ di \'ohllllt' ( l t'Ili. t'.).. btJIJ.fHHI d i c-!-oo...,l ~'n"' fiCJ sp•·t·tlu·lt·~ JH,. s!li a~:.,;- l1111lh;t!=•lli A. :~ttU,UI!U 1'- :-eli ng-:3utinul.!('t1Ì B. :\•·Il•" t'sp•'ri·'l17.1 in c·IIJ Il Kt•'l'u • •·a ,fljuito l : :to~•u si cr·o\att~• dUIHjlh' :.!liU a~~lu: J niru· p•·r 1 ri.-,•tturt .11 t• )CIII p~·r l l'ih llori B. Po-i(•• tali pr•'llll'.--.:-:•· .. ~i pur'. i111111.~:.!l .1~orr· f,H·ilr,wu~'" l"tuuln11H ulc• dtlt" ,• .. p•·t·i, 11/.P: S1• JH· I •·nnq'l"'""u tlt·i h;t.l rt·1·i Fl• ~r•t•1·. uu•:--... i u l t•r,nl 11 h• ,., ,, , la dll~llZI~tHI' d··l '-Ìrrn . ... i 11'n\a\'nu,) :!\10 a:.q.dlatulu:..'•'ltJ A •• IOU IJ t'!':--i l•n.IIJHJ' "''d\ JH.ltn . 111 prl!llU i· ulp~~ . u.1 ,-.iPrP .tUili Jl· . I.~C'hlllliÌIIt•cliiJ)II• A t•lJ :(•Jit•rr•ii,ft JH'••\••JI~IIt•itt:-.n••f\Tttln f••UlJtU lltll\ tl.\-ljJIU 1 ' 11 J luu~t• n• l (t.h'lltUt. a:.:~hHtl ai'.HIII•', tu• dt·l l t Fif·,n•'l·, 11•· d1 l H. Hr. IJ1\c·ff' qu.t.hdtl . iu prinH\ l• ·u.p•1 , ~1-llf\. diiiiÌY.I••ru• tlt·l .o:it•J'o t.. ~ta1o U:.!::ÌIIIiln d lt Hr, cln·•.... r., i"" ... tt11f'. t., l •' al "'i•·•·u ~·,1tHuto Jt• (t i(} lUIIlil d 1 C'OIIII tÌI1t\.'liiHI•' p 'l' l I'H'('1l••l'l )f. t•it~uUU'IItlt• lll n lf ('1Htt 1 i11 ('1-o;oOtt )Q t)l1 T'l"" :!il{) IUlLIÌl U.Vl'JJ tl nilÌrJilh .:-.pt•c·illla pt·r Ì J•Ìt•t•tT••rltft l II)Ht : l : l' t'lt.(IU.• i. p•·rt u',, di tlrt n•. itt .'"'(•t'•llldlt Lt'rttpu, il h·uqJut•tHJ tlL·IIa H~~lllllruu.inn,, t ·nn 1l B. F lt':-.o. IH' l'. ltllll pau t•ou il H. B r . 1


SOPRA IL COMPORTAMENTO UI UN GEI< ME, :&00.

39

da t'reare alla specifici ti\ della reazione agglutinante una eccezione; eccezione che praticamen le viene a frustrare il valore d i essa nel derimere un dub bio d 'agnostico, qualora non si compiano altre ricerche sussidiarie, quali la prova dell'assorbimento delle agglutinine. Nella lettera tura ricordo solo le recenti osservazioni di Flatzek (Deutsche med. Wochenschr. 15 febbraio 1917) su alcune razze di B. coli che vengono agglutinate dal siero antidissenterico in ~apporti così elt>rati da polersi scambiare con le reazioni speciiìchc, ma non mi è possibile, nelle atluali condizioni, . riscontra re il lavoro originale. l\Ii è sembrato quindi opportuno segnalnre il caso ocrorsomi, sicuro del resto che falti analoghi potranno facilmente risconlrarsi ripelendo, con studio sistematico, simili ricerche sopra le moltissime, per non dire infinite, varietà di germi appartenenti al gruppo. del B. coli. H o \'Oluto segnalarlo, soprallullo, perchè gli spcrimenlalori siano ffit>ssi in guardia cl:'ll prest a re assoluta fiducia nella sobl pro\'a della agglutinazione, quando a · qucsla non si sia fallo precPclere uno >- ludio accurato dci caral.lcri morfoi.Pgici, tollurali c biologici dci wrmi da idenlirìca re. ·

Otitici e servizio militare in gue.rra por il prof. Vittorio de Cigna, 1ua,rg10re me1lico, rlo<·t>nte da otoriuolariugologia 11ella R. Uuiven;i t à di G.:uova

La questione dP.~li. otihci in mpporLo al sernz10 wilit:~re è dì graude interesse rieì momeuto attua.l<l, e cioò cull'esen:ito iu l'Ì<ll€1 di guerra. Già qualche altro rwt,ore ha scritto e di~cnsso snll'ttrgomento, ma ure•liamo 11\:H:es::;nrio iu.sistere, <•oll'intento di contribuire alla soluzione dell'itnpùnante p1·ublema.. I.~ le:;ioni auricolari nei solcbtLi sono uumerose. Iu poco più di quattro mesi l'ospeclale d~ campo che io dirigevo, designato per tali affezioni nei periodi di soste belliche, ne ricevette 1078, eti è da notarsi che almeno tre A.ltri grandi reparti rice.;on\ nu otitbi nella stes:;a armata.

. (t_uindi anche dttl punto di vista numeriuo la questione è dol masSimo iuter'!sse militare. Xoi crediamo - e lo diC'iamo subito - cl1e tal genere · d i lesioni,


40

OTIT I CI E SERVIZIO MILITA.R B IN GU E II RA

salvo eccezioni relativamente rare, non debbano essere curate col la. degenza. ospedaliera.: la cura. che ad esse si addice è l! uella a m bnla.toria. Negli ospedali civili, e nelle conti ngenze abituali della vita, i reparti ospedalieri, anche specializzati, oppongono ad una. se?.i one ambulatoria, dove le visite raggiungono delle cifre di diecine di migliaia, dei reparti di degenza con un numero di letti assai limitato. Tali reparti o unici o in numero assai esiguo, due o tre al massimo in centri g randissimi, sopperiscono egregiamente ai bi::~ogni sanitari speciali di qualche milione di abitanti. Percbè dovrebbe essere altrimenti nella organizzazione sanita ria militare? Qualche r agione c'è, è pur doverORO a m metterlo, quantunque a ben considerarla essa possa mostrar si più apparente cbe reale. Il soldato otitico in zona d i operazioni è spesso sottoposto a disagi, che potrebbero influire sinistramente sulla sua lesion e auricolare, ma oltre al fatto che gli otitici in zona di guerra rsppreseotaao d ~i soldati g ià selezionati sia. dai consigl i d i leva, sia dagli ospedali dei d'i stretti, in modo che già possono fra di essi escludersi le forme gravi, un'altra considerazione non è per essere senza valore. Nella popolazione borghese, quelli che frequentano i nostri ambulatori ospedalieri, a parità di sesso e di età coi militari, appartengono per la grande maggioranza alle classi lavoratrici o del contado : a una categoria d i persone, cio'è, esposta. spesse volte per le esigenze del mestiere a fatiche, a disagi e a intemperie almeno altrettanto traumatizzanti di quelle a cui possa. essere esposto il soldato. Un'altra cosa deve notarsi, e cioè che nella .massa degli otopazien ti che frequentano 'gli ambulatori civili, r appresentati iu grande maggioranza da infa.nti, bambini o giovinetti d'ambo i sessi, la. percentuale degl i uo.mini di età compresa. nei limiti d i obbligo al se rvizio milita1e, e oioè di quelli che abitualmente lavorano manualmente, è ridotta ai minimi termini. Percbè adunque come militari, e militari in tempo di g uerra, questi stessi itidividui, per una lesione che non cur.ava.no o curavano poco e in ogni caso ambula.toriamente, dovrebbero essere tutti ospitalizzati? Se è doveroso prendersi ogni cura e la m assi ma cura del la salute del nostro soldato, è parimenti doveroso impedire che alcuni di essi possano farsi della loro infer mità, spesso trascurabile, un preteeto a c.:oprire attitudini all'ezio o all a codard ia . lo interrogavo sempre i miei otitici nell'ospedale da campo. N'essuno di essi, salvo poche eccez ioni, anche se portatore da anni di uno scolo auricolare, era mai stato, prima di essere soldato, ricoverato per tale lesione, in reparti spedalieri. Un num.e ro limitato aveva.


OTITICI E SERVIZIO MILITAR.EJ, l N GU E RRA

4l

seguita una C\;lra ambulatoria un po' regolare; nes~uno si era mai sognato di interrompere di punto in bianco le sue occupazioni per regalarsi delle lunghe ore di ozio in un ospedale qualunque e per quanto gravoso fosse il suo mestiere, del contadino, del carrettiere, del bracciant13, dell'operaio in genere. Come risolvere la questione? Con due mezzi: preU!ni?·e e ?'ep?·ime?·e. Per prevenire l'evenienza di una ospitalizzazione numerosa di otitici negl i ..ospedali da campo il mezzo migliore sarà evidentemente quello di evitare l'assegnazione a reparti mobilita'ti di individui affetti da lesioni auricolari gravi, per i quali una cura con degenza ospedaliera si imp011ga. A tal uopo occorrerà. visitare con cur~t e giudicare con scrupolo gli inscritti prima dell'arruolamento e dell'as- · segnazione ai corpi. Il nuovo elenco delle infermità inabilitanli al servizio militare, studiato e com pj}ato in rapporto alle esigenze dell'attuale momento, ha modificato alquanto con criteri più giustamenr.e restri ttivi l'articolo concernente le lesioni auricolari. L'articolo 42, anche corredato colle aggiunte esplica~ive della circolare n. L8 168 l j2 del 4 settembre 1!)17 dell'Ufficio sanitario' del Ministero della guerra, non fornisce, nè poteva essere altrimenti, che le norme fondamentali per esprimere un giudizio. Si comprende come l'otite secretiva cronica non rappresenti nè possa rappresentare una entità morbosa definita e che anzi, sia clinicamente, sia ana.tomo-patologicamente, essa possa comprend er.e le pi ù svariate forme e le meno confrontabili. L'elemento ca,rie ossea, che dovrebbe fornire il punto d'appoggio più sicuro al giudizio peritale, è di per sè così incerto e spesso di così difficile constatazione, che la diagnosi di carie ossea come sostegno ad una suppurazione cronica dell'orecchio non può essere ·i l più delle volte che una diagnosi di presunzione. Questi ardui problemi che si presentano per un referto peritale sulla. idoneità o sulla inabilità al servizio militare di un individuo, che si presenta molte volte sotto ogni altro riguardo validissimo e perfettamente idoneo al servizio incondizionato, presuppongono l'esame di un otoiatra sperimentato, il che, oggi, col grande numero di ufficiali medici chiamati in serviz io militare, è una cosa, perfettamente attuabile. Solo un abile specialista potrà da un esame, spesso per necessità affrettato, trarre gli elementi ad un giudizio sulla natura e l'entità. di una lesione auricolare e dedurre sulla idoneità o meno al servizio militare incondizionato non solo in rapporto al reperto obbiettivo del momento, ma anche alla possibilità. di aggravamenti e di complì·


O'!'ITICf E SERVIZIO MILITARE IN GUE:RRA

canze cogli inevitabili disn.gi di un ser\"izio di prima linea'. Solo col· l'uti lizzazione dell'opera cii u n v ero medico speciali::;t.a si potrà evi_tu.re <;he siano mandati ai reggimenti ind ividui che ùon anuo, in un brevt> la:s:'iO di tempo su0cessivo, esserne staccati per andare a popolare gli osperlal i da campo. · E aJlorfl. s i potrebbe fare un'a.ggìnuta all 'art. ·±2 dell'elenco delle i nfènnitn, aggiÙ11ta che potrebhesnouare cosi :« Votm·1·ea se111plice (1), an ('li~ se a deuor;-;o cron ico, non menoma l'idoueit.à in cond izionaca ai sen·izi d i guerra ». • Una se m p l ice otorrea, a pari. e <~.nclae o.ffe?.ìoni del condotto uditi v o esteruo che ne po::;sono e:;sere la causa, pnò ra11presentare l'esponente di nna le;;;ione della cassa ti mpanica, sin, pnre ad anù;unt>uto cronico e eli difli.t:il e curaiJilità, ma anatomo-patologicamente minima, e tal~ da.' uon menomare in alcun modo la idonei tà fisioa dell'individuo che ue è portatore, e da 110n esporlo, anche se adibito a ::;ervizi f a tieo.si , a ri,:;chi maggiori cbe per qual,:;iasi altro indi>•itluo, In tal caso snre lJbem i m· i a t i rti corpi d r>g li ofurmici e nou cleg li ot itir:i, il c h e auclae seuzo. \"Olc-r sott.ilizzrmo~, rappresenta clinicamente una. cosa ben cl ivorsa. Così arluuqno, m<:>nt.re s1 \'Crrebl~<.>rÒ giust.ameut.e ad allargare i linai ti dt>lla iciollAÌtà ai sernz1 incoudizionn.ti per ·inJividni l·he in n·nl1 à, per una semplice otùl't'f'Ct non potrohbero giurlicarsi altrimenti, si arri,·orehbe anche a p1·e1;rnire la pletora df'gli otiLici nelle unità s:ìnilnrie di prima linea, e a rl'prim r:~·e l'auuso della richiesta d i visita (l) CrNi:nmo nppona n•'•·•M;urio fur n o tur!l c:l.o tu le d enuminaziono è b en luugi ro::.ut1ts.. LI\ pnr•>lu "''''.,.,a· Mll!l!!'rori'IJI ,t: il conc•,..tto di uno "'c::••l•1 fiucntc cd abboudnnte. q 11Ùt• ,_; n~"nrvn in c•·• ti f''rHi d> lt•:>i .. ni nuric<•lflri nc::uh· <> J'Ì>H-IIti;,.~.nll·, Nm pnr•<>cipn· zionl' 11! pro r. '" •0 ,f'tti••u <'•l infi,.m•natnrio t!l ·ll"nn tro lì dt·llo c:r•. lul" un•sf{ idr•!l. Q ul·sto sin~otru\ hn nnzi quusi >'<•mprc• tm 1011 Yt\l'lre diugnosti•·co dt• lla crnnplic-•lll'l.l\. doll,,,~\o:Pf'•' c•IJnirnJll(ln~'

u

C()ilt\ l <""Ìt·llt"tl Oi•l'l' f'l. ,.,(lillf•I~ CC 1ltlÌ VPrr('II)JJOf'l J11Vl'Ce dr~ignt-\TL' Ufltlo CUtt"~(lTif\. di ll'sinr 1 .J .. Il'urE>ech o n>,·cJin. i11 c•• i l'un>co hÌnl!llnn nrcu~nto dul m:llato ò unn &r.nlo di 1

ffi11C<l-p11rOI I'Htlt O net.tl\fUI'lllt• nlUI'09•l, tìJantC', pÌ\11 to-to ,.CIII'<() , M'I17.Ao ÌOIOl"O. 4l' in cui il ~"~'l'<'l'tn ohh11•1 t.ivl> è prrl'~nchò unifnrro•' 1:l cost.nll.'. e cioò unn pl'rfort"zit•ne timJHtnif'lr\ inJnli7.zata n•• Ila IIIPtit inferinra d,•Jin i\L. ~pe,se vnlte HIIWriorlltt?ntt•, in C\lr· ri ,p•>:!d<mza d •• ltL npon u ra. tnha.ri••n, at trtWl'ISrt la q n n[(' flJ'Jl'' rA In 11 \l! Cosn de'i la ca.s:,u p•ù '' IU" llO i<.fìlt r .Ha '' qualt'ia .. voi • n nucl•c akp>n10t.u ipPa'pl .t<l i ca.. L" l>·~ iw lÌ <:t>l' tt.Priz<mt r t la simii(l r f'pt•r·to lu1111W qwosi -empa·o u n rlc·corso cronico e p •fis" n, e>!'l•<'r~ 11nrhn d i •litlìcil" "urnbilitò. p•· r quanto t'Ì~tllnrd,, In C:I'<~M.iun~ del lo

!'(lCrtlto

"c•>io, 1111~ p<>!!~lluo •· li naomn n e con s&Ù•: rnr.-i qun"i ,., n•pr<) l•·g.;Pr:O e tali da n•on P8Jiorre il port •torc a ri-nhi •l i g:t·nvi '" r•'P ·n tino complican:.-;e. Gli iurli vidui nffct.ti dfL unn t .dr' '""~'~''l'l. ·'C>IIf>lleo· 111)1\ ptw:; •no P non drhbono solo 1wr u n ,, t.<tle l .. ,i •ne es.~·' l't' ~ iudi ca~• i inabili ,.) sorv i"k' auilii.;•n' incnndi?.innnt<>. A ·1cho ()onsidorara rt~rne artijicialr, Rtnbilitonc il prin.cipio in 411C'!it!\. catc)!orin til . l e;oinni auricnluri . il pcr>t<J otfll!'trn potrì• tr.> \'nr.•, comliuv11to rlnlla ;;un e;;p•·rienzn ol inic:.•, i punti ùi pnrt•·nzu p e r un giutlizin . chi' pofril. -i•~ purn c•>i m•h>imo scrurol<l pt>r J;, tn•el" doli,, !'<nltt•E'I rlel svldato. HCq"i~ir.• nii.I'SC >'<'if.O in galea..-a, un numero non indi fi,·r• nto di soldati v aliùi o incnmlizi ...nHtnmeuk idl•Jlf' i.


l

OTITIOI E :;ERVI ZIO MILil'ARE IN GUEHRA

43

per lesioni auricolari, abuso inere n te in parte n.lle disposizioni del vecchio elenco, in base al quale molti di tali soldati erano già stati. per il passato r nsseguati come inabili permanentau1ente a.l servizio militare. Ammessa u na cernita oculaJa. fra gli i scritti con lesioni anricolfl,tL da adibirsi al servi zio incondizionato, nessuuo o ben pochi dovrebbero, in seguito, essere allontanati dni loro r~>pa.rti e in ogni caso curati 1\mbnlatoriamente presso le rispetti ve inf~rmerie . Quando al medico del corpo manc11.ssero i mezzi o gli eleuH•nt;i per gindtcare con coscienza sulla ent.ità di una lesione auricolare e <·JUÌn<li per casi eccezionali, gli ammalati dovrebbero essere inviati subito presso un re· parto otoiat rico nella rispettiva zona di guerra, dove immediatamente potrebbe esser& dato un giudizio t~nl ca::;o, e òa do,·e s&rebbero rìn· viati ai corpi quegli indiYidui rit.enuti port.atori di una lesione compat-ibile con ogui servizio, trattenuti quelli giudicati suscettibili di pronta guarigione, infine ::;gombrati sugli ospedali territoriali quelli meritevoli di provvedimeniii met1ico-legali. Rimane la. questione della. cura.: ma yJos,iamo di r subito che la cura di una se1nplice oto1'1·ea si limita a preeetti cosi elemt>ut.ari, iH ma~sima pR.rte di igieJH~·, r:he, raccolti in nna brevissimo. cin:olare ai medici dei reparti ruobilitati, es"a pottebhe essere aHidnta a qnaJunqne medie<\ anche non speeialista, o anche ad un esperto a.int.ante di sauità o infine al malato stesso. Quando fosse radiel'lta nt>i soldati la convinzione che uno scolo n.uri· C<•lare non è rag ione suJliciente per esimerlo dal servizio in<'ondizionato e per allontanarlo quimli cJal suo r f:'parto e offrirgl i i dolci u~ii di una dE~geuza ospedaliera e lo svn~o innocuo di una int.ennilln.bile JWregriuaziolJe da ospedale n d os)Jedo.le (l}, si a:>sotti~lierebbe o forse ftnche S<:o1u parirebbe dal n... gistro dtllle visite giorualit're la f•)lla dl'gli otor· roici in cerca di un pret.eslo per allontmJar,;i dal proprio reparto. ~~ colle otorree nntent.ic:he r-;coz.nparirt:blJero, heuefieio non iudiffl:!reut.e auche dal punto di vit-tt\ morale, le nun ra.re le..;ivni pro,·oc.:Me, trì,;te appendice dtdle prirnf'l e m>tura.le c•m:-iegneuza della. t.roppo f'tt· cile sgombcrahilità degli ut.itici dai loro c0rpi . Per conclu•lere adunqne, cout.ri hnirauno alla solnzioue drl gra.ve dt•· (~.) Nel.~io _o•p<'ùl_\1? fiH'O V~> In sw< 52" tappn un sold.,to otili•·o. Qu :11to_ ind i•·id••·'· ,. P r ord tm r•ccvutt 10 ho pn ,..,;nto nd un ,-,3u t'S)w~lnlo. uon uw•v" h t ttt, ~ommnn1 1"'1 cht: una cinqnuntim\ d i cio1nt di Ct\tti \' 0 sen itirl 111 lit!'ore it o <'Ì"CH dut> unui l'd ;~~1'\~<tato sll_o St11to. c ompt{t.nu-lo a 5 lire c:iornul:t•r" Jn <11·;:<"•7.1.\ o~rwdnliem, ci ri'f\ . . h re, !l()nzn r:C~ nto.re il .uo soldo e le alt r<~ ~'P' ~o inert n ti 11 i ~;uoi nnm •·ro-i e sn\ne.q tra~JlO •. lll ' · · f ('l't'fWII\ · t ,\gZtllllplim" ' ' • " ('l>' l t?""'l'l\ d O tg l t . r•l C<tffitOO~ O IU 6 tuotO ~IO, e<·n-~adulo, ancht• m·lln orgnuizzazi ono ci vde 1., , ..., .. rern c•m .;t.t\.tt> completmn •- nle peruut e..

'


44-

' OTITIOI E SER'VlZlO MILITARE IN GUERRA

quesito oggi a1icor a esistente nei rapporti del serviziq militare per gli otitici l'adozion e delle seguenti norme: l~iconoscere l'otor1·ea .Ye'lllplh·e come una affezione auricolare particolare, esponente di una lesione clin icamente e anatomo-patologicamente assai spesso lieve, anche se di lungo decor:;o e di difficile cura, e tale da non menomare la idoneiti~ del portatore ai servizii incon dizi o n~ti in tempo di guerra. Stabilire che gli otorroici debbano sPmpre essere curati ambulatoriam ente ai loro reparti, per d ispùsizione tassativa e solo in casi eccezionali, previo il parere espre:<so da un repar to specializzato fra le unità. sanitarie ava.nzate della zona, ricoverati iu un ospedale. 1 maggiori incom·enif'n ti saranno sempre evitati, se d ei giudizi alla idonei tà o meno al sen·izio incondizionato per una le5ione an ricolare in atto siano sempre e in moLlo assoluto incaricati ntliciali med ici, otoiatri specializzati.

L· ltt ero epidemico a l ca mpo per il rlo1 t. Bentdetto Nicola. <:al'it:tno mrtlicv

L 'Intendenza gt-nerale ùell'eRercito, cllr b:1 saputo dare il massimo e r eale conti'ibuto alla rlilr•s:-L sanitaria non solo dt·ll 'C'sercito ma ùell'intcra. n::•zione, a proposito d<' Ilo studio cl<·lie forme-morbose itt eriche, con circola.re apposita, richiama l'attenzione dl·~rli stncliosi, dando le norme gem•rali per nn piano pratico di ricerche sull'argomento. L'occorrenza quindi di due epiùemil·. di itt f'ro osservatr in ristretti centTi alpini, ed alctmi rilievi sull'ambiente, sulla modalità di comparsa d ella a.Jì't•zione e sul decorso clinico stesso, mi btLnno suggerito di rendPr di pubblira ragione i fatti osservati. Le mie deduzioni sono basate puramente sui fatti clini ci e sul momento cpidf'miologiro, non ~Lvendo an1to occasione ecl essendo nf'lla impossibilità ao::~oluta di bre ricPrche Sl>cciali baLteriolog iche e sperimentali. L a prima epidemia. ùi it.tl>rizia si è verificata n ri me. i di gennaio, febbraio e marzo l!Jl6. I casi riscontmti ammontano a 37: e per i ca,ra.tt.eri clinici b(·nigni che presentavano furono tu tt i rirowrati e curati nella infermeria del presidio. L~ truppe; che forma,Yano il presidio, a;pparte,nevano ai servizi ausiliari dei gruppi alpini ... e ... , con un complessivo di forz<~ di 1600 nonrini circa. I dati a,namnrstici raccolti da i singoli pazienti non fanno rilevare tra i precedenti morbosi nessun elemt>nto di fatto clic per lrt sna ripetizione possa supporsi in nn qualche rapporto con le-.. forma iLterii.ca, come pure negativo è il gent ilizio s ia nel rigua.rdo di m ala t tic co:;tiLuzionali od ereditarie. In pochi casi fìguraya, la prcgress:1 malaria od infezione tifosa.


l I.'! 'T'l'Er:o EPIDEMICO AJ, CA:UPO

4ò

Di specia le im.porl"~tnza shl il Jatto dl<' i <·nsi <li i l l 1•ri:dn. r-; i sono n :rifi cati esclusivamente in q_uei ><old at i d:t poco giunt i i11 :wn~t, quali complemt•nti, nuovi a.lla spe<·iale viht militarP t> con poche st•U imam· di istruzione pr('SSO i depositi. Quali i'I'/..!'Hi· prodromk·i ddht malattia si sono riscontrati per lo più disturbi g<t stri(' i, itl:i])IWf<·nza, st>n::;o d i n<ttt>l(:a, a volte con 1lolorc all'epigastrio. lievi' a;-;t1·uia, dolori Yaghi a car:ltLt•re renmatoide. ~on si ebbe anche all'inizio mai fehhre. Gli ammala t i si pt'f'>;<>nta.\'ano a li:\ vi~ita medica il più d1~lle volte per }a, eomparsa d<•ll'in t.ensa. colorazione d~llc orine e dell'ingiallire dèlla. p<'lle e delle sclerot iciH:·. I-'e .feci si sono dimo~trate per lo più scolorate. Il fPg:ti o legg<'rnwn1 c t nmrf'atto, con dolore alla. prE>ssione nella r!'gione della c·ist ifellea . Non ho m;ti verificato al tera.zioni apprezzabili d<:l cuore; a volte lie,re bnulicardia.. Xt>lla pluralità. dei casi il di'Corso dopo i primi giorui ha mostrato un pronto miglioramento. Col ri]JOSO a lr i t o, c'o n una ùidh appropria.t-a (latte, brodi, uova, verdura) e eon alcuni sussidi tcrapPul id . i fa t t i soggettivi prontamente si attf'nuavano, il colorito della pcllf' srompariva eol dimintùre e lo sparire dei pigm<•nti biliari n elle urinP . Ho visto mahti dopo circ'a dieci giorru dal periodo acuto, la cu i clnrabt lllPcliiL enl, di einque a sette giorru, ristabiliti com])l!-'1 amen te anche rip11::mlo alto stato fi:o;ico generale. Joìon ho m a i osr;ervato ril'adute durant,t' la. mia prl'tnancnza nella zona. (circa un anno). In un 1mieo caso la. scompar~>a. d<'lla, t inla. subitteric·a avvenne dopo circa tre sei {.imane eù in 1al periodo l 'ammalato accu~ò sempre disturbi soggettivi di pora. importnnza a. rnrico llell'apparato !!astro-intestinale. Gli esami delle orine, p raticati nPllahoratorio ha.tteriologico del... corpo d'armata, hanno sempre dimm:l rato la p resrnza. di pigrnruti biliari - sempre venne escl.usa la possibili1 i1 di iltcro da ac.ido pi· CI'ÌCO.

La seconda epidemi~~ Bi t- m anifestata nei mesi di ag-ost·o 1:' s('ttembre1916 f1:a i vari reparti sftlmeric (30 sca_glimw) c scr vir.i au~;iliari per ~ruppi alpi· n~ .... c ... che stavano ùa p iì1 di un anno accaoLonati a ... pi(·eolo paese al· pmo ed in par te anche abitato da. popola.zionP slavll, ;tlla qualo era stato concesso negli uJtimi mefli il-rimpatrio. La forz.<t di'l prP~it!io ammont.ava. n. Ctr<:a 2200 uomini. I casi di ittero in numero di G3 si flono verifica.t.i in mo· do saltuario nei vari repart.i, e nelle ma.uifestar. io'ni iniziali , si ebbero differenze, percbè in molti casi vi fu chiara la forma fPbbrilc ebc dava l 'im· pronta di una malàttia infettiva, in a lt ri la fr.bbre non fu presente o fu a.ffatto effimera, pur decorrendo la lesione cogli Atessi caratteri clinici. Cont.f'mporaneamente si verificavano alcuni casi (ù1 tutto sei) dì itterizia anche fra la popolazione civile, <>d in a lcu ni rcpart.i (d islaccamrnto genio teIE'grafisti, carreggio del-la ... ba.Ueria. d 'aRsNlio). i quali tlbn-ano accantonati nelle adiacenze del pa('Sc ed i\'i ~;olo v enivano per il rifornimento ùdl'acq~a, ~SSE>ndo unica la font'e nel pn•sidio. Colllt· sintomi prrmonitori, p er ll•veN!t giorni gli am ma In t i aecu~n ntn o mllliW<l. auorpssia, rlolori vaghi co~ se~'>O.di pPso a lta. rc>gione t•pn.tica. manf·;lnza gr:1.Vt> 1l i for:w. NPIGO p.lOO <lf'l cas1 ctrea ~ per i primi otto o dieci giorni si ebbt• khhrc da. p rima r emit· t~nte P!('vata, poscia intermittente quotidiana, n~>.!.!li . alt.ri casi il movimento febbrile fu di poca importanza o quasi non avn•rtito da ll 'amma.lat?, Abbasta nza. frPquente fu anche la stipsi nei primi _giorni. La tinta ittenca ~ielle mucose e della cute comparve 4 oppure o giorni dopo . . 4.11 t>Ka.me obbiettivo ho rilevato: stato tli n utrizione scadente. adinar1a.a vol~e intensa, senza turbc psicluchc; Non ho rilPvato un rapporto mtens1tà e precocità del colorito itterico e le condizioni genl:'ra li dell ~~malato, poich~ a volte esisteva solo una. lieve t,inta. itteriea in ammalati a asta.~za gravi, con febbre e fenomeni di aRtenia. generale. . La lingua si presentava per lo più sporca, patinosa, con alito cat.tivo.

;a


t..'lTT!WO FPI n~;~l!CO AL CA.IIli'O

4()

1\Iett•o r i~mo uu .. sl i n a h• cvirlPII tt•: fl'!!'<lto dolt•n t!' <d la p al pazin nr r livq·:nen (c inJ!rOs:'a(o : nti lza palp<thilt• tldla Jdnritù dPi c·;t:-;i . ,\.:-;st•n;-:a di r-rnzinni cutaU<'P. Le fc·c• i fo n n:IIP o poltac·c•t·, l'<ll';tnll'llll' di;tnoic-IH•, si d itn<Js(rarono se11rpn' ab ba.- t :wza. c· o l o m t c·. R ig-H;ll'C lo al ,;i:-;1 c·ma l i n rug-b n d ularc· ili ma:;,.j tna ho l'il'·,.a 1o pic·t·olt• g l:md olt' , distiutc. indo lPJJI i, "po:;l al1ili <tl!c• rc·gioui in:;ruinali, nwno Jn·qtwnt enH·nlc• allP rc•gioni laf('l':lli 1lPI c·ollo; lll'g-<tl ka la I'Ì<·Prr;~ eli cpwl11' C'JIÌil'Oclc•;ui. I n CJU:tlrhe C'a:o;o ho uol aio lic·\·i :-;o Ili anorp:anic·i alla ba,;e 1ll'l <·twrc; p olr:o a hit uah u l'Ili c· fn•q 1u•n t l' ( LOO -l :w p n ba zio n i a l 111 i111 t t o). _\ taric·o ckll' a pp arato n•,;piraimio vneltP Yolic· ~i sono pPrcc•piti rantoli ;l grn,.;,;(' bollP allP <lut• basi polmoua ri od a:'lpl·t•zz:t di tv~q1iro <.'sf l':iO ad uno o piiJ lobi po lmon ari. L 'l'~amc ddlt> mint>, Jll';tticalo M·mpl't\ lll'llalloralorin lJattt'riolo,gh.:o dl-'1.. .. corpo d ·arruat a. ha fati o l·i!Pvar·l' ndln m;tg-gior pari t' d Pi c·a1d ~<C'arsi p igmntl i bilia ri. lJÌll manift't<ta la prP:;Pilza dt·ll'uwiJiliua. Jn SI'Ì ta:>i si !{\"€'· l a.rc,uo tr:tN:iP di :>Ìl'm-albumirt•·. l'n fatto imporiMll<' (lal lato <'pitlc·miolo!.!'ic·o fu la f·Ompar"a <-~>nlt'm ­ JlOn tuc•a " pamlh'ht di IJII<'ì'l:l c·pidc·rnia it L••ric·a. cii l1Uilll'l'OI'i c·asi (,!:.l t·OtUpl!':;shanwutc·) d i fPbhri inft-ltivl' ii1tP:'tinali . c·nn :;intomi piuttoi'to gra.· vi, quasi (Jil!'lti lJl'OJWio dPlhr f•·bhrP tifoidc>, r <liagnost il-ati llt'1.di o~pt:dal i , d ov(• Y<·niYa no in dati, inf<'zioni inf.l'stinali c·.olihac:illarL L 'ei!U llll' dl·ll':wqnn. prati<oato tH'I labnratmiu h:tt tPI'inlogitu lll·l.. . corpo d 'a rmat<t dimcH.;Imv;t pn::-;pnza di lllllllPl'Oì'Ì c·oli-b;willi. Per ht protila"~i Ri proenh-11<' aii;L polahilizzaziorw rhimica 1ldfa<.:qna: (un Ìh\ <.:OI11C' ho g-i;'t rift·ri t o Pra la (onte JWI' In t t o il Jll'l':;id io). QtH·Sf(l ll.\'\'C'IlÌnt. I'Ì)l!'10 IWII.'Illtinta· ::;!'1tilll;lll[l t)j Sl'ltt'tlllil'l': Ut-J lnt>~P suc·cessi \·o nun si \'Pritir·arono piLt nè ea,;i lli itll'l'Ì%i<l, Hi- l••hltti inte:;tinall col il>: t c: ill;l ri.

r

* **

. () ua lt• i n f t'r prt'f :t ZÌOlll' l-'ZÌO)t)~Ìf•;t l' p~ll ll!!'!'lli'1 ir·a t li' III' d Il l' e pitlt'UlÌl' di i t t l'l'O o~;:-:,•n·at" ? 1/ic·onosr·ono t>:'\:-:1' lllt<l :>ÌI':-:f<:t httti'a . oppurc• urm !

<Jià dopo poeh i nw.-;i cii guPJ'ra. l';tt lt•nziouc· ch•i m··did em t-1<tl<l ri· c h i<llll:lÌ<L. lii'Ì di\'t ·r~ i I'SPJ'r·ili <·t,nth:t1!t•nri. da ulla. fornra eli ittPrizia dw col]tint in 111odo t•pidt·lninl <' f;ll larg-a F.il·ala l<' tl'IIJIJH'. \'11111\'!'o"t' i-ollll\l le l'OOI Ullic·;tzioni e Il' r>:-:1-\t'l'\ azinni seit•nt ilic-ltP dt •i ntt·i ric·I'J't':tlori s1tlla llHt u r·;J. di lit lu • ·pidl'mi;~. )Jolti yo~liriJJO Yt•dt•n• \lll.orig-iiiP infr·ll ivn; c·o:;ì ~i;tp · JlOIH'S i , lto, lHado . Jdo. Koki t' J\.allt'ko (.Jr>ur,l . of. ''·''P· 11/l'd. lfllti), tc•d••:--c·hi, Ulalt>nhu! e Erom1m• (.Jf,·d .-J\lin . 1n5: IJ,rl.Hiiu . \l'orli. J!HU), l llwl.H'IlPl' t• R eitcr (lJrut. ?liNI . 1\'och. J HJ:-1; l:Jf r l . 11'/in. H'vr·h J!lJli),ll<·rH·Iwi iM r (U,r. K U11. \l'or·h. J!)lli ), Ì Uiflt·.~ i. Klokt'l' C' R.\'lt• {Uri/. 11111/. Jo11111. llJlli). ( ;\\'Ìll c Owc•r (L ane-et l !llli), JnHH·t•:-;i l' b(•Jgi • .:\lartin <' P••ttil (J'ng.~r· métl. J !H ti), Lt•grou x (O. H. J.Jinl. J !J l (i). ( ' )Pnll'nt C' F ic-:;l':iltgc•r (i'r<•ss!'Wcd. l !Il li), .c'tmPuille (/"or·. 1ofd. l/op. l!U (i, c·d it~! liani. 2\Ioresr-lli l' { 'arpi (Il I'otù·lilfir·o . ~PZ". 7Jr. 19Hi). .l. J\lout,i (11oll . ;'-{or. 111nl. chir. l'aria.1!11li ). J.\ Sl'Oli P l't•rric·r (Ga::zrfi(J, drgli 0 R1J••(ittfi J !llli). CC'~a-Hia.nC'Ili (Sor·. Lom . .~c·. '/l/l'd. bio/. J\:117), Ciabbi (Ri jon 11a lllt'dif•,L 1VJ 7); J.Pporitl i (lt Polir·linir·o. :)P::. pr. 1!117). Micheli e :->a t 1a (lei. ùl. 1 917), Gozzi, ::n agnag-lti C' ~(·Ila Yeratti, :Mont i (Bo/l. soc. m ed. chir. P1tria, 1!.117), P ontano (l 'oliclinico. firz. pro/. 1 917), :\h•righl (Id. id . 1917) 1::\ampi\'Lro (An . .lyir:ne. HJ1 7 ), 'l'rinc-ai:i (Polirli.ui(·o . Scz. p r. 191 7 ), 1\ror{'RClJi (i d . id . J !Jl7) l'arpi (I d . id. Hll i ), l'attribuiscono a,ù un o apiToc-h rLe, nwu t !'!' altri :-:leoni o. e RizzuLi!, l~'r ugon.i <' Canna t o (Lo .sperim entale 1UJ G), :::iarrailhì• c CltUlPt (Lancet lHlli) propl'uùono ver so una. forma. p a.ra.tiJolclr (Jl<lra ti fn B) ed a.lcuni poclt i, }HU' ammd tenùo la. n atuxa. inft•t ti,-n , non la TJOSsooo prec-isare (Garn ier- La 1>rcsse m~d .l916; Willco:x:Tlu: B r i l . 1/lf'd. J our. H HH ). · Altri osservatori, prendt·!Hlo come b ase i ca.r a Ueri clin ici della malat-


1

L ITTERO El'lPEAilCO AL CAM.PO

47

lia. il suo modo d'insorgere, il llc>corso. hanno enws,;o l'ipotc>si <'h 't>:;:j;\ dip<'lllla cl a. UU<~ causa o tO:-.$ÌCa o cl'altcl'~lf o <'himi::;mo. Jl do t l. H 0sc·i (il Po-

lit·lini<'o. Se;. pr. i!HG). rif<'rPndoili alll' mig liorate conrlizinni di casi di it tPro con alirn<'nt.:tzionc prevalt·nt.1·nwntc Vt'gl·lalP, opin:\ tlu• l'ol'iginc di tale :llfPzione rlrhba riel:n:arsi in una. <'ar(•nza. alinwntan• nPila razione dPl Roldalo. D do t t.. Ramoino (Il l'o! iclinù·o. /'il':. p r. l Hl 7) è <kll'opiniottt> <'li c l'ittl•ro infdtiYo sia . prodotl o da. un in,;uJliciente coJli.Hmto ùi Yil am inc nel l'l·l!'int\' di'l soldaf.o; da. prima tw vtmgouo nwnomat l' le coml izioui 11siche dell'organismo, e cons<•guPnt<:mentl' dintillttita. la. rPRi>:t.Pnz:t rli fronte ::1d ajrenti patoj!Pni d 'altra. natura. I ·d ottori HompinHi e lOYèlW (Il Policli,ti(·O . .'t~. pr. 1917) concludono cb e, 1-lC, com l· rkvc snpporsi elemento infc·ttivo, ancora ignoto. e:;iste <l ùaS<' di form<· di iUt•ro-PpidPmi<·o, esso den• rilrolaJ'(' UC'IIP l'O!l~PJ:rUt>Jl7.1' :wrnatiehe d<:J'i\·:mti cl;lll';llim<>HI;tY. iOlH' e dal ra.ffr,•dthum·nto c·orporro. I'ol'casiOJw piit prOJJizia. JWl' 1\Htt•cehinwnto (' la deimniuazionr dt•lla ronna morbosa.

*

* * di i t t ero rb mc o;;:wnat ;t, io dubito R.ifrn·ndom i a l h pi'ÌUla epillt·rnia clw si drblll~ ini'irmut·r• <'Ollle cansa t•Y.iologica l'elemt>ul o infl·t ti v o . . La comparsa 1lpomdil·a. nc•i rt>p:nti, i 1:arat (Ni e l'anrl:HlWJJto tlinico ri~U'afi'r•zionc, <' f'opratulfo l't>::.i;tn;i l'iltc>ro mauiir·sl;~to Kolo <•deselu~iv:~­ nwntt• fra i mililari cl:l. poc·o ginnri rwll:1 r.nua. qu:lli ('llrllplr:mc•nti <> proH!nifUti Ùai I'Ìi;JH'tf.ivi ùt•po:;iti, l:lOUO farti (:he t·l:H:h.HIO il O la. U<tlUI'<L Ìllft•ttivn. Mll'iltrro. Altri quindi dd>hnno h'~Sl'l'l' i fattori eY.iPlogir·i, e, St'J.!UI'Udo l'inW!!llanu·nto dt•lla clini<·u. rlol•i>i:lmo t':>:-.l'l' :.tulorir.zati. a mio avvil:ìo, lli ctas•itic·ar<' tale form<l CJllal<· 1m connnw ili t•ro d:L rit r•u:t.i<HI<'. )Jolt(l:>ono lt• ('llll"''· <·hP 1li pc·r l'l' o sommate fra loro banno potuto deh·rm Ìli<l l'P l'i nli:nn rll<l Y. i OIH~ <lt •l la lllll c·o;;a !!<Ilit l'O- i lllt•l't i Il a [l• e d i (•cJJ1SI'g' Il l'n :l.<lt la ehiu~ura ac•ut.1 dd ('olc·dor·o. r1·:di;~,zartdo m·lhb sua i Hl f'grit:'t . il quadl'O elini<'o dt>ll'ittNo c·allHTulr• . Ili !fll:>:>il' <·au~e, altunt• 1•ou n:ro ;;pn;;;o tritico fui'Ouo m<•Rt:P in I'Y irl rUY.<b dal Hosti (r·ar<•nzu. ;diJJt<·nlar•· ), clal H·amoiuo (fattore avitantirti<·n) P dal Bmnpiarti t• lon·ue (clc•lil'it•nte a.lirnenlal.ione e ratl'n•d<Lanr<'lllO t·ot·pon•o) P gi~t pn•t·<·dr·nlt'llll'llll' <t<'l'l'llllall·. Ch<-' ha>:t i andtr una alimt>ntaY.iotll' lJnilatt·r;ll<' JH'I' indPholirB In. co·~ Ìl uzion(• l' ri:-p<·t li \'lt ntPJJ t n d i m in 11 i r·c• la rc•::;i,.;ll-m:a. <l pJl' org:tn i l'Imo, è <hmostJ·ilto SJW<"iahul'nil• dalle <'~'lH~l'Ì f>llZt' bt.Lt.t• in pc•cliatria. n clallC! rc~<·u.ti l'ic·c•l'C'III• snllC' ('O!)Ì tl<•l t e orizaHÌIH'. Rasi a ricnrrlare l't·:t.iologia d t'l h\ c:o~rd<-'tla lllalatlia. ch•l :\Joc•llr·t' c dl'l Harlow Nt il IH·ri-lwl'i. ll couc~>tto _del damto alimt·ntarr· crPato dalla pl:'diat ria, nHHh-nla . spit•go;tmol.t·C 'IUt·Slroui an('!J(~ Ul'lla. clinir·~~ <l<'<•Ji atluHi. E,;so ci <lift•Jtùe t.i:l Ull<L spiC. gazumc troppo uuilatl'ralt> di probh·mi pat l)logiti. . :\Ia. olt.n· da c~H'E!Hza alimt'lli<H'I.', l 'iusulli<:iPute contenuto di vitamuw nel l't'ginw d<'l ~;oldato, un fai ton> Ìlllportantt~ m•lla. produzio1w di un c·atarro ~a~trko la troviamo n l'Ila. <lt:li<'ÌI'UI e ùi~<·l:it ione Ù<'gli idra t i di carbonio. A (jlH':>to proposito il Til<·ston (Journ. of Am. 111ed. A.\'8 .. 1915) h~ potuto climostmre dw, iugC'rPndo q 11a.ntità. rN·<•I'3si \'!' rli <tUnwnti ricehi dJ Idra t.i ù.i c·arhonio, dabt l'in t oll1·ra Hz a., si nutui f'pst auo ah bond:tn t i fcrm~tnztoru C'on la, formazione di v~H·i gas, e sucèi'Ssi V<L lt·sioue ddla. mueosa. gastro-intestinale. Oltre alle predette ca.use non si deve diml'Uti<'ar<' che 1wr mc.>zzo di ~n .... sostanr:e: (acido boriw, nitro). che sono usaLc allo scopo di impe~e: ~l <~t>~rnor:unento ili cibi in cousel'V<t, possono svilupparsi gnwi irrt~zlO.lll mtf>stmali. Inoltre si duve prC'sta.re maggiore alteuzionc alle in~~oru dovute a l pane ammuffito. Lt'sioni dell:~ mucos:t gasLroiutestiab e possono .essere determinate da acidi grassi, da a lcaloidi. Ancbe per norme proliferazione ili batteri su sostanze alimentari possono produr~


48

\

L'ITTEHO EPIDEMICO AI. OAMPO

si sp eciali velrni i quali non costituiRcono ~'Lffatto endot:ossine, ma fanno risent ire la loro a:done irrita.f.iva, in modo sC'nsil) ile, su lla mucosa. gaF:trointt>stinale. Tut t.i qnes li fattori debbono M' rre h'L Inro importanza nella. produzionL~ di utm lt>f\ione più o m eno gra.ve della. murof\a. gastroin~ test inale, e per snccPssh ·a. chiusura il1tbnumH oria ucut~1 del t·oh•doco realizzare n ella sua iutc·gril i\ il quadro clinico clPll'iltero da. ritenzioue. A (jiWSti codieient.i morbo*'i ck\'(', sempre secondo il modPs t.o mio avviso, a.g giungerst•ne un alt ro di nat.ura rmotiYa.. L a comparsa di un itLcro in seguito a for te em oz ion-e, noù è un fatLo nnovo . .Molti ant.ori, fra cui Potain (Semaine medie. 1804), Wriss (Bcrl. l(lin. W ot·h., 1905) riconoscono l 'es ist:l'n7.~b d ~:ll'lt t·ero <'mot ivo e si s rorza.no a spicga.rlo. L'it (l'l'O segue immedia.t.a.mcntP la scossa c>motiva, o si prc>srnta. dopo qua.lchc tempo. Kel vrimo CllM la.patogPIH:'fli della penE'tmzic)ll(' dd ;pig-ntrnto bili<lre n el sangne andrebbe rieerrat~L in un forte squilibrio tm la. pn·sRionc dei capillari sanguig-ni c quPIIa. dri ca,p ilbri biliari d<>tPrmin nta. d ~b cctuse nervor-;r: nel srcondo caso agisf•,e proh<1hiluwntc da internwdia-rio nn imbarazzo gastrico e si tra1tt•n•bbe ùi una. forma di it l\•ro ca.tanale. J)OJlO i recenti studi di Ca.unon CJow·n. of l/w Am. rnNl. Ass., 1915, rifer. Policlinico, Sez. pr. 1917) e di L evys N edic. R econl 1916, rifcr. Policlinico, Sez. 1Jr. 1!)17) circa il ra.pport;o tra le {'mozioni e le mnrlatlie or::raniche, è rrsa più chia.m ctl evidente la spirga.;~;io ne pn.t.ogen Ptica. di . t:.1le Pnt ità nosugra.lìra.. I prrr.it.a t i n u l ori Rono eoneordi nell'ammettere che l<? emozioni possono ca.u:;arr t,nt t {' qnr lle modificar- · zioni orga.uicbe ehc SOltO prodotte cla.ll'<'ceit.<L?.ion-e d<·lle vn.rie pn.rti dPI simpatie(), e (li con::;Pg-ur nza lt\ PIUO?.inni, qua.ndo ahlJ iano una notevoli' int,ensità. o siano tllllllf't'ose vol Le> rip<'t. n f·,~, po~so no prm' oc:we n ei v ari or:rani delll' alt.cmzioui più o meno pct'tnfLUPnt i. drlle vere ma.lattie, analo_ghP a quelle p rodo t.t c clo,i di~tnrbi d<'ll' innt' I'V<l?.iooe ::>impatica. Il soltlat.o, tolto per lo pitl ù;~lln. tra.nqnilla. vit,a campt•:-<l·t·c, vipne, nella speciale coutiJlgrnza. bellica., sottoposto' :1 contim1i t,mum i psicbici, a shock <'JUOI i d , i quali, at t.ravPrso all'eccitr~z i one ùel sistornm s impat.ico, pos:-;ono cansa.re delle mo• litica?.ioni ecl al!,erazioni Vit.r-ie dt~ll'orgau i s mo, e t n'l> qm•ste n on si pnò quinlLi t>seluderu elle anche ~~~ forma di il tero p os:;a essere provorata.

*

* * di itt·ero Of\Rr rv:tta. mi parr, non P asRando ora alla !'lc·conda epidemia vi sia dltbbio nel con;;irl(']':ll'ht una vera e lH'Oj)ria. ~pi(lt·mi<L ca.n:-;at a da un agPnt.e i nfd t iv o. L'insorgf'n:ML febbrile lWIIn. phnalil ~ d1'i casi. i sintomi rrl il deco r~o elinieo, lo svilupparsi t>pitlemicanH·nt e, oltrf' cbt> nei m ili l ari acrantona.ti U(ll paPse e t.ra Ja, St('ssa popolazione ci vil r, a.nche in a le· uni reparti accn n l on,tt i urll'a<liacf'IJZC del J)a N~e e clw a qurst.o solam ente n.crede ~·a.uo prl r irornimrnt.o deu·a~qua., son fatti eh<• milit.ano evidentemente per una forma infettiva epidemica. Hi.g uardo a.lla nahm1 del gf'rtnc epidrmico di (fUl'Stn fot'lna eli ittero infl'l t i~· o, io non credo tli err<lre nt ll'att.ribuirla. al colibaeillo. rappresentando così un iltero iufct.Livo angiocolico colibaeilhwc. Diver.')e sono, a mio avviso, le ragioni che mi port.;tno a si lfntta considerar-ione. Anzitut t·o la, conco mit a.nt('. esplosione di numerosi cas i di fornw inCcttàe inte1it ina.Ji dia.gnosticate, in seguito ad <'Ha mi cm:l t o logici pra.tiNt-t.i nf~gli ospedali dove r icoverava no gli amm::tla,t.i, }H'l' fdlbri intest-inali eolibacilbri; secondariame11te la cunstata.ta presen7.(1 nell'acqua del prN>idio (insisto nel fatto che unica era la fonte) di numerosi colibacilli; ed infin e l'arrestUJ'Si completo, sia delle forme infettive intesLil1a.Ji che dei casi di ittt•ro dopo esrH•rsi procedulo alla si(•rilizzazione chimica. d ell'acqua: di lt•ggeri si può dunque asserire che unica sia stata la causa e.ziologica


C'I'rTT-:RO EPI DEMICO AL CA MPO

49

dcU'epidemia febbrile inte~;tinale ed itterica., e cioè di natura colibacillan'. · Ad evitare poi evt•ntnali clubhi s ttlla pox:tibiJ.iti\. eli qualehe r;tpporto eircn l'esplosione delle due !orme di rpiderniu. ittl'l'i<·H· ossrrv;tLP, crerlo non inutile far rilevare che i due focolai non si sono manifestati nello ste:>so prf>sidio, ed anche i mi!it;ui, quantunque componPnti i repa.rti 1lci servizi ausiliari di gt·uppi a lpini. .. e ... non ~bvevano r<'l::t:r.ionc ;~le una tra loro. Inoltre i duf' pr<'Sitlii ùista.v~mo non pochi cbilomt•tri ha loro (9 \un.). e riguardo alla ubicazione l'uno sta.v~~ situato sul Vf'rRlmtc nord del monte M... , l'altJ·o sulle pen1lici sud dd monte S ... , a quello prospicit•nte. Una larga plaga. in partP acquit.rinosa si stendcva. fnt i due mQnti ed in questa scOlTP.va un rivo aùbnstam:a importante, amuentc dclI'J~onzo . .se quindi non fu possibile fn .re. l'es~bme dcll'aequa durante la prima, epidemia, pa.r mi, che per le suddette con:;itl(lrazioni Iii a.mùionte e di ubicazione, ollre alle moda.Jil.à. epit1emiolol(il'lte, i carattPri clinici d(>l!e forme o~~r1•vate P già. antrel'clentrmentP r1N;C'ritti, non si possa. sol· lt',·are alcun dubbio Rul fat.to dclht divt>rsa. c di:;tinta patogeuesi delle due forme di ittero os:;ern)l;c. D'altra parte, a giudizio della. pluralilà degli osservatori stessi, la diagnosi dell'ittero spiroc.hdico non St'ill(H'r è' facile, nò -posRihile; nè cof>t,ante è la ricerca dt'llo s-pirochcte. nel sangue o nelle orine, e non scmpr.e intìne riesce positiva h~ inoeulazionl' nPI-{Li animali, limitandosi il più !>peRso il reperto diagnostico, alla. disamina (lei sintomi e c;tra.tteri clinici . Così pure, passa.nllo ad altra cousiùcrazione, la. prova agglutinante rlf.'l siero di sang-ue non può ~wr re un valore diagnost leo assoluto per le forme specilicbl' tifo-p;natifìche c colibacilln.ri, <tppunt.o p1'r l<' numeroli<' iniet:ioui antit.ifìelH.~ su .vasta seula pratica te n t'Ile t ruppe. Per c ui un lont.ano dubbio mi uasee, f' riot>, S(>, i casi di itt<>riziH. da mn ossciTati nrlla seconda epidemia, a.nt:if'ht> (';;twr cumti noll'infci'merin. dPl presidio, fossero st;~Li in. viaLi ucgli Oli pedali n d i consegtH•nz<t m:.Lnc•n.t;i al sauilario gli elem~nti c·pit1Pmiologid e ùi :uouientt•, che sono quelli che, data l 'assoluta impossibilità, di far ricerche specia.li c SpE'rimentali, mi bann? condotto e servito di basp alle mie alHwrzioni clia.guostiche, il sa.nttano stesso avTebùe pot.nto forse non C'ileluclcre una qualc·hc anche lontana. possibilihì di con~idf'rarc' questi ta~i di it t ero prodotti, anzichè ll.al colibacillo, cla. altra çau::;a rpirlcmic•a. qnulc· appunto qHrlla. prot.ozoarta (spirochetosi it.t~·ricH ).

*

* * io cretlo <l i poter condndl'rt\ che, Da. quanto son v-enuto \'sponrndo n~lla speciale patologi~~ bellica, occorre fr<•qurnt.@mcnt<>. eli osstnT:rre e· ptdPmie di ittC'ro, le quali debbono riconoiH.'Pre divl.'rsi fat.tori et:iologici e. PMog('netici. 01 t.re alla forma. di itt.ero infetti vo di natura. protozoana (o spirocbetica), che secondo gli autin'i è l'entità nosogra.fìea. più {requentP ed alla. qual<>. a. giurlhio rli molt-i OH:'t'rvatod, si vorrebbero ritondune tntte le varie forme di ittero-infl't.tivo, pos:;i;tmo trova.rl.', e cre<lo con relativa frequent:~L a.ltre forme epidl'mir.he di ittPri, chP. rapptes~n.tano l'espressi.one di una flogo::;i loealc amgiocolica sostc>nuta da~ bact\h del gruppo tifo-parat.ifo e colibacillo, forse diminuiti nella. loro vinùe~za dalle va.cci'nazioui autitifiche, cosl largament-e praticat.e nell't'~~.

-

~ 'altra parte può darsi il caso di osservare forme di itt.cro catarrale maniiestantisi in numero tale, da simulal'e una vera. epill<'mitt, m<~ntro mancan? tutti gli elementi speciali epidemiologici, e lo ca.n.se debbono etrere r1ccrcate nelle altemte condizioni organiche individuali, causat.e a a lor volta da un complesso di fattori, sia in ra.pport.o alle peculiari e 4

- GJol't14k 44 ""~cma Mìlttm'c. - Fate. l.

•'•


50

t.'lTTEilU EPIDE~IICO AL CAMl'O

sp eciali com1izioni di ambiPnh'. <li r<'!!ime di Yita. e di !'l limPn tazioue. sia jn r apporto a prodotti di d!'<·ompo>:izion<' rli <t limrnt i. e sia intine in rapporto al ranorl' c·mot i\' (J. Certo twll'init>rcsse dt•lla prufihlfl:.;i gPJH·r·a lt' l'<l in attt':.;a elle si faccia più luce s uJla, eziologia, <:' patogent:si eli cptesta forma epidemica, conv iene fH'mpr c' eon~idPrarla c·onf ag-i osa. D a un p uni o di vista puramente elini C'o, ]Wl' or:a . è ben difficile pot er distJingm're i casi infet t i,·i da. qul"lli non infett h'i . .\fa. appunto lo sforzo eli girare i mistt:l'i de ll 't·ziol o~ia con una protiJn,;si qUil·llto più è pos Ribile complda, dcYe lralt<.>nt'rci premn.turmnPllt<' come dimo:>Lraia per tutti i casi di epid<'min, itterica, Ull<l> causa microbica nuica. L 'itterizia al campo non ~i dovrà combn.ttere Rolt.mt o eoo una profilas:>i, sia gen erale che indi\·idualc, con i dil'infdtanti, culla <li;;tru:done eli certi ospiti in termPdiari (pidocc:hi. r,nnza r(', plllf'i, eimici. ralti), da· al<:uni rìtf'uuti qua.li coefl1c·iPnt.i d Pila. diffll~i()nP <l ella ma la t l i a. m n si do n;'t porre la utassuna. SOlTVglia.Hza. sui .tiiJi e l(• U('Ynnde, proc·~·ùPre ad una sana a limenta.r,ione e sun ·t•g-liarc aceurat<.ttnt:Ulc e c ura re i eatarri iutcstiua li appar t>ntemen tr innocu i. D icrmbre 1917.

Questioni d'attualità, varietà, notizie Una questione òi òiottrica oculare (Articoli 36 e 38 òell'elenco)

Il maggiore m.edieo prof. Cesare Barile mi manda q uesta lettera:

Ill.mo Bignor Dirr·ttore, N o n per disru tcrP a n r.o ra sn Il '•< Bll.'nco, ·» m;b per <lr.tenninarl' con p recisione a.lc uoi punti elle mi riguardano per~omdmente, vogli:\. per mettermi le seguent i brevis:>inle dichiarazioni in rapporto ad aleww llrllc osserva.zioui, che Ella mi fPCC' l'onore di opporn· alle modeste eousiriera.zioni contenute nella· mia nota : •< A. proposi Lo cll:'i nuovi Elenchi tll'lle infermit à )); 1° La nota non fu pcusa.ta nè scritta " iu qu<·sti giorni ùi trepidazione» pervenne, infatt il a cod<>sto « G iorna](' ,, lì n d al 2 ottobre scorso. N on mi sembra, d'aUronde, che essa, rig·u a.rùando argomenti di reclutam ento, sia fuori tempo o fuori luogo, men tre la gtwrra dura. 2° D i fronte a,ll'assoluta e serena. ol)ietti\7 itft delle mie considera-


51 zioui, p(.llnso non a.bbia imvort.auza. hL mia qll<Llità di maggior~' mèclico

cneuiro. 3° .A,.e,ro btm <•ompreso che (< nelrastigma.tismo mio pico <'ompoato non è la questioni> dell'acu tezza visin1 che importa. di definire, bensì quella del ~rado dd vir.io di refrazio111' n: ma. npptmt.o IWr c.iò non mi risulta manifesta la neressit.à. o l' utilità pratic<1 di aliermAI'r in nn apposito articolo dcll 'elmco che l'astigmatismo m iopi<:o <'omposto r;ia da considcran;i inabilitante quando il m<>ridiano m<>no rdr:1llg"<'nte superi le 10 D. E non ne verlo la nec<>t~sità, per questa ragiooe 1 già t>Spressa c.hiara.m ente nella mia nota.: (( Quando un Q(•chio è miove di qualclìe frazione più di 10 D. secondo ·uno dei nwridiaui principali e di 12 o 15 n. S<>condo l 'aJt.ro, bnst~ll lA disposizione ùcU'arl. 36 4ello stesso elt·IH:o plU' motiv:trE', senz'altro, la rilorma., poichè in ogni senso l'occllio in que:~tiouc è rn iove di più che 10 diottrie"· Considerar.ionc che mi sembra corrispon<lerc piena.m<:ntt• al Sno intento di « agguagliare», nel concetto medico-l<·gale, 1'ni'\ l igmn.ti:;rno miopico composto alta miopia. se.mpliecn . · Con O'IRCquio, di r..~ei dev.mo CEi'ARE B.\HIL'G

maggiore mfdico.

Trattandosi del maggiore medico prof. Cesare Barile, per il quale ho molta stima e a cui voglio molto bene, si può fare un' ecceziqne alla regola aprendo un piccolo spiraglio fra i due battenti dell' uscio, che avevo chiuso e sprangato in faccia all'Elenco. Ecco la mia controreplica. Il prof. Barile non ha torto quando d!ce che basterebbe la · disposizione dell' articolo 36 per motivare senz' altro la riforma nei casi di astigmatismo miopico composto da lui citati come esempio, ma per la sola e buona ragione che in essi la miopia totale (povera Cenerentola della diottrica oculare !) supera d'una qualsiasi frazione le 10 diottrie, precisamente com'è prescritto per la miopiaJ semplice. Ma supponiamo quest'altro caso : meridiano verticale miope di 12 diottrie; meridiano orizzontale miope di 8 D in O. O. Al prof.ifBarile, che fu uno dei miei migliori allievi e che ha dimestichezza con gli 1esami oculari, questo caso non offrirebbe difficoltà alcuna, perchè- acceJ:'tato il valore

diottrico del meridia,no meno refrangente (8 diottrie), formulerebbe senz'altro un giudizio d'idoneità al servizio ·militare: ma ad un osservatore meno esperto del prof.. Barile, la cui attenzione non fosse richiamata sul meridiano meno refrangente, vale a dire sulla miopia totale, basterebbe l'accertamento delle 12 diottrie ~nel meridiano più


l

rl.·l'rangentt• per applicare Ju disposizione dell'nrlicolo 3H e pronunziare un giudizio d' inabiliLà al St'rYizio militare. E ripeto per la centesima volla che questo caso è avvenuto cd aYYit>nc con grande frequenza. Insistendo in vece sull'ac<"erlamenlo della miopia l olale, si costringe l'osservatore a esplorare in tulli i casi entrambi i meridiani corneali c a tener conto, nel suo giudizio, de l solo meridiHno meno rel'rangrnle, che r::~pprcsenla (è ancora necessario il dirlo?) lri 111ÙIJJia lo/a/e. Agguagliare, nel com·ello m\.·dico-legale, l'astigmatismo miopico composlo alla mfopin semplice, significa rondare il giudizio sull'accerl:lmeJlto della miopia totale, i cui limiti, per 1' iùoneitù e per r inabilità. son quelli stessi della miopia semplice; ma agguagliamenlo medico-legale (giudizio) non implica agguagliamcnlo diottrico (diagnosi del vizio di n•[razionc); prrchè nella miopia semplice non v'ha difTerenza eli potere diottrico fra un m..:ridiano corneale c l'altro, mrn l re. nelJ'~stigmalismo minpiro composto è prcc·isamcntc questo difTcren.za, eh<' costituisce il fallo carallci·islico cd essenziale di quesl'ullimo di.: fcllo di rcfrazione. E siccome per pronunziare un esalto giudizio medico-legale è necessario innanzi lullo [arc1una diaqposi esalta, cosi l' idenlificazione della miopia scmpli<.:e con -l' asligmalisrno miopico composto avrebbe dislollo molli medici pcrili da un a rigorosa dèlerminazione obbielth·a della rcfrazio11e isulala <Ici due meridiani principal i della cornea, dando lungo :=!Ila confusione pitJ volle lame;1lala fra quest i due vizi el i refrazionc. Ed el'ro la ragion(> per cui si è credulo opporlu no di ftss:tre norme speciali dì esame e di acccrlamenlo, ant:be per l'asl igmalismo miopiro composto. in u n articolo a p:U'le. pur ammettendo (e questa è una Ye.rilà che riconoscerebbe anche il signor de La Palisse) che quando in quest'ultimo vizio cai rcfraziOJll' la miopia totale - ·a-ccertata coll'esplorn7.ionc ~ lcl meridiano meno re· frangente - supera d'una qualsia!-;i frazione le 10 diottrie. il giudizio medico-legale è identico a quello che si pronunzierebbt• ul'l caso di miopia semplice. Concludendo: l' agguagliamento Jmdit:o-legalc dell'asl igmatismo miopico composto a lla miopia semplice si fonda essenzialmente suiJ'acccrlaml'nlo della miopi a tol aie nel primo di questi v izi di rerrazionl'; dmu!f' wz iclenlico giwli::io tl'innbi!Uù in entrnmhi i difetti allorchè il grado della miopia totale, come quello della miopia semplice, supera d'una _qualsiasi frazione le 10 diollrie: ma per gi ungere a queslo artguagliamenlo medico-legale occorre passare per k1 lraliln della diStlguagliall::a diottrica; ossia. fare una buona diagnosi differenziale fra l'uno e l'allro dirello; il c he non a\·verrcbbe sempre se, in· un apposito articolo, non si fissassero lv norme per la dclerminazione l

•


l

53 dèll'astigma.tismo miopico composto. Ciò . - mi perdon~ il prof. Barile - non fu da lui ben compreso, forse per aver trascurato il valore e r importanza della miiopia totale, ch'è veramente il nòcciolo della questione; altrimenti non si spiegherebbe come egli, valenLis:;imo chirurgo, e perciò avvezzo a discussioni e a dibattiti in un campo scientifico assai più vasto di qttello oflalmologico, si sia indotto a cinH'nl.arsi in una piccola gara di scherma con un velcrano della diollric~a . il quale, pur conoscendo ancora passabilrnen le il suo mestiere, non prende pii\ parte ad alcuna accademia se non a scopo di beneficenza. Ma la nostra gara di scherma -- non è ~ero, caro prof. Barile? -·è C(uanlo di più cavalleresco si possa immaginare : infaL~i •. Lolli la m aschera e il guantone, noi ci stringiamo cordialmculc la mano, chiedendo scusa ai lettori dì averli costrelli a sbadigl iarc su qucs le a struserie diottriche come ai tempi della Scuola d'applicazione di snuilà mililare. Ed ora chiudiamo lo spiragl iq fra i due ballc nli drH'uscio, se non si vuole che vi passin.o allraverso cenlo altri critici della pat'le ol'lalmologica dell' Elenco, ai quali non mi sen lirei piìt di rispondere per la stessa ragione che non mi sento pitt di riscrivt>re un altro ma nua le di diottrica oculare. Q~el molto - anzi, quel troppo - che scriss i rmll'argomcnto in tanti anni di carriera scient ifica e didattica, valga di risposta a .tutte le obbirzioni e a tutte le critiche, le quali mi pervengono da più parti, mcttcndomi :;ovente di .froulc a questo lNribile dilemma: « O io non ho mai capilo un'acca di diottrica, o la diottrica odierna è tutt'altra da quella che imparai ai miei tempi c che insegnai per molti anni ». E il peggio si è che, nell'nn caso come nell'altro, mi toccherebbe ricominc.iare da capo. Alla mia età, ristudiare ,fabbicì dell'ottica? Risum tenealis amici! No, no. Preferisco rimanere nella mia beata ignoranza, co n le n landomi lu tt ·al più del ~ecchime oftalmologico, che i ç-ritici vanno spargendo generosamente mtorno a questo povero Belisario della diottrica oculare. EDMONDO T ROMUETf{\.


54·

1

QUESTIONI D ATTUA!,ITÀ 1 V ARIKTÀ, NOTIZTE

Gli epilettici in zona òi guerra N ota c ritica. I postulati, con cui il prof. Agostini conchiude il suo i.n teressante articolo pubblicato in questo stesso numero de1 nostro giornale, sono i seguenti: . I. « In vista del cospicuo numero di militari che si presentano alla visita di leva e ai reparti di osservazione e di cura per allegata epilessia, si ritiene necessario che, per t utli i casi nei quali non sia comprovata l'avvenuta degenza in un manicomio, siano inviati all'apposito centro istituito in zona di guerra. II. Che, egualmente a fine di raccogliere tultc le possibili risorse a van taggio dei scn1.zi mililari che rapprescnla no oggi la finalità suprema di tutta la nazione, si utilizzino, iìn dove sarà possibile, anche le energie automaticamente efficaci degli epilettici, in appositi reparti di truppe disarmale, adibiti ai lavori manuali delle retrovie. III. L 'is.Lituzione di questo cent.ro e di questi reparti di truppe di lavoro con personale specializzato, mentre favorisce il benessere dell'epilettico e ne utilizza il lavoro, impedisce ogn i tentativo e ogni danno di simulazione, e vieta che elementi social mente inferiori ritornino ~n patria nocivi all 'ambiente, fattori di degenerazione ella razza ,,, Approvo il primo pos.tula'to del prof. Agostini, perchè, se esso verrà adottato, si avrà la maggior possibile sicurezza nell'accertamento delle forme epilettiche ed epilettoidi, dinanzi alle quali molti medici periti... p·oco periti rimangono in una grande incertezza, favorendo così. indirettamente le simulazioni, tuttora molto numerose. Non approvo in vece il secondo e il terzo postulato, perchè rimango più che mai saldo nelle mia convinzione gi~ ripetutamente manifestata ne' miei scritti, che, cioè, l' accumulare nella zona di guerra individui malati o gravemente difettosi costituisce un danno, non un vantaggio, alla vera efficienza dell' esercito; e ad altro non riesce che ad occupare in funzioni secondarie una falange sterminata di medici, i quali pot rebbero essere meglio utilizzati - anche teJ1endo conto della loro specializzazione - nella cura dei malati e dei feriti' di guerra. Che cosa mi si viene cantando di retrovie e di non. retrovie? Nella guerra guerreggiata, tutti sanno ormai che, dall'oggi al domani, le retrovie


QUESTIO!'I D'ATTU>~.l.IT .~, VABH:TÀ , NOTIZIE

55

possono essere incluse nella zona d'operazioni, dove la' moltitudine degli epilettici, dei tracomatosi, degli erniosi, dei mezzi orbi, degli sdentati, ecc. ecc., rappresenterà uno di quei malaugurati in·gornbri (impedimenia) che gli accorti e gloriosi comandanti delle legioni romane non si sarebbero mai sogna ti d i trascinarsi dietro come una pesante catena. Miei cari signori : non basta vestire un epilettico o un ernioso colla divisa grigio-Yerde per fa rne un soldato nella rigorosa espressione della parola: voi ne fare le semplicemente una comparsa, la quale • di dare un cmcace rendimento, richiederà continua son·eglianza e cure c01itinue : vale a dire, sarà di peso e non di vantaggio all'esercito combattente. Il vero soldato (anche nelle guerre di nazioni, come l'attuale, e non soltanto di eserciti) è colui che è capace di combattere o, per lo m eno, di contribuire con un lavoro fattivo ai fini della guerra; ma, se per far la \·orare cenLo epilctlici, si deYe mobilitare tu tto un personale di sorveglianza e d'assislenza, che potrebbe con più profitto essere ulilizzato altrove, domando io che razza di beneficio potrà derivare ali' esercito dali' arrolamcn t o dei grandi nevropatici, sia pure esponendoli alle sole emozioni delle battaglie aeree, che sono uno degli incidenti :ordinari ci ella vita tranquilla delle retrovie. E giacchè sono nell'argomenlo, aggiungerò ancora che mi dichiaro recisamente contrario al volo approvato dalla Società di medicina legale nell'adunanza del luglio 1917, circa la convenienza d'istituire altrettante categorie d'idoneità al servizio c:ondi.:ionalo, quanle sono le attitudiui fisiche, psiehiche e professionali degl'inabili a l servizio incoru[izionalo : e mi dichia ro contrario (anche sapendo che ciò fu fallo in qualche allro Slalo, per esempio in Germania), perchè se un tal Yolo fosse mandalò ad erretto, le operazioni di reclutamento diverrebbero più complicate d' una operazione algebrica ; perchè il criterio dei poveri medici periti - già messo così dura prova - ondeggerebbe continuamente nel mare burrascoso delle incertezze; perchè si farebbe sempre più il gioco dei poltroni e dci furbi, i quali vedrebbero con gioia allargali i Iimili delle mezze. misure, delle m ezze malat~ie, delle mezze imperfezioni. mercè cu i sbarcherebbero più tranquillamente il lunario fino alla fine della guerra, in barba a tutti i. ~rovvedimenti escogita U dai centomila m edici legali militari dell'ultima ora; perchè, infine, mi pare sia tempo di comprendere che la guerra - la vera cruerra - non si combatte e non si vince mobilitando .tutta la pal~logia e tutta la clinica a vantaggio delle r etrovie e degh uffici, dove fin d'ora è già un personale esuberante e non sempre redditizio ; ma si comballe e si vincé di fronte al nemico da

a


56

QOK151'IO!U p' AT TOALl'fA 1 YARIETÀ, NOT::::GIE

individui fisicamente e psichi<:amcnte sa ni, che p ossano e sappiano maneggiare il fucile, la baionella, la milragl ia l rice, la bomba a mano, il cannone ; e non soltanto la scopa, la penna, ol a macchin a da scrivere, che non sono altrczzi guerreschi. Ai lavori d'ufncio (quant\'! ,-olte l'ho giil ripl'tulo!) baslano le donne, i minori mutilati, e quei COll\'alcscenti di malat tie o di ferite riportate in guerra, i quali siano giudical i in abili per un lungo periodo di tempo al scr\"lzio incondizion aLo: r agione per cui. in,·ece di complicare il reclutamento di guerra, io lo vorrei semplificato nel senso di costituire due sole specie d'idoneità; una al servizio incondiziona to (individui perfettamente sa ni e robusti e apparlcncnli alle classi me no ~nzianc) l'a ltra al servizio condizionato territoriale (individui afTctli da leggierc infermità o imperfezioni, milita ri apparle11enli alle classi più anziane); intendendo per « servizio territoriale • non già il servizio sedentario d'ulTì cio, bensì quello che le Lruppc adempiono in guarnigione nei' "lernpi ordinari ed anche nelle rctroYic in tempo di guerra (sen ·izio di guardia. di vigilanza. di pub blica sicurena, ecc.). Abolilo l'infelice sen·izio sedentario e srollali una buona volla gli uflìci da quella falange eli giovani che curerebbero molto meglio la loro anemia all'aperto, auzichè nei locali po,·eri cl' aria e di luce, l'es~.·rci to · si troverebbe d' un tralto liberato da una pesante za vorra· pseudo-palologic.a, e procedl·rdJbe quindi più spet!ilo ,-crso i veri lìui dr lla guerra senza sentire il bisogno· ùcll 'aggiunla, non eli nuove forze, ma eli nuove debolezze, che si vorrebbero ancora strappare a vi,·a forza ùa un Elenco, il quale, dopo la ·sua ricompilazionc falla con cril l'ri emiucn tcrnenle restrilliYi, non può più dare che la scolalura rlcgli ospedali e delle case t!i sa!ulc. Si crede forse che qu<·sia scolatura possa elevare sempre piì.t il morale di coloro che tendono i muscoli e i nervi nella lolla .gigantesea? Io credo, invece, il contrario; pcrchè certi contatti - sopralLullo coi nevropalici n.on possono che agire in senso cleprimcn Le, disgregando spesse ' 'olle la compagine d"in lcri repa rti di truppa .• In quanlo poi a l salYa Laggio delle scorie sociali, di cui pa rla il professar Agostini, e dd metodo <c di eugenetica alla rovescia, per cui mentre la pa rte della nazione più for le fisi ca m e n te è lu tlogiorno falcidiata nl'lla lotta mortale per la salvezza della palria, vengono rimandati in paese individui tarati nel fisico e degradali moralmente che, mentre rappresentano, per le lo.ro tendenze antisociali un continuo peri. colo per l'ambiente, hanno l'agio di moltiplicare i candida ti alla pazzia c alla criminalità », è questioue d'intendersi. Jn primo luogo, non sodavvero come si possa garantire (salvo che non si rieorra al mCLodo


l QUESTIONI D' ATTUALITA, VAR~K·r.i, :'\OTIZIIJ:

radicale di Origene e di Abelardo) che, anche in zona di guerra, quest'individui tarati non moltiplichino i candidati alla criminalità e alla pazzia. In secondo tuogo, se quello che si vuole è l'imcolumità, durante la guerra, di tutti gli individui sani, robusli; non tarali nè fìsicarn ent6 nè psiclticarnen'te, e l'arrolamento nelle truppe di prima linea di tutte le « scorie. sociali »,. la cosa è· semplicissima; basta sostituire il tit.olo presente dell'Elenco con quest'altro : « Elenco delle imperfc:ioni e delle infermità che sono causa di idoneità al servizio militare ». E i primi a rallegrarsene sara.nno i poveri medici periti dei consigli di leva, il cui ufficio sarà limitato ad escludere i sani dal servizio militare. Non se l'abbia a· male l'illustre prof. Agostini s'io ho parlato con una franchezza, anzi, con una ruvidezza, che gli potrà sembrare forse eccessiva. Ma- a parte che questo è un sistema, cl1'io adollai fm dal primo giorno (ormai molto lontano) che mi cimentai nelle polemiche, gli dirò che io, più che rivolgermi a lui in modo particolare, ho ap. prouttato del suo b ellissimo articolo per rivolgerrni alla gran massa di cploro, che fanno consistere lutto il loro patriottismo nel proporre ogni giorno il reclutamento d'una nuova falange di non-valòri, contro cui si levarono è continuano a levarsi le proteste dei comandanti delle truppe in zona di 'guerra, per i quali codesti non-valori son semplici meteore, che si dissolv01~0 nell'atmosfera delle visite collegiali. Io, che conosco ed apprezzo allamenle il prof. Agosl ini e so con qua11Lo zelo, con quanta intelligenza, con quantb sacrificio personale, egli · disimpegni il suo servizio in· zona di guerra, non dubito punto che, se ha proposto l'utilizzazione degli epileltici, l'ha falto sul fondamento d'una salda convinzione .risultan te dàUa sua esperienza di scienziato di grande valore; ma ciò non toglie che il suo punto di partenza sia errato, e che io ·mi creda in doYere - da vecchio medico legale militare, che vive da trentasetle anni nell'esercito - di farglielo osservare. Ripeto : se il prof. Agostini è inibuona fede quando insiste nel proporre l'arrolamento degli epilettici, altri, che non sono in buona fede, si varranno dell'autorità del suo nome per proporre l'arrola.mento degli enuretici, dei cachettici, dei frenastenici e vi~ dicendo, colla relativa mobilitazione di altrettanti specialisti per la cura, per l'assistenza e pe"r la sorveglianza di codesti soldati della legione ipPocratica; non per altro che per fare un po' di rumore intorno al pr?prio nome e per dar lezioni d'un p~triottismo di nuovo conio a chi non ne sente affatto il bisogno, avendo l'animo vibrante di quel vero e sano patrioltismo, che anela alla vittoria e alla grandezza ?ella patria, seoza . salire ~ui trampoli della pubblicità per bandire il reclutamento degli sciancati.


oH ,

1

QUESTIONI D 4TTUALITÀ1 VARIETÀ, NOTIZIR

A chi mi accusa di voler ostacolare, in tal modo, l'opera degli specialisti in guerra, rispondo - io specialista - che tutte le specialità trovano abbastanza da fare nella cura dei feriti e dei malati~di guerra. per addossarsi ancora il peso dell'ortopedia dei rifiuti. A chi poi mi accusa di essere un codino perchè non propugno un Elenco dernier style, io - che mi sento più giovane e più moderno di tanti professori, qui vix pubesczml - rispondo che, col nuovo elenco, alla cui compilazione ho contribuilo in piccola parte, si è già provveduto, fin all' estremo limi te del possibile, all' arrolameni o di tutti quei cittadini che ancora si reggono in piedi: gli allri, che non si reggono, o si reggono a sten to, !asciamoli a casa, in nome del cielo, chè altrim enti dovrema istituire intere legioni di li tlori, i quali, invece di portare i fasces dinanzi ai consoli e ai pretori, porteranno in giro le ultìme novilà patologiche del reclutamento futurisla. Ringrazio il carissimo prof. Agoslini per avermi dato modo di manifestare ancora una volta (sarà poi l'ultima?) la mia opinione intorno a un argomento, il quale non è più che una gran ma_tassa arruffata dalle dita maldestre di qualche centinaio d'incompetenti. R om a , jl<'nne.ioJ l 9 18.

Eo;o.w:-;oo Tno;\mETTA.

Esiste un Corpo sanitario n1ilitare? Abbiamo ricevuto questa bizzarra let lerìna:

Signor direttore: Mi permetta di rivolgerle una domanda, che le sembrerà forse strana, o per lo meno ingenua; ·ma siccome io - rara avis - non apparlengo all'esercito,' così sono meritevole di scusa. La domanda è questa: « Esiste in Italia un Corpo sanilario mililare? ,, E le chiedo ciò perchè, nei giornali polilici e in quelli illu slrati, leggo articoli e vedo riproduzioni fotografiche esclusivamente dedicati alla Croce Rossa, senza che mai si faccia cenno d'un Corpo sanilario militare. Con la massima osservanza, devotissimo X'Y

•


QUESTIONI D 1ATTUAL ITÀ, V ARIETi, MOTI h! E

59

Rispondo al signor X. Y. che il servizio sanitario nell'esercito italiano durante la guerra è disimpegnato con eguale zelo, intelligenza e valore dal Corpo sanitario militare (ufficiali medici effettivi, di complemento, in· posizione ausiliaria e della riserva) e dalle associaziQni civili di soccorso - militarizzate - di cui la più numerosa e la più importante (se non la· più. antica) è quella della benemerita Croce Rossa italiana, alla quale si sono generosamente aggiunte le Croci Rosse di alcune nazioni alleate. Se i giornali politici e quelli illustrati si occupano esclusivamente della Croce Rossa e lascian nell'ombr~ il Corpo sanitario militare, ciò non ci riguarda nè tanto meno. ci offende, perchè 'l'unico giudizio che noi desideriamo - o temiamo - è quello della nostra coscienza. Dirò di più: non soltanto ciò non ci offende, ma ci è motivo di soddisfazione; in primo luogo, perchè la confusione, che si suol fare tra Corpo sanitario militare e Croce Rossa, rinsalda sempre più quell'afrratellamento di tulti i medici italiani, che noi àuspicammo con gran fervore e che dà frutti eccellenti; in secondo luogo, perchè una tale confusione permette al Corpo sanitario militare di prendersi di pien diritto una parte delle lodi, che la stampa va tributando molto giuslamenle alla Croce Rossa italiana. Ed ecco servito il signor X. Y. EDMONDO TROMBETIA.

NECROLOGIO

.Sul· campo dell'onore.

Capitan0 med'•co 10 · s. a.

• Ttnonte

" •

Ctpita.no

•

•

l:enent.e Capitano

,. » " ·" » " ,.

" »

. NICOLA APE, del ... rcgg. fnntena. di coro plem. DOMENICO DE S ~N D RO, del ... o,;p. da campo. '» • VA LDI ~IRO BONO. » ... regg. grnnat. » » NI.COLO' DI BAIA, della ... squaùr. aviat. · • » BRUNO GALLOTTI , dt>l ... rl'gg. fanteria. » » LE-ONE LEONI, » ... osp. da caro po. " » NORAOINO STANISLAO AllA, » ... 1'•'gg. fanteria. » » PAOLO MOLLE, » » fanteria. » ,. ENRICO VANNELLI » -. fn nteria. » » LUIGI VIVIANI » ... osp. da campo.


60

NECROLOGIO

regg. fant-eri a. VITANTONIO DEL GIUDICE, del » fanteria. ~ » }> GIUSEPPE DEL PRATO, » » » fanteria. » » » ALCEO GERLI, Mandiamo ancora il nostro saluto commosso e riverente alla memoria di t-re altri mcrl ici valorosi ri w asti vi t ti me del (iove1·e. n maggiore medico prof. PIER DIEGO SICC~RO I , gin assistente A.lla cl inica del lavox·o di Millluo. il ([!\le, nell'eseguire un trapianto del virus in un ca so di spo· rochato,:i ittero·emorragica, si fùrl a ccidentalmente, contraendo il morbo che li condusse a morte. li capitano rn edico prof. GUIDO LEROA, libero docente di clinica chirurgica. e stimato collaboratore di questo periodico, il quale si spense in seguito ad iufe· zioue contrl\tta al fronle nel prodigare le cure ai feriti . Il S<?ttot.cnente medico SALVATORE ARCIDIACONO, vittima di una feroce ·aggressione di un malfattore, che, duraute il ripiegamento sul Tagliamet1to, tentava impos-:es~arsi della cassa forte dell'ospedale da campo. Aspiran t e ufficiale medico

Aap.cw

y:gyv

Affettuoso e imponente fu il tributo d'nfretto reso dal preRidio di Rorun al compiA.nto colonn ello medico cav. GIACO'IO GA NDOLFI, direttore di sanità dtll corpo d'a rmata di Genova, speutosi improvvisntoente l'~ corrE>nte in questa città, dove egli era venuto à.bbracciare un suo tigli uolo, tenente nei bombardieri, ricoverato uell'ospt•dale del Colio. P r ima che il corteo si scioglies;;t>, il mRp;gior gene1·nle medico prof. Edmoudo Trombettn, il. qurde rappresentava, l'Ol tanenti colonnelli medici lllemmo e Bue· cianto e coi ma ggiori medici Mende.s e Malnnga, la direzione generale di Sllni'à m il i tar e, pronunziò ùrevi e commosse parole di snluto alla sa l ma; e, dopo d i lui, il maggio re medico Pietro Audi;:io, ad detto a.lle direzione di sanità militare di nenova, llffrnuto dall'angoscia p~;r la perdita del suo amati,siruo suptu·iore, ue tratteggiò la carriera xnedico-rnilit~<re c·on una sintesi fclici~sima e con parole cosi affettuose, cosi Tibranti di doloroso rimpianto, che un fremito d'in tenSI\ commozione si . d i ffuM in tutti gli ascolta tori. Pre'lero pnrte 111 trasporto funebre, oltre al maggior genrrale medico Trom· betta, i maggi_ori generali medici Livi, Grieeo, (;eruodo, i colonneili medici Sirombo, Cherubini - Giarnm~troni, Moscbini, Tursiui, Il.iva, il maggiore medico Casarini, per la redazione di questo periodico, quasi tutti gli u fficiali medici della gu~t rni gione · e una numerosa rappresenti\UZR degli ufliciali d~Jie varie armi. 11 Gionwle di mrdicina militaTe manda. un r even•nte ~aiuto alla memor ia dt~l colon neiio SANDOLFI, Ja. cui vita fu tutta un mira h ilo esempio di r ettittuline, di scr upoloso ad empimento del proprio dovere e d'integrità di coscienza , e porge le più vi ve condoglianze n Ila desolata. fa w igli a.

per

±RzA


r

61

. •

PER IL LIBRO D~ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE

~ l

l

~

RICO~P!.:NSE

al Yalor miUtare per la campagna dl g ue rra 19 1 é- 1 9 1 8

•

l\fl.~l>A(H,IA D'A IWJi:~'fO.

D Pc1·eto luflgolelt~lu.ialil :1:1 not·emhre f,'J 17.

m. T&OESOlll Giacomo, da Serra San Bnmo (Catanzaro), ten~>ule medico rE>ggi · rnonto fanteria. - In èommutazione dellc1 ·medaglia di. b1·onzo conce8~agli col d~creto luo.itotenen.~iale 80 aprile 1916: Con mirabile ardimento e vnlo1·e, spre7.· zante del pericolo, sotto intenso fuoco d'artiglieria n emica, compi ùeue e ripetutamente il suo incRrico di dirigente il servizio sanitario dol r.eg~imeuto. Ferito alla testa durante un IJombn.rdamento, s1-guitò la cura dei feriti, non fllcendosi medicare che dopo es11nrito il suo compito. - Cascina-hledol. Bosco Cappuccio, 27 giugno-20 agosto 191<1. · Decreto luoyolcltf'l1ziole <JI) not·e11t61·e 1917.

f>S. BORET1'0 Maitia, da Canadà de Go mez {Repubblica Argentina), tenente medico çomplemento, reggimeuto f:mtcr ia. - Ou.ran~e un bombardamento, con ammirabile calma, prestò l'opera sua nella primn linea intensa1uente bersllgliata dal tiro n.vversario. Avendo poi una c;rauata colpiLo in pÌPDO una compagnia rli rinc:dzo, con esemplare ardiment; e spiccato sen t imento del d ovore, accorse, sollecito, medicando sul po~to i feriti. sebbene il fuoco nemtco con tinuasse preciso e violento. - Dosso Faiti, 2U-30 marzo 1917. 69 · Bus_CAGt.lNO ea.v. Augusto. da Frassinello Monferrato (Alessandria). maggiore med_tco· comandante sezione sanità. - Con ma~nifìco e cosciente disprezzo di ogni pericolo, durante una vittoriosa azione olfensiva, volouta.ria.meote prestò !'~pera sua serena e coraggiosa d i organizzatore e di medico sino alle linee pt~ avanzate, pur di .accertarsi ehe il complesso serdlliO di cura e di !'lgombro d? 1 feriti funzionasse attraverso ogni dif'ficoltlt di terreno e di pericoli. M.edtco, prodigò ai feriti cure intelligeuti da·T campo rli battagli1• all'immediate ~~trovie; soldato, fu ai valorosi ùi incitamento e di esempio. - Peudici deL ~ Hermada., 18 agosto 1::117. IÙ, ~A.lll•H;t.lo Antonio, da Milano, tenente medico co1nplemento comp~gnia santta.· - Addetto ad un osp~dale mil itat·e, t~sssndo sco ppiato un vicino depos~to_d_i IDUnizioni, mentre d'ogni parte, cou violt~nte esplosioni, vPnivano Jan· ctat 1 ID aria pr oiettili e scheggia, con ser~no coraggio, si esponeva. ripetuta;ent!l e volontariamente t1.l grave pericolo, coadinvando efficac!'tuente il ~rettore dell'ospedale stesso nel trasportare i feriti.- Sn.nt'Osvaldo (Udine), agosto 1917. l 7 ÙAS&Ll cav. Pietro, da Reggio Ewilia, maggiore medico addetto comaudo supremo. - Offertosi volontariamente .di compiere studi ed esperienze contro

!

•


62

PF.R Il. LlBRO n'OliO 01!: 1. 00JlP0 :5AXITA RI O MILITARE

le congelazioni, vi s i deciicava con intt>lligen te zelo ed instancabile attività. recandosi a constatarne i risultati nelle trincee di prima linea, nonosta n te il fuoco dell'artigli eri A a vversn ria, danno prova d i corag~ i o e disprezzo del peri<-olo. Nell'e.,egu ire le sue os..;er ntzioni . 1 ima neva ferito . - ~f edio Isonzo, novembre UllG-febbraio l!Jl7. 72. CH!ARA\'&u.o·n·t L1~oluca, da Pizzo (Cal'l.Ozfuo), tent.~nte medico com plemento compagnia Sttnit!\. - Addetto ad un ospeJtlle militare, dut·ante lo scoppio di un vicino deposi to di muui7,ioni. mt>.utre d'ogni parte, con violente esplosioni, venivtu)o lanciati in aria proiettili e sch eggie, ,;urezzanle del grave pet·icolo, si recn.,·n. in vari i padiglioni dcll'o.;;pedAle. stesso p e r sollecitare e disciplinare lo sgombro dei ricoverati, rimanen<lo mortalmente colpito - Sant' Osvaldo, 27 agosto HJ17. 73. D.~LI .FJ ORli: Alessal/(ll·o, da Xo\·ale (Vicenza}, tenente -medico complemento regg imento ber:<aglieri. - \:olootario, Jirige\·a ed esegui'a il sollecito sgombro di numerosi ferici dlella prima lineA, guidando egli stesso, sotto Yioleoto fuoco di artiglieria, le sq ;Htdre d i pomtferi ti. In ogui occasione ad di mostrò lodevole calma e coraggio. - Castagoe\·iz7.a, 1!J agosto 1917. 74. Dii: M t;H.TAS cav. Corw•lio, da rerzu (Cngliari), maggiore medico, capo illfficio s1tnità divisione. - Capo serl'izio snnitario di una divigioue di fanteria, apostolo della sua missione, infervorato nlle vicende di una lunga ed RSpra battaglia con mnguitico e co-.;ciente disprezzo di ogni pericolo, prestò opera vigile ed oculata in terreno hu.ttutis c;imo dal fuoco av,ersario, attraverso difficoltà e pericoli, eccitando una vera gam di valore ed abnegazione tra i dipendenti. - Pendici Hermatla-Yallone Bresto\·iz~m, l~ agosto, 5 settembre 1917. 76. DEzza Cesa1·e da Milano, tenente medico ospedale chirurgico mobile {Città di Milano C. R. I.). - Di mostrò graude ferm..,zza e coraggio, portandosi, senza curarsi del pericolo in zoue pericolose, bnttu.t is,;ime Jall'artiglieria nemicR, per curare uu ufficinle general e e dei soldati fedti. - Vo1lice, 22-2! agosto HJ17. 76 FnuGON1 cav. Cesa1·e, da Bresci<l. maggiore mudico complemento compagnia sanità. - Direttore di un o:<pt:rla le. eAsendo scoppiato un vicino depo!lito di munizioni, mentre da ogni parte, con >;'iolenti esplosioni, >;'eniva11o lanciati in aria proiettili e scbeggie, benchè Iegge1·meute ferito, voloutariamenta e ripetutameute si esp 116\'fl. al grave p el'icolo per incitare i suoi dipen(lenti all'o· pera di satvatnggio e per trasportarP. e cu t'<Ue i feriti dando bell'esempio di calma e coraggio. - Sant' Osn1.ldo (Udine•. '.!.7 agosto Hll7. 77. MAnco:-; E c ... v. 8te{a·no, da Seni~e (Potenz<\), tPnente colonnello medico, capo ufficio sanità divisione. -Organizzava primi\, con intelligente, minuziosa cura il servizio ~aoi tario nella. divi~ione. In seguito ùunmte lo svolgersi dell'tt.zione offensiva, otteneva il perfetto funzionanwnto del delicato servizio cui era preposto, recandosi più volte sotto il violento tiro dell'artiglieria avversaria, con ardimento, spirito d i sncrifìcio, sprez?.o del pericolo esempln,re sino ai posti dei magazzini avanzati In ogni occasione snpeya infondere col suo contegno calmo, ser eno e valoroso, piena fiduciR e il necessario coraggio in tutti i suoi dipendenti. -Altopiano CArsico (Zona rlel Fai ti), d1\1 18 al 29 agosto l 17. 78. Pui,LÈ F rlice, t!a Modena, capitano medico complemento direz-ione sanità zona Gorizia. - Offertosi· volontariamente di compiere studi ed esperienze contro le congelazioni, vi :ii dedicava con intelligente zelo ed instancabile attività, recar..dosi a constatR.rnc i risu ltati nelle trincee di prima linea, non ostante

.:··

:. .

...

,•

•'

·,

·-


PER 1[, r.ISRO D'ORO DEL CORI'O SANITARIO Mlf,ITARE

U3

il fuoco della fuciiMia avversaria, dando prova di coraggio e di sprezzo del pericolo. Nell'eseguire le sue osservazioni, rimaneva ferito. - Medio Isonzo, nove:nbre 1916, febbraio 1917. 79. Ross1 cav. llaldo, da MilanÒ, maggiore medico direttore cspedale mobile« Città di Milan_o C. R. J. ,._ - Vero apostolo della chirurgia e della tilantropin, non baciando nll'incolumità. della sua persona., più volte affrontò con animo sereno il PQricolo per por11ne 11\ curn ai feriti, dimostrando fermezza e corll.ggio t~tli da eccitare l'emulazione del valore tra i suoi u fficiali. - Ravne-~ate, 2-12 settémbre 1917, 80. SlHONI CAv. 1'orquafo, da Milano. s f>zione sanità T. S Croce Rossa.- Sempre primo a slancinrsi, anche sotto il fuoco ·ininterrotto· d (! l nemico, a soccorrere feriti, seppe. con la su~t condotta veramen t.e d i stinta e coraggiosa, eccitare l'emulazione e il valore f•·a i ~;uoi ufficiali e militi . per modo da ottenere da tutto il reparto opera mirabile di energia· e di carità.- Baske-Ravne-Slatna, 24 ag~sto-2o settembre Hll7. 81. SOLARO Gi1tSeppe, da C~1neo, capitano medico ospedale chirurgi<:O mobile« Città di Milano C. R. •. - Valente . chirurgo, !l Ravne, durante il bombardamento cui fu oggetto il suo osped;>letto, nei giorni 2-6 settembre, dimostrò grand& sangue freddo e coraggio compiendo atti operativi importantissim i e comportandosi in modo da e.ccitare l'emulazione del valore tra i suoi compagni e militi. - Ravne, 2-6 settembre 1917. 'MEDAGLIA DI BRONZO.

Decreto ltwyoter.enziale 2 a9osto 1917. , 5H. GrANXOT'fl Giuseppe, da Campobasso, tenente medico complemento reggimento fanteria. - In un posto di medicazione fatto s egno all'incessan te fuoco dell"artiglieria u~mica, con abnegazione e ·coraggio medica va numerosi feriti. Colpjto egli stesso, continuava, ciò nonostante, a prestare l'opera sua.- ·Monte Santa Caterina (Carso), 15 ago:-;to 1916. · 6. GRUIALDI Ugo, da Napoli, capitano medico complemento reggimento artigl eria campagna. - Ufficiale medico del gruppo, essendo stato gravemente ferito l'ufficiale di collegamento con la prima ·Jinea di fanteria, s i recava iu suo soccorso, sebbPne ciò nsci_s se dalle proprie attribuzioni, p"rcorrendo un terreno battuto dall'intenso fuoco dell'art iglieria avvers aria, e provvedeva poi .a. farlo trasportare alla sezione sanità, dando cosi prova di i•lto senti1 uento del dovere e di cameratis mo. - Oppacchiasella. 16 settembre 1916. 316. MmAGLtA cav. Eustacchio, da Spinazzola (Bari), maggiore medico d ivis-ione. - Quale capo ufficio di sanità dimostrò grande coraggio e sangue freddo, sia durante un attacco nemico con gas asfissianti, sia. nell'affrontare i pericoli derivanti d11.l continao ed intenso tiro dell'artiglieria avversaria., dirigendo sempre con perizia ed attività ii servizio sanifnrio della divisione. Sagrado, jJ9 giugno 1916. . 317. POTENZA Luigi, da. Fasano (Bari), sottot&nentemedico complemento reggimento fanteria. - Sempre pronto ed ammirevole nella.·cura dei feriti, nonostante gli intensi bombardamenti avversari, co.raggios~mente si portava fin sotto ai reticolnti nemici per soccorrere un ca.pita.n.o che vi giaceva. gravemente ferito, Est di Oppaccb iasella, l 0 novem h re 1916. 318. RIZzo Cornelio, da Ja.cksonville (Florida) (Stati Uniti), capitano medico reggimento fanteria. - Sotto l'infu~iare del fuoco avversario, con grande calma e fermezza. provvedeva al disseppellime,nto di parecchi cadaveri di sotto le ma.cerie di nn posto di medicazione avanzato, colpito in pieno da una. granata.


(i4

FEH J l, LlHRO D'ORO IJV.I. COHPO SANl'f.-\lllO MILlTAB.F.

nemica. Durante un periodo d'f\7.Ìoue, pre:o:lavn poi il suo l>en-izio con intelli~euzf\, ope.•·N;it.à c. grande R.l/n ..g:ozioue. di:o:pouPudo con proJrtezza per lo sgombro dci numerosi feriLi. - 'r i lll\no·•a (1Johl'rdò), 10-14 ottobre l &16. Sl!l. t'.HDt ,, !!'l 'IN O Frnnr;-~co, d n A~ !l ono {CA. m pohas!>o), sotto,teuellte m ed i co rcg· guneuto fa11te•·iR - ~! ~:ntre, n oncurnu te del J>"ricolv, atteude\·1\ c011 la consueta prcmur:< a Uledicare dci ftlriti, veniYn egli ,:;tes,;o tra.o:olto dallo scoppio di una ~l'aJtata uetuicn ,)i gros..;o cali bro Contuso in Y!\rie I'Rrti, non appena avute lo cure de l cnso to rn<~xa a prestare l'opent sua.. - C11rsia Giulia, 10 ol· tobre )!ILG. o20. VAGJ, JO FraiiCP.~co, da Galatona (Lecce), sottotenente me,lico complemento reggimento fanl,.rin. Durante i uteu~i bombtLrda.menti del nemico, contin un ti per Ili ù giorni cou,;e•·u ti ,-i, \tLondent n. soccorrere e s:;om hr11 re numt'ro:;i f~>riti, rlimo-<tra111lo ntti,[til, pu·iz ia P comggio .- Nad Logcm, 14·16 setIem bro 191 G. D~<: l cio lttOftOfent'llziale :! 3 f!:JOSIO 1917, ~3:! L. AvONilll .\fifziade, d11. Pisa, tenente medico compler.uenLo reggim t'luto fan· t~:~ri o. . Per l'attiv~< thl iutellige nLtl ope t·a. pre,;tata nCII soccor!!o t.lei feriti, auC'he in circostanze critiche, durllnte le varie azioni otfeusin> e più special· meute in qnelle d ,d JO al U ottobre l!JlG, in cui dimostrava pfrizia non co· mune, spirito rli Hacriticio e Rlto Rentimento del d.o'l"er.,.- Oarsia-Giulia , IO· 12 ottobre l 916. 3:?:2 BtltWITTl Donumico, !ln CPrvarese :;ianlo. Crocr (PRrlova), tenente medico complemento reggimt~uto fanteria. ~ c,,u a lto F<eutimeuto del ,lovere, bt'nchè at1';1t.icnto dn l lung•J "erdzio in pri1ua liu11a, ritiutava l'ofì'ortagli SOl:<tit uzione, restllndo. al suo posto di combattimeuto. mirabile esempio di spirito di sacrificio. - Cn.rso, lO ottobre l ~)Il;, · 32K. CnoJ,J,E Vmanzio, da ~tllti.no Torine,e (Toriuo), tenente me<lico com p lamento rug~inwuto fanteria Durante l'iuteusa azioue per lll conquista di OppRC· c.hiasell~< s i Rl.ling-Pva. pooil~o la linea nemira percorrendo una zona violentemente batt.\1\A daiJ'artiglierÌI\ aVVST:>IIria, e COotribuiYa effi•~acemoule a l l'iiD· pianto ed al funzio;~:1.monto del posto di medicazione avanzato, a nch'esso ba t· . tuto dll l f1uoco nemico, d irnostrnndo rara crdma, spirito di o.boegazioue e non romune e Jorlevole perizia professionale. - Oppacchiri~P.lla . agosto l!llG. 3'H. LùYii:lWIII Giova11ni, Ja Palmi (Rog~;io Catr.hria), sottot.enente modico complemento r eggimento fanteria. Durante l'intensa azione pe r lA. couqui:<ta di Oppac<'hiusella ·si ~<pi n ~· ·v a pres~o la. linea uemit:a -percorrenflo un a zone. violen temente ba t tu tu d ,, II'A. r tiglieria r1v verqaria e contribui va efficacement e n ll'fmpiaot;o ed al fun:>.J <>namento del po!lto di medicazione ava nzato, an che esilo bl\ttuto dal fuoco nemico, dimo,;trando rllrl\ calmA., spirito di abnegazione non <'omu ne e lodevole perizia profos, ionale. Oppt.ccbiasellR., 12-13 11gosi o H)l(l. 32&. R oBBIASO Giot;nnni, da. Tronza no \ "ercellese ('Novara), t enente medico reggiulen to fa~terin. - Non curllJ)te del pericolo grav1ssimo e J>reoccupa.t o solo di a ccorr ere là dove era necessario i l soccorso m ed ico, si spingeva sin nella p n ma linea a pochi passi da l nemico, e mag ni fico per calma, slancio e zelo moltiplir ava la sua. opera pe r portare aiuto a tutti i feriti nel combat timento. - Vod ice, quota. 592, 16·20 maggio 1917. 826. RosSI Felici!, da Vastella to (Teramo), capita no medico Cr oce Rossa Italiana, d irett or e ospedale. - Nell'inteuto di appl icar e la cura conservativa. in grave


l PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MlLIT.ARE

65

lesione di un piede, preferiva, con intelligente calma, ~strarre unii. spol etta inesplosà, non curante del pericolo o.ui si esponeva. - Ospeda letto di Arta (Udine), 2 sett~mbre 1916. Dec1·eto lv.ogotenenziale 18 settembre 19 (7, S27. Cosi Ca?·lo, da Napoli, sottotenente medico complemento reggimento fanteria. - Dando bell'esempio di abnegazione e sfidando il pericolo imminente, accorreva prontamente per prestare le oure necessarie ad alcuni militari t ravolti da una valanga. Una seconda vahtnga., travolge,va lui stesso, uccidendolo. - Passo della sentinella, 9 novembre 1916. · 3'28, DA PRATO Ilalo, da. Barga (Lucca), !l-Spirante ufficiale medico reggimento alpini. - Già distintosi in prima linea in difficili e pericolose opere di soccorso, esempio costante, di abnegazione e sprezzo del pericolo, passava d i posto in pos~, in una trincea. vicinissima al nemico, a porgere ai suoi a lpini fla· gellati da 'violenta tormenta parole di conforto e di consiglio, fìnchè venne

colpito a morte. = Monte Rosso, 22 novembre 1916. 329. PAL ANDRI Giovanni, da. S. Pa olo (Brasile), sottotenente medico reggimento fanteria. - Esercitata le sue ll).ansioni assistendo con serena calma feriti nostri e nemici, sotto l'infuriare dell'nrtiglieria avversaria, copsigliato a. tratrasferire il posto di medicazione in una zona meno battuta, vi si rifiutava e continuava nella. sua opera, fiuchè cadde ferito a. morte. - Carso, 10·11 ottobre 1916. 830. AscHETTINO Antonio, da Moschiano (Avellino), sottotenente medico reggimento fanteria. - Disimpegnò costantemente le sue mansioni con calma, a.t· tività e capacità singolari, concorrendo efficacemente a l pronto soccorso dei feriti in una zona esposta al tiro nemico, continuando con calma. e aerenità la. sua opera soceoritriéè, anche Ùòpo che una granata l\'VVersaria era scoppiata vicino al posto di medicazione. - Oppacchiasella, ottobre 1916. 881. ÀV&RS.l ZetJì.rino, da Santa Caterina d el Ionio (Catanzaro), a spiran te uffi. ciale medico reggimento fanteria. . - Bell'esempio di valor militare e di generosa abnegazione, sotto l'intenso fuoco dell'artiglieria nemica, sprezzante del P~ricolo, per 3 giorni, consecutivi di azione prestava il soccorso delle proprie cure a centinaia di feriti, nelle immediate vicinan ze della linea di combattimento. - Huc\i L og, 4 novembre 1916. 382. BAno&r.r,, Giovanni, da Caronno Ghiringhello (Como), capitano medico reggimento alpini·. - SpontanMmente raggiungeva. sul far del giorno, in ter• reno impervio e pericolos o, due uffici1~l i ed un alpino feriti si g ravemente p re· cipitando dalla mon tagna, e il cui trasporto non poteva effettuarsi perchè in vista ed in vicinanza del nemico, e rimaneva con essi tutta una giornata in una buca al coperto,· fra la neve, prestando loro le sue cure intelligerrti ed a~orevoli e cooperando a.l trasporto nella notte seguente, dando beJ!a pr.ova. di ardimento, cameratismo ed alto sentimento del propr.io do>ere. - P un ta Vallero .(Valle Lepeni~) 2 n,ovembre 1916. SSS. B JJOLlAR I Giuseppe, da San ta Sofia. d'E piro (Cosenza ) tenente medico reggimento fanteria. - Dura.'n te l'infuriare d'un bombardamento avversario, data. l'. Impossibilità d i trasportare i feriti dalla. trincea al posto di medicazione attraverso il ca.mminamento sconvolto in più punti e vivamente battuto dal fuoco n~mico, si trasferì va di propri& iniziativa in t r incea, ed i vi con sprezzo d~l Pericolo, da)ldo bella. prova di coraggio, apprestò le prime urgenti cure ~~ numerosi feriti. Na.d Log em,· 11 ottobre 1916. (Co11tinua). u - GlorM ie d ì medieina miUiare -

Fase. [.


66

PAR'rE UFFfCIALE Ordìnamento della direzione generale di sanità militare Circolare n. 80~ d el ~iomal~ iuilltare u(Jiciale. d ispenso. 82•, 191 7 - (Se!! rutari t\to genera le - D ivi.. ione pol'l'on.ale del Mini!lteroì. - 21 dic fl La direzione szenerale di sanità militare, ist ituita nel Ministero deUa gue rra • l'li d e creto-

l•f'gotenenziale 23 t\gosto 1917. n. l3ol9, n. 210 d91la Garzetta u(fici••lr del R eg•lo in.data 5 ;;ettembre, p e r la t•·a ttu.ziou e di t u t te le q uestioni rel ativ e al per-soon.le, nl m nt.erinle ed al ~ervizto saniti\J'io m ilitat·ò ed a usiliario. è ripartita, a iusta il daoret.o m iuisterit1le 20 di• enJ bre 191 ì, in quattro di v isioni, con le aLtribu zion i p e r cin.qou ua di o~<e q ui a ppre sw indil'.ate : DIVISION E

Jn -

P ERSON ALI.

P Su ione : {Jffioi<lli m edici offe~tivt e iu P •)S izioue a. usiloarin -

I!ersonnlo .;tinitat•io Ordina mont.o o m <'bilitllzione- Cam era di m ~

Scuola d'applio ...;r.ione d i rumitli. m tlitare d •cazione. '!• Se~io,.e: l'fllci.tlo m •xl•c in c mgedo - E<ouoro e <li•pen•e - Ufficbl i medic i CO· m .mdati p rC'-<so pubbliche a mmini>it rnzion - P ari t i presliO i cun~igl tli lev o nel R egn o e prP:<'<O g li uffici cen~olari an·~~t"ro - Cou.ulen t i. :1• Sezione : p.,r~ua.l i deJI,• u;socia àJUi d i soccorso - Croce' R ·,,sa. - Croco d i Mtll l a CA ppollll.ni miltta n - P et·3<>1mle di t\Sdistenza fem 111intlli.". 4• Seziou.· : F ar:n aCÌibÌ rniltt<1ri - Ufficialt fnrmaciati - "cdici civ ili - A.-<>Ì IIlilo.ti l'~rsorl>\ltl di I\S$i<tonL!l lll <'"~hil·' D ~ntisti - r~p(';r.ioni 1'1'11\liVt• ai St>n•izi di>lln di,·'sione.

1• S ecvme : Ynrme te<·n i('he e di«posizioni gpnerali ri,guMtla.nti gli ac-certaniC'nti enni· ta.ri - Quesiti m odioc -!eg'll o di cam tt<'l'O S''Mmle - C .>rrisp:mden ,,a con amministra!'ioni e,;triW.ee a q \lelle d ell a g• ena p"r t·u tto q u tlnto cvnce rno ~~u..,,;Jiuni mL<iicu -lcg ali. - Elen co deJI,, infer111it.$ osimdnti d>\ l ~ervi.-.io milit•Lra - P t\r.,ri rnoJdiev- leguli 11ul t;ervizio délla. lova - Que~tir)lli tecnich e rehLt.ive alle ra<.<;ognc - R },·isionc tecnica delle rttR:wgne e stati><tica. relatÌ\'a - Q,,,J/ler\·ozione deg li atti d i raso~gna - Nor1110 Lecuich ~ per In r h·isii.l d ai ri for m ati - Purori sullo) gr.. r itìcuzio ni ui milit.ari riform ati l' su 11e clom•md di v .i site speciali - Autoh'8i"ni~mo - Com m i.'lsinni sanitarie cvntrooli e r.•lflth·i rÌCI)l'ilÌ - S flrùzio ljllOitario rogginH~nL,IIe . t • Sezwnt: i{icot·si dei ><OlLufficia lt e milita•·• di Lt'U PP•l O.\' Verso le deli berazioni d ei con;;tgli di amm mrsLra;;ione dei corpi per il r iconoscimen~u dt>lll' lc~ioni od inferm ità proveni·~nti rin oauel) od occu:-~ion i eli 8l'lr\'izio R l!la7.ioni per le dcci~ioni m in is toròa.li - Ricorai d oi sottu ffi ,•ia.li e militari di truppa già inf'orpo•·nti pe r t 11tto q u 6nto concern'l le v iditA l:la n itarie - P rov,·e•lion enti per militari da !!Ot.t.opor re e. curo sp.,ciali a scopo m edicole,g>,lo - Ordinnm ento d e lle m u te n egli sta.bllim~n ti b al+tCO-terrllali e d i:;posizioui ge nerali pe r· le cu re ba.lneo- ton uali, id ro piniche e kine@it.era pioh<'.


()7

P AJlTP. UFFICIAU'::

3' Stzirnrt: Ricor~i d ~gli ufficilll i avvora • le d elib··rnzioni de i cvnsigli di a·nm inhtmzione dei corpi per il r icono3t-im en to delle )(·sioni O<! infl•rmid~ prov enien ti d '.l. cause od ooea>ion: di St:n ·iùo - R ehtzioni p er 1.~ dec i•iqni ministeriali - Prov Yed imenti per ufficial i da sottoporre n ru r .; apt ctali a scopo m edico-l. g a le - R ico n•i dt•;~ l i ufficiali per t •ttto quanto conrerne le ,·ieitt: sar•itarie - Ispt•zioni relnti " " ai ~<'rvnd della d i, ·ision e.

1' Stzi(nle : St·rvizio te<;niC"o d el materiale s nnitario , stndi p~T i on ova;(ioni e mig lioro· met ti- Cornpiiazione e modi 6ca7j oni dei capitol i !!pecia li d '<, nori - Situazioni Periodiche - Det erminazione. per s pcci.> <' q't m ti tè., del ma teriale occorrPntE' per :;.,n•izi•) ter· rnoriale " pt>r la ùot.\zione di mob ilitnzio n~t . 2' Scz.io11e : Sta noziam euto e gE'stiono d <!i fonùi pe r acquis ti di mntoria le 1'1\llil.ario .~st~. acqui sti n par t.iti p r ivati e ad econoru iR Contratti e loro ~>:«>cuzione - Contenzioso - Sen ·izio della farmacia ~entrale c- p er w)l\1\ }(' opernio ndd. :t t u,· i - An t icipazi• n i e Jlnl.'llmenti - lspPzioni r elati'"e ui :;ervizi d ullu d i\"isionc . DrvrstoNt~ 4'

-

SRRVIZI T EClH Cl.

Di.~po,.izi<mi di 111tl<Ri1on - I~ieu e d .. l so l· dato (.JimontnEiom•, vl.'l'tiario, e<1uip ••ggiume nço, ca-;;~;rnlf<) - Studi e proposto Orga. niz:zazione e furu.ionarneoto del '<t>r v i7.iO !Nnibwio profilnttico - Profila~,; d ellt' rr u1 l"ttie ioJettive - \"occ in07.ioni prof:ìlatt.ich t> - Bv lkttioo d<'llo m nlntti•• in fPtti,·e - Gabi~r att.i itÌentifici. · i' Stz;o,.c : IgierHl geuerale dE'li e t.rupve -

2" Sezione: St nti~tico "''mitari 1 nut no~ r e - S t u di e l>r<•po-;to. 3• -ez:ow : S r·rviYio o~pit11liero IJI'(\i n tu •iu '-- S tttbllirnen ti -<tluit.. r·i {Nr itoriuli -

Di~po­

nibilità ~ sit\h\7.iune dE-i po;.t i-I PttO in tutti g !i <>spent\li d i riRervn - S!.CotnbPri - Ser·vizi Jani t(l! i ~pr ciali.~z'lt i - S~zion i di coacPnl rnm(;lll<> p er mi litari e • t urpi - O fficine di pro~ - Scuol~; rli ri•lt lu cn z.i•>n e profe<stoonl e - O>ntri O<'U r11 pat ulo-4i<·i - Ce ni ri stomat·O• iatrici - Centri fisioternp 1ri di recupem p er gli inv,.tidi wro por,.nei - . o~p;,tlt.li oflt"\lruici - Sezi<>ni o~prdnl ieN p"'r au tolt~><ioui-<ti - R •parti di a<·C'rtnr ucn t n "diut:no:<ti<·•J p er rni· lì l6ri w~pctti d i t u bercdol<Ì - Centri s art:t to r·ia l i p6r In cma doi 111ilitari lllh<' tC'>Io-.i ~icnì •peciali per r11 ilitnr i p stcopatici lnva.ltd i tli ~uer r,, - ::-i"onne c di~p o~izivni l\-.<.'<'Utive p .. r l'a.;,:iRl•'ll7.1\ d •·:;li invali•J i tli tllerra. - L~_p,.7.tuni relative nj ...en-lz.i f! t.. JI & di,·i·dnn e .

l/ Jl iui.•lro- .\r.PmRt.

Norme per rassistenza e protezione degli. invalidi di guerra, in Tflazione alla legge 25 ma11zo 1917, n. 481 Cirtol:rrr n. 16 <lei ,,;ort~t7h ltt ili!a rt tt{fk. ialr , di , pens."t 5~. 1!>18. (Servi1.io l\1\HÌ<orio. Direzione genero!~ saoit.à militare). IO gennaio 1918.

Assistenza agli storpi gravi ed ai mutilati. l. CtN'I'l\1 DI l'Alli{A RACCOLTA E SUCCESS IVO S NISTA)JF.NTO. - A M nlltll\"t\ (NI n B<\rÌ per le prov<'oienZ<' d Q 0 rlt'11lP) · '· l8lll · · Ult.o · Ull C!:'Oll"{l (•1lll1.1T!(I<.'O · · ( 1·l prtnl& · · • .. rno·t'o 1t i\ e f t·l !<UN·e&f>SI\'0

WJt5tamPnLO re~ionale in eu:, pe r e u m d<·ll"i ntt-ndPu:tt\ genPrn'e d1>l R. c-~<'rt· ito , ,·en)!nno ~ra· ... , . . . . . .. . . . . . . . OSJ)ewut dt pr1 mo rt<'<tve ro 1 rn1htnrr con g ran nmpuwzH•III nel affo>t11 ùn IP~tom

d~rit i dngr1


68

PARTB UJJ'P'ICIALE

osL~·u ,,,., icolari, nllu quali

1- cln prl:»unu re {'},., co•wcE:,uu :st(Hpiagginc.. J.ll'fìnit i va, non nppena siaTI o l n •:>portnbili s.:n~n In w periuolo l) ~;mn1 di~•1 !;Ìt1 . J:.:,;nu ritu, uve oN·orm, il 1wriodo di sosta CC>rlTUnuldn!e , g li inrl'rrni, con la mn;;giurc proutczz.n pr ~~il.il<• e ron le dt•\' Utl' <:rHIH: I<' di tra· sp<>nu c di acrompagnl\lnento, ~1\rtlllnO inviati" qur-llo.'f111 lc :,. ~i• •ui • loilnt gicl.e eli Jlrin o con· cenLrmneTHo, cho: sia più pro«:,.Ìntù nll11 "'!-id< '''Il d•·llc· ri> pt' ll ivP rnmi!!lie. E' uvvio che tale smistamento •···~iunnl!! <.lt·\'6 l'~''cttc' limitnu. ai >nli ntÌq >utmi N>n grovi minomzioni onatomich.:. cd agli infL·rmi nfl'et t i di' pn ofondc· c·d irrvpuml.ili IE-~ic•ni dc·llt· grnndi ardtolat.ioni o da altrt) lesion i stc•rpinnti, P'' '' <'ntit.ì. cquiv:.i<'nti, per le qt>nli s i prc:sumnno dt•st inn t i n diqmtnro dci gmncli inval idi tlPfinit iYi. J:'er tutti gli nltl'i i nfermi afft•tti ùn IC'sioui tmumr.tieht•,' pr"l'untivnnH' ntl' susct'U·ihiJj ·di · effictWtl t rat tamento e di probabile· ,:.-uurigi<•nE', lo >anistnm<•llto suni fntto con i<• uo•·mt- comuni n t uni i feriti, pot<mclo lo oc<:orrunti cure chirurgichu e fi5i<•lempit'lm e:>SC're ciTt:l tu n te Cùn i mc·zzi <ltii$\cnli prcSbO c iascun corpo d'nrmatn. SartllHlO do l pari dni cc>ut ri di pri1na r•W<'ulll~ di liTnnt<Wt\ e Bari, CI"C<'I tua t i dall!l .srnistn 111C'11to rc~iounle gli ultra·ÌIIt'<ll-itli; qu<'i rcriti cic"\ cho pt••· In ch·n~st>' ute grav ità e n)(l\tP.pli · citù U<·lle ripor!••te lo•si un i !lÌ P• l'l!LUlle ·~hfl ,.,,Jo n nn possano più riad(ll hlrsi (\ q ualsinsi ge· ne1·., di lowuro proficuo, ma Jlt•nnc;h!! pruv\'cde•re uu ;:(:, :<t<.•ssi in fu t uro 1.lh\ prtopr·ia vita vegeta· t int (t:<'Citit, C'>mp!..da t>::<Soeinta cou gru vi c; .n.. ltc·pliei wudluzitJni o l<·~ioui .. ~orpinuti; grondi lllut ilat.ioni o sl o rpit\;;gini m ultiple con<·o•nitaut i, ec·c.). '1':1li ult r>\-invlllidi. ]>t'l' eu n\ d~lln dir<>?.ionP d<· l <·e•u m di prima ffil't'toltn. Vl'l'rnnno, con tmte le t·•tr<l<'k del l'lll'O, lrn~ferit i in. 111111 uppositnf<t•7.i•>IIO in F.irc•nzo~ (o:<prcln lc• n. 6 dt'lh'l Croce R oSSII) in ut tl'>'l.l c ho I'01wr·n IIHZiuno.lt• pr<>utlu u loro •·igmll·dn provvedin••~nt i rldìu iti\'i. li r:<lflc••ntmnwnto d<'gli ultrn-iavalidi ·~ll'<>:<l"'"'dt• n. 6 dr•llt~ Croc<> ltos...;sl in Fin.nze saril t>.S<•t;uiw arwho d11gli nhri ospudtlli, che ovc•utoalw<>uL.e riC'(•V<'rH5SOI't) dNLi inf1wmi, non ll]ll)CJih l's.·.d !<i11110 di,·t:nuti trasponnhili S<~IIZtl dnn11o o disagio. Sl'mpre quntlllo 11011 !>l nppougn a t•~lu traA ., ir\'wntoln volonl>'t d,·ll'iukrmo. :!. s~:~.IONI RI!:QfONAt-1 DI 1'11Dt0 CO!iC,t; ....-rkAMENTO.- SOI)(l i.- titni t tl nei territori de' i (l01'pi d'al'llllllt\ di Turin ... ;\}ih\no, c,•nov... H .. l<J);IIfl. Fir·t•IIZ(', Rmua, :\afJnli, Pt~lerrno d ello spc ci"li se:~:ioni di primo conccntra·l lwrao rryimw.k< per le cure chiruryichc Ùe:<tinntc n ricovot'l\re o Clrmro· i sudtlt•Ui inferm i. l.: li invalidi di c·ui snpr·n, le famiglit' dei quali s"n" d<~111Ì<·ilio.t<, m•i distretti tlt>l ct>rpo d'or· ma' LI eli Aneom\, S>\mnno C'flll('(:nl.rnt i n• ·lla !'I' Zit •IIE' c·hiMl r~ i c••l. di BfllPgJtll: q11PIIi ~n <Iom i· cii i<) rwl t erri tv ri<l rl<'l d i pP. •·r i nwn!O m n ri t iÌ ulll di :;;1wzir, >'nr·nuno rt>llC<'Til m ti nella ,:.r·zinne chi· n•r~iNL tl<'l <·orpo d'•u·ntnlll <li Fi reu:t:c; qt~<·Ui con clt>miC'ilio nel corpo d'arnu\ta di Btui, ncl l.l Sl:'7;ivnt: di Xuproli; quelli con clo111iciliu nel r·nrpu d'arnul11l di Ak"-"'mrlria. lll'll:t S•' 'l.ionc diTo· rino ; q11Pili iufin<' t'o1n cll)lnil'ilio nel olipo.rtinlt'nto !nuriu in1v di Tarnnto, nella "•·zitmc ùi Kapoli. I 111111 i!nti originMii rlai dis1 rc·l\i (t..t corpo d'nrn•ntn oli VMuna ,, in g1•ncro tlellc pro,·in· cio VNteLt•, drH·mn•H', fino" ,iw)\'o ord in C' . l'H:!Cl'<' tra~icriti 11lln S<'z iome chirurgit·n di concen tr<\111C'nto rli Fi1'C'nzc•. (Jnalul<l UIUI S.:LiOnt.: di pri1110 Ct>IIC<'Jlll'l\llWiliO 1\t)T\ u!,!)i(l piil pto:;.\Ì di,pnnibili, i militari Cl!!· \'Ì J"v l'!·hb.: ro e;,;:cri' d t•st Ìllill i HLI'illlh~ , n ri<·hii•St>\ tiri!,, st·zinu!' :.~tcs.o.o., ricnvPmLi temporn· mu:. : nt·n~e in un reparto clrirurgiru ttc•l piì1 vicino ospr•d(~l<·, I'Ìmnnen<lv S<Jmprc , p e r In cura, wl·lopr,,;ti alla vigilnm~a e rcspon:l:.~bilità cl. •l dirdl<oro dclln soziono di primo cona.nl.raii~MilO. 'J •:('r·Ptt" il caso di cui sopru, nt·S~JUI ol'\pCdt~le·, npp,.rt!'ns;n e~<so al R. c.>scrcit.o, alla lt. mari n~>, a\Ju <..:rm•c R~l'5."fi o lld filtri onli, potrà. rrmi ri<:ovcmrc o tmtt.cmere in cura gli infermi di cui si trai t.lt. <.\lJ<\Io)rll iu uuo eli tali ospr.<lali comuui della zouu territoriato un informo divongtl, per succes~iv.: eulllj)licnu.~:l', ar11putn~o o CO~<I\lllquo grtlllde iuvo.litlu defin itivo, dov rà, oppena so ne

non

., 'l

.,

..


• PARTE UFFICIALE

69

pol1SII effctt.uare il trosporto, es:;cr·o invil\to alla sez ione chin•rgicu di primo concentramento ùel ooc-po d'armata regionalmente compotcnl,o a ricevorlo. sezion i di p'rim-0 conCl'ntrmnettfO fum;ionomnno con le normo stnhilitc pet· gli osp(·r:lali

v

di riserva ed in E'S.'le s i continueranno e complotm'l\nno tutt~ lo c ure no:cessarie alln guurigione ehimrgica. 3, SEZIONl REOIONALI DI SECONDO CONCENTRAl\IENTO. -Dallo se:don i di primo ccncetl• tramtnto i mutilnti e gli storpi gravi, non nppt:llu il dit·<•ttoro lo ritt~nga not'<JSS<lrio, vcn·nnno tlllSf~rit i in sezioni di secondo corn;entra.mento dc~l im\lc alle cut·o fa.sicho eù ortop<.lùiche oppor· \UM po!r porro i monconi dt!i rnutilaLi n elle miglivri condizirmi di i•ùnttumonLo al la ]H'OLo;ai e di fun~OilUIIIeOlO: utili a ridurre al minimo possibile i postumi di J..sione degli Storpi g r,\\IÌ , noneM a '' incoro o dim inuir.., lo mcnoruazioni funz.iolll\li St:Jconuurio concomiwnti. In quei LerriLori d i corpo d 'armata. nei quali non o:sista r~ppotiit.A scpnmta sozi<'I\O spi'(:i,,liz. zata di S('Corrd<> concentr·anwnto, lo d e tte c ure• consecuLi\'o :lamnno e:lplol.ate in re p,u·ti ùi»lill~i della sws.,.; ,;azione dì primo conr:cntramcl1to. · XelltJB('zioni d i secondo concentranv.nto i mutilAti di nrt.o inferiore so.rmuw altresl·prm•,•isti. appeni\ ~in poo;sill ile, di o.pvarccchi di P.rOt.e.~i ternpomnen, prowsi eia ospedale (in primo tempo , in g.>ner<>, sernplicj apparecchi ge!c'Sati con pilun.,, 11t.affa, ccc.) do:itinat.i nd niutaro l'ozione delle curo fì~ i('() ·onopcdiche eri a ridut·re i danni di m1 lun~o uso dd lo st.nmpe lle. P~:r In Còstrut.ione di tali llj)pnrccchi si istit uirann o, pr.:S.'ò<> lo sct.ioni di Brcondo ccncrntra. IIIOll<l, <1<·11\l uppn~it.e piccolo oflic inc di protosi tE'mponuw l\.

Fino dal periodo di primo concentramento. Ael casi in cui sia possibile, e sempre durante n secondo periodo, al precipuo scopo di convincere gll ,lnvalidl della possibilità e convenienza di riappllcarsl ad un proficuo ht voro, al dovra .curare la loro rieducazione psicologica e morale Essi cllovranno nello stesso tempo frequentare corsi d'istruzione elememtare e saranno adibiti a piccoli lavori manuali cbe serviranno come complemento di cura e come avviamento ed Indizio del genere di rleducazlone Ptofess ionale che meglio ad essi sarà confacente. Nell'orientare ed avviare ciascun invalido ad un nuovo mestier·e, qualora sia giudicato lmposslbil'e di adattarlo all'antico, si avrà speciale cura di considerare non solo le preferenze, ma anche di tener conto del precedenti di lavoro, delle attitudini individuali e delle speciale condlzlo•i di ambiente, nel quale l'Individuo è destinato ad esercitare la propria attività ; lì the questa possa riuscire fruttifera . Dal comitati locali di assistenza sarà richiesto In questo campo il plti accurato e valido concorso. l direttori di sanità aggiunti, d'accordo con l direttori di ospedale, provvederanno che, specialmente negli ospedali di secondo concent·ramento, qualche ambiente. sia riservato ad uso di scuote ·e laboratori e che vi sia autorizzato l'accesso di quel componenti l comital~ civili di as~lstenza che sEano delegati all'opera di ri educazione e di successivo Patronato. · · Plu:PA:UZIOSll MORALI'l DEGLI INVALt.Dr . -

~. A SSOO!>IA.ZIONE ALLE SCUOLE DI lH!?:D UCAZlONE.- Compl~t.ale le CUI'() fi;;iche od OrLO·

!ll>dir·he, i militari invalidi potranno ve• n i r·c dimessi E'd i twiuLi, con le norme di c ui al segue n te n. 7• irL liccm.n per un p l.'riodo nc>n suJX>riorc ad un me&', in atteAA di essere chiarn~>ti prosso lseeuole di rieducazionc:- a lle qunli sono st.ati asS<.•gnnt i e presso le q unii si compie la co!;~ruzione, l'adattamento o l'applicazione ùoll'appart~ccbio definit ivo di protesi: Anche l'as.'W..'gllazione alle scuo le di rieducazion e dove es:;oro fatta <.'On criter·i n.'gionu.li. Però, sia pei mutila ti che per tutti gli alt.ri in,·t.!id i •li cu i' HI\Ltnno le presenti nonno, taio criterio potrà subi re qualche eccezione, ove dt>ll' • Opem Nazionale • ne vcngn fnttu propo. 813 motivnt.a a lla clirozionc generale di sunitù. rnil it.aro. Alle scuole specializzato p er J.'\ Eioducazicno agricola verranno d estinali; fin di\ll'uscitl\ dalle ~zioni di secondo concentramento, tutti quegl i invalidi ùgricoltor·i che possono, nelle

"t; .l 8


70

PARTii: U F.l!'IOIALB

mllllllf' loro condizion i, rirLrlntlt\r~i all 'satico mesti cre. Per tale 1\Sl;<'S''"zione si nvrit cura di

scegljer<: la :;cuoia agricola riconoi!ciuta piìt vicina all'ahituul~ t'<'SÌdf'nza dell' im·aHdo. 1-;olamonte nei casi t•CC<'zionali in cu i. n part>re d ,•! dir<.'ttore d.-lhl se-zi one di cure fisiche ed ortopNlicho, g l i invulidi siano riten uti ns.'IOiutament~ in c.np;.ci di profit.tare della rieducazione, o quando diuno sicuro aftìdamento di non a verne bisogno, o q\Jando infine la inva lidità sia tale ùn non Ì•npedir Jo t·o di ripronde ro l'ani ico •nest iert', essi po~ranno, p e r d <:<' isione del di · rettore di su.nità militare nggiw1to, es.;cre di!!pcnsu.ti d"l frequenturo le- scuole d i riedutazione. Xci CliSi CC'C<·Zionnli sop ru indknti. il direHOI'e di AAnitil. aggiwno avrà eu m di p renduro gli opporlwli accorrli t'ol dir<•tlorc d cll '(>ITit·inll orteop!'dirn e di <ltlT<' le r l'1111ive tli~posizioni, affin. chè !lli i11v<'lidi dispè ll:>ati dalla rir du cazion<' :-iann forniti di protosi d " finitivn o prinm d i venir dimessi d"llt\ :l<•Zior\<' eli ,;ccundo concentrmnento, S<' l'npplirM:ionc s in tccmicnme-nt.e p ossibilf', OVVcl'u t>JI() I>C'<IIlt•r(l d,d Ja [ÌCCJI 7.>\, l'hC Vtl l' l'il in (JliC:Sto :<Jl(><:i ..Jt• C!U:>t> COlllllli:,lll'Ulll a l p e riodo llt'• ce:>Mriu (o prcvi .<to l nlu) per la ridul'ihilitiL ùd m unl'one . .)

l

I IH itÌI::t.ti

<•ht- rieontru.no dulh\ !it·l~tr ZA (\(• 1' Ju ~••h\ npplÌr•a7.iorh"' lf,,IJ.\ pJ•ntt•eei gj p!i.!68n·

tc>ra11no smzi t11ll c• al clin•t,tvrL• ll•·lla sezione tli e 11rc lbieh(> t·d o t·top •·dirh.•; C(UP:st.i, dopo a vor gi 11 rlit-nto cir<'>l. la nppoi'Lunitù th•lln 1\)Jplit•i\zio nt' dPIIn pro tl'si, o li iuvit>rà subito alla offi<·ina orinJX•dit·a o proporl'Ìl p (•r l'>;.'i una ad<"gn,.l!l prurnqt• di li ccnz ... Dumn!t• il p t' ri uclo di co;.lruzione tlt·II>L prt•l l'l>i qu ,•"lo i inq\Jìdi nnn do \'ranuu esse re nalu· ralruc nte rico n: mi i ndll' case di ric·llucuzio n<', nu1 ~'<HIInno pr<:si in fu rzn o ricove'mti v prct--~· Ju. S(•zion(-o- d l st·<·ondi) (!Oilt't.'lltrn.n•<· ntc) o pt"t•s...:t_. r.h r<• L•'lJi'tlt\l~' ,.i(·in i.,rt,. r;. Eccezio ne' fntta p r r gli in,·alitli •li ('ui ,.; è fìn qui lrutla t<>, lutti g li nltri 0\IILÌ· lari o ,.,turpi ddìnil iv i. <'onf<q·nw aii'M·L l d,•!la l";!IJ<' :!5 1narzo l !Il i, llo vt-artno n l r·it<>nw dalla li t·rmza, rli c ui ,\l sPg11c•ntt:' 1\. i, prt•»C·f\U\1-:;;i nl dit'Pit< >T<' d c· lla >!t"Hnll\ di rierlucaziune alla qualè sono :st.ati a~s..·gm•ii e d uq1 ùo' m11110 ""~Lun: Jk l' un pt: n ud o JH•ll mino re di qui w li t i giomi. IJumlll<' que~tll JWriutlo , ·e r•·anuo pr.,~l.' l<' lllÌ~Ilru.zinu i t·d i m,!J,·IIi p •·r lo C<•~tt·uzion" dt~ll'nppnrt·c ·P hiu d(lflnitivo. (:li in\'ILiidi. f.Oull'f':-.~~u\pio dt •i O'Otnp.~~u i c·ht· gi;L. lu.\'("H'ArH•. (•c'Hll· prcn< lemnllO fr>\ltl\lllO la l ll·iJit it di prrl\"1\l';<i J'l'fi\Ìl'I'Llnt'll(l• () TU in 1111<1 l'Ira Ìll altro (•>;('r<:jzio prol!·:<i!iun aln, ed in t-11l p•·•·~w\<lr· r><i. se tUliiH'U sl i•lt•r·ituJ o tluhhiuqi , d,•lla J.>OS:<ibiliti< od >'llitudinl' n,l iutzi,.,·o lu pr·opt·iu ri, clucnzit•lle pr.,f••,.;,.ic•nll lt•. i . LrcJ::SZE Olll>lNAHlE. - <.:<•nu~ si i: pt\'l'l"rkntr·rn .. ntt· 1\<'t:•·•uu•tu, nl wrmi11t: Lll'lle cun• fi.o;il'hr· t•d orVJpt·dirho, i milit>lri in\'l•litl i, pt•in•l\ di JliH':•>\1'(' ulla ~ruula tli rictlucazi<>né, p c) · tramto nt i <mcre dul d irc:twrc •li sanità m.:~iuul<> una l i~f'li7A (nn n qliJ><' l'it>l'<' t>tl un rneSP ', che ,..aròt utile anr he pe r otLe nt? ro una maggio •·•· o<lattnhilit i\ dt• l mmwon(' nl! (\ pmt.Ni. Su l foglio di l ineuzn vor•·il loro inùi<.:ato rhiammenLe il lt•nniuo rwl qotl lt• si do n~\nno prcbel\ture al rlirt•ltnrc dt·Ua :;cuoia di r·i••du<·azionc cui scmo dt•stinnl i o \'t'rri\11110 S('gnatc t.ut l·· le ult ro indit:uzivni che "•\lgauo ntl ll.<..,i<'lll\11'<' tulo p t·c•:<E'H la7.i one. si invic rauuo in li Ct'117.a JUutil,~ti dc·ll':ll'llJ infC'rior<· se non SÌ.cH\l> forn iti eli Ull IM'tl a.dn: to nppar<•ech io di protP~i prov,·iso rin, prot<-~i di trmuliziow , r·lw C'uiT;,•JltllldCI n i l'l!<) li i· Rit.i rli f"·ni n) tL 19: t a. lP n.pp.~rr~nhio pnt r·~ pni f:nst it,nirt' . d··hÌI.l.tnPnl e.. ttl n\ lifit•J\lll. ('Wt-' O<> corra. 1,. prote;.i rll'fini Li,·n. La fomitura di tali npparccchi pro ,·vi..o ri !<lll'a fatti\ d1\lla <) tlit·inu cli pmtc•si am•<·&•" alla !>Uuol>~ di rird uèazio ue vic iniv•·e . 0 <'CIH'I't•rH. p r· r l•llllv C'hc in l t'lllJl" utile il diN·twr<> dt•lb &-zi<:m c di secondo l'llllt< •nln\m <'nto · n a fat•<·ir~ la ri.- hi l'~t n <·on "J>PO"ito buono olia dìr(·zio ne delln officina suddC't.t.l}. D el buono clo \'l·i1 rirn>~n C r<' <''•Jlill JH'N•~o In dir!"zi,me.òPiln f>(•zionf' di scconrlo COIWOntrnme nto ngli ••fl'c•Lti l'li contro ll o 1\l<lllli n i,..~•·ati\'0 . 0 il . .\.SSEONI DU'RA'NTE LA LtCEK7.A . Pe r il u·altulll!!lll<> t•I'<IIHIIlliCO dfl U>;>lri!i vor~> l militni'Ì invnli<li invi11ti in liC'c ll%t\ dop o le ('111'<' fi ~il'hl! t•d Ol'lt>pt.'dirhf', pri111a ddln dccor· renzn dd con!(··do ns:s•l lu to, s i >LJ.>plirl ... mrlll <> lu di"P' ·~Ì7.Ìuni ,·ig,·uLi circt\ il pagl\tncuto

'""tl"

x.,..

. '


l PARTE Ol!'FIOU LE ao~icipato degli M8égni

71

ai sothtfficinli, car<>rali e soldt>ti invi<>ti 10 liccnro <li convruesccllza

-per malattie od imperfezioni dipendenti da cause di servizio. 9. PROVVEDIMENTI MEDICQ-LEOALI. - Prima d'in\'iare in liC'Pl1ZI\ gli in\'alidi di cui 80· pra, la competente direzione di ospedal~ militare principale dovrà. rli!<porre che s iano eseguiti gli atti di rassegna e lo visita collegiale, secondo le norme della ci,·colare 66 giorncik miliwre 19 17, nonchè l'assegnazion e drlln cat<>gorin di pen»iom'; tnLl o ciò nffinchè In posizione di riforma dell'invalido s in ddìnita t;>ntro .i "oi mesi destin..~! i allQ ri•'ducnzio ne , e In anunini~trnzione mi litnre non sin <'SJWSIII a Ro~tE'I tl'l'l" l•' :<pese di ulw rir)r<· fl<'l'lltanenza d., gli inm lidi ricovcr,.t i nelle scuole d i rit•duet\zione fìno t\llll daw del loro congl'do. 10. Scvou: DI RTJroUCAZfONE. - ::St'i territori dc-i v11ri C<•rpid'arlllt\ta funzionano scuole rli ricducaziont: professi~IH~I t', di cui ngli nrlic:oli 12 o l :3 . .!<• Ila legg<' :W nh\rZO J 917, n. ISI, nellf' quali YPng'ouo a<'l'olti, u ri<'hie:-;L<I. cl,•! dil'f•ttor<> di ,-nn ilit a~gitHllo, mutilt~ti P 8i<orpi gm vi , c h<' d(':;iderino, nl'Ile 1n tttatc con d i1.ion i fi"i(')w, rmtl•~tlarl'ii >\Il ' ani i<'H profc$si o ne o imp&ram e

\UI8

nHOVt\.

L'assunzione iu s.•rvizio siipt?ndjll.lo dt>i mmih•ti tlignerrn. pet·so~tit\IÌrli o.111ilit11ri !,!(;rit i.umli o pianton i, ed il loro <'olloc·amento imnwtliato U•· ll l' olll<·int• eli nllmiz ionQmont.o o di alno genere, dovrà limitn1'$i n qttei 111invri invalidi tli gth'ITa, •·lw, chinu·gica rnente guariti !' non pitl bisognevoli di alf'unn NhtC'I\z ion'' funzie\ll!llt', non ckbhmw t'ntt·lue uelle ~ounl<' di rif'uue•nzionP profe''!:\ionaJ~· o 11 qtH•IIi, fra g li a ltt·i in,·nlidi. }kr i quali 'la pertnn· ncllZa nt>\11\ ~cuoln di · l'i Nlur:a.zione non i: IH'('(•s.."'nrin per i moti ,·i ''"Jll'f'l'~i n t:' l n. 4, cnpovct·· so quint.o. l direttori di ,;an ità aggiwlii, quindi. twrf•nllo l:lll'» che m•llc scuo lc: di l'iC'Ilucazionc non wugano l'Immessi invalidi di cu i al <"ilatO c••povN·"o quinto dc•l n . 4. . t:ti Ìll\'ll lidi d!'vono v~ni1-e mnnt.enuli l](•llc' scuole a :;pel>l\ d.,JJ'auunini~tmz ione militllrt· non oltr(• il periodo di sci mes i s t1tl>ilito dall'n•·t. 13 1lo-lh• ],·gg<' 25 "'""zo J!)l7, 11. 481; " """"" chi' 11011 si sia P•' -r f"rCI"zit)UI\li ('.rmtlizioni p<>Lut.o , nllo sp it>u'<' di cs,;i, pntnnneiure il ~"11 !!edo ùofiniti,·o '"•<'nndo qunnw i!- prNsc rit.[,O nd prcst•n te n . O. l sei m....,i s'intendono dccort'('re d1•lla datll dt•l primo ingrt:'8sv dci 111111 i lato nulla scuoln. Le direzioni di &l n itù, ogni gualn1ltn un m ili t ..re i n vnli do \'('ITÙ nmnws1;v ttd i~Jo seuola di rit·ducRzionp, dov~ànrw d~>rnc eotJ iluticuziono al comtUJdO ckl <.kpt~sito J'L·ggimenlnlc l\1 qua(,. l'invalido nppùrti<'nt>. D'alt rn pn rt€' i t'<.Htti\IH1i dci dl'p!>1<iti <!t'i rcggi nlNiti hnnn<' ubblig" di COmunicare alle cUrezioni tleliP St'uolo di rietlucnzione tutte IH n~rinzioni riguurda~tti i mi litari in\'alidi nd essi effettivi . . Il. Lo scuole di ·ricduc.lzione sono istituzioni c(,· ili en•ate o fnnz ionnnti pl;lr O}ll' l'l\ del ~hrnitut.i di n.c;.~istf'IIZ>\ o Jo,·ono <'SSMO r·ic;(H\OSeiut.e ~t! nuwrizzl\lc dall'autorità militare C<>11 rt•golllrP COJl\'cnziòne fot•mult\ln in {~C'('ordo con la I'Otnp••tentn direzioue d('!IO QS]~:•lal<' ulililM~ prinript\lc: tale convt•nzi<mc divf>n·ù (•H·<·utivn dopo l'npprovnziono del 1tlmtSIPro d<•Ua: gu~rrn, sent ita l'o Op!'rll nazi on!I IE' n. • tm.1 dettn ronv«:>nzione l'a11uninistrn7.inne lllili lare s i !JIJhligtl a po.gl\1'<' 1111>) d oterruin11111

'

":'lt~\ giorualif-w a per ciQS<.:Ull in.vt\lido nr •uno3:3o r.Ua scuola co•uo interno, <·d uno. quo ta di nc·ducaziono pe ,. g 11. a 111ev1 . . <·~tenu..

IJ"oltra parte le direzioni dell e scuole' di ril;lducazioue si n.s.~tt1nemnno l'obbligo : a) di ricevere e rioovcmre nt'gli appol'lit i stabilimenti gli invalidi di gue rra che v1 samnno dt?stina~i dalle dirl'zioni di san ità. militare; d' b) di ricevere e ricoverare, Limitatamente 11 ùet.e rm innto ore del giorno, gli iuv.~lidi 1 guerra che vivono a casa propl'in p t·ossiuti nlln scuo lu di rieduen:t.ione profos~ionale; . c) ili provvedere n proprie spese ai locali ed alla loro manut.enzione e di dost inan~ alCttn t ambie 11, 1· d Il . . . c a scuola >>el uso officmn d1 proles1; • d) di provvedere agli arredi de;.tinati !1111'1 gincitura dei ricovera! i ed alla loro ma· lltllcltzione;

••'


• 72

PARTE UFF10IALE e) d i pmvvodurc t\l cornpl..to ruunt <;-niruo nL<> d ogli irl\·alitli rico vurnti

ed

ulla

re-

fc:.~ione

del mezzodl d egli in validi • esterni •: f) eli prO\"\"t•tf,•m il pp r·~onull' t•ivilt> rli s •• ,.,·izi o , di ns~i~t <'11 7.o\ P di >!01"\"•'l.'l iunrJ\:

g) di pr<'\"\'Nl<-rc con Ìltiflttc- sen ni o nl h ri ,·drrc·•~i(HIP pr<>fPs~iunt•lo: th·i r'ic·nn•rnti e d,·gli • ~sterni • ; h) di pnl \"\ "Nlt· r·c r•lla f,>rnitum d t•t(li appnn••·<·hi (ii pt"l'l<>~i eli

Ubt>

lll\"Ol'u ti\"tl, in

agp;iunta !Lf!li npparecdti gii• fom iti L!all"r\tnmiu i.;tmziorw militan•; k) di prn\'\"Pdt>l'(' n lln r•tu·,, do' i ri<•nw•r:ll i <'hP """" ~:ii1 ,.;t.tti t>tl,•t tin•uu•n tP

tint i tini l:lt't\'izi<l rnilitnre e dt•i non rnilital"i chP , <lumut •' ,~.-~~(·("\) 1\lllrtll\ll\li.

,.,ngc· )(t p••nrrn rwnzu r: PIIt) scuu l.•, CS·

P vtrt\11110 JWr·ò Ps.•P r" riC<WC! I"IUÌ nù" ' ."""'lll<' rH"II<' :-«·zi11ui <li priul<> <1 <li S(•<:ondt> con· cent.n•rn crno tUtl i gli i11valicli, cnrnpr<'."i arwh,• i non rnilin•ri , i >\ <:ui infi: r·mitil. d ipc·nd a da cnu ~e inPrc•n ti nlk- s ubit e ),·:-ioni tr:HII>uHid~o·. Gli in,·nlio!i nffl"l r i <111 a ll r"<' inf,.r'tllit o\ . ;;.,l•> "<' >\lil"<ll"<' lltilitnr i, p••tmmtO <:'&;l're 1'\'<'olti c e umt i ndl'<'>:p< ·tlnle militare vi .,i ninr,'.

Tn tu l l i i rnsi tlt•llu di rC'~i onc d••IJ,, S<'tr ultt ,.i (''" npi lt·rìt I"<'~< o lilr~ bi~li•'l tu tl'<'n tmtn mcr deUo •!50; . . i) <li prvvv.. clt-rC> i~ ,·itt o, l'aii>~.~J:ri<t e l1\ gin<'i1 um de' i ruili t:•ri di tl"llppn ev~·ntunl· m enw conH>udnt i n<·ll" .;<·uu la, rlllllcloè 1';\IJ,!!:;;,, di tur u flki,.lc• t h e v i fos:«· dt.'st·in at<l nllli au n ·egl in m•• d i:;<"ipl i lltLI'l'i l) r! i ch•re lih,•rl> nece,;sn rwllu. !;{"u<>lt\ IL:!Ii n tfìo·i••li tlo·I<'!),>Ui [h'!' la ~"rn•glilliiZil tec•nicll c di ,..<· iplillllrC'. (.;Ji o~p.•dali ll>ilil1\L"i priiiCijh\li pet· (•ttntr·tJ pro \"\'l'<h•t"llllllll , pr·r ein..,<·wut. :>c·uuln d i ri,•du · cazi ono pr•, fv:.si•mtt.lt• con ),. qual" ,.iJI ,inriiJ ,;r rpnlatt• la <:"'"'<'117. iurw ùi cu i l>< •pr~l : Il) nl pagurllt'lll<l di'Ila rùll!\ g i ~t r·nal i ,• r·a pelli u it11 )>t•r •>c:n i innLiiclo {lllil it>\t"è " r·i\'ile ) r i('OV<' I"nt •> *" dt·lrn.ss.~~uo ~iornnJiC'I"t) pt•ì· r;iasc uu rni 1itnn: t'\'('1\ lHn.I IIH'UH· iu sc r·,·izio. ~' pr't·.~•"?n · t nziuttO ddl<' rc·ltt.l i n• ric·hi!'«ll' d o<: tJ11WII ialo•; · b) alltt. J"ll'irlll\ di~lrihuzione, !lo~tituzio11C ~· uu\nnt t·nzi,ru• tl··l c<>t·n·do P•''"'o rtalt• dei tnilitnri ric•l \'l'l">' ti; con l 'av\"o: r tcnza clw i rit·ì>V•·t·at i 11t•n rnil itM·i 11011 dtl\'f!lllllt> p c•rt ul'•' distint.i\'i rnilitnri;

c) alltl SJWSC <Li tm~pnrtc tl<·i r·i<·t•v•·mti illf<'rtni: tl) alle SJI<':!l' pt•r la pr·i11u\ ftu·nilur·a •l••..: li .tppan·~l"hi t ttt•ll'i ,. di pmt,·si po·o,·\"iso·

ri n e d,.fi11itin•. T Jlllllill\tt d i 1\llll)<>dllu t;l i 1\rt Ì ÌIIÌt•rÌot•Ì :<1\l"l>lllll\ fotrlliti d i llll!\ ><•'t"olldlt t·nppi>t di arti Gt"l ific inli di ric:nruhio. .. /t.ucho ugli ::tol'pÌ · ,h~ll"tl.rtn infe r·ior"t:' In c· ui uiÌnu!·n~i~~u ..~ :-t·~ ln·h· thL nvn C"uu:--t'utiru lo d u> mrbuh\'l,iune , SC11'l.l\ l 'uso di 1111 npptll"(·cchio tli J•r<tl<:.si pr·o:,;,,,,•h& L'tprind,•nlo us;li t\rti artiG<:i>\li p er lo grandi mutilazi o ni 1\ll>t.tulltÌ<•Ill'. , .,..rrit for·niw u ~<Jw-<e dl'il"ntnruinistnlzione mili titt~ , un llppun'cchio d i ric·nmhio . Similrnen te do\TÌl t's.,;pre fvru ito un doppio appnrccchio 11<'1 CAHi di gmvo l<:si., no del r,.chide , come ancho n ulle s illtlnm•i J)tH"<IJll<'gidtt• JN I" lt·:-iou i d<>l ~i;,tc•nu.J. n .,rvm;o, cht• n" r c nùouo indi,;pt•n:>OIJ ilc l'uw . e) irt c:nst> di multuti>1., a ri(·on•r't\1"1' "' t: ll l"lt. rc ll('!;li <>"'P·:dul i d ipt•ll •l•Jnti g li Ìtl\'alidi m con><> di ricclu<·••zio nt•. che Jt<HÌ uhbitmn ane<>l'a otl<'lllll" il ('l•l ll~<·do dal >'('n ·izio militare. 12. Gli invalidi militrll·i &Ht\ttl\v ••"•messi nt'IIP. .scuo le di ci,>thll'>lzio n e ril•ttlr".•mln dnlk licenze- di cui 1\i nurnc ri 3 o i; IIIA [)<)tr•\11110 n ll l' hò e&;('t\"Ì ncNol ~i. sempre preda di· sposi zionc duw cuso pe r cn.so dal direttu r~ J i san ità rni lit ll r<·, t!ire tto.monte ilili reparti d i cure 6.siclJe od o r top edic he o du altri reporti o~pit>~lic J"i spt:ci •• li -.z.tt.t i (cen t.ri n e u roloi\ici, o spe-dali fh iote rapici, ecc. ).

l


l

P ARTE UFFIOIALE

73

Gli iuv&Jidi non militari, che l'amministrazione militare d ove porimon te a proprio e&· rico mnn t.cnet'O nello scuole çli ricduct\zione p or un pe riodo mussimo eli se i mesi, dovm.nno, appena 11mmosi\i, o.<>soro, por cnm dcllt• direzione della sc uola, notificati a lla direzione del· 1\)sped>~le militare principA.Ie che d evo co rTispomt.,m la rot.ta. 13. Le spese di trasporto per ùc t.ti invo.lidi e p e r quelli c ho eventualmente , es-, send~ già stati riformati o collocati in congedo sonzn aver frui t.o della riedu co.zion e, d e~idernl):l('ru di cssoro ammessi in u u:n SC'U· lu , do \"t>lnno venire sost-enu te d aU'amm ini,;t.rnzione militare, la quale dcliianw r·à. in se r vizio i già po~•.i in eongodo onde p os.<umo c~sere fomiti degli appositi scontrini di vi:(lggio (lllO(lt'llo B). . • . Tantn i mil itari quanto i n on militari dovranno p o i esser p resi rogolnrmonte in f~)rza IÙIJla cJirozionc flell'ospodale mifittn'O pi'Ìn c ipalc, t'hO ÙOV<l p er foro COrrispOtlÙCre Ul rl)tLU 1\lll\ IÌSJlll(Lnl'a ECuola tli ricdttCilZiOIIO. 14. I vari coltlitllt.i c ivili p or l'as.')i,;~,;nul o tn ried uca 'Lione de'gli invalid i eorrispon· rirnmno con l'amm inistrozioM m ili Li\ t•e. c!'n t r. Ile pc,J t~un i ~o d1·l ri~jl\'tti vo cornando dol curp<> d'armnt~• terri~o't·inle e. IX' l" urgt'nti hi ~ugn i local i. d el com1mdo locnlo di presidio. I cx.mitau.i che s iano riuniti in fcdctt\zioni reg ional i dovmuno con-ri<'p ondere con i rl<'~ti 'co mllndi per mezzo de lle presidenze di "s;;é. 15. Allo scuole che no faccinno ricltiestt\ p or il t ram ite rll:l l'• Opt>ra nazionde •, il 1!inist~ro della goerra. potrà ccmc,•dcoro p Pr lo mansioni di direttor e t Pcnico d ella oflìcini'. di prot<:~i un uffic iale 111cdico c ho ~>hbia ~fwrinlo cumpot,en7.a in o r t<•Jlcd ia . L'autorità. militare è an<·ho t t'llLLtn n fornir<• (n. ler:n ini dc lra•·t. l4 cl<·lla l cg)!<') ufficillli e sottuf'ficinl i }X'r la disc·iplina. d E:' i l'icovct·at i, s<·<·glicmluli oe><clu!ii\'anll' l\tC f1·a gli invalidi <ii guerra e, solo in 0>1si <li >loS.'<u lutu. inùisp•mibilitù., fm nlt re cr;lt:>gm·ie. Nesswl 1\.o;:;cgno o trl'tl!mHJli~O ~p..:<·ialv sa1·à ÙoVLllO agli ufficiali 111cdici od ugli unì~ iali ~ sottnffici!\li coruandM i prc~so lo $(·tu•l•· Lli rit'rlll(~\zioue. Per l'alloggio e hl m ens a. dei su titufficiooli eù O\'elllu a.lmeat e degli ufficia.l i comandati come eopm, saranno da.te le dis p os izioni nece:>;;t\l'i e dal c oman do dol corpo d'artUatn territoriale-, nella cui ci rcoscri1.ionc ha 'Sede la. scuola di rieclueaz.io n e . Agli cfft·tti lllii!Hini,;trntivi, uf1i <·i.~li e tmpp•• snrnt mn agg n·gati ad 0110 d e i cor-pi che hMuo stmJza nellol loct>litù ove e,;:,i sono d<·~tium i n pre~t11r SN\'i:do o uclhl l<>C•llitÌI. vi· dniore.

La discipliun d.-l l)l"rsonn le el i g .. ,·c rno o d<' i mutilm i ancora isc ri tt i nc ll 'esorc iw , ò affiliata. al più elcvnto in gnulo . o più auziauo frn i pnri gn~do, d egli ufficiali (med ici compres: ). Agli invalidi r·icovoral i nollc stuoie d i ried ucnz il)nO p otrà esse re concessa la libem U· scita por i.ro dello 6re poult.widiuno. cou no r lllc t.la stubilin;i di comune accordo fm il co. me.nuo .,del prosi<lio e il di1·cLture d ella scuola.

.Con IO? SI<'~ norme , P"tllJOss i s~mli po~•·aru1o eceezionnlmente essere concessi >~gli in''Biidi più . prem .oo p!'r , ·olcmli\ al lnvo ro e p e r b u ooa cO'ntlott.o.. · m en'tevol'1 d 1

Per fruire di t~>li li~rn u sc-ito i muLi ll\l i d c ll 'a t·to infe rioro d ovmnno e<!Sere mun1u a l· rneno Iii o.pparecc bio pt·ov v1sor io e<l essere in g ri\do d i tlPambulo.r·e s~n7.Lto b rave diflìcolt!. DlVlSA. - T 11tti g li iuvtt,lit.li non ancora. coUocat.i in congedo dovranno induSSlH"tJ la. ""'i!Olare divi&, mili tm:o in m•.1n ic m irn:pren s ib i lo o ten e r·o tm contegno miliLarmeut.e cor ~tto. QuoUi che manca ssero a quE:>st~• pt"esc t•izion c , vl' rrtmno ÌJnmedio.tnmcnt e pri vat,i del · 1 onore di indossare la divisa m ilita re , scn7.1\ prog iudizio d egli ulteriori provvedimenti oh e t>Otmn.oo -re """- prest. a. loro c· rwo . . . . d~ lllutilat.i non militari potranno bensl portare wta uniforme di foggia militare, purchè 31 ~erenti nettm ncnte da quelle in uso n oi vari corpi ed armi d ell 'eserc ito. G. LtC'&NZE 8TRAORDH~Al'UEI DURANTE LA R!BDUCAZIONE. Secondo r art. 15 delia

'


14:

PARTII: UF FICIALE

logge , Mlche gl i i•walidi ricovomti pros..'<O le scuolo di ri.:ducaz.iono possono, m oasi ecce· z.iow\li, esso;-re ammessi a fruire di unn breve licen za o di Wl& licenza stmordinaria per reali e COIH>tatnti motivi di famigliE' o di salute: il periodo di tPmpo p:"I.Ssato i.n licenza verrà detratto, a t.ut-ti gli offott!, da que llo dei sei mesi stabiliti come pt-riodo massimo p or hl rieducazioue. L~; rlomnnde di licenza, dirette per il tnunite d el loc!lle comando di presidio al com· l><'l.<·nte co mando di curpo d't>r•nnlt' territoriale, clovmnno essl'ro accomp!lgnate ù11l nulla· ostQ d,·[ di retto re dt'lln scuola e dal purere cli'll'uflicink più elevato in grado ivi addetto. Quan do la • lirE'uza viene proposto d'iniziMi,·n d C'I dirdtoro d<· 11n scuol11 di rieduc-nzione,l là ri<·hi('r<la sarà rivoltn direuam<mte al comon<io ciC"I ~o rpo d'nnnt\1-a cornp<:>tenU>. I comand i d .i corpo d'armnta dd<·l?hrmnno ai rom~>nùi di pres idio In fAcoltà di con· cedC' I'f!' l>revi licenze p e-r motivi urg<·nti di f!\lniglin. Le domando cl.i lice nza sL t'tH>rdinoria, p•·csPn tate dagli inval idi n on ancoru in congedo ddìnitivo. sarunuo trn~mE'sse dui di•~'ttori tlcllC' ~('t l'•lt• di ril'fhl<'tlziouc in:>ieme <·on un mp· pt>rto che giudic-hi d t' lln oppo rttu1ità di di1111~t LP l'~ ct.~finit ;,.f,mertLE' dt~gli l>tAhilimc nti stR&>i l'in"nl ido ri,..hindE'nt.e. Il comnnd0 ntE' dE'l competE'nt.e corpo d'armata. riCE'\'Ull.\ In domt>nda. o la proposta di licenzu t.: ~nt ito ~u di c::<su il par<' I'C' dt•l din·t-t-or~· tìi Sll.nità uggiu.uto, giudica inappell3· bihncnte. I'er il tnnlt>mcnlo ('('('lllOlll ico tla ll.o<>ll'l'l v<·t-so i u1ilitari irwulidi inviati in b[('VC li· C:(,lt\Zfl o in lice-nza st rnordi unria dallt' s<·ut•l•· di rieduenzir•11c proft;<;Sionnl<:> prim t\• della de· corr<'n7.a d<'l co11g<·do t)S~uluLo. si u ppli<'hc·ran.uo le clispol'izioni vigf·n t i C'Ìrt·u il pagum~:~nto a nti•·iputu degli ussC'gni ui soU ulli<-i>~li, cuporoJi (l soldAt i i~l\·i:'t i in liN'Il7.a di con,vulescen· za pr·r mnlnt.L ie ed impcrft·zioni dip,md<•nti da el\lll<e di &:rvizio. ll pt>p;ameuto d<• Ilo ~p<·c-iul<' a~~··gno di cui nll'nrt·. l G dl'lln Jcggt'. suni cffdt uat,o ee· t-onòo i<• noruw vig<'lltÌ p!•r i militari iu s<•rvizio prC"S.<O i t•<>rpi cii trupp11. per c·ura e sotto la t~'~pon;:nhilìt ò d..Jl'<'"PL·<Iale mi lì tarP cho lm, in f or7A'\ g li in,·ulidi . • t 7. lNOER.F.~ZA DELL' AUTOJUTA' ~rtLlTARE :to•>tLE SCUOLJ-: DI RlEDUCAZ!O:-o"E. -

••

• ·l

...•

."·,. ., ..·:.. '· l

·.........

L 'su·

loritil. militare, pPr mC'Z'lA> rld t.liJ·<'!tore di ,...,llilà ar;:giunl•) del ri~pot.li,·o co rpo d'armaw, eS<·,r(·itcr'Ù sopm lL· scuolo t.li rit' diiC'I\zionc 6\'<'lllÌ <'Oli Vt"IIZ iono por il rico,•<>ro d ..g li iuvalidi, u.nn t!orn·gli a11zn igit"nico-t,nnilnriu •<' <li><eiplinal'(' tant.o ,.ul pt•r>-tuml~· mi litnrt' rit·overato quanto :;:u qu<.'llo C\'t'n tunhnc-nte- nrlrl('!ltwi, e vigilt•rà nnl'h(' "ull'impinnt o, s ul J.woro o sul rpndinH'IIW d !'UP offiC'Ìil(' lii pro t {'l'i U!llW.-;..,,• nlJ,. :;><·m t iC.

Protesi. 18. p,.,. h1 f"'o\·vist >~ <l<·gli. app••t•f'(:c·hi rli pml,•:.i ~i ns,;en·rr.. uuo Il' s<·gll<'lll i <li~posiziuni : La f<.,·uit u•·•' tl!J\TÌl <'"'-''·•·e E'S('f:tdw ~~~li>• nto d>\llt• ùflìl' in P di protC'~i auLorizztltt• di cui tu !'''~UI'nt i nn. 1°, 2<> c 3°; sono quindi e;:c·lu,<l' dal <'•IIWOI'I''tv i le oflicinC' p•·i,·!ltc·. J,,. offi~in p BULflriz:mtt· n ll11 procluzi<me c iorniturr rl<·gli arti nrti fi,..inli, tli qualunque c&· t eguril• r~o;e siuno. d ovra nno \Wd inarim>ll'l\lt• CSS<'re- mme:;~ Hlle RCU<llt• di ri~·duCtlzione e fun:t.Ì(•IHH'P "otto In din•zi.,nl' " In ,·j~ìh•n ~'' riPII'nulnritil. !<1.\Jtil.t\rin militare. Le <'fliciue aut,vriu~•l<· Hlb fornilum d,·)h\ )ll'•llesi s<>n<> di lr<! ealC'gorie : 1o Of}icin~ nozionali. - Quell<> di <·amlt<"I'C peruttutrnte e .ti impu rttlnzt\ na?.ionalt', cioè C'l\j'rw i eli prov,·cdC'rC' non solo ai bi,.ngni del t<.'rritorio tlt'l rir<IWtl ivo corpo di armata. ma unche olia forn itura di ml\tt'rialt• g1·eno, Rl nmptHo o s l.toz7.alo occorrente olio officine di sec-onda t>d n qut>llc di wrzn CAtegoria, dusLìnate qu~:~ste ultime solo alla lavorozion~. mont agg io e rifutimc-nto degli appnrecchi t.li protesi (pNzi rl.i legno sbozz.nti, p ozzi metalli· oi, g11nt1,nli di fibra in sE:' rìe , mani e piedi art ilkiali, congl'glli l11vo ro ~ivi, ecc.). I pezzi fon·

,,


• PARTE UP'PIOJA LE

•

75

damentali cosi forniti dovranno portare impressa la marca. d ell'officina nazionale pro(luL· triet'.

A riclùesta de-l Ministero della gt1erra., esso sono tenute altresl ad· inviare tompomnea-

mente qualcuno dei propri ca.pi d'arte, o degli operai più esperti, ad aiutare l'impiant<> e l'avviamento di officine minori. Esso SQUO anche tenute n fornire, a richiesta d ei direttori dei centri neurçlogici e de gli ospedali che eventualmente ricoverino storpi, gli apparecchi speciali tutori e di prot~ occorrenti. 2<> Officine regiona-li. Que lle sufficienti soltAnto ai bisogni del territOrio del rispettivo corpo d'armata. ~ste officine tli seconda cat egoriL\ non devono, ordinariamente, aver bisogno di ricorrere per fornitura eli pezzi fondaJl•cntnli nlle • offidne nazio)Iali •; vi ricorreranno soltanto in cnsi eccezionali di impl"e,•isto necc;;sitù o difficoltà, oppure quando debbano fornirsi di pezzi in serie dt\ quelle c:ost rni ti. 3<> Laborato1-i di montaggio, a<lattamento· e rifinit1,ra degli apparPcchi di prot-esi. -Dovranno queste officine di terza. categoria limitat·si a richiedere gli appnrecchi int e ri od i·IJ(lzzi fondamentilli &Ile • officine m\zionnli • per eseguire il lavoro di mont&ggio, a . dattameuto individuale e r.ifinimonto, noncltò le piccole riparaiioni. Dette officine dovranno, come lo precedenti, dispon-e di un abile modellatore p er puter rilevare le forme dei monconi da inviMsi alle officine nazionali por la costruzione, quando 1 occorra, di peni individui,\li. Tutto le officine poi, a quahu•qn<' catego ria appnrle ng.\llo, r[llvranno 'essere in grado di Produrre, it.• quw1 t ità e qualità aù~·gnnttl, le scarpe ortopediche. A gnrantire la qualità del m .. t.t•rinlo, l'nc(;Uflltezm e la tecnica della produzione, il Mi. nistero della guorra, con que lle mudnlità che snrcmno volt-n por voltt\ stabilite, si ri:serba ù diritto di far depositare d.~ue otrici.ne ct\mpioni del materiale IISl\to e dei tipi pro< lo t ti allo SCopo di fare eseguire, qunndo creda, speciali prove di controllo e di C<>ll lmdo. Allo si.ato .attun.le degli impianti, appMtengono : alla l• categoria - oOiO'ine nazionali: a) l'offiC>ina nazionale eli protesi di Milano, b) l'officina dell'istituto Rizzoli di Bologna;

. alla 2a categoria - officine regionali : a) l'officina presso la scuola di ricducazione di Torino.

di Firenze (villa Bondi) e officina della Croco Rossa in P escia. c) id. id. di RomB (viU" Mirofiori e Quirinalo). id. id. d) id. di Nap(•li; id. id. id. el id. id. id.. id. di Pt\ll'rmo; /) l'officina di Venl"ziu. qunndo l'ia ricostituita u t-Un sua prc(:C'clcnto !.'ffici4.'n'l.a n<'l tl'rritorio dei Corpo d'armata di Firenze (sette provvisoria). b)

id.

id.

id.

id.

. alla 3& cutegoria - laboratori di montaggio ed a.dattam~nta anne~<Si >~lll' caso di' tieducl\zione: . tutte le alt-ro officine attuo lnrente esiAtenti c non nominate n<>llu pre(·Nlentt- l'las&Jiìcazione. . L'officina nazionale di prot.esi di :Milano St'l.r·ò. tenui•~ a rifornire lo officine d ellt- al tre due categorie esisten•. . . cmque : •' ne1. prmu corpr. d' nrmutu. L'officina dell'istituto Rizzoli di Bologna &u-ò. tenuta a riiornir·e le ollic•ino d ellt• alt.J-e due catego · · · ne esistenti nei restanti sette corpi d'nrmat.a .

l


•

76

PARTE UP'FICIALE 1-tl clnssifica di cui sorm si rif,•rit<C'P nllo stato pre~cnte ciclle co~P . .Il Mini,.tero della gnt>rrn ai r is.:rbn tli rmttn,Jlflre nlt<~riormente la potenzialità d i ogni

sin;olt\ offirins e h<'n s iat{'ntla c ho le SII<'C<'&.i\·o coll~.<Lntaziott i poLmnno far snliro f.' sccn· Ùl'rc d i C'alt'go rin le llllìcine rho pro,·ino l'accrt-:<ci ntn lc•r<> potem~inlità O\'vero quelle eh~ si dimo,;t rino inr>ttflìC'ienti al proprio c-ontpito. I!l. Gli anipuu•ti di c<>.;ciù cù dis.. nic.,ltni di s::inocchio, !ll)n nppena <'Rplcttne lo curo fi:;icho ecl ort opl'dic-hr, dcvvnu c~st·re forni t i. pc•r eu m ùr•lltl dit·cziono do·lle sezioni di 2o ronrentt·t•IIWnto. tll'll'nppurd·•·hio eli prOtPSi IHt ic••!nto con cos<·ialc mctRIIieo modello • Pf\ttlt.H t i •. Il suddetto appnrrcc!Jio s.-t·à provvisoriallh'llt{> applieuto nncom grezzo e non vcr11 it•inlo. ~[uniti tli esso. !.{li in,·aliùi fruimnuo d('[ rwrio>do di lircnza di cu i nl n . 4. L'a.pp>H'f'cch io slf"'~'• Tinrio\ttato, ttHU1ito di J.!'UIItltak• in fibrn e eli picdo nrticolnto ed op· pot'LUtlntll<' llt,(: ritì11ito, ÙÌ\'!'Iltl'rÌl poi l'arto tlt·Gniti,·o ""tt•tic<>, chr, pPr i ntulilnti nppar · to.mo>nd nlle cln"-:>i lovot·atrici, ~arà t·tm•pl('t>Ho con In fvruitura dt•l COilltuto fittone da d!'am· bu l,.r.iuue, o rln lo.,·oro ugricolo, pt•r i •nlltilati agricoltori. (:l i 1>)1)>1\!"CChi p..•r ffillt ila1.illrtC eli (.'(o;,cin RnnolltlO S(JIII p re Ìllll'gt>\( i Ùai COnSUCtl I\CCO$OfÌ (citt turo , ht'\'tellc , C'CC.) n t ll a !!cn.ricnrt: il rmmconc di un,. purtt: di'l suo Il\ v oro. 2U. I mut il.. t i di go\moa dtncranno, pu~e nelle !if•zion i di 2'> conccotrntncuto, es'l<'re fortoiLi tli un a.ppnrccchio prov\'Ì~•rio prinou di o\ndam' in lice11u:•. l't:r C)lH'»ti mutilati, l't1pp1HN'Chin oldiuiti\'0 do,•rà c,;."t.·re forn ito ùi <·oscitole in cu•Jio t'nn pit·o.lo· c·... t cti•'O ortirulnto; In gnrnhr• f'IU'Ù _C'oeL~ultn di 1:1n unico po•zzo di lt,.gno lt>.,;goro, at11gio1· ttat.•, "PJI"rtlulat11€'Jtlo scn\'1\to nll'itlli•I'IIO o) J,w.,nllo ull't·~!t>t'llt> , rin·~t it<l di j)f•rgamC'nn e vt•rllicilltO Ìtl modo da. n\'iturt> st•n· polatur-c ed ÌlllJ>N.'J;:Jtollncnti.

:? l. Il cuoio , corno Jmrt~· susrnrnto~ln e s~ri.-lnwnto ùi

appng~io,

t.le ve

es.'>('re escluso

nella f,;ltbri<·w-.ionlt' d.·ll'nppo\r..C~(· Itin ddiniti<·n ]Wr tnu1i lat i di cn:.t•ÌI\. S~o l o\uto in,;., •li •'~P<'J·imeuto p~otn\ <·:<SJ'rC Ulll•lriz7.al!l l<• ft•mittll'll oli CJII•• Icho 1\ flJlti~C· chio di tip<l di,·t:m;n, pur<•hì· <'t>~tr11ito con lt•gtto . IIH·tall••· tnoci11l<• di l•·gnt> uppnrtumun<>nl~ impto~tllto , fibra o qu .. l~it\l!i nlllt<'t'iale non nl1ern1Jilo o do·furnmhih.'. ()~t<·~to ~pcci ..,Ji f•Jrnituro dnVJ'tllliiO Jwrò es«<·ro autorizzate vult•• p~r V(Jitr• d~>l Mini~t<·ro

o.l;,•lh• gut.·rm. ln ogni CIL.SO i l ('(•t't•ÌI)fl Sll(ll' l'iOr<' drl ('0-it•ÌJ\It• , J>t•r IIIU tiJnti di CU~I'Ìil , C Ùf' l 1;1111\ltfll\', }J<)f' mutih\li ùi gutnhtl , do\' t'IÌ ,,~~··•'t' ri,·•·stito di un tl<loLIIO •uw llo ù i gnn111111 eh,, ol'fnL un murltido UI'I"'!!L;ÌO e sia di [,wtle p1tli1.ia e ricu111hio . .,., l'i' t' lu 111111 il,.,.,intll' del p i, ·d•· In. M·arp" •l l't >J>o•di<'tL c·ltr, per la primn vvlta \'.-rrÌi ior11i!, \ pt-r CPtltf' d\·ll'u.uuuhd:o-tl·(~idout: udJjlutX', "-I~J.;\ •ultt.tlt\tt\ Clii!'\U JH' r' c·n$\.H. In cmu;id•'l'al'.inttt• c· h·· n i tnllt11,,t i tlr·l pit'd•' wllt può <''"t'l'<' IIJlJllit•t\lO il pilorw, fomiw ugli '""l 'ttttLi i dtdl11 gc~mha e della <'nsc·io., tJitrt.> J'appti!'<'<'C:hio di pmtt•><i dc·fìuit ivo, l'nrnnti· ni-'1 r.;:t iont" prùV\'t:do•nÌ. n ~ne t;po·st· . t•liiiC nppar,·t·d tio oli ricattthio, 11111\ :::N·<mdn s('nqm tlr· t•J~ll'd it·n. Dal m<><lt:llo i 11 ~· '"-"'>, ve·c·•> fl'<'lll t> l\ Ila fa•h h I'Ìt't\ZÌ< Hl C <ll·lle- scac·i>l' o rtopcd ichr, do ,. rit ricavnrai 1\ooChe In fol'llla in lc~no chi? >'t\1'1\ pni <'tHl"''i;ll"tt> o>l nlt ttilaw. :h. - Tut t i gli nppnr('cc·hi t h·tìuit iv.i dll\'Ptlllllll <·«-~·re cvuscgnat i o\gli invalidi ;; pi[l t.tu·di,·nuWnll' pos.~ iiJil• . <jlltlnt.lu c·iuc\. si !!iwliclri t·lw ~ia C0111ph•tnta. In roo rmnlt~ r·iduzi••n€' dt•l rnnncnue. 24. P!W)IE. - ,\JI'nttò dl'lh• t·on~t·l!lm <h·lh~ pnHt·~i dc·lìniti\'1\, tutti i mu1 iluti tlo•:.::li f\1'1 i inf• •t·iori t;~\numo allN>sl prtt\'\' Ì"t i. rl sp<'~' tl•·ll'l\nuuini$1 razimw militare, di uit Sl.'lll· plic<' mt> ueH€' ndattl\to pilnne n<HI artit>tolo~to d,, >«·r·d1·1' nnlll<' Jll't >l<•si 1li ricambio in r"~" di guasto dt•ll'o,pp>\t'\!Cehiu tleiÌnitivo: l'"-.;o SI\I'ÌI iornito <li cn~<'it,le mt'l:ll lico • Pm>l eiLÌ •, co· struito> s ull'idt'JltiC'o mo<lt·ll,. eh•• h•• "''t'\'itu 1\ll'ndr\ttamrnlo d,·u·,,PP•"···<:c hio ddiuitivo. SO

J


PARTE UFFICIA LJo:

77

nu r·."chtsi dalln foruiiut·n d~·l pilom• i Jlllllilnti rli nrt~bt·du<' )!li >Wti inf•••·inri,i quali, t> rnente

dd n. Il, I~Ltf'l'll d), dr·ll<' pn·~Pnt i norn1r-, rh''"''"" iJI\'Pt·e <·~st·rc forniti di una s<-<:oncl>\ <'OP · pin di arti art ifìciuli .

.\oche ai disnrticolati di cos<'ir~ l'd " quo•lli ""'JHllnt i di cr,~r-in i11 cui il moucurl\~ c·<H't issimo non sin suscettibile, c,i,~l puqto di \'Ìs t" fu~tzinnal••, <li nkun JtlO\'inwnt v cd occor ra rplin· di una nppli<'llzioue d i prot('SÌ n! I.Jacino , llllzic·hi• l"' ''""'''clt•rc• il pii<HI<' di ricn•uLio, c lw lJOn portebbc nlcun benefizio a lla sta tic.- d(·l cc.,.po. si forni I'Ìt 1111 scevndto nppnl'<?<·f'hio di vr• rtcsi. Z5. Gli t•ppllri'cchi eli p•·otesi per l'm·to . sup<'J'i<or() dùWUIIHO ee:;~:<~•re in cuoio od in fi.

bra. e quando tmttisi d i mutiiMi dc•! p<llllo. In mnno est<'licn clc.,·rit C>"sc•·e fissat a in nmdo rh(• sia faci le so~titni re nd essn ~.. mpli<"i m'diJ!Ili m e tallici ln,·orativi. RpN·inl<• CIII'>\ "i >WrÌ• the il C<'rcine ~upe riorc PJ'E'S(!Ilii Ufl inenvo in nmnic:-rn rlre ei adulti lwne ni mo,·imt•nti d ul ' bmrcio St'll?.l\ ·c ompri mere cccessivnnwnk l'n"<·ella. ~G. X.•lla costruzio ne degl i apparccehi di prot<•si si llHIÌ t'ura eli CCHtlmsscgno.r(' con

un numero i vl\ri pezzi che li costiluisc·rmo, <' "iò C()ll hì :S<'apo c!w ::i pv:<.."'~ ful:'ilnwnw ('fl t-CO · nomicnrnE'ntc pmvvcd.<:'re allo C'\'eutun li t·ipamzi otli o · ri t·•\JHbi nwditllllf' lo wmp lic{' l]t•sig'llazione del numero corri~pondC' 11 le al pezzo tli l'icau1 b io ric hi<·,.tv. 2i. CitL.<>cun appnrecchio d e finitivo di pwtPsi d o nà vs.;cre tostt·uiio od ndattato din·Ltnrneuto ~ul m oncone del mutilato. Le o0 i<'illt' d i l<'1'7.ll cl\lc~;••rit\ (t•Ìl e,·cnt'u~lruc·ntC' anche qucllt~ di PI'Conda) n<>l richiederl' i pezz i individuali in IPgtiO nllt- ollicin<' nnziowdi. in. viNanno •~ qu<·,.to il moddlo .in gesso, nccurt\tarllclll l." ril(•valo da ahilt> modt•llnluro sul mnn· con~ ri\·estito eli ralzn, o .sul bacino , quando ~i trutti di ampuwziont- molto in tllto ch·ll•• CO· scia. · Sono quindi tas.'<ll.tiva mcnte vif'tl\tf' lo <·mntui,;sionl di pez7.i indi,·idrmli dale su S('lnplice misura in c ifre od anche nccl>n>p~.gn,.ie da di.s,·g~t i ~cb,·matid, a tiiCIIO elle non t1·nttisi di pezzi dc.;i quali esistano costruzioni in srril'. 28. Kelln confcnione d cgl i t•PJl~>rC'èdlÌ di prol v»i snmmto sr,pJ•~"~'"""• po.: r qtJar.to È' pus.<ibile, le imb•>~t i Wrc, dovo11ÙO gli nppnrr:cchi ,.,,.,•rr• 111Udi.'llati e<'l tlppliènLi sul mou con r' riws~ito di calza.

naro

:!9. Ove è possibi le utili l'npp .. gt:io u•rmim~l{' dPL H1mH·on ... l!i nnà <'um di ,;ll . toporro sempre a l mc·de:;imo 11111\ llolf,. di gm1111Hl od un dis('o di fd1 ro "l''·sso: S(lt1ìce, fat'if. meutc rinnovab ilo.

30. I tipi di p rotesi u.ùottat i come S(>pm, <lnvr~>nllo ~'"''"'l'C mantr·nuti lino a eh(' l'ul· terioro esp<>rienza non ne t\bbin m es.-<i in evidt>n7.n ~~h ri pr·i'fr·l'ihil i. 31. Soa'EoA DELLA PROTESI. - Pe r ciascun nppurc('(·hio di protf'si clofìn itiva, l'offi,.inn fornitrice, a qualsiasi cMegoria appnrwnga, do,·riL c•mtpilarc in. t••iplicc copia itJ. se. hcd.~ A. (simile al modello all,·gtHO n. J ). ·.

Ln ptimu copia di Ùùt.U~ scheda r inmrrà nf'llv sd~t•dnrio •lr-ll'.,flìr·inn; la SI'CouciA copin ve~ cli~ta in CO!•scgna nll'inw.llido che. dt·,·o n\lcr·s,·•w P~'~' ùcsur11<·rn<:' ~e iurli~aziooj n <·e ..,s. Sl\rl(' r\lle richieste di rip:\m 7,ion P; In l.c:' l'Z6 <'<>pit' sarà in vinta 1\l i\l inistMo ddln g11t·rrn (Dire Z~On() gr:nero.le d i sani t à mi litar(•) ello Il<' t'llr<•rù a~" '' cc•rr>ptl lu tm,;:ui.-.-iou<' all'• Otwm rttl · ZIOIJU)o •. A t.e rgo l - n elle (.re ~(·hetln dtll'I'Ù ri,.tulMt•, d·\ indic·llzillllf' fìnnatJL, l'nV . \ 't'lllll<> col-

.audo di'Ila prntelli o lu d ichiarazi<mc (kU 'in,·nlidll di nn•rc ric:-t·vut<J L~ppM<.'Cl'h in, nonclu' 1 ' StiO COnSI'IIS(> 11<1 t·vc11 t 11alc ree lt\mo ,, Ili' d· ·l i lx· mziwu 'h·lln t't •111111 i,si vue d i C<>llau do. 32· St·~~·• nr · · · v RIPARAZIONE o SOSTITUZIONE. Fmo n ntH>\'1\ c1·IS})<>SIZIOllt·, qu>UH1o s•· ~nda ncc(·!;S(Iri • · · · · 1 l'1 pn•l<'.:!l. • l''ltil l\11>'.>1. l't'· 1\ 1a npnrs.ztouc • · <• In. sr~~tltuzloll(' 1 t'1 un r.ppl\n•c·t• 1110

lnt•~a, COJ\lenentt.> le indicazioni desunte dt\llu ~l'ht·<Ln di eui t~l J>rN·Nlct~ tt• n. 3l, dtJ~Ti\ pet··

\'CIUJ'\l alla clirozt l' samta · • mJ!Jtn. .. r<' ilA.!I:I·llllll\ Ùt• 1 <'o•·po l l'nr111atn, o v<· l '',n,·a l'l ( to l m d'•· " ' one <l . • · rnora abituale. D.-!tt.c ér · •rezrou i, p rcv uo tJ.<'Clll'l\lO ncC'c•rtt>nwnto, ~~~~~.o r izz<'•'!lllll<> cli•~·ltl\lllt'lltO le offi<'in!•


78

PART B UFFICIA LE

di pru1C's i tlijl<.•Ju.l••fl l i ad f'N•gui t'l' l(• rip•>~'!\J.i(lni <> rinnO\'IVt.iolli ll<'t·essai'Ìc. I l J'1"ndiconto eli t al i r ipa ruzioni <> :;ostit uzi~oJ\i dr>vrà poi <'!;~· re· <!alli' dirt·tion i rli Mnità. Slt'~St' tenut•> ~ )><Wl C' dali<· a lt rc- :;po>••· C'l't{' sono di sp•·tuu tza do•ll'aut<>riu\ mi l i lao't' . c t o·a l'mt•sso t.riut<'~lrsl­ uwnl•' all'• 0 1'''''" IHL7.ionnle •, dof' ue ('lll'lli'Ìt il l'imlHH':'n . .[,... t.>flic·in<> <:IH· 1\\'l'tuuw fomiti' 1,, J'l'tl l t·~i di ~<>~lilnl.iollt'. o <':<f'guitl" Il• rip>Lmz ioni, com pilo·rallt\11 in t :·ipl ir·c· ('"l'i" la ~<-ht·da B o hl ~··l~·da C {>lll t•g>ll i 2 ,. :!). a s.:•c·ondu. che ,; trl\1· d i l'l"Olt';o.;i •li Fio:)titu'l.Ìon .. '' di ~4;·Htplir•<• 1'ipaau~io1w,. nltt.'ll('fldosi ,.,)h·\ $lC'~~c... ttrH'r0( in· dit'al•' 11<'1 j)J'J~···d<·nlt• 11. :11.

·t.aril

1

:l:$. l'o~oussiO!>'I or cor.r.A l.' DO. -

Il t·••llaurlo do •gli appa n·<:('hi mrit f>Ltl<? d'om innunù da c·inquf' C'(>lltll t i-...~i.,,i ~pt'riali . tl<· ll•· CJII>>Ii: In prìmu. C'~>ll "''"'' P''''""" la rlin·zi<~nt• di .;;ani t i1 rnitiiM~· di )lilall<>, ~i n·<·ho"rÌI tl col lauda"' ~;li upp>n•·•·t·loi ft~t'J,tÌti no· i lt'rril .. r'i d"i •:o•vi d'•<rrnntn di Tnl'ino •..\lt•s.<Jmd ria e Qe. noYu;

l" ·•<L'Oiitf, , <'••Il :«:do· 1;,.,.,,." la tlin·ziutl\• di :<anilit mililnt't· oli Bnlot:nn, ,;i r('(' h<'rà a <·<riiiiii'ÙIJ'f' gli nppun•(·t· lri ftH'niti rt~ •i t"l'I'ÌI••r·i t l,·i <·u rpi rl'arnmm di ~lilano t' Firt•nzl';

la fi'I'Za, <·un st·d,· }H'~'...:.su In diJ·,·zi(•tu• di ~,nlt i't uallitar,. d i Fi,..-·nzv. ~i t'\·("hf•rA t\ ('n llau·

cbu·•· ~l i u.ppHJ't'Cc:hi fot·uiti ut·i tc·J'ritori d•·i t•oJ·pi d'u.nsu\tU. eli Bol<rg:no . . \u(·on~, Hotun; lu q'ulrla. f:lln 1--t'llP P~"' '"'''' h\ din•Mon•· eh :-;.{1.11id1 n.ilitan.• di ~apnli. l-'i t'(('lh~J·à a c.ollo.w{un• r;li ;•ppar!'<·•·hi l't•l'llil i ,,..1 t••nitnt'Ì•• dd ''"l'Ili• d'arru.•t•• di l'alo·nno ,. d t·l dipllni nwuto uu\.r·iuiu,,• ,tj T.&.a·nnttl:

la qu.intfl., (·~ut St•d .. J'l'(·~-..o IH. diJ'••zitHH' tli ,..:.t~nitlt Jntlìtar•· di Pn.lt·l'"ltlP, s1 a~('t'h(:t•it a C'O) .. l.•wlan• r.;li "l'l""'t•t·t•lri f.,rrriti IH•i (..,.ritori dt•i C<•rpi d',,rJualu di :\apoli <' BtLri. l)p{ l t• C'OIUIId,,tuni 1111

dÌ (•••JifLlH{o cJq\Tal\11.0 ('!ol:ol4'rt' ("nslllHitt• t li (•itHtlll-. 111Pf1Jil!'Ì ("Ìa...:t'UIUL :

g••u•·r·,tlt• u nJlit·iah.' ~tqwri, .,.,. uwcfi(·n . pr,,:-:id~>ttH•:

Ull c•ILiJ'III~O f \J'IO)'t't(jt·o

dJ

l'it•tiflll'f'llltu I'OIII}lf't•~ll·/,)~;

ttll

1'1\}lfJJ't·~·~~ 1 atti t• dt •l•·!!a1 u d. ·Il'" lll't" l'lL rtu./',int u\.h• o~~:

liti

ÌII;!•'!!IWI'f',

itt""-l'~U;\IIh•

lli•'Hftt d··JI~t. flllt\fÌlÙ d~"l

iu liiUL ..t•unlH di B)'pfit·azioru•. t'CIIIU' h'\'HÌC'() ])Cl' r;\('l'\,.rt8 •

111·'' ~"I'Ì~~I··:

IIJI ufli,•i,ll•• •"-·lt·~;Ll•• dt•lJ'.\:-. . . twÌl\i"ÌnU•• tli..Zidltd~lt• frrL lltlltila.IÌ \' invn.Jidl (}i ~IH·t·n\, L1• ll•·tlt• P~•ruuu~... t(•IIÌ ..1"'''t,Lli. ~thn· t·ht• dt•l <·nlhHHk~ dt . JJn !H'<• tt•-tl, ;.:tlflU nn<'he Jwnri· t·tt.tt·

di iudi•·•u·t•. pe-r O;.!IIÌ ollwinn, il JH't'Z7.o d111 di,·;·f'l U)'f'"l'f•<·•·hi fnt·nìti (:o:<·uo~·pt- OI'H'p~'di

t·hc ("nl11p1'f'-..t•) 1 lt•IH'Jlllt, c•nfl\to dt•JI;• C'IHl.fi'l.iPtai lqr•aJÌ. Judlf·,~lf• il p~t•zzn do•i ,,.,.;l ipi ,, dt•llt· , -,.ri•· "l"'"ir· di "l'l"'ft'''''loi. h• 1v l,,1i\·•• ,,.,·ifl'a tJ,"·rà ''""""-~'t'•• c•cHtlliHÌ<•I\Io~ a) ~I Ìni ... lt•r·n.

il <pw.ft•, dujiU HV•·rJJ.~ :\)'fU'O\"~\.lU. . Uf' <"lH';•r·;\ rlt.)Yp )i('H,Zioue

clr1 p Lrt • U•)lltl v.~t·ie tltrut.i•mi U•>gl i 03[>t'!d •)i rnilit" rt prillcipnli . incnr·icati del png.mrento. COMMI~';tOl'l~ c~;;-.-rl.l .\J..I~ l'J~R.ll.\l'l·::s·n: ur <·Or..J. \ Ur.>o. ~anì poi ('o.,IÌI11Ìla una com · mi,,iuuc• l'"llttalr• di ••PP•'ll" l"'''""" il )liui ~l•·•·•t •h•lla gti<'J'I':.. •·ouopu~lu: tlf'lri:-;pr•ttt•r•· c·apq eli Nt.nirH rnilitHI'''· pr·r•sidvrlt,•; fi,~Jri~pl'lture str·,lo,·dinari,, p• ·J~ i ,,... .. ,.i1.i uulitari di 1\!"-... l~tPui'jt• u.gli irt\'1\lifli Jt-.. l R,•gno; di un <·hiru,·~n Ul'tnpt-·di<·h tl1 rit>ono!'i(·iutu. C"ntnpt.~tf"llZt\o;

eli 1111 1'HI'I"'''"''"I1Lnlt· <h·lt·c.IHCl cl<•ll' 01'"''" lfi\'l.itnH~I<> •; di 111t in~~...'JliU: n· itt ....t·~uanH· in rntn ~c· tudu d'appl i~'I\.Zif•flt', c·o rr1e (Pt•ni('f' p~t· l'a<'cer\.>l.llt•·lltn <h·llo. qwdiiil dt•l ""'lrrinl,·: di ltrl tr tlil'il\lt! d<'l•·:;;»to d<> li'.\ -<S<Wia·~ioniC' ll>\Ziolla lt• fm llllll iL\1 i t•tl ÌIIY>\litfi di gueiTJ);

di un st•g r'Pl•\l'Ìo. L·• rnnzio11(.· tli rle1 1a •·•muni,_,i .. nc- ù yu(·llo. di giurti ..o.o·.- s11 tntì i i t'<'tlnl!li t·hc- ònllt) di re· ziuui d•·lh• nnicine fot'llill'i<·i, " ol"gli iii\'O.Iitli ÌlliE'rCI$8>'1 i. }IO,;'IImo v.-nire fi \ '1\TJZI\ti contro !,o tl••<:i<ioui <lo·llt' Ct>llllni-;aioni di <·ollulldr>.

Tt~ li rctl>wli """ pm nmno <'>~>~N'e pr<'fl<'ntnli o ltre i trcllta g iorni <lt•llo d a ta del giudizio o

li l'UII>\lldo.


PA RTE U.FFIOU LB

Le deci~ioni tldln cornrni>~Sione ccntmle sono i11 appdlobil i. I ricorsi sui qunli In corumi:!Sione cent.mle de'"e Ù<'cid•·rt'. do\"rl\1111" f'SSNe dirri!Ì 11 1 M inistero <IHUa guerm (Direzi one genemle di snni tÌl. mil it~>rc) o

prcs..•ntt\t i nlla d il"f'zi.,r"rc di

I!I\Oiu\ nggi unta del (•orpo d'nrrnatn in t·ui ha ll('d e l'o llì cinn forrritrit·jt. Det·t6 commissioru.' fun:t.i On<'rà t\nc hc cnrne <'Onmti,~i(me )X'rmant'ntc pcr l"t':>nme e lo ~tudio di tutti i prohlt·mi int>t"CI1t i alla prnt('Si rmntmnicfl' o iunzinraul r. r·hc sono irr continu a e\'olutiouo.

"E.<al potrà ngga·ognrsi, O\"e ocenrrn, qu,•i t't•ns lllcnti (•lw, vvlta pt·r volta, cr•'do:>rÒI del taio 1.<-mporanca n~{!rt'gt\"t.innc ol )liniote ro di'Ili\ guerra. Allo scopo eli esaminare tu tte le tii\'CIIzioni o le innovnzivni cho VNtgono pmpu~l•' 11<'1 cawpo delln pmtt'si, la r·•1 mrniS:lione t e rri1 d,•IJp riunioni pl'riudir·l&e, ogn i tr'l" nws i, pn·,:..;o. il 3fini~1t'rv dc· lltl guo r·ra (Direzioue j:!Pilt>rale di AAIIÌ<Ù milianrr-). CtiSO, proponùndo

Ospedali di concentramento e scuole di. rieducazione per ciechi. 34. l milit&ri fPriti agli occh i d c boono ' '"nire , in S<.'~ uito 111le di~l'><Jsizion i dlll<l rlr•lls intcnùunzn )l<'llllr" l e tkl H.. eS<:t·cito (lln. J l d<'! l,• di•po,;iz iomi di NHflttl!r" pt•rntallcuto• relou,·e al sen·i7.ÌC• l'l\ttit>•r·io - J!)ll)). J>r•·•·u<·<'m .. nh• ,g,•trrl~·rl\li dniJ.\ znn>' Ji gut·rTa !lui trtt ospeunli di ""nt·<·rttmrncntu p Pt' militari ieriti 1\~li ur·r-hi. rli ~lilnrw . .Firenze c Hou m .

IJu. quv:·ni fh. . IX·dnJi, cpu\udo n•Hl u.ltlut\no più hisn(!"no di .!:iJlt'einli ru•·r- e slnuo )11"el\· ,·i $òti, Ol'n ON•ornt, 11 s po•se

dt•ll'arumini- , r,,;r.ion<' milit>\rt' d··Jla · pro t esi •w rrltll'<.'. C'•1lrwt• <'Il<' i'i>\110

r~n<l:><:iuti <'"'"P h'tl\nli'nw CÌ<'<'hi rlo\'mruw, t:<m !c d<'hitc c:•rtt•·l<' di nrc·l>lllpa!:!;llrl•w'ntn, ('(Q1{·J'I' Lr•"f~riti n~li

i~tituti ,.._.,. l'a,:..,i~t<'llZ>I ,. In rir•.trr<·•l~.innl' d Pi C'Ì('(·hi . :<c·ntpr" t· l~t• 'i !·rutt i di i~tittui ri(·YHO:·wl uti d~.. lrnrtunini :-;1 ra.zit,nt• Jni1ita.r~.· ••wdint1tf" l'fil\ \ ,•nzinJu• nppro,·a.tq, Cnn((· Colt.;ttLte n .. r rm·, tltll ~linist em d,· lla ~;w·rm.

~5. l! lt'tl~ÌPrinh'Uto dt.vriL t's-o:;,•rp ,u·dina.tc .. dnl din~ttorf• di ~utilù :u.r~ituLt•l tk• l t·u•·po ti".Jrllllllll, il <Junlt· '" rit ,.',,.,, di ll&-i<"llt'l\l''i. :<<·tltit•J il p11rt>•~· d•• l dir,•t tvrc dt>II'""P''""I'' di C<>n<'<'nlmtlt•ttl \: t• ''( l t,: \ .l'lltlUL l lll<"rtlf' l{liP Il •i t l1' l t l IJ't'll Ur( ' l lt• Il n

. . . \'IC'l11H)l'e l l J'

. l liC..'U%10110 . l'lt'C

per. ciechi, che il rnilitnre oi ,..co t rovi 8 i 11>c ralme ntt- in grodo eli appr•,fittare

della rie du-

(:U~I.

Cl\Zltn\l' e sia llh\h•rinlrtlPtalc iu c.·fuldi~iuni d~) fh\l•}r h\\'(~rnrt".

O('con~ inùHti tr·ue-'r pt'~"$C'tlt•· r h t' rh>n !· ut iiC' in\'ian' tr'>PP" pn·.-ot'i'IJWnl'' un t•if•('o aUa ri,•tlncnzin · · · · · uc. quu.tH1tJ noll ~Il\ ·~ nC"orn '"'\lt\l'ltV cl"1 tt·rJtC" .,,·c·nt\11\1IJl~lllt' L'••llt'lfltu"t •'-lltl· . ., 8 u11 l . ~StOUll oculllre, u quan d o ane•tn\ ~it• lt'oppo fnrtt' lo 8hok 111nr..l·· ~uhlt t>.

au. 1'aftl tl"t\Sf<'ri10>'11 t,(l SI\ rÙ Cscgll i j o COli<'(' Il l m n do : n•:ll'i~titnlu dc· i CÌ('<·hi in :\lilatl<>. i t·i,·t·hi c•hr.: appart,•n>;•>IIO n i di.;t l'l'l t i d,•i r·urpi d'tlrrudtrl d i T ori t, o ' n' l\~~~\IH l l'lt\~ . 'l 'l ·' l tUl() l' \ "t•fniH\.: 11(·1'•\ octt l l' · 1 · · ,.,.. Il _. . l' .) . . l . . . . . ~ ,,. a ( • rh·t nca1.1<Jnl · 111 ..~ an·nLC ( ' ·a a .. , H·<.:o au t , r Ch..'t' 11 oppt\rl<:IWH ll a1 d1· >11\•tn tiPI Corpc ' cf"~\t'IIHLit\ ( l'l J> · a JO 1O,g'UIL, nvnc· 1ll' l'! 'llt>•

\

d . li

.

' 4..1Pl· (jllt' 11 1

1• 'l ('•PfHI\',\ , c•orpt· f 1 fl.rl" llfHl\

}").

' e t ' Pllrttllll'nti lllllrittirlli di ::ip·•zia ,. eli \'r'n<'zia; r!' nc-Uu St·nola eli rieducazirme in Hrunn (villa Alrlohm~t~lirti), i <·it•t·hi apptll"l<'ll!'lll i >lÌ '>lrctli cle i corpi ol'" rtrltl 'f\ <l"t ,"\.l"lP~.J ' !'\f'lfllH : '-' I,lU. l"

u..tl'i~titmo per <' hiec hi in ~npoli ( H••ginn :.\lnr.~;lwriw) i (·i•·t·hi elci <'orp•> d'.\l"lnata

di ~llpnli e Bari· ' dei

3

- nell'istituto di C.-tanin (Giot~ni) , i ciechi dt>l Ct•rpu d"nr'llll\ ttl di Palt>rtn•>· l. lu confor 1 1 ConcettO 1\(1Ol(U(O JX'I" l' t\ .>$1SICI1ZI\ · · <' (.' 101:' · · d'l appmhLlllr6 · . mit"n (C 1\ ·l lll\lll·1>lbl,

lungo pe rrodo di <:n .., clùntrgica P<' '' tntzrnre lllll\ prima ri··duc>~zÌOIItl ci to predi "PPIIgu mon1lmont · · . . . . · · · n ° u ~tovt a renrlcre ptu produt.Ll\'0 ti pcnodt> prt•:,CrtLLo per h1· rll•du('l\7.10 · e vera e propri .h . . . .. . . . . . . d'1 . n, llll C e neUe t.re ~"'7.1nn• eia N.H tCPnt.rnant'n tn llt'r uuh tnr1 c 1cch t J dtt'E'tlor• SOnttà tuilil!lt'C · . . . a ggnrnt t a \'ranoo ~:um di o~~icur,Ho:> e fll,·o•·•r" l'•))J''t'll Ùt patrontHO mo.


80

PA BT B UFF ICIALE

ralf'. di l'rima ri<?ducazione e di collo<·amrnto Ùt•i cic<'hi ricovornti. rlumt\te tutto il temp<> ~?-CCt'"AArio o.llo · gu::\rigionc chirnrgi<•o.; pf'('!IÙ<'mnno nN·orcl<> n tnlo senpo con j (lirottori d<;>llt• s<'"'' lo per ci<•<'hi e <:on i prc~idt•llli <l<'i comitnt! di nssii'tcnzo.. :lS.. P e r conr•·s.~i nn i di li c·r nzc•, ntnmi~~i'm" nll<' <'n'li' di rk•<ht<'nzionc e }X!rnumenu in quc>'ll', saranno ossctTuto le ~t css<' li!J<'li\L' eh!' pC'r i· rnut ilt\ti.

Centri stomatojatrlol. :39. I milit,,ri nff<·tti dn gruvi mt•til:w;ioni Ù<'llu fMcin, non nppena s iano giudicaci tm!>pnrtnhili, in primo tempo, pH~~cr~>tuw, num ili di nd•~t 1 i uppnrPcch i contcmtivi ed e· vontualrw•nt.e di pr<>t.e~i pr•>vvisoria, dt;~.i reparti srwc inlizzntì di'Ile nrmMe Ri centri st.o· matvil\t t"iCi tt't"ritoriu[i, f' pr<?cist\lltf'll(O: i rnilit >Hi appartononti ai di'ltN·tti dei corpi cl'Mmatj\ t orritoritlli di Torino. Ales· sao tlria, Milano, Ge nova, n l CPnt."!'o llt<mtt•toinl' rico eli ;\l i!ano; quL•IIi apparte nenti a; Ji·<t.rotti d c i corp i d't\l·rnnt.a terrìtot·iali di Ve rona, Bologna, Fi renze c Anccmn, al centro ùi Bologna: qu.,lli app>lrl('ncnti ai di ~t re t ti dt•i corpi d'nrmnt'' torritoriali di Rom n, Napoli, Bori c P•d•' rrnc•. al ceni ro stomt>Loint ri('o <li Hom11. S'inl•' n<lt.! ehc i piecoli rPfH.rti di stom{ILoi••trin o protesi d entaria eoistonti nei terri· tori <.les; li altri cor·pi ct'>lnnakl cuutiuucmnno a fu:-::-.ionare, ove occo~rn, p.l t" l'••pplir,azio· n e rli 1\j>)lt\r<'Cchi di prott•s i mecc•anic:>• eventun llltt'lllO n<'<'0><sari nL·~l i ultimi tempi .delia cum, t' JWr le altre 1\()(•c!<.«ilil tempeut.ichc lt•c><li. 40. I diN•ttori di Mnit>i. n~~itmt i •wranno eu m di sr·gnnlnrr•, prima della dimissio· ne, ai ri,;prtt.ivi C(lmitati di a~>'!istenzf\, patronnto e collocnment<J, quPi m ilitfiri, i cui po· stu:ni ùi lesione s iuno tanto gt'l\Vi da mori t are 11preiu le con!<idPm7.ion c ; tNtC'hdo Rempre pre"•' nlo che si tratta di invnlilli, pt'l' ovvie ragio·ni di cstf'tica, degni, non nliJDO degli altri, dt>ll •• nu•ru;:iore protezione, uiuto o conforto.

Assistenza al sordi completi per lesioni organiche. 41. Oli inft•rm i con ll•sion i bilatemli d<'ll'udit o dipPJHlcnt i dn causo di guern., dop<' esl'('NJ swti accolti nel f'('p>lrt.o >'<pe<·ialu ddl'ospt!dnle mililut·e c·hfl rit•nvc rn tali informi, e dopo l'S:;>Nc stati sottopo~t i ad o;;.<~ervazione o giucli<·ati nbbisognevoli di ricducnz ione acu· sticfl o rli inS('J!namcmto <l••lla lf'Murn labiule , verranno trasfMit.i n egli speciali istituti ci· vili di ri,·d\wnzicne urlaLti a lt~li curo. SicC'ome p t! rÒ le e u ro consccut i,.c e prohU1gate po$j;ono ancora apportare u n notevole vau!UI.!~.:"io pct· diminuire Il\ limitnzi<>nt' dt•lln funzione ncuf'li<'n , de t ti militari ptlssern•UJO n<'gli is tituti di ricd urnzion(' 1'1'nzn· "' "'- sin sl<~to preso s ul loro conto alcun p rovvediruo:>nto mcrli <'o ·lt•fnlc d efìnitin>. Trascorso in tali istituti il t<•rminc mnssimo prescritto di mesi sei, t.utti i pazienti do· V1'6HIIo <'&<C' re rinvir\t i all'osp<'ù:lle militan• di provenir·nza, che provveclcrà n prendere lP ultNiori tlcci ~ioni in huse nd un nuovo pcriodo di osst•rvnzion(·,nl qualu ogni inf<ormo sarà nnovanwntl' S•>llo poslo. Lo convenzioni ftf\ l'arruninistrazione mi litare e gli is titut-i di rioduca7.ionè per gli iu· valiclr clc ll"udito pntn>nno non difT,•rirQ da qu ello J1rP;;critte per le comu ni scuola di ricdu· cnzione p e r· iu\'alidi: tettentJo pn•>'t' nlc che tutte le sp,•;;c p~r lo npplicnzioni terap<'utich~ 6 p rotC'tkh,; dOVI'I\rtllO PSS!.'rC 1\ et\l"iCO dcll'Brllministrnziono militare, ]a quale dovn\ [orrll!l'& rm<"he un ufficin.le medico specializZIIt<> per la cura e per la vigilmw.a ed un gradnllt-<> di truppa p e r la d isciplina di del t i im·nlidi.


l

, PARTE UFFIOI ALB:

81

Centri neurologici. 42. ~ei torpi d'nrmata tcrritMiali di AlC'S."i""ntlria (in Pavia.), Genova, :Milano, Fi. ren?AJ (in Siena), Roma, Ancoua, l\ apoli, Bar-i El Pa lem10 (in Cn~l\nia), sono istituiti dei centri neurokigici territoriali s uddivisi in sezioni pet· inferm i con lesioni o rganiche del siste· ma nervoso (cent.rale e periferico) e per in fermi con lesio rii puramente fm1zionali, con fc· norneni cioè di nevrosi o di psicopatin. Devono conside rarsi come dipendenti tecnicamente dal contro stesso anche gli istituti che ricoveruno militari afft>tti ùn forme dE>rnenziali e. \·esaniche, che trovansi nel terri torio ~el corpo d'armata. TI funzionamento dei centri neurologici territoriali non può, data la diversità flei \'1\TÌ impianti, dei mezzi e del · perl!llnnln t"'nn ir.o "-~istPnt.o n<'i JO:urldAtti corpi d 'armatn. v<'nire uniiormato ad un unico schema. Tn geJ}ere il centro neurologico specializzato deve "-onsitlerarsi suddiviso in due sezion i distin~. onde siano nettamente ;;<>parat i gli infermi affetti da lesioni o rganiche del siste · ma nervoso, sia centrale che pl'riferico, da qucl!i avmti fenom eni puramente fwu;iuuali ; ed una delle due sezioni, preferibilmente queUa tlest inntll acl a.ccogli!:'re gli infermi con le· sion i organiche, dovrebbe anche servire come reparto di prima osservazione e di sm ista· n1ento.

La direzione del centro neurologico devP esS<'re nffidntn nò un medièo nenrologo di ·ri· cono$ciutn competenza. n d ir·cttore del centr<> neurologiN> in zono. t!'rrittwialo de"·e esser·<~ ' considerato quale consulente di tutti gli ospNlllli del corpo rl'nrnmt<\ 1.)1) 1'· i eMi della sua spec:inlità, Eld ha anche l'incarico di sorvegliare e coorclinarc l'nziollt' dei ,·ari t't'parti di cu re ambulatorie' por militnri affotti da ma!nltie nervose. eventu"lmentn funzionanLi nt> l cùrpo d'>\rmata. Tn ogni centro neuro logico e pr<·cipuamente ne lla S<>Zione dovo VP.ngono Cllrati gli infentl i c<m lesioni orgsniche del ~istoma ncr·vo;;o, a ll'opera del nt'l a·opntologo deve essere npportunnme11te associata quella di un t~hilf' chinu go. tanto meglio se sin specializzato in mate ria, e quindi le ùirozioni d i sanità tonitorinli "~gi~nt e, n cui spetta In coonlinnzione dei dipendenti servi·1. i sanitari, c nl'f'run •• o in spf'rii•l modo che l'azione di cntrar11b~ &i espl ichi in maniera concorde ed armonicn. ~3. :\Ilo scopo di ottenere per gli infe rmi del sistema nervoso centrale e pe rife1ico una pronta raccolta ed un conseguente mzivnale smi~tamcnto regionale, sono istituiti due Spt:'(·iali centri neurologici di prima mcco lta dt\lla zonn d i guerrn; il primo a Bologna ed il set·oudo a ~li lano , in unn specinle sezione autonomn dc! centro neurològico. Su lal i c~nt ri di prima mccoltn sarnrmo effettuati gli sgomberi degli infe rmi dd sist-ema ner""""' con n<H:me cho •!t\r:'t !'!nti'n d<'nZt\ gom·ralt~ a mndificnzione clt''ln sua cirC"olnre n. 5~551 d!ll 22 lll(OSto 1917. Purtt' d,,, C•1n:.rv neurologico di Catnni•• funziona pure come pt·imo ricovero pe r g li mfermi che provengono da ll'Oriente. . In quest i ·cent ri ~w\nMti, sempre che sia poss•bile. ct••hoono veni r concentrati tut~i gh infe-r1u i ~on lesioni de l sistema nervoso, pro,·cnicnt.i dalle unità sanitarie delle armate. Dai ~uùdetti centri neurologici di primo rico~·ero, gl i infermi del sistema nervoso clcb· bvno ve11ire poi traslocati sollecitamente con criterio ùi smistnmento regionale, ad uno d~li . elencati centri neurologici terriwria li d i secondo sgombero, servendosi di treni &\· nrtan che nbbiano percor~nzn adatta, o Vt\il'ndosi, se del cnso, di vetture ntt,rez7.ate da a<:codarsi ai treni oNiinnri. Si terrà presente, nell'esecuzione d i t&li sgoJnb,,ri, ~ he ment.re snrà utile che i funziom!\li con fenomeni neurotici o psicotici acuti vengano trattenuti quanto più sia possibile pros. ' - (;iornalt di m eafcl·na mflftare -

F:.sc 1.

l

l f

l


PA RTE t; F !ICIAI.E

t""Ìrni ~~oll;L 'l.cuu~ cJi s.:u~~rrt&, u t·ut ro In Zf•tu" f.h'"'....t~, o,.,, P"r r .,~hnJ i di n.tniJic·rtl•• la Juro gwlripiont' u.v,·ic'Jl(' <~nn tuu~~-dc•rt.- fn<·ilitl•, i ft..•riti di :--i~te•u1n ner\O~ (:-1'H'<:in1nu#ttlP qut'IH ron li·>-i~·ni d ...i nt•t'\'i) do•·nmn .. invr·t·<• ''':li'rt' l r.,,f,•rit i il pt(r prl"t'\11'\'lllt'llle Jl"~"i hilc ttt. 1111 Ct:O· l rC'

ti<'Urolo:.;iro :<pN·ir~liY..:wtt>, o•·<· )'ll:<NUll' l?:-o;<• r ltorCJ pr·trc ligalt• lv cure p i\r ru lat,lt·.

) ~

O \'t• IIH•Ì fr·r·it i di (Jtt••,\o !!"tH·rt· ~i \t'<t\'tL"'-"'''(l 1ptt11di in l'lirO pn·><~O ('Uflllllli u~pedali

~

C'hinrr~i•·i, t'o,} rH•IIu Z'JILU dt )!lll'rn• t'<lllH.' in <pwlll> lt•rrill•l i••lt•, d twrmuru, "''''" In dirett a \'igil•lllZI\ dl'llr· ri,p··ttÌ\'(• clll'l'W>III dr ~auitìt n·•Jt<lll,.,llull, ,.,~re ugualllll'llh' lm,Jrw·Mi al

~

centro nt~tlrolo,s.:i(·n \ i(·iniun·. opr)l·tuL tul~ trn:!\pnrtd pu:-o~u nvvt•uirf" sen7.a llcric·nlt) u gm\8 di"'wiu; lt'IIC'nri" ('lltrlo <·h,, il lr;r ,f' ltrtll"(• o ritnrdnro l 'npplil·t~:drutE' di tali pro\'\'Ì<lt•IIZt> COD · tribuir,:hl>t> n ntl'\'tolllt('HIE' r> n.-nrlr •r1• i11vnlidi clo•lin it i,·i ~rnn uum!'ro di coln rn c·llf', eu roti n l elll)l•l , fHitrV'I ti H• r u Ìll\'('(;1• C•SR\'f't) rh•( I li( l <> >i\ 11111 i " · \IIIIIIHO lli\JJH}, rltlll\111'1'' i>I\\•LlÌ dn pO· l!(llllti di OlÌilll"' iii1Jl(l i'(>UI1.U.

t •unu' t.tiù jo,i è U\'l't'I11H\ lot J,, :-.rnihtnllwllttJ th'l t'l'tll l'i n~·urc,h•;it·i

4-4.

lt•rrllot'iali

d~ i

c..•ntri dt prituu ~nrnl.K•ro Nlrit t• .... ·;.:uito. qu;uatH più è P''~'ihilt•, l't,) crit•·rin n·~u)u,,J,., prtl\t · \ <'d•·ruln dw: i nulitari nppart<·rwnti n i <lr,tn·tti dt·i ('urpi cf'arltulln di Turillv t.U .\ lf·, ·UJd!'Ìu, "''n·

gmw <:OIICt•ntmti pn.•&.v il ct·ntrn m•trrulugic·•• dr ) 1 t\\'ÌH; qul'lli di (.;,·nova u (.;•·rw•·u; ((U..lfj tfj :\(lftUlO ,

\'t'TIIIHI l'

rfiptLI'I Ìll ll'll(U llltlt'itlilll" fii \ \•tu·ZiiL nl t'l'Il ( l't i rli ;\Jiltlltu,

Cjll..lli di H " l"t.;"" \' F11···11z<· <' tlrp.ll t ir,.•·lllt• IOIH'itllltlo di :->t~t•zia nl l'l'Ili N di Si~ns; fjlf••lli di ;\ ltt·r•IIU ul r•t•lttrn di .\rw•11111: qw·lli dt Hw11u al <·cntn> clr H~>ltra: <pH·IIi eh Xnp.. Ii nl <·••urru d1 :-- .• proli:

n...., (• th)Mrtlllll'llll• rrmrittltiiiO rh T·"·'"'" al ('l'IIITO di l;.• n:

IJIII'IIt di l•

qu.·lft di l'nlt rtu .. n l t·..:•r•t•·o eli C"n.•lt.rlJu..

i dif'( Unl' l di >nn h H n~;,.!iuuti ,.:--, r• lh•tuunn nna. 1\('('\li'Utn. vigi!J"11~a p f• r sc·:.;nalal''' tt·rup ....tivn~ur-uiP ~li in\'ulrdi d• tinith·r a1 t'o1ni1. ~1 1 di l:\+ 4.3.

C\'U1 r·i I l • r:r·olt s.ri<·i

t'.nc•hf" nt d

hÌ:ilt"J.Za nlur1Ll••t pu.t rt)lln.' o, e·nllu('HIIh'n l' •

~~t"~,j ('UI1('\.'tll t\lli)Un.flt(\llh' ~\·r•hl IH'IIolo

t•

rl• '' ltwntiont· pt·uit•~:-·t• •l hl t". •~t t t'llt'IH lllr-1

ptU'Ic• rÌ:ttJ;u•tltU1h'

i lt11Hilali

t.·ol(_H'Ì ~r,,.,·i. -lfL P .. r ,h .. lrttt••r·· nru-ltft a.!,!li !'1"fl'' .,, .•. , u~i il h··• •·fw1u d1 un

P l't t t ,,t i('( l h\ .. nu .IIU. da

( ->

•'t.:li

Slt+t'f'l thl.t'U-urll •

nd.tttu

t\{-.pn.rf·c.·,·hlo

JU'U(t ·~i

\' it·iul<tlt', pro\ \ '(• t h·r·r't' IJI't•\'i n<-c.·urtli c•un In. dih'/.101\... tld •~~Ki 't(•t•oJ•rf"nl i. .\ (•ifL"C'lllt Jl'UaltzZ;\H) di fia.ithn d1 t lt\I'_IUHl•i gli fll'ti iufPriPrÌ :-:arit l'l•IH'•'!--",o.JL l~ t'Jh'~ drll't~tnluini~trnt.itt~u• uailien.n. uua }Ju/(rntltt f'l nu,fr 1'"' ttu/()/fa.Jf]JOI / o . t·lh~ d<~'" t.·~H•~iclt-rar-si (JUoilt• upp lr"c·t·hit, 1uturitt JH·r· i pn.rHplt t:it·i. . l'Pli l J'(J n t~ 'ti r·olug-i('••. u.ru·Jw u IJu. c·oHII'tlllf •U'' dt·~l i n pra n·c·c· lli pruh·t i(· i, n.tl

L., ('""rulli' "''nUUIIJ f,rllll(• d .. ffo. <fll,'.l.ll•lli .!t·!!(j '"l''"lah mifÌilLri pr<lrt·rp.rli olo-i rl•jl<'l· th·1 ('nfJ'l d"u.ruu~tu . ('ht· ~~· UP pn t\\t·•h H\nn(. clallt t.·n..,. pruclutlriC'i, vultu Jll'r \ ultu. M."'· cnudo i l.i:-t•:.!nl; t' pt·rlunlu . J,. J'tc·luP~Ir~ ntl•· ~urld.-ttt'· d•n•J.lnru du\ nuauu t'""~·n· l(•tnf)'· .. tÌ· \'tltt11• fl(P i1 nl.tn 'tt cln 't''' Jla tlt·l (••·t l t'•• n•·uro)f,t"Ìc· ~ . n• l qu ~&! · ll'u\·a ... r rit·,.,-,.,.,.,,o l'lnù,•rrnu. t

•

lw JH: " lll> l>t.'"i("''\'olr·, t,lf., ~•·opu dr l'\ llHI't' t·lll·. lll•fl'.,llt'"'' d,·lf'"l'P·"···•·dll\1 l!ltoriu, >lll

fll'llhllti!II(CJ ultr·o• il

lll'('I'>->Hfh• ,

i l l " rio<lu di dq.:l•llal.

Scheda Individuale. 4 ;, E,du~i

t

"'"'

'''" 'd drlrllq.:u·r

t

li priru.•

,.,,..,.,.11,, ()l1111l11\'U ,. B.• rr), tu ti i j.:h '"'-

lllluuPnl i :-u.nitari tt·rrit•~ri~ali çllt• ru "' •·n•tto iu\ i,Jitla. t ••t•u: :h· ~·t.t••ni t·hil'ur~lt"lll• d• prl· nl'' L ~··c·••ud•• h•ttt·Pulrnlut·uto p t>r 1uutilu1i r.. ~l••lfJI gnni, J,:li h~J)(Adnli t'•ftullnwi ~li rt n ·

· 1u,· 1 c·c·ntr·t· ,.,,ollll\lt.JJn..trH·t, · 1· H:pnrtl · ''l·tt;ratrlt'1rt<• l'l' rul.,.tiUJ' ·l c·H·t· 1111·1·Ilari· P'•r ,..rordi

,,,.,.,,.,i. -C"

.:


•

83

PARTE UFFI CIALE

ci, i cent ri uourolngici, quegli osp .::d n l i fi~iQt er"npici p e r lesioni oste o -articolari o v e cv eu · tualmcnto venissero n trovnrsi degenti degli invalidi gravi d e fi niti vi, le S<'Zio ni pet· ps ico patici ed i tuburcolosa ri milit&ri e g li 1\.ltri ospctlal i tutti che eventualme nte ricoverino invalidi per malattia, dovrann o compilare, p<'r ogn i inVI~lido defiuitivo dimesso, l't\p· po.'Ùta scht-da indivitluaie p rescr·itta da ll 'tut. ?4- dc iii\ legge 25 rnl\l'zo 19 17, n. 4 8 l, In q m le ùo,·n\ I'Ssere trasm1•ssa in d oppio esemJ'> lnnJ n.l )l inistoro della g uNm (Di rt•zione gene m\~ •li snnità m ilit•\re - ufficio s tatis til'a). Un terzo eS<:mplare a cc:ompngnN·à l' itwalill() alli\ scuola di rioducnzioue profl!ssionalt' , la qur.l.:-. nppcna esplNnto il p ., J:iodo di ri cl~ucmz i() ­ n•·, lo! iarù perve,riru dirett&men t e nl l'• ()p.,r·o nnzioru\le •. coruplctnto di tutto le 1\t•ecssnric IIOlizit•, dn ;w~nu t-e nelle A n"ota_ziolli. A tale R<'<l[>f• scrvimnno i lllotll'lli appo~ir i prt'.'<'r Ìtl Ì claiJJ\ c;ÌIX:Oitlre n . (i() l del l 7 [,• b 1H~\ io J IJ l 7 C i' iù fo l'Il l l i tls.1J' U 0 il- io stnti:>t ic•a sutidd l (>

Sussidi alle famigile bisognose deJii Invalidi. 48. Le fa miglie bi~ognose clt;> i rnilitn r·i )J•;nnmH·nu• ntt •nlc inntlicli in con segu<' n Z>l rll' l hnnno diritto al souc-C H':s<J d i cui all'nrr. l S cll'lln lrt:g<', F<·t·(JrH!o le norutc ><tnl:i· lit,, tlflgli articoli 5, 6 e 7 de l R. tlccreto n. 621), tenute prt'S('nt i l•.! ~· ·J.:tH' n t i nvve rtc·n?... : 1° Il StJCCor'S(I t\llt~ na\clre !'O.I'Ìt cOl-risposto •Junlu nque sia la su·~ l' t ll N l acH:hP '"' ' ca."' di idonf'itù a l lavoro pr(lfit uo; :!<• Ln domandn, sc:..ri Lti\ o ,·c rbnl••, tla fa··~i t~l Hint!.w <l clC'l cn nrune o\·e ri~ic·donn i richit:dCHt i, dovrà. esseJ-e 1\CCOIItpt~gnata da un cr-r·ti fkat o i11 1'1\1'\ tl liht) t'l~ rÙa!<eintn dnl di. ·Il gurrru.

1"\:\lOI'I' o dcU'o~1)<'ùn\c militare prin l'ipnlo o d e l r eparto spN·i,.Jo di çum o dd l'i:<t i1 cno 1> scuola di t·i<'dUCt•zione pro fe,;sioru~l u in cui il •niliu\l'c c ri<'uvorutu; n..t 't"••le cc.rtific·:.to ,i ' dichiari Che il miJitnr,• Ò d ivenuto pc•r•Jl!alli'IIWitlCille in\·nltÙl) i n (•Oit>J<'glll'IIZI\ d 1·1ln g'U~ ITtl, indicondo la dat.n della Ewve nutt\ invt\ lidirlt; il dc~t.o c·f' r·t i fiN\! n, '~"'""!" non sin ril >~~c·it\Lo tlal dir\JttON; tlel.l'ospedn le nti lit aro priw:ipn lu co~ttpel••ut<', d o\'l'tl l'S..~<· re da lui vidir umo : 3• Jl soc<·orso 1'1l- rò. cot·ri;;poslv dal g ioruo in c·rrr il rnilitnn.' clin' mW invalido, anc·he òl: In donrulida l\ia pr·escrltj\ta d op o o durf't·à fìn< 1 ai gi() r•u ,. in r·ui l'in vul ido vern\ invit~to in congodo Msoluto .

Quando' si n-utti di invalidi appartl·rwrrti al1>1 H. )luri un , IIC·Uo <li;-p<l:<izioni di t n i tl i rHI· ulcri preceden~i 1\l 33, ulle aut.orit,\ del J{. c:wrc:ito si intenduno ;;(>~lituiln l~ co rcisponrleru i autorità. deHa R. mMina. Al pngament{) de ll'us.~gno gio r'ru\ lir: r\J sw.bilito da ll 'art. !t) d è U:\ kggl' , pr·o,·v··dc r-it, 'tondo In co rrispon<lcuza dci g rad i d,· l H. c:;e n :ito con q rre lli clPi ruilittwi dc- l corpo r·C'nli e · q~tipaggi, l'autorità incnri<'ntn d<?J pugmnellto degli s~cssi as~<·gn i n i nril it n r·i d d R. ""e t·· 11 é. " ~oi fondi cho le ven-nruw f(Jroiti ([1,1 cc•rnnndo d i'l clr-posito clt·l c•H·p o r·.-;,l i <'qttipa;t!!;i d i iip~w1 · •iJ!lrtH tvam · • · • eu i i nl ..l ll't >Wr· s t css1· "''· ·rnu<uc 1ono nlllllllli c-nte r.gg rq;t\ll•. 111

Invalidi per Infermità . 49. Le direzioni di tutt i g li ospedali mili t ari tl<•vmnno p <Ji S<'glll\lnm >\Ile t"n]'JH't·s~>n · tan~.e provinciali dell '• Opera nazionnl!' • tuLLÌ g li Ìll\'1\ lidi pc.r infcrrnitìl, dt'i qua li non è fatto cenno nell"v ptesnnti no r·tuP, pe r i prov vedir11ent i ns.~i~t··nzi.1l i stnb iliLi d11lln. lt•t!!;" in loro favor e.

fiO. Con In Pllbblr·c·n·•r'orle d <' Il " ·· ~ •nilitare u(Jicinle l 917.

pre~ento

· ln m C!l'Cf•

1 · rt-!>ta aiJrngl\ta qu(· Il ~~ n. !l . G "10r·

Ila l•

li M init1tro

ALF'IF:Hl.

•

l

J


84

PARTE UFFlOULE ~GATO

N. 1

d'ordine.

N.

Scheda A p<lr protesi di l a fornit1tra. prot)t:Ì.'Ita dall'offlc inn di p er con!o dPll'am.ministrazi.cne m ilita re

Generalità dell'Invalido. Cognome, nome e paternità • Ma~rioola

Dist retto Grado. Domicilio abrtuale Natora dolla lesione

Classe

Corpo

..

Protesi Apparecchi

Numero da Mareriali di cui

di protesi fomit

-.,

.·

appurecchi ( l) . costituit

Cont;rasscgno di riconoscimento (2) Pez~

'.

costruiti in officina.

P ezzi non individuali provvisti da.ll 'officim\ nazional<· di .

(l) n nQmero Indica to nella preaente scheda deve corrlstxmdere a quello lmpre~8o anll'appareeoblo. (2:) li contrassegno dJ r loonoselmento sarà COstituito o da etlch&tt.a metallica dell'officina c.-oetruttrloe eia lnòhlodaul sull'apparecchio, o da marchio a fuoco da lmprlmei'IJI aull'apparecchh> stesso. A. tergo della proaente scheda sono contrei!Sel!flatl con un numero tutti 1 peul componenti l'appar;· oblo, alllnché ala poaelblle all'lnter e-to Indicare Il singolo pezzo da rtparare o fire rlobl•et.a di auello • aoatttolre.


l PARTE OFFIOIALE

Indic~io"~ thlk

parti oo81ituliue l'CJ<ppar~ctJhio di protui OOM(gttalo ptr mmt11ali riehi~'lle di r iparazione e di sostituz ione

Apparecchi di protesi per mutilati. A11TO ÙfnQIOBE.

~

o) per dlsargooluuunl! b) per mutila zione 7 . Avambraccio ~ a ) tota le 11 • Mano b) parziale 6 · B1110Clo

2. Gamba

1a) totale

J ( 3. Piede Pmi -41

.l

. ) a) per di~~~~rtioolasioDe l . Oosc1a b) per mutiJ aJUone .

l'·

A11TO St71'ZRl0ll"'.

j b) parziale

l

9. Gomito 10. Polso

Oi.uooohio

-.,(~ 6. Articolazione del piede

.lfe.zzi d i appli~ne e d i so8l egn.o.

Il. Cintura pelvioa IS. Cintura toracioa

l

13. Bretolle 14. Appo.n>cchi lavorativi

Apparecchi ortopedici per storpi. ~ridone dell'npparecobio :

.

l

~~~ di oonsegna dell'apparecchio· Linnt.o di garanzia .

.

.

•

.

.

Col[a,ldo nl.,muto i l

.

p· . . • . . • • . . . . . trmo dei COI!lponenti la commissione

l

lliohiarl\2.ione d.i ri oevu ta. \ dell'apparoccbio N d" • • • • e 1 oonscnao u1 verbale di < eoUaudo o d"J reelamo e 6rrna dell'invalido.

i

i t

l

l

'l

..... _1-··t ..-. eh, oou costituiscono rapo.rocchlo di protesi rorolto debbooo eenre oaoceU•ll lo lo·

~

fOllo llelia llreteote tcbeda dalla dlrealooe dall'ofllcllla che ba c OD&e&Dtoto l'appu~.

.• J ;


86

l'A RTE CFFICIAI,E

A LLEGATO N".

t.

d'or<lin\!.

~.

Sch'•du H per pro/esi d i • oalilttzi.ow fornila dalt'o/ fic inn eli 7"'' con /ti ,[, Il' c O pem N azionale »

Generalità dell'invalido. CPg nome. no>'n e e pat ernit-à .

:llatr:coh

D istretto Grado D om.icilio nhituale • N ntura •h•lla h.<;ione

Classe

f'orp·) .

Protesi. · Appr~recob i

d i proteai forn t

Numero de Mnteriali di oui

Contrass~'TlO

.

nppMeoohì ( l) cos titu it

di riconoscimento (2)

. .. Pez$i oo:;t.ruiti 111 officina P e:tzi non individuali pr~> vvisti da ll'.,ffioma nazionnle di . A.nnotazio ll i.

(l) Il numero lnd !cato nell a presente scheda deve corrispondere a quello lmprelll!o ~oli' apparecchio (!) 11 contraesegoo di riconosciment o sarl co.<tltulto o da eticholta metallica dcll'otllclna costrultrice Ila lneh.odanl sull'apparecchio, o da mdrchlo a fuoco da lmprim~rsl sull'a~parccchlo stesso. À tergo della prese nte scheda sono contrasseanau con un numero tutti l pezzi componentl l'apparecebiO, alliocbt si a poo.ibile ah'lotqresaato iot!lcare il singolo peZ&O da ri parare o rare rlchleat.a di qudso da •0$1·1· \tirt.

"


l

P,\RTE

87

(" F~'I C'lALiè

ALLEGATO N.

N. . • . . d'ordin.e .

&htda C 7'Hlr ri:tywazione (J,i protesi e.1egu·ita d<tlr.offtcitl<t rli per t101Uo• dell' • 0 7>era N aziiJna)r »

Generalità delllnvalldo. Cognome, nome e paternità . DiatalLtG.

) ratricl•la

Gl'\\do .

C'las se

Co rpo

Domicilio abit.unle

Dati relativi alla protesi ed alla riparazione. Descri:tione della riparazione

P~zt · . coetruit o

•

•

in officina

•

. . . .

. .

!Pezzi non individuali provvisti d.all'offioi na Jt·' ZÌ••nale di Da~ della riparazione . . . . . Ll suind'tcata rlpal'ILztone · · ' fu a pp·o rtata all'npparecchio ci i proteai N. o

••

•

iornit<> dall'officina. d i . Allllo/aziolli. _

.

'

3.


PARTE UFFJCIA LE

lD<Uculolll da atampenl a terKo della Hbecla V

Dat.. di eoDHID& dell'appareochio di prote6i riparato

.' . Limite di g aranzia dei pezzi nuovi ev81ltualmen te forn iti

Dichiarazione di ricevuta dt~ll'appa.reochio riparato

(1656) - Bnma. f9f8 - Tip. E. V 'Oif!h~ra.

erente

L UIG 1 p J. L III&AI g


•

f

•

i .f ••


GIORNALE------------0-----------DI MEDICINA MILITARE Din!Uoue ed Aru.m lulltrazloue: Paiano del .\lioiBtllf"o dolla Guerra, Vhl XX Settembn~. Roma

CONDIZIONI DI AHKONAMEN'I ' O.

ro-.

1° Il Oiomale d i medicina militare si pubblica l'ultìrno g iorno di cia scun in faaoiooli di cinque fogli di s tampa. 2° L 'abbon amento ò annuo e decorre do! 1o gennaio. 3° Il pl'e'ZZO dell'abbonamento è: Per l' Itolie. e Co Ionio. L. ·~, P e r l' Estero . • 1ii, \ in Itn h a • . ,~.> On f~acicolo separato cost-a 1 all'Estero 1 .50 Il supplemento contenente I'Ant·w ario 1 in Italia . • ~ ,:'.O de.l corp r> Sli1titario militare cos t a . 1 all ' Est-ero • 2 ,70» 4° L 'abboname nto n on d it<d et.to pri ma d el 1° dicemb re s ' int<mde rinnovato per l'nnno sucoossivo. G0 I sij;:n o ri a bbou 11 t i m ili Lari in e fft'tti vità d i eor vizio possono paga re l' im· porto d c i l'ab bonamen to por mezzo d ei r ispettiv i cou1andant i di corpo (an che s rsts me n s ili). G0 P er i so li ufficis li medici (d E'Il ' Eserc ito o doli!• Mar io o ) è n mm'-'SBO un abbt•· 110\ lliNl tH ç. nlfmlu t.lvu al Giorna li'. di madicin" m itilrlrP ed n gli A n nlllt d i mcd ic ii!11 1UWale ,, coloni(IZ,. a l prezzo di L. l B a nnue . Por o tten ere tn lo abbon amen to g li abbonati del 01omale di mtdicinll mil•tare dtwouo ( Ar JX'r ven iro di retta mon te L . 6 all'o mmi· uistrnz•ono degli A nnt1li (presMo il Mi oistero dPlln .Marina). 7° Ai li brai ai fa lo sconto del IO %, m a. sol tnnt.o pe r uh abbona menti dello vorsone e> degli en t i no n mil i tari, c he n on p ossono fruire cit• lln fscil itozi on " di cui ai numeri 5 o lì.

•

l" l lt•,·ori oriJ!ioali, le notu, lt> r•vit~tr da.tt.tlo,ttrafati o scritti o. ma no de ,·on o occupar(' un ~<o lo lato dc·l fo~lto c•d e~;Rcre "ccurn t am!'n ~ rived u t i dagli e.o · t.ori. ~i fn SJl<lcia l!' r nccomanduzwne cho quelli FCritti n mnno siano b en le~ibi li, p<'r mod<> d>t c·,·iturr o~ni dubbio ù' irltl'r pr<'tnziooo. lo cn!\o contra n o, la Dil'f'~ ione · si • ,·c·drr'hbl' costrcthl. n so!'lpr·ndorne la puhhhc!\zinnt', 2° !),., oute il puri mio dollu gu<"rra., 11'1. corr•Jziono d<'lle boz7.o sorà fl\tta <.In /la redil7lOn•', ••n·t.ichè dn.gli au~ori, per 1.0u viocoln.re il lavoro trpogmfico 0.$!1' •m•vitabtli r itrmli rl()•tn:i. 3° Fmchò perdurerà il cm;oo eccl.'zionl\le ddle. corta. i lavori rl<>~li ahhonnt1 non dovrnnno oltr<'pr~ssnre il' 15 p11~ine d i stnmpll.; quelli rl~1 non 1\hhonnti, le i! pngi.rll.'. 4h l..<> "t>~•:><· l"'r :zh es~rntti e qucllt> per le to.voJI) li to~rnlichc, fotogmlìcho, ecc., che tu;<'nlll !'",;:nu<>~cro le uwmorio. Rono o. cttr1c0 do!! li out.nr l. 5° C:h <.•~<ll'ntt• sono cii du<' tipi: - 'Fr'J)f) . L C'on cop,.rtrnA in bianco. sl'nzl\ fn•ul•'>' f'lll< •. ,. <:nlln irllpn:nnnlllrt\ ,, tltlltll'rllzton•· ;'f p) fn~c•colo. T1po );, Con '.'O pHtiJlh ~l.;ttllf'>J!O ,

fronll'Snlt.io.

1111p1L!!llltll-Urf\ O

numcrrt\zJOnl" ~pt•CIRI<'.

:\t:lt Htrt-<>1'1 dr·ll•~ 1\ll'l\lnri<' !lltrrmno concc>l'SI gr>\t.uotunr••nk ;"ill e~t.r~;ttl, tlpn d

p, r co!or·o r!w n<• dc>~i·h•r'\R ··•ro un outlll'rll ""'~·~wrr• ti prr•zzo ~ rl'golato clalln <!l't:ll••ll\1.' Llll'lffll :

l 1 11. :>:zn eli

CÌ ~ I"-'CIII I

t : l 't 1>1 l .... Jt \ l'l l

Tq ,, ·l l" i )'O l!

f<>g"JÌr> <(j

--

~

,_,lMJllJ>H

--- ------=- ----=

1"1 l!f"[t t !t{ ;! Il·; l.'lll'll

- --------.o; o l UCi 7 /lO

l:!. ',O

111 q ..

p,·r

qJ.:fU i"(:IIUti~W· ~tll)

r.Jtrl

t••

Il>-

1•-

'!li-

1:! -

f:h <'Rtr.Hii mrncm <li 1111 fozlro ai t•ouL:\1\o como ft•tiiio in(-"rtl !)Cr l•• ordin~:~zioni Ùt 11111 !':<trnlii o "'''""·

T'• r qu••lh eh.• SUJ><'TfLDO un fndto, J,• lrtlzioni 111 ptil, cl•" nc>n supc·rnoo il mez~o

ro~ll(), ~· ('fOIIf>l:IO Clri!W nwta. purl'hc\ P"rt'· l'orrlinllziouc 0011 !<IO 111lPrinrc:- 8 liO cnrle. fjU

J flll\llf•~('f'ÌtfJ flHD Si T4'~flt tt}~~<OP()

i·


•

GIORNAI_JE

·; ;// l / .···· ..., /

l (

'

\..·

DI

ME.DIOINA MILITARE Pu bblteato dall'Ispettorato di Sanità militare <liOrrMio dj medici na, m~ lt are : 18!!1- 1884 61or•a•o medi co del Roslo EOdrcllo o della Regia Marl oa '

<iNorn•l•

18811-189~

medlo.o d el Rea io Eee roito: 180 6-1Q07

ANNO LXVII - ·t'91 8

l

•

.. '

FASCICOLO II

28 FEBBRAIO

DU~ETTO~E:

Prof. EDMONDO TROMBETTA, magg ior generale m edico. ~EDATTO~f CAPI : • Pror. ALFREDO. BUCCIANTE, tenente co- l' Dott. ARTURO CASARINI, maggiore melonneUo medico. , _dico.

COmiTATO DI REDAZIONE:

. 11

~t. DUILIO BALESTRA ma""iore medico

Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colonnello modico Pri ~LFREDO BEVACQUA, id. id. Dott. GUIDO MENDES, ma,"giore Id. Do ' OSOLINO CIAURI, Id. id. ' Prof. ANTONIO NIEDDU..SEMIDEI, coPro1' PLACIDO CONSlGLIO, id. id. JonneUo id. ~l::eDlllo~tANd DO DE NAPOLI, tenente ProJ. AMEDEO PERNA, tenente colonProf nello id. Pror' GIOVANNI GRIXONI, id id. . Prof. SERAFINO RICCI, id. id. BI~~tANNI BATTISTA ,MARIOTTI- Prof.ALBERTO SANTAMARIA,majlgiore id. ~......,_ Q 1, id. id. · Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMl, Jd. id

Pr-J· CESARE BARILE 'id. ld.

.........._...............~.-~,...,..~ .....-~~....,..-~,..--

RO M:

D l.REZIUN E E D A MMIN Lt;'l'. H AZI ONE

~~~~~ ll~~!s~~~~~~e!la G~er~--~ · Vla _xx Settembre -

.............. -_~

t~ OMA_

• R~m· 6 1n.serzionl di pubblicità r ivolgersi dlrcttameot.~· aii'Urncl o deleg ~~o a ta:e ser vizio

=

.., 1Sbtuto Nazionale di Pubblicit à e Informazioni, via Poli, 43-47 - Telefono 77·66 .

.,. J•

e(~ le nuo-çe n o r·m~ c h ·ca lt1 puhhlil~a7.i<l n i <lei la v u ri vedi cup('rf i n a .. (tagi na ).


SOMMARIO

W •:M O a l •:

OR l G l l'i ... 1. 1 .

Glaoomt F. Nova••· - Sulla cura delle ferile <la :lrmi da ruoco •

Giu seppe Graden lgo -

l.a Oto-ri no-iariogoi<JI;in n i p rob lemi sn nit, ri •1•'1ia allua le ~ru~rr~

Ferruccio Putelli. - Il protettore •Iella vis ta dei comhattenU .

Carie Plssarelle. -

Relazinn• >ug iJ pfTetl i mnrhllsl dell e !;rana t e earrclu• ad • Yprite •

Umberl,!. Paalni. -

Le nstole ostcopatichc, secondnriP n fer ile eli guerra

•

• 134

Stelane Lussana. - os,en ·azioni sullo >hork em..,tivo dr.lelmina to!lallo 5C0f\I' ÌO di j:r~n;~le rli groS><J calohro

,.

Hl

~ECROI.OGIO

•

t«

QliESTIOì'i l D'ATT llALlT.~. VARII;:TÀ, NOTIZIE. Trembetta. -

l.•ttcre anonime ttl guerra

.

Pag. Ui

PARTE UFFICI.\! E .

15t

I'ER IL Ll~RO O'ORO DEL CORPO S H\ ITARIO MII.ITA I\~

{7!

l \

A scanso d'eqnlroci, si avverte che, n, dall'Inizio della guerra, ò stata sO!IJJ6Sa og11i retribuzione agli aut~rl degli articoli e delle riviste, ehe si pub· bllcau lu questo giornale.

N. d. D.


-

,.J~

~ ~·: :, .;

lVJ EIVJ OR l E

OR I G I NA LI

-

.

l

'r -- --") ...

____________:____________,..:f~ _· r.;:j/,: ~

'ré.,Y, ..... ~ •

...;.

: ·~

·~ "

Sulla cura delle ferite da a r m i da fuoco ,J~Iot.ÌOIIC tenuta ill9 uo,·e111hre 1:117 d;d prof. Giacomo F. Novaro. ~t'ltM•')re J•!l Jh·guo,

di rettore del! n cl Ìlll CI\ ('h i l'Il rgic·a d~·lln IL r n i l'l'l':< i t.'c di GellOVl\ .

Giovani cm·u;.~unt, La nostra inevitabile e sa.ut.a guerra avrebbe tl(I\-"Utn a qu~sl.ttra ~sere term inata vittorio::>a.mentf', e coronata da nu:t giusta r:- dur!l.tura. pace col sopravveuto dPlla ciYilt:'t e de.lla libPrlit snl!a harharie e snlla prepotenza. L'nLopia iutHuaziouali::ht, a.l•ilmente sfruttata dfl i nr.,.,tri nc•nn· .1 1 atHns•e la roYiua della Russia e ~"'lllinò P in::;ich<l u .. lle no,..trP 1iie e porrò iu e~se l'illu'!ione di UJ!a p<lce a tempo fi._,u Hrl opc·ra. d, _. l'lllll · hattl'tlli ùelle oppol>tf' frouti; se 110n vlH' inYPCn dei la [>ltt'e dc•si,lc!f':II;A

si el•he un gr"v i:-silllo di.~a.;t.ro. al tpude p~r fortnr'ta. -;e[•pe rp,:i~:.~;>re il nu~tro popolc•, ··ho non si. (a,;,·iù Hl'•·a,..<·inrP cnn t t> :1"ent Ht' ~pt·ra.to ~li lHl'ilro-t ede:sdn .

Qnt-:.t·l\ uo::.tra :splendidn resi~tt'IIZ:l clen~ duran, Jiuo al rH;..:I.!innginJnlo cli quei o<aur.i sc·Ol•Ì 1wr 1 quali l ' T1 1tP:-a ~ ::;c·<';;a ili ~·inn;>•l. ~.-.-.~1111 Sl'lcrifìr:io <:i deve arrest :·rP. In. 1111..;t.ra fade ne~ lla vii ttlrÌ<• dt.'>e ··-"t:re incn,Jtabile. Lo lij)irit•> t.:ulllha•tivd t'hl• hrt riatqlli"l!'l.I·U il ll<l>'t.rtl l':'crrle e~Prcito, la promr•7.:r.tt cOli cui i noo;tri fc)rlc·li allr-t~ti ,;nuo c"r'l in 1'•1~tro aiuto senz~ a;;pettare di .~!;:-<'l' chìttlMI.ti, c·i ~~Jll•• arra ,.;Ì•:nrtl riPI · • l'Jmmancnbile v itlioria. · La gLterra pe1·ò sarà ttl!cora l nn~;~. e pen·ii> voi, t-e ~tnùion·t.·: ani\'erete !lltrora iu t.empo a leuire colle \O~trt~ :;aYÌt! e proute c•ure le •••!fdrt:nzt> dei uostri gl~·rio~i feriti. E per.:bè 1'u1••~l'H \'Ostra P'-'"":1 rinScJ r" pìù mile, ho pensato di rlar principio al cor:-o di clinica t•hinll'gtca. r:arlalldnvi in q Ue:;ta prima lezÌOUe deiJH (;tll'a dPllt> ferÌtP dR. arun l) u. fuoc(r ,

*

* "' f,~t t,~:, da pallottole di fncilo, di . Le fel·ite da nrma da fuoèo sono

mtt.ragliatrice o d i pistola, che col pi:;couo rwrpen•licolar.m~nte . à Jlll in (~net, co~e, dicono i fmncesi, la superfìeie del no~tro cr.rpo, o llu. pa.l•Jttole d t fucile o d i mitragl iàt rÌr'~' òe,-ia.to o ri m l rab:tH <' o ,1n. pro i('\.; - l:tor·nttf e d i m,•,h· ,·J"'' ucd tlfu·,• -

~·ds'·· Il.

•

• l

., l


tili eli artiglieria., da bombe 1\ mnuo e simili , o da prniet.ti li indir etti come poui di roccia, di lPgno, e.çc. Le ferite prodott.e da pallottol~ di fm·ile o mitmgliatrice uou deviate e non rimbalzale , prP~e.utano i fori d'eutrata e di uscita pie· coli, quasi pnntifonni e, nella gra1vli~sima maggi0rau:>:a. dei casi, il proiettile non porta in sC'no ai tt·•!';flUt.i ch1· al trasersa D'~ frn<>to[i di abito, n é ter riccio. Quando que::;t i proiettili di fut:ile o di mitragliatrice veng0no da 1 vicino ( d~t O a ·.!00 metri) pre~entano fori di ingre:';so e specie for i di u:-;cita pìù larghi e determinano gnnsti più e;;tesi lungo il loro tragitto; presenL:1no 1;i0è fenonwni di scoppiu, ma di raro \'Ì cac<-iano

corpi e,:tranei.

-

Le così dette palle dumdum, q nelle cio(• snl cui apice manca la corazzatura., oppnre hanno qnest.a. inri;;a in uno o pitt punti, determi· na.no fenomen i di seoppio anche !>t'OV~'>lH'!ldo. da una maggior distanza (600-700 ml'tri l, ma anèhe in c;;se, d i rPgol a, non si ha.rmo n ,; pezzi di abjto uè i.erriccio. J..Je _palle ec:plosive, oltre la corazzatul'a. portauo nna camf'ra cilin· rlrica di pÌOlJlho la.mimt.fo, nelln. quale sta la polvf•rP piri~;a, che si in· cendia por opera di un fnlminantè f;ituato nel fondo della ciotta. ca· mera eli piombo ['C'l"<'ns.;o dll un pi<.:(.:<•lo pat·alleJPpÌI•Pdo di ottoue, mobile dall'indietro a.ll'a\'anti in nn n, hn?vP L'l1lllerf'. cilindrica situata diotro la caJnPrn di piombo. Quando qu.e,.;ta palla r:ol!'isce una parte del uostro corpo, se \Ìnue ad urt.are conlro nn 09SO si arn·~t.a per un attimo e allora per inerzia il pi1•colo pamlJP!Ppipt>Ùo di ottoJH3 urtt. contro il fulminante e qne~to inrendia. ln poln•re della en.mera di piombo e il proiettile s(~oppia dn,iùentlu~i i n <li yer:.i pezzi, dei qn:{li alcuni restano nei les:'lnti. ed a.ltri prusf.'gnono il loro corso u~c enòo , per diver;;i piccoli fori più o meno irrot;olari . B t•vidente che queste p11.lle rJsplo:?i•o df't~rminnno guar<ti E'"l,e~ i n.-.) lorP trl'lgitt.o n~tra · verso i tesf;nti , mu pure occorre di raro ,·he portino in essi pez?.Ì di v estiario o terra. Le pa.ll<?ttola di fucile o eh mitragliatric~> dPvialr incontnmo 1~ superficie del corpo di lato, e quindi strappano di n•golR. pezzetti di vestito e li tra~einano attraverso un forame irregolare in mezzo a tef.!;;uti nei quali per lo più si arresbtno. Cosi. pure ctnanrlo qneste pallot.tole rimh1.1.lzano 1 si deformano e lacerano quiudi gli abiti e le c::trni, JH'Ile quali Jasc·iano pezzi di ve~tito fPrmaudovisi co11 f'~si . I proi~ttili di artiglirria $Ono costituiti d a pallottol(· ùi sl.rapnell che pP.r lo più sono piccole sforfl di . pio m bo duro. e, più d i rsro, piccoli cubi di ferrli.I'CÌO; e da franHnc1li.Ì più o mN10 volumioos1 di bnssol.i o ùi granu te. ·

.,.


91 Le pallottolé di shrapueJl di piombo duro, qtumdo vr~ngono t1a vicino; possono attravenmre la parte del nostro corpo che colpiscono anche, sebbene raramente. Jascbrvi e11tro qu<1lt:he frustolo. di abito. IJo stesso non si pnò dire di esse q uando vengono da. maggiore distanza e delle pallottole di shrapnell fatte ili Pubi di ferraccio. l framm~>nti del bossolo e le sebeggie di granata, d i bombarda, di bomhe a mano, quando sono Yoluminosi e animati fla grande vehwità. pos>ono aspona,re uu arto o parte di e's so o produrre larghe perdite di sostanza, senza restare infìssi nel corpo. I framm<>nti me110 grandi di rado att.ra~ersauo il corpo, per lo più re:::tano nella ferita, nella qt~ale portauo sempre pezzi di nbito o di terriccio . I pezzi di bomba. a mano non ~ono, di r egola, voluminosi e restano per lo più infissi nei te~snti 1 nei qu<lli po!!sono portare o terra, o pezzi di vestito. l proiettili indiretti, com(\ pezzi <li legno o l'Occia, restano per lo pii1 in fondo alle ferite che producono, nelle qnali trascimwo anche frustoli di abito. Da quanto Lo detto fiuorn >oi ,e.Jete che le ferile ùa ~trm i da, fuoco po~sm1o essere .a setonc o a fondo ci0co, ma vi ò faci le C<L(lÌl:•) che si possono a.vere anchR fPrite tangenziali pure e semplit·i. lli queste ultime, che raperesenlauo ora semplici scahittnre P.d _ or~ ampie e profonde snperfici irregolari e coiJtuse, con ma:..:-:.:!;iore e mJuore perdita di so~htnzr~, e margi11i purt- irregolari e cont.us~ ~:. ~rovano quasi sE'm p re terri ce io e pez.i:i rli vesti t o. Come vedet.e io insisto molto sulla presenza o meno di teniccio 0 di pezzi di abito nelle >arie feritP cbfl po~sono produrre j T•mief · tili di,ersi, e ciò porchè, come è stato dimosti·ato, negli abiti sì trovano sempre batteri di Yari!l. m~tura, fra cui abbondano i l ba.cillo dei >eta.uo, il perfringens, lo strPptococC'o ed altr1molti, e que,;ti battuti sono stati trovati specialmente nei pantaloni e negli altri indumenti delle estremità inferiori, d'onde la maggior gravità delle f·~rite cklle Dle<leaime, in confronto di tjtJelle degli arti superiori . A proposito dì questi frustoli di indumenti debbo apriro nna. breve· p aren t es1· per dirvi che coloro che v"ggono per 1· pr1m1 · · ·1 f <'rltl · · e debbono metterne allo scopPrto le parti. le~e. possono, gettn'ndo un colpo d'occhio sui vestiti acc·orrrersi nel J>ÌÙ dei GMÌ, ge il proiet· fl ' t:> ) 1 e, attr:wersaudoli ne abbia o menu strappato piccole o g1·a11di

!")J·zioni.

'

E siccome. è generalmente n i posti di primo soecorso cht> :;ono la prima volti\ mecli1·ari i feriti ed iv i poisono essere solo me· diCMi sommanamPut.e, · • · · . . d così è bene lasciare al 10.t1to 1 propn 111 u-

r:r

>

.. l

t

. ~


>\li L\ Cl"IL.\ Ilf:LI.E FEI;ITI•:, lr.QC.

lL!elltJ, a..:cior.:•·h<>, clti deve poi meJil'.ll'u a fonrlcJ le fl·rit-.·, u1bia modo ùi vPrlere :wcl t'egli gti ,;trajJpi fatti dai proi..-ttili nC'i vestiti e .ricaYarnP un daw pret.i!•:"l\1 in certi casi, (ferite da pall .. ttola Ji slnapne11, do pin·oli l'"zzi rli grauata. o di bom!J<l, ecC'.), p~r do.>~:ÌÙt>rsi ad an· ,J,,re o meuo all~t ricerea eli coclestj corpi estranei . · P en:iv !;!ln•l.I,e t·onYc>·nient~ seoprirr· le ferite ÌJJta~lì:tnrlo m•gli in· dum!;'nti degli s t•ortelli qnarlra.Li o rett:tlig'O!ari a,·enti ueì ce11tro il t'lwame far.r.o dal proiettik, lasc'iamlo11e il batteJ!tl' tt•Ìr>umt,• Ja un l:tto. rrol'•··l"'llriO in !~le moJo. s1 fart.'lJbo<' .;oJT'nr<' meno il feriLO e lo si -.cot • rir~:l~hE' m•·no: a qnesto, speL'ialnH:nt•· iu inverno, si deve anche a\·..-i·•· rign11nlP. Le ft·rit..; a ;;•~t.we, aHchc· J' intila!a, pr11ùottl· de't pallv~t .. l.:' di fuci le ~~ li mitra.z;liRtrico·, cume q~elle C'h,, f't:f'eziunalmeutc cuUtcliJ.;OUO fru· ~tnli tli al.iru u t,Prricrio, oli ra•lo \'Png•'t"l a compli<'nr::i {'OH proc~~si mfr.-Ui\·i: qn•·sti. rli regola :'ii lim1hlllò agli orifìei Ili eui.rtitll. <! Ji us•·ito. t> ,-i arrP:.:t.;~Ho alla apoue,n>si d'i ·..-ulncrv, ::;iac·cbè: !Jt'l' lo t•iu. il prt1Ì~'t­ tik di,ariea >Ptlljlli•·•'Jn!'llte lt> iìlorf' di q~tf':->U\. apC•Ht•'l·r.,._i, llllll la l'·•lll~"·· Tali ft•rÌ1•· unlinarinnwttt•· gnar:.;ct•lfll in p•1cb; ;..;i.. rui svd·tl •'1'\!<:ta .

J<>,.,,· ri\'ltit•tlOII" nntt :-<f'm p1'tt:r' HJC'dint:t.ione ,.~_rn ~.,r:~.a idr.• tìla, po~ ­ ~it,·hw•nte St,•·i[e . l'hC :.:Ì puÙ

ltrnis..:ÌJHO !\f'f•Ìi• ace ai pusti di prilllO , ,c·o·•lrso C' c:hr• rlc~vrel1ht1 i>S,..flre l.r >~·;ata iu sitO P"'l' t" ;,o <.1 •lied giorni. llt.l ·Ì~·tto l'Ile in llftest,r~ f'pnfl'. sol•J cc·r·PziolltrtlnH·liLt·, ,-j s1 trovano t'nt,toli ·li '' ~timeuta o di tcnic:I'ÌIJ: tnttaYia Caf'ÌI(• <.:l~ lli,ugna stare m ~nar•1ifl., p•·rl'llllhOH're·la !~us•· ia•nr;~ f'rl iuf<>tTr·lttrt? m·ì "!l.:>O che il ' p·!7.ÌPtri(' 11 • Pl!ll:l~",.. a rll\}rlri in f'li!TÌ<;ponr!~ ll?.a dpl]a t'Pt:ir;~. o insur!!P ':o-t• f_. hln·e ~~ll.. "iH. po,;..:jlotlitil, sia pure lon(.;lt·<t, d.. lb. fV'LJ"rnlztvue ùt Cru.-:Lvli olÌ \•"t im•·llÌII (l ·lÌ f•'rrir('ÌO U('}ll" fPI'Ìt.•' l\ :'!etnue rJa, j'ttllo!bl!ll dj fll· "ile c di Jnitrn:.:-lirqriee, ci f1~ old,Ji.~·1 di pnrtic;ue, and1e in quest i f ... t i · i. 1111. ini•·7.Jfllll' di :-;ÌE-ro anlit.Ptn•li,·o il l'ÌÙ sollE>r·it.,nnflnte po•~i ­ hilt· ;], q,,, jj l'l'illlllta. ÌllÌPi'.ÌOill' e\)(> ,·, .jj !\SSt•lnta Ul'Cf'S>'ÌlÌI in (IHf<' ]P al1r•· \1\I'Ìd~• ·h l'··r·ite, nelle <tttalì ...,, h;\ 11\n::<i la ccrtez;-:,1 mat<•mntÌt'A .lel!n l""n•·trazion(! di p<·zzi d i abito orli terra. J .'c·s po•riPnza e"l c>sa fatt.a in tpwl'lf a lun~a guerra h~t, a mio credero, diwost.mt o ti uo ;:dl'.·viden_za l'E- fli1·ar ia d i <]11<>:-to siero, pnn;ht'· ;;e ne f, li'Ì<~ nn' iniP:-:ione pn•stn, Òl"l!JO il tnlnlllH . e l:t ,.j ripeh• in c;('t.t.ima. f' i n q:lattor•licr!'ima ~inrnata. eo la si )'nttichi n novam.·nte nel ell$0 l'hA. piiL tanli , si nbhi<l a far~? q ua.lche operaziqne in rapporto con la. fiwi t a . J,e f,•nt.t· a "'·ton\'. •la pall•lt!!'la ùi !'hl'<qlltt•:l o •.1a pi,·cole sclteggiE'


;:;1 T.l. \ r l'IiA !•Eil.E 'FFHlTE , !::('(' ,

oli grnnaft1. o di bombe n mano pos~ouo rure aUILrre a gu~trigiom•. ,.;ebbene più raramente rlC>lle prime, senza complicanza. di procE-ssi infett.i-.;·i gravi, ~ '}nindi sul1ito l)L pos~ono m(·dicare ~Pm]·li~·cmPHif' ct•n garz,t i•lr.)fila, possibilmente ~teri1e. la-:eiando la lllPdl\'lrzion·~ in :>Ìto p~r trf' o rtuattro giorni, tra:-:roTsi i 'lnali "' pu;, n•1kre :-<• ,·i sia o !!1":11) qn;drhe Sl.'g110 ehe iudiehi ]'Ì!l::>orgenz~~ di 1111 prtt(:e""<t inft>L\Ì\'1) eh· ri.·h:•.·::ga una modificaz!oue dell a cnra. l,e ferite a setone da. gros"i framm<~tJtl o eU granata rlì borubt~ .. ~~ ­ mili,u~IIC> 1p1ali 1'}\lasi CP.J'tatnE'nte si Lrovalln p<·r.zi di \-,··,;1 iLe, o l.er~ ri...,·io" t~>ssnti ;~triti e n•m più >i tali e •·oa~nli d i -:an~nc-. olon1a-ndau<) 1111 int•'l"\'l>lltr) pl'OiltO. Qn••i'lO si rlon•·bb~;> fiir•· 11t:l pritn•) o,.;peolal··lto ·la c::unpn. in r·ni oll'l'Ì\'11. il frrito e pns~ihillllt lllt> Ur•llt> prime ().l:_! nr • d:tl tran:na. ,!:j,> j[ Sell'll•' e <;11 ['')l'flr•iaJfl :'l tht• ~j pns:m ll'A.Sflll'Tnill'e Ìll HT:fl. dor·•:a apf.'rta S•·Uza che si debhA.no divi.-1•:-ro di t raY•·r,.:o mu,coli o altn ···rgaui imporbn1ti, si rinni-:eouo (·•m una ÌJI• i-:int!<' i •illf' f•1l'fWli rli entra·a e di u-;•·ita., :-:i e~cid0no i tP;;silti atriti. i nwrgìni rh·~ li r.•TÌ~CJ, si scovula. la ft>rita, 1:1 t.ltt.iE' h sup ì'Hrfl, in 111\HI.) da l->pon:d'l!f' ~l\ 1 t1 l eor!·•i e;;~rn1Jei e l'oi ,.:Ì lll"tb111(1 dr(•11o~g4i i11 11gll1 n·• •·<so della f,rÌ~a e $Ì a\'\'i<.'t!Wilt) Ì lllfll'gini dÌ rple~t.tL t·oll •jllltiCfit~ pu11t0 di. ~:1:ura e ~i appli('n una nwdie:1.zionc> di gc.rz;n i.Jr,.fila, J••h"lbilm~> ntn ~l•'rile, ebo ,;j lascia i11 sito tre·qnattro giurni. snn·t>gli1.1ndo iltr<lZÌPnt.:·. Se in qne,.;1.o Ja.:<so ,Ji tem1•o 11on insPrgono f,·JHI11H·lli iHif'ttid, :>Ì tl'l· ~"IlO i dr€'naggi <' ~i ripete la stE'si<~l. uwd1caxiolle, che -;j la;;<·ia in 'lto nitrì 'tnat.f,ro gionli, dnpo i •]mdi ..,j l<"'>llll" i 1•nuti di :mt.nra. <3 ~ 1 applica. un'ultima medica;,:ione Ili g-arza itlrnfiht, cl11' re,;t.a in po:<t() :~>tto od otto .giorni. Se in•·et·n 1 ritltl<l\':llldn In prima lll·~dintzic'lte . "l .roYnno segni di nn proee;;so i11t'dt.i,o IE'p;!;!o•ro, ::;i l!t..:<·iatto in ~ilo anC•)ra i clr€'nag·gi, camhiancloli, se SPHn oli gan:a, r• o1l'crorr(>n•lo, ,;i tol;..:.<•no \Ure. tntti od otknni pnnti ,<lelht slttnm p si ripl'tP: più sovf'n 1 e ln tned 1cn11) on a. Qun.lrJl'a 11011 si pot •':<:"t> t r:1.sl'onnar· · il :-:PtuJJe Ìll !l l l :l dncc1a aperta. '~aza di\'iol,>rr> or~:rni 1m!•tll'h1Hti, l·i~r•gtiPn•hl.o limitfP'sÌ nd Hllnrgnn' 1 o•·tfì •· a Il · lf' /'JOIIalè · l l'nt , •tu(' . · 't •1<1:-tall;ta Jkr p••t•·re '"! LI! t tu 1'l t r:t;..n t l0 l,. .enh '1'·1 ) l. • • • • • • l' . . . '' '" "rr.arue t.nt.tt 1 l'<>l'j>J P,;tJ'IliH'I ,. tnth 1 r:11a.gu l ,..angm~:ti, "SI•JdPJ'fl j,. r ,. . . i. . ) J • • • l<~r 1 nlllH\1 c·Jal t> < 1 ue•·ro:n, ~~·o'l'o ar·· ·•·110 1'"11 g:uzn 0~111 IOt)awlrn l1PJI <1. P.J'ent.a, • t' . l'1 un•nA.n· ..l l1e11e • Jare n11 • tu:enrHla t'Jllll-;1asl• f' •Jlllll• '[(hl re····~·) . l l ,. 1 l l ~ · . · "' P re'trln~E'I'I' <.:~rn qnll c 1• · p11ntu • 1 :-nlnra t>' ue >l'"'t'\'e .rl t\f1friJcaJ·~ · 1·l g;l.l'Zl.t ·1< ll'O fil (L •l <~ l iiS"lHrt> · · Sllfl · t> l <t •' " llllfl t!lf'• 1·H'az;wrle' !U

nun11varf' • , 1'0tno nel f'à~o prN·,..·li•td.e. 1e fç·r '1 t" •' l o ~~11'(~0 · · · JWI'I\'tl · l ""~" ' l a l pun t.o (l'1 • Yt,t · ft ' " ~L JOU• :-<,no l ,. pnt

.

•

t' \'

i ~

t

! • l

l

• l

•l

l

•

'. l l

f


"l I.Là Cl I!.\ Dl%Lf·: Fli~UTE, RrC .

dl)lle com pl ica.Hz.e i 1tfet:.l-i n·, l'! rie\1 ieggono perciò, q mtsl sempre, un pronto intL:l'\'ettfo ,.;u :;i VO!..d tt1UO prP~·enirl' gru" i g'U<l i.· E$~f', si può d tre, che pn•:>t:ntauo la lignra •li un fiaseo, iu fondo al qtwle si trovauo

il prc.ir·t t ile, p•·z~i di na;;titt~ t', talvolta, tE'rra od altri c·ot·pi e:;trnnei, cva~nli :-:;rugui~ui f' hrnnfh•lli lli teslltHÌ destiuuti a morirt>.. 1->er metiere 'JIH'st-; ft:'rÌte ut·llt• JniglinJÌ condizin11i. pPn:hà arri'\·in11 a guarigione 1-'L'I!Z:l t'01l1[J!Ìl'al''~ l'l'Il J•l'Ot:l'~!'j Ìllfl•I\Ì\'Ì piÙ O ffi\'11 0 gra\'Ì, bi· :->t>~ll~{

tr;L.-;fiq·w.trh• in nn IRrgo imlmt·o a.pPrl.o nll'c>,;trewo. Sol~J con nna htr;...a ÙH·Ì..;i,ntc· ~i pu(, ~rriY<Ll'f' Mrl 1:-;pezicmarl!e il f0udu e tutti i rf'••e,:<;Ì, a'I'"1Till'11•3 JH't•Ì~'t.l ili, t•orpi e..:t.muei, t'Oagnli f<angnig:ni, e.,ci· rh·r·· i ùrnndi"IIJ 1md1r:1ttari d ·i te...;sut.i, f':~re una sicnra C'llll•:-:tu.~i ed U!•lrli• .tr"' 1'"1' hr-ue i J•t·nag~i Ì!l tutti gli sfondati, :;ì. cbe non ::ia !"">CJs"ihi'~ al•'l111 l't><l:1·~1l~~ 'l' llà fprita. '[.,lto t•tho qn"--dt1 nelle JWÌJJ~e (1-1~ nn-. si J'll;, r•.o':-:lrÌLg•·rl' b lar~a Ìlll'i"i"ne f:-ttt~•- ll]>plk~trvi :<<~}•l'a uua rit·la Jn•·-lic:a;r.wJH' di g-arza idrofila, P ~pt?rnrc dw la. guarigione av~•~ug,t :>vile ·itHJJieutr•. vonw lii.'Ì <'·l"i sopra iHrlil'A.I i, senza Ct)lllplicnzionC' lli ='l'''ta . QnE>slt~ OIH'ntY.ÌUliÌ. eh~- ,-j lw lm,~c-meut~ .j,.,..,-rit L•'. l'O"t.i~ui,.:,-r,no la ' pa.nt flm<hme-llf<d•· del lnH;o lu < 'an••l, th ~~·uq•o applit·ato t·nal fruitO uell'o:;p~<l.d!:! ~~~~·kf.·llor a l'ullqri.:.~l.O, e di h't e,.to•:-;n R molti 11,;prrl,tli della fr111tttl in F'raur·ia, P da noi, piit o men" r-.. nPrtnm•·ntt?, imitato iu qnaJcUUI) dt:>gJi O~Jll'ti:\Jj miJitA.l'Ì . J~a l':tr.ÌonaiÌlÌt di <jllPStO metodo si rjle\·a <:\,lll:-!Ì\lerando il lllmlO !lÌ e\·olvf-'l'\3 d··lle fe-rite :la. anlli da fw1t0, nel I'UÌ sf'un ,.;ieuo staii portnti ba~terii. llag!i stnrli o.~•-gnili iu Fn:tut.:Ìa rh~ l'olil'<\1'11 e Phelip ri:--.nlta <"he dnrauie ]P prime c·inqne o ;;ej un· i lmtt.t•ri restano lìmitat~ 11-Ì p·~zzi di ahito f:'d ai <!naguli sauguigH'i e solo pii1 hwdi . P l· int- \i'rso

la 11\llla o dodit·e:>ima ora. (omincianiJ a pullnla.re sjitH.'ialnwnle iu \Ì· cinanza dei frustoli eli vpst.imeeto. A partirP dalla dodic-C~~ima ora i Ieu l'O•· i ti com i nei ano ad affi uire t' alt-nn i ,.;i t,rasfnnua nn già i Il corPLtstoli t1i ptls. l sullodat.i alltOl'i llanuo pure o;o;ser,:lf.u <·l1n i !1\lHCOii, rìcuhi iu idrato di l'arhonio, sonu terreno t! i col1 ura ll<Jl' i n1icrobi as,.ai più propizio del r.t:•ssmo grnsso;;o E" filn·osn rit ·<·o spP<·i aln11'ntt> iu collagene. I te$sut i roaeiullai i solLO l'azione dt>i fermenti tlaLi dai J,ncociti o Jai hatteri producono sostanze di compo,;izioue diver:;a, le qnali agendo suj le,;~mti circostanti. 11e pTotlueouo la. 11eu ro~ i progres· si,·a, e, a:Ssorbite, Rgiseono sull'organÌ!ìll10 intero dando luogo e. feno meni eli into::;sicazionP ac uta od acutissima. l;i 11ninèli evidPnte (·l11• St' il cl1irnrgo f<t, 11cll~:; prime 12 ore, qtHIJ.lt.o vi ho rh'H-•ì Ji ~upta, ries<.:iro't a prevenire lo gt:-mpl'E' Lt>luil, j)j compii· cal!ze ch·ll'iuf•.ziulle. l?crò. t·•JIDl" non s:;j pn~·, aVèl'l' mai lct .::enczzn, ma·

,.


SULLA CGR.\ OEI:.LE FI';HrrE1 ECG.

-

rematica di avere a,$;porta.to <h una ferita. tutti i frustoli ùi vesl ito. ogui piccolo granello di te~Ta, ogni coagnlo sa11guigno; di avere esci,;o t.tli te le parti danneggiate e de-stinate a l la ne~.;rouiosi, così inteude1 e es~ere Sf:'mpre possibile che un rrocessO iufettl.~O, pÌÙ O meno Jeg6~ro, abbia in essa feriLa. a s,·olgorsi. Ora è appunto per parare que.~:o p··ricolo, 'che nel de.scri vervi l0 op,.raz.ioui da farsi nelle prime ore io ho cnnsì~linto di rirlurre l'ampie~::z.a ùulle fPrite con qualche rar<• pun~o di su!iura, iu;;i::.teonclo per ahro, sf\mpre, uv! mett~>re dr•·· na.;gi i n ogui au frattuosì t~~ ùcl ~~~ ferì t<L ste:j:>a. Ed ho a~gim1 to cl te ·rlle~ti drenaggi si possono !:>opprimere dopo tre o q nattro gioru i, se iJa~;mto uon "i sono re-.;i wanife:;ti :H'gni di sE>psi, come 1\rrossament.o, <atJwùzìouo ùei margini della ferita. · Per ~.~,.,i are a qnP-;ta possibili ti d i seps i, i l Carrd ha completato i l sno mer.odo coll'o.ssicur(tre, iu ogni sfondato della ferit,a, un pie<.;olo lubo di drl;)uaggio iu gomma elastica ·c uinso al fondo, port.~:~ute nua piccola f.u..s~.ra, iu tutta vieinauza do l foudo stesso .e lasciando esso t.u bo abua· "tunza lungo p1•r sporgere dai margini della ferita, co:;ì da o l t n: passare di uua v due dita trasverse la più o mwuo spessa mediea;,ione di garza idrofila cou eui si copro la feriLa. A 1nezzo di questi tubi di clrPnnggio il Carrd fa poi arrivare iu fondo alla ferita, contilJ Uamente gocc·ia a gocda od a brevi inter,alli di m1a. o due ore, una piecola quantiLa della soluzione Dakin, che è uu Jiquitlo che contiene grammi 0,5 o grammi 0,1,) P· 100 di ipoclorito di soda. È questo un liquido antisottico, il quale uou dovrehbc irritare i te:;suti normali, oou dovrebbe i mpedire l'azione dei poteri difensivi e proi)ri dell'org<mismo, ma solo debel· !are, poco a. pO<;o, l'esercito dei bnt.teri. E CatTél consiglia di prendere_ogui due o tre giorni, con un' ansa di pla.tioo sterilizzata, una g~<.;cta del secreto tle.J la ferita d~~l fon do di ogni tubo di drenaggio, 1 d e contare al microscOI)ÌO i b stendcrlo su un vetri no porla oo·o-etti 6~ . atteri che vi si trovino. Se ve se ne trovano più d i 50 ·si scrive: Hlllumerevoli ; sa ve se ne trovano meno, si. scrive la cifra corrispon· i]ente. Si contin ua l'instillaziooe del liquido Dakin, fino a che non 51 an-iYi a vedere scompa r ire dal se~'reto ogni batterio . . Àla è proprio necessario ricorrere agli antisettici per prevenire lo 1 sv l~p.po della sepsi, quando i batteri putogeni sono arrivati a .locaJiz. z~rst 1_n s~no ad una ferita?}:; proprio vero che questa i mmane guerra et ablna d1mostrato l'im potenza della asepsi? Che abbia ragione il P oz11i quaudo dice: «à plaie aseptique, pansemeut aseptiquo; à plaie septique, pansE'ment antiseptique? :. A queste domande io rispondo n egati,a~ente: Q_uesta i mmanl: g uerra. ci ha fatto conoscere meglio, che le feri te 1 artigheria e simili, sono tutte, o q nasi, virtualmente settiche e che,

•,

'..• l

l

.

i

. t

'

, t

l


!'l LI.A CI'RA DEL1.1,; FRRITE . EC'I,'·

percw, devono es;:ere trattate il J.•itt solle··itame11te possibile nel molle 5opm de~critto prr lihPrarle dai corpi estranei e ùai tf':::suti morti » t!rf>narle in gui:;;a rht impNlire ciJ" in nPs~nJHt parte di es~i ristagnin" :-;augne o se<'rPtO. CertanwnLP ;i \c'c1ranno itl f'Sse sorgNc intE>zim,i

gravi «e l'lÌ la...:ciano a S<', al~f'he "FI f\1 appliPheranno l'U di •·l'Se meclica?.i"ni anti,.;(·tfiche. Pt>r m e. come pH Dt•1bet, t.utti gli :·w t j,,.• :.id suJI•l HPf;~slJ, ,..•le a dir., tutti alterano i te:-<suti normali, •limi!Jni,;c·· ·uo i pot•·ri •iifPI· 'òÌVÌ dell'orgatJÌ:-<tclO piìt.di quc~1J,J eh<> llllOC'ano ai hatteri . Jìa altra. ]•ÌÙ o meno

...

!1art.e Ì hattl\l'Ì [•:1fOgt•\lÌ ltiTJ>f';tlln IIO<'ll'TI•'IJ!O nf llfh!t·o Ol'f;A.IlÌ,..tUO p•·~.

i Vf'l Pni c be t''"i pn.clw·nuo, P, ~~· nni trc>\;:1•:111 111o.ln di P"rtnrP fn••rl dC'IJ'or:::,anism,, qu<'sti ,,.j,...ni, ;;i:ur.o e•·rti di .... vihr, ;~ll'"!'.;hnismo il danno che tlai m Nh·" i mi ,;j !lolr•!l•l>t> av .. rf'. T..t~ i,llt lo rl•llHJII<'~ ··h•· 1 uo·t.ro orgaui:-ollll) po..::-;.~ m••! tt'ro m r>p••ra tnt 1i i s1wi t•Otf'ri rlif"n :-ivi ed allunl a.JI:\Ildù rh• N;:'<! i ·\ •'l! n i 111··• ln1 fÌ <l ai mi1 r chi arrivat: m nua f••rita. ('lr1 in e-:..:n, "'ilnppanti-<i, l'r••..:lu V(•1rcl,,o r;d)~>ut·lfsi e Cl"ssnro lo s•ilnppo <li 411~''ti mi ·roorgani..:mi C' la f•'r;tn nvviar~i 11 guarigionc•, st>nzn, o con S<'~r~a fi'RzioH."' go>uf•r,tle. N'd 1~!12 o 1S!H1 il T're•Jltraxt>w>ki R\'èva. ~.=iit di run,.tra1 •>, cnn ""re· rimenti \a r i, ··he sopra \mA. f~>rit:t ,;i pllt> tl H't 1Prf' ·U'I Y('lc>no pott-11· tissimo, eo111e a1l e-:empio la str!1·niua, ~w11za (hP ah·nn not.:um .. nto ue soffr;• l'nuimale, pnrehè si C1'f1Tll. la fNit.J c•>n garza illrofila, dtP valg1t a det. . . rmitl;n·e la <·onente v,..rso l'e -<1.('1'11''· m1 nlrr hù,;tn coprirt> 'qnm:ta. garr.R. ron nn foglio •li sto!ìa ÌllJprrnwal.ih• prr \'C'cl-'re presto maniff'starsi nf'll'nni:nalP :-<C';Jlli eli :;tri<·ni~mu. · 'l<~rt·O 11ereh: ~ olt'>wri\·Pnclo\i gli· ]nter\Pllti 11<'1 ,... ,,q·j tJ;:olle pritllt" ore sulle fì?ritt> da armi d:t. fnnC'o \Ìrtnallllf'll1C' inf•·t\(', i.o l10 ~lg!l'innto chE', in pt~"\'Ì!'innCI df'lh P'>';;ilJilitit rli '1:' !l"rP. mnl.~rn.Jo il nu,tro in· te)"\'PUto, snprH.:'glnllgPrf' una !'l~'fiSÌ più o nH no ]PWè.Ì>"":l , l~nt bent> mef tPre un drf>nag!..!,ÌO rli !:;:t.r:t.n iclrofìla Ìll ~>glli nw>~nlro. :\[a clehbono e;;:;;PI'O drl'ua~gi e non tamponi, e d,.hhono ··~;;.•n-! t'c gr~i11ti a, c·ono CPI! hase esterna e t'aHi con garza \eJ'ilnl•·utc:> iclrrdi!a. Un mod•J «t·mpli· cissimo per ricnno<><'f'I'A. se nna. garza ..::ia idro l' l;•, •·on;;i,tt> n• l prPll · dvrl.' un laq..:,1J q ltH•hato clì f'"·'•t ;:an~n. ridnrln a l:•,..,n h>ttf n fu lo e la· seiarlo ~'ndPre in nn c::\tiun pi!'nn rl':tr·.ln:l '''l;•,·u·•'. :--:f' la giU't.a ~ itlrofìla, qne,.t.o h~•t.tnfolo si ha2;nn. imm•·d iai•tm'put~> e ~i illllll''rg<'. In ca,.;o coutnnio galk!..;gin e ~i h;.gun più o '!:r•n0 l•'llt :•mr.ou(e. P~nlu.udo rlt·lla c·un1 d~>lle ,ferite da arma cla fn,,:;o lll'l!l'l prime ore, hn eOn='i<l~nlto F•'lO ft'rift> tll)ll ('llTUj>lic·;ttt• •h lc<•mi di gr•'""i ~a:;i. rli tron~lii twn·r,,.,i, •1i o:<s:t •) di :nti1'Pinz: )'lÌ. (), .•.,.ne 'lni11di cbe ·d R:.::gillll!l':l. quah·IF' parnl.l, aHitlc'hC:. i'<l}lfJiat(\ c•coJrt• I'(J'IlJ'f,rfllrYi in c·a~i

d 1 l n le n a tnrn.

·.

..

' .


~l J.f, \ t'l UA l•EI.i.F. Fl~IUTI:, ,1:cr .

.\"t>lle ferite a ~Nc•lle du fuc:ilf:' o du. mitra:r'liarri.;e :<•·l.~ll gn11..:t-i da scoppi{), in caso di le~i one di gwssi tronchi l:ll'Lerwsi o \'E'UOSI tsularaBH'llte o contelllpor:•Heaml·ulp, l'PmorragiR. si l'a ScJI io L'a.pot,enrosi di iuvoluC'ro e d~ luog-n nllt~ fornutzi•me di nn ematuJMI più u meno <'Os picuo. In qm•-.t i Citsi il pazi<'nte pnc', e.~;;,•rP tra-.;p•)rtatn. '3enza pericolo, in nn ·o=-rwdule del. cautpo o in un ll'•ll lullhttlo o,;;j •t' clale rli tappa, don~ rle\·e e,;sero curato sec·ondo l' ,tn~· t' ,.,,n iUilo ]P cau1~le dl'll'ast>p~i . Xl•llo f<"rite inw·eE\. c•m f'"nollll'llÌ ,Jt .:;~;oppio o in ferite a lar~a apt•rt.mit da p!l.lle di fnc:tle de,itllt• o ri!ld.n.lzntP. o da. scl11·~~i·· ,Jj grallafat o rli bomha, l'rmnrru::;ia si fHrÙ. in gnm panP allo ~~tPrno e potr:l rinsC'ire fat:dP n! pnzie11l•• pri11m di l\nn·are Hl po!!to di primo :-oc,.or;;o. :'ie arri\·Pr:\ anl.'ora YÌ\'1) ~lcl nuc• di 'lnr-:iÌ po;;f!, si dovrà <llTPstnrt> imntE>dÌ:ltaHJPlll·E' la pm·ùii<L dt·l ,;!utgne, 1'<•1l'npj•li,,are pos;;iiJillllenlr, anc·hc sopra le \'1-;;titneura. 1111 1Pcl·t0 PlJ•Osta.tic·n frt\ la ferila e il ctllll't". Scnj,erta J'Ost·i». l,t f1·rira . liloeraia dat coagnli, Yista l'artPria f<'l'ita, ,;i .•pplit·ltPrauno sn di , ..;,.;a d ne pi1111et rt' ernn-:t:\la·be. Ull~t so1pra e l'a!Int ;;ptto il punr11 lo•ri:, .. ,1:tJll'''ll'bo:• ,j 1lC\e hPne l('lJCl'e Il Jll•'lltf\ r!Jf"' jj Jac;cio r•nw,;tntÌ('tJ noll) pnÙ. «.;f_'llZ:1 pe'ricr.lo di cancr~tHI Jo•ll'arte~, rPstart> iu sit" ul lli l;j, di tlnl' ul'f'. An.-~Lata co-:i Lt>mp•,raaP.anwnto> l'Plll(JlT:Igia e ro lto il hH.:eio. 't mettP nt>lla ferita e fra lr pÌH7.f'l,b· c:1 ai Ji g~rzu. iolrofih spingen· doli col loro apirc in fondtJ ai \'àl'L rN·ussi, e si c·opre pot lnrga.mE>nro con altra garza idro1fìht ordinnri11. la t'erit.a. la~ciand11 ]'f:'l'Ò \'isibile h• &nella 11" Ile p i HZN ~e. . QnPsti feriti arrin\t.i ,d pr ~no n:<pPda;er.to dt\ tn.UlpO s1uallUO :<n· bito ri~;e•lnti, per pr0cerlo're alla etno,.ta~i definitinl, pulire acc:unu amenta la ferita rla o~ni cnrpo estra11Po e rl,\ ogni coa~nlo, rN·itlel!l•· le parti attrilP m!uac-cia.nti Jl N:rnsi . truttam!r, Ìllson1HHL la h•rita •'Olll•' ahLiamo .detto in print'ipin. • Le le:>ioni di gm\·i tn)HC!Ji JHJl''\o,;i sltt'allllll fac·ilmPI•t" rilf·ntre nel proc·Pdt>re alln. pnli11ia do'lla. ferit.tt; ;:;e ci•', f'ac:endo l'li tno\·PrÌI qnnl· che llPl'\0 dj.,•jSI) i11 p:1rto· OrJ in totRJÌhÌ. ;-;arÌt ht-~lt:' [>l'UI'f'.J.•re :-;nbito.J • lr>.!!\' nrtis ~ alla sutura del rnpd~'"'imo. S11 in \'<'l'e ,-j t ro\'R"'" nn f'llì~­ io.>ma. entro 1a ~U•LÌllft eli e,;so, san:blte la:11e iul'ÌlÌ ... re louç;tr.u.liual· mPnff' I<L ~ll:l.Ìnn P ='J•remern<' fwll i il san!!IH' <> IP~<H"P i piPcoli y,,,j ebo• C\Ctd U.llrneJJte ~.;ontinn:\">ll'ro a ;:;aHgnin.•re. l.ll l':l,u dj fratture, E'SSP SUllO per Jo pÌÙ ;:;cheggÌHI(' toU >Il ltr~~Ìe adl•· ~en_tt an"' 1l'a al periostioe con scho,!!~e li ber•!. Quest•' nltimPsi a:->portano tnSJt>me ai C'Orp1. e:: t r.\nel, . rl e Il e a l t.re puo. esHere cnn\-t.:tllPllte . 1\~P"' t.unaH 0 spo~hrne al · . . ' cuut> per pot"r nrn· \.'are al1 ·rspezwnare tut f.:~. quali t .t la c· 1"Ha ridia ferit.a, ,.d evitar~ ('Osi il p~>ricolll di lasrinn·i dPtafro 'lnaklo.~


SCLl..\ Cl"R.\ DEI.I,L I'EIUTF:, E<C.

pt>zzo di \·e~;timPIHO o quakhe briuiolo di tPrra o tlnalche framw ·uto eli proìet.tile, atl.ac·u;tlo al c1 nt~le potrebbero trovarsi fru~toli lli abito o rcrricc~ io . Fatta 11'1. pulizia più accnnda po:-;~ibile della ferita in ogni sii~ nwaudro, arn·:;ln.ta ogui emoiTa~ia, :>i introJurra.nuo drcuaggi di g<\r~a idrofila in ogni rt>ee..;:-o, e, :'f\ ;,iauw nelle pnmt:> 1dodici ure dal truHJna, t1·sl nllgNt•lJIO la inc:i:;ioue o Je int:Ì:;Ìolli f<~.t.te pE'r Yedt:Jr beue i11 •>gui :;ua parte 1::~. ft•rita, con all'uni r.tri Jlllllt.i di :-.tttura1 ricoprin·mo larg<~IUPll1 e la f,•rita c;on nua. al,ltt,ndal!tf' l!l!·Jic:azioue di garza i·lrofil!t e:l immohiliz~ereHH) neJia gin:-ta po~iziouP l'art.o C:l>n mca. fa· "l' ia.tura g"""ata, <'Le poi fìne.;treremo in corril"p(•ndc uza clella o delle teritv. l )opo qu ..;;ta nper<ti'.Ìoue il pazit:ntf• por r:\, >i<-'UZ!'t p~riciJIO e seuze. sotl'..:l'C'llZ<', e>;-;..,cr·· hn,.,port.ato tnll'h<· n. di<:>t a11za; c~~· ht ft\tta mc,lìua.'l ••ll" f111Ìl dJ r··~··h rc·-;r.:,rC" i11 s ' t-c' ~ino nl fj'ta<to ;,_~inr11n . lll <'llhO di fc~iLe a setollfl p~ra - art,icolnri od. ~rl.ìcol:.u) da pallot· 1ol~ di lncile Cl di JlJit.rugliatriui !>eltZ<t fpnumeni di scoppio, è bene Hp J ,j \~ Rl't:' 1 oltre 'a Jla piue:o}a mc• d Ìt:H.Z Ì Oli e d l g.trza i drofi Ja, Ulla fascia· 1 ura. iunnobilizz:tnt€' l'ariÌu(ilazir.ne c·orrj~pondente, 1ma fasciatura ge;-;sattl, che in l nle cn>;o non è ueppnre necess.irio ff'Jtestmre; ginccbè tjU•JsLa f'Hsc.:Ìat.ura, clte JlPl'lllelte UÌ trasp~lrlare :<Ultito il pazieJ\te & di-;cfl.n?.a !-ìu11za l'he al1bia a soffrire menomame11t.e, non ùeve re~tare 111 po;;J o clte una quinclieiua t1i giorni . Dopo questo las;-;o di tc•mpo sarà. IJE>ue cominciare ud imprimere all'arto leso cauti movimenti da ri· peter;;i giornalmente, se si vuole evitare la forma~loue di uua an· <·hilosi, una limitazione pii1 o meno eospicna nella fuuzioue dell'In· ti<·o1a?.ione lr.sa. • Quando ÌU\'ece si tratta di ferit.e art.ieola.ri fatto da proiettili di art iglieria che. abbiano prodotto uu sotone où uua ferita a fondo cieco, SPmpre con probabiliLà. di trasporto, in essa giuntura, Ji frn:;1oli di ahito o di terriccio, siano o no lesioni l.cp;f!iere o gravi dei capi art.icolari, è beue aprire in ogni ~a!;o la articolazione c lego anis • , affine di poteroe alloutanare ogni corpo· estraneo ed ogni seheggia ossea libPra. Ciò fatto, si potr:\ restringere la allar~ata. breccia arti· eolare con rari pnnt i di· sutura, lasc:iando\i per aH,ro Jue o tre dr•~· naggi ùi garza iùrofil!l., pescanti nei vari recassi della cavità artico· lare. Applicando quinJi una ricca medicazione di garza idr ofila. t.utto at.~orno all'articolazione, si i mmobilizzerà l'~:~rto con unn. fe.sciatura. gessata, nella quale si aprirà subito una lar ga :finestra in corrispon· de nza. d ella ferita. Un ferito, cosi trattato, potrìt pure essere traspor· t.aLo subito a dislrmza senza pericoli e senza sofferenze. Nulla vi dico della cura delle fer ite del capo, della fi<ecia, del torace e dell'adJome, por('hè, se do,essi parlare del trattame11to di

vi


SU LLA. 0UB. A DBJ.I.E Ff!:IHT.!i:,

t•:~o:c .

99

qu esti! ferite, esso m i por lereLbe troppo i n l Ultgo. Vi dirò semplice>: mt•nte che questi t\n·iti, che arrivino vivi ad un posto di primo socc:()r,;o. debbono esse>re medicati somma.riamente t:On garza idrofila e~ f'$St•re in,iaLi sollecitamente al piLt vicino ospedaletto da c:snnpo rle- · ~tiuato alle prime 1.mre di tale geuore di feriti . A.~~iuugerò però ancora. pod1e parole sulle ferite lac~·ro - cOllt.use drllo> mani e dei piedi, nelle qmdi può sorgt>re il t1ub1Jio sulla pos$ibilità \iella coHsPrvar.i{>ne più o meno largo. di queste parti. F i;"o dal 1~"0. 'in <·asi ~imili io sono ricorso al bagno c•alt1o permanente COlJ gmnde \'anta;;gio. La: parte estPsam<>ntt• maltratt;~ ta, posta nel h11~M, a pveu o. poco ~;i fa pulita, le parti dP~Liuate a mortificazioue si staccauo via via e resiauo da ultimo t.utte le parti vitali, st·nza ~1., ·iurant~~ t:.ntto il tempo. che si riehiecle per. la sepan\7.IOJJ~ dnl morto d.tl \'Ìvo, il pazienr.e ::;offra tlolori o si !';Yiluppi in esso un pro•'eli"-O infett.i vo '1ua bin::;i. C'o n questo mezzo d un q uo noi siamo sicuri di llCJ:1 :;a,:rìfil'are clte le ::;ole parti ridotte dal trauma in condizioni t,,Ji di 11011 J•Ot.er più vivere. Nei primi tempi 10 aggimtge-;-a all'acqua ~·nmuM ~:dd,~. il 1:' l'· 100 di at•qua <li cloro : visto prrò ~:he questo cla akn1 r1 pa7.Ìt>uti era male toll.-nno, l:rsc·iai da parte l'aC'qna di cloro e mi ;;... n-ii rh·! la .-;oluziuue fisiologica vPrn. e propria, ed attualmente mi sen·o ùi actpta comune bollita, u. eui ~tg:giungo otto grammi di snle du. cnr·ina o.rni litro ' e yeo-cYo cbP cou tJUesto I.Jacrno S(·D1 j)licisn ~n o simo ott.et1go ~gtta lmcntt· risultati r;c('elleuti . Perciò uel caso di g ravi l~sioni delle 111aui o dei piedi, prodotto da armi da ftloco, consiglio di frenare l'emmTagia con pinz~o•t.te emostatiche applicate tui ,;asi sanguiuanti, R.\vOlgen• La parte ill garxa idrofila t,E'nuta in sif.o da qua.lt:he giro di be.111h ed inviare subito dal posto di prima medi cazione tali ferit i a 1r o:;;ppda !.a da campo, dove potranno essere curati col bag11o cal•lo, collle ho detto di ::;opra, dopo ;~vere-, colla legatura, pro,visto alla umo~t,ts i rlel:initiv-a . Qui dovrel•be fin irf' il mio ;lirf}, se ei fosse dato d i medicare sempre le feri~e da armi da fuoco nelle prime 0re. dal trauma e cioè prima dell' iusol'g,..nza dBlle iuf·~~ioni. P ur t roppo cosi llOU è: re,pe-rienza. fatt.a in questa lunga ed im~auo g nerra ci ha mostrato eh ~:~, nella maggioranza dei casi, le ferite di artiglieria, ùa ùombo e simili arrivano a n oi in istnto di sepsi più 0 · meno avanzata, pi ù o me no estesa. Che fare in sim ili casi? Quan do la _sepsi è ancora alL' inizio o poco a.van zata, e cioè 11ella più parte d~1 . feriLi da pochi g iorni, po~siamo condurci come ho detto in priuClpJO, lasciando per altro da parte ogni sutura. N ei pochi casi di tale , natura che tnt· occorse di curare in questo ospe d a 1e ottenm· sempre

-

' ,.

.

L

,1' •.


Iùll

Sl"l I.A 1 \"TU DEl LI~ FI~I:!'rl·:.

l·:ci· .

ri:::n11 ati sod,li:;fnr:t>ltti,;simi. A Ilor.~ h··~ Ìll\E'ce l'i t.ro\Ìanw· tli fronte a rlemmoni diffn;:;i. o::;teomil'l iti e:;te~~·, ad ;n·triti ::mptmratr, tr;llJU<• pol'hi casi in cui 11011 credetti llf'I•Jllll'e pi:1 sullit·inute <t ;.;dnne la Yita il sa.crifkin d..Jla pnrte 1:> f':ì!'Ì) e ;lltri pol'hi:<simi ll<>Ì quali dl)\"f::Lti rieorrt•re all'.nnpur.azitme !2 t·:ì<:Jt, ~ I'Oll e:<s;t mi fu rlnto di con~pn·il.rt­ in vi1a i [ll:liiÌE:>nli, dold,iamll t'•'nll'"rtur•·i \';nÌal11•'ntl• n "t'CoJHÌa. rl<"lla e~lt'U<:ÌIIll~ dE>} prOC!'S~t) Ìn fiRln!l1é\(llrJC) Pd a "•'r'\lll•ia dt'] P!OUlt.l!lO Ìll l'Hi "'"'il) l'l si presf-'nt.a.. lu gt•llt'J'alt: io \Ì fH>~"'' rlir~> l'be in >-Ìltlili t:asi Lj..:,l.:ua t's>'•·rr pan:l•i uel far•' .iuel:;l,,ni. l 'onYÌPIIP lirni t..J·•,i ad iuc i.JPn• ,:: .. ],, ljl!fllltn i>a-.tn r llPI punto più adatto fWr tlar~> esito nc.l una l'<l•'l'' l1:t di pu-;. No1n eu clan• a. 1·crC'an• o~ni pr•z.zn ,ro~~o dw :<i ,.,l'ltf a sr·c f'l'l't o n l f11Hdo rli uu "~"ll•l li-.tolo•S\1, uta a-;}1Pl Ltre • lw e,.;so "' t'a,·cia m0l:ilt>. l n l.jlH-sti 'rni Jist.oi•):-Ì, 'lllHll•lo E>~si 111111 cmvlncouo in l'a\"11 :\ L•rgl,e, liP)I(' qnali l'Ì· str.gni ft\l'Ìh:H'ltle il jJils, uon IH'\:orn' nwlt,•rn olt\}lia~~i, mn ha~ta t••nerli apeni. l·auu·riz:tarJOloli ''~Ili dnP ~iorui c•cojJ nn c·iJ.lll~··ll• di ni trato d i ar!!;•'llto. A llor~lt;. pN<Ì i >:etti fì,r.,.Jn:-:i fau11n l'llJHl a ''a"'i;~ in C'ni ristag11j J>ll"'. come nr>IIP !'<t\ iUt a"·n~.snali, dte-, 1 Pllìo;' ho ,],.f.i'l SIIJ•nL. si do·hloe>uo <\~ll·irt- l'llll nua Ul't"\'& Ìnt;ÌsÌtìlH'. iu li"O llll"llf'l't• pi1 · e1;li tuili di gilmma. Phuail'n· cltin:<i nl fon lo e e,m nna tinP,_t·ra in ,j. ciJHIIti:tL di tjll~'st..o. <'lw applico, comi:' fa il Carn·l, 1'~"1' iJttnlllnne. ogni dne Ol'l': nella •·asitù fl.;o(C•'"stude .::nlnzi,llc' fi,j,,j,,~icfl. J:it>gt>r· T.oc],e 1~.:loruro Ji sodio grnmm1 8 ()(), cloruro di t·ah:io grammt 0.:201 <'loruro di potas,.;in grammi 0.20, J,it::-trlu.nato di soda gr.tmll'l 11.20, !!:hlC'nRit' grammi UHI, per 1111 litro di at·•tnn di.-t.illatn) . llit·O Jll'~> poi la. parte tnrnel';llta cnn uoutpre-;-;e di piit f'u:-:li {:"1 o (;, di garza idrofila h:lg"l!ata in :wlnzionE:\ fbiologi<·!l c!lll.t p i'j•rc-Jnute, ,)i~J1•1Jll'D· dole in modo che }a;;cino lihPl'l" l~> e:-1 n·w.it:'t "l'org-··nt i 1lt>i tnhi dì dn·naggio, qu;mdo ve ne :<ono, P ,·erco di t!l,:lHII'll ·rl.- caldP pii1 a lilll~•· Cllf'l'Pilrll>lt• C011

llllO St.r;\t.01

d•>IJ(I "J'I'l"SI,J'<' dj

1111

dito ll:t~YI"l',_O di l'O·

tvll~' c:Olllllllt~. o;:;.-:ia. n,ln iJ.rofil.,, il •Jll<ll•• penltPfl,• !.!hP cnntinni la e\'R P"raz1oUP rLt Ile <·o m p re""'"

hagnnt,., C~n<'sl a P\'ilporar.iolll" ag1..;1·e <~OlllF• f.,r;~a ~~~:·ir,lHtl•, r\1 r.n~ver-:o lt' cvmpr1'S:.P. sui S~"creti Jci :;nttost.u11~i :<eni fhtolo;,i. J lo o,;:-;er\.ato inoltrr clH:l nel le com presso bagD ate la corre n tf' li 'lui la: che p!>r poro:- i t.\ ùell.• ga1·za !;i fa dai sPni alla. i!ttpcrfìcio delle (~011lJH'""'e, € più ir1!'1.e clH" nelle r·o;.tpre--:sf' nsLinttP, e t·l•e il caloru ~ lllJ Pilieare n1lmant•1' ,]pj· clol•>ri, oli n~ dt<' rleYò fl\t'liÌI.ll.rB lé\ c·ir•'lll<tZiOliP nf'i f,p,:;,.;ttl i e qniud~ aumvJI'!I.l't' in "l'-.:t i pntPri \lif~n!<i' i cl,•JI',rq.lllÌ,.:nt~>. :-:1a. il fallO t·h··, d;tcl'll~ ltn Ìltll'OdoUo }"n,-o tli 'fiH'i!la 11ll'tlic:1ZÌ011P ealoln-uwirl:\ n·l no~tro ""l•f·t\:• ÌE'. vc•,.lianHJ elle i r\0.~1 ri fPril i Y:nnlo a J!'Lll'Ìginne pii;


St;Liu\ Cl'J:A llEI,LE FERIT!·:1 t·:CC .

101

solleeitumente e con minore molestÌa d i rpuwdo si usaYa la medicazione asciutk\. Se voi frett uenterete la nostnt sala d i rueùicazione, po~rete age\·olm.,nte c·onvi11c:erYi della giu-nezza d\ qna.nto ho fin qui esposto. Voi potrete presto e:<-a-'rt1 <:hi<lnHlti a far parte del corpo sanitario miliùare, IHWhé conH:o a,.:piranti nlt'clÌl:Ì, c t'Olllt\ t1;li essere nHI.lldRti ai posti d\ pnmo siH.:o.:ur:<o, cv me pout:te ess~re ad i bi ti, in q n ali tà di assistenti, negli O:ofwtlalt:'tti da campo o ne~li ospedali di riser.-.t. .R:.~ordate;i che nc•i posti cl i primr, sut·eor,;o possono ani v are feri t. i ruiuac:ciaLi da a,-fi;;sia, sia per lesioni della laringe, sia per le;:;ioui del la l•O(·C~, e che voi potreta :>ith·are preziose vite, se :'a.rde in grado di prtllir·are !:lubito nn a tracheotomia . ]:: q ueMA. la più nrg-ente delle oper~tZiuni, facile ueg1i a,ùulLi; ma, per qnanto, noll dilìil'IIe, è heue >Ì. e~t-r<·Hiate a farl!l. prima sul c:ada'i'Prt>. l~ iu !Jl"P\·i:-:iune della vostra aud.La. ai posti di. primo ;;uCL'OJ'SCl e U1·gli mq>edaletti dA. C1LlllJ•O L'he bo cretlmo mio do,·ere espon·i qnu.lt>, a miu ~indiziò, è jJ migliore metodo di cma delle forire nc·lle prim~> Ol'e dal lntUl1l!l, e qunle è •JU~IIn r·ht> con più t'rntr.n si flllÒ :;egnire m·llc· ferit.e giìÌ. iu preda a prot;e~si ~€lttlL·Ì, ucl CAi'O r·he ::;i;ùe a•lilliii ad c•sp<>dnli d1 ri:'.~n·a. Tl'nPte ben pre:-:ent.e alln YOst.ra menlf· c:)H· l't!sirc' di unu ferita ,.JllRisia-;j dipendt• dullt· prime cnre e dte i f<" riti nelln 7.ona tli opetazif\uÌ sono nu impediruent.o, !,!IH~ den-si il f•lÌl pre~ l o !J(IS-'ihi[,> al l<>n~ana.t"c• da q nei luoghi d0\'e fr>rYe il la \' l>l"U hPlJ i co . P.it:ol·clatP,-i clte. se nell•1 prime rl11dici vr~ ,·oi put.ete alloutn.uare da 111111. ferita oglll c·orpo estraneo. e spe!·tallllPll~e i c11'triLi di \·e;;tim~ma, lE> br ici o l E' di terra, e be YÌ pus:::ouo ('~~Pre ~~a r,e t: a ne• i a 1e d <1l proie1lil e, e R~· ae a;;portat<' tnt ti i tes->\11 i eondanuati a.! la ll(>(:rosi, liuti i coag-uli e cur.tte l•Pne l"ellw~t.asi e ~lreunte· a dCI\'I:'re, V<1Ì preset\"'etete cptr..;ta ferita da ogni gran• sPpsi e qui1Hii eous<'n···rPte un valirlo e \>aloroso so!r!ato ail"Est>rc·ito er1 tlll utile citt~t.tlino alla. Pat.ria. Hii•'Jrda,t.Hi che so in fPrite cumolieatr "on lesioni di ••rossi tron<'hi t "' arteriosi_ e Yenosi, voi procederPt.e pre:-:to alla puliz.i~~ della ferii a e la ~ompleterete colla Amo;;ta;;i definit i,·a 1 vo: prt>\:errr· te mnlte emorragte secondarie e coHscn·erPte moltt~ \' Ìte e molti l<rti. ~011 ;i <lirul."ntic·ate che anehe J,. soluzioni di eontiuno dei gros:::i tro~d~i nervosi r gli emaLomi che pO::iSOHù far;;i nelle guaine dei mrdes1_U:1. debbono essere curati Jll'f'~to. se si vuole a \ere maggiore p1·obabl! l.ta di ve derne p ·m· o meno prf'st.o n· pnstmnta · · la f unziOilf.'. · Rteordatevi che i fratturati ed i fPriti :llle arti<'olazioni debbono es~~~:n~l _~iù presto_ imm.ol,!l izz:tf ~~~o si ,-uol8clt~ t~on_d~lorit:o c1nraul_e tta~porto e l"l<~cqnt::;f tllll pot 111tero o qna~L l ufìtc to dr:t lorc, artt.

-

~

l

.l

:• :

• l

l


.-\ mie) pHl'f'l't', j} ID<'ZZO 1JÌÙ semplÌl:~ e più pratico pt>r ÌIDUWbilizzar•· un f1·a.tt.urato od un ofli·so ad nn:1. articolazione è uwt fa~ciatura ges:>at.a. E llflll e di1lìcile imparare a far!" (( lt>go ar!.is lo una di '}UCste •f a sei<\.t.\ll'B, qllttlldO SÌ auÙÌfl. lllllt hUOU3 pn.>YVÌ~1 a di bc·DtÌt• ge;;sate COU· sen·ate in Cai',:;eit:e che le preservi110 dall'nmidità. o si ahbia gesso anidro con cui fare una poltiglia, nella. quale ~i immerguuo poi lJpn.lt· di tt~rlatan dellA- larglH>zza cunvenie.u1e. J,~a, poltiglia di ~··-;so si fa mescolantlv cimtue parti di gesso t..:tm t re pdrt.Ì tli acqua fredda. l~ne~ta poltiglia si iudnris<·e iu cirl'a dieci minntL È lieti\'\ riconlar•' t:he nell o inùnrirsi il giro di b€'1lll"- f'es~nta uon si re.-~triugt• . Se invece dovNe <:m·are ferite già in pn·d:1 a pro.. essi infl•ttivi ncur· datewi clJe la prima COila chP dovrete f'are è quella di ;~prire nna >ia allo est.erno per i prodot.t.i to:-;sici nhr~ ::;i proùneono nrl fondo e nei meandri delle fPrite . D~t <]UPste dovt>te pnrP allontanan· snliPCÌtO.lllt>lde i cnrpi e.stnwei che anc·ora vi possono ''"~el'e e t:he · 111111 fllrouo allon1nuati prima. ln •1ne.;ti casi J,isogna purtroppo pmlicn.n• la.rghf.' iu,;Ì!-<ioui. gin.<>cllè bisogna -:'S!Jlorare og-ni n·ces~;o ùelLL ferna: ma. ri··nr•laf,.,j cbe. rlnpo fa.t..ta a.t·.r' urat,a pul izia Jella ferittL ,, prO"t"vÌstn !';t'nlp••Jo.;;amente al1"Atno.;;tasi, voi pofel.t' rirlurre l'a.mptt•zza •h·ll'inc·isi!Jne eol l'a.vvit·inarne i m<trgini con rari punti Ji sntun1, nwttewl~ però priwa tubi ùi drf>n:lg!?;IU Hlla C'arre! in ogni ,;fulltbt.n. Lnngo qut·sli tnhi, e fra un pnufo di sut.ura e l'altr•J. la. garza itiJ·,,f:!ll. c·}w Yoi ::tii\Jlicb<i!· rete ~mll('l t'l'l'iLe. n-e pompen\ allo e,;tt-rlJO i S•' •-rc·tJ e quindi, por·o a poco, la feritfl, ::;i asv1erà seuza aiLre complietwze ·ulla gnarì:.;ioll•'· AIIN(:hè, in~eo·e, si tratta eli clarc e:-;ito a Si'llq •liei ra• ·c()llo llltU'· cio:o~P, bastauo piccolf' in<:Ì5itn•i, perr:llil doYet~ ricnrolar\"Ì r:he- il tP"5Ut•> di granulazwiH\ è po(·o o JHlll!o assorbellte e l'olte pt>n·iù cnwv-iene rispetta.rlo pèr q nanto ù possi hilf'. Ogni rott.um r:hE' av\·0nga i n e-"::-0 è un:1 via utH)Va a perLa all'ass<1rbi mento ùei V\'!Pni cd1r.o si protlut·ouo nell;.~, ff'l'ita Da ciò n.nche In llf'<'f>Sslt.à di evilart•, fkl' q nanto è ros· si bi]~>, tl i farE> sa nguinaro l P p i agh P nel ri <·a 111 hiat'l· h1 m~'dieM~Ì o ne. r; i111·ani ca ,.;s.~i·mi, Se llOll mi illndo, io nntro sp.,r.tn~<~. t hC', M' nlÌ rieorderew e,l a pplichtorete i consigJ i, che· con disadorua paroL1. vi ho e~ posti iu l ql1P"1a mÌf• prelc•zione, \OÌ e:-1pletaudo il YOstro alw ruinistero riusct· rete a fare molto, molto bene ai nostri prodi g,,JcJnti e , j sentirete fìeri di portare un nou disprt>zzabile contributo alla n •"i:-<tenza d.:-1 n0.::tro ::unato P<t,..,f', tìnr·]p'. r·oi fp r]eli alle:rlL si a1rivi a del.t>llsr~ int.ic,rumente la barl1ari<'a prepoten~a anstro-tt' ÒP:.:ea-l,nlgaro - ~ur• a e Cl sia dato eli •·onscnare ai no"tri figli il rP~n0 dPJla giusf i zia e dC'lll\ l iherkL "Vi,··t l'l!nlia! o

: L

.. ,•


l

103

La Oto-rino-laringologia e i problemi sanitari della attuale guerra Prollll!ione· tenuta dal pro f. Giuseppe 6ra1enigo, tenente colonnello medico, ordinario di clinica oto·J·ino-hringologia nella R. Univer.sità di Napoli il Hl gennaio 1918.

SigM?·i,

Nel :;;t! ire la cattedra. di clinica. oto-rino-laringologicn. in q nesto celebratl' Ateneo, sor ta per il forte volere e l'opera t~uace, i11 faticn.ta dei miei eminenti pred(\cessori - ,.ince-nzo Co7.zoliuo e ]!'erdiuall(.lo Massei - esprimo a V oi, illustri colleghi della fac9ltà medica, la mia. fervida riconosce11 za per a '\ermi, con votazione così onorifica, ù e::; i gnato a qne:lto· posto. Siate certi clf'l mio fermo proposito di corrispondere nel miglior morlo uhe le forze lo consentiranno, alla fiducia che nell'opera mia., in vantaggio rlell1~ !'1•\Ìenza e di~ll' iuse-guament.o, avete voluto riporre. Q,wsta Uni.;rersità vanta glor.io~e tradizioni an<·he nel campo cl~lla scienza che io coltivo : mi bast.i <WUf'!lllltrfl al uo1ue di CoiHgHO . Questo anatomico-principe non avllva anuora compiuti i cinque lustri di età, quando, ne J l i(ì0 1 SCOpri V!\ e de30rÌ v eva esa t l amen te per primo gli acqu edotti dell'orec<'hio iut-mo : per dar ragione del mec-. cauismo d(·Jla audizione. eo-li iu tr>«rav:\ miral,ilmPnte - colìa. iutnio h zìone che solo dil'il genio - 'lnelln t.L'ntin della. risonanza, op-gi q nasi generalmente accettata, che era sta! a prima iHtravHduta dnl Du Verney Il dal nostro i m mortai o V al sal va. Questa teoria, detta anehe teorin. del p ianoforte, ~nppone che nella chiocciola dell'orecchio interno sif'no dispo:-;t.i, in modo analogo ai tasti di un pia.nofort.e, spccial i elem<'nt i ~ensi bi li. ognuno dei <1 n ali sarebbe stimolato da. un solo e determinato tono mn;:;ica1e, analoganH'nte ad un risonatore: i toni acuti sarehberc localizzati alla base della ~ala. cocleare, i "bassi a.ll'apico, a seconrla d(•lla difrerente lunghezza. dt speciali fìhre o corde, co;:;til uenti nel loro in;:;iNne la cosi!lot.ta ti/t'Ili · hrana ha.~ilare . Solo cir<'n un secolo piai tardi, la stessa teoria veniva co . . me cosa nuova fonnnlat:L e completat-a daii'Helmhol tz, graz il" al sus~Hlto delle progredite couoscenr.o di. istologia. e di àcustica. fisica: il grande fisico e fhiologo t,eclesco mostra di ignorare atfat.to, nella sua


•

101-

L.\ ,., ù·lll :-..o- 1 -\l :t \UIILI)(ò! \. !-:l'C.

npera, i lavori fonùu.metl!ali d,·i maestri iLalia11i di un s,•colo prim a~ J.a tPoria della risomtn?.a, quale fu fonnulatn, nella l'ilta es:-euza, dal Gl,Lllgno, resi,;LP 11ggi trionfante h tut te l~ t1Liezi0JJÌ 1 :::i prC>~tn assai hene <dh~o 'intt'lrpretn;~,iolle di tmti- tutti lllrlisfilltament;e- i f<:>no · nwni •·o~ì complessi di ac:nstiC'a fì~i•· l• gwa e di chnit-:1. e (/\.tenne di re<.;entt· una ùirt>tt.a confN·ma !'perinwn t al~ per opl'ra. d.d nustro RtefaHini ( 1\. 'il

**

T momenti ~rasissirni. cl1~ la nr.stra pi!tria att.ra\'ersa. l!(Jll per1JJettfl110 Ri

girmt11i di a1l'olhne J,. aule dPlh• UJtin>rsità. spir1ti t•ome

irre:;i>·tibilmeot f' A st>m1•rP - :ui c>fhire la lr>ro Yita per la grundP (·a usa {·••m unP: YaÙano a q n·~ Ili tra hn·n che titllJO eroicamente •·adnti, e a 4uelli ('h(' oggi stanno YlllorosnlliPHte in •·atllpu, tntta la 11nstl'<t aUl1nirztzio11e P il llP,.,tn• J•Pll"if:rll IJWmcwe. e grnto. t\ n;.:nriaulo..:i l'.ho• llll<\ pa• ·e equa, r-lce t.Htr:Ji :;uldHJuf'IJI t> )H~r l'avn•uire i di· rit-ti di Cigni lhLzioue. ei pPrnletla J,p,, j'l'('~t.o ,11 d~>dìcarci pPr 111tero t-ti lV1:-1.ri :-rntli, chr> :,;Jranno resi 1U1~:h•' pi11 profi,·ni òagli insP~It;nueuti •·Le 1lllt> ~~·Ì•' Io%•· :-.0110 do'ri,·a~i t1aJIP iml'erim:e esig('ttze della ùifL'::':l na· 7 J, •' 1a 1,.... P.-rc·h;._ .:• SigucJri . io fui se1npn· lnt n•lon', <:Ili> c;ollsiderai•O la !.!''h!JT>l, 'h·· ~ pur can~a ,]i si tremenclo o·atnst roti, a nel te <:1•me o·i por· itdri,·l' oti nH•~tim~tl•ili hPnelici :ti popoli: p:u·ticùlarmenteo agli Italiani e"'a kt lll!in P tJ.', nna j•iit ··•IJIIf•l•·ta , ... ,,.j .. nza. d;t]Ja loro dig:niliil na· ziotwk. rlell'uilìt•io ulti~~itn•• t·ltr> nt·t·r•r<t 1•er l'a,,·euire l!ì ucstra pa·

souo -

fl'Ì;L

e f•\JÌI\l!l<t\,fl aol I'Sel'ltfi\1'6, l\('J lll\ITII10 . .

F. !R. gnPJTil ha già rer't\1(, il f"l':ìll J{~-:imo hP11~>fkio •li lihr•r ;,r•'L al· l!leJJ•·· in parto: ,Je-lla opprirnr•t.l..' l.tnc>la inteliPttnaJ,. eù econfJlnica

•1ella. Gcnna11ia. .E poi• hl· },o J'at tn j•O•,.am:i i n.,mi t1i ( ·o7.wlil JO e el i ì[as~ei, con· SPntitPmi ·~'~H" in ]·icnroli rnnw i 111iri duA pn·dec\(·~sori, olLre a.Ll a\·er r~cc·oll!l alti~<:im<> LPnemen:n?.e ll"l •·ampn scien~itìco e ditlat ti•·o, abhùnt•> :-;apllt(• ~:011 f··d•· ed E'lll.ll;Sia,;mn proc:lam~rr sPmpn· i diritti della i1a~iunit;\ (' ri\·Pitt1icnrf' in ngni llt:ca-:i••ll<' le 1wstre gl0rie n:tziC'l ali. :!.

* -::

La tlil:'leiplina f'jll'eia!e che io ,.,,Jt.l\·o -

la oto-rino-laring0login ~. t'o)r:-••, ÌH t;(Hd'muto rleile alt n• d i~ciJ,Ijlle> meJiche. quella che JL··~Iio [,ti o1te>nut0, dagli a''"'nilllPJ'\Ì legati allngnNm nti.ualo, quel 1';<·11•) l'Ìt'Ol"tOSCÌ111PlllO (']JO le t>l"l\ finorn nl<1ll0ato nell' ÌnF-egnanwnlO I l S l'l; l· \Xl' 1. \ mfl'rffitl "l'"t irnoutt•'c <I<Jlls l oorio1 r·o tn~no-Heùuholtt. sulln prroezion 6 tl•'l suo•..Ì.- .1. J, ···.• :ta•;,,,,c> di 0 1•,/•.•!f'' t. L ·•not;· '··~l-'' • XX\'[ 1916. pn~. 34.

l

l

l

l ll


r~A

- 105

OTO-RIXO-LARI NGOLOGlA, ECC.

universitario e tJegli ordinamenti sanitari del paese, pe-r .uuo spiegabile, ma non facilmente gi nstifica bile m isc.n eismo, fatto d i abitudine e di inerzia. ' La frequenza e la gravità ù e"Ile lesioni dell'onJcchio nel la guerra attuale, le difìi ~oltit ed in cNtezzt> medi<:n -legali alle qna li il loro a~prezzamelllo d:\ Lrt•ppo :-:pesi>t origine, fecero ri:mltar~ colla maggiore e\·ideuza h~ ittsUUit;Ìt·nt.u prt>plìrllzione in que~to culn]Jv ùe l corpo medioo in generale - pur l·.o:-:i ~aloroso nelle altre ùiscipline m ed i che, - iusufE.,ieute f.H"P paraz.ione che è coH-;egu~nza ueePssiu·ia. della mancanza del rispettivo insEgnamento in molte Uui\·ar>'it.à uo:;tre, e dello insegnamer1to affatto inadPguaLo i n altre poclae. Colla guerra, si dovettero far sorgere negli osperhd i m i l i r.ari numerosi repar ti ot.itici, dotanùuli di ePntinai a e celll.inaia di letti ; si ùovettero u tili~zare gli ospoJaletti esi:-:tenti e improvvi,~trJl(> di nuovi, e solo in qnosti ult.imi tempi, si può ùire, la ammirabile :-:olE-r'l.ÌI\. dei diri.!!euti il servizio di sanità militn.re è riuscita a risoln'r"' in modo ~oddi$faceute il diflicile probletna. Si~;chè possiamo aiì't>i·marr~ che l e autorità militari ~anit arie in I ndiR. hanno €;aputo prer·orn·ro in 4nesta - come del re:-.:to in mt1lt~\ altre impo r t,antis~im e pron i11enzo le autorità ci vili. E mi è grato ri<:orclare a questo -;ito che ;;ii~ molti anni or sono, ancora in t<' m po di pace, pres,;o la st:lt<tlt\ di ap~licazione di sR.nità mili tare dì Firenze, ad oper!)., sopratntto dr>! l)l'Heruerito maggiore medino prof. Ostino. veni'\'a prol'hlll!ato ol.d,Jigntorio lo stud io della oto- riuo-I:Lringologia .

rn··· ..

~

*x

Colla g uerra, i cultori della u~stra specialità vidr>m molLo nlla rgat,o il loro C<tmpo di azione : apprèsero a l~tsciartl iu disparte le sottiglie?.ze trop po tecniche dr>gli specialisti J11 gabiuPtto, e divennero nel piò · completo e più e levato senso del111. parola nlf•dif'i·l'hinu·Ùhi d i ospedale. Dovettero affrontare e risolvere prontameute i più di versi problemi, non solo pertint>nti alla specialità, ma a1w l:.~ neJle zon('-li~lUi di questa : p r oblemi d i orgau i zztt:~.ione san i tari a , di profi làssi e àt tratta.meuto, d i nenopatologia, 1li medit;ina legnle, ~cc.; essi t rassero i migliori insegnamenti dalla moltipl icità e varietà delle furme morbose, che ebbero ad os~er~are nei militari, molte delle quali non a.~"evano per lo innanzi m a i avuto occasione. di oss~nare nella pra· hc~ civile. Ripet.iamo pure a lto, anche in t.ema di spet:ializza7.ione, ohe dopo il r ecente disa,;tro d i Caporetto, i nemici non poteruuo trattenere parole di sincera. ammirazione per !"ordinamento sanitario, che banno trovato in~tallato nella uostra zoua di guerra!

\i.

J.

•


106

I. A OTO·RlNO·J.A III~llOLO• ol \ 1 Et'C.

"'

* *q uau to conce me le malattie delL'opera. · del l" ufficiale medico in l'orecchio, del naso e della lariuge nei senizi sanitari di g uerra. ha occasione ùi esplicarsi nei più svarinti modi : nel diagnosticare tali malattie n egli iscri tt i di leva e nei mi li tari, e nel proporre gli opportuni provvedimenti medico-legali : nel curare nel modo più pronto ed efficace le malattie e le ferite contratte i n guerra. n el p revenire e nello smascherare le esrtgerazion i e le simul az ioni di particolari infermitn, specialmente della sordità e del m utismo, nel riconosl·ere al primo vederle e sicuram ente le lesioni provouate ad arte dal soldato, per otLl!uere la esenzione dal ser vizio; fiua lmente nel fis:>are criteri per la idoneità speci fi ca del soldato alle va1·ie armi. Torcherò brevemente di questi punti.

*

* Uno dei fatti pitl i mport.ant,i *emersi n ella p resente guerra fu la const~ttazione uegli iscritti ùi leva di un g ran n um ero di affezioni dell'orecchio ad audaroento cronico, sia delle oti ti medie catarrali, sia, più specialmente, delle ot iti medie puruleute, le cosidette otorr11e: numero as:;ai pii1 r agguardevole di qnello fosse leeito prE>\edere iu ba;:;e alle prereJ.en t. i statisti c he san i rari e, evi d<>n temPu tE' j nf'satte su questo punto. Nè il fHtto deve recar nH:ra\· iglia. È notn t.:he la mag· gior parte clell e malattie croniche dell'orecchio medio dlLtano dai pri mi a nni di •ita, porchè sopra.vveuute seL'ondariamenle a lle affezioni della rino faringe , che di frequf'nte aucompagnano le malattie esantf\ma· tiche dt•lla infanz ia e )(· malattie i nfetti>e in gnuere. Dette affezioni del rinofaringe si propagano fa<·iln1Pu t o, a t tra verso alla t rom ba, al]' ore ~c h io me d io, e si i:ò volgono a p re fereu:,tt nei bambini, portatori d i veg<-lm:ioni adenoidi, lo q n al i a.giscono come i m portante causa predi;;poueute alle otiti . l.e cosich•tte vegetazion i adenoidi della. rinofaringe con::~istono nello e~agerato sviluppo di uu particolare conglomerato di tessuto li nfatico, analogo a quello costituPute le ton· sille p alati11e, che si chiama appunto tnn.<~illa {arillffea : souo do>ute allu. i pcrtrofia d i detta tonsilla. ~nanrlo cou::idMiamo che le Yl'getazioui adenoiùi nei bambini souo indice di u11a. defir·i(lnza nel potere di resisten za. dell'organil'mo alle comnui cau~~-~ nwrbigene, e che tale deficienza è spe:;so legata alla. tuuercolosi fallii liare, ch e d'altra parte le ot.it.i medio pnruleute a dccor:>o cronico 11ci hnnbini souo sprs;:u ù i caraltore tnhPreolare, vt>niamo a tronln·i a1wltro in qne~t.o catn['O d i fronte all'eterno problema della tubei·colusi, problema che ci si ripre.:;c•JJI•' I·à iu tnt.t:\ la l;U:l g;ra.Yit.à a prop(Jsito delle Jaringiti ero· nid11~ . Le otiLi- dc·lla iufanzia non :;onC\ per lo più curate adegn.tla-


h&. OTO-RJNO-LA RlNGOLOtò r A, E CO.

107

mente nel periodo acuto, per la trascura.nz11. dei genitori e per l~ lamentata incompetenza uosologica di molti medici di famiglia: divengono croniche, e il loro trattamento efficace si fa allora assai malagevole e dispendioso. Le otiti catarrali croniche, che vengono dette anche secche, percbè caratterizzate ~.tollo stadio cronieo dalla scarsità o dalla man cam:a di essudazione libera riconoscibile clinicamente, ciù.nno luogo alla forma più comune di sordità progressiva, e facilmente si accompagnano a molestissimi rumori o a vertigini, per irri t azione dell'apparecchio vestibolare nell'orecchio iuteruo : le otiti purulente si accompagnano a scoli fetidi dall'orecchio, a formazione di granulazioni e di polipi facilmente sanguinanti, a dolori, a sordità : non di rado, se trasC'urate, come frequ ente è purtroppo il caso, dànno luogo a complicazioni infettive endocraniche gr;lvi, talora mortali. I portatori di tali otit i, sia secche, sia puruleute, sono adunq_1,1.e, per le fa t iche di guerra, dei non-talori o dei mezzi-11al01·i: le loro sofferenze, se pur appa-i0no di poca importanza all'atto del reclu tamento, si aggravano in seguito ai tlisagi della gn.erra. Sono q ue<;ti soggetti che popolano per la maggior parte i nostri re p~uti otitici, passando spesso di ospedale in ospedale, resr;andovi talora lunghi mesi a CA.rico dello Stato, rifìutanòo sistematicamente1 talora ron grave loro rischio, ancht? le piccole operazioni le meglio indicate, quando e;;8e non s iano i m poste loro dalle sofferenze: la eliminazione di questi soggetti s'impone! Io ho conosciuto soldati sofferenti di semplici otiti purulente croniche, con disturbi quasi insignificanti, ma i quali erano riuscit i, subito dopo il loro recltttameuto, a farsi ricoverare in qua.lche ospedale non spenializzate, e cl i là a ve vano t rovato modo di perPgrinare per u na decina., perfino una qhindicina di ospedalì, attraverso una. serie fantastica di brevi licenze di convalesce!lza, durante le qual{ scomparivano r E'golarmento qnei miglioramenti che si erano ot t enuti colle cnre, o ricomrariva la snppurazìone auricolare, cht=~ s i era riusciti a far cessare : qne-~ti ~oldati riferivano che n oi moJt.i mesi, dacchè erano sotto le armi, ave'"ano prt-stato s!'rvizio militat:e solo per pochi giorni, e ad -intervalli! Quanti e quanti gio\ani uomini, talora validissimi di forze, vanuo CO'Ì perduti per la difesa n azionale, o ingombrano inntilmeute, a carico dello Stato, i letti ospedalieri : le loro affezioni sarebbero state e~iLate colla n.pplica.zione, nei primi auui di vita, di nonne sempli· Cls~imP di. profilassi o di cura! La lotta contro le otiti crmtiche 1a posta accanto, per importanza sc•ciale, a qnelle indf'tte contro la tnbPr.colosi, il hacom<t, le ml~lattie infettive: i risultati di questa lotta., s~ condotta. con metodi razionali, possono esc;ere r igmHda.ti fi n d'ora come sicuri.

•

.•


108

LA 01'0 -lll NO·J..\RI;-IGOLOG IA, E CC.

L'Elenco delle infenmtà cbe vigen\ i u tempo di pa.ce, faceva ob· b ligo all'ufticiale med ico di riformare in .li:;ti nt~::~ruont.e t.u tti i por tatori d i otite m edia purnlenta croui<:a in a tto, di dilìicile rimozione, a nche se unilaterale. La. necessità di r eclut!lre il m!Jggior JJttruero possibile d1 iscritti, in questa. guerra, pose avautJ al peri to otologo nuovi ed importanti p roblemi : quali forme di oturrca. sono çompat.i bili col servizio mi litart>, sia. di prinm linea, ::,i~ d .i COlli plctut>nto in zona di guerra o in zona t erri tunu.tl:l? (~uali u~tratL~:Jr i cl .in ici con t rastlegnano le otit.i p ericolose di vita? E, per q uel che rigu ttrda la sordità -progre:;:;i,- a, l! UaJ~ gr&ÙO di SOrdit.à r eude inalJil j a} servizio militare? N on è certo il caso elle i o a nali7.z i qui la ùiJlicolta e la {;om plessità di tali e <l i c~>nsimili questioni; dirò so1v con compia(:imenLo che nella r ecente compi lazione del nuovo Elonco ,Jolle int'ermitù. e nella uireolare ministeri~de 4 s\'ttcmbre 1\:117 ld autorità sauitane militari halluo saputo tener oppurtunawt>nto cuut.o dt:1i resnl~ati dei nostri s~udi in argomento. rna sene di disturbi, di cui si lagnano sO\'cutt' gli iser itti eli lénl. o i soldati, è du. l(•ro attribui ta ad intiullici('n te re:-pir<t%Ìt •lle at· l.r<t verso il naso : se uso d .i allibr.sCia e di ,ulfucaziuue. b<~.tt. t~.:uore, se· guatamente duran te ]r.- marcie, oppre"><inue notturna, faùili m fia.m· m:tZJ{Illi della p-o la, ect:. ~; noto che il tipo fi:-.i ologico di respiraziOne è il 11asale: le oavita nttsali , rivestite da 1nn<..:osu. ricua di vasi sanguigni, con estesa sup•·rfic;ie, ri::;ettld:.wo, iunwi.tl1scuno e fi ltrano in qualch e m odo a ttra.vor,.;o ai loro mt' audri l'aria. di iu:;pirazione, rendeodola meglio aJatta alle vie respiraJ.orie iuf,.~riori : i uoltre, l'aria c h e !JEtssa ùal naso det ,.rm i na sulla mucosa, ;;eusibilissiwa, degli im· pulsi, che concorrono eilil~acemente a stnuula.tt:J e a l'egolarc• il r itmo 1·espirat.orio. Quando è O.:>ta.c.:olata la r e;;pirrtzi<me ua,ale, si hauno dis t urbi per La io;~u t1iciente os,igeua.zione d('l s~;~.ngutt : iu0lrrc, per l'nzione irr iLt~.ut.e dell'aria contiJluawente i 11~pirata dall a hocea, re;;tauo deter·

minate facil i infiammazioni de ll a fa ringe e de lle tonsille pi!ltt.t.ine. · ::;e l' o;; t.!\L~o lo alli\ tfl::;piru.zione n asale si è stàbilito- oome per lo pitl e il ea:;o - lino dalla infanzia o dalla faueiullaza, ad nu'eptoca della vita, cioò, i n cui lo selteletro della faccia e del turnce 11011 si è l>eranco consol i dato, l'tl.bitud ine della r espirazione boccalfl obbligata lascia s ullo schele tro della faccia stigmate c aratterù:;tic be, e determina particolari ùeforma.zio ni del tora ee. Sono le vPgeta.zioni a denoidi della rino-far iuge- delle qur.di auuialllu parla to - <tnelle che nella prima et!\ rostit uiscono 11 più speHso l'ostacolo alla respirazione n ~­ sale : è ìn va. lso pereiò l'uso di designare t.ali tarar.terjstie;llC d•·furnHl.· Tioni <:ome (acies a(ze.,.oidea, tora l'e adt.'II'I Ìdi'O, e, più sintetic:amen te, l

.o


LA OTO· Rl~O- LARl:iGOLOGfA 1 ECC .

109

abito adenoideo. L'abito adenoideo è cont.rassegnaLo da clifettoso sviluppo dei muscoli mimiui, da anormale brevità del labbro superiore con bocca abitualmente semia.perta, uaso stretto e sottile (na so a coltell<J), difettoso impianto dei denti ( ntas~ia. cle?l taria), eccessivo innalze.mento del palato duro (palato agivate), deflessione e cr este del setto nasale, torace poco sviluppato, paralitico, ecc. ~egli iseritti di leva, l'eutità dei di3turbi causati d a. insullicienza respiratoria na:;ale deve venire dal medico !_)erito giudica ta alla strPgna. dei criteri suinrlicnti forniti dall'e~awe obiett.ivo. Per il coutrollo della. funziona respiratoria nns1de, numerosi metodi furono escogitati in clinica. : u n semplice mPtodo di iscrizione grafica dt>lla res-pirazione nasale ha fornito al pro f. TTerlitzka. e a me dati obiettivi

l

l l

sicuri. :llentre nel precedente Elenco 1lelle infermità i di:;t.urbi re::~pirat o ri da. vegetazioni adenoidi non erano affatto conside.rat.i, il nuovo Elenco {art. 57) giudica l'adenoiclismo di alt.o grado come causa di riforma. Xr·i casi di iusnfficienza. respiratoria nasale m P no gra vi, i l soggetto potrà venir assegnato ad armi, dove non sieno neeossarie m arcie rapi le e faticose, ([lHdi :iuvece si ri chiedoltO ll''gli alpini e uei Ùt>r-

saglieri .

** * Fra le affezioni della faringe bur•eale,

troviamo abbastanza fre4lUenti Df:'gli iscritti Ji leva le ipertrofi e delle tons ilie pnJntine, Je qnali, nel maggior numero dei casi, non dìtnn o luogo a considerP-volì disturbi . Poichè l'ablazione d i tal i tonsille è ntlio chiru:-gico di poca ~ntità, il soggetto che rifiuta eli farsi operare cleve e!'lser ritenato Idoneo incondizionatamente al srn-i?.io, sal >O nei ca~i nei quali le lesioni faringee dieno luogo facilm ente ad acnti?.za:doni febbrili, che costituiscono sempre nn pericolo di infe-zioni gc>nerali, o;oprat.utto nefriti e reumatismo articolare. l soggrtti di q u(lsra' cA.tPgorill. ,;aranno opportunamente dispensati dalle fMicbe di gurrra . . ~ra le affe?.i oni della laringe-, la. cni diagnosi precone è ili gra.n~~~"11111\ impnrtanza nei militari, vnnno sP~nA.la.t.P le larin~iti pretn b&rr•J · . lari e tn beruo 1R-n· Ne1· sng~P.Ut· con note d ·L d epPnmAnto organtco, t>- eon precedenti tubercohtri in fami~lia, de>ono apparir(\ assai soqpatte c·erte forme di catarri cronici della l::t.ringt>, che si accompa~na.no nr! abbondante secr ezior11' car.arral(l del n~so e del la riuofa~~~e, ~ a raucedine, anche se manch i il reperto bacill a re nell'~screat.o: ~ldovra.j., t a t·1 cast. 1nvest.1gare . . r .. d l • coli cura l f.l conu1z10n1 "' ~orace, e procedere a J1 l. . . cl l l . J . . d. 1 d bb' . ' una pronta e tmtnaz1one a eserctto anc 1e m cas1 1 u l. Tentamo presente che l e alterazioni laringee pr~·tub11rcolari J

'• #


110

l•A OTO·IU~O- LARINGOLOCIA 1 ECC .

possono consister'e soltanto in lieve i nfiltrazione della mucosa meso· aritnoidea, iperemia erl eclema moderati dell e aritnoidi e àdle corde vocali. _\ cca.ut... 8. La li forme lariugee pretubercola1·i, si riscontrano ·non r~tra.ml·ute vere c p~·oprie la.ringit,i tubercolari, con infiltrazione onspicna, eros10ui, e p(·rfino estese distruzirJ11i della mucosa : si abbia pres(•nte che wh·olca htll distruzioni parziali dell'organo la.ringoo :::ono comp•• tibilì con tl,nO ::;~;ato generale buono e nou dà uno luogo che a diafonia. pit't o meno marcata. Suno grav i lesiou i apert-e l!he con· --eutvuo al soggetto, talora. per mol ti mesi, delle occupazioni r~go lari Ul.lll lroppo gnwose, ment.re egli dissc•mitH\ cogli sput1 mirialli di bacilli ! In t.ali C•t"i, ~oltnliLO l't>3ame la.ringo>~cApic;o l1PTmet;te ali perito eli rit·ouosc~re la gravit.à 1lclle le:-.ioni, sicch~ de..-e approvarsi incouJiziona· tamcnte la disposiziont: emàllata colla predetta cin'olai·e m inisteriale 4 settembre lfll7, che prE>;HHÌve tn.ssati nt.munte che in tut;ti i oasi di afouia. o <.li disfonia uegli inscriLLi di l eYa e nei m il itari il perito deYe proc.:edere !l..ll ' e::;ame lnringoscopi eo.

.

*

**

I g ravi traumi o le ferite della. tèsta e del collo ::;ono fl·e•Juenli iu 'luesta guer ra, par ticolar mente nei t:ombattimenti di Lri nct>a: frequeu · tissime, pQi, sono le lesioni dell'apparecc.hio u di~ i vo , dovute a l l'azione dei for l i esplosi vi. P ossiamo dire che le nostre conoscenze sulla tra n· m a ~ologitt. dell'orecchi o, d el n aso e della laringe ebber o largo i ncn:· mou to dal la osserv<tzioue di nu merosi ft•r iti di questa cate f.(vr i a.. At · ea n Lo alle lesioni organiche, h1wno molta JJar te nel q ua.,J ro m orboso le al terazioni fu nzionali o psicll iche , spo..:ialmente la sord i tà, la rlis· fo nia, ! ';,~.foni a , il muti smo. Còmpi to non sempre f aci le è il discrim inare se questi d is~u rbi sieno clovuti a lesion i organiche o ad alter.tzioni psichich t- o fnnzio· u ali, perch è le du e categor ie sono t uloru. ins ieme s t rettame nt e asso· ciate in uno stesso soggetto. I n ogn i modo, è oppor t u no che un g iu· dizio d efinitivo uon sia pronunciato e l'assegn o. zione d i p eusioni di g uerra non sia fattu, d1e t rascorso molt o t empo dopo l 'azione trau· m at izzant e.

*

* *tante concerne le a.ulolt!-'' ivni o le U n a ltro argomen to molto i m por lesioni lJl'Ovocat e d el l'orecc hio. Dirò snbi to che le osservaz ion i com· p iute nei servizi otiit il'i ci penne ~tono d i sospettare a lla prima visita e spesso d i riconoscere cou sicnrezza tali frodi, natura lme nte t aulò più faei l mente, qn u.n to più presto ci sia s tata presenta ta la lesione.


• LA OTO-R INO·LARI NGOLOGJA 1 ECC.

111

Al princ1p10 della guerra., le a.ut;olesioni dell'orecchio offri~ano iu tondo poca gravità : si trattava dì causticazioni caratteristiche, più

o meno gravi del contorno dt-1 meato o della parte più esterna. del condot.to uditivo, con integrità della parte profonda del condotto della m~mbmna

timpaniua, ed erano provocate dn applicazioni locali di metalli arroventati, o di agenti chimici irritanti, come succhi di euforbiacee, beuzi li a, i od io, ecc. Da un anno circa le autolesioni dell'orPcchio hanno assunto molto mll:!~iore gravità, fino a divenire talvolta ca.usa di morte : si fa riC•lr.>o all'azione di a\:idi minerali conce n tra ti, che si instillano da ]"'r;o:ona. esperta, a goccie, dirett.aruente sulla membrana tiro panica, in lllOdo che restano rispettati il meat.o uditi>o e le pareti del condotto. Seguonu fE'nomeni reat~iv i i mponeo ti, dolorosi~simi ; si ha esfogliazione della intera membrana., Pliminaziotie delle maggior). ossicina, J'erfiuo necrosi la.birintica con pio-labirintite settica, lesioni necro·tiche della. mastoide, ecc. Oasi di morte sono registrati per consecutiva lrorobosi infettiva del seno sigmoideo, per arrosioue della carotide interna, per leptomeuingite puruleuta e ascessi cerebrali e cerebellari multi pli: neppm'e interven ti operativi precoci ed arditi valsero a salvare la vita dei pazienti, i q mdi, del resto, non confessano

la frode che all'ultima estremità ! A prevenire il moltiplicarsi di siffatti procedi menti si rivelò assai efficace da parte dell'otologo il pronto riconoscimen to della natura di tali lesioni, cioè la diagnosi sicura : e, ogni qual volta .torni possibile, il rinvio immediato del frodatore dal]' ospedale all"infermeria del corpo, con una breve nota. infor mativa a l comando rispettivo : questo vale a far cessare immediatamente l'accorrere all'ospedale, in forma quasi epidemica, specialmente nei giorni che pr ecedono una avanzata, di t~li otopazienti artificiali. Solo in casi eccezionali si dovrebbe far rworso ai t ribunali militari,' la. cui procedura, non abbastanza. rapida., sottrae il soldato per troppo lungo tempo al ser vizio a ttivo . . Piu difficile è di solito il prevenire nei soldati le acutizzazioni e gh aggravamenti procurati ad arte, da pazienti male intenzionati, di lesioni auricolari preesistenti: buoni risultati si possono ottenere col eontrollo ripetuto delle lesioni auricolari e delle ferite operative e :olla medicazione occlusi va, opportunamen te rinnovata per assicurare 11 drenaggio della suppurazione. U ~ intero capitolo di semiotica è costituito dallo studio della esa· ~erazt~ne e della. simulazione della sordità, del mutismo e d el soromu~Jsmo nei militari. Meglio che i differenti metodi escogitati per scopn re la frode, metodi che sono esposti talora con cnra. meticolosa.


112

LA OTO• HINO- LA lli NG OLOCIA 1 EOC.

nei T rattati, v ale, anche su questo campo, la larga esperi enza dell'esaminatore, il q uale, procedendo ad un diligente esame mediante i con· sueti metodi clinici trova in caso di esagerazione o di simulazione i più strabilianti, invero::;imili risultati, che gli permettono di riconoscere con sicurezza l'inganno . ~el pronu nciare il suo giudizio il pe· rito tenga presento che gli isterici si comportano come i simulat ori p iù. g rossolani, q uiudi nnn pre termetta m ai di praticare o far praticare ~n compl~to esame del s i;;t.ema nervoso, per rieercare se esistano altri indi zi della grande n evrosi . Va ricordato inolt re cbe talvolta la. sordità o il sordomntismo psichir i sono monosiutomatiei, e possono accompagnarsi o no a disturbi della motilita delle lahhra, della !in- · g ua, delle corJe >ocn.li. Con0i;cO a quo:;to pr<~posi to. fatti di soldati, che si avrebbe voluto clcfc>rire al t.ribnuale militare per simulaz ione: iuda}.òui pitl aecurate climostrilrouo cou sieurezz<L esser>:i t rattato ùi istenc1.

*

* * di aùottare speciali criteri di G.ià in pa.:;sH.t.o si trovò neces:sa.rio i ùon e i tit fisica per Msegna,re i rn il i t ari alle d i fferen t. i anu i : cavalleria, artiglieria, ber:mglieri, a l pini, ecc. T al i cri t eri , n P li a presen te guerra. as~u nsero sem prl~ maggiore i mporl,an 7.a. Ri(·orfl ••rò j n propo· &it o solo ti uanto si è fatto per l'arma pi ù moderna., che è di venuta già così perfez ionata e potente, cioè per l'aeronau tica e i n spe~.; ial modo per l'aviazione militare . .Per divenire buon avia.ton• sono nect•ssa.ri speci<di reqni:>it i ÙPllo spirito e dd corpo, requh:iti p~iciJ·(ìsioloyici. Gli apparecchi per il volo, cl1e costrui sce oggi la ind ustria ita· liana rappresentano, - po-siamo dirlo con orgogl io, - nppareccbi tra i più perfezionat-i cl"! mondo; è uecessario che Ja nw<·china·uomo che è chiamaLa aù anilllarli sia rlt'l puri UJl orgalli<>mo. '-!nanto è più possibile, perfetto. P rima, c}nan,lo ci si acconte11tava di sottoporre il cauditla to avin,t9re alla cun~twta ,~isita medic;a sommaria, aceade,-a d1e do po alr. nni me's i di istruzione, ilnrante i r1uali e ra mantcnut0 1t spese - ~ell o Stato, eg]i "'Ì 'rivelasse sfornito di alcune al.tìtudini tec· uidte e:;sen~iali, ciò eh e OC(;a"'ionan" Rovente danni alle pPrsone e a \arie gra vi ai costosi a ppa.reccl1i. Un'eli m in azione pren' ntiva dei meno atti si imponeva adunque, e i fa-tt.i hanno dì mo,.trato che t ale eliminazione, condotta. con critt•ri razionali e basata s u metodi scien· tifì c i, diminuisce in largbis::;ima mi,;nra le lamentat.e el im inazioni t,ardive nei campi di aviazione. D egli uffici spccialmPnte costi tuiti per l'esame psieo·fìsiologico dei c an d i dati al l 'a vi azione sono sòrti p res::;o la nazioni a lleate, e part.ienla r meute ntnnerosi negli Stati Uniti cl i America.


I.A OTO·RINO- [,ARL'\GOLOGIA, ECC.

113

In Italia il primo ufficio d i tal g e nere fu costit uito me~i so no a Torino, per iniziativa d e l prof. Baglioni e mia, e col concor so val idissimo del pro f. Amed eo Herlitzka, di Fisiologia in q nella università: io fui inoltre recentemente incaricato della istituzione di un seconùo ' ufficio, parallelo, a Napoli, il q u ale fun:-;iona g ià sotto la direzione apprazzatissima del p ro f. G aleotti, e colla coopera.zione, vorrei. dire entusiastica - di una scb ie ra. d i va lenti medici specializzati. L'nfl:icio di Torino ha esam inato fino ra ben 2500 aviatori e piloti, con uno scarto medio del 24 p. 100. D eve riu::;cire per noi italiani motivo di aJto com piacimen~o l'a p prendere 0he un ulllciale superior e medico, - americano, - d e lega t.o dal suo Governo a prendere conoscenza dPgli im pi ~tlHÌ c'lei gen er e f~tUi in Euroua, el>he a cliebiarnre che aveva più imparato nei due giorni d11. lui tmscorsi presso l'uffiuio di Torino,- pei quali aveva perfino voluto sottoporsi alle differenti prove, - che visitando gli ufJiei analoghi di Frant:Ìf'l e Lli I nghilterra presi insieme. La brevitù. del tempo mi viet a di entrare in dettagli uir Cél il fnn· zionamento di q uosti po0hi nflìci, (lettagl i cl1e formano del resto oggetto di pubblicazioni speciali 1l ): mi lirniteTÒ a dire cowe au che sotto questo riguardo i periti medit;Ì si sono trovati a risolvE>re u11~ serie di difficili problami, di n atura del tntto nuova, perchè concernente la idoneità spec ifica al pilotaggio. Preuede una visita medica generale, uella quale è tenuto <.:unto, tra altro, della pressione vascolare, del funzionamento del cuore, del respiro, rlel sistema nervoso, df.\l le abitud ini del soggetto, sopratutto con r iguardJ al tabacco e a ll'alcool, ecc. ;L'esa,me dell'occhio è rigoroso: si esige, di solito. un ci.~ws == l senza correzione di le-nti, uua ~satta. 'ç'isione stereoscopica {apprezzamento delle distan7.c), normale 1 1senso dei colQri, a m pio il ca. m po \·isi ~o e di sgnardo, buona Yisiona a. luce diminuita (visione cr epuscolarE>., occhio d i gatto), per i servizi noLt~rni ch.e hauno og~i tanta, im portanza in ;tvill.?:ioue, ecc. , L_e~ame de ll'orecch io tl pure , importantissimo : si e:>ige normale l actuta uditiva dai due lat.i, buona la pervietà delle vie nasali e della ll'Om.ba di Eustachio, condizione questa indispensabile perehè l'aviati)r~ po:;sf~ sopportare, senza andare incontr o a dolori di orecchi e a flencolose vertigini, i raoidi ca m hiamen ti di pressione atmosferica ;~Ilo ascendere e nel dis~endere in pochi minuti , da 4 11. 500 metri \;'tezza. In caso dubbio, si procede ancl1e alla esperienza diretra., co ocaudo i l soggetto dentro una apposita campana pneumRtica, e (I J •Ye<li Giormal•v d"' me<("•ema · • l"·n~CI<'O · 1o gennato, · pag. 3, 19 18. W t·1·,,,,,.e,

-


11:1:

LA OTO· Rl :\O·LAIU:'<GOLOC:I l 1 ECC.

:-ott opoucndolo a rapidi rlepre;;~ioni barometriche, corrispondenti alla altezza di 5 e P"rfino di 6 mila metri (mezza atmosfera~. Inoltre nor mA.le deve essere il funzionamento dell'apparecchio vestibolare dell'oreccltio interno, cJ1e 1 como è noto, ci fornisce delle sen· sazioni, - - in condizione normale subeonscicnti . - della posizione e dei movimenti della testa. l i na morbosa. e-c·citnbi1 i tà vestib0lare può rlxr lt1ogo nel candi•lar.o a•1 una sintomat,olngitt ,-era.meuto impressionante: vortigin i rotatiYe iutènsissimc, ~eu~;u di caduta e fa.lso ap· prPzzamenLo della posizione n0llo spazio, males;;ere, nausee :fìno a.l v<m1ito, pallore, sudori fret1di; insomma una sinclro111e molto simile a tluellt:t bl:'n conosciuta del mal di mare. ll fuuzionament,o ùel sisteJG!~ ner"'oso è oggetto poi di speciali, cl~:~lil'att> prove. Per stabilire la pronter.za con cui il soggetto reagi:;t~e agli stimol i, sia luminn!>i, sia sonori, o il suo potere ùi attenzione L'Olltinuata, s i misuri\. con speciale disposi ti ,-o, e con orologi che se· guano i l mille:;imo d i secondo, qua11to tempo iutorcorre tra un seg11ale o comando datogli colla. luce o col suono, e la esecuzione di uu de· term inato movimento (te111.pn di rf'a.::ion('), oppure di un moviment o scelto, a. secnnùa d~J segnale, t ra parecch i movimenti analogh i comaudati (tl'mpo di decisione o di .•celta). L'aviatore i n volo deve in· fatti, quando sopravenga un incidente imprevisto, decidere ed eseguire sull'istante o il più rapidamente possibile la manovra necessaria per la s ua sal vezza . Con opportuni met.odi grafici si regi:; i ra ne c.l uindi il com porti\.· mento del p olso, del respi ro, della, pressione vascolare e del tremito della mano nell e emozioni, facendo, a.d es ., i mprovvisamente e al· l'insaputa del soggetto in os!lervazione, esplodere un fragoro:;o pe· tardo; i soggetti che si emozi onano t roppo in ten~ament.e, vengono eli minati. Queste i n breve sono le prove principali alle q uali viene sotto· posto il can didato all' aviazi one : in base all e resnltanze che se n e ot· t engono vi ene s tabilita. m modo inappell abile la sua idoneità o ina.· bili t à al pilotaggi o. ·

** * E d ora. brevemen te conc1udo. Abbiamo passato i n n1p ida rivista i princi pali p roblemi che l'oto· lll.rin gologo si t roYa a d over stud iare e risolvere pei servizi san itari d ella presente guerra : a bbi amo messo in luce la compless ità. e la im· p orta.nza di tali p roblemi, e abbi amo cons tat ato con compiacimento cbe l e nos tre autorità sani tarie han.no saputo, anche in questo campo,- attuare i p rovved imenti megl io adatti ad asslCnrare la re-


LA OTO·RINO·LARINGOL0ù!A1 ECC.

115

gola.rìtà. e la piena efficienza. dei servizi. :Ma un'altra conclusione, di indole, - q nesta, - più generale si r icava da quanto sono vonuto esponendo : che, cioè, le conos~euze scientifiche, anche le più elevate, -che possono apparire e sono ancora ritenute dalle masse un mero lu~so,- sono invece di inapprezz::ibile valore nella vita pratica : abbiamo visto, per esempio, che l'etologo, che cono:we sicnramt.:nté i metodi più delicati di indagine obiettiva e funzionale dell'orecchio, è meglio di ogni altro in gra.tlo di applicarli con frutto alla os.servazioue dei militari, i quali, è noto, costituis<·ono nn materiale :li omrvazione, per molti rispetti beu differente dall'ordillario materiale della clinica civile : le indagini cliniche sistematicamente condotte gli facilitano asl;ai il còmpi~o c1i J·icouosce1·e pronttlmente le lesioni •lell'oreccbio ad arte provocate e le sordità simulate. E potrei agevolmente moli;iplicare si fl'a.tt.i esempi.

"'

Come uei più differenti campi* * delle umane attività, anche nelle medid1e discipline adunque e, nel caso nostro, nella oLo-rino Ia.ringologia, Ja scien:1a tro,·a immediata ed utilissima appliea7.ione alla pratica. Cbe se la utilità di appli<'are alla. pratica le result.anze degli studi scientifici potè e può ancora al giorno d'oggi essere da talnno contestata, tale scetticismo cade davanti ftlla evidenza dei fa~ti, tutte le volte che le applicazioni alla pTatica sono condot.te con quei serii criteri, che permettono ùi contemperare arruonicalJ?.eute le idealità scientifiche e le esigenze della, vita reale. Un largo e confortante mo~imento nel senso accennato si delinea già. in ItaLia, sopratntto per ll valido impulso dato dalla società italiana per le st·ienze: anguria· moo_i che essa si affermi sempre più efficacemente in questa nostra It~ha,_ così riccà, anche in confronto acl altre Nazioni, di genialità SCientifica. e di feconde iniziative.


l Hì Oi;l'I::Or\Ll.: MJLI'J'AR E: l'R INCIPA LB DI VE:N l~V.lA

., .. . -

Il protettore dell a vista dei combattenti per il dott. Ferru ccio Putelll, maggio re mod i co, cn.porer:.rto o ti tir.i,

l . - Lf' ferite d' infilata ~11ll:t faccia,, con ~p ec iale d ~u a.rdo alla ro~ i oue orhito-tc ml'o ro-z i ~onutti ca. L'elmetto del no>:tro e,;(•rr.ito $t)i'tituisce n ei Mmhattimenti il CO· pricapo, e offre nella forma e nella sLolTa. uua più \a.lirla protezione generica contro i trau111ati:mn . J~sso è modellato sull'elmo dei pom· pieri e si presta a;.;sai be11e alle esigenze di nnA. dìfe"a rivolta contro i t raumi dall'alto (sas,.;i, macerie, pal lottole e freecie da aeroplani, ecc.), fa\·orito anche dalle due \isi€'re fronta.le e occipital~, cl1e prc1teggono la faccia e h~ rmca. Il eostrnttore p€'rÒ non si è affatLo prt·Ol·cupaJo di organizzare le difensive dt)ll 'elmo a sah·aguanlia dei YA.l'.Ì organi nobi li~simi capeggiati dalla. c;tlot.{.a di a<·ciaio : occlti, o•·t'<Thi(), unso e

.

.... r

..: ,r., 111!

.-, ~~~-~. ' :. ::.

·' :, .w...'

!l

l

.~.

'

1

••. .l' l

.. •.. r ~ . • .. t

'l .;, ...

..

., ... .... .. ..,

..· ..

;-

'

srni perinaMrli, ussa masce.llc1ri. L'e;;;perienza della prei'ente guerra mi ba in,•·gnato, sulla scorta della tnwmato logia. llaso·orhit.o·Lempondt' 1 che il no:-<tro ehneLìo po· trebhe moltiplicare i suoi poteri rlifen~Ì\'Ì illeclifmte l'aggiunta di ele· menti protettivi sopra r<>gioHi scoperte, <li alii~sima import.!'nza to· pogrnfica, frequen temente colpite dai proieLtili. Studiando nei feri ti del mi o repRrto otiLic.i la tranmatologia del naso e dei selli de lla fa.cl'ia. con intenrlinu'llli pro(ilutti ci, iHdirizza.i l~ i ndagini a precisare le traieUurie pref€'ri t t\ 1lai pruint i l i e le sedi proferite di peuctrazioue dei merie:>imi; on,-.le stal.ili r<~ sopra dati di fatto iueccepihili la erPnfnale e.;istl"nza eli 1ma. zo na più vnhlerabile, por ta di entrata del maggior nnmero doi proiettili . là quale accentra ndo in sè i maggiori pericoli p~"i combattenti, <:i anehhe ancl1t> garantito i maggiori vau ~agg1, qualora fossimo ri u~ci ti a oh li terarla. sotto una corazza metallica. Quanto più progredivo nel mio studio, rilevavo la straordinaria. frequenza di com partecipazione della cavità or bi tar i a ai tra.uwu.tismi della. faccia; multi ttnzi dei miei lesionati pro\eni\ano da repnrti ofta lmici, per la cura, i n secondo telll po, dolle deformazioni n!\ sali. I n realtà, quella stessa regioP e, att ra.\erso la quale penetra.valiO le note devastazioni del naso e della faccia, la;:;ciwva anche passnre

. (: .

- :-2. ..'· ' . i

·' .... ·~=

.. :·· .::!:

..' ..; ... :

l

'~

.-·"."

.'· ..

,.; ,, ~

_.... •'

{',, ...

.... ..;

.. >:: • l


IL PROTETTORE OEI,l,A VI STA Dl~l COMBATTF.N'I'I

117

un b uon numero di proiettili entro l 'orbita : spo:-;so an zi lo stesso proiettile fe riva si multaneamente or bita e naso. L a patog enesi d t'i traumatismi nasali s' intre cciava con quella dei traumatismi o1·bitali : conveniva abbinarne lo studio per meglio det.el'minare topograficamente la proiezione massima di vulnerabilità delle cavità (come com· portava il mio pr0gramma iniziale). La m ia attenzione fu vivamente attruta dà un JetE:-r rnÌ.Il ctt.u gruppo di tra.umatismi, peuetranti n el· l'orbita e nel111. regi~_·na pantorbittde, che lesiouavano quasi sempr e i seui della faccia, deformavauo lo scl•eletro del naso, ma sopnuutto iuvt>stivano l'occhio così gra\·emente da distrugger ne la funzione . (~ueste le;:ioui e rano cau;;at.e dai proiettili più di \ei'SÌ (pallottola di fucile, di sb rapuel, scheggia di l>omlHt, ùi granata., sass1 di r imbalw, ecc.), che sotto fa.vor~vo l i circostanze perl!orrevano la m ede>:ima ~raiett.oria. per sfondare la mecle:;ima porta di entrata : c1ò çhe basta a rivelarci la. facile vnlnembilità di questa porta (regione orlJi.to t('m· poro-zigomatica) sotto determinati angoli 1li fuoeo (t.iro d'infilata). Risultò dalle mie ricerche corupl€'s:;i ·n~ che i.l maggior num oro di ferite della f<\Ccia. proveniva da tiri d'infilata, che inc;rocia,ano t r asrers~tlrueute ot1 obliquamt.mte il piano antero- posteriore 1lel le cnvità nasali e dell"occhio, e pe11·· mvano attraverso la regione orbito-temporo-zigom a t i ca. (iue:::ta nozi oue, bene HJJ(Jlll"ll.ta nei rigtutrdi topo~rafiei, è fonda· 1 mentale per la pl'ofilassi, alla q mdc provYede l"ubi l'!lllsisfau1.', indieandole il ve•·o pun to dove scaglionare la resistenza coHtro l'invasore. Al contrario, i pr oiettili che colpiscono le orbite o le cavità na · ~li in direzione antera-posteriore uon permettono, generRlmcnte. a.l lento di sopravvivere, perchè, dopo traversati questi organi, proseguono il loro fa·t.ale c:ammino t·ntro il cenello e il cer"t"elletto. . Il doppio e;riterio (t1€'sunto acientificamente d,tll'esame oggel tivo dei trau1natism i nasali e or bi t o t.c m porali ) : 1o della cli~·ezione ::•·t:;uita diti proiettili che culpi;;cono pi ù frequentemente l'organo della vista e della cavità na~ali ; . zo della sede della loro pii1 fr equente penetrflzionei ~onueue elementi d i fat.to, logici e i ndutti .... i, sufficienti per dare u na ase scientifica alla pr ofila.ssi. d

~~a a quale profi lassi'? Avevo incoruiuc ia'"to i miei studi erigeu- ·

~nll a paladino del naso e cercando difese al mio protetto, e li ter~~n~vo col.delibera.to proposito di dedicar mi alla. profilassi della v ista ! . e <:oncl usiOni del mio ln,oro dimostrava.no che al momento istesso tn. cui ra,.,.o-it l r.. . . l l a avevo gi<t .. ~->n l nge vo a meta pre 11ssam1 come nno ogo, 1 1 (Il molto 1 1 t . . ~ repass.tta; du.ppo10he era ('biari:,.;;Ìmo che, se la porta di

;

••

l

~ l

.t l

l

l•

l l t

l t

•

.•t i


118

['

PROTETTO[{E DE I. f.A VI STA IJ~;J COMBA'l'TEN'l ' I

entra.b\ ùei tra.umati;omi nasali e orbi tali nei tiri d' infi lata era la me· desima, medesi ma doveva esserne la pr ofilassi, e q u ei ri pari c he anssero ser vito anehe a l naso, avrebber o s~ r>i to a n che a ll'occ hio (prati· ca.monto ri sulta.run~ pi ù tardi ancor a p iù eccellenti per l 'occhio che pel n a~o). Questo coroll a rio profil~tttico , che emergeva li m pida m Pnte d alle co nc lusioni de l lavoro, era più v ast,o e jnfinitamente più pre· zioso di q uello che io m'er o pr oposto d i ragginng('lre, e l a proi;pettata d ife:!a. del la -vi:;ta ne C'entuplicava il valor e! co~ i ha pot.ut.o succede re che un one;;to col ti Yatnr e d~ l suo campicello otorin0 laringol ogieo sia stato qua::>i inccmsciamentP trascinat.o arl invadPrf' il eRmpo d~l v ici no oftalmologo e a falciare l'orba sotto i pierb a l collega : uniom d a/)l/IR jlflf ÙtlllSIJIU! L' ici.~.~j /Il !

II. -

"Pn.t o~e u e.; i

rlelln. (',('cit h di ~n ena.

Tiri d ' in fìl:tta s ull a n giOll(' or hito-t em l•oro-zi!,;·o mati ca. Dobbiamo ora allf'gare i documenti c·linici di tranmatolo~ia di guerra, sui 4uali abbiamo studiato la patugellesi dt·lle fl'rite d€'lla facc ia e llai quali a.IJbiamo ricav;1to la base scieutifkA- p{'r la costruzione del Protettore. I n armonia co l nostn.. ID<LS3Ìmo obietti,·o profilattic-o, ci liruite· r{'mo ad ili n:otmre la patogeuesi della Cfwit ;\ di guPna : 4 .casi di (·e· oit.à. hilatrmle, con Jh·uetmzione 3 volte a dl'stm, l a sinistra e 1-1 casi di n:· ci t. a. unii a t f'ra.le, con peneLrnz:ivne 8 Yolte a d t>~ tra e lj a si· n ist ra. DPvo alla f!;entilezzu dell' egregio caporepnrto oftalru ici capit.ano me· diC'o pmf. F~tlJO iu couo;;t;('Jlza. Ili nlcuni di ttdi èasi . Aggiunge>rl'mu i11fiue q na.khe esmnpio di lesioui p:naorbi Lali srnza intacco nella visla: per com piC'ta.rf' .le nostre conos~·enze su t [ ttesto argomento. I n tnt ti questi ('asi rifm·ii.i si t ra.Lttl. di tiri d' infìlat.a. diretti snll!t. n·g10ne orl•i&o· tem 1ooro-zig• >luatica. .d) ( 'EnTÀ IHLATF.I!A L E. 1. A. Angu-.;to, ~oldato, ferito il 23 ottohre l!lHi, <la pnllottola penetr11ta nella r el!ione soprao,·loitnrilt de:;tra, ed uscita in corrispomlenr.a del ponte 1.igomntìco s inì:>tro ( piccolo toro di entra,la. e di u;;rita). ( 'er,ità biln.ternle, <'OD apparente in· tegrità rlci hulbi oculari. La pallottola attrann::ò le <ino orllite Jed~?wlo il nen-o o tticO"'e i v•!!'Ì drcostnnti. A l iR radiogmlìa i. r:t'pporti ossei dolio orhite -vr~r;;o 1l fondo sono alterati pP r fmtlura. Auosmi::~.. 2. A. Antonio, J<oldato, ferito il :?2 no•rmhre Hllf1 da unn pallottola e;:.plo«Ìt"ll, che. dopv e-;,:.pr Jlt'lli'trata d' intìh\la nell'oc<~hio ~;ini'ltt·o, a<·cecaudvlo. scopp1ò nc tla t·e>gionc ru:l"~ellllrP de..:trn, cou vn-<ta le,ione ùll! mni'<'o,>ll:•re de,-tro e ùet<>nuinnndo Cf><·itit nudte nc•ll'ocrhio d,~,;tro. Fììne<'rllie multiple fr:1 !'Ptto ~ turloinnt.o inff'riore <lo;~<lm. 0pnciti• rli l'lllrllmbi i f<t'UÌ th:t~Ct!llari. Ano>'min.


t:

r

IL PROT ETTOR E DELL.l VIST,\ DEl

an n l'

:r.

.=· ....

<'ù~IRA'PTENTI

llG

S V. Umberto, caporale maggiore, ferito il 4 dicembre 1~15 da pttllottola. di

Cucile, che, penetrata al di sopra del bordo orbitario superiore estemo destro, asportava il bulbo oculare destro, e , continuando la sua traiettoria, asportava anche il bulbo oculare sinistro, la palpebra i11fel"iore sinistra, e u::ci\·a dalla regione orbitale esterna sinistra. t P. Carlo, caporale maggiore, ferito il,; agosto 19Hl dn. pallotloln di fucile .Ua regione orbita) e esterna de"trll, r.o n fuoruscita deli 'omolog:1 ~i u ist r:1 : <:'ed t li. bilat~rale per distruzione dei bulbi. B) CEC ITÀ UNILATEH.If,E.

1. !. Cosimo, soldato, ferito il 19 luglio 1915 da pallottola di fucile penetrante nella regione sopraorbitale sinistra e uscita attraverso l'osso nn::;ale de· stro, dopo aver frantumato il bulbo oculare sinistro. 2: C. Luigi, solLlato, ferito il 22 agosto 1915 da scheggia di bomba. a mano penetrata nella fossa temporale dci< tra, fl'l\cassan<lo ìl bui bo, e fuoruscendo da ll'angolo palpebrale in terno. • 3. S. Pietro, soldato, ferito 1'8 ago~to 1!.>16 da pallottola di .slm1-pnel : ampia t'eri~a al sopracciglio destro con frattura della volta orbitaria • lcsio11e dell'occhio (enucleazione). . 4. M. Roberto, soldllto, ferito nell'ottobre Hl15 d:1. pallottola di fucile penetrata dalla regione temporale si n i~tra, e fnonts<·ita att raverso l'occhio, a.sport•mdolo in gran parte. li. A. Agostino, soldato. ferito il 10 òttohre 1916 da pallottola di fucile pt>ne· trata dal seno frontale destro, e, dopo a t tra \"ersa t o il bu !bo, fuoru~ci ta attra ver'!o la branca montante della mandibola sinistra. 6. C. Emanuelfl, soldato, ferito il 21 ottol,re Hllo da scbe~J:{ia, con lesione della palpebra. inferiore e del bulbo ocuhu-e de~tro. che si presenta spappolnto con gravi fenomeni ili panoftahuite (exentero.tio bulhi). 7. I. Agapito, soldaw, ferito il 2~ ottohre 1~15 da pldlottola d i fucile penetrata al davanti del padiglione dell'occhio ·destro, e uscita attraverso i l bulbo otlllare destro, cbe fu in parte asportato. 8. A. An tonio, soldato, ferito il 23 ottobn 1!)15 da )lllllul.tola rli fucile p<:n.-t?ata lateralmente in direzione del pavimE-nto dell'orhita destra: dopo distrutto il bulbo, uscì attraTe r~o l'os:-:o zigomatico sinistro (frattura comminntiva cl.ell'o!lso malare e mascella.re superiore, con interessamento della \)tu-etc inferiore dell'orbita destra: radiografia). 9. V. Silvio, soldato, ferito il !50 ottob1·e 1911) da pallottola pt-ntltrnta nella. ~gione sopr<torhitale òe5:tra, ~frncellando il bulbo oculare, e di q11i decorrendo obliquamente in avanti e in b;1sso, fracas:;ando il mnscellare snp1;riore, e uscendo dal bordo alveolare anteriore del palato a sinistra. 10. M. Pl'imo, soldato, ferito il 2'2 novembre 1915; ampia ferita r"gione tel\1poro-orbitaria. sioi!itm, lunga 4 centimetri, larga. :! centimetri fino all'osso, C•)D rottura del bulbo oculare. 11. D. V. Franl'esco, sold:1.to, ferito il .t aprile 1Dl6 da scheggia rli granata ~Ila te~ivne frontale .-:iuistr;~ , con a;.porta;r.ione r!ell'ocrhio e le."ioue delle o· · na~li.

12. N. Tullio, soldato, ferito 1'8 agosto 1!)16 da scheg~ l l\ di gmnata. intere~· sante l'orhita ù~strn, ma~cdbt·e supf·rioro e inferiore destro : appiattimt'nto del dorso dul onso e frattura del setto. Ampi1t ferita regione laterale ;;iui!<tra ùel na~o; c;ropertura del seno mn.::c:ellnre sinistro. Cecità a destr&.

_ _....._L


120

IL PROTI•:1'TOH 1': LJI~I.LA VlS't.\ DEI, CO~I))A'l TI~ J:\1'[

13. S. Emanuele, soldato. ferito 1'11 dicem~bre llJlG da pallott ola di sbrapnel. penetrata nel seno frontale sinistro, ùi~truggendo l'ocd1io, per forando p rofonda· mente il na.~o e arres tanrlosi entro il seno mascellare destro. L:-1. fossa u~tsale

:.:

:~.

destra .) ostruita pro fondameute da s•·heA'g ie o,:see traspo rtatevi dall'arcata SO·

pmorbita le (estrazione d ~:lla pal lottola. tbdl a fo,.sn cA. uina). 14:. P . FrauCI'S<:O, soldato, f<·rito l'Il nvvPmbre 1!117 snll'<\pofìsi zigomatica del t emporal e sinistro da p11llottolu d i furile che poi ha attn\\rers:lto l 'orbita, di~trutto l'occhio, ~coperchiato il scuo frontalt> :;ini.-.trE> e in corri,;poudeuza della radice del naso, bucato la parete anteriore del se no froutale destro. {Yedi appresso lrt storia clinica e le fotografie: figg. 2, 3 e 4). C). Lh:iiii>NI PAitA(lH!l11'Al\IFe C•J:-> ll' t'OI..l'~IIT.\ l)~;J,L,\

VISTI\.

l. R. Pn.c;q u:.le, soldato, ferito da pallottola J>L'C etrautP due dita avanti J'orer.c bio sinistro, pel'l'orò il na~o al livello del pa~·iment.o. frat t urò h• Lestn del turbinato inferwre de:-:tro. e fuoru:>ci due <iita :-:vtlo l'o('chio Je:-:tro. ~. M, Sot1 imi o, iioldato, ferito il S non~mbre Ull5 da p:dl,Jltoln rl i fuc• ·~ pen Ptrat;, un dito e tner.r.o sot.to l'nn~olo interuo d1· ll'orchio .Jp;;;tro, at.navPrsù l'osso na<;ale Je>;t.ro, uscì sotto l'oech io sini:<tro, ~toperchi:.~.ndo d seno masct!1lllre ;,iHistro, con larga pe1·d1ta di so:>tauzP di tut.t~• la re~ione souo ul'l>itale IJllo :di'osso :idgomatico; fra.tlura d el m ascE' ilare superiore :-<ulla linea ml·Jian:t; ,..pustnmeuto del: l'arcata tlPnt;oritt •lestra. J)nl fo ro di e111 rata si penetra nel "l'IlO ma>'CI'llare •lt>~tr,. o. T. Lorenzo, soldato, ferito il 2-l ot~obre Wlo da pallottola in corr i;;pondeoza <lE'l prot'e-<so zig:omntico dell'osso temporale destro, che ha frattura to il condotto uditivo O!'i<l'O, e, uttra>ersando la faringo, ò u scita. al margine pm>teriore dello sterHo-clei.lnma-;toideo. Salrlatura del pilnstro palati no po,.,t~:~riore . Sordità totale u dc-.u·a. -1. 'f. J:.:u•·ico. soltlt\lO. ferito il 29 ottobre !!Ho da sclH•g:;ia di grann t11 :-:nlla reg:on e :~.igomalica sinistm lino al la. mdit:e de l na~o . 5. Z. Ang•·lo, soldato, ferito il 23 u ove mb t·e 1HJ5 da scoppio di granata al· l'orerc!Jio dGo.tro e a tutta lu regione z igomatica, con frattura dell'osso D_asnle rlcstro e deli'Jtpofisi nasale del mascella n· : lpsione che si esteud<> ent• o il seno mnscellare dPstro, dove trovo incuneata una gros:> is!lima scl~t·ggia di gra uatn, che r ieseo n lu;;sare ed est1·arre dal foro di eutrata.

r,ascio nelln penna molti altri casi consimili, bnsta.udo i pochi citati a rl.imosr.rare eh<' nn proietti le può co lpire la rC>gione orbi io· temporale z.igom<l..tica, e: permettendolo la sua lra.ict.toria. lasciare i né olume l a \Ìsta.

., "'

-·

_,

..

.. -.(

l'

il

Re spesse volto i tir i d'infilata snll:1 regione auriculare cagionano ('E:'<'Ìta, esistono fortunatamente altri casi nei qnal i un proiet;t.ile. pur J'""llet.rando da:•a.uti, dietro, sopra, entro J'or ec<·bio, ] a~ria. immune la vi -;La, fu oru ~ce11do per v i a sottoun La lH><t d alla fos:-;a tP m /l('l'a le o dalla. r egiouc zigomat.ic~"l., oppure per \'Ìa o:>sea attraverso le r~o'\\-illt nasali e i wa:;e<•llari: ta.l,·olta. ne con:wgue una d i,·er ;-;À. muti1azione senso· riale. ht eofo,;i, per c:ommo:>;iouo traumatica df'l lalJirinto acustico.

..

,•


IL PROTh.'TTORI!: DELLA VI!)'rA. DEI COMBA1'TENTI

121

Una minima divergenza nella t raiettoria. del proiettile determina la maggiore o minore gravità del maleficio. Anche per amore di brevit,à, non citeremo casi cl inici, estranei al nostro còmpito che si accentra nelle lesioni oculari: ma abbiamo voluto segnalare anche questa evontua.li t ò. perchè giova a completare le nostre conoscenze sulle ferite di questa regione. CoNO'LUSIONI: Dall'esame del nostro materiale clinico concernente le ferite da pr<>iettili della faccia, con speciale riguardo a quelle che iuteressano la vista, emergono relati>' amente alla cecitù eli guerra i ~eguenti insegnamenti : l. La diversa traiettoria }Jercorsa dai proiettili che penetrano nella facciA. è la causa della diversa gravità delle lesioni degli organi 'ol piti ed eventualmente dell'intero organismo; ~ . I proie ttili che trapassano le '!avità orbitali e nasali n el diametro antero·posteriore riescono quasi sempre mortali; 3. Ogni profilassi è ineffettuabile contro i tranmatismi indicati al paragrafo precedente; 4:. I proiettili che trapassano gli organi summenzi01iati nel diametro tra~versa.le (tiri d'infila ta), annientano spesso la funzione <lell'occhio e . sovvertono l'anatomia de l naso, ma di regola. non tolgono la vita a.l' colpito; o. Le lesioni oculari e nasali provocate da tiri d'i n:filata, co· ~titniscono la maggioranza delle ferite da proiettili,•curate da.l rinologo te probabilmente anche dall'oculista); 6. In questi casi la traiettoria del proiettile decorre p~nallela­ mente al diametro trasversale del bulbo o alquanto obliquamente dal <lietro in avant i, e talvolta anche d'alto in basso e viceversa: 7. La l$ede di p enet1·azione si loca lizza fra l'occh io e l'orec<.:hio, n&lle regioni: frontale in(e1·iore, orbitale superio1·e, m·bitale er.terna, temp01·ale anterio1·e, zigomatica (fig., l a) ; 8. Il proiettile può decorrere perfettamente tangente alle orbite, ~ attra.ver!!are entrambi i bulbi con esito in cecità bilaterale, epi· iogo raro·, 9. Il proiettile può colpire un solo occhio, con esito in cecità uniìatera.le, epilogo più freq"Q.en te : in tali casi il decorso varia.mento Qbliquo del proiettile, determina molto spesso gravi lesioni anche nelle cavità nasali e sinusali: 10. Il proietti'le può colpire la regione paraorbitale, rispettando l'occhio: (in tali casi, r elativamente fortunati, quando il colpo è troppo basso per l'occhio, attraversa ad es. l'osso J<:igomatico e sconYolge il seno mascellare e lo scheletro del naso, e, se è troppo alto Jl~r l'occhio, penetra nel seno frontale) ; 9

- (;ioma/e di mediciti<t milila;·e. -

Fase. Il.

\

•

t

.•... •

l l

•


'

122

l ~

. •'

l

\ l

•

Fil!. l. lteg ione orbito -temJlM'•- zigo ma tka : sede di elez•one •I ella j"j•rltit di ,:ne rl'a.

11. Il p roiettile può col pi re la regione auricolare, ri spettandol'occhio; (come ad es. quando panetra n el con dott o udi tivo, scivola lungo la squama.· del tem porale e per via sottocutanea fuoriesce in prossimità. dell'occhio) ; 12. L'elmetto regolamentare lascia l 'occhio tota.lmeu te scoperto contro i tiri frontali e lascia pure scoperta la regione orbito-temporozig omatica. contro i tiri d'infi lata; 13. La. Profilassi ant1tmumatica contro i tiri d' infilata sulla regione orbit o-temporo-zigornati ca è non solo effettuabile, m a si pre· sen t a r icca d i promesse.

III. -

P rofi l a~~ i

ci<'ll<t cecit à òi guerra.

radiosa spE>rauz.t di pro~t>ggere la v ista dei combattenti, pr~ · s t tt>a u n C'A.ratter e. ùi tll'~t'll za. all 'in terv.en to pr ofi latt ico e m i eccl· t ava all'azione. L ' ultimo ··a~o clin ico da m e osserYat.o nella seconda metà. del nov€'ml,re ! Dl 7, d•· l r'Jnal~ ria.:;;su mo la storia e presento le fotografie, mi t rovò ma t 11r1> per rn.le laYoro e mi ipr onò ::1 i ntra pt:e~ · de re u u cotag~ios-1 esp•-·;·uu~uto di profil assi, ritagl ia ndo nell'nccH>It} gli i nsegnRJrl''llLi dei miei studi . TAL


It. I'JlO'tETTO R!i: DELL A VISTA DEI CO ~lllAT'tEN'ri

...

l !

,.,.. ,.

.,

\

.

l

Ft:: 11. Soldato P. f.- ferita tl'mllla~l. r~giooc t ·mporv· orhit:ma s . (cc·cita sin ist r.'\)

......•

'l l

~

r.

123

f'ìJl. 111. t:operto rla ll'rhr.o: COlli~ si t r 11: J"llt'" q1uwdo f u ferilo.

So ldato P. F. -

Ft: . t\".

S•1lotaw P Jl'. -

r,..,,.rl•• ol:tlt"P.Irn" mnnilo

n~ l f't•• fe/IUI"o' cfe/ltt l'c$111.

Francesco P .: soldato, ferito l' l i non~-mbre 1917 a Grisoleradi d. ~'" · Egli romùatt~:ra- col cnpo roperto dalL' elmetto e venne colpito d·t~fil~ta alla regione temporo-orbì t.o-zìgomati...:::L sinistra da pallottola 1 UCI!e, sparat11 a corb\. distanza, che straziò ampiamente i tessuti : ~lll. lO X: cm. 4.5. La ferì t.a. parte dal prores'-'o zigomatico dell'osso f lllporale, e con decono n.lquanto obliquo atl.l'a>·ersQ.l'occhio, il seno p· 1

6

t:~ut_ale sinistro, ra.ggiun~e l 'angolo superiore interno dell'01·bita e tnlna poco oltre la radice del naso. Il proiettile ha sminuzzato i

1


12J

II. l'ROl' E'fTORE D ELJ.A Vr~:-~r ... Ul-:1 COMBATTENTI

tessnti molli, lesion;~;to le pareti esterna e superiore dL·ll'or bita, svnot.ato l'occhio. di cui resta u n misero mozzicone, e scope~chi ato i l seno frontale sinistro.: un foro accessibile dall'augolo superiore interno dèll'orbita imru.·t!;e n el seno fr01nnle •lestro, che però non pnrlecipa c:c.n alcuna reazione iufinrurua.toria a l traumatismo . J.n fotogmfìa rl.:l P., coperto dall' elmo. come quando fu ferito, dimo.;tra ad evidenza che il nvsf.ro el1netto lrw·ia totalmente .~coperta ai tù·i d'in(ìtata l.a 1't>!fÙJ1le orbito-tempoml~>, in accordo con le mie pre· t•el1eHt i osservazion i. La fer ita poi del P., che partiva dall'apofisi zip:omat.jca del temporale per finire, 10 centimetri più oltre, all'angolo in:.t•r11o sn perior~ dell'orbit a, st-g11ava presso a poco tutta la regione 1·he d eve e:>S•' r difest\. /Jesc;·izioul' d1•l Protelfln·e, sec;ondo' i l mol],•llo di acciaio presentato al ::\finistero delle armi e mun izioni : Una lamiera di otti-mo acciaio!, inchiodata sulla par tt.J i nterna della calotta dell'elmetto, lungo t ucta 1!1. semic ircoufcrenza anteriore, scende a coprire la fronte fino alle arcat" ,.,opr aorbi tali, circonda l'arcata orbitale ester na, si p rolunga. in basso sopra l 'osso zigomatico, e lateral mente e postel'iormente copre come saldo scudo le regioni zigomatica, temporale anteriore, auricolar" ~ term ina. con l eggPra cur va diet.ro i l padiglione dell'orecchio. X ella fabbricazione si terranno prel'enti i seguenti crit eri: l 0 L'efficacia del 1'1·otetlore di pende in par te dalla sua f orma, mtt prevalentemen te dalla s ua stoffa. Perciò l'acf'iaio che yli d à fo?'ma e (or~·a do~:1·à e.~sere della rniglim·e qualilìt .' E ~IOJ:J'O SCl'EIUORE a (j_'ttella rh·l restante <:lmetto per ben resist.t're ai eol pi d'infilata e fn.rgli a-s· s0h·ere vi ttor iosamen le la sa lvazioHe de l la vista ; 2o si av rà cnra di dare all'iut.ero blocco metalli co wut (m·ma bt·tle arenata, come la più idonea l:\- sopportare. eventualmente a deYiare i pro i~tti l i ; 3" le dim ensioni del Protvfto1·e saranno pToporzionn.li a lle varie misure d egli elm Htti; 40 il Protettore uou dovra n.deri re ai t essuti sottostanti, ma li di~tanz ierà alm eno di circn. un d ito, e di più , dove ciò sia possibile, secourlo i l m odello da me presentato; :-, " la l a.vor a.zioue i n vicinanza delJ 'occhio dovrà esser cura.ta. in m orlo da non res tri u.gere m in imamente il campo v isi v o all'est er no. La costruzione del P rotetto1·e è semp lice, d i poca s pesa . r.. a sua applicazione all'elmetto è agevol issima : bastano pochi ch iodi ben piant.ati: c iò per mette d i utilizzare gli elmet t i in u~o, senzn. rivolu· zionarne l'inilustria . l/aumento d i peso è tollera bilissimo: auz.i giova « equililll'are meylio l'elmettu fissandolo iu a\·anti e i n hasso, oBDLI·

._or:

.

'

l

•

.-...

.. ·'

....

..,.

~

..-· ~

l r·,

-''

•'

'l l

~

., ·,


lJ, PROTJn'TbRE DELLA VISTA DEI COMBATTE~'I:I aANDOLO

12fJ

a proteggere stabilmente la faccia, in opposizione alla Qattiv<\

abitudine dei soldati di cacciarsi l'elmetto sulla nuca, lasciando co.;;ì

ancor più iudifesa. la facc ia. L'teso deUa mMche1'a (mtia.~fittica non ,} p~tnto ostacolato ! n Protettore non ,·estrin_qe minimamente il campo t:isico! La limitazione dE:~l campo visivo all'ester no im portE:~rebbe (oltre certi limiti) un inconveniente che tutti ben comprendiamo e gli.oftal mologi che possiedono i mezzi d i misurazione si affretterebbero a determinare e denunziare. Ma. basta vedere il modello, e, m eglio ancora, indossarlo, per continuargli la nostra fiducia. È però importante di ricordare a questo proposito, che ogni elmo (come ogni cappello) deve adattarsi bene alla testa che ricop1·e !: appunto per ciò vi è una serie di misure per gli elmi (come pei copricapo), alla q~ale deve corrispondere una. serie proporzionale di misure del l't·otettore. Evidentemen te, se un elmo t roppo grande capeggerà una piccolà testa, casc)lerà a ridosso del naso e degl i occhi, con notevole imbarazzo di ohi lo porta.. P er ri spondere alle obiezioni dei competenti, mi sono rivolto alla clinica oftalmi ca del nostro ospedale militare principale.·e ho interessato lo serupoloso, dilig entissimo caporeparto capitano medico prof. FA.no a istit uire es11.mi di controllo del c:ampo v isivo s ui sohlat i cop~ rti dall' elmetto m unito del Protettore. E fu questa la consolante risposta : « L'appl icazione del Protettore all'elmetto, NO~ RESTRI~GE lliNIM AMF.NT e n, CAMPO vn:rvo, che misurato più ;-olte, in di;-ersi i ndividui, col perimetro, si rilevò completamente normale. f': cap. meJ. Fano>> .

•

Il Prot· ttore è polivalente: esso ùifeurle l'oechio, il naso e i'orecdtio. . Nei riguardi delle cavità nasali, rilev iamo e: be la salda copertura . distesa sopl'a tutta la r~gione zigomatica,· difende eflìcaceroente il seno masceBare, lo scheletro nasale e un bnon tratto delle ossa mascell!n:i : e ~ai e proprio la pe11a di sfrnttare q ue:wt protezione a risparnuo di tant€1 flpfprmità delll\ faccia, che sel;hE:ne gloriose .1 non sono mE>no ùure da. port<trsi per tu~ta la vita nerchè imrwimono alla fisio uotma · un a<>pet.t.o grottesco. ' ' l.'oreecbio, mercè la protezione del padiglione, del meo.t.o uditi w ~ del~'ap?fi::;i zigomatÙ:a rle>l te-mporale e Jargamf'Ufe gantutito CO!lrl'O 1 . prolet~1li ; e saranno evitate anclto 4uelle frnHnre dE:> l l'Ondotto uditivo e d~lla l'O!;Ca (13 i gravi clam1i dL• l sens•J acnstieo e d ... l sen"o statico) · · s n11 'orecc · 1110, · nm . . , che non ,provengono c1a uu trauma t 1n-etto SI svllupr>ano · · · '1 1· partl· pros-slmt · · on· ,. secon d lll'HtmenLe a1· tnn1mattsnu aIl 'orecch · 1 , lO, sa ~aguardnte ora ancù'P~f<e dal Jll'uleftO?·t>. E pure sperabile clte anche le lesioni ocrl>'eltive ùa. dPtonazio ue . o,.,

l

l• l

l

i

ll


126

IL PROTETTORE DELLA VISTA m :r CO~lBATTENTI

quali otorragie, la.cerazioni della. membrana timpa.nica o del condotto determinate da. compressione d'aria o dalla proiezione dì materiali {terra, sassi, ecc.) contro l'orecchio, che spesso hanno lo strascico di tedìose suppurazioni e di ipoacusie, siano largamente beneficate dal

..

•

Protettm·e.

...

•

-"'"'..

~

l l

L

Fig. V.

l

B

..l ol''

..•• ... ~

.. Fi~.

VI.

Couf•·unl(l f•a l"elmrlto rt'!:••lam,nt:.rc (A). 1111. V. ~ l"<'lmctl•' re~t .. l:tmeutare munitu llt•l P n >/ellorl' 11(1/11 l' i$111 \lll, Il!( VI.

•;e<:it.à è uua. delle piaghe piì1 dolorose (anche per la sua frelJUEmza) della nostra guerra. ] lisgraziatamente, nessuna misura profilattica · fu da noi sinora escogitata a difesa tlelrocrhio pet· proteg~ere la vist~t dei combattenti. L 'alta importanza statale e sociale riconosciuta universalmente allo muLilazioni di guerra (primissima fra queste la cecità> e la cru· JAI.

,


--

• IL PROTETTORE DEL LA VI STA DEt COMBATTENTI

127

-dele certezza che quanto più dura la guerra, tanto più aumenterà. la -cecità di guerra, trasformano la traumatologia oculare in un problema ardente di carità. e di sociale interesse, che urge di risolvere presto e bene con una congrua profilassi. Il Protettore della v-ista, da me costruito, rappresenta il primo serio tentativo profilattico di oftalmologia di guerra, diretto a questo fine. Convintissimo della utilità. e praticità del P1·otettore, bo p·rocurato di facilitarne la a.dozione nell'esercito: così non ho proposto la costruzione di un n uovo tipo di elmo, ma soltanto di inchiodare uno schermo di ottimo acciain! sull'elmetto regolamentare. 11 mio P1·ntettore si ra\!comanda. da sè stesso, in quanto mira a raggiungere la. difesa. del llupremo bene della vista con mezzi modestissimi di spesa t1 facilità di applicazione, così vantaggiosamente da persuadere anche il piit scettico dei giudici a farne un largo esperimento. Mi è piaciuto di far pervenire proprio nel giorno di Natale, il Protettore della vista nelle mani di S. E. il ministro per le armi e mnuizioni, tenente generale Dall'Olio, intendendo di offrire (sempre che il giudizio superiore sia favorevole) attraverso questo graditissimo .intermed iario la mia Strenna di Natale a i nostri gloriosi combat tenti•

• i

'•


128

CASUISTICA CLINICA O ::;PEDALE D.\ C.lJU'O ?\. 004

Dir<>tfOl'l' prof. E. Cioniui, mnggiòre nwdic·o

RELAZIONE SUC::·LI EFFETTI ~WRBOSI DE LLE GR .:\ KATE CARICHE AD « YPRI TE •• ]Wl' il dotf. Carlo Pissarello, tPJH.' Ill e medico. capo del r rparto oftalmico . ~elle p ri me ore dc~ l mattino rkl !!iorno 2 1 n ovc•mhrP n. s. n1•ll a. z<•rw. <li Campiello ~;ono f;bttP impi<'a a tl· <l ;,l n<·mi<·o n nm<•rn:>l' gr·anal <> :;;prdali c:1riclw di ypri tP. elw ha nno d<·l l•rmimtto alc•tu1 i fa t t i tos~ic i (? ) l' I'PnOllWJI i ìrri l nti v:i imp ooeul· i più ~'PI'C' Ì :dm l' n t " n <·:lric·o d r•ll P nw1n hnme nc•nlari in un nunwro co,.picno lli milit a ri. Dalr<>sanw <· omp! l·~f;~vo rlc•i \' :tl'i 1':·1si nrrati nt' l reparto oft nlmieo di qn··~ l· o OS[H'd:r lP 1•merg-r n na ~i nto lll;J · to1ogitt soggPttiva, t>tl OINt•ltiYa <·••"1 nnifonn<!. <·hr• IH' I'IlWifl' d i rl c•li rw:tl'l' <>on gr:md e chiar<>z7.::t la fi :;ionolll ia 1·1i n iC'a· rlc·l nna1lro nwrho:-:o <·.nn"c•gu cnl P all'aÌ ione d <'ll'yprit.c•. · · ] casi qu i cnr<~ t i ~i vo~o;sono ;tg~>voht H·nl !' c·las..,ifi{'are iu d tw !·al;I'.!!Ol'i•• prin<'iJtali: una di NISi t..g-g~ ·ri t' l'altr;t 1li c~:ts i rda(Ì \':t m enLI' ~tra.\·i . pn•ntlt' IHICJ CODl(' bHf'l' Ili t:\}(' C'l:it:l"Ìii('<l?:iUIW i cli-;t ll l'hi a f':tl'it·O lll'll'ocdtio !' cnmo Sl'C'Ond:Jrii cptPIIi <:Ili · YNI'ÌJ ù ,·:-r·rin·ndo n c•:lf'ÌI!O 1li altri orC"nn i. Tall' ronectlo i'• !!Ìil~ f i ti<·~tlll . ;t mio J•;u·crr•. 1bl fal lo <"he i priwi e più irnpnm•nli ùist mhi t h" ha nn c; r l':-;o no•('l';':i;t r io l':lllon t an:trn •·n' 0 drti lMo 11osti di tanfi milif :l ri 1-\l )fl O ~ t 'l ti cpH·Ili ocni:H·i 1'. inollrP. c· ll•· Il' 111:1 llif,·sta:d oni :t• P<l ric·o di nlt r<' patt i rl•·l l'tll'po, an c hP ;-;,. n•w llH'IIO mol··Hil' 0 ]WI'SÌSfl'nl-i d i q H('llt• oc·ul:t ri. in t ut: i i c·asi 0 3'il'l'\':l f i snno state ll h' ll'' ìn rpOl'I;JJLti . fanlo ;w l'~al ll irwt •• riai Jll!l1!o di v ista sl'll1 1Jiil·l·llH'Ilt•• l·li ni(·t>. I'Oll lC s!' <l al JHlllfO 1l i \'Ì~! a d1•l lllf'tlic·o milil ;\1'1'. 1·lH' !!Ì lld ic•hi I]Pll'illtp nr · l.:r.nz:a di una nlt·f·r:t ziont! UJiic·a trwnh• in r:r ppnrf o all :t pno;,i h ilt• 1'11 11 -~~· ­ gu Pn t l' ì<' lnpomnr<l inabi l i! :\ :l1 ~~ ·rT izio nri l it.;u·t•. Quadro r-l in i r o uci ca.~ i l t{lrfi'I'Ì. - [ p ri mi d i:-d urbi i11 ~org-nno in !!t'Ili' l'l' '; tlc·Uill' Ori' (3-10. raranwnlp piit tat•rliJ clnpo I'IH• <~ :o;l.rt:t. :t n'l'l'l i1:1 1:1- pn'· 1'1'117.:1 fl l'l ~·a :; P ~ll !!!!'<'tt i nmwnll' :"i JWIJJir'P ..;tano f'llll t 'l•t':llc·:l. hrnc·ioJ'I' t·•lll · 1inno fl~l i' OITh i ·a<·t·om pai('n;r! () d:r. 1:1!!rirn:t-%Ì011l' n h iln rtll:llt11'. t'o t nlohi:l· dvac·i-.::.inta . sproporzionata a 1!1' :1lt.c ra;.ioni p:;ii\lPill'i . <·orit.a . Sl'll:'O rl i ' 1' 1'1'11(•7.Z:l a li P f a tu·i, n:tttsPn r-on sc·inlorl'c· l n •·i l'asi piir IP~'!!I'I'I. H'!!llÌI ·1 Ìll''·r•' drL ynn ti! o in q lt"l li piit gra \·i " d a dolori in1t•slinali . . \IJ'c·:;anw o l1hic·t l i 1·o si ri.;c·onf ra un t·rill-111:\ ]IÌÌI o mc•no ;tl·t·•·HIIl:.tn d c·ll:l t· nte d diP }l:trli !"ropPrt •· : f:wc·i:r. r·nl!o. dor,;o rkllt· mani. L t• l' dp•·l•n•, Sjll•<·ial nwnh• f(Jtdll' 1'11}H'l'inJ·i. ~ono !fnnlic ·. ''"Il •·nfC' an·r·~"HI:l. 1<'·': 1. :u·id:l. L:~ CULl!!Ìnnli1·a 1lci tar,,i l' C)JH•lia <ll'i fnrnil'i i:· f o d .Pilf(' Jltl_' :l rl'll·'' 1-\:tt a. non infìllnth~. c•n n ~IIJWI'Iil·i·· li...;I·Ì:!· P l t·~t,;p:rrc •ntt•. l J:1· <>oll.!::'illlllt \'!1 hull•ai·<· ì· iprn• nl i<'~t nl'll:l zon:t t•orri,..porHl•·nlc> nll':qwnum d c•lln rint:t palp;:1 h r:lll'. I / ìni1·zioH1' ]H·!'it·lwf':tfit·:l u~anr·a " 'l ì• :tppt·lla :IC't' l'!lll<ll:t. IJa pnyt1 : 1 i• norrnal<• ]l('l' :.JIIIJIÌP7.7.<1 t• JH'l' n ·:t:tioni . L'i·pPz.imw d l'li:J gnl:t non rtn· :1 Jlllil :t di pari il'ulan•. NHlll' ]llll'i' Jl('(!ati vo ~i mnn!it·lll' 1'1•:-;anu• d i'l l'll01' 1' ' ' ' 1' l 'Pllllnni . 'l'ali di,..luri•i ~ i :H·t·I •IJ I II.lliO m p i•l:tllH.:ntP, :-pt·c·inlrm·ult· •'Pilll' rutl· c·ousi d1~rando

'l

.l


C.ASUI STICA CLI!'ICA

lestia so~getLiYa. Tntti i mililari erano ei>~1 _geraLamcnte impn::-;,..iou ;t.ti. deprer;si, (> prr h fotQfobia <• la. lag rimazio1w non riusrivn.no a, tPnerc apPrt i l!li occhi. e quindi momentant>amt~ut e inabili :t qu:tl:;;ias i Sl'I'YiL~io . . Dopo un p eriodo fli 24-3(; ore comincia ~1 fliminuire la <·ori;r,za fi no a d1e 1\COmpan· corupltl<lllWlltP: la folo folJia. c In. lag-rimazinnl' dilllinui:.co-

110 JHU'f' l!rad:tt a me n t(' e le cong-i un t iYt· rapida nwn t l ' :-;i d <>roll g, •.~t ion:mn. In qualche caso in cui i fPnon•eui t'l':lllo piit acN'lltllati Ri ù viMa S«'l!ll in· una modica ÌJ)('rpla );ia delle papillE' d !>lht éflll,!:!Ì\1111[\· ;l. c lw a::;s unw c·osi un :\S}l<'tto \'Pllu t a t o. per ritornare lir-;ein P rost•:\ n<'l Ylll g'<' l'<' eli 11(Jr h i ~.d orn i. Sempre si t- Yisto !'aenH' fll•i ilisturhi <H.rli nc:chi n on coiJH'idPrl' c·on q udlo dPgli nltri fli;;;tmbi. ~]W(·ialmrn h• Ho <:arie·() dc·llt- p ri n1e \'ie :l t' l'l'l' . fnfa ! t i. mentre già regrediscono i sintomi or.nlari. l'amm a lnlc,. !-;i lagna di in =-ounia don1ta. a continui ;1ccc:-;:;i di to;;se stizr.o:-;a prolnn g;1 1;1 . Ju questo pNi<>tlo l<' labbra sono t.um.idl', può in sorgcr~ a rro,;~a lli Pilto. la , .f,CC' t' rau ù;l. Pt'I'Ò anche qu<·sti fenomeni rapidamcnt<• F-i <l tr<·nlla liO t> l'annnaln to in tlll pt>riodo mn1<simo, clw prr i casi piit grad r·iunit i in qut':-;ta. l'ftll·g orin pw', 'alutaJ·~i a circa 10 giorni, è guarito e in g-rado di ria>'sUJUPl'P si·J·\·iz io. Quadro clinico uei ra~i gl'fl r i. - I l <tnadr<> Ì' ~o~h•nzi<ll nwnt t n_gual t· a qu<>llo più sopra d<'s<:ritto. però con una h;:wl'rhaziotll' not eYoh• di t n t t i i si utomi citati. I clisturbi hanno gr·nl'ralnwnte un ]Jl•riodo di ineuhttzinuc· molto piil bi'f'\' t', rarall1('UtP di poC'hi minnt i . ~~>~gt·fl iY::tnH·nlc· ~i m;mil'•·stano ron <'l'falca. inf pn;:a, •omi to, cl<,Inri illtc·~<l ina li ,·ioiPnti. ~owguit i d:1 s~m·ich e diarroichr, prurito o brucion• alla f'tllt· <kllt> pari i <lcl co1·po la'wi:l· ~n Rcopet·ta <lng:li inrlnment i t• moll'sl·o i>t'll>'o di soll'oc- a:r.iom·. Lt• p;llpc•l>~·t· ill porht' Ol't' ~i .!!Oilfia llO (' ll()l'lllPI\IPJl\(' a tal pHII(O C' fil' l'fllllll1ai;II O c:• iJW:~­ par~ di uprirl<': la rorizza. in,;<•rgc· q n :t:-:i t'll tlfvnl JHII'<IìJt•;J il lt'lltt' alb fo t<•~obm c~ù ali:l la.QTim:n iOJH'. d 11 • suùitn ,;j !'an ne . illlpOJll'nf i. 1/nn llnal:lln Cl!· tre all un Jl<'l'O, <lon1t0 vroh:Jhilm!·ntc· ;tlb funJd:tziOIII' di'Ili' palpc·hrc·. ha Sl'll!lazione Ili hrm·ion• c• 1li punllU'r' eli "Jdllo ag·li O(·c:!l i. rloloro;o;is,illll'. A.ll'Psamc• ohhit•thn> c·olpi~<·e amil1ttto l"aJTCI.~S;lllll·nto dl'llt~ parti rli rut(' :~copel'tl'. tH'i lanJt•ni <' cl<'finito dai lin1ifi 1l1•i YPslili al tollo l'd alh· l ll:t· u_i. L'amm.nlato dt•\'t' aiHtan.;i cn r1 Il' ma11i JWt' riu~t· i n• ;l -o('dliudt·n·l<t I'Jlllll valpC'hralt• (• Ia\'Ol'ÌI'l' l'u s l'ila dr·lh· I:I!.!'J'IIIlt'. L'l'1>Uilll' dc·l hnlho 11('1\• ht.r<' i'\ f'nl'(i Mll l( 'OI:lt() dalla J't•>!i:;tc·nz:t. dJt· :--i i1wnntn1 all';tpl'!'lllnl ridia rin1<b p a! Jwhral <'. o li n · (·h t• da ll :1 l'o t 11l'o i Ji;l \i' ;tl· i,;..;!Jn.t t' d.tlla hH ·J'ÌIIt:JI'iclll<' <·ominna . J,a c·onttinntiYa lJa iJWhralt· t' rl!'! r.JI di ~•11·1·n (· 'ir.J,•IIlt·tnt•H tr' <ll'l'IJ~~ata, illl'J.!t·:'<'l'llll'. a ··ll iW!'Ikil· ;.:r·ahn1 : q11c·lln Jnilh:crt· l'~'~""t'lll: t 1111:1 r·heuto~i~ t.uttrJ più h ·:--:t qllalt((l pii1 ,!!l:t\' Ì :itJIHI !t• cnlldizi!•lti rwJd:n;. 111 In• de1 f';1si o,;,;c·r\'at i. in lll(·:r.;:o all'illit·zinnl· n·t it·ola t'l' d1•li;J c·on ~·iunt j,·a bulbnJ'('. l'i sono l'((·clr1 P r!PIIC' ('lThillltt·i ('llll~iÙIIl h·:tl i p11111 iforlni.' . La t·ntn t•a . lllC'IIO IH•i ca~i c•c,n r· hi·I\Jn-.i.; Ìlt•JIC•Ill'llti'. c'· i11 .!.::<'11•'1'< ' lotc·itl.l ,. tiU~JIHI'PlltC' . ])l l t':I~Ì :-c>l:IJliC•IIIt.' J'<•pitd itl't• l';l (',Hinto in <tl't·c· jtiÌI <J llt< 1111 "~li'~(· (i· inlpt>rtat:l <' ric ·ordarr• C'! tt· in cl\:• • c! i ' fl ll -1 i r·a-:i :-:i r·nl l;d t n Il"•• eli r~lr·:u.ll:l <· f•lu• <ph ·~ li :Jildllalati <·l':t!lcl qui :..:i11llll c·ntt :cp plic·.lll l un ltt'IH1:u!1:'10 b~lllll'tll:lrc> lc·.!!p:i•l'llW!lll.' t·OJllfll'r•s,;h·o): i11 qu:c klll' ·dt l'O c':c-.n c·ra ll'lt • \'ok hll _hc'\'c> iJJic,rlJitbnwnto d1·~li sf rati anlt·rinri cll'l Jt:II'••JH·hillln <·otw ·n lt• lllll ('~lflllt• t'oH l~nt c• di ill''l:antlituc·nto ri.-t:lla\·a c·P-<Iifnito d:t 11111\IC'l'll~i ~·unfic·ini grigia:-;tri ntinllti;sÌJtli. clw tc·ltljw.-t:l\ .lno c·<)llll' llll \ll n,.;:th'<l il ~~~.~\l t(ì }ll'oprin di-'Ila <·tH'II(•;)). piìt C'\icll'lt1l' q ll.dc·lt(' Yolla ,;otltl l'ulll\:1 •!i · _1!!1 . Ol'l%%(11lt;l]t· {l'l':! (!';1:)\'PJ;;allll!•lllt' JHlf'll ,olto i) C'l'llfl'll cl,•:J,; 1'1111\t•.L 1-11la•\<•<>J•rlrl l'· ·1 · · · · ] . >- .l t l lf' l ('};l <li•('Olll)•:tgll:t >'l'IIIJllC' a <!llr•:<J l 1<!1110!lll. '<'Jl•':.' tos~<· lil'l'(·n, r-;liuoxa, di:<tnrh:l l'alllilJ:tl;:lc> r·hPI• iH\':tl'llll:tnn:<t'll·O 11 <1h' ÒJ tl•qwrC'. E<> li,-. clllll!Ìllat<, r•cJII1! 1ll'l <llllt'llll· d·tl timon· clc·ll" <·un~rl<'<ru~ · 11· "' • tr~ :nzc·. t <]Ul.'stn nuon1 l)arba ro lll!'turlo di !.!III'J'J'a. ,. 11"i pl' ÌillÌ dlòt ' " J:{lornt ~vg-n• pnum~i ('1l irH•uhi lo tonnl:'n!allo quando s i <l:i~fi!JÌ~>il'l' c• h

-


i 130

OASU ISTlCA OLI N IOA

n·nùono inqtli<>to. fac· ilmente irritn.bilc. L a. ,~ocP. è rrmca e :-;i giun~e p oi a ll'afo Jùrt completa . l J'isprzione d ella. _gola. fa, rileval'e a rross:tmen t o e t umt'faziouP dPll:l mn(·Ot-;<t d i tutto il fari n-qe . l'ugoh• ?l iu.g rossata, com e etl e matosa . e più tar d i. in rari casi, !:ii rende cviden t<' qna.lchc placca. di ('iì:)ttùati 1lianro-gTiginstri. l /esame dei polmoni ha dimostrato che l'irritazione <>ra limitata allP vrime vie •m•e, così da dove•·si parla.r c solo d i la.ringotracheile. E ccrzionalmrntc i l .proce~so fl ogist ico si <· ('ilte~o alle v i<> bronr hi:tli, sl da [nr ri;:cont rat·e d ei ronch i o q ùa lrhc zona, atciPttasica. In rlu<' <'<l~ i Ri è sta.h ili ta una hroncllitc accomp;tguata dn uno !ltat.o sub - febbrilc. D a pa.rtl' <ll'll';tpparet:chio <ligt'rcnt·r i d isturb i sono m inimi: se in q ualclw C'USO ~ i è nsnto ripetnlatni'Ut.e del vomit o p er (liversi g iorni. q u est.o, nei nwln.ti q ui r itOY<'f:tl i. ò d a riferirsi a d tm J'a.tto riflesso consecutivo agli :H·c·<•fu<i di t o:sse. ~Molt o :::pe:;so f<i intonLr:tno lt>:sioni cut.an el"! in altre p:u·ti del corp o. più RJH•c•ialmentP agli organi 1-rrnit:1li (30 ~ dei c:11;i), dove la ~ u tc è p i tl dr lin1t:1 . Pd nlla part <' alla l'<l ant<•riorc• cJ,•Jle COliCi<'. T sintomi or·nhll'i si man!Pngnuo f!l'~tvi !Wl':-{ o 4 giorn i. e poi cominciano ad atlr•nuarsi . L n <·orir.za climinniliC't', si po~sono n,·ere r•pistassi l'ipetn tc di JlO(·o conto: c• ront <'TllJIOl'allC':lln<'nLc la brrinm7.ÌO Uè nw uo ~~bbo ndantc ì· <·nnuni~ln a !>N'l'Pr.ione catanale s<·.ar~a . I n questo 11erioclo comp:tiouo q na si eosi aut pnwnlv rag:uli. ol1 n·tnoùo fa;; t irl ios<' ,alle com misRure pa.lpr· hr:-tli . ] J st·t11;nrio :-:i f:t c·oJnpli·tanHmte lihero; l':~mm;L!ato n,vvPJ' t.e um~ spos~>:tlt·zza gPn<•ral<·. p•·ohahilnwntt• in relazion e :-~lln. tos;;e in;;istente. ch r . e:;an~rhandosi di notte'. 11\' impt•c1isce il riposo. L'<trrosi\:l·lll('lltO nella cut·e ;,i :lt('t·n! ua <' poi li culpritn si n101liflr:l assunwn<lO un t·ono b lua:>t.ro p t•t• !:!iung<•rc ]lOi . dtllJO 5-U ).!'LOJ'I\i . :t<l Ull rolorc h ronr.eo SCitris~i mo . Kpe~so JHillWrost· e 1p1alrh<• Yolt:t ~ro:<sP mtt<'rlc si r isc•on.rrano ::~ull:t cn tC' co;;ì al-

°

h·•·at a.

·

L:1 cm·11<'~\. tH'i <·a~i in c·ni t' l'fb n lrt•J·nta.. ~i <- rip:~rata rapitlament.c> f\l?nza t•uJnp!ic·anr.t•. J,a. pupilla . ~i:\. mintic:a, si dila.ta. facilmcnt·p sotro l':tziout• <lP il' n t J'f\Pi11<1 f'il i cl i:;tmhi M n lari ::~i f:\·ll no i rt gr n<· n~ mc• no fasti1 l i o~ i. mentn• !':tllllnalalo i• m:l)l',!!'i(ll'JLII'UIP t.ornwntato clall:t to;.;,;e i nsi ~h·nt.e. che gradat <llllf'lll\' prrc) ~i Y:t· I':H·t·l!do pii t umid:t pc·r Cl'd Pn• poi lPntamenh' del t n i to.

In tl'f' (':\S Ì o.; Ì i· :t \'Il{ l\ ll)J() s t;l(O :-:uh-l'<•hhrile. C'hl' ì•tlnraLo par('Cchi gior· 11i ,..t•nza uHlNn. appare11tt·. l. ' t•:<;tnH'

d1·1lo or·in1• in tutti ì· rh:ultato twgnti,·o j ll'l' l'aJbumin:t e :r.uc·

f'll!'l'O.

( 'onte r•oJllpli(':tliZ:l c•t·<·t•zion:tll• ri<•onl,•ri> un <·a;;o in cui !t• u,;Lioni de!l,, f:wr·Ì;l r• dc•llt·ll:llpl'h!'t' Pl':Lilf\ talllll'lltP p..;( c•:<!' tl:l t·omin<·inrP :1 tll'lt>I'JUÌU..'l.rl~ 1111 lt'/!\..'1'1'0 l!l'<ldo di l 'C' l lfi)IIOU ( ' O Ili-l'(' li( i\'O :l l't'l l':t:f.lOll(' CÌl':tlri;.i:tle della

t·nt c· dPIIP p:t lpl'hr<'. Tali' ;ulull· tblo t! slat.o p11i tm<>l'~>rito in altto o:;petblé. In tuili quPs li ra:'i ho praLi<·:t!O l'psa.nw ort :~lm r,wovi co . non appCll<l h• eon<lizioni di'l l'fl!!';.!<'l lo lll<' lo banno p<•J•nws.-o. l'cl in nnn. pie<·ol<L per· (·I'Jlfll;1Je (:.!() 0 n) t[I•Ì l'ai'.i piit /!1'.1\'Ì bO l'ii)I'Ollll':tl\l Ull ;L l r•g"!!I 'J':~ Ìp"l'('n1i<1 <ll•lla pajlilla <·ort l uri unsi t :'l poco lll <m·al:1 ,j.. Jlp n•rw, ,.;vnz;t tll's:O:Hll:l. <11t'l'<l· !llt('mr.itJIIU <h·~Jta eli nola . .. \1\l'ltl· in qnt·:-:1 i <'a;;i pt>rll non t>..;i..;tc•:~no, :ti lliOIUl'll(O in (•Ui \ ' c•Jllt!•l'f) c[iJtll':iSÌ cl:tlJ'ON[Wtl<tl\'. t[Ì:'\. l ll'hi <L C<ll'il'O d t•ll'<bClll(•zza, \' i:;i,·a uè di'l c•:ttllfl" \'Ì;.i,·o. t•:o:plor,L l c) p l'l'Ù un pò !.{i'dA~ · I l:t~l<L:n ~nl t' 1wr );~ lll:llW:tliZlt cl d 111·rinwt ro. C'ulll)'lt>:<>'i\·aull' ll l t· •... nw1 ,.;: a t i ril'o,·c·t·a.t i in ttnr..;to OsJWrl:l.ll' .'l!) di tali nlilitarì ( tli r·ni J l) ullir·i:tli ). l l i p.;-;i. :~ l :o;IJIH> st:tli in gra ·lo t li ntornam al loro t·ol'JHI tlopo un pc•riodo di r;tll'<t in:'Priot'l' :~i 1li1't,;Ì giorni; $ nmtwt·o ua· >-lt·ril i iJt a)( ri o,.;p.,d:di ]ll'l' r.t~ioui tli n·r~e P altri l :.! ,;()nO gn•triLi in llll y~· l'iO<ll) di ] :) g-ioi'!IÌ. l'l'l'l'll.'llll'illi'Utl• l'illl:lll!!Ul\C) :lll('OI'H in (;t l l'.~ tlUt\ Ulfil'll~h.


131

OASUISTIOA CLL.'l'ICA

in rui pl'rsiste tm lf'ggero ~;ta.to snh-febbrile legato a d una hronchit(' ~<'­ ('Ondaria. gh\ ricordat.a. e 8 solrlati. 11e i qua li le concli;:ion.i oenl;ui ri('ltit·deranno prt>sumibilmeutc ancora. 5-6 giorni di cura. •41/' D:ù brrve resoconto complessivo d<'llr~ l('Sioni os!'!erva.te r degli esiti aYuti si può quindi concluòcre che gli effetti \lell'ypritc sono rdat i\·amen l t· bent>.vol i ove si con~~ideri ?..n elle elle a me sono :riunti in O~fH:rv:Mione solamente i casi più grav i. Molti a ltri militari che anwano risPntito g li <·1'fett i eli questo gas vr:>nnero c·tn·ati tlirrtta.mente al corpo. e questi mi ri~ulta c he furono i più numerosi. ful'a t ti un batta,g·lione in t<~ro di hN·sap:liNi. · eh~ si (>l'a trovato nella regione battuta. con questi gaii. prescn btva dci sintomi oculari inquietanti, comr:> mi risul.ta ùa comunica.;r,ione t~·lefonic:t avuta. direttamente nella not t<• dal :25 al 26 novl:'mbre 11. s. gmzi.c a l pt' r wnalt>A' vivissimo intert>ssanwnto del Direttore di sanit:t eli qtwsto corpo

d'armata. Tutti pt'rò gual'irouo ra.piùaHH'Ht~". senz<~. che ,.;i r ('lltle:>S(' nN:e~­ ~ario l'uit,eriorc invio di tali :m.ili bni in Oi'lped:~li. I>all 'a.ua.mnesi risulta cht' il gns lta. potuto oflNHlerc un nunw1·o rih·· vanti' ùi militari, pl'rchè que:Hi V<'nnero l'!Orpresi dalla. ~tziorw subdola di •}lH·~to ('Sped if'l'tLf'

nemico non ma i n~>al Ct prima. d ·ora s ul nostro frOMt' .

La masrlwr:t o non -v enne u sata a lt a tto o lo t' stM:t in modo i11sn flitirn t.e. t> ilcontrih nto ?tlla st~ttis t.ic~L ch·i c:a:-;i piit gm,·i è dato n;tturaltllPrttc da (~O IOt·o ~hf' ha nno pa::;!'inte lllOltf' m·u in viciu<tnza dci puut i don· t•ra '>t'Oppiat<t

IJUalcmna rli t::t.li gmna.t.f'. ign:'l.ri l11·l pt•rieolo. rwr q nani o t•;;;;o s i r~>mlesse manif!·~t o con un oùore <l C'l'P e sgnHlt' \' tJ h' car:d Lt•ri:;t ieo. C'lw ri1·ord;t va loutanan!erve quPllo dell'aglio r. d1P d a lutti è ~tato nol;tln. C!inicanwutc l<t s inùTom~· O<·ul:tr<· ri('Or(la q nt·lla •! d la <·on g-iunt i Yit c d:~ nt•,·c o dell'ofta lmia cletll'i(·a . J,e l1·:.:ioni cuhlnet• sono H·re e p roprie <:au~t ir:M-ioni.

K:.iologia. e Patogenesi. -

.\. me st•mbra itHluhbio c•he tanto i r;intomi

oculari quanto quelli a ca.rico lh·lla c-n t P t.> <h•IIP pritnf• vie Hl'n't ' :;ono tlonl-

li a v apori caustici, cht> agi:;cono di rl't tnmt'lllt• ~t tlh~ p:u·ti et•n le qu;tli :eugono a cont.atto . A mag-~ior eoniertu<L di qul'sto modo tli vt·Ll<'l'P. olt.rc il r,~tto elle i w stiti ha.nno agli o da sciH·rmo di~Pgna ndo ndtanwnt c sulla t·ute, :.Hl esempio a l collo~ il loro contorno r pt'Otqrgt•tulo la t·nlc dd pC't t o c della, ]larte iufcriotc d <'l collo. nwrit<t menziouc il caso di un soldMo, a n~ora qui d egente, il q t1alc oltre ai soliti ieuomt•ni pn·~enta nt uu crit(•ru:t mtenso della. cute drllè natiche e dellll facf'ia uosLNiore dt-lll' c·osde. l 1 \.l' si sono formate all(·hf' nnmc·rQSf' fli1 1<'1l t:. Tal e· nnuuahtlo rilt•risc·e tli Ps&:tt! :l.Udato a <kfe('are proprio sn <li 11113. h11ra. sc':tnd a. da n m~ di ta,Ji )[rnnatl'. )li sembra ntilc pone iu rilit!\'u inoltre d Jt' ~i dl'vono <· tm~i tlcrart'. Ptl' q1muto in graùo 11iit allt•mmto, comP t;n nt i roeolai ca.]mci d i det('rmi:. na~e: tatti initativi. non sol:l JIICllil· le ~cheg-,!:!iC cklle gra n:t tl' ocl i \p:;{itt tl~1 militm·i col})lti. m u. ;uwlJe le JHll'l i di t·~,.;i l'iw fo;ono ~;t a• t· t'.$pnsk :Ili' aZIOllt• 1\cl ga.s. • Qu<•sta ~t:i!>lcrziOIW tro\'a. un~l llllllinosa cunfcnn:\ alla, sua pri111<1 pal:lt• nc·ll:t ~!oria di un ammalllto. ehe intJ 'oclns~c nella. t :l:il'<t dl•stl'a d l'i pantalon i la <:oron:t ùi nn:t di tali granale. 1·lw :H·rv:t r:ll' r·olt.a JWl' via (' che 00" 1'1te ('~S\'l'l' rit'O\' Pl'afo nd l'PllaftO d i chintrgi:\ d! lJUt'S LO Cl<'lWtlctlt> pN :;ua ,·a:;t~ ~'. g~·:tv<' ust.ionP d e lla <'osr.ia ch•stra; t·rl. alla :-it~:l :;e<:onc.la pari t' allr ll:>lwm nH•untraLt\ t:Oil !:tnl'a [recttH' Hz:t a:th o n !:Hl.l f!'Plll!:tl! t•rl a.lb Jl<•M~·. a~tetiorc e ::~ nperiore d<·ll<' rosde. . . J•. lat-ilf' ll<'ll~an• <:ht• in 6JilPSti ca~ i nl'lLtlfo ddta minr.ioJH' lt• 11\~111 ~tt•~~.,,. ill'i soldati abbiano l)Ol'lnto l'ngeutP cau:;tico H· l'Otttat!o C' lll1 l:t rutP el l.Jt·ne e dello scroto, elle lH'I' la KU<L del icat pz;:a PJ'<J, Rnche l)ÌÙ fa<·ilP <\Ù t'~St •rt• <II!J!H•d ila "1'<\V('l\1('!11 C. (• ('h€' lJOÌ lt: lWll tlO le lll<tllÌ Upl] t' t:tsC· ÌIP dei }Jant:-tloui hnnno ~IP!<•rtuinato lo :o;YilHppo di'Ile chia·ZZ(' l:rill'llla t o st' c,,::cr-

•


102 l

OASIJISTI C.A CLINIOA

Y:l tP :mlln eute <l<·lle <·o ~ci<' alla parlt- arHPrn- ~ltJH'r·ior·t•,"'propri o in corri· xpùll(lc•nz:-t l) l')Jp t.;t.-;l·hl' c1c•i p<1lllaloui . ' Uo aJl('hP iiìtituito ma:~ SPr'iP 1li (•,;Jh'l'Ìt·nz~· 111·r l'ù;oln•r(• il duhuio, por.:f'i hilt·. :<c• la <'ongiunti\'il <' fos:-:P unil'a.nwnt l' do,· uta. a irrihl ziont• dirP ha <lall '<·:.lt•r·no clt>l ~nK o se invt•ct· non !''''''":"" t·:--<t ·1'o' pJ·ovcwat·a. ola 'll)»tam:r toK!'\ iPhP ciH·olau ti nel ~;ang"U<' , com~> ~:rpp i am n ('!w qua lr lH' Yolta avdene, a a Nwmpio pPr il 1·atann con~imlt i,·:tl" d H· ;l(·(·ornpa,!!:tta il morbillo c 1•he an z i 1li frPqliPlltt• w· <•ost ituiset• il }ll'ill to :-intorno . 1• J~sp r•til'o :r1. -Ilo raccolto in u n Yl'fro da nl'Olo;,!'io s tr•ri!1· ~ c·m' di laerinll· IW<'rl'tt· da 1111 soldato. in <·ui la l:writ llazio:n• t•r:t insorta dn l:! ore l'd l'l'H al Sll() :tf'lll<•. ( '()11 lilla pipt'l1;1 t'lllll;t!!CJI'I't' a ])(•('CO i!Ot..tiJP, 1J<I7.if'lltl'· nll'ntl·. lP ho poi in:>t il h~\ P J.!OtTia rl go1 c·in. 111-l ,;;.te·c·n c·onginnti\'<tlt> t li nn eo11i.d io c-on in t p n·;~ Ilo tl i 111 m" tra una ~~·•·t·ia (' l'a11r:t. L 'opi'l'a z io ne ?! <lu· ra1<1 cii'(· a J O m'. Mi ~ono <~o,;ì rP~ul al o l'"'' o! t~·nt· l't' la .-it'11l"••zza <:!11· il ,;arco ~ougiunti· \':alt~ foss(' malllt•n u to H contatto, JH·r 1m f'P rtn l imifro di tPmpo. con l<' b· c·rimP. di t·ni voli'\' O ~agl!inl'l' il pnh•l'l' initanft•: alt I'Ì illl 'll l i Pl'l' L 1ziont• della terza pnljw hra JH>l toni ~d io. uon <1\Tt·i anthl la sit·un·ua t'ht' h• ];wrimr po· h's"t•ro ' Pnit·l' a f'Onta lt o c)plfa c·on~!unti \' : t. Jlt'l' nn f1'lllJ10 suflkit•n1<•. La <·on.!d n 11 t i va dt·lr llPf' ILio di l jll(':41 o <'uni d io non h:1 nws( m t o l;t minillU\ n ·<lt.iunt· n(• illttllt><liafa. 111\ t.anli,·;t. :!" C'J!I'/'il'/1 :rt. n o pr:t! iC'al a una illit'ziont· so( l ()('llll!!'innl i\·al<• nrll'nN·hio di un a ltro (·nniu:lio N lll 1111 Plll~ di lac· 1in11• r;wc·nlll' i11 un vt'tro tla orolo!!i o f;f•·t·ilt·. J>opo ."> ort• unn Jirnano•\·:t t r:tt·l' ia <klliqnido init·l t:1fo. rht• ~i t•r:r l'lllllLJ lt'la nwnt(• riassorhi(o !it•nz:l tldf'l'lllillal'l' nt·ssnn tal (o in li:ll\1· JU<~ l m·io.

:p H.~.'J I'I'ÌI'II~rt .- . \. u nn dPi 111ilil;ari più gr;t\ i. in t·ui i :-:int<Hlli ocula· ri l' !!'t'lli't'ali t•ntiHt piÌI impo!WHI i h11 l':d lo f:ll't' 11!1:1 :-;\ltlnrazimw. racc·oglit•ndo. di! 1111 {(')O illlf H'l'lllt 1:lhilt:> ~t\'::ll).di 111·)1•\10 ,;,)(IO i] ('OI')l CI. -f I'IU" (li ~Il · don•. r!tt• usato <• pt·r i11~1 il!:lzinni t• pt•t· inil'ziotll · ;.ot IOI'tJllgiun l i,·:ll<· (1 rlll:) nl'!l'ot•t•hio d i llll <·oni;.!lio non 1!:1111111 )•l'l•\ oc·;;tu 111':-;:-.ttna n•a7.iOtll'. . l't•!' IJil:.llllt' (f11PS1c · t·:-;pì'l'ÌI'l17-t' :O.Ì;IIlll 'fll:di li' l'il'i'll~LIIl7. 1' d i IUO).!'O f' th l('lll)HI. :--f:t \'llt'i'\'CJl i :Ili ogni I ' Ì!!!II't• ~t·Ìt•lll Ì!it·ll. Il li )11'1'1111'1 {l•\':tlln di pr:HÌ· carC'. Jllll'l' 111i lit'tlliJI'allo t:1li. t'lllJ.,idt·J';J\t· llllita!llt'll\t• :d Jt•JH'l'lol rli· lti<·o <·on,..Lt1a!o llt'i l':t ... i più !t ).!~t·J·i di p~,•·Jr• ht t'(JlJ!!illnti,·n h nlb:tl'P ipt•l't'· llli1·: t ;<tll:tllll'llll' \li') ~'t·lllll'l' t'lll'rÌ<pPilt[o•)llt' :JI)a l'ÌIII:l p:tlpPIJJ':Jh•. d:t t\Ìllllll'i\l·;r]·l• sulliC'iPnl t·lrll'll! t' t lllllt' i la\11 tl!ll!·l,,,.j lll'llltl'Ì l' quiaHli anl'llf' i ru· 1:111vi ::i:ttto dontti ;ad :aziollt· iJ·•it:alllt' dj,. l!<'t tlt·l ;.!>1~ <·~ton C(Jll~t·~n··ntt ru l 1\IIH illtn,~ ÌI•<l7.ÌCIJ\1' gt•llt'I'Hll' rl••JJ o··~ :111Ì,.;I11\l. lrH•itknta,lltH'IIIc· 11()\IJ andw ··ht· il rn:al.do o ..:~c·lltl dt •lla 1··1'1.:1 1':-L"'' I'ÌPIIZa twn l!: t Ira t l o llt·,.,,<nll ':tlli'1:.:"!!Ìn d:Jil:t ~n dora zinll1•. <"h t• ;1\'l'l·llbt• 1l't>· \al:l h Sll'l intlir·:llilltll•lt•r:lpt·ltlir•;t·l l\t· -i''''"'~' tr.tl!al o di I'Pilllllli'lli to;;:-il·i .S!'t•IH'i':l]i; t· d!t• !llll'ht• l:J ('ll-..\;illlt• ;J S,I' IlZ:J, si.l )llll'l' .li 1111 St'lll)'Jit•t• \'(•!(), di albllr11it1H w·ll t· utiliP ht 11111 i i , .. , ,j iru:: :' t'tlll:-;itlt·r::Jt·l• naanift•~t:l''.!ll· ni dc•:wriltt• t•oaw· wlnp1wi i'at li in·i1 ti Ì\ 1 lrw:lllU:ll.i . ( ' " • I l . - rf'11f l i !!.li :llrlllt:tLli : -onro ~t :t: t "'l"lplJ.:I i t·tl!nplc: i!llh'lltt· ,..ul;ito. J lcn·o indttlltt'llt i v.- posi i ltoi llli:!!.llll"l:l, ,all ':"·'·' •·d :ti ,o! t• h.tlllltJ ]Wl'· . dulo qn:Jl,ia:<i lr:tt•r·Ì:I dPl d1 •·11i t'!':t lln l'l'jll '":.!lt:di . ]lo tnltt> illltlll'dt.Jl:tlltc•lllo• illtt•tt •!:•,.. ..:H• a 'f ll;snli lo :J\t·\;t!lfl ritt·n•·ll· dolo fona• (';lll,.,a Iltoll t:lllnt:t olt !ìl' :d1r:J:o:inlli l'llllll·;tll o:-;,t•f'\';1(•·· lnl\tlti l:1 1 irc·ol:tZllliH' tlt·ll:l t••• l'lll·:t !.!·i;': ('Cl' l tlt•lit·:al.t Ìll tolltliziti11Ì IHll'lto;t! i. c·t'.llll'i t·a:-.i t:l"t\'i <lllt·or piit dillit.'o)t :tl.t d.di:: t·llPll tn .:i, lmlbart· lt'tlllll' t·••llt!'l' 11 1':~ audw •1 h·!.:·:.:•·m initll'hllLtllt••nlo dw in p,.:,.:a si polt•\·:1 ,,t·npt'i l'<' !'in l':IJ 11HII': 111 Jirt·l to di itlll'll.,ilù l'Oli In lt·ll.·itlllf' tldla l'llt'\llto -.i~) . Ira J;tli t'lllttlll.l 11111 il hl'llll :tg").!!O ll tlll p•Jtl•\'.1 t•lw c·11s1 ÌlliÌI't' llll J!t 'l'Ìr·t~!n. t•!lf'l!Oil 11'•1\' :(\:\ !!111-

.·.t

l-'·'"·

J


OASUbTICA CL I NICA

133

~fifìraziont> Yeruna nelh· ('UJHli:r.ioni oru1ari d r lJ>aZil•nte. anzi n<· aggrn.vava le ,o.ffr·renze. perchè quanto piit ;;()nO impr1liti i moYim<>nti cl<:>lle pa1 pehre tanro maggiore t> la molc·~ti a ('Oil~P!!'U<'ntl · a ll':H·<·Utl1nlu ùi lagrime nPl ~n.e­ co con~Puntiva lt' . :\Ii :sono (JUÌIHii limit~tto :'t fis:-:a.n.> un:h tf'ndin:1 tli }!a.r~n da>anti agli oedri degli a.n1.ntalati c·rm lo :o:t•l•po •li att<•nuarc> l!' impr~~~si•>­ ni lumiJwsr (Pl'l' quanto fo:-:sl'VO ('(ll'Ìhlf i in alllbit•JHi !Punti :tll'o.~<·uro) c al c·:t.-:o clJi a~dng:ll'é )p bgt·inll' <-!li· :.:c·onnu o l"nlk guanc·it>. Lo<·:llnwutf' ho uf:<tlc) dl'll;1 'a,..:l•liua >wmpli<·t> JH•t· ,..:palmat'P la <·nlt' t·ril•·ntatoi;a t' Hlt ÌDllllll!:'llt,.. l'Oli 110[1'\'lllL· Yalthtg!.:ill llll:l lJOIIlHI;L 1li \';tSPliU;I c bit•;nhonato di sodio <11 l !l '' ... dw 1m c·oni,.;postn 1<lllto nwg-l io quant·o J•iit 1'\'t·l·ll 1f• <'l'a In. da t <t dd !:t l • · ~to!ll' . (' ont.ro 1<' ero):ioni cl<-11:1 rute d <'LI<> Jlili}H:Iot·•· ,·ant:tg~:dn~<t ~~ l'l al a pUl'l' una ~oli l a (HHH:\ 1 :t. di o:-;~ido di zinco. 3JUido •li ri~;o <' Y<H·a·lina. Co lllt' mcdivazioni dir<·tlatiH•nt!' :;nll'ol'l·h it• mi H'll<J li 111it n t o a fr<'q n t· n t i la \' ;11 11 rc• !WIla .!!int·n;lta (·o n :lC'l!lW :-;t eri i t• !'alda o l'fili una Ktd ltzitllll' di bit·:tr!Jnllaf.o (); ~-oudjn (~ %). ~ono fln JH'o~c·ri ,·<.m:i lt· l:m11un· c·cm ;..(llll7.ioni anti~l'tf i<·h(•, alli' he a Lilolo lllOit O dj] Il i t o. l'Il(' l'Ìt':-'('111\0 Ìll Ili il In l · Hl P d OhH'OSI' l'Il hcJ'R!'Oil ,..j~] i a t o l' UliO d••lla t'OC'<tÌna iu moc.ll> a~"nlttto. twr!'lti• ~l'd~ 1111 :-;uiJipvo lllOttll'llÌ:IIlCO no11 bi~IJ!!na <linwn t ieàrt.• eh<' fa n>ric-C'C' la d ii'epit Pl i zzaziont· <ll'il<t cortwa (i n dul'cat~i in c ui l:1 <'Ornca IH't·~Pnt:l\<1 d<•lll' ,.,.<,~i oui C'l'<llit~ta istillat<L cocaina) con tutti i prri('uli iJH't\'J11.i. f'o,-ì ptm• non ho tn atricor~<n :t :pomal:t~ lfnitin (~}. rhe auzi 111i :-;~Jnbrano t·nnll·oitHlic•at(•. nlmt'llO n!'i primi g-ionti. l'tili:-:<irtti si l'ono 1limo:-:tml i ~li impacrhi c:ddo-nmidi (d t•lla dumU~ di F1·~fl m . cilli'<'W10) ripl'tnti ITI· Yul1·1o al giorno l' con not<>voll• bt>neficio. obbi<'t t h· o C;> sogf!dt-i \"O com P ~0llit·vo marca t i ~:;.:imo n Ile !iOil'Pr enzc dc>gl i anunalati. :HiJlrocln<'o da un t'rttllillll'Jl !o di una circolal'e <lirnuHtf·a ùa.l ~iJ?:. Diretton• di saui t~ 1li que,.to C'Orpo d'armata ni sau itari dipend<'nti lt> modalihì (· h c>. si èlehbono 01'~'1.'1'\ art' ]Wl' pr:tti1·<1n• qtte::di iìllJl:.\èdù èa lcloUJnitli: " Portnr<• :t bJ·cv<> di~tauza <1alla c·ntc• di'ile palpP.bre un gro~so bahllì'ulo di totoul' imb<:>Yuto d! aPqna ea l dis:-~iTHa. JWr nt(l(lo <'hP i Y:tpori caldo-umidi c iti' si sv ilup]wno n ·n)?auo a (·unt:lt t u <lir<'t!o eon l'olThio. S'in11'Udt· c·he il tolotw do\ r:1 l '~<.~t·t't • t~ha~ilalo JH:ll'a<:qtw e;tldi:-:,iut\t ogni 2-3 ntinnti )•. ~fi ca.<,i in eu i <·~i~! <.:nt iri1<· :ml'l tl' k,!.!"g.. ra h n in:-; t il!ato af t·opina c• l)ltando_tompaia ipl'rpla=-itt d l'll1· }J;ìpillc· t ongiu lltÌ\':ìli dli<·;u·l' 0 sta ta l'i ul<l ilL~ztonP di qnakht· goc<:ia 1li :-:olfaw di zin(·O (l 0,n)· Contl'O l'i.rritar.ionr dl'lh· pritw· de ;ll' l'l't''e come misura tPntltnt e atl fi'Ìiare c:omplicazio1ù seconclarit hwncu-1•olmcmari :-;i è curato <'h<• gli ammalati ~;i trova.,fwro ::;pmpt'\' in amhil·lltl' twu ri:-;Palù<tto t' in cni l'm·in cm· rnantt'nu[.a turLida da 1m cbo!lii on• dH: v:tporizza va un:"1 soluzione di bir~honato di sodio (2 <j11) ; l'Olu ziont>. u :;ata a nche hlrgamcnte per garga,· 1!Sllli e p(·r inalazioni. Poco att i\·a <·ontro hl· to:s:;e stizzo:-;a Ili è mo~trata l adrenalina (XXX gocrie pro d it' 1li solm.::ionc al millesim o) . Più. d~caci ~cun(' compresse <.li polvpre ciC:'l Jl mnr o m~'g-lw nnrora, nn paiO d1 p illol<• di OJ>pio (ctg. due) e b~·lladonua (l·tg. L G): sommini;-;tratc all:t ;.;t:ra con interrallo di un 'ora. , Sei casi in cui i siiltomi di iri'Ìt~az ione lld si:-;tema m•rvo:;o Prauo J.lÌÌJ aec~utuati ha rispo~ to hrne uua. J•oz!ont• <li cloralio (~r. 1 ). bromuro (gr . 2). ae11ua (gr. 100). In un solo ('aso si i.• cloYuto ricorrere ad un·iniezione di lllorfina. .Mai si sono o:;:-~etTat i di;;tul·bi ùigei'tivi tli qnu.lebc rilit•vo. Da quanto ho potuto o:M·l'\';\1'1:" deTiv~•no alcutH' eonchtsioui. rlte mi ~lilbra llt ile riassumere: .1°) In pratica si inconl nmo t ante forme eli p aRsaggio. Clti ~nale si apphca la !lchematica c.Ia~-:-:ili<':lZimw pii1 SOlH'a. ('mmci~ta . "\d o.~rnt m odo nsultn che tutti i casi leggt·ri po~:-:uuo t' :':O:l:'t't ' cmat i al corpo :>t>Dt,a 1wricolo.


OASG JSTlCA Cl.l." IGA

J\,t.tnt'\' ir nporl:lltti~.~itllo pt·t· g iutlic·:tr<> rh•lla gra\·ità di tm amtHahtto P quindi cl l'l ,;11o inoltro i n osp('(ln,le è ln pt•t·~r>nZ:l ;li C'ltt•tnMiR :tne be modiNt. tl!·lla t•un !dllnl iYa lmlhn.re. :_?o) '<:li t>ITPtli r!t•IL'ypritP ~ono l'l:tt i in lutti i l':ls i molto h'.!.!',(!'t't'i l' M·JlZ<t l'"n~l ·;..··llt•nze •t na n tunqu "' lt· 1-nll'1· n·u ;~ ,. Miaun ::;tal !' riul~rdH ·n>li. :;n) ,:'\ ••c·!'sl'ita. di l'l'olltlt·rE' Jr:1 lP trtiJIIH' lt· i~ t ruzinni :;u l modo di difrndt •r:·d da qllf'~t o g:t~ t' ~opra l ul t o la t•on\·inzion<' (')H· i t"uoi I'ITt>t t i non · ~ono ;..:ra\'i (lutt i t:li :tnlnt:thli qui rit·m·L·r:tti t·rano <·~:t!.:t•rahmw n1 P :-;pawn· t:'tli). Tu ]l<lri 1PIIIJH1 on·nrrP < '~l' l'l• it:n·t· l:t Jll:l :<:-.in:a ~Ol'\' t·,!di<tllZ<t a!lintbè U<"'xuno. :-t•n t•ndosi tli qn:•lc·llt' :«· 1 1<'~1-!ia di tali gr:tllal•'. ri\·~t à :1 pnH 'lll':U~i qll:t kliP C'IJIII1Hia dt·J'lllat i\ C' ('l H• lo nllout:IIIÌ Hllt•lJp h•tllpt>l'<lll('<lll!t'llf<' dal ì> n n pox t o. l") L'aziont• t1t•ll':-pl'ilt· ,. i:TÌ( Hlll t·: q nl'll:1 fn,...~ Ì<':l i:· da t':<tltlllPr~i. .-,.. l l ont ro h• dl'rllt31 il i i• u tili'. n n: 1 P"'.na t :1 di ya,..<'liua t' hic-a:·bon:llo di xndio (]il n;,). ti'') L <• m:lllil'r;-;tnr.i<llli oc· ulaJi ~i r·nJilhatlon<t <·on l:l\':l llll'<' frt·qHc'nli <li ~n iH ziotw di hi<'arbonato fli ~odio(:! 1~ 0 ) . n in manc·:111za 1li <'SK;l eon a<·ttllll hollil;l t il'pid:ì: impa<·r•lli <·nlclo-umidi, :ìlropill:l . f't) lfa to di zitwo. i") 1;: danno-.;o il lwncl:t ,!!~i o c• l'us o d<·lla c·cwaina . ~o) ('onlt·o l'irrita7iollt· tlt·lll' ,.j,. lWt'('t' utili l'OIH\ ]p in:1l:lzioni di bic·a!IJfi!IHio di .~odio, i gar!(:ni,:mi . IC' t•mnprc>,:,:p di ]lOh'l'l'P rlt•l DowPl'. lP. pìJinJv di Oj)J)Ì\1 (• JwJJndollll:l t•<l :ITll' !lP JI\•Ì Vl'ÌlllÌ.;:;iniÌ !_!ÌOl'IIÌ il (·)(lr:lliO C'd il bromuro. J~ t•<tn:-i,:rli<lhil l' nd J>rimi ,!!inr·ni l<:! prllllt·nza ndl'l's pnr~i nll<· int:emp('rie. :Ulei1:· Jlt'Ì <':tl'i IP!!'J!t'ri . Ct·pdo h· J)f'l'(':\lll'.ioni J>r<·sc iH <Jttl'::t o ospedal(' taw;:t non 1!11 i1na tld non c·fi~<·r,:i qni m;li ,·rrific-af.ii al<'Hll (;;!l'O <li <'omplir·a:dolli ltront·o-pnlmmwri. .\Ii t\ !.!T:ItO 1wiogli<•n• l'obbligo rli rin)!r<J zi:m• il Dirl'f ton' <li sanitù dd corpo d· n nll <l t a. xi g-. C'nlomwllu nll'dico <' ;1\· . <:i 111\C'J!JlC' l':ilwti i. JH'r il eortesc intl'I'Psse c•tl il Yalidtl niuto datomi. forllf'ndnmi tnlt c' le noti7.i(' ri,guardo n.ll'ypril <' t• il f'i.~ . prof. l 'innini . 11\:tl,!',!!'iorr uwdiC'n, di l'l'l t ore ckll'oxpc•llale. <:ht• hn t't•ntrniJnto <·on c·w·a riu·a <· c•ntnJH•tr·nza 1111 t i i r<'pNti s11 1'Ì[!'rili.

t·

,··:!L.~.J ~ •\'1!.'~•.·

•.

.~.

,. !

...' ' ....

"' r ••

l: t

~

.. :·

' !,,,•

•

..f1i •li •

• u'n :. ·"' '';l

'::...:•1111

·,n,r •l i' ~H.

·~d:· l

... . . .... ·.t~·.

~

11.!~:: ! • Il h•),')

• ':1

:rh

.. ,,.,,fr:.::c, ··.i··r ; r:•.• ...·:

lJ:t.~~~~

. t:d:•· f'ljt-

• 'l'l. ••

j,,, -:;:

.:~! Il :'

l

f ., ' ·'·

. •,.,,lh

o~rEU.\T"E )rrLTT.\HI:; DI Rr~m~r.\ 1>1 ·vut:r.t'

.

LE }'1:-''l'OlJE 0 1-'T EOPATfCllK f' I~COX D "\ IUE ~\ F E ltlTE fii Cl'!~!{ R.\ }Wl' il tlutl. Um berto Pasini. cnnit:1no mNiico. capo JI'JI.lll 11 di c· hinu·~.::ia . · ·Crt·do d t)\'1'1'0;{0, pnhhlic•;tlHIO cpw~t(' OS!'('J'\':l:tinn i. :li! ir:\1'1 ' ra t t l'llZÌIIIlt' sulle 1islc>lt• ORit·opatii'IH•. sPc·on,1:n·i•· a traumi di gtu·na . ~~-;-i l" 11."1: (')u· q11a:-i 1:\. lllt'l:'1, dc•i ri r·' '' t·r:ti 1 Jll·:~li <•SlH·dali f1'l'l'i!n1iali . pori :t da 111!'>1 (t• pan•t·C'hi Ila. aPJlÌ) dl'llt· fi-.tult· llll•·rminahili. i• nt•c·cs-<ario Ìll\'1':\ll::":t•n<' 1:\ r a;!itlnc· c•d an is:!l'l!t i r;m,·d!. . l ni1 cl•·ll<' c·:llll'<' prilwipali. n mio lll'Hll·:il!J :1 1'\·i;;o, i· la ll!:lllt'allz:l tlt culli inui t :'t ll vll'il,diriu.n r·l! iJ ili'L'it·o l'lll'Hl i\ n. in rc·l.1i'ÌOIH' a!lc· impt•rtM''· inelutl ahili . ra~·i oni militari. :-:i <'lllllfll'<•nd,• ''1111\l' , .rw!Lwilar,;i di'i ra~·~~­ &illli pro1 1lt ·nli dc ·lla glw n a . tlllti i ~''1'\'ÌI.Ì non Jll'"":tli'J P:>~1'J'I' :-:ra i i tl!.-t'l·

.1.-. •' i l·'.

.

••• J••••

••

. ..'

"

l,


OASl! ISTI CA Cl.INH'A

Jllinnti d'€'mblér, SJ.!ec·ialmC'ntC' c.tllt·lli dtl' in appal'l'llZ<l pos,;ono Sl·mhntt·c> di second:u·ia inwortanza: ma, pC'r(lnranrlo lo Rt·:11 o lll'Psl'nf ,. eli C'W'C'. ù necessa-rio ùc•mmzia,rne ~l 'incovenif•nti, J•t·t· ric·c ont·n• :t f"''!P" <t tult i q twi m(>zzi. cbC' rapiòam<•nte nfhwti . J>Osf'ano ricloaart• il :~nlc !. t l < · alle annate. il cittadino ai e ampi t>cl ali H uffirinf'. ( 'olll<' ~au;.('Ì<ll uelll r ..,; ,. l'al l o p Pr lf" lt·~ ioni nc•rvo::>t'. dr!la .ra\·t·ia. pc·r gl i ~ ~ <1rpi. t•d· .. arwlc(' J•t·r : por1 al cll'i di fistolf' . si doYn•hl)(' c·<•re;HJH: l'aggruppànll·nl u . atlibentlu ;d i t d in·ziutH' eli tali nuovi centri. cltù·nrglti di };pPrimC:' nta.ta f'<liTÌN'<'li. Non ]Wl' ra.n• in g·iuri;~ a. fan t i \' ;Jlntosi eolh·ghi . 111:1 moli i di t•,.,,;i, c•ht' b guerra. 1ta impro vvi,;nfo <•!tirnrgh i, di:.:tratfi dalle· loro 0\'<'ll]lazioni prc•l'c•rite,forsP 11on st•rhano c•ht• lllt<L v:tl!a rilltl'tll ht'anza . d<ti haneld ddla ::;eH•lht. deU'ost<•orn i <• li ~P tr:wnutic· •~ :t rip!'fiziutiP. <·h•~ Jll'f>-;('n!a:-~i ~CJtt o furmP~i varie> c eolnplc•;.;;;c. ]{icono;.;<;C'JH!osi la ll<·(·f•s,;if:'t .li i,.,f il t ti n· !;di t·c•nf ri. c:;..;i dovrt>bbero sorg<>rc in l nogh i tr~tn q n i Ili P sn n i. in <'llll~>~:ulwnto ft·l'l'O\' i:t rio wllecito C'Oll lt• gTllJHl i ,·ir di eont unic·aziollt·. non :iP_!!~I·I t i ai t'oli l inni ~balzi t-d nll 'iucul><• d<·g'li int <·nlp<·st i' i ~.~o lll lH·ri . •\ et·:l flfo ·~·l cssi <lon<'b· lwro vivc•rt• ll]J j)l'ndid . sPuza, arsc·naledcirurgieo. OV<' gli OJWr:tl i don·cbl!l'l'O rssere di m n no in mano trn:-~lo<·~l.ti <· Jll'rm:uwr<~ 1\0tf o hl· :~on·cglianz. 1. d t·llo strsso opcnttore 1 per gli c\'cntuali ritoeehi, sovC'tll'c sl n c<·css<u-i. c,,,..i nn solo chirurgo, as>;i~;t.ito dn qm1klw buono <'lt:'nll'Jtto, pnLrebhP assieur:ll'r. la continuità d e lht cma acl un nunwt·o t·ih•vant-r di feriti . aC'qnixtanclo !Wl contempo quella stweia lizzazionc J•<·r la <· m·:~ tli tnli IPsioui, <:Ile non si p11l1 improvYisare, neppm·C' d a un c-hinn·l!o :;pe>rinwnfi\to . hmfo cli!Iieilc è il porr(l la diag-uoi;i Pilattft P In :-;r·elt:t tll'l tnt.! 1HJI\l'Hto r:1;,ionalt• conf;t,('Pnt''· al <'lltiO. D agli O!lp(•dali non si doH<·u l w ind11~iarc• a<L in \· ian• i pol'fnlori d i fl~tole al centro cii raeeolLa, JWI'(• lll'- l'i 11clt t ~io pt-rmcttC' il cosi il uirsi <Lt>llt' alterazioni trofì.dtt•. dPII<' rigidi ti\. mn,;tolari. t <•nclinPt•. :ntit·olnri. irritw•<liabili. In .Francia, sot to l'inrf.ml::;o ·' I'~'<' Ì<1111wn! t• <lt·l Bt'o<·a, Illtf'l-ion:\lto gi i~ tali centri. RiportPrò l a storia clilli(·n di alc·u11i fra i molti otH:r:t1i . no n a ~wopo l'ila· tistit'o, mu. semplic~men tc· rwr mettt•t·c· in lu<·P ;Il(· uni pn n! i t·:tratt ,_.,·i:-:tid n~lh patologia d <•ll'osf.eontielit.e traumatica L"'r tlilllo"t rare· cl w l'atit•· zione, p ercl1 è mixeonosciuta, con trihuif'ct• apJWlliO a.JI'afl'ollatn<•nto dP!!l~ ospNlali e d e i plotoni presidiarii di c·nn1 , pc'!!'gio <Ul<'<•rn dt>g-li i,;l itnLi th tisiofera.p ia . nou nvvis:wcl o In Il<'t·c•~<:;it :t <li t1ppc11Tt' n.ll t'i"\"a llll t-rattamento adt'gua.to, snl v u i l)erio<lid ra;;e ltirtml·nt i d<'i 1rami t i Ji stolo.:i t'Il il loro ~atranwnto u1ctodic·o, <:oll 'inunarH·abil<· :--.tw·llo 1li gar7.a. ,, fl'lii'Ì, <'ol w die-e rl.Broea, quand o attae<·:lfo alla toda tl,·l f:t'l'Jil'lll t' di :.rarza . l>i front- nn p1c.colo :wq uest r() '' . Oaw l. - ::::old. J,ag-. JJonwui1·11. dd·~·~·~ [ankri:L ft·rito il:! no\c'llthn• l9JG da palla di (tiC'ilr. al :~o iut'Pl·iot'P cl<·lla. tos<·i:t dP~tm . ~·nn frattttra comminutint ti<•l J'pmon•. Fu tra~ ft· l·it o a qtl<'lilll U};Jlt'dah· il H d· ·llo ,;fp};sn Ili(',;(• , ('Ol foc·oJaio d i fntl(11l'l1 in 1m·cla a. jlJ'ofll.;a suppuraziont•. \ ' idi ilnta· l<ìto, in c·un:-;ullo. ai primi di lli~III.O di q tt<"st'anno t' f•·l'i tliag·no;<i di <·;tllc~ rolwnino:.:<' Ìll.'\ t a artko l:ìn' <IPl :3'' illl't ·ricn·•· dl'l J•·nlot·t• <lc·.~tro . :t ""l[lLPI{Il'l invaginaU . in sogg~:- 1 t o in picnn. (';H·I~t•:-sia . . La, ltH'lll<t dt•ll'ipt'J'O~f.o:< i M'lllit'usifol'llH'. 1'l':t lll'll cldirllibhik. pt•r l'all'Oiìa c:on,;idN·<•Yole dd k m:t)o.se nm:-r·olari, ·d(·)' olmth' <li quasi 1111 ;n:tndn: O~CUp(lY H l' ('}; fl'('Jn 0 in fc•l'ÌW P d c•J f l'lliOl'l', jii'I'SI' Il t :cnclo,;i :lll;l )':ti pazHme hrtotzolut<t, ric-op<·rta da. pl'lk ~j\('"~a . inftliJat.L J-:~~a. ct•llllllli•·;f\·a enu : ·l'~l_rrnO . Jlt<'cJi:Ulll• tn• 1f<lll1Ìii Jbiolo.-i, o::u• (' tll'I'ÌI> [IIIiidt•:t!i ;!fl t• i••ri:•• icrÌ · r.talJ alla fa<·<·ia anlc·rio.l'\' f' ] Jo:<tl·ri~ ·n · dt'IL•rln . la ::n alla f;l<'<'ia iufcolll;t tldl;t t'(IH•in . I'P1-iduo di lllÙn<·i:--icllw, lh'l' c·ollllolio·a nz:l tll'll!CIIlCJ~H JH'~·t·c w•:. praticata all'm<JlNla le da campo ~l o. .La :<tt ppu 1·at. io t W t·l':\ ~~ hbont!a nt •·: lttli'!O tutt a la f:H:l'Ì<t anteJ·ion· ch·lla 1·os1·ia li11c1 :tlla l'.Hlit·~· •lt- ll';ll' to c•sis l l' \:1 una


0.-\SUI"TICA OLlNI OA

marrio:;a, c J,,. :-.i S\'Hota ,·a an·('Stt:'t'OO, af.fran~rso il tramit.o fi. l'lltln..;o anlPrion•; un Pdi'Hla c•roni<'O, tlu r o. iuliltrant i tPssnti llulla •rarnba. ,. cii-l pic·rlt•. · ~ L'artienla~.iotw lll'l .~inocl5hio c·t·a rigida<' l'e.-;tn•mitit in fP riore ddl'ip~­ l''""tosi C'<Hl~!loba\'<l il eutulilo itltt•rno dl'l femot'l', cho .avt·~·;1J pPriluto i suni e·llll(OI'II i normali. rntt·odotto HllO XJH'I'Ìilo su<•t·t•ssi\·;uw·Htc• at t ra.V'l'r:!O t•li nritit· i ti,;tolosi t·si:-:t •·n( i . l'Ì ,;i :H·c·e•rlant ('ht• il Imo tt•:t:.!'it.to era r ettili· ll•·o c• t·nndHc·t•\';ì a t·ont:ll t o rli o.<so tb•tlucl;~to, H ~no11u !'ltial'o, ':;creo, <t IÌllllli'O IIWI;dlic·o: Ìll (n odiH'Plldo l.'Olltempora.tH'<lllH'Ult• due ~o;pt • t• illi (' COUtlU(•t•!HloJi Ìll (•nlll;t( lt l tii·Jl'os,;o, ll(lll :;i O:>::H' I'\'; l \ 'illlO 11\0\'ÌIII••Il( i ( J"aSIUt'S!IÌ . .\lla sc·m l'iul\•t'IILO a \ 't' \':t ria lr. i 1<-rm j('i P•l u !ì'ri va. JH'r l'em :lcin,r.ionc, l'al!e·ttlia, futlo il qnndr11 t.li nna lit•ltif't·mia eronil';1. ::\cHio Ptt•re-n:weosi lu rla llll' oJwrato il J:) mat·w sc·or:-~o di s\'uol:utll'tlto ampio d<•l focolùiO. pr:llic•:llJ do un·t·.:te•o::t itll'i ~ioJH' alla faC'<'ÌtL (',;lt•rt\<t cl··lla <:cNl'Ì:t. clal<·Onùilo c·;-1 •·nto :d :>.•· snjll'rion·, in moelo d<1 xnrp:t:::s:ti'P in alt o <'cl in h:1Si'\(l i limiti cle·llt• l t:~ ioui :ltc·et'l atl' <'(111 ]'p,..anw ohhic·l tivn. ,\ t t l'H ,·prso llllts c·oli aLruliri lihrn·d. :tni,·:ti "ul pc•rio;o:.lio i:'tws.~ ito . da· ill<·i,.:i lon !.!'iturlinaltucnt<' : eol /ot(llh·nt- peri osi io JH.' :'COLI:ti i mar!!ini. scoprt:tHlo ht· f<IC<·ia e., l erna. d el c:allo CJ~< '>•'Il : f;tc ·t•Jido S(':trt<tl'P in tll'ult·o t•on uueini tll[ u,.:i il lll<11'l!irw inll'rno elc•l l'inl'i,iont-. H<• s('Oj)('l'"i :IIH·h!' la fat-e i : ~ illltt•rit•n·: Ì\' i si apt.·h·a ·uno dt·i tr:~· mi t i li;.;t o losi. t'on lo ;walpl•llo t·tl il mart P Ilo t I':H·d:ti s ulla st•mieireon[t•· t·•·m;:t aHtf.•ro-Pstf•t'IH\ <h•ll'ipPro<losi una hrrt·c·ia n:ttan~ol<1n· tìnu :t. l'cl.!!· ciungc·n· il c·C'ntro dc·lla ~tta c·:l,·itù; sollevai in lo/o il l't'l tan!!olo ('tMÌ :·wolpit o ;t guisa eli CO!Wrdtio eli h:trn . nwftrn<lo allo :S('OJH'!'I o l;t ca vitù. osscà, in c·n i e•r:tiiO Ùlllt<"llllti i >'ii'C(lll',..tri inllwzr.o :\ )1111' <· fnn~o,;it:ì.: c·on una. pinz:l c·oJttlllH· '•·unt·ro rimn::si quattro SNJUl'liLri ahbastanr.a voluminosi, :tvf'tuio (·tlla di nent frantutllill'li nt'll'1·sl ra;,iont>. Col l'll re.hinio tagli<' lltl', rastbiai lP fllng-n,illt ~·.-ist<'H( i, fac ·l'tHlo :-:altare. con la. ..-gorbia , i ponti o:-~lle i !'iH' li· lltitannw ciP!JP a.tufra1 f uo!-~ilù (' mrrhi udl' \':1110 el,·i pic·t·oli ;o;<'qm•stri. iKJH'· zipuando pmwia Jl1(·t(Jdil'aliH'Jltl' l' S:l!!'!!ÌUnrlo eon lo S[)l'Cillo t ll tlO il focolaio, lh'r ist·<tJil'in• c'\'l•n t ll<llì (·adt:'t ;-t•r·ont h~l'Ì<' . Ehbi f'ttra di non produrre una fralflll'a. cpwndo, JWl' Jr·Hdc·r<' piam•ggiaute la(':witù. nhbattci ihonlicleUa ltn•c·c·i:t t·n·aln.. •\lwrtm;.;t tldLt s:H·<·Ol't.:Ìa purult·Ufil ùt·ll:t f:tccìa. ~~nteriore do·ll:t c·O,;('Ì<I. c'ntnnttiranlc r·ou hl tì.<tolu nn t!'rion•: 1'11:1. <'f'l'lusione rh1l fo c·oI:IÌ" prin('ipak, c·on dtt•nag:.!Ìo app ri)J H·iato : l;tmpon;lmt•nto ri.~oro~o delln ('<1\'it}, r,·:;iclnaote cll'!l'ipc·rtJ:-tnsi: libt•razicme d i'i margini d<>lla fl'l·il:t .<'ti· t :l!ll·a. e•tl applit·uzi t)Jll' di un·appn!•t•c·pltio imnHlhilir.r.antc·, gt·~sa.to . .'ll edtC•l· tura l':tl'<t. <:uarigiom· clopn otto 11\(•,;i. f 'r1s o Il. t)oldnt<J B(tl. C<~t·lo . <ll'l* ** 1'anteri:\,, Iel'ilo il 1o novemhrl' 1\IJri, da p:tll,.11:1 di xl11aptll'll ;1(1 pnlrmnhc lt> coseic, con Cra.ttma del fc· ntwv d t"'t n> :t l :1•> nwdin. J l t; IlO\ comhr<'. sotto n1w.:t·c·li ia lùç:tle era. st.ata Jll':tti<·ala a ll'o;.;pc·il.<tl<· da l'<llliiH> :.>:H; un'inl'ixionc alla fa('I' Ì<t int('rna della t·cN·ia dt•:;tra Nl t'f;(rat l:t 1111a p;tllt-lta rti ~hmp1wll : tt·e giom i appresso Hum·a inci,.;ione alla facTia postt•rion· f1rlla ('0)\!'l:t TWl: chnr c•:-~ito <td n rHl r·ac·t·oltù purulen1a . . Il :.W ttn,·<·mbre vt·JUlP. tml!fcrito ,in <tllt>slo ospedale !•lo \'Ì:.:itai ,.,qJO il l.) 1\l;II'XI) 1!11 7, perchè ÌH lJre(ia, t ttt.tOl'<t, <l. trn,verllO lll~­ lllt·rosi tramiti fi::Lolol'li, a. pt·ofu,a :;nppnmr.inne. Ln. fr:tttum era. consoltd:tl:t t·on :tl·c·orc·inliH·nto eli ('i rl'a 10 l'lll. : stante la fol'tt• atrofia doi ruuscol~. l'l'a Yi:-;ihile al :31> n~t·clio tlPil;t eo:-:ci:t un ingros:;~~mc n to irregolarmente rl: lindrko. lllt·ntrc s i rtsst•J'\'a ''alt•) nunwrosi t.ramiti fistolosi alle SLlporfìC'I l:ìh·rali,· anteriore e po4eriul't·: l:1> p\.!llc JH'(•scntava emzionn ecr.em~~ 08 't': u•n forma%ione nhbmttlautl· eU croste.:. ll pus fuoriu:o~ccute ùalle fi ;,.to ~ c·ra a hhowla 11 t r, as ...;a i f'JlC:f:f:O : il piede c h~ g:1111ba h t nwfa.~t i, con color:tzW~t \ iui:H·e·a dt·lla p('[lt· . . \Ila palp:i7.ÌOIH' "'imJi\'iclUa\'i t• fa\'iJment.e Ull Cll ~ Yuill!ltiuoso, iH!'gn:tl<'. t'Oli nn punto salient~· :dl:t f:1 ecia (':-\t\.•rna., a eu I':H·<·OI'l'Ìll

J


CAs t! (-.:T it · \ f'J INJC .\

187

rorrisponde>a una. punta aguzza, osii<'è1 : Yi c•ra intlolt·nza a.Un prc•iisiotw. Le fh;to le in numero d i ~'\C'i, :lH>Yano St·:h·. t t'C' alh fnc<'i:t estcmn, della. co~c ia . una. alla faccia. antc>rior<· e due alla po-;l<·rinJ·<'. eli c·ui una. in conispondi>ma del poplite: prcsrnt<w:mo i çaratt P l'i a hitu:1li cklJC' f istole siut.oma1ith(' e collo s pecillo si arriva va a t tra \'l'l'"" d i t·sxt · i n eontat.to tli osso ùeJiudato. 1\ll'operazione, J>n·Yia. iJt irzionP a u f i ti• t nn i(':l. ~i ossrn·ò nn ca Ho i11 l Pl'trmnmrnfario, per acc~tY:tll :lllWHfo os:-~c•n sPuza 1•cm!:1tlo ic·r111ÌHall·; fai Lo .;aJmrP il callo, si Jih(•nnono tlue gro~;si s;•q tH'.~tt·i, tPgolarizzantlo i tlac lOOJit·n!Ji c·ou 1:1 sc'ga del Gig-li. n~porl an do !'o:-::-.n two-fonn~tto . RP<IP di osh ·it<:, •atrifil-:tn,lo drlilwral:liiH'IIIt• lt· l':trt i lliH>'<·III:t ri sckrnsatP 1•cl apl,lic·:uulo uu drc·nagg·io di J,!arz:t St'Hz:l "11tnr: 1 dt·lla lt·t·ita operalori:t. E>'tC'u,;iouo rontinua . r·ome in ltlll1· 1'1 al l um <Hllllllll(' , tlJ.C·<lica.tura t:ll'<l . t; uari!!iouc dopr> sei ])l(':>i ('(ltt m·r·or<'i:lllH·nl o rli l'tr·i c·m . Cf! so l l i. - :-inl rl. P i n . .: \n t onio. rl1·l * * '-' f:mt.cria. P roYf'nh·n. cla. :1lt:rc) o,;pc<blt: territoriale. portatm·p di dtH' lr;tnriti fistolosi alla LH·cia anh•ro·inwrna cl L•Ila ~~l tHh a. ckxl m. :~o mc> d in . xetondn ri a. fra LI \11':·1· c•ompl ir·a t·a dPlbL tibia tla palldla. rli );hrapw•ll, l<•l'iou<• rimon tante all'n}Jril" l.!llfi. Yi5it:tl o nc·lm:trzo 1!117 . <'(){W:1 rl'<:>ntrata. in rptP:.liO n,.;JWtl;1 lP, JH't':-:c> tthna, :-tll'~::-:antc oùbit'l t Ì\'O 1111 in.!!nJ.~:-.amPnl·o rl<>l ~·· B11JWTiot·e rlella. ;\'·:ull ba: ton clue tr:nuili fistolosi a.lJn, far·c·ia anlcl'O-in lerna., cou pr·lle :HTI J,-:I";IIa erl l'llcllJa ù<:>i m allc•oli. Con l::t palp:lzione si apprt'zznvan o P~attanwnt" le• U1'1 ·~fllarità ed aspr<•zz<' r1('} <':ti In. ehr prrs Plt!aY:l· ri<•i pnnli rloknl i al h l•l't•K4ione; la. pelle era. vEt l':tld:l C'IW cla.l l ;l,f o oppo:;J o. 1•d nn Pdt•lwt duro r~pprcsPnta.va il risult a to di un:t rp:1zion<' inlìanlln:ttn l·i;r. r·rrHii(·n . L·: :-:pt•tillazionc a traverso](> 1istole ti<W:l l'intJH'C~::>ion<• di JH'lll'lJ·:II'l' in nn <·anale rugoso. l<· d i f'ni pnr<'li fo,.;sero spnzno:::P. OpPt·alo sott o ctere-n:m·n>~i . S~'lllfl l'l' pn•Yia in;"zinn<' ~nliletani<·a.. è lltr·sso al! o ~NIJ H' l'l o, <'O n inPisio rw lon,!{i t ud in:: l l• alla fa<·t ·i;t illlt•rwt del! :t ;wmLa. l'os~o sollo"ta!lft· . ;-;j sr•ìll' \';1 il twriol-l( io c 1wr ng-.!!t'('(liJ·c·Ja r-:nil:'t equl'slt·alc·. di:>et•nd<•Hli' in b:!s;<o e eomuniennk coi })t'l't ll}!i f'Hn!!o:-: i 11<·scritti ~ ~i ~c,>lpil'r· <• sn <li una. br!!a supN'IieÌt' 1m'nmpi:t doPC'ia . ;.\oll('\':l·!:tnr ~ pal'<•( e, i l<~> q uc·stt·i 'l" t'n go no toll i c· o n nn n p in;.: a.. n w n t n• ''"' wn 11 o :tl' ha li n t i l bordi O~Sl'Ì dt·lh <loN:i:t : SÌ ~l[ll'l' il C:1Jll).)(• midollan• ,;t·th• di l'un g-n"it~~ f' qnc·sle , -pnrrono abrase col <'IH·<·hiaio: l 'P:-.t·:wa.;.:ioJw cos1 <:n•; tl n <\ fl"l' r iiJ tesa pi:lnc·;zg·i:ln t·e. Arri ':1 ti :::ull'o;;~; 'l compa.ft.o. rh<' ('<1:;1 i f n i ,.a a.n<·or:~ Thtrtr. <lc·l (':t!lo, si :tsport:mo 1111 ti i fof'ola i rP:>itlui rli o:-:l·l..' itt· 1'<\l't•fa.t·HtLc~ . Ìll ~s~o ÌJHit>' a l i. f, a pt:lle Yc· nll~· mohilizz:11'::1. lar~: l lll<'lll •· · si.:H'('antlnla . <'li li"~Uo ctr:llr fi;;;tol c, da.Ue aderenze, ra!.'ginng-t·uclo Jtt·llo :wolblllPIIIO il t~ssnto 1'01tOPntaneo normah·. 'l':tmponanwut.o J1WftJc!il'O c1Plln P<Witiì. o~~Pa . nppar<'crltio ~rssato, Jnr·tlie:rllli':"L ram . Cuarig-ioue complt·ta. dopo 1Jil:ll t l'O llll 'Si . . CrtlitJ l 1-. -~olrl. P.o;;. ( ;in:>Pj)Jil'. tiPI*~'* JantPri:l . :t ll'r•lln c'la r·allo ,-izioso, fJstoloso . tld :>unwdio ùdla Q·aml~;t siuislra, seeonc!:ll'io:t fn rltnrn <·OllltHiuutÌ\'R <:omplic·a.ta, prorlot ta <fa proict t ile s<>con<làrio, rimonh~nt e al ti giltgnn l.9lli. Obbil'tl iY:mu·Btl' notasi pie<1t• <'llllino. c·on O<·s~ imH· dt-ll':ll.lu<'e c c1el ~o P :;•' dito: t•allo <l<•l'ornw. ron ;;;po:;(;~ntPntn <lc•ll':tH~P ddl'nrtn in fnori Nl nccorc•iàm<·nto eli ,l cm . ~\l :1u mc:dio dt·ll a g-:tlllkt sùn~···ano dnc Lramiti fiHolosi, uuo all:t l'accia. (':Sll·rll:t.l':ll fm :rll:t J';Ì•·ci;l intPrna, 1·on ;t!W JP ros"o· ~eCPl'IJcUte, eczc•matoso: ton Ja palpnzioue s i n,.,.,•rll' nn'ipPrn15lo,;i ,[(•for lllalttr-, volumiHosa e dokntP . ..-:\11~~ radio,;(·'IJlia :-.i ri iP\';1 1ntl t arsi eU una fra1 ~u1·a ~ gran tU selt('~gie d<'lhL 1i bi a, con fta t tura fra:;\ ''r";tl<· d t'l 1l!'rone: 1 ~ frattu r;t non <'f:i'<'lll lo stnta ini;d:dllH'lll t' J'idotla o Jll:lll l1 ·11nl:\. (H'••s,•ula 11 11 •·•tliu :.t· ~post:uu •uto lat !'r:ill'. eou iusta ·po;-.ÌY. Ìt•JH· d'i t'tl·ltltn•·nl i, dt•· 1 tfl -

C;tul'lttt l f• dt

Jlltdirult' m Alitu·•• - t':t.:lf". Il.

,.,. •


via:'.ioUP d<>ll'estremo infcrio r'' <1<·1Lwt·o nll'e::;L<>rno ctl nc('orciameuto notevole. Sp<>cilla,nflo i t rnmiti, si traversa 1111 ('a.uaJe a. p:weti r u gose, crepitanti, prnNranti in nn a. s1 rss:1 r·nvit il. rl ;?O nsanw Hll 7 è opemto sotto eterenarcosi, Tlrevia. inier.ione anf itdanira.: :-;i prnf il'a un'inc-isione lon~itudinale alla faccia int ('rna c1d :~o ml'dio <i<•IJa, gamb;t. I n<'iso <' sc•ollnto il p<>riost.io, si tlPlimita ('\)IlO r;calpPllo una snpcrlitic rdtan_t!obre, ~nlla faccia interna. d ella t ihin. w)]]p-;-:llldnln posc·ia a gni:;n di ('OJWl'<·hio, nllil vo][a ('attuti SllUa Nn·it;). n1idoll;uc P ~l'IJU•·slralt• dt·ll'o;.;::;o. La. C';l\ iUt S('lJHPSiraiP t>ra. t'oRtit.tùta ju parte d;~ k~snfo •>:;:-;eo cbm·u~·u . in Jlal't<' d;~ ti·Sf;llto ran:•fatf.o, taper.za.to

"!t

d a. [uug:osif~s : C(lllft'11t~\·a lJll>':i. p. CJ\I:ltlro pietuli 8l'l.(lli'Stri: ] p dne iìstoiC COUlUllit;t\'HllO <·o n la ca vitft seqnPsH'ak: JH'rt· iò ('i Ki liJUil •'> ad a.bùattere i b01'1li ddla. bn'<·ria IJKSt·H c r;rKc·llianw l;t ea.\'l\:1, lilwr:tndn sm'Ct'Rf.livam<>nte la. ]H>IIe e r.:llf:IIHlo ton garz;t Ja. eavit:'t. Il piPt~f' ln poKto iu pMiziors~· I'OlTcLia, appli<·:tudu un <tpp<uccchio gessato. J\ll'dk<d ura rara. Otwri<.:·ione 1lopo ~t·i tlH·;;i. Gaso T'. - SoltL 'r om . Adamo df'l*** hntt>l'ia. I'n•sent·a frnlfura cl.cl3° inferiore del femOl'<' ò t·~tro, i n x ta t•j)ilìKaria; ff·rit o l H'l sctt P111 hre 1916. lJen:i~te uu tramite fi::.tolo~>u alla fat'\'ia. (;):;Llorna dt·lla t:Oi'i<'ia, d<•:-;ITH·, Rubito al di ~<opra. dd conùilo e;;tProo. [i ~n nwrzo HH7 ,·jcnc pr:l!kal:t l'apertura ùella ca.vitù. SPqnestraiP, a:r~r<'tll•nùo la. lesione dnlla JaPeia. esterna cù a~po r­ t.ando tlnc sN)ltf'Riri pnrn>li, l<'g-!!icri, t< <·n grélot "· Jn questo caRo: pc·nC'tmllliO cullo RpN•illo Ilél' il tra mi l t' ts:-:! l!lo:;o, si u veya l'imtn·cs~ionc di sfontlare un ter;suLo a trnb<'COl<', ;;n'YPrlNsdo un sf'nRO spcf'inle di cr1·pitar.ioue. Lo svuotanwnf o del foco!a.io n,;h•nmkl itieo hr at'Pmatìs~imo, ahrarlC'ntlo tnt te le fnn,~~n;;tt.ì ('rl asporlando lutti i Jtidi d'osteite ran·facPnt·c (P;.;ilo cosfa.ute dc•ll 'in lì a rm nazionll ùt'll \·piH:-;i ) . Si posl•ro t,Hlte k ;1 t t t'Il zio n i p t>r t'Yitare l'npNium tlt'll'nrLi<·olot ziotw dc·l g-iuocf'lùo. Drennt.r!!io ctl immohili;r,:r,azione in 110 a]Jllarc•c·t·bio ~Pss:tfo. 1\lt•(l ientur:t l'<tra, poi xtnsi alla, BiN. Guarigione, eon rieup<·ro di'Ila fnuzioue dell'artiPola!-ioun tlcl giuocè1.1io in c:1po <L Sei lllPSÌ . Ua.~o rz.-~old . T';1lm . Erminio, ddl'*** f:Jnt'Pria., fC'rito il6 a.goosto clcl J !ll 6. J!Ol'! af ore 'riliJH•tt iY~uJwn!i• di <l m· fistole alle rPg-ioni in t erJJa e posteriOJ·e dd gomito :;in i;:; t ro : p:;ist n <'Ollt PlllJIOrane:unt·l.lle uun, p,;t•udo-arlrosi soLto artit·obn: clt·l cHl,ifo. J,e dnl' iìstole c·omhtf'ono acluun l'él\'if:'t 1\0Utelll'llt<' fnngo:-itft c fonw l'it'<IIH':-tl'i: il callo è ÌJWrtmJivo. J?n opt·rato ilu giugno HIJ 7 p<>r via sot.IO·lll'l'iostPfL. ahhat.1t>ndo la. parete 0Sst:a P r·iclm·<•mlo il focolaio infPtto in una. tmpt•rfit·in pi:ma. '1\tltlponanwnh' <'Il inunol•ilizz:l.zione : nwtlicauu·~'\. r<.~ra: "' w;i :11la Hicr pC'r il ricupero ùunioualto th·ll'ar~i­ coht :douo. (ht:trig-iotw rio no (Jilft t t1·o nw:;1. <Ja.~o l' 11 . -Cara h. '1'<·11 . J><l::<qualP. Hiporto <Jttc:::to .ca::o, qmmtunque non J·appr1•;;cnti uu posf muo tli g m•rra, percllè le al(,cnu:ioni o::;sel'valt> lwuno altiHPnr.a coll'aJ·gomt·ltfo ll:tll<~to. l't•r :;t rit olcmwn t 0 d 1·l r :111 o i n r..rio l'P dt•f' lrn, t ·i n q11t' nlf'i!Ì. prima P l':t :-fa t.o amputalo al ;$n in[<·ri<u·t• cls•lla ~wmb:t dt·stra: w· l'l'a rt•rddualo tlll monC'one I$UlJplll'HllLC 7 al ll<IYN:>O lliiiiH'l'll~i 1l'llll1iti 1i:-lolo«i, St'COIIti:ll'i ad O!!ts•ntUiP.)i\1' illl'l't I'Oii1·a dt'lJ'<•:.ll'l'lìlO dd ]Wl'OlW. ]n t·orrh.. jHJlld('JlZ;L •li.'Ua. tibia l:\ cicalriee dl'll<' J•~uti molli t•r:t ~ottil<'l lH'I'<'<ll'i:r, adt>rt·ll1(', ttlc·l·r:t1tt ;ll sm) (·l'utro; il ]WJ·t•lw inr<•tt• t·ra ::>por~l'lllt·, J!l'i Yo di riY<>~<tinwnto cut!uwo e lÌCO)'•·r1o di gr:mttl<~ziuui; c:lw pt·otudc•\allo <l· gui:..:a di iun.go. Lt' p;Hti molli t'l':tno Nl<·W~ttn:>l· , tll•n·, :ult-n·uli JWl k~>llt tfo cH·a trixialc l' ht Jll't•,.t>Ìuue, 1->l'gnatanh·rde ~'>111 moueOill'. (•t·a dolorosi ssima. Le Iì~tok, ju nuwt•ro di t n>, ::;hoc<:a' ano alla hw<·ia f'~tPma. Nl n q tu· Ila tc•mJimdc· delmoncmw. J..a, radi (l"( t•pia n w~ t r:n a tJU:t f1·at t lll'èl Ll'a;o;ru~alt• dt•l l'('J'OHC, poco al di sopra. lh·! .,uo :$ 1 llll.'dto. 'J arl!u ilpt•nHtt· 1'111• la tibia eJ'a.uo iu1n·eda, a pro-

'

. .:, ..·, ' ... ... . . .... . '·

.... l

Oj

,t

' ·"'•

'•

,,

.:.•· ,· t.· ~. ...

. ....

.... ' . ,

! . ,,,, 'l ••.

··il:•• •

. ..'• ~.

l

. ...

~·'

• j, •

.. l·•

......

,...

.. ..

,

-'.

' .. :'

r.

•'

_, ....

.....

L


CAi'UISTI0A CT.J :\!CA

13~1

cesr:o rar~fnceutp, Jìno n-1 lo1·o :Jo Sll[WJ·iol'P: l't•str<>mo tlist.alc dt:l ]J<'l'Oll<' ~>r;L inol tre n gonfhtto t>llotm<'nl~'lll<', f·on contorni indefiniti. 8ie<·omc la lesione datnyn. da cinquP m<•r;i, si propose~ un atto operativo r C'golari?.i:at.ore. Difatti sotto cl t're-narcosi. si vraticò nna uuova. a.mput<Lzione d<'llag-:lmba.. all'u:niom' tl C'l :)n medio f'O l 30 Ruperiore, JWr n.niva.re in tE'ssnto s;-J.no, non credendo oppm·lnuo aec:ot•(·i:1-J'P sempliC<'UHmtc le OSi:!:'~., d;tto Ja. fral tura c.onstn.t.a,ta a. distama c1E>l pPront>. Con l<>rnho po~t<'riOrf' t> pra.ticat:L la. cl <•molizioHe <l t·! sr!!'In<'nt.o dell'n.rto amronLLto. l'Wc>Udo <·.ur:\ cl i non "~'?.ion:Lre il peronc allo :>Ìcsso livc!lo ùc·lln lihia., ma ' pi1'1 nwdi<~ l meu1c· . l'Piwt•:tudo tnntempor<HH'n.mente la t.e8ta, dc·l hL tibia a beceo di tln.u t o. V eun~ Ja:-:<'ia.t.o un <Ù'f'nn~::do di garza Cfl il d C'eorso post-op<•rat orio fu rc>~ohtrf' . [H' t' eni si ebbe una guarigione cii pritua. intem;ione.

*

* l'ir1fìnmwn?.iOHP clt-1 tr·:-:,;nl o o s:-;l'O, E- <'Ognizionf' grn<>ral<> aC'CJUisitn,~* CÙ<' ~econchwia ad infezione pt·r fc:rit<.> di guerrlt, ù multo -piìt gr·u.vf• t: lc·nac·e d i

qn<'lla dell<' ferite ordiuarie nel tempo di pace: ci,\ si spie·~~~ f:H·ilrut•utc, sia per le condizioni RJ.wciali di amhic•nte in cui ct\'Yi<•ne la.JPsi<)tW, in iudintlui afì'a1ica.ti, con minontL:.l, rcsi::>tenza. tisiea, vivent i urll'aLntoHfem $1•1\ira della trim·C'a, sia per l'aR~iR I('nzrt ~pcsso tartlint, illsullieiPUlt', non tnDsc•utnnc;~, }JC'l' moJtpplici condizioni di lno_!!o P. di tc·mpo, sia pcor ~li ili<'· 1itabili tranmnti:-:mi, clov11t i allt! ft·•'qlH•uti trasloclt:t.ioui, sht inlilll' [H'l' le IP~ioni multiplf:' <! ·va-;te dPllc pari i molli, elw non J'l'l'llld1 ono un"imntc•IJihzznion<.' St'lllln·e rig-o1·os:.t. lluP p nn t,i :>ono da- t(·ncr vrcsc>nti n eli 't!voln;.iom• d l'l pro cc·:-;~'' i nli ~ll tt!lla · ior·io d Pile ossa., P~SPJHlo l'(•steilt• c·oiHlNlsanU· P l'olitc.·il (' ral·e!':wc·ntt• ~-:li f'~ili rmlinari flell'iUIÌi\tnlllH·uiOllU cll'j tPS!lU10 Plll'I'Q; t:iill· di ~l l'Hl t Ili" l t·ntnpatl :t. c· be spu)!no:sa. . .\ cll1· OSSI!· luogftc, l 'o~;so antieo. quaoùo il focolaio di fr;tlt,ura ù iu )lrt·da a l>l'oec;;:;o infdt.ivo, per la n•azione O$il·Ogl'neticu- t'S;t!!l·rat :t. c·he ha IUO~O 11<'1 p<'riostio, VÌ('Hè :1.Ù ('Ss<'r(' ÌllV;1~Ìil:ttO rla. Ol'~O tli !lC'O rul'lll:l7.ÌOIII': llvtJ-rorma.zion<' eburtwa., lu lll!Ì d :r l foco1:1 io d i fra.tt lll'<l; r;pon1!io:-::1, tart·faliH JH·l foc·olaio ùi frattura. Confl·IlllJOr:uwanwntc il midollo o!<iSI'O, d'altra pari<·, s'intiltra, divi<'ne ro.-80 P molle. <'. rignnfiaudo.-;i, aii:IIWI il ~an:tl,. lniciPllm·<>~ TlPl' c·ui evvi (}!<f :woln alla <·i1Tola7.iorw nei cau:tli untrir izi c· la diali:-:i. ll.ttnrnlmenlt> malJtll ll'it:L i· eoudnl fa alla worlitic-a 'l:ifl iJI' Pc l albL l'itt't•l':tl.iorw. :Si formauo JWl'c·ic'l lle<r1H'stri, <:unl~>nHti in calli pii1 o 111c·1to I'Oihnlino,;i. più o meno eowb·rn;ati 1•d <•hurn~i, poco Y:lll<:ul:cl'ia~tlì, N'a,.ali da nnnH•ro~c c.:a.vità flli1!.!0t't', suppumnti. Xc ·llr 'm,:a. c01·le, e nE'ile 1•piti si, l 'ostf'Ogl'n<•~;i , JH'r ennlro, \· quasi Hnlla ; S~lto leo :;1 inwlu infìammat()rio l'uf'~o <·<tdc>. in jll'('c[;~ a pruc<:s:>o <li rurvf;.t,W•nt', pc·r cui ne dt·rivano calli, cosi il u i ti ùa c;a \"ità. suppw·ant i, fnngolle, ~Oli!< lll'lll i J)ÌCCCJli SCfJIH!Stri poro;;i,}('!!~t·ri; ln.tldOV<' il SC([lH'f>f"l'O llL'i t.;l.l!i Ù('llr. d1afbi e d i dimt•u:;iorù alle volt<: c·on~ iclen•vo li; liscio, biam·o, cnr1 su.onu 8Pt:CO r d:i:tl'O al t.:tllll,li t o metallico. . II:J.l:punto eli \"istn opl'rat.i\'0 è llPtCSS!trio (•onosoerc qnt':-;le parfieohriti\ Odi.: \'ari•,là. clc:i <·;tlli; 1·iporlo la das:(illnlY.i<tOe> s<:hf'mat,ic.:a .tdnt tl~l:~ rl:t Dujarh.·r e Dt•jarrli.lJ.,; (l), ti:;pondt•ut<' ai ti l'i più eomuui dt>i c:alli 1w<:onrlani

a fratture iufctte:

1v - Calli con. .seq1u:slri - ~i OSil<'rvauo nelle necrosi dl'llc tli<l_lisi, J'r;Lt.~ ltu·~tc in seJ.H·g~ic multiple; l'o:;f cog(•nrsi lJ<'riosf't':t <là lno[!o :11l lJwro:-:tn:H

iltSI!orrui, contl'nent.i ca.ulà st•qtl<"<trali, a s<'quc~tri multipli, ~uv~·rtft· loutant gli uui d 01gli altri, lll :t itc 1-(t·nc•n• ritmiti cl :.t tru.!.!illi, lappe~zalt ùa 1ltllgoSttà purulcntc l' eom11uieanli all'P:<!t•rno atlr:wt·rsu l_JCltngt. Il) Sur '" tJ·.~Ì ll'flll 111 "' ~ r: !•d ' ..,.:énp.. ll.iqtl•·-. HtÌl<';o. d o:- ''"'· u .... , .Ì• Jo•tu•yl,ie ChnW !IH , l!ll i. c. •u• XlV. u. l.

J:;tlt'l" ,., -

J•

.•

.r

1


lo

CAS(' t...;T fi"A Cl. l~ l CA

"-

:::o - C'c1lli " ~; !/' "'~<-.~· ahbnst auza l'n· q ucnti ; exi,.;to un c;n·it:\ o~'t'a, arrot omln l n uri llTP,!!OJ:t rt' . non cont<>JH'Ul. l' :-;c• q twi<t ro p1·opria mrnt<> 1lrtto

tapp<'7:7;lf:l· (' ripiPil:t di l'llli!!OSitù.~ !li Jllt.~ C di SNIUI'sii'Ì p:tl'l'l'f!:tl'Ì ; t:ÙYO!ta

l:t c·:n 1t:'t o,.;s<·n ,-. C't'llli':IIP • rallo bolloso : tal'alt ra è b tPI'<11<'., formante lllHI prnmill,.ll%a :tlla. "' 'fl~"t· !ìt i<: 1lt-l <>allo; 1:t l'altra infìup si not;11\0 ùin•rse

c·:t\'ilù, l'h<' app;1iono 1:o1f o forma lli :~,one ehiarc' alla, r:1cli<Hmlfìa t1el callo. ~i 0 - ('of/i f'Ùitrnti - cara.ttPTizzati da prolil'erazioue o~·s.•:~ rsubera.n1e, di n~:t . pcwo t·asPol;IJ'ii'Z!'ll a . sc·:trata da v icc·olr C~l \i t it piPnr di fnn.zositàu racc·hinolPlll i SNJtll s iri . l'' - 1'.~"'"/o-rr rtro.~i - in c·u i l:'t lìst o la è sns1 PUHt a o 1b. SP!JUI'ì'lro os~··o. inlo•Im<•rli:lt'i n l t:~ ]Wrdi ta. di sos1anw. osst>a, o d:11le t•strc•mit.à SLI'SSt> d<'li<.> (ti-.:'la, tdl'(•ft!' da. OSil'ilt•. ,. * ,.* .\ q nal!• momt•nto conYi<•llf' OJll't':ll'(' h ! lisi oh1 o~-; l 1'0]1:1 (i <'il<'? Duj:ll i!•r

.'l

:' • l •.1

·.1

·.

..

,. l h'jm·olill!\ ~<1 inwno rh·· l '•' P"''<l più fa \'Oreyo]e :o~ia il z v.;_{•• nll':<c• ; n rora Jà. I'Oltll· lilllil i dai ;~ <li .t llH•Si : " il IIWt'IO flllora ~~ .~< 'J){Irafo dal rico l'd tt tale JIC· ri111/11 l'i(" rt18io.~i /to t'tl[Jf!illnlo pre.'!.~·,., poco il suo sciluppn d•/il•il.'cou; la 11 1i:t , ..~p··ri< · llZ<I mi porla :tl11• ~'> 11'1'-"1' f•onC'lu:;ioni. Ln ;.:,·opn dvH'illll'rn•nt o dc• v 'ps:;;.•r qtH•I Lo di rl j,.,t.ruggi'I'C la ll<'O·formazinnc· pal.ulog"it . 1, 1·111' ÌilliH'l!..!'li:L i :-ll'![lil':>ll'Ì. di al>l>alfc•rc le lJ:ll'l'! Ì Clil' C:OSt.i· tt'i=-r·uuo le C'a.\·i ti't H<·o-l'ormnle. di <·n·nrP <:uncl izinni tali eli rappl)rti nnnl'i

fra i 1t·:'~nti . ]Wl' ('U i le parti I':IIH' ;·eu•~ono :lù a,J,lost;;H·si reo..:iprnramNne. pl'l' la ~ottraziorw d('llc parti nlalall•, lH'rli,!!grnd osi il fiue in ftll :t parol:l 1li 1;,·•unrP l';'lmhieot.c. :l!'lH)rtando tutto ciò che macroscopicnn:cntc app:tr~> :Jtnm:tlato. Tr:1thm1lo:;;i 'li unn IP:-ionC' p!11 olo.!!'ica n. rnratLr·rc im·aclPntc. nonostante J,. minuzio;;iJil cle-Il 'opc•ra ziont'. non I'PlllJll'P la ~rnari}!ioJw t• la. f('~Ol:l . Anche l'•· l'opPJ'nr.icuw fu radic·:tlllit<llic' roudot1 a. In gu:1riginue (: lc •uta~ a. r :lg-ginn· :.:•·r,;i: occorrono 5-6 nw~i t•d oltrP. e S}H'I'I'lO SlltW IH•c·I'SS:tri iUll,n<·uti 1! 1•· ra r i vi c piccoli. ri1O('rl li. ]ll'l' Tim uo ,.t-l't) so n• n t c <bIla profr1111liU1 fornl:ti p;~f;xa1 i ino~sc•r •a.t i e <'Ire si n •ndnno maniii'::;t i, ri:H:c·c•ndt'IHÌMi dopo fll (•qi t•cl :tn1·ln· <lopo n.nni . l'Pr <)tH'R1·1' ra.!!ioui, è nt•te:;:,ario c·lt<> il pcr"oualu ~ia lt·c·ni<·amPntc• ;tdd c•,.;tr:tto r clH' pollsa a:;:;ic:ural·<· In cmdinuiU~ d t•ll 'osscn-:1 :rion(' <' (Ji tincli d1·lla. l'tll'll· liuo a ;:n;ni!!ÌI)111' rnmJtlr·ta. Kon parlo c!l·lla iut1i;o;(ll'lls:~.lti li t:'t dd J':lclic,lu:.:n è dt·ll:t l' l i:! l'fllll)Wteuz:~ in lll:t1 t'I'Ìa: i'c•ln f•OH J:l. r:HI ÌO!!l':tlia j)llc't (•<;Sf'f<' lli(•,.;xo in l'Yidt•nza J'!'~ II ·U SÌ01h' cldla lt·!:ÌOJ\1•: •c I 'SI>tc ~''ffiW le slmc/n all'inlo.,.ro/o (Hnll·a) )) , Jo':H·ilp l'l'l'i) non c l ill!Pt'Jll'••l :1ziotw d1·i f;tl.ti c· h<' ~i ossc•n·auo a ]fp:;;nme mcliolo.~.!i1·n; iufalti }' O~ l c•i t l' J';iii'I.H•Plll l' , pt!'IH'lll :!Ild O U Il :l }W l'll11'<l biJi1Ù. a 1Hll'l11:llé ai ra,ggi . , ·a ;.:-iu!;l:mwHt P !l Jllll'l'7.7.:l·l a, Jaddnn· l'u]HH:it ~~ }ll'P:;<· Ut.ll a dai l'<'fJUI'St.ri. qn:lnl ntlfjlJC' in ~I':H n• 1111s~:t ('~,.;;on• ric•ono~c·int·a c·on 'J II:tlc·lH• f;wilit:ì, l'IH'c.:it· Jll'l' h· loro 1·;1 r:1! 11•rist i<· hP P si t·t·mil:) puntHI P. a hnr1ii w ·tl i <' t h• n (('!!:~t i. l)(l!l i'!'ll\jll'(• :<Ì JIIIÌI cliJlt•l'(•llZÌ:Il'(• tl;tJ](• 1:1"ll!';!''.!:Ì" \ "t\'I•Jl! i, d:1i f'OI"J'Ì 1',;11"!1~1"1 e clni 1r:1mmc·nti ln<'t:tlliti. eiH' non f>!'lii(H\' <l·JIJiaionu piu op:t('hi. t t'l'Ili ia radiogr:lli:L rwmwt tc·nùo di iwli\'id uare la. Iurma l'la tr:t:"p:ln•uza •l1·l callo. fa<.:ilita la lo!'al izza zinn<' c·~alla. ù1·1lc e:wità ossue conLt·nPn! i i SL'rlnest.ri. J'(•st.Plll! ÌOJH' loro c· la ! cH'O ntC>ll iplir·ità. . La. tt•c·nic·a d Pllu snwtamt•nt,o o:;t'PO, è mngif:tralnwnl e descritt a, d~\l J :roc:.t 1wl suo opww(110 1<nllc <c ~k<pt<·lll'"' m.; l (•o-ari knlain•:> clo•s l>lait·s dt• gm l'l'P)) , .E.'!l i uon OJH'l':t mai r·on L~ ho•ndn di T!Psruarr·h : nc>i mi1·i iutrrveuti andl.io non ho umi :ul<IJH'rato illal'eio l'i:l~:>ti,·u . l'<· r la t:<.:clta dd luog•J lll·ll'inC'i;;;ione. ru i :\O CJ 8<·mprC' iat t o ~uid:tre da. in,Li<·azioui anatomir'h<'. :H!'· grc•cl<·Hclo J'o;;,.;o d a ll:t s1w farc·itr. ,.J,;n,r(lit•fl P JH.'r l't•!<lt•nsione eh~ llrtrsi al· "i1wi.-.icoJJP sre:-.•:t !Ili son St·lltJll'P pn li,,sn di :-:orp:t"san• con Pssa i limi l i di'l .. Jlo: w•u J'l'I'Ovl'UJ>:1nclumi lld h~ N'd•• 1klle Ji~ll)lt• . l uc:i:>o il perio,;t io. i

·'

.

i


• OASCISTIOA CLJ N I CA

1-U

~noi margmt venivano distaccati e sollevati, rnantenendoli scartati con <li, aricatori ottusi, continuando lo scollarnento fino a r aggiungere il denndamento sufficiente per mettere bene in luce la pOI·7.iOnl! (lel (;::tllo su eu i doveva. cadere l'intervento. La breccia n ell'osso veuiva scrwata collo scalp~:llo, aggredendo il terzo o la metà della faccia corrispondente del ca.llo ~ eiungendo fino al centro dell'iperostosi. Le pan·ti delle cavità. seqnestrali. cou movimento ili leva, v ènivano fatte · salt:u·c; l)Of-icia col dito o collo ~p.·rillo si Ticercavano diligentemente i sequ<>stri, estraendoli deli('al:l tn•'!lte, una volta identificati, con una pin7.a comune e con movimenti di ra e vieni, per non frantumarli e lasciar cosl abb:tndonati framml•ut i, d 1P sarebbero causa ili insucet~ssi. Tut.te le cavità, tutti i n'cessi erano a1H·rt i e mscbiati, assicmanc'losi ili arrivare ovnnque l'!ll l saUtJ per non Ja:>t"iare. Sfuggire CaYiti\ Sec6nda.riC 1 ca.usa di permanenza eli tr::t.r.ni ti. )(ella vicinrt.n7.a delle epifif'i è prudenza evitare l'ap<>rt nr:t dt•lLtrtic·ol..-ziouc, risparruianèto la 1>arete lim itante l 'articolazioni' stl'"8a. Nelle dialì;-si i111·eee la deruoli:donc dev'E'Ssere gcnero;;a per tl':tf;formllrl' hh c:;tY ità iu nn:1 superficie piana. Al termine ù ell'o]Jera.zionr-, ver 1'a v ori re il coa.lit o d.Jie l>lll'ti moll i, ht prllo vn. mobilizzat ~ Jnr!:(amPnte, fino <Hl arrinue a·l l~,suto sottocHtnneo normale, respingendo, coml' consigli<1> Uroea, direl;tamrnte sulla stqwrficie ossea, i muscoli con zaffi di garza, tampomutdo u eutre•·uit· et chair n. Il perios~io va rispettato quanto più sia po;;sibil~>. resccando Jtt•rò le lacinie fibrose di esso ed i tcssnti s<'l<>rosati; i tramiti 1i::;~òlosi vanno t"<t~chiati e detersi. Riguardo alle cm·e post,-openttoril:', bo "<'gnit.o i c:ou$igli dt•l prof. H.uggi. ":r<licoudo rammcntc; l'indic-azione a.lht nH•dir-at ltn.t e~>~t·utlorni data dai I(Jittom i cliniei - tcmperalltHJ.. tl(J/ore ed eM tJI'I'II(Jia • . La febbre, quando l'operazione è radic>ale. ò poc·o el<'V<1·t<t c 1lum lJOdti !{"torui; non ho mai assistito alla, Ti vi\'t'::>Crllzà di prot~-""" i infht~nmatori ban~li preoccupanli ; ùo sempr e pratical.:a un 'iniez ione antitd anic<1 prolilattica. Nf>ccssit:tnùo la. cieatrizzazionc un p<'l'Ìtldo di cure. piuttosto lungo, !lo~endo a;ç•vcnire la riparazione dalla proiondit.à alla, snper ficie, non è ma1 ra.ccomanùabilc a.b bastanza, h neces:;it à. di una St)l'VP~Iian·za, Lecnicali~l'~te compct·cnt<> cd oculata, anche "Per eYit.arc lo st.abi!in;i r1i attitudini Ylnose: tanto dil'fìcili r>oi a corre:,rgersi e compronwttPnti l'es it o dPll 'iuterr~nto. Per. tnt.ti gli opernti si è a\'uta la I!U<trigione tltinu;rica, tit•nza comlllit~nze mtcrcorrf:nti, iu uu periodo c'li tt·rnpo cilt· ba. variato ùa un minimo dt qu~ttto mesi <td u.u massimo di otto: JWl' ora non è st.a1 o nc•<:L's:;ario alttm r~t~cco Op('t'ativo, ma la. clinièa c;i ima·g 11<1 . in btto di o~t<.>omi<•lil'i, che le recidive nou sono impo:l:-.ibili, nè iJ.ù'requelll i.

OSSERVAZIOXI , :->ULLO SHO<'K E:'lfOTI\"0 DKTIW:\llì"\ATO DALI.O i"C:Ol'l'lO OI GRA~.\TE DI GRO:::SO CALIBRO, per il dott. SI c• fano Ln!>t..:tna, tenente med i co.

In 'lllt:sta guerra imm:tnl:, nella ,1uale la mostruos ità delle macchine b<'liichP. in modo se m p re p i l'l t-v idèn te l'demeutJ i wl i viduttle, è i ulcrbsaute flllche clal ln.to scientifko o~s('rvsue come si riperl'uotauo !'òUIIR p~ich~ Ò.f'i C)tnbattPnti cert e t ern·ncnul.t· ·nnpresstOlll · · pro\:! otte d n Il ·a:noue ' · ' · p111 .. l'" Lcut ·t nct Và soprafl'acen~lo

>'tt·umenti di.:;trutto ri.


C \SUJBTICA CLINJC.\

È mia intenzione esporr(' quakhe personale osservazione sui risulti\ ti nervosi dei bomùa..rdameuti delle grosse artigl;eril'. Trovandomi da un anno e mezzo IL pre~ta re servizio sanitario pre,so un reggimento d' artiglieria da campagnA., ho potuto osser \Rre casi di uevrosi di guerra s\·elaot.isi in ind ividui sottoposti al violento e talvolta per.sislente boH.I>:tt·damento delle controbatterie n emiche di 1ned io e grosso calibro. i~ una n:ra sind t·onw ner..-osa clJe si uppal..:s.t talora; quantunque i veri fe·nomeni di shock non siano punto frequenti qunuto ]JOLrel.l>e dappt·mla supporlo eLi, per la. prima volta, t'\: abrupto, potesse andte per un solo istante trovarsi sul tHr•~no ove duel hmo quei most ri della devMtazione. L'auitudine ~ll'iuferunl(, sconvolgimento, l't"ducazione uditiva, e la forza d'a· nimo acquistati dal uostro soldato in questo lungo periodo •li guenn, sono, ns-;ai }•rohahilmt:nte, le Vt! re mgioni d.-lla scarsità dq?:li sho<·k emotid. 11 ca"o piit tipico ebhi ocra;:;ionu di ri ... contrarlo in un s•:rg-Pute, c:tpo Jlf'Z7.0 d 'u na d~>lle halterie del re~gnuento, la quale, individuatn dal nemi('O, veur1e fattll segno a viol.-uto hollthani.-mento dei med1 c gro&.r <·1dibri austriaci. Il S<'r·ge nto è un fort" giovuuotto dt ~~ anni, pieno di salute, che 1nni aveva soii".,rto di di· • sturui nervosi, né ùn lara erbdital'ia di tnli n.tì'.•;:ioni. Il suo carattere è sempre stnto gi\1\·ialissirno: ;, •li uatnra alli'l'a, di ... riplinata, e voloHteroso nel suo ser· vi?: io Il gio1·uo i11.cui la baUt;t·in \'ÌI.'Ile rontrohattula dnll'nrtiglk·riìl nemic·a, una granata da ~:W m i llimetri vi elle a scoppi" re ;;otto i l 1)<:/.ZO del uo!'ltro :<Pt·gr•nt~. Il canno11e, sradietlto d;\l suo :\frusto, T"iEine hlJICÌ.•tO •tua;;i uu t:•·nlinaio tli uwni lontano. Fr.J i rottami, gl i a\·nnzi dt•lla piauuoln, lt> mac:erie fmuatlti th·ila huen pro· dotta. d11.l:o t"coppio, veugouo rac<'olti i misPri 11vant.i di Jue scn·!!nti sfracellnti: altri due st•no stati lant:iMi qual<-he li)P.tro loutani e sono gravem,•nte feriti. Se· polto fra le t•ovine è rinveuuto il s~:rgcute cupo p1'7.zo, mirnco]o!;atn•·ut•' qua<;i il· le;,o, solo h·ggt·rtU!-IltA coutul-lo e cou <taall'lae lieve se~tili~lnra al volto. Or•cttp:\lo intorno ai gt·ad t'el'iti, 1 •)éO potei in qUt·i tuotrH·uti iuiPn·~,.anui di lui. Alb ,era bo l'orline di sc.,ml•·re dnlla po!-:ÌZÌ0n•, toccuudomi il tnruodi '-'•·r,·i?.io Jln·s~o gli uomiui addntti nl tlnclt>o candii Ìt l ali:-loraziouA pil. tr:urquilla. Fnrrio :>•:P.H•Iere con me nrwlt!" il '-'<•rgc•ntl', eh,•, pf'r le su~:o Ji,•,·i le»iot.i. non ril••unt ne<'~'~"" no di far ricon~rnrf.' al ::• saz iorw rl i s:w1 ti\. Dopo Jl""'a la !:l prima mom~>uhtuea i nq•rt!S· sioue, e;:;li, ul'ile or~ ~ucre:;:-.in•, !Wtt prv<;c•t.ta nl.~nna >lllOltUnlit:'t. ::-ooit:tnto V·· rso il cnlur<· •lt~l p;ÌIJI'IIO s. gueulc corui11ria a•l ac•·n,are t:t·t'•• l..:t iHlt usa. I ~iorui ~uc· <:e-;<in . t ..ne>ntlvlo '><'111!'1'6 o-;.- ,)rvui•J. uoL•i in lui nn ~rau lt· ~nutarn••uto. ;nane !'elllpl'•' seduto <l~ntro aJ. un:l u:\l'l~cru, uvn Jml'l:l mai, t>ri a11che se iutcnr··:.;nto riRpoude :~ monosilln.hi ~Pll7:\ "'lf'"r cornplPt.n-e uun !'ra~e, e si stan~'a sui, l·' mo· str:u:rlo nei lineamenti rlcl viqo Hll:L gr:wue rlPJH'C~~sione. Xon daicrl•• p:ù a!t-:t!lll informa:doue SUi COlllpagnr, Sulla UO.tl!·l'ill 1 Cl)lUe Ìll\'6t'C,I\VC\':\ f<lttO neJfe j'l'llU~ Vtintiqnat~r<.J oru d1\l b,Hub;ll'dllHHPJto. È' dist,tt•·nto e dtsiut<.nt•ssato a ciò d ..• ;::li st dice, l'intr·lli:;•·nz1~ ;:;f:ml.Jru pror'oml~trllèlltP 11lter:tta, mentre invece dalle ::~n•· por h<' parole si può <losumere cliP. In mem oria s'e 'matttl•ttutn Hormo.le. '1\.tto iu lui è improntato a<l u11a prof".mda triste:>.z>~. L'iu:Oonnia ,} completn: n,.:~vlut-1 l'nn rw~~,ia, con vero <;enso di disgu:-::to pPr o~ui geu.·re eli dbo. La cPfalcn o ~o,.,t.•lllt', nn llÌÙ intensa ul mattiuo. All'esame G<co non h•> ri'<C•>ntrllto ue::s11n :-<intOlllO viscemle. T ·u~i(Jlll' nor· male del pobo, che h" tlO pulsahioui.l\ormali rou ... er\:l i rillc·-;si rottt '•. cd vt·uhtri:

'i

r.

d


OASUJSTICA Cf.IN IOA

143

nou ha alcun disturbo nè sensitivo, n é motorio; la forza m uscolare, la r obusttzza sono intatte, ma è pigro ed abulico. Insomma. la maggior parte dei suoi fenomen i sono a carico della psiche, per il riman ente sono probabilmente cousl'guenza refl assa dello stesso stato psiclaico. Lo tengo a completo riposo. e g li faccio delle in iezioni ipodermiche giornaliere di 2 milligrammi di ni trato di str icnina. Si nota presto un migliorameuio dello stato generale, va diminuendo l'insonnin., e l'ammalato acc~>nna al dcsitlerio di prendere qualche al imento. Dopo neanche una set timaml le sue condizioni rono tornate n ormali, e prosto egli riprenrlt. il suo servi1.io in bllttCI'Ìa. Altro esem pio, sebboue meno n otevole, l'ho osservn.to in uu soldato di 28 anni !auo, robusto, che non a:veva mai avute sofferenze nervose. La madre di costui S<•ltauto a veva un carattere nu po' n ervoso. Questi, >ltteudente d'un uJ:liciale, re· ~ndC)si un giorno Il portar e la mensa al suo tenente che s i trovavt\ all'osservatorio, v:ent1 iuve~tito lungo un camminamento dallo scoppio d'um~ granata nemiea di mr:dio cn.lilno, che gli e~plode a due pn!<SÌ di distllll?.a. Egli, che avvertendone l'SitTÌ ,·o, f ul mineamen te s'era llJ>piattnto dietro il mureLto di prote:ziont•, rimaM illeso .fra il rovinare dei sassi. ,1\.nsante si rialr.a. e, mentre altre gr1mnte scoppi>1no a tto rno, si mette a correre terrori?.zato. Arriva veram ente airranto al couumdo del gruppo. Il gior no dopo a<1CUHIL cetalea intensa, dolori vagh i. iuRppetenzn ai<solu ta, e rest;~ cosi, trbt•·, stupefatto ed insonne per duu d\. ·n suo :ennntl' lo manda al dist accam<·nto cavall.i :per alcuni giorni, dopo i quali ritorna rist11hil ito completatuente. T'n .ca~o importante del g•·nere nt'è !;tato r iferito da 1m mio collPg::t d'un O>pedal etto tl:\ campo. Xi trattava d'un capitano cii cavalleria, che a,·ova preso pnrte a.d una delle -porhe azioui nelle quuli qnell'nrma ahLo impiego sul nostro fronte. Egli era I•P rò ahituato &Ile esplosioni, l\Venùo per mt anno, mculr'era tonent!', pre:-.tato sc1·vizio DPil'Rrtiglieria. .hleulre col suo ~<1uaùrone per('orre \llla zona scoperta. una granatu lo raggiunge e scoppia nel. ventte di'i suo •·avallo riducendo l'animlllt• in una tuforme l'auguinolenta poltiglia. 11 cnpitano, lanciato a disln.nza dtlll't•splo~ion!l. v iene raccolto le!;gcrmente ferito. Aveva avuto soltanto una ferita a strisrio •la >wht'g-gia alla nalica. sini~tm e prt1sentn.l'a qualche coutu:-ione uon gr:wc ri· rort •ta uella caduta. \~i,•ue ricoverato nell'o1ipedaletto e m f'dicato. Si trova in uno ~tato di ~tuporc, non p:u·la più, ed il giorno seguente è prt•o<o dalia <'t•l:~lca. Allontunr< ogni cibo che ~li sia offerto e rimano con lo sguardo 11 ~io ~ tri'<te. A q'\te>'to ~tuto depn•ssivo !;ubentn\, dopo due giorni, una. fase d'ec~ltu;~t>J itU p;;ic:bica o d'agita7.ÌOllt', preùouliwm,lo uellu. sua idea la paura d..,lla hplo:siotltl, Jtio·utr:t. pr1!;-;lo in "o:~tli1.ivui di depressione, ricomp:ueudo l:L tristezza C~lne llfll primi dì, e re,;tuwlo !>ilr·n?.io:<o e pig1·o. Dopo meuo d 'ulla settimaua ~ttue- s~olllhrato ver!'o altro O'-'peda lE·, cùè gtit ogni fenomeno era ce.-~ato, lo stato gcncralt- ritornato norrnnlc, e prt·nde\·a. intorl',,;c agli avvtmimenti della vittoriosa lztone (:ui ;n·eva p a ne ci pa to. Oltre questi e:.empi clte wi fu dato rac(:o~;licre, desidero esporre alcuJJ.e osserm,ion ~ dd tutto pt:!rsoH!di. Neluo,·embredello scorso auno fui fE:-ri to piuttosto l~g~~;Emnente, as:;ieme nd nltl'i quattro uffic.iali, per lo scoppio d'una grall•lta ne· nuca ùa 152 m i llimetri :-opra un ricovero, che venne di,;trntto d;dl'esplosione In conse"u · prova1 · · un a 1··orte d·t!'puen, u n senso d 1' smnrnmen · t o, d 1' " e11z a d e Ilo S<'OJlTllO assolu to abù l l . . . . . d h . . . b't . an, ono, c te tunno pero 1l1 brev!S!><ma urata, e c e nuscu su 1 o a Viucere . l. grav1. u~t ' . uue1 . . compagn1. f'~l'l·t·1 c h e po t e1. . • p~o • ·occupa t o d a 11 c coJ,r l'rZIOU llledt care e d assistere.

=r

' ' .

•

t

l

t

• •

.

f

l


14!.

C.\!:;U I :,T10A CJ.l:\lC.\

È certamente forte l'influenza emotÌ\·a prodotta da. una improvvisa esplosione e non tutti i soggetti ri esco no a d omi uarla. N~i soggetti .n e rvosi le esplos ion i fot·midabili dello granate di gro.-;so calibro provocano un'impressione di terrore. Ln. n atura. etiologica, che a noi intere~sa , è la stessa in tLttti i casi che ho citati. L'impressione nervosa rkevuta., fa scattare i l meccanismo di uno stato nevrotico Ji differente dut·;,ta, e che ha pure un vero .periodo di incubazione di due o tre giorni, cosi frequ ente n el le nlnòife:::tazioni dcll'istero-trauma.tismo. Queste form<:> di shock emotivo si avvicinano a;;sai alla sind rome delle nevrosi traumatiche comuni, e come in e-sa i ftJnome ui si hanno prevalentemente su t erreno nervoso. L'apparire tar,livo dei primi sintomi (cefalea, s tato depres· si vo generale) si deve cer tnmon te ri t'eri re alla stessa loro origin~. giacchè sono dovu ti all"alterato ricambio dei centri p,;khici, che si determina in conseguenza dell'i m pro n· isa i m pre;;sione nervosa. È intere-;;;:wte rile\~are da qu;~nto h'l e<;po-:to che l'iutcu-;ità dell'impressione non è di solito propo rzion ata alb gt·avit:i. dd le lc,;ioai fisiche; difatti in moltis· simi fr~riti gra.vi ho not.1to che que .. to shock mnnca~a completnm•mte, quasi che allora la p,iche rimanendo preoccupata del traum<~. fisico non risorbasse suffi· cieo te scusi bi! i t~l a ri ce>et·e aucl1e l 'i!JJ prc:,.-ioue emotiva. Zona di guerra, ottobre 19t'i.

NECROLOGIO l

:Sul <'li lll }lO (le Il' o11 ore. Tt·n•·nte llt<·•l ico ,j i .:vlll]tlem. CARLO B ~RBANO >) » DARIO BORhOG~\ONE • ); GIA'0\10 GAZZENA » »

..

"

!'.tenente Capitano

T vu eu tu

,

»

» ))

>)

»

»

l>

Capitano S. tenente

"

))

"

"

))

•'

');

»

.,

))

b

'))

...

.,

Capitnno "' 'l'encnte 1> • A ..;p iran te lllvtl i··•> n

,,

))

»

" »

.. ;>

.. ., »

»

del ... o• p. da .cf•lll po. );

)O

FRANC~SCO l ~COBON::

»

GIA\FRANCO MACCIA RO BERTO MALATESTA PAOLO MJLLE DO i.iEI~ICO NAROUCCI GIOV A~ Nl PETRUC' l SALVATORE PUL YX AU. U ~ TO RIVA ARTU RO ROSSI CIUSEPPE T0'-1 GAETANO 8-\TTISTI ANTONIO GOZZI RAFFAELE 1\!AP.TINO

» 1>

,,

"... ,,

1'(-'~g.

grauat.

fanteria. t:lllt(•rin. " ca n\1 leria. • ... 1)-,p. Ja campo ... n·gg ra.u teria. ,. Jau•.e•·ta. f ~ llltJI"i il. >' »

•

f,ut~rin

., ,, ,,

.. fuuterin. .. fanwria.

»

;,

l>

>)

'•

;,.

l>

an. ca ml'· fnnteri:\. l . f,ntena. f:;ul•'riR.

J


Questioni d'attualità, varietà, notizie ' Lettere anonime òi guerra Prem et to che non ho la minima inlt·nzionc di 'are urw coda a lla conferenza di Edmondo lh;> Arnitis La l t·l lcra anonima, appl~tudila il20 gennaio del 1RU:n1Cllcalro Gcrhino di Torino: in primo luogo, perchè non sarebbe possibile aggiungere tr<·ppun' ttna pil'lruzza a quel mosaico finissimo senza guastarlo: inrceondo l uogo, pr rchè come già di-;si pii1 YOll ~· - io ll'>n son solilo n"Ynrulare !->ttlla lalsariga di alcuno, c tanto meno a far delle codt• ai la,·o ri 11011 tt!:>citi dul ntio cervello ; prci'l'rcndo es ere Jì ~· chi<1lo pe r k mie itkc pnso11ali, che applaudi lo per una rifritlura dellt• idl't' dl'gli a li ri. Dd resto, Edmondo Dc Amicis parlò de In le ! l l'rr~J:rnon ima dd tempo di pr~ec, ed io parlo, iuYccc, del. a 'el rra anonima dl'l tempo di rguctTèl : d ue cose, chi:', pur aYcndo molti )HtHLi di[ctÌ11lallo rrn loro, StillO lut lavia essenzialmente diverse. Innanzi tu lto, due parok sui prc(Tdt•Jtli. dirl>"cos;.l"m1>rho:;i (1\.' la lellcra anonima in genere, per'ri~p:rrmian·~ ai-lrltoriJiu~lloin~di~eon ­ stùlar<;- In grand<· opera di Tenlilo. H:1inaudo\ h'rofr1nulrt; r/(111(( isf w· bonis /ibris (/('lflll' jusla tllll i njuslrt t•nrwndcnl conficlionr· (Lione, 16:J:3); 0 qut%.~ più rctcnli del Bmbicr ( !Jicli nnnoirc dcs (1111111!JIIIt 'S t' fJSI'fldol!!/lllCS. Pari s. 180H- 1KO!l), c dcl'p lt'lzi (Di:innrlf'iiJ cleyli anunimi e dei pseudomini italiani): qu~.·sL 'ttll ima, pl'rò, rinr:ts l·n Ìll('ompkla JlCr la morte ùdl'aulorc . Se i Ciursi - ('OillC si dire - l'urono gl'invcutori de:ta carla, e logi<·(supporrr the t•::,:.-i si:rno:sl :lli;.(printi s<.;ril lori eli lettere anonime, non ostanle la loro t::~nlo dcrnn'aln gr:-rndezzn morale, sr.esa in mille r igagnoli d'u11a limpi1kzza cri!->L:.tllinu d~llc p u r~ sorgenti di Lao-TSl'U e di Couful'ÌO. ;\la si~ 1 Fidalt·,·i d el le vrrUt del così del Lo « huou l empo an l i co >> ! Lucio A rrrwo Seneta.!il quah• la sapeva più lunga eli larlli allri pensai ori, c: thc. forse per sa\)erla troppo lun ga, riccYclle dal suo· caro ùisc!'polo 2\t•rone l'ordi111' antkht'vole di tagliarsi le Yt'tH', l~tS(:iù seri l t o 11ella sua Htm·n opera

i l

l


l :l i

QUF:-.;1'1\)='1 p ' A'f'l'l:Al.l'l'À, VAlln;:r.l, NOTIZ!t:

]) e b('l/('fìriis h\ ~L·guPnli paro le lllOllo

SCOnfurlauli- CJilCSlO SÌ - ma sacro~;:. n! :tinentc vere : <• I \'izi non slun no Jcrmi i n u n lu ogo solo, m~t si \'~lllllO mu tando c gul'ITcggianclo fra loro. ~la quanto agli uomini, dobbiamo dire sempre l a slcssa cosa; cioè ehc, siamo call ivi, fummo <'allivj, c saremo callivi : sempre \"i sar:111110 mulfattori, ~t·mprc tiranni, sempre ladl'i, sem pre adulteri, Sl'lllpre assassin i, sempre traùilori ». P~1role , queste, che faranno torccn.· i l grifo a quegli ulopisli, c.:ltc Yaglwggiano la pace durcYol1' in una peren ne almosfera di lalle e mil'lc . .. \h ! t he illusionl' lwllt l·. -\l'l o." mio . lwo n Luc·io Sencca ? Duuqul'. i C:inesi, dlWnl:-.la la car la, iun'tJiaru ttu di n•rlo :111che In lelll·r:1 t1110tlirna, che rimpinzarono di ehi sa quante malignità ideogr:dic-hc: c ('osì awan fnllo gli F.gi7.inni, i {;n·ci e). H01nani;: i quali, ht'JH' Ilè 11011 co11osccsscro lu carla, ~i Sl n·i,·:tllo.. l utlavia ùcl pDpiro (niblw.; il<'[f!Jpl"a), che essi ridu<'r,·nJlo in rogli mediante una pn•paraz ione molto ingt'gnosa ricordai a da l 'liJtio: /'r{l<'fJfltan'w · e.t fl<lf'Uro rhar.'m•, tl viso acu in praelcnues, scd IJIWm /utissimtts philyras. ~la qm•gll' ~OliO Sl·mplici sttppos izioJJi non d$ctttlll'ttlalc da akun fallo pn~ili\'o, giacchè JlOll v·l!:t sc-ritlun.' :llltko rlll' ncrcnlli a un l'O'> l>t•l proclolto tll'll"ii11'ÌYilillll'lllo lkll:l :-.lirpe di (ail10. St• rorigine della kllcnt <llliiiiÌllW :-.i JH'r<lc Jll •l buio di'l ll'lltpo c d1·lln nwiY:Jgilà unl:tnn. ~i sa, Ìll\l'('l' . bl'nis-,imo a qu:tl'l•pora rimonti ,·u~o el i muLan~ o di :tlltTHre il proprio llOillL', elle- si puù gi11r:1rlo- 11011 dt'\··es!.\ l'l' lll:ti :lntl:llo di!.ginnlo d:dl'usn, ~u nou d,·Jh·- ldlt'rL' anonime proprÌ<JJlll'lllt· dcll~·. :dnwno ddle tlt·nunzh!; uso <':tldt•ggiato proprio in qul'-.li gi•1rni. da alçuni <'SHILali, ui quali, cousiglil'n·i di leggl'rt' (se pun· l:1 t·mnprenc!ono) ht :-.liJria della l't'pubblica \ ' t' ltl'la, le rui pagitl<..' pii1 fp-;rllc so11n ~ppunto quelle ehe dt>scrivono il fmorç di'Ile dt'IJIIItZil' oppnrc la storin dl'lhl ri,·o:u7.ionc francese (rl1e fnrse comprl'IJdl'rallllJJ InL'glio) colla rcluliva lista clcllc innumcn·,·oli vittime ÌIIIIOt 'l' llli U!'Ì delal(lrÌ. :\f~l lornia1110 all' origine dd lllntanH'ltlo O dl'll":tllerazionc dci nnn1i. Caduto l'imJwro d'(h'cidenll', con (]Urll'ullima lana d'inlpt•ruLore romano eiH' fu llomnlo .\ ugustolo, per mai10 di 0<1oacrc 1/6 cl. C.), l' :-~nd;1la :t JHH'll a po('O in disuso 1 idwnw c.:hr sgorgò son:-~nlc e puro dalll' l;~blml di Cin·rolH', a,.,.t'Jlllt' Ull I':Ji lo, gnoralo da 1110lLi, c-hl' el>bl' l:1 pii1 gr:wclv in1portauza Jll'lla rostitu7.ÌOlh! c lll'lla lradizion<' dl'lk rcllniglit•; \ah' a dì n·. l"islil uzioitt' d t' i cognomi. E- cosa Strana fu p t'CÌS:llllt'lllt• l(lll'Sl'islilu7.ÌOllC l'lJC fL'CC sorgere l"uSO ticgli pst•udonillli. Tnl':ttl i, prilll:l ,di qul'IJ'epoca P :1nehc duran te il nH'dio t' \"0, i soprnnnniJli. rlte cn.tiJU rcllltl111JS:-Jilll. din·nncro in gr:w

.


QUESTIOI\1 D'A'fTI:ALI'l'À, VAlHr:TÀ, XOTJ U E

147

parte cognomi gentilizi; e siccome qucsli soprann()mi, Lrasfonnali in cognomi, indic:wano gcncralmculc qualilà personali riùkolc :o turpi, così si a llerarono in vario modo, o si mu larono d el Lullo. A queslo proposito, Bar l olomco Sacchi, del Lo il Pi ù l in a, il nolo a utore de'la« Vita dei papi >>slampala in \ 'enezia nd 1<179, scrive che Papa Sergio Il fu il primo ck ponll.'fici romnni, che simulò il nome; giacd1è, essendo egli sopra nnomina l o « Grug no di porco >>(O ' tJord), volle, ub urpil urlinem CIJ!flwmenli, esSl'l'C chinmalo per l'innanzi Sl·rgio. X on sollanlo nel uwdio e\·o (in cu i, accanlo ad opere YeranH:nlc iusigni, lnulc st· ne l'l'Cero c s~.~ ne scrissero di n essun valore), ma allr~:si lll·i sreoli succ(•ss i Yi, le 111e n l i d('gli ~~ruditi e d ci non t'rudi t i furuuo j H'I'\':tsc clrdl:l sm:1n i n di rinlrat('iare g i a n lori dr qul·gl i sc:rilli ch'cwn lirm;tli co n uno j)Sl'lldonìmo, o <'he vcnivan nwssi in circolazìonl· :1ddirit tura seuza IIOllle: c SO\'enl i ,·olLe gli sl'~l<'('l'tHial i d'allora riluast'ro <:olia curiosità in corpo. l'l'r C'svmpio, il llizzarro libro /h• lr ibus imtmslorilHts, la l ;,.,I!JI'Ufìrl dr/l' a non ÌlllfJ d i n rwenna, le fanws\! f .fltt·rr• di l un:·us e i' lihe ~ o publllil'alo'nl'l lli:~3 conlro il carùin:tk di l~irl11•lit·u. sfìdnrollll k piì1 minuziosv ritt• r(' IH'. (,ltt('sl' u!timo lilwlln. th'ì• uu o <h-i priu1i ~·s~·lltplari di ki !era :-~noniu1:1 aperta, porl:tY:I JWr li l olo lA· fi/JlWC'I'Ilt!OIC/1! f Jté.:.ml. uu (;LIIf!C de Son l ."mint·n rr, e Ile din·Yn di~t · ollc r. di <'rude sul con t n de l"asluln ministro di Luigi XI l [ e eli :\l:tria dt'' :\fl•dit·i . Imm:lginiamoci le furie dd poll'llle e irascibilt• c·a'rctì11ak! Fgli clt-• avc ,·a :aiTronl alo gl i l'gonu l i P 7j Cah·inisli, l'In· <l\'l'\'<1 lo lalo di l'urbt·ri:-. eo '!'Auslria, ch 'l'l'n r iuscito nd al>h:llll·r··· l u l l i i suoi nemiti ed n gon·rnare <.•ll'l'llÌ\·Hilll' llle bt Fnute·a ( <t c·ni. giO\ a il rit~ortlarln. :1ssirurò il pnssl'sso dPIJ'.\ 1sazia), ttrtll g'lllls\' 111ai n )oii'O[>rirc. Hnnoslaill<' ogni s forzo della sun polizia [H'l\a la. l' un~ hullalo a piene mani t•Tarrl•slo di mol iissinw pcn,olll' sc,~pt·. tl', J'aulore dt'l lillt'!lo: il qua t' aulon· yl\·c\·a r)J·obailil1:ll·llll' molto in 1tll o. fnt gli slt'ssi di!.{nitnri della cori l'. Sl'Jll)tli'C ttnll lu E11ric·o t:inq -~lars mardwsl' de 11uzi·, f:lYorilo di Luigi Xlll.: ìl cptt,lc, per :l\'cr COII{:(iura l o <'onlro i l canlinak, di <.:il er<t iilalo {uu h·~npo 'n nit'na d:nlll:ll<t. sa' i il pal iiHtlo il J:~ gi ug11o l OQ , sl'i .ll1t'S Jll'llna dvlla nwrtc <k' Hithl'licu. ·• li n acc<'nnalo piit sopra alla n•pulJIJii~:n \'l'lll'l a l' :1lla rivoluzione [ 'nnc·es · r prectswnc · · .· · l'• cd ora e1· n· lorno $ll u u mullll'll Lo co n nwggw stnr:ea per far notare che, sP le denunzie sono ani ielle quanto la rnal~1\gLL;.\ 11mana, i loro lìori pii1 rigogliosi (che la :\Jusa del Baudclnir c st s.cordò di cantare ncgr inunorlnli Fl('(lts rlu ma') sboc.\ia1ono in lre ~)~l.od t .srgnnli dagli anni 121\ 1:310 c 1793. Infalli, il primo di qu eSII.:.'llllli , .. 1 r 1 .,. L a l l'l'<! ' <IIIL OSO per la cl clibera7.ÌO!lC C ~~ quarlO COIIC'. I IO

-


l'l mJuisi;;;ionc o San:· r·!Jìcio, ne' cui ''unzionamento fur ono i11LroùoLle rego e mollo più resi ri l li \' C d i qtl('lle stabilite ne nense~cìrcn

1229 da Gregorio IX;· il secondo," pC'r l' isl iluziolH.' i11 Venezia del Cons gli o dei J) i eci in segui t o al a ro ngi u ra ùi Ben i:Hl li no Tic polo; e il lerzo,-per 'isliluzionr del Comi/alo di salute puhb i a, che fu una delle tanLe .lrOYfll e geninlmenle fl•roci <klla Conwnzione. Il Lribunak del Sanl"Fflìeio, (da non confondersi colla Congregazione del Sanl' Uf[ìcio, d1t' esiste Lu llora) condannava i presunt i erclici alla perdi la dci dirilli ecelesiaslici e ci Yil i c degl i awri. alla prigione pcrpelu:.l, alla morte tra le fimnllle, sull a st·mplice dt'nunzin vC'rh ;~lc, n1<1 so,·enll~ anche scritta e anonima; 1ki t'dC'Ii zPlnnli . o di clJ iun<flH' YOll'SSl~ ~('1"\"Ìr~Ì dj -<Jll<'. t'OIIlOdO Jlll'Z7.0 pe1· l"(l:pirl' llll lll'lllÌt'O personalr. Son noli a 1111 ti ..gli ·orrori llt·ll'lnquisizionc di Spngn:t, per cui si n·st' famoso - :-~nzi, lamiwr:rlo - il dom<•nic-tlllO Torqucnwda iuquisilorc generale, ai qunk le ÌllnunwrY\'oii d~·uunzi l' pcrmis~~ro di far perire su l rogo eirca novL'mila pcr:>onc. (E però giuslo il riconosce e che l' Inquisizion e di Sp:rgna non 'Ila nulL1 di comun e col 1. rlhunall' <Id Snn1.Tflh-io; ~iacchè ~·~sn··l' ra l'ostiluila da 1111 lrihuHall' c:h·ik ed "cecle:;iasliro .rrcalo ._da' 1·\Tdill::lllcltl-·c cl:1 Isabella uri 1-17:3 1wr· irwigi ·al"t' sui_~lori _c s11gli Elm·i, pilr a scopo pnl ilico che co n int<-nti ·religiosi). 1 Consiglio dci Dh>ci,"'·a cui apparli'm'YtlllO :11rche"' il Doge e ~ i suoi-consiglieri (non m~·no" solloposli dvgli <dlri c-illatlinì a lla sospl'l l osa soncgliunza cl\'gli agt•nl i. segr<'li, rum't> dimostrato dalla seiagurata- Jìne di ~larill Fa liero),' srtglivva Jll'l suo· s<'rro i cosi dclli ll'"Juisitori ,di Sl·tlo, ~i qua li Jorm<\\·ano il Consiglio dei Trr, di cui uno rie cvL'Ya le dt>ntmzie ~t·grl'lc,"'lH' ril"r ri,·n :ri I'Oileghi-c di::;culcYa con essi l'opportunità d'informare della cosa r in t ero Consiglio. E questa è.slorin noln a lutt, p<·rlìno éll pubhli1·o dl'lloggionc, il qual1•, dopo' an·r .' appl:lndilo il monologo di l3;mwba n('lla (~iocouda •· cl el . rorH.:hil'lli . ·vt•<Jco il l rure <·~llltnslnrie gell;~rr 1:1 kt lera acru~:J­ tri<"e · ronlro Enzo nel ~ a· ho<·<·u· tkl' lt·<>lll"' ~ormontala dal:a S<'guenk scrit l a inci~i<l' s11l m:mno ... : dl'llo:Sr~·n:rrio, nra riprodoll n dal n'ro : <(

..

l

..

"'

J) L;\0:-;TlE SJ.t:llET E l'EH VIA

D 1:'\Qt:lSITIOt\E

CO~THA

CADA "G::'\A

PETISO:--IA CON L'J:\tf'UNI TA ' SJ-; CR ETEZ.\ ET

fiE~EFITI l

[GICSTO Al.LE

u .;c;(.

-' 1r C.omil~1lo di sa ule pubblica Pra conq1oslo <h f!o1liei mrn1i>ri scclli nd seno della Convenzione. rinnov<d>ili ogni 1n ' TlW!'i: an•,·a autorità sovrana e dill;dorialr <"si r iurrh a in sl'd\ll l' rigorostmwn1e


scgrclc, i cui processi wrbali erano r c d all i da quel bel omo di Barrèrc ex-mag istrat o, il quale fu d l'LIO (be l lilolo d i gloria presso i p oslcri! l' Anacr eontc della gfligl ioflina. Qu('slo Comitato di sa ul e pubblica funzionava per lllt'7.ZO di un ali ro orga 11 o ri\'olnzionario, a cui si dl'tle i l nome pomposamente bugiardo di Comila o di sicun•::::::a ge11emlc. composto di Yt'llliqu<lll ro lllt'mbri. i qu a li. ri('l'\' tt lc l(' dcnun;;:ie. facc,·ano aiTl'Sl are lullc le 1wrsom· sospl'llL,.. c é allitlu\'8 llO a un t ribunale sui yu1rris, cltL' giudica,·a Sèllz'alcuna norma d i protcdura esrnz' appl'llo, confiscando ualuralrncnle i .J.wni tlèi <·on<h1 JII tal i. .\ (jlll'Sio pt111lo, il lcllor<' si snrà Cl'rtumculc areorto ronH.' io

',h ·\

l

.H ) t

:la •. pi!lù: fu r· tr~ .·,

t i •.. fl~ ;• .

nt•

l

('h!~··.

l!ou ;1ll!1ia <·ilato a caso i JWriodi slorid di 111aggior Iiorilura ùo..•lle d•'IIUIIZÌI', c che Ja mia decisa lendenzt~ si:.1 <.jlleHa d'immede!:iinwrc la dumnzia tulla lellcra anonillla di gul'tTll . t·: <knunzia es~a è inl'atli; \!d è appunto quo..·sto suo <·and lo..·rv lH'I'll:i:m· iJ I\.:lria!Jik. (•hv la !ièpara nell:llllt•nlc rblla l t-ll,•r;~ :o1 1o11itna dei ll'lllJlÌ 11onuali . la quale può essen•, ma 11 n11 1\ Sl'ltlpn•. 1111~1 <kll llll t.i.a · l:l rtl't'• n·ro ch'è hcn SO\'<!IIIC innocua, JWI'IìiiO !-ol'lll'l'l.tlS:I, linlil:lll'IO!-. i ;1 qu:tkllt• l l'allo <.!.!_spiri l o di l>twn;, o di p Il i\':; lega l'''r 1':1 r pigliare i r·ot·<·i al tk:-,1 iIla b rio. Sfoghi di l\'ller:l.Ì o di music·isti illl'lllllpresi ('Oillro editori ÌII1Jl's:;ihi1i; frasi dj -,,·IJl'l'IIIJ, ('hl' ('() piSl'OIIO I'OIIll' l<tllll' fll •('('l' J'imJl•'l'fl'ZÌ Oll(' l bi eu n rnnruk d'un n perso nn lfJ~giosa: sgr:nnmal ic:1lun· ,·illan c di Hlll:ud i lnrrl;tli : lilanio..· da l ri Yi o rl't'Ìl:.tlo..' da pi('c·oli impil'f.:!a li dinauzi :tll'alt:11'l' di qu:lll'he !-.:tulo (11011 palro110) <itolla Lun><:mzia ; n<-ressi di eolll'ra fra etl!-.igli :t lti di:-pvl Losi; ntntori fa lPi!i tri frcmL'IJli in tu Li "' •'l i a••<~t•' th·i e itt lu i li ulì :1,.,·erbi jliit sfac*"'M ••

f:.t. :·

·r.:' n jl • Il f:(

In .·

'IJ;! ic\1 ,.

' di :.

('j..j Ì <.' ()ÌÌ l hnc·c·[tc'I'<'O.,l'lJi (k i dizionnrio;

,~ ut~ ·

Ilo la Sfll'l' Ìa.itù dl'i rnpi :tnH·ni: appunl:lltl c'nl i :1nla!->liri a llll don (.;;,,,·anu i 11laluru; fi t•n• prnll'.;;lo..· di ~t'!ll:ll'i ('011 1ro Ì pro[tl!'~Ori C pcrliiHI eon: ro i lllinislri di'Ila Pul1blica blruzionL' .... .' .\. propo..,ilo : d i 11 1 ~" di cod.:s c lc l l cre (chi è ~l'nza pecca to scagli la prima pil'lra) 1111 c·onl'esso nulore an<·h'io dopo lanl'anni di- sl·grt'lO rimorso. .F u, 'l' ht·rJ rieordo, una lcll raccia "con poca sinlussi e con moltr inso•:llz,. dir<'lla nientemeno che n.' mini..,lro Ruggl' rn Bonghi j)l'r riufnen:n;.:li non :-;n più qun !l' do..·<T<' lo C'lt<' modilìnl\'a i progrn111111i dl' !l'in·'~'~'.'amen to licca\~. Figuru!L!\'Ì ''cllr; salito=in higo1wia.' io· Jace ,·u la !Ttlrt"t rl•J · lmo1w 1·l'<1c <1·1 1 :-;un sl 1e pcsanll! ·\' - a rru 11'alo, · cn·1 l o..·n< l o 111 , • < ''~'Tlo ne' MIO nmor proprio di snittore. Che mntle risai l' dl'\ l' a\'er hll' l''l '. 1:. I lustre tradntlorc di Plat one nd kgg<'rC C]Udle 111 e !-.to..'lll -

Hiil. : 'ù".,•.. J

)t'!l!:J

ul 1r'

,..,'

l

;. 1i • :

'l· . \!~·"

J'abl' kll t'l'l' Ol110l'OS{', dH' ~";()-

'l

.l

l

p:n'"h' . ..,,.,nn· Cptslol:tri !

..

.. \fa ant·hc b lvllcra a;ton intn tki temp i << llll'll fL•ror· i r piit 'kggia111 ' Pl'l'IHh· l.tfvol ' a c·uJllt' ho dd 1o . il l ono di cknunzi;t. col pi!-tcc


lt~ pcrso11C' nelronorc o

negli a!Tcll i più i11l imi, e prepara q uei fal1acci dj c. onaca, che il popolino succil't~ a\·idumt•nll' nei giornali, a v~wlaggio del ~uo progresso rnorak, l'OIIH' se fossero n'lrel tanti haraltoli di mielr. Sono urdinariam~'lllc ri,·cJazioni ùi disgrazie coniuga •; che piombano nrlle famiglie con lo schianlo de l tuono; di dp<•schi amorosi. ili Lurpiludini, di cklitli Ycri o immaginari, che fan capo non di 1::tdo a ll'nutorllù giudiziaria o di pubblica sirurezza : ma questi c·asi non son Umlo frequent i quan o gcncralmrnlr ..j crede; c la le llcrn anonima cki tempi lranquil li ~ piutloslo una ciana sboccata, maldicc·nl c c rlispl'llosa, che una brigantessa arnwla di trombone o di pugnale. 1'\cl maggior numero dl·i casi, cltmque, r sliC puntalt•, non Lu1r•o ali ro !'lw . <·a lì re la pt' l<• senza rwppur pem·trarc nel lcssulo so ' loculauto; c lu . lo il male si riduce a qua che sccHala fra le pareti donwslicltt•, a qua che giornata di cattiva luna, a brusc·he rollun• di legnnti il!vci Li (e ciù t' sC"mprc fonte di h<'IIC). n vane indngini dc la polizia, e, non di rado. Cl Hna scmplìce lraielloria d'una pallollola di r::1rla d;1lk 111:t11i dd destinalario al fondo del Cl'S ino. ~ Le h•lL('I'C nnonimc di gu~:rra sono inH:tc lul 'ailra <~0:-il , trl hanno .ben altra portnln. Esse, iu fulli, uon ~i rcslri11gouo quasi m<ti <l minacciare, ma, assunlo j: Yero <' proprio c:nalll n' di dc'lltlllzic, si rivolgono dirl'llumt·nlc ::dir aulorilù polilichc o militar i. rin·lando- o inYc.ntnndo -falli e circostanze, che me t. l ono 111 t'\'idenza In supposi a irn·golarilù eli posizione d'un cilladino di rnlillc all'e::.crcito e al pacst·, c sollccilanrlo la parlcnza del dt nnnzjato per quel certo Yiaggio t·lte non ha ritorno li, com<' c::u1tano i c·ori llt•l .1fi.\fl'l'fe . dd .. Tro\ ~don• ''· f' • E' patrio l t smo codesto-'? C'l' chi · soslic'tiC' di :-i. "~liti :1ndo l'dlìcneia tll'llc denun7.ie anonime sop allut Lo nt'ilét c·:H'ria agl'ilnhost.nli; t'd io -che [ui lra' primi a fu&ligal't' n ~;lll gw i s i uiro!M d'ogni specie- sostengo iii\'CCC eli uo: i n primo ungo, JWI'<'hì· il pa ' riollismo <li huonn kga, o-:;sin quel palrioll smo ('il .t· lu re di 1\•t.k. di sacrilirio. di fo tczzn <l'<ì11Ì1no c di inll'gtil :'l di tll ....l';t·nz;l, non ::,'nbhas'>a mai alle lordure dl'i la dt•nuttZiu anoniu1a. n nn i " pugua 'arma dci vili, non si nasro lllle nt•lk ll' 11d>l'l' pn <'olp.r~ alle spa'lt·: 111a ·~d1'ro nla apertanwnlt• t' coraggio-;~unc11te chi non svmhri degno (j;.J.IIOlllC di cillaclino e gli S(':-tg'ia Ìll f~ICC'Ì<l l' n<"Cll Sa, 11011 ncg:llldOf:li j l dirillo dt• la dife~n l'd as<;ulllC'IHlo. in ogn i rnso, ),, rvspons:lhilila p!I·Jta L' hil <"J':.J <ll'Jl'al Lo compiuto. In Sl'('OJJdo luogo, pt'rchè (come dirù 1 ···glio pii1 inu:.111 zi) almeno il noYalll a pt•r e<·nlo dc Il' deuunzic :wc,iJ imc souo lo sJogo di hassc velld ~·IIP t' d'ignobili passioni, non


QUIJ:STIONI D'ATTUALlTÀ, VARJP:'rÀ, .N01'! ZIF:

già l'adempimenlo ù'uu dovere patrio lti~o : C' fìnulmenle perr.hè il dilagare det:c denunzie, come fu sempre il segno infallibil e dell a decadenza delle istituzioni (esse ndo p urtrop po innegabi:e che la forza dei delatori de r iva d alla debolezza, ùalla tolle anza e d al favoritismo- o peggio - di chi s la in al lo), cosi segnò pure sempre l'abbassamento del liv ello morale d ' un popolo, con gl'innilnhili l'rulli di cenere e tosco. · r~ ·'<l ~ Da noi - diciamo· o subito a nosl ro confarlo - ciò., non è- nv\·cnuto. almeno in proporzioni inquielauli, e non avvcrrù ruai. lL nostro popolo ha innalo un s e nso lì nissimo d'o ne:, là e di g i uslizia, ·ed ha la fierezza, la s incerilù, la dignilà dd popoli liberi, chr sanno elevarsi alle pitt eccelse vellc dell'amor JX1lrio, v:1lc a dire a qualche centinaio di ch ilomel ri sopra il livello del palluntL', ,in cui s·av,·oltolano gli odit'rni delalori come larve di Sorcnphaga carnaria nella pulredine. Tul lavia bisogna osscr\'are t:he. llH'Il re nella parle sana ùel popolo - ch'è forlunalamculc la m aggioranza - la guerra stimola i sentimenti dd dovere, clcll'allruismo, dd snr.rilicio l)('I'Sonak, perch per essa la lo tta giganlesca rappn:sènlu la ri wndit:nzionc dei p il sacri cUri ti dell'umani à, sulla p t1lc nwlsana (cosliluita da qucl:c ccrle scorie socia i, ù1 cui pnrlan\ in un n ·<·t•nle nrlicolo il proL Agosli ni), lu guerra eccila gl'islinl.i piit bassi c la avvolge in una grande •< aura)) epilctticu, nella quale guiz;mno i ampi sinis ri dc la delinquenza; perché per rssa l'urlo sanguinoso dci popol i non rappresen a i mezzo - pm'lroppo ancora necessario ! - per realizzare cerle idealità superiori, ma è puramcnle e semp iccml'nlc un ricorso alavico alle lo tte degli uomini primili\i. Nessuna meraviglia, clutHfllc, st, .. durnnle 1:1 guerra, :tccanlo alle manifcstazioni piit nobi'i 'dei ·cenlri "psicllir'i superiori,-si -abbiano le uwnikslnzimti più abbictle dc l'islinlo; dc !c quali non ul ima la ' lrl.ll'ra anonima, ch'è una vera e propria pugualala ne la schiena., colla cirC'oslanza aggravante d'una minuziosa pr<.• mcdilazionc. ~ ~ i Per essere esalto lino allo scrupo'o nc!lo sludio di queslo brullo fenomeno p~ÌCOIO!!ÌCO dC'i p e ri Od i t>ctue; l'C'SC' hi. a arri li n :-, crerù a Il COJ'U Che '->b non dobbiamo rilcncrlo come un prodolto' csclusiYo dci ba~si fondi della dclinqucnz:J, ma ben sovc11i1' coJnc In drgc nerazionc <li aln11.ti senl.imcnli, in rondo nobi:issimi. su cui la guerra cser<:itn mw si ra~a lllOucnza defonna lrice. Ciò è a-vvc11ulo in lnluni amhh•nli poh~ici; ciò avviene nel <·nmpo psicologico e in qul'llo mnrak. {;li t'Sl'Jll 5011 JH numerosi, ma, volendo esser breve, ne cii crò dul: sul i. li prinlo si riferisce a quel scntimcul o pscurlo-pnlriotlico. che rnanifcSlano alcuni padri di famìNlia i nuali hanno dei fìi!li 'al fron!c. Cn'·~

b

'

"'i

-

-

_,


lò~

dc lc fo rse che essi, nel di::;corrcrnc, abbia no in Yollo, come Lanli altri, un raggio di fi erezza e nell o sguardo un lampo d'a!Tell o? 1\icnl e aiTallo : il volto è cupo come un a nollc Ji trmvcs la e nello sguardo vi so n bnleni di collera. O pcrchè mai '? Scrnpliccnwn tc perchè il loro capo d'u fficio ha un figl io, t•sonnato, c un vicino di casa. due figli inabi'i a le fatiche eli gue rra. La prrsuasionc d'aver css: so'i 11 pri Yi kgio <.h:l patriott ismo s'è radicato cosi p rofo ndamen te nel loro an imo, che t u tti i paclrì. i qua i Hon abhian figli ìn trincea, sono per c~si ailrellant i nem ici dcl'a pal ria. Orbene, si può esser q u:1si certi che cockst. padri di fnm iglia (per fortuna cc·cczionali scri ,·rra nno, dùpo più no l li insonni .c Lormentose, u 1JU h' l lL'nl anonima ,,1 minisll'ro dl'll~1 guerra dennHziantln i due Ì ll~Jhili c 1\•:-.ont·ralo come il modello clt-gl'imhùscalì. A\·cva rngionc Ali'Ol,lSO h:arr quando dicn·a che l'uomo ha per lo mc Ho l re rarallni : quello che \'OJTebbr aYcrc, quello clw dimostra, c quello che ha rcalmcnlt'. Sc<.:ondo qm•sl'argula osservazioJH:, q uri forlunal i po~SL'ssori <.l d brc,·et lo di pnlriollismo \'OlTl'hbcro avere un r::mlllcre viokn o c sanguinario) per co·npit•·e <.:hi sa qualiJvendellc; dimostrano un rar::tllerc conet n l rnlo, che rh•cslc l'apparenza d'una mula rasscgnnzionc, il cui tmw è rialzato dall'orgoglio <li SCII irsi padri dci r;racclti; c il loro Yt·rn ranll.t•rc è semplicemente un irnp:tslo d'invidia . <l"rgoismo e di vigliacc·l!eda. Il st.'l:on do t~sl'mpio L' \':-.clusi,·anh·Hlt· f: m;niniit'. c nc1i dolJbiamo giudirnr o con :a mas:-ima ind ulgenza pt·rchè. st~ la doiJna ci dà qualc·hc ~lltl:lrezza, è ]Hl l' 'sc'mpn• la gr:ln dispe11satrin• di gww w qtn•slo IH>Y('f'O mondo. dH', st•nza di ki. snn·hlw nrw squallida landa. :\on bisogna mai dinwn ÌC':1re chC', ll1L' Iill'l' per noi uomini 1':-.mon• è IH'll so\'\'lll\' 1111 gioc·n. la ~~Ili posta ~ i piac('['C, per la do11na i..· qua:-.i !-.t'lllJll'l' llltél parlila ck('io.;·,·a. l:1 ~rui posta è f:l vit a: gnardintnoc-i, dtlltC[t LC. dall'esser troppo Sl'veri con ici quaiJdo ci fa dt>l m n C', c dolllandiamo a noi sl<'ssi se proprio la colpa ~ia l ul t a su~t. o non piull osio nostra in gran park. Giù scrissi in 1111 alt ro ar!itolo che la divisa grigio-verde W' la lo scompig io nei cuori kllllllÌitili, in cui l'amor di pal ria non C'>l'luc!L'. anzi, rinsalda. ranwn• p r i bnldi "accrdoti di ;\larle : perciò non deve p:trL'l'C slra- / 110 s•·, l raYoll(' clnl lurhine de:Ja passione, o spin <' da ' ·acu eo di'li a gdosia, o aJdméll c dal dt -. il~\> rio dl'l a \'t•ndvtl a. n accasciale da!lo sconforto. le f::nr·in !c>, '<' mo~(i. lè ama11fi mature c imm :llttr<'- si risn\·n111) 1111 IJrullo giorno a scaml1iare b parte rli (ÌÌI)C'<Jml;t cor1 qnell:1 di ll:tm:d.la t• ~~ sc•·iYrrc un:1 d<"nnn7.ia nbilliH' Ili<' ;lf'(·hilt'lla'a, cil l' :-.urù c:tgiom: dl'llc• pin nn<lcli torture per

n .


• !t'roprw lll'll lllfll II.ÌIIll>llt'<lr<:' H pii l'o fai :d,•, pro\':IIJCt un :-,\'liSo di krrore ('O !Il\' dinnnzr :1 una ,·i:-iutw dì morlt•, l' :-,lanno l'ra il ;-;i l' 11 '"' qu:1kilr· 111inulu, prilll<l di ~ ~ ~ t CTar le dila dalla tarla :u·<·u~alrir·t•. \'l' 11·11:1 ]>l'l'lino qnall'lllt<l. ehv mpiq..(a u11:1 gir111tala ittlt•ra nr· ·far la uir1 Cruti' dir.arrzi a Lu•ll' .t· bul'lw pos l:d i. lr:tllt·Jlftla d:1 1111 S•·IIIÌtlll'lllo di pielù, dw t'OIItÌIIVÌ:t :t "]llllll:ll'lv tll'll':tllitlt :t. dn-:t· l11tin·h lh' lor..,e mi ria(Tr·ll d•·n· la fìar·t·olu rl':lllrnn·: 11è si dt·e id r· al p:r~so irr<'pat.dJJiv !'o<' tlt•ll dopo l'nl' ir11:1 Ili('\' <lr-1 ll:tlnlllllrt, i1r 1111<1 :-!rada Il

JH'I IJII(I l r;I(JIIO!'t'. h1\'l'l"l' !hllllll'

r,·nroln ,. dr!-wrla . !ungi d:1 ogni sgu;~rd11 rurin..,n :rllotd:rll:trHio..,i JliiÌ fn·l[ofu:-.a M'Ili:;! :>.l )Il' l' •ltrt· ;1 Sl' ~~ t':>S:l. St' j h: d l il i (.:(llii'Ì [;li j , [d Mln <"11111'1' si:111 dn\ uli al pi:ll't'rt' dt'li:r \'l'ltd• ·ll:t. \' sP ],• I:JC'I'Ìil•t' t l'•·lwtl:111li su ,. :-.trt· tig'i:l <,1:r11 l'l'Il\' l! o d!:' l rimorso. :\la più. la di 1:1 )oro \'Osr·it•J!Z<t si r:r.,:-.t·r•·lt:l r·ollll' i 1 l'i••lo dnpo un uraga11o. e :-i \ 'illll'l pt·f'..,ll:tlil-rldo :tllvll\· ...sv :1 pot·•r :1 por·o d':t\'t•r l'allo 1111 lld gt•:-.lc> p;d rio l il'ÌJ.

li :-.t'lllÌitlt'lil i ddnr11r:lli l' l'l' do 1'111 "''"li v u':~q111Z1. s\'IIZ:I ('lllrl;rrv Il· t·llt'i\' <lltOililll\' rlw rin•\'t•lli IO ... ,,.... .,, (('Ili E

111111 llt' h:t il'v\'tll t• ,. ltoll ne r.<·t·'··· in qtrt·sli lt'lll]l '!). l'tri l<iirlu. diC'iiiiiiJJ \'11~1. l'or[ ti Ha l n d:1 "' \'l'llt ..,nl l 'nn· h io - 11011 rÌ\·t·kn·, tlovt' - illlt•r.· l'nlh·zinni, ('hv sludi:1i l'n 'l: r -,!1-s:-.:J dilig1'IIZ<1 e l'ol !o "'''sso amon· d'tut itll iqu;rrio c·ht• lt·n~a fnt lt• dil:r adttlldH' ttlt i t pn·ziPsil fill'l'olla di l'llltl'it : l'd t'l'C'il, 111 pol'lll' parnk. il rìnssu11lo rklk miv OS"l'l'\" :lZ io Il j • . \lc-ull t' rli rodvslt· kllt'l'i' ruruno SIH'dllt· St'llZa husla. com<' ..,·uS<1\'<t u11 ll'lllpo; ossi:1 . ::;un• l Sl'lltplili r., _~l; ·Lli di l':trl.:r ripit•g:ll i i1r dut• o in qu:~llru l' rhiusi r1111 lllt'o:-. lia: l•'fSI:! - io l'n•do - per~· ­ \.'Ìiare t· ll~.: tllt l.t'c·nq ,, uno ~;:,l, :1•< J; l !,,:mt" ,·o:!'illl'Ì 1,· stll' illdn~llti dallu lil:1gr;rna, o illlpn llrl :1 dvll;r llì:llTil di t'ahiJI'il'a, l'hl' :"jlt'~­ so . si \'l'dv su e lJUslt•. La c·;~rl :r 1: di di,crsa qu:.ùil~t <' di ':trio form aLo; Illa - cosa. !:ilrnna - la qu:trlinn, la quad rolla e l'o ll rnina da' lf•!lerl' so n rarissinlt', mcn 1 1e abb<lltrlano i t'ogli, o IJrnitddli di fogli, di carla prolo<"ollo, 11ol<ll'Ì;e , Hlt'ZZalla . konn. da r egist ri, c perfì~o bollala;. quasi che alla denunzia occona unn sfondo speciall' di"slill<.burocratico,_ che la fncda distinguere n prillla visla da 1111 " l cllPra ordinaria. PodtissinH' kllerl' sono scrillc a macclù11a; 11011 • 1 ~1!)][, . :·colla penna slilografica (fac·i,mcnle. ric:ono,cibi :e da lla n~aggtor ll'gg~·rezza dei , cant llcn c d:tll ' improY,-isa Len11ilil dci · pie111 ' <:orrispoudt'ulc al dimiuui ·O gocciolio de l.' incllioslro dal st·rba~oioJ.:::Ia. m~tggior parl;, code pen ne comun i. L'inchio!:ilro · nero è 11 p1u u ' l · · l'·lll<' 1110s · l n· · :sa o;~ m:l~llOII_ma n ca_ un_: p tccolo,,assorliiHL'IIIoj 'l -

, ;,,,.

l " ' ' ~ tlt ,,.,.,.. ' " wllJ'av, -

~ .. ... ,. .

Il.


l -. l

.• ..... l'\.' .. .. ...... . ..... .• , ,, •

~·. '

,

.. ...... ' l,, l.

color; il i. lru \'Il i l>~"~·dttllllll:t quvlln ro~~~~: Ht•l qtt:d c: 1~0 i •·:11 a ll-ri :-olio. di ~oliln, lllinuli \' ~~·rr:lli. Cl)lltt' si O~!-.vl'\·:t IH·Ik snill\11\ di qum.i lull1 i ntiopi . ciH· ll:tnno inl':tlli 1111:1 ~PITÌ:dt• pr('(ldt·zitllll' p•·r qul·~lo colon·. l'un• rn11 indtio~t'm nt!-.!-.0 ~ono l r:tcc·W il' n 1rllllt' p:11·ol•· Ìll lllililt· lt'llvl'\' :>tTÌIIt• ('1111 iudtio:-.lro lll'l'll: lll<l~,.;i1111 qudh• l!:tl'ok C'ltl' cil'llhoiiO I'Ìt•JtÌ~llll:tl' J'allt'IIZiOIIt' eli l'ili J\·~gt• ( Ì/11/JIIS/'11 li , sillllllul••lt, ÌII!JUIIIIII, nljl'llnl!·. lrinr•·''· t'l'l'. t'n.): l';t 111. qul'slo. lwu nolo lll'll :1 M'ltll'iolil-:1 dtik llt:tl:tllit· llll'1il:di. i11 ('1 11 11101lt• ll'll!'lt' <ti11111ÌIIH' poi n·ldwrq ligur:ll 1' dl'gl1<allll'11k c·nuw t•knt••ul i d'iudagi111' di:tglto:-.1 ira. ).;t lllllll ll di M·nllo 11 1i fur111rl'ldlt· 1 tl<tlt-ri;~. Jll'l' lllt , ·ol unw. lalll (' 1111n11n ilo ~~~~•'1'\éiZÌIIIli grulcdngil'in· da lll l' l':tlll' Jlt•gli iultliiiH'I'l'\·Hli lilottl di qut·.-.l:t 111i1lit:r:t dl'll:t pl.'rlitli<t lllll <lll<~ : os~v· , ·nz ioui. dw unttol :ti :dl:1 rittfu:-.:1 1t t·· llltl'i qu:Hk111i di gu\'IT:t . di do\'l' k ln11TÙ un giorno ;t cl 1111a :111 una !Jl'l' 111 l'll t·rlv Ìlt Prdillt' e ri\'t'~l irlt· culi <'111':1 prima di pn•st' ltl :ll k nl p111Jhli•·q. <,>ui 111i lttllilo " l r;~:-:tTÌ\t'n' qu:tlrlit· :qq •tnilo st·vllo <1 c:t:-.tJ 111'1 lllt1tTit in. :-,,. ~·ot':tl'~<'ggl;llltl glt ._I'I'ÌII i ll'ittTÌ:tl Ì l'Oli:! 111<11111 !:-IJIÌSI r:t, J'l'l k diiiH·nllil c·ltl·. s;~h· n il l':t..,tl eli ltlltglti (' spt·t·i:tli t'!-l'I'I'II.Ì, itH'IIttl r~l o~11i pt·r:-.oll<t in qut :-.l·.,pvrat.intl•' ill<'ntt!-.llt' l<l, ..,,!1111 inn•t't' llllltlt ' l'fl~ls­ :-:illll' lv '-t'rtllllrt' t'lllllr;lll:tllt• , l'ill'. ~· · r • Hillll tllt'. hatiJIO 1111:1 "l'andr import :Il t/;~ lll'lltt -. lutl in Jl'-Ìt·ttlogic·r• di IJIIt·'-1 i pmdtlll i Ili" · ho~• d• 1l<t t'ttstit•fiZ<I. IJ !'<ll':tllt•l'\' ind11 J.o L' jf C':tr-tllt·rt• StTÌ[ I II':t frag~ttllfl l:t !'lt•ss;t nrrgitll' d;tll:l \·oc·t· gr•·t·:t \ )~ a:-.,~ . l'Ili' \ ' Uol dì n• Sl'!-:1111 O Ìlllj)I'UIII :t :t· <jfl t ·~l ' itlt•IJitlil ('ll ii HIIttgtt'il t'OI'I'ÌS(lllll· dt· ;1 tllt:t ~In· l:t :dlinilit p:-:irologi(':l. l:t qwd1· (· lull':tlm l'ltt' c·os:l 11\Jil\ :1. port·ltv gi :'t flt•l )1,1\(1 il 1\:tlrln. llll'dit•tJ ho ogtll':>l'. pllhltlJ<'-'''" il Tnlff,t 'p 1'1111/t' "'' 111111 ll'ffl l'li missit' ll ,; 1'11/111'• 111111 fu nalura {' !t· 1fl11tli tÌ tlt!lu s, rillun•, l.' il St'\t·rinn. tllt'tlit·n ll :tpnlt-lantJ. 1111 libro 111 li11gtt<t 1;11 in:t tl;tl Ltlolo \ 'o!if'ÌIIItlur, Sll't' 'f' rll l'/1/11/s rlt- dit!l ff(t/Ì' •III' lill'l'lllirt. l)rlpo 1l';dlnrn. lv puhltlic·;~i'itotll Ìlllor11o li ' qut•:-,lo argtlllll' lllu :tud :ll·nnt t l:~n•ntlo:-.i st'111pn•piu IIUIIH'In~v (I.:IY<~Il'r, lku7.•·, lh-lt·,;lt't• . '.lwl11>11. CI'''Jlll'll;-.; .Jntllill . . \t'll:-.s, .\t'l't';![ , <'•T. ). li1111 a qu··~li 1rlli111Ì it'tnpi . i11 eui gli sl11di gntl'oln.!.!ÌC'i pn·~·ro un indtrizzq :-.1 hiv l l :tiiJt•fll \' st·tvlll ilit·o. Jll'l' llJtl'l': l :-.pt•c·i:dlllt'lllt• li t' 1~1111 l, tkii'J·:1 h. dt·l Ut:IITIII . tlt-1 \ :tltll:trd. tkl J>n•\t' l'. (ki i' Lrlt•fltll:t\'l' f'. •kl t::~ ggi, dt•II'OIInlt-11gl1i. ckl C.:!IT;II a t' dd J.r,ntllro:-.n: ti qu':rlt ullillln si tH I'II(>Ù pnrlicol\ll'llll'llll' dl'i (':ll':ll ft·ri :.pl'rinli •klbt siiÌIlur:. n vi HtOIIOIIIlllti, llvi nt<tllnidi. m·gli vpikll il'i. tlt'Ì p:~zzi III OI':Jii t' ll\'gl'ipnoliz7.èlli. l:o..,i c·l'l~t\ og1--i le• ~ I ndio dvllo ~t·titln lta :Hljllt' LIIo un:-t gntndt· ÌlliJHII'I :tiiZ<I in p~ll'u!ogin l' 111 p~id11:tlrin: ÌlllJlUf'-

...

•f..

l

'·..'

.

' '· • ..'IO:

. ., 'l"

i,_ (

. :

•.

~

l

7

• . ·a '. '

.t

~

1:

. ,.. il


l

QUESTIO~U D' ATTUALITA 1 VARill:TA, NOTIZIE

155

tanza, che Enrico Morselli pone in gius to dlievo colle seguenti parole : « La scrittura può essere sempre considerata come la risultante di numerosi piccoli movimenli o gesti; epper ò ciascun individuo ha un grafismo personale, che sla in rapporto col suo carat tere, al modo slesso della mimica. '' Vedete che ricco materiale di studio ci offrono le scritture, specialmente quelle anonime, le quali, come tutti gli enigmi - dai geroglifici degli obelischi egiziani ai rebus e alle sciarade - servono di stimolo non soltanto alla nostra curiosità, ma b en anche al e nostre lacoltà d' osservazione e d' induzione! Ma io qui non facc io che sfìo: rare l'argomento senz'approfondirlo in alcun punt o. · .......... Se, come dicevo,riC'fsc ritturc' con t rafTat! e so n meritevoli di grande attenzione, si è perchè esse ci ollrono il modo di seguire a occlùate gli sforzi fatli dallo scri ttore per cont rafTarC' i suoi due Garatteri ·il grafi co e il morale; - senz ' a vv <"der~ i che Iii primo, precisamente come avviene per i gesti in chi, solto una « tru cca tura >•, cerchi!di coutraflarc la voce, fa capoli11o quH c là nei righi in forma eli certi segni particolari d ell a serit tura Lra<:ciati a ut oma ti uuncnte !(parafT<: finali, fil etti, tagli di alcune: kttere, puntt>ggint ura, ccc.);_ p_~rrne t tendoci così di gettare uno ~guardo nell'anima allraYerso lo :-;plragho dell'alfabeto. Con un po' di pazienza, dunque, e con un po' di pratica grafologica, si riesce quasi sempre a ~ coprire il wro nel falso e a risalire dalla scrittura fino alla personalità dello scri ttore; int endendo colla parola persona/ilei puramente e sempli cem ente il grado eli coltura, la posizione sociale approssimativa, alcune pnrlicolarilà psichiche normali o morhos<", e sopra ttutto lo s l nto el' lles lesico, il quak:si)i-,·,~ :t, di ;solHo, co::;, .scri ~lura nsccndeill e o di~ rc•JI(Ielllc. Nello studio di tanti ruspa licei eU gallina, credo di awr potuto assodare qu es ti due falli intcressanli: 1 . 1° Che la contrafTazionC' dcl:o scritto è un segno qu asi infallibJI~ d'una discreta coltUJ a e d'una certa notorietà d ello scr:ttore: ~a qual cosa si spiega facilmente quando si consideri che llna persona lncolta, o non riesce a CQnt rafTare la sua seri! tura più di qunnto già non lo sia nal uralment e, o, anche potendolo, non ci pensa neppure, perch.è s·a benissimo che j suoi sgorbi epistol~ri sono~una così t•at·a eccez1.one, che nessunoj vi saprebbe riconoscere lo scarabocr hia l ore. ).o Che~ certe contraffazioni dl'l grnfìsmo persona 'c- (e ciò l'ho clesunto:da:alcun e lettere, di clti si scoprì l'autore) rivelano più chiaranH' nle il caratl<.'re rnoralt' dello scrit tore eli qt1anto~ non Jo" riYeli la sua scrittura ordinaria , per una serie el i raaioni ~rafolo!!irhc che • Q .._, 1 11 qu 0n è il caso d·enumerare: la qual cosa conferma la ginsh'zza ~ ""

Il· - r;;,. n,,t~ (/ i m ,. ,,,.,," uul.tn 1·r - l'asr. Il.


l5li

ùell'osscrvazione di All'nnsn 1\.a n: sulla pluralilù dd carallcre umano; n e! senso che Io ~cri LI ore. il quale nC'lla sua serill ura ordinaria rh·ela gralìcamenle l'indolr che suoi di moslrarl', rivela insconsriamentc n ell e con : ra ll'nzion i la su n indole reale. E queslo& un altro ,rìlonc d rl lam in iera. <'h. ioiind ico gcn('ros:lnh'llit• ngli p.~ i <·olog i L' ai polizioll i. .\.e<:alllO alle SGI illnrc c·.on rnll'al e (~·sit:tllli, ln·rnol;rnl i, a sghimOC'i'\C io, cccessiv~ml!llle inclinnlc, cc-ct•ssi\'(lllll'llle diri l le e soli ili, rovesciate snl Ialo sinis·ro. ccc.), os.cn·ai, nl'll<" It!lll•rc ~111011imr, allri lre lipi di f:Cril Lura, t'hl~ classilìco lll'l modo segtwn le: a) Slnmpalcllo a lH'IliW. b) Slampnlcllo lipogra!ìco aul<'nlieo. r) Saggio calligr•tlieo. Lo stampa/dio a {)t'll/1(1, che è c·om1111i~simo, appati il' Il l ' , i11 fondo, èlllrt spcc ie delle srt ili un• C'Onlrallal k, ma t·on piìt <h'cisn iH II'llZ ionr, dn. pnrlc de o se ri llore. di nascoJH IL•re Lu ::wa pC'rsqna lil:'t snllo un velo piìt lìllo; la ({11<11 co~a, serondo llh' . racldoppi:1 il sospt•l t o tlh' l'anonimo sia una IH'rsona as .ai noi a, pL'r lo nwnn in t'l'l'li amhit'ltli. Dd l'l'~lo, non è molln di ll idll', nt•ppurc in qm";lo s tnmpall'llo. il st,rpr~ndt•rr IH'IIa "' rull ura di aktiiH' lt'llt•rt· il gralismo pt•rsonall'. [ ,o slmnprdcllo LipOffl'nfico auil'nlico -noli mollo l'requt•nlt• - risull:~ di lanll' ldlt'l\' n paroiL• rilngliale, di snlilo, da 1111 ~inl'1lal<• , t'Otnhinnlc in mocll) eia riprocltll'l't' il p t'll'ò Ìt'nl d t•llo Sl'rill ore in lerlllÌIIÌ hrl'd. e in rnllalt• sulla rnrta. Io credo cht' queslt~ l:woro d i pazit'll7.:1 si:t, nel nwggior nu1nero <Ici cnsi. 1111 prndollo di t~t·rlt• calt•gnrit• di dt•linqlll~nlL a cui sono l';nnili:lri tuili i llll'ZZi piì1 ingrgnosi pl'r tr~t' I Ml ­ tt•re . i11 l'orma t'ollù'IIT.Ìtlll:llt•. p<~r!ll<~ d'nrdin r , piani criminn~i l' inrormazioni :-.egrdl', Sl'IIZa ÌlH':lppare lll'llt• rc•li d'nna IH'rizia. Il saqyio cnlliyrafìco - mollo rarn- è la ,·,·r:~ Slingt' dt•lk 11'1 lt·r·· anonime dal pnnlo di v ista grnfologi<·o. <·ssendo nssnlulnnwnll' impossihih~ formarsi tla nsso il piit l1l1tlann conc·l'tl o dl'lla twrsonnlitil dello srTiLLMe. Il dirt': È lo scritto d'un ntlligral'tl ,, 11011 :-;ignilit'n proprio nulla, prrchè la callit:Ta!ìa C.· un'ari<', la quak, a dilfc'rrnz:t d'ogni nllrn, 11011 ric·1.~Y<' la minima impmul.a dt\lla r.os\'Ì\'IIZa tll'll'3rlisl a. ,La calligralia - -;i:c essn rotonda . gotil':1, inglese o cor::;ì,·a vil'JH' insPgnal n st~t.:nndo r('l'll' rPgnh' inYnriabili ; <' chi Yi si ckdica, si:\ p11re con passiont', non ci nwll<~ mai 11nlla di wr:lmt~nle person nlt>: st•mpr<' gli slt•ssi chi:trosc:uri. gli slc:-.si pit•lti uasecnli c morenti~ le stcssp al\acealnrc esil i come i fili di tÌna ragnatela, le stesse omhreggi:tlurc• <'gli slt's:-.i s\'olnzzi, rhcpaion tanlehan<li<'n' pianlalrsul 'clelt<.·n· llllllllsC·ctlt• l'llllll' fH'I" llll;'l rt •SIH cldl'nlfnbclo: ÌltSOilllll<l. llllfl JliOII D-

l

\'

l

l


l:i7

lnnia deganlc, ma uggiosa , in rui si può dire che. le iù ce fanno l'ufficio di un semplicti_riL·mpili\·o; mentre labililà - meccanica della 111~1110, aiulata:da u11~pennino e da nHJim:lliostro ·prodigiosi. rapprcsvnlanojverl'lnwntc la pnrlr l'ssrnziak. ()ul'sl 'osservazione, dl•l resto, 11011 r d'oggi :}Lre secoli fa.'f<;oiTredo GugLidmo,Lcibniz, il lìlosofo drlf' .. .\rmon i::t prelil abili la " e (h'lln} \lnnadol ngia .. ,~scrin-Ya : •< La scrittura l'spriml' quasi sempn·, in un mudo o in un altro, rindolc dell'uomo; sah·o clw non sia opcrn. tli un cnlligrafo n: c mi tn eraviglio ('h<· il k{ufl'on, nl quak do\'t'V<IIHl essere ben uoll' le opere ckl g ran fìlosn[o di Lipsia, non abbia aggiunto una parola sullo slik e sulla l~Criltura clei ('<l ll igr<llì IJllnndo dissl': Il Lr S!!J'l' c'r-; 1 l'lu>rnmr· m rmr· l) nrl suo famoso IJistOl!rs df' r t:f·rplion •. all' .\ ccadcm i8 eli Fra nria 1wl 1'/:J.). .Prr (jud ell e rigtwrda il tema delle Id ll'rc anonime eli gut:rra, ~i può.dirc t·hl', eontrari:lltlt'llle ad ogni previsione, esso t~ qu:tnto di meno inlt·n·ssanlc si pn-;s:1~immngin:-.n• . T.e solite accuse d'irnllosc::.llirnl() n di ·l disfa t lis1110 (brullo \'t)('abolo ckTullim'ora. clt~· vuol signifitan·:una wsa~anch c pii1 bruti a) c·ol:sussidio di pro,·c o si r:1111palale ..o puerili; tintle pnlriollirlw per coolll"ilan.' la denunzia, che l'alt snrrirlcn• di comp<lssio JJ l' o l'n·nwrc eli sdegno pensando dn t'hl' rana · d1 cunri:patrioltici sono ~gorgatc: nlinaccc di scnndali se le rlrnuJtZÌ C' llllli"'a\'l':tiJIJO dl'v!lo: bru ! l un· l':tlniliari llll'SSl' a Il lido co n uu c·i11ismo rihullnnlt•; JH'IIl'g<lkzzi da Sl'n·e l'k\'ati nlla dignità di ali i d'ncTus;l: rin·bzioni di maiali il' simulate c prOYtJC':Ill', con CJttnlrlw bollala contro 1 nwdiC'i: r. qunsi in ogni k llern, k l'rasi 1 '0S~l·.~~ianl i di s:1 ngul' : ,, \Tandnlt•lo in lrinrea! - << ~~~~~ t:n·dn lc l;lltlo a fnrlo squarciare rlalk gr<lllélll'! " - .. Falrgli assaggi<tn' i ::o.i! ,, c·hl· riH'i<tno lo..· lianllll<':·di n1ilk rnncori JH'rsonali. :\e !c pocltissilllc IP ILPrc'rl i <lnnna cht• mi c·:~pilamno solt'ot:cltio, il Sl'nlinwnlo ck:;·amoJ·r th· :usn. Òt·lln mal<•rnilù disprt>zwla. dell'odio verso unn rivnll', sa lm,·:lrl' nrct•nli di dolnn· cosi profondo, nnr:hl' se espn·sso in un IJ.IIguaggi() ro7zo e kron• ton qualche ill\'l'lliva ùiakllak. che senl~nmo IHHi;pi(t sdr•g no. ma pil'lù per quelle i11ft>lici Eu111enid i, di cni CJ par eli Yl'<kn' i \'oli i p<tllidi e lagrimosi. dalle lince rigid:tnwnlc C'nutrattc llt•llo sforzo d'un pcnsil•ro, che vorn•blfesserc di Yl'Jt<kll<t , l'.rhc è :lnt·o,·a e Sl'lllpre nn pensirro d':unore. :\cl legg(•n• quelle pag1~1c, ~~~·Ile qunli le pac;sioni ,·nmpeggi:mo colln furia di 1111 inn·rHlio. 1111 \'i'Jll\· a in nwnte J'ulliuJ <t qtJnrl in n dl'lk '' Pemnu•s r!rllnllt:t's •• cl d l ~:tlHidaire :

\'ous qui <bns \'Olre l'llfl'l' 111011 Ùllll' a ptlll. 1\'lt'S. P:ruwt·s soeurs je ,·ous :IÌnw nuL:111l (jltl' jG Yous plains.


QUJ.::STIO.\"r n·,\T'Il' .\LIT.il..

LllllETÀ , ~OTJZIF:

\ l

P ou ·· vos mornes doule urs, vos soifs inassouivies, Et Ics · urncs d'amour donl vos grands coeurs so11L pleins. Quali sono i risultnli delle lcllcrc anonime di guerra? Il più delle volte, eli sc:arsa i m porl<tnza dal p un lo di v ista rkll' opera di giusLizia, a cui esse moslr<lno d i ''olcr contribuir<.>; ma so,·enlc molto gravi e dolorosi per roloro- c sono i piLL- Ghe ne rimangono ingruslnmeule colpili. E la loro gr<n·itù è anche m~1 gg ion· quando enlrano in campo le quest ioni di carattere sanitario: sia, pcrcllè si kYa sempre int orno acl esse llll nssordante sehiamnzzo di ,·oci discordi. le quali - slrano a a dirsi! - liniseono coll'aver lullc · uc·<·c•ssiyarnenle ragione; il che induce n Crl'clerc che non si lutdino t1bhaslanza g l'inl er<.>ssi della giu~lizia: sia J.ll'n:hè n elle . ,·isi l<' provocate da una !ellera anonima. è unwnanH·nll' impossibile• \hc i periti ri<'s<·ano a libe rarsi ciP! tullo da cerli preconcelli, i quali fanno os<"i ·:1rL'. c talvolta dcviarc, l'ago sensibilissimo della loro coscienza. E se dico ques to, si è perchè ne feci p ersonallllelllC la prOYa. :'\e' miei appunti eli guerra (eli rulu ra e non p ros-.ima puhhlicazionc), vi sono m olli episodi rclnli,·i a quest o doloros o argomento: fra i quali uno pietosissimo, ch e giù aw,·o in:-;crilu nel presente arlicolo. e che poi tolsi dalle prime hozz(~ per non farmi accusare di senlimenlalismo da ('t•rl i spiriti forli. i quali sollnnlo ieri eran deboli come camw, c che 1i torneranno d<'ho li domani, quando la guerra crsserà di gl'Ilare i s uoi hngliori " su la lor ,·a nilù che par p~rsona 11. Del rl'O>lu, a quale scopo pubblicare codesli episodi? Forse per deslare qualche nohile sentimento- almeno que ll o di pielà nl'll'animo dri dtnunzialori? Tanto Ynrrcbbc rare un corso di lilosolia mo:·ale alll' beh·e del giardino zoologico. Forse per con,·incL·re coloro. i qual i fondano le più grandi speranze sull' cfliraeia d l'il l' l clLL're ano11imc nel <l depuramento •l delle collcllivilù, che queslo dt·pur<ìmenlo dL'\"C cominciare dalle coscienze individuali, c che, se ilLili Jacesscro i i loro dovere, non ci snrl'i)he pitt nulla da drpurare?Tanto Y~rrl'hhc prel l'IHll•rc che, dopo una discu:-;sionc, le due parli avve rsal'il' <"011\'l'llis:-.l'ro in un unico parcn•; ossia. la n Lo Yarrehlw prl'IL'ndcre l'i1npossillilc. :\ll'glio è, dunque . chc ciascuno continui a pl'nsurln a modo suo: jo, che gli autori dell e lcllcre anonime sono un bran co eli Yiliss.imi malfattori : CJUl'Sli, che, in t empo di guerra, la calunnia, la di!Tmnazionc, l'aggress ione alle spall e son mezzi d'ofrcsa allrellanto Jecili cd onesti CJtta nlo le mazze Jerralt• degli Austriaci c i gas asfissianti dei T c<ksch i; gli assL·rlori cklla sanlilù ddl<' cll'nunzie, che il coraggio civile è bcnsi una gran bella cos:1. ma che la Yillà ha pur essa i suoi pn•gi, le sue doltez7.l' c i suoi l rio n fì. E furse quesl i ultitlli h nn no r:tgionl'. /fuma, fcbbra io l!ll K E Lnto:-:uo Tnoi\IBETTA

l


109

PAR':rE UFFIUIALE

Ministerç> della guerra Direzio ne generale di sanità n :l ilitare Divis i o n e I V -

S e zio n e 1

I. - CIRCOLAitE n. 2090/ 92 •lei lt genn aio _1918.

Profilassi antivaiuolosa .-\Ile rnanifestllzionj di alcun i cusi sporadici d i ntiHoolo , ·,rilic:oti:'l i nelln d ••c" r"'t l'l·•l · 'ione estiva, sono VPnuti sPg\lendo in qu<'sti ul tim i nwsi stlLI'i CHI<i >!poro d ic i, sin in trup pe dislocntc in zonn. di g\1Crrit. c prov('n i<'nti dalla ZOl\1\. tnritoriult•, cg m e pui·p Ì11 111illtR ri

Sj:(lmbc·rtttì n t'l territorio d nlla zona di ~ut'rr•t; co!!l dtt n \'!'1'" in ,·arir locnlit.il. nlc·uni pie· e<.li focolnì epid E-mic i, c•vid e n k m t>nt<' in rnppor t.p, rw lla lc>r'<! qnn!li t.otnli tà, cnn cot'J'i · SJlOndcnt.ì focoln i ep idemici e~;isteu t i ne-li >\. popnh.l liotw ci \'i !t' . Nell'intento pertanto d i i mp,...d irt• la Hlk·rÌ• In' c.liffusin n <' di d etti focola i epidc·mici e la possibile accousionP di a lt.ri, - d nto l 'enOt'll\<· spostlunC"nto d i truppe c di popr•lrtz iun i

varie provocato dnlle nttunli ht'lliche cont.ing<'I}Zt', - quc;.to :-.Jin isto•ro, d 'nccordo con 1' rn !oendcn 7.a. genero le. ri t icono JH't'<'ssl\ rio cI1C1 sin Hr!!t~u tc'lllt't'lt<'' n tt.uo tu Liti<'\. gene·;.., IC' ri · vnccinnzion o delle truppe n ""ll:\ Z(JilU tcorritot·inl<· : ~intC'cinnzinne C'ho dovrà. f'>~$cr·t· re · ;:tolnta, I!('CQndo le ~gucuti' non ne gpurrn li, sn lvo lr dispot<iziooni tli <li· ttii,Q'Iio pt•r· la }•ru·

~ir.a n t.tunziou e, elle codo',;io comnndo crC'dcrit nppc·rl•llllo d i dar" : Il) d o vranno rR.~cre sott.opost i n vuecint1 zi<>n< t,u!Li i tniliku·i, cito n on !!iano• ;o;tt:Li

~inora sottopQsti, per qunlainsi r:wion<', nll•~ ,·nccinnzi•me nn t i\'n iuoln&t; b) dovranno fssrre r ivnccino.ti tutti i milit uri s in q11i ,·nrrinnti o t·h·t•N·iunti con

t~lo ncgl'.ltivo o d-ubbio, qua llulqm· 1ti11 la d nt.t dc·ll•l {'I':IIÌ<·at..1 \':tC'CÌn~>z iau<' o ri\'tl rC'Ìiu1!.inne .

•

A complemento ùi tn le m isut·n profiluttÌ<'ll . c p,.,. lr "l'l"'"'·""'' rro v\'id•·n:-:o· in znnu. di guenn, questo N ini>'!te ro pre~crivo c l1c i <·••tnut~di rli c<•I'J'" d'•ll·nHtW. tertit.,.ritl i: c) ll<'grullino t\'legr ft fìcnm!'ntc n ll ' l ntr·mhonw. I!<'II<'J'fl lt' tutt i i cnsi d i vniw•ln, cho ~i verific""""l'o JU•JI,. t.rupp•· knit,orittli, d nnrlo t·utk le> oppnrtu 11c indietiZÌ<Hii ol1 Ì!!;1111 rdo; 'Il <l i ~p•lll;:!>lno JH·r<'lh\ ll ll',t (r.o tl• ·ll'in\' Ìn olo·i Cnlllplt·tn<·nli in :~:owt <li !:lh't'l'tl !;i•tno 1111 ' " '11 ' ' 111 )H'e ~lll' (. i ll(lllfllt'lit .l t ] 'l (nt ~ f t'I'Ulh' . ' UZt' c l t' .l Cntnp JC'JJ1t Il t J. ~Lt·~fH, " W ~· ltto l f~ }>J'P\~t.• l Ut

~Il lt>c»lit(, infHì•l jtl'l' vtt i nolt, o p 1·r o lt.1·a fO I'JJm inf• t.tinl. gnl\'<';

c) sin u <l i.nfìm· ><t'!.!'nu lot.i dircl.!.l.:uwttlt•ni r·n 1r111ndi inlt'r""""lli d<·lln zunf\ di ~m·rr11 , ' ea~i. di \"•liu' li n , c h c s 1' , . (•J'I·r.l('f\~~f'Tn .ltt r.unu.r ' l'1c ( l'1 1111' j'JtUrl,• t. q nn , l. :"~.Inno . . l' l . . ~~lt t llt:l.! 1 Pt lon11 lfttutclici t!Ìor1t 1· ·Ut l')(•(•UY.i\ })n'~l'\0 ·1l" f ttr(J l~ · l'l{ll ~t..~:;'3,... ; ('l\SI· C111.' AAI':..tllnO CVIlllllll·C't\ll· Hl· Cn· lllfllldi di <'o rp l' . . . ,. . . l'1, sr•cond (J JH=Ctlt'f l . n L tU'UlH t.u tt' rrH.(Il'Ul l pr•r cunl f l (' .l li\<' ( l 'ac .• JH'I'l\"liH:tH

Prr-~ 1 con l··•-.• n·tn.. ztnn•· · g"t'll(•rl\ 1C' ' 1P Il A. !4nnt· tH· pu lJl •i'I C)l. •

do•lln l'i \ ' Ut'CÌIIIIZitlllO Ul\ t i\'llÌUn) n"'>l ciii\TIHIII<I t·~~('J'l• iHi:tiat(' ('101\ IMfLi . · u llht • · 1lt l' n c,,~ttt.Uif<' · · 1· cn1up1t~nu:..ntl· l ln 'tn \~t:H"A · i 1tuzu l1 11 ~~ t.ruppt"" ' 1(·s f,lf1 In ZOllA dj " élit' l'l'H, (•li e~t(~'i~· t'11C'("('!4~i vnn1t•ute ,tiJP (r''l}'P" t.c ' tTÌI.of'iuH, r- :"itH'tlnun r• ·::.:"l'tt.a 1

•1.' Jlrllli<'hb

t~latr<: ri~nnrd " .

5

-


l GO

l'.\Hl'K UlfJo'lt'IALE

Ìt+ •no~ lo c1u·. H

Jl'lt

ti+•\'' Htl••

,,..... ,•n·

,,.,.J,,. ,.t.fl.t rtl,t!.!~l'n 1'''':-fihil. ,,.jJ,·r·ilwJiu.·.·tl•''' -..i.n•••

dt•rl\'ar•· Jh•r t~~~i' tu t lt:tiO• fili tnlt'<':..:.••l.nc... nu•l•'llll'11l•J tl••i :--• r\izi. 1Jt· llt~ pt·ntit·Hit· rÌ\'•H·,·iu·r'li olfil ... 01111" th• l Jnat t t .... al o . :-.,tJ';I ll'lt1JI.l, t·•·ru•• da ]tn~:--t•r•r;;ipw~,

iii 'C\tril lt'

:-.+HI•Lh

t

iiiiiPtiHt:tHIII'

Jl, f'}'":•·:l• • li :.:hti'CI d'ttiÌt'l'lll+'d~l, 1'\'llll' )•Uit' :-.lJi)a

fH

("t•!-o1'l'ot

pt 'l•

h l "''fdn1n,

\ t.r 1H1•·"'i ........ :··~ •• .• ~l·•tu•.

('IIH 'OI..Ua: 11. :W! I l 1 ~>'! cld P !!.'cnu aio Hll".

II.

Pr ofilassi an ti vai uolosa Cnu rlh·LIIIwJ;t,. dh • u~··d,,,, r~Ìtl.t.:i<llt•

.(,.jl" 11'11pp·:,

ti

i'>tlt$&

211 !tP/.• ~ dJ

1111111 t-l'ti d·· IL

llo·il•· 1'('1:\'llli lll.tlllf,.,.,,,zivni ''IJhl<:lttÌCht·. !;iu in ?.unti dì·

~ l !"l'.t, ,1,1

1~ 1 /.••!io!

1''1:11.-:':,d,•, t)lll'-lt.t \(lli: .. lf•l() r'i••hi.Uil.._L Ì11

d,!)

, · ,,,.,,, ,, ,~j

dJ ... 01 u:1

/ , l••t lt'

111if 'd !t~ pt'·ro•}J•

lu

uo:•ll····'·' ,. '':•~.l Ìltl•''. l.•1•1 1'''1' itlllt•l,

1.\Jt•••tt

,.,.,,,.,.t. . )" r· ltt t-intf' ·

1:!

' t l t t p I•HIIlt t p~ •llii'IIIW ••·IIo '•Ht ..1.1•iH"•l.litl''

}t1':tl((•.l

p.Hlll'IIÌ.II

JIHidtt r1lt.l• Jl•

tf,IJ, l'i\ . t'C'Irltl'l.Jt•IU :,.;,, •·~lt·

••t't''••n•· flti .. HI,

prdil •• tiH·h• .

ÌH\JIJ :•IIlll'UH•It JtH"Iitt ·l ~fl-'1

l~ntt.•'

'il •t·•. dHlt lt'f' tjU 1 ~ !!t ,·1., l'l' ..,LIItt• •t•n izl., .11 '"'.{•l ,., l•'f'lllt dt l !lp 1,11 , oJ \t) l l lh l fil• · (ll''..,l'lillt• luJI.& J..,IJII_II••H•·p•t' f"l!h!ll' tl·tlli!l11dJI d, l ! !., ...,,,.,, .. ,

"••t\fl \ll'lt•l• J!••'IU

llt·l ... l •t• l" ~ ·!d·'

J

f lt.-11 ptu . .c.jt•t•l·~ tlu· .l nt]u.d t.•• P• • n•.t e .. d 1 ,l• •.~1 pl

·' :1.~i, qc.·.

l t l "'i l " l ' .••• lot:~:;, ,.- , oi,t•· ... :--•1"'

tli h

l'·dt•' l '1 1

..,t•llJHtd~~U l itl'''•t•"'j Ji\,U;I,lff,tcÌI:p.t·-.ltt

Ht•l't• .... jl,, .4~1

t•

t'P J1,tJt• Il'

tltl

\d

1-ll!d!"ÌII••·.. ,'I\'ll. :"''uu·

\i•,d tl/.i :•

d~'l,lfd,, ti' L~ .. l J,, l t~!· 1! •' d t

•uptll·•

,.,,,..,

:1• •jt :Il, t'l 11 l·ltl ll'tdill~•

l H Il

:.:1: a.ot·, 111 di \\IIH't•fl .. "IIJ ol,lod t t I l l'il'. l · " ' LJ·.d· rn •Ppo l,

\

pt et't '~'•tt••·tl\t' 1

• f.IHtiOt'll!• ,\1" j.,. o•l,,•,• Jl• t

l•l '··•'l. 111111 .. :"··h.

r ....... ,.. ,, ;11 ltt dt.t!.!ll ... ,,, ~ •Id 1,tfl•• t•nll , ,; ., rt l''' • r-1 " 11111l••Pui t

11h ! q .l. l \1°

d •• !"'\) . . . l• !->\ diiJ•fl ~···· J ... dll/,Jil'll tll ..... tln • .1ld

1

1..!••10",': il1~

\lHit

t' •• 1 • •

• t lo '\,L l, ,J•. '-( P' ...... :bai, IJJt1•ultlf',l~' •t !-t f • IH i t l• •"!" ' t'toJ , , .• l··· ·· .. l1 ' _,. t l t t ~o l •:Il"' 0 ;, 1 Il··, .•.. , .. ,.111/.i.,,,.. rtt ,,,.,,,,, r.''·' n :;~~ ... ('• 1 Ì, ,la..,!ti"Zit!IH d .: J, ,,;.t:.• il• Jl• l"" 11 •• h,, di l' .d!,·· 1H • ..,l t{, \• h t1 ·t 1 'l • 11'4 lo~ ~o·l1• d· · ,,,J.·&•In' .1 1 \.Ìru-- \,atn•d•''\': ''l'H•'• • ,., •p '' 'Il'"'· ·J., tu' t' ...la••!! ...· '•' ,r,, 111\'• 11• ,Jj,, •'

:: 11 ,

,

t

,.,

1

, .''''

1 : , . Il ' 1 ~

111ll<

11•1t

:1 \~till .. lu '''·•· ....... ,,lh\I.Uflu ••·•l•

~ll'!• •h• .. ll.

l·, t.!tlll

lt

i 1 l l '· , t , • l 1••

p1fl1i.) .:t•)l•r,l••

~.'J••' '

•• 1 .. tll,ht\dtti .. : I\Ì,ll(•},llòl• dll,tii .. ;U' •~• ··· It ,llfl1 1 , tl ;~•ll·111 ·· d •"J!I I,II Pl'l'.:-ili·· J.-· , ,•. " •" l .,.,. (•pp·lf"Il oll" , . l , .. , ... , l ..... l 'ttt'l' l l ' ' " l l l'• 1' 1 •·l \lt•l't l ,, 1: ''"'dwi "i.,u '1·•11'' l l''o ••

,rl \ ,...

u ,,·Hj'l•,d l

J'i1, )'•d'tHh ••• t

d•·la\ l,

p l

t, 1,'11

Zl ,ol

fl, Jl ~

t\ ' ' lf' tt!-.111

11t li-'

l• t 1 !t o1

\ q i 11'Ut

.~.oj••'. l.

•"i t":••t ..:•ot llt ,l'.,}'fH• /:.'PHI•''.I" d·•t

i.t p• l ll- &1 11

l'

iiiiJI" -pl .. l! \t dÌ

lW'I~

.1l t.

1 Ili l ,, •\ ~ 1 t t !l l u H • tt' ~r•• .1·11 t'toll t·td"ll' !tJ ' j t pt11tH• 1 l IJIIlt ...1o l t•\• J•. :.1 (J dJt·it 1'1', ltPII J"O I "•'\\ttlO lll'oll\' .d.t•• rtJI.:t:JIIIII dl .... lll:•·ll•l•di . ,, -:"UllfttltHll'

l

1

t

t

t


PA R'fE rd~•

161

U~'F lCJA LR

,. .,,f.ah•1·.. j if..,qiJiuu.uu. L 'inll''""' ' ' nun ,(,.,,. c·o.:l-e•t"t• pl,ttu .• ;u, .,.,. pri:n.t n.t•ll sia e•ltJH·

hl J •tll'liiUl t • J'\•le•r't : l" iul .. fttUt' d'•Yc inft·1t':-\...,.:lf'• ' :.-c•lttll.•'llt(- l • pÌfl ]'U'IHH• ... fldlO ,,, l dt 1lllo ~·'UI.H pn•\ +•C'flrt• !.!t I Uitjq ,jj :-:lt':.'lH~. J~' '•''111' \'\(• l llt• rinth' ..(ll lllll.'ll, ~i:l J H II't · f 1•1' :-';ti i f il':l'l.it rllt' I JIUh ip J(• iJH lfi('JHit'; !--UII(l da p r.. lt•J'il'' l fh.' 1 'fl' ' ' t j - t•~· IJt fi\nn•iJlHI".IHili J.1hlt l.liUlO «fllo n., '('~ ,}filfl!ll' ) il\t Zlli tJj ~- ·~ IC) JJI , (il hn·• Jh'/./,1 , 1.\.-..f ' : ttt• (, , p t•:-..-il.d uu•Jltf· I IH l111 l hU~'!"t tt t 1':1 l l1't• u ltu••rtt•:! l'IIL di .sp~11.iu. ti\:;~ •·inn cl.,.,.,..:.~ n lu..... idtu , ...... !(':li P :-utr;...., :--11•. "'"~''"•·;.dj.,Hfl .. 'l•:· i 111iHt:n·j tt•IJL \"::• t'•• rli \nt·c·ddtt . t • di l• lir•r lt •. •• tin•pl-J!JlP t '"PI"• pr· ·.... iu il 1111111" illll\•...,tutu. l\·1 'IIHl i Hf~ ri~u.ttd~• r"J ·I'" .:unu ,.,,, '" f[', ... i/tJ l'I l o~ \ ,tr···in;~zidltl' . d~\ f.p•...,;i l f*,1 i1 ." i'',. pto·iHU t'l'tf• t•\":\})1\rH l ll

"''ll!fjfl(•

1

o•

,

1

1

1

-

11; ::~>'th• t. , j J'Jf•O't{(l C· lu• jl ('lÌlt"-ti' ' priuf'i!)t ll.' flt'f i 't• ilo ! '''~J:i\ • t Ht~· •·ut•n'ntl/i jurirt ,._

'o nd \lP ,..ull.t p1-.·"''c Jl/11 di 1111._1 p.ipt:l.t t'HU .do:H' cii urnJ ......HJUPitiO . :-ull,l "'";• •ldl.l c:u..t•. pnpnl,t liJ 'l'""' l•l t1 t vid-·uh: 1111.1 Yt· .. (·in, t~p.'!• ,,.,.rttt·. \,.; l it'11t'C'tn'''; ·Ì J•nl t:t t"it• IU·I · l' ... i l o Jht ... it i\ o JIIWI1t' <ptdltdn H• l ~io••ttu d l ,., !t',., ,J

r•·Jit' d •. ,.-;, t'."-:-.\'tt•

l· '"'il • :•1 •·•ht pn'1 ,.,irl•lll 1.1 \'t .. ,.i,·P fll ~tl•tdt•fr''· uut pt11't' ln'· IH_. 1 ·:-itluinn g lJ n:it i . S1 n,-. ,du ;r liru• ln p ....... ilnti: à "''

Vt'l' 'Jll.•rttn l'tll':l. d··~t i, ~'n1 1 ,,,

'•lat.' Ì11 p,,.,.,,J, , Uldf·f•ifl' ,jj ('CtJ11J' H1:-- Il \ i\ n

""·i i'·'"· lliJ;, ~•lln. falorn :..:•

1Lt'rnli.l.l..d" ... u

t

nt•·r:ool,'- c•)l,. ( '011·

lt•\'HIIf j .. l St"]lf'l: ht l'lllf' . todll l'.-1. l ttc•u f tl/..11\t'

:dtl't · puri i d,·l t•orpn.

Ctod,•..1ol dU't•/lt tllt' di ....:,lf,11:\ . H l i\",\t•t•itl,,Ztnll i H!fiiti.HI' , \"tJI'l"t1 111 1,,, \'t• 11 i.ti' i,,,,,., ,t,))., lp1~tl• rH.tltittn :

in\'Ì,ll't• .1 (l'l' ..;lo

)loti•

•l '

l•• f !'Ili P\ i ~t.:1 j ...1 h·i li ( • 1. t·•dl-1 ... pc·f•ifi(':l .dH ne• •h i \"H• •·Ì11.11 i P• r· lo~ prfiiJ.I ,·,~ h ., . d ,.j p dt•;: li i·~ll i: ~ ~ 1, liH i it•, ,zj,,~ll tft·i \,:''(.' Ìlli Hdftlt!•J'II(I • .-'\•·;;ttl lollHlo l hllll,ltt !-ic't·o\lll'('ÌIHf~t'Jllt (lÌ f·•n !lrn•• fti ll/U . ,. l't ilit.H'Ì.t tJt,J~~·itll"l' n IJ"Ìtu•n• li• '..! li h•,.;:., i_ h,t.:,l{H "'liÌ tilit\\' 1 :-.tuli-.,tit'l l ,., ;.l '' l~ll·' ldf t; :t•• l 1H t j :_::lr l ttf"lfiiV••ni, Jt1J r·J ., ....1 l h t .. , d i l !},., ;dj, IJ\,II"t"IH1111

l't··~ 1 j H• ... Ìt oll'..~it~l't"'

Profilassi antimalarica Jl Jlh·l 1, tu.t d" )l ;, 1u.d. .c ,,, t'· llfl•• d1'Ì pii a :..~1n\ i 1•·• il fJn ...,, " ' p.•~·~i·: '1 ,. li H.. ~ ... ' .

...''l' .• tl jJ,. iP tUI'u

Jt.diH ;..~UUJ H1•· di ('H)o-i II+·H~· 1t'4:t••ni tlt ,,. 1.1 fl'\lti. ~J' , l r·iù P'''''' . l t , lil"t ""JIIt!f'H ittl!tliiiiÌ: irup• •l tud~IJtt• t l .t Il O t•ao•Jitf' t l l fPJ'IHt'"

•• 1• 1 ',, · ,·,". u l ' 1 'l l •l t•U ·lo:· ·1t 4

l"t't' l'tJdt··

-


162

PART E UFFICIAJAJ

Si di~ponc pt•rtnnto : l'' Le clirt•?.i<UIÌ ci i snn.ihì•p,·o,·v\•d,•run,u, p i.\1'C h•\ in t.'~ni (·~ntr·o u--:pjtll liero '-'IU isli luila Ull!L ,,«ZÙJII~ sp••cirlliz::(T/t~, pt r nv•lnrici, rwll.1 \fll•tlo' dovrnruto (".-;,..·~x· rÌ('OVt·mti ~" r 11 • 1oiti tnt.t i i mn lnrici in 11Hn Pd i rt'ci•lid grnd. Pr.>r cura <IPI Llirigo•ntc la 'reZÌ•>:tP ><I•Pc>inliz/.atu !inrÌ\ t!'lllltosu app"~ito r·vJ! i~t.rn un 1·,...tt t• 1 ·JCO!'itO"nlo di llltt.i i uu\lnri•·i. rico,·~·rtc l i in dettn. :-\!·:t.ionc. I l rli n,!!,•ttH> hl :,€\Zll'\11•' sp• ·(·:ul izz.utJL d ",' ' l'il iuoh ,,. ~·g.tul r•t: pt·~· C'IH~CUil rwo,·.-r.nn ~u lln ~c· lw<l11. indivitlwtl,, pt·i ona t.u•;,. ; 1\'o•di appo·o·~~'' 11. ~ '1 tut le (,• Ìlldi t•wfi<> IIÌ, clu• - uliM sr:lwda st•·•~n ;u.nn ~p••c·ifìent•· Jlt•i !<~•i ""P"''!'riiì tl•·iht lt•t t <'l'll .4. <l1·ll.1 ~dt<'•Lt. ~ l mul.11·i•·i nt>n d0\'runno ··~"'' ''" diul t'~i'i cl:t lln 'f~Ìotu· S]'ftiali::rao. prima <·ho> sienu l rn~ro~i di~ ci g iorni dull 'nh jn.o al'•f•(•:·'S<• j,·hhriJ~': c in t"JU<·:o:t i diPC" i ~i•' l'Ili i!OVJ'II:tlln C"Oillit\IIH I'\.• Ull:l

al ho

J'Ì-!(lJ'1'l~f\ C'lH1\ <.•hillillÌ('U ghr r·ua )i(•I'H. , ('VIllt• \lH.

liJlJl"''ilt' HOI'l ll t', n ruw~~~

p,., ·~··nr, ·.

H(·ll ,.; inll·rltll' Ci.<'. 'l'"'lnm lt• C'•HHii~.iani ·Id f)u~i..••tt· l'Ì•·hi<·d<'''"'l'll trft··•·inri '' '" " · il •nn ln ,·u·o dovr;1 f':-o~; r-.· tnltiPnlnn n~"lln ~c-::rnv ·"1/)'T~·oti~:alfl . HJ1(• 1H• .,ltrt~; dit'i'l ;.!i,rr•a r xud<h>tt.i. :!" Kt•:-·..:.nu flt\tlnt·ie'" P'ltt'il 1· ·-....~·n• tlulht f;t·~.ioth' ~jh't·iuli~7~ll:l jrn·into din•ll llltlf'\tlir in l ìc,·JtZI~ (u (10Jl ntlt•:.:c, ~llZ.~l pt'(11 f:.:.:O··O )n Pl'' ' i'ria r,u Ili~ li" . Tnt li i tna l,u·iC'i din., ..~,i cJ,·, If~· ~.-:,;uni dt•;;ll o-.::pc·tl.di tlfJ\'nttiHO ju,·t•c:~ •·..;"4~1'P t rtH,feriti in =-"l'' .. (·iuli rt•ptfrti tnf1l<lrici. d u r•r1stitui1~i pt't·"{.'(' !.!1U'i tl1. pnsiti. c:hc: i ~in~nli t·nnmudi di Ctorpi <t'.t!'llllll•l •l•-~i~IH'I'IHllltt. ,Q .. p•l 1\\'t•r(· i· :t•·~o il Jl!l r•·•v ti• Ilo· ri~p••tt ;,.,. di~t•1inni eli snnit :"t. l N·pn.:·ti lu puroltt <"-.l\'t·,tnno p:o:.o.;.,·t'' Ì111pi~lli1Jlti iu lrwu 1it:l nppurtHtH\Utt'tlft.' ~(·c•lt,.t. 8 po:o~$-"ilJJiu~t·rtt'~ in ztHlll HIJil nud:-trÌt'a. Jn. d e tti rt.. pur·ci, i tnilitni'Ì Jtulfuric.:l pnl&'~lrtnn ''·"!'o4't·c tt<lib itj 1LÌ \'ttri s<:T'\'izf rnilit.nl, 1

JOU tlt)VTUilht) ('OHtÌIIUHI'V ltt\:t ('111'.1: lJfll'l(,,{jp~\ (•hiuini<'H. ,SI•('Oiì•l•) I!Or'll},. ~tHlti l it<• , ~ '-~IJtttJ

la din·ttn sllt'\'t•gli:uoza e l't'"ll"n~n l •i lit •Ì di 1111 1dlit iu l.• 111••di<·<t.

:'\<>i ~im·rti •li t•l!iniz7.11'lÌI'IH'

,....,,,·c• 1:1"<-int i o •·il'"~" : ~i do . \'I'Ìt quiwli ,t,,( i·

fi,,.,.lllliHI ...

li n ' un to:o·no p<' l" l't'>!Ohii'C· jf >'<' l ,.i:? in. L 1 ogni

n·, .•.nrto J'PI' f'l lahuic:i :001 dtJ\'t·it ÌIIIJ)h!lli:Jtf> une\ pÌ('('() In inft'l'fth'l'ill r·.~r In, C'tt1'K

di c.1vt•ut uu li n·<•itl•v-.· o p•·r le~ JH,\htt1i~.. n ;t(·r·id' uli di nltr. · tt.atut'H, A Clll"J\ rl,·J l' a:flh·iu lt. rnvt lit·u tl~~stinntn :d ....~·rvi·t.i•' ch·l r:!fltu·t•J 111-~,1/rn·iri d•l\·t·..,nw·• C'""· '"'r<• !Ìt•fli)'ÌII• (llltt· lf• intlÌ1•>111111 i ·<·!::ll:tbl•· snl(n lu l••tl< l'il [) oft· ll.o ,.,.f,.•ofn indi,·i•lnul,· 1><-' i rr,ilitHri. llHlhuic·i· ch·ttr• indiC'u:tit.ui du\'ntJU\f) -.·~~.t · r~.: · ('t•Htndir·rn;1lf' ct~d cnulfltvltliHt· •Ic i • rt·palt" "· .J-1 {)gui

IIUt hlJ•Ìt'(l

gatu) c.l:1 rvd tt;t•r....i iu

clu\'I'Ì\ t•o. ..'t•JC• lllllnilo di !l'Hl ~l'}lfl/•t Ultf(,,i1 /f((l/t (\t •dÌ titOd. nn•.

t!·Ul)lir..· ((>}HO .... <·lu· ..:.r·~tlir;'a ..u tn} )rt Il u,i}i~nl't' Ì1 1 tt~u i s,;,. 1 r;1 . .!.·d

llot'o\lo. J)Ntll l'<c·hPd:t <'tllt~ra •{i tr<· l'"";: .4. JJ t: C. Lu p~u4tr'/A dr•\'(' ( f.i.o;t•n.~ "''l Ppibtn lH't' ("\Tnt f(f l du·;~t·nlt. lo .. ,. :irul' IJPf>· ,~:-,,;. rn ...:;,,...,.i,. l(.-;~tt/tJ, <"' t'Oitl!'ofir•naiH •t.d dit···ft~tff' fklJ'h..;p. •rhd···

L." P•\nf• Jj drn I'Ù. illVt·t·r· (·~ .... ,.,, (•1 1upiln1a dnll'nHi4·i~th' rtlM·dÌ('C• nddt·fl~• ~r1 't'I'\' Ì7Ì•> dc·l • r,.~optu·tu nt.llariei • , tl (•~ti \':". ,.,. lru:•'1t ' tl tt• il n1,d H1'11·n f(Ìillt''..;.(' ttnll.t ~·'/l•lll4 ' · <' t'oll tJ'ntìrtuatn dul <'<HH~~ndaltt•• th•l 11 ·pt1rfn !--te·~"'<'·

JJ\ Jlllrtt• C., i•1fi•1•J, Soli'~ <·o rnpil.dl\. d .. li uOìt·iHJ,. u• .. ·lif·n dil'i~(·t11l' il ,t•t\ :lio ~utthli'ÌO 1lcl curpn. :\ f·ui il n.al.trih) >t \'l'il fnll<· •·irnno•>." rn111 ,,,fìwutln tini <·•mo:uHinul(' il ''"'1 10 ,.., ,.~s<•, il 'l"·"" •lo\'I'Ù rur:t:"'. t•h•· "~'" <'fl]lia th·IIH ~r·ht•da l~'><ti ·ol l<·~-:ntn u llil11,•11o Jli'NO·

tual•' de-l rniJ iran' ild••rt.·~:--..do. l'd un'u!tru ('Ol.'l:\ ,·e.-n~:_~ iu,·intJt allo d it·r·t.it\tH" t,:dH'I llt.. tH ::;u\ith rnili t:.tt-e clt-1 )lilll~tt~ru rllllu gut·1·r,1. di\ b-ic•tlt' -tL. QuL·,lO )flni .... tt•f'r) h.l tln\/Ul.tJ c•t),t..;tntal'• pii1 \'nlt•· <.'ltt ~ l1 l'Ul':l 1(,., luuLII•it•i ,. J,t .:-o'll(' 1 '''~ ·

,,

J

l l


163

PARTE UF.FJOIALE

sivn h(lnifì"" non è: t'ntl u >-<'<'l>ll(lo; "''" i c· •·ih• ri d;·ll.t c- l' nic·n "d< ltn prolì ln- ... i; <' J·l't lnll t o ha rit <"llUL O Of>JX>rtcmo richi>HiltH'u ~u l l 'tu·gotllll'lll\ì nlt:un i prinr ipii f<~•td nnwn !:d i n•·• llo Rormc• c·he s i n llegu no. l' ehc rlehl,(ln<) '''-~C r•• pi>rtn t <' t\ COI1ot~f·C'nw. eli l ut ci g li uflì('in li ~r~trli<'i. in modo ~·hP un. i.nolilizz.o unieo H l 111\ cri t.•rin unilurlnt· ;:inm • eli ;;uid:\ N•-<tnnk e ~icur11

m•lla lot•ta a nt1muliiricn.

(:{mfi<lu ~ull'ot>" ra l't t iV>l d <'i <'O<YIIII\di di <·orp· ~ tl'lll'ml~ln e rlo•llt· <1in·:t.iomi d i Ht~r u::1. pt"l'l·h'- uhl.in uno compl..tn t.:d c·flit·tv·•· ntirnl't.in••" il piuur> tli J,,c.in r·<>111m In •ual;• l'in: l~>tta c~ l'llj)J m••t'lllrt nm• l et• unn n ·m fun'lio11e l'n<•in !.•. <'hl' 1 \·~n· i t o ((,.,.,, c·ornpit•rl' )h r• il do~ p"

W\ert'n. rpttttt< lO ci0\'1'1\ tHHl (-~~('l't'"> f'l\..; { i t 11it i :'!.JI,• lo ro fanti!!l h.~ t'' Il •' l h• lurO tt: rrt• j IIU1!,tr=t· i , ~~ t :lli ~fHl•> venuti~"' t o lC'. nnni . o C'l.<• l a !i ~<ono rl;v<·l'tn r i per J,. 'ic·••nd<' cl< ll:t ~tu na. Pl'r"!~o <·onH ru icnrt: tu t ti . i p,·,,vve<l i:tH•h;i \·!w .. nr1tu no u•lttt1uti.

1/ ;\/i, , >lt'tl -

. \ (,I' I F:Itl .

À t.LEOATO N.

l.

Norme per la cura e la bonifica dei malarici. La mul>~ria, dii' bo comt' cspn·~siono tipi<:it. In fc·J.bro intC' rl nitten rL•·, nsstmll' il cln!-sicu amlanwnt t> el i febbri periodiche, cpmnclo o W>ll è yrave, o g iungt" a lla comliY.iOlw d i m'd aria

r(ridi·v(l. Spcciulmt•nw ùnvc è .!!nn···, si prP:<C'IIt.t~ Ìn\'o't"<· tlJ'o':<So a ll'in iz i,, con f,•hh •··· >l dt'COI'i!O lubw>ltinuo, ncc<nnpnt;nnlHhsi con dolor i n :n n1akid i o con stnt.u tif.,so . in Hl n d o d a p o r...>rsi confond C'rc con lo f phlwi !,'llStrnr,·nmatichu ( > oun l<> in ft>zioni t ific:l1t·. O N'OTTP i< t I'J.U t'141·" forr.ne p erciò ogni n.tton7.ionc per ricon<>l;<:Or o r •·< ·~t " lo • il>rfll(' in izinli e cmnhttLt.el'i<' e n t• rJ:iç~~rnenoo, pllrchè sp<'ssu ric.;cono lll'l'icolvst', c p roc·clr è in tu le poriotlo è più fucilo A.nni~'n tm·~ la roulari .. n oi suo nnsenrl'. La dictg11osi b<uiatrt .~1t criler4 cli~tit·i, lt.-c mollo volore; è decisa d~tll'uomc mit;roscapico i el aaugue .

~~Ilo stati io d i nwlrtria cronic" o di r.:aclrcMia ,;i vsH~n·~tno occrssi r<>gvlo ri Jl"•·ind ici, lllt\ nrm d i melo s i !mano fr::bbri nccessunli, al t~·. ••' ll;llfl r·i Lnlo "~pr·s:<o) fl'hltril'ciott.nlo Ìl'l'<'gn lnl'i. ~on ò sc mpr<' fncilc di:<trug;,;o.'ro C0111pil' L>.lnh•nbe i p:H·Il,;~iLi <i<·lln mn lll i'ÌI~ tw l p ori<Jtlo ini~i•lle, lnfL piìc d ifficile ò rim:cit·,·i nt"i prri,.Ji ~:uccfi·><~ivi. L a p r> n·iskn z•l d•' Ì puru~sit.i npiJ 'orgnni:;mt• ddr>ra1inn uno ù••i et~ rntl.cri piìl P~><ruzi. d i d t'll<t wnln rin, r·ioè 111 propri,•l.i.L

di rrcidit•rue e h• kndrn zn a Jlll~'\llf'(' a ll1• ~tnt<> cmnico.

I Pll<'l.IAAibi dc•lln nHt laria d nnno m :ul if,·"t·!l't.ÌtlHi ><•<lil'n fi (J\·bùr<' p ••qu i,·n lo•nc i ), q unndo $fiJ\o OIU nP.r osi in t.·ircnlo ; posRnuo pl.~ rò t•intanc rl ' ,-ivi f" in fn:-; i ~· ,·o lut.ivr• n~ · ll"or~outi""ttl ·) ftuthc u -.~~i f\ 011 n i.

Lu lltn lnri>• i· gu.nrit~• IIIJII llllnndn lu ft·hh•·•· i: tr·uncn~n, nu• '!""'"'" i )l•<l'<h~iti :<IItH• di !l.rutti · l'r 1~ t'-.t.:;.~ ro ~ .J CUt'l. t l C' Iln ~nartg . .l01tt• <tcr,,rr\' c l h' p 1ts.suH . . . l n1r•..;a P pt•nl.tc\; ulu•n iJt' ìl. lli~""Ut'J 1

un nnnu, !:.u.:n7~t tn~•uift~stuz.ion i nl.ùl'ht'\5(', . Ocoorr•· dn nquc chi' In cu rn. n<>ll'inizio !'ia prontn. c in t..•nM e prohtn!!llt;n, in mllcl n d a tl'th r1• h• rcridi\'l',

~ . N"t•i ].H•t·iodi RUC('If·ssh ·i biSO!,.,.l\ll ti.'t'lnCllt"~~ lr- ft• l,hri P di..<iLL'Ug"gtT•..: I', •JilH (P?.t\Hrin, Cdh ' ,.;\ 1 '"P><llt•ro nito fll'ii 'IJrganismo 0 lo I'<'Hd o cac:- h••Lt icc>.

l

La <:hirlin.a è il v erP e s icuro-rinwd io ,;p••cifico. P c rchù In cum •·i•·><<·u ,•llìcnc<'. il rinH•diu ,. • <>re• somministrato in tempo apporl!t~~O c in dose suUicienle. · ~e n,, • on'· · · · · · "Il: INIZJJ\.L I CO~ FEDRRF. SUllCO:'oiTt;çUA 1IL SOIHTllli\1Sti'HZI111\t' l t t'1 C1llltltt!l

((TI'~

l ve in' .

t •

lZLtrili nel ln<1lllc·nto ~;t<•!<:'!!) in O\T Ì IIL dint:noRi ò uccc·rtnta.

[,., d,.i . . l'1cre RUHO l l i' g •·. :.>,;;o.:)> (tl 'l. &l ]'1 l'lCC . l. . l ,. (ç l nnt . l r utu, · d'1 c l. lllllno gwrwt u , l 1' al cct l 1111 11. '"'MIItO> • <'CO) d · ' . ' l l 1· ('' (' ) · H propuutrst m >rc, ·c ''s"" l t tt·mpt•: ...>· 'urc .

i«=-_


l (i.J

P A ILTE

UF~'ICL\ LE

i{, IJ,, 1:1·:uuru l"~ltlQHTCUE pt·r ' "' ~'nraatatiui~trnt'lnnt· d t·l rJ.i:aitu, rt._.,.tt ~~·rvir(\ di ~ul<ln

il rh'"'' rl• !.!li !lt'C't.·x~i: il (·hinint• d •. , ,. ,. . :-;~PJ't' :--cnn rniu j:.;1r:tlt'·du 7 ,, '' nt't' pritna dc1J",,e<X····"-' u i<·l,ln 1k.

J,,, ,r ..~-' L!i• •tnah•·r·u th·«·t·:.;"';"i,.t .. !--ullit·h·r•LP l· di· ;.:t. ),;,11 .2, ...>1'·:1 d"·l sali du }'l4•)'irt II ..J in lu·,.,,. Jus..... t• d1 l -•·111 1111 (:;.c; etn·): lt· dt~st JltÌI 1m,~· ~ vul;..,'t•llU p~"t l.t \ltl,lll.ntut c• ]tt'l' l,t t•·r· ~i ])Iii :d(-•'

z ;tp.t ht ru:.!l••·. lP d ~~·1J ol 111 &l ti'Ì-1 :.!Ìtq n l

inÌ/,I :.fp,

P•"r' la l•·rz.uan tll:tll~,,l\,

•1JI('J it• :oli' !!1'1\ \'C', ~~

t'HL' _'liiU.,.!t\ Sit•llf'llltl( fllot'

1\qurt·-"tsi t

('ttlt

~ .t

rli f'\11.1 l IIÌifllll{'ll, ~ pt·S.<.;(J llliJ"f• 111 :!.:t J,.!ltll"lll.

:-\.lh tn.tl q·itt J'p(·ÌdLn\ }iÌ lf( •J •<~:Inn lt• lt •bl tli ('tlll J -2 du~i ~I•JrlldJ ,•n•. X •IIH ltutl.lf'hl t:J·j,,.;,.. ._ •' Jl1·IIH t'IH'ht·t.ti\'•' l't •flu·•lciu dt•l r i tlli•ditt St'llllJI'd uLtt li\11\ h'; t •C't't•ll't' iu:--l,lltl• ttt•} t•lriJIIUt• t• U~.:"'llt'Ì.tr•Vi ]1J'O\' \ ' itlt•ll:t.c.•,

\IJ,, ~llt't'h' dt•i to>II)Ì di c•)tÌUiiHt t,: orrl..,J'tl"dt• if 14tt•fl(• dj JH••IIUttti.Uillt.

L.a "" ""''uillll'>lt'ltl.iuu, )l''l' },,,\TU l~ o-tnOit·i.-ldl· •· ('f•Jnwln: In d•llic•~t1tit ('ttu:-,L... te· twll'~b~l· d (:hiiJÌilli ._.hl t·t•Uitltt..ofltt· dt t.:ht11_lU tt 11!--l'>Pd•ÌJo: ~tlltl• dU llf'I•J", J'Ìr:-o.Ì Jc ~~~Juziqttj V

l'Ili ll'~j t·l'

J,. Jlttl\ttÌ. })t'f{,')ll j l<ilhloÌdÌ SÌ )H'IIoi.lllltll f,u•ihtlt'Hlt• uJfJtt:..:.;\JIItU P tl\1\ttlUII\lfl'll\ 'pJ,~.HIU iJI• 1 t.ut ll l iut1 :-olUI.,, L·· lfll• t..l•'l ll xotltt\ ll( •tau< t' u,ìt.tlcJU.'·t·"l.ut :--1 .J .. \t.lltltu l 'Hl tic·nr·,., qn.uul" , ... j.... t.•llu di .. l'l''l,,!.: , .q ,ftH'Iil·t:rir·Ì .!1'1\'Ì o \i ....,j,, intollt •r . 111Z·* C;hfl'J(·II . lf r•lti11llttt 1 •t\t• •H1 •• p1•t}tfiPth {Hpit•)lf' IUllh t\ Ìl'rif.IUti, t' ]H't•Ì,•ril,j),• ÌHt·ltHJ'In St·('uf1dtt la& t(t) Jlfcdt· ....:o-.t!f (: \(;Ll(J. (jtot• UltlHI l'tlll rttl 't• !:ltan. ]\ t~!'>!<•nn t•t,ll\t·llfi'C' dlhli/.\ltl\i

!•oii11Ufll

ll u t.;..J.!i'' ll: Httl~ hl ' ' Ìt'tHTU ol :-:••ll\/.l+•ld JIIÌ1 ('ttiU'rJill'alt•

H llflt\

1_.., ,J,,~I )1~ l

),

Ìhh'/.lt•ltl :o.••l.t •l\'ti.IUH'•' 0

(J),

ÌU II'ol !Utl.~t:U it!ll ti\ \lllU ' l..'~t,.'J\' lllilH.*Ij dÌ rtth•fh.•

1H t(•C •,I, L•"' Jltlt·IJ• ·Ut ••uflo\ '''"'~·~ .-.. ull(• d11 l' l • 1 \'~Lr~.i n i t•u..:1 eli 11l.1111ri.1 rno lro ~n1\'r" C" pt'! irPl· •~•: Il• Il "'l dr·\'t' ~llp•·r;lrt' ) Cl'tllltllltl p t•l' dqst•, •' :-.ult• Ili f'd!-ol l'f'C't',_,.uJI,di :--i 1Ì)Wh'IHII1t•t (t' Ìf1Ìt'• )" l

'l.totUI.

/

-'=··• (•,hl. ll••i •tll·di J,, fu._d.\lirt rdùt· r•·~hf~"lt/.. , aiJ'n,.t•HII' dt 1 r•lnuiJ•n. ('uU.\"ÌtoUt' 111\lt..L-r\! di ... IIH11tllt1bll'l1Zinll•' c·d l \l•llLUo~lJitt•fllt• ~i d r-nJt't'la U S\U,'l'•·tl.lllt l

1. 1 \ Ì l

lol•·ll di IJI•·!il.•n••, <'('('.) . .-l rt•JH'•I(tt j) (l t•i•••l•l f,.),luit• do •JJ,i dtt•!t ·,In

IJI.JI,,,,,,

n••lt ~'. ,..!IIH Ji(tt. i

lilit) nc•I .J iJIII.j,,J, . u

\Hl l,\ 1.1 S• t'i•• clc·IJ,

Ju lt'l.iolt,

ft•IJJ.ri )wrÌtt•

P•ll'tH:-oit1 "''" hlflltl HIIHÌ• Jtt .n i. f )\·i·ut r•' iutr.q•r.-wh·r"\

Jn "'Il•• <·• •U ..;••t•II!I\H, . (•tJtlU' 1111.1 lullol )uu:'a t d

( u l-ot."ld

ll'1 "dhiL.t , Ili !In l[ll,dt • lt.l ittq••H't-lUIW d• c•J-..j\' &

.\11-.lOJttJ

t-: q11• ... r., li l,, .,j,,d, . JIIÌt tiUJillli~IHft Jh•t· lu f'liJ,t ,. In pr.•til.l:-o...i. ··d,·. dJIJL"·ih. ~i 1 pl·r r.ltlll.i/lt!llt ti:...t~lll.,\ f..'fh 1Ìf·hit·dt•1 ~Ì,I )'•'r lt1 H•r>i 1•'11/.òl (•IH-.' "'!W:--~u t•J•lhlllt' il Utt\t,triN) }Il l

....... ) •

l. 1 ,1 •s•• •lt ,.Juttlll~t d,.,.,.' _..._<o(•'t•• S•'lh)lt'f' t• d, •., •. l t-JH)I• Illlt'<-l, (•JttP di ~r. )..1-2 dtc plUfJIP Jt.tiSI Jwti•J ')M/.l• J d1

:-,.12 UH 1 t.!I ' J\( · J tdllh'Jlli• ptJ'lHI(·f.•H, t•

)lflft 1 1tilj)lu\.·htt•IJI :"\\I)U7.ÌPilCIJ

Ì11 <.·,H'Illl• •.

~ •• :--i t(;, 111 r 'Ìif.,i,Ji. ll('l'llt n· ri:..·~·'''~~~ •(;t'''! l ~•"' 111,, clu· , ........1 :-.:tH•'' t·· ·.dUJt'ltt,:- d··t.:luniÌ. ()u.~ruh · :o-Id' i dulJI •i••. ,,a :u:qtunl ..l lu ~ttlln·z~~' t· l H il t·llu,;a, .. \· u..._....,ll•il" uu tliant< lti Ut:dl'11 d • li .. lc.o),.u(,. H• II'IIJIIII<, C:OII 1J l''.ll(i\'ot 'l'\~J:J;T (2). (n CJ.,ri.J r.l!o l•n •ko ù1 rh l n i nu

•

jlr.

:1.

.J, 1 r~ll<Jiv e11l1···· \ o'IJIIil •11-1 illa!n rm,·. 5 fn:.::au tlw·. f'Hi t lif'll~' ~r. O,:ltl clr f'tutPtlu t. P•·r lo wil!if.hJUi soH.. t•ut:u"•e :-,uno •Lt prclcnr~i l ot uttthl Jr "vltlll t Ut• JHU tlll.uln ~~~Il rp:, u ; ,,, dì T.~u~r e:

H•··Jottlr•+ dt 1111 rntnu J 1duru *h 1 • l1:o- .. h,

l(r.

\ •• ,, •O :tt'OI h'• t

,\ ,. 111;1 uhl lll,ll.l

{':lfl(' .

( 3~.

3 :1n.

~n.-

•Ju a ut•l h. po•r tìi rnl•".

,

l


PARTII UFFICI ALE

165

Puidaè la auuhll'itt Hi ,u<•lo• r."IILI'IHI'<: lt('Ì nu•:<i di ~·sL>LL<' c di autwlllo, 11\ c:w.t l'l'li· I..I'Hlt.'t t!itU\,!!P liuu aiJ'iH\"f'TIH~

l,,, '-tUtlAI 'f•pn<·H lrl

('li l'H

(.ZPnnniu,

rt'hllfHi0 1 11HU'~0) .

l

~-,i '"i• ·~lJ,'ltdt• lìuo u llHl~J[iv.

IJul ""'!.!!!Ì<• fi1111 11 t.ul.tu lu!!li" s i dt·n· r ÌIIIHWitl(' h~ t·ura Cl•ll le Ù11si 1-t·r·upc•ut.idlt' l>i· -.·Ltiu'''" di. 11 I"'I'Ì"li" di Clll'll, dvLLo prt'<'pidi•Juie•,, val.- utl <'VÌI<Irr• lf' recid i,·c- n Juru.:a ,...• ,d 'li /,il.

!n t'I•JII]Jl• ·:--~· • i1 l.t·tnpo r' Lr d\IJ'Uiil «li :-;nJtllllilli:-:lr:'hiiiJH' tf,~] c+ininu ."\,\1'H.Illlu J'( ',LIIfaLi r, Uh --t••:.::Ut•. (!IIH11d•• sia LI•H~(.'Hl t' dt•J (111.10 ]a f,·hhlt•:

Jn r

})l'imi dirci g1Cirn ì : Ùw·w :.::: iur nu l h.•t'H.

,,,.

sut·cr,......-.ivi ll'i'JI[(I. fltfirni: 3 dn"'i pt~l' n~11i ~" ' Hntuuu (2 iu ~iffi'Hi suc.:c.:,·~si' i,

ftt•J , •.,.: ~. tlMttl t' d\HJH 'ILjea. l' }u :)tt lll'l ginJJl(l ÌHL<'I'J1ll'dio. gÌoYt•tlà) ;

/'fi' ulin ln 1/ltJ,.,i; 4 <-lo~i ul tn~·st .. (iu lhw ;.,!Ìortd :--.uc<:t'h~hi, ogui },'j g-iutn.i). I... , CUJ'Jl d t n.• auuluJ'ia, ··~,·uniht :if'('~·uct.. \.:1ll· IUt·Lnd(t (' ClJU il t•igor(· • <:!.•II U' JHIÒ ("

,J,,, lltiA'IIt'l'"\i .l u•JI\•.-;•·r·c.· ito •l JJl!.!iutw dt Jlu, di~c·iplinu tu ilit Hr·c·, ch·ll•\. IJutnut ol'guuizzo.zi ..JH• :-•lhlt.nr·i.L ro d··l \'i\'u Ìlllt · t'l'.S:..IIu\t•U ln di'i Jtu•dici tnilitn1'i • t•ir.,.t·lt·ìa. n guarit·c dPfiuiLÌ· \'olllt~>f\ l 1 • i lll11ln 1'1('1. J11

}H',lt.i~l :;.j guldlth•.~rtJ. t!Uc.ll'.it.o Ull tnil it,..,n·, c-ht• tlt-l

Ull HUUU Hhl\

})l't~:-·H'llti

IUUilifl' ·

.:-l11.h•UI.

J\ r (,. ch,..;p••:-.izi••lli \'lllHilHI,\' i tu.d~t l tci in u.t.tu dl~\'Oittl t'k~l'tt• riCu\"'PI'llLÌ ut·lJ'•,sp . ~tlah:., '1111\'i ''1l>in· la )H'IIIIll '''"'" "''t·uudo l•• 111>1'111<• sLnl•iliLt•, lino H)lu N('"'"l"lrS<l dt·llu fdJiarr·, •· d •• ,T. •ru\lt r·ouliuu.u·,.. u t·Ìiu.Jilc•r\; nur••q·a p••r rlic•c i 1.d•n·ni. durun1-t• i cpm li ~4tr'Ù iniliat-tL la ''IIJ'Il proll'l\l.!HI, (.'Uil l•\ NiiiUIIIliiJ,..:liH/.IIIftc• ~)l 111Ut dt~~n· _:..!lllrllflli••nt di c·ltittillll. J),lH 11'1 11 '•hdt• ·'"' ltL\ P~O J;"":-.1.10·; .\1.\l 1'\'"Vl \TJ

l '\; 1.,'1)"\;\ Al..~t•:S\ 1•:!\Z.A

pt'•·~.;;.n lt•

f Uui ..

~lt· ; 111.1 d•·\t\11•• t:-: ....-r·t• ill\i.IIÌ·Ilt•i,tUO:l'.\HTl SPLt:f.\1.1 lh'l" 11\Hinl'ic i. ~ ~·i •• parlt 1"'1' u1"l u·l(.'l i trJditJll'i l"'·""s•~tHJ ,.:-;:,. ,., u \lUUo .tdil•iti nt ~l'l'\ id \"a1n. C:lJfl· ''"'''!tdtJ, f'••uu· ~i·11ui dt dp,,:-. ... snlt1111 fu i ~i .. nll clt·l1•t c.·~qnlzza7Ì••fh·. J..rl ('\U"II dt•i IUHI.trit•i ('J' thlo'Ì dt•\ t• , • ..,..,,t'l' ('!!W.lt•l·l t. ~'IIU lllt l.ttdtl f'~\1 t[,. H (ill•'liJ\ d t j fU, l· llll(·j· ll·(·idi\1 .

..\1 t·llillLHP ..,, d, \•ll~if ll!.::..:llUL.:•·r·· llt''~v i Lt'lll lhlllic:i, t:lll' tui-..:lit~riltn lt• t:uruli1.h•I'Ì ~l'JH.•·

' ,. ' . fd,l l t uur rt/,J•,Itt t•d 1'\ 1t il t•• ' d J ... turbi da ),·...;iuui d,•t \ "l.,cr•rl ~ÌH;.!• •l i . E "Pl'I'J l tttlu e\ 11..4lt'e l o~ )'tt•pUtt/.l"il

il chi hU•v Ìlt d,._,., IH'l'J1" p i~·f:ol. • P•'l nu"\,·ia·,. rflic·.tr,•. E l(11ÌI~tlt J•iìt ullli• )'IIU~t guln· la <·ur~~ l'h"· u,.. ~., .. , r l 1i t.lld(',l, t' 111 ·l !;ltlJiil · · · · llllt.!I'VH)J.It'l· '41J{Ijii11Uhll'tll'•' J'l'• p.tr.lt ·t :Hsi•1\ ·I(.'H 1·1 ( l'l'rt'\1~11\tt~l, UI~Hi •• di\ l'l '~'''"'"IU • l •• ),, "P)• d'ttlllltll. • .J11U'•JlH1dli lh"• ·f1111111L i ('tlll ('fll11111u , )ltl'Ch;l ftlh':-..ll (•uJit.t'IISClHO


166

PA RTK UFFlClA LE ALLEGATO N .

2.

Scheòa inòiviòuale per 1• militari mal ari ci l ; L'l- prc,enle vch r•ln it•tlit:ùlwrZ,; dO!:I(Ì c.-.ere "~111/Wt rctla,l/a. i,, ""''lire cn,.:.,, e .•eguire

-=

Rem 1•re il mi/itw·e. A t'tira ulri.;uraa, ''"" COJtia .•a., à a~lcyn.l<' al z,b,l'llo J•Crso .. alr d,·z miliau(!, previa Oli· uotaz io•le re./11tivrl 811l fil.Nello e</e.,,o; l'nltrn •·opia sr~1à in ••iata n l M ini.,leto !fltnra (Dirt· zione aet:em/c di Swtilà mil ita re . D i>·i.·iaue lV), ]•N C•trrt del Oommtdo r/el Oor[>O dd tn·i !;tarf', a. cui la, .~,. Ju•;fa si rij rti.'(tc.

, ·~

., ':1

Ooy110JttC r 11t11HP l

P<Ucmilà.

·-

D i.,treUo rli l1t·r~ Oor[JO . COIUJ#NfJI Ì {I,

Squa•frotte

B ll.ll er irt

Sezione osped. specializzata di .

A) Da compilarsi per cura della « Sezione ospedaliera specializzata '>

V i.~to:

I L DrR rt1'1"0RE l)fi:J:.t.'O;~PI':DALE

• .-4

. li

-


16'1

PART E UFFICIALE

Reparto ma/ariel di B) Oa compilarsi dal dirigente il servizio sanitario del " Reparto malarici , b) Data di ÙI!Ji etlso l<el R eparto

b'l Giorui di cl..ioiz:nzwne ,t'] l " nte..."'e

,timi

trltìmm

Stcon61 11Him1oa

~

) l

Data .

do-~c

D atfl

rto.~e f/1' .

D ata Dala Data Data

t(ose !i' ·

yr.

Terza settimana

t/O.' C {j1'.

Ouarta settiman1

do8e !fl'. do$e gr.

D ata D ata

r/o.,e gr. dos e gr. dose yr. dose (11'. t/o.ye r~r.

D ala

do~e fJI'.

Data.

Data. Data .

b'} Giomi t/i rlduiz;:azionc pei tre 7/IC.>-i s ucce-<.<ivi l" fusE Dattt .

do.<e fJ''.

Dota

do.' e yr. dose (Jr. d oRe !il'.

D·ttn . DOIII

3° l\JE8E

2° .:\lEs E Data Data Data Dau1

rlo.,·e lfl' . rlosc !fY.

do., e ff''.

D ata Data D aw

do.".'. li'· dose gr. rlo.~e yr.

do.qe yr.

Data.

'lose f/~"·

V is'o:

L 'UFTICI AT.F. llEDJCO DtnJGJI;;:,il' E

I L C'Oll-lANPA:-TE DEL REPA.RT•

IL S ERVIZIO S~.NlTARlO DEI, .REPARTO

A . . .... l i

Reggimento o Reparto C'l Da compilarsi per cura dell'Ufficiale medico dirigente il servizio sanitario al Corpo ~l Drrta di ritorno del mi/ilare al Cory>o

V isto: lt. CO~J~Nl><L'>\'TE DEL CORPO

A · · · · · . . . . l i . .. ..

L ' U FlfJCu.LE MEDICO DIJJOENTE

JL SJ!:R'' IZJO 8 Al(ttàRTO D.EL C OR.PO


168

I'.AfiTI ': UFJ'! C'[ AJ.E

\

Uffiei o psieo-.fisiologieo petr l'aviazione in Napoli .:\apol i, 7 ~· · unaio 191S.

Adunanza della Commissione incaricata dell'esame psico-flsiologico dei candidati all'aviazione della scuola di Caserta. Xouo pr·p~r-nti i rwoft·~··au·j fl rmiPnirt''· .·1>rttt lut·f'i . 1~(~1/tJ,:.i. t~'of; oli i . .A 't'J•r:•l/f;, /)r n rttli• ~ 1(,/ltritHH' . l't't 1~il'dt• l( fll'Of.. (;J'tf(/l')lit{4) t•d j) prttf. (;tl / I(Jf/1 n itH'III'iC•tlln d••JI1\ I'P )dJ,i•Hh' .

t;,.,tdrll ' '''). - H ~ f•unvoc·Ht• • i (•••ll•·!.:tu ,,.,. li:-.~:u·, J,. '"'~'"'''d't ~c :.:111r.. n•·ll·, ..,.." '' h' p.o.ic·u· fi.-tietln;..!ic.~n d t j Cnn dlrl t\l.i n11'(l \'iH:t.iltllP, t• Ì ('fltt·f'ii d n 1tdnl t lt":o.Ì J'h l !.."'i11dÌt•ll't' d,•I{H itfiHu · l t~

dt t•:-;..;i, Hironr·d .l a-111.1;-llttu IH t.. r·nu d t• ilnpur1Hilf..l lb~lllll t d.1 qu •.... ri • ·•.,t liJI, t ltll•t t•lt u•~­ g-li Xt,nti l ...111t,j di . \u u·rié•t ~i ('t•ll'dJ\11 Pl'tu ,t i fi~ ~1•1/.i,•n l dt ••..·s•·JY,c/.llllt" li"'i"I.'''W;t fl ,•i ('!II Hhd t lÌ: riC'O I'd:l fiJH•h,\ il ftt\ 'ot·o f'lllllplUIP n ' ('lll'if1t • f'1tll lt ·..:.trtU • !lÌ 3~~lt iP ,t~p i r,UttJ. L"t·~p~·•·i••uJ.•t

ltn diu1.n~lrnt.o, C' IH' t.:tnr•• ]•Hl flf't'\IJ'Hl•);·J'r.._>~IIH' JU't\''"'' ' ''• l•rt·••:--ui •·•Hl·

did af.i. 1.-HillO utl!LOt'i "f'' l Ì ... ti!Lh i di·w ... t,t•i llf Ì f•IIJIIpÌ dÌ .t\ l tl ..... l••IH' t• il

r"tl\\'ltt, p •r i rtf'IIJM -

~Ìtit, dt flt ·~~ ·ll•' !.!if1 pt·t• \ H l ii lllt•....i j...,I•UI1t. )j

{._\~UJIUI ...:-.Ht'iHt.o !.!'t 'l\1'1\d•• do Jl 11'1'<~ 1 1 l lll H'~• )Ht

\ 't•(llt,OJ

('t l

'ill•':o-.lh hlllllÌ I I' JIUI'}t

.1

x .lp•·h IHl'utli{·ln p arHIII In Il qu.•tr.. di TtH nl' . E' slt•t•t hliJII t ti·· 111•(•1 ..;~uriP r·lu·: d no Ullif•i

·"'''"t'l!f·· ,,j t lll ·• l'l }h•ilf·· , ,.j,,.

:-;e •.nnn•• lo ~{ ('.;...... • ''''l'tl)l• {':.!li si .......i (' l 'li t ···i .•. S'li'""' ''' •IIH' III' tf ....-.tdt•l ,dHI•· .-~f n ~i

Sr Hd

1tfa:t

{"11111pl••t't u ni(tWIJIII;I.

f'h l't'd) lt • f lt•.,.11"•' ('I HWIII 'ii~~tli

tllHII ~" IHI •'t'1Hl'l. IHUH1•· .

lol'ol

~:,

ullit·ii un.d.,t.•lli cl··l'·

( n:->...;;•f'• • j1I'•'"'•'U l ,l l • 1 ~· r l t(, •.,., , t! l lllt tt- •!l•_•.t''' 1l111-l11U 111J.1 f 11 1·

,.ft, ..._ar•Ù t.-•1\111 l r't•;•

lw,•\"1' ol

J'oii Ì:.. i.

('l 't•dl' ...;,_, f,ll tlllfl t•pp••tflthll di Jj ..; ... ur·

r;.u /, ·.,/li. -

X~t;o.i ••

l

lienll1 di .. ..

di fi"<-.•lllr (l'hl~lft• • ...:~, , p~a' iiHftt ,. Hl r·tfr• ·. ( '1/• .d liiJ•· di H\• J·,

1111

st.-'1111', iu lll••d" r+h·· fllll\ l'(r\r·"'·IHI+ Plll l'llllh' "' 1/,iii!IÌ,. ;l c.,. 1 11 Il .JJ )1•'1' t"nl .. n•

l

fl • .,:1'•11•· •• di .... ~·Jtll" ! '

P""'" dl riitrÌIIH'11ttt t•lt , . ll•Ht-..doilir:a ! '' ' I"SPtlll,l

··lw ti• l.ft,.nu Ì• JJ'Illlllln• il •!tt1di11,, d··lh.nh·••.

Ur,,,f.-ui!ft~.- c·,·, dr-

"J'pur·l.ott.• ill\Ìt .n•· u p.ulta·. ·

,,.j,., P'''' \'1•lr•• i -.tÌn~···li t•utttu,j ....

A-·lrii c.. iu~c·utltl suii"Hr~~uu,·utu dt l·uiì • uw,ri•·••t•• ~· nt'fl',ndit •· .:Jt1 -' •l.di1 ... Hu Jh H'IH J,, pl rtrl~t 111 r

l'l'itno :d J•rof. /)•

f:rnl;fi,

)" J·>..:\\11

•.

Sll\f\'lli IJ.

nu/1;.,.. - 'fr•o\'H J' Tfl fi;!IUo •tt [t • ,:o;:Htf,\i..,.Ju•f•Jdt• )., ,:..(•1+• IIPl ~~~r ·t•lldll l'tiÌ 1 (~niJ)])ìfothl il lll• tdul" 11 :<l·.tiiiJl·• d1 ' J',rin" •· JI'"Jl"ll'' tl1 ~" qj,.,. •rw•l" ~'''"·'' ,.,,.,.,n .Ji .,,,di1Ìrii7i"lli. 1

{Ji

'

P''t all,,,·,,r·• · ,li CJIH ...1, . tl'1i••;,, 11'\•\.l C'},, :-.••r;..:-t· llfl:t,ifu1t.•• cH •;1 t.:Tt\ r · fl\h ' .. p ~i(•!d· llll l nJttU l l llllll ' r (t di C'ltlldÉchtll. t•lw IH'ol ... j d11\ I'HI\Un .--.:,nniltH I'•' , H]l('•ll'lo~·lt'.!•• · n o ;t} l t c·Jt~ ......• dtl' \':1 l!HJD ,. qui1uh u ... ltJ di .. ..,~• !1\'I'JI IIttt d• i • 1r.u1.••ti di ··~·a.r•'U Ht !!i()viru•z .. T>t' l' J'i:.runr,ln

Stio f1t• ,

v.a. r di

da (•~trdi t UH'P t•nu lltt. \ '• l't• i1 J "' '.ifi ... llll1 . Il •

'

\

~uni •• nthd ,.-,. uh AJ'P•fl'''' ,.J,i, • dJ \ ·d11 V UIH· ]Hl;) t'l">,, l't t'Ì\I.,.f'iJ·e•

Ull

IItH q l,'

f+lllllt

H\ i ,· lqj't.

P•·t•P''"' '1':11 d1 r·l1• C'HtfH('Iil' t t

1l

t' tt

d 1· ~jq\"lll•'Z/.1.

:--: 1 dt.t'11l 1 XluJ\1' li..,..; '

d Il· futH·iu ii•J. 11u1 dn ,d t ,.H p•u·& •· n 17 t11 1li un !..d••· Jtul•q )'1 11 (Ili' (1111" ft' l' ...._,·j!upp111''-l [h ti IIJ :l • l ~! IIW"i 1J,III1,~nH· dH

xi di ~l ltl'.~ ll·' tÌ: • ,.... , 'IIWIJI•• 11.1

J ih-..hn• li .... IPI.,•..!H'" • Ùan

j'l't+lll• lfJ\hH ••

illi.J •diJi ...!ll•' 'p u ~1~~· H"• l d t .. , .•. ~t:u• :dttll!'l rpHIJj, t•la,, fHIJ t\\ 11d•• l'•lf.:1f l t'lj di !-l'Hl) · t

cii dl\• 'll l l"t' ili lll '•'\t ' l

11(-'PI",• ('111 JU'itl. _Aol,tdnt"f"'

i "'t·~ t1• 1•1 i f•J·i \1 l' l i,. n l. a t i\ t

t

UIJIP 11111llr1't.

l.t fJih ~JII'III' d• •IJ• Ud!'lll p •tit• 1

1

pnÌ

'111• ""'loti tÌ J l i ' .... ,i ll lt' r l i l l !l'l.• u 1!l't d n fluii

h

('t! l ll l tlj"

lwrn• dt•f'l"-C.

J


Hi9

PAR'fE UFFICIALE

.Lnn-rr

C.UlA'M'ERT

n'tnO'OfllTA'

l uf.tnfili . . run

lH~t .. lr.•.•rc·H

di

IL!liUll t 'll•f•,.Tlll••·

\t lt'fiiiJit!liP

('IH'II

.\olr'""l'''' ;,. ol ,·ilo glo. l" n · ht·<•uf'fu/dt r·,.st!'(t:n.;st., C'f•n In. rnf l i•)-.tt·r~ pi~t . . \ dl'110pHtie g r·n\·i.

lt·!!!.!'r' l'c'

\ 'i7i. nr!!Hu ir~i t\ IH•t u·u,...i (·.~r· diu(·lu· v• ,. . . i~t .. ·u ti , ,Jrr ... t Ut pPriudo di J'(l\'ldi .

"\''l'ti):Ìt't

t;\ rlnpp>1lr•.

.:\ t'llf'O~I

t'Jo\l'diHPhr.•

H'•H ll+'t"='Ì;o;t-t ·tt li

u l t. l't· un Jh ·rlnrln di f\'\'idiluJir ,\.

hililir. Endt• nnu \"f•hnnin n~(· (:-Ot C'OiuJo

il

tHH+\' 0

1

•

l'+•i!ol~ ·

nwnr.n milìtno·, •). f'r,.-.sione

l(tlll!ftl Ì!fJHt .

fun~ionc r"11ole. .H bumi11tUÙl

Eruic) sr-l'"t..tdi '~thlln,nH~, t • (!fil\ p••r•tc•• llr t di ~l·t"OZ­ :t l\ tfh.·n t.«}.

I uù·riur·•· H 17tt 11111J.

Kup•·• io•··· Jl l io uun.

l·..''Jihlt'lt'l1i l1t'\'fl1!"ttt•Jiièi •li li•)\"•• C l'Ili(~\

Ft•tHl tJ'\en i

.•\l lnunitlll l i;1 fi,·Vt-• ,. I•I'Ht\ · ... }Oi\,fii'ÌU.

. \ lhurninuriJl

au•\'t• '"t.: •tt ir-;

cl i

.dto :!t·ntl.,. !.!'t'n Y«\

o

nl· ·

(.'HII\fl'l!.! tHt l ~

d n C:ilitUII H r·in t•d f•tni-. ... i••th· di ..... Jt •.

lllt 'III Ì

n •n1 l1.

:U-milesutt i.,ui ~f·couclnrir 6 te• 7-iarit• 111 nttn . F otH•ln<•rri pum~.fil itr<:i c• d . don: i. Cure rnet·llnr·ial i o t\f!'!t..•n, ~ b ·nZ.•)IÌ•·u

in l ' l.lJ':,O.

2" l·>u)tfl nr:LJ.'occ:nro E r•r:r,J:.A FtTN~to .,E Vtl'LV .\. 1\pfJn)V.t\ llUCIH' e~:i i l Pf() •r·nm rnH eh l R{l~ " " )' l 'fli~i ' di 'f(•fÌtHJ •pt.alr1: è O>po~to a••'l o s• h ••trru RU\mp:\t(). C'ome Cl'ott-rii d i idow' ir à " <\i fH•arto ,; >W<·ett.a• lf• i Rl!l:!lknti : A ottf 1•rCC• .

...

( '.\H.\•I"'tT HJ

LI'IITJ u'tJ)o:'>J-:ITA '

\'t'(u,.,. .~~(H':II l' (//JI :.r(/I!C t{[. Pf)('Ultfttfi f'i:i di rl'fl'fiZi() ....

t.:n o ct· hi" 10-IOI'nlt·n l ocehio /. 1(1.

\ ' i:.IIH inf<•li<•t··· rr i d.lli pr•'·

Xurmal,•

D h·dHI'h! cl' Jl' ,u·t'"'"ndtutJ• 11·

~''d l'n ti.

IU'.

Fi.•iour rrcpu.•t'Olnrc. Pr n·nr .<(} rlrll' nr·crmooda mrnlo

.l se- -

X unaul lt 1

t o.


170

P ARTI! liFI<'I Cl A f,Jl:

Oraf!rui!Jo.- J~l'(pont- le nonut• «' a <"Cl't,ta ti.

t••·ll,·ri• !"\Pt!u1t • H ·r.,rjut• ,. <·lu· :otultt) nJH:ht• A.ti."''.>!iO

= RAGJo:s r or s<' AI<TO,

(' A.Jl ,\TTElll

tlt1.~0 . d~·l/o

St·tlo dr/ jarill!ll',

t"ÌI10·

,r, Ila mrmln·nw'

,;,nptJtti,·a.

l llt.t•!!TiiA Hnntnlnic·n.

p Pr·

f ur.uzu>no 11mp. pi<'C••In t' ped<JLlunwnto '"ciut:a .

l< ·· tr··•t.i<one· f,,,., ,, d PII n mt:>m· bnmn tinapHuien , tr t oJTOO c alr rt• rnnlnrr.ic t·r·gtuticho !!J'rl\ l.

~tPn •..;a

Pcr~•i, la

""·w/c c tullflrir<J (dtt. (;OI~ ~/11(1/rsi IH'; C<l,~i d ublt• i col mdfldo grafico

vi ··lit

lnl•nriC',,

t'

irup••r·

un~.tk.

H ~;RLITZKA C n.\ln::-:H:u o ddltt rrun ]>f/ 1111 rnelllllfl· ti~·•) (l ). P otere wltl••·u (dtJ d<·tcrmi · llflrsi t'o'' In ,•,;t•r ajolt'l

13uunn tlu i d o,.. l.t1 1: 111 •.. 1,, t· elfn.... : },, uno n• •t1 i1 1f, ...

;-\TJ·!FA-:o;J~l,

ri' '~'• • ud u 11 n~t~~.r·" d n i d lll'

('Ot) /fll,fl)lfr/r(J

t 2) l'Oli oroluqir; '''llllpiotle,

Jut.ti : i urulll)f'!oi'CI Ut1ll ~n ..

CUli d Ìotf,O<~JII ).

Jo.•r·ior·,· ui 11; ._.,.,adi a li • d i-.tOLuza di IO m.

Xa...t ·~tOI \'t·c...tiiJ(•i.H'( :o>J1VU• 1

f nfi'O rij .!l';tdo fllOltO m t\·

uiit·:-.1••. J::(Jrlli o/t/In rota:ivnr !l'"·•Ì· 11'1

.•/111/fl s,~.(i't

I la) yiri

in

:.!1)

<~CCvmJ;

a testa br11duti).

ert•/1('

c ucchi

~'\i.... t •:..:1t1t

•Il •lurat.a

iuf,,~

ri• 'rt: H ti( 1 ii~ ·(·t•J t d i. ..!\ S:J<'n·,c,, di nÌ··!tH!~uau.

_'\ i"LIH!IIIIO

r·h ·n· u

(li duJ'.,d,~ ~U)>t •

no ~t•C<Hld i.

.:\( ,t}t·..;:-.l'r\•, flJHht•a,

V11!11Ìt.n,

:<ndva·i

f,.,.,IJi,

p.tlloo:·•·.

iurp,~:<i hilitù

r!I·IIH stA· zi•uw •·ro·ltn o• do·lln dO'MO·

bulazi or h ..~.

lleamlml't:i(lltr fl(/ ()l rhi hrntlt~ti in (li'''"'; et/ •nd• ..lro

ciopo In .._,tyytulo.

rol•tZÌtlllt

·"'""

J l• ·,1111 hulnzi• •t\" nnrr nnli• dopo l11 ro .azi•noo pns.. av ,t.

Furto•

loru•c•nllllllll'lltO

nPl

c.uu rniuo Jup11 la rota 7.Ìoll•• possivu .

_.'\t~i C" l-:i di tti lldizh> dubbi,) si pt·Ht'•·d· ·r;, :tfl't>"'lllllt~ t·un l·\ J'ut~tY.iunt· pussh·n n t.f\~UJ. iw·limH.a in nvullt.i, al nisltl!;m•> teru tico ,. ,u,, l"'''" ,t.-IJ'indiC',,l.i<•r; 1· , .-i ~•·••rkr:utno s olo i (: •atlula~i eh.,, in t<t·)!u.it•> ull'r•cl·ll '"'''ntu ,.,.,til1.. t, 11·,•, 11 J,1Ji·"'" ;;•·t~,· i rli•wrbi ~,.,~r ,radn.rii.

(l) V ·o l a.i O ·llt'llfl!e di Jleli i11a .ll i/i'rl'", ~-'••B". l, l!ll'l, p. 7.

(Z) A ··lt •·•o lwl. d i O u{Qji·t, R•IIO!Op•l ,. La,·iu~Jolo~,iu, 1917. l'· 2~11.


l

. - .. . . .._

·~

l l

l

,.. 'r, '11'1 , ), Ht-:.\ i'.l(•', . • 1•1!/'1. ·""'· '" 'l't.J lllfl, f{ \t,j0'\'1 I • J

1'"'f}'' ,/; ril/_tHI,.

((

,fimu/f,

(, d~·l'llll't'

H

2111 1

nt d (,·..rlud

tl1 ~··<'PIHI• 1,

""'··~

1 ..•,,, ,f,' ,., l':lhl" f/ ,'<lfflll!' •li 1J• II•(JI l,

r ,u,,J,,fi/r:

( J1Jt•f'lttf'i

h

l ';ti

llliii•·..:J IIIÌ

itii•Jtl

:!fU I tutllc·.-..HIIÌ

·' l~,, 111111, "'"ui di "' ('hlid ..

~ u p. ,., .. ,., 1

1-~,,. . , _

di

,,:-.(:tlltl/,iofli

~~~Il \ nf"n dt~\'\:t/.tt'flt'

(itl~HI/tt,

~· •HHII

Hl

•., '' Il i,.,,.,,, r

l '.1 lt.l l TI t: l

1.1\l t l l

.\U.'fCI

.:--t•t·• n• l•·

d1

dJ .... ·('t•Jtdt•. dt:l

Ktljt•·r·j,,,.,. 11

"ti

(t'Hl!

i't:1 1 ~~~~

1ndu 1

littflllldt

ii

'""

::t l ,. ... l tll \i di

l (Il 'l'' L l r \

L Ìt:\'0 O 1111'.1 in

l•'rH tl..,UIIH, : 1J111

l't;!

ll'f'"lid• !Ili"

'liU;-II . IIItt•I•IIJ

t lt

IP1•

f,.,,,,,, 1(\liiUIJI,I•Ii Jjquuir t illt

lll

.\ft·l•fi.·., .;,.,,.,/./la ,fNu_ ;, 11 ,

,,,.J,,,, u.

f ltllllll~> .

\UI III'Ut~~ H

dt•l f'l t) ...,, llllllt',hl l (jp ,, Ìt~H•' , .,llt•JIIl\111 'li

l ti,

\11 •:-.1., d•·l l'~ ··pi1q (tt'l

2U·

:!.-, ..... t't'li• l t . 'U"":--Illll tH·rl•ulwi t li 11 dJII:If

tlu tl l •, l'~ r l• ••

•


}'F JC CALE •·lat• 1H·t'IINIIIt1 da~i..11fttl H

~lltJ11J•

,a; r, /',/, ol.

r 1 ,f, rir tb 'I'IH/o • Jr•

l·-\·114 d llt'tll

{t lÌ:oiJIIII'·' ~ l;u·lw••lnliH . l•Jt l ltl(tt ,

d'ut(r.IJ, 1'dtt/..t

, .,,,·t.i_:jlii. .li~uulti ,.j, . .

,.,,J.,t~~ t ·ll p,-ri1'• ·ri•·i, IJIIUttdn l 1 pn.''""i~''" ' i11 :!o uunuH ~c•• t ulu 11 ein··• 2.'",p udtu tb llwr•·uai, •• ;!O FH t'll d·~J ... -j lllh'ho• lld liU '-'"'it dt•Lii Ol'l'#'t"'hL di . . M li J,j ndil h,, \'I'I'(Ì;..Ì!d • (n rh· 4J lHt~l!l

~.11.~ IJl•'I'••JIU~J

~i·'" '

rtt 11'11141 l t•.

crrlt'

" 1•1

uJ ... ,,.,

111tt1

d

lfH tJt•·tt dt!'Uilil

t(,.,

tllll!tdlllf •llll'Hif lt • l' d tpo

i' rih rpu dJ.t J•P·'i ·

:.:li , .... uo~ a ,J, t't~Hdi.i.a d .

I'Ì·,·it (l 'l'l• '''JII\-1',1111111 ll ..,t'l'\ 11't' ti! ~lti•fi.fl

fin '1 .... 11 1 ,

,, .. ,;ll.tJ'ttlt .. 1'"' Ut.il•llt 1wi I.'•'"*J'Ì

l1

r''lh•• Jll l

l Ul

l' tr,• la•ll•ll,

.. 1. tltll ''•'1 t'Jit• ,., supt·~ · •'!oo.f1 1 1... tl. tpl; lu·• ...:,• ,.,. 111.1' li· ..... , ...... , l'· •r ·P•"'Iill.it;l. ,.,

'llltt~

'''"'''l p1ÌI

pqtil Ulh 1111 :-p····di···IH

•

l'il

I•IIÙ

....~·unl.t •' d t t1u1d1IÌ• Il'! i11 .... ,, .. , ~·u· ·~J,.'\

'TII•III d l ' ' ..:I HII

IHII't •'-.1) 1 1' '

p

r•. uifltt•l Il du~ ···lllf'ot,

-----------~

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE IUCOMPENSE a.l valor m ilitare p e1· l a c ampagna. d ì g u eu a. 1 9 1 5- 1918

~h:11 \oii . OA

l !O

tll(Cì ;-,)'.n .

/l•·•·ro•lv '""!l''''''"''nitt/

l :1 ·"·ltt•m/,,,. / .'1/ 7 l Hli. ( · A~> 'I'F.I.I. \:\<l l 'i r•1. da :-i••t·•·..:?.all C> (A 1,•-.:'1111•1 ria , >t• )JI l'il li l t: '' ,·,;,. ;., J,. 111•·0 ,·o re~· ~i.IIPntu t':auLn l'i}L t,un t;J'alldt~ .,.J.tu~~i(J..., '}tt···~t.c..> tle1pt•rj,.,l,J, nttraVt'l '.~ udo \ 111:1 Z•JU:I Ì DlPU:-o::t.llH' Tl\.H l trlllHta dal t'll t h 'O flt'IU.t'u l'lt'I.:1.H lt"\"•\ \~qJ"ut.a ri.llrt~~ t. tt~ ..;ulJa. prinla l1uùa, di-; lnlp•·~ r nLil•lu ''o11 Si'l"•'tlltil ,~.L ;dua•·g.t/Jol.e d .... u'-> ,:-; .... vL~Hl - l'i1n a Bn("• lw. ;3 l !Oo)\"Pilli•r·<.'. 1!111>. 1 ;;.;:1. t'A,'JtH.I,I t•ttl', J~'lf(ll'~. dH. 'l\11'l't-" d l..;,JLt f J'a\· i}l 1, 11Ht;_;~j, n• 111 t.. dH'.tt •li\'i'-t•l1t<. - L'a 1"J oltll'uru,·;,J di 'III HI.I d tn 't"l". "'l'l" l'l "I''I'•JI'rt· •l -··rvi~w •attitnno Ìll ltHHI •l thl t\..:...:it•1J I'UI'I\t' i l •ap i·l· · ed \:f1i··;u··· ...:\·tliJ.;illlcUlu •tali' Hu·:a dt'"l ftH~co :t~ll v~1·••dal1 dur.\uh• itlliHt"IU .....t' t••i i~tq•ut t;,Jt; 1 HJo:l1dn l>il"'olt.· :Uit iu· LLliJ\...~, lhiJ~O cl1 ,·al•>rt_. ai ..;,,.,); .1qH·n.Jnuu. -.;olld'h't•u.J,, t'~li ... t,• .... ...:q '\{Hudr, ... ,i i S04'l'VI':"O tn /.Oli •• ll"'l'i '•l J'Ò<' Il lMlliH•• ll;d \ " l olt•Jil • 1' 1 ,,. J oJ, -1 lo• Il l'l q:; l o• r:•.i llt'!Oiio-ltP. )l o•t> lt· :':&l•ot in u-S olo-1. 11 ·• S,ut.c ( at••l'tlla. (j.]lò agu-.Lu: :-..11d l.••t>;•· lll-\'..!tki· Kri· j, l''h•l>u,;~o') J•'•tÌ ll , l IIOVI'IIlbJo• t!IJ •i. ;s;:r;, U1·: l•" t·: H l(\ J<l :1 rl 11 rr1, ;l :\ 'l 04' Htt... si 1• • t• U t l\'H ). :"'t Jtt • •l t•lll ll1 , . 11t t.. ,J :•·v rt ·~~r ru ·•u lO 1

fa tt t.t·d:t. .

A ldt!ltu ad

tltl

pu-..t(, di

lnt""dl•')l.hii•llt-

X\HU7.;ttlt ,

'\l(lt)

lll\111har Lt~ol•·nto uentwo, ron •· t~. llllll, "t•reuttil e ?.el••. coutnllla\':l

riut•~u~o

iu ttt· !.{ torni

tlt !"CJtnlontt l tnt·uto, Il )!l't•-<tnre !'uJII'I'It :<Uil 11 w t mt•rthÌ f~ rill , lotmelu~ t'o-<st• -:tato ·~,.;li -<t1 ""'" C<HI ~ IIS() al capo <la llll :->:<.- >'() Jll'uÌt·tHtto dnl l•J .~ l ·o>pp io di uuu p;rawllu. - J,uo~:llic: , l c H IIO\'l·lt11ort• l!Jifi. ;;;~;. FA IHt H I l<:ttet t, da :\l odtglia tHt ( .l:'irf1lo~{', •~apitauo nw•l i<'<> t<JIUJ..It'rn.-uto •• ,~g-•­ l t H'II LO r':1.11 t.-na. - \" ulou t11 riv d i j:!;llt<~' ra, d 1r 1!.'; t'n te ci t :l se t ' \' iz oo :<a 111 LIl rio rt>g:!lln~n · wlc, po1 Lò il prOJ'I'Iu aiHOre \·oltJ :,;o~:wr"u n1 tt1rir.i l'III'CIIIt i w •i p•·~;ti di lllt·llit:a;. ion,.. •li p•· i"'" hu1111, ,;c ntpr•• zclanw ,.,J i n -tttuc:thi!P, "prez7.nnte •lei Jl••l'Ì··olo, ùi ost'nlJIIO ni ~Ht)Ì s~IHtltc r ui' ~ti ispi ratOrf' ci i ral m11 t• "t>l'l·u itit, a ndu; ..otto jj fHOI'O !L'/\'I•I'l'aTÌO. \' t<liki 1\ r ibnc lt , ) 0 e ;~ lìOVtl!nitre l !l lt;, (rontÌIIIW). cnu,;ur.tlliVI

l l l t o l P\ l \I l Rl fl t'r ' rtlt


..

..

'


GIORNALE- -DI- -MEDICINA MILITARE - -(i- - -- - ~lrelloae ed AmmlalltruleDe: Palauo del Mlablt«o d.ella GIIMft, VIa XX Settembl'8 - Roma

CO~UI7.10NI

DI AIUtONAI\IENTO.

1o n Giornale di medicina militare si pubblica l'ultimo giorno di ciascun m-.. in faacicoli di oinqul.' fogli di stampa. 2" L'abbonamento è annu o e decorre dal 1° gennaio. 30 Il prezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e Colonie. L. ·~, P er l' Estero . • 1ii, 1 in Italia l,"lo Un fascicolo separato costa 1 all'Estero

• •

F. •

•,so

) Il supplemento contenente l'Annuario 1 in Italia • ) del corpo .sunitqrio militare cos ta . l a ll'Estero .-., lo L'abbonamen to n o n d isdetto prima del 1° dicembre s' intend e rinnovato perl'anno successivo. 50 I signori abbono ti m ilitari in effettivitò. di servizio possono pagare l' importo d e ll'abbonamento per mezzo d ci r ispettivi comnndanti di cor p o (anche "rate men sili). 6° P er i sol i ufficia li mc-dici (dell' Esercito e della Marina) ò ammP.aso un a ••})un amento cnntnl:o ti ru al Giomalr di medicimr militar~ ed agli A'tlnuti di medioi·rnx naook e ccloniale a l pruzzo li i L . ILS annue. Por ottenere tale abbonamento gli abbonati d ol Oiomalr. d i mrdi.:ill•t ~t~ilitflre devono fnr perve nire direttamente T.. 6 all'amministrazione d(·~ li A nn11li (presso il 'Ministe ro della ~lario a). 7° Ai librni si fa lo sconto del lO % , m a soltan to per gli abbonamenti delle persone o dogi i en ti non mi litari, che non posRono fruire d e llo. faci litar.ione di c oi a i nu meri 5 e 6.

o-·

•o

~flH.\lE

'o.l

.. 1-:){ J .E Pt;HHI , I(:.~ZIO,I .

l" I Jn vori originali, le n ote, la ri\·i ste - do.tti logro.fo.ti o scri tti a m ano d evono occupa r<' so lo lat.o d~ l fog lio èd e.'!sere acouratnmeo te riveduti dagli antori. Si fn spc<'ia lo racoornnndltt.ione che q u elli scritti · a mi\no siano ben leggibili, por morlo da o,·itnrf' o~ni rluuhio ti' interprotnzi<me. In cnso contrario, la Direzione ei v edrolJlJe costretta a soMp0nrlerne la pubhliMziono. 2° D urunte il periodo d<•lln "uorrA, la correzion e dolio hozze sarà fatta dalla retlaziooc, aozichò dnt;li an to ri, rmr • o n vinr:ola ro i l lavo ro tipogrA.fioo a g l' ;nevitabili r it ardi po>lto.Ji. 30 F10chè pcrdllrerà il co"<~O ACceziollale della <'arts , i lavori d egli a bbonati non dovnlllno oltrepassaro 11' 15 pnp:in9 di stampa. ; que lli dei non abbooati, le 8 pagine. 4" LP spe~o p<:r gli P.stm.tti C' quolle per lo tavole Ji togra.ficho, fotografiche, eoo., che nocn•,rngnnaooro J.· m<'mnrio. ~<ono a caric o dogli aut.,>ri. 6° Cii eslrat~i sono di ù.u6 tipi: - 'l'ipt) A . Con coportina in bianco, senza frontespizio, e colla irnpac:inai.ura c nulllor:~zion,• df)l f ascico lo. - '1\ po l f. Con copertina stnmpatn, frotlf ~'.•pi'l.io. irnpn:!"inatnrn e numc rn.zione Rp<>ciale. A~li autori d·~llo llWIJIQrlo 1\ttranno conces$i JZr•ltnitan,;-otc 60 o~tratti, tipo A . P er coloro • ho ne J~.·...;id.•ras,,.ro un n umero rnaugiorc. il prezzo ò regolato dalla s oguen t.o tar i ffn :

un

<l i ciaH<.;t-•11 foglio eli

1-'rc:..;zo

--

~ ----

-

~

-- ;>. 1 \ll, H • --

T it•O A T ipo 13

... . o

o

. . .

. .

-·

111>:1 LI~ CU I'I •.

l'li' l Ili ~SI R \l l'l

.

.l

~tan'lpa

...

-

~

··-·r

flt!' fll t~l!fllt ll:\ 10

:.o

100

~

. 7,r.o U,!10

ltll'<-

Ili -

ti -

:{Il -

12 -

<•liro· !1~1

Gli estratti minori di un fol:(lio si contano come foglio intero per le ordinazjon i d1 100 t>Rtrntti o mcmo.

p,•r quelli ch<' ""P"ri\IIO un fo~lio, lo frll7.ioni in pi1ì, cho non superano il metto ro;;lio, si contano comn m r>t,\, purchò però l'ordinn:done non si a inferiore a 60 copie. Il~ l manoscritti n"n si .rrstit uiscoHo.

,., J


..

: (l "o /' ..... ..

GIORNALE DI

MEDICINA MILITARE Pubbli cato dall'Ispettorato di Sanità milltare Giornale d i m..,icina mllltero : 18&1-1884 Qlornal o medico del Resio E ..rcno • della Regia Marina : 18110· 180& ' Q lornalo modloo dol Raaio E ..rclto : t81l6-lll0'1

.-\.NNO LXVII -

HH 8

...

L•

... ... .

•• r

'(':l

~:r

l

/

FASCICOLO Ili

31 }lARZO

"DIRETTORE : Prof. EDMONDO TROMBETT A, maggior generale ~EDATTO~I CAPI: frol. ALFREDO BOCCIANTE, tenente co· Dott. ARTURO CASARINI, maggiore melonnello medico. · d.ico. l•

COmiTATO DI REDAZIONE :· Dott. DUILIO BALESTRA, maggiore medico frof. CESARE BARILE, Id. id. Prof• .ALFREDO BEVACQUA, Id. Id. Prof. ROSOLINO CIAURI, Id. id. Don. PLACIDO CONSIGLIO, Id. id. Pro!. FERDINANDO DE NAPOLI, tenente ooloonello Id.

Prof. GIOVANNI GBIXONI, Id id.

Prof. GIOVANNI BATTISTA MARIOTTI· BIANCID, Id. Id.

Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colon• nello medico Dott. GUIDO MENDES, maggiore id. Prof. ANTONIO NIEDDU.SEMIDEI, colonnello Id. Pror. AMEDEO PERNA, tenente· colon- · nello Id. Prof. SERAFINO RICCI, Id. Id. Prof.ALBERTO SANTAMARIA,magglore Id. Dott. GIDSEPPE TERRA·ABRAIU, Id. Id. ,.. .. _.,..,.,., ...... ............... .............,...,

DIRI:.:t.IUNE .El) AMMCNJ::5rrHAL: IUN.E

ROM A -

,:;

Pa1t1zzo del .Uinlst-ero delln Hner•·a ·Via XX. Settembre- H.OMA

~ P;r le lnse;;i~~j'dj-;;~bblicltà rivolgersi cllrnlt amen t ... aii'U fil cio deleg~to a ta:e servlllo - Rome, Istituto Nazionale di Pubblicit à e Jnformazioni. via Poli, 43-47 - Telefono 77-66.


.l

SOMMARIO

l l

r l

.H • : .H O R l • :

et R l U l -' A l , l .

GlaetmO F. Novar• . - ,Breve no IH sol tua!Rm le rtl metlicaziotol• Domenico lo Monaco. - l.'azwne degli wccloeri mila SPcre~IOIIO l.mmchl~ l r

li6

Al•erlo Aggnzettl. -

lA l

L.a trrnpla ti• J male d!·gli a1i:otori. l.a lpnba ro patia .

htnzl un:\m•·nlo l'lururl-!ico doJI'ospCtlalt• •la ca mpo .o;pcroalizzalo n. o;;; durantu •l trhtu•stro luglìo·.o;Ptlfm!Jre 1917, con sprct• lr rl:ruardo a ile lndlc;oziooo i trra{Oeutidtt> nelle ferite cnvilarie

l'l

Francesco GhllarduccJ . - !.A fu nzio no• dr lla t• ambulanta rao Uolo,;:ira 111 aruwta durante lro mesi •li lavoro a l fronte .

~16

Filippo Caccia. -

CASIJ ISTI CA CLlì'\ICA. Allenso Cortlnl. - Circa !(li efTctll morbosi deii'Yprito (oott' cliniche)

OU~;STIOX I O'ATTI!Al.I TÀ. , \'ARJI':TA, .KOTIZIE.

l'ng. tU

TrombeUa. - l sut>mcdior.ri .

Cesare Agtstlnl. -

Gli epileltici in zcma dt ~:uerra

NlWl\OI.OG IO

1òl

Al LETTORI PER Il. LIBRO D'OliO OEL CORPO S.\NJ1'AfliU Mli.ITAIIK

AVVEN'l.'ENZA.

A scanso d'equi roe l, si an er te che, nn dall'Inizio ti ella go erra, ò stata sospesa ogni retl'ibuzioue a gli autori d e~;ll artlcnJi e delle' rhlst.e , che si pub· bllcano in questo giornale. ~.d.

D.


M EMO I~ I E

O RI G IN A LI ...

,· ",.

,,/ ''

.

•,.

~,

Btteve nota sul matettiale di medicazione per il prof. Giacomo F. Novaro. senatore del Regno, dire t tor e della clinica chirurgica della R. Un i versità di Genova

In vista del sempre crescente prez~o del materiale di medicazione ei incombe l'obbligo di stucliare se non vi sia modo d i ridurne l'uso ~ di sostituirvi al tri mezzi egu<~lmente rispondenti allo scopo e meno costosi. Tenendo presenti i risultati degli esperimenti dello Preobraxenski, ehe tutti possono ripeter~, a me non pare diffiçile arrivare ad una. economica riduzione del materiale di medicazione, che attualmente si usa e del quale bene spesso si abusa. Dagli esperimenti del Preobraxenski, r isulta, in modo evidente, che l a qualità indispensabil e per un buon materiale d i medicazione e la idrofi li tà. Imperocchè, 'ammesso che i batteri patogeni agiscano per i veleni che essi prod n cono, primo scopo, a cui deve mirare il chirurgo, è quello di allon tanare dalle ferite questi v~leni . E ciò si ottiene applicando nei r ecessi delle ferite irregolari e profonde, e sulle ferite superfic ia li uu materiale assorbente che porti all'esterno i secreti che si versano nelle ferite e che altrimenti altererebber~ i tessuti sani , ed, assorbiti, intossicherebbero l'organismo intero. E mi pare utile ricordare che l'azione assorbente del materiale idr ofilo, dovuta alla porosità e capillarità del medesimo, viene favorita dalla evaporazione che si fà. alla superficie della medicazione, quando questa non sia coperta da materiale impermeabile, e che questa evaporazione sarà. anche maggiore se la medicazione si mant.Prrà umida, bagnandola ogni tanto con acqua bollita. Dico acqua bollita, ossia sterile, per non portare con essa altri batteri patogeni sulla ferita., sebbene dagli esperimenti del Preobra.xeuski risulti chiaro che, anche mettendo sopra una ferita recente batteri patogeni, pure si ottiene guarigione per primam, quando la ferita inquinata sia coper ta con materiale idrofilo, senza che l'aggiunta di un fogl io di guttaperca impedi-sea che da essa avvenga evaporazione dei secreti aspirati e condotti fino alla superficie esterna. della medicazione. · n -

Gi~rnale di medl~ina milila1·e -

ll':tsc. 111.

l J '·

t.

l

..... , ·(

•••

·~~

•.:· .t


1'74

BREVE NOTA SUL MAT ER IALE DI MEDlCAZ!C.NE

D'alt ronde è noto che nelle ferite da operazioni fatte cou tuttele regole della asepsi, e che guariscono di prima. intenzion~ senza u na goccia. di pus, si trova.no spesso piogeni, quali lo stafilococco aureo e lo streptococco. D i questo fatto ebiJi modo di convincermi diverse volte facendo fare colture coll a parte centrale dei fili d i s u t ura presi 3, 6, 8 giorni dopo c he erano stati applicati. D el resto è evidente che, per quanto si faccia, non è po3sibile rendere completamente steril e la ont11 del ca. m po su cm s1 o pera. Ma si sa del pari che l 'organismo ha più o meno abbondanti m ezz i di protezione contro i ba-tteri patogeui e c he, perchè qu.esti po.;;sano moltiplicarsi, debhono t rovare un terreno propizio. E siccome un t erreno propizio è l oro fornit o dal sangue stravasato, così si con· si.g lia di curare sempre scrupolosamente r emostasi e di me( ter e e lasciare i u sito pPr due o tre giorni un drenaggio crtpillare, là. dove non r iesca possibile arrestare ogni emorragia a nappo. In tali c·asi, quando la feritA. non s ia an f rattuosa e proronda, si ottiene lo ste~so s copo mettendo punti di sutnrn rari, sicchè il saugne pos~a fuorÌùSCll'e fra un p•mt.o e l'altro e venire assorbito dal soprastHtHe materiale ni medi cazione irlrofìlo .

Ho det.to pttrehà la ferita non sia anfrattu osa o prnfonda: ma bisognA. ag~inngA. c he per lo più con suture profonde si possono fare s parire tULte le a ufr~~,ttuos ttà, tutti gli !ìpazi morti dove si potrebbe ra.c•'ngliere s~~,ngne, e rjdurre la profondità delle f.erite in guisa da. rend.>re Rnperfluo ogn i drennggio . Da quA.nto precede si capisce perchè nella mia Prt>lezione • Sulla merli ea~ion e delle fe ri r.e da ar ma da fuoco », pnbblica.ta su questo stesso ginr uale, fas oieolo d i feb brnin nl t.imo, io abbia dPtto c he );t parte Lndamentale ciel metodo Carrtl con,;ista nella scrupolosa pu· liz ia. dt>lle ferite. e che la garza i drofila che si adopera sia po;;sibil· mente srer·iliz7.atn., e eire quando si voglia l't'Stringere le fa tte inci· sioni cnn pnn t i d i sut.ura, è bene che que~ti siano rari. Con;:Pgnentemen te i l materiale di roedica:>.ione veramente i ndispen · sahile è la garza idrofila o altro materiale che ahbia le stesse qualità fisichP. Oousineranrlo che il prezzo della g:trza idrofila dtd ] 914 a l HH8. è seRt.nplil'a.to da 0,08 al m. a 0,47, che qnE~llo del cotone idrofilo da lire 1,53 al Kg. è fl.rrivato a lire 10,50, e qtlello del cotone gre{!;gio da 1,70 td K g . è salito ad 8. e cl,e una benda di garza di 5 X 10, che p r ima. (:o,;tava. 9 cent.esjmi e mezzo, oggi costa 70 cente...imi , io veugo alla con•· l u,;ione che non Sl" lo è ueces;:a.rio fare senza del cotone id!rofilo e del cor.one greggio, rua che è pure mestieri economizzare l'uso


175

BREVE NOTA SUL )lATERIAL E DI ;\lF.DrCAZIONE

<Iella garza idrofila e di cerca\·e eli ri tornare alle bende fat te con tela usata Per rid urre il con sumo d ella. garza idrofila occor re esperimentare se sacchetti di garza lassam ente ri r.-ieni di cenere, già. u ~ati dai Giapponesi durante la. guerra .di Manciuria, di segatura di l egno lavata ed essic~,"tta, di torba ridotta in poi vere e t orre fatta, già speriruenta.ti parecch i anni addietro iu Germania, siano sufficientemente a ssorbenti, e facilmente provvoriibili nel unme ro voluto e con poca spesa. La dove si ritiene nece;;s~tria u na medicazione caldo.umida, si potrebbe esperim entare l'uso di f oglie di fu co mar ino essi cate e avvolte Ì;1 un semplice fo g l io di garz~t, oppure le antic he filacciche di tela nsa~a e d i cordami u sati e sfllacciati, le une e gli altri preven tiva-, mente digrassati per essere res i idrofili. Queste filacciche così preparate potrebbero, sterilizzate, s<'rvire anche per le medicazi on i aseintte invece d t>ìla garza idrofila. PrCibabilmente ques te si pO$SOno aver e nt'lla quantità occorrente con più facilità e con minore spe,;a che i sacchetti di cen er e, torba, segatura di legno, ecc. Quando s i credesse f<'lre uso di cuscinet.ti per imbottire doccia e preservare parti minaeciate da piaghe da decubito, s i potrebbe ricor rere alla pula di riso o dì avena, già usate largamente . dal Barone Larrey, oppure alla erusca. Alcuni per ò, per immnb il izzar~> g li arti frat.tnr~tti, o aventi Jes ioni articolari, u sano le f a:;{·iRtnre amiòate o al ~i l i cato di pota~si o, p er le quali si ri•·hi ede u na imbo t.titnra di coton e ; m>~ i o credo che or mai tntti i chirurghi siano d 'accr•rclo nel rieon<)SCE'te che le migliori fasciatnre imm obilj7.zanti si fanno col gesso, e cbe Df•ll e f11sci ature ~esl<at.e, non solo n on si richiede una ric:ca. irnbott.itura, ma che se in es$esi usa q ue~ta imbnt.ti t ura, la f asei a.tnrano n è più im mobilizzante. Come i giri d i be n d H. gPs:-ata consoli •! a JJclosi non si r f>st ri nf!ono, così ,, , _ basta rivestire la parte con nullo ca lza d i cotone chiamata jPrsry in · fraoce~;e. .!'l

'

'

.

•l l

Nota dei prezzi uRnali d ella gar za o il e i cot one pagat i da ll a 8 (Hittabile Amministr azione fleg li spe(l aH civili di Genova, é che mi furono cortesemente comunieati : Ga.r:!a idrofi la 7j5j7'6 .• . . Cotone idrofi lo Cotone greggio : : ·. . ·. ·. Bende garza. 10/V base 5X l O

l 9U

0.08 al m. 'b l . ')B al Kg. » 1.70 :· » » 0.0~) ~ .. » L

l 9t8

0.•7 a l m. l 0.'60 a l I<g. 8.00 »

..

o. 70 :. »


176 ISTITUTO DI CHIMICA FISIOLOGICADELLA R. UNIVERSlTA' DJ ROIA

..

• l

h'azione degli zueehetti sulla seettezione bttonehiale per il prof. Domenico lo Monaco, direttore L'influenza degli zuccheri sulle :;ecrczion i d<'ll'organismo è un &r· gomeuto che è stato trattato fin dal l tt07 nell'Istituto di Chimica Fisiologic·a della R. Università di R oma da me diretto. In quel· l 'anno e DE'l sncces:;ivo il dott. Sterbini prima e il dott. Piantoni (l) dopo, eseguirono lnngbe serie di ricerchE' n elle capre, e dimostra· rono che gli zucc heri iniettati per Yia ipodermica influenzano la secrezwne lattea, che aumenta con le piecole dosi e diminuisce con le grand i, se11za. contemporanea modi~cazione nei rostitueuti del latte. Questi risultati furono conferma t i nelle doune da un allro al· lie>o del mio Istituto, il dott. U. Sammartino (~), il quale nella Clinica Ostetrica di R oma fece numerose osservazioni. Con esse ri· mase dimostrato che le dosi piccole di l gr. di saccarosio i niettato sotto ente da,auo rilevante aumento della secrPzione lattea anche in d onne che si alimentavano scarsamente, montre dosi alte di 5 gr. giovavano per sollecitare la scomparsa dolla secrezione. L'uso di queste iniezioni è entrato in pratica, e molte madri, cui mai era riuscito allattare, sono rimast.e entusiaste di questa terapia che loro ha permesso di compiere quella desiderata funzione. Dal prof. V. Ka· zari (~) e dal dott. R icci e D'Amato (4) venne confermata. razione nelle mucche, nelle quali si notò un aumento giornaliero nella secrezione lattea di l, 5 a 2 litri. L a dimostrn.ta influenza dogli zuccheri sulla secrezione lattea. lasciava. intravedere che anebe le altre secrezioni con molta. probabilità do\"evauo modificarsi sotto l 'azione degl'idrati di carbonio. Que· sto complesso e fatico,;o studio sperimentale fu compiuto da me nel 191-1 (5), e i risultati ottenuti dimo.,trarono che aucho le altre Sl'· (l) P I .\...,TONI C. . r,.f{ur•·=ll t/r•di ::ucchcri Md/a .<car:ioJte /allea. (Arcll. d i Fnrtn. Sp. e Sr . . lffioi, Rom•\, ·Vol. VII, 1908). (2) S .u utARTINO U., Lr1 .-ccrr:ionc laltrn e 'll'id mti di carb011 io i niel!ati so/lo c11/t (Fn~l ht Gy,tvcoloqicr~. P a via . Vol. VIIL. 1913). (3) V eli L o MoN,\CO D .. L'azio te dr:tl • zwclteri.,ullesccrc:ioni. (A rrh. di Farm. Sp. e Se. Aflìt~i, H nmr., V ol. XVJ l. 191·~). (4) Rt o<:l R. e JJ'AM,\TO A .. L u•mtr••lo de'la .<crrr:ioue lattea ,,cl/c nwcrhe per F/· jclln delle imc;,ìo,.i soltocuta111r d r.tl' rdrnti "' catboui~t. (Artrirnl/llrn Italraltu, Pi~n. 1914/. (5) Lo :0.10 MACO D., L'A: ;tmc dr.'!li :•tccftcri ,,,,{/c ,e;-rc::ioui. (A rch. d, F armac. 81•. e Se .. l/fini, R omll, Vol. XVH, 1014).

l' .,


• L 1AZJONE D EGLI ZUCCUEBI SULLA SEORRZIONE BRONCHIA LE

171

erezion i come la salivare, la gastrica, la pancreatica, l'enterica, la biliare, la renale ecc, si modificano con le iniezioni di zucchero, diminuendo con le grandi dosi e aumentando con le piccole. Tale modo di comportarsi delle secrezi oni per azione degli znccheri, ra ppresenta un fatto del più alto interesse e pone queste sostanze nella:. lista dei r eattivi più sensibili dell'organismo al pari degli alcaloidi, mentre d'altra parte arricchisce la terapia di nuovi mezzi, i quali oltrechè ad eilsere molto e fil caci sono pure innocui e di facile applicazione. Numerose sono le ricerche precedenti sull ' azione degli zuccheri, ma. per ciò che riguard a la loro infl uenz(l. sulle secrezioni poco o nulla. si sapeva., se si eccettua l'uso dell' ingestione di forti quantità di soluzioni di l attosio per ottenerue effetto diuretico. l\[a dopo gli studi miei e dei miei allievi le applicazioni alla clinica di questonuovo me~zo terapeutico si succedono con molta frequenza. Da. me (1) negl i ani mali e dal dott. Cosen tino (2) n ell'uomo fu studiata la secrezione biliare, mentre il prof. Cris pol~i (3) si occupò di quella renale nell'uomo sano e nell'uomo patologico. Contemporaneamen te s'iniziarono le esperien ze per stabilire il meccanismo di azione degli zuccheri, e il dott. Sammartino (4) dimostrò con le circolazioni arbificiàli negli organi staccati, che i vasi sanguigni si d i latano con le piccole dosi e si ristringono con le forti . La reazione che essi presentano è rapida ed energica. Si osservò infat ti che, mentre la d ilatazio11e può arrivare al doppio, il restriugimento riduce la quantità di sangue che fluisce nell'~nità di tempo a. un sesto della qnautit1'1, iniziale o normale che d!r si vo~lia. Con un a l tro lavoro il Samma.rtino (5) escluse che gli zn~cheri avessero influenza sul:a coagulazione de l sangue. R estò quindi dimostrato con grande evidenza l'azione su i vasi sanguigni , la. quale si deve sommare con quella s ull'epitdio glanùnlare che intensi fica l'effetto utile sulle secrezioni . C1ò venne sostenuto da m e sperimentalmente, e dimostrato istologicamen te dal dott. Cuzzi nel tessuto glaudu lare della m ammella nel le cagne .

.~---·..::--::

- :......

'l


178

t! AZION E DF.••LI ZUCCHE RI ~UJ.LA SJ<:CREZIO:-<E B RO:\'OBIALE

A lt ri lavori g ià pubbliuati Tiguardano l'azione degli zuccheri nell e malatti e. Il dott. Cosentino ( l) ne studiò l'effetto ne lle cardiopatie, neì le nefropat.ie e nelle emorragie interne ; mentre il professor Pian t on i (2l n e sPgui l'andamento nell'inauizioue e n e l colera. I rlot-t L iotta (3) e Barba .Morrihy (-1) poi hanno applieato e-sterna· mente la sol.uzitme di sacuarosio da me adopen1ta seru pre per Jnte· z ione sia. u~:l le ferito sett.i ..:he, sia. nelle t~mulTI;lgie tiUperficiali o ca· vitarie del le opert1.zioni chirurgiche. Queste ultime pubblicazioni, che hanno mes::o in eviclenza la ra# pida azi"nE> deter:-;iva ed emo;;tatica uelle ferite e quella astringente :mi va;;i sanguign i di qu€1;;ta sostanza, la:<cÌa.Ya uo spenn·e altre applicazioni dello zucchero nelle malattie d e ve si ha produzione di pus. L a ~<~norreA., il catarro ''e-;cicA.le e le malat tie polmonari sono i pr<Jce,;si cb e h n. n no attirato la nlia atten>'-ÌOlle. Per ora riferisco gl'import-ant i ri.-ml~ati ottenuti, inietta..udo il ~accarosio negl i amm&· lati in cui la senrt>zione uronehiale era \'Opio:::a. Prima. dirò breve· m ente c he questa va di p<~ri pa~so c;ou l'anmerW1t.a circolazione poi· mooarl'. Infatti in tutt i i trattat i Ji J?at< l ogia I\Jec1ica si trova che ltt IDIH'Osa brou c biale nei catarri Muti bn un colorito spiccatament.e r osso, i \asi sono pit>ni e in molti puuti si po;;souo St?gnire ooll'oc· chio . Delle volte si arri'a anehe a llo ,;travaso dt:l sangne, co;;icchÈ! si pns;;ono tmvare ecc himosi sottoepiteliali. Ma oltre al rossore nor· male in questi casi la muco~a bronchiale è tnmt>l'atta e sncculeuta, si osserva allora ,;u di es~a un iluiLio teuaee, fi lante oppure ver do· gnolo, opaco e purnlento. Que;;te condizioni si prest3ntauù più o meno ÙJtPnse in tntte le malattia ddl'!\lhero re><piratorio. Cont ro le condizioni patologiche su riporta te che si munì festano C:on nua quaul;i tà di sintomi, tra i qnRii mai mnucuuo la tosse e l'espet.torato mu co -pnrnlent.o, la terapia intervit>ne con i farmaci di aztonA astringen1e Pd <>~petto rante allo suopo ultimo di rendere secca la mucosa bront;hiale. Però la mas:;imn parte di qne,;te ~ostaoze per non dire tut t e, presPnt.ano t:ontemporaneamente le due azioni com· bìnat.e e, ment r e l' Ìllllueu za sull'espettorazione e evi dente e facil·

··"J

..

1

·l! ' ··1

1

..

~(l) Ct~St·:".'TI:-10 G C.. Q," itlrn'i ,,; crtdu,·•io ne/!r cllrdiol'"'ie e >trlle ncfr(q>alit: ( U•<>•. d · ('[ " · e T er•tr> .. Homu. l!l Ili ). o 0 " l'imr; rli C;ltiJrJ•I;II 11Cilc 1'11101'/'(I,IÌ<'. (,l <t;h. dt F ar11wc • '!•· r 8 · . llji•d, Ho""' · \',,J. XXI, lUI !1). . ' . (!!) PtA"'TO~t G .. li ···ac··a rn'ji'> )il''' tt L i1~ ll~l ~t,lt•tt e l rn. hwc'u'"'t ut•·;li .~:rH i di iua· t>i;io"e e n rl ,.,,,.,a. (.-!te/• •fi F t•n11or: "'''· c ·""· A{/ì ·,·, Rumo, V ol. XX I'V. 1917).

(3) Lr(IT'f'A D . . (;lr : 11 •r•hoJri ttel'e f••ri'"· (.·lr·,·h. •li Fu rm . SJl. l':::;,·, Afli ,;, .Roma. Voi XXI TI . 1917). ' (4) BAHB.\ Mnrnunv 0., A zio•H! cmostrt•i ·a rJ,.,,li zocclrni tlirl!lla mciUP nJ'I'limtisu!lt jrrite. (A n·h. di F m w,·. Sp. e Se . .-ll}i ·li, R nm••· \'nl. XXI\", l !11 ;).

l


1

L AZIO.NE DEGLI ZUCCHERI SULLA SECR EZIONE BHONCEU ALE

,.

179

mente dimostrabile, l'azione essi ccante non è appoggiata da nes;; nna. esperienza. N ei processi bronco-polmonari cronici poi, i far maci che piu st ado perano sono i balsamici, i quali eliminandosi in parte per le vie polmonari, modificano l'escreato, reodendolo più fl uido e pii1 facile all 'espettorazione, cioè ad essere all0ntanato da l posto dove è stato formato e -love costituisce oggetto in gombrante e nocivo, perchè A.rresta. la funzione del bronchiolo c he ri empie. I risnltati ottenuti con le iniezi oni di zucchero sono dt>gni di grantle cons i dF~razione, e d i ff~>riscono da quelli di cu i b revemPnte ho ritèrito rigu11rda.nti la coJn une metlicn.zione bronchiale per la via orale. Lo zuc<:hero i n so-luzione i n iettato sòtto ente n egli ammalati delPalbero respirutorio determina in modo rapido una diminuzione nella quantità df'll' escreato bronchiale, il quale mano mano si 1·iduce ce!lsando spe.I'-~O compl.etam ente.

La riprova che l'essiccamento bronchiale sia d ovuto alla cura

..

..

dello zucchero, si ottenne 1'0:-<penflendo le iniPz ioni, quando ancora il prQcPs~o non era terminato. L'escrcRto allorn. ric om pare d opo nn silenzio di alcu,ni giorni, la sna quantità. g rado, grarlo, nnmE\nta fino _a. raggiungere quella iniziale. I protoco lli el i qne~te ricer c he fatte dietro mio couRiglio, in un ospethtle del fronte, dal sottotenentfl m e dico di eomplemen to dott. Lue herini su soldati malati di broncoj)<)lmonite specifica molto grave ed avam~nta, sono in corso di pubblicazione. · In base poi ai risultati ottenuti che a::;sod'a no l 'ent~rgica azione degli ?.uccheri snila secrezione bronchiale, ho consigl into altre ri· cerche con le quali mi propon ~o d i vedere se la cura continuA.t a P.er lung hissi mo periorlo ed iuiziatn nPi veri sta(li della malat-tia, riesca ~ modificare le condi zioni ILnatom ic he e cliniche del polmone. Dall'os;;ervazione dei casi in cui si è pracicata la cnra, s i può ded~r~e che la seomparsa d e l secreto s i è ottenuta quando all'esam e c!Jn1co il polmone non presenta di latazi oni bronf'hiali forti o ca"~'~r~e po lmonari, mentr e quando esistono qu • ste les ioni, il secreto dlm Jnuisce, ma non eessa. Inutil e aggiu-r gere come la cura da me proposta, in altre malatti e d ell'albero respirAtorio di ind ole nen in · fettiva che mi propongo .di prendere in Psame, debhA. riuscire anco .• ra Plll efficace che i n q uelle specifiche. Occorre ora in terpre tare il meccanismo di azione dello znccher o su Ila ·secre z1one . b r o nc b-10.l e, ma pnma . - n. l.1evo a l c um. e 1 m ette ro. 1n vantaggi che questa medicazi one presenta su quella finora comunemente a d I . . . . operata. n pnmo lu ogo con la nuovi\ curA. s1 e v1t ano 1

a.


180

·

t.'AZIO :"'F: DEGLI ZUCCHERI SULLA SECREZIONE BRONCHIALE

disturbi delle funzioni gastro-en ter iche., mentre essi sono molto frequenti, quando si adoperano i farmaci espettoranti, che producono spesso auorressia, nausea, diarrea ed altri malesseri in sopportabili pe: l'ammalat o. che spesso fini~M col preferire la tosse e quindi il ri tardo de lla guarigione alle soffcrenz~ gastro-in testin ali che gli procurano i medicametJti. Ne viene così di conseguenza tm detel'ioramento della. nutrizione, ment.re viceversa la medicaziou e sottocuta.nea. dello zucchero 11011 lede il normale funzionamento degli organi digestivi, e sviluppa nello st.esso tem po u11a buona quantità di calorie, per<~hè in parte esso vi ene bruciat.o nell'organismo. Le iniezioni di saccarosio non son·o poi affatto dolorose, specie se fa tte int rumuscolari. l\bi il Sarnmartino, notò simile inconveniente, pure avendo praticato tali i uieziou i in moltissi me donne a dosi forti allo scopo di sol!ecit.are la. scomparsa della secrezione latt ea. L'indolorabil ità di t sse ne perm flt te l'uso prolungato, che, come abbiamo visto neg li anim ali , non po1·ta per le quantità adoperate alcun danno all'organismo. Nelle persone denutrite pP.r lungo processo tubercolare, spron•iste quindi di panuicolo adiposo, e con mu· scoli sottili, si può aggiungere alla soluzione quaiC'he centigram mo di cocaina alJo scopo di evitare il dolore ilovuto allo scollamento d ei t essuti deuntri ti . La cnrt~. quindi dello zucchero può pro l~ ngarsi quanto si vuole, mentre vice\'ersa con la sommiuist.razione dei coma"Ci espettoranti, nessun medico pnò vantarsi di a,·ere con essi g uari to un processo polmonare, po~chè iu q uesti casi o per Ul Hl. ra~ione o per un'altra, la pozione vi ene presto sospesa o cambiata per poi essere del tutto abbandonata, prima ehe sia :n-venuta la guarigione. l\Ia. anche nel caso che essa venga presa rPgol11.r mente e ripetuta· mente mai )a l:ìùOmpari'a deJl'e;;pettorat.o preced e ]a guarigione dell'affezione dell'albero respiratorio, anzi ~i nota sempre che l'emissione del secreto bronchiale fra tu~ti i sintomi è quello che più sr prolunga e che finisce per ultimo. Cosicchè la med icazione che viene orR. proposta consistente m una semplice iniezione iu tmrouscola.r e q uotidiR.na di 4 o 5 cc. o in due di 2,5 cc., di soluzione di zucchero, deve riten e-rsi informata R. un nuovo concetto di meccanismo terapeuti co mai finora seguito. E~srt. merita la. dovuta considerazione dei clini ci e d ei medici, percbè, rinscendosi con ess1~ a diminuire o a far scomparire completam ente il secreto bronchial e, il decorso ed i sintomi delle malattie dell'albero respiratorio dovrebbero cambiare di tipo e presentarsi diversissimi 1n confronto a quello che comunemente si osserva. Tenendo presente le anzidette premesse, sarà più facile stabÌlire


L'AZIONE DEGLI ZUCCHERI SU LLA SECR EZJONE BBOl>CHIALE

•

'·

181

come si esplica l'azione dello zucchero sulla secrezione bronchiale. In primo luogo è degno di ricordo il facto che in tutte le fJOz ioni espettoranti ;:i aggiungono sempre forti quantità di sciroppi, i q nali vengono adoperati contro ,la tosse per agevolare l'espet-torazione, attribuendosi loro 'un'azione non beu~ determinata, che suoi chiamarsi emollient.e. Con le nuove esperienze è mol to probabile elle questo effetto utile che si limita alle primissime vie respiratoxie, si dt'bba spiegare 'come dipendente dalr'azione costrittiva vasale, che conseg~entemente fa diminuire la. tumefazione della mucosa.. Quest'azione di contatto è molto leggera e fugace, meutre più energica e più persistent€' ed interessante tutto l'albero respiratorio si prese11 ta quella dovuta alle iniezioni di zucchero. Le esperienze già rammentate del Sammartiuo sni vasi sanguigni e qnelle mie e degli altri miei allievi sulle secrezioni, indi cauo che all'azione sui vasi dell'albero respiratorio si deve accoppiare quella sui vasi lin fatici e sulle ghiandole muci pare, le q~ali,, al pari di tutte le altre glandule, de>ouo essere influenzate dagl'idrati di carbonio. Non è inverosimile che questi esercitano pure un'azione sugli elementi muscolari li sci dei piccoli e dei grandi bronchi. A. questa deduzione si può arrivare rammentando da una parte la rapidtt guarigione ottenuta con le iniezioni di zucchero in due casi di perto:.;se studiati dal dott. La Grotteria nell'ospedale Bambin Gesù di Roma~ e dall'altra che da molti si sostiene che la patogenesi di questa. malattia risieda nello sp!l.Smo dei medesimi elemellti, cioe delle fibre muscolari lisce dei piccoli bronchi . Non si p·uò in base ai pochi casi st udiati stabilire in modo com· pleto la portata clinica di questo nuovo metodo terapentico, ma di ess6 si può fin d'ora prevedere che sarà largamente utilizza to. La graduale diminuzione del secreto bronchiale, e a più forte ragione la scomparsa. d i esso, devono certamente influire sul processo morboso e sulla vitalità e prolifici tà del bacillo tubercolare. Evidentemente .sarà così favorito l'arresto delle d€'0'euerazioni dei tessuti T)Olm o t .onarJ ·e di tutte le altre complicanze che sono causa della forma ~~one delle caverne e della inguaribilità della malattia; mentre altra parte il polmone, non più sottoposto al maggior lavoro per la presenza della • grande ouantità del secreto, verrebbe ricon~otto in uno stato di normale~ tranquillità funzionale. Il meccanlsmo d'azione nella guarigione nel nostro caso non sarebbe eguale : qn~llo del pneumo-torace artificiale di Forlanini, poi ehè con q uest.a ura. ll polmo · tt · 1 · E · · d.lpu.o' pm lat ars1. p h'ne s1 me e m competo nposo. sso non · ' ere e compresso dal gas, sono così annullate tutta le fun-


182

L'AZIONE DEGLI ZUCCHERI SU L LA SECREZIONE BRONCH IALE

zioni re:;pira.torie ed anche la circolazione si ri duce di molto. Cessano iu ques to modo le condizioni Dbcessarie per la ~rod uzion e del sec reto bron c.hiale e per la molteplicità del bacillo, e la lesione tubercol are ha tur.to il tempo di potere cicatrizzarsi . Ne l no-;tro caso i u vec~ il polmone con tinua a dilatarsi e la gua· rig ione avverrebhe per la scompar::;a della secr ezione bron chi ale, che porl,et·ehbe come conseguenz~~ anche la s(·omparsa del bacillo tuber· colare . Per ora mi limi to a concludere che le it1ie~ioni di zucchero diminui:o;cono il secreto bro nc hiale anche nei casi più gravi eli tu~er· col1>~i . Contempor~~>ueamente si

o:>ser>a pure la dim jnu zione de.Jìa tos-:;e e dei sudori n otturn i. Quest:ulLimo fat.to co lma una lacuna d el n o::~tro studio sulle ~Pcrezioni, poicbè non e.ra stl!-to possibile stu· diare lJegli animali di laboratorio l'azione degl' i drati di carbonio

snl su dorA. Dalla diffusione dell'uso delle in iezioni di zucchero nei t u bercoJotici si può prevedere anche un al 1.rò g rande vantaggio profì latticoB n oto i nfatt,i che una dell e principali can:se della contagiosit~ delln. t i:>i è dovuta a lla iuge~t iooe e alla respirazione degli sputi secch i. t.ubercolari pieni di bacil li che s i solle\'t'l.no con il pulviscolo atmosferico. ~fl viene d i conseguenza che, limitaudo la quantità dell'escreato polJUl)nare, il peri col o dolla infezione d ella tisi dovrebbe ùimiuuire. rrutto quello inf<l.tti che rende sterile gli sputi ò dall' i· gieue racc·omandato in t u tti i mod i e iu tutti i seusi; 'e quindi il pericolo Ji cout.a~io;-;ità si ridu rreube ·p ure, se la quantità degli spnti ùimin uisse o se e~si mn.ncassero dd tutto. C'è q n indi di aver fi d ucia che la nuova cnra della Saccm·ifica· zione, c he h a su quella del Forlnnini il \7antaggio d i essere più sem· p l Ì<:e o d i poters i ftt re a m bn latoriamt>u te, e n t.rerà pre;>to nella terapia delle ma lattie dell"albero respiratorio.

.i


183

La terapia del male degli aviatori. La lpobaropatia per il prof. Alberto Aggazzottl, maggiore medico, docente di fisiologia nella R. Universi tà di Torino

La Direzione generale di aeronautica ha istituito a Torino e a Na· poli due uffici psico·fìsiologici di aviazione, che hanno lo scopo principale di fare una cernita accurata e minuziosa fra. i candidati al pilotaggio, per eliminare quelli che, per difetti organici o funzionali, avrebbero presuroibilmeute dato cattiva prova all'at,to pra6co. Come funzionino questi uffici è stato detto nel Giornale di medicina militm·e (l l dal tenente colonnello medico G. Gradenigo e dal maggiore medico A. Herlitzka. Percbè l'a-çiazione possa seguire il suo corso evolutivo e trionfale, tanto lusinghiero per l'Italia, e, forse, decisivo in questa guerra, non basta però migliorare colla selezione Ja macchina umana, nè basta perfezionare gli apparecchi alati, accresC'endo la loro velocità di volo e eli ascensione e la loro stabilità e la loro potenzialità offensiva e difensiva; é indispeu1labile che l 'aviators sia messo in grado di poter resistere ttlle fortissime rarefazioui dell'aria, che si hanno a grandi altezze. La rarefazione dell'aria. è ora una barriera insormontabile all'ardimento dei nostri piloti, anche dei più esperti. . Con macchina di egual perfezione o con piloti di egual maestria, 1n un combattimento aereo la vittoria sarà di quello che potrà portarsi più rapidamente a quota superiore, senza ri:>eut ire i disturbi prodotti dalla rarefazione dell'aria. Spesso nei combatt.imenti aerei a vviene fra gli avversari una gara a sorpassarsi in altezza, per trovarsi in posizione più vantaggiosa. Nei giorni scorsi ho avuto il piacere di conoscere all' ufficio psico-:fisiologico d'aviazione di Torino il caTJita.uo Rntl'o di Calabria, uno dei migliori piloti del nostro esercito, ben noto per i nnmerosissimi combatbÌmenti aerei sostenuti vittoriosamente e per le grandi altezze r aggiunte. Nella interessante descrizione dei suoi voli più arditi, ho potuto constatare c he esiste una analogia perfetta fra i disturbi che egli prova_va in aeroplano, quando raggiungeva le più alte quote, e quelli c:e Sl provano sotto la campana p n eu ma ti ca a fortissime r arefazioni e anche, talora, in montagna sulle più alte vette. (l ) \·e<li / a1cico/o l, 191 8.


184:

LA TERAPIA DEL MALE DEGLI AVIATORI, E CC

Il capitano Ruffo riferisce che a 6000 metri circa di altezza era preso da un senso di pesantezza al capo, di spossatf;zza generale, di sonnolenza con torpore psichico e muscolare, che arrivava al punto di farg li trascurare la precauzione più necessaria per ehi vola in p ros· simi tà del nemico, quella di voltarsi indietro di tanto in tanto, per non essere sorpresi alle spalle dall'aggressore. Solo le brusche cabrate e le scivolate d'ala clell'app!l.recchio, la cui marcia era di venhtta in· certa per la diminuita resistenza dell'aria, e il pensiero del dovere unito a qnello d i trovarsi a 6000 metri, poLevauo di tanto in tanto scuoter! o e ridestarlo; oucorreva uno l:0biaffo morale, come egl i diceva, per vincere talora l'efft:>tto deprimente dell'aria rarefatta. A p· peua passa va a q nota inferiore, tutti i di :)tllrbi scompari vnuo. I disturbi verificati dal capitano Ruffo in aeroplano sono princi· palmente fenomeni di depres:;ioue nervosa. Tale modo tli reagire alla diminuita pressione atmosferica è caratteristic.;o dell'uomo e degli ani · mali superiori, nei quali la parte cerebmle del sistema ne-rvoso è più sviluppata e per prima risente delle anormali condizioni di ambieute. Gli l.l.nimali inferiori portat.i a graudi altezze probabilmente reagirebbMo con fenomeni di eccit.a.monto, con convulsion i, come fa.nuo quando sono sottopos~i al la ra.refa,zione dell'a.ria sotto alla campana

pneumarica; in essi la parte midolln.re del sistema nervoso è proporzionatamente più sviluppa.ta della part~ cerebrale . Sotto alla. ca.mpana pnenmHtica io pro'o i. primi di~turbi di malessere qua n do l t~. pressione discende a BI.O m ili i metri di mercurio, ciò che corrisponde ad una altezza snl livello del ma.re di CìOOO me· tri <"irca. Questi disturbi coHsistono i n stanchezz!'L e so n no lenza, iienso d i pesantezza al capo, talora vero dt•lore più freque11temeute alla regione fron tale e tem pontle della. testa, con sensazione di' oppr"ssione generale; i movimenti diventhno iucerti, la volontà si i ntlehulisce, l'attenzione si fa diffiuile. Gli atti respiratori aumentano in profondità., talora un poco anche in frequenza, il cuore batte più celere e anche pitt forte, senza che la pressione del sangue camhi in modo sensi bile. Appena s i lascia entr are· aria nella campana, ogni disturbo scompare, come quando si scende con l'aeroplano a quota inferiore. Non bisogna riteuere però che la pressione che si ha a GttQO m etri rappresenti il limite netto di r esistenza. per tutti gli organismi: certi aviatori, come certi individu i sotto la cam pana pneumatica., provano <tintomi di malessere a pressioni corrispondenti a quote molto m in ori; la pressione dell'aria. nella quale l 'uomo può rim~~>nere par ecchio tempo senza risentirne danno oscilla fra limiti piu ttosto ampi

\


• Là TERAPIA DEL MALJJ: DEGLI AVIATORI , ECC.

185

corrispondenti ad altezze di 1000 e 7000 metri. Oltre questo limite è probabile che tutti soffrir.o disturbi: ciò si è potuto constatare anche esperimentando con la campana pneumatica. 1 In alta montagna gli stessi disturbi si hanno ad altitudini molto meno forti fra 3000 e 4000, pere h è, ol tre alla rarefazione dell'aria, vi sono altri fattori nocivi, principale fra. tutti la fatica : ma i :;intomi di malessere sono essenzialmente gli stessi: 0ffuscamento deJl!intelligenza. prostrazioue ed indifferenza, male di capo, inappetenza e nausea. Ho avuto parecchie volte occasione di a<·compa.gnare studiosi dell'istituto ~~osso sul monte Rosa dai labo1·atori del Colle d'Olen (3000 metri) ai laboratori della capanna :Margherita sulla punta Gnifet~i (4560 metri l, e parecchi furono presi dal male di montagna lungo il cammino; alcuni arrivati a poche centinaia di metri dalla meta. non volevano più prosegui1·e ed erano disposti a rinunciare a tutti gli studi progettati e che erano ]oro costati molte fatiche preparatorie e molte spese. Ho veduto anche molti dilettanti fotografi trasportare faticosamente il loro apparecchio nel sacco, pieni di zelo e smaniosi di arrivare sul Lisiok a 4000 metri per prendere il panorama meravigliosò del Cervino ~ del Liskam, ma nel momento buono non togl iere nemmeno la macchina dal sacco e diventare indifferenti alle magnificenze della natura . Sono noti poi alcuni eiasi di alpinisti, che colpiti dal m!l.le di montagna si fermarono, non vollero più muoversi e morirono congelati sul posto piuttosto che tentare di ritorua.re indietro. Anche qnesti sono tutti fenomeni di depressione del sistema nervoso ce11trale. P oichè il male degli aviatori e il male d i montagna sono si11onimi della stessa sindrome morbosa, che si ha tipica nelle forti rarefazioni sotto la campana pneumatica, sarebbe più proprio chiamare questa sindrome con un nome unico e proporl!:ei di chiamarla ipobaropatia., che indica sofferenza per la diminuita pressione. Gli aviatori possono soffrire altri di sturbi non determinati dalla rarefazione dell'aria, e quindi uon da considerarsi come sintomi della ipobaropatia. Un. dolore acu'to alle orecchie è frequente durante le discese rapidi: ciò succede anche sotto la campa.na pneumatica, nella ricompressione dell'aria. L'aria contenuta nell'orecchio medio si dilata durante la rarefazione e l'eccesso esce facilmente per il canale che conginnge l'orecchio medio all a faringe. Durante la ricom pressione l'aria uscita. deve rientrare nell'orecchio medio per ristabilirvi l'equil!br.io; ma., pèr la. costituzione anatomica della. parte, il ritorno dellana dalla. faringe all'orecchio medio avviene molto più difficilmente; perciò in certi moxqenti la. membrana. del timpano viene tesa. verso


186

LA TI!:RAPl.A. DEL loi.ALE DEGLI AVIATORI, E CO.

l'interno e provoca colori acuti. Il passaggio dell'aria viene facilitato dai movimenti della mandibola, dall'atto del deglutire, e da quello del sbadigliare. Una delle precauzioni che avevo sempre nelle mie flsperienze colla caro pana pneumatica era quella di preudere m eco un bicchiere d'acqua per sortJeggiarne di tanto in tanto duranle la ri com· pressione, perchè temevo di soffrire secchezza alle fauci e di non avere più sali•a per potere ripetuta.roente deglutire: sen·e anche tenere in boera sostanze vapaci di stimolare la salivazione. · Alcuni cred.?no che nelle forti àscensioni possono avvenire emorragie; for:.>e piccole pèrdite di sangue P"r rottur~ dei vasi più superficiali della mucosa del naso e delle labbra si potranno a vere, perchè la pelle e la mucosa si screpolano pel freddo, per il ~ento e per.l'aria troppo secca, ma forti emorragie non si possono a vere nelle ascensi oni e non si sono mai verificate n elle esperienze colla campane. pneumatica. Solo negli uccelli, quando dopo una forte rarefazione si fa una. rapida ricompressione, si pos:.>uno avere emorragie nle'vanti dell'interno delle ossa cave e pii1 specialmente nelle ossa della. testa. Il meccanismo della loro forma.zi :>ne è interessante e può illum in arei sul meceanismo di lesioni grovi dell'orecchio medio, cbe si osservano talora dopo tro ppo rapide discese dall'alto e negli individui affe~ti da lesioni della faringe e dell'orecchio. L e ossa cave degli uccelli comunicano coll'esterno, alcune per 1pezzo dei sacchi aeriferi e clei canali bronchiali, alcune, come quelle ùel capo, per mezzo dell'orecchio medio e della tromba di Eustaubio: Durante la raretazione l'aria contenuta nelle C>ssa. cave si dilata e in parte esce all'esterno, duraute la ricompressione uua e.gua.lfl qnantità di aria deve rientrare nelle ossa, ma ciò avvi ene sempre lentamente: perciò, se l'aumento della pressione è ra pido, il corpo dell'animale si troverà ad una. pre:;sioue mag-giore di quella alla quale si trova la mucosa che tappeLlza le tra beeole delle ossa cave del capo. Quivi accorrerà, cowe ne!Ja pelle sotto alla ven_t osa, una maggior quantità. di sangue e si potranno avere anche emorrA.gi e, se l'el ast.ici tà dei vasi verrà sorpassata.. . 51 Negli uomini affetti da lesioni de[ ri uo-fa.ringe, nei qua l i non potrà rapidamente stabilire l'equilibrio fra l'orflcchio medie. e l'est.eruo, oltre i dolori forti:o:simi al tim pano, si avranno nelForet;~hio medio, come nel le ossa cave df'gli uccelli, forti disturbi cin:ohttori, e talora anche la rottura della membrana. Le scimmie non sanno ,che bisogna dPglutire e sbadigliare per facilitare l'eutrata d ell'aria neJI'oreccllio medio 1 e c;e vengono sotto· poste a rarefazione, poi a rapide ricoropressioni, soffrono dolori for· tissimi all'orecchio. R1cordo di una scimmia macacco, che, mentre


• LA 'l'E!Ul?IA DEL MALTi: DEGI ,I AVIATORI. ECO la presswne R.umentava, dava di cozzo con tanto impeto contro alla pa~ete della campana pneuma tica da rompersi ti capo. Un ora11g-utan si metteva invece un dito nell'orecchio esterno e lo agitava v igorosamente. · S tabilito che cosa si de,·e intendere per i pobaropatia, vediam o dì precisa.rne la causa PZ iologiea . Da numerosi ed interessanti stud i di "Mosso è risultato che la causa del male è una alternzioue dei gas del ~angue, e pi ù specialmente un i m po vE~ri mento di ossigeno (an os· siemia) e un i mpoverimento di anidride carboniea (acapnia): il primo è determ inato d"" una diminuz ione in peso dell'ossigeno del l'aria ra~ n•fatta. res pirata, il secondo da una maggior e liminazione dal sangue di acido carbonico. La diminu ita pressione barometrica alla super· ficie d~! no>;tro corpo non avr~>hbe n essuua azione palese nef determinare lo stato di malessere. Una prova eviden te che l'an ossiemia. e l'atapn ia siano le cause più im port anti, fur::e le nniube, del l a ipoba.ropatia, è cbe qnE>sta non si è verificata più, anche nelle rnag~iori depressioni, se somministril'lmo all'organismo ossigeno e acido carbonico, in m odo di manLenerne pressochè uot·male il contennto del sangne. Non basta prem unirsi di solo o~~igeuo, come alcuni ancora ogg i Credon o, per fare grandi ascensiott i i11 pallone o in aeroplano. So gli aviatori potessero vohore in una atrn o~ft>ra di puro ossigt>no, si vedrebbe chE> ultre nna cert.a quntn DCID poLrebbero andtHe. È noto come nel 1873 Sivel, Croce :-:pinelli, e Til'~and ier, sebbene fo:::sf'rO muni t i di o,;>;igeuo al 60 p 100, n on poterl'DO olt rcpas:<are col loro pallone g li 8000 m etri , e ciò nonostonte in que"ta a:'Cf'IU•ione perirono i dHe primi. Cc me già ho dt>tto, ,]A. UH1.ncanza d i OSilÌgeno n on è che un fattore deter mioa,tne i d isturbi dell'aria rar efatt.a.: l>isogna tenPr presente ant:he- l' acapnia . P er convmcere gli avit~r.ori cha 11e:-sHn pPri··olo e:<si inçontr~ranno spingendo i loro apparecchi a. fJUOte alti::simE>, non A.ucora rnggiu nte, pu_ruhè pos,s!uw respi rare l a m~>s<:olanza gnzoMI. t•he proporrò, credo llttle, anche per in uitarl i a tent!lre :-.t>mpre tl UO \·e e più ardite impres_f\, ricorrlare alc:nne e,.perieuze dimo~m:dive com piut o pareecbi annt fn nell ' istituto di fìsi nlt·gi a rli Tori11o. 'J\di espl:'rit->llZP VPnnero fat te con unR g rAnde campa11a plH'UrnAtic·a, nrlla q ualEl. un U \JIDO poteva stare comcdamPnte in pifdi e dalla quale ]'aria veniYa aspirata con una d . . . oppta pompa rotatt va I n una pri ma esperieuza mi Pro pr<•posto di rare-fare progre:osivamente 1' anr. · d alla campana smo · t . a prov< •care su m e stf'sso 1· s1· n· omt di malessere cara. tten· sticl · · d e11'.1pc• baroiJatJe, · po1· d 1" resptrare · uua.


188

LA TERAPIA D EL MAL~ DEGLI .AVIAT ORI, ECC.

miscela di ossigeno e anidride carbonica per vedere se il malessere cessava e se la pressione poteva im punemente diminuire ancora. In 40 minuti la pn~ssi o n e erA. discem da 74.0 millimetri a 360, come si ha quando si passa da 400 a 600 metri ci rca di altezza; ·a questa pressione incomincu1 a ~entirm i stanco, spossato, facevo fatica a. sorvegl iare il maneggio dei rubinetti che r egolavano l'eutrata e la. uscita dell' ari a duJla campana, avevo i l capo pesaute e dolen te. Le mani erano fredde e coperte di sudore, mentre a.l1a faccia provavo u n senso eli gran de calore. IL numero e l a profondità degl i atti respiratori &l minuto e la quantità di aria respi ra.ta. erano rimasti pres· ~apoc o uormali sino alla. presHione d i 440 milhm etri : dopo eran o gra· datamente cresciuti e al1a pre~sione d i 360 mi llim etri la respirazione era molto i nten8a. Incominciai allora a respirare una mi scela di aria, ossigeno e anidride carbonica, che conteneva 67 p. 100 di ossigeno e 12,7 p. 100 d i a11idride carbonica. Ne provai subito benessere ge· uerale e in pochi minnti r itormii nellA condi:r.ioni norma li: solo ~a re· spirazione rimase molto frE'C)Uente per la quantità piuttosto forte di anidride carbonica. P otei allora fare proseguire l'esperi enza e fare an meutare la rarefazione, continuando però a respirare la. miscela. Iu 20 minuti la colon11 a del barometro passò da 340 a 140 milli· metri: guest'uì'tima pressione eq uival e ad un'altezza di 13,491 metri . ' J.a forte r arPfazi one non mi arrecava nessun disturbo, la mente era lucida, le fo rze erano normal1, non avevo palpitazione d i cuore: solo le labbra tremavano lievemente nell'ispirazione, i) respiro era di poco più frequente del normale: facevo 22 atti re~pi ratori al minuto, in• trod ucendo complessivamente 11 litri di gas. Avrei voluto continuare l' esperi enza, ma l'inserviente attraverso il vetro della campana mi aveva fatto segno che la mescolanza gazosa stava per finire e in 18 minuti ritornai allo pressione normale, uscii dalla campana senza r ù;ontirmi monomnmonte d ella fort.c ro.refuzione alla quale ero stato. J n una. seconda esperieuza raggiunsi una rarefazione ancora più for te. La miscela gazosa, che avevo preparat o, conteneva 67,8 p. 100 di ossigeno e 1B.4 p . 100_ di anidride carbonica. A lle 14/)5 av~vo cominciat o la rarefazione, alle 15,22 la pressione si era abbassata da 742 millimetri a 442; senzfl. aspet~are che comparissero i siutomi di malessere, come avevo fatto n ella precedente esperienza, incomincio a respirare la miscel a ga.zosa, percbè volevo vedere se oltre un azione curat iva essa aveva anche un'azione preventiva: alle 16,41 la pres· sione era 342 milli metri, alle 16,5-1, 242 millimetri, alle 17,8, 162 millimetri, alle 17,14, 142 millimetri, alle 17,18, 122 millimetri. Questa pressione corrisplmde ad una altezza d i 14,589 metri. Anche

,.,

..


1, \ T E RAl'lA

lJ~: L

)lALE DE<:LJ A VIATOIH. ECO.

189

-q uesta vol ta l'e:; p13rieuzn dnvettE' e:<:>€'rP i tH~> rrotta, percuè la ri~t-rva ga.zo>:a stava per fì11ire: ma io sr.a\"tl ben issimo: r is ulta infatti cJal diario dell' es pP rieu~a. rh.e la mente er a luci da, la vista nor male, i movimenti sieur i, non tremito alle lal•bra, nestiuÙa senf>aZÌ•)lle di calore ;t[ viso. Dopo es;-;er? rimasto 7 mi uut i alla rarefazioue di 122 millimetri, i n 22 m i~tuti r it.ornai a lla p ressione normale. Una rarefazioue cosi forte non t'l'a mai stata raggiuuta dA. akmwi uè in pallone, n è colla ca.m pana p n eu mR.tica: essa si mo~t rò pel:t'ettamell te innocua m er e è la me;-;<·olanza gas esa che a v e v o respi rn t o. Per d i mostr.~re quanto debole e m l'azion e fisica de l hL f'ort j!';simn r·arefazione ba.,ti dire eire la pr<'s-'inue del saHgne nt:ìlè arterie tle l hraccio alla pre::;sioue di h l2 lllill i merri vst:ill..va fr<t lid: e 160 mi llimetri di mercuri o e <\Ila pre:<;oiou,• di i4~ millimetri prima della esperienza, o:;cilla va fra 1J 7 t' 15!i m i llinh'tri. La differ enza era quindi piccola. Una h•ggera àintinuziorl~ ·della J•re:::'lÌl)lle del :;aH~ne l'ho os~eJTata subit.o dopo l'E>,.;pcriPHzrL. 11 pol-<u, l'be ...empre av(·eJ,•ra i su vi batti ti pt>r effetto d PIl 'aria mrefana . a:\"eYa raggi un t o i n q ne" ta ul~ima esperienza una frNJUPT\Za t'Ahbrile : l l G pni:·M:t.ioni al mitJnt.o. ~'a]P aecfller;unent,o ci rappr~-<PIItn. for;-;f' nn riflesso di diti•sa <h•! uo:;tro orgaui-.mo. elle per snpplire tdla rlnfìt·Pnl e o":::igenazinllt> del sangne l"·l pohnonP fa cin:olare il :-:;wgnt' pii1 rapidamente, ntilizr.alltk• in tal modo nntl. 'luantità 1tr;~g0;i<~rP di M ... igeuo. La fr«>fJUenza re;;pira\Otia, t:he taut.o t'11cillnPttW ri-4omt~-' <tt>lle mutatf' eo11di;r,ioni <li a1n· hien te. era. al massimo •li rarefilziunf> 17 al mi11uto, {'(nne prima olell'P.sperienza. Colla. som1ui nistrazÌOlte di'Jla me~cola.nza. eli ossigello El anidrirle Cd.rbnn ica. ho t.flnulo parec<;h!o t<'r,;vo un oraug-ntau ,.;otw uua, eampa.11a p ne n ma~ica a, l ~() m i Il imcLri d i 1•rP:<sinne, e• 1n i \'H I~"' me a 14,7ou lll~tri e nua seimmia. mal·ncco a ~oli 0;) mi!lim~·rri di pre>~sÙ•Ile, pa1·i a. lli,f)()() metri, senza <· h·~ si ma11 i fe;;b:":-•·ro •listnr!Ji . U11 fn.ttf• impor t R.ure, verifief\to in molw C''>perienz~, e che gli aviatori rl(H"'Tebht•ro tenf'r )'l'f',.,(· llte. i> t'h~". allnr. 11J;In•ln incorninc·iano i di·stnrbi per la rart>faziuu.:, 1oa,;~:t tlU'O tnt l;n~f,rn nnl,;(•nlare 'llHll:<iasi ~~er tli;;si~•arl i . :-.iot t o al ht t'l;llltfl<lna Ult lavoro mn~·wolare modl-\rat.o. come tl. ~o_lle,·,,re nn p('-<0 d i poehi . chili, p<·rmf>t l •· di mg~Ìllll;!~'l'f' rar€'fa.ztoru UlltL:·~ i nri . Co l l11\·or0 mu:,;l.'olare :;i OLIPn~ouo d n•' :<t't"IJ'L: ntl'.l 111 i· ~l i•.•rare l'o~>ngen a:-~ionc del ,.augue, perclt~ la rf>;o;pi ra;.:iollc divbnta più att.tva, e tl JHt ma~gi or p rod uzione el i an iJri<le l'arh!JOÌC<t 11ei mu:>t"ol i, che la ' er::;ano nel l:';>ngne. Un lan•ro mus<·ol~tre, qnale può e;-;!'ere permesso fare da uu av ial0re d uraute il '"'Olo t• n0 naturalmente a·'·ire solo ,. ' I" ~ tcmtro 11 01<tlessere (] nando è l i e Ye t• P~" l' l•rPve t.em po. È ne('eS"R-rio perciò pron ·edcre tutti g li a~pnrecc h i dte rleh1~auo i nue.lzarsi a quot e 1

~ - f.iot'>l ttl~ eU mPd iclna mil :ta•··· - l":osr 111


190 molto alte della roe:<colauza gH.soo;a., clu• abbiamo \' e1!ut o ag irA o:os1 he11e 11elle espeTienze ~otLo alla ea.mpaua pllellmatiea. TJa direzione g~"nerrtl!- tl ' areonautica, !"empre vigde i n tut.to quello r he pnò f~vorire lo sviluppo d··ll'a\Ìf>zione, ha gli• m t.raveduta questa nece:;,;it1 e h·a dato incarico all'nl:Ii!·to po::ico - fì~iulogico d'aviazione di !"tndi~rE\ l'argoment.o. L<~ quantitil. d'aria che passa per i polmoni di nn uomo t~d ul to io m~ditt e iu cifra ton\la. è di 500 centimt-tri I"UlJi per ogni af;to rflspiratorio, qnindi nella fmrptenza media di H> ntti rflspiratori a l minuto la venti la?.ione polmonare raggiuoge 8 litri . Xell'aria raref1ttta, auclw se anmeu la la profondùà dellf' escnrsiou i respiratorie e ht loro frequenza, la qmmt.itìl di aria cht~ ;;:i rP;:;pira, r itlotta alla preRsinue di l atlllO· l!fera., è l<empre infc•riore alle. mE'dÌ;t di 8 litri al miunto. Nell'esreril:'m~a citat.a . per el<empio. alla pre:ssioue eli 14.0 millimet.ri r espimvo 11 cifra. toudtt l :-l litri •li ~ria al tninut.o, ciò rbe enrriHpondA a. 2,6 l itri di aria resrirati in riva al mn.re . l'erciò nou sarrbbe llet•.essariu (.msportal'P 111 amoplauo una quan tità d'inia ugmde a. quf'lla. che ->i re.;pirerobla:. a tf'rra : cn.Jvola!ldo f;Lè nn aviat.ore debba ri mauE're a •Jll!•l" al• i.;;;im~ n n'ora, f'redo :-;arel•bE' :-:uiYi•:iPut.~> mqui.rlo Ji 3011 litri di misu.•la . Uiac·•·hè J,j,.,,,gtnl tener prti',..eutf:' •:h•l non ~ani JH'(Jf:'s,:;ariù llllbligl\rt' I';Loçollltiii'E' u rPspinne e,;r·ln.,;i vn.m"lct~· J"aria 11t•JJa lllÌSC~eJa, llHl lol(.;t,t-rit che• r>g]j <11-!gÌungll. ClllJV€'· uiE'ntf·Jl1 e u1.c• all'aria. atnuieut.e nua Ct~I'Ltl fllHllltttù di miv·ul&., in modo

dR purt•H'C la- teusiot ce parziale d,,(J'nssigeno ~Ì\:ÌliO ,, :-;;) ntilltmer.ri .. •1nf'llu dPII'allidride car l.••.• nicn vieino fl. ~·o millint..tri. P er.uiò ~.:on\'t•rr~ 1'1'1'}1111'<11'<~ UtHt mescohtllz~t multo • ·nu t.:~>lJLr, l la d"1 dne ga~: E'::;~;t Vl:'rni. f.1lltL c •~ ll o,;sigeno pnm: al (jllale si a .~g-inn gPrà tl 10-211 p. liJO di ani ùritlt> 1'1trbonica. Tale mescolamm ve rrà t.etcll\,ll eompr•"•~;t in eilindri rli ltCeÌ:t.to. in mvJo di ri1lurre il volumi' a pochi lit.ri . Unn nu si,;teullld i tnl1i e di VttlvoJe fctCÌIIUt>llt~ U111.lll','!giahiJi claJI'a.,·iatc)l'e, e Ulc~glt•1 <t.ggiiì ~l!.!.P lldO\'Ì un ri.Ju t tOJ'P di prc·:<siollf~. "i p•>t.rà ltl momento opp\1!'t nuo, li<Jll appt->lla si iucomiu(;Ìano a sent,irP i primi :<intomi di male,;sere. •iirigerE> nn gP.1t0 del gas d~n·anti .dia ho ~·eu e al na,;o dell 'aviat, or~> .

Sa rù nect~-:sario co:<trnire. n n ti }JO d i m<~.s..:hf'ra fn.nilmentr> a p pl i ca~ hile, pcwo ingombrant.e, e cht> non osla.coli la re:;pirazione, da tt>nert> dava.nli al viso, in modo da utJi iz;,are bene l'aril\ della miscela, e da iHtpedire che la rlispE~rù a. il vcuto, fort-i,;~imo per la granda velocita. () ualorn si ~olesse esel usi vamente respirare la miscela gasosa già convenientemente prepa1·ata pri ma della partenza, bisognl'rPbbe in torcala re fra il cilindro dC'! ga:> compresso e la maschera un sacco elast ico

1


Hlf

I.A Th:RAl'I A Tifo' l. M l 1.1•: ltl·:t;l.[ A \' IA 'f0 1l l 1 F.('C .

di caontL:houc orli nJ~m1•raiH1 anian:dt!. ciii' I'P~t<\Ssl"sempr~> pÌPIIO 11t>l ~a;; rlPJla. mi~cPia . La lliH::wlrPra pui duYrt:'bhfl 1-lCIPrire ;J tl"lllll:t pPrfE'ttR al vi>o" d•l\"l'el•bP e ss.-re lllnllltR !lllc.:llt> 1li n11 s1stPma di ;-:dn1le p~r dan•

alli). CtH'I't>DLE' rh• I Ltl'l!l 1'1'-'Jliral:-t Jll(;l llÌrH7.ÌOHe t•():,(,;rlHe . A 1111:' ,;eulbra •tllesto -.;ecoudo nwtudu wulto me11o pt·atico. si,~ pPrehè impli•·a lllt ,j . stennl- di appal'i>t·l·hi piit t'I'WJilicati <> Ì!l~lllllltmnr.i, :;i<l p<>rchè d.itHti\meute :-.i !NI rE·hl•e ••ttPIIt>l'f' l'è:i-dP,..iolle l"~rf~>t t.a della masel~t·rn. al Vl801 'lict (ll'l'ch~ ('a\'ÌfltUI'(1 llOll jll,{ reltlto llH>rfÌfit·art\

' t

•

'

Ja. l'ùUt'€'11[1'8ZÌOilP.

J

d~II'·J~~igeu(l f' dPII'a11idrirle 1·arbouit'fl. t:hfl n'spira : eii• chE- Ìll\'C·ce rie-

~

•

scirli. f<l.•·ile c1ol mt-lu•lu .lt->11~ mi:-t·t:ln t:•)llf'Plltrata.

r ~

,l t ~ - .. ~.

Funzionamento chirurgico dell'ospedale da campo specializzato n. 057: durante il trimestre luglio-settembre 1917. con speciale r iguardo alle indicazioni terapeutiche nelle ferite cavital'ie. Jl~'l' il

prof. Filippo Caccia. 1 t•1wnf P I'OIOlllll'llo mt>d ic·o. lihrrv

·lllltlcollcl:lti tutti ai IIIÌ:!IÌ<II'Ì ,, 111 Ìlllt'!lfi di c·ollc•!.!i.dil:'t ,. Jll'ÌIII·Ìp.tllllt•ttl·t', ·~1 _ :~Ila _lill,dil:'• olohit'l Il\ :c di pwdurn· il 111.c •~·!.!l"l'l' possihilc• rc·rlllllrlf'llto ·.1 \ :t Ili a!!~ 'Ili 1l t'l' lt' •l'lll. ' ' Ili ' jlll'lltt ,IC'I'tll't J Il, ] ' :1111 ) /Il f :111/.U t • ] IIJ'Ili',!!IC:;t. . ,• lli llt·••lr•(t >lu·nw.,..,, . . l . . l l . l' . . l . . . . 1 l' · • ,.,, \11.tt'l a c c ttiiUII:r 1 , ... 1:1'1 .:! letl'lll • ISJl:ll'l. 1 1'<1\ 1f:tl'l c·r:lltll'l H 0 ~1rdnlt• n.-,-;- i c·;" i1:1ri rnr:tc·ic ·i. :trl i1·nl:u·i, "nc·i •..:-ioJ'IlÌ p:11·i. i c·r.lllit·i ( I l . 11 '] ,;_\!l'III.Ìnl:t!IJ•·III•· lll'll:t riiir:1ln II\·JI'utloiJI'I' ILI'. lw pc•rcllll~! quasi t.uttn l~ ]tl't•zu,.,, l - l . . .. . Il l • : • 1 ll;ll(•J'1:1 l' :'l "lt'llllll('l! t't!ll f:llll<i l'Ili'<!- C' 1-i:IC'I'llll'l l'di't'li t1 l :t 1111' (' 11111 1 a' ' Ili l i111i c·~tll:rhor:d.o•ri. 1';\!.!lUtlt· pc·r la qu:clt• ""Jl•lll;..!l• l.t n•hu:ionc· di 11 n ~oln l 1'111\t"<IJ·,.

1

.

.

•

'

.

. .

.

clc· l ):~ Jll'l''\l'lllt· ]!lllJhlll':ll.lllllt' t · dt n·IHlt•J'(' IlO( l l ''l:..ft·WI J1 eu l'' l ·r d1}llt·f·l]•llo 1lt 1 · Il ' · · l · · 1· 'l · ·

\'f·n· .: '

.

:1

l llt • l' ]JÌII ,, \ :ll'l:tlc• C' ~l'H\ l l'SII Hl l l l gllt'tTa,, :qtjwll;t l Jc•i'llt! 1!1'1' , pur•·c·~·l1i pl'Ìllla. :~l l l'i -· ore ]_)l'l' r;.t:pnm t t\l,r;;P <· wn nntl'.

(\tlf·;';' lll'l l 0 '1••_-d;dr•, ili .: .!t'Jlt•n• Ili' Ile· ]JI'Ìlllc lO - l:.: Il liOjlt) lt• ''1 . . (' l -

(.

f '

• J; •: f •.

•

j· '

. IJ:c] l"ll l<l,Zg'ÌI) 1!1 1 j ('n "]H'd:Ik d:c l':llllpll Cl."1ì fil t]('~fÌII;I.fn :l lll.IIZiOIJ,Il'C' ~ r.Oih: :l\';1117-ata (t_lot li ayli X l'hi_fnm~·tri dolio li!ICrl un!lil'(() t·on maw;imli 01\IJCd:dc· R)H't·lal!.l.z:•fn l'l'l' c·:t\ rhU'I IH'l lllc·<l••;:mw lahi>ru·ato U\·t·ur:•lo anr·hc· tlall';cmhnb nza c·lJirllt'l!ic·a \-.

.

!

~ '

•

.

~

;

d!WPllfl' ili ll'<\lllllatO!Hg'l:l

~'tll)ll 1

p.

1 ) (',,[ .. , J',,,.c· · · · V e , l.. )Jt'r r•u~ratwn· lultl· ·1 f'otnpun n t'1 l ' •lrn l •U l unr.~\ c· l JltUr.!l c· ,., 1l1.Ciu l t th;tll(~ .l .t""I•JU•· l ' . l l . C tPn)c . L l. lr<•tt .•rt· pruf. (j;,.!(, C.aluiJr•t•:-l• p< l tru. l'l'O<'~ n•itu• nt.c1 c.h ('tl, l"f.! ll •lt.a "'1\lll·r''"' •• tu iu LutL le- •C<•IIftÌotu " \ 'riti Ili; ·io tl<'lf',.t<pC'rl lo: t) 7 • p u· t t· ~~~1 11 r 10 rurn"'o , l ~" t'tt.: · .. rch <.. r .ul iu ... t"Uft!Cht· rupiu,,lll••Jll l' ,. tl lilfl""\tntlln\•tth' t'St'l!ll ti• l.'l l.) l diRtirtt ,atl{· Tl••c· . <'" JII I>IIto ( '":!•'Il a.

.'

.i

l

l \ •

.


l 'o ,_l l'ac·t•t•do. 1\tlll ,i ha Iii ]!l't'l,.,;, di t•l\lltl!'i:l t't• prì twi pii tlllo\' Ì c• di pnr· t:ll'l' :1 l'llllllli('I'IIZ:l fili• todi lill01'<1 i!.;tltll'<tl i. 111:1 ~p];tllll•ltlt• o]j I'Ìfl't'il'l' ~(l(>r:\ <:ofll·t·IIÌ •· Jll'lll't•diltll'li(Ì I']H· sono l'tulln oli llll:c lltll~a t• dilig-l'lllc·espc·rirn7.a1 in•·OIIIÌ!It·iata lic·ll:t :,!U•·tT:t il:dn tun·a l' pt·nst·!!'llita t11'11':tll11:d1· •·:ttllpa~ua )11'1' :{~ Ili l'l'i i11 o :--pt•d:tli da t·anqw •·nst :1111 l'llll'lllc• in al i a. f•·rit i :.!l'avi. I lo l'l'l'dillo tln\'t•I'P:o-~t ptPlltl't (t't'l' t·iil nPII:t ln:-.ÌII!.!<t di pnl t'l' P~>sl•rl' nliiP a qttt•ll:lc·:tfPg-oria 11! t·oll• ·!!lti l'lle.]•t•t· la :,!l':ctldP :tllllli'IIZil di l'•·riti. <·<"tn·1ti a l'art· i <'ltirnt'.!!Ì in c·nttdi zioni dillt<·ili. 111111 ahl>t:illll a\ uto alll'tot·a •·altlp~t flullicielltP ]11'1' oriz:wnl:m,i llt· l /1/fln 11111!f1111111 dc·llt· l•·nt•· di :,!lll'l'l'a . . \ talt• no p o ,] l '"('I'Ì \'t'l'Il cL t p fli'Ì 111:1 :-Ili'(. i'" a 1111'111 (' l) l'l.,': Ili i l )\:C :r. i O Ili' (],·Il' l h l H•tlal·· d:~ llit' fii n •( \Il l' 1 ilt•I'ÌI'h 1Hll Ì ]'I'IH'I 'dÌIIII' III Ì l' le- l'li]'(• I'.O:c·g-nitc· l' j l'i~Hit:ltÌ (l( ll'liiii.Ì. ::-:arù ]Wl' lltt' nll':ttllloilit l'l•dcll.<l:l7iont· an·r !!IO\':iln in 'Jll:ll•·ltt· llil11lu al v:t,..1o "c·lllt1JIIit•:trn pt·oltlt•11i:1 di'Ila •·une dt•i t't·r·i1 i di ;.:ltc·rra . c·lt1· 1:11110 a(· J'allll:l il ('lllll't' l' J:t 1111•1111' dr ll!!llÌ ]'l'llit•,,ÌIIIIÌ:;I;t I'II"I'ÌI'IlZtll"ll.

fl,.,,

r

l•' i '\ZIP '\\\Il '\l'Il.

1(,.,,

l,'t~spt•d,dt· ha c·:ot·a t lc·tc• •·hirni'!.!ÌI ·n, Jl"ic·lti· i· ÌJI:t(o 1"'1" il ric·m •·rtl rJ,·i Jt•rit i g:m\ i !!Ì<t illtlwal i·. t·;· ,jllta(n ttl'll:t \ illa F. a t:. t·i;il t:lla allo ~•·upo c·nn i I'C'IlÌI'il l' l1t'IIZÌ;t, clt•(!lll' di l'tll'(tlliÌII d:cll'ill!!'. l·'ant lll'l'i l "tlliH•I'lll. (c•Jli.•Uil' di'l !!t·nto. lli spniH' di I.-lo pn~l i lt·tlcr. d t t'IIÌ la lll:t~sÌJII:t p :trl<· ili I•·ITO rnu n·t1· lllt·l.tllwa. 1• 10 iu l•·;.:11n. andw '1111'"11 t·oll n·t1· 11\l'l:illll·:t: """"lutti forni! t di tn:dl'l'a~,.;i di l:cnH. \i sou n 1nnl1n· :,n ltr:rntlc· 1'1111 lll:tlt·l·a,:-i t·~:, )pj(iiiÌ ~:ll'Z01(11 ('IJ1· M'l\01111. 111 <·:t:>ll eli l•i..:II;_!IHt, :1 Jllil'l!il'l' :ti llt;l,-<illlfl (•flli· 8t•Jll ìl11 l't•llkio·nz:l d!·llo'l"'d:rlc. Oltre· il lllllll't·i:ll•· dì dnl:c/.iPIII' "'''"l'l'liti! d:r )1111 l..rti. r"'l"''l.tlc· ~i c :'111'11'1'111111 dt 1111 :qop:ti'<'('I'IIJII l':ldill'.!l':tllc'll Fl'll'<'l'll. 1111"'"" Ìll :tZilllll' 1'11111'01'· r••ttll' ,..(m,tl:dr• c l"l'llil4o di 1111 l:l\11l11 lnwn,;t'll]lli'P c·Pslrlliln dal l:tll'~ll:cltll· tkll O:'JII'cl.dl·, di lllt':HIIIH'i:nc· l'di 1111 ;,t.dtllll'\111 pc·r :cn:dt-i t·hilllll':t 1'1111· f•.I'Oi-I'IIJIII':I l'Oli /.l'i,," tli lli'IIJIIII'I:t pl'l\':t\:1. lttlllt t'l• ,..i i• :tl• 111:illlll IIIÌ .:.:Jiol';t\~ l<l ..drlllttc•lt(:ll'lll c·ltir11ndt·o :<1 n·l l.tllll'illt• llldi'l"'"":tl;fft. l'l'l' ili t t•n 1·1111 (';1\ il ;lf·i. Jl(tl(:do• t' l'll"lilllifo d:r 1111 \;do(!lÌ!•:tlll Jli'ÌIWÌJl.tlt·. di c·11i Ì] pÌ:IIlJ<•l't'l'l\11 ' i• rÌ;o;i·l'\ :1111 :tll:t \; llltlhlll:lltl.:l l'liÌI'IItt:i•·:t •· il l P l l pi:tlln :tlln...:pl'tl.tl<•. Il l ]'1:11111 ,.; t'lllliJIOitf· di .-alt• :llltJ•Ì•• ,. '"'Il at•r.tl•• l'Oli 1r:c\ llllc·lll i .db \'o•w·: zt:111:1 ;· il' s:dc· 1-111111 c(;,lllilf• •·nn 11111111'1'11 pro!.!l'•·-,o:il "· ••.:.:11 1111a 1it-ll1· qm~h 1\ :ll(thÌI;t J'l•l fc•t'Ìf j ol<·l\l' llll·dP~IIIil' I1•:-ÌIIIII; 1'!1\ Ìl !ll'l :lcicillllllll:tJi . l'l':lllÌI'l, lralllll':tll ,. artic·ol:tl'Ì ;.Ìtlliltl'l· l'i "otco clttl· :-:ol1• f·:t]•<~t·t pc·!' 1:; ullkiali. t\lllll 'l'ii.l ;L fJIIt'Sl(o l Ìp:tt lo \"i Ì' 1111:1 ~:ti:t JH'I lli<'llll·;tZIIIII~· (• llll:t Jll't' IIJ't'l~~­ r.ioll!'. :liTI'Ii:t(<· t'nll l l'l' 1:1\ oli op<·r:llori ht·ttr· t·i.;pondc·nl.i allo ~1'111111 ,.,,. :;tntili 111 (,.~no cl:tlt;d• •!.!ll:lltll'. IH·IIc• illnnJÌII:clc· o·cl :11'1'11•·: Ì1111lfn· 1111:1 ~:11:1 pt•r app:ll't·f·fliÌ •·•tll l;l,oln :•t'l'"" '\" :tlll'lt'c•:-."" c·n~li'l\1\tt dall:,lo•;:ll:tllll' olc·l· J'n,•qll·d:tlt·. Il Il pi:tllu i• I'Ì>-<'1'\ :1 1n :lÌ IIII':II'ÌI'Ì. •·1111 -:tl:t di lllf•di<·: ti' illltl ' ,. d ' lllli'::zi"ll " :1 ,,,., .\11111'·' -:t :1 •JIII ' ' " J'Ì.ill<' \l t· il !.!.tlJIIt•·l l" di :lll:il i,l c•lllt l:tllit:!IIIJ'Ìfl ]'t'l' :-:trln. 1'1111 olt'l"'··tfto di l at:JIIdlf •t'Ì:t 111'1' ,_:li Ìlltl'l'llli. t'lil rami1J in ,..:tk :tiUJ•Ì•· l' indipc·nclt-111 i. 11:1\:tll fi :il fahl•n•·aro pritll'ip:lit·. all:llo uorol·ll\1'~1 •lt ''"""· t''''''' 111t ('lll'jJII eli lahlti'Ìt'il indipt'tldi'llll' do\ l' \'Ì ì·IH l'ill'lll:tl'ia l' ::_ii trlli1·i eli dÌI'P;t.itlll''. :l lllllliiii:..J)':I·Zi lllll' l' lll:t:,!:,!llli'ÌI.'t (•Oli Jlfli'IÌiir'l'i:l. li;ll':tllfÌ ;l ljiii•S \11 <':Id 0\'1''1 i· po:.l n il gll:tnl:nolo:J, clt•i rÌt'll\t•r;lli . . \c·< ·:rlltn :ti f:clll ~t·it• •tl o pi'ÌIII'ip:tlt·. :ti qll;tk .~i at·l·c·dt· nwdi:tnf.t· :"tlnpin st·alirt:ll:t 11\ lt·t:lln •·on pnn·li l' Yoll;l ~lt ,.,,.r,il. ,. nl:,uol:tlo n\·er- t. 1\ ,..(.al o t·o:--lr nilnllll parli;,!'li nll<·ilJII purt• in r/,onl. l(j l 'Ili llll;t p:Jt'it• Ì• :tclihil:t )11 '1' l:t lll:ll'l'hill:J dt•i lo:t:,!IIÌ l' J':tlft ·:t . di\·i,:a Ìll \';i• J'tl' ,:tJ.•tlc· JtJdipc•IHit·nli l'nn;\ cl:tll';tltra. ri.<po•tlil<eiiH·lllt• pt•J' ,;:ll:t di a<'t't'l·

l


Ft'Ni'.IuXA.\1 F.XTO I' HIBURG1C0 1 Re'('.

193

tazjone, ili prima medic'aziont>, d~·i }JiC'coli intervenl i t' radiu;..:mfic·a. .Fa. capo a queste :;aie un corridoio, nel qnalr vi,-. l'autr)(·htl <'~·~li og:rc>tti ul'tesaari per prim<' llWdica.Lun'. A nwzzog-ionto UPI fabbric:al o princ·ipalt~ v i è un C.01110do p:t.rt:o c·ou n·cinto in lnttl·at'unt; a .d ovt•st di qtH''\IO, fuori il llllll'O di c·inta" :ul ultt·c cento m~::Lri tla.J pr·imo, trontsi un piN:olo l'l'parto per i~t-lLic·i 1·on 1:.! ldti e rebLiva. ~abt di wed it'a:t.itmc· •. di ''JI<·r<l'l.iOW': i noli •·•: uua ~~ ufa !l•lrtatilc v~rtiÌSÌfl(('{.ÌOI\(' nlOIÌ, (ii<l11ll!J]Ji .

.\ J(JUH!l(O piit di:>:tarlfc· da ljlti'S( 'ul( ÌlliO c· a niPZZO}.! Ìc )l')\11 t I'OVa:<i llll:t t•t·lhG mortuaria. eon n·laliva ,.;ala ;r nat orllic·a f•n·niL;t di :tcqua i11 ahhondan:t.a ~un forno Jll'l' bl'III'Ì<tn! ilntalt·r·i;tlt• di uwclivatnra suclido •· 1\oll ntiliuabill'. Dalla }'<trl<• IIJIJIOst.a al Jllldigliunl' injdtiri t' fuori il llluro di l'Ìut.a tlt·l parto, ad 1'~1 dd Llhhtic·ai·O print·ip:tl••, \'i i• il maga:t.:t.Pnu cll'!l'ospt·dall· cla c·araH·rala. d t·lla truppa c·on c·ut:in;~ t• l'dc·llol·io. La t;ucin n 111'1' g'li anallla· lat i i• c•nst ruita ·~ piaut.c·rTt•tw, iu no \rmpi<l :iala dflll;tt.u c11t d•·lla 'i\Ja."duntl~· si at·t·t•dt· al l pinno llll'di;llllt• una ~c·ala iu lt•g'nn t'n'\t..ruita. SII na11rrt.t"ura: L 'o~pt •da.lt• rum:iona :;ott.o I:L din·:t.iOUt' dt>l l,t·lll'llt,P (~Oiollllt ·llo IIH'dit·v ~in·1Lor·p . •·oad i n ntl o dai l t>UI'lU i n t t'd it•i Lcrrt•n:-.ini don . .òJit·h i:-:t' P i'J 11rr.ia. dott. J>a·iamo 1wr i fl·riti r i<'OI'Pral i al l pi:lll() <' tlal t.clrwutt> lllt'dit·o :-:an· !\'~lint·lli dott. "\ngrlo pt•t· i IOrat:iei rit:owmti <l·l LJ piauo. 11 t·.: tpita.no llll'dll'o L' nc·ri è adth•t 10 all:t .~ala tll'l't 1/u ~ ivn• · t' cm;ldiuva di a.ltri nl'!lt· 1\lf'di r,aiur·l· JV•i liiOilll'lll i ui :<l ':ll'~a :tilhlt'IIZa· dt•i ft•l·it,i . [J ft>ll,l'll( .t• llwdit·o :-;(>l'l':~ è int·ariPat t l d ..t r·•·p;•rt <• .~d/ il· i ,. dt·ll" ullit•io rn:lg-giorit ;\. O!!ni 1'1•r·iro i· ri<·•·,· uro nl'll:t sala. di :H·t·dla7.ionP, doVI! ùspo~li;IIO tlt·i liiiUÌ P<\ll'.''· ln$aln. lal":l11\ c• tra~port.:tll> llt•IJ';tlligua. sab. l)uivi, pa·~·via tri•·<~­ Wmt;l. <l~ '(' l ll'ala d•·lla v:rrlt• IPS:l.~ {> l>OIIoposto alln pl'i!lla nwdi!·:tl lll'a.. indi passa dtrl'tlanwJllt' Ht•lhJ :;ala l';tdiognt1ka, x 11 ve.• n'i• IJi:>liJ.!liO, altritawn~i ~ P?l'l,;tf ~~ :t ll'l t o lll'lht :;ala a lui a~M'gna t a dall'nlliC'i:d<· mudico iaw:tri<·<ltO. IX• Il fl"nlo h;~ bisogno di i's:wn• xot.1opoxt.o ad iul.el'\' 1'111·0 di liP\'1' Ìllll'OI'~a, N;:;;o 'i<'lll' ll.'a~portalo ;Subito IH•lla r;a,hì. atllwo, att.igua. a qw·lla dt•fla Ptl;'ll<> ~llPilit•nt ma ; ~l' l'iut.l'U'VI 'IHO è di lltaggiorP inl)tOrtanx:~ , allora. il (erlt~ I' WI.H; lut~:-::;o ~L di:-:po:;ixicme dPU'nfli<·i:tiP oprratorf'. tPnc•nt.t• l'ttlonn.·lll• ntedr,t•~ dir~•t t Ctrt•, Jli·}J.ì. sal;\. d -O(Il'l';l?ÌO III! al r pialli). Nt!l •·a,;r ~· on ,grave :o~lw<'k vit•llc· innn.11zi t.utt.o fat.ta b eurn. oppor·tun:\.. 11 nwtc·nale eli IIIPdic·at nr:a <' di opN:'lzioue (11/ 1/ SI'hn'l' , nesti, ywutti. cli ~rnn.mrt, lt·?l::lloliui. c'tT.) (• :-:l•·riliualo all':wtnc:ln.n·, i ft•ni bolliti lll-fla :SC~rmnleii.JH:;Hb c·(lll so h t ziorw cl i c·a rhoH:t t o d i · i\CHb. T,a disinf(•ziont• dt·lla ~e&... ouc (•j)cratnria viene falla con tiut n m di iodio ;~l 5%, le ma.ni <'O li alc·ool ~natura,to PCl' lU minuti, iu c<tRi urgf'nti 5; h: d ila liHO al111 nu j:!'hil', wiii ~~: ~t'Il!' fr<'gazioui <"on ::t h-.ool, vt>ngono imnH'I'I'P I!l'lh~ tiuLnnt di iodio ah


1!1~

~

;: ~

l' -:: ~

::--

•.·

.E

.....

,!:::

~ ~

-....=

~

""

~

-5

:E ~

È

""

--

""'

:c

C>

È

""' ..

..c ~

c: G

-;o;

-

:z

'

1:d•lll.l l

l

l.

-

-..,. l

-

<>l

Cl

f

111!·'IIJ , I

-

-l

l

"·Ili IIJ l

-

-l

-

l

-

l l ""'111.1

l

,·=

to q

l

---

-

l

•O

OZ I

-

l

. l

M

•.::

~

~

~·

~l

l ... <'>

l ,., l ""·-l -

~

f.

~

l.

l

-

l l - .. l ..-= -l - -· l .. -..,, l -

l

'l.

-"'' :;>:

,.,

v:;

;

-..

l l ,.,- -

l

-

l

'l;

l l

l

,.,

l

~

..

...c

-

-l - - -

l l

'

-

-

l

..

{

i'.

_, p

....:<

l l

l

--

~·

l•

--.

~ l

-"' .. l

l

' ;

.,

-

..

=r .l

.-.

l ,_ C>

01

-

-c

-

·~ J

,,

. ...

l

,

11 •:1. Ili l

t

Il~ ·''Il \

t!tlolll.&j

Il I:IJIU.I

t •hlliJ J

11 •! ·~u.t t tll lt l t 1 Cl

l

~l j • l

i

Il dd I l 1,1

Il• '""'·'

l

l··hli'J l

.

-" -.... .. -

.

-

l

Il IIIJ l

1

.

11 '~'·''11 .!

1

'l' .O Ili' l

•

l' l ' ' " l

,,.

"

·;:

" ·-


• :l;'l; N?.IO:\,HI J;:NJ!'(> CHT\1 UlW!On. RCC.

P er dare un 'idea appro ~:s it O<•li r a. d C'Ila nn.t.u1·a cd enLità. delle ferib \ curate riepilogo in un quadro dapprima le ùi ver::;e l<'sioni di~o~Linte por regiòni e successivamente in un altro il gl'nt•re degli interventi chirur gici più importanti eseguiti. l~

F.-rit o crnu if, n. 74

te~,u ti mulli . ( con frattura tt·c••

ì petwt.J'>\Jtli c••JII sp..ppoll\1111'1\ t ò Cl.rvhrale tc•s~ut i

f~rit.

ÌMCil\ 11.

69

3"

Frrn" collt• 11. !J

ot·ch i"

t

ftt l llt'SSt"

l{;

l• ~innc hull•o .

20

C'llll

l··st.. tt<' t.ulb<>

l

to!i'.~Ul· i 11111lh. , con k•si<.~ni orguui (trut·h ·u) / peuetr au t.i col cm un \'t•rt ..l; mie·

6

l

&<'117."

•l

l

('uu S•Jid le~inni pl••ur~u-J,nllnoruu·i

l

('011 lt·!>i~ono• dol J"'ri<•anlio \ con 1, •:.,Ì''rt" ,.,lstn lt ·

P l'll<·l .rnut i

c:un losiuni

pft·Ur<l•J'Ot, 11U. llTÌ

4"

( 133)

l con J, !'"iont" sc··"Jl'liH

<' ~~·o:;.tol"' .

c n n !r.<tlurn s<·llplllt\ . 1\llll

pt ltl t 1', \1111

Cl.l ll f r,<ll ur:. clnùcll!,.

17~)

(iò

(\o

P rttt-

all' ndolom~

n . 15.

~ l

l t ·~Ì ClU\' \'l'Ha. C U rt 4' I'Ì~I 11 AC.t~l b\f't •

COU

IOI l

16 Il l

l118S'll i Ili<• Ili

1Ar1 f' <>l du rs•, 11 . 22

42

32

muli i

Ol-4:1U <~ Ca.\ '"iU\

20

2a !l

3 61 fi

.,

3

crm fm1 turn ><~"l"''•l ,. co~t ..l•· P <'IIC't 1'1\nt i t·ulu11Jll\ VC'rl•·hral•· """ lo·SitJIIC ll <idollr\ro• ir•lt tum 2• v,·rtc lori• lo r11h>1r•• <·OH •·••IIIJU'('>'.<;in~t•• lllidoll...·.• 11011

20

pen<·t rau ti .

pcncli'IUtLi C4tll lc.-'""iuni Or t!tUii

di,:!t·rt•uti ( 1 f'fU1 h·sioue IHifl

1\r·t•rrtrlt<l} .

4

u<>u Jlf'rwt rnnt i .

ll

p1\u;~trunH.4 ""t·tur •lif't• C(Jtl ft ~:-i'lfl(' 111tl'l.u.

J l

,

C('" lt ·sit~ll(' t\.·~~ilO . jh

rt' llt·

C'Ofl h·~ione ·

urgani c~,n· i

Jf(·rÌt,.,, perH:tJ';I.tal j

COlf

tid<bmc o lornr.o· n. 3 6.

t·<1rl l•·~ivJl•· n.·r1t·

)4•:'i()l11'

~\l\lllUC('I

C( t n k·t~ionc·

f'

Ili

1

rnll1.u

i 17.11

,.

f<•gato (: ('ll(lf\' ( \·1·11t ri~·c.lt• do·>' i l'li)

('hJt h::--ioJIÌ llUIJ

go J'.,ritc ul )•ne't -"t,. Il( • n. 36

,.

("'>1•tln,H'~<I

ft:'' ,.l>t (J c frnt t"'" ('11:-,lttl\' lcsiont• fll'lUHII CJ !Il il 'l t> éiJI\ )p:-.Ìt) t 1(\, Ìt·t!attt (' rui lza

<'OH ft"!-4 ÌVtH.: 1'(111

,

l

(.;(Ht ll•xiollf•

pt•ni.•t muli ( 4)

nuu JX.~IIl~ll'Ud l Li (:~2 )

~ ~ L'Cl\rtc•t C'

lt·:-oiou i •Jr:~t.·(.· con lt·~ii •rti non .\N·t ~ rc "h· COli lesiorw ll'sticnlu t'Oli Jc><iUI\l' scrntt• con llo.-i.one ur<:>l n o con le>'iono OS~t.·t • con t.•... •oni parti rnvlli C\)f l

Hl ::l

2

3


1~)l;

\

F U~ZIO.t\ A W E!'"T<l

OHJ B URt4W0 1 ECC'.

:! i

l

90 F rtt... • .t.~li (lrl i 624

"·

l l

)

• l)wl'h'rl

1'2r 11/r

tlt•Jip ''"'a (X• n o t r,;u t i a rJCt•oh;nuru port.i moli i

5i

(W'rlN l'H Ili j IU'II<'n(a/,1<111 Ì 1'1111 (rlrlÌOil Ì OllSI'I

n

l

fll\1tt1a~:ituJi

l '

~

inh·r•t•r· t J ; GJ

"

l <'ndr" i

7 2J

.

~~~

f(,

va ... •

u 4!1

17

Casistica delle operazioni più importanti esllgufte: Q,.u o o .;to;t~.ic ..

3!

z ,.,./, raior1i bulbo c.oulore

2

Sclt• ·IY~•·cton,ie o.•:>a e • a6tà 011 ,,p.,,.~ •ltl/(1 fac. . ra Tmclr~CJhm'e • .. ,.lh !!J.!ÌU. di ~ru..ru.ua f!Jt~ oluc·,\rdrc.••• c• !llllllro< dt•l rlllOI'I\rtlin ,.

J)('l' , ..... r.v.h.. u•

l

\

przruÌII\•

del jJI•fH~ nliu jl(•r t·~t r.l/i4'1ttt· St·hf' !,!~Il' di ~ruHa\.lU t•ndo

4

l'<'l'l<:ur.lro·a c· ~utura <h·l JII'I'Ìt·ru,fi u •

( ll J

pt•r

l

(

,,.,..,.. ,1:\rio (36)

l'"lf,\.tiOIII'

pr·r l><·lwg~ÌCC!IJIJIÌH !lt'H)JIIb {' t·osto) O

~ p<·r ••napi,•rnr•

/ por 1\SCPhSt • plllrrurn,.rr•

l'!l<"llllU~OI'OI:i .\l'ltfjcì ali •

J.M't~ 1•·:--lultt'

tl•nuli· .

\ J>t·r lt''IIIIIÌ Ìnto•Slllr.•h l'• r J, ...... ,.,_. cp~-.ttf'a pt•J

l

(HOÌl'tttli " "111111'1\ pnl·

llltHIU.1"t

s

,, 2 l

61 l

,

~

ksiun.- ""lll•·n•«·.~ P uu.~.·t•lo

pt"l' lt· . . t •Jat· ... pJ,.ni•••\ ,:. zu~t rH·u

o·dplo,·,,;i, a

l

3

»

l.!;I)IUI\..0 .

por Iso r•nx o. f<·m ora lo ·

l

• •

~p••lh

gitÌ()('( h i<•

H.• .... .t aun i , .~.,,

\ ;;l uuto.

l

)•!

.

t ilo t• ,_,.,, ra;::al Ì•·a

.

til t JC'Ifkrl

11.

.. ~


• J~ 1 '#.:'· .1,, f'IZlH'l.i•mÌ

arli t-Upèc•iuri

''i .

i tu 't j in [erjor·i

hlll!li'Hifl lj .

l

p t•r L·angr\'ltU. ~) ~:-:"""~ '

li

per CdHgr()u» n,.,tit t ica

5

l Jh·r uSI•'I>·mi<•lit" grt•V•· e >CII Ì<'()lttÌa S•·h,..g~icct.<.Huu· o:-.au frut Lur·u.tt.1 dt<,!.!lt tu·ti

:n

aJ·t• ·t·in. ast·.. llar't-

3

,,~,·~·lln.r•

l

\'(\t\< 1

\lfw·~·tatlllo\. d•. ; \~\Si Il.

l Il

\

'

l

2

JH~t ,., ..

nuliuli .

•

• ul..j111li .

3

• aul•·rivr•·

3 3

1Ul""t •·rinrt•.

.j.

15

·'""'"'····Ili 1'. 13()

J3

t;r-·!--Stl t Ì

iuuuul,iiii.Jallt l IH

t.!t• twt't•

Cenni su l'az i one del moderni proiettili e su la morfologìa delle ferite . , t ' omn Ilt'gli altri ll'Ìlltl',(t·i anl·lt~· in que:-;tr) Jli'Ctl tllliÌll :tiiO tnolln l!' ft•r~ll' da proil'll ili di artig·lit•ria. Infatti. ,,~f'!udt•lt•lo i •·:1:-;i Ji lt•:;ioni tr:ttJtm~-

111'1~r· r·ontuni prodotte JH·r tirr·o:o;lartze t1i l{llt'l'I';L l'iut:llt!!Oil" ~~:~!' f•·rfl.i

'rr·• <· [li'OJH'i t·t1f:Ì di~>trilmiti :

.r,~ se h~" i-!~'· dj ~~·rnu.~.t u.

P .,.,ti n . .~ 39

\ "" p .. ll.-11<'· ",.clw;:.:i1· ,fì "" :,eh<'!!:!•' •li looo111ha

l

~hn.pn•·ll

da St'oppi .Ja lnllll> d ... i twllt· o 11111 rn.t:liat rlt•(\ .

48.42 ':'o

~·i l

l -l o =

2rl.tlll ~{,

1,2

li ,50%

5 = tiij

~

O 92 °0 l2 .24 ~{.,

1.'1111 <'Ìdt:•·aud \, poi, J)t'r la 'Jiualil:\. 1·llirurg it·a, proidl ili ll.i artiulit·ri<~ 1 utt., qucl11 ad a~ionE' itll'Hf il':l Nnnt t.\·ri:t.7.:!1 a pt·int•it.J:\IIIH'IIlt' da va..;( a di~t~·u~ìoue t' la\'('ra;.;iou~; dei ll'l>llUli ([H'Oictt.ili di J..'T<lll:dl! . ,.Jn·apllt·ll. bnllllJt~ 7 10 lll" L ~~· Il t· tlt·thtc·p la. puree n l uale che SPgue : V, rlli "· ;,:l!J

l dJ~ pr .. i.• llìli tl'nl'llt,;l iori"

. -!7::1

= 87.7&%

'• l d,. IH'••Ì•·llilì di ft~~·il"' 61i ~ 12.25% l·, .I1<•Vt·r·o:-.o i-lt1 h i 1o dic·lliar:trì' the q Ili'~ te ('ifn· nuu !t a u 11u valore l\i'l:lO1 .ut~, llCJl.'efiO!Og-i;t tlt•Jip f~·rÌfP di <rli(' TTa in <rt'lll'l'('. 11Hl i<tllO Ìlt ljlii'Jl:\ rh•IJe ~'rtt t' "r · · '"' ,.. •·..;poxt~. an, l'lfl·t·t-ntl~l l'ìOIO a lfll<':'lt• l a stai ixt it·a al tu all' ll'''' lt· ra~illlli t!ià

l

d<·Jl~~~-r.ip•·t:J·t:l yltalltn.:tiù riJPri~ Jin(!:tl ~e.l il'lll~l'~'rl~'J '1!.115 ( !·) ~_llit·:trallt•t'i 1

P ~' ueat•• <l:H m_odt·rnt pl'_owlltlt (: nu ltlllllt·t·u <')IIIIHII <L qual1·1to Jnn• 101;10 Cbt\ Ja SUCCt\1lS\\l1 N;pi•J'H'U;t,èJ 1111 ha pnH:III':'tiO. cll::llsil .•tllzl t'rtto debbO. ùklliat·an• l'l•e, ùo}IO il primo ;trillo di g-u•·l'l'a, ~ speÌ.tr~~enLP ù in.1iu ui ta In. J)PJ.'ct>Hlttale dcll1• fl:t·it.o ht·uig-rw rbt [nf'ilc r·imenh· I.JUt>Ue cli::;ast roiie lJl'OVo<·u 1.e d :t proiPt f.ili <Ltt·l iglieria, i'.JH'CÌ•\l •lt·U<· 1:('' .a Sf'hcggl' di gran:tl'.a. Virf'a la uwt~~ ( ~R,-12 '!~ ) . tl<·l nnm1·rn g-lohah~ rtt(\ sono ~'la t •· i n t:a,tti lH'Ollot 1<~ da t<ll<' 1l't'l'i h ile c mit·itliall• urtli~ll•> ORSPI'va,:.t•

t

d i <'h ; l'tll'f/ÌG d i (l" eri'(' 11Pil' rrtt (((r/e COli fl ili•• iwf, _,,, ''rVI•'IJ4 uttol•r.• 1916 ).


tli ;![liNr:t. E atwht· quando .~o1tt1 statP o,;::t•t·,·att' i'nrill' da rnc·iln. 1--p\·sso rrann da prnil't t i !l· ~·;;plr~..;i\'n. -:\t•!lt• fpt·itP da J.!l':tuatP c• hnttt lH·, qu:dc·lu· volta an..ltP da sln·apudl 1 bn t'lllll't:tf:lfO fn•t[ltt'Tllt•lllt'lllf' tlll'aziOlll' tii'!•J'Otizz:l11tt• ~Ili ti'S~U1Ì 1 SJIPI'ir lllll'<t·ol:iri. ntnlt n tnart·:11a. Ilo n:-;st·t·vatu. l"t·llz<t ]H·t·ù poi l't't' approfnudirt> lt• ri•·,.n·IJt• c·r111 c·Ott\ t·ni~>nt i t'santi l'llitttic·i. in :tlc·n11i \':t:-i poh'PI'P di miuio t· in moli i fo,;fot·<• . xp•·• ·it• rwllc· IH1tlll11· a nt:tllo. 'l'al•· poi t'l'l' ll<·•·t·otù:r.autr, Iii' 11011 lliÌI'l' \ it•lit' J':t ZÌ IIIII' (•hit'lll'}..(ÌI'<L l':tpida (' T':IZÌOil:dt•, f:t\'OI'Ì>I('(' S('ll:'i()jj. mo•ntc· lo ~"' ilnppu dt•llt• l':tngn·nc· ga~1-oo;:c. l'n altro l:.tlol't' t•llt• >'l:t :td illdÌt':tl't' l;t gnt\'ÌlÌI di'Ilo• l'l'l'il<' ;tl(nali ri· t'J••·Ifo a •pH·II•· rlt•i pri111i l•·t11pi ,~ c·uxtilttilc• d:tll'illt('ll'""ioll:tlllt• ltlllllroro dl'i ntutil:tti. :\t•lla >'l:tti><tic·a ptthltlic·at;l irt "''flc•ntlll't• dt•l !!11.1 (v. l. c.) uutt Jtt• •·•H npari,,, ..,llu ;tll':tlto: ili\ t·t't' i11 qttt•sta. "":,:;n f••ril i. l<· mul ilazioui r:t!!.~iutt .!!ollu l:t c·iln1 111111 indillo•t't·tttP di Hl ( i'. l~".,) : ~:ln•·,:.di arti ><li(H't'iOri t• Ji' llt';.di i1dt·1·iori. l ' n;~ cos1 :tll:o p•·n·•·tdll;tlo· 1:1 ('tJII,.,idtor:t l:t :<olo rd:Ltivalllt'illl' ;dio· 11\... ÌIIIIi lfl':t \'Ì, ( 'nnc·htd••ndn. <·ol pt·ogt't•tlit·t·.dt·lla g'lll'l'l';t lP lc·sioui xi xoun n·.-(· tllan·a· taltll·ntc• piit 1.!1':1\'i t· lttntil:lltli. d:t ln l':tlllllt'nlo t'Jtlll'lllt', do·ll ':u·til!liPria (·1111 J'ag!!I'<IY!IIl(t • di'JI'illl'ilt~ÌCIIII' flt•i jll'ltit·tfi(j di :llllil:tll1.1' (•itÌtllÌ(•(JI' ìlÙ !l· ziunt• llt'ITntia<~nlt' . Lc• lt•t'ÌII' uuio·lt<· .~1111 0 t·t·c·t·r.innali: non tl t rado l'l' Jll' rir>t'Oill r:ttlll ;111. IO t' pt·rlino ;Hl. 'l':tli lt· :~i oni :~ono c·a.ralt<•l'izr.:tlt· tht la<:rra:r.ioni antr:tlluo,.,l'. xp··~~oou tnol1o ~""t•·:<P. da >;pappol:llii('Jtl<l c• ltt:wiull:unt·HtO dt·i '''"""'i . d<~ intpot~t·ttl i lr:tltun· ill'll't·pili,:i tl<·ll•· ol',;:t lttng·hl'. JH'l' lo più a !!ro,;:-i <· ltliL;!Iti fr:ttiiiiii·Jtli. :-:(u•c·i;drtll'lllt• rwl lt·rnor·t· c· lwll'otut•ru. Le fr:•tlun· ll'il"'''l'";tli a:! l'r:llllltlt'rtfi t•o;;lifui~c·ollo ttlt.t't't'l'%itlllt'. ~t.:ll<· ùiaJi;:i ,. attl'ltt' llt•llt· o,;-<a :;pugno:<t · (•·:tlt·agnn, :n.. tra;.!':tlo ,.,.,.. ) .-ur1n fn·rplt'nti Jt· JIC'i'J'Ol'i1 %ÌPIIÌ. l 11<1 <·:tr:tllt•t·i,..tit·:t itnporfallf<· dt·ll<' l'<·l'if t• 1Lt art i;.!'lit·r·ia i· !'<trn•i>Lo dt•i pl'IIÌt•lf ili IH'Ì H•~<:llll i. ~[H•(•ia ltiH•lllt• IH·IIt• 0:..:-ìa . J>l'l' Ja fol'llta tl t•Jit• :o;l'l.lt'{!l!l' P pritwip:dntt·tdP (H' l'la lrn·za di pt•Jil·lrazinlll', in 1-:'l'ltt·t·t·. prH'o at•t•t•llt uata. Jnoltn·. "'11111 IlOft• lt• fH't •rogati\'1' di tali l't>rih•, c·oxtanlt•llil'llle Ioni<' di 1t•nir·c· rn. pPzt.t·tti di indunH·IIIi. p•·li. xas;:olini . polliglia w•rastra tlt•l ('OH· t t•IIHI rt '''Jdn,.,i\!1 dt·llt• hnntlH• c g-ranai t•. Frt•qlll'it1 i:..~ÌJIH' :<Olio lt• xt·Oll a t ur~· tlill'u'''· l~ twh-h 1· ali ra pari it·nlarif:\ propria all<' xi111.!'1d<• n·gioni la ''"'I'Oi'rO Jlt•ll:t dt•,t·ri-.iollt' di qtH•:<I t·. III. -

Ft·:J:II'I

1'\\'1'1'\1\1

('lt\Sit'J.

\t·( I!'ÌIIIt'"',ll't• Mlllll "f;tll' t'III'<Jll' i',J ft'I'ÌI\• pt•lldl'atil i IH'( l'l'lllliO. {)l i n~·• ·Hti \' ltltlt'!':lltli piit !'tlltlt tni in ordinc· dt·t·n·xt•t·ttlt• :-.ono slait• Il' xdwgogl' eli ;.:r:ltt:t':t. lt· p:tllt-llt• di i;(n·:qntl'l;:,ll' ~<·IH·I!~<· di lmntha c• i Jll'oit•ftili da l'nt·il•·. 111 tunlli t·:t.<i :..01111 ~<t:rll· o>o,l't' \;tft· [c·ritt• l:tltg••Jl;-.i:tli, 111111 di r:.t do ft·rilt· lr:l\' t•t·,;all1 i c· a l'ontlo c·ÌP(·o l'llll l':tl'l't':<lo di l"l'hPg;.r•• nt•ll't'llt't'l a~tl ti i \ ' :tJ'Ì<t (·Ili Ìf ~1. (•IJII J'ÌIItlll:tllt':thi\t• H(l(':tlllta;.!l!iO di ('Ol'JIÌ (•;<f l'alll'i di qLI']:I ll :t lttra :.:i;'t t'lltlllll'l':lli . 111 1111 c·axo ~i i· vc·rilit·;tlo ~whi:t< ·t ·i:ullc·nlo dl'lht xc:alt~ht t'I':IIIÌ!•:t 111'1 "'''('(1t'(Jillll'llftll\t1llll Jt• lll:tl't'l'il' di 1111 rit'll\1'1;) t•rl)IJ;L10 pcl' ;-.t·oppin di J.!T<tll:tl:t : •·a.<n liuitu t·ntt l:t utorlt· pw·o dopo l':t r•ri,·o in O:<lwdu.le. Lt· (,,,ju lli tlllltfn!llidtr :;ono ,..1:111' \':ll·it·: d:tllt• >:t'lltplic·i iiH'I'Ìll<lflll'<' ò!'l ta,·ol:tlo c·:<lt•l'ltll all1· piit :ttnpio· lra!ltll'P t'Oil p ,;jp" o xpappoiHII t<'li iO ~~ere­ )Jr:tlt·. :\l•·ril :ti Ili "'llt'r·i;slr• ltll'IIZÌitlll' tlut• t·;r;-;i. no•i •ruali .-i (· II:..Xl'l"\' <lf O tnt.pgrilìt dd f;tlnl;tfo c·Sti'I'IHI t'Oli lt~c·:tlii'.t.lt%10lli a ft~(•OI:tio (1' 11/Ìjlll)'f'.~Ì rtCCt'~l· tuoltt i11 111/11, ""''l'' l'l' yin {,r,wltiti -Ì fi'J{/fossl)-jor·,·io{, · ni'{fll/lm). t• alla bJppsut op•·nt!oria :-:utlt> ,;lalt· ri~c·onft'al t· :'t·ftpggt· piulto:-:to lllll1lt'l'llSl' dt~ lhr hl min:t djt·•·:t . !'!ti'' :1\' t: \·a nc • . JH'IIVII(;<tftl: iu unn l'lll:\ltmta piatto eptdnrale


l!J!J 1· nt:lra.lt,ro jJÌccoli t:matomi •·picllmtll· t· intrat·t·n·hrah· t-f>ll li~e iir:do :-pappu -

lanu·nto (>Itcda.lico (fatto lwn vi:-;i],il\' nll\•,;;mw r;~dic•:.:ntlko). :->i i· oltt·lutto in amb('(luo guari~imw t·u•n plt·la dj printa inlt•nr.iulll' t'llll n·inlq.rrnzimw funr.ion;d(·. :-:1onn rl t·giH' anc·bt· di pa1·t it'ular•• :111 c·n:'.iull l' l1· 11'::-ioni dt•i s•·ni. ;-;ono ~taft• ris<·0 nt.rat.·. "<nn l'n· n<·gli inl.\'1'\'t•nti. pa•·•·<·t·hi" '11ll" la I~·~ÌOI\1' dd st•uo longi! udi11a lP, pii1 raraiiH'Illt· ljll1'l1a dt·l :-~·n•l lal•·r:th·. 'La "i ttllllllfclofoyio ril1 · ra l :t l· si a t a la p i Ì1 'a t·ia. a ~~·• ·o11d a d ..t la l't•J.dont· <:olpit:t t· •.h·lla gra' il:\ •h·lla J,.,,itlll\' . •\1·i t·a;;i gra' 1:-;.,iuli. "''!!Ili! i tla dt·c·~·~-:o , dOJIO qu:tldtt· ora o d"!'" opwldH· g-ionw d;d rii'II\I'I'IJ , ,.,j t· a\'lllo st•lnpn· incn;;c·ic·w:a t·ompll'l:t. pt·rdita eli l'o·t·i ,. di lll'Ìll•·. ,.l;di .~p:t:-li<·i . ag·i1aziu11i ll101fll'ÌP ÌII\'OIOJibl'it·, tl\o\·i;t 7.iiiiH' ('llllill!!:ll;t do·IJa lt·sla t' dt •!!l i Ot·t·hi . tll'il \'l'f!io il laln th·lla J..-,;inl\1'. or:t Yt·r,;o il Ialo nppo,lo, llltt·,,lo·si:t c·t•IIIJ!It·l;_s. ~l'i 1 ·a~i 111\'llt) }!l'a ,.i, :t 1-ol'\'ll!Hia c· h·· ht II' ~Ìo lt•· l'l'a lol ·:tliaal a "ti la ;,oll;t mot,ot·ia o Xl.tllt· zono• \'it·ittiot•i ,. a ,;(>(·onda c·IH· 1·r:t lin1it:tla oppnn· ('.~lt·.sa. in !'li[H'l'fi<·il' n in prnfoncli1 ù :-,ì c!.1 in t l'l'l',";t r•· o llll'tlll l• • \ i1· ;,oJicll'lll'l it·:tli o <~IH· hl·llt c·;t)lStrla illll·rna . .si:.t\1·\·ano. or;~ \:lit i di II1111Wplc•gia. om di t·mi ph•}!ia eli ntol o o di moto<· di !'\t' llo'O in:-.io·IJtt·. ()IIH ~i Ht:t.i ;tiJhiai!IO 01'\.SI"I'\';IID lllllll(l)llq!it• jllll'l', lll;t Jll 'l' lo J'iil in :1:-i<O t'ÌUZiiHIC' i c:o,;l lllOilO[ilo•gÌt' d('( fac·(•i:dv t' ÌJ'II).!'IIl;-,;;(1 t' allf'LII' f:tt'io-ipo).!lo..;,;o br;wlJiu lo·. I n qualeh1· ta.SCJ di IP.sinnt· !JtTipil:tlt· ,;i ì· ri,..•·nlltrala pan •.si pnm di'l f:t•·c·ialt · ini'l'l'Ì•Jl'l' •li-l lato l)jlpo.~tn all:t •lt•,;iolll· c· in •p•:tii'IH· altt·o p:lrt•.~i O jiUI':tli.<i ((i·l fac·.t·iaJt• do·l111 ~ll';o.,;l) lato ( ]H'I' jll'lljlil;!!t:I.ÌIIIl\' dj fl'alllll'a). 1\c•JI<• flll'llll' t'llliplt·;:ril·hl' in !!l'lll'l'll lloll l·,;i,,fl·\lt l:t parali.,j dd fatTialt• ;.:u!Jeriw·•· f' qnand" o·ra Jll'I·~(HI(•· lo 1·ra in gr:ulo Jninnl't· t·,..,,,,.,., tibilt• cli r:tjtìdo lllij!lint'allh-111•1. fu 1111 ,;to(O c•:t,;o, 1111 nllil'i;dt· 1l·tJ1·111t· 11t·i loolllhnrdit·ri. \ ' . 1: ... f:tlll!·ri<t. àhhi:lltH> :1-\'lllo 1c·lraph·gia: :t\'('\'<1 1'Ìfi111'1alo Ull:t t't·ril:l l:tll.!!'l'll/-ia ll· d;1 r'l'h q!J.da dj !!l':tnal.t ;i\b n ·u;in!lt' inlc·rparit·lalt·. tlllt•t·•·Llltlltl·lri c·il·t·H <1\':tnli alta hi~;tu ri,·,d:n·t·, piLt ,.,,lt·sa :t tll'sl t'a dlt' :t :-ini,;tru : \'"Ì"I1·\ a fnlt t ttl'il e a:·\·:tl.htll:t•liiiJ d••1Ja lt•(''!, :-p:IJ'!'IIJatll\'ll(U (" t•l't•hraft• l' D1•,;itJI\1• dt•J ~1'110 IOUglll!dt.ll:d,· \ilnal:t dtlt':tllto•l'alto operativo. An•\a imth'l!l'a la eos<·it·u:r.;t-; li~HI dl,..lmhi di'! l:. l'a' ,·Ila, uou pt·nlìta di uri HP e di l'1·d, t•tniplt·.!.rl<l xinixl ra •lt t· di :;o·n,..... paJ·.di.,i dt•ll'art.o ill[c•riorl' dP,;tro c· pan'xi tll'il'arl0 su}JI'l'JOt't• dt·~ll'll . ltl't'"'"'" posl-oppr;doril> tl1·lla fo·t·ita iwtli<·C•. (•fllnplieato d ;\ ~·rni:l <·•·n·hral1· \'ltlnm inosa, c:IH· JH'Psl·o ~i ridlhst·. in ::>q.: uilo ari l'liotcr•tJ•I•!· ''"Il sc·tlli!JI:Ir"'.t d1·l pus r· ('\HHWI.{tH'IIft· tlligliol'allH'I\10 ddht f<·rila l·rault::l 1'111· ~~ 11·:-lrin:-•· tHJIC:\·olmrnh·. Hial·qtll;;tù 111 hn·,··· ll'lllpO i movilu•·llll dt·ll';ll l" ~<llp • · t'Ìon· d 1·:-;tro. e JHti, piit tardi. rp11•1li dPII':trln Ìlllt •riort~ d(•IJo :-ll:l-.-.o• l:d•J: ""n" ri1nast i <1 lungo, hl'tH·hi· in ·vjn ili tni;.diorattH·Utc\ l 11:"l!.'l,..,..l\o. i "ittlo111i par;tfilil'i al !alt\ 1-illiHf!'u clt·l t:OJ'jliJ. l'.J'(>Xt·;.!llt' U. Oll;.!l~lll'<ll't• lldfa lltt•JÌ1Jia. (;\);tfif{ÌOlll' t'hil'lll'!!it•a I'Olll]'ll'la. :\l'llt• divt ·t·~·- l··~inni tlt·i seni Yt·no~i no11 i· );(ala ri,<·tlfllrafa ,;iniOIIlaiolo.\!ia "JH'c·ialt .. :l'ra i t'alli l tlt~l ol'i loi:-<OJ.:lla 110i t it·orllar<· f·OIIH' l'n•qut·llli qm·lli tli agif:tl.llltH'. Htlltoria Ìll\'nloJtl ill'ia llt'f Ialo oppu:-to alla lv.;iolw. l'lw qualt·hé ' :~ 1 1: 1 ~! at·<'Olllf':lJ!IIH\'a a lit·\·c· ~lato d i (·ontn•ttura twl l:t lo di'Ila h•,;imll'· f:{ i(•IIJ•t. [J·Illl . • .) a(• J.;S(IIIIalll. . • . t·}Il' 1-oJH'.S."O j'1111. \":11111 JlCl' j!{:' (l JIOI..l j':\ t 11. ('11 11\' 11 );il\'1 O~l'ah%~;ll·,;i a tullo il l'Ol'po in un v 1·ro ;u·t•t•;;,.,o (·pilo•Uil'on•w ('Oli p1:rdit.:l dJ. (•Osl•lt·J) Z'' . · ..... ·· .Il\ g<·ut•J'I' .ll l ,;o r~e\"an o p nma 1J,.Jl ' allo op Pra (.t\·o P q ua )l' h e ' nl! H1 '11\(•}l, · · · · · l . 11('1 J!IOTI II ·r-:t',!.!'ltl·lltJ Jll'l' jiOI ('t'",;an•. ' d •l fdl~· ll'l'Hmi d t·i lol.i l'ronla li si RoHn avut i qual'i "'''lll)'n· fai 1i a Pari('(' 1 "c. ,\f' .'1nh• t· tl t>l!'ipt>J!I"""'o t• distu rbi ùl'l l'intdl iJ!t'nza. E t! a HO!li l'P comi.' 11 "1 ~~~· . 1. ltiJII >-l· l la ta uozHHW . . f L'l'Il . a c cOnll' sov•· n t· .111 IJtl ~·.-" t .• l'l'l'li 1l t· Il a pro p rt~l 1 \ Oil l' no n l'><i;.:tono .;int o mi lll·t·n,,;i ~·vidc·nti. elll' l' ;t<·cianc) sospC'l.Jarc

'·''"lt•

t r


FTNt.I•rXA\11-::\"TO

f HIHI'I;~OlCO,

1-:r l'.

a. tnt 1a prim:l l·,.,,, i t ù d Pila li·.~iont". Li <dihi:tllll r Yi,;t i tra;;portan• aJI'o:-pt>dalP ,;(•\In ti . fnt i lq.!~ft'I'Ì. Valga d'(•.;(•tllpio t ipi•·o il SP!.!IlPllff' <:aso. in t:ni r;ÌIIIO\IlÌ ]'~ÌI'itÌt·Ì. lJ. lJ .. ~oJdatot •lÌ f:tiii!'I'Ì:l. fll t·it :OV('l'<LIII l'Oli di:t(!ttosi di jr·ri/(( rt f'WI.rfie f'rJilifJft/rr ctf/11 ·'fJII({II sillis{t'lr; ftt (J'<t!iJI()r(afo !;t·dttiO. t•ni tlll po' i;(liHIÌtll, lit·\ t·liH·Jttt· c·rollfthll ,. di lllltot·t· d••JH't·~:-:n . . \ nost r:t tltJlll:tn<l:t rispoiH' eiHJ 't·l'a ;.t;tto f,•t ·ift• rf:t p:d[olloJa Iii lttt·i),• alla spalla )<Ìli Ìsfl'a l' 1'11n lllOVI'\'t\ ('1>11 djflit·tdt:'t J'at'll> ~lljiPl'ÌOJ'(' l'lll'J'Ì•'JI(IIIdt·lltt•: tlllll 1\t'JIJH' dÌI'l'i alll'll_. l~~a­ JllÌllal\1. ,;i •·•Jtt'-1 :11;, <·lw all:t hoz;r.a t'r·onl:dt· siui:-.fr:t. in \'it·i11anz:1 •h•Jia liu~· ; r lll~·di:tll:l. ,.,j,l~ · ' a III JH J>l'fltllÌUt·llza. tlt•l r·noio t· :tp~·lluto. l' ivi b palp;~7.Ìoll•· f:t~·•·v:t pt·n·t·pit••· t'OIIlt' 1111 t·lliodtt fttorin»t'l'lllt· tlalln .•watola c·rallit·a. :\11:1 J':ttiin·•r:tll,l f• :d]:l l'l':ttlit•t•IO!JtÌ;t 111 I'ÌSI'IIIIfl'<l{O dtt• tntlf:t\':tSi cJj un pwit·ltilt' di l t t~·ilt·, il qnnh· a\·c·,·a JH'IIV<H·:tto lìntilalo ;-;p:rppolanwnto c••n·br:tlJ· lnng·o il l nu.:it 111 t· lt·:-:in11t· di'l St'tto lon,!.!'it tldiualt·: il l'oro eli t·nu-a(:l ,.,. j, t <·\'n :oli .. ,d:!HllHI 'Ìili,..frn xolln f.,T'fll<l di llllil pier•r)la l'•·rita a bonli l:ll'<'l'l. r·htlt ... a da <'l'tl~ta ~·llt:llic·;~. ICic·ltialll<lllll!lO la s11:1 :lli!'IIZiotH' ~~~tal e 1111 iltla lr•:-iott(• t' r·i rli,M· r·lrr· !';n·~·\ a 1101 :ti :t qllalt'IH' t!ÌOI'IIO ittll<ll!I.Ì. lll>l 111111 \'Ì ;t\' 4•\':1 f:ttlor·n:-o P :-.•· n ••l'a rimn,;io in lrint·t•a li111·hè· poi . lr'riln all:t.spalb ~itti :> II':J . 11011 polr·ndo lllllll\l'l'r• IH·tH· l'arln ('OITispondt•rrlt•, ~-;i r~·('(' l'i('(lVej';IJ'I' ili n>< p~ ·rLtlr· . .\lo,lt'ù IIH·l':l\' iJ.di:t nvll';qtpl'PIIriPI't· da 11ni c·hr• :tn~va llll:r Jntlllll !nl:1 di l11~ · ilt• iuli,.::-a 111'1 t·J·;tnio. I'J·,.:-•·l!la\ :~ lir·\_t' p:n·r·,.:r lario iiHl).!'lo,.:su rJp,;j t':t' (' lir•\ t' pan•.-,i rli l tiPI li 1!.-ll'arln ~~q ... rinn· sÌIIÌ-<Irn JH'l' ].-,:ione• nr·rvos a pr>rifr·ri(·a: 11011 nn ·,..~·nt:r'a di:-fllt:l•i dt·ll:l l;r\r·ll;t. In St'!.!lliln ,;j :u·t'PiltU:Il'OilO i tfi,..turhi p.;il'llit·i: pBr ltlll).!O lt •IIIJ'" il ..:ttll ~·uttl< ')-:1111 ltt a>',..: ri •lr•JII'I'Sf<O, tno,;frir ,!!1'>1\' r! dill'llll ltt'l· l'al I•·IIZÌlllll'. 1111 1'11 1'{1\ ).!'l':rrltl di ('llllfiii-ÌIIllt· (• lr•JII!r•JI/.:t alla flt·~:..ihilit:'r (;('l'r'<l' dr·i!'ii ;Jt'IÌ: pr•r~lo • \a h· Hl'iJlt'. ll t>t·orso :'l'tfic·o dl'lla l'l'l'ila. J·' i111 o·ol II!Ì~IÌPI'ltl't• t' ll<'J.:Ji nJt Ìl!IÌ ,!!iOrlli di !it•_!!l'llZ~I. ll~'Ì 'flt<lli ,!!i:'t ;th ha llcfotJ;!V;t J.!lllt·nai!l!l·llll' il lt·ttn . ant·ura 11011 [WI'I';•tt:tn!l·ntr· <·~Ht.,r·io dc•lhl ;!.t':!\· i t :'1 d Pila lv~ir>t!l· riprori :tla al C'l'an io. II'IIH'IHin c·lu· IIO!l lo ,;j nlaltd:l-"~'· a p:t~l-'<11'1' l:t l'Oli\ ;rJ,.,~f·•·rtza in l:tlllig:li;t. lr·nl:t\':t di rilllf'tl t'l'l' in ,·alon· tura Sll•1 \'l'd'hi:t :-t·i.tt ic·a di ~>Ìlli ..;t t':t. St·llr· l•·:<ioni di'i fro11t:tli. nllrt· i l':dìi dPfH'P~~i\· i. l•iìt 1\)lt'SI\o a hbi <llllO Jtotato l':tlfi di t ·~·c·it:ttii~·IIHl Jl'ic·ilic·n t·nn »lati dt·liranl i a (•onit•nltiO t'~pàn~ t;Ì\'ll. :\~·llt· II'><Ìoui dt·!.!li 11r·•·ipit :di •p1alr·IJr· 'o] t a :tl>biamo :tnrto p:H'l'Sl dd t':H·<·ialt• inft•riot•t· tlr·ll:rlo "1'110~-olo. piit ~l'''"'" f;~tfi di anmlll'osi l'Il r·mia1111)1"1:1: llt•i 1·asi in c·ni t·~i<lr·\·a )(•.;ioni' di'l l·t•l'\'o·IIPtl o f:tf l i :1 1 ni'.<Ì<·Ì: Vl'l'l i!!'ini. Ytlllrito. aud:tlllr:l harc·nll;tut~·- 1·ou lt•lldt•nza a t·:rrlr·n·d:rll:ltonvpo->lo :1lla l~·,;inrw. • lli~turhi d~·lla Lt\l• lla -<t· 1W sotto ;1\' IIIÌ. :<i:t ,;uf lo t'llt'lna di di~artrie e tli,.;l:rlil'. :--ia :-r•tto forttt:l di al'a.;ia. in ~\'lll'I'P urnluria. quasi Sl'IIIJII'l' tni:;ta a l'l'l'l\1 gr·:rdo di :tl'a,.:i:l ~··rt.soria. <' tH·IIc· h·:<Ìilrli rh·l l'•·uti:-l'.. rll ~ini,;f ro l'f~U iJJli·n•-<-:anlt-ltlo d1·ll:t zona l'lll'lÌr·:tlt• 111otoria tlt·l liii).!IIH!!:_!.!io o tl<-IIP 11e ~1111 twort it·:tli pt•n·"r"!' rl:tl f:rr'l'i:tlr· t· dall'ipol!lo,..sc,, }11'1'\ ;tli-:1'1'0 Ì

TIUT'I' 1 \IJ.:'\TO.

('oll!l' giù ~'"l"'"i illl clal l!l(.-, llt·ll<t pttlrhlir·;tZÌilJil' l'il:li:t! rill'II}{O IIJ'Jml'· tu110. t!i tll:t~;..iru:t . l'iuf,•J\"t·IIIO in tulle !t• l't·J·ilr· dr•l t·l·:ulio 1'1111 Jr-,.:iulll' dr•l: l'r•ll(·c·f:tlll (·rt!lll' :rtH·ltr· dt·l solo (a\·olato l'l->(•·J'Irot. quallll!lli(IH' l;ll'l'iano 1 1\intollli di fnl'nlaio. L'r•:.:pr·rit·uza ""''l'!'ssira ur'lw <·ollfl'r'tlla!o ili qtll'~lO lirio JII'O )llll'iitn. 1'(11111' ltn gii't at'l,;I'IIII:IIO llr· lh· ht·~·\ i IJOit• :lllltfUtniJ-]J<ltf>)O· gir· lw. L'1·l·dn it1ul ih· ripl'!t·n· t•ht• . JH'l' t•sr·~l!in· tali Ìltlt·n· ··nli.~ ,..nrlO LH'('('": Rnr il' r·olldizioni tt ·~·lli! • ltt· t'di atulrit·ntr· c:llt' ri..:pnrtd:rtln :lll11 ;'c·opo. In tnt.tr.


l1• 1\-rit<· dd I':IJH> Jl t •IJ tt"pt·d:dt · d:t 111<' di11·1 iO .-, 1 1'"1 '!.,!11< • C'II:-IHII(C'IIII 'II Ii· Ju 1<111'i.!.!Ji:lllh·TII(I (·tlll l'<'l't'lll:l;licollc· .J,.j ll l:II;.!IIIÌ f• H;o-rorl<ti'Ìilllf• cft•llt• p:t1'1l IJiOIJj ('IJ[HIIP<' . lt tdi . .~t· ,._ j I'Ì~f'(ll\11':1 11·>-ÌIIIll' O':'f'H . "IH'f'Ì:tltlll'l l lc· C'CH•,, ),..II'IidO ~iiiiiHlli eli l'oc·ol:tio. c·(!Jt l1 ·111l1i l'Ili an•" lllll,..;·nln - p<·l·im-IPi a ll·r1o di r·:c,·:dlo . a <'l'n<·t·. a T. t•<·t· .. a :<t'l'll i td:l cl··i <·:c.;i . ,i ""c !l Ili ' l<t t·r:IHic•<·lotui:l t'Oli l•· In·~>~· clt·l 11<1,\ Hl. pi11:1.:t Lut·t· . •·r:111inlotllll 11 ':!"l·l,i:t. ":-:c•t·ollda cldl1• indi•·<tzi•>ni. }-;,. II'0\'0 llll'liÌII_g't• Ìlll~'g'l':l. l'.tjll'll :<tdo 11..! •·:tl'>O f·IIC· , · j :<Ì:tllll ~>ÌIIICJJIIÌ <li l'lll:tllllll:l ((•OIO I'Ì\0 ~>JII'l'Ì:tit• rlt · ll~l lll<•ltÌIIgt•. ;t:-o.'C'III.H di pnJ-:azÌIIII<' n •n•l>r:tlt! ~c·c·.1 : :<t· t·cw"i"lt' l<·,..ic •JJI' nH•IIing-Pa prati<·o la h n·< ·<·in c·r:ntwa . i11 111culo da Ohn•ll<l~;o.;lt't • di 1 -~l 111111 . j IÌJIIÌIÌ tlc•ll:t l:!(·c•J';I/;jont· clo·!la dttr:t. l:illlllll\ O 1111\ Ì i I'OI'j>Ì l'SI !';Ili l'i ;lf•f' C'.;,..j)liJi \':tlc•llllollllÌ tlt·JI:t guida di'[ Cliio iutlic••• dll' :-.('1'\ t' lwll l' :llll'hl' ;l ti - i l'Ili. di fll'lllolldit:'t • . \~>jl0l' l<ll.ic llll' d<·g-li t'lli:CIIIIIIi. cktln ,.;nsl:tJ IZ:I <'<'l'<•ltr:dc• "p:qqu>lata . c·tJJII,,Ia..,) JH'I'll'lla; {l)[t•lt:t dt •J C':l\11 (•J':IIIÌl'C) C'CIII <ll''Jilil \l,.;,igt•ll:tl:l. C'll,i<lllll'lill'llfto ÌlllltH'U:l (• c·lu• ;l\ I 'OJ'JIÌH :di'HZÌ<•Ilo' ('IIIÌilC'IIlC•IJI('Itli· oii'I<·J'.,Ì\;1 fjlt,.jl;t (•Jjl(l,< l;tl ic·;~ l' ,[j ~inft·lt;ll tll' . F:wc·Ìtl :o.•·~n in· 1111 bl\':t!.!l.!ÌO c·ctll :-.olut.ionc· jj,j,;j,.gic·:t c·;tlcla. P"r le· c·tlHII'I':I).!ÌI' <lc·i ..wni . lll'Ì mic·i l':l~'>i. lt:t <"llii'Ì"i""'' cr ..:•·rnpn· lwrw lo z:tiT:tllll'lllll Jl<'l' :i-l ;.ri•lt'lli: :-<OJIII :.;ullil'ic·nti :tllc·ltl' d11c•. :\l'Iii· lc ·,,Ìnlrr' pic·c·olc• clt •l I'PJICI }oii~Ìl llciÌII:til' J-,C•f'\' 1' hPIII' ;tJII•lll' !:1 fo t•t•ÌJll't•;-.,..111':1 ll·IIIJH>I':IIIl':L xl i!'llÌia d:1 z;til:lllll'tllo l i111tlic·lt. I'T'alil·o J"c•tiiiiSl:I:O:Ì clo·l 1'\ittill c· apdllllll f·on l;t (chlr:t\:1 dt·ll'llllc•n •· Ili n t. l'ttl'f •Ìpt·c·.;,.tn·:t l o•tllpor:ttll':l J{i gll:ti'IIU ;tl];t S/1/lfff( dd/t• /t'I'Ìfl. Ili'!,!] i Ìllll'l'll'llt i f'l':llric·i lltÌ l'l'!.!<IJO il! moclo dh ~·t·:.;u. a ~~·c·o!ld:t d•·l l:; IPitiJ•"·" ' Ì\ ilù dc•! l inlt>r'' v111c1 t' dc·1l•·nl ilìt d••lla h·siolll' t'Jlt·t·la lit·;a. ~c· 111•11 t•:-.i,-1 coliCI l':c Il i l'lll'l'!':dit•i noi t'\'uli t' Ìfllt·r'''ll).!·o nl'llc· prinw 111 1:..! :1r(:d:tl !'o•I'ÌIIIl·trlo <·,,c '~ ltctl:t~lltllr;t I'CJ!Ilpld:tdl'll:t nu•IJÌtlgt• t' ti..J lt•JllllCl c·nt:lltt'll-lttll:-.c'lllo·pt·l'i"·'ll'll: "'' iJI\t't't' lo ·"JiltppnlaTlll'ltlo Ì• lfl':t\C' l' l< •lllll JliiS:<il,jJj C'lllllpiit·;tZÌOIIÌ Ìttlc•IIÌ\c• jll':tiÌc·co [:t l-.11\lll';l cJc•ll:t ft•I'ÌI:t 1''-il'l.ll(l l'CIII dl't'll:t,!!~!'ÌO l':tpiJf:ll't•, Jll'l'\ Ìct ;l,;tfl:lllll'!llll J:ll"Set t·(IÌ<hll':tlt•, C'llll .!!<1 1'/.:t :..ll·ril•·. La lc·nta ltll'llifl!!C·a ili l al c "·"l !:t b"'t'Ì(I r·ouqol~·­ t:tllll•lllt• :IJH'l'IU. ))(JJHI :;. [ j.!'ÌI!l'I IÌ Jll'illl:t lllf•tlÌI':IIIIJ•:t d<'if;t Jtol'if:t t•IJti'III'.:.::Ì<':I 1'. in c·;t~o di clt·c·IJf'"CJ :1~1·ll ic·o . :-~i :tlllll>d;t il l'li Il l Cl di -<·l :t l:t:..t·i:r l n in j'l't'· •·<·dt·llza. O\ \'C•ro. HhiltHiitll' !'n·qlll'lllt·. si l:t-t·i:l t·it·aii'Ì/.1.:11'1' "c'lll.:t t·it tlln\ an• lu 7.:dlo. :"1·!11• 1-.·rii l' :t dl·t·or:-<t asl'! l i<·o in 111-l :! :.;ili l'Ili la l'•·rif :t ì· t·oii!JolPl:trnl'lllt• (·Ì(':lii'ÌZ/.<11:1. ì\1111 I'Ì\I'II J.!'II 111 i](• Ìll JII'ÌIIICI 11'111(>11 i lo•illloi 11-;ft·OJtlast i1·i . .PI'I' lt• hl't•l·t·t• f•J':IIIÌf·!ll' . ili c•J tÌ I'I II'J.!ÌH di gtll'l'l':t. l''lc •,t• ili :_:•'tll'l'<' 111111 )'iÌt eli :{-1 c·Jn. tli cl i:llnt•tt·o. ~o11o !"llili<·ic·nti i lc·ttthi l•t•l'ltl>'ll'i. ll11 p•illlt~l l'Ì\.''~ llt •J'i• llllll1t'lll..;i ltiÌt·Ì opt·rati. Jl<ll'I'IThi J•ÌII\ Ì;IIÌ :tll:t tl'lllllc•. l'Ciii l'IC':III'Il'l ~o:;laltll'fllt·nlc· h ... n r't·;o;i'-ll·llli: lao fatto :11wll•• ,•,.;t•!.!IIÌI'<' p:ll't•c·t·hi·· r:1cll"l!nl.h<' P JIO !:i;,llliÌnllo.-.:t r:tl<' In flll'ltl:tl.ictllt' o"'"':t <tflt·llt' 111 lor,t·o·l·t· I'Ìiilfc, ... tu ~·.:1\ •,,. ( 1-5 t·m. eli cliauwlt·n ) .

~

i

, t

j

t f ~! ~

(

•

f, ..,.l •Il•' l'lt•H11.~· ,, c•. r\ t,r,,l, , .

COtl

.:F\·rll(• P\'l'''t I'Hhll

\f'l <.-r~~oatÌr : 51

1

l

f'Hit

IP~it .. rtf' ,.~~l'ti !{rt\Vf' !

l""

:-.~ fl/,. \

,.. ,u

•' _,}1,\J'ihlltUih'!ll• •

24:

t.....:, .•" • m •.tl•,-.!··n .

l• ·:iltJIJ~"

, ... r .. l,rf-ll•·

u '":11t1~· ' ' •" .

, , t'J'J ••h\11•

ut t IS·

' '•


:2o~ ·

Fi ~ L''''\\1!-:'\'f l l ' Hl l<' HO!• li , 1.(,;1' .

lt '""l U !It m . •!l ' 1:1!• ·a: 9

.. , Il /,,,

}\q·ilt }Jdlt•ll't l lt: i 111'1 t'('Hilit~ t'l Hl lf'~l ·~ll l •1:\Rt•A

JilllÌI11I Il 11. 33

\

l

J, .... hHU' lf l ''liHI~•'H ui , 11 C~"i.l fl, •: Il. ~4

F ··ritt· P"""' r•• "'' llt•l t' 1'1~111!' C• 111

\

lt·,i· ui •·s--. '''~ :.:r·a ,., Il.

Cqll

1'fl' 1} o\lfli'l i1 o'

... J lo C

l

l"'·

a

c 'T'i ~ll.dt•

l ••f.

~

t rH~I.,c·ta

.

l'ti' l

tf. '(!( •t'.:-'1,

l IIHHti

l

,...... t t 1('1'

•r:\ll: ~

:.

l i h il'l'

~

1 r,l .. bwt\.t.i COli

n "'i4 tt i t~..

Il

'lt•C'01'<o.( j

" t(j("q

2 lJ

•uurt 1

\ tr·L... I• •C~~' f

Ili )J

'' l )l'fn 1 i

i IJI"t'! l

rc, ... 4 l t

• •ral i:

4

" ' t1h •)

l rwwlnc·,p i

nu:•

''l'' .... ti :?.4

.. ~ "l

,., fil h •IO'Ì ullt' uwnl'~i!·

\

•'!" ·r. ~l i 4 \

j. •f'•l t i ,.,,n

S••t t H'••

ti·~('llf.&l,

n·• 1 t i ~···

l lll•Jni

2

..

l n:••' '''" 1:1 4 l r,,,j. w.tll IIOJ t

1

Jtllf!'li .

CUi l'iiifi w·llo -"l'llr~n ft•irtll·:--fr•· :.ono !<l:tri ,.,udrli,b~t • f •II IÌ. :-qwr·ialnu•ulf· in ron KitiPr'azioot• •b ·lht ;!l':r\· it:'t ddl1· !t·~i"11i . l'"i•·IJt• 1tt 1fi i t'ra nit·i, a tw lto• !,!ravi:.;;inti . fln l n il 11110\'f• tndtl'iz;r.n ""i 1·avrlari. '"Ilo nr:nna i lt : I~Jiort.:tti dallo· :;,•zin rn dr ~;tllll:t rwgli 11:-[H'd;di a\alli'. a li. lnnltt••. i l'o·t•iti t'l:liiÌt· i tlO II !.:1':1\'Ì o 11011 d ia~lln.,fic·n! t l"'lll ·(r:utli Ho•lh· \ i~ÌII' ' " ''llllal'il· :tll1· ...,, .,_inni d i :;:t llit:\ ~o11o ,..f;rti. 111 !.!l'llt'l't'. i11d.rti ll•').!h " "f "'d:tli d.t f':llll Jif) piìt al'l'l'fr:tri ;ldil ril i l" l' 1'1' i 1111"111 1 g r a\ l. J,;J llllll'l:tlil:·l :,:Jol t;do (I •Jit'l':d i t' llt1lr ''lil'l:tli } l" l' lt· 1:1~Ì011i ~· Il t'~Jitl..,(". ,. "''IIIJH'I' 111 1111'1 :dl:t ; lf,,,-f; ~;S II ;>J .J:.!.!II , ,. ll':t-ftH·:tli .~ll'li'ÌIÌ f'l11 · nrr:.d•·:Jitll'lllt·. 111111 di 1':11lo fiiii i.ÌIIII,cfrrwltlt•" •tll:t'l. 11. ..! 1 •.o;: 17 .lll i " ,,. llo·i ;',]. llf• >-1111 11 ,(.dl llfit'I:&Ji ·::._: 11111 i ''';.!tll•ll(ll'''li ; Ti 'l/.'>:/ur·rtl t 1'1111 :.:.11:1 I'Ì:!ÌHIIt' ..!tillll ...:i,:,, ili •t'l .t'i liti t i l'llltt(lll'!:t l' 1'1111 III IIZÌIIJt,dilit lJ ro•ÌHI•·:.:.ral: t., ;-;o•ll,illllltll'!ll•· tlti:.:.lilll':tl; l t!• ;,q .. rt '' .. ;

r.

Ollnl i 1 :~

=

IU.tl:t ''.,.

/J"·,t/11/i . La ,..t:ali-ti• ;a ~l••lr:tlo· ol••i do •t·l"'"' <'·;tifa . f"''"hi· t·nl lra.-po1 J'I11

di 111111 i lo •riti d.11lr• -t•J.ifllti pat.••·o·lr i " olio llltttli :-.ulll lll tl\ \c·t·u 111·111' primo· n·nliqll;llll'" " "' '· l:d :rlli. "'' Il ltPII OJ/1'1':111 . 1:.! "'"'" lll'll'li :qlj~t>ll:t ;.:inni! 11 q Ila ld11• "''' dop n P !!li alt ri :! i11 Wl'''""·' ~IOIIt:li :r. Ol i n· la g-n11 ,. !t:~ic•llr· d ••ll:t (t 'l':t c•d t•Jit'I•J:IJI\•;t,( ll l"'f'lil:t \;111<1 IJIIOI'i l lllli lliiiiiP I'I I"C' ;~Il i'<• ÌIII(IO · llt·ll!i l'•·ritt• 11•·:..11 arti t'""" di t·:rdo 11t·ll • :tltr•· r·:I\ÌI:'t (ltll':t •·<·. adtl<lltll· ). l>q:li !•pc•r: li Ilo' ' "Il" l!tlll'li t::: l pc·r l.r !!1':1\'lf:r <l1•ll,l lt·-iollc· . 111·i <jll.di c•r·:t ;-,l:tlll lt·lli:tÌII l Ìlllt• t\f •lllll t·llllll' c•-.lr·c·nt,l l'i.-.oJ·,:r: le• lt--i1111i lltnlfn rlillrr:.•· dl'll'c•rlc·t•J:do -ulfn -l:ck l'tlltlrolllll" all ':tiiiOJI'':' : :''""o dtr·o·tl:tti l"'' 11 11' llÌII.!!" t'lll'l'i'alilr•. Ili 'l""sli, .-, l '~'~'"l' lllH\':tllo l• ·~iow· t),.j lolli tHTipit ·. li 1• tlo· l 1'1'1'\' t•lll•(lll. f(p ''' 'f'l\;tlo dlt' ], . lc ·~ IC11ll cll'i Jo loi IIC'!'Ìpif:tJi c· ;.jh•o· J.IÌIII•'IIIt• tiC>l 1'1'1'\'l·ll••ffo rll•t'III'IO II<l i li ).:t'lt••l': tll' c·on ltl:t!.!i:l•tl't• gi'!I\ÌI:'L (;jj :tl1 ri ;; pl·c·s c•fll:t\';(llo ]l ·,ietui frclltlll-l"llljHtrali. 111·i •ttt:d i. 11111'1' In s p:t('po l:tllt•·ntor l'l'l'l'hralP. c·ot·-:i-lc '\ allo l'r:ll Ili t'l· tlt•ll;r l••,•;r c·t·artic :1 pi111 1n,.f ., l'"'''"' ' : iu :! fraltnnt dr·i ,.;c•lti ll'lllll:di t· in t lr:t ll ttnr tl,·ll•· \'t dl•· cllloil:rrit• ,. lt·.·dolli d1•l ;;c•uo lon )!itudir t:IIP. l lllllw, il 1:~J i• ntnr·t n l'''" ' '"'"''l':!:.:.ia ~•·c·ond :tt•ia rll'l lobo IH'l'Ìpifo-p:rri••t:tl•· s illi,fl'l) im;orl :l in li" g ion1 :tlil iiiiJ\1'11\ \'Ì>':IIIH'III•'· llli•IJ(TI' :>i q·rlfic·;~ \a tlc•(·tll':-\ll Hlll'lit:rl1· ;t>'('IIÌt'll (l't ' jll'lll) 111'('1'11~1'11/IÌ!•O ): ·!J<'.~.di ~ O (H!I':t(i •lN'I'Ilnl i (l•'l' c·olll}'lll':lzioni ;;,qf ic·lr· ·· in ~ l'irtlo•I'\'Pill.o ''· stai o pmt ic:t(O dop<• t·in·a ..! l o1'1·. in :; in -~·•· o lld:t :!i•n·nal :t. in l in qttir~~;~. e D<·:.di n.llri :.! in Jlf'l ;,,.( .. 111111 prr•c·ktlrilt•. 1" '"·11\· int·lhl'il •lll i. ~it·c·hì• ll~t·. 1,('1'\' t·nt.o G ~t< d o i t t ~~·n•·r·:d1 · l a l d i\ o pt•t' r:1:.:. inrr i d i\ ''"''' non Ìlll'l)l]l:t htl l arl alcuno.


• ::o:: In rtt•s~unu (Wl'ltlaftl'\'<1 c·orpn

1'~<1 r·;IIH'IJ

o·ndo-t·raltic·n. poic·l1l· Ìlt :.! t·r·a

~t :l t o 1·:<t r:t t t n 1• 111'!.!'1 i nl t r·i 4i :< i t r·al l ot ,. a d i l't·r·i Il • l a 11 g·, ·t t:r. i: li i. L a t 1•l t l)~~'" l i \·i t i1. clt-ll'int<•r·vc•nl n fot·:<c• ne· ;c\J'c•hlw pnluln ~:th·an· qu:clc·llllt•. ,..,. fct:<:-t· stat o po.s ... ihih· il lr:tl'IHll'to rapido. (Iii n· 1·ii•. rwi p•·riodi 1li 1-llJwr-l:c\oiJ'O 1'o tllnani-

larill u:<an•la ( lt·l'l'c•t'l'lt~. ;t 1·oi t'o·J•ifi III'J.:t•ltli . •·hp d:'trtllll llt:t!.!\!'Ìni'P :tlliclnuu·n tc) ,(j sa l n•z:w.

1'1'(1/l[n,.,/i; l'<tltljllt••;,..i\ :lllll•fltl• :C:-I'I'II dnflq :C ~l. clc•Ì <jl l:t li .·, 111111 ll(ll'l'<ltÌ

•• Hl opnali; l ;, urr11 Ojll'l'llli pi'I'M'IIla\':IIIO lo·,ittlli litlliLtlc· tlc·lla

(<'l'il; ~1':1 \ ' t• 1-I'IIZ:I lol':tlit.X:lziiiiH• l' l l'Oli lot':llll<l lo sl;tiO ~c·rH·J·:tl" )11'1' :di n· ~I';II' Ì lc ·,..iolli ha l'Oli l mindÌi':IIP

~ CQll Nlllllll!IZÌI!lll' l'l'l'l'loraJt· 1\llll

UZ7.;U:Ìillll';

ili (ll'illtfl l1'111p11 I"Ìitlo•l'\'l'lltll. ~t•o·Oild:II'Ì:II III' I i ll' i l:tlli l'('l'l'hl':ili l' g't•llt'l'<! li SOli(> mi;.diorali :wn,..jhilnll'll l l' t·on h· ntl'lti•·c·lltl'·d •·i p••llltc·. Tutt'i·.-, sotto ~\:\ti tra:<l•·rit i i11 1>11011" c·oHdizicHi i. Opemli ] !l: l a,.,.,·:litfl i'l':tlllll':t. d•·ll:t 11'1'<1 c·l':tni, .., r·o11 llll'llÌilg•· inll')!l'a;:.! di qllt·Kti 1\lc·t·it;~ll" p:ll· lic·ol:~t·t• lllt·IIZÌullt·. l•;,,..i lll'•·;o;c ·ul :t\':1110 fc•IIV11H'IIi di loc·uli~;.a~icnt~• a l'oc:olaio. IIOIIOo;t :tlllt• c· h•· h ll'"icnw dc·l l:l\'0· lato t•slpruo ln:-.;o;l' appt·Jt:l ;q> pr.. ~.x:.hil<·. 1·:· o;t;cla l:~! la 111 :tlltht·tlt tt' l.t l.t·apanni\illnc· crauic·:t· l'<'f>loraiJic·t· r·u11 IH ft·t·":t ltll'd!:l dt•l Ilo,\ ••n: in 1100 è >iaiH ll'()\';l(O l'l ll:ttOIII:t· t•pidllr<llf• ('Oli Jr:llflll':l flllilfo:-.to l'"ll'":t. di'ila \'il.t·,.a. nl'll'alt ro nulla di :tppn·~zahilt· .Ji olll>li1<t!lf ,. c· l ~t·l:t l':l<'ltic·r•utc ·~ i :l\ t':<1-t · l:tt l() I'Ì~I'IIIII 1':1 l'l' 1:1 J!l'l'M'Iil:l di :-:tll,!!lll' IH•( (ÌijiiÌdO f•t•f.tlli- I'<H'fliclialltl. :-;j i_• <t\nlo in :i!lllH•dtiP ,g·uari!!ÌOII<' di pr1111a t·ou r:q•itl:t n•tllt•·:.ot':tztnll(' l'unl.Ìuual" t·t•lll)>icla. ,\t·gli.:cllri 1;, opt·t·:tli c·:d:>IP\:IIli' lill'l'l':tl.i"lli llll'llÌil !!t·<· 11iù 11 llH'IIo P~ll',.l'. c·cllt IIIOri ,,c·ila eli , o,,l:tllzn t·•·ll·bralt·. l11oltn·. in :l f•mmu t'i"c·ttll\t·nt c• l•·sio11i d<•l "''IlO lon :.!if 11tlin:tl•· t· 111 l d ti '''"" hd •·ralt·. In tutti ,;aho tlllV. 1'111'01111 t'Oitstal:tl•• lcw:diz,.:tzioni t• ptt•r·i,.:tlli•·Jtl•• iu ·l Plltipi•·;.:Ìil- Ìlt j Hlll·lt•· :tl'.tsia, in l l'IIIÌI•HI'I':;l, i11 :1 lc·i'i•tttt• •Id l<lf'l'iillt· t· •lt•ll'ipo!!lo"""· in :.! ,;olo c(,.J t':wt•i;liP Ìllf'l'l'ÌIIl'l' c· Ìll l :ll tt:tlll'""i tlo·l lato "fl l"'"' li :tlh r.. r·it a •wt·ipit:tll'. In:.! è• ,I;Jin c·~lrallo il pt·o~t·llih· t•lldti-<'I':IIIÌt'<>. in l llt•ll Ì• -lato •·:-lr.tl lo; in 1·1 il d<·c·t~r:>o diÌI'IIl'!!it·ll c· l'lill~Ì•IIJ:tll· l• .-q:t lo t~IIÌIItll. JtPIIP~I:tlllc • t·hc• in~ ,,ia c·Oillp:ns:o t'IIIÌ:t c·c•n•hntll'. :'olu Ìll l. ,l'lliÌJllt·!!it•fl t' :ll:l'>lf'll C'Ili) l'I'IIÌ:I l'l'l'l'l>l'alt•. c·lw \a t·idllt'l'IH)u,j , l'l'llliplc·gj :t h:t ltiÌ .!! Iior;~llf: l':ll'ao;ia !lllllnri:t Ìll\!'•''" pt•J'flt.lllf' sl:tt.ÌOIIal'!:l. E!,!li pl·c· ... c·u ta :llll'ht· a ltre· lt•o;iuni . dt·ll c· 'lllali 1111a /.!1':1\'c• 1"'111'1 l':lltlc• ltc•l tn- • f:t('t· ('Uil lt•.,Ì•IIlc· c·w.talt• t'fllll)'lic·ata;;i ad •·nq>i•·llla . ~~~ 1!1 opc•l':rli "' 'l'l':t\·\·j,..,,uti l'Il~~ utlc·llllltJ ili li clt•t 'fll'.'" :l:.t•llic·f!. Il dt• 1'111'1>0 fil\OJ'I•\'011' Ìll IIW:<><illl:t p: ~J'lf• ì• do\'lltll :tJI:t (f'llllll'·~lÌ\' Il:t c)plfÌIItl'l'· 1'1·n.to (ruult.i opt·J':tl i ttl·llt· pritll<· 1:.! "l't' c· 1\1'~'-lltllll clopu l•· :.! l). L•· c·cnttpl ita~mni l>llf'Jilll':tlÌrt• i'lll'l'l:IIÌc·ltl' {jll:t:>Ì :O.I'IIIjl~'P I'Ìpo;r·OIIfl lt·t :\li .

1\ .. -

FJ·:t!ll'l

c ,\\l ' l'\ t: l

' IO!t \t'fl'l.

1,,. )p,;j <Jil i c·: 1' i l ari c· tora o: id 11 •• i 11 ' i a l '• d i t !l a M; iliJ: 1 l 111 t t· 11 • •l 111 >:; 1 ro "" p••da.lt· nc·IJ·,~mhito <!l'l ('''''l"' d·arlltal:t. :d qn:dp ~;i :tpparlil'tll•, h:tlllt•J c·o:-; lillllt o un talll]lt) eli "l'''t·ialc· " "st-naz iunc• t'eli par·tit·olari ric·••rc·lw. ..\ t :t lt- :wop11 . oltrP l'<·':tllll' t·adio:;c·opic·n l' nldio!,!'r:tli!'O Jll'l' Ìlllc·gr:tn· I:H!raj!uo:;i d..iait·<~. un volul n c·ou 1aie pt'l'ziosn Il l l'l t 11lo Sl'g'llin· !Kii t•,.;i1 i f<tl!Cll~<)j i ~·nntnJlhu·c• da 1.1110 :'Jll'C·iali:-;ta., clin•tlon•. di nn'auln-:~mhnlanxa r:tdw~cll-(l(;a cl anu:tla. il pl'oL " .aragli:tno. . .\li tiOiliJ ;t\'\ al,;o <illdle dd t'OLHltH';o;() di IIUII ,.; puciali:{t;L h;~l.!.t\l'ÌOIOg'll . iJ ptOf. !>u n.tonj dl'l!'linivPl'>\it;'~ eli Bnlo!_!ltfL, [lt1 )' g'IÌ {'S:UHÌ l!lÌ!'l'O.~eopiC'L P Cult.,un~h uc1t .""rsai\H•JLI i tomc·ic.;i in JWI'i ci <Li tlivt•t•si . . lnfwe, ue1 rèpt•t'1 i nPero~c:otlici, ho riccn·~o all'aualoml)-p<llolugo iuSigue pro(. J> ioni<'i, iuc·aricaLo nell'à.rnmt.a.

t

•

..t l

\

l

l

t

• l'

' l

't

' l

~


\ l'c<r ;.;li t•,-,:lllli ti,.;ic·i gi oJ 'IIHiic·ri

<1\'C'\11

:tflidat n i l n·parlt• IIJI'IIf'ic·i a 1lu~

m•·tlki ,.,.,_c·it·llt.in~i c· di ..,l i li l-i , il dot 1. :-\:lll;.ntiltt·t t i dd la ul i ni c·a nwtlica eli t; .. lc·~n : c c· il doti. ~111'/. Ìn. <·•1n~nltnndo in c·a •m di bi -;O!! ItO il prof. ,\lcm>Jii. d•·ll'nll i\t·r:oifa di l'H\Ì;I. da l qn:tlc• d irt•lf:tnl t'lltt· al •h ialttO i111parato la 1t·t'llit·a dvllo ptll'lllltlll•n·:tt·t· :n•tilit·i:IJ, .. lo. t·• >tt lwl';lto •!.ti 111io volonl~·t·uso ;J..,:-i~t•·lllt· dott. Lcoi'C'II Zilli , ho t·untlo la p:irlt· c·hil'lll'_!.!' it·:t. ( ' oli tali prOl)(•· ;-;i l i t• ('Ili\ c·nJI:tliOI ': IIIli'Ì l'ill-1 \'H lt•lll i Ilo Jlllf Ili (l 11':1 l'l't• :tiiHlt:ll':-;i r:\IIWnti. ~~· 111111 dn·i,_j,i. •·c· rto t11nlto i.,fl 'lllliYi Ili'!' la pr:tli t·n " ' ' ' 'llÌn· i11 h•"ioni' l:tlliO illqll>l'l:llll i 1', Jl111'll'ilf'J 111 , SIII'SS II f 1':tl-l'lll':dt•. l lt•t·il i tor:wi•·i ''"" J,.,j .. lli 'plc·lll'tt-ptdlilllll;tri ri~'"' •·r:ll i Jlt'l 1 rillltJ~>trc ra<•J.::IIIIl.!-!'•1111 b c·il'l':t eli 1:::;, ~\ c·ll•· 1/lt/t "'''''"''111- /'"'"'"!fil'/., di c•,.,.;i ril'<·riri• >-uhilllt· lllt· s11 lt· l'lll:lì' più iiiiJ'!Il'l:lllll "''l'l'\:111'. 11111'0 lll>IC' Il c·•lllll'll\'t•J'"t·. :-:nlo l':ll':trlll'lllt' 1'\L (•lls~C?l'· Y:JIO l'ile· il \l ' l'":lllll'illll t'llltiltii':II'Ìt·O :llllllt '11 1:t dopO il l " \1 :_!11 !!ÌOl'IIO e, q11;111do :lltllll'lll:L ili .:.!''111·1'1' ì· dn\1llo a 1':1111 t•huri,·i rmi/ÌI'i• L l'lllniiii';IIT. di III:I,,.,ÌIIIH . <•l~tplido: 111111 di r:Jdntit:lll t•nJdic•lll' C'llil!!llli llÌÌI Il llll'llll <Chholld;tlll Ì . J (Il l'i:it'llfll 1':1111 l:th• fai In IH•(Jt· IJiop .,it· IIJII'I'al·Pl'le ,. llt•llt · autop:-h•. [,a no:J;_:III.u.inllc • i· illdipc·lldPn1t• d:tll;c l't·rita a c·:1na.l•• d{'l J"lhn• •lll' t:-::1\ iozri) c· in .:.t •·u•·•·•· tl:dl;, l"""' t·a;tiolw d•·ll·o..,~ig·c ·ll<l. ;c l'Ì:WIIll(lafll I'Ì )'l'IIIÌI' "dtt• l'Jllti ( Onll·t· l'PII I'II:C!.!IIIi Ìll t' liiOlOI':II'L t·IJÌUSÌ per fPrllt• p:ti'Ìt•l:di :-:t·ltì':t pn•·tJIIlcdpJ·nt·•·." :J\'I'illlo ili\ c·1 ·1· I'Ì·q·ontr:llo c:Oà,!!llh qu:cntl., c·:-.i.,lc·\·a l•ttc•lllllltl•ll':t•·•· c•h in,tl " :lllt'l'ln c· IPI'ilt pn1tHIIII<JI'Ì 11':1\1'1'· 8:111 l i. \t•lla l!:tlO:.!<'lW>-Ì dc•lltllltlllll';u·•· l111 ~~~-c·J '\;Jin t·ltc· prP\:tl~ollo h· fniH· Jl:ti'ÌI'I:di. \c ·lll' IÌI 'P it•ht • h;~IIPI'IIIiii).!Ìt·lli' dt·i \t·I~:JIIIC'IIIÌ lllt>lll'ÌI'Ì llt'Ì (li'ÌlllÌ ).!'lllllli h• c•JJ!IIll t· >'111111 l'llll:t:-lt· "i~~'"'" ;-;lt•i'lll. 11111111'1· c·nll:>~•t·IIIÌ\' ;tlllPlll•' 11ou •l1 r.ttlto """ " ··olllp:tr~i ~··n111. In 1·a"1. n•·i q~~:tli l•· c·11lt ltr•· tliJIIO'>I r:l\·a· .:.!•'l'Ili i, ~'-("'''' '' il os, Jllll' 111111 t• ..:i.-;1 c·ndo :ill'c·:o:tlllt' llltc·ro-.••opic·u •l•·l :-:t li'.. ili • ~··:.!Ili di lr:t ,I• H'III:Iì'lllllt' l• tJt·ul• ·n t;t, qlll·"l" :-i 'c'l'l li c·;~v;~ anche . fn/.!lll'11do •·colllpll'l:cllll'lllt' il '-:tll!..:llt'l' :-.oslil IIPI\dnlo ! ' l l l l :ll'l:t ldtr:tl:l . ( Jlll('ll· llilllor:ll·•· 1-'!tri :III II H) . ,,., ... ,,do 1 :O:IIg~··rlllll'llll dt•l pro!'. \lnrl'lli. \1111 l' :-lli]i<·Ì(•IJ( t• ]11'1' I'IIII)II':IZitllll' OJ't'l';tllo)'Ì;t (/llt'lll'flilllllifl) l'at·t•l'l:t.;l.' llll'idtl IIJio•Jw:c·opit·o dt·ll';illllll'lll" :tlll'ill· ~l·ll:o:ihill' dt•i !!lui1Uii l•tall(;lll: t llll·glin :ti l<·lldt•it• l:i l r:J,fnnnazi<~llt' pttl'ldl'lil:l . \ i:oihilt• :111t·h1• n.i<·ru ..;~·Hpl· Ilo t';lllit'lllt• 1'1111 o·.;:IIIIÌ llj ll'lltli ).!ÌIIl'll:rlllll'll\1• . aJ\l'ÌIIIC'IIIi (lljl«'l'<lf.Ìtlllt' IIJiil:ll'" t•i:l eli' 1 jq,.;c i1·1· d:ttiiii"<L \l)t• :llllup.... il' ,.;o)lll "l;tli IÌ"I 'IIIIII;Jij f:IIIÌ iiiiJIIII'I:tiiiÌ. , 1111 :-:p,·-.~o. "l"'•·i:dlll• ' lllt• dopo ;.:h Ìllli'I'\"Bllli I••IJI[Il'""' i. :-i n-.1' ', l l';) l i itl'tl<i ['Jc.llr:c 1':0:1 i''-Ì l' i'JI' '"'j ('t•ll I'IIIIÌ IÌIJrilllll'IÌ :11J1:hc· ill [t•J'III fl'ill\:lll c'oli lo plll'lllllllt<~r:wt· al'tili• i:dt•. In nn c·:t!'n. ~• ':..:'llil o da mort e· ,. ll'<_ltl<i·lll 11 l'llil ii'IIIIHII';tllt•:Jlll•'llll• ' ' ' " lt • JÌJit'l\l o lulnr:c• ·~· :cl'lllic·i:tlc· t• c·o l L11 :J:!'!.!H~ '' dojtll·IIJ'II'II l'Oli ,.,.,JuzÌtoJc• di ,. J.. ro.~•,J. :....~·c·olJclo i >-llf..!:,:t•rillll'lll i :tllll:tll d; ·l 1 )11'11 1. \l nn·l l i l' :.:i:'• , ..,ll,i!.!I;:Jlll d:1 tn•olln l t•lliJl' '· :t l'·ll·to· il IÌ'IIIidl • ''. .' 111111 jlllt' lllllllllol';tt•t· . d:tl 111°11 tll:lt'-.llll . il prnf. )IJII'illllt•, f1t'l' lt• pÌC1-:oÌ1'1 11 ' . ;.!•'llt'l'l', l ;l l l't'li l ll'llllt' 1'1':1 :l"'''illt•. ~111111 .-.l:tlt• l'llll'l:llHII' :t Il. :lll 'c t 1l' ' i·• ' IJplll·· 'Il · l 1 · · ·1· · · 1 · 1 t,.,,.,.,.,·lll . ,. l 11 11 l':t)'l :11'1. 11'11111'111'" 1111111111. I;I(•J l lll'<:l('l':lllll'llil ' l l'"" · Il • • . l' . l . l l Il ' 111;111' ('il:'o l , IIJII'I';iil t l lll l';(l'ttlllllll:l l' ll':tili11 1 (•ol :1\':I~J.!IIl (•JIC O)' 1'111'11' ' . J·llll 1 1 np-.i:l i• :-1 a lo [l'o\ :11o dc •l ''' '"' " il c·a 1 o plt•tll i1 ·11 ,. 111111 "' t· Jl•!l :t·l (l :~ . l :1 llll!llt• \l'l'liii·:Jlil"l . . t'tlll ~f:tlll .~1'11\' lol .. l•· ~ " r:r v•· : ,.• . l 111 l' l lt' :-.pJt'.!.!:l;o.:-.1' a l 11'11 [;t 1 . . l Il 'l l . . , .,,natii 1l'lil)lt•l':tllll';l 1· l t •\':tl:l (stlltf'flll/tl ) . Il q11:1 l' 11• t':t"'ll 1 1 t•t't'l'o"ll t'l'i ' , ·~ 1 · nkt'1"'' · Il 1· · · · 1·1 l • ulttt :1 :t 1 1:11'1'1':1 ni.,.Jit• llJ.!'Ill 1'111':1 . c•JIII'I'0 - 1'''' dimo.,J r:tt a. d a l n•·•·rc, ... ,.,,['ll .

....

.. 1

.....

.,. 'l

... .· l

''

-·

l'l'"'"'

11••

•

l :

..

l",,,.;,.,,,

'·

•

l

""!''.'

""''""'a ,.

.,,

ad

•l

.,

l


205

F UN Z lONAMEN'l'O CHIRURGIC01 ECC •

. TR..\'f.T~JIE:-1'0 ED ESITI.

I feriti tor acici con lrs ioni pleuro-polmonari ricoverati nello scorso t rimestre raggiungono la, cifra di 133 con i seguen ti esiti glob ali : . . . . ) t··•>:;luN\ti . Y ntl tor(lCJCI: 133 t.' Jl\f'>t' ·l

•

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

•

·

·

·

•

·

•

'

·

·

·

'

•

J(l'i = 80,45% 26 19 ~ - 01

=

,;.>:> IO

C'ome nello scorso trinwstn•, anche in qu<>:;t~, data la grande affiuenzlk di feriti gravi a cui UTgcYano soccorsi imnwdiati. in molti torncici si è sta· ti costrt>Lti all'astensioni', iu con:-~id!•l'azio n•· <'h e questo mc>todo, usato con oculatezza, serba ant"ora., a parero dd sottoscritto, il suo posto d 'o-

nore.

Per t a.li ragioni sn 1:33 feriti. 81 sono ::;tat,i trattati col m etodo astensionista, con i · segu en ti et; i t i : • , F.·mi p 11.'um- polm<•nari trnllnti C<J:•I',,st.' n ><io:,.. i n p•·imo t••1npo: 81

l

Lmslocati · lliOrti . .

· .

· .

· .

· .

· .

· .

· .

· .

IH = !! 1,48% 15 18,52%

=

•

In qu<·sti casi l'astensione si riferi:>ce solo ag-li iu1·~ ·rvcnti cl 'import:tnza pleuro-polmonari, poichè- gli sbrigliameuti dt>llc puret.i c l'estra1.iouu di corpi estranei daUc rn<:ÙC'l-.\itne snno stati eseguit-i secondo le norme gèneral.i. I traslocati erano iu <:ouùir.ioui tali da dare a.tfiùament.o di gu<trigione completa. . Generalmente sono stati trasferit.i, salvo ecce7.ioni d i cUlotoracc lil·· ri~Rimo, dopo tre scttirnaue, molti dopo un me:;e e più. [n 11 casi d!'lgli 81 trattati con rasle-n~ionc. per complica.zionC' settica. (empicma.) iiopra.vnmuta, è stata pra.t!i.<:ata la. toraeolomi<t iu :!0 tempo (in l!l'rtcre rC'~>l':tiOU\1 cii~ eo~;tol c pm· un t.ratLo di 10-1~ cm. tra l'uscellarc c l,n. :wapolare); in M·i r~;i:-;tcva. pueumotoraee a.pcrto, in cinque chiuso. L'esito è st;tto il seguente:. : 5 t.rasloca.ti in buone condizioni (<l[ebbrili da, qn;ìlcùt• :;l'ttima.na ) e G deceduti (4 presentavano iu J.o tt•mpo prwumotoracC' apc1·to e ~ chiuso). JJecednt i senza alcun inteTvcnto ~~dci quali 5 in P g iorna t a. e lu c·lll:' -18 ore•. IJi questi 9, 3 pr<'sc·ntavano pncuuwLorace fllll'rto <'o ciJiu:-~o. Ta.le mortalità è piutto~>to t•lcva.ta. JWI'<:ltè tutti i lo1·acici, auehc ~raYi"sim:i, vengono oramai di norma. trM;portat:i all'o~>pNlale, non ef{:;euùo più t.rattenuLi nelle sezioni ù i sanil<J.. F, r tt i con le~ ivni p lcu ro -p <tlmon al'i trai t nt i con lo pncu mol oruoo nrt.ificil>lC': vuoL•lm~nto ddl'""'"Ln i'>~C6 o p ne ounotornce (appàr<'c(·hio M<•rl<'llì) Opcr"ti di pm:umotorac! : 45 · ,· u otnnwnto dell't·moLoraco, . pnc umotnrnco e hl· vt~ggio entl• ·Pi t! u t·ico con soluziorte do ClLr os .. l

l

l

Pn~umotomci se•r.plici opcrnLi d ' otnpiomn: t :J l

l

l •

PnE'umotoraci con· ifwa~gio operati d 'o1npioma: 3 Rir pilogQ: ~mttat i con p nuu· m otor,,c,., : 45

Il l

l

rn.:.l1.c ati

6

tliO rti

i

tm.-;l oP:>ti mori i

2 l

traslocati

:)7

morti

8

38 7

= 82.::'2%

= 17,78 %

Le cifre non laseiano rilevare grande diiTcrenza nei risultati fra i trattati con_ l'a stem~ion{' e quelli .con prwumotoracc. A ciò l$Ì a.gg-ittnga. che in pa.recchr, molto gravi, fu S('gnita rast i'H~";ione e iu taluue lo pnt'umotoraee ~on fu potuto esegtùre. pen~bù parecchie volte, scbbeu<.~ non di frequénte, ll ' 'ersamento emr~t.ico è coagulato e quindi la puntura. esplorativa. o ries~e Dl'g-ativa, ovvero aspira liqnido in scn.rsa quantità,. Forse un vantaggiO potrà aversi con lo pneumotorace seguito da lavatul'a endo-pleurica. 14 - (;(or nale di medici tla mil1t11•·e -

f•

Fase. Ili. l. l


206

F UNZIONAM ENTO OFil llU RGIOO; ECC.

I casi finora. avuti (7) sono troppo scnrsi per potcrsi pronunciare in me· rito. In ogni modo lo pn eumotora<~E' C'O::titn i::;ce rrrtamt•ntc un progres· so, spccialmc·nle per l'azione emosta,l ica, n e'Ile fe ri te volruonari. F EBITI CA YlTAin TORACTCI TRA'l'L\ Tf COX L . U'ìTEltVBXTO L'\' lO TEMPO. p t•r fr.• u .. r·n ~• h ·lt·tro <' r . mn:r.i ,,.. di c.-rpi \ tn~.fl'riti c:.;t'r an• i f'n'1• -pl• ·t1r ici f' pr sciu~tUIJl·nto

Tor(l.(). >l<JIIt i<' in JOec•mp •

l

1

em q t ornc : 3 m< r l i per rir w zi "'' d i corp o <'~l r an•' O !'nilo.p•·r i- 1 tmsf ri t i card ico. pro,.:ci uga nn·nt o .,n.Op• r 'c ..rdio cci t·mot r•. c •: l ~ m orti pt'r ri " o d .. , e di c .. rpi ··~ÌrMt<'i r•nrlnplc·nrici, ) t r l\-<fcriLi PtHIOp •Ili o · •· r i e do• ll 'r•ttu>l or •cc. Slllllr a p OittlOIIII\T :

2

., 2

3

(r• s ·:r.inn<' "'" l'i•• rli l, n r m 6 '11• 2 c •Stole. po .. sihihnPt tt· a ·r•n,•Jtcl'· il ·r tg i· o).

rnor t i ..

La fltnti:;tic·:t (h•gli intPrYt·nti prr lorarotomir in 1o t<'mpo non ò crrto motto ront'(lrtant<•. E· rlo,·<·J·oso pe•n) dit'hiarat·r rh e tnlt> in tc>rvrnto è

st.af o (':·wguil o in frrit·i moli o graY i ron IPsinni i;(' lH'lPiriche vi~tos(',con groi\!'(' ~l'llPgg<' mt>tallic·h(• ('!ldeJ-pol mon:ni o (•ndo-plc'ttriche. eommiste a st0tfn <·<m <•ntot o ·.tr-P nn t P\' Oit• JlPI!'IlO di I')H'<'iale rim art'o (· il f<'!'if o <·:mliae'O. Foolcl:ll o ~t J\L. de l ... l'<'~g'iUlt·nto fantt'ria . (·1111 <·tllOJH'ric·anlin <'cl t'ntolorac.;t'. Lo sport,•llo eiJ<'~nilo, ht•n ri~pmHI(·nt<> allo !->N>po . ì• i<l:tln il !'P)!tiPnfc> : l'i'lH'7.ion~ <kll~ .JrL c·o:-;tola tra J'inl<PT:r.ionc· :-;lf'rJJ;dc• <' Lt~<·c·ll:tn• mt•tlia, rc'ei,;iOll<' p:trzinle dE·Ilo ~'<lc>rno e dc·ll;t tattilagiJH' CO/o>l;tlP :«opra,..t;\1111' <·on inPi::<ionP. drl 2° 1;pn~io inlrn·o~tal<', f'lrr i t:lian~e·Hto dPlla fc>t'ila pNie·ardi<'a: <lRJHWtnzione di l t nn g-n>~!<a :<l'IH'ggia eli gnmnt a. r]t(• fl\'1'\"<) la l't'l'al o !;UJWI'IÌ!'ia lnwote il DtÌ(I<·anlin ; ]ll'tJ,eing:mH·nto dc•ll't•lWIJtl'l'il'al'dio t' dl'II'Plllo1orace; .sutura. tl<·l p<•tirnrdio t'di'Ila lt:tr<•H' tor:t<·i<·a (·on lln·nn.!!:..do l':tpillan•. 11 fNilo. t,rllarilo <·oli dc•tor~o Hl't·11i<'o. è stato ira:-.f('rito io l)iedj da tjlH'I'I O O~pc·d,tll•. r l! e·I'ÌOI'i JIOI izit• hanl11l ronl'!•l'lllat O h1. guarÌg'ÌOI1('. . Con1·h'8ioni. l) Il UlPtodo a,;i<·n,;ioni~ta ha. S<·tnpn· le ~11<' ineliC'a~IO­ ni, ~'lH'<·ialml'nl<' n<·i f('l'il i c·ou IIHHii<·o ,·c·t·;-.anwnto. 1\PÌ 1w1.nni d<io fucile, da. f>hrapllPII. da tlic·t·oh• :wh<·~!.!·e·. 2) JJn ]lllc>ulllnlont<•t• Fo hlltini-:\Ior!'lli. llll·glio c·on c·ou1<•1l1Tl01'a.!1C~ hHn~gio Pndn-pll'llri<·o, l1:L Il' sue• iwliC'a:r.ioni IIP}!'li (•mororari t'llillSI di una (·Pl'ta c•ul itù, anthe ~~· <' :.Ì~I ono pt·oi<·t t ili (ftwilt·, v:tiiP!l:l di xhrapncil, pi<.:('OIP l'dtq!'p:l') ril\·nuf i; J!Oll (• O}'JlOl'lllllO. uè Ul i lP !!t'IIPI':llit:;r,arJo. . :1) L'int 1•n ·<•n1 o ill 1o 1•1'111(10 t> ÌIHli<·alo ~pe•t·i:dnwnH• 111·gli Pll10torl1Ct :l]wrti c atH'h<' c~ hiusi, quaudo <·~i:-t;t frattura dPIIo !Wlwletro e pern:an· g-auo proil'!lili di 111t:L u·rta t•utilù twl c·aYO pl1·11ric·o e n<·l Jl<U'!'Uclum ~ polmouan·. J w;onuna, in tali ('a xi c· i ~i a.ll ii·H<' alla !'!•gola. gc•ucrale degli sbrigli;lnH·nt i ampi con al'pot·taziow• dti ll',;f;ul i t·nnluxi, !;eheg-giect~m ta, rimoziouc dt'i rorpi t'Htr;uH·i. !'c:t·. (' se· ~i trova il polmone laec·ra.to Sl ese· gue la pnPlllll!)l'!'Hlin. nc·gli inlc•rvPH Ii t·PIIlJH'S1 i,·i (10-1~ ort:' dnl ferimento): Con tale coudol t a, t011JC m•,!!li altri t<•s;;uli, ~i po~;;ono {'\'ita.re le gra~ cornpli(·azioni SC>tt.iclw, caugn•na ga;;:-;o~a C<lmprt:i><~, e anche le emorra.gle parietali e polruona ri.


Fl::NZl O ::\A~lEN'l'O

Y. -

~07

CHit ;UR CJCO, l!:CC.

I•' E:RTTI CAVT'l'AIU ADD(DllNALL l (l)

I.I.,,J"Jncati.

T rl\t tnl i

con l'nsknsion <'

.

l

l

O IOt't i

.

SPIIZ~.~ lt.$lun i

org ..n i 01\\'Ì

\ guariti.

j mor t i .

. gn,.ri1 i (c., lo n nso ·nd<mt e)

.

.

.

.

\ no o r · i ( l l" rf r;~zion(• rh· l d Ìj! iU;lll. C" · lo, d istwll'I Ol t !' , omopt•r it"' eo ; l !J6l'fo r ,z ÌUIIÌ 11\lllt iplf' ('i ) f' po•rJtH• n ir o incipionr o c 111\riti . mort i .

4p;uat o w ina t.i : 3

( l

\

('l f'nlto <In P•ll~tt.a <11 thr~rn•·ll ltm•lt·rltoo amh11IM >on chi rllri{IR V) . ( 1)

Ooo morto per pentonlle, l'llltro per oocmia scutn.

•

Gli addomiuaJ i ricov erati nrllo scol':':O tT·imC'strP sono sta.ti srarf;i , pPrebè qul.'~t'ol'pNla.IP D(lll è a ddetto Jlf'l' tali f(•riti . )fr fn ron o opt'mt.i .1 prr lesioni ù<•gli or~~mi <':wi: l con <lue pPrforar.ioni cl<•! <·olo n nsrrn1lrnll' è sta to trasferito gtmrito (C'amm inant da. pnn•<·<·hi l!iorn i) P:! hanno avuto esito infa.nst.o. In uno fmono risr•ont mte la.PPI'Itzioni est<'tl<' dPI digiuno o

del eolon ::~sren<lt:>ntt> con n.hhmHl<lllto PlliOJH'ritOHPO: crw><il;t·eva i noli n' vasta f~rif· ~L frat tu ra. dd la gamha P i!ÌllOeth io tlt>,.,(l'O JH'f hl quale fu llt'Ct'l>· sa.ria, la n111putazionP: mor1 in g-iol'llal a pPr aw•mia rtPut n l' 1'\hor•k . .X !'ll'altro <•si;;tevnno pcrforar.ion i mnl 1iplt• 1h•l l'ligmrtc·o!i('o (nn:-t). di'l l l'nn<~ (tre) e laN't'ar.iouc va,;ta rl!'i nw;;o-(·11l11n I.'O ll !'lllOJwril olli'O piulto:-:to ahbonclu.nLe nel pieeolo b:H·ino e pl·rilonil~> incipi<•nt<': morto in:{" giMna!:lper p!"ril on it,<• dill'usn. QlH•llo nun op<•rnll) prP~<·nhtnt una, palh•thb di ~brapnl'll Pndo-ad!lontinale nel qu a drantf' SllJH•rior(• :-; ini ~t;ro (diagno,;i radiosropka ). Jo fui }Wl' l 'inlet·w•nto nPlle ft·rit<' a<ldominal i di g-t ll'rl'<1 fin cl ;tl 1!11 :3 durante la ~\H'rra lihi<·a, come rif<~rii 1wl C'on!!r1•:-;so it.aliauo f1i dtit' urg ia. di quel! '<Hlrio (V. ""\ nuali ). N cll'ini;do di q ut>:-;1 a, t a m]nJ.gn:l- fu i rostn·tl o <lll'astPTJsione, poicbù i <'<~'·it a ri <Hl<lominali <'T'fU tO tm~p<H't al i èlll'mqwdalet.to alnll'IJO (lopo una sl'llimnna. In un ~~·<·ondo p<'riodo, l't;S<'llllorni Lm· vato in cou di :doni ovportun<'. ho ('~<·gtrito 11\lllH'l'nsi i ntl•t·vpnti ntltlominali ((; irr~~ i>O). i::ìono eli r C'gola. iui<'IT<'UI i,-ta, 111<1 non iu Sf'nso a:->Rolttto, come VOJTPbb<•to alcuni. Ho e::; post o in t·;LI ~><' n so h mia c·<•JH1olt a. iu urm memoria pubhlicata nel B ollettino C!lir·ia/.c ÙI'II'Ol·dinc tll'i medici di A quih'L (numrri 1, 2, 3. l!H i).

YI.

FERITI CA \. l'l'Alli TOHACO-ADDO)!lS ALI.

T mllf\l.i • on l'olstcnsion<:: l 6

. ''

, •• •

l• l'

l ntcr v.-n t<J p Pr la s• In '··aion"

tr- e ocoti (nnn id,·tll if c mo 1· ~i .

~

1

torndon: 12

pncumoto ru<'i

~cm p!.C1:

a ],, l ·si•·• o tvld•>tll lltn l ·)

7

ptlL u m otoruoi ('On ltwng.ti ,

e u d o· pl <~uricu: l

ll

r ...!oca i

l

6 ')

•uor' 1

tra . loetll i ruor. i

t ..r.,cotom io p o·r <>mpiema \ traslocati p J.. uri··o; 4 m n·ti (') Jn uoo è aopranennto l'emptr ma pleurlc., ed ~ ~tato operat.o di toraroto mla. l') Tre prescolt.rooo all'autopsia Jcsloue e~atrca e 1 l estone <l t'Ila mtlu e del rene.

/

8 8

4 (')

,,~ •


208

FUNZIONAMENTO OHIRURGlCO,

1::cc.

I feriti ra vitari tnraro-a ddomina.li sono più numerosi, pcrchè, essen· do quel:lt'ospedaJt> add etto pPr toracici, non di rado avviene che i dia· gnostirati in "J.HN·edem:a. toracici siano anche acl<lominali. Per lo più si t·m t t.a di r<'riti ndrlomin a li nei qua dranti RUpE'riori p<•netranti semplici, diagn o~t il'ill i <'lini cn mentE' e radioseopicamentr, o con lesione d egli or· gaui pm·pnehima.t o;;i (t'l'gato e milza.). Co:;l :;i spiega, nono~tante l 'asten· sioue, il num<·ro piuttosto rilrvanLe d<'i trm;locati guarili c hirurgicamente in condizioni J!l·nt>tali ot1 ime. D<·l n•sto la bt•nignità rdatin, ùt.>lle ferite ~tddoutìua li iutert>,;ti<lnti g li organi pare n<·himfl.tosi e anche lo stomaco è a mm <•:o;,~:l pun• dag li interventisti più fervidi, noHost;Lnte l'a:;tens ione. Gli inl Prvl.'ut i t';ttt.i in 10 lPtnpo nel torace e nt'!L1ddonw a.mmontano a 7, tlc·i quali 5 g-mniti: pPrò, togliendo l'OJH'rat·n di bp:ua.tomia Cl',plora · t,inl, n <• J' imrm~nno 4. Tratt ando~>i d 'inter vPnto d oppio, nE-l tOrM'e (rimoziom· d i c>orp i eRt rauei, p rosei UJ.!<lllH'u t o th·ll· l'lllOI omee c :mt.urn polmo· uarr, Kt' del ra~o)c uell'addome (rimoziOU(\ tll'li'Prnopl' ri Lonro, zafl'amcnto nf'lle ~ lt·~ioni rpnt i c he, rin10zione di una pa.Ut•t.ta, <li sllra.pnell e zaffa· nwn t o la:-so l iella ferii a. n· n a le. g"<tstrMra li a e .~plt>nPctomi<L nE-lla ferita io:pll·uo-gnslrica (l)), i ·~ casi IaYurevoli sono signili<·aLi\·i pt·r la condot ta da. 1w~nire iu tali ferit i. lSd l'<l<' l! 1li lapa.m t o m in cKplora ti va, oltn• l' \'11101 ora cc non gr~t ve, coe· liistcnJUo sintomi adùomiua.li accPntuati (dolori. clispilN1, vomito, polRo f.rcq nNlte <' alrt nanto molle. e<'<'.)·. N l'Il. in t f'f\'<•n tu si constatò fPTi ta pcDI'tra rH l" lWllZ~I h:sione- 1li org;mi. S <>i <lttE' <>sit i infanst i :=;i t ra,t.tn,va. : in l di Il'riia polt11onare {.;di ernia <lPII 'omeuto nPl t.orar·e :Il traverso la fE-rita <.liaframmatka con l<'i'ioae splt>nica; nell'altro P~iilti'Ya !'erila polmonare eu Ppatica. ed è morto di emorragia l'J)Ht i<·a ;'!•C'ondaria in 711 g-iornata.. J!'erito nel tor af'l: (lr:;ionr JJlruri(·a t' ('a.rdiuca) r ,tdt'(lrido m(: : 1. H caso r m ol to intere!lsantc e tWr<'iò lo rifl'l'ilit ~o con qualtlw 1let ta~lio: :::Solùa!o Y . A .. d Pl ... f<l·Ut.erin . ferito a lle Ol'e :!3 dd n à)!Mto u. s ., trllsport:1tO :dl'oRpPdal<' a lll' ore tì,:JO dt•l ~ ior no ~;u c·cps.-ivo . Incli\·icluo pallido, alquaut·o dii!pnoico, pol:-;o 7:!, n::-;piro :~G. AddonH• trattabile, lievo versa mc>u t·o tora ti co d Pstro . H ad iogra l i a e rad iosPopia Ia nn o rilevar e una grOtiti<t ~<:llPJrl!ia mcLallit•a Jwll 'ontl!l'a cul'tlia.t\C\ a l 5o ~p:1zio int.er costal e sinistro su la, para:>tl••·nalc, che ~ i lllUO\'C coi moYimPnt i carù.iaci e ùiafra.mma tic· i. Ri ba l 'i ~nprl'ssiouc di 11 n a s<: hc'.l!!.!'Ìa nPl pPriC'arclio. I ntrr rfJiio dopo r,irNt 9 or e df!l/n fai/a. éou ett•ro-nart·osi r eseeo la. 5(\ costola d:Jil'in~l'rzione stel'lta le all'asc~t·llarc• a.ntcriorc, reri~ inn.\' della 13 costolo, nPII'inser'zìOlw st<'rna le : si ha uno spurtPilo suf1kiPnt·e . lJJciso il p(')'i('aJ·flio, sì r i:-contra il mio-c·anlio in[(·gro. Però 1w l v<>ntricolo d e:;tro, vPr:;o la. punta, si nota una i$Jlorg-<•nz:t. ch t• alla. palpnzione :-;i ideuti11ca subito per il proic•t t ile. Intisionl' del YPntrieolo dPfit ro, (•:;tra.zione del proiPt tile, rmt.ru·:L del cuore e dd pt:ri<:anlio, s u t tua ùt·lla. pa.ret c t oraricct con dmU3,\!f.dO di ~.orrza . NC'll'eslraziont' clc>l proi~·rtilc·, una. SC'IJPggia <li grauatn eli cm. 2 >~ 1.5, d ctl v<·n tricolo ll1•stro 13i (> verificata discreta l'lllOJTa.~ia: ùece~>!>O in giornata -per anemia acuta. A !l'a ufo p si a. (pro f. lli onù;i) si è· ris<:ontmto clJe la, g-ro,;:;a f;C'Iwggia eli g-n111ata Pt';t pt'JWI 1':\ht al t r·a,·el·so il !l'' spa;r.io in1 1·n·o~talc> th•stro nel to1"1C<' (c·mo t ora~·p desl!l'IJ abbondanti') t· po;;t'ia udLtdtlt>llW, P l' ri'Ol'<l·nùo il dial'r;111111Ht e prndLH'I'lHlo YtlRia hH·l'ntzitlllt' epa l iC'a ; poi d a.! ft•gato per una vpna. SOJH'<JrL'pHti<·a si t•t'<l· iuliltrala udh\ '' ~'' '<l <·ava inf{•rion: n cll '<~­ t rio dP>-tro, ~ofi'P I'Ill:tllu O.~i nd la part'l,u tlcl ' '"ntricolo <le~tro . Tale 1:'\'en· tualità, c he io sappia . nou è st <l t a a.ucora deserit.t a, nella lcttN·a.tura medica. Ct)!ll'lusioni ~u. le /l'l'ile lorw·o-addominali: (l) Qut>st o op••rato fu tra,fuito n ell'ospedale 2:n 1:1 il cupo rr p nrto prof. Finzi, m i ba confcrn.ato l'ul teriore det OnciO favorevole.

.'"l

l

J

.l


FUNZIONAMENTO CHIRURG I CO, ECC.

209

1 . Le ferite toraco- a.ddomina li con diagnosi r a.dioscopica. di pene~ trazione nell' addome, nei qua dranti super·iori, vanno eura.te con mezz1 medici, quando ta.cc.iono i i:in tomi cUnici addominali. 2. 1/intPrveuto è indicato quando t;i ril<.•;-ano sintomi addominali, segni di versamento o d i anemb c le crmdizioni generali diano a tlìdam ento eli succes1;o. Nei casi di grave anemin. c !-\hoek bi:-;ogna ('f:eguire prima le cm·<>· d el caso e intl'lTf•uirc solo se q\l(•st.e migliomno. iCiò allo tiCo po di non perdere un tempo. che può esser e 1n·er.ioso per a.ltri fer iti ch e ù il1DO magg ior(' speranza eli ~;ucceSiiO . .3. )(elle ferite to1·acn-f'patkbe sono preferihili t:rli inLerveut.i tran spleuro-diaframmntici. st>g-ut-tHlo il tntgitro, potendo ro:>i çol minimo t~auma Op<'rat.orio curar e la le::-ioue toracica ed ep:1.~ic:~ con lo zaf:famcuto. Kell1• !Psion.i torar-O-i'Jilrniche invt'ef' è prdf'ribilc la via at ldo mina lc, t;>:;sendo Rp(•l'so neèN>I'ari;t ht BplPnec-t.omia . 4. I uolt.n·. a Lora c~ cll i LtS~' cun ::;in tomi wracid al\:>enti o lievi , conviene la Yia addominal<:; a tora r.e a J'Crt.o in vecf!, ~>petie un n l'n1 LLurc to;;ta.li, ~?m:i enc intervenirE.' prim a rw l t ora('!' e poi Jtt>ll';Hltlonw, prolungando hnCisionc> (toraco-laprrmto 111 i a) con n·~ezìone o r cei::dnn i c· o:-;i a li o,·vrro tma la.paratomia. con incisione indipendente, a ~Pe0n1la d!'lla 1\etie presunta dellt> lesioni.

Y! J . -

Ji'Jo:1U"l'F: PF.:'\Wl'T{Al\TI NELL'ARTJCOI~.\ZfO~I.; DEr~ U I !\"OCCIDO

TN.ATT,UTENTO ED E!<rTI.

L e fL•rite pE'net.ranti n t'll'àrt icolazioue Lh•l p;iJJ Occhio a.se.cn(lono a, 4-1:: m 2.8 t>Ono i'tati efleguili intrt•ve.nti di divl'l·x:~ na.tnra. e gravit·.à, (mtro-

.

L?m~e, refit-'z ioni, amp ut ar-ioni), lu l U è st;tto pral i<:;lt·o il met.odo ast,en Siom~; t rlt . E:-rporrò le norme s1·.guit c mll'arl. ir ol az ionc del ginocchio per la S< ·elt~l cl p,i (livpn;i i ni' f' rY t·J~t i. 'r n li nnrnH', in gP nNP, valgono an-

Cb(' p e r l e a. l tre a rt,ieola zioni. 1:.' on 01J(:1·rc.ti : 16. In gl•JWI'I' è slat o <>s..g uito il nwt.odo : u;ten~ioni sl.a. nelle f ~:l'i te d a fn f'ile a. i'letone ro n p i e(' o! i for i d i Pnt"rat a c d i usci t a., con l l'sioni osst>e poco o nulla appariR<'I'Hti . l~ua.ldH• \'olta è !':l ato al)Plic~to anello nei seLoni a picf' oli l'ori per f1•rit f' t la pa ll l't.t a di fll.lrnpw• ll o P.JCc.ole Sl·lH'g~e interessant i solo lt.> patti na)l li. St'l!'li altri CilHi ù i fef1~? t ~n gN1 ziali da srlu:ggP pilt o ntt•no es((•sc rldl e p~tr!.i molli, SPllZa es10m osxc<', si i:• 1mt l i c a. t a. l'a ;;porta.zionr :;Ìl\tc•tna l iea d i tut t t \ 1<.' parti ctontuse . .Non ho conl'iderato t a li a.tt.i operativi eli lii'\'C l~ntità fra gl'in crvcn ti. .. In tult,i i casi si (> applieato un a.ppar<·ec hio inamovibile, per lo Pnt _g<':-;~ato , con fenest mLurc adl'guatc d a lla meu•. rl('}la. cosda. a lla. met<l d e r rnetatani. I risulta ti sono stati otti mi. se Artrotomie. Apertura am pi a dell e <.tJrtitolazioni con incisioni div\'1'08•., a seconda. elci fori d i cnt rn.ta Nl u s(· tl a.. dt'Lhl gm.,ità. clelia. k sione. a~~a: dt>l la sede del proiettile ritcnutò, ecc. (incisioni long it.udina li fcn~~Otlùf'<' internE:'. od esterne. bilaterali, arciformi, con rPt:i~iOll l' del com ~ e .rotult'o alla T ext.or-.Ma.ckenzie, poplit·l'<', cee. ). A~; p o rt ur. ione rirnJ~ 1.eta d c l.Ie pa~·t.i moll i . cont n.'!~ .. df' ll<'_f<'ritc· c ut iHIN' ~dd t rag itto, gecto~ o.ne dE>t corpi estra.ne1 met.a.Utci, dc ll ema.rt.ro con compresse, scbL'gossee n:ua. sottopel'iostea., sgorbiamento o r~Hwh i ~~mento delle n icchie ca c~ !lede d ei proiettili, .lavaggio cndo;u·ticolare con soluzione fisiologieo~ ti~ f:ter e. o etere iodofonuico a St'cond;t d ei casi, s utma completa. la. feri~~st:·uz10ne della. cap s ula. articola.re. e d ei legarnl'nti, quando menti a. n m onta al massimo a dieci-ùodici ore dal ferim ento, a.ltt·iPlccol o drenaggio t ubulare di vetro, elle arriva a lla capsu la si-

. l


2i0

Fl"NZIONAM E~TO

CHIRU RGICO, ECC .

noviale sc•oza oltrcp:l:>Ra rla. Il drenaggio si rim no,-e do po q uattro-cinque giorni in C;ll'O di de>c•orso completarn<'ll te ns<·ttico, altrimenti si applica o s i riapre totalmente o parzialmente la fe1·ita. a sc•conda. òei casi. T a le nwtoùo ì: Rla to adoperato n<'lle leRioui Ù(' llè p:ut.i molli c• ùelle o::.sa con ~nal)ti uon e<·<'<'H!'l i nwH'ntf' acre• n t ua t i. I n r·a~i rli rit;lJ'(lO n <'l trar;fcrinwnto dci fNil i (iu g<'IWI'<' d opo 2-t. ore) i l IIJPI odo oprr;H i,·o è il uwùPRimo . nw nou etlnvit•m•, in gcnNe, in pritno tP111po pratir•ar<' la :;ulura, ; rlrc·na~gio o zaJl'anJPnto lasso eou garza in x t n-Hiuovia lt•. ma i t•udoarti('olan·. e ~; u t 11m sc•c·nJHiari;l 1 quando lt> cnlld izioui <lt'll:t fc·ril a lo p<'rnwt tono . Con t a li in d i<·aziolù t<•cui0be sono Rl ali <'};<·gnit i :!:! inh·n·<·llt i, o t t-<'llL•JJdO l H g1wri.g-ioni di prima. inte nz iont• . Jn KL·i si(> Yc·rili<:ato dP('OT'~>t> ::w ! tic·o, OJWI'ati cpwsi tutti t.urdivaTII<'UW V t' l' ragioni din•rse; 4 :-ono !'l! ati tr:l,.,t'Nit i in b uon ~ c ondizion i 1lopo <'~a-n rito i l }H'()(·(•;.;,; o Ruppura t iYO f' 2 hanno a \'IJto (•si t o infausto. Cno (.· m orto p<·r t'lll!)l'l'a~ia st•c·olldaria, dt•lla f1·moralt-; c·ra anc!Je tora.cic·o C';IYil a rio con altr<• f1·rit f' nwnn g-raYi; l';llt ro (• mo1t0 :1Ye ndo 3 nc ht• O ~->t<• t)llli<'lilt· dc·lla t ibi:t t[('ll'altt·o lat.n, ~wgnila da s<•tt.it·t·mi;1.. J(r·.~t ·.::iuni : J. L'iu<li(·a;,ionL• tecnita :~<·g-uita pvr h1 n·i\P:t.ione in primo tl'l1lJH> (> in g"<'llf'l'L' la. J'l';ll l ura cumnlinuliY<l di uno o Ùt'Ì ùuc capi ari i<·ol:lt'i <·o n <·nn,;t'J'\'<l7.ÌOnt• dd n<·n·i r v asi . In q11e:-to lri nH•Rirc R1· D<' i' })l'afif'ala nna ~>ol<l in un utticia le pt>r l,!l'an•lf',;ion<• <lo-l <·apit<•lln tiui:al<•. Il dt•t·or·so r :-;t;~lu ;ts('tlieo : t r asferito il1 ottillll' c·oudizioni in 17a.I!ÌOl'llala. Risono avu te notir-il'- di de'corso 11Ji <•rinn· huouo. L 'appan•rrh io :-tcloTwntl o in IJ uesti c·a;;i è stato il ge~­ :-:11o ft•JH·str:t t o o ad a usa eon f< ·l'ula di l'c•JTO ;r. i n l'n f o po:-;t<'riore. A ?!IJIII/tt:.ioui. : 5. :-;ono f<t ;Il i a nq~ttl ah a PJWll<l· g-i1ml i o poco dopo l!<'l' t'HilJ!t'Pll<L ga;;,;o,;a inizia lt' JH'llP t•SI('SI' l(•,;ioui ckllP p:1rti molli ed o,;;';('(' c· uno l"'r nl~t a di~t rur-ione <11-ll':wt it•olazionc d el g inoechio t·on h•sio111· di'i ,. a~>i l' nr· n ·i e IIPI CfH :tl e t•ra già inir-ial!' la cangrcua ;!;o: t il l ic•a . :-\ono t ult i ~opniY ,. i,;:-;ut i <· ~ouo si :t l i t r:l;;feri l i iu h none condizioni IO('al i e gl·llf'r:tli. Tale t•;;i to l'ortnu:tlo 1'> donl(o !)enza. dubbio al t.<•mppst ivo int t•n·<'Jllll d~· J uol ili,·o. j)Oidt ì• lutti erano in cundizioni gl'JlNali molto g-l'a ,· i. N orli 11m1 opaoli : :) . t-:>ono 111orti in prit ua g:iiH'IUlta. p<'r a.ncmi:> at·nbl P xhoek tmmnat it·o g-raYP : }ll'l'st•nlaYano tlttti lc·sioui P!'ltPse deill.' p;~rti molli Nl os:-;t'l': in uno s i Pra ~tllthe ini;r.into il proce:-;so c:lugrenoso.

1 !rn, f. r1ti .

: 9 -::: S8,6.J% 7 01 . 5 l 1.3 10 u1t qu;nlro ria::;sunl i\·o lttU(• !(' lt•,;io11i di'l g-inocchio

'l'otutl· ferit.' p t ru;~ rant.i ne . g 1nocchit ; -!4 /

'

=

-

m o ru .

Hi t•p ilogo in con i rehtt.i ,.i t•:)it i :

F ..-rit\lpen)tr.• n t i articoln1;ionc girwccbjo: ~ con

44

:FE'ri 1e p Pne trnnt i articoluzl• n e

11?$rone rnoll 1;

ginL·cc·h ru cun

{

~e.,ione ~~~~~~::::~~a •

oper.r tl (ur~rotom in, m p ort aziono pllrti m •.) i contuse, corpi , st ranei, el'c.) 3.

0 8 5• '3

~

28 g

\ 'il SI a .

guar·i ti p~r }a intcn7J one . ~up p u r at t

murti . tri\Siocn Li morti

•

•

•

•

nt•n operar i: 4 (nppnrt.>echiu gessnto) ('l 2 f•rlte contuse coo emartro. l da mlt.aR.tatrlce, l da piccola scheggia dJ bomba. guaril i p .:r l ' intenzione (n con d t•l·or,(> aseLtico ). Oper·n t.i (nrt ro o rnin , rnpor:azione amputati . p r\rti m olli contu:-;e, resecati . corpi estrnnei. supp u n\ti soh ggrecto11ria, e cc.) ) trMI~cnti. l!) m ort1 . . pnr vi

7 ,

•

•

2

. 4 (i )

15

2


• 211

FUNZIONAME :'\TO CHIRURGICO, ECC.

l

Non op r.~d (appare ohi in..movi t.ili; : 9

t1•n<;f r iti . .

ID(\r 1

.

.

(' ) 4 ferite da fnolle o mlt.r aglla•rlce, 5 da echeggia di gnnata.

ti pi cn o u t ÌJJÌCn

F rito penetranti a.r Ì• ola>~ione i?inoccllìo con lc:-s:one <•ssea vasta: 9

a mpu tnti in 1° lE>m po (v• n 11ti 1 w • i in ~r.,ve > taw lln<'mi co cnn •

c on d l ovr :;o

/ setlioo

l

In 4 I!HSS.< Sa,

l

St>t l ÌCO

) , nsettit o

l r.rslocr~t i

l

Cf\••gr r•ua

!

a s ottico

trusi<'Cnti con dec<Jr <0 ' m or~i .

op r<~ ti cJi ro~tzione

4

morti in uno asfitt1c .• ): 5 11011 <•P•'l'llti (per la l t mslocn ti g ra v i tà delle <'on d it.ioni /} t:"nerali) m " rt i

:J(') (') P~r I;T&Ve eneml& o shock tr•umaLh·o: l doro 17 ore. l dopo 22; J:reacntavano altre lesion i di m lnoro cotll.à; 1 ruorto 1·er caOilrena lo at to, appe'ln gm nto.

VIII.-- FEitiTE PENETR .\XTr NELLE ALTRE C:R.àJ{DI ARTiCOLAZIONI. con l.·siooe pr~rl i moli i guarili con deco rso >l!l< t tico

t r; pe r.l t.i \~ s u ppur•• i con lo~ioni o.<soo ) lizui. ate: ! l

l

t

u on op,.rali

F eri te p ·•netrnnli ar, icolazionu spalla

l

( t'<ISION~l i

m orti

l l

. 9 (')

Ulo r l i

( o o n d ·c orso ) a -ottico ('o n d ecorso

16

oper .• ti con l· .~ioni o~se~ vàs e

!

t malo.tnt i

l

di l'•·~.,ziune

SOllÌ('O

2 l

1110rt i l

t r asloC'nti

non c) pc m t i J

t' \ mu r 1 . • . ::) !e•lte da fucile, 1 da mltra~tltntri~e. 2 da pallet•a di shravnell. 3 da piccole sch egge di l Mono appeno. glnoto per aoemln 11rave e shock trauru atlto da lesione vMale.

2

.l

con le,;ioni p urti m ulli . .

.

con le!\Jom <)Rsee l irnila;c: 6

F;·rito Pe 1etranti lll'ticoluzione ",.,l m ·n · 0 15

l

op ra t. t

·l non opc-ra t 1 ,

~

auariti. co·• ùec n !:lO

o

4

.

s.. t tlco •

tra~locr tt i

2 ( ')

t.

m or 1.

opern ti traslocati d i r.·sezion<> { oon lto~ioni O!I80c:' V>\Stt) : 9

l aset1 ico . co n d , oor:so a se t tico . • c o n de corso se1 t ico . .

l

m ;,rt• ampu ta ti trM locati con decorso usettioo . l l m ;;loeati non nper.~t 1 1 t' ('l Uoo fer·to l m t>r ' . . 1 {') . . da acheRgla di graoatu e urro da r allottoln di lucile. "'-Orto apn • ,.eoa Kn•nto per ao •mia grave e shock t rau tnatlco da l esione v:~aale.

l


212 Feri ~" pene tranti

art ioul.,zione d ol pol<~o 3

l

les ione OSR('a limi t iua

(' )Fer il o da pallette di dhrapooll.

o per-L ti

·l

~

trosfcri ti con d ..-corso

non upe•·nti

operMi di nra oto mi a

Articobzione d.·il'unca 3

l l

setti~o . l ,,.) tm.~l~cati .

asetuco

moru ,

.

ll

t rnslo_cati .

moru . . op.-rati di m !'ezioncdelhL truslooo.1.i .

lc•sioni C>Ssco Jim it<1te : 3

te~ t a

d t· l f,•m ore cnn

morti .

iu c isinu e uu 1•·rio re

l

.

non 0 p, rati llrae:~ont.i . (o.pp••r-:cchio g .•:;sato) mor~• . • 1 ( )

ll

FUNZIONAYF.NTO OHI.RU RGIC0 1 ECC.

J ,.,

F~rlto da pallottola dl iucile.

~

con lesioni parti rnoliJ: l O)ll'TIII i

(ari rOl<•m ia,

Fc·rit o p •·rwt r .mt.i art icola t.IO"e d<'l pie rlo 9

sch ggi· olomiu , ' cc.)

con lt?siorw OAA•' O. limit!lta : 6

non op •'rat.i

OS8t'B \'I~Slll :

2

tn ort.i .

.

gtll>l'ÌIÌ p er

ll

.l

.

.

l

1 t rasf<>riti a mpu tuli

18 inte nziorw

o con d t corso QS('t tico 3 (' J t rosl oce.ti . l l'l suppural 1 m or.1 ,. . . i ru~ lo _ MI i 2 (' l rn or!l .

1

l ( •)

gvss,, to)

( opPmti tli r o•St U•>n e .

\

con k .•ion '

tr.\sfe riti

)

:l<' LI

cun

<lt'corso

ico .

l IlOTI i .

\ nn n o p <>ru ti (') F er•IO da proiettik di mifrn~ha lrir c. l'l Uoo Irr ito d& sch•11~ 1a d 1 l:•Rnnta e 2 tl a shrapn ~ll. ('l Ferito da sd••g~ia <l i bowbn. ( 1) UD<• h •rito da ehrnpnell 11 uno 1!11 piccola e ch <·l!~•a tli arnna111 . (') Pruecot:1.vn e&tf!'an. distru zhJO,. dei tCtlttUti molla e nnin,Jari uon !~'~ione vasali•. (') .'\V€"vn altre lf':4.1UOI ((rrtt(• atta r egi one glut.t:'-', aJ pr·nD\'O, al l'avum hraccio fh·nro): m orto dl .nt.t.ti· vomil\ smpuf,rto per car•fln•na nshl.1u::u).

IX. -

TRATTA)IE:>~To

nr-:u.E J.'R.\ 'I'lTHE l·:u ESITI.

N <>li e lesioni ORRe<> ho IH'gu il,o le norme gt•nt>rali ll<'llc ferite articohari con interessamento d t~ Ilo ~;C'la• l Pt ro. I. Non opm·ctli . Iu grnt•rc è stato S('gui to il m etodo astensionista Dl'lk ferite da fucile a S<'tonr con 11ieroli for i rl'i11gn•sso e di egl'('~S~, a.nche con les ioni ossee pìul.to:-;t o visi o~t·. tlnalche volta, è st::t t o applicato anche nei st•lon.i rla P<lil<•tla di shra,pJwll o piecolc i\Chegge di ~raH!lt'1' con ]{> ~ioni o~s<'e non <'rlatanti e ferit<' f'i\t(•J·ne minime. In tn~t1 è ap-plicato un apparecchio ad estensione inamovibih•, -per lo più ~ess;tW, con immobilizzar.ionE' dellt• due artil:olazioni Yiciniorì c fen<>s t.r~ti~:J~ adPguate. Nei casi invecf' di feriLe esterne lliutto:>toestescperp~oJet 1 ;~ di fucile o mitragli;ttrici, di rimbalzo. ovvt'l'O anche in ferite a fon puH~~ formi, m~L con sintomi a,llarmanti, si è f:1tto il mPdesimo tra.tta,men delle fNite da scbC'gg<.' di grana.t,a.

e

t't


213

FONZION AMENTO CHIRURGICO, ECC.

II. Scl! eggiectom•ie sottopet·iostee. E' stato seguito sistema.t.im•mente nelle ferite supposte infette (snhe~gia di granata, bomba, shrapnell, proiettile second ario. ecc.) sbrigliamenti estesi con asportazione delle parLi molli contuse delle ferit<' cutanee e dd t ragi tto : rimozione dei corpi estranei , rimozio-ne d<'gli ematomi, f'mostasi, sbriglia.tnento e rascbiamento nei casi di p erforazione O!ii't'f' inromplete con ritenzione di proiet tile, ~ehf'ggi ectomi a HOtto-periostea d e lle ~ e heggie librre e anehe delle adt>rent.i n elle frMt t1re <'onuninute, quando i due mon<;oni lH'inci-pali della frattura u ano sufficient emente lungh i in modo da. da.r e affida.mento per la reintc•grazione a natom ic<t df' ll'osso. Tale metodo ho specialment.e seguit o nelle frattme del Jemorf', praticando cioè :>t:bcggi<>.c·tomia di tutti i frammf'nti; raschiamento dei ~lu e monconi residui e d<'l midollo osseo. Ho ottenuto f'On tale sistema ottimi riRulta.ti con decor:so asettico, come bo a.v uto il pia.ce.r(' di poter dimostrare ai proft>ssori Al<~s­ s~nclri, Catterina, Calabr<•Rc, Dominici. l:\toppa.t.o , ecc., cou la preseo taztone deg-li opm·at.i e delle relative radiografie nelle loro cortesi visi t.~) fatte all'ospedale 057 . Nelle r~diografie si può seguire la reiuLej:!razione anat.omicn, qua:-~i perfetta del f emorP eon la progressiva formazione del callo. (.Accoreia,meuti lievi: 1-:3 cm .). P erò bisogna, intervenire tt>rnpestivanu.•nte, nellf' prime 24 ore, far:si una larga strada, rimuovere tutte le cause .d'infezio· ne (tessuto peiltO, corpi estranei), seguire rigoTosameute il metodo sotto-periosteo per la rigenerazione d el callo, applic:tre i n primo tempo u u conveniente a.ppa.recehio ad estensione, saggiando il reudimento e consecutivaml'ntc l 'apparecchio gess<t.t o rinfol"za,t;o con ferule appos ite di z1u~o, solto narcosi gen er a le . E ' necc•s;;ario costantcmento il cont rollo radiografico per potet· fare la cura vnramente razionalf'. R_inniolltJ delle ferile . Ju generale ho pr0fr.rito lo zafTament o per potc>r dommare una, pos::;ibilr. s uppumzionf>. Così hw<•ndo n ri casi di clccori'\O regolare asett ico, In. ferita d e lle pa.rti molli ~ar·;\ cicatrizzata prima dt-l1~ c:?nsol_idazione dt>llr~ fra.ttma. che ric·hil'd(' JH'r lo meno 2-:3 rnesi. ln a lcuru cast ho- praticato sutura p;.t.rziale, in parecchi altri, incoT<l!~gi: tto dal pTof. A l<.'ssandri, bo esegnit o la llutur~L complt•ta. iu fratture~ ùi un osso solo dc>lhJ gamba o avambra ccio ovvt•ro in fTatture di os::;a piccole e semprf' U('lh• prime 10- 12 ore dal fcr imPnt·o. Aneb(' lH:lla regolal"izz<Mione dci monroni dPi mul.il;tti (I><'r lo JJÌÙ dn. grosse schegge di grnn~Lta o bomba.), ci'egu ivo la :-ut ma con tlrt>n•tg~io quando_potevo intt•rve~lir<.• lWllc prime ~4 on·, alLrinwnti t ratta.HWHt.o a.perto m 10 tempo.

l

Soh••~tg i, c t .. m 1c ?S~I\ lnngho '.rrasft riLi . . d o.!h urtr: :H mor l i . . . . Scbcg,g icct om ie ossa. e c1witt\ anncset• d <·l la facci" : :~

Rego•la rizzA7 i c>n i monroni P<·r mutil,.'liuni: 37 .

arti superiori or ti infe: ,.iori

·l l

26 t M~fl"tl t1

:l

tr.osf•. riti m o rtl . t r.\SÙ•rrl i mo rti .

18 2 l5

.

.

.

.

.

.

.

2

·t ,D~ fr a lt urat i m• gli arti (31) ovcra.t i di scheggiectom in. sotto-perit>s _ca, -6 s ono s i ati trasferiti 11ullc retro vie, 5 sono m or t i: 2 per f'DlOJT:t\1~i secon~aria:, di cui, t~ no a mpu ta.to .PN ~angrena ga11:;osa con~ecuLi va, e n t~~·-~ tta gh am~mtatt, uno per setttcetma, uno per c~~ngreun, gass~~a , e 11 e consecnt1.va e l'alt ro per anemia ac uta e shock traum a! tco }t. ~ Operati di scheggiect omia nelle OI>Sa della faccia. SODO SI <1 l i en 1 tn buone condizioni.

rr::t

·


214

FUNZIONAME~TO

X. -

OHIRUR GIOO,

~:CO.

I~FEZIOl'ii.

l nf('z·ioni tetam i che. lH<>rrè la. cnra prevcutiv;:t., r nziona.lmente fa.tta secondo i sug-gcriml'nt i d<'l prof. Tizzoni, il tetano è scomparso o qu:.si n<·i feriti di ,guerra. X t'l trinwstre non si è verifica{.o alcun caso, e io debbo dirhiarar<> c·he. llOJlO lP inf<·zioni gravi e piuttosto numrrosc de::i pri· mi::;Rimi Jlll't:i dl'lh~ nnstn1 t<lmpa~na (V. r<•htzione ciLaLa 1915 ), non ne ho os:o:t"rvn t o Rncce;o;si \' <1nw111l· in t noli c· mi:.diaia tl i feriti che quattro c·nn d c<'or~o 1H~nigono <' in h•riti sl't t i ti . J)i qtwsti uno solo è morto per IW l t icf·Oli:l,. quando l'rano gi:ì seomparf'i i :-;in t o mi tdauici. E ' st.ato scm· 11r<· appli<·ato rig-oror;ume11te il si11t<·n1a <·unttinl Tizzoni. lufr~ione gassosa. A tlchc t.! h• int'Pzion<'. 1whh1'nc non frequente co· mt· nei }Jl·imi u•mpi P<'l' le mig-Liorat·p NHHlir.ioni tli ol'ganizzazione, pure ,.il'tll' oss!'I'Y:lta abha11tanza :>pt>~so. poi<·ht·. dnrant<• lt> a;doni. nou di rado il ~>ot·<·o r:-;o f. rita.rdato p<'t sqn·iall' c-ir(·o:;laHztl indipt•J.l(lenti ùa ogni YolmJt:{. ( 'ome <\ già. espo:-;t o nella. mia pr<'<'t><1t·nte trH·nwrin. e in quella dt·l mio as~isiPHI<· i<'H<·ntP nwdi<'(l <lntt . .\lnr<•oni (1}. hixogn~L di:'tingue1'(' il tlemmune gnssoxo dalla. eangn•na g:asi>os;t ,.<•ra <' proJJria. Tale ùi· r-tiuzioue (> importanti' n. fnr.;i 1wr· l<' iudi<·azioni tec-nidtc mo lto dilie· r<·Uti 1 t·omt• rlirò in pro~il'I?HO . J l lJI'ohlt•lll:l lh·llt• iufPzioni gns.-;osp i'· auc·h · ~·~so uno tlt·i più preoccu· pa11t i<' st•Jupr<• tU a t tu:tlit:'t; la riKnln;:iow· di t,..:-:o ba t·ost i t n ilo per me ng~l't to di <'ontintJ<• riC'l'I't'IH'. Ilo fatLo <'~>~'I!Uin• in molti miei casi riccr· el t<• hatl<•riologi l'lu• l<)(•a li c g<·nr·rali nd bhoratnrio di>ll';trmata dai di· stinti tl•twnt i UH'<li<'i ~ JWCiali;:zati in matPria, dott. Zironi e Far;ano. :-'.ono Khlt i i,.;olati bntiPri u<·rohi<·i a:-:so<·iati a batll'rian:H•r<Jhici.Olt.re il 1J!T/I'iuyt'll8 ~0110 :;tatl' i~olal<' allr<• spt·tÌl' <lllal'rohirhe non iùentiti· eat r . .:\di<• <'lll<><· ul flll'<· in vita il dott. 1-\tsano Ji;t i~nlato in qwtl.chc caso <l<•ll'o:-:p<·dah' o.-, i lo strt>plu <·tH~l·o. mai :tu:lt·rob i. Le· <'lllOtttltnrc in vita Rono riu;;<·it <' il pi1'1 <kllt> Yolt<' w•gativt•.. .\<·lll' t.'lltoc·ultnrc post mortem invPrt• il Fasano ixolt'> lo :-:t n•ptoNH'('O ;b:o;o<·iMr> :l. fol'llH' anac•1·obicbe. Pl'l' r·nr((·;.;i:l d!'l ntng-giore nwdi~:o prof. Fiore ho pn!HLO vedere nel: l'or>pPdall' da. lui tlil'<•tlo l<' f;Ut> <lili).!t'ltti <' co>wit·uzios<' l'Ì<'PrC'h<' culturali. <·d Ilo riporta 1o l'iuqwt•s'>i<)ne <'hl' la JoJ'Ill:l :ul:tProbi<;a da lui isolaUL it.b· hia nua pari l' fJJ'r• pmHil'rant <' Hl'll1• fnntw <li t·:tngrr· na g:txsosil> a. decorso nwltP virult·Jllo (MJJ1o ntorti tutti i ft·riti, u<·i quali eg-li l'h•L isol:ltll)· ~ t)U mi prolungh<'l'ò sn l do l t rinalc già dP:;<·ril t o dr~ molti c su lla di· M'Ussiont• dl•lle din'rst• modalitù t !'l'llÌI'lle :;t)·:<l<•nut e JWr combat.ter~ un'iufpzionc tanto \'iruh·nta, <' ~'JH':->so !!'tale. i-li Jimin·rò a.lle ('ondus!011 1• alle quali t;OJlO venuto, frnUo ùi un:~ lunga è:<pPrif'nza. c di un costa.n· t l' <' (•Oscirnzio::;o in t l'n•r;:-;am<•nt o: . · l. ('urn prnfilattim. E' hL più intportante. Sono con\·iuto l'be, potet.ldost intervenii·<· a tempo Jll'gli osp<'liali a.nwza ti con sbri:;lia.mcnti .ruz:?ua· li , aRportando l<> p:u·t.i coutm:e e ma<'illlla.t·<· e i cm·pi e:;tra.nct, IIJlfe· ;.-,ione ga:,;:;o:;a, }lo i rt•bhe l'id ursi a. liNO o quasi . . . ( ili sbrig lianwn t i <'~>lPsi seguiti dalla. cauLerizz<l>zion.e attuale, ~f ('Ondo i sng-gPI'inwnti d<'l vrof. D m·ant <·, possono anche arrestn.rr a cangT<'Ila gasr;osa init~ialP. ·~·ncoro.L loe~~Jizzata., aUo Rbtdio. di flemroo~~~ gassosu ca.ngrt' noso. 11 lacc·w Pmosl alleo tlcv <•:-:sere bund1t0 _da lle u . tà sanitarie ·avanzate (posti di rucdicar.ionP e 1:\C'zinni di :;amt:ì.), e 80 stituirlo con fn.see o g-arza, sLerili per lo zatLillli'H(o in e<L:;i di eulOr· xagia . (l) Uion.ale rli me·licina m;litare, otl~1br<l 19J.i.


• FUNZIONA~IEl'<TO

2J5

CHIRURGTCC', EC().

II. ~ei c.asi di flemmoni gassosi, a decorso benigno in gc·ul're, non esistendo cangrena vera. e propria, m a E~olo uecrof'i di tc:-;snl i contusi, bastano lo sbriglia,mento, la, rimozione rlei C'orpi f·stranei e le medieat.w·c con soluzione d 'ipoclorito. m. Quand o la. cangrena gassosa, nelle diverse suo fornw, Iii è estesa a tutta la peri feria. dell'aTto o q11asi. l'unico me?.zo di salvezza., sPbbcn(' aoch'e~:'\o purtroppo spesso immffic ient(', è la dl:.'moli:r.ioue r a.pida. liino ai

r

l~ssuti sani, saggiando con inC'isioni c.irc·olari progTeRsiv;~nwnte <'~·ntr~~li.

·rmtlamento post-Operatorio ap('.rto ed imp;lcebi ca ldo-umidi con soluzione d 'ipoclorito conveniPntemen te prepara.to e conserv;U o. Injl'::ioni piogenirhe. Anche tali inf~_·'l.ioni, 11cr quanto sinuo :11 tualmentc· ridottt~, sono sempre> frequ<>nti f'SSPndo inc•vitabili nPIIe fl:'ri1·e di guerra. "C'n fattore importante l' an~he co;:;tituito da li P. f'Ollllizioni gPncrali ciel ferito per la resistenza, organica ùiminuitrt e spes,;o abolita i n seguito allo shock tra.umatico grave, a ll 'esaurinwnto LH·rvoso, a ll 'astenia l!eDerale per il l ungo soggiorno in trincea., 1wr gli Rforzi e<'f'C'ssivi iu eNti periodi, cee. P er tali ra.gioni le suppura.zioui nou di rado assumono ùitlusioni rapide e d est~>t~e c.on compl icazioni gl'U(:rnli (hatl eriPmi<' pure ovvero con localiY.z:~r.ioni): nonoRtante r mal ~ratlo le c.un' mig·liori. allo sropo tli preT"enire e limitare ta li complic•ar.ioni, sp<·sso let;di , mi sono attenuto ai\P seguenti norm<>. che riasR umo bre.vc111eutc: I. c~IY(' p1·ofilalti.chr•. Sbrigliamenti . emost:ìt'i. HSIJOrlaziOll l' d i parti contuliC: corpi est ranE>i, schPggi<'ct o mie. N'C.; appan:l'Chi r:u:iouali immobilizzanti, ad PstPnsione, a lwcomla d<'llc· indic·a'l.ioui lll' llp frati urc>. II. A p pena. compa,n;a. la suppurar.ion<'. slnig-liaml'ut,i t> ÌJH'isioni in modo da el iminarr i cui rli sac·co <· r <>nùerc age>yole il ùdln~;so dt•llc secrezioni puruleo.tc; rimozione di Oi'DÌ Cltu:-:a iJ; tlogo:>i (torpi Pi\tranci, sche~ge ossee , trssuti mo lli in nN•ro:>i, c>ec.). J1, C' l caso che la. ~;uppurazio ­ ne, norw~<tan t e tuLLe l<' cnrfl opvortuu <.>, twrsil't a,, c·oJnc a vvirn'' l;})l'Cial m~ute nelle gravi tìUppurazioni oRi'Pe od a.rticohni, è nt'<'l'stì;nio rieonerc agli interventi radica li che srgnono. . III. Resezioni a1·ticolari ed amputazio 11i. Quando i proer,;si suppura Uv i tendono a d itrondcrsi c IH condizioni ;<rPneral i <·om i o ciano a :isentimc iu modo sensibile, è coMigliabile asportur c t.utto il focolaio

Infetto. 11 criterio del chirt~rgo provetto e cosf'il'nzioso deve giudif':trc easo t~er ca~o qu:1ndo. nelle t1ogosi articolari è nf'cessari<l la. re;;ezione l' quaUtlo l :l>ll1J~n1 azione primitiva, c quand o, nelle Rogoé òRfiCe specie del f<' rno r!', ò mdi<·~ t o l'inter vento demolitivo. lnì'iisto HU t;Lli in t ~>rv cuti da far-

si a te m p o debito per cercare di evitare la dannosa illu sione d ella. t>Cal'sastatil\ti(!a, tlclleamputa.zioni e per non accrescer~ doloro:,;;.tnH' llt·C quel la d(•i rl<;ce:;:ii. ESITO. per cnngn·na ga<.~Os'\: l ( Amputati: 2 1

\

l

p or cnn gr, n n n~fitt : ca: 5 per ost co-m i t· li te ara ve A f'(•ttict"miu: 2

1 1rl\ i. riti

()

l m on i.

5

l r,..sf

rit.i

\ m' 11ti tmsf,> t'it.i mor~i

cis di questi, 8 .sono già compresi nei quadri fle lle articolazioni e piìt preti'ca.\ne~te : 2 m quello riguardante l'articolar.ione tibio-:ta rsica: l l'aro aztone del gom ito e 5 quella del ginocchio.

l

l l


216

FONZION AMEJ11TO CHiRURGICO, ECC.

Oeglj amputati per cancrena gassosa, 9 furono trasferiti nelle re· troYie c~ 5 sono morti; l d i qur~ti però è morto per emorragia secon· d aria. D ei :1 opera ti d· ampu ta:doue per cangr('na asfittica., 4 sono sta· t.i t1·nsfrriti oulle retrovie e l è morto pf•i' setticemia.; gli operati per ost<•o-mieUt<.• grave, 2, sono fanti trasferiti su le retrovie. Sbri,;dimu .. nt i e c cm er iz?.azir,ni P••r cnngr·•·ne. gt\•Sof'a n. 7

l tre.,.ft-r i ti l nw r ti. .

· .

· .

. .

. .

. .

. .

. .

. .

. .

. .

. 3 . 4

.ni 7, trt> sono litati tJ·a<;f<'riti in buone c.oudi;.:ioni sulle retrovie,

~li <lll.ri 4: sono d<;t:eduti p<•r bt vet•menza dell'infezione. Non era possi·

ùih· l'int en-,'nlo <h·mo litiYo pE>l' le speciali regioni (spalht, radice della COI'wia ). )t olte cn~e dovJ'Pi Hg-giungere, quelle ~ià. dett-e molto affret.tn.teaYrei dovuto es-plira•·l~:: con ma~giori d cf'tagl i, ma., per ora, ho don1to li· m it:nmi agli Rccruni t'lìJ1(H;ti . .:\ on }WRiiO però t~rmina.rr il mio scritt-o i't'OZ:l 1'ÌYOig"CI'e il JllÌO }WU~Ìl-'1'0 g-rat,o (•d a,Jì'et.tUOSO agli ott,imi ilirl.'t(OM ili r>nn it à d'ar111ata, gPtH·rn h· nwclic:o ::\link i e colo!lllPilo meùico Sa.ntucci. ed ai dir<·t tori di sanitù di c-orpo d'armata.. colonndli medici Perego e ?11Hggt'IIÌ, i quali tutti volontt·ro.;anH~ntP 111i haJJno I!O!)tenuto, foruenùo i nwzzi Jtt>C(:');;>arii all'ospe<lal<•. Jnnltr<> rivol~o pem;icri sentiti di grati~· din<' e di aml1lira;.:ioH<' per i mi l'i inf;tticabili eù intelligen ti cooperatori. cb(· hanno saputo <:o l'i b<•ue cm-rispondere a l u tte lè delicate mansioni

a loro atriùalt>. Zuon di ~un·r·•· f,,hùro.in IO 18.

LJf~~ZIO~~ ~fi~LR Pnm~~LRDZR RRmo~om~R mRRffiDI~ DUR~~~~ IRBID6~1 DI ~~UDRD Rt f8Dfil6 per il pro f. Francesco Ghilarducci, n1:1 gg-ior~ m.edico, d i retto~e dell'ambulanza

L' awbulanza radi ologi ca, che ho l'onore di diri~ere, è la prima d i quelle più r ecenti, organizzate a R oma dal VI Genio per ordine del Ministero; altra ambu lanza a veva servito per 6 mesi al fronte sotto la direzione del dott. Coleschi, che ne riferì nella Radiologia l\Iedica ( hH 7 n. 1-2 ); qnost' ultima ambulanza Pra sem plicemente ra· dioscopica, non così quella che mi fu affidata, m•I Ja ·quale oltre l'ot? corrente per la radiografia {opportunamente proposto dal dott. Cole· schi) vi sono i m portanti modifìcazioni ed aggiunte, tali da soddisfare il mdiologo più esigente . Il lavoro compiuto con questa ambu-lanza è stato dei più interes· santi, tanto che mi sembra utile rendere di pubblica ragione i ri·


• LA FUNZIONE DELLA

l a AMBUlu\NZA 1 ECO.

2 17

sultati ottenuti. Prima pe.rò di addentrarmi nell'argomento, giova l'accennare in modo sommario come funzionavano i servizi chirurgici nelle zone d0ve l'ambulanza ha agito, poichè è di nozione corrente che l'opera del radiologo è di somma. utilità per i feriti solo quando sia secor.data da quella di un provetto chirurgo. L'organizzazione dei servizi stessi si ispirò al principio di pre· stare ai feriti e specialmente ai feriti gravi il soccorso chirurgico definitivo il più rapidamente possibile, ossia breve tempo dopo il ferimento. Di qui l)stituzioue dell'ambulanze chirurgiche d'armata (destinate spe~.:ialmente all_a cura dei cavitari) e di ospedaletti chirurgici avanzati bene attrezzati e serviti da Ottimi chirurghi. Sulla fronte Giulia sino in alcune sezioni di sanità. vi era l'occorrente per provvedere ad operazioni d'urgenza anche gra,•issime, che furono spesso praticate con sommo vantaggio dei feriti. In quanto riguarda il servizio radiologico, ad eccezione delle ambulanze chirurgiche che hanno un impiapto proprio, quasi tutti gli ospedaletti ed in gran parte anche gli ospedali da campo, sono :;provvisti di apparecchi: di qui la necessita . dell' ambulan~a radioiogica, la quale potesse spostarsi rapidamente verso le formazioni sanitarie dove più urgente fosse il bisogno. Ma perchè l'ambulanza potesse asso! vere il suo compito di fornire al cb~rurgo elemen~i d.iagnostici sinuri anche 11fiÌ C:t,;i più gravi e diffi.cil\, era nece:~sario che lo strumentario, sia come potenzialità che come ricchezza. di accessori, potesse prestarsi a qualsiasi ricerca: co!!le io ho rilevato fino. dall'inizio della guerra nella mia Jtota sull'Auto· mobile radio logica (l), particolarmente gli accessori hanno somma im · porta.nza. per le rinerche molto delicate, ta maggior par te delle quali può eseguirsi anche con apparecchi di potenzialità non molto elevata. n problema dopo studi lunghi e profondi è stato risoluto in modo veramente ideale dalla commi8sione di allestimento delle .A.mbulauze ra.diologiche; in realtà come potenzialità e come ricchezza di accessori lo strumentario delle Ambulanze radiologiche è tale che potrebbe e.qssre invidiato da. molti impianti fissi di gra.ndi ospedali. Nonostante )a loro molteplicità e la loro delicatezza i vari appa~ecchi sono disposti nell'interno del carro radiologico in modo così tng~<gnoso che nessun danno risen tono anche durante viaggi ma.lage' Vuli e possono essere caricati e scaricati molto rapidamen·t e, tantocchè 15 o 20 minuti do-po l'arrivo l'Ambulanza è pronta per la funz ione. Per la localizzazione dei corpi estranei la Commissione ba adot,L'Automobile Radiologi ca nei servizi in g uel'C&. P olisl•1•ico, S~zione prati<·a. · Giugno (1l9)16.


218

I.A FtT:\ZION E D EI. LA

la A~IDUI.ANZA 1 ECC.

tJa.to il m10 m ~>tod o u sato nell' I stitu to di Elettroterapia e Radiologia. della R. Università di Roma, ch e pubbli cai nel Policlinico nel gen· uàio 1916 (l •, dopo accer tata la sua ~sat.t~zza l'<UJ1a base di numerosi casi ind1ri zzatimi specialmente òal prof. Alessaudri durante l'anno 19lo. l o ed il mio assistente dott,, Milani illustrammo il metodo in succesSIVe publd i t·azionì (2) . La cara tt.-ristica del metoòo, che è stato adottato nelle altre ambul anze r adiologicl1e, nelle due ult-ime .Am bulanze c hirurgiche (6-7} d' armata ed in tntt.e le ambulanzet.te chirurgie he è, oltre l'esattezza., una grande se m p! ici tà. e rapi d 1Là di esecuzione. Esso può essere eseguito in pod1 i secondi anche durant.e la r ad i oscopia ordinaria, polchègli accessori che os~o richiede sono sempl icissimi, n on ingombranti, non esigono pHÙÌte di tf'n1po per essere montati e s montati , essendo adat· tati pern1an~>ntemente, sia allo sehermo graudf', che serve per la comune radivseopia, sia 8.1 piccolo schermo fvrato dell'ortodiagrafo e quinJi sempre a portar.a di mauo del r ad1ologo. Altra ca ratt eri;.LJCa di gralHie im portam-:a è che anebe negl i orgnnl profc>Ddi, colla sola radiuscttpia ed in una sola posi zione del feri to si può predsare la. sede del proiE-ttile a ll'incroci o d i due linee ort(•gunal l, dt>fiuire da puut.i segn11ti snlla pe ll e Con questo si acqnist& un elemet1to molro imponaut.e pf'r actertare la sede a iHttomica del proier.tJie e si f'tabJ li:-wOtiO !JE'T la lo<.;ali7.z.azione genmf'trica delle in· d icnziOJli molto più E"Sa t 1.e ed utili per il chirurgo ehe col pretendere di de:<ignarL· la :-ede del proÌI'ttde co11 un tsolo punto segnato s ulla pelle, come .;i us1t c:omnuel1l'lllte; ciò espone l'<pcsso ad errori g raYis,.iniì, ('ome mo:;trai in una delle puhblieazioni succit.a te (3}. L' Pspenenza fatta cull' A m bulanv.a radiologica ha dimostr ato la b onrà 1lel meto(lo, già docnmf'ntata. dai ra,;ì e~;ll mi uati al P olinlio ico e alla VI Ambulau~a rndiologica di Armata, dove prestai servJzlO corue rarl1ol og<~ Ullil!llllf'Ule al mio assistente dot.t. lllilani dal 13 maggio al 28 luglio 1Hl7 . ( l) V. Snprn ,t'Nuw m odnlità tf'Clliche pCir T<'ndt>re più ~ ·mplicl•, mpicta ed esatta la lo<"ll izZtiZÌOl f' di'i pr ttit ·ttJ i - P olic ·ifl CQ. S r:iooe r (l ic ' • 9 g~"'nnnio Il! . 6. (!!) S. pr:t un nuo ,·o lUI' l oclo rnctio)!r fì<'o per '" l ocnliz7~lzione d,.i corpi e;;tranei ÌUt'll · , l IIJHrZO J 9 6. !'npn~ eli ,\ C'Uuo t 'IIU i e rli <-rr• •re nt:lla ricl't Cll. dei cor pi est ranei per m ezzo d~i raggi X (Rrmio[,.t,ia m Mwn l '2 l 17). S ><pm un cnm <li ..,;n t!t• loculh.z.·:donc r'•diug rn(ìcn dj u n corpo ostra.nco. (R. Accaiteruin M chcn dr Rrm a . R . in Pd <lÌiim Sez,m;P p·nt;l'c•, 1917). . S,tptn due ca;<i di iff.cil • d e,.;nttu lt c n liz7.azione rndingmfin di c<>r p i e!.-trMel (frnrttu t"nti d i u~o) La Ra ,.o(o·;if; 111et11r , ~ . 5 -!i. 1917. ~ ltT.AN J. I m•·todi p r n ric t ca •· la loc .tiaazione ù ei p roiett.ili med.U.mt& i ra~g i

X (Rir·i•:a O /'f!i/. l era, 9)(), N. 3. (3) S.Jpta u:cune cause di c rro1 e. t ce.

•,l,t u.

~c!ai!t

..,

•Ub.•

liht'

tl ... . 'a! . Q ..

;lb

\n\ ..

. u • .,~..,

• 1n 1

~·'...: ~~ 1 '


•

l' c~

~19

Prima di esporre la casistica dei ea~i esaminati, è opportuno ac cennare brevemente a l m odo d' i m piego dell'Ambulanza. Essa t> l> be l'onorevole missione di lkvorare nellté' formazioni sanitarie più avanzate, specialmE:'nte durante le azioni belliche e per i feriti gravi, nei quali l'indagine radiologica è necessaria pPr dN·.idere sulla oppoxtu· nit.à e sulle modalità del soccorso chirurgico definitivo ed in alcuni casi per forn ire elementi alla soluzione del problema, se il fe rito pnò esporsi senza pericolo al trasporto verso le. retrovie. Questo q nesit.o vie~e posto con g rande frequenza, quando ad esempio si prese n &a il dubbio se un proietti le sia o no penf>traute in cavità, questione qne~>ta di capitale importanza e sulla quale sol o un' i ndagine radiologi ca può dare quasi sempre un giudizio sicuro. Inteso in questo 111odo il lavoro delle A.mbnhmzs, include per i l dirigente una grRnde responsabilità: è Ul'! lavoro di concetto, non di routine, il qna!e per essere ef· ficace ed u ti le deve essere for::r.ntam ente circoscritto. Si limitò dunqne l'opera dell' Ambulauza al servizio di poc;he unità sanitarie avanzate, assegnandole la residenza in prossimità ,Ji esse, affinchè tra la chiamata e l'arrivo dell' Amhubnza non corre,.,,-e un troppo lungo intervallo eli tempo. Così sulla fronte Giulin. I'Am· bnlanza prestò prima. ilNVizio al ... çorpo di annata. (con resiJtnzo, a Caporetto), sncce>'sivaroente al ... Corpo (t:On residenza a Sr>ui co) infine al ... ed .. . Corpo (con residenza a ('aprint). Dal 26 otr.obre, gioruo della ritirata, l'Ambulanza sostò succes,-i\amente a Pordenone, Saletto, La.ncenigo, Mandria, fìnchè il 9 decembre fu pnsta a di ·posizione della ... armata con r esidenza a Cittadella, do.-e ba n preso la sua act.iv:ità. L'Ambulanza era entrat a in funzione il l o agost.o e lavorò iu modo continuo fino hl 25 ot.tobre, meno una sosta di 10 giorni impiegati in riparaziol?i allo sr.rum eut.ario, che fu TOvesciato da nn vio· lenti'>simo urngn.no in montagna, mentre gli apparecchi erauo dl,.posti in una baracca ,p er la funzi one. Det raen do il periodo di t C'mpo durante il quale l'Ambulanza rimaf:e inattiva a causa della rittrata, la sua funzione si è limitata fino a l 9 gennaio ad un perioùo di ùÌna tre mesi. Com ple:;sivameute i feriti esaminati in questo tempo sono stati 271; gli orgar.ti lesi possono classificarsi nel modo seguente :

l. f •~

., '

H H H


220

LA ll'Ul'ZIONS: OEL:.A

Cranio . . Colonna vertebrnle • Faccia. Collo . Torace Bacino Addome . Vie oro-genitali. A oca .

.

Sp;dla Ossa lunghe

1u. Alt1BULA.NZA1

ECC.

41 S2

13 3 55

17

lo .

4 !)

12

!03 Totale 304,

:)u questi feriti furono eseguite le seguenti oper11zioni radiol, giuhe: RRdioscopie . Radiografie. . Localizzazioni

240 83

189 Totale 462

:)i valst>ro dell'opera dell 'AmbuhmzP. i seguenti chirurghi : Maggi01·i medici. - Prof. Moro, prof. ;Capas:i0 1 prof. Di Napol prof. Boggio, dott. Simonini. Capitani. medici. - Prof. Canestro, dott. Micbelini, dott. Rosai dott. Cappelli, dott. Sorio., dott. Leppi, dott. Brusi, dott. Nigr' dott. lUingari, dott. Scarpieri, dott. Go.nzules, dott. Paolucci, dot

Bom piani, dott. Sgua.:rio, dott., Torraca, dott. Verso n, dott. Pennis dott.. Ga.spari n i, dott. An fosso, dott. Billanovich. Tenenti 1nedici. - Dott. Magri n i, dott. Gallozzi, dott. Fedi, dot Gberardi, dott. D 'Amico. · Con t ntti qu1=1s ti colleghi il lavoro fu dei pi_ù simpatici _e insp ratc, nella ricercaa qnell'armonia ù'intent.i che è coudizioneindisper sabile percbè l'opera del r~tdiol ogo sia veramente proficua per i ferit lo ogni caso come indagine preliminare f~ eseguita la radiose< pia, che ci permise quasi sempre di orizzontarci sulla sede e suiJ estensione delle ledion i. Nei casi eli diagnosi più delicate e dil fi ci li, specialmente n(ll le lesioni del cranio, del bacino e d ella colonn vertebrale fu eseguita la lastra. Qùando vi era ritenzione del proiet ti le. ne fu accertata. la Aedd precisa per mezzo del mio metodo radic soopico: neanche per i proiettili più profondi ci occorse dover ric01 r ere al metodo radiografico. I proiettili furono quasi tutti estratti in ogni caso la localizzazione fu trovata esatta.. Essendo, come ve dremo, ancora contestata l'utilità. dei metodi geometrici di localizza zione, credo oppor tuno riferire alcuni dei casi più interessanti osser v ati, tu.tti seguiti da cont7·ollo operat01·io positù;o.


• PII' am(rre <.li l.·:·t·vità. 1 r.da~I'Ì<J l:1. r1r>d!!Uàzim.e dei

pHLtl

h\lf'l'<d i,

d ·"' t'l fn di p;raltde ,u..,,tdiv (ll'f n•·e:t-rtarl.' la rliRgllc•::i &!. a'<'lllO·I <I]•O · _gra fic·a. C'tt.\:>-1•>. ''·'~· l. - Ospednlctto <.:-. raJUj") ~- lti (:O'on\C:U<'-l\0) f' ldntrg" Ojll·l'. prut'. m:w:· giore M ..t·o. 8 :<cttt'mbro I!IJ'i. t 11.p. 111ag~ion~ A .~ ... del . ... Ùulleria. F•1rito ,:~1\'a1' ipi11no di J~n ins:zzn ;la <;t·l·..,~gia di ~ranuta al cruni0: rilc·!l.d<~llf' .t .. lh !theg~tn .

Alla t·ad io..;copia nt•ta,:i l~ fr;Hl'll'lt u•ll'o--o f:·out:de rte~tro. L:.t :-clae~;;.u tro· Ya.'~i a 55 mru. di ptv:'oudil;t <hl puutu 1li ritrovo q·gnat o snlh J··llt: tir•lb rq~•· · D f' lempora](l (V . fig, l, tav. T). Oss. Il. - o~pPrli\Je da campo O, l lili (\"illa Br!'rla•. c·hil"lll'~ .. OJ>I't'. ····P· 'l'urra<:a, l'i ~t·nnl\to 1918..-:t\ ;;pirnntC' S. Vin N·nzn tlr>l ... , fanterin . Fer;tn il l·~ ;.!t.>nna:o tla pr r>icttile •li fucile alla re~ i<>ne SOI·r:tOrl>itaria sini!itra.ll due dita a siuistra dc·lb g !:\bl'lla, Operato di apt>rtura ri<>l ~ello frc,utale con a~portn.F-ioue rlc•lll:' -.c}u ~gte del tct..o Ol·bit,.rio. Si ùomandn la lc··:dizzaz.ivne del proiett:le 'l1e non lu rlo..con trata all'opet·azioue. All'~:~nme radiosr.opico. pallot tola tli f11r·ile iu corri:-pvwienza della n·!,! <•Ile orhitnria l;inistra a 2$ rom. di nrofvuditit da uu "~"•unto ,J; riaovo !'1-<>n:tw ··alila. 'l . t t l" "' P"~ C ~·uco al •lisnj'rn dell'ongolu t>St•'ruo d~ll·o~chio l'ini..;tr... •Y. ftf!'. ~. la\', I).

Cn1.1.v.

''

j

..

l l l

l

l l l

_ IJss. 111. - Os!,e•lale da r.aul)>O 11.10:. (St:-lti c· OJ. Chirurgo C•l <: l'. te11. :'>l..uriui, to •ettembre 1917. !"oit!. '\f. l'ietrn >cd . . .-llll\Pl'l:t. Ft>t·itn a 1c,ncio ci ecc, a Il' angolo ~ini.;.tro della mandibola ùn ~,:J,..~~ia ùi :?;1'11nata . AH.~ radioscopia si 11 ot.~~,. lntll pi.~.-u ' n ><rh. J:!!!;::t n ]i\'ellu d.· li n terza Yert&bra c~rv~cale, a 3.1 mUI di protouditil da l l'''n v .!1 ritr<•,·o ~I"~IRto !-oulla pE'!i<' un dito • l dt ::ott.o d e ll'angdo della mandibola . . rlss. IV. - 0~pedaletto da campo 1:1 (::\l'o\':II'Hi'ZO). chit·ur~o oper. Jlrvf. magg~~:>re :'>foro, 7 o ttobre 19t7. Ferita dr• "''h"!;'~:a rli l!ntnata a ft~ndo deco alla M!giOllt.t ''IH'Ot. d ' . { l pro1etttte. ' .. • t ea ;,1m~tra 1·o n pentl<lDf'lll.a , " d Alla radioscopia si nota l:l pre!'IPDZrt di nn:• !'chcggia a 44 mm. di profoudità al pttuto !li t i trovo ~egn:no ~ul rnnr~"'ÌUI' :wt .. rinre clt'l nouscolo C"ucnllnre «iuistro Rll':dte%za delJ'angolo <Iella mancÌiLoh. Idem b'ori tsl. da sch('"'"i:t di vr:\llli~R a l lato t•.,t.·rn·• olt·lla co~c·ia !<Ìni-.t.ra t'Oli ~nn "''=' ,.. MH•ur.a. della scbeg~ia. Alla tl\(hol;c·npia 13. l<dJI•!!gÌ'I ,j ~1'(>\-a a ~,., l•tm. <li prvtoii<J.t:, da lUI }.11111\n d i ri ~I'O\'O t l'a<•cia.t..o snlla L•··l'ia :<tnt~<r·:o,e ~"h·ila NJ ' ' ia S dita <opta ht rotula. Col.•l:":".\ Y~ltT~IlH .\I.'L: .

f).~.<. \ ". - 0:-.petlal, tt.o da 1~ampo O.H•5 :sPni•·o). ( h it·ur~·· op••r. ten. Magrini, 9 ~ettembre '''l·) ' <• •• . . F• t!l'tt.u a l cl orso con para~· ......-io!dl!t.t> F. l•lll'>t!}Jpe de l ..... tautena. jlMeSI · · c·on jJt·l·mane u z,. d'1 pa Ilottol n d'1 t'uc1'l Il. I a Parai'l~t· cl "'g 11· slmtel'l,

flt\llotlola. si ~n.va. a 66 nnn. ùi prol'r· u•ii\.à cla l pnntn di ritro ,·o lr:.cciato 8u11 a"" pelle d e l d Ot·:;o a livello di'Ila XlT Y•·rtebra riors;.le L d Il r adiograt.ia ditnustrn. la. pt·t·~l.'lt?:a rli uua ).l!lllottoln eli t'u ri\., in corris pon· e n;; della X II vertebt·H. dorsale ~ l:: !b ltura della 1• e :'.!• loro han~. Otto prirna dell'intervcmto. Alla n•·croscopi:l. ,;i tro,·a la pallott.o!R. di fuc ile l ~ - 1>1 0

·

''1l rlle tti lllfdlr.ut•l m!~ll • l1't. -

b •r. 111.


nella sede ed alla pro r'ond!ti du;ignau. colta loca lizza ziooa e ,;Ì c o<ta tata la :'mt· tur.~ dP I\a l" e :2'' Vùl"t!'>hra l•llnbnre ( V ri,:;. Tnv. 1).

"'1.

o. ~ po1aletto Ù!l cnmp? 107 (Cn pri\"11.), chirurgo oper. C>lp. Rosati.

• l

n.

O;s. \- I. -

18 s.ett!"l!lbre l!JJ7. Sold ato P Anto nio, di'L. fanteritt. F e1·ita da paile t ta di s hl:tft·

nell in •lOrrispondiinZa della .t• e 5" vertebr.1 cernc:tle Twtraplegia com p le~a. Alla 1·ad iosco pia si nota. la presenza. d 'una palletta ùi shrapnell a t cm. ,jj prot".mù iLà Ja l punto d i ritrovo se3nato ~mila pelle del collo :~.u teriormente sull• li nea. mt~Jinol\ a li vello della cartilagine c ri •·oide : la pa llot~ool a deve trovar.~: n~llo ><pltCO vertelJrale in corri.;pooùenza .!ellll. 4" vertel.tra cer vi cale. La pallottola fu trovata nel saeco meniogeo atra ltez;r.a indicata. Osp<'daletto da ca.topo 13 ( Nov.tcuzzo ). chi rurgo opor. pl'of. 111 a~· l!Jl7. Soldato F. I~;uaz (prig. a us~riaco). Ferita a fow\o cieco da scheggia di granata al111 rPgione loml>ar" clestm con ue vrnl g ia d el pJe.i~o lomho ,;aerale Alla Ndio,;copia. no tR-;i la v re.,eu;(:\ d'u11n scheg-!:!Ì·• la tt>mlmente a lla. col•)una v ertehm lo nel in·Lrgine superiore Ù<illa. 4• venol>ra lombare a dt>!'<t.ra. JJa sr~hecf:i& è a 73 nun. di pro r'oorli Lil dal p unto di r itro\·o tracciato la!.emlrnente e a de·<tra dol la colllnTJa Yl!rtclmde al mat•gi ne superiore rlP.ll11. i A verlebrn l omhn r c- . Dopo e:<t.ratta la 'lcht~g~ia C6S.;arouo couq :.. Lanti! UtH h· ne\" ra l~ie. o~s vru.- O>pelde d·~ CfUD,JO O,IG; (\'i 1:1 BrP!:.t), chintrgooper.ca piLano 't'orra··a, ~H rlo.wcmbrt! l!IL7. C.1p. m:t~~ 'P ~un . it!oll\ .•. C. mitl'l.:!;li.. ri. l-'~>rito da parlNta d i :<hrnpu1~ll a due ti ila. trn~,·er~t· .i.,J;,L ptrav.!rtebr de d ,-,tra in ,., r· ri"J•On<ll'ot.,• dt!lla t<JilSil sopra~rino,:ll Pnr;qi:f·gitt, po<rali,i rcttule e vt•-cic:,lf'. All"•·-<ame r a.tiosc•)pi •'O si uoln. 1 an. f>M. Ìlt,,l.l ,,j -<l•r•tput!ll a 5:::? mm, di pt .t'r>n lir:, da u u puntO trat:cia.to ,uiJa p tl'>\\"et·teln·a ll:' , j,,,'l"l a lh·o!lo <iell>t ?.' fi,r. ,..aie. L:. p:.ll..t1a ha :n-ulo un d·.,~or,, o!JL·HIO ol t T· <t.t• nto e da:l'nlto ver:lo l'ih· l f'ruo t• 111 ba~so.

O<s. VIL -

~i ore bfwN. :.H S8tt.crubre

!):;~. J X..

lR (:-<O\"'<l'liZ/.•1), o:hirnq:::;o Oflèl'. pruft:~"\Jie !Ila!!~- :'11-Jr:•, H' -;o.:tt.u ul,re 1~17. 1-;.J <hlo l! \lttuut 1, !t•l. .. nni·~:iPrin c:unpa::M. F(·rit:t a t'ou io cieco di\ p.dlottola. Ùl "hraJilt,..ll ;d.>t r··~: • •n" lombart> twn ptll•'· -

Q,p~.lalt:lLO dR. <"11.111!'0

b·au t(l Ìn CttVttl\ COl! )J'll"lll:J.U~n7.:t dul fllt)IALLJie

pru.ott.ilo si tl'O'>l nAIIo sp!~-on• do! I Ì:t terz ultima ve l'l•• !tra t•orcig-":1, a :J•i mul di pr•J ',;uditi< ,J,ti pnot•l d t ritrovu s ·~11 Ltu std!:\ JW:le 1111 cli t ·J a Il' r·<l.o>rno ti,.JI~, "Ìnli-i '"' ,ro ilia ,.. siui'!lra,.. a li ve. lo •td!a j;l iua ili.u·a :tntt.ro-int'eriore (\ . lt~ ,; Tav.]l). 0#. X. - O ·pP.cla.ldto tla carnp() :I!J {t;.,molinoj, cltirr1r~o OJWr. <':1)1 }.fngt.UI, 2o 'J.-cua•m• !Hl i. R>l<i>llo l..il,oriu ,!cl .. f.lut•;rin. F,:ntn tlll p!dlortola di Rbr&p· ndl alt,, rl'g.uue ;:;,::q•nl.tl'U sini..;tm, cou f)N d'tu;;r<'~..;o iu pro..:'limilit d,.Jl'au!!Ok inferi<JrO <i••lla -;r.apr,\n: prc.:••nta p:n.tpl• · ~i.l rctll iqrudn. Jl:ll'a.Jo~sa. Ln pallelll\ t~i trov "\ a utl mm. Ò! J•rofonoliti~ .!:1l punto di ritr.n·o;;eguato ;.ttllll peli~< J.,l dorso a sioi><tra, a ln• !litn trn ... vcrl'e "tJttn ra.u~olo inter[ore dt>lla sr'\pola e a •lne dtta dall.L line'l medi ... na. ~t''l~nn·~ lc:,ion" -'PJ•Ill't~ sull" :1\"tra. [l

T• t)!."' E. tlsp• ·Ì:t lf'tto Jn <'ttm po l !3 (Nvvacuz?.o), eh i J·u rgo o per. prvl•'~"' re ma~::;e,:. !>J r,ro. 15 ~ott<'llthre 1:117. :-'vl·lnt'J O . . ,\n touk•. del...,. f;iutt:>rin . .1!\ rttn .• . . . . }11"1\'ci&VIt .on<lo cu•co :1.Il a r··~tonè c:.rottt. l en >lllll:'tr:\ r.on l'l •'lll"'l•e f'nngreno"o ~o c"l:nc c soprn·Sl'llpni..Lr,.., t;Oll pm·mnut>ll :1 ,p>\ pm' l't! i[t!. · ll!"''· trovn n l', i ntm . ".., .' prorou · c·ntn· d a l puuto 111 ..,. l"tt.r · ov·o ·~t·""n Il Jll'"'''tt~ " :\ ta (h;.. Xl -

1

.. l •


l

sulltL pelle, tre rlit.a a l dis otto dAl la scapola sin is t ra. )Hesso il margi n e interno di e:;sa. 1).,.~. XII. Ospeda letto da ca mpo H;O (Ca nale), .:hi rurgo o pcr. profe:::son~ magg. Capn-<so, 18 sette mbre l!J l7, Soldato F P1etro, del... reggiml'nto bersl\glieri. ~'t1ma a foudo c ieco alla. ba!'e dell ' em itor11ce de~tro sulla liu oa scnpohtre po;teriore. All11. radiosco pia ;;j not a. llll :notevol~ 11mpliamepto 1lell' omhp1. cardine!\; pit:toia schegg ia d i grR na t a. a 29 m m . di profoudit!\. .lnl punto di ri trovo S!;gnnto ,·t\la pelle >1. lh·<'IIO tlel 4° spa z io hlt61rcost ale a t re di t a li. s iuistrn. daJia li Hea .u~·Jiana. L a. scheggia non seg ue, né i mo,·imen>.i .!el respiro, n (, i mov im•·ntJ

del ~uore. U$.~. XI Il. Ospe.ia le da campo 0.:20 (Cittadell:l.). cLi rm·go op. cn p P aoh•cci. 11 decelltb l'f\ l!ll7. ::>olrlnto D. Giov:~.n ni, r\ella ... C<.1111p. bomhn nli<,ri. }~erile lllUIt:p~u cnn fnutum dell'omero deo.:tro e delle' sterno. F.-.uomeui )'1Jimona1·i. Frattura cosniuiu~t~~o dell'omero de:stro al ~o s u periore, t'rammenti in as~e. G1·o~sa sclw~~i a 6troll!!.Là l.tteml mente e posteriormente alla pan·te Lo1·aci•:a rlt>:<Lrn: <-S•a si t•l~;y,, ~umnte la inspirazioue forzata. L a scht>~gsa è >l. l i c1:ut. d i profoHdità da uu 1unro rli ritrovo eep;nato anteriorm ente 1:ulla ntP.<lir·:~tllrll. Liuve opacità del tO· rartl <lcstro. Oss. X I V. - OspP\laletto da campo 1'.3-1 \VillanuovA), ohirur~o op. c!lpitanc'lig-ro. 20 sotternbre l !H7. Svld:tto G. tlrt·l<t!•, .Jel .... a~til-{li••ri:l t~ont~tc-11u. !<'t·rità da palloltola di fucilo in coni~pomlen7.a ·lelll\ re._;~!lll f' acroruialc dl'stm a fvurio ri.·ro c·on fmttn rl\ dc!lla colonnn \·ertelJrale .. p:traple~i:\ ·~•)cuplt•tfl. .\lln radio~~topia il proiettile si tl'ova a ;J:j rum. di profonrlitit d11l puuto di ··il rovo :>e~u!tto ,ulla pelle della t'os><•• q•Jtt..,-<pirw~n ' l nnn. all'ilitP ruo .lf-1 mar~iue: esterno dclltL scapola. Dtd vunto lateralH \J'III'.:i:t\0 !!Uil:ì. J•l•llo ~i ptd]•ll il proit·ttile in COITÌ~pi.•TH.leoza rlolla ..:eùe i1111i •:•~ta. ::ìull:\ lthtta -.i nota Ili. haltun. deli'arcn >ertohralc dulln :J• dor:>ale (\·. lig. l, Ta\'. l)

lo

f);;s, X\. O<:pctl:dl'tlo Ja. ctlll\]10 J l (S. Alt lr:rtj, ch!ruri!O op. Lt'll. Cttpjwlli. lB ~ettt•mbt·l' 1!117. Soldato H. ~atah•, •h:l. .. !'nnl••r ia. 1•\:rira ·' r'ouJù r•ieco (lellll '"!:ivne d eltoi•len. 1<inistr:.. Hadtùscopin : pallettn. di sbntpuoll a 1; r-l!nt. di prolourlirit da un punto d i n~rovo seg-nato sulla p··llr. iu coJ·r·i..:p•md••ttza d· l p:la,;lro po!':tl. riore rf,·ll'a'lnlla Il proietti!~ è anteriormt>ute e inlm·uaw~ule al ,:c.ilo dlir trglco llell'otuc·ro àtHIIIMI\.

1l~!< XV I -

O«p!'daletto .l~> campo 1(;11 (Cn ua !t• ). dd rul'~O ùp. ~H·of. mu~g. Capn,..!<v. 1!117. :':lottot.ou. P. Mirholt•, dei.. fant<'L'I:l.. Ferii:\ da ,;eh• :rgi:l. eli ~m ­ uata in rorrispoodenz:\ d, ll:t 2" e ;;• ,·ent•hra loml.are con jmrapf,,j!in CO!llpJ• u1 e Jl•ttK.Iisi del J%nt!<ol·e. Una. prima schec;;ia ~i l"•·alizzn ,\ lO unu. òi profon1liti1 •otto la clavicola de;:tra: al di sotto dt )l' ipoconti rio · ti! ~tro _-;i ~;t•orge un' olllLra ~lluugatu non molto opaca. Hou uuii•>t'tne ,·!w se~uo rlì·l,olmeute i movin•<·nLi del respiro; 6."'-'!1 à lu1t~a. cin·R 7 ce11t. 0 lo. sua J•;lrte media di,t.:~ dalla p;tllt~ l:> cent. In alto, in cotri'ipon<ienY.~l df'lh~ ~· vcrtehnt <lorl':tlt', !'i n<.tnno d11o g-ro!':'la srheggie m~ta.llic ht· . Altre pirr.oio •chl',:;-~ie ,;;i trov:t!l•l uo·ll' :\tldomc. 'Il tJWSÌ t; l te la g ro:i::ll\ OIUhra deserittu, ùara la !':lla poco opar:i Lit, fo><!:'e dovut:~. ad un pezzo di cu<Jiv tras~in ato entro l'ad•I!JlllC dalle :;;r·heJp;te di granata. ln rcl\ltit, e:-amimllldO la eartucctera del forito , t rovai mancantH una ~tri«r.i:t rli cuoio appro"isin~:\tiva-

l$ fi"ttembre


n.t•utc do ll.o •t.·:.·:• ,·o>IIIJ:t ,. ,·, ,,,.... t,"' ·lillleusit>ui. ].':-t Lo opernti\·o. che ehlu~ f'~lto ft~l:~l'. ,',llf•··ll,u J't•h:t•·t.Z'I '' Jf.t tllla ÌpOto •"i. ().,:-.. X\ l f. - ll'l"''!.d 1' • lo ,.,,, •P" 1117 (Crqii'Ì\'!l), chirurgo) up. ,-ap.l:os!<ti. !H ,..euo·ntlrro· l'ili. :-\rololalv ~ t: ,,,l ,u·•·. l•'er·ita da palleLta •li "hr3J>IIt'll in ~orri-1 •OttÙ<'lt: • •l .. ( la l'• ::·nltP '~•'l'nur·lt ••h•lllHStur•lt•a oln-.1 ra. ~i nùUl la pre•enza Iii UU:l )'H!J• l t l oli ,fl!'IIJI !! l li r·,)l'rÌo.;p<>'Jnt:llZ;l rft•J "'' OU <:O ... llJ .Ji:tfr>\llllllllLICOde· :.tlo "·l:,, Ili.• 1 lllt'dÌ<IIt:t ,, ..,., ll:1r· a oil llllll. di prot'oudit :'t olal IH1111{' rli ritl'O\'ìl . ., l 4lt ... , •••l'-' ,:.!'h - ··o~. a.1'l l n .tnsp•t·nzlhlH!. . se~ual o S\l11•l 1)• • . _. tu!l~"fl • tln\ltrt..

ll.<s. X \'Ili. - ll-p•••a.olr•trL• .in o·at11pO O, l n~, "'•·tl!co) t•loi rurgv op. h.'U~UH' .\In· :;:r.ui l: ot•ll mb:·" J:!J i 'J,·n. l. J·. n..-•tO. l•'t>rita .j,, palll;ltlu tli shr:qm;·ll iu ~or· l't"J'Onoiouzn oie1atl s·•·t(ns"' t•l•sl"':e ... ni-tr:t. ~""J•I'tto eli JH•netrazi~>lll' del proi~tlil•·

nell'ad •ionw. Alla Iil·i· ·~·:vj· a 'li l:•tl~ .,, p.t•vnza Ùl uua. pailotrol .. di ,J,rapn<Jll a 3ol.nsu. di Jll'vfowlità dal }HllllO oli :·it1'0\'~' ~lltl\l\1'0. che LrOn\si s11lla l.w·a lllo·ollllnD rirc~ 'i rlita ~msn•r--.r· <lall\dtima 'v:<l~•la. Il proiettile de\'e ITO\'flr'-Ì su·ll•• Jun-;., mu~<'<llari dorso-Joml•al'Ì. Os:;. XIX.- Q.;pe•lnlt Il• --.owr•J.(I!;inlo 11 (". Andrat ). thtrur::,u OJ'· cup. Gsj·pello. tSseuembrt!' 1!)17 :-.o'd r. 1 ui~i .•Id ... f.wtrrin. Ft•rita da o;cheggsa di gn· n .. t:\ a t'onrlo rioro alla ro~iOltP para\'f'rlr•hrale •lc:~tra (re~ione loml•l'ln ). ~(•speltil cls pt.!Jtt•tr~tiotJe rld proirtt il<' nell'a hlùme. l l proitltldr• t t·oya-.i lo l'Il(• lll•t• .... lllli"Colnn u l iv~.<-1 k1 .Id In 2• VOI'L!,lll'tt lomhare 1\ 2=• mm di pr->fosu\i~it •l:tl punL" rii ritrovo S!'gn:l.lo «ulla pelle. [{\li""·

''-''· XX. -

l),pt•l.tl'-'UO "'' I'Jil•1p() 13 ();ovM·II?.ZO), t'bÌ1'u1'go op. pl'dt'. mngt:. ).foru. };, H:t!('JIIlll'P J:tJ";", :""ooJ,J. Y.. r;:ust •pp!!. oJ,J ... bOl'S;\!!lieJ'i. Jo'enta nJ pube IJ\· ç.•r"t c n tùndo CIOI'O cou asportazs,•flr •le 'la <;ntl·! lor··do del pem•: frattura d~l pulu·, ll::<luJu .t• tla Yt.:.ci•·tt (·<•:-ptlt•• •li JH-rtu:<~sctl~ll lel ps·oi.. ttd<" nel lmcioo). [,1\ rl\•ho,.,cupi;~ oio•l h:wino •lituo:-tra la ù·altus l\ comminutn del pube deStTJ, ~·r~s••Hzn di lll>ll pa.lloltola ''' t\J.;li<· a li rent. tli pr•>tooditil da.l t>uuto di reper• Sf'~nat l 'lUlllt. o·ut.. de1la u :lt.lna dt-,.tra un p<>f'O al rli;;opn~ e a cl<'•trn della cri· na-:ud l,a p11llotrola rlt>VP tro,·ar;;i ltt'll'interno •l• 1 bacino. (\·. lig. 7, l&>.lllfJ.". XXI. <1-;pu•l•h•tl•·' d:t o·:unpu ltl {'\ov:1.rur.zo). ;o·lsirurg'' op. prot'e<· ,.,.,rt• ll'.tgg. Moro: l'i=>et.lu]llltsr· l!'lì. ;--..,Jd:tto H L ti~i. del.. g-o•IIJI>. l•'o.:t·itPd~t sch~g1;11: ls ~ran11.t8. ali& regtnuP trontn tl'rit'll si n i~ tra pt·Jwlmn l i nel l!a t in o. :\Ila ra~ dto.:;..:opla pruSenza. di un a pkcola scheggia a 9 cent. di profondhà d n l punto dt ritrovo segnato sull.a pelle in corrispondenza de11a spina ili1\CR anteriore s~tp&· riore s inistra. e di !lltrr du~ scheggia più in ùa!;SO e pi1'l J\ll'interno r ispettsvn: mente alla prufouditil eli. 8'• e 70 mm. L"" sche~gic :<ono immobili dur~nte gh at\1 ,;,.1 re!-:piro (Y fit:r. R, ta,· lll • lXI" ... IJ:;.: XXI!. - Ospc,.,:dl'llù ti a ··a1111••• lH (~o,·acuzzo,. chirurgo op. prot. . Ì ,!Ìt.)re :\foro. l7 settembre HIJ7 Soloiato B. Mario, del... l>et·aaglieri. F erito ds pa · le~ta di shro.puel n fondo riei'O in rorn,;pondt·nza. della natica sinistra pre~-a• il grnn trocant.erc pettetralst•• nPI bacino con fratlllrR di esso e lesioni dellt\ ,-e· SC'I CA.

.

't1'O l'O

Alli\ rndio:;,..op ia grossa 'idll'ggiu. a W ('CIIt. di Jlrofonditàdal punto dt ~' . _t" "' gu:uu sulla pt>ll e in conispondenza della sinl:isi pubica a 2 d..ita a ::;soiS :. dell11 lin!'a mc•liana. L:\ :;cbe!!gia !;Ì trov:t YCrosimilmente nello spazio retto-\' .. · na· ;;l':l'nlo (\' tìg. !l lav. T_.'opt"l-:'IZione ha confermati) anche la diRgD 091 (\

rr,.

t OlilO·LOJlO~r:\IÌ (•f{.

I..Ì


l

L-l. FUNZJO:-<E

DEI.L.:\

l'

IMIH l A'\Z,\, EOC.

OspedalflLtv dn. cRmpo lH •);o\' truz ..o•, c;l:h·urgo op. pt·or'. rnag-g. Moro. 20 r>ettembre 1!'17. Sottot. C. GiRcomo, <lei . .• t'antcrbt. l·'erita d:1 scheggia di gran~~ta ~ fondo cieco :tlla regione tror:mtPrica d1•stra co:1 pf'rma· nenzn del proietLile . .\.lltt ratlio.;;copia presenza ùi una sc·h•'g~ia. ~ituara n :; .:eut. .ti prot'onditi• da\ punto •li ritrovo snlln. cute della JlRti\:a d~str:~. " cin·a li •wnt. ;d rlisolto r!ella ~n;>ta ili:\l:a f' a 8 ceut. dalla t'..:-;surn dt'l\e u:ttirht!. L.t -;o;he~~:,, fl<)n ~~·~111! i moviw,·nti dt> l rPspiro: c·!-òs" tleYC' trvvar"i twlf'iutr•rno dd l>a•• 110. 0.<~. XXI\'. 0-<po·da\etto ùn c:tliJ}io èlti (':nlluhll<ll, chin1rg•• op r:tp. \[a;;: n•. 30 r!t•c·eulllre lHJ7. ~oltbto A. Lnìgi . .lei ... f>UJteri:,. FPntil a !'<~nolo ri•·•·o :1lln ~givn•• lomhal'l' rlPstl':l. Alla raùio,:c•o>pia pt'I!~Pnr.n di 1111 proietti h~ ,:o..: t i t ttiLv h 1111 l' r~,, anr·lln lpt•o hahihu••ntr> un dj,,:o tli spo!<"ti:l.Ì a li::J m111. oli pr •t',l:t•lit:c dal ]HlltlO •.i rit ..•>\'0 ~~ltltto '-'nlb pdlc lungo !1\ lioe:a scapòlnt!' àol nh rlit<• tra,\··•r-;o dalh !'!'<•-'li\ !!iaea TI pr<lÌ•!t~i1e devo trovar"i nalle mns..:o 1111\~t: .. i.tri .!·:Ilo p..:oa<: i!inco. l)11s. X .\ \ . - ().;p•·rlnletto da c:11npn ]:\ ('\n•:•t•'tl,:l-o•. chir.tl'f::O op. p~ .. !' llllt!l;· gior• ~l,•ro l ottol•re l~'l7. ~olrln.to D. An~onio . <f .. J ••• ,·;IJtt•TÌa. Ferit:~ di ]•:dl,..na J, .;!trn!•n••l a loudo <'iet·o in c:ort·ispou·lt>n:.o:.l tioJI:t t•P:!;Ì,•H•· in~11ina\e siu:-:tra · il 1'oro •l'crt~re'<<o t· sulln. cn•st:t ilin•l:\ i\ :! olitll trn-''•'1'"•' ~.>t: • L1 "'Jllll:t ili.t··., :tu· ·~riortl 'llpt:rirm· ,.juj...tra ..\neurisma art~:l'iO •\••no.::o rldla il;:\1'(\ ·~-'tf'l'!Ht ,,nt•ll'<< :\ Ila nldio-.,·optn la pa llt!U.'a si tr()Vn. n. ìd mn1. fii l•rot\1nt!ir.• ra.d'.t l'at( ....,. di! !l:\ 78t~<: ''""~Uitn ltl 1o•·ahZ7.1t7.ÌO!lt> . ..;j tndp:t il pNiHtih•,; tìto 1.1 r;,,o,; .Jnl 1 Prio••v lll'iu""''I.WD« Ù•'"li ,., a<\cluaori . ().~;·. XX\ L - ll,.,pedaletto da nampo l:H t\"il!:mnot•a)... hirnrgo np. <"q•i~<•n<> ::\igro. :!~ ollolm' UJli'. :-loli!ato :-:. FmucP~ro, ,\,•l. .. Ùll<t<-'ria J..',,rita a c·an.d~· "'•'Co all'emisnoto ..;iuistro imnH~Lli:•tnrucnte 'i'it•iun n\ J',lff· cc..11 .:pnppol.wH·n·. o del t.•<tiw\o destro e noteYol" ematoma lwrinen.le. Rn.!io:;copia: Jn sch('g~in. è n n;, m1n. di prot'onùati< d:~ un puuto •ii riu·v\·o aac·dato pol!terionllcut" c alqnnnto n. cles! ra dd 'l\.cro pr<IJ•l'ÌO iu c:orri~pon l• o za ·\PJla p:~rte p lll nlta olr•lln. t'r<.:-.ur:~ d"llr. naLi··h·· •i.l\':llltl •.! ~.o•'l'O \ •'l'<l·-ill,l 111lP!lt<' il fii'<IÌdtllo ,; lat••r:do• L ant••t'Ì<li'\l al ~;l<'l'u. 1\ . l'~· {(1. ',1\' l f. Us,<. XXII L -

•

• IJ,p<·••lll•·tl,o ,J,, XX\"11.

J\ -.:L\.

C':tll'i"' l'H c·. d. l L \ ..d!n·i:ol. chirurgo O:lf·· 1'"'- lirunn. :ìOstttetubre l!1!7. ~ol•Jn.to \" .\nrdio. •lt• 1 •• t •• utci'Ìa l'• rita a fo11do cie,•o alla regione tro<'nutrrira tl• ..:t m ron pro'):thi lr• ft.d t ttr:. ·hl ··olio d t'l f" more <.h~ sdwgrri:1. tli homlo·tr•h•. ' • · A Ila rn,Jio:scopia fra t Lllr:t •le! grau t.r•' •'>\ll lt' e .~r•n i i-tn•'<'O dt•i l;.lltnn<·nti 'f'OSt:ni ver:;o l'alto. 11 umPrc...,i~:<itlll' ,.,,•he~gie lll<'t:tllt·· h•• i n t<> nn n l l':t t'l i··ohzio1.e •;oxo t'('mor•de, n ·l~> l'l'nl. di }'rol'oudi~il .da i ~·mni •li r ilr0\'0 .·n·.lnPi. 1 '·~" XXVTIJ, - (),.pc:(ll\ll'lto dn ;·:Hnpo Il ('. Atiol:'\r· . .-!tirlll'!-{u Op. •'HJ •i!.LIIO r_appt·llo.:?n :<Ptlt•mhrt• l!llì. ;-,.. !dato P . 1"ill·i•.>.d•·l ... r'anteri;~. f\•ntaola .,.,.·,.g!.!;la dt ~rau:<til n11a l·a,·ri!l :tllt•·ro·e!-'tornu dd l n c·o-.:,•ia >'.ni!'l ra H!'lla r,..~,one .!el tri.m· l!Oio di :-;,.:'ll'p:t ' p:u·tc sunerior•·). .\!lu ra•I 1 "S'~"Ili:l p1C('IIIn ;wht>ggi:~ di !.'T.tll'lt:L in r.orri,;pouclc•n'ta <le\ r·ollo ··b i· tUT"ÌCu •ltl l f,..o · · · ] 1' ' ., IO~c. sttuat;, a 4H mm. <li jll·onfondn.t da puntù • 1 ntro~il ~r~w··.o -ulla peli .. n S '••u . t · e n•ezr.o ,l\ d 11' nrc: 1ta t<' l 1 J>,"1''"'1. (\. - Il!!. • t:t\' l u, ' 1-<S

'


'22ti

I.A FI"::\Zit~:SE PKI I.A

l" A Mlll'LANZA", EC• .

Vo:.CJA.

Oss. X:XTX. -

Osped·detto drt campo 13 (K.ovacuzzo), chirurgo op. prof. mag. giorè Moro. S settembre 1817 So t lo t. C. Carlo, del ... fanteria. Fe ri to il g iorDo l corr. sull',dtipiauo di Bainsizz1~ da !>cheggia di g ranta alla coscia sin istra al 3° IDlldio. Il proiettile ,i trova a 48 nuu. di profondità dnl punto di ri t rovo ~· guato >"UIIa pelle. Oss. XXX. - Osp~dnl,tto da t::tmpo 6 (ColnbridiL), chirurgo o p. ca p. Soria :n Mttem br~> HH 7. Sold~tto P Rod o l fo. 1\rt. francese. Ferita a fondo <'ieco al111 cn· l'Ci :t sin 1stra da scbeg~in di grnuata Radio..,copia. La sch ..ggin ~i L1ova n 43 mm. di profonditil dul punto di rit rovo se~tn" to ~mila pelle d sila cosr rn au t~riormeute al :~o w ed io. (J.~s. XXXi. - ,9spl'dale 3 1 l' R l. (Cittadella), chirurgo op. cap. Oo.sperini 27 d.· l'Il\ h re J:'17. Soldato \ . ~l :~.ti•l, della ... sez. sussistenza. Fe1·i ta. da scbeggib rii 1n~nata in cot·•·isondtmza .lelln f'Ollda destro. al 3° inferiore con foro d'in · grt'~'o al lato interno della coscia. lltl<lH,..c:opht. Pre:<en7.a di una picrola ~cheggia. metallica verso il 3D inferlor( dell:r co::.•·ia de.;lrn, a 59 mm. di prof'ouùiti1 dal punto di ritrovo trar.ciato sull~ pelle: In st·he~a;ia ~i tro\·a nelle ma..'!,:e muscolari interne ùella coscia a cirr•• ~ dita d11.l foro d'iu~rP.I!!'O. A ltra sclH~ggia JIC'i polpaccio della gamba destra R O!• mm. di profondità da un punto tracei:<to sul lato interno del polpuccio. Tre :>r·lw~gie metallil'iH: nella l·o:-C'rll <;iui,.,tra, due sopra il femore e une. al· l'P,..tt·rno, delle qnllli la più grande che llOll abbandona mai il femore durank ~?li spn,.,lanwnti dt•ll'a.ltlpolla è a 55 mm. ùi profoudità da ltn punto di ritro,·o triH'o•t·llO rlnter~ornwntc. le altn.• rispettivamente a 67 e n .J..'i mn1. (tnttt> \, '-•·lw~~ifl furono trOVIlf(1 esattaun:nte 11elln sedo indicata).

r. JNfiU.'IilCJ. ''-<.<. XXXTI·- P<pednletto da campo lSH (Cn dulia VnUade), chirurgo llJ tc•n• 11t1~ D runR. C'nporale B. Giulio. ,Jpl . fanteriA. Ferita a. fo11do cieco alla re· gio rw J>l't rotul•·a sini~trH Emartro •la p:tllet.ta di sbrapnell. J:a,··i ... ,.opi~l. Pullt•tta di shrapnell in corriF;pondenza. del gin oct·bio sinistro. a ti:i mm. cii Jli'Of'OlJ•iitil dal punto .J: ritrovo Lt·ncdnto ~ulla cute delln regionr ar.tr·•·ion' •lei ~i no1·•· hi o. La !'t·br;.q,;ra •hwe trovnr:':i n!'l cui ,Jj ~~a: co della !:òinovial~ ver~·l il r:oodiJo interno dp) fl'!Udl'l' àll'opern:r.ione fu tro\·ata el'intta :~ncht> lk d iagno,;i lllllltnnJO· topogrn lir·a \"n: I'BI!\AI<JE,

xxxnr - Ospt<dall·

rampo O,IH (l'ittadeliA ), chirurgo op. prof. C>~· pa,..-<o, :; dic·embl·e H•l'i. Caporale;/,. ltaliano,dellà .. zona hwori. Operato il g dr· ct>whrt· in un'am hulnnzu rhin:1 g;icn pPr ferita lacPra grande com~ un soldo, n mf'fa cirrn dt•IIA xifo-•nuhelic.'1.le, n s inistra della linea media1u1. Ricoverato ali<· sped ~tl(• o.n~ il lS dinemiJre VH7 Il gi<wno H a tl'll.Vt'l'SO la feritu c~ce in n?hon· dnn)\1\. orl!la, cllf' il pl\zienle uou può emt·ttcre pm· le vie natt11ali. Giorno 16·23 Jden.· B><:•nw rarliologico. - Pre~en1.a di uurt scheggia metallica allungata in P~; · 3 ziouc ohliqua in C'O l ri:':ponden7.a de!la regione 1 ullic:a destr(l. ll centro de r,d1Pggia è a r,a mm. di profondill• da nn punto di ritrovo tracciato alquantob'~ de~tra d~lla sinii~i pul,ica, due dita al disotto della branca o1·izzontale del pu 1 ~. =-oppone che la :.cheggin. abbi:~. perforato la ve~cicn. Operato: c;cbeggin roet~~ li··u infillS:• r• trasfondente il pubP, frattura della sua branca o t·iz:~.ontale. La pun · ()s:;.

d iL


l

2:27 d<:lln scheggia ha fE"riro la p1rte ha<>-.a •it>lla ves•·:ca ovt- appoggia. (V. fig. 11. tnv. li).

· Hu voluto espone con qu<1lcbe llHtaglio alcuni dei casi più interessanti osser vt1.ti, quasi tutti gmvissimi . per dare un'idea df' l1a (Jl1a litit del lavoro compiuto dall'ambu)u nza. È inutile che ripf'ta <'hf' in tutr.i l'int<>rvf'nto operatorio dimostrò l'esattezza d P li a lo(' al i zzazione . Que:<tÌ resultaLÌ con~ordano con quelli ott.euuti alla v ! amlmlanza chmll'gica e nel mio Tst.ituto di elt'ttrnterapia e radiologia al l 'oli clio ioo di :H.oma. All'amb11hlllza l'hirnrgica ;.rmpre cvl mio mf'tod\1 radiosMpico fu MW J,,l'alizzati dtl rue e dal dott. Hila11i 30 proiettili: io l G fn e~e ­ gui&a. l'operazittUe ed ~::.trattO il proiettile 1 elle. fn !'empre tl'O\"t1tU llf'lla SE-de ed alla profondi i H. illdirata . Si t.rattava ad ogni c·aso di f(•t it.i gravi (r!ranio. colonna vertehrale. milza e h~winu l. I chirurghi uperatori furono il prof. Ghedini, direttor e dt·ll'ambnlanza ed i suni aiuti prnf. Forni. dott. l . esi e dut.r. Xo\·i . ~el mio htituto el i e lE-t troterupia e ntùtol ogia n l P ùlic-linit·<• in .Roma, fnrouo nel cor:>o ~lei d ne ultitni f\lln i eO!E>/-':UÌte IO:) lo(:~;~liz?.HZÌt~n i. Xei lfJ5 casi osse1·val.Ì ~~2 volte eltl1e ltwgo l'intE'rveuto operat<•rio. sen1 pre con e..-ito po~tt1vo ...:on du.e sole eece?.ioni. T l'A:mltati ot ì~llnti in rl!1~8tll1to t'Ono i segue1tti: Ltr.11'7.71>hmi

tnl~r' ~1111 ,., ... r.tll' i

l (!r>

!J2

!)0

AmlmLa nza c!ti?'llr(Jica /1. /':J

;'(l

lG

(l

Aruhuhwza rodwhgir·o

li.i~ l

lfi 120

11!)

l

Poo/ir/ i lllCfl l.:~ulu· tto

{

I'OS;IIVI

"''" 'll\1

•>

..

'l.'uT,, 1.1 21t 22!> '228 Tntte lt: lornl izzazioll i fnruno e;;i:'gr.ite c:ol mie• Jllf'to• lo mdio<-r·of~J· 11 : llolo iu 4. Ca.iÌ fu m<>sheri ri(·orrere al mio m0todo mrliogr11fir·o: -sr trat.tava Ìt• qHPsti ca:si di f'ramment.i rlt a~o sit1wti fH'llfondtuUt'lHe : d•1e di questi <·a:.: i furo11C1 p11 ht.lir·ati 11). I tre in sutces,i nouHi lll•ll il<·llO impn t.;Jbi ]i al ruel.udo: t>~:si si -.pie1?1111(, in due c:a!<; per avE>r tÌttto tra,:corrPrE' tr<•ppo tempo (oltre· un me<"0) tra l'inrlètginf' ra•llulogir.:a e l'opera.:i<.. nE'. in un ca:-:o JH·r lo ;;po»l <~mento do] TJt(•ÌPtti le rlovuto a violentP contrazioni mtt::.colari che l . , ~v "~l'O ll ff'rito dura nh• la nan.:osi cloroiormic:a . . L'illtcres"o dei casi v:s;o;en·at.i emt-rge uon tanto ùal loro valore iu~nuse:·o quanto dalla \'<Uietit degli amhif'uli nei qual i fu praticata la 1nria.gme etl •·:s~>gu " ·t · · c11· santta, · · osped a l 't e ospE't o 1"mtervento ,sE'ZlOnl ( l) V. R. ACt!>HINtom "••;~h:a d, H ullo,\ . S •. lo~ a dt·l 25 felol.raio l!ll7. 'Rr ~••t'<mt« ne l P olidin if'o _ ".

.

_

.

.

.

•

'-'<Z. /••'O.I/Nr, H!l •. fro~r· . :!0. - Ropru d n•· <·"~' rh d ffif'o lt• cci u;• t tn lo o" 17.7.UZJII!lo• rnd'10 f' t:rn lf'>\ d~ "" cr•r['O , .;Jr:ou eo . J.n rodio/(J.,io medica. n. 7-8, 1917.

. l . ..


LA FC)IZION ~ DEJ.L\

p

<\ld:Bl:L\NZA1 EOO.

dalo>tti rla ca,mpo, ambulanza radiologi.ca, ambulanze chirurgiche, eli· uicl te e pad iglioni ospedalieri} e dal numero d.ei chir urghi opera· tori (50) . l u base pertanto ai risult.ati ottenuti io credo di tro,~a.rmi in cou· ùizi•mi di p•)Ler L'mettere uu giudiziu sul valore dei metodi geom'l· trÌ•'Ì di loc..:<~.l izzazione, che a mio credere uou sono sufficientemente apprezzati lla alc·uni •lei n<J:;tri pitt di-:tiuti ra..liulogi . EJ inf~ttti i! P ou:r.io l•a'>an.lo.si su una Jarga pratica alrospeJalo maurizia.Ho diTo· riuo (:200ù ··a.,;ì •, si mo;;tra av,~erso a tali metod1 (l) . <t li nwto.io <:on ,..:;a.rue diretto nllo schermo, co.<ì. egl i si "·'·prime, é .;ovente gt·o,.;!:<oluno. spe,..;-;o erroneo ed iu pa.n·r.chi ca..«i non a.pplicabile. " Un j)I'•Ji· tiill! intratu1·acico, enclocmnico, 11Q!L ,~ J•Os:>ibile rt lOl'l.l.lizyo·:;i P.~alla· numte wl un· .<1111/IJ radio:;copico. ,, 11 metodo geometrico di locali;,za~ione rie::.<;e più spes~o impt·cr : ;;o o per lo p iù insut'ti~iente ai q\Jesiti posti dal chirurgo. l dati radiologi ci in base a calcoli geometrici :;ono ::.cUlpre appro;:>::.iruativi, nil più esa tti di qudli forn iti da ricer· ch e J1ÌÙ ,.emplici " · Il Ponzio iufiue uon sembra molto favorevole all't·strazioua dei proiattil i, "'la. qua. le. <;o:sì. e.'Jli diN•. è sov~:ute sconsiglinhile : il pet·i•:olo remoto di reint't·zione secood.,ria non it :;ui'liciente ad imporre l' inten·pnto chirurgico. s pesso non iudiil'e reute per i postumi di cicatrice >>.

Qu ~::,;t•t ultima usservaz10ue del Ponzio è gmsta, se si trattA. di

proiettili annidata nei te.,suti seuza rlanni appareu ti. e 1.11ul to temp•) dopo il feriu1ento, ma non credo che ilÌ<t valevole nei cA.-;Ì di ferita recente. [n q n est~ condizioni ne:>:mno pnù pre\'t:Hlore se il pnner.tile pr odurrà si o no una infezione con complicanze talora irrepamhili. Io r itengo perl.'iù che l'e:;trazioue ùelle sc heg~ie e dei proiettili in pri· m o te m p o sia. sempr e indicata, '1 uaudo l'o pera.ziouo necessaria. non implichi la lesione d i organi importanti (ren'ello) e de,Te pra•icl\f'E1 anche iu 'Jnesti casi quando esistono segni d] disturbi fnuzionRlj. ro>· movil cili c·ol!' lUtervc:> n to chirurgico. ~o::auuhe eutusia:;ta rh~i roe1 odi gE>omeLriui eli lo •.·al iY.zazione o: i dim oslra il Bu:->i ·2 . « Cu gro~ ..;o tl•~u. \'•.o<' O, <'O.<t ••yd si .•sp. ·in~·, olomiu:t dai J•r·iru i ter upi oh> Ila ra· diolog ia a tutt'•ll{gi d qu~,ito •Iella loo·aliz;,azionf' Jni protetti li uel uo~LI'O corpo. J più Crt!dono tli aver· lora li;,;mt.o tlll pr·oiertrlf', q u·mrlo U" abltulllo !ltabilito esntta· mente !11 profondi tu. po·r•: lil· cr~oiuii•J che CjUe:-ta mio:ura rLc un punto .lòte!:tninat~ 1 della cute :<Ìil suffio-ierne ... 1 illurniuare il ··hirurgo in ltlOdo certo . Secondo , Busi In loc.tl i~zazioue .{i un proir:ttile è duuq ua e.:~euzinlmento un proùlema. dr accertamento topograti.:o e uon la misurazione Ji una profondita. "' Nes:nm tnt· , · f · li '".oVJ{M' ~~ uczr.1 (l) 1'0:-òZlO.- l •U•rolot ll" l•' l "'•>:.!1 '" Il ·JI,t ol>,t:!I>•J"I o C •ll l dr•lle e r i '•• ' (R. A"caJ tnia m ·<ile • .Jr 1', "•' •>. •l' ··b.e·d••.., ubn• 1915, .\lurlozt.•tlo ,,..tlu R a•ll medi·a, l!Hù, n. J-fl). • ' '" corP'• 11• no1 a• "l (2) A . Bust.- :'; ·.lot r , ..,.,, "'< l i' 11•· r r•.:~r• X d • l'"""'tl< ~ . 1916. (.Soc;,.ll me li··tJ •·h n. 5-G l.

'

•C 1

1i

IJ•J '•u .. a ,. ,. mlr · l !Il-,

, ··'l• Ha liolr;qia,

lltPJh··"


• t odo radìolof!it•o è •·up<ll'f' di stal;ilire in O'tni cn~>o colla rlonrta e~altMza la. topfJ!ftafÌ/t di 111t pl'Oi~>ttìle. l~ualun<Jile metodo radiologico è dn solo informativo asuùn:•••n:.::a :.~ ,; i

tratta <ir>gli nrti (escluse le articolazioni mal-l'ime), ma in molti caRi. di r-:· ::!;Oia i pil1 gravi (farcia, collo, torace, at.lJome, baduo), un solo metodo l".tdic.lvgiw, pfot qun.u'to olni più appre:.~zati, n on riesc·e !:pe,<o;o che a claro ddiP nozioui ·•ppro-.simatil·e. L'otfiliiO. /im~a di non p o•·lii m.-lodi i> <'t'P1tnlo {oncl<tia .·wi l;ut;lti ri.wlfctli otlnwti nei p t'CliP/liti clc:.'tli nrti ''> .

[o sot.10,;crin1 pie1 <lfllt•nte a. qu,..,~:u]t.iHt<\ niY't>rnHI.zioue ckl J:a,i. ll :'11 :-~.ra.!..dia lltJ 1J.) ln:;i,;t ~"' sul f!l.tt.o che ,;i ùe>e t,raHare di n 1: .1 loCll!iz:.-:azÌI•llo snprat.u t.to a 1111 tom il' a e 11011 gPome&nca. Il Sicilian\• f:.?J :1 prt•jlO:'i!u o!E>i nwtorh gPOtnf'lT'Wl -<l espnm ... :lo·l nJ.. lO '\t'gli l" n te : • Ltt pret;i-.iOH\! !ÌJtO al tuillimet•·o de i vari tll~to-1 i di locali;r.zaziou<! prOJ• u-ti il }tii.t delle V•tlte UOJ! rappr•·~tHJtn nll'atto !JI'Iltico <:he un'il\u,;ione, in qun.ltUJ rln· si sa heue d~i chirurghi che è molto dtìlidle manteiH'l'l' i rappurti cnt J'llllll •it :·ep~rl' s~gnati •mila I·~lle, tnau mano che !-ii }tl'Ot!Pde alla rÌ<'ot'c:~ dr! r•·vtetlil•J, :.a.il·o ca;;i ecmnionrdi. ·~ome per E:--<. uolln !>O:stn.nza Ct'l't'br.tlt', in C\li sulla tl•.·n c1.t nica si po~~ono appoggttne degli strulllenli Jo,.nlizzatori. che mantl!ngviJo ~<>n>f•t' rtg••ro.arucnle In ,;te~-<a posi~ione ·> .

An<"he il ( 'ule.;r·hi l!3 . P. P"l'O favoreYol•> 'ai metodi

g"•)tll~"tl'i··J

•• t

l·wnll7.Za z Ì\11 1f• . "La pmtka, co.<l "!;/i S<~t·irr. 11d ha <limo•trato ('be Lt lvraliuar.ione (',:C:ill.,ivurnl'nte ed e>'~<'ll'tiuhtPnte geonll'trica dei corpi l'3tl'nn••i l!C\11 il •ptt·lln rh.: 1•:•\ IDC•Jutra il fot\'Mt:l dt·i <'hirurghi, nè •JUC!Ia. ch1• all'atto prntico ;;i rlimo"tt:\ J•Ìtl uttl.,. Non credo prrò l'lul i ml'lo.di di 1ocali7.llnhione gHOttletri<-a olei co1·pi e~tr•wt::i si•mo da handire del tutto. E.,g, !;Ono an1.i molte volte utilis!!irui H qual<".he \'oltn. ancJ,a inùi~pen..;aLi :i , •'Onte per •·~. nei Clt~i in cni por lo spP~sore delle parti o Jler altr:1 causa l'e>-a•uo •iel proiett.tle n()n .-ia pos..;ihilc che in uurt ,.:;ola direzioni'. ~la que,;ti casi -ono e~c:~:zion~li e nou giuslifi••nno la spesa e l'ingombro di nn apposito npp .. n.a:dttO L'uuico per cui potrebLe faJ-.~i ercl'zio11e è forse quel lv d~l pro f. G hilardut~<' , percht'> gli <tccessori iudisp•~n-;nll!li per e,;nguit·e il suo nH·toilo ,;ono lJOcu ingol!l· Lraott " po-.-<ouo ~elllpr<l t1•n"r"i prnnli :m! tnYolo troc:oscopico ».

l..;~-:cPnd\, h~ lllia e::;perienzil. 1 c!LSÌ l'i qnali ulluda il CuJ..sdli 1\•lll ., all'tttto et·~.;··iittnali, rvrne lo tlimo;;t,r;t la l'ltatistica surriferita : la. • • tl!vt·J·rr•·o· ·1 \ Cl'0Sll!ll ·1 lll?llte t la l DIO(·lO l ·1 !Ytll':'O · d''llllJI!(•go · n za (1·lpt>H\Jé l l t?- Jl.ti 0110

7

a~··b~!l<tn?.a radit)logil·~t. Cl)llle vedremo piùinuan?.i . Pert1\nto dalle ,·it>i

Zlt•UI che l 10 n· f'ente · o e l te pot re1· mo j L·l p l'1care, emerge c l. . naramen te j a

prJt•a S! m pat i a di ulcmn nei uo:;t.ri più distinti radiologi Pf>l' i lUI?[t1fli gè,IJUetrici di lncaliz;(.azion\' .

. l

l

' l ) R.iurtio 11· · . R·J•liol01 •n•·oJ ....,.<'it u·urw•·h·· dc• l J \ " cnrpn d'ut•mu• n. :.;,,y,·t u iJI··· 191 v. riì. n .. Jl.t • ' 1 '" >tt~dicu l!H 7 u 1- ·> 12) 1 . ' ' . -· t;C~., di. c~~ tadlo.gr.tfì l stt•r .,,~~"',P:"·l. n'"lln. luc.- lr'l.7nZ.I\'ne cl e1 La,.pJ (.!stt•unt·L (R h·1 ' 11 Cl; .. '.'"~et me.licf'!, u. :36, 1916). 13 l fS,., llll•st' <l'l l ~1\'•'t'> c·ttn 111 prirnA. ort~hufu.nzn l·nfli~~to~u~u · rl f'Il' P..:t\r•·1fu~ · (R"('' l •'ll 1Jfl '.1ì nt·•·s'i~Q. 1n

•

•17. n. 1-:l •.

•

•


l :ertanwnte l~t diagnosi anatomo·topografif'a ha som10a import!lnza ed t: r.onsidPratR dai chirurghi con maggiore simpatia, cita il selli· p [j, ·e ~wcerta mento d eli a profondità de l proiettile da. un determinatù pul.to della pelle: ma io non cn•do vi sia antitesi t.ra i due sistemi. A Dzi io riteug() <· ht=~ la. determinazione della profondità :o:ia un Pie · lll€'utu di cR.puale importanza anche pPr la diagnosi anatomic:a.~pe · c·ialnte'llte st> il proiett.ile viene lor·;t}izztno a.ll'intTOlÌO di due linee nn ..gnnali defin ite dA. pu11ti segnali sulla pe1Je t:(lllH! pn.-. nttPu•·r~i i11 r•:..;ni r·a::;o eul mio si><t.t:"ma. A qtli'sto pt·oposit() il Pt>l'tts:;iu. r l ) dopo aYer ,~nlumto ginstameme l' in.pt.rhniZH tlt·i llJetocli g.•umPtrici di !w·aliz?.a:~.ione t>"}'l'Ìlll/0' l'<•pi· IJIOUe;

,, l'he il rn;liolo~o d<'\"e veui re ad nna locnlinu?.ioue anatomo-topogr:\uca \'Il· hndo~i di o~ni c--pPtlienle (li tecnic" a sua di"! osiziont-. '! rn quP;.ti vi \:la rl••tt·rmiunzioue mdioscopit•a rli ~ue di11metri im·rociati al cui l •lmto di inter•P· ziou~ si trova il 1•rCJit>ttile e la radiO!Ji'ajia iu tlUP piaui ortogouali, bn•landon cJ,e ii r:1g-~io uom111h• pn,.si JWr il proiettilt:>, giù prim:'l. llppro~simn.t h•amellt~ Jomlir.znto colla ra•lio-.col'in: questo mPtoclo cht3 fu tra i pl'imi 1Hlott>tti in te:· n .•·a rad iolol!:irll · coo~<er>a in determiun ti casi tutto il l'ono v:~ lore '"· l'arnnenti il Siciliano accenna àlla l-lelllplieitit e all' P~n.t. t·Pzza rli

q !1<""! 0 nwt.Utl'l ( ~) . . \n•·he pltt f't>lllplìt·PmeuLe si pnù l o~alizzar~ il prnlPtt.i le. all'in· ei·•·•·io eli due raçgi obliqui (T.evy· Dorns.. Londe, :-;er~>na). )fa qne:>ti mf'todi co:;i ~<<>mplici uon sono n.pjdicabili <:he in ptwti JHWO spe-;:>f'. dt•\·· è ptJs,;ihile s~.:orgPre il proiettile i11 due dìn·7.ir•ni. ln\'t'C'e c<1l mio metf,clo si può lo~alizz;-~re il pr<•iel.tile all'incrorin eli olnP linee~ qna}nuqno sia lo spP!';<:OrP t1ell'c.rgaun e colla r arlios•'t•· JIÌa •'sf'guita iu uua sola posizione del ferito . .Ma il mio metoclP i> pn·fflrlhilf' aue\JI· p• r i t·;tsi pii1 st>mplici •ferite degli arti): ed in fatti hn.... t:t riCll'ttPre l(llllntv :-.iauo pPnosi i mr•vinwuti imprPssi a~ll ar 1 i :,pcc·ialmt'llte. sf• CCI me :1C\'ltde l>C•' 'ell te. •·i i.• fra rlnra del le os,a. r.tl•·ltPre al t.t''llfH> Dt'i·es~;~rio per ::;posrare il fPrito danna a•l un'ahrtl p{•sì:~.iolle P ~raltrn. pa.1·Le hnsf.;L l'a\ ere con,tatat') <'"llle>JI n~ io :-.isteuHl tli i ..waliz?.azinue non ri<·hit>rlo chP pn~;l1i :-€'C011rli l pr~r convÌlH:ersi ,·lul• . il o.:istemfl stE.'sso n nd.HI nei ea::;i pj ,·, SPlll pliei è preferì h i l t·. pen·h<' m•·ltr> più n-lpirln Ptl affatto pPno:se> per il f<>rito . St cuu><irlPrt l'l'l' B:'.: l'os:-:ervazioue XXXI: ,ul fe:it.u t·hP foriJ1~ o~~Ptto di q LH"Sl a. os-;f'rva:r.ioue fu ronu p,;eguite :, luca l i.zzc\xioni ,!1 s•·i•eg~ie situ:ne tutt• · profondamE'nl ~ twlla cos<:ia ,. nel l~ gan1ba e · !' u•t·l·· l l ) C~or"itl .. r·,vi ''" i••t~>rn•r HIla lo•••'\li~.1a'-1"Ht• ,J. r r11rpi ,,tJ.,,,.,.j (G.or>~OÙ • 1 ~ina mil ·IOI•. u~t'~ '" J!llll). {:l) U n IPPit~dn :-.l's~apliC' '' p.-r Jn <ictt·rnliiUlZJI nt· ~, . .fjc·n •• .... tfn! •

i. {/;ft Rn·l ~olvy''' ,,,,rfit•o, N . 1·2. p. :!::.

f!)} h).

·. \ '

'


LA FliXZIONE tmr~l.A

l " A)IIOl ' I..-\S/.A 1 1-:CC.

:!31

bt rifletta al no tevcale di:-~p1wdio di tt-mpo e èllle soil'en~n~e ùel fl!ril v. s~;> per ogni localizzazìo11 e t'oRsimo sta.t;i co-;tretti ad esammarle c'li fro ute e di profilo. Souo ;,~.nc:be interessaJit.i le osservazioni XVIII e XTX: in Cjne:>f i casi htr•·Nt<"l.l'!lent.O della profondita ba::;tò èld t>scd ullerù in pot:hi soeouài ed in modo a;;solut.amente <;el'to the i prcaiet.tl li f'os:>Pro P"IJ etra n h. ri;:pa rm iand o <1 l fet i to 'i l ri:w lt i o d i nn a l a f'a· ratf.mia e pt)n netlenJv di sgoUlbrari<.J in bn:!\'Ìs-:imo Lem po (rlc•J•O est1·atte l ~· sc ·heggie ,. Ct>rt-o a ltri nHHudì po revano condu rre !Llla dta· gun~ i, ma le manovre ner·e-<sarie 1\tl t>segu ìrli, <:Olll•~ il porrE' i l l'c ·r i t .. di J,rolilo. ht p1llpazio lle do•ll'acldome, ~ono m~>ni nnfaltro t:Le iuucwni iu •:.ts•l 1li t'erit,e l"~ll~>tntllli !tddolllÌnali e Jt.'\'0110 ('s-<ere e-vitat i CflldtHio sia pns:<il,i le. !n C0ll<:lu:5Ìnue il mio s ist.rllla. ]lenn~> t tP 1li re<d iz%!1.-ll' llf'l <.:à:-Ì pii1 gra.yì_ e difTic·ill Je ,;f.p,.;,.;e mntlalità_ pPl' fa ]ocRiiaa.?.lllll€', c he rarfì,JogÌ autorevoli, cotLlC P eru:-.,;ia . Si<·ilìa.nn. Serf'Ha . ( 'oles<'h i pPr nnll <:tti'\re. eh ~: i piit recenti, cow;ideraltu c·owe le J.! ÌÙ sE·mplicì t-d esatt-e e s11lo applicabili &.i casi più fa··ili (art i! ed il sistf'ma ~te:;so nP.i c'a,.;i più l i!'\' l rag~iunge lo ,.;copo m~dto pìit rapidantPIILe E' ,.;pn -~a. tnolestiE> P"r il ferito . fnf!w· a diltto-;tr~tre uon nuovi ètrg(JIIJt'llfi l'e:-:alt!!ZZa del s i ~lt-ma d1\ we propn:.to mi piac:f' il o · it~tre le 1Jarole <·he il pt·of. J-\ !f:ssanr h i fete l>eguire a:Ja min c0mmtieazioue l-l-Ila R. A ùl:tuiPntia :.\I•.·<l i<;a di R (•Jna nella sedma dPl 23 ft>l•hmio l\tl l ( l •. La. <·orunnintziont> conCf'l'lteva il <.'a:-;o d i nn fntnonreuto di ago situato a :)1 rom . di profondità n ... n~~ l n:;erziPni dt>l r~>tto intento .d iH ;-;pina ilì acfl a llt l?l'ÌoreitJf•·riort>.

l n lllerit<> a ((IIPRtn e11so il profes;;ore A lf'i>:-all\lrt t'a o"str\'<l.le d 1e ., ~--~ 0 ltOu

solo è uno •lei più rlitlici li radiokf~icameute, rna !<ll<'he dt inlrS?; i<"amt-nt(·. C'Le 'lÌ rlt~vo nll~ e!-i:tlt:l local:.r.r.:~;r.ion"' rnrliolq,!ica. se il frau11uenLo rl ":.go ~• i]>Ot.uro rA.pidatueute cstrurr·c. Pt'r qtmuto si rd'•·nsr·e :d ur.:>todo del ll hihn•hwci. f'glr ·:>c n' u· t I'OV>I•O ' ,.:emJ•re :-<ù<, il r,;hdl.o:<sllol'>. · · · · lre· SJ· e· :<~"tnpre Ya l:-:o d·1 es.~o, pc>tc e C<•ll Sll"CP" ' ' . ' ' 'l' l ) , -'' · .v ><~o. u e1 numeroR!-.;~rnlr JWoretll 1 r tt• 1a 3 \' llto O<'CII~tone n t c:--tr:rrre . , 0 1 . n ~ e\'ttar·e lo -;postalll('nto del proiettile. ci<Jpo e!:;H'r·;:i rlirett.o iu vic inA.nr.a rlt>l P•,rHo lo c·a 1·t;r.;r.ato, au:r.ic;hc e:-:plotare col dit.o, ~i :-:erve oli un lnugo a go rotondo~ -

. l l

l \

. Il~ rl•n1qne il p it>llfl di r itt.u di llll'n"'igliarmi p~:r ~li apprt'7.7.aOrf'utJ r·b l· sn l m1o · sJ"tPllHt · f'~~ l o Cl utrp\' (-1 9 111 . nna troppo l'>OJ'l'lTlliH'f1 . nn La (;he non · puù cltiautar"i nea11 ehe 'receu,ione) del mio laYt •n• ~ ~-'n al cun e cun:<t· di t'ITon·, c-t:c .. .,. e:,!li flffe nn;~ t' hl.· i; roio m~>todo 11un pres"HI.a · ·t 'l·1 vant<tgcq· Sll l'1 n l trt· e <.: l1e e' p<L-<:'> 1'l •1'l e ((l l Il e ;:;tes,.., . . ' se tuHut CT!Ltdu~ c he io llO m (),;s•J,... a tnltt ,...._ (sec· · ; !/ r· l · l' 1· · l 1 a trt U1eLOo 1 : eg 1 po1 mc• t" (T

(1 •l h) Re~oc.,.tt,"• IlO l l'f) ' l. ' l "11·•'•1, :jtJ: · . 1J/tl i JC(l · · ' -· A h!IO l 't I'ISf', ~lJ 1'·'-::. 6 ,lh' , , -~, _, J cn'rJotl rlc R w/;t,.'u;tit• rt rt •l!.,' ltt ,,.luJ,·t . X . I l. 1!1 1'7. l'· •i';il.


pruba.bilmente coufoll(le iJ mio llll'Lodo ~.:nn quello del Gallot-Hirtz •nf>l.to j) metodo de llo ~ehermo fontlt'). ~'>-llche il ];obligois (l ) nellA rN·eu$irllle dell'altro mio Jayoru <• Su alcune modalità tecniche ecc. ecc. •. •·c•m par-<11. nello .,;tC:I~su lo11rnal df• Hadiolo!;ie, cadr· più chinramellte u,•Jio st.esso (l•!l'Ì\'Oco. J\[a il mio metodo 11011 ha assolutamente nulla a .-!t~ vedere cnn quello del l.:iallot.: lo ~<·berillO fl,rato del quale i<J m i ·H• n· o, ~:O m P ri <~nl Ltt. t:hiaram e.n te dtti lllifli lllYOri, fA. parte iULe· ~mnte dell'ortNii!\:.:TIIJ·n f' mi fu fnrnito dal!u nitLa BRl7.ariui pa· l'Pn·lti a1111i pl ima n;>])ìl, gnerra. . Io prP;;ct-J.;i J'nrt•~rJiag-rafo como il mez.Y.o pii1 l'sa.tt.o pet di'fermi· nan.. la ùire7.ÌIItt•· 1wlla •]UIIlt> :-;i L!'ll\'1\ il pn.lÌf·ff,ile. Ancb,. il (chnl· lemin•1t ~:ile lto .-itat'\.1 nel wio lavoro " ;-;u alcmte C<tu se di pn·ore ec•·. • afl't•rma iu una not.u. iu.;,·ri ta nel nnn1Pro di a~osto l!IHi del .f,,,trnol dt• l.'ttdi,fo,qir• e ttnillrl i alcmti mesi dopo l<1. mia. iHlbhlic~v.ione .. :)n nl.·ttne modaliui l•!cuiclJC':. eli tro >nr-;i sntldi;-;l':n.to llell'n<;o tlell'Clrto· t] Hl!! l'H fo.

'

ll t'oro 1·he ,;j tro,·a -.ùl tnPv.zn del piu~:ulo :-dtl'nno fluorl'sct'P te 1111 t n~ ,;er\' ito fl~'l' i mndP:<t i Rc•·••"S•tri ~eh•, llt•lt ha uno a uhe far nulla u11l nwtorlo riPI ~~ ~llot) da me prnpost.J, l'h•~ hanuo sopra.tutto lo ~··copo di •lPIPrminan• il pin11o w•l 'lnal" si t,rmA il proietti]~: l'importauzadi •Ill"·ta ,[et•·rminaY.ioue ;. ~fuggita a tutt.i clllnro tstranif:'ri e pnr W>(IJI•> <nwhe ita.l iani, \·b .. ~i ~on() occnpau <loi mioi l!wol'i ed è invc>ce qnella .;p.- ·ialuu~ntt> "he (•nuf'~ri-we al me1,nJo da JIH' proposto la sul\ n.;:;o· Ima esattl'r.za e prnt.icita !\IH:hl' nei casi pitl gràvi e ptù diflici]i . l •tmtli, eonlf.' ho os;;erntJ..(J più l-<Opra. sono t.utt.';tltrn d1e c>l·ceziomdi eomeo VU1lle il Cn!P51f!bi {2) : ha ... ta rlure un'oct·ltiata alltl,staLÌ~<ticA da ruP rit'erita per t•tmviw·t'l'Sf'lle. Ed infar.ti "n ;;o± IPsi oni òi organi 1)-<-ìPrntli a l frnnt t? coll'ambu· latti.U radiol•1gi•·a ,-olo 10f3 voi Lt> o-:..;ia <:i1·c a nPI :):1 olo si preseutlll'OllO all '•>same le .. ioni d··ll•• o-<"a luughe; qn,...st.c rajtpre~eltln.no in geaJert> i ctto.:i lllt'IIO grt~-\'Ì e i11 ugHi l'A~o i meuo d]!li c di per l'indagine n~d1n· lngica. Uertam··ut.e in Te,.;i gP.nPralP i ,.,bl più ~n1v1 t;n>:t.jtnisi.'OltO una pi~..: ··•) la pPn·Pntnale snl numero totalP dei (Prit,i. l-l,ue"to a p pt\l'~llt~ par;tÙOs'!o l't spÌf'C:a eol tu od •> r!'impi~"g•> rlt•lla mi<t nmbulA.nza~ int;\tt.i essa t'n lle'ltinat.a Jn·e:-;')OI'Itè f'sclnsi~flllTE'lllt:l all'€'same de-i f~>ri ti gmvi e 11on f.rasportahili ed ebbe un raggto di OJ'Prazionl' (almeno SIIIIa fronte l+inlia) limìt.a.to alle fmmazioni ~11nitarie più avanzate di non o al piit di dnf' ~.:nrpi di annata. Ciò 11piegtL 1<1 tnoùestia della no::;tra d 1 J ntn••ul Ù•' R <l.ll•ol•> ''~ •l d'Elort, ol~•ti.•·. X.~ 1!116. p. 1~11. S 0.

f :?) l '-'1•·-~l.i.


• 1.\ F!').ZI~>\1<:

U I·.J,T,\

)

1\llll"i \\:I.A.

FCI".

271 t<l::-.1 i 11 !.rf' we,-11 . \·!te j•l•iJ•'IlJc• t'11r,;e prtrere PITe>l.•l ,.," ÌJt confn•uto allr' mil!liaia di ,... ,. j t'>'i\lllllHliJ Ìt• altre ambulanze. Ct·rtalUPute l'amhttlatJ7.<t rad i, ,J ..~i,·a è lWl'l':;:-aria 11rlle fnrwa;r.ir •lli sanitane più arretrate ,q..;pednlt du <'!:llllJH• "' (•~JH"dali 1Ìi tappa •, ma l~ •ma opt>ra. mi si è 1limo,.trata l"'•·zi""" :tlH:l•r· ll••gli l•l.'l'•·d;.~ldti d:t C:flnl!JO e no·ll•· :'6'7.itoni dJ ,;alli tù. A <tlle.sto jwupo:-:ito non "i dev•· cli HH·lJtivur>' lo "''"l'l' ]Wl' il q n~tll' t'u de,:i,;a rlul Mmi..:tt->1'11 Il! c·,.,;trn%Ìnllto olt>llt- ntubul.tl!:l.fl l'<Ldiolo:..:ie;he . StH ;.isrita

E.~.~~-

l'l'(lrlli

thstiunlf' spr•ci/lllltt nlt- 11 lurm·(lre ue/(1 ,,,.;,,is.-tuo• lillt'l' nr•i

p11sti .'anitari !iÌÌl oron.:11fi, in so~rc•ri'>~u-'1"'' itrlntl''/1/t ,f,•i f'r·rtli !ft'llri t1d fldrtt.'}lll l'tllfri/i \ 1 1. :\fa

pen·hf. l'aUlhnlall7.<\ po:<>l;t r~g~ ttlll gE'l'P tp1o•>' P so;O!•I> altamente 1

}JaLt iot-tÌ<'O e um ttllitari<', ò ue<.:f'ss:rrio d1t- c-:-:-a ahhia UJI raggio di aziotw lill1it.tt,o e risi,•da 11ella ìmme.li:Hll ~ il'it.:ut/.h d>:ll~: fL•rmaziml i ~allitHie, nelle q uali rle' e esphcare la :ma opera. La lar:..:-;~, ~speriemm ae:qu i ~tura Ul:'llr:, !111<· peregriuazinui ltmgo i Yari' s• ·ttori df·l fr·onte mi ha dimo;;traLo c·h e qucttHlo l'allll•lllhll:l.<t kl la ,;na ~edt' lnutatl<l , le chiamate dei chirurghi, pt'f l'illgnnthro clPlle l.iuec tt:>lPgra{ieiH' P telef<miche, gitm;,;o•t•l <.:tll'l r itan\n e l't~tnLnl:tnza 11011 aniva qwtsi mai in tempo ntiiE> per il ~r".:vnrso d i nrgenza. l ttfille mra quest.itlltr· di rapitotle inq .. ,n<\lt:l.a è qu,•lì<l d··l per:;oH<d··: q nest.o dev'essere ,;~·elti:::si.nw f' , 11st itnito cla r;ori -~J)(!t'Ùtllsti. Si tet:gn. prt·::;enlt' elle la rndiologi~J . <1i gm·rm è ll!J<~ \1·1'n. r<ldi .. Jogùì di urg•'nza. iuti111ament e r·uìkg:tta 1•er le sur fina ! ii:\ 1·olla t·himr!flll di lfl'!ft'll:::ct. Ri tl~w no tltlll!JUR aclnu~~rf' i pro<·etl iUJ•'Ilti d'ittd:tgÌJtE". 1'<1 diologica. piÙ ntp'ÌJi l' pÌÌ! Psalfi rwr Jlhuninnrt> il o·J. Ìrlll'l.!O: lt ljll f> · HCJ St<>po occ,orn• O<·c!Jio ammaf'strato :t lel,!~Prc· pronral\lf"Uic snllo ~ clrenno Hnor f'st:('llf·l' . evitxndu nE'Ila misura dPl pt•ssi\,j],.. i lunl.!hi e COSlu~i J1l'O<'PÒÌ rnent.i rndiugt·afici: parti<:olarmrnie pflr la. riven·a e b loc-ali..:..:azione dei proiettili, che CPMÌ1uiscono nua d<•llé ragioui pitt frt~qut'nti per le quali l'a-mb ulanza. viem: ri l'lti~>st a dai cltirnrgbi, i UJr·tod i r11.d ioscopi<.:i sono rl Pcisamen t.e sn J'fll'lOrÌ a i merod i rad i"graii " i ed int'al.t i 1Ìelle '27(1 lot·,alizza7.Ì Oll Ì d i jJl'OiPtt,ili e di s<·l••·g~f'. <lf' ll(l l'juali io parola iH que>;tn r~lfl,zi one, lmti è statcr lt•'<'f.'S,.;ario rie(Jrrc·re ai Htt·tncli radiognlfi ci; partieolnrmente dimostnl t ive snn(> Je 3K ;:ton e riferite in questo lavo ro. tutte concf'rJIE'Ilti J•rni·~ttili e sd1eggie lntuate profondamenle ed in gran p<1rte m organi i mpurtunt i \cer-vtllo, torace, colonna vert t>hra.le. ];acino -. Ma non basta che l'op.;ndore sappi~t ~eJere l'iwma.gJtii'.!Jl'OÌ.ettHtft ~ullo schermo, bisogna che ;:appia AlH'he interpretfu·La. integrall'io!a ( 1l V. C:ou:soar. -

H.-la7..i ..na <it,n"

•l

~


LA ilTNZI O~Jì: DK [.f,.\

l

1• AlrfBl'I,.\S:;J\,

f.:ùf'.

cogli alt.ri sintomi presentati dal ferir.o: iu breve egli dere ta.re opera elevata. di diagno8tica medica. e non ispirarsi alle esige11ze di. nn semplice t>d arido 1 pcuici.-mo. ( 'omfl ho a C:t•(\uuato nel l~o rso di questo lavoro. i problemi ('he si pongono all'operar.ort> nella radiologia rli t{Uerra sono estremamPutP importanti e delicati: dalla loro solozione dipen de freqnHnlPllH·ntP, 11011 tantcJ la salut.e, 4uanto la vita steRsa del ferito. Questi. problemi si presentano colla massima frequen za. nelle formazioni saniLari~:~ av~tnzate p;eziuni di saltit.à ed ospt>daletti da c·ampoj:. }o oou>~idHro aduaque il sf'rvizio n~diologico òi tali formazion i come il più Jc·lìca.tc, i l piit diilicile ed il più utile pei .feriti gravi, pmchè abbia. il conuor"o di bra.v1 dtirurghi. Concludendo, le ambulanzP ra.diolog10l e organizzate a R oma dal Ministero, per l'e~perienza Pll~' lto potuto ftnne. si prestano miruhilmeu te per la racli ~ ugia di tlr~!:'HZ<I S.llche in ca.-;i gravÌRsimi. ra.ggiungenuo lo sebpù pel quale furouo iJf'al.f' P c,,~tl'llite: se bene i m· piP~at.e. es-;e sA.mliU•• ,,j :-;nmtna utililù pt=~r i H<•:-:tnl'ari f' gloriosi ferit.i Z ·11

•Il ~. 1

rtl

·.:t

•6'

]'Il'.

:'I'II·,U.\ZI01\E

lll~LLI: 'T'A nJLE.

T\ \'l)f,A l. l·'ig. L• • l).v>o. l. - ;o;rhP~!! ;,. ol1 gnmal:c nel lobo t'rNJlille .l~>,.tro, a oò mtu. cL ptot'onditil dol IJlllll•' rli ritr .. ,o •'tt'nneo. l·'J>lliurn •lcJI',,,_,.,., frontale. Fi!l· ~· - 0..;.~. l l. - PnllnLt ..:a ,Ji t'twilc• I li' Ila n~g;ono orhitatin ,..in i>ltrtt, a. :!S 11101. di Jlt'•lf'OI.Itlil,'l d:LI J'UIIt•' di t'Ìll'0\'0 1'111:1.11• o. Piff· 3'- n.~ll. v. - P.dlo.tolll. Ji l'uC';Il' .• tòf, lltlll. eli )li'OI'ond:t:'tl\ li\·ello r.it>llt. XII dor~:~le>. fmttur~<. •lc>lla l e 1 f Iom han. Pig. 4' • (i:;:<. Xl\". - Pall<>ttolll eli t'u<'lle li t• l c: m H,~•· mu~woh1ri del pil11stro pv· SL8l'IOTC' d~>ll'a,.r.Pihl. 11 m111 l.d punti) di ritr•''" t·l•tant·o-l:atlurtt dell' arro

-,o

VCt'Lt'l.t·alf' do·lla TI dot'"" ),•.

Fiv. o•- o.~s XX\"lTI -

,); :rranat:c in I'Orl'Ì!:pondelll'l\ rl~>l collo chirurgico ciel J',•w.,n•. a .U) 111111. d: pt·•f •ltoÌit:c dnl puul•~ rmnneo. Pit•Ntla "''IH•!!gl:c

' l'A YM.A Jf.

/t'ig. s•

Os.<. [X. - Pi(•colu. ,..,;)H•ggi:c Il l'IlO ~lll''""'OI'U della. t!'I'Z 1 ultiUlR ver~ t~bm coggige:c, a :~li lll lll , cll r•·ofon•lit.\ Ùt\l punto di ntrovo rut.aueo: Fig. c• ()ss. X X. - l'r~ liottof:.J. di fucilP 111'11 iutPrno •h• l ba•· i ne•. a r.o m m. di profondil>i. dalla cute. .rr:••'·.l"rt. di'l puùt .Fi.lf. o~s. :XXI. - Tre !-~dwg~te di gmnutH UPli'intel'UO dl'l b:tdno, a.90-B6 P. 7U mm. di prot'on<lit:\ tlai puuti ti! ritrovo cutaut•Ì. Fiy. !)• • Uss. XXII. - Grossn sriH·g~iu n. Hl <'PII t. 11i ]•rot'outlit:\ dni punto di ritrovo cutRuno. Ln ,;daPg~in i'Ì tro,·a vct·osimihoc•lltc Ul•llol'lpllv.io retto ve!'cicn.le. li'ig. 111" . Os!l. XX\"1 - l~iccnla -<t·lwp;gia tntle:·torm(•Dtf' c· Jaternlmflnto al sacro. 11 lif> u1m. di prul'l.!nJiti~ dal puuto da rilrO\O ~utaueo. J!'ig. li" a.~s. XXXIII. - ~cbeggH\ di gran :Ha in I'OITispolldem:a del pnbe coo porforaziom• della yesc.kn e fmtt.ura df'lla bmncn orizzontale del pube: IR Pl\~ meditl rlt'!h ;;r·beggin è a f>:l mm. di Jn·ofouditil dal pullt.o di ritrovo cutaneo.

s·-


Tav. l.

GHI LARDUCC I.

---t l

t

Fig. l.

,;

Fig. Il.

Fig. 111•

Fig. IV.

Fig. V.

•

..

•

'·


j l •'


• :) 3'. ) :_,

CA SUISTICA CLI N IC A

CHtCA.. <.:LT EFFF:'J'TJ ~fOlmO...;l DELL'Yl'H.!TE: n ote cliniche del dott. Al fon,..o (~t>rU nl, ,.a~ itnno medico, capo rep!lT to chintrgia.

ll m a ttino 'Id :35 n ovembre l!H7 furo11o a cce l tal-i nel n•pad o eh i rurgia la m<' diretto ncll'o~peda.le di gut~IT>\ u. 12 C. R . l in Culll'A.no un not<·1·o\e numero di in fermi prel!entanti tutt.i una siutoma.tolo~ia annloga, tli <'ni il f4:'nomutt\J ctmtrale era uua cot~giunti\•ite acutn. Altri iufel'm i giun.,ero 11uakhe ora dopo . In tutto si e l,bo un primo nucleo di 135 casi, d i cui beu 2:'> ·lf'J'al'tun•·nri a lla. ...• sezione di ,;rtoitn, ... reparto someggi~•to, c: bo t'orni molte altre ':u lme ricoverate iu altri o'ipednli dt•l corpo d' lltm .,t;~.. Dalle nan-a:tioni cot11:ord i de~?:li infermi, e sopt:l\tutlo rhdle unif,>nui dPpo-i~ioni dci milit.i dtJllu . • ~ezion e, si appJese clte il ne1u ico nelhL notte dal ~:1 al 'l·l., e pre<'isamente nmw le 3 del rna.tt.in o del :!4, uv~l'tt intrnprtN> un hvmi>ar d"mEmto rli al.:un1 punti delle n ;lrovie. cou b omLe d<•po il nri ~Co]'pi o .;i l\1'\f•rtiva ua Jio,ve oclnr..: che aicuu i quali lica vauo ngl in,·<'Ì·>, n Itri 11.<-sim i la VIHiv "l puzzo ddla. cipoìl11. bruda.la. Nou si vedeva nnlJt' di f'on n. u wm si -;oll'rr\·a •11tnediatarn~nte d . lllc;un :>eosiloila Ù\·;tidio. Mo lti, n.vpcD•\ av·:c.·r~itr>'c•, :•pplic•.trulto la. l!laschera dn ;.;-•z, altri, inl'erti n oi la natura. ' del ùmon ..-n.-., " "in lu~ia r •uo ·••l &J.lf•linada: a ltri nun f('r·c 1·o che lf'varla c rim ettetla, a seccmd:. dt:!le upiu1uui dH! '''11 tivauo esprimere d;\i comjlng-n i, o degl i ord in i dei surwrio1i . '1\nti, ll''''""crt) 0 non usato IR. m·ts.·hera, dopo 8 10 o ro, e r.ioù verso il Jni'ZliO•Ii dt•l ·>t cc>IIIIIJ riarono a SlluLia·si ar·11litit delle flluci, lie1·issimo ~eU$0 di llau''"'• tliO•tir.o bl'u, 'or·e agli oc.~hi. Nel po•uflric:!(o d t!l 21 mo lti vomitarono. dapprima g: i alinH:IItl VI· gedti, poi vomi ro bilhr-e. Altri A.VVt\rtirono S<l}o forte na•J.~t:l, C'On'iti •li v0•uitu eri oruttll4ioni <tc;•l~: lntti avv.•rtirouo ~au-;o iutt:n->o ··li t'rc•ld•> e l'intl'll"ili >t r,a nel bruciort! 11.~li ocd.1i rì11o allo !:'IRbilirsi di un vrro •rtu<clro di couginutivrt•• (urucion•, f<)tOi>llt, lni'ri mnziont!, o:>Ssu<inldone cntnr·rnl•·)· J 11 v:ni•· ore di'l :!Ei fu rono avv · num er) sopra d cUo gmnse · , ial.i ~~g 1·l Hpe l a 1·1 c.i 11 a 1 uostro rf'p><rtn; "1 a. tr · turono rico'l"t!r,rti nt-~1 n~puto werlico e..;sendo esauriti i lctt.i n<>l d1intr~t f'o. tl A_lruh1_1110 raccolto t utLi gll ill f•Jr·mi ct;rRti itt prinro t••mpo nt-'1 rP.pxrto ··hitrgroo, •o un 'lUI.ldro, •Ìa cui s i ril~:va. il corpo ùi orq::iut, i giM·ni d1 Ò•'I!~"'JJ/.a. la qu11.li ti1 •le'1 c. . . . . , . 'llOi lt• nr pn>-.• ntA.tr eta. caascuno (tav. t). 1 · r·~'t'llll· prO\'t>OICiltJ · · d alla ...a SSZlOnr• · _,. · · l ) " l Il b ~ Sll !l•Je ' dl\r.J' "- 1 In 111 S>W II:l <'Il' :0. O'' <t' e \'Biocfic-lJ"~ .a•·•· s l •u<>ro L • _, . \tD rJ· f om\,e . S<'oppmto c irca :l l; ml.'ll'l· d'!l't.t•o Il 11 ll 1•o•·ca ul ugro, ov" et·~ il ·11· l · u · 1' • grau num e•·o di sold!\ti del rl'pnl'L<>. cirra. IOrt. <·d uua cc p1 n~ 1oro bar·• .,.., l'1 ·t . . . uu c . · '~" ' " rn~~~·nrlol:t. P ocb1 d t loro, che •'rnno 111 Utt'altra hnrat'<'a a ent1ua1o <li 1 • . · ,. ,, . . · · · ·rutt'1 •~< tt1 •ll uJstnnza e che n on ~~ nh>s,.,ero, nn•rtsero llllllliiOJ. rim lleuz~ ecc~7.lllll•~, quelli che ~r~tno n e l rko,· ero o ndla hnrncca di,;trutta~ asoro VItti-me •Je , l guz.


d pu7.ZO :'pPCJ:tlr• t;outinuÒ a St!llLÌl'!H t utt-'"\ l~t .!•V ranta Lo II\'V••rtir0no uell'am,hiente P piit aucom !'O ne :,•·nti,,ano imprt-~n:.ti ~li ahitì. tnuto ch1·. nt.nu,rmdo i vt>,:timeuli, !;Ì aPa·entll:\\'UIIO i fenom ent d i ll111hf'll. ('.,,j llOl.II'OUP ·~.OI!ll' t·imROE:l,.r't'I'O imprr·gllatE' cti p;I'U\ lo> ,.,•IH•ggie. N an'llliO i -.o)d :1 ti c h e \,; -.:dt"~!!;tl', UOI'Il1:1\i lll·lla p~u·tc e' tt:rn:l e Javorn ll\, <Ì • \'tmgouo COW ~ l•t:<IIC!l-<tre Il• Ila l':trlt1 pm·o,n .!Pila t'rntlUtll. llH'IRllica. e IU<•rrten~ono il p uzz" <·ara' t•:nsttcu. ~folti h,ttiUH 0:<,..,1'\ :o tu J'jii,Ol' 0 t:U7.:1 ,1 : \"aStf' USlÌI)!IÌ }'•'!' t'tliHR.tlO COil Je proJ•!'Ie IHRni, o •·on '<Ch··~i;il' ~tn••lte t>'nlltf' iu l.ll-<t'll. o c•orr nl.tr·i <)~g··t~i dte erano :<l'Il !--<J'O"Li :d g·.1.. t'.11ne t·t..-ult:~ •la) l., ta,·. 1.. , .... ,.... t to il ,,qJdato O. Liuu ,Il. :!t:' l'he l'it'O\'erato il :!1 w>\ ctul •rr>, t'u ,;goll'lJratu a cau,;,, <h·ll•· ~mvi,.;-·nw l•·>~ioui r·hirur~id1e in o!'pe •l:rl~ r:i Cvllt(lt•II.'I>Z>t, eol il ,;c>Jrtnto ( ·. ~JuurÌzio (11. 2:->, n~: CJU:t!i !<Ì ÙÌ~rorrerl\ in A'J•· f•!'o·.~,V. 'JUasi tlllti ~li altt"i riru:hCTO fi110 a ~ll?.rip;iouc, che UUO tÌi ~'"'l l'IH!gÌU11$E.in .J n• giorui. dno• iu tre gtomi, dicci iu •1uattro ~tottll, •tnindiri iu cin~cu~ ~·oru. rluP in ,...,; grorui, uno in setti' p;inrui. Due, non nn•·ora c:u:uiìi all'uudlt'(:•Ìiflo p;iMno. ,;i dO\'I'lt<·ro :<~utnhran· ptn· !.• uorrne r·h" l'l!!Oiano il •t•rviti('> do·l!'nuitit. lu tlltt•, tn• uo cl1e uel C. P 1HJ1l'O., ~i f'hi•l' l:t ('ou~ i unth itt • : iu '(ll:i1tot·olici s1 •. bbo ro (' llll:tti di vo111ito o vom1lo: in due"'' nppn·zl'arono disturbi tracbe·~­ lnono'i.i:tli; iu dwpu:: ,.,; r·hùno JennutPui d1 11~t OH<' rli ~"' gr~dn tu vari distret:: CJ!Illfi'Ì (1litt<•Jt~:, . J u •lllf' iut-.·rnt in :!~" in -1• gto)ru:du ,. , r'unmu Jlln~ole o.>p: S'Il'~l. JHO\.O(':tiC cl.t! -,(.fiÌar•i t! 11;1-<0. 1•: J•a-... iatoto a•l P'IHllinarl• gli iufPl'111i \'••nuti tnrolirantlJII:•• P r· ut, n"i prim t gtooJ'!IJ Ji ,j:('<·tulorr•. Si l•·••tltt di H :nfenn!, aci quali r.•t·l'oj:i l iamo in nn qund r o J,• in<~i•·a-.ivui OJ•porlutu•. ,.,j olll p•·nnutt.. rc , anl'hC rli qnr><ti. 11111\ ,.j,.ioHe sl'lb• »t:,.,. "lltHi•·:t ,tav. IIJ. \ OJlll' si cJ ..,.umo dnl qllnflro, in dttt• ~:oli di 14 infermi tnnnr:. la C"IJ..(i11lltÌ\'ill ·. ì\HJ 1:! cht· la elobero, fu fup;Rt'JS • tmn f' guarita. lr$1 i ~ t! 1 ·} c;lv rui. ln bo•n •looltt'i irhOT'it' ttltfl ntnnin più o tuPIJ•' :r~· ·enttla~n, a.o'COltl( &· !];n.< LI ,1:\ t':ttti brow.:!Ji.dt, in g• uertt -.c·arst o Sl'al'sJ-.,.;imi; iu tra' "oli (:J:'-1-ù--1~ 1 doJ111111 i u "l'iltlJ •J Jtli. In rluc ,.;j unin:mo ap;li ::putr .t,·Jir ~:ric ..;auu:uin<•: in t r. t' otll Ìll'OU<'hi-di !IIIUI<':tl'IIIIU de) lUttO (17--18-!!li, l·.,.auJiwtudo pnrtit.. meute yui.!::.Li fenotn!!ni morùo::-t. s'hupone illD:lll:&Ì t>ltt•• J., d·"scrizron<· dolla f'Oll1":iuntivite. <.cJIIyi•mfivite . - Dopo i primi ,.intomi di brucJOl'e, gli occhi comiltCJaDO u.d >nro-s:u"i. L':nrv,.;samenfo" la o'Oiltpnr<~a ili iui ..zione Y!l!'<•lt> i• unifornH' "" tut r., la ''"u~iuntint p;o!J,l'lmth: ,. 111llbare : a11cbe il Vl'lo pnlpel>rnll' partr•·ipa in f.,f,. aJI., tnalnttin. t\Huct'RC•·n.Jo~i e•l n~sumendo un C'nlorito Ct'f'himotii'O. F:i init.ìn :m;\ :JJ ,J,on•\.lllt" lat:rÌlUI\llOIJ(l t•t[ UIHI S•·Cl't!Zioue llHH;Osa ClJ<' dÌVÌE'II(' ~i'lllf'l'6 +' Ili lt'· n:u·r- uno R co-.truire qun~i dt-llo m~:mlor:•o<•llt> fm~ili : le nnte pRiptlhrnli sr ,.,,J_ .l,. n ... 'c ~i ten~ol••• gli Of'o:lti chi asi P~'l' qunldw tf'lnpu, t;ltl ù doloroso rlistaccarlt! 'l'ro,·nno ,olliovo gli mt'crmi in tutti quegli a••c·or·c;ìlllenti che fncilitaoo •l d<·J!u,~o doli" lacnmt•. SubiettivauH:ute il hnwiore può t'ar luogo a dell e ver~ lr:dilture as«ai doloro~e. con cr-t'alea. à u.1 cc•rto momcuto i f'ctwmeni si arrest<mo e teudout> a rìsol\'ere con u ott•vol~ rapiùit:c, sic•·be il ccg:::ue dei feuomeui subuiettivi ~ quasi r epen tino o i f••flnm••u i obbietti vi s i ritlur·ono rn piclnmcnte :\d un n iniezione vasaie non fasti di ..sa. che non i mp.,rlisce le o rdin .. rie occupazioni. Non s i i; notnto in neFI' nno t

0llt'OI'dt•tnl'llte all'el'llliHOUO I'IH'


Tm•. Il.

0HILARDUCCI.

hg. \'1.

li~ IX

Fig. X.

fi~:. Xl.


l l

l


t~.\'-1

-)!.1-

r..;TTCA 1'1,1:\lt \

_i.) l

de! t'<l~i O~S!W•:•ti e Ut:flltt~lu; ll<~l :.ohhni \'. POitlclli ·o (Il. 2l t e 1'. àngo•lo :u. '.!:>), ne>i ']111\li la più luugn t!c~en ~n tu a pp u u to .to\'U Il\ alla osti ua te:.!:'. H rlf·lla •'Oli· giuoti\•it<:>, Ht• t•isetJtimento ct\tnt>~<lc, " molto meno ulcerazioni ('Or·w·,di . l'uru itt ll\lC~ti dutJ soldati la rougiuntivite pPl'Sisti• ohbiPttivnmente inalt•~ IKl.J . [ Jol{lti sut.l.itltti\"i ce;:;"l\!'0110 l,en l•r•·:<to, u.a gli int'IJnni at:<'liS!Irono opanit:'t u..: la vi~iolll' In ·oml•tl.tUcl, sp····io n~l \'., «i uotù hlt.<fal'itc·. l'tmtilu. ·- C<lll\~ i<Ì ;, dettO, 11011 lll:'IH'Ò in n~;.-;~uuo un ~ensol iuixialo• di 11:111 · ~~~ cla· si :<t:t<'iltunva auuu:'audo gli ogget ti ÌIDJ•l'E'!'UI•ti diga,.., In :dnllli '!llt:· st.a uau'e>\ ,..j •·otuplkò cou erutt!l7.iOtti acit1!'. Tn non molti (2•, vi fu r., no do i cona t i ~1 vomito n~:lla giorunta dol :!l. In no1·u ,.i fn YOmJtO il2-1 soltauto: iu quattro vomito il ~1 e Il ::!i>: in u11e> il ('27) il I'L•Jttito t1 il Ll'aVHJ.!;li o fvt·l i::.,..iwu "' pr,ltr:t.~­ sero po;>r 1,('11 l o;) ~iurui. Iu lutti versi -;lÙ Vftl'i gioru i i l StlOSO d i tu:itlll :t ~a>'ti'Ì<'I1. È diflici1l' hr~i uu .;onretto òella n:ttnra tli '}Uustv \'Oiuito e ~e tl•·tna ripor· tar•. a un 1'r·n•11l:PtJO p;"nera1t'. COllll' il -<t>n~o dt frod•lo iutcn,:u ~otleno da. tutti Ltll11. Jmwa gJomula, o se sia inv"<'l' propondouatc 111ln quiiiJLJtÌ< tl1 gaz i11gt:· rit••, tcts!l ro1 h d1 gluti21~·ne di f-ol : ,·n, a cui,. il seJhO ùi ariditit t!Pllc f.tud cLI;Iigavl\ gli lllt'trtui il }II'Ìtllu g1orno. Xell'uui.-o infet'lmt iu cui il vomito fu o.tinutt), {!.!i), t:OID(! iu quello in cui t't~ nccompngnMo eia .tiarrea 17), il f~rtn r'n cet!l\wellt!l ùovntu a con•lizio u i pt'l't:><i~t!·nti di ruiuore n:;,..-,t~·n7.a tl ù1 rcc···t ti1·iL:\ . .Anchv quasi tutti gli infermi vcuuli t .. r,Ji\'allll'llte, II.Ye\·aa'v a1 uto 11t!l pl'iani :: giorni mntSt>ìl e nd 1° giot·uo n1n11.ti o vcmitv. Feno1nr.ni t,·a··III•,,.(J,•mt1'/li,lli. - 111 n•olti Ù(•gli iufermi l'aridità J,.Ji.- 11\lll'i iu s~gutta. rlll. Sl'D~O eli <;t.ringim<·l,lo alla ~o la tt rht Ullfl !<pt·<·t;, di >ltimc lo l'l t.rofaridgeo co11 •tu~tlche colpo di to~"e il~t·c·a, 11\1\ 111 due vi f~• :<intomatolo~ì:t uu po' pÌ•'1 Sfth\<'1\tll 11. carico tlel!l· prinH· vié a<~ree. :-;i .,1, 1,~ toll~t' "~Liuatn, !'lcr·ca, c·on doleuzin •lt:lle paret,i tot·aciclto serlonduria nuli ~for;r,i di t o~<t·. por.;i!oteuzn tlvl ~et1~o eli stringiml'utn Rlla ).!:<•la. MR ttt·a•·ono ~t-_mpre fatti C!\ t an:~ li dc-1l'albt-ro hroncbifl1ey>el·rettihili oùbiottivaml'ute.1nrl • hhinmcu~e doYcv:l tra•t11rSi di un'iJH~­ remia ~emplice deUR. mucoS>t tracheale c etei plv'-siiUi ln·ourbi, cawsata da inilpirazion i .di gnz. lnv1·~e in qunsi tutti gli iur~:nui <'U\'Itti tardivarnente, e<'cetto d •7-l.ti ·H•, si è avuta nna frnomenolo~i~ d1 l':rlnrro hrouchialc, in guu<·rc Je1 pros· simi bt·otlt;h i. Poi ehi\ i fR t ti t ra.ebco-l.row·laud 1, rltl'i Ut:J ana,la.li rhe ricorsero suhtlo alln Gura del ca,:o c dte furono subito :dt••IHiln"ti d:tll 'ambie11te Ji~agiat-o ~"ll.a lira:.r. furono frequpnti, anzi qua~l I'O~tanti, iu qttt]li v<•nuti tnr~i1ramente, ed d loro decol'"o, a~~ohtt•llll\lnffl mitt', l'Oll g;n:~ri!!ioun in~if'fUO:' o anellO prim:< ~ci ft\tta "Ollgiunth.ali nei p1·iud, mo'itrò iuv.-<·•· ·it·ndd,7.:t tt stt~t.ilirsi in forma <empre }'iii netti! di hron·hilt! raLRrr:.!<~ uoi ,..,.,.oJt<ll, ,. d1t d··dun''' riti' In ipcrerni~t t\~:-i gros!<i hr•mt•hi htt tènrl€'11za a •l•·:=eJwm•·(• in un prOI'l':<!"o llogi-..tico piit trna"t~ e ~pi<:<.:atu, o\'t· l'iufenoo nou ><i ,:otlrng:::a n11'atuhiellte tlis»gÌI\to, t' ntlattt~Slii> O · ll"ll· t . . l Il f . . ~ a ~ ag:o1tu tllvertHc e. ,\ e nnn<· t·•·spcratorw. . 1i ',·li•ml ·

-

q"\:l!f·~t•l lellt•UH·UO · ·• 1:ti'J<:-;1\l.JO · · · nOtatO ·Jll \'l\I'IC! · lllll'll· dl' 1 CHI'J'O. SiligO fu

~el ~- Autouio 1~) -;i uotò un stl,lll6 di nno;;,nm•·uto e

t·on-<ecutivallu;u te

ut>l

' lo (:.o .,~) 1o ~~. noto. !>Il 11a. aw l l ' . •-.ngtl tl'IJote u l' t'e('i ..;ament.c ucll'arr·ata sopnwilinre destra. Tu luogo di nnu o pitl llit e~\e, llJlparvoro po i nella wna ,;en:tpiz7.ata una l'lAri•· eli ,·esciNline disposte "se~~~~ pa.r:dlf'IRtneult~ al soprar·t\iglio. che t·i,~ortbl·a.uo a-<;.ai bene gli ag~rupp:t· .·e~~~ vc~c•col:tri dell'hr:I:Jll•s zo~le1·. Anr.he uel JJ. Carlo (!ti) furono notate COII · 'lln, t ves!!lcol . ,. n el .u. ' r , Q) e su Il 11 pagina est~>rna ùei '2 veli palpP.hralt, ~azat·t:uo ('un nrrossamen t 0 . . . . . o pot unn lhtteBn :-mi hel mezzo dell:t rcgaone .JOtden.

ill('l7.0 di t'" l' "'"'O Hu:t

. lll fl'1tteua, a l meuto. e pac.·o

:1

16 -

r;i,u-nnt "

r ~• Ull'd " •'"Jo tll il~ltu·e. -

lt'~~r. IU.


f'ASL'J<.,TJC ..\ CL l N JCA

S'irupoue l'ipoté>'Ì per que!>ti 4 rfUlÌ cii un nesso trA. la prolungR.t& applill3;dono Ù(·1\a. maschera tdi t:ui c:i ac·~~rtamrno) e l'in-;org.mza ddl'ustione, come SI> il gsz, aveudo u poco a poco imbevuto gli strati della ma>chera, avesse appunt'l per meno di ~~sa pot.uto spiegare la ~ua azinne sulle parti \•uloeru.te. ~el :<olJaro V., e lle per ordine ùel suo capit•LDo si recò a gittare soluzione Ji rarboaato tli sodio e ipo,;oltito, a mezzo ùi una. p?mpa da irrornzione, neile huche r~~t.te d.dln grau'I.Le e cht• intascò una scheggia per po1·taJ·la al capitano SH~>,.;o. oomp .rve nella rt·gioue interna della co-;cJa. una caraneristica Ul>tiooe, proprio in curri~pon•1en7.a do>lla t:hCtl, nelhl qu:de av~;\·a introlott.o e tenuto p~r poro to.:mpo la sdH•ggiA. )[Il ;;:rrr,plari furono i CR'>i del sol·lalo O. Lino •2ti; eC. Maurizio (28) Il pmoo In condotlo il-:1 m:ttliua all'o>~ptJd>\le in condizroni gravi..:sime u causa di ferit~ llll<'rtegl• da sch•·ggie di un1l granata. Avt:va una ferrtn al meuto; una protvnda Ù'l·ita del Ò.•)l'.-!0 dulia Jll'\UO d<>sl•· ... con t"ratt•u·,. espostn Ji un motacorpo; la <Jtl ~-;i rom ,Jg·n fòt>ziout' ,J,•!t'aut!hraccio siui•Lro' <·ha rimaue,·a acier<~ute pei tt:~,.uti nrvlli ùc:la regwnc lk<-;.)ria tl lllH< prot'ouda !nci.;ura <iella sp siuisLra, che. f. : m i lo a un t· o l pJ dr :nwi Il, a V t'V'l sp>~.CI'ato l 'articolazione sca.polo-omeralt- e t"t·•,ntumaLa hl. rù~la doll'omf'ro. \'ar'!I;W,ltll cosi gt·lt"Yi con.iizioni eire, dopo una ruelicol•J'>II me•lil'sttura. parve teUI~· rit.il t .•n t .• re qm\1->insi int~:n·t~nto, e, pr.1tkati gli oppo1·lnni su~-!di tlell'ane, si rUlès& l'iudom~•n. Ora nel conrplobre i t•opio·;r bl!nùa~;gi rc~i nrt'C-<'<ai"Ì dall" l~si oue •t.-lla spalla, si JllttÒ che sul dorso dPll ' O. da una lin<:a tr:ts,·~:rsalu rhe r.u· JIÌ\',"f. lo puuw th·lle :<<'apnle :dJ,• pliclae ~lutt'O-<' rnrnli vi era un uuitOJ'llliHlTro~,a· JllelttO, n •ttt:dilì ·are il tpr:de uulla pui> r;•ov;tt lauto qu>~.uto il ri•·ontare l'impront~ ;i,.J h ,. 11 t:t Sl'llll p11 tll. l'Hl" vr eu r io~o d r •·UO ilìoluo, tu R. In ,;i. gi ud i•·ò tra,~:uruhil~ di • l"•>nw ,.:lt• ''a-<tJ-<"iilllt> altre lo->iùni. La mattina 1lel ~n, toru:1u•lo rt l r>-:crnino.re e 11\<'•ti•:aro rl 1n:ll•no (i n pre-s•·lllH. dt-1 flt-~lPgrtto chinHgo d'ttl'lllKta, d'tiCCordo t·ul •J•Hdo <.,l cle•·i~e il t.·a.,f••riuHlnto dt•ll'lllt'ernw, molt.o sollevato ne. le :-me nwdir.iooi ~··ut~r<l!i, m altro luo~o •li t'lira), >lÌ rrotò cu•1 su wtll\ la tli~tribuzi...llle doli~ se· t>api7.?.t:r.ioue erano compar.;;e v.t-;t.e flrtL••ue . . E p•>tchiJ nel r'rntlt•ttt po t'muo giuotr i priu1i iut'•:rmi r\11. gtz, s'unpo.:e l'iù .. ntrt:l. tlell>~. losione e 'iÌ rlod~ •·oucl.uluerhe l'l"Ìt.t'mll e fi rttene emuo con-;e~ne:t7.e dt conttltto col g">LZ. ,\ '"'Jl'Ctrnrnl' In topo· gmliiL O:'P.OI'I'I' P<'ll..;\l'e Cht1 gli 1\hlti dell'iufenno, Colpili gl"ll\'elllc•\liO da UUa gra· 1mta a g.tv., si fo,-;L·ro in1pr •.·~uati d~l I;IL?. st••,,o. Ao;portat,i tutti gli al1iti ptr mo· d i···u·lo, rima.Sf'rO for.'lG a con t11.tto c~on la p~ Ile d t~ l dor-<o e .:ouq~t·..:..;si fra il p#~O d~l c:orpo e la harella, i pantaloni e il lemho iuft·riurP della cn.micin, rLe il prw1o tncdico non aveva rruduto opport.uno ritnno vl3ro, e;;~en•lo malagr\·ole e dolorOSI!· simo pt>r l'iufnnno ogni moviml'nto non strottnmente not,e-<sllrio. E cosl il g.u ~:~vcva poturo :'lpit>gare in qne!IR. zo11a ne~lRmente linritnta, tutto il flUO elfdLo. lncow preusibilo· è rimR.~to il l'fiSI"I del C:. Mllurizio pre..;enLnto:<i il 30 con VfkiL& seunpi1.zatione della regione r;lutoa sini-;tra, uelta incishme inter·glutea. e del p&· rineo, cui in data 1° dicomhre scg11irono flittene, prima della regioue ~lutaa • voi anche della regione coccigea. Quusto soldato che dottn i va in nn acr.anlonflmento di Caltrano, sebbene .:ir· tuito da iucllieste, esclu~e di aver introdotto nelle tll«che dei pantaloni sch~:ggi t di bombr, o di llVer cambiati indumenti con altri soldati o di c;-~,;ersi mosso dal !'ll\O presi•Jio. :\(,, è supponrbile che e~i!;li abbia portato nella tasca posteriore de· stra dei p;mtaloni una scl.uggill di grana.t11., e lo no·ghi temendo di essere a.cc• · ~ato di auto)e..,ione. li:' t' •>lovcle il f11tlo che que-:te senn.pizzazioui e queste liiLtPne, talora v~Lll ·

,n,.

•

' l

l


~3~

t'J,1Sll'.\

C \S\'IS'I'I<' \

>ime, ~ono tneuo doloro.;e di quanto .,al'ol1Jbe uua u :-t1on•· di pr imo gmd.n ,J.,IIa ~t•o,:,~:~ esten~o. ione . Alcune <'()asiolera :..:ioui ult<•riori sull~ ustiOiti fH-:rmi-.ero m.dati •· umii t!lrdi0 l'll tn..:nte. Il soldato L. Alberto 1 lò • uarra che dura11te !.t emis,iou!' dei gnz op;li Mt~11ò.eva allo ~{"Hi•·o rli un mulo. il qu~tl•· fu ~raxemente colpilo agli ocdtt. Dopo lo ,carico tuonLÙ in sella o vi :-<t.elttJ n lung•). llue p;iorni rlopn r.o111pnrve ,\h!Ìone sulla n:giilllt" posteriot·e t· iut.:I'Ha ddltt <.'vS•:I:I "iuic;t't'a dn1 l'gli attribuÌ\ a al cont:\tt() t'Oli la :>t·ll,t itnpr~tgua.ta.-<t Ji ga,;. Il soldato ) l. c'e-.a.r<· \·17°) o\,;,;ÌC'Ul'o.> ,. h e l'uq,one odio ·w roto. d P.rh·ò d~tll'usst~l'" 1 ~ Ml11to nel\ n nott ... cou 1(' mau1 t:he :t\'è\':\no mnucg~iato le scheg,t;ie. Il soldato V. Fn\nc""r.o ('16•1 pl'""r:totò ~·a,;te ll"'li'H!Ì ,1('1 ·apo e th·ll~ co-·· <1 e,qjol\piz7.a?.Ìo.>lle oli •l'ltl'<l ttttlO il tt·oJIC:tl. :-;arra dt<', "''"I'J>iata Il pO\!Iti Jl:~'<ill Ìll· n;;nzi al >;un dt·a.ppullo in murd:t la !!;rilllllt!L a g:tt. ;t <'Hu<;:c dt •>ro.iine o! ••ontroJ·•iiue tli avautare, nm tS!l Juugam~uh' in lllL'Z/.O n!oa. Z<)IJ,l iU<Jllin•na tl ... w·.~e,siva.­ mente Vestito cou glt ab1t.i iuquiuati. Xell~ zon~ <'"IIJ;tt> ,. "P"·· io t-uiLI raoiicc <h•l· l'arto inft!rÌOII' :;iuist t'<' e ,;nll<\ meti1 dc:Stn~ J.d t·oll .. ,. du~ 1•olto. ,. r«-;td Httr. uua ~I.!DlllUta·duul" bruna c·o..;j l'orte ll:l l'(!llllt~l'e llCCo'<":1\'Ì:L In. dia~II\•Si oi'fft•rttu;ti:dc l'O! moriJo di A•ld1 ..;ou, diiiuten1.iazioue lh-r:dtro n :o;a ,icura olallo :;tatu Jl!lll· >t r~nl• • lltl\UI.U<ltie

e Ut:llo Sl!l'l)tO,

llOU

I:ICf'l',;-<il'll.llli:llltO

J'Ì.!;Illl!lll:Lti 1

dalla

llllL!li'U.Il'l.l\

ol•·i

!atti g•n,•r.\11, da!l'o;)>Ot:ll ddl'in,.;or!.\l'lll.l\, d:ol l'"l'l""'t.o •:vllv :t.o)~ts S•.'ll:opi:>;~aL•·. <l•d !>rv~reHi•.·o ac•·"t•l\lar.i tlcile macdt"' '" llt' I.OlH.l s<•pr:-told•·t.~c più grnvt•tut•nta , ..,J. p1l~ e ,J dia »t,t.wJnarÌ••lÌt. nelle 1.011~ \'Ìt·ine . Atll'lw il sl!:tlltLv 1·. l't.-tro t: l,;o; pr<'· òeutò to:·te piglotcllta.lintH.- •:ellt• /.O Ili' o'O lp i l<', ,._.,[JiJ""'' U•'ll eu<i <li t! n'io\ u o·ar:lll~>· ri•ttct< comt: il \". Fnlll•'<·-.o:o t: t•· L . .\ lltel·to; P''''"''lllt) llllll'l'I.Z.~JUcnLi !J;!;Ull'lltati -ullii f;,~;,·i;l ~ sal ~.:nl!o.

Epi.~l•!.~~i. -

Lu plCI'ole put•lit.~ di -~"~~~~~~ ola1 un,.v olt<hhotw t·ij'•)rlar..:i 1\ iprJlltt.:o-." ol, lio; Ù>S'l>' n.tsalt. !;;' ft•J\Oll~<'lll') •li imput'LiliiZa :-IC;trsa eù ;,,. dì~i.lua.l.:, t~OIIlf'. Ùtmo,Lt·•• va la lltWCo;..,iti\ del sottiarmJU\.() t•ll{;l'gi<'o do•) n,tS<J, ilpi,.oolo numero dd Ct\~i , t! la o;<'arsei.?.IL ,lo, l h perù tta d i t-9.lJ g ··~''· t•·uwL Ù•lile

.!{l1,Ìtt (ÙUÌ ''11-lÌ lf\1'\lÌVIllllf'Ull'l f'\lraLi,.

-

E' oiO\'Ulll C\'Ì·II'IIll'llwliU• .tt} ÌJit•l'••·

ut:a rl.;lla tnucos:{ l~t.•·iu,.;,·a , clte ~··tll'~o·si co>l ),u·iu~o)'lt'o"Jpio. Tnt ti gli iuf,•rrui ('.nno:')r•h:m~nte narrauo d1•ì l'a1'ouia .;i ,.;areLh~>. iuizial:t llvlt prima ùdla il'' o H" ~~·or· DatA e si Ìttten,liÌò:o \.ÌilO :d mnHttluto cll'll'in~rf:'-;.~o i u o:-pctlalP. E' ar•·••mprtgnat..t da llll S6ll<() oli strin::(imento alla ~lJ!a 6 da dolcllzia lor.ale. :-Jo•l D. r. Giui;,) :m•, fu ar~.orupa~nat.• ùa tm·t~ t':ttiugile t1 riso•n11ruc•nto dt!lln ton:~ilht ;;ini~tr~~. !::' n ott~volt~ eh., ll ucìw ,,.;i mtdnli \". e P,. rinutsti dègent.i per l'o,..~ìuat••/,z" . de:itt <'On::,:iuutÌ\'Ìte tiuo a[ o. :tpp:ll'\'1:' CÌl'l'll il l"> ÙII!Oillbre neL.primo 6 eire·!\ li il tlicembrp nel secourl,) una lif'\'tl al'omiA. con to~"e stizzosa. Part.icolaro iml'ol' t.anzn come cou 'l~guPnza l\ distanza rlt•ll'•lttacco. dtn·o avo r~ que,l:t locali lZotz i c· u~ lari n~~l\, cb.e pu\1 ~,.;,;,1re qurlsi n!'l:>olut>tmt!nLe indipcnolP.nte'da altr"' localit.zaziooi dell'al hero ~re,; p i mt.orio (:)d -!W-~4- Hl ~ 7- 4:-l··lH) e ,. he ved enuuo iusorgore, ;;i a IJUf leggeri-;siltla, sotto i O<-stri occhi uei •olrl:ati V. Domenieo e P . An~olo, che pu1· e~auo !<tnti tiu dal p1·imo momouto in amhiout•J adatto. l n quc1sti due il fH.tto Il\ · nogl'o h a prol>l'iv il vu lore di uua çOlJsl!guonza tardiv a d dla. grande qnn.ntit(, di g~;:. a s;;o•:hi to, riptO\'aLa da l! a gra.\ itit eco·er.ioJudc iu loro e rhdla tonden:tf.l :,1. ~'tO· n tClZZ:tr<;l d elltt '""IOIIe .co u gi un 1i vale. Al t ra pronl del valore tÌoll a htringite, (;ome ll'itto tard i vo, è cltl.l!\ dai un. 47~-49 8 specialtnent,} •!allo ...:,: . eh€· il HO novemuro er a. slat.o diu1e~so da. u n ~pedale di Lugo cotnc gua1·ito. Egli atfet·m A. che già il Sfl 11veva uua liHis~ima ruur.ecltne, ma io Yeva t·o;so•t·lwn p •1C!t r.o~a ~~· non impPdÌ In rlio·hin.n\7.Ì011P ·l i guari~;ioufl.


:! l (l

l 1-;1 hTit'A 1'1,1:-. l•

~l'!! i ruh·nu1 ·~-; t' J;, si t·1 lu-*l'·• 'rl!·J io ... }•UtO tnl,·~·!•· ... uu· gu·~~~··· !.:1 ~, .•,,... ,,,. "' t·-.~ ... .,, P"'"'''' '·:t o\ ,dla f,.l'll' al,•n;n l' d•·ll.t o!oJ.·nz1a l~· llli~O ·II, la Il o1UI a Ul'l fa t \1 '·l'"lll'llo" l i . .::111•, l' l,. "'" .. uolu ;q•Joro•;f,<;~doi l i. ebhrro lh•ttb t'li\'U,lt,•l'..., ,f 11Ul•' I'C'h1 •, 1W11ltl• i l t'i\.l'attttrt' t.i••l -.a11~11~, UtHI t'tJtlllllj,to UUl ,!.{IU ... t •)J· .'tri·· SOt·:l'".'l"''· -

pu:-1l• il 1 o',tta,'l'i), :tlltol'il.lillltt :1 t'Jlo'tll'1'r• l'it(•, ,j l1'1ll[i dj f\l<'l'<'lto l'lllU!T:!gÌo• •o•OOSC d~~!u. JH.t\'.t> .... l H•tr .. l·.~··it•:.;•·n '' !a riHgl'n t d t qut~'t, ."'i •prnt.ul tu•. ~'.llh·l'ltHt•~ ~'ng\i ..,t'ul'/.1 ··•··! ·• t11--... t!, t'l..11lt .. H' ~·J•'..;':t .....q ~ul!.·.; l:t~"".- 'lal ~olii llllf"Ul•J •IPI un..;;o_ Ju 'l ,,.~t •iHt' •·:t .... t, :.'IK IUH~!.!hJf-, .. 'll'•'''fHI;,t.ZPiiJP •H·i i •·Hn 1 t-11~ IJt•vtl•'hiftll, corr''f·"qe IH!t li••\'':0: .... u' tJ'' ·t .,u;,,, •·tu• 11 •Il 1 .. ~~ruu .... H JU•fu l tr~rt•J c ,'z-;0, Dt .-,-.,~i tJllfJ 11~ ··.:•JIU • l•r:ltt• :ri ·u .,..... !''\-' .. :... di't··•:-- .l l'Ili 1u•r l'u._,], · i.l' ,,:.tz •'H~· ttt" l tiJJit;\ . +

,.,-,,,J

..

.

0

,u..,, . •d '1''''._. .... ], ... a.•nJ ,, ......... ,.,,v 1u '1~' ,::lhlilllu\'t· ir,(.. nt 1 ,·. IH•ItJI•I,:arut:lltO j} ·~ut t'li h.l, .. ,lv •IH~IÌ lllgito,j ,.. llltt..at ,t rd t)tl ... •lili J'raut.\e... i .. ·' rr·. :,• > (• f•1uanullv J!~ .

\'ol:.,:.t!'aLJt•ttt•..

t.t• ritun~""11U.

t•... sa r-ÌH ...~\llllOlh) tu furuu• t'l i 16\'1 tp••n;IUJ, Vt·uo..:t• •~ t'tt t t..i ''" tat'Ldì fH.'U !.;fR ,.J, a c•ll' c1.• ,J,\l~ llllh:o~•' irt it>th• •lal ~·•:t l'it•:-s•), e in ,,.tnpi;:l.:.zlvt•e "":!LI · ·o tln tl1l· r•·uc ,. pign~,·ut~lziuui ,] .. i,a cut,. ri1:1a ... ta tua 1"; a luu~u:. ,·(,ntatt•J ,...• ~ g.•t. o•·or. lO~:.!;t·tti •uq•n !{Wl.l.i dt ~az. ''l'r''· -- 1 trC'tt il t.r«.tl:ruH'Ilt\). ,,~~tt·~ud., t.: li <IIUtU,U.•;oo.trA.IHCttti •lc!:l' s._qwi'Ìori :1-ll\vr,•a, Lo l.J.,.,. IÌt•llll t'lll"l\ ''"li"'"! è iu .t;, .lll lalt••tL 11 l'anllg>IZIUII! ,. dd•)·llllllllo• 1\•r lo• \ht' oui tl rapt<l" '"'"''•·e~'l' d•·llo· ,_.,\,te :<f.!Jl •caziu11i topi• he t'•'ll' :!;,,tt• a.cJlr u ... t i•Jfl1 tia ..:t-,·utJ•Io ~ra lv, hll)...,i rnH llJO r•n11• la lf\-ti\lllt• .9Ìa ~(;JH'r~•ltU•'tllt' fu· ~.,,.,. •· '"'!n gua \'cl h· ll1tlL'IIt' i t' .~i lar.Ì.\ i ,o, 1•1'•'"111.1"' :\ •'('ll1''idPr:\?.t<..ui sull'i111· poor1a1.z:1 •li 1\lt'il'l'al'l~ l'l" r~···au!l'llt<• r· l10uP Il' znu t• s<~wtpiY.z;\lt>. L' in~orgenztt t:li•li\",L oi1 t'l:riL• tl1:t1·1ol' (01' ,tl,hil\1110 \'l•lO llJ>)H\I'Ìl't; dc!J<• LJll<iVt' 111 o[ .;l!UO. giur· lloln, a• lllllto ad ~tllrl! ;.t: '• ~Y•Inpp:o!t' ri:t vari t!Ì••nn• p.•rt: •pt;L~I <1:1uu-.tn•rt· che 1'.\lt•.•ll'-' tu..; ... i, ..• , ch.•t g-:~ .. ,.·uullhUS\ pc.r luvlr 1 ~tort_n ''vJu•• tu•r uu itu.,ung.\t.t.uA· llit:lllti d,l!t•,-<,:;t V 11tH to·s,\ILl. ln lllV)IJ dt '['i>"<lt ,.,.,_j tanlt\'i l'VI SI \l VhfO e·io~ l 1 m.•!lèal:< " l'•'t"l'at:o tUt•tl•·l" •ll·lio llllLUl' U\'"\:1 !or,, fatto preco•,l.:rc: uo a~J"'' 10 e•l.o'lll.Ll•tSI'. ""(> tinl\'ll ,... , l' ll'hlo.•denl Olll IIO lt•\',oll· J'l "llln~:uueonto Ili cura. L a rl· lt'\'•ll·• 11~-<0I'~"!"·" .• uclol' tllr.li\'J. dr tlrtrc,ra: ·~<ll1•11l.e .dl'ru,li.,al.iOilt' l'l.1e In prima llll'l'•·.ot,Ìolllo' dooll H•lJ•JIII •ft•hbll lt•O ll"l't• :!11 o 11L•llll",dÌI.?.a7ÌnUJ' olo\) \'t·lt~IIP "- lfl ~tlll '• :\l •·Il• .lt<lu iw\ul,l,i;LIII''IIIc ~11)1!11'•· l l"'l'lllauga:e<'t" .l j pvta~-it•. :-- avr:1 percii• l'oJI'a •l l'~tl' ('"lto't. ÌJ•r<· 1'11 IIU!Jlt•··~·' lloiiÌU•) ... l''''"lllllli-:':lll.olv al 1/:! l'· JOIKI olt•llo ZOJI•• "' llt\)111:1:\l,., J>\1::''-JiHJaiiCllt" }JrP.< ,,.,, (! }JI'ollla o:Jil' .~l fol'lll,IIO J.• t\:tl•'llt'. !'t•l' l.,. ttwoltcazioni SUI'res.-•ivo, "Il le tlttteu~> ~i!UI piccolo " isolate, nspvuùt:l beOJ"SIIllO 1... tnP.,ficazioue :-.lel"ile :l ,ecco, HO vn'!tr·, l!;io.·elÌ< il lenirneut~.> oluocalr.11r~o. 0 la \':li'tlinll. o l'oh'> ~t<'ril i: !:'t> nhhiaoo clato lu·>~o p.;r lllflnr·utll n f'rra.t.a mecloln "'~·. 11 lorm.t o•t·:.wnt·tlO:-.o ~tQ\'~I'it la cura ordinnna dt•IJ',·t~.olt'lllll 11 \ollliiO e il seu•u ' ., ,.,.li1o1 l'i t'•)lloll:tlt"uu lo~·•w t'l-'11 la <lll'l:. ,. rou ljllal.-lw p 1·,.,.,, .[ 1 ll ir·otrhounto J'llr L~ ,;•111..!111111 '\' 1t M ,. o·u,i pnr" J'f!l'. ; ('PnOtllelll tr:wlwf•·broJl\'h 1:1! i. i l l r:o ttam(\llh>.C••n · . ' :.llljlO ... lla ('tl't~O · 1J\l'P COlJSJ'ta llt• l" - 11H. 1)Vt'CU. Ù '·~"'li ocrh1 oll'l ~~~ l lah> Ull J f\\'VJ('Illotrts ;l M 1 1'"'-Ìl'HI• un" utao;c;t< Ji .:otoac impregtutlR ,j[ -<i,.ro !,IJi l t•JJr.e, in motlo lah• ~~~P ~ tumil'a7aont >~ÌIUJO aspiralt; c HLdano a uniPttal"ù le cougiuu t iv<~· r ·ie Ulllllllro·~ A l lo sropo di aololttll'l' t!(>ll In. mnA"::::iore 1'11Ì•'lU:ia pos!libi\1'1 io c<l ' . . . . · p j" Ò <i't S\lTVll''l d.! U~ 4;wsto '<t-<t••rna 1"] c«.J•I. tano ""''["tco 1)om••utt'o . azza" Il\ ptlns • . . " ,. . . . nssa in oan~~ Jo. ,·.. ;.:c;to l'l ·lor·n;t mt~Juutll! un comune eutcroclt~mll.. L lllte rm tt: r <.: P · · I' · i · Id ·l:SSIIllV · di bacio el l& ,,. ltl l t•\11 lttllii!LO Hl llll tJIIICI"VC l-"llla <'lU' II'O Il Slt:l'O Ca C d Jl'occh io (che 11 ,!·W•'"' ·· '"'" oh p n l':oltro sottopone gli tllf<·nni aol un la1·agp:t•> e ·

~

\ l

l


l'infermo llllUltien c a~·ertn), hwagg io che si <Wmpie ahbondauwmenw e "orto uua. mo<lica pres>~ione. ll s is tema è ri»ttltato pratico rd erlicace. Nei ca:;i più ostinati, ;;pecie in •tm•lli compi1cati con ienolllen i re, p i 1·atori, no i ahl>i1uno usato mta \'1\J.!Orb:za/.ione <l i · retta abbaslanza pmti•-.a, p«rchc •:ollettivn e non ri chio;de apparec·chi ... pccirdi. Posta su di no piccolo tavolino uua lnrgn baci nella. di s!no. mant Pnuta \'i cino a]J'cbullizÌOllt' da una. ~Otto,.tanto fbllllllll 1\d :'iJcooJ, •1(1<1th'O HHtla(.j ll•'l' \'Olta qj curvano sulln lo:,dnlllla -.tt'.'\:'1\, i •'111 t'nmi :\l'l'IV.• no di r elbllllPllt(· sullt• ~ongiuo ­ tive (tenendo gli LUferm i 1~ palpl'Uf'l" divll.\'1<~:\t~). lllòntre gli iuf••l·u1i ..;t ,•s•q po>· iono aspira1·c con for~:a i ~·apori <:nidi, trovando sullie.Yo all~~o t'""t:: e :ll l'a1·irlit .", della gola. 1-; l'an l>ieuto si carie:• SPnsihiln wute di V••pore acqueo. •·ontlb:ion c f.,vor,,,·ole and1~ :l coloro .;he :lttenrl••UO il lot·o turuo. Per >\~tlu~ntaJ·r· la .J,•usiti< <lei \':tpot·r~ l'inl'r,rmierr- d;..:t~ntle uu ,\scill~l\ "•n: v r· •linario :\ pon~e o;ull"' tl'«te do-i 'luatt1·o inff"rmi. La l.•.rinc;in• 1·i.o-;olve lf'tltllll\•'llte e ~ponta nenmtlntt:.:, . E' u l i lo 111 a n tcnen· l ':\ w b ,,.ll t11 ca lol o- u1" i .to. V d Il ii'- olU i, ...e h be na po.:,, pr:1 li l'i i u :~.v u a Jigucrl'>\ e al)o·ur meno ut·llo iuH~l'DH'l'Ìeavanl.llLe, rius.~irtlhlt~•l'O i \'>Ili atomiz,·:1Lori :1 caldo iu 11;;0 ptlr lA inala:d<>ui, dte rispoud~·n~ hla•r0 bPt.e anche Jlt'l' la •·ongiltt;rj,·itt>. P~ r l'outiti. tlt 1 1')\ ~i tla noi o>serv:\ ti, p<oehi in vero [•Cl' 1r:~.rne o:ou~Jtt,·Oilj. troppo gene mh , d p:1re di pot•~r condnde1·.- dte questo gat.. dc:to lll<'nn o <~:;•·n '· esercita un'll:t.ÌOtHl sen"t>i:~.z.:mto Tn<ldi<'a cd itu:i\pnct· eli ~nn·i ·h,n ni. 'wbbt·nf1 ··~•ir· IJi ti ola! nostt·o <'•llupit.>. <:i pnre putur .dl'··nmne itw•mtta l:t ,· .. rsiuue cl o~· ati rihtti,.:.·r al DOlllico il pt·oposilo eli voler ohl.iligl\rl! i uo ... t ri ~ulolati t:oll'~oso dei :a.. riutO~EHIÌ a toglier:.i la mu~euma pt>r usat·e poi n l·wo dauuo i p;a~ ~,-.ti,,s:anti. Tn :·11tti dx. lutti gli iufel'loti ahl>i:uuo ,o;cotito A«!".lll•lete r·ll(l il bumbaroianol1n to a b•:t'IIIIOgt-t>i •1a stato "''gttito da eruissiont~ di altri gnz. Ci jl>\t'tl :•n··he di !JOter eo;dud,•r~> ··h<' il IH'Ulico ::;i r'prumette-<>W di sgn:•ruinl "~n quest'anna lo uo~tre lince, .:;ia. p e1·chè, per qunnto :t noi ,·onsta, il t;ro fu tatto su lle retrovie. !'ia 1)1' rl'hi• ue..;sun ll.ttn.c•·o netui<'o fu sferra lo iu quel ..l't ton· IÌO<l al . momr·nto in cui i ll'>"tr i 'nf••rwi (:i J ùl'o dop<•. iu ill"•h.t) lv l:~~l'iur.luO. CutU•: 11l"7.XO h<!llwo <jU<:~ti g.t:t. f,,.·,·tm0~1 ·1t i , ,·lu• mnllo h:olln<, o•o;nltaw )'ima. giud1.ioue pnJ,.-,f.tl'l•. t·~,uJt~,q·,·l•!, ·:-r) ·"-ai JH)\'('lr!\ f"v'· : l'U,~1 l UI:P,~::C~('\'" 1' · f•t•t' !o "'f~)S;Q :n·v·c r.;ado. uun ;t~:a.lnlP J~~ r ;:;,·ali Ltt• r) 1• •·l'lht • a rll.tfJO. t'l'l' •'lll! ...... H..nle :\ ~znl.J& ·h HH eil'••tlo lil,n;at :~~~~""· . ~~· pt·ohabile ·r. lw i l tn:l\dco ,.,,]In "HIL •<~ii t n !(l' ,,...,!an 1 p..;irn]o~i,t. altbia ~ ,[1\l•l 11 Pren1orue l'u..;o, .t.,.n.u•,..;c> :dt.o·<•"·', sull:t "''"l r.\ t'rt>llil', ud1'ip ·te~l .ji :ut.. l'rtrt- iu '\Oasto C<tpitnlo· mOIU6Ht.> . •'<Jlh Hll\'tl:l r!ull'.ltl.ll'l'''· :n t':.~oula~ia rl•·l lh>"tl'•) ~ohìato . •\ta il pronto r itorn o al po> ... tn .li t:Omh:.ttinH'll\0 •iPi JJ<',t•·i l11·:• ·:i ... old:\ll, o.;arl, 'tato il migli or oloctiUH:Il l" p··i· t':ll' 1·. .; Ili'•l IH w or.; n end ·Jo,J. Contro evontu<\li wi•I\'Ì "'t t<" h i " u >i :-<l:llul,n\ ... illtt•ll<iiollll > ci • ··"ud;ll't rlt•lle ~·ag~i~ri ri><~I'V•• IJill·,.la 1"''' l'ti "l'i 11 Ìùll<· ·•'111! oro• i u \'l ... ta d Pila LI llf •l H> llt.>d"~l :\ '"~ll h tH'!i.) ~i•e l'n-<cl•ll•llt> ill<t"cl•"H' 11 0 11 .,io\ r·tlic:Lo 't' l:iO\'I'n11 in,·• ... <'Ì "''lllbr:tl\0 ~·i altri 11l•:zzi Ìttolk:•ti lo•: la dr.:n[:11·.· n. to.,(;~!l: :'J•:tllllantel ll•> pre\'t'lllÌ\'o ddln •'lllè, ~ped·ol roP 1 11 ~ pn rL1· ~'''lpt~rtr", t·un o 1·10 ,.,,gt·t 1le, pro~t't.IOur · · ') 1 L''~'a l't p••r L . • • • 11 t P c~ "aracche · . . · ·Jlllf"''''Uel\ul ' 1·1, ~ tor-;e :!;tOVI're 1•1>e l'· . e r.11•01.•e ro, n~o •1••• ~·>pra 1111 1llllll'll~l 1 ~do.ztol~e •i c"'fdiÌ:tl i f'oll p!lt'llooc•••hmli, ··lw t\!l'llt Ìnino ~· •·oulatto l c•rf<!tto <'nl ' ulto Tnc.h:tntA un <'e rt'llte · • l' 11\llllP. _,. (l 1. g vii)IUil. ~Jl\UI(I'.;l<t:t)'il· l '!11 t:Jo't't), ~· <'utl • ·•f.; 1Il\ 1•llt! 'Jiato ca ... 't-g 1 l t' Il 1)l· tl· e .,l (l< t o>7.1011 · t: o 1·l l llllo· ·l IU E'Zr.l· >-Ut1l J 1 . 1nuiameu ""' <·t t 1· o 1l\ l :\l't t• •l''l rt eparto colpiti e . ' l · 1 · 1 · •t ~ll· · n to.:u • ,. ,.J I•Os,.J 111 uwute Il• "'l'""'"tn•·lltO olt:1 <"O p111 111 am ll•'llte edanon fa\'or·ore 1· ::;q··n·~S!\'1· 1 1\~fl'b r o n1· h'l' · · 1.1 1 , ., , . 1. tal tt' lnnngrt. 1


l

'l'a\ola I.

.

i~~

Yj """" ,!~ l.

f

,..... .

,.

~ - An tonio

4c •

"

;:. !.

"

1:. Giui<epp~.

4

»

•

4

r J.

H. C:iust•pJw . F. \'i rgìl io

h.

T. J.uigi

l •

'

h.

l'

:l.

"

C. \"ittol'io

.J

_.

1 l ·1 l

•

+ i l :.!4

+

li l .

!). (~ tO\:tllDI .

{i

Il.

T. Cataldo

fl

1-

l ·.?.

:\l. Nazzar•·D•l

6

hl Lu,gi

fi

~amP

r,

1-l 1-1

ii

!Il

:\I. Pio. B . );,u, l•· .

17.

B. .àut••nio

]f,

e. ('a l'lo

19

L . ìiiai'OIHO

)~.

,

H.

,,

Lo

l•'

5

... ,,

H. l Jt:ari<;simo 6 N. Fr.uH"t'~co

o

"

(;_ Viu•·enzo.

o

1'. .\ 11g· lo

f'

IO' l'

:.!8. :H.

··

\". llouwt.i•·u

~:.J .

•

l'. Angelo

W

'2i·i

,..

n. jJinu

~

-•

e :U• TI V.il e:2-ldian·en +

+l

+

!l l+ '

l•

~Il.

:li

il:!

,.

V. Pi•Jir·, .

:•o.

Jl>

e l .· u~i .

:H f'.q •<•l" Z

C>i!I<'OlllO

s., l. ::\1. Ludovino

i 1 24 e :2o

il :!-~

·+ i l 2-1. j+l ,+, i l 2-l .. :2i> l+' ti i l :n

.

'l

;.,. ,-.u~.;t .... cc~~i~ ~.u. 6 fronte fronte

r~~·

l

.h

<'OD !l

FauLt-1'1,, 1_ l ma l T i n

1

-t

·l , ..." R.-r.:~. a l't.

+'

~i

:

:

+'

1-

·l

16 I. .. ".H<ì'g~ l'aut. +

.j l

pa lpebre

il 2-1

i l :J.! ,. :!:.l

:!8 ~o id . r. ~r 1\11 rÌ/.10 .

\-.: ("ml.urto .

ente e go lf\

+; 'l +i

;

»

il 24

+

•

fJ

•

il 2·1

1-

5

lo

110Vbl11.

1-

·l

;t",

Ustioni

! al mento

1- j 1-1 1-l 1-

n. (-lio>nnni . l?. A n toni~:~

2:!.

jUj

-~-o-ld-.--Z-.-L--eo-Jp_o_i_d_o_.~-2~:~.•-.·-~-e-4.-~-a-u-it-n~~-1-~~-----------L- ~l-----------

·1

~

---1:-: ~-=·

n:.W.\IK,\1 \IUIH<OSI

••

\".p <'0111\(Ì il, ~ l-:2f)-~,;. 27

1'<'1111\ Ì

il ~\

rlor'lO

+


.

r

------ --

'l'tuoJa. Il .

-·- --

- : - ':_-~

GAMW. ~11\IE E CUGSOlH•:

ll

-

l, ' ~ ~

ç.;

9

~l

' ... o R~!;g . Fa n

cì6. Solù. V. FraUl' eS•'O R7.

h

. ,.•

f\7.

D. Memortt

3~.

D. Giulio

40.

•

4~ .

1>

~1.

4B.

"'

et. :\'ello.

-HJ.

"

"

" ,.

·l ,.

l[. Ermin io

~

;.

.l

,

)l',

Giuseppe

Pompeo .

L. Al betto

'l>

. i· l

·l. l

/'

"

P. Pnsqua.le

·Il.

44 .

,

M. Cesare

"

À

,.

"

•

C'. P ietro

..." Hegg. Mnro \

Ji.

»

C. Giuseppe

0 ...

-l!:l.

..

S. Luigi

... • Sez. Snni t

~.

• •

w.

"

Oreì'h'

,

Reg~.

l'li! me n la7.lon i

Uslioni

.

l l

Rp~>cco.ta ÙR

capo soroto e vene

RlriE\

men t ire

u n Addison.

l

o

>

00

Cl

.... ~ ....

+ 8 + 6

8

+

+ scarsi + sco.rsis sirui + discreti

+ searsìssi m i

-

s + + +

Fan

l

()

>

o

r

52 B 1>-

SC!\I'SÌ

8

Regg. Artig l. 0

+ + scarsissimi discreti

4

)>

-lG.

SC!Il'S Ì

.S l iUl llfl

neii'&•J·••tl o•ral"

+ + scarsissi m l 4 + + s<:a.n:~i '* + + + dis creti

...o Regg. Artig l.

l

!'Jtl i b r<ollt h i& l l

3

•

»

+

"

FI': \'II~IP.SI M_'llllOSI

l

lo + 5

•

.

~~!~i~ >~ 1 --j

Corpo

\

s +

+

7

+

+

strie

coscia

.

c.oscie e scroto

.

forte

.

-

l

su tu Lto il corpo

regione el!terua o•of:CÌI\ dP.Slra

l

l

1~ -:..


241

Questioni d'attualità, varietà, notizie l submediocri Quest' ~nicolo dev' e"s.-.re consid,.,ra.to come Ulla semplwe nol01 pro>· li1~~mare d'nn ampio studio, che andavo faeeudo da p~cno<·c!Ji anni sulla. psicologi!\ della folla : stndio che. d0po lo Sl'oppio df'lltt guerrli ;tlt\H\le, dovt.t.i relegare uel mn~>PO delle autjc!lglie, tnli e tnnti :i0UO i f<:1.lti uuovi veuut.i a ruodific:tll'fl l>OSCI'l.uzialmeutp tuw, lo schema dAl DJio Javnr?· Ciò era aoces,;ario premettere per '3\' Ìfare ..!1e qual· l·he leWH'I' po<·o bf'nevolo mi ripetPsse la VÌf'ta. similit.ntiin .. dPiln IJlOlltal!na. " dP! topo. • >;t

"' * della SIHt ùp8ra Jioma e lo 8/11/0 Raff:tèle De Cesnre, nel proemio del papa,, alludendo al disegno gpnerul0 cl<>l libro, scrive :. « La. piil rigorosa indagine doveva mirare A.ll'nom;>, pPr~:IJ~ l' i:'L(•rna materia della st.ori11. i> lui: l'uomo, laico o ~ncerdott". nfll sno t•' lliJl•l: cou le sn0 pAssioni nobili o volgarj; co' suoi icl•'ali di t;J'andN:~:a worale. •l co11 le mi~erir. del piccolo egoi;;mo "· .H; Ctì'<Ì dPY.I';<.,.;r.-. int'at.ti. La :<toria vR umanizzata, rJOn ~iii scheuw.tizz;\ta in hLute tal,elle C'ronn· logiche: ,.,) è snll'nomo che, l\6Jlf\ ~raudi ftlS Ì dt.'l]a vjta !';(lCÌltif> att.Tfi.VE'f"l\(1 1 St'<'oli, uoi dobbiamo fis;;arP lo ::-guardo 'iJl(lagator0. ""' ·,·,J~liamo rundvn·i ~unto di certE> e:\use ('l ùi c·en. <'lft'Lt i, ··hP ul!rimPttti ci }1.tT1'chltf'l'l) lllf"~nlit;ll.hìli I<: !':llner!lno l'a!!"Ìllll"l'l'"' l' ltt• nllalJdtl ,.;Ì dit·e • • , 1 « Utolll"" ,.;'ill1Pll " • t\lo ltitnliue d'nomini». -<t·uza ,., ,..Jnd~>n' ]:L ,lc.!l1U8.: ;..çial·•·h(·, <·ontP fl·• ·t> '"'"' 'f\ nn· ;;p uo11 err(l - P!v,ln .:"Ila ntt>!..!:UZ7.<l. la ;;pet;t(' « l t<~JltO >• .. Id,nll't·ia Hlt •· l1t> la rlollll tt . ~h

~

)[;~ lu "mtdtilndin~>" 'h·· ;;t agit.a illl lla. ~npPrfil·ir· di qn•·,..t'titOtUI)

pluue~ario t• y'in<'iriP ginrnu !Jer giun10 la ~ua swria, uun è nna. ma.~~a.

omogrnPn. ti'n11 t'l•lor ~rigJCJ uniforme. <:~tlllt' l t-o imm:tgini 1•ert:epJtP. dtdl'unt·ltil, •Ldto!JJ ·o l"'l tnt ti i l'! duri <!t· Ilo '}kl i-ro: ò ìuvece tlll<L mass~ com IJ"""" di' .t l'i Pl<:>tlll"llt i, nel la quale :ipÌ•···aYfL1lO fluo a ieri li ne color~ priw·Ì!-'•dl. ntppr,...:;Plltll.ti l'uno r1al gPllH> (ro<;sO R•·..:e;;n), e l'altro d~l . . t e, na -' costl. l l" ' : •JII~-'•:i, . n l tnnu JOel l tt•CI'l. gw l'O>'!. e~te-<o e pre• l •)llllltall · ·


lltll"l'

d:o solo l'into nuziouc• oromatÌf'tl. di ,tn t.ti\ l'l. mtb:;rt . ~Ìct:om" que·

<~lo ,:

Pssenzia.lmence uno sl.ur!io psicologico e nou p:<ichiaLrico, t:<•->i non parr:·t ;:trauo t: h e io tac)eia. tls' psicopatici, eh~ mppre:;e~ntan o ìl 11ero, ossia l'asst>nza, d'ogni colure. ·uo tleLtù eh.-. ut:lla. ~10ltitndin fl umu.ua. spic-cl'l.nmo {i1111 11 it•ri due eol(ori princi!>ali, pPrchè oggi 11011 è pÌÌl co;-;i : oggi io sono Ìll gnoc1o~ di segnah~rc, llll terzo colore, ch'è nnit. ~fnmatur:t di gia llo t' cL ... appunt.u perebt~ t ale, ~:Lreilhf' pa:<sat.o ino:;::;l·n·at.on"ll"imlllf'lll"ladistc·sa gialliccia se·, volla pazienza d'un astrnnomo f·h<" \'a, Ìll t.nH·· ·i a rli nuovi a~t.ri, io non l'a,···ssi :-uoperl.o ; e, df>}'O ll'l'<'rlo Sl:UJWrlo, tJtlll a.ve'lsi soni i t f > il do,·e-rr> e In vauit:Ì -- d t fèl.rll•• l~t stupefuee-nt" rivela%iont\, per nwzzo dt>lla q naie la u1oltifndiut' ce·..;::Ht di <,sl;Pre n w~ mal'!sa. bicromatir·<l per d1 t"l•uf.,re OJHl. nwa e ;'!'"prin. t;riemmia . ~~~~e~to terzo elemento dello spetLro p~icolo!.!,Ìl'o ti••lla fol1a. f. rappres<>ntat•J dalla. ùdan?;e di r.oloro ebe io chiamerò NU!tllil'tlirwl'i: uome t'ltÌ Llic:es'~ una tinta gi:-dloguola pii1 sbiadit.u. d1 qw·lltt dPi UJediuc·ti. pe·r uutt usare l 'espre~~ion~ troppo volgare, b~nehf> tnù Cl•ufnrme n.llr. l'f"Rli <t della. eo:m.. di gi:JIIo sporco. 8tuòiamo partitameote qu~ste l-re appz1n·nze crowa 1ichc dr-llt~ ma"a umu.na, ebfl c·mTi:'lpoudow' Hrl altl:et.t aure ·'· PP]I i\ dPiln s!•Ìl'ito : (..r . mandori di prt>fPremr.a ~ulla t!'n:a., la. .q uale "rnrnren\ ntt S"~!! l• • nell'areopago degli ,;r ·opritori. pot:he fil·· più nnc>llo di l'rl· stoforo Colmnho.

*"' *

A. tont sei!Jiil'lll' '""' hoi/1/1'1/ 1' ; C'Otnl!ICÌitlllO dal g•'lliO. L'e ~im,> l ogi~t l'iella

p:nola. c;i eH. l'idea e~ath~ df'll' alto ,·al• ·e di <\nesta. facolt:'L dello spitiLo, ··ho sopra lP aln·~ <,·.. me aquila' •la •· D alla. r~~.tli L"e !/''n, t:h~ · ::oigniti'"a gt>u~>rarP, pnHlurre, e ch j diede origine .1 una n·nt splvA. p;louolq;icu, di eni [1~\rec•·hi ,·;;~1Uplotrj lmnllO perduto iu apparem~~t, l"imJn·uut.tt primitivn cotu1·. a.! l'=>•·tnp.if.: k \'I.WÌ lieniynv \1-!Pl' bt·ui-geno f' m,Lfiyno t per mali·gf'nn. i L:-. i ìui formar ...mo la paroli\ r,·~·nùt.-; t·h·~ra il nome J,•J dio tutel(J.!'<1 ù; cja,..<'Hira J•Pl'" •na e ùi . cia~enn Jnotro. .., ~. /J~nx euiw: m iul,·lo u./ '[lli~'l'~'' 1111/n< ''·''· r11·it. ~ Questo lÌio, vellf\rttl isstnw Ja tnr.ti (t.anto che, uPII'int!lle•rar,• 111111. ~J-.t · ~ia. da q~>a.lcmw. !'l·u:-l<l.Vl\ riYol,gt>rsi al suo Genio). em rappri':<C'Ir.at•i ora in semhianz~t d'nn vc>e.;chio, ora d'un g ìo\TatH' a,.·n•lto n t•t '··!i. con un corno d",\bboudanza. in tllla. ma1w e e Oli una copp;t. nell'.d tra per il :mcrilicio. E 4 nal era questo sacrilil'io·~ Lt~ s t f'"~a coppa iulp ugua.ta dal nume lo diceva ben chiaro : era il :-nt:<'O .::prelllnto dai. grappoli della vi t P : gia<;chè nQn sembrava e:o-,a n è con v•mi.entf' 111\ garbata offrire un sacrificio cruPnt.o a. nn dio che protPggu,·:t i moor)

•


QOES'l'JON I 0 1 A'rTUA l,tTÀ., VARIU:TÀ 1 NO'l'IZ I E

tali. E d ecco la ragione per f'Ui P e rsi o ammoni"•a: «: Funde merum lfenio •. Il simbolo i> chiaro, come son chiari tutti i simboli della mitologia grec:t e romana. 11 genio dell'uomo è opera divina, Rnzi, è nna. divinità add irittura : esso è proprio tanto dell'età giovanile, qu~~.nto. dell'adulta: il velo del mistero lo sottrae in parte agli occhi dei profa.ui: dal corno d ' abbondanza egli Rpa.rge liberalmente i tesori spi rituali sullt< moltitudini; e la :;ua coppa è pronta a ricevere il vino rnti!anLe e gorgogliaute: il vino, (;be fu :;empre amico del genio e. chP fu C<Ln tat.o i11 t ntti i m etr i da tutti i poeti. l lhi non ricorda l'ode d'Ora?.io Ad cunpho1 am, che comincia col verso

.

t~ :~ .'

1. • 'u l •

O nata mecum cons ule :?tfanilio,

e c h' i• tntfnn inno ali t· virtù incomparabi li del vino generoso~ I o, ginPcot:ilo per <'CCellen za., com prendo per fettame nte le predilezioni lib;ltorie c.lei 'eochi - gPni o' non goni: - perch è per ess~ che han pE-rduto Venen'. non ,.i può e;sere maggior conforto che il culto di Bacco, nell~> cni an fore rivivouo le memorie gioconde del genio ..... dl'lla speci.e. Dunq ne, p~>r gli autiehi, i l genio av~>va gli onori dell' Oli mp<>, mE'mtre p er Oesar~ Lo m hroso è tutt'uno colla pazzia mora l~. Chi ha r;~giont\? Per m e non v' ha dubbio che hanno ragione gli antichi ; e . ciò sia detto t:on 1'-:.tona pace dell'insigne antropologo veronese, per il quale ho tuUa la devozione dj ammiratore e di allievo. Nulla di più fa< ·ile che :m t racciar gh iribizzi, ticchi e stranezze nella vita dei grandi uom ini, per la buona ragione chfl t utti - grandi e pi ccini - ne ab· hiamo, come ~i s uoi dire, un ramo; nè voglio negare che vi siano lampi di genialità fra le tenebre della pazzia nwrale e qnalche mac· chiA.I'u era sulla splende n t.e fotos fer a del genio; ma dall'ammettere , < n~sto f~ttto ~l 't>.o"U.n Pre che 0gni uo mo di genio i>. uu ps.zzo morale, 1 ei t:orre \Dt-1 resto. non t.:'è da mnravigliarsi se <"'ÌÒ si è sostenuto e si sostien~ : a molt.] di ncJi, meùiocri, il genio appare 1111 fenomeno e1•,.i straordiDario, d1e la ~upposizione di pazzia è la p iù 11aturale ~ la più cousolantt•: ;;i, aTI'::.he la piit consolante, giac·.~hè ciasèuno rli JVtÌ pot,rìt :-;empre f'selamare : «Non sonu un genio, quest.o è vNo; wa almeno nou mi t.occhflr;, la sone rii finire al mani comio! » Le ;;cimmie .BIItropomcn·f,• ;;i dnvl'ttero t.rov11re nel no~no stesso oaso que~ urnt.tO giorno, in ciii t!a uua loro eoppia. r!egeneraMt dal punto di v 1st a ;,:ci m m i esco, ,·enne fuori i l pri mo e str anissimo esemplare del: l'lto~mo sapiem;: e nun dnhito c he avranno fi :-~>~ato sulla eorteecia del!h albPri i primi prillcipl clelia piliect~ntropologia criminalP. . < 'heucbè n~ ~ia. i grandi perturbame>nt i soci alt in spljcie l~ n_1 volnzioni e le gLtPITe - prepara no il .terreHo agli uomin i di geuto,

.

• l

••


• QUKS'!' I OKI o'AT'I'O'ALITÀ., \'.1 1\IETA, ~ O'l'lZHt

l

·'

qoali ne d i ventano r apidllnwnte i protag-oni,.;t! e dànuo agli aY>eui· ru.-nti un indirizzo dtcisi vo, che n on è, come si suoi dire troppo St'vente, tlna fatalità storica, ma è atti v ità ce rebr<tle bell'e b uona. Oli vi~>ro Crom well 1 Gustavo Adolfo d i 8vezia, Gwrgio Waslail)gton, N<lpoleone I , V ittorio Emanuele II, Cam illo CavoUt·, Giuse11PE' l'iaribHlcli. wno s folgorant-i di luce vivi;;sima fra i ba~rliori si n illt rì Jelle gn~'rrt­ e delle ri voluz ioni . San8 empl)rlement - lasciò ~cr i t.to i l .Tonbert nella sua. delizit•:"<\ raccolta d1 Pensì-.es - on plut•;t sMI-~ ,·at'is.~emenf d' éo'pri.t. poinf d.?énie. Gi u sti~simo : e in ciò (·C•ngiste prEh·i:o:amente la diffe1·euza. t'ra 1l gE-nio e la rnediocrità . dova phr n<•n mancano attitudiuì singobri e doti intellE>tt.nali veramente :-:nperiori. Ed ~ aucont il .Toub,.rt, 1·he al Ruffon, il quale ùiceva cile le g,:nie n'ex( que l'aplitude à lu fltl· tience, r isponde eon ra~ionP: J.'aplilude ò ttne lungul.' ff infàtigrrh!t• altention est en e/ftd le gén ie de l'obsen·otion; mai.- il en ext on auirt') t't•lr~i lÌI> t'im:ention lfUÌ est f' (lf1iit lidi! à tme t'ire, prcmr pfe et per·pcfluel/e 1J/nr:. lr ation. M a io, che son0 1 da ·un lato, più re1lt.rittinl e, :hd!'.-dtro, più largo dl3l J oubert, a.gginH,gu chE> la pazieuza i·. :,;e 111ai, u11a se m plicP fase preparatoria del genio: t·he l'atti t uJint· a una lunga e iufat.ica bìle a tt enziou~ nòn ha nulla rii <:omune col geni<•, il qu~:~IP, il piit delle volte prevede, intnisce t- risolve sE'nr.a f'<l:'Sdre artra-vtn:o il 1 n·giuolo ri'un~< lun~n. :1t t<>nzione. o pPr In n·a.fila ch•lle idee àlJtf'J it•ri e ehe, infinP 1 J'in~·euzÌOt1(' 1 t'Il l at•Cennn il .Jouhert 1 llOa paro!!! alla

e

..

quale bisogna dare uu siguifìt·ato nwlLo pii:t (;(1lJ1f'ren::.ÌWI di qn.-llo purHmente lettl'rale, sE'm brando le gico eillPndc·rlo alle manife~tazinui politichE\ militari, o fi l o~nfiehe dt>l genio. (,. c1nnfi nou ::;on puuto in· f~riori, nei loro etfl'tti pro:'simi e lontani :;nll a. c·t\·ill,;i, suii'~WV!:'HÌtt dei ]iOpnli, sul pro;..,rt·e~so del1'u•)D10; all'io \'ettziolle dPi tal'pi di -.ngh~ro e d{'i ,;alnlt,fu•ehi di gomro<'l . TI g•'lt·,, di Camillo ('!Lvour. il <;tLtle divinò l'influenza ch~o< avrt"hbc• "''~"'r"itHto ia spedizione in Cr1 · del piccolo Pi+'JIIOI\tP sni d . . st.ini tl'lhtltn. ~al meglio, a pat·er mtH, d~l genio dello 8dtwurz. cht it :\'l•ttl •' !.1 }•cdn•l'E' eia fuo0(': Ùel' -

m:a

ebc~. qaanno Sl VUo[ dt~.n; COli ...<T!\.l"Ull {a p~r.o•f• l!· d'i"IIVTitll 't :lt èlo ljllaJ · ,.... cuno: si soglia rli r .., ._ c-l1e non laa inw·ntRI<· L-1. ltooh·•·r,.. » l c·onw :-•• :>! • •rat.ta-<se df'll..111\'f'llzt(lii . P t•el t?C·cP.I leuzn.

*

Se lll geniv :<Ì • <;nfà. In ::iwili;n~liu•· dt•l ntar.. ,·lte :-:'\lll'range <' :-••·• · . ù ;~ a t\O.IItro gli scogli, nlla lltPdiunit ù ,j t~nll\'ÌPll~ la ~imilitnd:m· el ln;ql" I U L.IJOn a<:cw. • ..._, • • } J j }' . . d" • 1\011 e !!la 1.. H' , 1ua, 1e ral JC!I. non <l!!It.I 1 oratt 0 · ' ·· , . ln t ratto la ;:uperncif• del lP lwqm•: wa tutto )<i rioluee :1- un Jn·.ntt..>. a 110 ,. . .. . . . . Jnc-re;;pa~nra o. t nn al p111. ~~J tllcnlll l'a\·:clJ, ,nl t::;ul.tLL l'hl' nlr••rg'1


tK~''-.TIO!'I p'AT"lT ..H.lTA 1 VARIET.!... NOTIZIE

..;i trasformano subito in una miriade di oude tranquille, le tjll<\\i vanno a lambire la spiaggi~, e ;;e ne rit.raggouo lentamAnte con nn fruscio debolissimo comF- nn sospiro. La mediocrità. - Jicia.molo a no~tro conforto- è lv "la.to idettle dell'nome in questo miserabile I'IHUeta, ela• nott è più orm'a i t·be un immenso deposito di proiettili ad alto esplosivo:' iu cui una scmt.illa partente da .Jehove. pro~nrrà il t.r~mendo scolJIJÌO fit:ale. ReGit.ia.mo insieme i versi J'Oraziu, com·· da bambini recitavamo ;" ht.anie dei santi. e comi•Ìaccia.ruo(;Ì rl'es:-;er mecli0cri in quest.a ri· gugliosa fioritura di piccoli gralllll uumini, ai quali yuest'articolo avr~l almeno il vant.('l ·li fi:::::;ar <' il vero posto nf'Jla gerarchia. intel· l(;'t tun.Je : A u rP.I\nl 'l uis•t uis medio~ri ta.tem Hiligit, tutus car<'t. olr.;olet.i ~ordtdu!> tect•, carct iuvi tl<'ndll

clobrius suis.

l. l

Sat'piu., venti~ ag1tatm· ingeus l'tnus, et ceiSLI~ g1·a.vioro ca:;u l>eeiduunt turres, feriuntqne :;nmmo~ Fulmini\ rnou l ..S. }~,

se le litanie oraziane non blistassero a t·unsolarei di non E>:-ser ·Ìo:>i geni. potl'emo r;petere Il. mc,· di gi~tculatoria il pensiero •Jel ,jnnh~rt, il quale è sempre felit:i~simo nel metter in rilievo le sfmna· \ .llrt) p.sicologi<'!1e più le~gic-,re e pii\ !lelica.te : « (Jn n'est jaulat.~ ,né· diot·re qwmct

bPaw·oup de hons seu· t inll'ntR ». I miei lettori ed io sia mo. dunque, fnori di discussione.· ~ei tempi normali, i medio•'l'i ,·i~ono, lavorano e producono sen· •Jtl

a

fwwtc;t)IIJI

de uon .w,ns

P(

z'i11lpeto ·e senza sc;o~st:: ;,. il lavoro :;ileuzioso d'nn formi caio, non l'np..-rR. tw·boleutu e rutnul'Osu. d'u1t <~.h·ea.ro; ma, i risul tati d'un t~l JM'UI'O sou p il\ q nel! i ùtoll'ape e h e dE> Ila t'or miea, p;1111.:che la menio· Cl'llà. è eostit.uita dA. 111~egni ''C•;elleuti e da rndj la'\"oratori, ai quali e ,[ovutO il fnnzionameULO ritmico Jj tntf,j g-l'Ìnt.ricntÌ 00ilge~lll ÙelhL Yita sociale. chP "enn e,-.:n a.ndrebbl!r•) H.!l'impazzlita: o s'arre.,;te· l'l"bber o d'nn colpo. Nell'u.ttnlli>f'era ardt~llt~> dt'i gr·a.udi perturbllmt!Uti "••ci~:~li, in ••ui il dinpa,l)n psicologieo delle 11111h.itndini fa Wl b11lzo tmprOV\'Ì:-lO soprA. le rir.-:he at·qutst~tndo Ulhl L0tttditù acut.issima, piìt si.bilu.nte rb., musicalt>, 1 medio1TÌ rarlrloppi.ttJO i l la.vuro, a(lnisco.n" le faco lth p:~ichiche e co t n pionu sforzi Yerameute ..;traordiuari 1 i q un li, pur mancando d t una i m prOli t t\ geu1ale, n pn suno p~>n:iò meno pro· .tkui alla. causa che essi ha11110 imprr1so a snstenere culla t.enRciu eh ubi s'è prefisso uno scopo e lo \nole l'a.gginugere a costo di qunluu· 'lllt" sanificio. BPu son~nte ~ou que:ni ingPgni roPrlior;ri: ma rohnst·l·,.

.u


~aidi

..

•

in un'idea, d1P ,.;alnul" J•• ,.illli17.;•oJai [•Ili tÌÌ:SJ>Pr;tte . iu mali· CUiaza -- o in att.t-:oll - .J ' u~ut nt\"111<' !!•·nialt-. dal· \'E'II~n a d11rt> tua iu<hrizzo tntl'affalt o nn"''<• e ina"!·•'lr.lt" ;;gli a.n·euin!RIIt.i, <·hindelttl" un per iodo storie<• P <t]•ret,d< •lte till aÌl r n ìn:t>rttliH'llt~: r!in!r:>ll thd pnu10; ma q ttPsti i ng<:gni, da.- -<Ì !'ù"-i"ll 1·l1 iama.rP. h• o p i rf'gi ne ol <' t graude aiYt-u.n' della lllE'•.ÌÌtJ<:ritù, :;ono ant·h ' e!<~i ' pinttn!'tu lHrì <". ;tp· pu111o perchè- ~<m t'ari f' -lH'•rc·lJ~ ~'t-\e,·ano di 'ìnalcltt-> "]'anutt "111 liVt:'llo comnno>, ;-;·a,l<;raauv \'nh-'tJLÌt<ri llel paJtvlnltJE'JJiiJ clel gvnio, clH•. dd rt>st.o, sa n Ut 1 l >ori arf' t-o l t "u Ili,. Ìt'JJ t e d i" i 11' n ltnra t. l'l\ la fo Il tl :-~t Ioni la., !•lawlentf• e r ic·ori<•:O:l't•nte. Da rptt:'::of-Ì ingegni in fnvri, l~ gran t'colla rh•i Ull"'tlWt:l'Ì !-<Ì resr.rÌn)re a ·l·.,mpiere il :-<uo l n.' 1n·o - t'OillP. già ::;'1· df-'t t r. -- ,.,m uwg~ior lf-l ra ch"' u"i tetnpi rtOl"tnali, ur•ll nH fen·,,re ,.-lnprc· rinnon:!lbto. e <oll moYiment.i sf•mprE> piir aetelnrat-i. prf'tji:::amr·nt.P ('toli.le l:l\'\'Ìo·lt(· w,Jlp !1.18'-'"e d€1gli ,;pettar·nli cor€-r•gralki, le quali olol•t'di::;r·nnri agli ordini tl'•ìn eapo invit-:i"Lilt- e seguono lP bnt-IUH' clf:•l dirt?tt.,r ... ri'ordte,;tnJ. Se quPsto e qtlf'llo !':•nHO i1 ftdt<, loro, l'tu~inn~-> .;Ì i\\'Ul~·· tri1 •1t':dment.•· tra gli applan<:i dt·1 pnl.blir!u: ll!El ,;e l'uno " r.~lt.ro d~ in tdaru}lt\Hell··, allora l'azione :-<Ì ~enm piglia. s1 :-.!'lt:-eÌ1t ~ si ri,;ph·e in 1111 t.onll'o ridicolù- o ll'<~git·\)- d'ttlla hrn:~.za~lir'\ iu.J::wiplillf~tu e t.n mult(hl~u, . Qui :-.tn, il p(Jricofo: s11prat turtr> perc!J,". qui t•ntr.wu in Ul.llljJil le :!l'llnòi leg~i dell'illlibzinue, dtllr quali il 'l'ardt· fu l'illu;-;trature più iusìgnt·, hE>uclt~ l•lll'tl"O[IfW •tUf\.;J iua.-;1•olt.ato: t'or;o;P p>?r l!\. :-.tHI. qu:tlllit di ~ 1111.11/tfJI'I' c/1• /' {n~ filtt-f ,., cltP. l'Ì<;hÌ:l.lUa Sf-'lll)ll't: :dl:t trlfllltt' J'iJnlllll· ginP ehm vet·r'hio .\rìsl~tlTO Sc:uuttal;ue [,i,dwt.it·•··,.. pa .laallt-}1 il qual•· cerchi rli s<Aiut·art· i l:H;tto il rw~o d ..... suoi \'•>lumi in1n11'-'Ì e poh·ern:-:i. ::i0110 pre<.:J.,;(l.tut-lltf' le l~=>~gi rlell'in tita:~.ilìlll' chf' c:i ,];·tllll(l la dri:i\"(' d! tÌlnlti enigmi pnlif·ic.:i e f:ociali, e clae ci "J>Ìf,i.!;f•llO c·ert1 tucl\Ìluen:.i ~pparen ce m ente di:~ordinati tleliP folle colriH>larci nn ceutro di poln rizza?.i one, che tdLrÌLUellt,i sar~l•bt• ><furrl)'itu alLt nc1stra attPll:t.ÌOill'. Non bo p•1uto l'intenziouf' di farwi qn.i .Ì 8!IO.,f<Jlo del 'l'arde, n\· tnnr.o mt.:no d'anntJiare i let,Va·i coll·~~po~izione ùe ll <'~ ~<ne tP.t•riP, dt> l re::t11 seclnc(·nti:>sim e, sullt' lep;~i logi•.: he dPli'imiraziPna o. in ::qlc·ciP. :)Uil•lllfluet,ze extra-lt1giehe, che l;atlllO ntl:L così grand ... iutportan?.a nella .P:u•lnzione e nella diff'usiunr· rli qta·st"urte:ressantl? ft-H!HIIAllo p~icolu­ gtcc, e sooiologico: "••glio soitaulo fis~al'e beu n..r.talll•'J ite un puutt~ essen zia le' '. cl 1e penneL1il·ra.. d-1 f('ll'ltrcl J • • . t ern., 11011 , ragwne p -tenit t.: d tu . . J. . d»Oilanto d t c er t'1 f a t t1. ~toru:1 1nauzt. rn. q n a l.1 01. i-'l·Uttant0 tormen•' èl t.1al ?ubbio, ma ben anche Jella fortuna, del la gloria, del !.rio ufo d i cert.1 .nomini oscun,· portat1· cl ' un t r atto :-mglt· sctH 1·1 , se11Za c lH~ u l"' ppure 1l Pi Ì1 d e l)O 1e ~ f'ugace sprR.zzo d ·t gema · l ·tta· va lga a. gmst1 · · fi- t:arne


.Q\JE!';TIONT n· J, l'1TALI TÀ. YARI&TA

'

"\"OTt~n:

l"t':levazioué improvvisa.. :-3i legga attentamente questo passo del Tarde: « R.~t-il po.,.sible de nier IJtW la cohtion .~oit, avt.'c l"~motion t!l la con· n wf i cm, l e plu.\ con t agieu.r cle.s ,:tafs psydwlO{JÙJ.ttes 7 Un homm.e 1:n~r· yttJUe e.t autoritaire e.,·ert·e 8ft.r Le~> nalurl's (aibles an pou·~:oi1· irri.~i· stible: il leur olfrt> c~> Qli t' ltlco· manq!Le. tme direclion. Lui obéi r n'l--ti PII·'~ un devnir, mais t'Il he.~oin. (/e.~t pa1· là 'fUI! d.:f;,te font lien ~ociul. L'ubfi.~~.mce, l'n summe. e.;:f la sot·ar de la foi . .fA pt•up/e., vbii.~stJ1li ì•ar lu mhne rai.'lon qct' ils t·roient; t• l lle méme IJite. l eu,· (oi ''sl lP. rayonnenu·11l de r·rlle rl'un n.pòtre, le1tr aoth•itr-' n'est tllte /.a propagatiun de l et ~·olouté d'un 11wltre,. cl l. Quanti"' pa~i ne rli ~loria Jell'umauità ~ou ra;;obiuse m q nPste poche righe del Tarrl.e, per l.! h i ~R legger! e' sulla scorta 4et fatti lontani, vicin i o pre,;ent.i, e t·ol ,·nmment.u hiogrnfico degli uo· lllini che vi presero o vi prewlono parte! .i\li :>Ìa permesso ora ò'iutegrare il cotwPLLO del Tarde con que· ,r:altro cont·etto, che formul rrò c·ol nnmN'O di parole :~trettameul.t uecAssnrio per renderlo acee~sibile anche a t.:olon• che non han fatt•> !'Clrt'tchit•l al linguaggi•> s•·•·iulugi.·o, e anche pet evitare il nmp10· 't'ero tli avvolgermi nei v"li dPlla. filo!'tdia t:ol :line di lltH;conderP la \tll'nitiL d.-)1~ mia. t,esi. lo Jico. 1lnuque, chP la mediut'ritti è qnells grnu ma~~tt Ullll>rf1t su cui ltantw più l<t•·Jie [•Jl':>U le iJJf!nenze lr·gi· cltP ed extraPiug1che dell'im ita7.Ìnne: pt ruhè il sno ~:nrutL<>re predo· mi11aDtf'. ('h'è la del)ll1e~7.il, la ~}JÌJtg<' c•ou sCJUJula fat·illtà alla. fpde, alJ'PJit.n,:;ÌastnO e SClprattnt.tO aJ!'obheÙtell/.11. tgni VOlta c!Je l'SSR. 1\UbÌ!\. !11 •·o:wtt'ftZ<t di e::.-;er dominH.ta rh1 uua torzn. iuflessil,ile, che irromp!l nelle :me file (•oll' iro}Jeto c!Pl gPuio, o con quello rlell'auJacia l>nltll.ie. Iu qut-i moroenvi nou si rtflotte, no11 si pn·v»de, no11 si discute: Ili ac· c•f>tta il condottiero. uhiunqttt· esso ~;ia, purcht. abbia. o mostn rl.i avere, le qualità ehe rewlouo uu uuu•o ntel'ile-vole di assurgere !Ù· l'imperio. E qui- ripeto -- sf·a il p»rÌuolo : iDfatti In. sLuria e l'esl'6· rienza c'insegnano cb e, se una voi La ... u celHt> codesto 1;ondottiero ,~ un uomo di geuio o, per lo meOLl, di ment.e a.Jquaut.o superiore al li· vello comune, le altre novautanove è puramt>ote e semplict>mente un auùace avven,tnriero, che, p-er nou pos~eùere le ::.t1mmate dell'uo~o medio0re (fede, Jiseipliua del dovere. oiJbedit!nza), VII. cercato :.0 una categoria. inferiore, che ha caratteri propri. ~",·be~ quella eh 10 chiamo dei gnbm ediorri.

**•

P arliamo, dunque, dei suhmediocri. Nei tempi ordi nari, essi sono s perduti n~l mare magm'-m dell• med iocrità.. dove prendono parte alla lotta per l 'esi~:~tenza. a capo (l) O. TA'BDE. otoiJl,

1904.

Lt.• loi~ •le l' imitation. Étu.te •o6oloviqut. -

Pa.ri.s

Al· F é'' ,ts:

J

,,

l.

•t

l.

1

f

\· '

'.


chi no e col pugnale nascosto nella t.<tsc.:a della giaccbeJ.ta. IngLi<)t· tono pìllole amarissime, s•>ffrono u m il io.ziuni all'(.Jui e :-;opportano il di~prezzo col viso contratLo e coi pugui chì m~i . Renza dar segni di ti bel lione aperta. AspetttUtO pazientEHUPUtt- la. rivi nei t a; e. <1llorchè g tH'· sta giunge a. Li1·o sotto forma. d'nn coHcnr,;o. d ' un i111pi\!go1 d'un:~ ricollt pensa, raccolgono il frutto d el la lung a. iucub~lziouc di ranc0ri e, ahhaLtendo ron un eolpo magistrale d'aurl,win. IL- bMrÌl·f'•> dt-l l'tlltt·st à e d<•ila giusti?.ia, s'imhraneallu llclla ldt~:<;>t> pÌll elett~~o dci lll•·dl'wri. ,J, •ve a:'l:'af1U· rauo le duleezzA dt>l tric,ltfo, si'Ìl t>l'll•'udo !e Yit.timf' <·he gemono ,. si t'l)ll· terc0110 uella jH.>lvert-. E ltt t'ull11.?1 Lil f,Jlfa, di :-olitn. :-.i ~hr<t<:cia n.. t appla.udtre i vi t.t.urio:>i e a t't•!Jrire i YJHti di e\mtlllll••lll•; p~'r•;hè 1u. folla (guai a 0h i Se IlO fìrJ 1~! l è e :-!Cll'Ì~ :<e m l•l'f> •jlt•·i ],~ ~i 1·s,.:.t, c!Je <.\h i t• · deva a.d u.l ta v oce la i:l:~lv,·:t.Ut di 1J~tra.bba e utLt\ :L il* Crflt'i(ì'fl' • sul volto i us;J.ll~ninat.o rlel B.!il•hi di Galilo•a .

Ma qLJanrlù l!l. vita :'1wi~tle -:i ;;,·<,!<;~-' n•laH\'.tllJt·lltt' t,r·•~~<JllÌI I a t'ra le n uvo le d'itJC.,t;so tl'un'ipo.·risi<~ .~l••gu.me . m .:Ili ugnt incl11uu vuol es:<~r uoa pt•dat;t1 CtHit"st.i LricmJi 11!\'f'n·•·••nLìi l'Oli l!tst·Ì;!Jl" traccia >;e unu n ... !l'allima ,J,,j <;<lliÙt.t, i qn•di. si :-<1, ln111 =-"lllj)l'•: lt.>rtO. Nt•llP. p:r:ttl•li eoll\'lll~iPni .;ol'til li , lli\'t' •'<' . h 'l'• llH eamhia rl'nn oo] !;O collie nelle ji't·rtell t<>• tc dalle < lfdlt> P una n11tl•· ~. "• !'10t.h• i torren ti di lucB vHriop.in~a. \'1 r:S.I!Ji dai pn,if'LtPn ,.;nt J~llc•>M:enir·•'· appuri,;cou o in priut:l. fil !l. le- s• 1ttadre dei snlotu•··l io•·J i armat.i .ti t.utto puu t.o .per iulpl"gm..rt' \ttHt ],,tt.l\ rapl.i<t, .. j,.]<m:a . <lt'· ist\'fl.. :<f'll7.<t che pttl occorr;t nn 11»riod" •l'inc•nhat.imt•'· ()),! lf- !Jl.ll'H\.i~ìio;;f' intul,htril i clae :-f1lw J1<"t' i sulnne liocri ],. ri,···lnz:H>lti ,.. le ''llPr1·•· t ' ' . P rufiltanùo d.-Ila del.olc:z;z,l, d ella t.imidi1..'1. d.·ll'nnnlt~t dt>i mediocr~ \'0llesti coll'lltteri lwllieosi (clella. spPc·ÌP f],·l/dtil"'-" Cl'I'Jiilun.-.;) . ~ 'atrabal t ano, 1\l'llH'g~ii.I.UO e schl!tlllll;',ii~HO t.ra ]IL roJ !n, H l litRI Ì dalla

-

potEmza della l111·o vn<·e e rla.lla h11lor•l11. fil.cilittl d'nn ••lo•puo i11 fill· r~to di t.ut t,j gli sfp,rf.tllc.ui m"rali, soL"iologici P plolttÌ~,;Ì di cui ~ pteno zepfJO il loro \ol·abollli'ÌO della crn s•·(.l, (cul ..: minn:,,·ulu) : e purLroppo ries<'ono quiisi ::~etnprl' a farsi· a..;coJt;,r.. erl ttnd1e a far:'li applau.dire c.la ctontiuaia di man i,che poi s i stendnnc> am;io;;e p~~r C{\111~rare tl prod igioso eli~ir d i lnug1\. ,·i t a: p•)Ì•·ÌI··· il duttol' l kdnun;~m e un per~on!tg~io etl'rno coml' è et,:l'lll:l. Ja bucqgi11e unHilllt . Dopo i disi.'Orsi e le conf"'renzo ~Dio ce ne sc~mpi '-' liiJen! , che fan l'eff~t.to. di :JHelle f<t.utose ca va t i ne, a cui dovf'tt••ro• i loro più clamorost tnonfi i « virtuosi :. del b e l ennto veucrono ali scritti e P~~ti col.~r~entP lt! lot.tere aperte d irèhe ai ~iorna.li, né-lle quali ~·è ubn esposlztone di propo"te iu tutti i campi d ello 8Cibile t<tl!llente 8 e.lord i toie h · u · . ' c e m sarevue da scopp1ar dalle n sa, se non Cl SI sen-


ti ... -E' ;ll,·u:.t da ttlla gr,tntl•• 1ri.,ìer.z;~ uPl VPdp.r .. com P hL folla d~i m~·ÌH_,,,J·i :tl.hn<.:<.:hi all':o1no dell'l. t'rc•df' . e 'l m>.uiP fn>11ti pE> n ~use òi !!,<•·

l.1tJtll••lliÌI!l ~i pieghÌJtt) con rP.\'t• renza diu<~llzi :~lll-' ,;eolt<:ezze lE'tt~· rarir>. ,,.if'ntificltP. pc,lifitltt:- t' perfin·• milit:Jri rli cocie::;ti t·iurma· trll·i. i qn,tli :-.dlJilO heni!' ..:imo cltt>, ll€-Ì lUODl·JJlt.i e-.:eer.iotttl.li . non <-'~ ptil r.ull,t d',•t.c''l-::Ì<•uale. fuor.-11.:: il l,uon ""'lt,..o: t:- <:!te, d;tf,\ l'e~ultazi01ae rl ... t)l" m.-ut.i. '<l pn:. tnt t.(\ O:-.<tl'P iwpn~aemt~ntP l'nll:t c·ertezza, llùll sol· bJtt•> d1 ll') ll P-.:-.•·r~ l•tt•iùat i, c·tHIIt• è\ V\ Pl'rt>l•hl' di ceno noi teiDJ•i or•ltH;Il'i. ut.L •li p:r-<,.:;~r e•lltle :l•tnile ll~"ll'iruula'JJ"<• :.:tonno rlei taccbiui. l ti 1 ,Jj "l'rÌtt i dei .... ttl•tuc·al int:l't in pn,..s~·ggo nwt (·n]], ·;o~intJt:' rit:t·hissima, cl.':' ta .. LrPJ.J,e tiu;urarf' i.t nt.aa mo.-tra di e.->•·utplari Lf'ratoh•p;i(:Ì dr1lo sptnr., IUIIuno. ,. dw t·n-.titui"<'l" nu lllSll'lllf' di documonti. d rni V!llùre p,w·uf,,gi<:o "l'I'•"-rirù !H•Il., -.ua.. ÌHterP%ZH. .<:olta11to più ìl'trcll. qnaudn, ch't~. l:ÌH?CI<nO di lli)Ì fi.\T;t l'Ì!n'E'"<• il proprio Jl"St.o sull'ampia gr;~rli­ l •••la dt·ll'ntditr>:~tro Jlli'·llt1tm~le: tlon~ ogg:i c·1 st troni m1 po' t.ntti ,. all<J riHiwm. nt- <>t h1L tempo n:· Yoglict rlt prc•t<:':;htrl' c·'iutro certuni che <•t:Ctl['RIIO pn:o:t1 privi!. gi<tii. lllf:'lll·l'e rlonehb1·r•' . . . . ' e-<,r•re ~t. tpn.n tn pt•·t· i••ll tlla. a

tli~.tgto

.

L; Jt pÌ<:t n[., :O:,l_~in ],a..,ki'Ìl li dare Ula'tdea atell' ÌlllJJIIl'lHUZI\ d ... li.L mi;t ,.,,JJP;~,i1111•· ,. Li•·ll'illtiJttta )HJ\1'1'1;1 dt .!l)IÌl'ÌlO d~i snhme•1Ì<1Cri: t lÌ l•·n * Jll<~t·.,]n :-;;t~!.!;Ìil •. f•l•l'elte i aiOl'll Ult>lltÌ llHlf!~dc•!'l Uf'nl pll!i:iOJlll lt..::ur:n··· in qn• •"t·" !.!;Ìona:de ,. Ut•pJH1l'<" lt!•l JIIOIJIPlll.t) pre:-;c•ntl' C'he Jlllll t> eli l'l'Il ll'<t. lllél .. i oiZl!lliP. T,l:i crit.ic·a \'c>rt'a più htrdi. f} H tal•·. sf' 11~1 11 err•1. uu ayvn~.:cttO. il •JUale :>'nfl'rpt.la a rli"],ta· J';\J't· 11Ì 111111 ··:.:;;t'}' put lliP l~llfl'r-'1'€' aJ tr<JJif,t- p••J'l'h,'. « llllll'H•fÌ~dO dalle v;trll'i ... , j ';~ nu:1 :'ll'Pl!JH\ ~·11nqmg11a in favt>l'(• dPile hc.:f'tJze eh · t-gli eh~<un.L .: f,•,·ondati\'P », du c·uncedersi per turno a tutti i militari 1\.lllU\•;ghatJ. ~on tin premio <li liro mille pagabil(\ ai contn~i :tll" "''!ld,..re del 1101w lU<"~e. st' tl prodotto, d ici amo così, della. hcouzu è ,1J "''"'~n ma.;tdtJlE': e co·, un 1•r•·111io eli liru cinqn•·cf\lltO. ""'il pr••rl•nw è di ~n ... ...,, IPtlllllttJÌIE'. A i prudl1tt.i jJrt•malnri pnrnl1f- :.:i:JII YÌta.fÌ

- iJ'l•'J

ht•Jt>'lllt'I'ÌI.O

<Ìt•JJ'osl"ti'Ìl'Ì,t

pat.rÌnftÌ• ·A.

\'Ol'rf'J,J,e

f'1 .:~('

di c ·ou~o];lZWIW di lir•~ C'enLt•: t.;:nt.o d;L p;tg;tl'l' la J,.,·a!.rict·. li:l,lwn(·, t·bi lu c·nldf'l'ehht~ :-'Le lin•uze fee;0ndafiYe ebbero il loro tptart.... rora di f(lrLUlll\ e, t·ul p rov~nto dellC\ ::;vttos('rizioni. !ll rH.•·•:Ill-<1:' •JH•tlehc• mtgliui.v d t llrP . t'bi· IWII '!!apr1·i 1l irvi quali tR.t:l'hf' siano ;w•late a fprnndè~I'C . . l'n altro, clw ~i l:nnu ~ Fn vf'tflrano delle pat rie ba1tagl ie • ~crÌ\'!' nn O(•nscolo c;prnpoiiiuno ;.!L1lle guerr~ puniche pE'r Jiruostrnre l~ ue· r·<-~><it.it di ;tdll)>"rate g li Alt•fu.utt -. bl i nrlati -.. uellll nO'nerra a ttuale: doleu· Ct •llec·,....,t,

1111

jJl'l'lllÌO

~


llm•i )JOi in nna lett.erl\.1 ~t :rit t11. - egli ct it :e - :;ei me:;i dopo e st.am !·a~a !l ptt>' fiAI J'nltim a f.mgi11a dell"opn,t•<•ln. che, per nou ttvHI' tt~ c:o lt~t·• il

l'lllO :iaggto cnn;;iglio, ci. si11 rocn1 t a !' tnn ih ~t:~. ion~ ~H vt.der(·i prt",.,._ rl uti da.gl'l ngiP-:i ··oli' ÌllvPn:.:i one dei lor~· fam ~1:~i t(t.nk:~, <i qn~t.li E>gli aggiuugt' - t•<•l.l Vt\lgntH• i miei elefanti». M11. t1illgra /.ÌI\l,l\ll!f·J·t.llou ce u e ~VAI~t la r~t.gionl-'. ~ •. ,.~11110 ;;;'imm!lgÌnfl ,li ceno eho> 'JU~>II .. opuo:,·nlo a.hhi~t ;1 vuto u11 lal'lf" ' '"lll<ett,:(, fr1\ gli srnlt,f'gl• i •bl et' ~>llt Ì, t> sia -<tttt.tt di-..,;n,<:;;o) iu uu c~omiv.io d1 uon $0 p.it't yn.r.J ~ Ft~ :icio "" in 11 0 11 ~Il pii1 'lu[dt> nitMid n zza d' lt.ali~t . Sernprt- ~~> propu,:Ìto di gHt>rra , t'h l' per i sn lnu elli;\r:l'i i- 111 1 lll'j.!;•>m.wto ines;nuri uilc- ed el.Jlin~utemente <:'f!<.:i hwte, 1w ~tltrn ~lt·mili~.&~ prupont> l'arrnl nmf'nt.o tl' n ua legior1tJ di ,;r·immi1:, da sla.nC"ial'!'IÌ - ~gli cìic"" - d i ~ort>resa nt•lle triuet>e: ed ttucbe lEI . l'cimmie tt'()V ii l'ftJ tll u u lM. nipt~lo di par ti~in.n i, 1:he \'tJIIero t'tw:-;o nmd ... rEI uu .-]o ,· ~JY>•<• orrut~glO a.i tl ( •st.ri progfHtltnri, n.i ' !11:1l i mai 1a>m ~> ora ~·~>rla g"'utP ~ ·è ~~~ ­

.

~itu \'Ì(·ina..

T,o spi• >Uaggio diede l t~ sl.lll'l\ ~~ 11111\. ~t>l'i ~ iult'l'lllÌHti>l,ile di a rtìc·oh e ,j) disvn~:;iuni. di c ui hv riem pjw un hfll uuul e>n• di car·tell e, rloY~ Dio:;t>11e tt•\11 r.rovMeb bP la t.nwci 11 d'nn UIIIUCì nt~Ì•IIl f'\'Oi f' 1\. p~g.t rlo 1111 r.l~C IJÌC• cld C'ap.ì. 'l'rn\Pr~hht:> i n~cwt> nu 'l'or.c1uernarlu rt"di,·ivn nrdla pt•rsnm\ d' n u • Cnrneafle tlt:ll lihl-\rn pen,iern >) (fin na t.,.,..i,ufll,o P n•m \lllgil'l rd a , jJ •pHile propugnli il 1·itnrn n ag li a.p parf!~>ch i J .s. t.on uru. Non nego ehe a li~ 11 J'lÌf' nn 7.in?.: Ìtl0 rli tortnrft l!Oll ::ùt .un ·~!.isti~n !"lÌ che Ult\ri t.atv; wa qut~Lt:l :!I)U cv:;e e h~ ei pe !tstUH.t » 11(11! :>i ;o~criv•YHv. J'; i} hro llo SÌ t• Che, lllell~l'(> Sl "'la i i i!Jil \'(ll!O di (•.(lrlt-'ll.fl hn,g_gÌ~TIIl!t'. IE~Ì)II' fn •·nva.no j! loro comodo in ca!l11 uvst ra. in::~ id i~:t w iot: t da vgu.i. partP P di \' .. rl••nrt .Hi tlll ll11•111Ìo 11 quol!ft rni:;erevola g a zzn.na carll..- ''lt-,.,·a, uella •tuale l' illu:.tre " t.!ameade ciel lihoro ~~eu sierr,,. f?H.II~t'g­ ~i avl.\ Sél'io e g ra vA masoherat.o d11. in quisil.ore. Da.lla !JOl iticll. ini.ernA.~i o n ale agli tt vvi:'li (1'ailM we p~r lt' Ìl Wlll'· mo ni dei vel ivoli (quante letterA sn) i!UOilù deiJ(\ campan e, :.! U II O 8\jllilf<• df.'lle cornette t1 sul fischio <ie lle :;Ìl·ene 1 ); rìall'att.arco f r o11 Lale 11.i Ila· m ini e ai .distintivi de i militari; rla lle farrag inoso elu<!n bl'11.ziolH tiDattziarie all a propost.a. d'nn a tf\8:'11\ l!Ui grammofoni. sui bocchini d ' amdwa hugl i o1 ologi da. tasca; dalle fi e re d i" p n te su l ra;~; iouan~eul,() d ei vi v<~ ri alla ID&.gni fica tro vata delle> te:-:Rere per Ì freqnenta.tOrÌ ne}le « <'11.'16

da tè .,., v'ba n~lla mia col lt>zion~ w tttJ uu fiorilf•gio SLrc'lhiliant.t di. ~(;(\lnlJÌ aggini. (~ht- te quef!to il lato e i n teressante d e lla cosa) ebhl:' t•v l'onore d 'esser e at~~olte nei gioruali unn nml>ri ~;tiei- tut t'alt ro!d'e,.,ser El discu sse òa uom ini seri, e perfi no a pplau dite dulia tnrha rleì l:Uer:l iocri.


f.: si h,t,ll lo~ne- torno f\ rip>:t••rlc•- d te yni mi Sulltisrret.t•>• fiH· •'(>utn' d~:f.d1 ~'~'*'t.nplari più in~ignifit•fluti : 1·hè, ""' pntE's~i rPg8lue ai lNton i hnl·1·oui pii~ ghintt.i Jt•ll;l mia nH;c·olt.a, ~i n>~!rehbr ··h~ 1'1\i'.l..tl rli :-:olll"iti pwiÌlll•ii ~ni.<;Ìno i snlau('rlion-i nAÌ ft>rtili t:alllj' l d~ll11 m •·•iÌ <~t'l"lt·" · <JH!lnti

"E-mi di pitt u tt·

tnttlf'fìt·lte e ..si gt>t.t,ino iu l\Uell~

~olif' P, <1httn;,! t.:<)ll ·~Uti l e itnpt~zi<.•n:r.H

i I'0\' ... 1'1 tn"rlio•·J·i ne ll!ij)etLin•• i l'n l n; g"rnwgl i, col r i Vllt~d ..li poi <:olia stP.s"a rei igio;~~c~ d fi\'OZIOJW rl'\\11 <U~ricullore por le pianr.~:> piit ran·. ;\la J•Pr orR. l t~ mitt t·ollezione nm:-~n v.lttlt "<l t~~li Ol'dti olt-i pr••f<Hti. t' ri n •l11. a ntt> ..;o In i suoi ~pg~·~li tP'Il.~ nn• ,Jc>ll<' pitt P't!l:t-1 lltt-ditazi<•ll i. .·

**..

:\

'!IH''lll

f •l1llll> t•

i \ 1'1\:'0 di olimt~ndan·Ì : t·lti .SUllo e dnlt' M •IHI

l'< " lf''<t l sulmJeodio>~ri':'

('h i ,..-.n., ·: l In l !•UIIW >11 v t..;ta "neinil.lgi c·o. gtfl lo SF.' ppi11nw: "Sol ~·lllt • wi f'Pl'd~>lli l'alUÌ<·•· gt-'nf't·u]e della \ ·aliP, vh'& andict> in ~tq ... r>~· hil ~> rl i aprdu~l1i f' di !>1'\rag•>ll i. '"t: gli rul.o j•t-r nn& v<~! l fl t.,.nto il m!'· ... ri••rP. '""~ i ~"Il'' degli andRo·i ..;c•.•ìlz"ui clw, iH llliB nr:~r .. lm .!1 tH.valli afrPllat.l. ne adocchH>n.o uno per t•iascuno, lo afirn:ano pcor la crinirra, a-h -<!ilt .• w .. in grnpf••t. IlEI :-:errrilt(J t·u n 11na nHtlln l1- fro,g•' '!hnfli\uti, r l'' "~l i q1ll >~ U<r t·o}]p lt'o' torlll>"Jtlltl\1• i f:iaul' l1 i ef\1 l-t·tll~·lll .. ....' rin ~I.'Ì I.l d ],.n,,,,-J., ""llf\ lolrza l•l·nt.a •i"i l!I U~t:Pli . lo sni ll"OIH• a lnr1• ,11.\~nl.l\ l" ~.t>l' l' JtH II,..,Ji,~~ fJlll.l aUrl:lo, Lautu t::m!tat.i ùtt! tnuufu~ Ja uc.Jl.l pur wcntl! :-,

1

•

l

lmrr.. ui, i n l"tll Ull\1 rli r"d" j•l'o•o:tpllauo cavalle• ~ tll\ J.iiete . .:\b ko ~·::JÌ<·ul ....lg-u llllJI 'lÌ <:oOtt'nta di q11o•,..1,n }'!:t l'agone q•pit:o P ,·uol ;;t•llure "'"' --guurtl", l'Orn ' t· '-ll<J t·o-.r.nnw. llt-'11 1 ., io intPritrlP • . rTu lt~t.to ~tll,.llt:O:t;t, dae ha t-ntil\ !11. mra :<Jlll[•ilt·iH t: al •lnalf' p.•rltt \' ,tgarn•·rilt· lfllla 111Ìa :.il"Ufwrta. ru•ostrullrf,-,tdi nllc-ht> •111:1lchC' po;Pm· v l;u·•· ,J,•I !n rar·<·llltu 1 lnl rli:-:"~ t·on 1111 So.lrri:-:t• di t:Ulll[>t\A"l"11~: • ~ - . ·r~•'tl il mi•· -<r·ort•l'lt·••ro", t•odt•,;ti Inni pro••nmr.i ..;nhltlf1<lil>l'l' Ì 111111 ~• · rtfl

&gli .. -.Jul·t•h

P al

a :r.r<• ,· L,- d~ttlt .-rp1ilrhnui: l1.1''l.i. 1'~"1' •'l-':if'\" J.llÌl prf:'cÌ:-:1, dt-ì mat.t.P\IÌi. J ~ilt:~g~ 1l ~..apÌLulu Yll, yu!uwe :oel'vwlu. de ·• .L'nuwo ·lo..:liiH[UeUt·lj • di C'e.:11re L\/ntbrn:-1<. ~ v(-'dlH·l t·ht• ti Ulflgllll l'h e t.i rf:'><t i a fan- ·· .\i tJrtliHRr .. la ...:oiiP~;ÌPt·e e di t••Jtt>r s•·grt·t.a la tllfl Ulll'rtholalJtr sr·o 1wrtl\ " Tt>llf-ITIII ... ,..grn111 ~ ( ~om'era m11i pv-;~ib;lf'. ,_,. lo P avt>~o pa r latll r·o11 !111, a ii.J'Pitllllll• r:iarlif'l'lo <tlH\Ot.<J olot.tn? Er" •·Mtt• t hl', flPI'~"lll\ \l~l.!ifr) t\ ~~o\ wiv -,tndt", egh avrf'bbE:> .;c~Avato, cOHtt• il lmrbiere ·l~l r<> :\fHÌfl, nua htwa ttellll tflrl'a ['t'l' d""po1·vi il -.t~gret<', l'hP poi le na 11 ""' ~· ·\,s-... tlul V•·DIIl dVrPI•bt'l"ll f.H"CJjtt\ltlt(\ ali l-' t nrbe. H,i\t's..;j (.ntt.I\VÌI;I. l t> pèigÌUr· •ii C<-:~art: Lnr!Jbr"~'' Jlf'l" lil.>t."ra.rmi d;~. l dnl•hio d'111att ~ ussibilA ident-itir d ~ 1 -- nhma-dioeri ,.,,, mat.lui,li; ed t>hbi la ,;o•ldi1-f'azi(\ne ò i mnttProP 111 rili""'' i ··~nat.r .. ri dtffPn·ll~i~li. ··ltt> riH""llffi•• nellE' seguet l tÌ tnll<-IJ:, ('~m

pr "" t: t ,.11 :


QCEt;TTOl\1

Y,if. d··~tl'.ll••ro tirp_.

l1 AT'l'11".A LJ.T1, ~'ARIET-'1, NOT!ZlF. 1

~~·1\r"i":Jilll e

. 1/lumolit· (1111~1r11111ll. ~lan•·••n•> •!l1fi~Ì del LutLo. :Molti pe-r;, \'HII01> ;;o;..::~•·t LI n .;;ìut.mni. rlw !\.<l('PiltHllJO ali;-~ preestst,enza di altera.zllJIIÌ Ul'Ì

.

.

,.,,Il tl'l llf>l'\ ()r'l.

.lffi>llt. Gli <~.tt'••t. ti JwÌ· la fauJtgli a. L' jJel' gli U()lllini iu geu••n· ''''' OO!lservat.i: a.Hzi. )<i ln1. yna-. i -"l'lUpre un es:.~f·t'ntv <llnui>anu, in etti pPri·J ha uua ~n\ n !•arte 1<1 loro v~tnitii. , &~ quE\stLt, t".•me Jimo~t rai ·u nn c:.t.hru artit·olo. n.. ll ;~ uu pri\'ilt>!;ÌO de i :-;oli llHtLt.oidi . h llelli{Jf'I1Zfl . - N••ll <JHr~> importanti 1111otualte. PL'""Oil•J •·::-sere di nn,\ noLevo!e furl>Hia e al,ililù nelho vira l•rat.tta:, per eui nk·-11Hi t·ic· wono rnedio ·.i: deput;•t.i. litililari. prufr·ss.,ri. t'l1rtZl<•nnri cl,~llo ~~~tto: wa lmtutc. Ji parttcolar~ f:' di m .. rl••)s\• tlllfl lah<ll't\I!'Ìl;'t esagera.ta. Ìll mat·t- · rit> P~tl'Rllee f,]Ja loro prot'e""illllt- P spropPr:t.wll<t l·~• el)n lw·~> nun f'lent· fj,,..,,,,n, iutf•lltg-t•Jtt~<~: htbotio~itit, 111'-'<•mJJJa, ]>'ar i l\ •tllt-lla de l ge11to, 111a l:i~IIZ !\.'.'el'ltl• J'at.1Ìt 11clÌile 1

ne clarllt- Ì I'Ì,..tdt.atÌ.

Un altr" carn1Le.te 1mpul'l·itlltt• ;. F:;bb\oncla.n:z.t. dE'i lur•• scrit.t.i, f'ÌJ<' llf!l'l', ~ovenlt- 1111U d:'tnuo alle sr.awp~ u.:. si cnt'H·IIO •Ìi ditTo1Hler"', e>s:scndo Jl•·r:sua~i th•• il pnhblrc·o li c·<•nnst:e ngHAim••IIIP. Tn qnt>i'Li seri tti =-i lltll Il. \d te lo ~l:•)ftO e fut.ile, O :IS:'!Ul'cln. 11 in pel'fe11 ~ OJI)IOl>ÌZÌOUf.' voi lc11·o ~rado :;o r.ia l t~ r.> èolla lor1• eultura: c·•)sì ru1 prel•· tira~iù riPOttl:' '•~"l' il t,tf.>: dtw !llH•IÌI'Ì fanno dt•ll~> ~~~ nl!t~<tlw ÌjH•le t.iube , dell'a.st.r~>· lt•JlrlÌa: 1111 cbirnr!!O. 1111 Yf'tPI'Ìtllll'Ì<) e 1111 O'<I<·Slt'Ìt·O puJ..,l,liea.llO !i!,ri · •l ll'at'l't>lol~lltlcH.: UIJ, •·noo·o ffl dell'alla poliLin1. Hll l'lii'TI'tt.Ìf\l'E' 1 dPIIu

. .

H lljHgl.t,

t''<'!..!f•ntta de-i l••ro rneriti lta i11 t> ..:$Ì qut<,r,o di SJ" '· t~le: c-Ito• svu pjù alttvj llt>ll to st·rnt•) c:he n.•llu. I•:H••la e ndl'azion~. t IIFI.t.u rale dte, ttPn nvPndo ~~·11in, taauif•'"titHl ' !tOil i propri, ma. i "•'1 1-.ll"_t'Ì d('g]i li.ltn. e se!Dpre u llll'O guis11. c~ tl t>-<HgM:u1doli. 11n altro ca.ratt t-~rP.;: '!IIE•IIo rl"a•hlpt:l'l\.l'P ll ll'unogra fÌ<I spet;Ìale, uOll 11 111 " 1,.. iu st.alll.f'at• Ilo o soltoliu•·<He' .,. In ~w rn•o·r<> i.n dnpnia . ' c:olollti<l 1 '' ~··1 "~ J,. 1.-.. rr .. re pn,-~11·•, O!'Jliii'L' 111 1a 11r.i ,·.,-t·s.. r,t i stal't·att, l'(}llH' ut•lla li tld ,i '· ,. fntut mi~..l,itllldo pn11f itli t)g n i clnt? o t.re Jlill'llle> '"'1" 11 si,·itù ,, l'l'l tff11tttlir,·,. 'Nou ,.;,11, nwt." nei lllt\1 toirli l~· forme llupu\ ... j, l e dl'fit.tuti. -<m••·i>dHJPIJlt> ,,,t.l.c• l'a c·11lro rlt:llla tuuw. " nell'a· '' 1111 7.1- ·tr.~i dt'IJ,. , ari~:- l~• •\ l'• J'<i. •·ltf• •<a.t ·t·OJllj'aguatto al utnrhn e •·Il(:') l'-.:p l(> 'l' ' l . J l l l . l .. . . ,._, l () t·., no. "l"'': la JJWIIIP <JU!tll< n :t :-<t J a passtotu• l' 1"' 111 Ps><l ,.,.,,, .., J,.,.~~, · , ., ·· l"H. 1' l :.!l'ltppn • t"'. nt:tl.lulnl .j ' l . . . l' . ~· qll€'1'11 anl1 " lll:illlèll'l l · li•/(1/;,,.; i . l' l a Il t·• ••:i,;Hll. . . , l 1' ut>r:<t:).!IIIHH' . t' gtlll'lli!l'alllf'll . . ·. · '!'~• 1 t ~··H ton n iP

T.1t

c·utJvtn;,tolJ•'

-'" al1 ri 1 •h.l.( ll\IIJSI 1. • • • \J I ;l :'1\.l'lllll'\

f>'-,~1. •lllVPI!I',

l•

• • · ['f'l'SI'I.(l!Jlll.ll, f'

1

• :<lJII'glt>lll l1

llll ' 1\{ ~l· ·

. . J J' . \ J' • 111 l& t fiiW.~I'E'liZ!\ IDllll17.10i-<H 1 ••l c;o• l(•J, t'li' VC't/ll• •JlO S;,111p t•t>

1i• .. (,,",.,,, ,t 1l

'

'

'"' ''l(l ft tl wililUt'f'

f'.I 'S~'·

111


'

.t[•plJ,·.tn· !l !'1'••111"1•• l'llllla!!:,:lo 1 a•••'llllllllnHIII• Ì:>lk·liZt' ~Il J-.11\ll/.•'. wnn1" nalt "'l lllt'lll••l'lall , \ Tj t• llll<l \';tl'lt'l<l Stl'<lllhti]lJI;I 111 lllkt.lOI.JJ.

·"•'ti·'" t/tllì'ltf, j}t t'l't'/'1 1/u,

l'altrll1!41 111' 'lt>ll 111''1''" •pla"t dt•l l ntru. ntf'l:trc· il "611SU tn<.orhi" .. P~""''"' illutellt.t• alrenu n. (~ll·"ni 't•uo. 111 t'(ltii:Ì·•. rr:t-nlit·i. clu,•. •Jitn· ,·lw JH•f!fl tdl'Pttl, hallUti !\11<. J, ... , Ct•BW r{f'tlllht•t•JifÌ. rl••JÌt•Ìt•l\ZP p-;ÌdtÌ(•h•· i11

t·n•

nwl t'tJ ill~t.>ll:;at•• rlfl

•rualit.il Kllllltlt~.l!t t' -;propnrzti\UHifL 1';~11: ffl'll.;!-• J'j lllJll'l':ttO!'I' ('la11dÌr•. (T.•lit!hi'IISII.

•flltil• lll'

J.t ..;JtJI'Ì:t CÌ Ht't'f'lllltl

~ o ln u•· •l io•·r i

.\'..J, ,/, !f• 1/t'/'lll fl< flltlll lJHLI

l !'••J'Jl" l~rfKLIH

:-i p,,,,_ j J'tt.tll'l ·

\t'Ì :-<ltlotlJI.•.Jj,., Il ~ J•lll'l »

IIIJ

allP

t.UJ(,(J j "l !.I'OVI\U''

•

ptH•Hil\.1, llltl))l'illlH

dt>l

Ìlll·•·····. i11 lt!llllt·r" 1·at il'll,,f,, n... IJ,. f'.,nt••· llti'<tt• 1'-llht!ledt,)r:l'!tiÌ ~> del111 •fii<'IJZ't

''"11!!:.. 11,1·11.

IJitll) olt•

1:011/.ll.

:-),di·,, ,.;r,j

ft l't:' t''>Ì 'll "11'7.U

.1

!':1111igflil.

•Il

- .\ IWÌI•

,.,. o• SI~IIo (J(I , ~11110 di

E'l't'l"Z I.'·tl,lt\ 1 flllll

)JI't:"'l'l.1;\lll.l .· ÌIIh11'111

{'ltt::.IOIIIdt.

,J j tl,Jt tJ1'tU~Itllli dei tentri l.l'I'V(J:-ti.

J.':~ltl'IIÌ~lllll. di t·nÌ t•;oi:Ì fallllll -.!'tl~gllJ

t•PIII;\Iol\1

!4f'IH.'i-a 11ll]JUr· l'Ili' fiC•t•f'llDID II

,.,.j llll\trt'IÌd 1 .~

q'utl

:<t"lUj"t!Ìc•.t·

(<

tjllt•,;t" ·. 1111

tll8'iC ht>l'tl

..!H•

t•UIIl,t•

:'et'\'1:' ~

11!1.-

,., ..,,,.j,.,,. Il pri1 f•·rt•t·e •·:.:;C•I-.1111•. L 'e~oi."m" o. f""~' dir tllt'!!liu, l'eg•HÌ· llttll oi.•II P IHtt•·

!11-'ll'••lngtt:he ptù ,·w··•tL••t't--rJelH• rf,..l -uhnit.•dwr·JI !llfc·lli!/' 11::.". • • t ·.,u,.- i 111111 tnich, i sni•IJtPrli· ...ri 'iU!ltl q11a"i sPIOfll'•' llt,.lf 'l ili •il i t' <l~ l . ;!,1 ll••JI,t VI l :1 }Jl'H! 1''11 t,., t t.f) d. t> t l'OVÌ8llJIJ l'r,L di •)!':-l

"'11'"· ,·

avvv""''· d"j•IHati, thuzic'lllèl l'' d':'JJ,. Rt1•tt•. !"et: .. ma . .a dtrl• · r•·H;-.n d ... i lllafr.,idi, es-. i llllll '!Clll}HtUO l:L ],ro Lthori,>:-oila 111 Jll<l!it"rÌ•· P>'lt'liii•·P tdl~ '"''" J •l'Pit~,;..;JUH~;<: ti mPdi 1·t• lrH ttartne:<t·l"llt tli lll•·~li,· iua ti '''''ltolw.:.". d1 ar~··m•·t1t i s11<;Ìali; l'a1 l 'tll;ttt" r :1 d.-•puLat.P. c· .. tJJ'i· ]ul'l' ,.,,..tn1nP. di •Jli:~ lsia ,t 'fll•::-l tMie. "' via •Il ·c-Jtdc · t< Il luro tewa ,. llt••·lif;l.

"f'

:o:--nr .ln, ,.j., llttll r!el'·r;,.._f'l'o• CPllsic!ure:tt.o C·•Jll1•' J',.,J.Il't'SSt"lH' "'Utili {'.~rut:t l ll'rl' lll.t-lt lllt'liiHJP1 h .•1hl 1'lrl/l!'

llll

Ult':GZtl

f"'l'

TÌ ••lJJ,J IIH\1'1:: ) at.f••ll:.';• Il'

rJ, Il;, t',,JIH. la qn» lf• lw pt·r l'a.s~nrdu Ul.ll lt·llrl•mt:u Jtr···~J,;I.il,ill·: 1· 11 .! ... ""-'1 ··fJt•. ,..c,,.~,,~:·'"'''" P••r Ja ve1itù. t~vrt-l•tl\! tll-l l ll;tlt tf1 ,1J,,,·r~liw· 1 · 1'"111<-' ll.V\'lf'Ut· l'!lltot'< IJ,- }p lllolt.ilu lini "'•lltfo >Ili l'l"''' p o'IIJI•IIJJo.,ll:ll l' olnJirt pnrola t- fbll'o t •PI'It. ,., u llOlUO di g"tl.lll. 1

l llll\IIIJitiJ ~l>ll fJ 1 11 lt.l.lrl \ i llt:'giJ :i!\TiitÌ 1il11' ltt:"llt fJ,IJo•l<l •' l,t:ll'o~ìii(IIJt', i :'J(ÌtUH.•dilwri "'JIP-J;IIJt' lltut oli~•·l·,·t;\ IHLII :ti• Cl!t.~u !lt'<dl;;, r itl.l qtta 11 ''' n llt·l

tfÌRI!()J'o,j; UHI ••Ì(r -.J \1>-l'-t:'l'l!\ ,..,[!0111[\1 11 1 f•l'llfl'l (o•f.lljlll. 'lll8JlJIJ, CIP'

M•ni.OU•J b

IJt.••·u:-,··tH. ,(,

·;,tll;l·llt7l:\l'•·

J,

lvlfu, ul ~,.,,r.lirl~:~ 1 tli

,d·,hw

gl1tt.rl11.• lt,illl'u"':ill«l''•~ l''~r trusetnt~l':,;f"la dJ.;,tro 111•.1\lt-'LilHil. illlltl :Jt"l:ùtl'l•• l I'IIIJHI ,.

H, • , Il t

,o''!'! l ••l"i •Il

l

l

J}f,!l.lroJIJl Jl()U

t·.t<l••,

111 11

•

!:{HIIlg'••JIII IIJ,tl, I.•Sl JIUIII\11 1 Ili

; •:•--'A Il• l 1l~,. lut:qlll-'ltl•· H ol'.aY.h.•U•· l 'l'li

.... ll"tÌl }i,l

Ili•

llll


•

JW!<J •J'lltl•lllL'Ì1L ••hp ::tl~h ;d!t' 0 1!' 111

1)-;(>io't .j(,

P

.-:f1~ •\ i) I S!Hl) l t' !'"" ''j!III,Ì·

,;rao. l~ nnta t~m<i•taWnt:dP dt·lln lurco pN·snltHiità pF>II'O iisi<:u. sublDt>dio•·ri lt•n • mnnorP,t:tuo 1 tu\nsieri ~llrui. nnm·· 1 rnattotdi, 111a tttt131li pr<•prii. h1 'llllll <!Cosa li 11n i1:nwr··hlw agli uomini di g~:ni11 !i•\ neJIP loro illa.zioll i. non ginngesSPI'!I J•l'\'·mPdJtl-lt.atut>nt.~' all'assnrdo. Im.pulsmlliì ~ o·ritllinnlltrì.. - :-!ah·n clw ut>ll"' fornw mif:tP (submf'· •liocrita e d•'linqul'lnZ<I o pa%:t.Ì:•) ll\Ht "'t'o inq•nl,.;tvit,~ oel :ou·nc;o iu tP~n dalla psi(:hintri\t e ,il\] la l'l'itnin,Jl•)gia po:'!Ìl!J nt: m~~. lll.l<~ t.en.[..,, ,za ltd agm· violent.ement.E' -;e<'oncfq nn ptauo P"e~<t.tthiiJt(l; ··hP ,·. •·t)su P,.,~PIIziul­ tllf'Ute di\·ersa. La c-riminalitl\ è tlinwstl'Rhiit· tHI 1naggi~•r tttllltt'rn dPi 11\si, perchè i rnezzt clw e:o~::t i imptt'gau<• e il ti11e a <·ni t.fll!douo sonn 'Jll!i:'lt qpmpr(" ;•riroi rw.;i; Il qnale fi;tto :<l?lrl'l'l''' a .litnnfltnnP un'a!ìinilit tnriggi~)re. dei :c~uhuu:Jioct·i t·oi dPiittc]UAllt.i, che ltr•n r·•Ji mart.oitli; t1111tn più che in entrAmbi v'ha <L':!senr.tt qnasi a,r.;:iolur.:,. di :;ensn DH• rala. 1•: questo dirno--tnt - Hia det't.o ancom n1n~ ,·olta u011 lottOua flH''" di CP~ar~ LomiTTOs<' · ~ che il tip1'\ de-l rl.,liti•Jll'·llt'~ das,:it·P. in <·nì •)gni auouwlia pslChit·a •lf'\'e uecessariamE'JJI p ..q.a rt> i n nt pp11l'to :;t.rei. r.is;linto (\OH tufaunmaiJaliomtnica, è nn t.ip•>. 1.:1111H: ~nnl clir:>t, rl1 seunla (posi ti\'<~.), ormai ~upe r:d.o : i nfatti, in qnPsti nllimi tt>tnpi. pu1· rim~­ uendo intat-ti i principi li..nJameutali ,-I ,.JJ'.udro!Hdogra ,,rimiHRI~'. lllltlV.. lm·i ,], p<'usiern -<on vonutt• a. ri~eltiiHi ll'(• . -Alt i s ..... ·lf']];t ''""''Ìt'H:r.a, limo-;tr:lll•i• .. ·J ··he bt'll altn fat1ori, olt.re qn• 111 pmatnPll t.f' altafi•IIJÌt·i, •·sPr(•Jtnn•J nn':tr.ione di p1·uu 'nrdtnP "n'l, . ,,·,!uppo 1· :-.ugl1 ;n·rc'"'l .li .«vllnpJH"I dE'IIft pRiehe. Il ,.-.[ Il <\i'\'1'1lllt1 ;t 1f'ildhl'117.1! dPII'amloif•\11(' r~·­ miljrn·p llf,t iiHI'OUIJe •!1 'lr,J(, (1. t'0UVÌ11t·•·1'•· l lotJllbl'lJ:. ÌHIIÌ 111Ì1 L•I'ICJoÌII~,;j t'hA ftt "ltd\l;I,)Clllll del fl •l'tnÌihiJi}p pn•hto')ll:l tlill\ f il)ll 1;'-;~Pl'P :tJlidttl:l P•w l11 ~~ \'Il. u1 El n t t' oli' a 11 t.ro n1tl c•gi A.. ' ., •

1

Uondnd••ndo: il mi« t.ip" d t r~nblllt>diu, · rp 11 111 .• tq•llrltcllc all<t t' .J· lt\~(ll'Ìfl do•Ì J11!1i,l;<.lid;. <:Om'• ~;n,.,ticun l'aiÌPlll,.,lfi ,J,. tt ,.

e '·'i111'liPn>: pnlrl'bh"', ''~'~'"' ma l. <l:'>pirllre all'ttlrlt?,u;nil;Ì. dPIII\ d,•l~u rl ' '~-' IIZa. J•nrebù t·i :-.1 •lo<·Ìd<t fio{ aliHùt?l t t'I'E'I una, illrt tHI dj •l•·fitH(UHII;(<L Ullll ..;, 1J,lll:11tll::t.1Hil l' l'lltaf .. gat<-J in UH IUU>ii~U Òl !Ulll'l)fH,JnM ÌII. 1!111 111i18.11Ì%Z;tl:t ti ftitt l'Oli t'I)J'JH~ ,t}fp IIHIJVf' t•si".Hil:t.; t.atric·h·· t• "lll' a1t·wll'he dt· l la lt olol<l fWl' In •

n i a.

~

~

[l !iUUilledÌOI"I'l' :<;\ fJIIÙ dtlllljllt' clo· fÌHÌn• IIJI 1JeJin•ptt:'lllt' /IQtl/'l'tll( 11 ·• tlt•, t· hl'\ ba laso;IaLo l.trantÌc·ll i eh 1101 t" df>~<>n ••nn 1n t.ntl.e Ì<' l1.\l,l.1•

i,.,.

.''f>Sistt'liZI\ do•j l(·lllpi pa,;:l<'I.IÌ, e •·ltf- !•l'Il ntfi'Ptlt,~\ lt' llWlVC lot.lf' . a"""' t pi•'t rnrli t • nnctd iali, t'Oli un m1mbile nurrt do di nuo\·e Ht'Ili l "'<:i t.e dalla f'n,·in!l olc·l JH>n::;il'lrO ~~ t.f•Htf•l'rl.tA n»ll'~eq11a dJ tt('('\A .l'nlt.H· •11l<'tt..l\ - l ra•·ttl t• t'!ot;Uil~l .H'tt. ~nu1•tl. ' - u,,,, :\rl'l'"~'" •l t • · '1t~· 11 l •H.,I· '""'"'t'lJ:I.III flt\1'

1


l

:<viluppo anat.omi('()1 ltlit arrt>~''' di :q ,·iluppn dt>ll:t ('ll"•·relr:t..l . •:f:':-t.J ... rato. voluto e for-.'nncht! nup••>~lo dulle novì~;..ìm..- !'or·me deJI;l ,,f,·trgf/1' (ur li(e. Il :ml.rllE>ditic•rf' 11011 è 11110 "'tndil r~tr••. t'lllliP pan.• l·l•t- dii qn;tlch e e"emplare del ht mia ••(l}]P/tnue: è i uvP• A nn ~~bilA t'nwuu · [!,,]o, ehe fa miracoli ,\'equilibrio ~u]l;t ntld<l P cr1ntptt> nn gt ....o ['t>· ric·oloso, prestabìlito in i11tf.i i 'l\\IJÌ p ttl JJIÌt•uti pHrrÌtobri. eli.! •[IIXI" <lt.t.E.' nde, non svltaut.o l'applan*' lllOltJrllt<lJII~o. mR la tort n11:1 ,. la f>~t ll!t. Il :-;ubro etlwcre' non i• llll !torno c·olt n enuH' lo ~·int•:n • l,, I!I'!.!ÌÌ l\llllli e nt,j nr}J'arÌ '<ll')cJ'!1,.ZÌil Ìllt'.I"JIPttnaJI-': auzi, Ì• tllt\'a}l!'l ... l11<l)l;t 111111 c.,[,.nra .~,j !JI'IU'ris , f<lt,r:t 1lì t'mltl nwu ti ,h ne u r di ,..,oJA:-11\'Ì. d1 lr•tlttl't' ail'rertllr·•', eli t'1\l' Ìn<~. cla:-: .. i c;t 111nlttl11'·lll•' ,.],hnr.•• r.a1:1. d1 rÌI!I~li dt gi,1r11ali ("011 la !•art.,... mag!-!Ìon-'·. di da11· "'1•'1'l•·lr•· nt~·Prte, 111 trn ...: l<lt,iUt:l ('()ll)l're~e <-L lllS~t:u, di 1 Ìr111P J•at r!loii.Ì t ht· ''"fJÌHtP da1 .Jj,:~·~~• - i d t~i tribunt: t nrtn ro l!o. t1H hor.t.,•ga rl11 h'n•·iH••d ... t'hf' l"'l'tl t·i,·lti:t"''' e alletLa gli ,.,gm\rdi d.-i •·tHiu"'· •:llfllt•k• ~1~1 .... 1"1 r n.1to~ .... n nn·· -1Ii banc·o tn nn snpiBUtl' 1UÌ$t;Hg-li., •lt t olori Ma il :-nhnw<lio<·rP è supl'u l,t ntt o 1 11 ancLH·f>, l' l !!~ "' l 'Il\'\ J:t ltt>llu 111i~<· hia cnl pn•pnsilL' cle lii H·r!il" d i vtllv••r•'. ll•· n t:onla.ndn i ,· .. l;•t , l1P ri C'PH·'n(· le \'ÌLt ime t'ltt:>. Ìlll nltola. E in ··Ìt• c;mr'Ì"'It> 'prel·t -nnwn:.1· }a, -;1111 f'.,r~H. !JPI' la qnaJ.- egJj ~j St'llif' ni t·•IJiljo••l,•l'o' l'(,j g••liÌO, (' ,.J,.. lo sbalt:A. allH. tf' ... ta dci l im ìd1 lltl"di.oni: lllti. ÌIJ t tù tnno.:i ... tu :wel•· l ~t siJ;t mas:o:irn>~ colpa, pui ul1'~ 1 l'ru<-LI della \ Jt,1nt·t;t tll1ll Y:tt ii!O ;t!J,. lll!l.s:'!t> 1 rltA lo l1a.nno ~;egttit-<1 11J n•·r·lti r·hi n..; 1: v;111n•.• •''-l•·lnsl\"t\lllPHI•· ali;·\ sna per.;ona. E qtw•t P, c·0me sn,: dirst in ~f't~ll)••tn!\ , ,·. qn:~t•l" s1 \-ol ·-va dimn;;t,rAre.

:;. **

!)p\'1"

sl r.rov;ttlO

lc i i'O t.J'H1tÌ

sulnnt>Jiocri '! Ora •·ltt~ \C'

[•ÌÌI ù<tl'a l · lt ·l'Ì<;I Ì ~i .

lw dPsc· r itti 11•'1

Vi ;l.•'l'll l'~t' l'e1e ltf'IJ j>l't>:<l o t']l'f'<;-lj qj lt'tl·

f.wtle ,..fn~-fgiriJ. n . ..,,. pm· 11<1 SÌPL!' ('H jl:l l'Ì , di _,,.fiÌHt'c'ÌaJ'Ii, 1'111111' ' i -<l·hiar·,•Ìfillct I ' P l' IÌ !llSt'l!Ì "''it1· \'1\,1111

flll:!Ì

d~J•JH•nnlw

li

•·, con0:;t•f'ndnli.

\'Ì ~tll'Ìl

è perll'olosi . l1arlntP pPn'c •·lr f' h.in In 'ur lt't·<·i.t ll1nlto dnrn. :\ooll

1

è l'allljlll dE>J J'ntt Ì\'Ìt.it' Ull\ :l ll!l. Ì11 1'111 111111 "l'llllt-1110 jp I111'Cl ;tl!lt'lllil', e.ollf' lf i WIÌ ' '"lllc)l'llllr• l'anti•I••Jilt' Jll'tllln d1 f,•r f·lltl'lll'" Ili ~ì"'" [,. lllt!Sl'Plll": m n . In rlf11'lll p••r rPII I II'"Illlll vooll;t, l ~)";tlltll !lfll'1lll'1 i111ot'llll :<••··iali ~nrw ì l lciJ'I• tt'l'l't'll" nntrit i t: i " 1"'1' f'• c•t>ll••ttZa l'ojliimlllll. • •'fil•' \'

in l.at. :<•l'i' lt•!.!;Ìil). dove "' ,.., tlll:•l•<lll" iu c·c•llllll€' liPI'•·\111 ,. 11:1· ' .. nJPI'OS(:'. tuglohnndn fl dist.nt!!gr·u•lr, 1\lt.ti gli nrgarri ... rui ptit olt>l•nli .

si

dief'

.:'Ili s ono pre1i~l'll• di

nr.n

far nomi E' clt J\!111 ,.itat· t.:tltt ··••11<'1• 'ti.

:::c•n?:a ,.!J,. tlPJ •pn r•• l<' n~~··~""":: ll ttt. non •·rt:·wl,~>rit il tnonrlr) !l' Ì1> r·ito di!P ~<•Il '1\'\'•'IIIIIJ"tlt i nn•• n·· Hlot o t:! l'tt.ltr" tto! if.'t'n c•, c he., d1tl punto ·li ,·,;;ttl ]H t •··•l •.o61•1" •· ..;o) ll<.• i•J· J~>'l' ragi••11i <·l 1P 111tti eompn~ltd<" rao J JO

·l

,. ,j


1

!;Il s:-.'T'JII~l D .4l'"('lUL!'l'À., V OUP'TÀ, '!!)'J' li,\Jt'

:Mi! t

!!lCo, cnufel'ma1w pi~ua m l'nr.t~ le mie· Vf'rlute snll'a.rgotnen to: la. rivo· luziou~ fnwceso dt· l 178~ e lu rivoluztone russa cbe· si \ Il svolgPndo .-otto i un,.,tri (•t:•·lti. l 'hinnqnr:1 ~bhi~ !'tndinto o. t'onrln la prima n~i hl•r ·i ,.. nei rio•·IIH~<)i!lt rlo11rÀ ammot.t.we cou ffit} r-be, se nomini di g"', in ltf' fnmnc) i fli'l'<'Ul',:ori in spo~;ial murlo gli Eu<'iclopedist.i), fu tlllè-t fnlaJtg" di >.nhllt\'d iocri che rapprt>..;enlò lfl parte prin(•ipale nelln lra.g~dia :~r~ugttin••sf\. \la >~P 'fll~>.;fa LrR.godia. fu salutatA r-ome nn'opera tli r ...dt>u?.inn,. da l utonrlo intE-ro pPr R.VP.r.-. f•NH€1 dJCe benissimo .}o >t• 'rh-n :lli!!m·l ·· ~11 privilegio l 'ugna - , .--., · >'•J>tttiiÌIIl tdl'drhitrio la- lfi<YO' no' s;/1anz.a, 11 ut<'nt>~ no11 v~t n.r.tribmLo ai GllJ•I)riuui submerliocri, i l m ìl fin.~ llilll andav~L nlt.l'P ai protJ rÌ int(•re:;~i e alle proprie ambi· r.==i.uni: nta !i.1Ia riht>llion~ di tu tte le l:0:1C:ÌfltJ7.e <·ontr<l la corte, la \~ 4-)hiltà e il clero. (:ltt• gt !iVR\':11\0 ;-;u l pupulo c·un tutto 1l peso dei loro ~:rron..., rlell!\ lororn]ne :'f\c·ol;tt•i ; f'rT<H'l t) ··~~lpf\ talmente e11ortni, che C··sero pPrsino ..:( 11~:Lh • agli Ol·c•hi dl'Ì m'"'rliocri, gij enori e le ··olpe lt••ll ruerw gruvi dei sub1nt>diu•·ri. i flnrlli li gru(ln-nno all'a r i>~<·ossn, "l'lltllillell!LOltt'

fls.;i

ti'HVOiti.

i!I.P-.!'11

f. 1\\v.,nnto fl ;wvtAil~ itt Rn!'l,:ia. credo :4iH. ~nrerJlna qn~1lnnqn~' p:,roht di ··nruweuto: nil !'lÌ p~>rmettn solt::-~nt.o rli d:rP, fl "'~' 1111. po' ·li \'altÌtti. JWr,.,<HlHle, <·hP. il tijJO del suh111PCliocre no11 pcJifl\'<1 r.n.va.re Ìllr<'rlltt,àoni pm ntlllwrc,,::p e più cn.rntteristi che d i 'J 1H>lil' c·Jt,. ,-., f<L ,{ì Jnr!'l ,lin;~llzi qnPI tlCd,j]p f' Ìllft'li<·t:~,imo pn f',:f> . lti> h, ruia t<":o~i . tlll>t <'toJJl'•·rm:c. J•iìt 'ttll1tÌtPst n, più P""'LHiilÌ\'a, pi ù triout'a.tt te .

Iu qtl>ltJtù ,,

1

'-'lo ~;h~

~U<L l ~~ la 5llt'tf' rts••t·\·atèl

111

1\.V\"'<>tJtre

al snhu11•diocr~? Dio non

V•lglia dt'•~:--,.,0 ~-;ia ll(•,;tiuil.r.>~, n••lla llltnVIt ;-;ot'ietà. 1\ prt>nd••re i l po:;to. ,J,,] snpr·t·uoxuo n.tt.icinatc• da

~~~ra.thllst,ra! Vì~t·' e ~~on:~idf'rn.to c.he il

r;,.niu.~ d··;.:{l i <tllii(dti P. SL'"l"IHLr~u per ..;f'm prt> i ""iPme ··on tntto 1'0· l:mpu. e dtt• forse i ,.., uont ltHtdr'lrni ~on t nt.tnra twl la t'asf-1 di pr e 1 "'ril;r,Jt•tt<·. 1ll<'!.dio' ?:> Af'li<lar.·t <l•rt>nament.~ 111 ll'l ••dHwt·i. cni qnali :o<i .tHrlr·i.• p·hl.lto t· le I'"E' nou lunfnll•l, mH ~tlm.-·1111 t'O 11 x c••rlt'!Zi':<l d'l llOII I'<>II!Jll.'~l'~l l, q'"'' '~o·l C'O Jh s. . Al snbrnerliont· t'l rbtln~erf'nto a t'nr~ l'utnag:!ÌO .l'uu e pignnura.Jl , ' ''Til.to nel 1 ~, 1 ~~~'PI", ·' l uotllf' <;e avesse !ll'l'· , . (.t~ ) ra Paufl.utl, 1'l quao, l·••lntn tl 11 • 1 ff 1 mtgnnr · •· · ·tn· t"I'P~!iHH~ arttcu <J me ne o re a r·ottC' l ns1one, "t~me lr l C'•·s fltlguno piu ,;Ìl!Gùl'l), c\tP ,;j pO'l'IQ. rivolgl'T'<' al ripO di\ 1110 l[,.~rrtt t

\l

I li

lJLW,;t,(•

•

p!U~IIt€1 :

Dnlfa mediocrit.u pago non sf'i. Lì umtli spnw;zi e li nltt pll~ft 1•rA.Jnt; i'•·r Il!(•. ""JJl"ét [p t'nn·h"' r 'alz"rAÌ. tl.uUln, Uttt.rz,, l !J l~.


Gli epilettici in zona di guerra llall'og ro~ io pro f. l'~'liH<· ~o:> ~i ui r ice\'iamo •· p uiJ hlh·h iu mo:

L'illustre pro t'. 'f'rou1bettn. ba t'aLI.O s eg•• Ìl11 al rolo "t 1 kvlo pubbli<'n.t•l n;. i IR· scicolo di gennaio c. a. di questo g iornali' da una ll l· ::~ •:raL it~ :t molto lu-:iugllic•J·a a mio r iguardo, nella quale accettando il mio prilllo , ... ~ tuliH o ag!;hll>{!·'\'!1 ,., ·~.<so vPrrà aclottaU), <iÌ av rà la 1M!f!Ji01' pos:;ibi/r. ::i•''' • ;· .<L ~teltf! •·.:· rlum•'"'" ti(ll• f o,·ole ••t•i/Pttiche ed ep i lettoicli, di11l111Zl n l/l' q11ali 1110tfi 111 •li d p• l'i 1 i. . . .. prtc'•' fl• riti , l'imrM"flOno in una .l/l'ande ÌIU':I'l'fe::sw. (m·orP"ftd? c•, i i ,/in•llt••ttt•nt•· ,, ,ilmtl••· ;~: ioni htftrwa molto 711/lnl'•'Os~. Il con;;un"n ,.,ll qu•·~t ·> punto principali:: di uno '>CÌ•·11 :1 11 1.0 l'O~ i •·nmpc•tentf• ,. stimato mi .~ riu~f· i to {'f!l'amente l usinghiero; ma è ,uaa lJraLa )Jer6 o::cccS!<LI'II l11 reris11 con t n .ri<llil • L·L teu t.are ltt n t il iz zllzione dlelle Olt•'l'gie meccanic!he degli in· flividui 1\lfetti da forme m iti e trAn"iLorie r\i epil""·ia concentrati iu appositi reparti di ~ru ppH ,JiR:ta' tllate. TI prof. Trornlll'ttn 1li 4appt·ova la. adunei~;~ :d .;~r·1· i .c io condizionalo, dio;approva l'1t~cumulo u alla :.~ona rli guena d'indivi<!tu non dt•l lutlO idonei, che rappreseo· tea·ebbP ro uu ing••mhl'(l ut>lla gu ... rra gnea·reggi:a.t·n 1n·e non deve pa.rlnrsi •li r~· ll'O\'Ìil .

Ora. rueu t t· e "p pro ,·.; i u massim:t l.a ~ti>\ ,;i nst.,, u ppv.,.izione :t l t·ed u tllnaet.h' rlri 11011 ·l!ahH'i, 1·iteugo llCCO'Isivn la ~Puerali~zaziooe ùrlht tesi. In tatti, ~>~.lvo elisi\Str i chr· non po:;~on o po>r la loro fortu nata rarità esser :t· uuta in tut~\ •·o n Rirl!1rfl7oione, :1-ppuuto nl'llt.' attunla guerre, che per no...-r .fceirot ;:on o guerre di pol"izione, d ,·. pv-.ln pt> r 1111 g-ran num ero ti'inùiv irlui da adibir"' a quella ~ommn di lavori clrE' :o~ono iwl i:'Jlen"ahili per In siénrezza, per l'appro\' vigionamento, per le comun it·ar.rou a •·vn 1.. paitUf· l inee. F.d appunte. pt'r quest. lavori da .~empli<:r mrinol'ali ho d . a...sto ·· hA "'' utilizzassero i \·ali da mnscoli degl e pilettici. che nelle nostre •·o louu• d i• u n o II•JL<• n.J,' v n n tRf;"!!Ì. anc!Jc nel r ifles&' c h e tale disposizione o~taco l f'rPbl·t~ i l r'Hitlll't' l'''·o:.:•·n" •il pa·r·lun~:\1'<', li e-.111!• nne E' magnl'i òi "'imu la. re la mulaLti n. La leva in ma.sl-<a t.:i hu fatto sti la r!' ,,,lw gli oo·rhi tuttR •J il~,::;t H folla l" moltll parte ignorl\t:t d i 11normnl i c-he auLm l•·tllJH• o~~~ tn t\lo p111 da.uuo:~<~no~•nt' lo. vita so<:iale, qu~~outo 1~iu n)Spicno' u il ntuur,ro •l<>gli f·leu1euti suni ogni gaorno d~t!ht guerra fl.S!'lorbiti. Om, :se )Jer rngioua d ••Lla gu~>rrn <jul'llh t'oS!I6!'0 ··omu:•qw· att i laLal'IIJan to util i~t.ltli e di~c·.i pl i nati (se non n rdl u t·etruvir, anche: p~r la ct>l" uiz<:>llioll•" dell'in loruo •ltol JHt6SI''· di tant o !;e ne 1\\' v: llllagg•·r~bl>e qu;.IIR :r:ul!"' ttio·11, d:t t'ILI dohh;nm o ~pE'rnr" una 1'6!<1l l't't•~:intH· dt->lln ,,n .. t ra t'lll:Y.M. ,. •ieli R n•> st rn cil'iltil. Qui11di, anentl'f' clcl.t... iu,.,isLerc uc lla a•twr:~'ll ll ·l1 uou tr3S<'lll'arl' •lUfdsi;t• pr·u ,·,·o:d i!IH·u (.o clrr iu t ewir\, nel progre-.;<a\'O l~•gor\t, rl•·lln tlligliori foa·ze tlr-ll'e,•J• c·.ito c:oaultftllenl~. a lihf'ran~ rta og11i altrn ~ r vb.i11 i ,·:didi pPr l:t linen •loll'uo•·•·. ri 11 g rnt. in t l J•rot'. TroanhrtLa •lt'IIP <.u r nitidtc, r'nlttf) di lung:\ t. lttd.atlt ~'l" rit•ta~. n " ··h11 lllf!t~••liO 111 1111 qunl..lm \'cdor·l) il mio anudP;;L!'i..,llllfl l\rl!.Ì!'ol"· l)rof. CESA!t~ AoOs'l'JSI


NECROLOGIO Comm. ECGENfO BOBBlO Tennnte gener ale medico Il ~u r. [,),,...,0 u. -~· "l'llt:tto"/U><Ì IO 'l'orin•J il t<· n·;lllt1 g.·uP.ralt\ IIIOdio·,, lloh l,iu il qual••, da pvclti ru,.,-i, llrt< ,;t:alo ,·ollocuto iu po;.,j;r.iouu au'<tlirt!'tl! dr,po tWt-r perc~or·;o ~lltt i i gtwli rlt•ll:l <:arr itmt ulllitan·. ÙH St!lllpli,,c stJI•Ihto u L•·uente gP netall• l:t~gl i f'Jt trò iufatti nt ~~·n·iz~<) lnili t.n.rt> il 1° giugno H>72 •on a-;.st>gnn7.ÌOill' n l ~o re~gtW tHtto •l i fan tPrin: ,. p.,-:,· in J:.,.,·iato iu congt~no •·olia S\111 t'la..:se t.Ìno alla n olllillll a ~{.tWte u t·itte IUt:Ji,·" un· • 1111tu d :1l-o!•ll••hrP1811. \JodPHo di O[•"rositit 111 st·t·vi;.ip, colti,..simo Ì1• tlll'\1 i ra 1111 ol.-11•· <Ji.,ci J.IÌrtt· tnt·· •li~be. 11111 yiù ~per·iah n ent<> 111 N·nli~tit·a. 1'''1' hL IJUkl•· .-hJ.,. ~'' llt JII'I' li tta Sl't:cia 1•· pret'•·rtlllZR. •·gli lnsrit< uC>I •·ot'J•v ;:a n itano 1ntlitn re J:a l:tllt:t d i 1111 u,, u ,., !li ,.,._ rnlfo<rt· tt l ~"l!ro 1: d'nn~t -;o• v<·ritit attZ1 d'una rtgid<>z~w •·ltn p l)tè s•·tubrarc ,., .. ·:~'>lVa ., eolvl'O i quali MHtO .1vve:.~zi " IIIH t ar tl'opiuioJ"· c• di propu!iiti aù ogni •l·vho Ùt 'trntlH, UPI ri',..10, chi lo .:Olluhbt· iutiruRment,· «a l'Il\: cp;li fu più seve ro '""'-'t' -t~-~~o ..],~ c'OJJ ~l! nl~ri. ,. ··loo la ~w• d tn. •l'uua mvch:;;ti<~ e d' mm Sf'Hl · 1' 1Ìo:tta ·.-~I'IIIJ•'nri. t'u tl1tta clc1tll•·11ta all•1 s u t<ìw ,. agl'i11ti1rti :tfl'e tti n•l·~o IC> ' pL"r ~lolOt•t. ~:11 ~\'ttiv,

~Ob(·

ca r~<

llurnutt' lK gu,•H:l J•rt·-•·u l:t;, il gCJII•ralt· Hol,hi" di,·ol.: proYa olt-l le "\H~ ott inw '!11!\IÌtit di <Wj;!11U Ìll7.:ttOr•< o"OIIItl tfll o: t ton di :'lllllÌLit •1'rtrtlHt1.a: e 'fu in tale· l'l'l'Ì••do 1.~ l'!:;li to\.lw l'a! ttlti!o Ct•llti>E'TI -ltl •l't~!i!-t·r•• in.,ignÌt•J ol.-lla tllt'da!!lia tnll11t·i:duua l•ul IIIH,ltl tntlitar(· ,jj tlio•f't Jn.;!l·i dt ,c·n·iv.io l! r.im·uol~ t!i mt•dit·i"'c millf.,,.,. u:auol a all' llllft'a ,.nrtJlln dt·l ''"'" l"""to geut!· k/~ Jc J•:t'r vi \'o• t'UIIIi<>çri !IL)f'l.ll,

..- ---· .... ---- ---- -----·

lit· .

nff. vro r. PIETRO l }LJ~RlACO TPnente teneralc medico

lu'altnt Jl;I'Et\Ì ...!It 1ua pt:rdit" per il c:oq>v l-Hlllllu·iu militare i: la '""~'~'' ,Jt·l ~'· 11 tl'. pro!. Pi•>tro lntl.ria.:o. tcrwnte gent:n de ml'fii<·o. :\\'Ve nuta iu 1'\ Jri a. pn·,,.;o 'Aler no, 'lt ''' df>l ·tnl1'1" •·orruute. ~ .. n l· in porlw note, ;.critto• n t1·r(•ttatamt.!llt c 'Otto l'itupt·E>~~iow' rlul JlT•>fùlt<lo cl•) lo n.: t:hu sia po;:~il,ilt~ pnrla1·•· d<·~u:ntJt'll ti' t!~]}' " ' tl'<'1' 11\ll• ·Il) !>r•l'l!l{\ · l Utlltl ()Il\! . l l'illllJ'V . i Il ust. · l ·!l <::-<1•llltO, U •:lll· VI\ }vre :.:t• ·l •' ll't llh'O <;Il do lt•u·rrj .t · · ' J d l' 1 · n CO. UVVl• lll H T.IJJ ie ttl (• IJI!Uol~t.rv: a lnl'llttl J>IU t:\ llla 1 l$t'OI'J'1~l'f'1110 t l 111 . . . . .''''01·· · • "'l'Ì unztato, CIIIHI' 'tust·guantc. ··o111u >-~enttur••: , l " l l -. -;ua Ytl)ll l'"lllll lt~ atrl\'tllL 111 tutti 1 ranu del surv ÌliiO saHitario: ,J<>ll~ ..,uu rnl'e do11 dt ll tf-Ht•· ·· 1 •·ur>r•·· '' ·l~ìJ · .

.

.

.

.

. .

. .

. unp•out~ IHoleluJ,J!c •·tu~ e:!:l l:ro;(• tò1 !'Oiln !!Ue opt!ro. uolt» ''"''·''''lll.t totltt~tn• tlr\ltllua., dt <'ui fu v11 ut•J t' dH~··rn " a lla quale dt>rlicò tu!ttl l<·llttral•tlt lllf'ultit dél 'Ilo iugel(uv.

Ritiratn:;i rit, t••ì•·Li ·111111 ,, I.J ••·.n·it.•'' uti tlar-:·. 11011 r•\1;\· a tr:.J.,,.. •. ,, ttn i ..;uui ror d ' . • . . . . l "tl .f·l1 1. "'" •p>alt -.n•EIIt du·t< ··lw uou - 1 ,111'\lft H' potuto stat'll:ll•· "" uvlt ·h·-a. ..l . • ' OllDuv~l •J a1111 Vll'l. 1: ,., ,,.,, fu. tuÙitl l ' !.:",lt:l'lll::. IÙIO nJ]'ul tituo · •.U•' !;iOf'lll' Tvhc: le- "' <>io ru11t~ i'l'a .IJ . l>\ VOru tl la ta m1gilu : . ,., ' :<lJ.\ ltllll , t~ l 111. m lon\la, ,. l1r on1 o(J \ll.tur~,.' . . . . . . ...., llhteuw ··v"• tunnl •·,eru\·oh ,.u11<·t .... • tl;t •t•wle lh">l'~llt llr" J, .. J•i ù Jll"· IW \ 1 " 1 • . ,. '"OllÙ•>giillll~t· a Tl UJII .. rt i lUtto i l •·Ol'j>O .;~niLIII'i() tutlilll te . 'l•\ •1)


~F:I'ROt.Or.tf•

Car . RA~lERO uiGLIAHELLI TPnente colonnello medico

lu Pt!ru:..:ia . ti c;ivi'JI\l 8 r•oi'J',, ..,, ;. !>Jltl UtO " l'l't'lll<lnbllto· il lr'lto·Htl' o:<oiHIJllt'll.o Hll'd i t· o ( 'n 1'. RANIERO GH':LIARELLI. Qmw t UOIJU4> .. g-:i rwc~><~•· d :o tntJ: l 1 •• oHi "'''''•''o sponLalte:.mellt!' il i'C I'Yizio, pnr.:- il ric.,nlo di h11 P au!'.:Jr 1 ivo rw l •·uq"J ~.ou unio J'lt'r !t~ sue •·lt~tl!· ljU&lit:'t ùt medi•:o. dt !ot'lf-U~H<IO "di lf'tlt'rtllfl. ll'IIIJ!t·gtw III'O IIto e Vt.!I':.:Lltlt·, rli \'ll"t:t t•rwh;,toue, r'u P!.\'11 iut'R.lLi IIHJ•lit·o, lo·l· wr·.tw. •t.o t·icu, ,:onft· t'I' U7.ll• te. arti.;ta: P •t uest.& ntst.tit uelr·:ltllpu tlr·llc "U•' e-tdti ~uo;nl.tOui n •n infirmò fll'l' nulln il t•nlo re iutrnHIP~u di'Ila ~un prodnllJUè -d•·n· tirio :ot. l..tt••I'IHra e t\l't i<p Ì<;a l :n'<l i r·io•o t·obu·•· la "liti OJ•I-'I'n 1 j 11 o•coll.o l... rn;;lul le noi gr•uo·r"" "'' l •.'t• ;-,fvJI.Il. '>llol3 uud:ll iH j u ltu l ta e I(U..IIa I•P't \'tollllllluu-.a • P~o~r·ugt.L lllllt•'r• P P••t'l tj::ia tUo~tlurua • dtl' !{li ,.,,,.;lò unu di f11tir·a. iu •'111 lllll ol Ju ,:t orin, l ol II•J'·)~tlthll c J'nnc rJ;o' A na li.o ~:it t it n l t r.t\'fll'.~O i , ,.,.,l lt liuti 11d v~;~i., l'ò<'rupolo~l\1\H'II l P e"pO'il!l •. llJtnwa· lll•·llll' ..;tuolt;\1 n. lroù•nno •la pat·······l,iu LI!UtJl<l, llllÌ('.IJ Co1ut'ono dei ,.;rwi ult.<llti guJI'foÌ 1'111'0110 1•J ,L!ttlt<• (:il lat·oro, l'rl, impos"lil>iltt.at n a "r.l'ÌI"<ll'", dl'llll\'11 anchu r,.,·enlcruL·t•to· :dlu 11glir.o tll!uo·:H" i l lt·tttto ùei :!ll>~Ì "t\llli e tlr•l lp •ll t' r ict·r··hr.o.

.,

,\ IJu dP~u l ;~l:l !ÌIIII It;Jia illVIH0\0 le 110Strt' pllt !'llU!'•'l'l' ('011 lul!illllll.<·.

Pnr ~du;lotre il deHid cril', oh·· ol v iNw m anrf•·•t.u t o rla p n) p o ·n, , h ., r••r·· mrlrr"· •oni p rt.'CÌI!fo oirol\ lll npon· o le lltOttoO'!'Ìl) tli d •••ll• ., a oo d ,. •· ··r g• m · !oli . ffi·•• •"' •... Rl·rl'

oliret tore lll~oggi,ot gen. ra le m()(!u:~ pn•f. El>MONDO TnoMBI;I'l'A tlia'"' ' qu i

8 ·IlO

l'••lt•nc:o d•·llo pl'l!t~ipnli ; T...e tlc tel'l rlinaz.ivJIO tlrlt'm<tl~ll•·•ti .. w,•. t ~•OfliCJIC cJi ,.,1'/1 c t:J , l ''~•' IR!lll Vi~iouu biuooulu.rjJ , . vi~ituh· RiuuthHI t,. l. La ol ,,,,.a tU''""' t~ •~ •18. L'•'"PUI'iL•I\Ul ùollv :)oh .. ill• •r • lo ~uf' "Pl'lio,,7.t O• i pr ' ' '' bo•, ! ltJ/•11"'' d ' ·/l••'""' 1900. L' ìn1ll16 1ll:ll d··lla. luo tll·fl,, lol~· 11nÌ11.11 " ' /o,e, 1!100. Di niOUIIt rUt'/7.1 dr lfiH f•T• "'·l Jh'r -.v.·l•t.rlo! l';uwLUI l!'ot o ' ,., .•di il'·' ... unuL.t ... fJior• olt d • •••vfid11a u•ditoon , 1901 . La u•or ìa d· s:li •p· coh i o fl··ll•· t. ''ti .2& uchzlOI18 1ri!••nt •t/l•• \ '""'' P' p"~~ Jll()l l 11111\'Ì m o·nl, oJ, 1 J,ulbr CHioto'Ì n~t li• V\ t•.:>; l. t i. J c/,. " ,/',.f-" ~ou/IJ•to fl J 90J. 1.~& ncovc~l.!&Jl?.f' i1 1 r•q •por l•' Ot~l!,1 llllt.l\',1 r••Ol'JII dd l1 '\triÌ<'LP. ].,t1 elo;i,-,z 1t ""'"' '"· 1902. Lt~ dotct'Joo ÌiutL.t•lll (! .t.IJ · um..tror•· .. di' , ..ero·it.• (,' ormtlt ,1, t••~·il<'•t>n "d·lu• t. 1~4. Lo corH•7.ÌOII• d dh oHu•·t,.•pÌt• "'·Il'• "''r •·ttv. lli•>n•w t/i n• ,l,c io>AI ,.. il l·•r •, lllt 4 f.'"ziu11o dol!Lt IliO·• o:>eilhUib ,ull•wrl.tto. r;,,,,rzr •'i .... a.n/1(1 n•rl•l•u-' tUO ~ R ic,•rohe t!UI V l> 'O • in r~I'P' •I'I" c ·l hrn 111 b·n~ag fil• ( Ì• • ,,. llal.>u, .. ~;""' • •l D'l•\!;!' ·~ m t'ciieu prof. Suut~HO .J•t a). (J'IfO'ucJlt ·ii , f!t. ,.,,.u u r',"t'"', l9l ~ Na ov" ntt · .f lf'l'» 1111h t , ., ~ 'I'r~'Jn bf~~hl, ~H.t r 1m .ari.t r rn. .,,.~ ~~ otla'' nfu: o ·U Pu '· l \.108 . ?d •1 T tttttlUt•llll, \l,tii U!'Ie do·1lt • UJ.~< Iuttio· dull'ur ohio•. T· TJ,o (ool il~Ìoollll u.,;,., lrt·~ l/~ O·et 1if tiU /fl) »•e.4r, U>J 7 Q«l

•J


•

•

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE &1 Yalor mWta1·e

:&ICO.PENSE per la campagna. di guerra 191& - 1918

MhUA (TioiA DI l>IUJJlò:OW .

D '<' l'"'" llwycl<-rteltZiale- 13 st·ltruti.lrf' /!t/ ì .

338. f~1<1t. -\!:l A!U.ln:a , da Ci :t~ i a de ' Hvl' i (l 'n'nlona), l ~nl'll t.e 111HÌ ico 1·eggi 1116u to fa n w•·i l\. - C'a p•• ùi 111) po.;to 1li llledil·aziont- sii ualu in u11 a 1.01111 i nt<~u ..;... Jh~llte ba ltU\Il dRl1 11Htiglil'l'Ìl< :wver<:ai'Ìa. pet olne giorui C'O iht'CUtiVi adE)tll· p i ''" al suo t"Olnp itn, t"On Rt ti>·it(,, :r.0lo e nrdimento. G in distinto!!li nc>l com hattm;eJlt,o ••t'Il' 11-J:l lug lio 11 Moute P ra>H!Io·Segeli. IO f' :2 noveJu\11·e l!-Jlfi. ~. } llA:Sl'-1 GIO'I'•HI•I.i, Uk H i rui11i (.Forli;. a s piraute ntiicialt: rue<iico reggiwel\LO l>llllA'r i >~ Spn~n>IHie ctd JWl' ic.o lo. ><otl<> i t1 1'i d..Jl'al'tigher ìa f'! fudl e 1·itt ~~-. 'l'+:l',,.YW. »tten•levn coto (•!dm a e !'!o.u·•·ll itit :di!, <'111'1\ dei ferit i •:be afftu in~11~• .11 j>o'<to rii. n•• "!i r:a;.i.,u" !'l ,J,.va l"''>vl< rli alfo seuLinwnto d .. ! ùo,· t~l·u. - H u J i l.og. \ •.t 110\t'"' h,.,. l ~Il t;, MQ. IJA.LL&R.\ ~1 i..•a,·lo, da Gento (Ft,trà ra', a4l' iran t.e u fti,•i>ds w ~!lku rng~;;i t w·nto f:. mt-tia. - :\ n mrlo 11\' utv di'itr nLto ò:d homhnrù~tm•·ut.o IIArll i<'o il fN!Ilo ùi 111>·J i,·a.zi< mt.' •Ì<•I l.atr.aglin n e, -..i nwò i1i primH liJwa, .,(\ ivi , ('CIIt -;p1·t>:r.:r." d"l pcricvlo. calma crl :dto S<'n t imt>n t o d~l dovf'l'E'. morl tt"0 nu nHln>><i ft<t·iti gra ,·i d<:l f • !Opr~<• b •li :oltri tl!parti. - ).l c•lltt' ~ .. n ~t .. rro di Oorir.ia, 1• ,. :III<H't·tu

br t- 1!~ lfi. '}iJ. C1A'!'TI f'fll'lò, t!>\ <' at·p:l.net•'~( P tncenz:l ), t rn en tA mP•\1<:0 r·•·~gi meuto faul!:rÌt\. - l n tntt•; lto a ziun: c·ni pre-..t-~ pA.I'tP r.ol rf'g~imento, pr tml\ in 4"aliti1 di ~ •· .

~•>tlt-er·nc' nH~<IH•v, jJ<•> <iu•de d1r•g•~• •<·*'

lH'e!ILava l'optll'~< sua Ul fel'it:, Jiua.l~Lrawlv 'i'JW•:l\ìiO dc·l J-l"l'ÌI',Ilr> E' :-wrnua <'rl. llllll, .;otto illt l·oh, '" •!Id)., r · l.llltf•rt t i ,,,.,,, i<·.i. a b1·e ve d ist;~ n:~.a dali:< l i nt•a del 1'1101:0, ''"""IVt:lll!<• il r•· •prio ''01111"'" iu llllldO lodevol.... - ( ' im;l. ·~d i ~I on t.f< San ~{it:brl·'· !l a gos l<>; ltpf'll<'<'hin:~~•lt.,, l ·i ,.tlUI'IHbl't>· 13 c>ttvlm·: C:~'illll>jevi k ,,, 1° f• t llO\' t·mhrA l !Ili;. il :;en ·ì.-,io ,;<l rli Lnt:i <l.

~. lt U.\RALJJI (}rwlo , •l;• Modena, Lcu t:nt..J lll lll!i<:" n·!;~llll61llo Mrt;gltl'l'lll l! llW· P·•;.:ua - D •lnlllt·• un ti;·() ol'iutt-rdlbi•lll<' cl o> ll '><.rti~li•:l· i ,. lll'lll(<·:.. ""'"'"11d1• ,.,t ii. L<t i«l •:n a•l n u J•Ì•·dp, itwnr.>rtn• di'Ila pt·opr ìR dl •'oro,..a r'el'i ta, tra ... pnrta \'11 in l uo~o l'Ì )'arat•, •Ht <'OI•I:oto ··hl' l'l'l\ pure ;:tal o gt·~tveut.P •·olp it<J, e l'l'l> \' \'tlli t:va " ..,;,: . . corr"r' a.ltt·· tnili~ati fer iti uell a ><Las.;n ci r ro4H. II t.ll. fin<• al ..,:opraggnwg,..rf' d i .IU èdtt·o IIH:<iÌ• '·• •, IIO IJ !J• ' I'IIIPttòllllO poj o·h l' •[ll•'~ti lllt'dÌt'l\"'t' lui ~lt~""l) p!'Ìml\ '''~li .lltri. P t!h•·lt, :lli g Pn u nio Hl!7.

lJ:I. :0.1 \Ne' Xl A lttl)nio, •Ili Li 'Hll:uo, t••neuto> meUÌf'<', ,:o tu plet>~eu to rt1~gi t•tt'>h l o Ù111 L'l t' " • · - - fu primo~ lin•·:l 1;0t1 irJ uumurosr ci n :o>'l liu:.:e, 11i n•c•tva d a l postv ài Utwli··r,ziont~ in 1111a tt·incea .scopf:'rta a t tra ver.stu Hlo un Lerreu o soggl't\.o ai l i t i 1111· m_id di t'n<:ileda ,. tnitragliatri~i, pr•·st nndo l'OU cnl nw e ~erenitk. le pwprt~ : ure ai i'~ riti, ooll'<~sempio rli !;pre:r.?.o do! pet·icolo e di abncp::l:.:ioiJe. - Ot·eLov~ ~ àlacedontaj g,; onaio 1917.

!U4. M!!~NEG~h:'M•J Egidio, ÒR Ver cma, ~ortolcueute llJ~dico regg inoento l'a nt ... r••·

:- Org_ann:%ava •~on i n telligem:a. 1- 7.4>lo il ,;PrVi'l,io ~anil:.rio reg~in•;•tlt.alE' <~.•1 .rnrned tat" Contatto <'o.n 111. pnnta · 1·m~>a, e 1n rareva · t'un:r.tounru · per f l"tWIIII•< r•l" ,

' .


!'~. Il

I l, 1,!11110 t• t li(() 01:1. C'ONPO S AN1T;..RIIl

;.:::.JT ~ nl':

-«•ll<J il •·i·>ltonlu fll•le" lH"Ini<'O d.e cagiou~va !Jì'l'dile auehe f1·e i port•tr:td , I la •·:. r... utir,uo bf'I\'P>!Pmpio ·li 1\hnegazioue ,. <'OrRg~io, l''"'e~uaudo <'OI• is t:l-1,. .,..l.; t., 1\tt.ivit:. 111 p1·irnP. medi•·a.l.tv ui :li ferii i c :'P•••·ialm1•nte n•raodo~i. t'Oli t re· •JIIIIIIM\ e ~:on ~pn>z7." .t,,[ )•er:c·ot<', wll>~ t!'f'la eli portHf,..ri t i . fiu "lilla lilltH\ ·h c·outkttlin> t•nl<~. "" lliJ'''''' nl\1'•·, P•'r lo "~" mbro .lei f,.,·iti o ,],.j •uort.i.- l'•l<l! d ne P111i dr :-ltw ~J,.,., .., · l~or·i~tll/, 1~-:H '"' V-ml•r"' 1 ~1 11\. )}.4 o. :lt 1:-ò•. A I~I \'i<'ll/~•. da t'upit7.1 • M.,-~ill >l ), l t>Hell!P • IIlP•'ti•·o )'<·~~·0 1\Ht\ .. ra niA.·rik. ~ ~·[\'nriotllJ•IH)ì'tdO

ol tillt• '-llt'

lllltll'1 Hl llÌ !'l'l•(lt>, ltll•·h~; 11+'1 IIH110"11tÌ

pit'l

•·t\li••t ,

li<lt\<l il f'uui'O 11 lll ÌC•>, olnr P''""'l di l'ltlllla e 8 01'tll'<::llO • ·•>rllg~i•>. pr•''l·tli•!O l'fl)'l'l'll propri 11. , ÌH• url'UJIC •li "'• per '"'<"'t't)IT!lrf> gl i alt l'i "»Il M>< I'•'O d1 \;o. r i.:1a. 9 a.j!<.•:<t.o J u vveltl b l'l:" l!J[o;, ~~6. ~lo l •( 'c ;:-.,, f>mn~ •ti•·o. •lt•

l; it ..Jll• • Kan ). Lt-HJ ••ut" ll!f"oi ic·u r<'tt:!Ìllhlll t •l t'~tlt!R.rl • · 1m.:ur:u.JI•· \!t'l p~!ri••olo, u el l'·'~to di rn ..oi,(, ...:.sione rt>ge:i1nantnl~> ·~olpitu e crol· Ll\ l O per ,..ff>~t.f.O di lUI h.llnh;u.lnltlt<J II<l ntnuio;l), lit'l'<'tl·'lll"lltc «i .u lo)pe r.l•" ~\ ! >1. !\1" l ·o ·~tr.I~> U• ' d 1 ll>tllHoru.;l t'c• J'tli. ><a l n turlone alo·uui cl n si<''! l'l\ mortf! 1:1 ·i.,ndo 11 .t.:lc H"<&mpiv tli a1trc,l r~mo P rli alto ~· ·n tiln• ~~~•• é)(•J •l•;vr·r··· - r. or i?: in, 8 t~ 1\ :,.:Q..;,l~i

t:lJ il.

'''"h"''' 9ttit>i. -

i,tì: 1'~:BI~l.<t..1 A lll•.'ttio, .1,., l,i,t.•w• > 11.oiH'.t;,,J, CllfiiL><tH> 11• • " 1"'" l\ 111'1\.111..-

r i !IIIU•'n,,n OòJll b:.t o·olll!!hllll o "'"\nÌ<',o, """'~ndo ... (a\

l)

io·e:u;•H'ItlelJ l e .... r : tQ,

al snu Jh, ... t.o . H~ttfl;r::.n Jo l n u trH1r, .... t f.,.1·iri t-d a"'~h~u ;·, .. ud., (~~~iri~!'\~Hl l'i"' ·Lel 'l>JO ror:l.t!~io ia rii~1plin l\ e !11 c:~.lm tt m tnn.o i l J1"T' •na l.. ~oì t>lu• o . u ~·~;•lÌ t• • nll.- llllli'ltt"ll/.t~ •lP] I:•I IO IItlld:lutc< hl >'<'7.Ì•'IIt> t.. ~I'Ì :\1':\ q •\vllH\I HI<i P·•l ,.,.,.,.,.~; 11 (,lri>Ì tu~.fl<'tll't: , riti111anJo f'•·r•'> •li t>I!Ll':tT\1 111 1111 !uot:v d i ..: ur;~, )'t'...;la.\·a

J:'~t ljkj,(',- 1 ~ •IÌ.,I' Ull..l'l! J!tft:.

An••rl•l, ,[!, Ornll \-tn l~>llll)l, ~u tt<ltt'll<'lllo· lll<-d i·:o o'\)lll(l !"l lll'ltll" ···g· l!olll'c!:;huiJ•iu d i v ..d vrt: ltl ÌII Là1'8, rltll'>l.ll~fl :.1'11 f{IVt' Ol cou · ~>t• Un\·i di :u· i,tll t'l, l ' .. flflt'l t" l\ Ìrt:~ ... ~t- d pu~\n K.VHII XKlO rt.l tlt~i f Ì,· ~/.it.,"'oHt" h t-olh! '\· j. •· tnR.JJt.t· ·l.lllll• !d i:\tt • ,i ... u,.. liu~a •il.•·~~\uhfl'tÌIOt•JH•.,. t • .,· o u g•'tu.•l'l•~n nhll' !.{:l?,;,.,n~ e granJt' ~i"l'l':titi, ]11'•'"'';, 1(· ... ti•' a~< i rl 11 .- •:m·., ai j'.. ri Li, ol i c·11i p 1·• ·•·\ irl·· sl!v ~~t_t!lllt~\'U1 ful,d', )\"\ ·f-.;)lfld•J a tnlu Jt•IIIY i 1111•.1./o jj fl''l."' l Hll'hl. · Jlnd' ).n~. 1.:\ n o >e mbr<' 1'•16. :w~t it l<-\ •'1 n,.,,,u, L:t H•• ..q.;h'~ t·.d .tt,r::, . l•'"ll··uh.. nH•dt,:o rt·..!.~ lllH·tt td i•,..r-.~ f!'tr_r; . ~. s ~!'(J'III<I>

;,: itrt~ ll~·' t'l\ut,...l'Ì••· -

- l'•·r ~~lt··'" n: 1 afl•••' d llttls r ro . .·. ~rag~,., ..... t" "'Pt' ., ,, C1ltl\'fla iu r11tt\• h· tti'~t•l\! Il i gnt>:'l'll r•u i prt>~l" pt\rt P. 1l h~tt?gl•on~ :-t ! 'ln:~l c> eg!> c>r:1 11n•ietto. Fu ro-orl'f'çt~ ,. 1 1\'!~ltlt't'

il pr•>f•l'IU t't1}th l t.ù j>Ol' liU14 gr,L \'d ÙH'LLll l'ÌpOl'Lli.Lll.

s otLO il op,:rl\. - ('o ,.:u,

lU I.IULl'C,

f ivo eann••H oggi:..JnFI!Itl'l ll<'lltir·,,, i!('ITI'll:tiiiÌ'UIIl pt'(<!'ta,·a li\ "''" Jo novemiJI·e I~IH. ·;r,t1, 'I'Ro~:,.;•• llt tri•t.:omu, d:.• ~erra :-.an HruH<J (t'atalut.aru), l'"['itl<tll) tU<'•tin• se· \\IOne !iSII Jt;.. - ('oru~~ondan t~ Ji Ul.lii 11\6<1/.11 set.;oue tli ill'u i t~, 1ltcrlln~ un v1~ lento IJond.m rdarneu to u••no cco, ''"u c ut·:w l't! t.le l perirn lo, •Ìt'lte provi\. ·h grtl DJ\'

ror1.1t ,, ~eretntit d 'anim •l •• '"'l'l'" i ~tt'cm·l~r'l ··ol ~110 nol . il~ e"""'ll Ì• • l ~> Gti•t"ì• ,.. h\ t·alt!l:< lllol • propr i dip"uden t J, ott~;nen do. in c·on• l ,;~toni 1\.~"1\1 ,J; flic:ili, ·h JIOlt\1' ,.;o•·.t:o rrP.r<' e J<g(lno hrar~< nuruero"i feriti. \'l zllt~Jni . 6-7 olic,.o1hr•· 1!116. a!)l. \' ~~~KA1,t.•J l)i u.~fjlj~<'. da J~n nr.o :-krÌ\'HI. <061\0Vll.) nlpinnoo med ico t('ggimentG r'nntrrin. l>ui'!Uitt· vari>' a1.10Di sottu il continu o ltomh•t nln nt ~nto lt•l llliCO. tr\ lOl'"

viol.' nti.'!sÌ 1110, n O•'Ul'l\ Dtf• di ~;,. f'u 1\0::<t:\UtP el\'~lrlpto di :u·rlmuiuto. Trl.l·

io un po>'t.o di rnedir.azione, <'ha. colpito io pii"HO. rninM•n p anri!!>IUllllllll P. lo ·~upl'l \'!{ di macane, <'llllti uui> s~renam~:~ntP. l'opl'nt ;<u a dat~d o p rova d t "'\11~111' ft•tdd v Il Ji gonOl'O;o.O >;eutimen t.o d i a lml'f'lLl: ÌOHc, -· r\!r rojU\\ ti "• r• 1• .,•• lU·!'J ottolwe 1\Jltì. 1,Conti>n•<-l l· 1'1\Dl{Ol"i

:


..

.•

,

•'


GIORNALE DI MEpiCINÀ MILITARE !w 'Dhesloao ed Ammlalelrazlon~: Palazzo d~l Milllstero deUa Guerra, VI& XX Settembre· Boma

1° n O·i omale di m.edioina militare si pubblica l'ultimo giorno di ciucun mele. in fascicoli d i oinqul' fog li d i stampa.

2° L'abbonamento è annuo e decorre dal 1° gennaio.

a• Il prezzo dell'abbonamento è:

L.

Un fascicolo separato costa

ta,-

• tJ;,• a,t:; • t,SO ·• a,:;o

1 in Italia'

all'Estero . I ! s upplemento contenente I'Annuorio i in Italia . del corpo BsniJario militare costa • l a ll'Estero l 2,7.'i 4° L'abbonamento non disdetto prima del 1° dice mbre s'intende rinnovato per l'anno sueCt!SSivo, 5° T .. ignori a bbona ti militari in effettività dì servizio possono pBga.re l'Ùn· porto d ell'abbonamento per mezzo dei r ispettivi comandanti di corpo (QJlcbe ara~ mensili). . 6° P er i soli ufficiali modici (dell'Esercito e della Marina) è am mes11o un abb9· n iUHeu to Olllllll lutirn al GiQrna le di medicina mi litare ed agli Annali di medicina naoa~ e col-onwle al prtlzzo di L. 18 a nnue. Per otten&ro tale abbonamento gli abbonati dd Oiomale di med icina militare devonei far pervenire direttamente L. 6 all'amml· ni~trazione d eg li A nnali (presso il Ministero della l\!arina.). 7° Ai li br ai si fa lo sconto del 10 %, ma aofta nto per gli abbot~amenti dellt persone e d egli enti non militari, che non possono fruire d ella facilitazione di oui 1\i nu meri 5 e 6. l

1

NOB.i\1F. I•En I.E PliU.ULICAZIO~I. I " I lavori originali, te note, le riviste dattilografati o scritti e. mano devono occupare un solo lato d el fogl io tld essere accuratamente riveduti dagli au· tori. Si fa speciale raccomandazione che q ue lli scritti a. m ano sia no ben leggibili, pe r modo da. e vitare ogni dubbio d'interpret azione. In caso contrario, In Direzione si vedrebbe oostre th1. a so spender nc la pubb licazione. 2° Durante il periodo d ella guerra, la correzione delle bozze sarà fatta dalla red azione, a nziché dugli autori, per ~.. on vincolare il lavo ro tipog rl\fico agl' inevitabili ritar<ti po~tali . 3° Finché perd nrflrà. il costo eccezionale d ella carta, i lavori dogU abbonati no11 dovr anno oltrepassare le 15 pag ine di stampa; quelli dei non a bbonati, le 8 pagine. 4-0 Le spese per g li estrntti e q uelle per le tavo lo litogralìche, fotografiche, eoc., che ncco1n pagnnssero le memorie, !lo no a carico degli autori. 6° Gli estratti sono di due tipi : - Tipo A. Con coper tina in bianco, senza frontespizio, e colla impnl!'inatura e numflra?.iono del 'fascicolo, - T i p o n. Oon ,oo· pertinn stmnpa.~a. frontespizio, impaginatura e numtlrl'l.zione 8peciale. Agli a.uLori dellu wen aorie saranno concessi gratuitamen te 50 estrat t i, tipo A. P~:r coloro •· ho ne dc>< irl<'rassero un numero maggi ore, il prezzo è regolato dalla "eguent<l l.n.rifta :

Pn:!z.zo eH c i aHcuH fnJ!l i o d i ~ te m pa .

. .. ....

--

-

NI ')IERII UEI.L~~ 001'11!:

1'11'1 11 1 ~SIRI l'TI

1' IJIO A l i! o H

~

. . . .

.

!•.

i{]

CO~UJ7.10NI DI AHHONAI\IE~TO.

P Br l'Italia e Colonie. P e r l' Estero,

~~

Pt r o~ni renlirlaw

:>O

100

2.00

· ollr• ! •lO

7.50

IO-

1fi -

(i-

1~ ,50

l ~-

:1o-

12 -

Gli estratti minori di un fogl io si oontnno come foglio inte.r o per le ordinazioci d a l 00 estratti o ml'lno. Per quelli che superano un foglio, lo frazioni in più, ohe non supcruno il metzo foglio , si contnno como me tò., purc hè però l'ordinnzione non sin inferiore n 1\0 copi&. 6° I monoscritti n•>n si restit.uisco no.

l


///

P u bblicazione tneruil4J

3

GJO·R NALE DI

.MEDICINA MILITARE Pubblicato: dall ' Is pe tto r ato di Sanità militaPe

., .

Gio rnale di modicloa militare : 1861-18 8 4

~

Giorno l•

•

medico dol Regio Eoero ilo e dell• Regia Mori no , 1886 ·1890 Gior•ola m~lco d el Re&io Eoe rcilo · 189 6 -19 0 7

A.NNO LX VII -

1~»1 8

.. 30 A PRILE~

:;. :

.... ..

··~

\"

. DI~ETTO~E : Pl'of . EDMONDO TRO.MBE'Ì'T A. maggi or gener al e medico .

.... •:lo

~EDAT TO~l

lonneuo medleo. :-: .

.. ,

CAPI:

Prol. ALFREDO BUCCIANTE, tenente eo- i Dott. ARTURO CASARINI, maggiore m... 1•

COmiTATO DI

dico. ~EDAZION,E :

DPrott. DUILIO BALESTRA, maggiore mecllco Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente ooloool. CESARE BARILE, Id. Id. nello medico ~· ALFREDO BEVACQUA, id. Jd. DoU. GUIDO MENDES, maggiore ld. n.- • RPOSOLIHO CIAURIÙid. id. Prof. ANTONIO NIEDDU.SEMIDEI, co"""'· LACIDO CONSIG O, Id. Id. lonneUo Id. P!of. FERDINANDO DE NAPOLI, tenente , Prot. AMEDEO PERNA, tenente oolon· oolonneUo Id. neUo id. Prot GIOVANNI GRIXONI Id. Id. . Prof. SERAFINO RICCI, Id. Id. Prot.BI. ~~~~NI BAm&TA MARIOTri- ' Prof.ALBERTO SANT.AMARIA,mqgtoNid. nnv Q&, Id. Id. . DoU. GIUSEPPE TERRA•ABRAMJ, Id. 14.

.... ,. H

-- _,..,._ .....

-

.......... -~ ,~_,__,.--,...,.__....._~----~......,..._ .... ,.

D IR EZI ONE ED .~ MMINISTRA ZI O NE

•

~ ?..~ ~ - Pa1azzo del Ministero della .Gnerra • Vfo. XX Settembre - HO MA • RPer le lnse~i;ìdì;u~~t;;;ld.ircl"~,;~ot.; ~II'Ufflolo deleg~t~ a tale se~~~· 011 2., latl~to_ Nazionale· di Pubblloità e Informazioni, via Poli, 43-47 -

Telefono 77·88.

..,...


SOMMARIO

l E.lgenll Centannl. - 1\ls ultllti della lmmunizzazlono a ntiplogene nPi feriti (Il ~uerra

Pap . ~5;,

rerrucole Sch?te r. - Il r rotllema cld la tuoercolosi n ell'esercito

:li li

Ftrdlnancle De Ha!Nfl. - B:IJ:ni a gas di anidride solforos• nella c ura d e lla Sl':tb lJia e (1elle JWikulo>l

~96

l 'ceste Barr.llnl - Crll ~rl JHalici per la diagn osi mfcr os··o r lca l!ella <li :<sentPria amehic.1

311 1

\

Egidio Puletll. -

Al•r•arr•·r lrhr itnll:mo <li rrotesi rrr mnlllatl di cosrt:1.

•

[

3 1(1

San ti Pusate rl. - Ttunori berdgni mullìl· l• J•r m.llvi rte lle •on.<ille p;.l:rlllrt'

QUj,;STIO~I O' AT fllAliTA. \'A IHH À, ;\0 riZIE.

Trembetta. -

1a

3tH

barba ~ la )lllt'rr:r

EIIRATA CORRIGE

Corsi uoiver•i• ari per milil ari s tudenti in m~dirlna 01ro "l'C" " ' ., .. . ,, t:. IL l • •

NECII OI.OGI(J

PER LI. LIDRU D'OIIU DEL COfiPO S.\NI'I'ARIO MILIH AI<:

..

PARTE UFFICIALE

·. AVVE;H'.J.'SN.ZA.

è stata

A scanso d'equhocl, si anert.e che, ftn dall' lnlr.ln della gaerra, M~l•&.!a ogni retrlhuzfone agli !'«tori tlegli articoli e dt:lle riYiste, che 81 pnb· •ueano in questo giornale. N. d. J) .


:\'J Ji- :\ 1 O H T ~:

O H I G· I ~ A L I ..:· '' . '

{

• LABORA'.CORIO 1>1 PAT<•L'•'·l.\ I,E;NUVLI! Dl:l.L\ R. T"NJ\·1 a.!IITA. lJ U i' HCIO D'ICllr !'"t.. lfl:T:o;l ClPA f.E DI ll:IID I· '<.\

msuttati ~ella immunizzazione ~nfipiD~~n~ nei teriti òi ou~rra pe1· il prof. Eugenio Centannl, t •·nente rol·muE:Jlo u.edi•·o. d in•ttùn·

Il clJirnrgo, n et ~'a:.t mina<;ciosi a d-ifE>su d t> Ila facc·ia esterna dd la ferita, appende con fìd ucia l'apparecchi0 Carre! per l'irngaziont anti.settica per ma nenr.e; con eguale prout ezza e fìdnc i a uot:~ pem;a che si può appender<:' un simile a ppart:!ccb1o a difot'sa della f<~e:e: 1a interna, ben più minacciosa, il quale nessuna siuuo~iità la,<:ia irragginnta, 11e hèl nu attimo d i sosta : il :-angne immunizzato c-oi suòi poteri aitiito:;sico e hat.tericida. Vuole la ventura che pel easr, cll'lle fE-rite> stesse f·!>i~ta gi~ nna prova inoppngnabile della meraviglio10a pc·~enza dell'imm11nità, nelle inter.ioni a.utitetanicbe, le quali S<•llO riu,-cite a mdiare unRinfezione, che nelle favorevolissime condizion i delle attuali feritP abbondanza di pa.r ti mortificate. frequenza di corpi e>:tranei. in q uinament.o con terriccio. forti ~tmmas.-;amPnti e l'Ollt<•gÌ cloHebbe ri,,prire ai no;;tri oc:chi gl i antichi orrori . Ret~tano , tuttavia, nou ancor rlomiJ:ate. fra le iufezior1i più temibili, la gangrena gassosa del gruppo :;tc>~,.o ÙPgli anaerobi, e !Jrincipalmente tutto il grnppo ùei piosetticemici. fuw·.;;to S••pra ogm &ltro, se non sempre p...,r la. tnmultu0-<ità, c-e-rto pt•r 1a fn,qnenza-,. molteplicità e insidiosi tà delle forme. Hiu dal primo arrivo dei fHit i in tfUe.,ta zona. d~~oto il mio nffir.io di vi~lanza igiPuit:a, rimasi colpito dalla. :;erieta di qnei danui~ I:Om(' dalla m Ì>ieria del so(' corso che si opponeYa; e mi parve du>ere tentare di migliorare> anch e per quelle forme la ri>:r•r:<a· Ìlnlllnllibuia,, tanto piit che mi trova.vo ad avt>re ~vilul'pato uu .ordine corri~pon­ d~-:nte di st.udi, com pre'!o sotto il nome di ~tomosiue. fino al-lora restato quasi esclusivament e nel dominio sperimentale. Riuscite incoraggianti le prime a ppl icazioti i. la Intenden7.a ge ne1' - r.i~l'na/' trl mrdtcina miti/t"·' · -

F~<c. 1V.


266

HI:"CLTATI DELCA IMMUl'lrZZAZW"SE ANTIPIIIGK~ F: 1 IO:CC.

rale e insieme alcune DirezÌ•)uÌ d i ospedali territoria.li, con quella vigile e larga. visione ' che ha masso io primo posto la nostra orga.· niz~wzi one sanitaria, stabilirono, n ell'estate scor:-;o in coinciden:r.a rou le maggiori offensive, un piano rf'golare di prove, affìclandou t> l'in· carico alle maggiori illustrazioni rhirurgiche e raccogliendoue la documentazione nelle relazioni re lati ve. Dopo di che il nostro sistema. d i preparati entra va a far parte ilei materiale sani Lario u fli ciale ilei R. esercito. I dati che iu tale occasione mi fu dttt.O rac1:ogliere, visitaHdo per inc11rico dell'autorità i centri ma~giori di t ali prnve - zoue di Asiago, di Gorizia e di Monfalcone, oltre alcttni ospedali, segnal.a.mente del gruppo di ~[dano- uredo utile di riunire qui a complt>menLo ,-J!:'lle antecedenti relazi.on i, non senza far precedere aJcnne illns~. razi 011 1 che mi vennero più di fr~qneu te r icbiestt>, nè Sf'·liZa ll.!!'gÌmlgt>re VÌV~ gra · zie a tutte le Ant.orità e ai Colleghi ehe mi furono larghi di l)gni 1 cortesia.

\ ... l [: • t ...

'

'

-~

t

l

!

·'

Sieri e vacd ni. « P e rehé, dato lo scopo

:;..

precipua m ente cur~tLi vo, ''wc i no e non

siero? • P eruhè mancano finora sieri di vera e prati ca all.ivit.à t·ontro i germi a ti])o in va<Jivo, all'oppo;;to degli inconteste.bili ris ultati che da11 no i sieri contro i germi t o;;sici. tetano e difterite. l•'ra le ragioni due m eglio conosciamo : a) J{ancanza di rorrì..~ponden::.a negli antirorpi frrt 'Jill'lli f>rniti dall'animale e quelli n eces.~a ri all' uomo. E~iste fra i germi tossici e gl'invasi vi una eli fferen za sostz~.uziale: laddove i tossici, viv<-:ndo su focobio locale e mort.o, hanno sviluppo e produzione chimica uniforme e f~c ilmente ri producjbile nei t..er· r eni artificiali, al contrario i g ermi invasi vi, chfl vivono e lotta no • contatto coi tessuti vivi . modell a.uo su ùi essi talmente le l oro pro· prietà, da acq uistare specificita fini .;~;ime, non soJq per ~pecie ani· male, ma insino per individuo e per organo. . 01 Segoe, prima di tutto, che nel preparare la cultura va.ccinlllt' ~ terreni artificiali, ne vengono fa ci lmente denaturate le prop rietà, oh~ non sono più quelle della coltura nel tes:mto uman o. Il difetto pol diventa gravissimo, quando .'ii if1ietta la coltura nell' animal.e i!ierigPtSo, p erchè ogni specie, fra la molteplicità. degli antigen i presenta nella stet>till coltura1 sceglie per re<tgire quelli conformi alla. propria re~t· tivit~, che sono in tutto o in parte diversi da quelli ::;celti da un a~ tra spec·ie. Avviene così che gli antic:orpi forniti dal ca.vallo,

n


oomuue sierigeno, trasportati uell"uomo, si trovano il più spesso ad a.gtre a vuoto. A po·1o è valso tentare sierigeui d 'altra specie. Un esempio, il yonot·occo. M<"ntre pol '\a.eeino i g iudizi sono con•:vrdemente favorevoli (ottimi col nostro tipo di ~t.omosina: L, l\fl\rtinotti, Clin. Dermos. di Bologna, (horn. Inte1·n. di Re. Med., giugno 1917), a.l 1:ontr3.rio il siero non riscuote affatto tidncia. Come può essere, infatti, che questo germe, già facilissimo a degenerare nelle colture, provochi tlU 'adt>guata risposta. n el cavallo, verso di esso per nulla recett ivo? A.ltro esempio, lo pnennwcocco. Con colture d i diploeocco p assato pel ooniglio, adoprando il coniglio per preparare il siero e applicando questo nell'infezio110 pure del coniglio, fra7.ion i di cmç. 1·iescono mirabilmente a vincere in qnell"an imR.le la furma di scLtìccmia violE-nta; nell'uomo nit>ttie di eondusivo. Lo ste;;sc• per la tuhercolosi, pel tifo, pel colera, ineostautissimo l'antistreptot'OCt,i c:o. un po' meglio, parrebbe, l'&ntimeniugococcico. Non ~ dunque nella sieroteril.pia che i l principio manc,hi, è che esso non ' ~i pi..:-gn. al le t'Ondizioni cu i vogliamo forzarlo. . b) L'mlfif·tJrflO ontilmtterù·o, di {rontt> oU' antitm;sù·o, ;.• di }H'l' -~~~ di umilati~sùuu ZJOlel'f. Ctt1'ai i?·u. }ilentre l'a.ntito-isìna, quale è uel sif,ro, ba,-ta c.la. sola a i nattivare la tos;~ina. senza partecipazione dell'organismo, l'antic-orpo an tibatterico del siero non rappresent.a mtlla di batteri<:ida, è semplicemen te l'ambocettore, cioè nn .,msihiliz.:atm·e, nn mordente d i per sè innocuo ; il resto, l'eleroent..o vero distrut.ton'\1 e cioè il fermento complementare per la lisi e i ll•UCOl'Ìti per la reazione opsonica, debbono essere forniti da.ll'orgau.ismo ch e riceve il siero. ·condizione t~nto più g ra.ve, in quanto che questi due elementi uon si elevano affatto nel proce:~so d 'immunizzazione, mentre, d'altra. parte, n ell'organismo malato si l:lSauriscono con la richiesta. e son lenti a. r ei ntegrarsi. Un elemento sfavorevol e che si aggiunge è che, morendo e di!lfacendosi , i batteri mettono in li berta larga. copia. d i p1·incip'i vele'IIOn, di cui solo una parte è ~~ontigtwa e qttindi doruiuabile per vie. degli anticorpi i un'a.lt:.ra. parte, dato il earatt.ere di endotossina e di balli organiche, deve essere fronteggiata con le comuni attività. dell'or~anismo. È la più cospicua. e in essa ~ono veleni potenti, quale quello della sindrome febbrile, come prima. da me fu dimostrato ed 0 ~ pie~a.mente accolto. Si è trovato anzi per icoloso promuovere co~~1 a.nt1corpi una lisi t umultuosa dei germi , pel timore a ppunto delInondazione ma.ssiva di tali veleni. Il ca~ttere pas11ivo dell'immunità trasmes sa col mezzo d e1· s1er1 · · d·1scen de, qu1n · d 1,· q na.n d o e· d·netta contr0 1·1 . · · b atterw, a nn valore molto relativo.


:\on è da lrala.,ci;.~,re che l'azLoue curativa dei sieri a mnlatt.ia. dil'hiarata è in roaltà 11n'n.:-ùm<> l"'o(ilattica sui tessul:i, f:inchè ess; noa abbiano asl'!orbito una dose mortale, o meglio fìnch è il velell'l è aneora non fin!'l.t.o n~'r t'o"<' la io perif~rico, eh È' Il\ dose mortal!l d(lp!J entr;tf,a. in circolo è pro:-~l.o, ancho in pochi minnti, a~;similata. Pel siero uut.it.ei.anico,_iufatli, ;;e si i· voluto in qucstn gue-rra nssi<:uraru~ il ,-alore, ò stato mf·stit-ri impo1 IH> J'iniez.ic•ne I'Oltle un vaccino. l'r~ · •eutivo a feriLa appt>na avvf'nui('l. Nou si puù iJUru~iuara qmmto da nn qnarw di · st>colo, atmmi dal doppio tn ira.ggio Sl'lf'lltifico ecl ec<momico, si sia lavor ato per m.· tc·Ut•re sieri an ti ua.tt~l·ic~i efli.cac.i. Alcune condizioni sono state miti· gat.e, ma rimnov(\rlo rlel t.ut to {• fu,ri del possibile, dacchè esse fanuo l'arte d~·ll'E>ssen7.a stE\...;:-:~~, dell'im-;:,~nita.

I ntcd ni comt' c·. uratiri. " Come p n<', e:-.hen> cb·~ l'organismo malato, n. VE'lHlo a. disposizione la cull,ura del virus II<'Ì prC>pri tE'::~snti, abbia àncora bisogno per ~ua · rin• di una coltura. d··llo st('sso \'Ìrus int1·odoHagli dall'E'sterno·~ Ad altro non ~i puù pensare, ~e non che i protlotti attivi tli UIJ buon vaccino v engano mnglio ut ilizzuti di (]nel li forniti dalln. tol· 1 nnt IHtl urale. Div~rsi nA so o o ~l i clemC'uti a s"~te.gno , Nell'organi,;mo mtdato ~i st.;~hilisC'E' Ull<t f/lll'ft d1 ,·o11ùllfù fra lt 'irns <:he tende Sl'tnpre a pro~r"•lirt' 1 e PiHimunizzazlOlll" che, dal t.enue liv('llo nat.ura.l~, de,·e elr,·arsi fino a :,;, )praffarlo. ~I<~ non pocho:> ut- agevoli sono le fasi cbe l'immunizzazione ùew at.tJ·ann·sare: prima il germ~ s>ilnpparsi, poi morire o disciogliersi, poi i suoi antigeni l'tnrare iu circolo, poi Rtiruolare gli organi ema.topuietici l'ald•rÌnl· tori di altti('orpi e queiiLi i ufiue rispondere . · <·hà il se m p lice formarsi local11 dall'antigene può sul principi•' f•roced•~re li'\nto, dato l'osta.c:olo che a.ll'iufe7.ione che s'inizia, oppone l'immnnif.:'t uatmale. Ma le vere diflicoltti. si Ì111:ontrano poi n ell'mi· l izza.ziom• dc• l 1'1\Htigc·ne formato. ·"I'/11'S!I fil' l/P/ r·rt;:Ìone dt>/./'11 nfifrllf' llllfll/'flft•, \'l (•QllCOJ')'C)l)() l re grnp}J; ~li fnt.tnri: a) DiHicoltà. al rÌ!I.·h••rLiwenl••. A ttor110 al focolaio le v1e ~al• · ~ui:;nfl ~ liufa.ticho pro~to si chlllJouo e si eleva una densa. barriera di t.e:;suto reatti\·o, il qnale, è noto òa esperiment.i, si oppon e validamente all~~o v~uet.razione anche di forti gl'rmi e tossine. h' Tlistruzioue in sito. In f:eno al focolaio gli muori, i lt•nco· ci Li c i g11rmi stes::. i ri versaHo co p i a d i fNmen t.i att.i >i~sim i, i I)Uali.

\\ . '•

:: -

• ·:

' O:•


RISULTA'l'I DELIA.\ Il.HllHìl~~,\I.!O NE A~TJ PlO{;J;;:\E, F.(;C.

2fi9

oltre disgregare i detriti dei tessuti, attaccano a.ncho gli antigeni dei germi, riguardo ai quali Stl>pl'iatno che sono <li Ha tura protei<:a: o af· 0116 e che il CtH'at.lere di autigene ce:::::;a con }e primv d.Ì:"gr••gazÌ•ìPi n ·rQo il pept.one. c) E:;pulsioue all'esi enJO. I fot:olai prima, v pt'i ùi rE"gnla '{i ll)11·onu all'e;;l.eruo, e con qneJ";!O i prortott.i attivi t":mno per.lnti. Si pnb pertanto duhitarG fin Jo\·e .~ia mile il dre1m~~io, c ,le•l pari c:oll cril.eri simili diveut<'tno i11terpretabili (l.lt•nni '>llCCt'i!"i ,jpJJa. ('CISÌ rlertf\> an tr.sieroLEirapia meLl i ;Ili te t->Ssnrlat.i . Non è pereiò affatto ·..-ero che, perch.:. nu '>'·~g.. ttn l1<t 1111 foc•)lrtio e reagi;;ee <:ou feiiOffi!'tli gf'Hendi, dehba rJrl p;n·i lhlllll1Ui;r.zl\r.;;i. [

ff•:wme11i generali sùno piuHo~to opern d~ì prod .. tti basl'i ,J,,l!a di· •gregnzÌIJliC, a eni appartengo!W molti v••lroni plr•1geni e init.~tìYi, i rrnaJ i pd loro N/.rllffl'l'l! n ·istllll11irf1! Lri.I.VPrri:II\•J l!t l1alTÌt'T'a dE'Ji'ucoJaio ptù ~~~·~voltnente e ho nou po:;~a l' .. nl.ignw• c.. JJ,)irl~>. 1n cltirnrgin. S•'llO Cllltlllnis:>imi i t•asi, iu eui, rloeO •·he il pr..cesHo si è cirr·o,prino e sr•H(I sospesi' le manif•·;;t,azioui g.~nemli, uua crnPtnta~i"llE' t\nd1e Ìl··,·e ,J,..J forol11in risve~lin ri:::r-ntimt3nti iul.t>n-.,i, e si ;. n.;tn st>g11ire pn· Y:attcr, la morte per lo stf'sso g••l'llte sino allora pnrt:~t.u impuuemen'e. '1\II'JI())'P fiiNsico tl•·[!l i m·g<rni nn t ir·orJ>ignti. L'entrata in circr1]o di t.anti vdeni, l'l'e;;,·emo coll'avalll~<tJ·st dell<l Ulahu.t i a, •:orno ~aie a. !mrali ~;~.are le al tre secre7.i o n i »i a esteriH', ~er e,;. la ~a->trO·P.Hterir.:a 1 sia dd sangue, come 1w à intlizio l' ane lllia. -· imprime nC'Cf'l'!Sariamente nno st.ato di ttlrpore a'H!ht' allitYOro i:mmtmir<trio degli st.es:-:i organi t>matopoi(\i ici ; oude la. ]11ro ri-;po,;ta è hen dtversa da qnando d portiamo nuo stim~.•l•> in i:;t.nt.o di r~>la.· tn'a inte~Yrità al priucipi0 de! la malattia e per me>zZt) rli nn antig~'ne spoglio di veleni. Non è, d'altro l<1to, da. crf'd"n~ che il pot.ere rcmt.tivo l1•"gli organi PJllA.topoif'i.ir.:i, aH1:he sotto forti inlos-;Ì<~azioni, si .,. .. a.nri:::Pa fac ilmente. ~appiamo gi:'t che il fl<1ngno è il centro piit attivo di rigencrazione P l'nlt.imo ;;enesceHt.e nella vi ta: ..,a ppiA-m<• pure che i cavalli sierigeni re:>kLJI<) at-tivi pe1· parect:hi au11i . .:\Ili., più specialmt>nte. la prat.ic!l. di vM:ein0t.erapi11 ha Jimo~t,rato che sono ad essa. capa••i di c:ed~>re uou· solo malai.tìe at.~ntc, ma an~;ho quPile' l•·nte e da tempo "''a~aonarie (tifo. foruncolcJsÌ, complicazioni gonorroiche), e pcr!iHu in mclividni ··hP. parevl\no e:-;auriti, 11oi sr.e-.;si a'bbin.mo piit vo!t.e o~~er­ V1\t o c:he le iuienioni va.ccinali et·nno prcutameote sentite e ;-;pìugeV~>uo a decisa. risolnziouo il di'cOrso. l~lì otgmti ermd(Jpr)ietici nou exauo, dunque, Psnnriti: solo nnn erano stati ::;i nn allora. cou \'f'H'"Iltemente eccitati .


RISl1 L1'A'l'l DELLA DDlUNIZ I':.\ZIUN€ ANTJP1tiGENE 1 ECC .

Goncot~o df•i {affuri., per ~n;

la wcl'Ìntaione n rfi{icialr• plw ~opnwan­ Z<lrP la -ualu1·ale. Prenden.lo come e.,~mpio la. polmo uit(' oru ~Jal e , po~s iamo ù are alle fasi che traversa lo wiluppo nuturale dell'immunità a part.ire ci.ti primi ~egni clinici, così in v i~• sommaria, un giorno al virus per la t·oltura, uun per m orire f' scioMlier:;i, uno per snperArt' le barriere A.! r ias,.m·l•illlf'llt\l e uno pPI ritanlo a lla rispn:.;t.a per l'inerzia f,o:-.-i<·a. l ' usin·u·~ n·~terebbero . prima rlPIIa. crisi, sol v tre giorni venuneute utili alla. l'< '<t:t.ioue: e in n•altù, sprrimcula.l mente w .d iamo ehP snl c·oaiglio nn a..lauo ntLa.:inu dopo il ter:r.o ~ioruo lta datt• gis uua R<ditla imnHlllitù . [Hiellan !u ora al pohnouii.Ì•·O il \'l\•···in" al JJl'Ìill'Ìpio Jel m l\ 1~>. ~OllllllÌAlno qn• -ri vi'\nlaggi : l " -iawu dm· ~iot·ni tn aulu·ipo ~mll ?o prr·parazt•dH' dt•ll'anrig•·llt> : ~" al.l•iumo vil:l b,>ll(' lljh:rf,(· al rÌthi:lnrhl mr•nto - su·tt••·ntt-> f" lll~"glw vent· - . tanto JtÌit ;:e evitÌIIUlO la l'~'R?.iour locale t~t•n ,-,w,iuo i\.' tOlto e uon lrritHut.•·: :~' t.rovianw gl i vrgaui <lU· ti..·orpigeni in piena potenzialitÀ., a ncora llvn n,vv<, lenati Ja Ila. malùtllll, eo 111eglio se anehe il vaccino è sprovvi.-to di to,;"i<"it.a; 4" portando , C••u rpwsto complt'-ISO la r~azionf' arl anti•·iparsì a l ~"o 4° g iontc• rlt

malat.f i11, Jl!lnt.Ìr'OTfJO a qn*'~to punto trl'l \'erù. il v irn~ mf\nO cre"·itttll cht> al 7''. e pot.n'' 'JllÌtH1i piit fat·ilwmne rlominarl11. Collimtwo pt>rfou.amente i ri,;nltat.i ddlo ]trovo t·on la stum(f~l ll .l a1. : i plTettm•woo ci ca, !fl. <')Ufl.le h <'i. diwostndo il pn!ere, non ~;olo di l'rol.llO<uvem cri;-;i vrel'oci, ma di ~~\'\'Ìaro a ric;oluzione pollllt)lliti 1U , ••g ~..tt i (vecchi, a.ll'rwlisi.i, nef'riti!'l) 1 ltP di pe r :'IÈ:\ non ne app!\rivsuo CRlJll.t:l.

In t m tu il c·otnp!Niso r1i t-lementi fin ljllÌ iJln,tra.t i sra la r;t~Ì,•Ut>. l•t>r cui ju quNJti ultimi 11.1111i IR. \'R<'''ÌllOfPrni'Ìa ,., s(..ll'la e si i> elt>YII'A a importanza non J•r e\'ÌstlL

T1o sL(llno~:~i ne ' da ç-:-ow:i···· d t) In tE>lllJH'm) uac·<fUero dalla cou ... jd, r~7.ÌttJH:} sulle dE>fic~ÌPnZI' i tti·J •'nt.i allo. !;i,•ro1;c•rnpia antihat terù·a, e lll"ICI· me dalle conus('('uze ptù illlim'· flul!a t'OlllJtMi?,ione dt>Ì Yaceini. • h~ m .. ~tra.n1no, pot• r •pl~>~t.i P>lSt•f··· gr·atHlr·ml'ut.e migliurn.ti . X1·lla <'t"l i · t.nzione dello stomo~ine C'ntr;1DO clue elementi dist.inti : uno di orig:''" batteri ca che dil il cr>mpouonte "Pt'ci fko, e uno di estratti orgl\u ÌCI c-0arliuva.nti, che dà il cotnpmwute genl'rit·o. Uo111 pmlPnte ·''I'f>cifico. - Nella prepar:u:ioue d!'p:li estratti batct>rÌ•·Ì st tengono a guida. i st>guenti principi: lo) Co11servare ai ~ermi, il pit\ pos><ibde, la virulenz:\ uma11 t,

-

l-

..'

....


R I SULT ATI D~;LLA IM!d l' NIZZ AZIONE ANTIPIOQE:SE1 J:OC.

'-Yi"l

aia ma.ntenendoli sempre in sangue umano (di regola placent.are), sia facendo frequenti riprese da forme umane più gravi e cara.t.leristicbe: 2~) Portare gli elementi

attiTi a completa. soluzione, promuo-

vendola. coi fttttori fisiologici : autolisi ed estratti linfatioi; s ~) AJJonta.nare con speciale cura i veleni collaterali, non solo inutili P.ll'immunità, perchè not:t a11tigeni, ma di essa gcandem('nte pert-nrbatori ; 4:) liidurre infine il materiale a limpidezza e ::;tcrilità assolute. fJ 'liquido risultante si può t:onsìderare come una ~oll~zivne i t JJih po11.<tibilmcufe pttl'a rfi antigt'ni a giusto grado di. attenuazioae.. Al con fronto i comuni vaccini.- ~emplici emul:-ioni batterit:he stNilizzate-

ltanuo in svantaggio, oltre che per la minor virt:leuza umana, f~tti come sono in mezzi puramente artificiali, più specialme;nte p er la forma i ndisciolta e per la to:;-;icita ma:;si-ça, che chiedono tempo a lla dissoluzione, provoc-ano reaziuue locale e gen.eraJe e abbassano Pa ttiVI tà rea t ti va. · Quanto ai !/'''''Ili intrt;dotli. m•i 8Ìn(j(lli tipi di Stnmo-~ine, essi comprenùono di\erse specie e Ce~piti l1atterici fra Ì più lJrOpri del gbnere di infezione di cui si tratt.a. Il t.i p0 coutro le pios<>tticemie conti ene rt:>gola.rmeut.e, i u nwl t opl ici ce::; p i t i, lo stafiloeocco. lo sheplococco, l o· pneumo~:OCèO ù il eoJibac:Ì}lo. IJ tipo COntrO le perfOl'itZÌOni incestin~di 9 complet.at.o c·ui g<'rmi tlel tnbo ga,trn-e!ltt•ril:o, c-he preudouo la preval.•nza nel versamento: coli bacillo, perfringens, enterocor·co. Il tipo ~pecia.le per la gangrena gassosa rl'.ccoglie numetusi ce;;piti di perfringens c il vibrio seLtico. Per bisogni sp<:'ciali è possiLi.le adaltare le c·oml.iuazioni ricltieste dal I'U"o,. come pure sj po:::sono sb•.hilire vaccini aùtogeni. sistema di ~m:parazione è st::~to inoltr(' a pplicalo, con succes:>o anche nell'uomo, ai :>eguenl i altri germi : g0nococeo, pneumococt·o. 1.ifo e paratifo. dissenteria: in prt>para:r.iont> J'antitu-

n

l>ert:olare.

l~ d!l. questa introduzione coscant.e di più spfcit' o cesp it i c.;he i nopreparat.i aoq ui.stano la prima forma d i poli valeuza, la >~peci fica . . L'l)lirnlenzct o l"e.~isf('nza ·yPnerit·a. - Inie-t.tato il vaccino ndl'orgaUii;tno, gia nelle pr:ime ore, dall'intensifiel'l..si Joi fenomeni. di attività 8 . di prolifcrazione cellulcue in seno agli orpwi etuato-poietJCi, speC!a.hnente nel midollo os;;eo . si iuferisee che tl lavoro di prPp;LrazJOll(' . - . : ma sn d'1 uu nver:>!l.tnellto . nell'ant ic·o rpo s1- 1nangura _ pr.,st.Js;;uuo su j'}ic~et:tfl nel sangue eutro i d ue }Jl'llllÌ gior ui pol!O si può conlare. C ou:\Izwne que~ta sfa~ore~ole ai çaccini pél caso d'applicazione n forme &t'ilt~ o d'imp·1ego 111 · epoca tlll'• 1·JVR. a cu1· pero· 1' l me> d .JCO non d evc _ nflnrsi . 31n


.-\. mitigr,_r,... -r.tE'<:to in· •)u>eLieu-.o? aP !:.- , rom,l--ÌlH' ho approfitta:-> di una pn1prì ~t..1., di cm ..:n i p rimi tem]'i - l•,t un1do contro i rigidi ''rincipi di spP•·ifìciott •lo111inanti - <:ontribuii a f,u- rile>arn tutto \\ 'alore : (1uella t• hP pn~-ie.1e mia ""rlE' J i l:Ol'JlÌ sva rìati (uud~::ine, si·•r: "" batt.eri "'terng~n~>i. me-talli coll•;i•lall. prodot.ti antolitici, ecc.), di in· lMlzart? la re~ ic;teuza gPnenc a dell'or~<tT! ismo al lo i nfezioui, per nn l!lE:CCaui"'lLlO comp!t?s:>•) e no1; 1P: tntto illu·u rato. La resistenza .1 .arga. ma n aturalmente inferiori' a •1uel! a spe•·ìfi.<:a,· non tant.o ìJPT•Ì ~ hP., per <"'l •• i prodcJtti autr.!iliici dei te.:..:uti non valgano a sah·are la ca vHt ·l ii una in ff'z iou e O.:• •<:Ì forte t: O ID€' la o.:arhonchiosa . QuP'l.a resi1'tl-l!/..i ;.j rE,;tingne pPr l•J :;\·iJnpp•) immeJittto, ma non a lur.~·i d nrevn]e. Come m<~.:--:ri.dt> p.>r J">rt;l:·.> '!n,.,~t•l l:•llU}Iletil•'ll tu. f>~' l' lo ~ttiUlOSlJJ-"' è -;tato <'!tlnt~lro tu. •·••.ll J ]• .;.::n ri,u!->'t.nr..;> •1a !lmdntti nn..Jeinicì e .la d~rivati A.Ut•.•lai.·i . :\Ie•ÌÌR.llt •· · .'l··~·<t. lll"l'••! ·1z i• ·!lP ,:;i \'t'U<l'Ol10 a rfltY· ,.., .., gim1gere d,p~ :·(,1'111"" di \'ttllt. u:::i•• : 1° di conf··ri r .. l'~'SÌ~";tl"llza. imme· diala, fino a. ttt. W•.> r.he ::.i au~1 •.. rpi "'P'' ·ifì,:i si .. uo pmuti; 2° di t·n· t•·re i urhire an•Jy ,;n g .. •·m; e r;.·~:•itt A.· · <:l·. t ~"ll'il.li P 11nn prP\'Pdnti n"l Yt•C•;mo : con· l izìo~no> imr>or:-•11""' pt-r j,., f,•rir .... dll\" ~- "><'llz;t limlt~ lrvarietil. I!Ì !;.Pll11l ~:h.- Je l'"'"'tll •l Ìll •J 11"J!,ll'E'. Anzi in IJU•'·"'t gn•nTt1. <:1.1 ~t\n~ll• n•lo •tnant.•> solitam c>nto io pure, la:;ciaso pr~'>,.l<'rl-' : lrt t'rl'o;;i••li• di ll'l''t'l lip, eli inj;·::iu11i. 'l'lal eo Jl1Pgl!•) a ppare nei g111ppi J ... J rirn P d.•!Ja ·E->->»IJi"'l';a . S ntt•J lo st'orzo a l'!ll ora ~ ~0~'1'<"&~.1. a :;;·olg•'r-.i l~ \·i•11 nm.1na. n i t.ipt 1'1'\.l.ogf)nÌ st.ah!liti de!!ra«lan•l. O!•pur.-. nn" d s:---r~ni. tl,=>JLnnhi··me " dt>ll'i111 es! i no, abi1illahnentf' spruv-ri~ti in tn1 ; .. '-' iu pc~ n t> ·li >ll'lllPuza. V•'l lgnnn ad ncqm· sr.ll.rla. E l nu ripo nl'a. V•Jlt.., <lt'<:Ì l.>Jjr;tlm••ntP. :;nrt.o. Jari i grandi IH. fol!1:1.rO•·lHÌ ~ lP. pr,.. hs!>"·m:Ì•Jl11 ~·r.-nte 1 ageY•)(men~e si propago e •1 virul'3ntl'l. 'lt-nl!Jl'" più, ~fhla.nÙ•> <·vi ;;uni t:nm•r..-ri <:bi vnol fm-Jo 1'1~1.­ tr;\fP O•'ill\ .:;j..:t ... mn~int com•lllP. La ,.,J... ->Ì.;rt>nza ,_h y,.J.:>nz>:' mul· i:.•>. l·illltO SJ•ecifìl'h•> come ~-v· ri<:h~, form a !R. basr~ a.ll'al:lJ"' 1:-~otiV\1 ·H·i un->tn l'l'l-'!'arat.1; di 7,,p...lt·

••• :J

l

h. .

. ,.

·.

t>Lttenti .

?'>fediaiJte il1·omplo;,s!'" d.::-Jle pr.. pnet.:t re.dizzate\·i. le stmno~ine ·:.,.~· g•)llO n el loro iu:-:io:me ad •)·:t.:llpare un pu~;ftl inl•'1'111Nlio fra ~·accino e -'Ùro. L e rt·~fi cieDz e dJ ~-acciuo ~·mo molto a;:t ... nuat.e, mentre ~tanno "lli iiieri i v.mtll.~gi : l" t'a.cile e :;icura prep,traz ione : 2~ ma~gior corrit'J••Jn· denza con Liufl:'zione umana p ... l m•do di cnltnra P per non aver .q.i au ti~eui ~n l> ho la selPziune si~rigena di a n im al e Ji \erso i 3" la p·)h· valenza di ptù larga base. percLè- l'uomo P!lU reagire a tutti i s~:oz aut1 ~'mi ùel va•·(')nt': rni "i a.g~iun ~e la amp1a re«istenza generio:t.\

..'

•., ~


RI~UT.T ATI DELLA HIV UKIZZAZIQ J\P.: -~~'l'll•[OI;f':Nl~, F!:<'C.

2 7~

4" la potenza super iore Jell'immunitit.· attiva: un a volt'a ra~~giuur.a, r"ortt>, qrescente e duratura: 5'' la possibiliLà dì lunghe e pMinòic:he a.p!'licAzioni. data 1'as:-:€'nza dì sviln ppo dell'anafilassi.

J>eriodo di npplkazionP. Poich è l' immmdt.à non protegge ddl 'rH'g!l.ni,.;tun ,.,,, lll)U ciò che uon è stato aneora :•tt:t<:•·aLo dn.l la infezi<me, e il .~no pot~n·, iMdtrf'l, da llll minimo nei }Jriwi t<.'mpi, va poi rapida.mPote cresccnJ•\ l' im piego il pii1 eflic·;we, com nn"'. a l.nt.1•· le ;;o<;taH ze immnni7.Z<~nti, i- •Jl!t-llo o sotto forma pru{ìlt~ftit·rl pfll caso d 'in ft!7.LOl11' ('Ile ;;i pr..-v•~lle o è tnttol'a la.tellte; oppnrP il 111Ù po:-:siiJilnwnt.f' Jll''' l ''ll''' pAl ea,-o di inf,·zion<~ 1lich iarat.a . Per l€' ferii"' il '~"" '' I!J<Inti>utu f. OJI[II!IIll ao·nmfu ln j,,,iu ot•, par~l­ lelameu tt> a •rnant(.\ ~i fft ~wr le iniE'zinui ;lnlirl'~anithe; ~mx i a lthie.mo in preparazione ulla t'cllnlcill;t7Ì••ne 1l i !lllll:IItnuPH inirzÌOll•' ~·ontro le citte forme . l~n~·:.fa('plil'aZÌ(ot~t.·, yj torniamo MI insist~:re, deYFl cliven · tar~ re.~ol:lmt>Htl\1'1· . La ~t;lt.ist it·a pi ù Qn<>r•·volP, ~-,\]~ ri• ·or•larlo, uon

t quel la di:' III! Il\ f1· z. ÌOJ 1i gua ri 1" -

t·ah,ra ath'R Vt' l'-<O <:>rn'u d t' . \'i n n• •.'ie ùem<Jit?.ioui . c!nHi i qtu•IIP 1.. 11tate c·nntro la ~angn·tl:l gussO:'>h- ~iblwne •mella df'lll' iHi;•zioHi H•m "i'Pltnte. I n <.:aoì pt···ndihil i pn•'l rin<;cire J' nppli•·a:r.i•ìlte aifnt.l" pre>w•ntìv;o~ ll Ol'!JIII!islll'l infr~lfu: rih>UL<llllO. ad es., r.hf' llOll brdf'rit tf'ffi('0, Ìll .;UÌ &l chirurgo sarà impnt.nto a. colp11. non a\~ere irnmnui7.zat.n il pazil"nte ~rima ddl'opet·M~iollf'\ o all'avvil'ittars i th•l p••rto. Nelle ttppli~·aiio n i iinora faLt.e >i è stata pPrÌ! for1e tenden7.a ariCill'l't>re a.l pn•pto.l'l:l.t0 1 n t'IL solo t..:Ome Cll rativo, tOa S[•eo;:o;o <:ome ultim a. 11\IÌ('I. TntlHVIé\ an..Jtr> in •tnesl.a, forma si è pot.n to r1 im.ostrar~ : l",~ lllll•wuu : mai e;enllo di tt!:!;gnwamento di mal<~ttia, RllliÌ ca.,;i ~i l.enclizio imtne<lia.t.o: a.::;.:cnza ùi fase nega l i va, timore pitt leori1·o, Jlércht' st è f'tltJ;.:tata.to mancar~. ··olle dosi comun-i . t1n<.:he pe.i vaccin i in ettlnh•Ìùltc. :l0 • ,, Mliro: meu•, •·fl,;i ,·iolentissimi e complicat.i, tmte le <~p ­ plicaz.ioni h l\ll!IO veclnw pi tÌ o meno rapina-monto m i t. i ~are la forma., a.l'che in SO~!:!;·•I.ti che panwano ll.ll'est.r1·ruo di og11 i ri,.;or3a.. Insleme eol trat.tamento immunitRrw, s' in tende. nvn deYc es~ere ome:;sa ue,;snna delle pratiche chiruryidte d irett.e a porro il ft•eulaio nelle conolizioai piit fav0revoli alla guarigionP, lihenuul olo segn a t amente da uorpi e;;tr anei e ùa raccolte di dilfieil€' svotamcnto. Nell' immun ità, è bAu uoto, l~ tlt'ut.r a lizzaz ioni avvengono per dosi ri <;pettive, c.~me lo stahilirsi dell'equilibrio fra i due piatti dolla hila.ncia; non l)lsogn~~o contribuire artitic·ìn.lmflllte a rt•nrl<~r più greve il piatto dei !ll'OÙr:>tti infettivi .


'-~'"', .A,.

rn-..t.;L'\'A'ri D i;t LA. BUHlNI%ZAZ!O.\~. ANTII'IOG&NE, ~CC .

E lfet ti del trattamento coll' ~mtipiog-e ne.

1:>::' •.~ ùl

Alcnui ospedali che saggiamente, in conformità con l e in iezioni au tit·~hmicho, han no aclot.tat.o l' npp/.ira.::ione premuzionnle su t ut ti ·i ft>riti al momeu t.o in cui erano ric(!verati, hanno . ottenuto una ridu· ziono manìfesti~sima. rlt?lla infettivitib e in ogni modo una maggior henignità di decorso. Nr•ll'~·pplic:azione a infezione gia a n• i !l. t :1, l'•· Jliciwìa si esplica con €-lft>t.ti, tant.o sul generale come nel!!\. r f'gioue della fe rita. l >al lato del yenl'n7le, cr>me eon,.:cogu<·nza dei poteri n.ntihatterico e amito:;si('O !>lta.bihtisi (un indizio : la promm?.iata lencoeitosi), si vede la febbre ahùa.~~arsi in forma rRpÌÙR. o graduale, E- solJe,•arsi lo stato di proi-1trazioue e ùi auemia: la inf<.>ziou " gE>nf,'rale o minacciante o illt'•)minl'iata vielle s~:.ong iura ta; sin gent>rale dopo il trattamento non c0m paiorro altre cotll plica.;;;ioni e diffusioni. all'in fuori dì quelle già in vta di ;:\·ilnppo. Nett.icemie: c~lte parevA.no infreual,ili, ~ono state vi 11 t~ . ;.;-ella rl'yione de/In fe.rtla la bttrriera cht· ~Ull~ue e !:ossuti immu· mz:<;lt.i erigono c.:ontro l'avanzarsi dt\lla inf,•;,ione, porta all'arresto dPII'invasìonCI e al sncce~sivo ri Anlver;;i rlt'lla pute infilt.ra1a, mentre ltl ~·wc n·zio n e rapidamoute dimiHuÌs•·(· e •liv··nt!t po,erÌs>lima di germi, la piaga si df'tf"rge pPl ft\t:ile dj;;ta••r·o di •·t>tH·i nN·.r••1.ic•i P si copre ùi nJs.:e g ru.unJazioni . Ampnlazim1i ,wll•• c·<•<Ì Mlì!t' 1"\•itate e spo:;santi sHpf'ttr:tzioni messe a termine. J.p {r•1'ife pr>uetranti dr•l rJÌ!tOCCf/1'111 So•P I[I> da )•ÌÌ! c:h;rnrgÌ a tnrmine di pr·.;va, come più R.rrlno compito, d>th~. la gr;'\Vit~ h· n I'Onn,einta delle di.~trnzioni a.i capi e cl~lle cliffu..,ioni iu lnl•gl•••77.tL, l•atmo ottenuto, quando l' iufezin11e Pra. g iil. ~t.a!.Hlita, 1111;\ .. :r:,n-;erizi•me d el fo r•nlaio. che ha sosp<•·;o in pitt l'asi intonP.nl;i d.-tJ~<•litivi <T•·•IHti i nc~·itab~ i ~ iu•)l( re clef,,nrllt.a rt<sid ue meno gravi . l d1jrnrgi l'"i c·he h anno potnto appli(·nre trnit.amento op•watorio u iniP:t.iClua ·in tempo il più yir·iuo al fc:ri mento, hanno registrato un ~ncr;c-tk:~i continuato di gua· '

l'l!!JOlll

••

'

..1.!1 l

• l

L. •l••

·.

..

~.

...

.

per pruna.

Nel tra.t tamento ÙHi per{01'tlli {((/dm,ànuli sì è vista r apidamPnte ri lur:si la. frequeuz11. della pNÌlonit.e cJo,;;ien t' in nlcuoi grn~·pi '> O· S} •··ndEH·si del tutto; nei JnOTti pel conror~o di al Lri f!itLori, si trovava il p~ri toneo t\-"ciutto. · r1scr>l'si primitivi e metastatici in via1 llt1ll t rop po n~anzata, di preparazione, •;on un lJronto intervento ~ono passati a risoluzione abor· ti n~. a uno stati io j n cui coi mezzi com n n i J'e~pericnze. non cred<'\'ll

...


R ISULTATI D~LLA UI.M UN IZZAZ I ONR AN 'f i PlOGENl<: , ECO.

275

p tu possi bile un regresso. Nel caso che la raccolta si sia già formata Q esistano sequestri o corpi estranei non riassorbibili, il trattam ento ne oircoscri ve strettamente la zona infiltrat.a, ciò che r iesce favorevole preparazione ad inter venti operatori, anche perchè è meno pericolosa la crue11Lazione di tessuti già i mmunizzati . A lcune applicazioni fatte in (orme pelviche ginecologiche, combinando a:nche la slomosina antipiogenP col l'ant.igonococcic&, hanno portato cìrcost~rizioui del fo colaio o rapide risoluzioni. Così pure in casi jj t"ÒP.r•·o!nxi polmonarP, non troppo .a.va.nzat.a.: 1'autipiogene è apparso r.apace d i innnenzn.re l'associ,~zione 1at.terica, solleva.nùo lo stato geuerale, riònceudo i l focolaio ù'infiltrazione, al•bassando di m olto neiPespettoi·l\.to [,-~. sua quantibi e la flora, auclte tnherc-obre .

Conrlizioui sf<t'forevoli a 11 'elfd tu. Il se~reto per trarre dnJI;, mirabile ri:<or~a immunitaria il pieno mo r endimento, c; di non adoperarla fuori doi limiti della sua capacità di effetto. Di que.~ti da c~onsiderare fra i pri1Jcipali : PrPxanza rli corpi estmnc·i, di ~equestri, di raccolte diilicili a llo svotamento, ùn'e il proce::~so è mantenuto più spE'cialm•~nte da irritaz1one meceal1ic·a. e da dE1eompu::;izione dei secreti. Pv,..olrci rrovi. per vasrità e per ma:::se uec-rotiche. duvt• i l virus trova terrt'lno per svii u l'Par si al ma'>i!Ìmo, r"'sta udo in pa.ri tempo al riparo dalla circol:t7.ione çlei principi immnnizznnti. Infl·z:ioni sosteunto c!R. yermi estranei a quelh compro:::i nel vaccino 11 dota. t.\ ùi virulon%a cosi alta da non p<,ter 1-'S~er tlom iitata dal me· dio -grado di re~i:.:t.Pnza. generita. cho il pre~·arato rir;;ce a conferire . TmpiP!JO troppo tcudhu, qna.nùo l'orgu.ui·-tno è innnrlato al ma<;~Ìmo grado cii prodot t.i batterici e sono i h VÌl\ <li paralisi i suoi poteri re.\ t t.i vi . T nt tavi;o nnehe in queste condizioni riteniamo nou :lconsigliahile il t,fl1ltativo. Oistl'i buzione delle in it•zioni. La iniezione uou promno\e ?'eazione uè local~ né gen•;ml•1; se in··~h!n fì e~udo troppo o in so~g,·r,ti disposti e:;:-a compa.re, è d i lieve

inten~ita, senza coltsf'gnenze e si dissipa uelle iuiezioui suecessi\'e . . De!Pantipiogene. per scalarue il poter!:', ,;[ sou fRLti due gradi I ell. npartendo cÌI\scuno in "fiale di l e 2 eme., in guisa dA. aver e, al biso· gno, quattro gradi di attività progressi va. 11 tre.~tamento comincia colla fiala di l grado e d1 l eme., s pecialmente nel caso rii infezione iu at.to o in s o~getti debol i. Iu genere si


passa. a.ì ;:;ra.òo snt•·es,.n'•l P alla im.eusi.fioazione, qua.ntlo la iniel ione pr ecedente h a ...;;cl n "U l'e:'i;;te!l u d i i peraeusi bilitù.. JJistan:;o m•·tlia fra f, mte;;i•wi : tre a cinq ue giorni. I n caso di biso~no, si ptll• 1\\'\i•·iuar,. le iniezioni anche in g iorni al terni e paa~arP ·mhit•• cJ,tl I al II gradu . ..\lnlte form e c~•lono dopo d ue o ue 111ieziom: n .. Jl,. 1•1Ù J... ,llt> e ten<t•·i si JlllLI <:outinuar e per una lunga • erie 0•m pieua t.lll!Pranza. L .t rio cl'inil'•"hc:i""' p~'r l'ns•> A.bitutt.le è quella. del coonet~i-ço sott.oentan"'": nei <:.L..;i nrg••nti e ri:ndtnt•l a.pplie;abil e la via endoteUt~:'!a, Ìutpi ... g. 11·!·• nua J'raziou,•. Jj:;.Jf+ . .Iella clo:>e sottocut11nea. Ls. iuiezÌ<~llt"' ..;j ['110, ::JPUZfl aJ,·•ma ÌUI'Olllpll.t.ibi li tÙ. p r atiuare a.l momentO steii,:rJ » unlla ..;~.(·-t..;a ;:iriut;:• d··l !!iero anrit.et.<\nieo ; del pari, il vaccino può lU•'<~·olar,..i (·.. ] !.•Jni·l" •lella llPho,·lio.:i ,. t'olle romuni iniezioui t!lrriratlt.i e •:ar ìi<~..:llJ,.t·idle. L'etfP't" d••l. rr,lftHtn"nro ""!" in una part•• de-i oasi :;i può atteu· . 'ÌPr e wdl:· t'oll'lna pii1 lHHt>JH,.. di lfliylioro111enfv tTilù·o o subcritiC<J; u.·glt 1\lt.ri .... ~:. ;:. ..:egtcatatnf'llLP ~ravi - grandi focolai, ~er.tir,emie a n:utr.;\ff'- l'"''nct .. av\~t.nt.e già }P.,;ion~ auaromicl1e, il ri'!;tabilimem o uo1 }JUÒ che procedere lento, com~.> nna ordinnriu !/TUtrigimu 1·ontrA· sttHa, rlove. per ahru. la partPr:i pa.zione hen,..fiea c],.]Jtt iniazinne li•Jn ~ m ... ll•) eflf'1 t1 nl..

.,. ' *

La sort>" ùelle lerite di g uerra fèce uno tiCa.tto in a lto ~;o n l'in· traduzione df:sll'anti..;e}J'ii ester na: un al tro non men o fo rte ne può fare, nggiungellcl•) l' ant.id~pc:i interna : immunit à e possibil mente ehemotera J•Ìa. Se l'immunizzaziottP Ì11 C{ll•~:;;.a guerr11. ha a v uto cu re e larghezza .:;utfk ienti per lt- infezioni mPqiche, molt.o rl i più si pot ev a f a re per

le infezioni ··hirurgir·h··· Perch~ tanto ffln·ore attorno a mezzi est(>rni, ' P~""~o Pliirueri e di cnt abl•iamo già dovizia? 9e mancav a n o a.ltri pre· p ara1 i ìmmuni7.zant.J li ellicacia a-;:;ir·urata come q uello con t r o il tetnHo ebbene ....i dovevano "llbito aiuta re le inizia tive e organizzare le eapat·i rf\, •l, provat.n feJe. perchè, b~>n sì sa, eon uu p o' d i lM·oro per tutte 1~ infezioni si rÌP.-;ce a :immnnizz:ar e e con alt.ro po' tutti) a perfezionare. Ed è bene, i11 •)gui easo. il giudizio dei risultati non resti ai soli chir urgi, inev.ita bilmeJ.te sedot t i - mi sia lecito, non per t ut t i m11 per ttlcuni. dirlo - òall'n.dorazion•' incoHdiziouata d e lla. l oro t ecn ici\ : m& ~~hi11mare iu aflsociazÌOJle scieuziati cultori di dottrine immunitar ie. E lllll\ 'olta. ,;ti\hilito u n beneficio. fosse pur e mod erato per ogni singolo ('l:\.!l(o, l;JQ. i mmenso per J' immensità delle possi bili. a.p pJicazÌ •)Ul. decre!iarl .:o ! ·m piego per fo1·z" di regolamento.

.

"

l

l


'

l l

I n t anto, coll'a bùandoHare il gr H vi :o.>- i nH> pro hlema ad iui zia t i ve <::asuali, sia di laboratori sparuti d1 tn ezz i, come e il mio, sia dt improvvisazioni troppo spe:;so seminat.rici di discredito, com~> pure col rimettere i l giudizio o a n oucurnuze. o a caprir-ciosi sc:ettìcismi, si è arri >ati alla fine del terzo a.11no di gnena C<.•n minimo frutto. Chi v ede le co:; e come sono e Sfl. i n vece come, anche coi mezzi della scie nza a 1t uale, possono essere, ripete con crescente angoscia : voi abbR.ttnti per ;<etticernia, defonni per amputaz ioni, rat trappiti per po.stnmi iufetth·i, eousunti da hmghi:;sime degenze, la vo~tra sorte }Wt·e' a. in lltolti ca;,;i .ai<:uramen te e,;::;e re migli ore. In qualche parte è possil.;ile ancora riparare. E ::.e in cpte!'tÌ du· ri:;s imi te m p i t1on t onca. troppo il lavo umani tario per tant.e sofferenze.risparmia. to, punga }'elficienza be llic:a per y Uf.\1 !)0 '', 1 (h ricupero di feriti validi, di cui si vanta.no i n ostri nem1c1 c: da c:ni i competenti ci giud icano ancora lontani; punga l'immane e non mai calcolabile far· dello, di dover curare ora e dover lJOÌ 11Htlltellere pel JuJJgo futuro t a11ti invalidi artificiali . .....

LA \"OIU PREPAR.\TilH I 'D EL L'.-\.

l . C~<~>TA.:S:SI. - ll 111 ~l11•lo italiano di •••teoit>uzit!oe 111•/i,ahiw: L.• l<li. :\[,.J .. l )9:!. - Sttl meccuttiM•IO di az inue ,. '11/ ,,;,(lt"ficaio tcra 1.c,.ticfJ ,J~I/11 t<~b~···ol•t. a •l· K o·h. :\rch. lt. di <'1. i\Ied , L8!l2. Trnosr (• c~:''I'.\X.S I . - Uebe>· 1/ù, !l l't . /.ei T ·c··· Il !),,. ,,.t.q, a "·':l'-b i'<Ji hlire R•IM· ~ 1:11, h<•:te". D cut. M,•d. Wnr;h., 18!l2. - The ch i!ll•iortl IJIICC Ì·•e (({f0Ìit8l rabic., , w.. it. l\[t·d. J fllll'lla l, 1::~9:!. c..lt!.:l'. ll)t•d , di X ot -

o.

tUlg hurn,

1!:. CY.Num<r. -

D ie .~pezif&.,ce .l l»nlllltislctio~t !lr r E/,.,,~,./1 dtr r:rw.:br. Th·ut. Ur.. d. \Vouh.

1'93.

'"•·rh .

- U l>ler.•uoh ~rnrltm ubCI' (/,,ç lì•fecJÌOII ·fi''b~r. D eul. M···l. 189~ . G. Trzw:st l ' t:&:sT.I'>XI. - Jiclodo eli prCI•rtmrc ,•iero anlirahico m/ al•o polcr~ e m e/od" di dNrm>illrn·e lrt 1•otru:11. (:nzz. d·. Q .,-pC'Ù ., 189..i. E. Ct:.sn.s.st e BR ro;,·m:tTJ'\1.- S ui •·are i/lÌ ,,,[:,·uh>uli, l ,. l r p.n·t••. J. l H i f. ~I· ·J. l ,;g,:; B . ÙJ>.S'f,,~;o;c. l~a dcp11ra~ic11e dei y·flct·ini rt ,,·rop" ,.,,·atil'u, P ••IÌ<:Iiuic·u, 1891;, - St4 i vaccil<i t/(/'""''t< (~I•J 1,.,,,.;1,c) . L tt Ri i. i\I•·tl., 189i. - Le Stonto8:nes, now:r.r 1 rx; •p1 o•ltrit.~ illl71lrmì.va>tl •. \rclt. ifal. dc• l~iol.. lS!'Ii, Slll v'llore in"ll•mk:cmte th/fi,tfì /Jralo ù-cal•<llrlfe mat•cllir i>'l• Uiec. ( :uu;. d . O•l'ctl., 189S. - Sni 'Pl'Odotti to.•3ict xccomlw·i nelle infr:iv-n i. L " .Rif. ?l!t·ù .. 18()8.

- S ur la {ixat tOn · · ' 114• (zU .'(eru1fA ani,, }1l1eN uHJCOCCIÌfJ'~e 1/tnh l' nr fJfJ..n 1··otJr Cl .o.~ o· /o Jl;t.Jf!r.td".''(t; , ~M composantA. Att.i X III Conf!rt>~><U uwd. int. P u t·tgi, 11.100.

G.

1

ti.ZO!il

6

Cs.sT.IN:-'1, -

Sulln

1 •rod 11 ~•ottP. dell•< /e/f),II?IÌ->11•'•· Lo Bi i . :u... t., 1900.


278 E. CzlCTMOn. - Il .,iu(J "'·IUoi08'1CO. Ln R if. Me<l., 1900. /l .oiero cardioto8.mo. L t Ri f. Med , 1901. -

Sttllc " l<mtO.,;,.,, L 'l va.·,··na~io>>.<; in v >tro. L n R if. M·>d ., 1902.

-

R QI[>J>tYTLi di alfit~ ihì de(l,, ,,,,._,,,~·twNJ c del"'",;, ro t m.m u n·i uanlt. At ti Ace. Med. Fet~ra ru, 1902. Su • p rodotti l tlici ttl u •tl:iitici tUlU'aiiiO(i.• i dei /e.v11uti. Ibid. 1902, Congr . dei P atologi.

L o Sperim . 1904 U ~ber d ie A ul.ocytoJ" 'àc• f'it in c. Te Il. Cbl. f. Da kt ., 1903 e 1907 U eber dw dw ch di•· opt<oni.1chr Re11k tion hl'l·voryerujene Chemiot r 6pille. Zt . f. pb1s.

-

-

-

Chemie, J908. S ui ml'l ant:corpi citoto.....ir.i . . \Ili S..c. Iom h . di Med. e B io!., 19081 Ergebn. d . allg1 P ath .. 1909; P athologica, 1909. Le. rea:ioni interne nelle inlo.~~>icazio"i comun i. B ioo h. " T er np. Spcr., 1909. Sul •v pporlo fra la f onna anafib,tticr• ' ln. 1 >'~'0/ilaJlica rlella rea:ioM itnmunilaria. Att.i Ace. d ei Fi.~ioo., Sienn 1911. S ulla naturo del wlleno febbr ile. T. Cnn <çr. S w • di B ioch., T orino

l iH l; Biooh. o Te·

rap. S pcr.. 1912. S ttl compo1·!am ento del veleno pirogcnl' di jrorue alle roozion i dtlf)li amino-acim. Atti Ace. Fisioc., Siena 1913. SuUq ruistenw della 1lirogeni n.a batterica all'azion.t del complemento. Pa.thol., 1g 1, . Sulla immunità cm1t1·o lo infezioni d-elle ferile. Ann. d 'l g. S peri1r1., 1916. S u d i 1m nuovo «U<tcmiJ d i t•ac<;i n i (/epurati b-i.politXtletlli (Stomoai~) e 8Ul loro , ,... piego nel tmltamento delle fer ite di grtfrra. A t ti XX V Congr . Chir. Bologllll, mantO HH 7.

•

JJ


279

II problema della tubercolosi nell esercito<1) 1

per· il p rco f. Ferruccio Schupfer, dir ett Jrc d ..>tln Clini•·•~ uu•dit•u, • ·nnsu len~l' del l'orpo d'nrmnto di Firt•D1;·

Il problema della turbercolosi nell'e;;ercitu, specialmente in relar;ione col la guerra, si deve considerar-e sotto molteplici as]Jetti, i q_1.l~s l i rignarJa no, siP. l'elimi nazione dall'e,;erc i to dei :;oldati tubercolosi, sia i mezzi pro6luttici per salvR.guardare dalla turbercolosi i mili tari sotto le armi, sia infine i provvedimenti da prendere per ·rispetto ai militari tubercol osi, dopo che sono stati alloutano:Lti. dal . l ' esermt.o. Il primo problema è estremamente graYe, e ?Oll esso souo in gran parte coordinati gli altri. due; perciò è giusto che da esso commm la. mia trattazione. Le norme i mpartite dal nostro Ministe ro della guerra è che debbano essere riformati tutti i malati affetti da qualsiasi forma , an che incipiente, di tubercolosi polmonare. Tale prov vedimento, certamen te degno de1 massimo encomio, uon trova riscontro in tutti gli altri esercit.i belligeranti, alcuni dei r1 uali data la. scarsità d i uomini, sono costreLti a reclutare anche i tubercolosi a pparentemente guar iti , e perfino quelli con lesioni in atto, purch~, olt re a nou presentare bacil ~ i di Koch nello sputo, dimostrino uno stato generale discreto, e non abbiano elevazioni abnormi di t empE-ratura, nè spontanee, nè dopo sforzi uu po' prol ungati. Non è chi non veda a. quali pericoli pORsano esporre tali criteri di reclu(l) Il p rof. S t i'IOPI!' >·:n, cnn la chiart·zw di ,·,·dutf'ch t• ;:!li 1\ propr·in , '~pnn · in qt~t111t.•· P61!ino tute n In compiP"Sa g · twìt.Ìl tlo·l pmhlt•nut ùel ht tub<·N:nlo:<i lh'll't.•si'rcito. t•d ·'"P' ime Rnch o a lcu nj suni critt·ri pllreonllli ~ull 'i mpnrtan t.• <JII!'Rt i.. n!'. l' L'~ · d ia •pp ovn sopn•tut Lo l 'uiili ~7••zic>n" cl ••i t u b. rc•.Jo-i %[Untit i . ,. . u·,·~er oi w. n ti· l~&a~on" ch t> a lt ur t<' n nzioni sono s t ute co!<trct tc a

di not, à Rtn t n mo lto li mit a tu.

fare, JUa ch e per v t ro dire, pt"'M<>

Del resto all" COllolu ioni s t ,..f&O d t>l pr1•f. Sch u pfcr p c:r ciò obe CCII IC•! rne i ><n~.:p:t>tti 11 .furono a fTet t i da forme di tu berooloHi. po lmonar e è g iil. a t.ld ivP..nnto Hmpiament •· il ~.e G .101 ' toro ~~:t • guerra, il q uale colla circo lare n . 205 d el 25 u1orzo n. s pubbli..uta. noi '~~l~ mcl tl' I Tr u riprod. t ,o o c' h~ P ari. UJti ·wle di questo s~e,..so fa -cicolo,lia in pllrte =d•li•;~.to .il p~·&c:·itt o della. pr• cO<lente o iroolaro n. SOl del di embr.e I!J l6 . com•e n0 $6 • d •nv10 . a1 d~osìti reggimen tn li. e l • cou'e~uente nsee_'D ,zion e a i ;e rvizi seden~~ St' l m es•. d i cura negl i i~tituti climnlici. se•h• per i sosget i ~'11Rri ti d i for rn6" drl extra po lmonari, e prescrivendo por g li a ltri la r iforma dopo trasoor, o it 1 0 delln ourn e della edu cazione ant it,IJ,,r ,·tJ IIIl'e. (N . d. R .)

per·:Of·


l t amento, ed infatti la Prancia, la quale ha ~.lovuto riconere t. tali sistemi, ha già veduto ritornare dalle prime linee ua numero vera· men tE' impressionante di soldati affett i da tubercolosi. Il chE:\ ci porta a riflettere, non solo alla sorte di coloro che sono arruolati già tobercolosi, e che dalla vita militare, anche se essa si svolge in localitl alpine, ben raramente vedon o migliorare la loro lesione polmonare; ma anche su quella di coloro che sono costretti a vivere in stretto contatto, e con pochissimi o nulli riguardi, con coloro che dissemi· nano il tPrribile contagio. jlt1 se fnt.:ile è sancirP il principio. per il quale ogni tubercoloso de~e essere eliminato dall'esercito. nun altrett.anto facile ne è l'at· tna.zione. l\PÌ momenti della mobiHtazione. regole cosi tassative per rispetto alla tubercolosi non esistevano, ed oso dire che, se anche fossero state promulgate, difficilmente avrebbero potuto trovare la loro applicazione in momen ti nei quali il lavoro dei medici era esor· hitante, i locali di accertamento non ancora istituiti, ed i destini della patria richiedeYauo una tale ct>lerità neUe visitl• mediche, che esi'mi fìh1 ed ar·curati si rendevano impossibili. Di qui mossero i primi inconvenienti, per i qual i lu piaga della. tubercolosi cominciò a ma.nifestarsi in modo alquanto i mpressionante auche nell'esercito italiano, specir fra le truppe di prima linaa, dove i disagi, gli strapazzi fisici, il freddo, l'umidità, i sonni interrotti, le emozioni con tinna· ti ve, e talora ~a scarsità e l'irregolarita. del l 'alimentazione: l t' turbe gastro-intestinali, le affezioni acLlte delle vie aeree ed a ltre malattie intercorrenti, diminuivano nei solda.ti la r<>sistenza al bacillo di Koch. Il grido d 'allarme che ne consegui uou fu inopportuno, perchè iJ Mi nistero nel dicembre del l! l W, provvidameute istituì uel tenit.orio di ciascun corpo d'armata. speciali ospedali o reparti di accerta.ment<> diagnostico, destina ti alla pro n tn e corretti\ identificazione delle le· sioni tubercolari o pres\lnte tali. Questi ospedali iurono dotati eli tutti i mezzi più moderni in uso per la diagnosi dPlla. tubercolosi, e fun· zionano sotto la 1lirezione di ufficiali particolarmente periti in tale ra.mo della C'l inica. E sitl'ome a quest ~ reparti devono essere malldn.ti non solo < t.utl i gli iscritti cli leve~, o militari, che alle >isitt' presso i consigli di leça o presso i llistretti risultino sos}1etti di forme inci pianti, larvate o spente dell'infezione tnrbercolare, come le· sioni ossee gnari1 e, postumi di lesioni glandule.ri, Psiti di pleuriLi, ecc., con speciale riguardo alle localizzazioni nelPappa.rato respiratorio •, ma anche c tutti i mili tari già incorporati nell'esercito che risultino alla visita rl.ei sanitari reggimentali trovarsi nelle c·ondizioni sud·

\


2Bl d E-tte,., pa.rrehhe chl:l faC'il co;:a dovn·bbe e,-,cre il libl'r«rc l'e,;ercito l

•

i ta liano da tu~t. i i tubercolosi in quahia~i !'tadiu esi;i si trr.dt:o. :B~ppnre, nouu~tanle gli E>norrni \' fi UtHggi apportati dall'isrit uziun'!' di qnetlti reparti d'accertamento. m;-, lri tubercolosi sono aÙc.:nra :<otto le arm1, minaccia pE-renne per l'~ e per la colletti, ità rtt'gli altri soldati l IJuali le cau:;e? ~ec·ondo me \arie. [n prinH. • luogo. per qul.\nto la, circolare miuisteriale del 6 lnglio l!t LI dispouga che 1lell'<,ccasione del\(' perifldichfl visite sanitarie. i mPdi<'i dPì corpi fa,•e:iano oggetto di ac : urate indagini cliniche e di sorvegl iaJtzn «' (( ) tutti quei militari che dalle autorit.à vengono segnalati t·ome appartenl:'uti 1t famigl ie, nelle qne\li esistono malati eli forme tuherc·ol ari aperte. o nelle ·q ua.li si siano verificati c11.~i d i morte 11er t nbercolosi: b) tutti quei milit11.ri che per la costituzioue, per la forma del torace, per deperimentu, del quale non si conoscano le ragioni, o pt:r altri sintomi fanno rimpn:~sione di e~sere individui votati alla tuLercolvsi -., pure io credo che tale pratica 110n sempre Yeuga seguita, sopnt.tuttu p~rchè nell'ambiente militare,. molto J.>iù che nella pratil·a ci,ile, riesce difficile lo svelare arnlrulalorimnellte le forme iucipienti di tuherr·olosi polmonare; e ciò per varie .rsgi•~ni che quj _ ~"Uttmet·erù . 1. 0 PE1rcbè si ha l'abitudine, e purtroppo non di rado giustarueu te, d i d ubi t.a.re dei dati anamuest ici fornit.i dal ruala t o, per u11i \engono a maucare 110n solo qn<>lle pn•stmzioui diagnosticlte C'lte possono es~ere date dfl. una. vaRta. erediti~, tub(•n·olare, da mahtttie tnberr;ola.ri pregresse, a meno che es~e non abbi ano ll\st:int e evidenti traccie, ma t alora anche quelle che ROno fornite da manife-tilzivni tubercolari già in atto, quali i sudori Jt(,tturni. le li.Pvi ~e rnli elerazioHi di te m per?\tura, le lievi f•mottisi, ccc. . ~o Perche IÌ<lto il sistemt'l. ;·ol \jttale t'ul'ùllll arruulati i medici. e (;ul quale, specifl i.n priucipiQ, furono tra loro d istribuiti i gradi mi - . litari, non raramente accade ube i l medico d€'1 curpu abbia un a cultura. molto su~'erfici a.l e di cliniea mecliC'a, H c he quindi ~?li manchi la competellz<L di s\'elllt'e i fatti tuuerr:nla.J·i nel loro inizio. 3" Perchè alcuni medici, e ciò ac·c·ad Eo_specialmente tra quelli 111 . eno competenti, rite11gono che il migliore uftkiale sia qtwllo che l'lmauda. come non riconosc-iuti il maggior numero di <·oloro che ogni JUattina si danno mnlari . Vero è cl1e n•·i ca<:Ì dnhl·i ··i sarel,bP :.em~te la. risor::Ja di matt~lare il soldato al reparto di accertamen to. ma. 11 medico, il ·qualt:' deve attiu <•ere dal soldato st<'!;.,.;o. e quiudi da fuu• · "' ce lnter essata., le notizie anamnestiche, n nn osa fare ::;pe.s,o ueancheo questo, pere h è teme di v01ier,;i ri t .. n, are Ù(!pv q uakhe gioruo i 1 1'1

l' .

· - ' ••ornale <lì mrct~eilt a lllillllli't' -

.

Fa•~, Il'.


28~

Il, PROBLEMA OEI.. LA TUln:ROOL OSJ Nli:Ll.'ESEB.CITU

soldato colla annotazione che egli è perfettamente sano, e quindi col ril'lchio, se il fatto si ripete, di avere degli spiacevoli rimproveri. u; Un'altra causa, per la quale non tutti i tubercolosi vengono eli· ' ., minati dail '(:lsercito, risiede nel fatto che nei reparti di accertamento l .. le cose non procedono sempre con criteri uniformi in tutti i luoghi. Vero è che tra .le cause della riforma c'è « la tubercolosi polmonare, ' piente-, accertata con osservazione in un ospedale militare ,i anche i nei r. ma in queste parole, che sembrano tanto chiare. sta invece la causa della :mddetta disparità di trattamento . Io non farò qui la rassegna dei mezzi che si usano per scoprire una tubercolosi polmonal'e inci· l pie n te, met od i di ordine ~emiologico, biologico, microscopico, chiruir,o e radiologico: rammenterò solo che nella ma.ggioranza dei casi l'e· same semeiolugico del pazit:Jnte e quello microscopico rlell'escreato sono sufficienti per stabilire la diagnosi con certezza, tanto cht- spesso sarebbe su perlluo anche l'in vi o del malato all'ospedale. Ed una volta riconqsciuta una t ubercolosi polmonare in atto. la riforma si impoue. Ma ugnale trattamento si dovr!\ fare an che ai t.ubercolosi gia gua· riti? 1n altri termin i, nn proces11o tubercolare ~.:he a noi pare Rpeulo. ossia guarito1 rientra o no, nella categorin dell a c tnbercolosi polmo· .. 011re. an che incipiente? • I ·reparti di accertamento òei corpi d'ar· mata di R oma e di Firenze, hanno adottato il pro\vedimento di ri· formare Lutti coloro che presentano lesioni polmonRri tuhercolari, siano esse in atto, siano esse spente, e per conseguenza hanno ~Pm­ plifica.to il problema diagnostico, non essendo più necessario di in- .' dagare la gravità e l'estensione della malattia, nè A. l']uale forma clinica essa appartenga.. Basta. fare una diagnosi, che diremo ruili· tare o di guerra, della tu b~rcolosi polmonare, r:; riformare il soldal OIl medico civile poi vedrà quali consigli e cure si debhnno dare & questi individui. Ma molti al~ri reparti di a.t,certamento procedono con criteri Cùmpletam ente diverRi, e come « tubercolosi polmonare anche incipi'entP• considerano tutte le forme di tubercolosi polmona.re, anche q uel\e limitate, ma però ancora in atto, per modo che chi presenta nna forma. di tubercolosi polmouare guarita.. viene arruolato, pur venendo dichiarato idoneo per i soli servizi sedentari. E secondo me l'autor ità sa· nitaria militare sanziona questo secondo modo di vedere, e n0n il primo, perchè nella circolare n. 801 del 2!) d[cembre HJ16 prf'!-cr\. ve che c gli iscritti che risultassero affetti da forme di recente spente dell'infezione, potranno essere dichiarati temporaneamente inabili erimandati alle venture leve :o. , il che vuol d ire che, se la forma è spenta da molte t.empo, l'iscritto viene senz'altro arruola to, e se è spenta da


Il. f'RIIIll.~:.\J.\ DFI.I.A 'i'I'I:J.;f:c'Ol.O~ I Nl•:l 1. t>...;fWOI'l'tl 1

po~o tempo, o viene arruolato subito, o lo sarà, nelle venture Jeve:

qualora le sne condizioni gene-rali siano buone e la forma non sia ritornata atti\'&. E i11fatti 'più mnanzi la stessa circolare prescrive che i tubercolosi nei sanatori milita.ri i quali siano guariti c. si invieranno dopo le debite constatazioni presso i rispettivi depositi reggiment.ali onde utilizzarli permauentemente nei soli servizi sedentari fino che durino i loro obblighi militari 1> . E nella. cir<~olare del l7 maggio 1917 si ribadisce il principio che i militari tubercolosi < rlimflssi, come gua1·iti, dai n·pa.rti di ac\certament.o diagnostico di corpo d'a.rmar a, cb e non fm·ouo po~.uti ricoverare nei r.entri sauatoriali, e e veunE<ro qui nel~ mandati in t emporane<t lict:uza, dovranno allo SI'H · dere della licenza stessa, prima di essere riammessi in sPrvizio. vP- · nire visit.i\tÌ nuovament~ net reparto ni accerl~nHmio riiagno~t;,. o. do\·e furono st•~toposti a,lla. prima os-:l'rva?.ione -. . l~ g111~to .tale coucAtt o, che cìut'; i tnben·olosi guariti po;-;sano e'ìs"'re uti lir.z<Jti nei servizi militari sedentari? ~t' no.i dnhbiamo ragionare in ba~e a crit.eri s~:ieHtifi<:i, duhbiamo tlirP c:he dti •' gnarito di nna tnbPrcolosi polmonare, non può essere iu gratlo di sotto:stan~ ai rl.isagt ch•lla vii;H. )Hili tarP. per qtmuto si trntti di sPni?.i se•lentari. T I L tPmpo Ji guP.rra aJJt.:lte i servizi sellentari ilnplìt:auo talt> un t.nrl,amen to n elle ahi r.nùiui qnot.idiane, nel sonno, ut>l r<'gime alimcntHre, ' nello stato p'!iuhit·o. eec., che (p rt>si ..~t~'n7.f' orgnnicbe ne rl~>hl,ouo e..; sere menomate, e fHuilrueute nna fc.rm:t spent.a pnò rif:ìoriré. Il i.nben.:oluso guarisce perchè i l suo organisJ(]o fabbril'a delle sostanze difensive che lo r.•n•lono r efrattario ai danni del bacillo di Koch .:: dr! le sue tMsine; ma so~ noi diminL1Ìt:Pil10 i ~uoi pnteri di di foRa, la. to~siemia comp1:1.rini. e C•)n essa tntt.e le fatali co11segnenze. 'l\feglio quindi che nell'esercito non ci sia alcun t.uhercoloso, nNtnnlJe guarito, meglio quindi a.dottt~re i criteri dei corpi d'ann!l.ta di Roma e di Fi r ell:-.e, con che, come dissi, si verrebbe ;mche a. semplificare di molto il problema diag110stir.o: pe.rchè. e ,; u quPsto è bone iusisten>., nella enorme maggioranza dei casi, la eli tTi.coltà non t•onsiste t.anto nel diagnosticare la tubercolosi, q uaut.o nello stabilire se essa sia t:eramente g·uarita. Ed io credo che un medieo, anche abilissimo, non P083ll, con tutca coscienza, durante nu periodo spesso brevi>'simo di osservazione, assumersi la. responsabili t;i d i di l'e non solo che i.n q nel determiuat.o soggeLto esi::;ton o dell~ alterazioni polmonari di n a tura. tubercolare, ma anche che Mse ;;ono guarite. e gunrite in modo d~l. ren~ere possibilE> la r esistenz a del soggetto al servizio milit.a.re. N è vi fa.ccu~ meraviglia. quanto io dico a proposito delle d ifficoltà che esi• tono nel rilevare i segm di g uarig ione di nna tubercolosi pol mo-

eu


284:

1

IL PR OBLEMA DRI.LA T IJ BERCOf,Oe1lrEltL ltSEROlTO

uare. rerohe, o Signori, altro e emettere il giudizio di guo.rJgtone di UDII. forma di tubercolosi polmonare in Ull malato civile, altro e eq1etterlo in un militare. Nel primo caso noi a bbiamo spesso segnil{\ l'evoluzione della. forma morbosa, abbiamo con lunga. osservazione L saggiati e sorvegliati i poter i clefensionali dell'organismo, abbiamo . l fatto numerosi esami obbiett.ivi a distanzn di tempo, corredati, se dei caso, da. esami radioscopici e radiogr afici, abbiamo avuto occasione di sorveglia.r e quotidianameute le curve termiche, rli vedere l'azioue che sul tubercolo~o hanno, e:>ercil.ate ed esercitano le varie eme istt· tnite, ecc., ecc., abbiamo ~ioè la possibilit:'t. di usufruire di tutti quei criteri che sono indispensabili per emettere u 11 giudizio uou solo sulla e\'entna le guarigione, ma a.nclw ~mlla prognosi futura. N'el militare invece, quasi tutti i .dati sopra ricordati fanno di· ·" fetto, se pure non vengono ad art.e alter ati, e quindi il giudizio si dt>\e emettere in base a q nei cri t.N·i che possono risultare in un breve periodo di osser vazione. E dico breve, percbè, se esso avesse a prolungarsi troppo, non basLerebbe lo spazio per accogliere tutti gli in· l l fermi di tal genere. Ri d ice, è vero, da q ua.lvuno che sorvegliando .. per alcuni giorni la cur va Lermica, specie sbtt:.o Ptizioue del moto e dell'alimentazione, eonstatando ripetutamente l'assenza di fenomen t umidi a livello del!~ lesione polmona.re, l'assenza di bacilli tuberoo· ., lari e· di epiteli alveolari negli e:-;creati . cl1 antigeni tubercolari nel sangue e di bacilli della tubercoiP~i nelle orine, consta.t.audo Ja man· canza di reazione locale e generale dopo le iniezioni di dosi progres· si ve di t.ubercolina, consts.ta.ndo l'assenza. o la guarigione di e ventuali l' al terazioni lari ngee, constatà.udo ra.diologicamente segni ùi sclerosi po lmoul\re ed assenza. di fatti att.i vi, ed infine const.ata.ndo il buoutl sta to generale del soggetto, si può roncludere che l a lesione polrno· ttare, pur present ando i caratteri di una lesione t ubercola.re1 è iu i~tato di ·guarigione. Ma io non-condivido tale opinione, e credo cb~ gran parte delle suddette constatazioni ci" indichino solo che l'indi· viduo si . difende bene contro P infezione tubercolare, e che questa bn ::;uhiLa' uutt :;o:;ta. nella. sua e\-rolnzione, ma esse non ci indicano tult.:Ma 111 tUoclc, oer!o che il pr1Jce~!ìù è e-n:~rito . T -'a tuhereolosi nella st:;t '""''" lnzioue non procede in modo pro~ressivo o verso la guarigione l• ,·erso la morte; ma anche spontaneamente può presentare peggiori\· ment.i, o remissioni e soste uhe' uou raramente hanno tutte le apparenze di una g uarigione. Quante volte in tuberèolosi abbiamo spera.tu di aver finalmente raggiunta una stabile guarigione, e quante volk dopn un lerupo varia bile, ma talora. anche breve, abbiamo dovut.o ri· rreùerci in quasta. nost:.ra speranza ! Ed a proposito di quanto sopra

-..


fl , PROBLEMA DRJ.T,A T t"Rf.:R<":td.0:-1 ~ELI.'E~RRCI'rO

dicevo, si r icordi che, se manca la toosiem1a tuhercola.re, n1ancau() •'Oltsegnentemente anche la. maggior parte di quei segni che potr ebbero f ar credere· ad una guarigion e, appnntn percht1 e"si_ sonn e~pres­ tione, ;on tanto de.lla lesione - tuberco1at·e quanto ti olia tos.~iemia., per modo che in tali casi nòi poLremo vetlern l" curva termica non presentare più elevazioni febhri!i n è "pont a.nee, nè prOYOcate dA. mar•:.ie o r1~~.1 peri orlo d igestÌ\'0. potremo vE'd~r geo m pari re dAl sangue gli a.utigeni tuberco!;tri, ecc. Che se poi st vole~sn deferi1·e il ~iudizio d~ ­ fìnitivo, oltre che ai eritPri sndcletti, 11.uch.-. u.ll•J sttno ·getwrale cJei ~oggetti, alla r~>a.zione a lla tubercolina od 01ll'e<:atnP rnciiolo~i~~o. io dirò rht· UP.anche ta.li critPri sono a..;;;olnti. Vnrtrnpp:l in t-roppi medici è ra<l'icato l'errore e h o la. tultm·c·olosi pnlmonare lll' art.o, specialmente qn~>lla enn b;tcilli nello :opnto, uon pns:'!n. r:oHe:iJi.,r,:i c·on m1v siat() gPtlf'rnle, h110110 1 anzi talora. flMirlo. :\flt ÌO \'Ì n ('\'0 metter<· in gnarrlia C(lntro t.a}p oredenza, per la qnale molt;i di qnl",:ti tli!'tgmziR.t.i hOtt Yf'ngono ri~·ono-;ciu~i rome tnuPr•·ulosi, nltrc, eh .. <]l1t\l\do h vita militare ha. diRt ruth1 ctnelltt loro apparenzn eli salntf', e eou t>'l:la J>H rtroppo ,:p..;;so·anche hncmn ~~arfe di •tue]Je forze djf.-nl'Ì"'>:>, ec,[J~ •Jna li e:-;si 1i no nllora :LvÉ>vano vittoriosamente 1ot,tat<) ùontro l' itt~i­ dioso malt.> .. 1\f:.t nnuhe gli alt-ri criteri uon !<Ono a:-:;.oltni, ed inf;ttt.i per rÌ~pPtl-O alle iniezioni tuLercolina, io deVt) pP.r fll'ÌlOtL l"ù"<l. rÌ· r:ordare clie, ,:e la. rea:r.ione po;;it.iva è itllliee ,lj tul;en;oh•::;i, e,;sa p(>rc:, noù indica affatto ehe. lfl reav.ione sÌ!~ in eouu.~s~ionc con focoln.ri tu· hercolari df'l pnlmone, e non pintt.o?-Jt.o cvn fòcolari glandolari o J1 <litri org:1ni . Certo che, l'lP 1n ,;eguitn all" ÌJJÌe;.;ion~ di tnben:oliua si pre.-;enteranoo fenomf'ni 1H rPazione locale ,;ulla part.e rlel polmone r:be è oggP-tt(; di di;;cn'<sion~>, pot.rPmO 0on.. Jnd01:e ehe ivi non e:-'i::.te ltn proues;;o di una.rio-ir>ne ·l 111ft viceversa non tJntr,•nto llE'IlllChe dire che tale- guari~ione e:-<i.;te qnalorlL lA. reazione lontle fac>cia rlife~to: ·-~me non la. ."potremo E'Scindere a:1che in akQni ca~i io cui la reaz~on EI !Jilnrrrn./e sia. ::;fata positi·n~.. potf'nilo er<da aversi atH:he in iu,l i Vtclni l!Ou focolai- tubercf)lari i nattivi e l al~nti nel loro org<wisrnf;. Vrro è che aleuni ritengono (·he la contem110rl\ueità rlel111. mu_n· ~~m~a rl i te a zione, 11nn solo loca.IP 1 m a a nche generale, all' iniezi.me d~ turber colina si riehha cousiderarf' come un sPgno CE"rlo di guari ~tone della. form11. o de lla inattivazione completa del foeolare tnhercolare ·•• n1 <t t a. l E' oplDIOlle . . . • non e. d 11. t.ut.t1. con• l.1nsa, pere b'e, comE:\ d.tCP. 11 ~[a~aglian o~ le reazioni tnbe rcoliniche avvengono quando nel mezzo o_rgamco 11ou si trovano a.nt1corpi in mùmra snfticiente per neutraltzz~re l'azione per t urbatrice della tnbPrcoliua., e per ccnsegnenza la reaztone può mant·are non solo in ea;;o di guarigione del soggetto,

ni

l

~


ma. tmtc lf~ .>oiLe ~.:!te nel StlO organiRmo vi siano anl iuorpi che ueu· i.tlilizztlno la tubercolina, <:ome aJtche quandu, indipendentemente dagli anticorpi, quel dato soggetto sia iusflltsibile · ad essa per varie ragioni. Hopra uun Lale rÌt'"rea nou si po:<souo quindi trRrre concin.' ~>ioni di Lanta re::;p•l iJs.d.~ilitf't, senza ('OUtare (•he, a par te le bf.ln n<•t& CPJJtroiudicazioni a. qllP"to mt>todo di ric:orca (i ndividui febbricitanti O fao~ÌilHf:'lttO Stlg!~f't.ti ad ('tn(lf,ti~i, mal!\tll€: uarJÌOl'f'llllli, jJ6T:l0llO de· periLe J~t•r altr•· tunlal.ti~.- t's.tnl·i··nti od infett.i\"'l", arteno:-wlt1rosi. tu· l•t"rcoli del -;Ì-;h•ma nen·o:;n cmHrale, Jlt·vrastt>uia, Ppilf•.,;,.;in. diabetu, ec-o.) snr.,lthto pur :O:f-lll]•l'E' ,la chlt>rl{jrei Re auche urgli ahri casi sia vore.· liii:I.ale :<t·mprf' Ìllll•)< na. llU!\ ttd+' pratit'a Jiag-noiHÌn\1 la q11al~ puteudo dare litta rea;ri,nJfl a l.iv~llo del fr;(lolttre tuuert'olarto. pnnebht- aoehe di\·enir la cllu,;a dt-l rÌI\IJ<'<"ll'lf'l'::;i •J dAl Jis:~emÌIIII.n..i ii 'JU proc•-sso l'"luJOlHltl'. ··hf' U\H~t~.ri t'l'li. prol:<... inw allot guurigioHt> . l~Ìlll'l.LIE' l'e.,aroo T>l•lwgmtiro, c:ol qualo, :'leC'ondo alcuni, iu molti .:a ... i si può renfler~.;i ccm1.o nun !m)o cleli'P>-t,...n;;ifl116 dt·lla. J.,sÌHtw, ma :~n, be ::w e,,;tt

sia o no att.iv~t. Io però credo ~h& UPs:.un seri11 rar!io· lugrJ possa, itt pochi yiorni, P senza il sussidio di altri criterii climci, ~ttnmt,ire uou solo c:he nn focfJhre t.ubercolare è vemmetate :::peul(l, lllfl. .ancbe che la sna gnariginu"' uon è receutP 1 e non ha pos:-iLtlllit di l'J:it;Cen·lersi in uu tempo più o meno pro~simo, condizioni tutll' t h~ :-:r•tt) e~"euzi;di qunudo ::<i tmL~a <ii riamrnef t.ere iu Sdl'Vizio un mdi· • •• 1 ••• Ttit:orJo che in molti casi pr~c·ocis:;imi la rndiogr.dia la~lt'Ìii òu~· l.t.,:ll ~d incerti, 1:' che. anche- rAcF<ntemente il ~luraglia n o a~~erJVS • •·l1e i r•·pel'ti ra.cliulogi(·i negfl.Li,·i non e:-;t·llHiouo tllla ll.Hdnttia tnl•t•r· C(ol:ne 1> 1 per. modo dtt-, 'l<' anl'l1e rtHÌiuln~i··HIIIt~JJt.~ ..;j potes,;e n,..st>rire t·be una tlltta lesinue è gnarita, sn-;sÌ:it..rc•l•l•e pnr '<t>mpro il dnbl,io <:l,e Ult'altru lcl>Ìr>nc Ì11 nltra pu1·le dc·ll'nppttrnto pt)lwonu.rc, pn,:.<il • ti"l::re sfuggita. all'o:;so•r\'!lZÌoue. g chi ha pntLica Ji malati d i qtH·:..t•> ~··nere, !la. bPne rhe \;~ molt.•pli<·iti~ rll'llt• le,-ioni pl)lmonari è tut!'ttl· 1 ro·, che rara. Pdr stabilire ;~JuH,lll'l C<JU uu /Ji·Pve periorlu di osservazione stl 1111 JUilitare tuben:olul'IO ~ o nuu ~ ~narito, si Ìllt'OtHra.uo JiBkoltÀ, ..t.~ 11~lla gra.•1de ruag~ioranza dei <·a~i sPno qnu..si in~t,rmr.ulabili, e ::;it·c:•llllt• .ral~ra. parte, andH~ quando In. forma morl.msa sia guarit11., uo1 11• 111 po:;~iamo dare un giudi?.io sulla prol,abi1ita ruaggiure o minore che e,~a. presnutu ùi ria<:cellt1ersi duraute la vita mdita re 1 nosi è me;.:;lit~ riiormare tutti coloro che pn•senll\no tuLercolosi polmouare, sia fi;,SI\ m atto, sia essn guarita. Nou si deve infatti dim~:~nticare c he la legge mili !tare, e t!uiorli la \·ita Jel :soldato, sono eguali pPr tntLi. a. qualunque ceto soci~le

1 \


11. PRO.BLBMA OELLA l'l"HEI<('Of.OSI l'E 1.1.' t.;Sl'lli'ITO

.y•.:- ·JI

lip}Jartenga.no, e che molti tnbt\reolosi mantengono per ll.oni Pd a.uui, ed a.nohe per tutta la \1Ìta, la loro guarigione .solo percha si sonù a chtttati ari un teno1·e di esistenza, di occupazioni, d i '>itto, di igiene, ecc:., dJ e l a. sc·ienza e l' esperienza hanno dimostrato essere per loro favorevoli a mr..nteuere quelle forze difensive che fanno r imanere latente. ed inattivo nel loro org<tnismo il 'germe della. tubercolosi. Romp(•le ill-\e e<tuilibrio, facl'ndo abbandonare al malato il suo tenore di vita, e fa.cilmonte egli soggiacerà a qnelle recidive, per le quali, ment.n.1 !Jrirua. r appresentH-va uu · ~alore. sociale che non raramf'nte poteva anche e,;sere (·or:sid~rato come normale. poi rappresenterà un v&lnre sociale scadente, se uon adJirittnra negat.ivo. CQsÌ stnndo le cose, io non po3so c<"rto approvare c ho si <lOntinu i ancr~r oggi ad arrnolaro i t.ubercolosi gna.riti. Che ;.;e necessit-à di guerra ci obuligasse acl ut.ilìzznrli per i s(.'rvizi s~deutari, allor;L vurtt> i che tra il momento dalla guarigione e qnello della. loro ntilizznzion'3 mi litai·e si lascia~se t,ra:H.:Ol'r.:>re alm~uo un anno. m«>nl,re ne;UIche •tne~to oggì avvieue,· come risulta rlalla eircolaro minisleriale del ~ti dicembre l!llli. [;:,;sa iuhttti ]Jrest·riYe che il tnberenluso acre1·tato ed inviato a1l uo. c"nt.ro :-.anatorialc>, qna.k·n\ da fj\H'«Io esC'a. guarir o, dehba VPuir !lonz'altru inviato pre:;;-;o il ri~pett.ivo Ù€'posito rf'ggimeutal . . . onde essPr utilizzato permauentemen~e tiei .;;oli sMvizi sedentari . E ~icco~ne lu. rlegenza. in questi centri sall<l.toriali 1 nei qnl'lli i m11lati 4>ntrano con tuber cokHi pulruonare aperta, non dove esse-re. inferit•re 0 quattt·o mesi, ma tale p(.w iodo può esser prolnngalo .~nlo di a.lt.ri dne, su proposta dei dirigenti Ciel sanatorio, ne ('onsegne che nello sp;tzi0 rii :ici me~i il tuben:uìoso; non solo dovrebbe €'ssE'r gnn.rito, mH. i\r,che av"r raggiunto un tale grado di r<':o:istPHZa organica . da· poier ripren · dP.re 1a "i t a. m11 i t!l.l'P. ~f>t !l.tUn1ett.eo'l~ ìl criterio più lar<YO di rif\lrmare cioè t.ur.ti 1 militari affPtti da tuhercolosi pr•lmoonre"' guarita e non gnarita, sorgerebhE>_ l'altra. questione il•' ci..è si clo,·e>.sP parimenti ri formn.re <•gni tuthnduo t:he io qualsiasi parte dd suo corpo aves~e nn focolaré di l~tbercolo:>i aucbe obsolet.t, p. es. glanduh1re. 'l'n le criterio snrebl.e ecces81v'~111'·ute largo, ~;h~ t1elle autopsie eseguite nl•gli o;~pedali, la. percentnal~ rli color o che pn·sentano segni di tuiJercl)losi o atth·a. o speula, vart~~o . l't r.)uverre bl1e nrormure ·~ . d' . dal r,);) a l (\." .,s .,, o qu1uc. quas1. tut.tl. g l'1 tn·tvtdu i . . · · • SI· e· vo1uto uure J · · gtOne pcrcw 1·1 masstmo peso ue l la. que · . Ben a. ra st1one ùell . [' . . .. · a. nwrma a.lla tnùercolos1 polmona.re, tratl;mdosl della. forma IHU \H~rìco l o l · · c:ou . . sa, non so o per du la port.a, ma. a.nche per quelh che ta.h tubercol OSJ· vengono a t rovarsi· 10 · com nuanza d'1 v1ta. · P ero, '


l ~e

è giusto che la tul ...rculosi polmmuu·e '•'nga considerat <t in mo·;o precipno l'Ollltl causa tli nt'onna. io ··rerln cbe viceYersa· troppo p•)l'<l [Je;;o si ~la a• ll•)rclato aLa tubPr.Jo:o,-i dE'JlP sierose, co.~icchl'. pur sa· p~ndOSÌ che ll~lla f'Df)J'l1le maggioranza dei Casi essa è d i llatUra tll· l.~rcolare-, pur nontlimeno ::i persist'e aliCI')r oggi ad Accordare a I}UP~ti malati 2·'1·6 mesi di licenza ·li couya.Jcscenza , od al più un ann·•. ,-ero ~, che. p. e;;., la pleurite è t m }P m a11 i t'Pst.azion i t u hercolari uu\ di 9.neliP che prPSenta grawle prohah i lit~l di gnari;,done, m a io rite1:g·1 eh .. uon :>Ìa. prudente c·he <:hi per lun;.dH'' settimane, ha soffeno .ti una piPUI'lt~ tUbPrcolar.- es•udariYa., rit•1rni sotto ]e armi dopo por·hi mP;;i ii ··onvalesc.-~uza. . )fa qnì mi ..::j potrebbe obbiettare che uel uw)r·J elenco Ji infermità tra ]e cause di riforma sono nominati i relitLi-.li pleurite chui••l\ffiPJltP diagllO:"tÌ•..'!thilì, oe l'i1P a!li'M oggi Ìll UA.!:e 8 ta.l~ l1iziune il prof. :-;r'urz:.' . d,., dirigP il I rPpR..rtn eli a(·~;ert.ameut.o in Roma, rit'(1rm~L lutti ··olorr.- <"h e prt>sPllt!in'l rl.'lit t i el i pleurite radi·J· sc·opicameJttP ·limu-;tralJili. Ora. n~! meutre io ereclo che il reparto di accertA.lllPUto di Rowa l•f'n t"tt•'l' Ì A. a l't')J1lt•Ort<l.rsi in r.al n uisa. clulolt·J, • n ' a.;;:ai dii' cos' At:enJ•l ~~ int.~rprPti n•ratnr->!Hf' lo spiri b., ddlìl legge. :a qunìe tra lr c·all.-;.. li rir'unntt l11E'I H' c t utt•· le malutt ie df'Jl'apparatn respiratoriv a .J,.,POI'::d cr.. uto.!O eorl i !!l';n·t E.>-;iti dJ es~"', eom pre~i i reli· r1 ua ti di n gno,.. t j, a bi! i rle Ila p i eu ri t t> pr~j..:TP<;sa, aceert~tti cnn osst>r>a· ZÌOilf' T1 ol'\pPdçdP m;litare e p••rs::'if'lltÌ l))tJ·p il Jlf'l'ÌOolO d('liA. l'Ì\'Pd: bilità.:. (;•)Il Ch•·. 8. mio parE.')'P, :'lÌ ...:fJI1 \'IJ)ttti jJrf'lllP.l'l-1 Ìll (:QIISÌdPI'àZÌ(•Dfl non tut.t.i gli e...:iti di plennte. ma. snln quelli grad. nltrimeut.i non si cOrnJW~-'Ud ..rehhe pt!n·h.:. ;:;i ,.,,Hriuna.:.;,. acl !l''' '"nlare più o Ul"t •) brevi licenze a: culoro cht> IIt'!;oÌ vs}'P•lali mtlit~ori solft>rSt>ro di plrurt1e "S!:udat,J\"1\ tnl,ereole.rP. e 1:1•11 ..:i rit'orma'i-:eru ,...-nz'ulLrO. 1·: non si ri: tunnat.o ::nbit•J neauch.- en~•Jl'O ch" soifer..;ero •ii polisierositi t;ubl:lrnolari~ . ~i potrit dire cbe le liceuze di 4 ti mPsi \81I~Ouo aucordat•· al plt>PriLi•·Ì. per··h~ nt>l le a,,.-.rtenze am1es,:e all'elenl'o delle iuf'ermitÌI cL e• rla n uv d i r i n o " 1·i fvrnu . ~ cJ,~ ttn '· l1P " i m i lihll'i a ffe t. t i da n n i\ inf,..rmità o le:>ioui che "Ono l..'aUMl di rifur~a jJer gli i;:cri tti di l.:~.a 'lOltaut.o dniJO trasc•Jrso 1l pPri·Jclo di riveolibilitit, do·nanno es::ere n · fOrD! ati :<Ulalll6l1te '{ tlal,dtJ r ÌUferlllità l) )P!'ifll1i) :lÌ \~ ffiOStraLfl. }""'r~;­ stea te du po opportnn·· cure, pure h è 11011 crtlE'II t.e> . seguite da c0n ~E>­ n:enti periorli dì licenza di convalescenza:.. ma anche dopo tah lt· cenze. la pratica ordinaria è rptel;a r1i riammetterli in serv izi·•· ~ • • non 'nano • , 'j mente di mo:<:tra b']l• ('(I C')l meno c l lE' ] e l es1om an.::ora tact l 1 ordinari mez?..i ;:eomi nln~ici orl a IDPn•J ·~ h·' lo ..-tato ·generale non ~ " molto deperito . (.'.)!)a ],.:i!.nz:one de; ro?tpar~l oli Roe .,.,rtamAntO ~i \! fat.to nu gr~.1 : i e

' t


H, PR OBLRMA DELI.A. 1'1 ' fH~ROOI.O.:!l .NF.LL'f:SERCITu

passo ver:;o lo scopo di sradicare la. ~nbercolosi da.ll'l:'so.:rcito. od almeno di !imitarne la diffusione, ma l' ideale sarebbe che l'ao.:~f\rta.­ tuent.o venisse fatto uon solo rispetto a; coloro che con ragione o cotl malizia accusano affezioni polmonari di caratt ere sospetto, ma su t utti indisLint.amt'nt.(:\ gli inc!ividni arruolati, l'esperiEmza dimostrando, che ch.i esamina. m<'~odicamente Pappar~tto respiratorio di tutti i suoi pazienti, t.alora scoprl.'l fatti di t.ubercolo"i polmonare in d1i liOll ue aveva aJcn n sentore. in <·hi <~pparenl.emente godeva di un ottimo :;tat.o •li salute. Ma poiché ciò non è prat.icabile. specialmeut.e i11 &ewpo di guerra. snrel>he pur sempre Ja a.ngnrarsi chE' lfl soller:itR?.ioni ministeriali a.i meùi ci dei c:orpi di s<Jrvegli<tre 'lnei soldati rbP YPrOs~mil­ mente abbiano \lnll riisJ'O~i?.ioue alla tnbercolusi venis-:ero int('gJr.te dalla istituziPltr' di cornmiilsJOni di specialisti, le '!n,di pas;;:lHlsNO in ~ rivista i l Hlagil"ic)r numero d i militiu·i d i r.ruppa. / Il "eeouclo dei probleuti, ai qun li aeeen11ai nell'r:::or(lio dt~l mio •liscor-:o è quello ··he si riJ1>risce ai me-zzi proJìluttici per sa!Yagnardare dalla t.u hflr• ·olol':i i militari sott,o le tmni . Problema questo qunnto mai ardno quando la protiJt~.ssi si deve esen·itare non nf'lle ea-.Pl'rlle, Fet lt- qnali ~> Ì 11ossono 11pplicare gli ordinari moni di profilas"i autituhE:>rcolare ; ma sopra m1 e..;ercìto operanttl in guerra, per modo t~he io Cl'erlo chf' si..:como riescono esr.remameute cliiìicili, se uou adc!i rittura itnf•Ossihili 1 lr di<;inff'zion.i neiiH t.rinc·e ... A nPÌ vari SLJ•j.>Ostllment.i bHIIici. ::;i a, no~tri, :-~ifl. con q u ist.ati al nemico, cosi l èt mìgl iore ~Iii va- ' guardia l'l'ati('<\. pnr l' esercito sia pur s•llnpre nna i!flver<1. eliminazione da e">~O l'li t.ut ti i LnLt:>rcnlosi, siano es>;i in ut.Lo, siano essi gnarit.i. Doubiamo ora. discutere sulla sorte <~lae speLt.a a coloro cbt) per...__ causa d~lla, t.nlH•rcolosi furono a llontanat-i t1all 'es•,rcit,o. Gli i~<:ntti di leva, f:' colo1:0 che sono chinmat i a nuova visita, pt>rcht> già. riformati, se ;:ouo riefiHo:<c·i n t i tu bPruolo:;i, vengono rima urlati alle loro cas~. ~· spett~rà ai <~o ntit.at.i ci vili ùi prevenzione ant.ir.ulu•rcolart> . eli 01:cuparsene. l'Ila ennte provvede lo BtiltO ptr quei militari i11 cui la tubercolosi si mauifestò nf'l periodo da loro tnts<·orso S()tt,o le anni? Fiuo ~ poco t·empo fa t-ali t.nbercolosi ven ivauo dappri'ma waudat.i in un Te parto spE>cifLle, d ove su bi vano nn peri orlo rl i nsservRzi 011e e di cura, in gf'neraJe molto brevt>, durante i l quale ·si impartiva loro una rudimentale istruzione snl m odo di (>\'Ìtu.re ch e disseminassero il male, e poi, coi! una . lun ~a licenza o col toglio di riforma, P con l\la tenue sussidio, si iuviavauo in seno alle loro famiglie, e l'autori t à militare avvertiva il ·comnnfl che rimp:uriava un ttlborcoloso, capac:e di disseminare iJ male, ed il comune pietosamente ne avvertiva la Ùtmiglia, e poi ··~ e poi nnlht più; CJ.UHsi che l'uomo a\·visati.J fM<te


Il. l'l<ulH.I::M.\ DEl. LA ru HECLCO t.08T NI\:..L' KStrR{'{TO

mezzo salvato, e q oasi che il misero sussidio c he si era loro concesso, potesse dare a loro il sostentamento, lumt>dicio f:', il conforto per vin· cere- il male, ~d alla famiglia la forza di re~;istere all' insidtoso con· tagÌt•.

') li

Ora si è finalmente eompre:.o che ben piu gravi sono i doveri t·ht> lo Stato ha vE-rso questì1ufélici, che se non haHn<> dato tl ssugue alla patria, le hauuo offerto la sRl n te, la giovt nE'zza. e l'avveuire. E AÌÙ da qualuhe tempo cùi è riconosciut.o afil'tto da tnbf'rcolosi inci· piN!te P xanaf.Jile viene invtatv all' istitnto cltmat.ico di ]1Prgeggt, d (• YE' pt>rò può rimaut-re pt~r tUt t empo ma,;~imo di sei mesi, dopo di ehe. ~e è _gnarito, ritorua al Cc)J'po, e' se non è guarito ritorna in fa· 1u.i~lia, o viene iuvinto in uu altro O~'perlnle. E la limitazione del t<'llli•O di t:~nggioruo è dovuta alla impos:-.illilitil iu cui si tro>a l'ìsti· tuto climat.ico BergE-ggi tli ospitare Ull Dlllllero 8 t'CeS!'!Ìço di in· fermi . Tutti gli a.lt.ri tuberc..:olusi. cltP nou E>nmo nel prirno sLadio d··lla ma la t Li 1\, fluo a poi'o tempo fa: co11 Li n n a nmo a su bi re la s~>rte alla tpude più sopra ho arceunato. e contro 1R.. quale ~ià. in altra. oc· l ' lt .. lHUe PSJiressi la rui!l. riprovazione. Ora pt'rÒ io \ia di al Lunzione un f•ro•vedimento per il quale tutti i tnben.:olnsi prove11ieuti d11l fronte vernnmo raccolti in un grattde t>spedale di smisrnmE'nr<'l, c:he evra :;~d·· qui in 0an·ggi, t· dal quale i tub~t:colnsi inr·ipiPtJt.i e guaribili 'erranuo lll\'lll.Li agli istituti c limat ici in Tit·r~<'::,!~i, di F<'lm SnlJina. ed •u altri ehf:' ntallo mano sor.:reraltno; ment.n ~li mft·rm i di fnrme tnh··rcolad ineipient.i rua. fJtlr sempre cnrahili. !'nnmno t.nutt>IIUti e curnti nel!'ospPtlule di smistament.o ia at.:.!>,.H. rl1 di~posiz1011Ì m.11iste· ri.-d t. ec:scud o i n vi a di ali est i m eu to s p~<' i n l i 111 hPrc·r .!11~a d d o <ti uati <tlÌ a•'COAl ierli. Jufiue i mil i tari afl't·fti cla f~>lma difht,e <.:nviturie O ad ;voluziou€' rapida, r1opo un convenienti· r ipC•'-'O. Sl• t.no,an"i in buone cnnrlizinni di trn~pnhaùilitit. vermmw inY nl,t 11. g.rUJ•pi 1.1 gli osre· da h rr11htari più yic:ini :~l luogo droYe ri:..i PdotJ0 le t·i.;pRtt.ive lan,ig\ie. Ottimi provvrÒJmenti quc·sri, che r('rÙ rit·l liNi f•rfill llO SltlOTS pa· rPrchio tempo pt>r essere attuati, e chE', a. Dlf'D t·he H·uga E'ruanato u1. decreto sulla, ~pt'dalizzaziotte <•LLlip-H!.ori& df•i tuhen·<>loRi, uon iwp••<liranno che, dopo hl.i vace, la mas~ima parte di ljllE'st i ÌlJfelici nroruino alle loro risprttive dimore. E quale shl'à Rllora la SIJrtE' di •Jll"':>ti riformati per t.tlberC(•h•si che pobauno disRf'miuure nelle più remt)te rE'gioni d'Italia. la tubercolosi? Ri clt~vra nuo a p p l i c a. re ad e$SÌ ~h stes:~i prov't'eùimenti emanati per gli altri iu,·a!irii di (!nerra? Il mntilato, lo stor~io, il uioco sono menomati nE>lla l oro potPnzialità dt ._:.uergia., ra.ppresNlt!lOO dei minori ,·alori uella sncietà in relazione a ! ;.:;r; do della lesione, ed alla Illllggiore o minore possibilità della. loro

ni

e

..


2f\t

IL PROBLEMA D~LLA TUBERC'OLO'-l :\ELL E'-I!HCLT(l 1

rierlncazionl' professionale; ma la loro infelicità rimane circoscritta ~111~ loro persona., irradiando in~orno a sè uu'atmosfera di pietà e di am mirazione; mentre nella. enorme maggioranza dei casi sono esseri iu cu i l o stato gener ale è bu,ono, e che pos.>ono vivere nella societiJ. sen za. pericolo per sè e per gli altri . I:.lvece colui che dalle trincee. d::.i disagi dolla guerra torna colpito dalla tubercolosi è un essere che pnrtroppo viene da molti considPrato come un reducf' iuglorio~o, noli degno di fregiarsi il braccio del distint.ivo d'argento, che attesti il 5no coraggio, la. su a ferita polmonare, e molti lo sfuggiranno, eom.., individuo capa.ce di di,.;semillare intorno a s~ il terribilo contagio! .Ehhf'ue, o Rignori, a costoro la legge per gnwde collce~sioHe, e solo dop0 la. vivar·e difesa che ne fece qualche apostolo de!l'umauità in Sf1no alla Camera dei deputati ed al Senato, conseJtti, per pil·tosa elargizione, alcuni be11e-fici accordati anclHI ad altri iu validi della guerra. ma, trAnne rare eccezioni, persiste a uegare anoor oggi che l'infermità sia coutratta per causa df'lla guerra. Or qui è Perrore massimo di rHgionamento. Lnngi .da me l'idf>a di diwiuuire neanche di tllla piccoliilslma parte lu gloria e !"aureola di coloro che sono i mu1ila.ti della !!Uerra .: rua non bisogna cadere nel pregiudizio di figurarsi sempre in essi è!ei baldi sol•ati che scattano rlalla triHcea, e, tra il crepitar delle mi.tr::tgliatrici e P iufernale scoppi<~ re di bonib", ùi tiLrn.pnell, di obic!i, dì fut:ili, amiaudc all'assalto del 11emico, carlouo gloriosame11te feriti sul campo dell'onore. Ebbene, o egregi Signori, costoro rappreseu ta no nna gnm parte dei nostri iu valiJi, e cltiu nq no ha lotto l t' ge~ta ardimentose di qne.;ti eroi non puù 1•he pronunziarne il nome con la massima rever('nza e ri~.:ouoscenza. Ma ci !':Ono poi anri invalidi l\ migli a,i a., i quali furou re:;.i t,ali mentre accudivano a m~nsioui, talora moo:lest;cn11lle retrovie,od entro le trincee, oppure el.beru le membra cougel~t.o. od nn o s"oppio fortuito di munizioni, li ru utilò, per tacere di rni 11 ... a.l~rt. P •>s-..:il)lli infort-uni. Ebbene quale ditl'<>reuza si vuole istitujre frn. gl1 ~uvalidi di <tuest'ul tima categoria e coloro che per settimane e me;n rimasero nel fango, nelle angustie, nei disagi delle trincee, e h.-.. te voi te presero parte ad azioni militari ardimento;-;e. e cb e ad un tto momento videro te proprie forze declinare, la febbre consumarf> 1 10 0 • ~'. or~anismo, comparire la t.osse e che alla fine fu r ono ricouosclnt1 tubercolosi? Io credo che questi infelici, che Dl:llla t.rince<t trtl· va.rouo l'.1ns1·a t a cl el b . d.1 K oe h non stano . . b m P no g l onos1 1 q ue 11·1 1 c ~' nelle stesse condizioni t.rovarouo i11 vece quella. dEl l piom bo, pe1·1 ~11e' e ~nesto è bene sia posto in chiaro, per esser feriti può bastare b sogglorno di poc he ore alb guerra, menr.re invece per divenir-tuer colosi non basta t\ver indossaLa la nostra gloriosa divisa, e nea11·

;o!

a·

•


eh .. .-s~er .. tat.J

..

-.empii.·Pmt>u:.e aì frvnte, uecorre a.verna p til' uudi·.' • IPuLp11 provar.e tUttP le dureZ?.E'. tUttE' le as~er!tà . Ne si opponga eh.: ~i 't nnt.a ,Jj soggt>tti p;iit tRra.t.i o [II'Pdi!<pOst.J, pero·hè civ non men•tlliS. il dovo·r·· cb.: lo SLtH• Iii~ ver,.;o di loro. l lna. visita medica, èhe nr-i • cu~1 dnbbi viPlJt' ora }Jratic11ta in nn reparto di àl:l'f'rtameulo, pro\'· Yisto oli tli'ttl 1 l•ÌÙ uH,.J,mti ruo•zzi ,r i11 lagitl~-', ,. dirt>Lto da ::1 hili ~!·P· CJ•disLÌ della JuaLPria. lt ha ri.·oJIItsciuti sani ed adatti alla vita m!· l iran~. uuA. "~"C••ll la h lta dichi<\J';tti td•Jll!'Ì alle fa t H:lto di gut>rra. e '!umd1. A. Ili" Il d1 l.t•'Clare tnginslaH.lPIII ,~ di >~upina ignomn\'.A. moltt l)Jeclit;l UlÌ!Jtal'l 1 l'Hli\'lf'll dirP ('!Jr. o•JtÌ .IÌ\'f'llllf' in S~'gHÌlO tubt'l'l'li)O••l si t:lrt\ pf'rv pr··:;PHt.ltv ~~,11~. vi-itA. o "~-'ltza lesHlllÌ ,l!mo-.:Lndltli. o c·ron ll'siulll dt ,;1 Jl"l'' L'OilltJ <'h•., 1•ote\·a1tO t'ltt:illllento ,.;fnggtre :lÌ llwditi e.-aotina,ori. e •tn:u li giunrlwaJll"JJtP llOit si puù w"gare a. lni il ,]j ritto di e~:;ert! m•lt>ltiiJz,::H~I di uua Ìlll't>nuit.'•, eli •·ni prÌlllt\. ri~nlt:wa iuélenu~ <.' c],,. ,j è tll;lntf•·..;ca11\ SIJltt in l'tlll:<l!~twnz;t 1lt-i di~ ag i •lf'l!n gnerra. )f., u••aUt:i.~ \'arr~h•·e ,]j l'•'gcJlar::i t:tol prE>cede-ut.· :<lato gPtP n,·,. rlell 'awmo, P"'t:··h.:•. • uUJe già d!.s:-.i, ei -,(JO•) tnhercul•JSÌ <·ou A.;;pPttnl1~·· rtths,:imo. e ~O~!;Nti tla.ll'aspetto ntalttt ia·cio l:he nnu lo dl\•errnt• lt 1 mai . .Jla. J.IOi a ··he prò tant" distinzioui: l'bi ha. nn pit•nllo f'cwt•la:o tttberl:<tlare lateute 1 an~;he se rmlmonart",, non è un ,.,,g~et t•' ('lt,.. (.1 r.almt·Ht.e sia V'JLalO allR. morte iu hr11\'e volgere di tempo, e nAan··h~

che dPbha in••soral•ilmr-ute socc·oiJll•ert~ Il mou1lo è popolato rìi pr>r,.;(tllP che uessnno so:o~r;13lta afl'etLe da t.uhercoll)si, la 'luale lalon1. è iguorata dal pazienLe :ote::so. Ebb,.·.e. ··osh"~ro accudiscono alle .Joru t'acceJtde, sono spesso i l sostegno de lt> loro fam1gl ÌP 1 eo la sosta. Llel ru;olc, e non mnnnente la gua ri~1nor. t<Or••ll!.i. g:1 :if,,rzi Jel me•heo E' la Lt>llll.cia del malato nel curarsi . .Pr"t·ipitA.to. eo;;tor<, di u11 J,aJzo Lra i ciJ-;agi ,J,•Jla t!:nrorra, e !•equilibrio . Jil. r n l '''ren lo-.:1. JJOnrll., ' . . e -.:pes-;l' numt . le.ra. . 1\fa. re• . l u•; i ,if>J :o: t. spezz,·:ra, · nn-;tro f'rr•ute r. rc·1lnci dalla prigiouÌLl: 10 h•, vi,.,to n fretti ,1~ · tub€'J'Cv· Jo.,i •1omini g-nwrli . fvrti. C(lll t:ostil u.:Ì•)lle s•·ltelet.rit·a, cnn muscols.· ·tura e P""o ~UfH'riori alla. w:rma, i •JUali. llollL fl\'f'\'ano ulcnn pn~··;:>· rJ,.,,t,. rnb·m.!olart! F-rPditario •J f'81'-itlllale, dtl' non era110 ~ta.l·l mtti lUI'\~ lari prima d•> Ila guerra, eo d1" tli ~··J111ero t nbereolo~1 tl11p0 J:-<.;JO ua~~~ J1 presenza al fro!llt>. talora .ìopo d uu o tre ft>rite di gnC'rra. rd :Il . . . . . , f ~n!o cm l "1 d""A y Ili nth per l orza aUt m et.t l'Ire c lt P iat!ll<• pt>r loro u · la c<~nvivenzn cvn a.lt.ri tubPrcvlu,i. "!'1 ,.;1. o bl Jletrera. cue l l n .-,tato o . . ...' o a pc·n:- iotH' J' iu ·' -<an•·J.;I:e 1'l d'Jnt 1 nltt.i •tUri ··,t~i uei 4ual1 la vtbf!rc•tlust nsult.n. contr(lt.ta pPr caU!'•' . i)' -.~rvizio: JllR •·oJme ... j potni dar... Ltde .Iimn"ll'll7.ÌOHC, ,·om•· Sl P .~;\

i

l


a:,:.f:rire uhe il malato non a ,.e,·a, R 11 te>ce.lememe n te al suo a rruo L\mento, alcun fatto tubercolare ne~ f;ttv organi~mcJ. meu!ìre si sa che i r:li:sagi della vitu, militare nella 1nnggioranza dei. ca-si 11011 determi· uauo una t.ubercolosi per prima infe;,:ione, · ma fauno esploùerP uua tubercolosi fino a quel n1omeuto latente:' Oiù spiega i criteri dispa rati, e spesso contraddittori, che s i u~ano nPlla litjltic1azione ,]i tali [Jen:;ioui ai tubercolo~i, · e come talora esse non 'engano concE>~se in modo spontaneo, ma solo Ì·l l ~eguito a ri)'e-ture iusi:::tenze di chi ha preso a cuore gucl de~erminato cttso. · Ma anche se lo Rt at.o si indurrà a concedere la pensione d i g:uerra ai tulJercolosi che abbandonemnno dopo la pane gli ospt>clali milttR r i saui risolto il grave problema· della lo tt.a contro la tubt!rcolo::>i:' Ceriamf:'nte no. Ott.imo provvedimento è stato quello di far si che durante la deg~~nza dei milit!.tri tubercolosi negli ospèdali ~peciali 'enisse loro impartita una. opportuna educa.zione antituhercolare, perchè tornando alle proprie casA sa.pe;;sero seguir e tnt.te quelle regole d·igieue, che sono i.ndispensabili al trattamento della loro malattÌ<t, ed a preser-:a.re dal contagio la loro famiglia ed i loro cono;;centi. Ma se tale ordinanza in teoria. è giusta ed oppor1 una. io crPdo cftp praticamente non possa dare tutti quei risnl tati che da essa si att('n1lerebbero. In primo h10go non ò giusto fiflsf\.re a tutti Hll O ste~~o periodo di tempo per la scuola. di profìl~ssi; percbè se alcuni Ìm!J<trano presto, altri a pprendono molto ta,rdiv}'trrtente : qniPè!i sarel•l•e per lo meno ueces· sario c he il soldato venisse tenuto nell 'ospedale tutlo quel t.empo che occorn~ perchè sia V('rament.e istmito sul modo di vi~;ere igie· nicam eU!P e s~nza pericoli per gli aari. P<•CO male. se tale periodo per qualcuno do.nà e~sere molto lungo, pe;·clu~ nel frattempo egli sarà curato nelle migliori delle co1idir.ioni per lA. sua sn.lute. :;\1a io ritengo che nei grandi ospedali mìlit<\.ri ditlicilme11tf:' possa aversi un personale così numeroso e così edotto in questo speciale ramo della. medicina, da far sì cbP vera.111tnte 4uesLa. scuola riesca efficace, senza. cc,Htare che cene r egolA. certi provvEidimenti facilmenLe col tem po !iÌ dimenticano se non vengono oo·ui tRnt.o richiama,ti alla memoria. h D1 qui la neces:-;ità. che il mdit.are tnbei·coloso, qnundo ritorna in :-,eno alla sua famiglia l venga sm-retto e.J assist it.u ùa altre ist.itn. Zloni, che nc.n solo ne ~orveglino l'igiene, UHt che, quaudo «>gli manchi di sufficienti mezzi di l'ussistenzf\, g li fon~iscn110 anche pana, e~rne, latt.e, uova e spe~so l o t.olgano da aml•ienti clte sewbra,no cte!l.ti piuttosto per la diffnsione oei le m abtt.ie t:he per la loro dife<iu, che si occupino dei suoi figli : a.ft:ìn l:hè cre>:cano r ol'u:c:ti e :::i salvino ~


294:

[L P ROBLE:\lA DF.:Ll.A rl"DJ-:RCO LO:.I X.ELL 1 J::SP:R OITO

dal pericolo del con~agio: che iu altr i termi ni rappresentino per il malato, uon una. mano c he offra- un' el~mosina, m a u n a. pat erna tu-

tela., alla quale P.glì con fidnoja possa. rivolgersi in ogni frangente della sua vita. 'l'ali isti'tuzioui potrebbero au..:ue promnovere un esodo dei Lubercolosi incipienti, e quiurii guaribili, dalla città verso la. campagna, ben sa.peudosi •.:he gli uffici, le fabbriche, l'aria confinata e sovrari· scaldata, affumicata., viziata, la. polvere, l' abitltzione spesso male aereata della. C'itt.à, l'assenza di sole, di luce, di riposo morale, ri· tardanu h~ g;uarigione della. tubercolosi, e ·ne facilitano la recidiva, an cL e quando la g11arigione si è ottenuta.. Certo non è fauile indurre l'impiegato, il meccanico, il tipografo, t:!CC. a. trasformarsi d'un t.ratto in contadino, perchè tra l'altro gliene mancherebbe S ]WiiSO l' a.ttitn· din<>, spessissimo la. volontà, talora le forza; ma se il m utamento di mestiere può r a.pprBsentaxe un problema g rave per le classi anzianE>, lo sarebbe molto meno pN quelle più giovani, le quali ancora uon avessero una ffumglia propria, senza. contare eh~ non tutt i coloro che si avviassero alla campagna dovrebbero essere coloni : ma a seuonda delle loro attitùdini e del vrofif.t.o ritratto da StUOie adatte, potrebbero divenire tattori, falegnami, allevatori di bestiame, earbonai, guardie, geometri, colLi vatori, taglialegoa, ecc. E si potr<·bbero, come fu proposto in Francia, fondare delle so<'ietà nhe at:qnistassero vasti territori o colonie agricole, che, utilizzando l'opera di 4ue.;ti t.uberuolosi, nnirebbt:Sro anche col vi vere senza nn onere . finanzi ario eccessivo. Ma esistono in Italia istituzioni capaci di assumersi Il compito di sorvegliare, pro~eggere, indirizzare. tali tubercolosi,.o si devono creare e.v noro! I n Italia ee ue sono parecchie del genere; ma pur troppo, se i 11 essP non manca l" e11 tusiasnJo, la fede, lo zelo, mancano bene spesso i mezzi materiali per e:-;plicare su vasta •wa.Ja la loro azionE'. E se ciò a.<jcadeva in temp•1 di pace, figu ratevi, o sig nori, qnel che sarit dopo Ja guerra, quando all~.~o falange dei tubercolosi preesiRtenti si :>arà aggiunta quella dei t.ubercolosi di guerra. Ben opportuna· mente perciò il i\tinisLero dell'iuteruo ha, nel luglio di quest'anno, emanat o un decreto-legge col q ua le si propon e di favor ire sia la for· mazione di stabilimenti specializzati per il ricovero e la cura dei tubercolosi, specie se poveri, sia l'incremento di mezzi curativi ambulatori e di prevenzione. A render possibile e pratica lt\ istituzione, se non di veri sanatori di grande st ile, almeno di più modesti Juo· ghi di cura, purchè rispondenti alle moderne esigenze dell'igiene e della scienza., il decret o-legge disci plina la con cessione a provmote,

.


~ oomuoi. ad ist.ituzioni

di benefkenza e ad altri enti mvrali di mu--t;..ui di fa~ore, con esenzione di interessi, ,ed a luugo ammortamento, ::JC:I(lentre altre somme sono messe a disposiz ione del Ministero dell'in~ ~r 110 ~owr aiutare non solo il funzionamento di tali ospedali, uia per ._ ~te usi ficare e per completare le forme ambulatorie di assistenza e dJ prevenzione s0ciale. In tal modo· saranno inc:oraggia~e ed inte· ~rate le iniziative .:iirette alla creazione e::i ~tl funzicnamento di cent:;::ri .di11guostici per l'accertamento dei casi, eli scuole all'aperto. di 08p!zÌ marini, di colonie alpine e montaHÌlle, di dii'Open;;arÌ ttntitu'->er~o)ari, ecc., sp~-<cialmonte di qnt>lli che si occ upano dei miltttu·i c::lh.e hanno contmtto in guerra la tubercolosi e dei loro figli. Tflle legge sarà di grande vaJJ.tugg io alle varie istituzioni antitubercohni già esistenti in Italia; · ma io oreùo che beu di!Iicilmente tu t te q uest,e ist itn~ion i potJI.I.IlllO, ~"t n che coi provvedimenti sudùeUì, arginare lJUt>l diffondersi della tuberco losi , che sarà ut~ fatale retaggio della ~uerra, qualonl. non ven~a.no sorrfltle da somme ingenti, c he non ·jJ governo, ma la. carir.iL pul./ulica tli ogni provincia, di ogni co,annd por.rà ·ra,:uogllere. Speriamo che la guerra, scoprendo le miserie nm>\ue, add1t.i S!ll;he la necessità di promuovere fina.lme11te l'i at1tuz lune di quella cas~a di ma.hntia. e vecul.Jiaia che deve assicurare ad o~uuno l'assis1.enza in caso di malattia ed un pane nei tardi a.~ ni della vita. Ma fino a che tale cassa non sarà istituita, flno a 0 he essu. nou avrà raccolto i f~>ndi necessari per poter agire, è inutile illudt>r::Ji cbe possano venir fondati in !Lalia tanti sanatori, yuauti aarebbt>ro uecessari per accogliere un numero veramente grande di l:Q.al ati . Anche se si rac:coglseranno i fondi per impialltarli, .anche ile ~i attérr~mo al t.ipo loro più' modesto, ci mancheranno spe<>so i raez<:i 6. nanziari per far fronte alle numerose spese giornaliere, qualora nou ~ i trovi il modo cbe la spPdaliLà degli infermi non gravi quasi tutt.a. ~,t l bilancio di tali istitur.i. I sanatori, trauue mre ec~_;ezioui, uou '(>otra.nno per ora essere foudati od ds••rcit.i se uou dallo Sl at.o o rla a_ltre grand i j~tituzioni naziouali, qua,li p. t> • .la Crocù Ho:-;sa, meutre alla. b~neficenza privata potrà competere l11. lotta anLitubercolare diretta special.mente all'educazione dei tubercolosi, alla wofilas:-1 ed &!l'igiene delle famiglie e degli aml.Jienti . all'irrobusttmento di quegli esseri che sono a ffetti da eredità. t ul.Jercolare, e uhe comnuque [Jer la loro gracilità, o per le loro condizioni ùi vita, S<trebbero tratti a pagare prima o poi il loro t riste tributo alla. turbercolosi. Purtroppo \n Italia c'è l'abitudine di attendere t.utto dallo ~tato, e quindi molti sosterranno che anche queste istituzioni dovrebi.Jero essere sostenute ò&llo Stato, quasi che q uesto potesse coniare il danaro a. suo bene


11. I'R\JBL~:M \ DI':LI \ 1THI·:R<'OLOSJ NEl l. E,-:EROI 'Nl

v1a.ciLo, e non fosse costretto a procurarselo cuu sem,re nuovi balzeUi. P urtroppo per questa ragione le iniziative! private sono spesso vo· tate a:lla morte per esaurimento, ma io spero che la guerra risvegli fina.1mente nei cit.tadini quel seuso del dovere, per cui c hi ba: anche senza attendere l'esattore gove rnativo, dia s;pontaneamente q nel tanto che una eventuale legg" potrebi.Je imporgli per bt lot.ta con tro ls tubercolosi. 1·: bella la gara nell'offrire ville e da11aro per i ciechi, i muti· lati, gli stnrpi; ma. non si dimeuti<· h i che i fonrli così raccolt i alle· ~Ì!l.ll(l le sofferenze nel l'oggi ; Ill~UIJ'E' i fondi elle SODO clest.Ìnati a com ba ti erP i l tl <tg•' llo d eli a tu bereo !osi 110n solo [WO\vednno alle sof· fenmze odierne. ma prepareranno per l'nvvenire nna rtll!:ZH. di forli, ment.re diminuiranno in tut.te le chssì, ecl ant:lte in quell!l ricca, le probabilità ài <·out.rarre lll. tqbercolosi. Ognu110 si sent.e iu1pie&l)sire se legge cLe la guerra. attuale ha fatto scomparire 'Lna.lcht> migliain di cittadi ni, e ne~snno riHett.e- t' ha ogui anno muoiono in Italia. circa 60,000 individui ~er tubercolosi, dei qna.li nua bnnna partt' si po· trebbP s:dvn.re, se ie i:>titu,-,ioni citt.adin... l'c)<;l'lero <;orrette, non solo dalla uH·nte e d<tl cnort> di chi le dirip;P, ma anche dalla m ano di eLi pot.reùhe <l~tre delle somm~ forti, senza. ri nunziA re al alc:uuo dP· gli 1\.gi -òellu suR. vita.. m~. solo sacrificando un po' di qnel superfluo. d1~ beue spesso porta al vizio, alla corrnz iOJle, alla nhtla~~in. Firenze, marzo 191R.

-

- -----·-

.Bagli a gas di ani(lride solforosa nella cura della scabbia e delle pediculosi"~ per il pro f. Ferdinando De Napoli, ten<·n r<> colonnello medico,

!ihet·o docente d i dcrmo;;ifì lo patica uelln R. l'niver!'ita d i Bolognn In nn altro mio suritro. pu bblicato da 4uesto giornale nell'ago· sLo 1917 (fas•·. VIU 11 tra t l an do della. cura della scabbia, bo' rile\"ato (·ume sia ne,·e:<sario preoct·uparsi delle acariasi. frtlquenti fra. le no· ::;tre truppe, SfH~dalroente in campagna. e per 'l nal_i w o ti d d~bban~ e::;sere prel'eriti i rim•·d1 ed i matodi d i ~.:ura, eh<: offrano ~rapida el· licacid, pooo rosto e preparazione ed a.pplicaziotw facili -.. T. e stesst' co usirlerltZ io11 i si possono fare p er le peti i c n losi, uhe. oltr~ e. ...~oncor· r er e con la scabbia a diminuire qualitativamente e quantitativa.~en~e i reparti di trupptl, p os!';OUO riu);cire veicoli di grttvi infezioni Mll· d~ ruiche.

( I l .\ u.\lo.;o pr<><···di .. ,cut.o è in t<sO vr··!llio le truppo i11gle~i. ( lluc..c~:J onrn d 11f D .•r11u\t. and "'yphtl, IV-Vl 1!11 i ). ( .\'. d. R.).

'l'h•' l3ri~>ll


.· •

BAGNI A GAS DI ANIDRIDE SOI,F O'ROSA1 E OO.

297

Ogni nostro studio deve poi tendere al pronto recupero dei mi.lita ri, che dalle suddette dermatosi pa.nssitarie vengono allontanati àalle file dei combattenti, e nello stesso tempo deve avere di mira l'economia. Con tale intento, mentre pubblicavo la suddetta memoria, mi pr eparavo a sperimentare e proporre un nuovo metodo di cura della scabbia (e di altre dermatosi umane da parassiti animali), sfruttando un prodotto nostro, piuttosto abbondante, di costo non elevato e di potente azione acaricida : lo zolfo. Delle r agioni, per le quali & questo minerale debl a essere data la preferenza su tutti gli altri rimedi' nella difesa del soldato contro la scabbia, ho detto nella pubblicazione sopracitata. Il metodo che mi disponevo a sperimentare su larga scala, per corredare la pubbl icazione con opportune osservazioni di laboratorio e con una ri cca casistica clinica, consiste n ell'utilizzare lo zolfo sotto forma di anidride solforosa, ottenuta per combustione. E fin dai primi dell'ottobre 1917 t re grossi ospedali specializzati della ... armata diretti rispet-tivam ente dal maggiore medico prof. Coppolino, dal capitano medico dott. De Amicig e dal capitano medic6 dott. Ferra.ndi - avevano da me ricevuto le istruzioni necessarie per la costruzione ~ per il fu nzionamento degli apparecchi, che realizzano la cura rapida della scabbia senza bagni ad immersione, e senza uso di unguen~i e di altri preparati di prezzo elevato. Gli apparecchi consistono in casse di legno, simili a quelle eh• · si adoperano per i bagni di luce e che vanno sotto il nome di casse tipo botti di Modica . .:Possono avere varia forma. (quadrata, cilindrica, poligonale, a bott e, ecc.), sono alte m. 1,20-1 ,30 e larghe m. l, in modo 'c he un -a.omo possH. agevolmente entrarvi e rimanervi dentro comodamente seduto per un'ora circa, con la sola testa libera. P erciò una delle facce laterali o la faccia superiore (coperchio) è fatta in modo da aprirsi a. sportello e nel centro di quest'ultima faccia è praticata 1ln 'ap03rtura circolare, di cm. 16 circa. di diametro. Le casse dehbono potersi . chit~dere ermeticamente, a.dottando i sistemi che u~auo i bottai (co a stoppa o con mast-ice '. L a base è costituita da un doppio fondo, di cui il piano inferiore rappresen-t a la faccia inferiore della cassa., men tre il_superiore è più sollevato di 15-20 cm .. ed è costituito da un piano mobile in legno od in lamiera, in t utto od in parte forato, in modo da lasciar passare il gas di <tnidride solforosa., che si sviluppa dalla combustione '!O -

1Jio1'ti.Oi1 di m edici•l<Z »lllita rt. -

'

rase. IV.


298

BAGNI A GAS DI A.YIDRlDE - OLPOB OSA, ECC.

dello zolfo contenuto in un recipiente. che si colloca nello epu10 vu~to del doppio fondo (1). Prima che lo scabbioso sia. introdotto in simi le cassa, lo zolfo viene acceso (tenendo chiusa l'apertura. circolare della. faccia supe· riore) e si lascia svjJuppa.re un discreto volume di a nidride eolforosa, in modo· che 13. proporzione di questa all'ar ia raggiunga il 2 %. Indi. mentre continua la combustione dello zolfo (e ciò contribuisce adele· vara la temperatura dell'interno della c a~sa., che deve esser e di 30' C. circa), il paziente completamente nudo 'ed asci ugato è rapidamente in trodotto e rinchiuso nella. cassa, col solo capo em~rgente òall'aper· tura cir.colare, che viene tappata con uu lenzuolo a parecchi doppi o con strati di gHz&, i n stretta aderenza col collo. perchè 11 gas non sfugga.. Lo scabbioso siede ;;u un seggiolino forato, in modo che le regioni glutee, pe1·inea.le ed i genitali rimangano esposti all'azione dell'ani· d ride solforosa.. Tenendo presenti le sedi preferì te dall'acaro, egli do· vrà restare con le braccia discoste dal tr0nco, e, percbè non si s tanchi in tale posizione, poggerà gli antibraoci semiflessi su due bracciali. costitHiti nel modo più semplice da d ue striscie, piuttosto strette, di tela o di cnoio piegat~ ad anse, fi ssate solidam ente. al coperchio i! pen denti nell'interno della. cassa. Gli si consiglierà i noi tre eli tenere le dita divaricate e le gamb~, per quanto è possibile, in (>StensiouP. I u tale modo nes!luna delle sedi topografiche della scdbbia sfug· girà. all'azione dell'anidride solfo~·o::ul., alla qua le vengono con sicu · rez?.a esposti: spazi interdigitali, pugni, gom iti, pilastri anteriori delle ascelle, cintura., natiche, genitali e tutto l'arto inferiore. Ri· mango no esclusi la testa e il collo, che eolo .eccezional mente vengonoJ a ttaccati dalla scabbia. Ciò costituisce una cou-:lizione favorevole alla cura, col metodo cbe propongo, e che è un vero bagno e<>n ga.s di "nì· d1·ide solforosa, la quale altrimenti sarebbe causa di intollerabile ir· <cazione delle congiuntive e delle vie respiratorie. Qussto fa.ci le ed economico mezzo di cura è basato sull'azione dell'anidride solforosa, di provato potere parassiticida con tro gli ecto· parassiti animali dell'uomo. Infatti la sua. azione, prolungata. per poco più di mezz'ora, non solo uccide l''a ca.ro della scabbia, ma. anche le sue uova, che all'esame microscopico appaiono raggrinzate. La cura sistematica per inezzo delle casse ad anid1·ide solforosa ( l ) U recipiente, nel q uale deve bruciare lo zolf.,, può anche essere staeoll~ dii~ cassa cd in comunicazion "' con l'io temo di esaa p•' r mezzo d i u n tqbo mctal hcn. tale caso è in ut ilo il doppio fondo.


BAGNI A GAS DI ANIDRIDE SOL1i'OROSA1 EOO.

299

provviden ~iale specie dove

non esistono bagni o dove l'acqua è scar3a - deve essere fatta nel modo seguente: a) lo scabbioso viene avvolto in coperte di lana, possibilmente riscaldate, e vi rimane pressochè un'ora : b) indi viene lavato ed insaponato, specie in corrispondeuza delle regioni preferite dal sarcoptes (basta una catinella ùi at·q ua tiepida ed una spugna); c) infine è spazzolato energicamente t a sangue ) nelle sedi:suddetle. Queste opèMzioni prelimina1·i sono necessarie, la prima per far venire sulla superficie cutanea. gli acari, la seconda per sgra.ssare e rendere più penetra bile lo strato epidermico e La. terza per rom pere e mettere allo scoperto Ì cunicoli. La durata del periodo preliminare è di un'ora e mezzo ciroa, dopo la. quale l'infermo .viene rinchiuso nella cassa, dove si lascia per cir.ca un'ora, ad una temperatura di 30° C. e con una condensazione dell'anidride solforosa, che a combustione totale dello zolfo (gr. 500 o poco più) raggiunge, rispetto all'aria dell' interno della cassa, il 4·5 p. 100. Dopo lo scabbioso si fa uscire dalla cassa, e si avvolge iu coperte di lana (è bene usare sempre le stesse già cariche di zolfo ), la.sciandovelo per 4-5 ore e, se la cura avviene di sera - come P pre· (eribile - , per tutta la notte. Ho det.to che è prefe.ribile fare la cura nelle ore della ·notte, percLè questo periodo dello. giornata risponde ad una vera indicazione tera.peutica in rapporto con le abitudin·i del sa1·coptes ltomini..~. Infatti, come è noto, specie ai pazienti, questo ai m uove sulla superficie cutanea non solo per il caldo delle vesti e del letto, ma anche in rapporto con le ore notturne. Perciò, eseguendo · la cura in queste ore, previo riscaldamento degli infer·mi per mezzo di coperte di lana, si a.vrà il vantaggio di trovare maggior numero di anari fuori dai lor o nascondigli e di poterli più fac~lmente aggredire coi mezzi meccanici e chimici. Basta quasi sempre un solo bagno di anidride solforosa. per g ua.rire le forme comuni (non grs.vil di scabbia. L'infermo, prima di es· aere dimesso, sarà lavato (bastano le sole abluzioni saponate, laddove non si disponga. di bagni ad immersione) e rivestito con indumenti •terilizza.ti.

**•

. Come ho detto, avevo tutto disposto per un ampio esperimento in tre grossi ospedaF specializzati, allorqua.ndo sopravvennero gli avvenimenti dell'ottobre. Non ho a.vuto quindi modo di corredare questa memoria., come mi ero proposto e come mi sarebbe stato facile,


~o

o

13A t;~a

.A GA S DI ANI DRIDE SOU'OROSA, JOCC .

dato il numero nou Psiguo di scabbiosi fra i nostri militari mobilitati ed il concorso nPgli esperimenti e nei controlli da part.e di egregi colleghi specialisti. Però bo avuto modo di fare l'esperim"nto del met,odo, rhe credo doveroso proporre nell' interesse dell'esercito, su <; Ìuq ne sca.bbiosi, servendo mi di mezzi i m provvisa.ti. L' es~me clinico degli infermi e ripetuti esami microscopici mi portano alle seguenti conclusioni: a) Basta., nei casi non gravi di sc.abbia (senzA. grande diffusione e senza dermatosi secondarie), un solo bagno a gas di anidride solforosa per dare la. guarigione; b) non si banno dermatosi consecutive; che anzi anche una forma complicata ad eczema è guarit a. dopo due bagni; . c) n on si ha a lcuna alterazione del ricambio materiale nei sog· getti esposti all' azione dell'anidride solforosa, come risulta anche da esami delle urine. I vantaggi del metodo che propongo sono chiari , specie per l'e· sercito in campagna. e in local ità dove non è possibile o dove non è conveniente fare impianti di bagni. . JJ!t rapidità della cura fa realizzare il sollecito ricupero di molti militari con poca spesA. e con mezzi, che, oltre ad essere di modico costo erl improvvisabili, possono facilmentt· essere trasportati ed essere, ove occorra, n ~ili z zati nei trasferimenti degli osped ali come casse dèl. imbaJlaggio. Questo metodo risponde poi ad u ua necessità. dove ma11cano i bagni o dove l'acqua è SC(:~.rsa.; ma è u ti le dovunque. Si i ntende che bagni ad immersione, unzioni con unguenti ed i mpiego di saponi antisca.bbiosi e d i altr i rimedi potranno; quando sia possi· bile e conveniente, essere usati com e coadiuvanti della cura col gas di anidride so1forosa. P ariment i il mezzo semplice cbe ho descritto potrà essere perfezionato, facendo impianti più completi ed i n ,certo mod o stabili, costituiti da diverse casse o celle, anche in mura tnr a e cemento, in comunicazione _con nn gassogeno centrale distri butore dell'anidride solforosa e del calore. Però, ad evitare spese e per g li usi di ospedali mobili t·ou;ie gli sc(lbhiosm·ii (che dovrebbero funzionarE> an che nelle sezioni di :>anità), basta e risponde meglio la semplice cassa, che io propongo. Questa si può usare, come ho già detto, nei ca si di ftiriasi da pidoccLi dei vestiti e de l pube (non si presta co11tro i pi· ciocch i dal capo, date le modalità. del suo nso ) e risponde bene an che per li bera.n· riai parassiti gli indumenti, la biancheria P gli effetti d'uso. Per i &ud detti requisi ti i l metodo che propongo merita di essere largamente esperimentato.


SOl OSPEDALE DA CAMPO OHZ -

(MACEDO~IAI

~riteri JPBtili JDP la ~ia~nosi mllrosmoila~ella ~issenteria ame~i[a per il prof. Gennaro Fiore. docente di clinica pediatricn,, maggiore medico, direttore e dott. Alceste Bartolini. capita-no medico ~~lla traacorsa, estate avemmo l'opportuuit.à, tli Ol!t>ervare numerosi

ca& ?-i: amebiasi e di seguirne la. massima parre con ripetuti csami microaeoplcl d.elle feci; trovammo dapprima molte difficoltà. sia ver la novità che a no1 O.ffri.va l'argomento, sia per la sua stessa !'omples~it·à '' la !lcarl!ezza. della nostra letteratura a suo riguardo. ~a l 'indagine diuturna e paziente ben pt·esto ci mise in nondizioui df studiare con tonda,ti criteri il copioso materiale, e di traroc preziosi ammae~~ramenti. Scopo ,u questa nota è appunto quello di espm'l'o nel modo Pl';t ser:nplice possibile ciò che rappresenta il resultato pmtiro delle no~t,re ncerche, in maniera da l.Uettere il lettore in condizioni d i far presto e Jn.e le .sue oas&·vazioni in casi sospetti di amebiasi, c giuugere ad una agnos1 precisa. con facilità e sicurez;r,a. di ~ntrando subito in argomento, non Rarà fuor di luogo pr<'mcttcre (e Gl~ yer.rà, apprezzata più tardi l'utilità) che tre sono le pietre miliari ~~ St mcontrano per ~iungere allo stato attuale delle nostre conoscenze ouu'elemento .eziologico della. dissenteria. amebica. In primo luogo la a~pe1ta di Loescl1 nel 1875 di un'ameba nelle feci di un ammalato a. Pietrobllrgo; in secondo luogo la differenzazione fatta da Schaudinn nel 19~3, t~a .A:rnoebakistolyticaeAmoeba-coli, la quale ultima, per i suoi caratten, ~omcideva con l'ameba descritta da r.oesch; e in terzo luogo i due lavon, _uno del Viereck nel1907 con la dcscrizione dcll'Amoebn tctrage11a. ~OID.lgliante. ma non identica all'ist.olitica dello Scha.udinn, e l'altro ~ 'Elmassian nel 1909 con la descrjzione ùcll'Amocba 'minuta, t:assomigliante ~nche questa, ma non identica. all'istolitica e alla tetra.gena. A queste. r1cerohe, che aprivano le porte allo studio d eH 'amebiasi, succcst>e ~~enodo in cui la discussione si circoscrisse all'ameba istolitica e alla e dgena, alcuni volendone fare due individualità distinte, altri sost.eWU1ko essere esse nna specie unica,; finch€' per merito spccia,lmente di l'l'm ere .Sella.rd, di Kueuen e di Wenyon si ò venuti alla conclusione che . eba ~stolitica di Schaudinn, l'Ameba tetragena di Viereck, l'Ameba. :m~a di Elmassian rappresentano un'unica individualità, e che le forste c e vann? sotto questi nomi, non i!Ono elle fasi nello svilnppo di uno cb~~so P~ras8lta: l'A.1noeba histoZytica o dissenterica, come sarebbe meglio aist mar a: P.~r c~ sostanzialmente fino a.d oggi non ci son prove per l'ed'o:Z.a di Pl~ _di clue varietà di questi protozoi, varietà. che ehia.nwremo Le10ll;anz1 lJJntatmeba-coli e· Enta1neba ltistolytica. ba ali0chlamererno Entamebe, seguendo la divisione di CaR~~gra.nùi e Barprffne ' Su.firag-ata.. dalle ricerche successive, in Amebe e Entamebe: le (J()me pc~~du~o.no v.1ta saprofitica nel suolo e nell'acqua, le seconde vivono 1 assttt nell'intestino . •


302

ClUTKRl PPAT IC'I PEli. I.A DIAGN OSI MI CROSOOPIO.A , ECO.

Amebe in generale. - Le amebe sono pt·otozoi che conducono in parte vita libera nelle acque, in parte vita pamssitaria. n egl,i a nimali. ApparLengono alla classe d ei ?'izopodi., b a nno cioè la f acoltà. di pot er emettere estroflessioni retrattili di forma variabile f' c he servono alla locomozione ed ~dia presa dei cibi; non hanno guscio chitinoso, poss iedono un nucleo proYvisto perifericamente di a bbondante cromatina e ::;pesso anche un granulo cen trale di cromat.ina d etto cent:riolo : il loro p rotopla.sma più o meno ricco di Rostanze ingloba te o1In~ a considerare gli organell i o vacuoli. di r.ui alcuni ~on gli omologhi d f?gli organi e d egli apparati complessi degli animali più c>voluti, e che s<'rYono all'escrezione, alla respirazione e alla digestione; in 11lt.i mo hanno la por.sibilità. in condizioni !'lfa vorevoli di amh it>n te, d i p otersi incist<uc. Entameba-coli. (Fig . 6. 8 e 9). - L 'EnLameba-roli. mobile e tipit·a. lw tula grand<•r.za di :32-~8 ;).: (<;i sono però degli stip it i più piccoli); h•• ùn protopla~ma indifrerruziat o. dl:'ntro cui si possono V('der<' bacilli, cocchi, fu ngh i, m a i corpuscoU rosr;i. P nn numero cospicuo di vacuoli di forma v;nhtbilr. Il nucleo è grande, evidente; contiene la croma.tina neriferica sotto forma di granuli assiepati, amm assati sulla mPmbrana nuclea.l'e, e llt.'l cent.ro il çr·ntriolo. l suoi movinwnt.i sono lPnt i; gli PS<'ndopodi che e~;sa em~;>tte sono angolosi e frastagliati . Però s i incontru.no d<•gli stipiti di Eu· t nmcba.-coli con uno stato periferico rli protoplasma iaJino trasparent.t. ral'somigliante aU'eetoplasma· clPll'Entameba istolitica: altri stipiti :si muovono vi..,amente, emettendo pseudopodi, spMtanclusi Rot.t o il ca.mpu d t• l microscopio rapidarncnt e. quando le condizioni 1li ambiente ('Ominciauo a. tlinuire i\f<1vorevoli, rEnt.ameba si libera ra.pidam f'nte llrlle su<> inclusioni, come St.' costi iui~­ ~>ero u n fardello imbarazzante e essa vol es~;e raccoglier<' tutt(• l<' energu, per la ro or;<'l'V:~zione propria <' di' Ile specie : i vacuoli in pa.rtt' sono elimi· uat i. in pa,rtr si fontlnno in uno solo. E ' intl.:'rrssa,n1.<' .assistere a questa ras1· sprr·iahuentE' :-;r l' Enta.meba (' mobile: lE' t>cmtanze estra uef' spint e YN>'o la ])Criferia n·ngono eRptÙS(' t' l 'ameba sposLanùosi lascia . a tratt·~ dietro di sè Ia scia del ;;uo contt•Ji u to elilninato 1 mt>ntre vt>ùiamo i vacuoli :>prigionar!!i dai suoi Jlaucbi (' Yllòtarl'li all'eRLt•rno ('0D1P bolle rra.ria. Li· heratasi dPI :::nperfluo,_l'Entameba. si adagia assumrudo la forma di un di· Reo 1·otondo immobile con nn nnclPO e Ull varuolo: il Jlllcleo poi. divicnt• fu siforme t> si di vide in due nuclei . A qtH.'I'5t.o stadio l'Entameba appar•· mworn roru(> un grande disco bianco rotondo, in c•ui c•a mpeggiano i dut• nuC'lt>i llPl'eggia.nU di gmnnli c·romaiiei P il wteuolo cltt> poi ::;con tpart> gra· clualmente: 1' ntcntrl' i nucl1· i raggiungono il nunwro eli o t t·O. !;i forma nn•t membrana. ,.,·id('ute a doppio contorno e ~:;i ha così la. ~·o~t.it.nz.ioue dPiht cisti dell'Ent.amd><t-coli. (J.'ig. 7) L'Ent.ameba-roli non i· pa.1.ogctùea ed è molto ùifl'u$a: hast i ricorÙHl'l' <'he :-lehaudinn la ll'O\ è> uPI ;,o n 0 deg li individui sani 1lclla. Pnli:!Sia oct,l· deuta le, Y('f.ter nl'i 7:!. ~o tlegli t( :5couts ,, alle l t'ilippiuC': W <>n:von poi di tl': ,. ~omminil;trat.c p<>r qualt-lw ~!iorno dei pnrgaut i 15<tliui a clcgli ind.id!lui l-.l"tni, t'saminn.te !';i"t~·nulti~a.nwnte le ferì, e polt'l'tP persn<Hl l'l"V i dPlhl diffuxiom• di questn pro t ozui tra k pen;oue xanc ". Entameba istolitica. (Jt'i ~ . l. ~, ~~, 4 r 5). - E ' l'l'lcmento causai<• dt•l· la d i~sen t cri a <t tnt· bica. l•'ilogcnc.tica nwn te più evol ut.n ùrlla. coli, pos~:~ie· de un e<·toplàsma i~ùino. l u<'ido. dotato eli a l t o pot.crc:' rt'frll~g<>nte, a pro· tcnionc c difct->a dell'euùo]llat;ma ~rmnu loso, nh<' ral)presenta. il citoplasma Ycro e prop1·io: q uest.o <'JHloplasma appart• ne t t <tnH:n t ~ linùt.,tto col suo l'Ont PUuto. che const.a: J) eli un n nd eu meno Pvidcnte c più piccolo' di quel: lo <l!'! l'E n t amrba-coli c-ol' t i t u.ilo da nn rt·nt.riolo t'da un o otrato di granuli


OHITERI PfiATI Ol PER LA. DlA<TNO~J AHCROSOOPIOA 1 EOO.

603

~i. Cl'omatina che nereggiano appoggia,ti alla membrana nucleare. ll) di

i:Cll~li, che ci son sempre, per quanto si sia avuto Ira le mani Ull opuscolo cou0tll si mette come carattere differenziale tra l 'Entameba istolitica e n% l'assenza in quella d i vacuoli; è vero che nell'istolit\Ca sono meno Prea "to~, sono per dir co~;l, più sfumati che nella c·ou, ma sono sempre voJ~~t1 è si vedono distintamentl:' ne.gli flpostamcoti dcl paraBsita sciplQ,sU:· noi contenttto granulare delrendoplasma nello pseudopodio ectoTl0~t leo. lli> di so~t~nz~ estranee (bacilli. cocchi, ~gbi. e ciò chl' è im-. ~ .•~llte, corpuscoli rost>t). non però cosi abbondantl coml' nella, coli, che ~ PlU Onoivora della istolit i ca. Riguardo alla pre!!enza. di corpuscoli rossi. c_he s~nz'altro ci può autorizzare a far la diagno:>i dell'Entameba istoliticn., =' 1 "'et-ifica solamente in casi di disllentt>ria. acu!ta: t> di cih si vedrà. più tardi \~- l'agion.e. P er studiare i cm·atteJ·i di quest'Entamrb~" in 11ieno sviluppo, ~lliOgn.a. appunho aver sottomano un sogg(·tto di dh>~wut;eria acuta. Un l\(){'.ebetto di muco prelevato <la feci fresche. esa mi nato a l microscopio. fa Yt><iere questi grossi parassiti 1~5-40 !J.) muoversi, lanciando dE'gli pseudopodi di fm·ma come l'estrt'mo di un dito di guanto, lucidi, J)f>l'<:hè costituiti da ectoplasma, dentro cui si precipita renfloplasma gt·amlloso <·on il suo nucleo, i suoi vacuoli e con le sue sostan ze inglobate. t..ra cui i corpuscoli rosRi. Nella stagìone estiva nou c'è bisogll.O ili ta,·olo riscaldante•; basta, se le Entamcbe sono uu po' t.orpidc od anche immobili, avvicioa1·e una. lampada ad alcool al microscopio, 11cr vedere• Rubifo lo pseudO!lOdc balzar fnori con quella esplosiva tsubitanciLà caratteristica. Con tutto ttnest,o ci son però delle Entamebe coli. ht cui mobilit~ è lalt> da f;nci rimanere p~rplessi nella diagnosi. I n breve la litrut t ma P la granùezza del nucleo rd anchE' h1. mobilità delJlarasl:iita, o ::;on (•lt·meuti troppo 11oco tangibili, o :1 volte tanto t'omuni alle due S}Jecie che per far h1 diagnosi bisogna. ricor1'1-rt> ad altre vie: ad ogni modo, '" JH'I'III'w:.a d1•i r•orzJ1lscoli rossi nell'eiL~l()pl?~ma dljt pa,·usllita ci autori.;;a dfii'Z ·altro (( rii'0/101/f't rt per fJntamebt' Mtofttwa il para.ssita sle8SO.

1~ uno stadio successivo della RtUt ''ita, qtw:-.ta Ent•tmeba (e questo ~tadtcJ comincia precisament~ cou la cessazione del rwriodo l't<'uto cli;;:sen-

1..1'1<' 0, quando le feci divengono ~htllastre o gia.llo-vcrdastrl:' con muco) 3 PJlnl'e nelle .feci più piccola e mi6ura da 1~-1 i p.; data la riduzione Ml

j~u '·olume.l'e<:t?plas!fi~lr p_er 4uan ~o. prc~;eut e non ~i apprc~z~ cosi bene!

t>n~Loplasma r1ttene 1 guo1 caratt.~n, ma nou <·outlt'ne u1a1 1 l'Orpuscolt

ro~~ 1 •• Questo tiyo di Ent.ameba conii!pomlt• all'Emameb(l minnta ùi El-

tn:tt;~>lan.: ~ essa. cb.e probabilmente xu hendo delle moùiticaziotti :lUàloghe qltellc ossetvate nella coli, I>;1Hsa allo sta t o di cis t i. Conw <tbbia.mo gùì. di l'~ ·nnal?: essa &i trova nelle feci :lpJwna cPss::tto il periorlo acut.o dell:~

:C

,.

al~:ent;rta, ma. a n che associa.ta alla cisti i~;tolit.iche nell(' primt' srnl'iche ,. 01 ~e .~a rtcadutu, come purP nelle feci rlopo un purgante: qualcb<> Ì~·la f>l tis~o~j.l·a n cl muco 1 t'lte ci1·conda le feci formate del portator<'. , ilao 1d~lo ruò il lettore avrà pil1 1ardi la ;;piegazione; come il lettore noIl!~ cl e ~·gomento n011 d<>Ye intprE>ssionaJ·si, se fi no ail ora non gli abbiaha-<:0~0 gli. elelUenti per fìs.sarc w1a tlia.guosi sicura, assolt1ta. di Enh1.ID(·aU'nlt e ~ Ent~rueba ìstolitica, 'tuando <>gli Ritrova rlavanti all'nno o l.'l tl<'o~·~·di quesh d u.e p;ll'<tsHiti; que.,;li elementi li uHà llÌÙ tardi . I ntanto tintat\e.r 1 -~ncbe che ci ~>OUO de~li sli(liti di Entameba-coli , pit'coli tnuto <la ha-~oli. e ltnbnrazza1i uella chagool'li tra E n1nnwbn illt.olitica l' Entame-

· t· <'1le Cisti nùs dell'Ent ameba istolitica. (.ltig. 10). Lf• f•i;;ti mntur<' t• ltp lot·no dUrano da.l.l a l:! :.1., ballilo nna mcmlnana distinta a doppio con• entro cu1 lll un 'at.mosfera trasparente si intraYedono quattt·o nn-


304

CRITERI PRATICI PE F LA nlAGNOSI :WlCl~OSCOPlcA 7 ECO.

clei e il corpo cromidia.le, cbe è un'in clusione ùi ;:;osta.nza nucleare tr aspa. t·ente, in gen ere a forma di sbarra. I nuclei :poRsono essere di grandezza varia, sono in generale in piani diversi, siccbè è necessario focbettare per metterli in evidenza e contnrli : mostran o una serie di granuli applicati contro la m embrana, e un granulo centrale (il C!enf-1·iolo) circondato da 1m 'area chiara; p<'rò in genere i m1clei dnll'Entnmeba istolit ica. non sono wolto evidenti : a volte bisogna pazil'ntement~ focllettare prima di arri· vn.re a di8tingucrli. Del re~;to per apprezz<nli mPglio basta mettere una goccia ùi lif!uido di JJt1gol ;;uJ porta.-oggl't.t.i : iu quest.o !>i stempera un po' di m ateriale f<'cale, ·i ;tppliPa, il f•oprao~g,·tti e Iii osserva: i nuclei assum ouo un coloro più giallo, r-.ltP li rf'nde pìit PVillenti ueU'ambient(' più chiaro circostante; anzi eon qnt>sto 1111:zzo sì arriYa spesso ad apprezzare i l cent.riolo c•bp non è alt rillllmt.i (~o')i c·\·ìtlente. lJe cis Li deU'Entameba istolitira pos,;ono t·ssNc atipidw e la loro atipicHiL può dipendere: l) dalla :;rrande%za, in qunolo Ri possono aVPl'<.' <h·lle ci~ti i;;tolitiche di 'i-8 ;1.. come si possono i neon LrarP Ù<'Jlc cist.i if.Otoliti<•h<> cli 18 :'-; 1!) dall'età : la forma piìt gionme i• uniclc<Jre; pii.t aùu!l(' !)Ono le binucleai·i. Siccome i uuclei si dividono contempornn<>:lltH'Ote. è nll'O tro~·:~re la forma a tre ou· c:fei cbe fH•rò ]lliÒ ('Risten>: lll:l <:OnJUIIL'lll('Ult• dalle ci;;Li ùinucle~ri Si passa alle t('(.rnnuc·l~>ari: lll ) dnll'a s~P nza, dL·i corpi crowidiali; questi, secondo .Aiatbj ~, Rì riseout,rereltht"T'ù nd i '80 °0 fl l.'l.lc <·i sii istoliti<"he: a noi però .non risult (-'re h be una prrePuf llille cosi ali a.; IV) pc!' l:t loro viLalit1, in qua.nt o si JlO!W)llO rise•ont,n1 re ùdlc CÌI{I ,i ù1 d.Pg:cner<LZione c o n un grosso va· (•uolo ro Lo n <lo, ehc oce·u ]J:l· q u:)s i l.tu lt o lo spazio r-iRtico n•spt11gcndo i nudei.chriu ra.lea:;osouo io nnnwro ùi uno o di dtH:. mai dipiù: verso la. periferia. Le cis ti isLolit ich1~ :;i tronwo ne·lle• fC>ti solide· <l<'i portatori, nelle prime sc.'lrirhE' clianoi<"ùt> di 1111» ric:J.duta, a.o;sociu lr· alle form e miuu te ùeU'En· i a.mehn. ist·olitica., e n<·ll{'. It.•C'i dopo la ~<nmmini;:;tra7.ionc di un purga.nte. Cisti dell'enta meba coli. (Fig. 'i). Le ci;;! i-coli ri si prPSE'ntano al micros1•opio come tliRc:hi mlolltli o qu:1;:i. mi,;uranti da 16 a 19 tJ- 1 li· JOitnti fhl. una mf'mhrana. Ll('t la, lwu Yisi hill'. a doppio eontorno, ùentro nù in un 'atmosff'ra. trasp<ll'e•n te ennqwggia no o t t o nuc·lei : i nuclei sono cli~posti })er lo }Jiù in piani dh·rr:si e bauno l~L l;lt.:ilRa. ~:~truttura dei nuclei delle cisti istoliticlle, p<•riJ t;ouo molto più cndenti. A n t h P queste CÌ$f i po~;souo al i pit~tmen t t>: l ) eK~<'rt' 11it't ~randi, raggiunger<> cio<' i 28 p. c anela~ i 3~, o discendere .fino a.14 p.; Il) avere (raramente però) un tnmwro minOT'P (li nndL•i corrispond ··n r é :t un a età pilt giovane delle cisti : però nelle ci~ti giovani, come tll'Ut• rormt> aiiulte n otto ou(·ld, la. ~rantlezz~~ pc•rsi..;H• inv.trìuf a; i~ nnmt•rtt d<:i nnl'l<>i :può unehe arri: vare a J O-lì, Jino a lfi : ma è da notnrP. cliC' ~ol crc•:were d.Pl numero det llttdPi ul disopra ti i ot f o, atunc,nta il Yolnme Ili.' Ile eist i; U l ) e~ontenere dei <·ro111idi. l'h e I)Pr·onùo Mal his sarPhbero JIÌll l t o;;; t o el!•gli p.~l'1tdo ''1'01t'ùli, do,·uti a pieghe dl'll a IDt'lllhr:liJ:L c is tica : ad. r1gnj modo questi cromidi hau.n~ la, forma di lilèlmcnti luughi, ma.i di t;hane•, e uon banno cont.orni definiti. J V ) I'!'IS<'rù in d't'§!<'n•·ral'-iQJH' c:onf<:1Jt'll<lo 1111 grORl!ù va cuoio {;be occupa le. quasi totalità d<:lh eisti; però il nunH.'rO eli nm·lei tlt•lle cisti-coli1 con gru:'\iiO va<·uolo r·<'Jllt':tl<•. a.rrìva Ji110 a qnnttro. Le cisti dcU'Ameba-coli si ri~;contrano. di preft."renza. nelle fec·i formate u nelle prime sr~ rìi'I.JC di uu '::tlt acco tli diarn'<~ in ttno (•.be albc•rga l 'Entameba-eoli. Diagnosi difTerenziale tra le cisti di Entameba coli e Entameba istolltica La. prl..'~t.•oxa ùi quali l'O mu·ll'i i• cosi unhel'Sale nelle cisti matm·c dì Entn11wha i:;folilica eia. OIJO ht,c.iar('.i n t•l':su u dubbio quando


ORIT:Sllt PRATICI t'E& LA DiaGNOSI M:IOROSOOPICA 1 EC'O.

805

~~tno in presenza. di esse; le cisti dell'Entameba-eoli co1tengouo invece 'P~o nuclei. D'altra pa.rte la grandezza minore delle cisti-istoliticbe; la

l

i 1!1

d~~énza frequente in queste di corpi cromidiali; la minore appa;rescenza m~~ loro membrana; la. visibilità minore dei nucle'; sono altrett;anti elezio11 che contribuiranno a far fare la diagnosi. Per le cisti in degenerae la e "V'acuolare si ricordi la grandezza differente delle due Sp~'cic di cisti, .nll<ll~~senza. di non più di due nuclei nelle cisti ist olitiche. e fino a quattro tJt l. l.l.elle ci.sti-coli. i..Jlgn~ccllllismo dell'infezione da Entameba. l.e ci~ti clt:ll'Entnmeba. _ ~!t~ con l'acqua e con gli alimenti. gitmte nel dnoù euo. 6i apt•ouo :.::J~tto~ l'aziout} del succo pancreatico che nò digcriAce fl guscio, e ne etle~no quath·o amebule per le cisti istoli tichc, otto arilebule per J~ Ctàti-coli. L asciamo da parte I' Entamebn coli, o 1·ivolgiamo l'at ten -t;10D.e alla sola specie llatogena, l'istolit.ica. Questa, giunta nel cra.sso e vlO\lando iv i il terreno di elezione l>E>r la Stub attività, si annida in un a~olo mo1=to della mucosa intesi iuale. fai t a (·O n l 'è, t n t t n a. p ieghe, e <~o­ Imncia il suo lavoro di pent'lrazione. l'Ili ha visi o i 1110' imE'nti vivaci, unergici, a scatto talora, del parn.ssitu solto il c:'tmJ>n (LPL mirroscopio, ~nò facilmente immagin:u:e, eomo esso ricsc•t a :scalzare h· ct•llulc <'PitehMi di rivestimento del cras!lo, a, farsi sb·nila negli strati "0t t oepi t(!li:ili. e & scomporre e a separare gli elorueuti anatomici del tér;suto lasso a?ttomucoso : intanto attravet·so la ùrec(\ia minuscola passano poi hacllli, cocchi, gel'llli di ogni gen.ero. di cui aovrabbonda l ~L caleidoscopica tlom intestinale, ed è così cbf' l'ameba. nutnm.ùosi nei Les~:mti. crE'Rcenùo e ~.oltiplicandosi, disintegra le loro cellule con la colla.borazioue dei germt mtestinali, pr~paranùosi il nido in quegli wu•es11i a forma di fìasro ca~tteristici della dissenteria amebica. l:ltabililot,;i irtt.nnt o il processo inlìcrm~atorio int,estinale, l'e11S11dato nbboudnntr> OtwntE>. ~'ht' ~gorgft (lall.e paret1, asporta. lavandole via, queste amebe rhe appruono nelle fect, J«'osse, vigorose contenenLi n(•l loro interno il loro c·ibo pl·clilHtt.o: i corpuscoli rossi. . E aosì, ful.ehè dura lo stadio dissenterico; mel tos!o rhe i oinLomi Iii ca~a.no e con essi il flusso di essudato dalle pnreti delle nlccri a fortna. d1 iì.asco, (di bo1tton dc chcmise, come <liC'ono i francesi) le amèbe ~sae ~Lmangono nel lorQ nido, perchè la correnti' di essudato non è l1•1à cost potente da portarle fuori : là esse si moltiplicano p<'r gcmma;o~e e 'J?Cl' seissione, dando origine a quelle amebe minute da noi sorcrJ.tte, le quali in parte non si sottraggouo al flusso Lenne di t>icro, !\Ile rapela '!1-ecesaariame.nte di contim.1o dalle pareti nlce.rat~. e vengono a .superfiCie dell'intestino; quivi ess<· si iJlCil'Ln.no per le condiziorù di 11 d:~ente non. pil\ cosi favorevoli; ed è per questo C'be doranLf'. il periosi . callnn e tti benesser e dm·:mte il periodo di porl<tfoJ·e n<>lle Ceci solide le ~~~~ontxa.no solamente cisti, e qualche a mebuJ a. nel JUllco tenne che nu~n<!Ond~; quando poi per una ragione qua.lsia!'i il portatore passa. di $po1~0 a dissenterioo acuto, in nn primo momento le feci djarroiche traa~ eranno,, laveranno via. le cisti e le a.mebule, ehe sorprenùcra.nuo .6~u~e1:fìc1e; successivamente poi l'ulcel'a., da torpida, clivcuendo in ~".mno a a. con l'essudato abbondante che daJie sue :pa1·eti trapela, vrrrente ~ grosse. amebe, annidate nel suo fondo, tntt>cmatc v-ia dalla corCJ'eder a.pparuanno nelle feci con i norpuscoli rossi inclusi. Non è a. taC<ùù e ~he nel.P?rta.tore semp1·e sano, nel portatore che mai ebbe a.tllellor tl}ssentenc1 non ci siano queste ulceri : esistollo anche in lui, e Juln:ut~ ondo le grosse amebe si moltiplicano dando origine alle amebe 1\o nen' c,he. alla. loro volta producono sulle superficie le cisti che appnioe 1ec1 sohde, formate del portatore stesso .

cha

•

..


3(Jfi

CBl 'fERl

l'RA~'lOI .PER

LA DIA GNOSI ldlCBOSOOPl CA, ECO.

Aspetto macroscopico e microscopico delle feci nella dissenteria amebica e nella dissenteria bacillare. - P er quanto non si -possa nè Ili voglia. av<'re la presunzione di essere assoluti nel fa.re la. diagnosi cti nna forma eU clis$enteria piuttosto che di un 'altra., deducendola dali 'aspetto macroI'CoO}lic.o, pur nondimeno uno sguardo a lle f eci di un òisseotC>rico può ~ià farci sospet.tar<'. l'uno piuttosto eh<' l'alt.ro elemento !.'ziologic.o del processo morboso . Le feci di un dis;;enteri.l'o bacillare Rono in geuc•re c·ol'titu.ite da masse tl i muco biancastro, ~-:pesso vitn' o. }Jiit o meno flnente con f'trit> di s::mgut>. l'n tiocche1 t.o tli quc:;w muco p ortato so.tto il cmupo del mirroscopio. <'i farà vedc1·e 1m numero g-randis1>imo di elementi ('(;'Jlnlari, dandoci c·osì anzitutw la 11pi€'g;t:douc llc>l <•olorito bi<tlH:<1str? ~elle .rec~i questi elemen t,i c~lluhui sono T~ppres~utnti d~ roqmEH:Oil b1anelu p Ili o meno cll·~E'n<'l'a t1. da ·r·orpnt;C'Oh roSf'J 1 d H epJtE'Jio, da grossr <'<~llult- rndolt'liali ·( i co::;i<ll•tti nutcJ·Of<lgi). tlw si amtnal':o:ano P si ~;ovrappongo~o : 1111 tal<• q u adJ·o 6 conforterà maggiornH·nte nel nost.ro sospt:'t·to, 1'111:' din•rrà qna:;i <·ertezza, s<> le ricerchi! 11lt<·riori riJ)Cfute, non ci ~vPi eranno la ]m·sc•nz<l dt'II'_Entameha ist.olitira con corpuseoli rossi inrlu!'i. Va notatu c· lw l<:> c·rllul<' c·n d uteliali u lll<l('J'ofagi pol'lsonn contener<> COI'JHlRtoli rox~;i, hianrhi, di'triti di ogni g<·Here 7 i>ÌC'<'JJt- po:;souo simularr lt• ~1melw: però si t Pllg"ll conto 7 ::;e noti t· ·i· mobilità, sopralutto Ù<'lht :-;Lrutturu dPI nutlc•o. l'he nell'a1neba ha ~rannl i di m·omatina !'aratteristici ;1mmaR::at i solto !:1 membrana nn· c:l <•arr, <' F;JWSso il <·t•ntriolo. Le jer·i dtl di.~sculaico amtbir·o iuveee ~>ono eostit,uite cla un liquiò<J lH·u uo o IlE'rafllro con muco commi:-;to <' piì1 tlueul ~"in gl'lH'I'\• tl<>ll'nmmas· su biancastro P viscido ch' Ile feci clrl cliR>wut E'ril'o ba<·i liare; l'l'Rame mirro~topiro poi c·i farà v<•clcre non più qu<•JJ'aiTollanwJlto eli t'lementi Cl'llulari, cti cui nbùiamo di 110pra parlato. ma fn:tnnuiflcbiat i a detriti di <1g11i gc•u(•n•. uno 1\Par:;o numero di t>l<'nll'nt i Pt>llulaJ'i: 1ma rieerea. e}H• in W'lll'ral<' non c\ l;lbOriosa Ci farà sc•oprin• il g-rOS);O JII'U~OZOO. ChC ~j spost·u l'Ott-o il c·nmpo d~>l mi<•J'Oseopio, Lr;'tsr.innuclo SH<'<I i c·orpm;coli roRsi inglobati clw, JW euratt P.rizzano J'iclehlit.à. - c~iunt i a 4uesto p un t O; prima di passar olt n·. c·i lH't'nH' di im;istert' :tJt<·oru UJJa volta. sni dnt n •perli eli importanza massinu1: nPi prriotli di ll'••J·enti . cl t> Il<• infezioni da Entam<>ba istolit icn: l. :K ella dissc.nt<'ria u.mcbica neu t a si t rcwPranno l~ n 1aJlH•I.l(; i~;tn­ lil it·llp <·ou corjntsc•oli roflsi indusi. Il. Xt>i vol'lafoJ'i di Elli;tmeb}~ istolit iNt si t ron'ranno invPc·•· <!PII P ci>'li m•lle f<•d fonnatt· t· ta lora •1•·11•· anwlw tnilllltP nt•L llliii'O più o lllPllO ahhonùantt c•he le rirt·onda. ~•>rgonn nra 1\[lPiltllUI'l', diJH'IIdl·nt•·Jut>n~ !' da c·iò <'l.:~r i' shbto ~·spo· ~t H. h· Xl'/!ll<'nt i dontant~C': l. J~:.;i~;tono tl1•i c·rilt'I'Ì :tR:wluti. tlPtlolli tlall'appari' nr.n lllnrfolo· g-i(·a •· dalla ntohilit<'t d<'i tluH JHU'as~iti - l•:nhom<'lnt coli i' Entamel)tt i);l o l i 1i rH - JH'I' fan H' la diagnosi t1i ITt>n•n zia lP ~ X o : ne l'ilixt<' 11110 solu. c:Jn· i•. di1·ia1110 i'Ol'Ì . t•t;(J'ÌJ1f;('(·U. I'a]I"J)I'<'Sl'[Jf:llO fialJa. JH'CSt'll;',<l d<'i C.Or]llt >'('O! i ro:-;:-:i ndl'c•IHio pl a~ma d<'II'Eut;lm('h;l istolitit•a: quesiti prl'lll'll::ll r·i rutltn·i:;;m 111111 ".<<nlo lllt!UI'Itfmt•nlr a f~tn:i id••ntifir·w·•• i{ parnssifrt I'OIJIC J~·JII•IIIIt'llll i.o;lolilil'lt, Il/({ t/1/C'hr a. (·t)J~.<ddemrr f(l di.'<SI'IIIt•I'Ìrc f'0/111' dixsenlt'I 'Ìft

ttmr•bir·a (lt•n/rc.

. II: ~r IWIJ'Pì":llniwn·r le ft'l'i di un indiri<lno f·i imbatti amo in un <lltH·h:1, clw non <·outit•np corpu:;coli rosxi, c·mJH' dobbiamo rt'gOhtl'C'Ì }JI'f la diag-uo:-.i '( t't· l'indi\,iduo .in P~allll' ì• 1111 di:;flellft'riro, anzitutto doh· l1ia1110. •·limiuarc• l'ipotl•si cllt• 5i tratti di un di ~;sP ntcrico anwbieo a<·utn. lH'l't'l1ì• il vara:-;sirn non couti<'JW t•orpus<·oli rossi: Ri tra t t.erà di UIJa di~­ :;; .. HI•·ria da, batt<~l'i o di altro in lUl portatow di BntHmeba i:-tolitica \)

(l i Entameba C'oli.

•


OB.ITEBI PR.ATlCI PER LA OlAGN OSl MlORO'COPtCA7 ECO.

307

Per riscbial'are questo punto, b axt erà Regtùre p er qualche giorno r11mroalato con esami microscopici, fh1ch è non appariranno le c isti dell'uno o dell'altro protozoo p er i ormuhne la diagnosi delle specie d el protozoo stesso; non. ci .~i fieli mai drll'appatcn:a rlcll'ameba p er fa1·e la 1lingnosi della specie- se ('ssa non <·ont i fiD<~ corp118coli r ossi, p er c hè nme'be, che apparentenw nte ~cm brano i1'ltolit irbe. si rivelano }JO i dalle ci~ti, elle più prest.o o più tardi si lrovC'l':tllllO n elle fec i. p e1· Entamebe coli e v icever~n. m pjù non <.' i si lìtanc·lti mai Ttcll 'insistet·e negli esami microscopici, tì ocltt'> n on s i Ron t rm·n 1,, lt·· cisti, JWrchè q n este di f r·P~ut•nte si eliJ:nin ano inl ermi tt~llll'JlW II It> t' lH'r poco tem po. lodo cisti (lfi~. 12) . l?ut·ono c·o~i <·Et inmnti. d:l \\'f'nyon delle ci"ti

uuinuoleari ch E> ,:i rh1<·ontrano tanto iJl f t.•d normali. qnanto in feci diKSl'nl ericlw : furono cosl cbiamaft- da \\·c>n~'on. pt'l'<:h(• rs~e oltre a un llul'leo cont e ngono un corpo J'oloHdt.•~giante o lohato. cht• f;i I'Ìvl'l<l con il littuido <ii Lug ol n:ssum t-n~lo un c·olol't• raRtaguu scuro: t'i xono però delh: cisf i istoli ticbe u ninnrleal r c·hp hanno un gro!il-IO '<IC'ttolo. il q uale si colora ugu a lmen t e in cast ~l-guo se n l'o t• o l lJugol. ma i ~ uoi t.•on t orni Mmo W:m1a1i. uon cos.t net1i CO!llf' lll"llc• I oclo-<'iR1i,\' di pii' il contorno suo è rot oncleggiaUII!, non lobato. <'01111' 1'>pP1111o Kll<'Cetl t• tll'llc• loc lo-c•isti (W enyon). Blastoeystls hominls. (Fig. l l). - :-;n no qut'r-1 i clei funghi ittt't.• •·ior·i. dtt.• "i risco.nt.rano c o u straordinarin fn•qm·nza nc•lh· feci no r mali c· patologich e : a l'PIU:iscono com<' <lil-•c·hi cii ~randt•zza ntr ia. 7-8 :J. fillll 11! \'olu.me eli una c isfi d i Enl ameha <"Oli: ~011(1 eosW uite da ùuc par· ti: 'la una tntl ssa ('entrult• omog<·n~u nou r·ifranJ!'f'U I·e. ti«'nza la minima :-.truttura anc h t> a i piit forti ing-nmdimenl i, incolora, o vE>rdastm. e 11~1 uu alone )>eri(eriro lH'OLOllh\~llhtl i<·c• pii1 o nwntJ ~ott il<'. cùe può avnhtJ>t)are lu. lnassa intc-JIJJH drc:oJru·mpnf l' o :-.olanwnlt• ai poli; in qucStiJ aln~r .brill~no quusi ._empt•e. nm non C'O~f.nnt t 1llll'lllt1• una Sl'l'Ìl' di n u· d t>r }llCColr e molto rifrangenti. La loru forma i• rolondP;ghtnle. però t:llnn~ sono allnnt.tnte, fl bi~<'OI tn, fnr·rH:> clH· prPIUdl' alla lor o !linsione : ~ouo moltrc~ dotall' di g-l':lll<l(' 1·lasticità. pt>t'l'hi•. quando F;Oll trascinate tlnlle. corrertti H11uiùe sotto il r·ampo ùt•l lllit·roscopio. o m·L·~lll«) contro 1 1 ~ llll est.ranei, ~;i 1lefol'luuno con gTau<lc htf'ilili'l. E' ÒPUl' tc•rwrli prc'lH'011· perchè il novizio chìYatlti a q n!',.; t i t•h•llll'lll i. cht· 1-1l di ft't•quf'nt e ~i ~·cH'R!lO nellt- t'eci, rim:HH' K]II'IISO JH'I'ple~~o confoudl'ntl(llc• pt•r riRti • 1 ! 11 ~1hlchc. l>er chi tlesidt•t•a~;tw !.upernc• d i pii1. clir~tno eh~h(JUO t{SN1flc>rt. ~·~o·· dell(', ~l)(Jl'e <·be trnpiant<t1l' in nwzzi !;JH·c~iali danno ot·i;.rinl' a nn 1'(•llt.'tl\O d~tto 'n/ it·elio. in <'O i :;j rol'lliUliO li l'i :,at•c•lll'll i tlt•tl i ttllt'lti : III'Jl'iut;<•JIlll: ~gh a!lchi ~-;i 1mquw qu<>st<· ~hwopol't· in numc>ru eli quattro. ol lo. lllll \'plo di otto; gli usrhi iJtt•t>ril i perdono ~otto t ·a~iolll' del Rucco pan· C'!'<:a ll'() il l O ì'O Ìll\'OlUCl'O metl~ndo in JHwrl;). le RpOrl'. c• h(' SÌ <li fruqUPiltP H me:ontr"n • c .. u. o nellE' f ('Cl. c: che non 1wno p:ttug-t-JH'. lL lstJ dt LambUa . (Fig. 1:~ e J 11). - ~ono 0\·oicti. cl a l'i <t 15 r : alcuue 0 \ ~ appuris(·ono l'Otonrh•. J>e>rch<! viHI't· in pi'Oieziortt· 't•rlicalt•: sono mor(·cl'T:lt ·u raa tnen1 e .P , rifran••cnti ., . 1• lflsc·iauo ,·t•tlc•r(' nt•l . loro intt·t·no unn . linea . rl , 1 · ptu o lnN\o I'JCur~a. dir~,>tta ~N'O tHlo il ~rawh· :t::ilW d('lh· c·tì!lr. ~ uco~ ~rua.ttro n uC'I ei molt(J brilluitti. di fl·e tt di Tetrnmitus M'esnili. (l "ig. 15). - E' un lla.!!C'Ihlto clw si riscontra nmi rguefte nelle J'l'ci ; le sue <'isf i h:tnno formn di J.H'l'U, sono ùa 7 alO:J.: pi<:e:ollvr~~~o ~l<·t~a strutt ura inlt>rna. all'infuori di tluc o Il'<' j?!'ll.unh

Clsr · t\nge!l t1. ""eO}let•:od• ~as~•a Intes11nalis . P.:i~. lli). - . ~· lJIWsto u~ P.it:c.olo llag..~Lalo }\ e.tlyon: le sm· c.J.'it r I'HSI'Otntghn.n o allr (·Jsll ù 1 Tetr<lllll tu ... : 1 ,~·rò 80 u.oùa. mihts. Pllllll<'(·olt> f! non ha uno i porhi g ranuli n~rraugt.>u l i del 'J'etm-

...


308

CRITE RI PRATI CI PE R I. A DJA G ~O:::..I JdiC'ROSOO?ICA1 KCC.

Cocete di olio. - Non sarà fu or di luogo ricordare che a-nche le gocce di olio possono essere confuse da un novizio per cisti istolitic:hc.; però esse banno grandezza variabilissima, sono fortemente rifrangenti, hanno contenuto omogeneo ,· son costituite da cerchi a.lternativameute luminosi ed oscuri. dòvnti n. !(>nomcni d 'interferenza : a.d ogni modo. per evitare confus ionl' e dubbi, è meglio evidentemente, quando si vuoi fare un esame, non somruinistrare un pur~ante oleoso. Metodi di colorazione delle amebe e delle loro cisti . -Anzitutto ripeter<'mo ancora. una vol La ehc l'esame mir-roF:copico a fresc·o ci permette di fare rapidamente la diagnol'i ni presenza, di Entameba. nelle feci. percM con esso si apprezzano bene l'en tit~~. la strut-hua e l a mobilit~~ del par~~sita. )Ja colorazioni' ùei prepa.ra.ti }JUÒ avPre t.n' obiettivi : quello di isolare, tliciamo coRi, H p <Jrassita rt>ndendolo più evi dente s ul fondo colorato; o di m ettere in rilie \' O i lini dettagli eìtologil\i, specialmente la strut l ura. del nucleo: o Ili ù a rci un preparato Jlèrmanentt>. Il primo SCOlJO si otti 11ne a-ggiungendo a nn fioccliett.o di muc:o prelevato dalle feci freschi!;sime una goecia di solu:r..ione ac.quo~Sa di ble u di m etilene o di eosina a ll' l %: aJlora le Enta.m&bt'. ;;e ~ono dvt-nti. spiccano s ul bleu o sul rosso del fondo come isole bianche. nellr quali :;i eli. t ingtHl il contenuto inglobato~ il nucleo e i vacuoli ca.ra.tteristid dt>l p:rotozoo. P er lo st udio spto.da.lmentc della strut.tura del nucleo occorre ricorrere al compucato met.odo di lleyd<'nhein : noi , ;~ttraverso uno Reri e di inRuccessi. si}1mo tinalmen te rius<'it.i nd avert- dei buoni re,; tùtati st>g-ucndo il eon!-;ig-li<, del ra,pitauo mt-dico Ang-iolaoi cl€•11'0. C' . 0107, elle applica il mc>todo nella maniera seguente : I. D i ~ten dere il mnt c riai e in nn o ~tra t o :;ottile :mJ covriogget t i ,., prima c·hc sia. essiccato. lit:sarl r.~ pl.'r quintlici minuti in unn misct·la c·o., lituita d a : ,~ublimat o (t'nluziorw :m tura) parti :3 o\lcool parti l. II. I..~av aggio rapido in aecp1a .-t ill<Ll·~L. - lil. Passaggio in alcool iodat.o per 15-~0 minuti (a.lcool a 3iJ0 eon poc·h<' gocc(' eli tintura di iotlio fino a otten ere nn a. miscela C'.olor marsala.). - l V. l''a:;saggio in alcool a 500 per 15-30 minut i. - V . .-\equa. r'tillat a. ò-liJ' minuti . - l'I. Allume ferrico 2 Yz % per 12 ore. - YU. L<LYare in a.cq ua ~t.i llata. - VIII. L asciare Jl('.r 24 ore in ('matos:;ilinu matu.r<t Mr:i 1Ht-para1a. : - Ematossilina grammi uno : - .\l cool a ·10° cc. qua t1 ro : - .\.c·qun stillat a grammi 100. JX. Lavare in aequ;t stillata . - X. HiiT<'l't'IlZian• in nllame ìerrico n.l :! % %· t>Ol'H»1,!liando la ùìff<'ren?.iaziont- so t l o il micro~l'opio .- Xl. Lavaggi in acqua. :;t.Ulat~L - X li. P a:;saggi in alcool n. ;)5o. - Xill. l'assaggi in alcool a 700. - X I V. Passaggi in alcool a 90o. - XV. Passaggi in alcool assoluto. - :XVI . Xilolo. - XVII. -:11ontatura. in balsamo del • C'ana.dà. - Volendo ùare una colorazione di cont ras to al protoplasma. dellt· Entamebe e alle emazie in esse contenuti' . dopo il dodict'i!imo pas~;a.ggio (akool n 3 5<o) immergere il preparato per po('hi minuti in una soluzione rlebolissima di eosina. Venendo ora a.lle cisti, non è démprt' f ac·ile distinguere il mnnero dei nuclei anche Mn la. len~ a,d imm('rsione: ud o~vi<tr~ questa. difficoltà, ogni qu a1volta avevamo d elle feci in cui pre.;umibilmente si potevano t rova.re dellè cisti, si aggiungeva ad un'ansa di feci una goccia di liquido di L ugo! ; con l'iodio, le cisti assumono un colorito giallo. qualche volta con wlle color ma.r ron e chial'O p er la presenza di glicogene : i nuclei risaltano bene con il loro contorno e il loro c.cmtriolo. colora.ti in nero. Si può così con l'obbiettivo otto contare i nuclei (: dedmTe dal loro numero. se si ha a


'lìll'. l.

FI<>RI!.

1

~· -

--d '.

..,·l

r ·

•• •

s

d . l

- c..

n i-1'; • ~. - . - - - - j - - d..

.

~·

"-_,/

s

7

o > ( ·(~ ·.,

\ -..._.. ·

(0;;)

w r~,

) :-) f --~

·_ )

·•~ o '

f 2.

·'

~.

w(1) '

•l ) ._,__,.

1L

13

,..

'IS

f.. \

ò 16

G 17

SPIEGAZIONE DELLE FIGURE. Fig. l , 2, 4: Amebe istolltlche dì varia grandezza ed in vnrll atteggiamenti: a - Ectoplasma. b - Endoplasma. c - Globulo rosso incluso. d - Nucleo. e - Vacuolo. Fig. 3 : Piccola Ameba istolitica (Ameba minuta). Fig. 5 : Ameba istolitica, che si avvia allo stac:llo Cl! r iposo e non contiene globuli r osso Fig. 6, 8, 9 : Ameba del colon di varia forma e grandezza. Fig. 7: Cisti dell'Ameba coli. Fig. IO: Cisti dell' Amoeba hist olitica con corpi cromidiall (a). Fig. Il : Vari! tipi di Blastocisti. Fig. 12 : lodoclsti (b = corpo iodofilo colorato col Lugol). Fig. 13: Cisti Larnblia. Fig. 14: Cisti di Lamblla In proiezione ve rticale. Fig. 15: Cisti di Tetramltus Mesnill. Pig. 16: Cisti di Vaskla lntestinalls. Fig. 17: Un globulo rosso.

G.Fio<t.


309

C:: ·.J2UTEIU PBA1 Wl PE!l LA DUG.:\0 "-'I MICROSCOPI(' A, E CC.

eh<' [are ton. un portator<> eli BHtanwba i<'toliLica, o di Bntameba coli. S(' ~i vuole -però studiare Jn. clisposizione della cromatina nei nuclei e :~Ilo RtP.RRO t-.~,npo conserv~m.: i preparnt i.

conviene ricorrere a l metodo di

II('ydenhei~ applicato nello stetiSO mo.tlo come per le amebe.

eom~ g:Jilà abbiamo det to, mentrt' nJeunc volte le cisti sovrabbondano

si Ila -pot~rsene contare ~-3 v er campo rnicroscopico, altre volte sono tanlo scarse da richiedere la I'icerca, la l>orio::~a di una serie di preparati per l,)Otern.e trovare qualcuna; di più le cisti iodiche, le blastocisti, talora

numerosissime, possono essere scambiate non infrequentemente per cisti amebiche. A togliere di mezzo questi due inconvenienti, noi consiglie.remo il seguente procedimento : Si prendono circa cinque grammi di feci e si stemperano in 1ma capsula con poca acqua; si versano sei centimetri cubi di una tale miscela in una provetta, si aggiunge un terzo di etere, cioè due cen t . cubi, e quindi sedici g?cce di acido acetico; si agita fqrtemente e poi si lascia cadere il t utto Sll d1 un filtro a larghe maglie. per esempio della garza: il filtrat o si centrifuga per_ nn n1inuto. I1 sedimento si lava. p er due o tre .v olte in acqua stillata., e SI esa.Jl:liua al microscopio. Con <:Ju.esto procedimento si raggiungono t re obiettivi: I . Si concen~&no l e cisti che si troveranno certamente nel deposito, anchè se originatl_au:ent€' J?Olto scarst•. - II. Si distruggono le. iodo-cisti e le blastoClStl , l:.r c-u1 pa·I·et.e più tiot,tiJe, più fr a.gHe, uon rm;isf.e a ll'a,zione ùell 'etere e ùell' acJ.~O acetico : talora. qualche bla.sto-cisti sfugge ali'a.z ioue dell'acido, ma, se non è distrutta, rima.ne p erò così sfigmata da perdere qualunque più lontana rassomiglianza con un ~L c.isti amebiea . - III. Le cisti,lavate, lustra."1'e, }JCI' cosi dire, mo~;trano la. loro parete nera lucente., mentre n el loro i.nterno spiccano ' nitidi i qua l: t ro o gli o t t o nuclei, a seconda si t ratti di c·isti- istolitiche, o di cisti-coli. · Zmw d·i gtte1-ra A . N. , ?IOt·embre 19J7. J.A \ 'OKI COKSl'IJT.·\ Tf.

Bt:!."-<l~ : 'l'eclmiquc •oicrobiolo(fiquf el 8•'rothér«piqttc. -

H11 i l lc'•·c t'l fìls. Pnris. l !l \ L

CAS'J:'Y.LLAN L and

Cn ,,un:Jls: ;\1amwl o/ 'l'ropif'OI Jì f edicine. lS.•illè•·e Tindn ll <lllli CCI., London, 1913. DANu:r.s : LalJrn-alririe.; !iludie.s ;,, T ropico l JfedÌt' ÙtP. - - J ulu • lhd " 11-nn Suns l\nrl Dnniel· ~011 , London. 1911.

~onF.D< : LeJt rl>uch de?· Protozoenkum/,•. -

H ( Aulitul'<·. lt·nH , l Hl J. R~l:~·l'll!:lt : P réci;J de ccproloqie ('!inique. -. l:$oi lli-•re l't lils, Puris, 1!114. SuWLl!:TT : Mantl(ll of Bacteriology. - Churchill. Lo ndou, 19 14 . L'l::s~~~YN PowEI:I• ~Hll..IPS: Amoebia.~ia ond the Dy11e11terie.,. - L"w~. L<.•utlon . 19 1.) . M A:S~ll·. ·. : Mulal1u, tn/t.Uit:t dell'11011w e cle']li animali. - MilwH>. 1915. • · O~ ~IT' PATRTC~ · m ' 1 f) ' )lo\1'H . ?o . ~ • -' rvp1ra t.,ea.-r.•. - Cu~~Pil mH.I (;'o ., J~nnc\ un . l ",..1 l .

1f

•

18

" t . l rmen:n : Prc,;.•e médi<-ole ~:! . 1. 1!l l"; . <'n J.o'l l • , l /' l . . .

f!hn ,r( ltdlu

,

S ' Oll~.

'JJJ (

•

f of\)fldO IJ.

1\ ... L ' ' l 'O , :<· l ' or'1 '

t't,.,,

/)o:en"'e"'' li' //; ~> Jl r•t/tlrrrunPou )VtJr ArPfl.

.

H ttJ't'l~O it a D (

t ' /' 0Jf])(lf'~i 1U:i ,, J ttor~fl/1 t,f iJ,,, f: . ..·1. JJ. f.' , >~>," 1\, l.:!, a, .J; 1917. 0

CII' WO t

l


310

Appareèchio italiano di protesi per mutilati di coscia01 per il dott. Egidio Paolettl, capitano medico

Nella esperienza fatta per oltre due anni come diretto1·e della odicina di protesi del Comitato fiorentino pro mutilati, e come ohirar~;o dirigente del gruppo ospedali per il concentramento dei mutilati dt guerra in Firenze, ho potuto rendermi conto degli inconvenienti che presentan~ i diversi materiali e i sistemi, usati comunemente nella costruzione ' degli apparecchi di protesi. Allo scopo di evitare degli inconvenienti, riscontrati specialmente negli apparecchi di protPsi per mutilati di coscia, mi proposi di costruire un arto protetico (fig. I), che, me n t re potesse servire ai mutilati delle elliSSi agiate, potesse anche, e sopra tutto, essere adatto a i mutilati lavoratori della città e della campagna.Perraggiungere questo scopo ritenni ne · cessario che l'apparecchio ri·spondesse alle condizioni seguenti: l) Per il materiale da adoprarsi: massima r esistenza e minima possibilità di logoramento; 2) per il modo di produ- • zione: fa cilità. di costruzione, e possibilità d i facile rica.mFlg, l.

( l ) Il Ministero d!'lla guerra. dopo nver f •t'o Psperimen tare l'uso d i questo nuo•o eistema di p rotesi in alcu ·•e d elle s elliOJlÌ di c mcent mmento per mutilati, lo ba dc6ni· tivo~~mente adottuto con circolare n. 16 del Qiornak milit<lre del 10 gdllnaio u. s.


4PP.lBBOORIO ITALIA;NO Dl PRO'I'ESI PD

llUTI LATI DI OOSOIA

311

bio per i singoli pezzi dell'apparecchio, mercè la. loro costruzione in se n e. Nessuno dei materiali usati comunemente. ho ritenuto potesse ri1pondere alle condizioni accennate : non i l cuoio n è "il legno, perchè, oltre alla. poca. resistenza., presentano anche lo svantaggio di imbrattarsi facilmente per il sudore, o per altre secrezion1, delle parti con le quali stanno a contatto; e nemmeno si pre!<tano alla necessaria pulizia, condizione questa. della massima importanza, specialmente per il mutilato operaio e contadino, che strapazza l'apparecchio, lo insudicia e lo trascura.. La fibra e l'alluminio, come pure gli impast i di sostanze legnose o consimili1 mentre hanno indubbiamente alcuni vantaggi sul cuoio e sul legno, difettano anch'essi di -resistenza, richiedono un prooesso di lavorazione non facile, e non sempre si prestano a.d essere conformati secondo il bisogno. Tutti questi materiali potranno tuttavia essere usati in alcune parti dell'apparecchio, ma non debbono costituire la parte essenziale di esso. Cosi il cuoio, o la g1·ossa tela, si presteranno bene in q nella parte dell'apparecchio che deve contenere e fissare il moncone, ma sempre che siano usati senza rivestimenti o imbottiture, ed anehe in modo da esserne facile il ricambio e la pulizia. Parimenti il cuoio, il legno e la fibra, potranno servire utilmen te per agevolare il migliore furu;iona.mento dell'ap~arecchio, come ad esempio pet dimint1ire l'attrito negli assi di rotazione, e per renderne silenzioso il movimento. Adoprati invece nella maniera. come si usa ordinariamente, per ~pio nella formazione della parte cosciale degli ~Jorti, questi ma.terili, e specialmente il legno e la fibra, non solo presentano gli inoonVellienti accennati, ma non rispondono neanche ad un'altra condizione importante, quella cioè di adattarsi convenien t emente nl moncone, e di seguirne le eventuali variazioni di forma e di grossezza . Pertanto, il materiale che ritenni doversi scegliere per la fabbricazione dell'apparecchio da me ideato è la lamiera. di acciaio. Questo materiale, usato in una conformazione speciale, per ottenere il massimo di resistenza, solidità e leggerezza, è il solo, mi sembra, che può rispondere a tutte le condizioni volute. · L'apparecchio che ho costruito con siffatto materiale si compone di tre parti: una superiore che rappresenta la coscia; una intermedia, il ginocchio articolato; una inferiore, la gamba col piede. (Fig. II e Ili). La parte superiore, detta cosciale, (Fig. IV) è costituita di quattro pezzi in lamiera di acciaio dolce, uniti fra loro per mezzo di piccoli bulloni, e cioè : due ferule verticali, diametralmente opposte, e due anelli,


[l12

AI'T'AIIF:\CH IO ITAI.JANV Ul PROTII:Sl PE li M UTlLA1'I DI Co::WlA

..

Fig. V.

't

o

•. Pog. Il.

Fig. llt.

Fig. V.

uno superiore e nno inferiore. L'anello superiore è detto individuaù, percbè costruito volta a volta per ada ttarsi a ogni singolo mutilatO: nel· l'anello inferi ore incastra e si fi ssa la parte superiore del ginocchio. Il bordo dell'anello superiore ha una sagoma adatta per un razionale appoggi o ischiat.ico, e porta uu rivestimento di gomma faci le a tenersi pulito. e ad e:-;sere sostitnit.o con altro di ri<·ambio. Le ferule presentano una uervatura mediana .in tutta la loro lun · ghezza, atta ad impeclire che si pieghino n si deformino. Il moncone è contenuto ed abbracciato esattamente da due bandelle, di cuoio o di grossa tela, fì:-;sate alle ferule, e allacciate in modo da formare un mauioot.to sempre adattabile al moncone, nel caso che questo possa. varial"f• di forma e di volume. Le bandelle possono anche essere con· formate iu modo da ulilizzare l'appoggio terminale del moncone. Il ginocchio è di alluminio gettato (Fig. V ), e si compone di due parti:

j


.... . ...,:::JF"

APPARECCHIO ITALIANO DI PROTESI PER MUTILATI Dl COSCIA

313

una superiore cilindrica. (F:ig. V-a}, alla quale si fissa l'anello inferiore del cosciale per mezzo di viti o di semplici bulloni i ed una inferiore sferica (Fig. V-b), che si articola. con la parte superiore della gamba per mezzo di nn asse conico di acciaio, con interposizione di fibra per evitare l'attrito ed il rumore. L'asse di rotazione è disposto in modo da trovarsi a un centimetro e mezzo indietro del prolun.. ga.mento della linea mediana delle ferule; e ciò per rendere meno facile la flessione nella

1.. Ftg. V!.

Fig. VII.

posizione 1u piedi, e la caduta all'indietro nelle strade in discesa. Nella posizione in piedi l'articolazione si può rendere prontamente fissa per mezzo di un semplice paletto di arresto, molto sicuro e di facile manovr a. 1a gamba, in lamiera metallica stampata, si compone di due parti: 'una superiore (Fig. VI), che si articola con il ginocchio i e una inferiore, (Fig. VII), che si articola col piede. Queste due parti sono unite fra loro per t1n anello a vite di pressione, per mezzo del quale la parte inferiore può essere sostituita da un semplice fittone di legno, o da un fittone con eiabatta (Fig. VIII) per lavori campestri; in modo che lo stesso apparecchio può così servire come arto estetico ~ come arto da lavoro. Il piede è costruito in legno, e si articola. con la parte inferiore della gamba per mezzo di nn asse di a cciaio1 il cui piano verticale devia leggermente dal piano verticale dell'asse del gi!t - GkJrtìal e clj flltdicina mlrila,·~ -

Fig. VIli.

f ase. lV.


.. 314

APPARECCHIO ITALT.... l\0 DI PR01'ESI PEB )IU'l'li.ATl DI COSCIA

nocohio, in modo da dare al piede un certo grado di rotazione in ~...---:=- o. fuori (Fig. IX). La. parte posteriore del piede si prolnnga in alto per alcuni centimetri, ed incastra nella. parte inferiore della gamba, iu moM da. permettere i necessari moviFig. IX. menti di flessione ed estensione del piede. Una piccola. spirale di acciaio, tenuta compressa tra la parete metallica e il prolunga.mentQ. verticale del piede, nella sua. faccia anter iore, tiene il piede in flessione nel momento di riposo, mentre ne permette l'estensione quando il mutilato, oammin~ndo, preme sul tallone. P er dare alla parte inferiore dell'apparecchio la figura estetica. della gamba, poco al d isopra. dell'articolazione del piede è fissato un gambale ·di fibra o di cuoio; questo nella sua parte posteriore, presenta un'apertura ovale in corrispondenza dell'anello a vite, che serve alla unione delle due parti metalliche della gamba, e allA. sostitu· zione dei pezzi accessori. Il peso. totale dell'apparecchio è appena di tre chilogrammi. . Per g li eventuali guasti, ogni pezzo dell'apparecchio è sostituiblle con i pezzi di ricambio che il mutilato stesso può facilmente met· tere a posto . L'intero apparecchio è protetto da una verniciatura_& fuoco, che ne impedisce la. ossidazione, e Ile permette la necessana. pulizia.

CASUISTIC A CLINICA O SPED ALE MIL ITARE P RIN On>ALE DI P ALERMO Rl1lPAl!.TO OSSERVAZION'E MALATTIE DI OREOOBlO, NASO E GOLA l

TUMORI BENIGNI MULTIPLI PRIMITIVI DELLE TONSILLE PA· LATINE per il prof. Santi Pusaterl, capitano medico: . li In un preced ente u Contributo allo studio dei carcinomi roultiP primitivi n (l ) ho acoennato che, sebbene non ·fossero state rare in ~~~ sti ultimi a nni le comunicazioni casistiche intorno alla rooltepli::Udei t umori in uno stesso individuo, pure tale affezione costituisc~ :~ti pre una coincidenza non comune a riscontrarsi. I casi sinora r~:- or· 1 nella lettP.m tura riguardano, per ordine di frequenza., oarcinoiDl . . 11, (l) Virchow•· A.rchàv fiJr 7mlhologi.~c Anatomie •md M ediz:n . . :W4 B •uri, 19 i l.

•

Phy•·iologis w.d Jur

Jr/flll·'< (

..... •'

r


3 15

OAS UIS rfCA CLINH:A

gani diversi ma. dello stesso sistema., come esofago e stomaco. stomaco ed intestino, lingua e faringe, o di organi posti a distanza ma in qualche rapporto fisiologico, come utero c mammella, o infin e di organi ·che non hanno alcuna diretta relazione fra di loro. n caso presente, caduto sotto la mia osservazione dnra.nte il servizio militare, sembram i degno di nota ancbe p erchè pare confe1·mji : 1a. teorià della origine di certi t umori 1la inrlu i!iOnt! di elemen ti durante lo sviluppo embrionale. M. Giuseppe, dell:a. classa 18 97, inscritto a l Consiglio di leva~di Alcamo (provincia di Trapani) viene alla o. servazione il 16 ottobre ~1917 (Reg. Nos. VII, pa.g. 339-340, N. d'ordine 5035). Riferisce che sin dalla U<tscita· gli mallca il ptHliglione dell 'orecc hio destro, per cui non sen te da questo lato: a1Ienua inolt.re di sent ir,.poco dall'orecchio sinistro. Nulla è di~notevole nel:gentilizio e nell 'a namnesi remota. Ha buo-

l, l

l •

l_; Fig. l. Il padiglione dell'orecchio ~~~~ tro é rnppre$ent:lto da un'a ppendice allungata a forma (li S rovesciata . Vi é atre.sla del COOil Olto uditivo

esterno.

l

l: ' l ~


316

•

OASUISTIOA OLlNlCA

na. costituzionl', ~;c b eletro ben svilnppu.to e conformato, stato della. nuLrizione discreto. muscoli b en sviluppati e tonici, colorito della pelle e delle mucos<' visibili l eggermen te pallido. Normale il polso, il respiro e la temperatura.. Nulla è degno di speciale menzione all'eRame dell'apparato respiratorio, ciircolatorio, digerent~ e nervoso. All'esame locale dell'orerehio destro il padiglione non manca del tutto, ma è rappresen tato da un'appcndire alhmgata a forma di S rovesciato,,diretta quasi verticalmente dall'alto al ba.sso, fornita. <di sostegno cartilagineo n ella R·o la metà superiore (v. fig. I ). A livello del terzo inferiore di t.ale apr>endice, sulla faccia, antf'riore in prosc;imHà del punto d 'impia-nto, no tasi una piecola. apertura ova le, verticale , che conùucn in ltll can;oliuo a fondo cieco, attraverso il cpmle la punta ili un sott ile sp ecillo penetra pPr pocbi millimetri. :Manra il condotto. D padiglione dcll'orcccbio t;inistro è normale, ed il timpano rispettivo appare opacato e retTatto . .A ll"esame fmt6onalc a1t1·icola·rc M. afferma di non percepir<' il diàpason \"<"1-tice, <' nq~·a a destra perce>zi0 ne del dia-

Fig. Il.

1 In tumo•·•·lt• d•·ll·· ton.<ille tlfllalw••: il tmmo a sinisl rn l"ra llll· riontnlo S11lho ton•llln <t!!ISirtl, Il secon•l o e Il terzo sulla tonstlla. dt·Str:t .


OASliiSTICA CLINIOA

317

pason per via aerea ed ossea, dell'orologio per contatto a.ll'orecchio, alla ma.stoide ed al temporale, nonchè della voce afona e di conversazione. A sinistra afferma Rinne negativo, e percezione solo per la. voce di conversazione a 30 centimetri (ciire). Non sono disturbi n el senso statico e dinamico. All'esame locale delle pl'ime rie ael'ce, alla faringoscopia notasii a livello del polo. superiore della tonr:illa. dest.nt una escr<>scenza carnosa sessile, della. grandezza di 1m seme di mandorla. Un po' al disotto,. sulla medesima tonsilla, è impia.nta.to, a mezzo di un sottile peduncolo della lunghezza di circa 2 centimrtri, un t.umorctto della ,grossezza di un seme di nocciuola . Sulla fossetta sopratonsiU a.re sinistra., con sottile pednncolo lung-o poco pii1 di 2 cPntimetri,s ' in ~;rri sce un a ltro tumoretto deiJa grandezza eli un cece. Tutte c tre queRte masse vengono asporl toLe con pinza<' forbici : la più piccola, a.ppartenente alla tonsilhL si nistra. con intero il suo pecluncolo; la .seconda, a.nch'essa pednncolata, a.venùo l'ammalat o durante l'atto op~>..rativo contratt.o il faringe, viene t>striLtt.a. priv a del peduncolo, che si recirle iu un secondo tempo con ~bltro colpo eli forbici. La terza massa in.fu1.c, ses~ i,le, inserita al pari della seconda sulla tomii lla de,;tr<~., viene a sportata con due colpi di forbici d}mdo luogo lt lt•p:giern, ('morragia. che cessa in seg-uit o a lla sommiui ~traz ione ùi un gargarismo fred-

do, di sinfe~ta n t<> . REPERTO :i'.LAUROtiOPIOO DEI 'r u..u.oltET'l'L Dei d ne tumoret ti peduncolal i

il più piccolo, appartenente alla ton!-lilla ~;inistra, ha forma. sferica, super-

ficie liscia, colorito roseo tt•ndente al giallaRtro, consistenza molle-elastica. E' fornito di peclll!lcolo di 110 colorito roseo (fig. II, il primo a. sinistra, grandezza naturale). Il r<econclo (della t.o nRilla dc:;tra.) ba. forma. totoncla, superficie liscia., colori t.o gia llo-splenrlentt•, consistenza. moll~K:Iastica (il :lo dell~~ fig. II). La terza m.assa, infine, appu.Ttl•nentc> ptll'e atta I·Onsill a. dest.ra, lHlr forma rotond('ggiante, superqcie rugosa. pa.pillarc, colorito ro::;eo, eousistenza. molle-ela.stica•. Presenta alfeiit.rt>mità. inferiort• due piccole escrescenze rotondeggiant.i d.i color,ito bianco-madrep<'rlaceo, della graudezza di semi eli miglio, di consistC'nza dUl'o-fì hrosa. Di esse tma è bene evidente n ella figura. E s A.liE liTOR.ORCOPrco. Le dtlc masse pcd·uncolate sono costituite da due tessu t i diversi, nettamente distint·i l' tmo dall 'altro. All'esterno esiste un tessuto chiaramente epitelialt>, costit,uito da epitelio piatto stratificato che ri<!Orda quello della cute. lJna tale rassomiglianzèo è giustifì <'ata anche d ai due seguenti pa.rticolari : in primo luogo da un chiaro accenno ad una. clisposiziol}.e dell'epitelio in papille, in secondo luogo dalla dib~o si zioue delle cellule pii1 profondt>, o basali, a somiglianza di quelle d ella cìlte. Non esiste accenno d'infiltrazione o reazione infiammatoria uello strato epiteliale, il quale circonda tutto il tumorelito a guis.a di una corteccia., continuandosi nel peduncolo. La p arte centrale è costituita. da un tessu to connettivale a.dulto, fibro so alla periferia,


318

CASU lSTTCA CLINICA

più lasso verso il cent.ro, ove assu me i ca1·atteri di tessuto adiposo. Que· sto tessuto centrale è ricchissimo di vasi con un contenuto sa.ngùigno di aspetto normale. E ' pre~:enza di nervi : non si riscontrano zone d'in· filtrati infiammatorii, nè alterazioni regressive eviden t i. Dal primo tu· more più piccolo al secondo più grosso non esistono che differenze quan· titative nelle varie proporzioni fra i due diversi tipi di tessuto (epiteliale e connettivale), risulta ndo nel primo sia lo strato epiteliale come il conn ettivale periferico più spesso e più compatto. DIAGNOSI. - :L'umori fibro-C1)iteliali. La. terza 1nas8a 1 sessile, ba una struttura tutt'a:ffa.t.to diversa dalle prime due. Pre!'.f'nta. all'esterno un rivestimento epiteliale piatto stratificato, p crfet.tamcnte <lnalogo a quel1o dei precedenti. Qtù però in alcuni punt.i, al limite tnL epitelio e sottostant,o tessuto, sono in diversi pU!.llti infti tJ'ati parvicf'lluln.ri. Al diRotto dello strato epiteliale esiste un t essuto connettivo fibro.;o , il quale, a livello dei noduletti periferici de· scritti macroseoyicnmentE>, manda vel'SO l'esterno due prop aggini di forma rotondeggiante, cireonò.at.c• d al l't'pitelio riccamente vascolarizzate e con zone emorragiche. La parte centrale è cor;tituiJa ùa un tessuto nettamente e chiaramente glanrlola.re. Efl.~o con ~ ta eli lobuli di grandezza diversa., netlament.e sep:uati gli uni clagJj nitrì . ognuno dei quali a sua volta risulta costituito da numerofii ac·ini glandolari , i quali, a tutta l)rima. ad un 6· sam c a piccolo iugnmdimento, sembrano di due tipi perfettamente di· versi, che spiccano chiaramente con la colorazione comune in emallurne r1l E>osina. Uno appare cottti tu it'o da. acini, i cui clementi sono stati 1 raK[ormati in una sostanza finanwute a reolare c ch e dà l 'impressione ili u na. intensa ed CKlt>r;a <lef(<'ll('l';t7. ione mucosa : concet.to che è avvaloraLo dal rilie>o che e::isl ono dei tmt.t.i nei quali gli d ementi cellulari sono ancora bene comrn-ati e nel cui prot oplasma si notano vacuoli elle vanno S{•m p re più ingrandendosi a spese ùel protoplasroa. celluJa.re. Qaesto t ipo è qu<>llo ehe g(•ner altnenLe predomina. Il secondo tipo è ()ost.it uito da i.H'ini formati rla <'t>llult> c-il indr iche~ con gro s~=;o nucleo cbe assume bene i colori nurll'a ri, e 1nol oplasma omogeneo che si tingo in· trn~nmente con l'eo~<ina . In alcuni punti gli acini sono massicci e prc· sPntano 1.u1a SJ)Ct'it' di lume C!cn tralc. :Nella, massima parte esiRtono lo· h1ùi costituiti tut ti o rlal primo o dal Rrcondo tipo. Ossrrvauòo 1wrò accuJ'Ht::uncntc, si rileva cùe in qmtlche lobuio, piil'P nrttamcnLe c1i1Ierf'JlZiato c C'ireundat.o da connettivo, ésistono entr:un· hi i t.ipi cPlltùari. Ora in qn1·;;1'e zonP. cou ingrandinwnto maggion•. si pOS:;OllO riSC.Olltr aJ'P lutti j Jlllllf i di V3SficlggiO dall'una all'a)trafonna. Jnfat ti, iu vieinanza di ell' mt>nf.i r .-llulari con nucleo ben conserva t;o e prot.oplasm a omo:x~>ut•o in lt•nfi<tnwn te c,oJoral o eoll 'eo~;iua, se ne risrou · t.nmo alt ri nel cui l>rotnpla~ma comine iano a. ~:om pa.rire dei vacuoli ell alt ri nei quali tali Ya(·uoli <·rcstono com;irlerevolmen te di numt'ro, mentre il nucleo t cnù1· a sposi<H~i \'N>lO la base, fino a tanto che si arriva atl elemtmti nri tprali nou i· piùlnw<·ia di nucleo, nè diprotoplasma,


OA.SUlSTIOA OLI~IOA

319

-e the sono rappresentati da una massa reticolate colorata in bluastro. Esistono infine cavità rivestite da epitelio cilindrico semplice, il cui contenuto ricorda esattamente l'aspetto degli elementi cellulari quan-do hanno subito la loro completa t rasformazione in sostanza che dà l'impressione di muco. La sostanza connettivale è ricca di vasi ampii e ripieni di sangue, e di nervi. DIAGNGSI. - Tu?nm•e misto fìb,·o-epiteliale ed adenornatoao. N el 1893 Damie.no, per quanto avesse scorso la. letteratura, non trovò descritti fra. i tumori benigni delle tonsille che casi di fibroma, cisti da ritenzione e papilloma. Nel 1901 PTota, dallo spoglio dellevarie pubblicazioni esistenti, riportò le seguenti forme di tumori benigni tonsillari : fibroma, lipoma, mixoma, angioma, fibro-encondroma, papilloma e cisti. Egli accenna anche all'adenoma, sebbene l'anno dopo Tanturri, nel ~escrivere un tumOI·etto peduncolato a punt.o di partenza dalla fossetta sopra.tonsillare di sinistra, venuto alla sua osservazione, e che all'esame i.atologico risultò un adenoma puro, abbia affermato essere unico nella letteratura il caso da lui riportato. Comunque, tali tumori benigni non sono frequenti, e l'adenoma deve essere molto raro, se si considera che gli stessi trattati di anatomia patologica speciale, come il r ecentissimo di Kautmann, non fanno cenno delle forme adenomatose delle tonsille palatine. n presente caso è importante ancora : 1°) per il reperto accidentale dei tumori impiantati sulle tonsille, ~ei quali nemmeno j peduncola.ti arrecavano disturbo alcuno all'indivi<luo; . 2°) per la presenza di due tumori benigni .fibro-epiteliali laterali, m due orga.ni pari; 30) per la. coesistenza di un tumore pru•e benigno, di natura e struttura. diversa, accanto ad uno dei precedenti, in medesimo organo e nello stesso individuo. Per qu,.anto riguarda l'origine della. forma mista riscoutra.ta a livello della. tonsilla destra, si potrebbe pensare ad uno sviluppo successivo dì natura blastomatosa di elementi epiteliali rimasti inclusi durante lo sviluppo embrionaJe nella tonsilla. Questa ipotesi potrebbe essere avValorata. dal rilievo che nell'individuo, sullo stesso lato, esisteva un'anomalia di conformazione nella metà destra della testa, consistente nello, riduzione del padiglione ad un'appendiee pressochè informe con atresia del condotto: lesione in dipendenza certamente da un difetto .di sviluppo embrionale.


320

,

l

Questioni d'attualità, varietà, notizie La barba e la guerra (Per una questione igienica ed estetica)

~l

La voce barba ha forse la stessa origine · etimologica. della voce barbaro? La risposta a q uesta. domanda. non sembrerà. inopportuna quando si consideri .che, alla circolare emanata dal Ministero della guerra il 27 maggio del 1916 (data fatale negli annali della. barba.) sulla. Curct della persona per parte degli 1tf!iciali e dei milita1-i di truppa, si attribuì, a torto o a ragione, il significato d'una. protesta contro l'appendice pelosa del volto, ritenendola u n carattere così intrinseco dei barbari, da costituire perfino i due terzi sillabici del loro appella· ti v o. Per la maggior parte dei glossogra.fì più reputati, la. questione è ohia.ra. come la luce del sole: e cioè, l'etimo di ba.,.ba non è affatto quello stesso di bm·baro, qua.ntunque il suono delle due voci sembri dimostrare l'opposto. Bm·ba fin origine bardha) deriva molto proba· bilment~ dal sanscrito Ma,., portare, ed ha. la medesima radice e quasi la. stessa forma. sillabica in parecchie lingue: in celto bar{, in lede· sco bart, in inglese beard, in slavo brada (tra.sposizione dell'erre). Si noti, poi, che, mentre i Latini avevano pure la voce ba1·ba nello stesso significato, i Greci, i quali furono i primi a parlare di c barbari ~ che per essi eran tutti i pc.poli non appartenenti all'Ellade, chiama· vano n<;,y<ù'J i peli che crescono sul mento, yÈvtov quelli delle gote, e u1tflYll quelli del labbro superiore. Dunque, nessuna. traccia., in greco, d'una radicale che accomuni la. barba e i barbari. La voce barbaro (in greco ~cxe~cx~o~ e in latino barba1·us) è una voc& onomatopeica derivante dal raddoppiamento del suono bm·; ond'è che, in origine ba1•bat· dovette significare un parlare rozzo; il quale signi· . fìca.to, che si conservò primitivamente fra i Greci, diventò col tempo più largo coll'indicare i non greci, ossia. tutti i popoli stranieri, oh&


QUE!n'IOlU D 1ATTU.ilJ'I'À 1 TARIBT.i, )lOTlZI&

321

gli .Elleni - gi6. l'ho detto - consideravano come incivili. Prima che i Greci fossero vinti dai Romani, eran barbari anche questi ultimi; ma. dopo che il dominio di Roma· si estese sull'Ellade, la cultura. e la na.siona.lità. romana. rappresentarono, con quelle della Grecia, l'arce della. civiltà, da. cui furono inesorabilmente esclusi tutti gli altri popoli, tenuti in conto di barbari. Immannitas e Bm·bm·ia formavano perciò il contrapposto di Hunnanitas, della quale andava fiero il Civi;; r~anus. Più tardi anche i Galli e gl'Ispani furono assunti alla dignità di popoli civili; me'ntre i popoli germanici e quelli di là dallo Eufrate non perdettero mai il nome di barbari, essendosi opposti sempre tenacemente alla. civiltà. romana. In tutto ciò, dunque, ]a. barba non c'entra per nulla; ma c'è qualche ostinato glossografo, il quale non sapendosi risolvere a staccar la. b~:rba da barbaro, tira in ballo la voce .sanscrita. varva1·a-s, c.he vnol dll' peloso; al che, altri non meno ostina ti oppongono il vocabolo var· Mrata, che deriva da. varvara-s ~ che significa asprezza. nella pronunzia della lettera. r ; ossia. un difetto fonetico, che ci riconduce al ra.ddoppiamea.to della. radice bar e alla. relativa interpretazione-'onomatopeica accennata più sopra. C'è ancora qualcuno che ha sca.v11.to un'altra buca. etiruologica. cava.ndone fuori la voce persiana. ba1·bar, che vuol dire garrulo ; la quale voce, se ci allontana sempre più da un etimo comlllle a barba e a barbaro, ci fa pt>rò dubitare fortemente che l'etimologia persiana sia la vera; poichè l'esser garrulo, o ciarliero, non fu mai una qualità dei popoli barbari: lo fu e lo è piuttosto dei popoli civili. Vedete in che ginepraio etimologico siamo ~tndati a. cascare!

•* . * Tornando alla circolare del Ministero della. guerra. (che, non essendo

di carattere riservato, si può trascrivere liberamente, come fecero, del resto, quasi tutti i giorna.li politici di allora.) dice precisamente cosi: c Questo Ministero h a. avuto occasione di notare che, contrariamente

al disposto del n. 70 del regolamento di disciplina militare, non pochi militari portano fedine e taluni 1\D.che a.ssai lunghe; ciò che, oltre al costituire una trasgressione disciplinare, conferisce alla fisonomia una. caratteristica straniera., la. quale, specialmente nell'attuale momento di felice, patriottico fervore, può riuscire sgradevole e prestarsi anche a commenti punto benevoli. Si invitano pertanto le autorità militari territoriali a. richia.ma:re su ciò tutti i loro dipendenti e, con l'occasione, dÌ comunica che, d'accordo col Comando Supremo, ed a parziale deroga dal snddetto n. 70, viene consentito, in zona di guerra (il corsivo non è nella circolare) essenzialmente per ragioni igieniche, il tag1io dei . baffi>. ·

•


322

1

4 UESTION1 D A'ITUALITÀ 1 VlliBTÀ, NOTIZJII:

La prima parte della cir colare - quella, cioè, roela.tiva alle fedine fu giudicata, ed è infatti, molto opportuna; e son certo che, se i nostri g iovani ufficiali avessero conosciuto l'etimol ogia. della. parola f edina, si sarebbero ben guardati dal portare quelle d ue brutte sco· lopeudre sull e gote. F edina, diminuitivo di fede, è quell'attestato che rilascia l'autorità. giudiziari a (e un tempo anche la polizia.), in cui si dichiara se un cittadino abbia, o no, avuto mai a fare con esse i e di ce lo Zambaldi - indica pure la barba lasciata creseere sulle guancie fra le orecchie e il meuto, molto probabilmente perobèia. usavano gli ~h, ustriaci; e quando essi dominav<lno in Italia, il portar la barba a quel modo si aveva per seg110 di parteggiare p~r essi, e di portare sul viso la fedina della polizia. Dalla qnal cosa. s'im para che non di rado l'ig noranza dell'etimologia ci può far commet tere errori colos~a li, qual è quel lo di portare sul volto quasi a titolo d'omaggio - Ja fed ina. austriaca, propr io mentre si è in g uerr a col nemico più fune;;to, più ft>roce, p~ù esecrato che abbia mai a.v ut<> l'Italia. Su lla que$tione estetica, avrò occasione di fermarmi più innanzi; qui voglio dire soltanto che. se g li uflìciali credettero, con quella foggia eli barba, di far capit.olare più presto le rocche femmin ili, posso d ir loro con cer tezza che si cn llar0110 in nna vana illusione: infatti, q ua nte donne interrogai al riguardo, altrettante mi dettero une. quasi iden t ica rispostn : c Non mi parl i delle fedine, in nome del cielo! an<'he il giovanotto pii1 simpat.ico diventa uggioso con quei due sgorbi sulla faccia. Se, com'è probabile, Vulcano portava le fedine, Venere fece ben issimo a intendersela. con l'tfar te •· E in questa dichiarazione fa capolino, a parer mio, oltre che il senso estetico fiuisl-limo della douua, anche una misteriosa. sfumatura atavica d'erotismo, perchè presso il lobulo dell'orecchio v'è in molte persone una. zona e'·ogena di sen· sibilità sq uisita, dove chi dà il bacio Sf\ di trov~tre llll punto debole, e chi lo riceve prova un fremito voluttuoso che s'in-a.dia per t utta. la 1·ete nervosa.. Jlr[ei,tete in quel posto una fedina, e v ed rete che ogni effetto erotico va perduto, poichè il contatto gentile si trasforma in un attrito volgare d i una superficie ruvida contro tma. delicatis· sima tnucosa.. Qualcuno mi obietterà che il medesimo inconveniente dovrà pure avvenire nel caso delle barbe più o meno cappuccinescbe; ma io rispondo sulJ1to eh ~ non è affatto la stessa. cosa. ~rimi e ramente la. barba- in specie una bella bar betta a. punta. - non urta il senso est etico come la fedina, che possiamo senza scrupoli c hiamare crimi· naie: anzi, vi son molte donne che hanno un debole per gli uom ini barbu ti: forl'ie perchè vedono nella. barba l'emblema e l'affermazione della. virilità; in :;econdo luogo, mentre le fedine son più folte dallo


QUESTIONI 0 1 A~ALIT,À.1 YA.RIETÀ1 NOTIZIE

323

~racchio all'angolo della. mascella inferiore, la barba elegante, la. barba

suggestiva è rada presso l'orecchio e folta. presso il mento; per modo che quella tal zona erogena rimane a bbastanza accessibile alle labbra. femminili. ' Dunque, il veto imposto a1le fedine è approvato dai patriotti e <ialle donne senza discussione. P~trssia.mo ora. alla. seconda parte d~lla circolare.

È inutile il negarlo : il tollerare che i militari si radapo, òltre che la barba., anche i baffi, equivale a scacciare l'onor del mento e del 'labbro dall'esercito, condannandolo a domicilio coatto sulle facce dei borghesi: perchè è ormai cosa nota urbi et orbi1 anzi, lippis et tonlon1.ms.(per farci entra re latinamente i barbieri), che uua « tolleranza ,. in fatto di disciplina. militare, vien subito interpretata come una disposizione regolamentare tassativa, ed osservata col massimo rigore. Non parlo di ora, che siamo in guerra; ma se. in tempo di pace, si tollerasse, per ~sempio, Puso delle sca.r pette bianche nell'esercito, c'è da. scommettere cento contro uno che le guarnigioni diverrebbero, dall'oggi al domani, altrettrmte succursali della rotonda del Pancaldi. Ho detto dianzi che la barba è condannata a domicilio coatto sulla. faccia. dei borghesi: ma ciò non è esatto e mi ricredo subito. I borghesi (esonerati, sciancati, o senio1·es, che ancora non vestono di grigio-verde), per non parer da meno dei militari e per seguire la moda. esotica, che fa a. pugni coi principi del nazionalismo, ripudia.no anch'essi l'infelicissima barba; la quale, non trovando più facce dove spuntare, s'è andata. a mettere sotto ]'usbergo di alcune corporazioni religiose, da cui il rasoio è bandito per antico precetto dei loro fondatori. Ma è poi giustificato codesto ostracismo inflitto alla barba?· Non può essa. vantare qualche pagina gloriosa di storia da contrapporre alla furia demolitrice che s'P. scatenata contro il pelo? L'argomento è cosi gTt~-ve, che merita veramente d'esser trattato ea;·('afhed-ra, profittando d'un rag gio di sole filtrato nelFam pia. biblioteca, di cui indora il p ulviscolo, che è come l'aureola spil-1tuale di tanti e tanti pensatori. ,

***

Lasciando da. parte la. Bibbia. (dove si trova e a cui si fa di re tutto ciò che si vuole come avviene per la Divina Commedia), e con essa, le minacce del profeta. Ezechiele contro Gerusalemme. fra le qua.li v'è pur quella terribile d'una lama acutissima des~inata. a ra-


324

Ql'ESTllo:o\1 D.ATTUALI 'TÀ. 1 \"AR1ET À 1 ~OTIZJ E

dere i capelli e la. barba. degli Ebrei, mi limiterò a. ricordare, per qna.nto riguarda. l'antichità più remota, che i popoli orientali ebbero per le. barba un culto particolare, che si è mantenuto attraverso i secoli fino ad oggi; tanto che l'esser pri va ti delle. barba fu sempre per quei popoli un segno di abbiezione e una nota d'infamia, e il ra.· darsela volontariamente anche per poco tempo, un motivo d'esclusione da ogni consorzio sociale. Narra a questo proposito il D ' A r· vieux ne' suoi c Vi aggi ~ il caso d'un tale - non so più di qua le regione d'Oriente - il quale, avendo riportato una. gra.vissima ferita alla faccia, si oppose energicamente al sacrificio dell~ barba im· postogli dal chirurgo, dichiarando d ' essere pronto piutto!4tO a la.soia.rci la pelle. Gli Egiziani, che furon sempre un po' teatrali nei loro costumi, si radevano bensì la barba., ma poi se ne appiccica.·nmo una posticcia c per conciliare - com'è detto in un papiro l'amore per la nettezza. col desiderio di serbare una traccia palese della virilità •· Presso i Greci, una bar ba folta e piena fu tenuta in gran pregio fi no ai tempi d'Alessandro il Grande (356 - 323 a.. Cl; e, se dobbiamo credere a P lutar co, se la. rasero per la sola ragione che essa. offriva. una presa. troppo facile ai loro nemici durante la bat taglia. Del resto, tutti gli eroi d ' Omero sono barbo ti, le statue l)j uomini, che r. i rimangono dell'antica Grecia, sono anch'esse barbute e, 0ome vedre· mo ancora. in seguito, la barba. era uno d ~>i segui distintivi dei fil osofi: infatti Persio, volendo citare Socrate nei primi due versi dell a satira I V, ricorre alla. seguente perifrasi: . . . . . bar batum haec crede 111agistrum Dicere, ~·orb itio tollit quem dira cicrl.tae. Che i Romani, dura nte i primi tempi èell a repubblica portassero u na. barba. lunga ed imponente, è p rovato dall'episodio del veccbi_o Marco P apirio, il quale, a. un soldato Gallo che, preso da m are.vi· glia. nel vedere la sua barba, fece l' atto di tocca.rgliela., diede un t erribile colpo sulla testa <:Ol suo bastone d 'avorio (,<1cipio). Tito Livio d escrive la scena nel libro V, capo XLI , della sua c Storia. •= .Ad eos (viro.~ seniores) velr~t simulacra versi f["Um .~tarent, M. PapiràUIJ u11 u s e.1· hi<J dicitu,r gallo, l1arbam Sltam, ut tum om nibus promi.ssa erat, p er· mulcenti, .scipione ebttrneo in caput i ncusso i ram movisse. La. qual. c osa prova che, se i Romani eran barbuti, i Galli (i quali allora. fi gu~ vano fra i barbari) non lo erano punto; o lo erano così poco, da. non prestar fede ai propri oc<'hi nel vedere tant' abbondanza. di pelo sulla faccia d' un mor tale.


325

QUESTIO~l 0 1 ATTUAL ITÀ , VARlETl, SOTlZlE

Non trovo concordi gli autori, cbe scrissero di Roma antica, sulla data. precisa. in cui i tonsores (barbieri) cominciarono a lavorare dì pelo e dì contrappelo eolla. novac_'Ula (rasoio; sulle g uance dei padroni del . mondo. Secondo V arrone (De re ru11tica), le prime barbe caddero verso il 300 a. C. quando P. L icinio Manna condusse con sè un barbiere dalla Sicilia; ma, d 'altra parte, Plinio (VII, 59) ci rivela che il primo .a mostrarsi sbarba.to (r asus) in pubblico ogni giorno fu Pubblio Cor~ nelio Scipione, detto l'Africano maggiore: la. quale affermazione ci porterebbe a poco dopo il 200 a. C. Vi sono poi a ltri scrittori, i quali iìssano addirittura. al 464 a. C. la data della prima incursione dei barbieri siciliani in Roma, e quindi delle prime rasat.ure. Checchè ne sia, è però provato che non appena i rasoi lucçicarono nelle tonstri· nae, o botteghe di barbiere, i Romani s'affrettarono a farsi radere con quel solito fervore che accompagna sempre ogni novità della moda, lasciando il privilegio dell'ex-onore del mento ai soli filosofi, 1 quali si vendicavano lanci aoclo sul volto degli sbarbati la nota apostrofe, in cui la violen za delle parole non riusciva a nascondere un alto grido di dolore : c Ba1·ba vù·ile decu..<;, et sine barba peC?It8 :., :Ma per qoanto Plinio si sfor zi a farci credere che la lunga barba del filo· sofo E ufrate aumentava. la venerazione che tutti avev ano per lui, è l ecito porre in dubbio l'influenza della lunghezza della. barba sulla profondità della filosofia, quando si consideri che tutti i poeti sati· tici di quei tempi spargevano a piene mani il sale della loro argu· zia su certi filosofi bru:buti, i quali .non erano altro che« truccature • dei filosofi della Grecia. (« V ùll/o IJG rh n /JI pf zwll ÌUIII' philosopltum nond!tm t:ideo :.. Au lo Gellio). I Romani cominciavano a raderRi la barba dai venti ai ventiquattr'ann i, nè abbandonavano quest'usanza se non ai quarantanove anni compiuti; dopo la quale età, la lasciavano rispunta.re e crescere libPramente qoaBi fosse il segno della maturità aT"anzata, a cui non son più lecite. certe raffinatezze della. moda. Il giorno. in cui i giovani Romani facevano cadere !a prima barba, (pone,., barha m), era una festa solenne di famiglia, perchè essi assurge\·ano, in quel giorno, alla dignità 'virile; e, racchiusi i peli in una scatola d'oro o d'argento, li offrivano!@. qualche nume, in special modo a Gio\'e Capitolino, il quale 1~e deve aver fatto una bella raccolta. c Barbam JWimam posttit- scrive S vetouio nella vita di Nerone- C1Jnditamq1<e in aw·eam pi:cidem et pretiosi.~simis ma?·garitis adornatum. lo1'i CalJitolino romu'n·avit :.. ' Nel primo sE'colo a. C. le barbe tornarono di moda e fu allora r·he

'


326

QUESTIONI D' A.TTU.ALITÀ, V.ABIETÀ, NOTIZIE

si videro girel1are per l'Urbe i bene barbati, i quali rappresentavan~ la jeunesse dorée di allora, e faceva.n pompa di certe barbette a puntat che attiravano gli sguardi delle matrone. Poi si riprese l'uso del rasoio, che durò fino ai tempi dell'imperatore Adriano (117-138 d. C.) il quale, siccome usava .Portare la barba per nascondere alcune brutte cicatrici che gli deturpavano il volto, così non potè fare a meno di permettere che la portassero anche i suoi sud di ti: e questa usanza . durò - come lo attestano le monete e le medaglie - fino a. Costantino (806- 337 d. C.). I Longobardi, che nel xv secolo di C. vennero dalla bassa Elba verso il sud e che nel 568, sotto la condotta. di Alboino, calarono in Italia, vi sfoggiarono barbe lunghissime, come è provato dal loro stesso nome. (Il che riafferma. l'etimologia di barba dalla voce antiquata. bardha). I Franchi, se dobbiamo prestar fede alle antiche cronache, non andarono famosi. per il pelo, eccettuato però il loro gran re Carlo Magno, il quale usava, nei gì uramenti, la seguente formula: < Giuro per San Dionigi e per questa barba che mi pende dal mento ,., Il clero impegnò contro la barba un'aspra battaglia, che dai pergami delle chiese più mod~ste si spinse fino alle cappelle della Corte ; tanto che i re di Francia si fecero radere la barba dai vescovi, tra· sformati i~ barbieri per il trionfo della fede sui peli del volto considerati quasi come un'emanazione satani ca, senza riflettere che Gesù Cristo fu sempre effigiato colla barba. .Ai tempi di Enrico IV, ossia tra la fine del cinquecento e il principio del seicen to, iu tutta la Francia non si trovava più una. barba neanche a pagarla un moggio colmo rl'oro, salvo che nei mj. litarii ma più tardi, per fortuna del pelo, due audaci cardinali - il lfazarino e il Richelieu - introdussero la moda dei baffi e del pizzo (detto regale), che fece addirittura. furore in tutti i ceti, compreso l' ecclesiastico, e che vediamo riprodotta in tutti i quadri di ,quell'epoca. Ma ahimè! < Cosa bella e mortal passa e n·on dura .. : sott o Luigi XIV caddero i baffi e il pizzo da tutte le facce, salTo che da quelle dei calvinisti delle Cevennes, i quali, per essere rimasti i soli a portare la barba, furono chiamati c Ba.rbetti • , come oggi ancora si chiamano i Valdesi in Piemonte. La rivoluzione dell'89 fece rìspuntare i baffi, il pizzo le barbe di tutte le fogge, massime fra gli artisti; ma sotto l'Impero e la Restaurazione, nuovo capitombolo del pelo, che rimase privilegio eaclusivo dei militan, sotto forma di baffi e di pizzo, non però di barba piena, la quale era una nota distintiva dei bohémiens e dei oappucomi.

e


QUUTIONI D 1&'l'l'O ALI'l'À, V A.Ril!:T.À 1 NOTIZIE

327

In Italia, le altern e vicende della barba furono le stesse ch e in .Francia, colla sola aggiunta delle barbe papalì, di cui la più famosa fu quella. di Giulio II; il quale pontefice fu un o dei più grandi benemerit i , ol tre che del Rinascimento dell'arte, anche di quello del pelo. D elle altre nazioni non parlo, perchè sull'argomento della barba. non c' è q uasi nulla da dire; sopratntto, poi, per quanto riguarda. l'I nghilterra, in cui la storia della barba è - senza la. minima intenzione di fa.re un gioco di parole- tabula rasa: infa.tt.i, sino a pochi anni or son o (ed oggi ancora in alcune classi sociali) il portar 1a. barba. era · un'u Banza cosi sconveniente (sltoking). che un gen.tiluomo barbuto era segnato a dito come un eccentrico, o addirittura come un malfa t tore.

*• • D unque, come i lettori. hanno sentito, la. barba ha una. storia antichissima e gloriosa, contrassegnata da. lotte fierissime, nelle quali corruscano le Ja.me . dei . rasoi, s'innalzano n<:~m bi ... di cipria e rosseggi&no striscia sanguigne sui volti delle vittime : una. storia, che racconta. tutte le fasi per cui è passata l'estetica dell'uomo; una storia ch e manda i suoi tentacoli nella politica, nella religione, ne11'a.rte, nella scienza.; che ci parla ora di liberta, ora. di servaggio; ora di repressioni: ora di rivolte; e cbe ci rende pensosi ogni volta che, nelle sue pagine, noi leggiamo che la formula: « libera. barba in libera. faccia. :. fu insidiata., ostacolata. o annullata da disposizioni superiori, oppure da. qualcuna di quelle tali influenze extra-logiche dell'imitazione, di cui ho discorso in un articolo precedente e che, soprattutto in fatto di moda, hanno un'importanza. di prim'ordine. Ma dico subito che, per quanto si riferisce alla disposizione contenuta nella. circolar e ministeriale de.l 27 maggio 1916, non è proprio il caso di rimaner e pensosi, nè di andar fantasticando intorno al motivo che Ì!ldnsse a tollerare uno strappo al n. 70 del regolamento di disciplina. militare; giacohè il motivo è chiaramente indicato nel secondo periodo della. circolare stessa: si trattà, cioè, d'una specie di .consiglio d'igiene personale. Lungi da. me il pensiero di voler criticare quella disposizione, dirò così, dì to11eranza., che, del resto, è un fatto compiuto ormai da due anni: quello ch'io intendo di fare in queste pagine è semplicemente di porre a mé stesso - nella mia qualità di medico - la questione seguente: se, dal l ato igienico, il. ta.glio dei baffi e, a fortiori, quello della. barba, siano piiÌ benefici che la loro conservazione. Orbene, dopo avere studiat o colla mi a soli ta. minnziosità. (che qualche mio

•


328

QUESTIONI 0 1ATTUAI, ITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE

avversario chiama. c rettoricume peda.ntesco :. ) la. questione pelosa. nei suoi rapport.i coll'igiene della. persona, son giunto alla conclusione che l'igiene ci scapita più dal taglio che dalla. conserva zione dei

baffi e della barba; facendo notare che qui intendo alludere, non alle btt.rbe fluenti degli antichi filosofi greci e romani, ma a quelle barbette corte e rade, che si portavano prima. della guerra. e che erano irresistibili per il sesso gentile. La. prova della. giustezza. di q uest a. mia affermazione è semplicissima., e si può riassumere in non molte parole. La. ragione igienica., che indusse a. tollerare il taglio dei baffi nei militari - si badi bene - della zona di guerra, fu essenzialmente quella di eliminare la difficoltà di una pulizia scrupolosa e giornaliera dell 'appendice pelosa dalla faccia, e di render vani gli assalti del pedicnlw; capilis, di cui son note la diffusione rapidissima nelle regioni vicine, la tenacia nel mantenersi nei posti conqui· stati e le prodezze patologiche, nelle· quali compete coi suoi degni compagni di ventura e di succiamento, che sono il pedièv llM; corpori.s e lo phthù·ius pnbis. Comincio coll'obiettare che i l taglio de1 baffi e della. barba non è che una mezza misura, la q uale non allontana il nemico nè protegge abbastanza le vittime designate dal parassita.: giaccbè, caduti i baffi e la barba sotto il rasoio, rimangono i capelli, le sopracciglia., i peli delle ascelle e qnelli rlel pube, senza contare i casi d'ipertricosi che, nella. nostra. razza, son tutt'altro che rari, in specie nelle regioni meridionali. Per conseguenza - dato lo scopo igienico a cui tende i l provvedimento - la logi ca i m porrebbe una difesa assai più efficace deUa superficie cutanea, vale a dire la rasatnra di tutte le regioni pelose del corpo; la quale, invece, si suol fa.re soltanto clopv che il nemico s'è già accampato nei boschi, dove, fra. un assalto e l'altro, appende ai rami le ricche collane di tutta . una progenie di atteri succia.tori. So benissimo che questo sistema di difesa sarebbe troppo radicale e che, inoltre, andrebbe ad urtare contro altri postula.ti dell'igiene: eppure nessnno mi potrà negare ch'esso risolverebbe d'un colpO" il grave problema della ftiri a.si, che il solo taglio della barba e dei baffi non risolve che a mezzo e il più delle volte non r isolve per nulla. Ma quest'obiezione non è ancora la più importante, e pa ssa imm ediatamente in seconda linea all'affaccia,rsi d'un 'altra. verament e formidahil e, la quale scava le sue trinuee proprio nel cn.mpo di que ll 'igiene della pelle, a cui ~i vorrebber o sacrificare i peli del volto. senza neppur conceder loro una. pisside votiva, pretiosissirnis mar.qarì· tis adon1ata, pari a quelle che racchiuse la prima barba. di Nerone. E l'obiezione è semplicemente ' qnesta : se il taglio della ha.rbR.

.

...

.~

.l


QUESTIONI

o' ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTl ZIE

329

e dei baffi oppone una barriera f~agilissima alle incursioni dei parassiti, per contro il rasoio del pove.t·o barbiere di compagnia, passato su tutte 'le facce per legge d'uguaglianza e non mai disinfettato, anzi, addirittura infetto, è un comodo mezzo di trasporto, dall'u na all'altra pelle, d'una. serie numerosa dì agenti infettivi, che costituiscono l'importante capitolo delle dermatosi microbiche, le quali spn tutte più o meno contagiose. Mi restringerò a citare le più comuni per avvalorare la mia afferJlla.zione con argomenti posi tivi, chiedendo venia ai dermàtologi se, da. modesto orecchiante', lacero i loro ben costmtti •o recchi con qualche 'stonatura: L'impetigine: il cui agente produttore è, come dimostrarono il Balzer e il Griffon, lo streptocooc~. Questa dermatosi è. contagiosa o inocula.bile; tanto contagiosa., che il Tiibury Fox, volendo correr troppo per non far torto al suo nome, ne descrisse una forma speciale, che chia.mò impetigo contagiosa; ma che poi· fu provato non esser altro che l'impetigine comune da streptococco.

La sicosi semplice, o folticotite della barba e deUe regioni pelose, (Sycosis coccigena, Sycosis bacillogena del Tommasoli). Si produce in seguito alla penetra.zione dello sta.filococco nei folli coli dei peli, per inoculazione accidentale ' da taglio di r asoio. La tricofizia cutanea (eritema cercinato ed erpete cercinato tricofitici). . La tri~Jofizia della. barba (tricofizia epidermica e sicosi tricofitioa; quest'ultima, ch'è la più grave, assume la forma di dermite uinida suppurata). · L'ulcerazione contagiosa della· commessura delle labbra (perl~clle dei Francesi) . S.econdo il Lamaistre, sarebbe prodotta da uno streptococco a lunghe coroncine (St·reptococcus plicatilis), ehe egli potè coltivare e che trovò nell'acqua. Forme svariate di s-ifilide e di ttbber.coiosi cutanee. E questa serie di dermatosi, a cui sarebbero pure da aggmn· gersi certe forme esotiche, le quali si osservano alcune volte anche da noi e che si trasmettono per mezzo di militari provenienti dalle colonie, p otrebbe cont inuare ancora, se non ritenessi inutile prose· guire · nelle citazioni, rimandando i lettori non dermatologi aj tratt ati speciali. A me basta l'aver dimostrato che il rasoio è una delle armi più pericolose e che, peroiòJ la r asatnra dei peli del volto è ben lungi da.l produrre quei saltttari effetti igienici, che i profani s'illusero d'ottenere col sacrifizio dei baffi. Ma poi perchè colpire proprio i b affi? .Sarei giunto a comprendere una disposizione proibitiva dell'intera barba ; ma i baffi rappres~ntano un pericolo così in significante ii -

Giorllale dl medtdna ulilila1·e -

Fase. IV.


330

QU~STIONI D' ATTUA.LITA, VARlETA, NOTIZI E

per l'incolumità dell'igiene personale, che il loro saorifìzio mi pare sproporzionato allo scopo che si vuole raggiungere, e mi fa più l'impressione di un cortese omaggio reso alla moda imperante, che non una n9rma igienica imposta da esigenze speciali. Ad ogni modo, la circolare ministeriale restringeva molto opportunamente la « tol leranza. »del taglio alla zona di guerra, perchè è precisamente in essa che la dèfìciente nettezza personale è una conseguenza della vita tutt'affatto speciale, che si conduce in quei luoghi; ma la tolleranza, che incoraggiava, senza volerlo, una moda non meno esotica di quella delle fedine, trovò un conse.ntimento così spontaneo ed esteso, che ln. .zona territoriale gareggiò subito colla zona di guerra nel .furore del taglio, venendosi perciò a costituir& una zona unica di sbarbati, in cui i pochi baffuti o barbuti fanno lo strano effetto d'un manipolo di moschettieri del 600 in una legione di prelati. E ciò- se non erro- è una deroga, non solo al n. 70 del rego· lamento di disciplina, ma altresì alla stessa circolare del 27 maggio 1916: deroga che, non essendo consentita, non dovrebb'essere tollerata.

***

La questione estetica meriterebbe una lunga trattazione, che io (si rinfranchino i lettori) non son punto disposto R. fare : innanzi tutto, perchè non è questo du,vvero il momento più propizio per discorrer dì barbe o di parrmcche; e, in secondo I uogo, perchè non voglio essere accusato di .fare, alla distanza di tanti secoli, una. seconda._edizione prosastica dell' A1·s amandi di Ovidio, di cui, del resto Q ' i nostri bravi ufficiali e soldati non hanno affatto bisogno, sapendo benissimo esercitt~.re quell'arte dolcissima senza l'aiuto d'un Baedeker di Citera.. Mi limitorò, dunque, a poche e brevi osservazioni: senza. aver la minima pretesa di convincere gli sbarbati per progetto che, se essi fossero tali per natura o per malattia, pagherebbero, non uno, ma i due occhi del capo, per veder crescere, o ricrescere, sulla. faccia quei ciuffi di pelo, che ora djsprezza.no e condannano al supplizio del rasoio. Comincio col dire che la questione del- pelo è una questione di razza. bell'è buona.; e che, se la. razza anglo-sassone ha. meno peli della nostra, ciò non costituisce una. buona ragione percùè noi si debba sa· orifìcare i baffi e la barba in omaggio ad un'usanza. che, per quei po· poli, è più che altro un caso di forza maggiore. In generale, le facce anglo-sassoni non son fll>tte pe.r la barba, mentre .la barba - salvo rare eccezioni risultanti da incroci - par fatta apposta. per le nostre facce: ori d'è che il vtoler distruggere con un colpo di rasoio una tale antinomia di razze, non ci renderà di certo anglo-sassoni, ma. sempli-


QUESTIONI D1 ATTUALITA1 VARIETÀ, NOTIZIE

r

, J

831

cemente ridicoli. Imitiamo pure gl'Inglesi e gli Americani nelle loro virtù, soprattutto in questi momenti, e ne trarremo vantaggi incaico· labili; ma. cessiamo dall'imitarli servilmente nell'andatura, nella stretta di mano,. n d soffia.rci il naso e nella smania. depilatoria, ricordando che l'imitar gli altri nelle piccolezza (nugae, dicevano i Latini) è indizio d'una mentalità inferio1 e; e che i Romani antichi imponevano ialvvlta, più spesso tolleravano, ma non subivano mai le usanze degli altri popoli, che, per essi, eran tutti barbari a un modo. Che vi sian delle facce - parlo in special modo di quelle dei giovani - le quali stanno bene senza barba e anche senza. baffi, lo am· metto senza discussione; ma., intendia.mo<!l, han da esser . facce regolari, dai contorni fini e delicati, senza eccessive sporgenze e senz'avvallsmenti eccessivi. Dov'è un difetto, e la. barba può nasconderlo, si lasoi pur crescere il pelo, ohè l'estetica del volto ci guadagnerà il cento _ per canto. Ma. il privare, per esempio, d'un po' d'ombreggiatura correttiva una bocca larga. come un forno su cui t.orreggi un naso alla Cirano di Bergerac, o due gote flosce e grinzose, o un mento che sdruccioli verso il collo, o una pappagorgia da monsignore, è uno sbaglio d'estetica. talmente madornale, ch'io non riesco a com prendere come lo commettano cerruni, che pure son devoti a Venere, e che nell't>sercizio del culto ciprigno non usau di cE~rto la. correttezza degli Inglesi. Trattandosi d'una. questione d'estetica maschiJP, bo creduto mio dovere di scrittore coscienzioso l'interpellare in proposito un certo numero di signore e signorine, alle quali esprimo qui la mia gratitudine per la loro gentile e preziosa. collaborazione spirituale: orbene, da questa t~pecie di referendum delle gonnelle è venuto fuori il seguente responso, in cui son raccolte le voci della maggioranza, e che raccomando all'attenzione dei signori uomini: « Le facce sbarbate non ci dispiacciono purchè sian giovanili, fresche, seducenti e con un profilo ohe ricordi quello degli efebi dell'Eilade. Ma. al di là. dei quarant'anni,· e specialmente se i tratti non son regolari, le facce interamente sbar· be.te non hanno più per noi alcuna attrattiva, perchè gli anni o vi sce.van delle buche, o vi fan sorgere dei promontori, e guastano talmente l'impalcatura del volto, che è carità fiorita il consigliar~ a tutti coloro, i quali ngw·ano già. tra i decani, di riporre il rasoio come facevano a. quell'età i Cives Romani e di celare i difetti sotto il velame dei peli; sian essi grigi o bianchi non importa. (chè il bianco ha la seduzione dell'espefienza e dei ricordi), purchè non sian tinti; non essendovi, a nostro giudizio, usanza più ridicola e sconcia che quella d'inzafardarsi di colori, che non son tolti dalla tavolozza

•


332

QUESTIO:>II D1ATTU.A LITA1 VAR1ET.À 1 NOTIZIE

di madre natura; n è maggior dispetto per le donne d'esser ritenuta cosi poco osservatrici, da non saper distinguere un bel blocco di marmo nero da un sepolcro.... annerito. Dai venti ai quarant'anni, i connotati si fissano sul volto come se fossero fusi nel bronzo d' una medaglia: mutateli d'un tratto. e avrete una caricatura che non vale un baiocco: cosi è avvenuto e tt.vviene ogni giorno di quelle facce a cui, per molti anni, certe fogge di baffi o di barba. avevan dato un' impronta. marziale ricordante le epoche cavalleresche, e che, improvvisamente, si trasformano in fa.uce da canonici o da caratteristi goldoniani. E tutto ciò per la. moda? 1\[a perchè, signori uomini, non interrogate prima i 1.:ostri giudici naturali, le donne!> L e barbe nere o bionde fluenti sul petto si possono ammirare come si ammira una bell'opera d'arte; ma non se ne desidera il contatto, perchè quellJappendice boscosa, che si caccia fra le delicate terminazioni nervose di due epidermidi, che tendono a toccarsi, è un vero spegnitoio· delia fiamma del piacere. Le barbette corte e morbide, sotto le. quali s'intravede la pelle, son cosa ben diversa: esse piacquero sempre per la loro signorilità aristocratica., che ci fa pensare a certi eroi da romanzo, e piaceranno di nuovo, quando gli uomini si saranno persuasi d ella verità di questa sentenz11, che uoi vorremmo vedere scolpita su tutte le loro specchiere: c Soltanto i bellissimi possono radersi impunemente i baffi e la barba: i mediocri e i brutti ci suapitano sempre; i bruttissimi di ventan dei mostri •· I baffi, poi, se son tenuti con cura e portati con un ben inteso senso d'estetica, sono un prezioso ornamento d'un bel volto e un pre7.iosissimo correttivo d'un volto irregolare, con poca espressione, o brutto a.ddirittur~. Togliere un bel paio di baffi a un volto brutto o appena appena passabile, è uno di quegli errori che si scontano amaramente colle più dure disfatte nelle battaglie d'amore; mentre la lo1·o comparsa sopra un volto non bello è una causa frequente di ~rionfii inaspettati e clamorosi. Oh! come certe facce sba.rbate, che oggi implorano grottescamente l'amore, ci fanno rimpiangere i baffi tanto suggestivi dei bei moschettieri del cardinale di Richelien. e di Luigi X III! Tutta l'estetica dei baffi si può 1·iassumere in poche parole : non baffi troppo radi, intignati, sottili come la eoda d'un topo, o spioventi alla cine~e, e neppure tagliati a spazzolino da de-nti, come soglio no portarli. gl'irresoluti ; chè in tali casi val meglio farne addirittura il sacrificio : ma baffi nè troppo folti nè troppi radi, morbidi come il velluto, profumati come un fiore e rialzati graziosamente in su ad accroche-coeur (il nome dice tutto) senza l'aiuto di apparecchi speciali; baffi che aiutan le labbra nelle dolci richi este d'amore; baffi ohe promettono voluttà misteriose; baffi audaci, baffi complici


QUESTIO~ I D'ATTUALI TÀ, VARIETÀ , N OTIZIII:

333

di Cupido, baffi conq uistatori . P er concludere: chi ha un bel palO di baffi se lo tenga, chè gli porterà ventura; e ciò sia detto in ispecie per coloro, che, giunti ad un'età matura, o più che matura, si spelano il labbr o superiore per sembrar sempre giovani; come se la pelle non fosse il quadrante d' un orologio, su cui il Tempo segna gli anni e:olle '3Ue i nelilorab1li lancette. P overi illusi! Avete un bel togliervi il pel o, ma il vizio d'invecchiare purtroppo non lo perdete, e, bafli più baffi meno, la fed e di nascita. ve la leggiamo sul volto. Meglio è, dunque, rlecidersi a invecchiare tranqui1lamente e serenamente; chè tanto nè il rasoio nè le t.intnre varranno mai a. ridarvi la freschezza delle g uance, l'avorio dei d<•n ti e la vivacità dello sguardo. Ricordatevi dell'Emereri stipendia deJle mili zie romane e lasciate il posto ai Vt!lite~ , i q ua.E - dovete pur saperlo - han da g iungere i primi, a costo di att errarvi (> di schia.c,ciarvi ». Così parlò Zarathustra i n gonnell a, ed io non oso aggiungere neppure una parola. alla potta dissertazione. Voglio soltanto scol parm i p:reventivamente presso quei lettori, i quali mi movesser o il rim provero d' essermi dilungato troppo nella trattazione d'u n argom ento di così poca im portanza. Dato e non concesso che la barba non meriti q uell 'onore, ch'essa. rese sempre di sua. spontanea. volontà al no· stro mento e di cui ora involontariamente lo pri ~a, desidero che si sappia. che a· racco.gliere t utto q uel che s'è scritto su lla barba non basterebbero cento scà.ffal i: e, intendiamoci, non roba di dozzina, ma volumi in·folio che cost.a.rono lunghi anni di fat iche improbe, mentr e il mio articolo non costerà che mezz'ora d i noia a ch i avrà la pazienza di leggerlo fino in fondo. Fra le opere che con:;iglierei d i consultare quando si volessero approfondire tutte le questioni pelose, pongo i n prima li uea: la. Pogonias, .~i ve de ba?·ba. Dialogu8 d i A. H ofman (data. incerta\; la Jfistoire de la harbe de l'ltomme del Calmet(data in certa); La pogonologie, di autore a:oonimo (R ennes, 1639); La pvrJono· logie. ott ltistvire philo.~opltique de la barbe del Dulaure (P aris, 1786); la Histoire d e.Y révolution.~ d e let barbe des Francais depttiH l'origine de la monm-chie, di au tore anonimo (P aris, 1826): quest'ultima, veramente interessante per la g ran copia di episodi, di aneddoti e di documenti, che illustrano pelo per pelo la bar ba attraverso parecchi secoli e ci fanno assistere trepidanti alle sue epiche lotte contro il rasoio. Dalle barbe venerande dei profeti biblici alle fa cce sbarba.te d el tem po presente, quante battaglie, quante rivolttzioni e quanti muta· menti sull'epidermide del volto ! U na data segna l'elevazione del pelo sug li altar i, un'altra, la sua precipitosa caduta nella. polvere : ora la. libertà trionfa. colla. barba., ora cade con essa sotto il dominio dello


..,.

l

1

384

QUI!:STI ONl J) ATTUALI TÀ 1 VARIRTÀ 1 NOTI ZI E

assolutismo: un giorno il rasoio è amico dell' eguaglianza, un altro giorno le è nemi co; ieri i servi sba.rbati reclamavano minacciosamente il diritto d'essere barbuti: e oggi i servi bs.rbuti vogliono ridiventare sbarba.ti come i signori . Insomma, una continua alternativa di vicende; liete, tristi, gloriose e obbrobriose: una spinta. in a vanti ; un ruzzo· Ione all'ind ietro ; un inno g iocondo di speranza, e un urlo disperato di dolore. Così fa sempre, e cosi sarà sempre p e1· omnia saecula saecl'· Lorum. Ame11. Povera barba, che bru tta. storia ! Ma. oome potrebb' essere iiltrimenti, se la s ua storia è quella stessa dell 'uomo? Roma, aprile 1.918. EDMON DO 'l1 RO)(Bl'!TTA.

ERRAT A-CORRIGE ~ell'articolo I ;;ubmed.iocri, pubblicato nel fascicolo preçedente si facciano l~ seguenti correzioni: Pa.g. 245, riga. 28" invere di: glottologioa legga:,-i: glossologica.. Mauilio ,. Manlio. • 246, • 1111 :. lO :. 248, :. J6l li> <lUlS aula.. impulsive. impulsi vi li> 255, li> ~5 • 3

CORSI UN IVI~RS I T ARI rEI\ ~IILIT\1\I. STU D ENTIIN MEDlCINtl Riteniamo opportuno di riportare lo stralcio di r isposta data dal Ministero ad una relativa interrogazione dell'on. LOMBARDI:

d Ila guerra

e

· 1- tre>P ,•r ovvie rngioni inor<·oti nll•' r'<.i,.;eo7e dell~ gn~-rm, !'t1 Uiorirà mili trll'.:O '"'' . . ,.0z:t~, . . . li . . . . d·''· ,.a ne l 0 vata o r-Ila lllC••ssu à d 1 uon p oter• ('()n .-er· ttre a g .,llt•1<nl~ ttmverMtaM .,..., P-i . d " . l . . . U •. . è t •tl\ fntt-3 cbiumnti ~ l k· nt·rur 1 frt>que ntare 1 r a 1v1 cor;<r. n•ca N'C< ZtOne s ' e-SÌ . r11 tt.n "'1 pro· - , militari studen ti in nu dicinG, in qunn t o, col be at fìcio della conce8111ona n uova coincideva unti >t :et t<> l''igentn mil ita ri', qu ella c-ioè di as!'icurn• e, con un.n . di "l se rviziO 1 duzione di medici ~i'lvani, il rifomin1o-nto d t>l pers<~nsle Manitarin per

pruna liu<vt.

. ilit."'ro 1 . . t r.I Z1one ,ria Il Fi-ai.llltH sdnnqur be.r·· questo pumu fonclameutall' cl1e l ' tlnumnrs 11 o· hu --·conci.uto l' iusegunm e nto d egli stu· l··nti in rnedicina per <'ovrirc una Pf'O'l

=


1

QOESTlONI D ATTUALITÀ.1 VAJUETÀ 1 NOTIZlllJ

335

«<!Sità e n on p er riguardo nll' insegname nto, poiché Ìll tal caso ~videute sarebbe statn.

Il\ aporequazione di trattamento fra gli studenti in medicina e quelli delle altré facoltà,

n,. t~l' prem essa fondamè !ltllle, deriva evident ·mente che solo in bl'l8i) alle PW· prie t>Sigenzc. valutate anno per unno, l'amminist razi one militare :otabilisce i limiti della ooncessiotw per l'insegnamento in medicùtn e çbo non è mai a parlare di ape· requ11nono di t rat.ta.rnent o fl'a g li studenti stessi qunndo c'è tultn h riman ente clttf'Se degli studénti che dall'inizio delln gnerm il eBclusa tomplotamenk• rla U' insegnamento. In applicazione uppunto di t ali concèlt i nel p rimo anno di gu;::na fu rono ammet!si ai corsi gti studen ti iu q1 édicinn del 6° rum<>, i qua.! i, per aver frequentata regolnrnwnte in Lempi normali, i primi cinque cor oi uuiversitari, dnvliHt) pieno nffidamento di poter sollecitamente conseguire hl laurea in nwrticin a t' l'hiru r~ia <'d ot lenere di conseguenza la nomina. ad utBciale medico di co111plemeuto. Nell'anno scolastico 1916· 1917 fu prov, è du to alla istruzion e nccele rat a dei giovnni del S0 , 4•, ()• o 6° anno per realizza1·e~ ancoro tutta lt\ pos,i bile produzione dei giovani mediei forniti già di quella nect•ssnria (ond anwntnle pr;:parozionc r•cquisitn primo. dello. guerra, noncb è p er trASfomlnre il m>1 ggior numero di niutn.nti di sauit.\ (studenti in medicina di 40 anno) in aspirnnti medici e ]Wl' l\.0 aicurar e il (ondnmt:ntale studio della •matomio. a gli studl'nti d!'l 3°. ••o•l eh. tlal'l hb. ro p1·nnt.i Jll'r la eventuale lrusformo.zione in uspir"nti medi<·i n ul \'euturn ntmo, se lo\ t..ruorm durerit. ancora. Qu~st'anno ( 1917 -1918) si è tmvuta in confbt to LL p0$<<ibilitll di diRtrttrre thdlu zcnu di guerra gli uspit·a nti n red ioi di .:;• c l;• a nno, cou In convmienzd di trasformnrli in ~o~t.ot~nenti ruedici nttro.ven;o un O•>r.::so accderutn, v l'umminishwtione militsre, mentr-1 ha r.\vvisato In impossibiliità di allunwn .trl' pL·r· cinque mesi i dotti aspiranti eh~:~ pr,sta11<1 servi11io Jll'>'830 i batt ••glioni in pri1no. lirv·a (lu 1\tf u "l" situuzillnù m ilitare dispensa dnl dare a rignardo dim(JStr t:r.ioni), ,j (l n ltre~l convinti.~ ùellu,•tessuna conve· n ienzo. m ilitar.) di tro.srorm!lre g li 11spirunti metli··i del oo ann o in sot tott>nenti medici poiobè il lm o im!Jiego è identico. T otli t olgion i sarebl,t-r o gi à sufficienti o\ r•·nut·r c • 8 tu 1iente conto dei criteri l!f'guit i, .ma. ad esse deve nggiung-m;i un.• ragionP tec·nioo·pn f ·B-~ÌI•nnl ,•, o· be h ·~ uncbe un not evole con tonut.o morale e audale, \ .1l ut.~t" m pt•rfo•ltt\ intesa cui :\Lini.stt~ro della pub· hl~. istruziotte. T unendo pi'C':;ont e tlil~t li •·he gli uttunli studenti del 50 onno di m edicina si iscris&eJ'O nl 2• o.nno nr.ll'oti.obl'll 1!) 14, q tMtulo doè il turlrìne dt•ll.- guPrr& ~"•·va già. inva;;a la cosci. n za dilli~ gio\o nt ù ituli;tnn. dw, St·n7.n fr. (!U"ntaro uft.,tto il :)o BUno, !ruit·ono di u n b reve c·orsr1 olo('celet·•ttO ul 4• a.nno, si JlUÒ nppr.,u.uro roe· glitJ il d overosn contegno dell'nmmiuìstral\ione mi li t •re nel oc n ~tccenlunr..t u na su a non gioa tifìCfl.bile uooessitìt, creando medici p •r flnzion ~ya[,. p .,iohè tuli in verità vcrrcb'>ero ti~enuti nella conv inzionu go nt!r.tl<· ginv aui fornir i di 1111 d iplow11, pel qu ole la p.iù aopertb ial<' di.sumina di mostr<l ·L\ insu,;si~tonzc> di prcpnro.ziont• e di s ri• tà . . ~d in omìiggio appunto nllt\ ortc.-<tà. f' serietà Ùt•t;li "tuùì nt tr~•VPT.BI> i qunli ai acquL•Jsce il diritto di tutela :mlla !il\ Iute d ..,,di a lt ri, qm•::~to 1\li.Ùistcr,, di co nccrtn oun quell~ della pubbtiol. istruziont• ha e , oJn ai nnche d.tgli nt tul\li cor.:i di 3° e 4~ nn no (ueg~ s tuf!enti regolarmente iscrittivi, oh•' fue.se1·n già. forniti di un'altra laurea . Ln oro Iscrizion e ·ID. Jnedloma, · · . . dopo J,, c!Jc:iuornztoue . . . · 1·! fondl\to tnfnttJ., d1. l,."llOrrn lnsc1U <=~<>splltt.o c:he sia et a..... •- det&l'lntllala · •- rag1ont · · rontmg · •.\ntJ· e <l'1 oonvf'n1rn · za nn' l't .da\4 Ctu 1 a re,

L quale eB'Uio. p1uoiò completamente In serietà dell'intcndimf.lnto professionale. R&. Ptese nte risposta (l dato. on che a nome del Minis tero dell'iatruzion <>. orna, IO ma~ 1918. l~

Jlinistro- V. AI.JoiERJ.

'


3H6

:-.EOROL OGIO

RICOi'IPENSE DELLA C. R. I. 11 P residente dell'Associazione della Croce Rossa Italiana, in seguito alle decisioni di apposita Commiss ione, ha. conier ito le seguenti ricompense per meriti acquisiti durante la guerra:

c

.Ueda~rlln. tl'oro.

•

S . E. t enente generale medico SFOHZA comnJ. CLAUD IO. Maggiore generale medico J)J;LLA VALI,E comm. FRANCERCO. ltledaglla d'urgeoto.

Colonne llo medico Monuw cav. FnA lWESt:O .. ,. :. SULLtO'f'rl cav. E~·tst o. Ai generali medici Sforza e della Valle l' onorificenza fu presentata da una Commissione composta da l P r es!dcnte della C. R. I. senatore della Somaglia, dal colonnello medico Brezzi, direttore geuern le dell'Associazione e dal tenen te colonn ello prof. Baduel, del Comitato centrale.

NECROLOGIO Sul c~tmpo ·dell'onore Cnp itauo medico di complemento AURELIO CONGIU, del ... r eggiment o al pini.. • » • VITTURJ O TIBALOI, del . . . :. fanteru~. Tenente • • MARIO ROMANI, del . . . ,. fanteria. Mandiamo inoltre un r everente saluto n IIft memoria del capitano medie~ Gae· d Salano Sica e t enente medico Federi co di San Marco tlell'ospedale di riserva. . 1 Pi . lea·no, vittime di infezione chirurgic~<, ed lllla memoria del capitano medlC~ e tro Paolo Fusco e tenente metl ico Michele Romano, vittime Ji investimento ferro-viario.

Gr. uff. 11rof. PIETRO 1M BRIACO Tenente generale medico . e per la Un' altra nobile figum, quella del generale Jm hriaco, è sco:m parsn, sua perdita un n uovo lu tto rattrista la nostrA. famiglia sanitaria. nsegui Nato a Foria di Ceutola, in provincia di Salerno, il 15 gennaio 184~, _co oi ob· 1 giovanis!';Ìmo, appena ventunenne, la. laurea in medicina e, soddis~att~ s;pparhlighi di leva, volle con ti nuare la carriera militare nel corpo sanlta..rto~ a quei teneva l'Imbriaco ad una region~ che ha dato molti valori a Jle a.rlll 1•

l

l


337

NROROLOGIO

~~ori non fu lui s econdo, militando nel campo delle scienze mediche, lo studio

de : I Je quali, con amore e feconda. intelligenza, a veva. seguito nei corsi acca · de....-ici. :Entrò a. far parte del Corpo sanitario militare portando con s è un completo co~~o di cognizioni scientifiche, ma proqegul con amorevole costanza gli studi, oJ~811hè pet desiderio di approfondire sempre più i misteri della n atura. umana 11e1t"' e sue manifestazioni normali e patologiche, certo ancora. per meglio obbedire a\.1'\ ~oce de11a. sua on<'!:'ta: coscienza che lo faceva edot~o delle responsabilità cbe cCitnporta.va il suo ministerio. Onestà, coscienza nobile ed intemerata, Rmore allo 9~dio erano le principali doti dell'uomo che oggi ~ s<:omparso all'età di 73 &D.ni, rapito da un morbo che da tempo ra.ffiiggeva, nella dolce quiete dell'avita

dimo~ja · · d' f Ri' r1'fu lgere · suo1· N_., . · n on breve sua carrtera. e bb e s!'mpre occas10ne 1

1

~·t;.P' che lo portarono ai più alt.i gradi della. gerarchia militare, ed i limiti di tè. c~~Phono in quello di tenente generale medico, ispettore rapo di sanità. 6

\cf' ~ .SClava l'l mbriaco nel 1910 il suo po~to e col posto un rimpianto, perchè

•"~'~~ Saputo conquista.t·si l'a!fetto e la stima dt>i

colleghi e dipendenti, cbe in lui avevano. sempre ammi rato il profondo sapere accoppiato a non comune modestia. Non eccessivamente espansivo, ma non hm·bero; a. chi l'avvicinava. per la prima volta imponeva. forse soggezione la sua maschia. figura, ma l'animo buono, mite e parimenti grande di lui presto si palesava, e la primitiva subi· tanea. impressione lasciava posto ad un senso di devota ammirazione e di simpatia.. Studioso della medicina in genere, coltivò in ispecial modo la chirurgia.. e de]] a. tr&umatologia e dèlla chiru •·gia operati va fece oggetto dei suoi studi preferiti , couseguendo in entrambe la. libera doce11za universitaria. Nulla però tra.scura.va di quanto ricbiamasse per importanza scientifica. la sua attenzione, ed amò s empre di imprimere sulla. carta quanto era truttq di sua. personale osservazione a nche uel campo delle scienze puramente mediche, pubblicando moltE! memorie ed illustrando numerosi casi clinici di pat·ticolare importanza.. Kedic9 di un bat taglione di fanteria distaccato a Kuoro nel lf:>?l- 1872, I'Imbriaeo s tudiò il nuasma palustre in Satdegna e le sue osRervazioni consacrò più tardi in una dotta. m9nogra6a. Nel 1882, capitano medico presso un ospedale militare. p ubblicava. i suoi importanti studi sulle pneumoniti e sulle pleuriti. con consi.dera.zioni documentate sulle cause della. frequenza di tali malattie nell'esercito; sul loro valore rispetto alle pexd1 te che i nducono nell'esercito stesso; e su quello dei loro postumi rispetto all'attitudine fìsica al servizio militare L'anno 18~ fa insegnante di Epidemiologia nlla Scuola di applicazione di sanità militare in Firenze, ancora capitano; m11- quattro anni più tardi vi ritornava. col grado superiore chiamato alla cattedra di Trllumatologia. e medicina opera.toria, e .subito l'anno dopo seri99è è dette alle ~o<ttunpe ùllil. elAborata memoria. sulla «Cura deUe ferite chirurgiche nelle guerre passate e future :r., Nel 1896 'pubblicavA. un importante lavoro sulla esplorazione delle ferite nelle guerre moderne e sai mezzi per pratica.rla, illustrando la. scoperta del Rontgen ed i V&ntaggi della liUOVa conquista alla chirurgia di guerra: argomento tr&t• ta.to nella prelezione a.l suo corso di Trauntatologia di quell'anno. }) $uo .mEtodo d'insegnamento era. eminentemente pratico e la prova. sperimeu/.8/'!, c.lr11> portava sempre a conforto delle teorie che enunciava., manteneva Pi ra ./~#Bos ~ 0 ne del numeroso uditorio che affollava l'aula. della scuola, e ren· l/e va c.lr.t..r.r~ • :cz nitida. J'intelligen2a delle sue lezioni. \


338

NECROLOGIO

NoteYoli furono le sue esperienze sull'azione dei proiettili degli attuali fucili da guerra e specialmente di quelli del fucile italiano di piccolo calibro, eseguite dal 1894 al 1898 dura n te la sua per manenza alla Scuola di sanitÀ militare c he arricchi del primo materiale s perimentale sull'argomento; e può ben dirsi che molte T('<:e nti memorie i=!ull'argomento stesso furono t racciate sulla guida dei la~·ori sperimentali dell'lmbria.:o. Con quelle esper ienze potè egli confermare, anche per il fqcile italiano di mm. 6.6, le deduzioni derivate dagli studi fatti

riguardi con gli altri fucili di piccolo calibro. L'lmbriaco non s i limitò a studiare l'o.zior.e dei proiettili. su tessuti che avessero qualità più approssimativamente rapportabili ai diver!!i te~suti umani. ma studiò i loro effetti ancora su pezzi anatomici o su animali vivi, derivando dai suoi esperimenti considerazioni di notevole importanza sui carat teri dell~ ferite sul corpo umano, sulle proporzioni delle perdite ri!'petto alle forze combattenti e s ul rapporto proporzionale tra. feriti gravi e leggeri. Tra le dette e><perienze, le più notevoli furono quello eseguite per dimostrare l'azione es plosiva dei proiet· tili e l11 n essuna azione battericida degli stessi per effetto del loro riscaldamento. Il suo insegnamento di medicina operatoria. era altrettanto pratico, e le sue lezioni, che furono poi raccolte da lui s tesso in un volume completo, rimangono un'opera pregevoli!lsima, da cui molti st-udenti e medici pratici Attinsero e tuttora attingono le norme per una tecnica operativa precisa. . Profondo conoscitore dei classici precetti di cb inn-gia operatori!\ e di anatomia. cb irurgica, !'Im· briaco, in base a considerazioni anatomiche e patologiche. modificò in qu11lche dettaglio taluni procos<i, come quello di Langenbeck per la. rcsezione dell'anca per l"i!lparmiare il g. troca.ntere, e quelli classici di dis1uticolazione del piede per garantire l' intPgriLà dell'arteria. tibiale posteriore, r c11dendo A.ltri'SÌ più facile, pronta ed esatta la sezione delle ossa della gamba e quella del calcagno nei processi osteoplastici-calcanenri. I suoi studi di chiru rg ia g11nerale e di guerra furono però sempre integrati da quelli sulle org~tn•zzazioni sanitarie in campagna, e dettb molti pr!'ziosi in· segnamenti circa le norme da seguire nelle guerre eventua]i, i bisogni non del tutto soddisfatti ed ii problemi non ancora pienamente risolti re) ati vi al soccorso e trasporto dei feriti. Dai suoi st.udi già da tempo deduceva quanto pit't grave, più d elicato, più complesso e difficile si rendesse il <"vmpito del s ervi?.io sanitn.rio in guerra, in ragione dei progres~i delle scienze e delle Armi, delle mutate coud izioni della tattica e delle maggiori esigenze della civiltà. ErA uno Jj quegli uomini dotati di a.cuto senso critico, che portano nel campo delle loro attività tnt.to ciò che in altri campi già dette buoni risultati. Cosicchè quindici anni prima d'oggi, in cui ancora si discute sulla opportunità degli intPtVI'uti chirurgici nelle ferit.e addominAli di guerra, egli dice\"n: "la mia modesta opinione è che non t'li possa e non si •iebba ri fiutare per !'istema un atto operativo quando esso solo potrebbe salvare la vita del ferito e che d'altronde ha già fatto buone prove nella chi· . rurgin ordinaria. "'· Egli intuiva gli ostacoli che si oppongono alla realizzazione di tale inter· vento, tra cui il lungo e disagevole trasporto, l'ambiente, i mezzi, il personale; e giil allor•\ scriveva: r io sono profondamente convinto che, se nelle guerre fu· ture non si adotterà il partito di costruire appositi ospedali per feriti abbisognevoli di operazioni al ventre ed alle grandi cav~tà del corpo. con personale


NECROLOGIO

339

medico fornito di speciale perizia. in siffa.tte operazioni, si ripeteranno fatal mente gli insuccessi delle guerre passate ». Conoscendo assai bene le organizzazioni sanitarie, non solo presso il nostro. ma ancora. presso gli altri eserciti, fece del suo meglio, per ~quanto i mezzi gli consentissero, di cont-emperare il servizio delle prime linee alle esigenze dellE' guerre più recenti, e le sue vpdute al riguardo le es pose al Congresso internaziona.le di medicina militare, tenutosi a S. Louis nell'ottobre 1904, con una comunicazione, ed a.l Congresso internazionale di medicina di Lisbona due auni dopo con un rapporto ufficiale. In quel rapporto, dopo uno studio comparativo su.lle formazioni sanitarie presso gli altri eserciti. esprimeva il convincimento ebe una trasformazio~e radicale del nostro ordinamento snniturio di prima linea fosse per lo meno prematura, ma. nou negava che la questione merita;;se di essere accuratamente s~udiata sotto tutti i suoi molteplici a l;petti, compreso quello delle speciali esigenze delle organi~zazioni del primo soccorso nelle guerre in montagna.. Enunciava fin d'aJlora l'Imbt·iaco molti dei concetti esposti nel recente congresso della. Società. italiana di chirurgia tenutosi a Bologna, ammettendo ad es. l'opportunità di disporre Ù materiale in guisa, che all'occorrenza l'ospedaletto d~ campo potesse con facilità e prontezz,t annettet·si in tutto o in parte &Ila sezione di sanità e formare con essa una sola uni h\ organica, i n'l'O• cando ancora l'adozione delle ambulanze automobili e la organizzazione di appositi ospedali per feriti cavitari. Dalla evoluzione storica della chirurgia militare traeva egli argomento per commisurare le difficoltà del servizio sanitario delle guerre moderne, e molte 'Clelle sue idee avrebbe certo tradotte in atto !le avesse potuto disporre dei mezzi nece.ssa.t-i I limiti di étà però lo colpirono quando della immane guen-o. attuale non si aveva ancora sentore e qua~do considerazioni di indole economica impedivano l'attuH.zione di molte buone iniziative, frutto di studi assidui, come quelli ai quali l'Imbriaco si era. dedicato. Esporre tutta l'opera scientifica.ldell'uomo eminente, che oggi 11on è 'più, è cosa non facile, perchè gran parte del suo lavoro egli compiva all'ombra di una gtande modestia.; ma. il suo valore è ben noto e le sue benemerem;e non comuni ~~~ciano orme indelebili della ' vita operosa di lui, che t enne sempre alto, in ogni OU"Co~tanza il decoro del corpo c;a.nita.1·io roiliLa.re. Vada .alla sua. anima. buona il mesto e reverente saluto degli uff:iciali medici, cbe serberanno impeL·itura memoria del suo nlto intelletto e della sua vasta. coltura. Aprile 1918. F E lH .Rl co Zucc \ n1 .

Dott cav. RAFFAELE RIVALTA Tenente colonnello medico In s. a.

mo~e;la sera del SO ottobre u. s. al P onte della Delizia sul Tagliamento, cadeva,

;;::nte

valta~ col~ito all'addome, il tenente colonnello medico dott Raffaele Bi11 vol....- i" ammu-evole spirito di sacrificio, durante la tragica. ritirata, egli aveva """ "'ra. Cgl·1 u.lt"1m1. prestare ancora una voHa la sua. opera umanitaria, tTa.ttenendosi .aJ.rulti-a.a odrotpo a curare feriti, mentre il nemico incalzava. alle spalle, e $Olo .... Ot·a ~ uprese la via del ritorno.

•

'


i340

NECROLOGIO

Allievo prediletto del Majoccbi, si dedicò con particolare attitudine alle. dermatologia, e questo giornale si onora di averlo avuto tra i suoi assidui collabo· ratori . Basti ricordare il'Javoro sulle « Patomimie e derma tosi simulate~. preziosa guida nell'oscuro campo di queste affezioni; quello sulle « Malattie professionali ed infortuni dol lavoro nella vita. ci vile e nella vita militare»; la nota sulle nseudoerisipele e p;;eudo esantemi, quella su una. centuria d i casi di patomimia eu t a ne a, ecc. Distintosi già nella guerra libica con due encomi solenni, nella campagna ultima prestò efficacemen t·t: l'opera sua prima come comandante d i sezione, poi in qunlità di cnpo ntlicio di sanità di divisione e di diretto re di gn1ppo di ospe· ùnl i. Di vasta e p1·oionda coltura, un ita ad un1t modestia eccezionale, in tutta la. carriern fece sacril:izio continuo di sè stesso nell'adempimento del pr,oj)'·io dovere: la;;cia perciò nelln nostra famiglin.un larglaissimo rimpianto.

Dott. cav. GOFFREDO PIERUCCI Tenente colonnello medico in s. a. Vittima dell'ins id ia nemica è caduto un a.ltro nos \ ro valoroso collega. il tenente colonnello medico dott. Gotlh·do Pierucci. :\Iedico studiosissimo e chirurgo altrettanto valente quanto modesto, di cant· tere adamRntino, di un'aJf:\hilitl\ e di una bontà. senza pari, egli seguì s~nza mai :<mentirsi l~ rel igione del dovere, p<' r il qua.le non conobbe limite alcuno ne ali disagi, nè d'abnegnzioue, nè ùi sncril:ìcio persounle. De;;tioato nel 19ll , d•n·ante l'.. pidcmia coleric.t, quale commissar io prefettizìo per l'igiene n al comune di Yicò Equense. si segnalò per attività e coraggio esem· plari, dando provn. di intelhgen:la. e dì nbncga?.ione nel superare le gravi diftìc oltit del momento. Durante l 'attuale guena fu alla direzione di unità mobilitate e si distinse c o111e valente operatore pres,.;o l'ospedale militare ùi Brescia. Il nostro giornale pubblicò recentemente alcuni apprezzatissimi suoi lavori di chirurgia, fr:. i quali r icorrlcretno tm uuovo apparecchio ad estensione per fra~· tu re rlell'omero, molto s emplice e pratico. Alla d e~olA.ta famiglia mall<liamo le 11o;;:tre più s entite r;ondoglianze. Idi

***

PER IL LIB.RO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE RICOMPENSE al v alor mUltare per la. oampagna di guerra 1915 - 1918

MEOÀGLI A DI BRONZO.

Dee te lo luogotenenzia!e 13 setltw1b1·e 1[i17. 852. VroAu Giuseppe, da Roma, sottotenente medico reggimento fanteri8. -Con grande slancio e sprezzo del pericolo, attraversando una zona int&nsaJDe~~ battuta ùal fuoco nemico, accorre'l'a volontariamente sulla prima linea, J·

:;~impegnandovi con serenità ed u.bnegnzione ìl suo servizio, sot to il tiro~~~

versario, che causò nuove perdite fra gli stessi feriti. novembre 1916.

Cima Bocche,

~ l

l •

l

l


PEB. IL 'LmRO D10RO DEL CORPO SANITARIO ~::..ITARE

Decreto luogotenenziale 7 ottobre 1917. .SOS. ÙANT.IEllO Giacomo, da. Porlici (Napoli ), tenente medico divisione sanità.In zona fortemente battuta dall'artiglieria nemica. a. immediata portata della prima linea, seguitò a prestare la sua opera efficace e salutare, dando prova di coraggio e fermezza. Ferito alla testa. non volle essere allontanato dal suo '}>Osto, ma rimase fino a tarda sera a curare e sollevare i feriti, incoraggiando tutti col suo esempio finchè venne condot;to nll' osveda]e. - Oppacchiasella. '29 ottobre 19l6. tl&i. DA'l'TA Ludovicv, da. Chivasso (Torino), capi t11.uo medico sezione sanità.. Sotto il bombardamento nemico che colpiva in pieno la sezione di sanità, sprezzante, del pericolo e con esemplare spirito di abnegazione, si occupa.vn, ' sgqmbero e della n~edicazione dei feriti, incitando i suoi dipendenti colla dello paro1a coll'esempio. - Gorizia, 22 novembre 1916. 565. DE ROBERTIS Cam.illò, da Colleto1·ta (Campolmsso), tenente medico sezione sanità. - Sotto il bombudamento nemico che colpiva in pieno la sezione di sanità,. diede prova di calma ed elevato ;;pirito d 1abnegazione, ispirando col suo fermo contegno, fiducia e serenità nei suoi dipendenti e continuando ad adempiere il suo pietoso compito. - Gorizia, 22 novembre 1916. 506. Dr QOA-'l'TRO Giuseppe, da Ragusa (Siracusa), sottotenente:medico complemento reggimento fanterht. - Non potendosi procede1·e, })er il violento tiro dell'arti· glieria nemica., al trasporto dei feriti al posto di medicazione, prestava corag· giosamente per ph\ giorni la sun opera nella trince11. di prima. linea, dando prova. di alto sentimento del dovere e spirito di sacrificio. - Veliki·Kl'ibach, 1-S novembre 1916. 357. MiliETTt·TONl Arturo, da A.ur1~oo (Novn.m), tenente medico complemento reggimento alpini. - Ufficiale medico di nn distaccamento minatori, allo scoppio di una poderosa mina, volontariamenta, con grande ardimento e sprezzo della vita, risali va fra i primi la ga.lleria della mina. Colpi ti da u.sfif;sia i -primi soldati che andavano all'assalto, conscio del grave perìcolo a cui si esponeva, prestò ,loro le prime cure, riuscendo a salvarli da. morte sicura erinumendo nella galleria, fincbè egli pure cadde colpito da asfissia. - Castelletto (Tofana. 1°), 12 luglio 1916. SM. MaaLt FilippiJ, da Brescia, sottotenente medico reggimento alpini. - Con gran4e spirito di abnegazione e sacrificio, benché il posto di medicazione fosse sottoposto al tiro delle bombarde nemiche, curavn.rcirca duecento feriti e si portava poscia sul posto di combattimento a curarne ed a racooglierne altri. - Alpe di Cosmagnon, 10 settembre 1916. ])eeTeto luogotenenziale 18 ottobTe 1917. 859. ZRRBuu ATtUTO, da Roma, capitano medico complemento reggimento fanteria. -Diede belle prove io ogni O<'casione di ~tbnega.zione e coraggio, finchè, nell'attraversare una. zona. battuta. dal fuoco nemico per com}>iere le proprie m&nsioni, cadde colpito a morte. - Honchi di Monfalcone, 18 a.gosto 1916. SSO. ÙAMBIUO G;iuseppe, da Pinerolo (Torino). capitano medico reparto someggiato sanità. - Comandante di un reparto someggiato di sanjtà distaccato in alta montagna, sotto una. violenta tormenta, JPrtJntamente accorse in aiuto di u_n re~arto travolto da una valanga, e con opportune disposizioni ed alto spirito d1 camera.tismo, quantunque incombesse su tutti il grave pericolo di nuove v~lang~e, ottQ!llle di trarre a salvamento gran parte dei sepolti: bell'esempio d.energ1a, tena.oia e sprezzo del pericolo. Già distintosi a ltre volte in analoghe Cll'costanze. - Bruffioue di Mezzo, 16 dicembre 1916.

e

l~

341


342

PER IJ, IJIRRO 0'01~0 DEL CORPO SA}If'I.'ARIO MI LITARE

361. DA Pozzo Luigi, ùa Cal'l'ara (Massa Carra1·a), sottotenente medico complemento reggimento fautllria. - Addetto ad un presidio, rimaneva sepolto sotto un enorme slittamento di neve; l iberatosi con ingegnosi espedienti, incurante del pericolo e supemndo gmvi difficoltà, si recò ove nece~saria era. per soc correre gli a.bbisognevoli di cure e per incora.g"gia.re con Ja. sua presenza e l'opera sua, dando tutto sè stesso, con animo affettuoso, ma. fermo e r1soluto con la parola i militari intenti alla difficile e pericolosa opera di salvataggio. - P orta. del Bosco, 13 dicembre 1916. 36'}.. DE TomtASO Giu:;eppe, da Noci (Bari), sottotenente medico reggimento fanteria.. - Addetto al posto centrale di medicazione, non curante del pericolo, essendo il posto s tesso soggetto ai tiri dell'artiglieria. avversaria, che ripetutamente lo colpiva, apprestava la. sua. opera ai feriti ed asfittici, dimostrando ca.!lna e fe rmezza. singolnri. - Sdraussina, 28·29 giugno 1916. 863. Dr SAL\'10 Manlio, da Pietrabbondante (Campobasso), tenente medico com· plemento gruppo bomba1·dieri. - Con nobile sentimento del dovere e sprezzo del pericolo, si esponeva ripetutamente, sia per curare i feriti in prima.linen, sotto il fuo.co nemico, sia per portare soccorsi a militari t ravolti da una. valanga. - Cima Caldiera, 26 ottobre 1916-3 aprile 1917. S!H. FoNzO Ferdinando, da Palermo, tenente medico reggimento fanteria. - Ad· detto al posto centrale di medicazione, non curante del pericolo, essendo il posto stesso soggetto ai tiri dell'artiglieria avversar ia, che ripetutamente lo colpiva, a pprestava la sua opera ni feriti ed asfittici, dimostrando calma e fermezza singolari. - Sdraussina, 28-29 giugno 1916. B65. GALL11"1'0 Em·ico, da Floridia. (Siracusa), soLtotenente medico reggimento fanteria.. - Sotto l'infuriare del fuoco dell'artiglieria nemica, che batteva con tiri aggiustA. ti la località o ve si trova va il posto di medicazione, con tinoa~a impavido l'opera sua, a nche quando un proietto avversario di grosso cslibro travolse il posto suddetto, seppellendo quattro feriti. - Sober (Vertojba), 1·2 novembre 1916. 866. LAGANÀ Domenico, da Reggio Calabria, tenente medico reggimento fanteria . - Addetto al posto di merlicazione, non curante del pericolo, essendo il postostesso soggetto ai tiri dell'artiglieria avversat·ia, che ripetut.'lmentc lo colpiva, a pprestava In. sua. opera ai feriti ed asfittici, dimostrando calma e fermezz11 singolari. - Sdraussina, 28-29 giugno 1916. 867. PtLELLA Alessandro, da Ctrreto Sannita (Benevento), capit ano medico reg· gimento fanteria. - .Personalmen te concorse ad aprire un profondo varco!lello spessore di una enorme valanga. che aveva seppellito due baracche ovc erano ricoverati cinquanta uomini, e con un alt1·o ufficiale, s'introdusse nella galleria pericolante sotto il peso della neve, recando ni sepolt i, stretti fra i rottami delle bara..cche, i primi soccorsi, che resero possibile il snlvRtnggio di mol ti contusi. - Pieve di Livinallongo, Ul dicembre 1B16. S68. P o t.IZZU1'T: Giuseppe, da Petralia f:lottana (Palermo), sottotenente mecbco reparto somegginto, sezione sanità. - Calmo, coraggioso ed instancabile, per più giorni consecutivi prestò l'opera sua in un 1·eparto someggiato, al quale affiuivano numerosi feriti, quantunque la località fosse inwnsamente battuta dall'artiglieria nemica, che cagionava vittime nel personale e danni materiali. Sprezzante del pericolo, fu di nobile esempio ai dipendenti. -Vallone (Carso), 23-27 maggio 1917. 269. R AIMONDl Michelangelo, da Carsoli (frazione Pietraseoca) (Aq u ila), sottote-


PBR I L LIBRO D'ORO DEL CORPO SANIT.ARIO Jrt:JLITARE

343

nl)nte medico milizia territoriale reggimento fan teria. - Sotto il tiro violento dell'artiglieria nemica., continuò con animo sereno a prestare l'opera sua di soccorso ai feriti, finchà venne egli stesso gravemente colpito alla gamba dallo scoppio di una ·gt·anata avversaria, che distrusse la baracca ove si trovava il suo posto di medicazione. - Monte Cengio (Asiago), S giugno 1916. 870. RLGm Giuseppe da Figline Valdarno (Firenze}, tenente medico reggim&nto fanteria. - Dirigente il ser vizio sanitario di un reggimento, assumeva in un momento crit ico anche il servizio di battaglione in un posto avanzato, e, mentre il luogo ove il posto stesso si trovava era fatto l'egno a. v iolento fuoco d'artiglieria e bombarde nemiche, con grande sangn& freddo continuava a prestl\l·e l'opera sua al tamente umanit~tria, portando ai numerosi feriti il conforto dell'arte e della parola. - Vertojba inferiore, 11-1~ aprile 1917. ~ B7L R1s·roLEr Stefano, da Acqui (AiessandriR), sottoteoeute medico reggimento fanteria. - Bombardato in due successive giornate il posto di medicazione dall'artiglieria nemica, lieppe infondere negli altri calma e coraggio, dando tutto sè stesso all'opera. di soccorso, in condizioni assai difficili e in momenti di grave pericolo. - Vertojba, !1-13 ottobre 1916. 872. Ro~A NO Gustavo, d:a. No.pol•, aspirante ufficiale medico reggimento fanteria, - Con bell'esempio di abnegazione e coraggio accorreva sempre, sprezzante del p ericolo, nei luoghi più e!'iposti, ov'erp, maggiormente necessaria la sua opera di soccorso. - Sober (\ertojha). l 2 novembre 1916. 876. SABMA.RTlNO Uboldo, da Campo1eale (Trapani), capitano medico complemento sezione sanità, reparto someg[\'iatO. - Comar.dt~nte di un reparto somegglato di sanità. era di costante e3ernpio ai dipendeuti per abnegaziona e sereno a-rdimento Nei giorni della più intPnsa. azione, incurante del violento fuoco avversario, n on si preoccupava eh~ di dirigere lo sgombro dei feriti dai posti reggimen tali al reparto, portandosi ovunque, su terreuo scoperto e battuto. animando tutti con la sua p1·esenza e col suo sereno coraggio, ed infondendo ai portaferiti sla.ncio ed entusiasmo nelll\ loro opera di soccorso. - Sau P ietroVertojba Oiprjauisce, 14-17 maggio 1917, S'l._ SAt!NA A ttilio, da Ozieri !Sa.c;sart), ma~giore medico divisione. - Nel disimpegno delle sue att ribuzioni, anche sotto il fuoco nemico, fu esempio costante di attività, di alto sentimento del dovere e di sereno coraggio. Durante una jspeziooe ri mase ferito insieme a. due altri ufficiali medici. -Carso, noYembre 1916-ottobre 1916. 875. TALAR.too VincenzO<, da Cerva (Catanzaro), capitano medico reggimento fanteria. - Sotto un intenso bombardamen to nemico, che ripetutamente colpiva il posto di medicazione, con calma, coraggio e sprezzo del pericolo, rimaneva saldo al suo posto, ri~scendo colla parola e coll'esempio a mantenere in tutti la fiducia e .._ mettere in salvo tutti i ricoverati al posto di medica.zioue Sdraussina . 28-29 giugno 1916. 876 ToRACCA Antonio, da Spezia (Genova), tenente medico complemento ufficio sanità divisione. -Dopo parecchi mesi di lodevole servizio in prima linea, con reggim~nti di fanter ia, addetto all'ufficio di sanit à di una divisione, diedEI ripetute prove di serenità e noncuranza del pericolo. Ferito nell'attraversare, per ragioni di se.rvizio, una zona battuta dal fuoco nemico, conservò serena calma, e tutt'ora. convalescente, insistè per ritornare al suo posto. - R onchi di llonfiùcone, 18 agosto 1916.

•

l


344

1

P EI~ 11, LIBRO )) 0R'l D t:L COR PO SAXITAIH O MI LIT AR E

D ect·el o luoyolenwzi ale t t tt0t:emb1·e !91 7. 377. G AL LO Adul'o, da Noci (Bari), cnpitano medico reggiment o fanteria.-

Nelle varie fasi del combattimento del cinque giugno, 1917 dirigeva con fer· m"'zza e llrdire il sen•izio Aanitario del reggimento, e per quanto la località fo~se violentemente bombardata dal ·nemico, riusciva a prestare con serenità. e calma lt1. s ua opera di do tlm·e, infondendo nei s uoi dipendenti e nei feri ti stessi la calma necess:.ri R. al miglior t'unzion:unento del s erdzio. - Altipiano Car· sico (Quota 57 e so;, 5 giugno 1917. S7t;. LoNGITINl Gino, da Quingentole (~fantova ), tenente medico complemento

reggimento a lpini. -

DurA.nte l'infuriare di un bombardamento si portava

in trincea a soccorrere i feriti, mentre aVl'ebbe potuto attenderli in una gal· Ieri:. adibita quale posto di medicazione, dimostrnndo cosi ammirabile sangue freddo e spiri to di abnega:r.ione. - Cima Cauriol, 19 agosto 1917. 879. Pr~nEGO cav. Vitlo?'io. da Capriuo Bergamas<'o (Berga mo), colonnello medico direttore sani tà. cor1w arm:ttn.. - Diret tore di sanità di un corpo d'armata, per assicura re la perfetta regolari tà. di tutti i Sl'rvizi dipendenti, sia in con· tingenze eccezionali per la pubblica salute, sia durante lo svolgimento d'im· portanti a:>.ioni offensive, si recava. f requentemente in zone assai soggette a violento aggiustato tiro delle artiglierie nemiche, dando cosi ai dipendenti esempio di calma. di serenità e di cosciente sprezzo del pericolo. - Carso, agosto 1916, maggio l t117. · 380. \'t G.NOLA Rodol(o, da Eboli (Salerno), aspi ran te ufficiale medico reggimento grl\natieri. - Da solo, in un posto di medicazione ove a filu ivano numerosis· simi feriti del proprio battagl ione e di altri reparti impegnati, per più giorni di segu ito dis impegnava egr!'giamente il suo gravissimo compito. Durante un attacco notturno, di propria iniziativa si portava. fin presso le nostre trincee lJattutissime dalla fucilerin e mi t raglia trici nemiche, e quivi prestava con ammir~t.bi l e sa.t•guc freddo e bello spirito di abnegazione le prime cure ai nume· ro~i feriti. - .Altipiano Cnrs ir.o (Fornaza quota 249), 24 maggio-5 giugno 1917. Dect·eto lUO[fOlenenziale :22 novembre 1.917. 881. :3A llAYALJ,LE Cem1·e, da Padova, capitano medico addetto comando divisione. - U tllciale medico addetto per sua domandn. all'esercito mobilitato, s i distinse ognora per attività e coraggio nel servizio volontnriame.nte assunto, sia. du· rante combattimenti, sia presso reparti sanitari avanzati e presso truppe in t rincea. All'indomani di un aspro combattimento, si recò s pontaneamente fin presso i reticolati nemici, con una sq ua.d ra d i portaferiti, e vi raccolse e t rasse in salvo alcu ni fo>riti g ravi. Prestò opera molto attiva e proficua in lazzaretti per co.Jerosi. Moliva in seguito a disgmziato accidente, il 16 gin· gno 19Hl. - Fron·te Podgora, lug lio 1915·magg io 1916. 38:2. A~ GEt .J NI Antonio, da Montalcino (Siona.), capitano medico reggimento fnu· tt:>ria, - Dirigente del servizio sanitario, con instancabile operosità prodigava. le s ue c ure a nu morosi feri ti, anche sotto il violento fuoco nemico. In un momento decisi vo dell'a:done, d urante un bombardamento avversario, concor· reva. energicamente a ri nfrancare gli animi dci soldati, dando belh1 prova di serenit~ e di coraggio. Monte Cucco, 14- 16 maggio 1917. 3t>3. ANSALDO Luigi, da R ecco (Genova), tenente med ico Croce R ossa, sezione SII· nità. - Volontariamente s i offerse a prest11.re l'opera sua intelligente, e sotto l'infuriare dell'artiglieria nemica , seppe s empre conserva re calma e serenità di spirito, compiendo dift'ì r:ili operazioni di chirurgia. Fu instancabile e di bl'll'esem pio a tutti i dipendenti. - P la Yll, 1~·28 maggio 1917. (Continua)

l


P A R'r E UF.FIOI.ALE

6

• ::Vlinisterp della guerra D ire z ione generale di ~anità m ilit a r e OiYi~inne

•

IV -

Sezione I

.. Meninsite cerebro-spinale.

l.o\ lSÌ!<fA•n7.o~ 111 tuol!.(l re..:irHll ol' lto1lin. '<Ìil u·a ho l">l"''"zi""'' ''"t lo·, ,. •., '"'' • 1111li· ' ~ri, tii non !'ùrÌ e&i di flll:llÌlt!!ttr rt'J'o•hru-~puo.<-1••; la •·••tloolì4'< 11211 dto• \.tll( illtE'Z:iOAt• teJt<il' "Ò IIJ51<1111\I'tl

'

lnll!!'I!'JUI' tlitlll><Ì<ollt-lftl)

to·hhr>IJ•• ul

ltlll:!)rÌ~o:

lu i'~l'lltll!lliti• che ÌIJ

H..._niùo •• nunvo chi•uno.tt' ullo• m·not, V<·m.wuu n fnt 1111rt.o• do ll'o•f!<'<<.:ito <plo:;d.t ••lolUt·uti d l•IJ., cl11ssi gmvtltu, che più l!lottn ti<.:o•tl h i u l ),1 rnulut t-• n. '''ttd<•II•J opput ~Ullv t• h, ~llt.ll ,:!h 1tftlci~li modici BÌC\111' rmrfett.nmC'at<• 11! corr/'JJtl' ùclll' cu~iv.imu llpiùE>miòlogicbe, +' clùul'!w, tliR.j!"llOSt.ich,. <· pro61lntìch•• rh•• "'' hun11u uHoJ•tt" 11 ,.,.}, ,111'•·t.h•tll·; <'u~utziuul, lo· qt~di ""'110 ù"rivate dullC' rnult.<- ''~"''l Vt17.WLtÌ (uf.l.o iu •tU•·'! l ullin1i MUli, cd in parw hl~UI" lllcodi6c••IA• qtlCIÌ conCi'lt.i. lino "' uon 11111lt<• tcmpu IIAfoli<'l rfl IIIIÌV••rHfllmt'l\t.<' BI.'· <a;tu\t,, >~Ulln, l.'pìdcrutologiu c· prnliltlt~-~i <l<•lht IIWILUigll•' l'< ,.._.br•• :l}tiutllc; f' Kle11to. Dire:Qon•· di &\llltà VtJrrà IJl'flitllto dil:spun•· Pl'l'('hè llÌ1LIIu tCJ.luH· t:ouier~ llj.')i lltll.r!iah ln<'<lÌt'Ì ÒÌpo'IUf<•ll1Ì ; .f>. n li<> '<'Oflll d t Il\ l'rt 1111 UIIIC'n llldÌrt:t.lW l'd 111111 ll'I.ÌIIIol d()uo"l'lt.., quo·sto :\1ini!11let·u rtchitnua l'al t<·I1ZU •u•· .<P)'l".l 1 prliH'If•uh nrC<Illlo ni.J 111o(UIIr· Ùànti 1.- fnrm.. clif\iche d<' Ila mo lat.fiu. 1'••1 tnlugin ,. lu JII\IOt~.••nPRi. l'.,pìdf'miologiA, Ili llt -'D•tt<i, lo PN>fila~~Si "ht CII l'Il: «\lÌ y11alt >li'C<mwHtl ,(.,, t111\lln dttr!!i olgh rdlie·tuli '"' • tl"' 1 Pt.:c~ istruziuuì:

1· Forli cliniche. - Af'Otllll<> ali•• fn''""' clinir·h•· 1,.., c•lJttlt'•· di 1nPniu~1e ,, ~robrt•· &p .al·, 1'\111!1. smtotn&tologia t.lei!P qunlì (· inu1 il.- 111~1RI••n·, dt.ro ' ' uE' ~"""· r·h~, " "(ll·t !a int ' f).ll'l grth'litd, ' . }(• )Pgg<~rr•zzn, n (Wt fn Jl~:WilZ" d'l t~mwrH • •- l. C. O !)el' JU t>C<.,.:r.I.Ofl>l

ud s1!1•n mnlatri.., possono f nnr\'Htr< du un •. ~,~~ t<• ~mdizìn di11::mnRtieo. l Esì<t.,tto C(l><l d~>lll> lot-hU\ acntissi•u~·, cu11 ini~;ier IH·u~t·o o· ,., .. ~sito n~pidutrwuLtt lv 1 '

1111111

c. •n

~~ .~,

.

. . .

•

.

.

.

gre,, l fonorn!'nt di tpotnnStone: !ipt•tc.•o cou mmnfll~Wt.HJHt N•antema.ttc!te 11 c..a· rutti: r .. Pll'J J • l t' l . . H1 'rl'll.fltc>o, e qu~t 1 aono • o'·ute 11 urm n'rU - et.tt cemm ~llt>Hllli!OC<•<wtC'II. _a.~,, 1TI~· Ecomo cat'llt~l'isti.co. anntomica frcqu>:-ntc. dcll(' tur.• . zt·avi losioro delle c~nsulo r •

1

,, ~ I

oui . •• "' 1l:>IAJI'\o d'od t-ti\ pari • •lelle furtnf' ;t decOJ'II(> ecwazint1alm vu t• 11oi1...- c k•u1-., en ~ ~lttt 0.-...·1 ... '" mentogt'i, s1 swbiliecono " pucn a pvco, f' talvoltll :,~<)nn cosl lìt'' i tlo1 "'lll:!ltil'"' l I!UII~t b' n. In osservazione oli•uCA. E sist<lno finatmentl' ti.e lle formf'l c:o he f~teilmC'nf !' l'i a.. luot~''·. Bll'miti.,, 0011 altr" inft~zinni. quRli i! tif'n. In J>Ohnouilie, ll!'RVI fortu• di ÌA· "U~Il'"· •

...

i~~:~

" flC.

qu,·~•

1 1 0 d,.,. 1 ,.;n,l t·.. mi, oliui•·ameJll-tl •lnbbie, abbia rm11 " ' l P'Ih' ohinro (•1 1111.: ÌJ1 tlllL.• 1 1 tlllf r, ),, ' 1'0.P<1tùlnza. lo. rioen'a <leU';~gt•lll<~ nlt..,lourN• .,,.) liqtnùn cefHio•t>\Chiùis u n. Fi-

~ n~ io oppOTt1ln<) rielliWna!'• l'al:to·nzic•u~ ~upr•tl (p ft'(•quen1.i lur~LI i2zazioni --. ~IGI""J/t d t ""41rftl4 mtWII rf -

~ftSr. l\'.

oltl', ÌTl


'

::J n dt • lJI•h IUUl 1Htr'• 11.\1!11_ ,( IH

Jllll•••l••

1

\!'tte•, f\o•tld f'H\'IIll I'IIJPIU.IIH.!t',J;

l 4tlll• • ~VJII>ollo•,

•n1•t.1

p•u

t.Cl'll.ll I•·Jt•ltùUeollt

p10 •• llt .. Ht •

ijl

ftJ11tt•

j, l

:.!"1', l

t•t.d" • LI

l'iiHt.

olt<l "'' "''' ,IJ \ 1><(.:1 d•· !la ohU.,:H •Ilo· d1·llu IH,.J •l ~Il\ loootofl" ·ohu•l d i r ~.q rii roeniugitt·

lrnpnr~~Ht7.,

\··•· .,,1 , al 1 ruc.• ""''"''"':• • '"'r....,., l .. r..... olt \\', •"'··

tit•~tJt•• .. f•IULU dtl .YJO.I('Ùt!liUf J" t• Q, [l,

ll.HltllU l-' J H(':.!• r.

(\0)111•

1HI;.!.U\!\It't'U 1

tndUt> 11d '•VI .tll••/IU!d

Etiologia e patogrnesi. -

:.!. !:

• jot•ol. ,

tt;

111 .. .,:;:h.rf

t

1

OIIU~'\ tit•)fn IU~'IHlh!tf•

fuu n l d• tlu é•'JIU!,

l•

'-' dut i:iUddt~LLl

U.ULPfl

t,JI, ,..,•h1

O•r.l•rtl 'IHil•d•, ••.~ .,f,ft Ili f't•l'ltffif'11\f•• otltJ~t•

j(Jflltl

.,, . . U

t!U•tlÌ -:l••h'

.,l t r.-, ~}JOl'l•

_;JJ Ult.tllll

h

1·1'

t•(·

ouUti, !r,•t"!lH 1111- flll''.l-'"

i:-c··l~\1• dH iuf. ti••lli eli utt·ujll~it-...- ,·PJ'• IJni•t-o]IÌJII\1•

• pid•·l"ltit•11. 'fu1i l l'"-"•t•hut~8J,,"nyrc .c4h; •··•l d;plllt'Ht'C.'• h '-'.... ,~1· h~ ll•tt11111 IU• 1·1 t cu·at-t. n utorinl ·_tcl .• ,rtJJ .di., .:-.• n·· dl,tlllro'tl•·nh Jll'r lt ct•IILilul1 lJnmuuit.ari (fr.J qu ·s1i d•--\'""'' """"\'· ru.1 .... i i ,.,d t.qd I•·!I;LI'Ìfti .Ju r: ..,.t.. Lì)i t"'•ii i '~t'"'"' t' ;,,,,,.,,,.t·lli ·li f>••flll·l'. id··hLIC'i l'~"'r

't"'~h hllrll•~' n

l t

llffO:Ju;.lH

i}

t·n,qUl!•'

1 iptC•

tt th' -1• • tlt~~UIH1i. l )t ft•

1t1J UIU-'tH'tlf'('l 1 l tUt tl1

pt•t'

tt}tt

lt•

l'•'• 11

l

:ufl',u•,~ru 1 u~, ;.n•·h•• jh•r (,. pl'vprt• f.ù ft·I'HI''l\tuln'e BU al(•uut td,.nrt •h ctlrb~.•ut·'· Q w·~"~t.. t plur dt1"• •l t ·~··1 '"' tu lf,, tt1t•.1• :..!lti d. JJa tll••tllltt:th · ' . tol •• 2o~t ha Ull ll ••nport .• ul.Ztl sr·1t·1J l· lft•u {l• fttt.... t• t 1htllt · tt, IU '}Uiìldtl

lit'Vf"" ,, pn) !.!r,,.. ,. •1··1Lt

t,.,.. ,,r..,'

tnll UP lUI .. d~UIUI

,,J,,. \ti.J'J l!lll-cW, irdt•J:t•Hlt·

r-.111

h•tflfltl

\ "l)HIIf

lrl fo1p}l0fl•-. li

hH"f U•r'l

'111••,tn n (' nl ']11••11·• dr·J ..;ndd• 111 11r.11,

\ i~t.l- dtllll

ltt•oiÌiu ..... i ; '"'U'h•• "i ft 1.tl.:1 """''IIIJII'• di Ìuuur tl• Jtt,•uiau•."Jl•.. t'. b .. ~·lt• lt.•nuv t:vHHUH In l"'ol.~t)!('Ju·!-ii t-4 Jl tUt+llt• di p r~•Ju\J,:U'l~lHIJt•; •• .oJ dht111C.U"lJ'' LH'Ii IÒ +111 lt JoJtut 11011 ,.,,,d.tt,lu ..., la lll t'l.llllr IH•, l.t JHII•II!U•tt'•IC"'t·HJt, 111 ~r, •• j,,t pttltl._ tl1

fll .. t•l('r'ic· ,• • :--lll'Jl<lCUC'C'JC.:H. l.1 111IH"l'<' •lun . 1.. C'c·. l lll•·lul.-t.lcuc..:1Ji (iu tk ,,~,. 1\p,,J, P" ·ld:e.-irut• r,•."'i"L·ul i r~..-11 ,-urt1H,,..td•

,~~~rtt",

al·

ln•r.:,' l l lP, Clfh Ulo\..,!'.,:1111' fr, !)Ut ti 7JI Ìl1 ~tll"\1111 llll"ool\ t\t•]l',lllll" t t(\hlftdu r>t \"~J•tfiOhilh! ,,)t•UJJt

!'"'"'''"' rilltlllll'l'"

umolitjuul clllu~':tiolw. w· l rutJt·o th•il & u <VJlll nn~al•' o> itll'tll~··a : IJI• rt,•.

"l'l"""' dt•l• rii\111 Il'\ l fi, Jlt· afl,·z.iou.Ì

jJ ..Htt..; Jl.••L•

r; an

.

t"tlllt' I~Hlt:

t.

~·· I O lfl ~l'~"'f'Uth CJICO~lll.lll'". Jl

lJrtrft.• H1\C"'Iht i\Y\"hhc: ut:J tni .. t,.'rl•~ lc.r-....o lhl coutlit.lltllj HthLt,QfJ1 Jf'ht· fl!'~1.1·

h.lf'i. , P1·1 .. 1u ...,·~ui l>(' ;l t•r~u ..,t.: Jlrt. . Jl ..:i.''u .. n l i d t•' ... uinut,c, \'••llgO'tt.l u lOOt\1i.GMif"ii n•·H·! ••Httllll!.!l 1 i•·duc' ndtJ h: it~t'HII JUurltn ...t" di ut••~tiu)!Ìt•• c ..... "PIJUTt!' p n 3AR-I\CJ iu cit'\~1 1'· dn Jdu tu~~~·· A •tne1tt ~'J ,,·j {,,, 111 .~ di .;, t.t.\•· ttdt} tneHiu...;"o " ' idtt~, f·td•u·n L'OH locahz.z...•· i'Jto•l• · st•r· .. nd •ru, itn h qunl1 h ·n tlfltf"' q u~·11f artu·r,Jntl.

Lu m •·IIJUgtt·•· C' ·t ·l•rp•o;;,(JIIttd•• l~ pHir_·tlllf'~l

:t Epidemiologia

dÌ JIIHnd\.· .. trt•

U t•i

l11l~j

iuvt·nu.lt ,. priHI•o\·o·t·h, pii! lr•''l"''"f,·m•·ntt· 111 <(llo14Li n !tirui, <(IJ.IIIof, 11 t6tiiJI t•:t(Uf·· r~· lt1 f•J\~Utl• f,, li l..::-,,• t IH\"tt .. l!llltt .~1 H t-I.IIC•f:l,l \ll lt, ---11•11.• l!.!l'••JnA(,t'ÌCO pi Ù J. \tlt 1 <kll'tlftfl H.t.• runSft"rtc•n f l Plln(•( •ttn JllltJ!"n d ·Jia "fl i• l!) ••;_t fl lt lltt l(lt\tliJ\.;tt.L• C. ;s , t•hf. rt.cl ~~ ...t\U :tp· t

1->'W.l.to Lt\

r•• ~tu l'Olllt'l'll'to lnppP.llul.l\u di '{Hde.m:.- 1• .. r è

MUli i\tUtÌ, fl(t\1•\"fo lrf to"'tlf·•.. ltuHiifiC"H tplr,, ~·. p~tt,rr,hlH•

"f'O m•lh't

oli rno•l\1111!11<

piut,f.u'<l·O, Jj piccoli

t',

r.f1HJi,

a rultL io('• 11<'1 f tcrllpCr(lor/O.

olo•L"l'II\Ìilfll.Ì

lltlll.Ìt•IIIÌ

degli ul·

1\\lJtlA<N)RÌ ClL;~i

H., In n•l u~Ì\J~ r·.ori!ir ol1 ;!C:IIult iuco lni t·ptolo tnu••.

r,,,.,J,oi i11

lu

prt>N'li7.A,

fnlllil!llflrÌ o Cullo•tLivi:

lttnPAt.rat" c•lf', l'l~' l1t df'tt-n tt•nnu rnot·hl•:"o 1 dt'\'•-. (;(1UtirtHHI'f 1 ll t,,~ritt!fri,

Clorso (

lll'tltl

cun~h.l~rni'SÌ cuutt" • OH·

pur•· ,,t} •·"iS·I rlnn può u~cTI\'• ·t'."tt unu g-J''lruJe t;cn<lcnz.n n.lln dif!nSt•.trH:, c ..s) ,i..

<'r•'lll"l: lu IIIROf1!t'll41l oJj V••ro• PpÌoi o•IIIÌI •; llln plULft)~lto Jrt111110 f•~tf,o CtJD SÌ<it·rlll'fl

lt' Com-.•

ps'A{)iSJ-"IIrUtÌ , • .J,•\(•fllJlJIHI)It ~t•IIJ' '

~UP''IJvrf'

:lVt•l\ftl

Ultat

i10pt~l'f-tiOJ.tl flj

gTI\.11 IUOa{tl.

.ttlln c• ndu~HISit-Ù clPI ;.r••rrn• ·· Acc:u1r .. por· il mf'rtHlt!uCt-..•co, qHuJ110 ~ uul(• tl\'V•1uire 1'.-.r tf .ltfll"(lllf'C" dJ l'IIL('Uiit"J

111 •i 111.:Ut11'dJ t!OJIJI lllo)lll ooDÌt.(•, ),'.,j),, Coolld!ZIOIII di

c JÌlllll

t'

.jj

ntnbicnk fn,·oro'''"li il 1111\lllll;!oot:or-co' è 1\AAIIi tlilTuow, o.Ìtl n.,Jt,. pers""'' -aue, siA tl••t<>r· tt~i.ua-rnd•, Anlu

un

't'H11

n 111n•'J'•~ d t .dtf'i'.itttti !h•vi dt""llt• \'Ìf~ r••spiratot·ie E>Uprrittri ; l!. r•JIUtl

'iJ è d..r.tn ;,. propn-if,o <le li" pttt. •I.!•JJII'•i. s"lluut•r uu piccu)(' IIIIIUCr o d t'i port.lttnr• '' w i o •l& farincitici n rwunlCUJ.<• !Jui di uoorwu!tLC. .\ Jounu ,1, Ilo • cnntù?.Ìr•u i eh<' fnvuril!C•lJC•l lq 14\;J npp,-. . I, ·Un (rH·,th'l.t.·ti',l•'ru rut•t\lh:.:-••'1 ~~~u .. lwu ll'~ t,-..: \-i ... ••HO p r t.. riJ~f~'\.:ti ~h uuh·


PARTE UFJPI OIALB

Yidui giovani, che vengono eo t topo<ti a strap azzi fisici, a disagi, a brusche o11use perlrigo·ranti ; indubbiamente ha grande imp. rtanza n~Jl pred sporre alla infezione. diaunuendo la reaiiten.za Ot'(t mioa d olio mu •os<>, uni\ vita collettiva in a mbienti eooe.ssiva. mente alfol.l&ti, pooo puliti, mal vent.lat.i, dove ei fl'llpiri un'aria calda e sntura di umidità. 4. Ntrme por la dlagnoel. - È opportu no insistoro, sia per la adozione delle mi· earo profllat tiohe, sia. per il aolleoito ; oterve•1to terapout.ic;>, sulla importanza di stu· bil.ire con esatt• ·ZV\ e precocemen~ la tUngnosi di m ·nin~li te o. s. E, in eonsiderazion~ della esistenza sopramonzionata di non raro form · anomd~> o f1·uste di meningito c. s., li da oonsiglia.r.:ù, anche in casi lontanamente se>apctti, Ili ricorrc>r'' subito all'esame del liquido cefalo -ro.obtdiano. D liquido, estratto mcdianlu puntura alln Quink o, doVJ:à euere i.o.viato immedia•a1tUnte a l p ià vio1n o gnbint!tto bauerioi(Jilico. Si 1·iohinma l'at~ne sopra. l a. circostanza oho molte volt.o il loborntono non può stabilire una dia gnosi ereoiaa. p orcbè t roppo tompo l! tras~OrBO fre iJ pr!'IC'VIIDlCnto d, l materiale O l'o· lllllle di esso : i m eningooocohi, speoio a ba~&\ trmper.otura, v. ngono rapidamente diako\ti, e posaono qnindi averai n>perti nogo tivi nn< h • m liquidi che pure albergavano, all'atto della. loro eatrazione, null\eruse fc•rme couciehe. Quando dt·vo inviarsi il mBteriale a lAboratori lontani, si usino sp oiali accurJritncnti per 11 entcnu·.. le provette cha lo contengono a. temperatura. vioi1 a a qu• Ila del cc rpo umu1 o. L!. rioeroa. doU'agt>nte etiologico, nc l labora't< r1o, clcw for i con l'o-a me mioro~oo­ pioo e con indag ini colturali. Ma, couu· si è d!'tto, 8•• poSI!< no o v• ~ 1m por t. n w seien· Ufica le tio~rche dirette alla. ideM fìruzum • d 1 qu sto o d • quel tipo o varietà di mc-nin· aoooooo, dal punto di VISta pr1\Lieo, p T etat ,j)iro lo diagnosi U ndntt.orG le Opportune mì.iure prodlatticbe , basta ln oon ta.ta.z 01 o, nd l quiùo cefalo rechidion .., di forme di· • plooocoiche Grru:n-negatiYe. E la inda~ino microecnpic1~ ar ~Wl lA> n el mDEQ?ior nunll:'to dei oasi, è su1nciente, permettendo di m l't tere in oviùc•nza, in< luso noi lcuoociti polinucleati o extraoolluJari, la forme diplt•ooc i<'h<' fllodm n te rieono~• ibili, sia per la (orma, aia per il oomportamol'to a l mt•todu O •om. Tulvnlta 1 monin~-:ooocthi oppaiorw uumerosi, tal'altra. ro.ri68imi: o t'h l' wli loa l'lO all'nttiJ del preleva m• nt.o, o t ho gl'an auamero di elexnont;i eiauo andati ciiAtrutti nelle oro inwrcon!o fra la puntura lombare e il momento in cui fu allea ito il pr.. po rato. An t-i, P••ichè di olito nelle altro forme di meningite purulenta, qual i lo. ato fil o ICC•~n u s~rep1 ocoo i ·n, l1\ p '\<'UmucoociC'n. ec<;., • faeile il reparto dei riape~tivi ger mi. si sostiene da multi che l • diu,:t• osi di monin· Bile o. •· meningoo-ocoica tsi p o888o por1 e, o n qua11i Msoluta. oor tc:zza, anc·ho quando nel liqtldo, il oui a 'Ciiznento sia costituito in gru.n prt!va.ll'nzo. do. polinucloati, .,i sin oo111· piea ..enza di formo b aUerich •. La ooltnra. dci tneningococol1i non semp re ri"s•·~ con facili tà. Bieo11na intButn di· IPOm di terreni nutritivi sp'oiali, doi qu \li i piò noti sono l ngo.r·Bit'ru e l'o.gnr (o il brodo) con liquido 68Càùoo. Bo.oni risultati ha. dat{) amh.. il t rren o, di faoilo prr po· ~ono, di brodo sangue (aa.nguo di bno p r.ll ovo.to ascttic-.smonte o dofl.brina~o, più biodo gluooeato alP l%. sterile. distribui.eoi in piastre o h provette o fo. solidificare ri· . .Jdsndo per '/t ora a. 9()0 O.) ; gl i inglesi Ullmo un moz7.o nutritivo c:ha chiamano UJpeag&r, e oho consiste in brodo con tripeina, agnrizzato al 2,6%, oui si nggiunge 1111 deootk> di pieelli (secondi) recenti ril•ercho il rneningocOt'OO sarebb" favorito n el ~ 11'-;luppo daUa Presenza di vitamine, oh•• Jlppunto gli verrebbero fornite da decotti o i.o.f • d 1' l' • . 'Gli vegeta. 1• Pttrchè non sottopoat l, p M la sterilizzazioni', o. tornperatmro supenon a. 1000 0.). L e coltUr~. sui mezzi nu trit1vi speciali, 8i eviluppano bene a 37° C., 11 ~ano ~ pel'Oentua.le di reperti p ositivi u.n po' pi~ elevat.t1 in confronto o.ll'et.amo !Dlotoaoopleo. Per6, 'pel' le ragioni suoapoete, Il<.' il materiale è BtaLo estratto da parec· 13'- GtorMJt tU ~dtd"a ttlflllort -

.

Pase. IV •


3·18

PARTE

U~'FIC!ALF.

chio u ·mp.. , p us'!ono riu <w ir-e h<'gH tù·e, an<·h<' in c·asi di meuiu::t ito c. s. L a aggiutl)IIIIÌ tr•rreni spooiHi i di idrutr t! i Ct\r'bon io, ~ di lace •muffa qua le indie \tore, perm-,t.l.e di rnottore in cvidonz!l le pro pl'ie tì• f~rmen~"tive del m cn ingococco tipico (produzione di o.ci<li ,J,d gluoo>~iu t:1 dttl 111 •l tosio, non da. l le ,·uloKio) e d ci p arame ningococohi. La iden· tifì<m?.ione poi d<"i g-ermi isolnti si fa con lo. pro\'a ngg lu tinnrtte da p a r te di sieri anti· me nim::ococcioi. Ln p r·o vn clellrt ll!!!!l u tin,.zirJI\t' fatl.rl C•)fl s ic r·o del m o lato !lu culture d i 11161\in~rococc,. non f- mezz<• ò iugnostico prtttico ; sio. p<.'l·c h è il potl'ro uç:p:luti!lante ne l siero degli in· fl'rmi co rnpare nou già n ll 'inizio della maluttia. rnn. so ltn r1to in uno stadio 1wanu to di t-ss•r; e di più p <'rchè le prova ri C'ACe p ositiv•t svlll ve rso menin~ocorchi d ~llo soos,oo ti po di que lli eh<' ha rmo d eter111inulo nl'l l'ind ividuo lo irlf<'zione, e non ve rso g li a l~ri t ipi o \TIIric tà. )1i~lic1ri r isu lw ti Aclllbra d ore, n. scopo dingnol'<tico, la rt'nz ion e pr·ecipitente, fatta C<m u n sino >mtimeninA:OC(>Cciccl sopnt. il li rtuido estrntto d u llo apecc• Vt'rt •brale !ù•i mnh1ti ; nuche tn le provn pe rò non dà una pert'entualc molto e le vata . Di gui~• che lo ricc·rche diog clostiche che dovrA8Ilo ess;ere sempre et<og uibili nei In· borntori sono : qtHmdo si tmtti d i liquido ce re bro -spimale l'osnm e microscopico di prep e rnti (co lorazione semplice e m e todo ùi Gr·am) ull<'!!titi dal sod i mento, e, se tal~ e· 88m <" ri<"sce noga.tivo, le pro v e coltu rnU ; qu.md o si tmtti <l i essudato dal cavo nMO· fnriul!•·o do\'rà tmla.~ciu.rsi, p c rolaè non 's ufficiC'n tPm ente dimostr" tivn, la ricerca ml· croscopi CJ•, e fMs i solo la indm!:ine co ltura le e In successiva identificazion e dei gormi rwiluptm ti . .'). Norme per la profilasti. - S i ri corùn ch., tutti i cn,si, nccer~\ti o sospetti, di ·rn .. niH ~'! Ìt.t! n.

Ft.

d C'vonn n~br~rl• ..-ultiu, rigo rn~arnc~nt.o i~olk\Li: e, r olnA p Ar tuttt." lP ln~·

lnll.ir· infe<,tìvr·. l'isolfl rncmto ùnvrà fnr·11i ir\ ad11tto luogo d i curo, il più ' 'icino JIOS· nllu località o\·e si è lllllllifcsLntt• l'in fl.'z ìonEI. Dovrà d e l P ••ri, rim!IAI'N iso\st'l il rwr,owtln rli ussi,;tc·n7.tL ns.'!egunto n:;Ji inff'rrui. L u clis in f<'zioni più ttecurnte do,rranno fur~ i 11ello. !!tllllZIL" oamerat.n Ò<l ll' C'r•• l'indi,•iduo prim\ di arnrnu lare ; ma, da~ lr1 f!T>•nrlr· l.r bili~ d e l m eninp;ococco ltcll 'nmbit'nLo e~tt.el'llo , bMta rico rre re a disinfettlln~i 111111 IIIU lto Cll<'tgioi ; cnMì prr lo pa re ti si userù il ILttte di cnlcc , di fresco prt'p ardto , p oc· il pa vimento u nll so luzione ca ldn. eli soda al 10 %. Gli oggetti di biancheria per· snnale e g li <'IIC'tti lt> ttcrf'Cci, dove il germe può trO \'I~>rsi inc luso in sostrmze albumi· n"icli ch e n e pormt!tt~no o pr:,Jung h ino lo. sopravvivenz~, d ovranno ossere leot toposti '"l" storilizz~zillno in n.utoolnvo o stufo. n vnpore fluente, oppure, in llli\ncanza. di que~;iiJcl<·

'"'"· a llo. lisciviuzione. Il pr<Jvvod im ento profil r1t.t.ic'> :.~ul qu .•le P,iù v..-rt~mo le discu5sio ni è que llo rigunr· d u nte In ricerM e l'isol.untmt o doi portatori. D a. un lnto le difficoltà tecniche della ri ~l'rca o idontifics.zion e d<'i m enin::;ococchi dell'l'~udnt.o n nF<o-frwingeo, !' il l ungo tempo nN· •R4 •ric• p r.> r onnoAC<'re il c· iaul tnto cl"lle irld agini ; dall'>~ l tro lato lA. constatn:<ione "')" ''" fAttu th indi,·idui •·•con osf'iu t i, a un primo esnme, po rtnt.ori ùi m c ningocu<'Co e '"'n pÌLI a un ><('Cnnò o esum o irrnncdiatnmant<• s u<·C<'MS<VO, o, vcC('vcrsn, di r epl'rti p O· sit•vi in individui c•he •· i po~uti ••s!un i pt'OJPd••nti a.v!'v a no dimostrato non a l b ercare f,rruc m cnin:.;ococciclw; fanno si che, 1'\'f'On (.('m t'n te, m u lti si so nn dichiaro. ti n,;.'>Ri s<:'" t.ti<'i l!ullu lifficucin pt·a t.ico, J'c r lo p rofilnssi, d i unt\ si<.temll ti cn r icerca. d e i p o rM tori. Allo stnto attul\1<' d••llf' cononccnze appare essor·e pi ù pratico ed c ffi cac"' il con si· dorare , a bolend o le labo riose <' rnnls icure indag ini b atterio log iche. come puasibili p or· t ut..., ri ~ul,ti queg li individui che, nella ststnzt1 o cum.. mttc, s i trovavano vicini a l mi lito.rt' colpito dn. meningitt· c. Il. , o che con lu i nve vnno >WU to lJitl lr<.'. qu >.)nti e f<><' Ìii COHLt•t·ti ; c R< •l topurli quindi tutti a ll t' misrr re prnfìhntichl'l d e l CAMO.


P ARTE UP' llOULlll

..

•

,,'Ili ,.

349

Tali mieure sono di due ordirù diversi: a) l'isolamento e la. ~rveglianza dei p1 eswtti por tatori; b) la lor9 sterilizzazione ; a) L 'isolamento dei sospettati portatori non dovrà fa~ nel senso di segr<'garli in un locale o ve essi scontino la contumacia: benal essi potranno continuMe ad 1.'88ere adibiti a non f a.picosi servizi, m arce, istruzioni, ace., che po!ISILno compiere seiu.a unirsi lld altri comp agni ; o in locali separa~i dll questi d ov ranno dormire, e spooialmente consumare il rancio; saranno priva ti della. JibC'r a uscita. P a rticolare accorgimento do· vril po•·si a. che gli· oggetti· d'uso, e in epecial mlldo quelli che posSt'no venire 11 con· tatto con la. bocca o oon la. foocio. (ga.,·ott.•, b ~rraccia, posate, a soiugt\meni, ~•w.7..o­ lett.i, ecc.) !'iano strettamente personali, e V<·ngauu lavat.i c disinfettat i a parte ; bMtcrà. l!(jttoporro l a. biancheria. allo. lisci viazione e lavare le gavett e, posnt.e, eco. in seluzione bollente di soda. Gli individui isolati d ovranno essere p;iomabnentc visitot,i c si dpvrà accurata• mente sorveglia:cli, con sp eciale riguard o alle offcziorù catarrali d•·l naso· faringe . n periodo d i isolam ento e ùi sOl v eglianzn. dure1·il irr media du. due a tro ,ettimane. b) L a. lit erilizzazione dei pres unti portatori è stata tcntlltn con mezzi diVf•r•i. Si otmaigliano, ripetll te due volte a l giorno, le pennellozioni del faringe con soluziou i di ~licerina jodate. al 3%. o ga rga.rismi con soluzioni antisettich e ; i lavaggi 1 881\li con :~~~luz.l:oni diluite di permangana to di potn;;csio o di a<'qua. j ndnta., vpp\lre applicazihu.i nel\t- oavit.& nasali di pomate mentolate. L e pennellazioni del farin ~e si fFLra.nn" con 1m pennello r icurvo, cho consento. di portare la soluzione o n lise l ti Cl\ uelta po rto alta, dietro l'ugola , m corrispondenza. d ella amigdala faringea. Recentt>meutc sono stati proposti, p er l a. sterilizzazione dei portatori, dei metodi che meritano di es.<>ere preei in seria considerazione ; consistOno nel far t•eepirare questi individui a ttraver.;;o il naso, • bocea chiusa, .in locali dove si fuccill una nebuliz?.azionc d i soluzioni disinfettanti, ~ciò por la durata d i 15', due v olto al g iorno. Può sccgliersi e.ll'unpo una piccola Ranllet ta. nella quale si nebu)jzzi con po!veriz7Btori o con inalatori u.uo. soluzione di aloramina a ll' 1 -2% o una soluzione '/1 % di solfato dj zinco (Gordun e Flack). Cli ltAori ingleei, che hanno avuto largo aampo di applicare questo molodo. 11e hanno avuk! risultati soddillfacont i. Infine la pr~ssi della mt'ningite o. s. dovrà. rivolgersi ali!\ eliminnziooe di qm•lle C...UIIO pred.iJ.t>onenti o detea·minanti che tonto. parte htulno per l'inso rg<·nw dell'inicr100~· ~primo. m.isUro. dov rà consi3tere nell'evitorP o diminu it"e l'affollamento 11Pgli

. • provver1unento .., neC't.'ssa.ruJ . nrrl, . .ll.mbaentt ove so<><>io .,.. rnnno 1. 011.1ttarl; qu<·sto tanto pau ~~ ,qWinto che, per il moggio•· numero clei chia mai i ttl!e armi . ..pesso non si Lien.: suf~;nte conto di assegnare nelle oamerate unti cubatura atloguato. agli individu i cbe ' ' . evono~lbergnre. L .:> eameroto do vranno ess •re ben vC~n tila.te, e si curerà ché In. p u · 11t&a n" saa f!l.tta 10 · mo d o opportu no, cosi d1\ non delcrmtllllr!' . .m csS<.' un\ at mo~ft> ra J<O\•raocarica di po) . . . . . . . . l' . 'I'G.re. 8 l dovr<,~nnO JnfllLre abohre O diiDJOIIlre, presso 1 repnrt r t•u J1 · OS<', l· cl'ISng,· ; cvatare, · · l men te per 'o(' ro•c l Ut e , Jpl • gh at rapl\:tzi 6aici • l C marco .t d.tiO SpcolB d~~roppo brusche azioni perfr igeranti (taglio dc::i ca.pel! i, do: ce o lavaggi del cullo e nelle giorna t e lll · c w· 1·1 o1·HllO. è poco f ,lVOrtlVO le a com paero · · ha d' o.ul"testa . lu l'1 pr 1111· l p

1214\).

• . epeca.fì cn dolio. meningite c. s., aocolts in princip'6. Norlll8 per •• cura. - L!l .erapta 10 con molto fnvore a tt rsò . d' 'od d ' . . . . 'fì apeyien?.a [ •t . • ro.vc: q u.m 1 u n p er1 o 1 scet t ac1smo 1.ng~u<Jt1 calo. L'e· tl, a Ol permette d ' . d' aon" IL . • • gm IOilre or11, con maggioro sJrenità. ed olil\ttcz~o.. q uuli ., " r.1~0m p ar le q -•~ . vr.,b'-- e u ..._. alcune volte lo. 1;1erolerapia fallisce 'al 8110 soop >, che do "" oS<"re quel1o di t'\ b b &8-!0re not.,volm•·n t<• In m ortali . t.\.


350

PARTE UFFICIALE

L'n !IO ù o:.• l ,;it•ru nrtt inl •ningoo•>r-c ico d ovo 8;'J l t ••st a re n t re condizioni : d } la io t rodu~ioa ~ d ··l s iero ti(' ViJ ~ssc·r•• fa tta ndlo spe~o vertebrnle ; sono inef·

fì r oci, n quasi, le io i. zi mi so t t.l'ru tsne!"' e t · intrnm uscolor i ; b} il tt a Hn m èn to si, ro L<'rnpi o clt·,·e ees r · p ri"COCE" (i riqu)tnti d ella sieroterapia iniziu t<\ d o po il :,o gi •rno el i mnla t ia hOuo p rr·ssr• t h b n u lli} o d eve ease t'8 generoso ( inic•l'.inn~ in •n··d iu di 60 eme., in cl uc• o 1 ro g io rn i conse ' utivi) ; c) il siero Ila usa i d " ve <'KS ·re p CIIi ' a lente : g li insuccessi della w rap ia molte volte <>n no d t·•·iv n n t i d a l, 'usn eli !'il'ri p rr· pa ru t i con un s· lo tipo o var it' til. di m<ningoe .,cco, m Ani r••, r-o •no • 1-i b M ' l'• nn.•t o, n •·! lo t' i •logi,., d e lla mcning ite 3. s. dovono con· s id cmrsi 1\tJ Ch ~ i pesud • <' i parurw ni n? oroc• h i. L •L t coi ·oL clC'l rril t. cnwnt ' s i ·ro ter ' pico ('Ons ist (• Peli n I'St razione · di ci r011 20 eme. di liq ·liuo t t• r.,. h r·o·s pi n l l" mN • " !'u ·nlfr•• lo mbo re (frn la 4" e h\ 5• Yt'rtobra lo onbare), c nella i,. , .,, j,sinr~t· d i ul •rc t a .li c ...c. d i >Ì('I O . Si è oonei~J i at.o, .;d il tnet odo è ro~io· 01ù• o h L d •>t o < Lt.im i ri u t oti, d i p ra io •r ·, dop , In es t rmdun e d~l liqu or e p rima dt·lla iorrodm i oc:~ dd s :tlr ' • d u ·· o tre ltLVngl.(i d · l cavo rnohid,·o con soluzione fbiolngio ,\ ~tertl • Ì·: oppc•otwln che t " n '" l' ~tcq u •• fi,i ·logioa. pe r i lnva ggi qnon t.o il siero c urativo c he si itll··ltl\ s ir1110 l'iac d de.•i n c rea 37°·38° C. D •P" l' iot.i<zio • e il m l ot o d n\'rll I'<'E< I ft i'O per d ue or.;o corioat o in d eoubiLo dor:l4le, pr,·fe ib!lm t·ntt• <'nn l • L•·~ t .• piuttn-<to ba~an. li tr.a:taoneo · , , " H i or.1 s; è R t< UIIt 1 ri •m o te, nr oc' I10:l.t o, d " ' '"' <'8 ><•• •v r ipetuto, a serond• d oli,, grav i1à ù l ca~o. pc t d • O o t o·c gi .> r i cons<·ou: iv i; n ellll forme e ".CZÌnnalmeDIO gr.. vi, e quai<'l'll i ... int.•u•i m··OÌ·• t:•·Ì J> ra is •ono in, e.rinti o ~i r ipr,·s•mtino dopo >}lcuni g iorni, p vtr.11mn f ,r..;i u lt er i<•ri i.. ie:.ioni intr·ara d1id••e d i s i•• ro, nella q uanti!A di 10-20 t·m c. Alla ter.•pi • :>p •c· ifh1 p ... t r •IDIIO n, soc iousi i r irut d i ainr o mo.t ici (ontipiret tici, unal· w·~<ici , o lrd to i no !ci' e~c ). (~t st, l\! i irsl rn [,\ nOì ID nh n ·o su ' la azione· vigile c cnsl.aut e di codesta D irl'llior.et d i sa11i .ò. P'''' In ,.;g ·~·•l<'\ :>t t u ,·G(,,n·• ,.d oss··r v.mz 1 di t u t te e n orme profi i.:Lt Liob.• ; af· fio h ò, e ' ita cd o l>\ d offm•i ••n.. d , 11:1 ut oni ..gi t u cer~hru ·Spr nnlt", ai evi t>ino ~e di ffirol tà e iutr·,J ·i d1 ·, ilall 'i,.sr.>rg e nza ai foco la i di tale infezion ~, pr.~s·m o de ri Yare a lJo invio d Ili co 01 plemo 11 i in ~·" " " t! i g n ·rr.a, l' li .nit11no , t .. I"olt·• qu \odo più urgò la n ecE'>$it.à, ln < fti, .j, n:c.a d ..,. J' E 1.:r ·rt<l . .\Lt ·ndL'!IÌ nS>~ieur 17. ÌOnf'. P el .lfini stro -

D lt i.LA VALLE.

II.- CIIH'OLARE n. 4:0044: 9/7 B del 9 marzo 1918

Dentnv.ie delle malattie infettive A nor.cora tlelh• clrc·ofnre 8 04 d e l 21 dicem bre l !Jli (disp . 82 ù ol Giomak mil itar(., 31 dico~t~ bre 19l7 , il B •llc•t t.i.no d elle malnttic i11fctti ve n,,ll'e>~erc i to de,·e N~sere .COli•· pi ln to do lla Direzione gen e ra lo di Mani1à llt iiitn re del Minis tero dell e. guprra. Cod esto Com nnrlo di<p n rrl\. pert.onto pe rchb 1.. d ipend f•n lc Diro:.done di aunitil , in b!l!-e all e d ·nun~ie eltt:' le p••rvongo no d o)!li uffi i.di medici d c i corpi e degli stabilim enti sa ni tari, com pi li uno spccchio ;;e<'on do il nwdello cho si a cclude (l), nel <,n ola. Il) Le malattie IDI~ttlve, d•ll~ q uali è r tAa !'bbllllalo'la la d• oo o&la aecondo lo tpeccblo !Dvlaw alle Dlrezlon· di ••n<lA, eooo le srgueoll · valuolo e vatolvlde - varlcello. - scarlalttaa - morbillo - tleoo Ilo - patatllo A var.. tHo B dil!lleoterf" baolllaro - moD ..tlllte c&rebro-aplnale tub~rcotost polmooor-e difter ite ~_ar bo.~ochlo m orva - pRrotlte - malaria prlmttl'fa malariA recidiva ltte ro lnl•ttlvo - • •llllde tmooHeat p'lmarte) - &IUhde (maolte t. aecoorlme o tenlarle) - Dlcerl veneree - blonorrasla - colera - diMtDterta ameblca - dermo·tlfo - peste llabboolea.


361

PART& OF.FlCIALE

r

siano elencati tutti i oasi di ma.J.a.Uie infettive verifioatil!i, durante la deoa.de, nel ter· r iL6rio del COl'J>O d'armata; e lo trasmetta. alla Direzione gener11le di sanità militare -divisione IV, non pià tardi del 2, 12 e 22 di ciaEcun mese. Dovrà eesere posta. ogni cura nella. esatta compilazione dello specchio decadnle, apeciall)l.ente per ciò che riguarda. la località ovo si trovava il milita.re all' inizio della malattia e qoella ove si presume contrat-ta. In infezione, cosi che sia possibile, in bose alle altre informazioni che pervens:rno a. questo Ministero sulle condizioni sanitarie delle truppe e dello. popolazione civile. formarsi un <>AAtto concetto dtllo. eeìstEln'Lil. e gr1witA dei focolai eli infezione, e d el m odo di diffuaion" di'Ile malattie rontagiose. Per integrare con alcuni importanti doti le cifre dei ca~ i eli mnlatti~ infetti ve elencat i, dovranno, nella colonna delle nnnotazioni, esser<' indicati i cri teri. in base ai quali~ ata.ta formulata lo. diagnol!i (accertamento microscopic•o o bot teriologico o serolo· gico, accertalXlento clioìoo, ecc.), il moclu di coutagio t> i prnvv<d imer. ti presi. qualora questi dati p resrntino uno specinlc intt>r.-ssc. Oltre alla co.mpilazione e traemi88Ìone dei suddetti s~cohi dee> dali, ai dispone che le Direzioni di sanit,à. di corpo d 'armate. segnalino voltu per volla alla Dmzit 1 e gen orsle di sanità toilitare i singoli casi. che eventualmrnte ei verifical!!'ero, di malattie esotio'he (con ~legramma} e di vaiolo (con telespresso). indic11ndo sempre le gl'n•ralità dell'infermo, il corpo f''U:i nppa rtit'ne. la loca.litli, le presumibili origini d el contagio; e proci~Ja.ndo aè t ratla$i di caso sospt-lt•J o accertato. Inoltre, ogni qualv olta i ca..'i di mnlattie infetti-ve si presentino non come mani· fest&zìoni aporadiobe, ma sotto la forma di focolai epidemici più o meno es~i. dovrà inviani dalla. Direzione di sanità eli corpo d'armat a un~ breve relazione, concernente la storia d el! n epidemia (origini, modo di diffusion e), le misure pro61attiobe già. ade tt.ate e le eventual i proposte; a quest a. relazione dovrMno segtJire fÙccesbive comunicazioni, :fìno :alla completa estinzione del focolaio. . S~lo oon la e.,qr,tta e aorupoloea o&t'ervanza nel raccogliere e nel tra~~met~ere le in<ikamoni sopra. richieste., sarà pos.<~i_bile a quGsto Ministero di tene111i costnntemento al ~r~te delle condizioni sanita1·ie dell'e:ercit o. per ciò che ba attinenza alle malattie ~e~tive; CQmpito questo della più a.lta. importanza, sia pt>r i rapp crti con le condiIIOrtl sanitarie della popolaziore civil(', sia per il caso di eventuali spo~tamenti di trnppe; eia infine per prend~re tempestivamente i provYedimenti adeguati, o per in tegrare quelll già. presi dalle r.utorità militari o civili, allo scopo di dominare gli eventUali focolai d'infezione. ~i~hiamo Pertanto l'attenzione dei Comandi di corpo d'armata perohè l'impor t ante ~rvl.Zio delle denunzie, éardine della. lotta contro le malattie infeaive, proceda d'o• a lllJle.nzj ~mpre r egolarmente e con ogni esattev.~:a. 86foà poi cura di quest o Ministero di diramare a tutti i Com andi di corpo di !U'· mfl:a 11 bollettino deeadale dei oasi di malattie iDf...ttive ve• ificatisi nelle trot pe io ogru t 'to · R rn l'lo del Regno, per opportuna e reciproca conoacenza e n orma . . esta~\O a brogate le segnalazioni cinquinall, che E:t eno tr~~saoes~e all'Ispettorato di san•tà nnlite.re Attendesi a8Sioorazione, Il .Mitti8tro -

....

ALFIERI .

,


352

PART E UB'.FICIALE

III. -

CIRCOLARE n. 4010oo/o G. del 14: marzo 1918.

Profilassi a~timalarica durante la stagione epidemica Con circo lt\l'e n. 402 102}62 sono stM e Clllt\llute le disposizioni pe r la cura dei maJ.u·ici ne l p e•·iouo int t• re pid<-mico, la q uale costituisco un efficace mezzo por limitare i d omni ùclln s ucct'ssi vu stag io ne malarica. Qu esto :Minit~tero ri ticn u ora nocel!Sario di lÌ· ch ia mu r(" l'attenzione d t> i Co mand i <li corpo ol'tu• nata o cleJl.e dipl}nd enti Direzioni di ..anit.à, pc t•chè, uuranLe la s ta g ione epiùc111ica, vo ng a no uttoat.i qu egli a ltri provvedi· lllnnti atti H rimuove re h· cause clcllu mnlarin c t\ l'Ìllun-c ul mjnimo , fra i militari, i t u.s i eli infezioni pr imiti ve. L u p rofilnsbi tmtin1alnrica 11(11 1 cl~: ve e nou può seguire wu1 s nla di •~ tt iva; solo con la adozione d i' i V(l.rj m ozzi di pro6Jf\.<si in dire LV\ c rli profil nssi dir~.:tttl, nntiplasmod ica c nn t ianofe lica, pot rà. o t tone rsi il me.ssirno risultai o. A llo BC•JP O di a ver e in tutta J ta li& comune l' iodi riz'l.o, co~l come cotuunc è l' int .'IILO, per com l)a t t.ore In m»lariu, si ritiene op portuno iodi ca1oe l,n vie principali su c11i uo vri~ s volgl r si la mu ltiforu1e opera p reve11ti v1~. A) Profilassi chlnlnica. - Qllesta uov rti. ftu•.si , dal 15 maggio lino n tutto ott~brc lo a. tu tto no ,·e Jllbro ne i climi più caldi o d o vunquE' lo s tagione s i pro lu nghi mi le ~ itworcwol!' o lio ,;vil u ppo d e lle ano feli), c CJI tnssaimo rigore fra le truppe che si trO\'dt o 11elle zone di malaria gnwe. Dove la malari!l è mi te, p llr qualità di fo rme e per uu· mero di ca si, i11 viS1 a a n olhe de lla. non g rande dispo oibiliLI\. di chi11Ìno, nelle ut wf\li circostan7ol', può es.;ere suffic ien te Il\ oùra intensa e pree oo.> dci c )lpiti. Quind i c iascuna Direzione di satùtà, assunte le informazi?ni d alle a ut o ritit s anit arie c ivili, d, s igneril qua li ~>Orti). nel risp r tti vo corpo d 'arma ta , lool r rgion i d ove la 111nla ria deve considernr>i grnve o m it ! . L a p ro filassi ohininica può farsi: a ) OOn Ja :;omm inl~ traz ione p e riodica ueJ fa rmaCO, Ì ll due g iorni OODseGilLiVÌ O;lliÌ s •l t imana : l gra ·nmo il pri mo g io •·u n, 1.5 g ram m i il g ioro (J s uoccssivo; b) oon le. soJU ministm zione g ioraaliern di 60-80 c •nLig ra mm i di c:binino. Si con.Uglia eli •Hlott<~ ro il p•·illlO m e todo di ohinizr.a zione là d ovl• s tll'à. possibile di , t,abilire tu rni opportuni {m i :miJi tu d d ei co rpi o reparti, oosl ohe non venga a di mi· nu ire tro pp o l e. t•Oi•·ien za di ess i. :Si rtlo~oUJand ~ d i usa r('·, twe Mi po~sa, sia per la o binizzn:zione p t!riodica, sia per la quotidiana, e n~ich/, i ta b lo·id i ( mol to vol te non ingeriti, a d flrt e, dai rnili te.ri, alcune voi t • su so JLI i bi li d i pa~ 1re indig••riti n t t rhVt'r. o l'intestino), i ,.uli di chinino in ~olu. zione o in polv,• re. por m odo che l'uffìoinlt· medi~o po ~"'" ~c rvegliarue pi i) faci lmente la n vvr n uta inge ltione. I c •si di om lol rÌrl p rimit iva o ,., oidivù che avt•><S<· ro ,, •u unifes• a.rai durrulte la ohi · n izz·•ziom•, tulvolt•l pre;entant i-li s ot t o forma d i fe bbri mi ti e trnnsi torie, t nlvo(t,, n~:che rico:toscibili solt.•nto per ln cum p n!':;n d i h~r•>SSil mento dellt• mil7.>1, do vr ,uu•o. non up· pc•na diagno~ticali, essere invia ti per ln a ck gua t.a t u ra •w lle • Sozioni o spedaliere ~pe­ •·ializzate per rn alaric i •, di c ui la c in:ola re sop rnoitnhl u . 402102/52. Qualor a alcuni militari s iano trasferii i c:LL •oeg ioni ùi •ne.ln.r ia g ravo in alt1-e regioni, <lovra n no contiauare. per nlm eno u n 111r eo, lt• pro,.filnssi c·hiuinil·n. B) Piccola bon ifica. - I lavori d i p icc ola bouifiro nelle .zoite m t.lr-u·iche, eseguiti razion a l ment~, anche se !im ita Li a p pe u t\ (l \1llJ'I esLens i<•ne d i 1500-!lOOO motri intorno a lle locali t à a bita te, hanno condotto a lla co mpleta SCQ mparsn d eUe anofeli, e ulla c• n-


..

• PARTE UFFICIALE

353

• eguento soomp a rn dei o tsi •li m da rin primitivu. T o li Ja,·ori J11•x~o·•o ft~c-ilrntnt" altuarsi co n . J! ma~simo rendi nen t n, clnt .\ In costitu 1ione e la d iscipliun dell"o r!.(mliamo mi litare, ne lle lo~alità malar iche ovt-' s i t rovano ·IIOOS!'Prrn ati c a ccauto na t i. ,, e\·rn t tUrl· m~ntl' accampat i, repa rti d i tmp pa. P reno t' ias.:~un rPpnr to pert •Ul t·o do vr à <'S~e r& is ti tuii a una ;·qua dra d i ~ei-<l i~i mi· l liLiu i, f'<crlti fra quelli c-he. per il loro "'''~ti ' l't\ (.; terra t ori. <>oa ta rl ini, er o. ). nl,IJia no uoa più sp~cializzatn a ttitu' lin' ·; e r:lett(ol squadre, sut tt• la guida e la ~o tve;:~l ion:r.a degl; ufficia l i rnedid, con il concorso, qua lora. occo~1·a,. d i un u fficiale del gt•uio, Jo. -vr.mno eBSere impieg at,;) per tu t t i quei lov or i d i picco!,. bonifico , che le D rr '/.Ìoni ,li saniti•, d' inteS(L ron le D irezioni d el geni(>, giudiC' hera.un n opportu n i p<'l' il t-i.anom('nto d~l tem•no ci reo~ tante, per uu rargio d i t:ircn 150') metri, a lle loon lità ov <> ai tr..v nuo le truppl'. P oichè, n n.t u ra llltontr- , pe r l' dtt n:ìzio ne in pn\tic:t non possono c~servi lim iti ne~t i, t' l'azione deve r asf r e concorde, fr11 le au t orità militari e c·ivili, i Co manda nti d i c orp• • d ',mnata o le Di rezion i di san it à pl'('nd t>rnn no a c.Qordi còu le P ref..,t t nr(', a li•· q uali il Ministero d e ll' i nt.t·r u.o, 'COn ci rcola re 2 0183.4 del 25 gennaio cflrrtmte ann" l•n r11.cco· mandato di in ten s ifìcure tnle iudirizzo d i profilass i an t ima larica . I ln \'Oti eli piccoht bonifica. d evo no in izinrs i n el mese dJ a.p r il<' , e protrarsi , a second a ch C> lt\ stsgion c ~i mar1t i~ne pi ù o m eni' propizia nllo svilup po d egl i inse tt i , fin o a tu tto otto h•·e o tutt" novembre. · Tralasciando quei m ezzi che p osSOI\O a p p ru·ire me no pmtici, !lÌ ric hiama l'nttenzione soprn. que lli che prin C'i pa lment e d twono aversi di mira nell 'l'se gu ire le p iccole bonifiche. l. Rico nosce re e-:n~tnment., tut ti i foco lai anofeligeni cle lia località, g ionmdosi perciò delle ormai diffuse e l>!'n note cOD')ScenZ<.'I su lle a bitu dini di vi tn de lle urwfeli, su lle ooorlitioni c he p t::r·mettono e favorise.ono la. de posizione d e lle UGV •J , lo ·'' iluppo d elle la tw , dell e n in fo .., delle fc•rrno nl•, t e. 2. E vitare ch E". r:o n 111. npertura di cave di pt-estito, c•nn la vo ri d i s tt·rru, N'C., -.i form ino n uovi habiJ.al p e r Il' 7.an7.ar è. 3. Distrugge re i fooolni ano fel'ig eni riconoAci uti, e liminando, o altera ndo Il' condi· zioni che re ndo no poss ibile it ciclo d i vita delle &nnza•-e. Questo può fo.r!ii: a) con m el::ft durattr.ri., q ua li: il prosciugamento di piccoli tratt.i di t e rreno paludoso con c olmate, col dr·enaggi o, con un a ca nnlizze zione scnp or'ta b en fntta; la ecrupolosn sistemazione d ei ca nali di scolo esistenti, eu rando in m odo pnrticolnr<" r be In corr!'nte v i abbia. u na discreta velocit à ; la s istemazione d elle sp onde rl(•Ì l'(\Uali e d i'i piccoli stagni o . acquitrini, oosl che non n t:- s ia possibile l'impaludamen to : ln copo.r:tnra di p<Jzzi, c isterne, vasche, ecc. : il cospargere la sup~rfioie degli. specchi d 'acqua oon lemn n (alga giallo-v~wrlastra che r irnpre-. t.n Jvoltn lln.turalmen t e, con s tm to unifurmt . le ttcque P!\ lust ri ), o, dove le l"o n d i·t.ion i r e_gionsli ( Sa l'<.lcguo) n nd oun prnticn t t~ le mezzo, con sng he ro g ranulnto i •

~) ron rne:ni da ri?)el{!r8i pcriodicamnrl<' ogni q11indk i giorni : regolarisz,••·r lt• ~ponck.

r gni vf g etozione pn lu ~trl', ·~ d este ndend o t:.a le di str uzione delle pwnt •· emC'rg eoti tlall'ucqua. fin o a 1-1,6 nwt ri eli d is U\nza d a.lln riva. ; pro; oingMe J'X'rÌndicn· roente, d ov e si p uò, vasche. ncquitrit ti, ecc. pe r 5-10 giol.'lli; prO\'OCI\r'e p1:r rp ralob,• ora il movimento n r gli s pecchi d'aoq ua (con mezzi d i agi tazio ne mc<'canicn, o a ltro); d isinfestare le acque atagnanti con larvicidi, d t>i qu a li il più pratico è il pet rolio, wr. sato con annaffiat.oi o con pomp o' da giardiniere, op p u re sp al'!lo mercé ~t illicidin, pro · trat;to pe r qualche Ol'a, d a un recipienti' sospes n a d unn l'e~ta altez za s ullo &pt•ccb i" d el\ ncqua (la quan t ità d i pet rolio suffioie!IL<' è un litro p~'t' 60 me tri q uadro.t i di ..;uperfioie). 5P' ghand olo da

..•


l'A RT K UB' Fl CJA;LF.:

O) Distruzione delle anofeli e profilassi meccanica. - Xt·lle ..as ·nnc, ll<:'<Jaottontune.oti,_ for t i, ecc., d ovrà fn(l;i cnn og-ni C\n·a. nd liu.iti do! pos~i bile. l a d istruzion e d elle r.an· "~•re ala t 1'. Anche p t·r quo.;t o >onpo 11u11 po ò sceglier.; i u11 u 11 it-1> m e·z7.o, mtl de\'OII\1 m t't t::·l'Ili iu opt•o't\ tut.l i quelli che 1'<'•1"'' Ì t'I!Zil h., d illi O SI r n t o C'"'<C I'l' i pi•ì prt\tioi ld eiTit·nci n s ec onda cii' Ile circostc.uz r . t• ohP pos:;u no ' 'i<'cndevolmente im ..~mrsi: fumi· g nzi<,n i p eriodich e <·on zol fo ( :!(JU g w on mi P''" metro <>u bo d i a ou l.i.mtc), o con acuo· plit'e fu11 oo d i P·'i!l ia umida, ili tnb<k·C\1 , ùi poh·ct·c di p in·t t·u ; t rappr,J., &J>t>Ciali, con· ~illl cnt i iu <'s s.;o t t<· u : l"&to lu di c.tr tone con un fo ro in lo:o~s.. , '"" :;se ad unu certa alt•'Z7.a sulle p aret i, n t•g li uu~··l i p iù SI'"''' d d lu s ta nza, ow llc q wtli si m ccolgom, llu· rant-o il gi unto , (,; z:m za t·e ; po lv,••·izza.zioni l'O D razz in, ec<'. P tJ ioh <', p t·rò. 111la. di ~tron.iune d ..:Jlfl zanza oe a h•t <' . :~ i uppungon o •em pi'(', iro p nuiou, delle uifficolth 11011 liuvi, Sa rà llt'Ce-.911!'Ìll, p or qua m o s i puÒ , ui e \' ib lrtl le J•Cnct mzivu i d Pilu n nofeli n e i lu r)gh i a l>il,tt i (r·&s•·. ~tnll•· · o pi fici. o so p ratu tt11 •lo rmitori) ; es ten· doudo e p0rfez i,) na nd o, dovi' .:sis t•·, ihtit.\l!·t.d o ez tlc vo, d ove 1naucu, la pcot ezione W(..C· ean icn t L tu t t o le >lp('rtun}, fat t 1. h•'ll s' int<•nd c, secon do lo r, g olu d.o l1'>1r te. N e i cas i s p eci a l i in r u i i> pn:i~ib ilt) npJl lic.u la, n .. n si on.ln ch i d i provvedcoe i m•·zzi d i pro tezione nw<-can iou indiv id u nl e {lllllol'h N u, guanu) e di l'lll"'oo nandaruu e t>reten • ,[oi'Oo l'us o. Per la B"t v egli auzn eu ll' i ~npit-go adegtm to di LU tt-i i 1uen; Ili profilassi au timalnril'o 81\rà opporl nno c lw, in o~roo corpo tl'•lr' " " t n, ..•ia inca.ricHtO un uffi~ ialc nwdieu ,pt.. oialnw n t 6 ,·e rò>>to in mat.-ri u, L e D .r •!ZÌ(I[oi eli l,llUità t• ·rrit nriali r.,r.llt i! O pe rv ('niro t\ q u <>&t o Min i.-u·r t> (ùire:~.ione ge n<>r .I IO di snnitit m ili t Hr ,• , di v i,Jnn e 4.0. s : ziuu e L•l, du l111uggio nl lll>\'('m bre, wu• br~'•' reluzionc m wt, ilt>, o ve eor il in dic. oto l'n nd um t·n t ,, d .. llu •·pit.lt• ou in m u lu rica, con spr oisi<' riforimento n i <:tl>·Ì primot h· i, o ,n rtuo nu ~uccintm n•·ll lf' , mu in m odv •·o"'pl<>to, dr.scrillt le operuz inni d i p ro:' lu~~ i cowpiu tc. L a lot t a cout.ro !11 m tlltll ia ,> ''i>"''n tl i pol?.Ì•'II~.u ,. di p .· rl inn<' ia; d evr• € ~'"-' uc-cuJ'a tu nt'llu ric<:r'('a t!cll•• cttusc, ~Uf;llCO nc· llu sct•lw dt•i nwzzi pe•·ullon tnn•Hk· ; t.le,·e i.'S · f e m :<n pm ru t t,o miuuziosrt , iJtst&nca h ile, di t u t ti i g iorni. Qu•'>-tO Ministero confido che i Co)m r>Hlli d i cor po d'n nna tn e le Dire?.ion i d i :.nnità, ronar i ù ollt• rliffioolt è. dt!IJ' un· presa, uu t n11obP •h:llu gn•n tii:' ?.ZB d PI fint · t· hu .;i p\lrs!"gue, t.lnrauno ht !Uoggion · a tLÌ\Illl E' la più cosLnnte r·u m , n ffi nchè pos;~t 1\•sr rc· it o a cqu ia tn. •·•· nuu vtt b01wm vrenze, coù P'· rnndo n lln g r•\lltll' ••p ••r.t d i r is .;n urne :Jt o di tttut •t parte dd uostm I'n<'SL'. Il M i ni11tro - V. ALJ'JBBL

TV. -

CIRCOL~RE n

.01091/5 H del 21 marzo 1918:

Luoghi di cura e di lavoro pei militari affetti da malattie veneree e della pelle "

,,. . . ,_ l • dt.l" . d t.! '. .none nuU B ·~ Qu..:sto .~noruslem rott•rr<' u uc u ppo rt unu c 1c s o tl tventS.~b 11 tUili tU O IDC&P•

oepodulizz~zione d t·i rn .. lnti VC'noroi o d c rmo paLiei, >ia p or <'ÌÒ che riguarrlu ~ t~cal~ei e g li l cnpi a nti d e i luog hi di cun\, liÌ f\ p t:r ciò c ltt: l ou e.t tìu<'nza e.l m odo th vtUl malnt,i dumnt<.1 la l~oro degon za tH·gli o;;pedu li. J&tO (Il Varie consid erazioni di ord iow di verso oons i[tlia uo w le modificaziqne: da ur• . di 01 inopportuni t à c he g li <il)p otlali o t•opar~i venor~·i sia no s tabili t i ;n centri u.rbil. • · ·t'1 ind•IPen g ran d ) i11p1rt ,n?. l , oc ·u 1>a l d 1 sp)sS 1 luonli ch" P•> B ~•>IlO prcs) ott n r.: req uosl


PARTE UFE'IOIAf,E

,

355

h1h p~ r accogli"re mnh\~Ì di mcdicin•l u &p<oiulmont~ tU ohtrttrgia, rua ~upo1 flui per rl rsou\01'6, lu cura •lt•i 111illtnti ant•t1i d ,, rnall\t !ic cutan.•• e ('t•Jtidoe; d'.Jitr.. I,HIJ la

opportuuitu che, p ll' ugni. cm-p•• ùi tu·ruut,o,, gli urom nklli ùcllu :>fJec J.Iltta dCI'tuuoillliJpaticfl, in,·eee di B:>SI·rt <li~,,•miuo.ti nei var i o:.pt>dali , siano nu·colti i tt pml•i e>'til d , o~t.:ntudo.ene e o el tuo nolevok risparuuo no·l per t>Oiu\lc >'p3cial izzatro 111< duo • tlr s~L'<tem~a; m1lne la cunv4jni.-uza di .,, iuu-..· '"·gli o~peduli lu promiscuit.. fr •l i veut>r••i 1• i wa lau comuni di metlioina. ' di cb inu1!itt, ••iò <'ho p o i r1·hbe t!i!S{'t\.' pr<ovve<lim• m o ·•·l·:guatu t\ n eh• dul punto di 'ista du!dp'titltl r•. ' lin 'a11Ta oon 9iderazioll\l p oi va tic'D u~r pN se11 11•: 1.\ IU·•ncl~: Oltl;,!jliOUlll za dd utl\)ati l'Utano•i e ~cnerE."l è mpp!'l'ii6UlO\u du mrlivillui, i 'l' alr "'~~'h•• dumute il p r•rlodu Ì•• n1i, P''' 1'8gioni rh teropill ~ di pTotìlas~i, devono riillll no.~r. '"'""'''•' ti 1r o-prdo 1. , ~•·Ho tu t t .. r oapaoi di <><'•·uparai profio nnml'nt, i11 <pmlo'h < 111\0r.. , \,Il! 'it.- chiJ,. luli nn tualaJ• Jll'r lo più, lnenl r& 1-i I>Hit'o>pougoUo •l llf' ('lU't' ,J, l <"lt' l , I'IIJI [ Ì!IUUIIU p li!' l Utt4\ ili 1\1}

t\Ot~ou(~ ai Ìo:ro Jlleat~jc::r) o pro!essiou i ; ouclo S6rt.•IJlw d,. ..t 111lÌn·L~1 .J 11101 fn (H · ,, <JU)J&rn

'

i m•htari Il' fretti Òl\ forlUe cottw •-e • ~, ,.,.r,·•• d urante d P• .iod~< d' lot'<• dew,uzll 111 qli ""J>"<lnli: t> Ollfllro• p..oroiò Il\ uùic.•livn•• oli f!U<'b'tt m lll•·•~o o lte ,,.,.,_,.,,,. 'j, ""• p. e.~. '' st1l.iJim1•1lti di ~UpHn o di rintt R.ml 11to 1li m~t.•riuh• t!i •.rtigli• riu, d t •;aui tù , ecc·.. 1 m~>.r;ti,.:Aini ili Clhernt"~t&iu, e<'C. 'f11le uuovu 1\l:'Satt..\mt~nto uol "'"'r"i.ti v di t•ioon•l'•• t• •·um l' IJl'llu lllllli.l'.<Jo/.ÌOu,• dei V•·l•erei e <lerm<>p•ll ici potr< h be ùn eair• """ -ietcnHtl.i"'" definì t h u nu!'ht· pet· il dop ..

guetw.

.

Si inv il.uno pe•·tt~•tto lo D inz.inui 'di ~••wl.\ to•rli to1Ì.•Ii ·• pr<•llÙ' r,• tn toneitlt·r.>7.Ìc.JJe ' s n•li~re L. QU~'>l:iliuru< prospott.lta, te•wud" NIIJJ •• tlt-11• dtn•l lÌ \<• s<opttw·po~tt •· m bu..., al ~UJnt-ro m edio di venerd rio1 v., t a t i w·;;li ospetlali d t:l ''Vl'P" d'nmu•t a, 1 ift!rirne ~corte."~! >lullelli~udinc , formult\udo cl.•llo P'"l'"'''' •·nn<'rl'lt. orllll' f,,rnir'' " quoaro Jlim>ltero gli l'lt•mnot,i Pl.'r contl'\:tJ•l'e l t l""ticu, ,~·luziuut" <l• ·l pr.. hl; m.t. r.r i/ jl,filli,frCJ DELLA V A't.T.E.

Ttiviaìon e [V -

I. -

Seziron e lll

,

CIRCOLARE 11 . o!fH 2i :> del 10 marzo HH ""· \

Pl·oftla!iì~i nntitubercolare nell'eNcrcito u ;nt' • h l d 1 1111.1.ll•trr,. " ruurru.ttt . . nt l .Ut VIli . rl'1 .• Rtsult u ui ..._, l!.~ro, c• ·• un nokvo o 1\UIIh n>

runrQla 1

.

r<>vnn"t lllt t ont n ..gli <>Spt•dn li pc•r m.t111tt io· tttht·r.:Ctlari. m ttlarndo il p• e-• ltmJtu tr~ t<inutn ""r~'' tùll lOI't• av ,•.•nu~n arruula.mento. <'iò p1e>v•t ohr uou ,.i i!, fino .. ci ors, 'to d Ù.• ò\to conto delle diretti ve t rMoi:<tv Il:\ qucst o. M iniott'I'O, per Prf'>el 'are l'es r· Ol Il f\11&'' • • ..,.,Lil><t 11\quinarneuto t uòerovlaro. UMi· . • llt!ltero in fatti b,a, con una aeri•· di cironlari. ituportite ali 'u•JP" 1asso. ti' e •li•Ptl"•z•oni dal'· . .., quah· vluaroruente risulta : 18 tul.te:~ I\Uil rlebba•to c~s~re a rruolali 110~ge~t ì i n t·ut !'i!Ìllt,.u10 13egni <li ""'lat ti!~ 1 quru,j . e so~lo quuJsiusi form a .o p.,•r10do, ,. tnoto m •,u<> tenut i in RetdrJo. 1nilit.~ri '

SI ~.I'Ovtno ,· n •-u ton d't?.JOIIt. •

b) c:b,. ' · n manteuu t•· tu aer,·rnn. · · ·1· · eve pdtL· •1·1 tubel'OQ} • non . debb ano o,.sete 8l;811Jltl w tllt<rr 0111 0 APP<*,ti ~tenut-i g\1ariti di mnlt\t 1il' t u her•t•lori. S ''IIM pr.•vii m·ct•rtunwnti negli Ol)llfenn l'apa:ttl llpeoiali, ehe per~"' tam• dJ eliruinnr•. co.n si<'urc•zza ogni eo~p. tto ,, di are la liUpposta ttWI rigion •

'


V.'\ RTE UF.Pit'l , A bi'. .\ta]C'rad,. ],, ci1i.u• Z.~H di '-JU•,.,;t•· dhip' Hizj,.ui rinulw1 c!J .. :""i pr • coJ, ..1u~tlr.1 t • .,., ••~

"'p..-..... , a\ lh• tUrunhun•-hlll di t;t•gg··llÌ, ,.fu·, lh·r •rth\UIP in t~--udizjuni ;!t,ltt·r.di l·n H•. f•J•., od.UH• <JliO)C1onu ,lj rpo,.ì tl;oto ..!1<• ":..,.:ì J.o •·lir Ì•·a wod•·r~a rit Ìt!JJ<' in f'}UHlt·be "'"'''' p. c i:o:J.ttd oh nwltl•tie t.ubcoC•IIari ' " n t L.., t· ··lÒ l•>tB•· nt·ll'iut<-Htv 1li utilizZ<ll" ' ia•au"l 1 ••. lo H" l" UOtui11i •·lto• paion" 11 priul<L V J~t n t'oi)JRCI di pr.•,rRo··· , 1 u.dd~o• ••. ,.,·izio. fl )ft · ,, .... ,, r~~. ,,,, l;.:rudo h: D 1 iJ'JU• • tHSS..ili V P giù •l~1 a i11 JU ~po~it ''· n l if.u_,. pt·l ~tHtO opp1•11lt.u'' •; 1 j.. Joia.t ... u-e \'ÌV.II Ih'Hf<' 1'11tt .. nzion.· di'li" o li]i~11tlenti ;t1llo•ril A ..... uitario· militari "''i _..••vi itll'r•nVt..•r,i,·ul i <•il,..- •-OJl!'o.:•'.!.~ Utut•• n t ate iu• •1"-S•,I"\'U.tt'l.n nJl,..o dall' diapnsizivn i. f,~ nt'('• l't-tltiiUHtO dt JJ,. lllrdattit• tUbSI'f'ttlat'Ì 1 quuuclo ]H fliuguuf.i ltt1l}

'

"'•'Jitf.rj• (•Ju,lf,l,

.-i }w1ifi dt•i •·n~t:-.igli tli J••vn. sia. aa dtrellor• d"zli o~p,·dall rodu.u·•. rlt,.,. H-1' f 11• twi t'ff11tll' rl$ IICC. J'(tllll fiii(J diO(IItfiSiit•n . •liPUtlptt t 1·eutt iu n~111 \'Or)'" ,p Hrt1HHd l~"~lTII ,.rm.lr·, (• uon pnA.f:tlllh • 4~..:r·l'f" ,·iP:•'-hlf•' 1 1f'\~"t ÌVhllH•Tit.• fuorj rh r..-sj •'nH ~H'l .;otn· tn;o r11 .. et iu ~u !Jlooeu ti.

.. J,

Trooppoo ~JIC'!<•l >.C(lllolo• "'"h·· ··ho! ,, Hl;'

l'H'•OI'rrt

nl ripoO!!" di do·~igllare eoll'appo·lh111<"0

J,, Il d~'li_Ui1 t• d1 ./J f1• r1nh n(U fH'JOitiNJ () t h n/;!/17 1111() 8t•l!:.(•:rti 8HJl'l't't'll(j flr

1

\J·ft•

;··ooprl· maii1111P tltltt•ro·uho r t, sullo· q~rah """ s i o· \otl\llo '' '"l'uto npprofomlir•• h>Ùi<l· _.. o.,o. T >\lo olo~JI(lll>:rlOtH iu,!lt•roo•ll\11" , <alti\'(H•l. ROlo•• ''''""·' di riL1rds tH·II\·bplet.un• uto 1!1 li 1•r1>1 or• l ~o lll!!d ÌCu ·lo·g> oit, •· IO'<n fo triU'll• Di o• lo ..tln•l tlflf•ht l!l o•on.~ guo•nza eli l'rodll rl'i' H r .f•tn.~m·l 111 1:PI \'lz.io di '1.:"~;..\:''fll. •·tu n\·r.•hht:Tn d•)VIUt• •·-..;un pcr·•natwlltt·JitdU•" ··li" ir .. J\1 olnlle Glt' •lo•l l'NI•·l••Ìit•, l'h· po·.. m • .Ji JW• -t. 'l'VIli'• ol t qllHI~in,i in<JilÌoolltlhlll•• 10 l, rcotl&r'"· ~~ illHlfl•

pll..h.,lh,;ld~tft• (•«•llt"

f,

tu•••Hrl.JH' IU• •:O:"'t'f\'t\J tZI• Hllt'

•

JSI1U7.1•Jlll

't

11llpt~f'fl 1'

1lnl

\tino~•··rn in sifiuttt1 IXmH>rhl . <'r.. mu uogoJ otht·i l'l•·::di "~l"'""li e u••i trasporti f(•J r•·•·i&ri, • .11.-inn

oli:<penùi inutili, f'IO"ttrin•• tlil'•·rnrtto "'" rt oli p(·nsioui. o: lnl~l\110 ,dir \'&W·"

1'\'

\

•to•J'., \'Ì l to !H\/Ìoonal•• soggo>lli Cb o". in cpr .. 1'11P mr•fln, fl"lo·,·z.nO r«:;t'N' urtli.l"•'n•

fs,

n

•t -o~no

111od utili ..lres··rrill•.

,...:! di ... poou }tt·!lnll!t' oh·

t

""ic •u.>··a ,(,,,.,,un

di

·Hnil .a

rlt.'hìnrnJDO

pttrti•·•·hllln' 111 "

•

·, cDII.,j17Ji

l'alt lo.lltlltl: ,!t·l ùrpe ntl• n to urliC1.1h 111• •lici. ,. ~:•· cl.dr .. eu.•• o le l l"' rlll )Il ··~~o .. i n..:.· ;!J :ro\ t· .[,.j dlP 11tort d··~l; O_...p•·d,Lfi tnJill,,rj. !'lt)la gru,\'' re 'i'one<)t,i l i t " c l '~ ,... o;OJ)D• re bb ·ro t rnsrur,ontlo f·· n .. r m ripettll o!llt'O te cl.ll•· on pr·oop(l~nn dol Miru~t~r···

11 11ini.•tr" -

-\ Lrn:ott.

Pt·oHlal'lf'i antituher·cnlat·e m•Jl'eset·•·.ito

na.t;•riaH. In .. ,.!.!',til•• 1 foH••meHi at·,•to tlnt.i •li tnbon·,,Jo-..i

rifootliJil i. d"f'" ··•p lo"H\Ioo 1l penod n pr·o -cr 1lt • enra ., po:r lu o·io-oln,·R zioone nn1 itu b• rcola.rc. ]111 ,)1t9rt· (t or"'' l t-s:trt~}JO . r 0~ Solt&nt o i ouil i t &l'l c· l"• f 11 1'1111" afia11 i Ja fon ll•' t>tl••·r·otlrt · · · 1 · · "i uwnt~<lo· l"' l!landoktri. o~see, • •· ro-• . el o.) polli~JIIhl '<·Htt' n\\ 1 111 nt 1 epo81tl rpg.,. . enrnt~· .. . . . . . . . rtiziou• g '""~'• Utlltz1.1111 111 ,.. ,., 1r1 l'I~IUSI\'tlllll'nt..• SOolo·nlarot quan•lo, i>('f le ).,no' tlll e :•.ct.IJ, dt ,n, &h'tll" .dfi dl'll)(·llto do c .. rnpll'!'& c,nnrigione. Vl"l.:t\110>

. ..

: .....U!' .-

..00..


Gl(JRr\A I~E DI M I~DIClNA. MILI1'ARE -

- - 0 - - - --

-

fll.rMiun~ ed Ammlntl&razlone: Paluzo del Mloilltero deUa Guerra, VI& XX SeU.mllre. Bema

C U~IUZIO~I

01 AHHO!'>A~I E~TO.

1° Il 01omnl•, di ,.,.dioirvt miJi~a.rd ai pubblica l'ultimo giorno di ciascun m- , m fBBOtcoli di oinque fogli di stampa. za L'abbonamento è annuo e decorre d a l 1° gennaio. 3° I l prezzo doll'abbonarnento è: Por l' I talia o Colonie. L. ·~,P t>r l'Estero. l ;i . io Italia t l ,t.-. Uo fascicolo separat.o costa 1 1 .50 ' all' Est.ero t .:;o Il snpple•w•nto cont.euente I'Anmmrio 1 in Italia . del txlrfXJ 8a1lll"rio 111ilitnr• costa . 1 a.U' Estero • 2)~i» •o L'abbonamento non dasdetto pruna del 1° dicembre 11' in tende rinno'\tato per l'anno suooessivo. 6° I signori nhhooati mi litari in effettività d i $flrvizio possono paga.re l'im· porto doll'abhonarnento per fJIB"'-?.O dei ri"'l""ttivi comandconti di oorpo (anobe & r•te menruli). 6° P er i soli uflìci .. li medici (JPII' Est~rcito e della ).farinA.) è am meeso un al!bo· nauH•nfH t~lllltlil:lfilll al Omnml~ di ""·rNc""J 111il;turl' ed a~li À lliWl i di lllol'd ieii'H JWIXlU ~ colmlùtl• al prezM di T,. 18 !\notte. 'Per ott.enom t:nle o.hhonl\mooto gli abbonati d el Giorm1le <i• mràirimt milito'rc devono far porvenirfl dir('ttamente L. 6 a.ll'amml· niatruzione do~~: li ii 11 ""l i (p ree so il 7\[i niHtero della Marina ). 7° Ai lihrai si fa In sc-onto d~>! IO o{>, ma soltanto per gli abbonamenti dellt pe~one o dm: li enti non nulite.ri, che nnn pot~sooo fruire della fMilitazio n e di Gui ai llUiliOri O C 6. •

•

• •

~OH\11-.

t•t·. H J .ll t•t HHLICAZIO~ I .

1° I lavori nri~o:mnli, le note, lo rivistA> do.Uilo~rafati o scr itti a msDO devono occupare un !lolo lato del fo~lto ,'(! OdS<'rf' ucj:uratameut.e riveduti dagli su: tori. ::)i !a spcc111lo rnccomandllzaone che q uellt S~:ritti a mano siano ben leggibili. per modo da t.WÌtl\l'f' ,,gn1 clulohio d' io&erprN.tl't.ione. ln Ct\:<0 contrario , la Direzione ei Vll(lr.,bbf' co.~ t f'I•Ha s !IO~f>'·nderne la. pubblicazione. 2u Dura.ot~ 1! r~•rh.>tlo c!.•lla guerra.. lo. cnrrezion!' dC'III, hoz:le !IBrÌl fatta dalla redazione. till7.10h<} il·•~! i o.nt()ri, Pf'r ,,on vin~.oluré il la,,oro tipogrl\fico agl'inevitabili ritt<rdi ro~tnlt. 3~ Fir,L•hò p.·rclnt'f•rA il cosi o I'CCt>7.Ì<)llale d ella carttt, i lavori degli abbonati noa doVTrmno oltrf't)ltijsa ro lt> 15 pa!;ine di tttf\mpa; IJII"IIt rl,,i non abbon ati, lo 8 pagioe. -1° l,\? srxw• po r eh ('Rtmtti e quelle ~r le to.vol" lit,o~~:ro.flche, fotografiche, ecc., ohe ncct>rll pi1J:!rtti~>"-·ro Il• •u.,mor•e. go no a carico de~tli autori. so ()li cetr:ntl sono t il t! ne> tipi : - 2' •fYJ • ( . Con copertina in bianco, ll6.llf,a front~·BJ>~zlo. e "' 'Ila iwpa;.; iltnturf\ e nunHIT'1.7tODI' òt<l fascicolo. T i fJO l ,. Con ~­ p!'rtinn stmupr.ta, frl'lnt<-qpi7,io. impt\C!Ìnl\turn e nn•nrri\zione ;;peciale , Apoli anLort dt>IIO rn<·ncorio Raranno concess• gratuittuo11nte 50 estratti, tipo A. Pnr coloro ··ho nf' ÙI'~Hi f'rn~"''ro nn nnrnt:>ro inauJZiore. il prezzo ò regolato dali• ~UNth.' f,MÌ11A. :

l 'rc-~z.,. di <.::ÌIIl'<C'I111 f<l$!1 in d i HtHrl1 pa

-

..T l l'l Ili

. . A .

T 1'" :i 'l'li •Cl

-

-

-~~

.-.o"

~..,l R l 1'1'1

. . .

.

.

7)".;h

r

.

1~.:.o

-- -

\ mlt' J 111.1 l E CHI'H:

-

-

-

==-

V•·r •'t:ru l't"OhO'l"

•oo

~e.O

IliJ:-;-

Il) -

lo-

.IO-

12-

tllt n· -t~·

l'; h eatrl\tli aninori di un fo.~rlio Ai contano corno foc;lio intero per le ordioaz;ionl 61· IliO estratti o ruooo. P4.'r quelli cho 11nper!<no •w foglio, le fra:r;ioni in più. che non superano iJ mea,.. le>j:hO, 111 contano corni' met.à, purchè pl'rò l'ordinazione niJn eia inferiore a 60 oopie. li" I ·-::l nr•Mi•ti D'ln "" r•~t.it t•l ~~ono.


'

l

.

~

'·

DI

MEDICINA· Pubblicato dall ' I s petto r at o di San it à m ilitare 3tornaf• tir meòlcin• ntllltaru 186i · 1884 Ref!i.O J; e,u·ettO • ~ 1 '• Qecla Muln•

"""-.t•cco oc: s,~rn~l•

"".,..'th rw

Rt C'" Ee•rcll•>

AN~O LXVI -

t~Qò-,907

IHI ~

r

'

.. DIRETTORE: Prof. EDMON DO TROMBETTA. maggior general e medico.

Prot

REO .ATTORI CAPI : ,~RBDO BUCCIANTE, tenente eo- Dott. ARTURO CASARlNI, m.agg1ore m.. 10..... euo medico. dico.

Dott. DU COffiiT A TO DI REDAZIONE: Prot, CEs~:~=A, maggiore meclleo Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente eoioonello medleo Prot. ALPllEDo B • 14. ld. Dott. GUIDO MENDES; maggiore Id. Pror. llosouNo oFACQUA, td. td. Prof. ANTONIO NIEDDU.SEMIDEI, coDolt, PLACIDo CO AUJl!t. Id. Id. lonnello Id. Prol P1Uli) NSIGuO, Id. Id. ~lonaeu~ANd DO DE NAPOLI, tenente Pror. AMEDEO PERNA, tenente colonnello Id. Prot. Gio o ' . . Prof. SERAFINO BJOOI, Id. Id. Pruf. Glo:m~ GRIXONI, Id Id. BIANOIII BATTISTA MARIOTI'I- Prof.ALBERTO SANTAMARIA,mqgjareld. . , Id. Id. Dott. GIDSEPPE TERRA-ABRAMl, 14. Id• .. -""' ... RC.J:\.t A

DIREZIONE ED A MMl N ISTE\ •.O,.L;(ON.B

- Palan;n tlel mnlstern d!'lia 'lnerra ·Via XX !i!ettemhre- H O~IA Per le 1 · . · . - Rome, taÙ~rtz•onl di pubblicità rivolgersi t.llrl!ttaJJlente all'Ufficio deleg~to a tale servlalo o Nazionale di Pubblicità e Informazioni. via Poli, 43-47 - Telefono 77-66. ·

,.,.

p~l' ,,. t ...

o uo, P nc•r•>u • , .;,.,.,. le- unhhlic·:t ~iun l clf' i lavuri 'Pdi <.'f• twrt.l na


..

~·

SOMMARIO

•

•t:••••l': ....... Albtrto '--trarll. -

!W .... .

La riiCes\< SOCiale •• mtru la tubercolool rl1 ~oern

~llt Tl.ueo~l, Pltlrt PerNCC I. -

Sulla rou:.er•abllita d&l t-<>k-Tl' 1mmaniuanli' del ,!.•ro possono llJQI\3J"ne la dur:•ta .

~ nlltetantco e stllle eawe eht>

Vltterle Grazzl. -

l.e H•,:~t:uionl adenoidi spf'lia lmeo~ 10 rappo111.J al servizio mUll:l.r~

c ...,, aloMII. -

Jutorno alla n lot:wonr mt~du:o-lega.l il delle $1ndr~n1l neurosir lll!' lioo-spastiobe

Arturo Tt~l• -

Brevi considerazio ni sulle ranUsi 11 eon\r.:att ure .:•1 lt;!lri.Orll& muscolari ntl rinardl della pratlea llle~lco-legale ro.illt.are .

raro·

CASGI311CA CI.ISJCA. Foriw penetnlll& oell't>m.itonce oUu.>tro. cymoiJ~t;• J..l ul~ duodenale

Al8rtt MIIM'I l'aolhtl. -

QUESTIO.:'ol D'ATrtl.\LltA . VARiETÀ., NOT~. T.-.mltett&. -

ln iNIUU1.0 .

Ji EOIIOI.OG IO

-l'f:B. Il. l.lliRU 0"01!0 DEt CORPv S.\~ ll"AIU•"I YLl.l"fA R.P:

J87

3!>7

113

l


MEM ORIE ORIG I N ALI

La difesa sociale contro la tubercolosi di guerra per il dott. Alberto Lutrario, Direttore Generala della Sanità P ubblica

I. -

Importanza delJa tnbereolosi di guerra.

La questione antitubercolare, cosi difficile e complessa nei tempi normali, ha assunto con la. guerra una importa.nza. sempre più gl'ave e presS6nte. La tubercolosi di guen·a. costituisce, di fa.tti, uno dei ma.ggiori problemi d'igiene sociale che sono sorti· nell'attuale, immane oonfl.itto delle nazioni. In Italia, anzi, può ben dirsi cbé questo gravissimo fenomeno si è mantenuto in confini più limitati di quelli, assai più .}arghi, che generalmente ha raggiunto presso le altre na.zioni belligera.nti. E que· lta fortunata. circos1ianza, se in buona parte è da ascriversi al fatto, ormai acquisito, che la tubercolosi, nelle sue varie manifestazioni, giÀ. normalmente, è meno diffusa e meno grave presso di noi che altrove, si può anche attribuire -- è doveroso constatarlo - alle buone regole di profilassi adottate nel reclutamento e nel servizio militare. Avvalendosi dell'esperienza tratta dalla 'Prima fase della. guerra, venner~ infatti stabilite, di accordo fra la. sanità. pubblica e la sanità militare, speciali, efficaci discipline protìlattiche per evitare la diffu· lione delle malattie fra le trnppe ; e furono regolate dalla. sanità. mi· làve 11} visite di reclutamento· e quelle di r evisione in modo da dare la necessaria importanza preventiva al concetto di predisposizione e di latenza. tubercolare. L'istituzione dei c centri di accertamento diagnostico per la tu· beroolosi :., che provvidamente fu estesa anche alla zona di guerra., legna, a tale riguardo, per l'a.mministra.zione militare italiana, un titolo di benemerenza, di che l'igiene pubblica dovrà esserle grata. La importanza tecnica. e sociale dì questi istitntì si va sempre piil affermando e il valore scientifico e pratico delle loro osservazioni è a.ccre$Ciuto dal fatto che il campo d'indagine comprende oltre venticinque claaai di uomini, i quali.ra.ppresentano il più valido e fecondo organismo di lavoro che la nazione possiede. Onde da.lla. esperienza dei detti centri si possono tr&rre sicuri elementi di giudizio intorno alla estensione ed alla gravità del fenomeno tnbercolare risultante dalla. guerra. ~-

Gttf'IIQN di medlciiW mllllo.rjl, - Fuc. Y.

4


--;;pq• 358

LA DIFES~ SOCIALE CO:\TRO LA TUBERCOLOS I 01 GUERRA

Tali istituti hanno ormai sanzionato che, se la guerra non ha. crea~o la tubercolosi, che ora ricade sulla. vita civile, poichè nella grandis· sima maggioranza dei casi si tratta di infezioni non connesse. diret· tamente col servizio; - non è me n vero che le fatiche, le ansier le vicissitudini del campo e le cont ingenze ambientali possano alimentare, come hanno alimentato, un impressionante risveglio dell' infezione latent e, tra.sformandone la forma e il decorso clinico e, quel che è peggio nei r iguardi dell'igiene sociale, accrescendo a dismisura il pericolo di contagio.

*••

•t

L 'interessamen to vivissimo che l'Amministrazione militare ha posto e continua a porre ne ila grave questione della tube1·colosi di gnerr:\ darà. certamente un rendimento igienico sempre più proficuo: me.1 come dimostrano le osservazioni dei centri diagnostici , non ba avuto, nè potrà mai avere piena e intera ragione delle insidie gravissime con le quali la g uerra. ar ma. l'infezione tubercolare, sia accrescendo le occa· sioni di contagio - ed è il meno -, sia indebolendo e soverchiando i poteri fisiologici individuali di resistenza organica. Vi è inoltre da tener conto del fattor'e gravissimo di malattia, che è rappresentato dalla pr igionia nemica. Le voci tristissime che ci por· tano gli iùvalidi di guerra da oltre confine, lasciano bene ì'ileval'l' quanto sia one1·oso il carico che l' igiene e l'assistenza sociale già ri· sen tono, e dovran no viemmaggiormente risentire, anche da questa. part e, per la tubercolosi di guerra. Laonde, senza bisogno di ricorrere ad un a. esposizione statistica., che, peraltro, non potrebbe ancora ri uscit·e com pl eta, si può ben ve.· lutare, sin da ora, la grave portata ·che la tubercolosi di guerra ba raggiunto presso clli n01, p ur mantenendosi meno in q uieta.nte che ali ' Estero.

** * D Governo si è da tempo occupato e preoccupato delle gravi esi· ganze igieniche di pendenti dalla tubercolosi di g uerra. E, a tal fine, parallelamente alle provvidenze sanitarie di vario ordine adotta te nel !Servizio militare e in quello civile, già, con il decreto luogotenenziale delli 26 luglio 1917 n. 1231, diede forma concreta a tutto un pro· gra.mma. organico, di previdenza e di azione in ba.se agli studi oom· pinti dalla Direzion e generale della sanità pubblica ; programma ap· provato, con plauso unanime, dal Consiglio superiore 'di sanità. Quel decreto, che l'igiene sociale deve all'alto senno politico del, Presidente del Consiglio, on. Orlando, rappresenta l'inizio di una nnova forma di attività dei nostri ordinament i sa.nità.ri a riguardo della pro· filassi e della cura della tubercolosi.


•

. i' LA DIFESA SOOIA LE CONTRO LA TUBE RCOLOSI DT GUERRA

_/

359

Non è già che la questione antitubercolare in Italia, sia stata negletta per lo passato ; anzi, da tempo, prima della guerra, a v eva destato l'interessamento vivissimo di molti igienisti, di non pochi uomini politici e di studiosi d'igiene sociale, e aveva pure richiamato l'attenzione dei pubblici poteri. In molte delle città più importanti, difatti, e talora anche in cent.ri minori, già erario sorte e vivevano, sorrette del provvido ausilio della Sanità pubblica e degli Enti locali, Asso· oiazioni e Lep;he antitubercolari per l'istituzione e il funzionamento di sanatori, dispensari antitubercolari, colonie marine e aipine, asili per i figli dei tubercolosi, scuole all'aperto e simili. Non sempre. però, nè da per tutto - è d'uopo riconoscerlo - il lodevole entusiasmo degli organizzatori, <:be ne erano . l'anim~, trovò consenso ed appoggio bast.anti a dare una vita prospera e un progressivo sviluppo a. queste benefiche iniziative Nè i congegni di servizio delle varie provincie erano commisurati alle esigenze della profilassi, quali erano designate nalle disposizioni legislative e regol~mentari vigenti in materia. La fun zione statale, d'altronde, non era uscita dai confini degli incoraggiamenti e delle sovvenzioni, erogate dalla Sanità. pubblica; non aveva assunto, in questo campo, una. individualità propria e definita, differenziandosi dalle forme contributi ve stabili te per tutti gli altri campi dell'igiE-ne sociale, nei quali si esplica l'aiuto dello Stato. Viceversa, il decreto suindicato i mpresse un'orma propria all'azione sovventiva dello Stato; la elevò e la estese a tutte le Opere antitubercolari nelle loro più svariate, più benefiche e più simpatiche manifestazioni : quelle a venti per fine il ·ricovero, l'isolamento e l'educazione igienica degli ammalati, e quelle aventi per :fine le varie fo rme di cura ambulatoria., di · prevenzione sociale, diretta e indiretta, e di propaganda pr.ofì.la.ttica. Con le nuove provvidenze speciali coordinate, nelle loro connessioni giuridiche, alle pregresse provvidenze generali, si è venuto in realta, a dar .vita. ad u n vero sistema di' forme sovventive, adattabili alle varie circostanze e messe a disposizione degli enti locali; forme sovventive che vanno dai mutui senza interesse o con interesse ridotto del 2%, ai sussidi una volta tanto ; che vanno dagli aiuti in natura, come unità mobili, arredamenti, suppellettile tecnica, alle sovvenzioni pel funzionamento dei congegni e degli organi. Ben a ragione, adunque, il decreto fu accolto nel Paese con una la.rga. manifestazione di consenso; e difatti, non solo ha prodotto un nuovo fervore di iniziativa, ma., giova sperare che, superate le difficoltà dell'ora. presente, e grazie anche alla preparazione cui indefes-


samente atte11dono gli organi smi sanitari centrali. il decret.o stesso clara risultati assai proficui per la lotta. antitubercolare. Cosi che in tutto il Regno. i congegni speciali di profi lassi, che nou erano pre· parati - uè potevano esserlo - al grave ed improvviso onere, trar· ranno dalle accennate provvidenze n uovo alimento e vigore per assi· c;urare la dif~sa sociale contro la. grave j a.ttura tnberc0lare che lascerà la guerra.

II. -

Necessità di ttrorvedimeuti m·gent i.

:Ma il programma urganico segnato dal decreto luogoteueuziale del ~6 luglio 1017 ha carat tere di programma e finalità prevalentemente mediate e permanenti, mirando ad istituire congegni stabil i a difesa dell' igit:.ue pubblica. · Questa, frattanto. si è trovata e si t rova d i fronte al problema di carattere urgente, indilazionabile costituito dalla tubercolosi, che la guerra va man mano riversando nell'ambiente '!Ocia)P e a risolvere i l quale mancavano e non potevano non mancare, organi e mezzi adeguati. Problema che que:;t'nltimi mesi hanuo vedut.o ttccrescere di impor· tauza col fu nzionamento dei centri diagnostici che vanno epurando l'esercito e proiettando nel P ae;;e U~lt numerosa falange d i infermi del genere, accrflsc inta dRlle schiere dolorauti che il nemi<.:o ci rest i· tuisce. lJ n nuovo ordine di provvideni'.e, perciò era neeeF:sari o per riparan: ad esigenze, così impellen ti . Ed a sf udiatlt! e eoncreta.rle si accin:-;e all'indomani della pubblicazioue del decreto del 2(i luglio Hll7 la Direzione Generale :della Sauità Pu bblica, chiedendo ed olt.enendo alla sua iniziativa. la voleu· terostt collaborazione delle Amministrazioni sanitarie m il i tari . ~

**

La prima delle deficieuze alle quali occorreva. porre riparo, era r a!Jpresentata dalla limitata potenzialità. di ricovero degli istituti ospe· dalieri tt. vantaggio dei tubercolosi di guerra.. P oi.chè l' assistAnza ospedaliera dei riform<tti per t ubercolosi polmona.re, dei q uali. pift specialmente bisogna preoccuparsi, non solo è connessa al dovere t' he lo Stato ha d i migliorare le condizioni di salute contro la malattia che ne ba affie volite, se. non distrutte, le energie di lavoro, ma è anche dettata. da import;.mti ragioni di pubblica profilassi. Ri deve dare, infatti, a i tubercolosi, anche quella speciale educazione igie· nir.a che costituisce la. migliore difesa. sa.nipa.ria delle loro famiglie e delll\. sonietà., perchè tratta,i di malattia. a lnnga. durat.a c he,_per non


I..A Di fESA 80\;lÀLE CONT RO L\ TUBERCOLOSI DI GUERRA

361

br~ve tempo, consente tutte le ma.nife:!tazioni della vita

e importa, con esse, con tinui pericoli di contagio nelJla.mbiente socia.lA.

III. - Cora e edoe:tzione igienica. del rifornuttl per tuber·eolosi polmonat·e. - Mezzi per attnarle. È .necessario, adunque, cha gli enti ospita.lieri civil i intervengano senza. altro ritardo e più larga mente a lenire le gravi iatture che sono connesse alla tubercolosi di guerra, superando le difficoltà e gli impedimenti c he vieti pregiudizi o an tiche norme statutarie possano ancora. frapporre a. questa. imperiosa esigenza. dell'igiene e dell'assistenza. sociale. Onde, se-nza pregiudizio al co no del programma organico di p re· videnza e di aura che fu tracciato dal R. decreto 26 luglio 1917, ed a.nzi a.llo scopo di prepa.rarne meglio e di affrettarne la benefica a.pplìce.zione, si è pensato a. renderne più efficaci le nonne regolat.rici delJa. materia, sanzionandone il carattere di obbligatorietà.

...

**

Mt~o la. questione d~ll'ospita.li zzazioue dei tubercolosi di guerra. 110n

può essere delimitata in co.Q.lìni precisi, p:>ichè, come ho già. accennato, mancano s\curi rilevamenti statistici, ostacolati dal fatto f'he i gruppi più numerosi di infermi sono quelli che ci vengono d11lla. pri~onia. nemica. Di qui l'oppor tunità di fare appello anche alla. grande liberalità che l'amministrazione milita1;e1 con illumiun.to senso politico e sociale, ha sempr e dimostrato nelle sue opere sanitarie, & chiederle di trattenere più lungamente in cura e iu educazione igienica, prima della riforma, i militari riconosciuti a.ffelti da tale malattia.: di consentire, quindi, che gli ex militari, riformati per tubercolosi polmonare, possano pure t;rovare acooglime11'to negli apprestamenti militari specia.li, di tipo sana.toriale e ospedaliero, che essa va allestendo. E di rivolgere uguale appello alla benemerita: associazione della Cl_roce Rossa., che, con alto e amorevole zelo, mostra di voler parteCipa~ alla lotta. contro la. tu bercolosi. la L'a.m~in~stra.~ion.e .sa~ i t~ria. dell'i?teruo,. a sua volta, aocre::~er~ P?~enztalità di tah 1sliitut1, a.ppogg1a.ndoV1le sue numerose seztont lllobil1, delle quali già., con evidente vantaggio, si va facendo uso per ~u~sta. specia.le fo1·ma di ospedalizza.zione. fìl S~ verrà così affermando, sempre più, anche nel campo della prod'assi e dell'assistenza della tubercolosi, quella concordia di voleri e l opere che . h a aiir~tellato m profìl . gt.è., con ma.gn1·s co s lanelO nel campo attloo gener ale tutti gli organi sanitari dello Stato.


31)2

LA DIFESA SOCIALE CO:'iTR O LA TUDER COLOSI DI Gl"BRR À

D'altra parte, g li enti m ilitari, accog liendo di nuovo in amore· \ole ~ benefica assistenza q uei derelitti che dalla guerra trassero seco i l triste retaggìo di così grave malattia, faranno opera altamente politica e socia le, mostrando di non volerli mai considerare come detriti della gnerra, bensì di ritenerli sempre come cittadini benemeriti e meritevoli di soccorso riconosc·ente.

••

** ~a non è soltanto quest,ione di posti-l etto; vi è un altro ordine di diftieo ltà da superare: quello, cioè, delle spf'se di sped alità che il riJ,~.:aro gf'nentle della. vita v a rendendo sempre p iù gravi.

*

* *mati dal servizio mil itare. tor· I tnbrrcolosi di guerra che, rifor na11o all a >ita civile, possono essere cou:>iderati i n due categorie. Sella prima varll.lo com presi quelli che hanno eoutratto la. ma· lattia in servizio mi l itare di guena. S ono L Ues.,·é.~ de la tuber culose. come c:on frase immaginosa., vengono chi amati in F~·ancia. Ottenuta la dichiarazione di im·aliditù., esst acquistano il diritto a. pensione ed il ,1 iri tto ali 'a~::isteuza. da. part.e dell' 0pl'1'(l nazionale pe1· gli im;nlidi rlella gue1'1'a.

'

L'altra categoria, non meno numerosa. della prima, comprende coloro, per i quali lA. manifestazione dt-Iln malattia si ticonduce a.i ò.i~ng i della vita militare, ma n on si è però v erificata in circostanze tali da farla dtenere inscind i bi l ment~ legata. al l'ervizio di guerra. Ai malo.ti d i q ne:-;ta catep;oria oecorreva prov vedere: l 0 per un alto do n're !!!Ora le : Bisogne ricercare nel ::-ernzio le ragioni, per quanto occ:asionali ed indirette, dPlle loro vuluerate con· dizioni di salme al momeuto della riforma : 2° per un alto dovere sociale: TraLtasi d i forme per lo più chiusE>, con t•·nd~nzu r~ di venire aperte e qui n d i sorgen te inesauribile di infezione, qutmdo l'informo non sia conveuien(,emente educato nei riguardi dell'igien.e ; 3'' per uu grawle dovere politico : P oichè ogni presidio diretto a rinvigorire le energie affral ite, E'•lnivale l\ ri nsaldare ed r~ccre~cere la resiste11za del Paese.

"'

** E'iuo ad ora: ad essi veni ,·a concessa, da parte dell'Amministra· zione della guerra, al l 'atto della riforma, una g rati fi cazione sino a L . 3()0 pt>r i soldati e a L. 480 per i grHdnati di tru ppa. I Prefetti. d ' altro canto, i nformati del provvedimento d i riforma, esercita>ano xu coufwuto di quegli iufermi le faco!Là loro riconosciute dalle leggi, e richiama•.e d:dla. circolare del Mini ~tero delPinterno 7 aprile 191'1

·"!


,·

LA DtnSA liOOIAl.E CONTRO LA TOSEBCO tOSI Dl GU'ERBA

368

n. 20300.20, per far convergere su di essi tutte le risorse profìlattiche locali. Ma. queste risorse non possono corri sponder e a tante esigenze, perchè non erano preparate a così grave e im provviso carico, nè ancora si sono allenate a sostenerlo. Quando poi il male incalzava, ed occorreva il ricovero ospedaliero, allora. la questione diventava ancor più grave per la spesa, che il ricovero ospedaliero porta a carico delle Opere pie e dei comuni, a seconda. della. rispettiva competen ~a.

*

* * anche questo ordine di diffiA procurare il mezzo di rimuovere (!oltà hanno pure collaborato con grande amore le amministrazioni del1 ' interno e quelle militari ~tudiando la trasformazione della primi~ tiva forma. sovventiva in uso in un concorso da parte dello Stato alle SJ>ese di assistenza. Il Ministero della guerra e quello della manna, cioè, in luogo di concedere la accl'!nnata gratificazione una volta tanto, ~oncedonò una quota di concorso alla cura, tuttt> le volte che 1' ex militare apbia bisogno di ricovero ospedaliero. E un contributo di uguale quota assume a. suo cat·ico il Ministero dell'interno. ' E ciò a vantaggio di tutti i riformati per t.ubercolosi polmonare che si trovano in disagiate condizioni economiche; non solo cioè· ~ei poveri, ma. anche degli appartenenti alle classi che costituiscqno qa~IJa piccola borg hesia che pure ha dato tanto di sè alla guerra e D()b è meno meritevole della a!i'sistenza della protezione di cui abbia bisogno.

e

IV.

Aiuti alla fn,miglia dei tnbercolor-;i.

M.a. vi ha di più. La cura ospedaliera del tubercoloso, che è tanto necessaria per ·l'igiene sociale, trova, non di rado, un grave impedimento nelle condizioni di famiglia, poichè, spesso, le risorse neces13arie alla vit.a. fami ~.ia.k:-e sono confinate nelle fragili energie dell'infermo, o, almeno, ne nca.vanq ancora un utile indispensabile, per quanto meschino. Le relazioni delle associazioni antitubercolari fanno invero riJevare con -tinua.mente gli ostacoli del genere che incontrano cosi di frequente le c-icltieste d'invio in ospedale emanate dai dispensari antituberoo· la.n_ Col ricovero dell'infermo - si legge assai spesso - la sorgente dei ;tt:~ezzi di sussiste~za della. sua famiglia si assottiglia. o si estingue, meniit'e nella. miseria si r ingagliardisce l'azione del germe che insidia l'~m~iente domestico. ·

.

-


864:

l

L A DI PESA SOCIA L E CONTRO L A T CB ERCOL.OSI DI GOEllR.!

· N è alla resistenza che così si oppone all'azione insieme curativa. e profilattica, appare consigliabile contrastare con una fun zione obbli· gatoria, cui in pratica, per la natura stessa dell'opposizione· da. vin· cere, non potrebbero arridere utili risultati , mentre il concetto della coercizione male di per sè si concilia con quello che è e vuole essere insito nel provvedimen to, che si adotti a favore del tnbercoloso e al quale deve, anche per ragioni di ordi ne politico, conservarsi la nota di solidarietà. sociale che, essenzialmente, g li è propria. Si è pertanto avvisata la istituzione, a favore della famigl ia dell' infermo, che è accolto in ospedale, di un sussidio analogo a quello ch e su0le darsi per la chiamata alle armi, e che, . indubbiamente, gioverà assai ad assicurare quella larga applicazione della aura ospe· daliera che l' ig iflne pubblica giust!uneute richiede a sua t utela.

V. -

Comitati p1·orinciali a.ntitnbercolaTi

Molto è anche da aspettarsi iu questo campo da una bene intesa. opera di propaganda, e da un'amorevole. inint.errotta assistenza sani · tarià. prel'lso le famigl ie degli infermi. Alla formazione di 'luesta coscien za igienica, chP à il fondamento della. profilassi pu hblica, a ri:1Vigorire la lot.ta contro la tubercolosi, ad iudirizzarvi, in armoniea ed efficace fusione, tutte le iniziative e tutte le risorse specifiche locali, sembra però necessario ·chiamare a. raccolta coloro che per dovere d ' ufficio. per spirito fllantropico, o per couvincimento di stud i~ pos.<>ano utilmente dedi•!arvisi con intelletto ed amore. È sorta da ciò ~pontnnea l' id~·a di costiruire appositi Comito ti pro· t'inciali nntifttbt> rcolr~ri, i quali: riunend<? in un solo fascio le buone volontà e le competenze e colleg!lndole cogli organi statali, saranno, d a una par tt>, a l trettan ti P <'l trona ti per i tu bercolo:;i in genere e per quelli di guerra in ispecie, e dall'altra promuoveranno efficacemente l' ìstituzir;ne e il fu nzionamento di quei congegni profilal.tici che l'e· sperie11za ha dimostrato tauto u tili ai fini d ell'igiene sociale e che il decreto luogotenenziale 26 luglio l!'ll7. a questo scopo, sussidia e sorregge co~ ì largamente .

VI. -

Il nuovo dcr.reto lnogoteuenziale pet· la tuber colosi di guerra.

Queste, le linee fonùamentaJi sulle quali in relazione con le mP,g· giori necessità che la esperienz a ba manife!'tamente rivelato nel campo dell' igiene e dell'assistenza sociale per' effetto della tu barco· lotli d i guerra, è !"tato t.1·acciato il decreto luogotenenziale emanato,


l

LA DlPESA SOCIALE OO~l'RO LA T OBERCOLOS I DI GUE R RA

366 ,

'

su proposta. del Ministro dell'interno, Pl.'esid~nte del Consiglio, onorevole Orlando, di concert0 con i Ministri della guerra, della. marina., della assistenza militare e pensioni di guerra e del tesoro; decreto che tutte quelle necessità contempla e coordina. in un piano organico ui previdenza e d'azione.

••*

'

., ·.

·L'art. l del decreto stesso, invero, instituisce il couoorso dellQ Sta.ro nella spesa. di assistenza. dei riformati per tubercol osi e fi ssa le con dizioni per tale concessione. Richiede all'uopo: l. che si tratti di riforma per tubercolosi polmonare, quella. cioè che più infiacchisce le ene1·gie di lavorQ e più gravemen te insidia. l'ambiente sociale. Tale )imitazion:e corrisponde alla fi nalità del prov· vedimento che è, nello stesso t.empo, di assistenza e di profilassi: 2. che il riformato non abbia ottenuto la dichiarazione di invalidità ai sensi dell'art. 2 della legge 25 marzo 1917, n. 481, perchè questa. dichiarazione import(~. già, oltre della pensione, il diritto all 'assistenza sanitaria d.a. parte dell'Opera nazionale per gli invalidi di guerra; · 3. che sia povero, almeno disagiato cosi da non potere soste'Ilere in tutto o in parte la ·spesa di . ospedale. È questa una opport una. e giust;a ·l iberalità: perchè ammette al beneficio della l'?ura ospedaiiera., non solo i nulla tenenti, ma. anche quelli della piccola. possidenza che confina cof bisogno e che hanno eguali benemerenze di guerre. e non minori nece~sità. di assistenza e di protezione: . 4. che resti in cura in nn istit11to sanitario; limitazione que~:>ta l'tldispensabile, poichè il concorso dello Stato d'eva avere il fine di fa.cil{ta.re la cura. del malato nell'interesse individuale, familiare e sociale: se questo n on ha reale bisogno di cure, e volontariamente rinunzia alla possibilità. di curarsi, cessa la. ragione che è fondament;o della concessione.

o

•* • L'art. 2 autorizza la partecipazione normale, degli istituti sa ni-

tari, militari e della Croce Rossa, all'ospedalizzazione dei tubernolosi già. riformati, e ne demanda la. regolamentazione al Ministero del l' iu.terno, di concerto con le Am.minilltrazioni militar i interessate. L 'uJgenza del provvedimento reclama, infatti, la oollaborazion€' di tat t::;.i gli organi sani~a.ri statali, che, per altro, è anche consiglia t~ iìa. Elvidenti ragioni di convenienza politica. ·

**•

r.,.' art. 3 stabilisce l'obbligo delle istituzioni pubbliche (ospedali, sana t')ri, case di !!alute) di accogliere e curare 1 tubercolosi: obbl igo


366

\

LA DIFESA SOCIALE CONTRO LA TUDERCOLOSI Dl GUERRA

tassativo ed assoluto che non deve trovare alcuna limitazione, se non nella impossibilità mate?·ùde di ricevedi, per mancanza di posti-letto, negli appositi luoghi e sezioni ospedaliere e impossi bilità di impiantarne. Non si potranno pertanto addurre disposizioni contrarie di tavole di fondazione, di regolamenti interni ed altro. Di fronte alla impellente necessità di ricoverare e curare i malati del genere: di fronte a lle considerazioni di ordine morale, politico e sanitario sopra illustrate, qua'Jsiasi pregiud iziale, d'ordine formale deve cadere. Alle istituzioni stessf' è fatto altre::;ì l'obbligo di provvedere i mezzi adeguati per l'esercizio di tali funzioni; e ad assicurare lo adempimento di tale obbligo si danno al Prefetto i mezzi di prov· vedere. Il Prefetto, infatti. previ gl i accertamenti necessari, di ordine tecnico, ig ienico e amministrativo, avrà la facoltà di ordinare di uf. fi cio l'allestimento eli reparti speciali i)er la cura dei tubercolosi, promuovendo dal Ministero dell'interno la concessione degli aiuti previst.i da decreto luogotenenziale 26 luglio 1917, n. 1231.

*

* *che il concorso dello Stato deve L'art. 4 stabilisce il priucipio essere çorriSJJOsto non all' iufermo, ma all' jsti tuto che lo accoglie e lo cura. Essenllosi con l'art.. l stabilito. in sostanza, il diritto all'accogli· meuto gratuito in appositi luogh i di cura dei riformati per tuberoo· losi polmonare, è -evidente che del sussidio non può beneficù~ore chi non voglia usufruire di tale diritto. Questo articolo fissa inoltre il limite del concorso dello Stato in lire cinque per ogni giorna.ta di spedalità, e stabilisce che nelle. con· venzioni speciali, dtt stipnlarsi col Ministero dell' iuterno, le ammi· uistrazioni ospedali ere, non possano richiedere un a retta che superi piit di un quarto il \&lore dt>lla retta normale fissata per i ricoveri di ufficio nei r epa.rt.i di medieina. La somma cosi indicaLu si ritiene uhe, nella grande maggioranza dei casi, sara suffic·ieute a coprire le spese che sono necessarie per usare ai tubercolosi i .dovuti particolari riguardi di cura e di trattamento. Ohè se don·sse avvenire che la retta superasse le L. 5, i l lieve 011ere di eccedenza, è da confidare, non sarà rifiutato dagli enti !oca!~ perchè ormai alla lotta antitubercolare, cosi largamente entrata nella coscienza del paeRe, nun può, nè deve sottrarsi nessuno degli orga· nìsmi che hauno per fine precipuo l 'assistenz~ sociale, nè, e molto m eno, i ~~om uni che vi flono pill direttamente interessati.

\


LA D.JFESA SOCIAL& CONTRO LA TUBEROOLOSJ DI GUERRA

.

367

Ad ogni modo è pure da.- ricordare che lo stesso decreto, all'art. 4stabilisce che gli attuali stanziamPnti nei bilanci dei comuni, delle provincie e delle opere pie, per la profilassi e la cura del1a. tubercolosi, non possono ·essere nè stornati nè diminuiti.

** * L'art. 5 dispone che il concorso dello Stato va suddiviso in parti uguali tra il Ministero delP interno che è interessato a.Ua profilassi sociale, e l'Amministrazione militare dalla quale il tubercoloso proviene, ·e cb.e, per alte ragioni morali e politiche, è logicamente chiamata ad assumersi l'onere parziale dell'assistenza di coloro che, in servizio della patria, infransero l'energia del lavoro e ne trassero il triste reta.ggio di un male cosi grave e insidioso.

**•

L'art. 6 istituisce, in ogni provincia, un comitato provinciale an- · "titubercolare, presieduto dal Prefetto. Di fatto, in alcune provincie, consimili comitati sono già sorti da 1;empo sotto la presidenza effetti va ed onoraria del .Prefetto, per lodevoli iniziative locali, ma. l'importanza attuale del problema della tubercolosi, e l'urgenza che esso presentH da per tutto, rendono necessario di assicurare questa funzione in tutte le provincie. Le diverse associazioni ed opere antitubercolari esistemi troveranno nel comitato provinciale un valido organo di ausilio e di coord~namento, che associerà tuFte le preziose energie, ora, non di rado, dt!lperse e le avvalorerà con l'efficace concorso degli organi provinci,Ii e comunali di sanità pubblica, e con quello delle autorità. sa· llit.arie militari e delle cattedre universitarie di igiene. t La presidenza aftì.data al Prefetto, oltre a confE>rire al comitato la maggiore autorità, gli a.ttribnis0e pure una effettiva ingerenza nel funzionamento delle varie istituzioni antitubercolari; le quali, pur essendo animate da propositi lodevoli, non debbono sfuggire ad un OPJ>ortnno sindacato, perchè in sostanza gestiscono denaro pubblico, sia. cb.e provenga dalla privata beneficenza, sirt che provenga. da enti pubblici locali o dallo Stato. Infine, poichè male si adatterebbe alle diverse condizioni locali 1 l uniforme sistema di composizione dei comitati provinciali. le norme per la costituzione e pel funzionamento di essi saranno date dal M.iniatez--o t;lell'i~terno, il quale non mancherà di associarvi la partecipazione ò.e\1--e Autorità sanitarie militari, e della Croce Rossa, nonchè q nella degli enti locali uhe già diedero opera fattiva e proficua alla profilassi dell~~o tubercolosi.


36f)

LA DIFE~A . ù OlALE OONTRO LA T C BERCOLOSi DI

•• • L' art. 7 riguarda la. concessione del sussidio, che è necessalÌo

&

ga.rant ire alla. famiglia. dell 'infermo, d urante la degenza ospedaliere, un minimo di mezzi di sussistenza. P er tale sussidio mi litano le stesse considerazioni di ordine morale e -politico che hanno consigliato la con cessione già stabilita., a. favore delle famiglie bisognose degli invf;\lidi di guerra., coll'art. 18 della legge 25 marzo 191 7, n. 481, e coll'art. 88 del R egola.mento per l'esa· cuz ione della legge stessa 28 giugnu 1917, n. 1158. Il sussidio, secondo l'art . 7, viene commisurato a quello attuai· mente corrisposto alle fa.miglie dei richiamati alle armi, e rappresenta una opportuna integrazione di tutto l'ordinamento di assistenza. dei tubercolosi di guerra, il q uale i·, nello stesso tempo, un efficae:.e quanto necessario congegno di difesa so•·ia.le.

*• • Le singole disposizioni cnnteuute nel decreto soddisfano adunque a necessità politiche e sociali evidenti e della maggiore urgenza. I~ decreto collegandosi nella stessa. finalità con quello precedente delli ~ti luglio 1917, u. 1231, darà il modo di provvedere alle esigenze attuali e di preparare più agevolmeute le larghe provvidenze che sono necessarie per la. lotta contro la. tubercolosi nel domani delle guerra e che il paese giustamente attende ed invoca.. Il sacr ific:io finanziario, certo non lieve, non è grave in c onfronto del rendim ento sanitario e rigenerat.ore, ·che da. esso si può a. buon diritto sperare. Sarà questa una delle opere insignì che, nell'ora storica cbe att raversiamo, verrà a compiersi per la. difesa sanitaria della. nostra -popolazione contro un male così pernicioso, che non cessa con le guerra., ma traendo forza da lla guerra, .alimenta una. permanente in· ·sidia. contro l'igiene e l'economia sociale.


Istituto di patologia generale della R. Universlta di Bologna

Sulla conservabilità del potere immunizzante del siero antitetanico e sulle cause che possono 1imitarne la durata p •·r il prof. Guido Tizzoni. t•·n.-ru !' ,., .louud lc. <u e< li<"' ,. prof. Pietro Perrucci, "'a$!gi" "' v .-t•·rinari·

Uno ·degli inconvenienti maggiormente t'a mentati nella profilassi del tetano è 'quello della poca stabilità del siero antitetanico, per la quale il suo valore immunizzante decresce gradatamente '!Ol decorrere del tempo; cosicchè l'efficacia profilattica. del siero in questione ha di solito un limite determinato, variabile grandemente per i vari sieri. Ciò si verifica per la generalità dei sieri antitetanici che si trovano in commercio. In proposito si hanno per i sieri qui sotto enumerati le seguenti indicazioni: SQUIBB (New Brunswick, Ne"~ J ersey, U. S. A.). La. data. di scadenza, cioè il termine di validita, è indicata su.Ll' astuccio con timbro a rosso ; si specifica. che al là di q uesta data. il potere del 3Ìero diminuisce ogni anno del 15 %' L F.OE RL E SoRIR:FFELIN (Ne'v York~ U. S. A. ). Tennine di validita un anno dalla. · data. del controllo che è segnato a. stampa 'sulle etichette della. boccetta e dell'astuccio. Si dichiara. che, oltre questo termine, il siero diminuisce del o-10 o,n all'anno, se tenuto a lla tem pera tura di 5, C. ; del 20·30 ~ 0 , se tenuto a 3()0 C. _ 0 MuL'FORD E C . (Phila.delphia, U. S. ·A.). Con timbro a. nero è segnato sull'etichetta. delle singole boccette. il termine di validità . e ripetuto sulle scatole di cartone che ne contengono da 40 a 90. Per conservare al siero la massima attività si raccomanda di ma.ntenerlo ad uma temperatura. fra. 20 e 100 C. P ABXE B DAvis (London-Detroit, Mich., U. S. A ). Nelle partite provenienti da. Londra è segnata solamente la data. del controllo che è impressa. a. stampiglia sull'etichetta.; in quelle (più recenti) provenienti dall'America è indicato ancora sull'ast uccio il .termine di validità.. lmJTo 'PASTEUB (Parigi). - Sulla boccetta è indicato con timbro circolare a nero la data di preparazione ; nell' istru:t.ione è detto che la validità del siero si prolunga per molto tempo, olt re nn anno.


370

SUI,LA CON~ERVADILITÀ D"L POTEB ii: !MllUNIZZAl'!TE1 EOO.

(London). - 'l'ermine di validità, che si afferma es· sere sù:uramente presunto, un anno dalla data del controllo segnata a stampiglia sull'involucro esterno. Dopo f(_uesto tempo la perdita del potere immunizzante del siero si effettua. lentament.e; si raccomanda. di ma.ntenere il pacchetto che lo contiene in luogo fresco ed al· l'oscuro. ! STITU'l'O SIEROTEHAPICO E VACCTNOGENO SVIZZERO !Berna,\. Sul· l'astuccio -è segnato con t i m bro a nero il termine di validità. I sTITUTO sm!WTF.I{ APICO MILANE SE (i\Jilano1. - Come sopra. l sTITl'TO srEnoTn:RAPICO F. vAcrrxoc~xxo T OSGA:->O (Siena). Come sop1·a. !STI TOTO Sl!WO- VACC'l:\(l'rtmAPICO l'fAI.lA:'\'0 lNapoJi). Il termine di validità è segnato tA.uto sull'astucc io quanto sulla fiala. R icapitolando, altbiamo quindi nua. grande variabilità a riguardo di tali iuditaziou.i. Infatti in alcnui sieri è segnata tanto la. data. del controllo quanto il termine di validità (T...ederle-Scbieffelin, Parke e Davis di pnJYenit=>nza dall'Amt=>rica); in altri :-olo la. data del éOll· trollo (Pasteur, .Parke e Davis di provenienza d<t Londra, Wellcome); in altri solo 'q uella d.el termine di validità ISquibb, Mulford, Isti· tuto sierovacr·inogeno !>vizzero, Istituto sieroterapico milanese, Isti· tnto sierotempico e vn.cci nogeno toscano, I stituto siero-vaccinotera· pico itn.liano l. · • P er riguardo alla conservazione del potere immunizzante del siero, solo u~i sieri LedPrle-Schieffel e Wellcome la data della. vali· dità; cioè la garanzia di un contenuto in unità immunizzante rron in· feriore a 1500 U. americane, è indicata. come non superiore a un anno. Nel siero Pa.rke e Da.vis, in cui si hanno pru·e i due termini necessari per giudicare (data del controllo e da.t'a. della scadenza), la durata di tale validità oscilla nei vari campioni da l anno a 2 1J2. Ci mancano i dati riguardanti il termine di vaLidità del siero Lister in uso presso l'esercito inglese, avendo noi esaminati dei campioni ottenuti direttamente dal prof. Golia della Commissione per il tetano nominata dal Wa.r Office sotto la presidenza del generale medico Sir David Bruce e portanti solo la. segnante indicazione: « The Listar In· stitut 97 A. Rafi.ned and concentrated Tetanus · Antitoxin. 'rhis bottle contains 1500 U . S. A. nnits ». In tutti gli altri sieri, in cui è indicata solo la data d i scadenza senza quella della preparazione o del controllo, non è possibile farsi sempre un concetto esatto sulla durata della. validità o della efficacia del siero stesso. I n generale la durata. della. validità. dei vari sieri, come si può dedurre dal momen to in cui si trovano. in commercio, oscilla da l WELLCOME


.... 8(1 I,LA COXSERVABII, I TÀ DEL POTERE IM~IVXIZZAN~'E 1 t. CC.

371

ad oltre 3 anni. Nei sieri italiani di sopra elencati tale validità arri; verebb~:~ a 3 anni ed andrebbe anche al di là. Per rendere meno sensibile l'azione dell'invecchiamento da molti si consiglia di conservare. il siero all'oscuro, a bassa temperatura (sotto .l (}O O.). Tutti · i ricordati sieri, adunque, banno nn termine di valiaità pi ù o meno limitato. Di essi alcuni, secondo d1cbiaràzioni esplicite contenute sull'etichetta e sull'involucro esterno (Squibb fino al dicembre 1915, Listerì sono concentrati ; la maggior parte sono conservati sterili mercè l'aggiunta di un disinfet tante chimico (a.c. fenico, tricresolo, etere); solo quello Pasteur è ·sterilizzato al calore discontinuo (tynd~~.lizzazione ) ; quello dell ' Istituto sieroterapico milanese non sembra contenga disinfettanti chimici, nè sappiamo che abbia subito la tyndalizzazione. Se e come il l~mite di validità sia stato dimostrato, e se in ogni caso tale questione sia stata. oggetto di particolari ricerche, questo non possiamo in alcun modo affe~mare . Peral tro, in base ai fatt i che esporremo più sotto, nasce legittimo il sospetto che per alcuni di quest.i sieri; soprat.utto per quelli che hanno una storia molto recente, inferiore al termine di validità loro assegnato, tale limite sia più indotto, o stabilito su semplici · dati di analogia, che dimostrato. Quali siano gl'inconvenienti che derivano da questa inst~bilità nel potere antitossico del siero antitetanico, è facile im.maginarlo. Infatti i l termine di validità non essendo egualmente espre,;so da tut te le case produttrici, e per giunta eAsendo spesso le re lat i ve indicazioni scritte in lingua straniera (inglese), esse no'n sono sempre esattamente comprese dai medici od anche possono essere · facilmente fraintese, confondendo la data che indica il termine di val idi~à, quando esiste, con quella del controllo e viceversa, Da ciò ne viene non di rado l'inconveniente grave che i medici seguitino ad usare sieri a validità già scaduta, compromettendo così la vita di alcuni feriti col conferire loro nna protezione i'mmunitaria. assolutamente insufficiente od anche nulla. Si aggiunga a questo lo spreco del danaro che viene dalla necessità di eliminarè le dosi d i siero che hanno già sormontato il termine di validità, cosa davvero non indifferente quando si tratta di sieri occorrenti per scopi di guerra, e si comprenderà come il danno che può derivare da questa instabilità nel potere immunizzante del siero che ne limita i'uso ad . ' un periodo di tempo determinato, possa essere grandissimo. Stabilito da uno di .noi (Tizzoni) con prove numerose ed ineccepibili èhe il potere antitossico del siero antitetanico, quale si rileva

,


372

•

·'-l" LT"\· CO:\SKR\' ABIL LTÀ UEf. POTERE I W.IiUNlZZANTE, F.CC.

èou l'iniezione negli animali della mescolanza in vitro di siero e t o,3ir,a, non còrrisponde esattame nte a.l potere immunizzante che esso siero è eapace di dispiegare nell'an imale e nell'uomo (l); ricono-

sciuto d'altra parte che tale :1otere può essere in modo più preciso e con metodo molto pratico e sollecito rilevato con la determinazione del suo valore antistricn ico (2), si pensò di vedere quale fosse a questo rignardo il comportamento dei vari sieri che si trova no in commercio e quali variazioni i ri ~;ultat i così ottenuti presentassero col decorrere del tempo. Il metodo di ricerca. seguito in queste osserv azioni è quello noto, il quale serve esclusi >am€'nte nel Laboratorio Militare per la determinaz ione• del potere immunizzant.e •lel siero antitetanico che vi si pro.duce: metodo che consiste nel ricercare la quant ità d i siero t'be iaiet· ulta nella vena marginale dell'orecchio del coniglio v ale. a salvarlo dalla sue('essiva iniezionr del la minima closP mortalt> di stricnina. (~olfato o nitrato) fatta sotto la· pelle ~4. ore dopo (3). · Questo metodo. che la. lunga esperienzn, <.:ome abbiamo detto, ha dimostra to essere sollecito, sicuro e pre1,iso, foruisce dati di significato inC•)ntest,ahile sul valore immuuiz1.nnte di un siero provato nel· l'animale, quindi e iùcomparabilrnente sup eriore a t utti i metodi che si limittwo a titÒlarne il ,potere per mezzo del la mescolanza in vitro di siero e tossina. · T,a dose preventiva che le numerose prove cliniche hanno d imostrata es~tta. è ri!.ppre'3en tata dalla qnant.ità di siero necessaria per sal v are il coniglio dalla mini mi• dose. mortale d i stricnina (valore immunizzan te) moltiplicata per 10. Quindi. se la quan tità di siero OCl' '>rrente per impedire la morLe del con iglio iniettato con la. minima d0se mortale di stricnina sarà eguale a 0,5 cc., la dose preventiva per J'uomo corrisponderiL a cc. 0,5 )< 10 = r, cc. Se invece per ottenere in quell'animale lo stesso effetto non sarà sufficiente 0,5 co. di siero, ma ne occorrerà l, allora la dose preventiva salirà' a cc. l ,;( W = lO cc., e così di seguito. I risultati da noi ottenuti con sieri a termine di validità non scaduto. da. servire di ba.'le per le successive ricerche sopra. gli stessi sieri dopo che avevano raggiunto od anche sor passsato questo termine di scadeuza, sono raccolti nella 'l'abella I, in cui riportiamo alcuni dati H,ic••rc h•• sp.-rin1•·ntnli sull>l sier.,,, . .,,pin t>Ol t.etn.no. ·M emorit' R . AoIX, parto· I. II, 1901. (2) TJ7.ZONI. - L '·t·. ci t., p..rte Il. (3) 'rti~ZO"I ,. l'~atn Vl'CI - Io tor11 o '" crt t e l'i scic n1ifki per {(iud icur~ in modo r a· pi do e •Ì•·u r·n dolln reAI• · efli caci a dE'l ' ic-ro >mtitetHniro. Policlinico, V<'l. XXX I, 1 :\1. 1915. - ti u>W> in U. N. t!,· I'Ar . ti. Sr ., T. 160. t•n g. 846. Pftrie. Il) TI ZZONI. -

l'mlemio t/i .•e•• '"" d i lloh>yoo .' S ·•·tt• \'. to)m o


Ì>ULLA CONS ERV ABILI TA DEL POTERE IMMUNIZZANTE , ECC.

373

gia pubblicati in un nostro precedente lavoro (l) completati ulte. riormente con nuove osservazioni (Ved. Tab. I). Da questa Tab. I si rileva che i sieri esteri di recente preparazione salvano il coniglio dalla minima. dose mortale di stricnina a l cc. ; che del siero napoletano ce ne vogliono 3 cc., e per quéll o di Berna, dell'Istituto sierotera.pico milanese e dell'Istituto sieroterapico toscano questa dose è ancora insufficiente. Risulta. inoltre dalle. stesse osservazioni che pei sieri esteri il loro massimo potere immu· uizzante si conserva integro fino a 2 mesi avanti la scadenza del t ermine di validità indicato nell'etichetta. della casa. produttrice. Le ricerche riguardanti i sieri a validità scaduta furono fatte esclusivamente sopra. e~emplari della ditta Lederle-Schieffelin, Pa.rke e Davis e Squibb, come quelli che meglio si prestavano al nostro scopo, avendo un potere immunizzante discreta.mente elevato, e. quindi offrendo una scala abbastanza larga alle esperienze con dosi variabjJ i m., non troppo altE~ di siero. Tali prove furono fat te con campioni scelti espressamente a d istan za varia dal termine di validità i~dicato dal produttore ; in ge· nerale cercando di fare una prima determinazione del siero lontana quanto pit\ era possibile dal detto termine e rispettivs.mente vicina a quella del controllo governativo riport ato, e le altre in prossimitit del termine in quest ione o quando questo era stato sorpassato di uno o più mesi. I risultati cou seguiti con tal i ricerche sono riuniti nella Tab. II ( Ved. Tab. n ·,. In essa., oltre all 'indicazione della Casa produttr icè, del numero della fiala e della quantità. di siero che contiene, è riport ata la data del controllo governativo quando è indicata, quella del t ermine di •alidità., la. data della determinazione da noi fat ta con la stricnina e la distanza dal termine di validità., anteriore o posteriore alla sua scadenza ; finalmente è riferito il risultato ottenuto nel coniglio, cioè la q uantità di siero in <;c. provata, la gravezza del quadro mor· boso presentato ed il tempo della. morte quando avvenne. Così si possono confrontare facilmente i risultati da noi avuti con quelli del controllo governativo e stabilire un paragone fra i risultati ottenuti in queste ricerche cQl siero relativamente fresco ~ q uelli avuti con sieri a vario peri ode d' invecchiamento. Inoltre si può trovare il rapporto fra. la quantità. del siero contenuto nella. fial a sperimentata e quello che sarebbe nec~ssario, secondo il calcolo so· praindicato, per avere nell'uomo effetto preventivo sicuro. ' TIZZONI e Pt:RRUCO! - Ricerclw r.ou l p ttt'!ltÌ\' O Im ll'nnta.gonil!noO <l'az iono contro h\ (l) atricoina dei v ari si~ri antitot.anic i - Rendiconti R . Accademia t/eli,_ ~(iewu d~ B olorpv• . Ct. Se. F i8. l9l5- l9J6. 'n -

Giornali di meditina '"iiH'"'' -

Puc. \' .

•


•

374

•

~,

..

.-,. ... ""';"W

SULLA COSSERVA.mLITÀ DEL POTEBE IMMUNIZZANTE, E CO.

Risulta adunque da queste ricerche che tutti i sie?·i provati (Lederle, P arke e Davis, Squibb), quando è passato il te1·mine di validità si dimostrano di tale insufficienza che nemmeno t·addoppiando la dolse posson.o ave1·e azione preventiva. Ed invero il siero Lederle-Schieffelin, che 10 mesi ed anche 3 mesi prima della scadenza salva il coniglio contro la minima dose mortale di stricnina nella quantità di l cc., per altro con questa differenza che nel primo caso si ha nn quadro morboso lieve e nel secondo gravissimo, invece, dopo trascorsi 1-3mesi dal termine di validità, non arriva più a salvarlo nemmeno con · dose doppia di siero. Egualmente il siero Parke e Davis relativamente fresco, che salva il coniglio alla dose di l cc. con un quadro mediocre, dopo trascorsi 20 giorni dal termine di validità ne occorre una. dose doppia per ottenere un risultato meno completo, avendo presentato l'animale un quadro gravissimo; e dopo due mesi e mezzo non basta più nemmeno questa do.qe per salvare l'animale. Finalmente il siero S.quibb, che 3 mesi pr.ima della scadenza salva il coniglio con quadro lieve· alla. dose di l cc., dopo oJ tre passato di 3 mesi il termine di val idità.r non arriva. a dare lo stesso effetto nemmeno con 2 cc. Quindi i sieri scaduti hanno perduto tanto del .loro potere immunizzante da non esser più in alcun modo utilizza.bili nell'uomo ; al più potranno servire per uso veterinario nei quadrupedi, nei quali non vi è difficoltà alcuna, nè porta alcun impaccio iniettare con· temporaneamente 4 ·6 dosi di siero invece di l; a. differenza di quanto avverrebbe se la st.es~>a cosa si volesse fare nell'uomo, specie nella. chirurgia di guerra. Anzi in taluni di questi sieri, come è stato dimostrato per qnelfto L ederle-Sohieffelin, il potere immunizzante è già abbassato notevolmente anche prima del termine di scadenza, . in modo che sarebbe prudente, in prossimi tà" di questo e prima ancora che fosse sorpassato: raddoppiare nell'uomo la. dose preventiva.. Queste ricerche sperimentali trovarono piena conferma in alcune osservazioni sull 'uomo, nelle quali sieri prossimi a.J termine di validità, a più forte ragione quando tale termine era già sorpassato, non esercitarono nessuna azione preventiva o quasi, e non r1uscirono nemmeno ad attenuare il quadro del tetano nonchè ad impedirne

l'esito letale. Ed in vero in questi oasi il periodo d'incubazione non fu più lungo dell'ordinario, e la malattia non rimase localizzata alta parte lesa ed alle parti circostanti, almeno in primo tempo, ma. essa si presentò con trisma iniziale completo e decorse con tutti i fenomeni coi quali decorrono le (o'~'me ordinarie di tetano non i11{luen.zate atfat1c; da precedenti iniezione di 1iero.


..... l

SUJ,LA CON::!ERVABILITA DEL POTERE IMM UNIZZANTE, R CO.

375

Inoltre i risultati si prestano ancora a due importan ti considerS\.· zioni che valgono ad illustrare un s.ltro punto dell'argomento tuttora molto oontroveT.so. I n primo luogo colpisce in tali risu ltati l'assoluta. mancanza di qualsiasi rapporto fra il valore antitossico djcbiarato, determinato col solito metodo in vitro, e quello immun izzan te trovato nell'animale col metodo indicato. I nfatti dei a sieri in questione che salvano il coniglio alla medesima dose (l cc.) e che perciò debbono avere lo stesso potere immunizzante, ne occorrono 5-7,16-14,32 e 16 ·cc. per arrivare alle 1500 U. I. calcolate sempre col metodo inglese. . . . Ma· q uello che apparisce ancora più strano si è che il limite di scadenza di questi vari sieri, come risulta da dichiarazioni precise riportate sulla. etichetta e sull'astuccio, oscilla d a. l anno a 2 1/2 ; nè può comprendersi la ragione di tali considerevoli differenze dal momento che è uguale il potere immunizzante,, ed i coefficien ti disturbatori che portano alla sua. graduale attenua.zionè, quali l'acido feni co aggiunto, la. luce, la temperatura, l'acqua, la naturale sedimentazione, sono pure in t.utti i casi ident ici. Dopo questo si è voluto vedere come si comportasse allo stesso riguardo il siero Tizzoni prepar ato dal Laboratorio MilitarE\ di Bologna. Questo siero, come è noto, è preparato e conservato in modo del tutto sterile senza aggiunta di alcun disinfe ttante chimico, senza essere sterilizzato a.l calure disc.:ontinuo (tyndalizzazione), e senza. aver subito in precedem. a a lcun altro trattamento diretto alla concentrazione della. antitossina in esso contenuta. In altri termini è siero aUo stato naturale nel senso il più stretto della parola, quale circola nelle vene dell'animale. Già. per alcune esperienze frammentarie fatte da uno di noi (Tizzoni) si sapeva. che il potere antitossico di questo siero ricercato con la prova della mescolanza. in vitro e della successiva. iniezione nel coniglio non varia. menomamente per il decorrere del tempo, anche quando l'esperimento era praticato sopra sieri condizionati in flaconi chiusi alla lampada e mant.enuii per anni (4:·6) alla luce diffusa ed alla temperatura. ambiente. Si aveva quindi ragione di ritenere in seguito a tali risultati che il siero preparato dal L aboratorio Militare possedesse una assoluta stabilità. e che perciò il suo potere antitossico, r ispettivamente il suo potere immunizzante fos · sero praticamente illimitati. Con questo concetto non ci sembrò necusario indicare sulla relativa fiala la data della sua prep arazione e quella riguardante il termine di validità, llUciandone il libero uso nella pratica senza limite alcuno di tempo .

..


i

fJ7f'i

,.U LLA CI•~~:BR\"A BILITA DET. POTF.B E Bt:\ll' .NlZZA~ 'J'E, F:CI.' .

Ma. a nostro giudizio. non avendo i risultati ottenuti sul potere a.ntitossic:o del siero antitetanico un valore assoluto ed ineontesta· bile, era. giusto e doveroso che anche questo siero preparato d11.l Laboratorio Militare. per riguardo alla. conservabilità o meno del suo potere immunizzante e curativo, fosse sottoposto alla stessa prova. dagli altri esperimenta.ndo~e il potere contro la minima dose mortale di atricnina. A tale proposito riferiamo dlapprima le osservazioni da noi fatte sul siero fresco dirette a stabil irne il potere massimo ed il potere medio 4 naie si r iscontra nel l u maggioranza dei ca val li; o.sserva.zioni r-he in buona. parte furono già rese di pubblica ragioue (1!, ma che vennero ulteriormente ampliate con nuove ricerch~ (Ved . Tab. III). Uai risultati raccolti in questa Tabella si rileva che la maggioranza. dei nostri cavalli arriva a fornire un siero che ba lo ste:;so iden· tico potere immunizzante; un s:iero, cioè, di cui bastano Cf' . 0,5 per sah·are il coniglio dalla minima. dose mortale di stricnina. e c he alc;uni soggetti arri -vano eccezionalmente ad un potere superiore, bastando ad ottenere Lo stesso effetto an~be dosi più piccol e di Siero, fino a cc. 0,2, per quant.o in modo non costante. Ora. se si confrontano fra. loro la Tab. I e Tab. III e dal valore ant i'ltric11ico trovato per i vari sieri esaminati si risale alla rispet· tivH dm!E.~ preventiva per l'uomo, considerando per il nostro solamente il valore di cc. 0,5 riscontrato nella maggioranza dei sog· getti, abbiamo :

..

Siero Ti2zoni del Laboratorio Militare Squibb Leder le Par ke e Davis Sieri esteri \ Wellcome Pasteur Lister Istituto siero-vo.ccinoterapico di Napoli Istituto sieroterapico SYizzero (Bema) lstituto sieroterapico Milanese Istituto <~ieroter:\pico 'roscano

t

cc. 0,5

1.~

\'

10

l

cc.

!

no

oltre cc. SO

E perciò per equiparare l'azione del nostro siero, ci vuole il doppio dei sieri esteri, Sl3i volte di quelle napoletano, e quantità. anche maggiori degli altri. Peraltro il limite superiore d 'immunità. non è raggiunto da tutti i cavalli nel medesimo t empo, per quanto siano sottoposti tutti allo ( l) TIZZONI e l'KIUHT<'I.'I, - Ricerch.· oum parath·e sull'antagunismo d'azÌ•'ne contro la 11triooioo. tli vari 11ir-ri nn ti t< tanioi. Lcoc. ci l.

,.


l

l

SULLA CONSEBVABILITÀ DE L POT E R E UOI UN IZZA~TE, ECO.

•

077

stesso trattamento ed iniettati con la. medesima coltura.. Come ci ha provato la larga esp&rienza. in materia, alcuni soggetti arrivati al termine della vaccinazione passano sollecitamente per le successive ' iniezioni di rinforzo da un valore come 2, ad un valore come l, • come 1{2, cioè riescono rispettivamente a salvare il coniglio contro la minima dose mortale di stricnina con 2-1-0,5 cc., mentre aJtr i stentano a raggiungere il li~ite massimo di 0,5 ed occorrono molti mesi, alcune volte anni, perchè questo avvenga·, talora sofferm andosi lungamente sopra. uno d ei termini intermedi, talora sopra l'altro. I cavalli Reclusa, Tomero, Torella., Tagiura della Tab. III offrono classici esempi d el ra.pido passaggio dai gr~di minimi ai massimi d1immunità. I tre cavalli, Ubbia, Terrore, Volturno, di cui alla 'l,abella IV, sono esempi di soggetti che stentano a raggiungere i più alti gradi d 'immunità ; il cavallo Terrore si è soffermato lungam·en te sopra un potere immunitario di 2 cc. , e c'è voluto circa un an no e mezzo per passare ad l ; dopo di che ha raggiunto subito il tern1ine massimo di 0,5 cc.; il cavallo Volturno si è invece soffermato lungamente sopa un potere immuJ?ita.rio di l cc. ed è occorso u n intero anno per raggiungere il grado massimo di 0,5 co. Finalmoente per lt. oa.va.lla. Ubbia. è stato necessario un tempo anche ma.ggmore, circa. 7 anni, per passare da l cc. a 0,5 cc. · Così si può dire che tutt i i cavalli, salvo rarissime eccezioni, a rrivano a raggiungere il grl'.do massimo d'immunità, per il qua.l e e consentito con 0,6 cc. d i siero di sal v are il coniglio iniettato coli d. minima. dose mortale di stricnina. ; ma che questo avviene in u n tempo di vers0 pei vari soggetti. Vi sono a.J.Quni cavalli in cui ciò si verifica in un periodo di tempo molto breve e questi debbono essere dichiarati ottimi sieroproduttori ; inveoe altri im.pjega.no un tempo assai lungo, alcune v·olte molto lungo, e qu esti debbono essere c lassifìca\i · come mediocri. Finalmente deve essere ricordato che, una volta raggiun to sta· bilmente il potere massimo d' immunità, per il quale (},5 cc. di siero sono sufficienti a salvare il coniglio dalla minima. dose morta.lt:) di stricnina., questo potere rimane fisso per uno stesso cavalJo sottoposto sempre allo stesso t rattamento. Un esempio dimostrativo l'abbiamo nella ca.va.lla Vena, di cui alla Tab. III, nella qne.le il potere del sangue esaminato 6 volte in dne anni è rimasto sempre cos~ante, raggiungendo ogni volta. il limite massimo di 0,5 cc. L o stesso dicasi per il cavallo Quadrumane riportato pure nella Tab III. Stabilito per mezzo deJla. stricnina il potere massimo di immu-


378

SULI.A CONSE RVAZlO~E VEL POTERE IMMUNlZZANTE1 RCC.

nità raggiunto dal nostro siero, rilevato il potere medio cui arrivano in un tempo vario la g.rande maggioranza dei nostri cavalli, abbiamo voluto determinare se nell'invecchiamento il siero in questione conserva o meno tutto il suo potere immunizzante. A qu.e sto fine sono stati scelti alcuni campioni dei nostri migliori cavalli, dei quali .era stato esa.ttamen te determina to il valore antistricnico, e furono lasciati in fiale chiuse alla lampada alla temperatura ambiente, alcuni ancb~ a lla luce diffusa, pel· essere esaminati più tardi, nella massima parte dei casi dopo trascorso ~n anno dalla prova precedente, in un ca so dopo circa 8 anni dacch è il siero era stato raccolto. Nella Tab. V sono riportate tutte le prove da noi fatte riguardo alla conservabilità del potere immunizzante del nostro siero, indicando pei singoli ~avalli i risultati ottenuti col siero fresco, appena infiala.to, e quelli ottenuti più tardi quando era decorso un anno o pi ù (Ved . 'l'ab. V). Solo della. cavalla Vena, del sa.lasso 24. V. 10 ci manca il primo termine di confronto; ma l'aver trovato nel salasso praticato a questa. cavalla il 22. III. 15 (Ved. Ta.b. III) u n valore già. .in olto ele· vato, di 0,5 co., è pr esumi bile che lo stesso valore riscontrato nel siero conser vato per quasi otto anni esistesse anche in quello corrispondente fresco, tanto più che . t ale soggetto a q nell'epoca era già in vaccinazione da due anni circa. I risultati consacrati in questa Tabella ci permettono di concludere con tutta sicurezza che il siero antitetanico Tizzoni p1·eparaf.Q dal J,aboratorio Militm·e eli Bologna conse1·va indefinitivamente il t.tw potere immunizzante e ctwativo calcolato di contro alla minima dose mortale di sb·icnina. Quello che vi è di meraviglioso in queste ricerche è la perfetta corrispondenza dei risultati ottenuti a. distanza. di un anno per ri· guardo alla gravezza e agli altri partiéolari del quadro morboso pre· sentato dagli animali in cui il siero fu provato. Di fron te ad un 'quadro lieve o mediocre rilevato in un primo esperimento fatto con siero fresco, si ebbe, dopo decorso 'un anno, per il medesimo siero la. ripetizione esatta dello stesso quadro lieve o mediocre, in modo da acquistare la convinzione che in questo tempo il siero non aveva perduto n ulla del suo potere immunizzante. Non possiamo dare nu gi udizio esatto sul siero della cavalla Vena, salasso 24. V. 10, mancan· doci il relativo termine di confronto; ma. non è improbabile che la maggior gravezza dei fenomeni riscoutrati in questo caso dipendesse ds. un minor potere immunizzante dello stesso siero raccolto di fresco; tanto più che questo cavallo non era stato regolarmente


SULLA OONSBRVABILITÀ. DEL POTERE IllMUNIZZANTE1 ECO.

379

vaccinato come gli altri e nei due anni in cui si trovava sot.to vaccinazione ayeva. avuto lunghe interruzioni nel trattamento con le colture del tetano. È quindi molto probabile che all'epoca. del salasso indicato il cavallo fosse arrivato appena ad un potere immunizzante ma-ssimo, cosicchè 0,5 cc. del suo siero non bastava. ad ~vitare nel coniglio iniettato con la. minima dose mortale di strie· nina nn quadro grave; mentre più tardi, per il succedersi delle iniezioni va.coina.nti, questo limite fu acquistato dallo stesso cavallo in modo più stabile, come si rileva dai dati riportati nella atessa. Tab. V per salassi posteriori di 7-8 anni. Dopo ciò è logica la convinzione che le differenze dimostrate per riguardo alla conserva.bilità. del potere · immunizzante del · siero antitetanico tra. il siero Tizzon.ì del Laboratorio Militare e gli altri, · dipendono da.lle manipolazioni da essi subite per concentrare l'antitossina, e più ancora dall'aggiunta di disinfettanti chimici, specie dall'acido fenico e dal tricresolo che sono di uso più genexalizzato. Peraltro, volendo avere di questo la prova diretta, abbiamo sottoposto allo stesso esperimento con la atricnina due campioni di siero provenienti dql medesimo salasso della cavalla Fava del 22-XI.lO, di cui uno era. st.ato fenicato colla solita dose di gr. 0,5 p. 0 [ 0 di acido fenico ed uno no, e che erano stati abbandonati per lunghissimo tempo, per circa. 8 anni, alla temperatura. ambiente ed alla luce diffusa, entro flaconi chiusi alla. lampada. I risultati ottenuti, che sono stati raccolti nella Tab. VI, non potevano essere -più probativi. (V ed. tab. VI). Infatti il campione non fenicato alla dose di 0,5 cc. ritarda la. morte del coniglio iniettato con la stricnina, ed alla dose di l co. · lo sa.lva, pre~èntando solo un quadro di mediocre gravezza; mentre quello fenicato non lo salva nemmeno alla dose dì 3 cc. Ciò significa clte anche il nostro siero per l'aggiunta di acùto fenico perde t'n rnodo coMiderevole de~ suo potere immunizzante. ~ina.lmente oi piace rilevare, a conferma delle nostre precedentl affermazioni, ohe in 3 dei nostri ca valli (Fa. va, Vena, Ubbia), o~tre al valore immUliizzante provato nel coniglio contro la strie· ntna., fu ricercato anche il potere antitossico ool metodo proposto da .di noi (l); metodo che consiste nello stabilire il numero di unità. ~SSlbhe semplici, rappresentate dalla minima quantità di tossina teta.ntca capace di uccidere il coniglio in 3-4: giorni, che sono neutraliz· za.te per contatto da l cc. di siero. Il risulta~o è stato questo; che,

:no

(l)dello. 'llzzo~tr· l.Od.o

S u l mod o d'1 d t-t'l1mmare · 1a potenza 'e · l s•ero · · · anttt.atawco co l me2•6, 18!!9. znesoolnoza in vi~w. - Rifomw medico, IUlllO XV. n. 242, 243, 244, 2,lS,

•


38U

SUL.LA CONSERVABll.ITA l'l'E L PO'l' ERE HU.fi.;~ IZZA.S'.rE 1 ECC.

mentre per i 3 ca valJj Vena, Fava ed. Ubbia, il potere immunizzante era. rispettiva.roel'!.te d i 0,:) cc. - l cc. • l ec, invece il corrispondente potere antitossico era di 20 000 - 30 000 • 60.000 U. I. Ciò prova ancora una. volta. non es.,ervi al1·u.n ra11porto fra po • tere antilos.~ ico e pote1·e imt1Htnizzan te calcolttlo <:ol utetodo delltt ...:t1·ic· nina. I nfatti i n q ue's ti casi i due ammali (Fava, Ubbia), che pos!!ede· vano lo stesso potere immuoizy,a.nte, cioè che salvavano il con iglio :ia.lla minima dose mort1iole di stricnin a con 1 cc. di siero, avevano ri· spettivamante un potere antitossico molto d ifferente (come l : 2), ed il cavallo (Vena), che aveva nn potere immunizzante più elevato e per il q uale bastava appena la metà di siero (0,5 co.) per :-t.vere nel coniglio lo stesso risul tt~to contro la. stricnina., era q uello fra i 3 che possedeva. corrispettivamente nn potere antitossico più basso. Quindi, stando solo al potere antitossico del siE'ro, si sarebbe dovuto giudicare còme mig-liore uno d ei due. cavalli tUbbia), che possedevano il potere immunizzante più basso: e per contro si sarebbe dovuto scar· tare quello (Vena), che per i l potere i mmunizza.nte del siero doveva. essere ritenuto il migliore. Dal com p lesso di q uesce ricerche si può arri \·art' alle seguenti conci usi o n i : l) Che i l siero antitetanico allo stato U!\turale. t..: ioè raccolto & conservato in modo del r.utto srerile, senza aggiunta di disinfettanti e senza nessun tra ttamento di ordine chimico e fisico, conserva in· definitivamente inalterato il suo potere immunizzante. 2: Che all'aggiun ta. di disinfettanti, specie all'acido fen ico, non· chè alle a ltre operazioni occ·orrenti per ottenere la concentrazione dell'antitossina in esso siero contenuta, devesi la graduale d.iminui.IÌOne d alla sua attività. s pecifica che ne limita l'e fficacu~o, e perciò n& 1'tiStringe l' uso ad. un periodo di teu1po determinato, i l q ue.le d'ordì· nano non supera. un anno. Che, in ordine a. quest.i fatti, i disinfettanti e la concentrazioae dell'antitossina., resi rispettivamente necessari dall~t deficienza ne!l~ tecnica per la raccolta. e la conservazione del siero o d alla. necesstt& di innalzarne il potere im munizzante originale, uhe la forza e le. qualità. d ella coltura non riescono ad ottenere direttamen te, souo.as· solutamente da escludersi nella _preparazione del siero antiteta.n.!CO· Sulla infi uenza che può ese1·ci ta.re la t yndalizzazioue del ~l ero sulla conserva.bilita del suo potere immunizzante non possedll?.tno . . espen enza propna. Finalmente queste nostre ricerche confermano ancora una volt.~ 1 la. mirabile esattezza. d el metodo da noi proposto per determinare potere immunizzante d el siero a.ntitetanico.


Tabella l . /ndiCil?JODI ~u 1 camp!o.ne

Provcnieoza del slt'l"U

usato

..9

P0141re antitossico di~hla.l'ato

o

l! :: .. Cl ::l

-

8

-..

'C

.,

.. ':!

o

a

..s=.."' ...

'"":a

Quantità

g .. 8 dlaiero provata (•)

l/ .. -

..,_ ;~~ :;...f:: a;~

..

., 'r.:> C Q

~ Q

.; cl

.. . s 1uibb: New Brunswick (America) ... s 1uibb: New Brunswick (America) ...

N. 8657

inglesi

» 5657

• 8254

L ederle: .New York (Awe~·ica)

L ederle: New York (Ame· rica) . . . . . . .

-

1ooo u. r. 1600 U. I. inglesi 1600 u. I. inglesi

-

18.XII. 16 16.1X.16

.;

~

OSSBR V.~ZIOJW

.;

~

... ..>

Ilo> ):

8z (/1

(l) ~

.- + + +

28. VI.17 IB.Xl.lG

~

'"

>

tri

'

• ,. » 17. IX.16 - + + +

'

~

""

- - -

1000 u. I. inglesi

2.1X. 16 2. IX. 16 1. X.l. 16 -

.Juo

1600 u. l. inglesi

SJ. l. lG 31. }. 17 30.

! o

-

N. 335 #

v .s

. .. l

'

:J.Uibb: New Brunswick (America)

-...

~ .....,. -•.t.r-:: tr:

+ + +

x. 16 - + + +

1-(

~

- - ~ I' uko,Da.vis e C.: London. N. 082696 A 6. X.16. 1600 U. I. 22.1V.l9 6. XI. 16 - + + + i nglesi ~ . !Tl - - g Sll 4 prove l S(lla vnlla l':wi wolleome: Loudon . . Serie D. 24 B. 1500 U. ~.A. . 2l.IX.l6 + + + Il )male ha resisti}" aIla e P. 70 '/. -

-

~

~

(l)

inie~loo

.

- -

dellà dose morta. e minima ùi ~Inicnina, ma mori ali l t• loiezlonIl fatta a 1 giorni dt dlltanu.

.

CJ!)

00

.....


8 e «ue 'l'abe lla l ,

~

lsti t uto P asteur: Parigi.

,.

,.

N. 3822

,.

,. 382-2

-

~

I >t i tu t o Sierotera pico:

.

Berna .

{'ont. 142

-

----- -is ter Inst itute : I.otado n. L

-

sett.l015

20 U. A. Behring

lo

-

-

-

6. X. 15 11. x. lo -

27. VII.17 25. I V.15 -

!J7 A

1500 u. s.

-

-

++ +++

- - -

.

29.J V. 17-

.

(L)

-

d

~ ....

-·- -

o c

-- - -

(L)

+++

~

t'l

:0

CampiO ni avuti diretta menta dal p1·or G··lla, della Commil'Siooe del tetano nomloata dal W;, r Olllce,

sen1.a Aessuna tudlcauono rolatl vn

-- -

---

- -

I tituto Sierotet·npico Mi~er. 60 N. '4.883 . lanese . . l tituto SierotorlllJÌCO Mi» . lauese .

.

so ,. 4742

-

1500 U. L inglesi 1000 U. L ingle>.i

r ti t\)to Sieroterapico Mi· . . . :& 403 » 92802 1:500 u. 1. . lanc:se . . i nglesi

.

tu t to il SO. Ill.16 1918

-

tutto il 15. IV. l o 1918

-

t l:ltto il 2'7. XI.lG 1919

.

Ser. A. N. 2

3L XIJ.18 s. v. 15

-

l stituto Siero- vaccinote·

m.pico Napoleta no

. . Set·. D N. 13

80 U. I (Behring)

-

tu tto il 22. XI.16 . 1918

~·

~-

-

-

o

(2)

+

"J

(! )L'animale, ehe 1'8Siste alla l' fole· 1.1one della dose m or tale minima di s ll•icnlna , muor e lo seguito n una 2' llliezlone pratirata dopo

- -

- - - -

:0 t'l

~

~ .....

.

-

-

~

N N

+

-----

nUa s to;sa <lose LIOI ve le no "'Hid otto

t" ....

t"l t'

(' ) 11 segno + ln<llca ch e l'a nima lo IWOVato alla eor •i • pondonto llllllnUtà di slc•·o ha r o.• ls tlto alln dose mortale minima dl s trlcuioa ; U segoo- Invece sta a

~•ttnl1leare Ch i) l'an lm nlo nou S->l'<""'•ls•c

....tD

-

- - -

-

~

t:l

5 g!OI'OI.

-

1000 U. L

alla tin ta del eontrollo e al termine di validità.

,..

-

- -

- l sti t uto Siero tera pico Toscano . • . .

~

,.. ?i

(Z;·

Pii

o

p


. . . ....... "'·-·-------

J Pro venJenz:J dsi 8/ero

l

Numero

Quanttri dJ sfero

della Dala contenuta

l l Lederle: NtHV York (America.) . . • Lederle: New York {:America) . . . . Lederle: New York (America). . . Lederle: New York (America) . Lederle: New York (America). . . Lederle : New York (America) . . .

~jnso• 11.

.

l

·

-~

" ~> 1181

0

1

~ ~c;8 "' <i i! E~ .! !

J'erntJn" di

a~J/11 tla/n controllo

validi/A

l

Cl)

/'.

l

11vao11

3't1'2

l

l

l

c. c. 14.8219. 1X. 16 l 9. IX. 16 ll.XI.16l10 mesi

400

c. c 7.16 81. 1.16 c. o 8.75 7. X. lo

7.X.16

,.

)o

816

81. I . l'i 130. x. 16

l

"

4

pteseul31o

.'·

o

(.)

(.)

l

1

l

l

gravissimo

Bmesi

l

l

-

'

»

.

~

J) l

~

~

!O-

l

8

1X10=10c.c. ~

lieve

•

• l -

\lÌ ~

Q..

o l

.,- c c

1 .~ 1J tJ.Jb preveu.IJV8 = I: o risutltJatl' :o,. 8 / dalla prova 110 8-a.!! snusrrtcnlna c:1

,

lm86e

)l>

l

~

.; •

.

s •

c. c 12.6 17. VITJ. l517. Vill.161S. Xl .l 6

" 1- •- 1 •

~ ~

=---=

Qamrlro

+ +

S.XI.l6

Il

Il

'lopo l

385

869

l

..

o

t~rmlne

il!itruu;.a d nl dJ •'alldltà

:!;

.... ~ \ OtuwtJIA t\6 .,rero p.rOVill~

~

,.

~

>

s

t in 19m' t • 14m' t • 18m'

.... ~

C"

o

t'2

t'

1t1n5b,S1m'11--- l't! ~IO

1-1 - 1=1

Pa.rke, Da.vis e C. : mE>diocre 0.82635 Al c. c Hi 5. .X. lù 122. IX. 1915. XI.lG 12 1/,anni 1Xl0 = 10c.c. l'2 London + Pnrke, Da vis e O. : 1::: 9. IX. 15 l 9. IX.16 I26.1X.l6 17 giorni·t in 16m' London 1!:: Cl Parke, Da.vis e C · ' ' z Il 27.TX.l6 18 L ondon t • 44m' • "' N Parke, Da.vis e C.: N 20 • London +l gravis· 2Xl0=20e.c. ~ • 29.IX 16 si m o Parke, Davis e C. : l 8 London . . . 10.27991 c. c 16 128.VIII.15128.V Ull616. XI.1G l - - - 2 '/, mt>!'! i - ·- •-l t -.15m 1 _t<:~

... ...

·-

Al

Squibb: New Brun· swick (America) . Squibb: New Brunswiok (America) . Squibb: New Brunswick (America.) . Squibb: New Brun· svick (America)

8264

3667 ·6667

4905

1

c. c. 6

t in 14m'

28. VI.l711B.XI 1617 1/t mesi

18. XII.l6I16.IX 1618

•

17.IX 1618

16.VIII.161 8. XI.l6

'

.

+

lieve

1X10=10 o.c.

•

+

lieve

..

8 mesi

t »20m'

t'2

~

O)

~


38!

SULL A CONSE RVAI.II LI TA DEL P OTERE DWUNI ZZA!'ITE, E OO.

Tabella III.

...«-::> :;-;; "'"'

--

Qo:u\tita del siero prov:lto Nome del cavallo sleroproduttore

~Q

....~"'

.; d

t Sala!>SO 24.

f

' Reclusa

Tomero

.

o~·

Dal:\ del salasso

~

,.

..,

..

ò

.;

.;

ù

d

:.>

..;

.; ù

.;

Oueroaz(OI•I

..

16 ~ - - - l - - + +

I V. 30. IV. 16 9. VI. 16 20. I. 17

- - - + + ..J.. + .( " - - - ++ ++ - - - ++ ++ " ,- - - - - \ i:'a.la.sso 9. IV. 1G - - - - - + + ,. 12. IV. 16 - - ++ ++ .. 24. v. 16 - - ++++ ( " 11. II. 17 - - - ,+ +++ - - \ Salasso 5. IV. 16 - - - , - - + + ' ,, 18. IV. 16 +++ ,. 1o.vm.16 =l+ + + + . ,. 20. II. 17 +++ l

~

--..

... ..,ò - ... ,.,

ò ..;

- ,l

Cl

cN

Torella

!-

.. ... ~

Q,)

-

'l

~

=i + - ++ -

~ Salasso 17,

~

,.

~~

Tagiura.

3 Il

·1 , :t

~

l . 16 14. II. 16

+

22. III.lS 7. v. 16 HO. I. 17

- -

...::.

Q

Q

~

~

= Vena Q

= 4!! ..;

\

•

l

l

Quadrumane t

\ l

l

\

l l

- l+ + + + - j+ + + +

- -~---

- l+i+ + + - - ·+ +ì+, t - - - + + l++ - - - ++++ - - - +l+ + + - - - ++ ,l + +

Salasso 22. llf. 15 " 12. VI. 16 8.VIII.l6 " .' ll.XII.lo » 11. II. J6 A 2. I . 17 1 l

-,++ -,- ,+ + + +

-

Salasso 19. IV. 15 » 26. VI. 15 l+ H.Vlll.l& » 8. x. 15 » 21. xn.:t& » 23. II. 16 li 6. IV. 16 2. I. 17 » l

-

__ __ l

+ + +'+ + + + ++++ ++ ++ l + + + ++ +++ + ++ + ++ ++ l+ + + +

-


SULLA C01SSERVAB1LITA. DEI, POTERE IMM UNIZZANTE, E OC.

385

Tabella IV.

=

_,

.. .,_ ~" ....e"'

QuanUt~

!le ~

del srero pro\ rt tu

Nome del cavallo siero-produttore

~ IO

o,,ta rt~·l sa lasso

o"

.;

~

.

...

' l

Salasso

s. I

- ... ..; .;

~·

Oitarva.zioni

M

.;

.,;

<.1

.

09 -

sepportaoo lale+ + + GUzioanimali n! successi ve varie della 8. III 16 - + + dose mortale minima di + . 6. n . 15 1_1 + Ubbia . dopo aver nuto ' .. ao. vu. 16 - + ++ ++ stricnloa la quantita di siero aotitetanico notata; In alcuni r.asl 9. II. 16 Ono a ti voltr la detta dose + + + + . :. 18. III.l6 + + + + mortale nel corso. di 45 - l Salasso 17. I. 16 - .. - 19. II. 16 _i _ ++ ++ ......lo . 27. V, 16 - l - + + 20. IX. 16 - "' • ++ ~ ~ •,. :m. x 16 - - + + ......2 Terrore . » 29.4. XII 1617 -- -- ++ ++ 12. II. 17 - i . ,. 28. III. 17 - - ++ + c:: + ,. 27. IV. 17 - . ::1 ++ ,. 2. VI. 17 l +++ ; ,. 10. VII. 17 ++++ \ 12.VID. 17 ~ ++++ = - - - o ~ / Salasso 8 III. 16 - - SO. I li. ,. 11. v. 16 -- - + + o +++ l "• » 19 n 16 3 .. 29. YII. 16 - ++ ++ ++ " 14. IX. 16 - + + + Volturno. "' 14. x. 16 - + + + • 17. XI. 16 - + + + 21. Xll.l6 ,. B. II. 17 - + + + . ,. 1S. ili. 17 -- + + + ,. 26. v..17 + + + . ++++ • 2. VJI.17 + l+ + +

l'

~

~

~lornl.

~

~

:t

l

:

~

~

'

:t

l~


~

Tabella V.

.,

l'io me del ca vallo

l'ro,·pulran cl· l siero

g.,~ N~5 C

~ 'C=

~ ,-: ,~ (J

....

...

Q

d

tJ

t..>

~..,-

4i

l:l I.

C'C

17~21. I. 17

19 giorni l anno-lO giorni

}12. I 1!1

l

l

l

Dlst.am.a dal salasso

e_!:l

del salas~o

Quadrumane

rtel SÌP rO rrovato

CII-CO ·-._ - > -

Data

siero-produttore

Qu1111tllll

l:l. I. 17

Vena.

1-

'<> o

"CO

~~ o. C

.. e e ~

o.

o

-

8g

.....,."= .c

l)uadro

eC."' e o o

present:th>

r"

cn~

Il> (')

o

z

17 m'

6 m'

lieve

Ul

17m'

6 m'

lievn

IO

C'l

<l

1

Il>

tll

l!J giorni

+

21m'

10m'

mediocre

28. I 18

l anno -24 giorni

+

16m'

3 m'

m..:diocre

+ 1--------

21m'

s2 m'

l l

7 anni-7 mesì-7 giorni

~

t"'

u c

21. I 17

114. vr. 1oIso. 1. 18 1-- - - - 1-

+

., o c.

"'C.

+

1- -- - - - - 1 - 1-

·-o

gr~~.

ve

E '"3 111:1 ò'l t"'

'Q

o

'"3

LABORATORIO

Tagiura .

+ mcdiocJ•e 17m' 3 m' l Sl. l. 18 l 11nno·l giorno + ;: 1-- - - -- -- 1 -1- 1- 1 l 1----

SO. l. l7j 2. II. 17

MILITARE

6 m'

mediocre

Torella

~

2L m' + l anuo-1 giorno 16m' + . -. l 1 - - - - - - 1- · - · 20 II. 17 \ 28. II 17\ S giorni + 17m' 18. II 18 l anno circa + 14 m'

\R.ec\us,. .

2 giorni

11 . Il 17 \ tS. II. 17 l t9. II 17

- - - -1

~

::0

t'l

1

Tomero

r

16m'

f

(8lero 'l' lssool)

t1

8 giorni

\

-----1

.

6.Ill.17

l . lll-17 \

'2o. lll.l7

-1. giorni l

..1'\no e ire"

+ +

17m' 'J4 m'

14m'

mediocre

~m'

mediocre

7 ·m' 2 m'

.... _ lieve

l

Il m'

lieve

~ •o'

l leve

c1

...Nz N

~ ~

-

§ :

----


387

l'ULI.A. CONS&RVAUtLI'l'À DE L P01'ERE ntMONlZZANTt, ECC.

..

- .,<io--...

No

o "' o

Data del 0., iG ... sa lasso 'Ci ò ~"" c. ""~ o; =~ 2!o>

SULO

g7a o3 a"'"'e

.. -

~

l

Tabella VI.

del siero

Qu11ntilà del stero l'ruvato Oist:IOZa dal Q M salnsso ..; ..; "' .; ..;

8.,~ .. o=-= e~ .... ·~

";:s.. C

...

_-

~~~

Q"'

.;

c..

- .., .;

..;

w

a:

ct- ~

.. o

o .. ;: "'"' .,_ ~""

.. c :a"' Oi~ ::g_c c.S

8 oc:

es

o o

S.s U)~ "' =

o

ea """ g~ o ..

Q.

_, .. -a::: _, id. 6.11.18 8 aRDÌ ,..=+ fn 22.11.10 circa . . .-.., cfenicata 7.11.18

o ~04>,!

~

::S c,C a..

"" Sc o

fll:e

O.,.>

0..

o

Q

.

-

aaturala 4.11.18

-.;8, "'O

.~

-

tinJbt38m

-o

-•

26m' IO m' mediocre t in 18 m '

a: ~

c

ID

id.

C'

..1

l

-

9.11.18

l

-

t in 11 m '

~~ ~~~etazionl a~enol~i s~elialmente in ra~~orto al seruizio militare(!) per il prof. VIttorio Grazzl, ordinario di otorinola.ringologia nella R . Università di Pisa

In una. <:omunica.zione fatta alla. R eale Accademia. dei Georgo ·

fili (2) feci rilevare la grande importanza sociale delle vegetazioni adenoidi, la cui conoscenza è ancora ignota. ad alcuni medici, od almeno è tenuta. in poco conto. Non è qui oppor tuno tornare sopra la. scoria, l'etiologia, la. struttura, la sintomatologia., Ja d iagnosi, ecc . ~ delle vegetazioni adenoidi, ma ·in aggiun ta, per così dire, a quanto esposi in altre pubblica.zioni, voglio trattare l'argomento sotto un Rspetto di attualità, cioè in rapporto al servizio militare. Nell'antico Elenco delle imperfezioni e delle infermità che sono causa di inabilità.a.ssolnta. o temporanea al servizio militare, le vegetazioni adenoidi non erano ricordate. Esse veniva.no'indirettamente comprese nelle imperfezioni cui si riferiva l'art. 62 , cosi concepito: ( l ) Queslll roemoti~ ò stata pubblicata anche nE'li!\ Ri vuta critica d• clini ca 11~ica .. Anno XIX, n. 13, 1918. ( 2) Adunanz:1 pul;lblie& del 3 marzo 1907, AUi della Reale Accadem ia dei Gwrgo#li , V Serie, vol. IV, A. 1907.

-


•

.- L' ipertrotia delle tonsille, del velopendulo e dell'ugula pe~aneuti oltre il periodo della rivedibilità e tnle da. disturbare gravemente la deglutilriODe, o la respirazione, o In fonazione qutsfo 1U'l COHCritto). e per il militare dopo infrut· tuose cure ,., r

'

Nel medesimo elenco delle imperfezioni e delle infermità cbe so110 causa. di Ì11abilità lll)SO] uta., o te m pora.nea., nel servizio ,militare, tanto degli iscritti alla leva, che dei militari, emanato con decreto luogotenenziale del ~2 luglio 1917, la questione delle tonsille è pre· sen tal a sotto un aspetto più razionale,. più completo, informato in· somm11. ai concetti moderni della patologia della. gola. e delle fosse nasali. Ecco i dne a.n.icoh del delto elenco che si riferiscono appunto al tema che tntto:

\

-

Fil( l .


389

LB VEGETAZIONI .\OENOJDI, EOC.

Art. 66. - L' ipertrofia notevole delle tonsille palatine (qui il legislatore s pecifica c patatine »j nell'antico elenco le varie tonsille erano confuse fra loro) con infezione cronica. delle cripte tonsillari, tali da disturbare gravemente la deglutizione, la respirazione e la fonazione, accertate con osservazione in nn ospedale militare, pe1·sistente oltre il periodo della rivedibilità e dopo infruttuosa cura anche per l'iscritto di leva. . Art. 67. - L' ipertrofia considerevole della tonsilla faringea (vegetazioni adenoidi) quando produoa notevoli distu rbi respiratori, e l'adenoidismo caratteriz2&to, oltre che dalla faeies adenoidea, anche da notevoli anomalie di svilupp~ delle ossa de) cranio, della. faccia e del torace e dai conseguenti disturbi funzionali: 1'11Da e l'altro dopo osservazione in ospedale militare.

TI Ministero della guerra, in data 4 settembre 1917, con una circolare, n. 18168 1/ , richiama l'attenzione di tutti i periti sanitari perchè nelle visite di osservazione, ed in qualsiasi altra visita, riguardanti malattie di orecchio, naso e gol~ siano tenute presenti speciali norme (ùulicate nella detta circolare) nella applicazione dei relativi articoli del nuovo elenco, e per quello che riguarda. l'argomento del quale mi occupo, le speciali norme sono queste: Art. 66. -

a) Nel ·giudicare del volume delle

tonsille palatine si tenga presente l'abHitA ch e hanno taluni soggetti di contrarre durante la ispezione le areate palatine · in modo da portare artificialmente a contatto le due tonsille durante l'esame; b) Non si pronunzierà alcun provvedimento medico-legale nei riguardi di individui affetti da ipertrofìa notevole delle tonsille patatine, con, o s~nza, rinofaringite o faring ite cronica, se non quando dalla osservazione accurata e pro]Ul)gata, risultino frequenti acutizzazioni febbrili ; e) L' i pertrotìa. delle tonsille palatine, quando non disturbi gravemente la tespìra&ione, Ja deglutizione e la fonazione non è da. considerarsi causa di inabilita se non nei casi di angina ricorrente con partecipazione degli organi interni (rene, cuore, articolazioni) acc~tata dopo adeguata osservazione. Tutti gli affetti da tonsillite che non raggiungono gli estremi previsti dall'art. 66 saranno dichiarati idonei al servizio incondizionato.

Oome si vede dagli articoli sopra. citati, e specialmente dall'articolo 57, le vegetazioni adenoidi possono privare la patria di utili di fensori, indipendentemente dai danni morali (per difettose condizioni intellettuali) e fisici (deficiente sviluppo organico, oligoemia., ecc. ). E quindi necessario che tanto i medici, quanto i cultori di igiene pedagogica, accordino alfe vegetazioni adenoidi l'importanza che hanno nei rapporti individuali e sociali diffondendone la loro conoscenza nelle famiglie e nella. scuola. Nei dolorosi tempi che attraversiamo quando una terribile guerra, provocata e condotta da barbari, distrugge od inabilita. tante 'preziose esistenze giovanili, è nostro imprescindibile dovere mettere in opera. tutti i péssibili mezzi per conservare, migliorare ed irrobustù·e le crescenti gen era.zioni. Lo st udio delle vege~azioni adenoidi ha infatti non piccola par te nella ricostruzione di '

!1:1 -

'

Gi~~Mtoù tJi mtdld~ao "'itìtore -

•

•

r ase. v.

f

•


390

LB VEGETAZIONI ADENOIDI, EOC.

certi organismi altrimenti condannati a condurre una stentata via morale e :fisica. Il caso del Tamberi, del quale in seguito parlerò,~ stituisce una. manifesta. prova. di qnesta. mia asserzione.

Fig. t bis.

. ·o au· Le vegetazioni adenoidi rispetto alla esenzione dal se~~l. e lita.re devono essere anche considerate in rapporto agli articob ~ 4.8 del nuovo elenco delle esenzioni di sopra ricordato. Essi dicono: •


LE VEGETAZIONI ADENOIDI, ECO.

391

A.rt. 42. - L'otite media secretiva cronica. unilaterale, o bilaterale, solo se sostenuta da evidente carie d.elle ossa. o da colesteatoma, o se!abbia determinato risentimento o diffusione all'orecchio interno, o se .a ccompagnata da maetoidite latente: accertata con osservazione in ospedale militare e persistente oltre il periodo della rivedibilità. Le laòe·t 'intiti accertate. con osservazione in ospedale militare e persistenti oltre il periodo della rivedibilità.

Fig.!.

Art. 43. -

La sordità assoluta bilaterale accertata con osservazione in ospedale militare e persistente oltre il periodo della rivadibilità. La. sordità assolutA. unilaterale quando sia associata ad una diminuzione di acutezza. uditi va dall'altro. orecchio, a grado tale da rid11rre l'udizione della voce afon& almeno ad un metro, accertata con osservazione in ospedale militare (e t~er­ sistente oltre il periodo della rivedibilit à.


T. E VEG!';'l"AZ10};1 ADE.'\Olt>J1 F.CC.

f Ora appunto le più gravi otiti purulente croniche sono quelle, qualche volta provocate, semp1·e mantenute, .dalle vegetazioni adenoidi e le dette otiti, anche se razionalmente curate. non guariscono se prima r.o:-:. si !ib&ra. la cavità naso-faringea da quei tumori, che anche mee· canicamente, oltre gli effetti patologjci, disturbano la. funzione deila tuba Eustachiana e srrvono di terreno culturale a germi piogttni. Quindi ],e complicazioni auricolari, di cui all'art. 42, in molti cui non si sarebbero prodotte senza la concomitanza delle vegetazioni adenoidi.

.

:Fip:. 3.

Sebbene meno importanti nella etiologia della. sordità a110luta, pure anche per le esenzioni dal servizio militare in rapporto ~ll'~· ticolo 4S del nuovo elenco, le vegetazioni adenoidi possono contri~ a privare la patria di qualcuno dei suoi difensori. Fatta astral1,0~ dai casi di sordità assoluta, rari, ma pure possibili, per supp01'1110Dl croniche degli orecchi, alle quali si riferisce l'articolo precedenteJDeD~ citato, le vegetazioni adenoidi possono nei bambini e negli ado}eeoenn


u: VEUET\ZIO'\J

ADE~OIDI 1

1-:CC.

:}93

favorire lo !iViluppo, le recid).ve, ed impedire l~t guarigione delle otiti medie ca.ta.rra.li croniche, specialmente nei predisposti per eredita· rietà., per condizioni speciali di luogo. di abita.zion(•, ecc. Queste otope.tie per le evoluzioni patologiche a.lle quali vanno soggette, e di

Ffg. !.

queste non è qui il caso di pa.rla.re, possono favorire precoci otoscle· tosi, O&nsa. dell& sordita e delle la.berintiti, di cui all'art. 43 del nùovo elenco delle esenzioni da.l servizio militare.


394:

LE VEGETAZIONI ADXNOIDI 1 ECO.

Tut ti gli otolog iati potrebbero riferire un numero grandiaaimo eli ca.si di sordità per otiti catarrali cr oniche in bambini adenoide~ ma a me piace ricordare due casi tipiéi differenti, uno dei quali -è in special modo importante, percbè, oltr e la sordità, il paziente aveva tali imperfezioni fisiche, che certamente lo avrebbero esonerato dal servizio militare, mentre all'epoca della leva il sno organismo era coei

Fig. 5.

bene sviluppato da ritenerlo idoneo al servizio di artigliere. A~bedlu~ erano sordi per otiti medie bilaterali catarrali croniche con ~~:o sia, senza. suppurazione: nel più giovane (fig. n. l ) il gra~e d ~. f11n zionale uditivo era dovuto ad ostruzione tnbaria per 1 perp


L&: VBGETAZIONI ADKN01DI 1 ECC.

395

del tessuto adenoide dalla cavi ti~ naso-faringea; nell'altro (fig. n. 2), certo Tamberi, era causato da vera iperplasia della tonsilla faringea, che ostruiva le coane ed obbligava il paziente a respirare giomo .e notte dalla boco.a. 'I malati er~~ono ambedue di Pontedera e mi furono presentati dallo studente Zeppini, oggi valente medico-chirurgo a Massa Marittima, che appunto stava compilando con me la sua tesi . di Laurea sulle vegetazioni adenoidi. Il bambino (fig. 1) doveva dirsi un falso adenoideo, non avendo nè la nota fisonomia (faciea aderwidea), nè la esagerata lunghezza della linea fronto-mentoniera, nè alcun altro dei più comuni segni esterni; teneva la bocca chiusa, respirava bene dalle narici, ·non aveva deformità. nelle ossa faciali e nelle arcate dentarie, eco. Nonostante tutte queste apparenze negative gli asportai vol umino~:~e vegetazioni adeno~dee, appunto per guarirlo dalla grave sordità. Quando me lo presentò all'ambulatorio della clinica otorinolaringojatrica di Pisa il dott. Zeppini attribuii ]e frequenti e gravi otiti catarrali, le otalgie ed il difetto funzionai~ uditivo a due enormi tonaille palatine che si ricongiungevano con la loro convessità. nella linea mediana delle fauci, e mentre erano causa di disturbi respiratori, se il bambino era coricato, gli permettevano però di respirare benissimo dalle narici e tenere la bocca chiusa, quando stava in piedi, come fu fotografato (fig. 1 bis). Asportai le due amigdale palatine, as~icurando i parenti che tutto sarebbe guarito. Invece, mentre respirava un po' meglio nel letto, tutti i sintomi auricolari rimasero stazionari, ed allora, solamente dopo qualche tempo, sospettai l'esistenza delle vegetazioni adenoidi peritabarie, più rare nei bambini, ed avuta la certezza della loro presenza con gli ordinari mezzi diagnostìci, ne eseguii la a.Sportazione ed allora il pazi~nte guarì di tutti i suoi di,:~turbi auricolari. Il n. 2 (Tamberi) fu pure operato con esito felice, e, come si vede nella fig. n. 3, a causa della impedita respirazione nasale, oltre ad essere sordo: aveva pure una depressione nella metà superiore destra del torace. Aveva pure le ossa palatine molto curvate in alto (palato ogivale) e le &.rcate dentarie molto ravvicinate. Di questi due pazienti lo Zeppini aveva fatto eseguire dei modelli in gesso delle arcate den· tarie superiori e del palato duf9, chelpresen.tò all'esame di Laurea. Due a.nni dopo l'asportazione delle vegetazioni adenoidi il Tam-

beri, per la migliorata respirazione nasale, aveva cambiato radicalmente d'aspetto: si era irrobustito, ed il torace erasi corretto come in un giovane di conformazione normale (fig. 4). In seguito il suo organismo era tanto migliorato che all'epoca della. leva fu assegnato


396

LE

\'1-:~ETAZIO);l

ADENOIDJ 1 EOC.

all'artiglieria, per la. quale arma si esige appunto una non comune robustezza, come già dissi (fig. n. 5). \*) Nelle regioni nordiche, e specialmente. fr~ gli anglo-sassoni, le ve· geta.zioni adenoidi sono molto frequenti, tanto che il prof. Dionisio (l ) scrisse che in due anni di pratica a Torino non aveva avuto occasione di osservare la. decima parte dei casi di vegetazioni adenoidi c!he aveva potuto vede-re in un anno nelle cliniche tedesche. Ma pure in Italia, ed anche qui più nel nord, che nel sud, e più nelle regioni montane che in quelle littorauee, i ba m bini disattenti alla scuola, ottusi di mente, con faccia stupida, macilenti, ecc., non sono poch~ mentrt~ una diligente visita ed una piccola operazione potrebbe ren· derli no.rmali àllà famiglia ed utili alla Società. Non voglio riferire statistiche e <ntare cifre, segnando queste un& grande diversità fra regioni e regioni ed anche fra i vari ambulatori della medesima città; ciò dipende da che alcuni includono nella propria statistica i casi lievi, non producenti sintomi morbosi e che non dovrebbero t ssere presi in considerazione. Molti. trascurano troppo questa rieerca., altri in vece in tra vedono le vegetazioni adenoidi anche quando le condizioni della cavità naso· faringea non meriterebbero di fare tale diagnosi. A me basta, senza entrare in altri particolari, di a vere di n uovo richiama t a l 'attenzione ,ii tu t ti gli esercenti l'art.& sanitaria, e specialmente dei medici' pediatri e dei cultori della. pedagogia, sopra. an argomento, che, come si vede . da quanto ho disopra esposto, ha grande importanza medico·socia.l e. (* ) Com o confe m 1n. di quant o scrivo. rifl'ris<-o qui unn leliA?•n tutuole de l (lll>t.ieute, dto c m olw signi ficmi, ·t.: Egregio sig 'Pl'Of. Grazzi. Ria~o.ndo a sua. . . . . . . . bbi F uc1 1l soldato nel 22<> arttglieriLL o Polerm o, e d urante il servtZh) rmlttnre noll e

neanche u n raffreddore, nè marca to una. via\tu; presentemente p oi sto beno_ne, e "?n~ mol~o più iagros88to di quando ero soldato; pM'tii a 18 Mni anticipando .'1 60~":, milita re per un frnt.ello. Glii ho detto questo per fa rle comprt:ndere qu8JltO sl3 ro u ' e di ciò non dimentico che lu de bbo a Lei con la s ua. opa: azione. . . d por· 0 Il IÌtmtto da soldato m e lo feci e ben volen t ieri glielo duno, Anzt Jnl~ l:'isB, 0 8 to.rgliolo di persona; p er cui fn.\'orisca. sc rive rrni il giol'no che p osso trovar l' l'ora. G razie p : t' il suo pensie ro e mi creda con t iconoscenza s uo Dev.rno EZZELINO T ,umt."lU Pont edero , 2 dice mbr-e 1908. 1891). · (l) Sulla cura cklk vegetazioni adenoidi. (I l 8 ordomt"o, n. 10 . e 1 L· Milano,


397

Intorno alla valutazione medico-legale delle sindromi neurosiche paretico-spastiche Considerazioni del prof. Cesare Biondi, tenente colonnello medico, ordinario di medicina legale nella R. 'Cniversità di Siena

Quando, or son poche settimane, trattavo bravamente; dal punto di vista nosol ogico, delle pseudo-para.lisi e delle contratture cosi dette riflesse, dicevo che non era. mio intendimento di esporre una soluzione recisa. d ei complessi problemi fìsiopatologici e clinici, sia pur c) rcondandola da qua.Jche riserva, ma. soltanto di prospettare dei fatti, su cui mi auguravo c,b.e i neuro-patologi potessero portare una parola de· fu:titìva. Og g i, studiando di queste sindromi neurosiche la valutazione medico-legale, che ormai, dopo quasi tre anni di guerra, si impone, mi ritrovo fatalmente cosketto a. ritornare sulla patogenesi ed a risentirne tutta l'angosciosa incertezza.. Ma quel1o che è ancor più penoso si è che, pur partendo da ciò che, a torto o ragione, rappresenta il convincimento d i altri e mio sulla origine e sullo svolgimento della mas· aima. parte di queste affezioni, non si riesce a far balzare fu ori una valutazione medico legale, che in base alle leggi vigenti appaia sicura ed incontrovertibile, che sfugga ad obiezioni solide ed inconfuf:a.bili. Dovrò quindi anche su questo punto, che tocca direttamente la. specializzazione dei miei studi, contentarmi di impostare il problama piut· tosto che sperare di risolverlo ed attendere che sulle considerazioni, da me svolte, si apra una discussione, la quale non può a meno di riuscire feconda. di bene.

*

* meccanismo patogenetico. QueDicevo che bisogna r itornare *sul sto appare sempre più allontanarsi, per la. grande maggioranza dei casi, dalla pura e semplice azione ri:fiessa, che Babinski e Froment invoca.ròno, e se, come dissi, sarebbe inconsulto, o per lo meno imprudente, l'escludere che in qualche caso il giuoco di semplici azioni riflesse non possa essere le. cause. dell'affezione, è certo che nella. grandissima maggioranza. dei casi le. ipot esi psiconeurotica, sia pure nebulosa per le modalità del meccanismo di azione, spiega. molto bene i fatti più comuni.


398

INTORNO A.Lt.A V.A.LUTA.ZIONE MRDIOO•LEGALE 1 EOO.

In ogni modo, se noi ripensiamo alle forme pa.retico-spastiche, che più frequentemente ci è stato dato di osservare, possiamo dire che predominano in materia assai notevole negli arti inferiori e si con· centrano · quasi esclusivamente nella posizione equinovara del piede, di rado esclusivamente pseudo·paretioa., il più delle volte pareticospa.stica. Negli arti superiori si ha prevalentemente l'atteggiamento della mano cadente come nella. paralisi del radiale ; più di rado dovuto a pseudo-paresi esclusivamente, il più delle volte determinato di\ fatti paretico-spastici. Gli altri atteggiamenti, che pur si riscon• trano, rappresentano, nella massa., una grande rarità.. Se si analizzano i va.ri casi, si vede come siano proprio le forme più comuni quelle, in cui vi è la. più stridente sproporzione tra la. oa.usa e l'effetto ; siano proprio quelle, in cui con tutta. la. miglior volontà. non ci si . può acconciare ad accogliere il meccanismo riflesso. Nei casi meno comu>J.i· scopriamo spesso i rapporti interoorrenti'tra la. posizione antalgica, che in qu~l caso doveva imporsi per la primi· tiva. lesione, e l'atteggiamento viziato, che l'arto assume. Vi è dell'iper· bole se non anche del paradosso e fìna.nco del fakirismo, come dice Portigliotti, ma il germe è quasi sempre quello: l'atteggiamento a.n· talgico. Cosi, ad esempio, noi troviamo che in un piede taio-varo vi è una piccola cicatrice cutanea di contro alla estremità distale del primo metatarso; la. cicatrice è adesso indolente e non presenta infiltrazioni di sorta, ma può intendersi come abbia a suo tempo consigliato, per conciliare col dolore le necessità del cammino, quella posizione, che poi la contrattora neurotica eternò. Quando noi troviamo una marcata flessione dorsale dell'alluce per contrattura dell'estensore lungo così che la prima falange si dispone quasi ad angolo retto sul metata.rso e il tendine si tdnde come una corda sotto alla pelle, noi vedia.mo iperbolizzato quell'a.bteggia.mento, che i reliqua.ti di fatti contusivi nella prima falange ci indicano come assunto primigeniament.e contro il r1olore, che il cammino poteva. risvegliare. Quando noi troviamo ìpe· restese le dita della. mano per una contrattura degli estensori cosi inten· samente da aversi foggiato nella. parte dorsale delle dita. un arco di cerchio ma.roatamente concavo, quale nessuna. contrazione volontaria è ma.i riuscita a. determinare, e noi riscontriamo una cicatrice al dorso della mano, per cui vi è ragione di supporre che in un dato momento la fles· sione delle dita sia potuta riuscire dolorosa., noi abbiamo fissato.dalla contrattura. un atteggiamento paradossalmente iperbolioo di quello, che il dolore poteva eventualmente in qualche momento consigliare. Ma. di fronte a. questi casi, che, dicevo, sono i più rari, vi è la grande massa. di equino-varismi del piede e di posizioni penduJe della mano,

\


ntTORNO ALLA VALUTAZIONE KEDIOO•LEGALE1 .ECO.

Jl

ti

' '

, r

,

399

in cui l'origine dalla posizione antalgica non è sempre altrettanto <lhia.ra. Se è vera l'ipotesi della origine psico-neurotica di queste forme, vi deve essere dunque una qualche altra· condizione,.che porta a. quelli speciali atteggiamenti riprodqcenti con una. monotonia esasperante sempre le stesse posizioni, sempre le stesse deformità.. Forse questa. ·causa non è t&nto . difficile a. ritrovare, come a prima vista. può a.p· pa.rire" giacchè se certe posizioni sono tanto comuni devono rispond&re in fondò a condizioni, che le determinano automa.tièa.mente. E d infatti è così. La posizione equinovara. del piede è la posizione di riposo del piede: è quella, che risponde all'azione dei muscoli più forti, ossia dei gemelli e del soleo, flessori plantari del piede~ che si contrappongono agli estensori o flessori dorsali, di cui la potenza. è addirittura mini· m&le, e dei due tibia.li, anteriore e posteriore, che su pinano il piede contrariamente ai peronìeri, i nfinitamente più deboli, che lo pronano. È la posizione, che la prevalenza dei muscoTi più forti fa assumere al piede nelle convulsioni toniche, che si trova fissata dalla rigidità cada.verioa; è una posizione insomma, che l'anatomia e la fisiologia dei muscoli illustrano e che, appunto per ciò, deve essere automatica quando un'altra. non è imposta. o deliberatamente voluta. Qualche cosa di simile può dirsi per la posizione dell'arto superiore, dove i flessori del carpo sono più forti degli estensori. Nelle convulsioni toniche è la. flessione palmare, che segnà l'atteggiamento della. mano;, nella. rigidità cadaverica si trova la. mano ~essa. palma.rmente, e non dorsalmente. La fie'Bsione palmare della mano, è la. posizione delle donn e e dei deboli ; è la posizione, che prende la. mano ferita o percossa ; è una posizione insomma, che l'automatismo detta su ra. gioni :e.natomo-fìsiologiche. Ognuno assume perciò automaticamente contro il dolore o contro la sta.nchezza., veri o eim.ulati, queste posizioni speciali, che sono proprio quelle più comuni ad aversi nelle sindromi pa.retico-spastiohe. C'è da domandarsi quindi se non possano le sensazioni, che provengono dalla. parte, atteggiata automaticamente in quella data posizione, riproietta.rvisi contro, mantenendo e rafforzando la contrazione dei muscoli - ch e erano entrati in azione - per un mecoa.· nismo riflesso, in cui nell'arco dia.staltico sia. introdotto un risuona.tore intonato al complesso degli stati emozionali, che la. guerra determina.. Una. volta comunque assunto l'atteggiamento, che r agioni ~~ona.to- ' mo-fisiologiche illustrano ; una. volta che le sen sazioni, che da esso provengono, trovino un'eco e un rinforzo nei complessi stati emozion&li1 tanto più gagliardi quando non siano Ji.nfrenat i da astrazioni etiche superiori; una 't'Olta che la conoscenza di altri casi ne svegli


40U

l~TOHNO ALLA VALUTAZIONE MBDICO• LRGALE 1 E CC.

la imitazione pei successi ottenuti, non si avrà. più nessuna spinta suf· ficiente per vincere la deformità, che si instaura. Dal semplice an· mento di tono nel muscolo o nei muscoli prevalenti si passerà gra.· dualmente alla contrattura. ; dal rilasciarsi del muscolo o dei muscoli più deboli si passerà. all'inerzia completa e alla pseudo-paralisi. Così l'atteggiamento, automaticamente assunto, si iperbolizzerà. in rapporto del vantaggio immediato, e quindi più seducente~ che esso porta con sè. Ed ove cvn esso si accordino le modalità. del trauma, vero o immagmario che sia, tanto che l'atteggiamento preso ne appaia Peffetto diretto si potrà giungere, attraverso a stimoli moton, che solo il sub· cosciente sa adoperare, ad una posizione pa.ra.dossa. Così e non altrimenti possono spiegarsi certi atteggiamenti paretico-spastici in rapporto coi traumi invocat i, che l~ patologia di guerra ci mostra così numerosi. La patologia infort unistica. ce ne aveva dato un abbozzo rudimentano, che non usciva per solito dal campo della. più banale si· mulazione. Nella mente dell'operaio infortunato e indennizzabile gli effeUi del trauma si raffigurano come se questo, investendo l'organismo umano, investisse un blocco di creta. o di cera., COHÌ da lasciare sulle carni e sulle ossa. un'impronta indelebile. Così, ad esempio, ci siamo trovati a sentire affermare che una distorsione del pollice in abduzione lo aveva fissato in quell'atteggiamento impedendone l'adduzione. In questi caai tutto si limitava. di r egola alla affermazione, senza. che nessun fatto obiettivo la confor tasse, nè nelle ossa, nè nelle articolazioni e nemmeno nei muscoli, sotto la. forma di fatti spa.stici o psendo·paretici. Nella patologia. di guerra invece non si può nella maggior parte dei casi parlare di simulazione se non al più per la origine del fenomeno; questo è reale, obiettivamente morboso, forse ooscientelllente iniziato, certo elaborato e fermato al di fuori del campo della CO· scienza. Nei militari le sindromi paretico-spastiche fissano spesso plasticamente quelli atteggiamenti, ohe il trauma, ""ero o iroma.ginato che sia, avrebbe determinato su di un blocco di creta o di cer~- Una pietra. ha percosso il dorso della mano ed ha collocato e fiss ato la. mano in il.essione pa.lm.a.re; una. ca.du ta in piedi ba. ruota.to il ·piede al· l'interno sul suo asse antere-posteriore e ce l'ba lasciato; una "s.langa di terra ha inclinato il capo su di una. spalla e ce lo ha ferma. to; un.e. 11 ruota è passata sopra. un :fianco e vi ha impresso il solco cosi che 1 tronco si 6 inclinato dallo stesso lato ; un ricovero si è abbatt;uto 8 ~ dorso ed ha piegato il corpo in avanti la.scia.ndolo indelebilmente 1n a.tteggi&.mento oamptocormico. L 'intervallo libero si dimentica, per

l


INTORNO .ALLA VALUTA.ZIONE l!EDIOO• LEGALE 1 EOO.

401

-quanto quasi .sempre sia. esistito; comunque si dimentica. che questa. plasticità dell'atteggiamento andò facèndosi sempre più marcata via via. che ci si a.llontanò dal trauma, che l'avrebbe prodotto. Questi fenomeni singolari trovano un suggestivo riscontro in ciò. che si veritìoa in quelli, che sono insieme gli ult;imi fatti della vita ed i primi della morte dei muscoli. In quel fenomeno misterioso, ohe è la rigidità cadaverica, c'è infatti qualche cosa di simile. I muscoli, che si contrassero ultimi nella vita, sono quelli, che primi si contratturano nello spa.smo cadaverico. cosi da riprodurre sovente l'ultimo atteggiamento vitale e per lo meno da dare iperbolizzato quell'atteggiamento, ohe il ginoco di prevalenza. fisiologica di certi muscoli dà.. più ~ meno chiaramente abbozzato

'f

nell'irrigidamento ordinario del cadavere. Gli atteggiamenti co muni delle fo1·me paretico·spa.stiohe (piede equino varo, flessione dell'avambraccio sul braccio e della mano sull'avambraccio) sono quelli, che ci present.ano i cadaveri degli mdividui morti al seguito di violente convulsioni. Gli atteggiamenti di . flessione della gamba sulla coscia e della. coscia. sul bacino con leggera abduzione, sono quelli stessi, che noi troviamo r iprodotti nei cadaveri di individui~ in cui la morte JSÌ verificò con speciali ruovi., menti convulsivi, come ad esempio, negli annegati. Anche nei cadaveri, diceyo, abbiamo che l'atteggi~mento, determinato dalla convulsione vi tale, non si continua di solito senza inte1·vallo di rilasciamento nella co'ntrattura. cadaverica e, dopo ormai q nasi l'.O anni da. che io descrive va il fatto constatato negli ani mali e nell'uomo, ho potuto più volte averne la. riconferma anche sull'immenso materiale clldaverico, che ci ba offerto la guerra. Questi raffronti su ciò, che intercede tra contrazione muscolare volontaria e contrattura. neurotica da. un lato e contr~Lzione vitale e contratture. cadaverica dall'altro, non possono a. meno di far rifl.ettere; e, se pure non è possibile giungere ad una. analisi profonda e soddisfacente dei rapporti tra i due gruppi di fenomeni, la. si può forse intravvedere attraverso lo studio del tono muscolare e della infl.uenza che su di esso esercitano gli scambi del muscolo. E si può in ogni modo dedurne che la ipotesi semplicistica dell'atteggiamento, volontariamente s.ssunto e volontariamente mantenuto, non può accordarsi senz'a.ltro con leggi di azione e di prevalenza. dei vari gruppi di muscoli, che sfuggono, almeno in parte, alla influenza. degli ordinari stimoli coscienti .

• •• Sono, dicevo, le sin4t'omi pa.retico-spa.tìche nettamente psiooge-

ne.tiche quelle che predominano. Escludere che ve ne siano altre sa-


402

INTORNO ALLA VALUTAZIONE llBDlCO·LEGALE, ROC.

rebbe certo un errore ma. si errerebbe anche ove non si prendessero di mira. le forme più comuni, gia.cchè la. soluzione dei problemi un po' vasti non può seguire tutti i rivoli ~ bisogna. che si incanali invece nelle grandi correnti. Nè in problemi così larghi, che hanno tanto risentimento morale e sociale e che sono così travolgenti, è possibile prospettarsi soltanto una. soluzione individuale, ma bisogna tracciare invece delle norme generali, che la info1·mino e la dirigano. Queste devono imperniarsi sui casi, che sono più comuni e più preoccupanti e, come dissi, le forme paretico-spastiche, che più ci allontanano dal raccogliere la ipotesi della origine riflessa, sono appunto quelle, che più frequentemente occorrono nella pratica ; quelle, in cui la sproporzione tra. la causa e l'effetto è più stridente; quelle, ·in cui l'ipotesi della artificiosità o per lo meno della non legittimità si è affacciata. e si affaccia più facilmente. In ogni modo, per giungere ad una proposta informativa di va.lu· ta?.ione medico-legale, bisogna avere un'idea, al meno approssimativa· mente esatta, sulla. prognosi della forma. morbosa. Se essa ci consente . di sperare nella guarigione, le nostre proposte potranno orientarsi in un senso sospensivo, che sarebbe invece irrazionale ove questa speranza non apparisse fondata. Il provvedimento te m pora.neo, che la. legge delle pensioni consente, e che ha avuto favore da noi, specie dopo che in Francia fu accolto come via di uscita per il ponderoso problema, pnò appagare chi spiega la maggior parte delle sindromi paretico-spastiche colla ipotesi della natura riflessa di esse e fino ad un cer to punto chi le spiega coll'isterismo. Una forma riflessa. può cedere quando si riesca a rimuovere od a smussare la. spina; può cedere coll'esaurirsi o coll'atr tenuarsi dell'attività. del meccanismo, che trasforma l'energia dello sti· molo centripeto in una eccitazione centrifuga.. Può intendersi bene infatti come le mutate condizioni di ambiente, il ritorno all'andamento ordinario della. vita sociale, tolgano a.l risuona.tore, intercalato nell'arco diasta.ltico, quelle cause esteriori di rinforzo, che gli stati emozionali, imperniati sulla. guerra, formarono e intonarono con lo stimolo peri· ferico, così che la ec-o di questo si attenui. E può non disperare del tutto nella gna.rigione delle forme paretico-spastiche anche chi le riferisce all'isterismo, giaochè può presumersi che, almeno in qualche caso, una. cura suggestiva. ben condotta possa trionfate, ed in ogni modo può sempre confidarsi nella. oscillanza. delle manifestazioni dell'iste· rismo, nelle eventuali trasformazioni di esse, o nella azione, che uno stato emozionale intenso di altra n atura può esercitare. Ma. ohi, come me, crede, e mi pare di aver dimostrato non infondatamente, che queste forme abbiano di regola una speciale origine

l

ll


INTORNO ALLA VAJ,UTAZIONB )(I!:DIOO•LBGALE, F.CC.

403

psico-neurotica, imperniata sugli stati emozionali, che la guerra. ha. formato a somiglianza di quelli, che si hanno negli operai infortunati; chi guarda. alla. grande massa. dei casi, non spera. Non è che si tema, come alcuni credono, l'insorgenza di. irreparabili rigidità articolari. Queste, l'ho già detto, non ·possono .r appresentare· al ' più che una rara. eccezione, e nei molti casi, che datano ormai da più di due anni; che hanno resistito a tutte le cure e a tutti i compensi ortopedici, vi è una integrità di tessuti articolari e di guaine tendinee, che sorprenderebbe se non si riflettesse che la contrattura neurosica non è nè continua nè uniforme. Nè sono da temere nemmeno nelle · forme pseudo-paretiche pure, le re trazioni di com penso dei muscoli antagonisti, ove questi non siano contratturati. Vi sono ormai dei piedi vari pseudoparetici, delle mani pendole da pseudo-para.lisi del radiale, che durano da più di due anni senza accenno di ipertonie dei tibiali o dei flessori del carpo. . Non vi sono insomma da temere alterazioni materiali, che rappreaent.ino un epilogo irreparabile di queste forme neurosiche: vi è da. temere qualche cosa di più grave e di irreparabile, qualche cosa, che sfugge non solo ad ogni pratica curati va ma ad ogni risorsa di compenso e di adattamente : l'atteggiamento dello spirito del neurosi co. Oggi saranno i complessi emozionali, che si imperniano sulla guerra; il timore dei pericoli e dei disagi, le preoccupA.zioni famigliari, i ricordi delle sofferenze passate, che ingigantiscono quelle avvenire, di cui si prospetta la visione. terrifica. Domani, sia prossimo o lontano questo domani, a questi stati emotivi se ne saranno sostituiti a-ltri. Già.durante la guerra, noi vediamo sovente come le emozioni, più direttamente coordinate ad essa, portino ad uno speciale orientamentò psicologico del soldato malato o ferito. Se esso non sente potenti e sicure le astrazioni sentimentali della propria dignità, se non si trova nella. condizione meno eietta di chi è sospinto da motivi egoistici a pro· muovere la propria attività bellica, si adagia nello stato di malatt.ia tanto più facilmente quanto più questo è lieve, ceme .abbiamo visto acconciarvisi spesso l'operaio infortunato avventizio o senza qualifica. Allorchè poi qualche fatto morboso, non tanto per la. SU!\ sostanzialità. quanto per la. sua appariscenza, accenna a permanere, e tanto più se permane, l'operaio infortunato atteggia lo spirito a ra:ffigurarsi menomato nella sua. capacità lucrativa. ed il militare tende a.na.logalmente a foggiarsi la psicologia. del mutilato funzionale, tanto più in -quanto si sente adorno dell'aureola radiosa. del soldato, che dette al paese qualche cosa. di sè, e trova., nell'ambiente e nell'ora, per la simpatia, che egli desta, qualche cosa, che iptona. con le emo·

l

Jl

' l

• •'

i •

. ~


4.04

iNTOR:-;O ALLA VALUTAZIONE 'MEDICO·LEGALE1 lUJO.

zionì egoistiche del suo spirito. Gli insuccessi delle cure, tanto p1u clamorosi quanto minori sono le difficoltà da vincere, quanto meno grave è la lesione da correggere, conferm ano in lui, e formano nei parenti, negli amici, nei compagni, se non anche nei superiori, la convinzione che il danno sia ormai irreparabile. Ciò si accorda. del resto perfettamente anche con presupposti astratti, siano pure infon· dati, sugli effetti della guerra quale è oggi. Ai mezzi di offesa molteplici e micidiali, alle pene della vita. di trincea si pensa che debbano rispondere effetti patologici altrettanto micidiali e clamorosi come se l'organismo umano dovesse sempre reagire con ·insolite condizioni morbose agli insoliti e nuovi momenti lesivi. Così tutto concorda nel far ritenere inutili le cure ; tutto induce nella facile rassegnazione ad un evento più o meno iperbolizzato i tutto spinge all'assestamento definitivo della posizione medico-legale, giacchè del ritorno in servizio non si discute nemmeno. Allora le maggiori attività si concentrano nella visione dell'av· venire. Non è più questione di licenza e di riposo, è questione di orientare diversamente dal passato ln, vita civile, di trovare una occupazione più comoda, adatta alle nuove condizioni dell'organismo, con cui. si possa integrare la pensione, sulla quale ormai non si hanno dubbi se nou eventualmente per la misura. Ecco formata la mentalità del mutilato di guerra i ecco fissata la visione concreta. e rosE~a dell'avvenire non più turbata dalla. possibilità. del ritorno alle fatiche, ai disagi e ai pericoli della guerra, confortata dal miraggio della. sicura base economica della pensione, dalle attrattive di un'occupazione più comoda e magari più lucrosa dell'antica, adornata ·dall'aureola e dai diritti morali del mutilato di guerra. Il neurosico, incanalato iu questo ordine di pensieri e di sentimenti, non guarirà più forse nemmeno se con un'artrodesi si fissa in giusta. posizione la parte, che la contrattura o ls pseudo-pare!IÌ posero in un atteggiamento anomalo, perchè non è difficile che, collo stesso mecca· nismo di rumina.zione autosuggestiva, si parta dall'intervento operatorio per arrivare a nuovi fatti paretico-spastici capaci di neutralizzare i r isultati della cura chirurgica. Non guarirà, in ogni modo, nemmeno a guerra finita se non, al caso, quando ogni possibilità., non dico giuridica. ma. anche sociale e morale, di eventuali revisioni degli assegni concessi sia esclusa assolutamente. È evidente perciò che il ritardare la soluzione definitiva fino al termine della guerra concedendo al neu· rosico un'assegno provvisorio, od il protrarre di tempo in tempo ogni decisione magari con delle licenze, non possono rappresentare che degli espedienti dilatori, dannosi e per nulla giovevoli a risolvere il


INTORNO ALJ,A VA LU TAZI ONE MEDI CO- l, E GALE 1 ECC.

l

' l

405

problema, che mi pare sia assai più grave e preoccupante di quanti · altri se ne presentano nel campo delle pensioni di guerra. Bisogna invece formarsi ·fin d'ora una orientazione ed un programma, sia che questo si debba attuare oggi, sia che rappresenti la direttiva. per l'a vvenire più o meno prossimo.

•

Vediamo intanto quali siano* *le opinioni, che si contendono i l campo tra noi medici e che conducono, opposte come sono, a soluzioni profondamente diverse, anzi assolutamente antitetiche per casi del tutto identici. Fino a poco temJ?O fa si può dire che la maggior parte dei collegi medici era orientata nel senso di nega re la dipendenza da causa di servizio di queste forme neurosiche e nella stessa direttiva si mantengono molti capi reparto e direttori d'Ospedalè, i quali, inviando in licenza questi nevrosici, non concedono assegni. Pr~scindo s'intende da coloro, che consideravano e cònsiderano senz'altro questi malati come dei simula.tori, se non anche come dei provo_pa.tori indiretti di una lesione, e mi limito a parlare di quelli, che, pur non negando la legittimità della forma neurosica, non riconoscono in essa gli estremi per ammetterla come dipendente da causa di servizio. I colleghi, che sono entrati in questo ordine di idee, si preoccupano, e giustame}lte, dell'aggravio enorme, che si prepara in questo campo di lesioni alle finanze dello S tato; vedono il contrast o tra la. causa lieve, se non addirittura trascurabile, e gli effetti clamorosi; ricordano come lesioni del genex:e, e anzi di regola assai più gravi, non portavano, nella pratica civile e in quella mili tare prima della guerra e nei primi tempi di essa, effetti così calamitosi e dicono che, se tutti coloro, che si espongono a simili traumi uon ci presentano que,:te affezioni , ciò dipende da che le affezioni stesse non sono dovute allo shok nervoso in sè e per sè, ma allll.l' speciale costituzione nervosa. del soggetto, preesistente al t..-auma, o comunque da esso indipendente, cosicchè questo non rappresenta affatto la causa. dèJJa affezione ma soltanto ed al più l'occasione. Il ragionamento a ppare, dal punto ·di vista medico-legale, rigoroso ed ~satto. Se causa è ciò che, secondo la comune espe!"ienza delle cosE', ha la capacità. generica di produrre un dato fenomeno, sia. pure che nel caso· specifico insieme ad essa concorrano, nella produzione del l'effetto, altri elementi ad es~a estranei, che debbano considerarsi come cause concorrenti (concause), è certo che i traumi, donde solitamentfl derivano le forme neurosiche in discorso, non · possono considerarsi come cause di esse. Infatti la comune espenenza medica, ci msegna. ~7

- Giornale d. i mediCifUI tllililare -

Fase. V.


406

INTORNO AI"'L A VALU 'rAZIONE MEDICO-LEGALE, ECC.

che da quei traumi non derivano come effetto le affezioni pareticospastiche funzionali, tanto è vero che queste non si osservavano nella pratica civile e ~emme no in quella militare dei primi tempi della guerra. Tutt'al più appare che possa. ai traumi assegnarsi la qualifica d i occasione di tali forme morbose, giacchè occasione è q nel com plesso di ·fatti, che non ha in sè gli elemeut i produttori del fenomeno, ma costituisce una circostanza più o meno favorevole alla messa in opera della causa o delle cause dell'a vvenimento. Se non chè, dopo la pubblicazione del Decreto Luogotenenzia le 2 settembre 1917 n. 1385, agli effetti dell'assegnazione de lle pensi~ni di guerra l'occasione è dq uiparata alla causa.. Infatti l'articolo l del ricor· dato decreto dispone che c agli e ffetti della ttssegnazione delle pensioni « di guerra le ferite, le lesioni, e le malattie, che hanno determinata la c invalidità o la morte dei militari in territorio dichiarato in istato di c guerra, q uando siano rì portate od a.ggra v ate in occasione di .~er vizio, si c presumono di pende n ti da cau,se di serozzio "J> . Si è affacciata l'ipotesi che n ei casi in parola possa tratta.rsi di occasion e apparente , spuria e ·non reale, come la chiama Borri, ossia di una pura e semplice coincidenza dei due fatti, traumà e lesione, giacchè, si dice, in quel dato individuo, neuropatico in potenza., un'episodio neurosico doveva fatai· mente esplodere e la sua esplosione ha coinciso accidentalmen te con quel dato t ra uma, che se ne jnv.oca come causa o a lmeno come o~ca· ~:~ione. La tesi, se pur prospettabile, non appare però vittoriosamente sostenibile. A me personalmente non sembra che si debba accoglierla nemmeno per uno dei casi, che più sembrerebbero à.datta.rvisi, quello da me osservato nel centro neuropatologico di Treviso, dì una sindrome paretico-spastica insorta dopo la puntura fatta ad un dito per l'esame del sangue, giacchè, anclte in q uesto caso, mi sembra potre bbe fondatamente sos~enersi che la puntura ca talizzò, per così dire, in quella regione lo stato neurosi~.:o latente e pronJo all'esplosione. In og ni m odo

come potrebbe mai s0stenersi che non ha un nesso occasiona] e con una lesione neurosica. un fa~to quale una distorsione od una contusione, che conduce ad un determinato a tteggiamento antalgico, che determina in ogni modo stimoli più o meno intensi donde possono derivare azioni riflesse anomale, iperboliche ·o para.dosse, le quali trovano ragiona nelle condizioni dell'organo, in cui avviene la trasformazione dell'energia dello stimolo centri peto in quella del riflesso centrifugo ? Parrebbe dunque che se non quale causa almeno quale occasione dovesse consider~:~.rsi i"l trauma o la lesione qualsiasi, cui succede la mani festazione neurosìca. e poichè, per le disposizioni a ttuali più sopra ricordate, l'occasione è resa equivalente alla causa, agli effetti


J

l

.

I~'iORNO .\.L LA VALUTAZ IO NE ME D1 CO·LEGALE , ECO.

.

407

della dipendenza del servizio, non appare sostenibile, m eventu~li conflitti contenziosi, la decisione di quei colleg~ medici, che neg hino la. dipendenza dal servizio delle forme neurosiche, che succedono ad una lesione ri po~tata in servizio.

**.,.

Noi dovremmo dunque schiera.réi con quelli, che in queste sindromi neurosicfle, susseguite a lesioni di guerra o riportate in servizio, riconoscono, a tutti gli effetti, la. dipendenza da. causa di servizio. Non

c'è dubbio che, accogliendo questa soluzione, si risponde da un lato alla legge del minimo sforzo, dall'altra a .quei sentimenti di pietà e di solidarietà uman a, ch e si svegliano tanto p iù vi vi e sim patici quando si riferiscono a chi fu comunque travolto, per l'adempimento dei propri doveri d i soldato, n ella immane catastrofe della g uena. In questo senso si orientarono già da tem po, vari anche tra i più autorevoli neurologi, che si occuparono di questi argomenti, tra cui il maggiore med ico Prof. Boveri, che fu indu obiamsnte dei primi in Italia a richiamare l'attenzione sulle sindromi neurosiche fino dal febbraio del 16, ed il inio il~n stre collega Prof. Fragnito. Non si può a. meno però di guardare in faccia. con animo freddo alle conseguenze non solo economiche ma. anche sociali qi questa. orif.lntazione. Io non voglio porre come caposaldo delle obiezioni d'ordine sociale e mor ale le incertezze, che, in linea. scientifica, posso!!o aversi sugli accertamenti d iagnostici di alcune di queste forme, ma non posso a men() di r icordarle. Dissi già nella mia prec~:~dente pubblicazione in prop<>sito come le sindromi neurosiche si associno sovente con le lesioni provocate (edemi da ·stasi, lesioni da pluritraumatismi cont usivi, ela.iopa.tie). . Non sempre sarà possibile decidere con tutta. sicurezza se la lesione provocata rappresenti una. sovrapposizione alla. forma neurosica o se . ne rappresenti invece la. spina., donde essa si originò, l'equivalente in· somma del trauma, che ne è di solito l'occasione. Ma prescindendo, anche da. questi casi, in cui qualche volta l'anamnesi può darci luce, ve ne sono altri, in cui la. lesione, ohe viene invocata come elemento, se non causale almeno occasionale,· è così nebnlosa e incerta e talora. si può dire anche meramente figurativa., da farci prospettare l' ipotesi che il meccanismo psiconeurosico sia ~ella genesi di essa. non solo prevalente ma esclusivo. Noi non abbiamo adesso, e chi sa se li avremo mai, segni sicùri, che oi permettano di distinguere i casi, in cui ci si mosse da.lla. periferia. verso il centro, per ritornarvi con stimoli massimalm.ente accresciuti, da. quelli, i~ cui lo stimolo fu pretta.mente autoctono, originato cioè dalla. determinazione cosciente,


4/)F-i

.

1:-:Toa:-:o ALLA \ ALUTA7.l0NF. MEDfCO·LEr. J\LE 1 ECC. ,

donde promanò il primo impulso, che ripreso ed elaborato dal .subcosciente procedè fuori di ogni controllo e di ogni ulteriore impulso della volontà, e non possiamo nemmeno sperare che sia sempre in maniera indiscettabile fissata., nel tumulto di certi accertamenti nelle prime unità sanitarie, l'esistenza e la. legittimità della prima lesione in•ocata. .l'Ifa quando anche a. ciò si arrivasse e quando an che si potesse con sicurezza fissare se quella. da'ta forma neurosica è stata preceduta o no cla. una. reale lesione, che ne rappresenti il momento occasionale, rimarrà sempre da riso l vere il problema dei rapporti tTa elemento motorio psicogeno ed i fatti va.somotorii e trofìci, che il prof. Fragnito in una recente e bellissima conferenza, tuttora inedita, accennava. a. considerare derivati direttamente dal trauma e promoventi i disturbi motorii. mentre altri, come Roussr e Boisseau (gia· g no 1917), li ritengono consecutivi agli effetti motorii della azione psir.ogenetica. Se, come se m bra, vi sono dei casi, che si iniziano co11 un meccanismo cosciente e si continuano poi al di fuori di questo, completandosi con altri disturbi, noi ci troviamo esposti al rischio di qualificare come occasione, .ed agli effetti giuridici delle disposizioni attuali come causa, un fatto , che non rappresenta in fondo se rion uu mezzo per pretestare, come occasionata. da un eve nto del servizio, una lesione, che trovò origine in un puro mec· ca nismo psicogenetico. Ma. dicevo, io non voglio far caposaldo delle mie argomentazioni iu queste eventuali incertezze diagnostiche. e 'oglio piuttosto prospettare quei risentimenti collettivi e sociali di una simile valutazione medico-legale, che non possono nè debbono trascurarsi . Dopo quanto abbiamo detto non è difficile intendere che da una t.ale valutazione non può a meno di derivare una culrnra intensiva di ·queste forme. Basta. pensare a quello, che nel campo degli infortuni hanno fatto le liquidazioni con alte perceutual i ri· spetto alle isteroneurastenie traumatiche; basta ricordarsi della. profes· sione di c: Rentenempfaeng.er:. che molti anni fa alcuni n euro-trauma· .tizzati tedeschi segnavano per fino sulla loro carta da. visita, per non essere fortemente preoccupati di fronte a ciò, che accadrebbe. Le conseguenze sarebbero daltronde più gravi che non nel caso dei neurotraumatizzati per infortun io del lavoro. Colla liquidazione in cR· pìtale, come è da noi in Italia, la cultura. intensiva delle neurosi traumatiche può essere un danno economico ma non un danno so· ciule irreparabile. Il neuro traumatiz:r.atq per infortunio del lavoro. una volta incassato l'indennizzo, ha tutto l'interesse a guarire e gua· riace . .Il neuro-traumatizzato di guerra, che è indennizzato con una P " n~ioue annua; che sa come, di fronte allo St.ato ed a. nuove leggi ,


INTORNO ALLA VALU'l'AZIOMR ~JED100·LEGAJ.E 1 ECO.

--109

uon possano sempre sostenersi dei diritti acquisiti, è tratto, incoscientemente, a. non guarire tanto più se come. mutilato di guerra ha orientato diversamente la sua attività. Così la cultura intensi va delle sindromi neurosiche di guen-a non 1·appresenterebbe soltanto un d a nno economico per le pensioni, che si corrisponderebbero in misura realmente preoccupante, ma anche nn danno sociale enorme perchè produrrebbe e manterrebbe un numeTo rilevante di invalidi. Nè il danno si limiterebbe qui. Noi vechamo già. com e le forme neurosiche dilaghino anche al di là della patologia di guerra. Nella. recente revisione dei riformati, si è osservato come queste sincl romi si riscontrino, iusolitamente, per traumi riportati ueUa vita civile da operai coperti dalla assicurazione obbligatoria. E non possiamo dire nemmeno che in esse entri soltanto il coe:fficente emozionale inerente alla g uerra, imperniato sulla possibilità di nn arruolamento, giacchè mi è noto come qualcuna se ne verifichi già in operai infortunati di età tale, che li pone al sicuro dai pericoli e dai disagi del servizio militare. Se dunque noi seguis: simo una linea. di eondotta. capace di favorire la cu ltura intensiva delle neurosi, andremmo incontro ad una. responsabilià sociale, di cui non potremmo a meno di sentire tutto il peso. Cosi l'i n teresse del singolo, il seutimeqt.o di solidarietà umana, di i odulgen.za. e di pietit anche per chi, pur potendo guarire, non sa trovare in sè sufficienti energie per riuscirvi, si trovano in conflitto con un po · deroso interesse collettivo, .quale è quello di 110n popolare il paese di invalidi scerti proprio · fra gli elementi più giovani e pi1't forti: con:flitto in fondo più apparel!-te ehe reale perohè, per quanto misconosciuto, è anche interesse del singolo ritornare valido e m•lla. piena disponibilità delle proprie forze, se pur non munito ·lel f11scino del mutilato di guerra e dei diritti tranquillanti della penstone. :!c

"' * questa indagine, nel singolar~ Noi ci troviamo dunque, dopo stato d'animo di non sapere quale delle due soluzioni caldeggiare e propone. ·La prima, il rifiuto cioè di riconoscere come di pendenti da cause di servizio queste forme neurosiche, urta contro diritti sanciti dalla lettera é dallo spiri to delle leggi; l'altra. eontrasta interessi collettivi, che lo Stato non può misconoscere e trascurare. Bis·o gna dunque uscire risolutamente da questi fondi ciechi e cercare un'altra via. E prima di t.utto bisogna vedere se non ci sia il modo di opporsi, prescindendo dalla natura del provvedimento medico-legale, al dil a-


410

INTORNO ALLA VAL01'AZIONE MIJ:!HC{l-L'EGAL'E 1 ECO.

gare -:li queste forme neurosiche. È certo che, tenendo di mira il meccanismo, COJ:l cui la. maggior parte di esse si concretano, non è diflicile tracciarne la profilassi . Già l' hannò accennata e messa in pratica alcuni medici militari esperi mentati, insistendo nel t rattenere negli ospedali militari quegli infermi, in cu i le forme nenrosiche si abbozzano. Io credo però che non sia sufficente correre ai ripari negli OHpedali di tappa. e di riserva; bisogna che 1' insorgenza ed anche -il solo accenno di nna sindrome neurosica. non siano ragione ma ostacolo al passaggio in un osjpedale arretrato. Bisogna che le energie reattive alle tendenze di insorgenza di una fC'rtoa ueurosica siano efficacemente messe in gioco dal desiderio di ritornare in famiglia., e godere di un riposo, sia pnr breve, nell'ambiente domestico. I ri!:"ultati saranno certamente pr odigiosi. Quando i casi di mutismo emo:zionale raggiungevano gli ospedali di riserva, noi m·tav~rno con le nostre cure contro resistenze granitiche. Ho vi· sto invece delle gnnrigioui eostant;i e sollecite in tutti i casi, che i professori Rossi ed Alberti raccoglievano in un ospedale d'in· tendenza della terza armata, donde non si usciva se non quando si era parlato e si sapeva cbe ad ogni guarigione seguiva una licenza in paLria. Del resto, in uua brHe esperienza, che si sarebbè certo allargata se tristi avvenimenti non avessero scouvolto le mirabili organizzazioni sauils.rie della terza armata, ho potuto constatare i van· ta~gi di riuesto rafforzamento dt-lle e11ergie inibitrioi della rumina· zione anta-suggestiva. Ho visto militari ricoverati per distorsioni o per contusioni in ospedali da campo di corpo d'armata, nei quali si abbozzavano già abbastanza chiari i consueti atteggiament! neuro· tici, riuscire in breve a correggerli sotto la. sospinta deJ desideriu e del miraggio di una breve licenza, che non sarebbe stata concessa se queste energie inibitrici non fossero state messe in giuoco e che si sarebbe dovuta attendere in quel lo stesRo ospedale, senza possibilità di sgombero in unità sanitaria più arretrat.a. Oso sperare perciò che, se i militari colpiti da quella lesioni, le quali pi ù comunemente conducono alle sindromi neurosicbe, in c-ui il meccanismo psicogenetico è più evidente, si raccoglie~sero in alcuni determinati ospedali da campo e, compatibilmente con eventuali necess1tà. impellenti di sgombero, non se ne allontanassero fìn chè non si fosse certi che la guarigione della lesione è avvenuta senza che vi sia alcun abbozzo di fatti neurosici, si eviterebbero molte delle forme, che adeRso ci preoccupano. Non mi dissimulo però ~he: per quanto riescano brillanti i risultati di queste organizzaziOUI


INTORNO ALLA V ALUTAZIONE MEDICO· [,EGALE 1 EOC.

411

profila.ttiche, sia per fatalità di cose, sia per insufficenza di uomm1, non possano aversi ancora, magari per insorgenza tardiva, dei casi di neurosi paretico-spastiche. Non possiamo quindi adagiarsi, con pieno riposo, su di un'orga· nizza.zione profilat~ica; bisogna avere in riserva anche un provvedimento medico-legale, che, per quan to abbiam detto, non deve essere quello del rifiuto del riconoscimento della dipendenza da . causa di servizio e non può essere quello della pensione. P er trovare questa via nuova non c'è altro che ricercar~ nella, dottrina e nella . esperienza infortunistica. Sotto altre forme, e fortunatamente in molta più modesta misura, il problema delle neurosi si è studiato nel campo degli infortuni d el l-avoro ed io rammento una memoranda. discussione, che si prolungò per parecchie . sedute, a quel Congresso internazionale degli infortuni del lavoro, tenuto in Roma l.lel giugno del 1.909, quando noi italiani, dopo appena dieci anni dall'applicazione dèlla legge, mostrammo con giusto orgoglio la nostra maturità negli studi infor tunistici . In q uelle sedute i tedeschi, a cui noi, per un complesso di ragioni d'ordine pratico e sociale, abbiamo sempre i.nvidiato i l si::stema di liquidazione · in rendita delle i ncapacità lavorative dipendenti dagli infortuni del lavbroJ convennero che il nostr~ metodo di liquidazione in capital e era fecondo di grandi van: t~ggi rispe tto alle neurosi traumatiche, perchè il ne~rotico, indennizzato in r endita, di fronte alla preoccupazi.me di vedersela diminuita. o magari soppressa, non trova stimoli sufficient-i per vincere il senso paradosso della fatica e per su perare le preoccupazioni ipocondriache. Colla indennità in capitale, una volta spirato il biennio e conseguit a l'inrlennità, perduta ogni speranza di potervi attingere ancora. e svanito ogni t imore di vedersela diminuita, il neurotraumatizzato si prospetta un nuovo indirizzo di vita e sgombra il subcoscente da og ni stimolo utilitaristico capace di inibire le· energie nec:tessa.rie alla guarigione. Che sitt. così ~o dimostra anche i l bello studio del prof. Arnaldo Ciampolini, condott o, or non è molto, su 160 casi d i neurosi traumatica indennizzati in un lungo periodo di tempo dalle "nost.re F errovie dello Stato. Il Ciampolini ha visto, con u n indagine catamnestioa diligente e sicura, come nessuno di quei malati, . che apparivano inguaribili, :sia rimasto, una .volta conseguito l'indennizzo, comunque menomato nella sua attività lavorativa. Egli r iferisce il caso di alcuni militari lesionati in vari disastri ferroviarii, riconosciuti affetti da forme neurosiche gravi e rite.nute inguaribili, compensati con larghi indennizzi, che poterono proseguire nella carriera delle


412

!:-!TORN O ALLA VALUTAZIO:SE llEDICO• LEGAI,E 1 ECC.

arm1, raggiungere il grado di ufficiale, affrontare le fatiche e le emO· zioni della g'uerra di Libia, e compiere forse oggi, con gradi elevati, il loro dovere di soldati al nostro fronte, smentendo così quelle pre· visioni pessimistiche, che avrebbero fat to p resague un ben a.nro er· verr1re. Forse, e d ico cosi per circordarmi di ogni riserva, sia. purE.' PC· 0essiva, se ad essi fosse stata all ora concessa. una pensione vitalizia. noi avremo avuto qualche mutilato f unzionale e qual che pensiona.w di più e qualche cittadi no utile e fatt ivo di meno. Io non vedo perchè q ualche cosa di similenon possa. escogitarsi anche per i neurosici di guerra chi udendo. con u n indennizzo uua volta tanto, la via b. quel complesso di preoccupazioni e d i a.~tpirazioui d'ordine economico, erroneamente utilitaristiche:, che costituiscono un ostacolo formidabile a.! miglioramento e a lla. guarigione. Questa ori entazione, che a me pare risolva il problema inda.ginoso e assillante, ha. nn& base sicura su considerazioni teoriche incontrovertibili; ha il CO!l · forto d i una larga esperienza. infortunistica internazionale; ha.l'esem· pio d i una sa nzione legislati va. E se anche lo Stato dovesse, cosa c he non crederei nè equa n_è opportuna, raggiungere o magari snperare. cogli indennizzi in capt· tale da assegnarsi ai neurotici di guerra, quell'aggravio, che verr~bbe dalle pensioni vitalizie, noi avremmo sempre da questa soluzione un vantaggio i ncommensurabile, perchè non perderemmo quelle energie sociali, di cui dopo la guerra. si avrà tanto bisogno e chesareb· bero colla pensione - lo credo fermameu te - travolte per sempre. Febbraio 1918


413

.·

!reui mnsi~epazioni sulle IBPalisi emnll'aDuPe e~ ilePtorue muslolari nel rl.~uar~l ~ella ~ratua me~llo-leoale mlllta~e per. il do t t. ~rturo Tobla, tenente colonnello med ico

Da qualche anno a questa parte, assai frequentemen te si constatano negli ospedali di riserva, casi di paralisi di contratture, e di ipertonie muscolari, consecutivi a feri te di guerra degli arti o a comuni traumatismi degli arti stessi, riportati in zona. di guerra, o da. militari in territorio, che debbono in essa trasferirsi. E sse nel maggior numero dei casi non sono in rapporto con l'entità della lesione, e con molta frequenza si associano a fenomeni vasomotori (cianosiipotermia), a disturbi trofici, a retrazioni tendinee e ad altre deformazioni dell'ar to leso. Nelle form e paralitiche l'eccitabilità elettrica è quasi sem{>re conservata, nè si riscontrano alterazioni dei riflessi. La loro patogenesl. è stata dai neurologi variamente interpetrata. Alcuni ammettono l'origine riflessa; altri, attitudini di difesa, che si fissano come processi isterici; aUri, pure atteggiamenti di difesa, ma assunti nel momento del trauma e poi mantenuti per immobilità prolungata della parte o per inerzia psichica. sostenuta dal desiderio di non guarire ; altri infine lievi fat ti organici o funzionali di natura riflessa ·o va.somotoria, che persisterebbero per meccanismo psicologico · o isterico. I n una recente monografia il maggiore medico prof. Alberto Salmon (l ) addita. e dimostra l'intima analogia di queste forme con quelle istero-traumatiche. Indubbiamente, fra le principali cause che determinano la. persistanza. di questi disturbi di origine fisiopa.tica, debbono noverarsi l' immobilità. dell'arto ferito, dovuta agli apparecchi di fissazione talvolta t roppo lungamente o impropriamente usati; la eccessiva. brevità. . delle cure .fisio-terapiche e rieducative, in conseguenza. del deficiente n~mèro liei cen tri neurologici; e più fre quentemente la mancanza ~ 1 c~ncorso volontar io da. parte del paziente, desideroso di prolungare 11 Plù possibile la sua infermità., e convinto di poterlo ottenere non facendo precisamente quello che più gli si raccomanda, e cioè la ginmus (l/ ~· SA.LlloN. -Su' h patoge nesi dell e paralisi, delle contratture. d t>lle i pert-on ie co an oon~ecutiv., alle feri te di go et·ra. (R if oraut m·di•·a. anno XXXI II, n. 42).


BRE\'J CONSIDERAZI0::\1 SU LLE PARA.LIS1 1 EOO.

na->tica della par te. Per effetto di questa diretta o indiretta resistenza psi chic a passi \' a alla guarigione, si constata i n alcuni casi una vera opposizione ad ogni cura, in altri uno s t a t.o d i a patia volitiva carat· teristica. nei tranm atizzati di guerra, in altri infin e l'idea fissa di ottPnere la riforma., idea fissa corri,.pondeute a. quella della sinistrosi dei sogget.ti indenuiz zabili . È con questi differenti fattor i che può spiegar>=i come tali for me gra,·i s i sovrappongauo a piccole f ente su perficiltli -con cicat;rice re· sicluale m i nima e Hon aderente, a con tusioni e a distors ioni accident ali con minima iufihrnz iune peri :art.ico lare. Tempo add ietro vidi una ma110 ad artiglio, rigida, il cu i punto di pari enza era. stata nna pnn· tura s uperfici a le d i fi l di ferro al poipastrello dell'indice. La prognosi è assai spesso ri ser vata. I pazienti affo llano gli ospe· dali ch irurgici, ùovP, dopo alcuni mesi di cure ],inesiterapìche, t1dvolta brevi e blande. per iusorte retrazioni, o per deformazioni inguaribili} vengono riformati con peusioue o ottengono una lu nga licenza con assegni . A questa licenza segnirù. poi la riforma e la pensione, poicH l' immobilith inesorabilm Pnte provocherà ipotrofie muscolari e lesioni t.rofiche endu articolari . Assai spess0 si legge nelle cart.elle cliniche che il soggetto non si è dimostrato affatto v0lenteroso a lle cure, e che rifiu ta qualsiasi iutervento chirurgico. In t u tti questi casi, la fisi.o -tera.pia e la psicoterapia COlTÌspondouo bene, ma d ebbon o essere praticate in nn centro n eurologico. l vi, me· turlicamente e con i mezzi scie~tifìci pi ù moderni , si devP costringere il S()ggetr.o a prestarsi \Oieut.ieri a lle cure. · Fino a qual grado dobbiamo e possiam o noi richiedere all' individuo i l suo buon volere? T ale q uestione f n discussa nella seduta dPI 7 gin· gno 1!)17 dalla Società d i nenrologia d i Parigi (relarore Cl. Vincent). ::=:i •;on cl nse che non si deve chi eJere t r oppo. Bisogna contcntusi di un to11o di volon tà media, non superiore a l tono d 1 volontà normale de lla dasse operaia . . Con la rieducazione motoria, scom paiono genera lmente i disturbi trofici, vasomotori e l' ipotermia, ma la cura p~ i c hi ca deve procedere di pari passo. In li'ra.nc ia, in q ualche centro neurologico, per es. in quello di J:I•II'ÙI:a ux diretto d1d prof. B ergon iè, si :;;ottopcmgono tali infermi a lavori manuali, campestri o meccanici, per i q uali essi incosciamente sono costretti a mettere in azione quei muscoli che vorrebbero o deb· l1ono r per effetto dell'infermità) tenere inE>rti. E cosi si sono potuw vantare iltntisti r·he favorryoJissime, quale fJUelJa del centro neurolo·


BREVI CONSIDERAZIONI SULLE PARALISI, ECC.

415

gico di Sa.lins (Iura), dove su 235 casi accolti in tre mesi, si ebbero 232 guarigioni. Però, per poter ottenere il loro consenso, bisogna convincere questi infermi che non saranno dimessi fin quando non avranno ottenuta la guarigione o un not.evole miglioramento, e che la licenza deve essere un premio 1 per il loro buon volere, ma non uno scopo che si può raggiungere mantenendo l' infermità. Così costoro, anche se ne n s~ra:nno più idonei al servizio militare, potranno· essere utili. nella so· cteta ci vi le : in caso contrario avremo una moltitudine di invalidi a carico dello Stato, che, di:-persi nelle città e nelle campagne, scuoteranno lo spirito pubblico in t.empo eli guena e costituiranno CJiUSa di recrimina7.ione delle masse av~enire. E quando poi, malgrado' gli sforzi, i soggetti di c ui ci occupiamo dimostrino la più persistente opposizione alla cura, io credo che la miglior <;osa sia il privarli di ogni assegno, poicbè non può considerarsi come dipendente da servizio, un'infermità· incurabile essenzialmente ·per la volontà dell'ind-i· viduo o comunque avent e per sostrato un'infermità preesistente. In Austria, prima di dimettere dai centri fisio-terapici o neuro· logici un mutilato o un militare con un arto inutilizzato, come complemento del se rvi~io militare si impone che abbia appreso a compiere un mestiere qualsiasi che lo renda utile a lla società anche nella vita. borghese. Riassumendo: lo È assodato che nell'attuale casi'st.ica castrense molte con trattu.re, paralisi e ipert(JUie muscolari, il cui punto di partenza fu un fatto traumatico, anche lievissimo, sono dovùt.e ad uno stato nevrosico del soggetto preesistente al' servizio militare, e per effetto del quale e più ancora per il desiderio del soggett.o medesimo di non guarire, esse assumono un carattere d i fissità che rende la prognosi assai spesso infa usta. Bisognerebbe emanare precise istruzioni, a:ffinchè nei casi in cui la guarigione non si e ottenuta per evidente cattiva volontà del sog getto, coll'opporsi alle cure prescritte, l'infermità residua le sia giudi· cata non dipendente da causa di servizio. Questo sole provvedimento basterebbe a diminuii:ne immensamente il numero. 2 ° Nella considerazione che i nevrosici, e particolarmente gli ister ici , sono disadatti alle fatiche ed alle emozioni della guerra, sarebbe opportuno stabilire che nei casi in cui la guarigione uon si ottenne per effetto di un sicuro stato nevrosico, tali infermi sieno senz'a.ltro dichiarati inabi li permanentemente alle fatiche di guerra..

in


416

BR E\" l

OONSIDEBA ZIO:!\ I StJIJ,LE PARALISI , E CO.

Tale giudizio agirebbe come ottimo stimolo suggestivo per ottenere il massimo concor..so volontario alle cure da parte dell'individuo. 3" Tutt i i militari affetti dalle infermità, dì cui ai n. l e 2, debbono essere metodicamente sottoposti a cure fisico -terapiche e psi· coterapi·cbe in appositi centri neurologici, ri manendovi fino a quando non siasi ottenuta, la. guarigione o un miglioramento proporzionale alle alterazioni anatomo-pa.tologiche determinatesi. Il Ministero della. guerra ba. già. a ttuato in gran par te tale provvedimento. 4° Occcorre s tabilire che in d ~tti centri neurologici, ad eccezione di parte dei grandi invalidi, nessun altro possa. essere dimesso prima ~,:be abbia. appreso una professione qualsiasi, compatibile con le atti-

tudini in dividuali, e con la entità dei postum i esistenti. Ciò pure si commc1a. già a fare .

Q,.:p ~;U&LF: >IJLITA.RE III T APPA D I :'\JO~Tl~ BELL'I " :l' A

.Reparto speciale per· le malattie del sistema respiratorio, diretto dal pro f. G. BRECCIA cap. medi~

,

L'azione degli zuccheri sulla tubercolosi polmònare per il dott. Tommaso lucherlnl, sottotenente medico, assistente

\ Sin da molti anni indietro vari fisiologi si sono interessfbti dell'azi~ne rlelle sostan7.e idrocarbonate sull'orga-nismo animale. Così I'Albertom ba ricercato per il primo l'azione dei Yari zuccheri sulla circolazione sa~­ guigna e sulla. funzione renale, ottenendo con essi polhuia ed a,uruen <lf'lla frequenza del polso e della pressione sanguigna ; così J[osso e Paf!" letti, Zan<la, Harley , .D~wceschi, hmmo studiato che gl'idrati di ~bomo sorm capa-ci di determinare nn aumento nella. forza, e nella reststc07-'1. del sistema. muscolare : così St(11'7:ing ha studiato l'azione degli zuccllf1 nei riguarrli della pressione sanguigna ; Locke, L ussana, Schiassi ban~o l • mostrato l' influenza. favorevole di essi sull'a.t tività cinetica del !11 1 ?~. ilio negli animali; così Sa?nma.r lino ba ottenuto interessaJlti risultadt1 lice l'azione degli zuccheri sui val\i sanguigni, dimoRtrando la loro up 11di azione dilatatrice e costrittrice a seconda che si adoperino piccole _o_j'-n del 1losi, e sul potere coagulante del sangue, osservando lieve rit~ ...o 000 tempo di coagulazione. Ora le ricerche e le osservazioni dei fisiologi b;ooiO indotto. negli ul timi tempi, i clinici ad adoperare gl'idrati di car quali agenti modificatori e fisio-terapeutici. . . a fi· Spetta però al prof. Lo M otwco, direttore dell'Istituto di ch:il;P- 10 to ~ i!iologica della R. "Gniversità di Roma, il merita di avere riaJl..lilla,ndo gettato nuova lnce n ello studio Slù com p ortamento deglt zuccheri, 8-lJI'C eosl nuovi larghi orizzonti all'a,p plicazione clinica-terapeutica-.

°


r/AZI01U: DEGLI ZUCCHERI SUI.LA TUBERCOLOSI P0L)l0NARg

417

Lo .M01taco .infatti, per il primo (1914) dopo geniali ricerclw sperimentali sugli. !krùmali, è giunto alla imiJort.antissima conclusione che tntt.i gl'idrati di carbonio, somministrati per via oxtragastrica, hanno unn notevole inftuenza. sulle secrezioni; e d1e essi hanno dh' ei'SA> azione fisiologica, a seconda della loro varia quant.ità c concentrazione adoperata. O l:'Verosi~ 1e grandi dosi lli z1.wrhero agi8co-no dl'tenninando 1ma graduall' di?n-j,nurione della sec1'ezionc: lP picrole dosi. iunw ,ay·is<'ono facilitando il.

fbusso deUa sec~·ezione.

Le interessanti ricerche del Lo Monaco, comin~iarono dapprima sulla influenza degl'idrati di c·arbonio Rulla secrezione mannnaria, e p oi si sono estese a varie altre secrezio.ni 1salivare, pancreatica. enterical renale, biliare, ecc.) sempre con risultati favorevoli . n principio 111esso in evidenza, dal Lo Monaco, viene ad illtunina.re maggiormente il comportamento fisiologico degli zuccheri, e permeLt.e nE'l campo della tempia.. un'applicazione assolutamente pratica, razionale e specifica-di ('S~i. Già alcuni clinici hanno adoperaLo gl'idrati di carbonio. 1'\pcdalmeutl' in ca~i di cardiopatie e di nefropatie, con successi diversi: così il S ée sin dall890 diede il lattosio ru cardiopatici; coRl il Bignami, il Di.ngll'. il Goulston, adoperarono gl' idrati di ca:rbonio in va.ri ca.si di cardiopatie. ottenendo risultati assai soddisfa{1('nti, e spesso dei miglioramenti insperati; cosi il Vespa, l'.Arrous, e J eambrau . il FleirJ ed altri adoperarono in varie maniere gli zuccheri in molti casi Ili nefropatie. ottt•nendone benefici effetti. Anche in svariati ca-si di emorragie, è stat-o iut rodotto l'uso delle sostanze idrocarbonate con ottimi risultati: cosi il I\.at,tsch, lo 8r1treiber hanno dimostrato, con una rkca casistica clinica, l'arresto di • va.rie forme di emolTagia. Persino nel campo dell~b chirurgia. sono state adoperate soluzioni di zucchei'O da Billroth, ùa Herz, da .1/rrgmt.~, per combattere specialmente le ferite ~;etticbe. con risultati brillantissimi. Però, in questi ultimi tempi il prof. Lo Jfonaco, ha dal o allo studio dell'azione degli zuccheri un impulso nuovo, r vi ha,get.tato la. luèc ùel suo importante principio :fisiologico. E' cosi che da qualche anno, neU' istituto ùi chimica. fisiologica, della 1t Univei'Sità di Roma, di otù il JH'of. Lo .lfrnl(tro è direttore. si (..svolta, dopo acmuate I'icercbe, una serie pregeY010 di lavori sulla azione delle 808tanze idrocarbonate nelle varie secrezioni. B g-li allievi rlel Lo .lionaro, basandosi sui dati del sopra esposto principio del maestro, hanuo in questi ultimi tem pi allargato lo studio dell'a:r;ionr dE'gli zucchrri ad nna razi(lnale applicazione chimico-terapeutica. ' Oosi il Sarnmarti?lO nella clini<'a osf rtri.<'a di Roma. dimostrò sulil' donne che alto dosi di soluzione di saccarol\io riescono a fa-rp diminuir·~' la. setrezione lattea1. o che dosi piccole la aumentano sensibilmente. Cosi U Crispolti, nella clinica medica di Roma, ha ottenuti ottinù rhmlt:tti d~ll'azione degl'idrati di carbonio sulla secrezioni' rcnalc, e sulla, circolazione nell' uomo, sempre in rapporto alle va.rie dosi di zuccherQ. Oosì il C~senti.no, che si è occupato la,rgamcnte c1Pll'a.zione degli zucehcri. ha dimostrato che questi esercitano nelle emorragie una forte a.z ione emostatica; e che si rivelano, in vari casi di c~iJ:diopat.ic, ottimi modificatori dt-1 tono e della miocinesi del cuore. Così il Liotta ha dimostrato Bulle ferite infette dell'uomo che il sa<~carosio ha spiccnt.;t azione a-ntiset.tica e vasocostrittrice; cosi pure il Bm·ba JL orrih !l l1a applicat.o gli zuecheri sopra vasi feriti ed ha. dimootrato un'attiva azione vaso-costritt:rice di essi. Ultimamente il Piantoni, ba \lsat.o ù saccarosio per ~a ipodermica edendovenosa negli stati di inanizione e nel colerl1. dimostft1ndo i suoi benefici effetti, sia quale elemento nntitrivo, sia quale attivatore del meccanismo delle secrezioni, turbato dalle tossù1e coleriche in circolo.

l


418

L'AZIONI!: DI<:GJ,I ZUCCHERI Sl'LLA 'J'tJ Dt: ~:C OI.0$1 POL~I ONAllK

A-nche io. fondandomi sui dati esposti nel vrincipio fisiologico del mio illustri' maestro prof. Lo J[ouaco, bo •olutv intra.prendere, dietro di luiconsi· p;lio, lo sturlio. non ancora. mai tt•ntalQ da a.Jcuno, dell'azione degl'idrati di carhollio sullu ::!<'erezione tlegli cpitc>li del ~;istema. respiratorio nei r:asi di tubercolosi polmon:m·. Ll· ricerclw sono stat<- da me intraim·se per stabilire : Il compoi1 amento degli 2uccheri a dosi alte ( 5 cm.c. della soluzionE:' titolata che Yt>l'l'ù sottoindicata) 1mlla seerezione ùronchiale in sogget1i affetti da, tubPrcolosi polmona.re. Le lesioni tubercohtri polmouali ùei miei pazienti, t rattati con la. tt· rapia zuccherata. sono di <liver~:;o graùo ed intensità. di evoluzione clinica. <> ttltti i rna.lati sono in cond izioui gravi. · 'K el! t> mie 1iccrche :mD 'influenza degli zuccheri nella secrezione bron· chiale. ho tenuto pure t·outo in tutti i t·asi delle modificazioni che e~lii }IO! rYano apportare : 1o) ~elle t•ondizioni locali del procr:;::.o bronclùale e polmonale, (<;ou i dati semeiotici comuni); ~ol ~('Ila eurva febbrile; 3o) Nella sudorazion~ : JoJ St•lla tosse; 5<>) ~elle t·oudizioni gPuerali dei pazienti. Ho adoperato pt>r le ini<·zioni la soluzione d'idrati di carbonio usa1.a ndle altre ricerche <lal prof. Lo Jfu,taco c dei suoi allievi. Essa è forttnlenlc (·oncentrata ed (, a ùase ùi sac·carosio. )lol t ili;; i Hl i .\. _\. n t•lle loro I·irNl'ite hanno iutroùotl o gli .zuccheri per . via orale o ]ll'r via l'lltlon•no:;a : io ho Yoluto adoperare in tutti i miei ca:;i lr1 rilr ipotlcnni(', iuuamusc·olan·, ritcnendola più opportuna Ec> {"antaggiosa. <'on t>!'oa infa fti Ri ottiPne un 'azionl: }Jiù du.r::tLura, tnt> n tre si e>itauoj ]Wricoli e la ùiUicoltà. 1ecnka della via. endovenosa. Ilo poi escluso la via orale ver la ragione di evitare ·il ci1·colo entero· cpalit·o~ del quale la soluzione 7.uccberata. è fa cile e rapida preda,: mentre l 'immissione in rircolo per ...-ia ipodermica porta. la soluzione a,d un più dirP1 t o <' controllal ,jJe meccn.Jli,mo di azione. La ...-ia ipodermica intramu.:.f'olare non riesce ~ ffatto irritante: erl i1 con detta via di introduzione ehc h• sostanze idrocarbonatc agi~<cono più efikacemeutc quali modificatriri di al tività. biochimiche. Del resto sin dal 1910 Berendew aveva già dimo~;trato che le soluzioni ac·,tuose di zucchero al 5 ed al 7%, introdotte p er via sotto cutanea, ,-e· nivano ben tollerate dall'organismo umano. La ùose di saccarosio nella soluzione titolata imesposta, ch e è statn da mè adoperata, nelle ricerche sci singoli pazienti è di 5. eme. T~a iniezioni, fatte tutte con la tecnica comune, sono state da me pratic·at~ sempre nel tessuto sot.LoC'ulaneo delle regioni glutee, n ella quan· tità di tm'iniezione al giorno 1>er ogni dose. · . Ai miei pazienti, sot Loposti a.lla terapia zuccb.erata, durante tutto il tempo delle 1icerche, ho dato alimenta.zione costan te; ed ho sospesa la somministrazione di ogni aJ.tra sostanza, medicamen tosa. ·or. .. '" . L'età dei miei pazienti varia dai 20 ai 30 !lJlni, essendo tutti solda~. In tutti i miei casi, sia prima dell'inizio, sia alla fine delle mie ncerche, ho praticato l'esame delle urine per la ricerca de11'albnmina e del glicosio. . Riguardo alla misurazione del secreto bronchiale, emesso in og:ru singolo caso, ho adottato il seguente metodo: ogni mattina riempivo l~ sputiere dei miei pazienti di una determinata quantità di soluzione di creolina (100 eme.) ; la mattina dopo, versavo tutto il con~u~ della sputiera in nn bicchiere graduato, e misuravo in eme. la. quantità di espettorato emesbo, naturalmente dopo aver detratto dalla somma ~tale, la già nota c1uantità della soluzione di creolina.


L'AZIONI~ DEQI..l ZUOORERI S O LL A Ttr::ERCOLOSJ POL~IONA. RE

•H9·

Per rendere più evidenti e dimostrative le mie ricerche, ho ritenuto opportuno mismare in tutti i casi la quantità di secreto bronchiale emesso, sia qualche giorno prima di iniziare le iniezioni di sacca.rosio, sia vari giorni dopo che dette iniezioni venivano sospese. Riguardo poi al giudizio sulle modifìcazioni che gl'idrati di carbonio possono apporta,re nella sudora.zione e nella tosse, mi sono basato sul solo criterio anamnestico. Fascio a.~cora presente che, qualche volta le iniezioni di 5 eme., praticate ·s u soggetti denutriti affetti da tubercolosi polmona,le, riuscèndo alquanto moleste, mi hanno obbligato ad aggiungere in questi casi, ai 5 eme. di soluzione titolata di saccarosio, l o. c. di soluzione di cloridratoeU cocai1~a al 3 %, come anestesico. Del rest~ si comprendono le ragioni per le quali possono riuscire dolorose le iniezioni di zucchero nei tubercolosi; ed esse sono, la ipersensibilità della natura del malato; la scarsezza di grasso sottocutaneo; la flaccidità ed il diminuito indice di resistenza e di tono dei tessuti. Per ogni mio caso, ho creduto bene tracciare il relativo diagramma della secrezione bronchiale, onde dimostrare più chiaramente la curva della secrezione stessa. Ogni diagramma esprime in colonne, contrassegnate giornalmente, quanti eme. di espettorato è stato emesso ogni 24 ore, Ed ora passo senz'altro alla esposi;,ione dei singoli casi da me presi in esame : I CAso. - :soldato V. F. del... genio, d'anni :N! , da S . - Entrato nel nostro reparto dell'ospedale di tappa di Montebelluna il 19 luglio 1917. D IAGNOSI CLH'HCA : Bronco-polmonite specifica a focolai confluenti bilobo superiore con sclerosi : evoluzione distruttiva. - Esame espettm·ato: positivo per i bacilli di Koeh; pr,esenza di fibre elastiche. - Esame d'urina: ass~nza di a lbumina. e di glicosio. - .Rialzi te?"m.ici set·otini. - Ha. modica tosse; con espettora· zione muco-purulenta non molto abbondante: 6 agosto : incomincio .a misu1·m·e la quantità dell'espetto,·ato delle 24 o1·e in eme. - In detto giorno ottengo Hi eme. di espettorato. 7 agosto: 16 eme. di espettorato nelle 24 ore. 8 ago.~to: 10 ome. d l espettorato. 9 agosto: 10 ome. di espettorato. lO agosto : 12 eme. di espettorato. 11 agosto : 20 eme. - Vien.e praticata la pl'ima iniezione di sacca1·osio di 6 eme. 12 agosto: SO eme. - II iniezione di 6. eme. 13 agosto: 20 .eme. - Ill iniezione d~ (i eme. - Non si notano reazioni febbrili. 14 agosto: SO eme. - I V iniezione di 6 eme. 16 agosto : SO cm<?· - Negativa è .la. reazione di Trommer. 16 agosto: 80 eme. - V iniezione di 6 eme. 17 agosto: 20 eme. di es pettora to. 18 agosto: 8 eme. '- VI iniezione di 5 eme, - L'A. afferma di sudare assai. meno. 19 agosto : 10 eme. - vn iniezione di 6 eme. 20 .agosto : 6 eme. di espettora to. 21 agosto: 7 eme. - VIII iniezione dii 6 eme. - Curva febbrile invariata. 22 agosto: 6 eme. - IX iniezione di 6 eme. 28 agosto: 10 eme. - X iniezione di .6 eme. - Pressione arteriosa bassa .


420

L' AZIO:\E DEGLI ZUCCHERI SULLA TQBEROOLOSI POLWONARE

24 ar;osto: 8 eme. - XI iniezione di 5 eme. 25 agosto: 16· eme. di espettorato. 26 agosto : 15 eme, di espettorato. 91 agosto: 10 eme. - XII iniezione di 5 ome. 28 agosto : 10 eme. di espettorato. 29 agosto: 5 eme. - XID iniezione di 5 eme. -Pressione arteriosa bassa. 30 agosto: 5 eme. - XIV iniezione di 5 eme. 81 ayosto: X V iniezione di 5 eme. di sa.eea1·osio. - Assenza di espettorato. l .yettemb;e;'"XY1 iniezione di 5 eme. - Assenza di espettoTato. - Condizioni geii"enli immutate, 2 settembre: 2 eme. di espettorato. - XVII iniezione di 7 ome. 3 settemm-e : Assenza di espettorato. - XVIII iniezioue di 7 eme. di saccarosio. - Questa. é l'ultima iniezione. Le iniezioni sono r iuscite tutte indolori. Dal giorno 8 settembre al giorno 14 settembre l'espettorato è cessato completamente. DtAC B..UOIA (CASO

./ O iLDAT O

l) .

V. .. P: .. DELJ!' 6-é'l'H O Al1l\f Q-.3

•

.Ricompare il 15 settembre dopo 10 giorni di sospensione delle iniezioni. Ib8ettemb1·e: 10 eme. di espettorato. - 16 settembre: 10 eme. - 17 settembre: i2'Cmc. - 18 settembre: 10 eme. di espettorato. OSSERVAZIONI: A) Alle iniezioni di 5 eme. di soluzione titolata di saccarosio, praticate nel su.ddetto caso, bo aggiunto sempre l eme. di sohu:ione di cloridrato di cocaina al S p. 100 per non renderle moleste al malato. B) L'espettorato alle prime ìniezion i di saccarosio è aumentato; in seguito è incomineinto s enz'altro a diminuire di quantità; ed ~ cessa to completamente dopo la XVIII iniezione. Ricompare dopo 10 giorni di sospensione delle iniezioni


1

L AZIONE DI!:GLI ZUC OHB:BI SULL A. TUBERCOLOSI POLJIONARE

421

di saccarosio. Chiara e netta appare quindi in questo caso l'azione essiccante dello

zucchero in alte dosi. sulla secrezione bronchiale. C) Le condizioni lGoali del processo polmona.le sono rimaste invariate. D) La curva f ebbrile si è mantenuta immutata;. ma si e ottenuta diminu.zione della tosse, e sensibile diminuzione della sudorazione. E) Le condizioni generali del paziente sono lievemente migliorate; non è mai comparso s.)cun disturbo a carico dell'apparato gastro-intestinale, ne di quello cardio-renale. F) Negativa e sta.ta sempre la ricerca. dell'albumina: e la reazione di Trommer. G) L'esame dell'espettoratl:>. praticato dopo le iniezioni, e stato positivo per i bacilli di Koch; si è avuta presenza di fibre elastiche. Il CAso. - S oldatQ R. C. del .. reparto m itraglieri, di anni 38, da P.- En· trato nel nostro riparto il 19 l1,1glio 1917. DI.t.ONOSI CLINICA: Bronco-polmonite a focola i confluenti, specifica : e 'sclerosi bilobo superiore. - ;Polmonite caseosa bilobo inferiore. - Cavità lobo inferiore destro. · EBame espettoratQ: positivo per i bacilli di Koch; presenza di fibre elastiche. Esame d'urina: a11senza di albumina e di glicosio. - È stato IJempre apiretico.Ha tosse continua., insistente, con espettorato muco-purulento abbondantiBS.imo: 6 ag03tQ : incomincio a misurare la quantità di espettorato deUe 24 ore in <Jmc. - In detto giorno ottengo 90 eme. di espettorato. 7 IZgosto: !SO eme. di espettorato nelle 24 ore. 8 agosto: BO c~c. di espettorato. 9 agosto : 90 eme. di espettorato. 10 agosto: 100 eme. di esp~;~ttorato. 11 agosto: 80 eme. - Viene praJicata la I iniezione di saccaroBio di 6 eme. 12 agosto: 90 eme. - II iniezione di 6 eme. 18 agoBUJ: 60 eme. - III in iezione di 6 eme. - Non si notano reazioni febbrili. 14 agosto: ·SO eme. - IV iniezione di o eme. - È negativa la reazione di

Trommer. lli agostQ : 60 eme. di espettorato. Hl 'agosto: 80 eme. - V iniezione di 6 eme.

17 agosto : 60 eme. -VI iniezione di 6 eme.- L'A. afferma di sudare di meno. 18 agosto: 60 eme. - VII iniezione di 6 eme. - È sempre apiretico. 19 agosto: 70 eme. - · VIII iniezione di 5 eme. - Tosse sempre insi•tente. 20 agosto: 65 eme. di espettorato. Z1 agosto: 66 eme. - IX iniezione di 6 eme. 22 agostQ: 66 emo. - X iniezione di o eme. - L'A. è apiretico. - La tosse continua. 23 agosto: 70 eme. - XI iniezione di 6 eme. 24 agosto: 90 em e. - XU iniezione di 5 eme. ,25 agostQ: 90 eme.- XIII iniezione di o eme. -Diminuzione della sudo· razione. 26 ago•to: 90 eme. di espettorato. 27 agosto: 110 eme. - X IV ·iniezione di o eme. - P:r;essione arteriosa buona. 28. agosto: 100 eme. - XV iniezione di 6 eme. 29 agosto: 106 eme. - XVI iniezione di 6 eme. - Condizioni generali migliorate. 28 - (i(orttall eU "'ecUema mi&Uat·t. -

P'ase. v.


422

1

L AZIONE DKQLT ZUOOlmlli SULLA TUBERCOLOSI POLliOlfAU

SO agosto : 90 eme. - XVII iniezione di 6 eme. Sl agosto: 80 eme. - XVIII iniezione di 6 eme. - La tosse continua sempre. l settembre: 50 eme. - XIX iniezion e. 2 sel~mbre: 85 eme. - XX iniezione di 7 eme. S settembre: 65 eme. - XXI iniezione di 7 eme. - QuESTA t L'ULTIMA JYLSZIOt."'E. Le iniezioni sono riuscite tutte indolori. Dal .J al 16 settembre ti é au.mer&to dell'espettorato. 4. sette1nbre: 90 eme. di espettorato.

5 settembre : 110 eme. di espettora to. 6 setle1nb re : 120 eme. 7 seltemlrre: 90 eme.

8 settembre: 130 eme. 9 settembre: 160 eme. 10 settembre: 110 eme. 11 settembre 120 eme. 12 settembre: 180 eme. 13 settembre: 80 eme. 14 seltemlrre: 120 eme. 15 settemò1·e : 160 eme. 16 settembre: 90 eme. OtA ORUIMA ( OASO II).

c/OLDATo A.

C

Det tJ.tr MIT.P.FrGUcRI ~liNf !1] .

Come si vede dal giorno 4 settembre all6 si è ottenuto un notevole aumell~ dell'espettorato. . OsslilnVAzroNI : A) Alle iniezioni di 6 eme. di soluzione ti tolata. di saccarOIIO• praticate a questo paziente, ho stsmpre aggiunto l eme. di soluzione di cloridrato di cocaina al S p. 100, per non renderle moleste al malato.


L'AZIONE DBGLI ZUCCHF.RI SULLA TUBERCOLOSI POLMONARE

423'

B) L'espettorato subito dopo le prime iniezioni è incominciato a diminuire sensibilmente: ha avuto un leggiero rialzo dopo la Xli iniezione per il breve periodo di 6 giorni; e poi nuovamente si ~ ottenuta una diminuziQm dell'espettorato. Sospese le iniezioni, la secrezione bronchiale è senz'altro riaumentata notevolmente superando in quantità l'espettorato che il malato emetteva precedentemente all'inizio delle esperienze. Del resto nel diagramma in modo chiaro si legge come le cuspidi delle colonne ottenute dopo l'iniezioni, raggiungano la massima altezza, non mai raggiunte prima e durante il trattamento col saccarosio. C) Le condizioni locali del processo polmona.re sono rimaste invariate. D) L'A. è sempre staoo prima, durante e d:opo le iniezioni, apiretico; non ho riscontrato modificazione alcuna dell" tosse; però il paziente ha notato notevole diminuzione della sudorazione. E) l e condizioni generali del soggetto sono alquanto migliorate: non ho mai notato disturbi a carico dell'apparato gastro-intestinale; nè di quello cardiorenale. F) Negativa è stata. sempre la ricerca dell'albumina; e la reazione di Trommer. G) L'esame dell'espettorato è stato sempre positivo per i bacilli di Koch; e per le fì br e elastiche. Ili CASo. - Soldato D. V. del... {a11teria, di anni 24, da B. - Entrato nel nostro riparto il 21 luglio 1917. DIAGNOSI CLINICA: Bronco- polmonite specifica a focolai con.fluenti bilobo superiore: evoluzioue distruttiva. - Esame ~spetto·rato: positivo per i bacilli di Koch; presenza dt flbre elastiche. - Esame delle 1'rine: assenza di albumina e glucosio. - Te1nperature sulJ-febòrili al mattino; con elevazioni termiche serotine (variabili tra i ll8" ed i 89•,5). - Ha tosse continua, con espettorato muco purulento. È in con·dizioni gravissime. 6 agosto: Incomincio a misurare la quantità dell'eB])ettorato delle 24 ore in ente. - In detto giorno ottengo 60 eme. di espettorato. 7 agosto: 50 eme. di espettorato nelle 24 ore. 8 agosto: 60 cm<··· di espettorato. 9 agosto: SO eme. di espettorato. 10 agosto: 40 eme. di espettorato. 11 agosto: 56 eme. - Viene praticata la prima iniezione di sacea1·osio di 5 eme. 12 agosto: 50 eme. - II iniezione di 5 eme. 13 agosto: 45 çmc. - III iniezione di 6 eme. -Non si notano reazioni febbrili. 14 agosto: 46 eme. - IV iniezione di 5 eme. - Negativa. è la reazione di Trommer. . 15 agosto : 90 cmç. (?). - L'A. diehì&ra che ha versato del latte nella sputiera. 16 agosto: 70 eme. - Ha pure versato latte nella sputiera. 17 agosto : 70 eme. - V iniezione di 5 eme. - La tosse è immutata. - La temperatura la sera è alta. 18 agosto: 60 co;te. di espettorato. 19 agosto: 110 eme. (?). - VI iniezione di 5 eme.- Ha avuto emottisi (espet· tora.to ematico). 20 agosto: 70 eme. 21 agosto: 45 eme. - VII ultima iniezione .di 5 eme. - Condizioni gravissime : pressione bassa. 22 agosto: SO eme. - Aggravato: incontinenza di feci. 28 agosto : !O eme.


···1

424

L AZIONE DEGLI ZUCCHERI SULLA TOBBI<OOLOSI POLMO!SARE

È morto il mattino del 24 con sintomi di insufficienza cardiaea.. ÙS>;KR>AZIONI: A) Alle iniezioni di 5 eme. di soluzione ti tolata di saccarosio,

praticate a questo paziente, ho sempre aggiunto, a ea.uea delle sue concfuioni genor~~oli gro.vi, l eme. di soluzione il i oloridrato di cocl\ina a.J S p. l~ per non renderle mo1e:;te al malato.

./oU>ATo D. V .. DI ANI'U 24.

tio ~-----+---!00+-----~--------

9 o 1----t--.,

So t - - - - + - - -

lo 1 - - - - + 6o 1----+---

•

8 rlll et1 t~:

L'espe ttorn t;o a11e.prtme ' · · · · ·è·tneoruanctato · · · te; tmeztODI a d'tmt·oull' . 8 legg bronchta in ~eguito peròj si sono avuti deìirialzi indipendenti rlnlla. secrer~aone / 11 ,,

\


L'AZIONE DEGLI ZUCODRI SULLA TUBERCOLOSI POLKONARB

425

infatti ili giorno 16 il malato ha dichiarato che ha versato del latte nella sua. sputie~ aumentandone il contenuto; cosi pure il giorno :fl9 il paziente ha emesso espettorato ricco di sangue, avendo avuto emottisi. Ecco perehè si sono avuti dei rialzi nella curva della secrezione: questa però dal giorno 20 è tomata nuovamente a diminuire in modo netto e continuo. Le ricerche non si sono potute continuat·e, essendo il paziente morto il mattino del 24 agosto. C) Le condizioni locali del processo polmonare sono andate sempre più peggiorando. D) La curva febbrile è rimasta immutata: (temperature sub-febbrili al mattino, con alte elevazioni termiche alla sera). La tosse si è mantenuta sempre contin ua e tormentosa. L'A. non ha notato modifìcazioni della sudorazione. E) L'ammalato era sin dall'inizio delle mie ricerche in condizioni gravissime; ed è andato sempre più aggravandosi: non si sono mai notati disturbi attinent~ al trattamento col saccarosio. La pressione arteriosa bassa, e l'incontinenza di feci, che si sono ossenate negli ultimi giorni, sono fatti, cpe vanno messi i~ rapporto con il grave stato di intossicazione turbercola.re del malato. Fì Negativa è stata sempre la ricerca dell'albumina, e la reazione di Trommer·. IV Cuo. - D.F. V., del..... (a11Uria, ài anni 20; do. s. - Entrato nel nostro repa.:rto il 30 giugno 1917. DrAGNOSJ CLINICA: Bronco polmonite specifica a focolai coufinenti lobo superiore d·e stro; ed a focolai disseminati lobo inferiore destro (parte alta). Broncoalveolite apice sinistro. Esame dell'espettorato: positivo per i ba.cilli di Koeh; presen~a di fibre elastiche. Esame delle urine : assenza di albumina e di glicosio. Temperature sub-f.bbrlli di mattino, con t;Zevazioni ter1niche •erotine (variabili tra i 38-,o ed i 890). Ha tosse insistente, con disereto espettorato muco·purulento. Polso piccolo e frequente. 6 agosto: Incomincio a misurare la quantità di espettorato delle 24 ore in eme. - In detto giorno ottengo SO eme. di espettorato. 7 agosto : 10 eme. di espettorato. 8 agosto: SO eme. di espettorato. 9 agosto: 20 eme. di espettorato. ·10 ago•to : 40 eme. di espettorato. 11 ago:ato: SO eme. di e~pettora.to. - Viene praticata la prima inieeione di saccarosio di /S. eme. 12 ago$to: 50 eme. - II iniezione di 6 eme. 18 agosto: 25 eme. - III iniezione di 6 eme. - Non si 'noti\ reazione feb. brii e.

14 agostO : 40 eme. - IV iniezione di 6 eme.. - Negativa la reazione di Trommer. 16 agosto: 80 eme. di espettorato. 16 ago•to: 20 eme. - V iniezione di 6 eme. - Temperature elevate. 17 ago.W: VI iniezione di 6 eme. - L'A. ha versato i.n terra il eontenuto della ~;ua sputiera. 18 agNto : 20 eme. - VII iniezione di 6 eme. 19 ago.sto: 10 ome. - VIII iniezione di 6 eme.


4~1

L'AZIONE DEGLI ZUCOHitB I SULLA TUBERCOLOSI P OLllON'ARB

20 agosto: 85 eme. di espettorato. - P ressione arteriosa. bassa.. 21 agosto: 25 eme. - I X iniezione di 5 eme. - L:~. tosse è leggerme n te di· minuita . 22 agosto : 7 eme. - X iniezione di 5 eme. - Condizioni gravissime. 23 agosto : 10 eme. - XI inie?.ione di 5 eme, 2~ agosto; 10 eme. di espettorato. 25 agosto: 5 eme. - La temperatu ra e sempre elevata., specie la sera. 26 agosto; 15 eme. di espettorato. 27 agosto : 10 eme. - X!I iniezione di 5 eme. - Aggravato: ipereecita.biliti

,

LIAO!U ..MMA (CAS O I V).

/ O/PAro D.. . P.-.. d~l ~;r 'FArtT.df A .Q.o.

5o 45'1----4o 1 - - 351--)o

'lf 2o

1.5

1'RI11A

DUH,AMTf Lé H'\léZ!ON l

28 agosto; 5 t:me.

ù. a!bu·

29 agosto; 5 eme. - XIU iniezione di 5 eme. è l'ultima, Assenza 1 mina e glucosio. 30 agosto : assenza di espettomto. 31 agosto: espettorato assente. . d'1 5 eme. OsSERVAZIONI : .A) Anche a questo paziente ho p raticate iniezioni 1

di solu zione titola.ta. d i saccarosio, con aggiunta di 1 eme. di soluzione

d'1

C O•


L'AZIONE DEGLI ZUCCHEBl SULLA TUBERCOLOSI POLMONARE

427

ridrato di cocaina al S p.100. Con tutto ciò le iniezioni sono riuscite legll;ere mente dolorose. B) L'espettorato a.He prime ini.ezioni ha avuto un brevissimo rialzo dJ 4 aiorni i e poi si è subito incom1nciata a delineare la curva discendente della

secrezione, interrotta solo da qualche fugace oscillazione. - .A~che in quuto caso l'espettorato è .m.dato ·nettamente dimimtendo, sino a .scomparire del tutto dopo l'uUima iniezione. Essendosi le condizioni del malato aggravate per rispetto. alla sua circolazione ed alle sue condizioni generali, ed essendosi raggiunto lo scopo con la scomparsa dell'esp~:~ttorato, sono cosi state da me sospese le inie· zioni. C) Le condizioni locali del processo polmonare sono andatH sempre più peggiorando. D) La temperatura è rimasta srmpre invariata, con le consuete elevazioni termiche serotine : non si sono mai notate oscillazioni atipiche. Si è notata una leggiera diminuzione della tosse. Nulla ho lJOtuto raccogliere nei riguardi della sudorazione. E) Le condizioni generali del paziente si sono sempre più aggravate: non ho però mai notato disturbi a carico dell' apparato gastro-intestinale; nè di -quello renale. F) Negativa è stata sempre la ricerca dell'albumina; e la reazione di Trommer. Q) I./ese.me dell'eepettor&to è stato ~~~mpr~ positivo per i bacilli di Koch ; e si è 11empre notata la presenza di fibre elastiche. V CASO. - Soldato M. B. del ... reggimento fanteria ; di anni 22; fla P. Entrato nel nostro riparto speciale il 2 agosto 1917. , DIAGNOSI <:LINJCA : Bronco-polmonite tubercolare a fo~olai confluenti bilobo superiore. - Sclerosi pleurica bilaterale. - Caverna polmonare lobo superiore destro. - Vomiche recidivanti. · ESAME DEI.L'&SPBTTORATO: positivo per i bacilli di Koch i presenza di fibre elastiche. EsulE DELT.E ORINE: assenza di albumina e dijglicosio. Apir~ssia al mattitu1 ; ;•ialzi termici seroti1ti (variàbili tra i 970,5 éd i 880,6). Ha tosse continua ed intensa, con espettorato muco-purulento, ematico, ab-

bondantissimo : Vomiche frequenti . ' 10 agosto : Ottengo 110 eme. di espetto_rato nelle 24 ore. 11 agosto~ 100 eme. Viene praticata la prima iniezi011e di saccarosio di 5 eme. 12 agqsto: 90 cmo. - II iniezione di 6 eme. lS agosto: 70 eme. - III iniezione di 6 eme. - ·Non si nota reazione feb· brile. 14 agosto: 76 ome. - IV iniezione di 5 eme. 16 agosto: 66 eme. di espettorato. - È ·negativa la reazione di Trommer. 16 agosto ; 90 eme. - V iniezione di 5 eme. 17 agosto: 80 eme. - VI iniezione di 6 eme. - Il pazientediohiara sensibile diminuzione della sudorazione 18 agosto: 76 eme. - VII iniezione di 5 eme. 19 agosw : 85 eme. - VIII iniezione di 6 eme. Cond.izioni generali migliorate. :!0 agosto : 60 eme. - Ha. tosse intensa.

'


21 agosto: 140 ome. - IX iniezione .ti b eme. - Ha espettorato parai.-. 22 agosto: 220 eme. - X iniezione di 6 eme. - H a aYUto vom.ica abllaachnte. 2S agosto: 210 eme. - Xl iniezione di o eme. - Vomiebe inaistenti. 24 agosto: 160 eme. - Xli iniezione di 5 eme. - Vomiehe. 25 agosto: 85 eme. - XIII iniezione di 5 ·eme. 26 agosto: 76 eme. - L' A. afferma di sudare assai meno. Temp<9raturt immutate -Tosse fastidiosa. 27 agosto: 180 eme. - XIV iniezione di 5• eme. 28 agosto: 270 eme. - XV iniezione di 6 ome. - Vomiebe a bbondanti. 29 agollto : 60 eme. - X VI iniezione di 5 eme. - Condizion i gene ralij mi· gli ora te 00 agosto: 70 eme. - XVII iniezione di 5 eme. - Pressione ottima.. DaOJaUill.A. (OASO V ) .

../oLJ)A-To . /"L P. . .DéL

FAI"'Tl::RliZ=l.ìV'Ilil 22

'

1 l l

•

81 agosto: 86 eme. - XVIII iniezione di 6 eme. l settembre: 60 eme. - XIX iniezione di 6 eme. SJ 1ettembre: 8J eme. - XX iniezione di 7 eme.


L 1 AZIONE DEGLI Z UCOHERI SULL A TUBERCOLOSI POLMONARE

429

8 settembre: 290 eme. - XXI i niezione di 7 eme. - Ultirna iniezione. Dal 4 settembre al 19 settembre ha avuto .vomiche frequenti e recidivanti 1pe11so mis~ a discreta quantità di sangue. 4 selt.Tnbre SlO eme. 5 settembre 560 eme. 6 1eltembre 260 eme. 7 settembre 70 eme. 8 Bettembre: 800 eme. 9 settembre: 240 eme. lO settembre: 00 eme. 11 settembre: 800 eme. 12 settembre : 50 eme. 15 settembre : 430 eme. a settembre : 270 eme . . 16 settembre : 170 eme. 16 settembre: 270 eme. OSSERVAZIONI : ..d.) Alle iniezioni di 6 eme. di soluzione di saccarosio, praticate a questo paziente, ho sempre aggiunto l eme. di soluzione di cloridrato di cocaina al S p. 100, per non renderle moleste al malato. - Le iniezioni sono tutte r iuscite indolori. B) L'espettorato subito dopo la prima iniezione è incominciato sensibilmente a diminuire; ma la intiera cuna, che dimostrava anche a traverso l& oscillazioni la tendenza a diminuire sempr e più, è stata interrotta e disturbata da vomiche recidivanti, iniziatesi iÌ gio~no 21. - Questi frequenti stJUOtamenti di cavità pol1nonali hanno dato esito ad abbondantissimo mat.riau purulento, che natural1nente l1a impedito la esatta valutazione della secrezione bron chiale nel soggetto. Quel che però è opportuno notare, è che subito dopo che sono state sospese le iniezioni, le vomiche sono state as1ai più frequenti (quasi giornaliere) ed ab· bondanti; superando, per quantità. in eme. di materiale emesso, tutte le vomi· che precedenti. Il giorno 5 settembre si sono infatti avuti nien,emeno eme. 660 di espettorato; ed il giorno lS settembre eme. 430. Cosicchè il diagramma mostra. che le cuspidi ottenute dopo le iniezioni, sono di gran lunga più alte di quelle raggiunte prima. e durante le iniezioni. C) Le condizioni locali del _processo polmonare sono rimaste immutate. . ~) La curva termica è rimasta sempre immodifica~; con le consuete elev~lon, febbrili alla sera. - La tosse è rimasta sempre insistente ed intensa, ~frequenti esacerba:r.ioni notturne. Si è ottenuta una notevole di1ninuzEone Blldoraeione. · randc~) Le ~ndizioni generali del paziente sono andate sensibilmente miglio. · press1one arteriosa sempre buona · non ho mai osservato disturbi a. carlco dell' n . apparato gastro.intestinale i nè di' quello cardio-renale. J 'orno 13 . settembre ha avuto vomichfl con emottisi. ) Negat1va è stata semprtl la ricerca dell'albumina· e la reazione di Trommer. '

i b&c~~- ~esa~e dell'espettorato, praticato dopo l~ iniezioni, è stato positivo per Kocb ; e si è notata la presenza delle fibre elastiche.


430

L'AZ I ONE D EGLI ZUOCRRRI SULLA TUBERCOLOSI POLHONAB'E

COI'iOLUSIONI. -Dalle risultanze ottenute nelle mie ricerche cliniche, con il trattamento idrocarbonato, possiamo trarre, in risposta ai quesiti proposti in questo rruo studio, le seguenti conclusioni: l) Le iniezioni .di soluzione di saccarosio, ad alte dosi, riescono assol1ttamcnte inilolori. quando sono praticate in soggetti, i cui tessuti sono in oltimo stato di nutrizione e di resistenza. Sono invecP riuscite alquanto moleste in quasi tutti i miei soggetti aJ:Ic.>tti ùa t nbcrcolosi polmonale. a causa delle loro gravi condizioni generali. In questi casi, come è già sta.Lo detto, ho ritenuto opportuno aggiungPr('. alla sol uzion<> tito lata di saccarosio, l eme. di soluzione di cloridrato rli cocaina al 3 p. 100, quale anestesico. li) Il Narearo.9io, i n iettalo pe1· via ipod.er-mica et dcsi alte (5 eme.) nei

soggl'lli afjetli d" llfberl'olosi polmonare, determina una netta, gra.duale diminuzionr della ~;rrre:ione bl'onchiale. X el I e nel IV caso si è ottenuta la scomparsa totale dell'espettorato. E ni deve notarf' eh<.' questa a zione dello zucchero a dosi alte(5 ome.) i· tanlo più importante in questi casi, in quanto che dimostra come si

possa nttenere la climinuzione dell'espettorato nei soggetti affetti da tubercoloRi polmonare, nei quali l'espettorato stesso è la somma dei pro· dotti essudativi del focolaio, e della secrezione degli epiteli del sistema rel'pir"a torio. · Ora non è facile Rta.bilire quale sia il meccanismo, per il quale lo zucchero influiscP ~;ulla Rc.>crezione bronchiale. Avranno forse gl'idrati di carbonio un'azione diretta e specifica modificatrice dell'attivit.à funzionale delle glandole secretive, e dell'epitelio bronchiale? Ovvero il comportamento del saccarosio sulla secrezione bron· chiale sru.-.ì dovuto alla duplice azione da esso esercitata sui vasi sa.nguigni (Sammartino) azione diJatatrice quando si adoperano piccole dosi. azione vaRo-costritl?'icc con le grandi dosi ? . . Certamente il saccarosio modificando la me-ccanica circolatoria, e di conseguc.>nza l'affinsso di sangue agli elementi della. mucosa. bronchiale, può indirettamente a vc.>rc influenza sul meccanismo della secrezione broll: chiale, diminuendo qninò.i l'espc.>ttorato con la. va.<;o-costrizione (alte dosi di zucchero), ed aumentandolo con la vaso-dilatazione (piccole dosi) .. Del resto non potrebbe ancora ammetterai che gl'idrati di carboruo possano avere contcmporancanu utc un'azione elettiva sia sui vasi, che sugl! <'pitcli hrouco-pohnonali? . l~ bene a que8to proposito far notare che le iniezioni di alte dosi di sa<'ca.rosio possouo riuRcire sc.>nza dubbio utili contro le emottisi nei tu· ht•rcolosi, appunto per la ragione che esercitano sui vasi sanguigni una forte azione vaso-rostTitlriet>. Non ho mai notato infatti, durante il trat· tamento iclrocarbounto nei malat.i di tubercolosi polmonare, eccetto il ro ca~o gravissimo. che siano sopravvenute emottisi. le quali secondo le a.f· fermazioni dei pazienti, si erano già in passato ripetute più volte. Da. CIÒ

ttaspat·e quindi la grande importanza che uei tube~·colos-i lo Z'!techero p!IÌJ at•ere contro le emottisi per la sua az-ione emostatica. . ID) La terapia zuccherata non ha. po1·tato nei tubercolosi nwdificaziolli deg1u; di rilievo nelle condizioni locali del p1·ocesso polmonm·e. L 'esame de!:r espettorato ~ sempre stato positivo per i baeilli di Koch, e per le n·

bre elastiche. E' da ricercare però se la cma prolungata arreca miglioramenti anc~l' al processo polmonare e facilita la scomparsa dei bacilli. E' necess~riO pure ripetere le esperie!lZe in caso di tisi incipiente. Pr·eoccupato. secondo lo studio prefissomi, di vedere se la diminuzi.on~ o la cessazione della secrezione bronchiale, era dovuta. a lle iniezioru di

1


L'AZIONE DEGLI ZUCCHERI SULLA TUBERCOLOSI POLM:ONABE

431

saccarosio, non ho continuato a lungo il trattamento idrocarbonato nei miei malati. riserbandomi di praticare cure prolungate con lo zucchero in altri casi di tubercolosi polmonare. per stabilire in particolar modo l'influenza che esso può avere sulle condizioni locali dei fatti polmonari. IV) Nei casi in cui esisteva temperatura febbrile, le iniezioni di saccarosio ad alte dosi non hanno affatto modificato la curva febbrile, che è continuata inva1-iata. N.ei tubercolosi non si sono mai notate, in seguito al trattamento idrocarbonato. nè reazioni, nè oscillazioni febbrili atipiche. La febbre, durante il trattamento zuccherato non è diminuita; però non sappiamo se ciò si sarebb~ potuto ottenere, qna.lora la cura fosse stata cont.inuata. V) Con le alte dosi di saccarosio si è otten11to q·uasi in t11tti i casi di tubercolosi polmo11are ·una dirnimt.zione della tosse. E' necessario però far notare che a questa diminuzione della tosse. può avere forse anche contribuito l'azione di quel eme. di soluzione di cloridrato di cocaina al 3 p. 100, aggiunto in questi casi. VI} Il saccarosio, iniettato per via ipodermica a dosi alte (5 eme.) determina, nei soggetti affetti da tubercolosi polm.onare, una sensibile dintiwuzione della sudomzione. Fatto questo di grande importanza, per l' immenso vantaggio che i tubercolosi ne possono naturalmente ritrarre. E non si deve ancora dimenticare, che questa azione dello zucchero sul mecc.:'tnismo della sudorazione. viene a dimostrare come anche la secrezione delle ghiandole sudoripare subisca da parte degl'idrati di Carbonio la stessa influenza che sùbiscono le altre secrezioni già. studiate (Lo Monaco). VII) L e cond·izio-ni generali dei pazienti sono rimaste immutate ed in q~alche caso (Il e V) sono andate migliorando in seguito alle iniezioni di saccarosio. Queste non producono mai alcun disturbo a carico dell'apparato gastro intestinale ; nè di quello cardiorenale. Non bo mai notata alcuna alterazione della funzione dei reni, durante e dopo 1a cura. · al VIII) Il saccarosi<> non determina mai fenomeni di anafi.Zassi; non ha b.cnna azione nociva sull'organismo in generale, ed è facilmente assor Jto dai tessuti.

•• * J?a.~e. conclusioni §Uespoate. possiamo quindi affermare che gli zuc-

cheri, m1ettati per via ipodermica, modificano l'attività secretiva della ~ucosa del sistema respiratorio. dèterminando con l'impiego di dosi alte eme.) nei soggetti affetti da tubercolosi polmonare, una diminuzione ~lla secrezione bronchiale, come pure una sensibile diminuzione della sse e della -sudorazione. e Da. ci? traspare, considerando pure la sua azione emostatica diuretica zuC~d!Ocmetic~ (çosentino). il gra~de vantaggio terapeutic~ che o~re lo lat~c ~ro, e qumd1 l'enorme benefìmo che ne possono trarre 1 poven mame~:~ tubercolosi polmonare. verso i quali la scienza tende instancabill't.un e .10 sguardo, allo scopo di debellare il terribile male che affligge arutà.


432 BIBLIOGRAFIA. .l!unii•·· rlr 6 ( comporter dcs 8tl.Cre.B el k u r aclion dans forganismt. (Arch. l tal. àe B wlog ie. T. XV, 1891). 2. AB nou s et JE~VBRA'I7. - A ctiOil diurétique de6 i~ti•ctiol18 in tratwiJté Ulird d~ 80lutio~>.l' lfl< · l, ALBERTON"l. -

cré•s. (No ut1eau MontJXllier ld.édiclll. T . lX,lSti9) 3. BA.BBA :MoRRlliY. - A zione UII08tatica. dryli c ucchRrò dirett<Lm.Pnk a p plic<Ui •ulle 1~ rite. (Arch: di farma<'olngia 8fJPr. e Se. affini. Vol. XXlV, 1916. 4 . COUNTINO. - Gl'idrati di carbonio ndle nefre>pat i<:. (Arch. di f armacologia 8fJtT. t. Se. af{ìlli. Anno X V, Yol. XXI). 5. - Gl' i<lrali di carbonio m/lP cardiopati··. (Ra.I'<~C!'fiW <li T erapia c Se .affimi. lf>-se~tem­ bre-1 5 ottob~e IOIG). 8. - Gl' idraJi di carbonio ,,, Ue emorragie. (A rch. di farma<X~logia 1pcr, e Se. a/lni. Anno XV, v ol. XXI). 7. CRISPOLTI. - L'azione degli zw;clieri aulla "ecrc :cione renaù tt s ulla circolaaùme nell'uomo. (Il P oliditlico, SPz .•\frdica. Vol. XXII, 1915). 8. D rNo LE. - L e sucre cutJHJJR tonique dtt coeur. (Scmai11e mériicale. 1912, pag. 187). 9. G AGL.I O. - F armacologia e terap ia. Soc. Ed. Milaroese. 10. G OCTLSTOX. - (8P11UlÌUC médicak. 1911, pag. 1'.12). l l. KAvso!l. - (.s'<tJuziur médicak. N. 23, 1913). 12. L IO'IT.A.. - Gli z uc.cheri nelle f erite. (A.rcll . d i junnacologia s pet. e Se. af ti>u. Anno X VI , vol. XXlll). 13. L o MONAOO. - L'azione degli, z uccheri stdle secrezioni. (Arch .. d i f ar macologia arxr. e Se. affini. An n o Xli-XV, vol. X VII, 1914). 14. Lo Mo N.A.CO e SILL~ZI. - L 'azioue ckgli zt.cch• ri sulla s ecrrzÌOH<' bìlia.n'. (Arch. di f armacolo!Jia 81Jr.r. P. ,s,., a ffi ni. Anno XV, vol. XX). 15. LUOIANI. - Fisiologia dell'uomo. (Soc. Ed. Mi lnncse). 16. MAONUS. - L a cura d rlk f !' rÌt! con lo zucchero. (.Morg ayni, 19l:l). 17. Mosso e P AOLETTI. - l nfiwuw dello zu cclu ro oul cancro t[,•i muscoli. (AUt dcl l.a R. A.ccad. dr i L i11ai. Anno CCXC, 1893 ). 18. PI.&.NTONI. - I l saccaruoio per via ipod.crmica ul cttdovrnQ.I'a r1egli etrui di inanizione e nel colere~ (Arch. di fa rmacologia ,;prr. e Se. affini. Anno X VI, vol. XXIV). 19. S .a.K MA ll'l'JSO . - La 6ecrezio1u• IJJUra c i'Jl'idrat~ d·i carbonio. (Folia ginecologU:a. Vol. fa•o. 3°, llllUO l U I =~) . 20. - L'a:io1v rlrgli zu<:cllcri sui t'Mi scmguigni. (Arc/1. di farmacologia <>'f>Cr. e Se. af· fini. Anno XIV, vol. XIX, 1 !115).

x m.

21. - L 'o::ion.P. dEgli tts.<'rlc r ri sul potere coagulcmlr d•' l ,~ang-ue (R Msegna d i T erapia t Se. affi ni. 15 giugno l916). 2 2. S:~:E. - U n no'Uvrau méclicamrnt cliuréliquc dCII~ les maladies cardia.que. (Bull. de

l'Acmi. de M édec., png. 849, anni? 1889). 23. S OH IABBI. - L'azionr. de1: vari zucch~ri aulla circolr!ziorw dPgli animall a acmgt~ freddo. (B.oU. deUe Scienze :Mrà iche di B ologM.Anno I X, 191 a. pa.g. 43). 24. V•srA. - R icerche ~ull'azit-ue diuretica del tauo, io o ylucosi ->. (Boli. R. A r.c. m t:d. di R oma. Anno 1891· 1892, po.g. :14·67). 25. Z Alf DA. - Os.,·cnmzioni fisi oloyich'' e farmacologiche 6u i m'll8t'oli. (A rei•. intem. rl< Pharmacocly•tamir rt dc Thérapi.-. Vol. X-"-, fnsc. l e 2).


433

CASUISTICA CLINICA OSPEDALETTO DA CAMPO 68. GR Ul'Ì>O CHlB'OllGICO DIRl!ITTO D AL T ENl':~n: OO LO!-.'NELtO MEDICO

P'llOI'. A. C .&.T'I'EBINA

FERITA PENETRANTE KELL' EMITORAOE SI NISTRO, COMPLICATA AD ULCERA DUODENALE. - Nota clinica del dott. Alberto 1\taurl Paollnl, capitano medico, 1° ai-qto.

La rarità del caso llli induce alla sua pubblicazione, percbè credo ' costituisca, per quanto suppongo, una complicazione forse, finora, non conosciuta. Su settanta toracici penetranti abbiamo avuto u.ndici morti, metà dei quali giunti moribondi, gli altri deceduti per lesioni concomitanti in altre parti del corpo. Fra questi figura il caso che andremo· descrivendo succintamente. Anamnesi - Soldato P. A. Entra il 24 genn,a io u. s. nel nostro reparto. Fu ferito il 23 nel pomeriggio sul Piave; non ebbe sputo sanguigno e fu subito trasferito al posto di medicatura. Presenta una feri,ta da shrapnell con fòro d'inII'esso nell'ottavo spazio intercostale sinistro, linea ascellare posteriore. Dall'e· same radioscopico si ricava che la pa11ottola è di forma cilindrica, sta addossata . alla s• costola da essll. fratturata ed intropressa..• L'amma.lato è febbricitante: polso debole, vi è leggiera ambascia di respiro• Dato · che la. p,alletta era• extra·toracica, con una piccola incisione potei facilmente rimuoverla. Ne segui fuoriuscita di yoca quantità di siero ematico, evidentemente di provenienza endo-pleurica. L'A, non giunse mai a :sfebbra rsi, oscillando la febbre fra i :87°.6 e 88°.9. Si notava intanto un progressivo notevole deperimento del paziente, e il costituirsi di raccolta endo·pleuricn purulenta. Incominciò il delirio, e siccome l'evacuazione della marcia già formatasi non era facile, procedettl il 4 febbraio - 10 giorni dopo la prima operazione - alla resezione dell'ottava costola fratturata, che diede esito ad abbondante marcia e alla cessazione del delirio. Non si notò però alcun miglioramento nelle condizioni generali, Nella notte del 9 febbraio, senza causa e dolore apprezzabili, si ebbero due abbondanti scariche alvine costituite a prevalenza da sangue piceo digerito. NAlla notte successiva queste s i ripeturono, malgrado si fosse ricorso già dul·ante la giornata alla propinazione di oppio, as tringenti ed iniezioni di gelatina. L' A. ebbe un rapido peggioramento, con estremo pallore, sudori freddi, af· faDDo; ansia di rsspiro. Non ebbe mai vomito. Lo abbiamo espressamente interrogato per sapere se in precedenza avesse avuto disturbi da parte del tubo ga· s tro·enterico; ma, date le sue gravi condizioni, non si potè avere dati positivi: potemmo solamente ricavare che egli era stato più volte colpito dR. febbri di malaria. Nel pomeriggio del 12 febbraio l'ammalato decedette. Ci siamo domandate le ragioni della enterorragia. Abbiamo dovuto subito e11cludere quella data da possibili veleni chimici (s\\blimat~, acido fenico, ecc.),


434

OASUISTIOA CLINICA

perché noi non ne facciamo affatto uso. In quanto a emorragia date da ulcera· zioni tifose, tubercolari, dissenteriche, neoplastiche, parassitarie, non ~::ra il caso parlarne i si doveva escludere anche l'ulcera. gastrica. per l'assenza di ematemesi e di dolore. Non ci restava che pensare ad una emorragie data. da una altera· zione tromboembolica dei vasi mesenteriali o da emorragia dovuta al processo settico pioemico o da ulcerazione duodenale in atto o recidivante. Il signor di· rettol'e del gruppo propendeva più per quest'ultima diagnosi. R eperto ne!'roscopico. - Cadavere di estremo ·pallore. Nel cavo pleurico sinistro operato stà. raccolta. modica quantità di marcia i il polmone è retratto in a.lto, atelettasico, avvolto da false membrane piogene. n polmone destro è libero, pallido, leggermente edematoso. Peritoneo normale lucente; la m atassa intestinale del tenue presenta n~i suoi due terzi superiori un colore di lavagna. Nessuna alterazione del grosso intestino. Aper~p il tenue, a prevalenza nella parte superiore si nota. un a bbondante contenutO di masse emorragizbe nerastre. Nessuna cospicua alterazione su tutta la mucosa del tenue e del craS!;O. Nello stomaco modica quantità di resti di cibo senza odore acro o penetrante i la mucosa è pallida, ma non ulcerata. Aperto il duodeno attraverso il piloro a detersi i pochi grossi grumi sanguigni si nota sulla porzione discendente una soluzione di continuo di forma quadrangolare con oltre 3 centimetri di diametro, a margini sinuosi, piuttosto duri, validame.n te adert-nti al fondo costituito da un tessuto omogeneo di colore lardaceo • cribrato da numerose emorragie punti formi con grumettini di sangue che rimangono ade· renti anche ali&. lavatura. Fatta una incisione comprendente i margini e il fondo si nota che questo è dato dal parenchima. del pancreas notevolmente indurito ed ingrossato; si osservano evidentemente nei tralci connettivali, che dai mar· gioi e dal fondo della. soluzione penetrano profondamente nei singoli acini glau· dole.ri. Ampolla di Vater libera, fegato di volume normale un po' pallido, nessuno ascesso metastatico; milza ingrossata ed indurita, polpa poco fluente. Reni pallidi, ma normali; VlSi meseuterici arterovenQSi non e trombizzati. Commento - Il reperto necroscopico ci ha illuminati esattamente sulle cause della emorragia intestinale. L'ampia ulcerazioue duodenale, che indubbiamente era di vecchia. data, come ce lo dimostra il reperto anatomopatologico, aveva creato un punto di minor resistenza sul tubo gastro enterico, cosicchè la grave infezione postuma al traumatisrno, diminuita la resistenza. dei tessuti vascolari, produsse uno sfiancamento degli s tessi e facilitò la corrosione t! l'emorragia. Pur troppo la anamnasi non ci portò molti lumi sulla eziologia. del male, per· eh~ lo stato grave del pRzieute nOn ci permise di indagare SU questo SenSO. Se non fosse sopravvenuto il trauma., indubbiamente l'ulcera.zione, dato il cospicuo ispessimento dei tessuti, non avrebbe avuto conseguenze importanti: e quinrli a.nohe in rapporto medico-legale possiamo ben concludere che, se lo stato ulcerativo duodenale accelerò la catastrofr fu il tr>ìuma la. causa efficiente dPllll. morte. Ringrazio il signor dì rettore prof. Catterina, che mi consigliò la pubblicazione di questo caso che reputo di una certa importanza clinica ed anatomo- patologica.


435-

Questioni d'attualità, varietà, notizie INTERMEZZO È permesl!o fermarsi un momento sulla strada per riposarsi del lungo cammino, e mettere intanto un po' d'ordine nelle memorie e nelle impressioni di viaggio? Se i lettori me lo permettono, io mi lascio cadere ·sul ciglio d'un fosso, e scorro coll'occhio il mio diario, arrestandomi sulle pagine più tristi e su quelle più esilaranti : le prime assai più numerose che le seconde. Mi duole che in questa !!filata di ricordi dovrò (cosa. per me non consueta) t irare in ballo la mia persona, lasciando sbizzarrire un poco quell' c io:. che, al dire di Beppe Giusti, ci ronza sempre in· torno agli oreeohi, fastidioso più d'una mosca; ma il parlare di sè· qualche rara volta non è poi un grosso peccato, tanto p1ù quando il prossimo non si cura - o finge di non curarsi - di noi; oppure quando ci vediamo guardati con quell'aria d'olimpica indifferenza, che assumono tutti i piccoli grandi uomini allorchè vogliono farci comprendere chè ~essi stanno troppo in alto per prestare orecchio alle sonate del nostro povero organetto di Barberia. Una gran parte dei lettori, a cui esprimo qui la mia riconoscenza, non fa il viso dell'arme alle mie chiacchierate mensili e non si scandalizza. se, in un severo periodico di medicina, ~i tratta.nc- argomenti di varietà e d'attualità in una forma, che pare talvolta ribellarsi all'ortodossia tradizionale e con uno stile, che non è sempre distillato dal succo ·del Papavet· rhoeas : ma una piccola parte s'è addirittura indignata. di questa mia audacia, che per essa è uu delitto di lesa maestà scientifica, e va sparlanrìo di me con un linguaggio ignobilmente epigrammatico, ch'è indizio infallibile d'uno stato · d'animo sempre oscillante fra la nullaggine e la bricconeria. Nipoti non degeneri di Pietro Aretino - senza però averne l'ingegno- io v i riconosco alla prima occhiata, anche quando vi presentate a me in atteggiamento del più ossequente rispetto, con un sorriso e con un elogio sulle labbra bugiarde : sorrise, ch'è una smorfia; elogio, ch'è


436

1

QUESTI0:-11 0 ATTUALITÀ.1 VABIETA, NOTIZIK

una sbava.~ura di fiele. Sì, vi riconosco e (mi si perdoni l'espres· sione, me. facU indignatio ve1•sus) m'infischio di voi e delle vostre deiezionì atrabiliari. Ma non sono costoro, che mi fan più dispetto: sono invece quei tali, che, di coltura alquanto superiore e di costumi apparentemente più aristocratici, ma. di lingua. egualmente viperina, non potendo cacciare i den ti ne' miei scritti, li ca.ccian nelle mie carni; bencbè, nell'accost.a rvi la bocca, essi allunghino le labbra come se volessero schioccare un bacio fraterno. So, per esempio, · che alcuni colleghi non sono avari di lodi per i miei articoli, e fan plauso alla. mia. attività di pubblicista; tuttavia - in caltda venenum - soggiungono .che la mia dignità accademica ci sca.pita. col trattare certi argo· menti d'ordine secondario, e che potrei meglio impiegare il mio tempo, per esempio, nella. diacussion(• dei problemi diottrici, che furou sempre i l mio forte e ai quali debbo una discreta reputazione oftalmologica., senza cercc.re in altri campi un facile applauso, che finirà un bel giorno colle ciucia.te. A. costoro rispondo çhe la mia reputazione non ha bisogno nè di consiglieri nè di difensori, e che gli argomenti da me tra.ttati non sono d'ordine inferiore, bensì sono superiori alla. loro intelligenza, a cui non sembra. possibile che un medico esca dalle pagine del ricettario senza far la figurà d'un apo· stata o addirittura d'un malfattore. E non s'avvedono codesti ci· trulli che il negare al medico la possibilità di sconfinare dalla. cerchia de' suoi studi' s peciali vuol dire ribadirgli al piede la catena del galeotto, che trascina da tanti secoli a. vantaggio d'nna mol· t itudiue d'ingrati, e mantenerlo per l'avvenire - oome fu sempre per il passato - sotto l& tutela di tutte le altre classi sociali, a cui non par vero di fargli sconta.re amaramente la colpa. imperdonabile del sessenuio unive1:sitario. Ma. dei medici e delle loro novantanove disgrazie parlerò in un prossimo articolo. . Del resto1 tutti i miei scritti, anche quelli apparentemente più frivoli, bisogna saperli leggere, ~ non soltanto nelle righe, ma. anche - e forse più - frH le righe; e chi li rilesse dopo quest' avvertimento, mi confessò di avervi trovato un'infinità. di cose che gli erano sfuggi te nella pri~a lettura. Tutta. questione di un piccelo giro di vi te micrometrica nel microscopio mentale. V'è ancora qualcuno, più mordace degli altri, che si maravi~lia -come io trovi il tempo a comporre ogni mese la mia cica.la.ta e dice, sorridendo ma.lignamente : c Ma. quell'uomo non avrà da fare null'altro che scribacchia.re per il giornale! :. Se codesto signor c Qualcuno • .avrà. la. compiacenza di venirmi a treva.re, toccherà con ma.n.o che

\


.QUESTIONI D'ATTU ALiTÀ, V.A.RIETÀ1 NOTIZI E

437

l10 qualche altra. cosuccia da fare oltre gli articoli, ai quali dedico esclusivamente p'lche ore notturne della prima settimana. d'ogni mese-. Si persua.daq'o dunque i miei maligni censori, ch'io non rubo Io ·stipendio, e mi permettano di aggiungere che alcuni di loro non possono dire altretta nto. Finalmente vi sono parecchi colleghi, che non mi prendono sul serio e ·che, quando leggono il mio nome in fondo a un art icolo, fanno un sorriso t ra il·compia.cente e il compassionevole esclamando come F erdinando Il di Napoli: « E cco il nostro pennaiuolo ! :. Che essi non mi prèndaJ?.O sul serio poco importa, perchè la cosa è reciproca. ; e d'esser chiamato < pennaiuolo • non mi lagno, ricordando che il sovrano borbonico: il quale non era nna cima e non poteva soffrire i letterati, appioppava un tale epitet o agli .scri ttori più co- ' raggiosi di quei te m p i. Si vede che il Re ·B om ba ha fatto scuola.

*• • Gli articoli, n~i quali impegnai le più aspre battaglie, son quelli sul reclutamento di guerra; ma . la mia fu vox clamantis in deserto. Non mi mancarono le approvazioni e perfino alcune concessioni teoriche - da parte de' miei stessi contraddittori ; ma., in pratica, non si fece nulla o quasi nulla, e la. gazzarra medico-legale prosegui come prima, anzi, più clamorosa. e più baldanzosa di prima. Giorni fa un collega, discorrendo della. medicina legale militare, fece un grazioso paragone, di cui non voglio defraudare i lettori: il congegno medico-l~gale - egli disse - dovrebb'essere regolato press'a. poco come un teatro, alla. porta. del quale, la. maschera controlla o ritira i biglietti d'ingresso. Se la maschera fa il suo dovere, in teatro entrerà soltanto chi oi deve entrare e non av.verra.nno contestazioni sul numero della sedia o della. poltrona. ; se non fa. il suo dover e, in teatro entra chi vuole e resta. fuori chi dovrebbe _entrarci; per modo che la ma.scher~ paga il fio della sua imperizia. rincorrendo gli spettatori nella platea, in galleria e in piucionaia per controllare alla rinfusa i biglietti , che avrebbe dovuto controllare all'ingresso. Fguratevi che putiferio ! Il paragone, ripeto, è grazioso e dà un'idea veramente esatta della cosa: infatti non v'ba chi non sappia che la palestra. degli accertamenti mèdico-legali è propr10 come la. sala d' un teatro, in cui gli spettatori sian rincorsi affannosamente dalle maschere, le quali veri.fic~no e discutono la validità dt.>i biglietti, accapigliandosi sovente fra loro stesse, oltre che col pubblico. Ma di cb i la colpa? Non mia di certo (seppure può parlare di colpa ohi non ricevette mai alcun invito a commettere il peccato), perohè da più d'un anno io vad? predicando maggior sempli19 - - lìì-JI7tale di medlci·r ta miiUcu ·e. -

Fase. V.

,


438

QUESTIONI D 1 ATTU AL JT,\, VARIETÀ, N OTIZIE

cit~

nel meccanismo medico-legale e visite così minuziose, accura.le~

complete, da rendere in gran par te superflui g l'in numerevoli e pocodignitosi controlli . I o hò se m p re sostenuto il principio che le g uerre moderne, le quali sono per la massima parte guerre di posiizione, e perciò di lunga durata, richiedono organismi a prova di bomba (quest'espres· sione non fu mai usata più a proposito), in speoial modo per quanto· riguarda il sistema. nervoso . Si può passar sopra a molte imperfe· zioni e a molte ma.lattiucce croniche, ora motivanti erroneamente l'as· segnazione al servizio sedentario; ma circa le condizioni del sistema nervoso si dovrebb'essere inflessibili nel pretenderle uerfettamente normali. Ohi spreca fiato e inchiostro nel propugnare l'incorpora.· zione dei nevropatici e degli psicopatici nei reparti di prima linea, o anche nelle retrovie più prossime alla zona. d'operazioni, non si rende conto - perchè non ci s'è trovato - . dell'enorme lil)mma di resistenza, che debbono opporre gli organismi all'azione eminentemente depres· siva dell'attesa lunga e sfibrante d'un attacco o d'un contrattacco, soprattutto nelle ore notturne; del fuoco tambureggia.nt~ d'artiglie· ria, che si prolunga non di rado per intere giornate; dell'ansia e dell'angoscia, che stringon gli animi come in uns. morsa, nelle perio· diche inc ursioni dei pirati dell'aria; dello spettacolo snervante della paura folle, che presentano c~rti organismi, tarati nel sistema. nervoso, di fronte al pericolo o nell'imminenza d'un pericolo. Oh come vorrei mandare codesti predicatori dell'arrolamento ad ogn i costo per Lre soli giorni in trincea, sotto nn fuoco di tutti i calibri! ~comm et,to il collo che essi ne ritornerebbero con minor esaltazione t.'3orica e con maggior senso pratico, e s'accorgerebbero finalmente che altro è parlar di guerra in fin di tavola. o nelle quiete del proprio studio, altro è farla davvero sotto una grandinata. di felTo e di fuoco. Vobiezione, che mi fu fatta. mille volte da codesti fanatici ra.c.. coglitori delle briciole cadute dalla mensa d' Esculapio è che, nelle. guerra di nazioni contro nazioni, · tutti i cit tadini - robusti o deboli , sani o malati -·- debbono pagare il loro tributo alla patria, e che ogni caso d'esenzione, non esclusa la malattia., va. conside· rato come un privilegio. A quest'obiezione ho già risposto a lungo in parec.~hi articoli, dimostrando che la logica non ne è che apparente, e che la patologia in uniforme militare è la cosa. più la· crimevole e più funesta che si possa immaginare, anche quando essa sia condotta all'assalto da mig~iaia d'Ippocrati a piedi o a ca· vallo: tuttavia non son riuscito a far penetrar e neppur la punta del mio chiodo nella. scatola cranica. dei miei contraddittori, i quali mi ribattono che la guerra non si fa soltanto colle granate metal-

\ '


~UESTIONI D'ATTUALITÀ, VARI ETÀ, NOTIZIE

l

..

..

439

liche, ma altresì cv'n quelle di sa.ggina ; che un pib.ntone ernioso, il quale sbadiglia nell'antiuamera d'.un ufficio, non è meno utile e benemerito d'un · « ardito •; che l'inabilità al servizio militare va considerata alla stessa str~gua dell'inabilità al lavoro proficuo; e ch e a raggiungere l'intento d'una guer·ra a scaglioni, la q uale s'estenda dalle trincee fulminate dai proiettili al portone della. propria casa. profumata. di glicine e baciata. dal sole, serve mirabilmente la sublime trovata dell'inabilità al servizio incondizionato, che traduce in realtà. il tant o vagheggiato progetto della nazione armata., insaccando tutti i cittadini nella divisa grigio-verde, per la quale son punti di merito - se non di gloria - tanto gli strappi cruenti chè vi fan le baionette, quanto le struscia.ture sulle panche e sulle t avole imbrattate d'inchiostr'o. È qui che vi voglio, o carissimi cultori · del vaniloquio patriottico! V oi, proprio voi, che strillate tanto contro l'imboscamento e che .siete giunti a. un punto tale d'eretismo, da scambiare per imboscati perfino i lampioni delle strane, sieti i più tenaci ed entusiasti partigiani dell'inabilità. a lle fatiche di guerra, senza. riflettere chl;) questa malaugur&.ta inabilità va ammassando falangi su falangi tii imboscati, Je quali andra.nno via via fatal~ente ingrossando quanto più si prolunga la guerra; cosicchè si a.rri~erà. a un giorno, in . cui saranno più i mezzo inabili che i c:ombattenti. Ma t utto ciò non è forse naturale? Naturalissimo: perchè una. volta ammesso il capo· saldo medico-legale militare che, i n te m po di guerra, si può essere idonei al. servizio milita.l'e senza prender parte alla · guerra. vera e propria, non c'è 'da dubitare che tutti i milites gloriosi (e ce ne son tanti !), tutte le mezze figure del patriottismo boscaiolo, tutti gli eroi de l marciapiede, . tutti gli anemici fumatori ò,i sigarette, e tutti coloro che mettono l'amor di pat r ia qualche palmo più in basso del culto per una' provvida vena varicosa o per un prezioso cirsooele, si slanceranno con fervore nel gran torneo dei valetudina.ri d'occasione, eseguendo i giochi ginnastici più strabilianti sui vari attrezzi della palestra medico-regale, dinanzi agli occhi d' una folla di giudici, i quali son chiamati a pronunziare p,a reri successivi e non sempre concordi :mi diversi e~ercizi: da. quello delle parallele, ch'è il più facile, a quello del salto della. cavallina, ~ h'è il più difficile, ma decisivo. Lasciando da parte le similitudini, in cui mi vado addestrando senza speranza dì poter mai raggiungere le altezze dell'amico della Valle, dirò chiaro e for te che se, · da. un lato, l'istituzione del senizio condizionato, non contribuii:ice affatto alla. potenzialità dell'esercito combattente, dall'altro, ha gettato ]o s compiglio· nella. procedura. degli accertamenti sanitari e la discor-

,


1

l,lrli:STIOl'\I 0 ATTUALITÀ 1 VARIETA 1 NOTIZIE

diu nel campo d'Agramante: non quello del re dei Mori, descritto nell' « 01·lando Fut·ioso » da. Lodovico Ariosto, ma quello più mode· sto, bencbè non meno chiassoso, dei medici legali. Nè con ciò in· tendo far colpa a questi ultimi se, in un gran numero di casi, i loro ~iudizi successivi formano una splendida ga.tnma di contraddizioni: tutt'al più 'se ne mara.viglieranno e protesteranno i profani; non di certo noi medici, ben sapendo che non v'ha nulla di più difficile che sa per detinire con precisione le sfumature d'una forma morbosa non grav1· - in spécie degli orga.n i di senso e di moto - e nulla d i più facile che prender un abbaglio sulle sue conseguenze funzionali in rapporto al servizio militare. Colla comparsa, dunque, d'un nuovo elenco, che, iu aggiunta a quello delle infermità motivanti la riforma, prevede i casi d 'inabi· lita alle fatiche di guerra, si son vedute pullulare a migliaia le piccole malattie, alle quali, nei tempi ordinari, non 9i dà alcun peso; ma, che, nel periodo attuale, acquistano d'un colpo un'importauza. di prim'ordine per il modo c.on oui sono prospettate, amplificate e ornate di frange d'ogni colore e d'ogni di~ensione; cosic chè intere coorti di medici s'affannano continuamente a et~aminare, a osser~are, a. ri· vedere, a eontrollare ; e tira da una parte e molla dall'altra, si fini· sce per cascare a gambe all'aria in un pruneto, dal quale i medici escono quasi sempre malconci, e in cui l' imboscato rimane invece quieto e sicuro come in f'asa propriA , senzR. r.he nPppnre nna. spina venga a scalfire la sna preziosissima pelle. Vedete che cosa vuol cjire esser pratico dei boschi? Un cespuglio d i rovi,. a sa.percì cal!car su con. garbo. diventa nn morbido letto · di ciclamini, che, come già dissi a,ltra volta. sono il sim bolo degli imboscati. Per farla bre>e: quella mente geniale. che inventò l' idoneità al servizio condiztonato. può dire d'a ver reso un servizio inc11.lcola.bile all'imboscamento e di aver ìn:fiitto tt~.li pene ai medici periti , che quelle dell'Inquisizione son rose e fiori in loro confronto. -:\on per vantarmi; ma tutto ciò io l'ho detto ben chiaro e l'bo anche

l

(

..

·,

stamp ato; come ho pure detto che al servizio sedentario - il Limbo

del la guerra- potrebbero benissimo attendere i minori mutilati. i convalescenti e il coraggioso esercito femm inile; che con un· Elenco ragionato e ra gionevolE>, si sarebbe riusciti a dividere l'intera massa dei cittadini in due sole categorie: una numerosissima degl'idonei al servizi o incondizionato. l'altra. molto esigua. i n paragone della. prim a. degl'inabili in modo assoluto e permanente; che, infine, se una fa· lange di ufficiali ava.nzati negli anni resistettero e resistono alla -vita di trin cea malgrA.do gli acciacchi, vi possono ben resistere quei giovan i

.....


QOES'riONr D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, ~OTlUE

441

i quali1 protetti ora dall'in abilità a l servizio incondizionato, coltiva.nò amorosamente i loro piccoli malanni nel ìa. tranquilla penombra. dei depositi o nella compEce ombr a degli uffici. Se con nn tratto di penrra.- io diceva.- si potessero cancellare le disposizioni .;irca l'idoneità. a.l servizio sedentario, le visite collegiali dimiuuirebb(jrO del nova.nt~ per cento; gia.ccbè un Elenco unico opporrebbe. nella sua rigidi~ intiessi bile, una. S1dda barriera. alle lusinghe, alle hlandizie, agli a.rtifizi della. patologia oppo1 tunisLica eli guerra. Obt- se poi- :n aggiungeva ancora- si volesse nttlizztt.re anche una pa.rtc> degli inabili . (epilettici. frena~tenici, c"lrte categorie di psicopatici, cardiopatici senza fenomeni di scompenso, monocoli, ecc. ecc ), ser· virebbe mirabilmente allo scopo la moòilitazione civile, in cui fos -;ero anche comprese le classi più anzianè t1on an0ont sotto le armi; non essendo pnnto indispensa.bile che, per paga1·e il proprio tributo alla patria, tutti i cittadini non idonei a. imbracciare il fucile indossino la divisa militare e sian costretti a compiere, uei rlepo!liti e negli uffici, un lavoro meno utile d'i quello che potrebbt?>ro f~tre c·oo~i nnan do ad esercitare la loro prof~ssione a benefizio del paese . Per me,' un contadino er~ioso è miJJe volte più utile dietro l'aratro, che -.edulo snlla panca d'un ufficio a contan• i tr&\'Ìcelli del .-offirto. J/att.ributo «armata » applira to a nazione nou Ya. int..eso in seus•J troppo letterale, come pur troppo si fa dalla maggioranza paroJaia : c na.zione armata • vuol dire fusiolle di tutti 1 cuori, di tutte le v olontà., di t ntte le energie nella lotta contro il nemico : lotta <tÙ ol 'ranza, lott.a. senza quàrtiere, nella qnale coloro, che ne hanno la. forza (e l'avrebbero almeno i 1.lue te;·zi ùegli attuali inabili -alle fa tiche di ~uerra.) si slanciano t1ell11. mi~<'bit~ \'·l'llentl\ coll'arma in pll · gno ; e coloro, che, non han 4 uesta forza, dilllno alla patria l'opera. modestia., rua. non meno proficua, d'un l avoro incrue11to, d'una parola di persu asion e, d 'in·c itamento, di conforto, ch'è pur tanta parte della resistenza contro l'azione disgregatrice e nefasta dei nemic•.i esterni e l interni. Non credete voi cbe, applicando questo concetto, si segnerebbe la. fine meritatamen te ingloriosa dell'imboscamento? I o ne son o persuaso; ma sono egualmen te persuaso che r « emissione -. de· (.tli imboscati continuerà senza interruzione fino al term ine dell a. guerra . I miei colti lettori conoscono certamente In st.oria dell'infelice Cassandra., figliuol a òi Priamo e di E c uba, alla. quale Apollo, pPr vendicarsi della mancata promessa d'amore, in:fìisse la pena di non esser mai creduta., . anzi, d'esser beffego-iata o r o!!ni voH~t. clJ 'essa. si metteva a p r:ofetare. Orben e, i o, che pnre n on commisi la colpa. d1 ,~


442

1

QUESTIONI 0 AT'rUALITÀ, VARI ETÀ, NOTIZIE

Cassandra e che fui sempre devoto ad Apollo quasi q uan tC' ad Anadiomene, subisco la sue. stessa condanna. Sono u~e. Cassandra in abito maschile: la qual ooaa mi eviterà almeno la ripetiz~one del· l'oltraggio che le fece Aiace, figlio d'Oileo, nel tempio di Minerva, se non le. tragica fine per mano d'un nuovo Egisto.... medico-legale.

•*•

Degli altri miei articoli, quello intitolato c Cice1·o· p ro domo S'Ila ,., che mi guizzò dalla penna come un fulmine da.llè ma.ni di Giove (scusate se è poco !,, fu quello che ottenne il maggior successo di stima anche nelle :file di coloro, ·che dovetteJ·o sentirsi m~tggiorme~te colpiti: e fu c successo di stima :t non d·'applausi, per la. buona. ragion e -che, se ìo aveva fischiato, gli altri non potevano a.pplaudire. Ad ogni modo, che q aelle poche pagine sia.n piaciute e che abbiano prodotto qualch~> utile risultate, lo desumo dal fatto che non rìcevetti , dopo la loro pubblicazione, alcuna let~era anonima: mentre tutti gli altri miei articoli furono più o. meno bers.a.gliati da proiettili senza marea di fabbrica. Ringrazio gli am ici del loro pieno assen timento e gli av· >ersari del loro contegno cavalleresco, qua,ntunque non mi possa li· bera.re dal dubbio, che t anto g1i uni quanto gli altri mi abbiano ap· provato unicamente per l'inconsueta brevità. dello scri tto. Ebbe buona fortuna l'articolo sull' c Etica di guerra •, che piacque in specia.l modo per la bottata agli arri visti, nostri signori e padroni; e quello su c Gl'imboscati •, . che fu riprodotto da al· cuni giornali e riassunto dalla. rivista. c Minm7Ja •· L'articolo c Let· tere anonime di guerra :. provocò, com'io prevédeva, una. formida.. bil e scarica. di medesime contro l'autore, il quaÌè le ha. lette, clas· sifi.cate e studiate tutte quante secondo il metodo g rafologico e coH'a.iuto dell'c Annuario,., riusèendo, dopo non molti sforzi, a met· tere con certezza la mano sulla. persona di almeno quattro di codesti scrittori macchia.ioli. In una di queste lett?re, si confutano alcune mie citazioni storiche, •mila cui · esattezza non potrei giurare, non avendo, come il mìo con traddittore (beato lui!), il tempo <li verifìcarle; dico soltanto che non com prendo la ragione per cui_ egli abbia voluto, in un &rgomento così innocente, nascondehi nel velo dell'anonimo: se pur non l'ba. fatto perchè nemmeno lui era sicuro delle sue affermazioni, e temeva. una ·pubblica smentita da. ch i è solito a firmar sempre i propri scr itti. Un altro ·critico mi fa una. lunga paternale per dimostrarmi che, . essendo io c fuor del tempo e dello spazio,. (parole testuali), non arriverò mai a co mprendere il valore etico e sociologico dello scritto anonimo durante lA guerra c che libito t'a licito in 1.-ua legge •; e buon per lui che non completò la cital

f


1

QUESTIO!Il"I D ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZm

443

-zione coll'aggiunta dell'ultimo verso dellà terzina. danteB<la, chè altrimenti sarei stato costretto a. denunziarlo senz' altro all' autorità ~iudiziaria. per disfattismo, avendone .potuto accertare l'identità cou un metodo fra il grafologico e i.l poliziesco. A codesto avversario, che mi ~caraveDta.

fra. le costellazioni d6llo zodiaco, rispondo che Don sono

purtroppo, ma. che vorrei essere fuori del tempo e dello spa:?.io, dove si -starà. di ce-rto assai · meglio che in questo miserabile peni ten~iario del sistema solare. In quanto al valore etico e sociologico della lettera anonima, dirò che son disposto a riconoscere di avEire ·errato nel definire quest'ultima il prodotto d'un branco di vilissimi malfattori, e prometto fin d'ora di rifare il mio articolo < Etica di glterra • su basi totalment~ diverse, classificando la lettera anonima fra l e pii1 preziose -conquiste dell'incivilimento moderno. Ha ragione il signor X: vi-

r

vendo s'impara, maStsime quan-io gli anni contano come decenni; e

noi che, in tre anni, possiamo dire d'averne vissuti trenta, fra emo.zio.ni, angoscie, timori e speranze d'ogni specie, abbiamo acquistato un'esperienza nuova della vita; esperienza, che riduce al nulla quella. precedente: tant'è vero che, se si dovesse rinascere, ci comporterem'010 e ci regoleremmo ben diversamente da quanto fl;lcemmo nell'esi· .'ltenza presente. Innanzi tutto, relegheremmo la modestia fra i ferra.· vecchi, e faremmo sfoggio, invece, d'una gran boria impastata d'in-solenza e di citrulleria, che fa sempre un grande effetto sulla folla: in secondo luogo, sapendo che nulla dobbiam•) aspettarci dal1o studio, dalla coltura, dall'intelligenza, dal carattere, faremmo la vita di Michelaccio -mangiare, bere e andare a. spasso' - colla certez?.a d'incontrare ad una certa svolta di strada mA.dotm~ Fortuna, che ci aspetta sorridente col corno dell'abbondanza. fra le mani. In terzo luogo ..... no: lasciamo stare il terzo, il quarto e il qninto luogo, che ci porte· rebbero troppo lontano e troppo in alto, nelle sfere purissime della . filosofia. morale futurista: contentiamoci d'aver abbozzato uno schema di prog.ra.mml. e, ossequenti alle dott.rine teosofìche sulla rincarna.zione, aspettiamo pazientemente il momento di lasciar le nostre spo·· glie di pecora per entrare in quelle del lupo.' A ben rivederci, dunque, in una vita migliore! Un terzo macchiaiolo m'impone di distinguere, come nelle for· mule scolastiche, fra. lettera e lettera: « Vi son dei casi - egli dice - in cui chi si sente leso, per esempio, ne' suoi sacrosanti diritti di carriera. e non può protestare a viso scoperto per timore dei fulmini $Uperiori, è fatalmente costretto ad abbassar la celata per trafigge:re i mpune mente il nemico con un colpo ben assestato d'alabarda. Voi qnesti casi non lì avete · accennati e, non accennandoli, siete incorso


444

QUE:STI0::'\1 D ' ATTUALtTÀ, VAlUETÀ , :-<OTJZIE

nel grave errore di confondere in un sol fascio gl'ingiustamente oppressi e i volgari malfattor i. A ve te fatto malissimo. Io ed altri, che pur non ci sentiamo malfattori, siamo ricor si alla lettera anonima, non avendo altro mezzo di offesa e di difesa; pronti, dopo la gnarra, a ripeter le accuse, a document arle e a firmarle -. . Io, che consco la. causa . dell'amarezza profonda, la quale avvelena l'ani ma degli autori di queste letter9, (poichè non è uno solo che scriv~), son disposto a usare verso di essi la più grande indulgenza; ,e conò.i videranno il mio sentimento tutti coloro, che soffrono dei torti e dei soprusi fatti agli altri come se fossero fatti&. sè stessi. L a mia risposta agli anonimi - per me non più tali - è la seguente: Vi dirò prima di tutto che il mio articolo, che vi consiglio di rileggere più attentamente, t ra ttava l'argomento delle denttnzie anonime contro gl'imboscati e contro 1 cosi de.tti disfattisti, ed è perciò unicamente all'indirizzo di codesti dtmunziatori, ch'io int.esi di rivolger e l'espressione sdegnosa c vilissimi malfattori -., dalla qua.le voi vi sentiste colpiti come da una scudisciata. Questa. mia. dic hiara· zione, o carissimi ex-anonimi, bastebbe da sola a togliere ogni valore alla vost1'a protesta; ma io desidero aggiungere arcora qualche altra parola per provarvi che, se disa.ppsovo il mezzo d a. voi impiegato, comprendo perfettamente il doloroso stato d'animo che v'ba indotti a impiegarlo, nell'illusione di raggiungere l'intento. No, v.oi non siete dei malfattori: siete semplicemente dei deboli e degli ingenui, a cui la lotta per la vit a si presenta come la scena. d'nn cotillon o come una quadriglia dei c Lancieri -., ballati da dame e da. caval~eri nella sala d'un vecchio palazzo aristocratico, fra. gl'inchini, i sorrisi e le paroline d'amore. Ma. miei cari, la. realtà è ben diversa dalla vostra visione: la ·lotta odierna per Ja vita non è un cotillon n è una q uadriglia ; è - se vogliamo restare nel paragone cor,eografì.co- una. specie di quelle danze selvagge d i certe tribù antropofaghe, le quali finiscono in una. terrificante orgia di sang'ue. Re, coi tempi nuovi, voi vi foste affrettati a inaugurare un'etica nuova., sa· reste giunti in tempo a danzare cogli altri antropofagi e avreste avu t~ la -vostra parte nel cruento bottino: invece, siete rimasti spettator1 inerti della festa macabra, ed ora. ve ne tor nate a. mani vuote- e col · l'anima traboccante di sdegno e di rancore. La. colpa è dunque tutta vostra (parlo il linguaggio della morale novissima), non di chi vi ha sopra va o zati ; perchè nel turbine degli avvenimenti, che ci trascina verso una meta ignorata, il fermarsi un solo minuto durante l a corsa precipitosa v uol dire rimanere a mille miglia di distanza . dagli audaci corridori, dei quali il vento del deserto - in cui gia·

::


QUESTIONI D'ATTUALITÀ, VA IUl!.'TÀ, NOTIZII'.

• ~ t

cete abbandonati - vi porta il g rido di vittoria e le r~sate di scherno. A questo punto, caduta la benda dagli occhi, i vostri sg uardi si fissarono sulle tavole del nuovo decalogo, nei com~udame~ti del quale t utti i non sono aboliti, fuorch è nel primo, che condensa in .sette parole l ' intera dottrin~ dell'egotismo:« 1Yon avrai altro Dio avanti di TE • i e fu a llora che, vista l'imp'ossibilità di riguadagnare il tempo perd uto e ta nto meno di lottare a corpo a corpo cogli avversari, ormai lontani trionfanti, voi vi riuniste nel tempio di Nemesi, per comporre l'epistola fatale, che doveva, come il sasso di Balilla, segnare il princ'Ìpio d'una rivolta e a~ere per effetto una riparazione. T~rda 'e inulile vendetta! Essa nou ha colpito - n i· lo poteva -: nel segno, e s'è ri'torta. contro di voi, togliendovi per chi sa quanto tempo ogni probabilità di raggiungere i YOstri fortunati rivali. Mi sapete dire a che cosa vi h~.~o ~ervito l'anonimo? Dunque- r ipeto - non malfatt.ori, ma ingenui; ecco perchè non potevo alludere a voi nel roto articolo su le c: Lettere anonime di guerra • ·

e

t Il

;; ~

• t

..

*

>l<

P oco mi r esta a dire degli aftrì miei articoli. Quello su c. L'istinto sessuale e la gnerra • rnccolst>, dopo il a Cicero pro dorno 8tta .. ~e maggiori approvazioni e una sola lettera anonima - ma allegra e garbata- portante la .firma di <un vecchio ufficiale richiamato dal congedo ~ . Questo vet~rano di ì\Iarte e di Venere conferma, nel suo scritto, l'inlioenza dell'uuiformégrigio-verde sul senso genesioo in tiepidito; poi, trasportato da un impeto d'eutnsiamo giova~ile, s'inerpica a sbalzellohi .fin snlla vetta del Parnaso e, di lassù, declama un inno a lla patria. e t:~,lla. donna, ch'egli dichiara di amare con eguale affetto, e alle quali dice di voler consacrare. L'ultimo bacio e l'ultima Goccia del sangue lU io; E, chiusi gli occhi al fulgido Sole, volare a Dio.

Ma dubito for te che Dio lo vorrà accogliere ipiù tardi che sia possibile) n el suo regno, dopo un inno talmente pornografico, che, delle trentasei strofe di .cui si com pone, la sola. che una donna. possa leggere sen ~'arrossire · è quella or ora trascritta. Specialmente le tre quartine dedicate alla prestata. son la cosa più ghiott a. che si possa. immaginare; e se quant•) l'autore descrive piacevolmente nei versi è la .fedele narrazione de' suoi casi, resta provata. fi n al di là del credibile la. giustezza. delle mie osservazi oni.

,


446

QUI!:STIONI 0 1ATTUAL1TÀ 1 TARIETÀ 1 NOTIZIE

. L'articolo su < La barba e la guer)·a • mi procurò tre letLere ano· nime: la. prima d'uno c sbarba.to •, la seconda. d'un c barbuto » 1 la terza d'un c tintoretto »: tre nemici implacàbili e feroci. Il c tin· toretto » fa uua dotta lezione sull'arte di serbarsi giovani fino al· l'estrema vecchiaia.; e,. dopo aver citato i frammenti dei c Cosmetici • di Ovidio. Ninon de Lenclos, l'acqua di J ouvence, i bagni di latte d'asina e una. filza. di segreti de-lla. toilette intima, conclude coll'a.f· fermare che l'uomo, il q uale si tinge con elegante perfezione, è degno di massjma lode, perchè, lasci!lndo anche da parte la dol~e illu· sione personale, che g li riflette lo specchio, egli ha il merito incontestabile di celare agli sguardi del prossimo il malinconico spet· tacolo della. decadenza. senile. Ma - aggiunge a ncora H tintoretto il tiugPrsi bene non è da tutti; e si può dire della tintura ciò <:h e Torq ua.to Tasso d ice del giardino incantato d'Armida : L'arte, c~e tutto fa, nulla si scopre.

Ma io gli ripeto che si scopre invece benissimo alla. prima. occhiata, perchè (oltre le ragioni già da me accennate neli'a.rticolo aulla. barba), nessun colore industriale riesce a riprodurre i l colore naturale del pelo. Il c barbuto :. mi v uota. addosso nn sacco d'insolenze perohè non bo detto della. barba. tutto il bene che si m'erita., e in apecia.l modo per aver passato sotto silenzio la sua mirabile proprietà di prest>r· ~are dalle angine, dalle bronchiti e dalle polmoniti. « Perchè - mi fa osservare il c barbutq » non ha citato le barbe dei patriarchi, par· ticolarmentb quella di Matusalem, il quale visse novecentosedsan· ta.nove anni, appnnto in g1·azia. della. lunghezza e ~eil'abbondanza del pelo? » Rispondo al c barbuto » che, s'egli avesse letto attenta· mente il mio articolo, si sarebbe accorto ch'io non ebbi la più lontana intenzione di maltrattare la. barba: che, anzi, le rivolsi tali parole di elogio da co mmuovere tutti i bulbi piliferi fin nelle loro più recondite profondi tà folli nolari. Del resto, il severo giudizio sulle barbe rli stile cappuccinesoo· non è roba mia, bensì di un gaietto sciame femminile, la. cui competenza fa legge in ogni qu~sti ons d'estetica m11schile. N ou mi sono fermato - .è vero - sui patriarchi "enerandi e lougevi; ma. se avessi preso le .mosse dalla. Bibbia, io sarei ancora qui a con tare i peli della barba di Abramo, d'lsaooo e di Giacobbe, sotto l'i ucubo d' un articolo, .che avrebbe ingombrato per lo meno tre puntate del (}io1·nale di medicina militare. Lo c sba.rt.ato » ci n q o antenne l cosi si q ualifìoa nel testo della. Jet· tera), non sautendosi i n grado di parare le mie puntate contro la ra.·

t


QtJESTIONI D'ATTUALITÀ,· VARIETÀ, ~O'l'lZIE

44.7

satura, mi dà poco meno che df!l somaro per non aver fa~to cenno , nel mio articolo, dell'uso, che avevano i Romani, di depilarsi: uso che, secondo· lui, dimostrerebbe fino a.ll;evidenza come i cittadini del· l'Ur.be, maestri insuperati di e.stetica, considerassero il pelo come l'antitesi d'e lla grazia e della be!J.ezza. Lo sbarbato avrà la compiacenza di sentirsi -rispondere ('.he,. se fra i due contenrlenti c'è un ciuco, il raglio non esce dalla mia bocoa; e che, se non parlai dell'uso della depilazione . presso, gli antichi Romani fu per la sola ragione che mi doleva di f'ar arrossire i miei lettori p·iÙ verecondi con Cf'rte cita· zioni d'un 've::-ismo eccessivo. Se non era per q.uesto, sarebbe stato facilissimo a me, traduttore (inedito) di Marco Va.lerio Marziale, di cita.re una cinquantin a almeno d'epigrammi del mio poeta, in cui si discorre della depilazione in termini cosi crudi, da. far p~ssar la voglia a t~tti gli sbarbati · odif'rni di ricorrere a codeste citazioni per giustificar~ il loro costume. V'è, per esempio, l'epigramma LXXIV, libro UI, che riassume in sei ver~i i metodi depilatori, e ve ne sono molti altri, in cui il giocondo poet~ di Bil bili dice chiaro e tondo a quale scopo certuni ricorre!!sero allo p11iloth1·on o al dropa.x;, che ren· dono la pelle del volto e di altre parti del corpo liscia e mo;rbida come la pelle della donna. Apra lo • sbarba.to ,. un dizionario,latino per gli adulti, vi cerchi la voce pathicus, e avrà la chiave di certi misteri, che si compievano nel tempio di Priapo. Vogliamo scom::::.1ettere che, dopo questa rapida cqrsa nell'antichit,à erptica., egli non mi sfiderà piÙ a nuove citazioni SUi depilatori, e SÌ. lascerà ricresCerA }a barba? L'articolo su « I submedioc1·i,. fu accolto da un silenzio gl~ciale; la ua.l <-osa era facilmente prevedi bile pensando · che coloro, i quali si sentivano bollati , avrebbèro avuto l'elementare furberia di non sollMa.re protesta, pena· la patente di subme:iiocri. Ebbi tuttavia l'o. nore di ricevere la lettera anonima d'nn genio (così è firmata ), la qlll~le è talmente piena di lordure, che mi fa l'effetto della divagazione sportiva d'un cenciai~lo incocciato A questo genio della Cloaca Maxima, ·il quale chiude la sua lettera invitanclo me ed altri colleghi , submed.iocri e decadenti come me, a far fagotto per lasciare il posto (ecco la morale della favola ) alle nuove energie int.ellettùali, darò ~;jUesta brevissimi\ risposta dantesca:

q

Io non so ch i tu sie, nè per che m:odo

tu abbia potuto intrupparti coi galantuomi; ma un briccone Mi sembri veramente quand'io t'odo.


448

~UEST J OXl 0 1 A·t l'U ALITA 1 VARIET1, NOTIZIE

E devi ringraziarmi dell'eccessiva clemen za; chè nell' .: Inferno • d i Dante avrei trovato altri ver si ben più degni della t ua faccia rli ribaldo. E così l' inter roezM finisce a suon di pedate. Roma, maggi o 1918. EDMONDO TROMDB'J'TA.

P .. S. -

Mentre sto correggendo le bozze di quest'articolo, ricevo una seconda lettera anonima sui « S ubmediocri :., la quale, a. differenza della prima, si vede subito ch'è scritta da nn gentiluomo: gentiluomo amareggiato e sdegnato, questo sì, ma sempre gentiluomo. Egli non soltanto appi:ova. le mie considerazioni psicologiche sui submediocri, ma giunge per fino a persouificarne il ti po chiamandolo addirittura. per nome e invitandomi 11. d irgli in confidenza se ba colto nel segno. Rispondo subito che, nel suo lavoro mentale, lo sct·ittore anonimo ha seguito un metodo totalmente di verso dal mio. Io, fondandomi sopra un grandissimo numero di osservazioni, ho abbozzato un ti p o generico, che abbraccia diverse specie: egli, invece, preoccupandosi d' una so~ a specie, ba a pplicato a questa, che lo in teressa in modo esclusi vo, i caratteri generi ci del submedi ocre; nè si decide a a~dar oltre; perchè il suo stato d'animo, i s uoi sentimenti, la sua cenestesi, gli dànno, nell'ora presente, quella visione monocromati ca e nessun'altra. Ond'è che il tipo ganerico si ract:orcia, si restringe e assume l'aspetto di nna data persona. Intendiamoci bene una voltfl. per sempre. Padronissimi i let.tori di riconoscere nei ttpi da me descritti qualche loro amico o nemico: ma padronissimo io di dir loro che, ne' miei studi psicologici, non prendo mai le mosse, da uno o dct pochis.<;irni incli?;idtti per giungere alla creazione d'un tipo generico, percnè, in tal caso, io assumerei le funzioni di biografo, non g ià t:tuelle di psicologo, e il mio tipo sarebbe la fotografia d'una persona, o d' un piccolo grup po di persone, non più un quadr o di g randi proporzioni, in cui s'accalca e si agita una moltitudine di gente Del resto, l'intonazione di q uel mio articolo è in prevalenza politico-sociale, tant'è vero che, non potendo citare al tri esem pi, m'attaccai a quelli della r ivoluzione francese e della dissolu· zione della Russia: ltt qual cosa deve sempre più convincere l'ano· nimo, che il mio pensiero spazia.va in una regi one assai più vasta di q uella, in cui egli s'è jmmag inato ch' io fossi rinchiuso. Per concludere: «I subm ediocri » non banno un nome, due nomi, tre nomi: ne hanno migliaia; e il mio articolo (come d issi ben chiaro) è una semplice guida, la. quale insegna a riconoscerli qualche volta nella folla. Ed ora una domanda ai lettori: · non credono anch'essi, come me, che sia ormai t~mpo di finirla colle uggiosissime lettere anonime "t E. 'F.

. \

l

~l

'


449

NECROLOGIO

r: D

Prof. SERGIO PANSINI Non sapremmo più degnamente ricordare l" illustre clinico dell'Università di Napoli, venerato maesn·o a moltissimi nostri c-olleghi. <'he t:ol :riportare la com • memorazione fatta dal generale medico prof. Lorenzo Bonomo al Consiglio provinciale di Bari nella seduta del JS aprile u. s.: In mezzo a Yoi, onorevoli colleghi, come in una gnmde famiglia cai è toc· cata la soiagm:a di perdere il figlio prediletto, chE' piti l'onorava pE'r u.ltezza d'intelletto e per nobiltà Lli vita. io sento il bisogno d'Psprimei·vi tutta la mia profonda tristezza per l'immatura scomparsa di Sergio Pano:ini. Dinanzi a questo nome, che onorava l'Italia e chè era l" espressione della più beiJa luce d'intellì. genza e di ogni bellezza spirituale di cui è capace la mente umana nel campo delle scienze biologiche, della patologia e della clinica, e che ora non ci 1·i1:orda. più il sapiente clinico, il patologo insigne, l'acuto indagato1·e dei feno· meni morbosi intento alle ricerche scientifiche frn gl'infermi, nei laboratori, fra i discepoli. l'anima ardente pronta ad accorrere alletto dell'infermo per portare l'aiu,to, il consiglio, la parola consolatrice; e non è più che una gr1\nde memoria d& rimpiangere, da onorare, da imitare. Noi sentiamo il grande vuoto ch'egli ha l1sciato n&l regno delle sciem;e, fra i grandi clinici. fra i benefattori dell'umanitfi., in me-zzo :a noi che fortemente l'amammo. Sergio P ansini, onore e vanto ·della nostra t~rra di PugliA, pet· forzn d'intelletto, per vastità d\ dottrina, per nobiltà dell'animo, per nusterr~ disciplina della vita, spesa sempre per il progresso delle scienze. per alleviare i «lolori umani, _per il decoro dello insegnamento, per onorare e !'ervire la Pntl·ia, era salito all'altezza., dei grandi Maestri, che più hanno onorato la cattedra e la nobile missione del medico. Per raro privilegio della natura in lui s'erano fuse le doti più alte d t~lla mente e dell'animo, che egli, con severo governo d i vita,...n Ilo. 1muola di sommi maestri dell'Ateneo napoletano ed all'estero, nei gabinetti scientifici, nelle pazien ti e 1- rofonde ricerche, nel la.vo1·o clinico, fra i discrepoli, sep pe elevare al1a altezza di un vero apostolato. Negli studi biologici, indagando con acuto intelletto fra i misteri della. natura per scoprire le leggil semplici della Tita. e le cause complesse d ella morte, per cercare i mezzi di difesa. dellrt esistenza e per diffondere nella scuola, al letto dell'infermo, nel mondo3scit~ntifico, la luce della sua mente ricca di sapienza e di esperienza clinica, Sergio l'ansini -nggiunse fin dalla sua giovinezza ed anche ~;u però i suoi più~illustri maefttri, integrando l'indirizzo classicv della scuola na.poletan~t, sulle basi nnato.m•che e cliniche, con g li fltudi hiologici moderni. Le meraviglie della natu ra animata ed inanimata, la bellezza dei fenomeni biologici sviluppano neli'an ioìa del ricercatore, quale fu Sergio Pansiui, quella luce


450

NECROLOGIO

spirituale che idealizza la. vita. e créa nel naturalista, nel patologo, nel medico, l'artista, l'esteta, il fascino della. dottrina scientifica, il sentimento aristocratico. Intendo parlare di quella aristocrazia dell'a.nima che è la veste ~igliore dei ~entimenti umani e che è uu potente fattore di educazione civile e di eleva· zio.oe morale. Il fa!lcino della natura umana, delle leggi fisiologiche e patologiche, Sergio P ansini l'intese da forte na.tùralista, da biologo, ron tutte le manifesta• zioni della. bellezza spirituale, non come una macchina bruta che ba bisogni~~~­ teriali 'e che consuma e svi.luppa energie dinamiche, ma come una sorgente di luce e d.i amore e di quella -illuminata psicologia che è capace di penetrare nei ' dal regno tlegl'in6nitamente piccoli, alla gemisteri e nelle IP.ggi rlell'univer.so, nesi biologica., alle funzioni del pensiero, alle energie delle materie inanimate. Egli, biologo. clinico era dotato di un'anima squisitamente artistica, aperta alle più belle manifestazioni del sentimento umano, alle concezioni più alte della vita., nelle quali penetra v&. col s uo acuto intelletto, con l'ardente amore del na· turalista indagatore della verità scientifica. Per il grande patrimonio intellet· tuale acquistato con una severa disciplina di studi, da quelli scolastici della sua bella giovinezza, che io ebbi la fortuna di conoscere e di avere ad esempio, a quelli didattici d 'indagatore paziente dei processi biologici e patologici nei gabinetti scientifici e nella clinica, Sergio Pansini rappresentava il più dotto, il più autorevole continuntore delle grandi tradizioni della scuola medica napoletana, di quella grande scuola nella quale rifulsero i più forti intelletti, precur.· sori del rinnovamento scientifico della medicina in Italia . Basti ricordare Sal· vatore .Tommasi, Giovanni Antonelli, Luci~tno Armanni, Giov11nni Palladino, Ar· naldo Captani, Antonio Cardirelli, An tonio De Martino, Domenico Capozzi, Ma· riano Semmola. Accanto a questi sommi maeslri, alla cui scuola si. formarono generazioni di clinici e di scienziati; di anatomici e di pa.tologi, accooto ai loro nomi, il cui ricordo risveglia nell"animo mio, nell 'animo <ii quanti ebbero la fortuna di sentire la luce del loro alto sapere, ~oi vedemmo salire queUo di Sergio Pansini, la cui dottr ina a quelle nobili tradizioni conduceva le menti dei d i~cepoli, guidandoli sulla via. della osservazione cl inica, dello studio della patologia umana., per giungere alla diagnosi dei processi mor bosi, che egli face 1' & sempre scaturire dallo esame serniologico del malato, daila chiara. concezione nnRtomi'}o.,. dai presidi dol lo.boro.torio scientifico. Di q uella n obile schiera di . grandi maestri Sergio Psnsini fu il discepolo più degno. Egli era salito alla Cattedra illustrata da. Tommasi, da. Cantani, da Carda.relli, per virtù propria, con quella forte e larga prepara?.ione d i scienza e di esperienza clinica, d'illu· minata perizia. semiologica nella q un le era. maestro insigne. Coa Sergio Pansini, final mente elevato alla cattedra di clinica medica nell'Ateneo napoJetnno, tornava. a risplendere la luce dei grandi maestri ed il Nestore dei clinici italiani, An· tonio Cardarelli, aveva il degno continuatore delln sua sapienza clinica nel ~uo discepolo prediletto. Ma un crudele destino, forse più spietato verso chi sopravvive c}lg verso la grande mente che passa alla storia nel momento della mag· gior luce di sapere e di gloria e nel pieno vigore della vita, ba spento la più bella Juee intellettua'e che illustrava ai giorni nostri la. medicina italiana, e ha rapito n noi una grande esistenza che era il vanto della. nostra terra. La na· t ura., gelosa dei suoi segreti, ha voluto abbattere la nobile vita d i un sapien~ indaga.tore con le forze occulte ed insidiose degl'infinitamente piccoli, di que~ demolitori della vita. tanto fnmigliari alla mente ·di Sergi9 Pansini, i quah


NECHOLOGIO

451

h&nno attaccata ~ demolita la parta più nobile del grande biologo e clinico, quell'organo nobilissimo che ha irradiato nella sua operosa vita tanta luce~di sapere. Contro questi insidiosi nemici Sergio Pansini seppe ahi l quante volte difen· àere la vita degli altri, ma ahimè l non difese la sua, che era. tanto prezio~a. Egli è stato come il combattente di fronte al nemico aggredito ed ucciso, non in combattimento, ma. in agguato, ed egl~ era un soldato della scjenza e della. umanità, il quale in quest'ora solenne, serviva in alta fede la. P a tria prodigando, come era suo 'costume, il suo aiuto, il suo illuminatp coQsiglio, nell'assistenza e nella cura delle infermità della guerra. Al letto degli infermi Sergio Pansini. non portava la sola luce del suo intelletto, la perizia indaga~rice del patologo e del clinico, ma un 11.lto spirito di carità, la parola consolatrice, il conforto, il eollievo dell'anima, salutare rimedio alle sofferenze umane. Nelle situazioni dolorose egli era. l'angelo consòlat.ore, l'amico, il fratello degli infermi e di quanti trapidavano per l a. vita dei loro <'ari. · Con apostolato di scienza e di umanità Sergio Pansrni dispensò ·largamente il bene acquistando un patrimonio di afl'etti pari a quello della sua dottrina. E ben si comprends il plebiscito di compianto per la sua immatura perdita. La. scomparsa di un naturalista, di un patologo, di un clinico, che h a trascorso la sua vita studiando, insegnando, operando per il progresso delle scienze, per il bene dell'umanità, curando e consolando chi soffre e chi muore, è lutto che imprime nell'animo dei superstiti, che dalla luce della sua scienza trassero godimenti ed aiuti, un solco profondo che addolora, che profondamente rattrista, e la tristezza diventa un culto perenne per quei sacri vincoli che la scienza crea fra le menti umane. II plebiscito di dolore e di compianto · che ha. seguita la S~toglia gloriosa di Sergio Pansini per l e commos se vie di Na poli è stata una. apoteosi della grande memoria, passata aUà gloria nella: luce d'inte!'letto e di amore 'del grande estinto. In quest'ora di dolore il nostro pensiero s ia r ivolto all~ veneranda madre di lui con tutta la nostra commossa pietà, alla sua ·città natia, a ll'Ateneo nel quale egli fu discepolo e maestro. Onoriamo Sergio Pansini, co~ proponimento di seguire ·l 'esem pio della sua nobile vita, nel culto per la ~~e~za e nell'amore per l'umanità. La sua cara immagine resterà scolpita. nelanimo nostro circondata del culto devoto alle grandi memorie.

Prof. LUIGI BERNACCHI Ma ggiore medico C. R. l. · · . Si è spento · bori . unprovv1sament~ in Roma, dopo aver consacrato tutta la sua lail fo~; eslstenza alle provvid~nze ~ociali per la. iufortunistica Fu egli infatti mente atore del primo Istituto per gli infortuni del J~~.voro in Milano, ed attuaitora d ~~a cons~l~nte. medico della Cassa. Nazionale Infortuni. Appassionato cui· . attivit: \ mediCI~!~ sociale, aveva nella presen te guerra dedicato tutta la sua dei ciech~ lo studlo dei problemi della rieducazione professionale dei mutilati e 1 missione ' R e;entemente dal Ministero del Tesoro fu' cbiamà.to in seno alla Com sioni Pri ~er ~esame delle nuove tabelle delle infermità che danno diritto alle pen1 ll G .v egtate, per portarvi il contributo della. sua. speciale competenza in materia. glianze.tornaze di medici na m i litare porge alla famiglia ' le più profonde condo-


1

452

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE BICOJIIPENSE al v alor militare per la oampagn& di guerra 191& - 1918 t Ctw tifwn : rOIII' -

l'tth (a"rtul r p>·eud.~"'' c.lr l 19 16- ti·IB •

MEDAGLIA DI BRONZO. Decreto htogoterrenziate 2:! n Qt·e-mbre 1911. 3i)4. BOHAGlNE Giusep])f', da Teano '(Caserta), a s pirante ufficiale medico rt>ggimento fanteria. - Avendo una granata nemica colpito in pieno ed atterrato il posto di medic,j\zione, benché egli fosse dmasto stordito dallo scoppio, conti n uò impavido e sereno, sotto il f uoco nemico, a prestare all'aperto gli urg enti soccorsi ai ferit i. - Monte Cucco, 14 maggio 1917. 386. CASALI Piet1·o, d a. Regg io nell'Emilia, maggiore medico addetto servizio sanitHrio Comando Supremo. - Trovandosi casualmente presso un reparto di fanteria., mentre infuriava violento il fuoco nemico, accon-eva spon taneamente a prestare l'opera. sua ai feri ti, dando cosi bell'esempio di coraggio e di alto sentimento del dovere, finché venne egli stesso colpito, - Falde del Sabotino, 8 agosto 1916. 386. DE CATA Dom enico, da Ischitella (Foggia), capitano medico reggimento fanteria. - D irigente il servizio sanitario d( un reggimento, con infaticabile zelo ed elevato spirito di abnegazione, provvide nel miglior modo, anche in con· ti ngenze difficili, a.ll'assist"nza dl!i feriti. Attraversando più volte zqne battute dal fuoco nemico, portò sem pre e dovunque la. sua opera. intellig-ente e la sua parola animat rice. - Pla.va , 12-28 maggio 1917. .'387. F JOIU,;NZA cav. ignazio, da Paler-mo, maggiore medico sez ione sanità divi· sione. - Comandante di una st>zione dislocata in immediata. vicinanza delle linee combattenti, fu nobile esempio d i calma ed attività nel disimpegno del servizio, sotto l'i n tenso bombardamento avversario - Monte Cucco-Vodice. lR 18 maggio 1lH7. 388. GAMBETTI CarlQ, da I mola (B.ologn~t) , as pir&nte ufficiale med ico reggimento fan teria. - Entusiasta e corn.g gioso, s~guì il batta glione nelle sue g loriose . vicende. Saputo c he in una. galleria, a più che cento metri avanti la nostra prima tri.n cea, gemevano dei feri ti, vi si recò ripetutamente di pieno giorno. attraversando una zona scoperta, e vi prestò le cure a cinque nostri feriti e a molLi feriti avv~rsari. - Pia va,' 12-28 maggio .1917. 889. GtoJA. Carlo, da Ceglie Mesa p pica (Lecce)., tenente medico sezione s anità, divisione. - Per l'avvenuta perdita del comandante, sotto il bombardamento nemico, prese il c omando del reparto someggiato cui era addet to. Ordinatogli poi d'im piantare ·un posto di medicazione in prossimità delle prime linee, guidò i suoi dipendenti con calma e cori ardire, sempre sotto l'intenso fuoco dell'avve rsari o. - Mon te Cucco-Vodice, 12·29 ma ggio 1917. 890. GIORELl.O Be1·nardo, da Savona (Genova), aspirante ufficiale medico reggi· mento a lpini. - Con calma e con coragg io s ingolari, attra versav a ripetuta· mente un t l!rreno battuto da violento fuoco . dell'artiglieria e di mitraglia· triei ne miche per· recarsi a. medicare dei feriti gravi che si trova vano sulla prima linea, s~lvandol i ùa s icura. mor te. - Bod1·ez, lo maggio 1917. \Continua). (34C6) - Rom,, 1918 - Tlp. E. V:.glwra.

LUIG I P AL KIBRI gtrtHÙ


GIORNALE DI N1EDICINA J\!HLITARE --

0 --

lll"'alooe ~ Ammlnlatruloat: Paiano del MJùt«o della Guerra, VIa XX Set~mbre. Boma

m-.

1° Il O wmale d~ medicina 11til i.lare s i pubbliC'a l'ultim o giorno d i" ciascun in faaoicoli d i cinque fogli di at.am pa. zò L'abbonam ento è annuo e deco.r re d al 1° gennaio. 3° Il prezzo dell'abbonamen to è: P er l' I t.alia e Colonie. L. ·~,P er l ' Eatero . 1 ... , 1 in I talia l.t;; C'n fa110icolo sep a rato cos t a l ,.,... ' a ll' Estero ~ .;-}t11 supplemPn to con tenente l'Annuario 1 in Italia . del CCI"fJO aanit.ario 11tilitore costa . 1 a ll' E s tero 1 2 ,7:Y L'a bbonamento non disdett o prim a. del 1° dicembre e' in tende rinnovato per l'a n n o successi vo . 5° l 11ignori abbonati rniJitari i.o effettivi t è. di ~ervizio possono pagare l' im· porto doll'ab honamont o per mezzo dei rispet-tivi comanda.nti 1li corpo (anche ara~ mens ili). 6° Per i soli ufticiali medici (dell'Esercito e della Ma1·ioa) è a mmPd!IIO un a h bO· Ui111Hl >ltll CU lltnl utfl·u a f Giornate di medicinu ''~ilitnre ed agl i A nnali di medicitw naoaù e eolo1c iale a l prezzo di t.. 18 a n nue. Per ottenere tale abbonamento gli abbooa&i d el Giomale dt mr.dicitw militarr devon o far perveni re r!i!"('ttamente L. Il all'am~ niat razione degli A nnali (presso il )iinietero dt'll& Marina). . 7° Ai librai si fa lo sconto del IO o'o , ma solta nto per ~li abbonarnenti d~ peraone e ri P~ Ii enti non militari, che non po11~nno fruire della facilitazione di ow a i nu meri r. e 11.

• • • •

•o

~UH\IE

•

l'EH I. E l'l HBI.H : .~ZIH~ I.

1° l lavori oridqalr, le note, le riviste dattilografati o scritti a mi\Do dev ono occupar" ua ~olo lato del fdglio •>d essere aacuratsmt>nk> riveduti dagli &U· tori. Si fa speciale raccorna.ndszioue che quelli scritt-i a mano siano beo Jeggi.bili, per modo da l'vitarE> ogni duubio cJ' interpretazione. In caso contrario, la DirezJooe si Vt'Airebbe co-.~r·,.t.ta a sospendorne la p•1bhlic~~or.iooe. 2° D uraute il periodo della guerrl', la correzion e Jolle boue sarà fatta. dali~ red azio ne, anziohè dn!!;li autori, per , on dncolar" il la\·oro tipogmfico agl' ineVJtsblh ritardi postali. · . 3° Finchè perdurerà. il costo ecceziona le Jolla carta, i lavori, d<l{!'li abbonati ~oo d ovr a nno oltrepassare le 15 pagin e di stampa: quelli Ùl.li non abbonati, lo 8 pagme. 4° Le spese pe~ 11;li estrntti e q uelle per le tavole !i tograRoho, fotografiche, eoo., c he a ccompagoa.ssero le memorie. sono a ca~ico de~tli suturi. 6° Oli estratti sono di duo tipi: - T ipo A . Con copertina in bianco, eeoz.a frontespizio, e colla impaginatura o numerazioni' d~l fascicolo. - Tipo }~. Con oo· pertina s t ampata , frontespizio. impaginatura e numerruione speciale. Agli a utori d e lle memor ie saranno concessi g ratuita•flonte 50 estra t ti, tipod.d P er coloro <'ho ne d011iderassero un numero mn.up;ioro. il p rezzo à regolato 6 11a seguen te tari ffa : P r e z zo d i

cia~cun

.

.

.

.

:.o

. .

di ~:;tacn pa

Xl' IIER•I IJI\I.IJ: COPI E

TIPI 01 t.::.IRA'I'TI

Ttpn .'1 r'l n H

r(J~Iio

. :

7 ,r.o

l:?,flO

~

~"

f'Pr .. ~o! renunalo ~~~ rr !flr\ _

Jo-

fi -

'l" -

12-

Gh estratti :urr1ori di un foglio si contano come foglio intero per la ordinazioni i!t lnO estratti o meno. . . ' . ;r;so Per quelli ohe superano un foglio, le fraziom in prù, che non superano ti ~~~ <>glio, si contano come metà , purohè però l'ordinazione nou sta inferiore a. 60 copte. 6• I m an oscri tti non si rest ituiscono.


G I OR N AI__J~-: DI

MEDICINA MILITARE . Pubblicato~ dall'Ispettorato

di Sanità mllìtare

l

Giorno le d f medicina mflhoro ' 18&1-1884 Gloma le medi co del RegtO E wrcHo • oe lfa R•cta ~..h rfna :

t886 f89 ~

Gio rn•l• medico d el Reaio Eaerclto • 180 6- t007

·_ -lNNH LXVI -

1~•1 8

30 0roGN0'1-

FASCICOLO

VI

.. OI~ETTO~E:

..

Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico. ~EOA TTO~I

CAPI:

Prol. ALFREDO BU CCIA.NTE, tenente co- ~~ Dott. ARTURO CASARINI, maggiore m~ lonneUo medico. ~~ · dico.

COmiTATO DI ~EOAZIONE: Dott. DUILIO BALESTRA, maggiore medico J Prot GIOVANNI M~MMO, tenente colooProf. CESARE BARILE, Id. Id.

nello medico DoU. GUIDO MENDES, maggiore Id. Prof. ROSOLINO CIAURI, Id. Id. l Prof. ANTONIO NIEDDU-8EMIDEI, coDott. PLACIDO CONSICLIO, Id. Id. lonnello Id. Pror. FERDINANDO DE NAPOLI, tenente Pror. AMEDEO PERNA, tenente coloncolonnello Id 1 -nl'llo Id. Prof GIOVANNI GRIXONI, Id Id Prof. SERAFINO RICCI, Id . Id.

Prot. ALFRE&O BEVACQUA, Id. Id.

1:_ATT_:~~~~~ J ~!~:~f~~~!~~~~~: Pro~J1~~.N~ ........

OIHE"/. JUNE ED A MMI!.J I::l'l ' H A/. 1 IN ~

ROMA. _Palazzo del llllnl~wro •lel.a Goerra ·VIa XX Sett embre- ROMA ~...,.....,... -

-

.........

....,.... ...

..............

-... ... - w~~~

p r le Inserzioni di pubblicità rlv ~ lgersi •llro•lt aonenh• aii'Ufftolo deleq ~o a ta:e servizio ~ let1tuto Nazionali! di Pubbllcita e Informazioni via Poti, 43-47 - Telefono 77-66. !IBit,

R

Per le 0110 ve nortne c h ·ca le pubblicazioni del lavori vedi copertina (4• 1,aglr1A) •

!.'


, l

SOMMARIO

••~MOaiiE

luiM Tlzzanl. -

Balf.llll"l. l .

Intorno alta profilassi e cura del tetnno col siero antitetanico. (~ote sulls llche e consillerazioni)

''~·m

c.....- ladutl • Qu lllo ....... - t'assi stenza ni tu bercolosi In lt.aJia

4M

Gerel•• CuJMt, - Noovi metodi di Indagine Pf.r lo studio dtll~ simulazioni

171

reccbio l~provvlsalo la trazione eoni.ln~~ . Ciani. - .l,pl)a . Oontr•buto all'etiologia tlello scorbuto .

AHIINIIt Nota. -

l'Cl'

degli ar ti frsttur~tl .

480

486

""-'iN

•

Al...ao Sertell. - Reorllconto statistico degli autoferime•• Li Yolontarl os~ervall nella . . armata dall'ottobre 1916 all'òttobre ttt7

uo

eudocraniche

m

lllotla ...,.,., - Per la diagnosi di alcune Cerlta del crnnlo e del cer vello .

5t0

Vittwlo dt Clgna. -

I.~~Sioai auricolari provoeale e compllean&e l

RICEIICHE CI.JNICHI!! K DI LABORATORIO

CASUISTICA CliNICA.

•

.

QUESTIONI lYATTUAI.ITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE. 5U

TNIIIIIttta. - l 1De4icl

•

t• CooYeguo tlell'anJone deJ medici italian.i • ~..

'

•

.. • ,.

•

.... 1

• · ·-

6

«:roee Rossa Italiana. (1.\leompe.ase al meritò)

• •

·~·

..

'.:.

• ,

'

'

1

... l '

PD IL LIJIRO D'ORO DBL OORPO S.\NITAIIIO MILITARI!:

•

PARTI!! UII'II'ICIAL&

"•

• 5Jt o

•

•


MEMORI E

O RI G INALI

l:)TlTl TO D( ,l'ATOLOC:IA UE:\'1-:HAJ.l·: IH:I.l.A Jl. t '~lVERSll'À Dl DOl.OGNA

lntottno alla pttofilassi e mura del tetano col. sietto antitetanico Note statistiche e considerazioni del '(>rof. Guido Tizzoni tenente colonnello medico.

Dopo la lunga esperienza in materia fatta nell'attuale guerra, io ritengo sia. gianto il momento di rendere conto dell'opera da me comp,uta. quale eonsulente per la profilassi e cura del tetano, rilevando sopratutto i vantaggi che dalla migliorata organizzazione del servizio antitetanico sono venuti al nostro esercito. A. tale proposito sono stati presi in particolare considerazione i ri~ ultati con seguiti in due delle nostre armate, che designerò con le lettere X ed Y, nelle impor tanti avanzate del maggio e dell'agosto 1917, le quali si t rovavano :appunto ad operare s:u terreno eminentemente teta nigeno. Per altro deve essere subito rilevato come nei riguardi dell'armata X sia impossibile arri vare ad un esatto giudizio, data la promiscuità. dei sieri che vi erano usati, data sopra tutto l'impossibilità. di r icon oscere nel maggior numero dei casi la qualità del siero adoperato, specie nella prima iniezione che è sempre quella di maggior ·ulore nella pro.fì.,lassi antitetanica; data finalmente la diversi t~ del terreno nel quale le rispettive truppe si trovarono~ com battere nelle due avanzate in parola. Invece nell'armata Y, fino dai primi del maggio passato, è in di"Stribuzione una sola ed unica qualità. di siero antitetanico, quello Tizzonii, p reparato dall'istituto militare di Bologna; di più in quest'armat a. l ~ nostre truppe si sono trovate a combattere nell'avanzata dell'agosto 1917 sullo stesso terreno di quella precedente o quasi. E qua le infl uenza. abbia. la natura. del terreno sullo sviluppo del tetano è a. tutti n oto ! Inta n to, se prima di scendere ad un esame particolareggiato dei risnlta.t.i oonseguiti, si dà uno sguardo sommario alle varie osser vaz ioni r accolte, si vede subito, con gt·ande compiacimento, che i medici 90 -

(;C(Irnale di medUiM. ll1LI1tare -

Jl'asc. VI.


454:

INTOH.NO ALLA Pltur'lLASSi E CURA DEL TETANO, F.CO.

. .l ~~

militari hanno in questi ultimi tempi assai meglio corrisposto cbe in pa.si:jato alle prescrizioni date, cioè di praticare in ogni ferito, com~ regola, due iniezioni antitetaniche anzichè una ; e solo eccezionalmente ed in oasi tassativamente indicati, di pra.tica.rne tre; inoltre di fare le due prime iniezioni quanto più presto è possibile e quanto più è possibile ravvicinate fra loro. Non ostante si trova ancora qualche esempi9 in cui il ferito ebbe una sola iniezione e nel q ua.le la profilassi fu iniziata tardivameuter in a•, 4•, 5• giornata dalla ferita: oppure casi in cui la dista.nzà fra le prime due iniezioni è troppo grande, di 6, 8 o più giorni, seguendo in questa pratica vecchie disposizioni oramai ab band ona.te; cosicchè la 2• iniezione veniva a cadere in tutta vicinanza dello sviluppo della. malattia, vale a dire quando il veleno del tetano aveva già preso contatto c.ol sistema nervoso e perciò non si trovava più in condizioni di esercitare un'azione profìlattica veramente efficace. A. questi diretti per i quali il ferito veniva a ricevere una pro· tezione immunitaria insufficiente, sia per il tempo, sia per il numero delle dosi preventive iniettate, ed a risentire il solo beneficio della 1a iniezione quando la 2• era fatta in tutta prossimità della insor· genza dei ~;intomi morbosi, si devono buona. parte degli insuccessi ri· SllOntrati; insuccessi, per altro, che in ambedue le armate si sono ve· rifìcati per le citate cause in numero assai maggiore nell'avanzata de\ maggio 1917 che in quella dell'agosto successivo. Ed invero molti degli esiti lota-1 i constatati uei tetani ci nel maggio e giugno 1911 dipesero da profilassi insufficiente o ritardata, o dall'essere le due prime ini_ezioni profilattiche t roppo distanti l'una dall'altt:a. È quindi sperabile a questo riguardo che si abbia. a riscontrare per l'avvenire un progresso anche m~tggiore, qztando le norme per la profilassi antitetanica saranno meglio e più lm·gamente conosciute dai medici milita1·i, ta.nìo da. portare ad una ulteriore riduzione del numero degli ammalati e del numero de~ morti di tetano. Per arri v are alla. conoscenza dei risultati consegui ti nella. profi · lassi e oÙra del tetano souo stati riuniti tutt i i casi di tetano osser· va.ti nel territorio di un'armata che ebbero per causa ferite o lesioni di guerra occorse in un determinato periodo di tempo: sufficiente per comprendere, nei riguardi del tetano, tutte le ooris~guenze di una im· portante avanzata. e delle azioni belliche immediatamente susseguenti; periodo che fu stabilito in 44 giorni, cioè che va da.l 18 agosto a. tutto il 30 settembre successivo (1). (l) t:~nlv•l rare eccezioni, tut~ i i oasi di tetano w rific!ltisi nel t )rri torio d,,lJe ar· m n.te X ud Y nelle duo nvanz\\te rlel m n:;gco e d el•'atwsto 1917, fu ron o esaminat i per ~ · ·na.l me tte da. m e col fine di r 'sco.ttrorne In rliugcto:~i, dirigerne l t ou ro. ed ewn· ~ualmente stnbil.ire la oausa della. m •1 rte.


I:'>TORNO ALI,A PRO!? l LASlH E OU~A DI!:L TI!:TAN0 1 h.CO.

455

In questo studio non si cr~dè tener conto déi pochi casi che eventualmente si verificassero negli ospedali di riserva., dove allora. i fe:.. riti arrivavano dopo un soggiorno piuttosto lungo in zona di guerra, per le difficoltà di poterli tutti perseguire ed esaminare, specie quelli dell'armata X, che troppo si allontanavano dal · mio raggio di azione e da quello del personale del laboratorio per la preparàzione del siero antitetanico che in qualche modo avrebbe potuto sostituirmi, come è avvenuto talora pei tetanici occorsi nel· territorio del corpo d'armata di Bologna. 1 Quanto ai casi di tetano che si sviluppassero tardivamente negli ospedali da campo e negli ospedali di. tappa, cioè in· epoca posteriore a quella in cui la presente nota fu compilata., essi per il loro ristrettissimo nt?mero non possono avere molta. importanza, nè modificare sensibilmente i risultati ottenuti . .Logico poi apparisce in questo ·caso il criterio prescelto, vale a dire d i raccogliere i casi di tetano, non secondo il giorno della comparsa della malattia, perchè fra questi potrebbero ~sservene com presi alcuni riguardanti soldati feriti in periodo precedente a quello che form a oggetto di speciale osservazione, bensì secondo il giorno deJl'a.vvenu t a ferita. . .E p oi chè nell'armata Y per lodevole disposi'zione di quella direzione sanitaria si aveva., sa.l vo rare eccezioni, una assoluta uniformità n el trattamento profilattico e curativo, così devono essere del tutto legittime le conclusioni che si posso.no trarre dai casi di tet11.no osservati nell'armata medesima. Dunque nell'armata Y per il periodo di tempo indicato abbiamo: Morbilità per il tetano nei feriti e lesionati di guerra Mortalità. corrispondente • » ~ Mortalità del tetano . . . . . . · . . . . . . .

. O,f>l p. 1000 0,15 p. 10ù0 . 29,4 p. 100 .

· Ques to per quanto riguarda. la mortalità globale, cioè quella che comprende tutti i casi di tetano terminati con la morte, qua.Jun· q ue sia la causa .dell'esito letale. Solo dev'esser notato ohe in tale computQ furono esclusi 8 casi di tetano; 3 che riguardano prigionitlri di guerra, i quali, naturalmente, non possono esser compresi nel numero dei nostri feriti, e 5 che si riferiscono a lesioni accidentali od a piccoli atti operatori eseguiti sopra. malati comuni. Dei feriti o lesiona.ti di guerra la grande maggioPanza. erano stati profilassati; solo 2 erano sfuggiti alla profilassi causa la poca. entità delle ferite, prodotte in ambidue i casi da scheggia di pietra lanciate dal1o scoppio di granate. ' Ciò impone il dovere- di richiamare nuova.ment~ l'attenzione dei

•l


456

TNTORJ\0 ALLA PROFILASSI E CU RA OEL TI!:TAN0 1 ECC.

medici sulle piccole fe:rite, specialrnente su qnelle prodotte da scheggie di pieb·a lanciate dallo ..-;coppio di granate, e sttUa imprescindtbiLe ne· cesRità di provredere anche a queste con una com;eniente profilassi an· ti teta~ica, pure se non impongono pet· lu loro poca entità di allonta· nm·e il soldato dal corpo. P eraltro, in ordine a quanto è sttJ.to preçedentemente accennato, debbono essere ancora detratti -ia.i risult~ti statistici della mort.a.lità tutti quei casi in cui la. ragione d ella morte può trova r.o~i in difetto delle iniezioni prpfi lattiche, nella loro tardiva applicazione, o nell'intervento d i causa estranea al tetano. Nè sarebbe g iusto imputare a.l siero quello che d eri va esclusi va mente da Ila sua catt.iva applicazione o dalla coesistenza di al t.re malattie; oppure richiedere alla profilassi antitetanica dell' uomo effetti assai maggiori di q uelJi che si riescono ad ottenere negli animali . Così per i due solda ti 0 ... e H ..., in cui la p o le due prime iniezioni fu rono praticate troppo tardi, in sa, 5" giornata, i'n modo da. arri v are c.on la profilassi quasi alla metà. del periodo d'incubazione, che in questi <;asi fu rispettivamente di 5·10 g10rm. Ora si sa per sicura esperienza (e-:1 i medici dovrebbero bene im· primerselo nella mente) che la p rofilassi diffìcllmente conducf' a risultati (avo·r evoli, anche se si usa ste?·o molto attivo, qu.ando l' iniezione antitefanzca è praticata oltre it p1·imò terzo dell'intero periodo d'incu· bazione i e che verso ta metà dello stesso pe1·ioclo d'incttbazùme la pro· tezt"one i?mnunitaria fallisce -~empre, ed in modo completo, anche .se .si ?·addoppia Zct dose del siero iniettato. Cio tanto più q ua.ndo il periodo d'incubazione e molto breve, non superiore a 10 giorni. Egualmente non può imputarsi al l>Ìero la morte del soldato C... , nel qua le la malattia per effett.s:> di un'ottima profilassi rimase molti giorni limitata al trisma incompleto ed a mod ica disfagia; e certo anche in questo caso non sarebbe mancata la. guarigione, se i primi sint omi tetanici indicati non fossero stati, per spiegab:ile errore, at.tribuitl alla. lesione chirurgica, interessant.e l'arti colazione tempoq>· ma.scellare e determinante edema del vel o pendulo e dell a. part e sinistra .clel faringe; e l'inizio deJJa sieroter a.pia an titetanica non fosse stato troppo tardivo, quando il tetano era generaliz?.B.t.o e l'ammalato orm a1 prossimo a monre. F inalmente dev'essere esci uso dal computo delht' mortalità il soldato T ... , perchè i n g uesto la morte, anziche dal tetano, fu sicuramente causata da tossiemia susseguente a g rave processo settico della ferita, che determinò pachimeningite emon-agica e rigonfiamento torbido dei reni, ed uccise per paralisi cardiaca, come fu constatato all'autopsia. eseguiLfl. dal tenente colonnello medico prof. Dionisi. o

o

o


I NTORNO ALLA PROFIJJASSI B: CURA DE L TETANO, ECC.

457

Fatta. allora questa epurazione, si trova che nel periodo di tempo indicato la morbilità per il tetano nei feriti e lesionati di guerra rim ane ferma a 0,51 p. 1000; invece l a mortalità· corrispettiva scende a 0,03 p. 1000 ; e la mortalità di questa malattia si abbassa a 5,8 p. 100; ciò elle eguivale ad aversi 1 ammalato di tetano su ogni 2000 ferit·i o lesiona.ti di gue1·ra, 1 solo ca.~o che possa llirsi veramente morto per causa del tetano ogni ::18,000 dei .suddetti f eriti e les-ionati, e cù·ca 6 morti ogni 1 OQ colpiti da tale malatlia. Risultati migliori di questi l avvPro non possono desiderarsi! Ed invero, dopo t ali risultati, può affermArsi con orgoglio nazionale che il tetano, quando si usa un buon siero e si seguono nella pro(ilas$i le norme p>·egcritte, può considerarsi come debellato dat nostro ~se·rcito . Ciò è tanto più n otevole ove ,si pensi che negli al tri eserciti all eati g li ammalati di tetano finora non sono mai discesi al disotto del 2-2,b p. 1000 ed assai maggiore che l'ia noi è la mortalità. per tale malattia. A b biR.mo poi che d ei tetanici pro6la ssati il 53,4 p. 100 avevano avuto due iniezioni, il 33,3 p. 100 ne avevano rinevute t rP, i l 13,3 p. 100 ne ebhero una solamPnt.,il La pr ofilassi nPl1'80 p. 100 dei casi era. stata prAticata nella 111 giornata; nE' l 6,7 p. 100 in 2" giormÙai e solo nel 13,3 p. 100 fu praticata tad i vamPnte 1 3 '·o' giornata). Rig uardo alla influenza che ha sugli effetti della profilassi il tempo in cui fu praticata l'ini ezione del si er o, conclu:-;ioni molto im· portanti si poterono trarre dalle poche osservazioni fatte sui prigionieri di guerra della stessa. arm at~t, le qnali ci dimostrano a pp!lnto quale e quanta. importanza ·abbi.a la disposizione impartita nelle norme per la profilassi an titetanica., .cioè di p1·ovvedere alla prtrna iniezione di sie1·o qttanto più pre.<;to è possibile. · Ed. infatti dei tre prigioni eri ar>Jmalati di f:E'tano nel periodo di tempo indicato, due ch e ebbero l'iniezinn~ in 4" giorn ata da lla ferita per essere stati catturati tardivamente entro do line o cave rne, mo · rirono nel termine di 7-8 ere d i forma. 1\Cu tis ..ima. di tetano; invece il terzo, che fu iniettato con lo stesso siero 'in l" giornata, ebbe solo fenomeni tetani ci local izzati facilmente ri solvi bi li con la cura, nonostante che in questo caso, come nei due precedenti, il periodo di incubazione fosse molto breve (6 giorni), Ciò deve consig liare a mddoppiare la dose 1n·o(ilattica tutte le volte l'iniezione antitetanica debba essere rita1·data, come accade di frequente nei prigionieri di gne1·ra catturati dopo due o più giorni dalla a!>venttta ferita, od anche n ei nostri soldati Ùberati con ttn contrattacco dopo breve prigionia.


458

'!

INTORNO ALLA PROFILASSI E OUBA DEL TETANO, ECO.

Finalmente, in ordine alle lesioni accidentali che determinarono il tetano, deve essere rilevato che tali lesioni il più spesso consistono in leggieri traumatismi, specialmente alle mani ed ai piedi, che sono le regioni del corpo maggiormente predisposte alla infezione tetani ca; quindi le C01~tw1ioni delle dita, sop1·atutto della terza falange, anche se in p1·irno 1 tempo non determinarono che ecchimosi sottounguea~i, le pic.cole e:;coriazioni fatte dalle calz'lture, le contusioni escoriate ai piedi ed alle gambe, conducano oppur no al processo suppurativo, devono richiamare tutta l'attenzione del medico e no1' devono sfuggù·e per l'avvenire ad u11a conveniente profilassi antitetanica. Nell'armata X per lo ,stesso periodo di tempo si ebbero i seguenti risultati globali: Morbilità per il tetano nei feriti e lesiona.ti di guerra 0,52 p. 1000. Mortalità corrispondente » :. :. 0,31 p. 19<)0.

Morta.lità. del tetano.

• • • • . • . • • • . • . 60;6 p. 100.

Anche qui non furono compresi nel computo 5 casi di tetan~; 4 perohè riguardanti prigionieri di guerra ed uno perchè determinato da p1 ucola operazione chirurgica richiesta da malattia. 'comune (cisti suppurata alla regione mb.mmaria). Anche qui per l'esatta determinazione della mortalità. i risaltati statistici glubali rlebbono essere epurati di quei casi in cui la morte avvenne per cause estranee al tetano, oppure per applicazione difettosa e rit.a.rdata del t~attamento profi latticù. Così per i soldati F ... C ... , L ... , che morirono per setticem ia; per il solda.to C... , in cui l'esito letale fu causato da. br0nco-polmonite complicante; per il soldato S ... , che soccombette a. grave ent11ro-colite quando il t etano era già; in r isoluzione; per il soldato B... , iri cui la morte avvenne sotto nn accesso epilettico provocato da depressione delle ossa del cra.uio, quando i sintomi t E'tanici erano presso che risoluti; fin almente per il soldato B ..., perchè fu profi lassa.to in 3u giornata con una sola iniezione, essendo il periodo d' i ncubazione di 8 giorui. P erciò, se si detraggono quest.i casi in cui l'e!ìito letale non d!3ve .essbre attribuito al t etano, od il fallito effetto della cura dipese dalla. mancata, insuffic1ente o ritardata profilassi, i risultati statistici sopra riportati si modificano come appresRo: Morbilità per il tetano 'tlei feriti e lesionati di guerra rimane 0.52 p. 1000. Mortnlità corri!=~pondente scende a . . . . . . . . . . 0,22 p 1000. Mortalità del tt>tano s i abba'lsa a . . . . . . · . . . . fil p. 100.

Degli ammttlati di tetano erano stati certamente profilassati il 94,7 p. 100; solo due erano sfuggiti alla profilassi causa la. poca. en ~ tità delle ferite riportate, consistenti in piccole lesioni dei comum tegumenti determinate da pa.Jlette di sbrapnel l.

..


INTORNO ALLA PROJl'ILASSI E CURA DEL TET.AN01 E OC.

459

Dei profilassati il 66,7 p. 100 avevano avuto due iniezioni; il 18,9 p. 100 ne ricevettero 3; il 2,8 p. 100 ne ebbero 4; il 16,6 p. 100 nfl ebbero una solamente. La profilassi nell'80,5 p. 100 dei casi fu praticata iin 1 11 giornata; nel 1 3,~ p. 100 in 2a e solo nel 5,6 p. 100 fu tardiva. (3a-7• giornata.). Dai risultati statistici riportati emergono evidenti i maggiori vantaggi ottenuti dall'armata Y sull'armata X per riguardo alla profilassi e cura del tetano. Infatti la morbilità. e la mortalità per il tetano nei feriti e 1esionati di guerra che nell'armata X, dopo fatta l11. debita epurazione, fu d~l 0,52 p. 1000 e del 0,22 p. 1000, scese rispettivamente nell'armata Y al 0,51 p. 1000 ed al 0,03 p. 1000. E poi.ohè tali differenze non possono riportarsi a diversità. di trattamento, perchè questo fu regolato dalle stesse norme in ambedue le armate, esse debbono trovare indubbiamente la loro ragione nella. qualità del siero usato pH la profilassi; che per l'armata Y, come si disse, fu quell~ dell'istituto militare di Bologna, mentre nell'armata X furono promiscuamente adoprati sieri di diversa provenienza e di più bas~<:> valore immunizzante. Ciò significa che nella profilassi del tetano per i casi di ordina· ria gravezza, an r be sieri di mediocre potenza possono utilmente servire ; e che la deficiente azione profilattica di un sie1·o, più che sttl nume?·o degli ammalati di tetano, si fa risentire su quello dei mo1·ti di tal malattia. Ed infatti in questo confronto colpisce sopratutto il fatto che la mortalità causata propriamer.te dal tetano è assai maggiore nell'armata X che nell'armata Y, nella. prima essendo del 51 p. 100 dei colpiti e nella se conda arrivando appena al 5,8 p. 100, per quPnto nella cura del tetano d i ambedue le armate fosse usato lo stf'sso trattamento curativo ed adoprata la medesima qualità di siero che fu se mp re q nello Tizzoni. È necessario perciò riconoscere ]a ragione di tali differenze in una protezione insufficiente ese1·citata da alcuni sie1·i tUJati nell'armata X per la p1·o(ilttssi antitetan·ica; per cui la malattia. che eventualmente si sviluppa presenta un decorso così acuto che non vi è il tero po necessario per una cura efficace; oppure la. cura fallisce per una deficiente im mnnità dei centri cardiaco-bulbari che ne permette una lenta e subdola intossicazione colle gravi ed irreparabili lesioni cardia.co-vascolari che ne conseguono, sulle qua.li nulla può un mtervento col si·ero, anche se questo è molto attivo ed è iniettato su· bito ai primi sintomi manifesti del tetano.


460

INTOR:-10 ALLA P R OFILASSI E OU.Ra DEL TETANO, ECO.

Questo equivale ad affermare che un siero pro{natiico è tanto più efficace qzLanto più validamente 1·iesce a p1·otegger-e i centri bulbari ccm• tr·o qu.al~iasi into~sicazione tetanica, sia di mediocre, sia di eccezionale gravezza; in via subordinata quanto ptù esso siero arriva a confm·ire ai centri bulbari medesimi la re.-;istenza neces.saria per rendm·e la cura e l a guarigione della malattia, che eventualmente ne segZLisse, più facili e sicw·e. Invece i sier i d i basso valore arrivano appena a difendere i cent ri spinali, lasciando completamenté allo scoperto o quasi quelli bulbari, specie i nuclei dello pneumogastrioo. Da ciò la conclusione importante che il 'potere immtmizzante di tm .çier·o antitetanico, più che dall'alta pm·cen tMale dei (e1·iti in cui la pr·o(ìlassi ebbe pieno effetto, dere essere calcolato dalla infiuenza che il siero stes.ço esercita StLll' andamento della malattia in quei casi in cui l'azione p?·troentiva del siero rinscì incompleta, e dai migliori(} più facili risultati che in questi casi si m·?·iwno ad ottene1·e colla cu1·a specifica. · Con questo si viene a. dimostrare che un buon siero, quaudo è usato nel modo, nel tempo e nella misura CO??venienti, agisce benefi.. camente sull'infezione tetanica )n due maniere, sia riducendo considerevolmente il numero degli ammalati di tetano, sia abbassando notevolm ente la cifra della mortaiità, che può scendere fino al 6 p. 100 dei colpiti da tale malattia. Per meglio comprendere poi l'impor· tanza della cosa. dev'essere ricordato che i casi di tetano sviluppat isi in ferì ti e lesiona.ti di guerra non profila11sa.ti e che per parti· colari circostanze non poterono essere convenientemente curati ::ol siero antitetanico o lo furono molto incompletamente, morirono tutti o quasi tutti in un brevissimo periodo di tempo; il che prova. che n el t etano consecutivo a. queste feri t•) di guerra. la mortalità è quasi del 100 p. 100. Volendo ora confrontare questi risultati con queUi precedente· mente ottenuti nel nostro esercito, deve subito essere rilevato com~ ta le confronto non sia possibile sulla base di statistiche di data nou troppo recente, e ciò sia per la loro m an eh evol ezza, sia per le difficoltà. che fino a questi ultimi tem pi molti medici jncoutravano nel giudizio rliagnm"~tico delle forme anormali di tetan0, quali spesso de· corrono nt!i profilassati. Deve quindi il confronto, per necessità di cose, esser limitato alle due ultime avanzate, del maggio e dell'agosto 1917, e più particola.r· mente a. quelle operate dall'armata Y, nella quale una. maggiore nniformita di trattamento _rende i dati fra. loro meglio comparabili. Ora., se nella. penultima' avanzata. dell'armata. Y si prende a con· siderare lo stesso termine di 4.4 giorni, a cominciare dal 13 maggio 1917, abbiamo i seguenti risultati globali comparativi:


INTO.Rl'c\0 ALLA PROFILASSI m 0011A VEL TETANO, EOC.

K08ll1LITÀ E MORTALITÀ PER IL TETAl'\0

MorbiJHà per il teta.no nei feriti e ksionati di guurro.

A'anta!.• maggio 1!117

njtOSlO t9ti

0,74. "/oo

0,51 %o

o,1o Of..

Mortalità corrispondente .

Mortai i tà del te ta.no . . .

461

51,4 %

29,4 %

Se poi si provvede ad epurare questi dati statistici, limitando anche la detrazione ai soli casi in cui la. morte di pese manifestamente da. ca.uae estranee al tetano, e così eliminandone fl dall 'avanzata. del maggio, 4 perchè l'esito letale dipese da fatti setticoemici, l per chè morto di polmonite bilaterale, l perchÀ soggiaciuto ad emorragia per rottnra di aneurisma traumatico deJla poplitea., e rispettivamente si esclude dal computo nella avanzata dell'agosto un caso in cui la morte avvenne per tossiemia susseguente a grave procssso settico della ferita, i risultati precedenti si modificano come ap presso :

-· Avanzata

Avanzato

mag~ lo 1!)t 7

3jtOStO 19(7

Mortalità per il tetano nei feriti e lesionati di guerra

0,25 %.

0,12%.

Mortalità del tetano . . .

41%

25%

Mli RT.U.ITÀ PEn IL TETANO

.

Queste considerevoli differenze nella mortalità per il tetano, che permangono nelle due avanzate operate dalla armata Y nel maggio ed agosto 1917, anche dopo fatta. la debita. ep.urazione, trovano indubbiamente· la loro 1•agione nella migliorata or·ganizzazione 'del servizio antitetanico, che per opera. mia e delle singole direzioni sanitarie di armata si è reso in questi ultimi tempi meno esitante, più preciso e sicuro. ·Infatti, se si confrontano i risultati ottenuti nella. profilassi e onra. del tetano per riguardo alla mortalità di questa. malattia., si trova. che le notate differenz~ fra l'avanzata del maggio e quella. dell'agosto dipendono per la maggior parte da manchevolezza nel trattamanto profìle.ttico, sia per difetto nella. dose di siero usata, sia per


462

INTORNO AT,LA PROll'ILASSl E CURA DEL TETANO, ECO,

·errore di tempo, per essere stata. fatta la prima iniezione tardivàmente o per aver lasciato decorrere un intervallo di tempo troppo lungo (8 9 giorni) fra la P e la 2a iniezione. Così, mentre nell'avauzata dell'agosto i casi che ebbero u na. sola in iezione furono appena. il 13,3 p. 100, nell'avanzata del maggio raggiunsero invece la. proporzione del 42,8 p. 100. Egualmeute la proporzione di quelli che ebbero l'iniezione d i siero entro le 24 ore dalla· ferita, che nel primo caso fu dell'SO p. 100, scese nel secondo al 26 p. 100; viceversa i casi d'intervento tardivo, che nell'avanzata dell'agosto furono solamente il 13,3 p. 100, in q nella del maggio sa· liror..o al 28,5 p. 100, es'lendo in alcuni feriti stata praticata la pro· filassi dopo 3, 4 e persino dopo 6 giorni. An che assai maggiore è nell'avanzata del maggio di fronte a quella d ell'agosto il numero dei casi in cui le due iniezioni, invece di ·e ssere praticate a breve intervallo l' una dall'altra, furono fatte alla distanza di 6, 8 e più giorni. Intorno alle statistiche di data anterior e a quelle precedentemente ' e~aminate, riguardanti cioè i casi di tetano verifìcatisi sempre nel t E'rritorio dell'armata Y dal principio della guerra all'avanzata del 13 m a.ggio 1917, come già si disse-, n ulla può concludersi di p r eciso, avendosi di m olti .casi di tetan o notizie assai incomplete, e di 9 di essi non qonoscendosi nemmeno quale fu r esit·o della. malattia. Peraltro, quando si considerino solamente i casi di cui si !hanno dati sufficienti, che sono in gr~Lndissima maggioranza, e non si voglia scendere sopra di essi a trop po minuti particolari, limitandosi solo a rìlevat·e quale fu per tali casi la percentuale della mortalità, abbiamo che questa. nel suo complesso, e senza le debite epurazioni ch e non possono farsi con cognizione di causa, arr i vò al G0,7 p . 100 dei colpiti. Ricapitolando, possiamo quindi dividere i risultati globali relativi alla mortalità dei casi di tetano verificatisi nel territorio dell'armata Y. 1°) Dall'inizio della guerra al 13 maggio 1!:117 2•) dal 13 maggio al 26 giugno inclusivo » » » S0 ) dal 18 agosto al 00 settembre

mortalità 60,7 p. 100 ,. 1'>1,4 p. 100 » 29,4 p. 100

Quest.e cifre fanno vedere anzitutto il progresso ottenuto nel ser· vizio antite ~a.nico man mano che p rocedeva l'organizzazione del ser· vizio medesimo, per cui la m ortalità globale scese gradatamente da un massimo del 60:7 p. 100 ad un minimo del 29,4. Sulle ragioni di tali coDsidet·evoli differen ~e non è possibile pronunziarsi in modo assoluto, mancando gli elementi necessari per dare in pro posi to un esatto giudizio. Cer to che alla elevata mortalità ve· riticatasi nei primi du.e anni di gnerra devono aver éon tribuito non poco i l met~do col quale era praticata la profilassi, la qualità del


INTORNO AL'LI\ PROFILASSI E CURA DBL TRTAN'01 ECO.

468

-siero usato, rap presentato in grandissima maggioranza da. sieri stranieri ed il modo col quale era. praticato il trattamento curativo, che il piu spesso si limitava ad iniezioni di acido fenico ed era fatto con quantità. insufficienti di siero, ad esempio con sole iniezioni sottocutanee di dosi preventive e non sempre fatte con la necessaria sollecitudine. Oiò conferma. che i benefici ottenuti nell'ultima. avanzata dell'agosto 1917 dipendono dalla qualità del sier o usato nell'armata. Y -e da.lla. migliorata organizzazione del servizio antitetanico, ed implicitamente dimostra la grandissima utilità dell'applicazione alla. profilassi e cura del tetano, di norme precise e costanti quali la ricerca sperimentale e l'osservazione clinica possono solamente consigliare, e quali a.ppunto furono da me ricapitolati in apposita pubblicazione (1). Inutile estendere il confronto ai risultati ottenuti nelle altre arma.te, sia perchè nel )Jel'Ìodo di tempo particolarmente considerato non si ebbero azioni belliche di qua.lche importanza., sia perohè esse ili t rovavano ad operare in terreno sprovvisto o q nasi di proprietà. tetanigene, per cui pochissimi sono i casi di tetano verifìcatisi in tali 11.rma.te. Dopo ciò è lecito domandarsi se con ulteriore progresso nella organizzazione di tale servizio, il tetano potrà del tutto scomparire dall'esercito, eliminando i pochissimi casi che ancora si verificano. In proposito, ment~e io ritengo che per effetto di un'applicazione pìu ~ollecita. e più precisa delle norme riguardanti la profilassi e la cura del tetano potrà essere ancora ridotto il numero degli ammalati e quello dei morti per tale malattia, non credo che possa arri varsi fino ad una completa ed assoluta loro eliminazione. Ed invero per ottenere questo bisognerebbe elevare molto la dose profilattica media che s'inietta nella maggioranza dei feriti di guerra, tanto da renderla. su:ffìciente anche per i pochi casi d'infezione di eccezionale e spesso imprevedibile gravezza, e che piti o meno completamente sfuggono alla. dose oggi iniettata. Ora. un aumento dell'attuale dose non sarebbe nè conveniente nè pratico, sia per l'accrescimento considerevole che porterebbe nella. spesa., sia per il maggior aggravio che arrech~rebbe al servizio sanitario di prima. linea Ì'jniezione di una più forÌe quantità di siero, specie nel momento di maggiore affiuenza dei feriti, quindi col peri{}O)o che molti di essi avessero ad essere profilassati con ritardo perl'impossibilità materiale di essere iniettati tutti nelle formazioni sa- · nitarie avanzate. (l) Gi<mial;e di M tdici11a M i(itare, N. 9, settemb re 1917.


Conferenza interalleata di Londra sull'assistenza agU Invalidi della g uerra

L'assistenza ai tubercolosi in Italia Relazione dd prof. Cesare Baduel, tenente colonnello medico, capo ufficio Prov· videnze Stln ita rie sociali al Comitato centrnle dt lla Croce Rossa Italiana e de l dott. Guido Mendss, mag~iore medico, capo sezione Servizi ospitalierl alla Direzione generale di Sanità. militar~> Min istero della guerra.

L'a.ttunle guerra, nel fervore delle opere, che ne l campo sociale ha provoca,te, come una legittima d i fesa dai danni di questo terri· bile episodio dell'attuale momento, ha avnto una benefica infl ue nza nel cam po della lotta antitubercolare, che in Italia fino ad oggi n on aveva. rieevu to che un im pulso li mitato, sp~·oporzion~to allOi vo.stità ed importanza del grave problema. La S!i.nit.à mi li tare, che nel!'àpprestare con larghezza di vedute e di mozzi la necessaria assistenza a i feriti ed ai malati della guerra.. com pi endo una mirabile organizzazione a l fronte e nella zona {ier· ritoria le, che trovò i ncondizionato apprezza.me nto in paese e l'elo gio entusia.st.a nelle nume-ro<;e mi-;sioni ùei paosi nJlenti. che ebbero o c· casiooe d i veJerla. in aziona e di consr,a.tarne la perfezione e l'elfi· cacia., dedicò sen za. r isparmio fin dal principio della guerra le su.e prezio:;e energ ie ad attuare q nelle prov videnze che la scienza. :dlo· d erna aùllitavann come le pit\ propizie a. soccorrere la nu merose. schiera dei milttari tubercolosi che venivano ad essere segna.tat i oel · l'esercito combaLtente, q uel li che si presentavano all'arruolamento . e quelli che l'Austria in gran nHmero ci restituiva. dalla crudele pr1 gioma. La. Sa nità. m ili t.are, col le provvidenze felicemente istituì t;e p e l' l'assistenza a i "'l il itari tubercolosi, ha risvegliato in Italia la gr a;~. ~e questione della. lotta antitubercolare. Essa ebbe la esat.t.a concezioV ~ che, oltre al dovere di t assicurare all'esercito Je migliori oondizi o DJ di integri~ù. igienica, eliminando tra le sue file gli a ffetti da. tuber· colosi, si tro vava nella condizione di avere identificato per una e c · ceziouale circost.anza, la graude maggiomnza dei tub"ercolosi masc b i , essendo chiamati alle armi tutti gli uomiui dai 18 ai 44 anui, i ~ quel periodo cioè della vita che è più propizio alla tubercolosi, e S' trovava perciò n ella favorevole condizi one di potere coro piere u ns


L 1ASSISTJmZA AI TUBERCOLOSI lN lTA{,JA

466

la.rga. bonifica. umana i m pèdendo che tornassero alle loro famiglie, eliminando cosi immancabili fonti di · contagio e nel tempo stesso poter loro assicuràre un adatto ricovero in appòsiti Istituti, dove attuare le cure del caso. Lu Direz ione generale della Sanità pubblica. vi ha efficacemente concorso, mettendo a disposizione nn ricco ma.teria.la di r icovero (baracche) e coordinando, col provvido decreto del 4 aprile 1918, tutte le ri!:lorse antitubercolari italiane. La Croce Rossa Italiana, ent rata. fin dal principio in tale orbita. di provvidenze sanitarie per la guerra, ba coadiuvato colla sna valida. organizzazione alla attuazione del comune programma d i assistenza ai militari colpiti dalla tubercolosi. L'eptwazione dall'Esercito degli elementi co ntagi~tti dalla tnber· <:olosi fu attuata: l 0 intensificando la severità. della selezione degli elementi chiamati sotto le armi; 2° raddoppiando la sor veglianza sanitaria sugl i elementi stJspetti già assunti in servizio e iJrovvedendo ad eliminarli. L e statistiche che la Direzione generale della Sanità. militare 3veva su larga scala ordinate dimostrarono troppo ch iaramente che le cifre dei riformati per tubercolosi era inversamente propo-rzionale al tempo trascorso sotto le armi: che cioè, mentre ri sultava altissima la cifra dei tubercolosi riformati dopo appena un mese di servizio, restava. abbastanza modesta la percentuale dei militari riformati per tale infermità., dopo un lungo periodo di vita mi lita.re. Evidente-

mente erano stati assunti in servizio dei tubercolo!li, che si trovavano in un periodo di latenza o di sosta. dei fenorueni a tLivi della !!!a· lattia e che, sottop0sti alle fatiche della vita milit.a.re ed 'hi disagi della gu'erra, veni•a.no tolti da quello stato di equilibrio iu cui forse sarebbero rimasti indefinitamente e presentavano una rapida accensione del morbo. Tale asserzione ha la più ampia conferma nelTicco materiale di ricercà radiologica che i centri diagnostici militari hanno in grande copia accumu lato, dove questa tesi ormai da tutti accettata trova in nega bile dimostrazione, senza con questo che si debba negare una p~rcentuale di forme tubercolari che ripetono la loro origine, pi.ù che da. un focolaio pregresso, da fattori &trettamente legati a pec.;uliari condizioni di contagio. • A.d ottenere una selezione, basata su principi diagnostici sicuri, <:apaci di segnalare anche le torme incipienti senza. ricorrere, per ammettere una tubercolosi in atto, alla constatazione d~l bacillo Koch nell'escreato, il che fino ad ora purtroppo era state• il criterio in· dispensabile, la Direzione generale di Sanità militare creò in ogru


466

t.' ASSISTENZA Al TUBKROOLOSl IN ITALIA

Corpo d'ar-mata. territoriale e presso ciascuna delle armate in zona. di guerra degli speciali riparti di accertamento ,diagnostico per le forme incipienti e larvate della malattia, quelle che sono in. gen~re difficilmeute dimostrabili ad un esame clinico sommario, m& che dopo pochi mesi di vita militare dànno luogo all'insorgere di tubercolosi aperte e gravi, di solito letali per l'ammalato, sexn pre pericolose per la diffusione del contagio. Tali , centri furono provvisti dei mezzi più moderni di esame clinico, radiologico, laringoscopico, ec0., e vi fu posto a capo un per>~o nale tecnico di riconosci uta. competenza nella specialità. Un ispettore straodinario vigila il loro andamento. Tali centri funzionarono e funzionano nella maniera. più ordinata. ed hanno dato i migliori risultati pratici. Ad essi a.:f:fi tliscono dai Consigli di leva, dai Distretti, dai Corpi tutti i mi l i t-ari lontanamente sospetti ed ivi permangono il tempo necessario per istruire una ricerca che abbia iondamen to di sicura diagnosi. Uno speciale centro di accertamento e di sm istamento venne istituito a Nervi (Rivier~ L igur e ) per i sospetti reduci dalla prigio: nia., grande formazione sanitaria capace di 1~00 letti, dove essi af:Ruiscono a mezzo di nn treno speciale contumaciale della Croce Rossa Italiana e dove viene praticato l'accer tamento diagnosticO _8 donde con ap positi treni della benemerita Associ azione vengono slll-1" stati negli speciali centri sanatorial i con criteri il più poss ibi l~ regionali per far. loro fruire della vicinanza. dell e rispettive f"arD- 1" glie, elemento di grande importanza morale che beneficamente i~­ fluisce sullo spirito di questi disgraziati. U n altro centro simile 6 stato ·recentemen te apprestato a tergo della zona di guerra, destina.to a.rl accogliere gli infermi provenienti dalle truppe mobilitate. Esso risiede a Careggi, presso Fit·enze, in località opportuna ed in. JXl&: gnificì a mbienti di nuova. co8truzi one ed è an che esso provvisto d~ un riparto di accertamento diagnostico, munito di tutti i mez;zi dt ricerca. che la scienza medica ba riconosciuto oggi indispensabiLi per una diagnosi razion ale. _. 1 Vengono cosi, a seconda del grado della. lesione, raggruppa-t~ militari tubercolosi in tre ca.t~gorìe: l" affetti da tubercolosi chiusa o comunque iniziale (1° stELd io). 2a affetti da forme di media. gra vità (2" stadio}. 3a affetti da forme più gravi ed a decorso rapido (3° stadio) · . Le reclute ed i mili tari riuonusciuti immuni dalla. tubercoloSI vengono o restituiti al servizio militare, curando che quelli _ cb~ presentino peculiari condizion i gpneral 1 e locali da coosiderarl1 d~l predisposti alla t u bercolosì vengano i\.ssegna.ti ai soli_servizi sede.o t;a.I"l·

---


'· )

L' ASSI~TE:!IZA Al TUBR HCOLOSI l~ l 'l'A f.I l

·167'

Quelli riconosciuti malati di tubercolosi vengono prosciolti da ogni servizio e segnalati all'Autorità ci vile, se provenienti dai Consigli di leva e dai Distretti, se già incorporati nell'Esercito vengono trattenuti a riforma sospesa. e ricoverati negli speciali centri sanatoriali . cop. le modalità di c~i appresso: La. J& categoria viene avviata ai cosi detti I stituti ClimatiCi, volendosi nella denomina~ione di questi e degli altri luoghi di cura. ,escludere la parola sanatorio, il cui significato di ricovero di tubercolosi è ormai di dominio comune. Qnesti Istituti Climatilli, situati in località opport unamente scelte, in collina, al mare, perchè il fattore climatico intòrvenga con la sua potente azione medica-. trice, allestiti in fabbricati che possegga.no necessari requisiti d i ambiente e corredati del necessari~ per un propizio ricovero ed una conveniente cura , s~no stati fondati e sono gestiti dalla Croce Rossa. Italiana, che ha voluto mettere a disposizione della sanità militare, con la. ID:aggior larghezza di vedute e di mezzi, le proprie energie e che si è dedicata con fed e ed entusiasmo alla lotta. antitubercolare in .Italia. Sono già in funzione sette Istituti Clima· tici di Croce Rossa (vedi prospetto accluso) per le forme polmona.ri, con 900 posti letto : qt;Ielli di Marina di Massa sono destinati alle forme tubercolari glandnlari ossee. I n questi Istituti climatici, per la ·cura delle forme incipienti, i militari infermi possono rimanere· fino a sei mesi, a. riforma ed a spesa com p l eta dell'Amministrazione m i litare, che, espletato il periodo di cura., si riserva di sottoporli a nuova visita presso i riparti di accertamento diagnostico che ne avevano proposto lo speciale ricovero, per gli ultimi provvedimenti me-· . dico-legali. L a 2a categoria viene inviata con treni speciali di Croce Rossa, muniti di adatto attrezzamento, in spe'c iali formazioni sanatoriali, di cui alcuni a tipo nosocomiale, distinti col nome di Ospedali regionali, se m p re in base a l concetto di una provvida concentrazione nella regione cui appartengono·, altri, chiamati campi o colonie climatiche, composti di raggruppamenti di baracche, veri padiglioni ospit alieri modernamente arredati, che vengono appoggiati a qualche opera in muratura, dove allogare gli uffici ed i servizi. Essi sorgono col generoso co.acorso della Direzione generale della sanità pubblica., cui spetta. il ricovero e la gestione dei militari che per effetto della. riforma. tornano privati citta.dini e che anche in tali formazio!Ili avranno una congrua disponibilità· di posti-letto. Gli ospedali regionali servono a ricov~rare i tubercolosi che abbisognano di un'assistenza ospedaliera. e sono sorti iu rilevante numero


468

•

t:ASS I ~TE:N:lA Al 'l' OBER COLOSI lN l'l'ALIA

trasformando os pedali t.erritoriali già esistenti e funzionanti o venendo impiantat-i in fabbri cA.ti ed in località coi voluti requisiti d'ambiente: lunga ne sarebbe la loro enumerazione. Anche la Croce .Rossa I ta· liana ne ha in t'uuziùn e divers i cont una dis ponibilità ~li 640 postilet.t o (vedi prospet to ·~ccluso). Altri ne st~ allestendo. Purtroppo questo ricovero c he avre bbe potuto t rovare, data la. grande disponi· bilità di ospedali della zona territoriale, faci le attuazion e, viene spe~so ostacolato dalla ingiustificata ostilità degli enti pubblici e delle popolazioni, che non v eçl ono che i pericoli vengono non dalla concentrazione dei tubercolosi in appositi ospedali, ma dal ritorno in famiglia del militare tubercoloso, che va a co.stituire un nuovo centro d'infezione. I campi o colonie climati che saranno più specialmente desti nati ai casi alquanto più avanzati di tubercolosi, ma dove è logico sperare dalla vita all'aria aperta, in ottimo clima, in mare od in monta-gna, dal buon nutrimento, dal riposo continuato e dalle provvidenze terapeutiche più opportune una sosta nel male, un miglioramento, forse p er qualcuno la guarjg ione. Negli ospecJali regionali e nei campi cl ima· tici i militari tubercolosi soggiornano per un periodo di tre :mesi f' irca, trascorso il quale vengono espletate le pratiche della rif<?rxna. La 3" categoria, dei gravi, di cui purtroppo i giorni sono ineso· rabilmente contati, vielle a mezzo di vagoni attrezzati trasferita in a ppositi riparti ospitalieri per tvbercolosi istituiti in ogni corpo d 'ar· msta e negli ospedali regionali. Un ispettore straordinario è prep osto a tutto il servizio di ospitalizzazione. Le provvirlenze di assistenza in vantaggio dei riformati per t"òer· colosi sono state in questi ult.imi tempi oggetto special e di cure de. parte della DirezioM generale della Sanità pubblica. In seguito ad un feli ce accordo fra il Ministero della guerra e quello dell'interno, a tutti questi maJati, salvo restando il diritto a pensione per i rico· nosciuti come invalidi per causa di servizio, verrà d'ora innanzi a continuare la possibilità dell'assistenza e della cura. In luogo di concedere, come era già convenuto di fare, una grat.ifi.cazione pari ad un anno di assegni, si è venuti nella determinazione di concedere da parte dell'amminist razione militare u!la quota di concorso a11_a cura (quota assistenziale) tutte le volte che l'ex-militare abbia bl· sog no del ri covero n el sana torio .e ciò fino a tre anni dall'avvenuta rifo rma. Egual q nor,a, in favore di ciascuno di questi amma.l~ti tornati alla Yita civile verrà versata dal Ministero dell'interno m modo da comple tare cosi una spesa di retta par i a lire 5 per ogJ]l giornata di degenza. Durante la permanenza negli istituti di cura.


L'ASSISTENZA AI TUBERCOLOSI I N IT.A.UA

469

dei riformati per tubercolosi sarà corrisposto altresì alle rispettive famiglie un soccorso giornaliero, pari a quello che è assegnato ai parenti dei militari richiamati alle armi. La portata di qu'3sta recente disposizione, appare, a. chi la consideri nelle sue conseguenze pratiche, assai note'lole: il tubercoloso, tornato in seno alla pr opria famiglia, potrà. }asciarla senza preoccu pazioni per la mancanza del concorsò del proprio lavoro, sapendo che lo stato provvede a.d un congruo sussidio che lo compensa; d'altra parte la famiglia· non mancherà di fare a.tto di persuasione presso il congiunto percbè provveda alla propria salute e lo spingerà. versn il sanatorio. Provvidenze tutte che investono direttamente il grande problema sociale della lotta contro la tubercolosi e che daranno dei risultati indubbiamente notevoli. Quale differenza da quanto avanti la guerra si faceva! L'articolo 70 dell'elenco delle infermità che sono causa di riforma prescriveva che i militari riconosciuti affetti da tubercolosi polmonare dovessero senz'al tro venire eliminati dall'esercito e ciò aveva. per ineluttabile conseguenza che essi torna!:.sero alle loro famiglie senza cure, senza mezzi pecuniari per attuarle, senza un'educazione igienica che li mettesse in grado di com prendere rli qual pericolo essi fossero sorge nte per i loro cari e per la società. Oppure, giacchè l'affermazione dia.gnustica di tubercolosi ua esclusivamente basata sulla constatazione dei bacilli di Koch nell'escreato, molti certamente tubercolosi rimaoevan0 nelle file dell'Esercito protetti da una. vaga diagnosi d i catarro bronchiale più o meno cronico, localizzato, di broncoalveolite, deperimento org;mico, oligoemia, ecc.; per cui una sorgente cer ta in sostanza, negativa in apparenza, legalmente a uto rizzata, di contagio nell'Esercito stesso. ~a guerra ha compiuto il miracolo di orientare la coscienza di quanti del grande problema della tubercolosi sono diret tamente i responsabili ed avviarla a cercare soluzioni sanitarie, economiche, sociali degne della sua importanza. Il problema della tubercolosi nell'esercito hBI mosst- il pro blema sociale della lotta contro la tu bercolosi in I talia e lo avvia ad una soluzione. La Direzione generale di Sanità militare, la Direzione generale della Sanità pubblica. sono strettamente unite e cooperanti con perfetta intesa all' unico scopo. La Croce Rossa I talian a si è ad esse unita e partecipa con la suà organizzazione alla risoluzione del problema d i guerra riguardante la tubercolosi Ma è sua ferma intenzione di cogliere occasione dal doloroso episodio per entrare con tutti i mezzi d i cui dispone nella !otta contro la tubercolosi in Italia, coordinando la propria. opera con q nella degli enti e delle A:!sociazioni, cui è fine il medesimo ~

3f -

r.t<ll"nale àt medici na miUiare. -

Fase. VI.

..


•

L'ASSISTENZA AI TlJBB:.R COLOSI IN ITALI A

scopo, in modo da poter, nella tranquillità del periodo di pace, dedi· care tutta. sè stessa. a questo grande opera igienica. sociale. A) -

Allestimenti autltnberftolarl lu Italia nel Tarl eorpl d'armata per cura della Croce Rossa Itallàna Ell:leleo za io posti-lettO'

\

1• SANATORI (Istituti climatici) per tubercolotici al 1° stadio: IJe.rgeggi (Riviera Ligure) Ospizio Marino «Luigi Merello:.. Fara Sabina (Collina Laziale) Sanatorio permanente « Emilio o

o

M ara1n1 •· • .

o

.. .

.

..

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

.

•

•

100

.

Marina di Massa (Spiaggia. marina) Ospizi marini : « Giuseppe 450 160

P isa • , c Ma.rchetti •, « Qui9isa.na. •, « San Giuseppe :. • J!irenze (Colline Fiesolane) « Villa Zuba.low » • . . . . TOTAI,Ji: posti-letto

900

.

'

2• 0 SPI!IDAL1 REGIONALI per tubercolosi di media. gravit à: Firenze (Colline Fiorentine) « Villa Romana. :.. Firenze « Convento delle Teresinne » . . . Catania (Spiaggia marina) « Buon Pastore » . Jesi {Aperta campagna) « Villa Semin11-rio •. .

70 170

200

200

MO

TOTALE posti-letto SO TRE.NI-OSPEDALI CONTUMAOIALI : l Treno dalla frontitlra. svizzera· al centro di accertamento e smistamento di Nervi. 2 T reni da Nervi ai vari luoghi di ricovero della periferia. .B) -

A.llestlmentl antitubercolari in Italia, nel vari corpi d'armata terrUorialf, , per clll"a della Sanità. militare.

1° 0SPFJDAL1 REGIONALI t>ER TUBERCOf,OT lCI DI MEDlA GRAVITÀ. EfflcJe n7A io posti-letto-

To1·i no. Ospedale « R egina. Margherita :. · . . . M ilano. Ospedale Grand «Hotel Prea.lpi :., Viggiù Genova. Ospedale di Loano . . . • . . : Boma. Ospedale di Porta Furba . . . Napoli. Ospedale « Sacro Cuore:. P ortici Bari. Ospedale «Santa Ros a • in Lecce Palermo. Ospedale «Sieri Popoli •, Trapani TOTALE posti·letto

S70 270

f100

608 400 800 8()0

-

-

S6(l8


471

L 1ASS ISTENZA A! TU BF:RCOL-OSI IN ITALIA

Etllct~n za

In posti-letto ~ lMPL\N'fO REPARTI SPECI ALI PER TUBERCOLOSI

GRAV I NEl VARI OSPE-

DALI DICI DIVERSI COltri D'ARMATA:

.Alessand1·ia . Milano. Genova. BolOfrna .Ancona Firenze Napoli Bari . . ' Palermo Piazza marittima di Spezia. Divisione milita re di Caglim ·i

180 299 105 58

-

.

.

'

100 110 107 100 84

lO 40 TOTALE posti-letto

"1143

Sono inoltre istituiti due centri sanitari di smistamento: l a Nervi per la ricezione dei tubercolotici ex-prigionieri restituiti dall'Austria, dell'efficienza di 1050 posti-letto ed l a Oareggi (Firenze) per i tubercolotici provenienti dalla zona di guerra, dell'efficienza di 500 posti. _ In tutti i corpi .d'armata. sono infine istituiti reparti di accertamento dia.gno· etico per i mllitari tubercolotici della ca pacità media di 200 posti-letto (il corpo . d'armata di Roma ne pos~iede due) .

R. IsTITUTO DI CLINICA MEDICA DI GENOVA DI RETTO DAL PROP. E. MARAGLIANO

UUUUI B\61001 DIIDDA~IDB PBH LO SIUDm DBLLB SlmULBZIODI per il prof. Gerolamo Cuneo, libero docente in Chimica fisiologica

Le ricerche biochimiche che ho già pubblicato sulla. Rivista sperimentale di {1·eniatria hanno chiaramente dimostrato, che quelle speciali funzioni organiche le quali sono dovute ad azioni chimiche di fermènti solubili o enzimi, in certe malattie subiscono alterazioni ta.li òa. dar luogo alla. formazione di sostanze toseriche incompleta.mente trasform~te, le quali, mentre alterano profondamente il ricambio organico, sviluppano contemporaneament e nell'organismo le manifesta· zioni morbose che sono caratteristiche di ogni singola. malattia.. Pensando che il simula.tore pu0 riuscire bensì a riprodurre, con mezzi

t


l

472

•

N UO VI i\l li:TODI DI I ND.AGINE 1 ECO.

artificiali , un determinato quadro morboso, ma. non è possibile che pro· vochi nell'organismo q uelle caratteristiche alteraziqoi funzionali di determinati organi e del ricambio nelle quali risiede la causa morbosa, perchè, in caso contrario, ]a. malattia sarebbe non aimulat~ ma vera., mi sembra. evidente che i met,odi di indagine biochimici, i quali svelano queste al terazioni del ricambio, debbano costituire un mezzo infalìi· bile per iscoprire le simulazioni. . Lo studio delle simulazioni ha sempre attirato l'attenzione della. Medicina militare, perchè è sovente molto difficile scòprire i mezzi escogitati da. coloro che tentano di riuscire nel biasimevole intento di sottrar:~i 'all'adero pimento del nostro su premo dovere verso la Patria. Ma questo studio assume nn' importanza ancora maggiore in questi gravi momenti, in cui alla P a tria è necessario il doveroso concorso di tutti i cittadini per il conseguimento dei fini nazionali. Non è quindi privo d'interesse mettere in evidenza. questi metodi di inrlagine biochimici, sia. perchè non sono stati mai prima d'ora a pplicati, sia. perchè, essendo fondati sulle Jpggi immutabili della Fisiologia, devono contribuire, con dati precisi e sicuri, a. facilitare questo nobilissimo compito della. Medicina militare .

•• • La sintoma.tologia delle varie malattie si presta. più o meno facil· mente ad essere simulata.. Quelle malattie che sono a.ocompagnate da alterazioni a.natomo·pa· tologiche e la cui patogenesi è dovuta a processi infiammatori od in· fettivi non si prestano alle simulazioni, perchè la loro sintomatologia clinica. offre al medico mezzi facili e sicuri per iscoprire la simul~· zione stessa. Ma. vi ha. un'altra. categoria di malattie, la. cui causa. morbosa. non consiste in alterazioni anatomo·patologiche: essa è invece dovuta escln· sivamente ad alterazioni di funzi oni compiute da fermenti, per le quali 'si formano nell'organismo sostanze incompletamente trasformate e di azione più o meno tossica.. Sono queste le malattie élel ricambio o autointossicazioni, le çuali sono largamente sfruttate dai simulatori, perchè presenta9o una. sintomatologia. semplicemente funzionale, senza lesioni organiche e con manifestazioni morbose che sono più fa.oilmente imitabili. " Le ricerche biochimiche, che ho già pn bblicato intorno alle malattie del ricambio, hanno dimostrat.o che queste malattie si riscontrano non solo in Clinica. medica. ma. anche nelle altre branche della medicina e che perciò il loro campo è assai più vasto di quello che à stato, sino ad ora, ad esse assegnato.

\

l


473

NUOVI ME'fOOI DI INDAGINE, KOC.

Infatti la loro causa morbosa consiste nella formazione anormale nell'organismo di svariate sostanze tossiche, le quali possono essere dotate di proprietà biologiche di natura differente e quindi produrre manifestazioni morbose pure differenti e appartenenti alle varie speqialità della medicina. Se per es. si tratta di veleni endogeni che esercitano un'azione generale Ji eccitamento o di depressione, si avranno le manifestazioni morbose proprie delle malattif mentali: se si tratta di azioni sulle funzioni di innervazi<?ne, si avranno i disturbi della sensibilità (nevralgie) e della motilità (paresi e paralisi): se si tratta di sostanze che esercitano un'azione irritante sulla cute, oppure di disordini nutritizi prodotti da alterazioni vascolari, si avranno le manifestazioni morbose appartenenti alla dermatologia: se invece si tratta di sostanze derivanti dagli ultimi prodotti del metaboli smo proteico, i quali, come è noto, sc.no molto meno tossici, si avranno le malattie appartenenti alla Clinica medica. Tutte queste così svariate malattie differiscono, adunque, profondamente fra di lvro per la sintomatologia clinica, ma presentano una comune origine patogenetica, la quale consiste in alterazioni funzionali del ricambio organico prodotte da fermenti solubili o enzimi. Ora è be·n noto che, se la sintomatologia ha molto progredito con l'neonrata descrizione dei differenti quadri nosografici, la patogenesi invece, tranne qualche rara eccezione, si può dire quasi affatto sconosciuta. Perciò, davanti ad nn abile simulatore che sa imitare bene i vari sintorci funzion ali, il medico si trova poco agguerrito, nè alcun aui!ilio potrà chiedere alle ricerche microscopiche o batteriologiche, perchè le alterazioni funzionali di questa natura, non essendo in relazione con lesioni anatomo·patologiche o con ferment.i figurati, sfuggono, evi· dentemente, alle investigazioni di coteste scienze. Non possono invece sfuggire alle ricerche biochimiche, perchè esse, con metodi di indagine precisi e sicuri, mettono in chiara luée le alterazioni che i fermenti solubili con i lo~o disordini funzionali prodnéono nel ricambio organico. Tali ricerche però non devono esf!ere ristrette a determinazioni analitiche parziali ed isolate: devono i nvece essere applicate in base alle leggi generali della Fisiologia, in modo da studiare tutto il complesso metabolismo organico. * Le sos.tanze tossiche che si formano nell'organismo e che danno luogo a.. queste così svariate manifestazioni morbose possono &'t'ere origini differenti. Il gra.ndio~:~o fenomeno della vita consiste essenzialmente in un processo di ossidazione, per alimentare il quale è necessario un certo nu-

••

•


474

NUOVI METODI DI IN'DAGINE1 ECC.

mero di calorie che sono fornite dalle sostanze grasse, dalle sostanze idrocarbona.te e da quelle albuminoidi che vengono "introdotte nell'organismo con l'alimentazione. Le prime, ossia i grassi e gli idrati di carbonio sono destinate ad essere completamente bruciate e a. produrre calorie; le sostanze albuminoidi invece sono assimilate in quella pro· porzione che è necessà.ria per compensare la. sostanza vi>ente del corpo che va consumata nei processi materiali della. vita., mentre quell& parte che eccede questo bisogno dell'organismo, viene distrutta oon produzione di calore. Mentre la. composizione del sangue venoso varia secondo gli organi d ai quali esso proviene, quella. invece del sangue arterioso deve conservarsi costantemente inalterata.: non deve conte• nere cioè nè grassi nè idrati di carbonio che in proporzioni limita· tissime e ben determinate, giacchè il residuo fisso deve essere, nell& sna. quasi totalità, costituito dalle proteine assimilabili e indispensabili alla nutrizione dei tessuti. Se i grassi non possono venjre totalmente bruciati percbè furono introdotti in quantità superiori ai bisogni, in calorie, dell'organismo o alla sua capacità dt dissamilazione si depositano nelle cellule vi· venti e aumentano perciò il tessuto adiposo e quindi il pesò del corpo, dando luogo alla. polisarcia. Gli idrati di carbonio sono trasformati ili glucosio prima. di essere assorbiti: dopo l'a.'isorbimento, il glucosio attraversa. i t' sistema. venoso della porta, è condotto nel fegato, dove, per un proce.sso di disidrata· zione e di polimerizzazione, passa. allo stato di glicogene e viene, nello stesso organo, immagazzinato' per essere g radatamen te bruciato, con sviluppo di calorie, specialmente nel lavoro muscolare. Quando questa funzione del fegato si altera. e una. parte del glucosio, non t.ra· sformato in glicogene e non ossidato, penetra. nel sangue, si produce il diabete, che può essere perciò accompagnato a.nohe da alterazioni del ricambio proteico. Più numerose e molto più complicate sono le trasformazioni che subiscono le proteine alimentari per essere trasformate in proteine assimilabili e idonee alla nutrizione dei tessuti. Non è concepibile l'utilizzazione dell'albumina. alimentare senza. che essa vada. soggetta a. tutte queste molteplici e complesse trasformazioni: infatti l'a.lbn· mina nativa., introdotta. direttamente nel sangue, viene eliminata con l'urina, e non viene perciò utilizzata. Questo metabolismo proteico si inizia nel tubo gastro-intestinale con la. formazione delle a.lbumose e dei peptoni, i quali, per l'azione del fermento erepsinico, vengono portati allo stato di aminoacidi · e da questi si rigenera, per sintesi attraverso le pareti intestinali, la sieroalbumina, ossia l'albumina. pro-


NUOVI Hl!JTODI DI INDAGliNB 1 ECO.

476

pria del sangue. Il metabolismo prosegue nelle vie dell'assorbimento

-con la distl.lllidazione degli acidi a.midati, con la trasformazione dell'ammoniaca prodotta in urea e con l'ossidazione dell'acido grasso disa.midato. s~ può immaginare la complessità di questo metabolismo prot eicQ, quando si consideri che la grande :r;nolecola proteica che ha un peso molecolare di circa 6000, deve essere portata all'ultimo stadio di urea che h a un peso molecolare di 60. Mentre si compiono qneste numerose trasformazioni dell'albumina alimentare, si formano sostanze più o meno t ossiche, le quali, negli organismi sani, vengono r ese innocue da speciali funzioni antitossiche, delle quali sono incaricati ~rti organi, fra. i quali ha un'importanza primaria il fegato. Se taluna di queste funzioni antitossiche va incontro ad alterazioni, in modo che certi prodotti tossici non siano trasformati in sostanze innocue, si possono produrre le più gravi autointossicazioni, le quali danno luogo ad una sintomatologia clinica che, a seconda delle proprietà del v~leno endogeno formatosi, può essere compresa. tanto fra le malattie nervose o mentali quanto fra le malattie appartenenti alla. Clinica medica. Ma in qualsiasi forma di autointossicazione si riscontrano ,speciali e caratteristiche alterazioni del l'icambio organico che i metodi biochimici mettono in chiara evidenza e che non sono presenti quando è scomparsa. la malattia. Si possono, cioè, riscontrare alterazioni nella. legge fondamentale della nutrizione .ossia dell'equilibrio di azoto, per la quale un organismo sano ed adulto, deve, con un'alimentazione regolare, elimina.re, durante la giornata, con l'urina. e con le feci, la. stessa quantità. di azoto che easo ha introdotto con gli alimenti, essendo traacurabili quelle quantità che vengono eliminate per le vie cutanee -e polmona.ri. Si stud]a. questa legge detel'mÌua.ndo l'azoto introdotto .con gli alimenti e quello eliminato con l'urina. e con le feci ossia ai fa il bilancio delPazoto, il quale si mette in relazione con l'equil ibrio in calorie. Quando è rotto questo equilibrio, l'organismo o t rattiene o elimina più azoto di quello ehe introduce e allora. si produce uno stato morboso. Specialmente le alterazioni funzionali del f egato sono accompagnate da ritenzione di azoto, mentre le alteraz ioni funzi onali del ricambio nucleinico, che d,!lnno luogo alle proteifor mi manifestazioni uricemiche, o va.nno congiunte ad iperazot uria.. Oltre a. queste, anche altre alterazioni del ricambio si r itlcon-tra n o in determinate malattie. L'indice della scomposizione dell'album ina. è dato non solo dalla quantità. dell'azoto totale dell'urina ma a nche da q nello delio solfo, calcolato ~ome acido solforico. Si c-


476

NUOVI METODI DI INDAGINE, ROO.

come la molecola proteica contiene oltre all'azoto anche lo solfo, il r apporto fra questi due suoi componenti deve essere compreso, ne· gli, organismi sani, entro certi limiti. La determinazione di questo rapp0rto è importante, perchè mentre l o solfo viene ossidato e trasformato in solfati alcalini fllcilment& solubili e · quindi totalmente eliminati, l'azoto invece, se non è por· tato all'ultima fase di urea. e forma prodotti intermedi di incompleta trasformazione difficilmente solubili ed eliminabili, viE~ne in parte trattenuto nell'organismo, facendo aumentare questo rapporto. Importanti alterazioni del ricambio sono eziandio prodotte da una ir regolare e disordinata scomposizione di albumina, che si mette in evidenza con la determinazione dell'azoto ureico, il q ua.le rappresenta l' 85 % dell'azoto totale. Quando, per una. insufficìenza. della. funzione ureopojetica. del fegato, una parte di carbonato ammonico non viene traRforma.to in urea, questo rapporto si abbassa e allora si produce un'autoiutossi· cazione ammoniacale, mentre se la formazione dell'nrea è normale, ma una par te di azoto non ureico, come succede nelle molteplici manifestazioni morbose uricemichel viene trattenuto nell'organismo, perchè l'acido urico è insolubile, allora il rapporto azoturico natunll· mente aumenta. La determinazione però dell'azoto ureico non deve mai essere eseguita con i metodi degli ureometri, i quali, benchè largamente usati, danno risultati sempre erronei. Ancbe il rapporto tra l'azoto totale e l'azoto ammoniacalE~, il quale negli organismi sani è compreso in limiti molto ristretti (da 4 a 5) subisce nn aumento, sia quando entrano in circolo prodotti ammoniacali non trasformati in· urea. per un'alterazione delJa funzione ureopojetica. del fegato, sia quando, per un'abnorme formazione di a.éidi vrganici, i quali si sono combinati con l'ammoniaca proveniente. dalla scissione idrolitica delle sostanze albuminoidi, si è prodotta un'autointossicazione acida che è caratteristica di varie malattie. Con qneste e con altre determinazioni biochimiche, che non è qui il caso di descrivere dettagliatamente, si riesce a mettere in chiara e precisa evidenza lo stato del ricambio organico, il quale presenta in ogni singola malattia, caratteristiche altera.zinni che sono in relazione con la causa. morbosa. I nfatti esse non esistono negli organismi sani: oltre a questo sono meno evidenti nelle fasi di miglioramento della malattia e scompaiono quando con la terapia alimentare biochimica si ripristina il rica mbio normale, producendo nello stesso tempo un migli<>: ramento dello stato mor boso. Il simulatore può essere tale nel vero


NUOVI MKTOOI 0 1 INDAG!J\K 1 ECC.

'477

senso della. parola, oppure può provocare con veleni e sogeni, una. determinata sintomatologia clinica. Ma tanto nel primo caso come nel secondo, potrà riuscire, con mezzi abilmente studiati, a. riprodurre in sè stesso la sintomatologia u]inica di uno stato morboso, ma. non potrà riprodu rre le alterazioni del ricaJ;Obio, perchè queste sono indipendenti dalla volon tà dell'individuo e sono invece prodotte esclusivamente dalla alterazione funzionale enzimatica di un determinato organo. La sintomatologia. di uno stato di eccitamento o di uno stato d ~pre~si vo o di un accesso e ~ilettico può esse re simulata., o provocata con veleni esogeni, percbò molte sostan ze sviluppano nell'organiiJmo un'analoga azione biologica, ma nessuno è mai riuscì to a. produrre la. vera causa morbosa di queste malat tie ossia quelle·alterazioni di funzioni organiche che sono compiute da fermenti e che in ogni singo la malattia presentano caratt.eristic.he alterazioni del ricambio. Se anche ciò fosse possibi le, non si tratterebbe più di simulazioni, ma di vere malattie.

*

U na chiara. dimostrazione eli* *questo concetto si può avere in qualche caso cliniuo da me studiato sperimentalmen te. Tra le malattie sospett e di simulazione si presentano, non raramente, stati di eccitamento e di depressione. Or bene se qu~sti stati morbosi sono simulati, le ri cerc he biochimiche di mn~t rera.nno che il ricambio è normale:- se non sono siunllati devono essere accompagnati da car11tteristicbe alterazioni del metabolismo proteico. Se sÌ! tratta di stati depressivi, si avrà accentuata r itenz ione d i azoto : se si tratta di psicosi maniaco-dep1·es.«1:va. r.t decorso C'ircolare si avrà, nella. fase depressiva., soltanto ritenzione di azoto, ma n t>lla fase di eccitamento maniaco, ai rÌ$COntrerà. una fortiss ima autointossicazione ammoniacale dovuta alla presenza in circolo di carbonato ammonico non trasformato in urea per una insufficienza della funzione ureogenica del fegato. Oltre a questo, si potrà, i n q nesta fase della malattia, far cessare l'esaltamento maniaco e l'intosl: i icazione ammoniacale, tenen do l'ammalato in equi librio di azoto, mentre si potrà far ricomparire tanto l' e~citame nto maniaco q.uauto l'ammoniemia, rompendo questo equilibrio e produ cendo ritenzione di azoto (1). s~ invece si tratta di psicosi maniar·o·depressiva' a tipo irregolare non si avrà più ritenzione di nzoto ma invece' una forte ipera.zot.uria, dovuta. ad una irregolare e disordinata disassimila.zione del(1) Rivista S perim. di Fren ia,ria, A 'l. 1 9 I<t.


478

NUOVI ~!ETODI Dl INDAGINE 1 ECC.

P albumina con probabile formazione di acido ossiproteinico: anche questa grave alterazione del ricambio si può fare scomparire con una adatta terapia alimentare biochimica (l). Nell'epileHsia genuina, malattia a cui tanto frequentemente ri· corrono i simula.tori, l'accesso è accompagnato da caratteristiche alterazioni del metabolismo pr9teico, le q nali consistono in una. ri· tenzione di azoto (con aumento però della quantità di azoto nelle feci) ma sopratutto in una fortissima acidosi, dovuta. p.d una abnorme formazi one di a.<•idi organici, e in un' albumoRoemia : si trova cioè nel sangue, estratto subito dopo l'accesso, una sostanza che ha tutte le proprietà delle albumose e che non esiste nei periodi intervalla.ri nè nel sangue degli organismi sani, perchè le albumose sono veleni di origine endogena, i quali, normalmente, devono essere trasformati in sostanze innocue: oltre a questo le albumose introdotte nei vasi sviluppano un'azione tossica, la. cui fenomenologia. rassomiglia, in modo sorprendente, a quella che accompagna. l'A.coesso epilettico (2). Ora questi due cosi cnra.ttet·istici dati biochimici - l'acidosi cioè e l'albumosoemia- se non si riscontrano nè nei periodi intervalla.ri nè in altre malattie, tanto meno dovranno riscontrarsi nei casi di epilessia simulata. Nella nevralgia del triyemino fu riscontrata una marcata riten· zio ne di azoto, che si fa sco mparire mettendo l'ammalato in equili briO di azoto con miglioramdnto dello stato morboso (3). È verosimile che anche le altre nevralgie gravi presentino alterazioni analoghe. Ricerche ultimate e in corso di stampa, hanno dimostrato che nellanevrastenia cerebro spinale, esistono caratteristiche alterazioni del ricambio, le quali si fanno scomparire con la terapia alimentare bio· chimica e che consistono essenzialmente in un~~o disassimilazione irre·. gola.re e disordinata di albuminH., per cui l'a.zoto totale eliminato supera quello introdotto ed è proporzionatamente inferiore allo solfo proteico. Analogamente si ha nella. calcolosi ·rena.le forte ritenzione di azoto e présénza di a.bnormé quantità. di acido OH sa h co neiPuti na, prove· niente da una insufficianza della funzione ossid ante del fegato, per cui l'acido ossalico che si form a nella disassimilazione delle proteine alimentari non è portato agli ultimi stadi di anidride carbonica edi acqua.: nella gotta. e nell' a1·t1·ite di origine tt?·ù:a si ba una caratteri· etica iperazoturia, che è in r elazione con uu irregolare e accelerato ( l) R ivista Spe•im . '" Preniatria, An. 1!)15. ( 2) R ivi• ta Sperim. di P rrniatria, .1\ "· l 915. (3} Bulk tt. So. mediche. 13 Jins:tnn A.n. 1909.

\


NUOVI METODI DI I NDAGINE, EOO.

479

ricambio nucleinico, mentre essa non si riscontra n elle artropatie di o0rigine tubercolare. · Nella nefrite e nel diabete si hanno caratteristiche alterazioni del ricambio organico, le quali accompagnlmo l'albumina e il glucosio :ne1l'urina, e che sono prodotte da. disordini funzionali, origina.tisi in '<3etermina.ti organi. Nei casi invece di simulàzioni, questi disordini funzionali non esistono e quindi nemmeno esistono le alterazioni del ricambio che ne sono la. conseguenza, mentre la. presenza di albumina e di glucosio nell'urina è dovuta. a cause tutto affatto diffeTenti e che sono di origine esogena: per es. il diabete fior izinico non -si può attribuire ad una. produzio.ne esàgerata di zuccberv n el fe· gato, ma. ad un'azione speciale che provoca Ja. somministra.zione della. tlorizina, per la quale il rene diventa più permeabile al glucosio (1). Perciò in questa forma esogena di glicosuria, che proviene da un'alterazione funzionale del rene, non si possono avere quelle alterazioni .ael ricambio che nel diabete endogeno producono quei disordini funzionali, i quali risiedono in altri organi. Le manifestaziom morbose della cute possono essere simulate con 3zioni locali esercitate da sostanze speciali: in questo caso il ricambio è normale. Ma se invece si tratta di gravi malattie cutanee, per ~sAmpio di P1-urigo, si trova alLerata. la legge dell'equilibrio da. azoto -per ritenzione. Ora. tutte queste impor~anti alterazioni del ricambio a cui ho 110mma.riamente accennato e che certamente si riscontreranno anche in altre malattie, non si trovano più presenti quando è scomparsa la. causa morbosa ossia l'alterazione organica funzionale che le proJuce: d'altra parte o:~i fanno scomparire per mezzo della terapia aliment are biochimica migliorando lo stato morboso. È questo un comportamento del ricambio così. caratteristico che non può, evidentemente, essere riprodotto nell'organismo di coloro che simulano queste. malattie, perchè esso è affatto indipendente dalla volontà. del simulatore e perchè il fatto stesso di simulare implica. necessariamente l'assenza della causa morbosa e delle al~era.zioni del ricambio -che essa produce. Questi metodi di indagine biochimici costituiscono, adunque, nn mezzo sicuro e preciso per distinguere le vere malattie del ricambio da quelle ohe vengono simulate e possono perciò facilitare uno dei -compiti più importanti che la Patria nostra affida .alla Medicina militare. Genova, marzo 1918. ( 1) Gle1J: Phy, ioTogi•, po:;. 6 13 .

•


4~0

~~~aren~io im~rouuisato ~er la trazione mntinua ~egli arn fratturati pf\r il dott. Annibale Nota, tenente c·olonnello !llCdico, ispettore sanitario C. R. I . Fin dall'inizio della guerra , d'urante il tempo in cui io avevo la direzione dell'ospedale territoriale Regina :Ma.rgherita della Croce Rossa. Italiana in Torino, venni sfavorevolmentE\ impr<'ssionato dallo stato veramente pietoso in cui arrivavano dal fronte alle·uuità. molti grandi fratturati con lesioni complicate e comminutive, che si presentavano con fasr.iature sommarie non immohilizzfl.nt.i pP.r nnlla. l'a r to offeso, anzi in qualche caso si era persino eseguito il trasporto con arti ciondolanti e con m<'dica.zioni appena ricoprenti le lesioni di continuo, senza il minimo appoggio cbe le contenesse ed impedisse la mobilità dei frammenti. Questa mancanza delle prime cure dirette nel senso chirurgico moderno, riuscirono in molti casi, come ben si può comprendere, veramente deleterie dando luogo a scomposizione drlle parti, a compli~zioni gravi. ad assorbimenti, a gaagrene, mentre gran parte degli inconvenienti avrebbero potuto essere evitati, se Ri foflsero nei primi soccorsi segu iti i dettami più semplici della chirurgia chr prescrive l'immediata immobilizzazione permanente degli arti fratturaLi. L'inconveniente evidrntemente era generalizzato od almeno esteso in gmnd•l proporzione, se la sanità militare venne nel ben ragionato divisamento di impiantare vicino alla zona. di operazione gra.nrli unità, destinate esclusiva.m('nte a-1 ricovero e cum dei fratturati. :Ma per alt ra. pa,rte le lesioni degli arti in un'azione brllira :;ono cosi numm·ose che insufficienti si mostrarono l(} disposizioni prese, e gti inconvenienti sopra lamentati continuarono in minor p roporzioni bensl , ma sempre in numero da impressionare. P er ovviare a questo sta.to d i cose, appena ebbi l'onore di essere incaricato di dirigere un gruppo nhil·tugico al fronte, ho rjvolto il mio pensiero ad escogitare qualche mC'z~o che potesse E>ssern applicato immediatamente negli ospedali da r-1unpo e di guerra., onde poter immediatamente trasportare in ospedali di seconda e tt"rza linea i grllndi fratturati, senz:a loro grave disagio e sopratutto senza p eric:olo di peggiorare lo stato gtà. grave dei malati. Io venni inviato nei mesi di maggio·giugno agosto settembre 1917 all'ospedale di guerra n. 63 della Croce Rossa Italiana appart.(•nente alla.. : armata,. e quivi ebbi occasione di soccorrerr. parecchi grandi frattnratt degli arti tanto superiori che inferiori. i quali richiedevano una cura lung.& e regolare, ed a.b bisognavauo quindi di essere tra,sportati il più soUt>c~­ tamente possibile in unità ove tale cura potesse essere iniziata. e co.nunuata senza bisogno di nuovi i.rasferimenti sempre dt>leteri in tali cast; e p er poter ~seguire l 'immediato trasporto di t ali feriti che richiedev8JlO urgPntemente l'immobilizzazione stabile degli arti colla trazione contino~, ad evitare spostamenti dei frammenti non tutti gli inconvenienti ann:-sst. pensai di applicare un apparecchio improvvisa.to che fo sse semplice: ~U~ portata di tutti i chirurgi, che non avesse bisogno di preparativi spect~li di difficile attuazione e che potesse essere costruito col materiale dato IDdotazione ordinaria a tu t te le unità e rispondl.'sse nel modo migliore allo scopo..

_....


APPARECCHIO IMP[l.OVVI SATO P J! R LA TRAZI ONE, ECC.

481

E cco senz 'alt ro il procedim<>nto da. me seguito : fatta la medicazione delle l e~ioni di continuo alla pelle, se ve ne sono, cù applicato uel modo .solito il cerotto adesivo colla relatiYa, sta fi~L per la. ef'f·f·nsiolw coi pesi, si scelgono due ~-t,ss iccliP d i legno pint.for;to robuste (dello spessore di almeno 4 mm. e della la.r.(.dt(>:r,zn d i ~ C\Cnt .) an•nti la lunghezzà olt repassante, se tratta-si di frattura dell 'art o infeTiore, di 20 ccnt . almeno la. diRta nza. fra la cresta iliaca e la pian ta d('! vicde la prima, e quell a dalla t uherOE;ità iscbiat.ica alla pianta del p iede 1'alt rH ; f;~ iu V P<·c si t ra t t a deii':Hto superiore, le due stecche debbono t•ssere di !W ccu timetri più lungbe rispettivamente deUa distanza. dall'acromion a ll'a piec del dito medio t· dall'ascella all'apice del dito medio stesso; ciò posto, si riuniscono le eRtrcmità volari deUe due stecche con una traversa di legno in c~sc innestata, per modo che dette est remit.à siano mantenute fra, di loro acl una distanza tm. po' maggiore del diamet;ro t.rasverso del ginocchio o del gomito, e ciò perchè il segmento dell'arto su cui è applicata la trazione non subisca. pres.sione laterale dalle assiceUe stesse.

Fil! t

t . A.<slcPltn P~tPrna -'!. Assicella int,.rna- 3. Tra~ver,;al c 4 St.afTa - 5. C•rollo ad•sivo - 6 Molla a vite di traziuoe.

. B~ndato convenientemente l'arto, si · pplicano le assicelle, debitamente nvest1te di ovatta, specialmente alla loro estremità sul_)eriore, lateralmente a ii'!J-rto, per modo che, per l'inferiore quella interna poggi contro la tuberosl~à i~cbiatica e quella esterna contro la cresta iliae:a ; per l'arto supenare mvece quella interna vada fin contro a.l cavo ascellare e quella este~na. poggi contro la testa dell'omero. Le assicelle esterne devono fìs.~ars1 convenientemente al torace od al bacino ed essere collegate a quelle ~terne, ;per modo che rispettivamE'nte non subiscano degli sp osta.menti m avaut1 O? aB'indietro, in alto od in basso. d ll~uecesstvamente si avvolgono le assicelle stesse per tutta la lunghezza e. arto con giri di benda e si assicumno al bacino od al torace, al ginoc~~10 od al ~omito con qualche giro di benda amidata o gessata, cu1·ando fas~1atura lasci libera l'estremità dell'arto dove si ha la staffa del ·ce e · ritr; cru deve essere applicata la trazione, e la regione ove si ha la fecent os~ nella staffa del cerotto il solito quadrettin() di legno col foro rale, BI ha l'arto preparato per l'applicazione della trazione, la quale

!t.p

l

..


482

API'A!LEO('HIO DIPROVV fSATO PER LA TRAZIOl>n:, ECC.

resta attiva, poichè il segmento media.no ed inferiore rimangono isolati nella fasciatura senza alcWta· lH·essiont> IntPra le delle· assicelle e poggian(} come in ul).a doccia. sui giri rli benda avvolgenti le assiceJJe stesse. Si tratta ora di appli<;are lina tra?.ioue continua e gTfMJuabile. che mantenga l'arto in estensione forzata E> non permetta i movimenti laterali dei frammenti delle ossa fratturate. Allo scopo la. cosa migliore è di applicare una molla elastica di filo metallico avvolto a spirale, della lunghezza. di 8 o 10 cent. e fi.ssato da una. parte al quadrato di legno della staffa ed all'altra in tensione alla traversa che riunisce l'estremità libera delle due assicelle laterali per mezzo di un bollorte a vite ; in mancanza poi di questa. molla elastica, essa è facilmente sostituibile con un'ansa formata di parecchi giri (6 o 8) di tubo elastico oo gomma (quello solito da enteroclisma (} quello grosso da drenaggio), che viene rispettivamente fis sata alla staffa ed alla traversa delle assicelle. In tal modo è assicurata immediatamente una trazione continua all'arto frat.t urato, ed il ferito può subito coU a massima facilità essere trasportato per il trasferimento in un ospedale tenitoria.!e per la continuazione regolare della cura. Se durante il viaggio occorresse pratic.a.re la medicazione delle eventuali ferite, la si può eseguire facilmente senza togliere l'apparecchio, solo avendo cura dj mantenere intatti i giri della benda fìs: satrice sopra e sotto la lesione di continuo deJJ.a, p elle e far passare gli strati di garza e l'altro materiale di medicazione al disotto delle assicelle che non sono a''contatto dell'arto, ma ne distano parecchi centimetri. Per la fissazione della medicazione stessa si dovranno porre dei giri di b~da tagliata a striscia coi,capi incrociati, formando una fasciatura embncat.a alla Sculteto.

Fig. !. Soldato C. Antonio, f~rl to da pallottola Ili shrapnell - Frattura comminuti va llell'omero destro nl suo ten:o medio - Ap parecchio Nota a traz,ono continua.

L'esperienza ha dimostrato che il procedimento è pratico e che yrodnoo la cosmesi perfetta dell'arto fratturato per tutto il tempo in cw dur~~ l'azione dell'elasticità della molla oppure del tubo elastico, cd in qu~st 1 .timo caso l'indice d'elasticità. della guttaperca e la durata di essa cura che la tra.zione dmerà certamente inalterata per tutto il tempo n ._ sario al trasporto del ferito daUa zona. 'di operazione ad un ospedale tern toriale anche molto distante (circa 8 giorni).

ci=:


APPARECCHIO I MPROVVISATO PER LA TRAZIONE , ECC.

488-

L'apparecchio è ottimamente sopportato dall'infermo: soltantoloccorre, lo ripeto, avere l 'avvertenza di avvolgere diligentemente di ovatta. l'estremità superiore delle assicelle, specialmente per quelle interne, la. cui estremità poggiante contro la tuberosità ischia.tica o contro l'ascella dovrà essere incavata., perchè sia facile la.:Suafissazione e perchèlasua pressione sia sopportabile e specialmente non,dia luogo ad inconvenienti di cir· colo e noia. a.l paziente.

•

Fig. S . Al cenlro: Soldato C. Antonio, frattura oomp. comm. braccio dt' slrn •la schel(gla di gl'anata - A de81t·a: Sol lato P. Andrea, frattura r"""1rc destro eta sclieggia di granatn - A sinistra: Soldato c. Arturo,

r,.r,ta lraosfosSll coscia sinistra con frattura del femore.

Le 1mite figure dimostrano iconogra.fìcamente le applicazioni dell'a.pp:H«•c('] ·i,,; in esse si osserva l'apparecchio nelle varie sue parti (fig. l) e l'lq 1iic·:··· i1111P t,; na in caso di frattura dell'omero (fig. 2) e t:t:e casi (fig. 3), di c·ui ,; .. ,) <l i gravi fratture complicate comminutive del femore e di una. fr a t r 11 ;·:· n· .;" -;lf.'SSe condizioni dell'omero ; tutti gli apparecchi furono ben i.:!;i tn• ... c •. , l't.nt i, anzi quello del braccio permise al malato di alzarsi qualchl1 pr" o clat lotLo appena tre giorni dopo l'applicazione. J;'ina llllenLe si ba la prova radiografica (fig. 4) di un caso di frattura. scomposta grave deU'omero con accorciamento dell'arto di oltre 3 centi· n.etri per accavallamento dei frammenti ; in essa si scorge che sotto l'a-

zione della trazione i framment i dell'osso fratturato si posero in ottima. posizione e coll'asse loro quasi sulla linea retta. In seguito si applicò l'apparecchio in molti altri casi, sempre con ottimo risultato. Praticatasi poi la radioscopia a quattro fratturati, di cui due del femore e due dell'omero, in tutti si osservò la perfetta corrispondenza. dei frammenti secondo il loro asse, anche quando si avevano numerose scheggie. Nelle cartelle cliniche accompagnanti ciascun malato si ebbe cura di annotare una preghiera ai direttori delle unità territoriali che avrebbero ricevuto in cura il ferito di inviare allo scrivente notizie delle condizioni in cui il fratturato era giunto all'ospedale dopo lungo viaggio, munitodell'apparecchio a trazione, ed ebbi la soddisfazione di ricevere da.i vari dirflttori l'assicurazione che i fratturati erano in generale giunti a destinazione in ottime condizioni locali.


48±

A~>AR EGCHIO

lMPTI(lVVISATO Pl' B LA TRAZ IONE, ECC.

Occorre ben precisare cht• L"apparecchio deve servire esclusi...,amente al sollecito trasporto déi fratturati dalla zona eli guerra agli ospedali territoriali, dove i feriti devono esKNt· immeiliatamente liberati dall'apparecchio stesso e curati secondo le rt•gole moder·ne del caso, con procedimento stabile definitivo. All'esterno dE>llwodaggio dovrà essere collocato un cartellino coll'indicazionE' dell~ ~o;eòe clelia frattura e delle porzioni di ben· daggio da rinnovarl;i nelle en:ntuali neéc·ssarie medicazioni durante il viaggio, per modo che la coesione dell 'intero appareccbio non venga modificata e l'azione della traziòne elastica non sin. mai interrotta. Dotante il trasporto poi è evidente che occorre fare La medicazione quotidiana. dell~ lesioni di continuo. :affincht: si eviti l'infezione c si mantengano i malati nelle conilizioni in c1u erano al momento del loro trasferimento.

F J!. &

Gifwanni, ferito G IX -l9ti; frallura l!rav•m P.n le ~cnm· rn•Ja d• ll'umero sinl>tro oa sch<'YI!•~ di grnllAIA rnn arl'avnllnmt'IIIO dr l fr-otnune~oll prr o ltre 3 cm. - Radlvgralla 8·1X· l9l 7, dOJ;O awrtcato 1 app.rccchio ad estensione. Solrl~to F.

1~almentc

dess:~~:

Si noti clH' l'a,rto muillLo dell'apparN'cbio deve trasporto mantenuto nella massima possibile abfluzione: on e supeeoverchia pressione dell'assicella interna che specialmente PC: I 'a.rt~eo-va· riore rimane in condhlioni favorevoli per' comprimer<' il fasc10 ner scolare ascellare>.


48o

A PPAUECORIO IMPROVVJSA 'J O PER l.A TBAZJON F., RCt'.

l\ ~olonnello medico prof. Santucci, direttore di sanità del ...... -corpo ~ 'armata, dietro mio invito, si recò all'ospedale 63 O. R., ed ivi gli present:;. ~i l 'apparecchio in discol'SO. E gli ne riportò la migliore impressione, .'<\~\)'t()V"" 2ndolo compl'e tamente non solo a voce, m a anche pe.r lettera, dopo a-v~:-r ·ò.. ~evuto le fotografie e la racliogratìa unite a questa pubblicazione. • "Ee~o il primo gruppo di casnistica : a,l ARTI SUPERIORI

:1. l O. A. , soldato .. .fant.eria, 29 agosto 8 settembre. Grave frattnra .esposta, 3° medio ornero destro. 2) F. G.. soldato... fanteria, 6·8 settembre. Frattura esposta s~heggia

<li gran à.ta braccio sinistro. 3) M. G., soldato ... reparto zappatori, 7-IO settembre. Frattura espoi!ta. . scheggia di granata a.l braccio sinistro. Ampia asportazione di un tratto mediano d ell'omero. Rimane nell'ospeda.le di guerra. bl .ARTI INFERIORI.

l ) V. L., soldato ... artiglieria campagna, 18 luglio-n settembre. Coxite t.raumatica sinistra: rimase per due mesi nell'unità di guerra, sempre dol<;>rantissimo e necessitante di cura regolare in w1 ospedale territoriale. L 'apparecchio permise il trasporto senza grave disagio e coll'arto in buona posizione. 2) F. A. soldato ... fanteria, 6-9 settembre. Frattura e.<Jposta femore d estro. l 3) L. B. , soldato fan teria, 7-8 settembre. Grave ferita penetran te nel ginocchio destro, con ampia apertura dell'arto. 4) P. A., soldato ... plotone arditi, 7- 8 settembre. Frattura. e.ogposta femore destro da pallottola 5) T. V., soldato .. fanteria (sezione pistola) 6-8 settembre. Fra.t.t ura f emore sinistro da -scheggia di granata. 6} Z . A., soldato... fanteria treparto zappatori) 7-8 settembre. Fratt ur;;> esposta femore sinistro . . Di un gran numero di questi si ebbe a-ssicnrazione dall'unità. terri·tOl'IaJ~ ove vennero in seguito accolti che il trasporto si era fatttl senza -w;·a,vt m~onvenienti, e che erano giunti a destinazione in buone condizioni; dJ a.lcum non si ebbero ultE-riori notizie: di uno solo (quello della lesione !!1'favo _al ginocchio) si ebbe notizia. che si era sviluppato un processo grave IU etttvo. 'Voglia.no i colleghi egregi prende.re in esame e provare l'apparecchio prllfosto, ~ sa.r ò lieto se avrò potuto anch'io portare un medo p ratico a so f evo de1 lesionati delle ossa lunghe degli arti, facilitandone il trasporto 8 ollando così più 1·apidamente gli ospedali di prima linea. <(' '

•

1!2 -

l

Gio,

1 . -na t dt IIIPàicma millla•·t. -

Fase. \'1.


486 STAZIONE S~SJTABL' M ARITJ JIIIIA 01 COTRONE

Contributo all'etiologia dello scorbuto . per il prof. Rosolino Clauri, maggiore medico d irettore

In dtH' d E'gli ult.imi sbarchi (dicembre-fchbraio) da S alorucco la sta· zione sanitaria, ha ricovcrMo 52 casi di scotbu to, che credo opportmto far con oscPre somrnarianwnte, non tanto p er il loro interesse clinico, quanto pcrchè a>lcuni fatti lumeJ?ginno l'oscuro problPma. dell'etiologia di questa affezione. Ri è t rattato eli una forma a ttenuata ili scorbuto, ma nonpcrtanto ta.Ie da non permetkre alcun dubbio diagnostico. I fenomeni clinici si sono istituiti nella ~n cccssione di t.empo t' di modo secondo lo schema seguente. Nei casi in cui lo scorbut o era rappre:w~· tato a llo st.ato di purezza, non in concorrenza, c ioè, con altl'f' mnlattli' (dissenteria a m ebica, mala ria), i prodromi sono consistiti in misur a d€:· crescf'nte, da s t.anchrzza ecct'ssiva, dolori agli arti ed a l dorso .. sensibilità a l fr rddo (' melanconia (aequo modo ), dolori folgoranti cd a m~t.ur:1, p aragonabili a quelli t.abctici , tendenza invincibilP a l sonno. Tnh pro· dromi banno avuto durata v:rriabill' da pochi giorn i a piit di un mf'se. Inst.ituitasi la ma latt.in, i fenomeni si :;ono snccc'd uti nel segt~rutP orclin(': comparsa di Pmorrag ic muco1w, cut.a.nec· e muscolari, fenome· ni buccali, fenomPni anemic·i c gener ali vari. . L e emorragie sono consistit<', in t.utt i i casi, rla puntcggiattU'l' dernH· che, c'stese preva lP n t.f'flH' n te a.rrli arti in[eriori. a l d orso, ra.ra mente agli' arti supf'riori: in a ltri cn!d "' l'l i sono riscontt·a·t.i ecchimosi · ~ot,tocu· tanN• Nl Prnorrag-il' Pndomu~colari (' J1eriarticnla.ri. LP ('lllorragH' d~Ue 11 mucosP Pra.no cost.itttitc in tutti i casi da, str a vasi Rott.ogengiYa.li: cb('.( : vano allP {!f'ng iv<' una rolorazione ard esiaca, talvolta, nei cns1 tn CUI·~~ rono osservatr tùcerazioni g-Pngivali. in E"morraJ?Ì(' boreali . I n mt ~oa· furono no t n t.e emorragit' hronc· h iali . g-a f;tric be cf! t•nHt t.n ria. I n u\ 10; 0 1 lato furono v<'rificfttc piccole PmorragiP nrlla cavità ascN!Stta le c 1 fkromonl' aperto cb irnrgic·am<'ntt'. . . coI ff'l101pPni buccali. nt>l maggior nunu.•ro elci casi, sono l<\Lat• rap~rr~1 u· (,a ti da t· n mC'fazione con ram m o Ili m eu t o p ii1 o n wno inLet~~o. d.~'LI:1, ~o· cosa'. g<·ngiml<",. tanto tl<>l n~uscell:tn' fi_ll})~riorr che ~~~~~.n[:•.~?'·~' t:lli pratn1 to 111 COITJFi}HlDclenza. d~: 1 d en11 can at1 o d ell<' nul •c1 d1 c:o;S 1: 1 eotl' CaSi la tiiiiWfazÌOQ(' asSUlllt'\"U. llll H!ipl'ttO fllllg"O!IO. UJrPra tO l'; fari 1n~ tu· sang11inanl·<'. I n a ltri cal<\i le lPsioni J?engiva li cousistPvano .111 1.e': creo· mefazionC' a tdt•sia.ca rli tutl"o il ma1"}rine geng-ivale. A ta li ùte:;ord~l ~10 • givali. JH'i casi gra,i, si è' a !>~ociata, oltre l'l no1 <'VOIP dist.tu·b.o ne d~ dne 1 sticaziont': scalznmcnto dei tlt-nti, seguito talvolt<L da <'Spuls•oné · a S<'i denti. . . ~;tllU· l fenonwni anemici sono Fitat.i in genere qtwlli dC'Ile an<'ID_H' ~o nschczza, così inlcnsft ta iYolt-a. dn costdngerc· g l"iJ1fermi <1 1 npo~ucost.> solnto a letto; facili rleliqui; pallore pltunbeo dt>lla pelll' e ~elle 110 . sinvisibili: edema agli art,i inferiori: t;a lYolta tachicarrlia e C<trdl~pa ltnci~ah'· dro me ('matira c loro-a nemica, tal volta con pr<'~Pnza eli el~tazie. n un n p l"· Tra i fenomen i· l?t'lll'r;tli sono da notarr;i in pochi cas•. ~d 1 ~ Lerrnit· riodo inoltrato rh>lla ma lattia . un:'t fcbbrr quot.idinna a t.11~o 1 ~pp(lrto ten1·<'. ton nHl~~im i Yespcra.li (~Son-·1 00) , Ila non mf'tt<'l'IH In r .

.....


1

('0:\l'ltlDUTO ALL .1!.'l'IOLOGIA DELLO SCOB I:lUTO

487

con la. malaria, con il tifo-paJ·at.ifo c la tnbt,rcolosi, per cui le ricerche. di lab oratorio sono riuscite n<'gativi>. ~el maggior numero dei casi l'npiressia. ha accompagna t o fu;t da.ll 'inizio i.l decorso dell'affezione. Sono stati costanti i dolori muscola1·i .avvertiti durante i movimenti attivi e passivi. Tutt.i i preced1mti sint.orni ili sono st.a.biliti tra. 2 a 15 ~i orni . Il decorso dell'affezione è stato variabile. Nei casi gravi, puri di seorbuto, i t~iutomi, sia ematici che buccali, sono migliorati, p€'rò Renzu, scomparii·e del tutt.o. dopo un certo periodo (20-50 giorni) del comunt• trattamento a.ntiscorbntico (alimentazione ricca di vitamine, succo di l;moni, Yegetali crudi, latte fn·sco, carn e fresca, ecc.; uso della cocl<'aria, del ca.lcio, dell'::m~enico e del ferro). Nei casi a.ttenua.ti, puri di scorbuto, la guarigione completa si è ottenuta con i mezzi a.nzidetti. in un tempo variabile da 30 a 60 giorni; sono scomparsi gradatamente prima i fenomeni anemici c poi quelli buccali_ Per la. pratica clinica ò interessante la. cqnst~tt..hzioue che le lt'~ioni gengivali sono le ultime a scomparire, e che esse regrediscono metodicamente andando dal corpo al ma.rgine gengivale, fincbè, il malato potendo dichiararsi guarito clinic~.mente, rilua.ne pf'r alctm tempo un listellino gengivale di color plumbeo, che ricorda quello saturnino. Nei casi, in cui la malatt.ia si è associata a.Ila, mala.ria. ed alh dissenteria amebica, lo scorbnto ha subito il decorso di questA>, migliorando e aggrava.ndosi in rapporto diretto col decorso di ta.li affezioni. Si è osservato infatti un aggrava,rsi della t.mnefazionc e delle ulcerazioni gengivali in coincidenza, di crisi dissenteriche ed amebiche ed un migliorare dei fenomeni buccali in conseguenza. della cura <>metinica. In un caso di dissenteria a.mebica. romplicn{,a a scorblltO ed in un a.ltro. in cui scorbuto, malaria. e <lissentcria amebic<t erano a.ssociati, si è avuto N;ito leta.lt>. . In tutti i casi di scorbuto osservati, i moment.i ctiologici si ~:>omigliano: tutti i malati sono sta.ti in trincea, esposti al frt>ddo mnido eò a Ila t àtica; in nessuno vi è stato abuso di a.lcool e di taba<'ro. Tutti hanno ricevuta, alimentaziom• congrua (pane freflco, talvolta gallette, carne fresca o cong-elata, raramente ca.rne in consCI·va.; formaggio, latte fresco o talvolta sterile); pochi in verità hanno fatto uso ùi vegetali fre~>clli e di i'rutta.. Da. una indagine più accurata, che però non tn>vit conforto in altri dati più posi ti vi che ci mancit.no, risultt•rebbe che solo alcuni pu.uti della linea (Col di Vrata, Novacc, Quota 1050) nvri>bbc o da.to il

ma,ggiore cont·ingrntc allo scorbuto.

.

Fin qui le notiziP etiologiche ~oncorrlercbbero con ('.iò che a.bitualmente si legge sulla patologia di quest}l, affezione: ma è legittimo il dubbio che t.ali causi' possano avrre avut.o una grande importanza patogena. quando si pensi che, qua litativ;tmente e qnantit.Miva.mentP, l'alim enta.zionc df'l soldato, a.nchr. in :Macedonia, ri::;po·1de bene <t t.T•tti i dettami dell'igi('ne alimentare. Tale dubbio tront. maggiore consistt•nza qu ndo si ti<·n conto delle consta,tazioni fatte, in qtwsta star.iont' sa.nita.ria, di 34 casi cioè di scorbuto svilu]>patisi t,r;t i df'genti, dei quali due pori a tori di amebe istolitiche e delle loro cisLi, ricoverati fin da.ll'agolStO· del 191 7, ed uno dissenterico anwbico sba.rcato nel dicembre scorso: OSSERVAZtONF. l.

-

Squar... Antonio, soldato del ... genio, sbarcato il 17 agosto 1l:ll7 per di::~senteria. amebica accertata mic1·oscopicamente. JÌ 7 gennaio 1918, d(·po 10 giorni circa 4i prodromi (s tanchezza, crieste!:'ia, tendenza al sonno), in periodo di calma dissenterica e con stato generale soddis f acente, si nota: tumefnzione ardesiaca delle gengive del mascella.re superiore ed inferiore, punteggiatura emorragica agli arti inferiori, lieve edema ai piedi,


488

OONTRfBUTO ALL'ETIOLOGIA DKLL..O SCORBU'TO

apiressia, assenza d'albumina udnaria. Dieta antiscorbutica (succo di limoni, insa.làte di verdura, latte fresco, coclearia, cloruro di calcio). Si stabili11ce una pro· fonda anemia, per la quale l'infermo è costretto a letto. L'·e same del sangue fa notare ridu.-;ione del tasso emogl obinico e dei globuli rossi, lieve poichilocitosi, qualche emazia nucleata, nessu na sensibile alterazione della formula leucocitaria. Le l esioni buccali progrediscono fino alle ulcerazioni ed a.lle emorragie. Il 2'J marz.o si nota una ripresa dei fenomeni dissenteri~i (imponent~ diarrea mucosanguiuolente, numerosissime cisti ed amebe istoliticbe); s' inizia un'en ergica cura emetinica (sino a egr. 12 di clori drato di ematina al giorno) Da allora fino al 1° aprile, giorno di sua morte, febbre continuo- remittente con massimi reRpirali tino a 89~.5. L'emocultura è negativa per il tifo e per i paratifì. La ricerca microscopica ripetuta di e'l'entuali pa1·ass iti del sangue, fatta col Giems a , rribon· deau e col metodo AB di questa. s tazione, non ha mai fatto ril-evare nulla di notevole. O:ssRRVAZIONE II - Cr... Cesaré , soldato del ... reggimento fanteria, sbarcato il 17 a gosto del 1917 per dissent eria amebica.. Portato•·e ostinato di amebe i stolitiche e di cisti, malgrado ogni sforzo di ste· Tilizzazione. Il 1° febbraio scorso, dopo alcuni giorni dei soliti prodromi, presenta nette determinazioni scorbutiche in corrispondenza delle gengive della metà. sinistra del mascellare inferiore, intens& punteggiat ura scorbutica ed emorragie sottocutanee alle gambe, fenomeni a nemici, riduzione dell' emoglobina, qualche emazia n ucleata, apiressia, assenza di parassiti nel sangui'. Dieta antiscorbutica s ino ad oggi. Sono scomparse le emorragie cutanee; persiste un po' di anemia e di tumefa zio ne ardes iaca gengivale. o~sERVA.ZIONiìl III· Bic .. Giuseppe, soldato del ... artiglieria. montagna, sbarcato il 14 dicembre 1917, per dissenteria amebica. ' E n trato all'ospedale da campo 0151 per dissenteria amebica ill0 ottobre 1917, non e bbe mai contatto coi scorbutici e fu alimentato con vitto ricco di vitamine. Il 81. dicembre scorso, le sue condizioni intestinali e generali essendo ottime, viene colto da fenomeni scorbutici: intensa tumefazione ardesiaca con ulcera.zioni ed emorragie frequenti in tutte le gengive del mascellare inferiore; piccole zons di ident iche lesioni al mascella re superiore; punteggia tura emorragica alla gamba des tra ed a ttorno a.ll'articolazione tibio·ta.rsica omonima. ; anemia. intensa. Dieta .antiscorbutica e cura arsenicale, ferruginosa e calcica È s comparsa l'anemia e la pu n teggiatura emorragica; le lesioni g engivali sono limitate ad un listellino plumbeo intenso e perfettl\mente regolare, in corrispondenza del margine gengi· vale. Mai presenza. di parassiti n el sangue. L'individuo ha già 6 esami negati vi d al p un to di vista dell'amebiasi.

L'importanza di queste tre osservazioni consiste essenzialmente nel fatto della cornparsa dello scorbuto in modo e luogo cbe non r1spon· dono a.Ua comune concer.ione etiologica di questa malattia . l-'c per l 'osservazione terza p uò sorgere il sospetto che la. m alattia si t-rova'a. già allo stato di in<>nbazione. esso è da eliminarsi qu·mdo si J)ensi ('}w l'ammalato, fin dal 1° otLobre, era d<.•gent.e in ospedale, sot· toposto u.d alimentazione ntaruiuica, i'uori di contatto con scorbntici, ~d in tutti i modi, non sotLoposto agli altri presunti agenti fisici llello scorbuto. n dubbio non è assolutamente p ermesso quando si considerino i prirni due casi che si riferiscono a malnt.i provenient..i dalla ~facedonia in t.empo nel quale, a nostra conoscenza., non esisteva scorbuto~ degenti


1

CONTRIBUTO ALL ET10LOGIA DELLO SCORBOTd

fuL parecchi mesi in questo ospeda.le, dove l'aliment::a.zionP in qualità e quantità, risponde a quanto prescrive l'igiene. Fu pertanto, nella considerazione che in tali casi l'apparizione dello scorbuto potesse riferirsi eventualmente ad uno speciale cont<tgio, che pensai di ridurre gli scorbutici in una sezione della zona d'isolamento, di proced(lre alla disinfezione generale ùella. infermeria e di tu t ti Jl,'li effetti. In attesa dei risultati che potranno ottenersi da esperienze già iniziate d'ìnoculazione di sangue di scorbutici nel peritoneo e nelle vene delle cavie c da ricerche sui parassiti ematofagi, resta in tutti i modi certa una logica conseguenza deducibile dalle constatazioni precedent.i, che cioè la teoria alimentare dello scorbuto non mi sembra sufficiente a spiegare codesti nuovi fatti. La teoria alimentare dello scorbuto è a.ntic.a quanto la clinica di esso. Incriminati via via l'affollamento, la vita in ambienti llli"l.lsani, il freddo umido, la fatica eccessiva, i disagi morali, si fece n<>l tempo strada l'opinione che lo scorbuto fosse una vera e propria malattia, da carestia, O· da alimentazione con cibi alterati da ptomaine tossi<' be (Frohlich e I!olst., Furst., ecc.), o con cibi privi o deficienti eli sali, speciahnente <li potassio. Si fece per lo scorbuto la stessa via come per la pella.Q"ra ed il beri-b~ri. Ultimamente, essendosi per opera di Funch e di altri data suprema importanza d ell 'alimentazione a certi principi organici alimentari non ancora definiti, le vitamine, l'li è t.entato di fare dello scorbuto una malattia da difetto di vitamine, e ciò perchè dE>llc cavie sottoposte atl alimentazione priva di tali sostanze, non ta.rdarono a mostrare fenomeni scorbu to-siroili. Ma tale t;eoria, molto seducente come tutte le cose nuove, le quali talvolta non fanno che sostituire una incognita con veste fìa.rumante ad un'altra incognita con abito vecchio e sdn1scito, se pme può aver valore per spiegare delle circostanze importanti nello stabilirsi delle affezioni, non è sufficiente a spiegare, come ~ell'occasione attuale, lo scoppio di parecchi ca,sj di scorbuto quando non è incriminabile a.Ictme delle cause più accredita.te di tale malattia. La teoria infettiva dello scorbuto non è nuova, giacchè :1\Iurri~ P etrone, Villemine, Kiihn, Testi, Babes ed alt1·i ha-nno sostenuto il contagio in questa a.ffezione. Senza poter dare per ora importanza al reperto del bacillo fusiforme isolato da Babes, sta di fatto la constatazione dell'epidemia eli scorbuto descritta da E:iihn e la considerazione che lo scorbuto assume in determinate occasioni tutti i ca.ra.tteri delle er1idemie o d.elle pa.ndemie. Finchè nuovi elemeuti di fatto non si accumolino pro o con tro la. contagiosità dello scorbuto, sarebbe opportuno che l'isolamento degli scorbutici sia regola profilattica obbligatoria. Cotrone, aprile 1918 .


OsrF. DALE DA CA~rPO x. 21 l

Ren~imnto stati~tuo ~e~li autoferimenti uol osseruafi nella armata ~all'otto~re 1glfi al l

l

•

per il prof. Alfonso Sertoll, tenente colonnello m li bero docente di pa tplogia chirurgica nella R. univE

Nl:'lrott.obre df'l 1916 fu ist.ituito in questo ospecla l sanità di armata. generale medico prof. Bonorno, un n • la os~ervazione tlf'i militari sospetti ùi autolt>simw. Tn.tendim~>nto rli taiP saggia. e provddn istituzione l in nn repa rto unico. nell'intf'l'f'SSP della disciplina e p er 1 tanwnl o , h1Hi gli autoferiti e prOYOC:ltori di malattil' ' o presunti tali, affirl~ndone lo stt1dio Nl il giudizio tnl' l: ciali mt>dici competenti, in modo rla dan· PventualnH d ei d::~ti sicm·i p er giudicare e pnnire i colpe,·oli, diminn1 gio morale rlw sarebhr cer tamcnt(' aunwutato con la i1 X on vi ba ehi possa dùwonoscere il m a ndato rl!•li a qu(·st a flirc'zionf•. not,p,·olnwnt.e important.t> s ia 1la l la 1 pliuare, r-ia suprat ut.tu dal lato ~iuridicn Prl ammiJtist J di fpr·itl' , INiioni o mala t tie rh<' c'oi\tituiscono g-iornalnwn vt>diment.i meclico-legali, r per usr-egnaziotw a Apc-c·iali ri t t o <t fntmf' pen::;iotù. D:1Irot fobre Hllfl all'ottobre> l!lli furono im-iaf·i in milihni rwr aut o!t•::;ioni in gent•n•. dE'i q11 alj n·mw ro tlt' n 1 tt·nti :nttorit·à g-iudizia rif' li74. m entrt' di 150::\ o fii 11 comP FiOAJ:P.fti o l'i l'l\<'lu:;;e n.ITatto il sospet.h'l rli antoiPs i RiRf'rbandoei in alt;ra pnbbUcazionf' un rc->~oconf o \nriPtà iii autolc>Rioni c ù<! capitarono alla nor-tra osspn· p t' r ora il no:-lro sln<lio Rtat istico agli autoferinwnt i. h r('vi consirlt>nv:ioni nwr1ico -legali .cLw p of\AOOO tornan · di qllt>f'ta g'UC'IT:l. Comi' tilt•vas i <l;ll quadro che segue, i milita ri inYiMi n el 1wriodo eli un anno r irra . <:ou rliagnosi <·erhl . pt·oh: a ut.oft:•r·inwnto volontario. furono 768. L a citra nwn:;;il aiZ<h in morto not.t•vol<• nel no,• embre Hllo t> ne l ma ,._ ..,...,.ic -cor·riRpnntlrn t('tnl'nt<' a ; prrioll i d i g rn nel i a zi o n i.


RE~DIOO~TO i:TATISTTCO DEGLIAUTO l<'ERIMENTI VOLONTARI

491

Rispetto alla sNlt> si rileva cl1e le ferite alle mani rappresentano d<t solo circa i 4-5 clel tota.le, con una. proporzione clell"87, 88 %; ment.rc lt• ferite ai piedi compariscono nella proporzione del 6,38 o" e quelle a lle altre parti det corpo (a.ntibraccio, gamba, cosc·ia, pol.~o) nell a proporzione del 5.l--·)- 0/ 1O• Set!f'

•. __ ~ ,. ;::::.o....5.1 .5or. ?~~ e g.: .,;: o ~

l

Mano

M·:SI

Dita ma no

n.

l s.

5

lO

Xo\'Prnbre .

17

49

.

6

OttolJr a 16

Dicembre

G<·nn.1io l 7

F"bbr-llÌO

.

.

5

Il.

l

s.

Piede

2

. 2

l !)

H

5

10

2

2

2

5

l

-

·;:

l

--

_:0::

-

l'

l

-

-""'-- "' l o

~ ·~) .-

;;~! ":)~rot.

~=

c: c:

.. l =l

o

!-

:::: l

~

.

8

2

l

21

-- -76 34 - _57j _ 91 ---13 3 2 _j 15 --Ili -

l ';

.. -

--,~--

3 l

1 -

l

.::o.

'l.,::. !;tn ,e~~ ~=c. tz1~ - ~O

--

~-

~

·-

l

o'-' ~ !:!..

-J - - - - - - - - -- -- -- -- - - - - --

_. .

~ ""'"" '"'" .... _

7 -

l)~;:;

:':"0:,

-;: e -::

" (j

-.

~

. .--. Il.. ":§"'

Gloditio p~rllsle

Xmra dells ltuu•

l

l

l

- - --,._jl ~ J,

---' l l Marzo . - l -· l - - '~ 4f 4 -- - - -- - - - - - - - - - - l 2 l 4 l 3 4 ApriltJ . .. -- - - - - - -- -'·- - - _ l _ -- - 18 55 30 5 1 2 7 Sii 170 19 274 123 o 171 85 .\l11ggio - -- -- - -- -- - -10 ---- -- - - - -28 61 12 20 2 3 75 4 1 ' 74 4 418 126 Giugno . . . -'--- -- - - - - - - - J -l l .12 16 5 2 2 3 12 3 3 3 Luglio . -- -- - - - - - -- - - - - - - -- -- - -. 40 72 9 23 7 17 18 17 77 !)2 108 64 24 186 Agosto . -- - -- -- - -- - - - - ---- -- - - 6 (l l l fi IO 4 2 l 4 4 13 Sètt Jmbl'o . ~· --------

-

l

- ,.-

'

l

TOTALI

.

163 336

1)~

l()

(j

68

H' S

lG

33

H

59

:344

3()5 41 2

su 270 768 l

J,e fprite aJJa mano sin istra prepondrrano not,evolmentc su quella <lella deAtn:t: 444 per la prima. e 231 per la, seconda, rispettivahH:.'nte cioè a l totale delle ferite nel rapporto del 02,81 % c Ml 37,19 %, comprPse ((uellr alle regioni del carpo, del metn.earpo e delle dita. Lr ferite a.i piedi pr esentano nn mf'rica,mcnte ancht> notevole differenza, rapprel'entanclo qnc>lle a.l sinistre il doppio ùi qucll<• a.I destro. I n quan to alle aJtr(l parti del corpo prevalgono le f(•rite all'arto s uperiorl' che fio no 32, quaf\i tutte del polso e delnivambraccio, sn quelle all'arto inferiore che sono 12, quasi tuf.tl' alla ga.mba. sinistra.


492

RI!:NDrCONTO STATISTIOO DEGLI AUTOFERÌMENTI VOLON"~'ARI

Dal punto di vista della na.tu.ra. della lesione, e rispet.tivamente dell'agente vuluerante, si banno i seguenti dati :ferite da taglio 59, cioè il i ,8 %;. ~erite contuse o lacero contuse 3.u, cioè ii 44,7 9 %, e feritf' d'arma da ftlOC() portatili 365, cioè il -!7 ,41 %In rapporto all'esito del giudizio peritale, in 412 sf dovette escluclere il sospetto eli a.utoferimento intenziona.Je, cioè nel 53,64 %; 270 furono denunzia t.i ai tribtma.li ruilit.ari di guerra, cioè il 35,15 % ed S6, cioè 11,21 %, furono, ritenuti fondatamente sospetti. Questi dati statistici meritano brevi considerazioni . Non vi ha dubbio che il maggiore a.ffiusso degli autoferiti veri o supposti tali, durante il novembre 1916 ed il maggio e l'agosto 1917, coineitla. con le offensive svoltesi durante gli stessi mesi. · I casi di autoferimento intenzionale aumentano alla vigilia di tUÙ\· zione e permangono numerosi 1)er tutta. la. durata della medesima, per ridursi a ben pochi una volta cessata, l'azione. È nei periodi di o.ffensi'a difatti che gli autoferitori si propongono di riuscire nel loro intento sfuggendo più facilmente alla vigilanza., ed inoltre il maggior pericolo rappresenta. per essi un maggiore stimolo a delinquere . Bisogna tener conto pure di altri fa.ttori. Si sa che le ferite dell 'estremità sono più frequenti dttrante un'azione caratterizzata d::t moYimenti allo scoperto e da assalti, che non. durante la guerra in trincea, in cui prevale l'azione delle artiglierie. rima· nendo il soldato protetto dalle oper~ di di fesa,, contro la fucileria avversari11. D 'altra parte, il maggiore afHnsso è anche in parte dovuto al fatto che i sanitari lli prima linea e degli ospedali avanzati, nei giorni di grande la· voro, poasono meno accuratrunente escgttire, che nei periodiidi so. ta, le indagit1i sui feriti elle loro si presentè'\.no, e sono indotti con maggiore fncilità ad inviare come sospPtti anche i casi assai dubbi e che potrebbero decidersi con accertamenti stùle circosta.nze ùi fatto allegate, nella. tema di lasciarsi sfuggire qualche autoferit,ore fraudolento. P er riguardo alla sPde prepondera.no, come si .è detto, le ferite alle mani, e ilpecialmente alla sinistra. Ciò si spiega pensando che la magp:ior parte si serve della destra, onde le manovre riescono più facili se esercitate sopra l'altra mano e le conseguenze meno disastrose per la futura full· zione. Occorre tenere anche conto del piccolo numero di mancini (inchiesta che non è stata da noi ma.i omessa) per convincersi che la differenza uu· merica fra le ferite della mano sinistra c quelle della mano destra sa-rebbe ancora più alta a carico della prima,, se gli awtoferitori, edotti ora.wai che le lesioni a sinistra sono appunto le più indiziate, non avessero a.pp1·eso a. ferirsi Ia.nche dall'altra parte. . n numero relativa.rnente minimo di ferite riscontrate in wltre · partl del corpo all'infuori delle estremità, escluso il braccio e l'avambraccio~ e'interpreta, oltre che con la maggiore difficoltà di pro curarsele, aneli.e considerando che detfie ferite, sia pure procurate, sfuggono più Iaci.l.Jlrente· all'attenzione dei sanitari, che per i primi le osservano, perchè la loro prevenzione è quasi sempre fissata sull'estremità. Nè si deve dimentica.re. a


RENDI CO:-ITO 8TATISTIO O DEGLI AUTOFllRIYENT I 'VOLONTAlU

493"

tale proposito, che la interposi:zione degli indumenti impedisce od attenua uno dei cm·atteri importanti delle ferite d'armi da fuoco sparate a minilml> distanza, e cioè l'alone indelebile di annerimento . d il tatuaggio dovuto alla polvere incombusta. Riguardo all'agente traumatico e quindi alla natura delle lesioni, la minoranza spetta certamente a.Ue ferite da taglio; pure Ja, eifra (59) appare relativamente alta, se la si confronta <'On la, percentuale bassa delle ferite d'arma. l;>ianca, in questa guerra, in confronto con le ferite per armi da fuoco. Le lesioni con carattere coutusiiormc (3H) segnano unà proporzione superiore ed in esse sono compr·ese. sia quelle addebita t<' a colpi di artiglieria, sia _quelle addebitate ad agE>nti indirt'tti (sassi, ecc.). n primato degli autoferimenti o delle lesioni imputat e come tali spetta alle armi portatili, e diciamo arnù porta,tili in <.J.lt<tnto che, su il più spesso si tratta eli fucile, di mitraglia,tric:i o di moschetto, nou è ùa escludersi che .. in molti casi siano state usate armi a ca-nn;t breve (rivoltella di calibr·o più o meno piccolo) . .Ancora poche considerazioni sugli c:siti del giudizio peritale. Può sembra;re esa.gera,to che in più della, met.à :-;i sh~ dovuto escludere ogni sospetto di autoferinrento intenzionale ~ ciò che sta.n·bbC' ad in<licare come la maggior parte degli individui invi~bLi iu Ol'li'll.'l'\'Hzion<' sia 11tata ingiustamente accusata od incliziata. Anzitutto conviene intend c>TSi sul :<if.rnilkato con rui hb parola .çospetto viene da noi usç1ta. In molti c·asi, tanto p<·r noi come per i colleghi (:ile c'in· via.no i presunti autoferiti, il sospet.t.o ctte fii trat.ti di lesione non acciclentale, ma intenzionale, può sussisLere come dubbio della nostm, coscienza per qualche carattere obiettivo pre~entato dalla lesione od. anche per il contegno del soggetto e la p oca. verosimiglianza del suo racconto ; però, quan do il dubbio non può esseTe sn1Iraga,to da alcun dato di fatto. di certezza o di prob:~bilità, si deve e~>cludere il sospct t o medesimo, pere h è non solo in d,ubbio pro ·reo. ma anche non sarebbe giusto, con tutte le accid<'ntalità che sono possibili in una gurrra r-omt quest.a, pronunzia-rsi senza elementi d i giuclizio esaurienti. E qui occorre pure ricordare che esistono dei caratteri propri alle ferite che indirizzano alla diagnosi di autoferimento, ma. ùei caratteri specifici, nel. senso vero della. parola, non ne esistono affatto o per lo meno si osservano in casi ben limitati. f: noto difatti che i caratteri anatomo-patologici delle autof<-rite da proiettili di piccolo calibro sono 1·appresenta.ti sempre dagli elictt.i esplosivi dei colpi a brucjap elo o colla bocça dell'a,rma. a contatto, e c·ioè alone indelebile di anncrim e'n to a disco di bersaglio attorno al forarne di entrata, aiJipio squar<'io stellato , per lo più a tre punte opposto a.l formne d'ingresso del proiettile, can a le crateriforme a pareti forLemonte contuse, cenci di teRsuto necrot izzato ed annerito, strie di annerimento alle dita. l\fa in quanti casi si rilevano t u tti questi caratteri peènliari~ In alcuni, mentre vi sono tutti i · segni ùei colpi a minima distanza con effetti esplosivi e rimarchevoli,


- .. 4!)±

~-

REN'DICO"NTO STAT ISTICO DEGLI A OTOFERIM ENTI VOI.ONT.A RJ

mancnno l'alon e e le strie <li annerimento o Rono appE-na accenuate1 prrchè l'individno ha int<>rposto fra la bocca dell 'arma t> la mano la pag-notta o la cop('rta da eampo piegata a doppi o a lt ro corpo eJJtran<>o. Viceversa in· altri, mentre i fenomen i esplosivi sono minimi o mancano affatto, esii:te inn>r.e l'a lone tli annerimt>nto indelrbile attorno al foro tli entrala od il tatmtggio clovuto a !l'infis~;ione negli str ati cutanei dei g ran uli di poh·ere tncom buMn. Knlla, dil"tingue inoltre una ferit.a a bruciapelo prodotta in un assalto corpo a corpo o pt•r ml :tccideute fortuito da quella prodotta dal soggt>tto frauclolrntementt' sn ::;è ste:>:;o o da altri su. di lni col suo conr-;enso. Si aggiunga che nei veriodi di azione i feriti a rriYano con un ritarrlo di qualche g iorno in confronto dei veri odi eli calma , e qu<>sto ritardo aunwnt:o qualche Yolta per il fatto ehe non è possibilt' pcriziare . empre in giornata tutti i caRi, se 4uesti sono molti. X e consegue che le ferite perdono, spesso notevolmente, i loro cara tteri primit iv i, sia per i fenomeni r eattivi infiammatori che ie complicano, Ria. per le medicazioni praticatt•. In -4nalche caso le ferite arri\•ano già sbrì.glia tt>, clren a t t• o tamponate, e ciò, se è f. nec('ssario dal punto rli ,-ista. d ella, cma, r ende IWI'Ò più arduo il giudizio nwdico-legale. Cosl pm·c. IJ<'r ciò clw riguarda le fcrif.e contuse o la,cero contuse, nnlla <lifferenr.ia una ferita prodothl sul d or so di una mano o di un pi{'dl' da un sasso proiettnt.o llall'Pi;plosione di nn colpo rli art.iglieria d;t quella proclot.ta dn nn cot·po con t und ente mant>ggiato con riolenza dallo ste:o;so inrlividno. Dmant<.> l'azionf' eli inaggio la maggioranza deg-li :-luto· fc'riti yeouti in o:-:>;er vazion e presenta vano f erite lacero contust'. gnwi contusioni od escoria:doni pitt o mPno profonde alle matti fl<>terminate, secondo le af\ser;r,ioni dE'i [E'riti. rla l )r Oi('tti rli rimba lzo . Rcheggie o pict re, o eia !l'e.s<'rr rimasti collP m ani :;;otto le macerie d t>lle trincee sconvolte d ai colpi a n ·ersari. In qnesti casi i, caratter i anatomo patologici d elle lesioni mes. i in rapporto con l'::tgt>nt.e Ynlnerantt> allcga.to, affa tto ,·erosimilt>, non per· mist> di fan• alcuna nilntnione in merito a l presunto autoferimento, uon <>SRI:ndo,·i qriteri Rcit>tttifìc·i per pot~,>n• deciòPre f.it' l'li>'(' rrano :;tnte dPtPrminat,<• 1lall'azion(' ,·iolt•nt-<1 accid ent.ale di un corpo contundèntt> lanciato dallo Hl'Oppio di un proiPtto di a rtiglkria. oppure dall'azionP v ioll•nta di LUl c·orpo cont.und<>nte fatto agu·e d olosanHmte a sCOllO <li autoferimcuto. "S'è• la topogra (ìa dPLlc.> lel'lioni. alla mano, a prefert>n7.a a lla :;inistra, ed alla region1• florr;alc, pot~>,·ano e~st're un cri t<'rio Sllfficientt•. per fornmlare prr lo meno il ROR pt>t·to di un·autolt>rtioJH'; g iacc hi". a parte la co n sid eraziou~ clw le m;lni sono rPgioni t•spost<• <· che istint ivamen te Ri portano a l cnpo per prott>zion<>, stav;l il fatto clte ' iJ bombartlanwnto n<>mic·o in <iuella azione durò Yari giorn i. fn intC'nso c de t.erminò lo f.:COnYo lgimento riel/t' n oRtre trincee di prima lirwn. In tali casi si dovett i' quindi e~eludC're anr.bt> il soR}wt to llell 'autolesimw l' tmttarr i feriti al1..'t Rtr<'gua. di qndli di guerr:t ordinari. C'oncludenrlo, liOitantn nwttt>ndo in rapporto i dati obil"t.tivi coU <l rw rrazion~ ciH' ci ,-enm· fntta fln lle circol'taJlze in cui Ri pro<lus~<' il feri111<'nto.


RI·. NO!CONTO STA 'l'IHI CO DEGLI ACTOFERU!F.NTI VOLO NTARI

495

si potè <lrriv:ne acl enwt.tere 1.m fondato sospetto od a.nrhe un giudizio assolut.o sulla Yolontarietà cl ella, lesione; ma si comprende come, se in qnalcbe caso i fhl.t i obiettiYi furono niotto evidt>nti e le <lsserzioni dell'interes;;ato iusnfficienti ocl inverosimili. in molt i altri ca~i i dati flU'ono più o mt>no in, certi e la narrazione th·lle circostanr.e rli fat.to fu tale d.a non potcrut> esclud ere in modo n~Ro luto ht sincerità. In massima si può afferma re che i ft•rit i inviat i per sospetto di autoferimento intenz ionale presentavano lt>sioni con caratteri tali du, lasciar comprenMrf' come il sospetto fosse insort.o. mentrP forse si eccedette, RpecialnwntP in crrti ]leriodi, nel formularlo. senza il concorso di altri t>lement.i nec<'fiRari a convaliclarlo c senza tener conto a s ufficien?.a delle clifficolt:\. chP si opponevano a<l una. diagnosi di C't:rtezza oc1 anche solo di grand<' probabilità <la partf' nostra,, date , le c-ondizioni non M•mpre f~n·or€'voli in cui ci troYammo nell'esaminare i casi e t~ell 'c m PttPre un ghulizio logico e S<'l'!.'no.

•

'

.Lesioni auricolari provocate e complicanze endocraniche per il prof. Vittor io de Clgna, maggio1·e medico, libero nocente di otorinolaringojatria. n t> Ila R. Università di Genova

:L e lesioni a.uricola.ri nei soldati non sono le più rare. N eli 'ospedale da c:;.~>mpo che dirigevo, una grande unità capace di oltre 500 letti, designa t~ nei p€'riocli di so.s te belliche per la Cl.U'a degli otitici, dal marzo a l settembre 1917, con un intervallo di oltre .J.O giorni, in cui l 'ospedale &))be a ricoverare quasi esclusivamente feriti, furono 1078 soldati .affetti da lesioni dell 'orecchio. Di ...queste lesioni dovremmo distinguere varie ca,tegorie : <t) l esioni infiammatorie c suppuratiYe acute; b ) l esioni acute secondarie a scoppi : c) l.esioni suppl.U'at ive a decorso subacnto: d) lesioni s uppura.t ive croniche riacutizzate o nettamente croniche ; e.) infine lesioni simulate o provocate. t;eressanti sarebbero i rilievi clinici suggeriti dall'osserva.zione di q u este V""a:rie ?ategorie di lesio~i, a~ e be pe:chè le speciali ~n(lizioni di tali Illa.latt, nella loro q uahtà d1 soldat i, legano alle vane forme atologich.e delle caratteristiche. che ~ss~i spesso le differenziano da P elle cbe abitualmente si osservano nella v ita ciYile : ma ciò potrà qu • fatto in 1100 studio euc.cessivo.

rn

e sse1


496

LESIONI .AURH:OLARI PROVOCATE, ECC.

Riflessioni di indole generale a riguardo della ospitalizzazione, della. cura e dei provvedimenti mer1ico-legali da prendersi in confronto di questo genere di a.mmala.t.i, a,b biamo già suceintn,mente esposti in una breve nota pubblicata in quest.o giornale (l). Le lesioni simulate o provocate, così varie e numerose, meriterebbero tm capitolo speciale, cht> potrà essere scritto, facendo tesoro anche di quant.o su questo argomento è già stato pubblicato. In queste not,e, esclusivamente cliniche, mi limiterò a riferire di osservazioni su speciali lesioni provocate, causa spesso c,li complicanze endocraniche gravi, alcune anche mort<1.li. E' notevole il bt.Lo dm le lesioni pruvoc;;~te, qua.lunque fosse il ca,mpo, organico che interessavano, rivestivano i caratteri di vere e proprie epide'IHie, nel senso cbe le. lesioni riproducevano nei varii sogge~ti, su scala più o meno ampia e in determinati pe.riodi di tempo, le stesse caratt eri~tich e obbiettive, lo stesso clecorso, e an<la,~ano soggette a compliconze consimili. Ciò poteYa far supporre che i g-ermi dell'infezione morale, ùillusi fra i solda ti, e provenienti, verosimilmente, da determinati centri di corruzione e di dissolvimento, vi arrivassero secondo norme pn•stabilite, con mezzi determinati e con propositi che sorpassavano il valore di semplici atti di Yiltà. e di depravazione individuale. Comunque, t.rascmando tutte le ~t! tre numerosissime e svlt\riate forme di lesioni provocate. per quanto riguarda le lesioni degli orecchi, fu verso i primi mesi del decorso anno (l!ll7) che cominciarono ad osservat'si speciali forme di ca.usticazioue del condotto auditivo, provocate mediantE: sostanze corrosive, usate allo !'ltato liquido, sia con iustilla· zioni. sia con applicazione eli ba.t.uffoli di <>otone di e:;se imbevute. Il risultato patologict> immediaLo di tali manovre assumeva delle caJ·a.tteristiche cosi defmite e sprciali, da farle riconoscere a colpo d'occhio, senza tema d'errore. Gli individui che avevano usato questo si· stema di autolesione, si presentavano all'ospedale quasi sempre dopo una dh•cina di giorni dali 'applicazione. E ssi stessi all'interrog<ttorio facevano datare il lm·o distu1·bo auricola1·e da cù·ca otto o dieci giorni. Le lesioni presentate erano quasi sempre confrontabili . Nella maggioranza dei casi le parti caustica,te erano la, parete anteriort> del condotto uditivo, la faccia posteriore del trago e la conca nella zona anterioni e talora, per scolamento di liquido caustico, fino al solco intertra.· gico. Ricordo un caso in cui, per imperizia tecnica, l 'a,utolesionista. :a,vev3. lasciato scolare sulla guancia il liquido caustico (quasi sicuramente acido nitrico) e permaneva sulla cute della regione una striscia bnmastra da causticazione superficiale, nt>ttamente accusatrice. La sede della lesione è spiegata dalla manovra più naturale occorrente alla, provocazione della stessa. L 'autolesionista, dopo aver versata qual· che goccia del liquido caustico su di un batu.ffolo di cotone, terauto fra (l) Otitioi e servilio mi!it.qre in gu·rr,1. (Giornale djm,-di!'ìnn militare, Cnso. l, 19/S).


,LESIONI AURICOLARI PROV0CATE 1 ECC.

497

l'indice e il pollice, lo applicava così preparato al suo condotto uditivo, a<~compaguandolo coll'indice a polpastrello rivolto anteriormentt~. Talvolta, ma con minor frequenza, la parete del condotto lesa era la. posteriore, e allora il movimento era fatto con minor naturalezza, in senso inverso. SpeBse volte poi tutte le pareti del condotto uditivo erano causticate. quando cioè il cotone era troppo imbevuto del liquido, e per il suo pot.ere idrofilo era. in ogni parte impregnato. Talvolta ho potuto riscontrare ancora sulle prime falangi dell'indice o del pollice o nel solco . . . sottoungneale tracc1a del caustico. Circa il lato leso, nei casi da me osservati, assai ·numerosi (un centinaio circa, di cui 87 denunciati) noli può stabilirsi nettamente una preferenza. Parrebbe che il lato destro dovrebbe essere quello più iacilmente leso, poichè tÙtti gli atti, anche di minima importanza sono compiuti colla mano destra (salvo na,turalrnente nei ma;ncini), ma, ammettendo verosimile la manovra suddescritta, si spiegherebbe la grande frequenza delle lesioni del lato sinistro. n soldato sosterrebbe colla mano sinistra il batuffolo per versarvi sopra colla destra le goccie del caustico. n cotone così preparato, verrebbe allora, anche per evitare il passaggio da una mano all'altra, applicato colla sinistra, e quindi all'orecchio sinistro. Non è però da escludere una compiacente complicità, nel qual caso il lato è indifferente o solo prescelto se già di lesioni deWorecchio medio. Queste causticazioni erano il più delle volte al trago, alla conca o alla porzione esterna del èondotto. Talvolta però interessava.no in tutta la profondità le pareti del condotto, e la membrana timpanic.'l. e infine anche la cassa. Ciò poteva avvenire. sia per scolamento del liquido entro il condotto, dal batuffolo impregnato o poteva ess<'re secondario a vere e proprie instillazioni. Dirò subito che queste erano, come è facilmente comprensibile, le lesioni più gravi e susseguite con maggior frequenza, da complicanze endocraniche. Le lesioni del condotto uditivo da applicazioni di sostanze caustiche hanno caratteri assolutamente speciali, cbe non possono essere confusi clinicamente con alcun'a.Jtra lesione e che le individualizzano nettamente. Le superfici causticate sono· al terzo o al quarto giorno' ricoperte da un'escara secca, di colore giallastro, a bordi più scuri e circondati nel tessuto sano in immediato contatto, da un alone reattivo più o meno spiccat.o. L'epidermide lesa è arida e opaca. Qualche giorno più tardi ( 7-8 dop · l 'applica1-ione) la superficie causticata si · ispessisce e fa un leggero rilievo sui tessuti circostanti, L'escara si forma e si sta-bilisce una linea. di demarcazione ben definita dai tessuti sani ; i bordi di essa t alora si sollevano e in pa.rte si estroflettouo. n colorito si fa più chia ro: la superficie è umida, grassa e assume l'aspetto nettamente lardaceo. Qualche giorn? più ancora (10-15) e l'escara più bian!}a e piò. umida comincia a staccarsi. Essa può arrovesciarsi in parte su sè stessa, conservando tuttavia dei punti di adesione fitta al sottocutaneo, talcbè .il distacco ad arte ne è spesso difficile, doloroso e sanguinante.


4!)8

.

Lli!SlON l A UlliCOLARJ PF:OYOOATE1 B.CO.

Asportata l'escaxa , rimane al suo posto una ulcerazione a bordi netti, tagl:ia.ti a picco o · leggermente degradanti verso il centro: più o meno profonda secondo !"intensità di azione chimica del ca~tiro c la durata dell'applicazione. Talvolta l'ulcerazionc. si approfonda fino allo strato cartilagineo, che appare denudato colle caratteristiche della sua essenza istologica. Se tutte le pareti del condotto sono interessare circolarmente. sono questi i casi che esitano con le stenosi tah·olta assolute e difficilmente vincibili coi semplici mezzi di medica.zione e che ri· chiedono, per il ripristino della permeabilità, completi interventi di plal'tica. I caratteri di q_ueste lesioni sono troppo speciali perchè possano \'&nir confuse con altre di natura clinica non so11petta: non esiste scolo auricolare pe:r quanto inveterato e traacurato che possa proYocare lesioni del condotto av-enti caratteri con quelle conf:rontabili. Quando si abbia un sufficiente concetto della patologia. dell'orecchio è assolutamente impossibile cadere in en·ore nel giudicaxe l'eziologia di queste ul· cerazioni del condotto, specie se si ha avuto occasione di osservarle nel periodo dell'escara.. Le lesioni della membrana timpanica da instillazione di liquidi caustici possono invece prescntaxe difficoltà diagnostiche di eziologia, quando sia trascorso il periodo dell'escara e quando il quantitativo del liquido caustico instillato Ria molto piccolo (una goccia). In questi casi fu cer· tamente il compare esperto, che mediante una pipetta, dalla punta affi· lata. ba fatto scendere (i no a contatto del timpano una gocciolina di cau~tico. Allora, sorpassato il periodo dell'escaxa che potrebbe destare il nostro sospetto, noi non possiano che constatare una perforazione tiro· pa.nica più o meno ampia, difficilmente individualizznbilP dalla perfora~ zione come esponente di un processo settico dell'orecchio medio, a de· corso snba.cuto o cronico. Se invece il quantitativo di liquido caustico iustillato dal·condotto è giunto abbondante sulla membrana timpanica, noi possiamo trovare una distruzione netta di essa o una amplissima pe1 {orazione, in mezzo alla quale e sul fondo i pere mi co della cassa fa risàlto il biancore del manico del martello, completamente denudato, ma conservalo integro nella sua configurazione osteologica. Quando la causticazioue è stata spinta piit oltre, noi tr~iamo ancbe la parete del promontorio completamente denudata del suo ri,esti· mento mucoso e allora lo scheletro appare bianco, liscio, consistente allo specillo esplora.nt<', come In superficie di un pezzo anatomico. Io qualche caso, fra i pil'1 grn.vi, di 11 uelli che evolvono co o esito letale, quando il caustico ha interessato :mche la compagine del tessuto osseo, lo 11pecillo contro la parete promontoriale denudaLa, dà una sensazione · speciale di sofficità, qua.'ii di elafìLicità, come se w·tassc contro del sug~1 e!·o. In qne:~ti casi, all'atto operntivo si trova l'osso rammollito, che SI ~­ taccn <' si asporta facilmente col cucchiaio, appunto come osso decalt:J1icalo.

..

l

\


• LESIO:VI AURICOLARI PROVOCA'J'E 1 ECC.

Le lesioni provocate dell'orecchio, sec:ondarie all'applica.zione di liquidi caus t.ici, hanno esiti differenti a seconda delle zone interessate, della intensità. del c~mstico usato e della durata dell 'applicazione. N elle lesioni del condotto, quando la causticazione è superficiale e non interessa che l'epidermide e gli st.ml.i superiori del derma, caduta o asportata l'escara, il processo di riparazione, sempre relativamente lento, avviene regolarmente in una ventina di giorni. E' sufficiente l'applicazione nel condotto di uno stuello eli ga.rza sterile, spalmato con semplice vasellina borica o con pomata all'ossido di zinco. Re la secrezione è abbondante, la medicazione si rinnova due o più volte al giorno. Se le granulazioni che ricoprono la superficie ulcerata sono torpide, si solle<:itano con soluzioni leggere di nitrato d 'a.rgento (5 %l : se sono esuberanti, si asportano col cucchiaio o si distruggono col nitrato d'argento in sostanza. La cicatrice di riparazione può avYenire regolarissima e la guarigiona senza tracce apparenti (1). Quando la. causticazione ha. interessato circola.rmente tutte le pareti del condotto e ba coinvolti anche gli stra.ti profondi del derma. e magari la cartilagine, il processo di guarigione esita colla stenosi del con· dotto, la qua.l e può arrivare a.d un grado .più o meno spiccato e fino alla atresia totale del condotto stesso. Se una caustica.zione ha interessato solamente l 'ostio del condotto, solo qnesto può venire stenosato fino all'occlusione. Spesso si trova come un setto, relativamente sottilf', che ha a l cent.ro un seno fistoloso, più o meno ampio, da cui fuoriesce secreto, che può provenire o dalla cassa, se a,n~;he questa è malata, o dalle pareti del condotto su clù sono sp esso impiantate gra.nula..zioni torpide, in ra.pporto alla ulcerazione. Quando coesista una lesione dell'orecchio medio e l'apertura dell'ostio del condotto stenosa.to risulti insufficiente, possono sopravvenire fenomeni di ritenzione e complicanze a carico df'lla mastoide e della ca.vità cranica. La occlusione dell'ostio del condotto d;llla, formazione di nn tramezzo di un tessuto fibroso cicatriziale si può aboli.J.'e con discreta f<tcilit.à e con risultato perma.nente. Si prat-ica una incisione crociata sul sepimen to e si medica con stuelli di garza sterile asciutti o spalmati con semplice pomata epiderrnizzante, ripetendo la medicazion e una sola volta. nelle 24 ore. La riparazione avYiene con discreta facilità. e là nuova cicatrice non ba. cara.ttere ste.nosante, quando si abbia l' avvertenza di entrare coi raggi dell'incisione in tessuto sano. Lo stl'sso non avviene quando ha partecipato al processo ulcerativo anche una porzione di condotto e l' ulcera.zione ha interessati gli strati profop.di del derma. In quest.i casi E:-;lTI. -

(l) D .L ciò scaturis<'c la nec<•!isità clw h1 dcnunci1L sia P'''~euto t n ~ut ito d n l m e. dico che b a osac•rvate le lt' sic:mi provoca.t.; in nt.t 'l, es~enrlo sp1''>~0 i.mpos;.ibile, a g ua· ri~ioae a.vvonutn, p o t: r esprime<re Ull g iudr zio s ic uro s ulla natur<l piiJ o m ·u o fruu· tlolentn della. lesione nuricolflrl'.


oOO

L ESIOKI AURlCOLARI I'ROVOOATE 1 EOC.'

colla. semplice incisione crociata sulle pareti del condotto stenosato e colla. successiva medicazione compressa non si riesce sempre a vincere la stenosi, che inesorabilmente col processo di 'riparazione tende a riformarsi. Per quanta. cura si abbia in queste medicazioni e per quanto ngile e ostinata sia l'opera nostra nel contrastare al ripristino della -steuosi, essa spessissime volte si riforma anche a processo cicatriziale completo. In quf'sti casi è a.llora necessario praticar delle plastiche del condotto, previo distacco del padiglione e anche coll'asportazione di zone del condotto uditivo stesso. CoMPLICANZE. Quando la causticazione per instiUaziQne di liquidi corrosivi ha interessato oltre che il condotto uditivo anche la cassa tim· panica e il tessuto osseo del temporale, possono a.Uora sopravvenire lesioni cosi gravi con complicanze endocraniche tali da sorpassare qualche >olta. e non infrequentementa, le risorse dell'opera nostra la più vigile e la più atti va. Di questi casi, in alcuni dei quali le lesioni causarono la morte del· l'autolesionist,a, ebbi ad osservarne 10. Essi meritano di essere annotati, oltre che a dimostrazione del grado di incosciente bestialità a cui può giungere la ignoranza più ancora che la viltà di alcuni individui, anche pe1·cbè alla sintomatologia clinica, che a. queste gravi complicanze en· docmnicbe della lesione auricolare è susseguita, si stacca da quelle forme settiche comuni che abbiamo imparato a conoscere nei campi della pa· tologia clinica in tempi di pace. Una otite media acuta suppurativa che dia , complicanze mastoidee si manifesta. con sintomi determinati, caratteristici e clinicamente defi· niti. Li ricorderò succintamente e solo per il r affronto coi sintomi delle lesioni di ~ui sto 11arla ndo. In un primo tempo il malato accusa dolori soggettivi, più o meno intensi in corri~pondenza della mastoide o della regione temporale o più genericamente della metà della testa corrispon· dente. La secrezione è di solito abbondantissima e tale da richiedere una medicazione più voltP. r·ipetuta nelle 24· ore. .Altre volte i1wece, quando per insufficiente ampiezza della perforazione timpanica o per fat.ti r.ongP.sthd gr~vi P. tali da restringere o quasi abolire la perforazione. la secrezione diminuisce fortemente o scompare e i fenomeni a carico dell'antro o di tut.te le ceÙule mastoidee sono secondari alla ritenzione Dietro il padiglione dell'o recchio i tessuti si mostrano edematosi in grado più o meno spiccato e l'edema, è loca.lizzato o in corrispon· denza, della punta mastoidea oppme in corrispondenza dell'antro. La palpazione sulla regione dà una sensazione, che va dalla pastosità alla vera e propria fluttuazione. nel caso che la corticale esterna ·si sin. fìslolizzata. o siasi prodotta una raccolta sottoperiostea In qnest;o caso i tessuti molli si mostrano anche a.rrossati. Il padiglione è spostnto e spinto verso l'esterno e l'aya.n ti. La. pressione sulla regione pron,ca sem·

..


LE LES IONI AURIC OLARJ PROVOC ATE 1- ECO.

601

pre un dolore, talora intensissimo anche ad una pressione leggera: altre volte rilevabile solo con una pressione molto intensa. In qualunque caso il dolore alla pressiione ha sempre un valore· sintomatico importante per la diagnosi di una lesione ma-sto idea: anzi. in alcune forme dove l'infezione ha ass1mto un andamento subacuto con attenuazione di molti SiJ;l.tomi obbiettivi, il dolore alla· punta della ma.s toide, o alquanto più in dietro in corrispondenza topografica del seno laterale, anche se provocato solo con una pressione molto intensa. ha sempre un valore decisivo (l) . Nelle complicanze con partecipazione mastoidea delle lesioni auricolari provocate mediante l'instillazione nella cassa timpanica di caustiçi, tutta questa sint omatologia è alterata. N ella osservazione di casi di data recente manca quasi sempre l'edema dei tessuti della regione · retroauricolare : si può tutt'al più avere un leggero ispessimento o una lieve pastosità rilevabili coll'esame accurato e col confronto coi tessuti omologhi dell'altro lato. La pressione è raramente dolorosa anche se violenta, e questo sintomo negativo deve ritenersi caratteristico, a meno che trattandosi qui di malati speciali, questo sintomo subbiettivo non venga volontariamente falsato. Per contro, a qu~sti segni obbiettivi piuttosto leggeri fan contrasto sintomi clinici generali sempre gravi ed impressionanti. n malato passa rapidamente dali' apiressia assoluta a temperature altissime (390-400-400,5 ), ad andamento subcontinuo. che non cedono agli antitermici, n volto -esprime sofferenze profonde, che non sono :però confessate: la cute è qualche volta, all'inizio, madida di sudore, ma più-spesso è secca, scottante. n naso è affilat o. i pomelli infocati, le labbra aride, i denti opachi e bordati da una specie di crosta collosa, la lingua secca, coperta da una patina, che la rende ruvida e spessa e che le dà, in alcuni easi, una sensazione legnosa al tatto. I riflessi sono torpidi in primo tempo e leggermente aecentuati più tardi, fino a scomparire negli ultimi periodi. n polso è piccolo e frequentissimo, il respiro affannoso. Il malato ha anoressia ed insonnia: la :psiche è spesso otten ebrata : esso è irrequieto e smanioso.Questo periodo, che :potrebbe definirsi premeningilico, dura da due a ~uattro giorni, in cui i sintomi suddescritti restano sta.zionarii o s.i fanno più gravi. D malato dimagra rapidissimamente e porta già sul volto i segni d~lla sua condanna. Tuttavia i sintomi obbiettivi o semiobbiettivi sulla mastoide fanno ancora 9Jfetto. Poco più tardi appaiono i segni della partecipazione meningea. Quando osservammo il primo caso di tali lesioni endocraniche, complicate all'uso di caustici nell'orecchio, ['opera nostra, pur vigile, .rimase alquanto . sco ncerta.ta nell'azione. L 'assenza di sintomi locali aulla mastoide, l' iincoerenza. o l'insufficienza dei dati anamnestici for( ll

J?E CIGN4 . - Sull'n.nd>Hw•rt t o aul ,d o lo cl i alctu t' complic,m ze , ti t i cli P n o-tt·ic ·•

.de l 11cn o ilhN'<.le. (La Li(!'Uria .3/Pr/ica, unr:o IV,''· 33 - Ciorttale d• med •c•na militare -

l'~ sr, V1

l , i9 :0.


..

, 502

r,ESIONI AURI OOLARl PHOVOO.ATE , ECC.

niti dal malato, fino all'éstremo renitente a confessare la provocazione della lesione e di svela~la colle sue risposte e dell'intervento chirurgico che si prospetta. la mancanza di ragguagli sulla entità della lesione pro-

fonda a carico del temporale (forniti dal primo reperto operatorio e completati dalle indagini necrosoopiche) non ci spinse all'intervento immediato. Oiò fu però fatto successivamente anche in assenza dei sin· tomi locali di partecipazione ma.stoidea e senza attendere la comparsa di sintomi generali più gravi, arrivando in qualche caso a prevenire, se non una localizzazione meningea, la generalizzazione dell'infezione, sempre letale. Talchè in presenza di lesioni auricolari provocate, gmvir da probabile instillazione di caustici, rilevati dalla natura delle lesioni del cond.otto e dalla distruzione della membrana timpanica, all'insor. gere della febbre alta e repentina (390-400) l'intervento era deciso dt urgenza. REPERTO OPERATORIO . Fu sempre caratteristico. Superata con qualche colpo di sgorbia la resistenza della corticale esterna e allargata la breccia colla pinza ossivora.. si trovava tutto l'osso in preda ad un grave processo di osteite, allargantesi oltre la cavità dell'antro, inv:r dendo in alto e in avanti ampiamente la squamma del temporale, poste· riormente sorpassando le suture col parietale e coll'occipitale. La con· sistenza ossea era in ogni caso molto diminuita e qualche volta ridotta al minimo, tanto da poter essere facilmente superata dal cucchiaio, col quale si asportava questo tessuto, a vere ·cucchiaiate e con uno sforW minimo. Ne risultava così una larga breccia. che lasciava scoperta una notevole superficie di meninge, sia del lobo temporo-sfenoidale, sia del parieto· occipitale. Il seno laterale partecipava quasi sempre al processo con fatti perisinusitici. In casi a decorso più lento si potè osservare una vera lesione delle pareti del seno col corteggio dei sintomi clinici che l'accompagnano, primo fra gli altri la febbre pioemica, ascessi metastatici, isolati o mult ipli. In questi casi l'intervento era completato col drenaggio del seno, previa legatura della giugulare interna, a monte del tronco tiro-linguo· facciale. Mancava sempre, nelle forme recenti, la presenza di una vera raccolta purulenta nella mastoide, e all'infuori di una quantità di pus nella cavità dell'antro propagatasi dalla c.a ssa timpanica, le cellule mastoidee non presE>ntavano contenuto purulento, ma un liquame siero· ematico. In alcuni casi o in alcuni punti (parete posteriore del condotto osseo, antro, in due casi, anche la parete anteriore del condotto osseo con formazione di un ascesso interessante l' articolazione tempor<r maacellare e occupante la fossa sotto-zigomatica) il processo osteitioo giungeva fino alla necrosi, e si trovava allora un osso spappolato, di colore nerastro, di odore fetido. In questi casi, asportando semplicemente col cucchiaio quanto tessuto osseo era alterato, si trovav:a già fatta. l:> cosi detta cura ra-dicale. D facciiale partecipava spessissimo al processo,

l


l.ESJON[ AUIHOOLARI Pfl0VOCATE 1 ECC.

503

eon fatti di paralisi, irriducibile quando si riusciva. a salvare il malato. Qualche volta anche il segmento posteriore del 'labirinto era leso (nistagmo, vertigini). Spesso la meninge si presentava alterata, con focolai di pachimeningite clinicamente definiti: se la necrosi interessava. Io spessore della dura, fistolizzandola o no, erano questi i casi in cui la. meningite si generalizzava e l'esito letale sopravveniva rapidamente, ~l'infuori di ogni risorsa medica o chirurgica. n reperto operatorio dimostrava. adunque senza adito a dubbio che le lesioni ossee dovevano mettersi in rapport o con la instillazione della sostanza caustica. Esse Bi difierenziavano nettamente e per i caratteri infiamrua.torii e per il contenuto e p er la estensione dai comuni processi di partecipa~ione settica acuta o cronica riacutizzata d'una infezione della cassa timpanica. Le naturali barriere ad un processo settico. che lo limitano generalmente al tessuto ca.vitario della mastoide, erano in questi casi oltrepassate e il tessuto osseo compatto, che abitualmente arresta e circoscrivo l'infezione, non resistendo ad un'azione chimica potente, cedeva facilmente ad un processo di necrosi. Con grandissima frequenza, già. fu accennato, si trovava necrosata la doccia ossea del seno laterale e partecipanti al processo distruttivo e settico le pareti del vaso. sia superficialmente sia, a. tutto spessore: con · formazione di un trombo· parietale od ostruente, sia con fistolizzazione e in qualche caso gangrena del vaso stesso. Questo reperto, se non con sigliava l'allacciatura sistematica della giugulare, metteva in campo la necessità di eseguirla quando il tipo della febbre si manteneva caratteristico della piemia per qualche giorno o se apparivano ascessi metastartici. Si può ritenere che quest.a. barriera artificiale al deflusso di materiale settico nel sangue sia sempre utile, e se, come si comprende, non può arrestru·e una settico-piemia in corso. n.e limita sicuramente la gravità. e ne accelera l 'e~oluzione, E' necessario, ben s' intende, che gli ascessi metastatici. quando siano. chirurgicamente abbordabili, vengano rapidamente aperti, svuotati e drenati, prima. che diventino essi s.tessi il punto di partenza di nuovo deflusso in circolo. . E' sempre notevole il fatto che, mentre generalmente. e si potrebbe dire senza eccezione, il processo settico necrotico abituale che provoca l'usm·a della doccia ossea. del seno e la. partecipazione del vaso alla lesione è accompagnato da un dolore nella regione corrispondente auche spontaneo, ma che si accentua infallibilmente colla pressione sulla regione e che rappresenta un dato diagnostico di certezza. in questi casi .il dolore era sempre assente. Bisognerebbe pertanto supporre che lo speciale stato di necrosi a cui \ l'osso è in preda, portando una mortificazione delle terminazioni nervose, sia. la causa di questa particolare anestesia. Comunque, la mancanza o la deficienza del sintoma dolore in queste forme, nel periodo iniziale dell.e complicanze endocraniche è un dato che può ritep.ersi


504

I,E,.,IIH-11

.\Uit lf101.~ Hl

I'ROVOCATE, E C"P

çamtLcrisrico. l'itl tardi, qu&ndo la meningc partecipa al fatto settico, il (lolorP compa.rt> coi caratteri delle lesioni di questa. sede. Le meningi, obe appa.rivnno scopPrtc a.nnlu\ per la.rghA ?.OnP, si mostravano rli colorito giallal'tro e come spolvt>'rizzate di una sostanza nera dovuta a necrosi. Bra raro che la dura madt·e fornisse una barriera sicura al proc€'sso sct.tico e distruttivo, e con faci li tà, si trovava fìstolizzata. Allora fuoriusciva dal seno fist"oloso un liquido fluido nerastro, di odore di n re rosi: in qualche caso sotf·o l'incisione d<.' Ila meninge appariva part.ecipc alJn·occ8SO distruttivo :mche la sostanza cerebrale. f'R.OGNOSI. - · I n casi cosl gravi e con . lesioni tanto profonde, si comprende come l'intervento chirurgico. per quanto generoso, non portava ad aleun benefieo risult.ato. Le condizioni dell'infermo si aggravavano con un decorso rapitlissimo, e·, in breve. coi sintomi di una meniugite generalizzata sopravveniva. la morte. Se invece le barriere naturali avevano contenuta l' invasione dif'truttiva e settica. della lesione o si arrivava in tempo acl arrestare il pr~cPsso di necrosi, si poteva salvare il malato. Ampiamente svuotata la cavit.i\, della mastoide, curando di oltrepa!isnre i limiti di demarcazione del tessuto osseo invnso cogli strumenti fino all'osso sano; trattai c le lesioni del seno, gratt.auclo e asportando l_e granula-zioni settiche della p;n·ete esterna o abbordando anche il lume del vaso, se qualche sintoma. lo faceva, ritenere partecipe anche colle pareti iuterne al processo settico ; praticando l'allacciatura della giugulare al collo. se si aveva ragione di ritt>uere in vaso il lume della vena: aprendo precocemente le varie ca.yjtà ascessuali metast.atiche; drenando gli ascessi sot,todurali esplicatisi; completando la cura chirurgica, eon iniezioni ipod ermiche di metalli colloidali o endovenose di sublimato, con ipodermoclisi di-soluzione fisiologica; somministrando tonici cardiaci e qualche antitermico, si arrivava a vincere il proc~>.,sso, salvan<lo il malato. ' _.<\.llontanato il pericolo di una partcci pa.zi.one men.ingea o di una generalizzazione dei fa~ti settici (sett icemia), il processo di riparazione, sempre piut.tosto lento, avveniva nelle condizioni normali e il de<'Ol'SO post-opemt.orio non differiva più da quello delle comuni lesioni auricoJa.ri con complica.nze mastoidee ed endocraniche. C-on una buona plastica del condotto ed una medicazione accurata si evita,>a anche la steuosi dello stesso. REPElvro NECROSCOPICO. - La conoscenza delle lesioni generalizzate a, ca.rico delle meuingi fu fornita dallf! indagini necroscopiche. La brPccia post-operatoria, della teca cranica risulta.va sempre molto ampia. . La dum madre in corrispondenza dci focolai era. spesRo fittamente aderente a.lla teca nei suoi contorni ed avent. delle ehia.zzc necrotiche e a ncbe perdita di sostanza nei punti d ' invasione tlol processo. Si riscont.rava.uo ascPssi sot.todurali con partecipazione della sostanza cen~brale; q uiodi dei veri ascessi cerebrali SUJJPrficiali. La. lcptomPningitn gcneralizzat.a invade'a. quindi ancbe l'nmisfero d.el In t o opposto.


LESIONI AUIU COLAR J P HCVOC.ATE, l~CC.

505

In un- caso l'infezione, propa.gatasi per usura della parete auterior~ del condotto uditivo osseo, aveva interessata l'articolazione temporomascellare e si era fatta strada alla base cranica della metà corrispondente, probabiJmente attraverso il forarne rotondo. CONCLUSIONI. - Da quanto ho esposto come ristùtato di osservazioni mie personali, non molto numerose, ma sicuramente molto istruttive, possono deùnrsi alcuni corollari. che possono servir di base alla. diagnosi, all a ctua e alla prognosi di tali gravi corùplicanr.e secondarie a lesioni auricolari provocate coll' instillar. ione di sosta.nze caustiche dal condotto uditivo. L'escara nccrotica stùlc pareti del condotto, coi caratteri che abbiamo ricorda.ti, non può essere l'esponen te di alcuna forma clinica na.turale, ma deve ritenersi secondaria all'appli~azione di liquidi caustici localment8. La distruzione della membrana timpaniea, la denudazione del manico del martello. intà.tto nella sua morfologia anatomica, la denudazione della p arete promontoriale io un proct>sso auricolare di data recente, devono ugualmente ritcucrs.i sintomi obhietti vi di certezza per la diagnosi di J e~io n o provoca-ta con instill:lzioni di liquidi caust.ic\i. Con simile reperto o ~bietLi vo, l' insorgt!nza. repc:uti n:t di nl t(· temperature deve consigliare un intervento iromedi:.tto. , La mancanza di dolore subbicttivo e la scarsa . reazione dei tegumen~i esterni della regione sono sintomi cara.tteristici eli tal genere di lesioni. A ' queste mancanze f~ sempre contrasto la gravità e l'estensione delle lesioni che si trovano all'atto operativo: sarebbe pertanto sconsigliabile attendere il dolore e l'edema dei tessuti della regione per procedere all 'intervento. L'atto operativo d eve dnnquè essere deciso precocemente, il più possibile, deve essere mdicale ed integrato imma.ncabilmente colla esplora· zione delle meningi e dei seno laterale. La. prognosi è sempre grave; infausta, se le meningi sono interessate nel processo necrotico.


605

KH~ERCHE CLINICHE E DI LABORATOHlO -----~,

r,ABOR ATORlO CBilloUOQ-BATTKRTOLOGICO Dli:LLA DIREZIONE DI SASITÀ D&J, ..... CORPO D'ARMATA -

VALONA

Rendiconto snll'attività del laboratorio batteriologico e chimico dal dicembre 1916 al gennaio 1918. · Per il dott. Giuseppe Talotta, capitano medico, direttore

\

Il labora tot·io di batteriologia e chimica del ... corpo d'armata iniziò il suo funzionamento all'epoca dello sbarco in Valona delle truppe del R. corpo s peciale italiano, nel dicembre 1916. P er la deficienza di locali, dovuta, sia aU'improvviso e numeroso arrivo di truppe, s ia alla mancanza d i ambienti adatti allo scopo, il !&~oratorio nel dicembre di quell'anno trovò cortese ospitalità nei locali dell'ospedale civile, diretto dagli ufficiali medici delln R. mariua Fu solo ai pri mi di febbraio del 1:!11 che il laboratorio occupò i locali ove a ttualmente tro\·asi, qua:Jdo tutta la direzione di sanità del corpo speciale s i trasferì nella sede dell'an tico <'onsolato italiano dì Valona. Nei primi mes i l'attivitit dr: l laboratorio fu in gran parte assor bita dagli esam i per l'accertamento batteriologico del colera, esseudosi già manifestati i primi casi di gastro·enter~te specifica sin dal 28 dicembre del 1916. A questi pri mi casi ne seguirono altri con mlloifestazione s poradica, e con tali cara t teri l'infe?.iooe s i mantenne durànte il genuaio e febbraio del 1916, mesi nei quali essa sembrò esaurirsi. Oltre ngli accertamenti batteriologilli eseguiti in questo periodo di tempo, il laboratorio dove t.te iniziare le in dag ini per a<;sicurarsi della potabilità delle acque di Valona e dintorni, eventua lmente compromessa da possi bili inquinamenti. Furono esaminate le sorgenti sitt1a.te in prm;simità. di acca mpamenti. ove s i erano manifestati casi di colera e le fontane ed i pozz1 nell'intf!rno di Valona. Le risultanze degli esami es eguiti fecer·o escludere dal consumo l'acqua di molti poz:~;i pubblici e della sorgente del Moradie, rimanendo cosi adibi ta ad lllimeutazione idrica dello truppe e della popolazione indigena la sola fontana Grande, ubicat& nei pressi della Moschea Rossa. Seguendo un piano prestabil ito, consistente nel garantire la potabilità del· l'acqua alle t ru ppe accampate nell' interno dell'Albania, nel pe riodo gennaio-luglio 1916 furono sottopo~te ad esame batteriologico e chimico quas i tutte le a cque esistflnti in prossimità di accam pamenti militari. Il lavoro fu continuativo ed esteso a tutti i reparti di::~locati nel campo trincerato. I c~tmpioui di acqua venivano da me direttamente prelevati servendomi della c assetta frigorifera m uso pres,;o la direzione gene rale di sanità del Ministero dell'interno. Essi venivano sottoposti ad es ame micrografico; la semina. veniva f atta in gelatina ed agar e venivano studiati sistematicamente le c lonie fondenti. le non fondenti (per la gelatina), i cromogeni e gli eumiceti. Eventua.lmente si procede va ad isolamento delle coloniA so~pette Coi metodi di Abba e di Endo si ricercava la eventuale presenza del bacterium coli.


R!CEBC HI!: CLINI CHE E Ul l.ABO.QATORIO

501

Parallelamente agli st111di suìla potabilitè. delle acque di Valona e dintorni e ·sugli accertamen•i batteriologici per le diagnosi di colera, il laboratorio, attraverso a molte difficoltà, prestò la sua opera nelle misure di profilassi e di accertamento diagnostico quando i ~prigionieri austriaci .e l'esercito serbo furono di passaggio per Valona, essendosi verificati fra quelle truppe numerosi casi di -colera. Dal 14 dicembre ai primi di febbraio, epoca nella quale arrivò dall'Italia la commissione incaricata della profilasSI sopra detta, il laboratorio procedè a molti esami di feci - ]per la ricerca del vibrione colerigeno - e controllò le condizjoni '.ii .potabilità dell'acqua. di vari pozzi scavati nei pressi dell'accampamento serbo. Non è superfluo ricordare che in quell'epoca collaborai per la costituzione deL campo d' is,aiamento, in cui le truppe serbe venivano tenute in osservazione prima dell'imbarco e per la costituzione dell'infermeria annessa al ~ampo d'isolamento per il ricovero dei colpiti dal morbo. Nel febbraio del 1916, come si è detto poc'anzi, si poteva considerare quasi spenta la manifestazione sporadica di colera · fra le truppe di Valona, quando altri episodi epidemici si v<~~rilicavano nel mar:r.o•giugno 1U16, cioè il ritorno delle nostre truppe da Durazzo, colà provate dall'epidemia colerica e le manifestazioni d i colera nel ... reggimento fanteria. • nel ... battaglione milizia territoriale. Per i doe reggimenti reduci da nurazzo (... e ... fanteria.) isolati nei press i di Va.lona fu facile organizsare il servizio di profilassi e di accertamento batteriologico. Non cosi avvenne pe1· il . . . fan teria e per . . . il battaglione milizia territoriale. Il suddetto reggimento era dislocato a notevole distanza da Valona, e la sua via d'accesso per tre quarti era mulattiera; perciò t• invio al laboratorio dei campioni di feci era fatto in çondizioni disagevoli. Dopo un primo sopraluogo da. me r~tto a Treblové. il serviz:io per la spedizione del materiale fu i!l parte disciplinato, avendo avuto cura di incaricare del trasporto della cassetta. per :materiale Patologico un infermiere bene istruito, che giunto alla strada ca.mionahile, prollegui va con i mezzi rapidi sino a Vsdona. A l ... bai taglione milizia territoriale (dislocato ad un'ora da. Va~ona) l'epidexnia esordì improvvisamente con numerosi casi seguiti quasi tutti da morte. Ness\Ula diagnosi era. stata annunciata Si sospettò che si trattasse di colera. Non essendo stato inviato al laboratorio nessun campione di feci, ripetutamente richiesto, mi recai - d'ordine del direttore di sanitè. - sul posto, e mi fu agevole prelevare personalmente un'ansa intestinale di un cadavere, per procedere agli opportuni accertamenti. La diagnosi batteriologica riJevò trattarsi di e.olet-a.. N el luglio del 1916 l'e.pidemia era· già spenta.. Complessivamente nelle manifestazioni coleriche di Valona del ... fanteria, e d~l - .. battaglione milizia. territoriale furono eseguiti più di 1000 esami batte.rJologici, per accertamento diagnostico e per la ricerca dei portatori. Dirò di sfuggita che nella. diagnosi batterica. del colera bo seguito il metodo dell'arricchimento in acqua. peptonizzata. e dell'agar:sangue del Dieudonnè. Molte prove sono state fatte col metodo Arouson; sono convinto che, i vantaggi che si decantano a. favore di questo metodo sono esagerazioni. Il terreno del Dieudonnè, bene preparato, mi ha. da.to migliore affidamento. Il laboratorio ha anche assolto il compito delle ricerche chimico--cliniche, per conto degli ospedali di Valona e degli ospedaletti diTieionali, non esi>endo


608

RICEO.OH E CI.! .Nl CHk: l~ D I LABOHA'I'OBIO

ancora in funziou e d u rante il 1916 n e:;s un gabinetto negli o;;pedali ;;ui:ldf'tti. Si proced è perciò a svar itl.li e numerosi esami per ri ce rch e di amebe dissente r iche,· di para~si ti m a larici, esami d i s pu ti, uri n e, ecc. \ enn ero e><egu tle m olt(' ~nero· òiagnosi. Il toro nu me ro co rn plessivo è indicnto u alla ta bella 6nale. ;;:

* Con ordi ne di' l 19 apr ile 19 16. il co mando r.l el ... corpo d'armata institui va :i:

una commission e snn ita r ia per lo studio de ll e qu estioni ig ieniche della ritt i\ e provinc ia di \'11-l ooa e p er avv isare ai mezz i p iù o pportuui u ell'eventua lit à di mala t t ie infetti ve Con lo stcs:<o ord iue ,;i dis potHlVII c he t utte le 11nal i«i o· bi miche di sostanze nlim t! n tari e bev11nrte in arr ivo a llo s cal o d i Vnlona , dirette a pri v<tti commerciau t i o soq ues t1·a te n vend ito ri indige ni dove vauo e;;sere esegu ite d[Lll a· boratori o, d i ~tro r ic h ie$ ta dell a R. dogan a , delht direzione d i po li z i>~. e delle aut orità civi l i (.\lunicipio e Prefett u ra. Da quelPepoca. la R. dogana, primi\ di procedere tL llo svi ncolo d~i vini e so::; tanze alcoolich!', h:t ri ch iest o a ques to lnbo· ratorio l'esame ch imico- bromat ologico. Il M uuid pio ed anche la locale Prefettu rn h anno richies to l'o per R. del la boratorio Selllpre c he s i d ubi ta va c he ingordi s pec ulatori sott •pone ~se ro a sof:isti cnzioni od adu lter·azi vni vini, s~~tn n ze alcoolic he o commesti bil i in genere. Dall 'un i tt~ t abelln ;:i rileverà c lt e il la voro d el la bora t ori o non è Rtato indif· f eren te. E ov vio f111' rilevare c ue g li e~ami d i sost a nze ali men ta ri ri chieste dalla direzio ne di commi, sariato o ilai va n u ffici di SRni ti1. vE-n ivano eseg uiti 10 que· s t o laboratorio.

*"'

Con l'apertura del puiJbl ico acquedotto, * a lla 6 ne dell!ll6, il labora torio si a;;><u n se il compito del controllo microb io logico del Jlacqu11. potabile per sorprend er!' q ualsiasi m odi ficaz ione n ella f:lorn battel·ica e scop ri re even tua lmente traccia d ' iuqui· namento. Nei primi mesi e s ino a tutto mar?.o l'e~mme \'A n i va espg uit.o ogni due gio rni. P ostet·t orm en te venn e limitata la ri ctlrcn batteriologica ad una volta la ,.:ett ima na. Mensi lmente viene comunicnto al co m;tndo del .. ro rpo d'armata ed al seg reta r iato per gli affui civili il prospetto degli esami e:;eguit i.

***

Corue da o t·dioe della Intendenza gen erale, i prigionieri di gnerrl\ v engono sot topo:<ti a tu t te le misure con t uma ciali e ri cerca del vibrione colerigen o per acc~ rta.re qual che possibile por tatore di g ermi. Vengono per ciò eseguiti due e;;ami di fe r. i, uno a!Parri vo al catnpo contumacial e 'dd un a ltro prima della pa r tenza per P Itrdin. Da to il numero esiguo di prigionieri, s i sono esegui t i per que:<to s copo a ppena 2-t7 esam i d i feci. Anue"sa al lab Jrntorio è sta t:\ istituita d o. volri mesi una sezione per ri ce rc he is tolog i<"he .. scopo dingnos t ico clinico. La sezi0ne è forn i ta di tut to il nec.-,.:s tlrio (stufa per paratfìnn. microtomo, m icroscopio semplice) per soddisfa re alle ric hie· ste d eg li ospedali e degli s tudiosi. Anche a llo scopo ili fornire agli sp ecialisti di malattie veneree tutt o il sus· sidio, vol uto dalla. scienza, il laboratorio è da t empo dotato di ap parer chi e m a teriale pl"l· la r ca?.ione di Wassermann, che in molte c ircostanze è sta t a. <l i grandissi m o a us i l io ding nostic,. . . Riass umo nella seg uente tauella gl i es1LI11Ì ba t te riologici, c himici. bromatologtcr esegui ti n el la bora tori o:


'·

509

RlOERCRE OLINIOHE E DI LABOBATOH!O

A ) Esami batteriologici e microscopici.

N. 142

1. Esami batteriologici di a cqua • . . . 2 . P er la ri cerca del vibrion e colerigeno 3. ,. » » bìl< ilio tubercolare 4. » » del l'am eba istoliti ca . o. " ,. del pnras~ita mnla ri co ,. meni ngococco. a.

» 1376 c 53

»

w

"

54 l

Totale N. 1G39

B) Esami bromatologici. N. t-t 2 ... 281

l. Acqua. 2. Vino . 8. Farina -t Sciroppi 5. Ma rsala Il. Zucchero . , . 7. Riso 8. Ver mouth 9. Anice . .· 10. Sa le. . . 11. A cquavit e . 12. Grappa . 13. Olio ricino . 14. Anetolo . 15. Gazzose • . 16. P asta alimen t are

•

6

'l>

3 2

» 26 » 5 » l » l '& 2 » l ~ l »

» :.

.

»

l l

2

14

T otale N. 489

C) Ricer che varie. l. Sierodiagnosi p er tifo, paratifo, meli tense. 2. Rea?.ioni Wassermann !l. Esami di urina. . 4. E sami istologici diversi 5. Ricerca dei corpi di Negri

.

N. 54 .. 16 .. 150 Il 16 »

lo


.010

CASUISTICA CLINICA OSPEDALE D A CAMPO !.\. 21l7.

\

PER LA DIAGNOSI DI ALCU NE FERITE DEL CRANIO E DEL CERVELLO · per il dott. Nicola Novaro, capitano medico O. R . I., capo reparto. I diversi agenti vulneranti attualmente in uso, animati da velocità varia, che •olpiscono la testa vi producono delle ferite, i n tal'una delle quali o appa re immediatamente evidente di per sè, o per lo meno non oetante qualche difficoltà si r iesce pure a diagnosticare subit<l, la lesione ossea ed an che la cerebrale; in tal altre, in vece, per il modo stesso col quale si presenta la soluzione di continuo della testa, per la scomparsa di ogni f enomeno di shock, per essere interessate solamente delle zone mute del cervello e perchè i sintomi clinici gE>nerali di origine men ingo·encefalica in quel momento o sfuggono o sono ancora completamente assenti, n on si fa subito la diagnosi della lesione ossea o cerebrale, pur essendovi in realtà interess~o.to l'osso e la sostanza cerebr11.le stessa. I vulnera.ti di detta seconda specie vengono, i n generale, senz'altro giudicati come presentanti ferite di parti molli, cioè del solo cuoio cA.pelluto, e come tali trattati e curati in un primo periodo di tempo, il quale varia e può essere più o meno lungo a seconda dei casi. La diagnosi della lesi<'ne osseA. e cerebrale però viene fatta. più t.lrdi in seguito alla comparsa dei sintomi clinici generali di origine meningo·encefalica. Tale riti\Tdo di tempo per la dia gnosi esatta. non torna certamente a tutto beneficio e vantaggio del soggetto, la cu i vita cosl può benissimo venire a trovarsi esposta a serio pericolo. Per questo s'impone la necessità di fare immediatamente una diagnosi giusta della les ione che realmente presentano questi pazienti, dovendo il chirurgo, a seconda che trattasi del solo cuoio capelluto, o di osso e massa cerebrale, tenere una via. diversa per la cura adeguata delle ferite stesse. Riferisco di tre pazient.i feriti alla testa, due con la sola lesione osse~ ed uno anche con lesione cerebrale, non diagnos ticati subito come tali e che formano oggetto della presente nota; I. - ...sergente di fanteria, della brigata P alermo, colpite. da scheggia. di grana ta sul M. San Gabriele verso la fine di agosto 1917, presentava alla fronte, parte sini:;tra, un piccolo foro, a fondo cieco, dì forma. rotoudeggiante e d~lla. superficie di circa una lenticchia. La cartella clinica, che accompagnava tale soggetto, il quale proveniva già da altra. unità sanitaria chirurgica, portava scritto che il chirurgo, specillata la ferita in parola, non era riuscito ad avvertire lesione. ossea alcuna. A Ila medica. tu ra, iinvece, fatta. (ospedale da campo 026), riscontrai che dalla soluzione di continuo della fronte fuorusciva spontaneamente della sostanza cerebrale spappola.ta. Atto operati1·o. - Morfino etere narcosi. Incisione a T , con la gamba diretta in alto. Arrivato sul focolaio di frattura dell'osso frontale, lo a mpliai m ediante scalpellamento, tanto da determinare una breccia ossea di forma rotondeggiante . e della superficie di una moneta da un soldo ci:r:ca. La meninge, in corrispondenza


511

OASUISTlOA OLIN10A

-di detta breccia ossea, era interrotta nella sua .:ontinui tà per un tratto uguale .alla superficie di una moneta da due eentesimi circa e la rimanente parte sana, mezzo centimetro circa., debordava attorno alla breccia ossea stessa. Da ta!e soluzione di continuo fuorusci modica quantità. di sostanza cerebrale spappolata della. parte anteriore del lobo frontale sinistro. Drenaggio capillare -della ferita del lobo frontale sinistro. Procedendo la ferita regolarmente senza complicazioni di sorta, dopo alcuni .giorni diminuì il drenaggio ed in seguito a . poco a poco ridussi la medicazione fino a portarla a piatto. ' TI sergente poi potè essere traslocato negli ospedali delle retrovitl in buone -condizioni ed in via di avanzata guarigione chirurgica immediata. II. - ...soldato di fanteria.. Colpito da scheggia di granata. sul M. San Gabriele nel settembre 1917, presentava una ferita a ca.nal6' completo a.! torace e penetrante in cavità con versamento pleurico consecutivo ed un'altra ferita la· cero-contusa a. fondo cieco, a margini fra.stagliati e s.labbrati, a maggior asse diretto in senso antero-posteriore, della lunghezza di circa un centimetro, alla testa., in corrispondenza della regione parietale di sinistra, che diagnosticai interessare il solo cuoio capelluto (ospedale da campo 025). Dopo alcuni giorni il paziente ebbe tempAratura ,elevata., ed escluso che il rialzo termico fosse determinato dalla. lesione toracic.a 1 rivolsi la mia attenzione a.lla ferita del capo, la quale si presentava infetta e secernente pus: la sbrigliai per circa un centimetro in addietro, essendovi scollamento del cuoio cap'elluto in tale direzione, ma nulla di patologico. misi in evidenza, tranne il tavolato osseo esterno del parietale di sinistra denudato dal suo periostio. La temperatura continua.va a. rimnnere olevata, il paziente inoltre si lamentava di cefalea ed era in istato di sopore, di sonnolenza; il polso poi era piuttosto raro e non corrispondeva affatto per frequenza alla elevazione termica. Praticai allora 1;1n altro sbrigliamento in addietro, per circa un centimetro alla ferita suddletta, la. quale vieppù seMrneva pus e trovai una piccola frattura del tavolato osseo esterno del parietale di sinistra. , . A..tto operativo. - Etere narcosi. Prolungata un pò in nddietro 11! incisione di glt esistente e messo allo scoperto il focolaio di frattura del parietale sinistro, lllediante scalpellamento si aprì una. breccia ossen- di forma elittica circ.a due centill:l.etri per tre, a maggior asse diretto in senso antero-posteriore: si trovò che la ,lamina vitrea. em fratturata e le .o;cheggie ·disposte ad embrice, scheggia che vennero asportA.te. La meninge intatta nella sua. continuità, presentava però fatti infiammatori assai spiccati. Drenaggio della ferita. 11 paziente non ebbe alcun miglioramento dall'intervento operatorio E.' venne a morte liue giorni dopo circ11. per moningo- encefalite l!lCUta. III. - ... soldato di fanteria, cla.sse 1883. Colpito da ptdletta di shrapnell il 27 0 ~ Vembre 1917 sul .Piave, presentava una ferita a fondo cieco alla testa. in corrl.spondenza delln regione parietale di s inistra, diagnosticata da altri come in:;e~sante il solo cuoio capelluto e dimesso, dopo unn. . ventina di giorni circa• da 1 ospedal., per il proprio corpo, essendosi la ferita cicatrizzata. Il'26 dicèmbre 1917 etto Paziente venne di nuovo rimanda"to .all'ospedale .(ospedale da campo 240), rl'~hè accusava cefalea ed inoltre la cicatrice alla testa presentava· fatti evidenti S:.~ll6.~mmzione. A.li'esame obbiettivo trovai polso raro (53-60), la cicatrice arrosta. • rtlevata. e fluttante, e pra.ticatane l'incisione, fuorusci pusi arrivato fino a.l . Vola.to osseo esterno lo trovai interrotto nella sua continuità e nella medica.Zlone su ccesstva . . J.. spontaneamente uno stampo a·t tavo lato osseo esterno st. el'tmtnv

ai


512 di forma rotondeggiante e della superficie di una moneta da un centesimo circa. Fatta la radwgraf:ia della testa, si trovò frattura dell'osso parit>tA.Ie di sinh;tt'a. con avvallamento ad embrico della lamina vitrea per un tratto di circa un centimetro . .tJ.tto opPI·ativo. - Morfina etere narcosi . Emos tasi preventiva con punti i n seta staccati. Si prolunga anteriormente e posteriormente la incisione di già esis tente. Arri vato al tavolA.to osseo esterno (pn.riet.a le di ,.ioi's tra in corrispondenza della sua parte anteriore·superiore) s i trov•L una zona di granulazioni rosso-pallide, di f orma ro tond t>ggi~tnte e della superficie d i una moneta da un centes imo circa. Tolte tnli granulazioni, c; i rn <l tte allo scoperto la diploe. la quale appare fessurata trasve1·sahnente e con un punticino necrosato in corrispondenza della sua parte inferiore. S i scalpella attorno allA. superficie rotondeggiapte s uddettO\ e ~;i estraggono scbeggie deiJa lamina vitrea cb~ haoLO la disposizione ad embrice. L n meninge è in ta t ta n ella sua continuitÀ, però s i presenta lievemeute iperemica. Residua una perdita di sostanza ossea, di forma rotond oggiante e della superficie di una moneta da due centesimi circa. Drenaggio della ferita. Il decorso operatorio fu regolare ed i l· pazien te potè essere tr:<slocato in ospedale territoriale in via di avanzata guarigioue cl1irurgica immediata.. Da uno dei tre casi su rife riti s i vede che qualcuno, a scopo din.gnostico, ,-icorre ancora voten tieri al sistema dello s pecillnmento e del sondamento dlll le ferite. Tale metodo deve essere messo senz'altro al bando, poichè simili manovre, olt re che avere l'inconveniente di poter arrl'(òltre, i n gE>nerale, danni non lievi, pos"ooo anche non aiutare affatto a fa.re In diagnosi esatta, della. lesione realmente osistent~, come nel caso su citato del sergente. Il mezzo mig liore ed indiscusso per fare diagnosi esatta si è la radiogrntìa. alla quale dovrebbero es~ere sottopof;ti sempre " 'i~tem ati cam ente tutti q uei sog· getti che preseutano ferite alln, te~tt\ . Mn t rde mezzo non può t1·ovarsi sempre e dov uuq ue n disposizione del ch irurgo, e, secondo me, allora non resta al t ro che ri conere s~:mp re e sisteulnticamente all'aiuto dei bi ~ turi, fncendo, sulla guida della fe rita di già esistente, u n'ampia incis ione esplorativa, Rrrivando fino al ta volato osseo esterno. Ho -detto ampia, perchè le piccole tncisioni ed i piccol i sbrigl iamenti cer te volte non sono aucora sufficienti e ci fanno permA.nere nell'er rore dinguostico, come nel secondo caso surriferito. È da no tars i poi che tali incisioni ampie csp lo ra~ivt> , ~ono, seuza dubbio alcuno, innocue anche quando non si riRcontra lesione o;;sea o cerebl'ale, a.nzi se ne può egualmente trarre van taggio. perchè, escidendo i margini laceri contusi e fatti\. un'accurata t.o ilette rlell a ferita, !11. si può benissimo chiudere acciò che guarisca per prima, o, se si vuole essere eccessivameute ~crupolosi , lasciare un ·1>iccolo dre· naggio capillare da togliersi in second1t o terza giomata, a seconda dei casi , ne · corciando in tale maniera il periodo •ii c ura cleli a ferita stt>s~a.


Questioni d'attualità, varietà, notizie •

I MEDI C I . Non intendo parlare della storica. famiglia. fi <Jreutina, ricca. di gloria e dì turpitudini; ma di quella coll'emme miunscolo, la quale è di tut,t,j i tem}Ji e di t.utti i luoghi, a cui si n ega ogni gloria e si affibbia ogni turpitudine, e che coi Medici di Firenze ha un solo punto di contatto, molto lontano, a dire il vero, e anche moltò in· diretto, ma veramente degno d 'esser messo in rilievo. Se non vi dispiace, lo andremo a cercartl in un sepolcro ; ossia in un luogo, che è altrettanto familiare ai Mediui maiuscoli quanto ai minuscoli. Tutti coloro, i quali visitarono il sepolcro di Giuliano de' Medici nella. chiesa di s. L orenzo in Firenze, nun hanno CE-rtamente dimenti~ato le due statue, il Giorno e la Notte, scolpite dal di vino Michelangelo; entrambe maravigliose, ma in particolar modo la se con~ che, a detta. del Vasari, «non è rara, ma unica». A q uesta. statua, raffigurante una soave figura di donna immersa nel sonno, un poeta, che volle conservare l'anonimo,. ma che si sa essere Gian Battista Strozzi, ded icò i seguenti versi : La Notte, che tu vedi in si dolci atti Dormire, fu da un ang~olo ~col pita In questo sasso i e percbè dorme, ba vita i Destala, se no 'l credi, e parleratti.

\

E il Buonarroti mi5e in bocca alla Notte questa rasp .. sta: .

.

Grato m'è il s onno, e più l'esse1· d i St\Ssv,

llfentre che 'l ùanno e la vergogna pura, ~on veder, non sentir m'è gran ventura. : Però- non mi destar, deh parla basso.

Michelangelo, che scolpì la statua della Notte nel 1529, alludevn, ~~' s_uoi versi alle tristi condizioni d'Italia in quei tempi e soprattutto 1 'Firenze, su cui incombeva la minaccia dell'assedio: io, che scrivo ~tel l'_anno di grazia t ? ) 1918, alludo alla statmi di Rygi ea, dormente ra. 1 cachi n n i d'una ma:ma la d'ignoranti burbanzo!'li. u ,n triste fato che perseguita i medici come gli Atridi, t· f •.n,-E' n eterna co n d anna, la cnt. ong1ne . . . . le \·a n. cercat11. ne l pece~~. t o ortgma


lolUESTIO NI D' A'l"rtJALI'l'À, VARI:ETÀ, NOTIZIE

d'Esculapio, il quale, essendo il dio della medicina, doveva essere necessariamente il più infelice fra i numi dell'Olimpo. Questi, come narrano le cronache mitologiche, nacq ue fra gli orrori d'un.a t rage· dia d'amore (Apollo, suo padr&, lo estrasse dalle viscere di Coronide dopo averla uccisa insieme col supposto amante di lei, Ischi) e incorse più tardi nella collera di Giove, che lo fulminò per aver ridato la vita ad Ippolito, fi g liuolo di Teseo. ~enuto alla luce per mezzo d' una specie d'operazione cesarea compiuta p o.st mortem della madre, e ucciso- si, proprio ucciso come un mortale qualunqueper mano del padre degli dei. Esculapio doveva. fatalmente trasmettere alla sua progenie il malefico influsso del destino, ohe tanto si accanì contro di lui, nonostante la. protezione e la guida del saggio centauro Chirone. Immaginiamoci ! Se l'uomo, che ha un solo peccato originale sulla. èoscienza, è il -più sventurato campione della gran fa.miglia zoologica, che cosa. può esser mai il medico, che di peccati origin ali ne ba .un paio? Che cosa può essere? Semplicemen te quello che è ; ossia un pa.vero missionario capitato in mezzo Il una tribù di" cannibali, ai quali egli generosame nte e ingenuamente rinforza. lo stomaco, preparandolo a digerire le sue st esse Cftrni , che saran fatte a brani e divorate nell'allegro banchetto dell a riconoscenza. Ah! se i missio~ari del divino Esculapio sapessero meglio jJ fa tt.o loro, quanto facilmente s'iD\·ertirebbero le parti !

** * Ma oltre al peccato originale, c' è

<Lncbe il losco affare del ca-

duceo, che va ben chiarito ; perchè questo fa lso simbolc dell'arte salutar e non è altro, secondo me, che una burla atroce, per la quale i m ed ici so n posti sotto la protezione di Merc urio,· come se uon avessero altro patrono nell'Olimpo. La leggenda di Mercurio e d elle. sua bacchetta è abbastanza nota; ma· uon è male il d irne due p!V role, soprattutto per quei medici che hanno inghiott ito tranquillamente il caduceo come una. zollettina d i zuccher o, assaporandone la dolcezza infi nita. E pensare cbe bast.erobbe il nome di è Mercurio , , la. cui etimologia è que ll a stessa di merx e d i mer cm·i, per mettere in sospetto! Dunq ue, il Mercurio dei Romani (Ziermes dei Greci ) fu in origine il d1 o del commercio e del guadagno; ma più tardi, quasi p er un cortese omaggio alla. mitologia greca, gli si attribuirono altre q ualità. ch'erano proprie di Hermes, in special modo quella di messaggero d egli dei (ragione per cui veniva rappresentato colle ali alla testa e ai piedi), in grazia della sua accortezza., della sua destrezza


QUESTIONI 0 1 ATTUALITÀ, VARIETÀ, :-iOTl ZIE

5 15-

e della sua abilità nel sapersi strigare da ogni impiccio e accon- ciarsi ad ogni cir~ostanza., senza badare troppo sottilmente ai mezzi da impiegarsi per raggiungere lo scopo non sempre onesto: ond'è che· era anche il dio della confraternita dei bricconi, anzi - parliamoci chiaro - di qutllla dei ladri. Tant'è vero che Orazio, nell'ode X, li b. It Ad Mercurium, mentre non manca di tributargli i dovuti elogi per le sue doti geniali, gli dà bellamente del ladro, riferendosi all'in· gegnosissimo furto delle cinquanta. giovenche, a. cui accenno pi-ù. innanzi: Te canam, magni Jovi~ et deornm Nuntium, curvaeque Iyra.e pareotem, Callidum, quidquid placuit, jocoso Condere furto.

Nell'esercizio di una carica così d i fficile e delicata, qual'era quella dl' messaggero, agli godeva. la particolare fiducia. del babbo Giove, il quale, oltre a farne il compli ce delle sue marachelle, gli conferì l'alto ufficio di accompagnare i morti all'averno (Virgilio, Aeneid. IV, 242), dopo essersi ben bene assicurato che l'anima avesse rotto ogni leg~xne col corpo. I nsomma: il necroscopo pat.entato dell'Oli m po. Ca.~lte il doppio senso? - direbbe Edof.trdo Ferra villa: comprendete Il bel servizio reso ai medici cel pa::;sa.rli sotto la. protezione di Me rcurio? Ed ora vediamo come la faccenda del caduceo abbia contribuito a dare un'apparenza di verità all'equivoeo e di serietà alla

bu:rla.

.

.Mercurio, il quale, come narrano le cronache dell'Oiimpo, non era lllai a corto di espedienti ladreschi, riuscì a. rnbare cinquanta gio · "en.cbe dalle mandrie degli dèi, che Apollo soleva. condurre al paSoolo nèlle praterie della. Pieria: e le nascose così bene in una ca verna di :Pylo, che nessuno potè scoprirn~ le tracce. Ma Apollo, che posSedeva. l'arte divinatoria., mise ben presto le mani sul ladro; ed era già in procinto di abbandonarlo alla collera di Giove, quando l'udì 80 na.re la lira, che s'era fatta con un guscio di tartaruga, e trarne così deliziosi concetti che, rapito dall'entusiasmo, donò a Mercurio non solt&tuo le giovenche rubate, ma altresì la bacchetta dai germogli d'oro, che apportava la felicità. e la ricchezza, e gli ordinò di recarsi s~l 'PSfna.so per imparare dalle Thriae - le tre vergini alate - l'arte della. diVinazione inferiore. La leggenda non ci dice se Mercurio sia andato a. scuola dalle vergini, ma ci fa sapere che, avendo egli veduto un giorno sul inonte Citerone due serpenti che s'azzuffavano, fu pronto a gettare in mezzo a loro la sua bacchetta, e i due r ettili vi si av\'iticchia.rono in tal modo, da. formare colla. parte più alta. del loro-


516

1

QOES'tiONI 0 ATTUALITÀ. 1 VA1Ul<:TÀ. 1 NOTIZIE

corpo un dupli ce arco intorno al vi'rgulto Tanto si compiacque Mercurio di quell'in treccio, che, d'allora in poi, lo valle portar sempre come ~ sim bolo di pace, 11ggiungendovi però le alette, affincbè i mortali non dimen ticnssero ch'egl i era innanzi tutto il messaggero degli dei. Che c'entra in tutto ciò l'arte salntare ? .E perchè mai il caduceo di Mer· curio ch'è il dio, oltre che dei mercanti (la qual. cosa sarebbe un titolo d'onore) anche dei Ruffian , baratti e simile lordura,

•

di ventò l'emblema dei medici? Nessun autore classico risponde a quel;ta domanda, per la buona ragione che, finchè fu vivo il culto per Escula.pio, non vi fu mai chi si sognasse di trasformare i me· dici in sacerdoti di .Mercurio: l'imbrog lio avvenne più tardi , in una epoca imprecisat a; e il feroce burlc ne, il quale pose la medicina sotto le a lette protettrici del fig lio di Giove e di MEja, approfittò, come ho gi à detto, d'un equivoco, giustificato in parte dal fatto che i si mboli dei due numi hanno fra di loro qualche rasscmiglianza, ma in parte a.nche dall'incredibile leggerezza con cui la gran ma.~gioranza del pubblico, digiuna di coltura. classica, accoglie come oro di zecca. ogni ·sorta di balordaggini, pur,c bè sian affermate con voce altisonante da qualche galletto speonacchiato del pollaio letterario . L a veri tà è questa: e cioè, che nei templi d'Esculapio, fra cui furono famosi quelli di Tricca in Tessaglia, di Epidauro e di Pergamo, si nutri vano serpenti, quali si m boli delle forze vitali; e il dio era rappresentato in semb:ianze simili a quelle di Giove, con l'espressione d ' una. g ran placidezza nel volto, e impugnante una verga. intorno alla CJ Ua.le stava attorcigliato un serpentE'. Questo, e non altro, è l'emblema d'Esculapio: e mblema , che cominciò ad esser noto anche in Roma nel 291 a . U., in cui , essendo scoppiata la peste, Aesculapius venne portato da E pidauro nell' Urbe per ordine d ei libri sibillini, e .gli fu innalzato un tem pio ne.ll 'isola. Tiberina, dove lo si venerò sotto le sembiaoze d"un serpente. A quei !ettori che, non ostentando disprezzo per gli studi classici non vogliono mostrarsi più barbari dei baTba.ri , consiglio di consultare Ovidio (J1d.etam01-phoseon: libro XV, versi 622-744', e Tito Livio (Jlistoriae: libro X, cap. l 'ì), che narrano diffusamenl e quanto ho accennato dianzi: il primo, colla. cons~eta ricchezza d'immagini poet iche: il secondo, coll'elegan t e e seve1·o stile dello stor ico. Dunque, lasci amo a Mercurio (ùio dell'eloquenza, del commercio e dei ladri) il suo cad uceo, per cui egli fu detto cadw:i(er, e non regaliamolo ad EscuJapio (dio della medicina), il quale non sapre bbe


~UESTIONI D ATTUALIT.À 1 VARIETA, NOTIZIE 1

517

·che farsene, avendo già un simbolo suo proprio, che nessun a.utore ·classico pensò mai di confond.ere col caduceo. E a chi m'obiettasse che quest11 degli emblemi è una. questione di lana CA.prina, risponderei che ignora a che razza di ludibrio fu esposta la classe sanitaria .a motivo di quel bastone . coi due serptmti e colle due alette, che permeùteva facilmente ·agli sci00ch i di rovesciare sui poveri discepoli d'Esculapio la colpa delle male fatte di Mercurio. I vecchi medici militari ancora superstiti, i quali portarono il caduceo tra i fregi molto visibili della loro divisa, non possono dimenticare le irriverenti parole di scherno con cui era invariabilmente salutato dai così detti uomini di spirito quel bugiardo simbolo d ella medicina, che veniva loro infii tto come un marchio d'infamia . .Ah! Mercurio, Mercurio! « Di quanto mal fu matre l) quella tua verga dt messaggero e di per·ductor scortorwm (diciamolo in latino) di Giove !

**• .

Ma. oltre al peso della leggenda, grava anche sui ~edici il peso dell'ereditarietà storica, il quale ci spiega molte cose che altrimenti sarebbero incomprensibili. Nelle civiltà più antiqhe, e segnatament-e in quelle dell'Egitto e ·della Grecia, i medici vennero tenuti in gran conto ed ebbero onori quasi divini: nella civiltà romana, invece, dal la quale abbiamo ere·ditato così poche virtù e tanti difetti e soprattutto tanti pregiudizi, i med ici si trovarono per molti secoli in condizioni di tale inferiorità. in confron to cogli altri ordini di cittadini, da r ecar maraviglia che si trovassero dei balordi, i quali preferivano l'esercì zio dell'arte salutare a quella di un qualunque altro umilissimo mestiere; quelli, per esempio di dispensatores, di ceUa-ri'i, o di structO?·e11, in cui la responsabilità. era assai minore, più comoda la vita e più grassi. i guadagni . Maraviglia, ,d el resto, ~;he non è f uor di luogo neppure ai tempi nostri: Presso i Romani, i medici erano in gran maggioranza schiavi o tutt'al pia liberti (era un liberto Antonio 1\i usa, medico di Augusto), ·e in piccola parte stranieri, in pal'ticoJar modo Greci, come quel ceno Archagatho, che dal Peloponneso era venuto a stabilirsi in ~Otna, d<Jve aveYa aperto in uua taùerna niente meno che una specie di arubu[atorio chirurgico. E:>empio, questo. che, al dire di P linio, ~a St:-guito da altri suoi connazionali; ma senza grande fortuua, perchè 1 .l~omani non soltanto non riponevano in essi alcun~ fiduci a, ma ne dtffidava no ritenendo li avvelenatori : tanto che lo ste.sso Ou ton e soste· .neva che quei maledetti ciurmatori aYevan giurato di distrué,gere tuttl i barbari e quindi a.ncl1e gli stessi Romani, i quali, com'è noto, 34 -

t;ior11ale di medicina !llllilarr -

F~sc. \'J.


518

1

QUESTI ONI D ATTUAL1TA 1 VAlllET A1 NOTIZIE

eran dai Greci considerati come barbari. c Jurarunt inte1· se bat·baro8 necare omnes medicina, sed hoc ipsum mercede facient, ut fides iis sit et facile disperdant •. (Ca t. F t·ugmenta). Se stranieri, tenuti in sospetto; se indigeni, trattati, o per meglio dire, maltrattati al pari degli altri schiavi: tale era la condizione dei medici al tempo della repubblica romana, checchè ne dica il Casaubon, il quale sos~iene il cont<a.rio ne' suoi c Commen tari • su Svetonio, e checchè ne pensi l'eruditissimo dottor Antonio Pinto, il quale nella sua aurea Storia della medicina in Roma al tempo clei ?'ee della repttbblica (R oma; tipog·rafia Artero, 1879), pur non pronunziandosi al riguardo in modo chiaro ed espl icito, mostra di credere che i medici di allora non fossero poi quei paria, che descrisser<> alcuni autori. P ianto e Terenzio - ma in particolar modo il primo - i quali ci diedero dei costumi del popolo romano durante la repubblica una immagine fedele , se pongono soventi volte in scena. i medici· nelle loro commedie, non si può dire davvero che essi conferiscano sempre al personaggio quella dignità e quella serietà, che non sarebbero di certo mancate sul p1·oscenittm e sul pulpitum se fossero esistite nella. vita reale. Di Accio Pianto, è interessante consultare, a quest<> r iguardo, la Cistelta?"ia, il Pltclen.s, l'Aulularia, i Captivi, il Mm·cator, il Poemtlns e particolarmente i Menaechmi, il cui quinto atto ha tre intere scene dedicate a una comicissima consultazione medica, che do'vette fare sbellicar dalle risa i buoni Quiriti e che conferma il fatto già accennato cht', cioè, alcuni medici - in specie stranieri esercitavano Parte loro in tabemae (botteghe) ; la qual èosa non contribuiva di certo ad accrescerne il decoro. Dice infatti il c Medicus • al « Senex •) accennando a c Menaechmus • infermo : Immo ego ibo domum U t parentur, qui bus paratis opus est: tu servos jube Runc ad me ferant.

E questa sua domu,.~ era poi una di quelle tabernae accennate or ora e che il dottor Pinto suppone fossero case di salute; ma che, in r ealtà, erano semplici botteghe, sul gusto delle ton,~ trinae, dove i medici davan consulti, preparavano medicine, e istruivano nell'arte loro alcuni liberti, coi quali si dividevano i guad agn i. Non è bene assodato se anche i medici indigeni si permettessero il l usso delle tabernae; ma è probabile che queste costituissero un privilegio dei liberti, rimanendone esclusi gli schiavi; i fìUali, facen do parte della familia, eran naturalmente i medici di casa, alloggiavano nelle cellae {Clnnliat11 come le chiamò Catone, e, qua.n:Io non adero-


QOESTIO~l D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE

519

pivano il dover loro, ossia quando mandavano un infermo nel regno di Plutone, correvano il rischio di subire le pene comuni a. tutti gli schiavi, le quali erano il flagrttm (sferza.); il pistrinum ad molendum (la macina); i metalla (miniere); il cruci(ragit~m (rottura delle gambe); e finalmente la. crtu:, il più spaventevole dei supplizi, che fu poi glorificato dal Rabbi di· Na:zareth: le quali pene, oggi, non pochi lamentano che non siano state conservate per i medici. Benchè non m·ancasse qualche giusto estimatore dell'arte salutare. fra i quali

Cicerone che la chiamò a1's honesta (De o/f. I, 42), tuttavia le sorti dei sacerdoti d'Esculapio erano, come s'è visto, tutt'altro che invidiabili; nè mutarono se non sotto Giulio Cesare, il quale, in omaggi<> alla fama che s'~ra acquistata Asclepiade di Prusa, concesse non soltanto a lui, ma a tutti i suoi colleghi, il diritto di ci tta.dinanza: e un vento ancor più propizio spirò per i medici sotto Ottaviano An · gusto, che, per ricompensare Antonio Mnsa d'averlo guarito d'una grave malattia, esentò l'intero co·r pus meclicorum dal pagare le imposte. La qual cosa. conferma la giustezza d'un'osservazione che si può fal." oggi come. già ai tempi di Cesare e di Augusto; e cioè, che se la classe dei medici riesce talvolta a ottenere qualche vantaggio, quest<> è sempre dovt1to all'influenza esclusiva d'una sola persona, la. quale abbia saputo destreggiarsi in modo, da tenere ambo le chiavi del cuore d'un potente. Da Augusto in poi, attraverso le fortuno'!e vicende dell'imper o: i medici salirono alquanto nella. considerazione del pubblico; perchè si andarono sempre più perfezionando nella. loro arte, facendo tesoro dell'esperienza. e dell'insegnamento dei maestri, particolarmente di quelli · venuti .dalla. Grecia, i quali predicavano il Verbo del grande maestro di Coo. Sì ebbero in quel tempo i primi specialisti rmedici ocularii ct«.>·a1'ii, dentisti, cerusici) e perfino - nihil sub sole not:i - alcune Dledichess~ (medicae}, che però si dedicavano esclusivamente alle malattie delle donne. Fu pure in quell'epoca, che i medici entrarono llffic ia.lmente a far parte dell'esercito, con funzioni abbastanza ben Pl"ecisa.te e con gradi corrispondenti a quelli militari . Ma travolto dai barbari l'impero, e con esso · la. civiltà romanat la. Dl.edicina cadde in piena. balia. dell'empirismo, che dominò per sei Sf)coli, ripiomba.ndo i medici nelle tristi condizioni primitive, anzi in condizioni forse peggiori ; nel senso che, se non erano più schiavi, erano - salvo rare eccezioni - volgarissimi ciurmatori: o temuti e Odiati come stregoni, o derisi per la. loro supina ignoranza avvolta. :el _bufl'onesco pa.ludamento d'una potenza soprannaturale con attri'll. t1 quasi di vini.


520

'

1

QU KSTlO!\T D ATTUALITA 1 VARIETÀ, NOTIZIE

E così, alla tara. ereditaria della leggenda e della schiavitù, si aggiunse il gravame del ciarlatanesimo, coll'effetto di accrescere il dispr ezzo e il ridicolo verso i medici scienziati dei nuovi tempi, i quali, condannati dal fato a vivere e a lottare in mezzo a una folla min acciosa. non hanno neppure la magra soddisfazione di spez-zare sul capo dei più furibondi il caduceo serpentifero e a lato, perchè q uella verga, non appartenendo a. E sculapio, bensì · a Mercurio, accarezzerebbe, ma non romperebbe la d~ra cervice dei loro nemici. Ah, SP. il divo Esculapio potesse ritornare tra noi sotto le spoglie di serpente! Se a vvenisse un tal prodigio, noi lo imploreremmo di rispondere alle turbe infer ocite con lo stesso linguaggio con cui egli dia' segno della sua presenza ai messi del senato romano riuniti nel tempio d'Epi dauro: Ter repetita dedit v ibrata sibila ling ua..

• **·

'

•Quali e q uanti sono i nemici dei m~di ci ? È presto detto : Tutti ·~oloro che non lo sono. È tuttavia opportuno dividere questa falange sterminat a in alcune categorie, i cui caratteri distintivi, ben lungi dal ·togliere, aggiungono efficacia al cara.tterè comu ne a tutte : vale a dire uu sentimento d'avversione invincibile contr o la classe sani taria. Vi sono in primo luogo i beattX esp1·its, i quali, salvo qua lche indigestion e o q ualche sb0rnia, ebbero sempre t'immeritata fortuna. di g odere una salute di ferro e. per conseguenza, d' impiparsi dei medici e delle medicine. Sono questi gli avversari più feroci, g li scheroi tori più arrabbiati, gl i inventori più fecondi dei motti sconsciamente burleschi e delle volgari canagliate contro i discepoli d'Esculapio. Essi son soliti a mangiarsi un medico a colazione e un altro a cena, e non son soddi· 's fatti della loro giornata, se la serl\.1 affondando nal guan ciale la genialissima testa, non possono dire a sè ~tessi d'aver beffeggiato, maltrattato, avvilito almeno un med ico in dodici or e su ventiquattro: cosi per istinto, per un sentimento d'ord in e infer.iore, e anche perchè provano dispetto che al mondo ci sia una classe di persone, la q uale abbia l'im pndeuza di Yi vere sui malanni del prossimo e stia tispettandò al varco le persone sane per g ridar loro un bel giorno « I n mia man o alfin tu sei »1 impugnando la fatale siringa, la quale, per i burloni di questa categoria, è uu argomento che non ha limiti, nè misura, nè senso comune. Questi prodi campioni della lega autijati·ica, i qua.Ìi distillano !R. burla nel loro tubo digerente, le cui funzioni sono così elevate e com ples:se da assorbire anche quell e dell'encefalo; questi denigratori sistematici, ,questi sapienti del sillabar!o (in maggi~ran za


~UESTIONI P ATT UAUT.À 1 VARIET.À 1 NOTI.ZIE 1

52!

sub·medioori), che nascondono la loro grande miseria intellettuale sotto uno strato l!Ottilissimo di umorismo mercantino, sono veramente i nemici più temibili e più pericolosi ; e si può esser"' certi che, in qualunque oeto sociale essi si trovino, picchiano sodo sui medici, ri· correndo più sovente al ridicolo, che è l'arma meglio maneggiati\ da chi ha scarsa coltura e molta cattiveria; e riescono quasi sempre

nell'ignobile intento, perché il ridicolo, come 'la calunnia, . si lascia. addietro qualcosa di simile a quella Impura striscia Che pare argento,

la quale segna il cammino della lumaca. Me. qu~sti nemici impla.cab~li dei discendenti di Esculapio sono - chi mai lo crederebbe? - i più vili postulanti dei medici quando una. colica o un'infreddatura viene a inaridire la sorgente limacciosa della loro arguzia ; perchè essi sono nn po' come quegli scapoloni impenitenti che, dopo avere per tanti anni detto roba -la chiodi del matrimonio, un bel giorno si buttano spontaneamente ne.lla trappola d'Imene e diventano i servi umilissimi della moglie, alla qua.l€1, fin dalla prima settimana, cedono lo scettro domest ico e il diritto d'infilarsi i calzoni. Se il medico non avesse imparato, dopo tante lotte intime e dolorose, a sopportare e a perdonare le ingiurie, che bella. rivincita avrebbe a portata di mano in quei giorni di colica. e d'infreddatura! Ab! ti duole la pancia? Eccoti un bel clistero d'acido nitrico, che ti calma in quattro e quattr'otto. A.h! ti goccia il naso c9me una fontana? Fiutami questa polvere di starnutiglia, che ti turerà la nappa come un s•1ggello di piombo Ma qneste son cose che si pensano e non si fanno; e il medico, guarita. la colica o l'infreddatura, c.he gli procurò bland,izie e sorrisi, si prepara a ricevere con santa pazienza in fondo al fil delle reni, i ·nuovi calci del' mulo rimbaldanzito. V'è poi la falange di coloro, i quali vivono in una continua trepidazione per la loro preziosa salute, che, se potessero, starebbero cuciti alle falde del medico, assediandolo di giorno e di notte, in casa e a passeggio (più spesso a passeggio), lisciandolo, imburrandolo, por· tandolo alle stelle ; e che poi, avuto un consiglio o una ricetta. e non ottenendone il mira colo desiderato, gli volta.n le spalle e lo sbertucciano nei crocchi degli amici e dei conoscenti, e vanno a. cascare nelle braccia dei Dulcamara e delle sonnambule, che te li spediscono~ra.vamente al Creatore. Ah! mio caro Renato Fucini, che capolavoro di triste realismo quel tno Passaggio memm·abile, in cui si assiste al delirio di tntto un villaggio per i prodigi d'un ciarlatano, mentre il


522

...

QUESTIONI D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTH.l&

povero medico, ria.ntato in asso da tutti come un a.ppest&.to, sta sfogliando gli ultimi fascicoli dello Sperimentale per trovarci q ualnhe condotta. vacante ! Buaggine e cattiverie, codeste, non d' un villaggio' soltanto, ma di tutte le plebi - in cenci e in falde - di questo povero mondo. Voi mi direte che vi son delle eccezioni, ed io lo .ammetto di buon grado; ma sono eccezioni rarissime, veri oasi sporadici, che si osserva.nç> di quando in quando in qualche spirito semplice, tagliato all'antica., nutrito di buoni principii, fra cui quello, -che la ri...:onoscenza per chi v'ha. salvàto la vita non è un peso, che curvi le spalle e faccia reclinare il capo sul petto ; ma è un senti· mento di devozione affettuosa, che ilbmina. il volto e fa prorompere dalle labbra. parole di commozione intensa e profonda., le quali trovano subito la. via dell'anima. ed hanno, per il benefattore, tutta la. soa.vità d'una carezza.. Io domando ai medici quante volte, durante la loro t•ia cntcis professionale, abbiano udito il suono di coteste parole, e scommetto che i più mi rispqndera.nno di averle udite una. volta. sola. e di conservarne il ricordo incancellabile, come di uno di quegli avvenimenti, che fanno epoca nella vita. d'un uomo; mentre gli altri scoteranno il capo con rassegnata tristezza, facendomi pensare al flagrum, al pistrinum e al cr uci(1·agium, che, da. supplizi materiali, si son mutati, col progresso della civiltà, in supplizi morali, ben più terribili dei primi. · Chiedevo un giorno a. un tale, ch'era scampato alla morte mercè le cure amorevoli e sapienti d'un medico, e che parlava di quest'ultimo com9 un Romano antico avre.bbe parlato d'un servrtS, a cui incombesse il dovere di stare accoccolato nel cubiculum, pronto ai <:enni del dominus aeg1·ottta: - Ma non hai la coscienza d'avei rice· vnto un gran benefizio 7 - E quel Molière in diciottesimo mi rispose .con gravità. affettata: - Si, un benefizio impagabile; tant'è vero che più ci penso e meno riesco a trovare il m odio di sdebita.rmi. - Infatti, .a furia. di pensarci, finì col rinunziare a. sdebitarsi. E così fanno i più: ossia rimangono debitori insolvibili e, per conseguenza, nemici. ' E dove li mettete quegli altri medicofobi, in cui l'origine dell'odio, sovente molto remota., è da. ricercarsi in un giudizio medico-legale sfavorevole ai loro interessi personali? Anch'essi sono una. falange sterminata e compatta, la quale garèggia. coi beaux .esprits - e talvol ta li supera - nello scoccare contro i medici le frecce intinte nel veleno più micidiale. So di certuni, i quali contrassero questa forma. morbosa convulsiona.ria. fin dagli anni del collegio, in seguito a un parere medico dubitativo, o addirittura negati vo, sulle loro insistenti affermazioni di malattia; e che giunti, coll'andare degli anni, in posizione di poter nuocere o giovare, coniu-


QUESTIONI D' ATT OALITÀ, VARIETÀ, NOTIZJlC·

623

g;a.rono il primo di questi verbi in tutti i tempi e in tutti i casi, ()gni volta che si trattò della causa dei medici;. compiacendosi di far '?a.gare a un'intera classe il fio della supposta colpa d'un solo. lncre· d.i bile, ma. vero! Non è forse il caso di dire con Seneca che: Parva saepe scintilla contempta magnttm excitavit incenrlium <J E quante di queste parvae scintillae hanno deciso della sorte ùei medici! Una delle ultime schiere dei nemici dei m edici (vi faccio grazia delle al t re inte.rmedie) è costituita ..... dai medici stessi : non da. tutt i, ci s'inten d e, ma. da una parte non trascurabile. Maldicenti e invidiosi gli uni degli altri, f~lici dell' infelicita dei èolleghi, divisi in tante scuole, in t anti capannelli, in tanti manipoli« l'un contro l'altro armato:., essi dànno sqvente un miserevole spettacolo di discordia, che imbaldanzisce i nemici e ne favorisce grandemente il trionfo. Quando si pensi che, se i medici fossere fedeli al mott o c Virib~ts unitis •, potrebbe.xo esser padroni invece che schiavi, distruggendo d' un colpo gli effetti sciagurati dell'ereditarietà leggendaria e storica, c'è da morderai le dita per la. rabbia, imprecando al fato inesorabile, che condanna i di s cendenti d 'Esculapio a esser travolti dalla fiiumana. dei deboli - essi che rappresentano la forza- e a subir sempre le leggi di chi temendoli li schernisce, implorandoli li disprezza, e ringra.ziandoli li maledice.

*

Ma insomma, che cosa vuole,* "'che cosa pretende dai medici quest'immenso stuolo di locuste? Due cose semplicissime : l'asservi· mento senza restrizioni a. tutte le classi sociali (il quale già esiste di fatto l, e la proibizione assoluta di far capolino dalle pagine del formulario, o d'allungare un braccio fuor d ella sa1a dell'ospedale. Un medic0, che si sottragga anche per poco all'esercizio professionale, costituisce un sflrio pericolo per il grand 'edifizio egoistico della società.: d a un lato, perchè egli invad e altri campi dove, colle sue qualità. superiori d'osservazione e di studio, diventa in breve un terribile competitore; dall'al tro, perchè, da schiavo ribelle, egli :abbandona la casa del padrone. commettendo un grave reato d'in· t~ubordinazione e d'ingraditudine verso il dominus, il quale si dt>gna. <li concedergli la cura del suo corpo prezioso, d'alle carni più delicate di quelle della chiocciola, ripagandolo poi con calci e con ceffoni. Poicbè così impongono il fato e la volontà dei padroni, a qual fine sciupar tempo, carta e inchiostro per far l'apolog ia dei me-dici e dimostrare quello 0he. nessuno sarà mai disposto · ad ammet· tere ; e cioè, la superiorità d'una classe tenuta finora. dalle altre in ,condizioni inferiori? No: quest'apologia e questa dimostrazione, arieggianti la rivolt a) non otterrebbero alcun utile int ento; e al nuovQ


524

1

QUESTIONI D ATTt:ALITÀ 1 VARIETÀ, NOTIZIP:

Spartaco, eh~ s'accingesse all'impresa, toccherebbe una sconfitta ben più dolorosa e sanguinosa di quella riportata dall'audace gladiatore· romano solle rive del Sila.ro da. parte dell'esercito di Crasso. Queste malinconiche riflessioni io faceva proprio in questi giorni rileggendo il coraggioso opuscolo del compianto amico Ranie>ro Gigliarelli «Lamentazioni del dotto1· Antonio:., in cui, con un ricco corredo di citazioni storiche e coll'accento della più grande amarezza, egli rivendica.· tutti i diritti dei medici, conculca.ti da. tanti secoli, trascinando gli oppressori e i denigr!l.ttri dinanzi a l tribunale della pubblica opinione. Ma la pnbblica opinione no.>n se ne commosse affatto: non se ne commossero, a. dire il vero, neppure i medici; e l'autore, vinto dallo sconforto, abbandonò per sempre la causa. d' Es;culapio per dedicarsi interamente ai suoi prediletti studi storici, che gli fruttarono compensi morali di gran lunga maggiori. Chi mi conobbe negli anni· giovanili e ricorda ch'io ebbi allora. gli stessi impeti di sdegno di Ra.niero Gigliarelli, commetteudo perfino un analogo reato tipografico, oggi s'aspett-ava di certo da me un articolo ben diversamente intonato e sopratutto con ben di versa conclusione. Ma. che volete! La lunga. esperienza della vita. e, in par · ticolar modo, gli anvenimenti di questi ultimi quattro auni, come hanno muta.tv radicalmente molt.e mie convinzioni, cosi mi banno dimostrato la perfetta inutili tà della medicina nel mondo; o se non proprio della medicina, almeno dei medici. O tutti medici o nessuno. Questo era. il concetto di Plini o il Vecch io, il quale, dopo aver deplorato « che fosse lecito ai soli medici d'uccidere impunemente:., soilteneva. essere ne~ssario l}h e cias•.mno di venisse i [ medico d i sè stesso. E in qtleste parole del grande naturalista. di Como sta., a mio parere, la soluzione d'un enigma più antico dello Sfinge: la società non invidia ai medici. la conoscenza dell'arte di guarire, bent~Ì la facoltà. d'uccidere sotto l'usbergo della legge. Ma non è proprio questo ch'essa va facendo da. secoli, e anche presentemente, senza bisogno d 'alcun diploma ? Distruggiamo, dunque, il tempio d' Esculapio, d ove ormai più non si brucia. l'incenso, e innalziamo sulle sue macerie il tempio di Mereurio, che, insieme con Venere, Bacco e Pri apo loro figliuolo, è sopravvi~suto alla. ro.vina. del veechio Olimpo, e vivrà quanto l'uomo. In questo nuovo tempio. in cui si pigerà una foll a sterminata, quale mai non fn vista, si potrà finalmente compiere la solenne cerimonia della restituzione del caduceo al suo legittimo possessore,. e riconsacrarlo sull'ara del nume. come il simbolo più conforme ai nuovi te:npi e ai nuovi costumi. Felicite1· callido 1ltfercurio! Roma, giugno 1918 . EDMONDO TRolf BETTA_


525.

1° Convegno deli 'unione dei medici italiani Il 4 maggio u. s. si tenne in Genova il 1° Convegno dell'Unione dei medicf italiani per la resistenza nazionale. Per il num~ro dljgli intervenuti, per l'im · porta.nza delle relazioni che vi furono presentate, per l'elevatezzli delle discussioni, per l'alto sentimento patriottico che ne ispirò tutte le votazioni, il Convegno ha avuto un risultato degno delle più nobili tradizioni della classe sanita.ria. Riportiamo ben volentieri i due ordini del giorno che furono votati per a c· clamazione:

1°) Per l' economia dei consumi. « Noi medici italiani vogliamo, innanzi tutto, col nostro es~jmpio persona le e con quello delle nostre famig lie, i n ogni occasione concorrere ad una. austera economia d..ogli alimenti, di cui oggi specinhnente difetta il Paese, sovratu tto: grani, carn e, latte e zucchero. E sempre col proposito di accrescere il risparmio alimentare a vantaggio del Paese e dei malati, ci im peg nia mo, con serena ed uniforme disciplina, a non proporre nè a tollerare, nell'ambito del nostro t:sercizio professionale, prescrizioni e abitudini alimentari che non s iano giustificate, nella qu~~on tità e qualità specifica, da strette esigenze terapeutiche, · bene accertate presso individui infermi o semplicemente delicati:..

2°) Contro. Il disfattismo. "'I medici italiani, riuniti a Genova in solenne adunanza, nel momento attuale che preludia ad una. nuova e grande epoca s tor ica, sentono più vi vo e potenteil loro affetto verso la Patria, più salde le loro aspirazioni ai progressi della civiltà, deplorano che qualche collega, sedente in Parlamento, mentre Governo. ~ Paese reclamavano da tutti concordia, unità. di intenti, resistenza per caccia're Il nemico secolare che oggi calpesta il nostro suolo, deturpa i nos tri monumenti, ma.rtirizza i nostri fratelli, abbia potuto emettere una. voce che rinnega la Patria,. la sua storia, h sua missione, condannano l'opera nefanda, e fauno voti p ercbè dalle presenti contingenze l'Italia r isorga. unita, forte, libera e degna del su<> avvenire,.

•


526

CROCE ROSSA ITALIANA B.icom prnse al merito. Il presidente dell'Associazione, n ella ricorrenza della festa dello Statuto, ha Mnferito le seguenti ricompense a l merito ai sottoiodicati uffioiali medici del .R. Esercito: Medaglia d 'a rgento.

Maggior generale medico BoNOMO prof. Lorenzo ,. LI V! prof. Ridolfo ,. ~ VtOiiiDOMTNI dott. Matteo. ,. GERUNDO dott. Giuliane.. • lo Colonnello FARALI,l dott. Celestino. ,. F OLI.O!St dott. Adeodato. A. RrvA dott Umberto ,. t GUALUI prof. Carlo. ,. Msm10 prof. Giovanni. Tenente colonnello ,. R ICCI prof Sera6no . ,. ,. MAZZETTI dott. Loreto . ~Maggiore M&NDF.S dott. Guido. \ t BARI LE dott . Ft~lice. • Sor.ARO d 0 tt. Giuseppe•

,. •

,.

•

,. •

,.

• •

•

•

•

1\l eda~U a di b r o n zo.

Jdaggiore medice> Capitano ,.

Gn,ARDONI dott. Enrico. ORIANI dott. çtiovann i.

NECROLOGIO

-- .

Cav. FRANCESCO SOLLINI Maggiore medico .

1 1 martirologio professionale ~anitario segna il nome di un a ltro uflicia.le medic~j 1 -<:h~, nella m odt<sta semplicità della ~ua funzione, E't&. riuscito a contenere tutto

magnifico sviluppo di un'alta missione. . to 1 0 Il maggiore medico Sollini cessava di vivere il S giugno corrent.e ~r V_J : a· morbo infettivo contratto nell'e~;ercizio del suo dovere, a 66 annt, dt cut ve v n tralicorsj nell'Esercì to.


NECROLOGIO

527

Nel vedere la enorme folla raccolti\ al seguito del feretro, dal più umile &i più eletti nella gerarchia militare e civile, veniva spontaneo il pensiero che il defunto scendesse alla tomba da unu eminente posizione sociale. Egli fu invece semplicemente un medico e la sua potenzialità traduceva in una serie ininterrotta e quasi incor.sapevole di atti benefici come nel suo unico abituale linguaggio Da lui non si sprigionava quel fascin" che di per sè circuisce un'ampia cerchia ài uomini, ma per ognuno quella sollecitudine delicata, affettuosa, clie emana da un'anima s atura di indulgente benevolenza. Fra le singolari sue qualità possedeva quella elettissima di isolare dall'individuo il malato, cui si prodigava con la sovrabbondanza del suo spirito e della sua tute, 11enza più avvedersi del diverso valore rlelle persone. E manteneva siffattamente il contatto costante ed efficace con le esigenze dei singoli infermi, e con tale pacata serenità, da lasciare ad ognuno la convinzione che fosse quella l'unica occupazione della giornata Eppure tanti e tanti ricercnvano ormai l'opera sua, eppure la densità del suo lavoro raggiungeva d'ordinario l'inverosimile: ma egli non perdeva giammai il sorriso bonario, come non riduceva .a. nessuno la parte di assistenza, sibbene invadeva semprJ.: piil quella sottile striscia che <iella. giornata gli rimaneva per sè: invadeva la già ridotta ora del sonno, del Pasto, delle pa~se e continuava a darsi, come se l'operosità sua derivasse da una 11orgiva molteplice e inesauribile. Nei tre giorni di angosciosa vigilia, mentre ognuno di noi che gli fummo da ;presso, contenev_a a stt>nto il groppo amaro che ~:aliva dal fondo dei ricordi, il suo spirito si conservò limpido e sereno, pur nella piena consapevolezza della "irreparabile fint>. E appena sent\ prossima la suprema sua ora, prese cvmmiato dalla dolorosa. -compagna, dai figli, dai fratelli: tagliò con l'estremo saluto, uno ad uno, gli ultimi leg~mi terreni della vita famigliare che giorno per giorno aveva in tessuta eon le fibre della più squi •ita delicatezza e poi, col solo sguardo, recise l'estremo ilio, il più profondo, quello che lo univa alla sua piccola Evelina e nel qual~ sentimmo rifluire tutta l'onda di unu sconEnato amore, di una infinita tenerezza, del supremo dolore. Ecco chiarito, anche a conforto nostro ed ammonimento per tutti, come un -uomo semplice, nato povero, morto poverissimo, abbia potuto esplicare un cosi vivo richiamo di commossa. devozione intorno alla sua bara, ecco ~tttraverso quale sem~nagione maturò tanta messe di compianto, ecco come può solu spiegarsi il mtracolo che, meotrttla guerra miete a larga mano la ridente giovinezza d'Italia, nel nostro an.im.o trovi posto e prevalga il pal p i to per un modesto operaiò del dovere.

M· DR FLORA.


o28

PER IL LIBRO D'ORO 'DEL CORPO SANITARIO MILITARE

Il Comandante della III Armata e l'opera del corpo sanitario militare I l giorno 6 corrente l.l Mestre si è svolta una di quelle cerimonie, che per l'alta sua s ignificazione merita di essere ricordata nel libro d'oro del nostro corpo sanitario. È noto come nelle serene notti lunari del gennaio u. s. una squadriglia di velivoli nemici venne anche s u Mestre a seminare In rovina e la morte colpendo sopratutto gli ospedali. In quell'occasione, oltre che gli ufficiali della difesa antiaerea, si disti nsero in particolar modo gli ufficiali medici del presidio. i quali, con mirabile calma, con eroica abnegazione, con impavido spirito di solidarietà uma na e di disciplina, continuarono a prestare l'opera pietosa ai feriti ed ai morenti. A questi ufficiali S. A. ~· il Duca d'Aosta, che ha sempre dimostrato verso il corpo sanitario militare, in ogni contingenza, sia. in pace che in guer ra, la. più alta stima ed ammirazione, volle dedicare ricompense al valore e conse· gnarle personalmente alla presel\za di reparti di tutte le armi e corpi, Siamo orgogliosi di riportara le parole di lode, che il valoroso duce della. magnifica s• a rmata ha pronunciato per il nostro corpo nella solenòe circostanza: 4: VAlorosi apostc.li della pietà, il ricordo delle not ti di tormentata veglia che nel passato gennaio voi avete trascorso, quando la rabbia tedesca si sfogava più ferocemente sulle nostre floride contrade, sulle nostre tranquille città, sui nostri preziosi monumenti, viene oggi qui r ievocato dal premio al valore che alcuni fra voi banno saputo in quei frangenti maritarsi. Il lungo m artirio al quale, con cinica insistenza, inermi cittadi ni, deboli donne ed innocenti fanciulli furono sottoposti durante quel doloroso periodo, suscita nell'animo nostro un impeto di ribellione, un senso di odio, un proposito di vendetta, che non potranno estinguers i mai, perchè non s i cancellano le pagine di crudeli bt~rbarie, perchè non si perdona la strage ingiustificata, perchè non si obllano i delitti perpetrati con atroce gioia. « Mentre i maledetti çelivoli a v versar i si aggiravano nella notte sui vostri ospedali, portandovi la rovina e la strage, voi continuavate ad attendere al vostro sacro ministero, con quella mirabile calma e quel placato eroismo che io ben conosco nel corpo s anitario, alleviando cosi nuovi dolori, e contendendo di nuovo al nemico le vittime che, già piagate in duri ed aspri com ba.ttimen ti, ins eguiva con spieta ta tenacia nelle case di dolore. • Dai posti di" medicazione più a vanzati alle più lontane retrovie, la vostra opera- o ufficiali medici e militi di sanità- è sempre improntata al più santo altruismo; mentre i proiettili grandinano presso gli indifesi vostri posti e la morte vi aleggia intorno, pronta a ghermirvi insieme a coloro cui portate conforto, speranza. e vita, voi, dimenticando disagi, insidie. pericoli, con mani sicure e s a.pienti, fra il gemito dei feriti e il rantolo dei moribondi, operate e salvate. lvi giunge, col fragore, tutto l'aus tero aspetto della lotta atroce; sotto il t uooo


PER IL LIBRO D 10RO DEL CORPO SA~ITA RIO MILlTABF.:

529

i portaferiti recano il caduto con le membra stillanti sangue e gli oc~hi ancora accesi dalla visione di gloria; e voi vi tingete di quel sangue, vi irradiate di quella visione e spesso raccogliete l'estrema parc.la di quei generos i, parola che .è sintesi del più puro sangue: < Madre mia! I tal ia l I tal ia ! Italia! « Ufficiali e militi di sanità, all'ammirazione che io ho sempre nutrito per quanto, in mezzo a difficoltà di ogni specie, voi compite in pace a vantaggio dell'umanità. sofferente, sia. nei corpi, sia nelle cliniche o nelle campagne, si è aggiunta una viva rir.onoscenza per l'opera che -voi tutti - ufficiali effettivi o delle catego1·ie in congedo - avete svolta in questa aspra guerra. Per merito vostro un numero infinito di soldati è stato strappato alla morte; per l'opera -vostra migliaia e migliaia di mutilati hanno potuto rieducarsi e servire · ancora il Paese; per virtù vostra nuovi combattenti vengono ogni ora alla battaglia, col corpo e con lo spirito riteplptato dalle vo~tr~ cure. Per queste vostre benemerenze io son lieto di prein.iare oggi aicuni di voi; primo fra essi il vostro direttore, ~he nelle più gravi calamità, che in pace e in guerra hannQ colpito la nostra Patria, ha dato prova. della. più sapiente abilità organizzatrice, dell'nbnegazione più assoluta, del più elevato spirito di srtcrificio. Premiando questi ge· nerosi, io intendo premiare tutti voi, o ufficiali e militi del corpo sanitario, che sulle linee & nelle retrovie, siete vanto e gloria della s~i enza italiana, della pietà latina, della Patria diletta l ».

BIOOBIIPENSE al valor militare per la o&mpagna di guerra 191&-1918 (Co>~ hnuq:;iOilC -

l"tdi {asciG1Jlt p•·ecede,IIIÌ dr/ 1916- 17-18) M~iDAGLIA DI BHONZò.·

Decreto luogotwenziale 2:1 1lOt:embre 1917.

391. L&ITI Pietro, da Bergamo, aspirante ufficiale medico sezione sanità. - Al comando di numerosa squadra di portaferiti, i n una. zona molto battuta dall'artiglieria nemica, incurante del pericolo, diresse con calma. ed energia, per dieci giorni consecutivi, il servizio del proprio reparto, inerpica.ndosi Rernpte primo fra roccie e declivi, strappando alla morte numerosi fexiti. - Monte Santo, via di Zagora, 14-2-! maggio 1917. 392 M mssiNEO cav. Giuseppe, da. Petralia Soprana (Palermo), maggiore medico divisione. - Capo ufficio di sanità di una divisione, dando prova di alto sentimento del dovere, volontariamente si stabili, durante il combàttimento, presso la sezione di sanità dislocata in vicinanza delle prime linee, in zona fortemente battuta dalle artiglierie nemiche. Esempio costante di sprezzo del periColo, con ,c alma e serenità nei momenti più d iffic ili,1·egolò ed assicurò inappun.tabilmente il funzionamento del servizio sanitario, e, con nobile altruismo Prese posto fra i chirurgi della sezione e prestò ininterrottamente con essi 1' 0 "Pera. s ua personale per la r.un\ dei feriti per tutta la durata dell'operazione. S(IB- Zagora-Zagomila, 13-29 maggio 1917. • ~ONACO cav. .Artu1·o, dA. Napoli, maggiore medico sezione sanità. Costante esempio eli attività e di a.lto sentimento del dovere, prestò valida opera di 80 l d ato e di medico, con assoluto sprezzo del pericolo, duraute varii bowbardatnenti nemici. Cou lodevole serenità rimase per più giorni in zoue battute

h


530

PER IL LIBRO D'ORO DEL C'ORPO SANITARIO :MILITARE

pel soccorso e rapido sgombero di numerosi feriti. concorrendo così efficacemente a regolare il funzionamento del ditli..:ile servizio, - Dosso Fai ti, 14-20. maggio 1917. 804 PoLOs Vincenzo, da Acerenza (Potenza), capitano medico reggimento fan teria. - Dirigente il- servizio sa nitario reggimen tale, per quattro giorni con· secutivi di azione, seppe con infaticabile energia, esemplare coraggio e sprezzo del pericolo prestare l'opera sua efficace ai numerosi feriti, conservando calmll e serenità, sotto l'interrotto e violento fuoco dell'a rtiglieria avversaria, che per tre volte colpi il posto di medicazione stesso, provoca.adone il crollo. Cas tagne vizza, 12·15 maggio llH7. 896. PULLÈ Felice, da Modena, capitano medico addetto servizio sanitario comando· supremo. - Trovandosi casualmente presso un reparto di fanteria. contribui va. con ferm ezza ed energia all'opera del comandante del reparto s tesso, intesa a ricondurre l'ordine dei sol-iati impressionati ed allarmati per lo scoppio di bombe a mano avversarie. Il suo pronto intervento rendeva poss1bile, no· nostante il persistente fttoco nemico, di rinr.orare la truppa e condurla in po· sizione defilata~ evitando cos ì possibili gravi perdite. - Falde del Sabotino, 8 agosto 1916. 896. SCARZ&LLA cnv M'chele, da Mi.Jlesimo (Genova), maggiore medico sez:one s n.nità. - Comandante di una sezione di sanità, e d irettore dello sgombero dei feriti dell a vasta zona di combattimento, durante lo svolgimento, di un'as pra e cruenta azione offensive. per la prtosa d'importante posizione, fece procedere ordinatamente ed in modo lodevole, att raverso gravi difficoltà e -perico li, il poderoso ser vizio sanitario, dimostrando nlto spirito umanitario, zelo ed abnegazione nell'urgenza dei soccorsi, infondendo nei dipendenti lena, calma e co· raggio, anche sotto l'intenso fu oco nemico, e dando bell'esempio di energia e di serenità imperturbabile nei luoghi e nei momenti più difficili. - Plnvn, 12·3L maggio L917. 397. SIRONI ca v. 1'orquato, da Milano, maggiore medico Croce Rossa., comandante· sezione sanità T. S. - Coma ndante di una sezione di sanità, dava bell'esempio di calma e comggio, continuando a dirigere il servizio dell'autoambulanza in u na zona forteme11tu battuta dall'artigl ieria avversaria, che cagionò gravi perdite nel personale e danni al materiale della sezione. .:..._ Plava, 9-17 mng· gio 1917. 398. TORRB J~doardo, dt\ San Salvato re Monferrdto (Alessand ria), capitano m edico complemento sezionlt' san ità. - Con s lanc io e coraggio, si spinse per primo, sotto il bopJbardamento nemico di grossi calibri, in soccorso di tre soldati telefonh;ti ri mas ti sepolti in nnn. baracca, estraendoli dalle macerie e trasportandone due, ancor vivi. alla sezione d i sanità. Costante esempio di ardire e generositt\, in più contiugeor.e diffic ili e pericolose, prestò sempre con nobile slancio ed iniziativa l'opera sua di medico e di soldato, - Plava, 12-Sl maggio 1917.

Dec,·eto luogotenen.;iale 30 no~:embre 1917. 399. ·CARGINALE Ca1·lo, da Napoli, maggiore medico complemento, direttore ospe•lale campo. - Direttore d'un ospedale, dltrante lo scoppio d i un depos ito di munizioni. mentre da ogni parte, con violenti esplosioni venivano lanc iati in ariR proiettili e scheggia, provvedeva a mettere in salvo due ammalati, e, ben· chè leggermente ferito ad un piede, rimaneva al suo posto per dirigere l'opera eli soccorso. - Gervnsutta. {Ud ine) 27 agosto 1917.


.

PKR IL L IBBO D 'ORO DEL OOBPO SANITARIO MILITARE

531

400. CAS ALI CAV. Pietro, da Reggio Emilia, tenente colonnello medico addetto al comando supremo. - Avvenuto lo scoppio di un deposito di munizioni, di sua iniziativa, accorreva sul posto, e mentre da ogni parte, con violenti esplosioni, venivano lanciati in aria proiettili e scheggia, si recava dove era maggiore il pel'icolo, cooperando alacremente al salvataggio delle persone sepolte sotto le mac-erie. - Sant'Osvaldo (Udine), 27 agosto 1~17. 401. CASTAGNONE CAV. Pietro, da Casale Monferrato (Alessandria), maggiore medico capo ufficio sanità, divisione. - Organizzò e diresse il servizio sanitario della divisione con intelliit~nza, sorvegliaudone l'andamento anche nelle prime linee e sotto il fuoco nemico; estlmpio di ardire per i suoi dipendenti ed incoraggiamento per i feriti, cui tutta la sua opera fu rivolta. -Fiondar, 23 agosto-6 settembre 1917. 402. Dm GREGORIO Carlo, da Grumo Appula (Bari), capitano medico direzione sanità corpo armata. - R ecatosi nella zona invasa dai gas asfissianti ed inces· sa.ntemente battuta dalle artiglierie nemiche, cooperò con infaticabile zelo, con intelligente attività. e con disprezzo del pericolo, all'opera di soccorso e di sgom· bero di numerosi col~iti da gas as.fìssianti. - Sagrado-San Michele, 29 giugno 1916. ' 4CS, Dm VtTA Damiano, da Marsala (Tr apani), sottotenente medico milizia territorial e reggimento fanteria. - In occasione di un intenso bombardamento nemico che minacciava la completa disLru~ione del posto di medicazione, già. :in parte crollato, prestava la sua opera, con ammirevole serenità, dando prova di Energia e di coraggio. - Carso, 18 marzo 1917. 40..1. Dos10 Enrico, da Torino, tenente medico complemento compagnia sanità. Essendo di guardià in un ospedale, sorpreso nel reparto agitati dalle violente · esplosioni provocate dallo scoppio di tm deposito di munizioni, col suo sereno con tegoo imponeva. calma. agli ammalati, facendoli allontanare dal pericolo e P r ovvedendo alacremente allo sgombro ed alla cura dei feriti. - Sant'Usvaldo (Udine), 22 agosto 1917. 405. F ALCI!lTTl cav. Pietro, da Roma, maggiore medico sezione sanità. - Comandante di una. st~zione in zona avanzata, in varie circostanze di bombardat:nento nemico sugli allC\ggiamenti della sezione, seppe, col suo esempio, infondere nei suoi dipendenti serenità e calma in ogni difficile ~omento, e duraute violente azioni, sprezzante di. ogni pericolo, più volte si recò, sotto il tiro nemico, ai posti di medicazione avan7iati d'affluenza dei feriti per invi~ gila.l'ne l'Msistenza e lo sgombero, con alto spirito di sacrificio e di esemplare attività. - Valle di Jamiano, 23 maggio 1917. 40 6. F ARALL t cav. Celestino, da Castigl ion Fiorentino (Arezzo), colonnello medico, direttore sanità corpo armata. - Noncurante del periMlo dovuto ad intenso botnbardamento n emi ;o, in seguito al quale fu colpita la 2211 sezione di sanità. in Sagrado, si recava in quel:lta località. da prima e poi nella zona inVasa dai gas asfissianti e anch'essa tenuta dal nemico sotto il fuoco delle sue artiglierie, per organizzarvi energica ed efficace opera di salvataggio, di soccorso, di prima cura e di trasporto di numerosi feriti asfissiati. - San Mi407chelè, . 29 giugno 1916. • l~GRAVALLE Alfredo, da Roma, capitano medico reggimento bersaglieri. N e ll'opera.zione per la presa. di una difficile posizione, diede saggia ed telliienti disposizioni per lo sgombero dei feriti, che egli in gran parte medicò. 8 Plicò poi per tre giorni e tre notti l'opera sua, esponendosi molte volte in

m


532

PER IL LIBRO 0 10110 DEL CORPO SANITARIO MILITAR E

un terreno fortemente battuto, e diede prOVI\ di mirabile energia nel mante· nere ordinata 6 salda la truppa soggetta, in luogo ristretto, ad un furioso bombardamento nemico. - Monte Pecinkn, 1""-S novembre 191 ~. 408. MI GKACCA ca v. Piet1·o, da Cassino (Caserta), maggiore medico compagnia sa· nità. - 'rrovandosi, durante lo scoppio di un deposito di munizioni, nel gabinetto radiologico, assicurato lo sgomber o di d ue feriti, usciva per ultimo, restando colpito a morte. - Sant'Os valdo (Udine), 2't agosto 1917. 4.09. SALVI Gi11tio. da P oggio Mirteto (Perugja), tenente coloot:ello medico C. R. - In occasione delh scoppio di un depos ito di munizioni, di sua iniziativa, lormava una piccola squadra di ufficiali e di soldati, accorreva prontamente ·dove maggior e era · il pericolo, e non ostante le continue esplosioni dei proiettili, coopemva. efficacemente al disseppellì mento di varie persone sepolt e sott<J le macerie. - Sant'Osvnldo, 27 agosto 1917. · 410. SAl!MART INO Ubaldo , da Camporeale (Trapani', capitano medico complemento ospedale reparto staccato. Di servizio in un os pedale durante lo scoppio .di un deposito di munizioni, mentre d'ogni parte, con violenti esplosioni, v eniva no lanciati in aria, proiettili e st·beggie, provvedeva coraggiosamente a mettere in salvo ammalati e feriti. - Gervas utta (Udine), 27 ngos to HJ17. 411. V.&LLA Riccardo, da Caltagirone (Catania) . capitano medico complemento sezione sanità. - Comandante d i reparto someggia.to d: sezione di Hanità, infatio9.bile, sprezzante di ogni pericolo nel percorrere zone aspramen te battute dal nemico, seppe infonder e ai suoi dipende nti la pTopria calma ed energia e provvedere ra'j)idamente ed effi cacemente agli eccezionali bisogni del servizio sanitario e sp<>cialmento a soccorrere e sgombrare t'eri ti. - Valle di J amiano (Carso), 21 g iugno 1917. ENCOM10 SOLENNEl.

Decreto luogotenenziale 18 ottoln·e 1917. 2-18. T rzZANI Felice, da Sn.n SfLh•atore, Mon fe rrato (AlessMdria), tenente medico reggimento al pini. - In diversi combattimenti fu costante esempio ai s uoi dipeudenti. Occupò !'em pre i posti d i utedicazione più a vnn zati, e prestò l'opera sua con .'lereni t;\ e zelo anche in trincea. - C:trn in, 2+ ma ggio 1015-SO marzo 1!)16; Altip iano Sette comuni, 27 maggio-BO giugno liJlG. 249. VE :SDJ'l'Tt Emilio, da Sora (Caserta), tenente medico sezione sanità. - Anim t\lo t.ln a lto spirito uruanit.ario, costruì una grandio!!a inferm eria sottetranea e vi accolse e soccor;;e, al riparo da o u.,ve off'e;;e nemich e, i feriti provenienti da va ri i settori. - Basso Ison7.o, aprile-agosto ltt16. Dee rel;o ltcogotPnenziale :! ::! no~:embn l !J 17. 250. Aun07..7.0 Ell.f;a,.do, da Me,si na, ca pitano mùrlico Croce R os;;n, sezione auto· m obili. - (;os~l\nte e!lempio di tstlma e~l energia, ai !iuoi dipendenti, durante un'a:.:ione otl'(:nsiva diresse t1D posto di Rmistamento, organizzando lo •sgom bero dei feriti e pa·estnudo le sue cure ni più g r avi, con encomiabile zelo e competenza. - Cipria.nist:e, U 18 maggio 1017. 251. .F"I!HA H1s /.',,clol(o, d;\ Oarcs,;io l Cuneoj, cnpi tano medico se7.iooe san i tU., di. visione. - Comandante di m1 a·eparto somegg iato di una. SO?.ioue dj;;Jocl.l.tfl duraute l'azioJte in una immediata vi<·inam:a delle linee nemichd, diEide costnnte esempio di calmn. ed attività n el ciisirupeguo del proprio SE'r vizio. Monttl Curco-Votlif'e, 1:2-29 ma~gio lll17. 25~. 1l.uox r Uyo, da Bozzole (Alessandria\, lenente medico Crore Hossa , sezione

•


PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MITITABE

533

sanit<i - Sotto il fuoco delle artigl ierie avversarie, attese con calma, intelligenza e coraggio al suo compito, assolvendolo .pienamente, anche in difficili circostanze - Plava, 12.31 maggio 1917. 20.'l. 0 COHETTI .4ttilio, da Canale ·ccuneo), tenente medico Croce Rossa, ospedaletto campo, corpo armata. - Essendo scoppiate alcune granate avversarie in vicinanza dell'ospedale, accorreva fra i primi al letto dei ·ricoverati più gravi e più impressionati, adoperandosi a metterli al sicuro, e continuava. quindi imperturbabile il trasporto degli altri, dimostmndo fermezza. d'animo e incura nza. del pericolo, - Ospedaletto da campo (Gorizia), 15 maggio 1917. 2&!. 0RSINJ Gaetano, da Genova, teMute medico complemento sezione sanità. - Già volontario nel servizio presso un battagliona di fanter·a, in trincea, diede continuo esempio di abnegazione. Fu operosissimo ed infatic.abile nella.

sua pietosa oper·a, medicando numerosi feriti. ConsArvò sempre cnlma e serenità d'animo, anche nei momenti difficili, sotto il tiro dell'artiglieria a.vver· saria. - Plava, 12-31 maggio 1917. 255. PALADINO Paolo, da Matera (Potenza), aspirante ufficiale medico regg imento fanteria. - Dirigeva il servizio di un posto di medicazione, sotto il tiro intenso di fucileria e artiglierie nemiche dimostrando calma e coraggio nel com- , piere la sua opera umanitaria di soccorso a numerosi feriti.- Castagne vizzo, 13·15 maggio 1917. 256. PRRELLr Salvatore, da Buonalbergo (Benevento), capitano medico complemento sezione sanità. - Incurante di sè, affrontò serenamente ogni pericolo pur di prestare prontamente le sue cure ai feriti. Calmo ed autorevole, ispirò sempre coraggio e fiducia nei dipendenti, cosi che l'opera di soccorso e di sgom• bero a lui affidata potè svolgere in modo regolare, anche sotto l'intenso bombardamento nemiro. - Plava, 15·31 maggio 1917. ·257. Rom Giuseppe, da San Remo (Porto Maurizio), tenente medico complemento sezione sanità. - Diede prove ripetute di coraggio coadiuvando molto effica-. cemente il suo superiore nel disimpegno del gravoso servizio sanitario del settore. Atte~e sempre serenamente alla cura dei feriti, esegnendo numerose e difticili operazioni di alta chirurgia, anche quando il posto di medicazione si trovava esposto ai tiri nemici, e trasfondendo in tutti i dipendenti calma e sprezzo del pericolo. - Plava, 12-31 maggio 1fll7,. '258. TALLONE Giovanni, da Novi Ligure (Alessandria), tenente medico comple· mento sezione sanità. - Durante tutto il per iodo di operazione, fu infaticabile nel compiere la. sua opera. pieto~a. medicando numerosi feriti, meutre il posto di medicazione era fatto segno all'intenso tiro dell'artiglieria avversaria. - Plava, 12-31 maggio 1917 259. TOMELT,IN! Luigi, da Licciana (M&ssa Carrara), tenente medico sezione san.ità. -· P rodigò cure amorevoli e 'sapienti a nomerosi feriti, in un posto dt medica,done situato in una zona battuta dall'artiglieria avvPrsaria, dando prova di calma e sereno coraggio. - !"alcano, 14·24 maggio 1917. . 260· TRUFFI Enrico, da Pavia, tenente medico· complemento seiione sanità. - In una. zona ba ttuta d11.ll'artiglieria aV\'ersaria diede pt·ova. di corAggio .. zelo, ~bnegazione ed infatical>ile attività nel provvedere allo sgombero dei feriti> Infondendo colla sua calma,·fìducia e tranquillità in tutti i dipendenti. - Plava, lZ-3 1 maggio 1917.

3 ' -

Giot'Mie di m edicina militare. -

Fase. VI.


534

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE

BlOOIIPEJIBB al valore mWta:re al morti In oombatUaaento o ID ••calto a ferite· nella oamp&a'Da 41 p ·e rra la Libia. Decreto luogotmeziale 16 luglio 1917. MEDAGLIA D 1 AROBNTO.

M.uzonx ]JqrtQIQ, d" ColQgnt' (Brescia), tenen te medir.o 16° battagliOoDe iDdigenii eri trei - Costretto di con tinuo a curare i feriti sulla linea di faoco, benchè colpito gravemente alla mano fin dall'inizio del combattimento, continuava a prodigare l'opera s ua pietosa, mirabile esempio di tenacia, di coraggio e di altruismo. Nell'ultima fase del ripiegamento, mentre si difendeva in un gruppo di ufficiale, colpito a.l capo, cadeva fu lminato. - Tarhuna, 18 giugno 1916.

RICOIIPENBE al valor mUltare per la oampqna 41 gaena in Ltbla. MRDAOT, rA D'A RGilNTO. l

Dec1·eto luogotenenziale 15 luglio 1917. ALESSIO Paolo, da Roma, tenente medico, 37° reggimento fanteriA. Durante l'assedio al ridotto di Zintan, prestò ai n umerosi feriti l'opera sua, dando mi r rabile esempio di .a bnegazione e di fermezza ~'animo. Assunto poi, il giorno 9 luglio, di sua iniziativa, il comando diretto di un fronte, combattè valorosamente l'intera giornata, riuscendo di efficace e valido concorso al comandante del r idotto. - Z intan, dal 3 all'tl l uglio 1915. ENCO:WO BOLENNJil.

RASPr Mario,

da Napoli, sottotenente medico di complemento 66.reggimento fanteria. - Disimpegnava il proprio do vere curando colla massima ca.lma i f~· riti, ~ provvedendo al loro sgombro per quanto gli scarsi mezzi lo consentJ.vano. - Tecut, 9 luglio 1916.


535

PAR1.,E UFF[UIALE

6

Ministero della g uerra Direzione generale di sanità militare Divisione III -

Sezione I

I..- CIRCOLARE n . .-l3ts9 del 4: aprile 1918.

SERVIZI RADIOLOGICI. L'ossorYnzione g iornaliem, h• prat ica e In lunga e~p<'rienza intensificato dulie a ttuali contingenze di guerm, bnnno manifesta mente dimostrato che i servizi rndiologici, put· cosl import a nt i sotto il t riplice aspett o medico-chirurgico, medico·legttle e scien tifico, non hanno ancora raggiunto quc.ll'a~<setto e quel grado di organizzazione ello sono indispensabili perchè esso p ossa rispondere efficacemente allo scop o in ogni luogo e sempre, in guisa da ot1 onersi il massimo rendimen to col minore p os:;ibi lo dispendio di mezzi. L'assegnazione e m ripa rt izione dogli apparecchi non sempr.. fatte in nu1niert1. equa e razionale, il lor·o fwlZionnmento a ffidato non infrequentementc ad t Ul personal!' non medico o comunque n on bene pratico della tecnica d elll\ specialità, il deterioru m~nto not evole delle ampolle per raggi X, e lo aprcco rilevante che spesso viene fatto del matorin:le fotografico, hnnno deteiminato questo Ministero a disporre qnnnto n~ pi'(SjSO n ell'in tento appunto di disciplinnre unn. mnteria cosl importante. l. L e direzioni di !JEllità , dei corpi d 'armata t erri Loriali do...rtuulo disporre ed nc certarsi che le direzioni degli ospedali militari di~ndent i esamin ino con cura - e conseguen temente provvedano - se la ripartizione e l'nss<:>gnazion e degli apparecchi e degli a ltri mezzi radiologici rispondono vc: ramcn te ulle reali esigenze dei va ri servizi. Di massima dovrà essere convenientement e sfrut.tnta la efficienza di un determinat o appArecchio, evi tnndo di moltiplic;~oro gli- im pitulti senza motivi veram ente plau6iùili "' p t> r .,,.igtmw ùene acct>rLnw. l'.lc1'CÒ opponuni sp ost.t•m en Li, t-vglit:Hdo <W. una p a rte il superfluo per forn ire stabilimenti che even tu almente ne difett.ano, ruggrupp a ndo ogni volta ch e è p ossibile alcWli servizi t<pursi, si possono reaJizu u e sensibili economie di ma teriali radiologici, e si può meglio ut ilizzare il persona le specializzato. ch e come è n oto non è numeroso. Bene spe;,so un solo gabinetto può fronteggiare i bisogui di più ospedali, sovrntutto se l' impiunto è futto noll'ospodale di m n.ggiore importanza, dove di regol<L devon o essere ricovernti gli in(onni più gravi e m~:~no trusport.abili. In complesso si deve mirare, per quiW.to è possibile, alla costituzione di cent~ radicZogici, in ognuno dei qua li possa di,;brigarsi con maggiore rendimento e con mino re dispendio di mezzi e di personale q uella s omma di lavoro che vi ene ora. effe ttuata in pi~ se rvizi sparsi. 2. Ogni q ua.lvolta ei riconosca ta. necessitò. di fare nuovi impianti radiologici le direzioni di sanità t errit oriali devono fame richiesta a quE'sto Ministero per il tramite

•


536

P ART!t UFFICIA LE

d e l ri~twtl i\·o cvmnnrlo d i corpo <l"ar•un ta . indicando il serVIZIO pe r il quale l'impianto è rit.cnuto ncce~>snrio e lt> rug ion i per c ui non ili pt:ò fruire evcJ\J,ualmente di qualche impiuni.o vi<· inio •~· ; ~pr-t"ificn nù(• ino lu"(' In qualii à di N>rrcnte <:" lettrica di cui s i dispon e C il tmO \"O i lltp-~i<>. 3. Di ro.'go la lu d irezione• dt•i gn bi neni di rnd iologiu de\"(~ <·ssC' r'e nffidata ad uffi· c iuli tn!"tliri Polllp('tcn ti , nas.·gnan, tu in pnrticulttN> g li sp!'t>ia lis ti d ella materia ng l i impi>ulli <li nM;.?giun• importanza, in gu isr1 Phe si1u1•1 gn mntit i il mtll\C'ggio e il razionalo in•pi,..go di'i nwzzi n loro dispo~izione, nonc•hè lu c.~ntta imoqwetnzioJW d elle rn.d io gr.•fie e d e lle rndioscuj)ie. I milit a ri non m~·dici, roclutnt i or'Cii nnrinmentr tra profe~ · s ion ist i fot ogmfi o m cc·cnni c i o elett ric isti, com '-' pure g li stuù<:'n ti di mPdicinn, i qua li p ussic donc• u na ce r·tn pr·a~ica d ella l<•cniNt r~td i vJ,,g ic•1, dovnuu1o di r-egola essere odib iti como.> S!:mplic i niutru1t.i d Pi gnl ·inl'tti di ntdit1 log in, r·csloHrio int!'SO che In. r<"spon snh ilitò dd d isbrigo ric l st'J'\•izio rndio logico nnrt può pesurc che sull' uffic ia le ruedico comp r t •·ntt• c ~pcc iruiz 7,ato. È o,·vio i.nfut t i ch4.' a lcun(' prnt id1c d i t .•cnictt, qua li ad esempio il ccn trl\r bf'nP il tubo J>•••· r·nggi X in rappc>rto oon i dut i illllltom ié i de lla rogion<.: d a csplorure e con la last m (otograficn, il dare nl tubo quolltl da to. inc linazionfl n eccssn ria p erchè l'imm agine d l'!f li · organ i o dt-1 corpo cst rnncrJ non v<"ngn ddo nno.tR, In lettura. esatt a <ll'Litt IMtra, cc c., ecc. ril' hied on u cognizioni ~pcc iHii C'he soltanto un m e dico può pos· SC'dere. lJ s..> rvizio d egli uiuti-mdi<•logi d ovrà t's.-;cre q uanto pi(a a lungo è p ossibi!P coutu•wr.t i ,·o nei rif<}'et t i vi gu.butet t i per ns.icu ra m e il regola re funzion n m ent.o in baa~ ngli s p_ecinli cr·itcri e ni m etod i s<>guit i dni tlircttori d ei g.tbinetti s tessi. 4. La munntt:'nl.Ìono c la buo nu CO/Uje n·azione d ei mat~:rinli rad iologici denmo -esse re Hfiiù tttl• ul ù.irvt.tom titolare ùi ogn i gabinetto , sol t() l'a lt a sorveglianza. d el di· rettore dl'l l 'os}><~ùnle : t ut to il mnt<'l'itllc• f1olngroJico clo\·t·à. iuo ltJ'e csset\l regolarmente t>l.,uc>tto ed !trch iviato , in g ui sa e h\> nulla possa nndn re pe rdu1o. 5. Ogni esnme rad iologico devo essl'r f>lt t o s u richiesto d e l cnpo-repact.o e pre\·ia ou torizzo.zione de l direttore dell 'o~pedale. I capo -reparto d ovranno formulare vo lt.a. p er vo lta eMt t mnoute il q u<'s it.o radiol<)gico, a ccompa gnnndo p ossibilmc:mte In rich iesta c·Mt l a sch t,dn. clinica . Spetta ru radiologo d i dec ide re se l'e!!llm e dovrà esse re radiografico o sernpliccmcmtc radioscopico, e di stabilirP, in caso rli racliografu1, quale d eve essere il form a t o de lla. lastra occorrc nto. È nssolut.ame nte proibi to di consegnare agli iute. n•ssnt i copie d c i 1-ep on;i ra diologic i o de llo rnrl ic>grufio. 6. Tutt i gli esami radiologic i d evono e.s.<ere consacrati ùt reperti scritti ; ed k ta le rig ua rdo in ognj gabinetto d ovrà essere adottato l'uso d'un rt-gi~tr'O unico a m adre e figlia con nu merazione prng i'{>HSÌ,·n, sul qunlo è fa tto obbligo di cstt-nd e rc il rep e r to . 11 d etto regis tro d ovrò. essore confom1c a l mndulo s t ab ilito. 7. Cop ia d ol reper to sc rit.t o delhi rnd iogrnfln o d olia rndioscop ia n sl!cond a dei cusi, e c·o pia ddlo. ratliogrnfin, quando questa fu ('~cgu ita, devnno nccompagna r o l' inf!·rrno nt• lle s ue suceessive t rnslocazi oni da un ospl"dnle a lrultro, in g uisa dn. c;> vit n re, come aSSili freq uenlnmcmto o.vvic:no, il ripetersi di numeros i esami rndioscopici o r a . d iogrnfìc:i con n ot<'volo sproco di tc:ll1 po e in utile di~pendio di mntcr i\tli fotografici. S. D con sumo d elle ltldt re radiografic he in alctUl i stnbilimenti Sl\nitari ha r ng gi uul o in q uesti ùltim i anni un. livello vem ment<' 1\Ssa i e levat.o, m o h o s uperiore in c(mfronto di a ltr i sto.bili rneLtti con efl'icienza anche maggioro di pos~i-lett{), Sonza OH tmre in m orito a lle cause, d e l rc~to o vvie, che hanno potuto d {'termina.re tale stato di fat to , si rn.ocornnnda. in pnr~icolar m odo quant o app•eseo : a) Le ro.diogr,16e devono essere esogui te in q uei casi l:iOltanto in oui s i r iten• gnno veramente nocossurio, ment re in t utt.i gli a ltri si d ovrà fare uso d elta radioscopia, dalln. qoole è .nooessRrio ritrn rre tu tlo il rendimento posaibile.

•


PA RTE UFFI CIALE

537

ò) Nell' iropiogo clt:lle la,;! re rndiog ra6 che ~i ùeYe sempre sceglie re quf.' l iormo.to che si r eputa stretto.mente suffici,·nle per fare un .rilic,·<l csntto della lesione; sel7(uendo tale criterio verranno a preferen u~ usati i formati piccolo e medio, ri>~c:rvnndo le last r.: 24 X 30 e quelle 30 X 40 ai casi s peciali in cu i o rco rra l'ce:lme di vru>t-t! t'<·JO(ic>n i n<" l loro ineiem <'. L'esperienza. ha infn tti climo.<t •·a v• rh ~ la grandiFsimt\ maggiormw.n dolio le:;i<mi di gnerr11. si po~sono fuSti!'~ su la!'tr<J 13 X 18 e J ll X 24. c ~o lo l'Ccezit.tutltllomte è ncccl'Silr!o ricorrere nlle 24 X 30 e 30 X 40. ln pi<rt iC'olnro poi per q thtnto riguard>t la rnd iolng it1. m edicn, pl!r lo. qunl,, si richind ono g li impionti pitt m oderni l' }krfetti e un personab spi:'C it~lizzato, potl·n nella llln~Jgior pt!rlt• dei Ctl~i impil'gMsi la rnrl ioscopi.n o. preft'ren'l.a d ulia radiog t·nfio . c) Tutte le volte che occo rra fare le rn.d iog rafic di lesion i b11nnli pro,·ocnte dai traumi di guerra, ne lle quali non è nece.<JSa rio roudersi cont o dei piit fini d<"ttagli delle lesioni stesse, s i dovrà . di rt'gnln, fat-e uso dei cartoncini rodiogrn6ci, i qt1Bii dànno in tali casi ottimo ris ulta to, ment re rappresentano u n no~vole vant aggio econo mico ri spetto alle lastre . . d) Ci rca ìl t ipo delle carte sensibili dn presceglie re !lÌ fa presonte, p er opportuna norma, che avendo l'espe ri en za dimostrato che l'adozione d i tipi diversi por ta spesso con sè l'inconveniente di un inutile sp•·eco, ~p<>cinlmente quando per la poca pratica rehttiva acl un determinato tipo occorra ia re ripetuto r rovo p(' r conosce re ì tempi di poalt, re~1a stabi lito che si de bl.ia adounre un t ipo onico e cif. è IH cart a a l brorouro d'nrgento. In questo modo sarà anche ev itttto l'a ltro inco m·enientr· di dover spesso fare uso di bagni d i viraggio d iw rsi e costo~i. Quando si ri terrà nec<'SSI\rio sei-vil1!i di speciali carte sensibili e di speciali bagni di viraggio, se ne farà r ichiesta motivata. al direttore dell o sta.bilim Pnto, il qu ale p ot rà a u toriz7-at·no l'acqui sto. e) Nelle ricerche d.i radiologia m edica, ogni qualvolta eia nec~ssario servit'Si dei pasti opachj, si dovrà a ta.le scopo fare uso del sol fato di bario anzichè del carbonato di bismnto, poichè men tre il solfato di bado cotrisponde porfct tnmf'ntu bene nella preparazione dei d et.ti pasti, è d'alt ra parte a.ssui meno costoso del ca.rbo· nat o di bismuto. Si può .ricorrere eccezionalmente al carbonato d i bismuto quand v siano sufficie nti per l'esame. piccole qu antità di tale prodo t to. 9. Tu tt i i materiali fo tog rafici occorren t i nella pra tica radio logica come puro i materiali radiologic i accessori, quali tub i p~r raggi X , schermi tl.uoruscetl ti, S<'he rmi di rinforzo, vet ri antix, grembittli e occhiali di pro t.ezione, ccc., Yerratu\o provvcd ut i e r iforniti dire t tamente d a quesw Ministero. .<\ tale scopo le dir~zioni di sanit à di co rp<> d 'armala trasmetteranno r égolarmente al termine di ogni bimestre uno s pecchio riepilogntivo d el fabbisogno dei singoli osped ali militari dip<'ndenti. Il deuo specchio dovrò. essere compilato in du plice copia , e d ovrà essere trasmesso senza rittHdo B<:cio ~chè q uesto Ministero po:!&"L proYvedere tem pesti,·nr.nen te a d ure esito alle vnt·it' rich ieste. 10. Nel trasmettere i s uddetti specohi verrnuno in pari tempo segnalati a quesw }!inistero i tubi p t"r raggi X non più servibili, specificando se sonc. tr oppo m oll i u troppo duri o esaw·it i, oppu re anche se rotti o forati d ulie scariche. Qut'Sto :M:iui;;;t ero p ro vvede rà succeaeivamente alla loro riut ili:Gzn:Gione nella tna niera più conven iente. t. l. Og ti direzione di sanità di corpo d 'nrmat r~. ne ll'am bito della propri t\ giuriedizio~e. do vrà di sporre che periodicamente un ufficiale medico rudiologo di aicurn competenza. e di propria fiducia faocin ispezioni nei gn binetti di radiol(lgin degli ospe· dt\li dipendenti n ell'intento di rendersi esatto con to d ello stnto di oonl>ervp,~one der :mo.toriali e della. loro officienza, degli inconvenienti e difetti che pot<·ssero eventunl· mente presentare i vnri impian ti, delle defìoi•·n ze ris<'on.t rate evontunlmimte nel per -·


538

PARTE OP'.FICIALK

sonnle, eco. Dei ri<Julta.ti delle ispezioni egli dovrà inl ormare p er iscritto il diret tore ili sanità facendo queUo proposLe che r iterrà. del c&t!O. Ln direzione <l i sanil>à d'armata provvederà oon;ocguent emenw con m ezzi propri, se questi sono a deguat i, o in caso cou t rurio ne riferi rà 11 qu<'Bt o l't[inistero. Si pr,•ga accurorc ricenJto.

I l Jlin i.$tro - ZorALU.

l. Divisi o ne IV -Sezione I

T.

CiRCOLARE 402297/o G. del lO maggio Hll~. Profllassi antimalarica

Il pro')lema. d ell n m sla.ria., che fu sempre uno dei p ià gravi ed ardui nel nostro paese, m&;)'gior e gravità. ha ora assunto, dur<\nte la guerra, per molteplici cause, le quali sono di due ordini diversi: da un lato la di$locazione d i truppe, per ragioni inerent i alle operHzioni belliche, in località. intensamente malarichE", sia nel territorio del Rezno, eia. al di là. dell'Adria t ico ; !e cc n dizioni ateaae di vita dei soldati più fa · vorevoli a contrarre la infezione palustre; i1 movimento intenso de•! e unità e dei singoli militari, che hanno diftl tso ovunque ùt dividui rappresentanti pericolosi 118rbatoi del virus malarico ; dall'alt ro lato il di minuito num ro dei mezzi a t t i a compiere una continua lotta a ntimularica; più scar~i i medici civili incaricati della 10rveglianza e d ella profilaeei; r ivolte od altri scopi istituzioni ohe davano. prima della guerra, per· eooale ed op~ rn e m ezzi per le com pagne ant imalariohe ; diminui ta l'opera di pr• pagt11lda nelle s<uu l ~ ; più limitat e, ,., p Pr lo meno tali d a r endere necessaria una m ag . gior p1Hbimr D11 nell'impiego, le scor te di pr~para.ti cloinacei. 8 > alle prime ragioni, ch e sono state' solllJllaria.ment! accennate>, n on poseono op· porsi provvtKiirnl· nti speciali, o quelle, invece, che d«.>rivano da dimin uita efficienza d i persoJUIIe e di m. zzi p roflla.ttici, può com p~nsarsi con una m aggiore intensità. di lr, t a , con migliore impi.,go di tutte le forze coordi nate, e t. ndenti all'unico scopo. Quest o MinisLero infutti, preoccupato dt>lla gravità del problt:mR, e con vinto d ella ne~&Mi t#. che l'E· ercito rappre enti in que ·to m c-mento un a parte prr o:puo nellà lotta an t imalarica, cnn una serie d i circolari e di provvedimenti, ha oet~oato di indi rizu re la soluzione del prob'ema a finalità pra tiche. Cosi oltre n qu.\n to fu stabilito o••n le ~ircolari 40:H0 2j52 e 4.01056/5 G., per varie- p rovin cie intensamen te malariohe della zoru\ di g uerra, d i pieno accordo o >i Ministf'r • t[ cl,' int t>mo, si è .eercato di vi· p più coordinare la azione deiJJ au tor ità mil itari e civili. Per le p r·ovinr ie di Venezia, P ndc vu, F errara e R ovigo la. sorveglianza, r, dove è neees ,ario la esecuzione della profilassi ou t imalitrioa ( sp~ci almento delln profilassi chi· nica), è affidata a lle sezic n i ispetlive Sl.lnitari.·, alla dip mden.za delle d in·zioni di sa· nitù. di a.rm ttd.. d ' accordo con l~ auLorità provin ciali o t'om unnli locali, e con g l i ispet· -tori del Ministero dell'int ?rno: la eteso;a or~anizzazio ne de,-e estenderai anch " nllt> provinc ie d i Ma nt ova, V~>ron n c Vicenza. È int endimenLo ora. di questo .'viini ;tero che. anche n ella zona territoriale, la azione <l ;"~lle autorità. sanit ar ie milital'i si s \·olt?:a in pieno ncct>rdo o in i nt.ima c<~ll llbor.tzione


639

PARTB UJI'll'IOIA.LB

-con quella delh au~orità civili. Mentre si insiste, pertanto, ~u qllllnto è esplicit1mente r accomandato nel primo alinea della pagina 2 nella ciroolare sopmricordata 401055/5 G., s-i invitano le dir<!zioni, Clli la presente è diriltta, a voler disporre con le m odalità che caso per ca.so e<~ranno ric,-,noaoiute più opportune oon gli ufficiali m edici, i quali prestano s~rvizio in zone malaricheo, e lo organizzazioni eventualmente create o funzionanH per la profilassi antimalarica (squadre per lavori di picot1 la. bonifico, labor.\tori batteriologici, eco.). d iano, n ei limite del p oseibile, t•opera loro, quf' ndo questa Rio. richiesta dAlle autorità civili, per integrare la profì.J..ssi nel rispettivo territorio. L'azi~me svolta p er diminuire la diffusione o la in ten~i tà dellu inft>zione malarica nella. popolazir~ne civile "è direttamente proficua alla p opolazione militnr e, e per questa ·e.msidera.zione, e P"r·quella altr.J volte r ico rdt\to., d ella funzione sociale, ehe è chiamato 11. .,volg .lre l'Esercito nella profilassi antim alaricn, qu esto Ministero confida che • odesta direzione vort'à seguire l'indirizzo tracciato, p erchè solo dalla intima collabo· razione Ira autorità militari e civili ai po~sono ottenere, con la. maggiore cliaoiplina e oon la neoeesaria uniformit-à nella azione, i maggiori risultati nella lotta contro il triste flagello delle nosLre region i, c he le attuali circostanse rendono più minaccioso. Pel Minùlro- o • LLA VALLJII.

' CIRCOLARE n 402711/7 A. del 24: maggio 19Ht :Segnalazione ai corpi delle malattie infettive riconosciute negli ospedali .., II. -

Accade di frequente che negli o~pednli militari vengo no rioonoR ~iuti affetti da form') infetch·e milit.ari ch e Ti sono inviati dai corpi con diagnosi diversa, o talvolta -oon ~emplice dingnooi di f!!bbre. Questo fatto, pienamente giustificato dalla difficoltà, ·o dàlla impos.~ibilità.. di stabilire fin dall'inizio della. Jll&' atLia, una precisa d iagnosi, r~nde parò nece38ario, ai fini di una efficace profilassi delle infeaioni, che il medico d el ·c:orpo, da oui proveniva il militare malato, sia sollecitamente avvertito non appena aia stata aocer tnta la. forma infettiva n ello stabil:mento di ricovero. Tale segn.oh~7io rte, secondo qu!\nto ri~ulta. a questo llrioist~<ro, non sempre vbne $atta, o tal• r .l giunge con ritardo, ciò che e pregiudi:r.ievole alla efficacia di quelle indagini sull'origine dell'infez ione e di quelle miauro di sorveglianza e di disinfezione, l e qu,li dovrebbero, ioveo3, p rontament 1 esplt>tarsi n el repart o di t rnppo, cui appnrt irne l' individuo. colpito da malattia infet tiva. Bi invitano pertanto le direzioni di sanità, cui è diretta la presonte, a da n · precise Ì>trutioni a tutte le d irezioni dei dipendenti stabilimE'nti sanitr.ri perc:>hè, sotto personale respc nBùbilità del direttore dell'osped.. le, sÌ!\ dato immediato .avviso ai cotpi di Prvvenitnu ogni qualTolta venga a rot-rtato nell'ospedole un M80 di malattia infet· tiva in uu individuo o he vi sia stato inviato t.on diagnosi di m ulnt tia non infettiva, nffinch~ i m :dici dei corpi stessi possono ricaro,\ re l ~ origini del contagio ! provvedere cii con Jogu Jnz l . Le segnalazioni rl~v!~t\I\Q ess?re fatte, qu1n do ne ~io. il oaao, anche ai corpi mobilitati.

Ptl M inù tro -

I)ELL.t. V ALLK


i:::tJ

540

P ART E Ul!'F IOlALE

III. - ClRCOL.-lRE W29!1 '5 del r giugno 1918. Infiuenza estiva o febbre da pappataci Vi ~n~: ~eW~u lata in Vtlri cn rpi rl'n.nna ta

t.:ro·itoriali lilo pro umw di u 1\ forma m <•rbosa a rnpido do~orso, grn . ralme nte mite, ma che prt'semn ima lnrg.1 di ffusibili tà, colpendo co ntomporrulen m cnte una forte p erc.eut uo\la di individu:, sin fro i m ili t ari , sia anche fr11 la pnpola v.ione oivil \'. I ai nto rni d&Sc-r itti q11a li oo.ro~lt<>ri~til' i di ra l~ a ffezion e, il suo facilo difTo ndorsi nella prcshn~o stugion e, m cnt l'C rendono p oco pJ·nbabile che si tratti di un a fo nna influenznlc, nello atrt'tt" a m;;o della pnrola , p t>I'TilC'I · tono "lln grande vo:>rvsi migl iunz~ di t\VoJllZ(\Te l'ip otesi che in g ra n numl" ro ll i cn,:i In mnl nttin s in rifer ìbile nlla o rm'li b()n detì n ita 1 fe:1brc tli t re gior·ni o c feb b re da pnppntaci • · Mcu t rt• si invitlulo pe rtnut<• le D iro:t.i.oni tli s•mità militare a rn.C"coglier.: e cornuni o.u e n que!'to ) linistero quegli elt·m onti ch e )JnSSA no l'<m vnlidl\re, oppure fa t't' ~cl u· d ere, la s udde t ta ipo tesi . non oppn1e inop por tn no d i rir hjnmnrc, 6u d'ora, hrev<.•uorn tc le oouosorn 7.e ooqu i8ite intorno n tnlc fon:nn m orl•o3a, i ro di\·id u tt.H dn oiro3 un d t c<n nio, ~· lo p rindpnli nozion i s ul m r.do di diffusii• ne, e q uiudi sulla profiln~si, d i es..'-6. Smtonwtologia e dewrso. - 11 pr riotlo di inc uhnzi uno >emhra ~sere di 5- ì !:,'ÌOrni. Ln mnlnt :in insorgn bm$oament c. p e1· lo pi ù senm ,ointomi prodro 11ir i, co11 \' Ì\'rJ seuso di malcN;~re e con rnpido in nal Y~• rsi della tempcrntum (rl\1"0 il b rivido ini'-i" le). La felo br& r ••ggiu ng n il s •ro 6f' me nel!.~ priOlt' 24. on· ; d i S')lito inturno n 39'> C., 1alo 1•0 a r riva a 400--J.lO C. ; ~<i manti, ne p re>sochè- costante, con lied remi,;sioni, per duo o t rf' g10rni : clopo il terw gior no (do ncle il nomo di 1 ft> bbro di t re gio r·ni •l si ha In de· fervcra t>n zn p r·r crisi, o pi•'l spcs~n por liMi; di md o si p rolnngn pl' r 5- 7 gi r; rni. A c· com pngrvno ht elevllzi11ne tormira, nrt ra!g ie e dolori mu~<cnln ri ir1te nsi spesso localiz· r.nt.i allo stf' rno, ulle spnllé , a l rM"hide o n•gionc lnm uarc ; ccf•1 lea E' dolenzia ai b ulhi ocuiMi , sen!<o di spl'lssat~> zn, di roùo gmvi sintomi ner vosi. Obbiett ivmne :1lc si o,servn oong( stione d(•lle m uco.-e congiuntivil!i, d Alla bot'ca, delle fauci e del naso; i bronc h i n on pnrttcipnuo ulta inflnmm az iwv• Nd,n rrJLÌe d.,iie \' ie nt·ret' lltlp<.' ri o ri. Un sintom a imp orh\ot e (CnsLrllani) è · rapR•~s·nt Mo clalln frr· q ue nLe csistton ZB di un eri tt-ma n l volto E' al collo, che comp11ro fin dnll"inizh . e si nccomprtg .ta spesso nl fE'n o m Pno d ello. cuti8 ma -mora4a, c ha t.d volta può OR~encle rsi ol torace e a ll't.rldom r . L a mucosn d el v elo pa l.1Lin o "i pr.:se n.ta r icope rtn di p iccole ma cchie rot ond <'!.'g' ian ti ipPrem ic ho. Fre r1uenti sono i sintorni n ca rie<~ d cll 'nppnrat.o digerente ; !il Ì\cJ fe~id<>. l ingua impnnia l& allu u11se, sp !>SS<I vo:niro all'i n izi!> d olln mrth\llin. r ipetrnte,. j talora a nche nl t;C'Condo o t<r 7.o giorno ; q uolo he vol h clia rr en snngui ~oloutn. È ·costant., lo brn.rlicnrd ;a e quindi In dis~oo in.-.ione fr.t tcrnperntura o polso. All'cs 1m e de l sa n~ue ~i uots semrre notevole leocopenill, criterio importnn t a por la di ognosi. La m ulnt t io. è q u 1si BIHnp rc bcnignn; clupo In deforvo 'll!:!'nZl soorn pa.iuno r.\pidam eute i sintom i caU\rrali : lolorn p e1 s ist e per nlcuni gio rni l'eri tema. La com·BI"S<'··n zn parò è piut 10sto lun~ta. resid u tmdo not~\·ule pr·ost rm: ionn di fo rze e m olesse•·r. L a iulezionOo lnscill una immun ità, sullo. du mu\ della quale p noo l> no:o. Di8t rilmz io1te gco{}Taf ica - DiUuJJion.e i1l rapporto alla ~tagione. - Ln m n la t t io è d iffusn i1ll t.u t t i i p"r·~ i medi t~rranei ; as."'li fl'f q ue ntr neii ' I~t ria, nella Dolma.zi n , n ella pen'so Ea Bnlc::anica , n on è rara in va t<o part.i d 'Itnllu : secondo alcuni essa n o u ra p presenterebb~ ae non una fo rmo attenuata della mo la tt i:t tro pionlc nota ro l n ome di Ò< nrJUil.


PART I:': UFFICIA LE

541

Si pr.•seLit a nella pr imavE"rn inoltrat.n e nei mesi estivi : fu dcnominntn p~rciò f, b· bre estiva, o influenzo. esti va. Lo prime mnnifeatnz ioni di solit.o ~ono pii• miti, e più gravi, invecf', qu~lle che si prescnt11110 nei mesi p iù nvonzat.i dell'f·!\ta te. E tio/ogÙl- Modi di propagazione. - È ormai accertnto, anche men:è prove sperimenta li, essere la febbre di tre giorni et~ usata da w• virus filt.rabi le, il quale viene inoculato a ll'uomo c<·D la p untu re di a l<-uni insetti : fra questi C('rto mente hn la ma<~· sima importanza, e forao efol ns ivn in Itnlia, il Phl<-botomm pappatasii (}:'appntaoi o se· rapica); pur non potendosi escl udere che it1 akuni paesi (I ndia, Filippine, T onchioo, E>oc.). siano imputabili altri dittt-ri, C(Jrn e il Ouh x fa~igans, e lo Stegomyie ; onde la febbre di tre giorni è chi amata anche « febbr-e do. pnp·•atoci • · Lo. i.n!ezioroe inv ece n on è mai conto.giosa diret t a mente da ll'individuo mnlato a l sano. Oamtteri c abitudi1~i ciel phLdotom tt$. - Non sa lÌ~ perciò in nt ile, specie oi fini della profila~ei, di richiamare brevement(' le notiz:e più impor tanti l>ulla morfologia e sulla biologia d i qu·•Ft o piccolo inset to. I flt·bot o mi sono diffusi nelle r egi un.i a clima cnldo o t em p er ato d i tut ti i continenti ; in E u topa si t rovano in tutti i ptlesi bagnati dt1l ~edi terrt~neo, o(' Ile località cosi iere, nelle vnlla t,f', nello pinnur•: basse e umide . S ·m O insetti domestici, la cui esistenza è IC~gnto. ad alcune abi.tazillll i, di cui genenùmente infestano il -pianterren o e il primo piano, più che n r.n i piani superiori. FAnno In loro apparizione, n~ l no~tro clima, verso la me t i\ di magg io, s<om paìono in ott obre ; un primo periodo di mMsima diffusione s i ha v erso la fine di luglio, un >"econdo verso la metà di set temb •·e. L'm setto adulto ha il corpo lw1go 2-2,5 mm., di eolorito grigio chiaro à rifl~aì argent('i, l'Issai trasparnnt·· ; la testa, inserila 11<1 angolc' sul t or a et>, p orta du e occhi grandi, rav vicinati sul vertice, <'amtteristici per l'aspéttO che conf<'riecono all'animaletto sguardo diabolil'O 1H 1wlet t ); m·lle femm ine, dopo eh•· hanno succ-hìntq sa ngue, l'addomfJ prf'senta un coh r ito rros~o chiMo, che si tr11sfnrma, con il proccderd della digestion e, in ros• o scuro, e pi ù tardi in bruno. Le due oli sono lun ghe circn qua.nto il corpo ; lunglaìs; irne (5·6 mrn.) e fini le zampo, Rpecie lll ultime d uo p a ia. I l cr>rpo e le ali sono rivestiti di una. pelmin sot ti lo, in guisa da somigliare i pappa taci a una piccola farfalla notturna. · I flebotomi fugg ..no qualsi as i luce un po' forte, e J !On si muovono d ai loro ripari se non qua ndo l' atmosfern è pt>r fetttlmen t,e tranquilla ; n elle sernte calde e non v,·nti · late ent rano nelle stanze, specie ~Pile camere da let t o; all'alba in parto ritornano ue i loro asili. dove le femminA vanno a tlc-po rN le uova, ri-:c roan do i luoghi um idi, oscuri Il ripara~i dal vento (or. n~ine, sotterraMi, corridoi oscuri), in parte ai n ascondono 1clle stanze stesse, dietro i mobili e i quadri, fra i Vt'Stiti. e difficilmente vi si scoprono, . dato In loro pi<:colezza. e il loro colorE'. Le femmiue sc.le succhiano il sangue, e, dn no i, pungono soltnnto In. notte; la pun· tura ri€sce più d olotoill d i quella delle comuni znnzare. Hanno u n volo assolutamente si1enzi oso. Le femmine dep ongon o le uova in loralità speciali. che si prestano nlla VIta dell tl lArve e delle n infe. Lo la rve, cilindriche, JUng he 0,9-3 mm., viv ono nei luoghi umidi, n utrendosi dci detrit i orgijnir i in dccomposiziono. dì mater ie escrementizie. Lu0ghi adatti, perci ò, perchò vi s i compia il ciclo dì vita ddle larve e ninfe (cielo che dura complessivamente circa 40-60 g iorni), son o (Grassi) : i locali um idi, special mentE' sotterranei. dove si trovi ammasSAto mal eriule di costr uzione, e siano accumula t i sul ' uolo, mie•i alla terra, legn o vecchio, carla, detri~i vegetali, feci di erbivori, là dovo sono muri a secco egrotolaei, feritoie e ridotte d i forti abbandonati; le canne di ven· tilazìone d t'li<~ latrine e dei po zzi n eri , e le pareti d i q uesti. D uran te lo. st ngione si com piono al massimo d ue o t re generazioni di fiebotomi. Non si sono mai risrontrat i, duran te i mesi f reddi, insetti adu lti ibdrnant i.


M2

PARTE U.FFIOIALE

Il viru3 della ft:bbre di tre giorni, q uindi, v iene inoculat o da i primi pappataci, nat i alli\ flue deHa. primavera, i quali, ereditariamente, porta.n o in ~4) l'infezione cvntratta dai progenitori n eU'unno precedente; successivamente dagli inEe tti, ohe hanno succh iato il sangue di individui malati, nel quale il virus si t rova nelle prime 24 ore del l' infezione; pare cbe il v irus, p er eBSere di n uovo inooulabile all'uomo, deve soggiornar<~ circa 8 giorni nel corpo del Phlebot omua (Doerr). Cura e profilasai cklla infl uenza estiva. -Non pos;;ediamo alcuna cura s pecifica della febbre rla pnppataci : del reato, data la oa.tura benigna dell'inf~zione, non è necessario nloun trattament.o terapeutico specinle, limitando11i la cura alla somministr>a-zione di rimedi sintoma t icl. Le norme p rofllat t iche Sr'aturillOono da quanto fu deLto sulla vit.a e sulle obi•u· dini del P hlebotomus. ARsa i difficile riesce premlllDirai dalle pun t ure degl i insetti alati , che p er la loro p iocoleZ?.a rendono vana nnohe l'cpJr" protettiva delle reticelle ; p oco o nulla ~iovano le pomat " e le fumiga zioni. Ogni cura d eve in vece esse re rivolta a combattere le condizioni che p ermettono e fa.voriazono il ciclo di vitn de lla larvt> e d elle ninfe, e od inte rdire qm\lsiasi comunicazione fra i looal.i, dove tali condizion i esiston o, e i locali abitubili. Cosl d ovrà scrupoloFamente verificarsi se n egli ed ifizi, in cui devon.o accan tonarsi t ruppe, vi siano dei t ratti d i fabbrica to, epeoie sotterranei, O:iCuri, con muri vecchi, sgretolati, con il suolo ingom brf di pietro, ma ttoni, pietriaoo, legname, eco. Dove è po~sibile, si intonach~ranno tutti i muri verchi. o screpolati, 11i sgombreranno i sot terrar.ei dal vecchio ma teriale accumulatovi, ai ricoprirà il pavimento di e~si con c!'men to ; dove riò può farsi solo incompletamente, si chiuderà accura tamente ogni c om unicazione tra i locali sot terranei e la casa: ai applicherslUl o sifoni o altri metodi di p erfetta chiu~um alle latrir1e, doppi~ reti metalliche, a maglie fittissime, alle canne d.i ventilazione delle latrine e dei p ozzi neri. Cert.amente lunga e di fficile è q uesta opera di risanamento, che richiede scrupolosa eaattezza e m_a.sairna pazienza: tnlvoha imposaibiie, tanto che ur ico rimedio è di rinunzio re ad alcuni al· loggiamenti 0 e, talvolt.,,, solo rioor'""ndo all'at t&ndaruonto delle truppe, ai è fatta ra · pidamente scomparire l a forma m orb<sa. Le Direzioni di saniità, tenuto conto che l'~fezione, per quanto mite, porta sem· pre un forte contributo di morbilità, o a llontana pér vari gior ni, dato il lungo pe· riodo di convalescenza, i militaci dni loro corpi, porranno ogoi cure. nel djftondere fra gli ufficiali m ?dicJ, ruercè con ferenze e· precis~ ist razioni, le nozioni principali sulla esistenza, ain Lomatologia, modo di diffusiono e profìlo.sfi della influenza es tiva; cosi da •poter combatter& val idamente questa malattia, rhe, mascherata di frequente sotw a l•re d"nominazioni, hFJ. rappresentato speeso, durante l'èstate, la forma morbos a. più Jiiffull& nelle nostre trupph, 0 1':1 L A V ALt. E. P cl M i ni.~tro

Divisione IV -

Sezione 111

I. CIRCOLARE n. 4:609o7 del :n marzo 1918.

Istruzioni riguardanti il servizio antitubercolare J)ell'esercito. Gli stabilimenti sani ta ri del R. esercito e dell' Associozione della Croce R ossa • d11stin.a.Li a d accogliere i n ostr i sold1\t i. affetti dll t ubercolosi polmonare, dist.inguonsi n secondo. dllllo scopo cui mirano, in repart i di. ~çcertamento dingnostico, ceJtt.ri snnitari di smist.amento, ospedali regionnli per tubercolosi, ist.iLut i e coloni~ climntichr:: Tut.ti debbono armon iz:zare e Fondere la loro azi one in m odo CÙ\ rispond t're ai varu 8<'opi che l'am ministmzione militare si è p refiSSI• n el promuo,·eme l'istit.uzion to.


PARTE UFFIOIALE

543

Og11i risol'Sil della scienza è dn sfruttsre, per diagnosticare con esattezza l'est,ensione e la. gravità del male , e per p ortare rimedio ad ea.so. La cura dei tubercolosi, accolt i nei suddetti stabilimenti aanntorinli, deve essere fn.ttn con criteri semplici e che sono affidati alla. perizia ed al buon senso dei medici direttori. PH1 che 'sulle prescrizioni medicamentose, si d ovrà naturalmente fondare la t èrapia sul .trattamento igienico, cui tre principali clcm cnt i sono : a) La soppressione di ogni affaticnmento, sin intellettoale che corporale ; b) L 'alimentazione sana ed abbondunte; c) La respi.r azione continua, di g iorno como di notte, di aria purJaalmu. Le condizioni per attuare tnli semplici indicozioni possono trova rsi dovunque, e sono particolarmente facili n conseguire nel n os: ro P aese. È poi necessario -che i ricoverati, lasciando il sanatorio, o guariti o migli orat i, p ortino seco buon<> nbiludìni igieniche, che valgano ad evitare o a rendere meno facili le recidive ed i · pt>ricoli di contagio f ra i S8Jli. · Siccome il t rattamento sanatoriale mira, non solo a conservare in vita i tubercolcsi. lllll. a rest ituirli allo. s ocietà cnpaci ancoro. di un lavoro proficu o, cosl conviene che i tubercol osi non sc:.lo· non perdano con l'ozio, nei 8111latori, l'attitudine e l'amore nl lavoro, ma che imparino nltrt>sl n lnvomre secondo un metcdo più redditizio (Ttl yloriemo) e nel contempo non dannoso allo stato di salute riconquistata. Il lungo soggiorno nel sanatorio, dove i m ali della tubercolosi pORBOno apparire in f orma imprestrionante, determina tslora, in alcuni individui, depressioni gravi del sistema · nervoso ; donde la necessità di procurare ai malati dii; trazioni, oltre che con il lnvoro, anche con alt-re occupazioni, le quali possono raggiungere pure un fine di istruzione intellettuale e di educazione morale. Seno qui appreaao elencnti sohem nticamente i principali servizi che, oltre a q\ielli riguardanti la diagnosi ed i tratt.amcnti terapeutici, dovranno essere oggetto di partieolare cura e vigilanza, sia negli impinnti sia nei funzionamenti. Tale elenco schema tico d ovrà essere te11uto present-e nella compilnzione• di qualsiasi rapporto che concet'JUl un sanatorio od altro istituto del gen ere e i signori d i.ret t ori dovranno attunro gempre una ra~ionale divisione di qu esti servizi dfidandoli n p ersone bene edo tte suii loro .doveri e resp onsabili dd loro operato. Si rit iene p ert8Jlto utile che, nei sanntorii, uno degli ufficiali medici, esonerato, ove occorra, dalle altre ordinarie incombenze, abbia l'incarico di provvedere soi.to la. .sua spooiale vigilanzn al buon andamento dei suddetti eer vizi. l. In ogni sanatori o ai con~ervi un tracciato sohematico, riguardante sia la disl ribuzione dell 'acqua p otabilE', sin i c~tnali e gl'impianti, per cui passnno le acqui' di rifiuto. SarÌ!o co! l ogevolata l' ispc;-~:ione, da forsi di tsnto in tanto n tal i op ere. 2. Il suolo scoperto sin tenuto pulito con ogni cura; si conservino in buona condizione i luoghi di p ossaggio, riconendo&i, ove O·ccorra e sin possibile, a periodici inghia.iament i ed inn.affia.m!lnti. Si collochino in vari punti ed in numero euffidente recipienti (p. es. vecchie latte di petrolio con cop erchio) per il getto d egli · oggetti inutili ; si prov ve(la. c on buoni rosohiapiedi a.ffinch è non si ent.ri n egli edifizi se r on dopo avere fatto uno. buona ripuliti.\ nlle suole d elle scorpe, insistendo con avverti=enti d'ogni genere fino a fare bene comprendere e sempre rispettare il principio che il miglior modo di risparmiare tempo, fatica e materiali p er pulire e disinfettare .consiste nsl ridurre a.l minimo lo sporcare. 3. La pulizia è d~ eseguirsi secondo le norme dell'igiene più rigorosa, evitando il ·sollevamento delle polveri, curando di imbiancar·e immediatsmente i muri, là do,•e .appaiano sud.ioi, e di inverniciare ovunque occorra.


544

.

•J

PAB Til: U II'JFWI ALE

4. Si facciano fUJt zio nare a dovere gli apparecchi di ventilazione, per modo chegli o rnbienti sieno provvisti sempre di buon 'ario da respirnre. P ur evitando mole11te corre nti d'aria, le finestre sitlllO lasciate aperte quanto più è poSllibile. Del resto gl•· i11fermi dovranno rimane re quasi sempre all'aperto, Pulle vernnd e o, in mancanza di queste, nei giMdini o negli f'pazii alhe rnti ndincen ti. Anche gl'impianti di riscaldamento siono spesso ispezionati e tWbito riparoti al più piccolo guasto. 5. Si tengano sempre pirmt<Jni in servizio alle latrine, per insegnare ni soldati a sen ·i.rsene senza spandere, nè escr.·monti, nè urine fuori d ei vaai e per conserva rle pulite in modiJ perfe tto. Con tale misur!l div•mterà rnro il caso di do ver rico rre re a.lle diain fezioni. Si eviti cl i tenere nelle la trine n ~;cupo di disiu fezione il cloruro di ca).c e, giaccbè il cloro, che .ne emana, può riuscire incomodo e dalUloSo ai tubercolosi. Nelle latrine si trovi sempre a disposizione dei ro.a lati cartA speciale di pulizia o p er lo meno pezzi d i giornale di conveniente grandezza. 6. Gli amm a lati si lavino sempre le mani prima e dopo i pasti, finiti i quali, si provved i~ accura tume nte alla pulizia della bocca. P ersona le apposito nssista a tali operazioni, per farle esegni ro a dovere, e per evitare disord ine c scambio di oggetti di uso individunle. 7. Tu tte le spazzature non p otendo esser e subito bruciate, si conservino al ri p.a ro d elle m osche in recipiente, che sia faci le puùire e di stnfet tare. 8 .. La cucina sia te nuta sotto cont.inua sorveglianza pl.'r quanto riguarda sia la. pulizia d eg li ambi('nti, aia il con fl.'zionanw nto e la conaervazionc degli alimenti. I cibi debbono essere vnrinti quanto più è pos<ibile e vann o servi ti ai malati in manie ra convcni1mte. Sp<>ciali nmbi•mti ven g tlno d estintlti a refettorio. Le prescrizioni diete-ticl.c sono re.((olnte dallo. seguente tabelln, già ~perimentata con buon ris ultato presso il R. A. D. d ell'ospedale militare di Roma: MATTm.~ Lutl•dì . SERA Mim,stra in brodo. CotolettA. 2 uova (al Mineatru in brodo. Manzo lesso. Insalata o formaggio o frutta. g uscio, in tegame o a znboione). .1-lartedi . Riso tto al ,;ugo. Carne in umido. 2 uova Minestra in brodo. Frittata. Insalo.ta o(al g uscio, in tegame o a zabaione). fo rmaggio o frutta. M··rcoledì. Minestra .in brodo. Bistecca o fritto. Minestra in brodo. Manzo lcsao. 2 uova Insalata o frutta. {al guscio, in tegame o n zabaione). Giovedi . lllinestra. Bistecca. P t\Stl.t. asciutta al s ugo. Umido. Contorno verdura o frutta. .Mine.stra di pasta e legumi. Spezzatino con patate. 2 uova (al guscio, m tegame o a zabaione). Riso tto o.l burro. Cotoletta. 2 uova (al guscio, in t.egaroc o !!> ~baionc).

Minestra in brodo. Frittata.

Sabato. :Mincstru in brodo. :Manzo lo880- Contornove rdura Q ,legumi o frutta.

DomtmiCG. P osta. asciutta al sugo. Carne in umido. Cc:mtorno verdura o frutta.

Minestra. Frittata.


P AH'l'E UFFICIALE

54.5 '

Ogni qiorno. Caffè-latte al mattino e nelle prime ore del p omeriggio Vino cl. 30 (quantità totale per ambedue i pnsl.i) - Uu caffè n ero (nel pasto del mattino)- Pane gr. 400 di cui 120 gr. pel caffè-latte - 140 gr. pel pasto del mattino 140 g r. pel po.sto <leUa sera. N. B. - È in facolc à del capo riparto di somministrare, ove occoua, ag li ufficiali ed ai militari di truppa ricovet·a.ti un'agg iunta di gr 200 di pane. Il capo riparto, inoltre, quando lo ritenga nooesSllrio, potrà per gli uflicinli wstituire il munzo lesso e la frittata colla cotoletta o colla bistecca o col pollo (lesso-a rrostito) o col pesce (lesso-arrostito) o col fritto. Sempre per gli ufficia.li, potrà aggiungere ad ogni piatto di carne il conton1o al paRto della sera, un caffè nero, ad ambedue i pasti le frutt-a, nonchè elevare il qtttmtitativo del vino giornaliero a 50 ol. Alle diete della tabella non p<>esono farsi, all'infuori dello anzidette, altre sostituzioni ed aggi unte. _ Negli 3tabilimenti sanitari climatici in cni è adottata la t.abella. dietetica. in pllrola sono escluse le prescrizioni alimentari comuni e spccinli di cui ai §§ 332, 334, 335, 336, 337, 338, 339 e 340 del R egolamen to <h,J servizio ~anitario militare territoriale, fatta eccezione dei casi in cui la fasP della malattia richieda w1a dieta eschosiva di brodi, m;nestre, uova, latte, dieta che verrà prescritta a norma del citato regolamento.

Composizione dei cibi costltnentl la razione per ogni pnsto. Minestra in brodo : Carne gr. 150 - riso o pasta gr. 70. , J.\linestra dì pasta e legumi : pasta gr. 50- verdura e legumi per una spesa equivalente all'ìlllporto di 20 gr. di pasta - lardo gr. IO. Minestra nsciutta' riso o pasta gr. 150. Cotolette, bistecche, spezzatino, manzo in umido ; ca.me cruda gr. 150. Pollo : gr. 250 (crudo). Pesce fresco: gr. 100 ; pesce salato (baccalà): g r. 70. Fcitto: Ce rvello gr. 80; ovvero oame g r. 40 - cervello gr. 40 , ovvero frittura mista di ve rdure, animelle, ccc. pet· una spesa equh·a.lente a q uella di l iiO gr. di carne; ovvero suppll di r iso gr. 50 - formaggio gr. il. Contorno: patate gr. 100; ovvero fagiuoli g r. 100 ; ovvero verdura (!lalcolatn · fresca) gr. 150. Fdt t ,ta : uovn n. 2. Insalata di stagione: verdura g r. 100. Formagg io g r. 50. .. Zabaione : per ogni uovo, zucchero gr. 20 - marsala. cl. 7 '/•. Frutta gr. HiO. Caffè -latte: caffè crudo gr. 6 - latte cl. 15 - zucchero gr. 15. Caff~ nero : caffè crudo g r. 10 zucchero gr. 15. Tutti i quantitativi, di cui sopra, sono calcolati per gli alimenti crudi. P er ogni altro condimento necessario pel confezionamento dei vari cibi (sal<', olio, burro, $to·utto, ru·eto, aromi, ecc.) e del quale non è !lt.flta fut.ta mem•.iono, varrà (facendo le necessarie proporzioni) quanto è stnl..ilito nello annotazioni degii specchi Il e I II dell'appendice al R egolame nto dol servizio sanitario territorialo' , Qualn.-n le condizioni del merca to lo richiedano , il direttore dello stabilimeuto sAnita rio potrà disporre p er la sostituzione di taluno deg li alimenti di cui sopra con altro di eguale valore nutritivo. Dovrò. essere organizzato bene il s~rvizio di di$infezione delle stoviglie, dei bicchieri e delle posate e converrà che tali og,:<etti portino un numflro, per as.•icurame l'uso distinto per individuo. P er le disinfezioni si raccomnnda di immergere gli ogg<·tti coll-:>ooti in cesti di ferro - in vasche di lamiera di ferro o di legno contenenti soluzioni eli ca rbonato aodieo cristallizzato (al 2 0/0). Si scaldi lt. soluzione ad 80° almeno e si manten ga al disopra di det.to grado <li tempera tura per un'ora circa. Tale risultato termico si p uò raggiungere anche con un getto di vapore. L a penuria di carbonato sodico e il suo prezzo elevato consig liano di trarre partito dnl carbonato po taasioo deUe ceneri d i legna. Si calooli che due grammi di onrb onato aod ioo cristallizzato -corrisp ondon o a circa dieci grammi di cenere.

..


.. 546

..

PARTE O.FFIOIALE

P er p reparare dalle ceneri un1L buuuu liacivia ~i proceda nel m odo seguente: si ad<·peri una vecchia bot1e, a cui sia si ato tolto uno dei due fondi, o una gran conca di argilla. Si nppliohi all 'apertura, e a una ce r ta diatanza dall'orlo, un robusto grsticeiato di legno, eul quale si m etta tm telo d i canapa o di iuta. &1pra si disponga la cenere, etacciata pe r togliere la carbonella. Si versi poi sulla cenere, n varie riprese, dell'acqua pref ribi lm ente ca Ida. Coal ope rando, i componenti solubili della cenere p888ernnno nella liaoivia, da estrar si dal recipiente togliendo la spina di sotto. P e r risparmiare anche la speea per il riscaldam en to d ell'acqua, si può mettere la cenere in un recipiente, veraa.ndovi sopra acqua fredda, ri mescolando poi il tutto d i q uando in quando. Dopo un paio d'ore di pt-rmanenza della cenere nell'acqua, questa ho. o.cioho tutto il carbonato potassico. Allora con un mestolo si porta la mescolanza di cenere ed acqua sopra un telo, co!lle sopra è d etto, per o ttenere con la filtrazione la soluzione del carbonato potaesico separatame nte dal resto d ella cenere. Per l O kg. di cenere ai adoperino 100 litri d'acqua. Si pu ò aumentare l'azione disinfettante e detersiva di tale liscivia, aggiungendo ad essa, al momento del bisogno e q uando il liquido è caldo bollente, p er ogni litro, l O grammi cil'ca di calce l'i va p olverizzata o fatti\ sfiorire con un p o' d 'acqua. Q uesta aggiunta d6lhL calce è consigliabile per disinfettare sputi, sputaochiere, stoviglie, ecc. ; non è da farsi invece nel caso in c ui la liscivia debba essere impiegata p er il trattamen to delle biancherie, le quali verrebbero deteriorate dall'az.ione d ella potaesa caustica, ohe si formerebbe per l'aggi unta di calce. 9. G li sputi dE>i tuberco losi reppre~cntane il materiale, che più d' ogni a ltro può diffondere i germ i dell' infez.ione t ubercolnre. Nei sanatori quindi tutto d eve essere disposto in gui.'la da ridurre al minimo tale pericolo per il p c·rsonnle di assistenza e le reinfezioni tra i malati. N c>ssuno e per nPss una ragione sputi mai fuori delle sput acch ic·re. Le sputacchié re si possono distinguere in !!putacchiere collettive, da tavolino da. notte, tascabi li. Purtroppo sono da noi mo lto difJu Re, ad uso di aputaoohiere collettive, cas~ette di legno, contenenti calce viva in pezzi. Si sa ehe ta le sost.()Jlza non è in grado .di uccidere i haoilli dulia tubercolosi. :Essa poi a contatto dell'aria Bi combina con l'onidrido oorbonica, formnn do del carbonato di calcio, prh·o di ogni az.ic.ne diJoin· fcttante. AggiunAnsi che in primo tempo la calle viva a~sorbe uwdità e contribu isce ad essiccare lo spu to in maniera pericolosa . U s putacohiere collettive devono invece corrispondere ai seguenti req'?-Ìsiti: presentare una larga apertura, perch~ fo.cilmente si possn sputar\'i deutro ; conteHere un liq uido acquosn, ohe impedisca l'essiccame nto d l gli spu t i; eseere collocate sopra ben solido RnRtA):tno in voaizione Plevntn : averé una conveniente profondità di guiAA che lo sputo cadu to O P I liquido malo ai sco rga da colui che spu ta; la notev•·le distam;l\ dell'orlo d ella s put acchiera dall a superficie del liquido tog lierà JJlOdo agli spruzzi diquesto di andare fuori del recipiente ; presentare nell'in temo una tinta acura o nora, perchè la scarsità di luce r<'nd.•rà. meno visibili gli sputi e terrìt anche lontane le m osche; essere piultosto pesanti e a larga baae di guisa che non posstlJ\o r ovesciarsi. Come liquidi d ieinfett.anti poesono usar~i: a) soluzione a l 5-10 0/0 di disinfettanti alcalini a ba!<e di fenoli. Djsinfettanti di questo gene re ai trovano in commercio so t to avariati nomi (creolina, lisolo, t.a.urina, miorobina, eco.). Con ri;tparrnio di spese potrà prPpararsi una buona soluzione al~lina di d:isinfett.nnte fenolico, da ser vire per le sputacchiere, cosl operand o : prendere di eapone comune, tagliuto in fette, gramm i 30; sciogliere in un litro d'acqua portando a bollore in u n recipiente m etallico qua lsiasi (può eesere una comune latta da petrolio). Aggiungere 60 cm. o. di acido fenico nero, gre:l>zo, rimeaoolando bene cou un bastone c tenendo ancora il liquido per qualche minuto in ebollizione. Conservare, quando


PARTE Uli'FICIAL b:

547

occorra, tale disi~1fettante in bottiglioni o ùnmigia,.e, per versarlo al moment;, del bisogno nelle sputaoohiere. Non va dimentica to che i di sinfettanti fenolici suacoennati sono di composizione va riabile, giacchè è voria lo composizio ne del materiale primo acico fenico grezzo - da cui si parte p er la prepara zione. In tale fotto sta in parte la spiegazione d e lle differenze di risultati ottenuti da divers:i sperimehtotori. U prezzo di quest i dis infettanti è presentemento e lev ato, nè c'è troppo da fidarsi deUa loro effiCIIcia p erohè l 'acido fenico grezzo, con cui si pn•parano in questi tempi, si trovn spesso d epauperato di alcuni suoi componenti, utili zznbili p er la fabbricazior.e d eglt esplosivi; b) soluzione di s ublimato corrosivo al 5 °/00 , col 20 °/..,._. di sale C'Omune, a cui può aggiunge ® un po' di violetto di m e tile p E' r m eglio nascondere gli sputi. Si rioordi eh • l'effe tto dei disinfe ttanti dipende, oltre che dalla conc·eotrazione di essi, anche dal tempo d'azione e dalla quan1 ità di liquid o b rapporto con la massa da disinfettarsi. Questo. condizione della quantità vàle spccinlmente pe r il sublimato corrosivo, c·ho spiccatamente ha la proprietà. di combinarsi con le sosto.n?.e proteiche. Qualunque sia del reeto la soluzione disinfet tan te u sata. fra le sopra ricordate, si nd?peri in tale quantità che n on abbia a ri manere 11pprossimnti vamen te sotto a t re volto il volume della massa d ello spu to. Per dare tempo nl disinfe ttan te di agire t>fficace m ente s u tutti gli Fputi si provveda al ricambio quotidiano d el disinfe t tnn te nello sp utacchie re di buon mattino, qunnrlo eHsu non con tengono che s p uto d el g1omr, precedente. Stando a letto. il malatu deve ave re o s ua diepoaizione, sul tavolino, una 11putacchie ra, che po trà esseN di vario materiale (carta, ve tro, terraglin, porcellana., metallo, e cc. ). La fabbricazione delle sputttcchiere di cnrl!.n p otrà es:oero util m(•u te affidata Mi a lcuni d ,·i malati del Sanatorio. Tali "putacchier••, raccolte d opo l'uso in un secchio di ferro (senza saldnture), ve rranno brnciatu ne l m od o che ri~ult- rò. più t>COnomi:!o. Se si adottasse altro genero di sputncchier.> (dn aceglit· r~i sem pre di bu t•n 1uateria lo resist ento, liae ie in ogni parte, a la rga bnad se n i.> facci!\ la dis infr zione tr·nendole, per 16·20 m inut i, in solu zion P ca lda bollt'nte di carb.mn to sad ico al Z 0j 0 • Durante J'eetare può occorrere di comervaro le sputncchiere sotto rct.i me talliche o s••Lto cilindri di cartono per pro t ggerle dulle mol><·ho. Qualora si adottino 6putacc:hiere iudivitlunli tnst·nbili cloV!'tumo presc~gliersi que i tipi che meg lio s i pre:>tino alla pulizia ed a lla òisinfezione. Ad ••gni m ulato si insegn i bene come si fa ead o ro nelle spu tncchierc lo sputo d allo. bocca, sonzn p roiet tare attorJ o otl es.;a. e su lle mani g occioline d i sputo. Si fMcia o bbligo ·po i ag li informi di !,(>nere la s putacchiera sem p re nella m ed esima ta8<'a. Mancondo le eputoc<:hiere ind ivid ua li, ~i collochino in buon n umero sputacc hiere co llettive anche fuori degli eùifioi, do ve i m ai Mi soggiornano e paASeggismo all'aperto. 10. Le biuncherie usate dei tubercolosi sono da riguardarsi come pericolose per il gran n umero \.lei bt.cilli tube rco iMi, C' he spesso con tengono. Si usino quindi p recn uzioni nel maneggiarlc, p. es. rifacendo i lot ti. Racc ogliend ole per mauclarle n Ile lavanderie, s i e viti eli sbattcrle all'aria e si portino a l depositu en t ro sa <"ohi. 11. Dove rcgnn la pulizia, le mosche non vivono, cosicchè In px·esenza d i un gmn nume ro di questi inset-ti è In provn. di condizioni el i puli.zia non soddisfnc:mti. Le finestre d elle c uc ino aiano t u tte fomite di re ti e le porte si chiudano automaticamente. P er acchiappare le m o8<'h9 si raccomanda l' uso di materi a]~ a.ttnccilticcio da pre pararsi cosl: sciogliere len tam en te in pc:ntol ino metallico gramm i ~00 d i colofonia o pece greca c aggiWlgere poco ~ poco 100 g rammi di olio gre u o di ricino. In mnncanza di olio di ric ino si può nsal"C altro olio per esempio di 8('81\J'llO, di cotone, di raviJ.zone, di r, Jivn. Si prepari lo. quantiti. da uaar3i nel termine di pochi giorni, giacchè tale mal e· riaJe perde C(ln l'nnùar d el tempo in vischiosità e m c,no bene c orrisponde allo scopo;


548

P ARTE

UFFI O I.U, ~<:

cvn t>SSo si s pa lma no fogli d i g iormd i, liste di catln , bacchet te di ferro (pezzi d_i lilo tel~>grd fico) foj!'gÌute nd uncino n d un estremo do. appende rsi t~ d u n filo o n q unlche ·s po rgenza. D opo ess~ rsene 8~rvi ti , le oa rte si bruciano e le bacch~t t-c s i pas~&no a l fuoco p ... r pu!ede riadope ra re . Si riesce acl nn ·ellmare Il) m C>sch e con vurie sv::~tanze. R ucrn. mru1da bile t\ la m isc!'la d i acqua , lntte e formu lina proposta dn Trill11 t e .Lcgendr!.' (iorrna liuo. c:m. c. 15, lut te cm. o. 20, ncq un cm. c. 65). Una volt a prt!pn r. lla la rniscelt\, si può couserv&l'(1 indefìnit a lll ontt> in bo t t iglte. P r r l' uso f'i versi in gnilS.• guccie Bl'P tl · rme rient ro W l piutw, ponendo q uu E' là p<:zzc• tti di frutta o d i verdura, cho at trng· guno le mo:l<· he. Anche doli o zanw.ro che infettano .. pea!;6 locnlitò ello per condi.doni climalloh e b<-n si prestorebbc•ro a ll' impian to di san atori, orccJrrt-rà. ccreare di liberarsi con ogn i c t.nl t.en· ndo c:c•n~<> tlclle loro nbit udini di vitt\ sia a llo stu to tli larve che come insetti perfl'lti. Se vi souo in vkinanzu pozzi o cisterne npertc, se ne ot tenga la ch ius ura ti,· Il e bocc·he, ut t ingeodo l'ucq ue. sult a11to con il' pompe. Si provv.:Jùa Ecrupolcsameutt• o llu piccola bon ifica del terreno fa,·or-cndo gli scoli, e dove ciò non si potesse ian,, Ai ricorra. -1 Ua. pct ro lizznz iono.

12. I mola t i abbiano uno spcci><l!' """~ ito dn. OdJ>Oùule, du r ipul irsi e di:~in fcLt~c-si ~<P<!< S O . 13. Non pochi dci nostri sold nti s uno snn Unbet i o po88eggooo un' istr uz.ione limi· t.atis$ima . Si impartisca p ertanto, dura nte Io. loro pe rmanenza nei centri sanatoriali, n po' d'insegnamento elem entare a t a l.i soldati, tt-nendo lo lezioni all'ape rto. N el sanatorio si impianti e si alimenti 1111>1 bu(lna b iblioteca, nfTinchè i malati possano dedicare tm po' di tempo a lou w·o ist ruttive e r icr·eative. I liJ,lri siano p erio• licamonte so t topos ti a d isinfezione, esponendoli bene ap<·rti i11 awbionti do v0 si svilu ppi fvrmaldc: ide. Si ·nbi t umo i nut lati a. ser vir si d ei libri senzn spc•rcarli con tossi rvi e storau ta.rvi so p m, v voltando i fogli co rt le d ita bugnate d i sali 14. I u ogn i &mtl.L'.l rio si d ovrà d il.lporre dei m ezzi neces&u·i pe r ad ibire i m ula ti n 8\'aria t i mestieri. Quas i o vtmque sac·Ìl da far.si d t•ll'upicu ltura, della p oll icolt ur>t, d ell a. curtiglic ultura, del gia rdinaggio. Ove sia P< ssibilf' si is t ituisca, con l'vpl'ra degli infe rmi, un clv~ Ju colti vazione d i un orto, cho con i sooi prodo t ti po trà cou tri bu ire o rertde re p ' ù s·. ~ri ntn e g rad ita la d ietu gio:-nu lit-r·a. Qualunq ue a bbi>• nd es~Ne l'ocoupaziou·· dt·l t ub:-rc·oloso ne l !llm ntor io. gl i si facciu. <'BPg uirCI il la voro c.m c•gni o,,ut,ola e uell" m iglio ri condizioni d ' igiene, evit..md,l l'uffnti<'n m cn tu e d A.ndogli spi~p!.zrOill' dci s ug· g•·rimcnti e degli ord ini. Q uando i tubercolosi siano impi,·gati in piccoli mtstieri, il cui prodot~n pos••' ruettorsi in cenunercio (cd il mi ruggio dd l'u t ile cc<- n<,m ico d t·rivnnte ~ur il lo stinw lo d11. n<!lt trosoura rsi), s i a \ rà Cllrn d i so tt-J porre n clisinf..zionro il lo ro pr odetto prim a d i c!'lportnrlo fuo ri del samt tMi< . A q nestn istruzione deve pure accomp tgnnròÌ quella che rigwu d " le cogn izioni ,ulh• profìlnssi dt·liH tubor·oolosi. Non ~ i dimt>n*irlti p<'rÒ ma~i c·ho l.'C'ùuCi• z iono igic•nica dei tub >roulosi più che con l(• roct·mu.mùa7.irm i ;;.i r8;,(~iuo;::c con unn ,·igilanza uss idlUI, llntorusrc ~d ignor.1 d <o llco ~fiducie• nel ! n r.: ri sp<'tt.•r~ i prer·ot.t.i <loJJ ' igiHnt·. 15. L ' ist ru zi(Jnt:, il lnvoro, 1 1 mttum• n li cu rllti,•i non bastano per ò lUtcnm ud L•t r.J t tC'rwre convenient em ente i r.ubcrcolu<~i d'urmrte tuttu J.:~. gi<•r nntn ; occr rro anch e procurare loro svaghi diversi, m ediuntp pa:;.,egg into, g iuochi, t rt•tteni.menti, dr• r .:goLtrai con rigunrdo a l gmùo di m 1hat i•\ a ullo condizioni d i int~Jiigpm.a e d i sentinh•n i o dei : iP.overnti. N.,n Hi f ..woia p<·rtunto nstraziouc dai his• gu i estetici, profundom cnt .) sentiti d ur.;ti u ruiui d i gt•nw n os tm : in or·ùmo n ('ÌÒ lu mu •ictl ubbia un q uulchc c u lto ne; stuut tori e l 'oec hio pu rt' ven;:u uppagttt<> vivific;mdo i luoghi, d.ovunqu e bit• o nni'IOttti Lto dnll' Ì!lien(l, pt>r mozm rti piau1 o ,. ùi 6 .. ri. Pol M ùti8tro - o ct.r, \ V •\LT. F..

v,,.

(3H 4) - lloma, t91ll - Tip. E. V?t:hern .


•

•


GIORNALE DI MEDICINA MILITARE ------------s------------

Direzione ed Ammlnistraz lonA: Palauo del l llnl,tero della Guerra, VI• XX Settembre • Roma

CO~HI7.10~1

Ul AHUO~~I\U. NTO.

1° Il fliornalc dl mrdicina m ilitllre si pubblica l'ultimo giorno di oiascu.o m-. in fascicoli di cinq u E' fugli eli staropn. 2° L'abbonamen to è annuo e decorre dal l 0 gennaio. ao 11 prozzo dell'abbonamento è: Per l'I tali a e Colonie. L. ·~, _Por l'Estero. 1 13. 1 in Italia • Un fascicolo sepRr a t o costa 1 all'Estero • Il supplemento contP.nente l'Annuario } in Italia. del corpo sanitario m ilitare costa . Ì all' Estero • !l,7& 40 L'abbonarn~nto non disdetto prima del 1° dicembre s' intende rinnovato per l'anno successivo. 6° I silo(nori abbonati militari in eff'lttività d i servizio possono pagare l'importo dell'abbonamento por mezzo d ei rispettivi comandanti di corpo1(~nche a- rate m ensili). 6° Per i soli ufficiali medici (dell' EsPrcito e della Marina ) è ainmllsso un a ··bou an·~ · t~· c u nwt.. t h ·u al OioTito lc di mtdicina militare ed egli Anrnzli di medicina nat?al4 e coloni.tzle al prezzo d i L. 18 annue. Por ottenere tale abbonamento gli abbonati d ol Gi.omale d i medicina militare d evono far pervenire direttamente ·:t.. 6 all'amministrazione degli Annali (presso il Ministero d e lla Marina). ;• 7° Ai librai si fa lo sconto del 10 %, ma soltanto per gli abbonamenti delle personA e degli enti non militari, che non possono fruire della. fa.cilitazione di cui ai n umeri 5 e 6.

-

,•

NORI\IE J•r·: U IJ I·: l~t.i HBI,ICA7.10NI.

1° I lavori originali, le n ote, le riviste - dattilografati o scritti a mano d evono occupare un solo lato del ro ~l i o ed essere accuratamente ri '(~Uti dagli autori. Si fa SfJOcie.Je raccomandazione che que lli scritti a mano eia11ò ben lowbili, pt>r modo da evitare ogn i duhbio d'interpretazione. In caso contrarlo, la. Direzione ei vedrebbe costrottn a sosp4>nde rne la pubblicazione. 2° Durante il periodo della guerra, la corre zione ·delle bozze sarà fatta dalla redazione, a.nzichè dag li autori, per , on vincolare il lavoro tipografico agl' ;nevitabili r itardi po~tali. 3° Finchè perdurerà il COSlO f'CCezionale d ella carta, i lavori degli abbonati non d ovranno oltr('passare le 15 pag ine di stf~mpa; que lli dE>i non abbonati, le 8 pagine. 4° Le spese per g li l'Strntti e quelle per le tavole litog rafiche, fotografiche, eoc., che accompagoasaero lo memorie. sono a carico degli auturi. 6° Gli estratti sono di d ue tipi: - Tipo .4. Con copertina in bianco, senza frontespizio, e col la im pngina tum e n n.mPrazione dAl fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampatn, fronwspi,.io , impagiontura e nomornxiooe speciale.

Agli autori dellt> 111e rnorie saranno concessi gratuitaroente 50 estratti, tipo A. P .:r coloro che ne detiidernssero un numero maggiore, il prezzo è regolato dalla seguente 1.1\riffa :

Prezzo ci i

cie~cun

TIPI 01 ~SI RA l TI

T 1p0 A Ti)'O B

. . . . . . . .• . . . . . . . . .. . . . .

fog li o di stampa !\1 MER • IlEI LP: CU !1It<:

.:.•

•••

7,50

IU-

~~. :..o

18-

.,,..r orzni ct'nt•naio

180

' llr~ !O( t

16-

6-

• :lu -

12 -

Oli estr att i minori di un foglio si contano come fogli o intero per le ordinazio ni di 100 estratti o mE'no. Per quelli che superano un foglio, le frazioni in più, che non superano il mezzo foglio, ei conteno come metà, purchè però l'ordinazione n on eia inloriore a 60 copie.

6° 1 manoscritti n un si restituiticono.


'J fJ-

PubbUcaz<o•e •n"""'le

11

GIORNALE'-·

J

l

DI

MEDICINA MI.LITARE '

Pubblicato: dall'Ispettorato di San iltà militare Giornale di medicina militare : 1861·1884 Gloma lo m odico del Regio Eaerolto o d olio Regia M arina : Qlornolo modico del Regio E10rclto: 18!16-1110'1

.

1 886· 1811~

('''

. . ..:

...

ANNO LXVI - 1918 _/. . 'i) .,. . ~·- . .. ·'/

.. ,

.

\...,-<r)

F ASCJCOLO VII

31 Luouo

OI~E TTO~E:

Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior g enerale medico. ~EOATTORI

CAPI:

ProL ALFREDO BUCClANTE, tenente co-- ~~ 1 Dott. ARTURO CASARINI, maggiore meIonnello medico.

~

dico.

COmiTATO P I REDAZIONE :

~~gESUILIOBALE$TRA,maggloremecllco '· Prot: GIOVANNI MEMMO, tenente colon-

ho·

ARE BARILE, Id. Id. ·< nello medico h ot ALilPllEDO BEVACQUA, id. Id. ' Dott. GUIDO MENDES, maggiore Id. Do~t p~~OUNO CIAURI, Id. Id. ' Prof. ANTONIO NIEDDU-8EMIDEI, oo- · Pro • ~CIDo CONSIGUO, Id. Id. · lonnello Id. ~ PEilDINANDO DE NAPOU, tenente i< Prof. AMEDEO PEBNA, tenente eolonPr ODJleiJo Id. ~ nello Id. ~t IOVANNI GRIXONI, Id Id. · 'i Prof. SERAFINO RICCI, Id. lei. 1 Dta..?VANNI BA'ITISTA MARIOTI'IProf.ALBERTO SANTAMARIA,maggloreld. · ~C!U, Ici. Id. 11 Dott. GIUSEPPE TERRA·ABBA.Ml, Ici. Id.

1

g

~

'l

DIREZIONE ED AMMINISTRAZIO.N.E

~~~o~~la X X Settembre -

R O MA

• 'it Per le Inserzioni di pubblicità rivolgersi diret.tame nte aii'Ufflclo deleg:to a tale servizio •

Dll!t , Istituto Nazionale di Pubblicità e Informazioni, via Poli, 4-3-47 -

Teletono 77-66.

lì". Per le nuove norme circa l e pubhlic aziooi d e l lavori v e di copertina ~ ~4- pagina). _

\ J_: .,

·


·.

SOMMARIO

MEMO&IE

0&1$1.11~LI .

L'•ttJvila r1el nuclei chirurgici alla fronte Nloela Leoua. - L'atti1'ità del nucleo chirurgi.:o n. i durante l'oftensi'fa del giugno 1918 ~ugutlo

Tamburlll. - I l nevrocom io militJre a Hl'a Wurlt al Gianicolo

•

55'

•

Guido Tizzoni. - Sul tet ano nel c:ongelati Luigi F1rrannlnl e Francesco Blul. -Contributo allo studio ctelle lesioni pan:iali e !Ielle localinnlool motrici dei ner1t degli arll .

17~

·Carlo Mart111. - Su di uu nuovo ìndìcatorf di natura vegetele Ealllo Orsi Batt1111111 e Giovanni Sehllf. -

Alcune osserv:ulonì dì terapia antlrualaric3

Nicola Pane. - Sull'azione mlerobiclda del cloro e ossigeno (clorosJina allo stato nascente) Ugo Noflrl . -

Annotuioni intorno alla cura della perllonltc purulenta

Guido Scarpa. Arturo

• • 591

la cura razionale del pleuritiol e dei traumatlzzatl polmonari

C.••••' e Am•roala Gallottl. - Confronto frcill rle•:o r~o rli nico rtPI lifn nei ,·accrnnll e nel non vaccinati

614

QUESTIONI LI'ATTPALITA, \'A ll iETA. 1\0TI7.' 1':. Tl'tllllletla. - Eseulaplo prote.•t~

6iii

NltOftOI.OGIO

J>ER Il. LIBRO D'ORO DEL OORPO S.\NITARIO !ULITARE

616


549

MEMO RI E

O RI GIN ALI

L'attività dei nuclei chirurgici alla _fronte (Offénsiva giugno 191 8)

·.

.·

Manovra del personale san;tario

t' - ' .

l

\., )

H Giornale di medicina. militare l lllZHL in questo fascicolo la pub· blicazione ùeJle Relazioni sull 'atti~ità dei nuclei ch irurgici alla f ronte, la di cui itri portanza, u~l mbmento ntlnale, uon ba b1sogno d i speciali commenti. F in d,, } febbraio u. s. la Direz ione generale di ::lHIJ itit militare, per m~glio &s.;;icurare l 'assistenza chirurgi ca alla fronte e !'enderla qttanto più possibile sped ita e completa, promosse la costituzione di nuclei chi rurgici, dei quali la spech.Ie· for mazione, la finalit à, la dipP.ndeuza risultano dalle circolari ministeriali, ch e r iteniam o opportuno di ri portare q ui sotto, L'importanza e l.a. praticità del l' .is~ituzio ne di tali nuclei è chia- · ramente dtmostrata uai risultati che si SOllO avuti nell'u ltima oflensiva del gn1g~w scorso e dalle r elazioni che sono state com pi)ate dai rispetti\i dnettori e che cred iamn iu teressac.te di ripTodurre ma n mano:

o

:\HNIS'l'ETW DÈLLA GUERRA D I REZ I ONE G ENERA L E

Dl SAN I TA MIL IT ARE

n,v,s JoNr-: PEns••N".\Ll -

s ~:z•o:-~•·:

r

.dUe Direzioni di sanità. militm·i t~trritoriaii

NUCLEI OHIRUHGIOI I. -

1

CIRCOLARE u. 1H)0 2! dl;jl 4 febbra io 1!118.

sollAI~o scopo di rendere l'assistenza chi rurgica alla fronte, q uanto pitì possibile ma:clta e completa, è stata attuata. in una delle post1·e azioni, una specie di det~vra del personale specializzato chirurgico: si è cioè inviato per breve tem po tr<\nnepersonalll dalla. zona territoriale in quella operante. La prova ha dato, 1I qualche trascurabile inconveniente, un risultato superiore all'aspettativa. -deiJ.teo. arl~~chè t~le servizio possa dare il r:,endimento pronto éd efficace risponJG _ • Intendimento di questo Ministero, occorre che ogni Direzione di sanità Gloo·n al• .. ·

'

.

• ,., n•ea~cina milil are. - f·asc. VII.

-·

:l _., .


ò50

L, AT-Tl VlT.A. DEI Xt.iCLE T CHIRCHG iCI ALLA FRO:STE

territo ri ale vi oottt ribuisca, con personale p ro prio già presignato e consapevole dP.I compito che sarebb~ chiamato ad assolv<Jre. Saranno pertanto costituiti dei p iccoli nuclei chir urgic i formati dal chirurgo operatore, dn u n ch irurgo a ssistente e d R un ltiutante di san ità (pos~ibilmen te studente in medicina), a fli ata ndoli fin dall'inizio, in modo da poter con tare sulla loro imnted i::.ta entrata in funz ione. La cost ituzione di questi nuc lei non dovrà però menomam ente turbare l'ardi· n ario an dame n to del servizio chirurgico ospedaliero, perchè il personale .;he dovrà farne parte C()ntinuerà ad attendere al se1·vizio cui è attualmente allibito. Ogni Direzione di sani tà segnlllerà pertanto a questo Min is tero il numero dei n uclei che potrà co!:tituire e ne indic herà il nome dei s ingoli component.i. Tali nuclei cosi costituiti e norma.lm t: nte fuuzionant1 nei singoli o~pedal i tt>rritoriali si terranno sempre pronti ad ogni e \·entuale ordinu di pa.rte n;,;a pe r la zona di guerm , ove sara uoo trattenu ti duran te il i'eriodu di maggi ore n ece•sità e che· d'o rdinario nou dovrà eccedere i 20 giorni . St<rà cu1·a dello Direzion i di snnitil il sistemare frattan to il servizio ch irurgico per m ...do che esso f unzion i su piede ridotto, agevolando il personale con mez:.~i di tras porto od al tr i espedienti cb e te ci 1·costBnze consiglier a n no. Gli elenchi dovranno pe rvenire a q ue~to hlioisteru non p iù t ardi del 15 c. m. Pel M ini:sfro -

II. -

DE!. LA

VALLR.

CIRCO LAitE u. 115024 dHl ~:l marzo 1918.

Facendo sr>g uito alla ci:rcolare in data 4 febb raio n . 1160'2.1. e, a m11ggior chianmento de l criterio che b a guidato a li A r.oi't~ tuzione dei nuclei ch irurgici, q u esto Min i~tero r ic hiama an co ra !'attenzione delle Direzioni di sa nitiL territoriali sui >.Elguenti punti essenzi ttli : 1° La temporan.eilir del .~en·izio e le ( acorft·oli conrlizirmi d'ambieMe in cut i nu clei dovr ebbero svolg'!r e la loro opera, e porciò n.on alla idonei tà fisica, ma a ll'ahi lità. t eonico· profe:cisionnle oroorre d n re la precedenza: 2° La t·olontero$it21 dr-lla preslaziollP, dell'opera, in modo che il Mi n istero sappia !'u quale dispon ibilità di forza possa fare sicuro e incondiziona to asse· gna m1-1n to ; . SO L a necessità che i r.omponenti di tali nu clei s inno nel lavoro Cio dn ogg 1 IJene afflalati fra loro, per modo che ogni nu cleo s ia sempre pronto a partir~ n elle 24 ore d~Jl 'o.vviso telegrafico e, gi unto sul posto, entri in im m edia ta, effì. ca.c issima azione. In relazione a quanto sopra codesta Direzione vorra ove ne ravvisi l'oppor· tunità, riprender•· in esame l'elen oo dei nu clei già traswesso a questo :Minister~ , a~sicurandosi del pifmo gradimento dei singoli chirurgi di concorre~:e a lla. noblli~simR opera, c he, come si è detto, deve espletarsi o.l ma ;::simo entro ttn mese dalla d·1 partenza. Questo Minis tero resti\ in attesa di ricevere per il 6 aprile p. v. un cen n~ eF plicita assicurazio ne a l riguardo ed, ove occorra, un nuovo elenco in sost it uzione del precedente. Pel M inìl!t ro - DELLA V A Li-Ri.


L1 AT'I'1 Vii:TA DEI N UCJ, E I OH:iRURGlOJ ALLA l'IWNT K

551

III. -- CI-RCOLARE n ll o2:l4: del 2! atn•ile 191 8. Le ·n arme per !11. costituzione e l'impiego dei nuclei chirurgici restano come

appresso chiarite ed integrate, con r iferimento alle circolari 110024 del 4 febbraio e del 25 marzo, aH o scopo di rendere l' int.enùimento m inisteri al e il più che possibile aderente n ila oece ·sità: 1° Ogn i gru ppo invece che di tre elementi sarà costituito di cinque, e cio~ del chirurgo capo-gruppo, di due chirurgi assist ent i e di due aiutanti di sanità; 2' Gli assistenti snl'anno designttti da l capo·gruppò, in modo che l'affiatamento f unzionale del gruppo s tesso, abbia il sicuro presupposto nella.. reciproca fiducia. Se il c:apo-gruppo non avesse modo di fare designazioni, provvede rà la Direzione di sanità, che però gli rjcbiedE~rA il benestare per i singoli componenti. del grup po, prima di darne comunicazione a questo Ministero; 3° Ciascun componente del gruppo terrà pronto il fabbisogno personale occorrentegli pel perio.:iQ 1nassimo di un mese e che egli avrà cura d~ contenerenei limiti del minimo indispensabile. La partenza del gruppo per In zona di gue11:r~ deve effettuarsi n elle 24 ore dal primo a v viso teJegrafir.o;

4° Il capo-gruppo è autorizzato l\ po·rta.re seco quei mezzi più nbituali n.Jle· sue consuetudi ni operatorie, prelevandoli dall'ospedale di ris erva presso cui >\ttua.lmente p resta servifio Questo Mi ni~tero intE>nde però di dare la sua preventiva. approvazione alle richieste dei singo 1i capi-gruppo, le quali pertanto gli verranno subito t rasmesse per telespresso. E' consigliabile a ltresì che ogni gru ppo porti seco 4-5 centinaia di compresse (garze cuci.te), delle pezze d'isolamento, ve, ti chirurgiche e guanti di gomma; 5o Il capo-gruppo deve essere un provetto chirurgo, e perciò le Direzit)ni di ~anità provvederanno, senz'altro, alle necessarie sostituzioni nei gruppi già dati m. noto. a questo Minii4tero, con chiturgi, la cui competenzA. risulti indiscutibile attraverso una. p rot ratta esperienza. dÌ chirurgia genera:le o traumatologica. A tale scopo è d.ata facoltà lti signori direttori di sanità di trarre i capi-gruppo dal Jle~nale ass~milato o an~he da quéllo civile, p revia assimilazione. ~l tenga ben pre.'!ente che la pratica. d eve in ogni particolare della sua trattaztone avere carattere di estrema urgenza, · Pel Ministro - DEL !.A V ALLE. ,


652

L'attività del nucleo chirurgico n.l durante l'offensiva del giugnof918 per il prof. Nicola Leotta, maggiore medico, di rettore

Il nucleo ct1irm·gico da me diretto esplicò per un mese la sua 'tl.ttività in .. ... , nell'ospedale 01G8, della capacita di 400 letti. Chiamato t elegraficamente, esso potè far com piere le modifi cazioni all'ospeda le, necessarie per 1' intenso lavoro chirurgico cui veniva desti· nato. trasformando una delle corsie in sala operatoria, con 5 letti di -operazioni, e potè cosi funzionare fin dall'inizio dell'offensiva austriaca (15 giugno), ricevendo i feriti direttame11te dallo smistamento di ..... I feriti vennero sottoposti al t1·attamento chi1'w·yico definitivo, immediatamente applicato, in base al principio che r intervento riesce a ·.prevenire l'infezione tanto meglio, quanto più presto è prahcato. Tranne casi speciali nei q ua.li si presum eva che la guarigif'ne -potesse avvenire senza intervento, Ja grandissima maggioran·za. dei feriti fu opera ta su bito, rimuovendo i proietti li, rimuovendo i corpi estranei, rappresentati generai men te da frus toli di tessuto, il grasso ed i m n scoli spappolat.i, i coaguli sanguigni, le schegge ossee mobili, ~cc., e quindi riunendo le parti molli di prima intenzione, con o senza. Papplicazione di un drenaggetto di garza., a seconda cbe.l'atto operativo veniva fatto più o meno presto. Il piccolo drenaggio di garzase applicato - dopo 48 ore era rimosso e raramen te sostituito. ·Tali criteri furono sempre adottati negli interventi sul cranio, stùla colonna vertebrale, sui nervi, s'llle arterie, sui tendini, sulle ossa e sulle articolazioni, ed in tutti si ebbe come regola la guarigione di prima intenzione. Notevoli sono particolarmente le prime ottenute nelle ferite del orauio e colonna vertebrale, nelle ferit.e art1colari e nelle fratture comminut{>!, anche con fenomeni di scoppio, ùelle diafisi delle ossa lunghe, che riunite d i prims intenzione venivano ridotte come le com:..ni frattur e sottocutanee. Di conseguenza, i feriti cosi trattati, dopo rimossi i punti di sutur~l 1 poterono essere sgombra.ti tutti in via di guarigione, prima che gruppo avesse compiuto il mese di s~rvizio al fronte. . Non avendo l 'ospedale servizi radiologici propri, si u tilizzò pn~s l'ambulanza radiologica della Croce Rossa. N. 8 (capitano me~c<: Pampiglione) e poi la magnifica ambulanza radiologi ca d'ar~ata d: prof. Ghilarducci, che rese utili servigi per la localizza ziOne proiettili.


!.. ATTIVITÀ DEL :-IUCLEO CRlf\L;. GIC0 ~ . 1

J, ECC.

553

Tutto il lavoro chirurgico del nucleo, in una zona di grande affiuenza. di feriti (zona del Montello) e di feriti gravi, poichè per disposizione superiore i feriti leggeri dovevano essere il'lviati agli ospedali vicini anzichè al Oi68, potè esplicarsi in maniera rerfett:a, per l'assidua e volenterosa coopérazione eli tlltti, ma specialmente per la illuminata opera del sig. · Direttore di sanità della 3" armata, che ben coadiuvato dal Capo-gruppo dell'Sa armata e dal Direttore dell'ospedale 016$-1, facilitò COI!- ogni mezzo il compito dt'l nucleo, che, libero d'ogni pastoia burocratica, amministrativa e gerarchica, potè esclusivamente dedicarsi al lavoro chirurgico. Tutti i singoli componenti hanno sopportato con entusiasmo il pesante lavoro. . Mi è grato di mettere in evidenza la vasta cu ltura. e la valentia. chirurgica del capitano medico ·lott. Sal vaLore filarino. Tanto lui quanto il sot.totenente medico dott. Ennio Grossi furono per me collaboratori preziosi. In conclusione sento il dovere di segnalare l ' importanza dell'alta. ed efficace opera. svolta dal nucleo chirurgico, di cui fui a capo, poichè essa sta a dimostrare la. grande utilità prati ca. dei nuclei chirurgici ed il rendimento che essi sono ca.pa.ci di dare, q ua.lora siano costit~iti di chirurgi d'indiscussa. abilità tecnica, gius~a.· l'espresso intendimento della Direzione ge~erale di sanità militare. Oon un ad~gua.to numero di tali agili formazioni sanitarie qualunque necessità, anche la più urgente ed immediata, potrà essere sempre ber1 fronteggiata e tutti i feriti, subito dopo smistati potranno avere immediatamente quell'assistenza chirurgica. definitiva, per effetto della quale verrebbe - come è ovv io - automaticamente semplificato e .ridotto tutto il successivo lavor o chir urgico territoriale. Stn benefici effetti individuali e sociali, nonchè sul rilevante va.nt~gio per l'es~rcito, nei r iguardi del recupero, ritengo superfluo inSlstere.


Centro nevrologico militare di Roma

IL NEVROCOMIO MILITARE A VILLA WURTZ AL GlANICOLO .per il prof. Augusto Tamburini, Consulente generale, ordinario di clinica psicbin· trica nella R. università di Roma, Sopraintendent~ e per il dott. Giovanni Fa· brizl, capitano medico, direttore.

Il Centro nevrologico del corpo d'armata di R oma consta del Nevrocomio militare al Gianicolo per i malati del sistema. nervoso con forme funzionali, del Reparto dell'Ospedale De Merode per gli organici, di un Reparto per sordi presso l'istituto per i sordomuti, ed uoa succursale nella Clinica psi'1 biatrica. presse. S. Spirito. Il Nevrocomio milit.are fu istituito nel 1916 per cura del Comitato nazionale Pro Invalidi délla gu,ert·a, d'intesa colla Direzione di Sanità militl\re, al Gianicolo, nella splendida villa che il munirlco signore Americano com m. Giorgio Wurts ha generosamente offerto per rico· vero di militari malati; villa che è un vero incanto di giardini, di boschetti. di purezza d'aria, di splendide prospettive,_ ~ale da costi. tuit·e già per sè stessa un efficace mezzo di riordinamento ~ di cura. .ai nervi conturbati dalle emozioni e dai traumj material i e morali della guerra. Il Nevrocomio militare fu solennemente inaugurato il 31 dicembre 1916, con l'intervento di illustri personalità, fra emi S. E . il Ministro Leonardo Bianchi e delle maggiori Autorità. civili e milit~ri e furono allora. dal sopraintendente prof. gen. Tamburini, nel di · scorso inaugurale, chiaramente delineati ~li scopi che si proponeva l'Is tituto coll'assistenza e la cura dei nevropatici e con quel tanto di riedu.cazione professionale che è consentita dal genere di "'Dal attie, in -questi che gtustameute si sono chiamati i mutilati funzionali, cioè : iuna.ozi tutto ridonare al più presto all'Esercito .i::. maggior numero di uomini va.lidi, liberandoli dalle turbe nervose che li hanno r esi temporaneamente inva.lidr: prevenire o attenuare le conseguenze delle lesioni riportate, quando non possono essere al tutto guaribili ; e innne. come per i mutilati anatomici, restituire alla. società individui -che, se pure non perfettamente guariti dalle lesioni subìte in causa. <iella. guerra., possano ritorna.re socialmente utili e capaci di provvedere a sè e alle loro famiglie.


.

.

. IL NEVROOOMIO MTLITARE 1 KCC.

555

E si può oggi affermare che i nobilissimi scopi additati, mercè l'opera assidua, amorosa, del personale medico preposto all'Istituto, JJÌ vanno sempre più raggiungendo. Il Nevrocomio è capace d1 60 letti : 4 per ufficiali, 56 per malati -di truppa, oltre a 20 posti per il personale di truppa d'assistenza e servizio e per le Suore. · L'edificio eonsta a pianterreno di 2 sale da refettorio, una per i soldati, l'altra per gli ufficiali , un gran salone per laboratorio, la <eap.pella, la cucina, la dispensa, locali per bagni e douoie e dormitori !per il persònale di truppa; al primo piano di un dormitorio per uffi'C:iali, due sale per cure elettriche, radiografia, ecc.; ufficio di maggio:rit.à e appartamento per le suore; al secondo piano 10 stanze per dormitori dei soldati malati ed una infermeria. Le sale per le cure <;onteugono a-pparecchi per correnti faradiche e gal vA.niche, elettricità. stati ca e bagno idroelettrico, acquistati dalla <litta. Balzarini di Milano, con mezzi generosamente forniti dallo Istituto medico-farmacologwo di Roma e un ·apparecchio radiografico for'nito dalla Sanità militare. . Le cure vengono apprestate quotidianamente, mattina e sera a. tutti i malati dai tre ufficiali medici addetti al nevrocomio: dottori Fabrizi direttore, Fantini e. Novelli_ Ma oltre le cure elettriche, idroterapiche, I!!ecca.noterapiche, ec~ •• si dà gran parte a 4uella particolare ~ura che è essenzialissima per le malattie nervose, nelle quali l'elemento psichico si sovra p pone q nasi se m p re sui fatti morbosi organici e funzionali ed anzi n·e è spesso l'unico fattore, ed è la Psicoterapia, dalla -quale, adoperata con saggia. ed efficace energia., sj ottengono splendidi Tisultati, sopratutto nei casi di mutismo isterico, e negli stati a base psicogena in gene~e q anche nei· casi pi~ inveterati, che hanno infruttuosamente peregrinato per mesi, e talora per anni, di 'ospedale in ospedale non speciali7.zati e che qui, mercè speciali cure razionali, raggiungono in breve tempo la guarigione. I malati pas!iano varie ore del giorno all'aria ap&ta negli splendi~i viali della villa, circondati da piaute meravigliose, ed eseguendovi anche, divisi in squadre, esercizi di ginnastiaa collettiv~ per la rieducazione dtei movimenti, e intrattenendosi in giuochi di bocce ed altri permessi passatempi. I casi curati nel Nevrocomio dal giorno dell'apertu.ra, t?S -dicembre 1916, al ao giugno 1918, furono 427, tra i quali 21 ufficiali e 406 soldati (V. tabella 111) Le varietà delle forme morbose curate nel 1917' risultano dalla tabella II•, dalla 'iuale si rileva come abbiano nna grande prevalenza i casi di mutism.o isterico e le forme parato-


556

IL NE\'ROCO M/0 MILITAR&:, ECC,

nicfte ipo o ipe1·toniche (forme così dòtte rifies.Ye). Vi figura anche · qualche caso di lesioni organiche del sistema nervoso, inviati dalle superiori aut,orità a scopo di sti.tdio clinico e per provvedimenti medico-legali. . Di essi nel 19 17, 101 sono usciti guariti, 95 in cond izi on i di miglioramento, 30 in istato qzto ante, e g li altri sono rimasti in cura. Dei risultati delle cure fauno ch iara testimonianza )p. numerose fotografie dei inal ati, ritratti all'ingresso e alJa uscita. dal Nevrocomio, nettamen te dimostrativi dagli effdtti delle cure, specialmeu'te nelle forme paratouiche cosi dette ri flesse, e nelle forme prettatnente iste· riche, ed esse fanuo bella mostra di sè nella s~zione Cent1·i nevrologici delJa Esposizione delle Opere d'assisten:>.a a ll'esen,ito al pe.Jazzo Chigi insi eme a fotografie della splendida villa Wurts e ad altre riprodu centi le cure, gli 11sercizi di ginnastica collettiva e le varie lavorazioni. I malati provengono per la maggior parte dall'ospedale militare pri ncipale del Celio, oppure dall'ospedale militare Regina Margherita, che sono gli ospedali di 'prima raccolta, ma anche t~lora da altri ospedali di riserva della città e provincia, e in generale vengono prima osservati, e riconosciuti curabi li nel Nevrocomiò, dal sopra· intendente o dal direttore di esso istitu to Sono di r egola. mi litari che h an no riportato lesioni in zona di guerra; però vien e talora i_nviato, pE>r ord ine della superiore autorità militare, anc:he qualche caso di malattie nervose, non dipendenti da cause di guerra, 'a.llo scopo di decidere, dopo accurato studio, se siano o no da riformare. Le richieste supera110 d'ordinari o notevolmente il numero dei letti disponibili: m ~ a questa deficienza di posti si potrà pre;StO provvedere col destinare ai malat i del sistem a nervoso un reparto della nuova Clinici\ psiohia.trica, che sta per aprirsi, come reparto militare, al P oliclinico. . P er ogni malato viene compilata la cartella nosografica, nella. quale sono raccolti tutti i dati anamnestici, gli esami c·biettivi e psi: chicì all'ingresso del malato, e i diari del decorso consecutivo e Vl sono unite anche le fotografie all'ingresso e all'usci ta . · . Si è. dato il maggiore sviluppo ·possibile alle lavorazioni , co~st· der ando l'occupazione, oltrechè come svago sano e gradito e fisl~a­ mente vantaggioso, a nche come mezzo di cura fisica, di ergoterapta, e come mez~o di cura morale, allo scopo di sottrarre i malati alla ruminazione continua. dei propri disturbi, e a nn tempo di rieduca.· zione professionale, per reintegrare la loro capacità produttiva, P~ quando possano essere restituit i alla famiglia e al Paese. Le pt>:nc:pali lavorazioni, delle quali ssi occupa, con lodevole e illu:suna a


IL NEVRO ùOMIO MILTTARE, ECC.

.

557

premura, nn gruppo di egregie signore del Comitato, presieduto da S. E. la. .contessa Cadoroa, sono quelle di falegnami, calzolai, meccauici. pittori, trafori, giuocattol i, cesti ni e re ce n temente, per ilJ umi nata concessione del benemerito propri etario della villa, anche lavori di giardi oaggio; altri attendo rio ai d i ve :osi servizi generali a cui presi eclono le suore. Ai lavoratori viene corrisposta una mercede ·propor· ziouale al lavoro compiuto, che costituisce ancbEI, per i più previdenti, un piccolo pe~ulio di risparmio per q nR.ndo 1asc1ano l'istituto. In media sono circa. 30 i malati che si occupano al lavoro. Ma ben più grande sviluppo potrà avere il lavoro per questi malat~, quando abbiano r aggiunto il dovuto grado di miglioramento, colla imminente istituzionA, stabilita dalle r ecenti razionali disposi· zioni emanate dalla Direzione generale di sanità. militare, della Colonia di lavoro ag1·icola ind·n striale in dipendenza del Centro nevrolo· gico, colla quale istituzione, eliminando la pratica, indubbiament'e dannosa, delle licenze specialmen te lunghe, si potranno ritornar& quasi tutti i ricoverati ad essere elementi utili 'alla famiglia. e alla. società, ed evitare quegli st.ra!'cichi psicogeni, che terminano quasi sempre col vagabondaggio e colla delinquenza ! Vi è anche, una scuola elementare diretta dal cappellano 'd ell'Istituto. Il Nevrocomio funziona disciplinarmente, e tecnic.amente come reparto distaccato dell'ospedale principale del Celio, il quale corrisponde, in base ad apposita convenz;ione 1 al Comitato Pro invalidi della guerra,

una determinata retta. giornalier'a pel mantenimento dei malati.· Esso è quin di un istituto essenzialmente militare, sottoposto alla sorveglianza dell'autorità. sanitaria militare e a tutte le norme ' e regolamenti emanati dalla autorità. stessa. Al Comitato Pro-invalidi spetta la. parte amministrativa. interna , pr~vvedendo alla manutenzione dei locali, all'arredamento ed a.l vitto del malati e su queste parti f:lsercita anch'esso, per mezzo dei suoi me~bri, un'assidua ed affettuosa. vigilanza, in pieno e continuo a ccordo colla. Hanità militare.

..


558

IL. NEVROOOJIIO MILITARE, BCO.

Tabella l.

1

Xevrocomio militare a villa Wurts Movimento de~ll ammalati dal dicembre 1916 al giugno 1918,.

-

-.

UFFICIA"I

M ES I

-;;

l

.

c

c:

t-

;,

Qlj

l

..-

::::

:s-= .... c: o -0:.. i ~8 "'c .2 = -- ...~::-.. .ÉA: ":!Q.

!! ~

~s

~

...;

~

ci:;;

•

•

-

2

l -

- , -

-

-

JO

C'.enna io 'Febbraio Marzo .

.

. . . . . . .. .. - .. .

.. .. . . . .. .

Aprile

M.tlggio Giugno . Luglio Agosto t s~u.omb .•..

- - ... . .

. .- .. O~tob re. . . • Nov<!mbl\: . . . . . Die~mb r.: ... t

l

t

.

• 2 4

2

5

3

Il oj,

2 :1

2 3 4 4 2

•

-

--

-3

2

o

2

4

2

2 3 l 3

2

-l -l -3 l

l

l

•

4

r.

-

4

16 27 ~~~

19

29 40

67 73 71

• 2

:4

3

50

a

l -13 34 4i SI 2'l 20 Il 26 -

0 11\lltlÌ O

.

. . . .

M.nno Aprile • lnggio t iugt.o

.

.

. 333 -2 --2

. . . . . . .• .

.,

ToTALE

• t

.

..

l

4 4 4

-=-

-

3 :l 4

l

1

4

2

2

4

21

-

4

-2

20

:t

66 53 51 56 64

8

2

30

f ~-=- ~06

-

.

l

-l -l !D

29

2

l

29

19

4 6 15 l :l H 18

40 67

2;

15

50

18 l

4

5!

2

13

56

l

53

6 2 1

22

51

7

23

]l

o Il

3

o

27 19

71

71 74 51

.

54

27 20 16

'

16

'

l l

·~A

.o.\ono 1918

F..~bbmio

.

-:1 -l

3 13

.

'

-

ll

l.

ll '

Anno 1917

=~

•

• 2

--

~.....__._..

Ui CITI

o. &,

c

l

l

•

.

Q.

""

. . . . . -

Dirumbre.

~

! -Z! '5.. ;::e"' f -

.

Anno 1916

l -re :::

~

--

1'1\UPPA ..::

-

-

-2 -

l

o

13

6 1\

16

54

44

-6-~2 ~~~-=-

362


5o9

IL NEVROOOMIO 1si.ILI:r A RE, E CC.

Tabella 11.

Nevrocomio militare a villa \~-urts Prospetto 11umerico delle forme cliniche curate nell'Istituto 11urante l'anno 1917

o

2

Blefaroptosr iste\'ica .Amaurosi isteri<:a.

3

49

Audimutismo isterico 'Sordomu tismo isterico '• Sordità isteri<:a .Balbuzie ister ica . Mioclon:a, tremori , corea, torticolis su base iste rica oCa m ptocormia Ipotonia, ipertonia degli arti superiori

21 l

19 9 7

o

1potonia, ipertonia degli arti inferiori Emiparesi is terica. A.sta.sia-abas ia • • Isteria . Nevra.steni&. Psicastenia Ciclotimia • Lesioni del cranio e del cerv:ello

G4 34

•

14 7

10 21

..

Lesioni della racbide e del m idollo spinale Lesioni dei nervi periferici.

5

•

5 5 2

11


5()0 IsT. T OTo DJ. i>A TO r, oo r A o E N t:u ALI·: D-LLA R. "LNJ\', RS :TÀ 1u, B o L oGNA

Sul tetano nei congelati Nota statistiche' del prof. Guido Tizzoni, tenente colon nello me1lico

Sul tet.ano tranma.tico sono numerose ed abbastan za esatte le notizie intorno alla sua frequenza ed alla mort~~ol ità. determinata da tale· malattia; invece sul tet,ano susseguente a congelamento non si hanno in proposito che poche e frammentarie conoscenze. Così a riguardo del tetano· traumatico si sa oramai quale è a un dipresso la mortalità ordinari'a, come questa sia minore nelle ferite accidentali occòrse nella pratica civile che nelle ferite di guerra; pu'l"e è noto che nella chirurgia militare la morbilità e la mortalità per il tetano è andata continuamente a umentando, a misura che le ferite da scoppio e le gravi ~stese lesioni lR.ceranti ch e ne conseguono ha.nno prE-so il predominio, ed alla g uerra. di manovra si è sostituita la guerra di posizione, da cui il profondo, inevitabile lordamen to dolla superficie del corpo; anèhe è risaputo quale importan'za hanno la natura e le proprietà. specifi che del terreno sullo sviluppo, sulla frequenza e sulla· graYezza della malattia.; finalmente è oramai da tutti riconosciuto l'immenso benefizio che nella profilassi de1 tetano deriva dalla iniezione di siero n.ntitetanico. Invece nel tetano che si svil uppa in seguito a congelamento si sa appena che la malattia èabbastanza frequente, e che il suo decorso presenta 11empre speciale gravezza, terminando il pi ù spesso con la morte. A questo riguardo dev e essere ricordato eh~ V alet te (l ) su 361 congelati ebbe 101 morti, di cui 6 per tetano, o's sia una mortalità per questa: ~a.lattia del1'.1,66 p. 100. Anche maggiore sarebbe la. mortalità nelle osservazioni di Cbota.rt, il quale nella spedizione di Bougie avrebbe trovato sopra 15 morti per congelamento che in 12 la morte era dovuta. al tetano. Naturalmente di questi ultimi risultati non può tenersi alcun conto, mancando uno dei termini, di confronto, cioè il numero dei congelat i al quale quello dei morti osservato dall'A. si riferiva,. per risalire al rapporto proporzionale della. mortalità. per il tetano nei casi di congelamento _ Dal lato sperimentale sappiamo che le alte come le basse tempe· ra.ture facilitano la germogliazione delle spore penetrate nell'interno -lei tessuti, anche dopo un periodo di lunga latenza, contribuendo (l) Vedi Bema:. -

L ccona de. patll.ologie chirurgicale gin~ rale. Vol. TI, p. 317.


SOL 'l'ETAN O N &I CONGELATI

51)1

·potentemente allo sviluppo della infezione, com e provano l e esperienze di Tarozzi , di Canfora e di V in<:~nt. È noto pure che negli ·animali artificialmente raffreddati o mantenuti alla stufa All a tempEiratura d i 40° C l' int9<1Sica.z ione tetanica ha un dpcorso più rapido e più malign o, più facile è la diffusione dei germi dal focolaio locale al l'langue ed agli organi (milza, fegato, midollo dell e ossa); si ha cosi u n quadro morboso sperimentale gravissim o e molto simile a quello che si osserva nel tetano splancnico di Binot. Ciò è confermat0 anche dalla os~ervaz i one clir.ica, la quale dimostra cb(l nei congelati il tetano assume una speciale gravezza e talora presenta ·un quadro tu~to particolare, che io pure ho cercato di abbozzare 1ll un mio precedente lavoro ( L). Cosi non è infrequonte nei éongel a.ti affetti da tetano v ed t't' morire per co llasso ammala.ti, in cui il quadro della malatt.ia era appena al suo esordio ed i sintomi del tetano non erano ancora intieramente diff t:si; ciò che si attribuisce al fa tto di somm arsi gli effetti su l bulbo dei veleni che si prQducono dal di sfacimento gan grenoso dei tessuti (citotossine) con quelli che determi1~a n PJi a stessa parte. la tossina tetanica; inoltrE> non è d ifficil e a.d osser varsi una di ffu sione talmente rapida del quadro morboso da condurre in poche ore alla morte. Fin~lmente, sempre a p rova della gravezza della malattia, è stAto generalmente coustat.ato in questa guerra che nei congelati sottoposti precedentemente a prolilassi antitetanica, quando insorge il tetano, f!Uesto non rimane mai localizzato alla partP. lesa, nè decorre come forma. ascendente, bensì -comincia col trisma, e con gli altri sintomi bulbari della mal attia, come si verifica nella forma discendente, ed il quadro morboso si diffonde rapidamente alle altre parti del corpo gùando non è precocemente interrotto dalla morte. Dai fatt;i clinici e sperimentali ricordati emerge quifldi molto chiaramente il cqncetto generale che il tetano nei congelati è piuttosto frequente e che la malattia ha sempre un decorso molto rapido e maligno ed un esito quc~si sempre mortale; frequenza e- malignità dovuti ~l concorso delle seguent i circostanze : , 1. Localizzazione della malattia ai piedi, che sono una delle parti ~el corpo più abbondan temente lordate di terra. e di sudiciume ; 2. Azione del raffreddamen to del corpo, che favorisce la germogliazione delle spore del tetano ; 3. Formazìone di' focolai gangrenosi, che costituisconc un terre~o di coltura ruolto adatto allo attecchimento ed all a moltiplica·zione delle spore del tetano ; . 1

(l) Bl~rt.W.: microsc07>iche sui C011fl"lati, l'IX • ..:.... R. Accademia delle Scienze di BoVII,, tomo lV, 1916-17, Giornale eli medjcina militare, gennuio 19 17.

0!10&, !l3M e


062

SOL TETANv NEI 00:->G.ELATl

4:. Assorbimento di citotossine derivanti dalla. distruzione de~

tessuti, i cui effetti paralizzanti sul bulbo si sommano con quelli della tossi n a tetanica. . . Perciò mi è sembrato molto opportuno di approfittate della. favorevole occasione offerta.mi dalla present., campagna. di guerra. per vedere qutt.le fosse la. frequenza, rispettivamente la mortalità del tetano nei congelati, e quale rapporto passa a questo riguardo fra il ' tetano dei congelati e quello dei feriti di guerra ; finalmente per determinare se il beneficio che si ba in questi con la profilassi antitetanica si ottenga pure negli altri. In ragione poi delle disposizioni che estesero la profilassi antitetanica anche ai congelati, tali osservazioni doverono nella grandissima maggioranza limitarsi ad ammalati iniettati precedentemente con siero antitettt.nico; perciò viene a ma.ncarci una statistica dei non p.rofilassati da servire come base per stabilire con sufficiente esattezza. quale è veramente il guadagno che si consegue sui congelamenti con la profilassi antitetanica. Le osservazioni da me fatte sul teta.np nei congelati furono limitate al decorso periodo invernale, e precisamente ai mesi, nei quali si suole avere il maggior 11nmero di oongt-lamenti cioè al trimestre che va dal 1° dicembre 1917 al 28 febbraio 1918; esfle poi com prendono ~re armate che si trovavano in linea in condizioni di terreno p10lto diverse, offrendo in tal modo favorevole occasione di studiare l'influenza che possono avere la natura e lt- proprieM. del terrèno sullo syilu ppo della malattia. Infatti delle trearmate una operava su terreno di alta montagna, di natura rocciosa: poco atto allo inquinamento con virus tetanico; una pure su terreno di montagna, ma largamente adibito a pascoli naturali da tempo usati per l'al peggio e perciò provvisto di discret.a proprietà tetanigena; finalme.nte ùna agiva in pianura su terreno di alluvione di un grosso fiume coltivato a coltura intensiva e riconosciuto già come eminentemente t~ta.uigeno. Si avevano perciò per riguardo alle proprietà tetanigene del terreno tre gradazioni distinte: quell o inadatto, quello discretamente adatto e quello eminentemente atto a prodqrre il tetano. Per ciascuna di queste armate, che designer emo con le lettere ..4, B, C, è stato tenuto conto esatto del numero dei congelati e del nu!llero dei casi di tetano dipendenti da congelamento verificatisi nel periodo di tempo indicato; così da questi dati si poteva facilm ente risalire tanto ai risultati parziali riguardanti ciascuna armata., q nanto a quelli complessivi che le comprendono tutte e tre. I risultati ottenuti, nei quali debbono essere compresi anche i congelati feriti, per l'impoRsibilità di distinguere spesso quale delle duelesioni fu causa del tetano, furono i seguenti: •

.•


563

I:IUL ~rETANO !\El CONGEI..ATI. ARMATA

A.

o, 10 ·p. 1000

Morbilità del tetano nei congelati » » Mortalità • A RM ATA

0,18 p. 1000 B.

Morbilità del tetano nei congelati )) .. Mor tali tà » » ARMATA

0,98 p. 1000 0,78 p. 1000

c.

Morbilità del tetn.no nei congelati Mortalità » » »

nulla. nulla

Confrontando fra loro questi risultati, ·si rileva quello che era facile prevedere, cioè che la morbili tà e la mortalità maggiore per il tetano si riscontra nei congelam,enti avvenuti su terreno che possiede discrete proprie-tà tetanigene, come quello di montagn a largamente. provvisto di prato naturale usato per l'alpeggio; iuvece la morbilità e la mortalità minore si osserva nei congelam enti verincatisi sopra alte montagne con terreno di natura rocciosa. E questo confronto è tanto più importante ed esatto, in quanto si basa per le due a.rmate in que~ st10ne sullo stes~o numero di congel ati a un dipresso, essendo picco lissima e quasi trascurabile la differenza 11ei congelati Q.ell'armata A & dell'armata B. Nu lla possiamo concludere sui congelamenti avvpnuti in terreno ùi pianura a coltura intensiva ed eminentemente tetanigeno, perchèi casi verifìcatiai in questa zona furono in n umero di gran lunga inferiore, circa 1/, 3 delle due ·precedenti. Riunendo adesso i dati .avuti dalle tre armate, si hanno i seguenti risultati com p lessi vi : MorbilitA globale per il tetano nei congelati e nei feriti congelati 0,65 %. Mortalità » :. » Mortalità dei colpiti da tetano in seguito 11 congelamento

0,39 o;<A 76 Ofo

Questi risultati di lnO!':trano che la morbilità del tetano nei con· gelati precedent~menLe profilassati non è molto elevata. e che a parità di cond izioni -è presso a poco uguale a quella che si verifica nei feriti di guerra; invece la rispettiva mortalità À nei primi sensibil-. mente superiore a quella dei secondi; con ciò confermando quanto è -stato più volte ripetuto, vale a. dire che nei congelat i il tetano ha sempre un deco.r so assai più grave e più rapido, in modo da essere meno accessibile agli effetti benefici di una cura specifica Infatti dai dati precedentemente raccolti in occasione delle due· 'avan-zate maggio-ago.:;to 1917 e riferiti in altra nota, la morbilità P_er il ·tetano oscilJò se~pre intorno .al 0,50 p. 100(). fino a.d un mas~uno di 0,52 p. 1000, mentre la rispettiva mol'talità globale scese, ·m un'armata al 0,31 p. 1000, nel l'altra, in ®i fu esclusivamente .


'564

SUL TETANO NE! OONQELATl

·usato per 11:\. profilassi siero 'rizzoni fabb ricato dal laboratorio mili· tare di Bologna, si abba~:~sò fino al 0,15 p. 1000. L a mortalità glo· baie dei colpiti da tetano, che è grandemente in:fl.uenzat.a dalla qualit8. del siero usato per la profilassi, fu del 60,5 p. 100 nel primo cRso, del 29,4 p. 100 nel secondo; e dopo fatta la debita epurazione dei casi in cui la profilassi fu difettosa per tempo o per dot~e e di quellii u cui la morte avvpune per malattia concomitante, scese rispet.tivamen te al 51 p. 100 ed al 5,8 p. 100. Perciv nei congelati, anche se preced entemente profilassati, la mortalità. del tetano sarebbe sempre superiore da '/8 fino a, "/5 d i quella che a parità di r~ondizioni e .senza fare nessuna epurazione si riscontra n~i feriti d i guerra. Ma, poicbè è noto che la frequenza del tetano non è sempre co stante, anzi varia moltissimo nelle V'.lrie battaglie combattute da uno stesso esercito in loca.lìta diverse, così ho voluto stabilire un più esatto confronto pr~ndendo in esame i oasi d i tetano veri:ficatisi per il medE~simo periodo di tempo nei feriti di guerra delle stesse armate A e B, in cui fu pure usato siero differenLe dal nostro e precisamen ta la stessa qualità d i :;Ìe1·o ado prato ner congelamenti. Allora abbiA.mo : -- -

=~-

-=- ;-

IJ • t.!

l ~.·,

l

'(l

LJ

1.:

••

.

' "·

"' ~·!

._, ,.,

-==-~--·~-·-==-===-=;==~===:=====

Fu1 lll rli guerra

MORJJILITÀ -MORTAI ITÀ

t'l

... ••• . ·.~

Co ngeiatl

.'

Armatt' A .

Armalo B.

~

ì\Iorbilità per il t <:ti' O O •

.

(1,64 °/oo

t), l;) 0/ oo

Mor talità P• r il tetano .

0,32°/oo

O.l:.i 1 00

~ ~Iorbilità pe!' il l<•tatw .

0,110 •t••

0 .! 8 • ·••

f' ,61 •; ••

tl. j(i o '••

~ :\lor tnl i à per i l t etano . t

,.

0

.·:

Riunendo insieme i da ti avuti JR.lle due armate per il trimestr~ 1° dicembre 1917-28 febbraio 1918, abbiamo nei feriti di guerra e nel congelati questo risultato com p lessi vo : ••

MOJllllLITA - ~IORTALITÀ

Morbilità per il tetano Mortalità p : r il tetano

.

'

:

Mortalità dei colpiti d a l etano

Feriti di guerra

coogel11tl

0,76 °/00

0,55 °/ oo

0,49 ·;••

0,39°/ oo

69%

75%

• ..

(

...- -..

.:··..:·:;.··~.


SUL TETANO NEI COSGELATI

565

Qu"lsti risultati avuti ultimamente nei feriti di guerra sembrano a prima vista in contrasto con quelli molto migliori precedentemente ottenuti e di sopra riportati. Se non che a tale riguardo 1 deve essere notato che il nume~o dei feriti sui quali è basato il compito della morbilita e mortalità per il tetano per i tre mesi di dicembre, gennà.io e febbraio decorsi, è ~olto ristretto per cui i pochi casi di tetano verificati per speciali circostanze in questo lasso di tempo pesa g randemente sul rapporto proporzionale ricavato. Peraltro, se tali risultati non possono servire di norma per 'stabilire la proporzionale della mortalità e della morbilità per il tetano, nè valgono a contraddire od a modificare quelli . precedentemellte ottenuti, desunti da una statistica a base molto più larga, essi possono sempre servire per sta bi lire un · esatto confronto fra quello che avveni va per riguardo al tetano nei congelati e nei feriti di guerra; e ciò tanto più in quanto erano eguali in ambedue i casi la qualità del terreno e le altre condizioni di sviluppo della malattia, come uguale era la qualità del siero usato nella profilassi ed uguale il metodo d i cura messo in pratica. Finalmente dev'essere notato che il numero dei feriti di guerra. che ha servito per questo confronto non era troppo sproporzionato a quello dei congel11.ti, essendo il primo appena superiore di '/. del secondo: Aualizzando ora i dati sopra riportati, ab" biamo che nei casi di tetano susseguenti a congela.mento il periodo d'incubazione della malattia fu in media di 16 giorni, con un minimo di 7 ed u11 massimo di 35; che di essi il .37,5 p. 100 avevano avuto una sola miezione preventiva, il 25 p. 100 ne avevano avute due, il 25 p. 100 tre, il 12,5 p. 100 non ne avevano avuto alcuna Per riguardo al tempo il 12,5 p. 100 dei casi erano stati iniettati nello stesso giorn,) dell'avvenuto congelamento; il 37,5 p. 100 in seconda giornata, il 12,5 p. 100 in terza, il 25 p. 100 tardivamente (43 • 5a giornata.). In ordine alla lesione determinatt~. dal congelamento si àvevache, ad eccezione di un caso, erano interessati ambedue i piedi, e che tale lesione nel 37,5 p. 100 dei congelati era di secondo grado, nel 62,5 p. 100 di terzo grado. In un solo congelato sì ebbe lel:lione di 1° grado ad un piede, ma nell'altro la eongelazione era già. arrivata al 2° grado. Perciò deve ritenersi che le congelazioni di 3° grado sono quelle che più di frequente danno luogo allo sviluppo del tetano; poi vengono le congelazioni di 2° grado che stanno di fronte all3 altre nella proporzione di 1:2 a. un dipresdo. Non vi sono prove che le congelazioni di 1, grado possano da sole determinare lo sviluppo del te3i - Glornalt di mttlocuw mililar~ -

Pa:<c. VII.


566

sn. TETA:-10 NEI ·CONGBL ATI

tano. Finalmente in ordine alla qualità del siero antitetanico rice· v uto, il 37,5 p. 100 dei congelati in cui ebbe a verificarsi il tetano, aveva. avuto sie.ro dell'istituto sieroterapico milanese, il .37,5 p. 100 siero dell'istituto italiano di Napoli, il 12,5 p.· 100 siero 1\Iulford, ed uno come si disse non era stato pro.filassato. ~essun caso di tetano era. stato iniettato con siero T izzoni. Ma con q uesto non deve credersi che i risu1tati statistici da me prodotti, al rignardo del tetano nei congelati, si11-no defin~ti vi e c hP ·in avvenire non possa. ancora vedersi diminuire la mortal ità. per tale malattia; nhe anzi ciò dovrà. accadere certam~nte quando si elimine· ranno..,dalla pratica tutti i casi in cui nella profilassi fu usata una. quantità. insufficiente di siero o le i uiezioni preventive furono iniziate troppo tardivamente; o fin almente si eviterà di praticue in secondo tempo operazioni chir urgiche nelle parti ga.ngrenate, senza prima aver garantito il malato con una nuova. iniezione di siero. Obe, se questa epurazione fosse fatta. anche nella statistica attuale, allora vPdremmo già. migliorata. considerevolmente la cifra dell!a mortalità. Per ultimo non è dato per mancanza di un numero conveniente d i osservazioni sui congelati non profilassati stabilire esattamente quale benefizio si ottenga realmente con la profilassi antitetanica.• Già in favore di questa parlano le cifre ripo1·tate, le quali dimostrano (~be il rappor to · proporzionale dei tetani ci e dei morti di tetano non ' è molto divt'lrso da quello che dopo la. profilassi con siero s.ntiteta· Iiico si ha nei feriti di guerra., a rignardo dei qus.li i l beneficio arrecato dalla profilassi s.ntitetanics. è oramai fuori di discUJssione; per mio conto poi posso s.ncors. s.ggiungere che in 4 casi di tetano in seguito s. congels.mento nei quali non era stata pratics.t11. alcuna. inie· zione antitetanica., si ebbe in tutti esito letale nel termine di 24:-48 ore. Si conclude : Che nei congelll.ti come nei feriti di guerra la morbilità e la. mortalità. per il tetano varia secondo la natura e le propri eta patogeue del terreno sul quale !ii combatte. ·Che la morbilità per il tetano nei congelati profilassa.ti, se non è esattamente eguale, certo non è superiore a quella dei feriti di guerra. Che invece la mortalità per il tetano è nei congelamenti senslbilmente maggiore che nelle ferite di guerra. Che rl siero antitetanico est~rcita nei congelati, come nt>-1 feriti di guerra, grand.issimi benefizi.


567

Ospedald militare di riserva di Napoli: Seconda clinica medica

CONTRIBUTO ALLO STUDIO DELLE LESIONI PARZIALI EDELLE LOCALIZZAZIONI MOTRICI DEI NERVI DEGLI ARTI per il prof Luigi Ferrannlnl, maggiore medico e il prof. Francesco Blasl, capitano me.lico

L e nozion i più moderne intorno alle localizzazioni delle fun:zioni motrici dei muscoli facevano intravedere la certezza che ogni nervo avesse, fin dalla sua origine, fibre spe~ializzate per il muscolo corrispondente; ma fino al febbraio del 1915 nou se ne aveva la matematica prova sperimentale. Il 9 febbraio di detto anno Pierre Marie comunicò all'Accademia di medicina di Parigi num.,rose os3ervazioni personali, nelle quali aveva avuto occasione, prendendo parte agl'interventi chirurgici fatti da Gosset alla Salpetrière su ,nervi lesi per ferite in gnerra, di stimolare con speciali elettrodi u na parte limitata di un t ronco ner voso, ottenendo costan temente la contrazione di un corrispondent e muscolo, e riuscendo in tal modo a dimostrare che il tronco n ervoso periferico non è formato da fibre uniformemente miste all'origine di esso, e dissociate soltanto nel!e sue ramificazioni terminali, ma invece che le dette fibre sono, iìn dalla origine del nervo, separate e distinte in tanti fascicoli per qnanti sono i m uscoli che vanno ad innervare. Così, portando lo stimolo su punti differenti della circonferenza di un nervo alla radice dell'ar to, per es. ragione anteriore o posteriore ovvero r egioni laterali, costantemen te egli ottenne la contrazione di questo o quel muscolo in tutti i soggetti nei q uali praticò tale prova, a llorquando la parte del nervo stimolata fu sempre la stessa. Egli a. tale uopo si servì di elettrodi speciali sterilizzabili, ideati da. H. Meige, e d i debolissime correnti faradiche, evitamdo l'uso d ella corrente galvanica., che, determinando spiccati fenomeni elettrolitici, può causare lesioni di fibre sane. P er riconoscere i segni di dissociazione fascicolar e bisogna tener conto : l 0 della localizzazione dei fenomeni paralitici, spiccati in alcu ni gruppi muscolari, mentre altri muscoli innervati dallo stesso nervo non mostrano d isturbi motorii nè disturbi trofici; 20 delle alterazioni della. reazione elettri ca, portando lo stimolo direttl\mente


5K8

CO:-fTIHB t:TO A LLO ~TUOIO OELJ ,E L ES10 NI 1 1!:00 .

sul nervo nella. ferita operatoria e localizzandolo nelle varie parti di detto nervo. Questa ricerca è della massima delicatezza e richiede sottili. precauzioni per evitare ogni ca. usa. di errore: il nt.rvo deve essere messo allo scoper to per sei od otto cm., indi bisogna determinare la sua posizione normale in modo da. poterne distinguere il margine e le facce, solleva.rlo e soste~erlo con bacchette di vetro sterili ed asciutte, applicare senza. determin~re pressione gli elettrocli ate!'ilizza.bili di H. Meige nelle varie parti del nervo; servirsi di deboli· correnti elettriche, per evitare fenomeni di diffusione che si determinan o con correnti forti; 3" della localizzazione dei disturbi della sensibilità. e della disuguaglianza dei disordini delJa tonicità. Nuovo con tributo in seguito po·rtarono i coniugi J. ed A. Déje· rine e .Mouzon, i quali, nell'apr ile 1915 alla Sociètà. di neurologia di P arigi, comunicarono due casi di lesioni parziali del nervo scia.tico . popli teo interno per ferita. a.l di sopra del nervo safeno esterno e delle branche dei gemelli con fenomeni di dissociazi one fascicolare. Essi riuscirono a dimostrare che il nervo safeno esterno occupa la part.e più interna del tronco dello 8ciatico, e che la costituzione fasci· colare dello sciatico popliteo interno è formata dalla branca profonda del nervo piantare esterno situata in dentro, e poi, andando verso l'esterno, dal nervo piantare interno, dalle branche del tricipite surale, dal nervo tibiale posteriore, dalle branche che vanno ai flessori, dal r um o superficiale del pla.nt~tre esterno e dai rami calca nei. N el giugno dello stesso anno gli stessi AA. riferirono su altri due c asi di lesione parziale del nervo cubitale per ferita a.l disopra d.e lla doccia epitroclea.re e con chiari fenomeni di dissociazione fasci colare, arrivando alla. conclusione ohe la parte interna del nervo cubita le è cogtituita dalle fibre sensitive che si distribuiscono alla regione dorsale e palmare e dalle fibre motrici dell'eminenza ipotenare e degli interossei del terzo e quarto spazio intermE!tacarpeo, e che la r~?gi one. esterna dello stesso nervo è formata dalle fibre che si distribuis c ono al ctt.bitale anteriore, al flessore profondo, all'add uttore del pollice ed ai d ue primi interossei, e che .la lesione di questa parte del nervo cubitale è accompagnata da iperestesia e da disturbi trofici nel territorio della branca patmare. H . Fromont il l o luglio 1915 pubblicò altre osservaz ioni so pra. lesion i del nervo soia.tico alla nati ca e alla coscia in direzione tangenzia le del nervo, dimostrando che alle accenuate lesioni della stessa parte del nervo rispondono costantemente gli stessi fenomeni para.li tic i locn· lizzati al gruppo muscolare a.ntero-esterno della gamba , il qua1e, q uindi, avrebbe le sue corrispond enti fibre nervose nella parte posterio re dello scia.tico alla coscia, e nel la parte poste!·o-estema a lle 1 . a.tiche.


OONTHI BUTO ALLO STUDIO DELLE LESIO~l, ECC.

5t)9

In base a yueste osserva'z ioni e ad altre presentate da P. ::\!arie Gosaet e Meige all'Accademia di medicina di Parigi verso li\ fine del HH5, si è riuscito a localizzare in varii troucbi nervosi la posizione di speciali fibre o fasci di fibre destinati a corrispondeutl muscoli o gruppi muscolari. Tale individualizzazione si è potuta fare a preferenza sul nervo mediano, sul nervo cubitale, sul nervo radiale e sul nervo scia.tico. Il neHo mediano lascia. notare nell11. sua regione antero-esterna le fibre che vanno ai muscoli prona.tori, nella sua regione posteriore q nelle dei muscoli tenari, e ne11a regione postero-interna le fibre dei flessori del carpo e delle dita. Il nervo cubitale presenta nella sua parte interua le fibre sensitive delle branche cu~anee dorsale e palmare e quelle motrici della emint'nza ipotenare e del 3 ' e 4° muscolo iute-rosseo, e nella sua parte esterna le fibre motrici del cnbitale anteriore, del flessore profondo, dell'adduttore del pollice e dei due primi interossei. ' Il nervo radiale al braccio ha nelll\ sua parte interll a. le fibr~ destinate ai muscoli estensori del car po, ueJla sua parte esterna quelle destinate ai muscGli snpinatori, ed iufine nella regione p0stero-iuterna. le fibre dest.iuate agli estensori. delle dita.. Il nervo sciatico lascia. notare anche ad occhio nudo la distinziol}e dei due fa.sm dello sciati co popliteo in terno e dello sciatico popliteo esterno; <lei primo la pane posteriore è fatta àa.lle fibre che \ranuo al tricipite sur~tlé, la parte antero·interna da qu(jlle che vanno al tibia le posteriore, la postero·interna dalle fibre che \'dD no A i flessori deild dita.; del se<;ondo la regione posteriore colltiene le fibre dei muscoli peronieri. Ettore Levi, il 30 marzo 1916, presentò aU:A.ccademia mellironsica :fiorentina 62 casi di lesioni dei nervi periferici studiati all'Ospedale militare Villa B ondì in Firenze, nei qunli pot~::tte con statare raramente ·Ja. sezione totale di un ner-ro e 1nolto frequelltemente invece la sezione fascicolare de-i tronchi nervosi con atrotia, paralisi di s"'nso e di moto e reazione degenerativa parziale o L:umpleta limitata soltanto nbl campo d' innervazione dei soli fasci lesi, mentre i muscoli innervati dalla. restante porzione del nervo si mostravano poco o nulla. interessati. Sn venti casi di lesioni dello sciatico neJla. regi one alta della coscia e dell11 natica in nessuno constatò la .s ezione totale di detto nervo, ma in tutti una sezione solamente parziale interessante per la maggior parte s0ltanto le fibre dello sciatico popliteo esterno e per uua miuima parte anche le fibre dello ~ciatico popliteo interno: in un solo caso trovò soltanto inten>s.


570

CONTRI BUTO AI.LO dTOHIO DELLE LESION I , ECC.

sato Lo sciatico popliteo interno {Jer ferita alla natica. Altri oasi di sicure lesioni parziali di nervi periferici riguardano il nervo crurale. il mediano, il cubitale ed in genere il plesso brachiale per lesioni nella regione superiore laterale del collo. Il Levi per lo studio della sua <'Rauistioa si è servito dei comuni mezzi d' indagine olinico-fun-

ziouale e dei risultati dell'esame elettro-diagnostico; egli non ha avuto mai occasione di poterai servire del metodo del Marie, cioè della stimolazione con gli eccitatori del Meige del nervo messo allo scoperto; ma, pur non negando la importanza di tale metodo, dimostra che con un esame funzionale minuto e rigoroso, accompagnato con l'esame elet· trico dei musc.oli stimolati isolatamente, d'ordinario, si riesce ad avere elementi :>ufficienti per diagnosticare con relativa esattezza la parziale lesione del nervo. Tutte queste osservazioni sono state ri assu nte in una. rivista critico-sintetica da uno di noi (L. Ferrann ini) nella Ri(o1·ma medica, l ' nulltero del HH7. Ma la continua.zione de lla immane guerra ha pu!troppo contribuito ad arricchi re la letteratura delle lesioni parziali dei nervi pe· rifet ici . Cosi Davidenkof riporta un caso di fe rita per arma da. fuoco a livello della plica. cubitale, <'he aveva dato luogo alta paralisi del solo muscolo flessore superficiale con leggiera. ipoalgesia della eminenza tenare e con la perfetta. conservazione di tutte le altre funzioni del mediano. Da que!ìta sindrome abbastanza rara egli trae· la couse· guenza che la. lesione del mediano ha interessQto soltanto il suo margiue inter no, ove trovansi le vie isolate del flessore superficiale delle dita. A. Fromeu tal, parlando delle lesioni più o meno gravi dello scia· tico, nota che il riflesso patella.re è esagerato, e che la flessione unilaterale dell'alluce, ottenuta con la percussione lungo il margine in· terno del tendine di Achille, è legata all'esagerazione deÌla contra· zione neuro-muscolare del flessore proprio dell'alluce ed è un segno di lesione incompleta del nérvo. J. Lévy -Va.lenRi nella seduta del 7 dicembre H.l16 alla società di neurologia di Parigi presentò un caso di lesione parziale dello soiatièo popliteo esterno di destra in seguito a ferita riportata dietro il collo del perone, oon abolizione dei soli movimenti dei muscoli ti· biale anteriore, estensore comune ed estensore proprio dell'alluce, an· datura a steppage ; l'i nfermo non poteva sollevare ed addurre il piede, mentre il sollevamento e l'abduzione erano norma li. L'esame elettrico fece notare mancata reazione degenenttiva nel nervo tibiale anteriore,


Ol"NTRmOTO ALLO STUOlO DELLE LESIO~I, ECO.

571

ipoeccitabilità senza reazione degenerativa per il nervo muscolo cutaneo. Al contrario di quanto i precedenti autori sono riusciti a dimostrare con le osserva.zioai spt!rimenta.li dell'eccitamento diretto del nervo nelle varie parti delln. sua circonferenza. e con le osservazioni cliniche confermanti le prime, Olaude e Dumas ritengono che i ie· nomeni clinici delle paralisi muscolari per lesioni parziali òei nervi, nella grande maggioranza dei casi, non sono influenzati dalla sede della lesione sulla circonferenza. del tronco nervoso, ma presentano in•ece una. sindrome identica, che varia se m plioemente a seconda della gravità della lesione causale; in modo che a gravità ngua.le corrispondEI sempre una. paralisi degli stessi muscoli ed una. integrità di altri muscoli l) gruppi muscolari ; e la evoluzione dei disturbi di moto procede dalla periferia verso la radice dell'arto, sicchè nei casi leg· gieri con lesione nervosa minima !lÌ h&. soltanto p~ralisi dei muscoli più lontani, mentre a misura cLe la lesione diventa sempre pii1 grave, la paralisi si diffonde sempre più dalla periferia verso la sede della les_ione. Così nelle interruzioni parziali del mediano e del cubitale al braccio, i muscoli paralizzati sono i piccoli muscoli della. mano, e propriamente la paralisi procede nell'ordine seguente in proporzione della intensità. della lesione: muscoli interossei, lombricali. eminenza tenare ed ipotenare, me n tre i muscoli dell'avambraccio, fiessori della mano, flessori delle dita, pronatori sono rispettati; se invece la interruzione è più notevole, vengono colpiti da paralisi anche questi ultimi muscoli. Clinicament-e non si verifica mai, o solo eccezionalmente, il caso inverso, c'ioè la. paralisi dei muscoli dell'antibraccio e la conservazione di quelli della mano. E come per i detti nervi, così a.uche per gli altri si verifica lo stesso fenomeno, però in una ma· niera non così netta. e precisa. Il radiale molto raramente lascia. no· ta.re fenomeni di dissociazione, mentre lo sciatico anche nelle lesioni di una certa gravità quasi sempre presenta. gli accennati fenomeni , consistenti nella conservazione della funzione dei flessori della gamba sulla coscia. Nella rigenerazione si verifica. il fatto inverso, cioè i primi muscoli a. riacquistare la. normale fu nzionalità ed il normale trofismo sono i più vicini alla sede della lesione, e gli ultimi sono i più lontani. Da questi fatti clinici Claude e Duma.s sono indotti a ritenere insuf· ficiente la teoria della. topografia. del tronco nervoso in fasci contigui con funzionalità. distinta., e sono invece propensi ad ammettere la teoria. della ripartizione in tubi concentrici dei fasci nervosi (Ja.boula.y-Via.nnay), con le fibre a destinazione più lontana. al centro, e quelle


n72

CONTRtBUTO AL LO STUDI O DELLE l.ESIONI1 ECO.

a destinazione più vjcina alla periferia. Poiche ogni lesione nervosa. si accompagna a rigonfiamento edematoso ed a sclerosi interfascicolare, riesce facile spiegare come le fibre centrali possano rimanere inibite ,..

nella loro funzionalità da.lla. compresRione determinata dal rigonfiamento e dalla sclerosi, mentre le fibre periferiche appunto per la loro posizione possono non risent ire o risentire in minima parte gli effetti di tale com pressione. Piu recentemente ancora R. Falconu ha distinto nel margine interno dello sciatico un fascio di fibre che presiede alla. innervazione del sem1tendjnoso. Il Putti ha potuto stabilire nello sciatico popliteo esterno la topografia. delle fibre delle sue due bra.nçhe terminali : il muscolo cutaneo occupa i due quinti mediani del tronco nervoso, mentre i tre guinti laterali costituiscono le fibre rlel tibiale anteriore. Ricoux e Pellanda. in una riunione medico·ohirurgi ca dell'ottava. · armata francese hanno ri ferito il caso di una lesione parziale del nervo mediano, in cui si mostravano rispettati soltanto i muscoli dell'eminenza tenare. L'intervento immediato fe ce constatare una lesione localizzata al 'l uinto esterno del nervo .

* ••

Fin dall'inizio della. nostra guerra di redenzione, la. nostra cl inica. fu adibita come ospedale militare di riserva, e mentre nei primi tempi accoglieva ammalati e feriti di qua.lsiatsi genare, in seguito a. poco per volta. si è andata sempre più speeializza.ndo col ricevere soltanto i militari che presentano postumi d-i ferite e che hanno bisogno sopratutto di cure fisiche, in modo ch.e g radatamente si è trasformata in un vero piccolo centro di ter apia. fisica. in gra.zia. alla ricchezza. dei più moderni e preeisi apparecehi, dei quali essa è fornita. In questo periodo di tempo abbiamo avuto occasione di osserva.re e studiare, insieme ai militari che presentavano i più svariati postumi di ferite, anche moltissimi casi di lesioni pHt o meuo gravi dei nervi periferici, sia. isola tamen le e sia in gruppi di due o più. dalla semplice scalfittura. o dalla. più leggiera compressione fino a.lia. in terruzione completa. . Ripromettendoci d i riferire in un altro h\voro le considerazion i che si possono dedurre dall a nostra abbastan.za ricca casuistica. d i tutte le lesioni nervose periferiche per feri te di arma. d a. fno':'o. per il momento ci limitiamo a riprodurre so ltanto i due casi seguenti, come modesto contributo, allo studio della dissociazione fascicolare. 1°) Bert... .Alfonso, dì Piet•·o, di anni 22, da Arzen~ ( Ud ine), celibe, c.-ontadino. l genitori sono vivent: e SA.ni, e pure viventi sono ..:inque fratelli e quattro sorelle: un fratello è morto in g uerra ed u na sorella è morta all'età di quattordici


00:::-l"TRIBUTO A T~LO STUDIO DELLE LESIO~I , EOC.

5'i3

anm 1n seguito ad un calcio di bue. Non è stato mai malaoo e non ha fatto alcun abaso. È stato c hiamato alle armi il 1° giugno 1915 ed è andato al fronte il l'novembre successivo. Il 2 novembre 1916 sul Carso, alla quota. 208, fu ferito da. pallottola di fucile, che entrò dalla parte postero-interna ed uscì dalla parte postero·esterna del terzo medio della ~oscia destra. · Cadde 1\ terra, perché non poteva. più l'eggersi sull'arto inferiore destro, che era di,·enta.to gontio e dolente, e carponi si trascinò nella trincea, ove dai porta-feriti fu trasportato al posto di medicazione, donde fu successivamente trasferito in altri ospedali. Dopo pochi giorni, cessato il gonfiore, cominciò a. poter muovere la coscia e In gamba; ma il piede è ·rimasto ~Jempre immobile e penzoloni. Attualmente può stare bene nella stazione eretttt, anche ad occhi chiusi! e piedi f&VVÌCÌDati; nel C&mminare flette esageratamente la CO>'CÌa e la ga mba dj destra per evitare che il piede penzoloni urti a terra con la punta e lo faccili. cadere.

Flifnra l.

li piede è in attitudine estensoria col lato interno p iù sollevato d i quello esterno ed è perfett11mente immobile, giaccbè l'infermo può nppena appena ltcc~:.n.are la flessione deWalluce. I movimenti pas:>ivi sono tu tti possibili ; la sen~1 thtà tattile è abolita su bnon11 parte del dorso del piede e sul dorso· dell'àl· ~ce,. ma la sensibilità dolorifica è dovunque conservata. La sensibilità osstu è~ dolita sul piede di destra.· Il riflesso rotuleo è conservato, quello achilleo è molto tn LI ebolito i 1'l rt'flesso , piantare è conservato. 1 rot ' cìrcoot:erenza della coscia. a venti centimetri dal margine superiore della. lf> u 1a ~ ceottmetri 62 a sinistra e 52 a destra i la circonferenza della gamba a • ~enttmetri dal margine inferiore della rotul11 è centimetri 36 a destra e 88 a SIlllstra.

r.:

tar e

,

circonferenu del piede a livello della parte più concava dell'arcata pian· Cl!l, 28 a destra e ~7,b0 a sinistr<~.. Non v i è edema del piede.


CONTRIBU'l'O ALLO STU DIO D ELLK LE ' I ONI1 ECC.

·.

L'esame elettrico lascia :notare abolizione completa delln eccitabilità galvanica e fara dica sui nervi pe ron iero e tibiale an terio re di d~>stra e s ui muscoli da essi innervati; nel campo dello S\!iatico popliteo inverno si cons ta ta leggiera diminuzione della eccitabil i tai. g alvanica e faradica senza nessuna no ta di alterazione qual i ta ti va. Con l'oscillometro di P acbon si ha: per l'arto s uperiore sinistro pressi one massima mm. 185 e pressione minima 60; per l'arto superiore destro ris pettiva. mente 165 e 60; per l'arto iaferiore sini.s tro 200 e 60, per l'arto inferiore destro 175 e 70. 2") Lean . . Francesco, di Eduardo. di ann i 25, da Tedizzi . b1\rbiere, soldato del. ..•. regg imento fan teria, celibe. I gen ito ri e t re sorelle sono viventi e s11.ni; ha perduto varii fratelli e sorelle in tenera età e per malattie che non sa precisare. R icorda di a ver sofl'e:rto la fe bbricola all'età di ot to anni e poi l'anno scorso delle febbri ma laricbe. Non ba avuto mala ttie veneree e non ha fatto abusi di sorta. Alla leva fu dichi arato rived ibile per due aun.i di seguito per deficienza toracica e debole costituzione organica ; ma la terza volta fu dic hia rato a bile ed a rruolato, e nel maggio del 1916 fu inviato i\l fro nte. ll 10 ottobre a Vertoiba, men t re era seduto a terra dopo un assalto, fu colpito da pallotta di sh rapnell, che penetrò dalla parte pos tero-esterna del te rzo eu periore de lla coscia destra ed usci dalla parte au tero-interna del terzo medio della coscia stess a. Immediatamente ebbe l'impressione di essere stato fe rito a l piede, del quale non aveva più alcuna sensazione; ma cavatasi la scarpa, potette ass icurarsi che non era stato ferito quivi e s'accorse invece di essere stato feri to nIla coscia, donde perdeva parecch io sangue. Si fece trasportare da un compagno al posto di medica zione, di dove passò poi a ll'ospedale da campo n . :240, e quindi a ll'ospedale militare di Milano« Boggina •, ove gli fu riscontrata ferita t ransfossa alla coscia destra, con foro di entrAta al terzo superiore esterno e foro di usciti• al terzo medio interno della medesima. Il 28 novembre la fer ita, che era stata medica ta a piatto. era completa ru ent~ cicatrizzata ; ma l'infermo non poteva lascia re il let to pet· dolori diffusi a tutto l'arto inferiore destro. Solo verao la. metà di decembre poterte incominciare a cammi nare con l'aiuto di grucce, ed il 22 dello stesso mese fu trasfer ito a Napoli a ll'ospedale territo· riale Regina Elena, ove gli fu constatata un'ulcera trofica alli\ pianta de l pi ede destro, presso il calcagno. Dopo pochi giorni gli si sviluppò una eresipela. che dal piede s i estese in al to fino n meta della coscia. Ne g uarì in una diecina di giorni, e poco dopo s i chiuse anche l'ulcera del piede in seguito a t;ra.ttamento con la corrente galvanica. Anche il dolore è andato diminuendo: ma tuttora l'infermo si lamenta di dolori a lla pianta ed alle due ul time dita del piede, ralla parte superiore della gamba ed alla parte media della coscia. Il do lore ha cara ttere puntorio ed è continuo. L 'infermo sta bene in p iedi anche ad occhi chiusi e piedi ravvicin a t i: nel camminare porta avanti quasi rigidamen te l'arto infer iore destro, che viene poco flesso e poggia sul lato esterno del piede ; per tal moùo· cammina zoppicando, perchè cerca d i far gravare il peso del corpo prevalentemente sull' ar to i nfer iore sinistro . La motiUtà volon ta ria dell'ar to inferiore destro è conservata. ma i woTi· menti dal piede e delle d ita del piede sono t utti t\SSai li m itati, quantunque n ~s­ suno sia comple tamente abolito, tra nne quelli dell'alluce.


CONTRIBUTO ALLO ST UDIO DET.I. ~: LESIOI'a, ECC.

575

La sensibilità. superficiale è completamente abolita.·sotto la pianta del piede destro (6g. 2) e notevolmente attutita sul margine esterno e sulle ultime dnb dita del pied~ stesso. L& sensibilità. muscolare ed articolar& è integra, ma l'infermo sul piede e sulla gamba destt·a sente le vibrazioni del diapason assai meno che sui punti omologhi di sinistra. Il r iflesso piantare è co,m pletamen(e spen to a destrll., ove è abolito anche il riflesso achilleo, mentre è conservato quello rotuleo. La circonferenza della coscia. a. venti centimetri dal me.rgine su peri ore della rotul& è 4i centimetri ~\ destra e 46 a sinistra; la circonferenza della gamba a 16 centimetri dal margine inferiore della rotula è cen timetri 29,50 a destra e 8~ a sinistra: la circonferenza del piede a metà di esso e centimetri 24 a destra e 118,50 a sinistra. La mnsculatura della gamba ed in parte anche quella. della coscia ~ notevolmente più flaccida a destrn. Il piede a destra è quasi cadente e gonfio e leggermente cianotico : su d i esso dal collo in giù il dito premendo scava un'impronta, la quale si fa sempre più profonda a misura che s i procede verso le, &rticolazioni metatarso-fala.ngee. Sotto la pianta del piede si nota una piccola cieatrice, ancora giovane, corrispondente all'ulcera. innanzi accennata..

Fig. 11.

L'esame elettrico fa rilevare tliminuzione dell'eccitabilità faradica e galvanica :el ca~~ rlel peroniero e del tibiale an teriore ; sul nervo tibiale posteriore vi a~oltz10ne dell'eccitabilità fe.ra.dica e galvanica, e sui muscoli da es~o inner· vatt si nota abolizione della eccitabilità. faradica e notevole dimiuuzione della gal~a.nica; per aversi la con trazione bisogna raggiungere i venti milliamperes, : Vt e. inversione della formo la polare con contrazioni lente ed ameboidee, men · t~ net muscoli innervati dnllo sciatioo popliteo esterno l'alterazione quantita· 1 "~.:ou. è accoro pagnata da nessun&. nota di a.lter.azione qutLlitativa. . . · setllometro di Pachon segna per l'arto superwre, tanto dest ro quanto SI DI· stro, Pte88'tona masstma · · · · . mm 150 e pressione mtmma mm. "1O ; per l' arto ·m t'el'lore s· · tntstro rispettivamente 190 e 80, per l'arto inferiore destro 175 e 80


57fi

CONTR J Bl'TO ALLU STl'DlO DELl.-Jo: LESIONI , ECC,

* •...

Come dicevamo, questi due casi non sono privi di interesse per le considerazioni importantissime che su di essi si possono fare. In entrambi l'agente vulnerante è stato lo ste~so, come lo stesso è stato il nervo leso quasi alla medesima altezza., nel primo caso al terzo medio, nel secondo al terzo superiore della coscia: in entrambi i casi il nervo sciatico non è stato totalmente interrotto nella sua continuità, invece si è determinata una lesione parziale, le cui conseguenze nel primo caso hanno dato luogo alla paralisi dello sciatico popliteo esterno, e nel secondo a1la paral isi del solo tibiale posteriore. È vero che l'esame elettrico in entrambi ha fatto notare alterazioni quantitative sui nervi e sui muscoli di tutta la gamba, però le note di reazione degenerativa, carat teristiche delle vere lesioni nervose, erano limitate esclusivamente nel campo dei soli IJervi pa· ralizzat.i, mentre nel cam po dei nervi sani si uotava sempli ce diminuzione della eccitabilità fara.dica e galvanica, ma le contrazioni conservavauo i caratteri della contrazione fisiol ogica, e quindi l'alterazione quantitativa deve ascriversi alla conseguenza. della inerzia. muscolare e non a vera lesione nervosa.. Ora, tenendo conto dei forami di entrata e di uscita del proietti le, possiamo con una certa sicurezza ded urre in ciascun caso qnale parte del nervo sciatico è stata le;;a; giacchè è chiaro che non è stata colpita la stessa parte, presentando i due casi ciascuno una. sindrome ben distinta e differente dall'altro. N('] primo caso la pallottola penetrò da.ìla parte post.ero-interna del terzo medio della. coscia ed UBCÌ dalla parte pos tero-esterna; il proiettile segui un decorso superficiale e quindi ll OU potette ledere che le fibre situate nella parte posteriore del lo sciatico. Nel secondo c11.so invecE> il proiettile seguì un decorso più profondo, peroh è penetrò nella parte postero-esterna del terzo superiore della coscia destra ed usci dalla parte a:I?-tero-in t erna del terzo medio; avendo questo proiettile dato luogo a lesione dello. sciatico, tenendo pr~:~sen te l'accennalo suo tragit.to, non poteva ledere le fibre posteriori., ma doveva indubbiamente determinare una lesione molto rara, q uella cioè delle fibre situate nella. parte anteriore o a.ntero-estP.rna dello sciatico. Quindi anche senza l'aiuto della ' constatazione diretta, che si ottiene metten do a llo scoperto il nervo, dalla. semplice disposizione topografÌca delle cicatrici residuali possia.mo con nna. relativa certezza. determ in11.re la sede della lesione nervosa, tenendo calcolo della. profondità del nervo sciatico nella. coscia.. Questa considerazione è avvalorata >ia dal determinismo dei disturbi funzionali e t.rofici residuali e sia da1le osservazioni sperimentali de\


OO:NTRIBUTO A!.Lù STUDIO OEL t.I:; LESIO::n, F:r.C.

517

Marie, dei coniugi Dèjerine e Mouzon, e di Fromont, i quali in una maniera da non ammettere più discu.,;sione hanno d€'terminat.o nello sciatico la sede speciale di ciascuno d.3i fasci nervosi che si distribuiscono alla gamba. Implicitamente quindi veniamo a dire che non possiamo dividere la opinione di Claude e Dumas. i quali credono che le lesioni par~ialil dei nervi, qualunque sia la parte della loro circonferenza lesa1 presentino sempre la stessa sindrome, dovuta alla inibizione delle fibre centrali, che rappresentano la sede di or igine dei filamenti nervosi che vanno ai muscoli più lontani, e non alla inibizione o di- , 11truzione delle fibre che si trovano alla periferia, e che secondo loro vanno ai muscoli più vicini alla sede della lesione. Le osservazioni del Marie, fatte · sul nervo messo a nudo e basate su lla stimolazione isolata delle varie fibre o dei varii fasci di fibre di uno stesso nervo, rappresentano come un dogma, che non può essE-re infirmato se non da altre osservazioni fatte anche direttA.mente con lo stesso metodo o con metodi differenti, ma sempre su ciascnna. parte di nn nervo, osservazioni che dieno risultati discordi da quelli ottenuti dal Marie, e comprovanti le idee di ClA.ude e Dumas. Clinicamente, il secondo caso nostr·~ rappresenta una vera rarità: difatti il Levi nella citata comunicazione all'Accademia medico-fisica fiorentina presentò come una rarità il caso di un soldato che lasciava notare paralisi dello scia.tico popliteo interno per lesione dello scis tico alla coscia ; il nostro caso è anche più raro, perchè per lesione dello sciatico al terzo superiore della coscia presenta paralisi parziale dello sèiatico popliteo interno e propriamente paralisi del solo t.i bi al e posterinre, che costituisce l'unica branca t erminRle dello sciatico popliteo i n terno. I risultati non sempre brillanti delle suture nervose, che viceversa qua.lc•he volta possono determinare anche lesione di altre fibre prec~clentemente sane, non sempre rendono consigli'abile il tratta~ mento chirurgico, e quindi non tanto frequentemente si ha occasione di vedere il nervo allo scoperto e constatare de visu la. parte del nervo leso. Perciò nella grande maggioranza dei casi la diagnosi di lesione parziale di un nervo è basata non sulla osservazione diretta della lesione anatomica, ma sull'esame funzionale e su quello elettro-diagnostico. L'esame funzionale, che nella clinica. privata riesce agevole, pre.:: senta spesse volte difficoltà enormi quando d eve praticarsi su militari. Il malato che consulta il medico nel su.o studio per guarire dei disturbi che lo affliggono è molto diffE'Irente dal militare che deve


578,

CONTRIBUT O .A L LO !:.T UDI O DELLE LE:SIONl, EOO,

essere non solamente curato, ma anche giudicato dal medico ; egli, sia per tema che i suoi malanni non siena sufficientemente apprezzati e vagliati, e sia per brama di un lucro maggiore derivante dall'essere assegnato ad una piuttosto che é.d un'altra categoria di infermità, molte volte ha tendenza ad esagerare i disturbi derivanti dalla ferita riportata in g uerra e mostra molto eli più di quello che ha realmente. · Perciò il medico scrupoloso deve circonda.rsi delle maggiori precauzioni prima di emettere un giudizio, il quale, più ohe sui fatti subjettivi, deve fondarsi su quelli objettivi, in cui la volontà del soggetto non entra affatto in gioco. · Volendo giudicare i nostri casi da un esame funzionalo superficiale, dovremmo dire che in entrambi esiste paralisi tanto dello sciatico popliteo esterno, quanto dello sciatico popliteo interno; in en· trambi in fatti la. motilità. del piede è quasi del tutto abolita, almeno così vogliono dare ad intendere i det ti militari; i disturbi trofìci sono evidenti e sono confermati dalla misurazione con il nastro metrico, e riesce relativamente difficile valutarne la sede precisa in una piuttosto che in un'altra regione dellA. gamba, tanto più che anche i muscoli sani presentano sempre un certo grado d'ipotrofìa · dovuta all'inerzia. L'esame elettrico invece riporta nei veri limiti la entità della lesione, e ci dà. la prova che i nostri d ue soldati non sono com· pletamente veritieri, quando asseriscono di non poter muovere affatto il piede. Gli è perciò che l'èsame funzionale deve essere sempre compie· tato dall'esame elettro-diagnostico, che ci mette in grado di cono-. scere con una certa precisione . lo stato anatomico dei nervi e dei muscoli e ci fornisce ancora elementi preziosi per dare un giudizio pronostico. UIBL I Q(;R A H A. l. CL~U DE H. et DUMAS H. -

1-e "!/Jldrome d· pal'alyaie d!:e m11eoloea du extrémit~11 d ana les i tlkrl'v.ptions pal'tidll~ d . a 11~rj11 dra membrM . (B ul l.fl~n et Mémoiru d• la S~ m édioale d; s M pitauz de Pari.~, 17 o aggio 19li). 2. DAVIDENXOF S. Contri./mtum à l'ét ude d.·a lé.--i<m-' du wédi an . Syn.droma de la diMocialion faocicuJ.aire. (La Gazette (n~'lle) 'T""!JChialri q ue, 19 16 ). 3. D B.JKlUME J. e~ M. l. et l'lfoUZON. - Oontribution à l'~tt«k cles locaUsa tion <t i ntra • tronc ulai res de8 ~l'f• d• ·• m ,·mti'U: d•·u x cUJJ <le lésion.ç partielles à u I~.Crj .:.ciatiqu.: popli té i n•em e siégeal"/r' auà·.~s·u.~ dr l'origine d u n. 1'/ sapltèntJ exferne et d e11 n ·r/8 dea iumeaux, avec ayndrome de di$aocialion /~'Oic·•lair.:. (Sooièté de ~. urologie de P o.r is, 16 a prile> ! 915). -1 . I n. - Oontribution à l' étude IÙ.• locali.,'Gtio1~ intratrcmctdairee . de.• ner/8 de11 m.;;m br<'l : d.eux ~a.s (Ù lt!sioM pa.rti&/..·.s d1' ner j cu/ii tal .,iégeante8 au dts8'U$ de la g ' ut lli6re épi· lrtXhléenne, a vec ayndrome de dis.•ocialion faecic tdai'l'l'. (l bid•m, 3 giugno l 016 ).


co:-;:TRIBtJTO Ar.IA> STO DI O DI!:LI.E LESI OX r , E CC.

579·

Les lAsiOil<~ d: d gros tro11c ne,eu-1: ik• m embru ]»f' ,.aject ile de g!l.t'f"n: ~ difj~rcntea 11y ndromu cliniqu.e-!1 et lu indic.atwn..~ o~ra$oires. (Pre.•8e 1n-4dic41e, 1815). 6. F .u.oONE R. - Su.Ua dis]XM~ione fascicolare dei tronch i nen1o8i · ccm contribt4o allo. conosce ma delio ··ciatico. ( Rl11i8ta 011 pedalit!ra,. l 91 7 ). 7. FEBBANNI NI L - Le localizzqzio·li m1tri ~i c l• 1•'8 i0fti. p~n iali dei ,..,..n degli ard. (Riforma nwtdù:a, 191 7). S. IPJwliiE:NT.U. A . Ds q udq ue.. pe!·i h sig1Wis t{e l~sion du IICia(iqu,• rt d< 8U bran rhes, P.n paniculi•r d. l'augm~Jita'.i<m d ·J réfie:r;e patcll(J ire et du signc d.- la fle:cion àu gro. orttil. (Th~,;e d e )lontp ellie r, 1915- 16 ). 9. P'BOMONT H . - Lé~ion8 d u 6Ci'ltiq•tc par 'Proi"cliU i d e (JllerrP a la t~s<JC rt ~ la cui88e oyanL u n e dirtction tangcn!ieUe a u nerf : sy~~matisation d e cea U s io1111 ; para· lyw .s totales ou p artielk11 d" groupe m •tdc<tlair~ an1Aro·P:r:/4rne de la ;am be. (Société de N eu ro logia d !.' P etri:;;, l" lug lio 19 17). IO. LEVI E . - Sopra alcuni ca •i d• l~t~iow d ei "~"'i pu ife rici p er a.-ma do f uoco. (Ac0.\d emia m~dic )·fhica fior~ntìn t, 30 marz > 19 16 ). Il. LEVT· V ALlllNllt I. Paralg!ie di.8110ci~ l d t IICÌ'ltiqu , poplité e:r:terne. Liga~urr de l'arlb-z f~rrtQral/.; l!at lig n 'lt:r: de.• m •14cle11 f~tm ·a<t:r: .•cm.j paralysie. ( Soci t;l é d ,• N Purc1<>gie de P aris , 7 dic ~rnbl'(· l 9 llì) . 12. MABI& P . - De• résultats fo•m tis par l'~l•i'lri •a$ iotl tlirPc~e dra t.rotl().• ner~ aaM la plaie opérat?ire ch •z I•J.S /Jl~s~s att ·in~ .~ d· tra ~tmatis m•s d~s nt rfs. (Académie d e Médecine de P or ie , 9 febbraio 1015). 13. MABIE P ., GossET A. et :\f&IGE a. - L~<J localisatw ns motrÌCI'8 dan• leR M r /11 ]14riphériqu.es. ( Ac..u:lémi ~ d e ,:\[ é !C'ci te de P ••ri ;, !!8 d ice'llbre 1915). 14. Ptrrrt. - To pogra/b. frari('o!tue d i n-r11 i p riferic i e più 8 pecialmet1/e d,-/lo "CÌ<Itoicopop!it~o eaterno. (L a cli.nica ch irurgica., 30 s ·t.t·'!lmb re l 91 il). 15. Rtoou x et P EI.LANDA . S <Jctiott p~rti •lle clu fl 1t'/ 1Mtlian. ( Réuni on médic o-ehirurg ica le d e lc1 VIII A r méé, 1° m \gg io l !Il i ). 5 . ID. -

Su òi un nuovo inòicatore òi natura vegetale per i l dot t. Carlo Marini, farmacis ta ca po di 2• classe

Studitmdo comparativamente i pigmenti colorati contenuti in alcuni ~rutti e bacche n9strani, quali la ciliegia, il ribes, la morà selvatica, il ginepro, il sambuco, il mirtillo, l'uva, bo avuto occasione di con statare la somiglianza al comportamento chimico della parte di 'essi colora.ta in rosso. Il processo fotosintetico origina, in dipendenza però d~lJa. costituzione salina dei succhi delle bacche e frutti, la. forroaZtone di coloranti rossi più o meno intensi, come avviene p. es. sulle ~ '\7e, in cui parallelamente alla formazione degli acidi, zuccheri, alcool 81 ha. la trasformazione della clorofi lla. in un pigmento rosso-scuro.


St; DJ OS :Sl'OVO IN DlCATOR E DI N ATU RA VEGETALE

Anche gli studi deJ Ga.uthier, Ruynen, Portes, oltre che l'opinione di Heise e di A odree l'he asseriscono, contrariamente al giudizio di ·v ogel, che il colorante del mirtillo è identico all 'enocianina delle uve, dimostrano la g rande rassomiglianza del comportamento di qnesti d ue wloranti rossi con alcuni reatt1vi, come vedesi dal seguente specchio usato per scoprire le frodi n ei vini sofisticati col coloramento del mirtillo (ved i tab. Tl. Le piccole di fferen ze di comportamento sono dovute, :l parer mio, alle impurezze di clorofilla. uontenute in maggior quantità nelle uve a preferenza che nel mirt.illo. La composizione del succo delle bacche del Vaccinitts Mirtillu.s (Liuné) è la seguente : Acqua. 75-80 p. 100; acido mali co e cit rico in parti uguali costituenti oi rcal ' l,6 p. 100 d1 acidità espressa. in C, H, 0,; piccola quantità di g lucosio e tracoie di Ca, K , e Mn in quantità superiore che nel vino; pel rimanente sostanza colorante estrattiva rosso-bordea ux compl·e tamente formata., quasi priva di clorofilla. Sulla composizione del colorante, sebbene esso venga usato empiricamente per la sofi sticazione dei vini rossi 1 diverse e non precise sono le opinioni dei chimici ed esso e stato studiato nelle lacche che formano i suoi sali; si crede éhe es.;o sia 0ostituito di altri due coloranti rossi, di cu1 fu rono anche date le formu le grezze e la cui estrazione si fa. come segue: P er la estrazione del colorante dei fru t.ti di mirtillo, si estraggono le bacche cou a kool al 50 p. 100, si precipita la soluzione così ottenuta cou aceta to basico di piombo, si raccoglie il precipitato, lo si secca, e !o si lava., d·o po averlo finameute polverizzato, con acqua fredd a e calda. Il precipitato cosi lavato, nuovamente seéca.to con cura. vj•'ne estratt.o dapprima con et.ere saturo di H Cl, quindi viene ripetutamente estratto cm:. etere puro, e infine la parte indisciolta viene digerita con alcool metilico. Da quest'ultima. soluzione l ' etere precipita una polvere d i colore rosso-car minio, la quale è costituita da dne coloranti, che secondo R. Hei.e sono completamente identiéi a quelli del vino rosso. Dt tali coloranti uno l A) è i nsolubile nell'acqua acida : c,~ HIT OT ('?), l'altro (B), di g1·an lunga preponderante C,. H,~ 0,,, si scioglie invece uell'a..:qua. acidulata. con un bel colore rosso. Il colorante 1B) per ebollizi one cogh acidi, c on eliminazione di glucosio, si trasforma nel colorante (A l. Vista dunque la. sua composizione più probabile, ho accertato il compor tamento del cromogeuo rosso-carm inio con gli a lcali, notando la. prontezza della. formazione dei sali verdi, la. reversibilità. della


.•. 3: l

'

f

...

'Jln.bel ht l

(/l

! ~

Acelato di Jl om!cu

Coloraoli

AIIUtu •: c o·:uiJ. ""!lt"ù

Filtra tv

tace; o

alluminio miscugh•J

F llralu

;l ~

..~ :.

l

c

z

di poom ho

!.:11 a• o

hquill•l llltrat"

con acqua

z T11ot1:oh cnn ammoniaca

g ~

--

l

o

....

z

l

t:l .....

o

Leg~ . VÌil••·l \stro ~itdln· o

l>-

S' Vino

~

t:l .....

l.a .. a

Carlwualo St olio 'llu Hhll' ac•ct:ll e :~relato

Ammooiaca Pret•ip!lalll

q

- -

~

n a tu

ralc

V~·r,l e- Bleu vertlnsLro

Blc·u-Go igi" l.t.-u Vercll· gr i

Lu·olur·o

Y r•k l ... ,uglia

-\·,.,.,~..

('l,,'

'J\;11 1L \"OLI ·i->c\

f,t llu

r·nrh. ~c11li"

7

o·roh•

>-3 (.-"J

SI*,

t'l

,.Hilttc•eu

t:l ....

guu;t ru.

z

>

>-3

c

1;::1

Culuraw mirtillo

o.l

Vonll·- t:rigio-Ter<lc•

v, n:o ginsno

go i

rn~.·ult..•ru

lllc·tl ,., te!.·strn !0;-)tltt•

lo l.

lcL.

"

\'Il,.

\'ic•lo-tt<•

v,..-c~..

\'u•O> o

lo•ll'.l·Uio•ll

>

~

Q

l'li

l

~

t"'

t'l

01

(T; t-'


582

SU DI UN NUO VO IXDICATO!lE Dl NATCRA VEGI!.TAI.E

reazione così rapid a da potere essere utilizzata come rivelatri ce di acidità o d'alcalini tà in sostituzione del tornasole nell e comuni pratiche d'indagine di laboratodo. in ispecial modo per cartine reattive. Il colorante è dunque un acido debole i cui sali sono verdi. P er la preparazione della tint.ura sensibile per cartin e reattive, fino ad ora mai preparate con que:;to colorante, basta la sua estrazione idroalcoolica dall a bacca e la sua 11eutralizzazione con sistema analogo a q u ello u sato per la tintura d i tornasole. Si ottengono così delle cartine più sensibili di quelle di tornasole e che virano auch e oon

· · ac1'd e od a l cal'm e uor . sol uz10n1 200 La teon ica dell'operazione è la seguen te: Preiili gr. 250 di bacche secche ben mature di mirtillo (vaccinius Linné) ben mond .~ t.e di gambi e fogl ie, si mescol ano con gr 750 d'alcool a 90° e si distilla. a ricadere per un'ora circa . S i decanta e si .fi l tra,. Il fiJ tra t o d i co lor ro:';;O v inoso si alcalizza con cc• 25 di al cali uor. per ogni 100 cc0 , e si divide poi in due parti ugu ~t l i. Una di queste parti si alcalizza a11 cora sino a che 10 goccia di tt ntura i n una prO\'etta con 10 cc. d'acqua dist,il · lala, dam10, con l o 2 goct:ie di alcali nor., colore Yerde e con altre l o 2 goecie di acido l lOl'. virano al ro~:;;o·carminio ; il l iquido tl\' l'a cosi i bordi d i coiiJre verd astro. L'a lt.ra parte in veee akal i~z ata. con ngnn.l volume di alca li della prima par te si acidifica poi con l cm• d i acido/n., otten endo cosi tll'l l i q ui d0 a bonli color viuoso-rosso t: he si mescola alta prima metà. Sulla mescolanza così ottenuta si ripete la su ddivisione in parti u guali e l'alcal1zzazione d'una parte e l'acidifintzione dell'altra rou 1/ 2 cm• di n.ci dojn. S i ri mescolanv d i nuovo l e due metà e si torna. a dividere la mescola.nza alr·alizzand o la prima met.à oou la. mmore quantità possibi le di a lcal i fìno a cho i bordi del liquid o siano col orati in verde, ed a cid1fiuando la. secouda fino a che i bord i delliqniùo siano colorati in rosso vinoso per mezzo d'acido n/10. L a parte alcalina verdastra si conserva allora separatameute da11u parte acida. rosso- bordeaux e s'i m m ergono in ogo una di esse d elle liste di car ta emporetica Berzel iu s, le quali asci ugate risulteranno colorite di un bel verde oppure d i un bel rosso-bordeanx. Se si toc cano con un paio di gocci a d' acido deboliss imo le carte verdi, sul punto toccato, si ba. una colora.zione rosso·carminio; se si toccano invece oon un p aio d i g occi e dì alcali debolissimo le carte rossastre1 nel punto toccato, si ba. un viraggio al verde cupo nettamente visibile. Questa sensibilità ai virt~ggi è snperio:r e a qne ll~~o del tornasole. Per ora ho limitato le esperienze alla preparazione d ' un indica·


SU OI UN NUOVO Il\OICATORE DI NATURA VEG E TALE

583

tore per cartine · ad uso di laboratori chi m ici ed urologici : in seguito mi prometto di estendere l'applicazione anche agli usi di microscopia. ove si adoperi il tornasole. La mateFia prima a bbondantissima e poco costosa. garantisce la possibilità e la continuità. dell'uso del nuovo indicatore, e mi lusingo cosi d'aver sostituito anche per l'avvenire un prodotto di schietta importazione tedesco·scaudinava, quale il tornasole.

•

0 SPr:DALF: M ILlTA I!E P Rl N O!l',\J,E D I F tRJo::NZ ;

Gnurpo P..U.AOE H(rn:L -

•

s ~. z r ON t; SP Jo:C JALI7.ZAT,\ P En :\1.\LAlUCI F t;l<Ht:CCI

Alcune osservazioni di terapia antimalarica Nota dei dott. Emilio Orsi-Battagllni, tenente medico a.<;;;imilato e Giovanni Schiff, batteriologo

Pure essendo chiamati a svolgere principalmente le nostre mansioni nel laboratorio, annesso alla sezione specializzata per malarici, per gli accertamenti microscopici delle diagnosi, a bbiumo avuto agio di compiere, nella set;Ìone Ferrucci, opera di propaganrla per l'applicazione dei sist:.emÌ! di applicazione terapeutica, già speriIDe!lta.ti con successo nella sezione Villa Presenti!. La terapia chininica è, senza d~1 bbio, q nella che, usata. con la dovuta larghezza. e con l'opportuna sorveglianza, rappresenta il mezzo migliore di cura della infezione malarica. In alcuni malati, con in· >.asione pa.rassitaria molto accentuata e fenomeni clinici imponenti, fu tentata. la terapia arsenicale con N ovoarsenobenzolo t914), prs t.icando tre iniezioni endovenose a distanza di otto giorni (egr. 30, 60. 9?): i nsulta.ti si avvertirono dopo qualche tempo dall'ù ltima inie~lOne~ notevole riduzione dei parassiti, diradamento degli accessi ebbnh, r apido miglioramento dello stato generale. Ma non si tratta. c~rto,. di effetti migliori, nè altrettanto rapidi e completi, di quelli : e 8~ ottengono col chinino ; onde si deve ritenere eh~:~ ·la terapia. raenlcale possa. attuarsi solo in via di eccezione, ove un motivo grave . N si opponga a Il a. cura con 1. preparati. c h'mace1.. 1 zi e la sezione fu generalmente adottato il metodo di somministraone del .eh llllfio " · · soluz10ne · · chia· m al 40 per mi"11e, aromatizzata (2 · 6 cuc· 1 note al~ g~or~o, pari a 1·3 grammi), e ne furono riscontrati i vantaggi vo 1881Ini, e cioè facilità. e rapidità di assimilazione, semplicità e

:on


fl84

ALOUNE OSSERVAZI ONI DI TERAPIA ANTI111ALARTCÀ

rapidità. di distribuzione ad un numeroso reparto di malarici, faci1ita di controllo sull'assunzione del medicamento. Il punto pm 1mportant e per la bon ifica della malaria è di assicurarsi che il chinino sia realmente assorbito; è perchè si sottraggono al chinino che alcuni malat i conservano gli accessi per mesi, e anche per un anno, così da dar luogo alla leggenda del paludismo resistente al chinino. «_. .. Rari sono gli ospedali dove i malati assor bono bene il chinino... N el trattamento ospitaliero tutti sono concordi che la soluzione è il miglior modo di somministrazione... l'in tolleranza gastrica è per lo più derivante dalla cattiva volontà del malato :. Queste considerazioni del Ravaut, medico maggiore di prima classe nell'esercito francese, riportate nella Presse Médicale (anni 1917 e 1918), so!lo ltt sintesi delle ampie osservazioni che i nostri alleati hanno raccolto in fatto di lott a antira alA.rica. fra i soldati ; noi non possiamo che modestamente confermare t à.li vedute, poichè abbia mo la sicurezza, dall'osservazione clinica. e dal controllo ematologico, che i malarici cosi . c urati risentono rapidamente tutto l' indiscutibile vant~tggio della -chinizza.zione. Negli ultimi tempi la sorveglianza esercitat a sulla assun zione del chinino avéva. fatto rilevare alle infermiere Sa.maritane, in caricate e responsabili della distribuzione, una nuova frode tentata da alcuni malati; questi chiedevano di bere un po' d'acqua, per togliersi di bocca il sapore amaro della droga, dopo avere preso la cucchiaiata di soluzione; così trovavano modo di rigurgitarla nel bicchiere d'acqua. Uno di noi, (dott. Schiff), ebbe allora. l'idea da aggiungere alla soluzione una sostanza colorante, e precisamente il bleu di metilene; q uesto, antimalarico di riconosciuta efficacia, seppure alla piccola dose usata (0,25 per mille) forse non attivo, è certo meglio ancora .. -che innocuo, e riassume vari pregi: il suo intenso potere colorante impedisce che la soluzione sia1 inosservata dal personale di assistenza, rigurgitat a nel bicchiere d'acqua, o comunque sputata. i la costante intensità. del colore conferito alla soluzione medicamentosa. impedisce che essa, inavvertitamente lasciata incostudita per q ua.lche ·istante, possa essere da qualcuno allungata, come talvolta si era potuto sospettare che fosse accaduto; infine la eliminazione del colore per le urine fornisce un controllo della regolarità della chinizza.zione semplice, rapido, pratico, più che la ricerca dell'alcaloide col rea.ttivo di Tanret. Questa modificazione ha indotto nei capi-reparto una sicurezza cbbiettiva nella regolarità della. terapia., sicurezza che, per ragioni di indole sanitaria da un lato, di indole economica dall'altro, tanto più si impone nei reparti di troppa ove si distribuisce il chinino a scopo profìlattico, o nei reparti di ma.larici · non speda.lizzati, sottoposti alla:


ALOO N!!: OSSERVAZIONI DI TERAPIA ANTJY ALARI CA

585

bonifica, che furono testè istituiti in base alle recenti disposizioni del Ministero deUa. guerra per la « cura e bonifica dei malarici »· P oi-

chè ragioni di praticità impongono, in tali contingenze, l'nso delle c?mprease, è logico p roporre, in base alla esperienza fattane nelle soluzioni, che venga aggiunto il bleu di metilene nelle pastiglie di chi· nino che sono usate nell"Esercito per la profilassi o la cura o"la bonifica. dei militari. Tale innovazione, pur contribuendo forse alla azioneantimalarica del rimedio specifico, darebbe la sicurezza di\ controllo della assunzione del medicamento per mezzo della sem phoe ispezione . delle urine, da poterai eseguire senza speciali artifizi tecnici, continuamente e dovunque. La prttticità e la semplicità del metodo e la sua efficacia, da noi a lungo sperimentata, ci hanno indotto, per le considerazioni sanitarie ed economiche sopraesposte, a farne oggetto di questa nota, allo scopo di diffonderne l'uso nel trattamento della ·malaria fra Ì militari. Una serie di esperienze compiute recentemente ci sembrano sufficienti a dare conferma esauriente della ut1lità. del metodo di som· mini~trazione del chinino cou l'aggiunta del bleu di metilene a scopo di controllo. · Come primo fatto creèliamo dover porre in rilievo la assoluta assenza di qualsiasi fenomeno di intolleranza del bleu di metilene, sia in linea generale, sia in particolare per parte del rene. La sostanza, è di per sè ritenuta dai farmacologi innocua; la dose usata è, in confronto a quelle cousiderabe terapeutiche (fino a gr. uno pro die), assolu· tamente omeopatica.; pur tuttavia. praticammo nei degenti somma.rii esami di urine, e o è questi, n è alcun sintomo sospetto fecero mai pensare. a.d. alcuna alterazione rena.le: è da tener presente che la soluzione chi· ninica al bleu di metilene è in uso pr~sso la sezione Ferrucci da quasi due mesi, e perciò sperimentata su alcune centinaia di malarici. · Escluso adunque ogni pericolo della somministrazioue prolungata del bleu di metilene, abbiamo cercato di stabilire il tempo e le modalità di eliminazione del colore per le urine. A. tale uopo N. 8 malarici, tenuti primà. 3 giorni senza assumere il bleu di metilene, previa assicurazione, oltrechè all'ispezione diretta, a,ncbe cou l'ossidazione del cromogeno con l'acido acetico e l'ebullizione, che non v'era nella l?ro urine alcuna traccia della sostanza, si sottopongono al trat· tamento con la soluzione chininic.a, colorata, nella dos~ di quattro cucchiai al dì, pari a gr. 2 di chinino e contenenti complessivamente gr. 0,012 di bleu di metilene. Le cucchiaiate sono somministrate alle ore 8-10·12-14. Abbiamo raccolto separatamente le urine alle 14, alle 18, alle 22 e al mattino seguente. Essendo noto per altre nostre ricerche sul saggw della permea-


586

ALCUNE OSSICRVaZIONI DI TF.RA P:A ANTlM ALA BICA

bilità renale col bleu <li metilene, come questo si elimini totalmente a rene normale ne lle 4.8 ore, per tale considerazione abbiamo rac.colto le urine anche delle 24 ore successive a intervalli di 4-6 ore, evitando agli infermi la propinazione di bleu di metilene. I risultati sono i seguenti: La. eliminazione segue una curva, che inizia con una sfumatura verdaatra delle urine ver so le ore 14 dal giorno della somministra.zione (il che si può attribuire all'assorbimento del bleu della prima dose ingerita), r aggiunge un massimo fra le ore 18 e le 22, ossia circa 4-8 ore dopo l'assunzione della. totaìità1 rivelandosi con una tinta delle urine, che, pur attraverso differenze indiv iduali, raggi unge sempre una tinta verde int~ nsa e caratteristica. Decresce di poi rapidamente, così da dare una tinta verde pallida al mattino su ccessivo, per scomparire ~oi grad ualmente, sempre mantenendosi in tracce difficilmente a pprezzabili nelle 24 ore successive. Nel ciubbi'o che la colorazione residua àopo più giorni di somministra.zione potesse accumularsi falsando lo scopo del controllo, abbiamo ripetuto l'ispezione delle urine nell e 24 ore !.'eguenti alla ~oro­ mi n istrazione protratta per tre g iorni consecutivi : anche in tal caso la colorazione residua è sempre scarsissima e comunque ben lontana da quella. intensità che si ba nel periodo di eliminazi one massima., e cioè fra le 4 e le 8 ore dopo l 'ingestione. Concludendo, possiamo affermare che, ove l'ispezione delle urine sia praticata fra le 4 e le 8 ore dopo l'ingestione della totalità del medi ca~ mento, si avrà un controllo sicuro della avvenuta assunzione. Ciò stabi lito, abbiamo proceduto alla prova. delle com.presse al bleu di. metilene. A tale scopo 600 gr. di bisolfato di chinino con 3 di bleu d1 · metilene prelevati dal la farmacia della sezione Fel'ruoci furono ridotti in compresse di gr. 0,50 d'alcaloide con gr. 0,003 di bleu d i metilene, proporzioni che si banno nella soluzione in uso. Alla confezione delle compresse provvide con cortese liberalità. la Soc. Prod. · Chimici Pegna di Firenze per gentile in teressamento del comm. prof. Gustavo Padoa. Le compresse sono preparate in modo veramente lodevole, così che, mentre come appare ad un sommario esame esteriore, sono consistenti, omogenee, non friab ili, adatte ad essere maneggiate senza che subiscano alterazioni, sono d'altra part€> fac ilmente dissolvibili . Poste poi in una soluzione clorfd~·opeptica a 37° circa e modicamente agitate, (cercando cioè di avvicinarsi alle condizioni dell'ambiente ga:strico), la dissoluzione è completa in 10-15 minuti . Le compresse furono somministrate ad un gruppo ni A mala.rici, prendendo come raffronto un altro gruppo pure d i 8, ai q ua l i si somm in istrò lt1. consueta soluzione. I 4 cucchiai di questa e le 4 com-

\


ALCUNE OSSERVAZIONI DI TERAPIA AXTIMALARIOA

587

presse rispettivamente furono propinate alle medesime ore (8-10-12-14) -e le urine pure raccolte alle stesse ore (14-18-2::3 mattino seguente). I risultati ottenuti in due gruppi di malati furono identici. Nessuna divergenza si potè apprezzare nè nel tempo di comparsa, nè nelrandamento della. curva di eliminazione, nè nel grado di intensi,tà della tinta >erde delle urine. Nel seg nalare questo risultato gioverà por~e in rilievo un fatto ·di · portata più generale che non sia quello riflettente la nostra speciRle esperienza, e cioè che al contrario di quanto è stato prima. . -espresso come dubbio, poi da molti asserito, che le compresse possano traversare inalterate il tnòo digerente, resta provato che le compresse, quando sien0 razionalmente preparate, vengono distrutte e i sali asl;orbiti in totalità come quelli già in :)Oluzione. In t!onsiderazione che a scgpo profilattico la quantità di chinino giornaliMa prescritta è di gr. 0,60 (Circo!. Ministeriale n. 401012/ 5 del 18 marzo 1918) si ricercò se la somministrazione di una sola -compressa (gr. 0,50 pari o gr. 0,003) dia colorazione delle urine da garantire un serio controllo: ciò non è, ma è invece necessaria R.ll'uopo la sommiuistrazione di 3 compresse (pari a gr. 0,009 di bleu di me ti lene). N on essendo conveniente elevare la proporzione del bleu di metilene nelle compresse per uso ospitalìero, avendo trovato che nella soministrazione di gr. 1-2-3 di chinino la dose adottata è praticamente l'optimum, siamo d'avviso che si debba110 adottare due tipi di compres~e; quello già sperimentato per l'uso curativo (gr. 0,50 di sale pitl gr. 0,003 di bleu di metilene) e uno a scopo profi lattir.o con la dose regola.meutare di gr. O,fìO di chinino con 0,010 di bleu, oppure, se da somministrare in due dosi, gr. 0,30 di chinino e gr. 0,005 di bleu di metilene. I dieci mill igr. di bleu così ingeriti ci died aro un resulta.to di controllo netto e costante. , Concludeudo possiamo affermare : l cJ che l'uso del chinino al bleu di metilene dà un eontrollo semplice, pratico e sicuro deJI'assunzione del medicamento; 2°J che l'uso continuato delle piceole dosi di bleu di roeti leue adottate è assolutamente innocuo in genere e in perticola.re per il rene; . . 3~) che le compresse di ch in ino al bleu di metilene corrispondono così bene come il chinino in soluzione; 4°) che introducendo tale metodo di somministrazione del chinino presso gli ospedali e presso i reparti di truppe, ove si eserciti il se m p lice controllo dell'ispezione delle urine entro le 4-8 ore dall'assunzione della totalità -:lei farmaco, si potrà avere un controllo semplice fl sicuro, tale da garantire seriamente la terapia o la profilassi antimalarica.

\


6~8

ISTITUTO DI BATTERIOLOGi à DELLA R UNIVERSITÀ D1 NAPOLI

Sulrazione muro~i(i~a ~el (loro eo~~igeno ([loro~!ina allo stato nas,ent!r per il p rof.

~lcola

Pane

La » cl oro~;sina << è un prodot to derivato da tm complesso d i soiitanze· contenute in due liquidi separati, i quali a.l momento d 'usa.rli si riuniscono. a. parti ug uali e dopo alcuni minuti, si versano ne!Ltequa. cmmme (l ). Mi sono occupato accuratamente della. deLta sosta nza dal lato della sua azione sterilizza nte di ba.t.teri in v itro dopo che era stat.o già appli{!a,to con successo in di v et·~i ospedali eli Na poli nella cttr<t rli svariate a ffezioni éhirurgiche. Il c oro, come è noto, ha a~sun Lo una parte preponderante per combattere le gra vi infezioni microbiche che si sviluppa no spl'cialmen te nelle estese lesioni traumatiche, frequentissime sui campi eH battaglia . Il cloro in acqua, in qua nt ità df>t·erminata da non riuscire caustico rende prezios; vant.aggi per l'el imina zione del ma t.<'riale sett.ico da.l!e ferite, perchè si pnò adopN·are in lavaggi abbondant.i c prolunga.t i Sf'nza riuscire velenoso, mon tre ciò Ra.rebbe impossibile a.dopemndo abbonda.nte· mento alt.re soluzioni ant.bwt.Liello at.Livl", ma velenosi', come quelle l'eniche o di sublimfLto C'o nosi vo. Tu ti n s1 a. :n eli 'a rlopt'ra.t1• :;o luzioni cl<.•terminatamcnte innocue da una parte e s i r untnH>.ntt~ bat.J.c·rif·icl<• 'drd l'altra e faci li ad applicare. Queste condizioni, a mio à vviso, ha.nno riunite i chim ici prof. Comanducci e ) leduri di Na})Oli nei loro prcpamto clorossina sudde. to. In breve ecco il ristùtato delle mie ricerche. a) La. clorossina in soluzione in acqua potabile 111000 perde lentamente il suo potere battericida . Consct·v;'hta in bottiglia di vetro giallo nell'oscuro '" temperattll'a 100-15° per 30 giorni, ha dimostrato ancora un forte po tere da uccidere nello spa zio di 10' alla, ù or;e di c. c. 10 cil·ca , 50 m ilioni d i sLafilococchi piogeni di colt nm in broclo svi luppa.ta a 36o 1?61' 2-t ore. Invece la stessa soluzione in bottiglia identica, conservata alla luce diffusa per 16 giomi alla temperatura di 15°-1.8°, ha dimostrato molto minore attivi tà bat;tericida, t.alchè c. c. 10 di eRsa nello spazio di un 'ora hanno sterilizza,t.o 20 milioni circa. dei 50 milioni di staftlococch i rnt>scolati ad essi 10 c. c. di soluzione. Forse in q~cst.o indebolimento ha cont rib uito, oltro la luce dillw;a, anche la temperatura di pochi grad i:maggior e. (l ) I d ue liqu idi sono contenu t i i tl boccet te sep 1u'8te e p er ogni litro eli acq ua se ne mescola l o. o. d eUa bocoet~a A in l c. o. della b :>coetta. B quando s i p repnra l o sol uzione l 0/00, co me è il cruJo ordina rio . ID ogni modo una s oluzione d 1 l : 600 è ~ nJBcientissima ad ot tenere stetilizw zione pronta e siO\lra. di colossale q uan t ità di ma.teri&ll'1 i nf~o~t tivo e non dovreb be mn i essere oh rep ossutn ..


1

SULL AZIONE MICROBI O! DA DEL CLORO K OSSIGENO, ECC.

689

b) La temperatma anzicbè ele\n.re l'n.zione ba.ttericida della. clo·ros.~ina, come io ho dimostrato per altre sostanze battericide (1), non la. modifica, ma se a soluzione che contiene spore carbonch-iose da sterilizzare Ri chiude alla lampada nel tubo di vetro che la contiene, in 'modo da lasciare pochissimo spa,zio libero di liquido e poi si pone alla temperatura di 370 nt> l incubatrice, l'azione battericida, si eleva forteme.nte in paragone di quella dimostrata a 15°. c) Lo stesso batterio, ad es: stctfilococco, bacillo del tifo, dimo~tra verso la clorossina cliversa resistenza a S<'conda del terreno nutritivo dove si è sviluppato. Lo stafìlococco coltiYato sulragar è, senza confronto,. più debole di quello coltivato in brotloculLura di 24-48 ore a 36°. Così. in un ·e::;peri enza quello coltivato in aga.x· veniva ucciso in meno di 5' all<~. dose colos::;ale di 10 mila milioni da 10 c. c. della soluzione 1:1000, mentre lo statllococco coltivato in brodo alla, 'dose di 500 milioni, dopo 5' dimo~;tra.va. resistenza molto maggiore, talchè di questi 500 milioni ne soprav"ive ancora, \Ula parte. cl) I~<' spore batteriche in gl'IWrc e quelle del carbon('hio in ·is1Jecir, prest\ntano diverse resistenze contro la clorossina a. seconda che sono frescamente pn•parate o da lungo tempo~ :c;pec e se conservate alla luc-e <lifl'usa. Sporc ad e '· prelevate da culture di t,re giorni di sviluppo, sono resta.te ìu contatto con la soluzione 1:1000 ili cloros:c;ina, 24 ore senza che esse [o;;~ero tutte sterilizzate (su l miliardo di spore mescolate a 10 c. c. de' a SOhJ7,iOne 1:1000, ne rest'a\'3110 ancora vitali, dopo 24 ore circa 200 mila). Inn~ce la strssa quantità di ~>l)()l'e lasciate un ~wse alla lttce diffusn. fmono sterilizzate totalmente in quattro ore. Questo fatto spieg<L per etta.mente come le numerose spore cb e si trova.no nel! 'acqua. potabile (:.tequa del Serino) ed altri batterii indeboliti nella loro vitalità vengono rapidamente slerilizzati dalla clorossina alla dose ' di 1:1000 ed anche di 1:2000. e) La clorossina a 1:2000 mostra un·a.zione battericida abbasta.nza meno forte cbe la, soluzione 1:1000 . .Aù es. lO c. c. di questa soluzione, in cui si mescolarono 50 milioni di stafìlococchi piogeni, dopo nn'ora li a>evano. sterilizzati in massima parte, restandone ancora, vitali circa 100 mila. La stessa ùose ùi bacilli del tifo, che sono germi meno resistenti, venne al contrario completamente sterilizzata. in un'ora. · Riporto d!tl mio protocollo qua~ che esprrienza di dettaglio, in cu i i batteri adoperati erano stati coltivati in brodo per 24 ore a 36o, quindi, come :>i è detto in c), po.> sedevano la ma:;sima resistenza,, ed a mio avviso, almeno uguale ai batteri che attaccavano l'organismo producendo infe. zione locale (suppurazioni, edema, ecc.). l. So:uzione di Clorossina, ap})Cna pre}la,r ata, 1:1000 più brodocu:tura di staphylocoeco pyogeno a1t1·co c. c. l (circa 800 milioni di cocchi). Di questo miscuglio tenuto alla temperatura di 200 si prendono dopo tempi (l} PA-'fE - Bol(e!Jino della R. Accademia di R~>ma 186!!, ib. r.t t i 1800.

t


590

Sl; LL ,\ZlnN ~ lll CROBH'l VA DI:: L CLORO Jt O 'SiGlì:?\0, F. CO. 1

d eterminati 2 anse (circa milli~rammi 5) e si t rasportano su agar a becco di fl a uto (l ) . Le prov~>t Le eli agar si pongono subito a 36o c l'esame per stabiUr<' il r isult-ato si fa dopo 24-48 ore. Dopo 5' co!onie 100 J) 10' ,, 8 20' )) o ''

GO'

>l

O 2. ll tuttO COlllC in 1., Sah·o la brodoctùtura Tidotta a C. C. 0,2. Dopo 5' colonie 6 )) 10' o 20' )) o ))

60'

))

o

3. I dem come in l, m ;t la soluzione di cloroi$Sina è 1:2000 e la brodoctùllmt o,~. Dopo 5' colou.ie 300 )) 190 " 10' )) 20' lJ 100 )) 60' 8 4. Cult.ura del baci l us-I ifì c. c. 0,2 cc. lO clorossiua 1:1000. Dopo 5' colonie l ))

+

J)

lO'

)l

))

20'

l)

••

(j()'

))

o o o

+

5. Cnltura li jo c. c. 0,2 C'loroRsioa, c. c. 10 all'1:2000. Dopo 5' (·olnn ie 12 l) 10' )) 2 )l 20' o GO' ,, O 6. Un<1 euiLura di baciUi dc' carbonehio (in agar a becco di flau to) di .3 giorni a 3:>o, compll-"l a ml'Ute sporifica ta.: si :;cioglic in acqua; di quesLo m_1ficuglio Sl' n e prl'ncll' c. c. l (SJ)Orc circa 1000 mi.iuni), cbe s i mescola 10 10 e. c. di clorossin;t 1:1000 Lcmp. :':W0 • Dopo J' oJ·a èCJlonie 300 circa )) .J.' )) )) 80 )) )) 21' )) )) 3 )) Una Cltlltua. 81JOrifìcata identica si l a scia alla luce cliO:usa del labora torio e dopo un mest\ s at1opera. come sopra alla st.cssa dose. Dopo l' ora co ~ onie 10 ))

4'

))

ll

))

21'

))

))

o o

( 1) :,;,. il t Vc'C!' lt• 2 HIIRO s i nlf'Ren l:mo ila b r n tl11 s i l1A il fa ! t o cus tntH.e ~hc b~t~:;,: 1 ( : on um·ora colllplc•llu nc·Hlt' ste t"ihzzn ti ) JWn si ~;viluppnno , m cJltre esst 81 ~vl ~ l~idll 11 lwno s ull"ng.-r. L l ù ifTt>rt'JW.t• si !!pi, gn facil10cnte t ruttonùosi di sos tunza l ~ 1 br·o-'o. · t.tl'rt· P<•A~ono I!Vt. 1uppnrst, . m entre nun è c"oe " , . l l o· eu Il .11 ga~r 111· v ..1llli·Z7A\ e 1· 'un d neIla • pra· Q t<·st" ffL·.j,o ò t u • to o. v. m t •g6io ùt•ll't•zinno battericida d ell'irnpncco urna do bl.l~i!'Sirna.. 0 t-ic•n c h ir un :i•·n ndo pt·rnJHio h• ao lu zi••llo d i cloroMsina in solta z inne anche e ·

!


!"Ul.L.AZIONE MI C RORICIDA. D l!: L OLOR O E OSS lGEN0 1 ROO.

591

7. Oultm·a in brodo di stafilorocco piogeno (l) cc. o,2 in c. c. l O di soluzione clorossina l Yz %o-

Dopo l' colonie O )) 5' )) o )) 10' )) o l> 20' )) o 8. I dem come in 7, ma brodoctùtlll'a c. c. l Dopo l ' coloni~ 35 l)

5'

))

J4.

lO' o >l )) 20' o Da quanto ho er-post.o si ril eva che la cloro;;sina è unn. sost.an;r,a. microbicida molto energica contro le forme vt>gctative hat.tcricllc. Contro le forme dm·ature (spore) è nwno energiea dd bicloruro di nwt·e tu·io, DHL non ha lo svantaggio della velenosità eli que:-t'ultimo p er l'organismo. ))

))

(l) I o t utto le Paperienze fa tte cou .• forme \'B;!"tnl i\·e b 1LtPr·i<-he (Atnfiloc·occo piogeno, bocillo del t ifo) si è prefer ito. la. coi Lu m iu brodo svilupp ntn n 36'' per 24 ore, tsllrndo quest'ult imo. dotata dello\ mnss imn res istcnz.~ ntl.n Sleri hzzazio ue con i mozzi chimioi (ba.tLericidi) o fisic·i (oulor e).

DIREZ~ONE SANITA

DELLA ... AR~fATA

Annotazioni intorno alla mra ~~Ila ~eritonite ~urulenta• per il prof. Ugo Noferl, maggiore meclico, consulente chirurgo dell'armata.

t

~ul t€'rnuto per·itoneo il cltinu·go pas;;a di RliC<'esso in sncce1>Ro. Oon-

ra~ramrn.te a quanto ~;i era. creùu to iutTaYcdrre, ;-;i è v('(.luto che la sierosa. per~toneale è al':sa i tollerant.e verso gli a gPuti infettivi e to:;;;ici: elle per i SUO! rn(.'7.lli ~'f1'1\fl. frequentemente ' . . . li mt' t a t'1 ' di <u ess~t c·rrcoscnve o tl omma, ProceRsi in c t t · . . . . fonde· ~e ,_tvr_, cl~ e bas:a _non mdurr~ r~texe prr~ltte eli. so~;Lau~a, ~ro~ de li :lb~1 ~·zronr fh"nco-ch~mr~h~ del pt•n~oneo: non mt~·alcwre le_funzlO~l q gt·1 rgan1 1ntraaddommah, non lasctare tU qnautif·.à ecct>RStva rl'hua co n mic1·orgamsmt · · Ytru · 1entr· e sostanze p u t.resct'bil'1 ne l cavo per non ave, pU ~e deleterie infezioni. Che quando un'inl'c;r,ioue può ~;,·ilupp:n~;i, semct .norme in.ie . l)l'even t'•ve capa Cl· d'1 a t t'l\·a re la leucocr't·os•· pen·t·ont>a le, come ZIOUt di SOl . . fì . l . h d' l . t OHSICl . . C,. ' . . •UZIOnl StO OgJC e O · t pro< O t ti 1l a. Cllnt germt


5!12

ANNOTAZ I0!:\1 l NTUB N O ALJ,A CURA Dll l.L.<\ PEIUTONJTE PURUl, ENT A

Rono spesso s uffi cien ti a scongiw·are la ~ mu ta complicazione . Su ta li conoscenze, come su qucl:e relative all 'asepsi ed alla antisepsi, deriYate dagli st.u dii fondam ental i d el P a;teur, Listcr e Kock, il ch irurgo ~ tabilìva la, profilassi della peri tonite. Ed in base ad essa, egli ogni giorno, p er le sempre crescen ti indicazio ni, intervien e s ull'addome, riportando a nche dopo estes ·e gravi demoli zioni, quanclo t utto fu informato alle preme~se scientifi clle, la con vin zion.e di a.ve:·e a llontanato il m ale, preven endo la infezione S(·Ltica. della sierosa. F orte de'l'alt ro v alore delle norme prennt ive, eg i, ron pronte la para tomie, in casi eli ferite pen etranti, rimuove lt? con(lizioni che shtnno p er aecencl ere od hanno appena inizia to il proce:~so sei ico. Ill w;Lraie le ca.use ch e~ p os;;ouo indurre sepxi p eri toneale, riconosciu· tele, iu grar.ia del progredito di agnostico, egli fa ancora la profilassi della p eri tpnik, rimuovendole. Co:-;ì nPlle primarie occlusioni, negli asct-:-;si epat ici e clt·gli a nnessi, n elle minacciate perforazioni da ulcere della ci~ti fellN~>, di'IlO stomaco, intestino c f!opratutto cleU'appendice, int~:-rvìe oe sa h·anclo cout inuamente d a, certa. morte innumerevoli sofferenti. Infine fa 1Hu·e la profì bu;si dellr })erif oniti tota.li diffuse, aggredendo in ~mpo e ù.el lc p eri toui ti pa rziali circo~;çri Lte . ~ on rrst a va r.Jw aJiron taro la. periton itr generalizzata in a.tto, ardu(} prob ema intorno a l qua le si a[aticaoo cla tt>mpo molti ric(>rcatori. ed anchr recentenwul e si p orta.rono notevoli con tribut i . Con t u tto ciò i rif:m!Ln l·i del t rat;tarnento opera.torio n on sono inebbrianti. Tuttora gli iusucC'('sxi s uperano i s uccessi, ma anche é ) è gi ustificato, dal mome.n to che ogni altra cw-a è impropria e solo l'interven to è atto a migliorare la mo· notonamt'nte triste ser ;e di mortalità., e la sola posili.bilità di ma ntE!nere in v it:t un. organismo p e1· il resto p erduto, è riposta n ella pr onta ln.pa.ratomia . J(a,, se sopra la necessità di operare e presto sono tutti all'unisono, occon-t' ancora accordo sopra i singoli punt i che si riferiscono alla tecnica clf>ll'opera,zione. Sin'oggi n on esiste di fatto n el trattamen to della peri ton it.P tw proce11so tipico con le modalità. volute dal Ringolo caso. e non può non !';Ol'prendere se ogni operatore segue il s uo metodo, elle,· secondo il HUO modo di v edere, gli sembra il m 'gliore, quello che gli assicw-n, il p iù gran numero di risultati. Si d iscu te sulla locr~l i tà. sulla quale deve ca.dere il liu.glio lap aratomico. P a n ebbe si dovesse Iar cadore il taglio là. dove sono più evjdenti le mani festazioni morbose: epp tue all'a lto pratico v i ò chi pteferisce il metlia no, cbi il p a.ra mediano, chi il laterale, chi infine l' obliquo ed il t1·asverso. Così SohUembw·g, che h a indubitamente h~ m~~ggiot· esperien za n el t ra,ttamentodclle p el'i t ouil i adopnt sempre il laterale detitro, che non p are sia da p rererir·si in ogni ca:-;o, gi<tcc!J i\ con lo stesso sf interpongono quasi perpendicolarml•ntc apont'n·o:;i c m uflcoli e la risultan te cicatrice si pre~; t a a lla.. forn1a.zione tlt>IJ'cruia traumatica, evenienza .che non ha luogo n elle stesse con t in~(·uze col t,a.glio paramcdiano. Si discute sulla lunghezza del t ag;io


ANNOT,\ZIONI INTORNO ALLA CURA DELLA PERITONITJll PURULENTA

593

laparatomico, cioè se debba. interessare il solo peritonco malato o, ~;enza. riguardo: estendersi anche al sano, sulla utilità delle contro apert.w·e, . sull'uso e varietà di drenaggio, sul trattamento post-opera.torio della breccia, ecc. · . L'eventra:io secondo Korle, Senn ed altri, darebbe collasso, mentre e~sa per Kehn, Bade, ecc., olt.re a permettere la piì1 completa possibile nettezza peritoneale, Rolleverebbe il pol!io, la respirazione e le condizioni generali. I più preferiscono pulire il peritoneo e rimuovere gli essudati con garza asciutta, mentre a.ltri in gran parte allo stesso intento praticano irrigazioui, ora con acqua sterilizzata a 38°, ora con soluzione fisiologica, ora con quella cloro-sodica. Tavel, ad esempio, consiglia una soluzione al 7 Yz %o di clorw·o di sodio 2 e Yz %o di carbonato di sodio calcinato. Nè manca chi per le irriga.zioni consiglia soluzioni leggermente antisettiche, come all'acido salicilico, borico, di acetato di allume e perfino di sublìmato. Ciò mentre Raichel dimostrava. che soluzioni debolmente antisettiche, cosi come si adopera.no, per il peritoneo non agiscono come ilisinfett.ante. Recentemente si è consigliato di pulire e disinfettare la cavità peritoneale con etere. D'altra parte come si può parlare di disinfezione in una cavità così vasta ed anfrattuosa' Se queste considera.:doni ed il sovrastante pericolo di avvelenamento fecero bandire le soluzioni antisettiche, le calde indifferenti tTovarono sempre più favore, cosi che alcuni le praticano, non solo ~bbonda.ntemente al momento dell'operazione, ma ancora a mezzo di drenaggi in continuazione od intermittentemente durante la cura consecutiva. Così Rehn e Bade, ad esempio, fanno taglio sempre mediano, am_pio, senza riguardo al peritoneo sano. Sotto doccia con soluzione fisiologica. a 400-450 pra.tica.no l' eventrazione, lavano con 30-40 litri della stessa soluzione tutto l'addome svuotato, poi passano un drenaggio tubolare alla radice del mesentere, che va da tm lato all'altro, mettono a posto I 'intestino e chiudono l'addome. Consecutivamente irrigano 2-3 volte per giorno con 1000-1500 cc. della stessa soluzione. Tale lavaggio allontanerebbe l'essudato, solleverebbe l'attività cardia-ca e respiratoria, migliorerebbe il generale. . Anche per Fritsch le soluzioni calde ed indificrenti a.doperate nello stesso senso, in minor proporzione, solleverebbero l'attività cardiaca e respiratoria. D'a'tra parte, e non a torto, si faosservare che le irrigazioni oltre a trnsportare anche sul peritoneo sano l 'infezione alterano la delicata struttura della sierosa. V. Beck dovette dalle irriga.zioni tornare alla toeletta asciutta, per avere avuto spesso in seguito ad esse collasso, collasso che si è ancora notato col trattamento proposto da altri a mezzo del bagno permanente a breccia addominale aperta e col lavaggio della cavità peritoneale con Eltere. Perciò quando altri mezzi meno nocivi possono condurre allo stesso scopo dell'esatta pulizia addominale bisogna preferirli alle irrigazioni


-g• 0 '±

A~~OTAZIO~ I

1:\TOll.NO ALLA Cl'RA I>EL1,A PF.RIT0)111 E Pt:lll: LE~TA

dru·a.nt.e il tmlknncnto post-opemtorio, anche perchè esse possono non condurre allo scopo per· le condi;doni anat omicl.Je ddl'a.nfrattuoso cavo, e per la fa.dlità con la qu~ùc i vi:;crri si saldano fra eli loro. L e propri<'! ;L di'l pcrilon<'o di ader·irc e di inea psula.re focolai iufetthi m entre si oppone al drc·uaggio, è cl'altm parte un potere difensivo del peri t onco aLto a cir co:>cri,·ere eù a, viJtce1·e le iu(ezioni circoscritt.e. Esso n on solo cosi col suo sit•ro, con i suoi lcucociti e le u.lexine da essi prodotte, ma ancora silhtt.amente con ll'i bnis<'c a limiLare le in[czioui. È noto che in qlH'sti fo<'ohri circosc·ritti i h•1t tPrii a poco a. poco snccombouo, le cel· lul<.' lll•ll'essuda lo dl'gcnt•nmo, e tiualmt•ntl:' il lletrit o t' ri<Msorbi t o . An<'hé l'u ~o d <'l drenaggio perii ont•al<' è diseHRSo. Konig lo dichiara. inutile·, anzi clPcisnmt'nt.r dannoso, menLre al l ri molti diseu1 ono s ulla varietà di tht•uag-~io <la 111:drrirsi. Così nlr·un i souo parli:riani ùel <lreuaggio tulnùarc t li Yt:t ro o <li :rom ma. JWr'c·ar\Le n PI pun Lo pii1 <IN: li ve, n.Jt.ri per· queiJo capillare ad OlHbrellinn eli )Likulkz, altri, all'iutrnto di evitare Jachiusum dci fori ùl'l drcn ;tggio t.uhui<M'e, ;.~.:-:;;;ocia,no aù CSRO il capi llare, invol:rt•n•lo con ga.rza il tubo. Allo scopo poi di faci.lita.re il drenaggio si con~igliano tal!!i mulf ipi i e contro ;tpcrLm·e.. c·hc si ;;ono pmLic·ate s ui lat.i, d allo ;;;pazio clc·l I>ou:rh:>, dalla. Y<t!!Ìil•~, ùa.l perinco laLrm ' rueutc <1! resto d alla, Yia ~;;u:rall' o panl~al'rale. attr:l ver·so le quali alrllni, com e si è detto, irrigano JWrm;tnenll•nwn.tr o qtwsi. ln qm·:;to stato 1li co~e l·d in v i ~I:L elll' il limit<' ùt>lla J)OtPuzialità. chirtU'gi<'<~ su q nc•st.o <·:t pitolo non si ]lltiJ iu v<•ruu motlo c•ousidcmre come ra:rgi11nt o, non Cl'l•llo sia. infruttuoso elle cinscuno porti il con tributo dt•llct Jlropria. l'SlH' riPn:r.a. a uehP p er m .Lut.Pn erf' vi ''a. la. comple;;sa quei:! tione del tratt.a.me nto fl,,lla p cril'unit.c pnrulenht ed iuril<WP co;;ì a.Lt.ri a.l s uo studio ed elnl'illa;.:iotH'. A Yen<lo a.vu lo occ·asione tli oRset'\';Lre t· tra 1t are moli i:st>i lDl' peritoniti purnlpntt> fnt cin·o;;('rit Le'. dis:;emiu:Ltc e g~· ne na lizza.te . sin. dmante gli anni in cui ftti prima. assi~tente e poi aiuto ncll<Lcl in i ca chiru t·~ il'a di ::;iena dir·Pt-tn. dal mio cornvianto mae~Lro tn·oL Biondi, dall'anno 1906 al 1914, sia ùnranLc l'att.uale guPna n el tempo in cni Jui capo r·epa.rto di chirurgia a.ll 'osp eda le da. c;Lmpo 208 o <lirct.t.nre d<'ll 'ospedalc da campo 090 prima e })O i d cll 'ospcdn.le seminario di M ... , dal novembre 1915 all'otliobn' 1917, mi piace oggi rifcri're sul tratt~Lmento c sui risultati avuti . D eterminata la <linguo!>i. possibilmeu Le la causa. e sede iniziale del male si intervenne ~tl più prest.o, spesso eli urgenr.a., aprendo l'addome là dove rispondeva il ma.le eù ampiamcuLe per meg lio dominarlo e p er risparmiare il peritoneo sano. Allorquando l'int.crvento era stato motivato da peri .oni t.e dipendente da appendicite perforatoria o cangreuosa il taglio, preferito fu il parameeliauo destro e solo in qualche ca.so il laterale. In qualche osservazione d i incipicntP. cianosi con estremità fredde, in cui era. evidente, trovarsi eU fronte ad una. insufficien za epato-renale, l 'intervento ha sollecit amente sollevato lo stato generale d ell'infermo. Spesso prima di operare ai sono praticate enteroclisi, iniezioni eccitant i ipodermicbe e l a gastro-


AN1'0TAZIONI INTORNO ALLA CURA DELLA PERTTONITF. PURULF.~TA

595

lusi, che diminuisce il volume dell'addome e mette al sicuro di vedere cosparso ùi '' omito il campo operatorio. Per non <tggrava.r e le condizioni epato-1·enali ricorremmo qua.si esclusivamente alla anestesia lomb<Lrc, e nei casi più gravi alla locale alta :-:;cbh'ich. Nelle p eritoniti limi tate, ùopo avere con zalfo a. <'Prnice di t'eso il resto della ,, iel osa sana., svuota,ta gmdualmente la piccola raccolt.a e n ettata la cavità ascessua.le, con garza asciutta sterile si ponl:'va in corouniéazione con 'esterno a sorgente della infcziont•. In rari casi di peritoniLe cliffusa., e solo ecceziomdmente, con g-mnde C<HltC'la. venne ra.t.ta la eventmzione, qua:;· sempre parziale. ne t ta.ndo da.~li ess uclat.i rtbrìno purulcnti le ansl' Cl proteggendole con flanelle inzuppate. in soluzione fisiologica c·a.lda. Alcune >olte è riu::;cito m:thlgc,·oh.> il d ìs:;ociare le aulie aderenti, elle. si imponeva. per ~Yuotare le raceolte 1']1E':>SO ::;equestratc nc·i n:cP::;si mesenteria.li, men tre, come è natunt.le, è facile nei casi nei quali il versttmcnto pm·ulent o non ha dato luogo ad essudati e quìudi a saldanwuti fra i visceri. L a. fuoriu scit a gr:t(luale, d('licn.t :1 e ]1rmkutP. delle anse mai ba in· dotto collasso; invece ;, nalogamentc all'o::;:;ervaziouc dì altri1 not.~mmo cbe la re pirazione era divrnut.n, piìt profonda ed il pot~o piit Y:tl!do. Kettaudo sistema.tic<tmentc <:on garza asciutta. il cavo periLoJWa.le precipuamente curando le pagiue m<·sC'nteriche, le orn ent<~li, la s upPrfìcie inferiore del fegato, la. regioni' spknirn. c la piccola pC'Ivi, l'a.ci ' m<>nte dominabil i con qucst'.o procedimen to piit che con le abbonù:mt.i, ripelntc irriga.zioni calde d Rebn, mi sembra si sia. m<'g-lio ri::;posto al p o;; tu· ato fisiologico di difendere e riS.])a.rmiarc il peritoneo sano, uondtè l'infermo, di conservarlo in buone condizioni tig('Jlt:ra.t ivr, condizione (li ca.pìtnle impol't.anza in analogia agli inlcrvrnl i <"hirurgici su a.lt.ri te:ssnt.i. Abbiamo inoltre cou vantaggio atlopcrato il flrenag-gio C<tp:llare a. ventaglio senza iodoformio od altro aut iset Lieo, posto in t.utte le clìrebioni, e~ abbiamo in primo tempo rinuuzia.t,o acl ogJti chiusura del <:a. vo, che J,t ·niamo condiziono essenz ì ~Lle, perchè le ampie apertLue perit onea.li rimastt' tota'mente ·aperte, r<'golarìzza,no la circolazione o diminuiscono la. Pte1:1sione agcvola.ndo l'eliminazione dei prodotti morbosi c risparmiando al peritoneo ed alt 'organismo il uou indifferente h.woro di as:-;orbire ed eliminare tossine. Il taglio lavai·atomico rimasto aperto rende di più ~u~erflu i tagli mult.ipl i e h' cont.ro aperture svariate proposte, e non costnnge e comprime le anse spesso molto distese. Attraverso l'addome aperto si fa bene, senza sLrozzamento, il drenaggio consecutivo, ta.n. o più nec.essa.rio a causa della impossibilità di una esatta. pulizia durante l'oper~ztone. Cosl il residuo settico in pa.rte si asporta col drenaggio, in pa.r te Vlene elaborato e reso innocuò dallo stesso peritoneo. , . Cost aprendo pre..;to e largamente, dominando la sorgente dell'infe~lr::. e le. consecutive manifestazioni nei recessi peritoneali, facendo la. ~ ta asc utta, ri:;parmiando il più possibile il P.eritoneo sano, nonchè il 1 n a a~o, .lasciando ampiamente aperto l'a-ddome 'senza costringere i dre81 &ggl, al. ontanano in massa i batteri e i loro prodotti, si impedisce la


6~6

ANNOTAZIONI l~TOBNO ALLA OURA DELLA PF.BITONITE P URULENT A

raccolta e l'entrata in circolo di nuovi prodotti settici, si regolarizza il circolo, si abbassa la pressione sotto 1::1 quale si trovano sostanze tossiche cd infettive, si aumenta l'afflusso al sito infetto di leucociti e quindi delle alcaline germicide, si fa in una parola, quanto di meglio mi sembra sia dato allo stato attuale delle nostre conoscenze per J>orre l'organismo in grado d i riprendere la lotta contro il male. Siffatta.mente si realizza anche la più efficace cma contro la paralisi tossica e l'osLacolatO circolo int.estinale da saldamenti della sierosa, liberando l 'intestino dai germi e dalle loro tossinc, sgravando il fegato e djminuendo la migr~zione n el peritonco dei microbi attraverRo e alterate pareti intestinali. Heidenhain, forse esagerando, ritiene che il più gran numero di peritoniti soccombe all'impedito circolo intestinale. Sperimentalmente si è cercato con diversi mezzi come grassi, va· : l'lilla, ecc. d'ovviare a ta: e inconveniente, ma senza risultato. Ancora le irrigazioni al cloruro Rodico di Rebn e quelle cloro-sodiche vantate da Tavel non valgono ad evitare le aderenze. Invece, si l'isolvono bene E:' prontamente le aderenze appE:'na eliminata la paralisi tossica e 1·imesso il circolo. Talvolta infatLi si osserva, per i movimenti J>erista.It.ici od in occasione di consecutive lapa.ra.tomie od a.lJa, autopsia che le anse, prima estcsa.mente. sa.ldate, banno riacquistata la loro mobilità col pcritoneo solo appena ispessito od opacato. Giovano in seconda linea alcuni meZ?;i tcrapici e secondo a cuni in casi : pcciaJ determinati ussidii chirtll'gici. Così ancora dopo la laparatomia, non si devono trascurare secondo a.lcuni i catu.rtici sopratutto salin' ed il ca,lomelano. N è vale il diTe che quef\to prepara o può agire nocivamente sui reni. Anche }1 voler porre in dubbio la sua azione diuretica, è preferibile , 'azione di questo Jra i migliori e più efficaci disinfettanti intestinali a quella di tutti i b atteri i, che si moltiplicano nell"inteRtino e che in caRo di o);ta-colato circolo, illducono linfa.ngioiti e peritoniti, mentrè altri pt>netrano nel sangue. Persino i purganti sono raccomandati n eUe forme ulcerath·e· se som· mini:~trati subito dopo l' operazione. Secondo Lennander. l'apocodeina muriatiéa non è senza effetto nella dose di 1-2 centigrammi per via ipodermica. I l trattamento di Ba.tsch o con a.Lropina è più indicato nell'ileo da coprostasi, nell'adinamico o paralitico. M. Cosch, durante l'operazione, inietta n el iligiuno o nei tratti più alti dell'ileo una soluzione satura di 40-70 gr. di solfato di m agnesia. M. Sheild inietta 15-20 gr. di solfato di magnesia mhto a 10 gocce di tintura di stricnina, 4 gr. di gUcerina e 30 di acqua. Dopo due ore clisteri di olio di tn•mentina. Diver.>i raccomandano l'olio di ricino per la sonda dopo la gastro l usi. I•'avorevoli ai ptll'ga.ati ed alla gastrolusi sono pure Baldy, Treves, .Maylord e Busch. Invece concordemente tutti ripudiano l'oppio, ch e migliorando lo stato generale, .maschera la forma morbosa e che, paraliz-


zaudo la peristalsi, a,unJf·nta, il timpani}mo e l'into~s i ea?.ionc di 01·igmc> int <>srinale, dò senza diminuir<' il vomito, l'azion<' dello shock, la, sete c senza agire ,qua!t> dilU'et.ico. com<> vorrt"bbrro Nottnagel, Peu?.oldt e Boas. Cosi ~enza bi sogno di gwaccio e nE'aucll(; del :;;tlidluto di fi:;iost igmin!t, t•mto r acr:om~tnd ato da Oppenlwin, può re:~tare an.c lle conetLo il m<:tcorismo. La sete intensa ed il vomito si ('Ura col digitulo. con frequenti lavaggi orali on acqmL tiepida c cun le gast rolusi. Soprattutto calma la sete, mi-· gliora i generale l'iniezione sottocu hl n•'<~ di 1- 2 litri algioruo eli soluziont• i~otonica di clorm·o eli 110dio. Questa Yia è sempre preferibile ~d l'entero­ cli;;i, alla fleboclisi ed ~Ile irriga:r,ioni lWtiton~>a li eh~ 'R<>hn P.cl oltri p1·aticano dU1·ante la lapara.tom:ia. Frieflridt aggiunge aHa solu7.ione i::otouiea. di clonuo di sodio dello zne<'1lei'O tli uva , cbe <l umenf,pn•bhc il potPre osmotic:o. :::>i è rìne1·~o da 'Uixter }far~>c h Loèkwood alla. puntura. della an sa, che _non scmbrere.bbe indicata dal momento che non chiude in primo tempo l 'addome. f:lenn, <bila puntura, prercrisce l'incisione, giacchè, egli dice, 11n' ansa distesa. infiammata ed att r·aver:;ata da germi, rappre.-;cnta tm fomite eli infer.ionP. N el ~ uo t ratto opposi o all'inserz' one mesenterica Ti('ne aperta. vuotata, lavata con solnzionc fisio:ogica. dcuci ta e ripo:;ta. In ca-ai di e.~tesi tr a t.!. i intestinali paJ·alizza! i o senza p erista.bi per a.·derenze p~ritonitie:he, pr!ttica, H eidcn.h ein, quando la p eritonite è circoscritta, una enterostomia dell'ausa. più distcl'a. en tero:-;tomia che si chiu.dtrebbe spontanPamentc quando il circolo foxse rimesso. P an·ebbe dovesse :rimanere ostacolata la funzione dt>ll'enterost.omia dalle iuginocchlature con aderenze d e l' e anse: ad ogni modo in casi adat.t i il procc:-so credo meriti di essere sperimf'ntato. Doyen , persuaso che in casi di yara.lisi intestinale non si rie:-;ca a svuotare l 'intefltino con l'ano iliaco, esegue l'aperttLra del primo tratto del di.giuno, fìl)sato ~ ul l ato l'l inistro addominale, a mezzo di striscia di f!Urza ~ ot­ omest'nterica. Oertamt•nte conRiglierà l'alimentazione p er l'ansa per non far <o:-rerf' all 'operato il ritichio di morire d 'ina.nhione prima di veder -chiuso il suo ano artificiale. Col tratta,mento ape1to delraddome difficilmente ci troviamo di fronte :alla necessità di april'c l'ansa intestinale o prat icare un ano artificiale. I~ trattamento consecutivo è Rtato sempre ìnvigilato anche n ell'intento eh. favorire l'elimina.zione di t ossine circolanti, attivando le funzioni cardJaco-renali e cutanee. ~econdo HaschfPld la laparatomia., per gli d'l'et ti della narcosi, aggl·a'Vat1 da perdite di sangue, abb assa. la. pres:;ion e: 11 gli operati sanguinano nel loro sistema nervoso ''· P er queste e le ragioni anzidette si danno Mimolanti, eccitanti. cardiocinet.ci, diureti<·i P sopratutto si fanno ipodermoc. isi, secondo circo!; fanze aMociatt.· al salar;so. p er sottrarre e diminuire e toss.ine circolanti• . In Operati di p eritonite progre>~~iva con gran· anuria., singhiozzo iu81Sten~ ~ ~nasarca., d opo l' operaZione . . e d.tetro ,.. uso d eila ca ffema., 1l.l'ot rol?-

, .,

'<~'~llmale d t m~dlrh•a mi/Ilare -

F~sc. VII .


0- 98

A~!\ t)TA ZI O ~I l~TD R~()

AL[,A ( 'G RA D~LLA P ERl'rO~tTE PURUL2NTA

pina od ipoclennoclisi s· viùe in pochi giorni ,;aliL·e la quàntità giornaliPra. di u•·ine da. 30 c. c. a 1000-1800. Ca.rdio~inetici as>ocia.t.i alla posizione inclinata del corpo verso il capo valgono ancora a favorire il deflusso venoso e ad evita.re trombosi . ~ Con tale trattamento ho veduto gnat'ire peritoniti purulente progt·essive. alcune comp!icate a pre,enza di più ascessi intraddominali isolati o comunicanti Cra, di loro, olt1·e a paralisi intestinali d a diversi giorni, ol· tre a grave ba teriemia e tossiemia. Ancora in casi di grave albuminuria, cilindmria, ipoazoturia ed ipotermia tossica si è avuto risultato favor erole da!l 'in tervento. Nelle forme diffu ;e avemmo in media il 30 % di guarigioni. In alcune di esse la morte avvenne p er una t.ipica setticcmia peritoneale, per ra· pida penetrazione in circo[o di germi, osservazioni che a 1·igore non dovrebbero entra.re nel n overo cl elie p eritouiti, come pure dovrebbero essere escl use que:le per.venute tr oppo tat·di in tratti\Jmento con nefl'iti in atto ed in p t·ofonda adinamia, quelle in indivirlui inoltrati negli anni e con spiccata ateromasia. ~ei casi favorevoli il risultato in vece si d !Ve oltre che alle buone con · dizioni cardiova ;colari e r enali deg:i infermi all'intervento fa tto precoce· mente, alle cure indirizzate a ,.,vuotare ed a bene drenare il peritoneoa favorire l 'eliminazione delle tos-;ine circ!)lanti ed a oomba.ttere cosi laparalisi . intestinale. Se la 'mortalità nelle forme generalizzate è elevata, ciò tiene principa.l· mente a diversi fattori. Fors :· principalmente, perchè l'operazione venne fatta in individui in cond~ zioni d isperaLe, condizioni nelle quali molti non operano. Cosi Frictlrich scousig!ia di intervenire quando <' subentrato Jreddo alle e:ltremità. e cianosi persistente, sintomi che denoterebbero tali gravi alterazioni del sistem t nervoso centrale e del centro regolatore del cà.lore che ancora. con la p iù radicale rimozione della causa della infe· zione, non si riuscirebbe più in tal caso a scongiurare l'esito infausto. P erò con tale procedimento a ques l~i disgraziati che arrivano put· t roppo tardi hl trat ame.nto si nega pme l'unico tentativo, che potrebbe ancora, sal· va•:li da morte. D 'altra parte dal momento che l'operazione non aggrava. le t'Ondizioni preesistenti, dal momento che nou è dato di determinare a priori il grado di resisten7.a, co ~ì diverso da individuo ad indivi duo, mi sembra che anche in queste disgraziate condizioni si debbn. tenta.re Ili salvare da certa morte, tanto più che. e:evand 1 a no1·ma tale procedimento n i n'no di questi d isgrazia ~i potrebbe salvarsi . Oltre che dal tempo nel quale si int erviene, dall'età, ùallo st ato di salute generale e da quello degli organi interni del soggetto, il risultato del l'inLervento nelle perìtoniti puruleutc di!Iu;e è anche subord.ina.to al tratt o intestinale le..;' o perforato, e quindi alla fiora-batterica versata n ella sie· rosa ed alle alterazioni pL'eced.:uti perit.oneal i. Secondo Lennander è diversa. per gravità la peritonite, a seconda del tratto intestina! , perforat o. Nella pe:rorazione d•·llo st o maco e del dil

...

-· ì:

-·i

,.t.

.i.··· ..

.. ~.

' . •• l

:!J

•

l


giuno i germi per lo più introdotti con gli alimenl i :;ono in minor numero e quindi m eno nociv i, ment>re sono piit nnmerosi nel eicco e 1lccre•rono nuovamen te verso U 1\' t to. Inoltre le modiHca.zioni cronich e iufÌamrna.torio che [ mno perdere al peritoneo le caratkrisi iche di lacuna linfa,ti(·a , influenzano molto benignamen t e il decorso delle perit oniti. Tu qucslc (·On<lizioni. oppnro quando ha avt1to t empo il per i tonco con p •·oc 'i$:<0 nr.oiorm:bti ,·o (li limiLrtt'c il male, esso r più Lollt>t'autc. Clinicamen te si sa. che qnrtndo il peri t ouco per re:rresse peritouit i lent amente iperp!n.sicltc aù aclerir0 aveva subito degli is pess imenti e delle tra--ro:·m:t.zioni rlo :; i sLicll~, scle ..os n.nt i-:l n p critoniti ebbero un decorso p·u m'te. (n qnesl>i ca..:;i le vie aiim·cnt i perit o-

neali, sot to i' influ •so deJia circolazione :M'l erio:;a, couLi nuauo a portare ma.teriale. mentre gli indura.mcut i fiog.. stici e In. t ensioni) venORf~ comprimendo le vie effer·enti riducono il po ~ c re as:;orbente de! p erito neo (D 'Aut on)t). .Ancora quando queste ed altre condizion i siouo le pitL fa vot·cvoli, le periton:ti puruleute veram.mte generali zzati' da.ranuo url numero not evole di insuccessi, s ·m pre qLHlJldo non sia più svii upp:-tl o e progredito il loro trrttra.mcnto. La lapara 1omia non pwì a rr ire r:o ,n" l'tu ,tpn'n. ione n ella seps ;. c:omr mostra d i r it enere B::tm·. ,.:opralw tito per 1' :uupiez&a e r au•rl'bt· tuosità elci C<LVO che rend e impossibile l a. totale rimozione dei fuculu.i sett ici e !'<·saLto •ln>uat:;gio d i ogni l'CCPSSO LWI'ÌtOill': d e . o ; l'l'f ~ a e iù no i, a.llo stat o at t ua le dcii<~ tL<~:;trf• <:o no=-c·<·nr.c facc:iarno 1'11lo una. pa.r tc, si<L n.uche r mporLw t:i s~i ma ù ell<t eu w , a pn•n< lo, sv nor ~ nd u r drcn <mdo i l per·toneo ed ost acobnclo l'arrivo di utto,·o materin.le iWf t ieu o to:>sico in rircolo, senza. nn !l:1 pot.Hm d i r·•~ r. t :un Pn LI'. l'.on f t':tppotTc~ ;d hr. h .•t. t;cwi c\m :1 n tossiemia in :~LGo . _'jou sorpmn•le qnirtcli se con l·:h1e m a rwlw vo;r t f'rn pi a i ri,ultati sieno pa rziali. Ben a.! t L'O ò da. an ~ u rMs i in scgrtit ll. Lr no:<t.rP prngredlte'conosc·euze clov.-a.nno in ;cgn~trci i mezzi a tti a fan)l'in· i not·nu1li . Jlroccs'ìi tLtluL.l'alizt:<Lill;i e n.u' il o,;s ici (l ei no:-;t.ri tess uti. u n brn determiua.to lUOUll.llltO etiolog ico dovrà. in c·aso di una IH·l'it onite porci in possesso di uua efficace sicrotc·ra pia. D i p iù ult,,,riori ~r ud i rliranno r5e si potranno nout ralizza.rc le to:>siue circolan i i cou :;o stttllZI' a u!:itossich.e. Coula cura ùe 1la. peritouite :>n.rà. compl<>tu.ta e di verr~t m zioua !1·. A. conseguire questo intento è da aug untr::; i che le peritouiti shmo disl inte a seconda dello più frequenti associazioni bt~.tl ct·ic lle elle lo p roducono. In questo senso lavorat·ouo fino da tempi remoti Lua.z e Tavel, cb o illustra rono batteriologicamente ogni osservazione di p r ritonitc . . E' spera.bile che, quando si sia chiama.t i in t empo. si possa altresl t·nonfare di ta i sepsi peritoneali in parte con i mezzi tecnici che già si h.a~o a disposizione, in parte con quelli siero-terapici chP sa,ra.nuo suggentt dalla esatta conoscenza etiologica di tn.li processi. Zona di guerra, maggio 1918.

-


La cura razionale dei pleuritici edei traumatizzati polmonari per il d ott. Guìdo Scarpa dn etll) re delln <;!•7.ivw· • ~lahot'tic d i pt-tto " ue l polidi ni··o Unoh~rto I, 'l\•1"' 110.

• Lrt " gu;.tri;rimw ,, Y~"l'<l, rr·alP. tll'll!· pll"ut·iti puÌ) .-..:~Pre compittJ uni<':lflu•nt.r• r!PIIa tf>rapia fhd<·a. p•·n·ht'- in np,;,;un altro c-retnpo, l'or,-;e: della tpra pia IH in,;nfli<·i<·nza dPi Jll'l':'idi,i farm:ec:.olo:riC'i l' ;mc· h e thinu·giei ~i lltOiitr:t, in modo <:o~ lanlP. c:o,;ì grand" <' c·o:::i dannn,:a qn;lntu n<'lln. rur;\ di ljll\':-:t<· Jomw 11101'1JO~C' , pttl' f; OI'iÌ frPqHPUti. l ·~· inn•t·o, qua"i HIIJif:rfleto ri<:onlart' iu t· hP t'O~tt tun::i:;t.a !l bit ua.l1114·Ull' la cunl d <'l lc· ph·uri ti l' r[tl<lli nt> ~if'uo gli Cl'iti e h, ron,l·gut•nzr Jll'()l':sime P r<·lllot·t•. ,. eonw. r-ioi·. t·on t>Mi<t. imJ•it·gaurlosi 1m periodo di tcn qw piìt o nwno lun1fo. va.riallilt- tra un paio rli :;etlimane c qualclw mN;1• n un dipt·c·f'so, si ri( ·~<·a arl ottt-U(·n· nua <"uodizitme ili co~e. a lla qualt' . con ltna larg-lwzz;.~ Rtraoa di I!ÌUtlizii. ::;i ~~ finilo con J'aceonlo\rC il nonw cii ~ntarigi o n<· rlt·llu. malal t in . g na.rig iOUl' • t1lt anto di nome ma non di fatt.o, e c·ui. tutlaYia . .~i adallnnn tanto il uwdico (:H1 qu<.'sti non sin., JWr indol<· ,. JH!l' pmprio f'ril•·t·io. un po ' più esig<'nte) quatlto l'infPrmo, giacch i· fJtW~ti. ~.- JHU' t• <il·hlJa l:unenbll'P fc-nonwni eu o lesti nou JiHi in <'onfronto a quPilt> (')H, t·r;HJO lt• c·oudizioni >:1w prim<~ dt•lla malatt.in.; fini~<<·c• t·ol r·:t.Ri'~'~nan· i~i 1Wlla pt·rRUMÌOI\1' f'ltP non (''era Jlltlla eli meg-lio nr rla fare ni· tla o"tl'lll'l'l'. "Eù "a ,·vif'ne <'Ol'ì, tra il n•::;to. che in una 1wrr·<·ntnak (·nornH· dPi c·asi il plt·u •·itic·o non rt·alment<' gua rito flin~nta, l'i il o tnt' HO pt't'f'to. un tubNcolot it·o, cit'CtJ:'ìt;t.uza, questa. che 1 utti <·onol'ìrtmo, lll;i (·hr• nt·ssuu c·linko ha r:intetizzat:> meglio clt,>l no,;tt·o )ftl!'ri <tuanrlo f;f'ris~<' <:he ltt plCIII'itr i' l'anticamrra rirlla tisi. Da. part1• mia <1 ffprmt·rPi. anzi. che· qua:ii t~<>mpl·e i risultati che si sogliouo conseguin· Nm quella. chr ;.. la cura. con~;m•ta delle plemit.\ non s i differf'nziano rh•· a~:-;:. i poco da quelti elle IHtò ùar~ ra.udanwnto della malattia. a.bb<tndrmala a l'è ~>tessa, ad t'C'ùl'zioue. s'intende. di quei casi non frequenti. lll'i quali, .senza l'iut<.'rvento dell'arte sotto forma di uno svuotanwnto arl ilic·i:tl1· TJI'Onto e rapi1lo lld ta\·o pknrico. si sa.rPhl>e. an1ta l;a morte d<·ll'inft·rmo pc·r i<Ofr'of'azione. Co::i - nella pratiN~ abiLualf' - asimuwtrie e d(•ticieuzc funzionati, ora non ~ra. d ma talora gradssi n11•, dPlla llletà. toracica che fu già ~;erl<' rklla plPut·itP: atPldta::>ic· polmomll'i piu o meno B»t.t-se del polmon~ tld h1.1n e lw fn inf<·nno: arler•·nz1· più o Hll'UO ('::>tei'l' e piit o 1ueno ROJide U'<t poln1ou<•, part•tc· t OI'<H'Ì(·a. tliafra.mm<ì l' peri<'ardio; riduziont• (\ abolizione dPlla mohilit.~~ rll!i lf•mhi polmonari: t>l'istf'nza tli ragg r inza m enti r eli r(•t.ra7.ioui }liit o mPuo g-n\\' i cd t>virl(•nti <' eli l e:;ioui ca.tat·ra.li 1ll'L p ol tnont· più o mtmn riJe,·anti; rli~poea piìt o nw n o grave non


L,\ \.TRA R .~Zl\.1:\.ii.E DEI 1-'L~TI-:11'!• J. ECC: .

soit<tnto nelle fa t.idle llla. a:-<:<ai <'J..l(·, :'O. rwllu :<lt·~:-:o ri1w,;o o tu tll'tt·rmiuati ntt~,g~innt(· nti •h·l «:Ol'JHJ: in:<OI'!.!I:Ui'.a <li c·<H'<liop:d tuo, ]JIII c. lltf-'QO :;:pirrato (',;,;o pul'C· e ,;po~ta.mHtt.i }JE-'tlllatu·nt..i d~l <·ttOrt>: ,;<;aditm·nt.o dello Rt.ato gt·m·t·a le di unt-riit,ÌOlll.' t· fl-'lli)Jtll'ni a.tw rm~~li da. partP dt·ll'apparato digt•t·t·nt P t· idt.ri t':ttl.i iltH·ura c<•:< t i t ni-;c·ono, co !l l<• lo n> d i n~r;;e mo dalità. e lp tJj,·pr:-;t• lorn a:-;,;oéiazioni. il cpl:tclro (•linÌ(·o qua>;Ì eostallle <·hf' le ph•nrit i Ia.,c·iano a. tli:<ranz;t li lUI!<~ ri di 1uolt-i llt,.si. an c· h'' di lmn·n·lti anni. qn:il\dO lu cttr:t nt· ,;ia ,t.ata quPila c·IH: , -j .. ,w ahi t ualnu·nt.c _i n"t'gn ata i11 <jllt'l\(• ,;1\•,;,.t• c·li n idll' IJ\ e pun· :<i II:ttlllo piì1 i11 IJS:wqnio i ch·t t.arni ft'n n<lani(•Jl(.ali t l ~·lla ri,;iopalcollt}!ia ~ l hlt-t qllt>41:' drc·o,;f·anzp di l':ttin t·. in ltlllo (·ontra,.,f.o ('IJII e::;;:e. rc >-lt·relll)t'. qHin cli . lu~.d•·o dl'linil't' qual\· r·ttt'rc itlt·11/r 1lt·ll•· plt•uri(.i qtH·lla c·he p t·t'HH'II t'>-'-'t'. inq·c·1· tli ol to ·nt·n· ad ntt t.l-lltpil 1 ut.ti i ri,lllf.ali "''1-!llf'Jlj i: l. f~'l't/f'IIII:· Ìolll 1'1:1: l! f .\:'-;(lf:BJ \11-:VIll ![,l o·,-.~1111/I ' J//0 Jlfr' IIJ'Ì I'O t /l,;(. t'll.~i ;,, l'i/Ì 'fllf'-'1" esistu f' p11i ÌlllfHI/Ì'""ItltJ 111/tc jlll'llfii~Ìtllll' t/i w/!· n · ,,~e fJlt 11rif'/u·: llf'Ì f'ltsi. iurt·t·l . in ciii lo t·11, ·rc .yi isiÌIIIÌsN/ lnn/it'tt t• lfillltldr, le· fttlt·t't' /1:1· si .~;, JltJ yiti sto/Jili/ t• , ri.wdti:ÌIIII'' (t·i,,l. di.~/llt't'IJ) di''"-''' t' llfii/J/1·-

Irc 1 pt'J'I/Jtt ll' '"/' . t xix/11 "" l t ltll''" ~i t•tt ' /l'ti fJ''' 1/1111/1. filll 't•/f• f,,,.,,,.;,.,, ,. diti /J'tltll tt/0

,,,.,.,.m fll/t·lu• tra '1'1''·' /i ''~'!f'I II Ì r· il fJtJÌl''~'di,,:

:! . . 1.'-'l' ll :·u

''"'''l'''''' fJI'I' l'i l tjt·t'l/tll tli 41/tdlltiiJIII' ,,,J'i,·ulo si/l !!'' tlt' /'1:.

di ttlldli c·rpdÌ/niti, sin i/~t//u .,1'1/olrtr., i I'I(J!Ìclo rltl/tt t'tlt't'IIIIU litttt it!ll, .yÌ(t . dt!{/o Jillltl11ro /rJJ'tlf'ÌI'It 11 /n/1• SNipll 1/tNssttt'i,c . ' '" -"' udn h• ti lttt!i !Ili Ìllt·ir{,,tfi (c( l l/tf'/11· III 'I'Ìr/1'11fÌ !'ti'Ì l fJI'Itj!t'ÌÌ ,.ftr fJit,S.SI/1111 (',,8/'t'(' dt•/l't'IIIÌ/111/Ì t/a /(tifi Sf' IIIJ1fÌI'l' fltlltllll'({ tspfOI'II/ÌI'((

:3.

t •, /Oti/fJ JIÌI/ .

t{u{[tl /1/l't(('(' lllt•.si :

t/1 l/a jiiii:ÌCJtti(/ÌftÌ /IJ/'1(1'0-pl!' /II' IJ-(/ittjl't(Jih• llllllii·''-1''''11/IJJtfl/'1' 1/l' l/11 1/Ct lei lr"'t(t·ÌI'tl 1·/t f' fu .~uh· d• l p!'l •I·I'-'8/J . l/i !JIIÌstt r•he l'tstiw1 c fiill!t• Ì11 III•Jr7t, tts~<lift</11 [,o ynt r i"·'ÌIIH' Cllll"'!/1'''11::•· 81)1111 j1J1'nttt <li d.·l,ili/a:irmr· jnw:.iona/r· t /urbe ('IJt'nl<t f i,·,, sia t'tuili r/11,1 110 /"'''si: 8/c-'·'''· ~·itt f.'t Ìl/fl'f//'II:Ìt/1/1' ('1111/jJlf/11

1' 111111' l'llltcli;iout• prrpoml11rirr

r, rfrlf·nll i lllllllr•

di

1111

stu·t·r·s.,iro

l"'O('f'8,,0

l <tlll·n·r.Z,t 1'·1 '-/ i" i,.,{/' 11 ,, :

·L D umlrt la pi.u ' hn·n p11ssibil1 <[,/{" n11rlnl/i'1 ,, ri/tJ/'1/fJ il pin' i'"J' i(/11 pos.~ibilr> al/t· N"'di:iooi di IIIJI'Iualif,ì . J!Ia. una ,.c,Jta <·ol'Ì d t>lin it i ~!i :<(·fopi I'IH· dt•v<· pt tkr f•o iJ ,.;~"glli rt• \l.J, I:UI'a. di'i h• plt•tlJ'iti JIPI' ( · ~;;(•)'\' l'HI.:ÌOIIHI•·. <·io{• JH'I' l'iiiSt'ÌI'I' I'P:tinlt·ll l t' :tllc~ guarig-ione lll'lht mala-t.tia . app:H(• <·,·illt·llt<· <·ltllll' llt·~snno d•·i Hh·zz.i li no ati Ol!~i <·ouo,.,t·iut.i t-d in n,.:o nun po..;,.:H t·i,;pnlldt·rr· all'int<•n t o. l'O~Ì. III ('Jl ll'P ];t (' lll'll lllPt]if•t)-f<tl'lllill'OJOgi<·;t. J:t 1t11:dt· s i J•i;ti'\Sllllll' nei l'i\'uhi\'i , n e-i dilll't>ti<·i e IH· i iodu r i. 111111 pll!'l ra!.!',!!iHllgt•t'P a l t ,.,, stupo rht· quell o di nt tt•Jl< •f'l:' (quando (1111'1' ,·i rit<,;(·<•) nna lltag-gi<t r r apiditìt e <·ompletE.'.zza 1\ PI ri<I"ì"Ol'Linlt·ut·o di'i li q uido IItH n·..:ta assol u tfbllll'l1tt~ i-

~t·tt.a a ÌIHpetl in· <.Jw Il' ilUP ~tqu•!' lid !J/111 ] 1ÌÙ le..:i.!!a\1• dt·lla ;{ÌPWsa infl aJnmat;t. fini s('a no. lltr la :>e.ar~a t·sc·ur,ivn~' dt·i ~Ufli fo~liett i, c•on l'a <lPri_rt• l'n11a a ll'alt.J·a d a.n 1l0 c·u"i luogo all' t· .· ito pi ìt JWI'ÌtO!flJ.:O dl'lla m a,l a_t.tJ:~· Hon ottt•ngono di JIÌÙ. n<'l st·n><o appllnt.o di illtp<:din · 1-:tlP 1-':; ito, ll(· l IDtf>l·\'(•nt o C'hirurgi(' O (tc•ra<·<·n t ··•i )· 11i'· qtll'>-! li ' "·qwd i l'Ili i da qualc lw


J, \ CUI;.~ IIAZ: OXALE UE! PLii:UIUTI Cf, E CC.

nwdico più log if·O tent;ati sotto forma di lUla qualche modalità di ginna:\t ica polmonarc o fli qua.lche pmtica di massaggio, giacchè la mia oramai ltmg-IJù.;sinJa ~>d l'stl·sa espcriE>nza J>t' rsonale in qut'sto campor i a utorìzza ~td a-fl'ermarP chfJ t::.li mezzi non riescono alloi scopo, peì:Cii'è tl'llJIJIO lontani per potenzialità e per e:llicacia. da quanto nelJa pratica F;arriJhe Jl!•(·Ps:.:ario. lufn t-t i : lo sta.IJilirlli rlt·lle at1t•n·uze cl i pende esclusivamentE' da-lla fl ~lìr·iPnza d Pllr r;;<-m·sioni pJpm·o-polmonari o scar:>issimc o addiritt ura SO]lJ)J'<'~'sc 1wlle pl1·uril'i. e CJUPI'ta inibizione dc•lle e:;l'tu·sioni pleul'iche J·ic-onof'<·~>. n Ila sna \'OIIa 1 c·onte cnusa una o più delle circosta.nze seg-uenti: trlrlllfa.~ilt d<•l polnHllll' quando lJlie:;to re:>ti compres::;o da un versaIIJ<'IHO <· qvindi. ]H'r l'impo~l'lihiliti1 a l suo t'spandersi. immobilità delle ('lllTi,<p<)ltdl•nl i zou<' Ili sif'rosa pll'urica t• ùi par('t<; torne-i ca: inspessi?ltf'ulo flo,!!isl i1·o d Pll:t siì•I'Oi-\<'1 :-t l'Si'i:l : rfolorabil.ità fortt' lOC<I.lc come fenonH·nl• htrat t(·rislicu d"ll<L mahtllia, sicC'bi\ -pnr mancando ogni verf:amt·nto t• Jlt•t'tll:IJl\'ndo il Jlnlmone perYio f'<l .-spandilJilf'. l'infermo riduct• In mnhilit à> dt·lla nwt à a ntmnlal n JH'l' eYit:ne o attutire il dolore; da 11llimo nna rtur•malio di ;ormrt o di ftw.~irme drl torace, Pl'l' la quale !;i an:SRC ,!!ià prima dpJJ:L l1l<Òtl1ia una mobilità 1110llo ridot,ta eli tutro J'a])par;do J't•:-:pil'atoriiJ. gi<~ì · t·hl• . in tali rasi, qu:11lltHJH- pertnrbr~zione minima, la qn:tk <·ou(·onn - o romP ostacolo mrrcauic:o o come licn~;azionì· dolm·0.~a - a rid n l'la ull l't·iornteute (:-;ecoudu :w\·ien~ sempre aneh•• tWIIP plrtu·iti l1• JIÌÌ\ liPYi ), ha;-;1 a allora a limi t arr le t':<>cm·sion.i pleuri1·hp al ]•11111 o c·lJ<', 1wr l<· ;ti! Pt·azioui inlìamnw to1·ic <lette dut' superfici dd In :sil'ros<t, l'fli<'Sfl·. t'l'SI ando quasi immobili a eoutatLo l'una dell'altra. f'i :->alchtuo l ' ùiHn.ltwo s1ahilutPnte aderenti. <'lw rpw),ta. ::;i H In conclizionr. fnnda mcJit.a.le e snllìcieute perchè si pw,auo t! el ermina.rc lP arll•rcnu• pleul'ie!H•. olt l'(-' alln. induzione logica., lo 1limo~t.nt il fai Lo J)t·at i<:o inH-r,:o che lJ ~·:il<L. cioè, ottenere una, forti:.~itna t·SeUJ'sioJW l nrac.:it·a per impl'dirnt• la. fornt:l.zione o, qua ndo que&t a ,i:J ~i:\ a VT<·Jm La, per ot-tcJH'l'IH' i.l di:;! n eco e n·int.egra.re una fun· zionalitù torar·o-plf'uro-polmonaJ't' Pli>,·nta pcrfet-.tam<:nte capace di conserntrsi :stnbil<·, c·omplr•tn. la IJ1t;.tlc r:tppre;-;enta, per ciò solo e per sè ~tl'l'l'a . un m<·<·canisltiO tli _!!twriginue a huou JHtrnero di ;llt-erazioni dello 1:11 c·l!~o polmmw. Ed ì· pn•r·i:.:amC'UI<· <hl qu~'Sla tirc-oshmza deli'e;;srre in Lutto possib ilE: Ìllll)Cdin· lo slabili r:;i di ~HlPJ'C'Il7.ì.' plPUl'iC'Ill', O uirirucrlè qnauclo gi:\ r~i~<t;Ì no. nwrli:-.~nH' mw oppnrLuna ipl•l'fuuzionc ddla, met.à toracicn. <ltl't•i lH (<:i rc.:o!ii: Jil Za c·hP 1·1·o rin~c·il.o a porre in Juc u mediante una ltmga ~~·rir· tli studi drr.a f]Ht-lla C'111• è l'azione :mll'appa.rato r<•spiJ:Morio dl'l!':.wro-lljmpia t·on l'ari:a tlllllj)l't•::::u1) dii' mi fu ~~~~ge rit ~t l'ide~ di \ltla c·ura ra7.ionaiP rh·lle ]Jlt•lJril i llh'tli:mtP un'opportuna ipcrfunzion~ di'Ila Ili t· t à toraci<·a C•>l pita.. Tuttavia i· i;lato sl)lt.a ntiJ dopo ri(·(·rc-ll\1 lung-he. ùumte 10 anui. cl:t l l~!J5 ;Il l!IO:'l. dlP :<nnn l'iH:<<·ito a id~'a rt- mw speciale apparecchio


LA CURA I~ AZlù:\A LE DEI P l.l~l-1\lTJCT. EC C.

G03

tc:he ho fatto conosce:re poi nel 1906 e al quale ho da.to il uome di « Erni-Esotorace Pnewnatico )) ' col quale si sfrutta. nella cw·a delle pleurit:i la. iperfunzione della. metà toracica colpita (opportunamente provocata e graduata) con risultati cosl coRI an t i e completi di guarigione -rera e propria dt>lla malattia cl1e r('sta oggi giustificata in modo rigorwo la qualifica di cura ideale delle pleuriti a quelht che il sopradetto am>arecchio perm('tte di attuare. Resta, cioè, giustifica.to l"afl'crnrnrc· oggi, come già ho fatto 8 anni addietro al X CongrN-ìRO n azionale eli idrologia., climatologia. e terapia p~ica tcnntosi in Salò ndl"ottohJ·c 1010: <'he ner-:;nn·a.Jtra cura ottiene, nè come durata del te111po nù ('ssa. ueces:::ario, nè come asseuza. a::.soluta di qualsiasi pericolo, nf> c·onH: modalità P JWrfrzione di risultati, quanto si può ot ten<'t·e sempre, con faC'ilità (' relati\'a. prontezza sotto}Jouendo la, metà toracira. ·fierl(• di Jllcmitt'. alla c·m·a rapJ'lrt·senta.ta dalla sua ipel'funzione. Tuli.E: le pl1'1ll'it i iulli~tiutanwnt~ - trannE:, s·intenùe. quelle punrlenti - :>Ollo susc<'tti.bili Mlh cma in discorso, cioè ta.nto le pleuriti in atto, SÌ('DO qneste secc·he o con Yel':><tmento. acute o a deco1·so lento (insorte cio(' in motlo :>uhdolo e s ....nza fE:"bbre) quanto ln l'orme croniche nel senso di <lllt ielle e. !':C Ji si Yo~Jiano comprendere tra queste, i loro postumi per quanto p;raYi e P~-"1' r1nanto sia st-a ta antica la mal ~tttia cbe diede loro m·igine. La efficacia di azionr dell'Ero i-E so t 01 a('c I 'nenllln tic o è. cioi:·, tale drt parere inverosim ile , peJ'(·bè si ri(_.;-;ce lH'l' Cfl:-n n o t t l· nere il di~tacco di aderenze estese, so]idissimc, w1clle se abbiauo già ùl!termiuate moditicazioni tanto gra;-i clelia caii::.a toracic·a r1a noo tlovPrue piu sembrare pr,~sibile la correzione rd è, anzi, ]Jf'l' me;;:zo di (';;:-;a che bo l>Otuto da tempo constata-re come il distnc<·;n:>i dci fogli~:tti della sicro11a l'uno tbll'altro s i accorupa~wi semprt' n ùei fl•nomeni !log·gdti"i eù obbiettivi, i r1uali costituiscono un quadro clinico. ora più~ ora lllL·no c·omplcto, ma SPmpr·e dei piu intcresj,ianti e del t11ttn cnrntt('rii:t ieo, e t'llt' ho già. alna volta, minutamcnh~ descritto. :Sei 12 anni trascorsi dal J 90ti al gioruo nel quale l;Ì iniziarono nell'o.~pedale militare principalc di Torino le os:--ervnzioni elinico-t erapichc~ d~lle quali riferisco con la }Jre~entt' 1\ota, l 'e;;perieuza fat ta dl'lla cma e;;ororacica. su nn numero realmentE' in!!~:-nte di iut't·nui (1016) ha dimostrato come i risulhtt.i fa.vorevoli di e:;:;a sieno ('o;;taut.i al punto <la e:~sersi verificati finora nel 100 100 dei casi, t' ciò malgrado questi fo<~('ro stati tut-ti di pleuriti grnvi o in atto o reeenti OYTrro di postumi -pl~:urici datanti da a.nni e anni (fino da 10-12 ) con ogni peggior conseg\tenza sull'appa.rato r efipimtorio. :Se deriva che, se s i tenga conto del tratrar.-;i r1i un metoùo, il quale nnn ha che limitatissime cont.roindicazioni, l'l':ìta m olto g-rande la sua portata pratica., tanto che si cou::.ideriuv i ph:uritici ,cronici qmì.li indi\ir1ui più o meno inabilitati dalla malattia per »è Hes~a di fronre alle ordiuaric esigenze della vita, qnauto, t' tauto più. se li si vogliamo con-

---


LA Ct:RA RAZIO:"AI.b: OEt PI .Et:RlTICI 1 1-:CO.

Rilh•rare (M•eonùo è p m· t wppo rwcessit à. ùoloru;;a ~) (J nn li preùispoMi c. in gra,u pari-t>, aùùiriLLura contlaunati, arl una. fntura t nb<>rcolosj ùel pohuon~>. I[PIIo stc:-~KO lat.o cl•e la ]JIPurite aveva colpiLo. li WP.todo Jì:-diJ-LUCCt:lllÌC!() NìOtoracico Sel"\7 e perf.ettatnCllll;' U cura.rt: in mo•lo di t'P t to andte ll' forme •1i pleurit.e in alto con 1•er sam<'uto

s it•ro-libriuo.,o (appc>na tras(:or:so, . 'iutende, il purioc lo ~l.c·u t.o c•siHHhlt,J\'0, d o ,·eu d o~> i <ttt P Ilill're la st.aziomtJ'i l'l.~ cl t> l n•J'MMll c n t.o s t t•sso ]Jri ma •li inizhu-e la cura); !'~so pnò. t.uttaYi<t - SI:' lo si pr<'fel'isca e con la pMAil,ilitù. L<~l(ll'a di g-uada;,.rnat·e clel t.crupo - !'sst•n• integrai o dal 1111·todo (jiJùt·rL tlcll'aul osi(·r<J-II'rapi<~ plen•·it:t.. il qnalt· lWlTÌl'~L ys::o plll't' ad clitaJ·u n.•lla più l'"'''' 1· 1l1>i c·n,;i la pral.ieazionr tlt•lla t onH·t·ul t•si . [nfiJH', rilt•JIIfll TH'CPSS<Lrio rit·o•·daJ'r t·ome> nel \ 'alnt arP ecl alJ]H'I'ZZarc con l'e:;allH' ohhìPi t ì,·o e radinlugieo i ril'iultati dinico-Lt-rapici t·onseguiLi Juediante !t- t· n re psot or:wklu· s i d P h ha, IWill}JI't' ;tvt·r· pl'l'SPll tt• alla mentP ('ht> il fatto t·arc!ìJH' dt>lhl. !(1/arigioll,. l'l't'ti r t·vmf•ll'ltl tlt>ll<' pleu· riLi è qm·llo rappt·•·>it'ù~alv dalla, rrintcgm:.-io1w Ìlln::itJI/tllt' torw·o-diaframlwtli co-plt·uro-polltttJIUu·e etm il eonl\c·gucntt' rit.orno :1. una pertl'tta pel'llH'<Lbilih\ etl c•:~pa.ntl ihililù· d t> l t.p:;;lml o poltnon<H<>, rna l'Ili' t.alt' rt·in· t,t'/!l'aZiOJll' ftln7. ÌIIIl:dt•

J'('iJf,;'l,

lllt'>;,.;;L Ìll I'\' ÌtÌ l'U7.(l

il.~:\ H i

p i ll

d alJ'IINI'II/(t/·

;:ione c dalla Ntdit,.~r·opio eh e non 1La Ila pereu:~r-:inue r da.IJu radiogi':IIT<l; ciò allni'UO lll'l st·Jt,.;o chP. i dati foruiLi 1La qut·st.i tlnP nlLiJrti mezz.i di Ci'i:1l lll' - :L pa.rt.t• il ,·,tlnre, ÌJL\' C'l'f' . <':murit•Jllt·, c·lw ha. il ripre~eut:u·Ri della molJiliLà al-t i n-;~ e ]Hlss iYa tld il•mhi l"'lruon:tri qnalP pron1 rli <1\'Vf'Ullti di,;(,;\('(· !ti plt•uric·i - j)OSliOIIO l l'arn: Ìll Ìllg'HUIIO . [ui':Lt.ti : in llll lllUJWro non pi(·tulo eli io(livitlui le modifieazioni t.li miglioranwnl.o <' di gnrtrigioue iudot Le clalht Clll';L rt·~L:tnolin parte Jll:Lsclwral.e tla.l pt•J'si"tcre •li uno iuspe:s:;inwnto pii1 o Jn eno rile,·antt- dei foglil't.l.i plt•urie:i (lllalgr::.rlo si siPun tlistruf te le adt ~renzt·. ripri:;tiuato lo seorTinwnt.o drgli ~;tt•sRi 1wl g-mtlo norma.l<· e rif:tt.t.u po:>l1ihilt· ~;t pil1 compll-ta JWI'II1t'<LbiliL:'t polmouu.rn), 1li gui~a che ~i r)ll(l :n·l:'rt· lll t~r-;si il pt~J·:: isÙ-\1'1'. eli SlllOJ'Z<bLlHl' plrssit:h(•, :wnza dH• ~qlte~Le, prr lHle rul)l· plt>:->~o di ra.g:ioni , tldJbano c J HIS:~<lllO pii\ t>:-;:-:<·rc> iuiC•rpn·t.alt' qual•· Sl'· :.:no tll'] JH'I'si;;Lc·n• dr•lla lr;:iolle. 1 J\na l ogn.nH•Il11' Klauuo !l' tCJ:i(' ùal la.io rarliolo~rir·o, in q11:11liO non ' giit la, r:uliog-ntlia. <tnr·lb <·lw Ila, n<•ll r pl••tn·it i ht maggior importauz:t clilliOKf.l'ill Ì\' :1 dnllP <:oud izioJLi lnc:ali tor:H· ic·h e , mn, ::;i hene (•. inn•ce-. la r;~diul'CO!lia: gi:wd•i• i tlat.i cln rilt->,\'<HC' r'alliologit:alllt>Uh' Jlt'l' giutU<·<Il'l' dPI ).!J':tdo di una ]>ll'uril€-' l' dt·l migliora•·~' o dt>l ftltltrirc di t•:o:::a s on<~ " (' fomiti. as~a i pil'l eh(• d :d il' d imi n nzioni asso! n te eli traspn.rPJ17.:\, per :; st,e:;sc.> di'Il<; zom· plt>lll'o-polnumari inLt•rt•;;:;:tt·l\ dallo ~e.hia.rir·~i. invtc-<·, · · · · 11r ·· ,hd0 no l' ·lll 1111 1i c•Lc•ntunaLo ~nHl o. <l'1 ef''il' cl ara111 0 l n 1118fUrn~IO lo sposi;Lr.~i Ìl!.~piraitJrin (c1iva.riclllll<'nl o) clt'll<' cosLe, tlc·l m cdia,:;tiun_ \~ d el <liafra.JIJIHa: dal dill't•ren,ziar,;i Ìll!iJiiralnrio di qut':;Lo <'.in ta.J caso . .tl\i Ltmpi~>zza dPIIP ~ ~~~· t•Renrsioni: inlinc. da.l motlitic:;Hi\i dei rappo:·n \ _ ti'~H]Hil'~-'llZ<I ll'a i din•rsi punti dp]l';1mbit0 1JOl lllOIH11'{• 1 tutti dati lt\tl!


L.A CG RA RAZ 10:-: A L. E DEl PL.Ent !TIC!: è: CC.

st~ e circo:>tanzc che la radio~rali:l

llltll può ntètì.t't'!' in l~\· i~knza, I:'Ssendo iiati di fun::-ion e i n atto. (e no n g-iù moll iJìca.zioni fi$:><1 bill ~tl Ua lastra fotograflca. ), rih~Ya bi li unil'n mt'nte q na lo l'a. ~i pos~a no sta ùilire confronti vish·i t.ra le varie fal>i dvll':tttn rt•,:pimtorio ::w<'OlHlo. appunt-o, permette di fare la raclio~COJJi iL. Tu altri termini, <tuindi. C'iù c·Jtp di abuMme o ('Ome :;rnurz:alnra, plt:sl:!ica o come di'minuz:ione di t ra:<p:n·t•n:m nHlio:;<·upic·a pnò )h'l'lll:ttll'· re negli infermi guarì l i d t> l! a loro ma la t ti a l•lPnri<·a o pulmon:n·p (• con · seguenza. - in ~unbNll!P i <·a"i - lUIÌ\'HIIWnf e di nn /,!nldo· più o uwrto rilevante d i iu,;pes:>im<·n l o atll'fn·a p,;i:-:1t•!l1 f! dt•i t'o i! l i1'1·1 i plt·nri c· i. i n spessimento che - sH·onc!o ha. climo,-tr;! to l'o;o;~ l'l'\· azionl' eli 411<11<-IJ.c <·~·n­ tinaio di e~a1>i di Ut1 g"PllPl'<' -}JOtt·à poi "\'\llltJHil'in· (>:-;:-m Jllll'P in ,!:!t'ali parte o anche totalnwn1 P 1 ma :-;oblllWll1l· c·nl u•tnJHI, L', tiue\. alll'ilt- ,I"JII auto dopo me~i e tlw~i. ridliPrlrndo~i n r·i1'> lllt:r riprl•,;a rorlt·. lo IJ'IIIlc rtbbia durato già n lungo, tiPi pt·oe:e~ ~i ll!ll'lllHli tlt·l 1ruli., rno P 111'1 ria:;;.;orbi mento Ilei t't>s:mti. Le CONTJ-WT.:"\DIU.\Zie):-;L n! nH·t •Hl" """" a.,:-a i l•<wh\' t• nq•pn•,;t•nl al e quasi es<.:ltLc:;ivarut•nt (• 1bi c·;t,;i di amtnalafi <·o11 <:orvlizinni ;illllOI'l lli del cuore. tanto per una YPr;t e prop r·ia .. iu:<uflidt·n:t.:1 l'nnzionale ntitwurtUca" ù a qnalunqut· cnu,;a qn••,;ln }His,n diJwlld Pt'e. qu;tnto Jwrt·hì· >~i Y<'ngano atl ef\f't'cih•rc• :-;ul ('IIOI'f' (toll dituinui1a l'PSÌ~<Il·nza) c l ;~ J':tl'lt• rlt-11:1. Clll'a e:;otoraei<·a - r::nt:.;a qtwllo 1·he & il :-;uo nwc·r·:tnismo d 'azi one· -ddle influenze rifle,:;:;p ,Jj,..f·nrb;lnLi ,-. l:1 stw intH'JT:tzionP, ,;t·t·oJHlo :H·r·aele o~;;rrvare lalrolta lJI'r l'v~i st1•nz;1 di HdPt'PI1/:\' 11le ut·o-po •rir·:lrd i1·h P IH·i (';1i; Ì ùi pleuriti a :.:inist r:t. Alla loro volla i V.\:'I'T.\GCH lli qut•..,rn nnoYu mPtntl n di tnr';1 · :-:ù nO nmu('rosi e di tal P C'ntil~~ clw i);! si a t>llllltl:itll'li JH'I'I'hi'• H\' n·,.; t i a D't·IT:tta.· tutta. hl Ìll1JIOrt anz,a pratic·a, ~i:t. JW!' il nwdie·o elle JH'L' J'ini'Prmo. E st; i po~sono t::;.<eee ('11 u n<•ia t,i hrl'\·,•mPn t t· <'O!\Ì : n) Gual'i {fi rnu• l.'f'rr~ dd la m nhtf t.i;t t'. cou,;l'~llt·nl t'tnt·nt·P. ritorno })('r essa, degli inrlivi1lui colpiti a coneliz:ioui ne)rmali eli Yil a <:, qniueli, di attituclint' e di rt•,.;i::;teu.tm alli' nmnwli emlinarir loro o<.:cnpaziemi , ossia,, pet· quanto interc:SfHt J'r serc·ito. ritot·no eli r~:--i alht Jl''"_.,ihilito't a uu servizio militare uorm:dc•. il t" l pari di fl'~a d i <'.,i>i (1:tll<t pl'Pdi,;po::izione loeale rlel loro apparato r<·:<pit·at.orio (<·h<· la pkmi J.c <lYJ'\·blw loro wsti tuito) ad una, fut.um tnb<:rl'olo:<i del polmorw tlPiltJ :H·t':iSO !aro d a cni eta. :;tatn ammalala. la pleurn., o:.;sia. in tlltn• p:trol<', ria<·qui,;to. p t' r ln. famiglia di un -ralore nrna,no inh.•gTo P non p i\1 lllt·nmHal o d: dia. ID<l lattia. secondo a:n·iene ora, e, poi . protìla:<;;i clin•t hb ;;or:ial(> <:Ctnt ro h tubercolosi polmonare, po::;to clt<' è l'iu•lividuo tubet·('o]ntie•J qu<·llo ehe rappresenta J'a.gente dirt>t tO e pi(t ' importaUtl' di tm~mi:-:<ÌOTH' l' oli propagazione della infezione; b) Dirninu::ion e gmutlr, a11:i , ril!:r'u1ti.~.<ima dt•lle gw·.~(' di costo della rum, riùucendm:i per mezzo di tale ml'tndo tt>ra pie· o di :tlmcuo i 2 3 il numero ù elle giomatr di <lf'_!:!t' nr.a e. in propnrzimw ancora mag-


6 tJ()

...•.. .... ,. •·=.

o

.

l

•

.. ..

.•

LA CUBA RAZWYALE DEI PLEUJUTICI 1 ECO .

giore, la dw·ata complessiva della malattia per ogni infermo in confronto di quella. che è la dun.t a della stessa se curata con i soliti me2!zi finora noti e adottati; c) Risparmio da parte dello Stato, nei casi di pleuriti o di lesioni polmonari da ferite riportate in guerra., degli indennizzi e delle pensioni di guena che esso dovrebbe, diversamente, corrispondere : ,z) Eliminazione degli inconvenienti noti e gr.avi della toracentesi e, tra questi, anche di quello rappresentato . dal pe1·icolo di trasformaD zione dei versamenti da siero-fibrinosi in }Jruulenti, secondo acc.ade osservare abbastanza spesso nella pratica ordinaria e a.nche ospitaliera quando, anche senza vera colpa di trascm·anza, non si riesca per cause diverse accidentali nell'asepsi minuziosa e assoluta che la pra.ticazione della. tora{!entesi richiede. Queste, in breve, le considerazioni che, a titolo di confronto tra i con· sueti, vecchi e inefficaci mezzi di cma delle pleuriti e quello nuovo, originale che ho da. dodici a.nni proposto e propugnato. mi paiqno opportune.. e persu~·Bive . Ecco, ora, in breve la descriz~one dell'apparecchio cui ho dato il nome di « Emi-Esotora.ce Pneumatico » : Esso è costituito essenzialmente da un mezzo corpetto o gilet, fatto di tela inestensibile e raddoppiataJ sulla sua superficie interna, da una « pneumatica n o camera d'aria, che ne ripete la forma lasciando libera la sola parte di esso che corrisponde alla spalla, cioè da.lla seconda costa. in su, per non comprimru:·e mai l'apice del polmone sul quale si agisce. D etta camera d'aria è fabbricat a con! stoffa

r

impermeabile a tenuta perfetta, ha lo spessore (insufH.ata) di circa 2-3 centimetri ed è insuffiabile mercè un tubetto metallico posto alla base della regione ascellare cui si innesta un tubetto di gomma portante una chiavetta, alla quale si ù..eve adattare poi la piccola pompetta necessaria alla sua insufH.azione. Una specie di mezr.a gabbia toracica. la qua.Ic si adatta alla metà opposta del torace, cioè a quella di cui si l vuole aumenta.re la funzionalità, è costituita da sot"''T· l. tili stecche di acciaio, ha diametri di circa 6 cent. superiori a quelli toracici corrispondenti e vale a for .~ ire ì punti di appoggio necessarii per la fissazione della metà faMa a pneumatica, punti eli appoggio che sono presi sul muucone della spaUn, e al fianco (tra l'arca.ta costale e l'ombellicol dello stesso lato su cui essa gabbia viene adattata, cioè Slù la.to la cni metà toracica è scùe della malat.tia (vedi fig. 1). E c·osì il suo modo di fnnziouamento è semplice: pel' l'insuffiazione della camera d'a,ria mantE'nnta. aderente alla corrispondente metà toracicn. ~sseudo inestensihi le 1:.~ te!::~ che J)P raplU'PRPnta la superficie esterna, lo spazio occupato dall'aria che si insu:ffla non può esse1·e guadagnato che


LA CURA RAZ·IONALJ-: DEI l'LEt".RITIOl, ECC.

607

a prezzo di una depressione che si verifichi su tutta la parete t oracica. sottostante, la quale viene cosl forzata. a.d assumere la. posizione espiratoria. Come si vede, l'E mi-Esotorace Pneumatico determina la iperfunzione curativa della metà toracica inferma sfruttando la legge fisio-patologica che governa l'automatismo funzionale degli organi doppii della yita vegetativa. e per la quale essi godono della a-ttitudine a compensarsi a vicenda, rec:iprocamente, la funzionalità che si sia fatta deficiente in uno di essi due. E così a ridestare una funzionalità intensa in un polmone, o ammalato esso stesso o con una malattia dPlla sua sierosa, basta diminuire Ja, funzionalità di quello rimasto sano perchè, subito, il governo automat,ico centrale della funzione respiratoria entra, in giuoco e ristabilisce il compenso, stimolando con accresciuta energia la [Lmzionalità deficiente di quello del lato leso. n problema della cura delle plemiti sta;\a pHr me nei termini ora esposti quando la nostra entrata in guerra ò intervenuta ad apriJ:e inattesamente un altro campo vastissimo all'ar.ione c.urativa. propria della ipE:>rfunzione toraco-pleur0-}1 :llmonare con il gruppo dei tra.mnatizza.ti del polmone in seguito a ferite toraciche. Essendomi - infatti - parso dovere d~t partr ruia, in seguito ~~ll'in­ cremento enorme che nei r.asi di plemite si è per la guerrn, verificato, richiamare un'altra volta. 1'}1ttenzionc dei medici su q,ucllo che di nuovo e di meglio si può fru:e oggi contro a tale malattia., ma,:ciò, in un modo tale che riuscisse a scuoterne la generale indifferenza c pal'lando, cioè, ad essi con l'eloquenza di fatti numerosi, e indiscutibili perchì· assoggettati a un controllo ufficiale, mi sono deciso, nel]n9vernbre u. s., a proporre la csperimentazione nei suoi ospedali del metodo di cL1ra da me ideato e proposto alla Direzione, generale di sanità militare, la quale, avendo accono favorevolmente la offerta fattale, mi l autorizzò a(l esperimf\ntare il metodo nell'ospedale militare principale eli Torino. E fu a.ppttnto in seguito a tale benevola ùisposizione:d~>lla Direzione generale di sanità militare che, nel prend('re con la direllione di detto ospedale (e della quale non saprei come adegua,tamente ringraziare qui c la. benevola accoglienza, e la illuminata e larga cooperazione prestata mi) i necessari accordi circa quelli che avrebbero dovuto essere il piano e le modalità da seguire nelle istituende osservazioni. in considera,zione di quello che è il meccanismo d'a:donè del metodo fisio-meccanico esotorar:ieo e déll'analogia che corre tra le condir.ioni toraciclw dei pleuritici cronici e quelle degli amma.htti per reliquati toraco-plemo-1>olmonari da fE:>rite toracicbe, si restò portati subito a prevC'clere come esso avrebbe dovuto riuscire efficace anche nella cura di. qursto secondo g-ruppo di infermi. E i fatti banno, realmente, confermato in modo immed iato tale !>reTigione al punto che, a due mesi appena di distanza dall'jnizio di dette cm·e, i risultati fav·orevoli emersero cosi costa.uti e persuasivi in ambedue i gruppi di .ammalati, da far ritenere opportuna l'istituzione nell'ospedale militare principale di Torino di uno spe('iale reparto medico per la cura di

...


e:-;,;i, l'epa.rtn tli <·ni 111i è ~>lata allidata la. tlireziouP c nel quale, appuuto. l'i ~ono già rousvg-uiti a tu t t 'oggi i risultati cli nico-tera,pici che stHnuo J·i;t:-;:umtì JH·ll~ sottmdant.P Ca,;nist it·.a, la, qua le conrprPuùe casi dì pleuriti P 1li po»llllllÌ di l't>t·itt• tnnlC'ithe tnlti, intl i ;;t. int;~nh·nlt>, o lll()lt.o gravi o aù· clirit.tur:l gm,·i,;:-;i 111i. l'ASl" ISTI CA. 1. A. MichE'],.. , a . b~. letto 35 : Pleurite cronica sini,.;tr:o, Sntorzatura ple,sicn gm,·e del te rzo medio e mutezzR. .s ssoluta del terzo iuferiore che il ad er.·nte

uella :;u;~ totalitit ~'On :obolizione ùcl ft·èmito vocale ' e ùel r umore respiraror;o. lnizia la cura il :.!:3 l e il 20/ 1 i; guariLo con I'Ciute~razione della fuuzionalitil tot:•co-polmonare normnle. :3. \ -. l'aolo, a Hl, letto :H~ : Plourite cronica df'>.. tJ·a. Tutta lt• lm<;e è muta c•on aderenze sohdi!>SIIne <' si lenzio completo :~nt. lr~t. e poste•·iormtJnle: Imzia la cura il ~"! l e il ~;,-l è gu11.rito con reiutegrnzione della funzionalitl\ toraco-pol· monare nortll:de e normnlitil sog!;ettiva. a. l'. Luigi, a. SI:>. letto <1-l: Pleuriw ct·onic:a emorragica sinistra di dnta au ti~a. E' un caso di gmvitil ecceF.ionale. Di:~puea gr:wi.,sima contimta auchl· in I'Ìposo, u~ssuo dec.uui to pos>:ihile tranne quello semiseduto. Tutta la metà -101 ~tra e ra immobile, indliodata , di resistenza e risouauza lapidelt da!J'aJ.'lCP alla ba:<c ~euza più traccia di funzionalità purchessia. VersameJJtO copiosi,;,..imo. (or· tl'tllente -<anguinol.-uto: color nerastro: diuresi scar;:a. Inizia la cur il ::?3 l. .~t · tnnlmeule sono riòotti dei due tPrF.i i t'"uomeni ~og~cttivi : rammina e fa !t> , ,·alo j l'o,;-;iuiie la po:-;iziooe SOI'IIÌM!l e tutti i decubiti; lltlltll.!llllll:l. t;ùrtemenLe la d iuresi. ('lhuietL.: Alln muter.?.a si è sostitu ita fino o.11a uMe UJJII. semplice :;mor· z:•tura grave; al h~ base si delint•a l.~t differenziazione del lt>mho, mcutre su tutto l'ambito polmonare sin. è l'icou1par,;o un rumore rcsp, gii1 intenso. ! l versamento ~i i> rirtott.o ad l .t, si è httto di ;;iero ro!'!co limpido; la pleura parietale si é as.~ottigliata da cirri\ 5o mm. n soli più 25 circa. La rndio.scopia lascia. vedere in· • Yece dell 'opacita\ as~olntR totale sinistra, di prima della cura, solo pitì una •e· laturn gnwe, rua con difl'eren:r.iazione grossolana del cuo re . 4. 'L. Emilio, n. 3d. letto 28: Pleur ite cronica siui!Stra !Snccllta e •i:r.io m:m~o ­ lico. ~httPF.'la ples~ict~o as-<oluta rlelle regioni asrellare e base posteriore con aho· lìzione completn clel frem fto e del rumore re~p. llieci giorni di cura (iriiziR.t.a 1 ~ Hl~) a~·e,·nno giil modificati fortemente tanto i fenomeui ohhieLLi\'i swldt.-ttl •1uanto quelli soggf'tlid, qunn<lo un attacco d' influf'n7.a richiamò in ;,cena un ~rnvl' scompe nso fun:r.iona!e del cuore (Il cui e ;.oggetto .]a anui per cnuse an che lievis•inH·), si che IR runt Psotoracir•a. dovette ess.·re sospe.<a . G G. Bntti.sta. H . Fl7, letto od : l'osturni gravi di empiema destro o perato. De· fonnitil toraci ca fortissima con spalla abbassata di 7 cent. e appiattimeuLo 101 te ilell:o meti< toracica tulll~ immobile con mntezza plcssica dn un dito tra,.,·~r~o al di soprl\ dell a l'ira trice (10° ~pa.zio iut.) in giù con silemdo com ple~o. :-~g~ ll;~'lt.: di>~puea intensa e dolori locllli forti . Inizia IR "'lll'a il g·z e .il l o * esc~..: gua r i~o con reintegrazione funzion " le completa soggt·tti\'a e obbiettiva. t· 6. F . A ntonio, n. 38, letto 31: P leu r ite cronica dc~tm. Soggett.: tosse ed espf . . "'· l Rnte, . d'1o:;pnea graVJS:'nma, . . . lemnza d e1. .., ecubiti .latera1-; l. torazJone avuOtH 1nto1 Ohbiett.: Rmorzat. ple<;sicn da mP.tù altezza ,]e11a ~eapola e che si cambi& qUII"'

r


! ..\ C URA RAZI O:-; AT,E D'Et PLL~UR !T!CI, ECC

!ìOD

subito in mutez:~;a vera; ;\ bolizion,e di q ualunque traccia di funz ional ità. Inizia la. cura 1'1!12, ed esce guarito il 715 con una funzionalità torar.ica normale. 7. G. Vincenzo, a . 19. l etto 41. Postumi di e mpiema met.a-pueumonico de!<tro operato. Dispnea gravissima, intollet•anza dei decubiti lat era li Cardiopalmo e dolori intensi continu: alla region e della c icatrice ch e ha !'ed·· nel 100 s paz io int. ed è -lunga 12 cent inizia la cura il 3I8. E:>ce guarito i l 15; 4 con •·eintegrazione completa della fuo7.ional itil t oraco· pleuro polmonar~ e normalità se>g· gettiva completa. S. B. Pasquale, R. !lO, ltltto 3. Pos tumi grav·issiUti d i empie ""' ccnsecntivo a ferita del polmone s inistro. Dolori violenti ne i movimenti in g •·ue t·e ma sopratutto in quelli del respiro ch e n e r P.sta quasi inibito: asteniu generale gr:l\·e : impossibilità ad estendere il tronco, s i che sta e camminn cun·o, Obbiett.: Metà Inferiore del torace destro immouìle: pos t 2 cicatrici lineari ut>l 9v e 10° spazi o intercostale, al di sotto delle quali mancn. ogni trn.cc ia di fun zionalità polmonare con mutezza, aderenza fissa di tutta la base. Inizia la ~ura il H·/ 1 e dodici giorni dopo, il BO/l la guarigione è complet.n e perfetta, tanto che la u:Jetà toracica gi}l. sede della les ione presenta una tunzionalità s uperiore a quella. 1lella metà sana. Si consolidA. il risultato prolun~ando In. cura fi no ili 24 •2, giorno in cui esce dall ' ospedale. 9. B. A ntonio, a. 23, letto 45 : Pos tumi gravi di pleuro-polmonite da ferita del polmone sinistro. Ina bilitazione respiratoria completa.; dis pnf.>a e dolori gravi continui; decubito obbligatorio su pino; tosse e ·catarro. Obbiett.: Smonmtura plessica gravissima di tutta la base post. e regione ascellare siu. con segni di una grave pneumonite reattiva interstiziale. Inizia l r~ cura 1'11/2 Il ~~;i orno 201 4 si sente soggett come guarito con la scompars a di t utt;i i fenom eni, tmnne il dolorl' alla regione papillare che. tuttavia, è ridotto a pocn. cosa. Obbiett.; circoscrizione alla base ascella re della smorza tux·a plessica, attenuatissima e ri com. parsa di una funzional itll pleuro-polmonare quasi normale in tc;to. 10. F. Vittorio, a. 35. letto 29: Pleurite emorragie."' e pneumonite inters tiziale reattiva da ferita del p rlmone destro. Dolori intensi alla base del polmone destro e dispnea g rave: d ecubito lut. destro impossibile p erchè provoca soff'dca · ziooe. Obbiett.: Zona di smorzat:na plessica grave alla base d. con abolizione completa del fremito dell r, mobilità. e del rumortJ respiratorio. Inizia la cur11. il IS-'2. Esce guarito con reint egrazione completa della funzional ità respiratoria. il 0/4. 11. d. Ottavio, a . 23. letto t,.7: Pleuro pneumonite da ferita del polmone 'Sin i· stro. Dispnea, tosse e catano, dolori intensi, impossibili i decubiti laterali, tutti tenomeni di" g rado elevato. Obbiett.,: Zona tra ~a spin a t:lella scapola e la. 9" c ·sta d~ :~rnorzat. plessica grave con assenza assoluta del rumore r esp., inoltre i'ffun·

Z!One gravissima di questo pCI!rnone in toto. Inizia la cm·n il S/8. Il 20/4 Ri ri· tiene soggettivamente guarito e obbiett. st ha ri cornparsa di un rumore resp. intenso e di caratteri normali su t utto il pol.mvne sinistro con l:CUOno pless ico normale. 12. D. Dante, a. 26, letto 42; Postumi di l esione del polmone destro da ferita grave, emotorace immediato copioso. Segni rilevn.nti di pneumonite reattiva ~on retrazione del J1ohnone il cui lembo inf. giunge aut. alla V costa e post. alla X. Inizia la cura il 3/ 3 ed esce completamente guarito il 10/ l. lS. B. Ferdinando, a . 2;1, letto !6: Postumi g ravi di ferita del polmone destro con permanenza deLproi.ettile f" seno tistoloso suppurante nel pun~ ferito.


610

L.! Ct'RA. RA7.10~ALE DEI PLEUHI'flCI1 ECC.

Dispnea gravissima, la quale obbliga l'iufernw a tma immobilità quasi assoluta; dolori locali intensi; decubito laterale destro impossibile; tosse secca, stizzosa, penosissima. Tutta Jn meta inf. del polmone destro è sede dt mutezza plessics con abolizione del rumore resp. e aderenza completa. Inizia la cura il 6/8. Esce completamente guarito il 11$/4. 14. C. Domenico, a. 39. letto 43: Postumi gravissimi di ferita del polmone destro con pneumonitl' reatti va interstiziale. Inabilitazione completa a qualunque movimento per dispnea imponente e dolori violenti alla metà destra . del torace e dt~l rachide dalla 4. alla sa npofi si spinosa d•;rsa.le; frattura della 9. costa. Obbiett.: Pneumoriite catan'ale della zona mediana. trasversale del poi· mone destro con inibizione assoluta a qualsinsi atto respiratorio profondo. Inizia. la cura il 6/3 ed esce guarito 1'8/4.. 15. L. Luigi , 1'.. '26, letto 32: Lesione pneumonicl\ tmumatica a. focolai multipli <:on fatti di pleurite a sinistra.; persisteuza di scheggie numerose di roccia e di granata in tutto il lato sinistro del corpo e, per il ton\ce, nella parete (parti molli e coste), nel polmone e nel diaframma. E' nn caso di gravità ecc~· ziona.lo por l'inabilitazione funr.iona.le completa dell'appat·ato respiratorio sia per i dolori, sia per uno spasmo inspiratorio del diaframma che taglia a metA, con senso di deliquio, la iaspirazione (fenollleno ben constata.bile con la radiosco pia), dolori lancinanti a tutta la metà sinistrn. e cosi intensi alla base da provocare -insieme allo spasmo del diaframma -lipotimie frequenti. Stato di depressione e accaRciamento gravissimi. Obbiett.: Non essendo possibili nè la palpazione nè la percussione nemmeno se praticate ~el modo più leggero, si diagnostica ad un primo esame con la sola ascoltazione una forma di pneumonite interstizia.le a focolai numerosissimi su tutto il polmone sinistro associata 11 fatti cir~oscritti di pleurite secca. Presènte il colonnello medico direttore dell' ospedale, si tenta una prima applicazione di emiesotorace di durata breve {10') e con insuf6azione minima, la quale resta. causa di unn violenta intensifica?:ione dlli dolori e di una mezza lipotimia; procedendo con pazienza e costanza si nesce a far tollerare la cùra in modo a bbnstnnza rll.pido. La cura fu iniziata il :l,'3; oggi il miglioramento è tale da costituire q uasi !11. gunrigione, sia soggett.. non avendosi più che lievi dolori alla base del torace sinistro e quasi soltan to se provocati da inspirazinni profonde ora perfettamente possibili, ma nessuno più degli altri fenomeni soggettivi riferiti, sia obbiett , avendosi un'a 1·eintegrazione funzionale tornco-pleuro-polmonare pressochè completa: La radioscopia dimostra la. scompat·sa. di tutte Je modific11.zioni di trasparenza,preesistenti e il ritorno di unn buona, normale attività del diaframma. · 16. F. Antonio, a.. 21, letto 30 : Postumi gravissimi di ferita del polmone si· nistro (proiettile infisso nel bordo anteriore sinistro del rnchide a livello deil'ilo dell'organo) con pneumonite e pleurite reattive; insufficienza mitralica. E' un altro caso di gravità eccezionale come il precedente per il quadro clinico. Con· dizioni gravissime: dolori violenti, continui, che illlmobilizzano il torace con dispnea e cardiopalmo violenti; unico decubito possibile quello supino che l'infermo mantiene in modo passivo, accasciato; impossibile qualunque movimento respiratorio che non sia superficiale e impossibile il tossire Obbiett.: Zona basilare si.uistra di smorzatura plessica e lembo adenmte, miriade di rantolini inspiratori scroscianti su tutta la metà inf. del polmone; lembo inferiore del pol· mone sinistro retratto alla V costa. aut. e alla VI suU' ascellare media, livello cui è inchiodato. Rumore sistolièo alla puntn del cuore associato al !O tono;

'


L A. OURA RAZIONALE DEI PLEURITICI1 ECO .

Ml

...-polso piccolo, frequente, 108, inegua.le. P er tali condizioni lo si tenne d~gente in osservazione dal1°[2 al 28/3, giorno in cui, con grande prudenza, si inizia la eura. esotora.cica. Oggi il miglioramento fatto ba dell'incredibile: diminuzione

dei S/4 della dispnea. e del cardiopalmo: rif"ttosi già possibile il decubito laterale sinist ro; sonno buono: r idottissimi i dolori; scomparsa l'astenia, si che l'infermo si alza e si muove per le sale e per le stesse scnle aiutando al servizio degli infermieri. Obbiett.: il lembo inf. sin. è libero e mo bile; il rumore respir. si è fatto in tenso e morbido su tutto l'organo; il prosciugam~nto polmonare è completo con scomparsa di qualunque segno pleurico: scomparso il rumore di soffi<> alla. punta, essendosi i toni cardiaci f'!•tti puri. 17. M. Giovanni, a. 29, letto 14: Postumi di empierna sinistro da ferite mult iple a.l torace. Operato di co!>totomia nell'agosto 1917; da allora dispnea e cardiopalmo gravissimi abituali che provocano lipotimie nelle fatiche ancl1e non gravi; dolori continui e intensi alla base ant del torace s inistro e a t utta la. regione epigutrica; impossibile il decubito lat. sinistro. Obbiett.: Ipofunzione del tot·ace sinistro di grado elevato; posteriorme nte, dalla u• costn in giù (la. oicatrice è nel 10° spazio), mutezza assoluta con abolizione della mobilità del lembo, ciel fremito vocale e del mmore respiratorio. Inizit\ la curo. il 2,:;3 e il 25{4 esce guarito con una reintegrazione completa della funzionaliti~ toracopleuro-polmonare. 18. M:. Ernesto, a. 2o, letto 17: Postumi di pneumouite del lobo supe1·iore sinistro da ferite multiple alla spalla (permanenz(l, di scheggie >!Otto la clavicola). Ina.bilitazio,ne della metiL toracica sinistra, immobile, e del l'arto superiore di questo lato (esiste anchilosi del gomito); dispne1\ gravissima: dolori locali intensi; ; copossibile il decubito sul lat o sin.: tosse con catarro abbondanti! purulento. I segni polmona.ri !1ono classici: carattet·e ùronchia le del rumore resp., che è sca.rso, con rantolini e sibili numerosissimi, sopratutto nell'iuspirazione : toni cardiaci difl'usi. Trattandosi di una lesione polmouare con sede nella parte alta. delt'organo, ed essendo norrua.le la ba><e. si usa anzichè l'emi-esotorace la fascia pneiUilatica esotoracica. con In. quale inizia la. cura il ~9/!ì. Il Hl/4 si ha scom parsa di tutti i fenomeni soggetti vi tora.co-polmona.ri, trnnn~ che dei dolori locali ch e sono, tutt.a.via, molto attentt(l,ti; il decubito latet:"ale sin. si è rifat~o possibile. Obbiett. : ripristino del reperto polmouare normale. 19. B. Vittqrio, a.. 29, letto 41: Postumi plelll·o-polmonari molto gr:( vi dtt ferite del t orace destro. (La radioscopia praticata.gli nell'O. M. P. ha dimostrato esistere aderenza della cupola. del diaframma). Dolori intensi e continui al torace destro e dispnea imponente dal decombere su detto lato; febbriciattola quotidia na e sudori notturni. Obbiett. : lpofunzione grave di tutta la metà destra del torace; numerosi focolai di pneumonite catarrale e di sfregamenti pleurici su tutto q uesto polmone. Inizia la cura il 23/3, e il 12/b è guarito col ripristino di una fun z ionalità toraco-pleurico-polmonare normale. · 20. Z . Angelo, a. 27, letto 11: Postumi di ferita del polmone destro con atelettasia dei lobi superiore e medio e pneumonite catarrale del lobo inferiore. (Ha interesse notare come nell'ospedtJe da campo 026 gli sia stato praticato con esito favorevole, il poeumotorace artificiale Forlanini per a.rreatargli l'emorragia imponen te e ribelle insorta.gli per la ferita). Dispnea grave, ma più ancora, cardiopal mo violeuto, angosciante, ad ogni minimo movimento: dolori a .tutto il torace destro violenti e conti n ui; impossibile il decubito laterale destro. Obbiettiva.mente : I pofunzion e del lobo in f., sede di un'estesa. bronco-polmonite catarrale

'


612

I.A Ct" RA RA4IO~ AI..E DEL l'f.F:lJ RIT!C I , E CC .

con m utezz~~. ed aderenza sua quasi totale; silenzio assoluto sui lobi medio e super iore s enza modifìcazioni plessicbe; tutta la metà toracica destra. e immobile e i t ent-at ivi di atti resp. profondi provocano dolori violenti, capogiri e anche vere lipot1mie. P. 104, ri tm ico, rua piccolissimo. Inizia la c ura il 28/ R. Il 19/-1 i f~>nomen i s oggPttivi sono ridotti a solo p iù poca cosa: cosi il decubito la terale destro s i è ritatto possibile e permette nn sonn o buono; può alzarsi e camminare senza più nè li potimic, nè capog iri , né cardiopalmo. Obbiett. : Schinrimento del s uono plessico sulla regione a scel lare con ritorno della mobil ità del lobo inferiore ; ri compars a d i un rumore res p. già buono sui lobi medio e superiore; prosciugamento completo d i l) nello inferiore: toni del cuore accentuati, ma puri ; P. 68, ottimo. 21. L . Giovanni, a. :38, letto 25: Inizia la cura esotoracica il 'Ì4/4, essendo il reper to obbiettivo il s eguente: Smorzatur~~. plessica della metà inferiore del torace s inistro posteriormen te e lateralmente e dal 5° spazio intercostale in basso ante· 1·iorn1ente con aboliz10ne del fremito ,:;u tutta detta zona, oltre ad un'aderenza. totale del lobo inferiore ; invece il rumore respirl\torio si é già fatto percepibile fino alla base ma debolissimo e con carattere d i indeterminatezza. Il giorno 8/5 (cioè dopo soli 15 giorni di cura esotoracica.) con un miglioramento soggettivo g1·ande - scomparsa quasi. totale della. dispnea, della tosse e del catarro, dt~i sudori notturni prima copiosi, possibilità di nuovo al decubito laterale sin i~tro­ si constata obbiettivamente schiarim en to d el suo11o plessico fino alla base anteriore e fbo a l terzo i nferiore del polmone posteriore e laterale con un accenno gia al ripristino d i una mobilità attiva del lembo inferiore e con intensificazione forte del rumore r es pira.totio. ' 22. B. Ulderico, a. 213, letto 18 : Pneumonite reattiva, e sclerosi polmonare d a ferit a à el polmone destro con scheggiatura della scapola, asportazione di fram menti ossei di quest'osso e delle coste. Soggett.: Fenomeni imponenti: dispnea. di al to grado, cardiopalmo e vertigini: intolleranza del decubito later ale sinistro. Obbiett.: Deform ità. tora.cica grave con cicatrici estese alla regione spinosa e alla base poster iore destra; ipofunzione totale destra gravissima, quasi assoluta, cou aderenze estese di tutta la base, la quale é sede d! una bronco-polmonite ~atar­ rale. Iuizia la cura esotoracica il 5j4 ed il 6/5 è quasi guarito. 23. R. Virgilio, a. 27, letto 29: Pneumonite c ronica reattiva destra d a ferita, con permal.lenza del proiettile nel So 11pazio intercosLale de!ltro anteriormente Soggett.: Fenomeni gravi : dispnea elevata, dolori intensi al torace destro, impossibilità al decubito laterale destro. Obbiett.: Segni classici della. sopraddetta le- . sione polmonare, la quale interessa tutta la metà posteriore e laterale dell'organo. Inizia la cura il 514 e il giorno 8/5 sono ridotti di almeno 2/S tutti i fenomeni, tanto s oggettiv i che obbiettivi e radioscopici. 24. R. Giuseppe, a. 31, letto 20: Pneumunite reatt iva destra da ferita. del polmone. Soggett.: Dis pnea grave nelle fa tiche: tosse e catarro abbondante ; intolleranza assoluta dei d~cubiti lat erali. Obbiett. : Ipofunzione gravissima. di tutto il torace destro, quasi inchiodato, con segni com pleti di una lesione catarrale del lobo in feriore ; vera atassia toracica. Inizia la cum il 12/4 e il 6{5 è pressocbe guarito con scomparsa comple to di tutti i fenomeni soggettivi e riduzione di q uelli obhi ettivi a ù u grado non più g~ave di scarsezza respiratoria. sul lobo iu· ferior e ùestro. 25. B. Gio vanni, a . 19, letto 19 : Postum i operatori d i empiema destro con pneumonite ca t arrale de l lobo inferiore. Da quando fu operato un anno addietro,


LA CuRA RA ZIO!'IALE DEI PL1l:Ofn'rlCJ 1 RCC.

613

stazionarietà fino ad oggi di tutti i fenomeni soggettivi: toss e, catarro e dis pnea nelle fa tiche. Obbiett.: Aderenza del lobo inferiore destro all'intorno della cicat rice operatoria e poi ::;egni di una bronco-polmonite catarrale grave che lo occupa nella sua totalità. Inizia. la cura esotora.cica il 2/6 e il giorno 12/6 si ba già scomparsa d i quasi tutti i fenomeni soggettivi con prosciugamento quas i com· pleto di tutto il lobo info::riore destro, il quale presenta solo più u n rumore r espi· ro.torio un po' s carso. 26. C. Ambrogio, di &.. 20, letto 25 : Postumi di empìema ~inistro. Soggett . : Dispnea gra'·~ssima nei moviment.i; rlolori locali cicatriziali ; catarro abbondante .al mattino; impossi bile il det-ubi to laterale sinistro. Obbiet.t.: .Metà toracica si nistra inchiodata alla lettera; schiacciata dall'avan t i a.ll"indietro e deformata in modo gravi!lsimo; spalla abba ssata di 6 centimetri; t erzo inferiore del torace sede di una mut11zza plessica a ssoluta senza differenziabilità del lembo inferiore .e silenzio assoluto Al disopra di tale zona rumore r espiratorio scarso con n umerosi fatti catarrali a medie e grosse bolle. Inizia la cura esotoracica il 21/ 4 e il l0j5 s i ha: migliorament-o sog gettivo g r andissimo por diminùzione forte della dispnea; scomparsa del catarro; possibile di nuovo il decubito laterale sinistro; ùiminuzione gra nde dei dolori cicatriziali; obbiettivamente: diminuzione r ilevante della d eformità toracica e dello schiacciaruento del torace sinistro, che si i> già rifatto m o bi le in grado discreto; spttlla. sinistr a risollevatasi g ià d i 3 <'.en timetri; ricomparsa di una mobilità attiva del lembo in feriore già. ben differenziabile e in limiti normali, scars a a.nct>ra, ma ind ubbia.; scbiarimento del suono plessico posteriorm~:~nte o lateralmente in modo notevole fi no .&Ila base e ricompu.rsa dì un rumore respiratorio buono con prosciugamento dei 8/-i al m~no dei • fatti catarrali. 27. .R.. A\e.ssandro, a. 25, letto 5 : Po,;tumi gravi di pleurite sinistra cdn broncopohuonite cMarra.le del lobo in feriore. :Nel ma rzo u. s . pleuro-pohnouite sinis tl·a, da cui r esiduarono dispnea grave nelle fatiche; dolore fisso a lla base sinistra; sudori notturni copiosi. Obbiett. : Zona di smorzatura grave di tutto il ttn·zo inf('riore sinistro con lembo· inferiore in gran parte aderente; rantolini numerosi scroscianti ·inspiratorii, associati a forti rud ezze p~euriche su tutta. la proiezione del lobo inferiore sinistro; schiacciameuto dall'avanti al l'indietro di questa base tora.c ica. Inizia la curn. il 2 ·/-! e il 10/ .i si constata : d iminuzione forte del dolore al la base sinistra; cessazione dei sudor·i notturni; forze in notevole aumento; obbiett : to race sinistro che si espande più del destro; normalità plessica. con ~obilità. a ttiva. del lembo inferiore normale; rurnore respiratorio intenso su tutto l} lobo inferiore e prosciugan1eoto qnasi complt:to di questo nella sua totali tà.

. ?ltre a questi riportati sono in cura. altri 25 a mma1'l.ti, e per t utti .in(hstmtamcnte la p1·evisione oggi logica è qL1ella di un risultato pienamente favorevole. L e conclusùmi alle quau i surri[eriti rì$ultati clinico-terapici conducono sono ovvie : a) nessuno degli infer·mi, dei qnali ho rifer-ito non at'rcbbe 7JO/I(to, non .che g·uctr·ire, 1lèrmnerto rn·igl·iorare dellç rispetli.ta lesioni pleuro-polmonari, qualora si fosse pot·uto d:isporre soltanto delle risorse della terapia cons·uetn : b ) le lesioni pleuro.-polmona.ri postume di traumi toraC'ici rnigliom·n o p e-~· l ' «Z'ione della cura t:sotoracica p'iù rapida.me·nte dei pleu.ritici, circo· '

~-

0

-

Giu>· • >la 1e d·1 medicina millla•·e. -

Fa$C. VII.

.

...


LA CUR A RAZIO~:\LE DKI PLEORITIOI, ECO.

stanza qnesta che non sorprende, es.~rndone ot•l:ia la 1·agione che si pot.e m intuire anche aprim·isticamente : c) la cura dl'll'iperfun::ione pleuro-polmonc~re medùmte l.'E 111i-E~o­ toracc si moslm atta a consf'guire anrhe, 'in modo rapido e i-nnocuo~ un gtado 1·ill:mnte di « rieduca::ione fun ::ionale >> <lcU'a.pparalo respiratorio CM la con.segur:n::n immeclittla della scompa.rsa di m~a q~u~nt-itcì di fenomeni iln· ponr11ti. di natura.nervosa e neao.~ica (quali quelli presentat.i dagli ammalati, di cui ai n. 15 e 16) come assot'iazionc ai feno·meni ditetlame111e legali alle lf'.~i.rwi orytwiche prrcsislcnli alla. cttrcL. ::\T a, in viii ili quel!te dt'duzioui. che g ià oggi si possono formul:ne con fontlatPzza. assoluta, lo ~<t. udio eU un materiale c·linico così numeroso e int~·rt'S!ìant.c qn<Llf' quello chP ho attualmeut,e a mia, disposizione nel reparto meclit·o S[H•ciale eli qtwst..o o:::veda.lc milit.arc principale clovrà., nrce~<;;aria.­ mcut«•, mel. t t'n' in luce nuove cognizioni e nuovi fatti clinico -pa.tolo~ici important.i ehe sembrano potersi intttire fin d'ora almeno in 'Parte. E !ìU di C'l'si, a, misura. c he la co:;u ._i ren<ler;'l possibili.'. è mio intendimc.mto portare t..utl a l'at.Lcn:r.ione mia e J'ichiam::rre q~uella rlei colh·ghi.

Osl'r:DALN c. 11. l., N . !.l (CONTAOIOSI)

confronto fra il ~~mrso llinim ~el tifo n~i uauin~ti en~i non ua(nn!ti pt!rilj•ruf. Artu ro Carnpan l, rnaggiortl meJico, tlirettor~;doll'osp~dl\len.3 C. R. I. e tl!•gJ, ospedale civ t! i di Bre•cia e dott. Ar.. br oglo Gallotll, a iuto dPgli ospedali civili

Dallo sl•udio che noi abbiamo fatto rlrlla. let.tcr:ttur::t su qnet:ti·O argonwnto di alt.mLliLà. è risul tato che la ma.ggioranz<L dci m eclici n.ultncll.c l'u1 i l i 1i'~ d t· Ila vaecina.zionc an ti t i lica, non solo nella morbosi Li'L gem·ralc, m:~ anc·ia' nt•lla diminuzione dell<t ruol'!.alit.i\. e ne l decorso dellA~ nwhlt· tia, (']w divcrrc~ bbe p ù benigno. . Coruinc::i~tmo colla mortalità. A q uesl,o proposito le cifre Y<triano ID modo addirit.t.ttra fantaRLico. Partt' ndosi da valori medii ritenuti norma· li tl t>l 10-11 %, Gold~;c:b.eider avrchbe avuto nei vaccinati la riduzio: ne a l (i .!) % ; P ctgeR dal H %al 7,9 % ; llirchs al 7 %; l<'rugo: all'8 '\ ,; Ouizzetti a.l 4 %; il ùomnnùo tedrsco al 4 %; J.{uba.IO . 5,47%; i Ui~~pponesi al 7,7°/.; Galeotti e Bruno poi, su 1000 v;ct~ nati, ha.nno avuti 1'1,9 % di morLi ed infine Sarumartano pu~ ~ e~­ ma.re che mentre la mort ~tlilà dei non ' accinati è del 22 %n n e t vacct nat.i n on si ha n essuna mort.a.Htà (!).


CONFRONTQ J-"1{.\ IL DECOltSO CLINICO, ECC.

(Ho

Un secondo elemento è la grtwità: in vero la grande maggioranza de-

gli autori p1·opende ad ammettere che il tifo nei vaccinati sia più l:>cnigno. Non trovammo in :proposito a.ltra opinione <liscordante che quella di Kuscher. Un terzo punto stù quale sembra esserci una certa concordia di vedute è quello che la vaccinazione faccia diminuire i casi di tifo ed au-:: mentare quelli di paratifi, tanto A ;che B. Di questo [a.rgomento specifico si oc-cuparono di recente anche diversi italiani, fra etti Galeotti e Bruno, Vasco Forlì: Guizzetti ed altri. Rin1baud ha nei non V<tCcinati il 50 % di tifo ed il lO % di parat.ifì (gli a.ltri 40 rigua.rderanno i non accertati); nei vaccinati invece .ha r n %di tifo ed il 35 % di paratifi. Baglioni su 173 casi ove venne eseguita l'emocnltura ebbe i seguenti risultati: ùei ' 22 non vaccinati 30,4 % erano di tifo, 17,39% di paratifo A, 8,7% di paratifo B e 39 % negativi, e dei 151 vaccinati il 13,7 % di tifo, ill4,5 %di pa,ratifo A, il 9,9 % di · paratifo B ed il ~61 % nega.tivi. Escludendo nelle proporzioni i negativi, abbiamo i segueut.i dati : non vaccinati vaceinati Tifo · 53,8 33,8 Paratifo 4 37,6 37,8 Paratifo B 15,3 25,4 Le conclusioni eli questo lavoro è che i paratifi. aumentano nelle totalità, mentre diminuisce il tifo e che questo a.nmento si riferisce esclusivamente al para.tifo B. Viceversa Vasco Forll nelle sue osservazioni, però di.scarso numero, trova una notevole eccedenza di paratifo .A nei vaccinati. Wilcox (12) su 141: emocultiure positive trova nei vaccinati la proporzione fra tifo e paratifo di l : 6,4 con prevalenza dei paratifi .A. L~ndouzy. dà, una cifra. eli 1:7. Galeotti su 768 esami, nei quali ebbe po: si.tiva l'emocnltura nel 38 %, trovò nei vaccinati 18,1 % di tifo, 41,1 % di Paratifo A e 24 2 % di paratifo B. Ciò abbiamo ~remesso allo scopo di impostare la questione nei suoi termini più generali; m:a gli elementi analitici troveranno miglior posto di diti<:ussione e di · raffronto neirulteriore svolgimento del nostro tema, cb.e è quello eli vedere principalmente se sia possibile stabilire o meno un. a fisouomia clinica speciale del tifo nei vaccinati. l n m:ateriale che noi abbiamo posto a raffronto appartiene, da un d~to (non vaccinati) all'ospedale civile e con1prenrle malat-i borghesi ambo i sessi; e dall'altro (vaccinati), all'ospedale Croce Rossa n. 3 e ~mpren.de esclusivamente militari, i quali subirono nella ma.ggioranza v e 0 due vaccinazioni, raramente una. sola. I non vaccinati militari erra.n.n.o considerati a parte. ge Le. osservar.ioni riguardano il medesimo periodo di tempo da un rnt::a.J~ all'altro e sono equiparabili, anche da~ punto eli vista epidedau·~lco, ~rat~~ndosi da un lato di borghesi della città e dintorni, e a-ve tro di militari accasermati a Brescia o che a Brescia e dintorni -va._nocontratto la malattia.. Aggiungasi che fra i borghesi si scar-


616

C'O XB'UOXTO ~-R .\ 1L D~Cfl& -,0 C l.l:OOC0 1 ECC.

tarono i vecchi e i h<t mbiui p er manteuere meglio la paragonabilità. L a part.e riguarùa.nt·t> i borghesi è stata, studiata d a Gallott:i, l'al· tra da C<LIUpani. Di vidcrC'mo la. mat.el'ia. in di n·rsi capitoli p er maggior ordine e chial'czza, iucom.inC'ianùo da i punti che sono d i più alto intcn~s:;e generale, -cioè la, mortalit.à c la gnn'ilà della. malat.tia. CiJ·ca le mori <tlit.:'t. possiamo ùirc> ebe sopr a 144 borg hei>i si ebbero 17 morti, dof' 11,8 %- L a. can:;a di mnrLe v a. ùi:;liuta. nel modo ;>(•guent{': tu~siem it> 7 - broucopolmouitP:.! - n1ioc-ar<lite 3 - euterr<mlgie 2 - sind rome cmc)rrllgi(·;L l - nd.rit t> l - scttic·em ia l. Sowa 39.1 m.ilit ari i Y;\ec·iuaii fmono :311 c- i n o n va<·c·inal i 5-!. Sui 341 ' 'attinat.i alllJinmo l;t mot·talih\ dd :>,6 ~ 0 , m e-nlTe la. morfa.lità tot H h:· 1 cc>mvn·si i n on vacC'iual i . fa d t-l G.6 %- l>istiugu<·!Hio invece un. Yacciuati c non ,·ac~cinati militari abbiamo il 1·1,8 %per qnPsti ullimi, c ioè uua <:ifra. a tu·o rn. p iii ali a t· li e }Jl'i borl!ht-si. f:.p poi f<.H•eiamo uua -ùi,.;t.iuziouc st•condo gli at·(·t'rl<lntPul i hai t.criologici (><n 2G:! (•asi nccertati bai t rrio:od<"amcnt r ). abbiamo le SC'gnC'uti t:llwlle : )[01'1 i. UIIU Y~l(·(·Ìil<tl i

'l'il'o rami iio A l'~trn. w·o

B

~ t'g'<tLiv i

Xt·ll<' a.g~lut.ina.ziuni

:!0

o ()

o

u

vat:(·ina ti

8,\3 o .. -t ' G"

..

'i,8° u

t l1l a !1• .11 .-! oo -1.- ~ u -

(' 0/

l~ J

'o

6,()0{, 3,4 '' ,, d i grli)JJILI non .nl>biamo a nt1,o almtU<b motl.a·

•11'' .... ,u

li là I'U ;{:-; (':l~i.

l'oll' aual isi di l[lll'<\\e l'ilrc• Yl'tlialclO che il [atto del ' <' d iffc ·rcnze di mvrtalit à ò addi)·it.1-ur~\ at:c.:Pnt uat i,.;siUto pel tifo, uel quale s i passa dal 20 % <ILI'tU..i 1} 0 . (~u:lllto ai 1'ara1irì . i'Pillhrt·n·bl'e ehe ar-c·a.dt•,::-:l' il btto iun.>rso, e c-ioè 1'11e pamlll'lallH·ntP all'accn·~t>t'I'Si del loro unmcro :1-n· mc•nt:.tliS(: anthe la rclati,·a ttlllrlalit~~- l'l·ri) Ja ~ta.t i~ ti1·a nol'tra. in uesto tantpo è troppo t•sig- : ~t. t'ì;l'Cn<lo i c·:t:;i di parnti[o nei n11 u vn.<'ci.IJ:lti, in n unwro d i 1 O in t.ut lo, eotlt]ll'l'l!(' le agglnl ina.zioni ù i gruppo, per po· {(·l'nt· t r:UTù ronclusiotw ~irura . D ai <lati e:-;posLi risulta anzilnlt o UlHt. tlill'ereu:m iu meno della mor: t a li t.à gl' ttt•rak dc>i , ·:tc·cin:'tti in confronto clt•i non Yaccinati, tanto ~CJ 11 borg!Jef\i t]U:tulo e più JWi miutari. l'C'rò ess:L non r aggiung e le cifre ~ ~ d.icatc d<~. qualc:uno d(·gli anlori ciLn.ti. Qna.nt.o a lle cause di morte ut. 1 uica. di versit.à srnsibile ~ quella che uei milita.ri furono più frc <Inen l e peri l:o~i Li, lllCll tre nei J~orgù(;';-;i JH'C\"U l Sc la, _t.ossiemia; pCil r estoo:~ sut1a. dti'Ct>n·nzà apJ!l'CZ2a.lnle. Su Lu le punto, n levato anche daJ zet t i, ri.Lonwretno in seguito. · rno .Per ciò che rig uarda In gmrità del dr,.orso, nei borghesi a;>~~a <X ) 00 d a segnalare (hl (cioè .:IJ,4 ') 0 ) eas i beuigui couLro 80 (cioè ?<>• 1.a~ l: -. e di cst.rrma. gnwt··" · n ?ce n e1· m ili' tan· 148 casi b en" cast· tli 11Wtlili> v!•; 1u

1

,


CONl'RONTO FRA IL DECORSO CT,J!' ICO, ECC.

611

sopra 208 (la cifra ridotta da 395 a. :308 rigua-rda i casi, dei quali venne fat,to uno studio completo anche dal lato clinico) pari al 71 %. I coefficienti di gravità, dei quali si tenne conto, furono specialmente l'adi ~ namia, lo stato tifoso delle fauci. i fenomeni nervosi, l 'ipertermia, le complicanze. R.istùta, quindi, concordemente a quanto abbiamo · già detto per la mortalità, che in linea generale il tifo ha un decorso più benigno nei vaccinati che nei non vaccinati. Se~pre nello stesso ordine di idee st.udieremo ora Ja d·1wata il,ella pircs.~ia. Abbiamo cliviso i malati in cinque gruppi : quelli nei quali l a febbre durò meno di 10 giorni e rispettintnH'nte meno di 20, meno di 30, meno di 60 e .oltre i 60. • Il raffronto dà le cifre seguent,i : P ercentuale 1° gruppo (meno ili 10 giorni) 20 )) )l 20 )) 3° )) )l 30 J)

Borghesi -1,17 % 20·, - % 43: 7 %

~[ilita.ri

0,48% 2-1. 4 % 42, - % 4° )) )) 60 )) 29. - % 22,-% oo n oltre i 60 >> 1,38 % 1,90% La media generale della durata della febbre fu nei vaccinati di 24,5 giorni e nei borghesi di 28 giorni. Circa il decO'rso febbrile, noi non abbiamo potuto fare categorie co;;l sottili, come quelle ad esempio proposte tlal Coste, ma ci siamo limitati a dividere le piressie in regolari, irregolari, iperpiretiche, con recidive e con punte termiche nel primo periodo della convalescenza. La regolarità della febbre venne intesa nel senso solito, o cioè della linea ascendente nel primo -periodo, di un platea.ù più o m&no lnngo -nel periodo di st.ato, ed infine della linea discendente, sia in. lisi rE>golare, sia con aufibolismo legge-ro. Nelle irregola.ri invece elencammo i casi eli curva bizzarra, con forti remittenze ed intermittenze (a. cicli) e le cadute della. febbre per crisi e il tipo settico con lungo periodo di intermittenza. Nell'iperpiressia. includemmo quei casi nei quali la temperatura si mantenne . a lungo fra i 40o e no ed oltre. Percentuale ·

- --

' Borghesi • Milita.r i 1o gruppo (febbre regolare) 51 % 70 % zo '' » irregolare) 37 % 20 % 3o >> n• iperpiretica) 11 % 6,2% 1 ' .J:o (febbre con punta termica in conv.) 6 % 13,9 % 5° n u >> ricaduta) 5 % 8,1 % La conclusione è che la febbre fu in complesso più regolare nei militari che nei civili ed in questi ultimi furono più frequenti le iperpiressie, mentre le ricadute si ebbero con maggiore frequenza nei mi-

•


C'ONFf!OXTO !iRA l L OECOR~O Cf,I SICO. T· rr.

•

lita.ri e <'Ol'Ì pure h• punte termi<'he. C'iù elle depone per una n1inor gravità. Dobbiamo t;uUavia. segnalare in mcrit;o una pubblicazione recenlis· sima rlt>l Flor•·nzano. dell'ospedale d'.\ucona,, il quale, descrivendo un'e· pidemin di tifo dte egli chiam:~. non sappiamo perchè, a ripetizione, e t'li<' c'onispontlf' in tut.t,o e per Lutto ai rasi di rccicli,,e aurhe da noi os· sen·a t i in 11111111·ro uotPvole. iusil'ilt> inYcc·e snlla pa.t·ti<-olar<> grav:it.à., a· v<•Jtdo ,·etluto ~lH·:>so l'esit.n infausto . • In c· on t ph•s:;o poi i nostri da t i sfa l ano in ]W l'L<' l'idea. ora prevalente, e cioè, <:Ile• la febbre nel tifo non <1hbia più il decorso regolare de:;critto dai classici. 'T'aie idea, la crtcliamo dovuta. alla mancanza di statisti· clw rij!orose, 1lonlle ll<"t.sce un certo quale imprcs. ionismo pro,·ocato dall'osf!<·n·azioné di qualche caso od anche di parecchi, che però non costituiscono mai la maggioranza e d 'altra parte a.l fatto che prima crrtc forme l Pggierc di tifoiclc, abortive, ambulatorie, ecc., passavano sotto a,Jtrc diagno:::.i. Ad ogni modo è innegabilr che l'irregolaTità, la. quale fu da i.aluni considerat<t. quale l'appannaggio del tifo nei vaccinati, è vicrnr:;;1 più. frequente n ei non vaccinati. Veni~Huo ora alla. sintomatologia S}Jeciale a carico ù<'i YM'i apparati, colle rrla tin • complican;,e. · Comincia,ndo dalla cute, 1·icordiamo rbc nel tifo, oltre le roseole e le petecchie, abbiamo altre ma.nilE>stazioni, b encbè alcune non frequenti. I n ordine di frequenza indichiamo anzitutt.o la sudamina miliari· forme e la desqnamazione. Non facciamo clistinzione fra sudamina cri· stallina. e miliare semplice, percbè dagli studi derma.tologici e clinici relativi non ci sembra sia il caso di costituire gruppi diversi, fondt\ti solo sulla. grandezza delle v<:'scicolc e sul loro numero.· Tale sudalDÌUa fu pitl frequente nei vaccinati (1G ~~ ) che nei non vn.<:cinati (11 %)· Circa il significato patologico della manifestaz ione, no·n crediamo qui il ca~:;o di fart> discussioni che hanno trova.to pm;to in altro lavoro. (Caro· pani e Bergolli: Le manijesta.zio11i cutanee 11cl tifo. Rir. Crit.. di Clin. ·med. 1918). La dcsqna.ma.zione poi fu assai più frequente nei milit.ari che nei civili. E' possibile che ciò sia in rela.zione colla vita di lunghi disagi e di intemperie sopportat.i dai militari, perchè è noto c.he si desquamauo più fa.cilmente quelle parti della cute cbe veugono espost.e a. maggiori stimoli di ortlitle fisico, quando natu.r almente concorra un fattore pa" tologico. J./Erpes Lab·i alis è nn fenomeno molto ra.ro nel tifo. Noi lo osservammo il 4,8 % nei non vaecimtti e 1'1,9 % nei vacciaati. P érò dei casi Tela.tivamente numerosi nel gruppo borghesi 4 erano a.nche pnetuno· nitici e 2 pleuritici, e mancano ricerche per poter dire che non si trattasse nci primi di vere forme miste da pneumococco e da Eberth, corot> n ei casi di Port, Maraglia.n o, Redaelli. La considerazione però che tale erpes è frequente nelle forme cocciche fa p ensare che si trat·

"l

!

l


CONFRONTO FRA IL DECORSO CLINI CO, ECC

619

tasse appunto òi una. doppia infezione, essendo quella tifosa stata confermata dalla sierodiagnosi. Ciò spiegherebbe la diversa frequenza, perchè l'erpes è, come si sa, un sintomo bene conosciuto della polmonite. Per l'm·tica1"ia e la foruncolosi, nessuna differenza apprezzabile (orticaria 1,:38 %- 2,7 %, foruncolosi 2,8 %- 2%). . Le 1·oseole si ebbero in 40,3 %borghesi c 57,7 %militari. 'l'auto negli uoi che negli altri rilevammo il tipo morbilliforme, quello con diffusione agli aJ.·ti, al palato, ecc. La differenza del 17 % doVI·ebbe anche questa deporre· per una certa maggiore benignità, ritenendosi la roseola un segno di decorso regolm:e. (Campani e B ergolli: Le mani festazioni 011tanee nel tifo). Ed ora passiamo allo studio dell'apparato d·igerente cQlle relative complicanze. Pel cavo orale non abbiamo ricerche comparative. Qua.n to alle altera.zioni della gola, i risultati diversi debbonsi più che altro porRi in relazione col fatto che nei borghesi non si fecero particolari 'O~serva­ ~ioni altro che nei casi ove esistevano disturbi funzionali più o meno apiccati. Giacchè per lo· più le a.ngine, compresa quella caratteristica del Duguet: non si t.rovano se non si esegtùsce 1.ma ric~·ca. metodica giornaliera degli ammalati. E' in questo modo che nel grnppo militari furono riscòntrate alterazioni 50 volte su 208 osservazioni délla. faringe e delle tonsille. D i tali fatti morbosi è giil. stata pubblica.ta nota a parte da uno ili noi assieme al- dott. Bergolli (Le manifestazioni biwco-faringee nella jebb1·e tifaidea - Riforma Mediaa, 1918). L 'epatomegalia, che nei borghesi si riscontrò solo il 7 % dei casi, nei militari la si ebbe nel 28%. Ed in genere tali epatomegalia le abbiamo rilevate in coloro che avevano scfferto distmbi intestinali precedentemente.

La fTequenza del ttHnore splenico Iu pm·e assai maggiore nei militari, e cioè nel 73 % contro il 52 % nei borgh~si. Ciò può mettersi in rapporto colla. 'Vaccinazione; e noi siamo pienamente su questo punto del parere del F:tugoni, il quale nel suo lavoro <<Sul tifo di guerra >>dice che nei vac~m?.t"i anche malattie intercorrenti, che non siano tifì 7 danno facilmente ll\gta.:ndimento di milza (iperattività splenica). I nfatti uno di noi (Campani), studiando molti infermi di affezioni comuni in un ospedale di guerra, notò questa frequen:r.a particolare del tumore di milza, anche essendo esclusa. la pregressa malaria. Non è però da uascondersi che la malaÌ'ia latente nei militari possa avere la sua importan za nella differenza di cifre. . Quanto alle complicazioni noi segnammo tma frequenza un po' ~aggiore dt peri.tonite da perforazione e da propaga.zione nei vaccinati che non nei non vaccinati (2.7 % - 1.38 %), Goldscheider invece segna un caso solo su 30() vaccinati. Le spiegazioni di un fenomeno di questo genere difficilmente possono essere esaurienti ; 1na. volendo azzardare qualche ipotesi,


620

00:\FllONTO FilA IL DI::CORSO CLI~JC0 1 ECC

appogf!iata sul fatto che nei vaccinati c· è minore tendenza a,Jia, tosf:iemia, e maggiore a.lla setticemia si può pensare che il bacillo del tifo tenda. più facilmente a localizzarsi e chE' poi nell'ulteriore sviluppo delle lesioni intervenga,uo altri microrganismi. Non pol'>siamo dimenticare infatti (·he il Guizzetti nelle peritoniti tifiehe segnalò addirittura la scomparsa del badllo del tUo. A suffragio di questo concetto possiamo dire elle in gen~re i peritonitici non p resenta.no molto i segui d'into..;sicazione tifica, ed anzi in due casi noi rilevallllllo che il soprav>enire di una peritonite non ac.uta, ma piuttosto lenta, si comoinò col miglioramento del sensorio, col dPtergersi del ca>o orale, eco., ed in altre parole diminuì assai la fenomenologia tossica. La peritonite, ripetiamo, noi la. trovammo più spesso nei vaccinati e le nostre cifre concordano quindi piutt.osto con quelle del Guizzett.i che non con quelle del Goldscheider. E i rilievi nostri si avvicinano ancora di più a quelli dell'anatomo-patologo di Parma; se consideriamo la nostra percentuale sui morti che è del 32 % circa. (quella del Guizzetti è del 43%, mentre nei borghesi si ebbe un solo caso di peritonite su 19 morti, cioè 5,2 %J. Ou·ca l'enterroragia, che noi accenniamo qtti anzichè nella sindrome emorra.gica.: att.Tibue.ndola. per la massima parte alla ca.clu ta delle escare intestinali, anzichè a una diatesi, le differenze sono minime (7 % nei non vaccina.ti, 8 % nei vaccinati). In que8te siamo stati meno fortunati del Goldscbeider, il quale ebbe l'ent.erroragia solo nel 2% elci ca,<;i . .Ma in ciò crediamo debba avere la sna {mportanza il cosl dett.o genio epidemico. Di ascessi 1;isccra.li nessuno se nt> ebbe nei borghesi, nei militari uno,, embolico a.l[a milza, cd unn enorme e confluente del fegato . P<'rò in quesful· timo non fu esclusa I 'associazione dissenterica. Quanto a.U'apparato 1·espira.torio, cominciamo col notare la strana dif· ferenza, in piil dellè laringiti, che riscontrammo nei milita.ri, il 12 % dei casi, mentr-e nei borghesi si ebbe il O %· Forse, ove si voglia t.rovare una spiegazione, potremmo tornare a richiamarci alle catu;e reuroatiche e di strapazzo nei )nilitari. n Frugoni, ad esempio, ha avuto numerosi ca.si d i tifo cominciati con fatti catarrali cl elle vie aeree che attribttisce a raf· freddamenti. Però egli osservava ammalati reduci da poco dalle t rincee, mentre nei nostri, ripPtiamo, si trattava o di territoria.li o <li t.ruppo che avevano riposato lungo tempo. Quindi è forse piit da richiamare la predi· sposizione lasciata da forti la.ringiti e bronchiti superate in passato. La bronch·ite vera e propria. fu in preva,Jenza nei militari (15,3 %) contro 12,3 % nei borghesi. Noi però non includemmo nelle broncbit.i quei fenomcill.i ipostat;ici basiln.ri, specie il> dest.ra: che sono nel tifo di una frequenza straordinaria e la cui origine 1-i deve vedere nell 'angioipotonia caratteristica a detta infermità,. La broncopo~moni.f e e la JJol11wnite furono invece più frequent.i nei borghe:;i; rispetlivamente 4,8 % e 2,77 %, c-ontro 2,4 % e 1,35 o/o. Per la plcw·ite le dfre sono ugua.li. L <t somma di tutte tre queste a.ffezioni ci porta 1'8 % nei borghesi, che


CONFRONTO P'lt A lL DF.OORSO OLINldO, F.OC.

621·

è la. rifra dataci dal Ooldscbeidet· nei vaccinati, mentre nei militari abbiamo soltanto il 5 %· Quanto all'appal'ato circolato1·io, è noto come molti lavori siano stA ti fatti intorno al cosi detto cuore da, strapazzo, studiato specialmente dal Devoto. Però, a nostra osservazione, in tut.ti gli ammalati militari non avemmo mai altern-zioni organicht' curdinchc, cd anche funzionalmente il

cuore duxantè tutta l"infezione, pnrt- nei cm;i più gran, si mantenne sempre in condizioni relativamf'nte buone. Soltanto non ri~;contrammo quasi mai la. così detta braclicardia rehLtiva dei tifosi. ma taLe fenomeno fu identico nei borghesi, sicchè possi.n,mo concludere, almeno secondo i nòstri ca.~, che il polso classico del tifo dE'scritto dagli autori va divenendo sempre , più raro. Invece il òicrotismo lo si rinvenne con una frequenza pres.sochè· ugu.ale nei militari e nei borghesi. Come oomplicanza, avemmo un solo caRo di perica.rdite acuta in paratifo B in militare. Sulle -condizioni ci1·colat01'ie nella com:alescenza, intorno alle quali ricordiamo i bellissimi lavori del Groedel, noi non possiamo dil·e nulla, perchè non eseguimmo tice:rche metodiche di confronto, essendo i malati militari passati al convalescenziario. Solo incidentalmente notia.mo eh<' nei convalescenti, almeno all'inizio, vi è una certa tendenza alla tachicardia e sopratntto un notevole ritardo nel ritorno delle pulsazioni al numet·o normale dopo uno sforzo misurato. Sja.mo in questo dell'avviso dell'autore tedesco che ritiene si d{\bba andare molto cauti nel giudicare se e quando i. t ifosi, ad onta del bell'aspetto, possano essere rimandati a lav01'i faticosi e che si debbano eseguire ricerche coi vari metodi indicati per la prova della funzionalit:\ cardiaca. Anchl.' al tavolo anatomico, t.anto nei borghesi che nei miJitari, non risMnt rammo mai lesioni valvolari, n è perica.rdiche, nè miocardiche. a.Lmeno a.pparenti ad esami ma.croscopici. Ricerche sui va-si me<U e piccoli non fm·ono fatte. J,;a flebite l'abbiamo avuta, circa nello stesso numero dei Cli!Si, con una, piccola. pt·cvalcnza nei borghesi (3 177 % contro 2,20 %), differenza questa il cui signinca.t-o si annulla, considerando che fra i primi r i f!ono delle donne. Non possiamo perciò a questo riguardo confermare le cifre altissime det Gold.scheiner e di Corner, il quale dà il10 % nei non vaccinati ed il 7 % nei vaccinati. In questo nostro concetto del resto siamo d'accordo colla maggioranza, degli autori, che portano una percentuale varia.bile dall'l al 6 % secondo le epidemie (Sabella); cade perciò l'ipotesi dei citati autori che l'ipotetic~ diminuzione sia dovuta al diminuire del fattore tossico nei vaccinati. La frequenza del delirio è stata pressochè uguale nei militari e nei bor· gbesi, 1 4.8 °/" contl·o 15 %; però fra quelli militari ne dobbiamo se~alare parecchi addirittura furiosi e prolnngatissimi, da 8-10 e fino 30 giorni. Questa. pr~valenza di forme semimaninche potrebbe mettGrsi in rapportocoi tranmi psichici frequenti, ai quali sono sottoposti i milita.ri. AnchE> lostate aopf»"oso si ebbe più spesso nei militari, nei quali fu riscontrato il 10 % contro il 7 % uci borghesi.


G22

COXFRONTO FRA IL DECI)[lf;O CLJ:\J C0 1 ECC.

Di psico.~i vere e proprie po~t-infctt.i,·e n e awmmo rlue casi n ei mili· t nri, entrambi a. forma dcpre:;~ iva. èOil imptùso suicida ed un cafio ne.i borgbl·si pw·e lÙ lipr mania.. N o n po:;siamo ist.i t uire paragoni completi cii·ca a1(\nui da t i che a nebb t>ro uno ~;pec i al<' iut<·rci'SE', come ad esempio lo 8/ato d,i rifit·s8i . p(.'J·chè ci manrano os~rJTazion i minutr in uua vn.rte d ei ca:;i. Invece, per qmmto rignarda i tn·nw ri e la carpolnf!Ì:l. c'è> UihL prevalPn:ta. net ta 1wi militari, e cioè 8,1 ·;~ con t ro ·~, 8 °~ d ci bOI'.gohes i. Cot;ì dicai\i pcl tremore del/.<' lingurc n JWr la clijJicoltà. di sporgerla J'ile'aJ,p tul po' più nei milibni . . \. p 1·oposito dell'indicata. par(>_i;[ de l gf•niog losso. pt>r la rtualc la ptmta, della liug-ua non può e:;i<crE':soHevatn e sporta d alhL bocca , non pm;;;iamo cnn\'t'nir!' con que.;;ti an tori, c lw la. vollero un segno patog nomoni<'o d el tifo pl'lcN·hiak. In gt>nere prrò es~<o oorrisponde a. r;asi molto )!1'<.1\"Ì.. Gn~ pi ·cola dill'<'n·n;.:a ri~>ront.rammo nt>lla .<lindromr 1111'11 i11 gea, ne·l senso che ('~:>a ''~'ll lH' 11·n ,·ata. piLt f:rett uen1 (•nw n te · nE'i horgh<·f\i ('2. 77 cont.ro 1,~5 %). K ella c· nn~ t1 i eRsa rinscl sempre g-io ,- evole la punt ura lombare. Nei militnri a.bùiamo O>ii\er,·ato, ~tlm<• no nc•t casi capitatici a ll'esa me. che i faLti di m r nìn,!.!ismo si combi11avnuo con s~gui tli IWI'rite piuttos to intensa . lra i il liqui(10 cercbrospiua.le fu puntleuro. St>mprP tm·ece iu prcP.sione m olto s upt·riorc a lla. norma.. :5el J?rnppo cl e i fenomeni uervo:;i dobhia rno includere an c ho una sin· dt·ome SJil'Ciale d escritt,a. d a C:ll'l ~·s e ch iamata da lui <:olcriformr. n on tanto p t>r la. di<nrca. (n•1·o pronuvio ~:emia('ltno~<o), qmtnto per il di!<srccamento di t utti i LC':l:>U h . l"'r lo sta t.o :--e n1icom;1 toi'io, per l'a.pprofohdiJ:si d elle oc· cltiaie, per l'algidi:;rrto. ccc. 1 cosi dn g instifieare piPnamente il nome dato a questo specia le tipo. Noi ne an~ mmo due casi. uno mìUbue, l'altro civile. D mili tar e era. stato Yaccinato solo nel l915 rd ayeva. i"ublto una sola inie· zione. Circa l 'appal'olo gc?lito-urinnl'io ab bi<tmo ùifft>renze da, poco. J.Ja ncfritr fu un po' più freq11cn t~ n ei militari (:] 4 %) contro 1,38 % t'lei civili. QLl i uon posRia mo che C'nm1ciarr dPllE' cifrr hrute, percht> troppe cau1ie di verse agi:;cono in senso conh·ario t;~.clla st,M.istica. per pot el' isolare da essr il fnttorc Yaccina:tiont•. Infatti nf'i milita ri c'è la vita <li strapazzo, c'è la frequenza d ella nefrite infettiva epidemica talora ignora.ta 1 m entre u ri borgheìii abbiamo d 'altra parte hl donne, H cui r ene durante la ,gTaYid anza può e1isere con maggiore frcquen;.:a vnlnHrato . .rilterazioni dei gc ,~il·<tli non ne fumno viste nei borghesi ; fm i milit~ui abbiamo invece due casi di orchit,e, tUlO dei qua.Ii fu oggetto di pubbli· C<lzione del dott. Bergolli, (Ga.z~ella degli o.~pedali, 1917), essendo molto in teressante, pPrchè congiunto anc.l1e a ve:;cicolite e a nefrite apostc matosa. T ratLava.si di un para.tifo B. Il GtLizzetti, su 800 e più casi, non ne trovò alcun esempio, ed anche il Lottis su un materiale ricchissimo e molto ben studia t o segn<t un solo caso La, ]Jarotile l'avemmo una volta fra i borghesi e due volte fra i milital·i, mw d ei quali decesso. Era bilaterale io quest'tù t imo ca:;o e tra.tta.v asi di un para.tiio B.


CONFRONTO FilA IL DECORSO l LTNI CO, ECC'.

623

Frequentemente nei militari. a cliiTercnza dei borghesi, notammo la C(mgittntivite, e ciò specialmente nei casi. molto gravi. Essa suole essere in genere bilaterale e accompa.gnasi ad abbondante secrezione di cata.rro, senza però che ci sia forte vascolarizza,zione d,elia congiuntiva bulbare. Gli a.'lce.ssi presentarono la stes:$a frequenza nei borghesi come nei militari; in quelli poi avemmo un r. aso di tiroidi/e .~upp·urata nel periodo della · convalescenza. Esami comparativi del sangue non fnrono fatti altro che in modo saltuario, per cui non è possibile ist-ituire paragoni, che però riuscirebbero ~olto interessanti, essendo il tifo una vera aleucia splenica, e quindi logiCo fial"ebbe p{~nxare che la vaccinazione potesse influire stù comporta~ento ulteriore della, milza, la cui iperatthrità, venne già segnalata, come dicemrno, dal .Frugoni. Quanto alla si1~d-rome emorra.gica, cominciando dall'epistassi, trovammo una certa prevalenza nei vaccinati (21 %) contro i non vacci.o~ti (1 8 % ). Le e1no1·ragie <>utanee mai le osservammo fra i borghesi. e VIceversa in 5 casi fra i militari, quasi tutti mortali. Anché lo sp1tto fu Più frequente~nente emorragico nei militari (9,1 %) contro i borghesi ~!,38 %). Lo scorbttto invece npn fu mài. visto nei militari e riscontrat.o mvece una volta nei borghesi, ma il reperto può essere accidentale. b Ed ora prima di arrivare alle conclusioni crediamo opportuno in ase alla premessa .di dire qualche èosa sull'eziologia batterica. A questo riguardo, siccome nei malati borghesi non fu mai praticata l'emoCIÙtllra, cd anche 'la sierodiagnosi fu fatta solo in 68 casi, pure acce n~ando a lle proporzioni ottenute nei borghesi stessi, diamo la maggiore uuporta.nza aJlo studio fatto sui militari. tif A.!J 'ospedale civile dunque sulle sierodiagnosi abbiamo 1'80 % eli l l 2 0 % di paratifo B ed il O % di paratifo .A. Le nostre statistiche ~- ~ari :riguarda.no un totale di 419, dai quali abbiamo tolto i casi dub1 l:ll:!petto alla vaccinazione, restando così una cifra netta di 395. Di · ~~~t.i, gli accertati batteriologicamente flli'ono 262, dei quali 232 vace non vaccinati. dat~ statistici ricavati sono i seguenti : totale non vaccinati vaccinati Tifo 66,6 % 50 % 50,8 % l?aratifo A 23,3 % 18,5 % 19,9 % l?aratifo B 3.3 % .1 6,3 % 14,8 % B." Di gruppo . 6,6 % 15,5 % 14,8 % gru lUJ:l.endo i due paratifi e quelli che diedero l'agglutinazione di tro che si .debb~no' diagnosticare ?o~e ~aratifi, nei :accin_ati ?onil tif.o, abb1amo il 48,8, delle qual! mfl'e 11 50,5 % ne1 vaccmat1 ed 33 3 (}.uin.fu "l'o nei non vaccinati. I dati desunti dalle nostre statistiche sono u.n.a ~oncordanti nel complesso con quelli degli altri autori avendosi te1:e ~~:rta diminuzione del tifo ed aumento nel paratifo; però tale difll.za non è così cospicua come quella indicata, ad esempio da Ga-

:l;

t

1>8°•.

--·

330

,,


624:

CON FBO:-ITO FRA IL DECORSO C~DHC0 1 ECC.

leotti, da Baglioni ed altri. Inoltre l'aumento di pa,ratifì noi l'abbiamoverificato e~clu sivame n tc per il gruppo B, come Baglioui. P a,s sato così in rassegna quanto di più importante nell~ clinica del tifo poteva trovarsi per un para,gone metodico, possiamo!venire a qual· che conclusione : l. Appare ormai fuori di dubbio che la vaccinazione attenua la mortalità nei ca,s i di febbre tifoide. La differenza da noi osservata fu del 10 %. n fenomeno è sopratutto spiccato nelle forme da bacillo di Eber th, nelle quali si passa dalla mortalità del 20 % all'8 %- I casi di morte sono dati con una certa prevalenza da peritonite nei vaccinati e da tossiemia nei non vaccinati. 2. Correlativamente, i casi gravi, oltre quelli mortali, furono più frequenti nei non vaccinati che n ei vaccinati. 3. Non possiamo confermare che il decorso della febbre sia più frequentemente iiTegolare nei vaccinati: a,nzi noi abbiamo trovato il contrario. 4. La dtuata media della febbre è min01:e nei vaccinati, più ra.re in questi le forme iperpiretiche, molte invece le forme sudorali. 5. Conformemente ad osservazioni di altri autori, la recidiva èph\ frequente nei vaccinati. · 6. Più frequenti pure sembrano in questi le forme emorragiche. 7. Qua.ntunque abbiamo notato una certa prevalenza dei f~no· meni nervosi nei vaccinati, pure, essendo militari, crediamo possano aver agito altre cause che non la vaccinazione. Altrettanto dicasi per un certo gruppo di fenomen i, q uali l'epatomegalia. la stitichezza., la laringite e la nefrite. 8. La splenomegalia fu molto più frequente nei vaccinati, e ciò con molta probabilità, è in relazione colla vaccinazione stessa. 9. P er gli altri sintomi e complicanze, o non vi sono differenze od esse sono tali da non meritare particolare rilievo, specialmente di fronte al fattore vaccinazione. 10. Eziologicamentc uei va.ccinati diminuiscono le forme eli tifo ed amrientano quelle di para.Lifo. Però tale ::tumento non è sempre molto I~ilevante. e noi lo riscontrammo esclusivamente pel paratiio B .


C25

Questioni d'attualità, varietà, notizie c : .

: •

ESCULAP/0 PROTESTA Ver amente' chi protesta non è il divin o Esculapro dell'Olimpo, ma un esculapio spicciolo di questa bassa terra, un Cbrto dottor Sa.cripante, il quale m'ha scritto una lettera, che pubblico quasi integralmente qui sotto. E dico, quasi integ1·almente, perchè non ho avuto il coraggio di darla alle stampe nel suo testo originale (ch'è nel mio ufficio a disposizione dei lettori), tariti sono gli strafalcioni di cui essa è leggiadramente infiorata. Il Molière soleva leggere i manoscritti delle sue commedie alla cuoca, e ue apprezzava i consigli; ma. il dottor Sacripante va anc.\le più oltre: fa addirittura scrivere le let tere dalla suà ninfa culinaria limitandosi a firmarle, per·snaso c om'è che egli non saprebbe far meglio. E a. proposito della . firma. Chi è questo dottor Sacripante? Lo conoscete voi? Io non lo conosco. A dire il vero, qnando l'occhio mi c11.dde sulla firma, dissi a_me stesso che quel nome non mi era del tutto nuovo; e ii). fatti, npensandoci ben.e e frugando nei ripostigli della memoria, si fece nua gran luce in quelle poche cellule cerebrali che conservano i ncordi lont~:~.ni: quel nome non m'era. nuovo perchl\ l'a>"evo letto tant'anni fa nell'Orlando Fu1·ioso di Lodovicn Ariosto. Lo ricozperete an~he. 'V'oi ·se, fra le immagini erotiche della vostra pubertà lettera~a, sar à pure rimasta. viva nella vostra. mente quella di Angelica: ~:l q ~al _caso, vi vedrete sorgere dina~zi agli _oc~~i la tri~t.e . fì_gura l' ?a-v-ahere errante, che fu uno degh amaton pm appassJOna.tl delerolca. dc-nzella: • .

C'h

Se mi domanga alcun chi costui sia, Che versa sopra il rio lagrime tante, Io di rò ch'egli è il re di tircassla Quel d'amor travagliato Sacripante.

m. i· ~ f'ra i discendenti di costui vi sia un Sacripaute laureato in ti e l Cln.a. e çbirurgia, il quale si diverte a seri ver lettere sgrammale~~te . di protesta? Io non mi curo di saperlo, nè se ne cureranno i or1 : quel che importa di conoscere è il suo pensiero intorno alla

..


(32fi

QCE;:;TIO~I D7A1'TUAL1TÀ 1 VARIETÀ, ~OTIZIE

questione dei medici, alla quale egli mi riconduce contro ogni mia voglia., facendo m i lasciare in trol'lco un articolo sulla. psicologia di guerra. Ecco, dunque, la prosa del dottor Sa.cripaute (o della sna. cuoca.), riveduta e corretta:

-.-.l

< Roma, luglio 1918.

« Chiarissimo signor Gene1·ale, {( Mi permetta di dirle con tutta franchezza che il suo articolo su c I medici » è falso da capo a fondo; o, se la. parola le par t roppo dura, non sincero. Non parlo della fiaba. d'E~culapio e del suo peccato originale, che non sta nè in cielo nè in terra; non parlo della. bega del caduceo che fa ridere i capponi; ma quell'ereditarietà sto· rica. è . una stiracchiatura, alla quale Ella è ricorso per sostenere a tutti i costi una tesi senza. fondamento. Ciò è chiaro. Che · cosa debbo dire poi dell'affermazione che i . nemici dei medici sono tutti coloro i quali non sono medici? Nulla di più fa lso. Grazie a Dio, le cose sono ben diverse ; e, se noi abbiamo aei nemici, questi non formano un esercito sterminato, come dice Lei, ma tutt'al più un plotone, di cui non dobbiamo preoccuparci. Coincidenza curiosa. l Nello stesso fascicolo del Giornale di medicina m·i litare, nel quale è stam· pa.to il suo articolo, si legge una necrologia del maggiore medico cav. Sollini, firmata M. De Flora, che pa.re scritta apposta per confutare la. sua iraconda fili p piea contro i presunti nostri nemici. « Nel vedere - scrive il De Flora la enorme folla raccolta. al seguito del feret.ro, dal più umile ai più eletti nella gerarchia mili· tare, veniva spontaneo il pensare elle il defunto scendesse alla tomba da un'eminente posizione sociale. Egli fu invece semplicemente un medico .."... » . Ora. io domando: che cosa volle dimostrare quell' imponente corteo se non il tributo di riconoscenza di centinaia. di persone verso un medico premuroso e coscienzioso? Dov'era~o gl' innumerevoli nemici dei medici iu quell'ora di mestizia? Dunque la su_a tendenza ad esagerare è evident.A; e questa. tendenza toglie tutto : 1 pregio ad un articolo, che del resto ammiro per la consueta erudizione, della quale però Ella fa troppo sfoggio, e per la non meno consueta abilttà polem ica1 che la fa temibile (non allo scrivente) e nello stesso tempo, piacevole. c Ella dice ancora che i nostri nemici vogliono l'a.sservirneuto completo dei medici a tutte le altre classi sociali e aggiunge;:~ 01 quest.'asservimento già esiste di fatto. E neppur questo è vero.. d. medici ci siamo conquistata in pochi anni una posizione invl ~~~~ 1 1 bile: i medici condotti sono moralmente e finanziarj a.rnente sa.


1

QUESTIO:"<l 0 AT'l'UALI TÀ 1 VARlll:TA , NOTlZlF.

627

molto in alto; i li.beri professionisti -massime i chirurghi -fanno lauti gnadag11i e godono la stima generale; abbiamo medici deputati e senatori", fra cui qualcuno fu persino ministro (perchè non rieordare Giovanni Lanza e Guido Baccelli?) ; gli ospedali sono diretti da. medici ; e al M1nistero dell'interno v'è una direzione generale di sanità con un numeroso organico di funzionari, che sono in massima parte medici. È asservimento tutto questo? 'A me non pare: mi pare invece l'opposto. Riguardo poi alla proibizione che, come Ella scrive, verrebbe fatta ai medici di uscire dalle ptigine del formulario, io la trovo giustissima. Il medico deve fare il medico, non il letterato, o il musicista, o il pittore e via dicendo; perchè ogni minuto rubato agli studi e all'esercizio professionale è un oltraggio alla. scienza e alla salute dei clienti . Mi permetta di farle osservare, signor generale, che val pi il un a buona diagnosi che un bell'articolo; e ciò.· si a detto senza la minima intenzione di recarle offesa; il che non potrebbe mai avvenire, essendo io fra i suoi ammiratori. « Concluuo: non distruggiamo il tempio d1 Escnlapio, ma rifaccia· molo a uuovo, elevandone il culto e non abbassandolo, come Ella ha fatto nel suo articolo. c Mi perdoni la lettera affretttata. e disadorna; ma essa è stata. scrit.ta, come si diCe, su due piedi. < Con ossequio. c:

Devotissimo

< Dottor S ACIUPA.NTE ~-

Ho resistito alla tentazione di fare in pezzi la lettera e buttarla nel cestino, 110n volendo che il mio insolente contraddittore su p· · Jl?nga neppure per un momento che le sue ragioni rui a bbiano conVlnto; mentre esse non fanno altro che offrirmi l'occasione di pro· spettar me~lio le mie. Per questo solo moti vo, faccio l'onore al vero ~~~nt? dott.ore Sacripa.~t~ d~ risponder~ brevem~ute alla su·~ insulsa. P~tca, la quale va dtVlsa m due parti: l'una, nvolta. propno contro 1 a rnta persona ; l'altra, coutro l'articolo Comincio dalla prima, dichiarando · non m1· son ma1· ered uto un pol em1sta · .b iunanzt· tutto ch'lO te· nn ile' be nst· un polemtsta · · b ' 1· u q uas1 sempre gar ato; e s eg 1 an erm a d·1. non temerm·t, d"1ce una cosa vuota dt. senso, pere h"e ne. 10 . - c h e non 10 · cuterg1·1 t1more, · · s conosco - posso m ne· eg1·1, c h·e mi· con osce, puo· upporre d"1 al . . pr ovocare la mia collera colla sue. pappolata : tutto un p~~ P~ovocherà le mie risate; ma il riso fa buon Slingue e aggiunge 0 rni d oro alla trama della vita. Questo si chiama parlar chiaro, eelllbra.• e p arl ero. pm . . c h"1aro ancora, se 1"l va loroso caval'tere er·


QUESTIONI D 1 .\T'l 'UALITÀ, Y ARIETÀ 1 NOTIZI!l.

ra.nte della decadenza vorrà scendere d'arcione per sentire più. da. vicino i versetti che fan seguito a.ll'antifona. Il dottor Sacri p an te, pur profess~ndosi mio ammiratore, mi cala un fendente colla sua durlindana arrugginita accusandomi di fare un eccessivo sfoggio d'erudizione. Non voglio n egare (giacchè i miei di· fatti li conosco meglio de' miei critici ) che io talvolt.a mi lasci vin· cere, come quella buon'anima di padre Passaglia, dalia smania delle cit azioni; ma debbo anche dire che i lettori eruditi non se ne ma· r asiglia.no pu nto, e si guardano bene dal rimproverarmi uno b'foggio, che par sol tanto eccessivo ... a q negli a ltri. D'altronde, l'erudizione non è una dote superiore dello spirito, di cui sia lecito menare gran vanto come se fosse un prodotto del genio : l'erudizione è alla por· tata di tutti, e non r~sulta. che di due operazioni mentali molto semplici: la lettura assidua, di venuta via via una consuetudine gior· naliera, o, meglio che consuetudine, un bisogno dello spirito; e una memoria sempre vigile, limpida e tersa come uno specchio, in cui vengano a riflettersi tutte le immagini mb.emooiche intorno a un dato argomento. Come il dottor Sacri pante ved.e, con un po' di applica· zione e d i amore allo studio, chiunque abbia saputo superare le dif· ficoltà del sillabario può diventar erudito a buon me-rcato, e impie· gare il suo ricco patrimopio nel dilettar sè stesso e gli altri senza fare ~l minimo s_torzo (che rivela alla prima occhiata nn' erudizione di seconda mano) e senz'ombra di puerile osten,tazione. Ammetto cbesi possa parlare di sfoggio, e condannarlo 1sev-eramente, in un t>Olo caso: quanno, cioè, si trattino argomenti futilissimi per aver modo di pro· fondervi tutte le muffe e tutti i licheni raschia;r,j con pazienza. da certosino rammollito dagli scaffali delle biblioteche. Un esempio· ti· pico di codesti erborizzatori di r rittoga.me librarie ci è o'fferto da. quel famoso U ezio, il qua le, nei lunghi ozi cl ella sua sede v esco vile di Avranches, raccolse un così ricco materiale storico-letterario sulle varie p~sizioni che assume il corpo umano nelle diverse ore del giorno e della notte, da potersi permettere i l lusso di far davvero uno sfogf(ÌO sbalorditoio d'erudizione pubblicando Ull volume intornO all'inutile argomento; e venendo alla ge~iale conclusione che ~ 1? stato naturale dell' uomo si è quello di stare successivamente in P1edJ, seduto, e coricato:.: conclusione questa, alla quale era già pervenuto Adamo nel paradiso terrestre, introducendovi però una variante, sug; geritagli da· Eva. o dal ser pente, che gli fruttò la cacciata da. ~ue luogo di delizie. Ma - SE'l pur non m'illudo - a nessuno de' II1181 a.r· ticoli si p uò muovere l'appunto, che giustamente si rivolse al sala:~ caio di Uezio; neppure a quello su « La barba e la guer1·a :., che accolto favorevolmente dagl'igienisti e dalle donne.


,......... .. ...,. : -. -QUESTIOXI

o' ATTUALITA,

VAlUltTÀ , ~OTl ZJ IJ:

629

Ma a quale scopo continuar a discorrere dell'essenza. e dei limiti dell'erudizione a chi è rimasto fermo c come torre che non crolla :. sulle pagine del sillabario? Seguiti pure il dottor Sacri paute a fare sfogg-io del suo forbito stile epistolare; ma accetti un mio consiglio: scelga argomenti più adatti alle sue modeste facoltà intellettuali, e tralasci_di fare il paladino d'.Esculapio; il quale, scambio d'essergli grato, rotrebbe avere il capriccio di richiederg li il di ploma di laurea, tanto per verifìcarne il bollo e la firma. Perchè esporsi a certi rischi, caro dottOJ· Sacri pan te ? L'ultimo passo della lettera, che rig uarda la. mia persona, è quello in cui il mio collega putati vo scrive ch e : c Val più una buona diag nosi che un bell'articolo:.; affrettandosi ad aggiungere che, c dicendo ciò, non ha intenzione d'offendermi essendo mio ammiratore:.. Mangiando il porro dalla coda, come suo! dirsi in 'fosca.na; ossia prendendo le mosse dalla. frase finale, gli ris pondo ch'io mi sentirei v eramente lieto ed onorato se fossi certo di non destare la sua ammirazioue, nè quella di tutti i Sacripal!ti suoi pari. Il sentimento ammirativo può essere premio o castigo, secondo l 'anima che lo p rova e che lo manifesta: il suo è un castigo, e perciò me ne ~oglio ad ogni costo. sottrarre. E ' poi verissimo quel che dice il dottor S a.cripante, e cioè, che val più una buona diagnosi che uu bell'articolo ; ma non ba egli pensato che si poò fare l'una cosa e l'altra ? No: non può averci pensato, perchè i Sacripauti della sua levatura non riescono a imberciare nè diagnosi nè articoli. E dopo ciò, il presunto collega può dormire tranquillo i suoi sonni senza il pensiero assillante d'avermi offeso. Del resto, una sua offesa mi suona all'orecchio più gradita e più lusinghiera della sua ammirazione. Ed ora passiamo alla criLica dell'articolo. Secondo il dottor Sa cripante, la leggenda d'Esculapio e il pasticcio del caduceo son co.:e da far ridere i capponi; ed io lascio ridere i capponi e il collega, che per me fan tutt'una, e non m'attento neppure di far notare a ll'allegra e p ennuta brigata che la mito loaia, con tutte le sue fa,·ole, è il più profondo t rattato d'etica e di b • psi cologia che si!l. stato mai scritto; che le fortun ose vicende dei n umi son quelle stesse degli uomini; e che ciascun sim_bolo, passando dalle mani d egli dei a q nelle degli tlOmini, porta necessariamente con sè le vi rtù e le colpe degli immortali abitatori dell' Olimpo. Sulla scorta d'un tale concetto, la cni giustezza non è dubbia, mi fu facile il dimostrare che il regalare ai medici il caduceo di Mercurio, ~ignifica metterli in un sol fascio coi mezzani e coi ladri. ~~ _

(;{ornale di mt<Ueina mllllm·.: -

FMc. '"Il.


.. 630

1

QUESTIONI D ATT OALITA1 VA IUI!:T:à., NOTIZJP: .

Ma queste sono astruserie rettoriche, che i capponi e i Sacripa.ntì non riusciranno mai a. comprendere : dunque - ripeto - lascia.moli ridere nella loro stia, visto e considerato che, per ragioni ben note, son loro negate le ùolcezze del canto. Non capisco poi percbè l'ereditarietà storica urti tanto i nervi del mio indotto contraddittore, il quale, a corto di argomenti, la chiama una stiracchiatura; senza.· riflettere che, parlando di stirac· cbiature, mi fa vemre .una voglia. matta di st.ira.cchiargli le orecchie, come se già non fossero lunghe abbastanza. L'ereditarietà storica., caro il mio Sacri pante, é un fatto che ormai non è più soggetto a discussioni; e non soltanto per quan~ riguarda i medici . Ogni classe sociale, ogni arte, ogni professione, ha le sue propaggini nel passato; e n ei più recenti germogli del grand'albero della specie umana, scorre pur sempre la linfa,· che non ba mai cel:lsato di circolare nel suo tronco più volte millenario. Se oggi ancora, nonostante la rivoluzione del1'89 e le conquiste del socialismo, un titolo nobiliare è circondato da un'aureola di rispetto e rac~ogli~ le scappellate della folla, ciò è dovuto in massima parte all 'influenza d'una ereditarietà, che ba le sue origi.ni nel feudalismo. Così si dica della casta sacerdotale, di quella militare e di molLe altre, che, ai tempi nostri, s1iuorgogliscono o sì dolgono dello splen·lore o de ll'avvilimento dei loro remoti an te· nati. In special modo per i medici, l'infiusAo di quest'ereditarietà è chiara come la luce maridiana; e se i medici d'oggi- quelli auten· tici - consci del loro valore e della loro forza, son riusciti, dopo una lunga serie di epiche lotte, a far trionfare. in parte i loro sacrosanti dirit.ti, il merito è della bontà della loro causa, del loro coraggio, della loro tenacia; ma nt n è di certo dovuto alla. dubbia. nobiltà del la loro stirpe, nè tanto meno .al favore della folla, per la quale le tabern.ae medicm·um e le tonst1·i'R.o e furono, sono e saranno se m pre allo stesso li ve l lo. Ribattendo in modo assai mald~stro e da vera sbercia, come c'era. da aspettarselo da un epistolografo della sua forztt. 1 i miei argomenti, il dott.or Sacripante commette l'inqualifìeabi le sconveniemr.a. di citare l'affettuosa necrologia, che il n-ostro Mario De Flora ~crisse per il maggiore medico dot.tor 'Francesco Sullini; e crede di mer.termi con le spalle al muro ripetendomi quel passo in cui si fa cenno delJo imponente corteo, che seguiva il feretro d<)l compianto collega. Oh, candida ingenuità sacripantesca! Il tributo di reverenza, e talvolta. anche dì affetto, che si rende ai morti accompagnandoli al sepolcro. è bello, nobile, ·commovente; ma. ahimè! esso è l'ultimo e - ciò che è peggio - ben sovente il primo. O tibicines, o .<Jicinnis,e&e, o prae·


1

'-l,UESTIONI D A'I'TUAL1TÀ, VAll.IETÀ, NOTIZIE

631

ficae, che v'accalcat,e intorno al {ttntts indù·ti't;;tm, voi onorate il morto,

e sta bene; ma l'onoraste aur;he da vivo? Voi pjangete un morto, ed io vi dò un punto di merito; me. ve ne darei dieci, di punti, se fossi certo che gli sorrideste quand'era ·vivo, che lo confortaste nelle ore di tristezza, che lo aiutaste nelle difficoltà della vita. l!Ia siccome di ciò sou tutt'altro che certo, così non mi sento disposto ad ammettere che l'imponenza. d'un corteo funebre rappreRenti il maggior tributo di gratitudine, che si possa desiderare dai nostri simili. Che razza di tributo è mai quello, che costa così. poca fatica e che an·iva tanto in ritardo ? Ma rispettiamo, per amor del ciel o, la maestà della morte, e non trasciniamo le nostre meschine polemiche fin « dentro l'nrne confortate di pianto,., dove forse il sonno della. morte è men duro di questa travagliatissima vita. D dottor Sacripante s'arrabbia perchè io dissi che l'asservimento dei medici a tutte le altre classi sociali già esiste di fatto, e si coropiace (chi si content~, gçde) della posizione invidia bile con q uistat.a dai medie~ in questi ultimi tempi. Merli ci condotti, apprezzati, adulati e pagati profumata mente; liberi professionisti, tutti ricchi sfondati; la direzione degli ospe:!ali, affidata a i medici: pres~o il ministero dell'interno, una direzione gt>nerale di sanità., che fa il bel tempo e la pioggia.... In somma, il vero paese di Bengodi, dove i: medici sguazzano nell'oro e assaporano le dolcezze del potere. Qual nltro ha bevuto il dottor Sacripante, che gli procura dei sogni così deliziosi? Ma. chi non sogna, vede purtroppo chè i medici condotti, benchè pagati un po' meglio d'un tempo, son sempre gli schi&.vi dei tirannelli da lla fascia tricolore sull'epa e di quegli altri dalla giacchetta di fustagno sulle spalle; che i liberi professionisti - salvo le solite eccezioni - fanno una vita assaettata e muoion poveri in canna col solo beneficio dei postumi onori ; che gli ospedali c:ivili sono diretti in apparenza da medici, ma in realtà d~~ , funzionari amministrativi, più sapienti di Salomone e più prepotenti di Saulle; che la direzione generale della sanità• pubblica... Ebbene sì: voglio fare quest'unica concess~one al mio contraddittore: la. direzione generale della sanità pubblica rappreseJ?ta un vero trionfo della medicina e dei medici sui L1lli puziani della burocrazia; ma sa egli a pre7.zo di quante lotte, di qllante amarezze, di quanti sconforti? Ne chieda conto all'insigne professar P agliani, che ne fu il coraggioso ideatore, e a.' suoi illustri suc~essori e sentirà «di che lagrime grondi e di che sangue • questa mirabile istituzione, di cui soltanto ora, dopo lunghi anni d'osti nata. e ingiustificabile avversione, s'apprezzano le benemerenze infinite.


6<32

1

~UESTIO.N I 0 ATTUALITÀ, V ARIETÀ1 NOTIZI E

•

Che cosa. abbia poi volu to provare Sacripante scrivendo che nel Senato e nella Camera vi sono dei medi ci, io non saprei dirlo davvero. I senatori vengono nominati in v irtù di certi t itoli specificati in certe « categorie » 1 in cui della medicina. non si fa il minimo cenno; e se l'aula del palazzo Madama ha. l'onore d'accogliere pa· racchi seguaci d' Esculapio, tutti sanno - meno il dottor Sacripante -che q uesti v'entraro no o per censo, o perchè membri anziani di accademie scientifiche, oppure dèl consiglio superiore d'istruzione pubblica (come Camillo Golgi !); o perchè deputati in tre legisla· f ure : ma nessuno vi penet rò per il titolo della 2()& categoria (aver -i llustrato la patria con servizi ~ meriti eminent-i), del quale, fra. tutti i senatori presenti, può vantarsi il solo Guglielmo Marconi, il quale, per sua fortuna, non è laureato in m ed icina.. Con ciò non in· tendo dire che nell'Alta Camera non vi si an medici di gran fama: dico soltanto che questa non è riC<In'osciuta come titolo sufficiente per .aprir loro le porte d el Senato. Per quan to riguard a i medici deputati: è appena. necessario H dire che la medicina non entra che di strli.foro nella. loro elezione, alla. quale (mi ~onsenta il dottor Sacripante di capovolgere l'espres· sione meno in felice della sua. infelicissima lettera) ben soven te giova più un bell'articolo che una buona d iagnosi. Il voler dunque soste· · nere che la. medaglietta data. a I ppocrate segni un trionfo delle. me· d icina, è una balordaggine pari a quella di chi dicesse che il gen~re epistolare è salito a più grande altezza perchè il dottor Sa.cripan.te è stato eletto, per benemenze special issime, presidente della Società protettrice d egli animali. È verissimo quel che d ice il mio critico, che, cioè, vi furono al· cuni medici i quali raggiunsero i fastigi del potere; ma., lasciando anche da parte il fatto, che ,essi diventarono miuist::i per la loro in· ftnen za essenzialmente pol itica di capi-partito e per 11 gioco dell'el· talana parlamen tare, in cui lavoran di smanacciate e di spin te' tntti i gruppi della Camera, è cosa pur t roppo ben as!>odata che senti· rono più di qualsiasi altro - 'appunto perchè medici - i l p eso della <mrica altissima, e dovettero sostenere soventi volte gli assalt i feroci dei soli ti uomini di spirito, i quali, o dalla tri buna o dalle colonne delle gazzette, si scapriccirono a. gettar loro addosso tutte le lordure raccattate nelle chiaviche degli ospedali, A a decorarli burlescamente di tutti gli emblemi più sudici della chirurg ia. minore . .A.l dottor Sacripante, il quale mi r~mprovera di non aver citato nel mio articolo Giovanni La.nza, risponderò chB sarebbe un pretender troppo dalla sua scarsa coltura l'invitarlo a riandare col pensiero il periodo

l

l


..

:

'·

·:

QUESTIONI 0 1 ..\T'rUALl'T'À, VARIETÀ , NOTIZIE

63~

storico che precedette gli avvenimenti del1870. Ma se qualche bran· dello di ricordo gli riroan nella zucca, dovrà rammentare che il dottor Giovanni L anza, più vol te ministro e poi presidente del consiglio, fu aggredito, insult~to, vilipeso da una. muta. di botoli nn· ghiosi; e che, mentre egli, presentando lo sfacelo del secondo Impero, preparava. acr.ortamente col Sella e col Visconti-Venosta l'occupazione di Roma, piovevari su di lui i frizzi più mordaci, e migliaia di caricature lo rappresentavano coll'immancabile siringa al fianco. E questa fu la cm·ona mt~ralis decretata dai submediocri d'allora al presidente medico di quel ministero, che condusse l'Italia. dentro le mura della città eterna. In quanto a Guido Baccelli, mio venerato maestro, dal quale !mparai a far buone diagnosi e, all'occorrenza., anche belli articoli, perchè avrei dovuto ricordar lo nel roio scritto? Fora~ per dire che, oltre aù esser stato un clinico insigne, un umanista. di prim'ordine e un oratore principe, fu anche ministro della pubblica. istruzione & dell'agricoltura industria e corumercio? Come se quei due portafogli~ da cui non ebbe che amarezze, aggiogassero· un briciolo. alla sua fama, e come se il suo passaggio attraverso le aule ministeriali fosse stato una specie di viaggio trionfale d'Esculapio nel nuovo Oli m po offembachiano della politica ! Codest.e citazioni, del resto, ben lungi dall'indebolirla, rinsaldano la mia tesi; e ciò il dottor Sa.cripa.nte avrebbe dovuto com prendere alla prima, se non fosse ritagliato d&.lla stoffa di quei cocciutissim i muli, che non si smuovono, neppure a. frustarli, da un sAntiero pericoloso col rischio di rom persi l'osso del collo. Il poco cavalleresco discendente del re di Circassia sta dalla parte<!i coloro, i quali biasimano acerbamente i medici che escono di tanto in tanto dalle pagine del formulario per cimentarsi in altri campi, a cui si sente naturalmente attratto chi ha lunga. consuetudinee grande amore allo studio. Che Sa.cripante non voglia uscire dal formulario - dove pur si trova a disagio - è co~a facilmente spiega.bile quando si pensi che, se egli ne esce anche per poco, vièn s.ubito preso a pedate·; co~e gli sta succedendo proprio ora in q uest'a.r· ttcolo, dove per quell'umile ufficio son costretto a adoperare la penna~ non potendo. servirmi d~llo s~ivale. S'egli vuol rimaner chiuso là. dentro, ebbene ci rimanga a piacer suo, chè il dauno sarà tutto dei clienti, non certamente della letteratura; ma il ~olerci tenel' chiusi anche i colleghi. è una di 'ìuelle pretese che nè egli, nè altra persona di maggiore autorità della sua - foss'anche il suo maestro An· ni.bal Caro

ha il diritt-o d'accampare. Non citerò molti nomi per


QUES1'10~l

v' A'I'T UALl'l'À, YAll.IETÀ, !\0Tl%IE .

n on sent irmi ripetere che faccio sfoggio di coltura; ma come resistere alla ten tazione di ricordare - senza uscir di ca:;a nostra- i nomi .di Francesco Redi, peritissimo in medicina e leggiadrissimo poeta; di Francesco Puccinotti e di Maurizio Bufalini, medici dot.ti ed eleganti scrittori; di Luigi Carlo Farini (A ltro medico ministro, ignoto a SaC'ri pan te l , au tora della St01·ia d ello Stato 1"Mnano dal 181-1 al 18[>0, trarlotta in inglese dnl Gladstone; di Augusto Murri, clinico,· scritt vre e peusatore profondo ; e di Guido Baccelli, rammentato più sopra, di cui non v'è alcun ~acr ipante che non ricordi la maravigliosa versatilita clell'elettissimo iugegno? Del resto, senza ricorrera a citaziuni speciali, si può dire che la maggior parte dei medici delle antiche scuole italiane furon letterati di bella fama, e molti di essi appartennero all'Accademia della Crusca: onore, questo, al quale pare non aspiri il mio critico scortese. Che se poi questi nomi gli se m bras:-:ero troppo lontani nella memoria o nel tempo, potrei citargli quelli di un buon numero di medici contemporanei, i quali sono non meno noLi nel mondo letterario che in q nello scientifico E poichè egli, a quanto sembra, vive in Roma, gli citerò fra gli altri i dotlori La Torre e Curàtulo, due scri ttori coltissimi e vera::::tente geni ali. Riassumendo : del mio articolo su «I medici :. il dottor Sacripance non h a capito proprio nulla: nè il motivo che m'indusse a scriverlo, n è l'importanza di certi ricordi leggendari e storici; n è l'ironia che vi scorre da capo a fondo e che - non compresa - doveva necessariamente a pparir falsità o esagerazione a un critico di scarsa intelligenza e di co ltt.ra men che mediocre. Dunque, nes· s uoa mara.viglia s'egli m'ha scritto una lettera senza garbo, senza sintassi e senza senso com u ne. A. proposito di q uesto bel sa.ggio epistolare : il dottor Sacripante conclude col chiedermi scusa se la lettera è riuscita disa.dollla; ~ mi dice, a sua discolpa, ch'essa fu scritta su due piedi. Ha fatto molto bene a dirmelo, p ert:lhè propxio avrei giurato ch'era stata scritta su quattro · R oma, l uglio 1918. EoMo::-<oo TRoMBF.TTA.


635

NECROLOGIO -

' C>~pitano

•

Sul cnmpo dell' onore m ed ico di C•)mplc m. CESARE ALZIATOR »

T olr\ente

l

t

»

•

• )l

•

•

..

•

~-

• »

.-\ spiran~e

)l

•

•

•

TITO PIETRA Pl : RO BJ .\ NCHI • » RAFFAELE CILENTO • m s. a. RENATO COLETTI di co mpl~m. MARCO AURELIO NEGRISOLI » VI I TORIO ~ C HI AVON I » GIUSE PPE ZARRI ANDRE A GIELPI • • ACHILLE MAZZONI " ))

»

~

ud ... n·~g. f nnt('rÌil.

• l D

•

•

•

"

• t

..

•

•

D

l)

•

•

n! pini • ful,teria, • Mdi ti . r~ p . regg. fu nterin .

»

•

• •

• t

. .

Conte GIAN GIACOMO CAVAZZI DELLA SOMAGLIA Presidente d·ella Croce Rossa italiana, senatore del Reg no.

Il conte Gian Giacomo Della Somaglia fu colpito dalla morte nel pieno vigore dell 1età e dell'ingegno, come un soldato sul campo dell'onore. Egli sparisce dalla scenli t,ragicn, del mondo mentre la sua attività, la sua intelligenza, la sua energia senza pari eTano an.cor ianto necessarie alla. benemerita Croce Rossa italiana, di cui era, dal 1913, deg~issimo e amatissimo presidente; e mentra il plauso generale per la sua mirabile opera organizzatrice s' inualzava fino a lui, portato sulle ali d'una riconoscenza infinita, Egli sparisce lD. un'a ureola di gratitudine e d'amore. Quando si seri verà la storia sanj taria della guerra present,er in cui rifulse - come mai nel passato - l'opera d'assistenza ai feriti ~ ai malati, dalle linee di fuoco agli ospedali di riserva, il nome d i 'Gian Giacomo Della Somaglia sarà inciso a caratteri d'oro nell'albo dei .grandi benemeriti dell'esercito ·e della nazione. Il Corpo sanitario militare, legato alla. Croce Rossa italiana con ·saldi vincoli di fratellanza, le porge oggi condoglianze vivissime per la. perdita delJ'uomo i ll us~re, che ne impersonava. nobilmente l'alta -spirito d'altruismo, e ehe fu esempio delle maggiori virtù civili: prima f ra le quali, l'ardente amore per la patria diletta, resa più grande dal valore ,e dal sacrificio di tutti i suoi figli. EDMONDO TROM BKTTA.


r

636

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE BICOliiPENBE al v alor mUltare per la campagna dl g uerra. 1 9 l 5 - 19 18. t r.u••l• n•m~•ll•le -

l'edi fascicol i prr,édi'nh del 19/fi-17·1$ )

MRDACH. I A D' ARGJ\:bi'l'çl·

Decreto luogotene.~ziale :; gen1taio l !l L8. 82. BALARIS Giuseppe, da Savigliano (Cuneo), tenente medico reggimento fan teria. - Dopo aver medic11.to numerosi feriti in una loca lità s coperta e battuta dal tiro nemico, segui va apoutaneamente i l suo ba tt11.glione fiu sulla pl'i ma linea da. poco .r aggiun ta. lvi, sotto un violento bombardamento, improvvi;;ato un debole riparo di pietre, incurante del pe ricolo, prestava le Stle valide c ore a numerosi feriti, dando mirabile esempio di attività, calma e coraggio. Carso, 5 giugno 1917. 83. Dm T o MMASr Fl'ance.~co, da Noci (Bari), sottotenente medico milizia territoriale reggi mento artiglieria campag na. - Avendo saputo che nei pressi di una ba tteria del gruppo giaceva gravemente ferito un ufficiale di un altro reparto, inr.urante del pericolo e animato sol tanto da alto sentimento del dovere di umani tll., attraver.>o uni\ zona scopertA. e intensamente battuta dal t iro di medi e piccoli calibri nemici, s i recav~ a portare il suo valido Aoccorso alfe· rito, che le d iffi cili condizioni del momento non permettevano di trarre al ri· paro. Pochi giorni dopo, perchè più sollecite giungessero le sne cure, ripeteva il bell'Rtto per· tre solrlati feriti di una batteria del gruppo. - Colle Ner·o (Orni Krib), 18-23 aprile 1917. 8l. Scocc JA:\Tl Aldi{Jerio, da Apiro (Macerata), capitano medico sezione sanità reparto somegg iato. - Per molti mesi volontariamente prestò l'opera sua in siti esposti al violento tiro nemico, dando m;rabile esempio di coraggio e di elevato sentimento del dovere e infondendo calma 6 fiducia nei dipendenti. D urante uu bombardamento del posto di medicazione, in cui perdette la vita uno dei suoi militi, diede nuova. prova di g rande calma e singolare "!_p rezzo del pericolo nell'tdempière la sun nobile missione. - Vallerisce-Podgnra. feb· bra io 1916; Ciprjo.nisce-Somt' Andrea di Gorizia, l O ottobre-2 novembre 1916Ml'lDAGLIA Dl BltONZO

D ecreto lu.ogotwenziale a qem1aio 19 18 _ 4l!2. AL~Jll:Onr Lttitti, da Cori (Roma.), tenente medico complemento reggimento f~~onteria. Quale dirigente il servizio sanitario di un reggimento, mentre q ut~sto si trovava impegnato in 11-spri cornbn.ttimen ti, con alto sentimento del dovere 6 dando per primo l'esempio. trasportò il posto di medica.zione sulla linea del fuoco, seguendo i reparti nella loro avanzata. in pos ti di medicazione improvvisati su posizioni battute ed esplicando la sua nobile missione con g rande calma, coraggio e abilità. Arditamente si espose, sotto l'intenso tiro nemico di fucileria e artiglieria, per arrecare i primi soccorsi ai feriti gravi, $n.lvandone buon numero. - Lucatic, 24-25 maggio 19L7.


PER lL LIBaO D 10ll0 DEL CORPO SANITARIO MILITARE

'

637 :

'

l

413. A V.llErucu Giacomo, da Oagl i1tri, ca p i bano m ed ico reggi mento fanteria.

Benchè ancora atnmalato, volontariamente usciva dall'ospedale per seguire il reggimento in linea. Mentre s i svolgeva una vittoriosa avanzata e le artiglierie nemiche di tutti i calibri violentemente horn b:ndavuno le nostre trincee, demolendole, avendo saputo che un ufficiale ed un graduato di truppa erano ri. · masti sepolti sotto le macerie, accorreva sul posto e, dopo mezz'ora di febbrile lavoro e con evidente pet·ico lo d! vita, li traeva a salvamento. - Boscomalo (Rudi Log), 23 maggio Jl917. 4J4. BALLERIO Giovamti, da E'irenze, tenente medico complemento raggruppamento bornbatdieri.. gruppo. - .Sotto il violento fuoc~ nemico, stando al posto d( medicazione disimpegnava n suo còmpito noncurante del pericolo, finchè venne colpito mortalmente da una scheggia di granata nsmica. - Gorizia (Valle Rd.ut), 12 maggio 1917. 416. B&Rl<ARDI Giuseppe, da Rt roppv (Cuneo), aspirante ufficiale medico reggimento fanteria. - Al seg)lito di un battaglione che, durante lo svolgersi di un'azione olrensiva, a ccorreva. in prirna linea attraverso una zone.. battuta in· tensa.mente, medicava numerosi feriti , completamente allo scoperto, uscendo spesso dai camminamenti per nteglio prestare l'opera sua, dimostrando calma. singolare di fronte al pericolo. Al posto di medicazione, con gra.ude energia organizzava durante un·azione cruenta lo sgombro dei feriti, esponendosi ripetut~~.mente e .;erenn.ments nel difficile lavoro. - Castagnevizza, 26 maggio 1917. 416. BtANCBEDt Giuseppe, da Parma, capitano medico sezione automobilistica Croce Rossa corpo at·mnta - Comandante di una sezione automobilistica della Croce Rossa itàlian.t prestò instancabilmente, con slancio volontario. l'opera propria nel po:itO avanzato di concentramento di una sezione di sanità divisionale, assumendo di questa il comando in difficili giornate di azione. Colpita da una gran;.ta nemica di grosso calibro la sede dllll11. sezione, che in parte rovinava uccidendo e ferendo u!llciali medici e militari di truppa, fu tra i primi ad accorrere per dirigere l'opera pietosa e pericolosa di salvataggio, e non lasciò it comando . uonostante fosse rimasto ferito, se non quando i! set·vizio Cu riorganizzato e :regolarmente ripreso. Bell'esempio di corliggio, di abi-. lità. direttiva. e di sprezzo del pericolo. - Monfalcone, 4-6 giugno Hl17. 417. BIASOLr Umberto. d,\ Barbarano {Vic~>nza), capitano medico reggimento fan ·. teria. - Medico tDtei ligente ed attivissimo, fu setnt)re animoso in combat ti· mento. Sotto il fuoco avver,;ario, spostttndosi da un posto ai medicazione con mauifesLo pericolo, incitava col consiglio e coll'esempio il dipendente personale sanitario, assic urando il funzionamento del servizio che i numerosi feriti e le circostanze del momento rendevano particolarmente difficili. - Clistagnevizza, 24 27 maggio 1!H7. 418. BnmA cav. Pi~tro, da Nesso (Como), capitano medico compl~> mento ufficio. sanità di visione. - Essendo stato silurato il piroscafo su cui si trovava imbarcato, con generosità e sangue freddo coopera va al sa.lvatagg'io dei naufraghi •. infondendo loro calma e fiducia colla parola e coll'esempio. Raccolto da una nave alleatR, s i dedicava subito alla cura de i feriti, destando ammll-azione io tutti per la serenità del suo contegno e per l'efficacia della sua opera. - Mare Ionio, 4 ma ggio Ù:ll7. 419. BONANNO Francesco, da Barcellona .Pozzo di Gotto (Messina), tenente medico reggimento fanteria. - Addetto ad un ba.ttaglion~, sotto l' intenso fuoco ' nemico, prestò, con esemplare calma, fermezza e sprez?.o del pericolo, l'opera. sua a numero$~ feriti. - Carso meridiouale, ~S-28 maggio 1917.

''•

." ' (

ii

·~ H

l

Jr

• t •

{ 't

~

i 11

..:t••

·1 .~

.l

( l l

l,

l

1l l

J! ~:

a ~

ft


•638

PE11 IL J.IBRO n'oRO DEL CO RPO SA~lTAliiO ~IIT,ITAHE

420. ÙAL.DAIWLA J?,·a.nceiicO, da Ruvo di Puglia (Ba1·i). capitano medir:o reggimento f11nteria. - Incurante llel peri colo e beo•:hé sotl'e rente per una distors .one ri · portatu, Rrtrave•·sa,·n co n mirallile sangnt) freddo una zona tortemellte battuta dalle artiglierie nemiche, e traeva in :salvo un uHiciale supedore caduto ferito sulla linea di combattimento. - l\Ioute Vodice, 24 maggio UJ17. 421. ÙAN:-IAS Ni ci.Jia, da Cngliari, maggiore 1ued ico sezione sanità. - [n commutazione dcll'enr•omio solenne conce:;soyli. col decreto hwyoienenziale 15 ottobre I!J 16. - :\lentre il 1.iro dell'arti g lieria ne n1i C1L batteva 11, zona nella quale si trovava il fallbricato del la. ,;ezionc di sanità, incurl\ute del pericolo, con cl\lma. e freddezza dirig<!va i l la ~·o~ di d is:;e ppell i m eu to dei soldati rimas t i sotto le macerie di una. parte del fabbricato abbattuto dallo scoppio di una gran.ata avversana di grosso calibro. Si distingueva pure per singolare co raggio, in altre circostanze. - Cassegliano, :J) uqvembre 1915. -!22. CAPBl:lòLATRO Etto1·e, dn Cnstclmorrone (Casert<J.), capitano medico sezion e san ità - Comandante di un reparto someggiato di sanità, seppe con l'esemi>io infondere costantemente nei dipendenti slancio ed elev11to sentimento del dovere. Colpito il posto rli medicnzione da uua granRta avversaria, che causò numerose vitLime, d1ede prova di grande calma e di invitto coraggio nel soc-:orrer e prontalll&nte i feriti e nel metterli al riparo. Pur perdurando il tiro iotenso dell'artiglieria nemi ca, continuò a prestare l'òpern. sua senza inter· ·ruz:one ai nuovi feriti cl•e a tflui vano dalla prima linea. - Sant'Andrea di Gorizia, 10 ottobre-2 novembre 1:.116. 423. CHIAPPE Renato, da }~Jassa (Massa a Cunara), capitano medico r eggimento fanteria. - Dirigente il servizio sanitario di un reggimento, adempì co.n amore, zelo ed iutelligenztL il compito a lui aJlìùato. :Bell'esempio sem pre di ntLivitll. e !'preno del pericolo, tra~t'u.se il sentimento di emulazione fra i di· pendenti ufficiali. Sem pre vicino alle truppe com'battenti, in difficili momenti prestò l'opera sua su Ile linee avanza t e ed in zone i u tensa.mente battute dal fuoco avversario. - Carso meridionale, 23-Bl maggio 1917. 42,t Ct.EllEN'I'E Anto?tino, da Catania, sottotenente meflico complemento reggi· mento fax..teria. - Benchè esausto di forze, sotto l'intenso fuoco dell'arti· glieria nemica, pen;isteva a prestare la cura più fraterna e coscienziosa ai feriti , che :dHui vano al posto di meJicazione. - Castagnevizza, 23-26 mag· gio 1917. -421l. Co:o~tNO A.tt<ssandro, da Genova, capitano medico sezione sanità. - In cir· costanze difficili di terreno, di tempo e di combattimento, seppe adempirli lodevolmente al suo dovere di comandante una mezza sezione di sanità. V n !le d'Assa, · 16 agosto 1916 e 1o-22 maggio 19lll. 426. CoN'rJNANZA Francesco, da Roccanova (Potenza), tenente medico reggimento .fanteria. - Addetto ad un battaglione, mentr~ il proprio repa1·to era esposto ad un. violento bombardamento nemico durato quasi ini n terrottamente per quarantotto ore, si adoperava. serenamente ed infaticabilmente a curare i nu· tnerosi feriti ed a provvede re alloro traspo;to ad un lontano posto di sanità, esponendosi più volte con grande ardimento a.l fuoco incessante dell'arti· glieria avversaria.. - Monte Vodice, 23 maggio 1917. 427. COPPOI.A 1\lficllele. da Lecce, aspirante ufticia.!e medico reggimento bersa· glieri. - Durante dodici giorni di violenti combattimenti dimostrava atti· vità. e serenità, attendendo in zone scoperte e battute fortemente dall'arti· gl ieria avvtn·sar ia 1,1l,. sua opera pietosa, vicinissimo alle trup~e combattenti,


PP:R IL LIBRO D'ORO Dll:L CORPO SANlTARlO MlLITARE

t\39

medicando gli uomini del suo battaglione e di altri reparti, e dando prova di alto sentimento del dovere e di sprezzo del pericolo. - Monte Vodice, 25 maggio 1917. · 428. DA VILLA Luciano, da. Treviso, aspirante ufficiale medico reggimento fanteria. - In un posto di medicazione in prima linea, durante cinque giorni di continuo combattimento, dimostrò attività. e coraggio singolari, compiendo

l'opera sua sotto il continuo bombardamento nemico. Caduti fer1ti tutti gli ufficiali medici del posto, assunse la direzione del servizio sanitario, facendolo funzionare in modo lodevole e rispondente alle difficlii contingenzè del ml•mento. - Monte Vodic~, 16·20 maggio 1917. 429. DE MARZO Vincenzo, da Manfredonia (Foggia), capitano medico reggimento faiiteria. - Dirigente il servizio sanitario del reggimento, durante violentissimo bombardamento e success ivo attacc:o nemico, con serena calma e coraggio prestò, per più di dodici ore, le sue cure ai numerosi feriti che affluivano al posto di m11dicazione. Fatto prigioniero con tutto il personale di sanità, ottenne, imponendosi energica.mente, di continuare sul posto n ella sua opera, finchè venne liberato in seguito ad un nostro contrattacco. - Podgora, 26 marzo 1916. · 430. DIQUATTRO Giuseppe, da Ragusa (Siracusa.), sottotenente medico reggimento fanteria. - Calmo e sereno, anche sotto rintenAo bombardamento nemico, sempre in prima linea, portò l'opera sua pietosa a numerosi feriti. - Carso meridionale, 23·28 maggio 1917. ~l. D'OTTONE Armando, da Livorno, tenente medino complemento sezione sanità. - A capo di squadre di portaferiti per la ricerca e il seppellimento di numerosi cadaveri giacenti tìn presso le nostre trinceu pii1 avanzate, svolgeva e completnva il difficile compito anche nei siti più pericolosi e sotto il tir<> del nemico, con grave rischio personale e dando costantemente pruva di grande serenità. d'animo, di coraggio e di alto sentimento del dov~re Durante un intenso bombl\rdamento avversario, diretto sul posto di medicazione del proprio .reparto, continuava. imperturbato a. pn•stare con la consueta fermezza l'opera .sua di assistenza e di medicazione dei numerosi feriti, contribuendo poi attivamente anche alle operazioni di salvataggio e di sgombro. - Sober·Vertojbizza, 21-24 ottobre, Cipryanisce (Gorizia), 1-2 novembre 1916. 482. FALCH1ERO Antonio, da L eyon (Francia), capitano medico reggimento fan· teria. - Durau te una violenta azione si portava spontaneamente in una località. avanzata e battuta dal fuoco nemico, rimanendovi tutto il giorno per l poter prl.'stare sollecitamente le cure necessarie ai numerosi feriti. - Carso, 5 giugno 1917. 433. FRANCHI cav. Luigi, da Zognc. (Bergamo), maggiore medico sezioue sanità divisione - Al comando di una sezione di san ità, sotto un intenso bombardamento nemico, tenne il suo posto con energia e s prezzo del pericolo, anche dopo di essere stato leggermente ferito, ottenendo felicissimi risultati.- Vaccheria. del ParaJiso (Monfalcone), 27 novembre 1915. 43!. FRANCHINI Giovanni, da Sassari, tenente medico sezione sanità. - Colpito il posto di medicazione da una granata nemica 'che causò m6lte vittime, accorse prontamente a prestare l'opera sua di soccorso ai feriti facendoli anche trasportare in luogo più sicuro, in attesa di essere sgombrati. Pur perJurando il bombardamento, con seren ità e coraggio si adoperò a ristabilire prontamente il regolare funzionamento del reparto per gli altri feriti cbe a.flluivano dalle linee di combattimento. - Sant'Andrea di Gorizia, 1° novembre 1916.


640

PE:R Il. LIBRO D 0HO DEL CO RPO SA:\ITA~IO MILITA RI!: 1

435. FRo~zr Gio•:anni, da Rimini (E'orlìl, aspirante medico reggimento fanteria. - Addetto a.•l un baltnglione, sotto l'inteuso fuor:o nemico, sempre in prima linea, prestò l'opem s ua a numerosi feriti con esemplare calma, fermezza e sprezzo del pericolo. - Carso meridionale, 23-28 maggio 1917. 436, GBJRARDr:-;r Tito, dn Arcngnano (Vicenza), aspirante uf6ciale medico reggi· mE\nto fanteria. - Calmo e sereno, a nche sotto l'intenso bombardamento nemico, sempre iu prima linea, prestò l'opera sua pietosa a numerosi feriti. Carso meridionale, 2f3-28 maggio 1917. 43i. G lcJJt&r,r,o B P.rna rd<J. da Savona (Genova), aspirante ufficiale medico reggimento alpini. - Sotto il violento fuoco di artiglieria, fucileria e mitraglia· trici nemiche, volontariamente si recava sulla linea del fuoco per prestare la sua opera, incitando ed incoraggiando gli alpini alla resistenza. - Monte Vodice, 28 maggio 1917. 138. I:>~zA:-11 Achille, da :\lod'asso (PiRcenza), aspiraute ufficiale medico reggimentofanteriu.- Al s~guito di un battaglione, che, durante lo svol~ersi di un'azione offensiva, accorreva in prima linea attraverso ad una zona battuta intensalllente, mPd icava numerol;;i feriti, completamente allo scoperto, uscendo spesso· dai camminamanti per meglio prestare l'op!'ra sua, dimostrando calma singolare di fronte al pericolo Al posto di medicRzione, con grande energia organizzavr,, dnra11te un'llzione cruenta, lo sgombro dei feriti, esponendosi ripetutamente e serenamente n .. ! difficile lavoro. - Castagnevizza, 26 maggio 1917. 439. LIOCE Michele. da. Noi cattaro (Bari), tenente medico reggimento fanteria.Con fer mezza e coraggio, in di v erse circostanze. rese difficili dal violento fuoco nemico; soccorreva e medicava i feriti, dando nobile esempiO di a lto senti w"uto del dovere. M enLt·e ent iuteuLo u pr":;LartJ l'oiJ"ra :;ua iu ou puul.o a~:sai

esposto, caòeva gravemente ferito da scJ.e~gia di una granata avversat'ia.Monte Vodic!', 30 mR~gio 1!:117. 440. MAR(;J ,\ :-11)1 Sill'io. da Rho (Milano), sottotencnte medico reggi mento a l pini.Ferito ad un braccio e ad unn gamba per lo scoppio di una granata nemica che sconvolse il posto di medicRzione, producendo danni anche ai ricoverati, diede prova. di g ran de calma e òi alto sentimento del dovere, provvedenno a che il personale rimnsto illeso seguitasse a far funzionare il posto stesso. Monte Vodice, 18·19 mAggio 1& 17. 441. MoltBEJ,J.0:-<1 Paolo, da Dad'o (Br.,scia) aspirante ufficiale medico reggimento alpin i. - Con c:~ l ma e coraggio, pr~>stnva le prime cure ai feriti del battaglione, non preorcupandosi che il pos to d i medicazione fosse fRtto seguo al tiro de lle artiglie1·ie avversa,.ie, e non se ne allontanava che dopo esc;ere stato ferito ed assolutamente impossibilitato a continuare il servizio. Monte Yodice. 18-19 maggio 1917. 442. N~~GHOTTJ Gitl.~eppe Mario, da Torino, sottotenente medico sezione sanità.- In circostanze difficili di t erreno, di tempo e di combattimento, assolveva lodevolmente il suo ma.ndRto con sprezzo del pericolo. Esempio a tutti di virtù militari. - Vnl D'Assa, 20-21 maggio 1916. 443. . P,uiPANJNl Carlo. da Poggio Renatico (Ferrara), tenente medico reggimentonrtigliel'ia montagna. - Addetto ad una batteria, la seguiva in aspre e difficili .azi.:>ni offensive, prestando le sue cure ai feriti, in una zona fortemente battuta dal fuoco nemico. Contuso ad una spalla da un sasso lanciato dalloscoppio di una granata avversarin, continuava ugualmente a prestare il suoservizio; nobile esempio di elevate virtù militari e di alto sentimento del dovere. - Monte V-odice, 18-31 maggio 1917.


1

PEil l!J LIR.R0 D 0RO Dll:L CO.Rl'O SA'K l'.L'ARlO MILl'rARE

641

-444. PAPA Nicola, da Napoli, aspirante ufficiale medico reggim ~ nto alpini. Sotto l'intenso bombardamento nemico, a pocbl passi dalla nostra linea di fuoco, con calma e corag~io esercitava 'la sua benefica opera, noncurante del grave pericolo cui si esponeva. - Selletta Vodice, 19 maggio 1917. 445. RosSI Arttwo. da Genova, capitano medico addetto comando gruppo alpini. Sotto il violento bombardamento nemi..,o, quantunque in località sr.operta ed intensamente battuta, attendeva calmo e sereno alla medicazione dei feriti . Portandosi per ragioni del suo ufficio in prima linea durante un violento contrattacco dell'avversario, armatosi di fucile, incoraggiava coll'esempio i soldati alla resistenza, dando prova di coraggio, di sprezzo del pericolo. -Monte Vodice, 18-Hl maggio 1917. 446. Ross1 Emilio, da Milano, tenel!te medico reggimento fanteria. - Sotto l'intenso f uoco dell'artiglieria nemica di ogni calibro, sebbene ammalato, con alto sentimento del dovere, si recava io prima linea prestando l'opera propria ai molti feriti del suo battaglione e d i un altro vicino, e provvedendo al loro t rasporto nelle .seconde linee. Non abbandonava il suo posto, finchè assalito da febbre altissima, dovette essere portato io barella ad uno ospedaletto da campo. - Podgora, (Cave-la Botte), 26-29 mo.rzo 191fi. 447. SA LAHA~O Giovanni, da Valle Superiore Mosso {Novara), tenente medi"o reggimento fanteria. - Organizzava lodevolmente lo sgombro dei feriti ed il risanamento del campo dell'azione dopo aspri suecessivi combatti menti, esponendosi ripetutamente. Per meglio assolvere il suo compito, stabiliva a pOC!\ distanza dalla prima linea una ambulanza chirurgica, compiendo con calma e perizia in difficili condizioni, la propria opera. - Castagnevizza, 26-28 maggio 1917. 448. SAr.vATOR1 Dino, da Brescia, sottoteoente medico reggimento bersaglieri. Durante dodici giorni di violenti combattimenti dimostrava attività e calma esemplari, attendendo iin zone scopèrte e bl\ttute fortemente dall'artiglieri!\ avversaria alla sua opera, vicinissimo alle truppe combattenti. medicando . gli uomini del !'UO battaglione e di altri repa,rti, e dando p1·ova di alto sentimento del dovere e d(sprezzo del pericolo. - Monte Kull, Vodice, 16-25 maggio 1917. 419. SANDOLLJ Pietro, da Avellino, tenente medico reggimento fanteria. - Dirigente il servizio sanitario di un reggimento, durante numerosi bombnrdamenti nemici dimostrò costantemente s ingolare calma e sprezzo del pericolo. Durante il combattimento, avèndo volontal"iamente sostituito un ufficiale medico di battaglione che, per condi.zioni fisiche, non era in grado di prestar servizio, seguiva l~ truppe su ll'avan~ata. portandosi dovunque Ol'correva l'opera sua, sotto il violento fuoco di mitragliatrici e artiglieria nemica.. Pod Kot·ite, 23 maggio 19l7. 450. - TALEN'ri Cesa1·e, d'Alessandria.. capitano medico reggime~to bersaglieri.Quale direttore del servizio sanitario di un reggimento, cLiese ed ottenne l'autorizzazione di portarsi presso un battaglione che aveva traghettato l'Ison'Zo, e, con sollecito interessamento e con grande calma. e serenità vi prestò la sua opert\ efficace, sotto l'intenso fuoco dell'artiglieria. avversaria.- Loga, 16-18 maggio 1917. 451. TlilRRANOYA Alfio, da Regalbuto (Catania), tenente medico reg'gimento fanteria - Io commutazione dell'encomio solenne concessogli col decreto luogotenenziale 3 dicembre 1916.- Direttore del servizio sanitario del reggimento,

•


642

1

I'ER TL tlllRO D 0RO Dl<!L COHPO SA:\ITARTO :M l i.ITABJ!:

fu in varii combnttimenti costante esempio di grande coraggio e sp rezzo di ogni pericnlo nell'adempire la sua missione. In una speciale cir~ostanza, si recò di per~ooa, nobile esempio ai dipendenti , dove più vivo era il fuoco ne· mico, pur di strappare alla mone mnlti feriti. - Selz, 30 gi ugno 1915. 4&2. 'l'lltAI·'&:ItRI Emid;o, da Cbivilcoy ( Repubblica .Argl'n tina), sottotenen te m edico complemento ufficio ~anitn divisione. - Essendo stiLto s ilurato il piroscafo su cui tronva~i imhArMto. con gPnerosità. e sangue freddo cooperava al snlvntAggio dei naufraghi, infon der;do loro calma e fiducia con la pn.rola e coll'est>mpio. Raccolto da unn. nave alleatn, si dediciLVa subito alla cura dei fp.riti, de~tanclo ammirazione in tutti per la serenità del suo contegno e per l'efoc.ncia della sua opera . - .Mare Ionio, 4 maggio 1Vl7. 459. UI<BIXO Gi11lio, fla Firenze, capit,a no medico sezione snnità croce rOS$8 1 corpo armata. -Investito dell'incA-rico t emporaneo d i capo ufficio di snnità di u na divisione, in diffic ili e entente giornA.te di azioni seppe assolvere il suo com· pito con a~ilità ed ener~ia. Colpita. la. s ode della propria sezione di sanità dal llombA.rdn.me nto n<>mico, ncconeva tra i primi al sn.lçatnggio degli ufficia li e mi lit ari di trUJlPil della sezione stessa travolti dnlle macerie, e ciò nonostante il tiro avversa1·io contiuuA.s:>e violento, dando bell'esempio di sprezzo del pericolo e di alto ,entimcnto del dovere. - :Uonfalcone 4·5 giugno 1Hl7. 404 VEHOXF:SE Ca?·/o, dn Rovigo tenente medico complemento sezione snnità. Già di~tintosi in altri combattimenti per ardimento ed eleYato sentimento del dovere, mentre il posto di m edicazione avanz;,to del reparto da lui co· .JlH\ndato v eoiva più voltll colpito in piPDO dall'~trtiglieria nemica che fa ce>a. numerose vi t time, incurante del pericolo, accorreva ogni volta pr ontamen te a trarre al ~iClHO e a socco!Tere i feriti dando bell'e~emp!o di g enerosità e di fermezz1t. - Ciprinnisce (Gorizia), 18 ottobre·2 novembre 1916.

D e,.refo l?tOflOll'nenziale 3 !fertnn io /918.

26 1. B .\RBANTF: Obela1·rlo. da Bologna, tenente medico reggimento ber;.aglicri. Direttore del servizio sanitario réegimentnle. da vari giorni di combattiment o dava prova di corR~gio e ;:arena calma nel prestate la sua opera ai feriti . Monte Vodice, g!J-25 maggio 1917. 26:3. B.~TTJJ. ,\NA Giuseppe, da Gastigl ione Cbinvarese (Genova). aspirante uffciale medico reg~imento fantet·ia: - Dette provA di grande calma nei momenti piu di ffi~lli dell'azione. Fu esempio di zelo e amorevolezza nel m ed icare e soccorrere i fari ti. Ht~hbene stt1oco ed esaurito da l luogo d i incessante Ja vor o, non arcl'ttò mai di ripo<;are. - :Boscolllalo (Rudi L og). 19·24 m:tggio 19 17. 263. BBRAHDI Ba,.•ilio, da Tufillo (Chieti ), sottotenente medico reggimento alpini. - Con attivitt~ e Alto sentimento del dovere, per quattro giorni rima:;e al suo posto di medicazione v iciuissi 1no a lle linee dei comba ttenti, prest ando le sue cure ai feriti, sotto il fuoco conti n uo delle artiglierie nemiche. - Monte Vod ice, 18 21 maggio 1917. · . 264. CmtNELI Coloml>o 1 da Piegaro (Perugin), a~pirante ufficiale medico, reggimento bersnglieri, - Sotto i l vjvo fuoto nemico, incur ante del pericolo, calmo e sereno, a t tPse instancabi lmente alla medicazione dei ferit i, dando eseropio di al truismo e camer atismo. - Mo ute Vod ice, 2:3 maggio 1917.


l'ER ÌL LlBRQ D'ORO DEL COREO SANJT,\Hl(l àJILlTARF.

6-;1.3

265. CUNTÈJ GiovaRni, da Pieve de l Cti.iro (Pavia) aspi raote uiiiciale meùico reg· gimento fanteria -In up posto di medicazione in prima linea sotto l'intenso fuoco nemico di artiglie-ria, con sprezzo de l pericolo, attese alla cura di numerosi feriti, alla inumazione di cadaveri ed ol ri,.armmento del campo dl'il'allione, percorrendo zone scoperte e battute. - Nad Bregom, 2!3·81 maggio 1917 266. D61 CESA.R.S: Vincenzo, da Foggia, capitano medico 1·<•ggimento fanteria. Dirigente il servizio sanitario di un reggimento, si ter , ev;~ COR i posti di medicazione vicinissimo alla linea di fuoco . Durante due giorni, sotto vio]emo bom bardamento nemico e con evidente e serio pericolo, p ercorreva più vo lte la strada fra i posti di ll'lP.dicA.zione, per tn eglio dirigere il servizio e portare aiuto ai propri dipendenti. - Vertojba, 10-13 ottohre 19l6. 267. GIORGI Rob&rto, da Stradella (Pavia), aspirante ufficiale medico reg~imento fantllria. - Ment re il posto di medicazione era fatto segno al t iro di artiglieria. nemica di g1·osso calibr·o con graunte a. gas lagrimogeuo, inctn·ante del pericolo, continuavR. con calma e sereni tà a prestare le sue cure ai feriti e a rincorare le eruppe .eh e si a ffollavano nella dolina. A vvenuto il cnmbio di reg!;imento, spontaneRm<ente rimaneva. sul posto per concorrere nello sgombro dei feriti. - Boscomalo {Rudi Log), 23 mRggio 1917. 268. N!UROT'I'I Giw;eppe Jfario, da. Torino, tenente medico complemento S\'Zione sanità. - Bencbè nmmalato. conscio del dovere cbe gl'incombeva, nonostante i consigli dei supe1·iori di restare a riposo, volle prestare l'opera sua valida ed efficace di chirurgo, per sopperire alln ddicicnza di pt-rsonale. - Carso 22 29 mag~io HJl7.

.369. TuLr, r Lnigi, da Teramo, a'lpirante ulliciale medico reç;gim~nto fanterill. In un posto avanzato di medicazione, cou sangue frerldo, sotto il fuoco iutenso dell'artiglieria n emica, atto~o alla cura di numeroo;i feriti, in diversi giorni consecutivi. - ·Nnd Brt>gom, 23-31 'm Rggio LH17 270. ZAMOYELLO .J ntonio, da Padova, sott.otenente medico regt;imento ber!'aglieri. - Addetto al servizio ~!l.nita! io reggiruentalè, d~wa prova di calma e coraggio a pre::Jtaro la propria opera, nonostante i pericoli cui erR. e.:;posto per il tiro dell'artiglieria rremica. - :Monte Vodice, 23-25 maggio 1917. M~:DAGLIA D'AHGENTO.

D cc?·eto l1togolenP1lziale 7 f t bbraio ·/9 fS.

86. CoNN IO Alessand?·o, da Genova, rapitano medico, comp!Pment? sezione S!Ulit a . - Comandante di un r eparto somcggiato di sanitiL dislocato in locn.lit~L intensamente battuta da!J>art.iglieria nemica, calmo. coraggio~o etl instancabile, p~ovvedeva ulla cura ed al trnsporto dei feriti , r ecandosi per·,:;onnlmente nei posti d i medica.zi•me reggiwentali pE>r sorvegliare I'Rnd11.mcnto dc·l servizio attra.verl'o zone intensamente battute dn proiettili n emici e.:i incorando con l'esen.; pio i suoi dipendenti. Già di~tiutosi nel fat~.o d'arme del 21 maggio 1916 a Brasola.da Costesin. - C1,rso, 23·27 ·moggio llH7. 86. D..: AM ICIS ih·turo, da Napoli, capitano medie<' complemenk reggimento fanteria. - Im piantato per necessitll. di cose un solo posto di medicazione reggimenta-le, ne diresse il funziona mento con grande abilità e coraggio, sot.to l'infuriare di violentiss imo bombardamflnto nemico. I mperturbabile anche quando il p osto venne, con gravi perdite colpito da g1·os~i proietti, fatto sgombrare le m&.cerie, continuò nella sua. opera e. con al to senso del proprio doVdre, concorse energicamente. durante tutta l'azione a mnntenere in efficienza le truppe. - Vertojba, 12-lS ottobre 1916.

'


644

•

Pl!R fL I,JBRO D'ORO DE L COR P O SAXITARIO )fiUTARE

87. MAI.lCF. Alf'!<l<flftJiro da S>tll se,·ero ~ Foggiaì. C11pitan o medico ree:gi menw fan· wria. - P ert"<-tto organiz7.Rtor~ dtl S(-rvizio sanitario in com batti mento. ed aniroato da el e' ato sen-o dt:l Ùo \'ere, fu sempre m irabile esempio di serena ed inte' ligeote atti\·ità. nt-ll 'a!;.sistenr.a dei ft-ritÌ , mostrando nonrul'8nza del cont.inuo grave per:rolo a cui s i espone\·a . - Palie>o 14-26 m?ggio 1917. 88. PU\' IAST Paolo, d;, Sau f.,li•:e &ul Panaro o.ll<Jdenn), !'Ott oteuente medico regg imen to fanteri a . - Bene h è ferito ~ contuso io p iù pat·ti del corpo per lo s~oppio di granal1l ucmica che ave va sfondato il po:.to di mt:dirazione, non· cu ran te di sè, prP•tll V!I- h sua op~>ra ad un soldato gra,emente fe rito, rifìn· taoilo di far..;i r icoverare in luogo di cur:1. Sette giorni dopo, nell'adempimento d•·l suo d:>vere, rima.~to ouo\·amente colpiw, lasciava g lor iosa mente la vi ta sul CRlllpo. - Nad Brrgom , 15 febbr a io 1017. 8rJ. R~:wl'AOSO Ann ioale. da Altare (Geno va), capitano medico complemenw rt>g· gi rn euto fanteria.. - S prez:mnte del pericolo accorreva in soccorso di alcun i milttari colpiti <la una granRta nemica. Rimasto a .s ua volta gravemen te fe· rito, volle essere t rasport nto insieme agli altri al posto di medicazione, in· co ntran do dopo poche ore morte serena e gloriosa; mirabile esempio di eroismo a eli alroegazioue. - Cappella Sleme, 19 maggio HH7. !iO. Rmi A:->u cav. Enrico, da Ac1·ettu r a (P otenr.a), maggiore medico capo u ffici" !<auitl\ di t'Ì <;ione. - Capo ufficio di sani ti di una division e, il giomo prece· rknte 1\ll'azioue, sotto un intenso bombsudamento nem ico, e~eguiva una mi· n uta 1 icogni?.ione della prima li ne•~ e dei camminamenti d'accesso, per veri· {]rare l'e~atto fuuzioaam<>nto rlcl servizio, Durante il comba tti mento per quatlro giomi Stll~ i onn \'A. in Jo,.alilà !;Ottopo;;Ln. a l vi fJ lento tiro d i gro-<si calibri ll"llliri per dare impul~o diretto all'Rillueuza ed allo !'gomhro dei fe rit-i, esem· p:o di seren<' corat:çgio e di abnegazione. Altopiano Carsico, 23-30 mag· gifJ 1!117. 91. ~~JI.ARI CP;:are, da Psnma, Cllpitnno med ico r eggi mento fautnia. - Ferito graw•rru•u l.e al un.so òa una. srlteggia di ga·anata, c"n ese mpl!ne calma e fer· m~?.za. •·i rnaneviL snl posto a medicare i fe riti e n dirigere le sq uadre dei pl)rtn-fcriti, 6n chò veni va sostituito iln. altro l'anitari u . Già dis lintcsi in altra o1·r:n<;ione per energia e coraggio. - Plllva. 17 giugno 1915. 92. Y n .I. ASA N1'A cav. Gi1tst!ppP, dR. Cagliari, m~ggiore . medico nirezione sanità co rpo armata. - Qu.tle romandnn te d i una i<e?.ione di san ità, esE>gu1. primo. c he .S1 iniziassero impOl'tRnti R7.ÌOnÌ omms i ve, frequen tÌSf'imC r isc.bioSe ricognÌ· ?.ioni in lutto il suo settore per pr.,disporre nel migl ior modo i "en-i?.i di o·ttl'a e tl i 1-;gomhro rlei feriti. Du1·aute le :uioni stette costantcmPnte in loca· li t•\ inlenssun r nte hattnte Ò9. ag-gius tl\to t.iro nemiro, noncua;ante d el cont.inuo pe1·icolo, in fRticahile, pietoso. l'apiP n te l'occorritore dei feriti, infondendo nei dipencle nti calma o fervore d'!' opera, e da11Ù0 ad eqgi esem pio ammirevole di fenn1,zza, di spirito di abn egazione e d i cosciente e sereno ardim en to. - Carso, mnggi o·giugno HJ1 7. De.•' l'cfo t uogo tenrnzia& 8 mano '1 .? t 8. 1!3. LF.OJ'I7.ZJ Giu .~t·!•J>e, da GRllipoli (L ecce). ten ente medico se~done sanitil . U11mnLe u n intHuso bou1bnrdamcnto di g r·ossi calibri nemici, cui fu soggetta la sede della. sez ione, noncurante de l per icolo continuò indefessam ente a eu· t·nre i feriti fin cl1è veniva egli stesso gravemente colpito ad ambed ue le gambe, e F!O ttop o:-;to immerl iatnrnunte all'nmputaziane de lla gamba s inistra, davA roi· rabile esempio di serenità e feranezr.a d'animo. Monfalcone, 5 giugno 1::117. (3&~0) - R(orna, 191 8 -

Tq•. F.. V:~~: twra .

l.!i iGI PALIJI ERI qercnlt


•

•. :.

:·

..

l

>


GIORNALE------------0-----------DI MEDICINA MILITARE. • Dlnlsloae ed Ammloit&raaloae: Palauo del MlDiatero deUa Guerra, VJ1 XX SeUemllre. Boma

t.:ONDIZIONI DI~ARBONAMENTO. 1° Il Giornale d i medicina militare si pubblica l'ultimo giorno di oiaacun m-.. in fascicoli di cinque fogli di stampa. 2<> L'abbonamento è annuo e decorre dal 1° gennaio. 30 Il p.re:tzo deU•abbonamento è: Per l' Italia e Colonie. L. 12, Per l' Estero. • 1.'i, • . <in ita~. • 1,~~ Un fasc1colo separato costa l l'E l al etero . Il 1 ,50 Il supplemento contenente 1'Attnuario l in Italia . • ~.fiO del corpo Banitario militare costa • all'Estero • 2 , 7& • o L'abbonamento non disdetto prima del 1° dicembre a' intende rinnovato per l'anno successivo. 5° I signori abbonati militari in effetti;,ità. di servizio po88ono pagare l'importo dell'a.bbonameoto per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rete mensili). 6° Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammeB&o un abbonamento enmulutlvo al Giornale di medicina mi litare ed agli Annali di ineclicina natXJ/6 e colonillle al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del Giornale di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6 all'amministrazione dogli ..fnnali (presso il Ministero d ella Marina). 7° Ai librai si fa lo sconto del 10 %, ma soltanto per gli abbonamenti delle persone e degli enti ·nou militari, che non possono fruire della facilitazione di cui ai numeri 5 e 6.

i

NOR!\tE PER LE PUUBLICAZIONI. 1° I lavori originali, le note, le riviste - dattilografati o soritti a mano devono occuparo un solo lato del foglio ed essere accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione che quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo da. evitare ogni dubbio d'interpretazione. In caso contrario, la Direzione si vedrebbe cos trettA. a sospendeme la pubblicazione. 2° Durante il periodo della guerra, la correzione delle bozze sarà fatta da.Jia redazione, anziché dagli autori, per 1.on vincolare il lavoro tipografico agl';novitabili ritardi postalL . 3° Fincbè perdurerà. il costo eccezionale della carta, i lavori degli abbonati non dovranno oltrepassare le 15 pagine di stampa; quelli dei non abbonati. le 8 pagine. 4° Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, eoo., che a ccompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 5° Gli estratti sono di due tipi: - Tipo A . Con copertina in bianco, senza frontespizio, e colla' impaginatura e numera:tione del fascicolo. - T i p<J n. Con copertina stampata, frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. Agli autori delle memorie saranno concessi gratuitamente 50 estratti, tipo A. P er coloro che n e dooideraBBSro un numero maggiore, il preczo è regolato dalla eeguento tariffa : P rezz o di ciascun f oglio di s tampe. TIPI 0 1 ESTRATTI

T ipo A Tipo B

. . . . . .. . . . . .. . . . .

...

NUMERO DELLE COP I~; ;oo

100

7,50 12,50

10IS-

1630 -

I'Pr

Ollll i cen tinaio ~I tri' !00

612-

Gli estratti minori di un foglio si contano come foglio intero per le ordinazioni d1 100 estratti o meno. P er quelli che superano un foglio, le frazioni in più, obe non superano il mezz•l foglio, ai contano oome metà, purcbè però l'ordinazione non sia inferiore a 50 copie. 6° I manoscritti non si restituiscono.


•

B't Jf

~

o

l'

l~

Pubblicazione 1nen8ile

GIORNALE

~~y

1

:~

DI

•l

MEDICI N A MI.LIT ARE Pubbllcato aall ' Lspettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare : t8&t-t884 Giorna l e medico dal Regio Eaerclto • de lla Ragia Morino : t 8 8 11· tBIH> Glornolo medico del Reaio Eoerollo : t806·11107

,

ANNO LXVI ~ 1918

•

31 Aoosro

F~ASCICOLO VIII

•

. .

•

OI~ETTO~E:

Pror. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico. ~EO.RTTO~I CAPI: :· ~EDO BUCCIANTE, tenente co- ~~ Do"-. ARTURO CASARINI, maggiore meonneUo JDedloo. · ~~ dico. '

Pro

DOlt.DUILI

COmiTATO 01 ~EOAZIO)'lE:

· ·

. Prot CESA.?BALESTRA,maggloremed.loo l· Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colon• Pro,· ~E BARILE Id. Id. nello medico ~~Do BEVACQUA, Id. Id. l· Dott. curno MENDES, maggiore Id. Dou' PLACI NO CIAURlt Id. Id. < Prof. ANTONIO NIEDDU.SEMIDEI, ooPIQI.' DO CONSIGuO, Id. Id. , loi)Jlel•o Id. eolon.!?.INANDO DE NAPOLI, tenente Prof. AMEDEO PERNA, tenente colonProt Gl o Id. . nello Id. Pror G OVANNI GRIXONI, Id Id. ' Prof. SERAFINO RICCI,· ld. Id. BIA~~!~NNI BAmsTA MARIOTl'I- I Prof.ALBERTOSANTAMARIA ,ma,gtoreld. ou, kl. Id. . l Dott. GIUSEPPE TERRA·ABRAM.t, Id. Id.

Proi'

n:

aQI\{

(

••

DIREZ JUNE ED AMMI NISTRAZIONE

.

~~ -Palazzo del Ministero della Gnerra • Vfa XX Settembre- ROMA ·

Per ie~~ ~w~~~~~~~~~~ - Ro~~t, 1 ,~:~1onl tll pubblicità rivolgersi dlreU.amenh• ali'Ufllolo daleg~!o ~ t;;:e servizio Nazionale di Pubblicità e Informazioni. vh• Poli, 43-47 - Telefono 77-66•

=, •

p4!1' l

.

(<!t• e nuove norme circa le pubblicazioni del la,·orl vedi (.'Operfloa Plllina), •


•

SOMMARlO

M.-;MOaiiE

OatGII'IAI. I .

hwto lleaaandrl. - l.a riunlooe per prima nelle rerite di gu erra . L 'alhllentuionc dell e t r oppe. (Commis,ioue sanitaria dei paesi alleati. P .r.~l - }(arzù 1918) "

1103

CO~G :lESSI .

Gaetuo Samperl. -

~~ con'g reno di onatmologla di ~:uerra rlegli ~ ueati ·.

701

QUESTJO!I(I D' ATTUALITÀ, VAR IETÀ, NOTIZI E.

TrQibetta. - Sur>ernomìnl e decadenti .

• P~R. Il, LIBRO O'OHO OEL OORPO SANITARIO /iiii, ITARE

711


MEMORIE ORIGINALI

Ati:~

"'-/ \ •• \i ., ,. .7

La riunione per prima nelle ferite òi guerra per il prof. Roberto Alessandrl, tenenta colonnello medico, direttore dell'ambulanza chirurgica di armata n. 2.

'(

Credo metta conto ritornare ancora sull'argomento della. cura in genere delle ferite di guerra., sia perchè è purtroppo sempre all'ordine del giorno, sia perchè l'esperienza acquisita. ci porta. a voler ottenere i risultati mi~liori e più rapidi, e ormai la pratica. della sutura. per prima va guadagnando terreno presso i chirurgi di tutte ·Je nazioni belligeranti. L'evoluzione per cui siamo passati man mano in chirurgia di guerra è veramente istruttiva. Si era entrati in campagna. con idee preconcette, che sembravano basate su criteri sicuri, su esperienze in-dubitate. Le ferite da proiettili di arma. da fuoco non erano infette; occorreva non farle infettare dall'esterno; quindi si riteneva sufficiente la disinfezione sollecita dell'orifioio e della pelle circostante e la. medica.tura occlusiva: bastava per questo un po' di tintura di iodio -esternamente, e p-er far più presto si munì ciascun soldato del celebre pacchetto di medicazione, cui poi si aggiunse la fialetta di tintura di iodio. Questa si usò e si usa ancora purtroppo a sfascio, spesso con più danno che utilità, e nelle medica.ture successive nei posti frequenti per cui è obbligato spesso inutilmente a passare il ferito, il più delle volte n<?n si ripeteva che la generosa pennellatura di iodio, magari sopra capelli, terra, grumi e sporchizie di ogni genere, ·e il tutto gelosamente si proteggeva con abbondanti falde di ovatta -e fascie candide... all'esterno. Ma la triste esperienza. dei primi tempi della. guerra., che ·anche noi abbi~mo dovuto fare, traendo poco profitto dall'esperienza degli :altri, dimostrò la frequenza. grandissima. delle gravi infezioni a decorso spesso mortale, delle setticemie, delle ca.ngrene gasose, del tetano, dei ilemmoni, delleosteomieliti: l'impiego continuamente crescente dell'artiglieria col consecutivo aumento in proporzione delle ferite da scheggie -e da pa.llette, l'uso sempre più esteso di bombe a mano e di bombarde, ia frequenza pur notevole di ferite lacere e irregolari cogli stessi &t -

Gic>mau fil mefil,i1la mUitat·e. -

Fase. VIII·

·.~


646

LA RIUNIONE PER PRIMA NELLE PERITE DI GUERRA

proiettili camiciati, da fucile e da mitragliatrice, che considerati come meno offensivi e q nasi umanitari, si dimostrarono invece ca· paci molto spesso di produrre lesioni gravissime o per fatti di scoppio, data la breve distanza. del tiro o perchè raggiungevano il bersaglioobliqui o di rimbalzo, molto spesso artatamente r esi più micidiali per lo strappo della camicia o pel rovesciamento del proiettile o ad· dirittura. per l'uso di pallottole esplosive; tutt1.1. questa dolorosa e contin ua. ripetizione d i constatazioni sull'andamento e sulle complicazioni delle ferite di guerra, mutò ben presto radicalmente le idee dei chirurgi e dimostrò fuor di 1lgni d iscussione che la. chirurgia di guerra era eminentemente una chirurgia di ferite infette, e che il campo era completamente dominat.o d-alla necessità di agire il più energicamente e il più sollecitamente possibile per combattere ap· punto l'infezione o per prevenirla. Ricerche batteriologiche ed esperienza clinica concordarono infatti nel d imostrare che gli agenti infettivi non mancano p1ai o quasi nelle ferite da armi da fuoco; ma dimostraro no anche come possono essere vari abilissimi e per natura e per quantità l:l per virulenza a. seconda dell e ferite, e come in ogni caso vi sia un certo periodo di tempo, durante il quale i germi pur essendo presen ti non hanno ancora esplicato la loro azione lesiva, e la feri ta. come si disse, e infetta in potenza ma non ancora in atto. Questo periodo di tempo si è dimostrato variabile, oltrec hè ~olle

condizioni accennate sopra, inerenti ai germi, anche e specialment.e con quelle peculiari della feri ta. soprattutto col pestamento e mortificazione dei tessuti, colla diminuita o alterata nutrizione delle parti sia circolatoria (ferite vasali, trombosi, e morragie, lacci emostatici lasciati a lungo, ecc.), sia trofica (lesioni nervose varie), coll'agginn· gersi di gravi stati genera.h (collasso}, ecc. Per esemplificare, considerando i tipi estremi, una ferita trasfossa da proiettile di fucile senza gravi lesioni vasali, con orifici piccoli, pur non potendosi ritenere come del tutto sterile, presenta condizioni favorevoli per un decorso non infetto senza altro trattamento che la disinfezione degli orifici, la protezione da inquinamenti esterni, la. immobilizzazione, perchè gli scarsi germi possono venir sopraffatti da.i poteri naturali di difesa. d eli 'organismo, e in genere lo sono. Mentre una vasta. ferita. lacera da scheggia con ritenzione del proiettile, e spesso di corpi estranei sempre infetti, con pestamento e scollamento di tessuti, cod lesioni ossee, e hnto più se con lesioni anche vasali e nervose, è destinata inevitabilmente a gravi complicazioni infettive, spesso a insorgenza. precoce e decorso rapido, edifficilmente riparabili una volta iniziatesi.


LA RIUNIONE PER PRIMA NELLE FERITE DI GUERRA

647

La conseguenza logica di queste constatazioni di fatto fu dun· que la necessità in queste ferite di un intervento precoce, volto a prevenire ed impedire lo sviluppo delle infezioni; non più dunque il precetto dapprima stabilito di astenersi da ogni operazione in primo tempo, meno le indicazioni d'urgenza, e sbrigliare solo le ferite all'insorgere di complicazioni infettive, ma l'intervento immediato per cercare di impedire od attenuare l'infezione altrimenti inev~tabile, mantenendo l'aspettativa vigile solo per quelle lesioni a ori:fici piccoli, da proietti1i camiciati, senza gravi lesioni dei t essuti, in cui si poteva sperare un andamento asettico o almeno nn decorso favorevole, per difesa naturale. Conseguenza di questi postulati fu la massima di trasportare al più presto possibile i feriti in formazi oni sanitarie dove pote>:Rero avere questo intervento precoce e razionale, conservandosi l'indicazione di sbrigliamenti ritardati nelle in fe zioni già in atto in quei feriti che per condizioni di necessità belliche non si potevano trasportare che in ritardo. È evidente come questo intervento precoce è &l'dato mano mano perfezionandosi e aumentando d'importanza. Non si trat.ta più di timidi e limitati sbrigliamenti, ma di operazioni vere e pl'oprie, più o meno delicate secondo le regioni auatomicbe e i tessut.i colpiti, ma che pur prescindendo dai casi speciali di lesioni cavitarie, i.n cui esistono indicazioni particolari, consistono essenzialmente nella ispezione la. più completa possibile di tutto il tramite delht ferita , nell'~sportazione di tutti i corpi estranei, siano proiett:i li , sim1o spe· cialmente brandelli di vest.iti, sudiciume superficia·Je, capelli, peli, terricciu, ecc., che contengono la massima quantità di ~el'mi patogeni ad alta virulenza, nell'escissione infine dei tessuti pesti, mortificati, e possibilmel!te anche di quelli a dubbia vitalità, nell'allontanamento dei coaguli, nell'emostasi accurata, col risultato in una parola di trasformare una lesione a margini contusi, con tramite irregolare, a tessuti spappolati o poco vitali, contenente numerosisimi germi portativi dal proiettile e dalla sostanze estranee con esso t rascinate, in una ferita a superficie netta, a tessuti normali, vitaH, bene irrorati, detersa di ogni inquinamento estraneo. Questo rappresenta il caso ideale: non sempre ciò sarà possibile per varie ragioni, inerenti alla regione anatomica colpita, ai tessuti lesi, alla profondità. della ferita, o ad altri fattori. · In ogni caso l'intervento precoce, lo sbrigliamento largo, la de· tersione meccanica, l'11.sportazione dei corpi estranei per quanto possibile migliorerà enormemente le probabilità di decorso favorevole


~48

LA RlU~li)~B PER PRBlA N ELLE FEBITE DI O'CEBRA

della ferita, e quando anche non raggiunga l'intento di evitare del tutto le infezioni, le ridurrà. certamente di numero, ne attenuerà la gravità, impedirà. almeno in genere lo sviluppo delle gravi tossiemie da anaerobi. E questo già parve - e fu - un grande progresso, terrorizzati come si era dalle infezioni spesso rapidissi me, da cui non si riusciva a. salvare i feriti in alcun modo, neppure cogli interventi più energici, talora neppure colle demolizioni precoci (amputazioni e disarticolazioni in primo tempo). Per il migliore andamento delle ferite e per vincere completamente ed esaurire al più presto l'infezione in genere già attenu ata per le migliorate condizioni in cui l' intervento aveva posto i tessuti e l'organismo, si cercò in vari modi di distruggere i germi, da un lato, di esaltare dall'altro i processi di difesa e di riparazione naturali. Non intendo ripetere qui tutti i tentativi di sterilizzazione delle ferite. tutti"i mezzi fisici, chimici, sieroterapici, ecc., che sono stati usati e vantati e che banno dato luogo a dibattiti vivaci. Ne ho già accennato in altre pubblicR.zioni, e sappiamo come tutti opportunamente usati banno risposto allo scopo. Infatti tanto colle medicature o colle irrigazioni di liquidi così detti fisiologici, siano soluzioni isotoniche o i pertonicbe di cloruro . di sodio o di cloruro di magnesio o simili, sia coi più svariati an· tisettici, fra cui specialmente gli ipocloriti, sia coi bagni permanenti, sia colla esposizione al sole;ecc., si possono ottenere e si sono ottenuti ottimi risultati, e si è migliorata assai la prognosi delle ferite di ,guerra. Ma condizione fondam entale per l'impiego di questi mezzi è sempre l'intervento precoce, lo sbrigliamento largo della ferita, la de-ter· sione meccanica !>Ossibilmente c.:>mpleta di essa; senza di questo i mezzi accenuati o non riescono o solo raramente e con difficoltà mag · giore e tempo più lungo. Un esempio tipico di ciò è stata l'esperienza fatta col metodo del Carrel, che ha indubbiamente rappresentato un notevole progresso nella cura delle ferite di guerra, ma. che se usato da solo senza l'in tervento chirurgico o con sbrigliamenti limitati e tardivi, come per qualche tempo si sostenne, non può dare e non dette il re-ndimento sperato, mentre, se associato all'intervento precoce e largo, pt~rmise un'evoluzione assai soddisfanente e rapida dei p r ocessi di riparazione dei tessuti. . E l'importanza che ebbe nel progresso delle idee di tra.tts.meuto


LA. RIUNIONE PER PBIMA. NELLE FERITE DI GUERRA

G49

delle ferite da arma da fuoco, fu specialmente nell'aver dato campo7 in tal modo, coll'esame batteriologico anche incompleto e sommario, come è nel metodo, di tentare ed ottener~;~ la riunione .per sutura secondaria delle ferite, e i primi risultati raggiunti da Carrel stesso, da Depa.ge e da altri, specialmente nelle fratture furono veramente importanti. Se non che apparve poi che lo stesso si po~eva ottenere con diversi trattamenti delle ferite, e c.he quando queste erano detersee ben granulanti, senza alcuna reazione generale, la riunione per prima secondaria si poteva t entare e raggiungere anche senza il controllo battel'iologico. È chiaro, che pur rappresentando questo un progresso enorme nei criteri e nei metodi di trattamento delle ferite di guerra, non doveva costituire l'ultimo passo. Le ricerche batterio1ogiche che avevano dimostrato la. non diffusione dei germi nelle prime · ore e la pratica sempre più diffusa di interventi consistent1 nell'e3cissione com· pleta dei tessuti alterati e nell'asportazione di ogni corpo estraneo, resero arditi di sostenere logicamente e tentare anche la riu nione per prima. di una ferita resa così del tutto. detersa da inquinamenti e regolarizza.ta in superfici nette e facilmente apponibili. E guesti tentativi e i risultati favorevoli sempre più frequenti che se ne ottennero rappresentano davvero il massimo che si poteva sperare. Si discute ora. sulla priorità dell'idea e della pratica.; sembra chei primi sostenitori in Francia ne siano stati Ga.udier e Lemaitre; ma. Oha.put rivendica a. sè l'idea dalla. pulizi!l minuta della ferita, che· ~gli con parola espressi va chiamò epluclwge, e altri ricordano tentativi di A badie e di Depage. È giusto del resto notare, che in linea. genE-rica anche in tempo di pace se ne sosteneva la possibilità e st pratica v-a talora. Come ho ricordato in altro mio scritto, da noi Durante nel suo TrattatQ di Patologia chil·urgica, edito molto prima della guerra, dice ehiaraxa.ente nel capitolo delle ferite da armi da fuoco, parlando della. cura: c Dopo aver rimosso il frammento di bomba o di granata che può tro-varsi ancora in mt'zzo ai tessuti, si regola.rizzano i margini eseidendo i tessuti disfatti e si 1·iunisce, potendolo, per p1·ima in· · itnzio"e Ma è anche da avver tire, che chi l'avesse tentato nei primi t empi della guerra., avrebbe dimostrato davvero un coraggio eccezionale! Quando perfino nelle ferite da arma. da taglio si diceva che era. prudente non riunire o riunire solo parzialmente! )l).


650

l,A RIU!\IONE PER PRIMA NELLE F ERITE DI GUERRA

Oggi dopo che i tentativi da p prima timidi si sono moltiplicati e le opposizioni teoriche alla. pratica. della r iunione per prima. hanno mano mano ceduto dinanzi al moltiplicarsi dei successi e a ll'evidenza degli enormi vantaggi, possiamo dire che questo metodo di t rattamento delle ferite di guerra rappresenta. la cura ideale, che dobpia.mo sforzarei dì raggiungere, e che possiamo raggiunger e, purchè il trasporto dei feriti e l'organizzazione del .;;ervizio chirurgico al fronte sian o opportunamente stabiliti. È nece~s ario infatti che il ferito raggiun ga un'uni tà sanitaria. in cui possa avere il soccorso chirurgico completo nel tempo più breve p ossi bile1 nelle pri me dodici, s_e dici, al massimo ventiquattro ore dal ferimento, e che n ell' unità sanitaria sia P!edisposto un servizio chirurg ico, che per personale, per ambiente, per organizzazione di mezzi, sia capace d'eseguire l'in tervento d elicato e preciso nel modo sopra. a ccennato. Quando q ueste condizioni si verifichino, nella maggior parte dei casi noi possiamo e dobbiamo tentare la detersione meccanica delle feri te e la riunione per prima. N è è oggi più necessario a questo scopo procedere ad esami bat· teriolog ici, lunghi e difficili in ospedali avanzati. Le nozioni in base alle ricerche già fatte sono ormai acquisite; a 1Jrio'ri possiamo presumere, se l a ferita è -.·ecente e se l' intervento è stato completo, che non esistano germi e la riunione si possa com piere per prima. Del resto sappiamo pure che non è per ciò as~olutamente necessaria la sterili tà completa. Anche su questo punto r i cerche mol teplici hanno dimostrato ohe si può ugualmente ot tenere una guari gione per prima intenzione anch e quando nelle ferite esistano germi infetti vi . Purch è questi non, siano in g rande numero e non abbiano gr;;.nde virulen za e soprattutto purchè i tessuti siano vitali e gli elementi c ellulari e gli umori conservino integri i loro poteri difensivi, l 'infezione anche se s'inizia, non può diffondersi; si svolgeranno nel campo della ferita riuuita processi di rigenerazion e parallelamente a veri fatti flogistici, ma questi andranno mano mano attenuandosi e regred endo e in definitiva non sarà compromessa la riunione normale dei tessuti. Un'esperienza analoga ci viene dall'E>voluzione frequente delle ferite da projettili camiciati a orifici puntiformi . Queste ferite non sono sempre asettiche, anzi io credo lo sian o molto raramente, e neppure hanno sempre un decorso favorevole, P erò questo è possibil~, anzi è l'eventualità pitl f requbnte, donde •

l l


LA RIUNIONE PEB PRIMA NELLE FERITE DI GUERRA

ie:.zt

ria :n brH! • l

)~~

10 ~h!· rofZlL l 1

St)UI1

rte dii 8

detl

Oli !:>si

in t.3.'~ · no p.rr ,h

etO: ·•·

aa. e ne& ., tnvll~" '

8 gut~:

10 gl~

651

la regola generale di astenersi in simili casi dall'intervento; e questo ~omportamento può essere giustificato anche in certi casi di ferite tra.sfosse da pallet te di shrapnel o da picco!& scheggia, senza. gra. vi lesioni dei tessuti. Soltanto occorre in simili feriti una vigile attesa per procedere allo sbrigliamento largo appena insorgessero evidenti fatti d'infezione. Ma l'evoluzione dei casi anche favorevoli è raro che presenti un decorso del tutto normale, da ritenersi come asettico; ordjnariamente vi sono fenomeni locali di leggera reazione, molto spesso elevazioni febbrili modiche, si è talora incerti e quasi sul punto d'intervenire; ma poi questi fatti regrediscono, i sintomi locali di flogosi si attenuano, la temperatura. cAssa e la guarigione avviene senz'altra com · plicazione. È evidente come nello stesso modo possa decorrere, e guarire per prima. anche una. fe1·ita trattata coll'intervento completo in primo tempo, pur quando questo non sia riuscito ad allontanare del tutto ogni e qualunque agente infettivo. · S'intende anche come il principio E" la tecnica del trattamento debbano dipendere dal retto giudizio e dall'esperienza del chirurgo, sempre più provetto quanto più acquisti pratica nella cura di queste ferite; poicbè esso potrà presumere quando per la precocità e le modalità dell'intervento egli sia autorizzato a ritenere del tutto detersa. la ferita e passare senz'altro alla riunione completa di essa, quando questo possa. rimanere più o meno probabile, e quindi tenti la riunione lasciando un drenaggio filiforme o di garza o più ampio, o quando infine vi sia dubbio fondato di non aver raggiunto una. detersione sufficiente e convenga lasciare aperta e zaffata la ferita. e procedere con uno dei modi di trat tamento noti e sperimentati, già sopra accennati. Conseguenza necessaria di queste norme è che,bisogna che i feriti vengano trattenuti nell' unità dove sono stati operati, in modo da poteme seguire il decorso, e decidere senz'a.ltro la rimozione parziale o totale della sutura, appena. insorgessero evidlenti sintomi d'infezione locale. Non si avrebbe in questi casi alcun danno dall'aver tentato la riunione, e la ferita si troverebbe nelle stesse condizioni come se dopo l' in tervento in vec6 di riunirla fosse stata lasciata a.p erta. o tamponata. Altro invece sarebbe se il ferito dopo operato si fosse dovuto subito sgomberare, sottoponendolo ad un trasporto talora disagiat-o e sottraendolo a.lla vigilanza di chi l'ha operato, responsabile e interessato nl buon andamento di esso.


652

LA RIUNIONE PER PRIVA NELLE FERITE DI GUERBA

È ben nota. l'influenza. dannosa. dei movimenti e del trasportosull'evoluzione in guarigione d'un ferito, è purtroppo esperienze. costante il grave svantaggio di passare un operato da una mano all'altra., senza responsabilità diretta., con criteri spesso diversi, senza. nozione precisa di quanto è stato praticato su di essi. Ove i feriti non si potessero trattenere nell'unità. per il tempo. necessario ad una sorveglianza utile, è ovvio che s&.rebbe meglio non. fare il tentativo della riunione per prima, ma detersa la ferita e messa in condizioni buone tamponarla, rimandando a.d epoca ulte· riore, se il decorso fosse favorevole e quando il ferito fosse giu ntoin un ospedale dove potesse rimanere, la riunione secondaria, o lasciare senz'altro che la guarigione sì compia per granulazione. Quest.a. limitazione vuoi significare, secondo alcuni, che il trat.tameuto ideale delle ferite di guerra colla riunione per prima è possibile solo in periodi di tranquillità, quando vi è scarso afflusso di feriti, quando il personale ha la calma e il t empo necessari per interventi lunghi e delicati, quando non è difficile poter trattenere

gli operati senza sgomberarli anche per parecchi giorni. Il che evidentemen te ridurrebbe di molto il valore pratico di questo sistema di cura, poicbè sarebbe applicabile solo a pochi casir mentre nelle epoche di forte afflusso di feriti, durante offensive in cui il .numero di essi si moltiplica, non si potrebbe applicare. Debbo però affermare, come ciò non sia. es!f.ttn o almeno non rigorosamente esatto. Che durante un'offensiva e nei momenti in cui vi è arrivo di gran numero di feri ti, occorra. aumentare di prudenza. è certo. Ma tutta. la questione si riduce a predisporre opport·unamente il servizio, alla organizzazione preventiva dell'ambiente, del personale, del metodo. Occorre certamente che già. dal tempo di calma_ l'ospedale sia preparato a compiere simili interventi, i chirurgi persuasi dell'uWità e dell'efficacia del metodo, ed esperimentati nelle modalità tecniche di esso - e per questo è appunto favorevole l'usarlo in periodi di quiete con scarsi feriti, che si possono operare diligentemente e seguire più attentamente. Quando ci si sia. fatta la mano, come suol dirsi, non è difficile anche in momenti d' intenso lavoro, disponendo di personale sufficiente e organizzando opportunamente i turni per non stancare eccessivamente i sanitari, sia. pure con sacrificio e fatica, normale per fortuna nella classe medica e specialmente nei giovani, entusiasti della bontà dei risultati e stretti al loro dovere, non è difficile, dicevo, continuare nel sistema abituale, cui si è già assu&fatti, seguendo l'indirizzo acquisì to senza sforzi eccessivi.


ALESSANDRI

Tav. l.

Fig. 1. - Sottotenente medico N. Raffaele - Frattura comminuta della tibia e perone destri e della tibia sinistra. (Fotografia al go iiorno).

Fig. 2. - Sottotenente medico N. Raffaele - Idem. (Fotografia dal lato interno della gamba dc slm al go giorno).


. -.


_.. . ALESS A~~DP.I.

T av. Il.

fig. 1. - C1poral m~~K. N."rancc~co - Frnllur., comm inuta della tihia d. (Fotn::ralia al IO" giorno).

t

Fie. 2. - Soldato M. Cesare - Frattura obliqua del femore d. al terzo medio, con acca\'nllamento del moncooi. (fotografia all' s- f{iorno).


•

.l

•


l~

LA RIUNIONE PE R PUHtU ~ELLE FEHITE DI GU ERRA

r

653"

Può essere talora arduo provvedare a.l ricovero prolungato d'un gran numero di feriti i ma se, come dirò appresso, si sia predisposto un ospedale molto ampio, ed è possibile, poichè non è necessario che esso sia molto vicino alla. linea. di battaglia., anche questa difficoltà è ridotta., e solo in ra.:t"i casi potrà costituire un impedimento. Anche si può au~enta.re per quei periodi transitori il personal~,. come si è praticato coi così detti gruppi chirurgici; occorre però che· anche questi siano formati di chirurgi che abbiano già acquistato· esperienza nella cura delle ferite di guerra. in primo tempo, e che· vadano non a. costituire unità autonome, ma. a rinforzare quelle già. stabilite, e in cui· l'indirizzo e i criteri sono già stabiliti e precisi,. e col cui personale siano già. e.ffia.tA.ti per la. migliore utilizzazione delle forze e i più vantaggiosi risultati.

;

l Fig. I.

In riassunto dunque conclu~o che è ben possibile anche in momenti d'offensiva e d'affiusso numeroso di feriti seguire la pratica dell'intervento completo nelle ferite e della. riunione per prima, purchè vi sia personale suffioiente ed esperto, ambiente adatto e numerosi posti disponibili, e soprattutto l'organizzazione e l'allenamento del personale ivi già. stabilito. Si veda, ad es., la comunicazione di Ma.rquis ed altri nella. seduta


654

LA Rll:NIONP: PER PBniA NELLE FERITE DI GUERRA

del 10 decembre u. alla Società di chirurgia di Parigi sulla c Suture des plaies en p~riode d'attnque -.. La stessa esperienza posso apportare io personalmente per la recente offensiva Cgiugno 1918). La seconda. ambulanza chirurgica d'armata da me diretta aveva già. da tempo fatto l'esperienza ed acquistata la pratica necessaria per la riunione per prima delle ferite di guerra. Iniziatosi il procedimento fin dai primi tempi della sna entrata in campo (giugno 1916) per quello che riguardava le ferite dell'addome, fu man mano esteso, dapprima parzialmente e timidamente poi sempre più completamente ed arditamente nelle ferite cranio-cerebr ali (settembre 1916) e nelle ferite delle art icolazioni e delle parti molli, nnchè iucoraggiati dalla differenza grande dE'i risultati fra. il trattamento cosi sistematizzato e quelli del trattamento aperto prima praticato, anche in interventi precoci e precocissimi, si tentò di ·estend.ere la. pratica ai casi di fratture che sono evidentemente la pietra di paragone della bontà. del metodo. :\l i limi to a n portare qui soltanto la fotografia presa all'ottavo giorno in un soldato con ferita tangenziale d~lla regione parietale destra con frattura del cranio e lesione cerebrale, operata: e :riunita per prima (vedi fig. 1 ). I casi di fratture degli arti invece non erano frequenti, poichè nella grande maggioranza i feriti accolti nell'ambulanza nelle varie sedi avanzate in cut funzionò erano i cavitari gravi, addominali, cranici, toracici, spinali; ma in liquel che accorsero si ottennero spesso dall'applicazione esatta del metodo risultat i così brillanti che inco· raggi~~.rono sempre più ad estenderne l'uso. Si veda la figura 1 della tav. II: Si riferisce nl caporale maggiore N. Francesco, della . . . compagnia mitragliatriui , ferito il 16 agosto 1017 alle ore 19,45 a Salcano da pallette di shrapnel, riportando oltre una ferita penetrante nel torace sinistro, una deìle parti molli del vertice ed una tra.sfossa del braccio sinist·ro al terzo medio, un 'altra alla. gamba destra, nel terzo inferiore, con ft·attura comminuta della tibia e r itenzione del proiettile. Giunse all'ambulanza dopo due ore, e venne operato la sera stessa., oltre che di récentazione e riunic.ne per prim:a della ferita del vertice, anche alla gamba. con· incisione lungo il margine anteriore della tibia in corrispondenza del suo quarto inferiore, asportazione della palletta di shrapn el deformata e infitta nell'osso, di parecchie sch eg~ie ossee, e sgorb:amento della tibia. F.scissione dei margini del forarne d'ingresso e del tramite. Riunione per prima delle due ferì te.

l


LA RIONIO:'\E PER PRIMA NEI,LE FERITE DI. GUERRA.

655

Decorso normale con q ualche lieve elevazione di temperatura, dovuta all'emotorace. Al nono giorno si tolsero i punti dalle ferite del cranio: guarigione per prima. A l decimo venne rimosso l'apparecchio provvisorio alla gamba: guarigìone per prima. Fotografia. Apparecchio gessato. Il 1° settembre fu trasferito a Vipulsano in -ottime condizioni. Si noti anche che il 21 .agosto l'ambulanza subì un bombardamento in Gorizia, in seguito al quale i feriti dovettero essere trasportati in camion a !az Banak. i<

** Un altro esempio interessante per lll molteplicità delle ferite riguarda un collega, il dottor N. Raffaele, sottotenente medico. che prestava servizio nella . . . sezione di sanità, e mentre si recava da Salcano a Gorizia su un'autolettiga con feriti, venne col pito 1'8 set· tembre 1917 alle ore 16 da scheggie d i granata e pallette di shrapnel Ti portando: 1. Ferita trasfossa all'nnione del terzo medio col terzo inferiore della gamba destra con frattu r a comminuta della tibia e del perone, riteuzione di scheggia metalliche nel focolaio di fr attura; 2. Altra ferita trasfossa all'unione del terzo medio col terzo superiore della gamba sinistra con frattura comminuta della tibia -e scheggia meta.lliche nel focolaio di frattura. 3. Altra ferita trasfossa al calcagno destro davanti l'inserzione del tendine d'Achille; 4. Altra ferita trasfossa all'alluce del piede sinistro interessante le sole partì molli. 5. Altra ferita trasfossa al terzo superiore della coscia sinistra. 6. Altra ferita con solo forame d'ingresso due di ta. sopra le precedenti lato esterno con permanenza di una palleLta di sb rapnel schiacciata contro il femore al suo terz0 superiore esternamente verso il grande trocantere a l terzo superiore interno. 7. Altra ferita a solo forame d' ingresso iella coscia destra con permanenza ·delle scheggie nelle parti molli della regione interna. 8. Altra ferit.a tra•>tossa allo scroto. Portato subito all'ambulanza a !az Banak per o!·dine del direttore -di sanità colonnello medico Santucci, venne immediatamente' operato .a entrambe le gambe coll'escissione dei tessuti dei margini e del tramite, asportazione delle scheggia metalliche e dei frammenti ossei liberi, riunione per prima; idem alla coscia sinistra, con estrazione del proiettile e riunione per prima: idem alla coscia destra; riunione per prima ; re.~entazione e sutura per prima di tutte le altre ferite.


666

L A B lU!\IO!iE PER PRnlA NELLE FERITE DI GUERRA

Decorso perfet ta.mente normale. Al nono giorno vennero 't olti 1 punti: guarigione per prima di tutte le ferite. Apparecchi gessati fenestrati alle due gambe. Fotografie (v. fig. l e 2 della. ta.v. I). Al quattordicesimo giorno vi fu un lieve rammollimento sotto-· cutaneo della ferita. anteriore della gamba destra, che richiese il divaricamento di due centimetri dellR pelle e nn parziale ta.mponam ento.

.j

1

.

.l

__ ... t

_.___.

l

~.. .

Fig. Il.

Ho avuto in seguito notizie del ccllega. che era al suo paese in congedo temporaneo e che mi asswura di star benissimo e con piena. in t.,grità funzionale.

*• • Questi risultati mi spinsero ad accettare volentieri l'incarico affi· dato all'ambulanza. dal Direttore di sanità. della 4a armata, cui dopo la ritirata essa era stata assegnata, di organizzare un repa."JitO per fratturati presso l'ospedale n: . . . in . . . Potemmo così sru più larga. scala applicare l'indirizzo curativo sopra. esposto in numerosi fratturati , aumentando l'esperienza acquistata, e sistematizzando le modalità tecniche e 1'organizza.zione del servizio, in modo da poter distinguere i casi in cui conveni va, operando subito e completamente, riunire per prima., quelli in cui, pur operando pre· cooemente, si dovesse per precauzione r~unire solo in parte e tamponare il resto, riuscendo poi in molti casi a decorso favorevole, a togliere dopo pochi giorni lo stuello e riunire con punti le piccole


LA RIUNIO.SE PER PRIMA NELLE FERTTE DI GUERRA

657

·aperture r~sidue, quelli infine in cui per apporto rit.ardato dei feriti o per condizioni anat.omiche speciali era necessario dopo intervento largo e possibilmente completo~ lasciare aperto, usando la medicatura all11. Carrel o altri mezzi adatti e potendo talora anche i n questi casi, passare alla riunione secondaria delle ferite granulanti . I risultati furono oltremodo soddisfacenti, e una ragione di soddi · sfazione maggiore è stata per me sopratuLto la constatazione che l'ìndirizzo venne voleuterosamente ~eguito e risult.ati identici se ne ottennero anche negli altri repart.i dello stesso Osp n . . . , di cui 1a Direzione di sanità ci aveva dato la consulenza, per il fatto che i colleghi, convintisi della bontà e della utilità del _metnclo, lo misero con entusiasmo e con esatta tecnica in opera, dimostrando così il fatto più importante, che non è necessaria nè nna dovizia eccezionale dì mezzi, nè spflci~tli condizioni d i ambiente, ma occorre solt-anto una organizzazione precisa di servizio, con esatta steriliz7.azione, molta buona volontà. e t ecni ca sufficiente, che si può acquistare senza gravi difficoltà. da chi ha già solida istruzione chirurgica. E come dicevo prima, questa organizzazione di servizio predì. sposta e ben sistematizzata dal periodo di relativa calma, ha fatto sl che il metodo si sia potuto contmuare ad applicare anche in periodo di offensiva, durante l'intenso afflusso di feriti che si è avuto in alcuni giorni del recente periodo (seconda quindicina di giugno). La fotografia riportata nella fig. 2 della tav. II, valga di esempio, non potendone riferire su tutti. Si riferisce al soldato M. Cesare del .. '. reggimento fanteria, ferito il lo giugnc, a Col l\foschin, alle ore 22, giunto all'ambulanza il 16 alle ore 8,45, opera to il 16 stesso alle ore 12. Presentava fel'ita. lacera al terzo su peri ore della coscia destra con frattura obliqua del femore al terzo medio con accavallamento de' monconi, da. scheggia di granata. La fotografia è presa a soli otto giorni di distanza dalla ferita (23 giugno); l'arto appare ancora immobilizzato colla semplice stecca di Thomas, la riunione è CC'mpleta, i punti non ancora tolti; dall'angolo inferiore è stato levato un piccolo drenaggio di garza, lasciato all'operazione, l'orifìcio residuo è state, poi chiuso con un punto di sutura. Il 26, a dieci giorni cioè dalla ferita., la stecca di Thomas fu sos~ituita da un apparecchio gessato, applicato sotto controllo radioscopico col letto di Schede modificato da Gava.zzeni, ottenendo una coa.tta.zione precisa. dei monooni di frattura. Praticata una finestra ·nell"apparecchio gessato in corrispondenza della. ferita, per misura di sicurezza, il Moroni dopo altri due giorni


658

LA RIUNIONE PER PI<U.IA NELLB FERITI: DI GUER.R A

venne sgomberato in treno ospedale. La. sua fratt ura pre!iumibilmente decorrerà. come una frattura sottocutanea ben ridotta e mante-

nuta, cioè con consolidazione normale e guarigione in dùe mesi di tempo circa. La. differenza da un decorso simile a quello che si vede genere.l· mente seguire alle ferite·fratture di guerra trattate coi soliti sistemi può essere apprezzata specialmente da coloro che negli ospedali territoriali devono curare per mesi ed anni seni fistolosi da osteomieliti, operare per sequestri, riformare per accorciamenti, deviaz ioni, anchilosi, quando n on abbiano dovuto decidersi ad amputazioni per· salvare la vita. Questa dimostrazione della possibilità d1 ottenere risultati di quesoo genere i.n pe1·iodo di offerlsiva, mi lusingo varrà a persuadere chi desid~ra il miglioramento dei risultati in prò dei feriti sopratutto, e anc he un pò per l'onore della chirurgia italiana, a cercare di diffonderne i principi e generalizzarne la pratica..

*

* * di questo mio articolo accen· Mi si p ermetta come conclusione n are ancora a due punti, al v antaggio enorme déll'applicazione gene· ralizzata del metodo n ei riguardi della. cura dei feriti di guerra, eal p roblema della organizzazione del servizio sanitario di prima. linea, questione spinosa, ma che sento l'obbligo di discutere ancora.. P er il primo punto è evidente come la diffusione della. pratica della cura razionale dei feriti di guerra coll'intento di ottenere quando è possibile la riunione per prima rappresenta un progresso enorme dei criteri curativi dapprima accettati. E il vantaggio è indiscutibile sotto vari r iguardi. ·Dal punto di vista militare, basti pensare alla possibilità di un recupero rapido di quasi t utt i i feriti l eggeri, che in media. con una degenza all'ospedale di dieci-quindici giorni potrebbero, benefi!'ia.ndo anche di una meritata licenza, dopo un m ese o un mese e mezzo al massimo, E>Ssere di nuovo acquisiti in piena. efficienza ai servizi di linea. E lo stesso si dica p er un bL1on numero di gravi, SP.ecialmente di articolari e fratt urat i, in genere considerati come perdut_i per anni e talora per sempre, e che invece dopo un periodo relativamente breve (quattro-cinque m esi al massimo) potrebbero ugual mente ritor· nare spesso anche in linea. Dal punto di vista sociale basti pensare alla enorme quantità di mutilati e di storpi, che abbiamo e che continuiamo a p rodurre: se un certo numero sono inevitabili, è chiaro che molti rappresentano

{


LA lUUNION.E PER PRU(A NELLE F ERITE OI GU8RRA

65!}'

le conseguenze di infezioni sopraggiunte. che sarebbero state perfettamente evitabili, con un trattamento razionale in primo tempot e che rendono spesso necessarie mutilazioni secondarie o sbrigliamenti ripetuti e profondi con esiti funzionali deficienti, e debilitazioni permanenti per lesioni ossee, articolari, nervose ecc. Si giudichi il vantaggio incalcolabile di dimi~nire in forte rapporto il numero di questi, che costituiscono nn peso grande per l'economia dello Stato, e una. minorazione fortissima di valori individuali.

Flg. m.

Dal punto di vista. chirurgico infine dobbiamo riconoscere la. possibilità di ottenere ·risultati spesso perfetti, e in ogni caso di gran lunga migliori di quelli finora ottenuti, con una applicazione razionale di precetti rigorosamente fondati su ricerche scientifiche e con una tecnica sempre più perfezionata. Per le ferite delle parti molli possiamo dire di avere q1}asi la .s icurezza di ottenere il risultato voluto, e inoltre l'enorme vantaggio della possibilità di riparare subito e in maniera esatta a lesioni vasali, evitando emorragie secondarie, produzione di aneurismi ecc., a lesioni nervose, che curate in secondo tempo - e spesso allora non si persuadono i feriti ad operarJi - danno in ogni modo risultati molto inferiori, a lesioni muscolari e tendinee, a difetti estetici, ecc. Per le ferite del cranio si ha il grande vantaggio, oltre che di


·66tJ

l u\ l<l t.;l\10 :\ B· P~lt PHDIA NELLE FEI!l'ft!: DI O t:M<RA

.abbreviare molto il periodo d i degenza, di limitare le gravi conse· ,guenze di esse alle distruzioni Ìrreparabili di tratti cerebrali o alle infezioni consecutive per ritEm.zione di corpi estranei, ma ovviare .senz'altro alle nnmerosissi me infezioni dall'esterno, e alle ernie. Per le a.rticolaziòni la differenza dei due metodi di cura è forse .la Fiù evidente e impressionante. Prendendo ad esempio il ginocchio, .che è di gran lunga quello più spesso colpito, l'esit.t> ordinario era ;prima l'artrite purulenta , che richiedeva sbrigliamenti ampi e mul· tipli, mll.lgrado i qu ali spesso non si riusciva ad evitare l'amputa· zione e talora la morte, e in ogni caso se portavano a . guarigione, ciò avven iva dopo lungo tempo . e con anchiloei. L'intervento immediato e la riunione per prima, quanrlo. possibile, danno ordinariamente la guarig ione in breve periodo e con integrità. funzionale; anche se vi è lesione ossea t'stesa da richiedere la resezione, pur avendosi l'an· ·chilosi, si evitano generalmente le infezioui diffuse e il pericolo di .morte o di mutilazione. Per le fratture infine, trattando conservativamen te e con vigile sorveglianza quelle da proiettili camiciati o da piccole pallette o ·scheggie, specie se con ferita trasfossa e ad orifici piccoli, e interv~?nendo invece n elle prime ore nelle altre, potremo secondo i casi detergere .completamente il focolaio di frattura, escidendo i tessuti pesti e laceri, asportando i corpi estranei e le scheggia. distacca te, togli endone parzialmente o totalmente anche altre aderenti che ostacolano la vista e l ' accesso dei monconi principali e del canale midollare, rese· cando se necessario quelli, pulendo e dominando com pleta.mente .questo, rendere p ossibile in tal modo, anche nelle fratture del femore che sono le pitl gravi , la rlet.ersione completa della ferita e .della frattura e la riunione per prima con o senza drenaggio. L'applieazione facile e rapida delle stecche di Thomas, non solo pel trasporto, ma anche per i p rimi periodi del trattamento, è di grande vantaggio, e son molto lieto che dopo aver portato con m~ i primi modelli dal fronte inglese, e a.verle adoperate, il loro uso s1 sia largamente andato diffondendo e il consenso unanime dei chi· rurgi ue abbia riconosciuto la praticità grande. Nei casi favorevoli sopra accennati noi usiamo la stecca di Tho· mas finchè non si sia ottenuta la g uarigione per prima della ferita, .e la frattura si sia cosi riportata al caso di una frattura. sottocutanea. A questo punto è preferibile appli<'are un apparecchio ge~­ sa.to, che usiamo fare con estensione e controestensione per la oll· gliore riduzione de1 frammenti e soprattutto sotto il controllo ra..dioscopico.

..:

•


!.A RIUNIONE PER P .IIIMA NELLE FEBITE DI GUERRA

6(il

A questo scopo il dott. Ga.va.zzeni, radiologo dell'ambulanza., ha ingegnosamente modificato l'apparecchio di Schede, adattandolo alletto trocoscopico; le figure che riporto da un suo recente articolo in proposito sono sufficienti per dimostrarne la praticità. (vedi fig. II, IJie IV). I fratturati, appena consolidato l'apparecchio, possono essere sgomberati, coi treni, a qualunque distanza, ed il decorso ulteriore sarti in genere quello di una fra~tura semplice, ben ridott a e ben contenuta, cioè con esito iu consolidazione e buona. posizione in due o tre mesi al massimo, e con opportune cure fisiche in guarigione completa dal punto di vista. funzionale ed estetico.

Fig. IV.

Ho considerato il caso più favorevole. Ve ne sono certament e di diverso .tipo. Anche in quelli accennati non sempre si avrà il de· corso ideale colla guarigione per prima; ma sorvegliando attentamente gli operati,· e colla. stecca di Thomas la medica.tura è facile, saremo sempre in grado di riaprire parzialmente o largamente ed evitare in genere complicazioni gravi. In quelli in cui non .è possibile l'intervento in primo tempo completo e preciso, per apporto. tardivo del ferito o per le condizioni anatomiche delle lesioni, potremo sempre coll'operazione larga e coi mezzi già accennati, evitare o limitare e dominare le infezioni e spesso anche in questi casi ottenere in tempo relativamente breve la granulazione del cavo e spesso la riunione second~:~.ria..

o

43 - Giornale di medkina miHiare - Fase.. VIli.


662

LA RIUXluXB PER PRIMA NELLE Fll:RITE DI GURRRA

••*

Per il problema della organizzazione del serv1z1o sanitario di prima linea, per quanto riguarda i) servizio chirurgico, io mi per· metto d'insistere sui concetti già altre volte espressi, e che ora dopo esperienze più prolungate, non solo non ho ra.gione di modificare, ma vorrei sperare trovassero forza di persuasione in chi può dare disposizioni per applicarli. , In vicinanza delle linee non dovrebbero esservi che reparti chi· rurgici specializzati per la oura dei feriti, che non possono senza danno sopportare un lungo trasporto (addominali, cranici, toracici, alèuni fratturati, ecc.). Questi reparti possono essere rappresentati dalle ambulanze chi· rurgiche, o da ospedaletti, in cui vi sia personale chirurgico espert<>, armamentario sufficiente, mezzi di sterilizz.azione, apparecchio radiografico. ' Sarebbe opportuno che di questi reparti ve ne fosse uno per ogni corpo · d'armata, o anche per ogni divisione, e che nn'aliquo.t a fo!lse distaccata presso le sezioni di sanità per i soccorsi di urgenza ai fetfti as~olutamente intrasportabili (emorragie gravi, as:fissie, alcuni • addominali, alcuni toracici, fratturati gravi in stato di shook, amputazioni traumatiche, ecc.), Tutti gli altri feriti, che si potrebbero schematicamente «istinguere in feriti delle parti molli e la massima parte dei fratturati, ar~icolari compresi, ben sistemati, con opportuni .apparecchi ÌJm9it bilizzanti, e ho già accennato come le stecche di Tbomas costit~ scono un ottimo mezzo di facile e rapida applicazione, dovrebbero essere inviati in ospedali retrost.a.nti. Disponendo di un gran numero di autolettighe. da trasportJ, questi feriti possono essere rapidamente portati anche a 30, 40 e piii chilometri di d istanza senza danno, cioè possonò senza ingom brç della zona di operazione essere tr1:1.sportati subito in centri ospeda· lieri, che possono agevolmente predisporsi di grande capacità, mu.nitJ. di ogni mezzo curativo, dove possono esser e concentrati numerosi chirurgi, degni di questo nome, che coadiuvati da giovani volenterosi, e rinforzati in momento di forte affiusso di feriti dai gruppi chirurgilli colle modaJità sopra dette, senza difficoltà potrebbero org&nizzare un trattament·o veramente razionale e ottenere risultati seq1pre migliori, man mano la pratica e la sistemazione del serv~­ zio- a.ndassero acquistando ritmo e modalità aempre più precisi. La riunione per prima dovrebbe essere la regola, o se non è possibile, il trattamento opportuno per procedere ad una sutura seoon-


LA RIUNIONE PBR PRlJlA NI!.LLE FERITE DI GUERRA

663·

daria. Se questo non si può o non riesce, sbrigliamenti larghi ed ampi, a pplicazioni estese di irrigazioni ali~ Carre! o coi metodi che appariranno migliori, e anche in questi. casi spese? sutura. secondaria.. Verrebbero così automaticamente aboliti tutti gli ospedaletti e ospedali disseminati nelle zone immediatamente retrostanti alle linee, inutili ora in genere, talora dannosi, con gr~nde risparmio di personale, di medicatura e di materiale, f\ con semplificazione immensa dei servizi di sgombero e di trasporti. Zona di guerra, luglio 1918.

L'alimentazione delle truppe L'alimentazione del soldato, in pace e in guerra., è sempre stata e dovrà sempre essere una delle cure e delle questioni più importanti di molteplici organi superiori dell'amministrazione militare. Tra questi c~rtamente è da porre in prima linea. la sanità militare. Il vitto, se deve corrispondere ai bisogni mutabili di età, di clima, di abitudine, di sfvrzi, ecc., non deve d'altra parte essere causa di intossicazioni, di in fazioni, di malessere, fisico e morale. L ' ufficiale medico deve quindi rivolgere la sua grande attenzione anche a questo importantissimo ramo della vita militare. A ttualmente la. questione alimentare, dell'esercito e della na.zione, ha attinto un'importanza ancora maggiore, sino a divenire fattorese non massimo -- certamente essenziale di resistenza e perciò di vittoria. Nessuna meraviglia, quindi, che la questiono è stata ed è una delle questioni del giorno più vivamente discusse, nel campo degli amministratori, deglì studiosi e dei prati<'i più disparati. Il Giornate di medicina militare ospiterà ben volentieri quanto al riguardo, dal punto di vista igienico e sanitario, egregi colleghi e illustri maestri, vorranno mettere per suo mezzo in luce . . Esso, intan~o, ha. creduto opportuno di portare a conoscenza dei suoi lettori il presente documento, che è l'estratto dei processi verbali della. sessione di marzo 1918 della Commidsione 11anitaria dei paesi alleati (Parigi), la quale ha. fatto oggetto. in tre diverse sessioni (giugno, ottobre 1917 (1}, marzo 1918), di esaurienti e importanti discussioni, la questione dell'alimentazione delle truppe dei diversi t>serciti. . (l) L '~•tratto dei processi Yerbali delle 1edute del JlOYembre 1917 è s1nto p ub blillll8 .

CI<\~ ntll'Af'CMvlo di farmaeokg~ sperimAt<ùe e 6CÌen#!t affini, vol. XXV,


o64

L' ALBI RS't'AZ UJ NE DELT.E 'l'RUPPE

COMMISSIONE SANITARIA DEI PAESI ALLEATI EstraLto dai processi verbali della terza sessione plenaria di marzo 1918

P re8idenza: Prof. S.o~.NTO L tQUioo, delngato per l'Italia, Presidente. PrcB fn ti;

DELEGATI DEL BELGIO: P~r il minittro dd la sue rT8 : MAtSTR!AU, medico prin.;ipal,} di t• olaa96, comSQdante del gruppo regionale del s : r,·izio di saniià. a R I)UCn - HAtNA.UT, medioo principale di 2• classe.

DELEGATO DELbA CINA : Maggio re S. T . L t,; t·: , altach~ al Ministero del.a guerra.

DELE GATI DEGLI STATI UNITl D ' AMERICA : ::\[ag giore DA!IftEr.t:: P . CAJW - Mn ggior" R tOOAitDO P. S TRONG, prufeseo re di ~etli· H u wa rd.

cin.~ eso tioa. 1\ll'Uni veraità di

DELEGATI DELLA FH.ANCI A : P t•r il i\Iìn istro deìl' I ntorno : l::>ig. BatSAo, d irtl ttore dell' A•aietenza e dell 'Igiene P oob blica n l Ministero d ell ' I nt erno - P ro i. G'HA.NT~ME 88~:. ,\{,Jmbt·o dell ' Aco.l de m in di ~lf <\icinn, c.msigliPril tecnico del ~Iinist.ero dell' I t1teroo. Per il rnini<ltto della gue rra : Dot t. E. R o ux . diratt~re rlell ' l ; t.it u to P ,lsteur, memb ro dell'Iatit-uto, Pre~idellt>6 d el Consigiio Superi re d' Ig iene P ttbblba d i Fmnoin - P .·of. A . R oB IN, Me mbro dell' Ac<'a· de mio1 d i Me ·lirina - R oO'GET, med ico ·Iep ~ ttore, prof .'Ss<>~'e d' Igiene a. Vul-d e -G t&ct:, iuoaricat.o d .·lln di rezione del po;~rsonn le e dei servizi tecnici 1\l Sotto iWgr<' turi nt o d j Stato per il ll(!rvizio d i s ~nità - LAJ'J'ORG'(Tr:, m ed ico princip~le di 2° olnsee, professore aggre: gato dolb cat tod t·a d'Epide miolog ia d el Val·d e-GrAce, profe;;soro della Facoltà c iv ile di T olosa, Capo deUa. se~ione d ' Igiene e d'Epidemiologia al S ovtos:Jgretnr ia.to d i s~ at>o per il Serv izio di Se.nit~. P <:lr il Min iet.ot·o d el W. marina : J.~N, :ze ner.tlo m e<lioo - D;~tt. Lom s :MAt{TJN, D ire t tore den'O.;p eda le P >lEtLur ?ll ernbro della C )mJDÙ!òione S •t perio ro d' Igiene navale e d 'EpHomio log ia .

DELEGATI DELLA GRANDE BRET.·\.GNA : Per il Wa r Offioe : . po E H. H &liDollli'G, g !ne ra le brig4diere C. M. G , Assoc. J us t . C. E ., LlgegJl e r e -CII batte· del Comando inglese deli'Eit - W tLLtA.M LEtSIIIUN C. B.; F. R . S ., Consulen t e riologo. ·ci delh~ W . W . O. B t>VERIDGE, C. B . ò D. S · O . : dirett oN assfstente dei Servizi m e d 1 Sanit à, profe88ore d 'Ig iene d JI R. colleg io militare. P _,r l'ammiragliato : d'1 Cii· P . W . BASS r:Tr- Sacrm. C. B., R. N., gene rale Chirurgo aggiunto, professore u ica Pa t olog ica della Scuola :\t .,dicn di Ma rina ,


1./ ALIKEN'rAZIONX DELLE TRUPPE

665

P. H. BoYDEN, R. M., obirurgo di marina. P dr il locale Consiglio del Governo : G. 8. Bt70K.ur.&B, C. B., Uffi::iale Medico A.aisten~, locale Coneialio del Governo. Per il Canadà; J. A. AKrOT, G. M. G., Consulente Sanita rio nella SoVrainiendenza dei cont.ingen~i canadesi. P dr l'Unione dell'Africa del sud; M. S. PoWEB, D. S. O., maggiore, Co po rredioo dell'Armata Sn d·a fricanu. Per l' Aue$ralia ; . A. G. BtrrLER, D S. O., teDente colonnello, Corpo·ro~dico dell'Eaercito Austra liano, Per Jo Nuova. Zelanda: . C, M. B t:oa, C. B., C. M. G., D. D . M. S,. oolon nello, Corp9 medico dell'Esercito della Nuova-Zelanda. DELEGATI DELL'ITALIA: Prof. BA.JITOLIQVl.DO, Coneigliere di Sb~o, Delegato dell'Italia nel Comitato dell'Uft'loio Intemuionale d ' Igiene Pubblica. P er il i\Iininro della Guerra : P rof. TESTI, colonnello medico. Per il Ministro della Ml\r ina : S. B. F. RHo, tenente gent rale medico, Ispettore generale del Servisio di Sanit à della marina - Prof. C. M. B t:u.r, <'Olonnello medico - Prof. C..t.8TELLAl'l, tenen te colonnello medico. DELEGATO DEL GIAPPONE: R. IJII'ABA., rnedico principale di 1• classe, Capo del Labora torio d ' Igiene della SGucla Militare di Med icina - S. GoTO, mnggiore medico d , l Corpo di S>~nità Militare T. KARE SHrMA, medico principale della Marina Imperiale. DELEGATO DEL PORTOGALLO: Prof. R rcoAaDo JoaoE, Direttore generale della Sanità P ubblica . DELEGATI DEL.LA. SERBI A: Dot•. V. SotJBBO'rlTCII, colonnello- Dott. P~::TBOVr TCB, Dele~at o della 8erbia ne Comitato delt' UJBcio Intemazionale d' Igiene P ubblica. UFFICIO INTERNAZIONA LE D'IGIENE PUBBLICA: D E CA.ZOTTE, minietro plt>nipotenziario, direttore dell'uflìcio internazionale d' i~iene Pubblioe. - Dott. POTrEVIN, Direttore aggiunto. UFFICIO DI SEGRETERIA: RoBERTO SIEo:rm:~::D, segretario d 'amba1oiata di ::• olassP - GELEY, medioo Aiutante maggiore. - MARrQJI'AO, funzionario tec:~ico dell'Utllcio Internazionale d 'Igiene Pabblica. Si aono ecusati: il dot.t. R ULoT, Ispettore del &>rvizio di Sanità e d' I~ie:. e, Ddl.,gato d el Belgio (Miniewo dell'Io temo) SnroNm, medico llpettore, profe86ore al Val-de-Gr&ce, D elegr$o deUa F renoia (M inilltero dtolla. Guerra)- Dott. MOIQfY, Merubro dell'Accademi.:~. di Medicine, Delegato della Francia (Minietno della Marina) -R. HA· TELOOJr: CABLO, chirurgo generale, G. C. V. 0., Preeidente del Comitato medico ddl'Ufficio delle Indie e Connlente medi•·o preuo il & gret ariato di Stato delle I ndie e Delegato della Grande Bretagna (India omce) - P rof. B<~.OX.IOlfT, tenente cdonne.llo medico, D !legato dell'Italia (Ministero delln Guer!'ll ),

..


666

L'ALIMDTAZIONE DELLK TROPPE

La prima questione del nostro programma è quella dell'alimentazione delle truppe: S. E. il gener!tle Rho ha chiesto per primo la parola. RHo.- l~ignor Pt·esidente, Signori Delegati, i\fi rincrflbbe assai di non aver potuto as~istere alla srduta. deTS nov. u. "·• nella. quale 1:1. questione dell'alimentazione raziona!e degli eserc·ti in campagna era stata pure po·tat(\ all'ordine del giorno. IJa quest.ione fu allora trattata con la maggiore ampiezza e la maggiore competenza dal presidente e dai delegati di qua..<;i tutti i paesi alleati, e sopratutto dai membri della missione che l'esercioo hancese aveva inviato in Italia per verificare i risultati delle riforme alimentari adottate dal nostro esercito e dalla nostra m~nina. A siffatte riforme, io avevo in qualche modo dato la prima. spinta oon articoli che avevo pubblicato già prima che scoppiasse la conflagra· zione mondiale e poi nuovamente non appena l'Italia entrò pur essa in. guerra. Io ero partito da una concezione pmamente scientifica., basata sulle esperienze dei fisiologi moderni, che hanno controllato e trovato esatte le conclusioni' dell'americano ·Ohittenden e del danese Hindhede. Ridotti} alla. loro più semplice espressione, queste conclusioni sono le seguenti : il numero di calorie che la t!Cuola. tedP-sca considerava come ne· cesf!ario per una buona alimentazione di mantenimento e di lavoro era veramente eccessivo ; ma Ropratutto le proteine possono essere ridotte qua'!i alla metà di quello che prima si riteneva indispensabile. Infatti, le sostanne azotate sono essenzialmente necessarie per la rE-integrazione o rioostruzioue delle cellule logore dei tessuti: e per questo '\COpo basta. al massimo una proporzione ch(> si può ragguagliare al 10 % della razione alimentare normale. D'altro lato, indipendentemente dai lavori di Chittenden e di Hindhedc fisiologi ed igienisti di ogni pa.ese banno dimostrato che (contrariamente alle idee ili Liebig, purtroppo ancora. accettate dall'opinione popolare e non ancora abbastanza scosse in quella di molti medici) gli elementi nutritivi utilizzati dall'organismo per la. produzione di energia e di calore sono principalmente le· sostanze alimentari non azotate e sopratutto le so::;ta.nze idrocarbonate. Applicando questi dati alla revisione crit.ica delle razioni a.limentan degli eserciti delle principali nazioni, mi sono convinto che esse erano tutte basate su vHCchie idee errate; t.utte peccavano per un ecc.esso di nnt.rimeuto fornito e sopra.tutto la. co,.tituzione delle razio.ri.i di guerra e di manovra cont.eneva. un errore originario e fonda.menta·e, poicbè, per dar...- un soprappiil di energia., si ticorn·va ad un aumento d ::;ostanze proteiche, vale a. dire di cam e, invece di impiegare per questo scopo delle sostanze idrocarbonate, cereali, legumi, eco. L'esperienza. in questa materia mi ba reso piuttosto scettico circa. la po;;sibilità> di fare adottare una riforma alimentare ragionevole e ragionata in t.empo di pa.<',e. La stessa. impossibilità esiRteva a.J principio d• quest3 guerra, che tutti credevano dovess<> <•Rsere di breve durata.. PRE::iiDENTE. -

'l

i!

'l


1.1 ALJlolENTA.ZJO~ E DELLE TRUPPE

667

'ru ttavi!~ i nostri nemici, non appem~ si trovarono, come in un a~-:t• clio

iormiclabilt•. chiusi qua:-:i da ogni parte. diedero l 'esHmpio eli n•st,•·izioni a limentari dappt·ima JWl' la popola;~,ione ei vile l'd in :wguito ancht• JWl' le proprie truppe. ~~·n;~,a dubbio t Tedesc hi ~ù i loto ·~llt>a. t. i hanno clontto incontrare, come incoutrammo ~melle noialt ri, delle tli fficoltà per f~m; accf't.ta.rP sim ili rifor me l' H·xt rizioni: soltanto c:;si agirono più proutnnH·nte e radicnlmf'ntt- pel'chr prijmuti d:~ circosta.nz(' beH più gravi Pd tli'J?Pnt.i, a causa del blocco ma 1·itt imo cl w r I n t e:: a avrnt pot nto ~>t:~obilil·t' c• rt·r\llc·rP Remprl' più t>tti cicnt l'. Quali ~<Ono q twst~ ù ifficoJt,à t Senza dubbio non vi è alcuno al ruondo chc• <~CC"tltt.i <li buon ~r.t1lo un a riùuziont' di rcgiuw t> ciò che ha det.to qui il medir o p;·incipale Ma.istriau per il soldato belgn. può :lpJ)Iicarsi a. qm~Isiasi esercH.o. P l'r quanto pcrs u•• sive posKa.no f'~ser<• lA nos t.ro <trgomenta.zioui R.trcbbf'rO quasi <il'l t ut.t.o vani gli s for zi dil'ctti a convincere un soldat o che egli mangia t.roppo ; ed anch ? pE.>r u u ufficiale sa e bbe sempr<l diffìciJe scuot;erf'l in lui la eon vinzion~ che, p er l'~>l'llll'C (orte, bi:wgna m;mg:a.re molt o c sopmt.uttv molf o <li c ibi suRtanzio!;i, vn.le a dirt> nel suo pe uRiero, molta carn<' . Na.t,uralmf'nte, non Rolo lt> intf1ndenze erano imbevute clegli lltl'~s i pregiudizi, m a, IRmt•n rlo cht' qualche riduzione n.d r egime alim entarc• pot.t·~:3e aver e un effet.to òe primc nto sul mor<Lic del soldato, non vo l t.>vr~ no lbbhordare ta.le qursti01w tie non oon ·f"!;trema. prudenza. Eppur!' la quesliom~ :;;'imponev;\ a nzitut to per la popolaziont• rh·il·· in tutti i pac~>i , non csclusi i neutrali : <· questa lunga gut>rm, coi :;uoi mali inevitabili , ci lHl. apportato pPr lo meno J?ià questo beneticio <l'anr romito l'occas ione perchè twt~xsero tma gra nd•· fliffusione certP idt•e s ull'opportunità. di um• più mod<·Kt a. òietetica. che prima ~<olo qualche ,;('icmziato fisiologo o igienista c pochiKsimi medici si sforza.vano 1li propag;m• c eli nllgarizzar<', pur r arroglic•ndo - 1' d 'uopo eonfP:o:sarlo - un s uc<X•sxo ;•biJasla Il ZII. m agro. Il RUCN•IIf;O t> ,·enuto in segui LO, eo l prolWlgarsi d el!;• ,g-H<•na ; t• no i a.bbia.rno veduto a <·crPi!C(•n;i via via. il numero df'i volg<•ri7.zatori ch•lla buona dottr ina. lnfa.tti, non solame nt e la stampa scicutilica, m:• n.ncht• la s tampa quotid iana. non llolo gli ~cit> nziati e gli igienisti, ma. <~.neht' uomini polit ici e minir;tri hanno ùimostrat,o d(•tto e ripPtuLo in molte occa,.;ioni c he tutti mangiava no t roppo od hanno predicato la nec·Psxità. d i e d h•rc q tuLls iasi spreoo. I dirigenti non ta.rùarono a. pa.ssa.r e Ùètll 'illt•a, H.ll 'azion(l, e si son visti tutti i governi pro8cr ivere ed applicare J'c•stri zioni , lc: quali senza. dubbio nè hanno indebolito la popola.zionc> 111ì hanno J)l)r· tato et\'etti 1lannosi alla Aalute indi villua ln o gt>nerale, hmLCIII\ It• r·id nzioni siano stat.e dovu nque a.bbasta.nzn. fort i. È wl.'l'sperit'nza g(mt'ra lo che co~;l è ;;tata fatta o si r-<mtiouf~ a l'a re , di una aliment azione ridott a in armonia cou le concezioni mo.lf'l'llt' (ldl:\ fi8iol~gia e d PII'igiene, lP quali sono in opposizione alle ici N' t-c<WII:;i n• ,.ho prima domim•vano nella scienza influenzata in tal st> n~o dali;~ scuola t.f'desca.


668

J.'ALD!F::\TAZIONE DF.J.LE TRUPPK

lJt' (·onet>r.ionì dt•JJa, l'l<:uola tNlc:-; t'a f'rano :-;tat<> accPttate Rt~nza discussion<· timo allP prinw Nlpt'rit>nze di C'hit.tendtm. I la.vori a.lqnanto ri volu· zionari del tisiologo ame1·ica.no app~trvero :-;olo una rlf'cina d 'anni avanti la gut'J"ra: il c:.~mmino ùe llr idf'<, nuove fu · natura.! mente asRai lento, per· cbè occ·orr<>Vfb vincerP 11on pocll~c' oppoRisdoni e dellfl ant,iche opinioni pro· fondamente radica.t.e : ma è i'Olo clurant~· quf'sta. guerra <>ht> Ri può dire esr-;p ab bia no finito p<'r ncquir-;t.aJ'(' rliritto di cit ta.dinanza nel dominio d<'lLa sc:t·nza. l 'na yolt.a <H't·t.>ttatt• lt· nuon idt'fl pt'r 1a popolazione c ivilt>, non poteva tardare a produr~i un bl'JWfico eontagio )Jer l'alime11tazione delle truppe. Conw ci fu ripl;'tn\<> con lE' sue conclu:;ioni dal gt~nera.le Simonin, si ri<.'O· nobhe c hE· l<· razioni <'l'ano dovlmque sovrabbonda nti t'che una parte clegU alimenti nn in\ il<' i upat ~~; dopo una più o m<>no la boriol'a evoluzion <', le Inte nde n ze di tut.ti gli es,' rciti alleat.i, nel cor so dell'anno pa:ssato, cerca· rono el i 1-i.durrt' a.Jquant.o le loro razioni, con grand<' vantaggio igienico ed N'onomif·o. l'f'DllU'E' tenendo <:onw <l+>lle abitudini di ciascuna nazione erl a>-xicuranòo, mN<'i> nna. buom1 l)l'efwntazione rlPi cibi, la loro utilizza· zione compll't.a. 1\Ii s ia ronc~>l'SO fart> tula rapid;t rivi~ta. ctellt~ riduzioni co~i ot.t<'nutf.> J>t>r lf.> r[(•tTate princip<tli di con sumo. (JSsia. per In. carne e p~r il pane. I n Italia la ('Hrne fu ridottn, di 1 25 g-J'. l;'d il pnne eli 50 gr. a.l giorno per lP truppe a lfrontt• : per l<' trupp(' territ.or iali la razione di pan<' subì una ri· duziont· di 1i>O gr. a l giorno e la quot-e~ carnea fu ridotta a.ll~~ metà di qneUo ohe f'ra primn. cioè a 600 f!l'. rwr s<'t.tim a n a invf'C'e di 1200 gr. Nella marina italiana. la razio1w di ('a.nw fu ridotta di 100 gr. ed il pane fu diminuito ù i 15fl gr. al g iorno. I n Franf'ia la. razione lli pam· fu a,bb~J.s~at~L in generale eli 100 gr. : la curiW vt•nne ridotta 1li fiO gr. a ll 'intPT'no e di 100 gr. a.l [ront.e per \a. ra· zion" torte. di 50 f!l'. per la raziont' df\hole. X~:ll'I'St'I'Cilo belga, la ra.zione g-imnalif'ra di earnP el".t rli 450 gr.: t•:<sa è• Rt a t n. l'idot.ta rTi 50 ~·. e si . ritlunà ult<>l•iornwnte p rr gradi in modo da portarla a non più di :wo gr. ciò chE> ::tvrà luogo nella pros~itna primn.wra: la T'a.zion(< di pa.U~te (che pre~"o i Belg i ~()s tit.uiRec in pa.rt.e le a Jt.re !)n~t.a uze amilacet') nt·l corso dell'anno paf:l:-.a.t,o fu ridot:ta- rla. un kg. qua,l'Na. al principio ddla guerra - a % kg. ed a nc.he ta,Jora. a 200 gr. Re sono b <'nf' informato. l'e.çn ·r·ito inglrsf' al principio d e lla guerra dava a iiP :-;u(· t ruppe comhatt('nt i 566 gr. di t'H·l'llt' t\ 453 g t·. alle truppe delle r~­ trovit•: cial'cuna. eli qtwr-;t(· quote,; or}b ridotta. di 1J3 gr. Per le t ruppe dE'Il<' r<'tro,·ic. :-;uUe linee di I'Onllmicazione, fu }\ltresì riùotta di 173 gr. la ra· zione (Ili pane C'hP. da 570 g-r. f. p assa.ta a. 397. Inoltre in questa ra.zione~ modifieàla dopo l 'a.pri iP 191i, ' furono p m·<> a.pportatt' delle llimin tlzionl p er il formaggio t• JWr lt> marmellate. L 'enumerazioJH' C'lw ho fatto sa.rà parsa noiosa, ma. è molto istru ttiva. E F;sa dimor-;tra e.lw delle r estrizioni più o m<'no forti sono sta.t e appo11;ate nt> U(' l'<b7.ioni di t11tti g li f'<'Prciti allPatì : ma qu<'flt €• riduzioni Rono b l?n lon·

' '


1

L A.LUn; NTAZIONE DBLLE TRUPPI·:

669

tane per la. loro entità da. quelle adottate in Germania. I Teùesehi erano dei grandi mangia.tori ; prima. della guerra , la loro razione eli campagna. poteva arrivare fino a 5000 ; queste calorie sono oggidì abbassate quasi alla metà. n soldato tedesco deve oggi accon tentarsi di 500 gr. di pau(:, in luogo di 750 e di 125 gr. di carne al giorno in luogo di ·100; inolt.re i Tedeschi hanno ancora ridot to alla metà l 'antica somministrazione di salsiccie, di zucchero e eli caffè. È solo per le t ruppe di prima linea, impegnate in un grosso sforzo r.he si fa eccezione, da.nclo loro la ra zione norma!P.. Sono dunque delle riduzioni enormi che ha nno intaccato profondamente l 'alimentazione della maggior parte del,<! truppe nemiche ; tuttavia la. loro attività, il loro potere offensi vo. In. 'oro rt>sistPnza non ;;e mbra no affat to d i· minuite. N aturalment~ le forti e quasi incredibili restrizioni dei noHtri nemici sono state loro imposte da. una dura ed inesorabile necesgità.; giacchè se i Tedeschi hanno potuto sost enere nella loro brut ale politica di g uerra eh~ necessità. non ha leggi, in materia di approvvi.gionanwnt i e di aliment azione dovet tero riconoscere che la necessità lu~ pur sue leggi. A noi il riconoscere che essi seppero adattarsi alla necessità t', meglio ancora, che, nelle loro S<tggie e previdenti applicazioni di tutte le scit>uze ~!l'arte del)a. guerra, e11si non ebbero timore di port.are subit o ai loro estremi limiti le suggestioni della fi siologia e clell 'igiene moderna in materia di alimentazione popolare e militare. Parecchi dei delegati di questa CÒmmissione saÙilrtri<t de.i paesi allet~U -ebbero la benevolenza di lodare 6ò che ha f~\too l'Ita lia con l'esperiml'nto d 'alimen t azione razionalmente ridotta <lei propri soldati , adottando ra.· zioni c he erano ancora, alQuan to superiori allo stretto necessario ; ma. mi pare che l'esempio della Oerma.nia - come esperimen t o - i.' f•s::;a.i pill gra nde, profondo e dimostrativo nt' i rigua.rdi di ciò che si può fare in tal senso per spingere al sno Cl'tremo limite h~ resistenza :1llorchè la neces;;it.i't si manifesta di adott are quasi un regime di assedio. A noi Italiani ~ spetta però di confess;ue che quanto a vevamo fa.t.to in materia di alimentazione mili tare fu mandato all 'aria dopo il di>;a:;t.ro di Caporetto. Nella fretta di porre riparo all'o:-;cura disfatta, troppi m~dic i e medica.:;tri cor~ero al letto dell'infermo, la cliagno;;i e l'etiologia del male furono mal poste ; i partil!iaui d 'una terapia. semplicista credett ero indispen!-!abile adottare anche l'iperalimontazione; la politica, purtroppo, e la st a mpa quotidiana con la sua ft•ettolosa. incompetenza. .forz<\rono l'opinione pa rlamentare e pubblic~-.. ; ed in tal guisa si ritornò senza discu»!lionc e con precipitazione ai metodi an tichi (peggiorandoli anche piìt) e furono jpertrofìr.zat e a dismi::;ura daccapo quelle razioni che ridotte a giusto segno - con vantaggio dell' igieue e d<'ll'ecouomia nazionale - era.no sta to aooolte con soddisfazione e p{•r un anno intero non ll.Vevauo drt.to luogo nè ad in convenienti nè a h~gni <la pa rte dei consumatori. B da augurarsi elle siffattc decisioni erronee e precipitO:$!' possa no el'seré revocate o almeno attenua.te n<'ih~ loro a pplicar-ione prat.ica. l'rat-


670

L' .t.LllCENTAZlONE DI!:LLE TR UPPE

tanto, tengo a dichiarare che la R. Marina non ha. modificato di un pelo le riforme adott.att·, P~cPzion fatta p('r le po<:ht> migliaia d 'uomini impiegate a terra per la dife!'a del ba!{SO Piave. eh(' combattono a fianco dei loro camerati dfll R. Esercito. Qut'st.a differenza tra. ES('rcito e :l'latina. d'Italia rispetto all'alimenta· zion<· non è S<'llza significMo. La stessa difl'('rE>nza si nota fra E sorcito e l\farina francesi, mentre dobbiamo riconoscere che sono pressocbè identiche (per numero di ealorie e di quantitat.ivi dei vari principii alimentari) le razioni del marinaio italiano e fra.nceiw quali risulta.no dal trattamento che risprttivamente hanno nei loro rlcpositi. Stabilendo dei paragoni, si vede che il soldato ita.liano constm1a oggigiorno quasi 50 gr. di prot.eine in più di quel che consuma il marinaio; e differenze a.nalogbe si osser vano fra E st>rcito e. Marina francesi. Tengo ancora. a portare a vostra conoscenza un fatto che ba qualche importanze~ per le deduzioni che se ne po~sono trarre. Il marinaio italiano riceve ora in meùla 250 gr. di carne al giorno; ma. poicbè dall' inchiesta di cui fu incaricato il colonnell~ medico prof. Belli, era risultato che le unità minori, ricevent i la razione in contanti, banno una marcat,issima tendenza. a ridurrP ùi molto.il consumo della carne, e poichè il patrimonio zootoonico na.zionale aveva bisogno di esRere risparmiato, si diedu facoltà agli equipaggi delle navi di rinunciare nel pa.sto sera le alla carne che in eRso veniva distribuita. (100 gr. ) sostituendola con un minestrone di p asta o riso condito secondo il gusto popolare. Questa soRtituzione incontrò il favore generale di guisa. ehe la razione giornaliera di carne si ridusse a bo1·do a non più di 150 gr. e l 'Psempio non tardò ad esserf' imi· tato anche nei d1•positi e rlistaccamenti a terra. Come si ved o, la quant.ità di carne ora consumata dal marinaio ita· liano supera solo di qua.lche grammo quella d elle t ruppe tedesche <' corrisponde pure a quella cbP i GiapponE>si adottarono per le loro t r uppe nella guerra. cont.ro la Russia ~..~ che, visto la buona prova fatta. in quella lunga campagna, non vf'nne più modifìr.a.ta. P vige tuttora . È una. razione quasi vegetariana che si impiega al Giappone con gli eccf'llcnti risultati igienici sanitari e militari cùe sono a t utt i not.i, rd è ancora una razione carn(•a assai ridot ta - al pari della giapponese - chP il marinaio italiano ha. prefer,ito di sua libera scelta. Cf. n 'è an cora abbastan~a - col formaggio e col baccalà, tonno o salmone òist.ribuito nell(' giornate di magro - per assicurare n ella razione della marina italiana qu (•Jla quantità di albumine animaH c quin di di amino-acidi che la. fi!'iologia moderna. ritiene specialment€' utili ad una buona nutrizione. Di fronte a questi fatt.i e sp ecialm(lntt> di fronte alle riduzioni alimentari applicate dai n ostri nemici, mi pare che t.ut.te le qneRtioni di razza, età, clima, abit udini , lavoro, sc.arti, ecc., di cui ci siamo qui occupn.ti e preoecupati- per quanto rigua,rda l 'alimentazione delle truppe- banno àncora dell'importanza: ma d E'l tutto seconda.ria.. ScientificamentR, tPori· camen t P, praticamente, cfl't>f.t.ivamentr, le rid uzioni estreme alle quali


1.' ALIMENTAZIONi: DELLI': TRUP PE

671

fru·ono obbligati gli imperi cen trali p er le loto trupJ,w , in CltSO di ne(;essità, potrebbero e dovrebbero essere adottati anche ful.lle t ruppe d eli 'In r.ef<a. Le :riduzioni che i paesi alleati hanno finora. apportate> alle l'azioni dei loro soldati, sono già un gran passo dato sulla via delle riforme e df~ll e limitazioni razionali; in caso di bisogno noi non dovr(•mmo temere una nuova riduzione. Nè troppo nt' troppo poco ha detto giustamente il nostro presidente; ma il limite esatto del troppo e del t,roppo pooo non può e~Rere fissato che dalle circostanze. Infatti i fisiologi - Mosso prima di tutti - ci dicono che ogni funzione organica. può convenientemente svolgersi in limiti assai a.mpi di ·att.ività; ed allo stes~;o modo che il Mosso ha dimostrato cb (~ noi possiamo disporre anche di una. vera respirazione di lusso, è pur certo che l'uomo, appena ne abbia. il mezzo, ~dotta un'alimentazione che, :;e non sempre per la qualità, può essere per la quantità chiamata di lusso; ed a questo lusso alimentare l'uomo non rinnncia se non costretto dall'inappetenza o dalla. ca.ra~:tia. La carestia. si fa ora sentire <lssai più presso i nostri nemici che nei paesi dell'Intesa; cosi si spiegano le minori restrizioni alimentari che noi abbiamo applicate in paragone della Germania e dei s uoi alleati. Ma la resistenza. di un paese in guerra. deve m a.nifeilta.r si per t.ut.ti i lati. E ' bensì vero che l'Inte:sa, avendo sempre il rlominio dei mari , non avrà forse mai la. necessità di arrivare a riduzioni est,reme Rtùl'a.limentazione delle sue popolazioni e delle sue t ruppe. Ma ricordando l'an tico detto « CBt,ote parati,, bisogna essere pronti a qualsiasi sacrificio, e se per mala ventura la carestia awnentasse anche per noi, - per resistere fi no a ll 'estremo limite- noi pu1·e dovremmo essere pron ti ad imitare non soltanto l'esempio dei nolltri nemici. ma quello ben più (~roico che in passato diede Parigi, nel memorabile assedio della guerra franoo -prussia.na del1870-71,· durante il quale i P arigini, anche nei riguardi dell'alimentazione ebbero a fornire al mondo intero un vero cam,pionato d·i necrssità e di 1·esistenza. Attualmente, ci basti ciò che M. de Car.otte ha qui chiamato il campion at.Q di sufficienza alintentq:re, il quale può esser(' regolato in cia.scun paese dell'Intesa. secondo le risorse del suo ~•pprovv igion amen to, che può anche essere variabile per ciascuna d t'rrata. Parrebbe utile altresì che le stesse razioni alimentari fossero meno fisse e invariabili di quel che sono p er solito ; sarebbe opportuno che se n e poteSS{! variar~ il t ipo secondo l'abbondanza. e la ca.rest,ia, soprattutto per quanto concen1e la carne ed il frumen to. In un periodo iu c.ui incombeva minaccioRa la p enuria di cereali in Italia, noi preparammo per la. Jnarina. un tipo di raziouè, nel quale la quantit à di pane, di pa.stn. e di riso era diminuit:j> ~per compenso ven iva aumen tata. la quantità di carne, di vino e di zucchero di cui esisteva a llora. una. maggiore disponibilità.~ Sta. sempre il ·fa.tto che riduzioni ragguardevoli potrebbero l:!emprE> elise r e applicate senza t.imore per le truppe territoriali, ment re bisogna. essere larghi e generosi n ella alimentazione delle t.ruppe in prima linea.; d ' altronde che cosa non daremmo noi agli eroi che son pronti a sa.cl"ificare per la patria T


672

1: A LIJlE~TAZIO:>E D F. LLE TRUPPB

PPr ront:ro. i ~O lfi<\ti ('he lavorano nelle retrovie po>:sono ben fare aneh ·.-~;ili q ua.l r lw sa.el'i ficio nel lus;:;o q ua.ntita.tivo ali m t• n tare ; ma. pt>rcbè ciò an·eu~a- di buon grado e i!l'nza lagna.nze. biRogna pure preparare l'opinione pnbbli ca od anrht• la m en talità dei soldati. nwrcè un la...-ot'Q di p trsuasione, di propaganda e di volgarizzaziont' dei postulati dt>lla fisiologia e dt>ll'igiene rlrlla aliment~•zione. Que!-lto lavoro è necesR;~rio perchè noJ~ rimtmga scossa. la disf'iplina delle truppt>. Orbt>ne la disciplina è molto sensibilf•, massimi' prNiSO i popoli la.t.ini. ('omt> ha detto url diRtinti>:simo no!-ltro uomo parl::nnentare, questa rliscip)j na ha anche subito una evoluzione ùurantt• h~ g-ut>rra. attuale. D apprima t•>:!-:a era cieca e p asRiva, poielll'· l'individualit à tlel :;oldato t'n!. tutta asso rbita e quasi annullata; in una r-:econda fas .. t•s)ola fu cons<'nziP.nt.n ed attiva e l'obbedienza procedE'n~ quusi uni<'amflntP rlalla fidueia t' dall '!~ffet.t.o ispirat.o dai superiori i ora l>iamo arrivati a ri tma faRe crit-ic-a della disciplina. perchè il soldato vuolt> avE>re un ' idN\ chiant rlt'l f'UO compito t' òPi !-:noi dovE'n e vuoi essere couvinto <h.. lla. loro giuRtizia t• della loro n ecPssità. Bi~ogna dunque pt•rRuadcrlo anc he della necesl\it.à delle riduzioni alinwnt:Hi. L'ef'rf't.to potrà t-~RerP raggitwto C"()ll R<•mpliei ragionament-i basati sul huou l'lenso. con d<•lle ronff'n•n7.P di ca.ra.ttere popolare e soprattut-to <·on opuscoli Pspli<•ativi che volf!arizzano j dati scit•ntifìri della questione. E ' per aiut;~re la penetrazione di quf'>:t.c iclet', elle u.•lla marina italiana fu lar{!amentt> d istribuito un fascieolett.o a stampa redatto con si:ffatto intento. Una pubblicaziont> analoga p er l'HsPrcito fn I'Nlatta dal teneut.e colonnello nwrlieo p1·of. Baglioni. Ora. prt~~so tutte 11:' na1.ioni d ell'ln tt-!ia le primE> t>ocietà scientifiche (,\cradPmia ùt•i .f,incwl in Jta.lia,) banno costituito delle commissioni della l) i ì1 a.l t a <·Omlwtt•nza. ed au to•·i t,à . che f'i oc<'tt pano deolla q ueRt.ione de li 'n linwnt azione civill' t• militare. ~->t·n?.a clubbio, dt'l!li opusc-oletti popolari. puhhlkati a. migliai!l di esempla•·i, :-;otto l'et:d da di quPsti (·OT'pi ;;ci(.>ntilici <·on:-:t'l!llirebb('ro i piì1 fPlici l'isulta(.i rwr lo :wopo ~ho d t•vt> ('~serE> ragg-iunt~o. l'nr:::-;rnr-:x·n:. Prim;~ di continuare rlchbo fart-- un<t propnst,a.. Abbiamo {!iù molt..i clorumcnti sulla rar.ione dE-Ili' LI U}J}JE' rlei quali pare<:chi samnno letti fra. brt•vt> ed altr-i non sono stn.t.i ancora. esamina,ti. Forse per {!tmdagnar t.Pmpo saJ't>hlw O})}Jllt'tuno riH·· una :;ot to-<:ommi::;sioue esaminassi· tut t i i llO<'llllll'nti l' pW'JI<tnts:o:e lt• <·nnclusioni !iltlle qua.)j poLrà 8\'0lgvr.. i la no:-;tra dis<·ussionP. Jl dottor .:\lai~tria.u : il maggiore Strong: il mt'dieo JH'ineiJHtl<, Latl'orgue: il colonnello Bt•vf-lr·iclgt•: il chirurgo ò.i ma.rina Ro.\·c((·n: :-\. E. il gt>rWmlt> Rho; il colomwllo Belli; il medico principal.- eli P da;;~~· lHa.ha : il signor D !' f':lzott P : il dott.or· Pott.evin nonchè il ùott.or ftf'l('~· ]Jot.mnuo [;H part1• di qut•sta. :;ott.o-('ommissionP elle si riunirà qui cl01m~ni ali<• ore 10. ( ..1 p prol'ltlo al l', ,. u11 i m i ti. ) . l'os:<iarno pa~~ar~;~ alla lt>ttni'U <1E•i clocumt>nti Rulla razion~;~. Prt•go il ùot t or ( ;dt.-'.v di l~f!~t·N' il riassWlto che ha fat.to l 'ufficio di segret<:ria delle ri ~-;post.,~;· al q tw:;t ionar·io inviato nell'armata. franct•se.


1

1. ALIMENTAZION~ DELLE TRUPPE

GELEY aiutante maggiore medico- I questionari

li73

del maggion· tnl\ùico La.nglois inviati e ritornati riempiti alla conuni:-;sione per ctua tlel Ministero della guerra, per mancanza di tempo non poteroQ.o ess(•re ogget t o di uno studio minuzioso o dettagliato. Brevi ria.s~unt,i di ci~t~cun <loou mento sono stati fatti dal segretariato e sono, come i documenti sto;;si, a. dispo:sir.ione dci signori delegati che potranno esamin<~l'ii a loro agio. Ecco i principa.li ò.at.i che a noi sembra rirml tioo da. questi lavori. 10 h• citra dellf\ calm~iC> non è stl~ta,, in generi~le, calcolata da.gli incaricati : e quando es:$i ha.nno voluto daJ·e 1l ell ~ cifre, queste ~;ono ev icl(~D­ temente s bagliate ; ~o la razione di palle o::;cilla, sr:condo le unità. t ra i seicent.o e i st>Gtecentocinquant.a grammi a,l giorno J!t'l' pt·rsom~ ; ~o la razione eU C<~I'Jlt' v:tri<L tra, :300 P :)50 gram111i al giorno IH'l' llt'l'sona ; 4° la razione di lugnmi :-;e.cc:hi (fa.giuoli ) è iu nwcli<b da 250 ;l :~u n grammi a. t esta per settinuma; oo la. razione clt>IIC' pa.t.at.<' varin, da 300 <t 2:~00 J!rammi t1o tl'st.tL 1.wr Sl'tt iuuma, ; 6o la. raziow~ 1lei legumi \'t•rdi vu.rht Pntro limi f·. i molto h~>rgh i : 70 la razione rlel vino 1\ <ti minimo di mezzo u t J'O 1• •~ volte iii d ne lit ri. La ra.r.ion<' del ca.tl'è è eU J:) ,g:ram mi di C<1>fl'1\ con 4:H g'Jammi di z.utc:hero. Si fii stribuisce inoltre t he. acquavite (s~· i C~> n t ili t.ri al giorno per per.-ona,). Eecezionalmente poi i milita,1·i acquistano ci bi iu conspn ra., clolt·inmi, cioccola,t o e sopr2ttutto vino. Qu(•sf i acquisri fatti prPsso lt· c·OO JWmtiv•·· ceutrftli sono importa.nti, ma non sono e:dcolaLi pro rfJpitr>. Que~te cifre erano not.t\, e non fOJ'nis<:ono ·~ll;t commi:;sion•' <bll·uu mwvo fiuggt>ri mento. Infatti noi a.bbiamo già i rappo1·t.i corup iPt.i clell'int.N\rl enz;L e del s1~rvizio sanitario del Mini;;;l ero 1l f'ila gnrrm. Lo scopo psscJLziall' dl•lb commissi01w era di conoi:C'Pt'l" f;E'.' la, n tzioue [mnet\Se .fosse in 1il•ranJPilLt• ·utilizza.ta e consumnta. A t<'lle seopo un indice a.s:;ai importa.nt,e Pra tpwllo degli avanr.i della consuma.ziou e. F u pos.-;ibile solo i;La.bilire :-w la, raziollu franceRo si avvicinasse di fatt,o a quella it alia.na. Di sgT~1ziata nwnte ht questione in genere è ~>ta.ta, considerata s upel'licialmentt> tla.r!li inqnin·ut.i ed i quest.ionari sono rima:;ti in bianl'o nt>lla JHLl't~> ris('rvMa. ft qnPsLi ·~­ vanzi delle consumazioni. Risulta chiaramente ch1' il p ane ~ tlol t ut.t o ùonsuHtato : e tlll' la. s1ut razione è lo stretto n ect·ssario ; ma n è per la c~H·ne nè pPr i l<' gunli :;i ebb ero dati espliciti. Dal punto di vista. di preparazionP ùegli alinwuti duvesi notare un grande sforzo ed un progresso reale. I cucinieri :;ono assa.i s pe>;so istruiti con corsi improvvit;ati e si tende a non rimuo,·erU tla,lle loro funzioni. Le vivande sono ben preparate e assai variate; l'\tRO dellf\ m a rmitte norvegesi è ancora limitato, eli modo che n elle triuc(·e, gli alimenti debbonsi risca.ldarP con alcool solidificato. L a voce generale è che i soldati sono soddisfa.tti, iìalvo rarissime eccezioni. E ssi preferiscono soprattutto la zuppa con legumi, i fagiuoli e le


674

L' ALINE!\TAZ IONE DELLE TRUPPE

p~•tat(' fritte.

Viene poi la carne. Essi non gradiscono molto il riso, le lenticchie o la pasta. Vorrebbero maggior quantità di legumi verdi. I I parere dei medici è che la. razione è buona e cbe lo ~tato sanitario è eccellente. Maggiore GoTo. -Ecco alcune note sull'alimentazione delle t ruppe giapponesi che la delegazione~ gi~1.pponese ba fatto pervenire a l segretariato e che comprendono: 10 un est.i;a.tto dei regolamenti sulla raziou(\ ordinaria giornali(Jta per testa, in tempo di pace e in tempo di guerra; ' 2° uno studio storico dell'alimentazione delle truppe e un riassunto di esperimenti assai precisi sul valore energetico dei diversi a limenti i 3° un esposto della n•zione attuale in te.mpo di pace e in tempo di guerra. Ecco l'esame di qut>sto esposto : La ra.zione giapponc!-:e consta di due categ-orie diverse dette t1iveri principali e vi1·e1·i se<'ondari. I viveri principali sono : il riso, il grano e l 'orzo. I viveri secondar i sono : la carne, i legumi, i condimenti e le be· vande. In tempo d.i pace, In, razione totale dei vi veri principali e secondari somma ad un t.otale dì 3162 calorie date da gr. 103,64 di sostanze aJbumi· noi di. 16, 7~1 di gntHsi c l'i29,53 di sostanze idroearbonate. In que!'lto totale, i viveri principali, ri~o e grano, dànno 55,29 di sostanzt>. azotatE': : 1,128 di gràllRO e 518,183 (li carboidrati, con sviluppo di 2361 calorie. I viveri se· condari òànno 48.25 di sost~ nze albuminoidi, 15,653 di gra~si e 110,3-!5 di carboiòrati con sviluppo di 801 calorie. La Tazione ài. gu&ITa dà, un totale di 3643-3797 calorie fornita da gr. 108, 63 a 1.23,96 di albuminoidi : 6,11 a 15,96 di grassi e 766,02 di sostanze idrocarbona.t.e. In quc~s to totale i viveri principali rappresentano 51,26 di albuminoidi 1,49 di gras~o e 672,87 di r;ofìtanz<' iaroc.aroona.te. I vi vf>.ri st•condari rapprcsent<mo 57,37 a 72,70 eli albuminoidi, 4~3Z a 14-,li <li graxsi t> 9:~.15 di sostamw idrOC<tr'bonatP. Normalmente i viveri principali !Si riducono al riso, del qnaJe se ne !Somministrano 1850 gr. cotto o· 800 gr. crudo a.l giorno. I viveri HPCOndari consistono in carne in con· SI'JYa 158,8 e legumi ~f\cchi 112 gr. Occorre aggiungere susine consorvate nel sale, di cui St> n,... danno gr. 37. s~tl ~<"l• giapponese 19 gr., miso 19 gr., zucchero 12 g1·. e tbe 4 gr. A quPsta, razione normale, si sostituiso<> a volte una mzione dett.i~ di supplemento, che comprende : 1012,5 di pant> o 657 di galletta secca come viveri principali e, come viveri secondari, 187 gr. di carn e freSCc'l o 112 gr. di carne affumicata, o 150 gr. d 'uoYa. 450 gr. di legumi freschi o 56 gr. ùi legumi sanati o 80 gr. di salsa giapponese. Ecc<'zionalmente si distr ibuisce del saké 0140 centil. o deli'<lcquavite 0,08 centil. o deLla torta 121 gr. E' prevista una razione d i viveri facilm,nte trasportabilli :·consiste in galletta secca gr. (157,9, et\rne in èonserva 158~8 e sale gr. 12.


L'ALIME:'\TAZLONE DELLE TROPPE

675

Questa raziono dà un totale di 2fì39 calorie. Le cifre su riferite sono quelle delle razioni d}btc durante la guerra russo-giapponese. 'Nnlla fu modificato in seguito. Concludendo, la razione è quasi esclusivamente vegetariana, o mo~;tra comunque una t'norme predomiuanza delle sostanze terna.rie sulle qua ternarie. E' opportuno notare che que~>t.a alimentazione vegf'taria.na è estr.emq,mentf} variat.a . Ecco per esempio, il menu di un giorno presso una unità. territoriale. Tre pasti a.l giorno : 1° pasto : riso cotto gr. 638, melanzane t) citr·iuoli 150, salsn. giapponese gr. 12 o r.eur.ero f!l'. 15. ~o pasto: ri!lo 764 pesce (orata.) 13l j (loto 56 ~ l karota zucca 56 0 citriuolo 76\' 1' ca volo salat.o 76 sal:sa giappon('xc• l:? 3n pasto : riso 634 Zltppa eli IUÌS O COU 19 gr. di c,arnc melanzana 7 5/ \ tofou 1 20 75 o·cipolla v() mis o lt'\gumi f><l.lati, 37\ l

INA RA (medico principale di 1a cla.sse- 'Giappoue). - EC(•.o la eompo· sizione esatta dc>lla mzione normale clE>ll'arma.ta gin.ppone:so in campagna. Alimenti principali . Alitnen ti rrgolari Alimenti di sosti tuzionc Riso 765 eme. (575 gr.) o Ri>;o 1095 eme. (8.22 gr.) o Frumento 330 eme. (240 gt•.) Pane 1012 gr. o RiscoLto 615 gr. Supplementi quotidiani. Carne in ~on~(ll'Va 150 gr. Bue* xenz·o~;::;o 150; con osso 187,5 Legumi st~tchi 112.5 o carue ~alata sPcca o aiiumic.ata Suaine salate 37 5 '0 • 112,5 o uova 150 Ravanelli, zucche' e piselli salati 37,5 Lc>gumi crudi 4-50 E stratto di shogn. 19 Legumi ~alati 56 Miso in polvere, 19 Shoga 80 eme. Zucchero 12 l\fiso 75 Sale 12

l

Thè 4

Articoli extra. SakH l. 0,4 o cognac l. 0.08 o torta 112; sigarf'tte n. 20 . • Q

J

~<lo è poseibile ai somministra 262,6di c01n1e fresca senz'osso, o 337,5 con ONO.


676

L' ALl WE!\TA ZIONE DELLE TRU P PE

Viveri di riserva (per combattimento). Ri1wot.to 675 gr., riso 1095 eme. (822 gr.)

"

Carne in r·ou,:prva 150 gr:, ~;a,le 12 gr.

)

Valore nutritivo giornaliero. Azoto

Ali nH·nt.i principali: (riso e fi'Umento) gr. 10,2R AlillH'llti seconùari: (vivan1h:) " l ,:Hi

.

Totali t~uanti t à

asxi mih~t<t

17 ,64* 13,58

Albumi., ..

Carboidrati

CAlorie

gr.

H4,26

f!l'.

9 ' -l :.>

gr. 516,80

24 i~

))

-W. O'.l

/)

1 :3.u~

,, 101, il)

i33

110,:!8 1)4,90

~:3 . H

16,60

61R,50 ()13,20

3206 3011

2:3,0 29,1 6,8 1't'J'((itc 1~·u ~v. E. l. Lt• calorit•. provt-nit·nti dal riso r a.J>Prt'1>t>lltano l' 80 °{, circa 1lt->1l1• f':dori~ totali. · ~. U pt>;;o ùPi soldat.i giappout>~>J 1• in nwd ia di 57 l\ g. E<:('O pt~raltro uno studio pubblil·<llto a Tokio nt·l 1917, da nw fatt.o sull'a limt-nta.zimw, t' dd qua](' pr!'g-O ogni nwmbro llt'lla commi"sione aN·<• l t art• IUlH I'O!)il~.

C'olonnPIIo B~:vr.:HIDGE (Gmn Brl'tagna). - A p;.J,rtt• alcuni eventu;~li nunhianwul i <·onsi:;;t.t>uti Jll'lla sost ituziow• òi dt>nat.fl compr~~e ndh\ ntzionr con a.ltn• I'(JilÌYalenti, noi\ i' stato apportalo a.lcun eambiamt·nto n& ui'llfl. qn<'Ultil.à n?> JWllct cli:-iposir.ionP dc•llr rar.ioui giomali!'J'e nt>l l'(li'SO dt·ll'anno J 917. Ln razioJw di (·;tl'Jlt' (• di 1-1 oJ1<'it· (g. :wi) JH'r ll'sta. c consLa- di earne c·ong-t·l aLa t"· di c·arnt· iJL c·onst-'1'\'<1. !'\i è tonsi!fli<tl.o. di a CC'l'Pi:iCtWt' la forni· tlll'; ~ dPlh· pata.t.P. JH•r alllll!'Ht<m.'. la. ntr.inrw tf(•i f'arboidrat.i c . dPi sali a,}.

c-a.lini. H·iCI:'l't'lw J'pc·t·nt i t·.,udono a pruva.rt> l'lw 1.-b pal afa ha tul valore nu· tl'i tiv o nll~.!(g-im·~· di qn,.llo r·h1• ~ i t•.rNh•va. JH'I >a•nso C'IW le sue protL•ine :'IJllO f1\:'l'tet.t<l,ulentl· a~s im ila.hili L' t·otalnwntt· ut il izzale. La mzimu· giornalif\J'a d!'llt• t.J'UJIIW eomhat.tt·nti const·a attua.l mcntce di 1 l2 p:r. eli prot~>in<'. 1fH gl'. di grasso e 45!i gr. di <·arlx>idrat.i, ciò che ra.ppn·~vnt.a un t.ot.alP di -1200 c;dMit• . .E' opinione c! t'i fisiologi e dPgJj ~> pt>c·ialist . i in igiPm~ alimental e in· g-lcsi . rlw la r;~zionn r!i lavoro dchbn aggira.r~i in tomo allo 4000 calorie. A l tr~ eoncl izione e:;senzial(l è che la quant i t i:!. giorn<~liera di proLein e ingr rit-1• ùt•bb;;\ :mpt>rare i 100 gr. N<'l e<t so tli individui esposti allt• in· t.<·mperie o che compiano lavori fatico~i l'opinione prevalente è che tale qu:tnl.iti\. d ebùa osrillare fra i 130 e i 150 gr., quantità beno inte~.;o , pronn.i«'nte sia cl n. prot«'ine veget~tli, ~<i a animn.li. l 00-120 grammi sono

* 11 qunrt.o dell'alhumina t.o'u, le è rappr<sentato •.e ll'albumina RnimaiC'.

l

.

'·


o

o

()77

t

i

sufficienti nei casi di lavoro 'teggero. E' difficile escogitare un regime soddisracente limitando a 100 gr. solamente al giorno le proteine. D'altra. parte una alimentazione in cui la quantità di proteina sia relativamente abbondante pr esenta. certi vantaggi : l. La resistenza alle infezioni è aumentata come pure il vigore fisico, grazie alla facilità d 'ossi d azione, mentre è attem1atl} la. tendenza all'accumulo del grasso superfluo. 2. Il periodo della convalescenza è accelerato. Dando un minimo di proteina, viene a mancare quell'eccesso per la. ricostituzione cellulare allorchè i tessuti sono indeboliti dalla malattia per modo che la convalescenza è resa più difficile. Durante l'attuale guerra, i malati da affezioni t ifoidi sono stati favoriti da ~n pronto decorso della convalescenza; contrariamente a ll6 osservazioni fn,tte durante ùt guerra sud-africana, in cui l'alimentazione era meno abbondante. E mentre che i nostri malati dimagriscono pochissimo, le malattie intestinali durante l'attuale gnen -a si facevano notare per il disfacimento ·o1·ganico, dovuto senza dubbio alla mancanza dì tessuto di riserva. 3. L 'alimento azotato è un vero sti molant~cellulare. Tale stimolante è senza dubbio di vantaggio all'organismo per 1a. resistenza alle mal.<tttie. 4. n m01·ah~ generale è certamente migliore, per il fatto. che la razione giornalifwa contiene sostanze azotate in forti proporzioni. Nelle retrovie (linee di comunicazione) la razione giornaliéra è stata ll'ggermente ridotta nel maggio 1917. La razione carnea è costituita da . 12 oncie (.340 gr.) di carne congelata o 6 once e 3/, (191 gr.) di carne in conserva. Tuttavia pei distaccamenti addetti a lavori gravosi, taglialegna, cavatori di pietre, ecc. i regolamenti banno preveduto e ":fissato supplementi nell'alimentazione. Il valo1·e energetico della razione giornaliera nelle retrovie (lines of <lomunication) è di 3569 calorie, il che è rappresentato nominalmente da 12 0 gr. di p~oteine, 156 gr. di grassi, 402 gr. di carboidrati. Queste quantità sono parse in seguito ·assai sufficienti. La questione delle forniture alimentari per gli ospedali è stata studiata durante l'anno scorso dal punto di "vista economico allo scopo di evitare lo sciupio senza alcun detrimento degli ammalati. Furono proposte delle forniture a progressione. Le seguenti quan tità. sembrano sufficienti per 100 ammalati e per giorno : carne : libbre 70, pane e farina 75, zucchero 8-10, margarina 9, legumi freschi 60, the o cacao 3, dolci o marmellata 51 cereali 38 e 60 uova. Sono ammessi egualmente supplementi a titolo. di« medicai oo.mforts >>. La r azione giornaliera assegnata alle donne, arruolate nella sezione ausiliaria, corrisponde a 2996 calorie, con 87 gr. di proteine, 115 gr. di grassi, 380 gr. di carboidrati. Dal punto di vista della somministra~lione alimentare, la. det ta r~-

l'·


678

L ALBIENTAZIONE n~; LLK TR t: PFI':. 1

.

zione consiste in : ca.1·ne 8 once*, pane 11 once, t he Y2 oncia., dolci 3 once, legumi 12 once, riso o farina d 'avE-na 2 once, latte 2 once, formaf!gio l oncia, margarina l oncia. Certo è che le conrlizioni della varia.zionf' del cibo, sono in tal modo sufficientemente oi'Servate ed i r isultati, p er quanto se no può giudic·are presentemente, sembrano soddisfacenti. P('r quanto concerne ·i lavoratori indigeni, la. razione stabilita nou è identica per tutti : si è provveduto ad una lista. ed ad una scala parti· colare per ciascun popolo. Tuttavia il valore energetico fondamentale si aggira quasi uniformemente intorno alle 4000 calorie. Le spese dell'ali· menta zione hanno dato un buon rendimento; il lavoro fornito è -stato proporzionale alla. larghezza della somministrazione dell'alimento. Per contro la JJercentuale delle malattie si è t ennta assai bassa.. Due scale di sommìnistrazioni corrispondono a due categorie di pri· gionieri di guerra, secondo che il lavoro effettuato COlTisponde ad un dispendio muscolare inten:;o o assa.i modera.to. P er la za .categoria si è considerato un regime alimentare corrispon· dente ad un valore energetico di 2803 calorie. La P categoria. ba un sup· plemento di 576 calori e : sono a.ssegnatP complessivamente 3380 calorie. In pratica quPsto rt>gìme, comprende 12 once di carne p er 5 giorni d(llh\ settimana e 10 once di p esce per gli altri 2 giorni. La quantità totale di proteine è di 124 gr. R elativamente ai casi di nefTite os~ervati durante l 'a.ttuale guerra. si è asserito che l 'elemento azotat.o ent rasse in quantità effettivamente eccessiva n ella compo1lizione delle ra.zioni delle t ruppe britanniche. Tuttavia non ci s~mbr~t che le quan tità di carne assegnate siano esa.gc· rate. Senza tcn Pr conto dello sciupio, la consumazione effettiva corri· sponde appena a 13 once di c~trne n ette. D 'altra parte non si sono a.ruti indizi di manifestazione di tos~i emia intestinale. Mackenzie Wallace ha constata.to che in numerosi casi di uefrito gli ef,eri solforici e l 'urobi· lina si trovano in proporzioni effettivamente deboli n elle escrezioni. Parecchi casi di ncfrite si sono verificati presso uomini che tenevano un regime strettamente vegetariano. D 'altra parte nono:;tante che le razioni di carne siano state ridotte a varie riprese, i c:~si di nclrite sono auruen· tati ininterrottamente. Nell'ipotesi che la n efrite derivasse da acidità dei tessuti, fa. d' uopo tener presente che nel corso del m etabolismo delle proteine possono ge· nerarsi grandi quantità di acidi. Dopo l'ossidazione 'nell'organismo, 1!.1 proteine atim(lntari dànno circa il 25 % di acidt> in eccesso , m entre che le frutta ed i legumi dànno il 25 % di elementi basici in eccesso. L'acidità dei t<.'.ssuti può derivaré fino a un certo punto dalla. mancanza di sostanze idroca.rbon:~te e da insufficienza di sali organici. E' p erciò importante osservar bene che la. q ua.n tità assegnata. dei legumi "' L \ nciol è ef(nale a gramm i :!8,35.

,,

l

l •"

'J


L 1 ALIMENTAZIONI!: DELLP. TRUP!•E

fì79

sia giornalmente somministrata ~' con s umat~~- In inverno eviden temente è difficile l'approvvigionamento· di rilevant i · quantità di legumi; in compenso è perciò opport uno distribuire un supplemen to (li patatE". Presso le unità di prima linea, la distribuzione giornaliera di frutti, quali aranci e limoni, è sembrata opportuna per assicurare all'organismo questa provvista di sali organici che per trasformazione in carbonati alcalini possono prevenire o ridurre l'eecesso di acidità. Martin Fischer ha dimostrato, che nutrendo degli atleti con frutta di questa specie l'albuminuria provocata diminuisce di intensità. Da quan!lo sono state stabilite le quantità suddette, nuove riduzioni sono state apportate nelle razioni de].le truppe. Le a.ttuali r~zioni constano di : 136 gr . di proteine, 471 gr. ili carboidrati, 167 gr. di grassi, al giorno per uomo a l fronte (pari a · calorie 4141,8). BoY:OEN (chirurgo di marina) (Gran Bretagna).- Potrebbe interessare la commissione conoscere i particolari delle razioni distribuito agli ufficiali ed ai soldati nella R. Marina britannica. · Durante la guerra l'ammiragliato si è trovato nella necessità di ridurre 'la quantità di pane e di zucchero concesse nella rar.ione di pace. Ma per oompensare questa perdita l'assegnazione . giornaliera del nutrimento è stata. awpentata dai 45 ai 79 ceut. a testa. LI.\ den ate in sostituzione dellE' patate quaudo non è possibile procurarseJe, Rono sta.~te a.ltresi leggermente modificate. La pratica di prendere razioni supplemen tari a. pagamento è stftta limitata., per ordine dell'ammiragliato del 28 marzo 1917 ~ a. 226 gr. di pane o di farina e 28 gr. di zucchero al giorno. La facoltà di prendere c~~rt·ne fresca. supplementare è ~tata anche soppressa per il rancio degli uomini e limitata ·a 226 gr . per quello degli ufficiali. n 15 giugno J 917 fu emanato un uuovo ordine con cui le distribuzioni di pane o di farina si riducevano da 226 gr. a 170 gr.: ma queste razioni furouo di nuovo portate a 226 gr. 11 19 ottobre 1917. La razione giorual.iera di viveri asseguata agli ufficiali ed agli uomini d~ truppa. è la. seguente : A - .Razione prima d-ella gnerra. - Pane 453 gr.- carne fresca 22G gr.legumi freschi 453 gr . - Alcool (Rhum) 1 cen t il. -Zucchero 113 gr. - Thè 14 gr.- Cioccolato 14 gr.- Latte (Marca Ideai & 0.) 21 gr. - Confetture o conserve in aceto 28 gr. - Carue in conserva (un giorno alla settimana in porto o due giorni in mare) 113 gr. - Mostarda, pepe, aceto e sale a volontà. Inoltre era accordata una assegnazione di fr. 0,40 e si potevano prender viveri a volontà, dietro pagamento, la carne fresca essendo limitata a 113 gr. a testa al giorno. Nelle navi in alto mare si usa diRtribuire porco salato lilla volta alla settimaua, invece di carue fresca. Sono concessi': porco salato gr. 226 - pisello soppesto gr. 113 - patate gr . 226 - semi di 'sedano gr. 14 per kgr. :3,628 di piselli soppesti. A bordo di navi spròvviste di


CPllP fri.cwriierP sr rlil'tribui~( · p e<H't\1' in consena una o rlue volte la Rrt t inH\na. L<t ra.:f.ione consist-e in : ea.rne in rou:;erva 170 gr. - f;uin a 226 gr. - grasso rl.i bue :n gr. - uYa s<'cca in eontettnra. 56 gr. pa tate 226 gr. - .ov n•ro 113 gr. rli ri,;o, in,-eC(' rlC'i 4 ultimi articoli. Qmmdo 110n è po!\sibHe procurat>;i l(• JHLtate si ,;o;:;t,it uiscono con 56 ~r. el i fagioli xcechi o pisrlli secC'11i. B - Rn:::irme nl/ualt:.- P;tU(~ gr. 2~3 (pii1 gr. :!%. :;olo a pagamento) - carn(' Ire:;c~• g r . 226 (uon ~>~> ne accorda di più a pagamento) - legumi fn!:-clti gr. 453 - alcool ccntil. 7 - Z11CCirf'T'O g t·. 56 (più 28 gr. Rolo a .pagament-o) - the H · gr. - cio ccolato H g-r·. - lat,tf' 21 gr. - contet t ine o consen ·p a ll 'aceto 28 /?l'. - (~arne in con:;erv;~ 113 gr. (per le n<td durante la navigar.ioue du(' 'oltt· hb srtt imar1a e per quelle in porto, un•~ volt.a. a lla ilettimana) - ('OtHlinH•nti a pi acere. L<> lJil<M'l.t ità di porco su lato o eli e;~rne in co nsf'r Ya ~orw le rnedesi1111' <li ttnclle della razione prirua d<•lln. guerra . \ a lm·e in calorie dell~1 razionr prill~<J d(•lla guerra 2812 - valore in calorie della. r ar.ionc a. t t uale 216-1. In <~ggiun ta a lle r~•zioni l' l!. ril'i·ritt•. i l eH pitano può autorizzare <li!".tribuzi oui Rupplenu·nta.ri conH' apprrs,:o : ,;ngo di limou<>. g r. 14 zuecl.H•ro 14 dit•t.ro richicst<t d('! meclico. P er g li nomini <trldf'tti a lla camera lldlu llUH'(~hine ed iu quella dell <' <-:1.l<'l aie, quu.nrlo la nàve è in. nUlt'( ~ia. : f~tt ina. d 'avena. gr. 5G - zucc h~·ro .1-l. o ppure sugo (li limon<• ~p. l l - zucc-hero gr. 1-1-. Per gli uomini di scrv ir.i o notlttrrl.n o in qualunque altro rnomeu to, se f'Rpnsti a l m a l t('m pn o R<> con1 pia nn un la vqrr.. fa t ic·o,;o : Tii::;cotto g r. 221) - CàJ'Uf' in COll SC:lTà /!l'. 170 . ((.) cioeC'ol ~t o gr. 14-- zucelll'ro gr. l o b) t h è ,g r. ~.5 - zucchnro /!1 . 7 o r.) caffì> g r. l+ - r.uecbero gr. 7. Il ntlore (li q UPst a, ra.zione :mppl<>nJentaL'<' a::;:-;omrna a 135:? ca.lorie. g• d 'uopo ricono:;cen• che qtu~:5t1• mr.ioni dollfl, R:. ~f:ll'ina sono molto

d(·ficienti eli grassi, e ciò non, i' compensa.to intel'amcnte dalia quant,it.:\ di carboidrati. Si a mmeLtf> tut.ta,via clH! l 'indennità v iwri ora fissata a 79 cen t . a test a 11er giorno (~ impiegata in varte a d acquistare aUa bPttola bmTo o· .m argarina. Poicbi~ t utte l <> nari (ad eccezione di quelle piccole) ùanuo a bordo delle bettole, non è cliffieile l)rocura..rsi alimenti gra:-;si. fino a l'be i fornitori potranno procacciars i d<'ll<· provviste. Dopo la richtr.ione dell'assegn azione del J)aue effettua-ta H 15 g iugno 1917, fmono latte delle inchieste per sapere se non vi fosse del malcontrnto tra g-li uomini: e fu acce1·tato ch e molti t rovavano la qu antità. co>;l ridot.ta, imuffieiente soprat'tutto cltn·antP i m<>~>i di inYerno. Poichè l 'assrgnazionc del pane a titolo di rimborso è stata nuovamente l10T· tata da l'iO gr. a 22(i gr . non Yi doVTebbe essere Ilil\ motivo d i la.guanze. Sar<>bbc opport.uno di aY<'l'e una eouo,;cenza }Jiù e:;atta d el

valore


1:1> Ll?dl~NTAZlO~E O~. l L I·: ~ Rt:PPE

(;.::;1

nutritivo del pa.nl' <li guerra paragonato a ttU('llo del pa.ne ili pa<:.e. I o sono !'icmo che qualsiasi tentativo di sostituzione di altt·i alimenti a quelli d('ll'attua.le razione non sarebbe ben<' accolto tlal marinaio che nei suoi gm;ti è molto rom;ervatore. Concludendo, la r<bzione della )farina sembra suflicientf' p~n· ma,ntcJH•re gli uomini in buonf~ sa-lute. ma ogni altra. riduzione l>Orl <'l'ebbe molto probabilmente ad um1 nut.rizione <lil(>tto~<a., :-oprattuito tr·r~ g-li gli uonùtli esposti a i rigmi del tlima del mare tld nord. Qua~i t utte le n.utorità. in materia di dietetica souo . unanime nell'attermare che le mzioni non dovrebbero esl'le re ri1lott~· a tal punto , 'da non lasciar a~io a lla fortw~zione di rist•rve :~Ue quali_l'organislllo po:>sa at tingf\re iu l'aso tli mala.tthh o di a.ltre. <·in·ostanze .. Vn altro }JUlltl> di quall"b 1• irnport.anz}~ è il mantenimento del ealore del corpo. E' a tu1.ti noto elle la maggior part~ tlel nutrimeuto ingerito è iUÌpie~:tto a mi'Lnt.t:>nt·re la 1wnpern.tura. del corpo. E ' quindi logico a::;sictuare agl i nomini 1uu~ buona protezione contro il freddo e di mantenere una t.en1peratura. :-;ulikientt>meute alta (lu0 -lX0 ) negli ambit>nti ove abituuo. ~in, in terra. ~ia. ~~ bordo : in t:~l modo si t'r.onomi7. 7.a nutrimento }W l' i te~~> ut.i e l'appetito sari~ più fa(:ilnwntP :-;ocldisfat t o. Colon nello Bm.u (Italia). - ~ell a, razione a.linwnt an· della. )lM ili:L it<~liana nulJa si è camlJia.to : css~L è l'imasta. semp1·c 'ludla rli emi si è occ·npato l'a.iut<l>.llh· ma.ggiore ruerliw Oeloy ed il tui ravvori.o. già <:o mtmica.to q.lla commissione, con~>en·a. inticra.mcnttl tutta la :-:na importn.nza. lJwece, la razione dell'esercito è .stata moditicat,~" da qualche mese; si è proceduto per tJlH:st;o <L nuove inchieste, di cui ora riferi;;co i risultati in luog<' rlel teneute colonnello medico Baglioni clw non ha

pot-uto as~istere a. q nt'sta sc•s~;ioue . Le in dagini sono sta-te portate :su otto unità tlell'.Esercitu. Del vari l'ono sta te e~;eguite su una unitiL deUa ~farina detta bri~a.t.a. ma.rina, i Clù marinai si trova.uo al fronte di tPna e prendono il ltutrimento dei soldati. L e condizioni dell'alimentazion\: di queste truppe sono del tut.to analoghe, perciò invece tli un c•spo:;to J.mrtico l a.n·ggi<~to tlei ri;;ultati delle indagini, rrecl.o prefPribile darne \Ul ria.~~unto sinottico <.:on medie. Queste truppe er ano int.iera.mentc fonnatP <lf• soldati <.:Lw avevano più di un anno rli s E"rvizio. V'erano tra t'Ssi :tknni J'icupera.ti dopo riforma, essendo t.utti addetti a :;ervi:t.i SE'Ile.nt.ari. L \1tà, <](>ila maggior p ar t.e d i quest.i militari er~ dai 20 ai 25 anni; pol'!tisllitni avt·vano tma età, m_a ggiore. Le truppe si t1·ovavano m·llc• n:M·ovie ~n rip0!$0. soggiornavano in p~~esi di pianm·a, dur~mt.e h• sta.~ione fredda: in llna region<.: t.empPrat.a1 tunid a e -paludosa. TI r eclntament.o in It.alia è nazionale cd in ogni unità gli uomini provengono d a diverse regioni. Rvid~ntemente nel nord llell}b Penisola le a.bitudini tlell'alinwnt.a.zimw non ,'ìono il' ~tt•l'l"C di qtu>llt· ilt'l suù : tu t -


~82

,

-

l, ALlME~l'AZIONE DELLE TRUPPF.

tavia- la differenza essenziale riguarda solo la consumazione del riso, che è poco gradito a.i meridionali. Gli alimenti sono tutti torniti dallo Stato (servizio sussistenza) eccot.tuati i condimenti freschi (sedani, pomodori, 'cipolle, ecc.). Non vi souo nè coopNative nè bettole. La quantità giornaliera per ogni uomo è la seguente : Pane gr. 700 Legumi freschi gr. 200. Carne gr. 350 (6 giorni) Lardo od olio d 'oliva 15 (sci giorBacca là, gr. 200 (l giorno) ni e 25 gr. un giorno). Paste alimentari gr. 150 (-! giorFormaggio gr. 50. ni) Cafi'è non torre'fatto gr. 25. Ri:-;o g-1·. 150 (3 giorni) ~uccbero 30. Fagioli secchi gr. 80 Yino 25 centil. :::;a,le di cucina gr. 20. :::;ouo a;-;s(•gnat.i 8 centesimi pl.'r uomo al giorno per l'acquisto di condiuwnti : vomodori freschi o in const>rva, sedani , cipolle, c.arote. ecc. Alle trupp<> in. t rincea si dà clelia frutta ogni giorno (<trance, fichi, mele e casta· gne), vino. rllllm o t:ognac. Il rancio con:;;t.a tli tre pasti : eafft• al mattino, riso o pasta e carne al primo ra.ncio: carne con legumi c formaggio a,l:icoondo ra.ncio. Gli avanzi, ad ecct'ziou<' dl'lla·carne, sono mjnimi stant e la qualiatà delle derrate. La, Mrne dà. uno sca;, w prima della cottura ùi 90 gr. (osso) t1 10 gr. (gl':\S:Ii l S U 350 gr. di porzione. Qu(':-;l;i avanzi SOÌlO prevedut.i nel contratto di fornitura e pt·rciò sono fH'mpre uniformi. Il baccalà dà uno scarto di 80 gr. s u '.WO di porzi01w. Il formaggio dà scarti variabili secondo le qualità. in media 10 '!fo. L e patate 80UO presentementf' a:<;;ai rare e le di::;tribuzioni ne sono RO· sp er;c. La mondatura dei legm1Ji freschi dà. una perdita assai abbondante, tino al 50 ·~~ ; ma si tratta di aliment i M8ai poveri in principi alimentari, la cui qua.ntità ha una. influenza minima ~ul totale del valore alimenttlre della razionc·. Gli uomini <:on:;;umauo pm· int\!rO ciò che loro si di~ tribui sce . In pratica, i residui clw si trovano ~ ulle ta volt> non hanno alcuna importanza. I principali ava11zi Iiguardano il riso, di etti i resti sui piatti sono di'/, •. ed il baccalà, il cui avanzo rappr<>seuta '/,; della porzion e co.tta. K o n si economizza nulla nella somministrazione io comune. Il numero delle calorie, fornite S('condo i dati ~cientifìci, della raziou~ di guerra è in media di 3487 : quello delle calorie perdute nella mondat,ura. ava.uzi, Rpreco, ecc. è di 184. Calori!' cft'et.tivamente asso1·bite 3303. Lt> vivande sono confezionate e condite secondo il gusto dei consumatori. Gli alimenti cot.ti ~i presentano inoltre <:'ccollentement('. N elle retrovie, vi sono cucine f'ì sse1 nelle prime linee si us~l.l'l.O le marmitte norvegesi. n numero dei cucinieri varia a ~>econda degli effettivi di cui si compone l'unità. Nell'esercito vi è una scnola di cucina, n ella marina questa manca.


683 I ouci,uieri sono scelti tra. gli uomini che prima del reclutamento esercita vano il mestiere di cucinieri sui vapori od altro. Inoltre per qualche mese fanno pratica di aiuti eucinieri. Ha nno un soprassoldo di 0,50 cent. al giorno. In ciascuna unità una commissio~ di sorveglianza procede all'approvvigionamento dei viveri, forniti dalle sussistenze militari, ed all'acquisto dei condimen ti e dei legumi freschi. Sorveglia inoltre la confezione e la distribuzione delle vivande. ' L 'acqua. pota.bile per le truppe in riposo è quella delle città in cui le truppe stesse sono accàntonate, è g~neralmente buona. Nelle trincee l'acqua è sterilizzata col bromo. Quasi unanime è il parere dei militari. Il nutrimento è ritenuto soddi~facente come quantità, ad eccezione delle paste alimentari e del vino cbe si trovano insufficienti. Da l lato della qualità, esso è conforme alle abitudini alimentari della popolazione'. salvo per il riso che non riese<' molte gradito. In principio i meridionali non lo appetiscono affatto. Inoltre è assai difficile ottenere vna buona preparazione del riso qua.ndo la sua cucina è fat ta in grande. Le v ivande più gust.atl• sono la pasta<' la carne in ragout.. I medici delle unità in questione, ritengono la razione sufficiente, nutritiva, sana, facile a digerire ; gradevole al guflto, b eu confezionata e distribuita in buone condizioni. Lo st ato sanitario delle truppe è eccellente. A mb paret•e, la razione d i gtlerra è un po' unifOl'me a causa delle difficoltà per l'approvvigionamento d~i legumi freschi e della necessità di ricotTE>re a quelle che clùamansi t.'tbclle alimentari fisse, cioè che non permettono a lctma sost.ituzione delle derrate ivi notat('. lJa razione studiata è in vigore da tre mesi e sostituisc~ h1. raziono che em stata ridotta secondo i dati :-;cientifìci. D a questo punt.o di vista, io condivido perfettamen.t e l'o})inion~ del mio eapo S. E. il generale Rho : che la razione nuova è sovrabbondante sopratt.utto per la carne, e che la recente riforma, intl·odott<t per ra.gioni politiche sopprime in gran parte i vantaggi igienici .che si era.no ottenuti con le restrizioni precedenti. Avrei terminato, ma vi chiedo il permesso di fa.rvi UU ·S~1ggerimento che potrebbe avere la port.ata di una pregiucliziale. Dalla discussione del giugno scorso emerge che l 'aceorflo circa la razione da darsi alle truppe è difficile per ciò che concerne la scelta degli alimenti. Infatti, l 'alimentazione del soldato deve conformar~i aUe abitudini di vitto delle rispettive popolazioni <' non si può dare dt>lla })aRta a lle truppe francesi o belghe, come non· si può dare mE-zzo chilo di patate a quelle italiane. Tuttavia, la discussione ed il razionale accordo che ne risulta, non possono t ener conto che del valore tota.le alimentare delle razioni, vale a dire, der totale delle calorie necessarie. Sebbene più <lifficilmente, l'accordo è altresì possibile sulla quantità minima di albumina da assegnare alle truppe. A tal fine è prima necessario procedere al confronto delle varie razioni. A questo confronto si oppone una grande difficoltà per la ditTel

\


renza dei fattori da usare per calcolare i prineipi nutritivi e l'energia vo ~ tenzia.le. ~elle denatc a.limt>ntari il contenuto di principi nutritivi (albumine, grassi, sostanze amidacee) è differente nelle varie nazioni a causa del teneno, del clima, e tiei mezzi di coltura ecc. P e-r taU ragioni, le medie date dagli autori differiscono in modo considerevole. Queste diiierenze si ripercuotono nei ca.lcoli delle razioni, per modo che il risultato ottenuto dà uua quan tità di albumina ed un uwnero eli calorie più o meno considerevoli secondo le medie usate. Pertanto, per ottenere ù<'i ·risultati paragonabili occorrP innanzi t.nt.to stabilire u.na uuihì. di mhmnt relativam ente ~Ua composizione degli alimenti principali. Dietro preghiera del mio capo :-), E . il generale Rho, ho cn,lcolato le razioni degli eserciti e delle marine a.llf'<tt.e, applicando i coefficien t i indicat i nel piccolo op uscolo di volgari;,zaziòne pubblicato da l )finistero d ella marina italiana . I risultati ottenuti, dimo:;trano che Le cifre relative alle quantità di albumina ed a l mLmero di calorie dei diversi paesi, ottenute con tal metodo., 8ono ben più vicine di quel ehe non lo fossero ~econdo le relazioni presen tiate all'ass·emble••· Perciò, a mio parere, con l 'adozione ù i una. unità d i mistLra si po:Mmno o t,tenere dei risultat-i apprezzabili, per realizzare, entro i limiti così iutlicatit l'u.nità del fronte alimenta1·e delle truppe dei Pao:;i alleati. PRE~IDENTE . Nessun alt,ro domanda la pa rola su questa questione' Rimett,c rl'mo dunque q lla. ~ottocommi8s ione l~t cma di })Ortarno a termine lo studio. Nella nostm seduta fl.l!e ore 15 di domani , incominceremo a tratt-are il St'condo soggetto i!'lcritto ::tll'orrli.ne dE»l giorno. La seduta è t olta alle ore 17 ,30 . .

C'ommis.;ioue. sa nita1·ia de i JHl.I'Si all eati. -

Sut.tocnmmis!';iont>-

per l 'ali me n tazioue. l" Sedutà -

13 mar.:o 1918.

Presidenzn : P rof, Santoliqu ido, prEsidentu delln commissioHe. - Preaen ~i: il med ir u-• principnle di 1o clnsso Muistriau l Belgio), - il n•aggiore Strong (Stati Uniti) - il medico provinciale L'lfforgue ( Frnn~ia) - il colonnello B 3veridge (Grsn Breiagoa) il chirurgo ùi marino. Boyden IGm n R retagnn) ·- il prof.. Santoliquido (Italia)S. E. il t enente generale Rho (Italia) - il colonnello B elli (ltaiòa) - iJ medico p 1inc ipale di 1• clnssJ 1 lnt\be. (Giappone) - il signor d e Cazotro - il dott. Po• · tevin - il m edico maggi ore di l> classe L'\ngiJ)is - i! medico o.i~tante m aggiore Celey, eog retario.

L a seduta. si apre a lle Or l\ 10.

E ' opportuno ricordare, ç!orue già c~nosci amo .le cifre delle razioni aliment.ari ne{!li e;:;erciti dei vari alleati. N ello studio ·da noi fatLo su queste razioni, ci ha colpito iu modo particolare il fatto seguente : la razione nell'e:~ercito it.~•liano è la rneno elevata di tutte ; tutt avia le relazioni pervenuteC"i come pure le ri cbiE;st<~ da noi fatte hanno dimostrato che tn.lo razione ridot.ta rispondeva a tutte le esigen ze della PREfo;IDENTE. -


'·

ti85

guerra: Durante un anno, i soldati i taliani, hanno pot-uto con questa ra.· zione sopportare gli sforzi enormi della gueiTa, sia in montagna, come in pianura e compiere lavori ch e costit uiscono dei veri tou1·s de force . Da.· vanti a questi fatti, una domanda sorgeva imperio,amente (ed il maggiore medico Langlois fu il primo a farla notare). Poichè l'organismo umano è dovunque lo stesso ed obbedisce ecrual., mente dappertutto alle stesl'e leggi fisiologiche, come si spieg<t clw In. razione alimentare p11ò essere così differente secondo gli eserciti ? Forse questa differenza potrebbe essere a.pp;-tr<mte ed illusoria. Se vi ila differenza. n ella quantità di nut rimento d<l>ta alle truppe, vi ti forse mino1· differenza nella quantità di nutrimento realmente consum.ata ? Trattasi dunque innanzi tutto di sapere : p rima , se la razione qual'è a.s!legna.ta dall'amministrazione gil.l.J!ge inte1·a ai soldati ; poi se i :;;olrla.ti la consumano per intero. E ' SOJ?rattutto a schiarimen to di ciò, che i.l maggiore medico La nglois è stato incaricato di inv iare il nuovo questionario a.ssai completo, de q naie ora noi riceviamo le risposte. LANGLOIS Maggiore medico. - Confermo la tesi dt•l nostro p re:;idente. N ella nostra missione in Italia, L'intenden te Bria.nd, il dott: Gc•ley ed io, rimanemmo sorpresi della eccellente preparazione e presentazione degli alimenti e della piccola quantità degli avanzi n ella. .constunazione; stante il gusto eccellente <li questi alimenti. La razione era consumata per intero, éssendo preparata da cucinieri bene ~Lddestra,ti e stabili, conformemente al gnsto italiano, con un condimento delizioso e prP-sentata perfettamente. Ci è dunque sembrato interessante ùi conosce).'e se negli altri eserciti, · in cui non si hanno le stesse c.ure. minuziose, non si eccedesse nella somministrazione della razione al soldato, affinchè questi in pratica ne av_Pssero a ·sutficienza, se in altre parole non vi fosse in questi eserdti un forte rifiÙto dovuto ad una preparazione o present.azione meno perfetta di quella italiana. Praticamente il problema da risolvere è il seguente : migliorando la preparazione e presentazione degli alimenti è possibile ottenere nn miglior r endimento pur diminuendo la razione ~ Purtroppo le risposte date al questionario non · sono soddisfa.cent.i. Un 'occhiata. a queste risposte mi permette eli fare qualche critica. In primo luogo i membri incaricati della inchiesta erano portati a trovar tutto soddisfacente nelle unità dei propri e~;erciti ; in secondo luogo non. sembra eh 'essi abbiano compresa bene l'importanza de1la que;;tione dei rifiuti. Così spiegasi come essi abbiano stimato molto al disotto del valore re~le alcuni rifiuti, come quel~i della mondatura dei legumi e del disossamento della carne da .loro valutati a.l5-6 %· m~ntre tale dat o ra.ggiunge per lo meno il 40 %DE CAZOTTE. - D 'altra parte gli incaricati delle inchieste si sono trovati nella impossibilità di risolvere alcune que~tioni, come quelle del pesodegli uomini, del numero delle calorie, ecc.


5k6

L' ALUIENTAZlONE Dtrl,LE TRUPPE

MAISTRTAU medico principale (Belgio). -

•

P resento questionari rien• piti dell'esercito Belga.. E ssi hanno il vantaggio d'essere stati affidati a medici competenti. Comunico d el pari un cst.ratto dell'O. I. D. r imessomi dal nostro collega il medico principale R ainaut : cc § 6. SE>.condo parere di aut,otità medicho il regime alimentare del soldato è troppo carneo. Inoltre non ~ abbastanza largo. non pernH•ttei'ldo variazioni di règilne, a seconda dei lavori imposti. Si potrebbero esaminare le seguenti soluzioni della questione : 10 ridurre la. razion(~ di ca,rn e da .J00 a 350 gr. versando il valore dE> Ila. difft•renza (12 cent) all'amministrazione ; ciò p ermet.t.ercbbe l 'àcquisto di a ltrA derrate e rf\ndcrebbt.> po8sibile una. a limentazione più sostanziosa. nei giorni di grande fatica ; 20 sostituire nelra t;t ualf" raziono--i 50 gr. di carne con i seguenti supplt'menti : 15 gr. di caffè più 20 gr. di zuccbt'ro o 2fl gr . di piselli, fagiuoli, o 15 gr. di strutto ( G. Q. G. 3o S•>u n. '.!171 del 14-3-18). L e autprità da nw dipendenti dirpf;t.a,nwnte. mi faranno conoscm·e, il 25 corr. i loro pareri e considerazioni rig uardo lE> en ;ntuali modificazioni della razionP- del solda.t.o. Prt'scrizioni di U. n. I medici capi cti· F. S. mi faranno perr enir~> i loro pareri e le loro considerazioni al rigua,rdo, il 25 corrente )). GEu:v, aiutanto maggiore medico. -Nelle risposte al quest.iom•rio, la que;;tioM dei rifiuti è quella. che è stata meno bt"ne t rattata. Coloro che banno fatto le ricerche in proposito l' haru1o eonsideratA~ come cosa trascurabi le e non hanno compresa l'importanza ad essa attribuita dalla cornmis!:'ione. Forse non a.n·anno voluto tener conto dei rifiuti del vitto per tem<• di non provoc:nc in prosieguo dolle restrizioni nelle loro unità. h APF01tGUE, medico principa le ( l!'rancia). - In g~ncralc coloro che hanno fatte lo inchiest(', mi i'lono sembrati di un ottimismo nn po· ~;ospetto. È prudente non far troppo fondamento l'il t.i. riilnltati di quc~t.a inchiesta. LANGLOIH, m ng~iort' mNlico. - Da sei mt•si, i <\api dei corpi sono a.utorizza.ti a fal' dt•llt• l.'couomie, entro c<,rti limiti, sull 'aUmE.' utazione e vi ci si iutnres~ano i sol<bti dist.ribuPn.do loro una parte dci buoni in d(•naro. È questa 110 'id ea la cui applic~•ziont.>. può cs~;crc pr!'ziosa e potr~?hbe permottert' di V(·dere entro quali limiti può t'Si't·re diminuita la razione. PRt·:~TDENTE: Uli uomini dirninu'irebbt•ro allora volont:triameute la loro razione. Q.ue~t-o ~m·ebbe il punto di 11artenza per un (lSpt,rimento tf'enic() impo1'tantiRf\ihlo. 'T'a l(' qu(llitione. vfl. ricm·data e studiata. K. E. il generale J{.uo (Italia). - Nu lla. è più difficile dell 'apprezzamento dci rifiuti. n colonnello Belli incaricato di ciò nella marina vi es porrà le difficoltà incontrate e i ril'\ulta.t.i ott('uuti. Dal punto di. vista d elle economie, quest.e si fanno t.a.nt.o in Germania come in Francia. TI soldato è cointerN;~;a~o ncllt' t'conomie. I buoni di alimenta:done non consumati sono rimborsati in danaro : I n Italia bo proposto di sopprimer<' nt~lla marina le b€'vande alcooliche e di dare in danaro agli uomini l'e-

..


L'.ALBIENTAZI0:\1!: DELLE 'l'R I,;PPE

Ct:S7

qui valente del costo di f\SSe. Ciò che si fa egualmente nella marina ola n.· dese. .BELU, colonnello (Italia). - La missione dei sigg. Brian.d, JJanglois <' Geley è rimasta maravigliata. dei pochi rifìuti alimentari della raziono italiana . .Mi associo alla loro opinione. Per la carne il solo rifiuto è preveduto e ammonta a.l 25 % pc\r le os<(a, i· gras~o e i tendini. Noi ca.lcoli d<>lle calorie si tiene conto di questi I'ifìut.i. LANGLor::;, maggiore medico. -Col 25% dei rifiuti si ha nno 190 grammi <ii carne disc1s~ata, digrassata cd interamente consuma ta.. Nevv<~l()' BELLr, colonnello. - Sì. Gli a,ltri ~Liimcnti, riso e pasta danno pochi rifiuti ; i legwni freschi danno molti rifiuti pel' la mondatura, ma non si tiene conto di questi l e~rnmi nel calcolo delle calorie. .Anche i rifiuti dPlla mondatnra delle patate sono inapprezzabili, perchè scarsa è la somminisLrazione eli es:,;e. Non v i sono perdite nella .cottura: perchè il 48 % di perd ite a.pparenti passano nella parte Liquida.. I residui nei piatti !lono null.:i. Soltanto il baccalà dà il 10 % di ri.fint.o, e questo~ costitui to dall e spine e dalla pelle. Del testo il baccalà si distribuisce soltaqtà una volta la settimana. Il riso d~ 1m residuo più importante, di <'irca il 10 %. percllf> non è gradito ai meridionali. D a t.utto ciò risnlf,a che la Tazion~ calcola.ta si avvicin<t ~e nsibilmente alla ingeri ta. La supera qualche volta un poco, ma non (> mai inferi01·e . LAFFORGUE, medico principafe (Francia). - Lo scarso gradimento d el riso a lla truppa altera i calcoli 'd elle c-alorie della razione. È un a limento ituport~mte, di cu i si tiene molto conto teoricamente e che prll.tica.mente n on è utilizzato. INAB A, medi co principaiP (G iappone). - ll riso per CiSSer buono den~ cuocersi al vaporP. Xoi usiamo una Cfl.sSa eli cottura per 12 uomini. · BELLI, colonnello. - r ,e conclusioni della mia incdliestn. l\0110 lr !le· gueuti: il munero delle calvrir teoriche delht nuova raziom• t- di ~ 4R7 ca• loriC'\. La quantità effet.t iva, ad eccezione rlr i rifiuti,.è di ~303 . BEVERlOGE, colonnello (Gran Bret;lgna). - ..-\1 principio della gtH' IT.a la razione iugleRe dava molti rifi ut,i sia pere Il è tropJlO abbondante, Ria. pm·chè mal preparata. Là razion(l è stata rirlot:t.}• parecclùP volt.e. La car·n.e era pri m a distribuita in ra.giom1 di 566 gra.mmi a testa . Fu ridotta suc-cessi vamente a. 453 gra.mmi, poi a 360. comprese le ossa e il grasso. Se si t.oglie da questi 360 grammi il 20 % di rifiut i. rimangono 290 grammi. La razione intera dà 4000 calorie al fronte e 3500 nelle retrovie. Per gli unmini sottopost i a lavori faticosi. come i tagliamaccbia canadesi, si dà una buona razione equivalente a 5-6000 calorie. Le truppP indigene hanno una razione di 3800 calorie. I prigionieri tedeschi sottopost.i a lavoro hanno una razione di 2889 calorie che pttò essere ~umentata. di 576 calorie in caso di lavoro faticoso. 'Le doune ausili~rie, telegrafistr, da tti lografe, hwandaie, segr·etarie, Pcc. ha nuo una razione di 2996 calorit>. (~uc::;ta, razione consta di 226 gr. di


carne, 330 di pane ; 15 di tbe o 30 di caffè, oppure 30 di caèa.o; 60 di' zucchero ; 7 di sale, 60 di prosciutto, 90 di marm<>llate, 120 d i legnmi fresch i, 360 di }):1t<\1;('1 60 di riso, 60 di lat,te conclensa.to, 30 di form aggio & 30 di mn.rgarina.. Nelle retrovie >li impiegano molto le donne per la cucina.: il 'risultato è ottimo. Si souo ~limiuati mol1.i rifiut.i riducendo la r azione e prep tml.ndola ~;eeondo il guxto d<'lle clivNf;e naziona.IHà . . Abbiamo avuto <mra. di raccogliere i r esidui tU grH.~so, e ricuperiamo aw·he il gra...;so d<·lle a.c.que di lavaggio. Ci serviamo di questi gra.s$i per la fabbricazione d elle munizioni o a.uche p er fare della m argarina, c:oint<;ressando gli uomini in questi recuperi. Le foglie di the servono per com· l>u<>tibile. c i ntilizzauo a.nchP- lo saldature delle 1;catolette usa.t.e p<'r l& con:-;crvl~, che ;-;i ;;p<>.di couo sotto forma, di linguotti in Inghilterra. Infine, cercbùomo di estrarre l' ammoniaca dalle urine od abbia mo fiducia in un rifmltato importante, })Oichè un nomo emctt,e nelle 2-1. oro tanta ammoniaca qua.nta è n ecclixaria. p er la carica. di lUI obice d a 75. Si ·utilizzano del p a ri i cavalli mort i : iutermndoli in fos.;e da. let:\me e raccogliendo i gas della pntrefa.zione per utilizzar!i per l'ìll W11inazione o per forza motrice. La nostra razione non cont iene a lcool. Tutt.avia dietro parere di m edici H d el comando Ri cli stribui ~<cono da 40 a 50 grammi di rhum n elle triJt ct~tl ùi prima Unoa. Diamo parecchi legumi frel)dti di cui 180 grammi di pat:'\te. e cipolle fresche molto antiscorbutiche. L 'anno scorso s i dù;tribui.va. giornalmeme un arancio o. un limone a te::;t~' · Il riso è poco apprezzato : lje ne danno· 30 ~'1'. al giorno al fl·onte e 60 nelle retrovie. Si danno 30 gr. di farina d'avena molto apprezzata dagli Scozzesi,. 30 gr. di margarina, 60 di formaggio~ 90 di marmellata, 90 di zucchero al fronte (45 nelJe retrovie) 1 30 di latte condensato, 7 di sale. Come equivalente noi diamo in Cl\So di necc~s it à, in so:.;tit u zion e del pane, del biscotto {l libbra di bi:;cotto cqui~ale a • , ct=una. libbr~~ di pane). :5i distribu.isce sp(\8SO nelle trincee una razione r;uppl e m~nta.re di pane<U :r.ucchero o di cn.cao ovvero di latte. LAVFORGl:JE, m od ico principale (Jhancic~ ' . - Pr1·chè date 90 gr. di r.twchero ' BEvmnDGE, colon.nollo (Tnghiltt.>n:a,). -Per lt' proprietà. energetic·he di questo ehnuento. RH O, generale (Itali~t). - H.i>~l.Llta da qualche fatt;o l"he la potenzialità mu~cola.re può f'Sst>re a.lim ~nt.at.a o r a fforzata da. nua. alimentazione ri· dot tn.. Ne>ll'el:ita.te d el 1917 dt•gli sports C'01lf'f,tivi furono or~a.nizztlti a R.oma. tTa Fmncesi, I nglesi e Italia;ni. Gli Ita li;tni hanno vint o i primi premi. In certe I·ègate all\>stero gli It}'bli ani ha-nno egna.lmente vinto dei premi. Essi non sono rinh~~Sti in l'etouda, Jint•}:t iW non quan1lo hanno eoncorsn· con dci proft:ss ionisti.


G89

L'ALIMENTAZIONE DELT,E TRUPPE

BoYDEN, chirw·go di marina (Inghilterra). -

Si conoscono ·gli a. li-

:menti di sostituzione ncll'c:scrcito tedesco'r PRESIDENTE. - N o.

La seduta è tolta alle 12.

2" Seduta. -

14 m,arzo 1918.

Sono pre~enti tutti i membri della sottocon'"'~; eiol . è che ha lll<> n~s;sritn alln sedut'\ precedente.

r.a sedutct ::;i apre alle 10. PltESIDENTE. - t:\. E. il gen<:ra.le H ho ci pre~(mLa a 1i 1olo di indiea .zion.e una nota di 10 }H'oposizioni. Yi tntsnHit.to queste pi'Op08ir.ioni fa,ct:nrlovi notare, che la nostra. comn1 i,;.-;ione ha i';Opra.tt.u t 1n un <.::uat.tert\ .amministrativo piÌl che 1111 ca.ra,tterC' l t1CllÌCO. Il governo fntlleCI'ìP ba, bene st,abHito questo <.:a.ra,tt<'rt> nmmini~5Lr::~. 1 ivo: e la conuujs;;io1w l'ha aucb 'elii':a IiconoRciuto nominanclo pTe;-;idente nw che innanzi tutto sono amministra.tort>. Passo le propo:;izioui di S. E. il genentle H ho al dott. Pott.(' vin. Qn<·st 'ultimo infatti è l'a,ntorc del voto adottato dalla, ilelegagionP pcr1Ha.nente, 'Uel novembre 1917. sulla questione dell'alimentazione. A ltù spetter~ di Tedigere le conclusioni s ulle quali noi dovremo tleliùera.rE> raceu.do in :<e.guito proposte ai governi alleati. Tuttavia fin da. ora, desidero .f:~rc alcnne o,;;;erva,zioni !;H clue proposizioni del generale R.ho. Una (la 10") afferm<~ L'opportunità della propaganda, peT le res( l'izioni alimentari. St•condo il mio parere. ritengo che l' iniziativa di m\a tale propaganda è eli !;petta.uza. dei corpi tecnici. S. E. il g-t•nerale R.bo è membro di un alto comit...r.o sciPutifico, e lo pregheremo di sostenere la sua tel';i nel seno <li quel comita.to il quali-\ a. Rua volt-a potn\ aver rapporti ·con altri comitati. • Un 'altra propo:;izionc (la. 4:1) ha UJl'il:uporhuLza più immediata. l~,;:m COnsidera l'opportunità. di COi nt.~l'(\,;f;;.),T'(l j SOl dati alli'\ Pl'OtlODllf'\ flll lJ ':·tli-

mentltzione. Anche que:>to oltrepa~ sa le attribuzioni della commissione. Tuttavia, io ringra1.io S. E. il generale Rho poichè parecc·hie delegazioni hanno dichiarato che la facoltà richiesta era già accordata presso parecc!U eserciti. Dunque la convinzione che la r~lozione è eccessiva è entrata nei poteri pubblici. Questi il cui solo scopo e solo pensiero è la vittori~~, si sarebb ero opposti ad una tale facoltà se l 'avessero ritenuta contraria al loro .scopo principale. La loro convinzione è fatta : ma essi debbono co usiderare ostacoli d'ordine polit.ico e morale. n nostro ufficio è quello di in-coraggiare i governi ·nella loro convinzione, aiutandoti nel dirigerli ver"o l a riforma, sia direttamente, sia con quei mezzi di cui abbiamo parlato testè. S. E. generale RHo (Italia). - Ecco il mio programma: 1o Unificazione dei coefficienti per i calcoli relativi allà composi-


G(JU

L' AI.. IM&~TAZIO~E DEL.LF. 'l'RUPPE

zìono dell<• razioni, usa.ndo fattori {'.be esprimano la media. delle analisi delle. derrate. ::!0 Quantità massima, e minima delle proteine da assegnarsi alle truppe, secondo la loro dist.ribuzione nei depositi, nelle linee di comunicazione e a.l fronte. 3° Numero di calorie (massimo e minimo) da assegnarsi alle truppe, secondo la loro 'dist.ribuzione, nei depositi, nelle linee di comunicazione o al fronte. 40 Economie realizzabili individualmente dal soldato che rinuncia qualche parte della razione, che gli si dovrebbe corrispondere in danaro, per lo meno in parte. 5° In ca~o di estrema necessità quali dovrebbero essere i limiti delle riduzioui <lliwent.ari da raggiungere.

6° Opportunità di unificare la quantità dei principi alimentari nelle razioni dei marinai e dei soldati che si trovano nelle stesse condizioni a terra (depositi, linee di comunic&zione, ecc.). 70 Opportunità di studiare o formulare per ciascuna nazione (<Umata di t erra e di mare) tipi di razione che si possano sostit uire secondo la. disponibilità. dei due eleménti principali della razione, cioè: carne e grano od altri cercali, aggiungendo eventualmente supplementi di zuc· chero, vino. ecc. so Limite della quantità di alcool nelle razioni. 90 Opportunità di sopprimere la distribuzione di ogni bevanda alcoolica (qualora vi fosse modo di fornire diversamen te un sufficiente numero di calorie). 10° Opportunità d'una propaganda molto attiva. da parte delle società scie.ntifìehe che si occupano de-lla questione alimentare specialmente in forma. popolare, per mezzo di opuscoli a scopo d'influire sull'opinione pubblica, su la stampa quotidiana ed a nche sulla mentalit.à degli ufficiali e soldati. • A proposito di propaganda addito alla commissione ' l'esempio dato dalla ·marina a.mericana nella lotta antialcoolica. L'alcool è proibito ai marinai ed ufficiali ed è stabilita una « zona secca >> di cinque miglia intorno ai depositi della marina. Sig. CAZOTTE. - La lotta antialcoolica è negli Stati Uniti più facile che altrove, perchè in essi parecchi Stati hanno già proibito l'alcool nel loro territorio. La proibizione legale facilita singolarmente il fissare di u zone secche >> per l'esercito. cosa che è difficile realizzare fuori degli Sta.t.i Uniti. Dott. POTTEVIN. - La soppressione del vino è assolutamente iropos· sibile in Fra,ncia. e nessuno può sognarlò di fa.re. LAFFORGUP. medico principale (Francia). - Per il popolo francese il vino è d'una necessità imperiosa: esso ha un atavismo c·eUulare che gli impone questo bisogno e fa sì che esso tolle~i il vino cosl come lo desidera .Bisogna tener conto di questa necessità.

.


6\>1

L 'A LIM ENT AZI ONE DEJ.Lt<: TRO PPE.

Proteine e calorie calcolate Recondo .i medesimi fnttori. R A ZION~: DI·: LL ~: RETROVII·: .

•

Pro! eiror

Calorie

Eseroi t u am orioan o .

216,7

3GaS,!l

E aercito inglese dro I V)

126;9

3 326,(!

E~ercito b~lga.

163,9

8213,6

E seroito francese

140,3

21i73,9

E sr rcito italiò.no (razione d el 1917). .

106.8

2564,8

Raz ion11 n uova ,

15 1,8

2803.0

i\'l urina f ranc<' 98 ,

1:.3.3

2610.8

\farina italinn~

114,7

2604.0

Ksereito di terra e m&rlna

Osservazioni

(q u a-

L1 queste cifre n on sono stati compl'f'si gli a u menti e ventua li che b'l nno un va lore alimentare considerevole. Non è atat a compresa J:. quota che si dò invece d~;: lla q w ntità d i carne e d i pann diminu it a .

Non !'<>nO compresi i !egumi e i grnssi che si comprano meroè l'oss.,gnnzio,se di L. 0. 10 ,\1 giorno p er m arinaio.

RAZION E DI OUI-.RIIA.

E ,ereito nme!'ic a no.

2 16,7

3658,9

Q ucst l c ifre corrispondono a lla razioue d i gwom igi one o dello retrovie, L a razione di g u erm è 6tahilito. da l eo. ma ndo in base a lla razioue d i gu ar· nigione.

El!(: rcito inglese (q uadro V)

176,7

3829,5

Senza i auppiement i.

E !!t-rci to belga

182,4

3 i81,9

Esercito fron cest•.

158, L

2926,3

Senza 1'>\SBegnazione i1t dena ro.

E sercito italiano 1917.

155 ,2

2917,0

Senza i supplemend di t r incea.

1918.

l (io, 7

2303,0

197, 6

3939,7

Id,

EIIE' rcito eerbo

•

L a razione di lx.rdo non può esse: tl oalcolnta, e88tnd o esa" distribuita q uasi totalm ente in da naro.

'Ma rina francese .

:'o l11r in a lt.nliana .

'

11 7;7

2933, 1

Senza i legumi e l gro.•si co mperati con la quot a di L. 0,25 a l giorno per marinaio.

r

't


Dott. Po rt'l.:V l~. - D'altra p:~rt,l:l il vino coll'e<:citatn~ t\Lo mentale che pronwa., fadlit.a, il I<\\'OI'O. Inoltre la ::>o1ldillfazione del biso~.rno atavico di etti ha parla t·o L~ fior~? ne, co:;;tituiseu il miglior mezzo di lottn. antialcooliea. Chi be,·c vino non ha bisogno d alcool. Nelle regioni, in cui non si heve vino, come in ::\ormandi<L, si ingerisce ruaggiore'·quantità d'alcool cb(-' alt.rovt:. L 'C:'lempio clell'Havre è caratteristico : e il sig. Siegfried con erli ])arlavo recentement.e, è del mio parPre : in que:'lta città si sono fatt-i 11forzi conAi<.lere,·oti nella lotta antialf'ooliea. Il solo sforzo veramente efl i<"<tC<' è com;i:,;t.ito nella istituzione d i ristoranti per operai, nei quali si sclllltninistra. mp;r,zo litro di Yino s~,>nza aumentare il prezzo del pasw. . Gli operai elle mangiano in quei risLoranti hanno spontancrlmente rinunziai o all'alcool. Tn 1<'-ra.nria, è la. mNlesima co;;a c'la.p,ertutto: il vino è il lh'tui<·o dell'alcool. E ciò L' PU~ratn nella con\'in;r,ione dei pubblici poteri . (:ELEY, medico a.iutante maggiort:. - La tesi del sig. Pottevi.n trova Wl<~ notevole conferma ne.llc rispo:;;tc al nostro questionario. I soldati int.('l'rogat i sui loro de:-;idc>ri clliodono qtw-~ i unanimementc ehe sia. loro so~l it uit.a. hb raziont• di a.c:quavite con ~~~ di litro di vino. lL POT'l'EVHi. - Kon ne sono sorpr<'f>O. Gli abitanti della Kormandia che a-vranno prrilo gusto al vino nt-lle trincee. gli re~terauno fedeli e rifiuteranno l 'alcool. · Colonnello 13ELU (Italia). - Por riò che riguarùa la scelta. delle derra.t,e alimentari non si pos1;ono sott.omct.terc> i diversi popoli a regole identiche. Tutto vi si opvone. .Anehe le cifre delle calorie variano per un dato aliment./1 da. un; L regio nn ad nn 'altra. N e risulta che le 3000 c.'l.lori•' dri marinai it.a.liani p. es. non corrispondono in realtà alle 3000 C.'llorie d<"i marinai inglesi o americani. Vi presentò qui due tavole di cal~oli delle calol'ie Hu ba,se razionale, da me composte : nott. POTTEVJN'. -pw1to di partenza del nol!tro esame non deve c•sserc tanto il calcolo delle calorie quanto la quantità delle sost;•nze alimentari clw getw1·rmo le calorie. Alcune di queste sostanze forni:-~co no tm num(·.ro di Cfblorie V<briabilt>: come per es. il riso, il grauo, cee. Bi:;ognercbbe dunque avere nna. t.abella di calorie speciale per o· gni :::lta.to. t;ig. ÙAZO'rl'E. - Certamente, ma. bisogna tener conto del fatto che il grano conswuato nel nostro es<>rcito viene in parte dall'America. IJAFFORGUE, medico principale (Francia). Non sarebbe il caso~ anzi tutto, c'li Ya.lutare la cifra di ca.lorie ritenuta necessaria secondo 1 paesi, e i climi, i lavori da fatsi, ecc. T . :\_1 AISTR.IAU medico principale (Belgio). L a nostra inchiesta di· mo:'ltrerà pr..:cisamente quale sia questa cifra.. . PRF.SIDE:';TE. Noi ~iamo ancora all'inchiesta e non alle conclusJO· ni. Ora cosa ci prova l'inchie:o;ta che st.iamo facendo! Anzi tutto che esil!tono divergenze su la r<l.Zione alimentare. Bisogna trar fuori le ra.gioni di queste divergenze. La prima idea. elle s i aff<~ccia alla mente e ch e sembra corroborare

-'--- -- - - -


,. .?, lì 1..' Al.lME:NTAZIOSE DEf.LE TRUI'PE

693

i risultati dt•U 'inchit'likt. è t~hP lt' din•rg-euze :sono più apparenti che reati. Le l'azioni. di lì'erenti in teoria. ~i somiglierebbero in realtà se Si

tenesst> conto, prima del con;;umo rNtlf' , ~~ poi del valore real~·· dt'gli alinwnt.i in calorie. E' nPc<'s~ario far risaltare questo fatto fondamt>-ntale. Colonnello BEVEHIDGFi (lnghiJtt'rra). - Pt!r ciò che riguarda l'esercito britannico, penso che ~ ia po.<;sibilc <li ridurre la razione' in nn certo limite, nelle retrovie. Ma, a.l fronte ,1000 calorie mi sembrano necesstuie. J )'altra parte t·i conosco con i miei colleghi, che il calcolo delle calorie è complesso, c lH' le tabollt• calcolato va.riano secondo i paesi e che d'altra. parte e:;st> sono ineomplete. Ecco un promemm·ia l'In la razione sufficiente nell'Hsl'rcito britannico di terra e di mare : ro P er ciò che riguarda. gli eserciti britannici di terra e rli mare, noi non ('l'Cdi amo eceessi va la rar.ione. La cr(•diamo giu;;tifica La dalla n ecessità di mantenere gli nomini !n buona Ralute n elle condizioni di guerra. Non bisogna dimenticare rhe molti dei nostri rnariu:~i e dei nostri soldati sono giovani di cui la cresct•nza ~ incompleta; c·he molti, prima di entrare in servi~io, avevano sofferto, sia a causa di rma alim entaz ione detì cente, sia a cau:;a di occupa1.ioni sedentari~> <ll'J>rinumti o malsan e, ~; i a. a <.:a usa, di condizioni di v ita, antigieni('hc. .Nei campi di allenamento. in particola.re, ove gli uomini sono sottoposti a lavori iute.n,;i, la nece:;~ it à di uua alimentazionf1 abbonrlante, c.onfm·me ai bi~;ogni e <.:avacc d'aumentarP il valore combat tivo, è di ma~sima importanza. Nrsll uno sforzo deve essere trascurato in C'(ucsto sens.o. . 2o Una razione fli 4000 ca.lorit> per le t.ruppe di prim:t linea non può esser e considerata come~ eccessiva. Anche se i soldat;i aumentassero di peso durant(J il perioclo di ripo,;o, C8si ::;penderanno l'eccedenza di euer~ia accumulata · quando tornm·anno in t.rincea,. Crediamo dUllquc che una certa ris(lrva (' 1\C'CP~~fbl'in. , p1'C'C'isrunent<> in v istll. di even tuali pt">riodi di tempor<mea gcarx~z r.:~ eU nut.rimento nc•Ilc t.t incee. P e r g li uomiui clw occupano posizioni più :Will.:'lltarie, 1wlle linee di co1nunica:done, nl'i r :tiDJ1Ì tli riposo e nei depositi, non si può negar<.' C'h e la razione PC<JNla il bisogno. Pl·<•;;;;o quest·i nn a rel-ltriziono razionale di nutrillwnto non potrebbe MTatto nuocere alla loro ;;alute, t\cl as~ ietu:ei·ebbb l'economia d(IU e no;; tre risOl'lle nazionau, Una raziono di valorP energetico dfl. :~o oo a 3500 ca.lm if' 13arebbe complf'tamente suffic iente alle n ecessità ùegli uomini in questo condir.ioni. Pnr la marina l 'attual e ·razione regola.m<'nta.re è di 2164 calorie, a giorno J)er uomo. · ~[a, qlH-!Rta cifra non tien e conto dei gi'a:>si e di altri ·artico li che gli uomini si procurano nelle bettole e che elevano la razione ad una media di 3500 calorie. Inoltre, dumnte i periocli di lavori in particolar modo faticosi, si dis tribuisce una rar.ione supplementare di 1352 calorie. Cosiccbè la razione giornaliera totale è portata in questo ca.so a. 4800 calorie. 3° !/energia spesa dall'uomo, deve essergli evidentemente fornita. dal nutrimento: in caso contrario. essa viene fornita dapprima dai "5 -

Giornale ài m<ldtoina milf/11re - Fase. VIli.


694 fit>ssuti a.diposi, quindi dagli stt~ssi tes~uti vitali, ed allora la va.li<lità dell 'individuo è diminuita. Inoltre gli effetti rti un<~ alimentazione insufficiente non solo diminuiscono la forza e hl. resh;t.enza , ma provooano m<.~lcontmlto ed irritabilità, donfle un abbass<~.mento ci(:'IIO ::;t;~to morale. Infine presso i soldati scari>arneute àlimEmtati, la re~istenza a lle maln.We di qualsiasi genere dimi.nuisce, ed in caso di malattia~ la conva.k:scerlza è lunga. La relativi\ rarità di mah>ttie tra l<> t ruppe in C<>mpagna, fino ad ora sì notevole, durante la guerra per terra e per mare, è in gran parte dovuta alla quantità e qualità delle razioni sommmJ~trate. E' noto che, di tanto in ta.nto, per certe n ece:,;sità economiche ~ono inevitabili riduzioni di nutr·imen.t.o; ma occorre evitare ogni bnlilr-a riduzione. Fuori di ogni alt.ra. con:siderazione, ciò pot.rebbe darE' al nemico occasione di creare, mediante la lilla propaganda, un malumore tra le truppe alleate attribuendo que:;te r!duzioni al suece:;so della. loro guerra sottom!l.rina.. 40 Siamo di parere che bi:-;o~n.erebbe fare maggiori sforzi p!.'r mi· gliora.re i metodi di preparazione e ùi cottura degli aliment.i per gli uomini in r.ona di operazione. Senr.a Ul:lss un dubbio. La mancanza. d 'un personale istruito provoca uno sciupio rilevante. L ' iRtitur.ionP di scuole di cucinieri ci Rembra dovAr costituire un progTE'::.Ro verarn<>nte. ncc<>ssario per poter sopprimt>re q uesto ~ciupio. Si {' già incominciato ad istituii'(\ tal(\ scuola nel nol'ltro l:'"t>rcito, con rhmlt.ati eccellenti. 5o E ' probabile che, con la continuazioue della guerra. e la ridu:r.ione della quantità dispouibile, sarà necessario di modificare con l'int.roduzione di equivalenti, Je ~ostanze alimentari che costitui!lcono la razione normale nei vari Stati alle.at,i. In questo ca so sarà necPssario Rtabilire scambi di qut>ste sosl.a.nze tra g li st~~ti ch t~ producono più facilmente gli uuj o g-li ~~lta·i. Per e:;empio i pae,:i più parUcolarmcnLc produttori di carne, e quelli piut.t,osto produttori di ct>n•n.li possono con vàntaggio tot,a.lizzare le loro ri ~orse . Noi pensiamo che questo punto di vista della que:;tione dovrt:>bbe es~t>.ro :~l;udiata con cura dalle ammini:-n,razioui inca.ricatG del rifornimt>nto nei paesi intern~"ati. cl' ~Lccorclo con le autm i t.?\. della m~u·i n;l. lllÌ 1itarr. e m('.rcau tile. LAFFORGUF.: medico principalE~ (Francia). - Lflo~Ci amo <1nnt1uc . 11.a parte il calcolo delle calorie e non teniamo conto cbe degli ~~limentJ 111 sè stessi. Il problema oho s'impone è il seguente : i 250 gr. ùi (·a.rnt> del soldato itali ano basterebbero al solchtto francese f PRESIDENTE. Vi è un fat.to che domiua la discussione : ovun.qu~ c'è 1ma tendenza per In. riduzione degli alimt>uLi. Forse Je ragioni ; ravvicinerebbero di più se fo~;:cro con:-;umate ovunque ugualmcnue. t·on· questo il datQ c;~p it.;Ll e cht> potrebbé IH~l'llH·t.tNc~ di giungere ad nna elusione.

l l'

',, ~l

_,, l •J l '

,..,,

'oJ '1)

'i

.,,, .i,,

'

''·


L 1ALJMENTAZ10NE DELLE TRUPP~:

•

695

medieo. - Un mezz,l eftìca.<w pl·r l't'Jlclt"l'"i t·onto se i;Ì danno troppo a.limenti sarebbe ll'interPI'>;a.rf' )<OldH.t,i alrt•conomie. Se si rimborllassero in danaro ai solcla.t.i gli ;~limen.ti economizza.t: i rifiuti non utilizzati o sci upati ~comparire.bbero. Come con.~Pgtu•nza.. si conoscerebbe quale è precisamente la razione nt><'essari:t e ~ufficiente.• LAFFORGUE, medico princip<\le ( l"rancia.). - Vorrei una c·onclui>.ione pratica, a questa discussione, che potremo ~ottomel<tt're al ;.;ot.l.O!<f•grl' · tario 1li Stato per il !lervizio di Slt>nità. · PRESIDENTE. - Cosa importante, infatti, è di tr<1l' fuo 1·i qu~;.;ta. conclusione, basai1dola su i fatti acquisiti e non ~u conrrt.ti tl•m·i<'i o di laboratorio. MAISTRIAU, medico principale (Belgio). - (~uest.a couclu:;ioue è diificilf' a formulare. I bi,.ogni alimentari variano con i vari St.a,ti. Vi è wl at;avismo cellulare per la carne come per il v ino. Ragione per cui non si può uniformare la razione di carne ne:i vari paesi. PoTTEVlN. - Ke i dati raccolti non bastano, non 1lobbia.mo temere di cercarne dei nuo vi e, all'occorrenza, di fare dPlle prove e delJe esperienze. L'esperienza. più semplice e la più attraente sart'bbe di dire ai soldati : t• ciò che voi non ma.nge1·et('. ciò che voi non manderete a male o non butterete, vi sarà rimborsa,to in danaro. Il pae.'le non penl"a ~\d economizzare sul vostro vitto. 'forrebbe soltant{) a.umentare il vostro peculio eliminando dei rifiuti che non ~ervono a nulla.. Sta a voi di vedere, se volete, con una elementh.re attenzione, aumentare i vostri spiccioli~- Se questa prova riesce, i dal;i cbr ne ri!mlteranno saranno preziosissimi. E noi avremo anche ut.ilizzat.o il formidabile campo d'esperienza deLla. guerra })er contribuire ai progre~si della biologia. PRESIDENTE, - Questa proposta. è evidentement(' pmtir.a. e uoi potremmo adottarla,. LANGJ.ors , maggiore medico. - Avevo formulato lUl \'Ot.o clw concorda. precisamente con queste vedute. PRESIDENTE. , - Ve lo chiedo per il verbale. LA:t:WLOI~ maggiore ~~edico di P classe . l 'otu: Basandosi sui risultati di i.nda.gini fatte nei div(>.rsi e~>eroit.i alle<\ti, e avendo scambiato varie osservazioni intorno alla aliml?'nta.zion<-' delle truppe, la. commissione sanitaria interalleata, senza vol<-'r ent.rar og· gi nella òiscussione teorica. del numero variabile di calorie nt>ces>;arie a.i divei"s i organismi pe1· assicurare integralmente la. riparazionE>. delle perdite secondo le diverse condizioni d 'origine, di eststenza di lavoro o di abitudine, è tutt-avia di avviso che le razioni regolamentari assegnate s uperino sensibilmente i bisogni. Ne risulta un :dispendio e:;age~a.to non solo in danaro, ma soprattutto in derrate. ConsidPrando che in p~ri tempo è interessante mantenere i soldati in un perletto stato fisico e di ridurre, tuttavia.1 al minimo la con suT, ANGLOIS, maggiore


L 1 ALBI F:~T l zro~E Ok:LU: TRUPPE

Jll a~it ,Jw

tlt·ll l· d•·rr·aiP alillti"I\IHri alJo M'OJH'I di :-:aln~guat·,h•r~ pt!r quant'' j)IM.• thil•· :.rli s i rwk .~ rlo·uli a.pprov,•i_gionanH'Ilti . elt-meotQ P."ist>nziale dt:!la n· ~i., lf·Hza do·ll1· rwzittai. la contrni:;=-ione c-rPciP proprio don.:re portare :l COlliJ,,: r·Jilm d1·i !.!IJ\"t •l"fli al11:ati i voti :5f'/!UPDti : J'• l ril •·rt·)--;t ,... i t·ort."illfl1at m·i alk economir n·aliJ.za(•· ordin:uiull\l'lll .r· :di" SC()Jl() di ,.,·it <li'~' lo npn·co <h·gli a.Jimentì non <:onsuruati. :.!'• ( 'rr·:m· ,;c·n•,ll; •li <:ttc·ini•·ri. M·Pioc·c·l.lè qne:,ti istrnit.i e pron~.t i, :mppiauo ul il i zzar1: c pr·1•param il 1ueglio_ po:-sibilt' le donate loro :.dlid;d:P. illtflPil<·tulo c:o~<ì c·hB gli alìnwnti mal pu:parati, mal eoncUti o 111: ~1 •:olt,i ,;i r~ 1111 ).!C'l t.at.i via 1lai r:on:;umato1·i. :~·~ ()l'l!:w i zza l'P <·m·si in cui gli u fli1•ial i inc·;~riea ti dr-Ila sorvrglia~tza ,. ol!·.ll ·,,,ganizz:hiiÌWH' del r:~lrio ri1·1>vprebbE>ro tuu;e le h;truzioui l"' '' ;t h1111Ha <•-,P(.:\liiÌIJUI: cl!'l Imo 'ìPn·izio. l" ])qj :•n• l!' li Ili l ;Ì in <·:ttll)J<Ig'WL al p~ri dt•JIP C:tR('lllle O :-:r:ahili1111'111 i rnilifari dr·l IJtatPriaiH 1Wtf·.~:-ario non solo per la bnonà cott.t1l'<l ,. hl lJIIIIWl prl·p:ll·azi••nP, 11m anr:lw lH~r L:> ('Qn,;"n·azionr. pet•fcl ta c b il umtllitli •>t. r;~zinJtt· ;r.pp..ti(.l,,;a cl••t.!'li ;dirnl'nt i pl't.:1Jlll'a.1;i. :,,, '\nH t)i,..t rihnil'<' una. ml.i<,rw fìssa di alimenti 1le(.(.i <Li ()onfo rl; ., (IW\':llldr fPt'llll'll1 alt• 1 r·aziom• tl'a.lt·ool. L:tlJ:.tt:l'O. et:c·.), 11\<L oli:-cLribuirt• tiPi b11,11i r·IHl JWttiiPl fàtHJ al ~old:f1 .o di mmfrnirr sia t.otalmHnte ~ia in parti·, le· d etT:~ II· in pnro ln,, oppttl't' d i JWr(·(•pin• l'toquiva.lc•nt.e iu rlanaro. (i" Jtic·11po·mr·p Jtl'l mig-ii or modo puxsibilo l<> r;o:.:t;.»UZA ('he si po~­ f\OIIn rlf-:H':tl'l' d :d l:t l ltnrlllat.nm, d ~tgli <LnLnzi. da.IIP irnmoncli;r,ie, N'C'. pt1r l'alli'\ ar 11t·nt o d1·i nr:ti:Lii, c·onit.d i, , .•,lal ili. cee .. p('r la, rolliva.zionE' ni ori i. JH'l' l ' f',; LJ':tz.ion<· di P,J'tHlof.(,j :.~oznf.a,(,j tlPile urine.''(.'.(', ( 'olount·llo Br·:vr·:tn nr:r.; (Jn~hilr .w·m).-~on. olohbin.rrl.o noi tcmert> chH il ~old:d o t:w<'ia. <·al t i ,·o uso <lf'l ll<LIUH'O 1latogli : p. es., p er comp('ra.re dt•ll'akool l'l·onotuiz;t.<Lildo s ul \·itl.o'! L.\ 'iC:J.OI='. lll:t ).!ui•n·l'. nu·,!'eo. P••r I'Vif.;M't\ quc·sto u:.:o <·;~t.r.ivo. b:~· ~o;t.('t'o'lllllll di,.; t,J•i iHri•v ill liiiPd ir~tallll'nl.n il danaro l't:tJJWillÌilr.<>l.o: riso:rvarlv J!. n,.:. Jll'l' il l•l!lllllfl dolll• Jief'I\Zf'. <'o!OIIIIf·llo R t·:Vt·:RI f)( il;: (Ing-ltiltN'I'a).- Fa.rù iJ 111i0 po,;:>ibilc• per p,;pP· tillll'llli ~ rc· hL <;o>'<l· i n qu<.~olulw uuit.~t. . , Do l L. Po'I"J' I·:\· r', - l1a q uC':o; t~ iono pnò avere un:~ g-nmtle i rnpodanza pr•~t.i< ·<~ : gU :.: 1al i a.liP:l.t.i non snntnno m;ti l· ud><~f . i d;tlla qtw~t.ionP. re.ò· nomicJ:t llll'tlf.l',. poi lo liO[rPbht".ro e,;:sPrP e,·c\nt:ml.lrnentr da qu<•lla delle <l w· t aL1· al i JtH'Jl 1ari. W rlunq HP in LHre;.;,.;e gC\!1fll'f\l e c•eonomi7.za.re CJ.ll<',;t'ult.i 111e a. spulir! cll'Il ' a. l ~;m. Pttt·:K tlll·::-n·E. D ·a<·c·ot·tlo col dott. Pot.L<win. lo inca.riclùamo tntli di ria.:;xrtlll('t'C' qun;.;ta di~c·ttRsioue X<>tto for1n;.~ tli un voLo. La st•tiuLa. (o t.olt.a alle or\' 12.


' L 1 AJ.I Y ENTAZ IO:>: K DEL L E 'l'R l' P PE

3• Seduta -

~97

15 marzo 1918.

La preaidenza a l prof. S~ntoliquido, Presiden te. Sono preoenti tutti i ruembridella sott.ooomrnissione ch e as ;is . ~t tero alla seduta orecedent e.

La seduta è aper·ta all"' ore lll. L A!'GLOL'>, mll.ggiore medico, Hottom etto alla rom mi,;l'iom-': 1° una, nota s ull'i~ti t uzione di scuole di cucinieri : ,, sc uol e di f'ucinier·i lnilit.a.ri sono state organizzato nelle ;ì.rmate, Ulla per divif>iune "· " [ c·uf'inicl'i dl-'llf' tmità vi fanno una. J.Jérma.nenza a. sPconda ùell'utfic io. Vist.itllzionl' semhra aver dato fino ad ora ristùtati :;oddisfa.cen ti. ,, 2° Una. not}.L su una esperienza di ridu:r.iorw a.liuH·nt,at·c· prov;l,l<Ì. l'anno scOl'l$() n ell'arm<\ta. fran cese . .-\ Uo scopo tli imp~·!lire og-ni HJH'C•(·O eli derr ate e di realizzar~: economie s ulle q uan tit.à. dil'lt·J·iuuit.~-. pttr as~ i­ curando ;,11 soldato in campagne:~ l'a li mentaziout> nc<·.ess;1ria, lt- clistrihuzioni gratuite òi viveri, sulla base d ' Ulla razione ti:-;~ a, t•ra.no ;.;t~1t c • f:ost ituitt<. a partire da.ll0 aprile 1917 , d a. una iudt>nniti1 in <hma.ro rappr e::lf'Uta.nte il valore della razione . Gou quPsta iud~ nnità. loe unit.à aequ il>lt,;"l>vano le qttantità di d erratfj st r eLtamen t<>. necessaril' a ll 'a limen1·<'Mo:iont' degli uom ini. (~n.esti par tecipavano alla ripa.rt.izione dt>llP Peonomi t:> iu dà.naro r~·a ­ Jizza.t e colra nçio. QnPsto sist.t•ma ha pernw ~so durantP ilRuo lJ€'1'ioclo d'rtpplicazione (1° aprii P·3.0 gi ngno 1917) 1·a.ggi ungc>l't> l'i:m lt ati molto a.pprt>zza bili. P er l'in~S ieme delle truppe iJl ealllpagn::t. l1• Peonou l i t• h;l,J\110 rn.ggiunto più del 10 % ù ella con:;u ula.r.ione a nt.eriort• pt>l' il p<MW, l'irc·a. il 1 0 % p er la carne, 2·0 % per il la rcl o, 6 % por il tafl·,-.. l O % JWl' il tiale ,

2,5 % per lo zucchero. rn.gioni di ordine tfitfel'Nltec'. rig uardanti sop rattntto la d i,.:c,iplin•~, il gen e r <:tle comand auLe in capo, ha sosrwso r~~!Jpli ca7. ion P dt·llt• •lis po:<izioJli Jj cui t.T at.tal!i a pa.rtire dal .1° luglio 191i. TI :; i~lt' IIHÌ. l• stur n ap plicat.o dall'arrnctta d 'Oriente tino ...~ 10 gP!lllèLio H)] 8 "· l/!•s)wriz t• nza rifeli ta nell a nota che v i legg-o, non r ' ~!JOlldt> all'id<·a. t h\' si foruw, In t·omm i:;sione di una Psperienza eli ri!lu zione volonhwia. · J~ r·a lll LH· rilluziurw in1 · <t P er

posta . Uot.lì. P o•tvrEV l~ Inoltre, q ue:>ta l'id uziorw non !J01·c· n~ (·s~t·re cb e malE:' accettat~L, poich è il b en elirio rf'alizzato era ri pa.r·t.ito t.ra lo :-'ta.to e le truppe ; di più le t ruppe uon dov evano tocc<t>J'f' c iò Chl' loro s pettava c· h e dopo là guerra . Dom ~m diamo invece, chE\ la. porzi(mc d €·lla l';l:r.ioru~ ridotta s ia c ompen sata. m edian te boni tra.~<for·mabili r~ Yolou tà dPllt• ·trupJre, in a limen t i o in dana ro. M AJ..'>TRIA u, medico principl'~le (Helg io). -~ nn t:. po"sibilr d~t• a\·Hnga il ~omm ercio <lei boni i Non ;;ar·ehbe più Op]IOrt.uno u:t·:-r.r<• ti Pi h nni rwnrinat,iv i '? LA NGLOI:', maggior!• m e<lieo. - I buon i nomi n ati vi (·onlp lit'lu·r·Pl>· b ero t ro}Jpo il la."oro di scri tturar.ion P. PoTTEVl!'<. ~mbra. che il pericolo d i accaparrn mPtlto o di traJiìco di buoni s ia fa.cilr a diminare c:.op. un~~ f;o r·vt-glia.nza c·lt·ll lt ·nt~~r·· "' c·on


61)H

sanzioni li.JI}JI'Hpriat•·· Dal ptmto di vit;ta del concetto che n~i ci facciamo delle pron' rla tl'nt.ar<>. noi troviamo delle indicazioni proziofi<" nella nota iu~rlest· ('hl· C'i ha prt·sPntat.a il sip;. colonnello Eeveridge. "'' nz i l n tto quel\ta. nota fa ofiservare, con !!iust.a. ragione, che non !>:t· rf'bbe n€> pr11dente, n!'· politico diminuire l'alimentazione delle truppe di prima liJwa.. D 'altra parte i noF;t;ri colleghi inglesi hanno notato, com tnoi, l' 1<1 loro C'Onferrna. dHI nostJ·o ptmto di vista è tanto precÌl:Hl quanto oppo1·tuna. ehe nei Cltmpi di concentramento, n elle linee di comunicaziont> e nei d(•po;.iti. la rai'.ione intt~grale è superiore ai bisogni. l'na. t-conomia St'ria r-;a.reblw dtmque realizzabile, senza nuocere miniruamt•nt-4· ni• alla xa.lutt' nl> al morale dell'e!;Crc.ito. Son si tratt.a di una eco· n omia di danaro : perch., !!li aiiPati non saranno mai intimoriti da questionE> di moneta; ma di una economia di derra.tt". alimentari e dì riserv(> nM~ionali : t'eonomia cbe ci f;t'mbra capitale. l.'U 'altra COURiflerazione importante della llOta. inglese è relativa alle so~tit. uzioni ed ai s<·a.mbi alimentari tra gli alleati. Infatti è di massima iro· pottanza th(· gli alleati rllE't.t~•no in eomune le loro risorse e scambino m· zioualuwntl' i loro proflotti rispt'tt.ivi. E' importante che i servizi interes· sati (• l<' autorità uantli lltudino 1wnza indu!!iO i mezzi pratici per a sflicu· r:m.' qm•sti :;tambi. ~iamo ugualnwnt~> ll' actordo. infine, im la qne~<tione dP-i cucinieri, cbtl df•hbouc) N-st•re il'tntiti in ix<' no lP vrM.iche •· resi stabili nella loro funzione. l nRomma noi giungiamo art una. JWrt(•tta unanimità. d.i v<'dute. Tutti ere· dil'l n•ll t hl:' l·<·ouomif> xono n<!<'Ps~a.~.·ie e pos~ibili. ~b non 1)0Lendo sa7 JWl'f' q ualP ~; ia l)TN' i~<atllente h:L quantità. di economié- !'ealizz:"tbili, chi<>· dicono eht- :-;i;lno fatte t·:-;perienz(l per potflrla conof;ner('. I;El.EY tm·di(·o niuhtnt·l' mag~iore. Reco nn progetto di vot,o dw <),\ '(•\"() rw•·pat·at·1. " La c·(Jmmixxiotw :sanitaria dei . PaPsi alleati , considerando <:hc dàlle ~:>m· lliligt•nti in<"hieMe l'al l-•• nei diversi Ol'f'l'Cit.i allPati e dalle discu:-;sioui e d;>gli x<·am bi cl i vpd Ht·H clpt·.p.rmi nati da fJ ue;;t.c inchiPst.('. scaturiRcono le conc·ilt;;ioni ;o;(·_gtu•nlii : • lo h~ razioni rf'uolanwn!ari <~ss"~nat.l' !';pc~so sf'rnbrano ~uperare i IJi><Oj.ntÌ. 2" h· 1·azioni ahbaslanza differenti quant;it.~.~tivament.~. in tt>oria tra un P<H'><l· t· J'a.llro. ì!ono in t•ealtà pitt simili se si tit'ne conto, non dellu. rll· zimw dislribltita. ma. di quella realmente conmma~ta. Considt>raudo d'al· 1m Jllll'tt' du? l' P<·ouomia d<·llt>' dE>rrat.e alimentari è diventato uno d('i fa t·· lori dt·lla Yittmia: l'ass(•!!nazione di una alimentazione veramente razio· nalf> ri ~pondPntP non solo a.i bisogni i:tienici, ma ~mch(' a una nN'('I'f;ità. mi· litan·. C'ottl'idt•l'allllo iutitw c lw. import.a dal ptmto di d~ta scientifico uti· lizza t\· l'immt•nso ·ta.m p o fl i os~ervazion(' della, gu('rra, per controllare i da t i tPMil·i ro~ì di q·r·_g~>nti RH In tl~o;iologia dt~ll'alinwnt.aziont~. formula i ,·oti lWI{U\'lltÌ :


L 1 AI.B.l ENTAZION E DhLLE T Rt' I'I'E

1° Che l'inchiesta S1dl"alime?lfa.:-ione clelle ln tppe sia p1·oseguita ed estesa pi·ìr che. .~ia. possibile. 2° C'hP ogni :sfm·zo silt fattu. negl·i cserf.'iti. alleati, pet'?•id?u-re al m·i nimo

i ti.fiut·i alimenta1·i. A questo scopo si dovrebbero stabilire ovunque delle scuole pratiche di cucinieri, e quelli istnùt.i dovrebbero esser<1 stabili neUa loro fnnziione ; gli aliment.i dovr<'bbero essere non solo ben preparati, ma ben presentati e serviti caldi anche nelle trincee di prima linea, ciò che è reso possibile dall 'uso di r ecipienti t ermostatici, già in pratica. in i•lcuni eserciti alleati. 3° Che 1.m r.spe1·i·ine?t.to di rid11ZÌ011e •t:olontm·-id sia. te<ntato i?t alcune tmitli puscelte. Secondo le vedute della cotumissione, l'eRperienza potrebbe consistere nel ridurre in una certa misUl'a le razioni, e distribuire ai soldati dei buoni C'he darebbero loro diritto, a volontà, sia ad un supplemento di razione ridotta, sia· al rimborso in danaro del valore rispettivo degli alimenti non consumati. Senza entrare nei dettagli delle condizioni dell'esperienza, la commissione ' p en~a che eKfla. dovrebbe aver luogo non al fronte, ove sarebbe im- · prat icabile ed impo~s ibil e, n~ nei depositi ove i ristùtati potrebbero eRsere vh-;iati da t,roppe cause di errore ; ma nelle retrovi<'. Pen~a. infine che ta11to pPl' evitare un ca.t.tivo w.;o del danaro da distribllirsi. q uanto per eliminare gli enori d ·apprezzarn~nto sull 'esperienza. in C'O rso, i buoni twonomizr.at.i dovrE>bbero e~sere pagati non immediatamente, ma in occailioni cletE>rminn.te, pel esempio all'epoca della pa.rtenza del solda to per la ticelli:a . [ mt-dìci delle unità in e:-;perienza dovrebbero e~sere invitati a seguire da vicino fJuesti esperimenti. tanto per evitare abusi, del resto improbabili. q mtnto per riferirP o:>servazioui ciJ'ca la salutt' dei soldati, il Loro peso e g.,neralrnuclnte circa tutti i clati c.he ef;~ i >~arebbero in grado <li raccogliere. · Dott. POTT EVIN. - Credo C'Ili:~ sarebbe prt>feribile presentare Kepa- ratamente i motivi ed il voto stesso. PRESIDENTE. - Ciò sarà fatto nella prol'~<ima. riunione della commissione: ll sig. dott. Geley presenterà un sunto dei lavori della sòttocommissione e le considerazioni alle quali essa è gil1nt-a. Il sig. dot.t . PottEivin presenterà. il voto concreto. La ~'<eduta è tolta alle ore 12.


700

1

L ALIY ENTAZIONE DELLE TRt;l>PE

Commissione sa~itaria dei paesi alleati. Terza seduta plenaria

Estratto del processo verba.le della seduta del 20 marzo 1918. Sono presenti tnLLi i m e m'•ri che Msi:!tet.tero a lla sedat.a precedente. - La sedu t a è npert.a nll~· orf' ! 5 .

Pn r:srDF1XT.E. - TAl. sot.t o-c'Orltmission<' pf'r. lo stu<lio clelia 4 ne4ione dell'alimentaziorw ha tHrminato i i:uoi lavori. Prego .il sig. dott. (}rley di farnH tlfl ria:s;,;unto. Gl-a.KY, IU(•dico a iut.autt• 111 <~7gio n• . - [,a ~OHùcommi ss i om· ver l'aliml'nt.a.zioue ha ·discus)JO vrofondameut~:~ la que:-;tione, ~mi dati teorici e prat ici derivanti ùa.gli st ucli anteriori, ùallf'. inchieRte della. oommi~siono, dalle ri.'3postP al quc;o;Uouario del maggiore medico Langlois, infine dali 'esperit\nza i mm<Hliat~~ dei ùeleg<tt.i. La sottocommi ~s iono è giunt<~ a un accot·do completo, a;;solut.o, su un cer to Jlumero di lHI.Ut i. 1°A.uzi t,uttoessa:;timauhH la quPstionc alimeut.a.re pre~;onta un <:'~:;en· 7.Ìètle int.('ros:;;e e cl t>'' "' perciò restare al primo pm;t;o dHIJe preoec upazioui della commissi.onfl, come iii quelle dei Oov(•J·ni alleat.i. Infa.tt.i, l'('conomia. dt•lle derrate alimentari è divenn t.a. uno dei fattor i della vittoria <ci la ftssazione di tm~~ ra7.ione <tlimt~nt<trt> q \t·amt.mte l'<lo ziona le risponde non solo :-t.d un bisogno igij•uico, ma a.<l una. necessità milit.are. lu.olt.re tlal punto di visLa. esclusivamente :;cirrlt.ifioo. è il ca."o di utiliz7.are l'inunen so carnpoc'l.'osserva,zione della _guerra per controlla rl\ i d~Lt. i teoriPi, così din.' rgenti, suUa fi~; iologia deJI'~:•Iim e n tl~~~ioue . 2° In secondo luogo la sot. t.oeo mmis~ ivn e erNie opport.uno di Ot;cuparKi attivamen te dello seambio dei prodotti a.lime.nta.ri tra pae:<i alle~•ti. e stabilire questo scattÌbio l'l~eipt•oco :o;u principi r~:~11ionali. 3o Dopo un t>san111 approfondi to ùt~ lln razioni a.liint>nta;·i dPgli esl't· citi. la Kotto-eommi :;ion e è gi unta. <~ Ila ben fondata conclni\ione che, quasi da pet tutto, ~e. non nf.lle trineee ddle prime linet~, <'l.lml:'no nelle rAtrovie e noi depositi, le razioni iu u1;o ::>t'mbmno s uperarP i bisogni. La preoccupazione dei servizi competenti sembra mirarP a dar trop· po, pHr paura iii non dali ' abbastanza. Vi sono perdit,e tlipenden1.i sia dallo sciupio, !lia da una C<i.t;ti va ut.ilir-'l.;t;r,ione dei proùot.t i distribuiti ai cucinieri, s ia dai rifiuti <(('i sol1lat i. clovut.i a nna ·prP.parazione o prel!t>uta.zion<l dif<·ttosP degli a.liment.i. N j• s~gue che le ra11ioni teori<;amcnle ahba~ta.llll<~ diffcnmti n!'Ua quantità, da un pMse all'n ltro, sono in realtà più somiglianti, se si t iene conto non della mzione dist.l'ibuìta.. ma della rar-iont• realmf>nte consumn.ta. Preme dunque, e la. :-:lottocooomi,;;;ione crede che quest.o pnnco :;ia c;.tpitale, che oÌi't. f~\tt.o ogni sfono, pre~so gli e~t'l'Cit.i alleati, pt>r ridurre al mini mo .le perditf' alirnt>nt:t ri. A fJ twsto ~eopo , i miglio1·i mezr.i """lll brano-

•

•' •• ;.r :·~

•\

' :.. li1 ~J

·-41

"·

F: .'Ili

•f

' j. ..

?>l

,.

'

..,.,

'' ,, t••,

...

. 'l

' •l

l l

l '


T}ALIMENTAZlO!o~B DEL l. E THUPPE

701

i seguenti : diffondere ovunque le scuole pratiche dei cucrnteri, già prescritte in alcuni esercì ti; rendere stabili nella loro funzione i mwuuer1 istruit.i; infine assicurare la sommiu.istrazione degli ali men ti' nel modo più perfetto possibile. Le vivande dovrebbero essere servit~:~ calde, .fino alle trincee di prima linea, c la soluzione di questo problema è possibile con l'impiego sistematico di recipienti termosta.tici portat-ili. 4° La Sottocommissione, mentre dichiara cbe ce.rt~;tmente la razione eccede i bisogni reali, crede che non si hanno gli elementi sufficienti per stabilire d'una maniera precisa tale eccesso. Le inchiestP non hanno daoo ·~ al riguardo l'atteso risultato. La Sottocomnrissione, crede che il miglior mr~zzo per conoscere quest'eccesso sarebbe di ~tabilirlo median t'i) espm·irnen to. ::;i trMtercbbe di Wla esperienza. di rid-z~zione volontaria, fatta in un certo numero di tUlità prescelte. •· In queste Wlità, la razione, ben preparata e be.n presentata, in maniera da poter essere interamente consumata. sarebbe I·idotta razionalmente. Ma si distribuirebbero a: soldati dei buoni che da.rebbero loro diritto, a piacere, o al supplemento eli alimento ridotto, che potrebbero in tal modo procurarsi gratuitamente nelle cooperati ve, o acl nn rimborso in danaro, corrispondente al valore tll·ll 'aliuw nto PC'O nomizzato. Di guis<:\ che, i soldati avrebbero l' iruprrssione che non si eerr.bi eli fare economie a loro spes<,, ed è da supporre che es;;i collaborerebbero volentieri a-ll'esperimento. Per ciò che riguarda i dettagli dell 'esperimento la sottocommissione elimina naturalmente le primt~ linee del fronte, ove non s::nebbe nè politico nè attuabile. D 'altra parte crede che. nei depositi , vi sarebbero cause d'errori, difficili ad evitarfl. E ' dunque nello retrode che l 'esp€'rienza (lovrebbe essere fatta. La Sottocommissione ha discusso ugualmen te i mezzi per <·vita.re il cattivo uso del danaro distribuito. Quello che le io pa.r:;o migliorH sarebbe d_i 'Pagare i buoni non immediatamente, ma. iu occasioni d<'terminate; come per esempio, al momento della pa.rtt1nza. in congedo dei xoldati. Una elementare sorveglianza basterebbe, d 'altm parte, per impedire il commercio dei buoni da. rimborsariii. Infine, gli t-sp~ri menti ùovrebbero essere seguiti da vicino dalle autorità competent.i e :;anitariP, sia per evitare gli abusi, del resto improbabili, sia per fl,tte nnarP. lé cause d 'P.rrori. Dott. POTTEVIN. - E cco como ho formulato il voto cht> st>mbra. scaturir(> dalle deliberazioni della Sottocommissioue : 1° S1tlla base delle l)at·ie ossert'lt;ioni fatte nei di ' 't! l'Si t•sett•iti allmti, è il Cli.SO d'insistere (Z.Ì •n UOVO 8ltll'i·tnp01"lttnza che present a.J.LO, aao SCOpO, sia ài tttilizzare bene le der·r ate, sia. di itnpedirf le loro perdi te, nelle unità m·ilitari : · a) le c1ue tl~dicate aUa, pteparaZ'i one ed alla presenfrd.n1u degli alim enti;


7()2

1

1. ALUIE:S'l' AZIONE DKLLE TRuPPE

b) l"isir11zùme p1·otess·ionale e la stabilità dei cucit~ieri. 2° Considemndo cllr è possibile ' stabilire razioni eq1tivalenti sotto .fm"'ne ?Mlto 1:a1-iate, la comm;issione è d'a-t:viso r.hl' sia il caso di raccomanda1·e alle A 1tforità oompete•nti delle N azioni alleate, allo scopo di utilizzare 'nel •miglior m,odc possibile lo stock cotmme, di organizzare un sistema di scambio dei prodotti 1·ispettivi. _ 3o Prescindendo dalle truppe direttamente in~pegnate col ne-rnico nelle operazicmi di .!fltecr-ra, e rifm·endosi soltanto a quelle delle retrov·ie, de& zone terr-itoriali ,, della popolazi01lr civ-ile. la Commissi01~e crede che sia possibile di fm·e, BMtza compromettere minima1nr.nte la salute, nè ·il benessere dei ronsu-mato-ri, seri~ economie nella quantità delle materi-e a.lùnent.ari attual1nente aàòperate. La Co•rmnissione non è in {!1-rtdo di -valuta1·e l'anmumtare di queste economie. E' eU partJ?·e che q·uesta quest·i011e debba rssere .segnalata aU'attenZÌ01M dei Go1·er·ni, alleati, indirando che sa1·ebbr il caso di ce1·ca.re di risolvcrla cm~ esperin1.enti A titolo d'ese?npio, si potrebbr, 1n oute 1mità -~celte adegttatanumte, sostitui?·e 1tna parte delle dtJ?·rate, stabil-ite come razio-ne nm·male, con btwni indinid?tali che. permetterebbe1·o agli 1wmini, o dì p1'0C'I.trarsi gio1"1talmen.J.t dalle coopemt·ive gli alimenti di l01·o gttsto, opp 1.wr di ottenne in determinate oct:asio?ti il 1·imborso in danat·o. Colonnello BEV~RIDC:E (Inghilterra). - Al 2° § l)i potrebbe portarn la st>gut>nte modificazione : allo scopo di gi-ungere a-d 11-na migliore utilizZf!.zione. dello sfo<·k comune e di stttd·iare i 1nezzi più effìcMi per nrgan·i zzare 'tl11 sistr ma ...... •

Prof. RORIN (l!'raneia). - Vorrei aggiungtmo~ io pm·e }~lcune osservazioni. su g-li incon venien t.i ilf'U 'alimentar. ionE.> animale I:!Ovrabbondante. l:;e l'uomo sano ingeriSS(' soltanto la quantità dj sostanze alimentari anim}~li , corrispondente ai bisogni del suo organismo~ vi sarebbe equilibrio perfetto nelle reazioni chimiche che sostengono la vita. Pisgrar.iatamente non è così; ben già da molti anni io sono particolarmente sorpreso dai p+>ricoli eli una aliment.aziont• troppo abbondante, specialmente quando essa concerne essenzialmente alimenti a nimali. Questi :pericoli non minacciano soltanto le classi agiate, ma anche 4uelle op6· :raie. come ho potuto asHicurarmene durantt> il mio Rervizio ospitaliero, ove i disturbi, chE' si possono attribuire, almeno in parte, a una alimen· tazione animale troppo ridotta, sono insignificanti, rispetto a quelli ove interviene come fa.ttore un oocesso di nutrimento animale. Questo ultimo lltrapazza lo Rtomaco e gl'intestini, sovreccita lE> funzioni epatiche e la. cirt'lolar.ione. {' :;tanca i reni per l'eccesso di lavoro d'eliminazione, che loro impone. Essa produoo tossi.ne la cui azione nefasta si porta su le vie di elirni.nazionf' e su l'organismo intero. E' noa delle cause più gravi dE>li a d emi nera l izr.a.zio ne organica che figura tra gli elementi del tPrrl'nO su cni il bacillo d<'lla tubercolosi può svilupparsi senza ostacoli.


L'ALIMENTAZIONE DELLE TRUPPE

703

Un ellempio : il polmoue normale contiene 12 gr. di sostanze minerali per og!li chilogr., mentre il polmone tubercolotico ne contiene soltanto 7 gr. 90. Il polmone stesso indica da sè l'importanza difensiva della mineralizzazione, percbè nel polmone, ancora sano d ' un tiRico, v'è ipermineralizzazione, con 16 gr., 27 per chilogr. Ed ecco il meccanismo Recondo il quale l'alimentalr.ione animale esagPrata può produrre la demineralizzar.iom~. . Una razione alimentare composta di 110 gr. di ~~lbumina contiene 4 gr. di zolfo, il qtu•le ossidandosi pe.t· i 4 5 nell 'organismo, dà 2 f!l'· d 'anidride :;olforica. Il fosforo organico di 110 gr .. d 'albumina di'l. gr. 0,30 d 'acido fosforico. Gli acidi così formati per e~:~sere neutralir.zati riehiedono gr. 2,03 di base, espressi in potali!;a,. Questa qm~ntità è di molto superiore alle basi cleLia. carne, di modo che gli aciili dovranno prendere, per saturardi ed eliminarsi, basi fornite dllll'organismo Rtesso. Dar quale fat.to dipende la demineralizzazione. l\:[a questo non è il solo incon veniente dell 'alimentazione animale sov rabbondante. ERsa è la. causa della maggior parte degli stati diRpeptici. a~meno come ca.ns<~ occasionate; che trasforma la dispepsia nervosa, in dispepsia. cronica, ed è! precisamente sotto il !!UO influsRo che :;i :;viluppano tante enteriti. Quest'alimentazione genera l"in~; uffi cienza. epatica., con anmento di y·J lume del fegato, che segtw ::~.1 ;.;m·menage dell'organo. E ' la cau,;a effettiva di t.ante emottisi nei tuhercolotici polmona.ri. Provoca. lo stato spa.stico d ci va~; i periferici, oon conse<mtiva ipertensione artel'io~a. e artm·iosclcroRi. Intine, è l'origini-' delle nf'frW , perclu' la ~tancbeZ?;a de l ren<' met-te que11t.'org-ano in i ~ta.to morboso di cui trarranno profitto le mfezioni. Per eliminare tutt i questi in convHnien ti, fa duopo chf' la razionf• aH. m ent.a.re non :mpeti gr. 0. ~0 a 1,00 d'albuminaanunal(j pet· ehilogr. nelle 24 ore. dovendo la r}l.lr.ionh ~ upplementare proteica Mflerl' richiest.a alle proteine vegetali. Ri~ ulta dal lavOJ o del dott.. Inaba. Ryota.ro che i nostri alleati gia.ppone>;i sono già entrati in q uest.'ordine d 'idee ed il résoconto rli S.E. il generale Rho, alle conclusioni del qun.lc.> io mi associo interamente, di. mostra che i nostri alleat.i d 'Italia hanno considerato il problema. clell' alimentazione delle tl'uppe da que:;to merl.esimo punto di vista. Prof. CHANTE~m~sE (Francia). - Pre~ ento alla Commis~;ionP un campione di pane. Loro sanno che 11i era già. tentato fare del pane eon la polpa delle ·patate cottP : 2011 gr. :m 8011 di fari na; tale pane riuscì però di couo;istenza: d 'a,wett.o e di g u"lto poco incoraggiante. Questo che io presen to è (atto eon le medesime proporzioui , ma la patata adoperata è cruda e intera; si lava, ~ i pnli:Wt' P :o~i rà<;pa ileuza. mondarla; e quindi si aggiunge alla. farina.. E ~so è buonissimo, come loN possono reuder;;ene eonto, e ~ i mantiene frf'RCO per Lungo trmpo. poi chi· qup,;to c;unpi.onP è stat.o fatto < h"lo 48 ore.


L 1AI.1M E NTAZlOSE UB LJ,E TRUPPE

1

QL~f'st.o nwt.odo s a.n·hb(• gin m<-'~''U iu pl'<~tita d~1 molto !(>mpo in Borgogna. Hi ;;t a s t1HI ianrio per nel o t tarlo a P arigi. Pn I·:kmm'i'I'B. - Rt· Ul':o;s nno clOII Ja.whl. p il• la. }!Mola sulla (JliH'l'\l-ioue ùt~l l 'aUnt<'n1a,;r,ionf>, nwllo ·~i voti l.<L vropo:-;ta. prcS('Utal~~ dalla Sottocolllmi ..;:-: ione, c·un l"c·nii·Ud<1llll'llt.o p ropo!:to . dalla delegazione dt-~lla Gran

Rrut a J,!"na. {Il rolo d~f'iniliro ;, rlf'JII'IIrctlo a7t'ui/(O/imilic). PPl'tuf'ttel <'nti on~ qmtl!'l1e riflf.'ssioJW. :Noi dobbiamo essen• ,;oddj>'l<L~t.i tlt>i risulb1l i o t t ennt.i con i uo:-;t.t·i :;t.udi :mU'alùne n t<l.zioue razionata. L~~ fo rma UHHil' sl a, con eui noi ah biamo intavoh"tt:o la. di:;cu st\ione, non hL<·Iwa prc•vedPn' c·iò f'hP alJbi<Ltno of>1("ll\lto, Ria. P<'l' cill che riguarda l:t no ,;tl'<l ;t,:doJH' dirc' tl.;l. ,;i:\ JWl' lP l'Ì}lPW·us,;ioni C'hP ~oho av\'C'Illlh" in ogui

p:Ll'll'.

Yui non <LV I'I'IP tliluenl.iù;tl.o . ~"-n<·ht• nl'll<~ no~1·r<L prim<h riunione, qw11ttlo nfli abhiamo :-;1ahilito il programma dPi l:wori , noi port<tmmo l 'ad I·<'Hr.ioJw ~ui ùist urbi (·l1e pnò detrrmin;tre n~ l ~o lda,to un'alirnenta~iC)nP l'('l'l'l'>:'iv<~, c>o~i. it.ui1 a eia. troppa. carni". Da. qui' l monwnto, la. .qur~t.io­ UP non ha mai hLSt\ia1.o il no~iro ordine <.1<-'l giorno. A lJlJi:t-1110 condo l t~ i no:-;1.ri lavori con la JH'tHl rnza •• <'On hl di,;<·n·ziune c lw l'Ì I·hil'dl· IH JW C'I'Stiil :~ eli J·i:-;pl'fUHt'. ]Hll' ~Pgni'Hdo strf't.t.am.Putr i flati t~>eui1·i . una sPntinwn1.a l it:\ J.. g-i 1.t.im<b t·.IH' ci porta ;t eonliidpra.re rlu ·, per i no:-; t ri :-;oldaf'.i non :;i fa mai ahb<vst·anz;~. ~l a il ben inteso inh·rp:;;;e pl'i no~t.ri soldati l'ichit-dt•, c:h t> s i g itul/!l\ :-;<'111 prP a.! èl:ì1 o lt'<·ni,~o " l1• conc> lu~ioni a.llt> quali voi ,i t'te tnLt.t,i JH' sono Hna prova. lampa.nte. S <'l Irattempv c h1• la. nostra. nr.i01u· si ~ \' Ì hq>}><l va nwtorl ic.a nu~ nt r, <il1l'P in izi<~livt" si :;ono fnt1l' hugo. )l oi dolJbh~nw sf•gnahbrP pm·t,i('olurnu•ntl' q11t'll<• dalla tioeiet à n•;tlll di l,ondnt. e clPll'A~·c~~drmia. dr-i J~in<· <-i eli Honw., ch1• h a.nno ùo!ltituito in lng hilterm e d in Halia un f•om \t.lt1o :o;<· it-nlilko.lter lo st.11djo d ei prohiPmi rc•JM.i vi a.u·.~linHmt<Lz ioHc· pnbbl i ·h~. Nt,lla ~ua !;codnt.a d<>l 0 J!'hbntio JHlR. I'A<·r·adomia dei Lin<·t-i :d è com piat<i uta d i m1·nziona.n· i ht.,·m·i dc•LhL no:; Ira rom m i!:~ioue srg-n<l lando f'uu Plog-i il nos t ro · lll'o(·t•:;:-:o verbali' . cl<• ll' ~ noYembre J 9J 7. Prob<!l)iluwn1.t• s;u·à i:-;1 ituiL<l a P:nig-i un ('~,n1ilnt u ~tÌI'llliJit· ninr· a.ricato eli studiar e i hi~;;ogui alimen1 ari cl t'I li' ,·ari t' na.zioni P d i nwzzi JH'r poter fm· fronte. E' 1lal punto eli viRili pc•onomic·o <·llt• lrt que:;timw ~arà Kperinlmellll· tsa-

miuat.-. l't' l' c·iò e ht• c·i rigwt.l'di~. t.t•ngo a, l'ÌJH'It'l't' <:h t•, :-;ia J>Pl' l:t lol'll oriJ!'iur1 ~i a 1><'1' il loro ~v olgilJII-'1\t o, i rwst ri :'t udi );OJlO J·inH~.or;ti s trettameute nel ea1.npo tH·nic o. ~iuJLo eli noi 1'\"':>t-a. intlift't·n•n!P a.i problE-mi pcooomici. ~ l a. eome l'omu1itìsione ~a.uitaria. llou e'int l'l'<'~'sa. cono;.;l'erli . :XeliP confert:>nz<' s~l.nit.ar i t•. in cui sono ~'>ln.t.e Pla.borate Il:' uornw ùr•Ua lH'Ofih~ss i intPruazional<• t-d all1· q ua.li ba a llu ~;o molto a. proposito il Oirt•l '(,t\1'1" d ellTffic· io inl\·maziona.l•· rrlj!iPIW Pubblica, il sig. dt> Cazol te,


L' ALIMEN.'l'AZIONE DELLE '. !'RUPPK

705

ho fatto io :stesso entrare l<' consider}l.zioni (l'ordine economico. Si trattava aUora di stabilire no,·me amrnù1i strativ~ in rapporto con le funzioni del corpo sociale: oggi che si tratta del! 'al i mentazion e individuale, le cose hanno u.u tutt'altro asp~t.t, o. · Discutevamo allora le norJUtl da imporsi al commf'rcio per evitare elle le sue pratiche costituissero un vericolo sanitario. N oi esaminavamo le rc:;t,rir.ioni le tLuali, per t utelal'e la salute pubblica, noi saremmo costretti a voler imporre all'una delle sorgenti della r~cchezza nazionn.le, con la cura di limital'e queste restrizioni a ciò che la scienza e la pratica indicavn,no come rigorosamente indispensabile, dovendo qualsiasi esagerazione avere per H!It=>tto procurare perdite, di f).u_i le ripercussioni arrecherebbero anche I'Sse pregi uù.izi a li <~ :-;alute pubblic;~. Il problema che noi trattiamo oggi è (lifferente. EstiO ù d'ordine puramente fisiologico. Consiste nel clet,f'rminare la l'a;~,ion~ normale che dM(\ bastare all'organismo dell'uomo, pN' mantenersi in ista.to Q.i. salute, senza p<>ccarc nè _pc~· ecces:;o ni' per difett.o. Noi non abbiamo da })I'eoccupar ci di Rapere se necessità del mom(!Ut.o, ragioni d 'ordine materiale e mora le uwanun si che le qnant:ità .~tabilitf:' da noi non sia no rispettatp, e che si mantengano delihf'ratament;o, sia al ùi;;ot.Lo , sia al disopra. L(> nostre conclw~ioni non sono de::;ti'natf' ~o ltanto a ll'ora prPsente, e,<;se debbono avere una port,ata più !!<'nf'rale <: nssare i ctati ùetJa, scienza . . in mat,e1·ia di alimentazione. <~twsti dati 110n possono et~<~ere forniti :soltanto da l labor<:~torio, perchè c::;si debhono t.enc>r conto di Lutti i fa.tt.ori che condizionano la. vita. Per eonosc01·li nelle~ loro intierer.za. bisogna ricorl'(·re a ll' osserva;~;ione dei fenomeni sociali. N o n voglio credere alla leggenda che pa.rbb di oserei t.i eroici. i cui a.t,t,i di valore sono l'ammirazioùe del mondo intero, e i cui soldati orano nutriLi con. tma •< manciata di riso" o con un << rugno di fichi ~:~eecbi ù . :'I la f;e consideri amo gli sforzi di <'ni, nel eol'~o <lella. guerra att.m~le, si sono dimostrati capaci le truppE> delle iliver.~<· nazioni, ~;ia.mo iuclotti a concludere che : non vi è nulla. eli vero nella credenza, sec:9ndo cui questa o qt~<Ùla forma di a limentazioM costitu.irebbe il fa,ttot'('. p;.isep.zialc dc•lla rcsist.en:t.~\ fi.~ica.

La,. storia degli ~-;convolgi menti :-~ociali che hauuo agitato il monuo e d elle varie dominazioni che vt sono :mccerlute prova chr. non sia il c;MiO . di dover tener conto, comfl fattore tli dominazione e di vi ttoria, particolarità p ropr ie ~bila r.azione a li mentare dei vari popoli (compreso il valoro nutritivo in calorie). I.;o scienziato che, chiedendo al laboratorio le indicaz ioni ·che può fornir e , saprà varcarue Ja porta, per osHen·are i problemi sociali in tuthb la complessità che loro conferisce la vita. reale, si avvedÌà., per esempio, che i dati · fisiologici non bastano a spiegare il valorf' ·energetico delle truppe in can1pagna. E siste nel soldato un qualche cosa che sfugge all'analisi fisiologica e tuttavia da esso tutto il valore energetico è diretto. Nuovi problemi dunque s'imporranno. Problemi impressionanti sotto certi punti di vista.


706

' t:!ALUIEXTAZION'E DELilE TROPPE

La Kt.oria è ricca di e:>t>mpi d'uomini ~hl· hanno combattuto per :>etti· 1nan~ int~re .;.-nza, prondere. 1wr morlo di

dire, Jl(lili?tlU nutrimcnw. ~elle condizioni normali d~Ua vita occOJTI' al no~;tro organismo una certa quantità ùi calorie; non appena URf'iamo dallt> couùizioni normali (~;ebbene ciò

sembri un paradosso) ce nP abbisognano m~J.lo. 1\ello ~tato di sovraeccitamento mentale ~emhra c.be il nostro organismo f·onsnmi sè stesso e non abbia bi~;ogno d ·altro. :)i pot-r ebbe Lradurre il fatto dicendo : cbe le leggi fiRiologicbe non si appliclUlO ag-li R1ati di sovraN·dt~tmento funzionale. La guerra attuale) gut~rra àven tc cai'attere d 'immobilità, porta solo in casi ececzionali a fJUe:;ti :st~tti ùi sovraeccitazione ; donde la. necessità di una <tlimentazione ben regolata . .Ma per stabilirne le norme bisogna tenHl' conto di tutti i uat.i·1 specia.lnwnte di ([Ut>lli forniti dall'osSf'rvazione dei .fenomeni sociali, considerati al eU là dei limi ti dello spazio e del tempo. Fin da ora un gran fatto storico e mer~re dagli avvt>.nimenti d~Ua guerra, cioè che non esiste alcuna relaziont> tra il bene~xere materiale ed il caratt ere eroico di un popolo. Dott. POT'L'BVLN. - Il voto cbE' abbiamo 1.eRt.f. formulato permette la possihilit,à di attua-re, senza compromt•t-te1·e la salute e il benessere delle popolazioni, serie economif\ snUa. quantità di materie alimentari consumate norm~hhncnte. E~;so const-a ta che hL nost.ra Commissione non è in pOSf>E's:~o dei dati che ]Hmnet,tono di va.Jutare queste economie o indica che bisognerebbe cercare ili risolvere h~ que:;tione con espe.rimenti o più esat.tamente con osservazioni metodiclw. li discorso del Presidente ci dice che -per iniziativa della Società Reale di Londra, immediatameute seguita dall'Accademia dei J,ineei, è stat.o co:~tituito un Comitato Scientifico per st.udiare i -problemi relat.ivi all'alimentazione pubblica. Questo è, in qualch e modo, la rf'alizzaziont· eh· l vo!itro voto. La Società Reale di Londra, l'Acc:ademia dci Lincci e le :~oc iPtà, seient,ifìche dei Pae.si alleati, che non mancheranno di unirsi ad tW W, mett.f'ra.nno a contributo tnttt> le alte tompetenzt>- ~ ottf'rranno tutti i mezzi di azione necessari -per lo .studio intraprei'o. Pertanto a mc :<ernbra. elw la uofltra Comn1iSI'ione dovrebbP ;~,vere il ::;uo logico posto di lavm·o, a fianco di asRe e d 'accordo con es,;t>. Dalla nol'tJ·a situazionP c d<t.lla. noF>tm orga.nizzazione, noi siamo naturalmente designat.i a C.Q)';tituire un organo Cl,ntrall:l di collE'gament<>. Ora. con le attuali difficoltà. di rt'lazioni. non può esser e indifferente· post>edere tm cent.ro ove t u t.1;i i dat.i convergano e dove si }JOssa.r.1ò ot.t Pnere dh·ettamentc. Parimenti se si tratl'a di confron tare i risttlta.ti cbe, data la diver:sità clegU ambienti, devono necesRa-riamente trovarsi alle volte in contraddizione o di coordinare gli sforzi Jler port.a.rli ad un determinato scopo, il no~;tro intervento for:.e potrebbP eliminare molte ùifficollf• pratiche. Infine la st(;'ssa. composizione della. nost.ra Commissione f' l 'esperienza da essa acquistata negli studii sull'alimentazione delle trupp(;' ne d<·Yono f;m• tma utile collaboratrice. Io domando dunque alla commi,;sione, se non sa,rebbe d 'avviso di pregare il nostro Presidente di mett.ersi


707

T} ALIMENTAZIONU DET..LE TRUPPE

in rapporto con il Comitato della Società Re-ale di Londl'~ e dell'Accademia Ilei Lince-i. per vedere in quali condizioni si potrebbe fare l'unione e stabilire la oollaborazione tra quer;ti comitati e noi. BucH.ANAN, tenente colonnellò (Inghilterra).- Condivido interamente il vostro parere. Ma farò osservare che la Società R eale si occupa dell'alimentazione della. popolazione ci vile, che essa non ha se non rapporti limitati con l'esercito e che per conseguem;a le sarebbe difficile int,ra.prendere degli esperimenti dal punto di vista militare. Dott. PoTTEVIN. - Non potrebbero risultarnf' che dci vantaggir se gli esperimenti da noi proposti, in ambienti militari, p erchè pii1 facili a realizzarsi, fossero estesi anche alla popolazione civile. P&ESTDENTE. l/osservazione che ora ha fatto il dott. Pot tevin mi sembra at.'lsolutamente giust~. A me pare anche che, su le ba si di cui egli ha indicato le grandi linee, o su altre che L'esame più profondo della. questione può fornire, vi sia. interesse di ravvicinare i lavori dei Comitati Scientifici in formazione a quelli che noi cerchiamo, daJ lato. nostro già. da r'(lolti mesi. Se dunque la commissione entra in questo ordine di idee e se essa: crede che la collaborazione in questione si presenti feconda, non trascurerò nulla di ciò che può dipendere da me, perchè essa si realizzi. Mi accorgo che la proposta. incontra H generale favore e che non solleva obbiezioni. La dichiaro dttnque approvata all'unanimità. I

:-:\EGRE't'AR[.

CONGRESSI •

11 congresso di oftalmologi.a di guerra degli alleati (Parigi, marzo 1918).· Per il prof. 4ia etano Sam perl, tenente colonnello medico,

delegato del Min-istero della. gaerra..

. Sotto. l~ p residenza del generale medico ispettore Ferrier ed in presenza de1 g 1 s~eclahsti delle potenze dell'Intesa. si è riunito, il 19 marzo scorso, in Parigi,. ne1 P 1_ccolo &.nfìteatro di Val-de -Grace, il Congresso degli oculisti. Gh a:rgotnenti principali trattati sono: l ) 1 Lesioni or bito-sinusia.li di guerra- Relatore Lo'!is Vacher. li _2) ~tudio clinico e tera.peut1co dell~ scottature oculo- palpebra.li da agenti 80 d t, hquidi e gassosi. - Relatore dott. Cerise. xn d' 3) Difetti di acutezza visiva n ell'armata. - R.elatore dott. Dor, maggiore e t co di t • classe.


708

CONGRESSI

Trattandosi di argomenti della più alta importanza e di attualità, stimo ne· cessario riassumertl le relazioni e farvi seguire qualche osservazione ehe valga a mettere in rilievo le parti più salienti :

I) Lesioni orblto-sinuslali df guerr a. Il relatore, dopo aver ammesso che nel capitolo delle lesioni orbito-sinusiali di guerra debbono inglobarsi tutte le lesioni che colpiscono l'orbita insieme ad uno o più seni, divide prima queste ìesioni in penet1·anti e perforanti e poi in

feJ-ite con conser~:azione dell'occhio e clella funzione e ferite con pe·r dita del globo e della visione. Dopo ciò, egli esamina prima la natura del proiettile, (che d'ordinario risulta da scheggia di metallo, di vetro, di pietra o di legno), e poi la s ua direzione. Ma avanti di pas~are allo' studio di questa descrivto la cavità, le pareti e il contenuto dell'orbita, improntando tale descrizione a quella fatta dal Tilleaux ed a quella piu recente del Lagrange. Circa la direzione del proiettile egli distingue una direzione ante-ro-poste1-iore, una pa1·allela ed una obliqua dall'alto in basso e vicet:ersa. Per la dinzione an· tero-posteriore osserva che il proiettile può pervenire nella- profo~dità dell'orbite. senza leier~ talvolta il glol>o oculare; in tal caso esso può passare per l'angolo interno o pe~: l'angolo esterno dell'occhio. Se il proiettile, in direzione anteropo.~tiWiOl·e, colpisce la cavitll. orbitaria. in conispondeoza del suo angolo supero· interno, apre la parte inferiore del seno frontale, distrugge la puleggia del grande ohliquo e la lamina pa.piracea dell'etmoide; se la colpisce invece in cor· rispondenza dell'angolo inf'ero-interno, dopo attrave1-sata la palpebra inferiore, lede il saéco 11,\crimale, l'unguis e la lamina papiracea del l'etmoide. Nell'un caso e nell'altro, un tale proiettilt- quindi può penetrare nelle cellule etmoidali e più profondamf'nte nel seno sfenoidn.le senza ledere il bulbo. Se per converso il proiettile in tale direzione colpisce l'angolo. esterno dell'occhio, può attraversare la parete sfenoidale dell'orbita ed allogarsi nella fossa pterigo-mascellare, dopo aver fratturata lA. parete sup~t·iot·e de.l se.n o mascellr\re. Per la direzione parallela, molto variabile, il relatore osserva che il p roiettile, lanciato in questa direzione, passando dalla fossa temporale può lesionaré il • nervo ottico, penetrare nel seno sfenoidale e, se dotato di grande velocità, uscire dalla fossa temporale del l.ato opposto, dopo ayer sezionati i due nervi ottici. Circa la direzione obliqwz dall'alto in basso e viceversa, i l r&latnre osserva che quella dall'alto in basso è piu frequente e le ferite che ne risultano sono più limitate se il proiettile cnde nella parte più anteriore, per la protezione che vi esercita il bordo orbitario superiore, mentre sono più estese e più gravi, se il proiettile incid,e in un piano posteriore, perchè puÒ ledere il seno frontale, il seno mascellare ed uscir& dalla guancia. Nella direzione invece dal basso in alto il proiettile può ledere l'osso zigo· matico, penetrare nel seno mascellare, fratturare il pavimento dell'orbita e la pane anteriore del s eno frontale. Qneste lesioni sono ad ogui modo meno gravi che quelle prodotte da un proiettile eh., ba la direzione antero- pos'teriore, in cui esso il più spesso va a.d allogarsi nel cervello. Dopo ciò il relatore viene a trattare della diapnosi delle diverse lesioni e le divide per comodità diagnostica in fel'ite con o senza presenza di cor-pi est-rami ed in ferite con o senza lesione del globo oculare. Per tutte dice di essere neces· aaria la radiografia, per scoprire il corpo estraneo e loo&lizzarlo, e, per i corpi


CONGRESSI

709

minuscoli non rilevabili all'esame radiologico, l'elettro-calamita. Aggiunge che per stabilire la diagnosi si può talvolta, colle dovute precauzioni, sondare il tragitto. sebbene sia più prudente astenersene per evitare complicazioni. Passa quindi ad occuparsi del trattamento e doro avere in maniera generale accennato che occorre fiLI'e la più accurata p n l i zia. della parte lesa, e che l'acqua ossigenata va solo impiegata. per ltl irriga:~.ioi:M in superficie e non per le irrigazioni in profond ità., pe•·cbè. tnettendo essa in libertà. un gran volume di gas, può infiltrarsi attraverso Je guaine ottiche ed essere causa di complicanze rapide e serie, e dopo aver detto di astenersi in tutti i casi dal resecare lembi di cute e di congiuntiva utili alla protesi, v iene a parlare del trattamtnte dei seni lesi. Per le lesioni del seno (1·ontale cons iglia di regolarsi a seconda i casi: se la parete del seno è soltanto infossata e non vi siano complicanze endo-craniche, si deve pror.eclere al sollevamento d i essa, semprechè si sia. sicuri che la ferita. 'Don è infetta, perchè in questo caso conviene astenersi da ogni intervento per evitare l'infezione del seno ancora immune. Se la parete del seno è invece fratturata, conviene asportare le scaglie ossee libere ·e rispettare le aderenti, che permettono la ricostituzione della parete, irrigare il seno col liquido di Dakin per liberarlo da tutti i detriti e tamponarlo, ripetendo la medica tura. tutti i giorni. Se la ca,vità del seno suppura, occorre praticare il drenaggio attraverso il canale naso-frontale, che va aggredito ed a Jlarga to attraverso la lesione frontale, se vi è frattura della pMete -con perdita di sostanza ossea, od attraverso il naso se la frattura non viene nccompagnata da perdita di sostanza. ossea.. Avviene talvolt~t che il proiettile attraversi l'angolo interno dell'occhio, sollevi la b~se del naso ed apra i due seni frontali e le cellule etmoidali; in tal caso venendo hl ferita a comunicare con le fossi nasali conviene ribattere la mucosa nasale per chiudere tale comunica;~ione, salvo a procedere in secondo tempo alla plastica sulla radice del naso. Per le ferite del seno-mascellare compito principale, secondo i1 relatore, è di 1 ~s~iare intl\tto il globo oculare. se vi è modo di conservare almeno in parte la VISione, mentre il tt·attamento del seno passa in seconda l inea. Questo trattament_o consiste ad ogni morlo nel drenaggio, che va applicato s fondando la pa:rete l~terna del seno, rasente il piano nasale, in modo da. trasformare questo seno In cavità a ccessoria del naso e da rendere il suo lavaggio facile. Un seno ~a~cella.re ben drenato, oltre ad evitat·e le complicanze, permette la rapida guartglone delle lesioni delln. sua parete anteriore. · cb Pe~· l~ lesioni. delle cellule etmoidali la condotta da tenere varia. a seconda 6 c Vl Sia o no pre11enza di corpi llStranei o che vi sia o no suppurazione. Nel 0 0~: che ~enga rivelato il corpo estraneo, la sua estrazione s'impone, a meno til nou SI& piccolo e che non determini disturbi di sorta. A tale uopo è inu0 co:.o~cere che detti corpi estranei, derivanti per lo più da scoppi di granate -un u~ ICI, .Penetrano d'ordinario dall'angolo interno dell'occhio, fratturano l'osso gp ~d 11 Planwn e vanno ad allogarsi nelle cellude etmoidali posteriori. gravr , e lesioni del seno sfenoidale, che tra le lesioni orbito-sinusiali sono le più 11 <:oli c'h relatore, dopo aver ricordati i fenomeni che l'accompagnano ed i perigrafia ~:o~sono conseguire all'infezione di questo seno, dice che se la radio-dal sen r~levato la presenza di un corpo estraneo. questo deve essere estratto ·hita. ed o che ingeneri disturbi e prima che l'infezione si estenda all'orSe a le tneningi. Pe rò la radiografia non ha messo in evidenza corpi estranei e la sinusite

;i

rlllla

46

-

(;ior 1'hl

'" ~ d t nlfd•cmll »Hiilar·e- Fasr.. VII l.


710

CONGRESSI

si è prodotta per propagazione, in tal caso conviene ten tare il trattamento medico prima di ricorrere al trattamento operatorio, al quale si verrà, se dopo l'uso prolungato del cateterismo, dei lavaggi e delle iniezioni modificatrici non si è ottenu to alcun van taggio. Questo trattament o operatc>rio consiste in ogot modo nella asportazione della pal·ete anteriore del seno e nel drenaggio consecutivo. L'operazione molto . deli· cata deve però essere prat icata da un provetto rinologo, percbè l'inesperto determinerebbe facilmente la frattura della lamina cribrosa dell'etmoide e della parete superiore del seno sfenoidale colle conseguenti gravi complicanze cere· bra! i. L'intervento potrebbe essere fatto per la via delle narici ovvero della boeca, previa scollamento del labbro superiore; il relatore c rede però preferibile aprirsi una breccia attraverso la base del naso, con la resezione dell'apofisi montslnte del mascellnre superiore e delle ossa proprie del naso, perchè in tal modo ~i viene a mettere allo scoperto.]a parte ed a raggjungere il seno dopo la abla· zione del cornetto medio. Per tutti questi casi in cui, oltre alla lesione dell'orbita vi è quella della pa· rete dei seni, il rolatore, giustamente ritiene, che l'oculista. deve avere presso di sè un oto-rino-laringoiatt·a, che è necessario per formulare un' esatta diagnosi quando il proiettile ba trapassato i limiti dell'orbita. Per tale ragione egli ha sempre insi~tito perchè i reparti delle due specia· lità stessero nellQ stesso ospednlo per aiutarsi a vicenda e per passare a second11 i casi l'ammalato da un reparto all'altro. Secondo lui, se le les ioni oculo-orbi· tarie sono più gra"ri, l'oculista deve tenere per sè il ferito domandando l'aiuto d6ll'otorinolaringoiatra per c iò che riguarda il seno leso, e trasfe1·irlo n el r epurto

di questi non appena la le!lione oculare lo permetta. Se invece sono più iml>or· tanti le lesioni dei seni, in tal caso l'infermo deve essere inviato al rinologo, che viene aiutato dall'oculist,a per ciò che riguarda l'occhio ecl i l cavo orbita· rio. In mancanza del rinologo è necessario che l'oculista s'improvvisi tale, ed & per ciò che egli deve avere famigliarità con le lesioni di questi sen i, la cui suppumzione potrebbe venir confus8. col flemmone dell'orbita. Evidentemente la parte ultima della. relazione è la. più importante, perchè mette in evidenza. quella necessaria cooperazione che deve esistere tra l'oculista ed il rinologo in guerra, senza. della quale il trattamento delle ferite or bito-sinu· siali non può essere sempre appropriato. Se le due specialità possono, malgrado i loro intimi legami, esercitarsi distintamente nelle condizioni ordinarie della vita ci vile, non ugualmente può dirsi in guerra quando un p roietti le non può colpire l'orbita senza oltrepassarne i limiti e ledere almeno le pareti delle cavità e dei seni limitrofi, che, come è noto, a ppartengono a ll' oto•rinolaringoia.tria. · Delle quattro par&t i dell'orbita diffatti, la superiore, limit11. in parte il seno fron tale, l'in(eri01·e forma la volta del seno mascellare, l'interna limita. in avanti il cavo nasale ed indietro più profondamente il seno etmoidale e sfenoidale. Date queste condizioni auat omiche, non è chi non veda l a necessità per l'oculista di avere almeno presso di s è uu otorinolaringoiatra che lo aiuti nelln. diagnosi e nel consecutivo i rattameuto nei casi frequentissimi in cui il proiettile oltrepas· sando i limiti dell'orbita ha invaso una delle caviti~ limitrofe. L'idea del relatore che i du e repart i debbono essere impian tati nello stesso ospedale per ai utarsi a vicenda fu •Ìa me messa in pratica quando, nel maggio 19lllt assuns i la direzione dell'ospedAle da campo 234 in San Giorgio di Nogaro, e com· presi~come fosse indispensabile l'intima cooperazione tra le due specialità.

' l

l


CONGRESSI

711

L'ùspedale, a cui consacrai tutte le mie energie ed il mio entusiasmo, ebbe perciò i due reparti attigui l'uno all'altro ed il lavoro compiuto da essi fu della più grande importanza. Forniti di adatti mezzi e di specialisti di valore, i due reparti assursero presto a reparti di consulenza per tÙtta la ... armata ed ivi"per lungo tempo confluirono i più gravi feriti dell'orbita e dei seni. Tali feriti venivano il piu spesso inviati al reparto oftalmico da me diretto, ma non appena essi erano riconosciuti affetti da lesioni orbito-sinusiali, venivano trasferti in un piccolo reparto chirurgico, comune alle due specialitil ed attiguo 11.1 reparto operatorio, d.ove ricevevano ad un tempo la cura dei singoli specialisti. Fu così che numerosi feriti per lesioni oculo-orbitarie con partecipazione dei seni, ebbero l'assistenza eontem-· poranea dell'oculista e del rinolog<t, con qunnto vantaggio per essi è inutilé dirsi. G' interventi sui seni, prima o dopo la. cura oculare, fu1·ono perciò numerosi, e feriti che erano venuti con empiema del seno mascellare, con apertura di questi seni e delle fosse nasali. e quindi enormemente deformati, ne poterono uscire favorevolmente trasformati mediante le sapienti cure prodigate. Un servizio di tal genere fu possibile perchè il reparto oto-rino-laringoiatrico ebbe la ventura di essere diretto prima dal prof. Deodato De Carli e· poi dal prof. Salvatore Oitelli, due uomini d' indiscucso valore, non eh è operatori arditi e di vaglia. Diversamente non s arebbe ::~tato possibile procedere ad ·operazioni delicate, quali furono quelle intraprese in molti di tali casi. Ciò che fu tatto allora nella .. . artnata dovrebbe ~:ssere imitato anche altrove, o-ltre che pflr il retto funzionamento del servizio delle due specialità anche per il bene di tutti colot·o che sono affe~ti dn terite dell'orbita e dei seni. 2) Stud io clhùco !' tora.pe utir-11 s ulle scottature ocnlo-pal)lehra li di gu~~rra da ageuti solidi, llquicli e g as!losi. Il re!a.tore dice che le scottature oculo-palpebrali, rare nella pratica civile, si sono fatte sempre più frequen\.i in g"uerra por opera dei Tedel)chi, che hn.nno ricor~<o a tutti i mezzi contro gli avvE-rsari, ed aggiunge che vi. danno anche un buon contributo gli operai dei polvenfi.::i e degli arsenali per l'azione delle !:OStanze che sono cos tretti a manipolare. Premesso ciò, egli dis tingue tutti gli agenti capaci di d eterminare tali scottature in solidi, liquidi e gassosi. Tra g li agenti solidi;egli mette i pe;.zi di obici, aventi d ebole potere penetrante e quindi azione prevalentemente cA lorifera ed i fra?nmenti di melenite. Tra gli agenti liquidi pone più specialmente l'acido solforico, nonchè l'alcool, e l'etere molto usati nelle industrie di guerra. Tra gli agenti gassosi infine pone quelli che agiscono te1·mica1nente per proiezione, quali ad esempio le fiamme di esplosivi, di polvere' pirica, di bombe incendiarie, di granate a nafta. e quelli che agiscono chimicamente, qun.lL gli attuali gl\8 usati in· guerra come mezzi offensivi. Di questi ultimi egli ne distingue tre · specie: gas atlfi,ssianti, gas lacrimo.qeni e gas ve.~cicato1·i, detti qnche gas mostm·da per il forte odore di senape che danno. I primi sono poco nocivi per l'occhio. ma molto temibili invece per l'apparato respiratorio; i secondi hanno poca azione sulle vie res piratorie e sull'organismo in genere ma sono dannosi per l'azione irrita nte che esercitano sull'occhio e per la conseguente messa fuori combattimento degli individui; gli ultimi sono ancora più temibili, sia per i gravi disturbi che p rovocano sull'apparecchio respiratorio, che per l'azione vescicatoria che esercitano sulla. cute e sull'occhio. I primi due gas (asfissianti e lacrimogeni) agiscono bene con l'aria seeca; gli ultimi invece hanno bisogno dell'aria umida.


71~ Del~o ciò, ·il

relatore passa. allo studio clinico delle srott ature provocate da lluesti agen ti e le dist ingue in scotfat~tre oculo-palpebralì da agenti calo1·i{eri, da age•~ti chimici e da agenti gassosi. A) CJROA LE SCOTTATURE DA AGE~Tl CA l.ORit'ERI (prodott i da gas sopra.riscaJda.Li, esplosion i di munizioni e liquidi infiammati) dice Ghe per esse vale la classifica generale di scottatttre di / 0 grad() od epide?·miche: eli 2o g1·ado o der111iclle e di ao g1·ado o soltode?·miclle. Qualunqu-e sia il grado della scottatura, esi ... te però u n 'integrità relativa dell'apparecchio oculare in confronto alla estensione egrav ità. delle scottature perioculari. il c he è attribuito dal relatore al rapido ed istintivo riflesso palpebrale, ch e p•·otegge l 'organo della visione. Il relatore pas-<a quindi ad esaminare le scottatnre dei tegumenli oculo J>lllpe· brnli e quelle del globo oc1J.lare prodotti sempre dagli agenti caloriferi . Per. tale e;;ame egli distingue le scottature clei tegummti in leggc'l'(', meclie e gl'a-vi, corri spondenti del resto alla vecchia cl:tsRifir.st. di scottatu re di 1o, 2" e 8° grado accennata sopra. I segni di tali scottaturt> non uanno uiente d i particolA-re in qu<>-<tR r egione; è da not lHe solo che la protezione istintiva fatta con le mani rende la t·egione oculare meno lesa che il resto della facci:\, mentre le r etrazioni consecutive a distanza lasciano qui come conseguenza deformazioni più gravi dal punto d i vista funzionale (ectropion, simblet'A.ron, lltresia dei punti lacrimali, ecc), Le conseguenze sono meno gravi qua n do t: ustionata. la sola palpebra inferiore, perl' bé la superi ore rimasta integra può proteggere il bulbo durante il sonno. Per le scott11ture del globo oculare il relntore considera separatamente quelle della conghmtiua, della. scle1·a e della Co1·711'a. Psr quelle della co11gi1mli vo, distingue -easi le!JQfri e casi ,<;1·ad. Nei primi la mucosa è. iniettata e chemotica, mentre nei secondi vi so no delle vere flittene, chemo-;i ~elatinosa con sgorgo di liquido siero-sau~u igno e talvolta delle plnccb~ grigie, che elirninanrlosi danno conseguentemente luo~o alla retra?.ione delle parti soLtostauti ed al consecutivo simbl~­ faron . Pe·l' qul'l/e della scle?·otica, il rellltore dice che e:;se sono localizzate nella sezione con·ispondente allll rima palpebrale ed hnnno di caratteristico, oltre alla ischemia della parte lesa, che spicca ~ul resto della congiunti va iperemica, la formazione di pla.cehe disseminMe il piu spesso di piccole emorragie episclerali. L e scottature della scl(' rotica sono pe rò raramente profonde e loro complic~tnzn frequente è lrt produzione_ di Stllfi lomi !'e1· la cornea, il r elatore divide tali scottatur e, C'.ome quelle della congiunti\~a. in leggere e grm:i. Le lt~!J.qere appaiono in form a di chiazze biancastre, leggermente sollevato e con infiltrazione più o meuo profonda; mentre le gnJ:t•i :<i presentano di una tinta bianco-porcellana e C\Ontra•·i;~mAnte alle prime la riparaz•one in esse è lenta e re.:~idua sempre un leucoma più o meno denso. Sulle scottature corneali dice infine cbe la seusibilit!t è quella che guida alla progno11i, sensibilità c-.be risulta abolita nei casi piu gravi /J) C I HCA Llll l-;l'01"l'A'l'lllth: DA AGENTI CUUIIC l il reJatore divide tali agenti in solidi e li']ttidi e le lesioni che determinano in leg!Je?·e e g•·avi. Di ta l i scottature egli considera solo i tre tipi pit't frequentemente osservati e cioè: le scottatul'e da mP/enite, da acido sol{o?·ico e da. alcool ed ele?·e. P e.r l e scottature da melenile pa•·ht ùi forme lryge•·e e forme g1·avi. X elle prime, che si hanno q ullndo i l frammento di meloni te viene rapidam tln te nsportR.to, i fenomeni s i riducono ai lievi fatti .i' iperemia della congiuntiva e d'iufiltrazione della cornea, i quali I'Co•nplliono C<;lm pletl\mente io capo ad otto giorni. Nelle seconde, che si avver:tno in vece qua:1do il frammento è rimast o a lungo nell'occ hio


CON9UES:>I

713

od è stato frantumato n ei tentativi d'asportazione ovvero seomposto per l'uso dei lavaggi, si manifestano s intomi impone nti, quali : edema e spas mo delle palpebre, scottature dei tegumenti, placche iticbemiche n ella congiuntiva, inf:ìltra.zion e ed intorbidamento pr ofondo d ella cornea, produzione d i escare e formazione successiva di cicatrici e di leucomi. La prognosi è per ciò in ques ti casi grave. Pe1·lescottatm·e da acido liOl(orico il re la t or e non d ice niente di nuo vo, essendo tali scottature note. L'acido solforico, dove tocca. determina lesio ui fatali con la produ zione successiva di cicatr ici e di dcfor m11zioni . A.nclae io qu est i casi l'esame dell ll sen sibiJità de lla. corneR è quella che gnida a ll~t progJ1osi, che è sempreriservntl! . f'er lf' ycotlatun da alcool ed elere, mol to t'req uen ti nei poi veri fici, il re latore os:;erva ch e essi determinano in piccolo i medesim i fenomeni dei gas lllcrimoge ni: e cioè iperemia., lacrim azione e fotofobia. \'i si accompagna qualche volta un rnggrinzamento dell'epitelio, ins ieme ad llll intorbidaroento s uper liciale della cornea nou sta b i le. ma fugace. C) CrncA L~ SCOT'fATL;HF. DA AGE:o;TI GA S~•-'Sl il re laton~ rileva prima che esqe ric h iamaron o l'attenzion e dei meùi ~ i solo dopo l'uso delh1 prim itive masche re, q uando cioè, provvedentlosi alla protPzioue dl\l solo ap pRrecchio res piratorio, furono scongiurati i t enomen i g r a vi di lesio ni pol monari e d'i n tossicllzione getaernle, ma non quelli oculari per l'occhio rimas to sco perto i e nota poi che dei t re ge1•er i dì gas: a-sfissianti, lac1·imoy~ll i e re:.:cicutori !<olo quest' ultim i determinano les ioni profonde, a.ven t i l'a ~petto di '' er e scottature. mentrA gl i altri non dn nn o che fenom eni irritativi, qua le: pizzicore, bruciore intenso, lacri mar.i~> ne e hlefa.rospasmo, ch e per i gas lacrimogeni è poi talmeu~ invi nciloi le da n eceHsitnre per i colpiti una guida che li c onduc1~ v ia per. snlva.rli. Le I!Cottatun da yas rescicatori si posso no riscont.rarP nei le!JII11tPnti, n ella conyinntiva. nell'episcle1·a e DPII& co·mea. N ei tegumenti presentano le cara tteristich e d elle ;;cottature leggiere, con produzione di fl ittene cbe guariscono senza traccia o la!'lciando tlitto al più uni\ pigmentazione dell a parte. Nella congitmti•·a determinano: chemos i, u on c hè de lle chia zze grigiastre localizzate, ora nella congiuntiva bulbare, orn su que lla del cui d i sacco in feri ore. Nell 'episclet·a. in CHSO eli lesioni più profonde, da nno luogo a dilatazione d el l'eticolo epi~clerale, che ri salta s otto la congiuntiva soprastante, che viene resa me no mobile e di un col01·e bianco grigiastro. Nella C01'1tl!a i fenomeni variano dalla semplice alteraz ioue d ell'epitelio, che ripara r a.pidameute, alle ulcea·azioni più o meno p rofonde, che !'ono di preferenza marginali l fatti iride i r iscontrati d a tal uno sono st ati riconosciuti sempre secondari alle lesiona superficial i L'et;oluzione di tntte queste lesioni è, secondo il 1·elatore, rapida: le lesioni blefaro- congiuntivali rap idamente si attenuano; le corneali scompaiono, mentre i di.~ tu rbi funzion ali, q llii li la fotofo bia e la lac rimaz ione persistono più A. lungo. La d i minuzion e della visione allegata da taluno è dovuta più alla persis tenza di q ue;~ti distu rbi che a ve re lesioni organiche La dnrata varia a secon da i casi : nella fonna benigna (10·15 p 100 dei casi) cl& 10 a 15 giorn i i n ella fo,·ma media, c aratt erizzata da edema palpebrale, lacrimazione, ìesioni corn eali fugaci , ed iper emia d e ll'i r ide (80 p. 100 dei cnsi) da 5·6 set timane; m entre nella forma grat:e, c on u l cer azion i corneali e loro complicanze (8 -5 p. 100 dei casi) i colpiti rimangono vittime del loro !"tato generale grave. L a prognosi è benigna nella grande maggiorA.nz:a dei casi. l l r elatore fa in ultimo uno studio terapeutico per tutte q v est e les ioni e distingue per ciò un trattamento immtdiato, un trattam ento prima1·io ed uno' secondario. l i trattamento immediato ~aria a seconda dei ,·ari a genti e consir;te :


714

CONG RESSI

Pe1· gli agenti chimici solidi, quali la melenite, nel togliere i frammenti subito senza l'uso di lavaggi; per gli agenti chimi ci liquidi, quali l'acido solforico, nella· Yaggio con acqua. leggermente basica; pe·r gli agenti gassosi, a seconda dei vari gas e cioè: n e- l lavaggio con soluzione d'iposolfìto di soda pori gas e~o.·ati ; nel lavaggio con siero fisiologico per i gas lacrimogeni e nel lavaggio con soluzioni alcaline (bi· earbonato di sodio ~r. 20, siero al 14 p. 1000 gr, 1000) per i gas vescicatori. Il trattamento primm·io, che segue a quello immediato, si prefigge di calmare il dolore, d i prevenire l'infezi,one e di accelerare la cicatrizzazione. A tal uopo il rt latore consiglia come prima cosa , nelle scottature dei tegumenti, l'apJ•Iica· zione dt~lla medicatura umida, pe rch~ quella secca irriterebbe, medicatura. che va fatta con la soluzione fisiologica al 7 p. 1000 Se s1 sviluppano in ~eguito delle flittene, es$e debbono essere s vuotate. Se la scottatura è profonda e vi siano la· ' einie di lembi epidermici, esse debbono essere prima dl ogni cosa escisse per evitare che divenqano nidi d'infezione, e poi si applichorà l'mnòrina, che per essere una mescolanza di cera e di resina funziona da eorpo isolante, attenua per ciò il dolore ed a~· via ad una rapida cicatrizzazione. Per tale a pplicazione si fa. fondere l'altl.brina a bagnomaria e me1·cè l'aiuto. di un pennello s i applie& nlllla parte, incorporandovi dei sottili stt-a.ti di cotone idrofilo. L a prima medicatura con l'amb1·ina si f~ dopo 24 ore almeno dall'accidente primitivo e le successive ogni due o tre giorni. Nelle sr.ottature sporche od infette il relatore consiglia, prima dell'uso dell'autln·ina, di mantenere per qualche giorno !~t medicatura umida, rin· . novandola. due volte al gio rno, per da r tempo ai corpi estranei di eliminars i. Cont1·o le scottalu,·e della congiuntiva , i l relato re consiglia. la cocaina associata alla vaselina (coca ina 0.10, vaselina 10). Contro le erosio'lli co1·nea/i in genere , il relatore cons iglia l'uso dellu cocaina, dell'atropina e In medicatura occlu!"iva. Tn questi casi all'H6tel Dieu è usata con successo la clo,·awina, al 2 p. 100 in· corporata i n gelatina. Il trattamento sec<rndario non differisce da quello che si usa comunemente per gli esiti delle scottature in genere, e consiste anche qui quindi nell'uso dei t1·a· pianti e degli innesti cutan!3i. L o studio clinico e terapeutico presentato dal 'relatore sulle scottature oeulopalpebra.li da agenti gassosi è cosi completo che nulla o quasi vi si può aggiun· g ere al riguardo. La. nostra rratica conferma, per ciò che concern~ più specialmente i gas t:escicatori, gas 'mostarda o gas !JPI'ite dei Francesi, ciò che il relatore ha detto circa le prime manifestazioni, gli effetti consecutivi, la durata e la prognosi d e lle lesioni da essi prodotte. In sostanz11, secondo la e!'<perien?.a nostra e quella degli alleati, i gas asfi!!sianti non sono nocivi per l'occhio: i lacrimogeni danno feno· meni puramente irritanti ., passeggeri; mentre i vest:icato1'i sono quelli che de· tet·roinano alterazioni più profonde. Secondo le osservaz;iooi fatte, la percentuale delle lesioni oculari d a gas ve· scicatori 1 resso di noi è stata del 91 P: 100. Di essi però un terzo circa ha. rag· giunto il proprio corpo in. meno di una settim11nn, mentre gli altri s ono guariti in un periodo variabile d a uno a tre mesi. L'esito letkle si è avuto solo nell' 1.118 p. 100 dei casi, ed è stflto determinato da lesioni polmonari gl·avi o cutanee estese, ma mai da quelle oculari. Dalle medesime osservazioni è risultato che l'occhio, a. complt>ta guarigione, conserva sempre la sua integrità anatomicll e funzionale e che i casi di allegata. diminuita visione permanente non sono che il prodotto di vizi di refra.zione o di altre anomalie ed alterazioni preesistenti e m ai dell'yprite.


716

CONGR ESSI

Le osse•·vazioni circa le lesioni cutanee determi na te dall'yprite sulle palpe bre, come altrove, hanno trovato la piena conferma nell'esperimento al quale si è volont.ariamente prestato un ufficiale ( 1). Previa l'applicazione d i una poniata all'amiduro di mercurio e di a cido picri co, s i è d istesa una goccia d'y pri te sulla cute del dorso d i una mano e ~ i si è las ciata as ciugare soprn. U n'ora dopo dal1'applicar.ione si è manifestato un intenso prw·ito loca le a cui è seguito, dopo due ore, forte b 1-uciore con comparsa di un p omfo ortica?·iale an~>mico, d ella Ja.r.ghezza ùi una m oneta d<t u n soldo, ci rcouda'to Ù<l uno scarso a lone eritemntoso infia mmatorio. .Dopo 24 ore al pomf'ò si è sostituita un'egua le zona di cute anemica circondata da un cerci ne so prneleva to, di colore biancastro, di aspet to vescicoloso ma d u ro e contornato del solito alone er ite matoso. Nei t re gio rni seguenti il ce •·c ine, allargandosi progressivamente, assumev:t i cara tteri di un gro~so anello bo l loso, come s i vede dalle du6 fotografie ripor ta te pi ù sotto ed ~segui te: l' una il IO gi ugno J9 18 e l'alt ra due giorn i dopo (vedi fig g . I e II ).

. - . ·----- ... ... .. .., ~

l

l~ (}

-

·

('

1

40\11)

_...

l $.-;·

.. ..•

·:..'·

IL; l

.ll l

'

.,

._,..

..

·l

t

~--

... ,.. l

-·

_, ..,..-

Al q uinto e ses to giorno, la zona cut anea delimitata dalla lesione bollosa ripren deva il colorito quas i norma le, nouchè la s ensibilità tattile e dolorifica 11 decorso della fl ittena è s tato identico de l resto a quello d i qualunq ue vescicazione supedìcia le de lla cute, con tenden za >< uccessiva ad a fflosciarsi ed opacars i. La vescica a perta al 7° giorno. dall'appli cazione dell'yprite, diede luogo a fuoriuscita di un liquido sieroso citrino ed alla comparsa del sottostante dermll> l iscio, ros eo, no·n eroso profondamente. Mediante una medicatura protett iva in primo tempo e l'applicazione s ucces!iiva d'impacchi quotidiani con una soluzione di ace tato di alluminio a.! 20 p. !Ou s i è otte nuta la rapida riparazione della ( l ) L'e~>pe ri t·n za è si''' '' fo 1( Il dal l <•ll t •ut e 11i<'cl ic o Cn sl t•lln ll i d utt. L Men z•• r !'u~st·r· · v mo:i""'' dn l <:>t p i t ll.Hli nwclicn l3< • tl t'~t· lln d ot t. Din.o. ,


716

COKGRE::3SI

-

lesione ai cui posto :n on è residua.ta nè cicatri.ce. nè pigmentazione alcuna. L'esperienza poi. praticata con una piccola quantità di siero estratto dalla bolla nelle prime 24 ore, e spalmata nella mano di un e.ltroi ha. determinato solo un fugacissimo eritema pruriginoso scomparso dopo 2-1. ore. Al trattament.> consigliato dal relatore noi quindi ci permettiamo aggiungere l'uso degli impacchi con acetato di alluminio al 20 p. 100 che ha dato ottimi risultati. 3) Dlreuo dJ acutezza visha nell'armata.

Prima di esporre le idee del relatore, è b\ne fare un breve cenno sulle prin· ci pali disposizioni contenute nell'Elenco francese, attualmente in vigore, senza di che l'argomento potrebbe riuscire in qualche parte oscuro. In Francia, come da noi, si distingue un servizio m·mato ed un servizio ausiliario: quest'ultimo poi con la legge Mourier, del 10 agosto !S17, è star~o suddi· viso a sua vvlta in se·t'vizio ausiliario aUe ar?ni e BC1"1iizio ausiliario aU'intenw.

Fig. Il.

Queste due categorie di servizi vennero stabiliti dalla. legge suddetta, dopo che le ultime modificazioni all'Elenco delle imperfezioni ed infermità erano già in applicazione; sicchè i n mancanza delle relative disposizioni che l'eleDco stesso avrebbe dovuto contenere se fosse stato modificato dopo la legge .Mourier, il giudizio in molti casi rimane affidato all'arbitrio del medico. Era necessario dir ciò prima di citare le disposizioni dell'Elenco, perchè diversamente non si compren· darebbe come in esse si parli sempre di servizio ausiliario , senza far m!U cenno delle due categorie in cui è stato suddiviso. Nell'elenco francese adunque la t'it<ione prescritta per la idoneità al servizio s.rmato è di 1/2 in un occhio ed l 2U (un ventesimo) nell'altro ; mentre che per il eervizio ausiliario è prescritta la visione ùi un quarto da un occhio ed iofe· ri<>re ad un ventesim·o dall'altro. I monocoli quindi, semprechè possano essere


CONGRESSr

717

provvisti di protesi oculare ed abbiano la visione di un q uarto da parte dell'occhio rimasto, sono mantenuti nel servizio ausiliario. Rimangono esclusi da questo, come da qualsiasi altro servizio, quei monocoli in cui la perdita dell'occhio è dovuta à cause di servizio, le quali danno loro diritto invece al doppio beneficio della ri t'orma e della pensione. La miopia, se uguale od inferiore alle 8 diottrie, è compatibile col servizio armato; se superiore, motiva. invece l'assegnazione al ser·vizio ausiliario. e ciò semprechè il ··isus, a refrazione corretta, sia nei limiti stabiliti per l'uno o per l'altro dei servizi. L'ipe1·rnetropia e l'astigmatismo, semplice o complic..to ad a ltro vizio di refrazione, comportn.no il servizio armato od il ser vizio nu!:liliario a seconda c he con le lenti corre ttive si ottenga la visione prescritta per. l'uno o per l 'altro dei serv.i,zi, Per il :;i mblefaron, ect·ropion, entTopion, trichiasi, ptosi, e la!JO(talmo esistcno ad un dipresso lA stesse disposizioni che nel nostro elen.:o. Le blefariti ribelli ed il ble(a1·ospaiimo sono causa di ina bilità tempora.nea. L'epiforiJ. lieve e la dacriocistite non suppu1·ata sono compatibili ~ol sen•izio armato; l'epi(ora grave e la clac1·iocislite non s"ppw·ata possono in ve~e moti v are la inabilità temporanea. Le congiuntiviti croniche ribelli ed in particolare il tracoma, a causa della sua contagiosità, sono causa. di riforma. L e congiuntiviti ucute o croniche meno gra1;i, più suscettibili d i guarigione. motivano invece l'inabilità temporanea. P er lo pte1·igio esiste la stessa disposizione che nel nostro elenco. Per le affezioni della contea, scle?·otica, i ride, cOTOide e cri:;tallino, viene sta· bilita come regola che se l'a:fftlzione è in evoluzione. motiva l'in abilità temporanea: men tre che se è compl etamente evoluta, dà. luogo all'idoneità. per il s ervizio a.rroa"to od a usi lia.rio, ovvero alla rifo~mH., a seconda che la visione è nei limiti stabiliti pe~ i detti servizi od inferiore. La afachia, anche se con buona visione, è sempre incompatibile col servi.zio armato. La 1·etin.ite pigrnentosa con restringimento notevole del campo visivo, l'em eralopia, gli scollamenl.i ret~niei attlichi e le d iverse at?·ofie del nervo ottico, se estesa a.i due occhi, portano seco la. riforma. Lo strnbismo (unzio1~al& pa1·alitico, sen1,a diplopia, dà luogo al servizio ar·mato od a quello ausiliario, a seconda de l grado di diminuzione dell'a<".utezza visiva. S e la paralisi ocularE' è a ccompagnata invece da dip·lopia ed è quindi ancora in evoluzione, porta con sè l'inabil ità temporanea. Anche il nisl.agm o viene giudicato in base alla semplice visione. Ciò preme$SO, passiamo a ria:lSumere senz'altro la rela zione fatta dal mag· giore medico Dor alla so~ietà di oftalmologia di Parigi. Il relatore crede a nzitutto opportuno per semplicità di lingua~gle d i servi r;:i della. espressione disopsia per indicare tutti i difetti di ac utezza v isi va, q n al unque ne sia. la. causa, e per non sollevare poi la questione, se i limiti segnati dal· l'Elenc o in vigore siano o no ammissibili, accetta. senz' altro le mis ure s tabilite. Malgrado cjò egli parò non ammette una assimilazione assoluta tra la visione nulla e la vis ione inferiore ad un ventesimo, assimilazionlj accettabile s olo da.l punto di vista della pens ione per le lesioni r iportate i n guerra. Per lui una


71 8

COSGRE!=òSI

distinzione tra i due cast e n ecessaria, poiche, se la riduz ione della visione centrale al disotto di un ven tesimo fa classificare questi uomini tra. gli idonei al servizio ausil iario, la c•m servnzione del campo visivo ne pe rmette però l' asseg nazione al servizio ausilia r io alle 11.rro i, servizio al quale i monoculi non sembrano atl'ntto adatti. A coloro poi r.he avrebbero voluto per il serviz io ausiliario alle armi la m ede· simf~ vis ione che per il servizio armato. il relatore risponde ch e con t ale pro· po<;ta, essi confe,;sano di non at"er mai fatto servi;-.io n e lla zona d'operazione e di non aver e n eanche l'iri ea della di~organi?.Za?.ione cLe si porterebbe ai servizi, se t.:lli no rme dovessero ,,enire npplic:•te ] l t·elatore pas~'' quindi a trl'lttare della miopia, ed avendo accettati i limiti stniJiliti dall'Eienr-o, tnno• e la questione !'C l'assognar.ione ai ,;ervizi ausiliari spPtta ai m io pi binoculari con più tli 8 diott ri e lli miopia soltan to, ovv~>ro se spl'lta anch e a coloro che hanno u na tale miopil'l in un solo oc<'hio, ed egli prospetta al ri guardo gradi diversi di anisometropia con e;;empi diversi: se ad e· s~utpio si ha - o dn un IMo e 10 dall'al t ro, la que,tione secondo il relatore, ch e ri fl ette l'opinione della maggioranza, . va valu tata nel SAnso llell' idoneità. al sen· i~io anuato, poicltè. secondo lui, con una lente n ega~iva di 8 diottrie ai due ocr h i, l'armtezza visi v!~ dcll'orch io maggiormente m iope s nrit sempre superiore ad un ventesimo. ::ìe ln anisometropia è in\·ece mnggiore e si ha, nd esempio,- 8 da un l nto e- 16 dalraltro, l'opinione predominante, r iferita dal ·r e];uore, ò rli saggiare la \~isione C<)ll lente negativa di 8 diottde applicata ai d ue occhi e di a ssegnare al ,;erd:r.io 1t1·mato coloro soltn.nto cl1e risnltano fWere la visione di u n mezzo da un lato ed uu vent ec;imo dall'altro. Nel ca::;o infine che vi sia em metropia da uo Jato e tlliopia di 8 diottrie d all'altro, siccome nell'occhio miope si avrebbe una visione inferiore ad un ven tesimo senza correzione (che n on sa rebbe del r e,;to sopportata), il r e l:ttore non ritiene giusto per questo as>:egnare costui al servizio aus iliario, mentr e ~i U'>!'lcgna t~ l servizio armato chi ha una miopia di S diotLrie da un lato e 10 dall·rdtro e crede più equo provvedere l'individuo di tln" \cut e - 8 per l'occhio miope (se con questa risulta u na v isione di almeno 1{21\), lente che egli può usare nel caso c be l'occhio erumetropc venga colpito e dichiararlo senz'nltro irloneo al servizio Hmato. P er nnn miopia mouoculare maggiore (•)S'!cndo l'al t ro occhio emmetrope) il rclatore è d'a,·viso che l'iudivi · duo debba asflegn:n_..i al serv ill iO aus iliario. P er ciò che r igua.rdtl la miopi1.1 complicala ad asl igmati!fliiO, il relatore, dopo n V!'r ri t'eri to le d i vers e opi n io n i. accetta quella della maggioranza. degli inter pellati, ch e voneb bero il servi7.io armato uei soli casi in cu i il m erid iano più m io pe non sorpa.s~i le 11 diottrie; il che de l resto è appoggiato dal fatto che nei ca s i in cui la miopi a. di questo meridiano sorpassi le 11 diottrie, raramente la v isioue raggiunge il 112 pre;;critto. Il r elatore passa quindi a tratt~tre della afacl!ia mon oculm·e c, dice al riguarclo che la questione P. identic•a a qu f' lla della miopi a tnoooculare e pensa perciò, con la maggioranza. che l'afnch ico monoculn•·e possa essere assegnato al servizio armato JJrovvisto di \111!1 le nte da por ta re in caso di t;ecessità, e ciò semprecbè racutezza visiva da parte di qu e~t'occhi o raggiunga. con In correzione, almeno un vAntesi mo Qualcuno avrebbe voluto l'asc;egoazione ai servizi s edentari degli afachiei monoculari , di venuti tali per cause di servizio : m11 il relatore uou e di questo parere, percha non intende eonfon-iere una questione di atti tu dine con u na questione di s entimento.


l CONGRESSI

719

Circa l'iper metropia e ]'astigmatistno ipermetropico di alto grado, il relatore accetta l'opinione della maggioranza dei colleghi da lui interpellati, opinione -che formula. n e l modo seguente: l'ipermetropia s uper iore alle 6 diottrie e l'astigmatisma ipe r metropico superiore a 4 d iottrie porta con sè il servizio ausiliario. Al d i l à dei 40 anni. questi limiti debbono essere abbassati di 4 diottrie per l'iper metr o pia. Dopo ciò i l relatore vie ne a. discutere dell'attitttdine degli ausiliari a Se1't! Ì1'tl alle armi e d i ce che la di:stinzione fatta dalla legge Mourier di a?lsiliari idonei ed inadatti alle a?'lni è necessaria in qu1mto esiste realmente una differenzn tra il servizio ausiliario alle nrmi e quello all' in.tcrno; giacchi>, · senza tene re conto dell'insonnia per l'incurs ioni aeroplaniche, gli ausiliari alle armi sono 'Soggetti .ai per icoli dei tiri di cannone di lunga portata, a quelli degli irrcendi causati dalle b ombe incendiarie. cd a 'quelli dei gas, pericoli ai quali gli ausiliari all'•nterno non s ono sottoposti. Ammessa perciò la necessità della distinzione e dato che al riguardo non esistono istruzioni speciali, il relatore, ad evit.are difformità di ved ute, p1·opone che per la miopia binoculare il limite pel servizio ausiliario al!e armi sia portato a 12 diottrie e ·che per quelli ltlonoculari sia adottato lo ste~so limite di 12 diottrie, _purcb è, a refrazione corretta, si ottenga da q ues t'occb io almeno un vent.esi'mo di visione. I miopi binoculari e m onoculari, che sorpaRsano questo limi te o cb e non raggiungono il miniruo di 1/20 di visione dn un occJiio, come .pure i monoculi ed assimilati, d e bbono invece, secondo il relatore, assegnarsi al servizio ausiliario all'i n te rno. G Ii ausilia ?'i id()ne i alle t.wmi sarebbero i noit1·e, secondo le disposizioni in vigor·e, idonei anche al t;C?'Vizio automobilistico ; mru il relntore osserva ch e gli au tomobilis t i della zona d 'azione, oltre ad essere es posti agli 11.ttacc hi da parte degli aeropla.n i, debbono effet tuare il loro ~ervizio di notte in vie spesso devastate dai bor:n.bardamenti, ragione per cui debbono anche per il servizio a..utomobili~tico stabilirs i le due c ategorie. Se un conducente abile può difatti condurre la IQa r.ch ioa di giorno per una via buona, anche se egli dis pone di u na vi' sione ugÙale al l /4 da un occhio ed un ventesi mo dall'altro, non lo può di notte ed io zo n a battuta, se non ha un campo visivo normale, qualunque s ia la s ua visione. Alcuni avt·ebbero vol uto per questi cond ucen.t i una visionE> ancbe superiore 11. quella stabi lita. per il servizio ttrmato, !';enz:~. reusare che esistendo attualmente legioni ~ i antomobilisti a lle armi rnonoculi, con Jeucomi e con una miopia superiore alle 12 diottrie, una tale riforma importer ebbe la completa diso rgani!!lzazione del ~ervizio automobilistico. Il relatore per ciò, sen?.a r isolvere la que!';tionA, si limita per onl a domttnd a re c h e da. l servizi-:- !\Utomobilistico alle armi s iano esclusi : i monoculi ed assimilabil i: i miopi binoculari con più di 12 diottrie di miopia ed i mon o1mlari dello stesso gradò aventi da quest'occhio una visione inferiore ad l /20, malgrado cor rezion e; gli a fachici binoculari qualunque sia la loro visipne con lente cot·· r ett i va. ; gli affetti da blefMite, dacriocistite e !eu comi s uscettibili d i facili irrita:.f.ion i, da scolla menti retinici da un occhio anche se lie>i e gu~triti, noncbè g li emera.lo pi riconosciuti tali per dichiarazione d el comandante del corpo. Gli a f a c b ici bilateral i, gli affetti da scollamento retini ro monoculare, c~me p u r e i m o n oculi, non dovrebbero, secondo il relatore, essere più amme!lsi neppure n e l s e r v izio automobilistico all'interno.


720

CONGRE::.SI

Per l'aviazione, mentre alcuni ritengono non flSServi inconvenienti nell'uso delle lenti correttive deboli, il rtllatore è invece dell'opinione di coloro che vogliono vietati i vetri correttori. e éiò perc hè il fare l'avi1~tore in guerra è ben'altra cosa che il farlo in tempo di pace, dovendo l'aviatore in guerra <'Sservare a grnndi distanze ed occorrendogli per ciò immagini nette .in qualsiasi direzione dello sguardo, immagini che vengono invece deformate dai vetri convessi e concavi nello sguardo obliquo. 11 relatore passa quindi a fare una serie di ques tioni, quali quella dell'occhio de.~t1·o e sinistro, quella della cataratta co)~genita, dèll'emeralopia, della discro· matopsia, dei disttt1 bi t-'isivi da affezioni p alpeòrali, lac1·imali e congiuntivali e quella dell'attifttdine degli ufficiali. Circa l'occhio destro e sin.i.ytro dice che, sebbene l'Elenco non abbia previst-O· differenzn alcuna tra i due occhi, pure l> giusto che tale differenza si faccia una volta che si dà in mano un fucìle per usar lo. L'individuo che ha l'idoneità per il servizio armato, ma ehe ba la visione difettoso dall'occhio destro, dovrebbe conservare tale idoneità, ma non essere a~segnato nella fanteria. Ed in ciò si sono dichiarati tutti concordi col relàtora. Per la cataratta congenita il re latore osserva che. vi s ono degli individui a.tretti da cataratta zonula1·e bilaterale, in t"ui una iridectomia potrebbe dare un'acutAl;U visiva suffici ente per il servizio ausiliario ed egli proporrebbe perciò ..:he, dopo avere constatato con. l'atropina il guadagno che ne verrebbe dall' iridectomin, gli ind ividui dovrebbero essere invitati ad operarsi, oti'rendo loro in p1·emio una gratificazione. Coloro che ciò malgrado s i rifiutassero all' intervento dovrebbero venire esclus·i da tutti i diritti. Per ~·eme?·alopia, siccome l'Elenco non prevede l'eme1·atopia Pssenziale, il reh1· tora propone che gli affetti da tale forma. morbosa non vengano riformati, ma assegnat-i al servizio ausiliario. E siccome i mezzi di controllo per stabilire il grado di emeralopi,a sono insufficienti, egli vor rebbe che in tali casi s i ricbiedessA l'attestazione del comandante del corpo. Per la disc1·omatopsia il .telatore dice che l'esame ~on metodi più esatti rileverebbe un numero maggiore di discromati, i quali, secondo lui, dovreb.bero es.<;ere el!clusi oltre che dalla. marina, dalle ferrovie e dall'a'l'iazione, anche dalla telegrafia ottica e dalla difesa au ti aerea. Pe1· i dist~tròi derivanti dalle affezioni palpebmli, lac1·imali e congiuntit:ali, il relatore propone la modificazione degli a r ticoli 78, 79 ed 80 dell'Elenco, nel senso che la ptosi congenita bilaterale, il lagoftalmo unilaterale, la. dacriocistite sup· purata e la tistola lacrimale siano riconosciute cause di riforma e m ai di asse· gnazione al servizio ausiliar io e che per le congiuntiviti acute e croniche suscettibili di guarigione venga stabilita la inabilità. temporanea, lasciando la riforma per le congiuntiviti insanabili, quali il tracoma.. Circa l'attitudine degli 1'(ficittli a far campagna, non esistendo disposizioni al riguardo, al relatore sembra non doversi fare per essi queF:tione di attitudi ne fì::~ica, ma di sola attitudine morale. Ad ogni modo, sebbene l'esperienza di guerr~ a bbia dimostrato che gli ufficiali possono fare il servizio armato con una. visione tale da giustificare per gli lllomini di troppa l'assegnazione al servizio ausiliario, pure sembra al rela tore razionale una misura unica per tutti (ufficial i e uomini di truppa). Il relatore enumera infine una serie di altre proposte pervenutegli dai vari colleghi, proposte che nella gran maggioranza non sembrano . nè applicabili nè


72 l

CON6RE:SSI

pratiche. Tra esse vanno rilevate: quella di Terrien che vorrebbe che i riformati per la vista fossero impiegati quali operai; quella. di Abi neau che vorrebbe che gli affetti da ambliopia monooulare, sM·abici o non. fossero considerati come aventi la visione di l/20 ànche q uando ne dichiarano un centesimo ed assegnati per ciò al servizio armato; quella di Cbevaliereau che vorrebbe che i disopsici fossero utilizzati a rimpiazzare gli uomini abili esonerati; quella di Morax e di Gavigny che vorrebbero classificare gli uomini a seconda la. v isione ed assegnarli a seconda la condizione visiva, che per ciascuna arma dovrebbe essere stabilita, ~ quella di Jeandelize, che vorrebbe l'assegnazione al servizio ausiliario degli affetti .da -diplopia, previa applicazione di un vetro oparo. Il relatore, senza discutet·e tutte queste proposte, si limita a domandare che la. ripartizione degli tiusiliati nelle differenti armi s ia fatta dai medici e non ~agli ufficiali di rerlutarnento e concl11de col dichiarare: 1° che occone ritoccnre l'Elenco nei vari articoli che riguardano l'organo della visione: 2° che per l'avveni re gli au tomo bi listi alle armi dJ'bbono a vere un'actltezza visiva che dovrà stabilire il Congre~so; 8° che occorre stndia.re una disposizione della masrhera tale da permettere di adattarvi le lenti conetti,·e: 4° che le proposte di Morax A Gavigny non sono pratiche. Data l'importanza del l't•rgomento e la divergenza delle opinioni manifestatesi nel Congresso, non era possibile addivenire ad un pronto e completo accordo, sicchè si stitnò prudente invitare i rappresentn,nti delle varie corrt>nti a rimet· te re una breve relazione alla Presidenza, cui veniva affidato l'i n carico d i decidere in merito. La Presidenz11. però, stando a quanto ebbe a riferirmi personal· mente U generale medico F évril'r, non crede che per il momento poe>sano introdursi rad icali modificazioni nell'Elenco francese, moditicazioni che, una volttl apportate, obbli gherebbero ad una generale revisione, che potrebbe riuscire oggi di grave -danno all'organizzazione dei servizi en ~tlla compagine dell'es~rcito, che deve ~sse1·e mantenuta. s alda. Ciò non togli e però che la discussione possa farsi ed -essere utile se n0n per il presente almeno per l'avvenire. Le stesso conside1·aziooi valgono per noi e se io mi

p~rmetto.

iu quest'oocn-

sione, di accennare a qualche difetto del nostro Elenco, lo faccio solo per ri chia· mare l'attenzione s u alcuni punti di esso, i quali, a mio g iudizio, non ora, ma iu seguito, avranno bisogno di qualche ri tocco o modificazione. Ri tengo anzitutto che anche presso di noi dovrà. adottarsi In ripartizione del ser vi zio ausiliario in .~ e1-vizio alte a1·1ni e ser1'izio all' intM·no, ~A non si crederà più opportuno suddividerlo Rddi rittura in servizio a·11silia rio di 1" linM, di :l" liMa e t errito1"iale. I bisogni dell'esercito operante sono tali da richiedere tal voltn ht distrazione anohe d i uomini abili, che dovr.,bbero sempre rimanl're al loro po!:to. Ch i si è tro va to in P linea, nei momenti d'azione, a vrà not ato le difficoltà. che s'i neon tra no a nche nel nostro servizio, per la deficenza. di il.llsiliari da aggr egare alle s ezioni di sanità per il pi ù pronto trasporto dei feriti, per il .risanamento d e l campo di bl\ttaglia, ecc.: e ciò non per mancanza di buona volontà da parte dei co mandi, ma per le necessita di sopperire anche ai bisogni degli altri set·vizi {servizio genio, rifornimenti, ecc.), a i quali i comand i medesimi debbono provve· d e re. L'allegato . B) dell'Elenco dovrebbe perciò bene specificare, oltre a tuttlt la serie delle imperfezioni ed infermità che motivnno l'assegnazione al sf'rvizio ausiliario, anche il loro grado e va lore per la ripartizione nelle varie cnteguri4:'. D e tto ciò in linea genet·ale, veniamo alle qtH~stioni che ci interessano più da vicino. Gli argomenti che pe1· noi saranno sempre oggetto di discussione sono:


7~2

C')N GR li:SSI

i limiti dell'a.:utezza t'!.sn·a e dei vizi d i refrazione. P er l'acuil"zza visit'a, mentre

l'elenco francese ha presc ri tto la. vis ione di 1/ 2 da un occhio ed ·un ventesimi} dnll 'alt ro per la iùoneità 1\1 sen·izio arma lo, e di 1/4 da. un occhio, qualunque sia In. visione dall'altro per il ser~izio ausiliu1·io, il n ostro ha stabilito la m isura unica d i l f.J. da un occhio ed 1/ 12 dall'altro, non ammettendo per la visione altro serv izio che il servizio incondizionato. lo fr·anca.mente non sono di questo avvi,:o e dei due sistemi credo più razio· nn le il francese, perc hé es><o, oltre n.d utilizzare 1m magg ior contingen te d i uom ini, r isponde a pill sani priucipii di giust izia. Il volere uifatti g iudica re alla stes:>a str egua chi ha unn. visione perfe~ta da parte doi ùue occh i e chi l'ha deficiente da entrambi erl il v olere in contrapposto e><onerare da ogni servizio ch i ha ottima visione da un occhio perchè l'ha delìciente dall'altro, qmmdo invece si assumono 1\d incondizionato servizio individui con notc,·ole deficitJut:a vi:c:iva da a mbo gli occhi. O'>ll mi pare che possa riuscire di ntilità otl al servizio, n è a quei principti di eq uitil, chd richiedono. la giusta distribuzione di tutLi i pesi, come di tutti 1 vanta~gi.

Una volta. che l'Elenco non ha amme,;:;a la visione binoculare, esso è venuti} a saucire il ]Jriucipio c he per il servido è sn:fficieute u na buoua vi-.ione ruonoculare. E se cosi è, l'Elenco t'raurese, run.ntt.•nP.udo fìs'li i limiti stabiliti per l'occhio buono ed nbbas~ando solo qu~lli -;egnati per l'occhio peggior e, appare più rnzionn.lo del nostro, che si è utteuuto al sistema in.;erso di tener fermo il limite stabilito per l'occhio pl'ggiore e di abba,;,;nre in\·ere quello por l 'occhio mig-liore. So3 la visionfl è normale o q unsi da 'liD oçchio, che vale •li fatti cb è 1lal· l':dtro si1\ d i 1,12 o di 1/211? una cosi b~ts~a visione ttoo può servire nd nltro clt& a lla vita di r f'lazione, e quindi da quP.>:to punto cJi 'Tist:\1 agl i elfett i del sc1·vizio. non ><i può fnro grn.n ditJ\wenzn tm il dodice~irno cd il ventesimo. :-;otto questo aspetto avrebLo potuto anzi ridursi ancora piu il limi te sta.bilit<> di 1/~0 per il servizio a t·nuuo, >i!l non si t'o:::sfl pr·ns<Lto a ln;;ciare, in caSI} di J,.sione dell' occhio buono, non vi>:ione :o:ufliciente n conJur,;i senza bisogno di accoru pngnn meo lo, Il nostro Elt>tH:o, abbass1mdo in vece il li mi te dall 'oc•:hio mr· gliore senza str•bilit·e colt temporanoumente il l"orvizio au,:;i1inrio per Il' visioni pegg10ri, ha pel'lrtesso l'a.:;soguazionc al serviz io incondizionato di element i evo v •sta i n!'!u Uicieu te. Quale servizio utile potrà JifMti mai r cud<Jre, in prima linea. un individuo che m con~l'gueuza di nubecole, leucomi otl i utorbi·lamcnti qualsiasi dell11 cornea ha una visione di 1/! da un occhio e d i IJ U <!all 'altro·~ Unn t a le visione, che ha potuto e:;sere raggiunti\ u"lla stnoz!4 di osservazione, nelle migliori condizioni cioè di ambiente di luce, è uo~e,·oltueute miuore di quella determinatn : di giorno, perc hé disturbata dai numerosi circoli d! diffusione che si producono alla luce solare e, di notte, p orchò la SC'arsezza dulia luco è r isentita senza proporzione di pio dall'occhio, i cui m t> zzi rel'r11.ngeuti torbirìi hanno bisogno d i tanta m aggiore lur.e v er la visione. quant.o pi(t intf'ns;Lnlente into•·bidnti sono tali m ezzi. 'l'•·a un inrlividuo che abhia la visione normale od uguale nd lf2 d a un occhio ed un ventesimo dall'altro eJ un individuo che abbia rispettivamente 1/4 ed 1/12, io non esito a scegliere il prirno por il ;;crvi7.io alle armi, conosrendo p er espe· ri euzn. come a ttraver;o:o le numerose diffi col tà per condursi in priota. linea, la v ista di qu est ' ultimo sia a ssolutHmente insufficiente nllo scopo. Che d ire poi della rifor ma uccordata in contrapposto a t utta una serie di strabici, anisometropi o comunqu e a mb liopici ruonocu la.ri con un visus u guale !Id impl~cih•ru e nte


• CONGRF.S:<I •

723:

uno in un occhio ed inferiore ad l/ 12 dall'altro? A parte la difficoltà. della esatta determinazione in individui che hanno tutto l'interesse a mentire, ed in cui il visus è certamE-nte 1,'12 o poco meno, io non trovo giusto dare a costoro la riforma quando si assegna a servizio incondizionato chi ha 1/4 di visione da un occhio ed 1/12 dall'a.ltro. Per parte mia, per gli strabici e per gli llmbliopi monoculari sono in massima deli'opinione di Abinee,u, che vuole che costoro siano considemti, agli effetti del servizio, come aventi la visione superiore ad 1;20 (e nel caso nostro 1/12) anche quando ne dichiarano 1/100. E ciò: 1°) perchè sono convinto per esperienza che essi hanno sempre una visione sufficiente ancb., quando non la dimostrano ; 20) perchè in caso di lesione da. parte dell'occhio buono, l'occhio ambliopico, coll'eser~izio imposto dalla necessita, è in grado di migliorare notevolmente la sua visione tanto da sorpassare anche lj12, se pet· caso non l'avesse; 8°) perchè non è giusto che costoro siano esentati da ogni obbligo dt servizio, quando a quest'obbligo assolvono individui in condizioni di visione peggiori delle loro. L'altra questione che sarà. ancora oggetto di discussione è quella dei vizi di refrazione compatibili o non col servizio. L'Elenco francese ha stabilito per la miopia semplice l'idoneità. al servizio arma.to se essa non supera le 8 diottrie ed a l servizio ausiliario se superiore, e ciò semprechè il visus a refrazione corretta sia nei limiti prescritti per l'uno o per l'altro servizio. Per la. m iopia complicata ad a$tigmatismo, non ha stabiliti limiti ed ha prescritto invece cQe essa ~ compatibile col servizio a r mato se, a refrazione corretta, il visv.s è nei termini. voluti per tale servizio. L'Elenco italiano invece ha sta.bilito l'idoneità incondiziona.ta. se la miopia non supera le 8 diottrie; l'idoneità al servizio ausiliario se supera le 8 diottrie mA. non sorpassa le 10 e la rifo1·ma se supera questo limite, e ciò, s'intende. seroprechè a. refrazione corretta si abbia la. visione voluta Pe1· la miopia complicata ad astigmatismo, però, il nostro Elenco ha tenuto calcolo soltanto del meridiano meno refrangente, che ha identificato con l'espressione di miopia totale ed ha stabilito per questa le stesse regole che per la miopia semplice. Se il meridiano meno refrangente non supera qui ndi le 8 diottrie od è superiore alle 8 ma non a lle IO diottrie, il giudizio sulla idoneità o meno è basato sulla visione che si ottiene a refra zione corretta, e ciò qualunque sia il grado di miopia del meridiano pi ù refrangente. A n che il relatore, che ha riferita al Congresso l'opinione Jella maggioranza, d i poco si scosta dai principii sanciti dai d ue elenchi per ciò che concerne la m iopia complicata nd astigmatismo Ciò nonosto.nw io non sono di questo avvi;;o-. Per i casi di miopia semplice, io aécetto senza disllussione il limite sta bilito di 8 diottrie per l'idoneità incondizionata, come qualsias i a ltro limite, ohe le esigenze gravi del momento potrebbero suggerire : ma. vorrei che, qualunque fosse questo limite, i termini per tutti i vizi di refrazione fossero stabilit i con criterio unifor me. Per ottenere una. tale uniformità n on vi sono cb~ due sistemi: o si adotta come misura la visione otten uta a refrazione corretta, ovvero la g1·at"ità del vizi o per sè stesso. Adottando il primo sistema, t utti i miopi come t utti gli ametropi di qualsiasi genere dovrebbero dichiara rsi idonei incondizionati qualunque sia il grado della loro a metropia, quando l'acutezza. visiva raggiunta, dopo correzione, è nei limiti pre!Jcritti. Adottando invece il secondo sistema, deve stabilirsi per t utti i vizi di refrazione un grado limite, che approssimativamente li parifichi nei riguardi dell'idoneità R l aervizio


'724:

CO.SGR ~~SSI

Lo stabilit·e, come ha fatto l'Elenco nost'ro e frances~>, il grado limite solo per la miopia semplice ed il lasciare che per gli a.ltri vizi il giudizio sia basato esclusivamente sulla visione è lo stesso che sancire il prircipio dei due pesi e delle due mis ure. I n base a tale erroneo criterio è derivato (e non sono pochi i casi a mt! occors i) che individui con miopia di 8 1/2 o di 10 1/2 diottr ie e con visus rispettivamente di 2/3 o di 1/2, a refrazione corretta, si sono dovuti dichia.rare idonei ai soli servizi sedentari o riformare, m'lntre che a ltri con miopia eli '7 od 8 diottrie da un meridiano e lo o 16 dall'altro, si sono dov u t1 d ichiarare idonei incondizionati, perchè a refrnzione corretta li loro visus raggiungeva il quarto prescritto. , Ora, domando io, è giusto che individui con miopia semplice di medio g rado e con visus ottimo ottengano l'assegnazione al servizio sedenta rio e l a rifor ma, me ntre al tri con u na miopia quasi dello stesso grado. ma complicata da astigmatis•no e cou conseguente v i.~us mediocre, sia giudicato idoneo ad incondizionnto servizio? La miopia semplice è indubbiamen te sempre meno grave della compii· cat" ad astigmatismo ed è perciò che d111la complicanza non si può fare astrazione. Secondo il relatore l'obbligo dtoll'uso d ella. maschera ha fatto rinunciare alla idea d i ammettere al servizio armato a n•:be gli individui con miopin superiore· alle 8 diottrie, poichè si è pensato che tale obbligo, imponendo in ('.er ti eMi la -esclusione delle lenti, poteva ne i miopi sup~riori alle 8 diottrie dar luogo a. g ravi mancbevolezze.. proprio nel momento in cui era più necessario per essi il coo· dursi ed il servirsi di tutti i mezzi. Si sa c he i miopi sonp abituati da g iovR.ni ad una visione offuscati• e che molt i -di essi si dirigono bene senz11 l'uso delle lenti, ma si SII. anche che la privazione "elle lenti nei miopi al di sopra di un certo grado non può rimanere senza in· convenienti, e questo grado è stato dali n maggioranza stabilito essere di 8 d iottri e, rag ione per cui non si è r itenuto convenient e sorpassare questo limite per la a ssegnazione al servizio armR.to. Ma s e tutto ciç è valso a far stabilire per la miopia. sem plice il limite di 8 diottrie per il servizio incondizionato, perchè, do· mando io, non s i è fatto a ltre ttanto per la 1niopia composta, dove l'a$tigmatismo che la complica pegg iora notevolmente la visione? Cer to uon è possibile stabilire per tutti i vizi delle misure che valgnno ad equiparnrli, s ia pu re nei ra pporti rlel servizio, 1ua è anche certo che, s e si è sta· bilito il limi te per la miopia semplice, lo si deve, per equi ti, stabilire anche per quella composta, ed i n tale limitazione non può servire di guidn il solo meridiano meno refrangente, contando anche moltissimo quello piu refrangente. l n altri termini, s iccome la complicanza dell'astigmatismo aggra va il vizio, non si può fare astrazionA da essa e si deve, per uniformità, stabili re un limite per la mio pia compos ta come per la semplice, limite che potrebbe essere segnato a pprossimativamente dalla media dei valori risultanti dalla somma dei due meridiani principali. Cosi, ad esempio, se il merid-iano men o refrangen te è di 8 diot trie e quello più refrangente di 10, il giudizio nei rapporti dell'idoneità. potrebbe essere dato sulla med ia di questi due valori ed il vizio giudic11to alla stessa strf'gua come se s i trattasse di una miopia semplice d i 9 diottrie. Per la miopio. monvculare. come per tutte l~ altre ani~ometropie miopiche, che a di ffere nza di quelle ipermetropiche comportano sempre una vi sione discrPta da par te dell'occhio miope o mnggiormen~ miope. io accetto completamente le ve· du te espresse dal 1·ela tore ne! congresso. Ar,che per l'ipennet1·opia , t anto l'Elenco francese che quello 1taliano n<>n banno


CONO RESSI

725

prescritti limiti, mentre è ovvio che per le st.fsse ragioni di equità espo~te a proposito della miopia, debbono anche per ~ssa segnarsi dei limiti. Molti col11' ghi, nel Congresso, sono stati d'avviso che il limite compatibile col servizio :1 rmnto per l'ipermetropia dovrebbe essere fissato a 6 diottrie, e non è difficile che nel proporre ciò essi abbiano tenuto presente il fatto che l'ipermetrop ia Stlpi!ri ore alle 6 diottrie è sempre accompagnata da una ambliopia che c resce con la gravità del vizio. Io ho osservati cas i d'ipermetropiu rli 12 diottrie con 1·isus uguale ad 1/-l, malgrado lR correzione i ma è eccezionale che per un vizio d i tal grado si rnggiu{lga una simile visione. Ritengo pertanto che per il l'ervizio incondizionato potrebbe stabilirsi -per la ipermetropia il limite d i 6 o 7 diottrie e per il ser\'izio ausiliario i gradi superiori, semprechè compor t in o una visione d i , 1/4 almeno da un oecbio. Per l'anisqmetropia di natura fpe?·metropica, che si ·accompag na sempre ad unA. visione scarsa da parte dell'occhio ipermetrope o mag~io rmente ipermetrope io sono in massima dell'opinione dell'assegna:t.ione al servizio incondizionato, se il visus dell'occhio migliore è almeno di lf2 ed al servizio ausiliario, se· da quest'occhio è almeno di 1/4 P er l'a.qti_qmatismo ~;emplice, tnnto miopico che ipermetropico, potrebbe e<;sere fissato il limite di 4 diott rie per il servizio incondizionAto, SPmprechè il vi.~us lo con!'enta, riservando i l servizio a usi! iario ai gradi superiori. Per l'afachia, mentre l'Elet;tco francese non ha previsto. l'a(acltia m011o•:ulare, il nostro ha dimenticato del tu t to qut>lla binoculare. Da questa dimenticanza. è derivato, che mentre gli afacbici monoculari, in ottemperanz:t al disposto dell'arti· . colo 30 dell'Elenco, sono riform11ti, quelli binoculari, se la loro visione lo permette, v engo no invece dichiarati idonei ioeondiziouati. Cosa grave, inquantochè gli afachici senza lenti non hanno la visione nè d:\ lontano nè da vicino i il che può espor li a spiacevoli conseguenze, se nei momenti d'aziona dovessero, anche per breve tempo, rinunl'iare all'uso delle lenti. Per gli afachici monoculari io penso quindi col relatore che essi possono assegoarl'i :\ servizio incondizionato, provvist i di una len 'e da portare in caso di necessiti\; mentr,e che per gli afacb ici binoculari approvo la disposizione dell'~lenco francese ch.e li assegna senza altro al st~rvizio ausiliario. . Il nostro E leneo ba inoltre completamente d imenticato il nislagmo e J'albini~tiW, che avrebbero dovuto trovar pos to nell'allegato B ) per il fatto che anche quando si è raggi u nto, o~>llc migliori condizioni di luce e d1 smbiente, il v isus prescritto, essi d isturbano notevolmente la visione, che viene cosi ad esserE> insufficiente. Per l'attitudine ai seTuizi speciali, come per l~\ valutazione del la ,.isione dell'occhio sinistro e dell'occhio dest1·o, sono del parere pel re latore. Circa l.e aff'ezioni congiuntivali, io cç ndivido l'opinione del_la totalità dei congressisti, che senza. discussione hanno approvata la disposfzione dell'Elenco francese, che vuole esclusi i tracomatosi ùnll'esercito. L e ragioni per me oltre che tecniche sono anche sociali. I tracomatosi, che formano buona. parte dei conta·dini meridionali, hanno reso nei primi due anni di guerra dei vori servizi alla agricoltura dell'Italia meridionale, ed io penso perciò che in un conflitto tanto Tas to come l'attuale in cui debbono mobilitars i tutte le forze della Nazione essi avrebbero potuto essere mr,glio utllizzati, se invece di includerli nell'esercito si fossero lasciati allo sfruttamento della term, in sostituzione delJa mas5a degli esonerati.per lavori agricoli. 47 -

r;~o,-nolt à' mtdlcina milila1·t. -

Fase. VIli.


'i::!! j

Questioni d'attualità, varietà, notizie ---.c~

..... - - - ·

S tT P E lt U O }l l N l E Jl E C A n E ~ '1 T 1

Fed.-rico Nietz!'d•l: l H• l l t'u mai L:mto , .j,·l) quautn og~i 11t>l l'nnimo

delle mollittHlini . );ou purlo, iut(>!Hlia.uloci , rl ... l!"t':<>:enzA. df' lla ~ua dottrina, che dai più non è compn"sa ; parlo di 'JHiillto v 'è in es::a di più sUperticiaJe e d i pÌtl immedia.tamente l11:nfitt.('VOle agl' iuteresSÌ imli,· iùua li. Dt·l re::.~ù: il ~ie.tz:-.clte non fe ce 111ni nn mi:>tero della sua predilezi one j>f!r lt~ guerr•L .Poicht'• lo scopo clt-lla ,·i ta umnw• u11n i: la felic·ilà trnnquilla e medl liC~ re cl'un arm ento, Lensi lo sforzo in !'e>· sauLe \'Prsu In rNtliz;;.azione dPI « Snpernumo », la gnerr~t., per lui, l+Pn luugi dall'essere un male, è 1111 wro e proprio struruenLo di pro· gn·s,;o . mostrando essa chiarn!!!E'JitC:: ùov'è l a salnte e dove la mahtttut. :-; .... nel ~ s ~n noo e S'llla lll(.JIJr agna :., Ge-sù escl<t!Ua: <[Beati coiOJ\1 elle amatw l~:t JHH:e », 7.arnthu-.n.m, inv<>t•r·, e;;alla 1 ~ uerrieri, l i E'Sc•rl<l ~trl a111are la pace se:uplicf'Juent.u t'O!Ue nn mt•z:to aLto a, provol·tt r uno,··' guc·rre, e l i iuvit.a u sccgliE'r nemic:i dt>gui di lor o per p oter gioire 11 1• n solo del la propria viLtoria, ma altresì dPi la d isfatta degli a,çn•r· :mri. «Voi dif.l• - cuutinua Za.rathustro. - uhe un o. b uona causa ,;:w· t;ifi,:a. anche la guerra : ma io vi dic>o eh e è l a buout~ guerra che s:lll· tifiua O!.!lli causa» . Se, dunque, il Xt et?.~l'he fosse ancora lra i \'i\·enn, si r a.llegrt'rebhe tli qnesta terribile pront a t:ui è ~ott.oposta qtHl,i iu l.~ ra. l'umun it,~l ; ma non si ra l!Pgrerebhe ng nalmente dei molti sUOI sedicecti disct?poli , unn parte dei q unii gi ura sul capo di Zaratht~-tro, pur tlOll t'\\'CHÒO l PIJLO ll!H\ sola (Jdgiua dE'l fì lo;;ofo d i Hoeckeu: e l'aJiri\. t·Lf\ ha ]Ptto all!nui pa<;:;Ì del!a sua opPra fondam e utale se nz'a''''rli c·P t n p re;; i, d iseo ne llel Nietzsc:hP come un ·erede u ui \'ersule p1tderl:'ubl• tlel :-uo Lenefi<-o lesLèltore. E questa p~rte cìei "j1H'ndo-d 1seepol i di 7.nrathn-:t.ra è la più ug~iosa , ed anche la più pe1 ÌCcJlo;:a, j)E'l'ehè si nedo st-ri<LUlent.e autorizzu.t.tt a traùurre in rt'altù, tmvi,amloli, i con· vvt ti ti lcnwh~.: i del gmn peusat.or e, at~i ngelldo dal snn nome qut>lla ~\\l t oritù. a l'· n i ]p auimncce vili ed oscure aspirano pt•r tu eta. la >i tn ::-:et1:1.a 111ni pot.t•rlt~. ragginngert> per via dirett,a e p'l.'rsouale . Cot!e;:1i ''riuq•eJiaT<Jl'l "';;uaia.ti dc·lla. li ra di Zarat.bu;;trn, n-.:tc 11taJtO per esempi••·


Y.UESTIO~l D A1'TUALITÀ, VARIET~ NOTIZIE 1

727

un pes:>1mismo, ch'essi dicono d'aver succhia.to nelle opere dell\Iaestro; ma non sanno che, per il Nietzsche, q ualnnqne forma di pessimismo ascetismo cristiano, religione della so ffe1:en za umana, socialismo, ecc. è nè pÌLl nè .meno che l'equivalente psichico della degenerazione fisica, e rappresenta perciò, in quelli che ne fanuo professione di fede, niente altro che un sintomo dell'.indebolimen to della loro vitalità. Essi pre· dicano 1}01 Nietzsc he la lotta a olt ra11za contro la relig ione della pietà e si compiacciono nel ripetere le parole di Zarathustra. : « Siate do ri. come il diamante, come lo scal pello dello scultore, se volete giungere alla vera g randezza e alla vera virtù • . Ma. non suppongono neppure codesti a postoli d'uno Zara.thustra da commedia, che l 'egotismo del Nietzsche (<:ome, del resto, spiega a più riprese egli st esso) è cosa beu d i ç-er sa da quella ch'essi ha uno raffig urata sul loro stendardo di

battaglia ; e cioè, una gigantesca piovra dai mille tentacoli, nell'atto d'afferrare e di frantumare le membra del prossimo. << Io - dichiara il Ni etzsche - ~.: ombatto la religione delta. sofferenza umana, non in vi r tù d'una « pietà in difetto », ma in virtù d'una c pit·tà iu eccesso )}. L'egotista 1 ponete mente a l modo supremamente ingegnoso con cui egli spiega il suo concetto in apparenza paradossale) uon se n te affatto i dolori de' suoi simili, e passa indi fferente o sdegnoso accanto ad essi: il misericordioso, d'altro canto, sa comprendere le sofferenze al cn<i, si sforza di alleviarle e si compiace nelle opere di [>ietà. Ebbene -aggiunge il Nie.b:sche- andate più oltr e nella. stessa direzione, e avrete ben presto una visione a ltret.tanto chiara quanto inaspettata della realtà. d e~ la cosa : la pietà non sarà più ai vostri occhi una virtù, bensì una tentazione, che bisogna ricacciare ad ogni costo lontano come uu pericolo supremo, poichè e::;sa uccide il misericordioso. Guai a coloro i ~qu11.li amano - egli esùlama in tono profetico - se non hatino una fierezza che sia al flisopra della loro pietà! Il diavolo mi disse un giorno (son sempre le parole del nostro -autore): << Anche Dio ha il suo inferno; ·ed è il suo amore per gli uomini :.. - E ultimamente lo intesi dire : « Dio è morto:. è la pietà. per gl i uomini che l' ha ucciso :.. Sembrerà co-;a incr-=~di bile a chi non è penetrato ben addentro nello spirito del Nietzsche: ma è uu fatto che questi è vicinissimo a lla pietà e lonl;anissimo dall'egoismo. « Si legga dice giustamente Enrico Li chtenberger, uno dei più profondi cono· scitori dell'anima e delle opere del Nietzsche -- la quarta parte di Così pa1·tò Zm·athttSt?·a, dov'è descritta la suprema « tentazione " del profeta, ossia. la prova della pietà ch'egli deve subire senza piegarsi; e non sarà possibile resistere al fascino di quelle pagine commoventi 47 • -

Giornclle dì mPdicino militare -

F;osc. VIl i.

l '

l l

'I (

!

••

l l


.. • l

•

728

QUESTIONI D'ATTU ALITÀ , VAIUETÀ,. NOTIZIE

e originali, nè contestare che .c sotto il vela.me de li versi st.ram ,., !lÌ cela ben altra no,.:a che non l'apol ogia dell'insensibilità, o un semplice •c ommentario della Nuova Tavola, che Zarathustra. portli agli uomini: c Siate sen za cuore! ». Il fatto si è che il Nietzschtl sentiva un profondo disprezzo per la c mesch ina razza umana • del suo tempo, c h'egli non reputava degna. del dono della. vita.: ma pur fia.gella.ndola.· per i suoi v1z1 e schernendola per la sua pochezza, pur profetizzando l'avvento d'una nuova umanità, la. quale muterà faccia al mondo fisico e psic hi co, fa vibrare nel suo stesso sdegno una pietit. infinita che ba il potere di sciogliere, come fa il sole della neve, la dottrina glaciale nell'insensibilità e della durezza, la quale, del resto - non mi stancherò mai d i ri peterlo va interpretata non alla lettera , ma ettm grano sa.li,q.

Mi premeva di chiarire q uest' im portan te punto dell'opera del Nietzsche per mettere bene in rilievo la. differen za che passa fra l'egotismo del filosofo di Roecken ~ quello de' suoi indegni discepoli : differenza, che si può esprimere con parole molto semplici e chiare: l 'egotismo del primo (egoiismo, ricordiamolo, un po' di maniera) è un mezzo eroico per preparare una razza umana migliore del la pre· sente; l'egotismo dei secondi (egotismo non di maniera, ma profondamente sentito ed energicamen te volu t o) è un mezzo delittuoso per mi gliorare il proprio « io •, per sopraffare g li altri, per arrivare ad ogni costo. E son poi questi stessi egotisti del miglioramento indivi · duale che, una volta • arrivati,. , s' impancano a superuomini i e per essere logici - in apparenza - fino all'ultimo, leccano i piedi di Zarathustra, d i cui si dichiarano ra.mpolli leg ittimi, deformandone la teoria del « su peruomo :. a proprio uso e consumo. · Cerchiamo di veder chiaro anche in questa faccenda e di far ci un concetto esatto della t eor ia vera - q uella del Nietzsche - e della teoria deformata - quella dei ZaraGhustra. del grand'alb~ro della cuccag na. c Ciò che C'aratteri7.za l'uomo d'oggigiorno - insegna il Nietzsche - è una vital ità. mediocre. Il suo « io »è sofferente, malato, inquieto: e la sua piccola mente si rende da sè stessa rag ione di questo stato di sofferenza per mezzo di ogui for ma di reli gione o di sistemi filosofici pessimisti : essa crede al cristia.nt-simo, all'umanitarismo1 alla r eligione d ella scienza; essa proclama che questa vita è cattiva, che yuesto mondo è una valle di lacrime, e si d istoglie dalla vita terrena per aspirare all'Al di là; essa ammette che esiste, al di sopra del proprio ~ io • qualch e cosa di super iore e di assoluto - Dio, l'Ideale, il Bene, la Verità - e inseriva quest'assol uto in testa ttlla « tavola


1

Qljf:STI0:'\1 D ATT UALITÀ, VARII!:TÀ 1 :'\OT!ZIF.

729

dei valori :.. Ma questo stato di sofferenza dell' ~ io » dev'essere com · battuto e vi n t'o: bisogna che l' uomo r itorni alla salute,· ch e dalla pianta umana. spuntino germogli sempre più vigorosi e superbi. E questo ritorno alla salute si compi rà pdr me:>.zo d'una ~ transvalutazione » di t utti i valori: allora l'uomo cancelle1à dalla sua ~ tavola • i valori i n:~critti oggi per i primi: Dio, l'Ideale, il Bene, la Verità; esso saprà che è l'ttomo stesso che dà un Nenso a/.la su.a rifa, la quale non ne ha alcun altro; esso diventerà un « creatore di valori ,., una causa prima, un esperimentatore audace, che g ioca col Caso una partita sublime, la cui posta è la vita o la morte : che cerca di condur re a termine quaggiù qualche impresa mirabile, e <::he arrischia coscientemente e giocondamente la sua vita per raggiungere lo scopo. E : nel tempo stesso, invece di cercare di staccarsi dalla terra, egli diverrà r isolutamente ottimi-sta; non soltanto egli si rassegnerà alla vita umana, alla b"'lta vita ind ividuale, ma l'ameni. tanto, che accetterà di buon grado l'idea di ri viverla un infinito numero di volte; l' idea cioè, del « R itorno eterno » di tutte le cose. P erchè tale. è, infatti, il nostro destino: l'evoluzione universale non si compie seguendo r.na linea retta infinita, ma secondo un circolo immenso, di cui ci ascuna esisten:>.a individuale è un impercettibile segmento. Noi abbiamo vissuto un numero infinito di volte la nostra vita nei suoi minimi part icolari, e la rivivremo pure indefinitamente. }Jit~eni?·e co.~cienti di questa legge sup1•ema clell'egistenza, e accetfltrla non soltanto .yenza rivolta e senza o1·ro1·e, ma con t?·asporto, è lo sc Jpo che Zttrathu8t?·a indiclt all'umanità. Qnand' essn l'avrà 1·aggiu nto, l' « Uomo ~ sarà divenuto c: Superttomo • . Il « Supe?"UO?M » non è dtt-nqne elle l' uo•mo giunto a uno stato di .salute Sttperiore - ta·nto dal punto rU n~ta fisico, CJl6anto da quello morale - liberati) dalt'antil"a tnvola clei t.·alori, e cosciente della legge del « Ritorno eterno -. Il passaggio dall'Uomo al Superuomo si compi1·à- come qnello da.Ua 1·eligione all' i?Tdigione, o dall'altruismo all'egotismo - pet· c autosopp1·e.ç.sione »: a forze~ di bO/~ (rh·e, a forza di anda1·e più ottre nella decadenza, ver1·à wn nwu1ento in cni l'Uomo, in uno stato sup1·emo di disgusto, clte sarù, nel tempo medes-imo, uno sltmcio supremo d'a tnO?·e e d'entusiasmo, mettenì in opera lt6tiu la sua energia per dare o1·igine al c Supel'ltOmo :., annien· tandosi egli stesso. · Questa, e non altra, è la dottrina del c: Superuomo » del Nietzsche: una dottrina che costituisce nn vero e proprjo sistema .filosofico, ferreo nella sua logica e inflessibile nelle sue applicazioni; una specie di teoso6a, per i suoi concetti sul!!> riviviscenza., nella quale però, 6€oc;4 è sostituito da €·rw ; come ch1 d icesse u n' « egosofia ,. . 1

l

l


.. , a 730

QOESTIONl

o· ATTUA J.lTÀ.. VARIETÀ., NOTlZJ E

I deturpatori di questa dottrina (discutibile quanto si vuole, ma d'una genialità audacissima e potente), i Gittda di Zarathustra, gli egotisti per progetto, accettano integralmente i due primi postulati dei Nietzsche: distruzione dell' < antica tavola dei valori » (Dio, l'Ideale, il Bene, la Verità), e iscrizione del proprio < io ~ in testa ai valori della« nuova tavola:.: ma non vanno più oltre, per la buona ragione che, se ci andassero, dovrebbero passare sotto le forche cau· diue .dell' « autosoppressione :., che essi non possono ammettere, della sofferenza infinita, che giudicano incompatibile coll'egotismo, e del « Ritorno eterno •, che nou com prendono: cosicch è il loro edifizio filosofico s'arresta al primo piano, sopra il quale, invece di proseguire l'opera di muratura e condurla a compimento, costruiscono una terrazza, che trasformano in giardino pensile sul gusto di quelli di Babilonia e vi passano giorni dolcissimi 'dondolandosi nell'amaca. Questa, per chi non lo sape::~se, è la casa del « Su peruomo »dei tempi nost1i; casa scintillante d'oro e di gemme come il palazzo di Nerone, in cui i piaceri si succedono ai piaceri; ma casa senza porta e senza sQale, innanzi tutto perchè 11 « Superuomo ~ non vi sale, ma vi discende dagli spazi eterei, aggrEtppato al pallone della sua vanità; e secon· dariamente, perchè ai semplici uomini (o uomini semplici, se più vi piace), che si pigiano nella strada, non possa venire la temeraria tentazione di penetrare nell'interno· della domu,s atwea, dove i loro o~chi profani sorprenderebbero i segreti della Fortuna nelle sale destinate al museo dell' « arrivismo :.: vesciche piene d'aria; una. grancassa sventrata· a furia di bacchettate; navicelle per l'incenso e turiboli d i tutte le fogge; collezioni intere di giornali : opere in lode del plagio; ~ trucchi -. fotografici svariati; la raccolta completa delle illustJ:azioni del «Don Chisciotte ~ di Michele Cervantes e del c Tar· tarino di Tarascona • di Alfonso Daudet: e, in una vetrina a parte, mezzo uascosta da un trionfo d'arazzi e di pennoni, certi misteriosi apparecchi di tortura, e vari mucchiettì di rubini rosseggiauti sullo sfondo nero dello scaffale, che paiono - e sono - lagri::::~e di sangue. O ingenuo Zarathust.ra., c.he ti contentavi d'nn giaciglio di museo nella t ua foresta! Questo tipo di < Superuomo • ; che rassomiglia a quello del Nietzsche come Pulcinella. a Platone1 è tutt'altro che nuovo, ma non v'ha dubbio che la guerra lo ha moltiplicato a tal segno, da renderlo una merce comune in tutti gli ambienti sociali, perfino nei pil'1 umili, 'd ov'esso assume forme svariatiss1me, tal volta se!ll p1icemente ridicole, tal altra addirittura pericolose; sì, anche pericolose, giacchè d al cor ·


QOI!:STIONJ JJ1.AT1'UAJ.lT.À., VAHIE'T.À, NOT!ZTE

731

tatto d'una, parvenza di coltura coll'ignoranza, si produce non di rado una c ombinazione, ch'è analoga, ne' suoi effetti, a quella dell'acido nitrico colla cellulosa. Il c Superuomo »~mo l to sovente, ma non sem-pre,· un « Submediocre :., il quale - come dissi in un precedente articolo - s'è saputo imporre alla moltitudine dei mediocri ti_midi con un colpo d'audacia, approfittando delle circostanze. favorevoli per isvolgere il suo pro· gramma di conquista, ch'egli aveva già compilato, forse da molti an'ni, in quelle lunghe giornate di fame e di rabbia, e in quelle eterne notti insonni, in cui lo smisurato amore di sè stesso, l'ardente brama dei godimenti e l'qdio implacabile contro i beniamini della òea For· tuna, gli fa.cevan germogliare e poi maturare nel cervello tutto un piano s_trategico di lotta, che, alla prima occasione propizia giurava a sè stesso di mettere in azione. Qnando il • S uperuomo :. non è un « Submediocre :., è un comunissimo tipo di « Mediocr e » il qu ale, in un ambiente d i mediocri, è stato sollevato sulle spalle dalle turbe e collocato su quel piedestallo, ch'è sempre in at tesa della statua d'un « Genio:. e sul quale, novantanove volte su cento, finisce per capitare una caricatura, come nel c Sor Incioda ::. di Edoardo F erravill a. Il « Submediocre :~> ha almeno un punto di merir.o, che è Faudacia : quest'altro non ha neppur quella: tant'è vero che non è capace di valersi delle circostal!lze, ma aspetta che se ne valgano gli altri mediocri come lui, o più di lui - a suo escl usivo benefizio : e allora, scaraventato su quel certo piedestallo in grazia d' una volontà estranea alla sua e incoronato cl'alloro come un eroe, si persuade fa cilmente d'essere proprio un uomo superiore e s'appresta .a ree i ta re la meschinissima farsa del genio fra gìi applausi dei com pal'i. Beati monoculi in terra cae C01'U?n ! Ma, sia esso un << Submedio(}re » o un mediocre r:\ascherato da grad'uomo, il c Snperuomo • odierno è uno dei tipi più ugg iosi chtt~ abbia messo in ri lievo la guerra, e che, frammezzo ai ti pi di grande alt ezza morale sfavillanti di luce purissima, fa l'effetto d'uno di quegli sciami d' idrofili picei, i quali, nelle notti di autunno, s'adden · sano intorno ai globi delle lampade ad arco, picchiando ostinatamente nel vetro e proiettando un'ombra nell'atmosfera luminosa. Per l'egotismo feroce, per la mancanza di senso moralb (carattP.re comun e coi delinq_uenti), per le profonde lacune intellettuali, per la gran deficienza di coltura, soprattutto storica, e per l'incorreggi bile grossolanità dei modi, he tradisce l'origine e ch'è l'indice d'un imperiv conquistato per violenza propria o imposto dalla violenza ~ l t rui , il c Superuomo :~> 1 a qualunque ceto sociale appartenga, è destinato a


732

QUF.S1'10~1 D'ATTUALITÀ, ;· ABIETÀ, NOTIZll':

spiegare n u'azione eminentemente. nefasta nella sua sfera - grande o piccola - d'influenza, e a trascinare nello rovina gl'iloti del pensiero, che s'inchinano reverenti dinanzi nlla. sua maschera di grandezza. Teniam olo ben in meute: il cGenio ,. trascina la folla a ~uo talento e la conduce dove vuole; mentre il « Huper uomo,. è trascinato egli stes!>o dalla folln , che l'ha portato sugli scudi, e che lo conduce in processione come un'idolo, il quale rappresenti la. sua fede, le sue speranze e )e sue aspirazioni. Se la processione arriva sull'orlo d'un precipizio. talvolta l'idolo si scuote dal &onno letargico in cui l'han·no piombato le blandizie dei fedeli, e grida alle t urbe di fermarsi; non già perche tema un disastro col!ettivo, ma perchè, da perfetto egotista., paventa gli effetti del capitombolo sulla sua carne e sulle sue ossa., votate ai posteri, alla storia e soprattutto all'edonismo, non però do· minato dalla saggezza, come voleva A.ristippo. Ma il più delle volte la tarda voce ammonitrice si perde fra i clamori, e l' idolo e le prime fil e della turbe cadono a capofitto nel vuoto. Cadere nel ~·uoto: Pcco la sorte dei « Supernomini ~ e di C\Olor o che li esaltano o li subiscono: e questo sarebbe un picco! male! anzi , un bene addirittura, se essi, primtt del capitombolo, non avessero lasciato nell'anima delle moltitudini un'improuta di stort.ura. che non sempre il tempo e g li spirit.i veramente superiori riescono a cancellare del tutto. Ecco perchè io v'invito a recitare con me questa gia· culatoria: c: Dio graude, Dio onnipotente, se hai iu serbo qualc he «· Genio •, noi ti preghiamo fervidam ente di ma.ndarlo sulla ierra, a t.ua gloria e a nostro confort.o; ma tieni lontano da uoi la peste, le ca· vallette e i superuomini, al cui confronto le pene della Geenna son rose di Damasco. A pe.~te, a locu.<:tis, a .~uperlw111inibus libera nos. Do· m iue. Amen :. . Ed ora, dA.lle vesciche ripi ene di vento, passiamo a q uelle sgonfiate. D iscorriamo, dunquE>. dei decPde'nti. Chi sono i decadenti? La voce è d'importazione francese e ci riconduce alla prima metà del secolo scorso ed al decennio successivo, in cui una scuola poetica, succeduta a un'età gloriosb.. faceva sfoggio d'una grand(> mollezza di sentimenti e di pensi eri, compensata però da una squisita cesellatura del vers<'. E i capi di quella scuola, detta dei c Del'ade11ls », o dei c ParnassienR », furou o A.r11enio Houssa.ye, T eofil o Gautier, Ct~rlo Baudela.ire, Francesco Coppée e SullyPrudhomroe:' tutti giovan i pieni d 'ingegno e di fan tasia, che. riuniti in cenacoli famosi. for,licavauo colle Mu&e nell'ebbrez-za dell 'alcool, dell'ascish e dell'oppio. Strano! l decadenti d'oggi son i nvece tutti vecchi, o pre~ocemente invecchiati, non appartengono ad alcun a scuola, non hanno, in genere,


QU ESTIONI D 1 .t.T'.rUALIT.~ 1 VAkiETÀ 1 NOTIZIF;

733

rapporti intimi colle Muse, e il loro debole per l'alcool (unico punto di contatto coi c Decadenti , francesi del secolo scorso) li conduce di solito non al raffinamento, ma al rammollimento cerebrale. Le guerre lunghe, se fanno spuntare i c Superuomini » come funghi (velenosi), banno pure l'effetto immancabile di usurare l'energia psicofisica dell'organismo umano ; e ciò con tanto maggior rapidità, quanto più quest'energia ha già. subito il logorio degli anni , o di quelle cause morbose, le quali, poste sulla bilancia. della vita., pesano come decenni. Ab, che mara vigliose trebbia triei meccaniche sono le g uerre, e !JUanto tritume di paglia mandano all'aria.! E sarebbP.rO la mano di Dio, se il grano r accolto n~l cassone fosse di qualità sopraffina: invece ..... Ma basta così: ne riparlemo molto più tardi. Del resto, fin dal tempo di pace (chi ricorda ancora quel tempo remoto? 1 la questione della decadenza. in rapporto coll'età.- in special modo per quel che riguarda g li uffizi pubblici - fu calorosa· mente discussa nelle sfere giovanili impazienti di sgombrare il ter· reno dai ";'ecchi tronchi ·di quercia per giuugere più prestn ai piedi di quel certo albero della cuccagna, · cui ho accennato dianzi, alla sommi tà del quale ciondolano, agitati dal vento della Fortuna, i premi chf' la. sorte riserba ai rampicanti più aud aci. Una diecina d'anni fa, Dino Man tovani scriveva queste parole am· mo nitrici , alle q uali la guerra dà oggi un sapore d'attualità, che sa· rebbe per il compianto scrittore oggetto di giusta e intima soddisfazione. • 11 cui to dell'anzianità, proprio del le vecchie burocrazie . ottuse, s'è trasmesso, rifìorisce, predomina pur nella nostra. democrazia, per· ch è anch'essa è burocratica Nei paesi veramente democratici, il sentimento fondamen~ale è quello della dignità personale e della libertà resp onsabile Nelle democrazie burocratiche come la nostra, in cui uno straboccbevole numero di cittadini ambisce, 1·ome un van to e una fortuna, di ·seguire la gerarchia degli impieghi , il sentimento fondam entale è l'invidia. In tutti i nostri ordinamenti amministrat ivi si nasconde assai male la detestazione dell'ingegno vittorioso, del valore individuale, per cui gli uomini , contro il dettato delle carte rivoluzionarie, già tanto fruste e polverose, sono tutt'altro che uguali fra. loro. Ma egua le in latino vuoi dire coetaneo. Unica disuguaglianza ammessa è quella dell'età, la cui misura si assu~e come una cornuda norma che dispensa dal ragionare e impedisce di giudicare gli nomini, col pretesto di non commettere arbitrii. Ciascuno essendo giudicato secondo la sua fede di nascita, nessuno può lagnarsi col Governo. se è !lopraffa.tto da chi nacque e fu impiegato prima..


734

1

QUESTION I P ATTUALITA, 'VAlUETÀ, NOTIZ I J::

c Per sospettosa

invidia di chiunque possa con le sue fo rze pri· meggia.re, abbiamo la. passione del liveJlamento meccanico, degli avanzament.i automatici, che son procedimenti gover nativi di poltroneria e d'irresponsabilità, Faccia m o proprio il contrario di q nello che dovremmo : invece d i va.lerci per il bene comune delle forz e integre e feconde, le teniamo di continuo umiliate, le condanniamo a. inaridirsi, per potTe in cima dei poter i sociali non energie vive, ma memorie languenti. Facciamo così nelle amministrazioni pubbli0he, in cui il senso diretto del tornaconto si perde ; non già nell e imprese private, in cui l'interesse immediatamente sentito non per· mette che la vecchiaia si consideri se non come una venera bile de· bolezza. Una tale antinomia noa dovrebbe esistere, se il sen timento democratico fosse in noi meno scarso e falso. c Grandi vantaggi reca, senza. dubbio, la maturità degli a.nni 1 l'esperienza, la pienezza della cultur9: e dell 'addestramento tecnico ; e poi, nei oasi esemplari , la paca.tezza dello spirito, la sicurezza del giudizio. Doti eccellenti, indispensabi li al ret.to esercizio delle fun zioni direttive : ma fino a n n cer to segno, variaùHe secondo gli individui e i tempi, oltre il qua le cominC'ia. l'inferiorità pratica dell'uomo in-esolnto a forza di prudenza, inerte a forza di pacatezza, soggetto ~ infiniti errori per troppo sicura t'ade nel suo giudizio. Nei vecchi tempi era. più g iu sto che dominassero i vecchi, perchè la. vit a angusta e lenta faceva tarda l'educazione dell'esperienza, e gli uomini vivevano così lungamente in tutela dei maggiori, che solo coi capelli bianchi acquistavano un'attività indipendente. :\la oggi che l'antico sistema patriarcale della famiglia e deJla società si va, noncbè dissolvendo, diment icando, oggi la precocità della concorrenza e la dura. lezione deUa · c iviltà ans iosa e impaziente e d ucano presto l'uomo a disciplinare sè stesso, a lavorare per vincere, a obbedire per comandare . «Oggi a. trent'anni nn uomo intelligente e laborioso ha.l'esperie1i'za. che un tempo s'a veva a cinquanta ; e a cinquant'anni comincia a. sentirsi impari alle necessità del domani . L a società corre p:iù 'eloce d eli 'individuo Questi, invecchiando, perde l'accordo inter iore dello spirito con l'ambiente, conserva idee che gli altri smettono, altre ne resping-., che dov rebbe far sue. L'universale mutamento poi P. stato cosi rapido e impensato dall'unificazione dell'Italia in qua, che oggidì i vecchi sono piu che mai spe1·si e disorientati, non seguono, non possono Reguire gli avviamenti nuovi, non dico i p r og r essi, della cnlt.ura e delle altre attività sociali, d i paesane divenute mondiali. A.l presen te la vita logora l'ltomo anzi tempo, ·e t-i-


QUE ST IO~l 0 1 AT'.rOALITÀ , VARIETÀ., NOTIZIE

735-

chiede ogm giorno sforzi d'energie nuove cb e la gioventù sola può compiere ». Dino Mantovani ha ragione da vendeté, e la guerra attuale, nel suo impeto irresistibile che travolge uomini e cose, conferma punto per punto la giustezza di quelle considerazioni, che allora fecer(} l'impressione d'un temerario atto di rivolta contro .: l'idolatria dell'anzianità » e contro il feticismo delle canizie. Si : i vecchi debbono rassegnarsi a cedere il cam po nell'arena ai giovani ~ baldi gladiatori e a prender posto nella prima fila dei sedili del circo, desti· nata agli onorati catarri, ai nobili reumatismi e alla rispettabile ar · terio-sclerosi. Essi hanno vissuto, lavorato, goduto e seccato abbastanza: ora, vivaddi.o ! tocca. aì giovani, i quali, se debbono aspettare che essi facciano i loro comodi, hanno tutto il .tempo d 'i n vec- · chia1·e .s~nza dare di sè il più piccolo saggio, per il principio di subordinazione a lla decrepi tezza imperante. I vecchi- si d ice- non riesconc.:':l staccarsi dalle cariche e dagli uffizi pu bblici perchè il rompe:r:~·· una l uJ?.ga consuetudine, ch'è diventata una seconda na· tura, è 'per essi il principio d'una morte lentA. fra l'indifferenza. di quelle stesse moltitudini, che s'inchinavano r everenti al loro passaggi0 quand'erano ancora qualcosa nel mondo. I ciondoli, le toghe d'ermellino e le uniformi rabesca.te d'oro o d'argento, ra.ppTesentavano per essi non soltanto tutta la vita, ma. la ragione stessa di vivere; perciò la brutale spoliazione è una mazzata che li abbatte sul suolo senza l~:~.sciar loro la forza di ria.lzarsi ma1 plll. Vm~itas vanitatum et omnia vanitas! Eppure i vecchi troverebbero ancora q ua.l che dolcezza fra le rughe e i capelli d'argento, sem plicemente se seguissero il saggio consiglio del Legouvé : Veux-tu sa.voir vieillir t Compte dans ta vieillesse Non ce q u'elle te pr.e nds, Mais ce qu'elle te lai s~e.

E Paolo Mantega;,t..a, che, giunto sulla soglia della vecchiezza, ne scrisse l' « Elogio ,. come già Marco Tullio Cicerone con la sua mirabile opera« De ,çen.ecttde ,., ne fa pure il bilancio atti-vo e passivo, . commentando molto felicemente la quartina del Legouvé. ~ella colonna del bilancio pass ivo egli enumera : Debolezza di memoria Poca pazienza d'analisi e d'osservazione. Minore resis tenza a l lavoro.


'736

Qt: ESTIO~I D' ATTUAWT.À. 1 VARI!i:TA 1 XOTIZIE

lJitticoltil. d 'assoroi re nuove cognizioui. P iu fiacca la creazione. Più ùebc.le la fantasia.

E Ul'lla colonna dell'attivo: Prospettiva serena del passato. 711 agg ior sens ibili tà. es t etica. Convinzioni profonde e sic ure . Si n tesi piu la r ga, :FacJlità ne l la tecnica d el pen~iero . Cara t t ere più virile dell'eloquenza. Grande attitudine· politica . Assoc iazioni d'id~>e piu numerost e pi ù facil i. · Graude attitudine stereoscopica nell'abbracciare ad un te mpo tutti i lat; d'un problema.

Trattandosi d 'un « Elogi o~ , si può ragionevolmente supporre cLe il l\l&utegazza a bbia colorito con tinte un po' troppo rosee la co· lonua del bilancio attivo; ma l'esagerazione non dsv'essere poi ec· cessiva se il Re\"eillé-Parise. il quale non scrisse u1i « Elogio • , ma un • 'j',.aité de la vieiileM;e • , ripete su p er giù le stesse cose : " La v ie de l"esp1·it - egli di ce - .~e fait voi?· dans Il~ vie ilte.<~.«e ~ous un aut1·e u.:ipe,·t, .çans interromp1·e .yoa actirilé: il .11 a transfor·mation , il 11'.11 a point clétéJ·iomtiun. Si des p(wtes ont lien, on a fait aus si de~ CO'IJ.Ijt~étes... En p e.~ant, en estimant les ?·e~<ultat.~ a-cee sincé1·ité, pent· Ptre t1'01tre1·a-f un Pn effe! que. la 1:ietlle~<se a plus ga.gne que p e1·du -.. La, decaden za senile non sarebbe, dunque, che nna maligna leg· genda o un pio desiderio delle g iovani generazioni? No: essa è un fatt.o r eale, ma non è un fatto generale;; e•l è ·appunto il volerl o ge· nP-ralizzare che rende sospetta e orliosa la questione so lle\ata dalla. parte più avanzata dei giovani « arrivisti ». Ma in che consiste propriamente la decad enza senile, quali son0 i s uoi siut.omi più palesi , e quand'è ch' essa t'a i l suo mgresso ufficiale nella vi ca dell'uomo? A.lla prim a domt~.nda , ri spond e esaurientemente Elia Metch.uikofl n el suo marav ig li oso studio sul la vecc hiaia: studio denso di osser· vaz.ioni orig inalissime, documentat.o da minuziose ricerche e illumi· nato da q uella l uce d i pensiero ch'è p ropria dei grandi scienzi&ti e d ei grandi pensatori. Ch i -ç-ogli a averne un'idea riassuntiva, può leggere il capitolo X de« Les désltarmon-iel' de la natw·e hwmaine et le p 1·oblème de la tiWI'i »: io qui non faccio che accennare a quei pun ti, -che toccano più da 'icino la q uestio11e enunciata Jianzi. Secondo q uest'autore, combattuto accanitamente dal Marinesc<-., la degenera·

.....,

'··•Q

l:;. l ..!.•1

... ( .,,


737

QUESTIONI D' ATTUAJ.ITA 1 VARIETÀ , NOTIZIE

zione senile sarebbe dovuta all'invasione dei ma.crofagi nei tessuti, donde una lotta fra i primi e gli elementi più nobili dei secondi (cealule nervose, cardiache, epatiche, rena.li), i q nali subiscono un indebolimento progressivo e finiscono per soccom bere (sclerosi). Si ag · giunga, poi, che alla prod!uzione dell'arteriosclerosi, la quale è ta.ntn parte della necaden:r.a senile, contribuiscono poten~emeute la. sifilide, l'a.looolismo e -- nei oasi in cui queste d ne cause non sono cl imo· stra.bili- un lento av-velenama.I!to da parte di quella massa innu-merevole . di microbi, che pullulano nel nostro tubo digerente. Ri.assnmendo: nell'atrofia. dei vecchi si presenta sempre i l medesimo quadro : atrofia degli elem enti nob-i li, e lo1·o sostituzione col tessut<J connettivo ipe1·tro(izzato. Come, dunque, pretendere ancora il lampo d'un pensiero da una cellula. o da una fibra connettiva ? Quando codesta. sostituzione è un fa tto compiuto, buona notte, senatori: il cervello non è più, come diceva. il Mantega.z:r,a, il despota. sovrano che palpita sott o la volta del cranio: ma è nn timiriissim o suddito del midollo s pinale, che è l'uhimo ad esercitare una parvenza di poteré sulla nostra povera carcassa. Avviene, in scorcio, nel cerve llo, quel che avvenn e di alcune civiltà an~ichis<>ime, come l'etrusca, le q uali rifulsero per secoli e finirono poi col d ileguarsi interamente dal mondo: poche cellule connettive e pochi rud eri sepolcmli i!On le sole t racce c he rimangono del pensiero d'un uomo e d'un popolo. Inutilità d ella vita? No , continua7.ione; perchè nuovi cervelli e nuove civiltà sorgono sni cervelli e sulle civiltà. scomparse, per continua re la maravigliosa rotazione della vita sul nostro pianeta . insieme co lla rota7.ione delle nebulose e delle stelle. Nel bilancio passivo del la vP.Cr.hiaia , Paolo Mantegaz7.a., enumera i priucipali effetti della decadenz!i- senile, ma non fa alcun cennc dei sintomi. Questi, soprattutto in principi o. possono passare iuav· vertiti agli osservatori su perfìciali, anche pere h è i d ecadenti, dolorosamente consci del loro stato, s'ingegnano di nasconderli finchè è possibile, sciupando in codesti sforzi gli ultimi resid ui della loro energia intellettuale. Uno dei primi si ntomi ~ il ritardo nell'idea· zione, per cui i pensieri si sn odano con somma diffi coltà , !'IÌa nella parola., sia nello scritto, donde avviene cl!e il parlatore o ralJ enta il suo discorso (ipofrasia.) o l'interrompe d'un tratto (afra sia); e lo scrittore incespica. nella stesura dei periodi, c he vengon fuori stenti, contorti e spezzati. I n un secondo tempo, che chiamerò di dissimulazione, il ciarliero d i viene taeitnrno e lo scrittore re;;tringe gradua.ta.mente il suo lavoro, fin r·he un brutto giorno, riuscendo vano l


738

QUES'T'IONI D'ATTO .A LITÀ 1 VARIE'I'.À.1 NOTIZIE

ogni tentativo, g et.t.erà via la penna in un impeto di profondo scon· forto e rimarrà a lungo con lo sguardo fisso sulla pagina bianca, su cui le idee non possono più scendere in tantA linee nere, veloci e nitide come il pensiero. Un altro sintomo di grande importanza è costituito dai disturbi della m emoria, in special modo sotto forma d'ipomnesia, ma non di rado anche sotto forma di vere lacune mnemoniche, in cui si sperdono n om i, fisonomie di persone e il ricordo dei fatti recenti, pur rimanendo integro, o quasi, il ricordo del passato. sul quale i decaden ti si snffer· mano volentieri, rievocando avvenimenti, citando date e recitando versi, nel la persuasione di dar saggio di una memoria ferrea che ha sfidato gli anni conservando la sua freschezza giovanile : ragione per cui il vecch io è così sovente l auda tor temporili acti, come lo chiama Orazio in « De a1·te poetic(t •· S intomi d'ordine secondario sono: la facile emotività per le più piccole cause; l'ossequio eccessivo anche verso gli inferiori (meno· mazione incoscieD:te d ella p ersonalità), o nn'ecqessiva rudezza, che può giungere fino a scatti improvvisi e a veri impeti di collera. assoluta· ment~> ingi ustifica ~i; grande remissività ai giudizi e all'infiu.e11za di altre persone, soprattutto di quelle abili e astute, cbe sanno sfruttare la. situazione propizia ai loro fini; alcune volte, gaiezza esagerata ; altre volte, una tetraggine e una m usoneria, che contrastano coll'ambiente e colle contingenze della vita giornaliera. Quando comincia propriamente la. vecchiaia. ? Su quest'argomento se ne son dette d 'ogni colore e senza alcun fondamento positivo: tanto è vertl ch e il dottor A costa, che ne tratta nel suo libro su « La rnort •, s'ind ugia :;ulle età climate1·ìche deg li antichi, le quali dovrebbero cor· rispondere al periodo di decadenza fisica e intel lettuale dell'uomo e rappresenterebbero altresì una. fase pericolosa. p ~r la vita. I Greci consideravano l'età di s naran tanove anni (l:lotte volte sette, loro nu· mero cl i ma.terico) come il punto culminante dell'energia. fisica e jntel· lettuale dell'uomo, e, ne llo stesso tempo, come il principio della. decaden za: ossia, una gran fìttmmata, che dà g li ultimi guizzi rrims di spengersi lentamente. Gl i Arabi ammettevano due età climatericl•e: sessa.utatrè e ottantuno (mol tiplicazion e di nove, loro numero ca ba.· listi co, per sette e per Hove) ; e l'età di sessantatrè anni .era consi· derata così critica, che la chiam a vano il çp·an climaterico e usavano congratularsi vicendevolme.tJte q nando l'a. vevauo superata, benché sapessero di entrare nella fase di decadenza. Il Qnetelet, com e l'Acosta.. n on si m ostra alieno dall' am mettere fino ad uu certo punto, il pericolo del l'età climaterica, ed aggiu n~e

:-...

"'

<·r

.r..

' .. "·

.·:

1,_,..

... ·l "'

l ··.

....

..

•,

.·


QU~STIO:-ii D ATTUAL1'r1, VARIETÀ 1 NOTlzn; 1

che, dai sessanta ai sessan tacinq ue anni, la vitalità perde molto della sua energia; il quale concetto è megl io espresso dal Reveillè Parise, citato dianzi, che considera la vit!llit.'t. come costituita da una forza d'u.~o e da una jo1·za di 1·iserm, e ri tiene che il fatto fisiolog ico, il quale rivela la vecchiaia, sia essenzialmen te la diminuzione. progressiva della forza di riser va, così sovrabbondante nei giovani : fatto. questo, molto analogo alla deficienza di risen-a accorr1oda.tiva. negli ipermetropi, per cui, a un'età avauzata, l'i permetropia latent& e la manifesta si trasform;wo in ipermetropia as,;ol uta. Viene per ultimo Il'\ fisiol ogia burocratica col le sue tabelle dei • li1uiti d'età:., i quali, per i gradi più elevati rlc lla gerarchia dei fnu · zionari pubblici, oscillano fra i sessantacinq ne e i settantaci n q ue anni; di modo che viene a costituirsi, con questo decennio intermedio, una specie di «zona grigia • , i n cui brandel li di vitalità e scampoli di decadenza s'associano d'amore e d'accordo per d imostrare cbe la r esistenzll. organica è dotata di tanta elasticità: da permettere delle stiracoh iature di due lustri senza il minimo strappo, almeno a lla superficie. !\fa il· fa tto si è che tutte le date e tutte le tabelle relative ai limiti d'età e all'inizio della vecchiaia, per quanto necessarie alla rotazione dei pianeti burocratici iu torno al sole del potere, hanno presso a poco lo stesso valore dell'affermazione con te!! uta. n&i d ue vers1 della. nota. canzonetta : « Qu.ando l'~tOtiW Tta messo i baffi - Ha bisogno eli 1)10glie1·a » ; perchè tanto il di re : « T u hai vent'anni, perciò devi preuclAre moglie •, quanto i l dir e: « Tu ne ha i sessautaciuque, dunque non vali più una buccia di fi co», ~on due balordaggini, che non meritano neppure d'essere dist; nsse nel caffè di P eretola o di Rocca.Ci\Unuccia.. Se nel campo letterario e a rtistico, e anche in quello del\e amministrazioni private, si fosse stabilito il principio di mi· surare l'energia cerebrale colle seste, se ne sarebbero viste - e se ne vedrebbero - d ~:>lle belle! A costo di sfidare le ire di quel caro dottor Sacripante, il quale mi accusò di fare sfoggio d'erud izi one, vog lio citare alcuni esempi, del resto ben noti a lle persone Juediocremente colte, i quali provano che, segttenùo il sist.ema delle date fisst-, si corre il rischio di radiare dalla vita intellettltale un gran numero di vecchi giovani per mettere al loro posto alt.re ~tanti gio· vani vecc·hi, i quali non avran le grinze sul volto, ma le hanno nel cuore e nel cervello. Socrate scrisse a nova.ntaquattro anni il « Pa· negi1·ico di Atene :. ; Teofrasto scriss~ i snoi « CMatteri • a novantanove anni; Cicerone com pose il suo trattat.o c De .<~enectute :. uu anno prima della sua morte violen ta, ossia a sessautatrè anni; il Cesalpino


740

QU~:SUO:U D.ATTU.\LITA 1 \"ARIETÀ 1 ::\"OTJ ZIE

pubblicò a sessantaquattro anni il« Trattaw SMtle piante •, e a setta.n· taqua.ttro le « Qnestioni mediche » ; il L esage terminò il suo immor· tale « Gil Blas » a sessantasette anni ; il Goethe continuò a scrivere anche dopo gli ottant'anni; l'Humboldt, già presso ai novant'anni, pubblicò il quarto volume del suo c: Co.~mos » ; l'anatomico Duverney a ottant'anni si fece applaudire come potente orl\tore nell'Accademia fran·~ese: la S s.~.nd, ne' suoi ultimi racconti, scritti dopo i settanta a nni, non mostra la minima fiacchezza nel suo poderoso ingegno e neliR. sua feco nda immaginazione. Non p roseguo nella lista interminabile per non provocare i ragli dì protesta de' miei soliti censori, e non parlo neppure di Cesare Cantù e di Giuseppe Verdi, i cui nomi son noti anche ai muriccioli; ma non è lecito passare sotto silenzio, facendo un passo indietro, il nome del Fontanelle. celebre letterato e scienziate. trancese, il quale, dopo gli ottanta, scrisse e pubblicò libri su libri colla fecondità di un su peruomo di trenta, e morì centtmario colla penna fra le dita come Platone. E cito il l" o~tanelle non tanto per la sua longevità produttiva, qua.nto per ricordar e qui un suo aforisma., che s'applica con eguale giu· stezza ai giovani e ai vecchi, ma i n special modo ai primi : «La salute - egli ammonisce - è qwdt'1mitcì che (et valere tntti ,qli ze,ri àe/l(t t:i ta. ». Gli innumerevoli zeri. di cui si compone la società, sanno dunque perfettamente quel che debbono fare per divenire, senza il minimo sfor~o d'ingegno, a ltrettante cifre colossali, che non riuscirebbe a. leggere neppure un r agioniere : far poco o nulla., consultare il «Re nei cuochi )) (non però in questi momenti), e aspettare pazientemente una veu tat.a della. fortuna, la. q ua.le li faccia mulinar com Q foglie pochi paJmi al di:;opra della gleba, loro giaciglio naturale. La guerra, come ho già detto con altre parole, fa mulinare un gran numero di coteste foglie, perchè an0h 'essa, per molti, è una ven· tata della fortuna: fogli~ verdi di giovani superuomini, che si li· brano superbamente nell'aria, e foglie secche di vecchi decadenti, che, dopo un \Oio brevissimo, ricadono sul terreno. E sia pure come vuole il fa to, contro cuÌi, come di ce Dan te, non giova dar d i cozzo ; purcbè però un b~l giorno la folla, stanca del trionfo verde che le turbina sopra i l capo, non :;i decida a raccattar le foglie ingiallite per porta de solennemente nel tempio di Giove Capitolino. Dopo aver tanto chiacchierato, non concludo. I lettori ohe mi hanno compreso, concluderanno facilroeute da sè stessi; quelli che oggi non sono penetrati nel mio pensiero, ripongano quest'artieolo nel cas~etto della loro seri vania per rileggerlo molto più tardi.


QUESTIOSl D'ATTUALITÀ 1 YA RlETÀ 1 NOT1Zl8

741

Forse allora., se pure avranno rinunziato alla. dignità di superuomini, intenderanno subito il senso e lo scopo di queste pagine d'un decadente.

Roma, agoilto 1Y l R. EDMONDO TR O ~ Bt>TTA .

N . B. - Sappiano i lettori ch' io composi buona. parte di questo artieolo col cuore straziato da U!Ua ternbile sventura. Il mio unico nipotino, un angioletto di sei anni, che porta va il mio :~tesso nome e <:he era tutto il mio amore, colpito da un morbo crudele, s(;esb in quel sepolcro dove io avrei dovuto e voluto precederlo. Cosi si spiega la. profonda amarezza, che spira in qualcuna dì queste pagine. E. T.

Tl nostro m rettore è stato colpito all' intp1·o ~<t;iso, netta pie,tezza detta .~ua attitità, dall'atroct dolore tlella p erdita dell'unico 11ipoti1w, di 11ei anni, che portava

lo stesso suo nome. Il piccolo Edmondo em di venuto il ptwto di coincidenza di l!dti gli affetti famiglia1·i; la sua ca1·ezza festosa co.stiluitx.t o,·,,wi pel .Non1w t' indispensabile delizioso sollievo 1letla intensa operosità quotidiana e nell' inf'arttile sorriso "1Jli go~~;a la continua riviviscenza dei (antasilni di bellezza, ond'è plasmata l'anima ~ua. Al grande dolore sia eli COII/'orto la lotta p el co1nune gmnde ideale sauitarioe. il .wmti?·si da 1n·esso 1 compagni t.naci nel la'!;oro e nella f ede .


'742

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE BlOOliiPENSE al valor mUltare per la oampagna dl gaerra 1916- 1918.

MEDAGLIA O! BROXZII,

Decreto luogolenenzia!e 7 (eMn·aio f :J 18. 4 55. Artsor·r Domenico. da Selvazzan o Dentro (Padova). sott otenente mE-dico complemento r ege;imo;nto fa.nteri >l. - A vendo saputo che un ufficiale ed un sottu fì'i ciale erano stati gravemente feriti, con ammirevole sprezzo del pericolo e con alto sentimento del dovere si reca.,-a sollecito sul pos to attraverso una zona intensamente battuta dalle bomha.rde n emiche per adempiere alla sua pietosa opera. - Mo nte Nero, 4 giugno l!H7. 4o6. AnHIGO:-<r Ccn·lo, da Pavia, tenente medico reggimento fanteria. - Uscito volontariamente dall'ospedale, non ancora guarì to, raggi ungeva il proprio batt:~glione all' ini zio dell'azione e prestava la su a opera in un posto di medicazione m olto esposto al tiro dell'artiglieria nem ica, dando ripetute prove di comg gio e di spirito di sacrificio nel curare premurosRmente numerosi feriti. - CRrso, 1-1- lo maggio 1917. 457. BAHSAX'I'I .Arnaldo, da Lucca, ~;ottoten ente mPdico raggruppamento bombar· dieri, ... gruppo. - Dopo di a ver prestato con zelo ammirevole la sua opera ai milit11-ri del gruppo violentemente bomhl'lrdato dall'avversario, si s pingeva fin nelle trincee di prima l inea per curare i feriti di un reparto di fanteria, rimanendo col pi to a morte. - Nad Bregom, l • novembre 1916. 468. BllllGNANI Empedocle, da San Donato di Ninea (Cosenza), tenen te medico complemento sezione s ani ti!. - Nonostante l'in tenso tiro dell'artiglieria n~­ mico con granu.te di grosso calibro ed a gas asfis~ianti, a.ttende•a con grande zelo alla s ua pietosa missione, conservando sempr!:l la ma!'sima calma di fronte Rl pericolo. - Monte Saboti no, 1-1·18 magg io 1917 _ 4o!J. <: A~HJSSI .Vario, da Busseto (Parma', tenPnte me·lico 1·eggimento fan teria.Si offriva volon tariarneot.e di recarsi a prestare l'opera sua a cinque militari d i altro settor~ r ìmi\St• gmvemente feriti dR. schegge di granata, attraversando, di pieno g ìomo, un lungo tratt o dellt\ fronte, s otto il violento t iro di interdizione nemico. Costante esempio di vir tù militari e di elevato spirito di sacri ficio. - Megleuci (ì\facedonin Serba), 7 mnggio 1917. 1GO. CL.A ttA Pifade, da Spino d'Add a (C re mona), tenente med ico complemento ospe· daletto campo. - Sotto il viole nto fuoco dell'artiglieria nemica, che colpiva più volte l'os pedaletto da campo, sprezzante del pericolo. continuava con calma a medicare i feriti, dAndo bell'esempio di altruismo e di alto sentimento del• dovere. - Gorizia, Hl maggio 1917. 461. CoLOlrllAH.~ Gr1itlo, da .Morbe llo (.A lessnndria.), tenent e medico reggimento fno teria. - Be.n cht> una g ranata n emica avesse danneggiato- il posto di medica· zione, u ccidendo e ferendo alcuni soldati, con t inua va. sere11amente ho l'U&. pie· tosa opera, riu ~ctmdo con serena fermezza a dis impeg uare completamente il suo !'er v-izio: bell'e.~ernpio di abnegazione e di al to sentimento del dovere,- Conca d ì Meglenci ( Macedonia Serba), 9 m~ggio 1917.


i'J·.n JL LlllRO D'OliO OE:I. CORI'!\ S,\NJTAJI [I)

MI LJ'rAHE

7413

462. DaG.XA / ,11i_qi, da P:t,·ia, ten en te med i<!O milizi•l territot·i:d e, uf!ieio sa.uit:\ d ivi,;ionu. - Coadiu\·ò molto ~ffiCftcemeute il suo superiore, ac~•)rrenc!o in lo. calità. espo<t.· al tiro uent ico per ·assicurari\ il r egola r·s fn:tt.ion:~omeoto .i.•l :-<Cr· vlzio sanitario, dando pt·oyn di corag g io, di nlm•1 fl di abil · t.''· o.J :ttL•·ndeud,l ..:E>rennrneu te alla cur,, ,,..,j f,.r· iti. nuche ' !U uto!o i prni«ttdi nemici cad•Jvano u .. i Jll'• -;:;i (j .. IJ:t Sezioue - Gonzi.t. l~-l7 uu g~iv W 17. 4 >i3. D~: t.J.A V.ULS P aolu, da :-;,r,ol i, r•api t 11no n.eJi.;v r~~g imento fanteria.- J n cur:tnt.. de l nutrito fuo<"o della fu <'ile r ia P. d~:~ll'art iglif'r in nemica, dimostrò grande att ivi tà, cn r-rg ia e coral!gio m: l di ri ger e il S~J·v iz io sanitario di !lrim:l liuea, ott1mendo che nessun funto del reggi mento ri maue~~e privo delle necess.tri e r:u r e. - Mon te Rf'i Busi, 28 settembre 21 ot tob re 1!115. ·16-!. DE PAou1l ar io, dn. Genovl\,aspirnnt<' utneiale ruer1ico regr:imeuto fant('•·ia. Durante il violento impe rvet·~ar<J delle artiglierie nt!mi clH>. di ~ua ini:r,iativa, p~ r molte o re d1 seguito, medica n, i feriti all'a pPt·to, eou manifc;o;to pericolo, da ndo utac;nilico e;;empio di calma a di CIH'tH~gio - Gorizia, 1':? ·1 ~ maggio 1917. ·11);:,. Fr.l:t:AI' •\ J{t•l'l'ltrio, tla ~:u1 ::llnug-o ;;ul Calore (A,·.:Il ioo). ten•'ttta weJi,·o nri liz ia L•· rritt•r Ìid« r l'ggituento fant~:ria . - Dirigeun~ del po~to f\\'!lll7.1\to di medica:~.ioral in zoua battuta Jall'm·tiglierin nemica. di<.;i •npeg,av:t con vero spi · rito d i al•ncgazione i propri doveri . Riu,;ciLo impol"•ihil!l il tr;,spol'tO dei i'o}riti gra\'1 , sprezzn.ute dul pericolo. si rflcava :>ol lecitalltl'.,Le a curarli, dirno,:trawlo eu<Jrgin. e corag~ioso spi ri to di llllrui!'mo. - Cnrso, 1•· 11 \)VOm br!;} l !Il G. 4G6. GutELI.f Carlo, da Sau Pier d'Arena (G enova), i<ottoteneute medico rdg~ i­ men to fanter ia. - · G iil. di;;tintosi iu altre circostnuze per la ealmo. e l'arJi. mento dimost.rati nel socco rrer~ i ù•riti, s i oll'ri spontuucamt-nte d i reca1s i in un poscu avanzato di nll!dicazior.e, adempiendo 11uihueote h~ sua pieto!'n mis :-in ue Mou t!l Sa.nto, 28 mag~io lfJJ 7. •l• i7. :.TARA I J•,wto Huberto, da Pozzoh·n~o (l3resciR:. ten1•nte medico reggnuDnt.o faute•·ia. - Be nchu un n g ra nata net uica avesse dnnnel!giato i l po!'tO d i m <l · dll'nzione, uccidemlo e ferendo ah:uui ,.,oldati, cuntinuaYa sen·uu m • 11ìu la :<tm piew.~a opera, riu~;cpudo con serena fE:nn1·ua a d ii<illlpt-gnarP il suo :-et rizio IJL'II'esem pio di ahut'gazione e d i a 1t o sentimento del dovere. - Con ca di :.re; ~lt>nc i (:Uncedon ia Scrua), l:! maggio 1!117. .tr:::. :.1 ETAFUN&.Co1Ta.do, rla Nardò (Le~ce), tenente medico complemente o!'pe•l•\letto crLmpo. - Sotlo il violento fuoco dell'artiglieria 11emica che colJ<iYu più voltt:l l'ospedaletto Ja campo, con alto sentirueuto del dovere e serPno corag· g iu, co ntri Luiva ~flicacomente a m autenere l'owline e la cnl ma tra i mili:lar i 1·ico\'erati . - Gori zin , 20 maggio H/17. 0 4UU. ['H CACETA France!!CO, da Corato (Bflri), tenente medico complemento sezion sauit:<. - Con attività e competenza coatliuvò i l proprio capo se1·vi zio nella cura a nello sgombero di n r.:mero<:i ferili, prest:tndo ininlerrottam11nte l'efticace op"ra sua in località costantemeut~ battnb dnll'artiglierianemie!l, bell'esem · p io d i ser enitiL e di coraggio. - Carso, :?~!-27 rnaggio 1~17. 470. H E:;GA Filif'JlO, da ?llaJd,doni (Casel·ta), ca)'itnno mNI Ì<'O ~~' ruaml:;n!n sr:~.ione ;.a nità. - Sotto il bombardamento nemico. che •·olpi\'lt in JIÌeno la f-t l'i< ne di !'anitil, diede pro\'ll. di E\i't>lllplare c01·aggio e di abm' gn.t.iouP. 1·ron·e·l•ndo nilo sgo mùero td alla mt'fli t:!~;(ione dt>i feriti ~;d iucoraj!ginn•lo CIJtt 1 ' !·~1 111)•io i di· p1mdenti n (:o•npiere le !or" ma.nshmi. -Gorizia, :.l:J noven1hrr l!llli . 471. RtNALDJ Pietro, <la R oma, cupitnno medico Sl~zione saniL:\ . Comnndan to interinalo di ttna !:'ezionc cii s:Ln ità di,..locata iu pcsiziCLl" u,·:u.z uta "f•ltla so


744

PER Il. L!DllO O'OH.O DK!, CORPO SANiT ARIO !lllLITA LH~

gno più volte al tiro nemi co, dimostrando coraggio e fermezza d'an imo, infonrleva nei suoi di penden t t la calma necessAria, pe r il r egolare funzionamento d ell'•mporlaute ser vi zio. - Gorizia, 12-11 maggio 1917. 472. KALOMONr.: Franc-esco, da Stigliano ( Pottln?.al, tenente medico sezione sanità.. Esempio costante ai suoi colleghi e Jipeudent.i di ardimento e coraggio, seppe t rionfare piu volte di ogni piu ardua diffi<:oltil. con evid ente pericol.o e di· ,::pre?.zo della propria vita pur di compiere degnamente il proprio dovere. i::!an hl a.rtiuo del 'Carso, 11 agosto lOlG. 47:1. \'AN:-;r Gi11o, da Fir enze, t enente medico complemento s~zione sn.nità.- No· nos tante l'intenso tir·• dd l'artiglieria netnica con g ranate di grosso calibro od a gas asfissianti, att1111dt-v:1 con grande zelo alla sua pietosa missione, conservando ~empre · la mas,::ima calma di fronte al pericolo. - Mon te Sabotino, 14-18 maggio 1917. ·17 t V&RONESb: Carlo, ila Rovi go, leuenle medito complemento sezione sanità. - Gia distintosi in quindici m t ><i di gueJ tR per zelo, coraggio e spir ito di abnegazione, dava bell'esrmpio di arclimt>uto e di attività nel soccorr ere i feriti in zone battute dall'su tiglieria nellli ca e nel ricono>;cere i' posti adatti per l'impia nto delll\ sezione di sanità . - Vol nisce-Gori zia-San t'A ndreo, o-2fl agosto 1916. D ecreto luogotenenz iu.li~ 3 ma1·zo 1!J 18. 475. An ~ !'lf.O }'ranresco, d~ Pescopagano (Potenza), <·apitano medico complemepto ~eggiruPnto fan teria. Direttore del servizio samtar io d i un. r eggimento forif'•uen t:• pro ,·ato, sotto furiosi bombardamenti, manten ne disciplin ata ed effi· cace l'opera d t: i s llo i dipendenti, d ando esempio di serenità. e di alto sentimento del d overe - Nad -Bregom, 2iJ.2G maggio !917. 47•). BEt.r"O!dO Emamtele, da Bari, tenente medico reggimento fanteria. - In vari combattimen t i, dette ìntell ig:emeute l'opt> ra sua. alla cura di numero:~i feriti. Durante un con trat tacco n emico, riunì mi litari disporsi, r imandandoli sulla linea <;lei fu oco, - Carso, 23-27 maggio UH7. 47i. Bmwzzr .4-'lilio, eia [lla ~i 1Verona.), tMente medico reggimento fanteria. In mom Pnti di grave difficoltà. per la violenta azione del nemico e per la qnan· tità dd feriti, dimostr-ò in vari combattimenti serenità, ener gia e noncuranza del pericolo, nonos tante fosse battuto più volte il ricovero Ilei posto di medicazione e ne crollasse una par te per effetto delle artiglierie avversarie. Esplicò anche la massima operos ità nello sgombro sollecito d ei feriti e dei morti. !-(un Marco di Gorizia, 2[1 maggio 1917. 478 CAPP~: l .LO Felice, da Padova, sottotenen te medico r eggimento fanteria. Fin dall' i n i~ io d ell'avnn~a.ta del battaglione cui era addetto. si portava col suo po~to tii meJ icazione in luogo molto p rossimo alla. pri,m a linea, e sempre s-eguiva i l n1p nrto a bn~visstUlll distanzs, noncurante <lel pe ricolo per l'intenso bombar· damento n cmlco, prodigrmdo le sue cure con sollecitudine ed amo·e ai feriti d el suo hattagl iou u e dei rE-pa r ti victui. - Castagnevizza, 23-27 maggio HH7. 479. CARLUCCI R affaele, da Calabritto (Avellino), capitano medico sezione s a.n ità.. - Primn quale comandante di un raparto di una se~ione di san ità e più ta rdi quale comandante della sezione :;te,;!'a, dette continua prova di coraggio, elcvnto I'<Pntirnt•nto del dovere ed abnegnz io ne, es plicando la pietosa opera sua sotto il fuoro nemico, sempre sprezz11.nte del pericolo e preoccupandosi soltanto dell'~ts;:istenza ai feriti. Quisca1 20 maggio-20 giugno, Podgora.-Grafemberg, giugno; Gorizia, agosto ; Kum, settembre 1916. (Continua). (343:!)- Jl.oml, t9 t8 - Tìp. E. V~;:hera.

L DIGI PAL III EI\1 gert'lllf

• t

•

ll ''


..

-

•

, •


GIORNALE DI MEDICINA MILITARE · ------------ ~ ------------

Dlreùoae ed Ammlnlstnzfoae: Palauo del MJJlfst- della Oaerra. Vb XX Settembn. Boma

CONIHZIONI DI!ABBONAMENTO. 1° Il Giornale di med·i cina militare ai pubblica l'ultimo giorno di ciaacUil meMI, in fascicoli di cinqutl fogli di stampa. 2° L'abbonamento è annuo e decorre dal 1° gennaio. 3° 11 prezzo dell'abbonamento è: Per l'Italia e Colonie. L. t t , Por l' Es toro. "; t<>,in Italia . Un fascicolo separato costa t,50 all'Estero • Il supplemento contenente l'Annuario } in Italia • del corpo 8anilario militart costa • ( all'Estero 4° L'abbonamento non disdetto prima del 1° dicembre s'intende rinnovato per . l'anno successivo. • 6• I signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l'im· porto dell'abbonamento por mezzo dei rispettivi comandar. ti di corpo (anche a rete mensili). . 6° Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammeseo un abbon o.mento cumuluilvl) al Giornale di medicina militare ed agli .Annali di medicina naNlt e coloniole al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbonati del Giornale di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6 all'ammi· niatrazione degli .Annali (presso il Ministero della Marina). 7° Ai librai si fa lo sconto 'del 10 %. ma soltanto per gli abbonamenti delle persone e degli enti non militari, che non possono fruire del~a facilitazione di cui ai numeri 6 e 6.

., . o • •

•

~

• •

NOR!\1E PER LE PUIJBLICAZIONI. 1o I lavori origino.li, le note, le riviste dattilografati o scritti a run.no devono occupare un solo lato del foglio ed essere accuratamente riveduti dagli au· tori. Si fa speciale raccomandl\zione che quelli ecritti a mal).o siano ben leggibili, per modo da evitare ogni dubbio d'interpretazione. In caso contrario, la Direzione ai vedrebbe costretta a sospendeme la pubblicazione. 2o Durante il periodo della guerra, la correzione delle b ozze sarà fatte dalla redazione, anzìchè dagli autori, per L OIÌ vincolare il lavoro tipografico agl'inevitabili ritardi postali. 3° Fincbè ' perdurerà il costo eccer;ionale della carta, i lavori degli abbonati non dovranno oltrepassare le 15 pagine di stampa; quelli dei non abbonati, le 8 pagine. . 4° Le spese per gli estro.tti e quelle per le tavole litografiche, fotogra6c.he, sec., che accompagnassero le meroorie, sono a carico degli autori. 5° Glì estratti sono di due tipi: - Tipo A.. Con copertina in bianoo, eonza frontespizio, e colla impaginatura e numerazione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. Agli autori delle memorie saranno concessi gratuitamente 50 estratti, tipo A. P er coloro che ne dettiderasaero nn numero maggiore, il prezzo è regolato dalla eeguonte tnriffa :

Pre z zo di ciascun fo gHo di stampa TIPI DI ESTRA TTI

Tipo A Ti po B

. . . .

. . . . . . . . . . . .

...

NUMERII DELLE COPI F.

~·

teo

7,50 t2,50

1018 -

1630 -

PPr ogni ceulinait

oltrf' 100

.. 6 12-

Gli estratti minori di un foglio si contano come foglio intero 'per le ordinazio oi di 100 estratti o meno. . P er quelli che superano nn foglio, le frazioni in più, che non superano il ma.se foglio, si contano come metà, purohè però l'ordinazione non sia inferiore a 50 cop~. 6"1 manoscritti non si res~ituiscono.


TAVOI

1 1.

ftOURA

Fotogr vascolar l' anast< Al ricco circolo

fil.'

iografica della rete arteriosa del piede dimostrante il differente svilupJ 11terno e alla periferia della gra nde arcata arteriosa risultante da della pedidia colla piantare esterna. n di questo grande campo arterioso le anastomosi hanno uno svilupJO mero ma povero per il loro volume; ciò che dimostra la povertà d

erale nel campo calcaneare e metatarso falangeo.

~<~ ~/""""' r~~,2._, R.

~,.,_....v ,-<H-t~~....,

r ~~loJ.,...,


'(

~

l

d


TAVOLA IV.

Radiografia N . 3375. Soldato : D oR o N 1 L u 1 o r. Letto ~ -

Co ng e lam e nt o d i 3° g r a d o b i l a tc •·~ll c.

f iOU RA

IV.•

~~ ,.;;v ~~/~/""'"~~.v ~ ~1\, /"~ r~.

,

... -


TAVOLA V. fi GURA

V.•

Sezione del fascio nerveo-vascolarc tibia/e a!lteriore, preso al terzo illjeriore, a 5 ce!lt. circa sopra at focolaio eli congelamento. Soldato: RENEst RoMoLo. Letto l'l. 31.

Congelamento di 3° grado ad ambo i piedi.

l. Arteria tibiale anteriore affetta da endo-enterite obliterante. 2. Vena tibiale anteriore pres. sochè trombizzata del tutto. 3. fasci del nervo tibiale anteriore al cun i normali, altri con lievi al!erazioni.

Colorazione : Ematossilina, ed eosina.

Qçulare 3, obb. O. K.

VI." Sezivne de/la tibia/e anteriore presso il focolaio di congelamfnfo. fiOURA

Soldato: RF.NESI RoMo Lo. l ruo N . 33.

Congelamento di 3° gr·ado ad ambo i piedi.

Sfa lda111e nto de ll' intima.

Colorazionr : Eo; ina, ematossilina e orccina Ocu lare 3, obb.'"" 3 K


TAVOLA VI. fi GURA

VJI.a

Sezione dell'arteria peronea a 10 centimetri dal focolaio di congelamento. Soldato: G eLATI O uou eLMO. Letto N. 16.

Congelamento di 3° grado ad ambo 1 piedi.

Trombo laterale; addossato a una parte della parete.

Colorazione : Orceina, acido picrico. Oculare l. Obb,,·o 3 Kor.

fiGURA

VIJ J.a

Sezione dell'arteria tibia/e anteriore, presso il focolaio di congelammto. Soldato: GeLATI G uoLtELMO. Lctro N. 1().

Congelamento di 3° g r ad o bilat e r a le. Frammentazione delle fibre elastiche della rnem· brana interna.

Coloro.zione: Eosina, ematossilina, orceina. Oculare 1. Obb,,·o 7* K.


l l

TAVOLA VII.

fiOURA

IX.a

Sezione dell'arteria tibiale anteriore, presso il focolaio di congelamento. Soldato : GeLATI G uouELMo. Letto N. 16.

Congelamento di J' grado ad ambo i piedi.

Formazione di due trombi laterali.

Colorazione: orceina e acido picrico. Oculare l. Obb. 3 Korz.


T A.VOLA VIli.

fi GURA

X.a

Sezione della vma tibia/e anteriore presa a 5 cm. sopra al focolaio di collgelamento. Soldato : R ENESI RoMoLO. Letto N. 33.

Congelamento di J 0 grado a d ambo i pie di.

Occlusione quasi completa del lume vasale. Alterazione di tutta la parete vasale.

ColoraziOfl.e: Ematossilina ed eosina . Oculare 3. Obb. 3 K.


TAVOLA IX.

fiG U RA

XI.n

Sezione della vena tibia/e anteriore presa a IO cent. dal focolaio di congelamento. Soldato: G ELATI OuouELMo. Letto N. 16.

Congelamento di J 0 grado ad ambo i piedi.

Trombosi completa del lume vasale.


TAVOLA X.

f iGURA

Xli."

Sezione delL' arteria pedidia, presa qualche centimetro sopra il focolaio del congelamento da un moncone d' amputazione. Infermo congelato di Jo grado. Ospedale Seminario. Operato dal o~nerale Medico Ispetto re B o :<O>IO Comm . L OKISZO.

Occlusione dell'arteria.

Colorazione: Ematossilina, eosina e orceina. Oculare l . Obb. 3 K.


TAVOLA Xl.

XIIJ.a Fotografia di un pezzo anatomico di piede congelato, disarticolato a livello della linea tarso-metatarsea. fiGURA

Operazione eseguita dal Generale Medico Ispettore BoxoNo Cornm. LoRKNZO.

L'avampiede in conseguenza del congelamento, era ridotto, fino alla linea tarso-metatarsea, nelle condizioni riprodotte nella fotografia.

l.

l

L Benchè persistano i metatarsi in tutta la loro lunghezza e le parti molli sino a metà circa di essi, pure il congelamento ha leso tutti i tessuti, fino alla linea tarso-metatarsea da noi indicata, quale limite superiore della seconda zona invasa dal congelamento (zona metatarsea, o zona dei vasi medi). Dalla adiografia riportata nella figura Xlii si ha la conferma di ciò. fiGURA

XIV.a

Fotografia del pezzo anatomico, come alla figura Xlii.

-J


TAVOLA XII·

fJOURA

XV.a

Radiografia del pezzo anat,omico di cui alle figure Xlii e XIV.

La rarefazione dei metatarsi giunge fino all'epifisi superiore cioè alla linea tarso-metatarsea da noi indicata quale limite superiore della seconda zona, zona metatarsea o dei vasi medi, invasa dal congelamento.


TAVOLA XIII.

ftOURA

XVJ.a

Soldato: RENESt RoMoLO. Letto N . 33.

Congelamento di J 0 grado ad ambo i piedi.

l

Da questo infermo, il cui congelamento è giunto alla linea bimalleolare, furono fatti i preparati microscopici di cui alle figure V' , VI' e X. •


TAVOLA XIV.

fJOURA

XVJI.a

Soldato: GELATI OuouELMo. Letto N. 16.

Congelamento di J 0 grado ad ambo i piedi.

1. Il congelamento ha qui colpito solo la l ' zona (zona falangea o zona dei

-vasi piccoli. 2. Il congelamento ha colpito anche la m· zona (zona tarsea, o zona dei vasi più grandi. Da questo infermo furono fatte le sezioni microscopiche di cui alle figure VII", VIII", IX' e Xl.'


TAVOLA XV.

ftOURA

XVIIJ.a

Esempio di cotzgelamento della prima zona del piede (zona jalangea o zona dei vasi più piccoli). Infermo : fRAStNOARo fRANCEsco. Letto N. 9.

Congelamento di 3• grado al piede destro.

La linea falango-metatarsea da noi data come limite superiore. La 1· zona corrisponde esattamente alla linea di demarcazione fra la parte colpita dal congelamento e la zona superiore sana.


TAVOLA XVI.

flOURA

XIX.a

Esempio di congelamento della Ja zona. Infermo: fERRANTE fRANcEsco. Letto N. 42.

Congelamento di J 0 grado al piede sinistro.

'

l

t.• Il congelamento ha colpito la J• zona (zona falangea o zona dei vasi piccoli). Comincia a formarsi evidente la linea di demarcazione fra la zona colpita e la superiore non colpita.


TAVOLA XVII.

fiO URA

XX.a

Esempio di congelammto della Ja zona in stadio di riparazione. l nfermo : OrANNINI MARIO. letto N. 24.

Congelamento di J 0 grado al piede destro.

l. • Il congelamento ha colpito la I·' zona (zona falangea o zona dei vasi piì1

piccoli) fino alla linea falango·metatarsea.


T A VO LA XVIII.

fiOURA

XXJ.a

Esempio di congelammto esteso anche alla 2" zona (zolla metatarsea). Infermo 1 Soldato MrcEu STEFANO. Letto N. 18.

Congelamento di 3° grado al piede sinistro.

1• limite della 2' zona, linea tarso-metatarsea. Si noti che anche il calcagno per la sua poca nutrizione sanguigna (è irrorato dai soli rami arteriosi terminali) è stato colpito dal congelamento.


TAVOLA XIX.

fJ OURA

XXII. 3

Esempio di congelamento chf ha invaso anclze la lfn zona (zona metatarsea o dei vasi medi). Infermo : Soldato. T AROZZJ O•usEPPE. Letto N . 30.

Congelame nto di J 0 grado al piede d estro.

Il congelamento ha colpito anche la Il' zona, fino alla linea tarso- metatarsea.


TAVOLA XX.

fiOURA

..... ~ .,

XXIJJ.a

Esempio di congelamento del piede destro esteso alla uazona (zona metatarsea o dei vasi medi) e del piede sinistro esteso fino alla 1/Ja zona (zona tarsea o dei vasi più grandi) . Infermo : Soldato VENTURI DANIELE• .. -. --.../i\ -.- .. " -~ \.

.

Letto N. 13.

.....

.

Congelamento di J 0 grado ad ambedue i piedi•

'

1. • Nel piede sinistro il congelamento ha colpito anche parte delle ossa della 111· zona. (Persistono parte del calcagno e l'astrogalo). 2 . • Linea tarso-metatarsea, limite della 11· zona. Il congelamento si è limitato nel piede destro, alla Il" zona.


TAVOLA XXI.

fiOURA

XXIV.a

Esempio di congelamento esteso alla /Ifa zona (zona tarsea o zona dei vasi più grandi). Infermo: Soldato OuFFANTI GIOVANNI. Letto N. 1.

Congelame nto di 3° grado ad ambedue i piedi.

Il congelamento ha colpito anche la 111 ' zona (zona tarsea) fino alla linea bimallcolarc, da noi indicata come limite superiore della III' zona.

A destra il piede sta staccandosi spontaneamente a livello della linea bimalleolare; a sinistra si è già spontaneamente staccato a livello della stessa linea.


TAVOLA XXII.

fJOURA

XXV.a

Esempio di congelamellto che ha colpito anche la /1/0 zona (zona tarsea o zona dei vasi più grandi. Infermo: Soldato GuFFANTJ GtovANNr. Letto N. 7.

Il congelamento si è a rrestato in ambedue i piedi, alla linea bimalleolare da noi indicata come limite superiore della Ili' zona. foto~rafia

presa dopo il distacco spontaneo d'ambo

piedi.


..,

·~

•• ,. • r. ,.

·...:.. . ..


J()f

GIORNAI-~l~ l)l

N ED ICI N A MI.LI'l1 ARE Pubblicato dall'Ispettorato di Sanità militare Giornale di m.cll cina m illla re : 18&1-1884

Giorno lo med(co del Reclo E .. rcilo • dello Recla Mori no ; 188&· 189~ Qlo rnale medico d .. R ecJo Ea.orolto : 189 6 -190 7

• ANNO LXVI - 1.918

'' .!

,.

~··

.

•

.l

.·

se:::> sETTEMBRE

FASCI COLO

lX

. OJRETTO~E:

Prot. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico. ~EOATTORI

CAPI: Prof""' .\LFIIEDO BUCCIANTE, ten@.nte co- ,~1 Dott. ARTURO CASARINI, maggiore me\OlllleUo medleo. ~~ dieo. . COmiTATO DI

f

•t

t

l

~EDAZIOI'(E:

Do&t. DUWO BALESTRA, maggiore medico Prof. GIOVANNI MEMMO, tenente colon• Pro(. CESARE BARILE, Id. Id. ' nello medico Prof. ALFREDO BEVACQUA, Id. Id. Dott. GUIDO MENDES, maggiore Id. Prof. ROSOLINO CIAURI, Id. Id. . Prof. ANTONIO NIEDDU...SEMIDEJ, eoDo&t. PLACIDO CONSIGLIO, Id. Id. lonnello Id. Pror. FERDINANDO DE NAPOLI, tenente Prot AMEDEO PERNA, tenente eoloneolonnello Id < nello Id. Prof. GIOVANNI GRIXONI, Id Id. ~ Prof. SERAFINO RICCI, Id. Id. Prof. GIOVANNI BATTISTA MARIO'M'I- Prof.ALBERTOSANTAMARIA,IJllllgforeld. Dott. GIUSEPPE TERRA·ABRAMI, Id. Id. BIANCHI, Id. Id. Dl.HEZ I UNE ED AMM!NI S TRA Z ! CJ N .C:

ROMA. - Palazzn del Ministero della Guerra· Yfa ~Settembre- ROMA ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~--

Per le lnnrzionf di pubblicità rivolgersi dlrett.amenfA• all'Ufficio delea~to a tale servizio _ Rome-_ tatltuto Nazionale di Pubblicità e Informazioni, via Poli, 43-47 - Telefono 77-86.

L.

fiF Per le nuove norme circa le pubblicaT.iooJ del lavori Tedi copertina (ii• pastna).


SOMMAHIO

.lllto:.Oill•:

Gì IIGppe Clrl•olone. -

l

t•Rtf.ill'l-'1.1 .

l tn·um'liOSi ncii'F:screl O

. P•1· ilo

L1renzo BòAomo. - Patog~ncsl <rasa le delle lesioni na congelamento. Cootr!outo alr~ D&tomla patoloJica rlei cougclamt·nti . Gu ido Tizzoni e Pietro 1'8rrucol. - Intorno al potere immunizzante ciel siero &ll titetanìco la uso preS$0 l'esercii<~ austriaco

• 7H

Il nucleo ehlrm,;ieu n. 2 e la ~ua alttvitl alia r~onte

• Hl

b lat lde Mattoll. -

Ottorl•o Ulfrecluzzl. - Sulle ferite extraperlloneali delrlnlestinll Aualmo Sacerdote. -

Sulln valutazione medleo· legale delle psleoralie nei mìlit.arl

Alberto Anazcttle Guglielmo lllanolenl - Alterazioni prodotte sull'organi~mo da una im· provvlsa e fortissima variuloae della pruslooe atmosferica

..

• iil

1d'

\

!j.....

l

•

.. .. ''l

i'

• ~ •. ò

'1f,-.r

. '"

~~~.l

...

r ·•' •

• 161

L..~~

,.

1

1.,.>~

QUESTIONI llATTUA LI TÀ, VARIETÀ, NOTJZIK.

i~~ l

~

TNMbttta. - Il pensiero dell a mu• te

l

~~ ~ .r~·~

PU IL LIBRO D'ORO DKL CORPO SANITARIO WII .ITARI':

• 8!6

~

·l

..•.,, l

PARTit UPP'ICIAI.E

.,

.." •

l

•

-~1

•l Ì•'l ~••1

••

".

'' ·

't

••i

~

'l


' r

lVf E MORIE · ORIGINALI ----- ----------~--~----------------------------------------

[ TR AO( )~1AT()S[ NE LL'ESEl~OI'rO Xvtll critica del prof. Giuseppe Clrinclone, direttore doli:\ clmic:\ oculi.,;tica della R. [uiversitll di Roma

.·• ., '

..

., ,l

..

48 - (;ion 111ù d i mediema militare -

l

l

' .i

_ ;

Una ml:mm l'o;;i radicale, come quella adottata dal Ministero della. ~uerra, d i i neorpora re nell' Esr rci lo i tracomatosi, ha raceolto, eome era pn>vetliuilc•, eal oro~e approvazioni da. tlll lato e recriminazioni dall'altro; fortu11at;unente, per il buon S••nso paesano, le p rime hanno ~npPratn lt: seconde. L e voci Jiscurdi son;) state da prima espresse t imidamente, quasi sottovoce ed in m orlo dubitat ivo, poi gr!'l-datamente hanuo ac([llÌ:;t.ato tono ed tu·di re, ollorchè, ai dis:;enzio=nti per principio, si son? aggiunti i d issenzienti per in t.eJ·csse. Un~rlatameu te, dagli articoletti dei gioruali politici, si è passato allH in terrogazioni allo. CarnerA-1 ed in ultimo alle pubhlicn:~. i oni nei periodic i ~t:ienLifici. · ~el numero n l timo d~ questo periodi co, infatti, Ja, chiusa d i un lungo-. lHli c0lo ria,:;s,1ntÌ\'o dèl C.:oup;re;;~o oftnlmologico interalleato avuto luo!!O a Parigi, si esprime testualmente cO:<Ì : " c Circa l e affezioni congi:..ntivali -dice il ten . col. Samperi -io cond i vi do l'o pi n ione della totali tà dei congressisti, che, senza dì<;cussìone h~nno approvata Ja disposizione dell'elenco francese che vuole o~c lusi i traeomatosi dall'esercito. Le ragioni per me, oltre che tecniche, sono so<;ial i. I tracomntosi, che formano buona parte dei contadini mericli o m~l i , h anno reso nei primi dne anni .di guerra dei veri serv izi all'agricolt-ura dell' I talia meridionale, ed io penso perciò che i n un conflitto .tanto vasto come l'at tuali:'. in cui debbono mobili tarsi tutte le i<>rze della nazione. essi a vre boero potuto essere meglio utilizzatj, se invece d i includerli nell'Esercito, si fossero lasciati allo sfru ttamento della terra, in sostituzio'ne della massa d egli esonerati per l avori agricoli >. I o n on avrei rilevato questo giudizio del1 1ottimo 'ten. col. Sa.ropen- al quale nou riconosco la competenza necessario. d i giudicare si fatta grave questione, non possedendo egli i documenti n eces:aa.ri - se detto giudizio non fosse stato pubbl icato in un periodico Jett~ da tanti colleghi mili tari; e pil.1 ancora se n on a-.esse riportato,

.

l

. ..... ........'

Fa;w. IX .


U6 a conferma del suo assunto, il voto unanime degli oculisti d*'llenazioni allea te ·riun iti in cong!·esso. È necessità ili umiuare i colleghi su una q nestione éosì preoccupante, ed io mi pElr metto d i sottomettere alla loro a tten zione alcune considerazioni, che non solo g iustificano, ma. dimo~trano im pellente la misu ra adottata. da l nostro :\Iinistero della guerra e che deve costituire un t itolo d i giusto orgoglio per ch i d irige la Sanità militare. È noto che fi no al 191G non esisteva. un regolare -ser vizio oftalmico presso i Consigl i d i leva e presso i distretti, onde la funzion e d'immis' sione n ell'Esercit,o delle reclute, cioè la osservazione medico-legale, era affidata ovunq ue. a medici generici, la conseguenza più grave· fu quella di aver lasciato penetrare nelle file dei com battenti e delle armate t erritoriali, un gran numero di infermi tracomatosi , anche aegrega.nti e perfino con forme accentuate di cheratiti. Non vi era trincea o reg gimento, che non avesse la sua percentuale di tracomatosi , ai quali nessuno provvedeva nè con mezzi curativi, nè profilattici. Gli ospedali e le inferme:rie ebbero in ogni luogo d'Italia. un riparto per gli oftalmici in maggioranza tracoma·· tosi, che mano a. mano dalle prime linee scendevano nelle zone territoriali, trascinandosi da un ospedale. all'altro, perchè non si aveva il coraggio di riforma.rli, dovendosi dichia1·arli affetti da. una. malattia., che allora. esimeva dagli obblighi militari, con la conclusione inevitabile d'essere stata. contratta in sèrvizio e quindi da. indennizzare. Il caos che allora. regnava nei servizi sanitari del nostroEsercito rendeva ciò possibile, stante che quel criterio suggerito dai vntaggi arrecati dalla. selezione di specialisti - che, nel corso dei deaenni, era.si per necessità d"l vivere civile, formata. nella. Nazione- · ·n on si era ancora integralmente ~pplicato nell'Esercito. Tutto ciòdimostrò la necessità di un rivolgimento nell'assistenza sanitaria, epoichè nell'Esercito esistevano valorosi oculisti, la Direzione generale di sanità. militare, allora di recente istituzione, ebbe l'idea. felice di chiamarli ad esercitare l'oculistica. e dispose che i servizi oftalmici fossero completamente separati (come altri servizi speciali) dal servizio generale e confidati a.i competenti in quel ramo. · I vantaggi furono immediati, e fra. essi due sopratuttò degni di nota.: l 0 equanime giudizio medico-legale nei provvedimenti riguardanti gli oftalmici; 2:> cure adeguate a.i malati d'occhi, fatte in reparti separati ebene adatti allo scopo, con risparmio notevolissimo di degenze e colli grande economia di personale sanitario.

'l

e

!


I TIL\CO ~!A't'O:-f :\IU L'E~LI1ClTO

747

Una conseguenza indiretta d i questa provvida misu ra fu la effettiva esclusione di tutti i tracomatosi Toluta dall'Elenco 1914 e che indebita.mente erano stali incorporati nell'Esercito, e ciò fu r eso llgevole e possibile dalla raccolta degli oftalmici in centri uni ci: che permisero ai competenti una selezio11e rapida e perfetta.. l\[a poichè la ~u e rra t:on accennava a fluire e le notizie delle per· dite umane impensierivano i vili d'anim o, l'articolo 41 dell 'E leuco 1914 · divenne per costoro un a risorsa, allo seopo di esim ersi dal compiere· il proprio dovere verso il paese e la famiglia, provoca.nùo nei loro occhi artificialmente una congiuntivite tracomatosa. É noto ai colleghi che i l pus tracomatoso trasportato nell'occhio umano vi ri produce a lla distanza d i tre-quattro settimane una congiunti vite tracomatosa tipica. }~ noto pure che .vi sono delle sostanze vegetali e minerali, le qual i introdotte nel fornice cong iunti vale, finiscono a lungo andare, col produrre una rugosità della congiuntiva tarsale, che simult~., e mol to spesso in modo per f:etto, l'apparenza del tracoma. Or tutto ciò fu messo in opera con una diligenza, t enacia e talvolta, purtroppo, con una cotnpetenza tale, che più di nn collega teonico e valoroso, in principio, si è trovato perplesso nel giudicare se tratta.vasi di tracoma vero o spurio. · Con l'osservazione minuziosa continuata tutti i giorni ed aiutat• dai risultati sperimentali da mol ti intrapresi, e dal complesso di sintomi raccolti in individui convinti di autolesionismo, gli oculisti preposti alla. osservazione riuscirono ben presto a riconoscere il tracoma vero da quello spurio e non mancarono di prendere sever. misure contro gli autolesionisti. Ne consegui pertanto il risultato che la massima parte dei mal consigliati trovarono più conveniente di farsi inoculare il secreto del tracoma, ottenendo un risultato sicuro e senza il pericolo di una punizione. Si stabilirono parecchi spacci di pns tracomatoso, e due di questi industriali (una fattucchiera ed. un barbiere} furono consegnati alla giustizia.; ogni goccia. di pu.. costava cinque lire; l'innesto per tre volte consecutive 10 lire!' Regolarmente venivano inf~ttati ambo gli oce-hiJ per evitare ogni sospetto. In breve spazio di tempo il tracoma eongiuntivale si ripresent<\. nei reggimenti, e ve ne sono stati di quelli {come a Caltanissetta),. dove la maggior parte dei militari stava in ospedale o in attesa di posto per entrarvi, mentre, logicamente, il tracoma non doveva esi· stere più nell'Esercito, tenuta present e la rigorosa selezione pratica.ta dagli oculisti, sia nei centri oftalmici, che nelle i spezioni penodiche fatte sui soldati nelle rispett ive sedi.


748

f TRACWJ'ATO.H :-;'ELL . ES€ 1lCI10

Fu allora cba la Direzione generale di sanità militare, giustamente preoccupata di questo do.loroso fenomeno, m'invitò a fare un giro d' ispez ione nelle regioni ot·e il tracoma congiuntivale era pi ù diffuso. H.iferisco soltanto un ri sultaw frr. i tanti che, n suo tempo, registrai nella mia lunga relazione n.l ~Ii ui:;tero della guerra: n el solo XII corpo d'armatA, fra. i 5•1 mila militari da me visitati, ben 1379 presenta· Vttllù le congiu ntive con tracoma di data recentissima ( 1). L 'ansia di (~ont.rarre il & racoma non era soltanto diffusa nei mi li tari, ma anche e pi ù nelle loro ft1migliE\ che i u,·i avano dettagliato istruzi oni e bene spesso oLhliga,·ano nn parente aJ affrontare nn lungo viaggio con · quanto occorreça per eseguire la pratica crimi nosa. Vidi centri mili· hri importanti,·come G irgcnti e Caltanissetta, completament.a infe· stati dal tracoma proc urato e mi conv-insi che in Italia si andava incontro ad uua im ponente epidemia ar tificiale di t racoma, stante che l a. pratictl. delittunsa a,·,~,·a fucolai onmque: Quale mi!'nr a J'Pr porv i ri parv? La sorve~lianza più rigoro!'a fn insuffic iente, nè le denun zie ai Tribunali di qnei po•·hi <'ha !>Ì lasciarqno <'ogliNe in flngranzn, ebbero mai effetto prufilattico. Ed a \lom una sola misnra appane efficace: quella d i t0gliere ai de lilHjUe nti lo stimolo a contra rre il t r-acoma, vale <1 dir0, togliere fra le can,;e·di r iform a il tracoma conginntivalf', e fn questa misura <:be la Direzione generale di sanitil. militare riuscl ad n-tware, \'Ìncendo con arrlimen to pari alla ferm ezza la resi· slen:r.a atti'a e pa:;si\'a tlei poteri burouratici, che in quel provvedimento vede,·ano soltianto il pericolo det con Lagio nell'Esercito; e fn un vPro beneficio economico, morale e militare che essa r aggiunse. L'effetlo fu meravigl ioso, per cltè l'autolesionismo tracomatoso, ed in genero.le congiunLiva ll', scomparve come per incanto. Ora ci sì \iene a dire che la misura è da condannare perchè gli alleati non l'hann o adottata. Io sono · perfettamente d'accordo con questi. in quanto rig narda i loro paesi, poichè, a prescindere da altre ragioni snlle q ua1i non è ora opportuno fermarsi, la percentuale di tracoma fra !11. popolazione bri tannica è nulla e del tutto trascura· bile quella della. Francia. Coloro che temevano il propagarsi de l contagio tracomatoso nello Esere1to si dichiarano ora soddisfatti, dopo che hanno veduto e quasi dico toccato cou man i, che, se pericolo ci fu mai, esso esisteva. quando m olti tracomatosi co l vecchio regime, si trovavano nell'Esercito sparsi per ogni dove, senza alcuna misura sanitaria adeguata, mentre ora i ( I l È b<n a onehe sapere cho gli nn tl'l le,ronisti rongiu n tivali riscontrati fra quei rnilitnr' , fu ron o in tot-Ale • 205, d oi q uali 13 79 di vero tr. oomn.

!i-4., ~:.!0


..

I TRACOMATOSI )<~LI.'ESE f CITO

74S

tracomatosi vengono raccolti i n grandi ospedal i, curati amorosametl te e soltanto quando nessun pericolo più esiste per l'infermo e per rli altri e sono divenuti atti al lavoro) vengono incorporati in battaglioni speciali e sottò la più rigorosa sorvegl ianza sanitaria sono adibiti RÌ lavori confacenti alle loro condizioni oculari. Sono gi à circa 12 mila .. i tracomatosi risanati nel giro di un anno e fra un altro anno ne avremo altrettanti e più; e di essi già. molti prestano lodato servi zioin zona di guerra. Si tratta di un piccol0 Esercito allenato alle fa .. ·tiche e prezioso per i l':l.vori di seconda linea, per i quali, nel passato, sono stati adibiti operai pagati a 15 e 20 lire al g iorno. Chi ne ba il .gusto tiri i conti e veda che enorme somma viene così a risparmiare l'Erario, somma iafinitamente su periore. a quella che l'Esercitospende per risanare i tracom atosi. l\fa io ritengo che più di ogn i vantaggio economico d ebba tenersi presente il beneficio morale e sociale. I tracomatosi in Ita li a sommano ad oltre 300 mila e sono esclusi da ogni assistenza sanitaria , per chè i munici pi, le provincie, le OpE>re pie, e cc. non hanno obbligo alcuno di curare e provvedere ai tracomatosi ; e questi d.isgraziati hanno gli occhi soltanto per soffrire durante t'u tta la loro vita, mentre Còn pochi mesi di cura) lo abbiamo visto negli ospecln.li militari tracomatosi di recente creazione, essi pos!:ono essere r edent.i alla gioia d91J a luce e delle loro famiglie e resi capaci d i lavoro profi cun. Si rifletta che l'Ital ia per effetto del tracoma congiuntiva!~ perde, di mano d 'opera, una somma riten uta superiore a 24: milioni d i Jire annue. O ra, una volt.a cominciato il risanamento dei t racomatusi per opera dell'Esercito, e un a volta dimostrato quanto esso sia facil& a conseguirsi, appare ovvio che, dopo la pace, l'opera altamen te benefica della Sanità militare, :;arà continuata dalla San ità pnbbliea, c he anch'essa ha molto effi"acemen te eontribuito alla soluzione dE'l gra ve probl ema. La preoccupazione di chi verle distratte bracc i!'. all'agricolt.nrn, è fondata sopra un errore, percl1.:>, se è vero elle i trncomatosi sono popolani, non è esa tto 0he siano tutti contad ini; cosj è i nesatto che es:;:i avrebbero d ato all'agricoltura un part icolare im pulso, poichè il trn· c om atoso non éurato, è a tto al lavoro, alla luce viva ed in mezzo all!ii p olvere e sterpi soltanto per pochi giorni di 0gn i mese; ed infa tti , egli non ba dato mai un contributo sensibile all 'agri coltura, tan to & vero c he nei siti ove il tra coma è più diffuso, i vi le t erre sono state da o nn i e cl anni abbandonate (prov. Girgenli, Ca ltanisset ta, Algl1ero, O ri stan0 , ecc.). Del resto, i tracomatosi agricoltori , uu a >olia mes~i

..


750

I TRAC O ~LITOSI l\E LL ESF.HCIT O 1

ìn condizione d i ltworare (battaglioni), sono ammess i come t u t ti gli altri agricoltori a gode re di licen za e di eson eri agrieoli, ove ad d i mo· strino di trovar::: i nelle condi zioui di poter gio\arc al!" agricoltura . Dopo la guerra i Gl) In ila. tntcouwt osi ùell"E:;er~;ito l"iLornerau n o alle proprie regioni risanati o per lo meno aH i rd la\·oro e contri bu iranno allora, e soltaulio allora, in mo-:!o prvf:it:uo all'in<.:remento del l·agri· coltura. · ConcludPnrlo, crPcÌ•ì rli aYer diwostrato <:he in virt.i1 dell a disposi· zione sancita d a l llll O \O Elenco, t:on la qnale il t.nwoma congiunti vale non è piì1 ca.u;;a di riforma, si sono an1ti d ne g rau ,li vantng~i ec ono· miei, morali e sociali, che tliversauwnLe non '5Urebhe stato po:>.si bi] e di l ottenere : ] ·' scomparsa d.ell'antùlesionis1110 coHgiunli\nle i 2° risana·' m onto e rest,i t uzione al la,oro di molte migliaia di operai, con cospicuo beneficit' della pr•')fìlassi 1•ollettiva CLl i ndivid11n le . Qnesti risultati immediati saranno segui Li da benefici ancora più imp ortanti in a\''enire, inquanLochè contri bu iscono a creare una co· scienza. igienica nazivu;,lt' ed indiYidualo, la cni mancanza finora è sLata h causa rn·ci pua dell 'abbnndono di ta11te energie, che sar anno tutte recu pera te e r esti tni te al maggiore i nere>men to t! ella N azione. Così l'Italia cesserà di ave re il tri;;Le primato fra t ut te le ~azioni .rivili del mondo, anche non alleate, in fatto d i tmcoma conginnti,ale.

l l

•

l 1


r

.

751

l.

• •- t

·'-'

.... '.

-·

... . l' l

l

Pat~~~ne~i u~~al~ ~~~~~ ~~~~~~i ~a m~~~~~m~nt~ ~nntrinut~ all' anat~mia ~~w~~~im ~~i ron~~~~m3nti

"l

per il prof. Lore1~zo Bonomo, generale 1nedico, Son11intendcute -del R eparto p er studi. sulle congelazioni e sui particolari m rtQdi eli .cm·a ddle ferile

A chi ha osservato molLi con gelati ai pit>di, non può essere sfug·gi to il fatto che la lesione, raggnagl ia!.a nell a grande maggiorauza dei casi, si propaga dalla punta dol piede ~erso l'alto, se>gnendo una specie di distribuzione a zone o segmen ti: se, ad es., il congelato è ·di forza pari, diciamo, a uno ed ha colpito la zona che va dall a punta del piede fin circa alla li nea fnlango-metatarsea (vedi fi g. I ), nn congelamento di forza pari a due colpirà, oltre alla zona suddetta, tutto il segmento di piede che Ya dalla linea falango-m~ta­ tarsea alla linea tarso·m etata.rsea, e un congelamento ancor più forte , pari, d iciamo, a tre, si propagherà. sino alla .linea bimalleolare, ove dì regola s'arresta 1'f~z!one anche dt-1 più grave e prolungato congedamento. A comodità didattica noi proponiamo di chiamare la zona • prima : zona falangea o zona dei rasi più piccoli rispettivamente al piede. È questa la zona più povera di circolazione, non solo p er la piccolezza dei vasi che la percorrono, ma anche per quella dei rami anastomoticì fra le arterie dorsali e le plantari, ed infine perchè in q u esta. zona abbiamo JLolte arteriole che sono terminali (vedi Tav. II e J I I) - P roponiamo di chiamare la seconda zona, quella che st.a tra Ja linea falango ·me.ta tarsea e la tarso-metatarsea : zona metata1·sea o .zona dei va.~i mecli, che ha vasi più grossi òella prima zona e anastomosi discre~e tra le arterie del dorso e quelle della pianta del piede. A 1la terza zona daremo jl nome di : zona tarsea o zona dei vosi più g r ctnd,i, sempre rispet-tivamente al piede ; e in questa zona abbiamo no n solo vasi d i buon calibro, superiore a quello delle altre ~ ne zone,


752

P AT OGESESl VA SALE DELLE LESIONI DA CON9 ELA~IE:-iTO

ma abbiamo an che. una notevole art eria anastomotica, che pone i~ comuni cazione larga e sicnra l'arcata dorsale colla piant are. È f acile· comprondere c he non · può essere. colpita la seconda zona, se n on & già stata colpita l.a prima, come pU!re non potrà essere col pitR. la. t erza, senza che siano già state col pite le altre due, giacchè , se il congelamento è stato così violento da aver invaso la zon a tarsea, che come dimostreremo appresso è la più di'fesa contro il c on gela· mento, deve a\er colpite prima. e la zona fa.langea. e la metataysea, che ne sono m olto meno difese. Parrebbe far eccezione a questa regola il fa tto che quando il co~gelamento è stato di forza tale da. aver colpite le due prime zone, noi t roviamo spesso colpite. a nche là parte posterior e e inferiore del calcagno. Ma questo fatto appoggia anch'esso la teoria che stiamo esponendo, in quanto uhe questa parte del calcagno è po• era. di vasi q uas i q nanto la prima zona (vedr Ta.v. II e li I}, ed è perciò naturale. che si risenta. presto dell'azione d el congelamento. L'anatomico, nel rilevare questo modo di propagarsi del congela· mento per zon e, vede subito la 1·elazione fra esso e il modo di di· stribnzione de'Ila rete arteriosa del piede, ed è ciò appunto c he noi vogliamo porre in vista agli studiosi di questo argomPnto. Tutti gli atlanti dì anatomia, come i migliori anatomici~ si a ccor· · dano nel descrivere la rete ar teriosa del piede nel seguente moda scbema.tico (vedi fig. I ): Procedendo dal basso all'alto troviamo : che ciascun dito è nntritodalle arterie digital i, due dorsa.li e due plan tari. che provengono dalla biforcazione delle interosi'ee. J,a. zona che viene invasa. per la prima dal con gelamento è proprio q nella com presa tra l a biforcazione delle arterie i n terossee e la punta delle dita, cioè la regione irror ata dall'earterie digitali Queste arter ie, com'è noto, sono tutti rami terJDI nali, esili, fani:li a risentirsi, sia dell'azione fis ica del freddo, sia di ' quella costrittrice meccan ica della calzatura, ed è appunto perciòche tutta. la zona percorsa e nutrita da ques te a rterie è- colpi ~a per la prima, tanto o..-e si tmtti di congel11.mento di. primo e di second~ grado, quanto o\-e si arrivi al terzo g r ado, cioè alla necrosi d~i tessU!".l. Da lla radiografia 3375 del congelato Doroni (Tav. lV) si b~ conferma della esattezza di qut.>sta. nostra afferma zione. Nel Doronir congelato di terzo grado ad ambo i piedi, la lesione ba col pito accb~ lo scheletro, e nella radiografia noi vediamo che le prime falan~: delle quattro uì t ime dita l q nella deli'Ai luce non si vede, percha è gu'caduL,L t11tta) )'re~en tano come u na hnea di frattura nell'unione del terzo mer1io col terzo nnteriore, e precisamente a Ji\Te llo della linea.

l l l

•

f

; •l

\

l

l


'• . PATOGE~ESI VASALE nELLE LESlO~I DA CONOEL.U .tENTO

753

auatçmica. dove avviene la biforcazione delle arterie interossee nelle digit~Ji. Abbiamo così anche da questo caso clinico la conferma che il congelamento, quando invade la prima zona, limita la sua azione

·.

( T Av.

J, Fif . I. -

S : hen a d ella ret e arterioflt dt>l d ordo del p icd ' e d e lla divi siune in z ontl e l pi<Jcle stEsso, in rapportn o Ue lesic•n i da o.:~ngelnmento.

Lia: ea. C• s idett n l.i mo lleolore. C< rrisp:mdo n ilo li neo art ic• l.a.re del piede e s egna il limi te Fup eriore d e lln Z c.n6 lll, r isp etr o n i f•ongolnrr.enti. I II: Zona. Zona tarsw. Zona dei t;asi riù yrandi <hl rriede: B) Linen t.trao-metstnJ S~II. Corrifponde bÌ punti delle nr te1·ie interosst'c , e segn a il l i mite e; u p.;ric re d e li., Il Z mu. II . Z011a. z ._na m et"toraea o Zona de11J{lsi mcdii del p iede. C ) ~ LiJ.lM or siclettn m"'tntorso- falonpen. Corl'i&Pol.de n l punto d i origine dell e r. r1:.<-rie dig it ••li. e t;c go a il lin:.ite ~11p1·r iure delln Zon a J. I. Z c.na. Zona folangea o Zcna dei. t:aai p it4 p iccoli del piede. A ) -

deleteria (sia superficialmente che profondamente) al territorio irrorat.o dalle arterie digitali , territorio che è appunto quello da n o1 denominato prima zona o zona falangea, o zona dei vasi più pw· coli (fig. Il. Abbiamo d etto che, se il congelamento si propaga p1U m alto della cosideita linea fa]augo-metatarsea, quella cioè che ·corrisponde a11' in c irca alla. biforcazione d elle interossee n elle digitali, e poi si arrest~, q uest~ arresto avverrà a lì Vt.' llo della linea tarso-met.atarsea (fig. 1}. E an che la spiegazione di ciò ci è data dal modo di distribuzione del la. rete arterivsa.: difatti la zona metatlirsea. è n n-

trita dalle arterie interossee dorsali e planta.ri, che sono in nnme.ro


75:1:

PATOGEXESl VA->Al.E: DF:LLR t,I-:SIO~I D A CONGEL.\ME:\'TO

di una per ogni spazio intermeratar seo, e sono quattro rami che si distacc·ano ùall'arco fatto nel dorso del piede dal l'arteria metatarsea o arteria nrcnata e nella pianta dall'a1teria piantare, a li•ello della li nea tarso-metat.arsea . Queste ott.o arteriuzze in terossee cbe nutrono la. zona metalarsea, ben0hè più gros:<e delle anerie digitali, sono però sempre piccolo e di,;poste a. ri sentirsi ancb'esse (con minor ftlcilita dei rami digitali, ma. ~empre con facilità.) della costrizione cbe può w·nire e<:€'nitata su essi dtil fre,lrlo e llal la calzatura . De1esi notare nnc(•nt che le artt>rie interossee, come pnre le Jigitali dorsali, non han no che esi l i an a~ t om osi colle pJan Lari (giacchè il sol o i m portante ramo annst.omotic:o esistt>nle fra. il c·ircolo dorsale e jJ p iantare è pii1 iu alto nel tar30 ; e se an·iene che jJ freddo umido interrompa la circoln;done nella pianta, che è la parte del pit>de p1it espost.a a cw, o lo. strett.nra. eccessi\A. <lella sc!'ll'fJU e lacci di essa iuterrompn. la eircolazioue del dorso, che è la parte del pieJe più esposta a q uesto genere di traumi, non potra ff.rsi alcun efficente scambievole a iuto fra le inì.erosst>e e digitali dor~ali colle interossee e digitali plautari. . Dopo ciò spingendosi l'azione distruttrice aucl1e più in alto, sia i n c: a usa drlla maggiore violenza, sia per i l maggiore prolungamento dell'azione rlel fredJo umido, può allora 'lenire eolpi ta. anche la zona t e1·za, o tarsea, o zona dei '\"asi pii1 grossi del piede. M a questo fatt.o e molto più r aro dei due precedenti, ·appunto perchè questa regione è provvist.a di una r ete ''a~ale che le assicura una più ampia, atti1a e continuata c ircolazione. Difa~ti , mentre, come abbiamò teste detto, la zona falangea e la metatarsea non hanno che esi li anastomosi fra le arterie del dorso e qnelle della pia11ta. del piede, la zona tarsica inveee ha l ' importn.n t.e ramo anastomoti co che pone in comn· ni c azioue l'arteria dorsale del piede colla piantare esterna. È noto che la miglior sorgente di calore per tutte le part.i del corpo umano è la circolazione d e l sangue: dnnqn~, facendo un paragone g r osso· la110 frA. i l cHcolo arter ioso del piede con quello del c:alorife!'O di un ambiente, noi possiamo dire che il riscalùamento del piede è pii1 assicurato contro l'azione del le eventuali strettnre deJla calzatura e contro l'azione ciel f reddo, laddo'l'e i tubi d i condottura del calore sono più grossi, p iù numerosi e do\'o la corrente calda è meglio nli111entata e ne è m~>glio agevolato lo seambio. E questo è appunto quello che avviene nella zl)na tar;:;ea, in confronto a lle altre due. Si noti poi che la zona tarsea ha anche il va ntaggio di essere rlot.ata di os~a più grosse e pii1 rav,-icinate fra lor o, e perciò l e sue ar t.erio sono maggiormente prot.etLe cont.ro le e'l'entuali aziqni costrittrici l1~;~lla calzatura, menhe il freddo r aggiungerà più diffkilmente


il midollo, ben irrorato . di sangue, delle ossa, che l'appresenttt.no cosi uu mezzo di con3ervazione del calore. Ad abb·u ndantùlm ripetiamo che la ragione, per cui pii1 frequen temente e più profondamente viene col pita da congelamento la zona falangea dei piedi in confronto delle zone metatarsea e tarsea, sta nell'avere essa la più scarsa e debole in·orazione arteriosa, cui si aggiunge il fatto che le esili arterie digital i sono al massimo grado esposte al l'azione costrittrice della calzattua e del freddo, ed infine perchè le dita sono distaccate l'una dall'altra dagli spazi interdigi tali, ove il freddo e l'umidità si internano investendo cosi da ogni lato tutto il dito . Dobbiamo infine notare che, fra le cinque dit a, l'alluce è il primo a soffrire per congelamento, ed è quello che spesso presenta alteràzioni più profonde e pii1 estese. Anche tale constatazione è un'altra conferma della giustezza della nostra tesi, inquantocbè l'alluce è per lo più nutrito dalla prima interossea, la quale deve nutrire anche parte del secondo dito, mentre questo, come il terzo e il quarto, sono nutriti ciascuno da due interossee, e perciò hanno maggiormente assicurato il loro nutrimento e il loro calorico. Il quinto dito si trova in condizioni peggiori del secondo, t~rzo e quarto, e difatti va soggetto a _cong~larsi piì1 facilmente di queste dita, ma sempre meno facilmente dell'alluce, perchè quaRto è, in proporzione della sua massa, nutrito meno non solo, ma, perchè più grosso, è esposto perciò, di più all'azione costrittrice della calzatura (1 ). I n ordine d i frequenza e . di profondità di lesioni dovute al propa garsi in alto del congelamento, ]a seconda zona, quella che abbiamo stabilito di chiamare metatarsea, o zona dei vasi medi, viene dopo . della f alangea, perchè ha su questa il vantaggio di possed~re vasi più grossi e meglio p rotetti . In terza linea, poi, sempre in ra pporto .a fr equenza e profondità delle lesioni da congelamento, abbiamo la zona tarsea, o zona dei vasi più grossi del piede, e questo avviene perchè, oltre a vasi più grossi e numerosi, sonvi in q uesta r egione : l'anastomosi tra l'arcata dorsale e la piantare e, come sopt·a si è detto, ossa

più grosse, ben ravvicinate fra loro e ben nutrite. V imporf.anza. dello spessore clell'osso è anche dimostrata dal fatto che, ment r e nel congelamento delle zone falangea e metatarsea: troviamo che di regola. sono colpi te, pressochè ad eguale altezza e con eguale violenza, le cinque {l ) N ell'affe rma r o ciò, speoifl lment ' per q n mto rigunrdn le. rete arterio ,n, ~ i a mo su ffragati , n cn EOlo dall', snme df'i m igliori ntl mti d i a •1ntom'A• ma an che da ricNch e nost re s ul cadavere. D •ta la d ffio ltà di !lf'guire col bisturi le piìt piccole rc~ mificn.­ zioni dE>Ilo arto!Ìo de l pi<'d l , si è p r·oc !dut•> alh mdio-rotog,·o.fìn delln reto nrteriosa pt.:!venti vamen to ini t tatn, meto·!o che fu j!ià. atl ot.tato dal sottoscritto ne!ln Scuob di npp'ioa z.ione di sn.nitA militare i n Fm:nzè. (Vedi 'J'nv. H e III ) (N. d. A),


756

P A1'001!::'\ U:S I VA SA LF. DEI .LE LF S IONI DA CO NGELAMEN'l'O

falang i e i cinque m etatar.:;i, siccbe li riscontr iamo alterati qua.~i tutti in eguale mi sura, nelle ossa del tarso non troviamo invece questa eguagli anza di di stribuzione d ella lesione, talcbè, mentre il calcagno, per esempio, può essere necrosa to solo in parte (per lo più nella tube· rosità.), l'astragalo può essere stato risparmiato, mentre possono essere total mente colpite le al tre ossa del tarso. Un'ttltra d imostrazione d ella topog rafia vascolare segmentaria del congela mento ci è data dal caso clini co, del quale presentiamo ilpez7.0 anatomico della mutilazione (T av. X l , fig. XIII e XIV). In questo caso à st ata dapprima at tuata la terapia sterilizzante per attendere la deli mitazione spontanea d ella necrosi, la quale, come è naturale, si è stabilita i nn anzi tutto nella cute, a livello della li nea tarso-me· tatarsea, poi nei t essuti m olli sottostanti che sono rimasti vitali un po' più in basso, in modo da man tenere coperta l'articolazione tarso· metatarsica e le epifisi superiori dei metatarsi. Il piano osseo non ha po f uto seg uire nella sua cadu ta le parti molli che l'avvolgevano, percbè il p rocesso di decalcificazione, rarefazi one e frammentazio ne dell 'osso è più len to che ? ei t essuti molli. P erciò noi vediamo, nel pe:~.z o fotografato nelle fi gure XIII e XIV d ell a Tav. XI, i metatarsi com pl eti, ma la radi ografia. (Ta.v. XII, fig. XV) del pezzo ci dice che anche queste ossa sono lese fin o al la linea tarso-metata.rsea da noi stabi li ta come li mi te s uper iore dell a seconda zon a . La ragione per cui la gamba, sino a i ma.lleoli compresi, non viene, si può d i re, m ai colpita da congelame11to, sebbene sia inferiormente più sottile del piede, sta nell ' a~ e re essa arterie g rosso, che, quali ottimi tubi d i coP.dottura del calore, roanten~:ono con f acilità riscaldata la sua massa.. Questo, ri peto, è q uanto avviene rJ i regola, ma. n oi pure abbiamo visto qualche caso iu cui le lesioni da congelamento si erano pro pagate &.Il e estremità. della tihia e de l perone. Ritengo p erò che tali lesioni a v ven g ano p i n t tosto p el diffondersi iu a l to, lung o i vasi , del proces~o en doarteritico, che non per vera e propria azi one pri· mi t iva del freddo -umido sui vasi della parte.

*

Come le ilJMroscopiche altc·raziou i che appaiono nel piede a causa di un eon~e lame n to seguono la di:::tribuz ione dei vasi arteriosi, così anche le pii1 fine m ic rost:opiche lesio11i del piede congelat o proven· gono d a ll '11 l tera zione che i l freddo -umido p rod uce nei vasi ste11si. A ltcrazi()lle eh e consiste in n un. end0ar !.e rite obliteran te, che si tro' a q nule lt·aionc ('o::;t.aote nei vnsi delle r egioni <:ol pi to da cOJJgelamento e di(', anche a mio S.Y\·iso, t·ome çrià altri antori it.,Jiani banno de1 to e dimostrn.to, è la. vera e priml'L cau;;a aualomo·patolt•gica di t utte le


PATO ':iENESI VA::;À LE DECLJ;: l. ESIONI D.~ CONGEL.H1EN·r•)

757

.alterazioni che si possono produrre nei tessuti iu seguito a conge· lamento. Se dal focolaio di un. congelamento di terzo grado asportiamo nn pezzo di vaso, e, trattatolo a regola d'arte, ne sottoponiamo le sezioni .all'esame microscopico, noi lo troviamo in preda alle alterazioni caratteristiche dell'endoarterite. Troviamo cioè: talora. distacco dell'intima (Tav. V, fig. VI) con frammentazioai èelle fibre elastiche della membrana limitante interna (Tav. VI, fig. VIII), e que:3te alterazioni possono di p~r sè stP.sse chiudere il lume del vaso per retrazione dell' inti ma. 'T roviamo pure ispessimento dell'intima. dovuta ad infiltrazione parvicellulare degli st.rati endoteliali o dovuta a vera neoformazione di cellule en dotelial i. Comunque, a queste prime alterazioni segue trom· bosi del lnme vasale, ed .il t rolllbo o pnò essere piantato sopra nna porzione soltanto della parete del vaso (Tu v. VI, fig. VII eTav. YII, fig. lX) o può occupare tntto il lum e del vaso (Tav. VIII, fig. X), permodochè questo ne resta compleLamente obliterato (Tav. IX e X, fig . Xl e XII) . Alle a lterazioni dell'i ut.i ma si a.:!r.ompaguano le alterazioni rlelle altre tuniche "asali (Tav. V e IX, fig. V e XI). Dall' oblitenzi1•ne completa del lume vasale viene la necros'i dei tessuti, che è più o meno ~s::esa. e profondi:!< a sèconda che l'endoarterite è limitata a vasi piccoli e superficiali o a vasi gr0ssi e profondi che nntrouo i tessuti molli profondi e lo scheletro. Quan do la necrosi è estesa agli st.mti profondi, noi troviamo il tessuto muscolare alterato per frammen· ta zio ne e de.generazione granulo-grassosA. dell e fibre; troviamo altresì li.lterazione delle ossa, il cui tessuto si rarefà. fino a framme ntazione, e alterazioni dei nervi ivi pnre con fatti di degenerazione . Il tessuto chù di tegola si trova meno alterato, o addirittur:~ sano, massime se si esamina a qualche dista nza dal focolaio di congela· mento, è il tessuto nervoso. Stando a qnant.o risulta dall'esame delle .se?.ioni fa:te da tessuti presi nel focolaio stesso e da tessuti presi a varie distanze da tale focolaio, conviene dedurre che i primi ad alterarsi · sono i vasi, perchè in q nes ti troviamo sempre lesioni più profonde ed avanzate; poi viene il tessuto J!lUSùolare, poi l'osseo ed infine il tessuto nervoso, che parrebbe offrire sempre una. discret.a resistenza all'azione della. bassa temperatura. Ciò contrariamente. alla -opinione di coloro che vogliono inferire alla lesione primitiva dei nervi tutta la sindrome dei congelamenti. Quando poi alla necrosi si sovrappone l'azione dei batteri, si p.assa allora dalla necrosi alla can.cr e na, che, a sua volta, può produrre alterazioni anatomo·patologiche speciali. in tutti i tessuti, le qu·ali si esternano con fenomeni clinici speciali. Confrontando la sindrome clinica dei congelati colle ricerche

•


a.natomo-patologiche da. me eseguite, e che qui ho esposte e illustrate· colle fignra uni te al la presente nota, ne risulta che la teoria vasalespiega c lin icamente, anatomo-patologicamente e anche eziologicamentetutto il qnaùro dei congelamenti. Ria~snmendo, possiamo dire che quando avviene il congelamento, verisimilmente si prod ucono dei fatt i di spasmo, di con trazione, di restringi mento nelle arterie, e tanto prima e tanto più, quanto più queste· sono piccole, superficiali e terminali . Questo primo stadio d_i spasmo è seguito da dilatazione dei vasi, poi da stasi del sangue nei vasi stessi, e infine da necrosi del la parte, necrosi che può divenire cancrena per la sopraveniente o concomitante azione dei. batteri. Nel congelamento non si avrebbero nunque da principio fatti infiammatori, ma piuttosto fatti reattivi, i quali, vol endo risalire alle primissime cause, possono inferirsi o alla influenza. diretta dell'azione del fred do umido sui vasi a mezzo dei nervi vasorum, o all' influenza diretta fisica o biochimica sai tessuti che compongono la parete vasale. In altre parole lo spasmodelle arteriole ed eventualmente la rottura dell'intima. sarebbero dovuti. o all'azione del freddo sui nervi vaso-costrittori, oppure sarebbe il freddo stesso che direttamente produce la rott.ura dell'intima nei vasi più piccoli, cosi come può produrre la rottura di altri tessuti (1). A me pare che questa. ultima ipotesi può sovvenire 11pecialmente per apiegare i fatti clinici provocati da taluni autori colle perfrigerazioni sperimentali e i fatti di oecrosi acutissima e rapidissima da a.sside· re.mento, che costituiscono le chiazze cclor avorio che si avverano nella f11coia. degli aviatori e alpinisti, ma per spiegare i fenomeni dei congelamenti propriamente detti io preferisco ammettere l'in-· flnenza dei nervi vaso-coscrittori, cui 11eguirebbero le alterazioni chepiù sopra abbiamo descritto. E in vero il pallore della eu te e l' ìschemie. profonda. con cui si inizia ogni congelamento, non è forse nn fenomeno di nevrospasmo?· È il rossore della eu~ e l' iperemia. che al pallore susseguono, e che (l) Mi piace di riportal'C a que•to prorcsito una genie lo 088~"uione fatta dai medici militari Casali e Pullè, che con tanto c more ei sono ocoupati tra i p1imi, e ei oooupano tuttor.J, dello studio dei eongelamenti. E8Si f81Ulo notare in una loro pubbli· oat.ione sulle le~ioni da congelamento, che nl<une pian~ e, soprutut.to le viti, vanno • ogget te a coogelumento, e i botanici trovan o nella pianta congelata delle zone più o ·m e•·O va3te, nelle qu»li i te88uti sono necrotizzati, talora a tutto l!peseore della pian~, <'oel proprio come avvit>ne pei t~ssuti dell"orgt~ nismo umano nella necrOI!i massiva. la necrosi dei te88nti d 31le piante colpite c' a congelamento di <rodo aufficil'ntemente vìolento è dovuta, dicono i botanici. a rott uru d ei V86ellini che p<'rtano il succo nutri· tir:io d lla p:ant •. Iu conclusione, e.vvt rrebbe nelle piante qualche cosa di quanto avviene• nell'uomo, per,·b~ 6 n oto che anche le pi&lte banno u na circola1.ione obe attiva il loro ricambio materiale ed è causa di prod uzione di calore, <-he ai ni:uppa nella pian~'\ e dalla p ian ta.


PATOGl~t\'ESl VASALE DF.LLE LESI0;:\1 DA COXGELAMU:NTO

759

possono giungere sino ttlla cianosi, edema e asfissia dei tessuti, non sono for se fenomeni vasoparalitici? Alle figure citate nel testo d i questa mia breve notn. (che non ha pretesa di essere uno studio, ma piuttosto soltan to uu indirizzo, una spinta, agli studiosi dell'argomento cosi importante· pel benessere del sòldlato di: trincea) ho creduto oppor tuno di aggiungere parecchie f otografie di piedi congelati (Tav. XIH a XXII, figg. XV[ 1:1. XXV), per ohè da queste, meglio che da qualsiasi altra Jnotivazione verbale, vengono sanzionate la topografia vascolare e l'eziologia delle lesioni da congelamento. Zona di guerra, maggio 1918.

BIBLIOGRAFIA per ordine cronologico

1853-1914 Scripta qua! supersunt Cyri expeditionis. XENOPHONTIS, Li b. 4o cap. 4o pag. 250251·-252. Gn~ce et Latine, Parisis, Edit. Ambrosie firmin Didot - lnstituto francise typographo 1853. Archif. Heilkunde VI - 1865 - 456. BEN NDORF. Vircbows. Archif. XLIII - 552 - 1868 - SAMUEL S. Neue Untersuchungen iiber die Entziindung. - CoHNHEIW - Berlin 1873 - 52. Zentralbl f. Chirurgie 1879 - No 12. KR ASKE. Virchows Archif. f. - Path. Anatomie 1884 - CXVI, 64 - KRI EGE. Zieglers Beitr. z. Path. Anatomie u. z. allg. Patb. Xli, 1893 - UscHINSKY. Zieglers Beitr. z. Path. Anatomie u. z. allg. Path. 1899 Xli - 272 VoLKJ\IANN R. Ziegler.s Beltr. z. Path. Anatomie u. z. allg. Path. XXVIII · 1900 - R1sCHPLER. la chirurgia conservatrice in rapporto alla traumatologia ecc. CASALI PIERO. Trattato di Esegesi Clinica - ~oma - Soc. Ed _ Dante Alighie·ri 1901. . lmportance d'un système vaso-moteur dans la genèse des gelures. NERI VJJ);CENZO, Riforma Medica anno XXXIJo no 51, pag. 1406 - 18 Dicembre 1906. i...JJ Sperimentale • CoRRETTI. N. 5 e 6 - 191 t. Der Prozess der Wundheilung: Deutsche Chirurgie v. Bergmann- Bruns. MARCHAND f. Lief. 16, 1901. Versammlung Deuscher Naturforscher und Aerzte. MEYER A. W. - Wien 21 bis 27-1).913 Zentr. f. ·Ck. Zur behandlung beginnender Gangriiri. Zentr. f. Ch. N. 14, 1913, p. 50S - RlCHARD fRAN CK. Behandlung beginnender Oangràn. - BocHARDT M.- Zentr. f Ch. N. 9, 1913. Eigentumliche fussgangrànen aus dem Balkankriege. DREYER (Breslau) Zentr. f. Clz. N. 42, 1913. Zur frage der Erfrirungen der fiisse bei niederen Warmegraden. LAUENSTEI N C. Ztntr.f. C. N. 27 - 1913 - pag. 951. Erfrirungen in Krieg und ihre Behandlung. MELCHIOR (Breslau) Berl. Klin. Woch. N· 40 (1913). Vur Behandlung der Erfrierungen im Krieg. Wiener Klin. Woche/lschrif; 1913, N. 44 - MASSARI V. und KRONIENFELS. OefàssP'aralytische Kiiltegangriin- WIETING - Z entral f. Ck. 1913, p. 593. Idem • idem in Balkankrieg - WIETING - Zerztral f. Clt. 1913, p. 985.

•

1.. l'


7'!0 u

PA'l'OGI':NESI VASAI..E DELLE LESIONI DA CONGELA:MENTù

Notes sur les gel~res. Nécessité du traitement antitétanique. P i!: ~AlRE. : Sor. Méd. de Pans · 26 Novembre 1914 - Presse M édicale N. 11-1915, pag. 86. ·· l'edema auto-intensivo deg li operai assicurati. P,IPANTI Pu;;nw e P ELLeTIER. Stabilimento Lucchetti. Cingoli 1914.

1915 frost-Bite- Thr Lancet 191:> - pag. 401. Bt,KER I, Y Mout NA M. Per vincere il freddo · B1HOSCiil LL' IGT · Giornale La Persevaanza 5-12-1915 Le traitemcnt des froidures des tranchées par la méthode biokinétique d~ jacquet - RtwC'2 - Soc. MM. d1·s Hop. 19 Février 1915. Aprii 24•h 1915. · lbiùem Dee. 18th 1915.- Ibidem Jan.. 9111 1915 .. Ibidem March. ()•h 1915 - Brit. M ed jour. Fro,;lganJ!riin der fii sse in frostfreier. Zeit BoRCIIAI?O Deutclu Mcd. Woch., 11 Febr. 1915, pag. 207. A p ro pos ùu mal des tranch~ es · BEt11'iA IW M. L. - Presse Mt!dicale no 9, 1915. Traua rn e nto delle conge lazioni secondo il metodo biocinetico del dott. jacquet. CoVI\CUUX · Pn·sse Alt'tficalt', 21 Ge nnaio 1915. ' Les gelures aux pieds dans les tranchées. C.1::-. l'EU - Accad. de ,\l(:d. 16-2-1 9 15. l'rrsse A/Mimh· N. 6, ~ag-. 56, 191 5. Cura clei congelamenti ai pieùi - DE CA'> l'l!:~ 1::. R. e F. M VR ARo - Arc/1. de M 1'1l. d de /)/rurm. ,lfilitaircs, No1·embre 1915. Le picd des tranc hées - DE f o-;..,Jo:\' A. et PJJ::I~I~E MEt< LE - Soc. Ml'd. dcs J-Jop., 5 ft:bbr:uo 1915. Oifene un<l l(lirnastische Beilandlung von eiternden \Vunden und Frostchiiden - Do ...c.n·b r - l(rieg-siirtlicher Abend. Berli n, 14-~-1915 - l.Jcta . M ed.· lf/odt . 29-4-1915. pag 541. l es prétcndus • p ieds gelés • et les froidu res des tra nchées - D,uwJJ! R O. et CJ\.-\1'1'1•:- Prt:;se Mt·1l. no 9, p. 70 (1915). Trouhlcs de la circulation artérie lle, résultants des faits de guerre - DASTRE et ,\\ oGTII-:R - iltti tlt'fi'Ac,·ruli•min di SdciiZL' 1Ht•diclre di Bologna · Dic. 1915. TrCILihlcs dc la circulation artérielle, rés ultants d es faits de . guerre - DASTR E et J'v\ oL'Ti t-:1~ Idem Idem Idem · 20 Settembre 1915. T he prcvenlion of Frost-Bite · D ot:c;L \S ·P o11·1::L R. · T!te La11ce(, 1915, p. 253. · The prevcntion of Frost-Bite · D et.E I'Ii\'E Sm: I< IDAN · · Idem p. 254. Prevenzione del co n:;relame nto dei piedi ne lle trincee. LOI{J{ ,\1.'\ s~liTil. j ,\~I ES Rn ctliE · J .~)l~:s l>AI\'::.ON - T!te Lr111cd, 1\115, p. 676. Le premiére • pied gE"If • de l' auiomme 191 5 - lJulletius et ML1moires de la Soci/ Il M t1tlicnlc tles N op . de Paris- D E M.\SS,IIIY - An. XXXI, n. 35-36, p. 1032. 19- 11-1 915. Treatment of Painful Frost-Bite · DAYIP CJIARI.I-:::; · T/w Lancet, 1915, p. 676. T raitcment des gelures par le n'ltthode bio kineiique de jacquet- Dw.u f,t ,\:-1· ço1s - Presse M t'dicale no 2, Gennaio 1915, p. 16. (Accad de Med. 5-an 1915). Note sur le traitement des gel ures par Ics injections sous-cutanées d' oxygène gazeux - DniAN EST A. (de Renage)- joumal tie M/d. et de Chir. pratiqu.e, p. 929, 23 Dicembre 1915. Sur !es gelures - Presse Médicale no 6, p. 48, 1915 - DELONNE M. - Accad. de Mfd., 9-2-1915. . . Frost-Bite - EoE fii ANCES - T/re Lancet, 1915, p. 203. Le congelazioni dei soldati e la loro cura - fEARNRIDES - British journa/ of Dermatologie, 1915, no t - Il Policlinico (Sez, Prat.) 1915, p. 1643. Erfahrungen zur Verhiitung, und Behandlung des Erfrierungen im felde fJ<IIW RI CII - Munclt Med. W'oclr, 26 jan. 1915, p. 129. Gang rena dei piedi da congelazione - GAMBETH:>I C.- Bollett. Scienze Med. d1 /Jologna, Comunicazione, Seduta 1915, IO Dicembre. L' lperemia attiva nella cura dei congelamenti - GHIRLANDA E~JJ LIO - Attualità Medica, 16 Novembre 1915. Gelu re d es pieds - G J<AX<;EE M. - Paris Mt!dical no 43-48, 27 Fevrier 1915. The patho logy of Trench-frost-Bite -~ GJ< ..\ Y A. G. - T !te Lancet, 1915, p. 778, 20 ottobre. Le congelazioni e la gangrena da congelazione - IMBERT - La Riforma .Medica. 1915, p. 493.

•

•

l l


TAVOLA Il.

fiO URA

il.•

Fotografia radiografica dello :stesso piede della figura 111 , in cui vi sono gli stessi fatti che nella figura terza.

Radiografia di un piede normale, la cui rete arteriosa fu iniettata.


l


PATOGEl\li:Sl VASAJ ,E Dli'LLE LESIONI DA CONGELAMENTO

761

Wasserdichte fussbekleidung und Erfrierungen - GLASEWALD- Deutsch. Med. Woch., 1915, Apr. no 16. frost-Bite - }OCELIN SwAN R. H. - Tlze Lancet, 1915, p 627. A propos du traHement des gangrénes par I'Arsenobenzol - LACAPERE O. et LENORMA NT - Presse Med., no 4, p 29, Gennaio 1915. M. c. O A. Note on frost Bite - Lancet, 1915, pag. ,803 - LONGUI NANE f. Considerazioni pratiche sulle congelazioni ai piedi- Lo NGO C . - Oazzetfa Osp, Clin., 27 Gennaio 191 5. Le congelazioni in guerra e la loro cura- MELCH!OR - Berliner Wochenschrijt. 1914, no 48 - Il Policlinico, Sezione Pratica, 1915, pag. 321. frost-Bite - The Lancet, ]ar1. 16-1915 - MAvo ROPSON A. W. Nota su una nuova cura dei geloni e delle congelazioni - M!ECHRZYLAW OXNER - Comunicazioni del Principe di Monaco all'Accademia di Med. di Paris, 9-2-1915. la prova della perfrigerazione applicata allo studio dei fenomeni dei congelati - NB:Rl Vr NCENZO- Soc. Med. Chir. di Bologna. 23 Dicembre 1915, 31 Marzo 1916. Osservazione e Pra,tica di Chirurgia di guerra - NEGRJSOL! B.- Bologna, 1915. Weber die Behandlung der Erfrierungen von fingern und Zehen - NoSSKE Munch. Med. Woclz., 23 Marzo 1915, pag. 416. Colde Bite Musche inertia. Trench-foot- Ost.ER W JLL!AM - The Lancet, 1915, Dee. 18, pag. 1368. frost - Bi te in the prese n t w a r. Tlze La1zcet, 1815 (pag. 590) PAGE MAX C. Soc. Med. feb. 12th, 1915 - PRoc RoYAL. Uso della tintura di iodio nelle congelazioni. Conversazioni Castrensi promosse dal g ruppo di propaganda medica - PASJNJ A. - Il Policlinico, Sez. Prat. 1915, pag. 1311. · Traitement de la • Oelure des pieds • par une eau minérale naturelle en injections sous cutanées - PETIT - Buil. de l'A cad. de Méd., 3a serie, t. LXXIII, p. 155. Revue Scientijique no 16, 23 Ottobre 1915. Traitements des plaies gangreneuses par projectiles de guerre. Accadem. de Méd. 19 Gennaio 1915 - QUENU - Presse Médicale no 3 p . 21 {1915). fros - Bite at the front. House of Commons - RoB ERTSON G. ScoTT et TENNANT - Dee. 8 th. The LallCet, Dee. 18-1915, p. 1379. l' Iperleucocitosi da freddo - RovJDr e SECCHI - La R1jorma Medica, 1915, no 3, p. 77. Norme igieniche contro il pericolo del freddo- SELV! G.- Il Lavoro, no 9, 1915. Frost- Bite. T/le La1tcet, 1915, p. 627 - SWAN )OCELJN R. H. Oelures des pieds - SJ CCARD A. - Presse Med. no 5, p. 40, 1915. Soc. M éd. de! Hop., 1915, Ge nnaio 1915. Des gelures des pieds dans la guerre actuelle - S ALJGNAT- Soc. Mt d. de Pari!, 12 Novembre 1915. Presse M ed. no 58, p. 477, 1915. frosen feet in The french - T EMOIN - Comunication to. Ac. of. Paris 2 Fev. 1915. T/le Lancet, 1915, pag. 472. Les pieds gelés dans l'armée - TEMOIN - Bulletùz de l' Acad. de Mtd. 3e série, t. LXXIII, pag. 155 - Revue Scient. no 16. 23-10-1915. Prevention of frost-Bite - Tlze Lancet, 1915, Nov. 20th p. 11-66, TENNANT. Prevenlion of trench- foot (Local frigorisme) by an Army - TENNANT - Routine Order no 353, 1914. Tfle Lancet, Dee. 11-1915, p. 1304. Gangrena gazosa e congelazioni - TRJGONOFF O. P. - Presse Midicale, 1915, no 75. Erfrierung dritten Grades beider fiisse bei ein em unverwundeten Soldaten UNTERDERGER - Verein f. wissensch. Heilkunde, Konigsberg 23-11-1914. ' Deut. Med. Voch, 18 Marzo 1915, p . 358. Ji bagno a vapore nei casi di congelazione - V ALLARDI C. - Il Policlinico (Sez. Prat. 1915) p. 1311. Conversazioni promosse dal Omppo di propaganda medica nella g uerra. Relazione sui casi di tetano osservati nei primi mesi di guerra (Giugno- Settembre 1915} con alcune indicazioni pratiche sulla cura d'i questa malattia - VERNONl O uroo - Estratto dal Oiornafe di Medicina Militare, Dic. 1915. Les c pieds gelés • des soldats - VARJOT - Soc. Mld. des Hop., 5·2-1915. 49 -

Git>malt di medicina militare -

P'ase. l X.


762

PA'l'OGE:NESI VASA!JK DELLE

LRSIO!\l DA , CO:'\GELAME?\T O

Trai lcmer1t des plaies gangreneuse par l'oxygène chaud - V lGNAT - Soc. Mùl. des Hop. 15 Jan. 1915 Presse Médicale no 4, pag. 29, 1915. Presse Midicale 21, p . 167. Congelazioni - Wr Nt\'AHTER- Il Policlinico, 19 15, Sez . Pra t. 321. Zur Behandlttng der Erfrierunge n - W 11'TET - Miincll. Woclz. 20 Marzo 1915, pag . 416. Soc. MJd. des H op. 29-1-1915, 19-2-19 15 - Prt'sse M Jdicale no 7, 9, 1915, p. 55 e 70 - V ,\Rt <>T • DAVli-: H et Cf\· E rn: · Dt::· F o,SEY et M t::!~ LE B.. 131<0<..! • 13Eto;AI{D l.

1916 Contrib uto alla casistica della vitalizzazione delle membra artificiali- ANl'ONEL.LI ITALO - I l }Jt'nsiero A•ledìco, 1916, nv ~8. Oblitéra tions art é ri elles et trou bles vaso-moteurs d'o rigine réflexe ou ce ntrale - BAJJIN!:iCK\' et H c:nz - Rcr•ue Ne11rologique, Novemb re-Dicembre 1916. Considé rations su r les gelu res des extrémiiés - BA DOR IA VnTORIO- Il Policlinico Sez. Prat. p. 1339, 12 N ovembre 19 16. La proph ylax ie d.:s accidents causés par le froid (froi d ures) - B.\ u - Société de pathologie comparée, 8 fevr ier 1916. Proph y1axie des rnacérations et gel ures des pieds - BAIJ.LET A . - L e Progrès AJéd. no 9, p. 69, Maggio 5-1()16. Congelazioni ai piedi- CAv tNA G.· Bollettino Scienze Mediche, Bologna, 19 16, f. l. Sulla cura delle congebzioni ai piedi · CA,. AZZUTJ e T APPA RliLL l - Bollettirzo Soc. Med. di Modena, 1916, J•. Note pratiche sulla cli ni ca e la cura delle congelazioni · CECCUETTELLI T uL LJO - IL Policlinico, Sez. Prat., 1916, p. 174. Sulle congelazioni ai piedi- CH EIW13J:":r prof. Lo tmNzo -Il Policlinico, 1916, p. 41. Troubles objectifs de la sensibilité cutanée dans la • gel ure des pieds • - Co-rTET • P aris Médical no4 J, 1917. Note su r les t ro ubles objectiis de la sensibilité cu tanée dans la acrotroph o dinie paresthésique d es tranchées. (Gelures des pieds). f ormes latentes de cette affection · C oTTET- Bulletin et Mémoires de La Société Médica lc d~s H op. P aris, an. XXXII, no 3 1 e 32, p. 1810.18 17, IO N ovembre 1916. A propos d e cas récents de pieds gelés · C OTTET - Réunion Medicate de l a J r~ Armée, Octobre 191 6. . Considérations sur un cas d' acrotrophodynie pa resth ésiq ue des tranchées avec apparition de troub1es trophiques des pieds au co urs d'une hospitalisatio~ p our blessure de g uerre - C on·..:T · Bulldùts et Mimoircs de la Sociéie Mfdic. des H op. de Paris, a n. XXXII, n o 33-34, p. 1998 e 2003 · l Dice rn· bre 1916. Sulle lesioni da congelamento e su i mezzi p er prevenirle - C .-~.s,, LI e P ULLÈ Giornale di Medicina tllilitare, Febbraio 1916. l e lesioni da congelameuto ed un mezzo per prevenirle - C\SAI. r e PuLLÈ Giornale di Aledicina Miti/are, Marzo 1916. La s carpa d el soldato ed un nuovo mezzo per renderla.sicuramente impermeabile · C .\SALI e P uL LÈ · Giornale di Medicina Militare, Maggio 1916. , U n traite ment efficace et rapide cles ectymas et des sup purations des tegu · ments des membres in férieurs dite • mal cles tranch ées • par le crayon de nitrate d'argeul et la tei11ture d'i ode associes • CASTENET · Revtu! Ne vro· logique, Novembre-Dicembre 1916, no II e 12. . Medicai Record, pag. 1 1, l Juillet 1916 · ClilLI30U t~;-o;E T UI,LJOGE - (de Phdadelphie). Note sur huit cas de g-elu res graves observées dans ces derniers mois · C n 1 ~; M rso:-~ - B~tlletùt et 1INmoircs de la Sach1fé de Paris, t. XLI I, no 25, p. 68 • 11-7-1916. di la batteriologia lattica nelle ferite di guerra - CO LO~IBtNO S . .- Oiomale Aledicina /l'l ilila re, Settembre 1916. 70 l es froidures des tranch ées - DEt<AT fRA~çOIS · Paris J1Jedicnl, p. 361-3 · 8_ Avri1 1916. . . . _ Aff, Contnbuto alla p atogcnest della congelaziOne - T tzzONI e D E AN GELIS dell'Accademia di Scienze ;Jfediche di Bologna, Dicembre 1916.

1


PATOQENE~l YASALF. DEL LK LESI0XJ IlA GONGELAME!\'fO

763

Conversazioni Castrensi promosse dal Ornppo di propaganda medica nella · guerra • f o-<NMOu - Milano, Il Policlinico, Sez. Prat. 1916, p. 433. ntorno al trattamento della perfrigerazione di natura circolatoria- 0ALLJ 010 · VAìi:Nr - il Policlinico, Sez Prat., 1916, pag. 4. Per la difesa economica del soldato contro il freddo - GAY M. - Il Policlinico, Sez. PraL, 1916, p. 6. A propos des accidents causés par le froid (froidures) - 0 ALLOT - Société de Pathologie comparée, 9 Mai 1916. Grave raso di congelamento curato con ipcremil attiva - Onmi. A:-<DA EM ILIO - Milano, 191 b. Giornale di Medicina Militare 31 Gennaio 1916, pag. 73 - Intendenza Generale - No rme p er la prevenzione e causa degli assideramenti e congelazioni nelle truppe operanti. Contributo alla cura delle cougelazioni - IsN.\IWI LODOVICO - Il Policlinico, Sez. Prat, 1916, p . 233. Nota sulle cause del piede di trincea - LONCRIOCE NEI'EAN C. - jonrnal of The Royal >'lrmy N cdical Corps, no 5, Novembre 1916. Les troublcs nevropatiqucs tardifs consécutifs aux gelures dcs pieds- LEROi'iD R. - Soc. Jl-l,'d. de Hop., 9·6-1916. Contribution à l'étude des troubles trophiques causés par le refroidissement et la compression. Thèse de Paris, 1916 - LE POITEVIN -MARCEl. - RousSEA u Ed. (92 pages). L'atrofia d_!!lla gamba per l'uso prolungato delle mollet!iere - M,\JOLJ A LBI~RTO Il Policlinico, Sez. Prat., 1916, no 45, pag. 278. Oelure grave traitée avec succès par l' hersage e l' elongation legère du nerf tibia! postérieur derrière le malleole - MAUCLAIRE P. L - Bulletius et Mimoires de fa S ocilté de Chirurgie de Paris, XLII, no 8, p. 432,23 f cv•ier 1916. Ulcérations plantaires consécutives à une lési on du nerf tibia! postérieur M ;\ U~ I N - R.e1•ue Nevrofogique, Novembre-Dicembre 1916, no Il e 12. Sulla profilassi delle congelazio ni - PANTANO T. - Il Policlinico, Sez. Prat., 1916, p. 49. Nevralgie dei piedi per l'effetto del freddo - PALLUSO ALFONSO - Il P olicli. nico, Sez. Prat, 26 Novembre 1916, p. 1402. , fil ologie, prophilaxie et thérapeutique de l'affection dite • Oelures des pieds • - RA HIOND et PAI~I SOT- Presse M id. 1916, no 25, 4 Maggio 1916. Conversazioni Castrensi promosse dal gruppo di propaganda medica nella guerra · PEI<EZ - Il Policfwiro, Sez. Prat., 1916, pag . 433. N_orme pratiche di chirurgia di g uerra- PEREZ - (Vallardi, Milano, 1916) Cap. 6. P1ed gelé chez un hémiparéthique - PrNAI<D M - Réunion Medico Chirurgicale de la J.re A rrnée, f evrier 1916. _le valanghe sulle alpi venete ed orientali - Po two conte CARLO - Circolare no 734 del 27 Dicembre 1916. l e troubles nevropatiqucs tardifs consécutifs aux gelures des pieds - Rot::;sy L- Soc. M.!d. de Hop., 9-6-1916. l a termo-foto-cromoterapia nelle congelazioni di terzo grado· SECCili ERl ARTotw - Atti del/t• Riunioni Jledico Militari di Ferrara, fase. l"', pag. 64. ' (Giugno-Agosto 1916). l es cede m es de striction - SrcCA RD et CA '"TALOL'HE - Bull. et M t'm. dc la Soc. Mèd . des H op. de Paris, Séance du 26 Mai. 1916. Oedème simulé du mernbre inférieur - Sou . rEr< - Soc. Méd. Ch ir. Miaitaire dc . l_a X'(l region. Séance du 17 juillet - Lyon MM. p. 432, 1916. _ . Vr talizzaz10ne delle membra artificiali - V.-\N t..: HETTI O. - Manuale Hoepl1, Mrlano 1916. Rap port sur le • Picd de tranchécs • - WALLF.R W. Rmr-:AL F. R. - Royal Arm,y .follr. Med. Con. CortJS. Fase. 26, p. 236 Mai 1916. Am putat1on économique tardive à la snite de gelure du pied- Wr\LTEI~ CIIAR1- ES • Bul/. et Jl-lem. de la Soc. de Chir. de Paris - t. XLI I, no 33, p. 2184, 3 Ottobre 1916.


7 64

1'ATOGENI<:Sl VASALII: DKLLK r,t::SlOXl

DA

CO:'- GELAME~T.J

1917 Traduzione dell' Anabasi • AMBROSOLI - Manuale dei Congelamenti U. Hoepli, Milano 1917, p. 27. ' Traitement des • gelures des pieds et d es britl ures • par F. RATHERY et BAUZIL - Paris Medicai, 1917, no 13. Gli edemi da stasi e le pseudo elefantiasi p rovocate - BIONDI . Oiorn. di Mtd. Mil., Marzo 1917. The treatrnent of Trench-foot - COOPER GEORGE • Tlt.e Lan.cet, 1917, pag. 174. l . ùUbles objectifs de la sensibilité cutanée dans la • gelure d es pieds • • CoTTET · Paris AUdical. 1917, p. l!. The cause of trench-foot · CARR UTHERS V. T. · The Lancet, 1917, p. 164. Jla forme grave du pied des tranchées- CHA UV IN E.- Presse Méd., 1917. N. 31. p. 317. . • Contro il freddo ecc.- F ACCHIN I e T ERNI -Conferenza Giornale • La P erseveranza • l Gennaio 1917. 'Podopath ie des tranchées ou gelures des pieds . fROlLJCH • Soc. de Méd. de Nancy, 1 Janvier 1917. ··cause et prophylaxie du pied de tranchée • LONG RIDGE NEPEAN C. - Lanul, 13 janvier 19 17, p. 62. . Some observations on 376 case of frost Bite · M1LLER GHARLES. T/te Lanuf, 1915, Apri! 1917, p. 801. • Report upon an investigation into the effects of colt upon the Body. NoBMAN~ C. LAK E · ( Research conducted under a grand from The Méd tcal Researc . committee at the Pathological laboratoires.- Charing Cross Hospital Me· ,.jical School) - The Lancet, Oct. 13, 19i7, p . 557. ~ Le • pied de tranchée • ( Gelures des pieds) • R.~ YMOND et PARISOT - Presse Médicale, N. 7, 1917. , Le • pied de tranchée • ( Gelures d es pi·e ds) - RAY!IIOND et PARJSOT - Presst ./11ed., N. 13, 1917. · Etiologie et thérapeutique du • Pied de tranchée • - RA YMOND et PA g.JSOT · Presse Méd., 16 · 4 · 917, N. 22. . d Cura dei piedi congelati · P OMPON J - Afan.uale dei Congelamenti, Hoeph e · f.:! Milano, 1917. · Le valanghe sulle alpi Tenete ed orientali· PoRRO conte Carlo . Ci re. N. 113Z, 8 Marzo 1917. • 1.'abolizione della mollettiera • P uLL11 conte felice· Riv. Osp., 1917. . Profilassi e cura delle congelazioni per mezzo del catrame . RABBI . Q fornaie dl .Medicina Militare, fase. N. 2, 1917. :.Z..'Ambrina e sue applicazioni - SAX-\RELLI GIUSEPPE • Giornale • La Tribana • 1916 - Manuale dei Co ngelamenti, U . Hoepli, 1917, Milano, p. 32 8. e !!."'esame delle orine ne i congelati - S•ccARDI magg. med. • Manuale dei Cong • lamenti, U . lioepli, 1917, Milano, p. 328. . • e_ ."J"raitement du pied de tranchée par les injections sous-cutanées d'o,c: t gen s~IITii H oSWALO . Brilish Med. jour., 21 Avril 1917, p, 511. seri • J..e pieds gelés dans l'armées • T EMOIN • Bulletin de l'A cd de Mld., l IJ .. Co~ T . LXXII, p . 155 - Revue Scient., N . 16, 23 · 10 · 1915 - Manuale del gelamenti, U. H oepli, 1917, p. 232, Milano. . ·ario :.Sieri antitetanici e limitata durata di validità - T IZZONI Guwo - Not~~raio Medico Chirurgico per gli ufficiali medici della zona di guerra Fe 1917, Fase. l. . degli : Progressi attuali della p ratica cinematica . VANC I-IETTI G.· La chirurgia organi di movimento. Vol. l, fase . l, Marzo 1917. . U Hoe-Contro il freddo etc. · V A I.I~ :XTE ITALO · Manuale dei Congelamenti, · pii, Milano 1QJ7, p. 191 e 192. • A · d de t rane h·ee · V OIVE:oiEL P.'UL et M "··R1'1N PAtiL - Progn:s ""' propos d u p1e ~ Mld. no 25, p , 312. 23 Juin 19 17.


PATOG ~;NE~l V ASA LI'.: V ELLE LESIOYI DA. COXGEJ.AMEN·ro

71:)5,

1918 Contributo alla conoscenza degli edemi da costrizione degli arti inferiori BusACCHI Aucusro - Osp. Militare Masina. Bologna 1916, dal Bollettino . delle Scienze Mediche, anno LXXXIX, serie IX, vol. 6, fase: 4 . Ricostruzione dei tegumenti plantari con plastica alla italiana: cutaneo-connettivo-aponeurotica in un caso di postumi di ~angrena da congelazione di terzo grado in un piede - BuscAROLI - Mediczna Nuova, 1918, no 4, p. 31. Handbuch der ali g. Pathologie - KREHL l. u. f. MARCHAND - Di e Kalte als . Krankheitursache, 1908, J•, 108. Uso del catrame nella prima medicatura delle ferite - MANTOVANt e MANZtNt Il Policlinico, Sez. Prat., 6 Gennaio 1918. Eziologia e cura del piede da trincea - NoRRts - SwEt:.l et WtLMER - The Lancet 204, 1918. La Riforma Medica, n o 18, 4 Maggio 1918. Studies Rockefeller Institute XIV - CARREL - (vedi Carre!) The Lancet, 1917 Ottobre 13, pag. 562. la cura dei congelamenti mediante il bagno a vapore - D'Eu A. - Il Policlinico, Sez. Prat., pag. 1704 Surgery, fifthed p 180 - DA CosTA's - The Lancet, 1917, Ottobre 13, pag. 562. Path. and. Bact. XX, p. 159 - JouRNAI. R. A. M. C. XXVI idem Exp. Med. XVIII idem Path. and. Bact. p. 172 idem Royal Naval Med. Service, II idem

idem idem idem idem idem

idem idem idem idem idem

Fisiologia - LuctAN I -vol. 4°, pag . 28, vol. Il, cap. IX, pag. 468 ~ 561. Monatsherte f. prakt. - MA NAHEM t-l onAHA - Dermatologie 1895, XXII, 455. Und Kohlschutter K. Ueber echte Erfarungsgang ranen in Bulgarich Turkisches . Krieg Deutsc!te Zeitschr. .fur. Ch. Bd. CXXVII, p. 518- MEY ER A . W. Pteds de tranchée - QtJF:Nll - Bnlletins et ,\-Umoires de la Soc. de Chir. de Paris, . T. XLIII, n . 5, p. 367 Per la protezione del freddo- R tzzt- }. B. Charcot- joumal o.f The R.oyal Army Corps., Traduz. Annali di Medici/la Nazionale e Coloniale. On the patho/()gy of tranch.- s~uTI-1 LORRAIN- Rt rCIJIE } AMES - D .-\WSO:'i }AMES. Frost-Bite, The Lancet, 1915, pag. 595.

BIBLIOGRAFI A (.col nomi degli Autori In ordine alfabetlèo)

A ANTONELU ITALO - Con!ribu(o alla casistica della vitalizzazione delle AM membra artificiali - Il Pensil'ro Medico, 1916, N. 48. ~.psou - Traduzione deii'Anabasi - Manuale dei Congelamenti, U. H oepli. tano 1917, pag . 27.

B

BAB!~S~~y F.T HEITZ - Obli!éra!ions artérielles et troubles vaso- moteurs -BAoo0R':i'ne r eflexe ou centrale - R.e t'Ile Névrolog ique, Novembre· Dicembre 1916. Licl' . VITTORIO - Considérations sur le ·gelures des ext rémités.- Il Po, BAU 1'LLCo, Sezione pratica, pag. 1339, 12 Novembre 1916. d ; L a Prophylaxie des accidents causés par le froid ~froidures) - Sociétépa111 ologie comparée, 8 Février 161 6.


766

1'.\TOGE :-< fl:SI

VA~ALE DELLE J.E~ IU~l DA CONGF.LA~1ENTO

BAILLET A. - Prophy laxie des macérations et gelures des pieds.- Le Progrès Médical, N. 9, pag. 69, Maggio 1916. BAUZIL L. - Traitemen des gelures des pieds et des brulures par f . RATH ERY et BAVZtL - P~ris Mt dical, 1917, N. 13. BEKERLY MOHINAM - Frost-Bite - Tlu Lancet, 1915, pag. 401. BIONDI - Oli edemi da stasi e le pseudo elefantiasi provocate. -Giornale di Medicina Militare, Marzo 1917. BRIOSCHI LUIGI - Per vincere il freddo. - Giornale La Perseveranza, 5 Di· cembre 1915. BUSACCHI AUGUSTO - Contributo alla conoscenza degli edemi da costri· zione degli arti inferiori. - Ospedale Militare Masina, Bologna 1918, dal Bollettino delle Scienze Mediche, Anno LXXXIX, Serie 9', Vol. 6•, f. 4.• BUSCARGLI - Ricostruzione dei tegumenti plantari con plastica a lla italiana cutaneò-connettivo-aponeurotìca in un caso di postumi di canc rena da congelazioni di 3o grado in u n piede. - Medicina Nuova, 1918, N. 4, pag. 31. BROCQ - Les traitement des froidures des t ranchées par la m~thode biokinetique de ) ACQUET - Soc. Mfd. des Hop., 19 février 1915. BRIT. MED. JOUR. - Aprii 24th 1915, Ibidem, Dee . 18th 1915, Ibidem, Jan. Qth 1915, Ibidem , March. 6th 1915. BORCHARD - frostgangran der fiisse in frostfreier. - Zeit. Deut. Med Woch., 11 febr. 1915, pag. 207. BERNA RD M. L.- A propos d u mal des tranchées · Presse Médicale, N. 9, 1915. BOCHARDT M . - Behandlung beginnender Oangran.- Zentr. f Cil 1 N. 9, 1913. BENNDORF - Archif. H eilcunde VI, 1865, 456.

c COOPER GEORGE - T he treatment of Trench-foot. - Tlu Lancet, 1917, pag. 174. CAVINA O . - Congelazioni ai piedi - Bollettino Scimze Mediche, Bologna 1916, f. ].o CAVAZZUTTI - Sulla cura delle congelazioni ai piedi - CAVAZZUTTJ e T APPARF.ut, Bollettino Società Medica di Modena, 1916, t.o CECCH ETTELLI TULUO - Note pratiche sulla clinica e la cura delle congelazioni - Il Policlinico, Sezione pratica, 1916, pag 174. C H ERUBINI prof. LORENZO - Sulle congelazioni ai piedi. - IL Policlinico, 19 16, pag . 41. COTTET - Troubles objectifs de la sensibilité culanée dans la • gelure des pieds •- - Paris M fdical, 1917, N. I l. Idem - Note sur !es tro ubl es objectifs de la sensibilité cutanée dans l'acrotrophodynie paresth ésique des tranchées (Oelures des pieds). formes latentes de cette affection. - Bulle/in et Mémoires de la Société Mfdicale des Hop. Paris- an. XXX II, N. 31 e 32, P. 1810-1817, 10 Nov. 1916. Idem - A propos de cas r écents de pieds gelés. - R.éunion Mtfdicale dc la Jrr Armle, Octobre 1916. Idem - C onsiJ ération s ur nn cas d' acrotro phodynie paresthésique des tranchées a vec apparition d e tro ubles troph iques d es pieds au cours d'une hospitalisation po ur blcssure de g uerre - fJulletlitts et Mémoires de La Sociétf Mé· dica/e t/es Hop . de f>aris, an. XXXII, N. 33-34, P. 1998 e 2003, Jer Oécembre 1916. COURCOU X - T ratt a mento delle co ngelazio ni secondo il metodo biocinetico d el d ottor j A<;>l:ET - Presse MMirnle, 21 Gennaio 1915. CHARCOT l. B. - Per la pro tezione del freddo. j o urnal o f The Royal Army Med . C orps. T rad . Ri zzi. - Annali di Medicina Naz. e Colon. CASALI PIERO - Le lesion i da congela mento e un mt>zzo per prevenirle C,,s,\1.1 c P t: •• i:: Oiomnle di Mt•dicina Militare, Febbraio 1916. Idem - Sulle lesio ni d a congelame nto e sui mezzi pe r preven irle - C AsALI e Pu1.1~-. Oiomnle di Mtdirinn Militare, Marzo 191 6. Idem - La scarpa d el soldato e un nu o vo mnzo p er re n derla sicuramente im· permeabile - CA!<AII e P t:t t}:, Oiomall' di Medicina Militare, Maggio 1916. Idem La chirurgia conse rvatrice in rappor to alla tranmo tologia etc. · Trattato di Esegesi Clinica • - Roma, Soc. Ed. Dante Alig hieri, 1901. . Idem - Preve nzio ne e cnra dei co nge lame nti ai pied i - Promemoria per l'In· te nde nza G enerale del R. Ese rcito.


PATOGE!!:ESI VAS,\ LE DI!:LLE LESIONI DA CONGEf,AMENTO

767

Idem - Istruzioni al graduato per la prevenzione e cura dei congelamenti. CARRUTHERS V. T. - The cause of trench-foot- The Lancet 1917, pag. 164. CHASTENET - Un traitement efficace et rapide des ectymas et des suppurations des téguments des membres inférieurs. dit • mal des tranchées • par le crayon de nitrate d'argent et la teinture d'jode associés- Revu.e Névro· logique, Novembre-Dicembre 1916, N. 11-12. CHAUVIN E. - La forme grave • du pied des tranchées • - Presse Médicale, 1917, N. 31, pag. 317. CASTEU -· Les gelures aux pieds dans les tranchées- Acad. de Med. 16-2-1915, Presse Médirale, N. 7, . Pag. 56, 1915 CARREL - Studies Rockefeller lnstitute XIV - Tlie Lancet, 1911, 13 Ottobre. pag 562. COHNHEIM - Neue Untersuchungen iiber die Entziindung - Berlin 1873, 52, CHILBOURNE TUlllDOE - ( De Philadelphie) Medicai Record, pag. 11, 1er Juillet 1916. CHIRMISON E. - Note sur huit cas de gelures graves observés dans ces derniers mois. - Bulletin et Mlmoires de la Société de Chirurgie de Pari$. T. XLII, N. 25, p. 1685, 11 juillet 1916. ·COLOMBINO S. - la batteriologia lattica nelle ferite di guerra - Giornale di Medicina Militare, Settembre 1916.

D DE CASTERAS R. -

Cura dei congelamenti ai pièdi - Arch. de Méd. et de

Pharm. Militaires, Novembre 191 5.

DE fOSSEY A. et PIERRE MERLE - Le pied des tranchées - Soc. Méd. des Hop., 5- 2- 1915. DERAT fRANçOIS - Les froidures des tranchées - Paris Médical, P. 361-370, 8 Avril 1916. DOSQUET - Offene und Klimastische Behandlung von eiternden Wunden und Frostchaden, Kriegsartrlicher Abend - Berlin, 14-4-1915, Deut. Med. Woch., 29-4-1915, pag. 541. DARRIER O . et· CIV ATTE - l es pretendus • pieds gelés • et les froidures des tranchées - Pres1e Méd, N. 9, p. 70 (1915). DASTRE - Troubles de la circulation artérielle, resultants des faits de guerreDASrRE et Mounm , Atti dell' Accadmlia di Scienze Mediche di Bologna, Dicembre 1915. DE ANOELIS - Contributo alla patogenesi della congelazione - Prof. O. TizZONI, dottore O. DE ANc.Jius, Atti dell'Accademia di Scienze Mediche di Bologna, Dicembre 1916. D'ELIA · A. - la cura dei congelamenti mediante il bagno a vapore - Il Policlùzico, Sezione Pratica, pag. 1704. DOUOLAS POWELL R. - The prevt!ntion of frost-Bite - The Loncet, 1915, p. 253. DELEPINE SHERIDAN - The prevention of frost-Bite - The Lancet, 1915, p. 254. DA WSON JAMES - Prevenzione del congelamento dei piedi nelle trincee. LOHRAIN s~IITII, j AMF:S RrrCHIE, jA)IES DAWSON - The Lancet, Sept. 11th 1915. DA COSTA's - Surgery, fifthed, p . 180. OAVID CHARLES - Treatment of Painful frostebite- T !te Lancet, 1915, p. 676. DEBA. T fRANçOIS - Traitement des gelures par le méthode biokinétique de jacquet - Presse Méd., N. 2, Gennaio 1915, p. 16. (Accad. d[ Méd. 5 nn. 1915). VE MASSARY - le premier • pied gelé • de l'automne 1915. - Bul/eti!IS et Mémoires de la Socilré Médicalc des Hop. dc Paris, an. XXXI, N. 35-36, p. 1032, 19 Novembre 1915. DUMAREST A. (oE R r-::·w:F.) - Note su r le traiternent des gelures par les injections sous-cutanées d' oxgygène gazeu - .foumal de Mfdecine et de ChirurJ?:ie pratiques, pag . 929, 23 Dicembre 1915. DELONNE M. - Sur les gelures - Presse MM., N. 6, P. 48- Acrad. de MM., 9-2-1915. DREYER (BaF:SI.AU) - Eigentu mliche Fussgangranen aus dem Balkankriege. Zmtr. j. Ch., N. 42, 1913.


768

P ATOG EN.ESI VASAL E DELLE LESI ONI DA CONGELAM E NTO

E EDE fRANCES -

l

f rost-bite - The Lancet, 1915, p. 203.

F

!

Co ntro il freddo etc. - f ACCH INJ e T ERNI; Conferenza; gi<:>Tnale La Perse verarzza, l Gennaio 1917. f EARNRIDES - Le congelazioni d e i soldati e la loro cura - British J o u rnac of D ermatologie, 1915, N. t; Il P oliclinico (Sezione pratica}, 1915, pag. 1643. fORN A R IO - Conversazio ni C astrensi pro mosse dal Gruppo di p rop aganda me dica nella g ue rra - (Mila no} il Policlinico, Sezio ne p ratica 1916, p . 433. f R IEDRICH - Erfahru ng en zur Verhutung u n d Be handlung des Erfrie r u 11gen im f e lde . - Munclz. Jled. Woch, 26 j an. 1915, p. 129. f _ROLLICH - Podopathie des tranchées ou gelures d es pieds - Soc i é t é de M édecine de Na ncy, 1er Janvier 1917. f ACC HI N I -

•

t l

l

l

G GA LLI GIOVANN I - In to rn o al t rattamento de lle p erfrigera:zioni di n atura circola to ria - Il P oliclinico, Sezione Pratica, 191 6, p. 4. OA V M. - Per la di fesa eco nomica d el sold ato contro il freddo - ! l Policlinico, Sezion e Prati ca, 1916, p. 6. OALLO T - A propos des accide nts causés par le froid (froidures) - Sociéfé d e Pa th ologie c ompa rée, 9 Mai 19 16. O AM BER INI C . - G ang re na de i piedi da co ngelazio ne • Boll. Scienze Mediche Rolof!na, Co municazion e Seduta, 19 15, IO Dicembre. . G H IRLAN DA ERMINIO - L'iperemia attiva n ella cura d ei congelan1enh A ttualità M edica, 16 Novembre 19 15. Id e m - G rave caso di co ngelame nto cu rato con ipere mia a tt iva- Mila n o 1916. O RA NOEIE M. - G elure des p ieds - Paris Médical, N. 43-48, 27 Févrie r 1915. O O RR ETTI - Lo Sperimrntale, N. 5 e 6, 191 l. ORA V A. O. - T he pathology o f Tre nch - frost·bite- T he Laricet. 191 5, P· 7?8, 20 Ottob re . GLASEWALD - W asse rdichte Fussbekle idung u nd Erfrieru ngen - Deutsclz. Med. W och., 19 15, Apr., N. 16.

l IMBERT - Le congelazioni e la gang rena da congelazioni - La Riform a Me. dica, 19 15, pag. 493. INTE NDENZA GENER ALE - Oiomnle di Medicina M ilitare 31 Genn a 1o 1916, pag. 73- Norm e per la prevenzione e causa d egli assiderame nti e c o ngelazioni nelle tru ppe operanti.

J JASNARDI LODOVICO - Contributo alla cura de lle co ng elazioni "- Il Poli· rliniru, Sezione P ra fica, 19 16, pag. 233. JOCELIN SWAN R. H . - Frosl - 1:3ite - The Lanrct, 1915, p. 627. JO UI<NAL - Path . ami Bact. XX, p. 159. • - R. A. M. C., XXV I. • • - Exp. ~le d., XVIII. • - Path . and Rate. XX, 1'· 172

•

Royal Naval Med . Servil:e. Il.

K KRI EGE - Wirchows Archif. v . Path. Anatomie 1884 - CXVI. 64. KRAS KE - Zl'lllralhl v. Chimrf!ie, 1~79, N . 12. . K"lleats KREiiL u. F . MARC I1AND - 'Handbuch de r allg. Pathologie - Dte 0 l(rankllf'ilursoche, 1908, J.o IOS.

....


l

PATOGENESI VASALll: Dl!:LL,!t LESIONI DA 00:'\GELA ME~TO

769

L LACAPERE O. et LENORMANT Ch. - A propos du traitement du Oangrènes ar I'Arsenobenzol - Presse Méd., N. 4, p. 29, Gen. 1915. LA ENSTEIN C. - Zur frage der Erfrirungen des Filsse bei niederen Warmegraden - Zentr. f. Ch., N. 27, 1913, p. 951. LONOHINANE F. - M. c. O. A. note on Frost-Bite- T/te Lancet1 1915, pag. 803. LONORIOOE NEPEA N C. - Cause et prophylaxie d u pied des tranchée The Lancet, 13 j anvier 191 7, pag. 62. Idem - Nota sulle cause del piede da trincea - joumal tt/ The R.oyal Army Medical Corps, N. 5, Novembre 1916. LEROND R. - Les troubles névropatiques tardifs consécutifs aux gelures des pieds - Soc. Méd. de Hop, 9-6-1916. LUCIANI - Fisiologia - Vol. 4o pag. 28, - Vol. 2o cap. IX, pag. 468 e 561. LE POITEVIN MARC~:L MARIE josEPH - Contribution à l'étude des troubles trophiques causés par le refroidissement et la compression - Tllése de Paris. 1916, Rousseau ,Editeur, 92 pages. LONGO C. - Considerazioni pratiche sulle congelazioni ai piedi - Gazzetta Osp. Clin., 27 Gennaio 1915.

Jì

M MAIOLI ALBERTO - L'atrofia della gamba per l'uso prolungato delle mollettiere - Il Policlinico, Sezione Pratica, 1916, N. 45, pag. 278. MANAHEM HODARA - Monatshefte f. prakt.- Dermatologie, 1915, XXII, 455. MANTO V ANI - Uso del catrame nella prima medicatura delle ferite - Dottori MANTOVA~'>I e MANZINr, Il Policlinico, Sezion~ Pratica, 6 Gennaio 1918. MANZI N l - Uso del catrame nella prima medicatura delle ferite - Dottori MANTOVANr e MANZtNr, Il Policlinico, Sezione Pratica, 6 Gennaio 1918. MARCHAND F. - Der Prozess der Wundheilung - Deulsclte Chirurgie, v. BERG~IANN-BRuNs, Lief. 16, 1901. MASSARI V. - Und Kronenfels O. Zur Behandlung der Erfrierungen im Krieg. Wiener Klin. Wochmschrij, 1913, N. 44. MAUCLAIRE P. L. - Oelure grave traitée avec succés par le hersage et l'elon· gation legète du nerf tibia! postérieur derrière le malléole - Bulletins et Mémoires de la Société de Chirurgie de Paris, XLII, N. 8, pag. 432, 23 Fevrier 19!6. • MAURIN - Ulcérations plantaircs consécutives à une lésion du nerf tibial postérieur- R.evue Nevrologique, Novembre-Dicembre 1916, N. 11- 12. MAYO ROPSON A. W . - frost-Bite - T/te Lancet, jan. 16th, 1915. . MELCHIOR - l e congelazioni in guerra e la loro cura - Berliner Wocltmschrift, 1914, N 47 - Il Policlinico, Sezione Pratica, 1915, pag. 321. Idem - (Breslau) Erfrirungen in Kriege und ihre Bhandlung :- Ber/. J<.lùz. Woch , N. 40 1913. MEYER A. W. - Und Kohlschutter K. Ueber echte Erfarungsga ng riinen in Id Butgarich Turkisches Krieg. - Dcutsche Zeitschr fur Ch. Bd. CXXII, p. 518. .em - Versammlung Deuscher Naturforscher und Aerzte - Wien 21 bis. 27, IX 1913. Z entr. J. C!t. . MI~CR_ZYLAW OXNER - Nota su una nuova cura dei geloni e delle congel~z!oni - Comunicazioni del Principe di Monaco aii'Accad. di Med. di Pa· ng1, 9 Febbraio 1~15. · MILLER C H ARLES- Some observations on 376 case olfrost·Bite- T/te Lancet, 1915, Aprii 1917, P 801. MO~TIER - T roub les de la circulatio n artérielle résultants de fa its de g uerreMU cc. des Scienres, 20 Septernbre 1915. ~.~0. F. - Cura dei congelamenti ai piedi - Are/i. de Méd. l'l de Pharm. 1 zta1res, N ovembre 1915, R. D E CASTEI<AS e f. MuRAHO.


Ti0

PA TOGE K ES l VASAL~ OF. LLE l. li:SIONI DA CONOE L UIENTO

N NERI VINCENZO - l a prova della perfrigerazione applicata allo studio dei fen omeni de i congelati - Soc. Med. Chir. di Bologna, 23 Dicembre 1915 t 31 Marzo 19 16. Idem - l mpo rtance d' un système vaso-moteur dans l e geoèse des ge luresR iforma Medica, an. XXXII, N. 51, pag. 1406, 18 Dicembre 1906. NEGRISOLI B. - Osservazione e Pratica di Chirurgia di guerra, Bologna 1915. NORMAN C. lA KE - Report upon an investigation into the· effects of cold upon the Cody (Rescarch conducted under a grand from the Med ical Resca rch committee a t the Patholog ical laboratoires. Charinghe Cross; H ospitai Medicai School) T/te Lancet, Oct. 13 1917, pag. 557. NORRIS - Eziologia e eu ra del piede di trincea - NoRRIS, SwiET e W" IUIERThe Lmtcef, 20-4-1918 - La R1jorma Medica, N. 18, 4 Maggio 1918. NÒSSKE - Weber die B.:iiandlung der Erfrierungen von fingern und ZehenMiinch. Med. Woch., 23 Mars 1915, p. 416.

o OSlER Wlll!AM - Colde Bite più Musche inestia-Trench-foot - The Lancet, 1915, Dee. 18, p. 1368.

p PAOE MAX C. - Frost-Bite in The Present War - The Lancet, 1915. p . 590. PAllUSO AlfONSO - Nevralgie dei piedi per effetto del freddo - Il Policlinico Sezione Pratica, 26 Novembre 1917. p. 1402. PANTANO T. - Sulla Profilassi delle congelazioni - Il Policlinico, Sezione Pratica, 1916, p. 49. PAPANTI - l 'ede ma autointensivo degli operai assicurati - PAPANTt PIETROPELLETJER - Stabilimento lucchetti - Cingoli. 1914. PARISOT JACQUES - l e • Pied de Tranchée • ( Oelure des pieds) RAYMONO et P ARJSOT - Presse Médicale, N. 7, 1917. Idem - le • Pied de Tranchée • (Oelure des pieds) RAYMONO et PARISOT - Presse Méd, N. 13, 1917. Idem - Etiologie, prophylaxie et thérapeutique de l'affection dite: Oelures des pieds - RAYMONo et P ARISOT - Presse Méd, 4-5-1916, N. 25. Idem - Etiologie et thé rapeutique du • Pied de Tranchée • - RAYMOND et PA. . RISo1·- Presse M fdicale, 16 Aprile 1917, N. 22. PASIN I A. - Uso della tintura di iodio nelle co ngelazioni. Conve~s~_ZI?nt Castrensi promosse dal gruppo di propaganda medica - Il Poltc.tmco, Sezione Pratica, 191 5, pag. 131t. PATELLANI S. - La Batteriolo gia lattica nelle ferite di guerra - PATELLANJ e CoLO M BI ~>O - Oiomale di Medicina Militare. Settembre 1916. . • . PERAIRE - Notes s ur !es gelures - Né cessité du traitement antttetanJque. Sor. Mc'd de Paris - 26 Novem bre 1914 - P resse Méd. N 11, 1915, pag. !36. PEREZ - Conve rsazioni castrensi promosse dal g rupp o di propaganda medica nella g uerra - Il Policlinico, Sezione P ratica, 1916, p. 433. · C Idem - No rme p ratiche d i chirurgia di g ue rra (Vallardi Mil~no), 6? 1916ellé 1 PETIT - T raitem ent de la c Oelure des pieds • par une eau mtne.ral~ nL~XIII e n injedions so us cu ta nées - Bull. dc f'Acad. de Mcd., 3e serte, · • p. 155- Revue Scfentifique, N. 16, 23 Otto bre 1915. . . icale PIN AR D M. - Pied gelé chez un hl!mi paratiq ue- R ftwion Medtco C/ururg d c la t re A rmtfe, f évrier 1916. . U H e li POMPO NI - Cura dei piedi conge lati - Manuale de i co ngelamenti - · 0 P ' - CircoEd. Milano, 19 17. . PORRO co nte CARLO - l e valang he sulle alpi venete ed onenta11 !are N. 734 del 27 Dicembre 1916. d Il' s Ide m - l e valang he sulle al pi ve nete ed orie ntal i - Circolare N. 11 32 e Ma rz.o 19 l 7. PROC RO YAL - Soc. Mcd. f cb. 12th, 1915.


PA TOuESESI VAS.!I.E LE LLE LES IONI DA CONGELAMENTO

771

PULLt. conte FELICE - Le lesioni da congelamento ed un mezzo per p re· vemrle - CASALI e Pull.È, Febbraio 1916, Giornale di Medicina Militare. Idem - Sulle lesioni da èongelamento e sui mezzi per prevenirle - Idem Idem, Marzo 1916, Idem. Idem - Proposta di un mezzo per riparare dalla pioggia il soldato in marcia e in trincea scoperta - Idem Idem, Maggio 1916, Idem. Idem - La scarpa del soldato etc. - Idem Idem, Maggio 1916, Idem. Idem - L'abolizione della mollettiera - Rivista Osped., 1917.

Q QUENU - Pieds de tranchée - Bulletins et Mémoires de la Socilt! de Chirurgie de Paris, T. XLIII, - N. 5, pag. 367. Idem - · Trailement des plaises gapgreneuses par projectiles de guerre - Accadem . de Méd., 19-1-1915 - Presse Médicale, N. ~ p. 21, 1915.

RABBI - Profilassi e cura delle congelazioni per mezzo del catrame - Giornale di Medicina Militare, fase . 2o 1017. RATHERI f . - Traitement des • gelures des pieds • et des brùlures - RATH r.Rr e BAuzrt, Paris Médical, 1917, N. 13. RA YMOND V. - Le • Pied de tranchée • (Oelure des Pieds)- RAVMOND e PARISOT, Presse Médicale, N. 7, 1917. Idem - Le • Pied de tranchée • (Oelure des Pieds) - Idem Idem, Idem, N. 13, 1917. Idem - Etiologie, prophilaxie et thérapeutique de l'affection dite • Oelure des pieds • - Idem Idem, Presse Médicale, 4 Maggio 1916, N. 25. Idem - Etiologie et thérapeutique du • Pied de tranchée - Idem Idem, Idem, 16 Marz:o 1916, N. 22. RJCHARD fRANK - Zur behandlung beginnender Oangran - Zentr. j. Ch., N. 14, 1913, p. 508. RISCHPLER - Ziegters Beitr. z. path. Anat. u. z. allg.- Pathol. XXVIII, 1900 RICHTIE JAMES - Prevenzione del congelamento dei piedi nelle trincee Il Policlinico, Sezione Pratica, 1915, p. 1353, The Lancet, 11 Sept. 1915. RIZZI - Per la protezione dd freddo - ]. B. CH RCOT - journal oj Tlze R.oyal Army Med. Corps - Traduz:. Annali di Medicina Nazionale e Coloniale. ROBERTSON O. SCOTT e TENNANT fost-Bite at the front. House of Commons. Dee. 8th, T/te Lancet, Dee. 18th 1915, P. 1379. ROCKEfELLER - Studies Institute Xlii, Ibidem, XIV - Tlze Lancet, 1917, 13 Ottobre, pag. 562 (vedi CARRr.L). ROUSSY L. - Le troubles névropatiques tardifs consécutifs aux gélures des pieds - Soc. Méd. de Hop., 9..f>·l916. ROVIGHI e SECCHI - L'iperleucocitosi da freddo- La Riforma Medica, 1915, N . 3, p. 77.

s SALIGNAT - Des gelures des pieds dans la guerre actuelle - Soc. de MM. de Paris, 12 Novembre 1915 - Presse Méd., N. 5S, P. 477, 1915. SAMUEL S. - Virchows. Archiv. XLIII, 552, 1868. SANARELLI OIUSEPJI'E - L' Amb rina e sue applicazioni - Giornale • La Tribuna • 1916 - Manuale dei congelamenli, U. Hoepli, 1917, Milano 328. SECCHIERI ARTURO - La termo- foto- cromoterapia nelle congelazioni di 111. grado - Atti delle Riunioni Medico Militari di Ferrara, fase. t, p. 64. Giugno-Agosto 1916. SELVI O . - Norme igieniche contro il pericolo del ireddo - Il Lavoro, N. 9, 1915. SI CARD et CANTALO VBE - Les redèmes de striction - Bulltlills et Mùnoires de la Sociéfé Médicale des Hop. de Paris. Séance du 26 Mai 1916. SICCARD A. - Oelures des pieds - Presse Méd, N. 5, p. 40, 1915 - Soc. Mfd. des Hop. 1915, Gennaio 1915.


77'1.

PATOGI~ SI%1

VAS \l, ~ DEI J,E LE:ilONI IDA OONGELAMENTO

S ICCARDI magg. med. - L'esame delle orine n ei congelati - Manuale dei Congelamenti - U . Hoepli Milano, 1917, pag. 110 e 141. SMITH HOSW ALO - T raitement du pie d de tranchée par !es injections sous cutanées d'oxygène. Brithis Med. joumal, 21 Avril 1917, p. 51 1. SMIT H LORRAIN - RIT CHIE JAMES- DAWSON J AMES - O n tb e patbcr logy oi tranch. - f rost-Bite - The Lancet, 1915, Pag. 595. SMITH LORRAIN - Prevenzione del congelamento dei piedi n elle trincee Il Policlinico, Sezione Pratica, 1915, P. 1353 - T/te Lancet, 11 Sept. 1915. SOLLIER - Oedème simulé du membre inférienr. ( Société Medico-chirurgicale militaire de la XV I région - Séance du 17 juil.let) Lyon Méd., p. 432, 1916. SWAN jOCELI N R. H. - Frost-Bite - The Lancet, 1915, p. 627. SWEET - Etiologia e cura del piede di trincea - SwEET, NoRRlS et WJLMER The Lar1cet ( London 23 stand ), 20 · 4 · 1918 - La Riforma Medica, N 18, 4 Maggio 1918.

T TAPPAREL LI -Sulla cura delle congelazioni ai piedi - CAVAZZUTTI e TAP. PAREtu, Bollettino Società Medica di Modena, 1916, l, pag. 279. TEMOIN - Frosen feet in The French. Comunication To. Ac. of P aris, 2 fev. 1915- The Lancet, 1915, pag. 472. Idem - Le pieds gelés dans l'armées - Bulle/in de l' Acad. de M!d., 3e serie, T. LXXI II, pag. 155 - R.evue Srienl, N. 16, 23-10-1915- Manuale dei con· gela me n ti, U. Hoepli, 19 17, Pag. 232, Milano. TENNANT - Prevention of frost-Bite- Thl' Lanrcr, 1915, Nov. 20,6 page-, 11 Idem - Prevention of trench-foot ( Local Frigorisme) by an Army - Routin6 Order, N. 353, 1914 - Tltc Lancct, Dcc. 11 -1915, p. 1304. TERNI CAMILLO - Contro il freddo etc. - Confer. T ERNI e fACCAI(';l, Gior. naie La Pcrsl'vtranza, l Gennaio 1917, Milano. TIZZON I GU IDO - Contributo alla patogencsi della congelazio ne - TizZONI e DE ANr.EtiS, Atti dell'Ace. di Srif'llzt• Mediche di Bologna, Dicembre 1916. Idem - Sieri antitetanici e limitata durata di validità - N otiziario Medico Chi· mrgico pr.r gli ujjicioli Medici della zona di guerra, Febbraio 1917 , fase. l. Idem - Norme contro l'intolleranza e l'anafilassi del siero antitetanico - Oior· nn/e di Medicina Militare, Novembre 1916. TRIGONOFF O. P. - Gangre na gazosa e co ngelazione - Presse Jllédicale, 1915, N . 75.

u UNTERBERG ER - Erfrie rnn g dritten Grades beider fiisse bei einem unvl!· runndeten Soldaten . l/ ereinf.wissrnsrh H .-\ JU.:{j:-<DE, Ko nigsberg,23-1 1-l914 Dmt. rlll'd. lli'oclt , 18 Ma rz l lJ 15, p 358. USCHINSK Y - Zuglers B ~ itz, z. p ath. An atomie u-z. allg. Patii. Xli, 1893.

v VALE NTE JTALO - Contro il freddo ecc. - .\\annate dei co ngelamenti, U. Hoe· pii. Milano 1!)1 7, pag. 191 c 19 2. VAlL ARDI C. - Il bag no a vapore nei casi di congelazione - Il Polirlinico. Sez. Prat. 1915, p ag. 13 11 - Con versazio ni pro mosse dal Gruppo di propa· ganda m ed ica nella g uerra. VANGHETTI G. - P ro g ressi attuali della pratica cinematica - La chimrgia dr,[[li or{lnni di movimrnro. Vo l. l, fase l. Ma rzo 191 7. · Id em - Vitalizza4io11e d elle membra artifiçj:~li -Ma nn aie H oep!i, Milano 1916. VARI O T - Lcs • pie ds g-clés • ù es soldats. - Soc. M/d. dcs H oo. , 5-2 -1951. VARI OT, D AV IER, et CIVETTE, DE FOSSEY et M ERLE B, BROCQ, BER· NARO L - Sor .. IlM. d1•s 1/op , 29-1-1915, - 19-2-1915 - Presse .llf· diml!•, N 7, 9, 1915, p. 55 e 70 VER NONI GUIDO Rcla7 io ni sui casi di !etano osservati nei primi mesi di g uerra (Gill!!ll O·Settemb re 1915) co n alcune indicazioni prat iche $Ulla cura di ques ta malattia - Estrailo tla l gio rn ale di Medicina Militare, Dic. 1915.

\

\.

l f


.. PATOGENESI

VASA l.& D,EJ ,LE LESIONI DA CONGELAMENTO

773

iraitement des plaies gangreneuses par Jìoxygène chaud - Soc. Méd. des Hop. - 15 jan. 191 5- Presse Médicale, N. 4, pag. 29, 1915 - Presse Méd., 21, pag. 167.

VlONAT -

VOIVENEL PAUL et MARTIN PAUL - A propos du pieds de tranchée . Progrès fttéd., N. 25, pag. 312, 23 juin 1917. VOLKMAN R. - Zieglers Beitr. z. path. Anatomie u. z. allg. Pathol. 1899 XII, 272.

w WILMER - Etiologia e cura del piede di trincea - SwJtET, NoRRIS, WsLMER ·rhe Lancet, ( London 423 Sta nd ) 20 Aprile 1918 - La R1jorma Medica N. 18, 4 Maggio 1918. WJNIVARTER - Il Policlinico, 1915, Sezione Pratica 321 - Congelazioni. Wl ETINO - Oefassparalytische Kaltegangra n - Zentr. f. Ch., 1913, p. 593. idem - Oefassi)aralytische Kiiltegangriin in Balka nkrieg.- Zentr. f Ch., 1913, P. 988. WJTTET - Zur Beha.ndlung der Erfrierungen- Miinch. Med. Woch., 20 Marz, 191 5, p. 416. W AlLER W. RIDEAl F. R. - Rapport sur le • Pied de tranchée • - j ourn, Royal Army Med. Con. Curps., fase. 26, p. 236, Mai 1916. W AlTER CHARlES - Amputation économique tardive à la suite de gelure du pied - Bulletin et Mémoires de la Société de Chirurgie de Paris, T . XLII, N. 33, p. 2184, 3 Ottobre 1916.

x XENOPHONTIS - Scripta quae supersunt Cyri expeditions - Lib. 4, pag. 250, 251,252, Oraece et latine, Parisis Edit. Ambrosio firmin Didot lnstituto Francise typografo, 1853.

- - -- --- --- -


774

Istituto di patologia generale della ~· Università di Bologna

Intorno al potere immunizzantè del siero antitetanico in uso presso l'esercito austriaco ::-iota d~i prof. Guido Tizzoni, tenente colonnello medico e Pietro Perrucci, m;tggiore veterinario (l)

' l •l

Come è utile conoscere i mezzi di offesa di cui dispone il nemico, cosi non è superfluo, anche per semplice curiosità., sapere con quali mezzi egli cerca difendersi dalle possibili conseguenze delle ferite di guerra, tra le q n ali l'in fez ione tetanica è certo oggi una delle più. importanti, data. la sua. frequenza, data la gravezza che essa d i regola riveste quando non è convenientemente combattuta. Che l'esercito austriaco disponga oggi di scarso e cal.tivo materiale sanitario, questo è noto per deposizione concorde dei prigionieri ; ma nulla. di speciale si sapeva sulla qual ità e p otenza del siero a.utiteta: nico in uso presso il nemico. Solo conoscevamo, per dich iarazione dt medici fatti ultimamente prigionieri, che anche di questo prodotto oggi molto si scarseggia in Austria, tanto da imporre con appos~te disposizioni una restrizione n el suo uso, !imi tandolo solo alle fen te da proiettili d'artiglieria, specie i n quelle che determinano va.,;to dt· struzioni di tessuti. A. h biamo creduto quind i fare cos&. utile, data la favorevole ocoa.sioll~ che ci si è presenta.ta, di riempire questa. lacuna; tanto p iù che 1 risultati da uoi con.;eguiti val gono altresì a completare gli ~tud i ~re: cedentemente fatti in quest'Istituto sul valore compara tivo dei steTl a ntit.etanici di svaria ta provenienza, fra i quali si trovavano a,ucora q ue!l i di uso più comune presso gli eserciti dell'Io tesa (Fri:\ncese· Inglese-Italiano). (2). Il materiale di queste ricerche, che fu rinvenuto snl }lont~\1~ (un 'osteria della straùa IV8 ), al>bandouato dagli .Austriaci uelJa. r:ttt· ratA. dal Piave insieme ad altri medici nali (pastiglie d i chil1 1110' . ·e· ( l) Qu '·S n no n è t.nnt<l più 11ppor , uu• or A. che i ::iorno li e.nnun rit\1111 esse ~' ' d·, rifìc •l•t >w ll \·~i}rciLn t ~desoo , dopo lt\ rit: rnt.~ d allo. ?l!nr;;n. una g•·•we t>pidcV1' 9 t .,t .mo. Gol si~: ro Ji c osl llr bol" p ·. LJre non c'.,,·e. du n t tond crsi di m••no! . rO (2) T.z7.0~l o P >mRt·cor . - S ·llln c on sorntùi lit i\ del potere hnmunizz..tn >C del ~~~11 a aLiret.anico e s ull ~ ca••se che pos-;<mo limita rn o lo. duratd . Giornale di ,,,cdr mili 'are, fuse. V. 1918.


INTORNO AL POTERE :MMUNIZZAN'l'E DEL SI ERO A~TITETANICO

775

bicarbonato sodico, ecc.) in u no zaino d i sanità, venne gentilmente messo a nostra disposizione dal magg10re medico dott. F . Pnl lè. Il siero rinvenuto è di du plice. provenienza; uno è un siero fA.bbricato a Vienna nell'Istituto sieroterapico di Stato dire! to molt.o probabilmente dal prof. Paltauf, ordinario di anatomia patologica all'Università, che prima della guerra aveva provveduto al suo impianto e ne curava il fu~ziona.mento ; l'altro è un siero tedesco fab bricato dal solito Meister Lucius; la sua presenza stava quind i 11. confermare il difetto del siero di produzione nazionale ed il bisogno di provvedere a tR.le difetto con aiuti da fuor i e principalmente dalla Germania. E vedremo quale razza di aiut.o la Germania, anche a questo riguardo, prestava all'amica Aus&ria ! Il siero austriaco porta va la segu.?.n te eticht:tta : Se r. 1SG9 - 20 Ant.- E inh. 1'etanus Heilserum zur p·ophy laktischen iniek tioll gefullt am - 6. IV. 191G Staatl. Serotb.erapeutischen I nstitu t., Wien

IX/2: Ossia: 20 u nità antit.ossiche - Riero antitetan ico per iniezione · profìlatti ca - em pito il 6. IV. 1916- Istituto sieroterapico di Stato, Vienna. D etto siero era contenuto in boccett.a d i vetro giallo, chiusa con t appo di sugh ero eli cattiva qualità, paraffiuato; anzi più che varo tappo d i sughero era un conglomer!lto di pezzetti di sughero tenuti malame nte insit:!me d11. una uol lu. La. dose pteventiva era di 22 cc. circa ; g iudicando dall'o ·lore, semb rava che il siero non contenesse sostao z~ antisettiche, fra le quali ern.no da esclnùersi in modo assoluto quelle maggiormente io uso, cioè fen oli, cre;;oJi, etere, ecc. I l siero era abba stanza limpido e lasciava poco sedimento, ma avevA. qutllla op!l.lescenza special~ che suole osserva rsi ne i sieri tiudn lizzati. Il siero tedesco era contenuto pure in bocc9tta ùi vetro gial lo chiusa '?On tappo di sug hero pa ra ~nato, e portava la seguente etichetta : B.- Jfarbwerke Meister L ncius et Bruning B.oechst a.M.- Tetanus Antitoxin - 20 A. E. - Staatli ch gepru ft - Oontr. N. SG3, che signifi ca: F abbrica di colori di hleister Luci us e Bruniug in Hoechst sul Meno.- Antitol>sina d el Tet,ano- 20Unità antitossiehe - controllato d allo S tat'> - Conlrollo N. 8~3 . La do:;e preventiva era di 5 cc . d i siero, che appariva molto torbicìo con ricco sedimento e che manifestameute conteneva etere. n metodo di determ i nazione del potere immunizzante di questi sieri m esso d a noi in pratica, fn lo stesso di quello adopn~t o per tu t ti gli ~t l tri sieri, i taliani o stran ieri, da noi precedentemente esa-


..._, '""

~

Tabella~ l . o

t

Po te re sul J antttos,Jco CJmplone us.1to tllchlnrato

l'rovententtl ciel s[ero

-·

. l

:o:

- s.!. :; ~

lndka~Jonl

:-;•

l

l

t1el

Cvhlrv •lu

'

s ero J r,J\ .,w

e_c;; :r "' -;~

"':l~ u u

~

c.l

~'t:lc

.

~

O

';(

(JnanlciA tl~l

o

o ., "' N ~ :; 2- u ·- : 1::

Dat1

"":c= eo o:..

c: o = .-e~q, ::::J c: IO

.....

.. c:

,

c.l

,

e ~~ "' .,<:... Cl ...

l'; ...

.

,

~ ., -- o

,.

..

o-3

t in 16m' l

.

['l

:0

.. ['l

•

•

•

t in 1-4 m'l

\C Il:

•

•

»

•

•

l•lV11.18

t in 13m' l

1>1

•

•

•

•

•

17.VII.l8

t in 27 m' r

•

Il

• ,

•

•

•

•

----1 F urbwerke v. Meister Luc;ue ot C. H oechst a. M. »

~

o

•

•

,.

o

Q a

:0

0UtrVOZÌII11t

•

•

»

-·

8.., ., E

Q.

,

St.aatl.seroth. Inatitut. Wien.IScr.1869, n.li:?O .\nt. Einb.i!!2 c. c.I6.1V.19Hll ti.VH.IS

Il

~~l»~ - - c .. c-e:o

:::>

.;

~

-!? .!!

;:

B. Kontr.

l

l 20 A. E.

IS c. c.

n. 863 »

•

•

l

Cl

~

s N

l'il

tj

1 -1- 1 - 1 - -

l'il t"

8. VIJ.IS

t in 16m' l

lO.VII.lS

t in l Grn' l

-

fR

l'il

= o Il>

7!

::! o-3

•

•

•

•

•

•

•

20.VII.18

+

grnvu

~

..

>

!:li

(')

o

:r ~ j


IN'rORXO AL POTERE lMMU:\'IZZAl\TE DEL SII!:RO ANTITETANICO

777

minati (l) ; si ce t cò, cioè, la quantità dì siero che, introdotta nella 'Vena dell'orecchio, era necessaria per impedire l11. morte del coniglio -in iettato dopo 2± ore sotto la pelle con Ja minima dose mortale di stricnina (nitrato o solfato). Ciò per il principio trovato dal Lusini e da uno di noi ('ri?...zoni), cioè che i l valore ant.istricnico di un siero va ·di pari passo col suo valore immunizzante e curativo, mentre q~esti non hanno se m p re esatta corrisponùenza col suo -çalore antitossico. I risultl.ti conseguiti sono riuniti nella tabella I allegata. Da questa tabella risulta in modo evidente quanto sia basso il valore immu nizzante del siero antitetanico austriaco, dal momento che nemmeno 3 . cc. di esso sono capaci d i sal v are d alla morte il coniglio iniettato con la minima dose mortale di stricuina. E poichè nella. generalità dei nostri cavalli questo si ottenne sempre con 0,5 cc. del Joro siéro, variando solo il tempo necessario· per raggiungere questo limite massimo, così il siero austriaco è oltre sei volte meno atti v<? di -q nello i tal i ano . Dal momento poi che ci vogliono '22 cc. di siero per forroar'l le prescritte unità antitossiche equ~valenti a 1000 Unità americane, ciò ·st!\- a significar~ che al suo basso potere immunizzante corrisponde anche un basso potere antitossico. S t aggiung~ inoltre che la quantità di siero costituente la dose preventiva è così grande da dovere riuscire molto incomoda nella st1a pratica appl ica:~.ione. Finalmen te non può ritenersi che in que~to caso il basso potere immunizzante sia l'effetto dell'inveechiamento del siero, sia perchè q nest o non contene v~ ordinari antisettici, sia pere hè fu provato qua'ndo erano trascorsi poco più di due anni dal sno imbottigliamento. Anche il siero Behring, fabbricato dalla Casa l\feister Lucius et C., ci è apparso di scarso valore immunizzante, specie se si confrontano i risultati ottenuti molti anni addietro c1al Lns)ni con lo stesso siero (2). E poichè allora si dim-ostrava cl1e, di fronte ad una potenza del nùstro siero come 0,2 = 0,4 cc., ne occorreva di quello ~ehring 0,6 = 0,8 cc., si aveva per quest'ultimo siero un valore che era p~r lo meno la ·metà del primo; e poichè questi risultati trovarono suc,cessi vamen te piena con t'ermA. negli stu:cl i di uno di n.oi (Tizzoni) snl potere immunizzante e curativo. del siero Tizzoni d i fronte a quello BeL.ring provati nel conigl.j o di contro alla tossina del te(l) TrzzoNt ·o P.EnRUCOl:. - In1nrnn ai t'rilì ri Pc ' .. ntifìci per piuùicnre in modo ropid,, e bÌcuro dello. re~lo officaci~.J. acl s ior·o nnt itNunico. Policlinicfl , Vo l. XXXI, M. Hll5. - Sunto in C. R. del tAc. d. Se. 'l'. 160 - p.•g . 845, Paris. (2) L us:Nr. - Sull'rmt:1gon ' sm n d'a?.Ì• ·n•.• flf'i ai. ri llnt'tetanici Tizzoni, B nhring, Roux, Arch. di farm cologi·• e remr;i, , Vol. \'III, fnst'. 8 Il.

SO - Giornale eli meli•ina ·militare - Fase. lX.


~t 78

H T OR :\ O Al, POTERI,; DDIUSIZZA:'TE DEL SIERO ANTITETAN I CO

tano, cosi era dA. supporsi che oggi, se il valore medi•) antistricnicodel siero italiano è d i 0,5 cc., quello del siero Behrìng dovrebbe essere come 1 cc. Ora, sic-come per salvare il coniglio dalla minima dose mortale di str icnilJa sono appena sufficienti 2 cc. di sisro Behring e non sempre. ro"i que<;to sarelJhÌ:I di•ennfo og;t 4 voltu più uel.lole del .si ero italiano. Cio non può iuterpretarsi altro che in due modi s1a am· mettendo che nella prepara7.Ìon e industriale in grande il risultato è meno buono di quello che si ottene,·a in priuci pio, specie per campioni che si mandavano f uori per confronto, od event~1almente che fosse i n questo tempo diminui to il potere antito<>sico della coltura originale; sia ritenendo che il si ero da noi esam in at o fo:'lse di antica data (quello che non possiamo g i 11dicare, maucandoci gli elelll:enti necessari per farlo) e che perciò, in ragione dell'antiset.tico aggiunto, a vesse perduto buona parlie del suo valore. Nel qual caso l'aiuto mandato dalla Germania all'Austria alleata, coll'invio di ~i ero cbe ha sorpassato il t ermine di validità, sarebbe un vero soccorso di Pisa, ae non fosse nn' indegna corbellatura !

Il nurleo l~irur~im n. 2 e la ~ua attiuità alla fronte . per il pro f. Aristide Mattoli, maggio re m ed i co, d i r ettore

Il n ncleo cltirttrgico n . ~ da me di retto, ha prestato servizio daf 4 giugno al 4 luglio u. s. Uniformandomi alle prescrizioni della cir· colare ministeriale n. 11523·.1: d el 21 aprile 1918, avevo cnrato che venisse rapidamen te allestito il materiale, da me·ritenuto necessario quale ùotaz ioue del nucleo stesso, in modo che, g ià nella prima quin· dicina del mttggio, tu tto era appronLato ed imb<tllato in G colli, non troppo voluminos i e fac.ilmente trasponabil i a mano. -R eputo uLile agli scopi della presente relazione speciflcare la qualità e quantit.à de-l mA.teria le dì dotazionP, che t:omprendeva : 30 vesti ed altrettante maschere da operazione; 18 paia di guanti di gomma; 100 Jenznoletti da isolamento ; GOO compresse cucite di garza; 200 lun· gh etto cucite di garza; 1000 fiale di soluzione novocainica per ane· '·


I L ~UOJ.F:O CTIJRCi.iOICO N. 2, ECC .

779

sLesia spinale; cn.tgut sterilizzRto; seta sterilizzata ; filo di bronzo alluminato; maglie di .hlich el; 8 rnsoi; 2..1: pinze emostatiche Kocheri trapan·o di Doyen; perforatore Qollin; fili-sega del G igli; aghi-can• nnla per rarhicentesi; 12 bistori ; aghi per su~u ra; tubi·drenaggio; spazzolini per uughie. I nvita to a pa.r ti rP, con teiPgramma èella Direzione di sanità di Ancona del 3 giugno u. s., il nncleo cb irnrgico raggi ume, nelle 2± ore, l' Intendenz!l. e veune c!e;;tinRto all'ospedale da c11mpo 057, dove prese servizio nel pomeriggio del G, accolto con frater na cordialità daj collegl1i :vìll•?tLi all'importante unità ospeùaliera. Da.l 6 al 13 g iugno . potemmo compiere un lavoro modesto per numero e qualità d'int.erventi, essenflo pochi i degenti nei reparti chirurgici . Il giorno 8, per invi to del tenente co lonnello medico capo gruppo, accorsi all'ospedale da campo OGS, rlo\'e praticai con successo l'allacciatura della. arteria succlavia ad nn giovane tenente, ferito di g uerra, in preda. ad im ronente emorragia, secondaria. Nel desiderio d i essere più vicino al fronte di azione, per curare possibilmente feriti di primo sgombro, chiesi ed ottenni dalla grande cortesia del signor Colonnello med ico direttore di sanità della, I II armata (cui desidero ripetere ri spettosamente le e.spressioni della più viva gratitudi ne per avere largamente messo a mia disposizione ogni mezzo che val Psse A. facilitare il nostro compito) che il nucleo venisse t rasferito ad uno degli ospedali d' Intendenza più avanzati, e fui così mandato all'os pedale da campo 2·10, dove prendemmo :::el'vizio la sera del 14, a lla vigilia cioè dell' ini7.io dell'azione austriaca. L'Ospedale da campo 2-10, im portantissimo per numero d i letti, per ampiezza, proprietà e distribuzione di ambi•;mti, e per ricchezza della sup pellettile, n on ha mento da invidiare alle migliori nostre cliniche uni versitarie: dispone di un compl eto impianto radi<'l ogico, ed ha

· magnifiehe sale per opt•razioni e per medic11.zioni, indipendenti, in ci ascuno dei .J: grandi reparti di chirurgia : è dotato infine di un grande apparecch io d i sterilizzazione, capace di provvedere abbondante material e di med icazione anche ne1 momenti del -massimo affol· lamento di feriti . Sento il bisogno di a ffermare subito che, durante l a recente aziono del giugno-luglio n. s., per la energica e prodigiosa a ttività della Direzione e la instancabi le operosità del per sonale sanit a rio, questo grande organismo ospitaliero, soLtopo:sto alla massima t ensione di lavoro, ha fnnzionato in modo davvero a mmirabile. L'a tt.ivi tà dol nucleo da me diretto si è esplicata nel r r eparto chirnrgir:o, dovH i feriti incominciarono ad affiuire in gran numero, fino da lla mattina del 15 giugno, invi ati direttamente dal vicino


180

IL NGCU:O ClllRURGI C.O ~. 2.

ECC .

posto d i smi:;tamento d i ... . . P one n Llo a I)Wntto il ma te riale di coi eravamo p ro vvisti, e g l i stru monti chi r urgici c he ai ad d imostraronv necessari ad integrare l'ttrmament,ario èsistente nel reparto, ed in qual c he part e d e ficen ce, ci ponE>mmo ra pidamente in grado di affron· tare tuUe le es igenze d e l mome nto. Men tre uno deglt assistenti si oc<. u pava della pr eparazione d e i feri~i o perandi, su tre tavoli d i ope· nl;.-i,.ne si procede\a al trattamento chirurgico immE>diato del le lesioni ed a ll"a.pplica7.ione dE'gl i apparecchi provvisori. D ata l ' i nd1d~ della pres~ nte rela ;r.ionl", mi limiterò a fornire brevi 110ti;r.ie general i , sen za accennare a. cifre n è a d ettagl i tecnici, cqe pot ranno essere (•ggetto d i com m eu to in altro campo. I feritì sottopos1.i al le nostre cure, si possono dist.ing uere in: era·

nici, spinali, articoltwi, ( raltm·ati ù1 genere, toracici, addominali, vasco· lari, {e1·iti delle p1n·ti mnlli Alcun i dei cranici e tutt.i g li spinali furuno osser vati e studiati cla lrE>gregio consulente neurologo della I II armata, residente ue li 'Ospedtde 24.0. Prati c~~,UJ 1uo in molti casi il trattamento delle fratture e.~po~Ste d ell1l ossa craniane (spesso con lesione dello. massa cere b rale, t al volta con ri tenz ion e del pr oiettile), ottenendo buoni succe3ai . Gl i spina/1, per la natura del le lesioni riscont rate, non offri r ono occa~10n e a ll'interve nto. Alc uni articulari e un ril evante numero di frotfu.Mli (fraltur e esposte d e lle ossa lunghe) offrirono la rg hissi mo campo a lla, n ostra attività, e decorsero nel m od o più favorevole n elh1. quasi t otalità : fecer o ecce?.ione pochissimi casi chE>, per sopravvenuta inft-ziouo del focolaio d i frattura, 1·i .:h ieser o s peciale trattamento ; ma Yolsero tutti a g uarig ionE>. La pitl g r an parte doi t01·acici decor sero favorevo lmente senzu, r ir hi eclPre l' interve nto, c Le venne r ise r bato a p oc hi ·c asi, per soprav,enute compli canze. P ochissimi Jei feriti addo· mina/.i tra.spurtf•ti nel n os1,ro r eparto, f nron o giudi cat.ì in grado d i sopportare l'atto oper ativo, d'alt-ronde indicato e d urgente; ma la scarsa r es is tenr.n, dei so~~ettl (le c ui lesioni r i..;alivano ad oltre 18 or e) f ecero si che i rÌHtd tati furuno negativi anche in casi iu cui le limitate le.sio ni \"iscerali avrebl.JE>ro reso, secondo <'ga i pr esu nzi one, proficuo un più solleeito int t: r n~nt.o . Le.~ioui cit-i IJI"/Js.~i 1.:11si del collo e degli arti furono t ratta te con ris:.t l tali st-mpre fa\·orey,)Ji. I nfine nn gra n n umero di lesioni delle parti m 'liti, spesso Cl H l nu-.le perdi te d i sostanze, ri chi E>sero l'opera n ostra ; la massima parto di questi feti ti furono soll ec itamen te sgombrat i, nel le mi g lio ri coud izioni: pocbi:;simi dec orse ro in modo meno fa v or e v(>le 1 p t:r sopr avv enute complicanze settiche ; ma nou si dovette nni ri correre ad int.erventi dem(llito ri. C i sia mo semp re a ltemll.i a d un ct-n->er vatoris mo ad oltranza, riu-


IL ~UQT,l:O CHIRl'fiGICO N. :2, KCC.

181

scendo a salvare arti, che, al primo momento, sembravano assolutamente perduti (nei feriti portati alle nostre cnre, abbiamo dovuto praticare due sole demolizioni, già compiute iu gran parte dall'arma vuln~ra.nte) e, ciò malgrado, uon abbiamo avuto a rleplorare èompli canze tali che pot.essero a serio rischio la vita del paziente o im ponessero pitt tardi l'amputR,zione che si era voluta evit.are. Dopo circa cliPei giorni di massimo affollamento e di as'>ai intenso la•oro. la nostrk atti vi tà ebbe gior ni di sost&. re lati VR, e di ripresa, fino a obe il 4 luglio, a\·endo sgombrato per ]a più gran parte i l nostro reparto, fummo rinviati in zona territoriale. Nel desiderio che le cure iniziate, in alcuni feriti gravi tuttora degenti nel reparto, _fossero continuate sotto la nostra. responsabilità, ricbi..si ed ottenni che uuo degli assistenti, il sottotenente medico CaiiCci, rimanesse ancora all 'Ospedale 240, espletando le c ure stesse: il che è avvenu to nel termine di 30 gi-orni. Durante la nostra permaneo:r.a all'O!!penale :2-±0. furono per noi motivo d' incort~ggiamento e compiacimento le ripetute visite <iel Direttore di sanita della III armata, d el Consulente c hirurgo del- · l'armata stPssa, del Gene rale medico ispetrot·f'. e fìualment.e di S. A. J-t. il Duca d'Aosta. Il nucleo chirurgico, da. me diretto, ha compinlo it suo turno di la.\oro con alacrità ed abn ega zione: alla dil igente a.ff'ettuosa col· laborazione dei miei braYi assistenti, tenf:'nti medici A. J!'nsilli e A. Ca.nrci, ha fatto degno riscontro la instan<'abilE' attivJt~L degli aiutanti e dal per.5ooal e d'infermeriR, prima, fra tntti, la sig11orina infe rmil'ra T. Picchio. Compio qui il gradito dovere di . ringraziare il valoroso Direttore dell'Ospedale 2-10 per la larga. e cord iale coopemziolH'. accordataci nell'esplicazione della nostra attività.

*** .

Vist ituzione dei nuclei chirtHq;i t·i, con illuminato criterio di opportuni tà studiata ed atti>ata dall'On. Direzione generale di sanità militare, integra la podProsa orga.u izzaziOJ~e dei servizi sanitari dE'Ila zona di guerra (e sia leuito a me, chirnrgo ei,ile, esprimere qui, per quel pochi,;::simo che po,;sa valere, ìl mio plauso incondizionato per la meravigtiosa preparazione ed il perf..,.tto fuoziouamento dei srr· vi7.i stessi, di cui ho poLnto rE'ndermi esatto co:1to, visitanùo molti ospedali e posti di smistamento de lla Ilf Armat~t), mettendo n. di sposizion~ delle Direzioni d1 sa n i tà delle singole a{;mate, n n J.~er­ sonale tecn ico special iz za.to Pcl afTia.tat.o che, dislo<.:at-o oppor·t.unamente in alcune unità ospedaliere, entra tiUbito in azione, e può dttre il mass ;mo ren<l im e n to illlm<:dinto.


782

•

l L NOCLI!O CliiRVRG !CO N. 2, ECO.

V olendo . trar re un qualche ammaestramento dalla. p ratica. del prim o esperimento, esprimendo g iudizi, del resto affatto personali, seguirò per ordine le prescrizioni contenute neJla cir colare m1Dl· steri aJe . n. 1152134 t2* aprile 1918). 1° Costituzione cl~>1: nuclei:- Nei giorni di massi mo lavoro il nu· m er o dei medic i costituenti il nucleo m i è apparso deficente. L'atti· vità d i uno dei subalter ni è assorbita iu g ra n parte dalla. pratica d elle iniezioni antitetaniche, dal la pr ei!cri%:ione d el v itto, dalla sele· zione degli sp;ombr abili e dalla r egolare compilazion e delle cartelle cl i niche. P er tali ragioni c hiesi ed ottenni dalla f?irezione. dell'Ospe· dale 240 la. collaboraz ione di un t enente m edico, riser bando i miei d ue a:;:;i:steuti alle sale di op ert~zioue e d i medic::<Lzione. Ciò malgrado, in un cerLo periodo, la nostra resistenza è stata mes>..a a. dura pro,·a, dovendo sottostar e ad un intenso lavoro di g iorno e di notte. L'assegnaz ione d i un q uarto medico a l Gruppo renderebbe possibi le la formazione di clne coppie di operatori, che potrebbet:o a lternarsi, nei period i del la massima attività, attingendo dal uece5sar io r iposo una maggiore potenzialit.it di rendimento. 2° 1Je8iynazione degli Q8Sisten ti. - Sembrerebbe opportuno che, 1\V\E>nuta la designazione degli assisten t i da ptLrte del capo-g ruppo, il gruppo islesso r estasse cost.it.uito e funz i onante anche .in zona ter· rit.urialf.\ cc•n il Y<ll1!.<~ftgio del più l·omplet? fliliatamento tra gli elem cnt i c'.Jf' lo ('Ostitni . .·utiO. o0 AJ>Jn·nniMnenlo e l'(lj>ida. moflilitazùme del nucleo. ·- L'esperì· mento lu• corrispnst-o perfettamente. 4 '' :1 / a f('}'illl e di il·lluzùnl" - Ottimo pr ovvcdim!'llto si è ri\"elalo q uel!() <.l i dotare il Hncleo Ji nna qnftntità d i nlalerialc, sii\ struroen· tale che d i medicazione. l\fentre, con gli j,;t rnmen t.i che avevamo portato con noi, c i è stato po>:>:ibile far fronte alle deficienze del· l'ann aroentario posto a di>.. posi zione del re parto, la nostra tecnica abi tuai~ non ha dovuto sottostare a limita zioni o , a riazioui , in riguardo al materi<.~le di >:nt 'ml . di anestesia, di medicazione. ecc. N on si iu<i;;terà mR-i ahbn~tanza sulla opportnni tìt di usare, sia p er le operazioni <:he per Je mecl icazion1, le compresse di gA.r za. cuci te \Ili varie dimew•ion i), che poi<sono essere sottoposte a ristt~ri· lizzazi ()ne per non mt>nn d i cinqnant11. V"lte, e rendono q uindi pos· sibi la la r culi7.znzione d i nna rilevantissima eeonom ia. Alla tine del n o~t.ro tnrno di lll\Ol"O, noi abbiamo potuto ricuperard nella quasi tot.a.l it.à il nosi.ro l1lnle t·ialc! di garze da medicazione. 5• Ounlit.iì. tecniche d1•i capi-gruppo. - Reputando inutile insistere, per ragtO Ul ovvie•, su quanto giust.amente prescrive a questo propo·


IL NUCLEO CHili.URGICO N.

2, ECO.

783

-sito, la succitata circolare, osservo cbe il nucleo costit uito è di molto ' inferiore a. quello che dovrebbe essere, data la larga disponibilità di chirurgi provetti che restano tut.tavia. nelle zone territoriali. Potrebbe -riuscire utile una r evisione degli elenchi dei più noti chirurghi, molti dei qual i non furono richiesti dell'opera loro per la formazione dèi nucl ei. Credo infine Op!JOrLu no ùed icn re pouhe pa.role in rigLlardo ~l campo d'azione che, secoudo il mio modesto nvvi;;o, dovrebbe essere riser· bato ai nuclei cbirurgiui. E dico s~?uz'altro che l' ideale sarebbe rag·

g iunto, se a questi gruppi specin li 7.zati fossero assegnaLe unità O$pe· daliere con reparto chirurg ico unico, e J u bicate in modo da poter accoglier e e cu rare~ feriti d i primo sgombro. Comunque, ·appare evi dente che queste form a.zioni, chia.ma te ad un servizio temporaneo ed esclusi vamf'nte tecnico, per poter dare il ma<;simo rend imento deb· bono essere p o3te i u condi7.ioni di assolata indi pendenza da ogni occupazione e preoccupazione che non s iano q uelle, già gravi, del com pi to loro assegnato. Chiudo gu-cste brevi. annotazioni augurandomi che molti valorosi colleg hi, i q ua li non figurano ancora tra i dirigenti i nuclei chirurgici, seutano il preciso dovere di dare h~ loro volontaria collabo· razione a qnt!StA1 istituzione feconda d i bene, r ec11.ndosi, come a sacro pell egrinaggio, in zona d'operazione, dove l'anima si scalda e s1 ritempra al vivo fuoco del valore e del sacrificio.


781:

CLINICA. CHIRURGICA DELLA R. UNIVERSITÀ 'o r TOliiNO· Direttore: Senatoro Professore ANTON IO CA HLE

Sulle' ferite extraperitoneali òell~ infestino per il prof. Ottorlno Uffreduzzl, maggiore medico, aiuto e docente

- - -------

L e memorie, le relazioni e le vivaci discussioni accademiche sulle fe· rite dell'addome da arrna da fnoco in guert·a sono ormai talmente num erose ed importanti, che possiamo ben dire non esservi alcun punto ad esse attinente, che non sia stato esaminato· e discusso sotto ogni suo aspetto. Riandando però queste interessanti pubblicazioni e specialmente quelle cosl ricche di fatti e di osservazioni dei direttori delle ambulanze chirurgiche mobili del nostro esercito, mi è parso che non siano state prese in speciale considerazione quelle ferite addominali, che interessano l'intestino, senza lesione (lel cavo peritoneale. La conoscenza di queste ferite pn.rc invece importante, non solo perchè si tra.tta di lesioni gravi, che po;·~ono offrire notevoli problemi terapeutici, ma anche 1wrchè la loro conoi\cenza e la relativa frequenza può spiegare alcuni casi poco chiari di gna.rigione Rpontanea di les ioni, in cui i fautori d ella cma consetTat iYa credono di aver escluso ogni dubbio sulla penctra~iouc i n p<'ri tmwo, solo }lerc!Jò vi è . formazione di una fistola stercora cen, dall<t ferita.. Ed è in gran parte dovuta a q neste lesioni extrapcrì tone;tli ùcll'intelitino la spieg-azione della minore gravità, che viene di solilo attribuita ai eo~ì d etti colpi ai fhouchi e<l alle ferite dei tru.tti vertica.li dd colon. Qua.li sono i traLI i in cui il tubo intestinale 1mò esser raggiunto da un agente vnlncrante, seUY.<'t che sia nccessari<tmcnte leso il peritoueo o per lo meno senY.a che necessari<tmen te l 'aperlim·a del lume intcst.inale co· muuichi clirc•ttttmcnte col ca,·o pcri tone;de ' Nell'embrione Lutto l'intestino è completamento avvolto da. sierosa. e muni to di un nH'st•ntt•rio; coll' ulteriore S\7ilu})[JO e per l'aùerE>nza. a,-. venuta tra foglieLt.o viscC'mlc e }Hu·ietalc del peritoneo alc1mc p;~rti del· l'intesi ino vengono a tron1rl'ii ~co rni Le di m esentere c appart>ntemenle anch e di rivesLimenlo sicroso, ess<'mlosi quc:-;to in corrispo ndenza di questi p unti fuso col fogl ieLLo p:uietn le e b Lto estremamente sottile, tra,sfor· mandosi in una. esile la.mina cellulare. Questi Lratti di intesLino sono le due porzioni <lir;ccndcntc e afòcendcntc del duodeno e parte dell'inter· m edia, il colon ascendente e H colon discendente. nanno invece un lungO>


S(.; L LI': FErtlTI·~ EXT R A PERITOXE.ALl OELJ.' INTESTI NO

785

mesenter e il digiunilco , il cieco, il colon t r a;;verso e l' S iliaca. n r etto è n ella sua parte piit a lta riv<'stiLo solo sulla faccia anteriore c n ell'ult.ima. parte completamente sf01·nito di siero sa. N eli 'adulto si ha q ttindi la. possibilità di raggiungere la. pa,rete posteriore del duodeno (esclusa la prima · porzione) e il colon ascendent e r. discendent e senza a.ttraYersare o aprir e il cavo pcritpneale. In questi t.ratti il peritoneo si comporta coll'iutestino come col rene nella specie umana. ·p a,ssa sulla sua faccia anterior e ader endovi e lal'cia apparentemente scoperta la faccia posteriore, che poggia perciò diTettamente sugl organi !'ottostan t i. Questi per la porz ione discendente del duodeno sono il .rene destro. i vasi r enali, 'a Vt'na cava inferiore; p er la por?.iOn(' intermedia del duodeno sono il pancr eas e l'aorta : la porzione ascendente d el duod eno poggia colla s na faccia posteriore sul rene sinistro, sui vasi renali sini;;tri e s ulln, colonna vertebralc. P er il colon ascendente i r n,pporti sono spec:ialnwnlc col r ene d estro, al quale è .unito da una lamina di ter;:;uto comwLtivo molto lasso. In molti casi però, che ,<;ccond o alcuni sa.rebbero In, ma,ggioram:i\ (c quindi qtwsta, disposizione dovrebbe considera rsi norma!<'), vi è un vero m C'soeolon asf'endeute, sia, pure brevissimo, nel qual caso non sa.rebbe possibile r ag-gi nng<•re q H<•st 'or~a no senza, n pri rp il per i t oneo. Spe:iso, anche se. il mE:s<'ntcrc manca. o è bn'Yis~im'> il colon però è tutto ~wvolto <la !'ierosa c i l contatto della 1ma parete posteriore colla parct.e posteriore dell'addome n on è im n1L'di:tto . Ju a llri casi invece ecceziona lmente manca H me;.;or·olon ancllt' a ll'altt•zza dd cieco <' quindi anclw questo aderir;re direttnmcn te alla, part•l r poiiLeriorc <' l>iit csat.lanl('llte a l muscolo pso~Ls- ilinco cù a ll a s ua fnscia . Invece m a nca quasi St·mpre nu mcsocolou a l (·olon discendente, eht• h;t rft[)porti qua;;i costanti col margine cst<'rno d Pl r E>ne S., col musc·olo qnntlrato dt•i lomhi c piLt in ba.f;so col mnflr.olo llSnns-ilia<;o. In questi ttatt i dun qne h pitrte t>xlr:t}>eritom' a lc dell'intesi i no viene a COJTisporHl <·n·, snho l 'iu tt>rpm;i zio ne <lt.Jht. so t t il<· la.mella c·omtcUi va le, r esiduo dci d ne fogliel t i di sil'rosa fns i, a l cosidrtlo spa%io r<'l·l'OlWritonerLlc. Conispontlono a qnC'sto ~'Jl<lzio i reni . roll n, fa(·c iu, posleriurr, le cap:mle snrrHnal i !:' gli n rt>!Pri. il pa1wrP:1..:, ~1·an pari<' cll·l 4lnot1Pno, la faccia, posteriorc dr l colon di:;ctn<l<·nh• <' :;pe,.,,;o qtwlla dr·ll 'nsct•nd~·n te e parte d el r etto; si tro>ano poi nello spazio rC'!roperilonralc i gy·os::;i v asi, ch e a lim entano i v isc<'l'i c ht metà in fC'rior<• clel corpo, ghiandole e vasi lin fali<'i C' fìnnlnH•nl<' llll <'Sl<'SO c romplir·ato nppnr<'(·cb io n <•n·oso, di cui fanno pal'le u!I J·.· i llt'n·; ~pi n a li , all'uni ntmi d e l ntgo c d<'llo s planeni<'o, illljHJr! anti~simi ('<'Jl tri dc· l simpal it.:o, quali i gnn)!li SPmilunn.ri dd p lesso crliac·o . Qursto n pparPcrltio prr l'i m por! nn7.a fu tlngli nn l iehi anatomici ehianwto il rt·rt·bnun alirlt~mill rtlt· . :-\pcondo Oher:;t (1), c he r eccnlPmenf·<· h a slnclinto 11' ft'J'i(.e cl(·Jlo spazio retro pcritonrolf', sc·uza p erò r icordare eh<~ a qnrst.i, én.tPgOJ'i:.t.. a pJHI J'lrngono e n el modo più tiIl ) OntrnsT, - Lr• ! -ri ~... d 'nru n !In fU " <l<'l d<•ll o f(J)flzio r,·t r p<'rit nneo le 'e i loro rnpporti col cavo oddom innl o. Mw.• h . .l/c./. W od1 ... n. 11 , l !l lil.


786

S UL[,~ FF.ll.IT~: IJ:X'fR.\ p~;r. I r ONEALI D E LL'INTESTINO

Jlico, come dimostra la nostra IV osservazione, le feri te extraperiton ea,li dell'io test in o, sarebbe caratteristico in queste lesioni lo shock, !;pt'oporzionato ai fenomeni addominali ed alla. perdita di sangue, che l '.t\. 11on esita a mett-ere in ra.p porto colla. partecipazione alla lesione clellr suddette importanti formazioni nervose. Cosi pure spiega la sintonuLlologin. addominak (risentimen t o pcrito ncale, dife,;a dalle paret i, vom it o, ecc., ecc.) col fatto rbe nello spa,zio ret.roperitoneale sono interc:::Rali Ynsi ~ nervi, che J>OÌ vanno ai visceri addominali: questi qu indi part <•cip~1110 inclirl!t.tanwn tc nIla, lesione. Lasdn,ndo <ht parte l e lesioni del retto che già furono specialmente st n d iate (Crosti , Congr t'l>SO della Soc. l t. di chirurgia.1917), ciascuna dell e pon.ion i surricordat<• Ù\'ll'intcsUno può Cil~:>cre rag-gi_u nta. da. agenti vtùne· r:m l i e s p •hdntentc <b p roiet t ili , senza che sia- in alcun motlo interel'sato i cavo lJClitone<ìle. Nalnra!mente i1 l'ic m e : d una lesione ex· t.r :l]l ..'ri onealc deli'in lt·stino può a nche COt'sistere uua les ione inter t>sHante il <:lì\'0 perit.onea'e, () }Jercil l'' H Jll'Oil'ltilP, rag-giunto r ntc:;.tino np: l rnt 1o S(·oper to, t ont.inua, la s u :t Yia c p erfora anche la parete an t eriore òl'' Polon o dPI t1uodeno, tluve é.<isl c il l'Ì VC>stimento sierosn, giung(•JHlo co:; l nl.'l eu v t) JWril ouenle. Sia l)en:hè c· o n opposta rùrezione, 1m pl·oict1ilc twnr-trato n el caYo peritonealc può uscirne p E ·rfor:-t.ndo il eo'on • il duud<·no in corrispondenza di un tratto S('OjH·rt o. :-iin infine pet• hè un eolpo f.nn~t·nzia h· a l fhm co pnò })l'ima attnlWt'Mtrc o ledere> il fornico JWrilonPnlc al~·r;th · c ]JOi i;t>paratamente .;,:alfirc la. pare ~ <' po~telio:e <tel colon. La nozione eh e l'iute:; Lino possa venir rag .!:unto in <.li versi punti, senza cbc sia ne<·f'~Sario aprire il ca.>o peritont>a.le è molto antica e diffusa., La.nto c-ltc anello (·hirurg icamentc i wcchi operatori, temendo l 'a pe rtura dPl periton('o, pratica.vano la fisto la stcrcoracea. s ul colon discendente <tU nwcr~o la. n•giol tt• · omba,rc (Ca Uiscn, A.n1us:;a.t, Trèln.t) . I noltre è nozione lliJT-wì<t che p rocessi infìnmmatorii partiti dall'intestino possano di !Ion dcrsi' al tessu l o rctropcritoneale senza. intel'essare il c:.w o J>crit.onealc, ma sono m eno frequenti gli ~cconni al f<"Ltto cbe agenti. trnumuti<'i vos:-;:1no dii'PIIam<'ntt' rng-giung<'l't' l'intr:;t.ino in quest.i tral.ti. ()o:;l ll. es. nd èla:;,..ico 1'attaLo d~·l Bt>rgma.nn, Bruns, liiickulicz, è f ati o cenuo alla possibili ti\. che si abùiano delle rot.t ure sottocutanee dell'intestino nei lmtt i rhe non comunicano col cavo }Jeritoneale ed ò fatto cenno alla JJossib ili1 à., che in seguito a d una. rott w·a del duodeno scgtm un flemmone r E>t.ropt•ritonealc c non una p cri toni te, al meno in primo tempo. 1\fa. non " 'è alcun accenno alla possibilità, che. altrettanto possa 'avvenire in seguito alle ferite ùa arnut da fuo co. Così pure nessun accenno v i ò a qucst.e ) ('~: ioni n ell'ottimo t rattato s ulla. chirurgia tlcll 'adclome del Doua.ti. Il L cfort (l) aficrma senz'a.ltro che un'ematuria (!) o l 'emi ssion~ di sangue colle feci sono segni di sicura penetra(l) t~:l'OòiT. -

A rch. de. métl. e! d~ flharm . m.ilit .. 19 13 p

~:. 2, Aprile.


zione ùella ferita. Anche nelle pubblicazioni·che si ebbero dlua.otcla guerra. suUe lesioni addominali o non è_ fatto cenno a queste lesiolli o si tratta di accenni molto sommarii. Cosi nella relazione del Quènu (1), che è plll'e nna delle più complete pubblicate dm·ante la guerra, vi è solo un accenno a.l fatto che per clichiarare penetrante una ferita si deve c•;;ser certi che il peritoneo è stato aperto e non che vi è soltanto lesione di o1·ga.ni profondi, perchè molti tra questi, non escluso l'intestino (l'A. accenna solo al colon e al retto) possono esser feriti senza che il peritoneo sia aperto. Inoltre il Quénn accenna giustamente al fatto, che per la di~Lgnosi di penetrazione nel cavo perit.oneale non basta la fuoruscita ili materie fecali, potendo questa avvenire per lesione extrapei'itonea.le (anche a quE>sto 11roposito l'A. non a.ccenna che al colon ). Ohalier (2) crede che per le .difficoltà. (li stabilire se il peri tonco è leso o no si debbano scnz'altro annoverare queste lesioni cxLrapcriloneali tra le penetrant.i, tanto pil1 che entrambe le lesioni sarebbero spesso associate. Su treuta casi che ripo1ta non ve n 'è alcuno del gcncre. n Rossi (3), in una m.tlllcrosa e minuta statistica. delle feri te addominali (l'il) operate nell'ospedale chirurgico mobile Città di l\UJ;lno fino al 1916 riporta un solo esempio di lesion~:~ extmperitoneale del colon ascrnùPnte, ù essnna. del duodeno· o del colon discendente. Si trntta ùi un<~ ferita da. pallot.tola. ùi fucile al fianco destro (oss. 38). , . enne opl:'rato :2-t ore ùopo la ferita; il foro d 'entra,t.a si trova sul bordo costale destro sull'ascellare nntcriore, fJUello d 'nscit !~ nella n·gione glut.ea corrispoufl<>ntc, 3 cm . f<ot.to la cresta iliaca,5 all'cl'tcrno delia spin~t iliaca posteriore s npe1·iore . N on vomito. n è fl ingltioz7.o . Addome mct c•OI'ico e dolente Jwlla, metà, deRtra, tra.tLabile nella met~~ sinistra. T. 38, poliio 100, piccolo. Yirn ùeei;;o il tratLa.mento aspettante. Nei g iorni seguenti [ebbre, suppura~iouc thtlle fel'it.e c tmncfa.zione della parte. Incisione lomhare Si scopre un focolaio ùi necrosi fetida <lei cellulare retropcritioucale. t;tùla pn.rete posteriore. del colon si trova un'apertura di circa ~ cc n t.: da cui esce gas e contenuto int.estinale: drenaggio. L a fistola si poi ò andata stringendo, il ferito fu tt·asloc.ato in via di miglioramento. Se si ticn conto che l'intervento fu tarùivo e quintli a. I<Ltt.i iufianunatorii ava,nzati e che il colon ascendente spesso e secondo talnni assa.i spesso 11ou lm conta.tti cxtraperitouca.Ii colla pa.rLe posLel'iore tlell'aùùome, ma.è munito tli un meso, sia pur brevissimo, non si può dire che la osservaz'one sia assolutamente sicnra. Si può benissimo essere trattato di una lesione circoscrittasi secondariamente, come spesso avviene per gli ascessi di origine appendicolare e cccalc. Tuttavia, ùato che in una. percen(l ) Qn:Nu- R ev11e cle chiruroie, 19 tl ( 2) CUAT.JER - L yon Ghirurgicnl, D. (Ì v. xrr. Dicl'mbre 1915.

(3) B Rossr -

Glini r·t1 chiruroirtr, S. T. l Ol U.


788

1 '

tuale discreta dei casi il colon ascendente si comporta come l'ascendente rispetto al peritoneo, neppure l"ipof-t•si ili l<·sione t'straperitoneale può ve11ir senz'a ltro respinta. Anche lo H<l<'Del (1), che fa. c~:uno a.lle k;;ioni extraperitoneali solo eli sCuggita, per escluderle dal nowro tl<'llc penetranti,. considera solo le lesioni del colon e d elln, vescica. · Kras k:e in un rPsoconto del HH5 riJlOrta con molti a.ltri (54) tre casi di ferita. extraperitoneale d el colon, di cni tUlO è guarito e due sono morti. L'AlN;sandri (2) nella sua r elazione fa cenno a que))te fNite solo per attribuire a~ esse una parte delle CIOt~ì <ll'ttt' g uarigioni spontanee delle ferite a.ddominali. Il Bastianclli (.3) non vi fa alc·un fiN~t· nuo E> non pa.re n e abbia. riscon· tr:1te tra i ca:-;i operati. Un acccnn(} fuga ce a qnel'\te lC'f!ioni ~-;i può (rontre n ella relazione d<·llo • calone (·i),· m P-ntrc non n e ti<'ne inn·ce alcun conto il Bozr.i (5) ne lla classificazione da lui seguita. p er lP lesi01~i arldominali. ~e~Silll accenno l>i trova n<'lla com unicazione del Nigri:-;oli (5): c il • 'aviozzi (5) parla eli un caso di fì sl o la, stcrcoram•a immertiat a d a I P~i c,n•· d<>l colon, ma non è pre· cisMo se si tm.tti di le:;ione cxtraJJeritonealc o di le:-;ione accompa.gnal.a da prolasso immediato clcll'ansa. p er forata. ~è. Yi è tratta-zione di qut'St-o argorucnfo n ella relazione del Ca labn•lli (fi). Tii>Reranù ri corda le feri le dei li:mehi in t Pn·ssnnti il colon nt>i tratti ·nsccnden t c discenden te, }lere hò ~o;a.l'ebb•~ro t J':ì quelle f' h r. }l osso no facil· m ente guarire spont anenmrnte, non J ll.' rf' h~· po:;sano essere extmperito· neali , m a solo perc hè in gnMia. ad un )H'ClC'l'sso di pcrit mite circo:;crif,t<~ ed alla formazion~ dt>Ua fh;Lo la si )JUÒ <1V<'J'<l un;i limita,zionl' della iJli<•ziono p eri ton ca l t'. Yif!narcl (7) b un ac·ecnJl O all e l(·sioni l'xtra pcritonea.Li, JU;.b llOJll'iporta (:Ile nn c·a so i n cui la }(·~io ne• extra peri t otwn le• veune sospett'a ! a . Nel manuale di Aba.<lie (8) su ll<• l't·ritt· dt-ll'all.donH•, g iunte) lH>r l.<t sua dill'u~ ione alla, :-:t'COnda t cli zionC' {l 911) Yi (• StJitnnto un fuggt'vole :.w<·enno e solo J.Wr Il' IPs ioni <lPl colon (pag. 6~);<' non riporta tra i mmH·ro:-:i ta:;i cl~· nici n<·mmcno 1m PSPlllpio . .A p a.!!'. 1-!-~ Yi (·poi uno srh<•ma. cl(·sl ill ;ltO :l dr· m o:;tmrc la. not-evole lnngh<'zza C'bé JlOSi>cmo n;;snml't'é i tragitti tangl'll· zia li dc•i proil'f W i, ma non v i è ri pro<l o t t.;l la pus ibilil:ì. elle uno <li (llll'Sti t.r:~g-i t ti tang:c·nziali possa iHf.pn•ssnH· la ]>:tn·fc post r io re tll'leolon. <t~<~<'ll· d c n te r d isC<'rHh•n te, s<•nr.:ì p. ·nctrart' i n p~:r. Lune o, <liH: lll' p <·r ..:hì· li(• !lo ~f'hrma '

1

l l l

( l l HA• x ...r" - R eilra:l' zur Klin . chinu·rti , YOI. 100, f 3 (2) \c,•:sS.\~on.· - O om ile di. med. m ili1a1e. n. IX.~<'t cu obre l!H 7. ( :!) B AST; A:<'I:T.LT. i l P oli t n;c•>, n 2, 7 g.,unui" 19 17. (l ) ~cAt.m< t·: . - l l P•>lidiniro, n . 7, 11 f,..l. braio 19 17. ( .ij R 'uni(Hli m ecl i o chi l'lll'gicl c dello. l l 11r a ftta !IJ15. ( ••)' 't\ t.A tl 'u-8 .. - • (.'ongrt'!<"o d o• l lo. ::ìoci,·~t. Il. d i c h iru r·gin. mnrzo l917. ( i) V lO :S.-\1{1,) L you rhirurgi <•rtl, a. lj V <)L xn, Dit'Nl.br6 10 16 . (8J . \uAo · r·;. Le s b'e•wrtH de l' c•lxio 1 en (coli ci.ion H o i zon I Ol i ).

·~

...


789 entrambi i tratti verticali tlel colon v i sono raffigurati muniti di un lungo e ben formato mcs<:>n t(·re! Pribra.m (l) del gruppo chirurgico mobile d. v. Eiselsberg parla delle ferite del colon, d('l loro comportamento tardivo, delle fistole (ileocolostomia), del fac ile li mitarsi del processo peritoneale, della formazione di ascei;Si putridi ~ stercoracl'i, della possibilità che da queste ferite partano flemm oni rctroprritoneali, ma non accenna· al fatto che molti di questi fenomeni sono da mettere in rapporto colla cxtraperitonealità. di moit,<' di queste fcr-i t·e dei tratti verticali del colon. Non mi pare perciò inutile lillortm·e quattro osscrv~~zioni eli les! one extrapt·ril oneale ùell'int<':>f ino. eli <·ui una interessa, il duodeno e due altre il colon di8C<'tHl<•ntc c l'ultima, J'ascl:'ndcntc. La prima pare debba essere veramente fl l;Sai rarn, non avcn<lone po·~u to t rovn,re tra i numerosi riportati , alfri esempi. Tutte e qun.ttro possono offrire l'occasione per qualehe consiclemr.ione sulla. pat.ogf'nt':si c sulla terapia di q~este lesioni, che per ogn.i riguardo uwrit;lno eli costituire un gruppo ben delimitato di erite addominaJi.

c,,;;, -

·l K. N., soldato del ... reggimento fante ria.. Vien p ortato all'osped>lle coutumaciale di l"dine nella not.to tra 11 2! e il 25 ottobre 19L7, io condizioni p; ra,·i. È stato f erito In se1·a. precedente al Globokllk. Pre;::enta un n feri ta da scheggia. di g ranata all'adùom<•, sul prolu ng~m ento della linea ascella re an· te riore sini:::tra , du e dita trM\'~ rse sopra la cresta i liaca. La ferita è a fondo cieco; vi è iu tensn irJlilt•·Azione della pl\rete addomina le fin presso la colonua. v ertebrale, con evidente crep itazione gassosa. Dalla ferita fuoriescpno feci in n otevo le q un n t.i tà. La palpazione dell'addo me dimostra una vi,·n reazione peri tonea le n ell a metà n sinistra dell':~ddome. Vi è infatti una notevole difesa mu;;cola~e e dolore vi- · vissimo. La ra dio;;eo pilll permette di locnl izzare uon. groc:sa :::cheggia ùi g ranata nelle m asse muscohni della. doccinturn lombar e si ·n istra. quattro di ta trns•e rs.e a. lato dell'apofisi spinosa delln se•:ond::t verteiJra lombare. Una linea che unisce il t:o ro d'entrata. al punto dove nsiede il proiettile attra \·ersa cer tamente il cavo pe r ìt on ea le. T~e condizioni gen erali del paziente sono molto scadenti, polso sui 130, piccolo ; temperatu r:~. 38.5. A;.pelto di g rnnd e abbflttìmento, pallore intenso. Si p.ra • t ica l' ipodermoclis i e ini ezioni ecc:itant i, Indi in uarcosi eterea si pratica un ampio sln i2;liamento della fe ri ta, mettendo completamente allo scoperto il lungo t ra~ìtto e bt grand e breccia. All'estremi t à po,;teriore di ess:t si t rO\'Il. ]:\ scheggia , completamente, rivestita da un ampio lem uo di abito. L e p><r eti dell a breccia sono in preda a uecros i putrida. I muscoli hRn no aspetto di carne les~ata. sono infiltrati di ~ns. A seL centimetri oial foro d' entrata il proiettile ha scoperto ed è :-trisrinto sulla pi ega. cost ituita ùsd foru1 ce p eritonenle, !'enza lederlo. Due centi mett·i più ind ietro vi è l'apertura della parete posteriore del colon discendente nli'a l tezza circa dell'ombellico, si tnata in mezzo l\d uno scollamen to del la pnrete posteriore del colon di forma qundrata e d i 5-6 m m . di la to. Da es;;:à fuoriescono gas e feci (l) P loBRA ' {. - Ln cur.\ oper·<~ot i\·a · de llt• fe rite addominoli n el pc•·iodn ta rdivo. Wien. Klin., Woch. n, l, 191 7, p. :!.


700 Si e>;.:idono am pi;~mente le parti necroticbe della breccia, si passa su i tessuti co~i cruentat~ 1l te rmocauterio e si tampona l'ampia breccia con garza. La fi. stola viene suturata con due strati intere!'!Santi la mu~colare, non tan to nella spe ranza cbe la chiu ~ura po!'!sa riman er e stabile, qu a nto per evitare temporanea· mente ch e nuove feci si versino n el la brecc ia recenta.ta e non ancora. granu· leggiante. La ch iusu ra r iesce facile in grazia alla mouilitt\ già esistente della pa rete scoperta del colon. Il ft>rito si man tenne sempre iu cond izion i gravi e moriva nella notte ,]el 27 ottoiJL·e. Dalla fistola no n e rano p iù u"cite feci e la sutura avev11 tenuto fino al momento doli~> morte II. C.\SO . - Soldato N. N., del... reggimeuto fanteril\, fu fer ito il31 a~;ostosull'a\ t i piano di Ba ins izza Viene po r tato il 3 settembre n ell'ospedale contùm nciale di Udi · ne. E stato ferito da pallottola di s hrapuell al fiauc:o siui><t1·o. Il foro ù 'eutrata Il s ituato sulla li nea ascellare anteriore fra la spina iliaca superiore e l'arco costale. Il fo ro d'uscita è alla stessll altezza dod ici centimetri più indietro. .Err· tr,uu hi i for i sono alquanto laceri e a borJ i oec rotici e da entram bi fuonescono feci e gas Vi è notevole tumefazione e dolorabilitll a ll' intorno. Il t ragitto Il segna to !mila cute da una ecchimosi e la cute all'intorno è arrossata. Vi è in· tensa tl.ifec;a muscolare e dolore su lla ml'tà s inistra dell'addome. L'a. ba qual!)he singhiozzo eri ha avu to vomi to. Ora però le condizioni g enerali sono buone, il polso sui UO, valido e l'aspetto tlel malato è buono. Temp. 88 5. Data l'intensa reazione infiammatoria della fe r ita, s i m etto allo scoperto la breccia, praticando una in.·is iooe dal f oro d'en tra ta a. quello d'uscita. Sul fondo della breccia ,.j è un'a mpia lacerazione d elln parete pos t er io re del colo.o, sul qua le il proiettile ba strisci11to. La \acemzion e è trnl':versa le lunga tre centi metri con margini laceri e n ecro tici. JJa parete doli' intesti no è in fil t rata e friabi le. Si t am pona la b reccia, giiL bene granulegg iHn te. asciando la fistola intatta. Per qua lche t empo da questa escono tu tt., le feci. P oi a poco a puco l'a. ri comincia a defecare normalmente dall'ano e dalla fi,c;toln escono solo eccezionalmente e in parte le f, ci lictuide. A Ila m rtà d'ottobre viPoe traslocnto colla ferita quasi com· pletamente cicn.tr izzata e dH\111 fistola ormai ridotta tanto da dare a stento adi to ad uno specillo non esce eccezionalmente che qunl,.he goccia di contenu to intestinRle l iq ui do. La chiusura spontanea della tistoln. pare assicu rata e l'a. vi~ne traslocato. l n. c.\ SO. - Soldato N. N., del ... r f'gg imento fanteria , fu ferito il 20 agosto 19Hi sul S ì\1 i chele dn sche~?gia di gr~tnata . Il 22 vieo portato all'o~pedal e da cam p9 20~. Pres entn una fer ita a fon~o c i~.>co alla regione lomba re de str~ con decorso dal basso in alto e v erso la linea mediana. Da lla f erita geme muco. bile e con· ten uto iutestinale liquido. I liqui d i inge r iti ri con oscibi li, come il latte, escono d alla fist ola già l ora e mezzo, due ore cirri\ dopo l'in gestione. L"a. stesso ha riconosciut o nelle feci la scheggia, per i dolori c~tusnti all'uscita dall'apertura an al., L\· missione è avvenuta tre giorni dopo il trauma. L'addome è d ovunque tmttabile, non vi l) reazione peritoueale d i so r ~a . Solo la palp!lziooe profondr. e leggonnenle dolorosa nel cosidt!tlo tri11ngolo pancreatiro, 111 disopra dell'ombelico a dcstr<~ delh\ line11 mediana. ~eb bene la ,:;ecrezion rl dalla fistola non siA. abbond :tnt.c e non Yi ~iRno fat.ti iofi:tmmatori ri levabili, il paziente dbperisce notevol· mente. 'l'ultltvin. dopo circA. due mesi ln fistol a è completamente chiusa o le con· dizioni migl iorano mp id nm~ntA. \"ien e trasloe~tto guarito. Sebbene sia man-:ato il controllo operatorio oou sa préi t rovare altra spiega·


SULLE FI!RlT~: EX T RAP EIHTONIU l, l DEt.L'!NTESTINO

791

zione accettabile per questo cstso, clte non sia quella di una lesione extrnperitoneale del d uodeno. La scheggia deve a\·er r aggiunto la superficie po:;tl'riore del duodeno n lato della colonna. nella sua seconan porzior.e. :\vu lt n a,·uto la fonm di attraversare ancora la parete inte,.;tinale anteriore ed è perciò rinJUsta uel lumo intestinnlc, col cui contenuto è sto.to. portato. fuol'i. Lo. piccola 6 s loln. !'i è poi chiusa spontaneamente. È note\•ole sopratutto il flltto che il co r,tenuto intrstioale, invece di in filtrare e scollare il peritoneo parietalo posteriore, dando luogo ad un Hemmone retroperiton en.le, ha potuto seguire il lungo tragitto ù, l proiettile n ello spessore dei muscoli della doccia lo m ba1:e destra e v et sarsi ali \~sterno. IV. CAsO. - Cn.porale maggiore B .. A., del ... reggrme nto fanteria. \'it-ne I'Ì· coverato il G marzo HJI8 nella clinica chiru rgica militariz;>;ata. Fu ferito il 17 rli· cemb re 1!)17 da pa!"letta di shrapnell a Col Berretta alla n •giono pariètale deslrR con fra ttun:i del cranio e persi~teuza del pr·oi~ttilc. J.a ferila eire qui ci intercs,:;st è pure da P}'lletla rli shrapnell a iondo cieco ed il foro d'ent.r:\11\ si trovn, in conispondenza della regione lombare destra all'altezza d, l h\ Xll vertebra dor· sa.le, in corrispondenza ,lell'upofìsi trasvers:t di que<;tn.. Il ferito 1ron ebbe \'Omito, si lngna,·a pen-ò di dolo ri addorniuali; il tEispiro era f requente e supe' lì<' ia le, il polso 10-1 piccolo. L'addome era dolente e reagint vivacementfl alla palpalione ·specialmente ,del qun<lrante superiore de:;tl·o. r~a palletta di ~hrapnell era incu· neat~> 11elle masse muscolari del Banco destro !-ii tratt1t quirrdi di uu colpo tan~eozi>~le con decorso orizzontale e con ~ire­ zione dall'interno all'e,.; terno e dall' iudietro in avanti. All'esame del tomce si rileva ottusità fino all'angolo inferiò1·e della scapoln. con rtbolizione dPl fremi t o. Una puntur•t e;;plorativa dà e>ilo 11. poco l iq uido e!;SUdlltivo pleurioo. D po quindici giorni. persistendo la. febbre e le condi;\ioni generali gravi, si estrae il p1·oiettile, che è sitllato in una cavità asces3uale. E:;ce gran•le quantitit di t>us fetirlo. Il 7 g ennaio, sospcttan•iosi tlll empimna e persistendo l'ottusitit toracica, fu sottoposto a costoromin Òt>lln. nnnn r.o<ta. La plm~ra è integra, Yi è in\·ece un a vastn 1'>\Ccoltn sottodìafrummaticR, che scollando il peritoueo del diAframma ha depre~so la fnccia super iore rl.e l f·•gnto. A nche in ba!'SO vi e dìtfusione retrO· peri tonenle flemmonosn, con parter:ipazione del muscolo p~oas· i l iaco, resa manifes t a dalla contrattnra. <li questo e dalla posizione tipica dell'arto coni!'pontlcnte. La n ,ccolta retroperitoneale i> ne~tameute stercoraceA, da tu tte le ferite escono fec i io grande quant ità. Si forma poi uu11. 6srol~t s t ercoracea persi~tente dalla feri t a chirurgicA, tlalla qualo fu e;;tralt.> il vroit-ttile, ment1·e le Altre vanno rica· trizznndosi . È ricoverato n~:lla. clinica ~hiru rgica militarizzata di T orino il 6 mar zo 1n -i . Colla t razione a pesi :-:i v in ce fa ci l nlflnte la. 1 etrazione d &li o psonsilia.co. La 6stol1~ stercoracea dei lombi va a poco a poco esaurcntlo:'i ..-\ttualmente non escono pi:ì feci e t.nche la suppu razione va scornp11renJo. Le altr"' ft>rite sono guanle. , Sebbene n on s i abbia la certezzn, non es-;endo stati praticati ,]eg-li shrigl inroeu ti precoci. l'aodamen to d i questa. osservaziorro ci pPnnette d i so<pel t a ;·o con fondamento che si sia t ratla~o ,Ii una ferita extraperitone~ le ti el colon ascerrrlente. Il ùecorsoedella feritn ri costruita col bt rin :1 ione de l foro 'd'entrata alla sede del pt·oiettile, facile a determinare in grAzia alla sede delln. ferita cl1irurgica per l'estrazione ed alla. profontlimetrin. fatta rarlio logicameute. qu11le r i!'>tdta d:tl ln cartella cli[JiCR, ci permette di all'ermnre essersi trattato d i un colpo tangenziale a lungo tragitto, la cui parte media sEiora appUJrto la. faccia posteriore rlt:l colon. L a sintomatologia ò n ettamente da processo rE\troperitoneale, ()Uale anche recen·


792 t6111CUte fu d~:;..: rÌttO .11\ 8 itz I l). L' iuiJJtrnzii.JIHl fiemii\OliOSa retropeJ"itoneafd tlìf· .fu,_a in alto ~1110 a formare un amp io a -t·c~~o ,;ottodìnframmtttico e diffusa in lms~ ·, ver~o la fossa ili ne<~, come ri d 1ttws: ra In p1uteeipazione dello psoa;;-i \iaco, ci compl etano il q\ladro de lla lucol ixzaz ione JetropHitOneale del processo. Un pro uto !<ln·i~li:<mento del In ferita, ., l'• !;t~ azione del proiettile, nvrebbero subito meno in evidenza la les ione dell ' iTJ t e,tiuv e ,..i ,.arebbe co><i {!Vitato il flemmone r~. ro peri to nea l ~> , che è gt·a v 1 s~i 111 0 e !>pf':-so moT·t..lt•, conte il l.Sei tz ci conferma, non solo Jh: r le les io ni cou tel"it" d .. ll iutt'~ t iuo . u1a Hu c he per i semplici f:iemJn oni cnu•11li da -per:> ts h ·nza d e l pro i.. t til e 111 l lo sptzio r etrope•·itonenle.

*

* possiamo veramente dar~ alenu 1-'nlla jr cqueu:m di q LH'ste ll'l'ioni *non g :utl izio ::ttli~JHlihill•. Gli ·uniC'i dati n u nH~rici sono quell i di Krascke, di 13. J< nl\si e i miei . Pig-nanl 1lll :20 cn;o;i di adùomina.li riporta un caso di t•:;ione Iom ha.re, proha.bil Jtwntt• cb ferita extr a peritonf'a.le del colon, ma è m:uwnntc ( i ogni controllo operatorio. Kral'ìke ne ri:;contrò tre casi su cinquant:.a,quattro, B. Ro:-;si un caso, c nPppurc e.ertis:-;imo, su l i l addominali curati. Io tre casi :;u ~4 a.ddominnli veri. È f:tcile però intendere quanto questi cla.ti abbiano ::;ca.rso valore; la )(lro st<'SS:l grandr dispa.rifù. dimo~;t. m quanto questi dati dipendano da col'lli<·iPnti eli verr;i in rapporto eolie tondiziolj.i della g uerra l' colla pMì:t.ionc nella quale si tronL H chiru T'go per os~ervare. Natma.lnwnte ~>ono qnmd e:-;dnriivanwnl.e i chirurghi, elle operano gli addominali, che pos1lono . scoprii'(' q U('sti cm;i e <tccerta rli, pere h è i c onser vatori non !'ono ali<•ni dal eom1mtarli tra. i peritoneali pe;wtranti meglio accer.ati g-uarit i. 1 nfniti i ca.si guarii i cou fìst oht si ercornc~~ Yengono \1 uasi sempre riportati come i 11iù sicnri ter;timoni, della po!lsibilc gnarigiooe spont:u1ea <lt·i feriti n.ll"<Hl<lome eo11 p<'rfora;~,ione ùelrintestiuo. Hobhialllo fntlJito :ll!l!iungcre elle Ile anche vol<>ssero ficpararli, questo uou sar(•bbe qua:;i mai possihil<', verchò 6enz;~ sbriglinmento ò spcs:;o assai cliflìdh· disting m•rc i rasi <·xtra]ll·ritmwali da qnelli <·hc int.eressa.uo il cavo peritom·all'. 15i potreblH' fon;(' ag-g-iun);erc cl1c qnanto })iù il chirw·go è ton t nno dalla prima lilh·a, e più fcrit i extra.peritoneali potrà. O"l)crnne, pcrchè lungo il cribro delle })rime linN• sono venuti mon: nr1o i peritoneali veri . :\f<t anel.te quel'\ l o [orl\c non (· pcrf(•t.tamcntc c:;at-to, })Crchè è basato su un prin1•ipio, che non parf' nncora. ben provato, c cioè che questi feriti con ll'sionc e:xl.raperi l onealc di'Il 'i ntt>sf in o siano .r ealmcnt.e meno gran dPI!li aHri eon comunicazione pl'riLonealc. P èr l'c::iulortia. possiamo dire eh<.' tn.nto i dati osservati quanto il rag-innanwnto debbono vort an• alla, conclusione che si ·lìmtta. con grande l'T'P<fUCnr-<1. di 11'1\i()Hi da proicUili il'regola.ri o da pa.U etta di sbrapncll, qua~ i mai da proic1 tik incamiciaLo. La. ragione tli clò è facile • ad innuaginan• . proict.tilc con g-1·audc for.r.a. viva, liscio e regolare segtte con gntnlle prob<Lhilifà un lrag ilLo qn:1 si rettilineo nel corpo. Ora, dato che lo sfon<lato pN·it.onl'alc all'esterno del eolon si spingo quasi sempre più in

un

(l ) S ·:az - ~u l ft.-rnrno n<' •·• ·kopC' riton ~n :,. .

(:ll w tch. il! e l. Woch, n . l S, J9llij.


SULLJt FEIH'I'I!: RXTI1APER1TO~EAL .I DELL'n>TES1ll\O

793

•dietro ·della parete ùel colon, nes<;un colpo che raggiunga la pa.rete ante· riore dell'addome e solo difficilmente un proiettile che colpisca il fian co {i cosi detti ftankenschusse dei tedeschi) può, seguendo un tragitto rettilin eo, colpire l'intestino senza interessare il p eritoneo. Così p. es. nel nostro primo caso, se il proiettile ave~se percorso un tragitto rettilineo avrebbe •Cert.amente intcressrtto il cavo peritoueale. Un colpo che raggiunga la re· gione lom bare ha poca probabilità di arre:;tarsi nel colon; o ha. poca forza -viva, e allora rimane nelle masse muscolari delle docciature lombari o ha molt.a. forza, viva e allora ba molte prob;1,bilità di divenire passante o alm eno penetrante nel peritoneo. Qttindi quando si ha lesiope cxtraperito.n el\1~ qua.si srmpre il proiettile deve aver f:1tto un tragitto alquanto contorna.nte, cmvilineo, cosa che succede più SlH'HSO alle scheggie e alle pal lett.<' di sbrapnell. È noto che alcuni chirurghi contano molto sulla rico.struzione del tragitt.o della ferita., unen<lo i due fori di essa o il foro d'eutrM.a al proiettile persistente e localizzélto coi raggi x, mediante una linea retta p er sta bi lire la penetrazione e le l~>sioni profonde va.uno incontro a numerose sorpre~e, quando si tmtta di scbeggie e di pallette di sbrapnell. Cosi l't>l'entcrnen te, il Gutig (sulle ferite addominali con lesione dell' int e.stino, che possono simulare ferite addominali puramente pari etali (l )) ricurcla ca->i in cni la, ricostruzione del t ragitto fa.r.ebb e p ensare a lesioni tangenziali e in ctù vi ò invece penetrazione e lesione dell'intestino e riport.a casi di fl'ritc da scheggia e da pa.lle'tta di shrapnell, con foro di ·entra.ta e uscita vicinissimi, in ctù non ostaute la brevità del decorso Ja d eviazione del }H'Oiet,tile è stata ta.le da ledere anche l'intestino. J ,a diagnosi non è quasi mai p o11sibile st>nza lo sbrigliamento della feriLa. Anche JWi casi in cui noi siamo chiamati tardivamente acl esaminaro il ferit,o posiìono sw;~isten' dubbi. Infatti nei ra1>i di ferit a, recente la sede .dplla ferita poco ci può dire: si f'a ehe ~;ono penet.rant,i ferite con foro d 'entra.ta. an che aiif;ai lontano dall'addome, quinrli non solo sulla regione Iom.b are, ma antht' nella. natica e perfino n('] le co:-;eié. La. maggiore o minore difesa muscolare della parete acldomina.Jr è un dato fallace e del r esto ·quasi sempre 1n·esentc anche nelle lc;;ioni extraperit.oneali. Tutt'al più può in queste essere. piì1 eircol'crit.t.a e limitata. Anche la mancanza di ver;;a.mcnto addomina le è un clato fallace p.crchè in alcune ferite anche peritoueitli e specialmente del colon, a contenuto solido, può mancare completameulc. Le condizioni generali possono pure trarre in inganno, })erchè specie per quello che si riferisce ai s.cgui di intossica?.ione (pol::;o piccolo e frrqucnte, aspetto sofferentf', collasso) si os:;ervano spesso a.nche .nelle Iormu extraperitoneali in rapporto co n una grave infc1.ionc dello paret.i. Così nel nostro primo caso le condizioni generali non differivano punto ùa quelle eli un ferito all'addome con peritonite in atto o al.mcno iniziale. N cl caso che la lesione rìsa,lga a parecchi giorni la sopravvivenza. del\

( l ) G o TIG lH -

J.ì!rmt·h }rf,:d . Woch. n . 2 1Hl7. 1. G·t

c;•ur alt d• m••dìc i~<a ''•ìlif,.,·e - F.asc. l X.


794 l 'amm<1lato e la, l>rcscnza di tma fistola colica, ci può far supporre con fondamt'nt.o 1111:1 lC'!don<' C"xtr~tprritonea.l e, ma dobbiamo aggiungere che _la <wrt.pzz;.~, è intpossil>ilt>, prr<:hè non si banno da t i per escluùere s i tratti di una lcsion<· eomnnicant<• col p critoneo e lat<'rale. rl<'ll'intPs tino. Qui è 1 uoto qua n l o pitl fac·ilnwn tl· nn fa t t o inf<'ttivo si localizzi <' si po:;:;a, formar un aRct'SSo xt <'rror a('(•o. H:l !1i<le a cli'J'PI17.P, dw f\i fnr' ll'l n P t;a h: si,•rf!:':a la· ~t>ru l e ùd colon l' il lH'ri t orwo paril'talc possono drco::;.criverc lill fatt o xetti('O e imp('tl ir<• il tlifl'onrlN»i a, tutto il pcrit,oneo ùi un'infezione da p errorar.ione iiell'int<'Stino. E se riel't'e difficile s t a bilire se la, ferita ha dat o 1 sito s ubito a feei o solo più tarclilli f\ trasformat~1 in una, fistola stercoraeea, a.vre mo inn<ll17.i a noi un a ltro dubbio, cioè la po:~s ibilità. di una perforazione secon1l rLria, tardi va d ell'intestino qua.ndo le aderen:~.e erano ; ~ià formn f.c. · Per qul'.sl c ragioni noi çr(\diame c h e SI:' la diag nosi può venire qualche volta 1-iOHJ,Wtl afa: solo Io sbrigliamento precoce, l'esame della breccia e , la visione dt>llf~ perfora.zion<' dcll'intC'stino potranno darci un'assoluta

e

('('.TI ~> ;>;;>;a,.

La gravità del clec·orso viene d ecisa quasi eRclusivamente dalla intensità

c dalla natltra dell'infeziou(•, ch e si stabilisce nel tragitto della ferita. Che questo si infett.i è fa.tale. Alle causf' che rendono già, così frequenh, l'infezione d elle ft.>rite ila art.igljeria, qui si aggi1mge·la penet.razione d elle feci e d ella J'i cc~b fiora intestina.le, sp ecie del colon, a peggiorare la s itua· r.ione. Inoltre s(· le condizioni d ella fe rita, sono fa v ore voli a.ll 'at.tecchi·m ento, i numerosi ger·mi anaerobii d ell' intestino dànno all'infezione un particolal'e ca··at.tcr€' e una Kp"cialc gravità. Con notevole frequcn7.a l 'infezione as:m mc uu carattere putrido e necro ti:~.7.ant e e Rpesso si a.rriva. a.lla gangrPna gassosa_ Qn(•Rto è quPilo d el res to che tntti i chin1rghi hanno osservato (l) c r.ile nf'<'acle a nrhe per k f<•rite c hirurg iche la.parol'omiche, che Ri infl·t tano con ronlcnn tn intPstina le, o a l mom<'nto dell 'operazione o d opo, a tt ran•rso il peritorwn. E nc):,;nna prec·aur.ione vale pf'r preYenire ques ta l!nwe rom pliea7.Ì()IH', eonH• il Basi ianelli rirorda . Il Giordano (Chirurgia in trmpo di gurrra. 1!>17) dic<' clr P n q~li aclùomina.li operaJ.i il ri :-: n ll~lf o <h•Iropt•rnionr è mitHH:riato non snlo chtll'infrzionfl del periton eo. ma :1twlw dalla g <tll_!!'rc•n<l t> dal ·fl t•mnwnc• 1:n np;n•noso d elle, pareti. Cosi nn o ' clri m iei l·:t"i e uuo di quPJii di Kmske dtm•tlero Roceo mb('r t> alla gant-:n·rw g.•ssosa cl 1·1' ~ · p:tr~•f i. :-\ l'l caso dd no:-:~ i il J•nzif'nte don~ l te suJWrarc' P fu in g-r:l,·i C' o ndi ~ion i ]H'l' llll.inft>zioue putrida n ec·roti z:~.ant.e <I<'II;t, l>t'l'('('Ì<I . Xc·l tllÌO SC'('(IIldo ('01='0 vi fn 1111<\ gra ,·e inf.>:r,ione puruleuta l ;lnalt> cl l'Ila r~ · I'Ìf a, S!'Jl7.:l r·am l(,('!'(' nN·rot iuanf 1'. In altri 1':1:-:i ihn~C'C l"<lnll:lll lt'llfll c\ ]tit't lwuignn <' rinfl':t.iolll' Ì.' ;r ssa i lil'\'1' o ~1Jl{Wll<l· arcrnna f<l. <·om<' ì• n:tlu nil1• d1 ,, n. n ·c·n!!;L p i u f f ost.o m•ile f••t·i Le cl d tluodrno, a C•lll t enuf o ri(·t·o di bile· <' mr·no ,;pt,f i <~ll, r c·onH' ,;i (• ;lppunto Yerifìcato rwl mio <' t>;O di fNil a d1·l d uorh·no. l\.

111 DnHIH rn ts l , J!llt: '

L 1 ch i ••u c11 dr ll · fistJ l ' \'il'c •r11 li ccc. (.\Iu11clt., ,lJ cd. Ifacll,.


f.:l"f,U: FF.Hl1'F: RX'ri1A PF.R l1'1•NF"A t.T DF:Ll.1 J:\TESTIJiì0

793

Le fistole, quando le condizioni genera li del pa.ziente non ~iano com prom:· sse da suppurazioni particolarmèntf' intossicanti o profuse ed esaurient-i, vengono in gener(' hene tollN;l{ i <' non compromettono le condizioni gen er;t li, se sono localizzate al colon. Ben più graxi <tuelle lld duodeno . Infatti nel nostro caso, schbt>nc scilrs 1 fosse la fuoru8cita di sost.anzr alimentari, tuttavia, furono notevolm ente <'omprome~~><' le condizioni generali. Lù t.enllenz;t alln rhin:->1tl':1 sponfall<'a ì• c•nrhtml' d •' nofl'VOit' c ~i può afferma.re che la mnssima parte di qne;;te fì sl olP ~i chiude dopo nn tempo più o meno lungo dalla ferii a . Il versisll're della snppurazione (fistola pio-stercorac:e<l) rende più improbabile e lenta la chiusura, donde la neces· sità di mettere i tragitti supvuranti in cond izioni br:1 rn.zionali, sbrigliandoli e m E>tt.endoli a p iatto. L a progno.si è solo offmwata dalla graçil.;\ delle in.fl'zioni. I casi con gangrcma. gasso!ja Ticsf'ono quasi ~;;empre mort.n.li, anche g-li sbriglia.ment'i più ampi riescono im;- otent i. T anto che persino il Giordnno , c!1e non rispannia occasionE:> per lanciare frizzi e S<Ltire a.i creùPnti nei presidii biologici contro le infezioni, invoca per qu(•ste il presidio di un vaccino. Deve essere bene impotente il bist.uri se perfino un ta.Ie miscredente accenna a convNtirsi ! Il trattamento di queste lesioni offre ùei punt i di notevole interesse. Le qu<'Stioni differiscono a seconda che si tratti di f(•rita recente o di fe' ita g ià inveterata. Se la ferita è recente, il fa,tto <ssenziale è la inf<';.:ione di questa, ed è questa che prende il soprayvento ~ell'andamento della lesione. Se nelle. ferite d el duocleno può essere giustificabile una certa, aspettazione, p erchè la minore setticità. del suo contenuto lascia la Aperanza di 1m decorso poco disturbato; nelle fer;te de colon lo .-briglia.mento precoce è senza alcuna eccezione indicato. }fessa a.Uo scopert.o la breccia e la _lesione del. l' in'tes t.ino, si offre al chjrurgo il problema del trattamento di questa. T ent are la, Rut ura della ferita o accettare srnz 'altro la fistola e cercare di diminuirne le conseguenze trattandola, come tUla lì;;tola chirurgica e introducendovi un grosso tubo d i goruma, clt<' evit-i almeno in g ran pi~rt.e il versarsi tlrllc feci n ella. brc·ccia. ~ L 'esperienza, (h'i poclli casi non ci insegna g-n1n rosa,, p(·rc·h<'. n <-> ll'unico- caso sopra. rift'l'Ìlo non fu possibile cons t[Ltarf' il ~>urc<•s.-;o della snt ura, a vendo il pazicnl f' <lo v n t o soccombere dopo clnr giorn i alla gangn·n~~ ~a~~osa. gh\ slahilita. al momento ddL'int<'rY(;nt·.o. Tnl't-:wia ht lis!.ola. Jl<'i :;riorui s<•gncnti all'iutt•r,·cnto rim::tf\(' c hi usa. e I:!C' l'inJt•zione giù. iniziatasi non fo sse stata, co~l gra.vc c fatale, p er q n al P lu: ~tior·no uvl la. pq.r~io-re i pot<':->i lit hreccia non sarcùbc stata cont inuanu •ntr c·onl-n minatr:t (1:-tlh• fec i c quando qtwf\tc aYrssero nuovalll<'lltC.~ in Y:t:'O la lm•cria, ftllt>SI:l ~a.n·hùc già stata granuh·g·giantc c in cond i7. i oui fa ,·o rt•\·ol i pPr tlifentl<'rsii. De! re;:; t o non rsi"tc r.tgionc perchè hL chin:;Hl'a non pos:>a <lll('hc rit 11anerP sl;1biiP. ]~~ve ro ehe la mancanza dèlla r;ictosa n ' IIÙC' }Jiìt alt•at.orio il coali(o tra. le pareti ~uturate alla L cmlJcrt, m n. 1 ~ n1wwolar" può pur sempre formare una buona cicatrice c r.:: pcn ·


79()

siamo alla migmzione e fissazione succ«>ssiva. d el colon a.lla parete. v('diamo che la, faccia. i osteriore non può a rigore l"onsidE"ra.r si priva di sierosa, s<·bbene questa sia ridotta ad una sot.t.ilP la mella di connettivo, r esiduata dalia fusione rlcl JWritoMo vis··eral<' rol parietale. Comunque, una accurata sutura. alla Lcmbert non può in alrun modo danm•ggiare, ea.nzi nnche nel caso <li insuec<'sso può a pporta-re una treguft al norsarsi di ma.tNia lt· f;ett,ir.o n ella ferit,a, ciò clw d:\ tempo <1lle di [l•sl• loc::t.li ùi or{!anizzarsi Ke 1:1 sutura a lla Lt."rnbert è ratta. a.c1:matanwnte non ,.·(· neppure lo svant aggio, che colla necrosi dei tPs:mt.i afferra.ti nei punti la fistola ,~euga a Tisult n.re pii1 graurle C'h e non fossl' a l momento cl<• l trauma in caso di insuccesso. Noi quindi crcdia.mo che questo sia il tratta.mcnto p iù indicat{), quando almPno non si t.rat.ti di ampi squarci dell"int!•st ino, con notevole pcr1litr~ tli sostanza dPil<L pare t(' in l C'Stinale. Così non si C'O m prende pt•rrhè Vignanl f'ousig-li f"af;teusione, solo perchè è cliffieile applie:u·t· le suture. ::o;cnllau<lo lievPmente 1:1 parel c aderenti', comt' con::.ig lia Du val, non si comprende in cosa po~;:-;a eoMi:>tere qucst<t difficoltà. P otranno eSSC're scar::C' lf' probabilit il. <li nttechimeuto, ma d i diffi rolt.à. tecnicllc in genere n on si può parbr<'. Il trasforrn:)rc la Ic ri k~ dpll"int<•stino in un<t n•r<~ fist.ola. c·hirurgica ci -pare otlrire incouveni!'nti uot.Holi. Per li:;sare il t uho or.eorr<' legare la pan·t.e dcJrintl·st ino al tu ho stc!S;;o c questo provoca H<•c.rosi c qttindi allarg:l.lllento dPila list.ola. L;~ nuo'"a perdit.a di sost.anza rende più rliffi c ilo Ja, chius ura s ucN'fisint spontanea o C'hirmgica della. apertura.. Se si trascura hL fi ssazione il vt•rsanwut.o di mal('rin.Je fecale avviene ugualmente e q ui u :i è frustrato l•J sco po principale dt' ll"inkn·<•nto, perciò in c·ompl('s~o <JUCt->lO Jlll'ZW pari? in<lieato :.olo IH'ile ampie 1:1Ck'rn.zioni rlel colon con pE'Idita di so~;la n;~,a, don~ giù. a vri•)ri le probabilità. d i chiusura. :;poutan<'~

t

j

.sono 1wa J':o~c . Se la ft>rita non e pitt r!'r·ente e !a fì stoh1 è stabi li ~a, il cornportnmento tlcl <:hirnrg-n t lt-Yt.: l">l'if'H· molto cauto, pcrchè I~L guari ~-,-ionc spontanea è po:;:;ibil{l c prilll<~ Ili dPcidcr(' 1111 grave intcrvf'nto devP e:;:;prc· sbtta b('n vagliata. c pPiìal:t lflll'!ila possib i~i tà. Se si Lratta di lesione del duod('nO. la det•isionc d,.,.<' Vl'llir pres:t in ba~c al comport.am(·nto dello :tato gencl"<tll?. ~c qtH•sto dt•Jwri:~cf', non bisogn~\ esitrtrc troppo. pernhè assai pre:;to ii 1 a;~,h·nt c ~i riùuce in <"Oll<lizioni da non tollcmrc più l 'intervento. Quc;>lO nou }JUÒ <·f;:>t·J'C clw la, ga:>tro-<•utcro :.ma.st,omosi <·ou f'Sclusione dt'l pilo· ro, da. pmtil'arc possibilmt•nte in n.nciit<·,.;ia locale. La fLstoht v ien cosìasc~.eruHrc <pta<Si <'tHJ usi v<mH'nl c h ile c Rncco pancrC'<ttico, ma. le sostanze alimentari pr<.'ullouo la. vi:~ <lell"inf l'Stino e le condizioni gcnera.li debbono mi:.diorar<· r:1pi\lamru!r. ~~· si tra! ta di fbtola d el colon. :-;i debbono t('ner preSPJHi <lui' \'n•nf nalit:\. O si la un int<.'rveuto per m ett-ere la tì toln in <'Ollll i zio n t: fa Yon• ,·o l\' llf'r guarire spon f :tn<·amcn t c o si pratica l'intervento per e~d u11t-rc stnz.'al t ro i l tra lto leso dalla vi:t inf cst.inale. L 'intervento (;h c dr• ve f<t ,·ol"irc• la thiu:;ura sponl anPa SI' questa non t'e ndo ad av~,enire naturn lmen l c ò !"ano cc<•al('. l 'ou quPsto si ra,·ori.:-:ce, devhwclo le feci,

u


SIJLLI!: FEBITY. f<:XTRAPERITONIC>.J,i DELL'I:->TESTJNO

797

la chiusur.t della fistola . .e quando questa è avvenuta si può facilmente provvedere a ch iudere l'ano ceca'e. Se vogliamo escludere la tìstola e intervenire radica.lmente, il comportamento sarà different.e a Reconda che si tratta del colon ascendente o del discendente. Nel primo caso dobbiamo ricorrere a,ll'annstomosi ileocolica, scegliendo l'ultima porzione dell'Beo e il co~on trawers'). Int.rrvento ottimo, pos:'libile in . anestesia locale, non pericoloso e senza conseguenze successive. È preferibile r tecnicamente più sicuro praticare l'ana:'ltomosi latero laterale, antipcristaltica, af!giungendo l'esclusione della fistola chiudendo il tenue al disotto d eli 'anastomosi. IlDobbert.in (l) di questo propone invece la sezione completa. d-el t.enue e l'impianto laterale nel colo n trasverso. La nostra el'perienza, anche nella comune chirurgia del tempo di pace è più favorevole a 1l'ana.stomosi Ja.tero-laterale. Per il colon discendente le. condizioni sono più !ìf<Worevoli. E di solito, se una eccezionale mobilità del colon trasvcrRo c dell'S jliaca non permette un'anastomosi tra quc;;te due porzioni, non ci rimane che ricorrere all'anostomosi ileocolica tra l'ultima porzione del t.enue e l 'S il'aca, intervento tecnica.p:ient.e meno semplice e più grave del precedente e piÌl oscuro anche per le succe-;sioni morbosr, non essendo mre le diarree prof11se e !e turbe dello stato generale. Perciò per queste ultime fistole si deve fare ogni tentativo per ottenere la chiusura prima con pln,<>tiche locali , poi coll'aiuto dell'ano cecale. So~o come ultim~L ratio col!'a.nnstomosi colo-colica o ileocolica. Le plastiche locali, che po~rebb<•ro a prima. vista sembrare più innocue di questi interventi laparotomici, offwno in vece grandi pericoli, percbè per ottenere la chiusura è neeessa.rio un tale Rcollamento all'intorno della fistola e una tale mobilizzazione dell'intestino, che l'a.pertura del peritoneo si può considcra.re molto probabile, e sono n~ti tutti (pericoli che questa comporta, avvenendo iJ1 tutt.a vicinanza della fi stola. Perciò noi crediamo cbe possano preferirsi solo all'a.nast.omosi tra te.nue ed S iliaca veramente grave anche per le conseguenze, ma non alle altre operazioni, ricordate, assai più liev i e di più sicuro risultato. (l ) Doaa :m1'.N. - L n chi us orll. o.le' l : fhlofe vite rnl i d opo ferite d'arma d ,, fuoco. (Munoh. M t!)d. Woch., n . l, 1!)16' .


H: PAR'l.'O P .S WRIA'ri<ICO Ml!.l'l.'AIIF. Plll SSO IL P, MANICOJIIIO DI 'fOIHXO

rer il prof. Anselmo SacerdotP, maggiore mcd i co. capo reparto

Poche r;ono, }ll't mia, <:sperit>nr.a., le malattie nelle qua.li il perito milit.arr si trova <·osì }Wl'Jlles:;o n('ll'csprimerc il suo giudizio medico-legale, sopmtutto 1wr dl'lenninare se ~Rse dipendono da ca.HS<"I. di servizio, <:ome le mal a t t il' nwntali. Questa indecisione, e consegucp.temente il ritl•gno, elle a. nw SPJtthra eceessi"vo, nel giudic<"hl'C le p;:;icopatie come tlip1·nd1•Hti da. causa di st- r Yizio, d<'riynuo ùa. p~trcccbie r:-Lusé : anzitutto d:1l fat.t.o c-IH' il loro n('~,;o ('a1J1ittln colle fatie:be, i di::;n.gi ~d i pcrieoli <l ella. c·;uHpagna. sfll_!!/.!1' il piìt dt·liH voli e solo perchè non ì: cosi pronta.lll<'nte (' c-hiaranwntr afTt'rraùilr comi.' JH•ll.t magg-ior varie dPlle altre malalt ÌPi in >;Pcondo l11ngo }H'l'eltt'•. llli'Ulre IH'lle mt~laltif' più comuni, :-:h> J11cùitltr tht• ehirnrgid1r. t· più facil<' ttl'l-('rire. in lla:-:e ~otl ant o a prr~tu\zioni ]o~ic·hn (1-WiPnt·itic:hr c· prati(')w), che <·;{SI' :--io:>no sbh~ ùct:crminn-1c· dai Jntti d<'ll<t guc·na, wr le l,,ic•tq.atir :-;i <•.--dgè cou llUtg-~ior l'igon• - o alllleno t· iHralso l'tt.~o •li v~>ig-Pn· - maggim' copia di da1 i annlllllt'"l id r. :;i f·onft·J·i~(·t) )li):<I'Ìa a q tH·sti ttn Yalore .j)l'('s.•oc•liè c~~('J\­ r.i<ì·ll' ; lll'a, !JoÌI'Ìl(• t 1ut•<'l i dal i, ~ia. J>m:<<:imi <'lte remoti, bisogna conr('~· ~art• <:IH' l'il\'Pnti manc·<tn•J di'l (ll~lo t; qua~i sc·nlpl'(' :;ono incomplc•Li, ne è ckri v:~t n la c!t· p lo n•\ qJp ab i l udi Il.t' Il i ~i ud Ì(:al't' k p:-:ic·opa-1 it', cl;~l JlUlll O t1i YÌ~f :1- llktlitO-kg":tiP, C'OH llll ('l'ÌI l'l'iO l'• ' "(.)•j l( i \ ' 0. J~ JlO:l>'i:l Jl10 a~­ !i(•l'ÌJ'(' dH• qua:-;i solo il frannr<t p:·dc·hit·o n·rwnli!IO c: Yiolt'Jtlo ha il pri · 'ill'g-io tli c:;.-wrc conf;idPl';\.tO <·nn>'U. c·llìc·in\k di una P"il'or-d. C'oH <-iù, io ('l'l'Ilo, n l Lt•Jrtpo ~~ t'lil'O ;;j c·(>lllpÌl' una Ìll!!'Ìitstizi~l. 1 ~i e· :-;prinlt' 1111 g-iudi;,io Jl('Jl rigorosatrwn!t• l'ticutifìco, c s i u1·ta eonlJ'<' Lo spirito(! la- ldt<•ru. 1ll'lh· disvos i;,ioni elw con lodt·,·ole i n~-;isl<•n;.;a t· con cltian:z;,a J'ul'clltO t'lll:ll'\<lt<' chdhl l >iJ'<'ZinHB gt•Jl<'T:tln di l-:anilù. milit.n.rc. Comiuc·i<llliO t·ol t·OHsirlo·r:tl'<' que:-.tc ull i11w. ~in cla l luglio l!ll ì . 'nel Sl'('OJll lo l'<lll\'l'gno nn;,ionulc JH' r le JWn,;ioni di gu<•rra. c•Ta~i forll11rlato il <'OJ\I'dto l'lw "sitt abolita JWl' le pensioJti <li g-u<•na Ja dis1 inziono f.m c·arr;-;a etl or·c•aJ;ione rli ~wn ir.io ; :i Ìil. r.onsi· <l<'r:tt:t <'OilW tau:-;a tli s<•rrizicJ qual~ia.si cn•nto che abbi;b ùet(•rminnta., ag·granl(a b malaMia pl't>c•:-:i:-;ft>ntn JV'l militan· ''· (~ucslo principio ili JlOc·o di poi <H:colto <· sandlo c·ol d eel'Pfo luogotPI.tr.nzia.le 1385 ùd :! sntt·cmbrl' 1!11 l. il cni art,. 1o dovn·bb<' :-;f <tmp~bl·,: i a guisn. di mcmt·n/Q

s u ogni <•artt>ll:t t-linic·:t, e che perc·.iò mi si sr.ns<'.rà rli riportn.rc: « A gli t'Jl'c•tt i 1ldl'as~('gna.zion<• <lPll c p<•n,;ioni ùi g-uerr<l le ferite, le lrsioni c


SUT.-T, A VALU1'AZJOJ\Iì:

~IEDICO-L~~GAI,F:

'i99

1 ECO .

le ma latt ie che hanno determinata la invalidità e la, morte di militari in territori clicbiarati in istMo di guerr a, q nando siano riportate o aggravate in occasione di servizio, si presumono dipenden t i da causa di servizio ». Da questE' disposizioni emerge che il legisla tore vuole e che i regolamen ti prescrivono che i giudizi m edico-legali r elativ i a. tuili gli ammalati milit.a ri sicno t rattati coi criteri soVl'a espressi; per c ui non si comprende la facilit~ con cui n elle psicopatie si nega quella presunzione che tanto corrivamente ~;i ammette per le a ltre malatt,ie. Nè questa fiscalit;\ ùi giudizio trova una. sttfficien te spiegazione in criteri scien tifici . Il non amnwttere infatLi che la psicopatia s ia insorta in occasione ùi f\ervizio, che cioè non si tratti di malattia 1·iportata o aggrarata in occasione di serc·izio equh~ale a supporre· che i fatti del sc1·ri~io (la. CÌ J'cola.ro non clic<' dl'lla gur·rra) avvenut i in lerritori dicbia,ra.i~ i iu i;;t::tto di gtH'I'I'a., non lla.nuo antta alcuna parte nè immediata u è medi ;~ta, nella. iu>;orgt' nz:t deUa. m a.lattia. menta.le, che cioè, in allri Lell'mini, il me.tlit-o }H'f'sumr che qm•sL'uomo sareblJe divenuto ammalato di qtLella :<tc·>':;;l. malattia, in qm·lht stes;;a epoca, in qualunque caso. Ora è lc>cito domnndar;:;i ~;è e qu:tnùo uno p>'ithiat.ra militare cl<>lla zona. eli gnt>t'l'<~ c·lw, firma il cc nun si ])J'P,;mne d.cl.c .ù.s . >> firmerebbe con alt,rcttanh~ f;wilil <'L tm:t f<II'IIIUla che indudN;::;e J'ipolP:-;i im·el'.~a-~ cui ora a c~·<·n na.mmo. ~I n conyil·m· indagare hrt\ <·uwnt e le raJ.!ioni lli qtw~;(o gnì.nlle ritc•:,.rno, parf.i('ola,rc>, io crt•clo. llPl 1wrifo p>'iehia.tra . fìi ;'t acc<'nnammo a.cl una dPJIP. <·anse, e rioè alla deli<'Ì<>n;m dl•i tbf i aJHLmn<•sf ici Pll a lla. ahi( nditw d i r·onf"rirt> loro llll Y:1lm·e nrautPnle t's:tgt•ra.t o: rù ì• C~l­ rio>'O eh<•. mt·nt.re o_gni giomn si '~L }H·r pari e di'gli alieni:; ti a!'C·orrlando minon• imporl:tnz;t :LI i'affurc• t•rc·ditario, qnc·;;to sin. ;;taLo as,.;unto anno" '" dignitit. <· H<ll\ g iu,.;tili<·a ..t, da. prof:mi di tlH~dil'ina 111l'H1:tl<' li!Pcliri <' n on JIH:dic·i, in OCl'a,.;Ì\Illl' tlt·lhL ~~~~·n·~· Com<> st• - all'in[uori delle p;;icosi tmu1w~ti<:iw - non fM;;pro wlllcirllti cause '(l'llirienti o ag-gnt\'ant.i uno ;;t a t o Jm'<'~ i -: 1 Pni r) 1wr (lt·fl·mt i nn re una m alai t ia nH·H f·<Lie p i Lt o n wno trnn-;if oria, i tlis:1g-i, lt~ pri\'<\7-ioni , le !'lllOY.iOJti, il nt<l iflalt> nlul;tnwnfo di Yita eHi ::;ollo a,;;.;uggt'(fati i lllili!ari in questi anni. ~i tratt<t ùi un n•ro sunJif'lltt!J'' c-lH' c·olpi,.;er g-lolJulnwrlle l'incli,·iduo in tuU.t> 1.. ;; uo attiYit.\ fisi<:lw (> psic·hi<·hp t' chP in l<ìluui casi ll.etcrmina, in altTi anf idpa l'in:-;orgcnza di fat,ti mcJI'bo:i. :S:tti'UÙO dtmqne as:-;ai più fa<:ilr <L eomprC'nrlt·r(~ che 'gli p,.;ichiatri militari, l)Oill'JHlo;;i risolutamPnte contro la c:orrc·ntc dci profani <1.\'C'>'Sl'I'O con gr;~llll<· largh ezz~L gimlicato le }J!"ieosi insorto in zona, tli gttPrra. r·omc d i prnclen( i d n. <>a usa di scnrjzio. cho non il caso inn·r~o. A sostrgno di q nc•sta opiuinne voglio citare qua.ulo scri,·e il Benon , medico capo <l<'l ct·nt.ro p>'i1·hiatric·o di ~ant<'s (l) : ( l ~ R . oh:xox L~• rn .Indie« n oo •nt.ull"s et n,•rv,•uses et. In lv i mi l i tir·e;o. &-a Pt.!s.•e médic tle. lS nvri l l !JJS, 11. ::2, p. l!'l!•.

1:111'

l 8 pe:.aÌ<·•·II


800

SULLA VALUTAZI ON E :MEDICO-LEGALE, E CC,

« In ogni caso, se il soggiorno al fronte è stato abbastanza prolungato (tre a sei mesi), se l'ammalato ha subite le fatich~>. P.d i pericolf

della campagna ecc., non si dovrebbe praticamente tener conto dello stato anteriore nella determinazione della pensione. La dottriha della. degenerazione mentale - dott rina a tendenza. fatalistica - deve e.'3sere· riveduta : la sua insufficien11a st-ientifica è sicura. >> . Ora, non spett.a al petito militare altro che di applicare con rigore scientifico le norme che gli :'ODO prescritte : ma se nel suo giudizio dovessero intervenire anche :'!.Itri elementi, a me pare che per spirito di equitft egli dovrebbe essere t ratto a maggiore la.rgbezza., anzichè ad un rigore non scevro di graYi conseguenze prossime e lontane. Se noì consideriamo per esempio i criteri che ormai si seguono rispetto ai tubercolotici, vediamo che ali 'illfuori di qualsiasi elemento anamnestico, all'in!uori eli qualsiasi piì1 o mE>n.o a.ffeJTabile condizione estrrna che abbia. o meno fiworita la sua in:;;orgenza, essi vengono considerati ammalati di guerra c lo Btn,to si assume tutti gli oneri che ne derivano .. P erchè non trat.ta.re alla ste:;~a stregua gli psicopatici ~ Noi non voglia.;mo lasci&rci trascina,re in di vaga.zioni sentimp,ntali; ma non è scn timentalismo affermare che, più che verso gli ammalati di altre malattie, incombe allo psichiatra la r<>sponsabilità morale del suo giudizio· verso questi milÙari, cui è persino tolta o dirninu.i ta 4'1> possibili!.:\ di provvedere da sè steRsi alla tutela dei }Jroprii diJ'i tti; e che non menosovemi dei loro compagni d'arme sono l'imasti offesi nella salute per :\ver compiuto il loro dovcrC'. E vorrei che specialmente i medici delfronte si rendessero p "rsuasi ùi questa necessità morale, perchò il loro· giudizio medico. Jegale, come quello che viene espresso in più diret to ed immediato contatto coi primi fatti morbosi acquista il massimo valore:cd in certa misura compromette ed infirma in anticipo quello contrarior che, in seguito, nei manicomi o nei reparti militari psichiatrici, si vol<>sse esprimere. Ne. deriva che i consigli di atnministrazione dei corpi~ cui in ultimo spetta di determinare la dÌpendenza o meno da · causa di servizio, e che in questi casi specialmente, debbono di necessità fondarsi esclusivamente sul giudizio medico, si trovano quasi sempre dinnanzi acl una unanimità derivante dal 'l:i.:::io d'origine, cui, per porre riparo, sarebbe necessaria una discussione scientifica. Si vorrebbe con ciò asserire che in ogni ca.so le psicopatie dipendono da <>..ansa di servizio~ Sia mo ben lungi dal formulare una simile proposizione. }folti sono infatti i casi in cui i fattori esterni non si possono per nulJa imputa.re di essere causa nè diretta nè indiretta della. malattia insorta~ per cui il perito non trova ostacolo nell'esprimere il suo giudizio. E ciò 11at uralmC'nte all'infuori dci casi di accertata simulazioneMa. il det<'rminare - anche solo come un tentativo di proposta - un elenco di questi casi non sarebbe qui nè conve11iente nè proficuo. Piuttosto mi sia lecito i11vocare una direttiva che ponga con una certa precisione i confini alla tropp~ libertà di giudizio, che finora noi abbian?Oo


SULLA VA.LUTAZION E )ll!:IJICO L!GAl.E, ECC'.

SO't

avuta in questa materia : gli elementi per questo non fanno clifetto, e ne risulterà una maggioro uniformità di v;tlutazione degli psicopatici a. tutto vantaggio d-ella $-erietà scientifica, dell'equità e dE~llo spirito di disciplina inteso nel suo più alto significato. Ma questa questione non ha solo valoTe nei rispetti del militare che si ammal~: essa è pure g:r:wissima. per lo con~eguenze che derivano all'amministrazione dello Stato, dr.lle Provincie e dei m?,nicomi relative agli oneri che. secondo le varie decisioni d t'i pcrit.i milita.ri, vengono e verranno per lungo tempo atl oberare l'uno piuttosto che l'altro bila.nc!o. ,Non posRediamo ancorll oggigiorno dat! sufficienti per rapprf\sen·

tare in cifre la morbilità ment4-le della guerra, ma abbiamo tutti l'impressione che esista un ~umento nel numero degli alienati ili età militare: la maggior parte di essi non ebbero la. loro infermità riconosciuta dipendente da. causa di servizio. Ora, questo stato di cose probabilmente si ripercuoterà a non lontana scadenza, determinando delle controversie patrimoniali fra i vari enti interessati, per cui sarebbe provvido il ilisciplinare, fin d'ora, la grave materia con un indirizzo che tutelasse insieme l'ammalato e coloro che a lui debbono provvedere.

Nè da ultimo dobbiamo trascurare la delicat'ssima questione delle pensioni da attribuirsi ai parenti che ne avessero tliritto, quando il militare viene riconosciuto alienato per causa di servizio e ricoverato in un manicomio. In Fra.nda ed in Germania si sono proposte delle leg· gi speciali a questo riguardo, che attribuirebbero, p. e. 1 alla moglie di un alienato la pensione uguale a quella di una vedova, coll'onere però di contribuire alle- spese del suo ricovero. Nè, a me pare che in materia. · di pensioni si possa. trascw•are il danno sociale che sarebbe per derivare ove un giorno si dovesse! acl istanza degli ammalati o delle loro tamiglie che si reputino danneggiati, rivedere in sede giudiziaria le decisioni che ora vengono pronunziate; assai meglio si opera disciplinando fin da ora con criteri precisi ed eç1ui tutto ciò chES Yi ha relazione! .* * * complesso sotto molti aspetti; è Il problema appare adunque assa,i pereiò che io ritengo che esso sia degno di più maturo esame. Sarebbe necessario, a mio giuilizio, che -per quanto è possibile scientificamente e praticamente - il perito psichiatra militare avesse un criterio non soltanto personale su cui poggiare il suo giudizio meilico-legale, pcrchè, se è encomiabile il principio di conced·e1·e al perito grande libertà nei suoi apprezzamenti in ogni singolo caso. è pur~ utile e talora anche necessario che a questo apprezzamento presiedano norme generiche ed uniformi.


802

Ufficio pslconslologlco di aviazione - Rom!t

Alterazioni prodotte sull'organismo da una improvvisa efortissima variazione della pressione atmosferica por i pro f. Alberto Aggazz· ttì e Guglielmo

Bllanclonl, maggio ri medici

E' nota l 'azione che la diminuì ta pressione dell'aria ha sull' organismo umano, in quanto la variazione d ella pressione sia ottenu ta entro la campana pneumatica., sia con a.sceosionc in alta montagna. sia con gli a.pparcrrhi di volo. Numerose cd esaurienti sono anche le ricerche fat.te sulla, mahlt t ia. dci cassoni. n modo di agire d ella diminuita pr<>ssione è diverso quando essa avviene l(·ntamrnte e grada.tamcntc come nelle asce.nsioni in montagna. in pallonn. in aetoplnuo. C'Cc. e quando dette variazioni avvengono rapi· ù:111wntc e in modo irre~olar·~. come nelle cadute degli appareccùi in \"olo. ret·te l'Speri<'nze con la. cnmpana. pneumatica, affrettata uscita degli OlH'I'Ui clai C'aRSOilÌ, P<'ilcnt.ori di spugne. K cl vrimo ca. o, quando le forti variazioni bari(·he sono lente e prolungate si ha quello stato morboso che 11110 di noi lw proposto di chiamare ipobaropnlirr (l); cioè mutant<'nti II PIIn. cn1si snugnig-na, come l'ac<tpnia,. l'n nossicmia.. l'iperglobulia: mu lamc·n ti JWIIll m1•eeauif':t r<•spirntoria: come r espiro superficiale, respiro JWriodi<'O; mu1ctnH•nli ne li ~L mec(·anica c:udio·•a.scohtre, come polso fre· ' qtJP11tP, con~p,;t iuni pl'rifl'ril'lw: disl urbi dt>l s islt'mn. nervoso, come abulia, ROIIllOII•n;:a. a;;tPnin.. ecr. l.lal lato 1kg li org-;mi di senso c pil1 spccial· rm·ut.H a carico d <>ll'urli to uon :si h a.Jmo sptc-iali di~·tu rhi, eccetto cb~ gli individui })fN!C'ntino lesioni tu bariche Nl esiti di pn•gresse ot iti meùie; iu tal r·nso fli possono awre ronzii, YNtigini, dolori a.uricolari e anche alterazioni anatomiPilc 1ld l'o rN:cll io m edio. <Juando in,·pc·e le \';1riazioni bm·irhe sono rapidissime e ngiscono per i.JJ'l'''e t~:mpo, i f1•nonwni gl'nc'rali StHhlelti vengono sopraffatti dai fcno · meni Joc:n.li, SJW('ic lh'tl 1:110 tl r ll'owcchio. l ntvn'M;nnl i sono lr ric('rdtc fati P clal Cipollone sugli animali per st udhnc lt• lf'si11n i auricolari n Pi rap itli cambiamenti di pressione (2). P er · q uun t o c i consta. q U<'flL<' espt•t·icnz<:' son Q forse le uniche in proposito. ll Cipo!Jon C' mrttcn, gio\·ani g-atti t>nlro un elmo dn. pn.lomba,ro in <'OIIlll nir·nz inu<' <·un un re ci pien le pieno d'aria comprCSti<t. In uu mi unto (l) A. .\oo \7.Zì11'Tl. L ·' t r ri · ùPI ru ul e dcglt H\ i at.ori. L 'l. Ip<•bar.. pr.l i,l. (Uiomole rli mdirina mi itare, fa"·•cnlv III. 1\11 8). (:!) L . 'l'. l'll'•JLLU'.t·: . S qora ù<cun" u ltera zi on i che po~s•m o d ntL·rmina re ~u: J 'Ol')Z••nv ù oll'udit." r r BZÌfl •l:' d. ,JI 'nri.• coropr !l9R. ( "\ l: i d el la Clini c l (to -rino-lari · g i •trio l d ella R . Uoi,er.i.cà d i Rom<', n n"<J V lf i, l !JlO. Jllg. 547 )


1

ALTI!:RAZIONI PIWDOTTE SULL 0 RGANit' M0 1 J<;CC.

803

portava la pressione a 5 atmosfere, manteneva questa pressione pressocbè costante per 4, 7 minuti. poi faceva la rapidissima decompressione, aprendo un rubinetto di scarico. Uccideva gli animali con cloro-. formio ed esaminava accuratamente l'orecchio medio e interno. I risultati di tre prove sono stati i seguenti: infossamen·to della membrana della finestra rotonda, con emorragie interstiziali nella sua parte periferica distensione con sfibramento nella sua pa.r te cent.rale e perdita di elasticità della intera membrana, che è rimasta permanentemente in(ossata. In un caso si è ~bvuto la sublussazioue della s tafra e la frattura della sua branca posteriore con versamento ematico sotto-periostale o libero ~;ulla p latina aella sta fia. In un alt.ro caso si ebbe .frattura cl<' l bordo inferiore della platina stessa e lussazione tota.le della staffa con copioso ematoma periarticolare. In un terzo infine infossamento forzato· con immobilizzazione della plat ina della staffa nella finestra ovale. In nessuu caso s i ebbe l'o alterazioni 1 del labirinto non acustico e nella cuioceiola. L'autore giustamente attribuiva queste alterazioni alla rapida compresl:iioue; non è improbabile che ancb(· la. dt>compressione abbia contribuito nel determinarle. Sono notC\ :~!<:une descrizioni di aee:iùr>nti M'vrnuLi in s<~g nito a. improv,-isi sbn lr.i di pressioni.'. m:\ non SPiuprc è possibile controllare sc·i<'ntifìcanwute l<· modalità con le qnali si so no svolti. (~uando Pmno molto fn' qu<·Hti le ascensioni in pall one libero ;o;pesl'lo succed<•vn, cl1e L"ncl'osta.to, 1ibPr.a.to impron"ÌS::I!HI"nte clni freni o dalla r.aYorra, s· iuua.Jz:·~--f.H' r:lpidiss inlarn<•nt.e; celf'brc è il caso del pallone Xt•nil (1.1 apri le 1815 ) nel quale prr h~ troppo ct>l(>rc a.~ccnsioue e lH~ I' la forti;-;sima r:u·pfm;r,ionc rn_gginnta. trontrono la morte Croce i:ipill!'lli c ~i Hl , c solo Tis;o;a ndii'I: sopr:t ,- ,·i ;-;~e p<'rch(• cutlùo svrn nto a cit'et1 7000 111. In qnes ta nsc:cnsione gli appnrf'c<'hi registrarono 280 1111\l. di pressione (8000 m.) .. n eec•ntenwntc i giornali banno narra lo particolari sulla ùist.ruzionc di uno elci più gr:1nrli sott om:uini t<:de:-chi. elt~ aveva, urtato in 1ma mina. Dl•i lO uomini cbe formav:HlO l"equipa_!!gio solo 2 riusC'irouo a sa1varsi, rag-giungendo hL sup<:rficie dell'aeqtm dopo una tremenda. loLta. contro la morte a circa 12 metri so~to il mare, lott,a che dtu·ò qua.~i 11n'ora e nwzza.. I.>nrccchi uomini 1tvPnclo pl'rilu to ogni Rp<'l\1 Di:'t di salvezza si suiciùarono. La sola. pox8ibillt:1 di sca.mpo stava nel iorzare l 'aper tura d1~lla toneLt,a di or;::;prva;.:ioul' c il pannello ùelln. st.iva. di Jll"lla c sNvirsi di'Ila compr.... ssione dell':uia. eli uno drgli sco mp:utimenr.i della. nave p er poter . .fat· passare gli uomini uno per uno c lanciarli, come torpedini, alla superficie del i<' acrttW; ma la pressione dcll'm·ia nd sottomarino era divimtatn. così tcnibile, che la maggior parte degli uomini dell 'equipaggio non poteva tenere la bocca chiusa. L 'aria compr<'ssa li spingeva alla superficie; ma appena essi l 'avevano raggitmta, la pressione l acerava. loro i polmoni. Una. ventina di essi, mandanclo grid~~ atroci (li soffe-renza. (' con la bocca piena di sanguP, si inabissarono come pietre nel fondo del m are.


804

A l.TE ·AZIONI PllOD01 TE SOLI; ORGANIS MO, F:OC.

Sia che le variazioni di pressione siano lente o rapide, la resistenza indi viduale ò un fattore variabile e non sempre si può rintracciare la ragione d(·lla diversa tolleranza. Si citano esempi di r esistenza a. squilibri di pressione che superano di molto la comune esperienza; ma spesso in questi casi si può rintracciare la causa plausibile. Cosl il medico milita, l't~ ·di marina, ·Musenga., ha descritto il caso di un pesca t<> re di spugne di Simi, di anni 35, il quale riuscì a ricuperar!' un'àncora della R. nave Regina Margherita presso Scarpanto, calandosi fino ad una profondità. di oltre 80 metri. Provvistosi di una pietra che teneva stretta al torace, si gettò in ma re : fece la ricerca dell 'ancora, la legò col canapo e si fece issa.re a galla, dopo essere rimasto oltre t re minuti primi sott"aequa (l) Al momento dell'uscita non fu riscontrato nulla. ai anormale: del resto egli stesso si dichiarò pronto a ripetere a. volontà delle iplmersioni analoghe e affermava di essere disceso a 110 metri. Questo indi· viduo presentava obiettivamente soltanto un t orace enfisematoso e la perforazione bilaterale delle membrane tiro paniche: ora questa alterazione impediva probabilmente che si verificassero i consueti squilibri di pressione dell'orecchio medio e relative turbe labirinticbe. * * * Le osservazioni che riferiremo concernono una visita di controllo

fatta su allievi piloti che avevano sospeso il corso per disturbi provati durante il volo a d alte quote: queste osservazioni per un fortuito acci· dente acquistano va'ore di un esperimento di laborat orio; giaccbè durante la prova quattro individui ebbero a subire l'azione di una rapidissima rarefazione dell'ari3. da 760 a 360 mm. (620 m.) e un iiltantaneo ritorno alla pressione normale. Il 13 giugno 1918 nei locali dell' I stituto centrale d 'aeronautica io Roma si sottoposero alla prova della campana pneuma.tica il caporal maggiore allievo pilota Barb. Enrico e il ca.porale allievo pilota Pom. Giulio per accertare la loro idoneità al pilota.ggio, e più specialmente la loro resistenza alle variazioni -di pressione. Entrarono nella campan3. il maggiore medico prof. Alberto Aggaz· zotti, direttore dell'ufficio, per controllare nei ~ue militari sopra notati la reazione del cnore e del respiro, il maggiore l'rtedico prof. Guglielmo Bila.ncioni, capo del reparto otoiatrico, per controllare i disturbi dell'apparato udit ivo e vestibolare. L 'esperienza doveva svolgersi nel modo seguente: fare una graduale ra refazione nella campana in modo da arrivare ad una pressione corrispoudPnte ai 2000 metri di altezza in 15-20 nùnuti, regolare poi la ventila.zione della campana in modo da restare a questa pressione per 5·10 minuti, durante i quali si dovevano fare le osservazioni mediche; poi lentamente portare la rarefazione ad un grado ' (l ) Q. Mus :-: No .~. Un peRcnto ro di ~pugno (s<nnmozzato r<' ) che senza np parecchio &i tuffi.\ lino 1\ 80 motri (Anwrli di med. nav1le e c?lon i.ale. 19 6 , vol. l, 163).


ALTEI~ AZIO XI P RODOTTI!: S l'LL' t .RG Al'lS1>1 0 7 EC('.

corrispondente a 4000 metri di altczr.a, -in altri 15-20 minuti. Restare a quPJ'!ta. pressione' sino ad un segnale convenuto, poi discendere lenta· mente, in modo da giungere a O in 20 minuti circa. Alle ore 11,30 si ordina di incom inciare l'esperienza, ma. subito .dopo messo in movimento il motore della pompa pneumatica., la pressione n ella campana. incomincia a diminuire r apidamente e la penna del barografo con una linea~ quasi verticale percorre in pochi secondi tutta la scala sino a 6000 metri, uscendo dalla parte superiore del cilindro del barografo stesso. Non appena la rarefazione ebbe raggiunto un grado così elevato, gli Hperimentatori e i candidati avvertirono rumori. ronzii e senso di chiuso all 'orecchio, prostrazione, vertigine, malessere generale. I ntanto l'ambiente andava riempiendosi di una nebbia di vapore d 'acqua.. Si inttù che vi doveva essere stato qualche guasto nel mac· chinario o una fa,l~;a maJlovra, anche perchè non si aveva la consueta ciJ:colazione d 'aria. Entro alla campana ali' inizio dell'esperienza i due caporali stavano seduti presso una mensola: Barb. Enrico con applicato lo sfìgmografo ca.rotideo e il pncumografo. con i quali si erano presi i rispettivi diagrammi : l'a ltro, Pom Giulio, nell'attitudine dell'esame otoacopico e delle prime vie aeree. Avvenendo la. rapidissima rarefazione per primo il milit-are P. G., in preda a profondo malessere, accusava dolori la.ncinant i all'orecchio di Jinistra, ove però non si osservava che iperemia lungo il manico del martello e affossamento della membrana nei quadranti anteriori. Poi in tutti i distw·bi a ndarono cosi rapidamente aggravandosi che, sebbene si cercasse d' incuorare i due allie-.;-i piloti profonda.mento prostrati e sofferenti, misurata in t utta la sua entità il pericolo incombente se la pompa pneumatica avesse continuato ad agire in quelle condizioni, si interruppero gli esam i, richiamando l'attenzione del persona.lc esterno con colpi ripetuti contro la porta di ferro della campap.a.. Questo richiamo ha costato uno sforzo non indi ller<'ntc per la grave astenia e per l'alte· r ato senso sta.tico, elle davano un barcolla mento, come se si fosse io istato di ebbrezza. I due militari giacevano accascia.t i sulla sedia e rimanevano inani i loro tentativi per sollevar~i. I colpi furono uditi da un soldato che dall'esterno assisteva all'esperienr.a: egli si port.ò dava.nt i alla piccola fin estt:a. della campana e vedendo il nostro grave stato, ne avvertì il rueccanico, che immediatamente fermò il motore della pompa pneumatica.. Intanto la pressione era certamente diminuita. oltre i 6000 nH>tri, ma non ><i può precisn.re il grado, essendo, come si è detto, la penna del barografo già arrivata alla fine della, sua massima escursione. Fermata la. pompa, Ja, pressione nell' intrrno della campana. di colpo ritornò a O. Tutti sentimmo nella testa come uno scbia.nto, un forte dolore nelle orecchie, e una es:~~gcr a.z ione della astenia e delle verLigini: ma aperta la porta tutti indistintamente ci portammo verso ùi essa. Il maggiore medico Agga.zzot:t.i aseva bisogno di essere sorretto per non


80G

1

AI.TFRAZT0:-11 l'RODO'fTf<: SCLL 0 RGA:SI S !.IO, !!:CC.

caò!'rc. s~b benc a ,·psse un li<>ve ~rado di eccita.mento psico-motorio; il maggiore medico Bilancioni aveva, vertigini e barcollamenti; il cap. magg. Ba.rh. <<ppcnfL fuori era caduLo al suolo sv<'nuto, con pallorf', vomito, spu1 i emoiTa~ic i e sudori profusi <' · riprPse i sensi solo dopo lO minuti; anche il capor. rom. per le forLi vHrtigini non si r eggeva in piedi: questi emetteva con la saliva e dal nHso un po' di sa.ngt;e. In t utt i si aveva semo doloroso 1li compresf; ione interna c profonda ::~Ile rl'gioni temporo· J)Mietali : SPn~<azion~ che non cedeYa anehe con i ripetuLi mo\·imenti di d(•glut.iiliont>. In breve i dist urbi vertiginosi dilt'guarono <> rima.se solo un ~c·nso di vuol'o e di stancb('zza: invece persistette il dolore alle reg ioni tentpor:lli c una forte diminuzione della sensibilità uditiva con auto· fonia. Dopo si pot~ Ycri lieare c hP la causa d ell' incidE>nte fu un guasto nel tubo di con~innr.ione d~>l manometro esterno con la campana: cosl che c!Plla pressione n cll'intPrno d~"lla campana mancava ogni controllo.

....."'

Fanno srguito gli csa:ni obiettivi e fuqzionali dci singoli individui. LI magg-iore mcdieo AggazzoLti ha presentato i SP-guenti disturbi subictth·i: d(,lore oppressivo all'orecchio s inistro, diminuzione di udito e senso di chiuso da questo Jat.o, rumore di distacco o di lacer azione interna, ca.rattçri stico dellc le~;ioni tubarichc, specie durante gli atti di dcglutizione ; in fine un rumore cupo, talora pulsante, che si accentuava nel Rilenzio della notte. Su,hito dopo l'accidente e per vari giorni sue· cessivi, al mattino ha emesso della saliva striata. di sangne, sempre pro· veniente dalla faringe. All'esame obiettivo si è notato: a, sinistra notevole arrossamento della cute del condotto uditivo esterno nel suo terzo interno; la M. T. ha perduto il suo aspetto normale, per d eformazione della sua curva· tUJ'a., J)Cr perdita della sna traspa re nza e per la presenza di un ampi J ematoma int ra lamcllare nel quadrante posteriore-inferiore; il quadrante antero-infcriorc, ovc il cono luminoso è scompa.t·so, si presenta r etratto e nel ùre,-c srgmento t raspn.rente ln scia. scor.gcrc la mucosa della cassa cougPs t.a (st.asi Yenos;t}. All'orecehio rlt•st.ro si h a. ipcrcmia notevole della zona peril'erica della. 1\f. T. c hmgo il manico del martello, con affossanwnto dei quadranti nntpr·iori dt'lla. mrmbrann. stessn.. · Dopo qtwst.o esamr, rsrg uit.o poe he ore òopo l'aceitlent.e, esso n•nne ript•l ut o nei di sc•gn<·nt.i; d0110 due giomi s i a.\·cvn. : OnT,·hio .'linisfm. - Condotto libl'ro, J\L 'r. con qnadrn.nti poste· riori Pst.rorlPSsi c riiPYati, d i color·ilo ros;;o-,·ino:;o, op;whi, con chiazze eeehimoLiehc. I qn:ulrant.i antrriori e infl'riori appa.iono di colore M<lC· siac·o cupo. forlt•rnpn(c rc·tr;tt ti con t l'O il rromontorio. Lungo il manico d e l mnrt.r Ilo persi st.c \'a sc·olarizzfl r. i one nlmornw. (Jn•,·r·hin d,•~<fro . C'urntt tn·a it't'P~nlarp. flpPdnlmeutc in alto c indiPt.ro. cl :t t o eh e un t ratl o Ili' l qundmnt r pn:\leriore-snpt•riore app:rrt' i 11 fo~;.-;1 t o. Xolenll<· i ppn•mia l un~o il ma n i\'o cl<'l m:Ht"llo, qn:ul r:tnte :wlt•rn-infci·iore re t mtto.


807. I djapason sono percepiti bene d :ambo i IMi. V{eber latera lizza,to a sinistra. Rione p os it ivo d ·ambo i lati. Scbwabacb: 14'', tende a latern.lizzarsi a sinistra. Orologio a destra a l m: u. sinistra a 40 cm. Fonometro: l2°-13o a 7 m. a sinistrn; a. destrn normale. Yol!<' afona percepita b ene d'ambo i la.ti. Il m aggiore medico Bila.ncioni hrt accu:;a tu oppressione dolorosa ad ambedue gli orf'cch i, ma più specia lmente a sinistra, una sensazione di vertigine più o m<>no tran~itor i a, tumore di <listacco pergamcnaceo o di lacerazione intc ma iu corrispoodenz~ dell'orecchio, ronzìo simile ad una caduta d'acqua lontano. Ebbe pure a sinist.ra, ipoacusia, ch e poi seomparve, unita ad autofonia. All'esame obiettivo s i notava : all'orecchio destro iperemia. lungo il ma.nico del martello, con rctra.11ione del quadrante antero- infcriorf' della. mcmbra.na timpani ca ; all'orecchio sinistro, notevole iperl:'mia della periferia della M. T. e lungo il manico del martello, forte r etrazione nel quadrante antero-inCeriore con numerost•. eccll imosi puntHormi nell'ambito di questo tratto d ella membrana. Kulla a carico del n aso e della fa.riugo: invero non v i è stata emissione di sangue da lla bocca. Il cap. magg. Bnrb. Enrico fu sottoposto ~bile ore 16 del 13 giugno stesso a esame dell'orecchio e delle prime vie respirator ie, trovando q nanto segue : Orc('chio destro: rpembra na timpaniea fortemente retratta, arrossata specialmente lungo il ma,nico del martello. Orecchio sinistro : forte infossamento della membrana timpanicu., specie in a.vanti e in ba.c;so. Iniezione vascolare lungo il manico del martello e meno inten sa sul resLante della membrana timpanica. L 'esame del .uaso. del rino-faringe, della laringe non dà nulla • di notevole. Il giorno scgt1 eute si ba lo stesso repMto. 15 gittgno. - Lo stato genera.le è pressochè ilfmriato, continuano i facili sudori, senso di stanclle:r.za,, emotività. L e condizioni subiettive deJI'orec<·hio sono migliornte. Anche sLama.ne ha <t.vuto sputo emorragico . All'esame otoscopico si ha a destm: membrana, timpa.n ica integra., con vascola.rizzazionc not.e,·ole lungo il 111:1nico del mat·tello. Qualclle ramo arterio!;o si ha H·UCh<' JH'i quadrante :mtl'ro- iuferiorc, che è sempre fort(·mente r etrn.tt.o. Gn r an10 <ll'L<'rioso si ha pure bene evidente in quello postrro inCcriorf'. 'l'utto il lintbus ~~lJparc fort('mcntc arrossat-o e rilevato . A sinii:i lm: 1:'rrhi111osi nd tra-l io superion· 1 va:-;cohuì%7.:tllionc (l1·l manico dPl martello. Keolll}latsa cl\'l triango lo luminoso. La, mc•nthr:tn<1· t imvanicrt appare di un colori to nrdPsiac·o nei qun(lranti anlPriori; in quell i pos !<•riori si hanuo numProsc YP;wicoll' elle inLf'n•;.;sauo gli strati ,;nprrficiali della meml>rana.1 ye;.;c·ic:oll' f'li<' pl·ohal>ilmi"n! e eonLf'ngono liquido ematico. Jl soggetto ~t sini~:dm ~l" '·ert.e sempTe senso di C'ltiw;() <' ,.,o,·Pnlo 1m rumore pergamena eco; a destra ntm a.vvertu u11lht eli SJH'Cblf'.


8{)8

,\ LT llAZl0:'\1 I'RODOTTI:: SO LL' OROA NISll0 1 ECC.

L 'orologio è percepito a dest.ra a ottan :a centimetri, a. sinistra a qua.rant~; i diapason sono percepiti bene per \' Ìa aere~ d 'ambo i lati , i1 Rione è positivo bilatera.lmente: il Weber è lateralizzato a destra ; lo Schwabacb dura H " secondi. 16 giugno.- BsamP otoscopico -A destra iperemia presso l'anulo tiropanico e lungo il ma.nic9 del martello; opn.camento e retrazion~ della membrana timpa,nica nel quadrante antt'ro-inferiore. A sinist.ra vascola· rizza.zione della p::Lrtc alta. df'lla, membrana c lungo il manico del martello. Diminuito l'aspf'tto :dgriuato dato dalle vescicole nei quadr::m ti poRt(•riori, ove <'s ist e larga CC<'himosi. Le YiP rC'spira.toric non mostrano nulla. di anor.n~llè. 18 giugno.- ::'lf<'ntrc p<>rsi,;tono i fatti genf'rali dati dalla fc1.èile emotività., dalla in~onnia. dai suùo:-i alle mani, ecc., i fat.ti locali a carico dell'orecchio sono anùati diminuendo. Esame otvscopi<'o. - A destra è scom]Htrso l 'arrossamento periferico della. membranft : pt>r,;i!'le ntscolarizzazione lungo il manico del ma.rliel o. IJa cur~·aiJtU'a della membrana è tornata quasi al normale A siltistra membrana leggermente ispessita con sc:nsa iperPmia. La curvatum e l'aspetto tornano al normale. 21 giugno. -l~<>siduano i fatti g-enern.li a c:uico del sistema. nervoso: i disturbi subicttid a carico deli'orecchio sono CPSS~tt.i, l'udito è tornato norma!(•. L'immagine otoscopica d'ambo i lat.i è normale e mùla. fa rilevare la pregressa let'lion<'. li naso, il rino-faringe c la laringe sono mtPgri. 11 cnpor. Pom. Giulio durante l'Psperienzn. ha presentato profondo malesseJ·e, e ha accu~ato vivi dolori agli orcr.chi, specie al sinistro, che al!'l:f;amc ot.oscopico appari\'a <>on membrana fortemente iperemica e ret.ratta: i vasi l ungo il ma.nico 1lel martello erano fortemente iniettati d i sang·up. .Av ve nn to il rapido ri tomo della prcs; ione al normale, il mal('RS('re g<'nera.lc è anmenta.to, il so~gpt,t o è rima,~to parecchio tempo ahbaurlonat,o sull a, sedia, pallido, con volto soiTerentl' ; ha avuto sputi emorragici e fuoriusdta tli sangue dal naso c ùa.U'orccchio di sinistra., o,·e ac·('us:wa fiero dolore. N el pomeriggio del giorno 13 gin,!!uo !>i procedette all'esame otoscopico . A d t·.~l ra: me m bra.na forte me n t.e retr;ttt,a. n el qun.drau t.c . an tero ·infe· riOJ·c, nel quale, fii notn, su[usionc ematica estesa. A sin i.qfra: ecchimosi del condotto nella. sua parete postero-superiorc . )ft·mbnma. t.ìmprwica a cur•a-tnra incgolarc con iniezione vascolare lun,!!o il manico del mari ello. Ecchimosi del quadl'ante posteriore. PNfornr-ione puntiformc n el ctuadrn.utc postero·in feriorc . D:t questa, a. cl1•t ta. ilel soggetto, fuorif'scc sangue cd aria. l•:same rillfJ.~copico. - A sinislra: pituit.aria. arrossaLa. A <ki<ll'fl: 111ucosa più pallida con qualche stria sanguigna. Hsamc frcrillg()scopico . - Fa.ringe con stria di sa.ugue recente, speciaJ· m<>ute al lato d N;l,ro c lungo il pilasLro palatino posl,eriore omonimo.


1

AL'rEIUZIONJ PROOQ'T'TE SOL! f'HGA);JSM0 1 ECC. E:-;t~me laringn.~topitr> . -

Xormale.

1:; gi~tyno ,\ uc·hc stnu1anc il pa7.ien1.r h a avttto sputi emorra.gH~L. Esame oluscopico. - ' .\ rlcslrrr nwmbrana t irupa.nica tortl'mente re t rM,ta nt·l quactrn.nte ant<>ro-inferiore . .\fcwico dPl ma.rtcllo ritorto sul suo as::~e e l'ort.emente vascolarir,zrtto : traec·c <>rcbimot iche uel qu<'t.dmn te posLcroBH]lPt'ior,•. . \ .~i n i >;/m : condoLLo occupato tb detrit-i e coaguli s.m_guig ni. Tra cee di sangue esistono 1nn·r snlla nwmhr::m a t.impanica in 1\lt.o. ì\Ianico del mat'l'ello rit.orto sul suo a";;e con rpt.rn.zion e nt'l quadrante autero-inferiore. Jn q1aclli posteriori, opacati, si ha forte ispcssimento e una piecol<~ soln ziom· di cout.im10 cht~ vn rimarg-inandosi.

Rsame rinnscnpic·o. -

~orma.le.

E:wmc farinym;co pif'o. - Nonnn.lc. L nringe normale. 16 giugno. - l:Jsam e nlu.w·opil·o.- A destra arrosRanwnto della regione· dPll 'annlo e lungo il manico del martello. Tracce erchimot iclw in quest<~ zona. .F orte r etr azion e nel quadra.n te antero-inferiore. ..i sinistm, gli stessi fatti del giorno precedente. R.<mme rino:seopiro e fari·ngoscolJico. - Normali. Laringe normale. 18 giugno. Scomparso il sangue commisto alla sn.liva. Il sog;zotto a ccusa senso di oppressione al torace. Esame otoscopico. - A. destra p ersiste ispessimcnto, membrana tim p anica con alcuni coaguli aderen t i : piccola cicatric~ nel quadrante p ostero· i n[eriore. R e trazione n el quadrante antero-infcriore. A 8inislrft: iperemia hmgo il manico d el mart ello : re trazione antrroin fedore. E!Srtme rino.~l·upico, faringo sco1Jico e hLringosropico normali. :!l giugno. - Esame ot os~"opit•o . A dcgtra. : n~tn.vzione d d la mem · bra.na. t impa.nica n el quadrante a nl.cro-inferiore e lieve ipere mi<~ lungo il manico ùel ma.rtello. A sini81rn pers iste t raccia. ecchimotica in •iciuanzn, ùel martello: m e mbra.na t imp::mica rc•integrala . :Naso'· fa ringe, laringe norma li.

* **

L e 'Jco:.;ioni o~servatc in qur~t casi sono in prl'\·nlcm,a vrMrolari, a ca r i c:o <lPi vasi ùella. mucosa. (Id h\ cai;sa c d4•lla mPm bra.n a. li n1panic,t: in 11n raso si ehbe lacerazione di essa., in un :1ltro si formò un t.ipico t•t u at.oiwt intrahlmclln.rr, clon1 to cc•rt:unrnt,t•, come pot.l'Vf1 rilevar.~ · dalla s na :o;i!Juuione, a roti urn di H!la clf'i rami art-eriosi (' Ile c·on·oun lun~o i l HLtrgitH' })o;;;t.Priot·c <1<'1 mp..nic•o dd m:wt.elln. E' pr0h:t1>ilc che s i s·,l. a v u tn anche 1111 vcrsu.m<>nl o ematico entro ln, ca.vit:L timpanicn, C'hc non si ri n·lù n Il 'otoseopia., in parte pPrcbè ll:'lficw;t.o d:dlc• cccll:nHMi o tlu. congttli sulla. 7Jt1r;; lt'l!-~ct delln. membrana. for:;e per la pO$i:~i on ~ tlecli,-c d el! <l raccolta. sanguig n a., c for.;c anche perch è si Y\.toL~ ,-:~, a misum 12 -

f;ioJI'IIIJIC cti IIIPctldna mililai'C -

F~SC. l\,


810

ALTERA 7.1CN l 'PROD01 T E StT LL 1ORGANI SMO, E CC .

-che si anaava formando, a traverso la tuba: illfa.tti il sangue che ·qualcuno di noi emetteva a l mattino dalla faringr doveva avere questa -.origine. Ques~e lesioni: che -

non essendo sopraggiunta alcuna complicazione

'flogistica a caricò dell 'orecc.hio medio, tiuuo g•.! arite entro un tempo relat .vamentc breve - hanno una perfetta ana.logi:~ con quelle osservate dal Cipollone nelle suo esperienze. Noi n aturalmen te, non abbiamo avuto .mo1l o di vedere se vi fossero fatti consimili a carico della parete labi·rin ti c·a. della. cassa timpanica: ma possiamo arguire che vi siano avve..nuti; in grado più o meno lieve, dalla esistenza lli frnomeni d'irrita· .zione Ja.birintica abbastanza accentuati. ·Quanto al mecc:\nismo della loro produzione, dobbiamo ritenere che •t-ss: sia no indott i dalla rapidi t:\ con cui, n ella nostra, esperienza, si è .avu tn. la. rarcfazi.one e a.ncora più il ritorno alla p ressione normale. I nfatti, nelle osscl'\'a?.ioni esegui te con la camera pneumat.ica da. uno di n oi (Bilancioni) su altri dne soldati, i fenomeni a. carico dell'orecchio ·e d elle p.rime vie respiratorir., sono stati molto p iìt lievi e hanno seguito fedelm ente il progr<>ssi\o e lcuto modificarsi della pressione en tro la campana, come può riJennsi da.lle seguenti tabl-111.> : A intendere quindi lo stabilirsi c lo svolgersi di questi fenomeni, occorre richiamare le nostre conoscenze relativamente :1lla fun1.ione della .tuba eustachiana, in condizjoni normali e patologiche.

:::ìiccome la sua penucabilità., come portano a. pensare ricerche mQ· •derne (1), non ò continua: poichè la tuba in riposo sarebbe un canale <('.hiuso, un improv\·iso sba.Izo di pressione, positiva. o negativa, può sorprendere l'orecchio medio in un moment.o in cui la pressione esterna non può essere n eut-ralizzata da un 'eguale pressionP interna, per la via fari ngo-tubarica : quindi le lesioni di continuo a carico dei vasi e del a. .membrana timpanica.. Il meccanismo col quale si formano l<' lesioni auricolari suricordate •è quindi lo stesso che determina le emorragie copiose nell'orecchio c :nelle ossa cavo degli uccelli~ quando questi nella campana pneumatica,· -dopct una forte ra,rdazionc, v<>ngnno sottoposti ad una troppo rapida. ·dccO<mprcssione. ~pi'Timcntalmcnte è stato d imostrato (2) che tali ~morragie non si m:tu ifcsta.no nonosl an t o i più fort i c improvvisi squi)ibri di pressione -~•.mb : t·ntc, f:C prima di sot.toporrc l 'an irn:~l e a.ll'c~p~:riimento si a.pre una. ·c.omuu·cazionc a rtificiale fra lt- os.-;a cave, p er esempio del cranio, e l'amb iente esterno. Ciò a \'Y:t.!ora la no. t ra. supposizione che la eccezio nale n•sistcnzn. descrit.ta dal 1\luscnga, n el p escatore di spugne di Simi, .aia da. attribuirsi al a sua <loppia perforazione timp~nica. ( 1) l l, B rr. ANCIO;.Ji. - SuJ{ , fìsio'oyiu •ldlu t ba etu ·achianr:. (.-\ r, b ivio d i fi, i 1!. g ' a, IV, 19 !3). (Z) A. J\COAZ7.0TTr. - Oome ~i fom• .n:> le emorragie nelle os.•n degli ucc4!li pe~ :Jor·:i rarefoz.ioni. ( Uiorrw !o H.. A•.c-uùo.uit\ di :\l ed rciu.l i To ·inn, Vo_l. JX. png. l, 1 90:1).

..f~sr.


A L1'EU AZIO~I

P R ODOTTE SULT}OBGANISMO, ECC.

811

Tabella l. A

Soldato M. n. U 6.

om;

PIIESS.

POLSO

IH.SPIRO

10.20

(l

(ili

l-!

10.25

JfiiiO

l 0 .35

:!'IJ O

Si ferma lo. ro.refozione per inoom inminciare o. l O. 30.

:;s

16

l 0•.4 11 10.45

10..57

l"e .•so di c o>trizi, ne alln gola. M. T. non •peremicbe; qutllla rli deslra U:l p o' r •tr.<ltt\ nel quadt·nnt ' untt>ro.infcriore. Si rip1v•rÌd: lo. rarefazione.

3 ')00

56 t, t!O, &ooc ·unte

l 0.55

I lizio delln esperienza.

351111

18 SUj)Crfì"'iale,

56

2~

tes•J, irregn lo. re per ritmo

super6ciulo, 11 ri t m leo

3GOO

F orte re traziono a sinistra n el qu 1dro.n•u a:~toràore; iu alto e indietro iperemil. A destra forte r,·t razione nella p>lrtc o.ntero-infc riorl'; ipoce :uia d ,) l tratto p<>ster<l-su perivr ' · Spo•genz fl d ella pit'coln opofì· i. C.·falea a cerchio frontale. Ceftllt> t , se t so chiuso alla gola. Cio n osi dd v .. l t 1. l''o rt e ret razione de'la .M. T. p 'ù no ·entuata n de~tra. As! enzo. di nis~.•gmo d'11mb o i !,, t i. Paus,1 nella rnrefnzi<, ne che si ripr.?nd e o.lle I O.ii!l

11.01

400()

ll U5

340 0

Il EJ7

l La()

2700

11. 1 3

:!300

l l. .115

J 800

l 1.18

1200

11.20

700

Dopo due minuti si iu cominciCI. In de· o mpre--sin• e.

.35

~~

irr ·>:<> lare, teso, SC1.1 CCII n t •

~;up.•rH ciole,

G2

li r,•g olnre

tncn ..

1 esrJ,

ttrit·ni<•o

r~go l.>re

11 ,2:3

;)00

Il 2:5

o

50 •• bas;m p res •Ì•mc. r e gol a ro

18 r egolare

A ù,·st r. t [ orte iper.·mia. in alto, n si· n ·stra stu t · in va rinto d ello, M. T.

A. s 'nistra. diminuit:~ l ' iperemin e la r, trn.tone; o. u <'strl\ p Jrili.;te iperomio. in al tn <· in•li~tro e retro zio no nel quadr tnt e nn t ec·o-posterio re,

A sm1~t ro.. normalA, n d est ra p er1istt• ip ert• ti>i~< e r et rnziou(l noi q11n d r,\nte un· tor••· i tferiore.


812

1

J\LTER \7. IONI Plt0 1J0TTP.: SUL L 0RGANfSM0 1 E CC.

1'a1Julla II. B - :=:otdut.o ~.. n. 147.

PO LSO

10. 23

10.28

1200

10.30

21100

82

32

80

32

.<\c~us•• s ·rtsc• d i chiusu ra all 'ur~c, hir. (lt>s: ro: d n <, nost o l tll O h 11 n rro!sa memo diffu~() dnlb .\f. T . •\ siu istrn ò normale.

:\f. T. non D1lJtlifi :at P. Nullcl nel corn·

p:>rt..tmento: eolo1ito fi e l crollo buuno.

w.:n

78

211110

32 M. 1'. a destr.J si v a retracndo n~1 d ue quadrHnti anteriori e p ost : r iCJri l\ s iui:.:t ra i nv a r int n. Si ooc entut\ la !orrrut vnso mo tori.• del nasò.

un p o' •rregol ll re. spe oie n eli a

tenwicne HU.i 4-

11.04

l J.J u

3500

21l

92 molle

s u pedio'ale

:)0

! :2

i t rrg•oll\rf',

s• p •r fi ci.. l •

c·o mpre~~ibj le

irr <.g o lare

so

28

341)0

l SI t (l

F o rt e n t~a~ione a destra; chiBZ1.t\ ipe· rt•mica in a h o soprl\ lu piccola apo6ti, retrotinne e odd o~llo mento <le.lm M. T. nl promonto r io. A siniat ra pallort' c t nrg •r\'1 d ella pi~uit.fl rio . Tomdenza 1M pal· bre d e l v o lt o. A s-<eu zn di nistngmo.

.\t. T. eompro r..-trath d'an.b o i ~~L

l'rrsi•Le fM te retuzioue ~ ~el q uKclrant·

pi à re;; l1: r.·

llllteru- in f. rìoro a deAt ra. A sir1i,t ra ipr· re m in. lun~o il m au ioo d el ut nrt<>llo e n<-11•~ zon .. oopro\~t a n t.·. L~< (ve~" n&Sjl l• di rl!'st m h ppn ro p1 ù n111 p iA , e"''·ndo di· miot.i· o il tu rp,re pollido del t urbinlll•' ittfyrir ,l'C.

l l. ! lì

o

l

- Il Il.

;J,.

21 1\

l pl'<'~> ione I•RB•.t 1

A dest ..,•"r erl' is•e 1c trM.ic on~> dello )f. T. . \ t- Ì 'l i St IU~ l'ur~·c.'h iv

t· tornnt t• t ("'•OJ J,,_

l'f'i;Oln r,

:-:le la. rwrforazione j itnpaniea non fn::<se grnC'ralnwnt<• arcomil:t,!!nai.L d a. nltt't\ !~'>•ioni ddl'orc·c·c·hio nu•dio e 11011 foSSl' ttn indice> di miu••n•

r csito.tL•nza di'Il 'org;mo ucl il iYo ali P <·a ti SI' in nammaturit': JH.'I' sl' st<·'·':t una sc·mplit•e brt-<·c· ia <l('l t.impauu san·bbe condi7.innP Yantaggin~:t [lt'T l'n.viatotc, invc•ce tli c·,;~l're f>p csso una c:m ~a, di non idonrit;\.

_....,


813

Questioni d'attualità, varietà, notizie --.x:---- --

Il pensiero della morte Non soltanto il penstero della morte mi s'è affacciato mille volte ~I la mente durante le lunghe veglie angosciose di questo tristissimo periodo della mi~:~. vita; ·m a la Morte stessa ~'è affacciata a.ll!!. mi!l. casa, e, sco.itando me, che le contendevo il passo offrendomi a lei in {)locausto, strappò brutalmente il più tenero fiore dèl giardino dQ' miei affetti, e sco m parve con esso las'ciandom i nella desolazione e nel pianto. Oh, Epitteto, EpitteLo, liberto e segretario vir tuosissimo del turpissimo Nerone! Che mi g iovò l'aver meditato su' tuoi insegnamenti amorosamente raccolti dal 'fido discepolo A.rriauo Flavio? Che mi valse l 'aver fatto mio i l tuo motto: « A bstine et sustine » (.A.stienti e sopporta), se poi, fra le carezze di un fanciullo adorato, non seppi astenermi dall'effondere in lui tutto me stesso, e se, di fronte alla. s;-eotura, l'animo mio si curva come nu arbu;;;to al soffio d'aquilone? Eppure ave\O letto tante e tante volte, nelle notti insonni, quelle tue parole d'u na logica terribile e spietata, che erano il vangelo degli Stoici : < Le cose sono di due maniere : alcune in · poter nostro, altre no. Sono in pOttlr nostro, il movimento dell'animo, l'appetizione, l'avversione; in breve, tutte quelle cose che sono nostri propri atti. Xon sono in poter nostro il corpo, gli averi, la riputazio ne, i magistrati e, in breve, quelle cose che non sono nostri atti. Le cose poste in nostro potere sono di natura libera, non possono essere impedite nè attraversa,te. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, e per ul timo son cose altrui. < Ricordati adunque che, se tu reputerai per libere quelle cose c he sono altrui, t'interverrà di trovar quando un ostacolo, quando un altro; essere afllitto. turbato; dolerti degli nomini e t:iegli Dei. Per lo cont1·ari-o , se tu non istimerai proprio tuo se nou quello ch'è tuo veramente , e se terrai che sia d'altri quello che è veramente d'altri, nessuno mai ti potrà !:>forzare, nessuno impedire, tu non ti dorrai di n i uno, non incolpera i chicche~>sia, non avrai nessun nemico ». c N o n dire mai di cosa veruna : io l'bo perduta ; bensì io l'ho re· stituita.. Ti è morto per avventura un figl!o? Tu l'hai renduto. Morta


814

1

QUESTIONI D ATTUALITÀ 1 VARIETÀ, NOTIZI E

la tua donna~ Tu l'hai renduta.. Ti è stato tolto un podere? Or non è egli reuduto anche quello r • Oh , Epitteto, Epitteto! Per il podere, passi i Qla. il fig liuolo e l& mogli e! E tu, colla tua logica inesora.bi le, rispondi: c Se tu vuoi che la moglie, i figliuoli e gli amici tuoi vivano sempre, tu sei pazzo. Perocchè tu vuoi che dipenda .da te quello che non è in tuo potere, e che quello che è d'altri sia tuo ». Sì, mio buon Epi tteto, hai tutte le ragioni i ma pensa che io, tra. gli Stoici, sono appena un catecumeno : guardo, cioè, tranquillamente

in faceia la morte quand'essa mi si accosta: ma divento pusillanime quand'essa volge le sue occhiaie verso qualcuno de' miei cari: allora il povero Stoico novizio ha un bel fissare gli occhi sui ~ Ricordi , di Marco Aurelio Antonino là dove parla della sventura: le lacrime stendono un velo sulle sue pupille e gocciano su quelle pagine cancellandone ogni parola. « Sii simile a un promontorio -- scrive il saggio imperatore - contro oui incessantemente s'infrangono l'onde, e quello sta saldo, e s'abbonacciano intorno a lui i gorgogli dell'so· qua •. Io non sono, ahimè! simile a quel promontorio: mi paragono piuttosto al cratere d'un vulcano spento, nel quale affluiscono tntti 1 torrenti e tutti i rigagnoli del dolore. Ho detto catecumeno? Ebbene mi disdico: non sono neppur degno di strisciare come un aùcattone nel peristilio del tempio Dicevo dunque che il pensiero delJa. morte non mi è, per quanto riguarda la mia persona, affatto pauroso. Pauroso è invece il pemiero delle. vita. Ma perchè dovrebb'essere paurosa. la morte? Chi ce la dipinse con colori così foschi? Chi ce la presentò come un orribile fantasma che ci perseguita senza posa? Chi ce la descrisse come una ne m i ca. spietata, che, anche nelle poche ore liete della. vita, ci fa balenar la. desolazione dell' Erebo '? Per i Greci antic.h i 1 che ingentili· vano e illuminav&..no ogn i cosa col raggio della poesia, Thanatos era una divinità benigna, che Omero (Odissea, 14, 231, 16, 672) ma.scoli· nizza personificanqola nel Ìratello gemello del Sonno (Hypnos)i e se Euripide nell' Alceste lo raffigura. in sembianza d'un tetro sacerdote vagante nel mondo sotterraneo, il quale tiene impegnata la soure del sacrifi cio, di cui si serve per tagli are un ricciolo al morente, ciò si spiE'ga facilmente quando si pensi che la tr.agedia ha fini diversi da q uelli delle. poesia. epica e lirica, e che i suoi personaggi non son creati per infondere sentimenti di mite dolcezza n.egli spettatori, bensì le pa~­ sioni più ardenti, e soprattutto il terrore. Ma si 'noti che anche il grand'emulo di Sofocle e di Eschi lo, pur rimanendo fedele alle regole del componimento tragico, cerca tuttavia. d'ingentilire il tenebroso


1

QUESTIONI D ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE

815·

personaggio fìn all'estremo limita concesso dalle esigenze della scena.e, se gli pone in mano la scure, non è già perchè con essa egli col pisca brutalmente i mortali, ma perchè recida un ricciolo al morente: quello stesso ricciolo, che noi oggi, con mano tremante, recidiamo ni nostri estinti, e conserviamo come una reliquia, su cui scendono sovente le nostre"' lacrime e i nostri baci. Per me, la visione della morte - i n special modo dopo la mid recente sventura - non è terrificante come quella che una lunga enefasta tradizione ci fa sorgere dinanzi agli occhi quando cerchiamodi scrutare il mistero della toro ba: il mio Thanatos, non più a v voltonei veli neri, si presenta a me in una. gran luce bianca. e mite come quella d'una. nebulosa, come quella della Via Lattea., nella quale· spiccano le adorabili sembianza d'un fanciullo, che mi guarda coi: begli occhi dolci e pensosi, e mi fa. colla manina un affettuoso ce1mo. di saluto. E questo mio Thanatos dalla chioma nera e dalle guanceche paion petali di giglio, mi sorride e mi parla con •o<'edolcissima, che mi ricorda una voce ben nota e cara: c Io vengo da una stella. più sfavillante del sole, dove un'infinita schiera dì bimbi corre colta velocità del vento in un giardino dalle aiuole profumate~ Ogni fiore di quelle aiuole è un pensiero dei nostri car i che lasciam-mo laggiù, e su ogni petalo di quei :fiori tremolano sLille, che pa.iondi rugiada., e so n lacrime di dolore: del vostro dolore. E noi beviamo-quelle stille, e, in q nell'attimo stesso, voi sentite passarvi su Ile ciglia una. piccola mano, che vi terge il pianto. Noi siamo g li ~tngeli della. Morte~ della Morte consùla.trice, della. Morte benefica., che accoglie nel suo grembo materno gl'innumeri figli degl'innumeri mondi,. nei quali i minuti di speranza forman ore d'angoscia e giornate di:, tortura.. Povero nonno! Quante stilla di rugiada sul tuo fiore, ,cheuna. lieve brezza fa inclinare sul mio volto ! Io mi disseto su q ueì. petali; io bevo le tue !acri me e sento fra gli sta mi il tuo sosp1ro.. Non piangere, povero nonno! Vedi? io sorrido, e voglio che sorrida.. tu pure, parche io non soffro, perchè io sono feliO€', perchè io no!'4 sono stato mai t.auto vicino a te quanto ora., che ti guardo con altre pupille; colle pupille che vedon nell'anima e assorbono il piw debole raggio d'affetto. Io son qui con te, sempre con te_ Non senti il mio alito sulle tue labbra? Non senti Ja mia carezza. sulla. tua. fron te? Povero nonno ! P er te la lotta non è ancora finita; ma quando. sarà presso al termine, io ti stenderò la mia. piccola mano e tu la... stringerai come un tempo, ma non più per guidare, bensi per essere guidato. Nessuna guida ti potrà essere più cara e più fedele:.. Lo ~o bene che questi son sogni; ma poichè la realtà è spaven-


81G

Ql'ESTI O)<l D 1 t\1'TOALI1 ,\ , VAiiJETÀ1 :\OTIZH~

to . . a. e l'occhio atterrito non fa che passare dall'uno all'~ltro spet tacolo di desol!!.zione e el i sangne, il soio con f0rto è quello di rifu· giarsi nel mondo dei sogni e acq uie tarsi nel pensi ero del la Morte, di questa grande amica d ell'uomo, alla qua le basta un sol cenno per infrangere una. lunga catena di vani affanni e d'inutili tort ure. Il pensiero della morte, a cui s'associa se mpre quello delle nostre sorti oltre la tomba, domina sovrano non sol tanto nelle el ucubrazioni fì !oso fiche, m :'l. altresì nelle opere letterarie i n 'prosa e in versi ; e si p uò dire che non v'ha: scrittore di famu meu che discreta, il quale, imi tando la piccola farfa lla nott.urna, uon abbia roteato intorno lilla fiamma misteriosa abbruciandosi le ali: Giacomo Leopardi e Ugo F oscolo (per cominciar dai pi ù gra.ndi) s'a.bbruciarono ben più che l 'ali a quella fiamma ; ma quanta luce, se non di conforto, di genio, nel < P ensiero d ominante :. in < Amore e morte • e nei < Sepolcri• ! Se, d unque, non il fasto, non la leti zi a, uon l'ebbrezza dei sensi, ma un t umulo modesto può far si che la poesia s'innalzi a cosi su p erba altezza, vuoi d ire che la morte è pot&nza creatri ce di gran lunga su periore alla vita, perchè trke il suo fascino e la sua forza dalle arcane reg10m dell'infinito. Rico ~·da te i versi del poeta de < La. gine· stra :. ? . . . . . Co:. i tra questa Immensità &'anucga il pensiel' mio ; E il naufragar m'è dolce iu q uesto mare.

l\Ii si cvnsentano altre poche citazioni, fra !e innumerevoli che mi si affollano nella mente su questo t-ema inesauri bile . Lucio Au neo Seneca, a cui il pensiero della fine doveva esser fa· miliare, non soltanto perchè era Stoico, JU IL anche - e forse piùperchè vi veva in domestichezza con N ero ne, fece un' osservazione molto acuta, come sono, d el res.to, tutte le osservazioni dei filosofi antichi, i qu~:~ li erano avvezzi a pensare seria.mRnte e profondamente, non a gt ucare a l foot -ball coll e idee, come si fa c•ggigiorno. « Il no· st.ro errore - diceva RE.'necn - è di vedere unicamente la morte dinanzi a n oi, me ntre essa è d ietro di uoi. Essa domiua in tutto il pas· sato :.. E d è ve ri s~imo . Dai prim i bagliori dei nostri ricordi fin.o al momento presente, è tutto un immenso camposanto bian· cheggian te di pietre sepolcrali, dove dormono per se m p re, in sie· me con taute e tante persone care, una mol ti tudine di senti menti, di a.ffe~ti. d i pensieri, d'illllsion i, che ci sorrisero per un i· sta n te, che tri li aro no l ieta.mente ai nostri orecchi, che c'infìorarono la '>'Ìta, e che poi ~ i dileguarono come fan tasmi lancian· dcci alle spalle una risata di !ìcherno. L'amore? ucciso dal >eleno


1

QUESTI0:\1 0 .\TTUALIT..\ 1 VAlUI!:T.A, :'\ VTIZU.:

817

dei disinganni o dal pugntlle del tntdimeuto. Il piacere"? inaril1ito dall'abuso e ~l a! cl isgusto. Gli affetti fami liari ? spezzati d<dla morte. Le amicizie? iufran te nelle lotte fratricide a furia di mazzate egotistiche. L'ambizione? fiacc.ate dalle de lusioni, e, appena stesa sul suolo, vilmeute oltraggiata dal calcio dell'asino. La glori11- ultima fiaccola della vita, che alim entiamo colla resina dei uostri desideri pitt intensi"? speuta dalle manciate di fango del prossimo amorosissimo, che poco avanti· le ballav-a in torno una ridda: s penta, · dopo aver dato gli ul timi e pallidi guizzi, come uu morente gli ultimi respiri, lasciando u.ell'aria una tenue nuvoletta di fumo; che la brezza subito disperde. Sì: la morte è dietro d i ·noi, perchè ogni nostro pa~so nel cammino della vita è seg~u~to da una croce; e q uando, arrivati alla fine del viaggio doloroso, ci abbatteremc1 sull'orlo di quella fossa dove ci aspetta l'eterna qu_iete, avremo lasciato alle n ostre spalle un deserto semin ato ùi cose morte, su cui già incombe la nebbia perenne del Tartaro. C'è forse ragione di supporre che l'avvenire ci prom"etta un giardino rallegrato dal sole e olezza.nte di mill e profumi, mentre il passato non è che un'arida landa? No, no : l 'avvenire, uome il passato, sarà un deserto, nien.Valtro che un deserto seminato di cose morte: la _luce, i fiori, la letizia, il piacere, non son che fantasmi della nostra imm agina~ione : il. dolore è la !>Ola realtà di questo lJÌaneta s\-eut-urato che trascina con sè, nella _sua orbita millenaria i nt.or:no al sole, una turba immeusa d i vittime, le cui grida d'angoscia si perdono nell'infinità dello spazio. Pessimismo alla Scbopenhauer! borbotteranno gl i egot.isti clall'epa ben pasclUta e dal cuore corazzato eli ghiaccio. l\ ien te affatto, carisaim'i epicurei della ~ubnrra, · che ora buttate a piene maui nei tripndì l'oro guadagnato con nou sudata fronte tra le soffet·e11ze del prossimo: questo è semplicemente il pessimismo di chi, giunto sulla soglia della vecchiezza dopo avér molto amato, e perciò molto sofferto, è costretto a concludere che questa vita, ;;alvo a prenderla in chiasso, non è meritevole d'es,;;er Yis:;uta. V ' ha for,;;e qualche cosa Jì più ridicolo uhe il desiderio dì vivere a lungo? Per far che? Con quale scopo? Sentite la voce am· monitrice.di Marco Aurelio : «Breve è l' intervallo che l'uom vive, e questo breve inten·allo fra qnali co~e, con quali uom ini, in qual mise ro corpìcciuolo convieue stenta::lo! Non farne dunque gran ca~o. Vedi, dietro tt te, un'eternità seuza fondo, e un'altra. eternità in· nan:-::i a. te. Posto così in mezzo, che di vario fai tu da una vita di tre giorni ad una. di tre secoli? •· Nessun divario, infatt i - io risj.HJndo - di fronte all'iofìni~o; r:1a per quanto rig uarda il ~finito •,


818

1

QUESTIO:oil D ATTUALITÀ 1 VARIETA~ NOTIZIF:

c10e il nostro povero c io » , il divario è g randissimo: non è forse preferì bile soffrir tre giorni soli che tre secoli? Se il Bentham dichiara di temere l'immortalità più che la morte, dal canto suo, il Cha.rron (De la sag~se, II, 11) scrive : « Si la mor~ nous était otée, nous la regretterions plus que nous la craignons ; et si elle n'était pas, nons la soubaiterions plus fort que la. vie,._ E più innanzi aggiunge: c Peut-etre le spectacle de la mort te déplait à. cause q ue ceux qui meurent font laide mine. Oui, mais ce n'est pas la mort: ce n'est que son masque. Ce qui est dessous caché c'est très beau ,._ Nei c Malheureux • , la signora_Ackermann ci mostra i morti, che rifiu Laoo di sollevarsi dal tlepolcro idl'appello della. resurrezione, non

volendo esser ingannati una seconda volta dall'illusione della vita, e chiedono alle tombe di ben custodirli in eterno. E i morti hanno ragione : perchè dovrebbero lasciare l'eterna. quiete per rinnovare l'inutile esperimento d'una vita d'affanni e di dolore? Un uomo, che dorme placidamente, desidera forse che altri gli rompa il sonno per m andarlo ad azzuffarsi con un branco d'assassini? E a proposito del · sonno, sentite che cosa dice Guglielmo Shakespeare: « È tanto vero che il tuo più dolce ri poso è il sonno, che lo invochi sovente e soffri quando esso non viene. Per quale stupida ragione~ dunque, tu tremi dinanzi alla morte, la quale non è niente di più del sonno? • Sì - aggiungo io - la morte è qualche cosa di più e di meglio del sonno, perchè, a differenza. di questo, non c'infligge la. condanna d'nn triste risveglio. Nell' « E cclesiaste :. (IV: 2, 3) sta scritto: < I morti so n più felici dei vivi: e il più felice è quegli che non è mai nato •· E anche Sofocle fa dire press'a poco la stessa cosa. a. un personaggio di < Edipo a Colono • (V. 1225 e seg.): «: La. miglior cosa è di non nascere, e, una volta nati. il secondo grado di felicità è di rientrare al più presto nel nulla • · Il quale concetto Ausonio esprime molto felicemente in un solo verso: Non nasci esse bonum, aut. natum cito morte potiri.

Donde si scorge che l'Antico Testamento, un poeta tragico greco e un poeta romano - sia pure dell'estrema decadenza, quale fu Ausonioson GOitcordi nel ritenere inutile, anzi funesto, il dono della vita, e grandemente benefica la morte. Il Montaigne, sempre argut0 e brioso anche nella trattazione degli argomenti più gravi, conforta sè stesso e gli altri con queste parole: c L a mort ne vous concerne ni mort ni vif:· vif, puisq ne vous etes; mort, puisque vous n'ètes plus. Je suis, elle n'est pas; elle est, j e


l QUESTIO:SI D ATTUAl.-tTA , V.A.RlltTA, NOTIZI~ 1

ol9

ne su1s plus :.: parafrasi spiritosa d'un apotegma della scuola di Epicuro. Ma è ancora Elia Metchnikoff, già da me citato nel precedente articolo a proposito della vecchiaia., che scrive sulla. morte le pagine più dense di pensiero. nelle quali freme un lirismo così profondo: che i concetti filosofici sonano all'orecchio come i versi d'un poema: c Se il ciclo della. vi ta degli uomini scrive il Metchnikotf nell' Introduzione allo studio scientifico della morte - seguisse il ca m· mino ideale fisiologico, l'istinto della morte naturale apparirebbe a. suo tempo, dopo una vita normale e una vecchiaia sana. e prolungata.. È anche probabile che quest'istinto dovrebb'flss~re accompagnato da. una sensazione deliziosa, ben più gradevole di tutte le altre sensazioni, che noi si11.mo ca paci di provare. La ricerca pie n a d'an· goscia d'uno scopo della vita. è forse la manifestazione d'una vaga tendenza verso la sensazione della morte naturale. Vi sarebbe qui alcun che d'analogo alle sensar?ioni indeterminate, che nella vergine precedono il vero amore. c In realtà, la vita umana subisce fin dal principio l'influenza delle disarmonie della natura; e questa influenza diviene sem pre maggiore nel corso degli an n i, e cagiona. una vecchiaia. patologi ca. Nessuna maraviglia che, in tali condizioni, gli uomini non provino nè il desiderio d'invecchiare, nè l'istin to della morte». Se fe~mate la. vostra attenzione sul geniale concetto dell'istinto della morte. e fissate bene la. differenza fra vecchiaia. fisiologica A veuchiaia. patologica, vo~ comprenderete senza difficoltà al cuna perch è il pensiero della morte solc.lhi la mente della maggior parte degli uomini come un lampo sinistro, foriero d'un' irreparabile sventura: mentre a. pochissimi eletti soltanto esso si presenti sotto l'aspetto d i un a.rcobaleno, annunziatore di calma dopo la procella.. Non parliamo · per ora dei giovani, in cui l'istinto della. vita esercita un' influenza sovrana e preclude assolutamente il passo all'istinto della morte; ma. nei vecchi quest'ultìmo istinto non dovrebbe sorgere spontaneo, quando decl.inan le forze, come una vaga aspirazione a. quella. quiete intera e assoluta, che la vita non è mai in ~?rado di offrire? E' chiaro : ma. l'istinto della. morte non può sorgere in chi, invecchiando precocemente (vecchiaia patologi a~ ) nella terribile lotta. per l'esistenza, quale si svolge ai nostri tempi, fra il turbinar delle passioni e sotto il peso immane delle preoccupazioni) manca d'ogni attitudinefi sica e metafisica - a. quella serena c contemplazione interiore » che getta. bagliori nel campo del subcosciente, donde forse deriva, insieme con altre sensazioni indeterminate che rasentano la. soglia. del mistero, anche !'-istinto della morte.

l


"*·• ~·

i

_,

820

QUESTIO:>:f D.AT1'l'ALI T.\. \TAHIETÀ 1 ~01'l 'Z !I!

I patr'ia rch i, como f~t gi ustamf>n te osservare a n c he i l ~Ietchni ko ff, ci offrono l'esempio Li pico d 'una vita lunghi s~ima, ·trascorsa nella grato pace dei campi, fra gl'intim i affetti fam iliari e le cur e della pasto r izin. ; v i tè\ pierut d i dolcez ~e, J•eJ·Ghè il loro spirito era in diretto cunhLtto con la nalura d i cu i an·ertivano e nomprt3ndevano ogn i fre· milo, a11nhe il più leggiero; \i ta sob1·i a, san a, m odesta, non t nrhinosa nè epil f'tt ica come la preseute, che proced e a ondate e a sba.l· zelloni frn i clamori d'una. lotta perenn e, fra gli urli e le bestemmie dei cadnti e le grida feline dei vin citori. L'A ntico T estamento (non r idano i cultori Jella leLLer atura por nografica moderna l, ch'io leggo in C'jnelle ore in cui sc>nto piì1 a cuto i l do;;irle:·io di r espirare il·gran

Roffio rlell'infìnito, ci fa spesso penetrare nel l' intimità dell'esistenza. di qnei "t"t>gliarcli, c be il D or é ha fatto rivivere col suo bulino, e ci ùitno!'!tra nt- 1 m oèlo pii1 evidente e persuasivCl c he l'ist i nto della morte era, in q uegli uom ini dallH pelle in cartapecorita r.Ja. dallo spirito lim· piclo e tPr;;o come un c ri slallo, un fatlo p;;ic:b iuo na turale e comune : l'ultima. fHse, cioè, ò.'uua 'ita lunghissi m a, sct-ndente a piccol i paesi vr:r so la tontba; senz'ombra , nonc:ltè di terrore, di dolore; passando, tttwi , attraver>:o una st-ri e d i se n!'azioni piace\oli, a na loghe a quelle che prova l'uomo oppresso dalla fatica, i l quale, abbandonandosi SOf.>ra. nn giaciglio, sì sente. a poco a poco invadere da quell'assopì· mento dt>liz ioso che prPcede il sonno profoudo. Di A b ramo, la. « Ge· m·si » (XXV. 7- 8) dice :« O ra il tempo della snll. vita f u d i centoset.tan· tau inqne ann i. P oi trR pa &sù e morì in buona vecchiszza sazio eli vita». D' !sacco, si lC'ggono qna.si 1e stesse parole (XXXV, 20 -30): « Ora il t.t-m po rh,! la sna. v i ta fu di c:entottant'anni. Poi trapassò, e m o rì vecchio e iiW:iv lli !J ÌOI'tli ~ . E anclte Giobbe, come s t a scrit..to nel c J.ibro di Giobbe • (XL[I, 16-17), «mori vecchio e sazio dei suoi (!iorni .... l<i f-lBtv·t.e ba ue su questa espres,; ion i -«sazio di \' Ìta ~. « sazio

r1e' suni giorni .,. - e poi ditemi se non tro.so!ll'B rla ef:Rù <i nel bene· fi :•) i::: l into, che 11 ' 111 ,;oltautu tlun fa p·~ nosu, ma fa de!>idPrttbile la mll rt.e. Tnf.ttt, i la l3ibl•Ì <L no n tlice < stnnc:o o disgustato della vita .,., tli.:e q F-azio » : ora. la s<1z iet à è u na se nsa zione piacevole; g iacchè è I'L•ffetto cl' 1:na gin'>ta. misura cbP Gon,it>ne per l'a ppun to, e oltre la. qual~ si c·ad rebbe n ella ripienezza, che è un tt sensuzione mol to sg radt> volt>. Xon è chiaro? li: n ot,.tt.f' inoltre che i ue i patria rchi morivano t r a n quillamente , .~ enza e~~· rsi nHli ~ortnrt1.t i n di~c utert', nella. loro esistenza più che

Cf'nt.enar'in, il pr.,b!Ptua ùell tt \"' Ì tn. fu tltl'!\ ; ed è forse per tal motivo, (co ntrari amoute all'opjnioue rlel )letclnukofi'), c h e

mo r t,t:l li

l'istinto della porLa.v<~. plnci ·l;lmeutc alht tomba. È not.o, in fatti, che,


1

QUF:ST!O:\! D ATTO.ALI'l'À, YARIE'fÀ, NOTIZm

821

su 23, 205 versetti, l'Antico 'l1osél\mento non ne ha che quattro, i quali potrebbero C:ont.enere, tut.ta,.ia sen za esprimerla <\hiR.· ramente, l'idea dell'immor talità, e Rncora si discute sulla loro in terpretazioue. , R icordo, a ti tolo di curiosità, che ne « La vie (utll1·e » di H . .MartiD , approvata da Pio IX, si . leggono quF:-Le parole testuali : « S i deve ammettere che la nottrina fil osofica J ella. semplicità e dell' immor tal ità dell'anima non si trova in alcun luogo nella Bibbia '». · P oichè ho accennato all'immortal ità dell'anima., mi ci soffer mo un momento per metter in rilieYO un a ltro pun to della questione cl1e ho presa a trattare : e cioè, che il pensiero della mor te trae inevitabilm ente con sè il pensiero dell' « al di là», vale a dire il problema della vita fut ura, la cui soluzione è la perenne tortum della mente dell'uomo; purtroppo senz'alcun risultato pratico, giacchè tanlo l'immaginazione (religiosi), quanto il raziocinio (sistemi filosofici), dopo avere strisciato dolcemente sul mare delle ipotesi, vanno ad infranger si entrambi contro l'inevitabile scoglio della prova scientifica·. Ciò non vuol dire che le soluzioni proposte dalla. filosofia. e dalle religioni non abbiano esercitato un'enorme influenza sulla civiltà e sul progresso morale di tn t ti i popoli: basta pensare a quel che il cristianesimo ha prodotto, suscitato, trasformato nel mondo per com- · prendere quale forza sia. ri posta. in quel raggio di pensiero o di fede che cerca di squarciare le t.enebre dell'oltre tomba.. Guerré, trasmigrazioni di popoli, stragi, rivoluzioni, martiri, rovina di antiche ci· viltà e insorgenza di civiltà nuove, son opere al terne di quel raggio maraviglioso, che, oscillando come un faro mobile sull'oceano umano, ora guida i trepidi naviganti a.l por to avvolgendoli nel suo splen· d9re, ora li abbandona in balia dei flutti, mandando altro•e la sua. b enefi ca luce. Non posso riassumere qui, neppure in poche pagine, lo stndio suggestivo, che vado facendo da qualche anno, intorno all'influenza del pensiero dell'oltre tomba _sull'atteggiamento e su lla condotta delle roolt.i t.udini di fronte a i pitl ~rav i a'venimenti dPIIa storia (l'un pop o l o, fra. cui priLUeggiano le lunghe gLtcrre, du ran te le quali nnn. parte dell' umanità è continuamente oppressa dall'incubo ·della morte. A questo 1·iguar.:lo è da notare che le relig ioni hanno buon gioco s u1 sistemi filosofì.-.: i, perchtJ questi ul t imi parlario esclus i va. m en te

alla ragione, vale a dire a nn nnmero ristretto di men ti elette, mE'n · tre le prime parlano alla. ftm~.asia della folla, la. quale, 1\ guisa del fan · cinllo, si lascia fac ilmente trascinare da tutto ciò che ha p i tl appa· r e nza di segno c he di cosa reale. Una soln. eccezione credo di pol;er


8?.2

1

QI:E:STI0:\1 D AT1UAL!TÀ 1 \"ARIE'rÀ 1 NOTIZIE

fare· per il buddismo, eh 'è sistema. filosofico e religione insieme, e che possiede tale forza di persuasione e d'espansione, da tener.saldi nella fede del nirvana. » circa quattrocento milioni di seguaci, e da raccoglierne sempre dei nuovi &nche in Europei. Non arrivo fino al punto da affermare che i sistemi film10fìci o le religioni, che of· fronv una soluzione qualsiasi del problema della vita terrena ed extra.terrena, sian indispensabili per ottenere prodigi di resistenza, di sacrifizio e d'eroismo dalle masse 0hiamate ad affrontare una duris· sìma prova; ma sostengo che ne sono fattori di prim'ordine, che sol· Lauto lo scetticismo demagogico considera con quell'aria di disprezzo e di scherno, ch'è indizio d'una menta.lità inferiore. 'l're esempi classici provano ~no all'evidenza la giustezza della mia osservazione: lo stoicismo, il cristian·esimo dei primi secoli e lo scintoismo. Lo stoicismo - soprattutto quello professato in Roma dagli sp i· riti più saggi e illuminati, costituì una formidabile barriera contro la corruzione dei costumi, proclamando la vita virtuosa essere il .-;olo bene, e la fortezza d'animo nelle avversità, un indice di somma ele· Yatezza morale; d iede un valore all'esistenza; insegnò il disprezzo dell a morte; e, affrettando la r ovina del pttganesimo corrotto e corru t-tore, fu il vero antesignano -della religione di Cristo. Il cristianesimo dei primi secoli fu come una gran fiamma divam · pante nei cuori dei credenti; fu tutto un inno festoso alla morte can· tato da migliaia e migliaia di martiri, a cui sorrideva, fr.a. gli spasimi e lo torliure delle car ni, la visione della beatitudine eterna dello spirito. Lo scintoismo dei Giapponesi, che, più che una religione vera e pro· pr ia, è un poema d'uua bellezza infinita, col divinizzare la. patria. e c0ll'infondere negli animi il c. Kascitai :., vale a dire la ferma credenza che lo spirito degli an tichi eroi passi nello spirito delle nuove generazioni, fa di quel popolo dolce e mite, che ama la oampagna, e con versa coi fiori. un terribile strumento di guerra, che pochi duci tal volta uno solo - bas tano a scagliare contro il nemico colla sicurezza matematica della vittoda. " Per un Giapponese - scrive Luigi n arzini - chi vince la bat;taglia? Non soltanto i soldati che la combattono. Sono anche gli eroi morti in altre guerre, che rivivo n iu essi, Il mistero dell'eccitamen to e dell'ardore, per i quali il combattente si trasfigura, ha tro'\""ato così la più poetica delle spiegazioni. Colle sue armate il Giappone fa scendere in campo un'infinita e terribile schiera di fa.utasmi, che soffia nell'anima dei soldati l'audacia di cento generazioni, il coraggio disperso in ,-enti secoli di guerre~ .

«


I.,IUI':STIO!\I o'ATTU.U.ITA, VARIETÀ, NOTIZIE

823

Chimere, sogni, fantasticherie di popoli orientali? Si, forse; ma quanto. energia. morale, quanto. nobiltà di sentimenti e quanta poesia incitatrice in codeste visioni, eh& irradiano una luce vivissima non soltanto nel mondo dei viventi, ma ben anche nelle tenebre del se· polcro ! A tutto ciò io pensava malinconicamente leggendo i moltissimi Jibri ad opuscoli di psicologia di guerra, pubblicati in questi ultimi \re anni da medici e da non medici, i quali banno sentito il bisogno intempesliivo di enunciar leggi, trinciare sentenze e venire a concl usioni, che ancor non son tratte, che già occorre mutare, non corrispondendo più per nulla alle premesse. Piccoli episodi, trasformati dalla fantasia ,d ello scrittore in fatti c di poema degnissimi e di storia,.; brandelli di osservazioni, gabellati per analisi complete del la psiche dei combattenti; ricord i di trincea scritti in una tranquilla camera. d'albergo delle retrovie; colloquì sulla linea di fuoco, ~ che fanno sorridere per la loro ingenuità, o urtano i nervi per l'e· vi dente esagerazione: ridicoli sforzi di alcuni beli issi mi ti p i d i Car· neadi, i quali vorrebbero profilare la loro figura gigantesca. sullo sfondo della. guerra, e non s'accorgono che non fanno altro che proiet\arvi l'ombra del loro corpicciuolo deforme: E tutto questo po' po' di roba, eepreeso con un linguaggio fre. il tecnico e il fe.ntastico e sovraccarico di neologismi, stona.- per usare una similitudine di Giuseppe Giusti - come Un coro(), un oboe Fuori di chiave

nella maravigliosa siufonia eroica della battaglia. Povera psicologia cinematografica! Se non hai altri moccoli, puoi a ndare a letto al buio! Ma, bn.di11mo bene: delle eccezioni ve ne son parecchie, in pa:r:ticolar modo fra le monografia e i libri stam patì in Italia, dove predomina il buono, e in cui c'è almeno il lod evole in'ento di seguire un serio indirizzo scientifico. Alla classe aristocratica delle pubblicazioni di psicologia di guerra appartiene, per esempio (e l'esempio è forse il migliore), il volume edito dal Treves: « Il nostro soldato. Saggio di psicolfJgia mitl:tare >. del dottore Agostino Gemelli,. il quale ha deposto durante la guerra:. l'umile saio monastico per indossare la di vi sa dell'ufficiale medico, ch'egli porta con eguale fervore, con eguale spirito di sacrificio, con eguale rett;itudine di cosdenza. Il libro di Agostino Gemelli, che sopravvanza· di g ran lunga tutti gli scritti congeneri, è essenzialmente un libro sincero; tanto sincero, che in specie quelle pagine, dov'è analizzata la natura. del coraggio in guerra, fa.ran l'effetto d'una doccia fredda sul cranio


8~4

~UESTHI.::>l

o' ,\T'IT.\ I.ITÀ V ARJETÀ • .::>OTJZI E

di quegli scril.tori che s'infiammano al suono della propria voce e al rombo di tutt' una schiera d i aggettivi, 1 qual i scoppiano nei loro libr i o n ei loro articoli col fra gore di altreUante grR.n ate, lòpandendo intorno u na. fitta nuvola di f nmo che avvolge lo. rea ltà delle cose. «A me sembra - scrive il Gemelli - che i n quest'ora d i supremo cimento il guardare la realtà. nuda. in faccia non posç;a .::he giovare •: ed ha pien amente ra.(!ione, percbè chi esagera din1inuisce almeno del cinquanta per cento l'importanza e il valore dei fatti e persistendo, come spesso avviene, nell'esagerazione, fi nis'!e per i ngenerare in chi legge od ascolta un'incredn lità assolu ta. Il v olume di pad re Agostino Gemel li , di cui fo rse mi occuperò più a lungo uu'alt.ra volta, abbonda di osservazioni personali fat.te n ella zona di operazioni , non di rado sotto il fu oco, e contiene a.lcuni capitoli - come quello s u «Le supersti.zioni dei nostri soldati "'· che sono di grandissim o interesse psicologico e « folkl oristico • e costi t ui scono una ricca miniera,. la qnale sarà abilmente sfruttata da tutti gli scritt.ori d i psicologia di guerra. Ma ciò non ostante anche quest.a del Gemelli è un'opera incompleta, perchè lascia nel buio molte fac ce, del poliedro psicologico (al che l'autore obbietterà che apposta diede _al suo libro il sottotitolo di .: Saggio»), e inoltre, un'opera prematura, perchè certi giudizi e certe conclusioni ci a ppaiono - alla distanza di appena un anno dalla pubblicazione del volume - recisamente contraddetti dai fatti successivi, nè si leggono oggi senza q ualche sorpresa Tuttavia non è det~o che, alla storia psicologica della guerra, non giovino anche le contraddizioni e le mandtevol ezze degli scrittori. T orn ando per un momen to s ull ' istinto della morte - su cui richia mo l 'attenzi one degl i psi cologi militari - credo sia superfluo il meLt.ere iu ril ievo ch e la conditio sine qua non della sua insorgen za è una vercl.iaia molto inoltrata, com'è provato dagli esempi citati dianzi dei par.ria rrh i e com'è dimostrato anche Of!gi frequen temente dn.i ve!'r-hi longevi, i qnali, sani di corpo e d'intelletto, ma sazi di vi ta, come st.a scritlo nella ~ GPnesi :. , rivolgono il pensi ero a.lla morte con un infinito sentimento eli dol cezztt, e parlo.n sovente dell'eteruo ri poso come Cii un prPmio concesso lì rbi abbia. lLmgameut.e e ,jrtnosamcmt.e vi~snto. Ma l'i.:;Linto della morte, elle normalmente si \'Il pn~prrr;mdo f' matnmnclo nel lnngo volgC\r d0gli anni, può tah·ol11\ S"l:gl'ro ~ol!.o t.:>mpo prima della rlccrepite?-7.11 1 an7.Ì, nel pieno ,-igorc• del l'età: e r iò R\'Yiene eccezion1\lmente in qut>gli e:::seri su periori per intell ig<>HztL o per g rande?.za d'animo, che sanno rli essere >olat i ad nna pro~« ima fine·, e per i fJHrtli la Yi t:t non l; che una contjnua pre·


1

QUESTIONI JJ ATTt!AI.TTA, V.ARIETÀ 1 :KOTIZIE .

825

parazione alla morte. E notiamo bene che qui non si tratta di quella rassegnazione che è l'effetto di un profondo sentimento relig~oso o d 1m alto e sicuro concetto filosofico della vita, benchè non sì possa negare che entrambi vi portino un piu che modesto contributo : si tratta, invece, di un fatto psichico singolare, per cui l'istinto della vita si speg ne, si . può dir quasi, in sul nascere, ed è sostituito, senza ombra di lotta, dall'istin to della morte, che sorregge e conforta il povero naufrago del gran mare dell'esisLenza., guidandolo dolcemente· verso la tomba , che è il porto sicuro dopo la burrasca. Un esempio· tipico di questi casi ci è offerto da Enrico F ederico Amiel, del quale non è esagerazione l'affermare che tutta la non lunga vita fu una continua e serena meditazione sulla morte, come ne fan fede i suoi. ~ Fragrnents d'tm journal intime », che non si possono leggere senza una profon da commozione. Ma da quE\sti ùasi eccezionali in fuori, l' istinto della morte è - giova ripeterlo - il prodotto della vecchiaia fisiologica, nè la sua comparsa prematura è fra le cose possibili 1 poichè l'intero campo della ~oscienza è invaso dall'istinto della vita. Dirò meglio: non è fra le cose possibili nei t~mpi normali, ma diventa

possibilissimo nei tempi anormali (gravi epidemie, lunghe guerre), in cui l'uomo, senza che l'età c'entri per nulla, si viene a tro>are di continuo a faecia. a faccia con la morte. Qui io mi restringo ad accennare al fatto senza approfondarlo, perchè oltrepassflrei i limiti che ho prefissi a questo articolo; ma gli psicologi .faranno molto bene ad occuparsene dì proposito studiando come avvenga che, in un periodo relativamente breve: l'istinto della morte, fino allora ignoto allo spirito, riesca a sost.ìtuirsi all'istint o della vita., proprio quando esso riempie di clamori festosi tut,to lo << io int.eriore -., destandovi fremi t i d i gioia ed i m peti di baldanza giovanile. È ben vero che gli psicologici mi potrebbero rispondere cbe codesta sostituzione è una n1 ia i potesi pura e semplice, e che si può morire l•enissimo (o malissimo) nel pieno istinto · della vita , senza che sia necessario l'in tervento d'un istinto specitt!P, che faccia l'u fficio di passapor to per il regno d elle ombre. Che ciò avven ga n ella gran massa degl'incoscienLi, non è possibile negare; ma ìu coloro i CJ.Uali hanno coscien7:a eli sè e della tristt} reah'l. della >ila, e assistono da quattro anni : tll'orrenda mietitura chela motte va com p i endo nei ca m p i dove le sp ighe son più rigogli os(' 1 l'ist into della vita si è andato mau mano affievolendo fin quasi a spegnersi d el tutto, per lasciare il campo libero all' isLint.o d ella morte ; precisamen Le come ho detto d ianz i che a~T'i.ene talvolta in certi esseri votati :fin dai prim i anni della gio"inczza P.lle più gravi sventure: con :12 - Gio1·rwle dì medicintl militare. - Fase IX.


826

1

QC ESTIOl\1 0 A'l'TUAL1TA 1 VA RIETÀ 1 NOTI ZIE

la sola. di fferenza che, in questi ultimi, la sostituzione dell'uno al· l'altro istinto si compie lenta mente come nei vecchi, mentre nei primi · questa sostituzione si compie in un periodo di tempo relativamente breve : la q ual cosa fa sì che, invece della < sazietà • della vita, che e una sensazione piacevole, essi provino lo < s-conforto • della vita, che è una sensazione dolorosa. Rì: un grande sconforto, nel vedere appassire, in tempo brevissimo, l'un dopo .l'altro i fiori della nostra. vita, il cui profumo ci inebriò per tanti anni; ma anche un senso di liberazione- simile a quello obesi pro· va nel sa.liir l'erta di un monte, lasciando dietro le spalle le bassure mefi· ti che d'una. palude- quando ci concentriamo nel pensiero della morte. Ha. dunque ragione il Domat quando scrive : c Ce n'est pas une petittl consolation pour quitter ce monda, que de sortir de la fouled u grand nombre de sots et de méchants dont ont est environné :.. Ed io aggiungo cbe, qualunque si a la sorte che ci aspetta di là dalla tomba, essa non sarà mai t~le da. farci rimpiangere l'esistenza t errena. Roma, settembre J.'J1 d . EDM ON DO TRÒ)IBETTA .

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE IUCOllltPENSE al yalor mUltare per l& campagna di guerra 1916-1918. (C(m tinua;ionr -

l'fd l (a.!cic11li p•·ecr<k,li drl 1!1111-ti- I S)

llRO:szo. Dec?·eto l1togote11enzialP 3 marzo 19 18. 480. CESTHO:'<IE Giuseppe, da Casabona (Catam:aro), sottotenente medico rl'ggi· mento fanteria.. - Sotto il vio lento ti ro dell'artiglieria nem ica tii .Jgni calib~· noncurante de l pericolo, continuava cot·aggiosamente a prestare le propne cure ai feriti ed a provvedere con energia al loro sgombro, anche quando, pe~ l'intenso· f uoco dell'nrliglieria avver:>nria, venivano abbattu ti diversi ricoverl adiacenti al posto di medicazione. - Dos:~o Faiti, 11-lG maggio l 917. 481. Cor.OMTIA Iynazio, da Trapani, s ottotenente medico reggimento fanteria . -: .àddotto ad un battaglione di prima linea, disimpegnav~ la sua opera u~Rnt· taria con capMità eù attività singolari, spingendosi noncurante del pencolo fin nella rrincce (L\·anzate a me<licare feriti anche sotto il violento bombardr 0 mento nemico, e risolvendo il grave e delicato compito dell'assistenza e del s gomhro dei feriti con intelligeuza e proot.f'na , provvedendo altresì, in.~ 1 di bisogno, ai posti di medicazione degli altri bmtagliuni.- Dosso Fai~'' l ~ maggio Ull7. MEDAGLIA 01


l

PER IL LIDRO 0 10RO DEL COR PO SANITARIO MILITARE

827

482. DACJNA Luigi,da. P•\ via., capitano medico milizia. territoriale ufficio sanità di visione. - Mentre l'ospedale era soggetto ad un violento bombardamento nemico, che uccise e feri alcuni ricoverati e causò gravi danni ,.l!l!l'edificio, accorse immediatamente, col suo capo ufficio, e, sprezzante del pericolo, dette bella prova di alto sentimento del dovere, e di abnegazione. cooperando al traspor to dei feriti più gravi in luogo sicuro, ed all'estinzione di un incendio sviluppatosi n oi fabbricato stesso in seguito allo scoppio di un proiettile avversario.- Go· rizia, 21 agosto 1917. 488. D'ANGELO Salvatore, da Trapani, capitano medico reggimento fanteria. Sotto il violento tiro d'interdizione delle artigliE>rie nemiche, si recò, di giorno, presso i malsicuri posti di medicazione della prima linea, tutto riordinando con pron tezza, energia ed intelligenza, raggiungendo efficaci risultati nel pronto sgombro di numerosi feriti. - San Marco di Gorizia, 23 maggio 1917. 484. I ELLAMO Ferdinando, da Roccella Ionica (Reggio Calabria), Lenente medico complemento sezione sanità. - Mentre l'ospedale era soggetto ad un violento bombardamento nemico, che uccise e ferl alcuni ricoverati e causò gravi danni all'edificio, sprezzante del pericolo dette bella prova di alto sentimento del do· vere e di abnegazione, prima coadiuvando il proprio diret tore nel portare al riparo nei sotterranei tutti i feriti più gravi che non potevano muoversi, rin· c uorandoli, e più tardi ricuperando e mettendo al sicuro tutto il prezioso lila· teriale dell'osped.ale stesso. - Gorizia, 21 agosto L917. 485. L UALDI E1·cole, da Busto Arsizio ( Milano), ca pitano medico direzione sanità corpo arma ta. - In occasione di un violento bombardamento, cui fu sottopo· sto l'ospedale e che ave va uccisi o feriti alcuni r icoverati e causato gravi òanni all'edificio. volle spontaneamente recarvisi in accompagnamento del suo direttore di sanità. Ivi giunto, sempre sotto il fuoco, dando bella prova dico· raggio e ùi elevati sentimenti di abnegazione e di altruismo, cooperò col suo superiore e con gli altri ufficiali presen t i a porre al sicaro nei sotterranei del fabbri cato i feri ti, a r incorarl\rli con le parole e più tardi a provvedere alloro sgombro. - Gorizia, 21 agosto 1917. 486. MA IN ERI Gio1·gio, da Genova, tenente m ed ico complemento battaglione bersaglieri ciclisti. - Durante l'at tacco di una fot· te posizione, sotto un violento fuoco di artiglieria, pre5tÒ con calma e att ivi tà le sue cure a numerosi feriti, dando hal lo esempio di sprezzo del pericolo ed alto sentimento del dovere. Monte Santo, 2:3 maggio 1917. 487. MASALA Bona1·entw·a, da Nule (Sassari), sottotenente medico reggimento . fanteri a . - Esempio costante di belle virtù militari, sotto l'intenso bombarda m ento nemico, s i recava 11d un ricovero colpito, e, noncurante del grave pericolo, vi provvedeva all'immed iato soccorso e sgombero dei vari feriti , tra· sportandon e uno egli stesso a spalle. - Dosso Fa.iti, 14-16 maggio 1917. 488. MunA F1·ancesco, da Meana Sardo (Cagliari), sottotenente medico complemento r eggimento fa nteria. - Ir~ commutazione dell'encomio solenne concessogli col d ecreto luogot en~nziale 31 agosto 1916: Preposto al servizio sanitario di un bat tag lione durante successivi furiosi combattimenti, con intelligente inizia· tiv& s uppliva alla deficienza del materiale sanitario d'strutto dal fuoco ne· mic:o, moltiplicando sotto il fuoco stesso la sua opera serena, cornggiosa ed effica ce. Rin:u\sto leggermente ferito, continuava a prestar servi &io. - Carso, 25-27 1uglio 1915. \Continua).


828

PAR,.rE UFFICIALE

6 '

'

Ministero della guerra Direzione generale di sanità rnilitare Divl a ione personali- Sezione I

I. - Circolare n. 181718/2. del 3 settembre 1917. Chiamata dei riformati oftalmici a nuova visita Coll'entrata in vigore del nuovo Elenco delle infermità affluirà n ell'Eserci to W\ rileTante ·n ume ro di trscomatosi, noncht', di individui affetti da vizi diottrici. Pe r farfronte a quest a situazione, di cui n on bisogna dissimula rsi la gravit à, questo :&lini· etero ba già stabilito in ogni corpo di armata territoriale W\ saldo e adeguato oongegno oosl costituiLo : 1° Un ospedale militare oftalmico n ella sede stessa d i ogni corpo di arma ta desl.i n~Joto a raccogliere tutti i malati di occhi, nonchè gli individui effetti da vizi di riira· sione pe r le relative cure e provvedim enti m edico-legali, in modo da realizzare quella unicità di indirizzo e di responsabilità che rappresentano gli elementi sicuri di successo. 2° U na. cns~ rma oftalmica, O \"C saranno concent-rnt i tut ti i tracomatoai in fase a~ oemente, e cioa qu elli che non sono abb isognevoli di v ero e propria cura ospit;aliera. per esservi u tilizzati ai fini mili tari e contcmporanenmento sot.oposti ad opportuno ~rnttnmonto curat h·o. D ett a ca~erma dovrà avere unii- capienza non inferiore o. 100~ posti, e sarà ub icnta nel t.crritot·io del corpo d 'nrmata, anche fuo ri dell a sede de l Comando stesso, colà dove In fo.cilit n dell e comunicazioni, la disponibilità di ncqua. e le altro condizioni di opportunità ig i.·nica consig li crl\nno. 30 Un bnttltg lione oftt\lt11ico, inc1undrn to itt unn. o p h'1 c<'n turi.c, e costi tuito da. t ra· comatos i con fo rmc non p iù 8ecem en!i, i qual i. pur essendo abùisogne voli di v igilanza profilntticn e di cur e di minor itnponnnzn, sono in g rado di attende re o. tutt i i servizi. A Il n sc..po, P"rò, cl i com ho tt<>ro C" Ila necess.aria in l cnsn cflìcncin i l fcno · mono ddl'uut o lcsit•lli~mo, cito ltn nssunto fo rme <' propouioni nllnrmnn t i, tutti i trn e<>m ntosi c Mt il·sioni corncnli, che rappresentano iu m~~oggiorenza forme d i aut••lesioni smo, !'nr .mno nV\·in• i Ìll un O'>pedule nuico p " r tuttn. la zona t c rrito rinlc run S f'dt' in R mn. P e r l' a ttua~ione di t.:ilc piuno C)mple,sn ed or~nn ico <'Otesto 0.. mlmdo hn !:!i~. ricevut o le n . cessn rie pr,.Jiu1inn ri ùis p,.sh:ioni, che dovr.tnno Ct'HN'O at t.unt e coll a )'Ì Ù s cr11· polo~a L•cul utezza cd m ruoclo cbC' il orm ge::no C•·IDt' SCllWO. mpproscut.nto nhbin a fwoziouaro con la ma,sima rc;;olnrit ù. Si noti cho, por i•uprim;•t·e al ~o n·izio smit 1rio preseo i bntta.gl ioni oft;\lm ici il n•'· cessnrio cnrMterc d i assiù•m inccs.;'\ nte llttivi.ssima vigilanza, si ò dispos.to che l'az;io:tl}


{

829

PARTE UFFI CI ALE

dell'utBcia.l o rne•lico oculi~ta. a ddett.o a

c i.tscu no d i c~si v en g a

integrato. dalla assi ·

·atenzn di CJuattro a spiranti medici opPQrtunament~ ist1 uiti a l tro.t tnmento antitraoo· matoao, lllontre si è avuto c u t·a. di o..;aic•muo nolln sede d i ogni oorpo d'armata ter· ritoriale la presenz!l. d i un oculistt\ in servizio attivo pe rmaneute, in teg rato da un con· sulente che sia doce11 t;~ univers ita rio , · Pertanto è mestieri evitnre, ad ogni co~to, che t nttn questa nuova. o rganizzazione Y~ngn s •rp r·esa dnl tumu ltuoso tlffl uire dei chiamati a n uo va visita prima di essere b.me consolidata e a rmonizzata a nche nei dettagl i accessori : a ltri ment i andreb bero perduti gran pa rto d ~i risultat i che con es ·a s i d t·bbono conseguire, sin col comb11ttere -efficaeemento il fenom eno dell'autolesionis mo f culare nel l'esercit o che St' mpre più ai dif· fonde ed aggrava, sia coll'ntlenere sicura garanzia contro ogni possibile irregola rità o compiacenze, che per la p eculiare competenza richie.~ ta dall'ncccrtllm!'nto d ello nffe . zi oni ocula ri finiscono p er costituire la ragione p rin•·ipale di inquinamento del deli· cato servi zi o med ico-l<'gitl~. A ~nlo eff~ t to cote>to Comando, d 'accordo col Dire ttore d i sanità, conscio nJt rcel dello. supr ema imp nrtnnza in J·apporto nl b ,•n•··fìcio sociale d t>riva n to d u!l'npplicnzior1e di que.;ti provv.::dimf' nti rig uMdo la p rofìl,ts3i nntitrncomatoea, vurrìì. di;:porrc che i m i· litnri oftal mici sinno thinmnti a visitn, quando tu t to il congcg11o sia in grado di funzionare pcrfd tamente, avvalendo~ i delle d i epo~izi < n i cout,enu te nei numeri 24 e 23 -.della oircr,J nrc 525 Giornale militare corrente a nno. ' P r l M ini.$tro - D E:ll.A V ,\LLE:.

Interrogazione dell'on. Vittorino Cannavina ai Ministri della guerra, dell'interno e dell'istruzione pubblica : il pe r s apere

se s i•L v..: ro, che, n d la città d i Campo busso, d opo n v. r requ ieito per oapo• dale m ilitnr<> fin dall' inizio d ella guer ra, l'edi ficio del Cr n vitto Nazionale - priva n do oosl lt• int':'l ra provint'ia dell'unico Istituto di educazione- n onchè, se mpre ad uso mili ture , i loc..Ii dèl Convitto a nneeso alle ee uole normali, che non ha potuto a llo-garsi altrove, a'in Lenda ore. requisire anche l'edificio scolnslico quasi al termine della s ua u lt ima.zione, p rr tre.sferi rvi gli uffici del distret to militare e p er adi bire poi l'edificio d el distretto , sito noll'ttùitato e n ella par te più salubre d ella città, a looale di oo noen trem ento & cura dei soldati tra comatoai, r.lg[!iungendo il duplice sco po di eoJ). prime r e ormai presso la popollt.7.iono campob o., eannln ECUolo. e sosti t uir vi il tra coma 11.

Risposta di S.E. il Ministro della guerra: L'o nor 0 volo interr..>gante lurnenta che l'autori~à rnilitare, d opo di aver requ isito n ella città. di Campob11sso, ad u110 di O$pedal e m il itate , i loca li d el Cr nv it to No zk nnle e d e i c on vitto a nncs>o alle EOuole nor mali, a bbi1L ora ro:qu isito l'ed ificio scolastiou prima & '1c h o della. s ua u ltimaziono. L a r e qu isizione dei fa bbricati occupa ti da pubblici servizi o d ngli Istituti di !'duoa.zione , p u r ese"ndo una d elle ta.•1te doloroso n cces~ ità. imposte d nlb guerra, porta c on sò u n i m m ancab ile b .mefi ·io economico per la cit tadino.nzn, qu·tl'à quello legato ·al compl e sso funzionamo•> to di un q u.dunqu e oong0gno os pcdalie ro. E l'onor evole int e rrog ant e, t a n to più si p ersuaderà che per la città. di Ca.mpobnsao n on si è u sato iU:l. tra.:-1-a.rn. ~n to abusivo, ae ai tiene presente che il diri tto !li requi sizione per impinnto


830

P AR1'R UFFICIALE

di st .1bilimen t i s 1nit ari è st> t o be n più Inr gam ente usato dall' aut< rit à militare nelle o hre città, s pecie d ell'Ital ia set tent rional<'. La e conda parte ùell' in ter rogo.ziono con t iene u rt\dierm~ione g ratuite, p er quanto i mpre~si•m•mte, ••t lribuenrlo al.'out , ri: ù. mi litare lo intendimento di s :-.pprimer e la BC uola p er st·st ituirvi il t rs<:om a . La flttalit à. pera •gni1o. è invece q uella d 1 ga r. nt ire la profilassi oftalmica nell'Esercito ed ass icu ra re ui nostri eold,•ti le cu re tecniche m igliori, concent ra ndo gli oft.almici comu lÌ io U :l ospcd !!.l!' epeciale pr.•,so il corpo d i am1a t a in sos~iluzione dei numerooi reparti llp••rsi nei d ivers i presidi e d i rnoeodier0 i tracomatosi in un unico locale ove, ad ur\ se rio ind iri l<zu cura· ivo, si poL< S S" congi ungere. la necessar ia d isciplina ed edu··azio no mili tnr•·· In conacgupoza di ciò seno stati ad ibiti in t u t ti i t orp i d i nrm st a i loe.11i ch 9 m eglio ai adtHtavano nd necog liertl tanto gli of talm ici com uni qunnto i t racnmato -i. Nella scelt.a della 1. cnli t ù per i trncom atosi, il Cr.mun do del VII Corpo h a data la pr eft•r enze. alla città di C.unpoba;: <o pe r la sua p< si zi one centrale rispptto alla con· fìg u·azion e d"' l terri tor io del corpo d i o rmnta , all o. :;i t uo.z ione p rt ssi miore a i foro Ini mag,;io ri di trnco mat<si de l Curpo d 'Arm at a s t: ss0, alle sue ri3cr ;e climat iDht', alla dispon ibili tà d i loCIIIi. L ' inte ndi mento a dunq ue, ern inon ;e r11e n te socia le oltre ohe militare , se pot rà tra· d ursi integ ra lmente in azi on e, riuscirà d i inestirnabi l" vnn ta,llgio per la Kazion e che finora ha il tris te p rim a to ne ll'Europa por la te rrib ile m a la ttia, lo qua le rappresenta d urante In. g u erra nnche u no dei cnp ito l i pi ù fer t ili dell'o u tol<'si<n ipm o n ell' Esercito. F inalità mil ita re, fì tHll iti\ sociale, finalità. te rnpeutica per m ig liaia e migliaia di indi vid ui fi no ra nbba ndon Rti a lla propria incuria o a m nno vre dolose, valgono il 8llcrifìoio d~.:lla o tt Ìl di c~mpobasso di cedere un odifì cio scolastico non ancora ult imato. È in fine a ppe na necessario ript· t er.; che nt:> esu n p ericofo costito isee per la p opolnzicne la presen za nell' inte rno d ell' a b ito.to del concentramento di t rucomatosi, p oichè il virua trnoom Llt()so non è volati le, essendo iD voco necessario l'innesto diretto p t> r lo sviluppo della m a lattia. Ora è da e~olu•1ersi la p ossibilità eli conta tt o d ire tto fra gli occhi d ei m ilitar i informi e quelli della cittadina nza, m en tre B·U ÌI. cura della nu tor it.à mil itare o sa[litarie. di ciroondnre l'a ndamento dello s pecial e servizio delle ca utel e prof:ìlo.tticlle più comp lete e prem urose. R o ma, 19 o t tob re 19J i . Il M in i11tro - A LF IERI.

= = == ·

Interrogazione dell'on. Francesco Dore al Ministro della guerra: pure ri tcncutlv · ferrn v il principio e h,· cong iunt iYit i t rnet.mat O~E" sen:.~a p ostum i indelebili n on dcbbn no, pt·r rf'go ln, essere cnusa. di riformn , e ciò allo scopo so prntutt o di f>IV<Jri rc• la p ro filassi individua lo e socialo o porre un freno alla crim in o~;n t enden za p <' r con tngio volon ta rio - uon c•·cdu oppo rt un o di giO\'!Ire uU., g rnml i nect>s3ità. ngr i~u ),, o.J cl m omcon t n utiliz7.11 ndo i tracomat osi ng ri(·oltori cb~ nn n siano a.utol>·sionist i, IH•n cuu l'oblJlignrli mi lito rme ntc a Jovo ri più (> men o d i~ft>rm i dn~le lot·o occupazioni ordinarie•, nlth p onendo li in licon?.a pe rchè poS:~U>JìO uttcndrn' u e i h•ro c ump i u i.LVt> l' Ì c.rrrispond t·Ht i <'Oli lo nt t it udini p orsonali e le condizioni nttua li del lo ro orga ni.• rno ». c Per snpl•r<: so -


PABTE U FFIOIAL!e

831

Risposta di S. E. il Ministro della guerra: I trn:Jomatosi sono s tuti ammes~i n fnr p arte dc!I"Eso rcito, !Hm solo pt!r favo rire la prolìlus• i individun!o e socinle con tro un m o rbo largamente diffuso in Itulia, ma anche p er rlcupe ru.co un contingentl non t r.tscur.tb ile di u omini, che o r.1 con le dovut.o norme profilatticho viene utilmente impiegato ai fini militari. A t !lle mgiono si agg iung6 uu'nltr.t ~<uggerita d11l senRo di oqu ità, p oiohè individui con a fl<l:<~ioni oculnri p iù gravi, p er ciò c ho couccmo la (unzi<~ne visiva, vcnivnno e veng·•no nssegnn ti nJLche n Ile prjroe lint•o. E p ..lr tnnto, m ontro i trar:omatosi sec.· rn enti, occczinn fo tt,, di qu~ lli eh~ p res~n· tnno co mpliciUlzo co m culi e che so no iHvi,tl i n egli ospedali oftnlm ici, vengono curMi in appos it i ospedali ~;pecinli zzo ti, finché la rnA lut t in non sin OJLirata n ell a rose usciut.ta Ili q uiescenza, i trncom u.tnsl non secemcnti formtu\o invece d<'g li speciali reparti, i q uali possono disimp,•gnaro tu ~ti i servizi territori:lli, n on enclus i quc•li urmnti, e cosl itui. tiGono pure, p t'r r~c<·ntn d isposizione, dd le nompagn ie opt>raic, nd ih ito in lfwori di di· fes!\, in zona di g uerr.L Si è pot Uto co. l ott ·nere por g li im pellen ti b isogni d <'lht z•>na di g uerm una numeros.\ forz:t org.utizz tta e dis ! iplina~n. su cui pe r·ò " i può far cf'n to solo mcrcò In c > nt• nu;~ vig ii>Hlza s.m itttrin e l'npplicflzione di sp ·cir1l i n orm (> profilnLtic ho t• r.uratiw·. L'ono1:cvoll' intJrrognnte vorr,•bbo invi<1 ti in l ic!'nza ~o l tn m o i t mcomnt'lsi n on nuto l<'s i •Hitlt i, ma, a prl'sciatlcre dal111 considernzion;, ch11 k i\ gli auto lesioni sti del g.:o· ne r.J non snrcbho fa,il~ 'scovornre qUl\ li simto d ivenuti trncomnl osi iJ< 11egui to nd ll t t 1 •li procura tt nu to- iufPziono e qunli siauo stati iunocenti vittime u ellu mulnttia, st a di fatto che l'au t >1<'.- ioH is no tr.• co mat oso neli'Escr<·ito è ormai ovunque qu,,si del tutto debeJiuLo; e<1 è qu.•sto un ri~ ultnt~> di co~l g r.. nde impurtunzo. f.loCin!o nunr hè p }r il rnornle e p or l'<·nlcicnza dPli'Eser,·it,<>, che CP:·t n nr.n può s fugg ire nll \• q uo a pprozzamenLo <lc lt 'onorevole- in ~0: 1 Oll:.lll t O c ,. h.- di p or ~~~ buste• e bbe " meL• ero nella piena luco l \ p or<ata b oudìca rlC' II'nm mi88ionu d t•i t1 ucnmatosi lteii'EseN·il •l. E' ovvio pertanto che, col rinvio in lic ·nza dei trac .. rnntosi, le trisl i condizioni omgiuntival i si rip:·istinerebboro vont~Hh n m tue: are · l'in<lisponsnbile continua. azione sanitaria c urn tiva e profìlu. tt ica e p.••· l' incitn roen to cho cia-c.mo ovr.:bbe ;w l tr,\PCU· rarsi, in q uanto al per lurn r.• d "ll'affezione sa rebbe culi, gau\ la conservaz ione dello. licenza e p or cons •g u •nza r: fio drobb~ lo. cleplora:a pr.ttica d ell'..,.utobsi lltiamo congiunti· vale c:> i suoi d olorosi effetti mi!itnri e socinl i. Ct..m e v.:de adun que l'o no r,•vvb intcrrogtlll te, c<mgiuntivitc trncomatosa, idoneità. al servizi o milit o.l'e, c •OCPB;ionu di lic ·nu, O<>sti lu is~ono un ciclo coordinato, di cui l'int: rosse militare o soci alo rnppres '" ta il pu nto centrale, sp<.stllndo il qua le si ricade a utom 'tic .m m te n ell'autolesionismo pernicioso, o rmui dobellato. Rioorde'rò infine ch'3 anch ~ ni ruili t ari tracoront• si possono venir conoess) lioenz, ed eson eri ag r ico li in b~se a lle nQrme oh·~ disoiplina:w ta le mat e ria, m e r1tre, como n on è prudente, CJrto non sarebbe cq ••o allarg.ue i liuliti delle c'moe~sioni in loro f•WOr~>. R oma, 30 s ~ ttembre 1\.11 8.


832

PABTf: t:F Fl CIA LE

IL -

CIHCOLARE N. 115265 del 7 agosto 1918 .

. Chirurgi di settore in zona territoriale.

Tr.ttt ~ n cr.J i11 un posto 1\ d isposiziunc per ne •essità ev. n•ua/i un saniturb di elev.•to p'~tenziu l c - qulle è primo fr.• tutti il chi ru rgo - n on è raziona le, e diviene g ra ve colpa, quando le eaigenz: ~ .chirurgiche genera li pre\·a lt-!ono noteYolmen t e sulla di sponiiJHità d el personale comp teme. QuPsto concetto , che fu il fonda mento dellt\ cost ituzione dei nu clei chirurgici, e cioè d ella manona dei chirurgi fra la zon a t or • ito rio.le e la zona di gu ·r ra, deYe avere per su o ult •r iore naturale sviluppo il coordina t) impiego dei nuclei chirurgici anche p er 1.~ zona t crri tori n l<~!!, in m<. do da ottene re che t ut t i gli abbisognev oli di t.mt t~t;nento ç)tj rurgico §iano in çgni çq.~Q lilllld!lti a. m~tni ricvrll mmte pnn.:elle. A tale scopo n elle cond i:d• ni <rdinnrie di sE'n· izio, e cioè a p rescinderé dalle esi· Q'enze d eterminnt ~ d nllo Rgombero dopo grandi nzion i e p er cui snr.mno da te altre , di~p osi z.i oni, ogni chir.~ rgo di r iconosciuto va lor e dovrà esse~e utilizza to p..r gli inler· v,•nti o p.Hativi no n solo d e ll 'ospcd al~, al qua le è n<ldeLt-•, m!' dogli ospedali p~ossi­ m iori sforniti d i chirurgo pn•prio e nei qun li l ~ se ,rs,\ efficien:an (·hirurgica non giu· etifi ·het·ebbe l'usS('gnazione di un chi rurgo a p "rmanenza. In tons('gu ·n7A ogni <'hi· rurgo verrà ad escrc it ·u" la. SII" az io11<: C'Urath·a negli ospedali di un settore territ.o· • ri.1lt·, i cui limiti \'ert·nnno s a b ilit i, c<~ so per caso, d 'm tesa C<Ul le D irezi oni di sanitù e coi chir:.rgi dt.cs.~ i e ten cnrlo presen ti le condiz;oni tecniche e logistiche delle sin· go)e Z Oll P, I n ciuscu!'\ ospcdllla d }l tnt tori' il chirurgo dovrà costi tuire un n ucleo ~himrgi('O in conf·•rmit à de lle istruzion i, di cui alla circolare 11:>024 del feblm.io e seguenti c. a., dd q u ,)o egli sarà a capo c eh • è df'stinnto n funzionare e.-olusivam·•nte s ul posto di sua ~:ostit· 1z ion" . Il chirurgo di settore. perta nto, v e r rà. ad t!Ssere contemporansa· tnente cnpo di p ii1 nuclei chirurgici, ch e egli attivtJrà ..po;t andosi dall'uno all'altro, a seconda dei b 'sogni c ai qu 1li comm"t'e•à, sotto il suo indirizzo e la sua responsr.· bilitù, l 'u h eriore usais' enza post·opcra.tc rul. Per p ot •r stablire le rolati\'e nor.me ese~utive in m an iem eminent em E>.n te prat ica, og 1i Direzione di s>nità t erritorialu lrasm ! t~ erà a q uesto 1\finist?ro, non oltre il l O corrente, un prospett-o indicanl.e t'l t ti g li ospPd a li di riser·va pro880 i quali trovasi u 1 ch irwsro d i c >mpet ·nza sicu r-' e ricm0$•'t 't/'1. ! 11 un altro prospett-o sora nn o indi· c .•ti tutti ~:;: i ospedali sf.)rn iti cii provetto cloiru g", sognalando tl.ltresl eventualmente p "r ciascun> di o>si gli ufficisl i o ussimd•~ti m· d ci utilizlabili quali oiuti o assistenti di t hiru rgia. l • t~iemo ai d u ) p rospett i i signori D rettori di sa'> ità invieranno proposti) concrete <.li np;~rupp1mento di ospeJa.li nel s cmn sopra ace ·n ~nto, pro ponendo al tres\ q uog:i e vent \.tli trMfcr im •n ti di chi rur.;i io a lt:a sode, eh ) P' r u'>iCil:t.ion e e vtabilità. rispon· d .J.IlO m'}g)io ai fini di u ri sollecito spos tnm •nto " di 110 più offi;:ac ·> collegnm ento. Pel .llin istr.J - D.n.L.~ v .\..LLI'; .


PA II.TE: UFFIC'IA Lb:

Division e I V -

833

Sezio ne I

I. - CIRCOL:lRE 11. 403446]4 E del16 giugno 1918

Igiene delle truppe -

•

..

La difesa degli insetti

L'approMimnrsi della. st.o.~odone estiva. re nde n eceij:nrio, da parte delle uutorità s nui t.o.ri e, di int.en~ ifìcnre lo. vig ihmm o lo. lotta con tro un p ericolo, che, n elle colletti· v it à in genere, e nell'umbionte ntilitnre in ispt>cie, nst u rge n not evole imp01tnnza per la propagazione d i molte m nluttie irifet t ivc. T a io p ericolo ~ THP I r.•scntnto dn~li inse tti, la c ui azione si manifesta o qunle una ,-era truamissiono d~gl i agcnd causali in seguito ~: Ile punture (malaria, f t.bbroda p a ppatn ci, fe bbre giu ll•t , t ifo esantem at ico , pEste bubbCtnico, pro ba bilment e tifo r icotr<.'n te, ·fo rse sp iroohctosi it t cro-cmorragica e Leishmo niosi, ccc.), oppu re q un lo S< mplice trospu rtu d ui germi irtfC't ton ti da lle csc r~zioni e pr·od~>tti m orbosi, in cui essi sono elitninat i d ugli organi~mi ma lati, a;:li nlimenti, con cui ve ngono introdot ti n(>glj orpu· n.isrni san i (tifo, d issenteria, coh·ro. e m Hintt ic intestinali in gene ro). L1fìne, a nc he pro· ac ind l:'ndo d nl dliJU\o c·ho p ossono svolgere corno trasm ettito ri o vettori di mnlattio con tog it se, la importunzn d! rnolti insetti è 11 ote vol~ per il disturbo che arreCl\no le lo ro punture, o an che Bolo la lo ro pre;;enw . • L n lo tt a con t ro gli inse t t i p oi, nel rn ngs:: ior n umt'ro dei cosi, ~ sinonimo d1 scrupolosa cura ddla pt,IJzia ucllo pcrsoJ:e c d ell'emhif'nt c, f', se poco ~i è f .. tto in quc~to s enso in I talia, alt re nazioni, spC'cia lme ntc la F rnncia. gli S tati U n iti e l'Inghilterra, ha nno g iiL da. m olti anni, con no r mo pucisE~ e con tnsaat i\'e disposizioui , fissA to com (: d eiJba. condurai una rig<J rnsn p ro6lns.qi per la. prot t>zicm c dn gli insCL ti, con siderar i quuli p ro pugntori di m nlattio ; della diligf'nto ed esatta ll]'plicnzion e di to li norme e llispc · -si zio ni si sono c.r mai veduti i pratici ri sul tnti. Ques to Ministero ha già a\'u to occ,, sione, con le circolari 40J(l55/5 -G e 402941 /.5-I, di irulicare le dirottive J>rin ciput i che d"VOJIO se~uirsi nella. lot ta contro due specie di inR ~ tti tro1srnettitnr i di infezioni, le nn<feli e i flob otùmj ; è ora oppor tuno ri oordu r~ t~lcuni pur1t i principali, rife r en t isi alla b iolotilt di nlt!Ì insdti, pericolo~>i per la salttt6 d ell'uo mo, nffiJH·hè s inno nddi t atl o. tutt i gli uffitiali m , dici lo \'Ìe più facili e più e fficac i per combnttero la. diffusio ne. Cimici. - È no to eNn e spesso e~se mppresenlino wtn ve ra pia~a ne Ile cosermo <1 .negli ospe1 lnli. Si ri t i!i'nO eh t' p oF!<Uno tra!lllll' tt!'r't• il i iio r ico n ent.e. Pur troppo Sl'arsi pono i m ezzj aHi n srad icn rle d agli a mbie11ti 0 \'0 si sono impiantat(>, e d o vo pos-;cll\o pe rdurnre, nncho indi peJ\de nt emente dalla prc~;cnza dell'uom o, per Lam po lung hitisimo. L e fl•rnmine inf••t ti dep ongnno lll uova n ei m esi d i ffi11rzo c seLtc-mbr•P, o te lurve, p r imE~ di diven ir<) insct Li pt•rfutti, de vono compie r quattro o cinquo mut<C per la cnm· ple tn e voluzioni'. Durante l 'in ve rno n o n preHdc.nn oib o; e t e, tnn o nu~cor.te nPlle fPl<· au r .• d~i mobili. d,•i lct.Li, di etro le cart~ dn pnrat i, nelle ccmm •·S> uro d o:i pa vimenti e d e i soffi :t i in l ~gno . Gli in!Y.:tti adulLi po-;sono rcsisLcre al digi wl0 1 c dmnnero vivi p t r mol to tempo, fino nnche duo a nni . Il rim ·dio !lOVra:to p )r !!radica re te cimi l'i ò il poi rolio, il quale, sp PI' ie se ado pc· n ·r.to p e riodic·amente p Jr q u .tl clu t empo , riese;~ c• flì cnci~simo; da to il bfto p otere di pP· Jl t: tr,, zi o n ~, g iungo n.d ucci,lor .l nuc ho le g io \'nni l'l rV<', ch'> viv,>llo pr•>fondamcn te ne ·


834

PA.RT~;

'CFFlClALR

g li iC\te rstiu dei lott i i.t leguo o in for ro. In manca.n7.a di petrolio danno dis.creti rit<ulLat i l 'es3osua. di tr.?m entina e la benzina; buono è l'im pi<.'g o di lisci via aodica calda, in cui d ovono essere immersi i lot.ti ,da. campo, t;he quindi vanno risciacqua. t i con un getto d'acqua.. Speciale attenzione dev e p o rsi .. Ilo p i.·gha e eucitu re dei te11 da tenda, n Ue fe;sure d t)i tavolati in l<~gno, ecc. A~>lÌ difficile riesce e;;~irpa.re le cimici da pag lic ricni e materass i; risultati a~m p ro inc~rnpleti danno le polveri insettidde ;, onde riesce efl'icace, tnlorn. solhnto la v uo tat,ura di ~~s.;i, e la dis t ruzione della paglia e disinfezione delle fodero nl ln s tufa. N.·g li amhi<'nt i che .p osson o c hiudersi, si impi eght-rà l'anidride solrorosa, o m e rcè npptlre <'chi sp, cinli, oppure procurondo la c:om b ustiono compl(•tn dello zolfo (1 00-120 g r. per rnc. di am biente). L a ptù nccur~t:a pulizin sp esso r.tgg iunge l'int ento, m eglio <>he non l'uso dt>gli i~tsotticidi. Pu lo t. - E sso mppresettlnno, in nlcune J<,c,dità e itt o.lcuni ambienti, 0\"6 90 no pa rticolurmcnte n umerose, una. cau$>1. di g rn \'c dist urbo e di non lieve danno, }XJ ichil privnnn del sonno e de l riposo gli inòi vi tlni <'h e ue son o tonncntati, trnsmet t.ono la pcslù bubboni ca, e, forse le L dshmnnio •i. Si riprt dO C<'IIO con g rand e rnpidità., com· piondo l'intero ciclo di vita in 25-30 g in mi, c. nd,• S<' '"' p na•on o ave r(>, dumnte l' e!ltaL''• ·~·arie genemzio ni, succc>~siv!'. D •p o• il tm o lt· uo vn nelle pieghe delle bi:IJtchN io ~ud ici l c d tli m <t ' ra.•si, pii1 freq twHt L· me nto nC'I le fessure dei puvimenti e dei m obili, clovo pitt al>bondn nt e è la polvcr <>, fvrmn~tl i11 p re,·al,•JIZO. eli dc ! riti, vegc~ali ~ Mi mali (6..,rc tes>ili, ÙUla, ecc.); in qu •stn vivono J., l,tn·e e lo ninit', nutre~tçlosi le prime dei det ri ti cito vi l rO\',\n o. L ' inHt't Lo J'll' rfoUo p uò rr•!!tn rc a lungo d igiuno, e pcrBi· a~crc quimli a nr h .1 in loc'tli tù. d,, ·mo lto t~mpo abbn ndo ao tc. L n di~t ruzione d i q u('sti insnlLi è pro blr·mu d i diffi,·ilis.< im•• soluzione. L a lot ta piÌI efficn<:e ò quell•• c he mira n d imped ì m o ht m o lti pli<'n zi••ne nelle n bitazioni sfesse, ciò cht:' può o ttt-n t?rsi co11 la g r:t.nde puli7.ia degli oml>i•·••ti, con luv nggio f r1 qu<"ntd dt>i pa\'im~n ti, con lt1. spnzzn tura II<'Cur·o.t a tlclh p oh ·ere d n ogn i >mg-olo, sp l·c iulm(>lll t' di sotto i l•·t l i, br.mrle, ccc.; ò ro.ccom tHdn h ile di co~pargcro i pnv ime n ti c•m sol uzionc culda di or oolina 3°/0 , oppur e c nn pot rt>lio o a ltro olio mL ternle em uloionnto in acq ua e ~apone: 3 par-ti di an pone _vengono sciolte a caldo in 15 parti d i acqua ; a q ue:sta. 80 • luzion e calda si a~g iungo no, a p •lcrt n. p oro, 70-100 p>\rt,i di pof n ·lio, o alt ro ol io mi.Lwrale. L o. mis~d ,, si u,;a diluita a l 5 °/ 0 ) . T al i prntie ho di disin ft>zione dovrnnno semp re essml esog ni te quando un roparto d i t ruppa abbamlon11 i ll.w li ove fu acranto:lato, e qua.n•lo r •p.tr Li vengono n d orcupnrc amb ienti nuovi. P~di cull. - In qucst,i nllimi ann i è ><lato trutto sp(' riml'ntnto e tanto s critt o sui vari m •t,l)di p ' r la di sin.f<>zi un ') d" ~nli par lk<;s it i, n oiosi pe r lo ro s tessi e pericolosi pt'r le iHf,,zinni che p o!<sono trasm•)t tt>ro (tifo esantematico), che uon appara nece~snrio pnrlnrnc qui in m odo SJP ciale. Tnnt o più che i va ri m <'7.Zi, di appli cazione più o me no di fficib n,.lb t rincee, e in gen••re ncll'escr·<' it o m obilit,nto, O\'e Jt. cond izioni di vito. rr·nrl•m O Ju. p~d ioulnsi m 'l L O d iffus •, non o!I •·ono nlt rettnntn d iffico ll è. in zonn t.o:·ri Lorialc ; qui vi à d n racoomand•~rsi soprntuuo la piÌI scnrp nloso. snrwglian711p Jr iso •r rire subito gl i illllividui che n o fossi'ro infcslul i, e quindi In applicazione dC'IIJ cnruu:ti norme di pulizia, lo. liscivinzione dell t\ bianche rin. In soorilizZilzione d<· gli oqg'ltti d i v ost iu.rio. Mosche. - I costumi d •Il,, m "sca domestica fnnn o di qu~stR un pericoloso neru ic<', speci.tlm m te n"gli accampamen ti t J mpomnoi o semi p ormanonti; qui vi si lro \'Sll" inft>lti in g mn c npio. immonde zze e detriti d i varia provenienza, quivi i vari nwtod i cii olim i n.n.~inne d ei rifiuti consis~ono in ~<i stom i primitivi o in esplld icnti d'occRSiooeN cllo imm•m cL·?;.Z.J e m ·i rifiu t i le ru oflclu' cl.•pongono le loro uovll, g li insetti ll lati inf<>s la no c m~ ino o refe tto ri; o n ,JIJ co•ttinuo p~reg rinn z ion i, d tt i ri1ìut.i r sc remen~it.i r~gl i ulimenti, <'R!! ) S<!l\0 v •ic,>lo p::-renno di ge rmi infe t.t nnli. Ri cerche coadol'l' C" n

'd


r

PARTE UFFICI A LE

835

rigoro scientifico hatuto, in pi ù ùi un caso, p c-ru1osso di sta bilire, con assoluta cc-rkt.• za, In impor ttmza c asuale d elle mosche n e lla insorgenza di fucola.i di tifo, o di a lcre infczio1ù a localizza zione intestiunle. Substrnto prefe rito in cu i le m osch e d ep ositano le loro uova son o il fimo di cavnll11, gli es crementi umani, e , in minor grado, i residui escrementizi di a ltri nnimn li; i <'l' · reali avtuin.ti, la semo la umida, i miscugli di fieno e chicchi di cereali cho cadofli> da!Ja. groppin di animali, i l'('Sidui d i' Ilo cucino, le fru tta e i legumi murci, le carte P. gli stracc i sporchi. Ogni femmina d ep one oltre un ccntinnio di u o va; p e r l' umidit à, e p er il cnlore che Ri d e termina in Sl'gulto nlle ft'rmen tiu:io ni nei substrati sopra l'i· c ordati, rapidum l'nt.e,in 12-24 ore, u o n a scono IHt·vo, le qutlli, vi\•endo u n po' al di ~otto d c iJa. su pl'l r6c ie, s i nutrono delle s >st~nt.;"J o rgnnid1,; in d .,composizion o, c l"ll{!gitlllgono i11 pochi g iorni il m nFsimo loro sviluppo ; m ig rnno qui11di n p oca distnnz,\ do! luogo o\·,. sono orcs" iutc, sulla s upN fic ie o anc he n e ll ' interno d el te rrPno. FOttn lo pid t'O, fm lt: tav o le, e qu i\·i si t.rn~;furnuulO in runfe ; dn lle ninfe, Ù\ 8 -12 !li"rni , n narc l'insc lt l• p erfe tto. Tutto il ciclo p orciò si svolge, in condizioni favore vuli, in 15-25 g iorni; rl on<lr s i può fac ilme nte _d edurre, in vistn drlle n u merose ge ne rn zioni eu cccFsive, cito nr i m esi C3ti\•i p ossono compiers i, qua le infcstione di m osch e d e bba ris ttltare là, d ov p n on si cu ri d i ev itare il susaislo re d ello condizion i atte a lla. loro m ol t ip lica zion e. L a difesa contro i pericvli de rivt\.nti dnlla trnsmissione di mnlntlie infet tive pt r p a rte d e lle mosche deve f~ rsi segu endo tre v io di \'Orso : . n) Difua contro l'ingrosso delle mosche. -- Q uesta d eve s tnbili rsi in tutt i qm'J.d i nrnb it•nti ov c s i mnnipoltl iHI o s i cons nrvnno s osta n z;, n lim cmari ; cosl neg li occmop.•· n \ctd;i, baruccame nti, cll!wrrna, ospedali, ccc. , dovrò. sopra Lu i to tlvor;;i di mirn un a ( fficaco prot.<-zione de lle cu<"inc, de lle dispf'nso, del t"tfet torio o nltro l<•Cillc d ove s i C<lH· su m i il r uncio . È di most rnto non ('!;.,<;('rc ncc<S3nrio che lo roti da a pplicnrsi a pori c1 e fìnC's t.re sinno a moglie atrett<' ; pr<,tcggono p r rfC'tt a mcnte n nl'hO reti a m ng lio m <>lto pi ù lttrg h o che n ott s inno lo dim en~io11i d c ll'iJ,w tto, purc·hè l'ambiente n on sin ill uminnto dal h\ ! O oppos to n quE-llo ove s ono npplic•ttc !.., p rotezion i. Alla difesn. c on tro l'ù.g 1·esso d e llo m osche dovrà a ssoc iarsi, in n lcm1i ambienti, la m agg io r cum nel mu u tO'· nero ricop cr t.e le sostanze alimenta ri e c hius i i recipienti ove esse s ono contenute ; con speciale riguardo per quc Uo ch'} veugono cons umn{e c rud<>. L n int~l'OSSil.nl<' o~· sen ·n21i1Jn e cile l'o rg ano visivo d t> ll a m osca à inse nsibile alla luce nzzuna T('nd o n~sn i pr,\ticu il m ezz o di oolomre i \'Ot ri di alcu ni ambienti con questo color !', o di nppliCll.rvi tendine bl~u. In t a li cond izion i, le mosc he cercano, se vi è quo lch e spir<.~glio aperto , dj s fuggire all'esterno, d ove s on o richiamate d aJla luce l>i~ncn ; oppure si lmruob ili?;zano complctanwnte. b) Di.strtJzione degli i fiBeJli ptr/~tti. - Troppo noti sono \'ari m etodi usati, p er n ocessit;are una d es crizione p a rlicoln regg inta: s i ricordi qua nto è utile nssociaro i mct o di dive rsi, e quale vantaggio , in ogn i modo risu ltn, dnta la prolific itò. d e lle m oscht·. d ,\ Jh, distruzione di ogni singolo esemplnre, s p io!Cie in sul principio della s t.ngioll(• es ~i va. Fra i Vi\ri m et.odi ai consiglio. l'im.piogo di soluzioni di forma lina, m esse in piat ti o coppe n f'gli ambionti dove si voglia ottenere la distruzione d e lle m osc h 9 (for.· m u lina par~i 5 -15, a cq ua 65, latte o acqua edulcornta 15) da U'll\rsi specialml'n le ne i locali c hiusi della s tcs;a solu zione giova cosp a rger e ogni s era il p avim ento d elle cuc i n e , di lpense , refettori. Si ricordo. anche , come molto pratico, il m e todo di append e r e a. l s >ffitto fasci di fole i, oppu re fili di fe rro o bacchette di lrgno rioCip&rte di so stanze v is ' hioso, ecc. Naturalmonte si distruggeranno poi co l fuoco g li insetti che sono ri mii.Bti in tal gui& J. impi gliati. I nfine ~ gt,.to addita to u n m ezzo se m plice ed effi ·nce con <~istente n e llo spar;ere sopra qualch> pezzo di <'arta hiunoa po rhi g ranelli


836

l'ARTI!; UFFICIALE

di r acorlil.•to di sod io, il q uali) all'aria divien e deliqu esce nte. Le m osche d i\ esse ri. chiama te, se no 'ciba no, e m u Jio no nell<> spazio di pochi m inu t i. c) I mpedire le• p ullulazione d ell e mosche, a llon tanando o m odificando le condizioni f nvo re ,·oli allo svolgimenr.o della lo ro vi ta !Arva le. È q uesto un co mpito che deve es· sera p er <eguitn co n la maggiore cu ra, poichè ad esso è I.-gato tmC' he, in gene re, il mantenimento delll\ pulizia ne i d intorni dci luoghi o ve sono stabilite lA colle ttività m ilit nri; allo ntanamt•nto periodico, o pe riod ico interra mento, almeno tre volto lo. settim a no , d '!!stute, di og ni irn mondrzz~~o, dei rifiat i dello cucine, deg li accumuli di let~me. c~ spargeud Q ogn i volta la superfìc;e di terrPno, o ve erano d epcsi ta ti, con cloruro o latta d i calce, o m eglio co n soluzion e 20 ~1. di solfato fe rroso. N elle latrine d o. campo lo d <' iezion i dc vnn o wnire g iorna lmente ric-oper:e con u:~ o strato di terra, a lt o almeno 5-5 cm, ; o con l >~,He di cale.·, o con solu~!on e di sol!nto ferroso. Ln esperif'nz;,\ di q uanto ha nn o fa t to in It,>li a . intorno a i loro allCiggiam ent i e accamp ame nti, vari reP •rti di trupp.~ nll, ate, d in,ost ra q u ale splend ido risultato p ossa ottcncrsi da una sim ile opera di r isannmroto, oonùo tta con pazie nte r u ra e vigilo attività.. È della m nss· ma im 1wr t anz,,, ~in in v ist-I\ do! P<r ico )CI ch a gli inset t i p osson o rappreson t.are quali f., Ltori d i op i·lcmi.:l, sia in cunsidom zion u dd principì gene rali d'ig iene che em t>rgono d t\ una ben condo t.ta d ife.w. contrv il pu llu la re di essi, eh~ tutti gli u fliciali m edici cn111piano opera as~idua. e cos~nnte, pr,·sso i corpi e reparti in cui prestano servizio, co:> l p r e'rl ur- nro i soldnti alla difo~a. indiv id uale, com e per s uggerire gli speciali provved im nti a chi h a il d ovoro.J e i m ezzi ùi npplictl rli. Cod esta d ir.·zione vo r rà q uin di. sulla s r.ortn doi p unt i che sono s tati p osti in r ilie vo, dare 1 ~ o ppor tune clisposiziuni, pe rchè il m ed ico m ili tare assolvn, nnche in qut•sto campo, U co mpi to d i oduca t or·e o di prop ugn~ttore d!'llc n crme gene rn.li della pulizi.1 e dell'igiene. Si g r.u l irà nssic u razionc. P el I11inia!ro -

Dlvis i0ne IV -

I. -

D E LLA V ALL f. .

Sezio ne lll

Circola,re n. 23t; del 18 aprile 1918.

Norme per la prima raccolta dei militari psicopatici provenienti dalla zona di guerra e successivo sgombero dei medesimi nelle sezioni psichiatriche militari. È sta to ist ituito in R.,g.;io E mil ia. un cor t ro d i pri ma raccolta pei m ilitar. psicopatici pro ven i~n t i d•.! h~ zon ' d i g u-·r ra. D h oip lina rruonte <d a rominist•a tivam ent c dot to Istit ut o ve rrà regola to dtt lle norme conten utt' nella cir·• olare tlel Giom'lle m i /i lare n . 331, anno l Ol'i, rnont re B«rà a llo. din ·t ta ù ipendo>rrzn torni co. del 1\fiu istoro del111 guE'rra. I m ilita ri in viat i n t a le c~ntr<> sn ranno •ott<'POB i nd un period o di oeser vllzione, che n t n po t rà avere in g tlne r·e d ,1ra ta mo.g.l!io re di gi~. rni 30 e d uran te il quale sa· ra nno pur.; oqmpiu t ' le indagini prn fìJ., t t ic' e prc~ critt) P<' r tu t t l gli inferm i pron· n i•n t i d dlo. zona dj g \le1-ra I n que ~to perioù o per alcuni mi lita ri sarà possibile for·


PARTE GFFIOIALE

8 37

mutare u n definit ivo giuclizio, p er altri sarà ev enÌùalmente riconosc:uta la evl ntunlità di unD più lunga osllervazione. Verranno a d isti ng uer.;i oJsl. tre di> tinte ca tt'go rio di sog;;~ tti, per cias cuna ddle q uali l'ulteriore funzione del C..:ntro si esplicherà seeondo qunnto sr gue; l. Pel mil it Jr i riconosciuti psicopatici verranno ~en z'nlt ro iniz'ato le pratich• di rasst'gna; frattunto : a) i non bisognev oli di nsuistenza ruanicominle ve1 rnnno riconclot ti, dl bitomento accompagna t i, sino nlla redd, nzn. dell e famiglie, per essere a queat~ r.::at i~ nit i, in ot· tesa ùcl cong •do temporan o o B!Solu to. b) quell i invece, p('r oui n ecessita det.t o genere di ricovero, saranno, dop o la riforma, t rasferiti, sempre a cu ra del Centro, ai m anicomi civili delle vari · provincie, oui spetta pl'ovv.:d ere a norma dell'ar•. 72 del Regolamento sui mnnieomi e suglial ienati, approvato con R. decreto del 16 agosto 1909, n. 61 6. Poichè tratt tsi d i i nd ividui riformati o non fnceu ti più p art e dell'es~rcito, l'internamento n el manicomio deve a vvenire secondo le norm e stabil ite da ll'ar t. 2 della legge 14 febb ;a.io 1914, n onoht\ dagli art. 36 e segu~ ti, sino al 43° incl uso, del aucoitnto regola mento. Qoa lo~a. l'alienat o non potes:e sopportare il viaggio eino al ma nicomio d ella provincia cui appo rtio~ue, saranno fotte le prnt iobe d 'intername·nto prc,·vi,;orio nel manicomio di Reggio E milia , avvolende1i del disposto dell'art. '13 del nominato regola.men~o.

2. P er gl i ind ividui non ricono<eiut i alienati verranno p resi p rovvedimenti diversi a. seconda dei ca si: denunzia a l tribunale di g uerra. - r in vi o al coma ndo d i tappa comp eten t e p er l'inolt ro del militare al proprio riparto - invio in licenza di convalescenza, ecc. 1. I mili tar i rio)nosa iuti abbisognevoli di un lungo periodo di osservaz ione aorannotrasferiti alle varia sezion i psichiatriche militari, compreee. quelle esistenti pre930 i ma nicomi civili. Le aez.ioni psicbh triche militari, ehe n on abbiano aede in manicomi civili, dhciplina rmente e ammin istrat.ivom ente si otterranno alle nomte ~ tn bilite d olla circolare 331 ciel Giornale militare euocitat.n ; tecnio unente invece dipenderanno dt\l Cent ro nl'\1• rologico, del Corpo d 'armate. ~ei Corpi d'a rmata ove non e;iste un Centro neurolo gico, p er la dipendettza t ,•onioa dell" sezioni in parola, d isporrà nel mndo più oppo ~ ­ tuno la Direzi< ne di s.1nit à d el Corpo d'armata stesso, olia qun l<~ fanoo capo t u t t i i servizi sa nit,tri del r ispettivo tel'l'it.orio. Aucbe le sczi<.n i psichiatriche mi liw ri esistenti nei m m icomi civili oost it.uiscon o Yeri l't'parti ospitolil•ti u iliw ri lli osservaziot:e p sichintricn. Pertan to, n seco nda d<::ll3 loro ubi cnzione, saranno all a d iret t l dip<-ndl·nza doli'Os;Jedale militare locJ.Ie o prosbimioJ e; tec nic,•mf nte invec-e saranno r,•,col LLO in mo Jo identico a q u •Ilo esposto p iù sopr,\ per le nltre St zion i p;;'oHnt rich,• militari. L9 surJ detle eezi•·n i, t u t.to ind i ~ tiu tamento, C'empiono l'c.><acs·vu zione dd m i li t :t ri SUllJlOSti aliena t i, della. zonn ten i tor ialt' e di quC'Ili pro,·enienti d,·J C',.·u1ro psic!Jh.t tico d i )"' ra ccolta. :\d esse, carne in merito si ò esp · eo><'> :1 Minist • ro di grnzitl e giu•tizia e dei culti, po;,~sr•JV) esserJ inviati in O>òiliVazio:<e i rni litnri s nza nut or izznzi t< ne d(': 1' .\utorità g iudizinrin oh ile, a nc he so sin no armcss ' a ma nicomi ci vili. P ertanto i lra - · s[er imen t.i dnl_c~u tro psichia~ rko d i R • ggio Emilia alle B ?.ÌL•Ji i psichlnti c-h e in qnestione suo.nno effe•tunt i, scnz'altr,, o.utor iu azione. dnl' n D rezit nc d el C, n t ro slcs;n. L •J sezioni~psichio trich.: mi!it a l'i espte•erunno l'us,._ r vrl t io ne e•• tro un peri l dO d t ter npo non ;,uperiore ad un me,e, che solo in casi spccinli pot rà. essere, previn nu torizznzion e del~ D irettore di sanità, pro t r<~ tto a tr~ mesi; pron·edemnno qu indi, a seconda del giu lizio eme: s J. come noi C!hÌ di cui è fn Lto c. nno ai n. l e 2.


PARTE U P'FWIALE

Affin hù il C>ut ro p sichiatr ico di prima

raccol ta poFsa esegu ire senza inconve-

n ienti lo smiata·nrnto degli infermi, di cui al n. 3 deJJ., p reaenti norme, tut ta le Di· reziooi d Ile sezioni psi ·h int riche m ill ta oi siano ~s se o n o n annesse a maniocmi ci· vili, sono renut ) a fa r p ervenire o;.'lli decade a questo Min istero, io dupl ice copia, l'elenco •'a i p• At i c!oe ha •o no d isponibol i. Tale smistamento, compn t ibilmente colla diApo'libolt t à di posLi dell e s ' zioni psich iatriche mi litari, sMà fatto con criterio regio .. ulc. Il Mini8tro - ZUPELLJ.

IL -

Circolare n . 4G57J6 del 12 luglio 191 ~.

Norme per il funzionamento dei reparti di accertaménto per la diagnosi délla tubércolosi instituiti con la circolare 801 del 29 dicembré 1916. l. 111 <·g •i repnrto d i oocet h mento d iag nost ico per la tubercoloei debbono esservt

i seg uent i laboratori: 11) L · hor.o to rio per indagini bnt terioe•opiche, i~t ologiche e chimiche: b) L'lbora~rio rndiologrco 2. O lo ·n livitl ui che entn~no nel reparto di accer ts.unento d iagnostico devono essere sott.•po ·t i ad un est\me pr•·limi11s re, in modo eire poFson o essere ten uti sepa rati dagli n Itri, qu ~lli che man ife,.tn n n 1·vi dent i s,.~n i di u na mal at t ia tubercolare. 3. L · inù o,zini do\ l'SPguir.;i nd repar to di nccertamt nto saronno le reguent i : a) 'r. cc• l ta de' d ati an nmnt>sti ci o di eventuali docwnE'nti: b) d terminnziurte dello. stat urn; clel p olso, d el p ( BO e d el rrspiro; esa me della nu t rizion•· t;• n~ rnle ; c) l'a mo df' ll'u ppar.~to re;;pira t 1orio, no n t ra scurando ma i di eseguire l'o8Berva· zi o ne df'll' es ;>~ t •ora to ; d r t>S 1me ln ri o~ol otfiCO . e) eSI\me d e)!li ultri Ngan i (cuore, rene, ecc.); 1) stat o dei ):(a ngli. l i nfa t ici ; g) • sis tcnro d i t u l:ero· loRi e:<terne in a t t o o p ostu mi di t ubercolosi esterne ~'\JaritB ;

h ) ternpe m t>~rn del le ,-nr ie ore del giorno;

i l o·•t r ,•azi, ne; l)

indaf(in i biol••giche (p r. st>nzn di an tigeni, di nn ticorpi , ricerche siero·d iognc-

alich,.., N'l'.); m) e •hmi rndioseopici e rn.!iof!r<lfìci. ~ J. ' incl. win i 1! i l'Ui n Ile lettere tl), e) o 1), si eseguiranno n ei COl< l m l'ui o Itri rep rti s mi lo;.:i<"i nou s iano t et tnm<'n te dimcstrnt.ivi. Le indnsrir.i d i cui alla lettera tn). lo rrod i gr rfì che soprntutto, so rflnno f.1 tta qunndo tu• ti gli altri dAti non siano nr·Lt·n tn<'nte dimOS<' ra~h i. Qu11 lr ra !>i Ell<'gui~cl no rnd iogr.ofie, 11nranno conFer,·otc le ln Rtre, se::nnt · col num. l"l) pros::re~<~i vo e con l'indioazi••ne dell 'iuformo cui si ri f~tisoono. TnoHre. , gn i l strn t 1ovrìl prortn r,· la fi rmo dell'uffic t&.lo med ico che La ,seguita la ra<lto;:•· din. 4. Sa r um' ri t~>nuti Bl'glli imli tcutibili r d C\'itlcnti di mala ttia le aht razioni manifeste d el tessu to p-.lmonnre valus tbil i ad un sommario esame fisico, rioò: fn~ti 011-

gli


P AllTF: UFFICIALE

839

vituri. l>ronco· alveoliLi accompagnale d a presen1:a n egli spu ti di bacilli di K och, aia r. ella forma cl88Sica, sia nella forma !,'l"8 nulurr,. L o spu to de v'essere raccolto in preaen&a del medico pl"e vio r sciacquam •o.to d dia b<.cca e del fa ringe . Se il t't'parto dello sp uto ò p ositivo, m a i fatt i fisici CllUC<omi tan t i n o n corrispc-n d ono, è n c s:;.o rio sot· '<:~porre il s••gget Lo alle più minute indugini di nccertomento. SJ la corrispoodenr.a esiete, deve ritEH:e n;i pr.:>vata l'<Js i:;tenzn di una m ol•• ttia tu bere• la re, ed è .inutile l'i mpiego c.l'~ltr.> in dagini. 11. L'<"s isten za non d ubbia di m alttt tio tub!!rcvlari es to rne in attiv ità., è prova senz'al tro d i infezione t u bercolare in •ltto. 6 I soggl':tti che e bbero p receden tem <>nte m anifestazioni tubercolari, con e missione di bacilli, il lutto ·coosta tato in oeped nli rnih tàri. e nei quali e rronea m et,t e non siano stati prèsi prov vedomenu adegua ti, a nche se no n prPB>!n t ino all'esame at~ uu le elementi bacilla ri d <•llo spu:o, d e \'o:to ritenersi colpi t i d!l m a lattia tuber.·olare. 7. I soggetti, n ei q ua li non ris ulta e,·irlente u na m alattia tube rcolare , d <•bbono esserù accol ti in altril S>lle dd rep art o e so ttoposti a più n iaute indagin i rivolte ad neo~r' 1r e se eeistbn o dat i dimostrativi di a llerll z bne n oi la ringe, nei bronchi, nd po lmone, n ello ple ure, rieorroo d o o ll'esame la ring.Jero pico e a ll'esa m e r odioscopico e rnd iogr .fìcn, ccc. Aocerta t_.~ comunqu e l'e~ ist.en2a di al ler. zioni d r lle vie ae•·ee, e, sopratutto, del tessu :o polmona ro, è necfssorio d im cstr. re J'esistetza di altri fatt i ohe a utorizzano ad affcrmnre Ln na tur~ s peci 6oa d <J!le alt<r.ozioni etesee. A tal u opo, quando ln ricerca d r g li eleme t. ti btl ciliari sia negntiva e non E'Si si a no a ltl'f' lef'ioni d i r a t ura tu be rc• l a re n ell'orgn ui,wo. si imp iegheranno la prove tt.l:e rcoliniche, in ferma di <utireu· zione. P o tranno e...;sere u til izrot l no.che le p iù fini iudRgini biologiche: siero·ar gluti nazi one, sie ro-precipitazione, dim ne tra zione di antigeni, ricerca d ella bottetiuria, o:> cr. 8. So del r .·slo in un S jggt-1to si asi accertata l'.sistenze. di u r1'alterazione del.tes· su to polmnn; r" e co <·eist.an o SPgu i o:> he din o.,trin o in m c d o n<o n dubbio le collcomit anze d ; un'infC'zione tuberco la re, q unn d'a.nco n on si tr~ vino gli ele menti bncillari spe<:ofici, è eviden te che res ta cosl p r<V H t 11 la ~p!'c if.ci l à della malatt ia polmonnr c. 9. Qnnn d o 1', s t me dell 'esret t<Jrat o sia nega t ivo, l'caos tenza dell ' in fe zione tuher< o · lare uon dev.J c~;~,ere Ammes81l in bneo ad un sulo ordine di altre r cerehe. I O. Q uando nlcuui fatt i t l i11ici sospet,ti, co me segni di scle rosi polmc n nre , bron· ch iolit i, bron <·o -ah·eolit i circ<..sc. it1 e, concomitino con s<a dirr en1 o d ella nutlizic nt·, la· bilitù. te rm:c n, adenopatie, il S<>gg.. t to d eve eE:t!ere dichia rato j ondatamtnte ~o~petlo. 11. U •: A noula. Lt.ia t ubercolute COHclt.tna :a 1.011 po t oà mai essere didoia ro.ta spe nta se non d opo elle esa mi ripet uti , almen o qon t l ro volte, ad intervalli di non JÌJeJ' O di sei m esi urto d •!l'a lt! o, abbta no d im ostrato clte petsiat e la mnncanro d i S~j.!ni di infl zione tuberoo lnre attiva. 12. P er le opera:~:ioni di n<-ccrlamo:J.te non si c.le b ùcno 1mpiego.rc più di 10 g iorni al nmaeim o. 13. I Direttori d ei re pn rt i di 8<·cer tnmc·nto sonQ i soli r ()!,ponSilbili. innnnzi a i d irettr,ri d eg li os pedali m il itari principal i d n c u i dipendono, dei r epe rt i d cn u!lcinti 0 d ello conclusioni alle quali sono a ddiv enuti. E ssi, per ogni sug~;etto esl\minnto, dovranno redigere un ropporto s ull a c ui cc.nclusione d, bl. on o dichiara re : se ri teilgono il B•>ggetto col pito da malatti a tulk r~·· lure ; so.•p elto d i malattia tubertoluro ; o i11w,une ùa mt\ lll.tLia t u bcrcolnro. lc.1si di mn lnttia tubl)rcolare ri t enuti spenti, n a como tu li Jton llim . s t a t i a mente dd pr<Jcede nte § Il d t>lla ci rcola r o, bi devon o , sino a pro ,·a contraria , r itenere fondatamente eogpetti, P , come l ali, \'nono clnseifìcnti. 14. Quand o i r eparti di uccert.~mento sono agg regati ammin istr.1tivamente e d j.


84:0

PART E UFFICIALE

sc iplinarmen te ni c~ntri d i ;;mis~.;mento o ad altre for.oaz ioni s~nitnrie, mantengono l \ loro a ut onomi.tl del fun zionam• nto tecn ic ,, In altri termini, nelle operaiioni di ar. certa monto i di rettori dei reparti sono assolut amente i ndipend ent i dai capi delle fur· m azioni Clli son > agg reg1;ti, ri ferisrono diret t amente sul loro op era to ai d irett ori degE oapeduli rni lit:a. ri prin cipo.li, v erso i q·ua li solo son o respon sabili. Conseguen t .•ment ) i• capi dello formazioni w ni tnr ie a lb quali i r.Jp ur ti s-mo aggrega ti, non debbonoaTere in nl cu' m Jd o inzeren ~a n !lle operJ zio.li e n ei giudizi. 15. I d it e~tori de i repar ti di nccer ~nmonto sono re~pon.s ahilm della esa t tezza di tu tte lo op :lri\ZiOHi compiu te nel r<'p:.rto s' c&30. È loro strett un ente p roibito di affi· d are a p ora:malo s ub.literno l'es o.azbue di qualsigsi e3orrb od ind agine, nnch e nelld s :~n p tr.e mat ·ri t le : com~ la pra•ica del h cuti reazione. l'csnm e di temperatur>~, q uando q uest o ha sign ifìo 1t > d(lcisivo, ecc. ' 16. I soggot ti rbevuti nei rep arti di ao :erta men to, dovrtmo .rimanere degeotì ne· g li osp •dali, senza. alcu.1 permes ;o di uscit ' ·Tutti i rupnrt i di accertamento funzio· n eranno agli offet ti medio ' ·legali co 'TI e re parli di osseNXZZione alla àipendenn del di· reltore deWospedale militare principale. 17. Quando l'accertamen to è oompiu~ e sono flt.ate praa~ le r:soluzioni medico· L· gali relati'9'e, il soggetto esaminato, dev'essere subito allontanat o dal reparto . 18. I militari dimessi dai repart i di accertam ento non possono p er nessuna m· gione E'sserre r io.mmeasi in servizio militare, o ve n on a inno et ati riesnminn t i nel re· parto di accerba.me nto d-' cui furono dimessi e fatti ogg<ltto di u na nuova. decisione. S )lo nel oasi n ' i q unl i In d JCi$bns di prov vedimento tempornnee sÌ ·I st.a.tn. P~' in uno dei r )p llrti di a cce rtamento annessi ad U ;\ centro sanitario di smistameoto, e r <gu 1rdi u 1 militare proveniente dalla prigioni .~o o dalla zona di guerr<~o, la nuovA oa· s srva.zione, p :ima d ella ri.lssunzi•.m e in 1ervizio, po\rà ven ire eseguita nel repartJ di nocerhmeat o diagnostico territoriale viciniore al luogo di dimor ,1 e di cura dell'io· fermo. Sul foglio di licenr.a. e ~ ul biglietto di ufoitn. dei dimessi con licenza dai repnrti di I\Ccert.1mento d io.gnoal ico, i direttori dogli os pedali cureran no di far segnare con st&mpiglio. n cnra t~Jrd t\1S;o che « i~ mili!are al termine dell a. licenza non iÌ pH~~ntertl cd dep,sito, t wJ al repa rto di accer/arn on./o di .• ••• », indicando o !J s ~s ;o ròp nrto da l qu.ll..t l'in.-tividuo Yiono d irnf'SS(I, _oppure q uello viciniore al luogo ovo '"~ a fru ire l \ licenz:\, n~l CIH l e:1r il militnre prove:~ gn, dnlla. prig ionin, o dalla 7.0 :\11 civ g uer .a . .

(3H\;) -

n.. nn, 1918 -

T1p. K. VJ~her;l .


•

,

:

, •


GIORNALE DI MEDICINA MILITARE -------------~~----------

Dlrealone ed Ammlnb~azlou~: l'Q!uao del Mlalatero della Guerra, VIa X:X Settembre. Roma

CONDIZIONI DI!J~BBON~MENTO. l o Il OiorllQlB di medicina militare ei pubblica l'ultimo giorno di ciascun meee, in fascicoli di cinque Cogli di stampa. 2° L'abbonamento ò annuo e decorre dal 1° gennaio. 3° Il prezzò dell'abbonamento ò: Per l'Italia e Colonie. L. l t, Per l'Estero . ' 16.in Italiu . 1,~4 Un f&&eicolo sepnrn to co11~a ' all' Eeroro • ~,50 Il supplemento oo~tenente l'Annuario l in Italia . .,50 del corpo aanil4rio militare costa • / aH' Estero ' :.e,.,-6 4° L'abbonamento non disdetto prima del 1° dicembre s'intende rinnovato per )'anno J<uccessivo. li0 I signori nbuouu ti militari in effettività di servizio posaono pagare l'im· porto rl cll'abbonamcn.t o per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (a_nche a rate mcll8ili) . (1° l 'cr i soli ufficiali medici (dell'Esercito o della MD-rirm) ò ammeaao un alllln· namento eumulutlvo al Giornale di medici'&a militat·e ed agli Annali di mediciM naro~ e 'coloniale al prezzo di L. 18 annue. Por ottenere tale abbonamento gli abbonati d ol Giornale (U medioina militare dovono far pervenire direttamente L .. 6 all'aromi· nietrazione degli A nMli (preeso il Ministero della Marina). 7o Ai librai ai fa lo sconto dc-l l O %, ma soltanto per gli abbonamenti delle persona e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione di 'cui a i numeri o e 6.

l

•

•

NORl\IE PEU LE Pl.JBBJ,JC~ZIO~I. 1° I lavori originali, le note, le rivisto - dattilografati o scritti a mano dt>vono occupare un solo Jato del foglio ed eeaore accuratamente riveduti dagli autori. Si fa speciale raccomandazione che quelli scritti a mano siano ben leggibili, per modo da evitare ogni dubbio d'interpretazione. In eaao contrario, la Direzione si vedrebbe costretta a eospenderne la p ubblicazione. 2° Durante il periodo della guerra, la. correzione delle bozzo sarà fatta dalla redazione, an ziché dagli autori, per "Lon vincolare il lavo)'o tipogrA.floo agl' inevitabili r itardi postali. 3o Finchò perdurerà il costo eccezionale della carta, i lavori degli abbonati non dovranno oltrepassare lè 15 pagine di stampa.; quelli dei non abbonati. lo 8 pngine. 4° Le spese per gli l'stratti o quelle per le tavole litografiche, fotografiche, eco., cho accompagnaasero le memorie, eono a carico d egli autori. 5° Gli estratti sono di due ti pi: - Tipo A. Con. copertina in bianco, sonu fron tespi:tio, e colla impaginatura. e numerazione del fascicolo. - Tipo B. Con copertina stampata, frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. Agli autori delle memorie saranno concessi gratuitamente 50 estratti, tipo A.. P er coloro che ne de:~idersssero un numero maggiore, il prezzo è regolato dalla seguente tariffa :

Prezzo di ciaecun f oglio di a t.ampa ;»O

T ipo A Ti po B

.. . . . ..

. . . . .

... ·-

NUMERO DEI.I.E CUPIK

1'11'1 DI ESTRATTI

. .

. .. . .

7,50 12,50

1018 -

t"'er

ogni cent inaio oltre !00

16-

6-

30 -

i2-

Gli est ratti minori di un foglio si contano come foglio l.ntero per le ordinazio.l i di 100 e3tratti o m1mo. Per quelli che superano un· foglio, le frazioni io più, che non superano il meszo foglio, ai contano come metà., purohò però l'ordinazione non eia inferi-ore a 50 oopie. a•I manoscritti non si restit uiscono.


G lORN i \_l__JE

/l l

DI

MEDICINA MI. LI~ ARE 1

Pubblicato dall 'Ispettorato di :.;anità m ili t u :· c G ao rnalo di modiclna miHtare : 18!> 1·1884

Glorna l•

medic o a el G ìornal•

Reg io Ee e reilo e dell• rnodico del Reaio

R egia

Marina •: t886· t89!i

Ecercito : t89 6 - t007

..lNNO LXVI -

1~)1 8

3·J O TTOB RE

~"ASCICOLO X

OBiETTOR E : Pr of. EDMONDO TROMBETTA. maggior generale medico. ~EOATTO RI GAPI :

..

Prol. ALFREDO BOCCIANTE, tenente co- l Dott. ARTURO CASARINI, maggiore mt'· Ionnello medico. dico.

COffilTATO DI REDAZIONE : Dott. DUILIOBALESTBA,maggiore medico Prof. CESARE BARILE, id. id. Prof. ALFREDO BEVACQUA, Id. Id. Prof. ROSOLINO CIAURI, Id. Id. Dott. PLACIDO CONSIGLIO, Id. id. Prof. ·FERDINAKDO D.E NAPOLI, tenente colonnello Id Prof. GIOVANNI GRIXONI, id id Prol. GIOVANNI BATTISTA MARlOTTIBIANCHI, id. id. .

ROMA -

l Pro!. GIOVANNI MEMMO, tenente colon·

nello medico Dott. GUIDO MENDES, maggiore Id. Prof. ANTONIO NIEDDU-5EMIDEI, colomiello Id. Pror. AMEDEO PERNA, tenente colonnello id. Prof.• SERAFINO RICCI, Id. Id. Prof.ALBERTO SANTAMARIA,mnl!gioreld. , Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAM.l, Id. Id.

DIR EZIO NE ED A MMIN IS TRAZI ONE

l'a lnzzo del lllioistero de lla Gnerra • Via XX Settemhrc- ROMA

Per le Inserzioni di pubblicità rivolgersi direttamente all'Ufficio deleg~_!o a tale servizio - Rorr.z, Istituto Nazionale di Pubblicità e Informazioni, via Poli, 43-47 - TPiefono 77-66• ..- Pl!r le nuo,•e noJ•me circa le tnabblieazioni dei l avori , ·e di cop ct·Una


SOMMARIO

Arnaldo Angelucci. -

Pi:,;ure di guerra. -

Ciechi e ~ ìrnu la u ti

Carlo Vallardl. - Ossen'alioni intorno allo scorbuLo rra le trnr•1 e italiane In Mac~doo ia

• 8511

L'attività del nucleo ehlrurglco n. 3 In. zona di operazione . . . • .

• 870

Raffatle Jannl . -

lodovlco Tommael. -La elalopatia patoroimica studiata attra,erso la sua riproduzione spe-

rhnen tale nell'uomo . f:rmenealldo Ba-. -

Ui un

.

• 873

.

app~~r~,,cJio pe r l~ m isurazione esatta degli accorelamenU

rtP~Ii arti \ nrer lor i •· Coxom<tro .. .

GluNppe Amant'la. -

~" 1111 ouo,·u lll"torlo

•

• 8S6

di cura dello lesioni da solfuro di etile hldoru·

..

Gl SUISTICA. CLINICA. Gleacchlno Scaduto. - flad lograrnma d i un caso di artropatia slmmetrira delle ~slrrmìll da si ringomlella

• 897

.Guido Glglloll . - 'or una e pidemia a tipo lnnuem.ale . Luigi Gvglb:nettl. -

900

!.'erpete della ';or·tlfa nell'attuale febbre epil!emi~A •

903

RIVISTA GE~EflA LE. Giacomo Ro•erlo. - Brevi note sui gas tossici impiegati ln guerra e mc11~1 preventivi e curat r,·r

•

908

Trombetta. - Gli occbi e la goerra .

•

919

11101.1' llldatto. ..,. In rltresa del pessimismo

•

9!6

Pf:R IL LIBRO D'ORO DSL OORPO S'N!TA RIO MILITARE

. "'

• ' QUl!JSTION I 11',\ TTUAI.Il'À . VAf\lltTÀ, i\OTlZII!:.

'

l ARTE UJ.I'FICI ALE

•

!133


. MEMORIE ORIGINALI -----------------------------------------~-------------

FIGURE DI GUERRA

CIECHI E

SIMULANTI

per il pl'of. Arnaldo Angelucoi, tenente colonnello medico, direttore della clinica oculistica. della R. Un iversità di Napoli

I. -

I ciechi.

Ignoro la prima impressione del soldato cieco a.l momento della ferita, quando una. nube di ferro e di sangue velò i suoi occhi. Al certo non ha disperato della visione : sull'onde burrascose della. vita, affiora. sempre la speranza. Che, se dopo qualche settiraana. di· degenza. negli ospedali della fronte, ha veduto la sua esistenza di cieco, isolata nell'ambiente e sperduta nel m ondo in un triste 'combattimento senza. grandezza, senza conforto, la fiducia. nel ricupero di visioni modeste, non lo abbandona che a stento, forse non lo abban· dona mai ; su quest9 punto la fantasia. del cieço spa.zia al di là del possibile. , · Il più evoluto dei ciechi italiani, il prof. Augusto Romagnoli, -acriveva ultimamente : «Ohi sa se non si riesca a far vedere i ciechi a mezzo di sostituzioni chirurgiche e di terapia medicom agnetica ». Non altrimenti ha sperato M. O., soldato del..... fanteria, ferito sul San Gabriele da proiettili di granata nella faccia, nella testa e negli arti. Mancava l'occhio destro ; l'occhio sinistro era ridotto ad una. pallottola informe. Nei primi giorni di degenza nell 'ospedale il suo stato · psichico era assai depresso: non abbandonava mai il letto, nei frequenti momenti d'ira. gittava ogni cosa a terra ; dopo settimane guadagnò una calma relat iva.. Una mattina. si mostrò di umore allegro : asseriva di aver visto a sera la luce elettrica. del reparto, ed al mattino la luce del giorno e pur anche le ombre dei · compagni ; divenne ma.ttiniero; pensa.va da sè ai bisogni della. vita. Volle una. piccola. operazione nella palpebra. superiore destra, per porre in quel lato l'occhio art ificiale; diceva ai suoi compagni in tono allegro: c Con l'occhio sinistro ci vedrò; a destra. applicherò


842

Cl!!:CHI E SHlULANTI

l 'occhio di cristallo :.. Portava un paio di occhiali scuri, camminava a t esta alta, volgeva. lo sguardo a. destra e a. sinistra., come per rendeJ·.;i ragione dell"ambiente. Questa ril{enerazione del suo ess(llre e la,

sua speranza par~ivano da un'illudione: la luce che egli v:ide, non era nel mondo est~riore, ma semplicemente la sensazione di scintillio provocata. dalle ult,ime sofferenze atrofiche del suo apparato visivo. Intuito il suo vero stato, entrò nell'Istituto dei ciechi «Regina Margherita • di Napoli. In questo Istituto, come nei congeneri, aleggia la calma che ben presto s'impossessa. del cieco; qui egli assume un riserbo quasi infantile, una compostezza di azione, una se m pli ci tà q nasi monastica, che armonizza perfettamente con . l'ambiente, e le suore che ne hanno cura, silenziose e lievi, quasi incorporee. Esse e i maestri che e.iuc&.no le tenebre del cieco con metodo graduale e sapiente, portano nel cuore il seguo superiore della vita: il segno della bontà.. · Entrati nell'Ist~tuto, alcuni conservano la ribellione mentale contro la loro ferita, pochi sono in preda a stati parossist ici con tendenze suicide, che obbligano alla sorveglianza; i più hanno attutito negli ospedali territoriali le loro sofferènze psichiche, sono calmi, ma ancora cupi e depressi e in uno stato di eccitazione nervosa comune a t utti i feriti di guerra. Tal uni sono irreligiosi: Dio non li protesse dalla sventura; poi l'idolatria. atavica riprende il sopra.vvento: I ddio non volle la loro morte. N all'anni versar io del~$ loro ferita, vi fu chi volle la Comunione, chi andò a Pompei a ringraziare la Madonna i poscia quasi tutti si danno a pratiche rel~giose, e vi trovano conforto, f-orse percbè vedono la felicita della propria esistenza al di là della morte. Pastosi il soldato cieco al lavoro, avviene nella trama del suo ce1·vello una. benefica trasformazione mentale. Il suo essere si risolleva, eg li sente la vit.a, intuisce l'azione: il suo incesso, l'espressione del suo volto (la maschera) tendono con assiduità ad assumere il compor· tamento del veggente, e vi appare stoicamente sereno (fig. P ); non raramente i suoi t ratti si compongono in una lirica morbidezza di pace. Viqe la poesia greca risollevarsi Anteo più forte dopo Ja caduta i l' idea, esalta la riscossa dei vinti, la prosecuzione della virtù combat tiva nel certame della vita. Il cieco di guerra incarna piena· me'.lte in sè que3to carattere antico. Egli mantiene erl esalta il suo animo di soldato, conserva. nell'Istituto, ove permane sei mesi , la d isciplina della vita mili tare, ha caro il suo uniforme, rammenta e si compiace dell'opera rude della trincea. Se fn apolitico ed indifl'e-


CIECHI E SIMU LAN T I

843 •

rente al momento della. coscrizione, ora s'interessa. vivamente delle azioni di guerra., delle vicende politiche : spia. l'ora. dell'arrivo del giorna.le1 non ne vuole ritardata la lettura, commenta i comunicati. Ebbe giorni di tripudio per la. presa. di Gorizia : nei giorni di Capo· retto, quando l'Italia dai piccoli villaggi alle grandi città offriva l'aspetto di una massa di uomini uniti nell'entusiasmo della resistenza e gli inTalidi di guerra. si posero alla. testa del movimento, gli ufficiali ciechi portarono la loro pa1·ola. incitatrice nelle città principali. I ciechi dell'Istituto Margherita ebbero momenti d'ira indescrivibj!i e di reazione patriottica, essi che sentivano di avere sacrificata la. parte migliore del loro corpo per il bene e la grandezza della patria: ·

• (l

F•g. l. tre sop ra ~egna ti eoll 'asterisco sono ciechi)

c ma.nda.teci alla fronte,

dicevano, basterà la nostra presenza per mchioda.re i nostri compagni nelle trincee ». Sembra si sviluppi nel cieco di guerra (individua.lizzo in un solo le impressioni evident i e pa.lpabili che ebbi di loro) una esaltazione, una ipersen~ibilità in tutto il suo essere: non può star fermo, talvolta scuote la testa, le spalle, gli arti. Un senso acuto di analisi lo assale anche nei dettagli, spmta. persino a~li oggetti del suo basso vestiario che trova di sov~nte o troppo duri o poco permeabili all'aria. Vuole ·tutto apprendere, tutto conoscere. La musica lo appassiona.; nel grov1glio delle note i più nulla comprendono, nulla distinguon·o, al di là di una sensazione piacevole : ognuno di loro vorrebbe studiarla, chi per mestiere, chi per semplice diletto (fig.II). La macchina. da scrivere


CIECHI E SllfULANTI

rappresenta un'altra fissazione: essa deve rompere l'isoiamento in cui l'ha gittato la cecità, egli deve immedesimanti coi •iventi, scrivere ai pa.renti e agli amici. Il tic-tac che ode, così di frequente, l'ossessiona; letterato o ·no, contadino o operaio, egli deve apprendere e si pone

Fig. Il. Lezione di musica.

1!-ssiduo a battere i tasti (fig. lll); il maestro è un compagno oieco, amico della tastiera. Giunto finalmente ad impadronirsene, se è illetterato, una difficoltà i m preveduta e insormontabile gli si para innanzi: le lettere della parola come si scandì sco no? non abituato a formulare un pensiero, e alla memoria delle frasi, le idee gli si confondono. La falla è presto riparata.: acl. un compagno compiacente e più istruito, narra i suoi pensieri in confuso, poi scrive sotto dettatura di un maestro, la cui sintassi zoppica insieme alla grammatica. La corrispon· denza gli rende più cara la casa ed i lontani; confinato nell'Istituto sente il bisogno che lo si ami, lo si curi; risponde con affetto alle premure. I più sensibili sono i contadini, questi primitivi sembra portino nell'animo }a massima. di Tolstoi : c l'unione della vita. propria con quella degli altri, si realizza mercè l'amore». Se il demonio più non gli tenta i sensi giovani dagli occhi di una femmina, il ricordo delle forme muliebri eleganti e suggestive è inchiodato nel suo cervello ;


OIECRI E SU.lULANTl

845

il matrimonio è in cima ad ogni suo peD;siero: egli vi cerca ancora un sostegno e un'amica. Anche la donna cieca. ha intensi sentimenti di amore. Di madama Galeron De Calonne poetessa distinta, cieca e pressochè sorda, sono questi versi: Je ne le vois pas ton regurd qui m'aime, Lorsque je le sens sur moi se poser, Qu' importa l un règret serait un blasphéme. Je ne le vois pns ton regard qui m'aime. Mai j' ai ton baiser.

Un sentimento di curiosità lo agita e culmina in tutt i i suoi atti. Ma in questa curiosità non si deve scorgere il capriccio del caso, ma l'at.tuazione della legge fisiologica della potenza dei singoli sensi, nella sostituzione di un senso ma..ncante. Per questa legge il

Vari m~zzi di sc rìttura Macchi na a dattilot:rarare. Regolo Ballu, Macchina Hall per il Braille.

cieco di guerra esce dalle nebbie deprimenti della vista perduta, perchè i sensi superstiti martellano continuamente alla sua attenzione il rit~o della loro presenza. È questa tensione che spinge i ciechi di guerra a reclamare gli occhi di vetro nelle· orbite vuote, non per vanità, ma in grazia di un vago intuito che li informa sulla. presente torpidità. dell'energia del suo volto, così fortemente legata. al movimento dell'occhio perduto e alle palpebre aperte. Appena 11 cieco comincia a porre attenzione alle sfumaturedelle


846

CIECHI E. SIMOLANTI

sensazioni, che prima. a lui sfuggivano, vi si approfondisce e le calcola ; · il tatto, l'udito, il senso muscolare, così necessario ai movimenti del corpo ed al cammino, i sensi tutti, nou sono divenuti più sensibili, invece è nel suo cervello che si evolve l'intelligenza. atta a vagliare le minime sensazioni periferiche. Egli colla perdita della visione è tornato in certo modo all'infanzia dei suoi sensi, perchè li aveva. trascurati in quei dettagli nei quali sopperiva la. visione; perciò torse è curioso e irrequieto come un fanciullo, ora che le sue sensazioni sono in via di evolversi e reclamano una veglia assidua che ha bisogno di azioae. In grazia a queste evoluzioni, si esteriorizza nel cieco un altro senso, quello dell'orientamento. Con la. perdita. della visione, lo spazio per lui non ha. più limiti; lanciato nell'infinito egli trova la sua via come gli uccelli che emigrano: l'attenzione sulle impressioni minime dei sensi residua.li gli concede questo dono. "Fra i soldati ciechi i meglio che si conducevano, ne intuivano oscuramente la causa. : urtano quando sono distratti ; il senso t attile della. pelle, e forse anche il respiro, li avverte che l'aria ristagna presso un muro presso un ostacolo, l'udito che il loro passo e il battito del loro bastone provoca un' altra eco. Percepiscono la differenza del vuoto n·egli ambienti, nelle strade, avanti una finestra o una porta; intuiscono la direzione del rumore mobile di un via.ndante, si arrestano se questo avanza sul loro cammino. Uno dei soldati affermava di giudicare là . natura degli ostacoli : gli armadi, il muro gli davano sensazioni differenti. Pongono estrema attenzione all'udito, riconoscono dalla voce, tal volta, anche l'età e la statura del soggetto e sempre l'individuo. Dal r_itmo del passo individualizzano una persona, sopratutto po· nendo mente se per caso vi è stropiccio di abito di chi cammina a gambe strette, chi urta il t acco, chi E~triscia nel cammino. Un cieco in Napoli fa la spesa, entra nei n egozi e sceglie guidato dall'odo· rato. Un abile maestro cieco si asside al piano, trova i pedali, batte una nota: quella cercata; attende s~nza nuovo controllo di posizione. Esegue poscia pezzi di musica i più difficoltosi, orientandosi - come un veggente - nei numerosi dettagli dello spazio ristretto della. tastiera. Quali nuovi intuiti germogliano nel cieco, egli non sa dirlo, nè noi, forse sapremo mai. Sappiamo invece che il soldato cieco posto a.l lavoro (fig. IV) apprende più facilmente dei suoi coeta.nei ciechi, pernhè fn soldato e nei momenti di massima tensione dello spirito e di maggiore comu n ionè coi camerati. Gli svariati mezzi di guerra, le ma.rcie, le città visitate, i viaggi gli hanno fornito un complesso di cogi!.IZlOnl


CIECHI E SIMt:LA:NTI

·847

in cu1 s1 è evoluto. Chi fu veggente apprende .il lavoro più presto d~l cieco ~'infanzia e con più esattezza, perchè connette le s·ensazioni ta.ttili coi ricordi delle sensazioni visive, conosce linee e figure geometriche, ha. un'idea. delle altezze e dello spazio, riconosce col tatto

l'oggetto che conobbe con la vista: il cieco d'infanzia nell'apprendere un mestiere 6 torpido ed ignaro del mondo al punto che, dato riacquisti la visione, egli non riconosce con gli occhi l'oggetto che differenzia .col suo t atto, ma ha. sviluppatissima la percezione delle impressioni dei suoi organi dei sensi.

F1g. tV.

l.abc,rator lo.

Nelle poesie dei ciechi nati, la visibilità. è rudimentale e presa i n ~prestito da frasi udite ; ma ·a nche poeti so m mi sono poco visi vi, e tra questi Leopardi, malato d'occhi, gravato del casco nevrastenico, vissuto in biblioteca.. I nvece la visibilità di Dante è ecceziona.le: attivissimo, soldato a Ca~paldino, priore a Firenze, amante


848

CIECHI E SI MULANTI

dellA patria e delle donne, vive all'aper to, osserva intensamente e mena. vita randagia; descrive con gli occhi e sospira con essi avanti a Beatrice, ed è tanto tenace n ell'osservare la espressione d~llo sguardo e le cose, che profonde nel suo poema più e più centinaia di volte la parola occhi ed i verbi guctrdare e vedere.In quindici terzine del canto IV dell'I nferno ricorre ben dodici volte al perfetto vidi; e nel canto XXX del Paradiso manca alla regola. della rima., ponendo tre volte vieti, onde contemplare più intensamente il magnifico spettacolo della . rosa. cele~:~te, nella· quale gli appariscono trionfanti gli ~ngeli ed i beati. Visivo del pari è il cantore di Laura. Dissi che i ciechi nati hanno assai vigili, pronte ed acute l~ sensazioni ta.ttili, uditive, ecc.; per questa facoltà descrivono nei loro versi la. natura con tale esuberanza che in questi non solc~omente vi scompare la. cecità., ma l'ambiente balza. fuori più nitido che nelle liriche di non pochi poeti yeggenti. Guido Andrea Pintacuda, c ieco nato, distinto poeta, ne è · un esemplare : ne cito qu!llche strofa: IN~ERNO.

Io t i saluto inverno, . . . . . . . , . . . A me t u caro Sei come a garzoncello innamorato E' un' is torio. mestissima d'amore, O d'un auge! notturno il flebil canto. Tu mi sei caro, inverno, a mo le t ue ghiacciate brine e le tue lunghe notti . .. . . . . . . . . . .

. .

Umido, freddn, gra.ve l'aere pesa s ulla mia. frouw, t: lento nelle carni S'insinua il gelo; ma più grave assai Mi s'addensa una nebbia intorno al cuore, E più rigido assai vi sento il gelo Penetrar, che a traverso la mia c;~rne; E tetri al pari di quest'aria istessa Vi giacciono gli affetti. Oh meglio; meglio Che l'a~tre molli del tepente Aprile Amo le pioggie tue, squallido inverno l De la sta.gion fiorita. ultimo avanzo, Sotto il mio piede scricchiano calpesta L e foglie secche; e ripensar mi fa nno Alle memorie mie, po1·eri 1n·anzi De le belle speranze . . . . .


CIECHI E siMULANTI

Come divelse qaeste fozlie il vento

Dall'arbore nativa e le disperdo .Per l'algida campagna. Cosi penso, E il loro scricchiolio mi sembra gemito D'incogniti dolori, e raccapriccio. Quante foglie cadute! E quan te vite Obliate per sempre l Quanti nffann i Sconosciuti si spensero sotterra ! · Oh se ripeter l'aria ne potesse L' eco d'<'gni lo.mento a cui s'intese Risonar dacchè l'uomo la respira! Mn forte nella selva odp frattanto Stormire il vento, e par ch e dica: io solo Dell'infinito son la eterna voce Al cui suono si tace ogn' o.l tro grido. E questa voce, cupamente in fondo Mi risuon~:~. del cor, mentre un penoso Brivido mi trascorre per le vene Assiderate. Minacciosa. scroscia Di lontano la folgore; nè speme Di ricovero alcuna ormai mi resta. Solitudine dentro e sconfinata Solitudine sento a me d'intorno. Ahi! son solo, son cieco in mezzo a questo Fosco deserto, e rugge inesorata Sopra il mio capo l'ira de l'ignoto. Io colle carni lac~:~re, col gelo Penetrato nell'ossa, oltre procedo, Barcollando nel buio, in questa selva D'a.cu tissi me spine, Ben talor la bestemmia o la preghiera Mi vien sul labbro, ma ben tosto il capo Chinando, del delirio mìo Aorrido E tacito procedo; e sudan sangue Le carni, e via procedo; assai lontana Non è del mio cammin forse la meta. A voi già si fiorite, ora deserte Campagne, queste nevi e queste brine Preparan novi germi; ed altri fiori Olezzeranno fra le vostre siepi Nell'aprile novello, e dalle vostre Zolle s'innalzerà giulivo il canto Del zappatore. Ma nè aprile nè maggio ~è splendidi miraggi o fresca luce. D'umide aurort~ rallegrat potranno :\Iai lo sq~allor de la tomba 1nia.


850

CIECHI E SIMI::LANTJ

PRIMAVERA. Maledetta primavera! Percha mai la tua fraganza

Mi risveglia in sulla sera Il desio d'una spemnza Jn quest'anima negletta, Primavera ma Indetta? I tuoi zeflri non chieggo Non le rose e le viole, Nè il tuo cielo che non veggo, Nè la. luce del tuo sole: Lascia morto il cuor qual'era., Maledetta primavera. Nella. mente questo raggio Io non v o' d'ignoti azzurri; Non vo' questo tuo linguaggio Di lietic;simi susurri, Anzi l'odio, e pur m'alletta, Primavera maledetta. Dell'immagine chè dorme Semispenta. nel mio core Non illnmina le forme

Del tuo sole lo splendore Più non vive chi non spera Maledetta primavera.. Al fruscio che fan le fronde P er le ville, di lontano Mesto un canto si confonde Che languisce a mano a. mano, Ed al cor sento una stretta, Primavera maledetta.. Quando mormora un ruscello, Quando sento il tno profumo, Quando canta il mio fringuello Io di rabbia mi con!:'umo. Ahi! si triste un dì non era, Maledetta primavera. Quando in tenebra profonda Scenderanno alfin quest'ossa, Tu che tanto sei feconda L ascia nuda la mia fossa; Prendi allor di me vendetta, Primu. vera maledetta.

Se un cieco di guerra. torna al suo mestiere primitivo, l'esercita con abilità sorprendente. Un sergente abile meccanico costruì un posaCR,rt.e in ferro dell'ordinaria forma di cnbo appiattito, ]ungo dieci centimetri. Venne fabbricato con una sola lima. così esattamente obe il parallelismo delle due superficie più ampie, superiore ed inferiore, si differenziavano nelle loro due estremità del cubo solamente di un diciottesimo di millimetro. Presentato a. questo cieco - a palazzo Chigi - nn tornio automatico a revolver, macchina a Jui sconosciuta, che confezion~tva bottoni speciali, dopo l'iatruzioue di qualche minuto, in brevissimo ·volgere di tempo, costruì un bottone a.ssa.i più preciso di quello che usciva dalle mani dei mutilati, già. esercitati al lavoro della macchina stessa. Sua. Maestà la Regina d'Italia, che assiste-ra all'esperimento, ne fu assai commossa. La· cecità fa del soldato un essere pratico: diviene rifles-;ivo e pro· fondo, la sua memoria. acquista una tenacità impressionante, la. sua mentalità è sempre elevata, la lode lo esalta. La cecità. non gli fa variare il suo vocabolario: dice che ba veduto un amico e letto il giornale. Sovente si approfondisce nei calcoli annui e giornalieri di quanto a lui spetta di indennità, forse non per un senso di avari· zia, ma perc·bè vede nel danaro il sostegno sicuro della sua indi· .pendenza avvenire, e per rendersi ragwne della sua forza pecunia·


CIE CHI E SIMO LA NTl

851

ria, sommando la indennità. al presunto guadagno del lavoro che va ad esercitare a.llorchè la.scìerÌI. l'Istituto. I suoi lavori hanno il dono della precisione: talvolta inducono a meraviglia per la rapidità come furono appresi e per le esattezze inesplicabili. Neanche il cieco se ne rende ragione; ma la scienza che fa delle teorie, come è sua abitudine, può vedere la causa del prodigio al di là. della volontà dell'individuo; e supporre in lui attitudini latenti derivate da impressioni della prima infanzia, o svoltesi in grazia ad una legge ereditaria - tuttora oscura - che ridesta nel soggetto ignaro al momento necessario le abilità. di qualche antenato. Il maggior successo di due soldati sugli altri allie>i dell'it3tituto, armonizza con questa ipotesi. Intelligenti, caporali entrambi, l'uno messosi al ricamo, dopo due settimane anva ultimato un ampio pezzo di macramè, eseguito con rara perfezione. Era. il più esatto fra i ricoverati ; muratore, come il nonno ed il padre, reca nel auo cervello con l'attitudine alla costruzione l'esattezza familiare alla squadra ed al livello; la sorella è sarta e abili~sima nel ricamo: questa ha cinque anni più di lui. L'altro ora è tessitore di vaglia; di professione ebanista, discende ·da fabbri costruttori; ha una zia, con cui ebbe molta domestichezza: essa tesseva negli ultimi telai a mano del paese. Il mestiere del tessitore lo scelse egli stesso. Nelle sventure. nelle disillusioni della. vita, se non esistessero leggi segrete di adattamento, e di compensi saremmo al certo più infelici. Saluti perciò il cieco di guerra la benefica legge di natura che volge al più alto grado l'attenzione psichica alla complessa opera dei sensi superstiti. In grazia a questa legge, egli porta il suo essere sopra un piedistallo di dignità e di azione; chiama a raccolta la sua memoria e i sensi residuali, li esercita, li affina, n ulla oblia, nulla nasconde. Passa giornate a comporre al nuovo lavoro le mani, divenute ora le ali della sua vita: poi >a nel mondo semp lice e sicuro in cerca di lavoro e di affetto; porta seco la fede di un grande d?· vere compiuto, brucia e disperde snlla purissima fiamma dell'amore patrio, tutte le ill usioni del suo passato di veggente, tutti i dolori del suo avvenire di cieco.

IL -

I simulanti.

Ogni atto che compiamo si ripercuote talmente 1iel nostro animo che non si può fingere lungamente un sentimento senza che questo non penetri un poco in noi : tale assioma. di scienza è la base principale del successo educativo. Con continue ingiunzioni si inculca al bambino sentimenti che non ba sempre nel suo animo fino a che


852

CUCHI E SIMULAN r r

o per t imore o per abitudine non siano penetrati in lui. Non è forse vero che in appresso a furia di fingere riescono meno pesanti al nostro animo certe convenienze che prima ci contrariano forte· ·mente? Il perfetto diplomatico, e p~rchè no, l'no mo politico di vaglia., raggiungono i loro valori , quando col costa.n te simulare i veri stati della lor o psich e, la simulazione diviene una seconda natura. ·Ogni medaglia ha il suo rovescio ed anche la necessità. di fin-

f lg. v. Grns!o nella m~scher.1 del dolore.

gere caratteri ed atteggiamenti non propri, ha, m dat e cir<'ostanze, la sua patologi a. Fausto Maria. Martini tracciò con frasi eleganti lleffetto della. maschera scenica negli artisti drammatici. c Un triste « destino accompagna la vita di un comico, sia pure celeberrimo. « Hanno un loro volto, ma la loro stessa arte, li costringe a nascon« dere questo volto, sotto la maschera che muta ogni sera.

'


CIECHI E SH1Ul.ANTI

853

La. maschera. composta dalla finzione scenica, corrode il vç>lto : « o la maschera predominante è una, e s'impone così che il volto umano « si identifica con lei; o le maschere restano molteplici, diverse. anc titetiche fra di loro, e allora tutte queste fogge d'umanità, che a .: volta a. volta l'attore o l'attrice assumono, formano come un'onda -« affannosa contro cùi la persona umana dell'interprete lotta dispe· c ratamente, perchè il suo volto affiori sul livello della contempora· < neità. Qualche volta questa faccia. riesce ad apparire nella sua. ve· c rità nuda, ma come tormentata. L'onda d'umanità molteplice entro c cui si era bagnata l'ha con-osa. E allora, per chi lo ripensi, il « volto delPa.ttore o attrice acquista. una. strana fissità di sta.t.ua e « volge certi occhi carichi di uno sguardo dalla lunghissima scia, che c sembra guardare a noi contemporanei da sconfinate lon tananze : « dalla lontananza. di quella umanità idealizzata nella quale quel « volto ha rischiato di affogare •. E leonol'a Duse, con voce piena di malinconica meraviglia nell'aver trovato ch i avesse rivelato tutta la sconfinata tristezza d'un destino umano, gli disse : c È questa, amico mio, la nost ra fatalità. La tortura e la morte ~dell'artista. è la. sua stessa maschera.. Avete detto bene : avete voi ri« velato a noi il nostro male! La maschera, quella per cui le folle ci c applaudiscono quando la vedono sorridere o piangere sott.o i sol« chi violenti di Juc.e, che la ridotta mette sul volto degli attori, la « maschera, amico mio, corrode e ci distrugge questa nostra· faccia. « umana ». In base alla massima enunciata il mio pensiero va più oltre: anche sulla psiche dell'artista debbono aver presa 1 patimeuti della maschera scenica. Nel cervello noi vediamo comunemente l'organo esclusivo unico generatore di tutti i nostri stati d'animo, di t_utte le nostre decisioni, e crediamo tutto emergere da lì, dimenticando che nessuna sensazione giunge al cervello se prima non è passata. pei sensi. Quest a relazione non si rompe mai i l'opera del lavorio per iferico è talmente .connes~a colla. ideazione, che un pensiero, anche tacito, ricorre per svolgersi all'articolazione della parola. Lo stesso legame unisce la mimica, cioè il senso mnscolare, al sentimento; guardate in basso c

senza un movimento mi~ico negli occhi; e nel volto, rilasciate le vostre membra senza. una minima contrazione, e la. vostra. psiche si a datter à ai sentimenti più miti: senza uno sforzo visibile, o sentito, n on sorgono impulsi di d ecisione o di collera. Gli occhi imploranti


854:

CIECHI E

SBI GLA~TI

in alto in epoche di fede pura consigliarono la cuspide all'architettura dei mistici ; quando la religione salì a potenza terrena gli edifici religiosi si ampliarono sulla linea orizzontale ; non altri menti il gesto si estende sull'orizzonte per esprimere ' un' idea ·grandiosa. Il movimento degli occhi, guida P equilibrio-del -corpo, giudica e ·misura. la posizione degli oggetti. All'analisi ·acuta di G1ambatt1sta Vico sem-

F.g. VI.

Zacconì n~lla masc hera clelia so!Teronza.

brami non siano sfuggite simi li verità : c La mente umana è inoli· nata. naturalmente coi sensi a vedersi fuori nel corpo, e con molta difficoltà per mezzo dell a: riflessione ad intendere se medesima:.. Il senso è d unque il primo grado nello sviluppo delle idee umane; la fantasia i l secondo, la ragione spiegata il t erzo. Le linee di compiacimento, che assume il nostro volto per una. sensaztone gradita e mezzo dell'odorato, dell'udito, della visione, del

. ~


CIECHI E SÙIULANTI

855

tatto, è la. medesima. con cui si esteriorizza. un sentimento lieto dell'animo nostro. Ne derivano, nel volto -e nel gesto, maschere differenti di aspetto, nel dolore (fìg V), nella collera, nella sottomissione, nella sofferenza (fig. VI), nell'amore, nell'attenzione, nell'astrazione, ecc. Esse formano un legame necessario con lo stato d'animo a cui appartengono. Cosicchè, una. maschera imprime a.l soggetto quello stato-

Fig. VII. ::ialvioi mantiene per abitudine una mas :hera trn:;ic~

d'animo a. cui e::isa appartiene, e quel dato sentimento non sì prova & non si esteriorizza., se il volto ed il corpo non risentono od assumonoquel dato atteggiamento mimico; non altrimenti il pensiero, anche tacito, per. svilupparsi corre ad articolar la parola.


''

'

CIECHI E SIMULANTI

Perchè dunque frangere questo legame, ammettendo che la scena corrode solamente il volto? Se una ragione oscura accorcia la vita del medico, percbè le contingenze sceniche che travisano in modo più o meno manifesto le line~ del volto non debbono imprimere nella psiche, stimmate più o meno velate, più o meno sentite? L'artista può sfuggire a questa fatalità, perchè il mestiere ottunde il sentimento ; ma. non sempre vi riesce. Ed allora. col calcare per anni ed

.anni la ribalta egli si sdoppia; nel volto, nel suo animo le linee orginarie perdono di prt>cisione, e così insieme alla. entità. strettamente propria. egli trascina. seco quello fittizia della scena.; chi soggiace è .candidato alla. neurastenia .

Una gentile attrice Giulia Cassini Rizzotto, a cui sottoposi il mio pensiero, rispose : « Lei fl nel vero: la. faccia come la nostra psiche ..: risentono gli effetti della scena e purtroppo noi artisti fatalmente « diveniamo nevrastenici ,.. L'artista. anche al di là. della azione scenica subisce i parossismi della finzione. Se.lvini che mantiene per abitudine un cipiglio da trageùo, (fig. VII), studia per la. Morte civile l'avvelenamento con, la stricnina, e simula la morte sotto lo spasmo stricnico. Il dramma in America. si ripete per tre sere consecutive; &l quarto giorno gli si manifestano spasmi tetanici involontari: la Morte Civile in quella turnée fu messa da. parte. Za.cconi medita. il capitolo della paralisi progressiva per rappresentare il protagonista. degli Spettri d'Ibsen; un giorno im~agina di sentirne qualche sintoma, ne parla


C I !':OHI E S IM. GLA:S 1'1

agli amici, consulta il prof. Castelli no: « ho qualcosa qui nella gol<J ~ che non mi piace; fossi io pure un paralitico? • Da. <;_ uesti fatti scaturisce una domanda di attuali t&: quale in• tluenza ed in quali condizioni individuali può gittare la sua ruggine 1 nel soldato simulante la maschera. da lui assunta ? Simulare ad or-chi aperti, mentr~ ci si conduce, si agisce e si proseg)le nelle proprie occupazioni quotidiane per nascondere uua parte della visione, ed ·ottenere la riforma o il servizio non mobilitato, può snscitare ap· pena una. dose variabile di agitazione mentale. La bisogna corre altrimenti, qnaudo per simulare la cecità gli. occhi subiscono una ma:lchera. d i spasmo, copiata goffamente da movimenti d isordinati di .a lcuni ciechi. TalvoHa. il soldato simulante si afferra a questo siu toma e l' iutensifìca.: caccia. spasmodicamente i suoi occhi fin r• a nascondere la pupilla e perfino l'intera iride sotto la palpebra su peri ore sospinta in alto, o cala le palpebre come veli immobili sopra le pupille. A ltre volte serra fortemente una. sola palpebra ed abbassa spasmodicament e il sopracciglio (vedi fig . VIU ). Le reclute datano tali difetti dalla loro infanzia, i soldati li dieono causati da gas asfissianti, da abbagliamenti per effetto di folgori cadute in vicinanza, o per altri incidenti. La simulazione lasciò la sua scia in due dei quattro snidati sindacati per lunghi mesi, che vennero ,i nviati nel mio ri parto per un verdetto finale. In uno la palpebra contratta spasmodicamente ad arte manteneva dopo 14 mesi una contr~zione evidente, anche nel sonno. L "altro che simulava la cecità a palpebre costanten::entt' serrate ebbe un tale turbamento ipocoudrico che per togliersi da una stato per lui intollerabile divenne auto-lesioni sta, producendosi. un'ustione nell'occhio destro, cbe quasi accìecò. Non è raro il caso di ope· rai auto-lesiouisti che durante il dibattito della chiesta indennità: cadono in uno stato neuropatico che si prolunga fino alla fine d ~ ll a vertenza. Tale nevrosi di. indenni tà, così essa è chiamata scientificamente, si riscontra nei sinistrati, p. es., da sc0ntri ferroviarii, sopratutto se i loro nervi furono fortemente messi alla pro'a nell'atto del ferimento. Anche la simulazione puramente mentale, eioè senza uno spasmò muscolare e senza lesioni, ha pure essa i suoi effetti dispiacevoli. Alla richiest.a eli una malattia da simulare un amico rispose: Angin a p ectoris. _La recluta ne studiò a dovere il capitolo, recitata bene la parte, ebbe tre mesi di licenza; volle o no trarre in inganno un mio chiarissimo coll ega di Facoltà, per ottenere un certificato, cer to a lui àccusò sintomi di sofferenze; venne constatato il perfetto stato di sua ~! -

liionllt le di mf<Ji,·inn molita•·~ -

Fa•c X.


ClF.CHI E SHll:LA~Tl

salute. Dopo qualche mese fu riformato. Prova>a adesso tutti gli effetti della. terribile malMtia, dolore trafitti vo nella regione sterna.le, al braccio sinistro, al collo, a.U.a nuca; la notte era assalito da senso di soffoca,zione, d i apprensioni terrificanti; era divenuto l'ombra dì sè stesso, con occhiaie livide, passo incerto, timore dello spazio. Non valsero le assicurazioni delle norma! ità del cuore e dei vasi; prospettargli che la malattia fu da lui immaginata: i suoi patimenti non cessavano. Soffriva evidentemente di una sindrome cardio aortica. da :5uggestione. La simulazione quindi si ritorce contro il simulante. Se questi è un calcolatore, freddo, forte, riso] uto, non risente conseguenze; ma se è nn debole di struttura- la viltà è una debol ezza - o disposto agli stati neuropatici, egli subisce gli effetti della. legge : non si può fi ngere lungamente uno stato di ~tni m o senza che q uesto non penetri . . un poco m no1.

Corpo di spedizione italian o in Macedonia (Laboratorio batteriologico centrale)

Osservazioni intorno allo scorbuto fra le truppe italiane in Macedonia 1. 1> per il prof. Carlo Vallardi, capitan0 medico, capo del serv izio batteriologico

St•l nO\'t•Hlllrt• Hll i fm i mili1 :ll'i dc· l nosLm <·orpo eli ,spediziOIH' iu ;\TaeNlvni;L app<l>ITPro JICr la prima ,·qJt.a, a.lc unt• forme <'lassiche <li s<·orlmto. c he b t• ll preslio si nwlt.iplicarono rag-~iung-t'nùo a linLto il rum;<· tli giug no 191 x la cifra complessiv a, <li 1~0. Pn•<·Ptlt'lll e.nwute e conlt' lll}ltlraneaHwnLc' le allr<' d.rmat<• a llen.te (t·Sdusa l' inglcst•) furono colpil<• tl:llla Rl t•ssa. malat Lia, che, specie in <ti<·Hnn unità. ntg,g-iunsc proporzioni tll:l /.!:l!'iuri clw uou udle JWKln·.

L'inizio, il <leco r:~o c In. gratinal e ri<lmione lino <"~<Il a lSco ulpar,.; <~ tlclh\ nostra piecoht t•pide mia, di seorhnto. hannt) ot'fert.o un compl t':>;;o cti c::wattPri partil:olat·i e ben delìui ti che ba..<:tcmbber·o l)Cr loro R11:'fi.-<i a :.rinstifì<'a,n· In, preSPniP nota . .\li si ag)!inn <t> J'opport.nrtit.ù, di a.vrre s ot-t o la mia o,;st•l'V<tzione per ordine della D it·eziou~> di sanità del corpo 1\i spedizion l', nl'l t'l·pa.rl;o inf<•t ti vi aggreg-a.to al La.bora.torio batteri\>logico c·rutr·alr (o1\pP d ~lc Ù ;l r·ampo 0101 ), t.ut.t,i g-li scorbu t ici denunc i a i, dai ''ari nn)(Lri o:o;pr.d<l.li: non t rnlasr·iai qni111li rli <'Om piiO're sn quPsti ;J.m ( 1) C'o.Jmmicni""e f ttn 1'8 n g ·~ t.o 1!!18 n ll<l ~ So -ìh e d e )!~d ·cine iut erall i&e • ·


·

OSSERVAZI0 :\1

J~'f"lìRNO

ALLO SCùRBUTCI

Jll<~lati iuùagi u.i <Ult~mucstiche, cliuic h e e

•li labomtorio, d(•l k quali 1..hu·ù

q ui un hx·eve ri~ts.:> uuto. , Il SPitore occupato dalle uo:;tre truppe i o ~I aredoui<~ eulll prt.mde, con t'è noto, un tratto di pianura p;dudo«a. ( Anme . . . . . ... ) ecl un t ra.tt.o montagnoso fino all'alt.ìtutliuc• di m. Lo:.o. L t>. fanterie ot·cup;•uo le varie posizioni di ctu~·sto front(' a periodi tlgua.lì intE.>rc·a.la.ti d a periodi tU riposo

n un;b regione retro:ltaute ll'<t 1ft mnutagn<t e la. phtnura. Il

clima del lll'tLore di fronte ù pìuLt,o:;to ,.,1riabìle: uclh~o SL<bgiolw in vern;dc si raggi uug-ono te1upera.tme molto iu[et'iori <tllo zE.>ro t~Luto ìu pianum com e in mout;tgu:t; iu pi<tunra r umiditib ù 11\o!Lo alt.a per l 'immectia,ta vicinanza, del tinme. { Set·vizi delle rct,rovic 801.10 SNtgli ou;tti in V<Ll'Ì lJUilti clelia ~Ia cetlonì<l. lungo lc1 vie che :-:ct·nclouo liu.o i.l.lle rt>gioni clel Vantar

erl al mare. Lo scorbu1.0 l).Ì è nmuifest.a,t.o (velli t.,dx· II.t f) nei reparti in linea. (ianterie, artiglieria cl;~ montagua. al<·uni n·partì tld genio) con ~::asi 127 = 70.G "o : uei rt·parti 1h•ll e rPtrovi1.• c·nu •·asi :2~ .., 12.7 ~o otYcrti anche <la militari :ultletti alle sczio lli d.i Rauit.~ (.) (;a,si) t>d alle i'>qua.dre dei pana\ Li cri (:.! casi). J.lnmi mìliuu·i ricov<.. r:• U negli ospedali o n ei conva.Lescenziat·i pm aiLre rnalat.tifl o pPr fer·itc• (eitsi :)O = Hi.7 °0 ) dura,n te la dogenza pres(•nLarOtlO tiintomi <·.la.ssici' d i ~~·(JI'buto t hr rP >;erc. necessario uu ult·erior e tml talllento ol!pìt,a lìrro. T.u. r. a) Inizio a~ orbuto nelle linee a Ya n zate. b) » nu ll o· retro vie .

c)

•

.

.

.

.

• . . . in oap~>dal i ed in convah•acenzluri .

•

Cnsi l i7 ~ i0.6 1'0 • :?3 12.7 o'o • SO= 16.7 %

=

D a lla. t:;t<LLìsLh:a ùegli scorbuti <Lpparsi nei v~tti r o·gr.rì•uvnLi e repa.rti delle linee avanr.}bte. uon :;i possono trarre cri Leri sull' infl uenz<t c·he le condizioni eli luogo possono avP-r ::wuto Ut·lla gora vit.à o u~lln. ditru ..:ìone della malattia. Per l e fautt>J'ie iufatLì (Lab. ff) !\ Ì l: OI.H>~rva.to r inizio dì 35 e<>si n ell<1 zona di piautu·a; di :3:~ casi nella. zou<t mouta:rno:>n.; eli 39 casi n elle loca,lìtà. t·t:tro:;tantì clnra,nte i pc•rìo•li rli riposo. 'fM1 . I l. Zona pianura

= 19.4 %

Zo na moDtagnOC!a

Zona riposo

=

Casi 39 _ 21.1 ~,. Casi a J 18.3% (T~n p Jrcentunle ~i riferisoo al nume ro 1 o tu le •l"'i cnsi).

Ca si 315

L 'epidemia. ili :>eorbu tu. iniziatasì con l :.l C<"LSi uel novemlll'e J.Ul7, ridotta a :1 soli ca-sì iu dicembre, è poi progressivamente a.umt>uta.t·<L cou l'inoltrarsi c.lell<1 s t.a.gione fredda, fino a raggiungere Ja morbiliLà masairna n el ma.r7.o lHl~ (casi -17), segJtit<L poi <la casi 45 iu <Lpl'ilr.. , in fine da c~•si ~ in w<1ggio. :3 in ~iug-uo, o in l11gfo. Da quanto !li tlir~L ìu seguito r i::.ulterà. l't!ventnalC' intluenza. cbe può <Wer avuto il c lima. wlo od inSÌI.'lllc ad altre e<1uso, nel ùett·t·mina.re la freq u~nza <Ielle manif<'sta.zioni. srorbutiche in Maceclonìa: certo è però che I'Apoca dell' in.~orgeuza e rlel clec:ors•) dc•lla. malatt.ìa. f1•a le uost.re


o;;:;;E:r<VA%10Nr I:- TOR:-ou ALL4•

St. OltBUTO

trupw <l'Urit:ntt·. non Ila ris('ontro con quanto si t osservato nelh\ gu('J'ra att uah· su altre fronti. T,c rt•ceuti nwmorio dd compianto :;;itcarcli, eli Hompiaui. eli \'annut.~lli. di Har t olotti. di l!'icbcra !'\ulla fronte iblliaua: di Tlovr:,;clldbmann nell'armata. russa e di molti a'tri: rlimostrano c·llt> la maggiore Crequenza degli scor but,ì si ebbe in priman?m Nl iu t>I'Ull l· . In loro rid11zioue invece~ fino alla scomparsa, dopo uo· \' f'lll brr.

** * Il modo d i rua.uifestarsi c ili deconere ùella nostra epidemia. di scor· IJut o in :\l a-cedonia poteva <'· pnò a tntta prima far pensare che qualche fatture f•tiologico, for:::e anche di natura infetti va, coad hlVatQ da ca.USl' molt.eJllid e complesse sia intervenuto a d<>termiuarla., manifestandosi fm truppe c-he. pur occupando da; un anno le medm:imc posizioni eli fronte: nou erano state, fino a quel momento1 tocca.te dalla ma.latt.ia. Dat.a l'oscurità che ancora. regnn intorno all'et.iologi;'l. dello scorbuto, è natura.le che tnLLe le ipotesi avanzate abbiano po1;uto incon trar Ja.vore in relazione a coudi:doui sp eciali <li tempo e di luogo . . Non è qui il caso di passar!' in m~~l'gua e lli:;cut,'rc le principali di quc~<te teorit•: mi Rembra JWrò che in molti dei lavol'i anche ili 1·ecente pubblicati 1-i sia trascurat.o quel comp1N~so di fat.tori, cbc solo può derivare dall'esatt~l conoscenza delle an::unncsi prossima (• remot.a degli amma.lat.i, del modo di insor~er<' tll'lla malattia e tlelle condizioni di vita dei soldati in :m[)ponu specin IHwnt e al la n11trizione. al l t•lll}lo ed alle località. Co:::i i:• che. r;tceoglit'ndo nei mesi scor8i i casi di scorbut.o, abbia,mo piti volt.e pensato. ;ul e:-ewpio, l'be il fat.Lore alim~utare poteva avere meno im· pottanza dì a l tri. porcb è le mauifest azioui scorbntiche compa..1·i ,·an o in milit,a.ri di repnrt.i di versi anche dt'lle rotrovi-e, ilo ve l'alimentazione potl"Yol t>i'~cr<· piì1 variata e più ri<·ca : iu ,·<'ce il s ucce.<~si ,.o dec.or~o d(·ll'epidem ia. c·i ha per1nes:,;o di a.\·anz:nc le ipotesi chP. YenellH' Cl<pOilt·n<lO. l'asf'c•rtnlu ora in rasst•gua le cause predi.~pournti ìndirid~tali ossPrvatt· (:On ma~giore frequenza twi noxtri a roma la ti. t n:tf urale C'Ile fra le cause morbose predisponenti non si dov~f':-;e t.l'ah\,(;iare in quP~ta cpidemiill maccdoue. di dare l'importanza ùoYnr a sia alla. n/l(loria . si~t alla di8scn tuin (amebica. bacillaro, clinica). cltt>. com'è noto. ft1rouo molto clil'fu,<;e in t ntto l'e:-crcito di Oriente. I.a. t alJelhl Ili climustr·a. innanzi tutto com·e nel 46.6 °0 ùi tutti §!li scorhu ici ONFwn·ati, le manifestazioni comparvero in individui che pr\'rc·dcnr<>meut l· avc•va.no solrcrt.o di malaria; il :12.7 ~o 1:1i riferisce a precedenti morbosi di malar·ia. pura. il 13.1 °;1 itlVE'<'e a malaria e ad altre ma.latr i e cout.ra.tl e in !\(;, ct•douia da non oltre un anuu (amebiaRi . dissenteria lmcillare \-' clinica., infezioni t.iroidet'). \'engono in S<'l\Onda lin<'a. per frl'tlnenza . le ana.nuwsi compromesse <la forme disst>ntericht(casi :,4 3o 0 ,1 ). So o iu :1;:, easi (Hl ..t~.,) ne~suua malattia impor·t;.lnto e recente t·is ult.;~\' :1 cl al. ·a.CI'IIl'fl bl. indaifirw ;\U;\tnnl•stit·tJ.. o rlallt· ri<·orch ... siflkm:l1 iC'ht· tli la bora! orio.


'[ A~. liJ. Cosi :J.J -=- 19.f o{,

A ) Xe sauna malall ia prtyrtsoa . B) .Valattie pr. gre~·' l .

C'as i .j9 = 32.i 0 0 \ • • • . • • . • . • . 2) .\lularia oon a m-·bia,;i crooicu (rilevat<1 d a ll'ana · mnesi o dalla pre 8(:nza d i cisti). • . • 8 4.4. ",, ( . 46.6 :l) ~hla.-ia e disSl'll ter ia bacillare (ril,·va ta mn •si o dalla sie ro d in gnosi) . • 9 -- .-. <·., \ 4) .\lHln ria e d isseHteria eli n i cn • 3.-88 °n • i 6) .\la lorin ed in fezione tiioid M . • l = 11,6 5 °, 1 / • 61 Am~biasi cron ica (ril&vata c. s.). • l i = 9..4 " o) • i :::- :1.9 " o · i) Di~tenkria bacillare (rile vata c . e.). 341 ,, 8) D i, scnt erln clin i<' a . . . • • 3 0 = H\.7 "· 1) ~Iahu·i •• ·

9) Infezioni tiioidr·e· ittero -cntar mli

+ 2. (

\\'aRserma nn "'·•asPrman·• -

l \Il S!filid ,· .

2 \

Cas i

3=

•

4

~

0.0

"l IO

1.66 °'o 2.22 ~~

Tu un numtro J'a ~gu:n'd•·,· olt di atnmalati IYNli i:~b. lV ) le le::>ioni St'lH'blltiche furuno an·ompag-nate da lllfluije81r! ;; ioui m ntbo~S e ('OJH;0111itanli: t.ra questE' ntalnttiP la 1t1:1l a ria n•cidiya, Sf>gll:b\' <1. il !l.-l 0 " . T A li .

A ) Sir<drome 11corlmt ica

pur« .

ca~ i

• .

B ) .'\:tala ll it rot1CW<i faltti:

l

. d rome , cr;r b ut·ca . con. mn l ana . rec .tdtvu, . pl. vi vax cu~i J.l l\ 1 ) S111 . p l. praecox , 3 l Di68<'nt. ameb. primitiva Casi 8 2) • l'OLI nmebia~i • D ieaeut. aro., b. 8 r edd h·a. ~ 3) • o ~O t'l di srenteria clinica . 4) co n infPzione tifoid cn (Para tifo .4 ) ·' !t) .• J con pltlurite secca 14). apicite (l ), cntarxo bronchiale (2) 6) "' o C· n ieri te diverse (8), cont usioni ( 11, s<: Ot · . tatnre (l ), aacessi (2), cc-ng. pit d i (4).

.

)

.

l l

116 :.:: 64.4 %

= !!, 4 %

...

17

,

lò =

•

.•

. . . . . • ,

lV.

8.8 ~~

8 =: 4.4 % 2.7 %

·' =

i =

3 8%

Il ..= 6.1 o~

lu t orno all'import anz<l et! alle e,-,,ntu<tli n·lazioui fr:t uw 'aria o ;;corhuto già del tl'lnpo si t- rh·olta l'ftttE>nz ·ont· <légli studiosi. cl;L alcuni a nzi con note,·ole iu$ ist~nza, tino al punto da ammet t~· re \111 r;1pporto C'a u5:ale dit'i:!UO in molt.i c:tsi. Il c~~stellani U\'1 HH•i in un rt'j!gimento :l('rbo 11'0\'Ò Ulllllt-'l'Oi'Ì ca,;i di un'affezione ritenuta per scorhnt.o, che 11erù guarì rapidamente c·ol tratt a.mcnto chin ini co. Kc·i casi <la m o studiat.i. penso che la ma.l:1.ria, può a,·ere ~~ssunto impmtanr.a. come n1onwnto predispOIIt'Ute allo st·or· buto, fon~~· anche come monwoto nggmnmtt~ in mala.ric·i a.nemizzatj f-. d~:boli. C!te il fa.ttort• malurico pt·rò non oltrepas><i i limiti di uu elemento p redispom·ntt' od a.~gra ,·antr. risulta anc·ont dal f<\1 to 1•be l'OD l'<'tU lll f'Of,ar·e df.'Jlp fOt lll(' mafal'ic-lw rer·i 1lÌ\'C e J' iniziar;:i tfpf1p pri-


862

OS8Ell\'AZIONI INTORNO ALLO SCORHIJTO

miti v•~ . in J't·b7.iouo alla :si ·~,gionc, Lo soorbuto. anzichè ••umenta:re. s ubì una dì mi n uziono fmo ali~ completa scomparsn. al pri.ncipio · dell'e~t.ale. Aggiungo inoll,n· •:be uon ho trovato, eccetto che nella gravità, rome diremo in seguito, !livcrs it :t d1 !ìintomi c liuici tr:1 ::;oorbuti _puri (' scorbut i con JUt\laria prcgrcs..:a o recidiva: ho o.~:;ervalio che con il trattamento chiuiuico-a.rsenkale ne i casi complicati con malaria, il decorso della sinLQmat.ologia, scorhut ica non :su bi v;• variazioni diffez·onti dagli altri ca~:~ i pm·i; bo notato iuoltJ e che la t~rapia ~n senicale-chininica. si:;tematicamcnte usata n•·gl i s<:tn·bu L ici t mistura. Baccelli~ iniezioni di cacorli. lato eli so1Uo o 1li f.-! ro. li quCH'<· t l el Fowler; chinino }>Cl' o,.;, per via intramm<:olare t•ù endovt>nn.~ a. ecc.), non h<~ influito ~pccificamen tf­ sulh- lOanife...: ta;~,ioni ~corbuti ch e. 'J'ra. le ma la. t. t ia. concomit<~nti la dissenteria a.m ebica. . . ' sia sotto forma di reci(livt\ che di primiti va.: i· di poco inferiore a lla percentuale della malaria ( ~.t< ~ol : quelle della. tlissenteria clinica (esami di laboratorio n1•gativi pt·r amebe P ba<:illi) o dell'infezione tifoidea (Para tifo A). sono ancora più bass(• (LI- o0 -:!. 7"~l - Altre 10alattie accompagnate facilmente da stati genfc\rali scadenti (pleurit.i, ap:ci ti. catarri bronchiali); inoltre ll's ioni diverse di natura chirurgica (compresi i congelamenti d egli arti), non banno dato nella st.ati;;t.ica una percentuale a lta. al punt-o da Jichiamao~·t· ::;peeiale atten;~,ionc.

*

* * tanto per il modo d 'insorgt.>rè L "l·pidemia di scorbuto st.udiata.. Ct>me per il d•~corso e per· la sintomatologia, non ba in generale offerto carat!.C'ri diversi da quolli che sono descritti dai vari autori; r·iò nou of<La.u te alcune OS:iervazioni riguardanti i casi verificn.t isi rra l t' no:strc truppe in Macerlonia meritano un brt>ve cenno. r.Ja f 1Jbbre, che in alcun(~ epidl'mie · vi<>n<' descritta come sintomo in i ~i<tle costMltt', fm i nostri a.mma.lati invece non Ri presentò ch e in ca ~;i piut-tosto rari n senza. ca.r a.ttE>ri sp<>cia l.i. Considerando infatti i casi di scorbuto puro (vPù! tabella Yl: am. malati 32 = 17 .7 ~" del numero totale) quelli cioè immuni da. n.ltre ru:\ lattie rcceuti o da complicazioni capaci di dare -per loro stesse elevazioni termiche , \Nliamo eh<! l' inizio febbrile della m alattin, ·~ ' è presentat<• solamente in ~ cas i ~ 6.:! ~o contro ~5 casi =- 78 ° o apiret.ticj nell' ni:t.iù e nel decor:<o della mala.tt ia,. La stPssa, con sider~l.zione va rit)etuta. per il rle(·orso: troviamo infatti ~oli 5 caf'i = lii.8 ~ 0 , nei quali il rlecorso fu febbrile e q mtRi ,·empro> in relazione a complicazioni date dalla. stes8a malattia. In :m olt-i C'asi fu difficile stabilire i.! e f'iano compa.r lle prima le gellgi·L"iti, ovvero l<' manifcjlt(J.zion-i petect;/liali agli arti inferiori; que:;w per le I'Ourli7ioni nelle quali trova.:;i il soldato nei r(>p,nti avanzati. obbliga to a non ::;pogli~~~·si per molti g-iorni. Nell:1 ma ssim;~ parti' d('gli ammalati il dolore l1a costitnil'o il sin!,orno primit-ivo. e piì1 importanti': t'll ~O fu st>mpn: in relazione


O~l'Ef:VAZ!II:-; 1

lXTOBKO Al.L'1 SCOHRl'TI•

-coo la compa.rS:b di infill.ruz oui •'lll;tl ichP ù clle pa.t·t i molli, :5JH·c·ialm(·ntf> n.IJe co,cie, alle r·cg-ioni · poplilee <!d ai polpacci. :-\ul do:ou·, -clw cr>~l ituiiwe- qua,;i il siutotn ' sog-g-etttvo uni<.:o, è bene richiauHHI:l uu istaute l'att<>nziunl' JH'r i vrov\~('nirnenti che :-1i n•,.:cro necel'::;ari: Diel ro mio couRi.!.d in h Pirrzi(lue di f;auiU~ dt>l nostro corpo •li ~p('(lizioue, comunicò agli nfliciali medici clei regg-iment-i che i ("a:<i ùi ..:corbnl·o giuu~evano a ll"ospt(tlle in uno sLato troppo ino!tn•to dPII:.l. ma lattia.. quando cio.:\ il malato ~WP\'(~ denunciato il dolore. semprE' accompagnato da iutlnrimeuto delle parti molli degli Hti inft'riori. rsponrnti di ltRioni a,v<utr.atc e profonde, più difficilmt'nte e p i ì1 lent.amentt• ri p<1rabi IL Q1wste tli;;po:-;izioni d iedt>ro s n bit o o t. t imi risul~ati: le forme ~co rhu ticlw fm ouo d 'allora dN1UU<'iate piìt precoc·Pmentt> e gli a m mal; t t i. ri(·OHrn ti a li" osped a le in migli ori coutliz io n i. guarirono

in 11unwr<' rnagifiore (' piir rapiclanwnte. T .\B. \ '.

l f b 1 in izi11le . , con l!b re ) l n~ l d..•corsn ( ~en za fe bbre. • • • •

'

·

( petecch i., s• le • . . . . . ' gengivi te· pet.ecchie . . . ' • B) S illloma 'o/oy a ' ~ pet€c~ h"te· ecch"1m0~1. • • • . gengiv ite p. teochie- eccbim~ si .

C) C"mt>licazir:mi ~

D) E'xiii •

'l

\"\JfS ' ffi -'f'\f i

"

•

\ Rimpntrio ~i \

l _\for t i . .

Ca si

~ll\ZÌOU<1 ri

l peggioraLi

.

• ,,

•

miglio ra~i

.

' :

= 16. 1 "

Il =

to r>~oioi.

. . .

.,

::?!)

,.

.

,, 3. - 1.7

l

artic olari (ginocch io) •

t.fl ra ci t'O ed add onlin a le .

Guarh1

c.. ai 2 = 6 . ~ ~o / • 5 :;- 15.8 ~\) 117. 7 ..,~ . • 2.~ = 78 ~o

•

f). l

l :) 7 - - 16.1 A ·/

-" ( 6

,,

•l

l) l)

' o

.,

l

• •

33 ..:: 18 :.! 111=65

" • •

28

l ~) ..-)

"

•> o)

""

l = O,.{),j ~Il

l =

n..).1 n n

Da' l a tabt'lla Y ri..;nlla e h~> h• mag).!iur parte !l,·gli ammalnti (ili.l '' 0 ) pr(::-:éntb h tipi<:a /ri11r/,· siulomalil"lt : g-('ngivìte. JWtE>cchìt> pila.ri: mae-cbit• enchimot icbe ; n<' l Hi.l 1' 0 , i ehbt' unieamente geugivite o peterciliì': n t:! H.l n., ecchimo~;i :-:enza gengivite : nell' 1.7 "o solo peteechie . La geug ivite. di solito molto e~tt:'sa . sp N·ia lnJ en t<' all'a.rta.ta deut.aria. inferiore, non fu mai iu r{'!azione nt· lH.'l' la sm1 gra"ità uè pE'r la :;ua esten>:ione con la car·ie th•ntaria: esl'a appat·ve in qualche caso con manifesl;azioni i lllJlOUE'n ti co m o : d is tac·co com pie t o della gengiva, formazione di grossi inflltrati en1atici . dolore. difficoltà e talvolta. impossibil ità d ella masti<-azione. R·ari furono i ca:;i che rid1iesero interventi ehirmg ic: i in rapporto a. e o m plieazioui di a l yeolo- peri ost-i ti in sede d i radici o eerotiche. L'e:lpNieuz<) anzi ha sug-!!erito che La· <'ura aspettanti'. coa diuvata dall'uso di collutori a bn:-:e di adrt•naliua.. può evita.r·e s pe;:::;o I'OIDplic.azioni qualrbe volta ~pi:H:eYoli. Ho a.vuto l'opportunità. di -osser r:1.re uu ea;;o e•>m pl_ica.l n l"OU nu. ,·er-'anwu t li :ll g-inoceh in destro


nd qnalt> rintt>n·euw chirurgico s u una. a.h·eolo·p erio:-;tite molare. ese~u i tn in altro u" perlah;, fn subit o "eguito ù a :-;uppuno7.ione ù el YerK<lJJI\'111 o articola,rp (SI<tfilo(·occhi) e d a c.ompn,rsa di febbre. Lo• nii/Jii/r~</((:irllli Jlt'll·t·cltiali iu te rC>i!l'ia n ti qua;;i sempre l a r egione pihtn·. talvo l t<~ molt o ùi lrw~e e couflucut,i, Lal'altra in vece rar·e o <li l·nloril o mo' no intensam,e nt<· t•o~:~o. :-;i sono prP.sen tate in t ulti i ca.. i a ~li ;Irti infr>riori: nella m a :;s ima. pa-rto in quei;Li solamen re. rar~ \·u ltl' audte sulla faceia iut c·t·na. deg-li arti l:i ttperiori, a.lle spa lle Pd al t ut·aeP anteri ore. I fal .t i rcgrfl>~Si \'Ì di quf'l\tC pic·cole t' morragie pilari f urono r·.ontt·asseguati rlall ' impallidim ento g raduale. sc>guito a brpve di,;tnuza. in quasi Lui t,i g li a.mmal at.i. da nna leggera pi~rm entazione. L<' r·h i a:::,. f'1/IOITO{Jir·l" '• \· arie per forma., per dimens ione "' p er colon· · a Sl'l'OlHl;~ rlella diffusion e e dell'età dt>llo . t.ra v<li;O «>matiro. furono · ..;o:l! t p n~ accompagnai e da a uruen t o della cons stenr.a., nH' ia n te da. uun. Jltt s l,os ità dur·o·e lastica. atl una dlll'ezza, qwls i !ign ea dt>Lle parti molli. lauto piì1 tloloros~ quanto · ma,!!giore t•ra. la. loro oonsi::-teu;r.l.,. Oltrec.hè n.·lla sed e di eleziono1 di queste mani [est azioni (arti inferim·i) o ><servai t :tl\olt.<~ la. loro pre:-;enz.a anf·he agli arLi s uperiori, :->empre però in ~e· t·o ndo Ll·mpo e con diffu~iouP limitata: cl urante il d t-corso della malat.t.ia in :3 casi h o p otul.o nota re l'upp <\rire tli nuov i focolai ecch.imot.id agi i a rti IHl}Wriori. q nasi se m p re llrececlu ti ùa, t'l<!,·a zione terruira. J\on ho potuto se~uire completa m ente in t utti i ca:-:i l' eYl>lu.zione (li q tW:\t l' ecchimosi. e::;11endosi imposta. la tlt'c·essità ùel ri111patrio ch•lla. m:og:.rim· parte degli am nwlat i. sperialmentc de t p i it grav i : però nèi C'a,d (·bt> ho segu il o fino alla g uarigione notai una IPutez.z.a. molto ,·on,id<'t'PYo:e n e l ri:tssorbimen to deg-li stnwasi c d uu'eflicaeia presllOI'llè IH!!!<1lint dt:lle risot'lle tl'f<\pentiche loeali. DtU·ant.e il riasi'orbimcut o t> rorg-anizzar.ione ùi quest.e emorrag-ie si verilicò Rpesso uua, spic(·ata tt>Uclt•nza :~Ila retrazionl' dPlle f<~sde museola ri e delle g uaine tendinl:'e: :-i re rc hi di m ettere l 'ar to in csLen siune con ;t.ppa r et.:cbi f;peciali nou <tp pena s i Oi!SCI'Yi la tendenza a yizi<l·1 o po.>izioni ; in lJ ua.le he CMO !!i ••,·n ,. (·or.rcrc a m auo yre tiiCiléfl,UOtcrapi<'h <·. In g-enerale ,;i può a tfer m a.r<· che rm le lllllllijr.~la:inni pura mc ult ~t·url!ltlicht· e lo .~Ialo ge111' 1'f!ll' d ell' i u<li,·iduo è e::;i!-:t.ito uo ra.ppor~ù olirdt.o in rela.;r.ioue aueht• ai fat.(.ori morbosi predispone nti, in morlo ~)1\'l' iale a.JI;~ ma.h~r: a . 'J'ro v i;.tmo in l'atLi elle dì 84 easi <·on a-ntecedenti. 111a hu·ici puri o complica ti con forme di ssent eric he, b en \i !:.l prese n l a · Y<.tnO fenomeni rli SP.Orbuto ~t·a.v i. Olt re ai sintomi cla;.;sici sopra ricordati ò bene richla.ma.re l 'atte n· zioue s ull ~b l i 111a .s 1(/.iill,···il·,, cb c assume spesso la scler otìca, tauto più nta.u ifei!l a 4uauto pilt diffuse e gravi sono le mauifestaT.ion.i t ipiche tli'Jia m alattia.. I n torno allo stat.o <l ei l! i.~~!: ma. digerf'nlt' non bo notato t urbe spevi:tli all' iufuori d i qua-nto si è detto parlando delle precedenti o cou,~omi t an ti forme enteropa t ic.he, o d ei d · fitu.rbi de.t·ivan ti d alla ditflcolt:lT a m asl iea.zione.


l'i:'~ J:;HAZJ():ç}

INTOJ'l~ O

ALJ.<) SCORIH:TO

11 sistema yhiaw/(1//lre e lillfctt.i.co dimost-rò um~ quasi l;OSLa,ute compa.rtecipn.zione :ì l prOC(.'I:iSO morboso, car;Ltterizzata dall'aumento di ~olume alle volte cousidc.l'e\·olc, delle ghiandole linfatiche specialmente 1 ùel djstrctto ingninale; non ho osservato mai suppurazioni. <~uasi nessuno dei nostri ammalati presentò [orme ni tc11'mi, che in altre epidemie suno state notate, talvolta anche con frequenza. Ott.re ai pochi casi complicati con nl'fl'ite acuta ho notitto la presenza di edemi agli arti inferiori iu due soli ammalati ::ml declinare dell'epi· de mia; in questi gli edemi furono lievi e di breve durata. Le com1Jlica:.ioui .w·orbu/ìt·ft,, sotto forma di versamenti artico1ari tora· cici o toracico·addomina.li, segnano una percentua.le relati>amente bassa = 6 %; inferiore certo a quella notata nelle ultime epidemie. Nella massima parte la natura 11i questi versamenti era ematica: in un caso molto grave con la presenza di versamenti multipli, mentre la natura del liquido delle pleure era ematico e relativamente scarso, quello in· v-ece dell'addome era copioso e soltanto di natura sierosa . .Anche a proposito di queste complicazioni :'i è notata un' infinenza. preclisponentc a,Jla, loro comparsa. in individui cbe eli recente ave;va,no soJierLe altre mala.ttie (dissenteria, malaria); in nn solo di questi ammalati l'anamnesi remota. era negativa, Tn~orno a.gli r.~ il i deiJo scorbnto le cifre esposte nella tabella V non pO>iSOno essere a~,:olute, poichè degli ammalati rimpèttriati (146) non fu pos>'ibile a.,-ere notizie sicme ulteriori. I l 18.35 % dei casi fu dimesso per il nonvalBscenzia.rio in buon~ condizioni, dopo 1ma degenza media. ospita.liera di due mesi: di qne;;ti ammala.ti due rientrarono dopo voche SE\ttimane nell'ospedale per la compa.rsa di nuove manifestazioni petecchiali, però di breve dnrata. La mag-gior parte degl'individui rimpatriati lasciò l'ospedale in condizioni miglìora.te (117 =- U5 %l. Si è avuto un sol ca.so di morte. Tra,ttaYasi di un soldato che nel 1913 in _t.\.lbania a.v eva contratto una forma gr<t ve di malaria, .rccidivat.a più volte in segnito, in condizioni generali scadenti, con una nefrite parenchirnatosa suba.cut~t. OJt.re alle molteplici e gravi lesioni scorbnticbe, l 'amn1alato pres~ntava un copioso emotorace sinistro, elle pnr estratto due volte e sostituito in parte con aria. sterile, si riproduceva SE'mpre molto rapida.ment<>. A determinare la morte den~ aver contribuito lo spo.:;ta.mento i·a.pido del mediastino in rapporto all'cuw-pneumotoracc sinistro, cont.rollato col reperto anatomico. La. diagnosi anatomica. fu di « Emo-pneumotoraee sinistro con forte spostamento del mediast.ino, n efrit<' acuta diffusa, seorbuto, twnore cronico di milza >>. *

* Tutti gli ammala.ti di ;;corbuto *flll'ono sottoposti ad indagini- di laboratorio. Per tutti si procedette all'esame delle urine, delle feci per la ricerca di forme amf'biche o 1li bacilli (gruppi tifo e <lissenterici), del sa.ngue per la malaria, tl<·l siero ùi sangue per l 'agglutinazione co~ baciJii dei ~ruppi tiro 1: dit:~enteric.i, pér la rt>azione <li Wi! :>sermann. Per


OSSERVAZ IONI INTORNO ALLO SCORIJ\:TO

un grny p o di a m mahlf i fu t'ono eseguiti il e:utHt·g-gio 1lei g lol.mJi, il llo!laggio dl'lremoglobina, la formula leucocitaria: per nn altro gruppo ùi a u1 tna lMi 1'111'0110 i n i<:'t1 ate ca,,· ie con ·Sa ngut>, n d ne. li q nitli plPurici. _liq nid i nrt icolari, pie:l,olc raccolte emn,tiche g<•ugiV'ciU. U•·ln t•. - Sella. nln.J!gior parte. degli amm~1lati (tabella VI ) il t'e})t'l'lu d1·lle urine non fu normale (89.4 % l. Yel l:i.l % si ebbé albuminuria lit> n : (iufet·iort' all'l 0 ~) e:ou ,:ed i mento indifferente; M l 28.4 % a.lbu · mi n mia più nol<•YolP t fra. l e. 2 ~0 ) ed mobilintu·ia. senr.a se imento importnnt.e: nel -!2.:? 0/.. alhuminmia ed urobilinuria m<:'dia con presen7-.'ì di emazil' ne' S<'diuwnto; nel 12.8 % albuminuria (f;upcriore al 2%>erl mubilintu·ia l'orte con cilìndri, emar.iP, cellule renali nel sedimen to. La Pnt ità del rPpNt.o urinario, s p1•cie 1 iguardo a lla quantità d ell'albumi na . dell'uro bolina. t•d alla pre::.enr.a di ema,zi<' nel sedimento, f u quasi cost,a.nt.eml'llt·e in relazione a.ll 'l'stcnsione ed alla gravità delle manift'· :;t~tr.ion i scorbntichc· ; i reperti del sedinwnto pil'r compl{'ssi (cilindri~ c~ell u lp r<'n~tl i ed enmzie) si -prel3en tarOJW n f• i casi più gravi ed in tntt i qu<'lli che offrirono complicazioni. :\) Fl.;ame n rine n eg 71iw. . . • • . . . • . B) A lbum inuria lii'1Je (con sedimtnto indifferente) . . . . 1 a :naa e mazie nel sedìmt~nto. • C) A lbumin urta media ed urob1lmttr.a d. 1 con ema:r.o~e ne 1 se •mento . D ) ..J.Ibominuria for/6 ed tt robilinuria (em azie, o ilin d ri, o: llnle !'enali).

T An. vr. Cas i 19 = 10.;; 0 0 • Il = 6.l ~o

" 51 '' •

= .28., ~o

76 = 4 !.2 % 23 = 12.8 ~o

I 1·is ul ta.ti tl('gli t•:;a.m i d elle feci "i ùes\Unon o da.ne precedE'n ti t,a,belle: l'<~mebiasi pregressa risulta da,l rept>rto positi·vo di <'istì d ell ' Entamor·ba dtflJCIIkria e ; l'amPbiasi in atto, primiti><l o recidiva ton man ifPRtazioni dissenteriche Mute, r ifolnlta clalla presenza nelle ft:>ei di formP vegPtativl' dt-lla, stessa ameb<~La ricerca, dei bacili i (gruppi tifo ,. (tir;sent eri<·i l u eseguita isolando i gt•rn'li i n a)!a.r lat i osa t o t ornasola.to eli in Eu Ilo : seguLrono poi i noti proct•ssi (l'illen Lilìca?.ione. Ricerche :o~ul !<laugue e sul siero. - I reperti positivi pt>r la malaria risult n.uo pure· da,lle antecedenti tabelle. Si tron) in 17 casi il Pl. vi· vax , in 3 casi il Pl. praeco.r· (forme . a n ulari) . L ' indag:ìue fu ~empre ncg-a.tiYa per forme gametiche. I reperti di agglutina,r.ione positivi ollt·(· la diluii'ÀOnt• del iiiero aù l'\, con bacilli Ebrrth, Paratifo A, Paratifo B. Fle.xner, Sl.tiga. Y (vedi tabella Yll) servirono a. confermare le anamnt>xi per p r\:'grt>sSt! infe~ioui t.ifoidet> o per forme dissen teriche sospett<' bacillari sotl:'ert.e pochi m esi prima. rna net.ta. agglutina~ione ron uno Mi 3 badili disf.le.ntéric.i e con la dilllZione m inima del r:.i•·ro l % si ehbe ìu 16 easi. LP R4•azlonl di \\'a~st•rmann furono poSlttYt• in due cas i, uno dei quali con :;ifilirle ig norata : in <lul• Yecehi :;ìfilitiei <'urati preceJen· lPmt?Ul<' <'S"a fu nf•ga.tiva. t 't!l\1. -


867

(J:O:SER\AZl0:'\1 IlST ORSO ALLO >.C(Ifi BOTO

Furono

GoniP!,ndu ~rlohull. Oo"'agl.t'ill ••uwglohlun. Furmola I+'UI.'OCital'ill. -

()Seguite 50 r·icerrhe sul ~angnc per il conteggio dei g-lohulh do:<a g.!!ìo emoglob ina (emometro ::;nbli ), Jormola l1 tH'fJcil à r•ia: v~nti eli qtwiiti esami furono conclotti ~u ''ecchi ma-larici; treutn, sn indivirltli t·•m forme pm·c di xcorbnto: tutti p erò questi a.nrma,lati prE'sent-ava n•i condizioni generali s•·a.d(•nti f• sin t o mi storhu t id ciiffn:si e gra ,.i. D aUe medie riassuntive qui riport a.te ~<i desume n un notevole di min ozione delle ema-11ic e dell"cmoglobiua: il \:llOn.' globular~> però è sempre inferiore a.d l. t lencociti inYeC'H non sono ri•lot t i. anzi si può dire esista. una. lit>ve IPncoci tosi re la t h-a.. La formola lcucocitaria rii('Y;1 una lillfo c: ito~;i a bhastanza no t~: ­ , voi e nel sN·ondo gTnppo ùi anlnt<llati (non malariti l c·ou rt>l:\ti\':.~o r iduzione d('i polinu<'INtri tu·ntrotili.

'T

..

!

-l

-'i -"!

o

M alarici.

, . :l,931i,11110

Non malrtrici • 3.6 i0.000

..

c;

~

-.5 o

s

a

l

~l

9=

.." !.... -~

~

;; l ;>

!::

J 1. :?00 7H 0.!!6 9, i30 68 0. 11~

71 l

l ~

.::! o :.

" c;

:>

:>

T.\l3eu..~

c

j

"..

~o

!l

.:

_t

•=-

l

:>

:.

~

~.:l '\,

O. i 0 ,

4 H :2.4 ~o

0.6 %

.i \1

.. . . -

\'IL

o

.,f ' e

.;;

° ~.6 ° 3.5

~

.':

~:>

:i

;; "'

~

-

.:; "' " l

0

l. ".-.

30.5 ?~,

0

3.5 0

4J)

°

" ;1

reperl o leuC'ocilario votn·bbe tro,·are spiegazionl' in qtwutn fu sopra . iferito riguar do <ll co:;tante interessamento del :; is tem ;~ linfatico, c:~ra tterizzato da li' ingro::;~ameu t·o dei gang-l i !in f<lt id ~ u p_... r fìciali , speci<tlment(~ del distretto inguinnle. P er gli scorbuti vPreb i malari•·i la formula lenf·ocit~nia :;i an·i cina piit a Qnella, dt•llo scorbuto cb t· non a quella dd la malari;1 (~ue:-. 1 o

èronicn, neUa.. cpw le si hn {li

~olito

lfncopeuin C'on

mononucll'o~i:

occorre p erò os~ServarC' c he tutt i quPsti ammalati continuaYano 1:J, bonifica con chinino. R iguardo al reprrto fh•i g-lobuli r o:-:si e fi.,ll;J. emoglobina. in 4 <'a~ i d<>l :secondo grupp o ' i globuli ro :::i <Hri ,-:uouo a cifre inferiot·i a. ~- 700.000, e l'emo~lobiua. a nwno di · 6fr. In u u. caso gravissimo, cou complicazioni •multiple. s i 1TOYÒ: l.t)OO.nno gl<)· buli ross i ~ 4700 globnli bianchi. 25 t moglobina. sp:ccatà n.ui~orito- i, poli crom~tlotilia, notevole Jiufocitoxi, mai indizio rli rhl-zione d el mi-

dollo

OSSI?O.

I ' reperto anormalE' dE>Ile cma7.iP cou::i::tetté in una frequen t i. si m a a .n isocitosi più o meno spiccata; neila presen;:a di f!murli ~>ma.zie p a llide di granuli basofili, di policromatofìlia; non si r io,·euuero ma.i emazie nucleate. ProTe biologiche lu f•avia. - ::-le,!!uendo le indagini di l':ii<·cardi intorno ai rapporti fl"'.:t ::;iudrome sC'orbntica e spimch ctn~<i iffem·rmorragica. le quali , come è noto. rlimo;;trarouo ehe in qu;dl'be <·:tso hl. sindronw scorbutica pura. cioè senz;;. manifestazioni i1 t eriche. puì~ essere aceom pagna t a e t:ot.se aueht· t>OMcn ut:l rla Ila presi:' n za 1tl'lla -~ p i -


rtJd~ru·ln it·t~·r" · httl lllfll'l'lttr[JirH' (Ina ùaJ, iutravn•:si l'icerch!' iu qtwsto senso, ,;ct·gliPndo spP<:i:tlmente gl' iuùividni cbe Jll'Ci\entavano con una, sindrome seorbntiC<l put·<t, rialzi termici continui o temporanei. L a tecnica n:-<tl a è t1w·lla not.a, eonsistente nell' ini(•ttar!' ~ou-o cute o nel peritoneo <li cswia. giovane cin:a :! eme. di sangue :;terilll1enLe r;.weolto da una veua th•l mala.to. Provai sulle ca.vie 15 campioni di sangue di di1h·reut.i <ttnnl<'tlati: ~~ di u1·iue albuminurichc ed nrobilinuricbe (il rE>pcrto al para boloidc per forntc spirocbetichc nelle uri nE' ru sen1pre nega.tivo): 4 di n.!rsruut>nti articolari: 2 di versamenti plcurici; 3 di nw.teria.li san:,:·uiuolento provl'nit•nte dalle gengin~. Jl reperto fu co~ tant(~mrnLe Dl'· gal i v o: IL· cavie non solÒ sopra.v.-issero. ètll' inoc:ulaziont' d<'l ma,teriale, tua neppure preseut·arouo dimagramento o <tlterazioni visibili (iltrro. astenia,, ecc.). Le auLopsie di ques~~ anima.Ii furono negai ivl' e l 'esa.~e dci Ya.li organi, :-;pecie del fegato a-l para,boloide non di mostrò pre~t·llZ<l di · spirocbete. È noLo che' nè fra Il' nostre tru}>pe, nè fJ·a qul:'lie alleate in Ori<:nle ,;i pt·l',;enlarono fino ad ora forme it.tcriohe di natura spirochetica, a hltl'nO;:offrenti la sint.omatologia orr11ai hene conol5ciuta negli itLmi in· ft'lt.id di gutrra.

* ** H im:t.ne ora a <'Onsit ll'r<1re, un po' più da vicin o l'a ndatnenLo

epidemi(·o della malattia allo scopo di spi('gare, se (· possibile. la rapida, bnJ::;(:a ~s na disces~1.

Abbiamo già accennato a,Jla ques~ione clelia stagio11e: del clima, della l(lr·alif;, ; si ft'Cè rill'vltre, in rapporto alla stagione. In, differenza, fra la nostra epidemia e quelle apparse su a.l tri fronti di guerra; qu~ste di solito c.:ominciarono al prineipio della stagionl' calda, scomparvero verso la fine ll'aUI·llllllO; la nostra invccf' s'iniziò col freddo, ~cornparve con l'a,pl'irsi della prim~tvera. Se realmente per loro stessi i fatt.ori fn·tldo, umiclità, vita d.i t rincea in genere, possono favorire o deLerminare lo sc01·buLo, ma.l si spiega. come già si dissf', l' iniziarsi degli sr.orbuti in numero pressochè eguale in diverse località del fronte dove certamente vat iano le condizioni di luogo e di vita (montagna, pi;tnnm, zona:di riposo). Si agg-iungano i casi appa.rsi nelle retro\ie, n t> i n•.parti di sanità, negli si essi ospedAli del front P e della base. a re oliere ass<ti poco sostenibile l'ipot esi. Inoltre ment.re la nostra epid(·mia scomparve completamente, ta.nt.ocbè in luglio non osservai alcun caso tipico di scorbuto, invece in altri esercì ti alleaLi sullo stesso fronte e cl in condizioni climateriebe qnasi t>gua.li, a.ncora. in piena staj!ione cst.iva., si trova.uo casi t.ipici di sc·orbnto. Con il me~e eli aprii(' s' iniziò nelle nostre truppe la profìla.ssi chinioi('a. con la dose quotidia,na. di gr. 0.40. Si potTebbe a tut ta prima }'('HS:ue ad una influenza benefica del chlnino, se non per una even· t n;\le a;~;iou ... auLiscorhutica, almeno l)er un 'azione generale o specWca


OSSEO. V A~HONI l-STORNO ALLO SCO RBUTO

s ull 'organismo sano o malarico, in rapporto appunto alla rliminuziorw 'd egli ammalati dopo aprile. L'ipotesi però, oltre alle ragioni ·espo:\it> precedentemente, non mi sembra so;.;tcnibile. È noto che J>rt-~,;n tut! i gli t•scrci ti, che in zone malar·icht! usano la profilassi rh in i niC'<l ci L'Ilt• truppe, la percen t ua lr ù~>gl' individui r.he prendono s istematieamr>tlll' il chinino, spe~.:ie all' inizio drli~L st n,gione profilattiea. non raggiung\' m::ti cifre molto (•le'atl· e (pw:-:to in rapporto ad un' infinità Ili cause che è snpcxftuo discutere. Suppo nrndo che il 51l % dell::t truppa faccia la regolu.re profìla.ssi c·hiniuinl, ne rima.l'f<'bbe una met:\ non profìlai;sata e qu.incli suacef tihile più dell 'altra fli contrarre eventnalmcmte l!l scorhuto: se ripotesi fOl)SC sostenibile, si S<tl'ebbé dovuto nnre al più una riduzillne a met~L clello 's corbuto c no 1 la scomparsa. 'rn v'h<l di più: lo scorbubo si è Jll'esentn,to anche in vecchi m ala.rici; in buone condizioni g•·ncrali, elle cxegttiva.no anche prima. dell'aprile la rcgo lan· l>Ouitìca c·h in iuicn. :\[i consta inoltre che le truppe a,llf':tte che Mtu:ll1Ut'nt.c ùruunziano ca~i di scorbuto ~ono chininizzate. Re:ota ::., considera,rc il /flllnre t!limenlarf•, che certa.mentt• ha. assunt.n nell~ nost-ra epidem ia. un' importam.a primaria. E' troppo nota. In que:-ltione tlt•l rapporto rra. a.limenta?:ion e ed alcune forme morbose UYClHi sintomi ~-' cl•·t·orso molto diiY,·renti tra. loro, cioè alla t riade. bcri-beri. scorhuto. pt>Liag-m. .\Ila. noti:>;;ima dott rina di Pnnk ~u ll e avitaminosi. ~d lP Cl\ (Wl'il'll ll<' tt•raprrtl i<· be sugli scorbutici a.lim<'ntat.i con so:>tanit> ricclJe in vitamine (:-:lehincller), a llP rict·t·rhe recenti :-:ugli anima.li tli ìYcill-)fouriqnand t·d a. moltis,..;ime alt.re, clrbbono aggiungersi gli ultimi Rtudi di Chiek Pd 13.nme sulla profila.~;si del bcri-lwri e dello l'eorhuto in tempo d i g-ilPrra. ' ;:;rcondn rllll'sti AA. la v il amin;l ~t:1 ti:-;corbn tica è meno d iJin,;a de Il n. vitamina anliberi-l.Jf'rif'n; prPscntc in tutt.i i tessuti delle pia,u1c; mauen invi'CC nei vegetali e semi seccati. es:wnclo poco resistente a ll 'cssiceamento t?d a.! ca.lnr<': twi iWmi secchi uon contcnruti vitamine, esse tornano <l· eomparire quando l'ssi vengano bagnati e lasciati gt·rminare. Inoltre i llllt:(•bi dellr [rnl f<1 fresehc, i cavoli, le cipolle "nu.o specia.lmentc ricchi. in vitam ina antiscorbuticrt, che è invece Rcarsa nel ·!.a.tt.e. A questa pr·opl'iet~L rlcll:t vit,amina. a.ntiscorbutica di ricomparire nella germinazione si deve pro b<tbilnÙmtf' l' azione benefic:t su (Jll<'St·<' malattie dP.l pane nat.1.uale ti i Fruges, ùa noi largamente nr;;l to a Bt'rgamo · e s i spiegano le e~11cricnr.e di \\"eill e ;'l fo miquancl snHe raYi<' nutrire con orzo <:> c·on avc·ua. germinata. Nell 'alimentaz ione delle nostre truppe in Macedonia, si sono introdotte modificazioni tra febbraio e mag-gio n. s. In qnesto periodo si è migliorata. la r ar.ione viveri uormale di guerra secondo le ultime ùispo. sizioni superiori: con questa modificazione le pa.tate entl'a.uo pet· gr. lf>O: ilOStituibili da gt·. 80 eli legumi secchi o da gt·. 200 eli verdura; inoltre figurano erbaggi di condimento e condimento in scat.ola: olta' a <'iò .si distrihu isco no frutta. frc:-:r h e e secche alle truppe open1 n ti.

•


S,..ù -t

OSSE RV.HI0:\1

I~T•.1RNO

Al.LO !'("ORSUTO

l'na :>:lg).!"i<l tli:;po;.:i7.iou.- int rodotta. JH·I' migliorare il rancio tlel no,;trl> .:ul<la(l>, I u IJ ill'lla d i rendere p ossibile l 'acq uisto tliret to dapprima nei magazziui ,[eJht :,nssi:sU'uza, poi ru:,g-li sparci cooperatid di a,Jcuni generi alimcnhtri (olio, ace t o , vi no, sale, g eueri di conforto). Que:;ta. disposiziout> llt<:flsa. in vigore quu.ndo le OJ'taglie, larga mente diffuSI' n<' Ila zona operante e n elle rctrovie. ùa.Yano il nmssimo retHlimento in rapporLo a Ila. :;t agio ne e q na udo l'l'a possibil e al soldato raccogliere erbagg-i ~('1\·at id in aperta. campag-na, contri bul cer tam ente in modo ruolto officace ad amnPniare nell'rtlimenta.zione il fattore vitn.miuico . ..\ conferm<H'(\ r importa nza. del fa.tt.ore alirnentare nella genesi dello ~c·u r·huto, va, consid cra.t.o il ra tto eb ~ n essun utlìciale presentrJ sintotni n.nt· hl' lievi della rnalaLt.ia . ~e ;;i com;idcra. un isLan tt· la vita dell ' ufficiale P d el sol da t o in litwa. la di fl'crr.uza più notevole 1 onsist.e n ella diversità. llt>Jl'a limenta,zionP. ne: senso ci.H~ quella clpJl'ufticiale è più ,a.riata. e quindi indireLta.m e ntl' più ri t·Ca di SIJst.a nzt· \·eg-t·ta li io J!CDl'l'l!. I n oltre non fu rono trovati ~ inlomi eli ~corb1rt.o fra militn.ri dis!ocati io zone do ve era possibile: il llhero acquist-o 1lal commercio loca.IP di qua khe gent>n: alirnt>n(.arl': in qnc:-;te stes;\é località in vece. ~pecie nei pri mi ttH•si ill\·emali , f ra i rl (•J!t~ nti n eg-li ospeùn.li e nel convalescenziario, si \'Criticò, co ru e si disse, qua.lche caso cl-i s corbut;o. Di questo fnlt.o non si può inr.olpa re, S1·nz'aiLro. il dief etico ospitaliero; le ricer che Ili H eihir c i clicouo c he lo ~ corl>u t o ba un periodo luugh issi m o ù i preJHHazione, più lung-o d el beri-heri: per questi <:asi quinùi la, mag)!ior p~trie d ci fattori predisponent-i 1lovrehhe forsl' t•ssPre ricercatfl, nella t'it;a. precerlentcurenL<- eoutloLt a. fctOJ'; clrll'osped<\le. Lo scorhu to deve e~scr C'On ~ idl'ra.t o qu:-t le 110 coutplesso sio to ruat.ico a-vt,>n t.e camt.trri q 11asi costa n t i e d l'lini ti. Secondo le epidemie le cause pn·d i,;Jwnent.i e dt·tl•rmin;wt.i Jlossuno \·;1.l'iare entro limit i abbn.s tanzn. ht t·.~hi: fnt questr <'<bUr><' pt• rò il fatlot·t•. a.lime n t.a.rP ba uu· import;'t.uzn, •li pl'im ·ord in•·, contP li:1 climo:;f rn.lo la, nost.t·a ~p iclrm ia.. Zona tli gul:'rra M .. a~ost o l!IJ ~ -

L'attività del nucleo chirurgico n. 3in zona di operazioneper il prof. Raffaele Jannl, ma ggiore medico, direttore

· - - ----

L':tt.tiY i L~t

dt>l uudl'o ti.Jirur1òco 11. ~1 da me dil'etLo e (Lel qua.Le ian·\·ano p<trt t· i ùof l o ri ..\ntouio Conte ed Ernesto l'a.ppacen a , capitan ·. llll'lli<·i, è tlurata un mese. ::ii è P.~plicata twll 'o:;pedaldto da. ca,mpo Ha ~~~ feriti l'l'n\'t>llit·uti dalla. zuua llt•l Pnsuhio . :Kcl periodo di serv1z10, •lt·l nnl'!t·o, tlal H) )!Ìttgnn a l W lugli0 l!ll~,non SOlto rt\'vcuute in dt'tfa r•·:Jotll' azioni hl:llil'!at• nolt·roli.


L.'.HTIV JT.~ IJEI. NUCI.JtO Cfll RllRGICO N. 3, ll"CC.

K71

L 'ospeda,letto 1-1:5 è ben situa,to, adatto ed ordinato; ha una. ùi:>creta stanza operatoria. IJa t~terilizzazione del materia!~ operatiWJ e da medica.zione è benissimo compiuta in a.lltoclavP. Cl.atmberland Nl in una stufa Giannoli. D ett·O o~pedaletto uon è, invece, hen · fornito di strumenti: ne occonouo per le operazioni sul cranio, per .la lamiueciomia. per l'addome e per la. chirurgia. ossea. ùegli arti. I feriti vi giungono tJ·;tsportati in autoambulanze, con ogni c11ra, so tto l'a.sRidua ,·igihHtza del teueutt• colonndlo medico àiroldi, della . . . divisione; spe~;so Hgli accompagna i ferili più gravi .-d assiste ag-li atti operativi. Ho notato che i [eriti a rrin1no dopo c irca t.re ort' : dak1. la tlistanza d a lle lince e sopratutto la difficol!à di arri;·o a i primi posti di medicazione, che ho av11t.o cura di audan· acl 0 :51$ct'Yare col predet-to ufficiale superiore medico, i fl'riti ~1011 potrt:bberu a.ninw prima. L 'o::;pedaleUo H :i è ~ervito ben i~simç · dall'auto-am bulanz<t ratliologica della, città di ~lila.oo dirrtta. (La ! mrt.ggiore m edico prof. MC:lllis, residente a f;chio: di~tantt>. :.!O' tli ;J.Jti·O ; ad ogui richiesta. l'a.uto-ambulauza si rt·C<\ al i 'ospedaletto. pt!r 111 odo r lw gli operan(li sono sta t i tutti esaminaLi con ht ru.dio:;copia, e nHliografn,ti. Abbiamo operati Cl'anir i, torac•ioi, addominali e ha,tturat.i agli ;u'ti. Graniti, opera ti ~ : 1o (:;oldato P.) fe rit o da, ;.;c:lu:ggia di gnl.ll<~ta alla, regione frontale cd orbitarin. 1lc~;t.ra con p1•rdit.a occhio omuuimo. Detto fel'ito fu inviato a noi con a.sce~;so cerebrale front .a.le, in condizioni gravi. Cranicctomia: e limina.ziont\ (li :;rheg~ir di l•rojc•t t i le e ùi osso projc•ttaL~ uel lobo froutalc. Drena~gio . 'l'm:>l'erito <l. Schio in ottime condizion i generali e Locali; Z" (soldato Z.) ampia f<Jrita tla :;dJPggia eli granaLa a lla r egione occijJit.alc, con ampia. pcrdi b• di so~tanza. cranica c ce re brale. Connilsion i, gravi (listurbi drlla vista. Detersiou<·, regolarizr.azione del focolaio. Medieatnra. Mortf' pPr mcning:o . encefalit~c: :{o (l>olcl~~to S.) ferita tl;1. scheg~ia- tli g-ranata a lla regione rolandica sini ~tra senza fomnw eli uscita. :Hasia. ( 'onntls ioui. Cra.niecto111ia. ~Ii­ glioria sensibile. _\.Itri feriti cmnici sono stati os:<mTat i, r<t.cliogm.farti e non e~scndo slati l'i tenuti ovcrabi li a· urgenza, furono traslcriti P<'J' f':'~Scre :1\' I'Ìa t.i. per ulteriore \'igilaor.n, cù esa.rn<', vnrso i J·i;-;pettivi (:I'Htri nt·vrologici. Tqradt·i (l l. operato l. (:-;ol1lato :-\.) fc·rito tb palloLtola ali' emi t oracc s ., con cos}>icuo emotorace. l!Uviatoc:i dopo <l·lquauti giorni <:on febbre alt~•, plemite purult>n.t.a. H.est>zion<> rostole e pleurotomia.. D ccQr:<o post-operatorio cccPilcnte. Ad<lomi>t(tli. (·~), op era~i 3. I frn·iti rtddo minali, pci qttali si o1vcwa il solo dubbio della lesione di un o1·gauo eavo o di emorragia interna preoccupante, sono stati operati immediatamente. Dmant e i pr{·parati vi per l 'oporazionc ::;i è fatt<L la ra.diosco pia. In un caso h:t mc1iosPopia. :q·C'Iò la penetrazione nel baci no di una schèggia me t alli ca gros.~a. poco più di un acino eli pepe. ~on ri~cont,rando alcun );in tomo alhwnwnte,


1-172

L. .ATTIVITA DEl. Nl"Cl, l::U CHin'CROICO S . 3, Er ' C

deui:;i l'a~pt•l tatin1 ,·igile. )[crei' il ripol'O: il digiuno: la mortiua. la vN;(:Ìca, di ~biacrio. l" inft't'lllO migliorÒ a.l punto dn. l'al' giuclica.re inutile l'intervento. In un ferito al fegato (tenente C.) non op<'l'ato, trovato degente in un o:spedalett.o -ùa tempo, f<."bbrici tant<'. feci ra~pirazione di una raccolta. rli pns E\ bilo. subfrenica. Que1:ta raccolta. diaxnosticata, era. stata. confermata da. radiografiP. Guarigione. IO U~old at.o P.) ferita tht i'cheu-gh~ di granata penetrante nel qnadnuttt~ inferiot·e dell'addome co n Yaric piccole ferite d ell'intestino e e;ou ampie multiple ferite delia ste~:;a natura agli arti inferiori, speci a l monta ali n. coscia sinistra o ve (\siste una vasta. lacerazione della. r Pgione n.uteriol'e. La.parotomia con inc"sione para-rett.ale destra. Enterorrafia. Drenaggio. DP<'orso post-operar v o pPrfE'tto per l 'addome. A.l 70 giorno morti', c-!Je den? adrl.ebitn,t·:;i a,i gravi fatti infetti-d S>olt.isi nelle ferite rl.cg1i arti: ~o (colonnello R.) ferii a da. sclHlgg-ia d i g:rana,tn lJeuctrante nella regione rec·alc. J..I<'sione del c ie<'O E' vasLa. laeera.zione del Jnl'f;OCieca.le con emorragia. cospicua. Fra tlnra esposta spalla. destr a E' ft•rite nnùtiple <11 petto ed agli arti iuf<>riori. l::itato. grave. anemia e :;chok. La1Hirotomia, enterorrafia.. zafio. :Morto al :!O giorno; .)o (f'ol,la.to di N . ) h·rita pP.nctrante da SC' ltt·~g:hl· rli graun.ta al margine cosLale cle!'!tro, lungo la mam.millaro. Fc1·ita. la.ceto-contusa. del fegn.to. Haccolta ematica. Laparot.omia con indsione deU'appE>ndice :xifoide aJln. puntn delL'\ I c·ostolit. e resczionE' di'l margine cartilagilu•o. (~narig ion e . Arti. - l \Ioltissime hattm'(' •Sposte e gn1yi sono st.ate, con ogni c-ura. disinfettate e con atlaf ti <~p parecchi immobiljz;mnti tra-sferii . e.. al 1iù prl'sto, a Rcliio. J n n n ea,; o con note \'Oii~~i m o spostament.o <lei l'rammenti tibi<'l>li e }Wronirri, ho proceduto <~lh~ s nf ura OSSt':t. QuC'~Lo operato. g-uarit,o 11er vrima, è stat;o dopo cit·ca ~-• giorui, eou f!JlJhH'l'Cehio gc>.~::;at:o . lraSLI·rito alh~ SLL< lrl rtLa loealità.. .\'"ou occono insistere sulla !!t·ande uLilità dei unc·lei cbiruL'O'i ci (J'iuj licati <'flicaeissirni e di notevole l'c'n'li mente> cb tut t c le ment i noti li o fat.tivc. l>O\'rehbero sempre ttFiceuda.rsi D<'tdi os ellaletti più imporf,auti. Pn11iea.mcnfe g-iusta a mt• ~c·mbra la, permanenza. già stabilita di un nwlw. Si ò constat.<lf.o, in generale, quanto sia difHciiE> trov:tre degli uflici:tli In!!(lici elle :tùerisrano a fa:r parte di un ntteleo cd. io Cl'(•do Ri clebb:L addivenirE> :t mC'zzi 11ilt etncaci. .Non dovrebbe esser~: a::;solutamE'n te permc>ssa la 11rolungata. clegenza negli ospi•dalet.li òa campo di Irriti lievi l' fra.t.tiU'ati, speeia.lmente se in[ liti. Questi Ùl· fermi costituiscono un ingombro. un pE'ricolo per le infezioni de'le sa.lP di degenza e di mcdicatura. ed una fatica per tutt;o il personale <•he Ùt"YC, inYec-e, tenerf\i vigile, pronto e netto per altri pronti soccorsi. Trasfernuùoli su hi to, si può prolungare la d egenza degli opemti im· por\. an ti, si hanno selll P~'<' }JORt.i p l'o n t i rd a.mbient.e m ono i nft>tl o. •J

~

~


873

OsP ·:DALF:

~IJT.rl'.\rtE

D l Hrs.:nv., Yru..\ :\l \:>Erri -

Fm~; Nz;

La elaiopatia patornimica studiata attraverso la sua riprod4zione sperimentale nell'uomo per il dott. Lodovlco Tommssi, c:tpitano medico

E' m<>t·ito dd tl'llt>lll"t> colOlHH·Ilo uu:di1·n prof. CPsare Biondi. consnlc·ntP Ili qtwsto ospe<lalP prt· autnlesionist i. :-;e le t·laiopaliP. tla lui per p r ima, cl<·· scrit t l·: nbbiilno d'cmùh'c ln·e:-:o IJMt.o fr;r h· fortne l)atominticlw lllCglio <'!0no;,l·iute, 'ncliYidualiuniP e ~liagno,;(it·ahili prr r-;intoma.tologia prOlH'ia., o uon solo ]J('l' <.':<dn,;iotw. dalla f<'t'mr· Yt·rE.> conol(dut-e. Dopo !:1 ~na nota. s ul Hinrualt' di mrdidua militare ( ll i C1t:-:i di eluiopaLia fra i nrilitm·i autol!-l... irmisti si sono diagno:lit<d i iu gran nmtH>ro, P si è·capitocomemolte forrue fìHo allora in<·s11lit'att• o nllriuwHii irtlt•t'lH't>lall' non ><i ~mo a,ltro chi.' delle t·la'opat i t> con f:OY t·apJr O:-:i~:iuw• o nH·Utl <li aJtn• m::m ovl'e .J,mtomimiche. li prof. P.ioll<li . rimwuclo in:-it·nw i nuuH·ro.~i casi da llù scoperti (':-:tttd iati fra i militari dt·i pn·~idi e qul.'lli tlt>ll.t zona eli ,çrtt<'lTa, lla potuto nwtlt·l'•: in,;i<·n · ~· la, CYOlu~:ioH<> Ji..;iopaloh,git·a Nl i qn;tùri clinici ùi qttest.a J'O!'lll<b ntnrhosa, e le su C' dt'X<'rizioni n·sta.Jio M1l'he og:14i cos\ e;.:attc eh C'non a nei ~.:reduto opportuno ('lttnn·t· lttll'ar,gonwnfo st· uou mi Io~se ~lat.o possibil<' <·v n In. ri1n·odt1zione SJlt'l'ÌIHl'lll al<' nC'I1'uomo eli porLare un couLribut-o all o studio dd 1n·of. Biond i. J>l'e<.:if' alldt•JH· ht- etiologia e mettendo in rilie\' O u n } l;t l' l irolar<' rd int<·n·:<:-nlll<' stadio di questa. forma. finora. ~fuggita. a lla ~lt'Sl' l'iziOnE' .

AttnlYf'rso ìnda_2ini t•tl in<luzioHi il pl'oL Biondi sUtùilint la (•tiologia ~h·lla fonna. da lni ddall1ab1 daiopMia <11-.. (ù:t.·.:·,-oJio) iu inie~:ioui generaJ10t>Jt1e sotto<:utan~e eli oli initanti. E gli creclcva poi (ti poter alicrma.rt' t'h e ,;i tratta~sc di oli H'grtali di :sl'mi non t:S!-;icca.tiYi, e inllica.va coltle i più prol;abile l'olio di stmi ddl'C?lphorbia lcr/iris (ca.taput.ia. minor) adop<'· rato f·mpiri<'anwnt('e~otfo fomw di poltiglia di sewi, a llungaLa con acqua. · L e afTer mazioni d~: l proL B'ontli appariY~tno inrliscutihili e con Yin<:t-nti fin dove egli l'tabilinl. tratUH~i di oli irritanti. La.sciaYanoiu Yecl', a mi o ~n viw, adito al dubl ri·) l d alla disC'u:o;::;ione nella d eterminazione di e::;,;o. C'ntamente si dove,·a trattare tli sostanza a scarso potere iiTitante, tale da non dar luogo C'he a lPnta flogo:;i p roliferativa e da evitare completamt-nte il pe1·icolo della suppura zione. Ora l 'olio di semi di cuphorbia appari·r a troppo irritante allo S('Opo e la, sua ma,niiatturazione empirica con

c;;, rr. Cil< di l~te•li•'ina mi.'i'al't, l!> ,7, f~sc. : P Ci.ic'i n f (O. l !.l 7, fnsc. -Hl.

( 11 Bt Gl\D J. lt i• L LT. -

~ -

Gi<>t'nale d. t mr d.lcina m iUta •·c. -

Fase. X.

:•c- Vedi inoltre /so A-


874 semi ruccolt.i in sLa~ i oni di\'t'r,;(' <· [H'sta( i u<l ;tllungati din•rsamt•nlt· an·cblw dato una scala 1li il'l'ifa.;d tmi ('\'L'Lo piìt rariat.a t· rhP con gran frt·· que n i',a, ~:m•hlw <~l'l'i\·:d,a. :dl't·~U o suppumf j,-o e U!'('rot-ico, c11it.o. qul-'~<1\• ultimo, pint.io,.:f.o raro w·lle c>laiopalit•. !)'altro ea.nLo l<· [ormo cliui\·ht· infiltra t i\'<' a piastrom'. e pitl am·ora q lll'lll' no1lulari, t.roppo rammE>nl :1Ya h•t l'ineapsula.nH•nlo e la 1\0.~tiLnzimw liln·<J":t 1·h<· :~\'\'il'ne UPi bloccllt-tti di par:lflina in id,( al i ·~ ,;eopo <·Of';JJWtit"<).

f.'n rpw't<~ sQm iglianza :tpptuuo 1'111· pt·l' prirnv mi ft•(·<· Jh'I\:O::ll't• al1'11lin di \':11-'t·lina <·Ont<• llOs,;i l.ilc• l't>~pons:t.hill' 1l•·lla IOL'Jlla JH'O\'o< ·:~fa. in <·l•ll[nrmitft di quanto L\st·HrPlli Pd il Bm>:~t · <·hi 1 l) hatuw atl'Pnnat.o. A c<,llil·nn:t di qnc•"t:t opiHiollP stava il fallo <•ht· piit di una ,. c,lt:~ a f•tdlq.dti l'd a tll•· era. slll'l'l':>~o <.:hl', pltH.!.!t·ntlo H<:ll<· rl:liopat it• <t ~wnpo di:t·~Ho,.; t,ic·o u11 n~~tllll•• od un gor.~.:o linfa.tit·o. si <'l'~' ot tcmtt;~ hl J'norin"cit<~ ùi uo. liiJUÌtlo linqliolo. ÌJH·oloro, a ,.;upvrlit'it• ,;pll'lldt·nf t', ltllf no.:u. c·l~t• rt·,.;( ;l\·a ""flarnLo òal ,;;nq.:ttt• col qnalt· :<i ac·c·onll':t!!ll<L \'a JLI'II:t fnot·iu,,·j(,:•t• t"IH· ~>i J'a.<'<'ll;!!lit·Ya alb ""l'l'l'· litit• ùt>lliquit1o ,;an).!UÌHOI('ulo t'i'itnlfw. <~tw.:to liqnitlo t•ht• :t\ n ·:t tuit•· l11 (':tl';~ltt•t•i,;fil'IH· or~allult:l.li<·itl' tltoll'olio di ,.,h,•lina a-'IIIIH'Ya. rol :-:.url .tll nr, hL f'Cilt,rar.iolll' ,.;(•i:~IIJa <1a! rolul· ]'()";\al l'lllnt• IÌOl' d: JW ' ( •!), dtt• <IJ'[>llltlil è c·arallt·J·is(i(';~ di qttl',.;to olio tllillt'l':llt· ,, !'lw (• bl'll din•J'>'<I. rh L qndl:t dei /!l':t"<>'i \' i'!!duli ,. a nilllali, c·h1• 'i <•nlol'allo piì1 inlt'll'~<lllll'llfe a.s.,IJ!Ilt'llrln il <:CJior ranH'it·o. ~Jps,.; o su qtwsta ,·i:t, IHJ t·•·J·<·alo di approl'owlir•• l'a r::tl · Jll(•Jlf,o t'ILI' ho <I·YlllU llltldt~ ~ i f:trJo ;tl. ll': l\1'1"0 la 1'iprurl11ZÌO!ll' SJH'll lllt'l\· j :t il' Il l'li' ll111110. J'ri111a tli luttn lto c·t•l't·:d·'' di ol l t·lll'l'l' d!'!lt• <·ont't•,..,.;i• liiÌ ,. c·ou!Ìtlt·lll.t' ~nll'argolllt'lltO t• n•· l1o ol!t-ttnlt• di Jll't •l'inM· . .\l'li:J. lolt:~ (·nn!J'o ~li :1 111 11· lv;o;ioni.•>l i pur!J'OJIIH> qllt''li halllltl l'itt iz i:tt i\n, t • t 111·10 qtit·llo c·h·· ll••i pu-.l--i<llllll fa.\'1', Ì• !('il\\ (•-;( i)!:tl'l' t' l•f ' I'I•;JJ'(· d i l';l:!;_:Ì i lll!,!t'I'Ji Jlì'llt• JqJ'Il Ìll\' t•llJ.Ì n:tÌ l' t'l'Odi . Ora. data la gr:11tt!1• <· \' t•r:~JUI·Il 1 t· llli'r:t\'iglio,a. ·'<'J.!l't'll·zr.a l'!w t·o· ·" toro ,.;;IIUttJ <·Otbt·rntrt• . di ll':ttlo iu tt·nt l n \Ìt·tl l':ttlo tli t[nlll:mll:tr~i. :.:1• p•·r t·:~'o non <·i :;ianto d i 'lll 'l':-i w•l J.!ÌIIt·l'r"i" d··ll1· no,;trl' inn·:-tiua7.Ì•IIli l'l'ÌPHtilit•llp (•jU<J.lt•]l(• \'olia ll'O]l}JII :'I'Ìt•JllitÌI'Ìit• ~ ) . (;tlt•l!.:· llllH ( ' tlltfc ·.-io>llt' <•J.!l\Ì l:ttllo i• n<•t·t•,.;,..aria c·clltll' un l':tro I'ÌH' illumini la roHa ~iu :- ta .. \t tr:t · '1 ·r:-n c•fmf:·., ,;ioni adnnqH<' . talnll<' tl••llt• qnali trt lnnzio"<' t• c·ontpkl<• h>tllt; di (•l!Ì ]':J f'la l1ttll pt•l' ~oJa P-<Jll'l'it'llZ;\. Jlf•l'." Oit:dl·. IJ(I jlllfllf~l ('II ~ Ì J'ÌC' IJ,, ( l'HifH Ja. f l'l'llit•a d i qtu•sl•<h fVI'Illa pl'II\"O(·~d ;t. ~i inil'lta llt•lla :wdn pl't·:O:c·t•lt.a: l'h•· gt>llt·J·:dnwHIP ì• una l't>gioiH' :~r l i­ c·oi:IT'I'. dt·l :wmpli('(• olio tli Y:t~l'lina, con n nn <.:oiiiUilt' :<Ìrinl;.:L. (; t 'llt'l':llnw lt l·•' \ (•1\g-tfllo at1o1H'rnt.e le e.onumi ."it·in!.!'IH: tli Pmnv; iu n•t.t·o t•t1 t•hanit•·· d~~ tUlO o llllO I'Jll(:.L'a)!O VÌt•JW laRtÌa(o in 1!11'10 >'OitO ];t CUtC e riearit·a t:l• l;t siringa si ri p<' ti' l'iniezion(• fino ad iuiPt htre :!u-:Hl -:iO eme. rd au•·lw pii1 di olio. ::::.arei>be an C'h~> abitudine <·ns"<llll e <li 11'~:\.re JWI' qn:tkiH' gion10 - ."i-:-:1 ~jorni - al di sopm cl.·! punto ini1·t.taw, l '1~rto . pt'rdti• Il l'olio llllll SI' Ili' \ ' iltl:t lutto Jo;Cijll'<l• n . l )(1[111 (fUI':'! O Pt'l'ÌOtlO può t',,, ,•f f'


LA I~I.AIOP.\1'1.-\ I'AT!.Jll!Ml(' A

Sl5

:-me,;:;o il la.t·c·io ('0:"1-ritt.orP-, JHH'thè, pm· ripPf\'rP lr li<UQl~ eli tptalt·Hno tli loro. l'o lio ritwut•· <lO\'(' ;;i è ini!'l t al o. l~er quaa1o \'(•ro;; iw ilr qLw:> t;~ I'ÌI'Ostrur.Ìllll(', ltH'ritav;t confn t t\i~. (·.!H· non ~i poi e,·,~ <l·n·n.: ]'L(' !la. (']w <~lt l':ì·VI'l'W la ri p roti uziont> sv•·rillH·.rLI :th: Jt(•ll-uomu. Uopo an•r x t ud i;ì L•l :Lt t t·nt <WH·flh• d i ,-.. r>H! t•hLiopat.iP nC<:t?l't<LtP ae.i loTo :-;ilLinlltÌ P twi loro n•pt>t'Li lni ero:<<·opir·i con puniHrc• c•,.;plorati\'(1 di nodnli. pia~tnmi. <·ist.i t' gnzzi linf;t t id, ho riprodotto una Plaiopati;-., 1111nva. Ilo <Hinpt'raln allo s(·opo dl'll'olio di vasdina rdt i fica t o e J>Hl'o, t·ltP wi ,;un linti lalo a ft•Jlt' I'P n lJoN·l'tla h('ll pulita.. >'<·nza rknrn:n· ali P :-;t;pJ·i lizzazinni - <:111• l't'l'h> J!li ant,nlt•,;ioni.-;1 i non 11..;a.nc• - pt:r an·i<'inarJui il -pi1'1 p<l:-;,;il•i J,. ali<' t·tHidizit•t\i tll'llt• qu;tli ··~,;i st p,;,;i :~g-i>'I'OJ!o, ;{on ho i;:tpn (.o twn'• " ':l t·ltt'l'llli dal hollin· H_!.!,'O f' :-;irine-a. JII'IH ·t·dill ll·Uto che g li aut.nh·..;inlli,;f i fnt,!·urant~: ho infi1w ·mio xgra:-:..;;L(() la p!'IIP ton l'lt'l'<'. Ilo ittil'l t<~t.o .J <·uH·. di olio eli \·a :-:l'lin;J, lll'lla J't'.!..d<HlP l'l'l mtnall!'olnr·· inl<·rmL rli un pÌP!l<· ,;ini.-<1ro, li cm<:. iu qul'lla. t'l'l l'!)ll rallt•olan• t·;o;lt• t·n: ~ l"(] alt,ri fi in qll(·lla pn·nlallt·ola.n• t•~<ll'run. : iu f.nttn :l.dunqw· lG c·nH·. L':l!.(tt è stato c•o,;ì inli!<RII tr<' Yoltt> l'Oio w·llt' t.n· ~li,.;t inte I'P~ioni :->oJll':ldl'11-c "' L'inil·Zimw , !-;(•t]p }11'1' St•tl l', \'(' Ili\' (~ pr:~lic·;~fa (a :-;~iando inli:-;:-;o r a~.!"U (' itttlirizzattllOlll' di\'<'l':<alm·nfl· )a. punta in \'al'il' dirt"zioni. Lt· hozz<·, l'onnaf,. tl:dlc ini<·zioni, t•rnno p•H·o ,·ullttnino,;(' (' non Jll'o\'(JI·:t\':mo tloln t·t·. J'rat.il-ai lit·-· YÌ ~:-: into ,. hrt·Yi->,..i tiJO lll<t:-'l:l_!!~io tlupo l"init•r.inlw (• :o;olo an{t·ri<Jt'ltl<'llt P :1l la. l'l_·g-"inJH' dt•i Jllalft•olo f'litl'l'llll ft·<·i 't'OJ'l'!'l'(' l' Oll (;t Jll<lltO :-:oliO l'IIft• il liquido vpr,;o il 'hm.:o dt·l pi1·dl' ttt•lla sua llll'liL 1'->Lt•t'lm. t-;ubit.o dop o l'illit·.ziont· <1]•]lli<.:ai mul'l' .~,!filo " I IIL l'azzoki.Lo ,;t·J'l'ato a l l'olio rlt•l pit•rl!' !' n todit·nn~t•HI < · Rfrl'lto. 11 JazzoiPtln ,-,·nlll' fl'nu lo . a d iJJ1t·t·\<tlli. lt•).!:tl <) durantp i p ri n1i Ug'iorni. ,;t·io!.!li••mlolo pt·l' a lt·111\l' on• d•·lh~ ~ iol'll ;tla o dl·ll:t .noLI•·. •tWi ndn il St·JlM1 di (t·n~iortt• ri11:-:1 in~ lruppo 1Loloro->o :ti pazi•·nlt·. · Ho rinllit.o in diario, giorno v•·r giomo. i 1hd i ~ullì < ·it•lll i pl( ohh id l id l'Pla!i\· i a.ll't·~pPl' ilri Pl!lo . Qui Li t·~ptJI'l'ÌJ ..;in( l'f.ivattll!U!.(: : Ptlt' circa 12 vrd uon vi è :;t olLO ne~~un dolo rP, tranne l'meomodo tinto ,talla au locostrizione Il dolo1·e è com incinto dopo q ue:<to pm·iotlo d i tempo ed è stn to pitttto.sto l'orto, tanto rla i mpe,!i re il somto por circa 2 giorni, poi è d itoinn ito e<l è cessato dopo ~irca 8 giorni. Nel periodo di decre~cenza e,;t<o .era solo avvertito nell:t po~izi01u; p~tH1 ula del piede, ed em i usigu i fica n_te anche d nran te la cieau.bulnzione. Obbletth-amente il decorso e le ra~i clinic:he evolvono C()IDe segue : g ià d.,po t2 ore vi è di:<crcta inlìammallione de lla cute rlelle parti iniet.tute, che ,;i rin•la specialmente per rossore e lieve edcmn, È po~sibi le però chiaramente apprezzate la tiuttnazione dell'olio iniettato, il quRle non si ò quasi per nulla sposta to dalie ~ed i dove em. stato s pinto con le iniezioni o col ma.ssaggio. Il giorno dopo i l rossore e il calore sono· un po' meno in tensi; più iutew;o è invece l'edema. che non si limita in corrispondemm d elle sole zone iniettate, ma occupa tut ta la regione del collo del pieèe e del dorso, Rpecin.lmente al lato C~'~rri sponde nte alla maggiore quantita di olio introdotto. I contorni delle bozze iniettate sono piu sfumati. La fiottunzione sottocutanea è parecchio mascherata dalla ps eudoBut· tuazione dell'edema.


STG

LA ELA 10P.ATIA

P..ITO~lil\ll C"A

Non vi è alcun accenno d'ingorgo dei vas i linfatici nè delle loggie nervo\'RScolari; invece già dopo :24 ore si cominciano a notare le ghiandole crurali Jell'arto un po' ingorgnte, ma indolenti. La massima acuzie dei fenomeni infiammatori locali si ha dopo ·18 ore. Dopo questo termine il rossore e la temperatura tendono a diminuire : l'edema di\' iene più plastico, un po' meno molle e varia d'intensità grandemente a seconda della posizione d!ell'arto. Questo edema. è generalizz>~to e sfumato,. ma sempre più intenso nelle regioni iniettate. L 'improntabilità dopo S 4 giorni è al massimo grado, ma, mentre fuori delle regioni iniet. tate tutta la tumefazione è improntabile (edema), sulle regioni contenenti olio di vaselina l'info>:satura de l dito in parte s i colma istantaneamente appena cessa la pressione, e solo nella parte piu superficiale (edema interstiz iale cutaneo) conserva piil a lungo l'impronta. Pian piano la cute delle regioni iniettate assume il colorito caratteristico lillac<!o e d i viene oltre che edematosa. più spessa, come un po' infiltmta, talchè e~sa è rnggt inzabile, ma non solleva bile io plicbe. l~uesti dati sono già ben chiari al 7° giorno dall'iniezione, vale a dire a costrizione artifici ~ode SOSJ>f'sa. E nello stesso periodo che comincia a pal parsi una certa pastosità quasi infiltrativa nei solchi retromalleolari, prolungantesi un po' in alto verso il decorso linfatic~ . Abl.mndon;.te a sè stesse le traccie dE~ll'ago (r ro.;;ticine ematiche), persistono fino al 7° giorno circa, ma gli autolesionisti hanno pensato anche a que:-to e con un po' di vaseiina e aiuto meccanico affrettano la caduta della crosticina ri\'elatrice. Dopo una settimana una puntura esplorativa praticata nella regione premalleolare dà esito a fuoriuscita, macroscopicamente diagnosticabile, di sangue ed olio di vaselina. Al microscopio il reperto in colomzione vitale col Sudan III (metodo del Cesaris-Demel) é costituito da emazie ben conservate (probabilmente il sangue proviene dalla puntura recente d ella cute), 1agh i rifr&ogenti oleosi, colorati in rosa pallido (olio di vaselimt), gocciole di g ras><o colorate pit'l intensamente in rameico (gra:::so umano). Qualche ra.ro leucocita. Al1'8° giorno la fisionomia della flogosi esce da un periodo di andamento acuto e,] entra in un periodo di tlogosi lenta, suba·~uta, che genera clinicamente un lun~o stadio stazionario, in cui la elaiopatia diagnosticabile con osservazione a ccurata ha un nspetto cliuico speciale e caratteristico. Questo a:>petto e assai tiiverso !1. seconda che s i osserva il piede dopo periodo di riposo o dopo periodo di stazione eretta, di posizione pendula dell'arto, di autocostrizioue, di applica?;ioui umide ça.!de o fredcte ed a $e<:ortdt\ del gmdo 1\ cui le manovre precedenti sono spinte., Tenendo in riposo l'arto e seuza alcun inte rvento meccanico eswriore perturbatore, l'elaiopatia pura in que~to periodo offriva il seguente quadro:· tutto il collo del piede limitatamente nlla regione delle articolazioni tibio-astragalica appariva .un po' tumefatto ed alterato nella sua conformazione ordinaria. La tumefazione e la deformazione era specialmente a carico delle regioni malleoluri. lvi la pelle più tesa, un po' lucida. em di colorito rosa, tendente allilln e lasciava appena accertare lievissima differenza di temperatura. Alla palpazioue si notava. che h\ cute stessa era un po' ispessita, infiltrata ed edematosa nel suo spessore e lasciit va percepire qua e lt\ un lieve senso di t! attuazione, che in alcuni punti sommandosi con l'edema dava uno speciale senso di mollezza. Tutti questi fatti formavano un quadro che, non sufficientemente va~lia.to da chi non fosse sull'avviso né avesse pratica di autolesionismo, potev~< simulare perfettamente i postumi di una distorsione o di una vecchia artrite. Molto notevole è il fatto di potere in questo period.o di temp~ palpando con


LA ELAIOI'A 'l'!A PATO~IDII C A

STi

atten.don ~:> e precauz-ione percepire in qnaiche momento sotto le d ita un lieve crepi tio ben netto. come si potrebbe nvere per presenza di gas nel sottocutaueo. Di questo fntto dirò più giù quale sia, a mio avviso, la prob:\ bile spiegazione. Se alla reg ione del collo d el piede la diagnosi sarebbe riusci ta dilficile, c'era in· "t"ece nel mio caso un punto debole nell'art ificio che smaschera va la simu lazione. Sul dot·so del piede, li dove artifìrialmente col massaggio era stato spinto l'olio di vaselina, si era no formate due, tumefllzioni vi_ci ne, grandi co111e una mezza noce ciascunll, a cute norm,\le, netti!'simamente .fluttuanti e comunicatoti fra loro a bottone da camicia molto somiglianti a due cisti coruunicnuti. È evidente eh~ in quel punto l'elaiopatia vn nssumendo· la t'ormn cistica Verso il 10' giorno l'im pnstamento delle regioni dei vasi !iofatici era giil.. bene accennato ed :\:;Su· meva la forma d i t riangolo. L e linfoghiandole crur&li erano bene evidenti. 11 r& perto microscopico del h~ punture esplornti"t"e era n.nche esso interessante in questo periodo. DR ile t lo!gioni malleola.ri si ottenevi\ miste a sangue ben conservato gocci(lle· p iù o meuo g raudi di ol io Ili vaselina, commiste a grasso colorabiJ,., più intensamente col Sudan liT, che evidentemente doveva es:;;cre ndi pe umano. I leurociti erRno ap pena più numerosi di q ne \li contenuti nel s;mgue ci1·colltnte. P relevnnrlo con ago grosso e con aspirazione d irettamente dal sottocutaoeo, senza che il sangue dato dalla p un t ura della pelle vi s i m esco lasse, il reper to era lo steSiìO. tranne che il sangue er<\ scarsissimo o q uasi assente. Da lle forme cis tiche inYece si o tteneva da lla puntura un li'luido biancastro, del colore e densità del latte, :\1 microsr:opio, oltre ad emazie, si t rovn.vano nu merosis;;imi leucociti, !aghetti e gocciole d i olio di vac;elint• e gocciole più piccole, colorate in rameico. col Sudan LH d i adipe umano. I leucociti, meno numerosi che in un essudato purulento, erano a nucleo polimorfo e presentavano alterazioni cromntiche; qualcuno contenP\'à qualche goccio l in a, che as'lumeva il Suda n l II. Seguito giorno per giorno, il quad ro clinico n nn è pi'i1 cambiato, e succes -in! punt ure es plorative, eseguite ogni dieci giorni, hanno dato reperto completamente s imile per quel eire riguarda i due grass i, con la dift'tlrenza di unii. diminuzione se m p re magg iore dei lettcoci ti, !>peci a l me n te nel le forme cistiche. Ciò r:orrisponde con la ce~sar;i one della flogos i acuta. àd un mese di distanza nou si poteva ripetere che quanto sopra si è detto per l'esame obhie ttivo, con la modificazione di una ancor minore apparenza d'infiammazione durJ\nte il completo riposo ch•l piede e di una maggiore palpabilitit del triangolo linfatico d'infi ltrnzione

Ren di ve•·"o era l 'as petto del p ie de fuori del riposo o specialmente d opo an rhe

brevi in ter venti mecca nici. Il cammi no. anche prolungato, tumefà il piede in toto e specialmente la regioue tibio-astragalica. in grxdo modemto. .Molto maggiore è la tu mefazione ederuRtosa ed il rossore dopo qualche mezz'ora o qualche ondi posizione penclula : i l piede diventiL ros~o, caldo e t umefatto: l'ede ma sfuma i c ontorni delle regioni iniettate, talch t: ne risulta una tumefazione omogenea del· l 'articolazione, d i tfici le a diagnosticarsi col s emplice esame locale. L'au tocostri zione anche modica e d i durata tale che in un piede snno non por te re bbe che s carsa tum efazione ne dà invece, nel piedP elaiopatico, umt vistosa: i t colorito però è più biauco che con la Ulanovra precedente, l'edema è più intenso e piu freddo. A seguito <li pluri trnu matismi volontari (a utocon tusiooisruo) in flitti col solito !>istema a cute protetta, usati a nc he ricorrentemente a lunghi i n tervalli, s i ottiene con molta magg iore rnpidità ed intensità che non sn di mw c u t e sana, tumefazione delht regione contusa, con aumento di calore, tensione delht cute e colorito roseo livido caratteristico.


878

LA RI.AWP.\TIA PATOMIMI CA

H o l' ercosso per cont'ronto ellliopntie auti he giunti! già al!o :<tadio definitivo di sclerosi : l't:dema era Tlella elaiopatia recente pi(t molle, più pasto!'o e con più facilità raldo e a colorito viva~e. e !\opratutto più omogeneo e facente corpo e ton!<cherallte l'tllaiop,ttia :<tessa, mentre nella e~n iopat i a vecchia, anche attraverso l'edema, i ooduli dut·i •·rnno iodi,·idualizzabili più o meno bene al tatto. Gli impa•:chi culdi rial'utiz?.ano il quadro e ripetono un po' i sintomi della elaiopatia con posizione peudula. Le applicazioni fredde non diminuiscono l'edema nè tnoto meno il gonfio1·e delle bozze elaiopatiche, ma induriscono l'edema e l'infìltrato specialmente nei solchi linfati~i. ~e l succes~i vo decorso· q u~sti fa t ti notati sono andati trasformandosi con grande le ntezza verso la forma intiltrati\·a p iù duru. Alcuni Hutolesionisti affermano che per quattro o cinque mesi non era pos<;ibile palpare in noduli le loro e-laiopatiEI e <:he, se con costanza essi continuavano a sottomettere la parte a sta'i provocata o ud autoconlusioni, potevano per lun ghi,.~i mo tempo conservare la elaiopatia molle ed impruntabile. H i porto ciò poichlo corrispon de in realtà a quanto dai colleghi e da m e è-stato potuto o!'!'ervare nell'ospedale per autolesionisti. Un caso di elaiopatia, per esempio. qu i d1:g~>nte, nel quale pr· r r.onfìdenze avlfte si era potuto stabilire la data di provocazione a pitt di t re me:;i prima. presentava appunto al suo ingresso un t!dt:mn iufiltn.tivo mol le, pastoso, caldo per autocontusionismo continuato, roseo, l ivido; dll "sso la puntura esplorativa ùavn il soliLo reperto micro~copico con un certo relativo aumento di leucociti. Del resto la monografia del prof. Biondi, che già in quell'epoca aveva avuto occasione di osservare un gran numero di malati, descl'i ve con graade esattezza e completamente la evoluzione delle forme f:ino ai resultati tlefìnitivi di noduli, piastroni e cisti. Xon era. cbe nelle prime settimaue dopo l'iniezio11e - quando cioè i malati non si presentano di solito al m ed ico - cl te poteva interessare di constatan.e e riprodurne sperimentalmente la fase clinirfl. per completare la evoluzioue òal suo inizio. Regi~t n~l i i btt i uot.u.t

obbieUintrnt·ntc, è necessa rio aggiuugerr qua.ldw considt·r·nz.ionl' di iuLt'l'JH·tn~z.ione e comJrwnto acl aLcuni di f\:<Si. P uò in primo ILtogu appa.rirea. qn<tl<·uuo un. po' strano che uu procrsso infianun;ttorio, si;t auclw lcuto, po:;sa r~st•n• pro,·ocato e mantenuto da una i'o;;;tanz:~ c·osì int1il1'!'r'tllll·c c•tJinH l 'olio eli ' "<1-li<'linu, c si cita. a conforto di <.J.Uh;ta impn·:.:siurw l'l'~<~<l're l'ulio di va:wlina atlopl'rM~, <;Ost sprsso comr n'icolo p('I iuit·zioui eli so:-Jtau:r.e mc·di<•anH·nto;:n. (Jh'r <'fS. init•z.ioni <li C<olomelano, f'C<·.) e l'adoperarsi iH prot.<•si <·os(H<'tic·a le iniezioni di ,;o::;t-w;r,e della ,;t,('s..,a. serit•, l:il'llW otl c•ttl'l'lll' dt·lle t·laiupat it·. 1 ,,~ riprod uziollt'

.,; peri m<·nta.le della. claiopM.ia ot:t,eiltLI ;t t·ou l'o lio di t'l'rtrlcn·.bbt• inut.ile i ra.gionanwnti . 1::\i possouo verò commt"ut<ue i la t l,i <~ }JostPJ ior· i. l'<mtiHc·il:rèl col dire che occone. ricorilitre d uc fMti: 11110 tisiopatologiC"n, · t• (·ioì· clw i tc~sut.i rcagil;cono <ti corpi (,;;t.r anei n.ucbe più inclifl'rn•n(i <·t•n n•:1z.ionn iuli<bmnmtorh1., ~ia. anche lieve, chl~ t cndl' aUa èi'lpubimw o all'i rtt·apsulallll'nto del COI'JJO ::.tesso: l '<tlt ro chimico. <' cio(> clw l'nlio eli vasl· lina colli!' le va.s(\line e le JHtraJlìne a])lJ<H'Len:rono alla gr a uc h• SCI'Ìl' di idrocarbnrl nVNl t i ]Wl' formtÙ<1. (CH• )n+ IT•, cui ]H'illlO t.t'l'mitl(' è il llltl(.;tno CIT.J, g<ts tossico, e cho l'olio di va!lelina s~es:-:o segue imnu•rli<\ta.nH·Jlll' lll'lla :-:crir il p etrolio, ch(l è t.ut t'alt.ro, <'h(:' in<lifferentr Y:ts<·lin~~


LA ELAlloi'.ITIA I'A1'fJ M.!MICA Yt'l'-'~"~ i

S'iD

t.e;-;suti Yi\'Pnti. E' Yt·t·o tlw l'olio eli \';1;-;t·lina è adoper<t-t,J rome T~>it·.olo - per (';H'nllJÌO udk init•zioni tli rn.lomela.no - , ma è vt•ro ;ti1Tt'si dw prnprio quf's1 e iniPzioni sr ll\IH so nn ;:; piu t-t' Ju•l t t•s~;ul o muscolare danno lnog o Ht: l gra,;so Rot tneul ant•o .a d i n li Jt l'ati rtoclo>;i o ·a pi;~~t. rone chp m ol Lo -~onti!.!"liano ai noduli e laiop;t1it·i e dPi quali liuc~r;l. t•ra fa.ti<l (•olp;~ al ,;alr ÌIL'-O)tthi[l> di lllt'l'l'lll'ÌO, ('/(1' ('t 'l'(tlf/11' 1//i' Il{' l~ i/ fJI'ÌIIf'Ìflllft• /'('.~Jl'III-'IIÒÌlf'. 111.1 ;d i:~ di cui azione può l'orst• sonun:trsi tptPIIa dt•l n·in,Jo nlt·o.,o. :\[;~ Yi (• di pÌÌI. [H'l'l'h(• ~òl).!'t:t) f(,• (l ) ha dilllO,;tr~do ('111111' di'i jJSl'U· <lnt lllnor·i c·o1npldauwnt<· si 111ili :<i ahlJi<uto aJH·ht> per a.lf n· init·zio ni t(~ · r.qwttlic·he, llt'llt• qu:lli. duranti' l"at tua iP guerl"a. eri~ ,;fatosostiluito a ll"o•('c·ipiPn!t• stJlito (olio di m;~ndmlt·) l'olio eli Yitf'l'lin.a ( pc•r e,;t·mpio le in i•·zioni di c·:1nfora ) <' l':H·t·om:ntcla <li pro,;c·ri\'t'l'llC l'll :-:o. T/t'"''llt]'io clt>lh· inic·zioHi eusHwti<·lw di p:n·:tllin~~ è poi eonlplt>!anH'Ili n iu <lp poggio all:1 .~c·Hc·si ch·lla. Phtiopatia qualc· iu l'Ilo dc·sc'l'it t a. :-;<' H)trom qualruno d "'''"<' tht· c·nnt inni a ('J't•dt•l'c• all'iHnOC·llif.;ì di qnt•fl to int<•lT<·nto <:o"lttl'l it·o l' pc•nsi eltt• il hhH·t·!Jt·t l o t li pa1·allina si limiti a J'iiWtl l'l'l' in \' i t;, ilutoc·n;UilPHlt:' tÌl'C'OIHbillllo,;i di uw~ eap,;t tl <~ flht·o:<;l., io ri[c•tirù conw JJ ~ilhlllder JH'I tn1thlto d1·lla c·t•~<ttto>-i clt·l .\lae .l osc•ph (2) noll t•sih~ •~ ·dti;tlll:t l't' th·llp rillifll'' i i'IIJ.!,'gc·t t i <·osi 1l'<llt;ll i. ~i c·c•miud a }H'HSat'(' di<' lo stt·,;:-:o 111 i nei pio s 11 eu i s i Iowla. ftll<':-.to uwtc .. to, <·io\• J ' iucap~nlanwnlo t' ht· ,.;o,.;t i t1udnne dc·l bloc·C'IH·t.to di J•:t r.dfi na. ('011 tt•s,; ufo lihn,so n•·oforJna10 1 ' inrlit·a eli JH'I' fìt'• Hll<l l'€'<1·ZLOJ1t' ·t·•l lilla ll<ogosi prolift•ranh· lihrobla,;t ic:a, C'lw è proprio qHaJLt.o <H'C'tl.dl" nl'!h· inic'zioni t•laiupat ichl'. Fu JWI' Ltppnnlo ht som igliauza ron le fornw tostnet i<· hp eht• 111i ft•et> JWilo<an· all'olio di v;LI't'lina come a.gc·ute . do·lla più parte ll<·IIP Plaiupat it·, p•·ima :uwom d i anmw la rou(C',;~ioue e prit na cli <·ouo,;c·t•t·e lf' nole eli ,\ ~t·art• lli c Hu~<wt:.hi. La, lf'lthl ftogosi det••rll!ÌILata cbd la, pnraffina iltic·ltal;t a s!'opo POS!Ill'ti<:o dà sp<•sso luogo J·ic·corn·nl<'lllt'llll' a<l <·d.-mi, Jtt'\T<tl)!it• t' pous~t'l'.'i atttll' di ùtfìamm;lzionP. h11no d1e il nwlodo i:' ~lato ol'lll ~hi ablJandoualo c lu i'tc-:;:-;o FlollanùN' ril·flt't'<' lliutlol'to a<l ini<'i tal'(• ;tllo s<·upo 11n mi ~.;<: ugli o di ~Ta,;,;n eli mon· tnnl· <·d um;-mo. :-;j pens i intinc• <IliO ::t;tto Ji,;ic·o lll'l c·<Hpo ildettato . n.lht rlill'cn•uzn. <l i s•·1k già }Wl' ~<· stt·s~a spoatnn<·;llltt·ut-t;> viìt l'~>po,;ta a tmumi - ginocthin - pirde (lllo\·iment.o di'Il<' art i<.:olazioni . t:alz;ttnra,, piano os:wo sof,. 1-•>~t antr), oltn· a i tranmi artilieia llnt-ute imposti; s i pensi aLIP qua.ntiti't ~ran•bsi-mt> eli liq uido ini1'fta to (;jO P piit eme.) nelle claiop<1-tie pa,to mimiche e si capiranno lp cli11't' l't 'llZl' clu.. w·st ano fra le due form E'; <· rmw ·l 'edema assai più i n t 0nso nelll' t> la io p o t ie clw n<>.llc i niezioui co· :-;ntl'tiche, la fluttuazione in pri1110 tl'ntpo. l'ingorgo linhttico, cc<·. Sbtl>i l i t.a anzi q upsta somiglianza, l c• cono:-ct·nr,e :fisio nd a natomo-lJa.tologi<:he su qrwsto g(·nt•re tU init•zioni d pos>'ono bt-ne •wrvin• tli ba.se di .analogia p er l'iutPrpf'traziotw dt>l\(' form(' C'la iopatiche. (l) :-.IAGE:OTT~. ( ~) l\lAc J OSEPII. -

C:ompw1 R emlus dP. In Socir:ré d-. Biolo(JtP. 1917. n. 7. Bancl~mch dt r Kosmetik. p.,rJino. l!) 15.


8~0

LA Ef.AIOPA riA

l'A'l'O:\ITMICA

Tafli!d ,. l )PJaini (l ) rn n ril'l·n·IH· <'Jwrinwut :t! i :-m conigli nt-1 Hlfl ~ st,abilirono i ~ ~"~LH'nl i fatti. La. 'a:->c·lina o parallìun init·t t al a. m·l ilO! toc·ut-ant>O d el coniglio <-11trn. c Jll'I·Hdl' pn.;t o n,.. UP lng-f.!i(· ro nnt·t t iYa li "01t ocuta.uce, che d i,..t t> Il• li' 111:1 ~~·nc•r:~>lrni·IILP Hllll l:tc·Pr':l. :-:,.z:o n:tntlo un blo t·r-h(>t.t.o inil•tt:>to .~ O! f, ck•]lO 4~

or<•. si t-runt JH•Iritat••rno un rt·tic·ol:do \'Hillll'\li\·a lP discrf' ta luc·nt\• fitto, i eui ~~·Ili lwnw> i (·;nat.t•·ri d i rounl'iti\·,l ; ~ilu lto. :-5unu a•lnn•tll~ i :;el-l i pn·c·.~i ,., Jt>ufi lP <·uP magli!' 1ac·<:hiudonn la· :->o:st:tnza iniet-t ata.- c·h .. 1'0110 i pnn t i t1i p;n·tpu;.:a cl c·lla Jlngt>si ll'll la t- h .. lla l'à luogo ;l-i soliti fal-Li 1li prolifet·aziww p int·iJtJ·a;.:innt• lihrohla:-t·- it-a c·on é~ito in Jll'IIJtl'odn r.iont:. libro:-:a. ~ul (:(•nll'n tl ..!l:t tnlt' in c·oni:-:porllll·n;.:a del hhwtllt·l t o iJtit·t.ta(o gli . \.\.. c· it-at i ltanno c·ctn,tntah • .<Ptupr·t· twi eonigli Wlt1 111-r·rn~i. Xt•llt· iHit:l\i c,ni di (,Jin di ,-a,q·Jina ti (• n· ,.;HtN·dt•t't' a li t't•! !anto m· l , ,.u~o l'Ire l'olio irtic·fta.to s<·;~cc·ia d;dlt- ln~·git> n dipos{' il grasw sottn<·llt an .. n . iu p:~rt<• l'OlUJWtHlo ](• lv,!!;!.'ÌP :-:t<·,.;st•, as,.;ai fra:.:·ili. in pa.1-tE' ri,.;Jwlt audo i ~ct- t.i contwllintJi fm lP <.:ni ma~lil- ,.;i t<'t·t·in. L '<t·tlipe dt•l ce-llublrt' ' ' "foc·uta.n ro iu:-:ol nbilt• llt·ll'olin <li nt•~'tdiwl- rimatw Ìll t:-"~'0 l~O:-:JWSO rrl ('llllll~ ionMo P, cl.~ta. la. c1t' Jl,;itìt <1 blm.< !anza .•imi li' rlti rltt(\ ~ra;;;;;i , c ~o pr:ttHl­ t·o tla.t.a. la qu;~si tuaw·n l a fa-J.!cwitosi a eans;\. t!!') la qua;,; i JWS>:UU;t aZIO!ll· c-h .. rniotaLtica dt·ll 'olio di ya,.:t>lin.a. clc·lla rtn:tlP il g t';l s~o umano i'n l·~<o <·ont<·nuto YÌPlH' ;~ ~:io n• rsi, ;-;i t· a p be·!' c·onl\' c·vl t•:-:t.i grassi :-;i :~no r•·Jic'rihili (Wl' lun!.dli>',.,i tno !t•ntpo in --osp,.n~ion•· l't·c·ipl'Or-a. Qut>sti clat i ;;],i··g-ru w il r<'Jil't'IO Jllitms<·o pit•f\ dw ,:i o f 1 i••n•· dl'i tlllt' ,g-1';1,!-;lli rnlor:tl•ili Ùl J));(J~i Pl'a <li vc•rMt. ,.:ia (·ol ~l ld:tn 11 l. ,.: i;l. (•(Il Xilhht n in c ol(IJ'al\iollt' Yi(:tlc•. P polrr·ltlw ;; pi c·~:tl'l' a t lt'IIP );t t'l':t Zionp clt•ll'nrl'Oit·iwl. (otlnr di ntoc·!•ttlai a) - n•a;.:intlt' Jll'ttpria. d t•!!li :H· idi g-ra,;:;i - o t f,pnut.a cl:!l Bi nudi !li') liquido t·:i(l'a1to lr:ttl:_tlo 1'1111 ~olf:t1n :tt·ido di <lllliHOUiO . p cl'ahnl· pat·f<· la t't'al.!nnt· dc·ll'olio di \':'""!irta. ortt·llllla· cl:tll'.:\seat·clli c-o11 l'ac·iclo llicri t·n in lwnwlo (\'c·di 1\ioudi t•cl .-\ :<t ·;~.J·•·IIi, loc. eitn.ti). Ki :-: pic•J.!a :t g-c•vo lmt'll11' anc·lu· l:t- <'l'll:<azi t•lll· di c·repitìo alla. p :lipali•l nc·. <·l11• dl'\'1' t·-<st•J't· clata. cbtllo :-:c·ciJTt'l'l' f~trr.atantt>nt(:' e dn-llo · ,frt~g:r<· dPll'oliu mi rwral<- at tr·~t\' l'l'"" Il- fini m:t~l it• dt·l <·cllnht.r•t• sotf• ll·utall•'O nwta tt• dtll'adiJII' proprio t·•l <tlt-111\l' clt-ll l' qu :~li loggit· a.tlipost• Jlll''ono rt•l'ipr ot·anwnl <' c:untuni<·a rt• ;J.Jldll· Jll'I' ~o t t ili orifit:i . X t'Il e foru t:· t·i:-;(,idH· la flouosi, P. ;;pt·ria lrn•·nt\' L1r.iotw eltt"tniof<1t-li<·;~ sui leue:ul'i ti Jh'r c·ireosl attr.t• d tc sfug-g·mw lllll ('Ili' po,.;,;ono tmrre orig ine da. SJH'Ciali m•>da.li!.il. l' tond i;.:ioni !ora li. ù in prim o i('mpo )Jitl int<•n:::<L. poiellè iHfatt.i nt•lltl prime l'('( linuuw in p;;,;a i lt·nc·ol'il i ,:ono llllllll't'n:->issimi r alcpt:n rto a lt.eraLi , <·o,.;ì da ric-onl:l.t'o il Jlll-" da asc•p,.:si l'himiri c' qua-lcuno rli c•,;:<i ha l';tgM.il:tt iJ lt •t·sc• l'olio t·d il g"l'H:':<n. E' la. torma. eli t-ransir.iom-- wrso l'asrt•sso <la pc' 1rolio . tlal quaiP si i• pt·J·0 lonta.n;. non avt•ndosi rum Yt'J';\ e Jll'OJlrÌl~ suppural\iom• . ..-nc·t·t·,;:-:i nllltt•ntt- i fatti infiamma.t.vri tli minHiscoUt> di in LNl~ iLù l'd i l!•HN H"it.i <limiJ1ui,;cono alla. lor >oh u di n nn !t' l'O a-m·ht: !\t'li<• ftll'lll<' \'Ì:<t i1·IH• lino cpw;:i ;t sromparire. ( 1) 'r\I,DEI ..- 0 .-:L""' · - Hijorm ·t mt'dico , ll tt:?.


LA E f. AJOf'AT [A I'A 'tOM I MIOA

Come s p icgat·e la forma, u lcoros:1-HCt;rotica. do:$Critta, dal Bioudi1 P otreh be essa avere u n 'analogia. con la u e(\rosi cntanca centr a le avul :l. in rorris11onù enza dei b locchet ti n· et, t a t. i J\ri oouigli, cl a. T ad dei <> D e la i n i ~ P otr ebbe cioè tmL f.a.r.-:i 1li maggiore htl'emzione di ::;cL t i connet.ti n~ Li re<·a.nti va:-:i (fori!c <HlCh<· 1lcl di:>taceo della rete soltopapillare, dalla q ual•' :-:i d i,- l accano \'asi kl'ltl i uali) 11 d<•l h~ eonscgueute mortifir<Lzione di un f,mf.to Ili cute mal nutrito <•t l t>,;po:;to a tramui. A vanzo l'id<•n. solo (·O nH' i poksi . ~\ v\'f•Jluta l'iniPzion<• e la diliu..;ione (ra. l e trab<•colo eonneLtiYali, COllH~ piit :-:<tpra. si è t·spo;;(o. i tc ..;suf"i comindann a. r<·agire con infìa.mmaziorw . eh e, U('i 11rimi d w· giorrli, è r ehof i nMJWntc· aeut.n., ros:;on•, au llli'Hlo tli LPlltp('mtura, loealt~, dolur('. rdt•m;L; HUL subito dopo eoutiueia ll11 an d a.nwllt.o pii_t lento, f'l1c divtl'llc J)UÌ YCta flogo:-;i lenta lH'olift·t·ant.e . Xou t' difliti!P i tnrt.ginare lo ~\·ol~itÙt~JLto i,;topal o l o~;ico cht> :;i ~,·o lgc lo (';tl ll H'tLiif' 1• el w f;Ì ditnosrra clinicantPHtl• in t.ut.t.o pedrl.t amcnLc ana'logo ai CO ilHUli lH'Ol:cs,;i inlìa.mmaturi leiLli nenpruùuttivi c sdt>rot izza.nt i. Anr.i, in al f.l·~·~ dt!Ì rc·IH'I'f i mi(·J'I)stopi('i tra t·.ti da pezzi a.:;put·l ;hLi d:t eJa.iopal i P unt:lll<', t' IO!:'i<·o coni innn re a r itrnetu ('hc i tt essu si VE'J'itil·hino gt·oAsnlall:lllll'lllt• gli si· P.~si [a.tt.i i:-:1 ol(tgÌ(·.i t lte sono Rtati 1lPserilti }JI'l' le init•zioni Ili p:uafTiua c,t ~ropo <:usn1t>tko tll'I I' U(JJ110 o a, qul'lli an;tlo)!hi l'P!.!Ìslmf i chL TaddPi t' l l Piaiui :l· "l'l.!tlil.t> ù:i i uiezioni speriJUt• ttfa.li nt·i <.'Olligl i. ~on li ~tarù clui a. ri1H·Ien•. ].t}' il :-oli(o pruC'~::o~so, <·hP dalla \'aso-clilat ar,iotw, dia.Jll·clt•>'Ì. iulil~ra.r,ion{~ lintLJI'iloidt·. proliJ'<·r;~r,ione di t•lt-lllt'lll·i fi,;si d vi l'Olllll't ti n> l'\oh·e YPJ':;Q ht f;l,.;e ùd lihrob l a~ti l' la sd<·ro,; i l'flll ttelt.i\·;dc, 1h·linif int.. l ,;t'f t.i jll'<'l'·"i,;{,l'nti, the gi~ su d di\·idono i n (.mma. sot.lile la ,..;o,;fa-Hza ini{'tl.ala. COtllP 'J'acldei t' D c I<Li ni h;llli\O di!lloslr;tlo. suno il punto 1li Jl<Lrtt•nr,a del la in lìa,mmazione prima e dt·lla. JWnprod uzioH<' li brnhlw<l ic·a poi. ):ou nwl11•ril lllPravi~l ia. infi ttl' di ll'C) \':"Ll'l' in p rimi",;itno LPmpo (<l>llclw :-ole ~ ·l ort• ) un ÌllCiJ.lic·ult· illgOl'!!O ghi<ltu l ulart> l'laiopat ic·o, m t· ntre i linfatic:i non :-:i pal pa lto C'hl' 11\olt.o piit l.;mli (inliltr:.u:iouf• molli' ùel trÌ<Lll.f!Oio lintHfit·o in tll-'l'ÌI II <l g-iot'l\<1(:1.). Ciò.-. an.?tlogc' :L quanto »W"<'l'ÙC ~tuehP HPi proc<·,;si Ìlll(•tt.id, Ìti cni si jJll(t a\'l'l't' :ìt!Pititù iwlLza liub!lgit.e. D lil l l'O ghiaJl! [Ohll'P c\ 11101 1O piÌt "011 ilr (' pitl ÌJ'l'ih1.1J i l c Che ll OI\ i Y:\SÌ linfH t i<· L e nn po· cl'olio di Y;L:w li na d<·,-~ rL·rtn.ml'n.tc U.t'J'intre fi no ;l.lle gil i n.ncl ol<' li 1Lfatic·llc1 cl!·l hL n·gillll!·. J1;L llHM\t'<lll)la in alcuni ca:;;i tll:'ll. ing orgo gbiancltllaro potn•l>lw Jor,;t· l·n•nLt' spil'~al'ionc rw l fal:l·() clt>lh le gat;ttm c· ho ~l i an t ol~>:-:i oni~t i et nasi s t· tl lJ H'e pmt·if·;l.JlO <:entripet.an .t>u te a,lla. Jmrtt- illiPt.t.al.;t. ~(' la h·g-al.ttra l· troppo sfr<·l f.a. là (Jll }ttltit.ù di olio clw anivn :tlle )!hi:mduh· è> tninitn<\ o nn lla.. Suc·n·~~iv:tnH.\ULe, Sl' il ln.cc:io i.· t.oJLo q un.11do l e \'i e linf<Lt.ie: lw sono in rea:1ione tlogi.stica e qn iJl(li imper \'i t>, l'olio non p~bl\~a più . O ccorre fernH>r .si u n po' piit s nlla ,;pit'g'<b:1iou c d cDl'edcn m d1c :"\Cc om p agna le elaiopat,ie, :o<pecial nwn t(' giov:tni , che ;;p esso è i l d at•o p i il gro~s ol a.no nt·ll:1· parte a.tTet.tn.. t• dH· pu ò nr:\)lcl..terare la. Ro ~ta nr,:"L >;t('s-


LA ET.! !O l'ATI A l'\ TO~ll ~li C'A

sa inil't la l a. f-iul printo inizio YÌ è llU PdPma infiammatorio evidente·. eh t· a<·t·on•pa:,:Jla ;!li altri (••nonH·ni d•·lla fln;-o,;i aeuta.. SucC'PI't~i vo.nwutP i h•ltollll·lli a<·ul i Cf'.~~auo, rna l't·•lt·m•~ pt·r,;i,;lt>. dillliutu·ntl .l o aumPn.laiHlo ;~ ~l't·tmda. tl•·lla JlO:iizioiW cldla parlt: c clt•~li inter\'ent.i patomimic:i :w c·•·,..wri, e. :-llllllll<lll!lo,;i all'inliltraziouc• llll•llP c·omc al liqtli<lo l'lt>~,;u ildt·tlalc), ,..... tif.ui~l't.. 1111<1 !'aratfi'J'Ì.<fi<·a tumt•fw: irm e pasi08<t. (~ 11\·:it<) ed!•ltl<l (in ,·aria proJH•I'ziotH· ,;pc·onclo i f·fl~i) i" so:;t.t•Hnto da. tn~ llll ' l!('<lui .. tlli nt·l p•·ri~tdo I'Oit,;idt•r;tlo: r·iot· Pdt·tna iulialnmalorin . colla!l'r:d•· " da ,fa'i ()"'·'iri<mc· pt·ndnla, anlo<·o.. lriziqn~", l·cr·. ). ( ' IJIIIIitlfJ III' SÌII . f f'iÌIIÌI'II/IIfll(l tt.~SIIÌ Ì IIIJ/flflllll((' i/ {tl/10 ,.,Il' diii'IIJI/(' 1111 '""!/" pr·rilttfr, ,u•llt· , friÌ"JI'tfie fn ,.,·ftc lo !,n.w· prillt'ÌfJfdf' del fJIIOdru 1'111Ì11· 1,,,;,.o .~i (l. 1111 ,.t/111111 1J((sfusu. 1' 1111 spt·r·inl•· iiiiJII'"IItabi/iltÌ. mollr t·o,o r• 1111 c· rltmn da ~t/t18i /'l't't ufr•, 11111 '''Il' ,,,,.,r;~.:nfti dr11'l' {t• [ l'{j!JÌ fì.<:i1·h1• l't//'I'I'Uii<l'tt 711!1' /11 .~ e ;"plit·r ~tinsi. ():-,;t·n·aJllln ui fl·n [.;cllll'llf<·, ~i Jll'l'to.t·pist·l" poi <'ltt· t':\so c di I'On ~ i ,. tt • nz;~ di\·l'r:-a Jtl'il'oft<H·utaJu•n Ila qut•l tht: sia m•llo sp•·.:-).Ol'l' sfp..;,<o dl'lbL <.:uh• imlll'vttla c· t'Ìlt· s i :-otlllll<l· ton una t·c.rta· intiltJaziotH' tnollv t·:lrat lt·ri st i1·:t. ()u!'s io JH·r·iwlo può ]lOi I'SSI'li'C Jnanlt•nnto t' prolnng"afo JWl' 111olt o l•·tnpo ton llltt·rim·i int<·n·<·nf i patomimit·i conl Ìltll :d i \' Ì <·h t• l'i;H•HI il.Z<IIIO il !H'(I('I'SS!I. l n qJH•s l i t·a xi a.nt·ill· dopo qual<- h t• llll'~t· non ~i rist·ontra eh t> s< ·ar~a ft·u•lt-nza all'1•s it.o tratura l•• in iufiltratn du:o P sdt·rosi di'l prol·t·S,-!J rP:tt1i' o: uo11 Yi .-;ono C'ioì· no•lllli tu' pia,;f t'oHi . C'ib l'i r;Lpi,;ep tac·iluwntl' . JH'Il"uw'lo <·l11· i Rn<·l·<·s.-i\'i inll'l'\'t'llfi antol!•si,·i (anl.ocont.u~; i on i . sfa::-i. t·t·<·.) lll:ttt!t·lii!<IIW "' ' lllJII''-' frt•<c·o il pror<·s~o pro\'OC'ando nuovo <•tl<•ma . llla!lll'lll'tulo l'iulillraziolll' tlloilt·. <•!·t·.. takhl· b fa~ p d i t'\'Oiuzion (' tllll'rion· ì1 Xl'lltprl' turbata ' ' rimaudal:~. Ki c·npi,.r<• aud1u t'Ollll' una s :mil<· l'l·azione l'<•l:lti\· ;~tnt-nL<' ac·u1a, lllallll'nttl;t. :1 lungo, hi\'<>ri,;c:a. la. ditl'u~ioJw H {()l':il' in p;~rtt• il ri axsc11·hinwntn d<:lla so~ l anz:L iuit·ttata . L'c.~i· N/1' /l~fl

di (jiii'X/11 IJIIflrli'O l'flt' flllra . r;OIII(' (• dr·l/o, piiÌ O ))t/' 11() ft lUII{fV, t'l'lltft• (l IIIÌIJ il l'l'i."' 1/t'I'I'.~SIIt'ÌIJ llr/{tJ .~/udiu 1[,1111 1' /IIÌII(iflfi u tli (/())' rilÌC' I'O }JI'J' 1JC · rill(/fl r· pt·r IISJII'Ifo fllfii•Wffl 1111111'11 ji!!'IIIO 1'/i,!il·rt ,.,,. io rlticmlf'ri'Ì di Ell'f.'l.\

;-;i a\'J't·h ht•I'O cn:;ì twlla t· laiopal ia h· (aRi <li l'logosi f'luir, . [JIIIÌI'II (1('11(1( Jll•i Jll'Ìirti dnt• g'ÌOI'ItÌ <'ir<·a: i ntl i Edemtt (•frtir>p atiro che l';~p· prt•:i<•uta In, fa~tl :mba<·ul a <· c·hn p1tò cl tu'<ll'l' - p iù o meno m olh-, pa· sfnso o indurito - da q w~k h <• Sl'Ltim;~na ~1 qua lclw lll t'~f· , e Jinahllt'Hil' si otll'rrddw <·onu• l'<•snltato fina.IP l'd t·~i tn rl Pfin iti,·o la. Elainpalia IlO· duf11n·. n 7,;,,,.frrme o" 1·i.~ti . ht lorma ulcr•mt h ·a, rara, è uua xpPeiaif' t'\' l'llit•nza. elH• IIH'ri ll'J't•hbl' [!trst• tli <•s,;ere C'Oilf; ÌÒerata a p a r te quasi CO· 11\ l' u na ~11111 p l i t·: m z;L. Òccorn• a:rgiHng<'re l'hC a nc he a formazione ;LVVf•nutn, d i nodu li t· p i <t st t'o n i -;c.: lcroli<' i pu [, con som ma. faC'i li tà - non p amgona.bilc certo cou qn<'l che nem·ssi hL in arto sano - e,;sere riprovoca.to un •·th•ma., che l$<'rn· hene a ;;fuman· il ('Olltorno <1Pi nodnli e l dci pi a,~;tr oni <> d('ilc cisti.. ma c·h1· la:><· i a scm pn• pt'r<'t'pin• i fai t i ;;(')f>ro t.ici <l uri H eh ('. può !"S:.E.'Ire a'<·in:rato in poco Lf'n rpo (a nwno ('ht• nnu si tratt.i tlj <~n tocoutu~i o11i ~mo t-:1..\IOI' .\'l'Ll'll.


..

883

LA EI,.\IOPATIA PATO~fi~IJ CA

lJfll!nng-;tt.o), hMCÌ<tllllt> COSÌ allo l$COpcrt o le (Orme Ùc•finiti\'C indttritè (IlO· tluli e pia~ : roui) o finl.t.ttn,uti (risti) d ella elaiop~tt. ia. llirò iu fine CO!lll' non si ,.;i;tilo lino acl ora lli'Llt• ela.iopai.ic P<LI·(lllti· midte re~i >~t rate ncsstuta. di qndl<' romplic;rn;,c o evt:nirn7.l' cle!lcrit t t· <\ J.ll'tt po~>ito dt,llu iniezioni par.~!lìn ich o co.-nnf'J.ic·hc : nè le embolie d~>.•<:rill r d,t lfalbau-.Pfil.mne:;licl o Lt·.-;cr; lltHt finora. la s~.:ompar:;a. etl il rias::orh iu~t·nto tle,;criLto ùa. )fatzl'U~lllPr, spiPg-at·:t <·ou entigt·a.z iout• p1•1' tontit l!lilà o l ctti·<Jt fa~o~.:itosi. Lo :;t.tHlio ùt·llt· tdaiop;t. ii~ è ancor:t tl'llppo n·<:t· ut.t•. ven.bè ~i· po:;s;L dire quakht• eosa :;nl po.•~ihilt• s\·iluppo di lU'Olllasit· uo•lle regioni iuit•t.ta.te, an:l!og-amtmtc <L qua.ufo è st·at o or<:>et' \';~tn a. :!t-"ltito di init•zioui en>-nwLichP. Xon è.m·mmt·nn fa(·ile a \' Pti<'l'~i to'la vt·m. . ~lll•l!\11 azimtt·, co nH• (• de:-;eri tl a. tb l )p )a n~ n·; lt· fornte e i~[ ielw ,.;i an·i~:if1•• reltht'1'0 ad e:-;;-;;\ solo in primo lt·mpo. B a propn,.;il v <li ,.;nppurazioJt,. cwl·on<• antlltPth·rt• twll'olio <li Yn>:t•lina nn pull·n· 1 S<' non l><tctl:'riei· tla . Jll'l' lo ttwuo di inihizion<' allo :;,·iluppo di gl'ri tti }Jatog<·ni, poich•' le t·lait •pali<· Yen~ono pratic·;llt• tl :t.t di aulol",;ioni,;ti H·nza <hlrmm precatt· 7.ÌI•Il•· anti~l:'tt.ie;t, e p•·r coutro con1pli<·anzt• iul'c'f.t ivl' g-<•twrali e loc·ali non :;ono ,.;late, C'he io ,;appia, r q!i::lrat.v. Knn !-;[ è mai vi:::Lo JWlllJHPll.O ttt':.di el<tiopat.iti. per quanto l: a lllÌ::l. rl •liU.'<:<' uza. f<tl ti 1li iul·•l:<si(•:tzivn(· g-PtH·rnll', conw 'l'adtlt·i e D (daiui l'l'.!f i.~trano p f'r i loro t<migli. mol'ti lutti al mn,;,.;inw in gionti cou ~<·gni tliHÌ I·Ì 1Ji lltara sll\:1 i! tllll rt'lH'l'(O llt.-'('1'(1:-\t·opit·l) di Opèlti[;p (' 11l'l'rit ~~ lJ<L· r t·ttth itna.to:<a. L<t coagnlabilitù tl<'l ~ang·tw tla DII' <·ott.lroll;lt.a in alcuni el:di•JlULid . ~i;t loca1lltt:'U!t• iu Yi<:itwnza <h·lle ngioni init•l taLn, ... ia ùal sau!!lll' del C'Ìl'l'Oio \'t:'llO~n (t•;.:t.ra.zit•I\P dalh Vl:'Ua medinn:l ba~ilit;.h o (',.talica del lmu·eio ), non p<~ re :l·fiD tt.o a.lter:l k1. Il pro f. Bionrli infine non h<L lTo,·a.to n<·:<,:mw a l tt-razione i,;iologica o .biochimica w•l l\itU.I!\Hl

-

:w

tin·ttlantl·. E' l'olio di n.LSclina l'unit-a ~:;os t anza adopen~la, twlla. J>roduzicme (i,.u,. c·laiopatid Trnentlo l•l'~-'~e nte l;t pNft•l la. somigli:lllza. d ei quadri clini~.:i e dd dc.corso della piit g-ran p:Hll' di qiH'Iit-<·· [orme, Ri è in<lot ti a pt·tt..;are cb<• t•,;,;e siano pro<lotl P, :<ah-o P<'!:PY.ioni. in modo ttni,·oco. L'iò ò anelli.:' logi('(l 1 poichè :;itl'atl i ~irnttlat{)ri non hanno rap:ione rli catuhiare il n1et odo loro ri uscito fin qui così bl'ue p er incontrare diffit·Olti'L imprPYi,.,ll'.

Poichì• poi co t p,;((• fornw ;;ouo irl<'nlklw al h loro volla a quelle in {'Ui ab biamo eon pnnlma <•:<t·r:ttt.o macroM·opic:mwntt: l 'olio di ,·a,,;f'liua, ·t·•l ;'l. qucJt.,, rll'lle q uali pl'l' couf~·,;,;ioni . contitlt·nze e in finE' per riiH'oclu.zioHe ::lperiment.a le, r-;ia.mo N'l'ti C'he b. ,;o,;hmza Mlopcra.ta sia st.ata. l'olio eli ,·a,;t,lina., f'osl dohbi;lmo ritt-m~.J'<' c:l.1e per lo m~:~no il metodo solito più n ·u:tlc sia quello da noi dl.'~eritto. J ,e alfNmar.ioui in qu('sto ~e nso eli A ;-;t<llrelli e Busacchi, clw hanno comp' nbe o,;~c·n; ~;~,ioni ·n;unbicut<' dinrso d;\! nostro, ci sono di maggior conforto. ~~ùl.turalmente \i sar:mno tlelle ecct•z'oni, ed io stl·~so duvo llire come i l dott. P:\panti Pell<'tier di q u<'sto o:>p l'da l<· ila re('C'utnm ente a,; port~to


884 nn notlulu el;~iopat.ic tl, l'ltP all;l. ~~:zio1w :-i è dimostrato macrm><:opi<'<l· uwnre <·o,;tituit o di uno ~t roma 'fìbro,o, ùuro. contrnentc fra le sue mag lie stipate nn;~ so;;tanza p:nu.;..;;"L, drlh ron,;isleuz:o di dens:o pomata. di ('Oiorittl .!!iallo f'lthwo, lil'' 't·m <> nt<" ro~t-o. Qw•;<ta so;;lauza., elle grut.il· llh~nte mi io s t:~lct· fa,·oriLa pt·r v><a,me tlal tlol·l. Pa·JHl·Uti Pelletirr, mi ~i f! <lilno,;tra.t.;t <·omvnst:l· t li llll<~ t'lliHlr::iollt' intimn 1li C't·llule in dif;facinwn to e <lt>t.riti tTIInlari iu 1111 Y<'Ì<"olo tompn.- to di dw• g1'<l·l\1\ Ì difff'J't'nzh~l>ili h>n ,;olnzioni frazionM1.' in ~ra s:-:o llnt;~no iJ1 ,;<·ars;~ <Juaut.itò. e pnraffinn. in Jlr(l· ,-nlt·nza . •\h l'i <·laiopniÌt' i. fcn·,;(•. an:tnnu JHltuto <JYcntna.lmcut-e ndup(>J'an• all.l'l' ,:o,.,l a!lZt· dil1't•n·nt i ma <llta l.,!!ltt• tWr aziour. P e r a.bbr:t<"t·iart• l ut l o si puù dir~: eh v ..; i l.r;ttl.a di Lut<t :O:< •"tallZa dt~l·ogenca, iuùiffe r cntt> n a lil'Yi ..:,..iJll:1 n,r.imw irTiianil' P dtr il più ·'P•'s,.,u è. olio di vasclinct (l). Hi,.;n_g-na l'Ìf'OJI():i('t'l'l' c-he la Pl:ticop:tl i:t (\ fol'~C hb più indoYÌllt~tu. oldlt> ll'll\' :1\t' pat·omimil'lll· .. •1lnl•·no !ìu qni <'hl' t!ra poro conosciu~a. l ).nt•,.,t a forma l!l.'tll·ralnu·nt l' pr(Hlott a in Torno ;1.lle ar·Licolazioni '''1'\'1! ;d L<·ruptl ;;j,..;,.;o di JH'o\·o<·azionP f' simnh1ziout> rli nHda.t.tia. E' Ulln. lt-sionP pr'O\'t)(·:tl a. l' nt·llo ,;t t':'l-oO tPmpu un:1. -<imJLbziou<• di S\':lri;lte ft~rllH' tt'ftltlllatit·lw n inliHIHJnalol'ie ,.;pontam·<'; t•d 1> un autolt'sioui:<tllO che ~~llall· tlo ,.;i ?> ral!gi nn t o lo :-wo1•o ,.<,ltll o, et·-.,.;:t ntlo h· 111;1 Jl!Wr<• pa.tom!mic·h·~ arl' ~'~" orit· ,.;o\' l':lJI[lt'"'·''· JWI\ d:'t piì1 tjlla.-:i ;Il<· un tli:-:tlll·bo, aucbe hh~<·i.tt t ~l. l'i• :-tt>,.;.<;"L. oltrt• a po1Pr '"""t'l't• t' limina1a t'tHl t't•Vtlbioni, sanguisugi, t-n·., t·m·a tl .. lla qualt• ,!!li autolc·::ir•ni"ti ,,,.,. .,,j ,;nrw •·dotti e ~a.nuo pl·nti t·ar••. (\ 't·di Hn:-::H'<·lti. lot· t·it.al o). }J';r dn\1' ,..j;1. J'intpnt•t ;1JtZ<l p:IIIIIIIÌIIIÌI':t t(p)J't·l ;tiupaLia, a 111Ìt? lUOc]o l di vedo•n•. Jli\U (> t:111111 w·ll:t. Jll'tulnziono• tlt•ll:t. IHIZ/..:~ o d l'l uoclnlo n eli :tlrrtJ

•

f:Ltt.o pnr:~liH'Illt' t·lainpatit·o, lll:t tlt·l pn•<·<HTÌ:Il·..;i Jll'll<· n•gioni in it·tt:d<· llll<~ st.raonliuaria t: Ltl•ilt• la.hilit :t v~.·r·sn l'E't.lt·nt;t. e l'inlilt.r""zioue moli •· l'l'l' ln. <)ll<l·lt' ù<t:<l •~ b minima. ma.uon:l autol<•ilionis tiea acce;:.sori;\ p•·r ri n st·ire in bre n• t Ptupo ;tel ot.LCJWI'C u ua t nmefazione p i t'l o meno Yi:-t n~ : 1 d l'Ila r f'g ionr·. simulaat t' ùeui:::si1110 lt> p i t't ~nuin.te forme morbose :-pon· Ltn<·t•, pMtnmi 1li di::tor,;ione o di :ll'lrit i. Pth•mi nrnrotrotìci 7 ede11ti da C'lllll!t'lallli'Ht O, l'l 'C . ~ t •ll:~ form:~

Hhiopat it·a tln. mc riprotlnt.t.a ;;pprimenf-.:.Jmcnt;e bo potuto n t t.t•nc•re <L pi<1·Cl.'l'L' in poco tempo <'t le mi vi il o meno duri o 111olli 'i m ul:m1 i ,·:ni sta t.i morbosi, sprcialmeutl' dopo che opportunn.meut•· ::i t'l'alw :t lioni a nat.i i ,;pgni pros;;imi <kgl i iul rrn·nti rf'centi. I porta·l\•ri tli Plaiopal ie l..-ntOll(\ la pro<l11ziouc <h'i uotluli o 1li infiltrati sclerot.ici ri· Yl'l:tto1·i t' <:('l't·ano eli c·ontinn;ll't' <'t Jnlì.ntt•nt're il più a lungo po:.!-ibilP l't•dt·llt<L chtiop:J.tito, t· h<\ è> Jl Ìtl diflitilP <ld t'>'~ere dia.gnost.ic;"Lto. P nr la 8ll<t tliagno;;i :-":i t<·Uf!a. prP!'<'Jltt'. oltre i f<ttt.i già notat.i a pl'C•ptl· ~ìt o dt·i cn.ra t.l <'l'i propri t li CJIH'sto r clemrt d rriop(l/.ico, che e"so ba una mnl lczza 1m,;t.o,:a q na,:i m o t l1·l l;l.hilc lli it C'hP 11 o n Il<'!! li edemi ree c n ti da st :-.~i ( l) È n w 1v ·ù • Blii~J.H l11o:. <~ttWJ ) ··b a 1 ll'•'atls t urtttl 'll i nou sono Msorhibi li. ~~~­ tur oltu e n •e l 'tu io ne Ì<ri a •te d i es,i può ess~r. · o ine rl'n e al g •us,;o Sl l'il30. o ppure o t <'!lUI•• et•:• t;,.,. i o p ;' or : une "J!~i un t e oli t n n teri.. irri ' nn t i •• grnRSi pe r si· indiffPr Pn li.


LA ELA !OPAT IA PATO,IIMTCA

p r<FOe:tta ai quali ::;omiglht, chi' non I.Ja limiti netti C'OIIH· l'erlt:ma da

llt ::.;;i, si .l)rolunga ta,lora ltmgo i >:olclù e lt> loggie linfa ti<:lw t' ~o praiutt.o non segue le leggi nH•ccanicht' dt'll'idmulica, ma è più mn,rcato nelle Hedi iu idta te che sono anche viù in tì !t rate. Si ca pi:::c.·1· conw questi caratteri in periodi meno r ecent:i s i Y:tclano '"~v · einantlo a fJU('l.li dl'i periodi s uce•·;o;,..ivi d C'li(• e la. io pn.t i(•, pc t· l'Ili ·etl rm a è m;tn ma no m eno llll)lle t· più inflltrati" o. O ttimo segno, precoce, per f}nanto Vfbd:t vagli:tto cnn c. g rano salis '' è l'ingor:ro delle linfogluaudok dipendent i. che può pt-rò quakhc YOlta e:-.At>re ::;can;issimo e, come ;:i è a .-.tto. <'Hl.c!H' llla.Jll'<ll'C. Fiualuwnte COlllt' eon t rop rova si ccrclti con a pp;t rr·ct·hio o sorveglianza, i n ripo~>o dell 'n mm ala t o di asciugare l ':J.rto e im1'edire l'ulteriore ~onn.ppor,.:i di manone 1\lltiJlesive, ot.tcnendo COSÌ j[ Cptarlro puro deli<L ••Ja.iopatia eli l>Ìil faci le tlia~Uosi <1nche St> non ~ i s in. giuuti alla. forma d<·fìni t:iva. :,;cl('rotica o ci:.;t.ica. Ji reperto della lHtntur<l> t>,;ploratint ~;a rà ottimo an>-ilio, alla cliagno:;;i. spt-(·in.lmente se l'olio di ya.selin<t per q nani ità ed ns pefto 8<tr à. Yi ::;ibilc 111 acrn;;copicamen te o ~arà in gra.nlle a.b bondanza (!aghetti r m•a scialbi ) n l'i prepal'<Lti microscopici ottenuti dal liquido a~p it'<l. l o cnn ago g ro6i'O din ·t t a mente dal sottoc ntam.> l). P er la profllassi eli qn~ste forme sempre. più comuni e U1U!ll'ro::;e non c'è c he il t.Uffonderm• la conoscenza fra i medici mili Uu·i, jn;;ieml· nJ eon vincinwnLo che, nna ;olta scop<:rto, ht ela.iopn.lia e ilnll\'dilc le manon·e pa,tomimiche aggiuntive, l:• claiopatia. per sè nou tlà g r a Yi distw·hi e non d t> n.· essere causa di dichiarazione di inabilil~ a <J.u:tlsiYoglia senizi o. P t>r In. cura mi ricillamo a qua.uto il Busacchi (Loc. c il :tto) h<'l> e;;pot\to. Per lt• forme cistiel1e potrebbe bal':t;.~,re la, compl<:t~L cva<·twzionP dr·ll'olio miUI-'1'<1·1e con grosso ago e s ncc<?ssiYo hwa.ggio con .~o l uziiJnl' tì:.;iologica e fasci ~\t ura, compreRsiYa. I gJ'o:'::;i noduli - q n;Mtdo ra,mmal:l,t·o co u~t·nt.a, p otranno essere asporLati. COXCLUSIOXL

1° Le olaiopatie l'atomimi<-he, per prima. de:;cril:te da. Bioncli , sono nella m agg-ior parte clei ca,.;i, a lnwuo p er or::•, prodottP rla inir~ioni di

olio di vaselina. 2° Il liquido iniettato pro,·oca un<~ transitoria, e brPYissitiw. fase di ft t)go s i elaiopatica acuta : acl e~"a fa Rf'~nit.o nn lungo periodo eli flogosi aù a ndamen to subacuto chl' 94 plLÒ chiama rP tli (•demn '''(( iopntil'o, cot·ri,. pondente istologica uwnliP ;tcl un periodo eli l'rlcma a mec<•a nif; JUO mi sto ( infìamma.torio-colla,teral(•. t' 1la. ;;tas i) e eli infìltntfiiOtte moli<·: periodo qtu:;; to il più difficile per la dia~no~ i c che piit si pr('Sb'l. alle simuh1.zioni (+li autolesionisti possono proltmga,r e ques~o p t>riodo con ogni sorta di i n terventi volitivi a ccessori (aut:ocostrizioni, pluritraumatismì, pos izione pendula, impacchi, ecc.), ed es:si non tralasciano mai di ricorretTi. 3o Infine le elaiopatie evolvono verso le fasi definitive di cil;ti, noduli o

pitt8troni.


Di un apparecchio per la misurazione esatta d egli accorciamenti degli arti inferiori

·' Coxo rr 1e tro ·,, JH~r il dott. Er menegildo Basso, ma~giore JUedico, d irettore

l A· c:\11.-H• eli c·rnH'H !Wl p1'0c' c·drre ad nu \:s:lll :b llli '-' Llt'a ziont· dc·:rli .sl'-

eurc·iamPnti ùt'gli arti inLc•riori SC)I10 clo\'Utc:: 111 ) .tll" posi:iout; f·d~tt dd bru·in" (!'ollc·.vanwnf.i latc•rali) : :!0 } ..Jiln. tlinrs(~ dt rilt~innt· dtrtli t/J"li sttl IJWÌII" s/, ssv (dill't•J'Piltc <mg-olo !li al>duzioll<'). P Pr pot.t"l' g itmgl'rc tjUÌitdi a ril' ssll :~ot i ng-_na.li, ~~ rigoro:<alltt'Uit• [)l'l'Cis i, bi:<clgua n •Lt ilic;tre1 dir<'mn ,!.:l' O· 111<'1 riC':tlllPULc· 1 i a ni u il h:wino , c·nnJc' 1:~ po:.:iziow• dc•g li a.rt,i : in modo, c·ic•i•. c·lll' h• cllll' ~pino ili;ll'ill• ~np c ·J·io ri :~Ila, sh•:.::.:n, a.ltc•;~,za. :<i t.rovino -:nllo s lc·:->-O piano HOI'HlalP ;t, t.nt.to l':t s,;t· clPl t'orpo: c• 1'111:' t'ntn\wùi gli an i, in lc-,!.:!.!1'1':1. ahcltJ:r.i oJW, foi'JI!Ìilo (l tw n.n;.:oli rÌ :<JlPII Ì\':llliC'Illcl ~cl C':<:tl t :m h•lltc· llg 11:1) i Ili·) ) . ;t l'LÌ l'O ):l %iOJU' t ' lt \o· f t'llllll':tlc •.

Fi~

Fc~um

"'

...

sc·hemntica d i!llostrno le le c·ause d i errore della mi -lu taziot• .,. dovuto· ull1l 1naucauza di sim1noc r1 11 twlln posi:tiùne r i,;pettiva dei due feLUori . Jo.' !~'' ,;piné dca.•he; C C' c::.vit!\ c:otoloidea ; C:- P, C'. J.'' ft~ mori . l. -


DI UN APPA RECCHIO P ER r.A Ml :'ilhlAZ IONF: .ES AT TA 1 ECC.

S.<.,(

A sinistra del lettore il filmore è in ab1luzioue; a destra in ndd u zione : la distanza che separa i pun ti E' F' è più lunga di qu"lla che separa i punti E- F : queste due distRnZ-J r ispettive sono ruppre,;entate a destn·a della figura. di'Ile linee E - P, J.:' F', i pochi millimetri d i ditferenm 'che esLstono fm esse su questo piccolo schema rli,·eotauo centimetri sullo Rcbeletro dell'adu lto; dedazione d"yli m ·ti s 11l bacino ' Questa -:liflerc nza nument.a seusibilrnente n egli spostamenti della linea EE': SfJJlevmam~ti

laterali rlel ba,;ino.

Occorre I]Uindi per una misurazione e-atta J:lrC ai due femori pos izione assv · lut;lmente identica: C /!'", C' P, e mantellcl·~~ perpcurl ir.olnre all'as~o del corpo la l.J E'. Ohi hn. dontt.o valut<ue esiti di imtLLU'I.l il<:l ft•mOJ'l'. bn. pot.uto conv-in-

<'N>'i l'llll1C sia fa,ei le U.\'<'r<• risull ali din•rsi JH·I nlisumn· gli a<:l'orci~~IUI.'Ilt -i, a ;;l'rowln. rlw .'>i 1,i<•nc più o nwnc' c·.u nt o <lc•llt~ mtu,;c di <'1T01'(1 1 swwec·nnaiP (vNli fig. Jd). Ghi poi lm pral.ica- eli rc:dut.n,mcul,o milil <ll'C', tanto in pac·c· co1nr iu. guPna., di pro,·Y(:dimt·nt i nt~·di co- ll'g·a,li Ln gcHr r~>, <' <li ,·i:;ile per dil'ltiarazionl' 1li inabili Là ;Il h• fa t ielt<• d i g"tll'l'l':t, :~;.~ quanl11 ,.,j,~ IH'I'I':'l>'ario lH'Ott•dPl'C t'OH Yii.:"Ì)v ()S,;('.J \'lLZitlll<' di lrOUI (' <LI hL ll'ibUcltllt•Jtz;\ <.:ll1· met.t.ono i 11 giuo1·o i "i s i lantl i per lì ngPre o Pi>ag'Pt':U'(· un llC'f'tJ t'dali,,, Ili o <' gi u ngl.lrt\ <·o,-ì r~ ;di· alt(•g-gia.nll·nti t·nat.t.i. ]la, tulf (J Cjllt'Sto ll(' Clllll'il'~lle l:t ll\'CC:lSit;'t di. puf l'l' ~Wl: l'<' Ull lilCZZO 1 ·o~ qualu, fiss;mdo POtl r-NtPzza,, L' iH,lipl'llÙI'll!l'llll'llll~ cbll;~ iw·SJH•ril·n;r,a, del profps,-ioni,;tn.. o dal'a \'Olunt:'t dc·ll 'c·,;atninaJLdo, i pmu-i anatclllJi(•i. 1-.i po~s;L i!ÌiliiJ.t<•rc•. tJI.m~i :llllotll:tlina.nu•Jlll', all:t tllistn·aziotte. Ilo dPLf.o i nc·~lH'I'Ì!'llZa dd pro[L•,;,;ioJLisla, int.ewlt•ndo di uou h1r torto c·oJI t•n,:ì dil'l' l' ai gionuti, tat,·ol la gio,·;t.ui,;;>itni, ullkiali 111\'llid, <.;lli<Ullal i "JI''""'' IH't·:::;o i torpi acl Ull pritllo l'Sa m co tlt•l g'l' l\l'l't' : P a.i profossiuttisU :<JH't·i:t.liz:t.:t·l i iu ali n: di~l'iplitw mc·dit·lw. !'Il<' non sia C(IU•ll;~ cltirtn•gic:n., o l'ltl,, jn ogni 1110do, nc•n al,hi:mo d i.lltl'"' i•·ht•zz:~ f'oll l alt· p t'al i<'a <' clw non Ki:tll() ~llllit•l'llli'llH'flf e !'ciO! ti l! I'I)Jt\'illf L ([p[)(• :hf UZil'. l'UÌ il '>Ollhlf·ll JlliÒ ritotTt·l't' Jll'l' tt·at·li iu iHgan.uo. L:b qne,;liouu rit:llll' rwrf;tu!n più pal'ii<·ohtt•tnt•niP IWI eampo ll\l"li•·o,.hi ntrgiro milita t't•. :\b f>l• l':trgolltl'llf o . Jll'i riguardi /(f n·f l ameni 1· 111'11fo,-sionali, ù più di >'JH•eialco attint · Jt~a c·oH ht pr:l1i<·a ll\·ll'ullic:ia.lc· nH·tli•·o <•ll'c·ttinJ, Jki :;uoi lini iHLt·n•,sa tut po' lttll i. Pll'l'l t.id ~~ tli <·ompldtli'Hlo, ntt·(Lid e non HH"dic:i; qufdnuqtw eit.l:~cliuo iusotutn:~ t·ltc :;t•gna. lt ::ol't i cl1·lle YÌI tiUll' th•Jla g'llPlT;L, t' di C'SSP ,;i pl'1'0C1'11pi ;d ~o lo l"I'Oj)O Ili lli1<L d O\'l'l'lJ"a 1 i nl.rfi.ii('lll':tùi lc·. pro t <·zi Ollt' ma.!<· rialt• l' mora.li' •l t· l soldal o c:OIIl · l J;t.j fl·l1.1!'. ( ' oll gli n li itni r•l'ÌI.!'I'i dii' iJLlt>l'III:Jil() il 111/111'0 1·;/,·,,.t, r/l'llf" Ìlljr·nJiilti. C illlf!'ifr•:frmi. ltll 7. · ll<'l' il rc·c·lni<~lllf'nlo, l:t itlo1wi!.ù lbi<":l, nt•i ri gu:mli dqdi <tl'C'on·ialltl'Hii, ha, ~<uhìfo <IPll l' ÌIIIJ'Ol'l:llll i f• noiPvtdi moditic·:tzioni . Co:-iì ù ('<LII I'<t• di iuabililtì. o.~su(!liu ;LJ M·nir,io mili ìan·; L11· spropor::ir11H' rl i ltw!Jhr' ::;;·a jrp gli ruti. inferiori rli almt' IIO l'inque r·clllimt•lri (arL 80 aiJt·ga.to .4 ). ronw c'· mnf,i\·o <Ii iJUtbililfì rt8.soiul't alle fat.i<;he lli ~ue rra.. c ·~li ass<•gna;r,iou<· ai seJ'vizi :-;Ptll'Jl f.m• i iu nwclo pormaucntc, l'acco1·ciameuto di wt arlo i?l/•·riorc clai tre ai. rinlj?te r·enlimell'i (arf<. l8 alhlg<lot.O B).


H88

DI UN ,\PPAS ECClfJO P~R I,A MISURAZIONE ESA'l'TA, E CC .

E' e,·iclent.e l'importanza clel giudizio del perito, grave di re,;pons<tbilit.~t. 1:' di conseguenze, rlal quale risulta ben diversa la sorte dell'ins<:rit to o tlol militn.rn; quc·lln.. eiot>, di essero: rimandato a casa.• riformato; didliaralo perouwenlem~:nff' i11rrbile alle j(,/ich e dj gue~n~; o iur·onrli:ionalnmr·;lte irlunro, e qnincli imiato iu trincea. l la molto tempo a,,.p,·o pt·n;;ato a quP;;t,o mezzo; ma. per gitmgere aù un a.pparecehio che fo,;;;c• emicwnLenwutc prat.i<'-o, e della. ma:.sima. ~em­ pliciti\ -ciò che era mio tlC',;iùt•rio - dovctt.i scartarne divers i. sebbene ualln.t i tut ti Rullo st<'sRo print·ipio. rn mezzo comple~so, o che richiede,;:<<> ac'(.i[izi o cognizi<uù "fH)<:iali non tlO\' t'V<l. propo rsi, pm·chè t<mto Yalent aHi dare un mM:LJ'O mel rico atl UJht per;;ona a bile, la qu ale procedc·~,;t' :-~.Il:~ mism·:Lzion<' col llontto tli;;crrninwnto. E' perciò che piit YO!f e ne tral;tsciai e riprP;;i lo ::;tudio. · Ora mi è p!:!rò JH~<I'H>, }Jl'l' le ra_g-ioni elle Yt.'J'l'Ò esponendo, che merita!'."O la !Jt'!Ht di l'Ìilll'tterfo in Ol101'1' 1 }H'(•:o;Pntantlolo a.l giudizio dei cultori di mPJiriua militare, per qna u l o il ,;uo ya,Jore scientifico ~;i;,l> veramente poco. T~l.nto JWCO ch1· io :-; tes:-:o fu i st•mpre tra t tennto dal farne oggetto di una ::;pr('i:~le connmica~iunP. O~p: i che rla que::;la gn('l'm moderna vediamo lL'-Ci.re 1tn cou;:;iden·n!lt' nulllcro di posttuui di ](•f;ioni degli arti, 60-o5 % dovuto a l fatto c it i'. <1 uche fl i Ji:ontP all 'azione lac•rrantn c largn.~lwnl;c distruttiYa ùelle uuon- art igli(•l'i(', le feriti' dt·~ li ari i F.ono le più henignc nel prognostico tJIW ad cil4m; e clw l'l':<pt•ric•Jtza di ln• a.cmi ci Jm dimoiitrato la loro precllHI1ina.n7.;l., (• giu,;Lo P<'I\Sal'e elw a l giucli:do del perito l'<tl'!\UUO questi J>u..;l.nmi (flH.'lli t· h e più frt'(JUeut t'lllPnl·l' si presenteranno. Le fmtt.urc, q ua.s i " l' l npr·e comvUeate por l'effetto cli~astro;:;o ù ci J>I'Oit>ttili sulla dia. lì~i d(•lle o:-:R<li i fl'amnwnti di ef;se: 1<1 lunga dura,ta d eli<' sUJlllllrazioni; le ridn7.ioni ptÌI o meno C.OUl})lete, bt.te ta.lvolt<t s otto ht Jll't'f;:-<:1 cldl'inC'n 17.n.utc htYoro: la llefìcienz<t dei me?zzi; gli appar ecchi non 1wmpre appi'OJn·i:bti ~~lle clivPl:-<l' <·:; igt'n:r,e; la, ma.ncanza, di tr.~zione ron ti n Hai l:t cma. l.:lHl"('<'ll t.iya più o meno lunga, fauno p ensar e a l gran nuuwto tli cn,lli os:-:l'i ~·iz io,;i ddc•rmillanti deYia:doni ~1.ssili Ptl ~tccord a­ nH~lll i

noLeYoli. Lo JtHlet (La Presse Jfèdie;alc, n. 35, 21 giugno 1917) ha Yi:>to in un C'eutro orbopetlico fmucc;;e c.l1e le fra.t.t.ure diafisarie del femore, specie lt• sot totrol·a.nt,c riehe Na.no <lua,;i tultt• consolidate in posizione vizios:}, e cioè eon gnwi:ssimo accorci:l.mt"nto ~ con grande ~postam en.to tlell 'a~~<e dPll'a.rto. PPn·il'l. qua;;i per forza, uMura.lc eli eose, si gitmge oggi a dover creare un m~Jzzo che, di questi accorciamenti e ili queste deviazioni, dia la. ~in~ t <t mis ma.. Ed il nostro a.p]Jm·ecchio, col quale si eliminano sicuramente le cause ili el'l'ore d a principio accennate, rendendo i movimenti ùcl corpo esattamente controllabili sni punt i anatomici stabilit i, e m an· t enen do rettificata la posiziou<:', COl'l'i!Sponde per(etta.mente a questo scopo.


DI UN APPA RECCHIO P ER LA MI SURAZ I ONE E SATTA , l!'CC .

88fl

R,iferendoci alla ~mi princi pa l!· fnnzion(' . . c per-semplicità di terminologia. lo chia meremo Coxornetro, ment re il suo Yero nome originari? sa.rebbP ('oxogo1~iometro, p erchè fatto per regohtre l'angolo esterno dell'a.rtic-olaziouC' coxo-femorale s ul bacino. • '

Consta di un tn\·olo (vedi figg. ~,. e 3") di metri 2 X 0,80, centimetrato in tutti i sensi dal centro alla periferia, avente nel mezzo una escavazione (G) per accogliervi

lè masse dei glutei. Lateralmente a. questa escavazione, e nei ro~trgini del tavolo, corrono, .in due guide di metallo di 30 cm. e _graduate al millimetro, due piccole as te, pure di metallo, allungabili a canocchiale verticalmente (S -S}, munite di apposito indice, e mosse parallel11.mente A con movimento sincrono, da un volantino ( V), che tro vasi in testata del tavolo. Pas::;a fra le due aste, a guisa di ponte, una. lama di acciaio (L), larga 2 cm., fiessibi"le dal l basso all'alto, la quale è da una parte a rticolata, mentre dall'altra VA. a fissars i a vite con un ampio occh ie llo di scorrimento. Il suo labbro in(el'io1·e è p er(etiame11te sul piano dd due i ndici d elle a ste. Verso la parte inferiore del tavolo, n uguale d istanza dalla linea med1ana, t ro>ansi in due guide, uguali alle prime, altre dufl piccole aste (M-l'd), indipendenti l'una dall'nl tra e scorrevoli sepnratn.meute, mu.. nite parimenti d i indice ed aventi due freccie (F-F ), pure di metallo, le quali Fig. t•. sono s postabili in alto e in basso, come lateralmenté, e possono fissarsi a. piacere. Hanno nell' est.1·emità centralA forma di -semiluna r.datta ad abbracciare il ma lJeolo esterno pt·oprio nel suo apice pre-

r

Fig. 3•. 106 - Giornale d' medic4na m41itare - Fase. X.


890

DI U!'< APPARECOBIO PER LA m SU IU ZIONE ESATTA, E CC.

cedeutemente segnato. Il lablrro intemo di questa 11emilmta trovasi pe?'(elta?nente Stdlo stesso piano dei due indici delle dne piccole aMe. Centralmente alle due guide e per tu t ta la. loro lunghezza, esistono due docciature (T - T) a.pro· sitamente ±atte per a.ccogliervi la. convessitil. del tallone. Tutto l'apparecchio è sorretto da piedini per poter essere pogginto o direttament-e a terra, o su di un tavolo st>n;~,a. turbare il movimento del volantino, che regola posteriormente !o scorrimen to sincrono delle aste (S- S). ·

L'ltso non potrebbe essere pil1 semplit·e : si S<'gna.no sul visita.nllo le 2 spine iliache snperiori e l'apice (lei malleoli esterni. Lo si fa disten<h.·re sul tavolo allagiandolo sulh~ osca.vazione centralo glnt.en., e portando i ta.lloni sulle due doccia.t urc in bn.sso. La. posizione di p er sè resta co;;ì retti0 1·at.~. Ad ogni modo il t.-wolo riquarlrato in tutt.e lo su e pa.r ti c.i di\. moùo eli correggerla. Gettiamo la lama d'n.cciaio s ull'arldome, con,enieJttemcnte fi;;sa.nclola, e manovrbmo il volanLino fino a tanto che il Ja.bbro in[eriore della lama. g itmg;> ,;u i due s<'gni clPllc spine iliac-he . Fis:;a:t' co;;;l qu<>-.:ti duP pun ~i s uilo ste~'ù J)iano, qualunque spo:->Lamento volonta1·io d<>l bacino è controllabilis· :;imo, come è farile rilc:val'lle i difN.ti eli ronfor ma.zione na.turale, se e· vP.uLualmente ne esi1;t.ono. Perchò Lui ti i bacini . cou qualunque ooun;:~;it~t adclomina.le o eli qnahuu1ue nlt.ez:cn., pn,;s;mo cs,;erP compl'l'Si sotto la. l:tma: IJlH'fiLa, come •~bbhw10 vi>;! o, è a.nzitntto Oe;;sibi]t} dal b ~~ssl) in alto. rd è monta.t a, sn tln t> a.:; te allnng:~bili a Mnocch i <~le nel :e uso rh•l· l'alt<•z;r.:t. J,t• lluf' docciat.un' a i pi<'d i, senr.a. riNlri'Pl't' a llll•;.:;>,i co r. rei ti vi, Cl'l•au() una pos iziouc obblig·:Lta agl i arLi in[!'riori ri,.;Jwt to <tll 'an~olo eli abduzioua dc•lla rosc-ia sul bacino. Yen).!'on.o Cll:iÌ <·on st•mplicitàmassi ma (')iruiuati i dnc incnll\"('Jlie nt.i da, 11rineipio ri{rrit.i: snUcmnu'lllo lrtl crr1lr 1:lel bacillo : rlifìaen/P cll'rirdone dl'yli <trii injt•riol'i &IL di c.~so . Bn:;t.a lt•g-gere Jlt'g'li iwlic:i tll'lll' g"uirl<' dello ;-;te:;,;o htto p or a''cre 1 :~ ·mi:,;nra e.~a l/a al milli 11u:lro dP.lht lunghrzza, cl PILtrt.o. Ed ecco così T<\g· ~Ìlm to lo scopo che ci cra.nmw pmfì.,;,;i Lli rewll'rr ht misurctr.ione cleg-li a ccorciamenti qwosi ;tUh.lm;tt;iea. e inrlipl'lldPnte da. qu;tluuque fro cl~. 11 Yaloru di <Illt:~ l.o J:isu llat.o, Lu <blJJIM'PILlla. :o;l·ar.~o lli gralllli vant<~·~gi per la. sua, sLe~;~;;~ semplieiLà , ~:i COilìJll'cndcl'iì. fac- ilmen te ricordando le prat.i<·hc a.pplic;tz ioui, o!l.ro a qu<!lle d l·~t,t>. d a principio. Mn. prima ved iamo qua li sono i metodi di misnmzioue attualnll'Uto(1 iu uso : Il ('a.lot. c hirw·go capo n t~gli os ped ali Roth~clli ld e d ell'istituto ortop cclieo di Berk, se ne o ccupa m•l s uo tc;;fo (1), in un capitolo in eui trat.ta dd valore comparath·o de!h~ mdiologh\ e rh~ll'es;uue clinico nd LmLtament.o d elle frattlll'c : << m ens1tration - pt•écautiom; à prentlrt> , I n esso con i servizi eù i merit i mette in (·viclenzn, i limiti d ella radiologia, e g li en-ori cho essa pnò f::I.r commcttl'l't: UC'Ila p1·a.t ic.a., IJorchè ba (l) f.'. C• LOT. - O .·t~~->péuic e . ch irurgie de guerre : app.u oils . fr.,cture. Tll é ' i tinn, Mnloine édit.cur, PMis, 1\) 17.


'

DI t:X Al'PARE C.:C HIO PER T,A l:J SURAZIONE ESATTA 1 E CC .

891

anzitutto il torl~ o ùi far t ra.:curare l'eHamc clinico. Verità questa da ripetersi per tutt<~ la clinica. in genere, perchè la nLdiologia. pt·r la part.c chirurgica, e specialmente per qlll'sta, ha 1·ipctuto quanto il laboratorio lln. già fatto per la parte mHdica. Il rilievo clinico, cioè, è stato sostituito dall 'indagine d i ga.binètto. d<:m do agli a.usilii diagnostici, solo ta lvolta indispensabili, cosL<mtcnwutc val01·e e significato· di vera ed esclusiva sorgente di diagnosi. << Una m i ,; m·a;~,ione ben fatta, a1Ierma il Calot, dice più sie1uamen te c bc una radiogra.fi.a, quale è l'accorcia.rnen to reah~ che si dt>ve corn·g~ere n. La rad:iografin fa cJ·edcre cul accorciamenti r·lzc non eosislono : l' .A. riporta, un caso nel qtwlc dalhL htstra. si g iudìeh Prebbe s ubit.o per uu accorciamen to eli 14·-lG eent.iwutri, llll'lltrc in r ealt..à, uon è c he di 4 cm. l"ua buorm misurazione - suggiunge -lo avrebbe dimostrato senza, dubbio; e mentre i ?J ,. dci cilirLtrgll i sono tratti i.u errore dall;L .in { .orpreta~ ione della. lastra, nella pmticu. un:t misur~~zione ben fittta. iucl i chr-r~lpitt fa.cihnen.te, c molto più fcdc.lmente della radiog-ra1ia. il valore dc.ll';tceorciamento. E, da.f'o che una voce così. autorevole co la SPgnal::t <.tncbe nei coufJ·outi co11 lr~ mdiologi<l, la cui ~tpplicazioue s<'mbrerobbe a Lntta prima aver ragginnt,o il ma.xill~ttm tld l 'e~<tttezza, nor1 rcst.:t, pt'r venire a couciltsioui l1l'<l·liiebt>, che prrmlN'ù ilL esa nw. I.<:L tecni<-a eli (]uusta. stnrplicc opnrazionc, che è la tni..;lu'<tl.ÌOlW. e vcd<•rc se si }JUs>:a~ uLilmenLe a.pplicaro ac l f'~l;a il nostro apparccc.hio. éiò eh<• t:i propoui<ttuo <li f<'l.re lllolLo bn•nnwnt,e. Per mettere in C\'iclcnzr~ un raccorci:'tnwnto si parte dalle iipine ilhehe anLf'riori suveriori, che si 1n-dr.riscouo di soli!,o alla - linu;L eli ~é­ la.ton - , perdtè più <'VÌ<leuti : si raccomanda elw e::;:>e sia.nu sulla stessa, lJt~rpcndicolare :.t.ll'a:.;~H del eorpo; che qm•sL:t sia. lll'Olung:btn. ùlcaluu•n/e tino ai piedi; che gli arti sia.no porta Li ad uu giusto 1Hcrrcllèli~>"''); eppui ci si riferi..;co a.lliccllo di due pun(.i omologhi, o alla Zin crt oriz::ontalr, pas:;aute per la. pu nta. delle l'Otule, e corri"ìpontlente <tll'iut;t~rlinc<t artieola.re (lel ginocchio, o por i due m allcoli, o per le due pWltO p iì1 <lt•clivi do! htl lone (facendo i duo p ierl.i uno sLesso <bugolo sulla ga.mbn.) . Tutto quP:<to p t\rò aillda.utlolo semplicenwutu <Lll'occllio, clll"l, per qtlanl o vigile, non sempre può es:-;ero preciso o sicuro Oi<f;t'l'va.torc, Sf'uza. l'ainto di <'l.tlaLt.i strumenti. E for:-;o per questo l 'aiTcrma~ion e rif<'l'ita, vite non si Slt mist'ral·e, è così recisa ed assoluta : di molte cose bisogna tener conto, e mol to sono le cause ùi enore che si ripetono, e talvolta si rt>ndono piit sensibili da. un operatore all'altro. << Infa,tti- meglio ancora di qualunque met.odo (SOJLO pa.role del Calot ), per evit.n.1·c ogni CITore è di miguur<" con i d ivct·si mt·todi (!-ler es.: dalla. spina iliaca. a lla s ommi t.i~> della rotula; poi clalhb souu uità. del trocantere alla parLo estorm~ n ell 'intcrlinea. del ginoccllio), e di vcdt-re se i m etodi impiegati dia.no le stes~e differenze della lungbezz~t fm i due femori. Così ciascuno ùei sistemi servh·~~ di controllo a ll'altro. Qualunque !iia poi il sistema impiegato, si ricominci 2-3-4 volte la. misurazione, e quindi si p assi il nastro metrico al proprio assistente, perchè misuri anche lui


DI U N APPA RECGIIIO PER LA Ml SURAZION E ESATTA 1 E CC' .

a llà su<~ volta, per poi confrontare i risul tati otteuuLi nelle diveriie misurazioni e dai div ersi individui. Tutto q uesto dimo11t ri - conchiude l'A. elle bisognn. dare <t questa. opera.:doue. della m ism·azion c, che pare cosi hn.nalc, I<L più gr allfle atteuzioue, iu ma.ue<Htza d ella quale si commet· tono facilmente flt>gli <'l'l'Ori di 1 -2 cm.; e che bisogna apprendere a fare lUl buon e~li?IH' cli11ico dPg-li arti fratturati, i ClÙ r isultati non portano ad enori '' . Questa. opL·mzione a!lun4ue. dw ba., anzitutto, bisogno di tan te pre· cauzioni, per la quale c::;istouo mdoùi e s istemi di ''ersi (i quali dovrebbero es:-ere tut.ti seguiti per o:mi singolo caf;o, per confrouLa.rli poi nelle (!ventuali ditf<·renzc), che richiama l'attenzione di :-wtorevoli tratta.tisti, e. il pa.rticola.re intere$SC dei chirurghi spccia.li zzaLi u ella c.birtLrgia degli a rt i, l.ta. eYidentenwnle bi~oguo di una lWlU7.iou t>. p ratica. Vediamo ora se sia mo r i Ili><:i ti a darla col nMtro ro:rom r tro, e S(· eHso corrispoufln. <ti fine di togliere difficol tà. inrerh:z7.c· t' rliiTr.renzo inflivi· duali. Si potr ebbe subit.o rir;powlri•e di sì. JH·n:IH~ sappiamo che riunisce ~m t oma.ticamt'nte tu t ti i roqni~i ti volu li; ma, IH·t' <·nu ,·incerson e, d ia.m o urto s~uardo a.l'c nostre figtu·e 2• e 3". ove trovt·n·tuo riprodotti e pr:ktica.m•;ute risolti con faf·.ilifà e sirnrczza tut l i i dettagli fìn 'ora rifc1·iti : (V.edi lìgm·e 2• e 3" :) S-::! - spino ilinch~ sntcriol'i supcril•ri sulln at.cssn j)L' q wndicolt-..rc nll'n,s<:> mediana do l c" cpo ;· G-() prolungamPnt." reale di q uN!! ·u~sc- lino ai pic·ùi ; T T - pu·allcli~·no obbligato dc-i duo 1\J't.i ; .\1-:\l - !issat.ione el$!\t·tu doll'api·~o m nlleolure. Pi1•no millime~rnto C'•m linee oriuontHii e vert icali parallele alle S-S G- 0, che fncil monte e ne t t,nm.:n l,c m"strn : o ) la po,izionP corn·tt o\ di tu· to il corpo ; b) se d •'e p11n1i 11n••tomicì orunlnghi gin e<·iono allo stcs•o lìo·ello ; c) 8 1) tma ste.ssa oriuolò/.lle pasa.~ per fS., o per la punta d('lle ro tlll ·, o c •n i.,ponde all' int<J rl iuet• artic,.larc delle ginoccl.ia, o pc>r l'apice dei duo sali1'11~i, o P•' r i p1.w t.i p i1t d eclivi d tl i t a lloni: d) so i due n r ti iuf,•rinri ~nuo osnttll m~n t<' l' immr>trioi ri~>-p!'tt<o nl ba c ino.

E''idt>nLenH·nl1·. menf r<' il taml,iallH'nLo tli ùirezion(' ùeg-li ài'Li nelle mislU':tzioni orclina.rie vil·nc rile' ai.o f;emplieemtnh' dnWocchio, a. q uesta maniN·a. è cout.rolhto con punli p,;n,tti di ri(erinwnto non solo, ma vie n e t l'SO impossihilt• nn,~ ,-oiLa n~tLilicata la clin:zioue st.cr;sa per UlP.<'lzo de l par allelismo oùùliga!.o, facile ad ot.tcnc·rsi portando i ta.lloui s ulle doccie T-T . !J'arLo inferiore deve rosi ..~ for7.n. assmnHe e mantenere la dircziouo norma.lc, la. quale, si sa b(' U(I, è rappre:sentata dal proprio a.sse che parte da.l m ezzo della testa del femor e, a nn centimetro al di fuori dal punto o ve si sente batter e l 'arteria femorale uella piega. d ell'inguine, passa per il m ezzo della. rotula, poi per il m ezzo del collo del piede, e va. a finire al secondo spazio interdigitale, o m eglio al terzo dito, quando il p iede è b en m esso, senza aclduzione nè abduzione.

'


DI UN APPAI<KCCHI O PEB LA MISC RAZIONB Et!ATTA 1 ECC.

R93

Concludendo: con la stessa evidenza con ctù sulla carta (Fig. 1' ), mercò lo schema. millimetrato, appare subito la diffl.'renza fra. la. distanza che separa i pllllti E F e 1~· F', sa,Jta. all'occ.hio sul nostro apparecchio qua'unque differenza eli lun~rhezza fra i due a.rt.i. dov~ut;a, a errore di JlO:lizione. E con h·b stessa. facilità che portia,mo la linN~ G F (ch<l· ut>.lla figuri~ rapp1·c:wnta. il femore ù<·sfro) sulla li.uea trn.tteggiata G F'', po:;;siamo nel caso rero port<c~r<:\ gli <l.l·ti inferiori su li<· doccic T 1' per dare ai due femori la posi::iune assol uta ·l~t! 'llle ide11tica ricll'il·.~ta. In ultimo doùbhtmo far notare cbe qu:~nto :;iamo veunt.i tlicendo, d<:lla. misurazione e delle precn.u :r.ioni d ~• pl'<'IHlersi, rit!H;t.rda. solt<Lnto tma ch•11e due c:m::.c' cii ~· norc da noj da principio cntmciat.l': clifìcrmle dcrirrzion e <lcgli arti sul bcwino. ll L'alo& uou si preoccup;\ tlcll"alt.m c-ausa (( pu.~ i::irJJH' falsa del brtcino ,, , Jltlrehò, ev id cut.t>mcnt-<•, l)re::;upJ10ilC la bi.~ilit11·a . ,sltpt•riore costauw c lJl'l"JWJtdi colare scmpt'<' all"asse cld ('orpo. Egli, c-he rv)n è m<·Lli<:o ruiJjtar•·, tr;t!Jia l 'ar~Om(•nto ~olo dn,l lMo tccnic.:o-c:hirurgi<~o, e non d ;'l. quello . nu• dito-lega lt~ (Jwr qw~ut-0 l"nuo :sia <lin•f,tanwut.c c·uunesso con l'altro ), nè dal lato, <lin:ruo, di:·wiplinan•. ~oi al>lJiamo clm·uto in..-eNl porf,;H'<• h~ nostra, ;ll"lunl';iOn<• n,i solleralll' iJ /i lrct emli rlrl. b<u·ino, e t enrr eouto d ella volo n L~~ ('()l\.LLi '"~ tl1·l vi.~iLaullo. Crediamo perciò di a,·L·r trattat o iu t.Ht,ti i scusi la questione, e di an•r mgfri unto lo scupo eh~< ci cr:~ntn w pl't•fissi: di jon~ire un me;;::o sicuro alla tecnica inr;er/ a dc•lh1. rni.~uno Ol'll' degli a c·CQI" ·iamenli, discip/inalldo{a 1>articolanntmle agli l n etti m celico-legali.

Su un nuovo metodo di cura delle lesioni da solfuro di etile biclorurato (yprite) per il prof. Giuseppe Amantea, capitano medico, assistente nell'Istituto fìsiologico di R oma

A vendo potuto csrguire uua serie di ricerche sperimentali sugli effetti del solfuro di etile biclorurato (gas v<>scica.torio o yprite), intendo riferire sn alcuni risultati che mi sembrano meritevoli di considerazione, nonchè . di pratica. applicazione nel soccorso ai colpiti dalla sudd<'tta sostanza tossica impiegata a scopo di guerra. Premetto che le ricerche furono iniziat& e condotte col proposito di indagare, da un punto di vista generale, l'azione dell'yprite sulla serie degli esseri viventi, dai vegetali ai mammiferi. Ho però contemporaneamente sperimentato anche sull'uomo (su me

,


SU UN ~UOVO MET ODO DI OU R ,\ 1 ECO.

stC!;SOl, pure aventlo dovuto q u.i limitare le osservazioni agli effetti del solfuro di etile biclorumto su!ln, cute. r ris·ultati del pl'imo gruppo di riccr<;he saranno esposti d ettagliatamente altrove, mentre nella presente nota riassuuwrò soltanto quelli ott,<'nuti sperimentando su me stesso, e elle prccisa menLe :o;i riferiscono a un nuovo ruet.odo curativo delle lesioni da. yprite, cui son pervenuto. . Cl'ill'l'i i11jormttliri e dirclli1:i dl'llr ricerr·hc. - Sperimentando sull'uomo, il problema elle a mc logicamente e sopra tutti si imponeva (allo stc-:-;:o;o modo che dC\'<' Cl<Smsi imposto a ehiunque si sia. finora occupato dt'll'<ngoml'nto) era quello di rict>rc-a.re dopo avrrc attentamente e minu t.•un<>:bt.C esplor;.~Lo nelle più dclicatl;l manifestazioni il mecc.'\nismo elci proc<>s~;o n •s<·icatorio d::~o ~yprite- se fos~;e po:;;sibile. trovn.re un espedio.>HtP o uun. sosl.auza, c-apace di limit,are o :1-nnullare i suoi effetti tossici. E ra,f,f- enla o minuta analisi del meccanismo di n.zione dcll'y·p rite m.l pt•nuisP di accert.a r(>. a~.rc volru (' llLC ch{l essa, sia che agisca. sulla cute allo l'la t o di ga.;;. sia (·h e colla eu Le veng<~ :t. c un tat.to come l i qu.ido, rimane fìs.:<\La c tmlll'Uuta. dai pr:mi tessuti eh<' ineonLra con relativa prontezza. ~ iu grado variabilt• a. sec·on<1a, della quantità e della durata dell'azione. Rolo Stli'Ct':~sin1n tc ut<: e in coinciù(•uza col gradua.lc progre~s o in profondi tà. s'iniziano i fenomeni ,·esc-icatori. :bJ chiaro dunque, elle questi ultimi sono COilnes:;i colla qna.ut it.à, di soRlauza fi .;sa.ta per prima dai te~s 11 t i epidcrmico-d<·rn li ci. 1 l'lltte il' misure e lP pra,ticll<' terapeutiC'he finor;.• consigliate mirano ad a.llon Lana re r <'<'cesso <li sosta.nza., neutrali zr.andola. n.uci.Je fino al posRibi lc. Es:>e pHrò la:o;dano inalterata ed at ti\·a quella già !issata, dai tPssuLi, <· ncRsuno, per quant.o mi risulta, h~• cousigliato un mezzo atto a. ra.,l!'giuHgerla, a ' nu~uo atLraverso gl i strati cutanei più superficia li e a rPag ire anche qui con e~sa , lintitctndone o a.rldirittura armullanùone gli c•llctl i nlleriori. l iua so<;lanl.::L, dunque, OJ1portnua tl<1. impiegare :o tale scopo anebbe dovuto posseder!' due earn.U.erisliehc fondamentali :la capa.r:ità di reagire col suHmo di etilt· birlorurn.to in morto dn. anuullarne le proprietiì tos!-:iche e la. capaci Là di fissarsi anch'essa ai te;.suti in maniera da rendere ancora possibile nell'intimo loro la f\uddeM.a reazione, elidPndo o non aggravando l'az!one dell'.rprite, da poter trovare ntile applicazione terap\·ut ica. Ricrrdtr pr• r~;mwli. - Guidato appunto da tali considerazioni. per una c-oncatt>nazione logicfL e fortunata di osservazioni ed espe.rimenti, s u cui è iuuÌ,ile insisl.ere, sono riuscit o a. trovare, nel nitrato eli (lrgenlu (Ag~O.) una sostanza adatta, secondo le suaccenna.te premesse. Avendo infatt-i rilevato che il nitrato di argt>nto in soluzione acquosa reagisce col solfuro di etile biclorurato, staccandone il cloro. che precipita sot.to forma di cloruro di argento - p er una reazione che non bo ancora. potuto be n precisare nella sua risultante, ma che senzl:\ dubbio modifica chimicamente J"yprite, la qualE' pt'rde rosi le. sue caratteristiche tossiche -

•


SU t::s- ~TOVO METODO DI CU RA 1 ECC.

895

110 voluto provare se, in base a tale proprietà, esso fosse anche capace <li aggredire la sosta.n.za applicata sulla. cute o già fissata ai primi tessuti epidermico-dermici . I risultati banno corrisposto al!(' previsioni favorevo li, trattandosi anche di composto chimico :ul ahione ca.ustica, e non limitnntesi come ptor altri succede: alla, sola superli<·io. Um<'ttando con ypritc la ente e immcdialnmt·utc d~1pt> spcnnellando snlla . regione trattata, una solui\ione a<:f(uo::;a di AgX(\ al 3-5 %, che put'> •·sse e anC'lJC <tppl i<·ata mereè un ba.tuiTolo di ovatta e che coll\·ieno fare ag-ire alm,·no per 5'- 10'. il r·isultato che bo ottl'nuto ò stato alle YOlte così ·c.:ompll'to d'a.nr \'iSto persino mantarc ogni trac<·ia di f•~no­ nwni re:1tti d. QuanflO poi ho um ettato la cut,e con yprit.e, c llo trattMo allo stesso 1uodo colla soluzione del sal<' d i argento dopo q nalche minuto - tempo n(·Ct-s::a rio a w· d Ne scomparire la sostanza. vc:;ciea t oria., in parte per . ev:\porahione, in parte per fissazione ai tessuti- il risultato è stato p<1rim cuti vosit i,·o, lkrc:hè non llo ,·cduto in seguito sollc>vm·si flit.t ena sulla I)flrt•• c:hc talo1·a ba. solo prest'ntato un leggero stato llogistino 1·eattivo. Facendo a.!:'ire il Ag~O. JWr lO' -:w· a intervalli vari, cioè dopo 1-9 ore clall'ypriLii\zazione dell<1 cute - sempre pralit~ata umettando una di't t-l'mina t a <.!l'(·a eu t a n t'a e s~>nza riprendeTe l' eceesso clelia sostaui\a ho ott<·nuto l'arrC'sto della llogo~i rcattiva (se gi~L si era iniziata) t> limi· t~~zione lino a S<·Omparsa dl'l senso suhbietlivo di prurito; la flittena o .non si è affatto prc•:t·ntala. o è rimasta JimiLata <t un semplict' accenno; la guai·igione è proeecl.ut a n•_g-olarmente, nwntre n ello lesioni da yprite, audH· se curat•· <·on i metodi consigliati è per solito torpitla. Tutti poi i uwtodi di cura fino ra consigliati provati in confronto con qu(·llo sue:-posto, mi banno dato risultat i di gran lunga. inferiori. ; l rrerlf'1tzr rd r .,·pNiieltli utili . - Allo scopo di a1lontauarc l'eccesso di yprite dai tPssuti clw nP siano cosparsi, è da sconsiglia.rc l'uso ddlo -eh· re solforito, dPl cloroformio o d eli 'alcool ·che, pure risultandomi tutti buoni solventi, e~pongouo al JH'ricolo di una maggiorl\ diffnsione in su pt-rlicie e in prol'ond ità. E' molto pratico invece riprendere l'e<·cesso della so~tanza vcscicatoria sernntlosi tU un batuffolo di ovatta ùnbevuto della .stes:)a soluzione <.li AgS0 3 e scorrendo con ('SSO a più riprese sulla re· gioue ypritizzata, in senso ra.~gi ato e movendo d alla p<'rifcria al centro. In secondo tc·mpo s i spennella poi la soluzione o si applica mE-rcè altro b a,t-uffolo, come sopra si è detto. In alcuni casi, essendo decorsa qualche ora dall'ypriti?.hazione della .c u te, ed essendosi iniziata già la flogosi reattiva in grado più o meno r ilevante, è possibile apprezzare, in corrispondenza de1la porzione cen· trale della superficie iperemir.a, un'area biancastra che corrisponde al tr:1tto di cute per prima leso. In tale area biancastra bisogna in simili ~as i fare agire spE>cialmente il nitrato d 'argento ; anzi basta applicare <l tùvi soltanto un batuffolo imbevuto della soluzione, ma in maniera che


Su UN. ~tJOVC METODO D I Clì RA , E CC'.

ricopra l'an·a, acr.f!uoata in tut.ta l'E>stensione, e dopo aver e ripreso ~'tc­ C<:sso di sost~mza, come si è consigliato. E ' on·ia r egola generale cbe nella cura col nitrato di argento non de,-ono precedere trattamenti con . composti ciOJura.Li. ('um lt·.~io ni o,·,tlari . - rn \"auta.g~io non trascurabil e della cura col Ag:"Os mi ;;embra consisttr·e nel fat-to <'be e'>sa permPtte di P8:-:ere eRt<·sa. anebe a.llt'- l~·sioni Of'ulari. Si può a tal uopo ricorrere a un collirio aH' l % o <ltl una Roluzione a O,:Li:i ·o~ . ùa adoperare più generosam('n te• . In animali cui - forzanùo l'e"]>Himtnto- ftvf·vo instillato n ell'occllio l'yprito liqt1ida assoluta. prtJC<'den(lo poco dopo a l trattam ento col AgN'0 3 ~ ho os:-wrvato solo uno. rt·azionE- bt·n domin~~bile : mentre n ei cont rolli questa, g ià \'iolent.isi'ima clt1po yn:~lth~> ora,, non r ese possibile di sal v are l 'occhio. Cura fi,[[r ferite. - Nei ca,;i tli fPrite imbl'ìl>ttatt' da y prite, si può. far prt·ecdcrc l'azione sopra tut.! o nte.t·r·:\nint di nn a bbondante l a>ag~io con acqmt ~;U,rill•, t! quincli ricurr·ere <~ una ;;oluzioue di .AgS03 al 0.:25 ~ ~; ovvero si pnò solo ricorrNe a laYa[.!~ri <·on una, soluzione di Ag~O, al l 0 '00 • Bisognerà tutt.éh\'ia JH'O<·t·dN·t· con le debite cn.ut.ciP per le ferì t~ troppo >a:o:Le ; e converr~t limi La.r:si al st·mplice trattam ento dei mar!!iUi nei casi tli fprite peneLrau.t i. Ui rr..~~; 111itf' 11 rlu : 1 . 11 n i tra t o eli •u·~<· n t l) iu solH7.iOHo <W<L nosa, reagi;;ce roU ·n1ri t t> moclitit·andola, eh imicmn<'ntc' t' ;1!1Jit!ilanclow· 1';\zione tos;;ica ; 2. Quando 1\priLe ,.i<·tw a C'()Jttatr.o con la cale fìs~:tndosi a i primi Lcs~ut i Ppid<·rm ico-tlcrmici, iiHitra t.o tli nli!Pnlo (>capace lli re::tgir~.; eon essa., sin. alla tmp<·rlì<:it~ c·111 a.n ..fl., :;i;L m·ll'inLimo elci pr·imi te:,~suti l'!w l 'hanno !bsat<t ; :t 1>at (J il l<'nLo, m:~ intl11hbio <' cnn t ÌlliiO JH'Ogn•:-:.·o dell'yprite in profunùihì.HPi tc•s,;uLi, l'appli<·azione tlt-1 nit.r·afo ùi argento >a pr op• 1rziolla1 it, rH·IIa (lnr:tta C\ nella qun.ut.ità. tincllt:· ì:' }Jos:;ibill,, a l t l:'mpo dw ha anrto la so:;tanzu. ,·rscita.toria, di a~irt'; il ri ~t dt.ato della cura è t<.u:o più complt•(,o. quanto più imnH·c1iato è l'intt>n-ento ; 4. J,:l. cnra. rol nitrn.to eli argPJltO tro,·a utile impiego anchP n··lll' . lesioni oru la.t·i d[L yprit c : 5. Nelle ll'Sioni cutanee si J)Oli>'Ono usare soluzioni aequose al 3-5 "·o per pt•nrwllazionj o applicazioue mercè batutToli elle n.e siano imbeYuti; nell e l<·sioni oculari si può ritorr~re a iusf.illa.zioni di un collirio !1.11' l 0 0, o a t rattamento più gPrwroso cou sohrzione ~~~ 0,25 ~ ·~; nelle feriti' ·1 può plll'e us:ue quest'ult.imu, prp,·io hw;lggio con a cqua st('rilc. ov>e.ro si pnò ricorr ere a llll 1n,nggio d iretto con nua. soluzione . all'l Ofoo· con le necPsS<trie ca-utele p<'r i casi tli ferito v~slo : per le f<'ritl' peuetrant.i converrà limiLar si al scmpli<-e tr'attamtnto dPi mar~ini.

a,.u,.


897

CASUISTI CA C LI NI CA GAUil'H:T'rO HA'OtOOJtA?tCO 'OE:LL'OSPF.'OALI'; ~ULlTARF.

PRINCI'l'ALE Df PALERM O

RADIOGRAMMA DI UN CASO DI ARTR OP ATid. SIMMETRICA Dr:LLE ESTREMITÀ DA SIRINGOMI ELIA, per il prof. Gioaconino Scaduto, maggiore medico, direttore. Dall'ufficio Osservazione di questo ospedale mi venne inviato l'ìnscritto di leva M. Giovanni per 1a rad~ografìa delle mani e dei piedi evidentemente alterati e deformi. Circa 7 ann i addietro, io a vevo avuto occasione di vis itare lo stesso soggetto all'umbulatorin della R. Clinica dermosi6lopatica, dove era venuto per divei·si paterec:ci che affettavano le estremità. ungueali di alcune dita delle mani. I paterecci si dimostrarono ribelli a qualunque cura, ed alla distanza di qualche mesa processi simili cominciarono a. svolgersi nelle dita dei piedi. Pit't per curiosità che pet· altro, volli praticare allora l'esame radiografico, che però rìusci perfettamente nega tivo dal punto dì vista dì un'apprezzabile lesione scheletrioa delle fa langettl'.

Fig. 1.

P erdetti quindi i l soggetto di vista, rivedendo lo dopo 7 anni nelle circostanzesu accennate. Allora mi fu impossibile formulare una diagnosi dell'affezione che s i p resentava con caratteri cosl, s ingolari; ora, osservandone gli esiti, la medesima si presenta piuttosto facile: l'artropatia simmetrica delle estremità era dovuta ad una forma fr usta di siringomieÙR. E cco in breve l'interessante storia del caso: M . Giovanni, di Benedetto, d'anni 18, d'Aragona. Genitori viventi e sani. Sua madre ebbe 4 ligi•, dei quali solo una bambina mori in tenera età di meningite. All'età di due anni soffrì di suppurazionn alla regione inguino-crurale sinistra per linfoadenite di ca.ratterre imprecisabile, ma di cui guarì dopo circa sei mesi. Non ha sofferto altre maldtie oltre l'a ttuale, che ha sede nelle estremità di t u tte le dita di Rmbedue le mani e dei piedi. L 'esordio di tale affezione rimonta a 7 anni addietro: allora oominciò a soff rire di pate recci. Il primo ad essere col pito fu il dito medio della mano destra,


898

CASUISTICA CLINICA

P<?i l'omologo della mano sinistra, quindi il pollice destro, poi il pollice sinistro . e successi vamente.Je altre dita, sempre a paio e simmetricamente. A breve distanza d i tempo, circa qualche mese, l'affezione cogli stessi caratteri e collo stesso anda· mento si presentò alle estremità. inferiori. . I paterecci erano quasi indolenti e terminarono colla perdita delle unghie, che ricrebbero di poi, ma piccole, atrofiche e deformi. Quas i eoutemporaneamente si -cominciò ad osservare l'ingrossamento e l'accorciamento delle estremità di tu t te le dita di ambedue le mani, che però da. a lcuni anni è rim~;~sto stazionario Oggi presenta tutte le estremi tà delle dita gonfie, come bacchette di tamburo (vedi fig. l) e dalle ra<llografie, si rileva che l'ingrossamento nelle ultime 4 dita è dato dall'aumento di volume delle epifisi distali delle seconde falangi e dalle prossimali delle terze falangi (vedi figg. 2 e S). Nei pollici è dato dalle epifisi distali delle prime e dalle prossimali delle seconde falangi. L'alterazione è molto più grave n el le ultime falangi di tutte le dita, di cui la lunghezza è notevolmente ridotta per l'avvenuta atrofia di q uasi tutt a la diafisi delle falangette. Le articolazioni in terepifisarie degli ul timi segmenti sono scomparse: solo nel &0 dito di destra e ne-l medio d i s in istm se ne rileva no t uttavia le tracci e. La falangetta del medio di destra si presenta in lieve s u b·lussazione.

Fig. Il

Le parti molli che rivestono i segmen ti articolar i delle dita affette sembrano come ispessite e fortemente aderenti al tratto scheletrico sottostante. Le artico· lezioni fra la 2" e la falange delle ultime 4 dita di ambedue le mani, si pre· sentano in fles<~ione ed i rispettivi movimenti sono limitati in corrispondenza del medio e del mignolo di sinistra e del medio di destra; sono affatto aboliti i movi· menti delle a rticolazioni falango-falangee. I movimenti attivi e passivi nelle falangi dei pollici sono quasi nulli. l muacoli degli arti s uperiori sono poco STiluppati, le varie sensibilità sono <:onserva te.

s·


899

CASUISTIOA CLINIOA

.'

,

-. :

• Fl!(. 111.

Nelle dita dei piedi si rile>ano alterazioni scheletriche identiche alle già descritte per i segmenti omologhi J elle mani, e che per brevità tralascio <1i descri-vere. Noto solo che il 4° e o0 dito di ambedue i piedi si presentano a martello e rimangono sollevati dal suolo.

•••

Il processo morboso descritto, per le sue peculiari note cliniche eri anatomiche interessa ad un tempo il dermatologo, il radiologo e il nevrologo: esso esordi con dis turbi trofìci bilatera! i delle dita (paterecci), che colpirono simmetricamente le articolazioni ultime di tutte le dita delle mani e rispettivamente dei piedi. Si pe\·e perciò ammettere la sua origine midollare e la diagnosi può così formularsi: artropatia s iringomielitica delle ultime articolazioni di tutte le dita delle mani e dei piedi, con anchilosi vere (o~see) angolari del 2°, del 4° e o• dito ciella mano destra e del ~ ' e 4° dito della mano sinistra; anchilosi false, angolari delle altre di ta ed an.chilosi falsa retti linea ùi ambedue i pollici.

= = =-··-··


900

CASUISTIOA CLI.NIOA

8 1• Sf ZIONE SAN IT.À.

DI UNA EPIDEMIA A TIPO I ~FLOE!\ZALE, per il dott Guido Siglioli, ma~ giore meù ico. Riteniamo opportuno di r iferire Rlcuni dRti relativi ai casi di forma epidemica a tipo intluenzale, che si sono veri6cRti nel mnggio- giugno u. s. nella .... Di'l'i· s ione e che, conforme agl i ordini del Capo ufficio di sanità, fu rono ricoverRti i n speciali campi di concentramento. 'l'llli casi ammontano a 1452. Computando anche quel!: osr;ervati ambulatoriarnente e quelli smistati sugli ospedali del corpo di armata, prima dell'organizzazione dei detti campi, il n umero totale deò casi passati da questa. Sezione ammonta a circa 2000. l: n tale quantitntivo r nppreseutn un notevole contingente clin ico, che ha certamentA otferto campo ad inter es!<anti osservazioni; ma, data la natura del lavoro sanitario d i una Sezione, dobbiamo Hmitarci a considerazioni pratiche, e di pura con statazione clinicn, non avendo potuto, per ovvie ragioni, approfondire speciali ricerche; ri teniamo però che i dati raccolti po>:sano avere un certo valore per lo stud io d i q ues ta rlifl'usa forma morbosa e per l a determinazione della utilità pratica dell'organizzazione di .::ampi di concentramento in casi conl'imili Dei 1452 casi raccolti nei campi di concentramento, soltanto per 52 risultò nece.s<;ario il t l'llsloco io Ospedale per agg ravamento clei sintomi d ella speciale nr'ìezione: -W per l oca l izza7.ioni bronco- poi mon11 ri e 12 per m a nifestazioni acute gastro-enteriche ; altri 47 furono spedali7.zn ti per sopravvenute forme concomitan ti (malaria rec idivn, r f'lllllll.ti!'mo acuto, ecc.), per il cl1e eff'ettinlmente, in rnpporto colla forma epidemica. prevalente, soltanto per il !l, 6 % fu necessario e giusti ticato ri conere alì 'ospedali zzazione. Basandoci sui dati raccolti n ~::lla auamnesi e su quei casi che abbiamo pot uto segui re ùa l primo inizio, possiamo l'tabilire per questn forma morbosa un p~ riod•1 pro<li'Oinale di 24 n ·1'3 ore, rn pp resentato dn senso geuerale di stanchezza, mialgie, cefalea, :lenso di ~ecchezza alle fauci, anoressia; la febbre si mnnif~ta r:fetnòlt:'3, quasi sempre precerlutA. da senso di freddo, ma non da vero e proplio brivido, spesso con epistassi, e raggi ungr• in poche ore i 09° e 3905: in secoudn giornata dallo inizio della p iressia, la febbre, senza essere per niente m\ldificattl dagli usuali autitermici, raggiu nge il suo massimo, che, nella maggioranza. dei casi, tocca e talvo lta s upera i 400. Contemporaneamente s i acuiscono le mialgie e compare una cara tteristica irritazione congestizia e catanale delle prime \'ie res piratorie a t ipo ?'ino-(arin!JO·fra cheale, con una non infrequen te propagazione lungo la troml;a di Eustachio (ipoacusia, otalgiaì: la infiammazione catarrale può estendersi ai grossi bronch i, tal volta alle congiunti ve, vi è sem pre tosse piutto· sto .st izzosa. lo circa il 20% dei casi prendono prevalenza i disturbi gastro·eD· terici r-appresentati da dispepsia, gastral gia., d ianea catarrale . È quasi costante il fatto che l'acme di questi sintomi si verifica nella 2" g iornl\ta di febbre. Jn a• giornata. la febbre, ancorn alta nella m attina , comincia a decrescere, e nella maggioranza dei casi in 4a il paziente è già sfebbra t o. Non sono però rari i cn•i, nei qu ali In apiressia si raggiunge soltan to in o• giornata ; la discesa della tem· peratura avvier.e sem pre per rapida (' lisi».


CASUISTICA Cl.l:\ICA

901

La attenuazione dei sintomi a carico delle mucose non e però contemporanea .alla caduta della temperatura: essi permangono ancora per 2 o 3 giorni, non solo, ma possono anche accentuarsi indipendentemen te da lla temperatura. Le bron· chi ti catarrali dill"use e le forme gnstro enteriche che sono la complicazione più comune di questa forma morbosa si possono manifestare in o•, 6• ed anche s• giornata con un lieve ritorno dì temperatura; mai cosi intenso, come l'attacco iniziale. Riteniamo perciò giustificato il dire che in questa speciale forma morbosa una delle caratteristiche e data dal fatto che il periodo più dolicnto e più su· scettibile allo insorgere di complicazioni è quello che sus~ egue alla caduta della tem peratura: a ltro elemento tipico è rappresentato dalla profonda astenia che aJ essa caduta si collega, sicchè durante questo periodo b assis tenza. medica deve es~ere -piì1 oculata e più rigida. Nella grande maggioranza d ei cusi alla fine del seltenano tutti i sintomi s i souo progressivamt>ute attenuati e, dopo qualche giorno di riposo. il paziente può ri prendere servizio. Questo è schematicnmente il quadro clinico osservato in grande prevalenza nei nostri casi. Sui 1452 ricoveri\ ti abbiamo avuto 871 forme tipiche; in 272 casi la forma catarrale si estese sino "ad est rinseca rsi in una vera e prepria bronchite catarrale diffusa; in 80 casi si mliHife:::tarono in 3" giornata ed anche più tardi focolai di broncopolmonite a. tipo influenzale ; in 225 s i ebbero prevale-ntemente d isturbi gastro-enterici; in solo 20 C'asi la forma con gesti zia si estese a lle congiun tive ; in 10 si ebbe interessamento dello appara to uditivo; in 18 casi s i rile varono mallifestazioni cutanee a tipo d i eritema polimorfo alla faccia ed agli arti; in 6 alla d efervescenza si estrinsecarono fatti a carico d ell'apparato ca rdiovascolare; ca rdioastenia, cardiopalu1o, probn.bilmente dovuti a speciale predi:<posizione indi· viduale. Non abbiamo osservato sino ad ora n essun caso di reddit:a. Riassumendo , per quanto a noi r!sulti dai casi 'l:>sservati, po11siamo, cosi deli· n e:are le caratteris tiche di questa forma morbosa: \ 10 Brevità. del periodo prodromale. 2° Febbre a durata pref'socbè fissa (3 giorni) 3° .Risantimt>nto congestizio catarrale delle prime vie respiratorie, pi ù raro nell'apparato digerente. 4° Astenia sproporzionata alla breve durata della febbre. 5° Rarità di gravi local iz;::nzioni vi scer~li. 6° Rarissime le recid1ve. Te?•ttpia : gli us uali antitermici non hanno mostra to ne!'l~una influenza sull'andamento della temperatura, i salicilati hanno valso a ~ednre le mialgie, utili i tonici stricnici per l'astenia; i lass;1tivi; le applicazioni topi che d isinfettanti per le mucose; di fatto la cura non può essere che sintomatica, e deve avere per base la dieta, il riposo e il riparo dalle intemperie. Degno di nota il fatto -che in non pochi CllSi questa affezione ha ridestato vecchie forme morbos e : abbiamo visto ricomparire foune antiche di otite, riacutizza.rsi fatti « apicali • evidentemente da tempo latenti, 1·iestrinsecarsi m&nifestazioni pleuritiche pregrasse. A quale en tità. clinica si può ascrivere questa for ma morbosa a. tipo acuto ed e minentemente epidemico, che in proporzione cosi notevole ha colpito le truppe della Division e? Tale problema è a ncora. in discussione, e vi è chi sostiene una forma di c influenza estiva. "• chi in vece afferma. trattarsi di febbre da. « pappa·


002

CASUISTIOA CLINHi A

taci :.. ~onostante il notevole num~ro di cas i osservati, non possiamo esprimere in merito un gindizio assoluto: riteniamo però giustificato fare a lcune considerazioni in pro e contro le due ipote$i. Alcuni dei sintomi sono assai analoghi a quelli di una «lieve forma. influen· zale": non ci risulta però che nei casi da noi spedalizzati, sia. stato positivo il referto del B. di P fellfer. La. fissità del periodo febbrile (tridua.le) farebbe propendere per lll fo r ma da « pappataci », ma dobbiamo osservare che nella nostra zona non furono soltanto colpiti coloro che erano a ccantonati in località dove, come l'esperienza insegna, allignano i pappataci (abitazioni vecchie, solai. ecc.)t ma in tutto il tenitorio occupato dalle truppe, sia al piano che a mon te, sill in posizione che a riposo, non ci fu possibile vedere uno solo di questi paras!liti; d'altra p~trte la formn. eruttiva. tipica. della. febbre da pa ppataci (cutis marmo rata) - Castell~tni) non fu in alcun caso ri levata. Data la eziologia da pappa · taci, come si spiegherebbe il rapido diJI"ondersi di tale forma in modo uniforme in q uasi tu t te le rl'gion i d' Italia ? Riteni11mo ~he logicamente debha trattarsi di forma infettiva da virus filrrabile, mil. la cui trasmissione non avvenga soltanto per propagazione a ttra.veri'O a questo «insetto •, ma in prevalenza per contagio e forse per qualche alrro parassita, - nè dobbiamo dimenticare che abbiamo avu to centinaia di casi che si sono sviluppati • contemporaneamente:.. dato questo non trascurabile nello studio epidemiologico di ques ta forma : dobùiamo però, almeno per ora. lasciare ad alb-i lo approfondire il problema. Possiamo invece, in b;~.so a i dati raccolti, conzlud~:~re elle la organizzazione dci u Campi di concentramento » per una forma epidemica diffusa, ma di lieve ~ntità, come quella in .questione, ba dato risultati as•ai soddisfacenti p1·a li~a­ mente e cli,ticcmwnte, risultati che possono e::;~ere cosi compendiati: 1° l-ii è evitato un gr:\ ve ><ffollamento degli ospAdali; 2° I colpiti sono stati temiti lontani dai Corpi per nn periodo. non supe· riore ai giorni 15, compre~o il ri 1Joso : il che sarebbe stato impo;:;sibile se e~~i fossero entrati nell'ingranaggio ospedal iero; 8° Il campo di concentramento è risultato essere un eccellente mezzo di profilassi, ed un igienico ed Rdatto ricovero per qaesta forma. ·1° Il decorso clinico dAlla malattia non ha presentato in nes.;;un caso, alruna modificazione eù aggravamento che pote:>se Rttl"ibuirsi alla mancata ospe· dali7.znzione.


903

C,\SUJSTICA CLI ~TC:A

DlREZIO:-IE 01 SANITÀ DELLA.

AR~IATA.

L'ERPETE DELLA. CORNEA NELL'd.TTUALE FEBBRE EPIDEMICA, per il prof. Lul~i Gug lianetH, maggiore m edico, consulente oculista. Oggetto della pr esente nota è una rara affezione dell'occhio, che talvolta appare durante o dopo la m11.lattia febbri le, e che osservai in alcuni militari colpiti in precedenza dall'attuale febbre ep!demica (1), mentre qui essa era nel iiUO maggiore sviluppo presso le truppe. Riferirò dapprima brevemente i dnti più essenziali riguardanti otto infermi che presentavano tipici i caratteri della malattia oculare, escludendo da una particolare menzione qualche altro c11SO fhe non potei sEignire nel!&. sua evoluzione, o che, non manife;;tando ben evidente la ;ointomatologia, si prestava a dubbi diagnostici . Ca.~o I. - SoltlHto di an n i 20. - Alla m età di m:\ggio fu improvvisamente colpito dalla febbre epidemica, cht~ durò tre giorni. Il giorno seguente alla guarigione cominciò ad avvertire senso di bruciore ed arrossamento all'O. S. con forti dolori sopracciliari, che in s e~uito andarono attenuandosi. Il 20 maggio fu ricoverato in un reparto oftalmico dell'armata, ove fu osscr· va t a « un'ulce razion c superficiale della cornea a ma:·gini fras tagliati., con iniezione ciliare, fotofobia e lacrimnzione •. Il 18 giugno, passato all'ospedale 2 12, pre~entavll. : li cvi,;sima inie?.ione pcricheraticn. Ulcernzione Rffa tto s upe rficiale della cornea, a margini tra!lparenti e policiclici, che vccupava il segmento pamceutrale superiol·e d ella memb rana, e che e ra in via di ri parazione. Ane<;tc;:;ia completa della cornea e della~ congiuntiva. Pupilla dilatata per azioue d ell' a tropina. 7'. abbassata. Assenza di dolori. 28 giugno. L'ulcera è completameute riparata, ed nl s uo posto r c!:!idua una tenuis:;i ma n u hecoln appena visi bi le ad illuminazione latet·a le. Persis te l 'anestesia della comea. Scomparsa l'iniezione ciliare. Pupilla r egolare di forma e di diam etro, ben r eagente ag li stimo li (da 10 giorni non si iustilla atropina nell'occhio). 7'. ancora un poco abbassa ta. V. = ~i,. ( l) Di qucs~aL in[l)zionc febbrile, eh •. compnr~a nel mt~!!g io, nss unRe in ]:;uropn cn rattcre pnndcmico, d iffond,,ndnsi >iopru.tutto in I spagnn (dhnùe i l no m o di u tebhrc sp•lgnuola. ,, da a lcuni a ttribui tole), in ! ~'(!in ed it1 Ct· rte re~ion i ùel!t1 Francin, ri mnue · tu ~&or>l oscur1.1. la entità no<;nlogic3. Duo Bono le opinioni rlnmiunnti in ltnlit\ sul ll\ sua nntlll'll, ri l onenclnlfl. alcuni clinici una f(• rrn.• inflùenzale, nitrì invece idonLificnndo la. con la fo b bro do. pnpput.uci. Cfl · . : S.l:u"Pflo~TRO. L'attuale epiùemitl di • febbre d ci tre gi<Jrni •· A unali d'if!iene. C: iu.;no HllS. D•~ N AFVLt. Le fehhri estive da pnppo.taci aono le febbri da trinc,•n ? Loro id ~>ntità con l'epidamin dùminnnte i•t J;;urop••· Policlinico. Giugno HJlS. D .:r.EO F: R . Sull'attua lo fobbro f'pidom ica sviluppatHsi fra equipaggi della squadra . . l ttn 1li di m dicina naualo e colo>lictle, ma~gin -gimmo 1!J l 8. S \000:-tF; . - Sull'etiologia de ll'attuale epidemia d i febbri in T aranto: .1nnali di u;edicina n avale e col un i ale, m n;..:gi<>·!;iugno 1!118 B AT,DUDTO. Noto aulla re"ento opiJemia d'itUiuonza. A nnali d i medicina navale e coloniale, m aggio--giugno 19!8. Secondo l e recanLissime ricerche ( agosto) la febbre sarebbe dovute. a l germe del· 1'infl uenza e ora si ma.nifasterebbe anche con g ravi complicanze polmona.ri e meningee.


~04

CASOIST!CA CL! N ICA .

Caso II. - Soldato di anni !39. - Ai primi di giugno sofl'erse la febbre epi· demica, che durò tre giorni. Subito dopo la guarigione cominciò ad avvertire torti dolori nevralgici nel la ~fera del trigemino, lacrimazione e dolori puntor i all'O. S. Venne ricoverato all'ospedallj 212 il 24 giugno. Nota vasi: lieve iniezione peri· cheratica. Ulcera.:tione s uperficiale della cornea, a margini frastagliati, simili a q uelli di una. carta geograf:ica, con fondo leggermente grigiastro, occupante tutta la regione centrale e pnraceutrale delln membrana. Aneste:>ia completa della co rn ea e della congiuntiva. Pu pilla dila ta ta per a done dell'atropina. T. abbas· • sata. Dolori sop>\cci liari a lquanto attenuati. 20 lugl io. - Ulcera completamente ripltrata, con lcggeri:>si ma nubecola e de· fo rmazione dPl riB o:s~o corneale sulla superfic ie d el la cornea da essa occupata. P ers iste a ntJstesia r.o roeale. P upilla regolare, della stessa ampiezza di quella delrO. D. (da q uind ici giorni non s i ins t illano co lliri n e ll'occhio ). T. sempre s.bhRS· sata. L·in fermo accus a \1 ='l !· Caso III. - Soldato di aoui 36. - Il 10 giugno contrasse la febbre ~pide­ roica, che durò circa 3 g!oroi. Cessata la febbre, cominciò 1\dl avvertire in O. D . lacrimaziooe e intensi dolori irradiantisi nella sfera del trigemino. ,Conte mpo· ra l)l'amenta comp1nve un erpete labinle. 11 2-2 giugno, ricovera t o all'ospedale 2J 2, presentava : l>Uila cornea nelh~ meta temporale, due piccole ulceraz ioni a ffatto superficinli, assai vicine l'una all'altra e q unsi confluenti, di fo rma t·a mitìcata come nella cheratite dendritica, col fondo leggermente grigiastro. Au este>~i a completa della cornen e della congiuntiva. )lodica in iezione ciliare. Pupilla parzialmente dilatata per azione dell'a tropina. '1'. nbbas:<ata. L tevi dolori sopracciliari. aO lug lio. - Ulceri riparate, col residuo di tenuissima nubecola. Persiste 1•ue.stes ia corne~t l e. Pu pilla regolare (da 10 gion1i non s i

insti llnno colliri

n el·

l'occhio). '1.'. sem pre un poco ab bassuta. V = l. Caso IV. - Soldato di a uni 2 L. - Il 3 giugno s i ammalò della. ìebbre, che durò tre giomi. Il g iorno ~egueu te alla g uarig ione cominciò ad avvertire i n O. D. dolori nevralgici nella sfera de l trigemiuo, e lagrit>1azione. Il 11! giug.n o, ricove ra to o ll'ospedttle 212, si osservava: Iniezione pericberaticR piuttosto intensa. Ulcerazione superficiale nt1l la regione pa.racentrale del segmento superiore della cornea, cou margini Ullltnrnente polic iclici; un piccolo tratto del margill6 verso i l lato tempomle era iiJfi lt rato e la. cornea circostante lie,·emente into •· bidatn. Il fondo dell'u lcera avevA. il tenue rolorito grigiastro, come nei casi p reced~;~n ti. P iccoJ i.;ima lunula di i popion nella C. A. Pupilla ben dilatata sotto l'azione dell'atropim\. Anestesia cowplet:\ della congiuntiva e della cornea. 1'. a bbRssa.ta. I dolori ueHalgici erano mol to attenuati. Dopo cinq ue giorni l'infil traltrazione marginale dell'ulcera e l'ipopion erano St·ompu rs !. .10 luglio. - Riparazione completa dell'ulcera col residuo di uua tenue nu· becola, un poco più a ccentuata dove il margine era iofiltrato i deformazione del riflesso corn<Ja le uell'am bi to della. n u becola. Sco m parsa completnmeute la reazione flogistica dell iride. Pupilla regolare. Ancora persistente l'anestesia della. cornea. T. sempre leggermente abbassata. V = 2/S abbondanti. Caso V. - Soldato di anni 27. - Ai primi di giugno sofferse la febbre epi· demica, che durò tre giorni. Nell'ultimo giorno della febbre, cominoib ad avvert i re i primi sintomi della malattia oculare in O. S. con dolori sopraorbitari e colla stessa sintomatologia accennata nei casi precedenti.

f


U05 Il 20 giugno ricoverato all'ospedale 212 presentava: Modica iniezione perie},eratica. Ulcerazione superficiale della cornea, a fondo quasi trasparente, che dal centro si estendeva. nel quadran te supero-esterno, con margini policiclici. Anestesia completa della cornea. Pupilla •·egoln.rmente dilatata. per azione della auopina. T. abbassata. Assenza d i dolori. 1•) luglio. - Tenue nubecola comeale non ben vil!ib,ile o. luce ordinario., con (lt·r'ormaz.ione del riflesso comeale al posto dell'ulcera, che è completamente ripara tu.. Persiste l'anestesia della cornea e l'ab bassnmento della T. Pupilla. regolare, coi lo ste;;:so diametro di quella dei Jato opposto (da 10 giorni non si instilla.no colliri nell'occhio). V = 'f •. Caso VI. - Soldato di auni 21. - Verso la metà di giugno fu colpito da.lla febbre che durò tre giorni. Due giorni dopo In guarigione avverti i primi sintomi della malattia oculare in O. s. con dolori nevralgici sopraorbitari, che perdu;·arono intensi per pochi giorni. Il 15 l uglio fu ricoverato all'ospedale :}12 e presentava: iniezione ciliare lieve. Ulcera superficiale de lla cornea, a margini policiclici, che dal centro si estendeva nd quadrante supero- esterno, già in via di riparazione. A nes tesia dell.1. cornea. Pupilla dilatata per azione dell'atropina T. abbaslla.ta. Scomparsi i dolori. l agosto. - Nubecola ben visibile solo ad illuminazione laterale, con deformazione del ri flesso corneale al posto detl'ulcem, che è completamente ripa rata. Persiste l'anestesia deUa. cornea, e la T. è sempre lievemente abbassata. La pupilla è regolare ed ba. ·lo stesso diametro di quella del lato opposto (da. oltre una settimana non si iostilla atropina nell'occhio). V=' f 3 • Ca :so V II. - Soldato czeco-slovacco, di anni 32. - Dal lO a. l 18 giugno sofferse la febbre epidemica. I primi sintomi dcll'alle?.ione in O. S. furono avvertiti il 14 giugno con la compn.rsa di dolol'i nevralgici sopmorbitari, che durarono intensi per pochi giorni. Il l 0 luglio fu ricoverato all'o~pedale 212. Kotavasi: iniezione ciliare piuttosto acf'entuata. Uk.erazione s~tperfìcia.le dellt\ cornea, a. margini frastagliati e a fondo lh:veruen te grigias tro, che occupava. tutto il segmento supero-esterno del cent ro tino n circa 3 rom. dal limbu.R. Anestesia corneale completa. Pupilla modicamente d ilat;lta per azione dell'atropi na. 7'. abbassata. Fotofobia intensa. Dolori nevralgil·i molto attenuati. 1° agosto. - Ulcera completamente riparata con presenza di tenue nubecola e -deformazione del ril1esso corneale ucl suo ambito. Anestesia ancora completa dd la cornea. '1'. sempre abbas<ata. Pupilla completamente dilatata per azione dd l'a tt·opina. V= 'l~· Caso VIII. - Soldato di anni 27. - Il 23 giugno fn colpito dalla febbre epidemica, la quale durò tre giorni. All'ultimo g iorno della febbre cominciarono i primi sintomi della malattia oculn1·e in O. ::>., cou dolori nevralgic1 sopraorbitari poco intensi. n 5 luglio, ricoverato all'ospedale 212, presentava : lieve iniezione pericheratica. 'Clc·erazione superficiale della cornea, a contorni nettamente policiclici e con fondo leggermente grigias tro, occ11pante la zona centrale della. membrana. Anestesia completa della carne(~. Pupilla dilatata per azione dell'att·opiua. 1'. abbass:•ta. Dolori sopraorbitari molto a.ttenunti. P agosto. - Guarigione ·completa dell'ulcera, con presenza di tenue opacita, bene avvertibile solo coll'esame ad illuminazione ·Jate rale e deformP.zione del :;; -

t;l o,.,.ale ài m~d icina milttnrt. -

raic. X.


906

C A <:t:rST H A CI.I :-; IC' \

rifl esso corneale nel suo ambito. Persiste hmt>ste:-in de lla cornea e l'nbbassament<> lieve della 7'. P upilla regolare e ben rtagente. L 'iu rermo accusa V = •, •. Tutti gli iJ,fe rmi affetti dR.lla mahttia oculare in esame, avevano sofferto l'infezione febbrile coi suoi. sinto m i che comunemente mani festava presso le nonre truppe, e cioè : ;'e~!::-e eleva ta accompagnat11. da cefalea, da rlolori vaghi agli a rti. ed in ta l u ni an che da dolor i alla gola, che insorse improvvisamente e assolse il suo aecorso in pochi giorni, senM rio: h i edere la ospedalizzazione dei ma.lati e senzfl lasciare r el iqu ati. \·a aggiunto che nessuno degli infermi presentava part icolari alterAzioni del sistema nervoso o ;;taci generali anorma li. U n m alaro riferl l'be con tempo raueamen te aliA. ma n i festnzione octi!A.re com parve un erpli'te labiale (caso III); gli altri non notarouo ne>:suna Je,-ione n\: delln cute n è de!le "' muco;;e. Lt~. malattia della cornea fu sempre monoculare, e cominciò a d apparire q tHint!ola febbre pra nello stt~.dio della deferve-;cenza e più sp~:,.so nei pri mi due {;io r ui da che essa e rn cessata. H iffi>rentloci ai casi osservat i, ne tracceremo in bre>e la sintoma tologia ••d il deco rso . J primi sintomi avvertiti dagli iui"ermi eonsiste,·ano in lacrimazione, sen«o di br uciore all'occhio e do lori nevralgici irrad ianti;;i alle branche del t rigemino. che pe1·dumrono intons i solo n ei primi giorni e nel successivo decorso della malattia si attenuarono di molto, o cessarono completamente. \ La lc><io ue della. co1·nea, quando gli ammalati giunsero al mio e'Sarue, era costituita da un' ulcet·aziotJe afl·a.tto superfici.de ot>lle zone centrali o paracen trr.li della membn\Da semprtl privA. di yascol nriz:t.a~ione, col fondo leggermen te gri· gia<;tro o trasp11.reute e eoi contorni netti e policiclici, che cli\V!\DO A.ila soluzione d i continuo l'aspetto di un a carta googralica i in nn caso (osservazione IIP) es'o aveva ass unta la configurazione ramilicata della r-heratite dendritica, che alcuni clinici considernno come uno stadio ulteriore dell'erpete corneale. Non mi fu mni dato di constatare ~ulla cor11en. !11. pre~cnza di vescicole tn•")JarcnLi che ra ppre· sentano lo stadio inizrale dell'erpete, lllH come è noto, esse pa~sa no qu asi sempre inavvertite, perchè per i movimenti l'ontinui del ·gloho oculnre e per la pre~~ :one delle palpebre appenn formate si r ompono. residuando l'ulcera supt·rficiale. In nessun infermo comparvero sullr. cornea reci •live d i eruzioni, ed il decorso dell'ulcera fu in tuLti benigno, sebbene l'evoluzione verso la guarigione r"osse molto lenta : per la completa riparazione della solu:t.ione di continuo occor,;ero 4-G settimane. Al posto dell'u lcera residuò una teu u issima opacità, generAhuente visibile solo con l'e,;ame aù illuminrtzionc latemle, e nei miei u ltimi esami per· sisteva in corrispourlcnz.a di e"'sa unA. dcfonnaz10ne del riflesso corneale Come complicanza dell'ulcera in un ca'<O (l V) si osser vò ttOII leggera infe;:ione con ipopion : si trattava però solo di una intiltrHzione parziale dei lembi, che in pochi giorni s i risolse, n ulla faceudo perdere al l'altemr,ione corneale del ~uo a spetto car atteristicò. L'iride partecip:~.vn a l p1·ocesso ruorbo-.o con u na renziooe flogistica g eneralmente poco inLensA, che non lasciò postumi. In tutti 1 casi si constatò a neste>ia completa della superlicie corneale, ch e perdura va a nche dopo che l'ulcerazione era completamente riparata. I l bulbo era sempre Ieggerruent~ ipoton ico (1, . (l ) p,.r la concomitan?:a. ùo ll' infinmmazioue dt' ll'iride. clte rese se•upr c nPces.-llrw mi fu pos~i bi lc vulutnre le condizioni dcl ln pupillA. uè ricu noscoro con evidenza i sintomi d i Wll!. eventuale poro lisi delle fibre simpatiche, le q utdi, secondo il :ìeydel, sarebbero costanti m' Ila. cheratite nemo-poralitica. l'u~o dcll'11 tropin~. non


~U7

Concludendo, i sintomi mauif~statj d alla forma morbosa or& des<.'ritta, sopra tutto per l'aspetto dell' ulcera corneale, per il lento suo decorso, per l'anestes ia della eornea, per Iii. cinost~tnza in 1\Ui insorse la malattia, cot•ris11ondono completamente a. quelli dell'erpete. · Comtl giit fu accennato, l'erpete corneale è nn'aff·ezione dell'occhio molto rara, che suoltl accompaguare o seguire le malat::ie febbrili, specie delle vie aeree. Puro assai raru, dul resto essa. si è ora cou,.tatatn presso le nostre truppe duran te la febbre epidemica, dnto il gran numero ùei milita ri colpiti dall'epidemia.. È però da notare che, senza un'os-<ervazione attenta, la. natura erpetica dell'ulcerazione può s fuggire e che talvolta essa può non essere ricono.-;ciuta per le complicanze che ne alterano l'aspetto, .sopratutto per le i nfez-ioni con ipopiou. Ad ogni modo è nua malattia, che comporti\ uua prognosi favorevole anche rispotto 11lla funzione visiva, che solo in Yia ec:cezionale rimane comprome;:,a g ravemente. L a patoge nesi dell'erpete corneale è del t.utto sconosciuta. Da qualche autore gli fu <~ttrihuita un'origine microbica, ma gli esami batteriologici finora praticati non diedero mai risultati ne ttamente positivi. Più accredit1tta è ID vece l'opinione che la malattia sia dovuta ad ·alterazioni dei nervi tro6ci dell;~ cornea, come la cheratite neuroparnlitica, e .ser;onJo alcuni ricercatori vi sarebbero dei casi che formano una transizione fra l'erpere corneale e la zona oìtaltui ca. Xelle osservazìoni soprariferìte l'enestesia dell11 cornea os,;erv11ta in tutti i casi ed i dolori nevralgi ci n ella sfera del trigl'miuo con cui esordi l'affezione, sarebbero appunto iu favore dlell'ipotesi neurotro6ca. Quanto nlla terapia, ol tre ai fomeJJti caldi ed alle instillazioni ùi atropina contro la roJa zione flogistica. dell'iride, trovai etlìcace, per acce1erare la riparazione dell'ulcera, l'acido picrico in pomata a l 2 %· Zo11a di yw·JTa, tcgoslo 191 8.


908

RIVISTA GENERALE . Brevi note SUl• gas tossici impiegati Hl guerra e mezzi preventivi e curativi per il dott. (;i ncntt•o Ho' <•rio, tenente medico

L'uso de i gas tos::.ici, come strumento di guerra, vt!une fu t co per ht prima volta. dai tedeschi, nell'n.prile 1915, ~ontro le tl'Up!Je di Ftancìa.· Succèssivamente l'impiego si este~e contro tu tti gli altri eserciti. iu proporzione sempre crescente, fino alle recent i azioni di P icardia, con gli apparecchi <L Proic-ctor ,. a serie d i batteri e d i bomlj:.u-de. ::iorpr esi da questo mezzo micidiale. si provvide suhito alla difesa, dapprima con apparecchi simili a quelli usati nelle officine ~outro le inalazioni dei veleni ed in seguito coi fii versi tipi. \'i eppiù perfezionati, d i ma~chere, che, preservando il soldato dal \"azioue tossica del gas, ne mantengono iutatto il .~uo putere bellico. 'futtavia la sorpreSI\ degli att:•cchi 1\ _ g •ls. s pesso ripetuti a bre• i intervalli, la intensità c d urata d i questi, l'uso non tempestivo dei mezzi J i prevenzione, la non regolare applicazione della maschera fecero si che negli ultim i combat timenti si ave::;se ancora un d iscreto numero di colpiti. Grazie però al sollecito tratta.:m(:nto molti poterono salnnsi.

I. - !l ezzi adOJ>e r a tl 1l nl nemico lltll' l'impiego dri gns. ~ono di acciaio,

piu raramente di ferro: alte w. 1·1,20, del ·Jiametro di cm . 25-30. A ll'estremit.à superiore portano una cannula d i lunghezza varia, cbo arriva al m:u·gine della trincea. Sono di:-,poste in ricovt·ri adiacenti alle t r in<;ee,, a gruppi Ili 6·10, con intervalli fra i gruppi di '20-30 metri. Altre bombole sono più piccole: alte m. O,oO: del pPrimetro di cm. 0,130: del peso di kg. lo-20. I gas, sotto forte pressione, ;;ono Lra;;formati nt·lle bombole a llo stato liquido. All'apertu.-a dullo bombole. J1et· la diminuita pressione. il liquido bolle ed i gas \·eugono proiettati all'esterno. L 'emis;;ioue vil•ne fatti\ n din-rsi intervalli per ottenere, colla sorpresa, etl'eLti ru ici d iali e può durnre q ualr. h e ora. A tale impiego occorrono speciRli condizioui atmosferiche: 10 Che il \·ento spi ri nella direzione delle trincee che devono ' ess••re attarr.ate. Ndle successive ore ddl11. giornatiL !A. direzione del veuto cambia facilmente, ed in conseguenza un vento fa>ot·e\·ole può di\·entare ;::fa\'orevol~·: ~" Che la \'elocità dol vento sit~ non superiore a 4 metri al se<·ondo (fumo che sale quasi perpeodicolarmenr.;, foglie leggl'rmente mosse). lu que;::t-e conài· zioui la nube emu,;sa rimane compatta, rnggiuugeuJo in media uu'altezzR -ii m. 4-:J, mentre i venti forti (velo<·ità supt>rìore a m. 6 ) innalzano i ga;; tossici dal terreno e li diluiscono. I Yenti calmi (m. 0-1 al secondo) non han no costanza in forza e diroziouc e perciÒ sono pericolosi anche per l'attaccante. La nube rag· giungo la trincea quasi colla velocità del vento <:he spirai '3° Le valli strette e profonde, le trincee no::miche dominRnti, specie con 1lolce decli>io, la vegetazione rada ed il t erreno lisc io sono condizion i ottime: l. B oMBO LE. -


Rl\'l~TA GENERALI~

909

4° I n quahtnque stagion e può essere fatto un attacco a gas. Nelle giornate cnlde le ore più propizie sono le ve,;pertine, q uando l'eccessi"l"o riscaldamento degli ~trati bassi dell'atmosiera è stato mitigato da lle correnti dell'aria fredda che scendono dagli strr.ti al ti, e le ore mattutine in cui l'aria è p iù fredda. La nebbi11. e la pioggia t enue sono pure propi~ie. pere h è ma ntt>n gono il gas n egli ::trati pitt bassi dell'aria 2. PIWJETTIL I A LI(!UlDJ SI'EC'IALI: a1 GRA:-;Al·E. -

Per avere r isultR.ti note\•oli occorrono intensi concen t ramenti in zone relativamente ci\·coscritte. ).!iuore importanzA. hanno le cond izioni meter eologiche, bencbè le più favorevoli siano con vento calmo, più le condizioni topograficbe: depre,.sioni del t erreno, an·allamenti, doline. boschi ecc. oYe il gas t'acilmeutt: rist agna. Le granMe 11. liquidi speciali danno t•DR deronazione legger a. Sul fronte di Am ien:; ultimamente sono pu re state impiegate granate a tempo. Tali proiettili, calibro 105, scoppiavano a circa 30 met1 i di altezza, emettendo un'l. n u be azzurra, con odore intenso di sennpe e t'o~foro <:he l entlllnente si abbas· sava. I proiettili a li<tuidi speciali sono talot•a impiegati contemporr.neamcnte alle bombole, il pit\ s pesso da soli, per i tiri di ,;barra mento e di contro-batterill: bì BuMBE LA:-!ClATE DA MI))JH A ltOE . - L'impiego deue fatto in modo inten · si,·o da successivi gruppi di bombarde, in man iera da. concentrare, su unA. data zon11., un numero grandissimo di bombe; c) BO.\li.IE A ~JANO. - Fin'ora furcno impiegate bombe a tipo sferico, con man ico a t ubo . .:olorllte in nero, n contenuto lacrimogeno e bombe sferiche di zinco, a contenuto soll'ocnute e lacrimogeno E ntrnmbi portano la scrittn. « D. Stotr "· D11. deposizione di prigionieri risulta che sono in distribuzione bombe a manico, con testa di ghisa, distinte da. una croce llzzuna. Pare inoltre che i ted eschi stiano t'abbricaudo un altro tipo eli bomba a mano, a c roce gialla, dipinta in grigio e cont rtt.:;segnata da due anelli gialli, tra i quali è posta la croce, n contenulo a::sa i più micidiale .lei precedente. Altre bombe a m&no, che conterrebbero un gas di azioue fortemente ltSte11ica, senza essere mollo tossico, e che verrebbero impiegatt> specialmente contro i ricoveri (per la cattura dei prigionieri) non pare siano state tinora iulpiegate. I ricovet·i verrf!bhero occupati me7.z 1ora dopo lo scoppio delle bombe. IL -

t:~ a•loper a ti

d al nem iro.

I g:n.:; u<;ati d:~.l nemico a scopo bellico :>ono: asfissianti. lacrimogeni e irr itanti. Sostituendosi all'aria, determinano l'azione to:>;;ica inerente alla loro nntnra chi micn Degli a:;fissi;mri i viii usati sono: a) Il CLORO, Cl~. - Lo si ottiene facilmente come prodotto secondario nel la fAbbricazione el uttrolirica della soda e pota:;sa .;au;; r.ica.. )/on esbtc allo stato li \;ero. In Germania. o ve il prodotto é assai comune, si riCJLVa anche dal cloruro d i magne,:;io, che si ha seconda riamente dai sali .:li :o;tassfurt Ha un colore gial lo·verdA.,:;tro e cosi la sua uube. E' 2,5 volte pit\ pesante a~ ll 'ada e di,· iene liquido a -oO gradi o a temperatura ordinaria con 6·7 atmosfere di pr~ssione. Allo stato secco non intacca. il metallo della bombo l:-~ e dei proiettili I suoi vapori banno odore ir ritante, che si può riferi re a quello dell' ipoclorito d i calce . E' assa i tossico. Nell'atmosfera al 5 p. 100 dà morte r11.pidissima con intensa • vaso·costrizione polmona.re edanesto cardiaco in pochi m im.ti . In uotevoli diluz ioni ( 1:100.000) da ancora fatti di edema polmomtre. L'aria è Rppena re:;pira bi le con una


percootuale di 0,()()1 p 1000. Azione analo!ja bn11no le .sue anidridi ed i suoi acidi; bj Bno.uu, .lk,. - Liq uido NSso·bruuo, che a wwperatura ordinaria s vilupp .. va~ori dello ,;t esso colore e di odore ripugnante. E' 1),5 volte più pesante deli'aria. Ha qu~si identica azione a quella d el cloro; più irritante sulle congiuntive, meno sulle vie a.aree. Rende i capelli mollicci e brunastri, mentre il cloro non ha tale azione. Dà pinghe atoniche. L'acido corrispondente è incoloro, gasoso. Nell'a tmosfera svil uppa fumi bianchi. corrosivi. Un derivato è l'etere etilmonebrotnoacetico. Liq uido incoloro, el i odore di frutta, i cui vapori, & temperatura ordinaria, sono fortemente irritanti sulle vie respi· ratorie e Rulle congiuntive; c) F usr:F.NE. COClt - Ossicloruro di carbonio o clor uro di carbonile. Gas incolore. derivato specialmente dai prodotti di anil ina. E' liquido a 7 gradi; pesa 3.5 volta più dell'aria Sì decompone con l'acqua, s pecie calda, t1 con gli alcali caustici. Con acqua forma HCl e H, co•. Ha azione rmaloga al cloro, a cui spes· sissimo viene associato: 9 parti cloro, l di fo:;gene: allora s i ba una nube superiormente gialla (cloro), inferiormente biancastra (fosgene). L'atmosfera riesce tossica col 0.~5 per mille di esso. Ai gas SO!Jra<le"cr itti, in proporzione varia, sono spesso mescolati vapori di Anidride solforos& so. e di a cido solforico H~ :-'0,, che però s i diluiscono facilmente nell'aria, SJ•e<'ie se molto umida, data la loro igroscopicità; d) I'Ar.tTI::. - Derin\to dal Fosgene con aggiunta. di alcool metilico e cloro. C'l COOCH1 Cl. Liquido mobile. di odore acuto, indicato sui proiett!li non la lette1·a E ,; e) )I'OAZOTIDE o B.os,;mv 01 AZOTO, N! O,. - Gas rosso·bruno, di poco più l'e;;ante dell'aria. Colora la pelle in giallo che aumenta con la lavatu ra saponata, a differenza del giallo cloro che scompare: (l Iwwca:;-;o SULFORATO, H!S. - Incoloro, di odore d i uovA. fracide; g) luKOOf:KO ~·osFORATO, PH,. Jncoloro, di odore agliaceo, ingrato: h) l oJwue::s-o AI!SENICAf,'F., AsH~ . - Coi caratteri del precPdente. Sono raramente adoperati ed assai tossici: i ) CIA I\()ùEIW, (CN), e composti (acido cianidrico e sali). - Poten tissimo, ma a1.1s:1i pericoloso a maoeggiarsi. La presenza viene in-vertita da odore di mandorle amare, che però puo ef:sere datll anche da altri esplosid privi di cianuri (esempio bromuro eli benzile dilu1to ). Iu sufficienti qua.nlità dà uu sapore nm11.ro e metallico alle fauci, con senso d'i n tensa costrizione. Di uso più limitato sono: il SOLFATo DIMETIL!Cf, 0 , S (0CH;;).l 1 incoloro. l'.lu100 CLOIWSOI.FO:\ICo O. SCI OH incoloro, fumante, ed il Cr.onosor.FO:>ATO DI~IETII.IUO o. S OCR:. Cl. 'l'ali g ns Ro no quasi sempre <·ombinati t ra loro a produrre uubi piu intense e perciò facilmente riconoscibili. Dei r. A<:RmOGI!lKI i più usati sono: il C1.onyno 01 BENZII,E, C. Ht. CH 1 Cl inco· loro: si ricava dal toluolo : il BR!J~tt.:R<J e lo IooURO or BE::'\Zfi.E; il B ROMURO 01 XI[,II.E CH, Ce H , CH. Br e lo loo~: no D J XILILF.- CLOROPlCRl~A NOi c~ Cl, liquido di odore pungentissimo. netto anche liquido N a od Aquinite: il BROMO ,\CETONE C H~ Br CO CHs liqu•do, detto anche martonite. P roducono i loro effetti in media mezz'ora dopo lo scoppio e la loro azione. nelld zone colpite, si protra e a.nche per 48 ore. GAS ASt'ISSIA:\TJ E r.AI"Ili3JOOE:'\t. - Attualmente i! nemico adopera composti chimici complessi, ad a zioue af:fìs'lirmte e lacrimogena. Di questi il più usato c il utFnsGES& o orcr.ono~r&T lLC I.O itOFORl!IATU Cl COOCHCl,, che ha gli stessi caratteri della PAT,tTE. Esso pure ~ un derivato del FOSOE'\E ~d è meno tossico.


RIV I STA G F: )IF.HAL E

911

Dni gn.s as fhsian ti dob biam o d is t inguer e l 'ossiDO 01 CARBONIO CO, prodotto della carica di scoppio dei com uni proiet tili e degli esplosivi da m ina. Su 100 volumi di gas prodo tto si ha il 40-70 p . 100 di ossido di carbonio, che è soltanto pericoloso negli am bienti chiusi, perclii::, data la SUil leggerezza, si diluisce facilm e nte n ell'atmosfera. È inodoro, incoloro e non irritante i la sua azione incom incia con st ordimen t o e p erd ita di forze. per <'·Ui il colpito rimane sul luogo d i scoppio. GAs mRtTAN'J' L. - Sono r np presentati da l ~o u•uao DI E'rfL B BICt, ORURATO o YI'RITE (mus ta rd-gasl C~ H 0 CI!:-i, la su;\ esplos ione J à. un fumo bianco tenue, con odore fra l'ag lio e la mostardfl. Si d iss ipa rapidam ente, condensandosi su ciò a c u i \"iene a cont att o. Nelle ulti me azioni veune r iscontra to su chiazze porpora, gialle, rosse, bleu s ul ttrre oo bombard ato. Da ll'esn.me ch im ico r is ultò trattarsi di CLOR URO or P&~ ILCAR· ll lt.AmNA con piccole qu ant i tà. di DIFENLLU RE A e trnccia di sos tanze coloranti. Sono prodotti assai irritanti. Cù ~ TR A.Sl'F.GNI SU l PII OI E T 'l' I Lr A LIQ U WI SI:'ECIALI. Le granate, le bombe, le bombe a m ano a ], 'l uid i speciali port a no dei d Ì5>tin t i vi esteriori. Di massima le granat-e b a n no il ci li n dro d ipinto in g r igio t' l'ogiva in n ero od in g iallo; qualche t ip•1 ha il cilindro a;r.z urro, qualche al t ro l'ogh·a con a nelli azzurri ed il fondello verde, raramente spoletta in mi n io con una fascia s ottostante color ' marrone. Spesso banno, co rne con t rassegn i, una croce v erdt> o gia lla orl azzurra o nera € Ù u n a lettera s u lla. spoletta : K a sfissiante, 1.' lacrimog e ne, ecc. I proiet t ili ad Y prite h a n no una croce g ialla e s pesso sulla spole tta EKZ 17. · Le bombe da bomba rda sono in gen ere g rig ie, con anelli (1·3) bianchi o gialli (! t:duu e con la lett era D in bianco od in nero. 1'a lora si trovnno granate tinte m g r igio con la lettera .V (Nebel ) in nero e croce nera sul fondello. Sono gran ate fumi gene. Le s o stanze ch e più facilm en t e conten gono sono : an idride solfor[ca S03 liquiùo oleo,;o, c ir o ùà. va vo ri uitmchi intens issimi; l'oleum, acido :sol· forico col 60 p 100 d i :30, in soluzione; cloruro d i s tagno SoCI, che dà pure fumi bianchi i opacite, soluzione d i cloruro di stRgno in cloro, che dà. una nube bianchiss imA. di odore di erLa u mida i claircite, miscuglio di cloro e s olfocloruro d i c:tr bonio ; residu i d i fosg ene g reggio che danno una nube n era con proprietà p ure t ossiche , RAGGIO o'Ar.to:\ &:. - N elle az ioni ul t ime d i F rancia venne av ver tito l'odore d e i g as tossici fino a 2WO metri dalla zona Lat t uta. li I. -

Sin tomatologia.

l :>'l'ù SS ICAUO:S E DA GAS SOE'FOCAN'f!. L a Sintomatologia varia per la COD· e en t raz ione e la composi7.ion e d ei g~ts. \ enne ro osservati, come sintomi più costant i, tosse penosa e soffocante, cou a bbo ndante espettor ato schiumo~o ematico, ag1tazione con sensorio integro nei primi momenti e successivamente incoscienza, a u -<ia precordiale, cia nos i, polso teso e raro. Si possono dist in guere 4 decors i: f ulm inante, grnvi.:;simo, grave, leg,qero. Nella fonna fulminante dopo poche inspira.zioni interviene intensa soffocazione, -convulsione e morte in pochi is tanti. A.nch e nella forma gmvi.Ysima il q uad ro è imponente. L'individuo ha senso -di s offocazione con costrizioni alla gola, espettorato schiumoso ematico, spesso emottisi, cianosi, congiuntive fortemente iniettate ed è profondamente astenico. Qu<!sto stato ad in te rvalli viene in terro t to da agitazioni violente con idee di de·


9 12

IH VISTA GE:-:F: R Al.E

lirio ed a.lluciont.orie. L'am malato, che si sente mancare, :>i l ibera delle coperte. porta le mani a l to race. al la. gola. All'ascoltazione s i ode r umor di tempesta ed alla percussione suono ti m panico in cer ti punti, ipofonetico io altri. In preda a questa grave sindro me, accompagnato da ipotermia e da polso piccolo e filiforme, l'a mmA.lato il più del le vo lte soccombe nelle 24·48 ore. Un s in toma di progno~i grnve è l'a dina mia, pers istente ad ogni energica c ura eccitante. Accanto a. questoquadro con predomi nio di s iutomi polmona ri ve ne hol un al tro, con euforia non ostante ht g rave astenia, talora con prev::~.lenz a d i s intomi meningei, talora ~i fa t ti ru iocardici. La ( onna g1·m:e si ha i11 q uelli che han no inalato d iscrete quanti t.:L d i tossko. I pazien ti presentano accessi di tosse a tipo irrita t ivo, con espet tor nto schiumoso per lo più roseo o giallastro, volto congcsto, ortopnea, polso ce lere, te mpemtura elevata ed irregolare, cefalea, dolore allo sterno ed all'ep igastrio, s udorazicne abbondante. Tal i sintorni diminuiscouo gradatamente in S.J giorni. Q ualora non insorgano complica nze, l'c!:<pettorato diventa fluido e m ucoso, la tosse si calma, cessa la febbre, il polso diventa regolare. Persiste per un po' di tern po di;;pep>.ia, debolezza ed un corLo grado di aumnia. Nel corso della. forma g rave è assai frequente ln presenza di piccol e qu~tnt ità di albuminn nelle urine per i fatti ùi congestione renale, che s i risol~on o 1·npidamente. Sono pure frequen ti dist urbi ga,:;tro·enterici, con muco.s a ngue nelle ù•ei, di carnttere trrtusitorio e benigno. Talora accade che la febbre, scomparsa iu 3"-1" giornata, s i naccendn in 7-16 giorn i con brividi, tosse ed tls pettomto; complicanza hrouco-pneumonica, che spesso conduce all'esito letale. Rara è la gnngronn polmonnre, specie nf?gl i adinnmici e nei cacbettici . Altre complicanze possono mani festarsi a cat·ico dell'appa rato r.i rcolator10: endocarditi, m iocnrditi, c ndoA.rteriti con con-eguente asfi~sin locale. degenera:ioni epA.liche, nefrit t parend1imatose. Postumi lontani sono le lesioni a carattere definit ivo : bronchi t•! cronica, bronc hicetas ia. enti.>ema polmonare, sclerosi, miocarditi croniche, i por.,stesia gastrica con ipercloridria. Sul fondo delle lesioni detPrminate dai gas tossici possono innestarsi malattie interconenti o risvegliar;;i forme antiche (t u be1·colosi). La fonna lie~:e vione a guarigione in pochi giorni. Gli indi vidui che ìurouo colpiti dal gas in piccola concentrazioue hanno espettom to scarso, s ie1·oso, lieve dispnea e dolore lungo le vie aeree. I quadri d' intossicazione descritti sono tipici dei colpiti da cl01·o. L a stntomatologia degli into<;;:icnti da fosgeoe, difosgene, palite, in molti cn~i è identica, per le identiche lesioni dell'apparato res piratorio. L'inizio però t :<pe.-so complet:tmente diverso : il paziente, che ha fo r te i rritazione a lle fauci e w•-e spasmodica, por tato all'aria pura arquista l'apparente stato di benessere. Ma dopo 24-48 ore, senza ca use apprezzabili, o per esposizione al f reddo od in seguito l\ strapazzi muore talora im provvi'!amente, p1Hc in seguito a fenomeni d i embolismo. In altri casi i nsorge edema polmonare acutissimo o broncopo lmoni te o bronchite capillare diffusa con collasso e mor t_e. In casi meno gravi compare congestione polmonare con dispnea, cianosi, escreato siero-emA.tico, iper te rmia: si ba g nal'Ì· gione in 15 ·::l • giorni. La sintomatologia degl i intossicati da cia nogeno e derivati è estremamen te grave: senso di costrizione n.lla gola, sapore acre e me tallico, s cialorrea, tJ:isma> rigid ità della nur.a, opi'>toton, ver t igini, convulsioni, opar amento della cornea e mor te in 3-o min uti. Kei casi leggeri a vviene la gua rigione com pleta. e ra pid is-


fll \"ISTA GENERALE

913

!'ima. Il cianogeno ba aziono paralizzante sui centri nervosi, specie sui bulbari. Nei cas i guariti pers istono t a lora per qualche t em po paralisi disseminate. A nche le into:>sicazioni da bromoc hetone sono Tapidamente mortl~li in seguito ad edema polmcnar e. In tnluni casi è avven u ta la morte fulminea per sincope. analoga a quelln da n arcotici. L'ossido di carbonio dà cefalea, nausea e succes:-inunente progressiva perdita d i forze, aff1u1no, s tor di men to ed incoscienza che preludia alla. morte, senza son·erenze speciRI i. JNTUSSIC,\ZIO:XE DA CAS LACitlllOGE:-<E. -Producono initazione delle congiuntive, senza ulcerazio ni corneali e delle vie aeree s uper iori e perciò congiuntiviti, rin iti, la.ringiti, trachei t i, con prostrazione delle forze, cefaleR e vertigini che durRno 2-4 givrn i. In qu~tlche nro caso si osservò torpore, grave nstenia, afasia, m c hialgia., diminuzione o aho1izione dei riflessi, Kemig, polso r a ro, fo·bbre. In nnR settimana di leguano tutti i fenomeni. I NTOSSIGAZIO:XE DA G AS lltlt i'I' AN'I'I. - Giunti a contatto dèlla cute e d elle m ucose non hanno effetto immediato. Soltunto dopo .(.S ore insorge iperemia delle ccn g iu n tive,. eritema Jella cute scoperta, con V€'l';cicole alle parti più delicate (palpebre, collo, gt~nitali, ecc.). lariugiti e t racheiti, epigastralgia ed emesi, di~tnea. Dopo 1- 2 giorni i feoonleni ossen·ati d iminuiscono gt·adatmneu te. Nei casi più i ntensi i ::;intom i in iziano dopo mezza -l ora con cefalea, emesi, dolo ri en teri ci, senso di soffo<"nziontl con raucedioe od afouia, cute urente con le lesioni eritemo· ve;;cicolari, edema p~lpebrale con cùemosi e ratnmcnte con al terazioni comeali. Dopo -1·6 giorni comincia la r egr essione e la guarigione avv iEme in unn veuiina di giorni. Si ha una mortalità del 3-4 p. 100, qttas i sempre per complicanze brooco-polmon;Hi ed io qual che raro ca:::o per l'estensione di' Ile lesioni cutnn1·e. Datn l'enor me ditfu,.ioue dell'y pri te n ella zolla. o ve venga irn piegata, si ha \IU numcJ·o assai grande di colpiti. IV. -

Analomo·patolng ia.

Le lè~io ni riscontra ta all'autolhia dei morti d a g a,; venetici si possono riassumere : Xei casi iperacuti enfi.'letnn polmoonrc, talora anche sottopleurico o sottocu· taneo, frammentazione museolnre dei co,trittori e d ilatRtori della g lottide. sfian<;ameuto del cuore ,[estro, ecchituosi sottovleuriche, s<.>tto p~rica.rdicbe, mioca rdiclle, cerebrnli, aumeuto del liqu ido ventl'icolare €' cer,•bro-s pinale. E' probabile che l a f ra.m mentt1zione mu scolare, in cui si banno rotture multiple ed inegola.ri, sia donna agli spasmi rci'p irn.tori clte succctlc-no alla inalazione dl'l tos;;;ico. ~ei casi di decesso in 24- 48 ore, fiogosi necrotizzaote dell'albero respirat orio COli sfaldamento ed ipe remia della mucosn., edema delln. sotLornncosa in certi puuti. efl'usione sangu ign1t in Ritri, reperto dell'eclema polmoo are o di focola i bron copneumouici dis~eminati, talora endocarditi emorragiche, con m iocnrdio f:h\ccido, te ndente al colore di foglia morta, spe<so encefalite emorragica, ecch imosi d ella mucosa gastrica. Nelle m orti tn.rdive, reperto della nefrite paren chimato.sa .;ubacuta, degenerazione tor bida del miocardio, fegato e milza o reperto delle m a la t tie concomi tan ti o intercorrenti, causn. della morte. Negli individui deceduti per cloro e derivati la ente ha nn n. t inta verdastra co n cb i azze nere qua e là. l n quelli da acido cianid ri co il reperto nec ro~copico è quasi negativo; poi·


914

RlVI:'TA GP:!'ERAI.E

moni >ttelettasici per sp11Smo o1ella muscolut ura. bronch iale ed epitelio integro, cuore in sistole, sangue tluido per emoglobina. ossicianata.

V. -

Mezzi protettivi o di difesa.

I fenomeni più imponenti avendosi a carico dell'apparato respiratorio, si deve impedire che il gas vi giunga, trattenendolo o neutralizzandolo con adatte sostanze. S i deve inoltre difendere gli occhi e la sqper6cie scoperta del ~orpo. Quando all' iuizio i gas adopera ti erano quas i esclusivameute costituiti dal cloro, bromo e loro idracidi si erano trovati gli antidoti nel solfato sadico. nel più euergico bisolfato di sod1\ e sopratutto nell' iposolfito, . che trasformano il cloro ed il bromo ne i ri&pettivi loro sali. A questé sostanze successivamente si aggiunse in vario g•·aolo d~l cnròonnto sadico o potassico e silicato sodico per fissare con facilità i gas acidi ed anche l'acido 6uoridrico, solfìdrico e l'anidride solforosa, eventualmente impiegati da i uemici. Data la causticità, questi antidoti veunoro pref,wibilmenlfl adoper11.ti allo stato solido, anzicbè in soluzione. Coll' impiego degli altri gns (i'osgene, acido prussico. derivati alogenati organ ici) sì pensò ad altri rimedi: contro l'acido prussico alla calce spenta e solfato ferroso, contro l' id1·ogeno arsenicale e fosforllto al perossido d i sodio. La calce sodata asci utta fissa, con s viluppo di calore, i più importanti gas venefici e lagrimogeoi. È inutile ch'io esponga come tali antidoti furono u::;ati impr~gn'andone le maschere, c he successivamente dai vari eserciti vennero adoperate ; da lle maschere più semplici si è giunti per gradi fino al respiratore inglese a scatola, attualmente adottato dal nostro e!<ercito. Il re.«pil'l\tore inglese consta di uno. scatola metallica. s ul cui fondo una valvola d i gomma, fi:<sata ad un cerc ine fenestrato ed amovibile, ha funzione inspiratoria. Togliendo il cctchietto, la valvola può essere minutamente esaminata e, se ciel caso, sostituita. Nella scntola si trovano strnti di carbone vegetale, permanganato potassi co A calce soda t a, che est·t·citano lo. loro azione a.ssorbente e ne utralizzante sui g as. Data l'igroscopicità d i tali sostanze, la scatola deve essere preservata dall'umidità: all'uopo è conservata nell'astuccio di tela e poggia su una s pirale metallica, che la solleva dal fondo e ne permette l'entrata dell'ar ia. La scatola non devC' essere arrugginita, por <' bè l'aria non pene tri fra le pareti ed il filtro: battendovi sopra leggermente •:on un metallo, si sente un suono fesso e lo. ruggine si stacca. L'aria inspirata e filtrata dalla scatola passa a ttraverso una trachea d i gomma e giunge ad una boccheruola. posta internamente alla maschera. L a bocchernola viene introdotta nel ves tibolo boccale e le due append ici la to:~rali d i gomma, tii c ui è fornita, sono fiS!>I\te fra i denti. L'aria espirata, carica di anidride carbonica, viene emessa por una valvola a becco d i anitra, che, colla.bendo durante la inspirar.ione, non permette l'ingresso dell'aria esterno.. Si de ve di sovente esaminare ' lo stato di conservazione della trachea, della boccheruola e della valvola es piratoria, provando ad inspirare, dopo avere chiuso l a val vola del fondo della scatola. La maschera è di tela go mmAta, di varia grandezza (n. 1,6), in modo da ade· s ire perfettamente al viso ed è fissata .al capo per 11lezzo di: fettucce elastiche. Gli occhia li, fissati alla maschera, sono di cellulosa, che spalmata di sapone molle non si appa nu n. Alla maschera è unito uno stringinaso per escludere il canale na..:nle dalla respirazione. A j fND!VInUALI. -


915 Il respiratore oltre ai tre chilometri dalla linen viene portRto in posi:t.ione <>rdinaria, a tracolla sulla s palla de!'<tra, con gli automatici de lla borsa vicini al ~orpo. In trincea viene tenuto in posizione di allarme, cioè fissat-o al torace a mezzo della funicella attaccata a lla. borsa e con gli automatici della custodia aperti. P er applicarlo si alza il coper•·hio del la borsa, si prende la maschera. con la. destra, pollice ed indice tengono dall'esterno l'armatura dello stringinaso, il palmo della mano pog~:ia sul tubo metallico che sta sotto la maschera. Si toglie rapidamente il cop ricapo, si afferra la mascberR per i bordi supero-esterni e, rendendo prominente il mento, si applica, trattenendo i l res piro, dope una profonda inspirazione: si introduce in bocca la boccberuola, si fissa lo stringi naso e si respira regolarmente. Si stirano le fettu cce sul capo e l'i controll!tno i bordi attorno il v:so. L'applicazione può essere f~ctta in pochi secondi. Qualora, per non essere stati spalm:1ti, gli occh ial i si fos;;ero appa nnati, si possono pulire senza. togliere la maschera, invaginando con l'indice il fondo cieco che sta sulla parte laterale di essa e st'regando ['occhiaie col dito in vaginato; si t enga fisso con l'altra mano l'occhiaie che si pu]i~ce. Per parlare, dopo una profonda ìnspirazione, si toglie la boccheruola e si porta di lato, badando che anche lo stringi nas o non si allontani dalle pinne nasa l i. Se dei gas fossero pone t rati nella mascl1era durante l'applicazione, possono essere scacciati premendo lR maschera sul viso, in modo che escano rlalle parti laterali. Successivamente s i espira, sollevando le labbra, nella maschera stessa; si svuota ~ si ripete 3-4 volte la manovra.

Prima di togliere la maschera. bisogna. accertarsi che l'aria. esterna. sia libera dai gas. All' uopo s i svuota la maschera e poi, introducendo due cl,ita sotto il bordo inferiore della stessa, si preleva un campione d'aria esterna. Il s istema. più pratico d 'analisi è l'olfattorio: rallenta ndo lo stringi naso si !lente l'odore d el gas: se no n si avverte alcun odore, sJ t oglie la maschera unc inando con l'in· dice e medio della de~tra il bordo inferiore e facen.lo trazione verso l'esterno e l'alto. La manovra s i accompagna con la· llessione d el capo e togliendo la parte s uperiore della maschera colla sinistra. Si ripone nella borsa piegando! a in modo che lo stringina.so v enga a t rovarsi fra gli occhiali e le fettucce siano piegate di lato, si introducono prima gli occhiali e successivamente le restanti parti della maschera, dopo avere provveduto ad a sciugarne la superficie interna., gli occhiali e la boccheruola, per impedire il deterioramento. Nell'impiego del respiratore si ha ul principio, come fenomeno riflesso tlovulo alla presenza -<Jt1lla. boccheruola nel vesti bolo boccale, una discreta scialorrea. Non ha alcuna importanza; cessa ùopo i primi momen ti. Succede inoltre che dopo un po' d i t<>mpo, lo stringi naso prot!uceu n certo fastidio, per la. pressione che determina.. Non rimane che allenta.l'lo, d ilatando il cercine. Il res piratore inglese ba. il vantaggio sugli altri tipi di mas<'hera di avere: l ) un effetto s icuro su tu tti i gas fìnorn usati ed anche su quelli che, con presunzione, potr·ebbero venire usati; 2) della grande durata. nell'azione preservati va, 40 ore c irca; 8) di non produrre notevole stanchezza respiratoria: condizion i . a ssolutamente indispensabili nei bombardamenti attuali. Altri apparecchi più complessi sono il Draeger e il Tissot. Il loro impiego si limita a.i luoghi chiusi, con fort issima concentrazione di gas (caverne, posti d i medicazion.e, ecc.). · Il Draeger consiste esseuzialmente in una l.Jolllboht di ossigeno a 150 atmo-


RIVT>:TA GE .S ER A l, P.

sfere, in comunicazione per mezzo di chiavetta con una borsa di tela gommata,. di una sqatola contenente soda e potassa caus tica, di una t rac hea semirigida e di una bocche1·uola con stringinaso annesso. La soda e pot.assa han no effetto di depuraru dall'anidride carbonica l'a ria espirata. L'ap parecchio a mezzo di cinghie viene fis~ato a l to race. ]~egola ndo con cuutela la fuoriuscita dell'ossigeno dalla bombola (pericolo di scoppio, per brusca apertura del la chiavetta.\ s i man tiene la borsa sempre r ipiena di ossigeno L'a pparecchio ha la dura ta di circa un 'ora. Si hanno bombole, scatole di soda e potassa, di r icambio. Per l'igroscopicità della soda e potassa caustica. occorre preser\'arne l'a pertura s uperiore dall'arin es terna; se, scuotendo la scatola, non s i sente il ::umore secco dei sa li, la sratolo. de•e essere esclusa dali 'uso. II Tìssot hn. lo stesso impiego del Draeger. Si compone d i una maschera di gomma, di un filt1·o e di un tuLo flessibile che unisce maschera e filt ro. Il tutto è contenuto in u11a cassf'tta di legno. da dove viene tolto al momento dell' impiego. Il filtro, libern.to dal tappo che ne protegge l',orificio del fondo, viene appe>'o al collo e fatto g irare sul dorso. La maschera si applica, togliendo i ta ppl che ne proteggouo gli o cc h in l i. Mezzi di difesa delle parti e.<:oterne dall'azione dei gas irritanti sono i vestiti ' impermeabili. Minor valore ha l'unzione delle parti scoperte con lie>e s trato di o lio veg('tale o di vaselina. fili abiti degli individui che rimasero in zone colpite da gas irri t anti ne sono impregnati; dovrRnno p erciò es~ere cambiati o provvisoriamente spruzzati con soluzione acid<~. di permanganato potas>'ico (per manganato potassico 4 p. 1000, a cido c:loridrico o sol t'ori co 1 p. loU) o con acqua di calce. Gli abiti poi sarRnno ;,terilizzati con stufa Ginnnolli o col lavrtggio di un'ora io acqua a 70-&0 grndi o col lavR.ggio prolungato in a cqua corrt:nle. Assai utili sono pure lo soluzioni di ipoclorito di r,alce. A seconda dei tessuti (gomma, tel u, lana} si ricorrerà ai sistemi detti. IJ) CoJ.LIW'I'l\'1. - Difesa degli ingr<·ssi dei ricoveri con tende antig!\S. Il mighor si,;teme di rh iusura e qtwllo con coperte o materassi impregnati di soluzione rli ipoclorito di calce, a di;;tanza di circa un metro fra di loro, in modo da aver•i un intercrlped illo. Le coperte si fanno aclerire agli ingressi a mezzo di telni, disposti in modo che gli e:;;tnnni loro s uperiori ~inno piu vicini che gli inferiori e le coperte a p pl ica te al late> esteruo dei telai. l'tile è pure il lancio n•·!'li ambienti ch:usi, n mezzo d i !'pruzzatrid, di solu· zioni ueutrali7.zanti (sorla al 5 p. 100, un pugno ogni litro di acqua-soluzione ana a l 10 p. 100 di iposolfito e carbonato HOilico) od acqua calda o vnpore acqueo. !-;ono pure impiegati i ru~Jzzi calorifici dinanzi agli ingressi dei rico veri (fagotti di materia inceudiabile, a circa dieci metri dall'apertura). :Buona norma è di mettera innanzi alle gallerie ~tntigns ed ai posti di me,Ji· cllzioue uno straccio imbevuto di soluzione di ipoclori to di calce, su cui saranoo strofinate le scarpe degli icdiviolui che entrano. Dopo il bombardamento le tende dovranno ef;sere tenute ancora abbassa te per qualche ora allo scopo di impedire l'ingresso dell'yprite e non dovr anno essere accesi fuochi intemrLmente, per non attirare corrent i di aria esterna. La boniuca del terreno colpito da proiettili ad ypr ite si f a con solutione di ipoclorito di cRlce od ipoclorito in polvere, dalle squ adre a ciò istruite. Si anà di mira specinlmeute gli imbuti dei proiettili , che, in mancanza di iporlorito. potmn no esser.. coperti con terra e le scheggia s epolte con pinze a pposite e sem·


RIVISTA G biEflA Lil:

917

·p re coi guanti impermeabili. La. neutralizzazione preventi \·a di vaste zone di terren u è impossibile, anche perchè il cloro che si libera dall' ipoclorit.o rende i rritante l 'aria. (adiacenze dei ricoveri, trincee). La bonifi.:a. delle baracche e t·icoveri va fatta dopo un certo tempo, meglio nelle ore notturne e mattutine i nelle ore più culde l'yprite si libera dagli oggetti su cui era precipitata e si rialza nell' atmosfera. Si fa con lavaggi. abbondanti di a cqua calda e sapone, (il latte di calce pare abbia minore e±retto), colla ventilazione e col calore. I viveri che avessero subito l'azione dell'jprite vanno distrutti i l'acqua di zo ne inquinnte non bevuta.

I posti di medicazione dei reparti someggiati e degli ospedaletti porteranno le loro cure ai colpiti facendoli spogliare, dal personale istruito, in un locale impregnato di ipoclorito di calce. Una buona misura preventiva dopo l'azione è il la v aggio delle parti scoperte con acqua calda e sapone o con soluzione acida di permanganato o lo stregamento con ipoclorito o con acqua ossigenata ed il ln-çaggio delle congiuntive con sol uzione di bicarbonato di soda a l 2 p. 100 o con acqua tiepida. VI.- Cura.

. Di fron te ad un colpito d11. gas l'indicazione più urgente è quella di impedire che ulteriori quantità di tossico vengano inalate i successivamente s i cercherà di n eutralizzare o di espellere la maggior q uautitè. possibile di quello giil penetrato nell'organismo. Si provvede aJia prima indicazione portando il paziente in atmosfera pura o, se non è possibile, applicandogli il respiratore o meglio l'apparecchio Draeger e liberandolo di tutto ciò che è di ostacolo alla funzione respiratoria. In quei casi in cui si è a vuto repentinamente l'anesto della respirazione, occorre iniziare subito la respirazione artificiale, coadiuvata da tutte le manovre eccitanti : frizioni al precordio, trazione della lingua, trazione sull'Rngolo della mandibola, compressione del vag-o e del frenico fra le inserzioni sternale e clavicol:\re del muscolo sterno·cleido-mRstoideo, applicazioni fredde al capo, ecc. Quando vi ha spasmo e soffocazione sono utili le iniezioHi di etere, per la loro azione antispasmodica e seùativa sull'epitelio bronco-alveolare (1-:3 grRmmi). O<·cone non esagerare, per non provocare la p:ual i si bronchiale, con le successive complicanze. Se coesistono fenomeni di gastralgia, sarà più utile la somministraziooe per bocca, sotto forma di. perle o di soluzione in acqua zucrheratn. (20-40 gocce). In que;;ti casi credo che la morfina possa essere assai vantaggiosa. Per lo. sua azione analgesica sulle cellule nervose (senza produrre n è congestione, n è au~:ru ia cerebrnle) provoca il sonno, deprime la sensibilità dei nervi lnringei e bronchiali, dando diminuzione della tosse, abbassa leggermente la pressioue Sr\uguigna e stimola. ln diaforesi. Anche le inala7.ioni di ossigeno, a grandi dosi, sono assai utili in yuesto periodo. Coutro la profonùa di111unia gio,ano le iniez~oni di solfato di stricninR (fi·G milligrammi nelle 24 ore) e di caffeina. (25 centigrammi ogni due ore). Nei casi g ravi con collasso, polso piccolo e vuoto iniezioni di caffeina ed olio e~nforato ogni due ore, solfnto di sparteina. (10-16 centigrammi pro die, 3 cent'grammi per d ose). La sparteina rialza l'nttività cardiaca e ne regolarizza il ritmo. Le intlla zioni di ammoniaca, da molti consigliate, pare non diano sempre


Rl VJS'rA OKN &RA I,E

buoni risultati . Spesso, in via r itlessa, aurueutano l'irritazione delle vie aeree e perciò il dolore e la tosse spasmodica. In ques t i casi sono controindicate. Quando vi ha cianosi, ipertension e, edema polmonare ecc., salasso di 600 centimetri cubici di sangue, preceduto da i11ieziooi carJiatonicbe; r.oppette secche (dei comuni bicchieri da tavola ad orlo spesso ed asciutto, con un pezzo di bambagia acce"o interuanente, possono, all'occorrenza, sostituire le coppette) Il salassa allegg eri~ce il lavoro del cuore e diminuisce la congestione polmonare e cerebrale. Negli ipotermici bottiglie d,i nciJUA. calda ed ipecaquana, da prima a do->e emetica (l grammo di radice contu,:a in infuso) anche per a iutare la dis intossicazione dell'organ1:<mo e succc~sivn.mente a dose nauseante ( la stessa a cuccbisi, tino ad ottenere la JH\USea). L'ipecnquana è utile per le sue proprietà ipotensi\e e perciò non deve usarsi negli inflividui con collasso. 11 c loridrato di emetina (l-2 milligrammi per bocca, in soluzione) pn1·e non abbia un' azione ipotensi ,-a cosi spic<'ata. Jn lJUeste forme congestizie 111. adrenalina, pLtre consigliatA., non corrispondert·bhc• sempre, data la sua azione fugace. R itengo si debba. evitare, perché alla. vaso-costrizione iniziale succede dilatazione vasale. I fenomeni tossici saranno pure diminuiti con abbon•htnti enteroclismi semplici e modicati (bicarbonato, lnttato di sodio, ecc.). I colpiti debbono assero tenuti in un ambiente caldo umido e nel più a,;soluto riposo. Per n.vere un autbieute ca.lrlo umido si facciu bollire in unA. bacinella dell'acqua !':,tura di bical"I·>Ouato lli soda. Dai risultat.i ottenuti pare cht>. oltre a diminuire il senso rli sroc::hezzA. e di sapore acre alla gola, po!'sn aoch.: neutralizzue in partf' il tossico rima~to nelle vie aeree superiori. Dopo 2·1·-iS 01·e è pii1 opportuno ric~orrere alle inal:udoni con eucaliptolo, terpinolo. t rementinn ecc. per l'a:~. io nc preventiva contro l'att.eccbiwento dei germi patogeoi sull'albero rP:>pirntorio Insist.o S'lll'assoluto riposo e sull'ambiente cal•!o urn irlo, perchè tnli condizioni souo i migliori fattori per calmare la tosse e permettere il suc-<·e><si,·o St)nno risroratot·e, che quaf!i sempo·o intcrvirnc. Il frcd•!o, i mon menti. specie bruschi, eccitano, in via rillesn., la t.o""e do lorol'a e possono anche produrl"tl la morte improvvicm, per probabile distacco di emholi d:tlle vene polmonad. · ~ei pazienti da ypri~e si p1·ovveda al lavaggio della cute con solnzione alcoolica di s:q)one e succes:'!iva unzioue con vaselinn. Nelle forme l·ritematose sono utili pure le frizioni con ipoclorito in polvere (lO grammi neutralizzano 110 grammo di yprite) ed anche i lrwnggi con :;oluzioue di permanga nato potas~ico al 4 per mille 11.c ido ~:on JH :-;()4 o H CL all'un per cento Nelle ustioni circoscritte (contatto con scheggia o con oggetti pregni di yprite) impacchi c:on soluzione adtl R di permanganato (l) . Contro i disturbi digestivi, bicat·bonllto sodico, oc;sido di magJte:'io, carbonato di magnesio (2·10 grammi nell'acqua). K~lle compliranze hronco·polmon:ni, le note pre.~ctizioni. In tutti i colpiti gravi da gns tos">ici il regime e~clusivo è il latteo, alm(OnO per quattro giorni, assoc:iato nd iugestioni di forte qunntità di the e caJfè, per

( l ) L .. sn,t,ouz,. o q.:au icltl: t[,, ll'•wq un. n d Uéonn i n Jlllli c i l peru utngtlllalo P"tnssi""· J),lgC'iUJI!d Ili ncitltl •·l••ridrit·o o ""lfor·i<'o prl)(hoc·e \lllit pro>j:!r,·ssivn dt>e• .. utposi zi••ne. Ji,·,·i.ol•• ri.•l c.unbiament .. o dnlla 'limiJouzi,nr d.i iHten.-it.\ del coloro d E"lln .-ulu~Ì•·n" ,, clal pro•<·ipi trtto eh<' .-i for:nn.. Ad ovitur.1 t11h• nlt•l'l":1 Z IIIIIt• ~i ('onsi!Zlin di tener prout.t l 1 s•>hJt.ivrw ncic.lo\ all'tino per C<'nto. Almom11nto dl'll 'impiego ~i ,,ggitmgerà il -1 p. 10110 di l)o'J"Jilt\ngrm>\l.v pJtn:<s ico. L a soluzioni' o.c ida surà <~<;H;>cr..-ata iu recipir nt.i di v.-t r<> o •li Lern\ c~ottn.


HIVIST A GE;\ ERALE

919

avere gli effetti diuretici. Ritengo che l'acqua seconda di calce (25-100 grammi p1·o Jie) mescolato al lutte, possa essere assai utile per il s uo potere assorbente e neu tralizzante sui gas tossici. Si sono mostrate dannoi'e le ipodet·moclisi e le fleboclisi con soluzione fisiologica, bicar bona to, iposolfito, lattato di sodio, ecc.. per l'ipertensione che ue consegue. Contro gli eifettt da lacrimogeni sono sulficienti i lavaggi con >:oluzione fisiologica tiepida o l'esposizione ai vapor i della stessa soluzione. Questo è bre vemente quanto s i é osservato e .studiato un'ora ~u questo nuovo capitolo della trawrnntoloyta di guer1·a, che va sempre più estendendosi. L'ho riunit o in questo breve r iassunto, aifiuchè i collegh i, avendolo sott' occh io, pos sano eventualmente, per il possibile impiego di nuovi gas, rilevnre nuove stntoma tologie e nuovi metodi di cura.

Questioni d'attualità, varietà, notizie GLI OCCIII E LA GURl{RA Mai come durante la. guerra prese n te l'uomo dimostrò di esst're l'animale più adattabile della terra, superando - è tutto dire! perfino il cane, al quale egli è iuferiore per tanti rapporti . Si è adattato, come dissi nell'articolo precedente, a.l pensiero quotidiano della morte j s'è adattato a mangiar poco e male, a fumar poco e peggio, a prender qualche sbornia di meno, a. ius..-wca.rsi in abiti vecchi e stinti che già aveva messi da parte per il cenciaiolo, a illudersi d'impant re il mestiere del ciabattino, a fare a. miccino col sapone, a, lasciarsi l eggere le lettere dalla censura, a spent1ere un soldo di più per ·com p rare la razione q uotidiltna di foraggio poi i tico..... Insomma., si può dire che egli, con lodevole spirito di sacrifizio, ha saputo pieg are tutte le sue facoltà psichichfl e tutti i suoi organi (salvo pochissime eccezioni) alle dure esigenze dello stato di guerra, rimanendone meravigliato egli stesso. Ho detto c: pochissime eccezioni :., e ci ritorno subito per agg iungere che, !asciandone nell'ombra qualcnua, essenzialmente per ragioni di moralità, mi preme di segnalare quella che ha. dato origine al presente articolo, e che è costituita dall'organo visivo. S issignori : è proprio l'occhio che non si è voluto o potuto adattare alle condizioni create dal grande conflitto e che protesta.


920

QU S:STI0:-'1 D'ATTUALITÀ, VARlETA , NOTIZ I E

altamente, ora con lampi di collera, ora con bagliori supplichevoli, contro alcune restrizioni, le q uali gettano Io scompiglio nel suo sistema diottrico e mettono la reti na nella dura necessità di funzi o nare puramente e sem plice mente come un'invalida di g uerra. Chi direbbe mai che certi occhi neri come l'ebano, az~urri come il ciclo, verdi come il mare (quando è verde), tutti eloquentissimi nel muto linguaggio d'amore, non riescono che con grande stento a deci frare 1 gMoglifici di Cu pido, e che gli occhi da barbaggia.nni dei politica.nti e degli strateghi da. caffè non siano più in grado ùi leggere sui giornali quella. fi lza giornaliera d i idee e d i giudizi, che diventano poi, per effetto d'un travaso alla 'l'i to Li vi o Cianchettini, le loro proprie idee e i loro propri g i udizi? Eppure è così : occhi belli, occhi brutti, occhi in cui balena l' intelligenza e occh i in c~i non si scorge ne ppure il barlume d'un pensiero, t.utti, tutti implorano un po' più di luce, dilatando !Lvidamentc le torpide pu pille per assorbiro i più deboli raggi lum inosi, com.~ un asmatico allarga le mascelle per aspirar e una boccata d 'aria ,j,ific:a trice. E la ragione di questo strano fenomeno è delle più semplici : si tratta nè più nè meno che di una contravvenzione ad una legge elementare di ot tica fisiologi ca, sulla quale il mio insigne mae::;tro Carlo Reymond aveva. già richiamato l'a ttenzione fin dal 181± nel classico lavoro sul << Torpetw de la retine •: colla differenza, t uttavia, che egli parlava allora di retine poco !:!ensibili alla luce perchè anormalmente torpide, mentre io parlo ora di retine normali, che di,entano torpide per deficienza di l uce. 1\Ia donde proviene questa deficenza di luce, o per meglio dire, donde non proviene la luce!' Si va forse oscurando il sole per la comparsa di macch ie nella sua fot osfera'? ~q, rassicurate\Ì : i l sole conti una a splendere sulle sciagure umane con tutta l'in tensità de' suoi raggi : le macchie non bOll sne, son della terra, dove avvengono, da qualcue tempo in q1la, cose talmente straordinarie, che i nostri lontani pro· nipoti, leggendole nella storia di que::;to principio d i secolo, cr ede· ranuo di avere le tra veggo!e . Il sole, d unque, continua a fare il suo do>ere di c. astro maggiore della. natura» : sono inYece le luci terrestri che 110n fanno più il dover loro : non per colpa propria, in· tencliamoci, ma per nn insieme di rAgioni belliche ed economiche, di nanzi a cui gli oculisti piegano pa-triotticamente il capo, co me i fisiologi dinanzi ai probl~ mi ddl'alimentazione, dei quali - se ne avrù il tempo e la >oglia - mi occuperò in 11n prossimo articolo. (~un lèuno ohbiet.terà. che r>iegare il capo sta benissimo: ma che sarebbe assai pii.1 proficuo ri solvere geu ialmente certi problemi di capita le importanza per il benessere comune con l 'aiuto della scienza.


QUESTIO:\ l

o' ATTUA LITÀ,

\'ARIETÀ, SOTIZIE

9~1

E gli oculisti e i fiéo logi ri::;pondono che, auche lascirmdo da parte l'avverbio c genialmente », e; h e è proprio fuori posto, la scienza pro." cede per forza di legg i e uon per virtù di miracoli; e che quando si .contravviene alle sue l eggi e si \"uole, nello stesso tempo, evitare le dannose conseguenze di t.ali contravvenzioni, ocr.orrerebbero appunto quei miracoli. che la scienza non può fare, ma che l'uomo riesce ben so vente a compiere colla potenza della sua energia spirituale. Miracoli di sae;rific.io -~ Appunto; e perciò. tanto più degni di ammira.· zione e di lode. io quanto che noi stiamo attraversando un periodo storico, i n cui ogni atto d 'abnegazione individuale è un sassolino por· taco all'edificio della nostra. grandezza futura . Le retine e gli stomachi abbiano per0iò un pochino di pazienza.: verrà. anche per essi il giorno della redeuzioue e del trionfo. Ho detto che le luci terrestri non fanuo ora: il loro dovere come nei tempi normali, e mi spiego. Da una parte, per la diminuita energia elettrica, è scem<~ta n otevo lmente l'illuminazione notturna nelle vie e u elle case (ragione per cui diviene emeralope anéhe chi non lo è mai stato, e l'emeralope au~eutico brancola assai più di prima. nelle tenebre clelia sera); dall'altra, per la minore luminosità della carta, gli occhi svu costretti a far prodigi d'!!-Cutezza visi va per cogliere le fuggevoli impressioni dei uaratt.eri di stampa e delle zampe di· mosca delle corrispondenze epistolari. Fermiamoci su questi due fattori, il cui valore nella l ettura n on fn mai tanto apprezzato q nanto ora che so n verauti a mancare quas~ del tutto: il primo (il1uminazione artificiale), nelle sole ore notturne: iJ se..:onùo tlnmiuosità della carta), in tutte le ore del giorno e tlella notte. Quest'ultimo, di gran lunga più importante del prilllo, esercitando esso la sua influenza anche a luce diurua e radùoppianclola a luce artificiale, che è pure dal cauto suo d eficiente, dipende soprattutto dalla pessima qualità della carta e, in l i ne a secondaria, dalla cntti nt qualità del l 'inchiostro. Che la carta oggi in uso abbia assunto a poco a poc(i u na tint,a grigio- verde non mo lto dissi mile da quella dell'uniforme milit.are, è cosa nota a tutti; ma non essendo t>gualmeut.e nota la cau:-a d'uua tale trasfonuazi oue d i colore tan to dannosa a Ile viste. Yoll i assumere int'ormazion i dirette ' da una delle maggiori cart iere d 'Italia: la qual cosa mi riuscì facile mercè l'intercessivne del mio caro e illu;;tre amico Angelo Sodini. Sunc• perciò in grado di ~ocltlisfare oggi la ginsta curiosità d ei lettori intorno a nu argomento uosì iu ter.:3ssante, servendomi quasi delle stesse parole del cortese« specialista», al quale mi rivolsi e che vi· vamente ringrazio. L e principali materie prime, con cui nei t.empi normali si pro51! - Gi(lrnalt di mPdiCina lltilitarr -

F:osr. X.


1

QUE '1'!0"'1 D ATTUALJT.À 1 YARIET.À, NOTI ZIE

ducev~:~.

la. carta di qualità fina a ciJe contribuiscono a rendere discretamente bianche anche le qualità medie, sono le vellulo8e imbianchite di abete, le quali s'importavano quasi e~clusivamente dalla Germania, dall'Austria e dalla Scandinavia; e, oltre le cellulose, lo str acci{} bianco e colorato di buona qualità. Ora, quando si pensi alla gran difficoltà che incontra il ri fornimento della cellulosa dai mercati aperti (Scandinavia e America) per Ia deficienza del tonnellaggio, si t;Omprende subito come quel poco che si riesce ad importare, costitUisca una percentuale ridottissima nella. massa della carta prodotta: senza tacere che ancL.e la qualità di questa materia prima va g !a.dua.lmente peggiorando - in specie quella d'America. - forse per la scarsa capacità delle maestranze improvvisate. Oltre alle cellulose imbianchite, s'importavano, e si importano ancora in proporzioni minime, le ceUnlose gregvie di abete, che servono alla f11.bbricazione della carta andante 1:' ordinaria; ma se è mutata la qualità d ella cellulosa, non mutRno Ie difficoltà e gli inconvenienti che sono ideutit;i a. quelli accennati per le cellulose imbianchite. Anche la p asta di legno di pioppo, che si produce dalle singole cartiere per il proprio consumo e che, Se di buona qua1ÌtÙ1 entra in un~\ certa proporzione nella ct~rta di ~ipo mezzo-fino, e, in maggior proporzione, nelle carte OrÙÌUatie e Uei giOtnllli, è moltO peggiorata per il fattO che, essend o, per ragioni economiche. aumentato il consumo di questa pasta. <..:on ltt conseguente distruzione rapidissima delle piantagioni di pioppo di buona y nal i tà, si è ora costretti a consumare le piantagioni di q tHtliLà inferiore che d~~nuo una pasta più scura. Per quanto riguarda lo straccio di qua.lita migliore, è da osservare che i cotoni bianclt i - primi e :secunùi - sono req uisiti per 1s. ù~l.Jbricazione degli esplodent.i, o riadopenui nei cotonifici ; e che gli Rtracci eli canapa e dj liuo di prima qul'llità. sono assorb1ti da altre iuùustrie. Non rimane perciò di:--ponJbile eh~ lo scarto dei cotOJll bianc-hi e colorati, i qnali - è sup~rfiuo il di rl o - sono scarleuri.:sl!n i, contenendo un'infinita \"ariet;à di corpi estranei : tanto che, n onostaute tutti i trattameuti consigliaLi dalla tec n i cd, risentono sempre del pet;Cato originale e dànno paste inferiori a quelle che, con ]e :-;tes.,;e materie, s'ottenevano in tempi normali . Per ultimo, occorre far 0euno di nn altro fattore che ha contribuito grandemente a.l peggioram ento delle cat·te di tipo orclinM·isshno. La scarsità delle materie prime e la necessi tà di ri spondere alle ric hieste del mercato, hanno spinto ad utilizzare, nella fabbricaziOne d'un tal tipo d i car ta- sia pure in limi tate proporzioni - la qualità migliore e meno im pregnata d'inchiostro delle cosi dette carte d'archi vi o, le q ua.li prima


Y,C El:iTION J p ' AT'l'UALlTÀ, VA& li'.TÀ, NOTIZTE

923

eran.o adoperate, in una certa. misura, uella fabbricazione della carta da giornali e, senza limitazione, nella cart,a da pacchi. Ora che sap piamo perchè la carta. da lettere, da libri e da giornali ha indossato an cb 'e!~a la div isa grigio-verde con delle sbavatura d'un ceno inchiostro. Clul n on è nero :ancora e il bianco muore,

fermiamoci un momento su quella t.al legge di ottica fisiol ogica, di cui ho fatto cenno dianili, e alla quale si è contravvenuto senza prevedere le dannose conseguenze che ne sarebbero fatalmente derivate e- quel ch'è peggio --:>enza porvi ripare a tempo opportuno. Il Reymond, nella monografia citata pi ù sopra, m~t.te in rilievo lo stretto rapporto che esiste fra angolo visivo e illuminazione, facendo notare che tra i fatto r~, i quali più direttamente concOITOno alla percezione degli oggetti, ve ne son due che, in circostanze speciali, fanno un ufficio di vicendevole compenso; e questi sono per l'appunto l'angolo visivo (Ag. V.) sot Lo cui l'oggetto si presen ta, e il grado•d'illuminaziooe, generale o assoluta dell'oggetto stesso: il quale fat tore (L ) io considero composto non soltanto dal l'illwminazione, ossia. dalla luce - natura le o artifici al e.- che caùe sull'oggetto, ma altresì dal la lwmino~;ità del! 'oggetto stesso, che non è la .;tessa cosa. So ben issi m o che la maggior parte d egli autori si sen ·ou o della parola« illuwinazione » per indicare la quantità d i luce ricev uta dall'oggetto-t ipo, con cui si ùeterm ina l'acutezr.a visiva. ;)-la io, d'accordo in ciò col Bordier e con al tn ofta lmologi, r iteugo •ptesto termine molto improprio, basandomi sul fatto cl1e lo SJ.>leodore d'una superficie piaua sot to una data intensità ]umino;.;a non costit.uisre l'illuminazione, beusì la« l uminosità>> d i que:-ta super ficie. Iu fisica, del resto, si fa una distinzione ben netta fra illuminazione e luminosità, int~ndendosi cnn quest'ultima espresl:lione la quantità di luc·e riceYuta dall' unità di superficie, che la riflette in vario gntdo secon]o varie rondizionì (levigatezza, lucentezza, co lon, .ecc.); e risparm io di citare la formula relativa per non far credere che io mi t.rovi in una fase di rifiori tura didattica, mentre, a l contrario, sento di ili venire ogni giorno più allievo d i fronte a tanti e tanti maestri. Siamo d unque pienameute autorizzaLi a riservare la parola « illuminazioue », o an. che semplicemente la parola c ltwe », per indicare la sorgente luminosa (illuminazione o luce diurna, elettrica, d'uua éandela, d'una lampada a olio, ecc .), evitando così di scambiarla oolla luminosità dell'oggetto. Intesi su questo punto, pr ocediamr> oltre. S cegliamo - dice il R symond - uu oggetto semplicissimo, per esempio una linea o uua


1

QUP.:STl0:\1 0 ATTt:A L lTA1 VAR IR:TA, NOTIZlF.

lert<>ra uera, che noi dobbiamo distinguere dal fo)ido bianco su cu1 è segnata, e fissiamolo sotto l'illuminazione più favorevole che sia. possibi! f'. A.l di là d'una certa distanza, quest'oggetto' cessa d'essere diRtinto : e l'angolo visivo più piccolo, ;;otto cui l'oggetto può essere au~.:ora

visto dis;t.intamente, determina ed esprime, com'è noto, l'acutezza visiva ( V). Orbene, noi chiameremo mcu;imtlm di visu11 individuale l'acutezza visiva d\w Jato occhio ad un'illuminazione e a.d nna luminosità più fa,·orevole. Diciamo LS (luce sufticie nte) quel grado, o quei gradi, d'illuminazione e di luminosità che corrispondono alla pien.ezza o al ma...:illlll/11 i'ndividuale di V; e Li (lul:e in ·sufliciente ) quello scarso grado ;:l'il l uminazione e di luminosità, eh ~ • non permette all'occhio di raggiungere il maximum di V individuale. Quando r, non e troppo insufficiente, l'occhio può ancora vedere abbastanza distintaruente l 'oggetto~ ma alla sola condizie,ne che esso si pre.~ent'i sotto 11m angolo più aperlo; il che prat icamente s'ottiene coll'avvicinarlo. L'ingrandimento di Ag V compensa in tal caso la de(ici(' nza di L. Se si pone ora lo stesso og!:;etto a una distanza che ecceda alquanto quella a cui poteva esser veduto, l'occhio riuscirà di nuovo, senza quasi Yariare Ag. V., a vedere disliintamente l'og getto stesso se aumente·r à in u.na ce1·ta p roporzione l'intensità di L.; nel qnal caso, l'aument.o òi L compensa. Ag V deficiente. I lettori non oculisti sanno ora quale sia !a legge d'ottica fisio logica ·a cui si è contra~venuto, e possono rendersi conto delle çon.seguenze dello stra ppo fatto al l'articolo d'un codice, che, per non es~ere opera dell'uomo, non ammette alcun mezzo termine, alcun compromesso, nè alcuna condan_na col benefizio del perdono. l:totto il compenso 'icende\ole tra ungolo visivo e lttce, i nostri poveri occhi diventauo ipso facto anormali senza ·averne un bridolo cii colpa , giac-chè essi possono invocare la ·testimonianza non sospetta dell'oftalmodcopio p~>. r dimosLrar€1 che la loro membrana sensibile è perieLlameut.e normale. Commesso l'errore·-·- del resto inevitabile; date le imperiose esigenze economiche del momento - bi:;oguerebbe metter\'i i n parte Ti paro, cercando, come suggerisce la stes:;a leg~e ora CJL&tn, di ri,-tabilire con nn at:tifizio qnel certo rapporto reciproco, che assicura in tutti i ca~i IR. perce1.ioue distinta degl i oggetti; e l'artitizio più s~mplice è, come abbiamo visto, q~ello di avvicinare l'oggetto all'occhio per compeusare la deficienza di luce. l\Ia se ciò può servire nella determinazione d ell'acutezza visiva a dtstanza, os· eia indipendentemeiHe dalrintiueuza dell'accomoda?.ione, nou se!'ve aff<ttto quando si tratti della lettura da vicino, in cui entra subito in gioco l'accomod azione (punto prossimo\: non senza aggiuugere che


QUESTION I 0 ATTUALl ;J'À, VABH:TÀ 1 ~OTIZI E 1

la questione è maleùettl\mente complicata dai vizi di refrazione. Ma anche lasciando da parte questi ultimi e restringe'ndoci al caso dell'occhio ·emmetrope, si comprende snbito come q uesto, leggendo alla distanza ordinaria di 25 cm., che rapprese nta.. il suo pu nto pros.simo, non possa avvicinare, i caratteri a l! 'occhio sotto pena di veder più confuso, se pure non ricorra a successi vi sforzi d'accomodazione, che finiscono col produ rre stanche;~,za (astenopia accomoclativa.) . Se, dunque, non conviene avvicinare l'oggetto, bisognerà ricorrere a un altro artdizio d'effetto equi va.len te : c1 nello, cioè, d 'i ngrandirue le dim~nsioni; ed è prec isamente quello che si suol fare da ·molti' col· l'adoperare una lente d'ingranJimento . .M<~. Co)m'è mai possibile pretendere ch e un povero cristiano, a cui le ' occupazioni intellettuali impongonù una lettura. quasi C)ntiuua, passi i tre q uarti della giornata. e metà della nobte tenendo in pugno una lente positiva di 16·1S diottrie? Tanto varrebbe chiuderlo nel tnl•o d'nu telescopio e fa rg li passare dinanzi agli' occhi, con un movimento d'orologeria, i libri, i giornali, le lettere e le carte, che costituiscouo la sna tortura giornaliera. No; ·questo ancor non va - coma dice Olaretta Angot a A n· gelo 'P iton: occorre cercar di meglio : e il meglio sarebbe subi to tro· vato se i tipografi, prendendo il corag~io a due mani, si decidessero a rifondere tutti i caratteri di stampa adotcaudo ti pi tl i dimen· sione doppia, tripla e anche q uadrup la de ll e att.uali : e !le l'immensa falange degli seri bac<.:hia tori di lettere, d 'i sta uze e di memoriali f<'l· cesse il bel gesto d i sosti tuir'e il solito raspat.iccio di gallina. con delle i m pronte grafiche da elefaute . La qual cosa sareùbe valltaggiosissima no n soltanto a ll 'occhio, ma ben anche alla mente, percht'l si stamperebbe, si seri verebbe e si leggerebbe d i meno (1). Si a~eetti o non si accetti questa pro posta, che non mi ~emùra più strampal~tta di tan te al.t re che sento fn.re ogni giorno d!tl la fit.tt\. schiera. dei geni incompresi, o incomprensibil i, sta però il fatto the ~l dilemma da me posto rimane Ìml~mtato : o aumentare la luce o lUgrandir.e i caratteri della stampa e della scrittura. Da. questo dilemma non s'esce che per cascare 11el buio. E oMo::.oo 'l'ROMBETTA.

Roma, ottobre 1918.

(l) Una soluzione med ia sarebbe quella di adoperare, per la stampa e pet· la. scrittura, inchiostri più neri i il che equivarrf>bbe sempre ad aumentare la lu\ninoc;ità dei caratteri col farli spiccare più nettamente sul fondo g rigio· verde. Ma i tecnici mi dicono che il 1aiglioral'e la tttmlita dell'inchios tro è oggidì uu problema ancor più difficile che quello della fabbricazione d' una buons. carta.


9:W

QL'ES'l'!0:\1 0' ATTU ALITÀ 1 VARI ETÀ 1 SOTIZlE

IN DIFESA DEL PESSIMISMQ (I J ~e l f11sc. VIII del Giomale di mNlicina mililan~, con la consueta -forma ch e spiega come i suoi articoli sieno quelli che più richiamano l'attenzione dei !et-· tori, il gPnerale medico Trombetta trae lo spu nto dal Nietsche e dal pessimismo; e con la gen ialità e la eruaizioue che - in raro armqnico con n ubio - gli sono proprie, prt:nde ad esami na re uu o stato di cose e di petsone, che sempre, ed oggi pià; ha importanza nelle manifestazioni della vita individuale e collettin\. « {~ualunque forma di pessimismo· nscetism o cristiano, religione delle sof· fo:t·enze um ~~>n <'. soc ia lismo è nil più nè meno che l'equi valen te psicbico della degi!nera.zione fi .;ica • . Si vuole con ciò af;:-:egnnre al pessimismo come fatto psicologico, la espressione ùi uu accidente degenerat ivo ? Converrebbt- innanzi tutto stRbilire la. v era portata del tenomeno « degener azione ,. sia n e l campo somatico che in qu ello p;:icologico. E non crediamo sia fac ile nrri,·arvi nè con la scor t a del More! nt! con q uella del NordA a: p ure avv icinandola di pi ù con la de6nizicme di« atas:sia clell'ontogenesi "· Quali infatt: i limiti della pntologia e i confini fra patologill e degeneraz ione? quali gli elementi di prod uzione dell'un~< e dell'altra ? Individuale o collettivo, il concetto c degenerazio ne » t ro \·a i suoi elementi in u n a pprezzamento d t medie, intorno· nll e q u11li e sulle quali si fonda il con cet to d i «: normalitil ,.. E, stabilito uu tipo normale, che consenta di comprendere in esso an ch e le va· rietà, e si riallncci al com·etto della specie, si potra forse concepi r>~ l a degene· razione come la conseguenza di una dissociazion e de i fatti evolutivi. I l pessimismo sarebbe u n atteggi~\men to degenera tivo della psiche 1 o n on piuttosto una 1\oncezione u nil atera le ~ E la ceeita monocu lare - m i consenta .il . paragone l'illustre o fta.lmologo - è forse un fatto degeoeratÌ\TO? o non piu tto;.co..... unn d is ~raz ia e la! volta (ahi! pessimismo che prende il sopravvento !) u na fortuon per chi è lieto di non vedere come la statua della Notte michelnogiole-;ca, per la quale

uon s~ntir. noo verler •. . è grau v.,otu rn ?

Ed è sE>mpre unilater ale la concezione pessimistica? · Anche quando accom· -pagna tutta unn. vita letteraria, quando ispim tutta un'opera di 61osofo? Quando è una sintesi non uno schema: e trae dalle memo rie de l passn.to e dalle lmpres· (l ) Puhh lico moii>O \'01 .. -.Lio: ri questo bcll'nrti•:ulc• Jl'l dot.tnr L uz·wtte>, il quol~ dil rmlp brolllluL•·menLe il pc>Asomi~mo a pro p!>~ito di nlcomr· mir citm<Ì»ni dell'operu fìll'l · tw !ioa. di F.•derico Nie y_<;cb t• . I o, che son pc·~~imisw , lu ringrnzio d r lln s na· difc~n: mtl Jichinro st1b ito - com e, dt• l res~o, risu l w• rhinrH11orutP dal u1io Rcrittco c 11 peusi<''" u.•lln mor~ • - che rwn uscirà ,, •i dnllt· mie· lnbhm l intt•rc•dnrro rh•• Gin··in w (:alliun m ·tL• in l, • cc•• n l no b i lonw Vidt•l, il P"'' m r s i upur.ico ut-timis n de L1 b"se de 1111"•· e c ;1e il L l"t.ZMto c hil me. giut<tum ntc il dc•tt.o do·ll'n cq uic~ct•nzfl unHIHil. :-\on n· t•i ri· hl' \le . qu ~ tto n o: m'l. dif<illuso e scnnio1·ta t ' <l g li u oml>.i e dC'IIeo !.'"'"; il quBio etaw et utimu ò b •n div r•o d d s•,mplice nwlco n e 1to. ch e si ri;;oh'(• in un b•·o nrolio cvnt in no, uc:o.rioa' e i••o onc lud cniA'. Ecco l o\ c f rrn•\ cl ini<'U • d <· l •n io pese i ni .mo, In q u .. le, nlh1 r11Ìt1 etil t' col h• min 1·"'1' •riu, zn. unn vfo più S<'g ll<'t t.R 11 \'llri>tzioni. En~ll'.':'"' T ~eo~•n•·:rTA.

/1\ ! ..,... .. r..,·~· 1\ ('


~,tCESTIONI D'ATTUALITÀ, VARIETÀ, NOTIZIE

927

s ioni vive, dalla natura. e dall'arte gli argomenti e le prove; e impone il tranquillo, profondo consentimento della convinzione a chi ragiona? Il pessimismo non è- una. dottrina. non è una scuola . E' una vita dolorante uella visione del bene irraggiungibile; lo provoca il contrasto fra la volontà individuale che tende al bene e gli insormontnbili ostacoli che a quella volont~ oppongono le cose o gli uomini. E come il bambino piange più <\ello. sua impo-tenza a reagire a chi, più forte di lui, gli nega sodd h;facimento alla bizza di un attimo, anzichè del mancato presunto piacere, cosi il pessimista addensa in una. <più tetra visione della vita uomini e cose, sè ed altri. Ripiegandosi su sè stesso, per un processo di generalizzazione psichica tanto -pPri co[OSO ma tanto COmune; dalle avversità trae motiVO a instituire UU'antinotuia fra l'ind ividuo ed il mondo esterno; e nelle manifestazioni collettive vede le insidie, le minacce, le armi affinate ed affilate non contro sè ma contro l'uotuo. Il pessimista ncn è uo malinconico n è un .q oggetto a de lirio pe~secutorio; è innegabilmente, un malcontento; un osservt•.tore che dall'insieme delle condizioni fatte al solitario dalle mRe;gioranze, cioè d t\ q uellt che s ono consociati nella. tutela dei comuni interes'li, rileva che l' « homo bomini lupus » ha ispirato piuttosto il « soc:-ietas horn i n i lupus -.. « Jt1 suis leur d1ef, je doia !es s uivre :.; c: chi non è con me, è contro di me :.; sono i principii sui quali s i fondano le d irettive delle maggioranze, le forme delle società. Chi va contro corrente, se colosso si impJ nA ; se normale si spezza; se inferiore si sperde. Ma. quanti sono i colossi! · Non si ricorda. che ...•. quello di Rodi , e nessuno (di noi) l'ha. visto l Il pessimis ta non è di solito un miope; e~?;li vede (talvolta) e crede vedere (~ em pre) più avan ti nel tempo e negli uomini: non un dispeptico perchè ne di.gerisce di quelle..... : non un epilettico n è psicalettico perchè non ha esplosioni motorìe nè psichiche. E' un analizzatore che non sdegna la compagnia; ma trova nel commercio con i suoi simili s empre nuovi a:·gomenti a sostegno della. sua interpretazione pessimis tica; che ha for te l'am icizia per i do lenti, e tutta ricerca la poes ia. di Leopard i, ma di Cil.rducci solo quella che suona: « la nostra ·pat ria è vile •: che dedica ignoto numini - le soddisfazioni - s e soddisfazioni gli giungono; che ama e ricerca il bello, ma lo afferma troppo accomunato al -brutto, troppo esiguo e troppo poco potente al confronto di quello. Non è un ricco; e lavora; vuo le che la bandiera. della sua fede non sia fatta segno a insulti e la porta con d ignità, sosti tu ~ ndo a lla fede nel divino la coscienza del dovere umano ; sopravviventi sopra agni altro in lui due sentimenti; due speranze. due affetti : la patria e la famiglia, anche se l'una è smarrita e l'altra spezzata...- Perché? Perchè anche a l di sopra dsl pess imismo, come a l di sopra d i ogni più potente meccanismo di distruzio ne trionfa - nell a vita della materia - l& insita forza di conservnzione. L'ascetismo cris tinno è una forma di pessimismo ? Se il suo fi ne è la. perfezione dell'individuo, ehe, annullando le cattive ten·denze, diventa degno d ~ ll'eterna ricompensa; se :a fede che ne ò fondamento è materiata di speranza, speranza in se, speranza nel Dio tutelare, quale l'essenza ~essi mistica ! Se l'ascetismo cris tiano ritiene massima delle ~olpe la soppressione volontaria dell'esistenza - conclusione non illogica per quanto no.n necessaria del più puro pessimismo - quale il terreno comune fra. i due atteggiamenti ?


928

Q UESTIO:Sl

o· ATTGALITA, VARIETÀ , ~OTlZlE

Dalla VISione delle sofferer;ze umnne. come da uno « specchio di vera peni tenza J potrà trarre motivo, soste-gno. incora~giamento alla sua concezione il pessimista, che vede tutto dolore. anche quello che c par sorri J>o ed è dolore »; ma q ua ndo il dolore d el l'indi viduo e quello dell:l specie d.vengono la religione delle sofferenze umane, non sisuno più nel cam po del peg.;:imismo. Il pess imista deplorA., bestemmia, soggiace, si ribdla in quella ;;ola forma che gli è concessa: Jacopo Ortis lo insegna.. L n religione delle sotlt::renlP umane non è solo riservata a chi profes~a !A. concezione pessimistii' A.: r!il·ei anzi ch" a quegli che di sè ed altri conosr.e il presente dolore non è dato :.<;;trarre per ro· ter passare n.lla generalizzazione de i fatti che porta alla univer.;alità di un concetto : l'habitus del dovere uo1:tno o quello della concezione del soprauatura:e. Ma forse c la religione delle sofferenze umane vuol significare • il culto d ella sotrererizn umana? r. Considera re nella sul\ fonna il rlolore dei viventi, ed orientare verso di eo;'otutto quello che è compren;;ione ùe\la vira umana; cer<'al·e con alf<tnuosa ten· sione le cause del pianto e agitarle a\anti a se, si che l':trin che o.vvolge il corpo, l'acqua che· lo disseta, il pane che lo nut1·e ne si e no sempre e tutti pPrvasi; e d i quell e risuonino la voce che pn.rla a sè e di sè - os,essione più chE> idea dominante- ci porta nel CA.!U po della patologia, donde esulano pesqimi~ruo ed ottimismo che - comunque - sono conenti del pensiero e - conle tA.!i - non hanno Dt. sede nè s,·olgimento pres:<o il folle. Il sociali"mo concezione pes<;imistica 1 E' una fe•le economica: un'aspirazione al meglio; un lilvoro di tidente prep,trazione per l'avvenire. Ma il pes~imista d1· spera, non opera secondo un preordinato disegno che tenda a sminuire le men•le a con·egj!;ere gli errori e i sopru,;i; per IL1i a nulla giova l'intervento nell' « i1•ti· u i t a va ui tit del tutto l " Chi sovverte le idee o gli ordiuamenti. con la parol11. che ribella, con l'az.ione che commove ha un fi ne cui annette pregio mag~iore di quello che ricono,ra allo stato di coqe che mira a sconYolgere. E chi creie ed opera per quello che ritiene il m('glio non accoglie nell'animo !'luo il concetto di un domi nante pP~­ s imismo l Chi cre·le che il pe.;simismo s1a e rrore, conceda a lmeno <:he è errore lieve e il solo for:le che i:>truisce. Perchè non danno esperienza gli errori JHOprii, dei quali sempre si trovA. la giustifica?ione; nè gli errori altrui dei qua:i più spes!'lo si ignora l'esistenza. ~la il pe-:simista che mai sottace la suR iml •r--~­ ;-;ione, che addita le deficienze, vi insiste, le ingrandisce persino talvolta: :<pinna In. via a chi - dotnto di huona volont.'1. - potrà porta~·e ripnro: e ton;,. n·!··cmo una volta anche dalla bocca del pessimista uscire il detto dell'umana ac'lni<>scenza: • megio de cosi no ln podeva andar l » Zona di guerra, settP.mitre 1918. Dott. o~I'AH LUZZA'I'TO, capitano medico di complemento


PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE &IOOliiiPENSE al valor .mtlltare per la campagna di guerra 19 16 - 1918.

Mf:DAG LIA DI 13HO:-i:GO.

Dec1·eto luogotenenzialP 3 marzo / .'1 18. 480. p A')l, l~l c,~rlo, da Montepu h-iano (S it~n l\), US!)Ì ran te unicinl<> medico reggimento fanteria. - Riuscito a liberarsi dalle mact-rie, sotto le quali era >'tnto travolto per lo scoppio di gros:~o proietto nemico, benchè dolora.ute per le t'erite riportate, prima di recarsi nl posto di medicazione, apprestò le sue Cllr6 ad :~.Itri utliciali ni quali e ra toccn.ta In gtessa sor te. - Pod Koriti, 23 1\11\ggio H/17.

·!!>0. PE::-ITI~IAI.LI Prwtc<'sco, r.a Palmi 1 Reggio Calabria), capitano medico addetto labor~torio batteriolo~ico corpo armatn. ln vane azioni, meutre trovavn~i a dirigere un posto avanzato di una sezione lli sanilil n<::canitarnente e continuameute battuto dall'artiglieria nemiea, dimostr~ fermezza d'animo, alto .;eutimento de l dovere ed esempi:He coraggio. - Gorizia, 11-17 agosto 1916: Yeliki, 17-:27 ~tgosto 1917. . 491. PrAZz..l Giot:((nni, da Palermo, a spirnnte ufficiale medico reggi mento famtlria. - Àl edico rli un battaglione, con co~ta nte esempio di valot·e si t•·nno sempre a pochi<;simi pas;;i dtdl~t prima linea. allo scoperto, per portare i primi soccorsi ai feriLi, noncurante dell'intenso tiro avversario. Durante no con· traLtac('o si die.le ad inC'orare e a far tornare <'l\'auti i milital'Ì moment:tut:a.nente ;;;coss i. ,.... Yo.tice, 14-:20 uu1ggio UJ17. -1>!2. Jh:AJ.E .Mariv, da. ?htpoli. tenente medico reggimento fnnt<H·in. - · Sempre pronto ed ins taucahi l~:~ nell'a<·cor re re a prestare socr.orsi ovunq Ull si nuwi t'cStasse il bi'>ogno, estn\eva. llllCOr vh·o un soldt\to dalle lllHCNÌtJ rli un c:unmiuamento t'ranfttO, e><poaeudosi con grande spr<•zzo d.·lla. propria v ita al fwJt'O nemico, dando uobile eserupio t;rl essendo di incitamento ai dipendt·nti. - %;,,. gora, 13 maggio 19L7. ·!93, SAssosE Viiv, da Bella ( l:'otcrtJ.a), ca p i ti\ no merli co complemento reggi meuto fau~ria. Dirigeute il servizio sl\n itario di 1111 rl'ggimeoto, si dimostrò ottimo org~tniz:w.tore e la,·oratore instancabile. Seguendo le truppe fin snlle pri me linee, diede prova di grande calma, serenità e ardimento. intQrvenendo prontamente. anche sotto l'intenso fuoco nem ico e allo scoperto, per medic~tre e fnr t raspor tnre i numerosi feriti, ispirando fiducia nelll\ truppa . - ~onte Vodic:e, 14-20 maggio 1917. 4~H. SAx·ruccr cav. Stefano, da Navelli (Aq uila), colonnello modico direttore s anità corpo armata. - Dirigente il servizio sanitario di u n corpo d'armr~.ta, accorreva in un ospedale intensamente bombardato dal ne mico tanto che al cun i ricoverati e ra no già. stati uccisi ed alt.ri ferì ti, e, con spreZT.o del pel'i · colo ed alto sentimento del dov ere, diriget·n sotto il continuo fuoco a.vver:;nrio, il lavoro di sgombro dc i degenti, incorandoli con le parole e con l'esempio. Gorizia, 21 agosto 1917.

l.


930

P~R IL L!BilO D'ORO DEL OOR I'O SANirARIO MILITARE

495. SAR7.A~o Lui!Ji, da Casale Monferrato (.d.less andria), ca pitano medico reggimento fanteria. - Durante )';lttacco di forti e ben munite posizioni, sotto il violento fuoco delle artigliene nemicbt> si recava ai vari posti di medicazione, e p!u avanti ancora, per son·egl iare l'andamento del servizio sanitario, ed il !tollecito sgomb ro dei feriti, dimostrando e:>e mplare coraggio e grande spir ito di abnegazione. Si era parimeote distinto io un'azione precedente. Monte :)auto, 28 maggio 1Vl7. 4!;16. SAVA Prao~:;co, da T e rra uo va di Sicilia (Caltanissetta), tenente medico complemento reggim t:nto fanteria. - Quale ulticiale medico di un pos to avanzato d i medicllziou e, sprez1.a11te del pericolo, sotto un intenso fuoco di artigl ie ria, per diversi giorni attese alla cu ra d i uumerosi feriti . Essendo stato colpito grave ment.e i l proprio comlludante di l,attaglion e . con grallde calma gli apprestò le prime cure e p•·ovvide di persona ad a ccompaguarlo, incurante del fuoco n emico, all'ambulanza. - Nnd Bregom, 23 31 maggio 1917. -!97. SCARAB!tO Fra• cdsco, da Venafro (Campo lJasso), t enente medico complemen to reggime uro fante ri a . - Quale uffi ciale medico in un posto di medicuione molto a\·anzato, sotto il fuoco de ll'artigl ieria nemi ca, attese COJ• grande coraggio alla cura. di nu merosi ìeriti e all'intensi! open1 di risanamento del terreno; pro vvedendo all'inumazione di numerosi cadaveri sulle prime linee. l-'ad Bre~om, 2S-8J maggio 1917. 498. Scrwvt.:o Adolfo, da Buouall.ergo (Benevento), sottoteueote medico milizia te rri to riale reg!;imento fanteria. - Quale cllpo del servizio sanitario di un battaglione in prima linea, si esponeva a gravi pericoli, sotto l'intenso fuoco ùell'artiglieria avver.::aria, pe r a ssit·urarsi che i feriti venissero subito r accolt i e per da r loro i primi e più urgenti socco rsi. - :\Ioute \ 'odice, lo 20 maggio 1917. 499. SoRDI cav. Gitt:;epp e. . [a. Girgen~i, maggiore medico sezione sani tà. -M en tre l'ospedale era soggetto ad un violento Lombn.rdalllento nt!mico che uccise "o ferì al cuni ricoverati e causò gravi da nni all'ed ificio, accor se immedia tamente e s prezzante d tJ l pericolo, dette bella pt·ova di xlto sentimento del dovere e di abnep;uzion e, facendo tr asportare nel locale <Iella propria sezione di san ità i feriti ch'erano stMi ricovaFati mo•nen t an earnente in quel fubbricato. - Gorizia. 21 agosto HH7. 000 TE~<ltA· ABH A )ll cav. Giusepj~, da Lecce ne i Marsi (Aquilu), maggiore medico :sez•oue sauitlt. - Mentre l 'ospedale era soggett o ad un violento bombardamento uem . l· o, che u.:cise o ferl al c uni ricoverati t1 causò gravi danni all'editido, s prez1.aute dd pericolo, dette bella prova di a lto sentimento del dovere e di almegazione, pt·ima portando al r iparo nei sotterranei tu~ti i ferit i più .grav1 ·che non potevano muoversi, rincorandoli, e poi ricuperando e mettendo al sicuro t utto il prezioso materiale dell'ospeda'e stesso. - Gorizia, 21 agosto 1917. 60~, Taun·1 cav. Ettore, d., ZavatLI\rello (Pavia), maggiore medico ufficio sanità di visione. - Me n tl"e l'os;>edllle era soggetto ad un vi oleo to bomi.Jardnruen to nemico che uccise o ferì alcuni ri coverati e c.ausò gravi danni all'edificio, accorse immeo.liatamente, e, sp•·ezzante del · pericolo, dette bella prova di alto s entimento del d ove re e di abnega1.ione, prima, t r asportando al riparo nei sotterranei i feriti più gravi che non potevano muoversi, e poi accortosi dell'ini zio di un incendio nel fabbricat-o stesso in seguito allo scoppio di un proietti l t~ nvversario, prt' vvedendo fra ri sc hi d'ogni specie allo spegnimento delle fi amme - Gorizia, 2 1 ugo!'to 1Vl7.


PER

n, L IBRO D10 ll0 DEL CORPO SANITA R I O MILITAR E

931

602. VERZINI Santo, da Genova., capitano medico reggimento fanteria.. Organiz.z ati perso nalment,e e ~niiR mA ssima onl"a ed omdate:r.zn, i posti l<VRDzati di medicazion e, in modo da assicurarne l'eincace funzionam~ntu durante 1';\zioue, in uno dei punti più battuti dall'ai·tiglìeria nemica si adoperava. egli stes~o infaticabilmente, per più giorni consecutivi, alla cura dei feriti, ùando bell'esem pio ai s uoi dipendenti. - Dosso Faiti, 18·18 maggio l!H7. bOS. ZAPPE'rTINI J,orenzo, da Varese Ligure (G enova!, tenente medico reggi mento fan teria. - D irigente ciel ser vi zio sani ta r io di un r eggimento, per ass icurare un più facile e pronto soccorso ai fer iti t'ace \'a impiantare un posto di medicazione nelle immediate vicinau z.e della prima linea, sotto il violento t iro nemico, e vi res tava egli stesso, prestando personalmente l'opera sua per più giorni, con cahna e grande sprezzo rlel pericolo, animando ed incitando con la parola e con l'esempio i suoi dipendenti. - Fiondar, 2G·Sl maggio 1917. 504. Zor.r Costante, da. Faenza (Ravenna), capitano medico milizia terri to ri ale d ivisione sanità. - Mentre l'ospedale e ra s oggetto ad un violento bom bardamento nemico, che uccise o t'eri alcuni ri coverati e causò grn,vi danni all'edificio, s prezzante del pericolo, dette bella prova tli al to sentiment-o del dovere e di abnegazione, prima, coadiuvando il proprio ~ i ret tore nel vortare al r iparo nei sotterrane i t utti i feriti più gravi che non potevano muoversi, rincoran<loli, e più tardi, ricupernudo e mettendo al sicuro tu tto i l prezio5o mR· teriale dell'ospedale stesso. - Gorizia, 21 agosto 1917. EscOMIO sor.EN:>< s.

Defe1"11linazione m ini.~te?·iale 28 f ebbraio 1918. 271. Dt NOLA cav. Angelo, da Roma, maggiore medico corpo sanitar io ruilitare.

Accorreva sul luogo ove era avvenuto lmo scoppio di a lto esplosivo, e si adoperava con coraggio e sangue f reddo per !!alvare e curare chi di salvezza e di cura ~ra ancora suscetti bile. - R oma, 2-! ngosto 1917. '

Decreto l!Lo,qotener~ziole a 711a?'ZQ ! 9 / 8. 27~. ALZ!ATOR Cesare, da Cagl iari, tenen te medico sezione sanità. -

~otto l' an-

cessan te e violento bombardamento uemico cui era sogget ta la s~de della sua Se:>:ione, sprez:>:ante tlel pericolo, si adoperava a rincorare il personale e provvedevi!- al salvataggio dei feriti facendoli traspor tare in luogo sicua•o, - Mon · · falcone, 15 gìu~uo 1 917. 2iS. A.N NOVAzzr Giuseppe, da Terdobb iate (No vara), a spirante ufficiale medico hattaglione bersaglieri cicli~ti. - In occa sione dello scoppio d i un deposito di Ulunizicini, il qua)e danneggiava anc·h e vicini fabbricati e mi nacciava altri depositi d i foraggi e benzina, cooperava al soccorso ed alla. merlicazione dei feriti, sotto il persistente pericolo. - . Sant' Osva.ltlo (Ud ine), 27 agosto 1917. .27 t BACCHIAW~l Adolfo, da Varallo (Novara), capitano medico reggimento fan teria. - Durante prolungate ed intense azioni, e sotto il bomhardament o ne· •mico cbe colpiva anc he il poi!to di medicaziÒne, dirigeva e provvedeva con -abnegazione, SEirena calma ed iutelligeutll abilità, alla medicazione e 'allo sgombro di numerosi feriti , anche di nltri corpi, non allontauandosi se nou quando il reggimento eùlre avuto il camiJio e tutti i feriti furono sgonlhra t i, dando esempio di alto s entimento del dovere - Fiondar, 4·6 g iugno 1917. '271'1. "BADlNO Luigi, da Chiavari (Genova), ca pitAno m erl ico complemento compagnia sanitil.. - Durante lo scoppio di un dt~po,;ito di wuuizioui, spoutnnea -


ù32

P ~~R l L L Il! Hl) D'ORO D EL CO RPO S A ~IT.A l< lO

)IJI.Jl'I'ARE

mente e 1)er ·d ue volte accorreva con un collega nel vicino ospedale, e, no nc uran te del persisteute pericolo, soccorreva e traeva in salvo parecchi infermi. . - Sant' Osvl\.l.to, 27 agosto 1917. ·216. BARIH&Rt Gìoranni, da Benevento, capitano medico complemento ospedale campo. - Duranti il tiro dell'artiglier ia nemica, da l quale ve n iva colpito l'ospedale, provvedeva con calma e fermezza nl)'assislenza e allo sgombro dei fe· riti i vi l'ÌCO\>erati, dando esempio di seren ità e coraggio d inanzi al per icolo e dimostrando a lto sentimento del dovere. - Cormons, :H agosto 1917.. 277. JloszA:-<J:;:I JV:an'o, da Nova ra, sot totenente medico complemento osped:.le ca tU po. - Durante i l tiro dell'a.rtigl ieria nemica, da. l q ua.le ve n i va colpito !"ospedale, provveneva. con calma e fermezza all'nssistenza e allo sgom bro dei feriti ivi r icoverati, çiando esemp io di serenità e coraggio d1na nzi al p ericolo e dimostrando alto senti mento del dovere. - Cormons, 21 agosto 1917. 27~. C.~l'l.i1': Emilio, da Andria (Bari) , sottotenente medico reggimen to fanteria. ·- In un posto di medicazione di combattimento, sotto il vivo bombardamen·to 11emico, si di:stinse nel prest1~r·e l'opera sua per ben veotiqtutttt·o ore continu e, dando encomiabile prova di virtù militari. - Conca di Meglenci (Macedo)l ia), 9 maggio 1917. ~79. CAT'l'A:>t::o Giacomo, da flan Genesio ( Pavia), capitano meùico complemento o~pedale campo. Essendo l'ospedale da campo da lui diretto ripetutame.n te colpito dttl tiro 1ell'artigl ieria nemica, con calruo e sereno contegno provvide allo ~gornuro di tutti i feriti ivi rico\·ernti e prese tutte )& d isposiz•ooi del caso, d11ntlo .:surnpio di energi<L e fer·me7.7.R. ai dipendenti. - l 'ormons, 6-4 gin· gno ~l agosto Hll7. ~:-<11. Cun:\UT'J',\ EuycttirJ, Ja ~anta Lucia del .llela ( :\.fes;ina), capitano me•iico reggi n1env:.. fanteri:t . - l'er oltre :1G ore, iu un luog<> battuto violentemente ed intem;arueute dal fuoco dell'artiglieria n e'mi r a, dir igeva con calma,· energia, abnegazione ed i ufaticahi le zelo, il st:!r\'iZi<J saniLario di un gruppo ,Ji vari liattagìioni. n on interrompeudo la sua opera n enuneno quando fu leggerm ente colpito na una s •·he>ggia di grauata scoppiata vicino nl po:;;to di uw.Jica~iv ne. Podgora, :27 -:!H mar?.O l!J t!;. :?>il. DF: XAJ·or,r Cn\'. F··nlincwdo, da Firmo IC()senza; , tenente coh)J)nello medico di rezione sanità nrmata, .......: In occasiono dello scoppio rli uu deposito ùi mn niziooi, il qual~ rlan neggia \'l\ a w· h e v ici n i t'aiJ ur·ica ti ~ ruina•~c ia v H a l tri depositi di tùrng gi ~ benzina, svrezzante drl persistente J;H'ricolo, Rssuuse la d irezione de llo ,gontb1'o dt malati e feri ti couceu trati in un vtc•no campo d i a v 1nzione, ri mauendo sul posto 6no a !In notte. - Ssmt.' Os valdo, 27 agosto 1\Jli. 2:t2. VE N!<:ltll.l) .lla.um, dn Molfetta (Bari ), sottoleneute menico reggimento fan teria. - Di giorno ed in uu terreno scoperto stiJaudo H pericolo delle insidie delle vedette uem i che, usci va con u n altro utlìciale o l tre la linea dei reti cola ti e ricupemva il cadnçere di un nostro soldato, che lo scoppio di un a bomha nemica., Ct\duta nella trin,!ea, ne lo aveva sbalzato_fuori a distanza. -Gorizia, 23 luglio 1917. 2t>3. FERHA!H Ma1·io, da Langhirano (Parma). tenente medico reggimento fanteria. - l o un pos to di medicazione di combattimeuto, sotto i l vivo bombarda · m ento nemico, infaticabilmen te prestava la sun opera p ietosa per ben vent.iqul\ttro o!e consecutive, sen?.a concedersi akuu r ipo<:o, confermando ancora uua volta le belle \'irttt Ulilitnri già dimostrate in altnl circttstnu~.e. - Conca di ~l (' ~leoc i piacedon i a). ~ maggio U:ll7.


f'ER IL LI B ilO o'ouO DEL COUPO S.\:'\ITAfHO 1l[IL1TARJ::

933

284. FERRE'M'f 11/do, da Monghidoro (Bologna), tenente ml\dico IJlilizia t erritoriale reggimento fanteria. - Nel suo posto di medicazione, sotto vio lento bombar· damento e in terreno scoperto a breve distanza Jnl n emico, disiropegna\'a il suo compito con calma e fermezza. - Fiondar, 26- maggio·3 giugno 1917. :l85 GENTILE Alberto, da Pieve Santo Stefano (Arezr;o), capitano medico comple· roento ospedale campo. -· Duraute il tiro dell'nrtiglieria nemica, dal quale veniVI\ colpito l'o;;pedale, provvedeva con calma e fermezza. all'assistenza e allo sgombro dei feriti ivi ricoverati, d (l ndo esempio di sereni tà e coraggio dinan zi al pericolo, e d imostranrlo alto sentimento del dovere. - Cormonl!, 21 agosto 1917. '26Eì. OxuDICI Ercole. da Milano, tenente merlico reggimento fanteria. - Adde t.to ati un battaglione, in combattimento esplicò la sua opera con calma e coraggio, dimostrando zelo e fermezza n el provveder·e a l risanamento del campo di l.lattaglia, cooperando, au che personrdmente, sotto il fuoco nemico,_alla racco1ta di nu merosi cadaveri. - Dosso del Palo (C;<~·so), :?4.30 maggio 1917. \ Coutintt.a:).

,

PARTE UFFICIALE

Ministero della guert a 4

Direzione ge-nerale di sani~à rr1ilitare Divisione personali- S~ zi one I

l. -CIRCOLARE n. 116636 del ::?4: sette mbre l!H 8 Ufficiali medici comandati a servizio civile per l'epidemia influenzale

Per fronteggiat·e l'epidemia. irr tl uenzale che ha BOl'"rouHato .sotto la stessa. minoo• eia la popolazione mi li t a1 e e quella orvil·•, e nello stesso fervore di provvidcuze lo. sanità pubblica e quella dell'Esercito, già un rilevante numero di u!liciali med ict è impegnato nelle condo~ le comunali, in sosl it uzione dr medici civili. Lo sforzo compiuto, cui oon prontezza concorse largamente il C'ornando Supremo, non fi add.imoatra ancnra pari nlla necessit à, ed è pertn.nto ind ispensabile che i si gnori direttori di sanità terri ~oriali si t engano pro11ti ad allre richieste, escogitAndo solleciti espedienti per una migli~re utili'!Zaziona del personale med ico r be sono auteriz:~:a.ti 1\o trarre an ohe dag!li ufficinli medici ric1 Iloca ti io con~ed o , di gt!ldo non auperiorè a ·maggiore, e dalla cokgoria degli assimilati, non. però Rolo perfe.r nu mero, ma. qtiando .eieno sicuri di ottenere dai stngoli un efficnce cont;ril uto d i capacità e dt buon volere. 4


934

PARTI~

OFP'ICIA L E

Le direzioni d i ~anità si ter ranno collegat e cogli uffi ciali medici r i spetti va mente com anda ti n servizio civile e n t a ie f!copo n. ciascuno d ì essi sar à fatto o h b.igo dj ><egnnlure giorno per gior no, anche con oar: o ' inn postale, la propria residenza olia direzionto d ì sanità da c u i f tl m esso a dis posizione d ell'auto ri tà civile. Ogni u fficiale med ico. ino ltre, deve redi gere il d ia rio g iornaliero del proprio serv izio e ogni deca·do ne trasmNlerà copia, corre latn di opp >rtune os•E>r vnzioni, alla direzione di sawtà, h\ quo le ne curerà il sollecito invio n l Miru~tero della guer ra (direzione g<nerale d i Hl· nità militare). I si~nori dire to ri di sanità seg nale ranno inoltre a questo Mi niPtero l'azione di quei sMitnri che qiMt"> pa.rtico ln rm"nt9 encom iabili per spirito di provvltlo. iniziativa, pr r fervore di prestazione df'lln rropria opera, pt>r !~Clleci tu di ne verso gli in fermi, poiohè. come tl'int cs a col Mi nistero dell 'lnt::~rno, oltre untt ~peciale indennità giorni\· liera ob o v•:rriì a tutti a'!sop; nat.a, intende premiare quelli che con pi ù slancio ed effìclicia ..bbi•111v rispu:;Lo a lla v oce d i solidarie~o'l p<..- la pubblica aaluk!. E .J ogui uffi o inle med ioo teng n p : es<'nte ch e la «H& opcra a p r0' rlell" ci t tadina nze colpite è in· pari t c mpn azione omint>ntemen te mi'it..., e , azioae cio t:. profilatticn contro l' nlteriore propnga~ ionc d!'ll' in fezione nell<' truppe e tendente a mantenere la cont inuità del re· clut.am Pnto e del recupero, indi~p"n~abili a 'la v itali• it d ell'Bsercito. Ope a adunq oe. oltrechò s a nitaria, a ltamente nazi,.n nl c ò comm fl8n nl!li ufficiali m •dici oh e, s e l)b!'llt' Rile 1zinsament e, risp •nrlere.nno ad essa co l consueto magnifif·o ~lancio m orale. Il Mitli>otrn - ZOl'ELLT

T. -

Cllt00I,A.HE n. 405R91 tlcl 26 n.gosto 191>;.

Epidemie di influenza. I11 Vt\:·ie r«{ioni d' Italia è ri ~omp 1rsa. nsoai ditf :os a , sin tra ),, p o p• l tzione civih· s i11 n• ·lle trup pe. quella mnlatt a che ha d•Jminn.t o. s ott,o forma epidemica. sp. cis l· rnent · nel ~iugno u. s. e oh • non s i era 1nai .trl t.ul to spe· to. P er qua ,. to In c u -n e tioloc ion di es.'l" si n t nltom in d :~, ussio •·, 1•ure. cr·mo mo· Hifestnt.iuni cliniche c , sopr at11Vn, come modo ò i d.ffusi one, In for11 a u.orbosa. ,'. in t.utto s imile nlln tnflu<'nza o c grippa n, d i'Ila qu11le. a nch ' in t<>mpi uon lont.oni \Pf'r es 111pio 188!1- t;!\2 ), s i , bb•·ro v ero pf\n<lemi··· L >t rn,olntt io. n r n è g ra n•, nel senso r h c! d ·t P. rrni 1i forte mor Pd ità. ma ~i u -;tnmonto riesce di pr ·oocup •z ioHe la st.rao rdi n d·in su a di fTu -1bditt\. per cu i eo nten poo·Hnea mcnte 1·ol p i~cc e ·1e11d t) i ndi~poniblli per non p nchi g iorni . numer •l'i ind ivid u •, ondç è oppo t·tunn, con i mPzzi clw s i h nn n o n d i.-PO· si r.i.. ne. procu rMc che l'.·stensionc di e<s'l. rionnugu, p r r q nnnt·<> (• po!lf'ibil··, lin:Utntn.. D ata la n ntu r., qt!'B3' d ell, infcziono e Lt man1e ra di diffonrlersi, JX'f c•ui l' apph· · d., spc~tah · · n11rme p r •61 aL t .c l1e d.1 ·H!o.aouemo l · ru~acono, · cazmne e d.1 oon1 u m11na o !tre che di rliffi,•il e a pplicnz:o n l', a tw loe di eflt'tto limita to, si cur. rà l'adozion e di misUJe igic nioh o a prufìl,tttic-l•e g~nerali, quali : l. ••vito. ·r 1't~ffollamento n ~gli nr.ca•ttmnme·tti o c qaer me, riro rren do, nel casf', a ll' a lt ndamcn'.ode i mihtn.o ì. quondn le b uone t·ond izi on i d ì climll lo oons cP tono ": :!· c v itnre o limitare il B'>l!giomo in locali r·b: nsi, affollati, · come ein•IDP.tol! rnfi. t e:\\ ri. caffè;


PA RTE UFFIC IA L E

U35.

3. c u rare la puliziu e l"igirr•e ge nerale d e lla perso11a, E' . dova d o mini la inf• zion ·, prescrivere collu Ltori d isi 1fett 1nti : 4. m antene re nccumttr. s·Jr veg linnze. a ng li alime n ti. da · e le non inf requen i locali7.zazioni in rrst inali; 5. r·icove ra r..: i c oh iÙ· da f r me influrn zn.'i in 1. cali separati d !\ quelli ello &C'co lgo no gli altri mniuti, per non por t!lre il C\ n tagio a gl i urgn ni.-<mi d ebilitati di questi : i r onvale~cer1 ti dov ranno essere t ra r tenuti pe t· nlt u ni g iorni nei luoghi di curn, prirua di far li r i• ntrnre nelle collett vitA ; (i. proced ~ re ali~ oppr r tu ne d isi nfezioui d e.[! li iodutn!'nti d e i crlpiti e dci lcJooli r.v e essi sl t rova ' •an ' l , Si g rad irà n ve re n ntizi>\ d e i f c loti e ire e ven· uo lmen e si nNtt ifestnssav ne l t('rritorio di ~oteato .-:r•rpo d '.1r mot.l, eia t ra la pop••lnz'on,, !'i,·ite, sin n Il" truppe, e d !'i provveJi. menti c bP, vo lla per v olta. verr.mno a dotLa ti. P •egnsi a~sit urf\·~ioae. p,.f M iHiatro - T no m:n:·r-rA•.

::-

---

~-=-,..-·-.--

II. CIRCOJ, A HE n. 406:)71 del 9 set tembre HHS.

Provvedimenti profilattici in occasione di focolai di influenza Tn o cca s ione d i var ie m nn ifes tazio ni epirlemiche d i una fo rma inlluenznle, o ccorse \ recentemen te in mo lte località d l tn 1ia, fu rono dalle autorità mil itari a r!ottati prov· vedimenti n on s empre u niformi, oiò che ha suscita: o una cop ;a. di proteste, quali per l'eccessivo rigo ·e, q ua li per In aover chia mitezza dei prov vediment.i presi, ha ingenP.· rate disparità di tra· t-ameno o per q u Roto ha n ttinenz.1 a concessioni d i hceozc. a par tenze d i complementi, e~c. , e in ogni modo non ha manca• o di c• eare un certo senso di 8('etticismo. pregiudi Lievole al prestigio d elle a.utorità r he q uei provved imenti ONt·· vano emanato. ~i ritie ne opportuno qu indi segnalare a ood osto con1nndo qu8n1 o è emerso d a u na riunione tenu t.asi fra. i ra ppreseutanti del Minis.ero d ll'in•erno, d e l :\finiatero del! ,, g uer rA, d · Ila IutendeozB gent·r ale e d •·ll'r-p ttorato di san ità militare intorno a lla c·pid ·mia pr es en kmen ' e do ... inan w io varie region i d 'l •alia. e indicnre qua.li ~iano li! dòrettive che ques1 o ~l i1 is ' l'rO intenda ,-eng ano s.·gui &·' nelln adozio ne dei provv.-dim enti profilattici. La epidemia influen zo• le, ch f' in fo r m •1 ge:te ralot·ente mite, si nffa.c ·iò nella prirna.· ,·era di qu ,.st'a nno, dl\pprima. n ell' lT·nbrin , poi in ~r.rn p11r1e d ell' Ltaliot se tt•n t rioo ale •• llled in, ebhe fooolu i di m'lggiore !!r tvi tà, per difT11sione e pe1· letnlit à, in Calnb in; e i f, col.l i opide mici att ull li. q n•; li più miti, qua li pi ù "evl'r i, d vono rit,•ner~i u nn coot'oua zion-• di que lla s te.-sa cpid• mi a. N el mom nto pre~rn1.J' i più gra vi sono in Si,•ilia " in prov incia d i Coserta (mon t r<' le condizion i in Calabria sono Rensibilmonie migliortlt" ) : ma gi o rna lnknte no vengn no seg n11lnti molt ·pl ici in val'ie loca.lit à. cl l R ·gno. T al" ep idemia n11n è se non un C'pì-odio d e'Ila pandcmin d ifiu~& in tutti\ E u. ropa e ch e fu ogszetto di discussinni o d i ric<·rche nwnerosisaime, speci.dmen te in Svizzc rn. L a m a ggior part e d egli scienzi n ti, che , bbe ro oconaion <' di B<•g uire le epid em ie di influenze. d a l 1889 al I 8g2, ravviso no in q uesta gli stessi carAt : eri; e le ricerche ba t tf>riologiche ora compiute, in tanti cnsi nega t ive, p u re in molti r iu..;ciron o positive per la p resen za d el b . d i Pfeiffer. Ln let alità che in a lcune località è ~tat.t


936

E'A.II.T~:

U P' Fl01ALI~

devats. sinn nl 10 e p iù 010 cic·i colpiti, 89 c o·~> id" ra•.n nella totalità d ·i iooolai epid( miei, raggiu ng ' o supera nppenu l' l o;o. I nasi di mor te, qu asi osclusiva meme p er com plicazioni bronco- polmnn ari s i verificano numerosi soltan t > quando v i sia no cert J circostanze coadiu,·anti : tali l'l ~8· si ne c mdizion i igieniche delle abi ruziot•i, C•o me u acc" duto in Cale.nri1, e in alcuni re'luso ri: oppure quando siano colpiti individui già. d . b ilit.ati p : r altre malattie ; notevol<' RÌ è dimostra ta la influenza detl'.l!c~.-oli <mo n el ren lt>re più gra.vo il decor so dell' inf, zione. Il porÌ'J<>Io m a~gi ot e di diffus ione ~ co.;tit ulto da l mal .to. per il quale v~mno presi i più r igo rosi provvedi menti , o ndo r(·nler lo innocuo per i l c ontagio ; cosl bisogna t•erca re t bo i ma'ati d 'infl u nza siano S"nt pre i s• lati in spe<ia.li osped.tl i o ~azioni di ospedali; e grande cu ra dovrà uvor si il p. rs · naie di ass ist-enza. QUt~nto ò st.tto brevemen te e~pos to, d à ra~ ione d ·Ila utilità d, i soli provvedirnen ti d'i:!iene g ·nemle, quali sono ~ttt'ti pr scritti da q ue.. to :'ofinistero cnn l~ ci roo(,t re n. 4068fll del 26 a~nsto u. s. ; e, mentro il Min istero ne farà pros<~mam.•nte spedire a ciascun<> dei o.. mrudi di corp-o d'nrm t ta un numero cespi uo di copie, i aing·)li comAndi ou:·eran'!O che ne sia dota In mnsdill\a di t) usione ftn i corpi e i rr par ti <li trupptl dipenùl n i. Per ciò chi) Jigua!"if.l l'avv iamen~o d i complern~n i in ZOll\ di gut>rr •. la oon~s­ si.. ne di licenz<> ai m ilit-. ri e il r ito.rn.o dei militari in lice. za ai pr opri repa rti, <1<.\'l'anuo 800'\li~si le s ·guer\ti d iretti-·>' : l. no.1 d ovr à 111o.i furs., i n occ&aiotw di focoJ,, j d 'influ . nzu, alcu na dichiarazione '

2. non ve:·r a11no sospese le licenze per i militari, in vista dc•lla moltt plicità dei luor;hi colpit i e del ritnr lo inevi t·tbile con oui se ne ha la o• n nscen UL, del rap id J ciolo che vi oompie la epidemia e eopra tutto <Iella tl iffiooltà di btabilire una precisa notma p-er· giudicare :;e in u n11 data loculith. la forma mo: bosa &esumo speciule gravezza, per HJ\dtlmento e per diff oJsi<.ne ; 3. in t utto il terri: orio del Hegno, prima della purter, za d a i oent.ri di rr.obilita· zionc, i oompl lll• n t i dovran no •·ss •r e aut t.oposti a rigorosa vis.t a medica e 8 sorve· g li,mza eu.ni. a ria per il p riodo d i tre rr i• r ni, e ad ac(!Urate pratiche di p uli zia personale ; 4. per i com plementi e p .. r i militari iu licenza. i qu.tl i partiFeero do. \ocnlità tlove esis•o n • fooolui di influenza di 110tovolc ent ità, oltro al p rovvedimento sopra tuclioato. d• ·vrà, p& curo. del !lledico del corpo (e per i mili ta ri in lic oza. dd medit·o del pres.d to, ,., ove questo n o 1 esis· a, d .. I san.tario loculc, a ciò invi ato da lt'autor ità clh : ha contr ofirmato la lic nza ), essere ri ' a.cio.tn U l\8 di ·hinrazione, o m p ro v.mtc la csiitenza dell, mnlnLtia t ella loca l •~à di proveJLionza ; ttlli ocl:è, a l loro arri vo pl't'BBO il rep.tt tn mobilito.t<J, <esi venga o" > O topo~ti a quei pr·ovvC'dimen ti che lu Jntenden~11. \!<lU •rale v orril. sta bilire. li compito delle a.u tor•tà. m, Jitari territoriali ,.nrà faci litato d rlle d iilpo"izioni ÌlllJ'nrti t o ai pre!et i •!nl :'o[inist ro dell'iut Pr no. <e t·ondo le q uali d ovranno venire segnai t e, d tt lla e.utorita •·i\·il i allo militari, le locali à dove l'influenza si preso. tti CIJt ne mu• i festar.io·•e epid m co.; per parle loro le uuto rità. militn ri ~>On manobemnno di 1are unulogn de~t uuzia nlla au tor iti1 civili; ;j, nel!e tradott o' dov•à o.,.,skura. si !t -cr tpolosa. ossorv•ul Z' d Il e pres.·rizion i cirea la p uli t.ia e h\ disi .f.•zi mc. d um11 te i viu.:.:qi e. aop ratut t·J, al termi ne di quest i. Si .:rad rà 's>-icuraziou• • Il M ir~illtro - ZUP~:LLt.

LtmH !•.uallt:Rt gerl"tlt


(

•

l

•


GIORNALE------------$-----------DI MEDICiNA MILITARE. Dlreslone ed Am min lstrazlon~: Palazzo del Mlnlst11ro del, • Guerra, Via Xl( Settembre- Rom o&

CONUIZIONI O" ·' UlRON-'1\-iEN'I'O. 1° 11 Uwmal~ di mrdicina militare si

pubblica l'ultimo giorno di ciascun me&.>,,

io fascicoli di cinque fogli di stampa. 2° L'abbonamento è ann uo e decorre du.l 1o gennaio. 3° Il prezzo dell'abbonamento ò: P or l' I tolil\ o Coloni••· Per l ' Estero.

L.

l

'l, -

• 1ii, • •

.

in Ha.liu. • , ~o O o fascicolo sopllrato costa 1 l n li' Estero • ,ao Il supplemento contenente l'Annuario ) in Italia . • • ... o . del corpo 8tlllitario m·i litare coste. . l all'Estero • 2 ,7.'i 4J L'abbonamento non disdetto prima del 1° dicembre s'intende rinnovato per l'an no successivo. ()0 I signori abbonati militari in effettività d i servizio possono pagare l'importo dell'abbonamento per mezzo d e i rispettivi comandanli di corpo (anche a rate mensili). · uu Per i soli ufficiali medici (dell' Est>rcito e della llfnrina) è ammesso un abbo· JHinl Cil fl• c nmnl uth-11 a.l Giornale d·i medici11a militare ed ngl i .·ltmall di med ici1~ navak e <Q'c niul" a l prezzo di L. 18 annue. Per ottenere ta le a bbonamento· gl i abbonati dél G;orn(lle di. medicina mili tare devono far pervenire direttamente L. 6 all'amministrazione deg li .thtn{lli (presso il Ministero della Marina). 7° Ai librai si fa lo sconto() del IO %. ma soltnnto per gli abbtmamenti delle persoo•' c deg li enti non rnilitn l'i, che noq possono [ruire della facilitazione di cui a i nu rnc ri 5 e 6 .

1n 1 ltwori origion.li, le note, le rivis to dattilog rn fati o ;,criLti n rne.no devono occupare un solo lato del fog lio od essere s.ccu.rnte.u.u mte riveduti dagli nu· tori. Si fa specia le racco man rl:'tziono c lm quell.i scritti e. ma no siano ben leggibili, per modo da evitare ogru du!.hio d' in terpa·ote.ziono. In caso contrario, la Direziono si vedrebbe costrctt .. a sospendernc l~ pubblicazione. 20 Dur•mt& il periodo dolln gu ()rr.;. In correzione delle bozze sarò. !atta dalle. rednzione, auzichè dagli autori, pur . o n viucolttrc il lavoro tipografico agl'inevitabili r itardi postnli. 3° Finchò perdu.rerà. il costo eccc·t.ionale della. carta, i lavori degli abbonati non d ovranno oltrf'passare le 16 pagine di stampa ; quelli dei non a.bbbnati, le 8 pagine. 4'' Lo spese per gli estratti e quelle per lo tavo! ~ litografiche, fotogtafìche, ecc., che nccompn~nassoro le memorie, sono a eMico dogii autori. 5° Oli cstrflt.ti sono di due tipi: .- T i p·1 .·t. Cou co pertina in bianco, sonza fron tespizio, c col la. impag inatura. e numerazione del fascicolo. - Tipo l l. Con coperti na. stl\n1n·•tl\, frontespizio, impag inatura e numerazione speciale. Agli autori dr~lle memorie saranno concessi gra.tuita.ruente 50 estrat ti, ti p o A . Per color·o cho ne do.~id c rassero un numero maggiore, il prezzo è r egolato dalla ~eguont.o tari!Itl :

Prezzo eli ciasc un foglio dì stan'lpa ==~~========================================,======~--- ~====~

Tll'l lll ~. SI R.\ TTI

ll

:.o

'l

------------ ' T ipo· A Ti po D

!'\1 ' \IE RtJ IlEI. LE C() l'l ~: ,

Pt!r

o

ogr. i ecn linaao

t oo

~o

7,50

IO-

16 -

G-

12,50

1B-

~u -

12 -

<•llre '!OH

Gli c.;tnt• i aninori Ji un fo-!:lio s t contano como foglio intero per le ordina.u o ti o meno. P er quolli che supora.uo un foglio, lo {ra.zioru in piil, che non superano il m otz) foglio, si contuno come metà, purchù però l'ordinazione non eia inferiore a 50 copie. 6°! manoscritti nl)n s.i restituiscono. d1 101) t'strnL.i

•


J

Puhbli.ca-::io ne m.enstÙJ

"Q- IORN AI__.E DI

//._I'J

•

MEDICINA. MJLI'l.,ARE Pubblicato dall ' I s pet t orato di S,anità mil ita re

l.. l

Gio rnolo di medicina m ili taro : 18 61-1884

Glorn• ' •

l

med ico d el Reeio E• erc Ho e d elf~t Regia Marini : 1886 lA '>) Giq r~Ai t mo,!içq d el Rog>o EnrçitQ · ti;i9 G·tP07

1\ L

\ -;., •'

·~

l) •,

"f

l

..\:\'~()LXVI - 1H1 ~

>

..

'•

.-r-::---1 • :'

30 N OVEM BRE

FASCICOLO

XI

DIRETTORE: Prof. EDMONDO TROMBETTA, mag·gior generale medico. .

·REOATTORI CA.PI:

Prot .&r"""" I ·---uEDO BUCCIAIITE, tenente coDott. ARTURO CASARINI, tenente colononneuo tnedlco. nello medico. · 1

COffilTATO DI REDAZIONE:

D

,:,~I.~~OBALESTRA,maggioremecl.iéo : ~f. GIOVANNI MEMMO, tenente. oolon·

Pror' u ~E BARILE~ id. Id.

nello medico Dott. GUIDO MENDES, Id. Id. nel?oOSt OlJNO CIAURI, tenente colon - Prof. ANTONIO NIEDDU..SEMIDEI, eoDo&t P d. . lonnello Id. -·' ..,~ClDo CONSIGLIO, id. Id. . Pror. AMEDEO PERNA, tenente colon· .-.VI. .. ~bnello id. · Prol Gl -uiNANDO DE NAPOLI, Id. id. · Prol. SERAFINO RICCI, Id. Id. Pror' Gtg"&iMI -GRIXONI, Id Id. Prof.AL'BERTO SANTAMARIA, id. Id. il.u.c"~NNI BATTISTA MARIOTTI- Dott. GIUSEPPE TERRA·ABRAMl, mag~ ltl, Id. id. ' giore id.

Prot. :....._... t't~DO BEVACQUA, Id. Id.

~ ~ --·--__.....,.._,..._.._....._.._ . ~

RO~

~

• ~

.....__~

D I R EZIONE E D A MMI NI S TRAZIO NE

- ·Palazzo del ~l i nistero della Gnerra ·Via XX Settembre- ROM A

. R~!:•l;t~;;;.~J'.ìi;~bbJ~Ìtà';;ì~lPr~dl;;U;;;;n ~~~PU~~g~ l•tltuto Nazlonal~ di Publlllcità e Informazioni, via Poli, 43-47 - Telefono 77-86. Il" ••

•

~(~ 14! nuove norme e lrc a le puhhllcazioni dei la,·ori v e di coperUoa

'1• pnr;ina).


•f::;OID! A Hl O

Prr l 1 ur,.\ JJ,1 !2(.4 0 d• · \ , ltorra .

n ...: ,u o a 1 • : oR 1 c~ • i'\'" a. a. Gruatpp e Graden igo . Gaetano Boschi. -

l,. rir.t ura~ i r u (· rlc!l'll•l ilu e rlcl l" t arr,tu Il"' "'rrtl e nei lllUti di

t.: uc rr~

~39

Pt r una re' bi '" '' m •'<I H'I>-IP.i!~lr e cu r~ti l':t rl• l pos1r1mi runzionali oli ltrrlr . r1 c ' tc turloc lf.,lf•l•:t l>•'loe c di M•lln• J'ille•~o .

~41

Salwatore Otto lenghi . -

Cnl~ri dl rOII iYi rnPll it' o-l c~;~ lì lr1 ll~ ma oli - im ul:>zinno

916

i'ulla r ur:\ hrllla dn~t h ~ l l e~ ~ i:\menti ''IZI >li e rlo•lle •l•lorn•a~iom •lcll• '"" '" oh natura r oslfiPll a rrrtessa.

95;

Giacomo Pighi nl -

l'•·r 1;, r l >m ll lazion• •lr1 dc>:eneruli p,;>rhid rl,,ll 'c,;Nn ln co ru batten lo• .

9i8

lleodato Oe Car li. -

l.'a lll Vll ll rl• l 11\lr.lco chi r ur~ 1 co n ..\ n lla lr(lll le ,

Antonio Mori. -

ll lf:~J{C!IF. CLII'ilC:III!:

'

'

.

p; 11 tA ilO II ATOI\1().

Gius..ppe San pi org i.

Troonbett o. -

t lll'll

C:.m fuii 'J

N'-CROt.Or. IO

P ER Il . LI BRO O'ORO 1>~1. CO RPO S l ;\l 'rAII I <l ~III I I'A R I':

PAR T g UF FICIALE •

,•

! Oli

1016


Per la nostra grande vittoria. Nel novembre dello scorso anno, quando si vivevano giorni di angosci0sa trepida?.ÌOlle, il Ui01·nale di medicina militm-e. pubblicò nn brevissimo 11cri tto, che, rileggendolo oggi, par quasi profettCo, mentr e era semjJlìcemente l'espressione d'u11a. fede iucrollabile nel trionfo della nostra patria diletta. . la quest'ora solenne, il n o::.tro Uiornale, che e da sesSl\Jitnsei Rntll il ,·ompagno fedele dell'Esercito, esulta !JCr la magnifica v ittoria ddle armi nostre, a manda. un caldo sal nto a Tronto, a Trieste e alle altre terre oggi ritornate uel grembo della patria per virtù di Prin cipj, per \Olontà. di popolo, e per valore di eserciti, stretti in un svl vincol•J e animati eta uu Sll[H·entO ideale di rìvi1tà, che Rarà domani n~ fatto compiuto. · · Uu'era n•)vella. si s·c hlUJe al mondo, percosso P a.rto11 it.o d<L t<~. n ti grandiosi avveuimenti, e l'Italia che fu, nell'imman~ contlitto, rninthi le esempio di tenace fortezza, di sacrificio e d i valore, nsplendera di nuova luce nelle gloriose tradi:r,ioni di Rorua e di VellP.?.ia imm<)rl<tlt. O martiri eli t utte l~ g uet·re della nostra indipeu.tenza, voi non ~pargeste inva no il vostro sangue generoso, poiche il gran voto. per oui doste la vita, è finalmente com pi.uto. \ira l'Italia ! V iva il Re l Viva l'E;;ercito ! Viva la Mariufl ~


MEMOH l E

OH l G I NAL I

--------------------------------------------------------La rieducazione dell'udito e della parola nei sordi e nei muti di ,guerra per il prof. Giuseppe Gradenigo, tenen te colonuello medico, T,.;pott.ore d egli utlì,:i psicoc fisiologici d eJI',teronaut.ica, Direttore della clini<'=a oto-rino-laringojatnca della R. l;niver-;ìtà di Navoli.

..

Le autorità sauitarie militari si sono opportunamente intere:;saté ' ' per promuovere In rieducazione dell 'udito e della p<trola. nei sorrli e nei muti di guerra . S i t ratt.a di problemi atfatto recenti , percltè impostisi all a nostra attonzione - s i può dire - soltanto dopo l 'iuizio deJPaltua le guetTa : i metodi di riedncazione, le loro indicazioui eli · niche, la loro efficacia sono per ciò tuttora oggetto di clisf'u:;sione. Un fatto è orma.i acquisito alla scienza clopo q ue,.,ti {l uattro am1 i dj guerra : che prE'ci:;A di-;till:r.ioni si jmpongono, nei riguardi d ella. rieduca;o;ione1 tra le vnrie t'orruE' clini•;h~:. dei Jir'etti d_i udito e della. pa.rola, consecutive al lt} gravi;;-<i m!." a :r. ioni traumatiche, fisiuhe e p!!ichic he, dei campi tli battagli<!.: mentre la r ieducazione metodica può dare in alvune di esse i jJÌÙ incoraggi anti ri:mlt.ati, iu altre e&~<a a ppare - uome vedremo - ntt·no intlicata. e destinata a frequt:uti . . msuc:cellsl . P er quanLo riguanla le snrJ i ~;à, due sono, come À, noto, i m.•todi di r iorluca<:ione cJ1e vanno pre::~i in considerazione: il metodo ,.h,.. si potrebbe dire acustico, che si propone di influenzare f~~.vorevoltll ent e con sti muli a.custici adeguavi, con vi bra:>. ioni sonore, l'a pparec•' h io uditivo, iu modo da ridel!t.arne o riuvigorirne la funzionalità, e il metodo della lettu,ra della pa·rola dalle labbm, che ha per scopo d ' in segnare al sordo a comprendere la parola mediante la attenta o~~t>r · vazione dei' woviJOt'nti d elle la.bl>ra e della bo<Jca. di e hi parla. L~ lettura dalle labbra può essert} naturalmente integrata dal metodo • ·&.custico. lu maniera aualog-a, per gli affetti da mutismo e da afouia. si p uò far ri~.:o, rso all'azione d i vibrazioni sonore, che a.gi:-;uouo sopnttu tto !e

applicate direttamente 11.lla laringe cowe :;Limolo, oppure ~i possono insegnare metodicam e nte i movimeu ti degli organi d~ Ila fonazione in modo da ott~uere c ho entrin o nel dominio della coscienza. Per lfltant;o rigua.rJa ilm e ~odo acustico, a.lt.:uui p rec:onizzauo, com t~

f


l.A RIEDt:CAZJO)(F: HEJ.J."t:UITO E Jll-:1.1. \ I'AI~(IL A. RCC. .

•

fonte sunora , la voce :>te::;sa dell'iusegnan te - 111etodo fatico1-o per l' insegna.n t.e: - altri faHuo r icorso a i suoni d el fonog rafo, del gramm ofono, delle lamine del telefono. delle c~ anne d'or gano. L'uso 'llelle <::a n ne d 'org ano azionai e rla Vflntilatori elett rici, a ppare razio nale, pe r chè il suono ha carattere veram ente musi cale, si la~ ci a variare f:' g radttHe fa('ilmoll le per qualità e i ntf' nsi tà: nell 'osperlale da me diretto a T ormo esist.e unH< Cflmera sonora, apposi tam ente co~ trni ta con l'::treti s<H' ili in IPgno, snscettihil i di vibrare enerrrir·Hoente sott.o l'inflnenza rif< i --uoni di organo : in q uesta camMa i pazien ti possono e);sere sQt tCJpo,.t,i <~ m et od ici lmr; ni di su 11/W. a naloghi ru /){(gni di lure. L ' in ~egnamento della lett.nra <iella parola rlalle labhm e quello dPi movimenti di fouazione ~ono cla g ran t empo e largamen t e usati per l 'ill~egnament () dei bambin i sord0mn1.i e degl i a rlnlti di v enuti s ord i, e ,·ant:mo orm ni il1 fn~to il moJJ •lo nnmetosi e v;~leuti.;;simi cultori. r ~ord ì E' i muti d i gnt> rra f' qJtf'l li C,;I)Jd,em poran eament.e sordi e m11 1 i, va.uno disf.inti per <ptant o rignanl~.t l' efficac·ia dei metod i di riedue azione sovraccenna.ti in differenti categorie. Il mutismo t otale, quale si r i::;con t.ra per lo più in ~egu ito agli SC;oppi di grana.t.a, al renlo di flhice, e sempre una f orm11 funz ionai .. . p~ icll ìea, isterit·a o pitiRtica. c he dir si voglia; forma dE< t t'<rm inRt~t dit a nt o-o etero- t:ngg estimJe. ~usC'e t. t.ihilf' di completa. gnn.rigione con ada t La e pro n t a coutro:;uggt·sti o ne. J_,p lesiull i organi t · h e uou r ealiz zano i uvf'ce mai il mutismo C'Ompleto: possono ben::;ì dar luogo, per quanto assai r ara.ment.e, a \"&.ri tipi rli afasia. di anartria, ecc. Pari menti souo p itiatiche, 1· ìoè da. suggestione. le nfoni e a reperto laringoscopico negati vo, le halbnz ie di guerra. ecc. Come ho procmrato di dimostrare in u na mia couferen7.a ai signori uffi c ia li medici de l presidio d i T uriuo ( 1) il mni ismo P l!• Af't•JJÌE' fun 7.Ìnna li h anno cara-tteri c linici as~a i varia.J, jJi da caso a caso. Nfl ll e ~ornità di ~ nf'rra. ~an n o prp~;e in considerazi one nat uralmeul.e solo le forme IJil ate ra.li . D i esse po:;siA tno sl.abilire le seguenti •l> l'i nei pali categoriP : a ) sordità completa, form a esulusivamen~e funzionale, psichi ca ; b) sordità completa e eli a lto grado, rJa t.a a~ associazi o n e di lE'=-Ìr•tli organic he dell'o rgl\llO ud itivo o dei suoi ce11tri, e di fenom e ni fnL:~;ionaìi o psiohici (frlnl/ 1! rwyrrno·isll'l'iche l; { 1 1 G. l "':HAUt!NrO O. :\lt ut!'C1n O, 1'\fr nln , 8

1·a .' "~ "1J.:3 Ht·h··; ~tu t lll.,zi u i

r"

rrìt1~r1

ll.tN">•·• ,. n•r11tnl r. XXI I. f:o~•·· :{, 19l i .

-r.Hr it n j

m illt-&JÌ ; di

diff .,., .. l ' i , fj 11hl ,i •t r h·i. -

1

I"J l iJII •

p "'ich C1 t . '~"

Rt vWtu di

f' '.lhl·iofl~'


c) sordità. compl eta o quasi completa, organica, d a. lesioni gravi, irrepar abili, di oara.tter.., distruttivo del labirinto o dfllla bas~> del cranio. L 'azione tra.umatizzctJ?.te e cosi grave, che le lt>sion-i r ief'l"ODO per lo pi ù mor tali; perciò tale forma non è frequente a riscon trarsi tra i n ostri m alati; à ) sordità che pu(, e:Ssere au che tli alt.o grado, ma uou c u1a i completa, dovuta e!òclusi \ll.lllclllt.e O preva.lPnf,PIOE'Ute a lesioni J~gJi apparecchi timpanici. A queste ca tegorie di mut,i e di sordi di guerra Y alllltl aggiuJJt-i i ':limulatori ; la diagnosi di simulazione pnò uf:friro ùillicoltà. ~~~ m lievi, sopratu tt.o io co~tl'ront.o alle fo1·me di ~ordii·.& e di mutJ :,mo psichi co. Il mutiBmo e la sorclità p:;ichi1 :•~ da sugg••sLione1 - le formr pi\1 frequen ti oelia presonte guerra, - non dovrebb~ro formue og~etto eli ried ucazione. T utti i t:ompetenti sow1 m·mai d ' accordo nol ritenNe obP tal i forme Vll.UIJO tr1.1ttate sollecitamente ed energicament-. in zona di gnt'rra stessa, prima f:he la. snggest.ioue abbia avuto il trm ~~~) di affen:narsi forh·m;;uLe, ed allorq uan<lo la controsui(ge:;tioue hl.! a ucora le maggiori probabilità di a.pporta.re una pronta guarigione (l). Anc he a propodito della sord ità e Jcl mutismo funzionale devesi perciò ap pr ovare pit>uaruente il disposto rlel pRmgrafo ~2 d<'llo Norme ema.uate dalla Direzione generale di sa.nit.à militare pBr l'a.ssistenz~>. llt'gli invn.liùi di gnerra, in data 10 gennaio 19lt>, dove i: detto che i walati psicopatic i a c uti d evono essere trat.tennti qua.utn t- più pos>~ibile ! •ro~ simi alla zona di gnena o entro la ste:'lsa. Quando la sordità ft1Uzio11ale il associata. a !esiou i organ i t: h e, su.:.::Je dell'orecchio medio (lacerazioni tirupaniche, infezion i seconùarie della cassa, eec.), dette !estoni devono veuire immE>rliat.ameu t (\. negli oc;pedal i stessi de l t'rome, fatte oggE>tto di adat,te <:nre ùa l~>l.rte di ufficiali medici specialisti. !Jerchè è not.o c ile tali lesioni restituiscon o nna i mportanLe eausn, d i suggestione, agisco11c, r ome una 8J?ina organica che mantiene ln .~14gg estione. Nel sordo e nel muto funzionale, trasferito iu un ospedale t.l:'rritoriale spesso n on specializzato per la diag nosi dell e affezioni a.u ricohui, - malato chE>, <'Ome d i soli w accade vione ulteriormente t rasferito , attraverso a lunghe li cenz~ di convalesceuza. da osp~>dP.le ( ' ) Cohfro.,t Ì<1 Lr.• u Itri: BAtJt ~ •lu (• J'aullENT. - B ys:6 rJè e t tr<Jublee ,,en·,•ux d 'o.l'l.i"! l'eQ x . Ma-;.~nn o C .i ·, 1917, p ajl. 2 • O. • P nTP:LLI . - n 81'rYl"-1t' O ~o- i o-1 ri g lu)' i•:•' gw rra n ella l"w.i· Ìl, tll ili M c. ArcAivio Il. m oU>IogW., rinof,,g44 e la"-golo!li''· XX IX. fn~c. '! ,. '$, 191 8. P•·8· 13,

•'i

oon~m a

o,

•


~~2

LA Rltr. OOO.AZ IOI\E DE LL'Un iTO 1t DB LJ.A P A.Il0LA 1 ECO.

a.d osped ale, - il difetto della parola e d.,!l'udito non mostra nessuna. teutl~>uza a sco m pari re, e p u6 persistere tenacissimo per anni : prim& d L t.ut.to perd1è il soggetto non ha. eJcun interesse a g uarire e ridi "t'>t •ire abile al sen·izio (in ta li contingenze accade spesso c be le forme origina,riamente funzio nali si cambino col tempo in forme abilmente simulate); e in secondo luogo perchè in lui - circonrl ato come si trova dalla commiserazion e affettuosa del per~onale inferm iere, dei familiari, degli ~tmict - la. suggestione invece che venire efficacemente combn t.tut.a, ha occasione di affermarsi ogni giorno di più. In tali ua1-i la rieduca7.iooe è cont.roindinltc.. pertbè con tri.bu isce a. t:ilo;-.a.Ì·e l' fl.ttPn :r.ione del ~oggetto sul difetto dell 'ud ito e della par()la e pen:hf- moll.re ùet ti '>t•ggetti per il loro stato m ent.ale no11 si sentono di ~olito in grado ùi compiere gli sforzi n on piccoli di at.tPnzione cl1e si richiedono per approfittare dei mPtodi educati vi tJ '. Qnando il so,çrg r t.to s;i trovi gia negli ospedali de lla zona terr itoriale, soltanto una controsuggestione molto energica. favorita da. intense emozioui, dall'applica 7.10ne di agenti cnmtivi. sopratutto fi sici, tra i qtu\ li pos~on o essere a.doperate con • antag::,rio a nt·he le vibrazioni Bonore t2), e la uarcosi gen erale, con et...re preferibilmente, possono aver ragione della forma morbosa.. :Ma spesso il ri:mlb\to è nullo e la sord ttà e il mutismo persistono co11 nna t en A.cia esaspenm te. In questH. oatt>gori a tli pazienti, appena la diagnosi sia accertata, va. JHat.icata senza riturlo nna energil'a co ntro-suggN:tione. 1\.estauo adunq ue pt>r la rieduca:done le forme organiche di sordita e •Il ftfas1a., forme pctco uumero1:1e in co nfronto alle forme psi<:hiC'he. !t{n aneLA 1 sordi organici non sono 1,utti i u egual modo &uscettibili di rieJ ucazioue col met.odo l\cu:-:tif'o. perchè in molti di essi perdurano fenomeni irrite.tivi t\ cd.ricu Jell'i!.pparPcchio coclea re e vestìbolare (rumori di orenubi, vertigini, disturl•1 di equdibrìc). Questo stato irrit.a.tivo rende ma.! toliE>mti g li stimoli acust1c1 e il loro impiego può essere causa di notevole aggra.>am ~> nto. Holo quando m ancbioo sintomi irri tat.Ì\"i o questi siano già sco mparsi, si può appli<'are il metodo di edtwa~iQnP <lCUstica.; converrà. poi sempre distmgnere caso da Il) N nU 1 mi•• cn:1Cor n ·.n R p r" 1it " e. sul mu •ie -n.- o. sordità fun io rl i , io s• o"''t~ &ll11 11e11i• , in b&••· "' l o 1a 11eri t ., t.u na t 1 t li o · ~e v nzioni eli fl •.c , i b .oni fl ti eh ~• r•>~>tt• no talora ric ve. t e oollfl ri d ucl\ zi•. n o d l h n 111\!!!!Ì('I : ul o ico ri • J·i à . urne ·- ·rv&tio ,i mi Jlt'I"Ail 11 ro ••h~> in 11etta ,., t PgoriR di u. nln i t 'insPgn a mento della l ttur~

o••

ll~>lll\

p .•r .•lt• da lle labbra n <'H d à, d i solito, la <'r (lv li 1ia• ltati. (:!) I n u ro uffi ·i •l<' m 11t•• d · gu rrn. l'ap li azione • ir e t . m•l la h\ t Ì. f''' 1' i i. t.·nae Ytb ·11~i .n i " ' no '!' ,,; oan.u- d' rg anu di b 8111l to• al i à v se . far e· ~'rDPMire iml '.rn~­ Yt.<l\-nnn!.e i t m11lil!tllo cb" n•e"'' r , ais\ito p r lunghi m esi • Ue ç, n tr euggt •ti , _, P'• Y-.rtr.


LA Rll!:DUOAZION E DELL'UDITO E DELT,A P AROLA 1 ECO.

c~so, ùosare

~14H

gli stimoli con cura. e praticare frequenLi controlli dei

Tisultt~oti.

Inoltre, poichè l'appreudimento dei m ovimenti di a.rticolav.ione dell a parola. esig e grand i sforzi d i attenzione e una buona mem oria, l'insegnam ento non potrà COJt utilità ven-ire imp~trtito che ai soggetti che d imostrino buona volontà. d'imparare. Un'accurata cerni ta 'è adunque necessaria. tra i sordi e i muti di guerra, che potr ebbero venire ammessi alla ried uca;r,ione: q nesta non può essere fa tta che da un oto-lariugologo competente . .Bisl•gna escludere le nume-rose forme psicLiche, riconoscere e· cm·are precocement.f' le eventull.li lesioni organiche degli oreechi e degli organi fonat.ori, in quanto siauo suseettibi li di cure efficaci, dil"tinguere le forme organi<:he torpide di sordità dalle forme ir rit.ative, prendere in cuu:>iderazione le colld iv.ioni psich iehe dei sogget.tì e la loro :sincera buona volontà di apprendere. Quando non si tE>nga conto delle contromdicazion i acce1mat.e, si avranno· indubhiamente numerosi insuccessi, che DI.> l! sarebbe gin sto porre a <·a rico del metodo di ri ed ncazione. Concludendo : L. I metodi eli rieducazione per i sordi e i muti Ji g uerra consi stono nP!l'impiego di ~ibraziuni sonore come stimoli acustici e nell'insegnamento della let tura della parola dalle labbra e dei movimenti di articolazione d P] la parola. 2. L e numerose forme di sordità e di mutismo funzionale da. auto- ed eterosuggestione, vanno curate con la controsuggestione, d;L porsi iu opera energicament e e precocemente negli ospedali della zon<t di gu~rra sLessa; la rieducazioùe in tali casi è controindicata. perchè contri buisce a meglio fissare la Rugge:-tione oppure A utilizzabile soltanto come uno dei mezzi di r:ontrosuggestione. 3. r;a r iedncazioue può dare invece utilissimi risultati ·nelle sordità graYi o totali organ iche, se non snno accompagnate da fenomeni irritativi. 4. È indispensabile una sceltél preventiva. accurata. per oper~ di nn oto-laringologo compctooto, doi soggetti da ammetter e nl trA.ttam ento.


Per una revisione medico-legale e curativa dei postumi funzionali di ferite, delle turbe fisiopatiche e di ordine riflesso Xota del prof. Gaetano Boschi, maggiore medico, di rettore

La Soeietà d t neurologia · di P arigi, in sedutA. dell i 15 dicembre 1916, votava che le turbe isteriche non fossero suscettibili u~ di rifor me n è di grati fiee.ziontJ ; e le tnrbe fisiopatìt:he richiedessero iovf'ce il servizio ausiliario o la r iforma tem poranea con gra.tifìcaz ioue d al 20 a l GO per cento. Dett a S ocietà, men tre ha con ciò t roppo t rascurati i d irit.ti dell~t :psicopatologìa, h a Asaltato l'importanza patologica. e m edico-legai€' delle t urbe fisiopa.tiche, fo rse in omaggio all'i llustre f·oncettore d1 que:-;te. Le quali, iufl\t t1, sebbPne simul ino alla parte una gravità di processo da far pensare adJirittura a qualche cosa di orgA.nico: ir:. realta, q ua.luuque sia la loro gene~i. rla immobili tà p rolu ngatA., ri fie~~ a, simpaticopa.tica o dìatesica, esse sono in ogni modo a ppoggiate alla si o tomatologia. schiettamente fuu~ ionèl le, ideogena ; che costi tuisee il nuch•o della sind rome bssia dell11. c psiconeurosi delle membra ». Cosi 11 loro pronostico è legato a quello del l'elemento fun zionale propriamen te detto. E quest'ultimo ha costumato, lino ai tempi recenti, essere i n fausto. ma 11on per ra~ ioni cliniche, bensì per rag ioni immorali. I nfatti, n ei soggetti di buona volon tà la guarigion e è rapida, tanto per il fa t to eRst·o ziale ideogeoo (paralisi, con trattura o paratonia), quanto per il cm·tf•o fì!!iopa.t.ico concomitante. Nei mal volen ti , l'esperi mento te ra peutico ha dimoRi rato che si ha Luttavia ragione della. sindrom e, se il programm a. cu rativo sconfini dalle solite ca tegorie de lla tera.pen tica e adotti d ei mezzi pedagogici. F ino a poco tempo fa questo n on si era fatto e la constata.z ione della inguaribilità della sindr omE> è stata uno d ogli &rgoment i precip:o.i onde il B a.binski fu portaio alla concezione delle « t.urbe di ordine r ifl esso » . Grazie invece al r egime pedagogico e diseiplinare (in nltima analisi a ciò si riduce la ragion e d el successo), nell& sEizione Funzional i (dirigent e cap. dott. Luigi Ma.ttioli) del Centro neurologico che ho l'onore di dirigere, si è potuto ot tenere la gnarigione nella totHlitC1, tlei casi cf'r ati di lesiOAi frm zirmali. e fi.qiopatiche delle membra. (Con criteri p iù o men o ana·


loghi al tri Au tori si sono pi\1 o meno appros:>i m<l li a questo ri,;nltato assolqto). Non mi addentro qui a sviscerare quA-le sia. il meccani:smo per cui esiste il ne:sso fra la geuu iua. patologia fuuzionale e la volùnt.:l del soggetto. Ma s t a d i fatto che dal la nozione acquisita della natura. fondamentale e della guaribil ità .?P11 wal~< di queste forme , c·aturiseano l e seguenti c.:>nsegueoze : i. T rattare con la pensione e gli altri privilegi uua int'enmtè.. mantenuti!. esclusivamente dalla mala. 'ol ontà del soggetto • paura del fronte. amore per la pensione). non è giusto n~ morale; 2. P are l1 1gico di do\ ere e~:~t.endl:lre all e t.urue ·fisioptttichl:l t l'll.boli· zione d i ogni grati fica.zione votata dalla Souietà Neuro logica d i Pii· rigi par gli accidenti pmamente isterici. Il prof. Ettore Levi ha saggiamente proposto ( l ) una pr0t1ta. revisione delle categorie d'infermità per gli invalidì di guerra . sancit.e d11 l decret.o luogo~enenziale 20 maggio 1917 1 e con a eute critiche alle disposizioni del decret.o abbozza>a alcune hne• direttive della riforma. Egli non ha voluto prendere in considerazione ~ii!-tc­ n:iaticameute tutt"' le in fermità pi'eviste dal decreto: così, meutre dice cose giustissime a proposito d ella ,classificàzione dell e u~vrosi generali, non trat.ta in pa r til:olare di quelle che io chiamerei. per farmi i.ute nd ere, « psicooeuro,.;i m ollosi uwmatiuhe ,. o « psitoneu· ro:~ i drllle membta ,., nè clel!e tur be fi ;;iopat.i che e delle < turbe di ordine ri fiesso ,. che ], a eco m pagna:to. Le '1 uali, gin sta. i concetti: patogeni c[ e pronostici da. me sopra esposti, n ella uuova tabella delle categorie d'invalidità u on dovrebbero t rovar posto o, meglio, dovrebbero t rovarvi i ud icuta la loro esci uilÌOne; 3. T ol ta la prospettiva della peasione, a.d age volar~ l'opera del neuro\o~o pedag•>gi:::ttt, nel Pi n te resse dell'econom i a e della produtti~ìtà. naz ionale sottoporre a ll 'opportuno trattamento di cura tutti gli Infermi di po::;tumi f unzionali e fi:<iopaLi ci delle membra g i;, liquidati fin qui. 7

. (l) ET ro~eE V &vl - /Jolleltinu d.-tta Fed~ratiiJne N a7;. d t•l Co11tilati d' As!(i.-~~a aa m ilitari ciedti, ecc. - Lugho 11!18 .


•

T..:·a·11\"T" In "':1 •H ' ' \

1 v• . .-\t.t-: ur. l. l.\ IL U,t,· t;Hst•l'.\

IH ltnM \..

Criteri direttivi medico-legali in tema di simulazione Jk r il J•ro t'. Salvatore Ottoleng~i. •l: r.·tlll l ,.

l. lu 1 t't n:\ di sitnula;r,iotH', ~i tr:tt ti di s itnulay,ionr di lesioni (auto lt>:\Ì••n• • o Iii :tlicnazione mt'nla l' , di ;llt<•w;r,ion<' or,gn.uif'a o fun;r,ionalc, il prohlt·ma ·~ 8t•mpre lo l'le~-tso l' rli narura. nwllo <·ompll'ssa. Hcalm-ente nel <·om\!M t are la iaeilitit, la rlisinvolt.ura eon ('ui c·linid g<'U<'l'i<'i e spC:'cialisti in pnchi l'll:llll i dP<•idono SU lla II<Lill!'a !<illllll:tt.~L O no di Ull d:JtO Sin torna, ~< ull' uriginu aut ol1·sh·a o no di uua data l<·s ionP, panc•bb<• fosse la cosa piu S••ntplic·c•, ]•iù itgn·oll· tliO'··r<•Ju.ian· una lesione \·rrn. da una. provo· cala, un sinlomo n ·;Li l' da 1111 !lintomo simnlalo. pa.rrcblH.' elle la. scienza fo~<tw ri<•c· "~ di <·ar;U t<·ri 1:-JH'c ·iliri l'al.o_ gnomoniri ac·< ·<•rln~t- i l'origine P la na1 nr" <h·i fo10rnvni in l'Sanw. l m ·•·e<• u<·l:orrPva pt·o p rio 1'<.~.!1 ua lP g H<·rru per r,(ln f<•rmarc ali 'ov idcnza cii, <·h1· la. inforLunist i<·a ci a, \'cva. cla ·tt·mpo dimostrai o · cbe solo n ella eret•7.ionalil à d!' Ì c·usi si r isront.ra no DI'Il ·o~grtto d ella si m 11l:tzione tali dal i d :~ in<ltn-re Ja rttrt.<·r.r.:> ddla. nwd<·Sillla. Egli è eh.- d a i più "'i (lrcòe che lo studio della. ~imulazione consista llllit~tntl•nt.<· ul'll 'N;arne dell'oggl'tL<> della simula:>.ionl' : ksioue organica o ftw r.inualc, somatica o p siehica e nella ric<·r·ca. quindi dci mezzi per ric·oiJOlil'<·r<• la ~imttlazimw di qn(•:;lo o qu<•ll'a ltro sintoma, di questo o · qu..tl'.dt.ro pro<:eti:;O morbo o. ln n•et~ non <·onsisLt:' solo in questo tut.LO il eon1pit.n dr·l rwrit o. .\ nc·hc· se ~<i rimH:isst: ad avt·ro la ccrl:cz:>.a. dPlla l'i mular.iOJH' - il ehr raranw nte aV\·ic•nc - il compit.o non ì· esau rito. N on ha...;ta :-<:t iH·n· ('he Tizio .-<imula, m:L otcone f;a]IPn' chi è ~l'izio che .o~ ì m ul o . pnl'/u: .<~im11lti. Qur!lLO. JJN:hi si nor: ~ lt:tm1o ('Ornym·Ro, nt<'n tre per la pr·.. vcn:~,imtP e repr<'l'l'i<mo d t'l la !'imulazionc è compi t o e~"E' nzial<>. ' l u wma. di l1imuh.t.:~,ionc siamo !lnl'ora, per molti medici nelle st.t'sso Cllltd i;;iiJn in c ui cra.va1110 prima di J>irwl (' Chiarugi coi pazr.i. Il sirou· latnrt· l• 110 hri<·cotw: l'~' p<•r caso ,(·br ò qHa~i la rPgoh~) egli non p orta l<· ~ti .!;rnat e dl'lla. simulaziun<', Hi ricorre al pm·o empiri"ruo per cercare Ili Sl·uprire cou l'asl uàt l'i11gan no e magari si ricorre a lle m inacce, a ll';q•plicaz.ionc tli !\OrrPnti clef.tridw ad alto potenziale, a.ll'iua.nizione, allu fH·ne disciplinari. No, il problema dt·lla simulazione non si risolv(\ con l' astuzia., colle armi ~:~Lesi!e cioè del sirn ula.tor e e n em m eno con lo s pionaggio, con le 1-orLurc, con lt: punizioni. Anzitutto il so~JH~tLo simulatore d eve essere ri::~pt•t• t~\tO; non abbiamo n<:Rsun diritto ù i BOt t oporlo a privazioni, a


CRITERI 111RET TJYI ~IElllCO· LEr:AL I IX 'r!~M A Ili S r;\I U !.AZ!O:->K

!lJ7

aofferenze; n on è con cepibile che in q ucxLe circostanze ci ;.;i possa, lllCnomamente allon tana.rc da q uellé legg i d i n•rn~n i t à n. Ile q unl i teorie:.~ ­ menlA! sono improntn.te le: nostn! l t•g-gi c dalle quali non po~sono mai scornpagnarsi le in dagini !icic ntificbe. 'rori .Lu·a 8cien f ifica ~e vo~liamo . coi m igliori mez;,i, rua ... umani: ricotTouo ai llH'ZZÌ v iolcnii qul'lli <'he non sanno o n on ,·ogliono st.ud iare i loro i'iOg"gl't.Li . Nou dina•ut.i<'hi mn,i il pt•t·!Lu c lit· (:hi ~i tl iit·nrit• (;ou la siltluJa.zione esercita uu diriLt.o eire ll<'~s una leg-isbzi nne osa contc::;ta.re. r. hc l a leggP rkbiede s olo sia. p m n:.. l a. lH'l' c·olpirlo . 11 ]!l'l'i lo uon donà mai 1-rasJ'nr· marsi in ~guz;,ino . An;,i i· Jn, ~lt·cliC'iha <-Il\• h :r :w~n .. to la sLratla. a lla Giustizia. Nel p~Wiie di c('~[ll'l' l:t•rc:aria (' rli Ccxan· L omln'OI'\0 i pt•ri t i ÙC'· nmo ricordare dt(' 1:1 pena rl t•v.- (':<sf'I'(' umana, t·lw i rlt>linqu enti t' !'pt•rit• i sìmul:Ltori ~ouo lfUa-<i s<·nlpH· dP,!!li anouu:th, tlt·i dt·g·ent•r aLi c clw qniiHli lt ind:.gini p er seoprirc !a Hrif.à dnvouo t•s:-:t•J·e. ori<·nLu.t t' al nwtodo esperimentai!', i spir·<~t(' a quei priu<·ipi urnauit;J.J·i e sc·iNt1 il ici 1'111' ll;~ indicati lilla sci<:m a il:bliana : l 'antropologia eriiHinal<•. c c:lw hrL ap pli cati hL polizin sf'i,ml i fh·.a. ~ - 11 peri Lo in I.Clll<ò di simnlazirml' d l'\ P ptoc·L•llt'n·. <:Oli li' in rpt:llxialli altra i ncla~inL' nwdic o- Jon•Hst·, <:Oll rif;('ornso nwt.odo l'id t n l i lì co. Prium condizione è l'obùiet.Li\' i1 il dt'lle ri<:urchc. l'obhieuh·it<'L tua.ssima n c•i giudici. E' quesLo re qui si tu i nel i~ Pl'Hsa.hilc Uf'llt iiHla~ini per ;;coprire la simulazione. In poc\hi argomenLi eomc iu l[llt>,:(,o 1roviamo cont.inuamente hL dimostrazione deii ~L neCI'!<xit•'t di qucstiL l'~'l'll'lès~a. clalla quale dipende assolutamente l'<'siLo <LI'llf' inthlJ!ini rivolte allo 1-'copo <li scoprire le più astute simtllazioni . T/inflncn;,a rli qual::;i:t;;i w cvPn;,ionc pun C:'lsere massima.. J.~a facilità cnn cui f:crti t:linid eonr•I Ltd(•Ho a.lla sintnlè.t~iont· tlipt\Jidc da una incoof\cia sug-gPst ione es~>rcit.at:1 dal~ l' .Jwtizi<• JH)rnmut(• ~ u l <:aso, dal sospetto emesso <lallc ; mtori t.(~ (') w iuvia,no l:inl'l'nno . lo sono con. vinto che S(' molti s imula1 ori tli mala.f.l.il' ml'nt.al i. lllolf.i a,nt oh•siouisti fosr;cro esaminati <b.i clinici come m~~ll\ti o1·diu~bri .o;,.u::n t·ollc,sc,·re dw sono indi~iali eli simulw:i"u''· (·••tt.i fcrwnwni che suno (·on tant <L disirwoltura. dichiarat.i simulMi o prodfltti dn aut.ole;-;ioni s:ì.n·hhNo c:unsi•leraLi Cu Jntapontanei. Jl probltnna. dt:lla simui:~ZiOJH.' in t[U<lllllllfll l' c·a.mpn p!'l' ÌI.;bll' sorga. P essenzinlmonte nn problema psic:olog"ico. Fin da (.f:Llcno cltc scoprivn b fi n zione del flolorc, non solo da sint omi lpc;ì.li · rnfl> anrlw dal ca.ra.ttl·t't• d e l !>Oggetto n « dal Iatt.o ('.!w <'gli era. faci le ;a. s in t ula re " sempre pi,ù o m r.no acciden tal ment,(•. riai mc<lici si tieorRc :ti tritprio psic·ol ogi<:o per souprire le s im ulazio ni. ~pct;tava a ll 'a.nt.ropolog ia f'riminalc c a lla. psico logia forense fissare la. sistematica applicazio ne di tal(' r.riLf'rio ai fìni della ricerca non crnpirica, ma raziona lo delle p ro\·<' d<)llà frode. G ius t a meut.tMario Carrara (l ) os;;crva va a prOTl()~ it.o dc•gli cpilt•ttici clw siN·omc ( l i )f. CAI(BAl M. -

(..,

:<Ì ut ulazi~>ll \t ·h·lln i><>UÌII. (Gaz u:Ua ddlr r.linirh.e, TLHino 1897).


wiutomi degli at·<·<'flllÌ non l'Ono p:1togoomonìci, nè semp1·e di retta.meute I'Onf't.atabili dal nwdico, :~~.~u me n1<1~gioro importanza. a.n cbo per queRiio tìnc :::p<•cialc In, rit'tPrminazione th(' l'antropologia criminale ha fatto di tnt to l'or~~mismo dt•ll'.•piftottico e non fiOita.nto dt·gli epilettici coqvul i!ivi, 111:1 ft.rlclw ùt•ll<· roJ'IliC lan·att·. Ma <ttl<'!:ito concetto v a PSt<>so a t n li i i l'imul n.t.ori. Ci volent la imnH·n,.:a. ~a:-ui~tit·:b •lt'lla g:uetT<~ per porre i c l inici ad n~ n i pii• so~pinl o <li l'm n t e al prohl··ma di'l so~;p otto della. simulazionl' ~ obbli::arn i ndglim·i. a ricl'l'<::ll'l' pen<iuo, per esempio, per la diagnosi e p~>r h~ valutar. ion<• tli <·artlio}Jat.it• Vt'l'l' o ~>ÌHHtl:lte (C: . Galli) (l). la ve ridicità

rll'l ft·nomeno ;wc·usato D<'O ~;olo DI'Il<' IP:!ioni ana.t,omiche o funzionali, ma aucùe m:i carat.teri psi('ologil'i. E~li ò (·.ht' <'iù cb1· s.;rtnpre fer·ero PITIJ•it·iciunente i migliori medici io tut.t.i i tempi dPve t>!\S('T(' r,ompit.o quo~Jidia,no tli tutt.i, m:~ prorP<lt>ndo ~iR(,I·ma.t. i cumeut,l ·, con m••I •Hlo. h1 sinmln.ziofl<' è t•vi<l\'lltc·menk nn<l. frode o un L<'niativo di froLle, è lUI I'P:l>to o almeno uu equi n• l c n te al reato ; p<•r accertare il rt•ato non IJ;\st.a es:tminame gli t>lT~tti e le di \'Prse manifestazioni, s i <lc,·e ri~alire al reo (Lombmsol ; analogamt•ute non bast.a. studiare la lesione o il sinLoma, soRpet ~o, non basta studiare le circost.anze che precedcth•rv, s• ~g ui J'PUO. accompagnarono l' :.>t t. o si mnlato, ma 11iù eh o tutt.o b iso gua riflalin· al sospct,t.o rPo 1li Rimnl:t>zione, a.llo stntlio della sua p t•rsonalit.à. l h-' n•sto è il crit1·rio domin:~ntc nella medicina legale morl erua. che nui eh~ tempo S('J...'Uiamo in infort.nniRLira, in tr::wma.t.ologia dalla catt.edra e n elle pPri7.ic lllt>rlit:o-lcgali: non solo 1:1. l esiont•, ma il lesionato, J'infortnn:tto si deve studiare. c iu questo cmnpo, purtroppo pochi ci seguirrmo ancora, anche fra i pilt noLi infortunist.ici clinici; molti sono rimaRti all'inforttmio, non scpJH'rO salire all'infortunàto1 men tre da tempo i nost.r i gra ndi clinici ci hanno insc~nat.o clJo non solo la malattia, ma l'infermo OCI'Orl'e studia,n•. Lo .~tudi.o ddla. prr.çonrclil(~ del Kimul a.t orc dew eKsAre diretto alla conoM·cor.a (Id !)Ogg<'Lto i m/i pendtnlf' IIWnle e/a, qualsiasi :;imula:;·ione, r· poi dPvc nssf'!'e ditr·Lto in modo sp~t:iale :dio ~Studio tldla SU<h sincerità aocb t· qui indipt·ntl<·ntcm<'ut.e dall 'oggetto tldl<~. r;imulazione. f ,o studio della p('rsonalità dd !)ol!gt' ito vuoi essere completo, soma· t.ico, antropop:;icolof(icn. clinico, snl'ia.lc, biogralko. Ci opp orrà alcuno, che int,er<'S~'~C si ha ma.i eli c·onor;cor~ le t<'ndf'nzu, le :~spimzioni, g li avve· nimunt i princip:tli dolla vit.a di un intlividuo sot;petto p. e. di a ccessi epilettiei o am n<,sie s imula te~ L \·rrmc sta. appunto in ciò ili ~rederf' cht b~st.i ind n.g:~rc se il sog~c\(.t.o ha avuto o no il tale acr.t>sso epilet.tico, che il problema dell:h aimula.zion•~ eonsist<b tut.t,o nulla constatazione del fatto in (·outf'st.azione e nella f<ttt.ispccie dPll'epilcssia nella con stata· zionc rh·ll'accesno Ppilet.f i co; onde se qtH'f:tO non lli vt•rifica o n on vi è flt:\t.o m oli n Ili <~out.rollarlo non si ri"oh·e ntùl:~ o >;i · mantengono i sospdti mNi r mesi in OSS1'rvazio11e a d ~!'!peti a.r e cbf' v<>nga l 'att eso ooc essn. ( l) G . G "-'-L -

J,' iuc:a rwl tu 111nl !L o.

(l'<>i•<'lntt<'O

1!11':', .


C'ltl'I~;IU DHIE'rTIVJ )\Ritl< 'll·LEt:\1.1 l;\ TI }! A Pl -l~il' LAi.li<l;\"1•:

!lj ! l

fin da.l 1 889 (l) !'tbbia.mo, sLudia udo epil<'t·t ici pt•riziaucli, vo•· la ! a. la indagine al di fuori degli accc•r-Ri Ru tutta la IWrfioualit~~. <' fìu d'allora ri}P\" ~mmo quello • specia.IP caratl.f•re ,, eh<· <·IH'I'ifipon<l<' a qut•ll'H<'pi!rtt.oidìsmo •, che o~gi De Sanctis e ùis<'•'poli Y<tnuo •li vulgando e che a~· <'v:L fatto al L ombroso intntHcle:rc c·oll:l dcti<'<'n:-\:1 11!'1 S<'II~IJ nwl'<ìle l' iclt•ntità o equivalenza fra t•pil<·tt ici (• cr·iminali. Lo studio della persona li tù cl('] <'imulaLore . ;>(·t·ondn il metodo an t r·opopsicologico, si ini zia coll'l·~arrH· ,;omatico, che colrP;,;tlllC della cnr.e e sp~cie ùa.llt' cic<Ltrici. talora ci rinhl> impront<' p r{'7.Ìf~>·Ì<:-imc tti :Wv<'nimen ti rl<'lla massillla i m porta n za {i ufor·t.uui, ln!ioni, Lntunti. <btl Lolesioo i) e Ji graYi caratteri l)Sichici: (impulsi\·it:'l, irrilabilitit, iwihtzitJJ\<'), improut·e eh•· pmtroppo finora passarono iJwsrir.n·ate n.i uof'tri c-liniei. Prosegue cOII'I.'flam.- psicbi(·O, hiO;!ì::'l.fico. ~cc. lnsi.~l iamo spe<·ialtùt·ute ilull'cs:Lme biogralìco che· f;C'ruta le ti i n~rf;.e P poche cri t. i t he: Jauci nlle1.za, pubertà. virilitìt, conteg-no n ella seuolà, m• l lavoro ( i11fortu11i ), n d r:er•izio milita.rc, neg-li o:-;pedali, nelle Nl>l'ceri. nei manitomi. Non •i ha n•ma piti preziosa J•l.'r lo ~tuilio ùt·lla si mulazione che il possedere la vita del so~g!'tto stndiato ron me!.oùu, E qu(•st <1 parte è genc·ralmente trascurata ~ai nost.ri periLi. elle con cril~:r i diniei mccol!!Ono le anamn~;>si dalla boC'<'a· dt>i pazienti t· troppo poco s i ru r·n.1ro ùi ~sumt•rc le: nPceflsarie iuforrna1.ioni pr(·~i"O lP <Hrtoril.:'t Ci\·ili, milit n.t·i, .;;colasti eh c, giudiziarie, e:tuemrie, S<lll i Lari e. N~· si opponga c·hr tal i , inda~ini ,:::u lle lH)rRon;,.,lil iL ~~~ip:·ono troppo t(•mpo: basterlJlJbe por nwnt t• al gra.tt lt·mpo che si Jll'l'dl· nelle lunghe dE'!H·nze nl'gli ospNlali. Ta.nto meno f>i opponga ~h\' JliHt Yi i• li:L bro allid~u1H'Ilt,O sullo no ~izi<' che Jnm·on.c:nJlO dali(~ di,·ersn au~oriLà>, che basta sn.perlc ric!Jit·· d ero e. s~perk poi eon Yenientemeu t l' \' l'~lul an·. O io q~ :t n;~,i clte il gran• quE'Kito d ella simulaziouf' e i11 inforLunist ica l' in 11Wdi1·inn. wiliktrt• p(·r·· suaùn. Lutti òrlh~ U~>Cu>~f> it.à ddla conoscen;,<~ tlci pl't•c·.t·d.•~nLi, elle ta11La lu<:e porta nella pcrsounlitù del so~,:!et.l.o. Iu;.;istenJm o alt.r·o ve ( 2) sull'argo mento. Troviamo strano cb e ron tanLo lus:-;o eli cart.nll(' biogra.fiche pres~o i no!'t.ri uffici di P. R., di st.or ie cliniche n(•Ì fnosl.ri ostwclali civili e militari e nei manicomi e di fogli maLricolari ! siano tauLo trascurati i pre· i'edenti dei sospetti simulatori, m en tre la loro conoscenza tanto si impone. :Son si dovre bbe assolutamcu tc prenderE' alcuna decisione medicolegale senza aver la conosceu~a ù~i fn.tti più impor tauLi rigua.rclauti la vita del sog~etto in esame. · Eppure siamo ancora cosl ill arretrato iu q ue'to argo mento che ~o i

( l ) S. O TTOLWGUI. ~ gpi lt',;sie p;;ic'li<'h•·· H ··ggio .Emi lia, 18 90-1900).

(Riuis'(J ,/i frmirr·,in ' medil:i1111 l~go/,,

(2) 0 'l.'TOLF.!i0Kc l" D E s... N\..'TIS . 1'1" ~~..... , d i J':<ic·hunriu fut\11\>ic. (SuciC'tà Ed i t ri(•" l.iumrio. Milano) (iu p ubblicazimw). S. OT'l'OLE:-<&111 • • Ltt. s clu•da l:>iol,' r.oli ca. d (. l'inval ido .ii guerra. Comtm icazimJt r, 1/a R. A.-r,,d,.m io med,..c" di. Rm.w, 1917.


.roc·lli a.uni fa CJUauùo al lP .\si'iSt\- a. prop osito di un omicida sospetto di si m ulazionc di amnesia. - <:sscndol;i discusso sulla esisten za o no ùi un.'i.llltica <'pilcssia prrsenl ati~ clal so~gpt;t(l quando era corrige>ndo nel r iformatorio di Pisa.. ~i do,·ct L<' sos}wudore il prorcdirneutu p.-.r fa.r venire in udienza l 'antico d ir.. ttorP - i,.;pettorc genrra.ln - chr si trovava in fondo alh~ Skilia per isp<•;r,inni. intlagin<' dH' tlo""''·a e>ssere fatta d urnntP il proCf'llimento. n ha Il i pt ·g~ io. "J olr i Op~:rai iHfOrltW:~I .i àlltCil el:liOUiSti SOUO oggE.'tl.O di ripetuti sLud i p<'ritali per coutroverllif> e be si Rvolgono succ;essivament.e ·c ma~rari llimultant·aJHrntn c nn perito i~nt•ra. quello che fa l 'altro. Comunemrn!;(> poi a.vvi<·nc.· cbp non si conmwouo J!li infortuni p r ecedenti e il per ito aseri,-e ali 'ttlt.ituo inlurt nn io cumwgucur.e ùi infortuni anteriori ignorati. onde rt'ccntmnrnte propOJWilllno l' isf,it ur.ionc di un Casellario centralt· ll!·r gli O]H'n t i iul'ort.una&i (l) . I/e~;ame dt>l soç-~PtLo I!Pvc natmalment.c CH:>cre anche clinici) indipcnrlcntPlllCHtr !lall'og~(·t tu d!•lla simulazione - E' evidente che d evc·~i e~n.J JI.iuarc clinic:~mentc non solo la lPsionr, mn: il les ionn.to, non. solo i f<>nnmcni morlw s:i :weusnt i. ma tnt.l e lt• funzioni or/.!aniche. :-io è indi· !'p<•nsahilc in t·lini1·:1 Psi.Pndt•J·c l'c•s:Lmf• U·OU s,olo sul iocolaio morboso ma. su t.ut t.o il IJtalat o, i'8 è C<11lOUP in tJ·n.unHLt.ologia forense non limi: !.arsi ~LIJ'l'S<11l\t' !h•ll<t lpsiOU!'. Ri L.ralt.i di ksione pt'l'KOU<J!f' O ui infortunio. ma. a t nLto il Jp;,ionaLo lli'I' lllOltPplit·i problcllli: st:tto anl-<•C;Nlt•HtP. prognosi, non Io (· Jll!'llO rwl <:<1 RO 1l i si mul:tzion\· 110ir h è (rrqut'HLc•ment ,. il sog-w·tLo lHII'l rt·care t J':t<·{·t· ùi a.nf.t•c•.rtlt•nf,i e prrsi;;Lt'ULi processi morbosi ('be dt•Ynllo f\\'!ll'<• molLa i m pm·t anr.a nell'ori{.dne ùclla simulaziont' e 1wl contt•gno da l11i tPnllfO nt·lla. simulazione sLt·ssa. 0. l'en::l.ndo di NllliJKCPrc la pl'r:>onu.li1.i'.t. dd simnhl>tore, ::;peciali indag-ini naf·m•a.l nwnLc sa mnno ri n111'e a mt'tLere a.IL1. prova la sua !ii ll<'l'rità P il :mo ùesid{•rio di ing:lnn;l.n· al tli fU(Jt'i arwbP tlPll'ogget,to delh• <·on te..; 1a.zi onr. La. sinut·rità. elci sog-~et. Lo va studiata con t~Lt.o J'arst·nalc che utì'r~ hL ll<'ltH'iol i<'a moùl'r·na. nwcli(·o-lt·gn.l<• specie nel caJupo psicologico forense, t;hr è r appn•st:"uta't.a dall'os~>rrv:tzionc, dall' inLt>rrogat.orio, d agli espl'rilllPnt.i. ùn.llo ~;t.Hdio <l1•1ln. <·ondotta, ùt·gli seritLi, e<·<.: . • ,\Jenne imb:..dni n<;ppme nl'lle ph'1 sommario visite d1 a.mbolat.ori, di c·ommiRRioni rrvil;ioo:tli vauuo t.r<lfìC'nrat<• e fra, qu c~l.e prima l'osservazione tl !'!la. mituieH. del so~gl't.t.o lin dal p1'imo momenLo del suo prcs.:utarsi (mimiea fa<·ei:tlc, ù rgli nrLi, respiro, n.LLoggiamcuto) in istato di rip<>~o, in fnnzione. sotto st.a.ti t>mozionali, quan1lo n.on si <·rrcle osscrvaLo, o quando è inlerrogn.t.u, duranto sforr.i fisici, em<>zioni, ecc. Giover.1 osservare la maf;chcra facci:tle in questi diversi momenti omle scopriro quali sono lo parti .Piìt mobili sulle qua.li bisognerà volgere dirottamente l':ltten( l ) S. Q·rrOL'f'~C:Hl. -

Il OIIH•' IIario cen trlll<• (!pg)i l'f'RrHÌ infortnaati. (Comtmiraz.;CtTW

" ·' Suoielà di nw itcin<' {egule i11 R ..m,,, .Homo\, luglio 191 S).


zione durante speciali eccitamenti. in dati momenti nei quali Ul·t·orre intravedere le minime reazioni emotiH. Interessantissime saranno per SCOIWit·e la siuceritit ùcl soggetto lo risposte che egli dii quando è interrog~tto sull.l'originc di &ventuali cicatrici cutanee più o meno caratteristiche, tanto più se l'argomento possa. indirettamente o diret.Lameutt• i.llterclis:trc l'ogg(>tto della simula.?.ioue. La spiegazion(' assnrùa data da un coud;~nna.Lo a lieve pena secl ict,ute Rossetti, su cer-te cic<~trici da autolesioni, fLL il primo d<Lto sicuro da. noi raccolto sulla Stta. simulazione di identit<'\. e sull'occultamento di gravi p articolari della s n;~ v tt.a che, solo <La noi S081>Pttati, ci prHLarono- a scoprire in lui un austriaco di In:;bruch, ~>vaso cl;LI tnaniqomin crim inale di .Aversa, condannato n.31l anni pcromicidio, rapina. c stupro (l) . Rivelano facilissimamente l:\. m:mca.nza di sincerità le. spi<•gazioni date sui fenomeni shnuin.ti, i.lU lesioni procm:a,Lcsi l1al sog-g1'Lto, kmto più se :)Ì lascerà eh~ Pgli ;,;poukl.nef\.llll"Utc l'<occouti i vari episodi, le sensazioni provate, tutt'al più limitlmdosi a qua.lchc opportuna inLPI'rogazione evita.nùo però assolutn.nH'nto di hl.:scifhr tmsp~~rire il proprio conv incimento ~:nùla veridicità d€'i ra.Lti ospo~Li per qHanto a.s~mdi: anzi tanto più se tati. Riguardo ai metodi eRperim<:nLa.li per :;agg-iare la. ;; inr.CiriLà, non sono indispensabiJj illtrumentari complica.t.i per nn primo saggio. Util i :s~imo è lo studio della f:eusibiliLìL; puèl basLtrC', lwn a,dotwraLo, uno spillo. ma immensamente J:!ÌOverà l'eHalll<' mctnclologico (Lombro:;o) con una. ,;liti a elettrofarn.dica, che. perrnC'tt.e di g-raùua.re l 'ecnitauwnto n, volonL:\ c ri\- ~­ la.re coutradi ziolli, i n veuzioui, dissi m ular.i OHi, ;;i m ul<J.r.ioni, sugg,•slii oui. autosugg{'f:f.ioni (:.n. Ut.ili~)\imi mczr.i lli i111lap;inc! offriranno il ca.mpinwt.ro anche il più scmplico \3), le lane coiomte di [folmgrcu, un comuue Ol'Ologio, lUl dia.pason (ICI' l'udif;o. soluzioni gmdtHote per l'olùof.to e il gu!lt·O, il magnete, ecc. <'o~>ì si dicfl. dell'esame della forza anclw semplic<·men te fa cendosi st.riag(~rc le dita, dal sogg(lf,to. o t·ieorrr.rlclo a.ù nn diaamnnwt.ro, meglio ad Ull diuamografn, ad nn ergo~ra[o. Non dìmentic.:hi il perito c.:hc l'essenziale sa.nì. tt•ncr conto dcll'att.eggiamento del soggetto, del contributo dcl!'elemt'nto volit.ivo dcllt· tll'n sa.zion:i accusaLe, della corrispondc·nza di queste colle r on.zioui or~a.uie:he (polso, respiro, movim<>nLi mimi ci). (~ucst. i esp(lrirncnti s:tranno a,l trett:.mto rivelatori se il perito saprà intt'rca.l:ue abili :mggcsti:oni a t1·rnpo debito che hanno l'eLiet,to 011posto delle inconsnie suggC';:;t.ionì colle qu;J.Ii poco abili sperirneutatori provoc:tno sui loro m:'\la.ti speciali r<':\zioni subbiettive. (l) S. Orror;e:~OIH. - I n CMO di fodea itlo•Ju.it.il. (Bolle/lino della scuolu d i , .o/i:.ifl sc iclltifìca, fll><cicoli 5-6 , 1915, P"$!· 160).

(2) S. OTTOLENOm. - l.n m isurA. ù e l ù c>lurP. (!11.<'sainR.· D~ Gillrgi. llubhlica zincll' in <mo re di G. Z iino, 19()7). (Au.i Gongrr..uo i.ntertuu ionnle di m (){/i<;iufl. Romu, 1893). (3) S. Onor.ENGIIL -Lo ricc·rche porioptwnut.richc> nulla semeinticù medica f• •r~na~. (Rivi9la di f renvuri<•, 1895, X X 1)


t 1:1•; Eli! lllll~T"I I\'1 \IEDII 'O ·I .E(; AI.I J:\ T~; MA DI ,_! M l'I.AZlONE

l. l

Bi;;ngua lWl'Ù proredC're b<'n ('auLi nell' int.t"l'prctaziouc. Cr.s:.ll'(' Lomhro~<o avendo prr venuLo innanzi a d un' isterica ~ospetta cii :;imulaziOJw c·he il mngueLe a>rebbo p rovor.ato un acc<'sso , questo vret<eutò ht mala.ta. con stupore dri prt,:=:enti, :>ppen:l a>vicin atole un magnete di ... lrgno : ma nou potrebbe anchr P~Sf'lre stato questo efietto di in<·onscia. :1 utoSHJ!:.Q'O:'tione della malata 1 4. Ta.st a ta la sintcrit.tt ùPf sog-~etlo si passa a. sLndia.re l 'oggetto d t> !la SOt;pPtta t a si nn1lar.ionc, ~('ronrlo il criterio clinico. spt'rinwntt\le st m·ico. . ( ' rit eriu clinicCI. ~ l <olti dinici \li front<• ad lUla data 3intomatologia, diunan:r.i ai rarat.t(·ri ùi una data lt•sione. ammettono come criterio fonèl:luwnlal<' chP :;i tr(ll/(t di ,qimulo~Ì0111' fulfr' f<• 1·ollc in cui ?n(LIIl'<t la cor,.i,çpolldf'n~a. cun qtuteb·i murbuNi d1'/i11ili di malattie <li proccl!si morbosi 7rlf'ali o gmerali, con quadri l'finici cono.\·~·iuti. (('ome afft-rmava rec~n· trnH!l1lP in pi eu::~ en~i;.;lica bPlli<-a "\. -'forsclli) (1). Jl CtJUCltttlerc ch e maurant1o la corri~ pond€'nza con ~;in<lron ti clas;.;iche di qu:\dri morl1osi . si trn.1t.i eli simu l m~ione è, crctUamo noi, errato: tale ruanC<\ta corrispontlcuza potrà indune uuieamentt• un Hospett;.o sulla genuinit<\ del sin1 orna,, onde t;i drn proc·cflerl? ad a ltre ind::\giui: SI? man· rnsM•ro altri tht i Hon Ili 1nu', c·olwhtdl'l't• JH>r la. simulazione. Tn ra;;o di (J\tPLI.omiC'illa. r(•troindiC'nto (pag. 951) sospetto di f:iJnulaziom' 1li :l.JIIJWSia tli tafti rorriR pOtHic·nti nl reato. 110 p flichiatra perito a li<• Asxisc• :;ost <•nnr r·.hp l ':llnUP.-ia acc·ul-ata t>ra sjmuiMr•, pt'rebè il q11 ad ro cliP :1\Tt•hhl· IH'PI'I·nf:tto nnu r·orris1H>mlcva alle amnesiP cl!'scritte ùa;.!'li n utnl'i. :So i ~o:-:tPm'Jll m o invece dw non bastava. qut•sto dnto per ~?l< d w L1·1'P la \ ' C l'id id tit. del si n t o ma arcusn to. Irwere lo studio del fatto: d1·lll' ci rco:>t an i'. t' autecetlen ti. p· J10f;{eri ori e prì1 che t 11 tto Io studio della lH·r.~oualiUI, dPI sol!~:ctLo fa.fto dn me o più ancora da. due direttori di manicomi g-i11di:da.ri nei q11a.Ji il sog-getto rra stato accolto indtt~!<ero il con\·in<'iment.o che tii trattava 1li un ~?pil<'tLico. eh<' ilTeat o fosse· stat.o inftuen;r,al n dnll'epilPssia. e ehr tiwlto probabilmtmtr l'amnesia accusata non fosse si m nhtt a.. Fu condannato come simula.tore e iutrgro di mente, ma pochi mP;;i dopo ritornava a.! manicomio ~udiziario. . Anche l\lair<•t (~)a proposiLo tlel valore a dare a certi sintomi con~; dm·ati incnmpaLibili con la sintolha.tologia eli tipiche forme morb or;e nota che que~>te incompatibilità talor:t si riscontrano ancbc in alienati vert e quindi uon sempre incom1>a.t i bili con In.: pazzia~ l A Si cii ano fra i ~in tomi di simula:r.ione l'insorgmza. troppo lenta ( · llot·:~clli) ..A.ncbc questo sin1,omo va. considcmto con grande riserva. L'cs~ln­ den· J>Oi la. veritlicit:ì manca-ndo vna cawu1 pla111.~ibile, è gratuito - ble.o:. . l' t 1 l . ' J. .,.,orbo~l· e'Il P n\bl)(' t•ssen: s 1<'Uri t 1 conoscere tu t .e r cause t Pl proct' S~< "· (l) .-\. MOHSP.J.IA -

P~it·hiatl'in ol i cuet·t u.

(Gi orn. 1m·d. mil.. 3 1 ugo>W,

p . 5 \11))

(2)

\ {HRJ·;·r. -

c L•• o<i111n lati"lt

d·· h• ful ioJ • . P"ri:s, p.og . 21a.

vn r. J91 o.


CRITF:RI DIRBTTIVl liEDICO·J,EGA t ,l IN T~ lLA DI SIWU LAZIONE

•

9fli~

:-:i concludP da molti per la. simulazione. g1~ando la :sintomolologia Mn ~ic~ accompagna/n da fl i.~lurbi fi.~ici. La lesione- a natomica. soventP non è f'v identt>, e può anrhe esistere e oon avere l'i mportauza funzi ona..le t·-h e ~<i vorrebb(· com e nota G. Galli (l) per le malattie di cuore. Qui entra in questione la. importanza a dare ai « sintomi sublbiettiYi di origine psicogena )). Qualcuno (anche qualche autore noto in infortTr nistica) vorrebbe non prenderli in <'onsidrrazione. Noi, pur dalldo la. mnt!· si ma impor tanza a i sintomi obbirttivii, non accettiamo questP conc lusioni che cre diamo erratA.>. Possono e::.ist.ere fenom eni s ubbiettivi che dN·ono r·.~· .~P,-,· raL·u.ta.t i percllè possono essere sinceri (' se esistono costituiscono vcr·p debilitazioni sia pure temporanee. Sarà oggett-o dell 'es~~mc pRicologico "' tliniro l 'accertare l 'esistr•nza di questi sin tomi possibilmentP obbiettivan<loli: t ipico è il fenomeno dolore (dolorosità., ùolora.bilità.J. Concludo: p it'l osservo si mnlatori, più mi convinco clw raris:>irn <~menL•· un dato solo, quasi sempn• una serie di da t:, può <'On vincere sulla ~imula­ :dune. Pos~;ono mancnre dati clinici s icuri e può non potf'rsi ct~cl ude1'~> la simubt?.ione. <·om(' n·diamo in medicina IPgale concludersi per avvelennmento anche quando il chimico non trova il veleno. Non possiamn quindi con<:ordar,• toi t'l'i t c·ri <bpplicati in rE>rente circol ar<· H pr oposit o di'gli autoll'Sioni;;;t i <:' llHlllM <l dall 'autorit. ~L saJ.J.ilaria rnilita.rt', uve è aff(·r· mato <·h(' non ~ i put) •lenunciarc il ca>~o !w non si raggiunga la. 71rorn t'l i?1ù·a. Può n1<1ncarP la prova clinica ed avt>rsi la ce rter.1.a. m<'dico-legn h· della aimuln-r.ion<· appunto perchè il problema mf'dic:o-legale della simu · lf,zione non si ba:;a ,;olo ~m lla prova clinica. ('ri'leri o .~p eri ""'ulrdc. ( 'ompleta la, consta t ar.ione clinica, l'inrl~Lg in•· Spl•rimenta-le stù fenornt·ni accul-lati . vìa già seguit.n. nelle inda;!'ini sulh si ncerità generica <h·l Rog-gl'tto. Cosi certi fenomen i di alterat.a motili t ù. 1li a.lt.erata. ~P.nsibilità . così c erte nozioni s nbbiett.i-ve : dolort:!, iUusioni. alluc inazioni. f\blti di rrc-itamrnto, stati di clcpres~ ione. sta.ti deliranti, pOil>:O-!lO, ~e llimulati, non resistere a-d abili indagini sper·imentali. n rnutanrenti di <Lmbiente. ad abili suggestioni S i è l'i corso. ai na.rcotici (' lai ret (:.! ) per riconoscere la. natura organica o funzionale eli certe pn.rnlisi. Ocsa.1·e Lombroso ricor:se a ll'<llcnol per la rivelazione <li ac\ressi epilet-tic·i (' d i stati t'(]Uiv~lenti d 'ira<.:Ondia morbosa. È discutibile S(' si posaa clal pu nto di -vi st a deontologico medico-legale ricorrere a questi mezr.i infidi, difficilmente do.-abi li. sempre ' tos~i ci. Non ammett iamo a.ssolutamente si debb<l ritorrer e alrit)nosi (3) che noi rubrichin.mo fra i mezzi violenti elle fuoril'!1-C:Ono dall'ctita medù:o-lcgale. <:om e fuorie:scono lr applicazioni, r·etrorit'ordatf•. delle con<'nt i elettriche ad a lto potenziale che quaJche colleg :~ p:-:icltiatria applica per scoptirt• le simulazioni nei militari . Come pE'r l ';lt.· t·c·rtn.mcnto llell<ì sinc,.riti:t la. senwiotica mo:lrrna offre inl'ìniti mP?.zi flai piit ( l) G. GALLI. - L n c•udiopat ia. nella suo mo l orna concezioni' in rnppo11 o nllll Annali di medicina navaJ.e, XXIV, Vol. 1-fa.;c. V-V I . (2) MAmET. a La sim ulation de la folie». P .nia, Pll.s::- . 21 3. (3) S. 01:-.o•ENOill. - La 11u~geatione e le faeolt t. Ot'ettl t ... - (Bo C'c a. l !:Oo ). SO - t;'-t.,.alc "' Mt"kttta Mtlilat·c. - Fuc. 'Xl .

t:\1 ·rra.

-


954

CRlTF:Hl Oll!&'l'TI\'I ~~~:IJ I CO · Lgn.H. I lX TE MA DI SlMUI.,\7.10:\E

s~>mp . u·t

<li pitl comp~ic:ì-ti . .\la <pw>;ti. nw117.i dt•vono auzitul1 o c :;<·Jui•n· !'ispl'tfa.rt> la p< ·r~oualil il nmnna non <llluntauar:-:i mai dallr lcgJ;:'i dt·!la tlll !<l ni l il·. ( 'ri l n ·io .~ lvri ,.v. - l n lt·tll a d 1si m nla zio n r. il crit<>ri o ~ toric·o a S1lll mc ,., i· d(•utc•nJE>Jttr notp,·olP imponanz::t . poirh<· rign~ncln le noti:.:ie- ,;ul i,cfto .>k»o della sintulaziom•. Tali uotL~i<', a llt> qna li donù il perito t>C'J' ulli1u•• ric·oJT<'t'r :tppunto p('r e,· i t are ogni pr•·ven;~;innr, rign;u·cblllll gli :u 1i enlll · piuli tlaJ .so:.:-gt>tto. il ronl<·.~no t<'·nuto pt·ima. c <lopo, uol i:.:ie Jll'0Y•·nit•nti clalle l·.t•sf imonian;r.c, <la int'onn;~zioni as:>Htlte e raecolte negli :'l t l i. Ta.Ii nntizi.l' ,;lo1·icbc Ù<'V0110 (':;s<:n• Ufl[f"llfl di rigoro.~o s/1ulifJ pNilafe. :->a.n1 ei\~<·1\ · ~r.i:tll! compito mcdico·lPgale va.g lian• il val 1re ti<· Ile notizie fornite Sl'COIHIO ehe ~i tratti eli soli tc ppr,·:::au~mti o eli d11fi di i•~tlo : di <lati di fa\t1l con 1roll:tbili o no, tet·nerHlo m:t;-;.~i nw eon r.o <le lb C)tUt.lità rl~;>i t.es ti . de::! i informatori (età-, sesso. c·.ofldizioue ,-rwialt•. prt!redeut.i , uec.). Sa.l v o poi pro· CPd f're n SJt<•ciali int{·J.'I'Og:.tLori. a oonh-sl.azioni dt'i tt":;ti sl t•ssi t' di'i ~i­ mula.lori, iuda.gi 1ti C'be rientrano nPII':tmpio r·nmpo d1•l t·ril<·rio anlrnpO· p l'i<' o l ngieo. Clw valore ;.~ovr.'t il risultato po:>irin.1 <lell•• in•l;1.!!iui wHaPS}lll:'t<'1 rigwH·.Ia.nl i il el'iterio storico. <i i t'nml e :ti gin1li;do JW I'italt' •lella simulazioBe! I~ per· eiiPmpio s<· il p••l'ito o aJt.ri ha t'accolto la. dC'poi!izi•lll•· <li un lPilll' clw ha \'isf.o un a.tto simuh~to <'hC' ass.,~ua.m<:nto puc', di c·i•'J farr· il pPriro ~ ~n le• irHlag ini frttte tlal 1wri lo p<'r valorir,zare qtH'Sl:.1 tll'JIO-iziow·, lTII':5SI' iu rappono ron !t• ri.;ultaru-:1' ctc.!!'li itl t-ri Mituri, confC'rmauo CC)ll una cNia. probabi l it~l la. ,·eridir-it ù <lella testinroni;t.nza, il pt'rito u•Jn può i1 li H' IlO eli t rane Il~• ({H l'H·~ fourlamcn Lo pN· l'accer tai t H' ntc1 o Ilit'IlO ckUa simulazione. Ma . se le nuo\·c inda.)!iui non a,n'N~ano nuo,·i ùa.ti rli co nvincimento e nemmeno ur. offrono i cwiteri c linico c <\Ut.t·opop:;icologit:o il ~olo dato [orui~o da'la pr<>Y~l t<•t>ltimonialP nou può n!!:·wr<· ~;ufl ì c·il'tlte Jlrt' H < :onvincirneuLo tlel perito, c.:hc non potrà m;ti bail;\rt> 1 ~> ~ n e c·•Jll· C'lusioni snlh11 ,-ola de posil',iorw di un tt·:>l e, :;;~l v o q nto:iLa si<L ri.:; 111 t ara. cl~ indagini l'at.t c curt.ame11te o molt,o proba.hilmt'ntc vt•J·idin<L. N1\lln. cil.at.:1 circolarr emnnata dall 'a.ntori tà, sn.ui t.~~ri:L milit<trt' ~u!!li autolm;ionisti si pmh di t~Nfe::zti <l1:l f'tllo; :m~i ~i :W\'f'J'touo i uwdil'i che se vi è questa ma. non vi è b prova r·fini.f'rt non si denuncia. la frocle, ma si inviano gli aut.olcsionist.i in zona di guerra.. Qut•sla. c•o;:;i detta catez:::a del fatto no11 può a.ù altro riferirsi eh(~ alla pr<Wà t.e-stimonia.le fM~ nita da l critEirio storico ln<l non si può a.s:;oluta.mente pa.r la.re di crrlf z.:-1t se tale deJ>osizione non è dalle altre indagini J)erìL<l.li <limostrata veridica. l'je manca 1;-~, dimostra.zioue di (al(> veridit~ità, ùa. sola., non potr::\ indurre

l'autorità S<illita.ria militare a qua.lsiasi provveùimento meclico-lcga.le tanto meno disciplinare di carat-tere militare qua.le qnello ll'invia.re il ~;ospett·<i-IO "irnulatore a.Ua. fronte. ~e invece h' ult.<~riori indagini peritali accertano e l'a.n.no ritenere molto probabile la ·veri<lic.it~ della wstimon.in,nza., uuehe nwnc:ando la prova. clinica - per quanto retro esvonemmo - potr?l il Jlt'l;to d ar(' nn P<ll'f'J'<' <li c.t-rl <·zza, o almeno di probabilità.

\ f


CRITERI DI R E:Tl'l\'1 )l~:nJ Cv ·I ,I•.c : ,\1.1 l~ TEMA l'I Sllltl' I.AZlU:'-1-:

L't-:i;:it·nzialt• si è

<:Ili' lll':i" UI\ C:tllll' iJll·i llll.'lltu vv.sit.inl lllc•t[:c·o · lt•g;llc·

\):)5 ,j,t,

faLto basandosi uniNt111 f' ''/P sulla clc·piJ~ izi•>ll•.' Ili 1111 tp;;t<.· <: <-!te :-: i lH'O"l'~ll<l uelle indagini a.uche quando m aH<·a la prfJI'H di11it·a. Torna a proposiL(J J·icorcla.re ttni un malint.t>-:o mo•d ir·.o-lt·J[:tlt· <H'l'olto da alcuni c linici milit.ari. Vi ha <•Ili. in ·a.ri<:<tiO eli dan· il pan·.n.: dt:liniti1·o. su militari sospetti <W Lo!Psioni ~ ti. rit:o\Pl'ati n C'l le sezioni appu,.;it.c. rill'lltlll ,Ji dov<'r conc:luclcre, has:luclosi u nit·arut·n te· sui .fer tom<: n i c·h~: :;i tollii l a 1;t no ucl momento d él proprio esa nu~, non solo nonll'Ueutlo eont.o ùellt· ri:-ulta uti clrl crit-erio SI ori co, ma. nuche p erllillo th·.lle c-on stai azioni fa1 t e cl<ti Jllrclici iw:aricat.i d ello stuc lio ùcl c.:m;o. È eviùc• u te l'c·rrouPit.ù di 'lue,;to <·ou,·inc·imeuto che u rt;t co11tro o~ni plù (:lemPntarf' trilt·rin ntPcliro·l•:.gah·. 5. E sito clellf. indtcyini peril({li . B. er-ru.bo <:rc•tlt•re r:hè in tt ' lll<l cli <imulazion~;:, como> in qual:'i<l.i\i tt!ln<l }writ~~l e , ~i po:';;n .::>t~lllpl't< t:ou du<l cre ron rer/,• :;:..c~; anzi pii.t CRpert<l s:1ri't il ]h'rito, piit prat.ira av rù., l'iit ~arà, cauto n el con<.:ludPrP e più r:•ram<·n t c ~ c·otwlmkr.ì t·or1 <·u·tc:;a. ùt•H:,l I'OU maggiore o minom! probal,ilit.à.. D ato c he il rh;ullato d <Jlle imbg iui ~ ia Jlus iti l·o. b clial!tl(J..;i in lc· u~e1 tli simlùazioue ,-a.l'ia tli CJUHiilà e g'l'fl.rlCI. La. fonna l.J ÌÙ a l i euual.a e ohlht clalla cosidetla. pr:rst·n ·ra.:iolll: :;u cl:~ti :-;i ntomi. morbosi w·alr c1onte pre · ,,·nt<tti d a l :;ogg<'LLO :-;ui qnali egli per,.;t•vt•m ppr interes:st· è .Pl'l' ttnauto ,·adano dissipandosi. } 'rP(Jl.H'tltc , piit o nwno inténli<l~ si iur •,nl-1':1 la ' '" ll!f' m:io11•· ili ff.momeni rra.lnwnte e,:islent i. i':ii può c.:ousl <~l a n· infin e la \'l·ra .sillutla::i,JiW di proc~;:ssi morùo:-;i non esistenti c la prer'ei1Y-l\ di n~rt> aui•Jlt:.~ioni . So· rcnte ci t rovi:.t.mo di fruuLoatl nna prdr·81o:ionc di l't·uotneui. dovnt.i a. prec·t•ùenti pro cus~i morbos i che verr('ÙÙPt'O rift>rit.i a. fai t.i re<·euU JH't' fin i più o meno interesl:iati . JJa ca.suistica b elli<:a ba confenn~Lta. h1. l'n· t! ueuza. 1-{ià. ri q ; \;L La <la Il:\ infortunistica. del lavoro tlcli~L simula::iow? .~ubc·oJw:ia ori~dtl:J.t<t ch\lla. preoccupaziont1 degli cRi ti c!Pll'iufortrtulio bellico nei rigu;lrd i d i aspir<\ · r.ioni a riforma. a li 'asseguaxionc di data. categorh~ eli pt>us i•mP., c he t là. luogo a.lla b e 11 noLa sindrome di .Brissaud (sini fit.rosio l, la tJII1dt• ù.s~IIJt te la forma più variatu, sì cla raggiungere i confini eli nna. \·era ps i C;o~ i . cou~E>guenza dirf\tta de.II'~Ln·enirncnto che si cerca di sfrutL<u-e. ~nn :-;i lm.tt-;L per Io pilì solo eli lUla Hindrnml', ma di llU'alt er az,iotw piit t) ll h' liO colll plct a cle lia pt·rsonalit à <Id ~oggetto . (;. l. xi mtdatori. - Il (·Orllpiln p(•.1·italo• no n 1\ I'~H UI'ito colla coustiata.ziouc <·lte tlll d<Lto silltonca. è :;itnulalo, dw u11a 1lab~ l(·o:;iultu è ,:t.ata. pl'ovocata ad arte. dal so~,a!t't to. 11 p (·ri1o aec;Prt r~ta. la. sinnlla:r.ione th~Y l' nt•cessaria mentc risolvt•rl' quest'a lt ro qtw>~it.o: 81l if .simuluton• t. più o nnrmalt>. Nella nwdicina. \(•gal · comune il IHa.gi:-;tra.t.o puà J'ic·ont•re al P~rito p er e onoscer<' t>l' cl.Ji hn comtu('>lSO un dato rNI.to è o 110 imputab~le, e uou l;cone il mag-istrato a.! perito tw. non l\<1- d ati fond<\t.i tWr ùub~t.at:e dello stato più o m eno inft:rmo di m c·n 'e ùelnmput<~to. ) fa in tem~L dl Slruula?.ionù il c-:1so (• ben divPrso. !'4iccotnP lt• iuda.gini. come n·demm o, pr•r scnpril·t· la i-linntlazitmt> ll(lll pos::;ono ,_.,..,;il!'('l'si solo su ll'og-

.,,,.,w


9:1n

(;ltlTERI OIHET11VT ~IL':DICO · L EGALI IN"T ~: MA DI SBIU LA ZIO~ E

gt·t to d Pila ~i nwlazione , ma d evono t•sl~:·ndersi a t,u ttH· la pPt'f!Ona.lità tlPI ~o:.r:.rr tt" - P questo rlen! ora-mai e:;scre ri cono~ciuto com e una ucce8sità rrt Nli eo-le~a~L·- nnn può a meno il perito d i esporre qnali convill cimeu t.i pnlt'• (·_gol i fa r~i su l ~og"getto esa minato, colla differenza che in questo ea;;u 111111 i' il peri t o lt·gato a l problema eli tma imput<"tbilità maggiO[(' o mino r e Pllt ro i limiti (li lUla inferm ità mcnt~tlc piu o m eno complet•~, m a lle•e "~'' PlltlPT1ii alla. Nm;o;ta tazione dì fJ n;tlsìa..~;i C'Vl'ntm~tl c a.bnormità. p~ithic:b '"''" riv1·li nna m a,ggiore o minori; temibilità.. E potrà. t'ven tnalmcntt' aYvo·nin• t: IW il ~Ì1Hlir.io sulla pCl'::iOn a lit.à, dt•l ~Oggetto JlOSSa f'SSCr(> pitl :-;j. \'1 11'11. piì1 fond ato <' quindi più uti}(o pl'l· i provvedimenti ulteriori Rpec: it' llt·lla <·•t"ni:-<t i<·a militare c he non l(• <·oust atar.ioni ta.lor~ in<·<•rt<• Rulla sùnul. tzionr di d aLi fenomeni. (~li slntli sulla personn.Lit.iJ. d el 'aimulat,orc· bauno tlimost.r a.to onoai all'e\·iden z,t c he ln simulazione può costi tuire essa st<·ssa nn s intoto.o d i nhnonnitit ment:tle.. di drgcncraziont' psichica e <li amor alità più o Ili<'UO eosLitwdolwle, puù esi'cre tina m aulf<>st11.zionr di infermi tà m rn.t..ale . l Rim ulato ri i111 qmtnl.o C(:J'(·ano di frodare sono da considerarsi come d eliuquC>nti v-eri t> propri, fra i fJU ali riscontriamo f utt.e l1· varieLi'1 dai rappre~cnLanli flP ila più rOillUilt' delinquenza. ~~i piì1 g(•nuioi prototipi rli a l irn;tt i. c· h" tu t l i Rono com prt>Hi n ella m i a da-Rsi l if:a zionr ùei d e l irn. '1111'11 ti (l ) n iova audw fra t•asi rlifitil)l{urrr i nou infrrmi rli mcn tr, e gu inf(· r mi 1li meute. rifPrcndoci a lla in fermi til. mentale cont<'mpla.ta clalle tlisposir.iou i tl<'l Co elice prn <\l f' a.t·t. ,w e 47, all" qua li s i possono rift>rire anrht• le corrispond t• nti disposizioni d el Codirr p ena.le milita.r''· l:'ra i non infermi troviamo tul;t.c lP n\riE>t~L di cri mill:~lit:\. U na d1st in zio n P fon1lamcn tale. r1 <l farsi è 4 nella dci si m ula tori avent.i pree:Ptlt>nti criminali. Si t.rnt.t :'l. di comtmi d<'li nqncnti frn. i fJllll·li la simnlazi uJW 11nn ì• ('!w una. d f' lh' manift'f<f,nzioni d<'ll~ loro criminalità: la. p<·J"SonuJit ù t·I·iminal<· foggia notevohnent,(> l ;~ simulazione, erl è e \- i· dt'ut.e p1·r(·hè in •ttH•sto t·a.so il <~ogg<' t t·,o ha già. la ma~ts im a a.t.t it udiuc a. tl t:linqucn· . ;;ar:·, magg-ior(' JH•rù nei d eliiHJII('Jtli aven Li pn•c(>(lt' nt.i rrirninn~i in t1:ma 1li l'eati contro la p ropri('t.i't. Possia.mo a nRi di1·r d a. quanw tJ:;:~ervnmm o in in fo 1't unisticn rbe la sinHtla.r.ione P la lit,ig iosit·i'L, !lnvt·n t t• t·on fJUl'sta <·nntws;;a.. pm;Ron o cost.it n ire nn ~o:;.t.i t utivo. nwglio u na n 1Hwa ori1•ntar.ion<' d1·lla t·t·imin:tlità strs:;a s p c(' ifì.ca.. Ii ~imulatbrP p uù n iJn ~~vcn' JH'<'t·cd cnt i c·rint inl'l.li VPri P propri, m a o tTrin· a ll o studio ~u nro­ p o p~icologicn tu t1 i i t·:tmtt.e ri de lla . p i i1 gmve d cvia,zione morale . E' q nf'St·Cl il g r:1on nwrit.o d ell'ini! agioe tH l Lropo p~; i cn l ogica (· b e l'i ,-el <~o inolipend(•Hlc.nwnt!' da 1 n•nt.o soRp<'t.t.ato. In mtlm litil d el :-<o:;!g('f.to, la lat(>ntc n :-;1·:\.ll.ra <·ri minalit;\.

( l ) S. 0TTor.t:N.,BI. -- l crimoot,ùi. !Pdr l t; TI in T mllat" d• ,,,,it·h iutrÌir forr/th c di

( tu .. kn~J,i ,. D·· Srmct i11). (Stoc. (·d itt'. l tl11 nriu, Mihttt u).


CRITEHI DfRETT!Vl MgOICO- LI!:GALJ IN T E MA DI SBI~LAZ I0!-1 ~:

9i7

Trattandosi ùi individùi 8tnzaprecedc nti crim inali ,Ya consider<"l.La la

simula?.ione eome un primo fenomeno criminoso palese e pot remo tn•va.rd di fronte ogni varietà di delinquenza. Si distinguono subito i piti dai meno a normali, gli spiccatamente anormali f' i quasi normali. Fra gli anormali troviamo i pii1 t ipici esempi di amoralità costitu· zionaJe (delinquenza congenita) o acquisita : fra i quasi n ormali troYiauto individui che l 'occasione ba realmente trascinat i a lla s·imulazione (dt•linquenti occasionali che qui direi veri infortunat i moralE 1lclla guerm ) ùal COntegnO tipicO. :Si trat t a SOVCUtP di Simulazione per irnit,aziOO('. per SU{.!geStione, pm· re~~zion<' o di dite$U. 1 p~t· paura.; molteplici ca-si ci fornitiCt> l'in· fo rtunis t ica di individui trascinati a ~> imulare per mal<:' a rti dPgli Messi uffici dii protezione ai. quali ricorrono 1 p er interve nto di Len~i che llt' fanno una professione vera e propria (casi di Livorno, Sapoli), e soV<!nte purtroppo per rappresaglia, peJ· difesa contro infermità., les ioni non riconosciute. La casuistica bemca ha moltiplica t o a nche qneliLO gruppo offr~:>ndone mol.t eplici occasioni: la sospirata riforma. dal ::-ervizio militare per mancanza di sentimento pat1·iottico , la anelata liberaziont> da troppo prolungate fatiche d ella guerra, la mancata consta tazione di una infermità, il raggiungimento di una data categoria d.i pens ione. :-;ov cnte il simulatore a.ppart ie ne a quel gruppo intermedio tra. infermi e non infermi di mente (zona intermerlia di -' Iaudsley) rappresentato dai n evropatici (isterici. epilettici, ncvrastenici), e degenera.t i ps ichici s<>uza tnrbe mentali vere e p ro prie. Può il simulatore essere un vero infermo di mt>nte. l >istinguia mo y uelli che s imulano la malatt ia che hanno da. coloro eh€' sirmùano la malattia che non hanno. E ' noto (·be nessuno meglio ùcll'cpilettico e dell' isteric.o simula acce!lSi provocati facilmente per autosuggestione. Sirnula.no mol to bene i degenerati psicbici sindrome epi sodiche ù.i eccitament o e depres~iont', i dementi precoci iniziali, e i commozionati psichici sinrll·ome più o meno ca-ratt eristiche d ~• quelle orientate n lìonfus ione menta lp <'('C. alle [on nc piu s~mpli ci di sordità., afasia, ecc. rn note>ole cont ributo danno alla simulazione le fomw pii.t ntu•nuate di frenastenie: i deboli di men t e gli imbecilli varziali , j' rpta li lJ l' l' lo ]>ili s imulano la malattia mentale cbe non hanno. :\ ou manca no simulazioni d~L parte di candidati <d la. pu ra.noiH (pal'<Hloici r udi mentali. mattoidi, perst·gui tati, perRecu tori) Orule si conclude che quaR i sempn.· la sim uhtziO!l(· n o n c~ f' h e 111_1 sintorna che illumina la pcrsonfl>l i t~t, c tnw lnce rlalla <'onoscPuza r:t e,;sa dt•IJ.t, p ersonalitù.. ( 'nrtdtu;ùnu•. -Credo a.n· r· tliruost.rato di frontP al S<·rrtplid::r t\0 c·ol <.jllalr: m olt i elini i 1mttano i l pro hlcrna. Ù(' Jia ~i m ulazionc - ,.. h t' de:o::-111 Ì.· uen <'Omplr:·S~O, è .!Jl'Oblenra clinicrJ c antropop~ir•ologi co Jlll•rli e:o-h·g;a,Jp. Lo &t udio dcUa simulallirmP non puù tSS~:rr iat.lu s~:•nza u-a.rTt· lu•·r· da tut-ti i critrri ap pli<·at i nélla. r·ontur"' ntPdi('iJta l t-~al<', ntm i· urw


9òl3

('l!lTEHI f •IRE'fTI\'J \tl!: D ! f"'(l LEGAT,J 1:\ TI::MA li! :'HlOLAZJO~E

di;q:~uo < i dt•dnt U\·a,

ma in<! 1Liiì a . ni· consh;te solo nello ac:eertament.o d i nn f'intoma-. rna nr·llo siudio si~;tt~1natieo dell'ohbiet t o ò f' lla ~im ula· ziom:, <' spPr:ialrn rnh• dd la Jil'r!!onnlirà del simu];tt .orc st<·~so. TJa. cono· ~1: 1·11xa d•·lla l)ll<llt· non sulo t> indisp~usabilr pt·r ar.certare la ~inm ' azione, ma JWr prE>n rlN•· rip·uan1o ai I)Ì!Ulllatori i pron·edimcnti più adatti corri· SlJ<JIHI!·nti ai 1·;.na1 t rri d1•1 sug-g0tt o, provv<.'ditm·n[.j non generiei. m a in· òivirlmtli . fUY E't'O f' aliU per Sè Ù!'] I'ÌII1Uhtl'l' qUallt[O è oN:t'/'lo/0 ar:quiStà s olO >ftl• rn• in qnant o :-:i r·onoi'Cl' la. anonnalita lll<LggioJ·e o minore del simuhlt•rr.. fa, sna t PJJJibilit à r t;tnlo piiÌ ques to int1·re~~<a in tema di simnl:!zionc h0Jiica . nel qun.l caso ::;i impongono [H'OVVC<limeuti che de\OIJ(> :lY<'J'(· nolt·\·ol!· importanza uon solo rig-nn.nln a-ll'inùividno ma an· cl1e l'iguardo alla coli<'ttiYilft di cui Cl!li è partr.. I p;ucri mcdico·l<'l!ali militari. specit· in tempo ùi guena, ha11uo un c·alll]lO di appli1·nionC' brn piì1 t~.1 upio e gra\·c che non avvenga D•ll·n~;llmentl' llt•lla. casuistira comune medico-lega.Jc e infort.unistica. L:l c~s!'nziotw flallt• f;~t ic he ùi gurrra, li'\ riforma òal Rervi7.io militare, l 'a~SCgllaz iQUI' di lOI<l data t:lategoria eli p('USÌOUC. la, Ò.('nUUC'lU j)t!l' frode, il rinYio :dii' lH'UlH' JinPI' . sono provYc•<linH•nti ('.be dipt-ndcno assolntamcut<· ù a l pan·re lll!'lh·o·lt·J!.'<~lt·. D pet:ito d f'vl'. nt•lle sue inda{tin i preoccu parsi di •lar{' un p;irNI' l'h{' poS:><t renl111cutc il'])irarc quei provved~menti che sono piir n 1i l i non !!o lo riguar(lo il soggct1 o sospPtto d i simula.~ ione ma anche e spl·cic· rig-ua.nlo J'ambi<·nte itH:ui PSSO si trova.. tenuto conio della grande in1hH.!U7.a. cl~ll'imitnzioJH', dd contag-io sulla. disciplina. e quindi ~ulla effi· cenr.n bel\ien l'lt·i <·orpi ~l'luat i. Yfa provvedinwnti bencfiei non si potranno ma.i Jll'•·nd <·rr :c· lt> indagi ni m edico-legali sulle situula:-:ioni rimangono ri· str<·tte ol'l campo dt l sintorua simnlat.l) P non si efìt.cntlono a tutta la perso· n alit:'l c1PI ~;og-grU·O e a t 111 ti i pa.rtirnlari del fa.t.l o incriminat.o, se non si cons id<'l'3 rini· il prnblt·ma de lla Rimulazioue secondo tutti gH asp<'tti che qui ahbia111ù I1 ·Uiat.o di prol{p1·ttan• rhe r.oslitui;;;<·ono il progra.mn~a, indi itpl.'n~ah il (· di ogni r·icrrra mf'tli(·0·1<'g"ale . .


959

Sulla curabilità degli atteggiamenti viziati e delle deformazioni delle mani di natura cosidetta riflessa nota prat ica del prot'. Antonio Mori, docente di c hirurgia operativA. ne l R. Istituto di studi superiori in Firenze. direttore dell'ospedale civile di Piombino

:\ Pll;t ~wr i l' iut in i f.a P In, p i ì1 sv;tri<lta d t> i p o,: t umi di IP:o:inni traumatid~t·1 o::;st·rvat i dnrantt· la .!'!llt'l'l'H ;t t tuall'. rht• v a nno fl a fl a rh-Mric·c' q11a:<i Ìllli'('I'C·Ptf;ihilc· ;).(((· piil ~l'<JYi mnt ilar.ioui e ~to rpi<l )!gini. lr drfMma:::ioni e !Iii ulft•ggirnnf'llli ri:ioli r/r•lflt 11/llliO eostit ni):<•ono un uruppo iudnbbiam... nt-1.' d11i più imporf ;JUti,unll !".Olo !)l'l' l'nJta pel'Crnt ualiti\' e per la n atura Ùt·II"organo <:olpit·o - organo ~pre ilko del lavoro - onde il v'a lore rnedicoh:'g<llt· t' =-oc·ialè 'pt: r l'a l1 t·ratn funzione, ma a.n('(w per la 1101•'ità di a lrurw ~indmm i JHorbo,:c·, di fJUellP elette fun::ifmf!fì, lt' quali. eompa.rse quasi f!J' w1ro nel c·ampo drlht patolog-ia, hanno offe>rto :ngom<>nto rli o>;,;t"rva.r.inni notl!'·nli , 1qwde per quf'l rlw ronC'I'J'IH' la inlerpretar.ione· del loro mt•l·<·anismo patogt>Jwt.ic·o. PrPg(•yoJi Jmhhlic<tr.ioui in Frllll<:Ì<l- ect ancbt' da noi in Ttali a h;umo veduf o lu In et• in (JlH'"t i ultimi tPmpi ; ma lo :o:tndio è tu1 t '<•ltro che (•:<auri! o. Og11i c·ont rihuto. quindi. in propol<ito. ancbf' se DuHIP:-:to <·omr il m io, non d(•Y(' f'f<~f'l'<' cun::id{·rato <.:Ome superfluo. To non mi o<·<·nrwd, d ettaglia.ranwnte rli qnp,;to g1·uppo comple:-;!<o di rt-Litpwti mnrho"i - <"hì· il loro !>l udio compiei o - f'tiologi<;O . clinico. a n atnmopa,tolog-ico. t.('mtwutiro <• Jnedicokgltk - i:· tropvo Yal'to pE'r rPstringr·rlo in nmL brrYe nota ; ma \'Oglio ,:olo ril'hiamare l'attc>nziom· rlei colle~h i :m nn IMo t'lilienr.in.lmPnt e pratiro, :o:nlla. <·ltmbililà dl'lle <lejvJ"IIlftzi.oni t t/rgli rrllr·rmirr "'r·uti l'i::iali di'Ila ?l,ono, P ;;oltalt/o di qul'lli fun.::imwli. t qut-:-;t.a, n mio giudizio, la. parte più impor1a.nte e p iù utilt>. netrom att tta h•. di tpw:-:t.o tPmn. :; JH•c·ia le di pntolog-i<l di gH('}'l'a cht• (\ do veroso ri~oln·n• . r oitb(•, nwnt1r :i pnt.rà in tt·rupi viù r<t·IJui ritorml>r sulla pa1:tr dottrin;tlc• clelle psc>utlOJ)aTH ii:;i "dPilt• contmttnr(' col'lì éh·tfl' ri flesst' ]Wr in~la.ga re l'inf.im;k nat.nra del lH'Ot·c•:.:so murho~o e :-:piegariH' il nwecani:;mo, UJ·g,• ora j)I'OVVI'dPre H rimHOV('l'P a l pitl · prP~<to questi att<·ggium('nt.i vizia 1i · c· h t- pt·r•naiwndo a In ng-o linirebbero fa t a Ime n te in stori)iag-giui <·or; dannQ enornw tlt•ll'indi,·i tluo. ckllo ,;tato. (lt·lla ,:o('i('tà . l postumi funziuuali <l~>lla mano. infatti . c·onw qtl<'lli f'ht•. p iù fl'ogni altro. alterano t: ridn(.·ono la e~q,adtà !;~,·orat i,-<), <'ondurouo gf'nera.Jnwutt• alla riforma c da~no dirit t o a li(' più altP infl(•nnità. onde lH·,:t·rauno colh- JH~nRioui p ri vi1<'~I<llt· di j!ll('l'J'fl, snJ bi[a.nciO (]('((() f3tatO . (> ~i l'Ìlll'J'('tlot(;'J'<l,fil\0 JlOÌ. 11<'1 dOpO J:tUI:'lTa, siniRtr amenlr in tutto l'ambiente soeia,l(;', f\ia. JWl' hL man('allza n el C<m111o d t" l la v oro ct i t an Il' rone prod ut t i "l'. :-i<~ pt:rehè c1uesti ,;og-getti, come: 1lù:•nte para.,:sitaril:'. sfrntflontnno. ~otto lP p iù f>V<H'i<IH' fomw ~ti vagal)nJHlngg-io larva.ro! gli i:-:titttli tli lwnefì<·~·uza. E l"argonteuto dt·lh~ t·u-


~60

SULLA CU RABlLITÀ DEGLI A'I TEGGLdol l':NTl VIIHATI, EQC.

mbilii1Ì d~lle ;:indromi ftmziona.li d<'lla lll:HlO !\i imvont> a.nelw perc·bt! l'a{-

1\·rma,ziont> <'lTata di molti, :;nlla loro refra.ttarit>t.à, acl ogni t.ra·tt.a.mt?ntQ <·lll'l-ltivo, Ila <:ondott.o all'abbandono in cuj, fino a, qul'sti ult.iuti t<~mpi, ~·ra.no qtw~ t.e fonnto> lasciat-e, per <'lli l'enorme nunwro ùi "'torpi t• ùi pst'udo· 1--torpi, clw llopola,v<lno un tt•mpo gli ospl•dali tli rist'l"\';b, i c:onvalt•!l('t>llzia.t'Ì 1·1l i ùPposit.i, <>d attualntl'll.f t· i centri l'd i deposit.i di tisiotcnLpia. 'l' rala:<('io la. t•spo14i7.iOJw dottrina.ll' th•i Yari nwtodi <·tnativi fin qw t !'Hl ati <' !:1 loro critica, e mi limito n dimo:-t.1·are solta.ntn ubie1tivauwnte, ll\'t' mt·zzo di fotografie. prese· p1·ima e dOJlo la, cura, i n·~ult<lti cht m(· ot.tc·· nuti . fl <:onfronto Ùt'lJO stato del pazif'lltl.' :1.Jrinizi0 <• al tt>l'lllint• tti c·~!'<~ \·a.rrà. pill eli f)Ualunquc p <~rola, ad attrsta.re hb n•a.ltà 1\ei fatti. Per m· giorw 1li spazio e cti spe~<b riproduco 1)0I;hi t•s('lllplari, <:lw tolgo da.l ricco matt'rialt· clinico, avnLo iu cura duru.nt.~ il Lt' IIIJ.IO, in tui io clin·s.;i il)..'l"Uppo o:-;pitaliero eli ){out(.>grotto (.Padov::t); ma posso ath·~t.an~ , P le autorità Juilita.ri da. cui dipendevo. ne po~sono far fPde. dtt· ad es;.:i [a. ri;;contro un ·a.lta. vercentualit.à rli esitj favorevoli con:;imili. Ilo det.to conw in que~">ta. brevt' nota pratica io mi u(·cupi drlll' so\t1 Nilld,.omi morbo~, fun.:ionali, designate> con dPnumin<l~ioni diwr;.:t• dai di· YPI'>'i autori. No u ent,r:mo, quindi, a far va.J'tP di que!!to studio le deformazioni •• gli atteggiamenti coatti, consecutivi <bd a.Jtrrazioni anatomiche dei tl's~ uti. con cui sono in 1liretto rapport.o di cau,;alit,à •· ùa. cui sono iu motlo pc•l'lln>JWnte mantl!nute. Di varia origint• - d E'rmopati<·a, •~pouevropa ti('a, miovatica., artropatie;),, neuropatica, o~t.eopati<'a - cttwste deforma?.ioni cn·g:tnichcl sono, nf•lla. ~rrande maggiomnz<t, la t'Oll>'l'I!Ul'nz:t dj nn procc~so inft·t.tivo locale. che det.erminò ]Jer lo più una clistru7.ÌOllt' tlt'gli dementi !'ontl<~men1 ali dd tess uto colpito, in primo tt•mpo. l' ('be <:onclus"t' rwlla fa,_o;:p fin;llt' ~l.!la. formazion e dj aderenz<•, di imbri,glic\ment.i cica.t.rizin.li, l'jwsso t·o n <'Ol111Jl'Omissionc primitiva o s·t·condaria. d<'lle dira.mazioni IH'l'YO~P della l'l'gionl': più di ra.do e>'l'l' clerh·ano eh~ !t·~ioni tra.nru;tticht•, t'ht' drtt•rmincu·ono in vrimo tempo asportazionr e mortifieaziont~ di tl'~· l'ttti pilt o mnno l'S1Pse. o l'hP. :<Jwzza.rono l11·lla. cout.imùti~ o U<'lla (•onti· gnit~t il sost c•gno :;chell'f rico dl'lla J'egion<• <~11 t•nuldout> in modo Jwrm<tr 1wntt· la forma normale. H.l•stano. insouuna.. c;ompn·st• in quc>sto st,udio qttl'llt• forrrw :;in~olari in cui l'attl•ggia.JUt' nt.o anorrnalt· 1•d il diMurl>o tlella lt tttzionnJità non so11 h•gati . alriwrw in ha~<t' ai Jwf>1ri lllPZ7.i (li incl:l·l!int~ n d ic>rna, a, ne~:; una ll'~ioJH: ana ton u qta t ologita pt·i 111 i t i n t in loro n :.l> t! i· :-l;tllZ<~. o d11•. f)tHIIHlo nua lc·sione t rauntati<-a priruitinl :;ia c:sist ita. uon pu.~.-<0110 E.'f'sc>r yost l' c·on p,;,;a in raJlporl o d i ca 111--a lit.à Pd il post.u.mo, et w ne Ì· c·uJlst•g-uito, Jlt'l' )a ll:I·LIIl'a, }H' l' );1 llhÌC' liZÌIJIW. JH'l' la I' Sit•llKiOIH', ll()llt'hè pt·l' la imvori:I!JlW· tlpgli org-ani iul!!l'I'Si-:tli. ILCIII JHIÙ s pit•g-art· t'VIle IP~t!!i tlt·lla fisiologia . il di,1tu·bo Jnnzinua\1• .~t a hilit n·d. (Jttt•st<' sindromi morlJost• :;ono c·tnnparst· 'fll'l·~i ,.,,. 11,·o duntlll P la ~w·rnt ;ditt;tlt•. ,\kuni hanno all't•rnlafo l'l'ti ~allll'll1t• dw 1•riuw non l'sisft·,·;t!lcJ ;li1': tlfo o a lllll'llO t•J':ttw ciP! tut .t.o ig-norate. ( 'on ,!!l'H\'t• !';1\ÌI':t ~i i• trO"ttO qua lc·lt~• t·;t so sintih·, t·nJill' qudln eli \"nlpi an t· tli \\'•·ir ~liti·IH·ll, ciii·•· il


SULLA CUB .IIBII.ITÀ DP.GLJ A'fTKh(H,\l\lb:NTI VJZ! ATJ, E CO.

961

O.alli. Ed ha ragionP ! Poicl.lè ,.;.t•blwnP pt·r il s,tf mtm, " uon ,.:i · trai tt>rebùl~

tU un qua,clro m01·boso nuovo, Cl't>a.t.o (hLila p:ut>rra, ma <:h1· ~-;olo J)(•r lP eontlizioui abnormi c•J't'lhtl' dalla gnena :;i <~nebhero •wnuuHlat.o in bl't'\' P ~;pa.zio di tempo un gran nuJilf>ro di ca,.:i, eh!.' prim;t si JH'f>:wntavano :;po· l'lHlic;Jmentt•, " l'ta. il fa.t.to indiscntibilt• , conw lH'nt o:.::wrnl il JJil)ndi, clw •• rum rLv(•nuuo mai o quasi ma,i vi:;;to - P tnt.umi <'Ont.w;iyi gra,vi ton fn•t· " t.ur!.' t>~po~tt· non C'i erano nwm:ati nella, pratic;~ infot·tuni:-;tÌ<'ll - comp<l" rirf' c<"rtt· sindromi, t•ome la. P"f>udo-va.ra.li,.:i dt<l r;Hlia.lc . ](' po:-;izioni Yi· '' zillte clolle dita., t·tc. )) PPr cont.o mio, ebt> !Jo ~~~ anni di }lTat.ica c·hirurgiea, !wolta in antbit•nti operai, ricordo di ;t.Yt•J· ri~rontrati rlHP ,.;oli <·asi di fomw con~ imili in opt•l·a.i infortunati, i11 uno, in >;t•guito a piecoh1 fl' rit.a contuAA. ~uperfìcia!(\, della. n·~·ipnu dor~a l l:' dt>lla mano :-;inistnL guarit-a. in potbi giorni, la fks.~irmr NJmplc/t{ }Jt'l'i!Utlll'ntr drll" rill e nllimc dita, ucl st•euuùo, lJI.'T UU<~ di:-;torl:iiOIW lievi,;,;ima de] polsO. Sl:'llZll fa-tti obit>ttivi apprt'ZZ<lbili, ]JI'r un ruovinwnto bJ'IIX<'O dl;'lla mano :;ini ~tra., la. r·ontrattu1·a i·u r•slr·llsÌ(Jire rMh• di./a,. NPI primo t:;tso io prus]Wttai il dubbio di una forma sinnùatol, Jlt>l secondo affPrnmi l'l' tii"<mwntt> la. na.tum i:-;tf>riea d('il<l· tontJ·;tt.t:unt·. B la, risoluzionr avvt"nut.a. ~:~wmtrr~rr·rwwnl c llt'll'nn ra.so e nl'll 'a lt.ro. tlopo la. liquidazione clel)a, ind{mnità, ('0L1ft>rmò la, diagnoiìi. I..a. Sl'Conda, o,;:o;erva,ziolw - pt•r hb rarit.à d i tpw~t.P for·nw- fu pubbUeatll- t< ('onlral/rrl'(( i.~tr•m· trauJ!wlil·a, t•tc·. ·in " Hnnw::;ini, a.nno Hnl ·fase . .t-,}» - in <·ui molt.t- idt•t·, espoxte ora eome uuov•·, xon cont t>nut,(· . .Xel ~rnppo dell<" contrat,t.ure é delle vara-lisi funzion;tli della JUaHO vtng-ono, però, ra{!grupp<bte vromiscuùment.e ntd tt·nf.<l.tiYo di una, int.erpr(•ta,zionc unic~L- come bent> osscrntno il Bummo c il }'errauniui - forme as~ai diverSI' per n atura , le quali. >'t' per i cara.tteri morì'olog-ici piìt apJJa.ri!<Cf'nti1 ><i prr:-;l•ntano c·om<· ént.ità (']inidtt" as,.;a.i Romi~lianti. ditl'eri:;eono nondimeno, olt.re che pm· alcuni dn,ti oggett.iv i, }>l'l' il m ecca ni:-;mo patogPrwtic·o e l)('l' il modo C911H' si sono ~' '·olt.e e ti~~atc. i-~ intli:>Jll'Usa bile sa.pe1· riconoscere qu~>:<ti varii tipi morbosi, poich<" i• int.uiti,·o c·ht• di\·l:'rso donà ess1·re il trat.t.<tllll'nto cm·atin1. ll :<t'<'Onda. dc·ll;l loro diY<•rs;~ ua.t Ul'<l. l-'<•nz<L cutmre in d ettagli e.crdwrò eli H bbozz;ll'P b r·ennll'ut P il IJUHdro clini('o dellP prinripali fornw c:lw pos,;ouo <•s,;Nr tli,·i;;l· in tn·nrnrrtf'' • .~imn /tcl'': i.~tr•ridu•, rotfalgir·fte. B noto orma.i t.OlliP qnP:>t(' :;tram· fOl'IIIP ,.;i inizino. d•·1·onauo. si ,;t;~.hi· lisl'ano IH' rmmwnt.<•ment<• <· ron qtmli l'aratt<·li o~~t<·tti,· i si prPsPntino: è uoto JJur<• quali l'Og"Jt:dti siano . a, prefi•J'Pilza. <·ulviti: qnalP sia il loro ,;tato 1•.-iebi<·o, il loro c·ont,(•guo, il loro n1odo eli l'l'<t/.!·iH·. il loro tOJU]HWt<llllt'lll ''· 31a ,;(' COlli UHt' hanno il fatton· ' '/ÌtJ{ogit'IJ - tliUl ferit<l <L'an11<1 da fuoco, mrament(' uua. cont· u~iOih', tUla lli""tor,;iolll', tm C'Ongt·lalnt~nto, pt:'r lu più iu;.;iguitieanti. >'enza, c·OIIlJil'Oilli,;siOJH· tli or):!:ani impPrtanti. guaritt• st·Hz<L tumpLicHzioni, c·on po"tnmi aU<ttomi<· i tli 1\t':":-Un Y;tlor.. : la /wali::o::ion o Ùélla lt·~i(IIW vrimitinl alla mano. all'aYallihran·io. più Ili rado iu lilla rt·:.,riont- piÌJ l'l'OSSillla ]t:', lfll<l,;i ,.;t>lllJII'l' >'lliH'I'f Ì t·ia](~; J'ÌIINIJ/'!ft' t/:<f - g·t'ltl'l';t]. llwntt• in lllCHio ll'nt,,, H di .- tanza più o Jllt'lJO lwtt• ,·o]p dHI Jrallllla, tal-


.-olt.;t tlttpo ~-iit ;~,· ,· •·nuta la }!"llat·i~ iorw •·liintrgit·a. dt·lla frrit.a; il 1/N·"r.~o - ,:t·llrpr<• a!'-.ai lun):!'o. •li 1111·:-i <· lllt-~< i. cluranl!· i qua li il paziE-nte pa,..~<t 1\i IIJ'I'th.t.lt· in ,.Jtt·dalt- . dal luogo eli t•ura alla lit·t•n%a. dalla lic·euza al cle>po~ittl f: poi di Ull0\'0 iH _gir·o )Wl' ~d i II"Jll'llaJi • l'l•:<atJH• diUi<·O :,;crupoJo,:o l'i dii "'' 'lllfll'(• il IIHHlo di poh•rlP l H·ne tli=-ti ngtLI'l'l' P indi,·i•lualizza.rP. Fn,·lur /Jt'l!t'or·alr•. );o n >'Oilll , tali' Jtl'~'"''· quaxi a!Tat lo in c·oni'i<lt·ra r.iurw dag-li ;t n t (H'Ì . (·oJl[u,:p w·l gntppo tonni! w : )Hll'«' "'""'' :<OUo l'UIJ]Il't':<entall' da 11!1<1 c·ifra ri)('YantH. :-\i ri•·orw:-;c·ono. quasi :<t'I11}Jl'l' ('Oll fac·ilità. pt·t· l'rtf/t !/({irOI!I'IIIO .~prt•inlr· dt•llt• tlila l' ]lt'l' /11 slalo rlri /t•:<81tti . :\t•gli altri l,.'l'U]JJIÌ la JHI>'ixionl' to<t.lla de!IP dita. i• >'l' tttprc• rap'prP:wnt:tla da un attPgg-i:tnu·nto fbiolvl!'i<·ct. pt•r lo pitt da qnt>lft, t·oHsut·to di rivo:-;o; in qu«'.,tt• i· div •·rsn: l' :<P :ttwhc• !li'IIP fornw ~~rnYoc·alP "i JHtt'• trovar•• il t.ivo •l<•lla tUa.Ho fi,:,.,ata - ma in ligt~l'- dPIJa tii;IILO oxtt•tJ·i<•<t. d i quPIIH a :-:<Tiha. od un altro a.t Tl'l!gi:~m•·ut o inlt•uziotmle. piit ft'I'IJIIt'Jtl i :-:ono le• po;.;c• illogiclw~ l1• ver«' drfnt'ttta~ioni. p1·r· modo c·lw l<' clita appniono <·•mtortc· t· :-:torpiate. sottt1 l'a zintll' dit'ì'l t a tli un rl\C'Z%0 IIH•c·t·;mitiJ <;tw t·c·it j,·o . . \Ila •ldcmm•zione }Jrendon fll\l'fl-' q nasi ii\'tnpt;t\ tll l l t' ft• dii :t, l'Xf'ltt:<O il voJliN•; l'a.ris:-:imaml'nft• ttna n dtll' dita solt<lllto. J."all.cn·ar.iouP mnrfologic·a si ac·coJitpag-na >'t'llljH't> ad una a.lt-Pr:tziouc• piìt o nu·niJ notc·volc•. >'t:'mp t·c-• "'' idc•ntc•. di'Ilo stato nutritivo dt•i f.(':<Sttfi ('lJt• s i fradtlf'l' in CJUt•lla 1110difieaziotW Sj)(•('Ìaft• dt•JI;t pt>IJ.o VI'OJ)l'Ìfl, (1(•lJ'<~f­ ft•ziOil{' rit'l f ;t d P! Lr•rldt•rhrm· t' in tLUa. <Ltrofia d c i m\1:-;('0ii dt'lll' dita di l<t Rt.ut:<"hile. intPc·c•lwritt• - di!Ttt "'-~ viù o nwno a tuUa la mano. Auc·lll' h• artic:ola7.ioni nwl aem·pofalangPt c· iutt•rfll.fangielw :-;ono gent>ralnwnU· contprnllw:-::-:t• t· pn·:-:<\nlauo l<' a.Jtprazioni pro]JJ'ic• dl'l!f' dita tl'nute a luugo immobili in appart•c·chi co~ trii ti vi, - f r~t sformaziont•. t·ibrosa. dt\gti «>IHtnt•nt-i i ~tolog-ie i pPr lo stato isdJPmic·o, e perdita. di Plaflticit~L, eli <·edevolczza. di srorrPYOI!•zza. tk•i nwzzi a,rt i C'o lari P d t-i h•ucliui. spP<·iP cl1•gli estPn:-:ori pl'l' la in11nobilizzazicmP l' ]Wl' la llHI>Ill:al a. g-irllia~ti<·a ÒPi movimenti di l':<iensiorw t• rl i fip:-:sioru·. 1/a.trol hl xi ]ll'O)mga a rt<'hl' a l trssu t o os~e o dd la l'P· giont· ..\ lnH't•rso arl una st·ri<• ('ontparat i"" di ••sa nti ra.dio~<·opiC'i. pra.t i(';lt i lll'llt• va.riP fnrllll' di t'llllll'flllurl' J11trac/()sNoli - <•onw il 8irnrd ll' ha dtiallt:ltt·- ho lt·o,·ato cosfantPilll'llft• rw llt- prtii'Ot·rllt·. in proporzioni:' ;òllà :tfll'l'<tZiiiUt' llt•i (t•,;s lll i IIIOlfi . IIJ\H r·ardar.ÌOII\' OSI'Pa,. :O:Pnt)ll'(:' piÙ ;t('('Pil(Uat;l pnH·t·dt·ndo ,·prsn k t•,:trl'miiit. t)twsto l'al t n Pl'<l int uit iYo, pokltìo il g-ran os t :!l'n lo f'in·.11la t or·io. •·ltt' d1•f t·t'tllina l' lltaru il'Ili' nrw fasc·iat ura. co~ t rit · lri•·t· non pni•lirnilarsi ai >'ttli lt·s:-n t i molli. 11101 dc-\'\' fòit·~i rix~·ntin·, t.omC' nl'llt· òill't·zioni inlianunaltll'it• ,. tH'i lr:tllllt:ll Ì;<Jni gT<Il'i, :uwlte n.l ti'SslltO sl'!ll•lt•t ri1·o . .<il·t·fllltl' il Sudi(·/; p<·r pri11111 ditlto:'fl'it. · ~~·Il" forntt· ;-;itllllhdt• t·d isll'l'Ìt'ht• l':dtt•r;~ziont• •lt·l \l's,.,uto oxseo tnltll<'a all':11to od ì· in:-:igHilil-anll•. tlll'llln· JiiiÌt "''t•J'.,i l:dYolta. ma SP111pr p moltn Hll'llO ;H't'l'llltHtla . flt•llt· fnt'IIH' da poxiziorti· <lllfalgica. :O.:t·ll•· i"~" '''' fll'lll'lwll(r· si ri,.,<·t•lltra qua:-:i "t'tllt•n· •tllt• l l·OIIlplPs:<o ~iutn­ rll al i• ·• • t•t'<t pr·io d,•ll•• alì'1·;dnni . ac·<·t•lllJHIJ..:II;tl<· <la di~t urhi

trolil'i, t· <-io(· ·

lt· tllll<l ilh·at.ioJLi 1lt-l t•olot·it o •lt·lla )ll'llt· - l'i:tJH•"i - . d t•lla tl'lllpt·rat llt':t


ipott'>rmia -: la i}ll'l':-c•c·n·ziorw ,.:nclo rift'l'ot claU'o<loro c·arattc•ri sl ico. lu. OhH'erazione rle.lla euiP n<~g·Li spazi ÌJù••rdi~itali. Ln ~Pusihilit:\ ì• nol'nt:dt• o flimirmit·:L romn 1lirninniti :>ono i riflt>;;:- i. (~ nl:'iltP ('OUt.ra.l f·lll'f' non :<i ll10clilic·<tJl<) c·n lh ~ l'asc·ia. di [_,;Slllark !' lll'}•pUl'f' nel ~onno. AJ IP. maun\Tt' Jl<'l' ,.ill<·PTI<· oJhono nna rf'~istPnr.a pns~<;in\ . , non rla!'ti<·a, 1mil'ormt>, co:.fH·ILft·. anehP di,;fr:tt•rtclo il ]Htlli('nt<•. :-<i JWs;;ono, a forxa .vincMr. in -pari<:. ma. prn\·nc·awlo Yi\·o dulnn•. B,.:r-;p l1:1nnn. fJ ttinrli, tutti i ('amtt.l'ri di'I l(' tu nt ml·t Hl't' fal,;t•. pa,.:,.:ivP.IH'reiìl ch•nominat.t• I>S~'tt!lo c.ontmt.lure. i-;on •l sc·:Huhia1<· cli fr~>qllt'tLf c· (·11111· l'ol'lll!' (h·t te lrojt!ltrrmsi fl'(l111/llf l i(' ht . C'oli li' IH';.di <t It ri i!l'll(l(li di iii li'!,!'J.!Ìal llt'llf i \' i7. Ì:t ( i d ('JI;I. 111:11\0 il IIIClllH'IltO etiologi c·.o innH'ato ì• il so lito: tllW JlÌt·(·<•Jn. lerita <l ' arnia dn l'liOl'O. 1wr lo pit't guari ta. in pol'11i giorni. ('011. una. <·i<·atric.. snJwr fiPia.l <.· ins i .~·nifi <:aute: srnza tOIIlpa.rtt•('ipazion<· 1li rwn·i. di nws<·oli . di ft>JVlini da. uon pot<'r d;l ~nla spiP.g arP il gT;'n·o eli,;( nrb u fn u;r,iuJt:dc·. L 'inizio loro non ~i ha mai in primo t t•mpo. c·onw H<· Il~· fonllt' i~t~·~·i t hl·: ni· insorgono rm•i hrmwanwnt<·: mn si Yai\ Jto l\t;J hilt·tHlo l<•JttallH'Ilt<•: quasi ~Wlll}JI'!\ dopo elw la ft·t·ita pri111it iv:1 ì· guarita.. molti' vol ti· nt>lhwriodo rlt?ll a. c· onvaiPl'<·t·nz: ~ P chn·antc• l<· ri]H·i utr· lit•<·nw. quhd i pa:d<:nti , ~lnelw dOpo g'IH\.J'Ì( i. (•()Ila i;t'll:i<l- di Jll'<Ht·_!:!'g'l'l'l' la 111:1·1l0 d ;~g-li ft,!!'('ll t Ì t'Kf Pl'llÌ. ~ [Jt'­ (·ialtnt·llt l' t h dht tvllqWl'<l(llJ'H fn·dcl:i. ('OllfÌJ\Il<lll() <l VOl'l:\·1'1' ;J l ungO lillà hH·iàt nra, elle sost iLni ~<·orH• dipoi t·ol gtHblll o di lana n. sac<·o. di cn i Ps po:::i giù. g-li t'ffl't(.j Jll'l'Jli<;io:>i. lJ(~ fignl'O I.IJJ. \' C \ ' l f l'Ìpl'lldllt·ono t l't' <· a :; i d i 'tlll '>'t(l tipo 1li !;!lllfl'<Lt- · tu r•;t ftmzion;tl(\. fi'on111• simnfflf, •. - .\rw lw (]lH'sfP non ~ono :<t:~t<~ bt>ll indi\·idnalizzattJ e lii c·ontondono n<·l gruppo pii1 Yasto dl·ll<· forme co"id<·lt<• riflr•8st• clel Babittski . } [o l ti <•olkg"hi nPgoann la .-:imnl:tzinn<\ eli q ue.-te forme• m nrbo;o:l', efl obiPtta.no, eonw il 8a l n11111. (·h t· f!IH'>'il' eontn~tt. m·... mmwolnri. c·hp per~;ili toun p Pr div<•J':<(' OT'I' <' g-iorni non po..-,.;ouo r:<sc:r manf.f'llllfl'~· atlf:tric', gia.rchì· tu1 ,.:oggc-t to xa no non (• in. grado eli tl·n<'l'll <·ontmt ti i .-uoi Jlìnxc•oli }'el· molti minuti ~<·nr.a c· hP a ppari:-omo i "~'J!Hi clt·lla. :<t.a.nclwxza mu;;eola.re. Ed ì• ,·pro! )fa. in mo lli c·a,.:i di a1 fP !!t!Ì:111l<'llti vir.iati d ella mano (> n n"< ' . ·rrore CJ'(·<l<•n· <:lw la f'Ont.r:lt1 ura ,.:ia JWl'JWlllPlll l·: ]•{'l'lllarw solta u to l'at.tt>ggianwnto StJ<'('i[J ]p ileJip dita. ('}111, lJI' l' ('~,.: (•]' cpu•Jio abit uale òi l'ipo,;o, pUÒ f'S:<f'r rnant<·nnto a ,·nlont :\ . 1111'1\f r<· la !'lll1tl'~~t tm·a, in~org<• dun~ute . l ' e:<~J.JnP.

.

="f'rLr.a \'Oil'l' g'f'llt'l'a li zza J'P l'ipotPs i ri <·ll a f; imni;Miow·. f;Ìeco tm• molti ha.n fatt.o. ('OJl(.r o i q t~<tli g·in!-<l anwn t <' Pd oppoJ·Iutt<llll<'U:tP ha _l't'il.gito il Binndi <'<111 una. Hl'l'iP di. m·g-t) lll!'ll( i innppug-Jhthi li. Jl(',.:Stlll dubbio, ]Jer· llll', Chf> tuw h uona pf~rl<· clPg-li nt tc·g-,!!iHll ll'llti ,· izial'i cll'llt' d it.a :-in rli n atu ra, ~>irrnùata., S<' P<'l' sin1ulaziont• ::.i intc·nlla un nttn Yolontario P rostietLtl• t·ollo 8eopo di trarr<.> in ing-a-nno 111'1' un fine• ··goi,.:tic·n . pm· arnnll't lc·ndo clll' "l!t',;so la. torma liimn ln.t~l. non ,.:ia i'\ t ;Jhl ·l'l't'al:\ a d art1· éOlllpll'l:tm<·JLil• .. nta ah bla. antt o un nuc:lt·o rPale. ra.pprl':o:c·nt.;llo da 111\n l't imolo clnlnroso. o da


~)1)4:

SULLA CO RABlLIT.l DEGLI A'fTEGGI A~Jr;NTI VIZIATI, ECC.

uno stimolo irrita.tiYO mPc<·auico. fa.Yurito dii <'Ul't• irrazionali rtall"a.pplit·<tzione di fa.<:cia.tul'(' co!\ t rittri<:i, innnobili;.:zanti a. ltm~o l'attività funziona h.• della part.t•. 1\ ì'• è arg-omen t.o <'untrario la con:< l a t;~zion!' generale che ques te tornw morbww ~i ril<Nmtrano iu ;;og-gPtti ron drficientt> spnsibilità \'~.ira, povt>ri eli volont à 1 ipobtùi<'i, t·ou t orpon• ysichit'o. apaf.i<·i . pal'!sivi, freua;;h,nic·i, cara l h•ri~t i<'he ttue:.;te pl'O)H'ie dd dt>lieit•Ut(' tuoralf'. l>Oicht-, cmm< il Hinncli ed io a bbinmo piì1 voltt· ript>t uto, ~~nciH: la simnlaziom', c.hl· pure è un fatto anlii>ociale. ;;i r·i>wontJ·a qua;;i "''llllH't:' in tlt-li.nqut>nti romnni . Lh•l n•!> t O ;.:i !JHa.lifkhi c·oJt.H' .:i \'OJ.!lia. lo .-t a t n p;.:iehico 1li qu~;":-:ti i<OJ.!J.!t•t.t.i );tat.o ,;ubcosci('nf.c. mdapi'!ichico- ,;i <·on;.;iliel·i eom<· uu procf'l>:<O di aut.o •> Ptt-ro-sngj!e>stionP, lo s.i interpn·l.i eumt• una. ]>i:iconevro~i. ~ta il hltto dw 'JU<'Kt.i soggetti. conll' o~;.:t•rva\· ~. lo Stnunpelf ]Jt'l' i :;ini;.;t.rat i indt•nui;.:;.:abili, ~ono nwlat i ('be nnn 1·uylion guarirr•. _\ggiunga:-;i eh t· tali fornw morbo~n 1•nmo affatto ignorat.e, prima, dt>lla. gut'na attua.lt•. ut>l campo dt>lb chirurgia romunP; t•ccezionali in quello degli infort-uni drl lavoro indt•nnizz<k bili; ehè mancarono fl(·) t.utto nei primi me:;i 1lella gut>n·a.; cht- s.i maniJt•s tarono di poi con un <'l't'fWPndo imprt-;;sionant.l:' ,. Mmt- po;;tumi non 1li lt•sioni gravi, ma di h•Kioni in,ignificnnti, non spicga.bili al'l'alto Jlt'l' i 11)1'0 <·aratteri clinici, pt'r i loro rapporti di st>!h•, ùi natura. colla. h·;.;iont• t.rallmatica lH'imit.iYa.; tlw >~(·tondo !t• rirl'rc·hP :o;t<ltisticlw del 0(/ffi non s i hanno negli ntliriali. o ~olo t•ncezionalnwnt.t·- anc-h'io ne Yiùi "olo in }JOçbi,;si m i C<ti'!i appcwl. ahbozza te: non ;;i ri;.:tontrHllC! ll('Ì prigionieri ti i guerra l' ,;n no compa.rs<· t· dominano sot.t o forma t-pitll:'miea. in e<•rti )'(•ggimenti NL in sogg<'tti di <'el'{P dt•tt>rmin:~t·P rt·lòoni. ;\ com·alida.rt• qtwi\t<l· a.s sc·rziont> ag-gitmga.si che io ne Pbbi speRs.o h.t dimostmziont> ineonlutabil<• dal reRull;tlo 11elll' CUrf\ p<·r la. guarigione t9mpiHa, in l)O<·hi giorni, (li ca.si che a.n•nmo r<>~i~ti t o ribt·lli LWJ' molti mt•::;i. L a ca.ra.tt·t'ri:;tica dellt> fornw :;imula.t... c:un~isLt• nel rPsttlta.to Hl:'gath·o d1·1l 'p~a.mt· tisico. faHa, l'<·ceziont• rlrll'a t!t•J!ginnwnt o delle dita: atteggianwnto che non ~olo eurrisponclP RPill]ll't• ad una. posa, tisiologiC'a., ma. per lo ]Jilt i> quel lo viìt abituale, '-fHt'llO di riposo. dnranft• il qunlt• entraJlO in azioru· }JJ'f'\'HII•HLt•nwnt t• i mus1·oli f)p,;,;ori d<·ll·a vambrat·<·io \' delht 111ann l'Il il minimo sforzo mns<·ohtrl' lli richit•!lt• P<'l' tnantt•uNIO a lungo. (~uintli In. mano o,;tl'tri<:a. H snib;~, a. pn•di<'More. •~ pugno: tah·olta. anc·.hl' l'attt•ggiallll'llto \"i;.:iato l<>c·a.lizzato a uno O diii' dit<t :<olt:J.nt.o . a dillt•J·t·nza d<'lh· forllH' pr<J\'O<·at~>, ma 111ai. eonH' in IJUP>;f,(' . <lt•formazinni \'l'l'l' t• ]ll'OJH'i(•. l'o;.;Ì JllaJlta :-iPII1lJI'C' )'aJh:l':tZilliH· dt·gli t•lt>nwnt .i <'o:.:tiluili,·i di'i t PSSHti: non s i hanno motlilic·azioni d(')la JWllt-. non ipot rolia lllll>'l'Ohtl't• t' tanto llH'IlO rarPfaziOJll' di'I la, ;o;O>'f<lnza os,;<•:t. ;\Ja.u<·<tno illl(·h<· i disturl1i lt·_g·ati <td ull;l· <Jlt<>raziorw J'l'otoud;c tlt-1 c·irtolo sall)!J IÌI.!'l\11 l' lilll'atico. In quaklw ~·~,;o ho risc·ontntt.ò •·dt'llJa tlt•lla. lllalw, lliH ì• ,;Jato la!'ilt· :o:<·oprirllt' la t•ausa in lilla t·o:-:triziollt' pral i1·ata al pols o. St•;.:<Utl:l lltod ilic·azioJJc• dt·i riflt•,:;.;i, IH':<,;nlla· altl·nlzioU~' dc ·ll t• \ · ;tl'Ì!' ;o;t·H,;ihilitit: SJI!'><:<O l't'i< llllt~1Ì ('IIJI(J'addittori Jlt'lJO ,.:1!•;<.~11 ,-og.!!t•I10. indit·P dt·ll'intc·n·t·nto dt·lla \·lllfllLh't. .\f•Jip flll'lllt' ,.;jlJlulalt• ,:i puo :C\'I' l't' . pt•l' 1:1 ,.: (!' " " " l':ll.!'iOJlt·. llll . llfl fJ'II'It l lt• llt/1,,/r·xi<l dnl•ll'flstl, 11111 ~i (•tiJl -


SULLA CU RAntLITÀ DEGLI AT'.CEGGIA ME:ST! VIEIATJ, RC<J

9«1!)

stata. che C><lla J10ll ;. notPVOI<'. C'hl' non p('rtnane alll• punt.ur~· profonde• " agli stimoli f;~racli('i int'. pn~i. t' :<i ltn. pronta. rc•a.ziont' àl ùolor<· xt' ::;i pun::rt· <li sorpl'l'-"<~- il paziPntc. Qtw:-;1 c· rontrMttll'l' ~i vincono f·ol lacf'io pla~tico t, dis traendo il par.iPnh' : scompaiono llt' l ~onno. 4nche. pel' q n c>;: t.(> fornw la. RtOl'Ì<l (\ la. solita. Picc·ola, Ut.lvolta. tmst'nt·abile, la lc,siOJW printitiYa.. sprOJ>OJ'ZÌOJ\<lota : 1•mpre a l post.umo funzio nale re~icluMo. Guari:.riom· in l)O<'hi giorni rlPlhL I11RiOUt~ tratunatic~lo, tlf'corso lnng-o eli mc>~i ,, m<~Si dt'l (listlU'bO funzionale, ribelle ad og-ni cura.. Ca.rattc>ristif'o il <'OUI".t~gno Ili rtnest.i !ìoggt-Mi , il modo di !>ot.toporRi a::rli es ami. il Iom attt·g::ri<l>lltento tli clil'e~a vigile di'Ila rrgintw lPsionata, pt·ol.f'tta. i't'lllpl'(• llll rn.sf'P () d iti gnanto a :<arco. Alli' fascint.ure. fa.f.tt• dal llll' rlico in p1·imn tc>mpo. fa.nno ;tppnnto risa,li n• t·~~i la c•au!ìa cldla. de.forma.zione rlPlla. nwn.o: talvolta anC'h<' lll' inc·olpano postumi a.ua,tomki n~;Lii, t·Omt• pic·eolt• eita.t ri('i rc•tra.tte. mutilazioni pit.rzia.li di clih\l rhr ex~i ~;ann<) abilmeJHe ~frntl<trt>. ~i ri.l.ronmn. quindi, in. quPsto gruppo tut.ti i v;1rii tipi di sintllhi•I'Ol'Ì: Ì 8Ì/IIII/itiiii'Ì Jil' l' i'/'l'f!~ÌIIIìf', ('IH' ÌUYC'Ilt.~tllO di i;;l,ll.llo pia,J\hL il q uaclro mot·bo~o; pPr fi.~.~~~: i IJìlf' rh c· (•Ont inna.no <L x[ntt l:tre nn fa t l o ana r.omic·o (' ftmzi onalc· l't'n.lnwntP in lll'<'('('(lt·n.za. psi;.;t.ito, ma ommi ri i\Oiut.o: JH'r t>.qrryrra:ionr. dlc' intol'llo acl un nucleo, rostituito cla un po :-t umn rli limil.ato va.lor(•. istt'nann l uHo il qnntlro sintomatico rli nn;t l!l'ltV(' fnriiHl· funziona lP. lJ(' fig-. [X. xr l ' Xlll. I'ÌJ.ll'CI()IlCOl\0 tre c.a.xi di a tf·t'ggiauwnti vizi;~l. i ~in111la ti. di <·ui il ,;ogg-etl'o fl<' lla. lig. Xl ;.;fruttava l'amJIIttazimw ch·l :~0 <lito. qul'llo d(·lla lì g. XIII nna la.s:-:ità l'Ongenil il· (lcllc mi icola;r,ioni. nudP pot.Pva con iaeilitft Ju a.nf,t•Jwrc· lt• dit.;t in ipere:-:t.ension... l'ara.ttf'ri><lico i> il cnnlcgno di qm·~ti sog:rpt;ti dma.ntt•. gli c•sami. Alcu ni ì;OUO rlt'l tutto pa><sivi. ~i b1;;c·iano t' ><<J.I1titHH'<' docillm•nte, nè oppongont) resi:-:tcnzn aicliiUl ai ll'nta.t i \"i di ricln:donc. ]Wl' cui l'nth•gginment.o viziato s i vinl'e far iluwnt.e, ;wnza airuno ><forzo ~' xc•n;r,a. tH•s.-;Hrta. m:1nifP~t.aziont• rlolorosa ]Wl' va.rte rlc·l pa.zic'nt ~·. ~l;lllta an<• hp ogni rt•;tzione obit>ttiva rlt•l dolo1·e . :'Ila ap1wna. qur;;li ><OI!g«'tli :<ono la~riati a sì.. , Llt·tt·ggianwnl·o ,-i ziato l'li riprist.ina. <·olio :<t\•;;so tipo mol'fologico. A l t ri t engono. Ìll\'t•C·<'.llll ront<·gJtoOppnsto .. \tl o:.rni f<·nt;ltivo. <.I.H('h(· il più do lC't'. <li ridnzion<•. oppon:r<•no h~ 1'(•:-:i~l. pnza pii t ,·i \' IH'I'. llti:'l·tt'ndo in <fZÌOtW lP mas~<' mn:-:<·oluri òi t ntto il t·orpo" n·agPJLCln in nwclo eo;;i :-:pro!)Orziona.tn ~· eon JlOst• <·n~ì :-:trallc'. c·lw il I.J'lHWO Ynlgau• h<l·IZ>• :-:ubito ag-li Of'Chi. Brl ù t>virl<'ntis:<imo :tn!'ltt> il ('IJiltmsto della r~·azinne vPrbal(· (' mu~c·o lare n qudla c·lw sarPhlw :-;<•HsazioJw cl(lloro~a atrN'l'. ~Jhtsl!to<lira . eoll';hssrnr.a M;:-;olut.t c!Pi s<•:.rn i ohi<'tl i,·i clPIIa t'<•a:r.itllt<' a l clolrn·., - ;H'<·t>ll'razione .del pol.:w. r·1·azion<· JHlpili:Hc·. Formi· 1$/t·ril'lu·.- .\lc·uni ritt•ng·nllo tutk lP ot·nwonlrolfun• cl<·i trall!ltatizzaLi eli gtll'n'<t t! i 1/(1/111'(1 isft•rit·fl. ( 'usi il Hiruu·hi. tltc· hasa. hl· Sll<·l, opiniont• ~Ili f ;tf t.o dll' QII(•SII• J'o!'IIH' Jnt)I'I)O,;(• sono SJW~SO ('ÌI'('()!ìC:J'Ìf (,(' 1-' Sl'g'lliPiltMit•, lintit.att• solo allt· dita tlc·lb 111<1110 o a.lla. regione fld eorpn : oppongono clin·rso gr;~o~lo di n·sist l'IIZa alla ri<ln;r,iottt•. :<i a,;,;ocian o s Jws;;o n. di_;;f;nrhi di St!l\so. sp<·sso limit ati allt• p:tl'f i c·ontmth·. ,;i at·(·nmpug-n<tnn .;o-


v 91',L!

:>I'LI.A CI "IUBI!.ITA J)Er. l .l ,\'J'i'E•:t:J \ME:O."rJ VIZIA'rl, ECC. o

\'1•1111' ;t Ìpltli'Oli;l. :1 rlilllÌilltZIIIIIl' d..Jl't·l•t•Ìf<lhilitil l'lt·fll'ÌI':I . llli'llfl'l' lllill pn·lw llt ano motlilil·:tzi••n•· d··i t•ifll•:<,..i. :\ll('lii1 il 8ttfull)/l , {'ili' h:t [oi'IIIHI:tlll di l't'I'I'Jllt' IIJU~ llll()\':t ll'I)J'ia :-111

·m 1t1 p;.~. t o gl' rwt it·O d o•ll ' i" Lt-r·i,.mo, \' i1·ru · ali a, :0:1 'l!li • ·n t v 1·o lh:ltl' inur·: •· LP. paralisi P Il• t•ontrattatn• da 11oi .-: i ndiatt· nou ~olo Jll'l':<t·Ut:allo

1tll'l'l'alli

nna ,;Ln·lta. aualoJ!Ì<~

t·linit·a 1·•1111' fnntH· i:-:t l'l'0 -1 1':111Hl:tlit·lw. 111:1 ,;i at:C'PIIIpa:.rnallll anl'ite l'llll ttu :.:ruppo di :-infotni . 1·iof· di qul'lli ,·a,:ollaotori, (t'o· lit ·i. ,;prm·torii. t•d a fatti <li ilwl'l·:-tl'.,ia "i.· .:tt'lll:ttizzati, la c·ui a:-,..oc·iaziollt' c·oll'i:-.1 t'l'Ì,..IliO Ì• I'S{ l't•I11:HIIt'lll l' t'n•qnt•lll t' "· J't·rù la ma:.r~ior pari•· d t-g-li .\., I'Ollll' il ('[tll/llc. il 8it·ru·t(, il fl,rbi 11ski ,. il Fl'unH·ut,illiumtlllll'd il F•'l'l'ltiii!Ì•ti h:lllllll aJl'a llo;o;t·;tr(alo qtu·~fa iJtftll'Jil'l'· t:L7.ÌnrH· patog-!'IWfit·;t. ~la a 11aio gilHlil.io >-i i• troppo llltilat,·r·:ali dalrun:~ p:t·rtt• l' tl:tll'allt':t pt•r l 't·tTOI'P i'nnd;~Jlll•lllale di a\·rr f'ollg-lohato in nn )!l'Hp· JHt unit·o l'ornw tli\'t•r,w. lntluhbi:tnu·nlt· m·ll 'in:,:·t·HI <' rutmt·m di ~~ a"i. l'hE' ,ono <·omp<~r·si tlura,nlr la g-HPI'l'a di :-:rlltlr·umi t·u,;ì dd!.!' l'iiiP,;:o:t• . ... i :o.onu illt·unlr:t·t-i ;.t.lll·hc t'M'tllpi d i uatura. pnramt·utP istt•J'i<':L: ma.. artt·ht• Rt-lll.<l:l.t·t·t•t:Lart: b l r>ùi'ÌII pitiolir·o d1•l JfaiJ Ì/I.~ki . r11lla qual<' il t·;tmpn tlt•ll'isn•r•islllll si rioltH't' a.~ ,;:~, i. i11 h:~-<1' all;1 rui:~ st al ist ic·:~. c· hP p Hl' ì• L'lP\':d a. pn.<!'O all't·l' lll<tl'e (·Ju• l'l'('f'l r,Ìoll;~lllll'ILII' hl' l'Ì"I'Ollll'al O (lill'illi:;i (l l'IIUI·l'ill lll n; llt•lla. i·.ht ,;.;it•n. :-:indmmc d i lflll':-:1 :~ JH'\'l'o,;i. "'t•mhr;~ c-lan 11•·1\'at f,\Jn,lt• t'<tlll)I<Wn:> l'i,;a •·t·islll!l, <·onst•(·lll Ì\' 11 ;~ h::<ioni f raumalit· hv u p,;ir·hil'lw. IH'I'ft•r·i ..;t:<ì. ::thrt· manil't•:-tlazinni clini(•la<·, t·ortw il ttlltt i:<ttttl . ~· t·hP. tpmntltl as;;unt<t la f'Ot'lll<~ p:ll·;tlitit·<L o <.:olltra.t fua.lr, 1m·dili~.!ll g-li a t' l i inft·riot·i. l pot·hi:-.sitaai t•:t,..i d ;~ 11\t' n:o:,:nr\'al-i, infuf,f.m, l'l'allO r•:tppn·"l'lll.al i ti:~ l'Olllt·atta11't' dd g-intH'I'hio t' tlt-l pio•dt·. Il qnadrn <·linit·o dt•llt· fl)l'ull i.,f•·ri•-1, naria. :alqll<lllltl :<Pt·ondo i Yarii <~H l ori. l'•·r il H11mmo <'il FI'I'J'IWniui ""~··dopo il fnllllll:l Ìll>'O!'J!ono rapitl:tllll-llte ed :uu·la,• tl 't·mhll•t! <·· ragg·iHJt)!uno IH' u pa·p,;tu ilan~~:o::-. imo rl'inf,pn,;i(;l. ITanno dHrata. ;~xxt~i varin., si po,;..;ono risolvl:'rt• lt·nt:lltll'lllt'~ nw, ~t.n<·lJ!' itnpl'o\;,·i-. :-:aiiH'IIl·''· ('rdono c·nll'anm~h·sia g<'tH'ralt- <' t·oll:a. f:tsci<t ela~t.i <·a: lltl-1 la"'"~ <tpplit·a:r.iont• pn.'r a.w·l11• pro,·ot·arl('.. r> r.r lo più si moclilir·lat•J<'hlH'I'Il nt·l :{!liUto 1\:blllraiP. "'ono ac·t·orllp:t~nat<' >' JH':lMJ d:~ tlisunlini dPlb sr•tlsihilitiì, <·ar:tl t pr·ist it·i JH'l' t•,;,;c·a·,. , :l ~>s:ti ,;p(':;so ~trPt t.antPilt<• loc·alizr.ari al 1l't'l'i torio tlt-lla Pontt·a.ttm·a <• 111'1' prP:o:t·ruat·s i iu<litrt•n•ntt·nwute motlili1·:11j in di fl'l.to- ipo l'd ;LJ1t:slt•:o:ia- enntt· in N·<'f'fl~o -ipt•rp,;fp,:ia. T riHt·~:{Ì dt•i mn:;roli rm tta:at.fur·ali po..;st~llO 1\:-o;;t•t'l' lllll'lll:lltnf•nt.p con:o:Pl'\'a.li o as:o:t•nti. : ttudli fpndinPi ta.lvolt,a. t•sag-t•r·at i, piìt ~Jlh·so normali. Jn ltU••fìti sug)!c•t t.i si pos· ~ono ri..-t·Orlt-rH.rl' t.ntl(' lt· :<f.igmn.tt· tlt•ll'istt·t'Ìsnao. La fomt;~ mnrho"'~ .<;uhi1't•hht· g-li •. n·.. , t i 1kll:a ··um p,-<i<·<H•·mpit·ll. Pt·r· il Uo!Jiu .~ki Lt• fm·aaaP isfPrit·lw si dilft·J't•n;~,it·n'IJbero hPHis,;inao daUe fQl·mn or·gani<·lw e Sfll't'ÌI' d:L qUt~llt• <:la t· pg·li <·h i:wta. ritfcll.~t pPr <:Ssl'rt' gf'nE'l':Lluwnt.<· P:-lt•se, 111;1 SlliHn·fieiali t• l'n,!!ar·i. ~~- .:utt o p Mi(• atl un t n~t f<mH•n to c·OD VtlUit•ntt• per [JI'I'"~"nl;art• al t it.udini t'Oli! rnl t uali in l!t'UI'I:\l!l <'U J'l'ispon dPnLi altt· at.(.it 11dini n:~tm;·\,[i; jJt•r imita n· ;;olo illllJI:\l'[e.t.t,amc•lltll in qua.lcùe c·:LRfl Il· <·on(.J'Httttn• l'iflt~~l\t :: lH'l' la ll t<~· flntHza il piit dt'llc ,- oLt<~ di amiotrolia .


SULLA CURABI!.IT,\ olEGI.! AT'fi>:GGl A~l ENT I VIZIATI, EC<'.

\)ti /

audw tWÌ <·.a,:-;i di pan1li:-;i rbntic·h t- e }>t'l' la ,;ua. r>oC'a intpnrt';mz;~: JH' l' In pn•Sl'UZ<I· htlvolt<t eli t.tWnltJ a,;imnl\·1 ril', 111<L lt>.l!!!'l'ris,.;iml' : ]Wl' l'as:-t•n;r,a. di lli-

1>turbi vasomot.o1•i b(<U c ~amt t Pt'i;~,:r.a.t. i: tli ipnirlrosi. tli JUt)(liti('azioni tlt'll;~ n~ftt>t.tibil itì1 tt'tlflinea•. ~ou iput onia.. non ÌJH•.r;;:c·t:itabilit·ù llH·t"t:anit·u- dt•i rnu,.;roli. nuu dist nrbi trolit·i: non (:,;ilo in l'l'tra.zionr l ~mt'J tlt·lh· paralisi th~t·cir[(' . qn<mto tlPllt· l'Ontr;Lt tum, aut·lw :-t· <L lun_go deuor... o . .\ :.;sa.i rli ver,;n i• il quadro trM!t•,!!giato ,]n.\ Salmrm . •~l'i tlasi, ahba~tan:r. a numerosi, da lui :;tudial i. · eonsi;o;tPnti in paralisi, in ('Ontra.ttnre t· talor;t nnlla sumpli el' imnu)bilit,;'t tlt·!di a.rti I'OU lit·vt: i}wrt.onia. 1111ttit:OI:tre, in::;ort.l' molte volte a l ntomt•tuo stt>;o;so llt·.lla fcrit.a t' s~u:r.;& a.lt:Ull mppot·t o colle lPs ioni perift·1·i•·ht•. egli o;o;,;(·t'\'Ù co,; t antellll'llt·n ipoeìltesia o aut•st <'~ia- hbt.tih•, tt•J·mira t• llolorilit·<t clcoll':trlo ft·ritn- t·omr il ('lrwdt ·- tah·,.Jt a, ~MHOciat.a a ditninu:r.i otw o ali :tholi:r.iorw tlt·i rille~,;i t·ut·ant<i, a lhL t'sagt·r·a. zioue d<•i t•iflcs;;i t,<·wlirtt·i P ad rtn<L li l' '' e Lt't•piùa.zionc '']Jil<•i Witll•. Co,;tantemf'nt P clif\turhi va.t'omotnri lwu spi<Tati twgli a.rti feriti - <·olorito c·iauotic·o. violatPo, ~<\lora. li rYI' •·dPma.: non eli rado llUa lievP a.t.rolia ;tuu:-:c·ulat·t•, Ull ;t spieea!'.a. ipokrllti;r, <lt•ll'art.u rolpilo: ta.Jvolt,a una li eve iprt'I'C·citahi lit ~l llll\()l'<ti\Ìt·a •k' 111\l rw oli: rari,;:.:Ình· l t' Jll(oditii' <Mioni t' ll't tl'Ìdtc· d <"i

m·n·i e cl<•i mu:;<;oli, iu O.!!ni <;aso non [H'OJiorzinn:ll<' a.l gr;tdo ùelil ~ p;n;di~i f' clfd le coutmt Lun· "· ~EI('Onùo le mit> o:;st•t'\' <t·i'.ioni 1<:' form e is/1'/'i('llr• :;i tli.~tiug:unno ,LallP Jlmronclt• f' !lallt• ru1tl!igil'lu· JH'l' J'a s.-<t-n:r.a.• <li It•nonwni Og-lo('eLLiYi, d' <tN'.tlnlo in '1llt·st:o col Ba/;ìn8ki. :-ii an· ieill<bUo. quintli. tnoltis,;inw, allt•. l:onn~ .~iur/1 latr e pt•r l\Ls)wtlo morfologico che a:;,;umt· ht mauo H per b ntaue·an:r.a eli VtWl' e pl'Oprit~ altc·ra:r. iuni organit·hP. La cnu ~n~Ltum i,;tPt'il'<b- stt'i\·c·,·o )1(•1 Htll- ì- una. cont.rattm·<t n·t·a., spastica, in emi Ut>i mus('o]i a.ul agonist.ici l;t to uieiti'l normale o SP-mifh\t"r.iclit.à, che mant:iHnP lo ~l <tt.o tli c•quilihrio, ì· ,;o;;t,it uit.f\. 1 eotno tliceY::t. f'hflrcol.. cht uno st.at.o di enntm:r.ionH perma.ueute. P er lo piìt colpi~rc un .-olo nwmbro o<l un st'gnwnto eli l'sso. Tutti i mnl'lcoli ùi Wl tlat.o territorio. i Oe~~ori eom(' gli ~'"tPnsori, >;ono int.•·n·,;:o;a~i. il elle. per lo Ohnrrol, ~:aw·hh1• proprio clclle ('. out.ra.t.f.nnl i:: terich c, ma con il predominio rli nn gruppo di rnu..;coli. o uu~ ) p vari<" .~t J;it.uiliui Yi:d<tto r;<,pprt'.;Cnta.ut.i l 't>>~a.gP t'<>~ione della loro fttuzioue. Gli arti ibs:;umouo att<'ggiamcuti i piìt :;nniat.i e piì1 hizr.arri, simuhmti cont,J'<ltture organiche, come la. mano del tetauismo e

'(ttella a. predicatore dell~ siringomielia. Più :;pesso prenedouo pot.w iutt•nzionali com(' ::;l' I';Lrt.o fos,;~ inigielif,o tlura n t.e un movimento eO<)l•t\ina·l o -mano a ]Htg:no •. a l't'tiha (I(.'C.: po,;t> int.en:r.ionali pPr alcuni patognomonil'ile clt·ll'i:;te rhL. Lo t·.ontru.t.t.ut'l' i,.;teri<'lll' l'Ono per lo piìi int.m uw e irridueibili, a diff(~reuz;), dcii<· org-;1nid1t> : cccc:r.ion;~lmentto mobili ed erratiche, ]Wl' lo più, invi~CI:l. ribelli l\ tiSS(' (1'am /JIIrÌni ). nuifOl'lllÌ ftnehè dnmuo: rtlf\ irt t:!:'rti c<~Hi lo :-pa~mo muscoh1re varia. di inttmsi tù d i ta.nto in tanto. Pol:!~ono ct>dcre in pat't.P fli,;t .mendo il pazit~ntt> o con lievi moYimenli di JU<l.l;S;bggio. mentrt' si esàgcra.no ~ot.to att.i violt·nt.i, tlnr:wt.e i qurbli sj può ct~­ tertniJt.~rP uua, lrr·pirZa.::ionr. come tlt·IIC' ll';;inui organiche spiua.li, per;:i.


~)()~

;t; LL ..\ CU RABIL!T ..\ DEG LI AT'l'KGGBMENTI VIZ1a11 1 f.:\.. C.

!-4 tPill-l' tnl ura Jll'l" qua.lc llt• lt•mpo lllU'alìl t· lo ~ tllto rli

riposo. Rotto L'aziow· d <•l c lmo[ormitJ. t·ol l"a.ppli<·azionP tli lUH~ faseia elas ti<·a, la coutratttw} i-<t l-'l'i<·•• si ri,.;ol n • JH' r rista bilil·.;i poi gt·l\llal<>llllo'lltf'. Ptr ;dc uni. ira cui lo Zirbr·u. ~eotnpnrit'Phiw UPI ~nnno. mt>nlt'<• per altri. IJl.'l' il Tamburini. rwr t•:wmpio, JH'l'lllat't'l•hlwro llt•l sonno profondo l' si t•xag-ererebhero. anzi. snHo n no !;t ituolo <·:-:tt•ruo :.LJJChl-' lil'vt·. Lo slat.o di nutrizione muscolort· non Yit•nt· a rist'tl!Ìl'llt' c la <·onlt'<lttivit.it <'lt•Hrit·a t·<·xtn prPs:-:o a poco not·tll:tlt• ( f 'hf!rr·ol ): rari. :1nzi t>C•t•t•zionali. i tlisl urbi l roti('i ('l'amb?<rini). Di xulit o l'i a ccotllp:..gn n,no atl altPr<~zioni della. ~wn:-:ibi li t.ìt-atwslosia , ipel'et\te::ia - lo('alizzatt· a zolll' reg-ionali, rwl lt' rritorio nwcl t':>imo clelia eontra.tttua. l't' l' lo piit (:> l';uw,;[,t·sia. ('ilt' si ,;ovt·a])JlOilt' alla ('Oiltr<lttllm: più rli rado :-i ha i Jll'l'<·;;l·t·sia. i ll qut•sl i :<0.!!/!1'1 l i xi ha quasi st'lll]ll'<• la prmwllza di altrl' xti,!.!matt•: mn. pus:-:ono an1·IH· JJtalll'art•. Lo l 'hrrrr·o/ tmv~·, :~:~ ,·oltl·, f\ ll 41 cns i. la rl·iafr8i rli crr ll i r nllum . un:1 tlispo,;izion"' alla l'Oiltrattura.. elw Ri può pl'O\'OCH·I'<• <•nl· Lq>pli<·axitlll<· d<•lln J'a ,.;c·i<l t• las l icH o c·on uno ,;l i t nolo eulnnt·o. L<• fortiW is tc·ril'ill', t·h<• 1<•1\J!oll dil't t'<• JWl' lo piìt n. lranmi ('Olltn,;ivi. a di:-:11>1':-:inni. piit di J'a.r1o a. Jt>J'itr• . st•lllJII't• ~liJWt'li<"i:J.!i e fii po('a importanza. t•<•s,;rlfto insor,!.!PI'I' intmt•rli:tlanwutP: piit :-qws;;u <llqu:lu'to dopo il trmunn. 111:1 " 1'111 pr·1· pt·<·<·O('f'lllt·lll·"· :-;t'l'otvlo f'h rii·NII la forma !'on11·a t l w·:tlt• ~a ­ l'<·bht' 'WIIIJll't' Jll't•t•t>clul;t d:1 par;disi rl<·ll'at'to. <· .si ~tn,hilirehlw in se:ruito a lra pplir-aziOilt' eli 1111 appal'l'('(·hio tla IJtt•clit-at.Hnl. ('osì tWi c·a,:i eia ntt• o,:xt·n·ali. La clia)!no::i llitl'erPuziail· fra lt· forllll' ximulal·e t· lt- i:.:lt.•rieht• non ì· sl'l!lpn· far·ilt ·. JlOi!'IH' . <·omP stt'i\'r· /Jnbi118ki. un l'imula1on• nhiln P rli buona st·Hola JHtb ani \'il>r<· a riprodtu•re con prt't'i!·done t.ut.t.i i fcnOml'ni is terici. PPr lo Uhuriyoy lP fornw isl,t•riehr ~i ricrmo~<·t•rt.>hhero dallo spc•ei ~l iP JH·t'tltrh:tlltl'l\to 11PII:l. rt'flt·ttihilit.it eutan<·a t· l.,•nrline;t <lall' ~tbolizioni\ dt>i riiiPssi <·nlatwi. dalla loro fìssitìt - asslmza. tl i nnia,zioni ch·lla n •sixtpnza opposl.a dal ,;o~gl•tt.o. quando si C:Prc·lli eli ,·irH'I'l'P la. rigidità muscolart' dalla motlalità partil·Ohm-· <leli<l :ti W~< l t•Ri;t.. di <'n i hl sitnttln.zioJw sàt'('bbt: iuapo,;sihilt· ~· dalla prt's<·n;r.;l ili st-ig-Jualt· JH'l'lllant•JJt.i. .\h~ Jl('.l' Ha.bin.~ki tp u·sli ~t·gni nnll ;1\'l't•hht·ro ,·alon•. poi1·hì· Jll'l' lui l'istPl'i,.;mo non ì• eapaN· d i nwdili<·aJ'l' lo slato tll-'i rillt•ssi l·nhtflt•i 11 tc·ndint·i. Ja, c·onlntllunt istt•· T'ic·a rttm dill'l'T'ist·l-' da.lla \' ttint\l.:ll'ia t'd :mcllt' i dii'l·111'hi cldl<l· "l' llXibilit·à Jlltfl't>hlwro l'i'st•r·p lll'nisRitllo :.: irnulat i. 1'11r :tlltnH·th•ndo. spedt· in cert.i t·a-"i. qut,sfa. clilfit·o't;\, 1:'\Hto pii1 t'it·ordawln J'aiTt•rmaziolll' dl-'1 Hr!ll.r ,, du· l' is1 t·ril>n\o in tc·ro non i· <·IH· ,;' mulazionP <· <·IH· simula a.uiOt,latil'<lllH'Ill-1-' " ri l •·ng o. JH•J'(r. t·ht· una tlia.g-no,;i tlifl't•n·nzia l<> po,;s;l sl'mpn· fa.rsi Nlllo si Utti(l :HTlJl';l!u di'l sin,!.!o lo <·<t,;o. :-:Jwdalnlt>ttlt> in h:t st' a l conlt•gJJo t• ;ti modo rli l't':t).!ÌJ't• tki ." "I!'J.!t'llll. lmpor·tanit' :-:arc•hlw pofl•r rt•g i:-:tra.t't' il1r:H·c·iatn df'ill' "'·os,..,l' ntu.<t·ohri. ntt'lll rt· ,;i <·<·r<·a di ,·intt•rt• la I'Pil[.t·attnra JH'l' nwzzo rli uu:b tmxinnt• c·ontinna . l! t r:11·eiato rll'll'i,;t<>ri(·o (• rP_g-c)lan·. JH'l' nn rall<'nla lll<'llto unifnrnH· di'l lnnn lltlls<·olal't·. 1'111· IÙtH·t• l'<•fl'l'ttu progrt·s~Ì\'0 fi i'!Ja J';~ti1• : 1 : ljlll'i 'n t(pJ silltlliallll'l', i!l VI'I'l'. c·la t• f;~ llllO ;:forzo \'()[Oitlal'ill


Tav. l.

MORI.

Fi~. l.

Fig. Il .

Fig. 111.

Fig. IV.


• Tav. Il.

MORI.

i 1 1 1 l

., 4

..

~

. ~

Pi,. V.

Fig. VI.

Fig. VII .

Fig. VIli.


Tav. III.

MORI.

fig. IX.

fig. x.

fig. Xl.

Fig. Xli.


MORI.

Tav. IV.

Fig. Xlii .

Fig. XIV.

Fig. XV.

Fig. XVI.


Tav. V.

MORI.

Flg. XVII.

:rig. XVIII .

Fig. XIX.

Fig. XX.


..

F

.:.,,

• Li

..

. •,

- J

"'

.

•

-~

•

.. ·'\ . ') ' ..~

..


:-('I,I.A Cl'R,AHILITA I•EOI.I ATI EOI:LI .II E!>''l' l VJZIATI, EC ' I ' ,

~li!!

-pC'r t.rnttenerP il rel"piro c• lPnrrr l'art\) t e~o. pt'\':-<c•nta grandi in<•gol ari1~L. o ho auche not.ato che ,n,•llt• l'orme· sinrula L.-. Yin.f ~L ia co tltmt.tll1'<1· <'dl'q)pli('<ltO Unfl f3·SCÌ<J,hll'<L pc•r man ti'U('!'I• la .pa t·t P tlt'lJa lliWY<t j)O~i ;,. iorll'. llNìSUl'UL modificazione si ha. n l'i t pssnti, nH· nh·<' li(•!le fot·mr istNiC'Iw, non solo l-li e:rf'a lo Rtato ~>p:ìsmotlic·o ciPI ntlllYO aftl'~gianH·nto . ma !-:i cl<·tl'rmiuano not~voli cli,.: turui rirc•ola tori- t·llvma. Ul'<'l'osi :l llfl<'rlil'iall' d ('ll:t rnt<·. N·c· .. e:omr· n el mio cct so rh·l 1!11 L. f'o rme da pr,~ i:iiJIIl' a11falgil'f1.- E' il g-ntppo eli gt·all lunga. il più ILUJII<'1'0~(1 . in <'Ui \·eu,g()no c·ong lohntll <· J'or1w• g-ù\ illnst.ralt•. ~ouo dl'it r in g-PU\·l·nh•, co1 liabi i~8ki : pm·nfi.~i rijl cssf 1HR>1 ;1. mio )Hll'<'t'P 1 nw1.dio :-<i ('Onviene la clenomin<'lzittltl' eli fonnc drr po.~i:.io?ll' a11tnfgira . Hanno c·.olla. sindxom~'< ilitNÌC<J, molti p un t. i di sonli1.di<lllZa.. 111a è pos:-:ihil<• q ua.s i st·mpr<• una, dia.$! no~; i rli fi'l'l'Pn:tia lt•. Il Rrrbin .~ ki C't l il .Frnmrnf. the han f<ttt.o tlllo :-:t.nrlio ~JifCialn dt>Il'arg oHll'JLt o, daruto r·onw lli'O]H'Ì<~ <h·llr fonnp ritlt•ss<· la profnntlilà, la. t('nacit.i't t'la l't•Risll'H7.a alla ]Jiiit'o tc•ra pia.: l'atrolìa. mnsr:olan· c ht <le<';llcilic:ur.ionn <lello ossa : l'r,sagt'l';tr. ionP- elc i rifl P~si t... n<lin<>i :l;~, ip(ln\ccita bilit iì. llH'<'t'allic•a tiPi museoli : l t~ nHHlili<'azioni <ptantit:1f·,in• rldl'e<'citabilità (·l<•!Mita-c !ll.lvolt.a iporccitabilitì~- :>PH7.<1. J'l;'l!hion e drg-t·nrt~tt iY:t: l'eHal-{t.·razionr tki rille:;si l <'lldinc·i :i clisi nrhi tlt•lla H'lll>ihilitù anrRtl;'sie : i dit;t.urhi v:~~omotm·i <· Lermiei - ipot <•rmi<·n - a.s~:wnl i nt•lle [ormp istcridw: l' stw<'ialnwutr•. dmant P la ll<H'eosi dornJonni<·a . la. <'HH·gt·l'azionc d<•i riflt•.-;si t r·n.dint·i ci('U'arto afTPt.t o <• gli :<JlH>l'tlli 1'1'0\'Mati <Hl ogni t t• n t a.tiYO di tm'J'C·~gerc· l'a Il t·~:riamc•nt o vi:t.ia t n n la pcriiistt-nr.a cl Pila coutrattul'll· fino ad llllll fa .-;(' a vali r.a l a. <ldhL do1·onart·o::-i. Il Humw o l'li il Fc•rrrr1111i11i , iHVl'l·t·. non banno ma.i trovato nt·i loi'O casi }Ja rt.icola.ri modifì <·azioni tll'i rill<·ssi t enct iuHi df•i mustoli c·ontraLl.i. mn o normalmente cuns<·n·ati o tl a:>;..t•nti, mai e~a.gr:'mti. l la.uuo l'is('ont.mio s(·mpr<>. diilt.urbi li p vi ch•lla st·n~ib ilit ~~ sU]wrfkialP, iu 1wsstU1 ra~<o c·on i <·;Lrattcri rll'll'i Rtf'l'i~<mo . non loealizr.a.t.i, cioi' . t·~<Ltt.anwnt c' al1cJTitoTio ilell~~ <·ontrattm·a, mrt· JH't' 1(1 Jliù a lla xt•cle del trauma.. ~{ai ipL·re~tei< iH. wa, ~erri­ prt• ipoesttosia vii1 o nH:no uotPvolc• ed <·~<t<•sa . mHi nnn vem a.nPsi.eliÌ<L C'UNÌ freq upnh.. meu t t' n elle fon ne i st.Pri<:lw. Anch 'eR~;i - f'.mne il R(Jhi nliki - haww nota.( o !;]H"Sso alte· razioni d t•l l'ec<'ita,bili tà, eh·t.triea, solo cptautitat.ivc t~cl una s]wc·iale ipetTt·fh·Hibilit Ìl. ctri mus<'oli contratf.urat.i. Queste contra.ttn re non ~ i moditieano Ul'l :;o nn o , non sotto l'azionE' di volv<>rizzazioui di cterr H di rlonu·o di Bt ile e, f~ìHo a. cui essi danno grande importa.nza lJCr la, iliagno~;i differ<.'nzial<·. JWrmangono costantemente coll 'applìettzione della fa.f;('ia d 'Esma.rk . Secondo le mie Of;Servazioni e forme antalgici! P, a cli ftere.uza delle i:::t 1'riche, non insorgono d'emblée dopo il trauma, ma dopo un telllpo piit o 10eno lungo , e SJWHSO anche in un periodo inoltrato. (]llanclo hl IP~ ion.-pri­ tnitiva è ormai g113rita. <' si inizia il p1.wiorto d ella l'l' 11'll zionr t·icatri zill lt•. Ri costituiscono e si fi sfiano n modo gradualt-, e ncc·orre un ccoito t.èmpo llerchè si completino. Et;RC sono lcgn.te sempre o ad uno stimolo doloro~o, ~ia intrinseco a-i t.flasuti - n:.a,;.:~i ont~ fiogiRtica - xia Hstrinseco - oorpi e;:~t.nl r.l -

l<iie,.nalt di mtdicÙ\4 m liti« l ' t. -

F&<C. X1.


nei , o a.tlull:~ :~ l tt·ra.z i one an;~tom ic·a loe;;de JH'I' c:ni <;j ùo>rebbero consiùlll'al't' come colllrallllrt' mioptttir/u• rliretlr . I l Uuii't,:n e il Bar/'(J. t'lll<tltri che lw.uno cua5tM.ato nlli museo li cout1·att ura.ti ht Jlrt>~t' lt.-;a. 1Li ~>c hegg-e os~tee o nwta.llichc. ritl'ngono giusta.m<.:nt!' che anc hl' :tltri rMpi ciltranoi nOJ?. rilt'v abi li <·olh\ ratliografi<~, corue briglie C'icat rizi:tli c hociuio fibrose, anL·ht minime, po:;s<m agit·r come spinn irrila.ti n~ . :-;i;~ 1ll't ermiJw,ndo una iper•!,·ci t abili t ÌL nmTosa. iutmmu-\COhore, sia eli n~t.rameut P irritando la. fibra mnseol:lre. Per eiò gli aLLeggia,1uen ti dtllla ruano non 1'\0n qui qnelli illog-ici u inl.enzion.~li tl!'ll'ixttwico. ma. 4nelli di clif<,sn.c•cmtro un (hLLo ::;timolo doloru.-:o o per l';òzione diretta di uu:~ reLm;.o;iout~ f'icat rizia.le. Quindi a.ttegg-iallll'nLi in tiP~Sione -per lo piit. o U t3 lh~ posi11ione di r;po,;o, ,;emp re In. piiL ad:l.tta. per potnr a ltm~o nnntcnl't'e ll lt'\ fa~ci;tf. tuo.~ o nn. app :1r1~cchio itnmobiliz;.o;ant.e. ( ca.-; i l eg<~t i a cl uno s~ì mole) rlo lo ritìt:o i u-;or;.('ono fio m p r .; in primo tumpo, quau1lo ~ ~~ le~iuae pr;miti,·a è n ello stato piu acLLLo; rptl'lli dipenden~i rla. un~ altcr.1~ionu <lU<~tomira. SPCOnlbll'Ì<\, nel ptlriodo riso· ltt~ivo e v:1.nno lentamente C(lmp!et:mrl.nsi e ti~~n.ndosi. ::\ Ieutre le forrnP. iiltt>ric.:hr. sotLnt.LI c n.lla. volontii,, n on flouo moùificat.t) Lla,l paziente. che alterma P<l>'<i\Ì\';trnen t.c la :;ua impuLonzn•. le antal.lòclle, in vcee, po::~souo, ;;ia pure in lie,·il-\~i m o gmtlol l'ubire l" i n li uenza di lill atto volnntar:o. ~I<t il movimrmto ,~nlotH:u·in c:hu si c•>:U ~l i u a scosso, con sfur:!lO u,·itlPute dd paziout.e. si :bl'r·.:.;t,a :~ · L 1111 pnn!.o tlt•t.2L'i0 in;~t.o, comP. p l'l' un ost;:teoln rnocc·;l.ttit:o, cbn risvP)!Ii;~, uua sPn-:aziom· doloro"i;;-;ima. ( 'n~ì tli ,·erso è i l r:ompur~;~m c u.\,o tlumrl LH m:tltone p:t.-:-:i ve. ~dio form e i :-~t ··riche la rcsist.t>uza. è ma;;sirna lìn tbll'ini11io. ma ;;i può riuscire a. vincere e talvolta r.on un·.• c ~d.:~ b~ilit ··~, se si 1li ~tr:w il pa.zinnLc : ntdlc forme aut;.t.lgi<:ltc noi pOsliit~mo iU\'ece. o t(.Hnere seuz;~o cl illieo'f,;'~. la m eùe;; im~• e:;uurs ione. che il p ••zieu t;H pu) eo:n ;>i <~r.~ :-;p J:l' , n· ~·n \:l ~·~ : !UJ> a quel limite ~i ha improvv iso il risveg-lio tlella, s~n.;;~~inn' ;lo~ow.;a 1Hl i mu,coli, come in llUO scatto, si mettono in ip orlien~ionll. Qnest;a i']1ot·cccit.;,Lbilità., con statata da Jtu tt.i, .;i può d eLerruina.re auehe sf imolando i ruu:-~co li colla. l'araùizza.zion o, col frecl d o, con m a novre m eec:tuot.erapic hc bru ~ehc, poichè tutto c iò che cnc·.it.a il clolor,:. ,.;,,-J !li:b La eont mi l'n m. J... a nattLra. orga.rlic;;~ eli qnnst.e formi'. :-;in, ')Hll'l' n~pjll'l'"untata tb un o -.;t i molo clolnroso, a. cli iit•J't• n;.o;;\ ùPUe Eorcn<1 isf,l'I'Ìt·h o pttro'l.ln unt.e Ittnziouali. ci d;\ la ~picgazi onc di qnautu n.bhiam clet.to e tld pt•r·ru;\nnrH d elle forme antalgiche nel son1w, so f.to l'applica.;.o;ionc rlt•ll:> fa'ici:-> e la.st.ica: rlegli s pasmi muscolar·i nel Lt:nLat.ivodi cnrrezione clurante la cloronat·cosi e d elh• pers i~:tcn z a d Plla cont.raLt.ura fino a.tl una bse av;m ;.o;a.t.a (Ba.l>;ttski e .From enl); doli~\ fì:;sit.à d cll<1 riduzione fu nzionale e dcl\'a.t.te~gin,m ,mto, identic i nei Yarii es<\ mi; della resistenza il. quals i;~si tmLt;lmeu to Pliicologico ; doli;> -posi( i bi lità. d ella loro risolnz'on:c in tutto o in v:~r to, ma non improvvisame nte, come lo for me isLer ;cbe, ma. gm1 h\ta m r.nte, a tti l'. ~\-erso ~\d una cura fisica razionale . Non ò ra.l'O r ;scontra.re in queste forme .ltn lieve edema della p elle, una specie di imbib izion e, con altri dist.urbi vn.somotori - ipotermia, eia-


>'l'U ..~ f't' HAJITI.ITA ll i' C:I. l ATTEO •.J ~~ft-:'\'1' 1 \'IZ I \TT 1 F<'C .

'. l ~,

t

uosi - e t.rofìci : m<J. 1::-;s i, comtJ l'ipo troU;~ lllll 1it·obt·c~, dH' IJUÒ e~>st•m uudrt: arcompa.gna.t~t da.ll<~ tlct<~lc it1 cazion<' ù t-lle o,;sa., non ~ ono mai c·oliì H Ott:'volj, come n elle forme• provot:àl;e, :;clJbcne :;c-mprH in rapporto colla <in rata d ell'affezione. L 'esnnw d d la :wn~ib ilità c qtwllo Ph·ttrieo uon o tl'rouo notuvoli :l.ltel'<tzioni : pc·~ lo piit :;i lm una tiove ipot::;tesia con diminu.ziontd ell'eccita.hilif.à, fa,r;l.dica e tr<tlv;~uif·.u. . Cv~ì pur1' llit·a.~i 1tei l'itlt·~~i t<:>udillt'i genrra.lmeu te uornlldi. Sono note ln opit\ioui cl.iver.>e a.rnru1~ll~c d;Li vMii ~tnlori pPr :-; pic·~:~t·t· il ml'c·canismo patogcueLico di tt n ·ste ftH'liH~ . L a. teor in. dt·lla IWLTite u.w·e,tdeute, di cui sono partigiani il Ouillai n ~~ BMrt:, ebc semlJtwva. :-.verr rma base ~p cr imrntal e ullile ricenhe tl.ull ' H nyem, se non fos:-:~·ro :;bte cout.raddf•He dal Ytlllat. n on è :;ulir11,ga ta. · ùalh SI' de ddh~ le,-,:ionc lra.tmlal.ica, 11::.1 motlo di in:;orgcre, Ù<~lla evo ~uziouo e dal t1uadt·o cliui0n ùi qneste forme. Indubbia.meu te :;i possono riscontra.m ca~;i, ccl io lll' ricor«lo a.lctmi, in cui il tra uma.tismo ha determiua,to un,~ irritazionu ui nn ramo n enol'lo, ma anche qui è lo stimolo doloroso puro e semplice che en t m in giuoco, !'lenza che s i abbht 1ma nevrit1t aHceuucml.t·. Il Babi nski con abbonllanza. ili H.rgomonti h:t <.L1Jp lit;<~f o a qut>:;it' forme la teoria fip) Vu ll)ian, accetLat~ d a llo ( ' flfU('()( :l t<pil'g;U'l\ LiU\ iOtl'Ofia. del quadricipiL«' nel!e le~i nni tra.umaticltu tlel g illo<·c·h io, la /corio rìflcsstt. P el' lui to.nt.o lP c·on.fmt(.urc< c• )~. i]H•rd l('tti bilità il'udin<~•t. dO \'U l l' ad 11110 11ta1io di es:~l t;~r. iono dell1: ct•llule spi n;-~li, '!lmnLo lt• para li ::;i ;.~.miotroli"hc·, dovute, invece, ati. uuo :;Lato ùi tlepresl:!ione, sa.n~hbero b eonsl·g ui' OZ~~ di una ~~zione r iflesst\ di cui lo ,.;Limolo p eriferico pa.rtito ù ;tlla. il'~ ionP primiLivà, è tr;tsmt:>sfm per lt~ tibr~'~ W-)rvose centrilkLt•. lnt•utrt· i d..i,;btrbi v:~­ somotod e te rmici, pure d i Migine riflc,;sa., prenden·bbero a. prt·:;tit o. come egli dico, le vio d el sùnpu! ic·o. P er il Bt.tbi,~.~ki la immobilizzar.ioue, pm ca.paco ili ~o un legger grat.lo tli ipotermia loea le e di al·t·t·ntuare i d ist.urbi vasomotori e termici, uon potrebbe mai c n·a r r. qne,;t.i tl.if:t 1u·b i cara.tt.eristiei. Ma. la. interpretazione d el Babin.ski t, st~ta a ccetta t a da bvn J'fwhi. 1:;enza, tener c·ont o di al tre obiezioui, ex:; <l. lll'Lèi> c oH l t'O la. l e~g-e l'iHttb n H· JItK'l.ln della proporzionaii tà f.ra en tità d ella lesi o n~ pri mitiYa t\ i d i... t lll'lti funziona li , mauca.ntc in queste forme, <:ho tl•ngon diHro non a traunt;~­ t.ismi gravi, ma a le:;ioui talvolta iusignificauti. Invece la grande m n.g-gioranza. d egli Autori ritiene che qn<.lsta s indrome morbo;;<~ sia la. con;;eguenza di nua. p o:sizioue presa. attivamente . come 1·eaziono MI uno 4i· molo doloroso o ad uno stimolo m ccca.nico, fissata poi p er aùitutline e faYorita. d a fasciature ed apparecclù immobilizr.ant i e dalla inerzia del roggetto. Così il Sollier sostieno che sotto l ' influen:.:a (llel dolore si possa aYere una con trattura passeggera. di difesa con p ersist<m za su ccessiva qualora si t ra scuri di inter venire in tempo, d eterminancl.osj uno atato :di arresto, di inibizione d el sistem a nervoso. Il Jlieige pensa che ~i tratti di abitud.in~ viziate, prese nell'o ccasione di un dolore o di unn. impotenza reale, ma tra.nsitorie, che il soggetto conserverebbe, poi p er abi··

-

-

'


illdÌIH' t• )!l ' l' )1<1111';1

il

dc·IJ:I r it•tllliJI:Il':-;t olt·J rJol!ol't•. ( 'or<i i) '/'/11111111.~. i) r(IIIIU~ 1

altri . .\ nni ,:;c·mhr:t - ;-nÌYono il f,' ,lllnlf• c• il F ar«1oui11i - c·ht· CtUP:>H' <:onlr:l llnn· òimo;.;frtno ntl t•appnr1n t·oll':lltc·gg-i<mlt'nt o di dift·sa. c·.hf' tal'\'nlta :l:-"lltllnno g-li <tr1 i t r:1111llatizza1 i l'.d atte' h t\ <·tllla po.-ir.ionc· <"Oatt<\ lc·nuta pt·t· llll~ f:, sc•illttlra mal f:~tt:r, a:-~a i s1 rd,ta 1:' ;t lung-o vortat:l. Qut•)o.ti :tllt•gg-iamc·afi ,;otw JH'l' In piìt dil'l'tti r-ont1·o il clolore - ondt• in llt•;,sÌCllH' - :m\'IH· Hl' poc·n inlc•nf<O t•d :.t:>HOIIItattW!l! c• pas<;t•l.!g'it•t'O. f>l'O]lOI'· 'l.inn:di nnn l:m(n allo stimolo c)c,JorMo 1 quunto alla impn·;-~ ionabilitù rlc·l .... og-gt•l 1n, l·:pt1n p i Ìl pt·rsiKf t•nt i q lt:lll.t:o l 'i!ld i\' id 110 ù Il li' n n c•nt•rgico . .\tlt'b t• il Untli t·itic·ttr C'IH· si tratti di attitudini c·ontro il clolore. rli nl/'ff!!Ìtu/l.f'oli '"''"'ffiri, c·hP l'indi\·iduc, ha 1•oi numtt·Uuto al di lù d t>lle o orma li c·tindir-ioni tilolog ii'IH· JWl' itH•r;-.i:b ttwralt~, ll~>l'chc'· non trova JW:>· '<llll:l· c·oll\'l'llÌ•·n;o::l ;) t'Pat:('Ìn1 ,.,m i ro il dolon·. Egli giust:mwnt•• tli,·p <·he la ~i ndroHH' di qnr ~ f<' formt· \' :1 ,.; nt~•mhrat:t Jtt·i rli,;t urhi' trnfit:i <' nl,omotori 1 r·h<· 11i l'i ,.wnntr:llHI in llltliH·lfhl' alt t't' fc·rit l' ('lllnlllli do•gli <t rt i - (;()llll' l" do·c·:dt·i li<·a;o:imu• di'li P t b~>a 1wlln imnwhili;o:z:• ;-:ioni prniHnga Il·: n l'i òist urbi clt·lla t·•·tll'ttihililit P dc·l trothmo. c·IJI' si risl'OJtlr'ano nt·llc: Kindt•omi cla im · mohili;.:;o::t;.:iotti c•ltirurgii'IH· t• JH•lk paraJi,.,i <· nt·lh· c•ont m,tturt·. i quali hanno <·on i clixt nrhi JH'C'I'I'dc·nl i ltn lc•j!:llnt• a,.;,;olllfamPnt.t! itHlirt•ffo r riH' quel'!k lot·nH· ,.;ono eia c·on,.;itlt·r:t r>~i c•nnw una. IWTSI·\'t• rn r.iow• cl i :t l t il tHlini <li rlifl,,;~ c·ont ro il dolm·, .. t'Olltl' una fi,.; ,.;;t;r,iotH', di(' dopo 1111 C'l·r1o tt·tnpo, <'Os i c·onct• '''' <·r:lmpn tnll»c•nlal'l' prntr:Jt.tn, ,;J'ul.(gt• alla \'Oiout.:'t d•·l ~oggt:-tto . l~ipt·odnt·ono t.J't• ca~i tipi••i •li qtH·;;t• • 1-(I'IIJlP'' lt· fil-(. X\'. :\.\'11 <'XIX. \•·l ,.;ogg-t·tto dl'lln tig. :\.\"lo ,.;t intoln irritali\·o t'l':t l'il·)l)lt't'"''lllato da lltu~ t·i•·a 1ril'l' ;ulo·n·n.t C' alla rq!:iont• ani. di· l :;o nwrlio ddl':r \'a.mbrurrio. Là ''"" ~rat1 ur:1 l'l'il· c·nsi inft·n~a d11·. 1lopo risoltda. las<·iaYa. Vl'<lt·r<· i ;;olebi d•·l •·mtinal.i. \t·l sot:('g-•·11o rll'lla fig-. XVII lo :;t.imnlo t·m rapprP!wntato d a 1111:1 c·i<·:tlriPP t'Ptrntt.a. a.Jin t'<'g-ionP antt•r. clc•ll'indic·r. \ <·r:tntt•flfl! cla!i· SÌl'tl i• il (•:ISO l'<IJIJll'I'~I'Jlla1o dalla fig-. :\. J:\.. fl:i />1' 1'\':tlO flt•fla, pi'I'I>QI\() ÒÌ llll t·oll•·g-:c. di 11n t•g-l·c·~tio f<·nt·Ufl' mNii<·O. <·hP pot.t•i ~>fudiart· a t.ntto ruio ag-io. f1 c·oiJ,·g-a <IV<'\'<1 riport <~l o flltt• l't•r·itr eli pallott ola di :odmbpnt·ll alla J't·g iont• dt ·l }!Oillifo rii'M·rn il lK <lg'O:-to l!li :,. LP ·f••ritt·. a~s;~i :-;uprrfkiali, nn n a \'l'\':1 no lt·so lo >whl'lt•1 m: guarirono in <·it'(·a d uc n w~ i ppr un proc·p,.;,;o, uon g'l':l\' t\ c'li :> ll ]lJinrar.ionH locale•. Fin dai p1·imi t.c•ntpi egli (·omin· <·iò :1 Hola.t·<' nna tPnclt·n;.:~~ rlc•ll 'ava.mbr:wf·io a ti sAa l'~i in fl<'~~iont>, mentre h• dita. ad pc·c•t•ilionc· di'i mig-nolo, ;;i 'flC,nl.wauo in Cl:>tt-ns ionP; 11.\J..Hlcnza che a wlò :~ poc·o a lW<lO :'lt:(·<·ntnando~;i . ml,nl.rC' r.ontcmpomnea.mente i mu· ~:~c·o li c·nt ra \'ano in cont.mt.t.ura.. Ogni t<'nf,:ttivo di movimenti volontari o p;l :-~ h· i rlPtt• rmin:~nJ. nn YiYo doloro. Qnan<lo cmt,rò in. cnra nello sped alf' rla nw tlil't·tf o. il l~ ma g-gin l!ll7, riO!'• :?:2 nw:;i dopo il tranma primiti,o. l'a ntJnhrar·Pio rigi do I orma "n. l'ol hrat (·io 1m angolo a<:nto. il mignolo ,, nl i n l i C\'t• fliJHf-iOnt·. nwnt.rP le a lf.n~ di la erano i p Ì]Wl'!'Rtcn~ione. con mn,.;('oli C'Mlt.ral t.i, rigiri i, JH'r tuorlo clw ogni movi11wnto attivo o pass ivo ••ra """olnkt.nu•nt •• impos.-ihih·. La. ront.rattnra si propa~avn in pnrtt> a.ncbù Hu;/rr

l'ti


1

!JI 3

:\i mut~coli d('l bnweio t' tl<:lla .~IJ:LUa . tal<:lu'- aw.: ht· )';lt·lic·ola.zitlll.t• ;-t'apo· Jc.r-omera.k ~:m limit:Lta. Llf·lh~ s ua fuuzioua.litft. Qu(>.st,o easu ua.l;m a propo:lito ]WL' <WVPl'tin·. "''Ji!Jlll' \ ' P Il\' fot;st· hbugno, cbl' quanto ho dPtto JH'l' g-li a LiPggi:~liH·nti <·u:1t.ti co pt•r le tll'fonnazitmi della mar1o, ;;i pw) ripc·(('J'l' 1>''1' a.lt..ri "•:gnwnti d•·ll'arto SUJit·t·it•n· e di qtu·lli tlt·ll 'a rto inft•rim·e. ( ~(J:d dil'asi lH'l' quatt!o ri[.!·ttanla la c·nra. Abbozzalo l'IISÌ il qu:ull·o c·liuic··o dc·llP fon•w IondanH' ILtali di qnt•s tt" siud romi morbo"!', tndasr·ia nclo )p fiJ I' lltt' 111istt·. t·lw ]Htr s i po.- ~ono ri..;r·r•n~nur . in ('l\Ì \';tf'ÌÌ fattot·i llHI O)I)j.!Ì<·Ì s i ~ 1)\' l':tllfJIIllgollU.;H·t·t·ll tWI'Ù ;t))'indirizzo ~tmt·nLh·, ,;t•llza <·ll l l'a·l'(' in parti t·tJI;tri. dPiht t·ura l'iw io aclott:ti . dur;Ult<• nn alltto e nlt•zzo, tlaiLqll'il.. !!li ri all'ottolln· 1!111. tH·I grnppo u~pita lil'l'll di !\ lontt•gt·utto . don· ,·,•ui,·;~uo in,· i:~t i )11'1' l1• t'lll'l ' Jisit·lw, (l·rtllitli l\ 1ll'i [anghi i tmttut;~tir.r.al i di j/.'tlt·t'l'a. L:J nta~g icH' part•· dr·~ pazi!'nLi. è• lww· not:lt'hr. )Jl'l"'l'llta' allo pu~tllltli orruai rit1·U 11ti I'OtH oli tlati: in tutti quallti Il' '""itnti pl'ilnitiv(• ri~ali\'<111 11 a.lnwno <t.tl nn n.nno. ir• ta.luni ntl a,,:-;ai di piì1. 1· tutti quanti a' l'Y<Itw }Jc•rr·g-t·iuato a f.r;n·prsn a Jttolti spt·tlali. don· t·l'aliO ,;tali sottopo:-ti - :t qua n to rifl't·i,·r•no- ai pi tt ~,·ari:lli tmttauu•nti turativi. ~on pol'hi p r·~t ­ Yt·Hi \ ;HtO da stahiliiJH•JLti di t·un· li~ic·ht · . JH•rlinu tb istit uti di t'ÌI'otlll'a zione l' qnalc·nnn t'l'H giit ,:tato sottopo,:to a JHOV\'t·tlilltt• ttii llll·di<·n -lq,r:di }>l'l' h~ )ll'llsionP privikgiat a di g'lll'l'l'a. l~ d:t tWtar;-i ant·ot·a !'111•. Jitllt al lll:tggÌ(I lUI~ 1 i] JH'i'Ì OI[(~ di Clll'lt, )JH di ;:p ol,.: Ì ~ÌOllÌ J'l•gOf:t!lll'lll:ll'Ì fa-lsa(Ì\ t 1, don·nt. ,.,,:,·n· tli 15 ginnti n,.J )a, t<l:tgium· l'stiYa l'di :!0 iu lJllr·lb in\'t•rn a.ll•, pPriodo :tifa t lo insuflit•it·ntr• non :<olo J.ll'l' tOtnlJII'l:tl'P. 111a. din·i quasi JWl' · inizia.rt ~ un tra L! :Llllt·nt o Lt'rapt·ntit•o ra;~,ionalt-, dopo il lll't't'ssa t·io lPlllJ•" di o..;serva.zinnl': e fu so lt"<mto in ;wgnito 1·ht· potc•i <Jl\i·llPI't• l'autorizzaziont• d PII'i mpiant o di nn:~ ,;t•zil)tlC· .-:JH't:in iP. pt·•· lntttt·llt·n· pit't <1 lungo 1( 11\'Ì t·a :;i cht· giutli t ·•~'·o ntmhili. Ho ~,rià lil"tl o t·tmw d al hL grand t• lltag~int·auza dt•i nwdit·i qut·~lt• t'ot·tllt', alnwn.u litw a cpH·:;t i ult.imi Lt·tllpi. •·rauo rit••ntttt• riht•lli ati llg"lli t'Il l'a li;;ica c.· }l,;icof.torapi•·•L .. \ t~t·ht• ft a l'llltn·o. t·hP hannu nt tt·lllt1o r i-; ult ati Ju., uTP\'Oli1 non , .i l- unità di indirizzo P lo ,;tr·!o\.-!0 lralt·:tlltt·Uto t·Ul';tt ivn :Lfl't•rma.to d nrat·t· d a t.aluno <~ 1\a sllu·i t·itt·umo rlaJllHI'io. (lu•·~t<1 di\'t•r-.• itù di Miudi zi l't! i r....,u ltati Kt·unl'ortanti ottt·nuti. c:onH· Ht· fan1to fl'tk lt· liti .p:lhLÌfL di slut1>i dtt· pt,pnhtlliJ i t·o tt\·a [Pst·f'Jizi:ll'i " i t'l'Hl ri li...; i ott·T:~pic·i . ~ono hb t:on,q•gtH·n ?-a ,[,·ll't·n<ll'<' [Ciud;ttn•·nt ~Lk . a t·ui piìt ,·nltl' lto ;~c·t·•·tt ­ n ato, ò t'ILLY(·r ('Ong lr>hnt.o in uno Stl•,..;:-;o g-ruppo sindro111i morl)(}~l' t•t,•n,. ~c· n ee , profon.d;Ltt1t'l\ t P t li \' t•rH· pt•r i l ltJ ro tll<'(T:w i :;n tt) p a t ogPllt·l i l'O l'Il :l.VI'rC" :.Lpplit:a to t·osl a fornw tl i vPr.-:c~ llll tratrUJIIPlllO idPllLit·o. D a. tu tto qnt·f>to h:dza 1'\' Ì<lt•Ull' t·ouw ltL t·ura. c!Pg;li att•·ggiawPut i viziati t • (h'•lln ch·iot·ma.zioni 1h·llt· mani dt·bb<~ t•>~:<PI'Ie tlivt•rr~a ·~ st•t·onùa dt·ila. div t~r~a. natura. tlt.:lla. forma mol'bo~a: ma. i 11 tutti i grupp i itll't\tica i· la cuni. pn~ n·ntiva . PutLroppo, pPI'Ò, Ht·lla rhinngia di gut·rra . <·Ofili' lH·I ca.mpo d elh~ io.fortuni :~tic·u ùpPraia. ttPr;su uo :<i ~~ or·t·11pato d t•lla. JHofilal'!li <.lc·i poRtui~li anatomic:i. " funxionali di'Il<• ]Pf:Ìolli tt·:tllmat.it-ltt>. ~w hb<·llP :n·-


...... ' ,· 4.

~I ' I.LA

Cl !l: \ll1L.l 'f .\ IJFOld

\TTI-:ii~d A~I1•: ~'fl

\'IZ I A TT , E CI'

~Hnwnl o •li r·ap it ah: impMt.anxa. ~r)lo il R1trd re<:enh•mlnlte in una magi -

<'onfcrcnzn, d<·tlava le norme ch•lla 7>rofì.lns.~i r1ellc 1Jl1Jrpiaggi11i tli fl'''' rl(r . d opn a,-,,r ri l<·,·:tf o i 11:inni r·normi c·hr <l P l'i ,-:uw clallà manC'unz.. p1·c·\ t·1U-i,·a. di <'Hl'l' l't·u•plil'i f'il (•J,·mPn tari . 1-:: !'Uper1lno d ir<' com(· la mohi li a:1 1.io 1u· prPt·n(·P cl <·ll•· <tl't i t' Ola.;r. i o n i. la a h n lil. i on P d <':Il i a pJ)a r P<·<·hi "•\1-IIP f:r:-;t·ia1Pr<· proll'fti"<' P di f• nnt<·nr,ir•n{\, o :1-lnwnola loro rimvr.ionl\ l\! raiP

appt·na pox.~ihil,• . l!f~,:tiluii-\I'<LilO JII'N·r·tto fonlhtlnt'lli:llt> in l u~t•• )p fonn •• Ò<'"c·ril t,. _ pn ic·hi• <1 hhiamo YPdnt o l'l JP f;(· t1Pll1• f< n'llll' 1'1'0\'0<·ai·<' l' simu late lt• t:~:>dalnn•. a l'f·opn c ·hirnr~ic·o. f'••rvono a gin,;tilie;trt• l<' mannnl' ;Il'· 1:••f:d l t' . HPII t· fornw i:s1-1·ridH' f'l'c·alW il t l'T l'P IlO [;t \'Ol't·\·olt> a ll'allt'l'Chimdlio ch•lla ;;iJtdmnH· . tlll'lll TP p,•r lt· ant;d;.:it·lu· r;~ppr~x,•utano . $<' nou il vrinc·i p:l-1<·. c•c·t·t o nno d t>i fattori p..to_gPJH·Ii<·i di pri111aria importaHza. Jo nwhi li7.7.11 lc· arf ic·olnioni lì n ,J:t.j ]n·imi ~imni. aur·1H· qu~wlo [,. IP><ionì primitiv(l ~·mn iu ;llto. :• nc·h1· ll<'l lt• formi' fl<•gi:-.tkhl'. c·onH· ul'llc• ll<'lllJ IIOllOSt·. ad •);.:-ni · nh'dic·;~tm·a . f:u·<·ndc) lt·nc·n· ]Wl' qlla·ll-lw ll•mpo la pnrt" itunH'rsa iu un h:L;_:-no f·:tldi ;o;l'. ÌIIW di !-:olu;r.ionc· Ji-.inlog-int o lit•\'(•Jtll'lllt· anfi:.:«'ttint. l'tm lt>lll]l • H'ntH·:~wc·nlP nou hi>.n~!'lta lra~c·Hran· la tlli'H p ..:.i,·IJic·a l'morale. (; in.·danH•ntc' il lilll/)trln ed il F ci'J'{I/IJIÌ iti ~(·l'ÌYOJ.l() t·hc· ht, Clll':t d i (jllf•40 , forltll• (• I'O(ll':J!Ill' fO pn·V••nfÌV<I. •> l lil'll~llfl YÌilc·eT'\' )H'l' tl'nllll) ratlt·g~iallll'lltO tli difPl':t, 1'0""11'1111' lktll' g-li appan·c·c·hi di C'Cillti'U:t.ÌOUt• . l'ÌI11110\'t•I'C •)w·lli eH im!lw hili:r.:r.;J:t.iuTW tr0ppn ~trdti o trnppo a l11ngo portati. Ma l\1 ltmpn ;-;tc· ~~ o mnrliiÌC':m· lo ~ t.at· o T"·ic·hi('(•. YÌU<·t•n· l'a n·sistl'nza t!dlo inll·nno l' rol t·ine·ntnarlo. c·ol ria-.:.irnrarlo. •·liminauclo t n t t i i clubl1i t'le pa.ut·r·, :-:ollt·l'il:lrt· l'amor pr(•prio t· l'ottr;~rlo a lh'f:ll'ti influ~si fl'amhien(C' . " .li a riholut a. la ]p,jl)llè primi l Ì\':1 P :; ta hilitn:<i l':tlkg~i: t.mPnt o ..-iziato, IW('(H·n· proc·l'tlf'l't· acl 1111 trat l;ll1Jf'ntn t·Hrat iYo. t all1· l'tll'(' li:'id1C., );otto ](' formt· pi11 f;\;lTial.t·, r·h<· si dc•,·•· fa r rit·or.~r.' : Jua l':'St',. tl l'\'ttlln <'S!..('t fa tLI'l In SI' l'Il pnl~1 pos~ ihilt · . pi'T::i(lll: tlllll'lllt· da l nwùit·O. o da }H'1'~nua t•••·nic•:tllll·UII· l'npa(·r·. pui1·lli· di' c•r:w mi·Hit·. in\ 1·<·<· tli gioYan•, non :'l'r·vc)Ho c•ht· ati ;t~'I!T<I\·: nc· ln -.t;tfo dc·l p:t;t,Ì•·nl•·. t·il.adt•ud<• ,. giw;filic~ll lll"• a lUill<' di h·j)<'I'Ìlltc•IIIO, ilt•IJU('t•lto 1'1'1':11(1 dt']l:t Ìllgii<H'Ìhilit.:'t di (jllf•:>ll' [ll!'lllt' Jllnrho~e. f.'nn11· c·i clollhi<Jm•l c·ompwla11• th·Ì \':Jri tipi tllnrhosi ~ \'c·ll" jiJI'Inr ln·nri>Nt/t' il trai l:tnwnto clt•\' l ' <':'N ' l' duplìc·e: rin•uoVl'fll s11hi t o i mc·xzi 11kt·c·aui<-i (·CJn r·ui 1' i ~nn pro,·nf·;1lt• la immobiliz7.HZiouo ,.. la I 'CilllJ•n·~,;ionl': prm '•·d··rt· :t ri ..;ta hilin· J:.t nufrixion<· dt·i ll's"uti l' •• riat ti ,arc· l:• fnlt7.Ì illl!tlil:'t clt ·llt• atti<·nl:izioni. (' olla piÌl ot·ulata ,- i l-!ilanz;). ~i don:'t ~orn•gli :m· il p:t :t.Ìf'll1<·. l""'c•hì·. ·'l" '('Ìc• di nntfp, la tn:tllil noll n-ng!l di 11110\'0 1'11:-' ln· U~~ t • cl..form:-1-f.:t. al qwdt· ~<·o]'u ilpazi t'Hit~ ri1·n rn· ad uno cic•i l·l~HI i mc·;r.:r.i <·l H· pU<\ Ìlll]Wir\"Yi,,a r c·. tlal fazzoh~t l o rla na~;o, alla p<'7.7.:l cit·i pit·<li. cl:tlh· ntnlll'ltit•N• .di<· lll'l'l<·llc·. l:i<-or<li!'i <·lu·, qU:lllclo 1:1 tkfMnw;-;iont· c'> l'n·a 1<l. :d nt:tnl ic·rn· c·nn un nu·z:r.<• l':f'nl]:>lin·, ('OnH· ·,_..,1 {!u:.~ ut.o a sa•·co, òi <·Ili rs i f:t largn u-;n . . \ l'ÌtnllO\C'l' l' jl di:-~tnrho ntJiriti\·c• . a ri:Hti\·ar•· la cirl•olaziou·e :-t·l'~-~ pt•in<·i]'<~lm•·utl' il tnà~)o.a.ugio t"<l i nH•viml'llli J>àì<l"ivi d<'ll~: artil:ulaziunJ : . tt o a('(•nraf:trn ••ntP , . rl ('Yt· <:tlll~ .l rltrr<> n on nt•IIO ml\ 1'l lll:\l'l"Hg'g'I.O <l <'YI' """' ' ~'!a f'tHI l H !.In


..

l

::;UJ,LA CU RAilll 11'•.\ DJ~t ;J.I AT'fl,;o. cJJ,\:\tE~Tl v;ZJ.\Tl, ECC.

!li:">

,;olit.e ompi richè frogagioni, Dl:l in manoYr<• paziN1.ti deli~·n.te:• di pc'·t.risnç:<·, di impastamento d ei tE:'ssut.i, chi' uui~ce agl i e1Il'f t i <l ella pi•·sliioue:• qudli d dia- frizione e serve a d i~t.a.•·e:n·e. }Wl' cosi d ire. l<' ])arti nwlli, re~c im·Ja:.tiche, rlal piano sclwl<:'t rito e a richiamare la corrrntc• circolnotoria n<•i h·s~<uti. I piccoli movinu.-nt.i vn.-;siY.i . art ieolaziono prr a.rliC'oJa.zione. in lunglw. s~dnte l'iJH'tutc g-ioruahlH'llH•. sc•J·,·iranno a YiUCN'P la ri~iVilà . eh· i lq~·a.meuti c a riprist ilt:ll'JH· ~tracl:ll anwn! l' la funziona li t ù. l llil-~ni t:aldi . li' faugat un· in lllOclo spt· l'iale . <·OOJl('l'eranno <·ilk:~<·c·mt•nl<' a riatt.i· V:lJ'l' la cir('ola./.iOJW, 1n ent1·e 1<• applic·axioni <'l l'l (ridH·, eorn·nt <· faradie:a, snnwlcra.nno l'n t t ività <l<·i nnt:-:<·nli e (ki 1rn•lini, per ta nto t PJll]lO co· ~i·n'tri aù una. i1wrzia ful'7.a1 a. );(· si tlmTà tral:J.f;('Ìan· hb Cllra 11loralc 1 YaJ'ia <la soggdt.o a ~ogg<~t lo. s(•<·ondo l'iwloi<'.IO stnto f;oc·i;tlt•.la cdnl·at.i <mc tld pazit·IIIP, llW M'1liJIH' 1·i, olf:t ad Plrnu·u(' lo spirito, sen7.n. inl·imicbtzioni, s<·n:~;a minac·c·<• . st·Jt:t.;t :c·ot·r<·izitmi, alnH·no 1ino a <J11a.ullo ro:;j iua,( <1. ]'t •,~i.-;tt •ll%<1 llOJl illt}I'JJl.~:l UU<t ('(lltdOtf (1. di V('J'S;l. LP lig-nn.: ]L n ·, \'l (' YIJl dillliii'IJ'allll. ('IIHfl'<JJlialc• (' Olll' rispct1.ivc hu. l.JJL V<'· \"IL (]Hali Y:mia~~i si t-:i:uto ottPnnti ton J;, ~iurni di .~illli l<' tmttalltt·Hto cm·atin1. · .\.elle jorme simulofr. :-;j pn•c·1·da c·o11 pt'lllkll7.a prin ta di emetterE' cli:l;:no.'li di simular.iotw. po(t·ndo (·N(\'1' i m t 1i iu c•JTOre c1a. 1111 c'sanw snJH'I'Ii<'ia.le l'clnll'n·f lato. l't'l' <tll'nni la dia.;.(Jl<osi eli s imuh1r.ionn llt'lll" forme drr 1t·. riflt•ss<' .-;an·hbc: oli !'<·modo dilii1·ilc· e ::.i clo~rt>bbc formnla.re solo quawlo fos sH Psl'lm:a o:,rni <11Tt·ziOJlt· OJ·g:mic·a o funziou:tl1·, poicùè po · tn·hl•u c•s!<l'l'!' ]Jl'l'"a P<'l' l'Ìll1Uht7.ÌollP una forma fondauwnl:-tlment.f' o pJ·•·\fl.ll'llh'llll·nt.c- is tPri<'a.. malgrad o aic-uJJi fatti <luhhi ocl artrfatt,i. •lata ht Ll·nd<·nza •!egli i .~1erif'i a "iJunlan·, ~i<t pur~ in mw s t.:~lo di suhn.;., c·il'uza, alt·l.llli s illiOIIJi JI JOrl,u;;i . •\la :b tta. la diaguo~i, l't'lllpre po~;f:i· hilr q na.wlo ,;i ahl•ia, in llll'llt c• il 'luadro ('liui!'O di'Ile forme :;imnhl<·, il Utt·dit·o dn\'C, il mio gintlizio, l'orwubrla Ju·i t anwntc o r<'<' i;o;:bnH·Ht.(' a.l fl:'tZÌt'llLe . ~1'0111' l'oli.!' ljtll'>i!O J,!'Ìlllli~io ~ it·lJJ'O ll t•l Ill!•liÌ(-O S\'1'\' (\ a. f:lr C:1Jll· hiat·c• ('Ollt.l'g"JW ai pazit·n( i, i quali l'Olllprt·nduuo henissimo ;l, quali t·on,;•·· g w ·nz<> gm vi;;sintc·. st·OJH·rl o il tntt·<·o . pot J'c•hht"ro andare• ineont ro. R. a dill'!•l'l' ll7.:J dc·i .~ il!lulatori nd c~:~ulpo ch•gli infortuni dd lavoro . ;-;i dic·hi araa Yillli. ~ .. i l'<·s lii. t• lu·nc· :-c·IIJ]ll't' lo·nt.ar pl'Ìlll<t tutti i lJlc•zzi <li }H'I'· .sna-;i ont'. cons iclt·rando tl11· sia nw innanzi a ll'<LUJHn.tizzal-i cii glH·rm1 v•~r i rp tali fatt·<ll'i moltt·plic-i pt>:~"ono,in\· o•·ar:<i l!Ò at1l'nual'J11' l;l n•sJlQUl'a.bi· litù. g ho Y<'duto. in fa t t i, in JtlOit issimi (·a;.i r.LH' parl ~tn,lo lol'll al cUOl'•~ . I:H't·lHlo apJH'llo ai loro ~t· llt Ìllt<•nt.i lJtig-liori, Jll'OI-ìl>t'Uauclo loro h~ sev rr(' puni7.ioni a rni s i Pspon:,.:·oncl r JIH•t lt•ndo a·con.t'ronto il Joru <·oul<>gno d•·· plon•vole con qw'llo c•roiro di t<~uti loro compagni: ~i 1iHis(·!' pPr ottt•nero l'tfet t i po~;itivi . rn IDI'7.ZO t·flìt'att' l'· JHll'l' quP!Io <1i dal'<' la dimo:-.trazionc che la vn-trRa contrattura . dw la lHt'tl'sa I'ig-idità non C'siF<t(•, ùiwo>~tra­ l!ionp per lo piit facili': us~\ndo g-li artilìxi l'~IJO~ti, <'Onlr la ~;urprrfìa. nPI ~I)Uno , le manovrn di riduxiOil<' im)'J·on·i~a.. rli~trarudo il pazit;Uit\ (l rkorr<>ndo alla farad izznioHo.


!l{(ì

.':C I,L A CliR ABI I.IL~ IJF.G I.I A l"l'l~t:CHA)!E:>1 1 \ 'IZ IA'l'l, t:CO.

L<' lig. X:, XII <· X.JV riproflueouo tn• ca.!o:i di form<' s imulate. di cui l':ttt<~ggià iiWUio vi:r.i:~to. rnppnlsentat.o daiiP ligun> IX:, XI t'Xlii, fu vinl{' in poche ~-;,·dn l <'. l''vrmr isl!'ri.,·lt•· . -

Ll: nvi tt iort i d P~li à.ul ()ri. a. riguardo d,•lltt curabi -

lità .di <tm·~l c- fol'llu• è di"eordl'. anrh•• Jm qnl'lli e h€' Ile ammettono la. uatu t'<t 'pii i;tt.i<•a. twl st•ll:<O di'l Habiu.~ki. C'osi. nwnH<' B Bo?iisNtU e il D 'Ot11suil; rÌit•JlgOllO <·h<· I'S~P pO:<:'OllO dilPj.!ll:ll'SÌ Òl'tlSI'<lll\f'Ut O C'<l Ji a, J.ISÌCOtPJ'Uj)Ìà, il 8a/'Jn1111, in,·<·t·t•, dkt· I'IH· h•"<' 1·apprPfwntano nna n·1·a diflkolt~ vt!i nwdi<:i <·H raal i . lH'I'<•hì· lH'l' lui ,, qlll'sle torme i:<tt ~ J·o-tra.umat iclw lhJU hanno nri~iiH' dalla ~uggl'~ti OIW o da altri PlPnwuti psi<'hiei, ma dtt reali fatti <Htatotnil'i- sia j)IHP liP\'i lt·:.:ioni- t'ht• C'Ot>titUir'C'ono il JH'i mo movrns dd f ononH•n: morbosi n. li B ahill.'<ki alf<'l'llla non :-olo la po~<sibilità, ùi guar i r~ ljlt:t.~i a <:olpo )p m<Jnife,;t:tzioni istt•t'i('he. l'<'<·Pnti, ma ~~rt,·Ìte <gwlle anticlt<•. l't•bl ll'llt' op J HlHI!<~no qwJ.Ieht' Yt~ltn una t'l':<i,.i , nz:t no(.p ,·o!P. al comttJH' tra t t<~IIH·nto. Et! i<t H<' t·ontJi,·idn J'npiniow·) ptlfl·lu\ fi i tratti di v•·rn fomt1~ ist ~~ri<•i11•. l•;ut l'an· Il<'i part i<'ola ri <h• l trattamcu to psieol.•·l':lpico non i• qui po,.., ihil<', tanto pill C'Ile. C'Oli!<'(· bt'n noto. i JTH'z;.;i sug~c·­ ~t. ivi , •L 1·ui il nw<li<•o JHII') ri<'orrPn') :-:ono i viìt ~''<H'iati l' d<·,·ono eambiare a, seeOIHia di'l sogg('{.t,o <' <ll'lln. stm incli\'i<ltwlitù fi sit·a <' p,; i<·hic~a. i-li puo dir<•, in f l'SÌ g't'IH'f:dl•, c·IH' il llll•lli<·n ciO\'rt•hlw ('('J'('<lt<' f)n cl:~i pl'ÌI1li giorni ù i i lll]W<l i l'l• la. i n xorg·<·nza d i d i:-:onl i n i p i l iat i1·i Mi I'Ogg~>tti prc·dispo:-;ti. a.lloulanando t.H(.I <'l<' (':llll«' . <·ht· llotl't\:>1'1'0 (avor il'l' l'auto P J'ett'l'Oilll.S!'gnstionl', enra.udo "p<•tialnwllll' l'a.ll'thiPnt(' morah•. iu cui e:.~,..;i ,..;o11o ric(lvc~rat.i. ~t.ahilit.i:;i i ,!i:,;rll'<lini. ~ i può l'itOl'l'l'l'l' a.J tr.tttanwnro brusC'O : ma ~e . Gl)llH' ì• pl'<)hn,hilc·. •'""" riu,.ci..;:;•• infruLhto,.;n . il luE\di{'O d o-.;(1 àl'nt;l.r~i d i }Ja~irn:r.a t• di eo:-;t.anza por <1PCJUi:.:t,ar e la cuntirlPnz;a, e In. stima <lol p az;icnf r e prr porre in OJH\J'i~ lutti i lll<'Ui ])tlt tra~[ol'tll<bl'rlP il >'IlO .;tato psichiru . .Ma non mai atti <li l·.o erci:r.ionP. ma inflth.'llZ<h p:;id1 ica. l' poìchè le a lter azioni ohil•l th·o) n ;a l montt\ esi:<tt>ul,i JHts~o;onn I'OntriùuirP ;L ,..;uggi\Stion arl?' qnPr;l i pa:r.ienLi. 1\ brne ricmTnt'P pure alle cure til;ic·h<', aneht' pt·r imp<'dil't' cltn lu. iHilllObiliz:r.a~iow• prolung~ìt·:~ pos:.:a vro,·ot:lrl' o li r<RarP fa tt.i orgonit·.i, !;]WC'i!' a ,·af'i<:o df'IIP artirolazinni . · .\ -,,flp jornw (/JJ./(1/{Ji,.ft P. ll<'l t:rrup po (lf·llf• Iol'lllt' l'if/,•.~~<P Ù1•l Babin .~ ki . ~ a ll a fisioft•rnpia, rH·lll' sup moltPpliri appli<·aziuni. cht' !;i f:~ rieorso: 1w1 non tntfi nr hanno otte nuto b<'IWiìri tiTMti . . \ uzi ;blcuni. comt' il ;)iNtrd. aO'Ntn:uw eh<l qut•st(• ~-;in<lrom i rp, i:-tono a. quahda ~ i tra.t.tamento. rh t• s<,HO a::gmvai <' Ila l m~~sagp;io <' <l:rlln. PIPI t ric:ità app licati loea.lme.nt r . eonw dalla mubili7.:r.azionP. rlir11t la . ntPUtn• <·cdcn'bbllrO l ent,arncnt~ e

parzialnwnl<' <'nn. nwno,·n· <loleil\:'iltl<' . E si ~ono idt·llti tratt:tlll('llt i >5JWCinli . ('u;;l il Hc' l'l'f' dPtormina.ull.06ta-to ùi fatit·a n<'i musc·oli in contra-ttura-. mt•<li:mt<' moviml'nti p assivi in d irt>ziOJw opposta a qtwlla rl!'lh~ cont ra.ft.nm. na p1·ima occorrtl una forz&. nutt' v ol •· Jlt'l' ,·in<·t•rt· 1:1 m;-(istf\llza (lt•i mnf'eoli ('Ontra.tti ; ma poi , gradatamC>ut<•. o •s~ i t>i sta nenno . pPrtlouo ll't lo i'O t.onicit.it r• I'H<lono 1 per modo cbr J'art.o n il :O:I'g'liWnto IÌlH·quil'lt.a la -po.;i?.iunt: no1'ma.h•. Col t.cmpo i rnu -

'·

.. '·

,.

1:

,,

l,

...

..

••'

-.,

...

..,


wc oli ripre nde re bbe ro la lo ro tuui~·ità. normale\ r :-;i ri,;t,abilin·hùe <·oRì. l'e quilibrio dinamico con i mu:;coli a ntagonist iei . ll B e...ta ri t ieth' (•111' il tratt amento t e ra p eutico migliorr ~' _pi l'l pronta.mt·ute dlit>.are s i;t <tllt•llo di associare h~ eorreziom• pa;;~i va, coll 'a n :il:inarc Il' in:-;(•r;r,iuni umo;<·<•h~ri e collo. faradizza;r,ion(l dei museoli antagtmist iti. l't• t· me J"intlirizw 1C\rapeutico di 4U\·:itl· forlllt> <'- intli(·at.o da.gli litc·i\:o;i ft•nomt·ui, c h1· h· <·ar:ttt.t•rizzauo. Abbiamo vecluto c·ulll\' uuo rll'i falLi l·aratt t•ri:;til:i clt'ilt· f(lltttt\ ipertonich(' H i;~ la ipt·rd<·titabil ità dl'i mutwoli <'OHtraUi. ontlt• quaiJ< ia,;i l!timolazione ~ c·n· c· a cl aunwnL;Hia ricl.·sta.nc lo la Si'llti<l>l.imw doluro.~a . P er q ut•lltO, Oiilll'l'Vano lk n t> il n n.bi n~<ki P. l l i l Pmut eu l . n l'LI' Ìlll p i t'f!'!l clt·i m~zzi fitiiOttlfapid è e.~~wnzi a lt' niLarr uuo :i('\tglio. Gli e-.;<·rdzi vioh•Jll·i, le manovr•• mPe<·aoOL('l'à}tÌCht• l'ti <·h'tirotNapiC'Ilt· int.c•usin·, hl ntas~ut l'rapia con p{o.triH:lo.tg'l' l'U~·rgic·o dt•i Inu :~c:oli sono fn·qu•·lllt'lllf·llll' ~t'}!Ui ti da aggranwHinto rh•llc c·on tmtt,un·, c·omt• molti ltatuw os""~''"•~lo. L'itnpi!'go di quusti pt'Ot:Pdinwnti i• al c·ontrario lt•git t iJuo. pun·ltì· :<ia n\1':-,;t> in opera eon ù t•liC<l.tl•zr.;t, <:on ein·oMp<·ziotw, ~ o t.ln la ~-; on· t·gli<~nza tlel medico. Noi dirt>mO •li piìl; noi ritl'niamo t.ht· l'i dc·bba ric·o iT<•l't· a.J pii1 presto po,;sibi l<·· alla. l'xtt-n,;ioHP rontinna t'. <Hl una tllt~hilizz:t7. iont> dol<·t· ~:.> mt~todi ea a. fìnt> ~ii "'·itan· piit c•ht· ù po:~:-ihilv la fornta;r.ÌOllt· d i n·t·t';t:l'.i<olli fibrOtiC 1 CO:ll ptt'('Ol'\' iu t[Uc·:-;ti <~a ,; i. Nei m ovimo•nt i p ;t:;.<Ì \'i , quitlfli, ript·t.uti ~iorna l nwttf<, \. a lnngu. •·on brevi pCl'iodi di ripo>!o, bi xog n~l (>\'ilare rli ,;orpa~sa1·c · la xogli;L d t•l dol ore, e CCHi!are ap pt,nrt il muscolo t ntri iu c•out·raziou•·· \· t·drt·HJO c·oKÌ giorno p•·r g-iorno aumentar<· l<'ntanwnlc·, ma gra.cb.t.anH>Jlt<' P in moclo Jlt'l'xi:<t.<'lll€" la escurgione d PII'arllicola7.iOnl'. E poii'LH\ ~:.onw abbiamo Yt·<lnt.o, H~o·uno la ipen•crit.abi lit,à m f.'ccanic·<b ~ i a 1lr i muril:oli sia dc>i llt'lTi ecl i <lÌi!l:lll'bi. della. HPn:-~i bili tà aumentano <'O l frt·clclo, Ki a ltt·nua no t\ >:c-nttl)lari ~t·ouo <·ol riscaldam ·.nto, Ki eomprt·nth' com~> il bagno caldo e lP f;1ngatu1·<· tl t• hbano esser!\ E.lflir.aci. È appunto ro n q u r:;tt- K JH~r.ialmt·nt· t~ . <·ht)Ìo ho ot tt·nuto r<:· ~nltati Hplt, ndidi t·d ho YPtluto ('(lll'appli<·azionl' dt•i f:bll.l!hi, Kl'g uita d;tl b agno l)r·ol un~at,o P. eia Ila m o bi liz7.azivnP, xpt·,;.~p , . • ol k fatt.a twllo EH ~'~~'·• bagno, crtl tn ~rt' i dolori più vivi P \·inc1· r P lt• l'nmw p i t't riht·lli . l l i'\' f) nota·n• a propo;ito eh<' il e<ll<H•I :wcc·o 1• il bagno di lw·<' n on ~olo uotl t'OJTispnudono c osl b en i\ C'OIUI' il ualclo umitlo, ma tah·ol1 a anzi :cggravant> Il' (•ouùizioni d el P<bZÌI'n te, <'~agt•ranc l o il ri~rald a lllt' n t o c•t·<·t·t<,;Ì\·o l't•<·<·itaùilif il: m eccanic a d ~>i ffilli!!·oli. )/'c•llf' 'forme i1Wrt.onic·Jw io llllll l'ÌI'tll'l'll 111ai Ìl\ primo t e mpo ~~Ila far.ttl ì7.Z;t.zionc:: vi ri<•orro, \' into l11 ~tèbl() c·ont.r: •.t ttH:t l<' dei mu~coli, insiPm<• ;l> manoYrf\ liPv i rli massaggio <.tll!'lll' JH•r :risoiHr<.'> o stat o ed() ma tOllO dell;b eu t P. H o applirat<J in qna lc·lt<· < ·~~,.,o la- t't< l t·ttsione con tinua; ma non Hi pr••:;La in tutti i ca~i i t· ma lP tolh·rata "nou dà grandi re.~ultati. CoRì l 'appli<'a.zi(\llP d Plla [aSt·ia. ~,Ja,ti<·a n pt·J·maut•ttz;~ non

- .

riesce f'ffic:acf> . Anche nelle f otm(' auLa IJ,.:idw n o u Ili <lP v n t rao{l'Ul';U't' la psil·ot •·r:b}JÌ;J, . p oichè s e qua.lcho sog~· ·tt.o 11i ~:~ottoponl' ùi buona volontà alla r ura. t- fa. ogni sforzo p er r o n ùiu v:.rt• l'opt,ra d t-1 m<·diro. Ut'll;1 waggoior parti' dd


(;a;;i. '!ia. pc1· lo ~tato ili pan:;ività IJSichica dPl soggp.tto, fiia pm· la ecce siva :rflazi0nc a l dolore, Ria per r ahitud.ine con tratta, sia a n c he per deliberato proposito, l'i i neon tra la viù o.< tinata oppo;-;izione. };f' lì ~re X \'1 e X V lll. po~t•· a confronto coli t• fig. :X.Y e XVII ttimo"trauo i r•·~ulla ti ott.l'nuti in tl uc• c-Mi tipiei d i contratturH. a n talgica i.u ,·•·nti ~d orni <l i <·ma t· la fig. X X fa ,.~·clere gli in,;pc•rrt t i €'fTetti -ili 45 giorni t li l m t tamc·JLt.o <·nn fa nghi, bagni t• la mohilizzazion<' òoke. ~!fa duale del c:~~~~ . rlt" cluran1 tl:t :22 m c·si. ~~·i {'asi •h·llt- fi!!tm· X \'11 t- XIX, vinto l'allt'g;:{iaml·nto do,nlo rdla r•·:tzi•nw allh~lgi<'}\ . JH'rntauc·l·a sol<• la <·nntraf f lll'<l· lot·alizzat}~ di natnr-a. or!.!·anir·:t, f'Ìt·;llri~.ia h·.

Per la elin1inazione dei degenerati psichici dall'esercito combattente ''"ll• tt ~ l'ute

1 <·t il J•rof. Giaco111o Pighi ni, m><gg1ore medi,·o. u• Hr<•p-i,·ltilltrR •lt>lle 11rm:tte ilei Gn1ppa e degli Alt ipia ni

'Fra i Lauf i mali, !11 :-,f,alu ùi ::tut·rra ap}Jorta a n che qua lche van tag~o: arl o:wmpio <JUC!lo di metf,l'tf> più a nudo le p iaghe il.<oll'um anità, <' di stimolare ai rirn<><li radicali. ).e nar.ioni p re:w Uf'l gra nfie t'ÌniNlto l1anuo dovuto, v ia via, tempr:tr•• t•d ostt•nt.arc le• piì1 profonde virtù dr' a stirpe. In una Jot.ta non più t r:-H1snrc:iLi ma tra nazioni, qual< è Qllt'lla r lw oggi divam p a f\U questa )li<:c·ol:\ " niuola t:lt<' ci 1':\ anto <'I'1!1.l<·li ,. , j pn•gi e i dHf'f,t.i. i v alori e l •• dl'fidc·ww dt·llv \·ari<· :;m•iNà Bouu ponati nlla l'ib:-~Jt,a di'l a :;t oria. B ' iH ~tinMo il tic.•:' lino cld po poli: guai a cb i uon supererà la prova, guai ~~ c·lti JWnkrìt la fì1l Ili' i a i 11 si' :itc•s~o . ~o t t o qtw~t a t,ragica imman enza la ,..,<'i dà. val!li<L Ull!l.lt'ra. ~~.~:•lt a i t'Uoi valori: l'e!<c.•rc:ito cht• t'.om batte :ti Jronl.t· . hl u~~r.it~nt• dw n·~>iSl•· <• l:LvMa in tPrrit orio, fauno op era quoi'idiau:• :lSI'idua di rl•int. PJ!r<tziou~ \' d i valor i?.?.azion e tieJI(;I Imo migliori •·nt·r~YiP . Ecl in talt• lliii'I'H, iw(·au to ai Yalori f;()(·iali. p iù <'meri!Oll() i di~ l'alori, !t• lllagaglH· dw Ùl'bbono <·:41\Pfl' eli miuatt•. l 'no dt'Ì nla:!giori illiJUÌU<Jffit •nti SU ('UÌ è v ol ta lJÌÙ a ~s idua la Jo t.ta th ri:mnauH'nt.o ,. di t•pumziou<' è quello ddll' malat.tie ch e a tten tano all'i:.:-iono fisic·a. da. un Ialo. delllè' anomalie e dt·gen rra7.ioni p si chiche che l\Ll.t"nt:~no all' igi~nll mora lr della nazionf' dali 'aJt.ro . Coni!idorando l 'eaer-

nil o, la p1~rl •· più fatti,· :~ dt1lla nazione or a; v C'diamo quali ampi e ra· dil'ali provn•<liruf'uli v'mnt•I o (· vt>u gono prl•si p<>r m a ntt>nerlo immune da ··onl.agi . t• ù iu pif·ua Pffit'it·n'l.n d t tlal uh' <' r<'ndimento fì~ i< o. Molti di


I'JI! H L A }-;l.DI l:"Al.IH ;\~ IJE I IJI·:GF.;\EIU'I'J P:-'J('HJC'11 E CO.

~l /9

fj Ucsti furono m·caLi e.t· >u>t·o ~o t t o l'imprro òrll~ ncre);~il ~t, c ceri o ,.,._ ,>tcri\nno come opera. eli opurn7.ione erl i.l!it·ne ~ociale anche d opo la !plCrra: aù es. i gra.udi l n lwrcolnsari che raccog!ic·ndo ora. i riform;~i i ù::.ll'esercito per tubercolosi. li );rlt•zionano o segregano insiem,. rlalla >;ol}ieLà, pt•ovvcdeJldo cosl ;Hl nn ralliea1<' risan:1.mcnto <li q n est a; tut t.a la n~;;La mobilita:dOJH' dc·ll' iJ!iC·Jw e pmlilas11i militare che prN<so 1€' uuppP n,l fmntP c prr o~ni Jll'ìl\·incia d Italia. ha fat.to opt>m di bt•uific·~ e <li lotta v it!oriollà c ontro l'a.LLC'<'r·hirr dd mnrùi importati dall 't>srrcito ucmico f' il ditioml<·t·si <lc·llc• nostrC' malaU it· infettive : ,.,,,a pur<· r intarri\., tmr'fot·ma.t, ~\ in OJll'L'<I ci\·ih· a<l ultl'ric)t'C lWO(P;done cl<"lla ~l)c·i età

Pass:utdo all': ~ 'tro c:~lti]>O . a.ll'i:.ri«"Ut> morale· tl<·fl'c·~~~rcito P dPilf' ll<l· ioni, ~i può P).{ttalrncntr· tlidli ~~r:trsi liet.i ùell'oppr;\ tli bonilica c di proIila.'lsi llill qui per;;c!guii<~~ La ri ;.;po4<~ vnrt roppo ò llt>_!!ativa; c• di qui la T<\gione del pt·e,;<:ntc, RI' J'Ì LI o. iu a,::rgitud.a, <Vl altri <li valortlr'Ì coll1•g-hi che ~ià tràttarouo In. <Jitc·.->1 ionc•. HNlzft Ps:;<·n• :l,;coll <~t i (. \n tonit.LÌ. <'nnai ~liv, Pn.brizi, c·Ctl.) . ~~) prim:\ dd In. g-uNr<t il pt·ohl(·ma dt·l trai.! amt•nt.o ùt·.~li mllm·ali ~ anormali in g<'UMC rrclutat,i U<'II'<'H'l'c·ito <WII\·a giit cb ti•ITIJIO ric·lliamato 1\'at.t•~nzionc delle auLoril.:'t milit.ari t' 1-:l Jgg-N<t.o vMi rnov\·edimcnti. d u rante qul'st,ar>cw l'ing<'llll' Jltllllmo di f·it.t.a1lini c·hinrnali ;hllì' armi, e per l'dntt'u:r.a ma;;sima. richier'ta nrH rln.ll \·sc•n·.iro, il pt·olJI<•nh\ lla a,;~ nnto n11<1 importan?.a· di pt'Ìmo nrtli n t·., c h a co uri u nal o a pr<·ocf'Hpare lt- autori ti! mi litari. ~Puza perallro rir.cv\'l'C Rinor:t a.lruua socl1li:;facentc ~oluziont• . Ed è natur;tle c· bo una l ;>li' que ..;t.ion~ ~i i mpong:~ allo ::.t uclio. qua nct" ai pensi cbe sono OJ'a ~ot io lt· anni gli nomini dai J 8 ai 4-l auni di el :'l . <-ompr esi tta q ncsti mol1 ·i degli n8ci l i rla.lle prigioui l' dai mal t it·nJ n i cl t: l regno . ed i concbnual.i Lbi trihnuali militari a praP iinfc:riori ai ~~·l1 (· .anni <li rccltu;iorl<' . l )ala. );~ uotl'n•lr perN•nt uall' di t·rimiuali t' tlt·gt!lW rati p sichici in gcn !'n· ol1't•rti cJ al n o:-1ru pal'"(' m·gli uonlini cumpn·:•i in '1uel p<~rio du Ili et.;\, si f'(mlprcnllt• flUUntn, iuquiuar.iorw ùC'bhH 8nhirnc· l'c·.,.er~ito. Qu:tli lt• vit· or:1 apc·l'le pc·J· h I'Jlllr;1zio!U.\ c• p••J' h1 ,.Ji lllina:r.ii)UC· eli (Jilf'\1 JH.' I' ÌC'O(O:<CI cnn(.illgt•Jlll' ~ . \Uzif.ut.(O Ò dà I'ÌJt·V<II'I' C'IIC' lll':l~HU:l di-;jtO,;iziOlll' j) I'OJìJ:lt.(,i<::l !la ]ll't' :'CJ 1'\•,,·rcito JH·r difendt·1·si clal malo C'Oni.;,tgio. l' t• I' una l'ITOnc•n. valitLaziotw d<·ll' ~~mecnz<J d t'l uost l 'O organi:;mo Juil i t ;~Jt' - t·lll' mira pii t al fa l IMe n uruHino rbc al q u:1liLal i ,-o - la IPg"J!L· ,[j l'l'<:lutanu' nt.o ha ricloUo al l uiniruo lt• e~;cJu,;ioui dal :\l't'vizio pt·J' Jtl't·l·cdt·nli clcliLtuosi. Poicb ì· l't·!.;rlu,Ì(· J't' i couùao n ati a "' t.re t r·p ;i.tuti cl. i I'('C! u:;iOill', 11 n·c lu fan· l l t !l i ,)!li a.Itri. f;ig-n ifica inquatlr·arvi I~L gmHclp ma~~iorauza ddln Jami:.di;l, c·rimi nàlC' italiana, eomposU1 .~ppunto dcli'{' IPnu·uto d Pcli tn alla pi<·<· ol;~ tlc .. linquen?.a e mahHita abituai(•: l'urLo, t·isH<~>. olt t'aggio il- l flltdore. oll'Psa .alle i~titu zioni, t·eppismo cee.; t·lt·nw11to chl' n.v<' JHio t•lPtt.o a prof1 Sl'\iolh· w vita l'attività criminos;t. comC> più cou:-o na alle I) U<' iunaLC' ;~Ltihltlini. &a edta.re il gra.udc dl'!itto llll'll 1 n• ,.;;,, ,.,~ita a hitnalmml r il piccolo rt:al u.


•tuggt·ll1f' il lJÌÌI l'i]'l'"so alla c·ie•·<~ Yig-ilanw di'ila giuHtizia. E così qu,.J 1inr di mar ino lo cb t• ha •t·tt 1•. oLto, dit·I'Ì picrolt• rondanue - che ì'Otn· watP a1<:<Ìenw l'anno tlllt,!!:tl'i <·inqut·-s<·i anni ùi I'Pr l uRioue, viene con·Ìdl'ralo l)ltuna 1-\toll'a di ;;olclat<l. 111<'111 rr un l•H RSi nnal e o alt.ro d t..liu'lll~'llt(· d 'oct·al'iionv t·lu• ahhia liC'Oiltat o dnt' a.uni consrcu tivi d i prigi•>IH: 'uhi:'<:•· il man·hio ll•·ll't ·~>c:lul'iOJH'. Ciò non rispontlt· l'Vith•nt.Pmen tt> ~Ilo 'pirito li<•lla i<·g·g<' 111-. alla razionalt· ~t·l•·zioJI • tiPi CQutill)!Pilti utili all:t ''" ·' 'il m:iortP dt·ll' t·st·r·r·ito. ( \ ' •·di a tp~t·,.,t.u provo~it.o tlll pn~g<'vole arti · t·•) lo di r·. J,un~~~ - r11•il<t l:i\·i;.;t·a di l lirit 1COl' P ro<·. p1-nal<', .Fas 12. 19H:· J,a lt· g;.!l' di rPdutam<·nto l'raJU·(·"" tntPia, a.R~;ai mcj:!lio ù 1•11a n o,;tt·r, la . intq.!rit;ì, lltot·:•ll' ùt·ll't•s!·t·l'ilo, aq·ruln mirat.<J, rou una seri<' ùi pro\·v<·dimPul i .wrnpn· pi\1 l't',..l ri tt iYi, n d <•:-t·ludt<r•• 1r un gra.n. parte Ù1·i <·Ì'i· rHinali, ,. a n~ l'lutan· iu •·Jl:H'Ii "''Jl<~rati i pi<:c·ol i ddinquf•nti ~u~cHttibin di :O:t•n izio uf.ilt· P tli l'lllt'IHlam•·ato. ( l ) l'n l'ar·t. 4 di detta lP~!!•· ~~~JH1 , . ,t·lu~i dal a anLLa1 a 1liti i i c·oHdatwat i a tltH' o pii1 arllli di pena t'OU iu· 11'1'\]izioul· c·ou1plda o panialt• dt·i diritti c·h·ili o di fatti glia; i r.-legati ··•JllettiYi o iudividuali: i c·ondarmati JH'l' >:piouaggio; !!li iudi,·idni ('011· dannati ahHPuo pt•r tJ·t· Hlt'<'i p~r di:;<·niont• o !Wl' in,:uhordi nalliou<• ali:< :tnt.orit,à tJtil it<:trt•; !.!IL indivi<lni Nllldaunati dU<· o più v ol l r <!Olltplt•.,,i,.altll' ll tt· ;r l l't' ltlf'"i :tlrw·uo ]'t'l difl';tntazinrll' o ing-iurie vnrso l' ~u·mata di !t•na, t' eli ll t:U't'. o JH·t· i.;f ig;tr.iout· alla riho•llionr ~~ al h~ inùis1:ipli11a l ti'll'f'''l'l'('it o T111.1 ;~ qtw:-t.a t·~t t'~<L t·at f·t..:m ia di in t L ,·iflui ··hP ria noi ,.i,•n•· iuquadmb~ pwmi~quamt' lllt· a}!li ;~.Itri 1\t·i l'lll'pi n·l'iut ati. è <'KI'lnsa in Franl'ia da lla milillia. 111a. JH·l ft•IJ1]H) <'PJTi:,]u•lld t·l\tl' al :>uf• rWl' \·izìo attivo, ,·icu nt•·~"a. a •lispo~illiow· dt·i di p:~t·t inwnf i tlt·lla, /::ti l't'l'a ~~ ù<'ll u coloni!'. d1 e JHl-:E:oHo f:tr di t·flsa- l'impil'go piit opport.uno, mohilitandola p er laYori :-pul'iali c ci;i(j, t• tcut·mlola :-otto il ùoJUiuio tlt•II P leggi militari. PN l'altm Hllntt·,J'o,;a c<onw•rir di pic·<·oli ùol.iuqnenti e dediti alla mai:'lsit.:t·, l 'ari. r. pwvv<'tl<• a rar1w ht·H~ i ll<·i ~olfi:tti, ma. separati dagli .tlf.ri, t•d inqtwdt•ati in ro•·pi l'pt•t·iali coloniali denominati c( Batailloo!! ol'iufanl·t•l'it> lt'·~èrl' tl'i\friqu<· ' · Yt'lll!llliO c•ot:ì iJlt•lusi in ctf't.ti b attaglioni : 'ltll'lli che ,;ono :st.at i l'<IIHlannat.i <:o r n•zionallrH·JlLe a sci ll1l'Si di p ri,gio· Il\' alnlCJ1ll )Jt!l' .ft•t'illlel\t 0 1 O \'ÌOit'lt~l\ c•outro i fa.nc•.iulli j Ì C.OUda.nnati ilÙ Jlll nwr;t· JWT olt.rag-gio pubiolito ul IHHime. JWI' fut·to, t ruffa, abuso d i c·onfi<lt>Hz:t, <' a.t.t.t·nl·:tl o ai IJu(HlÌ (:('"' umi (:u·t.. :{3·1 C. P.). i condannati 'Inali smtlflll' urs: i t'OtlllaHuar.i 1111:1· o più volt.<' c·ompi(•Hsiva.m enLe a t re n ~t•si t~lmt•uo l'P l' ri h<'lliont· o v itJk nza contro l'au Lori tà c forza p u b· hlica.. '1'ut\.l' q~~t·lll' J'l'(•lntr infint• che an•vano ,;ublto pt•ne civili inferiori ai tro IO<'tii, mn eht- 11111 loro IJl'into t.r imeat rP di servizio al r eggiment o "i nompo r farono malt•, si da. far llnlJotlorat'(' il ~a Lt. i,·o solrla.to, vcngoJJ<• pn rP {'.t~Hi in\'iati ai lmt.ta;..dioni d'Afri!·n. (l) L t loi do H.·~~ ··u· f lllt'ut

l o i d ·• :! l m r • 19ù5, modiA6n , ~ oompl6tti& pa r loo Il \ r l 1908. :15 m & !l e t lhl IIIO Ì 191 0, l '' ~ · ' l'l! et 6 d ' cembr · 1912. t' t 7 " " ut 1913.

J, j 1 (; juollt•t l 9tJG, 11) et 16 juillo•t. 19WI. a


!

Ancor flÌÙ mdicalP ill (jlll"\111 ,;L•ni<O (: il !!ÌIIV<.t ll(' (),;l't'l' iLO iuglose credo siu tal<• l"a,mericall<J - d11• (•sdndt· tla.ll<· SII<' filo t.ut.l i i condanu:Hi indistint~HnenH·.

·t,

,. •..

Dopo u.\·er ap<·rLo lto pori 1· t! l:' l no:; t-w mg-ani~nto milil.iHt' ·~ 1anto f'l<•mt'nto di ;;(·art.o 1-IOPi :~lc. quali prov,·t>tlinwnt i <·i sort'P_!!g-ono pt>r manl.cUI'I'io :;ano e in pii:' lUI- (>llicif'llZll ~ _-\Jl(-hl' ltlli ptu·troppn I;L uusl·l'a l•·g-i,};lzìone è defkientP. i p<·t't·hi• da nn la,t.o ha Jll'l'lrt<'>lSO i!J·t•clut,arru•nto di un Pste~o con t ingt>ut.c t li l\tllfll'a li <' dt'gl'tHìt'i che _g-li <·•.;t·t·c·it.ii allea-ti h<.~nno ••scluso o tt•nuto b~>u ::ep:~ra.to in unità :-<JH·t·i:di, ll:l.ll"alf·J·o non hl\ ~Ltbi­ lito ot·gani Ji elirniu<~:r.iouo o 1\i <;t·lt·.r.ionl' ~ ~ ltt• cllir:;~CiP.liH'Ilf,t· funzionin., t> ri:wlvano. in SPtomlo tt•ntpo, il gmvc prohlt·m;\. Soppre:<~e, tanto 1la noi che in Jo'rMwia. lt> Oompa)tni<~ di cliRcipliH:t n·nn No nl·ll 'atll\ata n·pul>bliea i;;lituitl' ùl:'lln · ~(•(•t,ionl's spt-c·ialcs rl' atllcndement ,,, <'hl' raecolgouo i militari rho " par rlc,; faut,t·i'\ rt'•it,(•ri•(·s Pontr e l('s règlt>mt\nt;; rnilitain·s, on par l<·m· mauvaisc· f:!lllrhtitP pori f'Ut a l teinlc ;1 la diseipliut' ot; cmu;t,it,ui' UL du clauger pom l:t \';1l<•nr· ln tor~l~' d n corp:; Ù•C troupe llout ilg fonL part.iP (lt)i lJ a vril l !)J O) ~>. [~tituif ,f' a llO sCOpO di :tRAÌS(-CJlZ<l. C !lol' VO~tialt?.a IHOI'r~lt\ (!(•) :;old:~l.o~ tali i5('ZÌ011Ì sono sncldivi~ P in varit• <'àLP~orin, um~ dcllP quali aecol!li0 g li inèOrrcggibili, a ltre ~ono d i transizione ft•tc~. questi e qut ~li eiE>Illt'l\1 i mig-liori c· h P - semprt~ rwr di::;posizionc ddla l t~g"g'<' - pnlmnno iH iil'i.::uit.o rìPntraJ'(~ m o ralmente r<:int;egTati nnll ·~~-;en ·i tu rcgol:\n•. Il ricupero di tali ele>ruE>n tì da p art('; di qm'st' ult.i mo pN·ò è n·J.ml;~t o cl;~lle più ri }!ot·os<> m i:::tll't• precauzionali : -.;ci m•·si cti conclotht J't\!.!Olat·o all e St• ;~,ioJti xpeciali. tllt ann o intero nei batLag ioni cl'Afriea. o 11 11 at t:o di valot'<· avu.nt.i . al llt·mico. o a~ti di roragogin <• 1li tl<•vo~ioJw ail'l'fiHI'eit o, <· diCit t'o propnst.a de i loro ca p i gerarchici. Da noi, in luogo ll<·llt· Cnmv~g-ni<· ai tlisciplina l'hP avuvano fallito al loro scopo, veunt•ro alla. lilw fi<' l HIJ 6 istituiti dt<i Uq10sit.i per corllpa,!?nio speciali <L 'ir;tm:r.ioue " eh c selPzio n;~no dai corpi li' armal.u. te n it.oriali i loro peg~iori ('lomcaLi qu:~li i JH•ricolosi per pr'llCe.rteuti penali g ravi , i cood;Htnal i !lai tribuu<~li milit.ari a. lH'H~· rla ,.;t·o ntal-.~i tlopo la g-uerra, q u e lli p('l' rui ì• 80 1\peso il ]H'ovvf\diuHII~(,!' P<'U<.\ltl prr ùi;;erziont•.

i recidivi di mancanzr disc·iplinari , di rt·ati di simulazione, er.c.. irridn· cibi! i ad un st•rvizio regolare. In tali dt>J)Osit;i dt>bbono s ubit·e uu periodo di qualc he rnE'sl? di rigidi\ disciplim\ milit.a.t•c e rieùucazione moral e, indi v engono, cosl la vorati, iuviati co me contingen ti ai corpi di prima linea ove rientrano a far parte de ll 't·sercito r egolare. Il Ministero d ella guerra e il Comando S upremo, nell 'istituire tali reparti , ebbero rsscn?.ialmente di m ira la epurazione dell'e:~ crcìto da i s uoi elementi p erturba.tori, In r ieduca:r.ione m orale di qu<>sti, e la riutiliziazioue loro dopo quello speciale 1iro1~inio. 'bfeutre però nella prim~ p arte d i ta.le funzione non è ch e da. approva rsi a.mpliamcnte quel prov· ·çeclim ento, 11ull'effioacia e snl ren dimt>nt o uti l~ della S P~onda. e llnlJa,


~~ ..... ~

l'r!lt I.A El.lMIX.IZJO l" ~: liKI IJEfoE!-iEl!A1'1 I'SICHICI. KCC'

tr-nm pos1wno fal'si sin ù'orn, le più ampie 1·iserve: e lo dimostra il neswu v:mta~gio profila LI ico e CIU'ativo mgginnto nell'pscrcito dopo dnt: auui di prova di t<Lli depositi . I.~a mgion~: ne è ovvi a: la dil'czione ùi t! nelle speciali compagnie è allldata e~clusiva.meu1.e a militari 'eli n.rmi combattenti, che per quanto lwo clisposti alla ca.tecllizzn.zione morale di un tal genere di soldati, non }'ossono non considerarli alla :-Jtregna dei militari comuni, ed ap]>lica.re quindi con fcnoa mano ;lei rilu ttan~;i i mezzi. disciplinari measi a loro disposizione, crec1endo con qnesto ottenere quel raddrizzameut.() 1li coscieur.a che non ,P08Sono uttenm·e colle conferenze educati ve. Ma non ò quello elemento umauo snsccLtilJile tli tal genere di conezionf' o ùi rieùucuziont•. lo ebbi occa.siouo di visitare uno di tali depositi e ili st·rot arnc gli o:> pi l i àbituali (a Follina); ospiti che rivedo abitualmf'..nt.e nei llOtil.ri l'CP<U'ti di Oil~crva,zioue nettropsiehiatrica al fronte, ove è UD contiuuo afllnù-e di individui già. Jlal'sati per quei depositi, ed ora ri· versati giù dalle prime linee per ostentati disturbi mentali, impulsività ~>pìletioid<.', simulazio•~e o.~t.iu~"'ta ùi pazzia, di mutismo, sordom utismo, dopo che HHl.ga.ri erano stati ac<'iulrat.i dai carabìuicri come disertori. o dowvano snbirt> le viù varie pene discipliuari; o o !t re a questi perveuut.i dirett;amente, sono reduci da qu6lle compagnie i molti altri invia-tici in osservazione dai tribunali milita.ri Locali, e che debbono rispon· don~ su ptw giù clegli stesl'i rea.ti par cui già ('l'ano stat.i condannat.i in pn•ct>denza ed inviati ai depositi spm:iali. Ta.l i individui, maturati nella malavita, rib(\\li n<Lti ètllà disciplina. del vivere soch~le. sono vieppiit ribelli, ver ntLiura, a.IJa disciplina militare. La lo•·o tendenza ad evitare il servizio reg-ola•·e a.l l'l'onte è il'l'oùuciùilc. lJi q11i il loro perenne gra· vital'e sul sel"vizio di rct.rov i :~. Nelle mie reh~zioni ~rimcstrali lw lameat:~1o piit volte questo·a.nùirh·ieni chP riesce ·di ta.nto danno al nostro servizio neuropsichia.trit'o, sia per riugombro di posti nella scarsa capacità. dei reparti specializ.za.ti :-l.l fronte.- a-pp<·na. sufficienti p er quelli che donebbero essere i loro ospiti nn.Lumli. cioè i le:;10nat.i nervosi e mentali,- 1'ia per l 'aggrè~­ \·i<> al St>rvizio daLo dalh : orveglia.n;m o eustodia di cosl perico!o@i elementi. Io con~tato infatti : In. grande maggioranza di quegli indiviJui, daccb(• è recluta.l;a dell c~l'rcito, è riuscita a sot.trarsi al sel'Vizio atLivo, facendosi sballottare da.U ospedale alle caJ:ceri militari, dalle CMCt~ri o1ll'o:-pedalc, di yui ai Depositi di convalescenza e tappa· e alle Compagnie speciali e via di B<'guito. Con quale danno e inquinamento' di tut.t.i q ucsti :;ervizi; servizio di linea, Kanitario, di giustizia militare - è facile oomprenderlo. Non es~endovi disposizioni nette e radicali pel' la eliminazione in qualsiasi modo dall'esercito che opera al fron te di tale pericoloso contingente militare, che solo nei casi più conclamati di de· ficienza morale congiunta a deficienza psicbica globale può essere passi· bile di riforma, esso oontinua ad in!ettarlo e ad attentare alla sua sana compagine; e per quella forza di attrazione ehe ha il malo esempio e il


contagio crimin,.le, esso vn. via ·da ••ggrega.ntlosi a\t.ri Plcmenti a b~\991) livello mot·ale con cui sì trqya in contatto: quegli elementi cioè c he, pur essendo Rtati reclutati a feùina criminale iut.<·l{ra. si emno poi dimostrati ins:offernnti dc•lla dit<ciplina. iu1'ensibili a.ll!l. nobiltà della missione cui li chiama il Pae.se in qu<':<:to momP-nto . sordamente ribE'Ilì all'idea del sa crifizio per;;on<~lc c d el do ym·e.. Questa ., b: ~sS<t umanità ·•, scal tl'ita p er tnlto q U<mto tor na. in :5Ho vantaggio, ha ben cumpr ·so il difetto della m:~cchiua militare di cui fa parte, e pu ) dir~i og~ i pn.~<L 1li •wer rag~iunto il suo scopo, che è c:>:>en.!lialmente qn.ello di non fa.re servizio · regolar,· d i linHa - sHvizio che l'il·· venta perchè richiede a.uirno e sentimento opposti a l suo. A docume ntazione ùol tipo criminale che ci interessa, riporterò qualche storia scoltn. a ca~o tra la congerie di 1al gont,e passata pei nostri reparti, lasciando al collflga capitano A. Trouconi il compito eli illustrare · l'inquiuamcnto dci ·perizianùi criminali e criroioa.loicli p re,; so i Tribnnali di guerra. Le storie sù per giù si somigliano, poichè unico è il fine cui mirano i so~getli, uuieo l'animo che P muovo, sia osso espress ione di una ·orma. cr:minale pura o di e p:lottoidisrno. o dl frenastenia, o ù i altra qnalunq~e forma in cui suole mo>;trarRi la d egenerazione psi t•hie::~. wna.na. CASO I. _: P. {,uiyi è un fgiovanotto di 27 anni, srnil?.o, pallido, di media taglia. II volto ovale, il naso affilRto, gli occhi vivi, le la bb1·a sottili, l' espressione mobilissima, g li dare bbero a prima vis ta un a ~p atto simpatico, se la mnu iea furbesca, l'accen to della voce in falsetto, il gergo del linguaggio, certi attt>ggiamenti che assume nel parlare di s è e delle sue gestR, non suscita ssero tosto

l'impressione del perfetto mariuolo. La SU!l sroria è docuruen tatn d11. notizie dirette inviate dnlln questura, e dalle sue ·~tesse testimonianze. E' di buona famiglia, d ice lui: il vecchio padre falegname, la madre c inquantPnne, oriundi da Assisi, sono do miciliati a Roma du. molti anni, ove hanno cresciuto i figliuoli; il loro si. stema di educazione però non pare fos~e dei migl iori, poi~h è ebbero a subire un processo, e per causa sua,. chè essendo di\ bambino un discollu·cio incorreggibile, i suoi a'•evauo pre!<O il siseema di tenerlo legato ad una ga mba di un grosso tavolo, e di ba stonar lo di quando in quando: oude grida, proteste del vicinato, processo a i genitori, Gli altri figli non furono più fo rtunRti. Una so re lla l1a delle et·isi is teriche 9 non pare tenga vita a modo, un fratello fà l'art ista cinematogrnfico, ma di l!,Uando in quando applica nella bors e del prossimo l'artA del gesLo, ed è gia stato una vol t a condanna to per truffa e lad roci.n10 . Pare che da ragazzo il nostro Luigi patisse degli ~ iufantiglnoli :., e durante 110 a ccesso, cadendo nel fuoco, si facesse certe bruciacch ia ture, di cui t uttor& m ostra le Testigia ,quJ petto. Questo è il suo più valido documento dell'epilessil\ sofferta, e di quella che vorrebbe pure soffrire ora. Non ha pe,r ò avuto mai malattia di importanr.a speciale, ecce tto scoli blenoraggici e ul Mre ché cominciarono ad affl iggerlo sino dall e sue prime gesta ama· torie. Fu roandato a scuola, ma. i maestri l'avevano con lui; cacciato dall'una e dall'altra ba finito per rinunzia.re agli studi per darsi a qualche mestiere.


! t;-., l

I'F.H L.~ KLDII)l A7.Jn:O: I'F:I I•!';(;F;N &RATI PS ICHI CI , BCC.

:\{el''iO a t'ue il c a llie raro, il flllegname. il m ate r11~saio, il gar?.on e di p ittore, v~u: ., a ~i a

via C'lH:I'ia.to sulla s trnrla per la sua inc~tpaci tà ad accudire ed RP· prenrlere un quR.l~iaRi lavoro. LR 11ua pas!lione era l a vi tA. randa g ia pe i suburbi d~lla ci tt:'\, con vl\gabonrli della sna ~pecie, a lla t·accia degl i uccelli. o in cerca di rRpina pegli or ti e pr<--<'lo lt! c;l«e cl)lon icbe. Du ran te q ueste av venture ebba au che quaicùa siniatro. di cui lll()"tra i ~egni s ul c a po. Lna volta catl d• da un muro lusst\ndosi un a apalla e f rattu rando11i il g omi to : un'altra , lUP.utre s~:a ntlcat·a . un cancello per ruba.re deg li ara nci, rimase infì~so col l'aseel la dcstm ad \lJ,;'t delle !'ue !ance. lacer an tl o!'i profonda mente le carn i. Gll'altra ancora. in ri:::sa coi G<•mpag)1i, prese una m ~ttonata sul capo d i cui rP~ttlua la dcatriGP. Kvn ~apt>wlo p \iJ che farne, i suoi lo chiusero per tre a uni al collegio del Uuon l'a!'tore eli Àttcona. donde usciva a 14 anni p iù discolo di prima: ~ tornato a Homa prese Il fa re lo !'! trillcne di giornali. mestiere cbe pllre lo sorldisfllcesse più lit>cli altri. c più o mcuo con tinuò s ino a l !luo rcclllUI· mento al serv izio militare, nel 191(1. \"enne a!',egnR.to a,\ ... ! fant~'ria a l:eggio Emilia; m a certo la discipìina mi· litnre non er~t por lui: e dopo qu:.tlr·he aue!le. per gli strnpA.zzi di quell a d ura v ita di l't>"lutR - comt~ e~.çl i si · ·~prinw - venne ripreso dal ma le che avev:, d ll b1u:nbino, rapoe;iri, a n nt.hbtamento di vista, com·ulsionL Inv iato al mnn it·o•nio d i Color oo 1 l'a rm a i in O!'!';ervazione, r i u~cì a co n vincere di epile;.sia quei saniuui , e à far~i l'i f•HlllA re Tomò a lloma . vivt.C't•hiando di t·ipit~gh i più o •ueno •·out'e-lst~bili. tin ('hè t rovò l:~. sua vÌI\ nella prot'e!'sione cui - s empre a suo Jire si sentiva porta to p~r n~ttur a le inc!tna:'.ione : il giorna lista. Da strillone rli giorna li. a ve• a giÌ\ fat to un hel pssso! llfa era un «: Bel am i • troppo ignoranta per tentare con !'u cccaso la t· arriP.ra sulle "ie m aestre. Entrò in un a s pecie di a ssociazior1e rli stll.mpalori c);IO· ole~t i ui. che cer•·a va no h a l'a.lt ro di sfru t tare il !'ucces.qo dt~' • Piccolo gior na le d l t a li n • com p i lando e ti r ando a. m acchina un " P iccolo g io ro a le t! el popolo .. di no a loga in te::sta ?.ion e e fo r ma to. SMehbe interes,;au te lt>gt;et·e i !'uoi art icoli! S ·operto il trucco, ,·en n e me~<,.o in guardina . A llo scoppillre dP.ll a gut:rra ebho: tutte le fortune : I'Rm n i:~ti a lo le~ò di car··ere. la riform a per l'e ~1ilessiR lo esentò d al rich ia mo alle a rmi. Fu solo a ll t. reTi.;iou~ de i rifor ma ti dell 'aprili! tnG che venn e di o uo,·o ingag giato, e a ~segoato al ... hr• rs aglie ri. ) [a n otL era uomo d'l \:~. sci ar:'li im pre:~;;ionare per c iò; r! ista<·cato a Ma ssa Y a· rittima , il mese dopo tn ar<la va visita , os t entava. i s oli ti d is turbi , e si faceçl\ ma ndare in os><er vazion.e al ma ni co m io di Firenze. Qui però non e l· be la ste ssa fortu na dell'a ltra vo lt a ; }a, os t entazione dell'accesso epilettico n on convinse, e -.,en ne rima.ndato ~o~l deposi to di Livo rno come sim ulatore. Visto che la via leg ale del mtm icomio non serviva pil'1, s i a ffidò alle g a mbe . I l 18 giugno !'i squa· g lia va . e in 17 g iorni va.g a bondando per Cecina , Grosseto, Orbet~ llo , S. Ma ri nella. fa ceva pi ù di SOO k m ., e ragg iungeva l& fam iglia dei compagnoni r omani. Aveva già ripr eso l' ~ntico m estiere d i strillone, ritrovato qua lche conoscente che gli da va deg li ai uti, e si sentiva. sic uro di averla scampe.ta dormendo qua e là, ora in co vili ùi m alavita, ora sotto gli a rchi del Colosseo, quando cadde a ncora di· sgrazia.t a mente in m ano dei poliz io tti . Ma è stato per isbaglio. aggiunre viva· ;nent e ; poichà lo a cci u ffarono presso u na affittacamere di vi a. della Stella, oç~ ricercavano un al t ro pr eg iudicato disertore, e s fortuna volle che ca.pit assero io · v.,ce :;u di lui, in sist en •lo, i curiosi, di v oler conoscere chi fosse .

:.

~·

·: !··

•,

•


fn IJUP.>;tura fu iJer.tilicl\tO e rimandato a f.i,·oru•> a lle •'ar•~e ,·i md it:•ri del .~uo d•po"i ttt a disposi·t.ioue del tribunale Jll ili tare rli Fi1·euz~: . .\[1\ il t'atto d i es:<erP •:llto due >olte .. 1 m~tn icomio toroù huooo questa ,·oltl\: ;.:-iudi"at" llucrma le"' e\ìt lettico in istrnttorit~. VE'une pro~ci ol to. v fatto tr11.-lnrre ~ti fronte. o ve i l :<uo "••ggi111ento si tJ·oYavR in linel\ (t:ario re Agordi no). . ~UeStl\ VOJt;o pllr6\'n 11 011 \'i fo-<"6 p iu Vi li di "<'lllllJlO. bi S 0!/;111\\':t !tlldan;. 'f'PrttÒ 1 :-ol iti a cce:;si a Livorno m11. 11011 cl.be r'ortun a: il comllnd•J lo con...,t:gnò ai <:a · t:.. hi nieri. e lo fece tradul'l'e (\\ fronte Rmmauettato. 'ì i-.t o •'hP. gli aecessi uon ll tte:cchivano . peusò di darsi a lla di,pem'l.io ua e i n~('enan· In com111edi a del sui<'i1i.:>. I mprovvisò una miscela di \'ÌJIO e qunlcht• capocdtia di zo lt'nnl:jlli , E' la Ìt,goiò davRuti ni compagr11. l\..nn•·he questo g io,·ò : gli veHuero t'orli dolori alla lJ;.nriR. m a l'u !ti eia le merl ir o non volli'! nennr be pre11derli in ron:ml PrRzione ~ E il ,.1nggio s.l fronte pro;;egui,·a. Alla ;nazioue di ~f outebclluna, d i 11a n7.i a i rnt-

•lir i del pos ~o di sot•r.or•J. altro 11cre,;so • ..a altro i nsurce~!'o .o\ d Agordo ins<:entt

un ncc~~so viù viole nto. con uuo,·i detth~li : :ichinmR alla boccn, oriunzione, <;tvr·limen co d u m turo postacc-e>~sun le (,lueat a voi ta r i1•sce a con vincere i certi billlilri n ricover .trlo p res,;o le locali ca n·eri: e qui continua l ~t ,·ommeJ ia. Rotope un v .. tro. u si fa uu tagliettino a lla gola. mir:;acciando di approfondirlo se lo • i lnscin \'a fare. I m pres;;iona l i Stl m p l'<' P' it lo tra!<porlano al vi c:ino o;;peda le IJ.t?. La co.~a procede bene. nu\ ;:inmo sem pr.: ·troppo dci n i ali R. primR. li ne", d t: ve a n• r pensato il ma r iuo lo : e continua; a fare l'esal t nto. e si getta sapieotemente rl" n lla ti n est ra del primo piano, ri u sc•:ndo a coutu nd t::rsi l1U bra cci o. \'&ngo cltil\liH\to ud Agordo in ce>n:-ttlenzn, Ptl ho subito l' impressione di t rv\'t\ruli <li fro nt•· Rd un sintUb<tore. Ad ogni modo rid1iamo il soggetto in ulteriore •>S· St:n·azio11e pre;;!<o il re pano principa le neuropsichi~>tri co dcll 'art nRtn. Quivi. il :;iorno su(·cessivo all'R.t'l'i\·o, r ipete il g iochetto dell'esalta mento e de ll'acce!':Ro, chè si ding u o.~ticano subito co u1e volgarmPute ~'<imul ati. :-.i r ichianu~no uoli z ie Rnnmnestic·he, s i acquista la sua conjid .. o:r.ll.. e si tìni:;ce l •tll' a vere !R. eou fessione d ella .'li m u htzioue, convincendoci poi nello stesso tempo •iel fondo eretistico e degenerato del sogg-etto io esame. \'enne dt:nuuziat o al Tribu nali' di guerra come simulat ore di pn:r.zia e di epile5::;ia. Dopo due mesi, rotne il ><olito. il triuuuale >'i decide " l'ichillmRrlo con nu1.11d ato di c;•tturll. alle car<'e ri . .l:'u condannato R due nnni. e rimaudato nl fronte, llourle poi ci r is~dtrL fo;;<:e poco dopo pn:<SRto Rlla Compag-nin d' Jstru zioue di }' ollina, e lo per· •lemmo di v ista. • • il 3 ottobre Hl! i ad uno dei nost ri c.. so 1 T. - M . f.'Pl·di iUJttdO, fu cO>ndotto rep .. rti dal depol<ito del li\ fo rtezzR ( 'adore -Mal: - ove si racco:;lie\'IHIO tutt i g li u~citi dal carcE:>re tnilitare in Rttesa tii eRsere ridll.ti ai corpi dell'Anlllltll- pereh<; d iven u to follemen t e aggre:<sivo e vio lento. Eutrò ben legnto nella cam;cia di fona, contin uaudo « siJ rai ta r e e à i ru enu1Si : l iberato dai lacci , e miuaccin to d i più rigorose misure, s i ca lmò, orieutanùosi s uhito nel uuov o ambiente, facendo lt'l~a cogli elementi del suo sta mpo, modifi"ando il suo atteg g iamemto viol ~:n w in quello dello stupido e del deficiente. Fu agevo le mettere tosto iu chiaro la si~~t uinzio ne s i dello stRto maniaco c he Ùt·l d emenziale : mentre la figura m onde d el soggetto si l'i ve lava intera per. le n otizie racco lte obi>il'lti\'amellte e per quanto vin. vi1t egli ci veniva ronf.,rmando. E' un giov11ne dnll'aspetto sinistro. pallido e maJ.:onC'. io. o!',..uto nel vol to, scarno ~ imberbe, a fronte ris tretta e a grandi a ngoli man di boiari i oc .. hi o piccolo e

•

<il -

Gior uttle tli m(dict na m W /flrt -

f'.lSC. Xl.


t· & F; LA EI.IAIINAZi ò :>.'F. IlEI DE(,f::'\EHAT1 PSI CHICJ , ECC.

sguarcio obliquo; orecchi•' grnudi ; collo luugo. deturpato di c icutrici per pregr~«(' hdeoiti suppura te. Nei suoi 2':l nuoi ba una lu ng a storia di m al a vita. Non :111 couosciuto la madre mo r ta g iovan<>: il padre n.lcooli.• ta, guardiano no ttuJ·no, a Frnttn. Maggiore (Nilpoli), ha ;ouh:to nna con dannR p er oltraggio e violenz:~ rHrnale; un fr~ttel lo , ora pure solòR to, è già iltltto condan nato altre volte per r:lpu.e e oltr:tggio. Cresciuto in qne~to amb iente, il ~1. non riuscl ad apprendere alc'..on ml';otiere: pro\·ò a fare il cest~tio, m a traeva m•·g~ior vnntaggio nell'esercizio deii e pio:~oi E' tr ulfe. pe r cui venne condaunnto >rtrie ,·olte d ~tl W05 al 1910. N C'l H<l l. andò a. M.m ;iglia con uu'amaute che lo mantf'ueva col suo merci monio, t! gli regalù per g inu ta \mR sifilide m ::ligna ùi cui ebbe poi a. solfrire per vari noni. I mprigionato per r issa e r ib<·llione, fu con dann ato a 2 a nni, indi espulso e l'irn· p atr into. Due onn i dopo però r iuscivn a tornare in J:'rao cia a f,wne un po' d i tu t &n : il in voratore del por to, i l ce:-:tn io. i l ven rl i t ore d i 6amm iferi. C h iarn ato alle armi, si dimostrò subito c11ttivo soldato, e dopo tre mesi di r eggimento fu mandRtO per altri cinque ad una compagni a di discipli na a San Leo di Romagna. Tornò a casa. nel 1914: il 23 maggio del 1915 venne nch iam~tto e assegnato al .. !an· teria. La s ifilide mal curata, la vi t a di bagordi. in ten zionalmente esag eratn, loRV<' VRno cosi malconc.io ehe ri uscl, un mt>-~e dopo, a farsi dare un anno di li cen za ù i coova lescenza per anemia, de perimento organico e sifil ide. (iià era per scadere la licenz:~, quando, nel maggio del llH6 si intrutl'olò in una lite sorta fra m .n. sun StJr ella ed una vicina, ed essendo in tervenuto il marito di q u••sta. gli sparò contro uu colpo d i rh·ol t e! l a . Tl rf'a to \'en iva a buon punto: il Tribunale mil itare ,Ji Na poli lo condauu:• ' '" a t re Rnni e G me"i, ed Pgli co:-i , fU17.icchè r ieutr :He a l suo r cggiruento al fronte, rien trnva nelle carceri. Nell'aprile dell'anno scorso però, in segui to a 1Juove rli <>po· sizioni, v eniva tolto dalla prigion e e mandato al rleposito della fortezzR C11dore Mnè p er subirvi un'istruzione sommaria eri e~sere finalmente incorporato frR i co mbattenti. E ce:to questa per lui poco liettt prospettiva la determi nante del la flua ostentazione di pazzia. Diagnosticnta la s im ulaz ione, d ..nunciammo il sog· getto al tri buuulo di guerra, e lo rimaudllnnno al suo deposito m attesa de.lle disposizioni del t ribunale; sopmvvenn1· poi In. rit irata, e non ne sapemmo piit n u lla. C ASti Il!. -

•••

.\. X. appRrtiene nrl uun no tR famiglia romnnll, con mezzo sa ngue not. ite m'Ile vene. Non gli mancò da pkcolo l'amlJif'nte educati vo. senza ch t il !" UO carlltterfl e le sue tendeu7.e 01: rist>nti!'SeJ·o vantaggio; ribelle ad _ogni ~o p· plic:Rzi on e meutRl e. tend ente al vizio rreroce in tutte le sue forme (masturbRzir·ue. ,·agabondRg:?;io, fumo) a 14 noni dovette essere ri coverato al san atorio priva to di c Vi Ila. ::lbertoli » in PistoiA., donde ci viene descritto come « spicc11.ta· m ente egoceu tric:o, p ervertito n ei se n titnen t i. varia bi le nell' umore e nel contegno, fa cile ad accessi impulsivi ed epilettoidi ' . A 00 lln ni n el 1916, quan do ve nne richiamato sotto le at·mi, non aveva occupazione stabile ; con d uceva. vita- vi z iosa. di giuoco e d i bagordo, a cuico e a disperazione ùellR famiglia. Con quella pre· parazione il generoso animo del combattente non poteva certo formarsi in lui: ed un ann o dopo infatti lo troviRmo condannato per di!'erzione dal Tribunale di guerra del . . • corpo d'armata, e col benefi~io del vizio parziale di mente ri m a.ndato in servizio al fronte (luglio 1916). Non era pr eciSRmente quella la destinazione deside1·ata dnl nostro X. P ochi mesi dopo infa tti (ottob re) viene por tn to

m,.


ad uno dci nostri reparti h• Caf!ore p.-rc;Jtl, irreduoibilc ad 1UD servizio rego lart:, insofferente di <!isci plinu, snambo, allf'gante iudisposizioni 1·aghe t pol't>tnrlo a pretesto le sue minorate facolrà ment;di. !..<> ten,.mtuo così in os,;ervn;r.iC'ne per qualche tempo: giov11ue trentennt: di bel111. oostituzioue. di aspetto pincen te, capelli biondo ricci uti, vt lto roseo e •·otondo. ocehio chiaro: pur tenendo atteggiamento apatico e allegando incapacità ad ogn i lavoro fisico e mentale, ostenta modi signorili, disdegnando il contatto coi com. pagni del reparto. Lungamente interrogato, manifesta il suo fondo psichico: !imitati poteri intellettuali e critici; deficienza d i sentimenti etici e sociali, deficienza all'attiva, predomin io degli appetiti volgari e bussi istinti. Presentan do ancl~tl fatti oligoemici, si mandò in ulteriore osservazione e cura a.ll'ospedale territ.orial<~ neuropsichiatrico di Treviso, che poi gli accordava !:lO giorni d i licenzn. di convalescenza per c .sintomt di debolezza nervosa eccitabile associata a diminu~iotw del trotismo generale,.; ma pur r iconoscendo uel f:oggetto una « conch\mata povertà etica :., lo additava come <incondizionatamente idoneo al sen·izio mili tare con le opportune cautele •. Alla :fine del suo mese di licenztl era n aturale tentasse altre vie per n on tornare al fronte; ed infatti lo r itroviamo ospite dell 'ospedale militare principale eH Rom a, per disturbi n ervosi imprecisati. Usci t o di h\ non si riesce a sapere o''e si portas~e; di positi vo risulta una denunzia in data 9 aprile U117 del 'l'ribnnale militare di Agordo a s uo enrico come latit!lnte. Lo ritroviamo però po,·o dO]JO. in luglio, a Ile carceri militari di Belluno a disposizione di qut:l Tribnual•: di g uurra incol pato, oltre che di diserzioue, di insubordinazione e rivolta ad un superiore. Caratteristica è la sce11a svoltasi per q nest'ul t imo reato: ad m1 ufficiale c: h e lo redru-gui va per un a piccola mnncanzll com messa, rispoudeva altez zo~o t: sprezY..an te: c Per chi mi preudete? Per un mangiapo.gnott•· qualunqut•? Io 11011 sono \ID uomo basso e volgare, sono d i stirpe nobile e posso insegnar<· :t voi l' educllz ione "'· E procedendo l'ufficiale, d npo ciò, all'arresto immediato dell' iu;;ol··nte. -questi reagiva a ca lci, a morsi, turpiloquio e scomposta v!olenza. Dinanzi a tali stram~zze, si rinv1ava di nuovo allo ps icbio.tra: e 1' X ritorua a fars i p eriziare n el r ep a rto, ove l'utficiale incaricat-o Jell'e~ame nuovamente ricouosce « 1narcati segni di deficien7a e di perversione nella -':Sfera. etico-affettiva. 7Ulbitus eretistico, spiccata procli vità alla. si m n lazione e al m end Mio ~ ; si con· lerma il giudizio già. espresso da altri sanitari nelle a nter1ori sue dcgenz·· in >·eparti specinlizzati, di c co!'ltituzione degenerativa cou e.videnti Dùle di delicienza m o rale e d i impulsività :., e si conclude col « r io.:onoscere nt"ll'atto ino·l·iminato solo la genuina espressione d i un co.rattere nnotun.lo ,., Il Tribunale, ab binando l e due imputazioni di diserzione e ribellione, ncce t ta la semi-infer mità m entale, lo condanna a pòco meno di sette tu:.n i e ..... lo rimanda al fronte. Non è più capitato da noi, ma si può stat· certi che quel fior di gentiluomo ~ntinuerà ad ingombrare di sè reparti neuropsichiatrici e 1'ribunali di guerra •h altre arma.te se non uvrà approfittato del disastro di Caporetto por squagliarsi per sempre.

:t.**

CAso IV. - Tosta grossa pi&tta, folta di capelli, fronte bassa. ampia facci& quadrata, occhi piccoli, pinne nasali dilatate, larghe sp&lle, brgo petto villoso, tatuaggi alle braccia, robusta cos tituzione: R. Emilio, pugliese, ha l'aspetto sinistro criminale di bassa elevatura. Nell'incartamento proces.quale troviamo 6 conan ne a . :suo carico per l'Apine, violenze e oltraggi. HR !l3 anni ed è reclutato dal

:el


princq110 rl•·ll n mouilitR 7.iOOI), Ul l\ ba i;fmp r~! Saput O eviLare il fronte di comu:U· timento. Com 1nciò dal suo dei"J:.ito di Claieti a fare il matto e 11 t'arsi ricoverare a. l maniromio d1 A versa , d0 nde v1eoe dimesso q ua lchc mese dopo pet: non rico· nosci ut11. pazzia. Dati i suoi prect:d~nt i criminali, \' ÌI'Oe incorporato ndla compagnia :lpeciale d' istru ;r,iom• di F ol hnR; e giil st11. pl'r fin ire il suo tirocinio di c r iedu· r.n iono morale " •)uaudo per un telegramma dei carabinil'ri del suo paese dichia· raute il padre iu gm>e l:.!ato, nene inviato a casa r.on 8 gior n i di licen za . 'P &p profitla subito per a1uma!arsi. entrare u ell'osperlah• locale, e farsi dare un a l, ro mese di c.onvalel'CeD7.11. io f:'ln1iglia , Alla bHI• de l· qunlt· ~i dà disertore p••r l~ cn tu pag:na. \iene alfine aec Ju fl'llto da1 .-aralo:n:o::ri; ma in "" ''CE'J'<' 11rla, ,..trepita. romp• og getti, aggrPdiRce i secondin i ; e in ~:dr. sta to t urioso vieue mundato al numi· ~omio crim ioole di Teramo. Pas.sflDO co~i nncora u n paio di nwsi duran te i r1 ual i ~i .icopre per 111 sec:outta ~oltn la '<ntt " ltuula:>.ion<': t>d c rimand ato a rlispo~i;r,1on e rll·l Trilmuale d i guernL !ÌI'lla no!;tJ'R arruau.. T radotto alle can·eri di Belluuo, dtt"nta l~~o eomn.edia della Yiolen r.:\ p si<·omot oria: .,d eccolo di n uovo :n dato io OS!Ier\"az10ne a. l lo psu:h iatria. e t! ~ont.rat·e in un nost ro re parto oell'agor;to 1917. Qui é agPvole constatare la puerili t.it uelll\ aua sindrome O!;tentllta ; d:• prim;1. fa il v iolen to r vo<·if,•rn fra!'i strtlmpalnte per la ~amerats , cal man dos i tosto vPnga riochiu::o in camera d' i><o lamento; poi i u:::cena nuovi at:oe~si convulsivi a mo•·im Pn tt di<oJdi na ti: poi fa lo scemo; in tioe, \'istosi !'mascheraw. C:Arca di far l~ga roi pegg tor i eleme uti uel re parto. Viene pe··i;r,ia t.o n •m ricouosr.j.lndo in lui vera m~luuia m ~utalo:. rou danna to per disrr7.ione a 7aJJni, m!\ rim RnUil to '\Ila compa gni:\ di t'ollina pe r nuova r h:d ucazio ue momle e rinvio a l fronte: con quale es1t0 è !a<·ile ~rgnirt- •la lh< l'LOria anamues tica e dalla t·os ti· tu?.ione dogP.norativa n1•l S!Jt::C,Atto. ~

.

•

Art uro, al.ntt.t.l'•<', •IJ :ltt :11111Ì. è a ltro tq•J•·o e,;em plare di c1·i· 1uinale chi\ ·bo f~<Lt.o la ::. pofa t't Il le carC'::l i, i 1uanicomi . l~ co u1paguie ,.:pecJali di i~t1·uzione, ~inrhù è ti uscito a elun iuare per •t:nq>re il pt·ncolo del frou tt: Ùl ci·D· do.~i cond•uluare " 12 snm rli recln!lioue mllitare. DI\ borg h(Se a v eva g ià subito le. hullezza d i H·i r·oncla 11 11e: furto, oltraggio, vi.>leuze, lesioni, contravvenzion e alla sorveglianz11. porto d'armi abus ivo. ece. il :ool ito appannagg io che documenta la v1ta abitua le di t:.li soggetti. Recl u tato, •·ominciò a fR.te il m;~tlo e l'e pil~;tti <:o : il pr<>f. Tamburini Il Jtuma lo riconosc~ siulUI Rtoro e lo passa 1\lle carcen. 11 Tl'ihun~ l e mil itari' di Ancona lo condanna per insu bord inazione; indi lo invia a r i abil i tar~i alla c01npagnia d'istru zione di Pollina. Da q ui si ri esct: a maudarlo nd uu rE.'ggimeuto iu linea sul fro nt e cado· rino; ma Il\ ~U<L pesaim11. condotta, l' istigazione ;\Ila in d is•·.iplina militare e 111 d 1sfattismo nei oompap;oi, la insubordin:t7.ione abituale lo cacciano pres to di là; e·i an cora. lo ritro\·inmo a lle Cl<l'Ceri m i l ita ri, u wora H elle compagni e d'istruzione d i ~'ollina. Quivi, maturandosi di n uovo per lui il momento di essere rinviato al fronte, un bel giorno com m et!;(- violenti a.tti di ribellione cou mi naccia. e via d i fa tto contro gli ufficiali. Trad otto ancora alle carceri in attesa di giudizio, viene da que«te mn.nr!ato in oS!'ervazi one psichiatr ica A.d uno dei nostri reparti. LR pMizia r.onr.lude ri tenendo il C. • un degenerato costitu;,ic.naJe con squisite im· pronte di criminalità, sirn ll latore di d i!lturb i psichi ci accessuali e di man ifes ta· l io ni convul~ive; in r igue.rdo agli a tti di violenza e insubordinazione commessa é a n tenersi òel tutto cosciente e re~ ponsabile ,. , Ed a qui Il\ rr)nda.n·ua, che a lmeno ha .;ervito a to11liere all'ese rcito u n eiPmento peri r oloso che lo i nqui nava dll tre /\Il Di. l'A.SO \ ' . - ('.


La se1·ie dt~Li e litorie di tali individui potJ:ebbe continuare per cen tinaia di ca si documentati nelle c~rtell~ c:liniehe dd nostri reparti neuropsichh-\trici. Ma si r ipct<•rel.Jbe n1onot.oua, avt·nùo la stessa tinta t< le stesse caratt<•risticbe per tutti : costituzioné dtgenel'àtiva dei wggfltt.i, malavit•• nei prcccùcnti anni da ùorghesi, n <·ssuu · utile lJorvizio prPiltato durant.c il n 1clutamcuto militare, p ersistente tendenza a c·Hrl:a.J'I' tutte le vir p<·r evitare h• prima linea m~ttendo ll<·lla. maggior~: l•virlenza. le innat,t• a.Lt,iLwlini c-riminali c sconfinando con prectilczione ueJ vicino terreno ùc•lla paZ?.ia. È in tertssanté il conPtatar(l eome tutti <:.Qstor o, anche se rozzi c di liJuitat.a. i ntclli~enza. abbiano illt\ùto h! pn•rogaLin~ d<"ll'c~scrc a n uo' t'ràti fra gli anorruali sociali e tentino shut.t.arh· in t11t.li i mu•li. ( '•·rt.ifk<\t.i ùi al'c:ni::ti. docnmcnt<•Zionc del loro pasr;aggio JWÌ IW>Uicomi, elenco ~iuuizi [.rio ddl1• ~ontl:mnc su bite, so.IIO i toro ti t oli di lwnemer,·m-,a, i loro s11.1Va<.;ondutt.i <:be- OAt<•utano pur di e:<:sc.re aceolf,i nel rf'gno ddh ll<_,l inquenza v della pa.z:tia. c·he li prt·liervi li u(·hè duri la guern\ d;b qudl'altra piu uoùilc sfera. eh~ accogli~ i co•nb~•tteu Li. I·J ri('~ouo scmprn nd loro iut.t•Jtto. puil'hè i Iut>Y.z.i !!in tttti applil'ati per ut,Lcncl't• d;~ loro un rcndirnl:'uLo utile qualaia.si sono t.ut.t i bllit.i, t> pereh è, Aop1·a.tuLLo, i corpi .-tts~i Rono i primi a voh·r:li i>ùat·a?.zMe di loro, rit.l-ueudoli giustamente d eleteri u lla. lorv <list~iiJiiua e ~alttL1: morall'. Constalr;uulo i l; ~i.Li, assi!!ti;~mo dunque da principio dclb gu(:)rra a 4ue~ t.o in.c:rp~;cio~>o f1•uuw t•no antàgonist..ico: Ùà uu lato allo .sror.-.o eli~ gli org<mi ti<· Ile r etto vie - Giunte c CommiRI!ioni t~anit.ari(~, Tribunt\li dì g uer ra, DtiJ:-IOxiti ùi compa.~nit: ~:~peeia.li di di~t · ipliua assiduamente '';wrci~a.no per rimandare ai wrvi dell(l, zona. di guerra tate elt·mento amorale da qu c~ti <'liminato, ~ d ll"t~.l~iro allo ~(ur:t,o 1lci corpi che alla loro volt.a. ripnt.ono il hH·oro di Sisi[o d i t!puraziouc. E d è giusto eh·· i cout<mdanti di quf'l!Li f::w ciarw co:1l, pokh~ sono i dirctt.i res;}ou.~abili d ella piena Hflie.-n za dci corpi loro a llidati, ;;uno i giudh-1 vori e Hpmimcutat.i d cll'uWi:t.za.zionc o nwuo di tal razza · di gente <.;he si vorrcùùc loro im-

porre per forza. fn C!UPSti tre anni !10 conrt!tiLO ll!Jl'-~SO in propo~ito toi <.:OIIH.\lldaut.i eli bat.t.aglioui c di rpg~inwnto, di Scz 01~., di ,;auit.à. diret.tm·i di ospedali . cee.; orbr.ne 1 l~Jro prima cura, al prl:'.:H:uLa.r!:li di uuo ù<,i (';L!!i d'immm·a.lità cosLiLuzioua.lo in p;no a. è 4uell~ di elitnina rlo, ver 4ualaia.si via ; c se l' individuo ritorn~ poco dOJJO a qnd corpo, altra elimiuMionc. ~on s i vuoiP, giusLa.m<,ntc, t~ul>i rné il cou• agio ~ t,Yv ersi~o, deprimente, incitan te ;~lbt in,Liscipli na. alla sirunla.zione di. malattia, al ùi:sf~LLtismo. E la stessa misura. si t-iene ai corpi p er gli e1•ilet,t.ici e frenastenici C'h~ le Commiss·uui .sanit arie 11i ostinanu spo~su a rimandare. Ora, che n on Jo;ia, proprio p ossibile, dopo tanta esperienza di guen:a, trovaro un accordo fra qut·sLe oppustc teJJdenz~ congiuranti a danneggia rs i a vicen da, la tendenza. a.J r itUJ.IP.ro n<: lk l't·t.rovie t: in territorio. ;a,lla oliminazione al frontE• t


•••

1'er risoh·ere la questione occorre anzitut to por tarla sulle basi solide d •'Ua antropologia eriminale lombr0siana. Considerare l 'a mo r ale costituzionali" come 1m Lipo dl•gcner atiYo rl('lla razza, su cui è ste-rile lo sforzo educatorn dellr· i~<tituzioni sociali ed è inutile oltrcrh\· ingiusta la pena. inflitta dalk ln~gi in \'ÌgOr<'. TI ~a10tf· énf'r get.ico deiJ'edu<.:ll ZÌOUe SÌ esplicherà talvolta con rllicacia nella prima età dei sogg('iti. <1uando le cattive lil•nrl<'ll1.<' posRono ancora pirgan:i a m· gli or (ljrit tura ; ma su individui r.r•'~cint.i DtlJI;o malavita Riuo a ,·rnt 'anni, con n<'r~suua professione in atto. n· ·~~un ~rntimPnl.o veranwute umano cio•~ rlignit.oso di sé e alt.ruist.it·•) iu p~'tt c>, q nalr ra•{tl\'izzam<>nt o mor:df' può e,-: crei tare la. d iscipliJta rnili1 arr o la <'OCil'Cizionr rl1·lla f!l'lta o la calt·l'hizzazione d <'i nepooiti lldlr f'ornpag-nio sprciali rl'i~trnt.imtt·? Pcs,.imi ••ìtta!liui snra.nno pr~:-imi liOid.tti. E la trit'unale h•)l('rieDza lo ha provato. D imostri chi ne ha. ''II'Jllt>nt i :-P m;•i qu!>l t•ontin~rui<• di inùiviriui abbièì. rlato qual che util•: rt'!HliuH·nt o n• Il' esercito. Io lo e·wlutJ,,. Jf r•n tre si l1auno lo prove dw ì· :.tato siu q 11i •li peno;;o a!!trravio su tu W i ller>· zi. di pericolo•o in · qumamento ruorak c non tra:<curalJilP concausa. itl1l deturJiamC'n t o psi~hico che ha favorito il òisgraziato Ppisodjo d i C'aporctto . L'i~t ruzionC' :-pc(' i fica militare, la riNl ura·, ione morale. la min:u:cia tiella prna av~>utlo f:i.Uit.o. com!' era naturale fn.ll.is::cro oceorre. ora a iTronta.ro il problema da qunll'a.ltro lato: (:ou~id<>rart' l'amorale. l' ndiscipli· nM.o ~l.lJitHale. il rcdrlivo rrimiuale P rriminaloiòll cnme var·ietà della ~randr famiglia dri fr<'nastenici - C'iOè minorati p~ichici -- e trattarli come tali. Rono elcmPnti rlw inquinn.Yano prima la l\OdNiì.. ora inquinano l ·,scrcit11 ; l'l iminiarnoli dalle tìlf' il d l' N;Nei lo com bat.t.t:nte a. ineanali3moli vf-r~'o un df':;tino r.h(· im1wdi:;ca lorn, fìnit,a. la gut,rl'<\, di to r nare ad inquinar" là società. Sarà. fat.ta con c•iò qurll'op•·ra di bonifica mor:1lo e aol'tale cLe. dianzi, invm·~v<m1o t·omP uno clt·i poc·bi va.ot!l.g-gi fra k ta.nt e pt:ne portatr·ci d<•lla. gnr·rm : h<~n'iiPa ana'n)!v <\ qurllu cbo si va faN•ndo 11er i tuh<·reoluoi c pt•r gli inft·t ti\ i in gt'lll'f(·. t)onsid~'riamo or a pr~tiranwntf• il probh-ma ..\n;dt ultn il n nmero di t.~li Pletueuti. J>er fortnna non ?· molto grande. Una buona pa r{:e di eil&i, ronw ho •linHl,fral.o :,npra, pa:,sa da.i no8tri rt'p~ut.i spccializza.lii per m:\l;>t,i non·nsi •· nwntali : >ia pf•r la !'limulazionc di pa.z:>:i.a o epilel)sia •i •·i so~{!l'i t i, sia p~'r la 05:-l'rvaziont: f' Jr, per izi<' r iebir<LP dai <>o mandanti dei corpi o dai Trihunali mi it.ui. ~-Pile rlue .\J'm:llc ... c .. . ><u cui o"''rcito il mio servizio rli ron"uJt>n z~~, si pul:J C<\lcolar" om >~opr~~ Wl gettito m•·nRiln di 40-~0 di t ati rasi . rappu':Wntaudo f'i'Si eir ca il :i-6% d ci d l'gr.nt.i drll<' due specialità (nrn-o'la e menta.!<>). Estendendo q uesta JWrcentnl\1<~ al!~ allro Armate, poRsono ('a]rolarsi a Hi0-200 ,gli individui tiiagnot~ticati di talo forma fvrnit i o~ni mt·so dall'<'seroito al fronte ; qut>sta rifra. occorrerà for se n•drì.opl>i:Hia pr'r in<'lndcr v i i cast analoghi delle .\rmat.e territl)rin.li e quPlli singolarmrnto pprizia ti presso i Tri hunali di ~u<'rra. ~i :nrivrr Ahb,.. eo<;l ad ona Ul<'d ia d i 30@-400 a.l mo.~c.


Dato l'ingen te numero di dadili ora reclutate, non sono molti e dimiUUt}ranno subito se s i pro..-vedllt':\ a non rimandarli a i corpi e a far ce~11are p er sempr e il Lworo di ::.'i;;ifo sopra lamen!.ato. Fissa.t.i i concetti d ell'innata. i.J:r('duri hile amoralità ed a.sucialitù. dei goggetti, ed iJ pericolo che l'<l.J)J.)r(:ileutano per la saluto morale d ell'esurc·ito e della. società, a quegli l>{.es:;i coucC'tti d1·vono ispimrsi i provYedimonti del tratta.m<·nto rla faro:i a. t;\le categ-orit> di i.nlli,,idui . Il più r-6zionale sarebbe qur~llo tli n·nùcr:i iunocui alh nazione e eli Lran-e in sieme da. ossi qualcllC gio\·amento. Per la pr·ima. soluzione non vi è che un mezzo : i nquadrarli in compag·uie Sl'ecia.li da mtLndnr!'li uelle colonie. Fi.ne;hè ta!i individui riumngmto in p:tese l'la.ra.un·o smnpre fomite di cont .}:!ÌO e cagiouc di mn.gp;iorc }Heoccupar.ion<> per chi clovrà custodirli. P•:Qgio ancora, COllie fu proposte), il raccoglicrli in rrparti per lavori in z.-•oP ;n·anzn.te di operazione. ·b'i renderebbe J1Ule~o la loro JJO~izione in c~no modo fnsorita ri;;pctto <1i teparti cumb~ttLcnti e occorrerebbe una Tt:!JLmza a.rmata. clw non fnmca In. spe~a di ~wiupare . Il loro invio in Colntùl' invrct•, rappresentando una, l'C·Iegazioue du,ll'a.mbirnte patrio, ha e .. rat t('r·e iutimiùalivo prr chi ;~ve~;;e tendeuza, a. seguire la. loro sorte J•Ì'll l Oi5Lo che di fa,re il proprio do~·t·rt-• rli Rnlda.f o ; fa.cilil crà la loro cuàt..,olia e f\orv(•glianza e ;;i Jm•...;tkl'iL mirabilm<•nt.e alhL lltilizza7.ioue l oro in !avori di sistemazione axrieola. di co:;trnzione, strade, t:>r·c. La vita in C'•Jionia potrc·hhe ra.ppr·Nrnlan· lh'l' e..,:-:i uraa bo!liJica. come l!ià lo furono e~rw }Jlaghe cl Pila, ~iberi<J, , il 'l'rans w a al. le (.; uianr l'l'l'gli antichi déporta ti rh•· formarono il pl'imo nucko tlci ci>ilizzatori :tHuali. Per la fnnnazionl' ~li tfLli rt·parU uou 10<.1 nc·ano alht cw;t iLu:duuP o1lien~rt o\..! nosLro esl'rcito g li ot·guni U('(:e;;~:ui : bast.<·r~ Raperli ui.ilir.z;tJ'I: :t q11rl fw .. ·~nfrantlo nel concetto elle ht t:lp;tcit~ psichica <· moml<' 1lel militare d t t> ùeliu•1ue non può <·:.;,l'l'l' ;,\'it·nt.ilkatm•ut.c ,-aglinMt e vnlut::tt,a. che da Sà.llit.ari spetializzati lll'lle !liliriplinf'·p,.,i<::!Jia.triche. Il conc~tto lombrosiano 1tt-lla p sil·opa.tia ùt>l dl'linuul·nl t.: t' u~gi ta!nwnte diiTnRo andw tra i prof:.ui, che già spontaLwanwnt.l' :li i: venuta furma.utlo ndl ' e.~ercito al fro':Hfl - <· rn•do nnclH: in 1.t'rri1 ori n - la <'OtTPnt.e dPgl i anlorali, indirwiplin·tfii «i nt,nali, impulsivi é<'<'. dai c-nr·pi :ti r<'pa.rti eli malattie nwntali: .-ono ;;·li , , ....... i cmnaud:mti dci corpi l'lH· rolù li i11dirizzano pPrcllè lo IJ'ì,ichiatra ·l· • il suo ~indizio iu ùal>l' al fJH:d(' l'f.'lt•HH'ULo lH·rt urbat.oT"e possa c~sr·t•e Pitm ina t o dal r es Pre i t o aHi v n . }fa alit.Ho.lm<'nLe l() p15i1·hbt.ra ~ <l d tu LI 11 tlia:;;u·mato a quel compitn : egli esprime beu~ì il ~no _giudizi<' _,ulJ:t t:oi'tituziooc cl~gcnerativa e amo· r;;.IP rlei soggott.i, ma, non t.rov~ negli altri organi corrispondenza pratica a r1nel giudizio. 1\feuo clw U1'j (:asi rli aYanzata frt:>na.stPui:;,, per ctù può pr.. porre con successo un pro.-vedimenlo di ritonua alle Giunte sanitarie - ~ in qtH~lStO caso il bcnrtìca.to dell'e~cn;r,ion e milita.r o torua, ad infcSt·:ì.rc il P aese - por gli altri ca.3i non ha che due v ie a-per te : deforirli f~<>me simulatori di pazzia, epilessia ecc. ai Tribunali ili guerra,. o inviarli .ai neposl ti di conva,Jf'~eM7.!\ e tappa con dichiarazione dell <~ loro co-


l'ED L.~ Kl. UU S ..\ZIO NJt lli':( nP.&ESER.A T J I''JCIUO f , t<;CC.

stit;uzionc ~m10rrtle che n~ fac ili ta. h\. gi r12La. ai D epositi di Oompàguitt speciali d "btrm:ione . .g così, wll 'unn. e coll'altra via, il pessimo sogget \-0 eliminato da l frontt' ,.i ritorna più deJibera.tQ a f:l.rsene cacciar giù e a gu:.tù a~ua.r tem po u Pilc comode ùPgen ze osped<~l i l'rc . T a.lc proCt!d nr<t co!: ì da.unot~a a, t u tti i no):tri 1ler,· izi è ogualuwntt~ la mentat a in Pra.ncia - ovc l'esercito (• tan to Jll~;:uo inquinat o cbe Ju noi pcl pron ·ido t.r.um arù o mei:ìso a lla flt •linqtwnza abituale d a.lle lel!~.; di reclutamento. H·ÌJH>rt.o in not: ~. a l{ ll t'SLò l)roposito, h· cottesi esauriemi r iflpostc date atl llll mi o q IWR t iou:u·io dal co llt•ga. Dot t. Uenil r crl'ÌU. direttor(' mt•tliro-lt-g;ole •lell1• t'onw fra.nf't•l'i in H:~li :t (1 ). ( l ) l" Q ••r,:ivn. - IJ•odlea 11onr le& ò i~ posi t.i" ns ' n v'"'" ' tu· .Ja ns r Ar·mée f ra n\·,u ..(-, a u .suj t• t d ca a mora ux , de e cri mine!~, d eE Pimu ltueurs ric odtvis tos, d··s d6~t· nét 6s prtohiq u es en g~nlirH l • (( r•on>~e. - Jl n 'uXÌ<1l o! d a n a 1'. \ron<·e fra nt; ll i •.,, m AIKr(• Joes ro<'ltnnot.ions énergiq U"· de• l'ioci l~ tt'• t de ,\1 cdicin c mc·ntale, d e. < on )l(r··S de l't< tchiatrie et d ' An tropologie c·li minellP E'W a u cune diHpnl'ition ah~olumeo t t'plicin le n <·et.t.<' <'&tt'•gor~e d ' indi• id u, .. C • ~ I!DJete >nnt. su i,•ent l~ de11 ré et eu rtou• su iva nt le - a p pareuce9 ex t6rieurea d e leur t;a:e ps~·o l! iquP, c~na dét 6< ttwt ù t comntt> crimin~'"· ~o otbt oommt' d es a l i•;n és. ( lien t.s bebt· tnet11 clu :\1~ licin· l l-<gi f ( > t~>ntòt •ls b •'· i ticiPn t d'u n n on ti. u ou d 'un •· cquittfm~r.:.. t.ant6 ila sont. r {} orm<·cs , t n t <l t cund aum~ ~. Ile cotlitit.uent u n cunti ngen~ tm oom br ii!ll· et nn idble, co,. tre J,.que l <'• t te lucun e de " '' t re ,'·gialntoon nou R lateRe oom pl<•te m • n t d é•arm6tl. ~eu la l' ioi t tAtive ;n divid u • Ile du l hef d" \ or 1s. dOli Comn• ia.;~ irea-R at•· porteurll • e C nse ·l, d e Gu e rre , df'e ~1 .-dt ittiJ de ( 'or pa d e T rm• pe r.'·u 1111 it 8 f&ire :n· t.ervenir d n s quelqn ce <:& . partfcul ie•e, u ne eolution sat i-l o.i -anr•·. :!. Q f/t4'ifm. - Sont i's •'·~ im<DI;P d ·· l' Ar m<·e il In ~u it~ d'nn pronon cé rr.é-dico-le~·l ou b i,·n ~()nr- i l • gard•·.; aupr />4 de C'or p~ '"' nfìc tt's " Ò<'~ l 'orp~ ou à d1•s l ri\V&II:S Rp&df\UX Y R eport >e.- Cf & i ndividua ne pouven~ èt re é li ruiu és

de I'A r rn 6o que par voie <ie r.iforme, Jo r,.qll'i lR sont a ttetuts •le trou b lea m ntao x uv~o~•. Co m me il 9'a pi t rrec · sew~>nt d'lllò ividne q ui ne r6 pon dent paa !':u ctt>m('nt à J,, conc, pti•' n qne l " ,-u 11f&lrt' ~l' t ai~ du " fou • , !11 !'Uforme eet p lu .• eouven t refus~e pnr lea Con · eiiF do réfnrm e. La pré.wn ttL t l nn d e ces ind i v id us dev n t un co n .,.il r!e ròforrnf) a ' on ve nt li,•u su r l'avia d u C()rom;ssoi re Rappo teur p rée le Consei l de C~uer rC' 011 du médicin~x pt'11 · qui ont eu l'occa•ioa d'•n* "r rog or ou d'exaoniner ccs au j> R Mais il s'al!i t là d' u:· Slmple o.vis qu e le \.'ht>l o~ e \'orps eal l• b rc rle aui vr,, 11'Q d e n,, pa~ euh •r e 6 ~on "'"~ •·t auqnol la t 'omm i t<Sion d e t61 orrne 1 s~ li 1•ro ue IH' •an go•r " ti dt> n e p a li ,..,, Ntll)!<-r • .• An a ,.,...... d 'ai lleur • d ex p l cntion r. f•>urnir il ! ' \' e tt)llt» Qua n d o t1 indiv idu a n n 1<0nt pns t H Clr mé a comme al it·nt'·3. il" son i conserv~s r!F. ·' le~ L'o rps d .:l t rvupo o rdinai•·•·, ou !t ur a ii•?Ctstiou è. de. t r tt.V>iU X splictaux n 'N~ t pb• d u tout. oblicRtoioe, e\ de,•end wn iquP.n oeut. de l ' iro i tul t i•e ò u t 'om•na ndan t dti l '(" · J1A$:!n •c; o ·• du Ch <>f d~ <'t•rpe. Or la l>hopl\r~ d u temi' a O• e indi vida • s <-n ~cme•déo6s à h on Òr <' it co uno<' d • · tr •• m 111 . a i>~ F~olt.fllt ij: ,Js col t. t ionn e n t. le" p •ttti t.<llt•; f' •ttt&nd ile n •• retou ·erlt n t. P""' d• vnn ~ l~ C'o'laeil d e G .1 ·rrP p O•tr 1m oriltl\· 1111 un d• •l i t bit>n carttctet'. RO, ils fìni~~f.'!ll P"' ~tro enn•yés. par m"aur,, disciplin aire. d a n11 l fl eeo ion" de d iFO•plin t• q u i , x u;tt•m d~<:· c b n<t •e ,[,yj ion o~ a •prè• d<' chnqn·· Q. l;, d '.\rro f..- (Cirl'ol,\ ir.· ti. Q. G . )Q B ur•« 1 du 11 S·p~; •mbre 1!11 7.

Ma is il es~ b i n ••n te .d•t q oe la C•!IHtd··rar ion d ... J'i•tl\1

P"'Cbiq tu• d e e 11 i<" l' t•

olt.'n Lre ponr rio·n l an-< l" rellh·l't iou n•• C"tt • >~·l•·c io n. I 1e Ile t rouv •n t m .llt•>' daus l ·• s ·ctÌ•J il'• <iC' di;ocip. i ne ti li X ou d '" ·ip l in (la •· rdi rw irl'•· · 1 n o .• ·n~ ~ou ·n •s, •'n r••ÌooD d • leur t} !.Q• rn ,. n· al. à a uc 11 n 1ù~im · spéaiul P M fOt8 0-l!l 9Uj •t• bè' t roQ\' t'l · ~ 6ltm iru•v r{e 1'.\rtnoi" rsr l't:~ffet d (l ltl •'c\grad •t •· .. tuili t 1ir • q u i " pu iHrf' p ron "'Cl) p~~o r le «i•1 .M• l OP (lut>rN d ev HDt leq ·oel il R out. éo_r ·

pHru ·t q ·oi ~~~ ~ prè vu Jra· un ~rnn l nombr • cl'n rtlt'J,•e du C'od e de J J~tioe :\Jih.t.&ll•·

.\fa ·11 là

n · o re ils 11 ' tro """n ~ ~ l i • ninéa eu

$\no <tU•' <'riroonel ~ ot san - q u i mt

•i •nnen t la oonaid éra i•m de le ·or è~• m .. n t~l.

·

., i.

.. ., ., •••

,,

.


'

J>K11 I. A El.l lll lNA~li):\E DR:t

o~:l:fY.:>"EilATl

l'SII HWJ, lt:Cr .

..:-i ell '}.ljser ci t o i nglt~se nou vig·ono d i~·pof:i 11ioni e~-tatt.r in proposito, cK!lendo i d egeneraLi p sic hici giudicati a st>rond:1 d<'i casi da. collegi modici che li propongono a J'iforrnn., e d alla CortH maT?.iale (T ribunalP. militare) eorue d a noi. An dte in questi cscreiti il C\OHiingcnt.c ò i crimina.li deve cs:wre ridottÒ ~ti minimo, poiclt•" la. lrgg<· di reeluta.nwnto èsc.Jud e ùal servizio ogni iucli vicluo ch e s ia aiuto comunque 1m!<·<• drntrmf'ut.~ I'Mtdan nato. Prcscntaudo:\i cl:1 Jtni il prol)lt•ma, twlla l'orllta piìt gr:w~·. pt·l lo(ranclf• num ero d<'i d r linqut>nli n·cluL:tt,i, è n:tf-ura lr eh<· r1• el ~tmi Hllu. l!Olnziono più r a d icale. P er ora è illntilc rit.oc<·a.rc• l:t ll'gge eli ree!Hlanknt.o. t·~sc.:ntlo quasi Lut.tc.: h• clax:;i già. tiOLto Il• anni: O<'t:Ol"l'll invcc11 (.rovart• J:1., via. giuridiC<l d •·il'!·lintina.zionu graduale 1ll'l ca ttivo rl<•mrnto l'('l'lntato. E pr·r questo io mi lwrm1:tt.o f:m : aUc com pctcu t..i Autorità un a proposta vn•tica. l<' uuzio n a no ora pr'\'liKO ogni .\rm :1ta a.J l'l'O n tt• i St•rviz i m·uro p:;ifo h ia trìni sotto la. vigi lanz<\ " •iire1.ione tf'f·nit·a tli un <'onsulcn!.f'. eon J't'part.i avanzati di :wlPzionc, e piit a r retrati d i Ctu·a t' di t~gombt• t·o fuori zona l pPr t u tti i l'asi 1li rnahtt~i~~ nervosn t' uwutah d ell' :\J·nta-hl stCSRa. - ~ questi rE-pan i, (:ome ho dt' t.t o HO(.ll'a, gi;1 aftluisc;e spontancm rt<'Ute la ru~­ gìo r p arte rl <'gli anwt·ali t\ crimina loicli ; b::u;tcw·bbe daJ'(· disposizioni perchè, Ais tcmati<.:amt"nt<~, foRsmo quivi mandati in osservazione t.utt.i i r:asi anll.l o~ h i chr an~,;om poHsuno f;f uggire att.r~H'l 'rRo i 'J' ribunali d i gtwrra e p el' cui q u <•RLi non chil·~~auo - in t>ec<•zinn<· a qua n to so.~liono f:~rc­ la p erizi;\ pf!ichiat riea. Sub ìto ttn sufticieotc periodo d i osservaziun<: in un r·•·JJart.o ~;p•· ci aliz· zaLo. on· saranno r a<wol t i ana.mJl l'!lticam"nt.<' l uf,t,i i d;~ t i l'iguardant.i i soggctt,i in esamc!, il < 'on :\ull'nt.<· d PII ' Armata c il Capo-n·parto famnuv un a r t3h~?.ion.e , forrnul<mmno um~ ùiagnoi!i c concludt·r·;mno con 1:\ p roposta di at~fi<'gna.r.illllC alle • Compagnir. ~pedali di <l<:rwrt <tziont' in (·{•lon ie " (elr iu.rnia.mole <·osi p~r ora). Una au:~lo.:..,'f• ossnrva.zìunP pNitale p otrà farRi nHi nunwro!li eentri u t•uropsichia.tri(•i spar si in tc•nit.ori o per i c a si pro\·t·rtit'nt.i dalle i\J1Uato t err;tor .ali. JJC t>ropostc don:•nno 1 B!lC'rl' c oo v a :i1lat.o dalla Gi unLu. saniLaria d'Armata -come l'i usa p ur ogru a lt r a pratica mudico-ll'~<•k - in 8(•guito all:.b cui sam:iouo gli in•livid ui 11à ra.uno iuvia l.i ad 1111 ct•nlro 1la, stabilirsi nPl r! c>gno. Q.uivi potra-nno su bi re un•~ ulit•r·itH't' vii:! iLa fisr.a!e sani tar ia , cssl'tc iuq uad m ti ut'll'· <'Om}>agnic colonh~li 1:11 atMntlt• c l'invio oltre nmrc. Si rcnrlNà. con C\Ìc) un d overoso omaggio al giudi?.ÌO tnl'nico esprt'l>RO dagli ~ IH ~<'ial i zz<>ti i11 matPria , l' si provvl'ù orà al rinoovamonto m o n~lf' dt·ll'l'~<· r<·i t-o e d el !J:cl.t'~<' . D eporta.ti n t:olonil'. quei con t. i ng-Pnti non dona a no ~ottmrsi alla o~aervaz iom• ùt'l mndico spec'a.lizzat o. SP a!(·uno potr:~ m~:.{ung••r·e la re·ntcgmi'.ion e mo rale v~rrà proposto allu rf'inLcgtazione d ci I'UOi uOìei mi'ita ri e t;iYi li . .Ma è ù ~t. ritr·tll'rs i fin d 'ora che la gr n.ndc maggioranza. no n s i ruo1ltificher à e cout inuerà. a rappmr<eu tar c un el<·tncnt o IWrjcolo.'o p er la &>ciel à. P er ques t i ithlivitlui prov-çido dis posizioni dovranno cBP.tlr<.\ promulga.tt> c b c JWI'n!Pltanll d i t ratt;enPrli rP1Pg:lt i in Colouia ~ut..:he dopo


9\+1

PJ<;H l.A E L J.M lNAi:lON I': ll~ f DJoX; BNEHA'fJ PSJCHlC'l, ECC .

.

il termine dei loro obblighi militari. .A quei nuclei coloniali cosl: in S€·guit.o, potranno aggiungersi molti degli amo1a li costituzionali c.he o1·a giacciono iuutilizzati nei nostri manicomi crimina: i e vi costituiscono un e lemento di irliducibile r bel ion1• t' J1ericolo al pe1 sonai~> di cUBtodia Le propo.; te rifo1tne doncbbero efiSl're attuat e :11 più presto, poichè Es~ t ci o ~ Paest· 1 in questa gra V(' ora della nostra. storia, banno bisogno di I.'SSt·rc ~->alv~guardati da t ut: o q11anto cospili a deprimerne le C'n ergie, a indebol ruc la tempra. Si è visto nei recenl i proreRili milita.ri per spion <.tggio,tradimento es:\ botaggio del ~<lcro noi! ti o patrimonio bell ico quant a pa1 te 'lÌ prt-nd c~ose l'f'lPml'nto della teppa. c il.('ila malavita, quello stesso eh(· abb'amo preso in con-;iderazione nc•l nost ro srrilto. Eliminata a tt·mpo, quella t.ri~te gt·nìa non avreblw trova! n nelit• 1 arceri mili ari un ambic·nte propizio per tc:s,..t•rc le suc n·t i ~~ssoC'iat.ive , per propagandare il mal seme, e riescin: ùi tant o danuo mora Il' P mater'ale alla Patria. 4 La. guerra, se si vuole la vittoria dic·eva rccPntcmen Lc• Lord Georgede> o t'i'tòCl e fattn. da. lma na.zionr dic;c:plinata n; ora la discipl'na ò espo• Dt'nt<· di a.:ta ùi r·iaura m• ralt•, (• per es::~Ne ll1i'!utenuta r cclama l'epura· zione dell'ambirut.e <!:1 in ti o 1 ctuanto 1 t'l\dP a depri nWJ't· il senso del ùov.·re. E t anto più vigi'e d(·vc e~>:-:t·rt· l'opt·ta del l(;'gislatoJP rispetto a l 'E s(·!'· cito, a.l'a part{' più uobilc e fati i,·a d rllu Nazione in gutrra. P er un err•. to p ccontctt o ùi !lrv.:r ficHe Ja. qtutlità alla. qunntità, c di n on creare c·ai egor ie ùi ùPucficat : del . 'esenzione dalla trincea, si è voluto r impinzarlo qne;;to esercito no~t.ru di tutte l€' t>corie pns.-ibi mt'ule u lllizzahili, sia fìsicbe ebt' mora. i; 1.' .:->i (o a volte l'upcrfi ·inlmentc confuRo fra loro sentimt·u~i antagon:stici c alimen&auti in : en so conlr:uio !'<m imo tlel soldato nella valutazione de!l'ardire e del eor:~ggi o mi li t :tre. Cosi, ad e: empio, ~i credette ut:lc inc:udPr•· da princ pio nei n'parLi d 'allsalto fior di l,eppil!Li, st.imando le loro at it.udiui aggn•t~sive e violenLe corrispett i\'"i di ardi meu! o <'d eroismo bellico. )'[a l' e~<perit· uzn., an eh P qui ma el) tra, d imostrò I)Ubito l 'errore di t:one~tt o ; qut·g i ciP menti [('CNo la 1wggior prova, a nz:i ~c rediLarouo il Corpo, ch" dQvpt.tH poi rifor·ma. ~i :-;u tutt'n.llrc bni e J'i!{u r •>oi<\ Cl'rni.a fi'-i<:a e rno ::\ !&, di'i Runi C'o:'til11rnt.i. E' ora di convincer~i chf' al prt~gi uù i:G · o dt"Ua. qu<1ut :t:'t d(•Yf' rigorot><l· men' e pre val!'rf' quello dvlla qualità; la. pratica tri(:nnnle rli gueru lo ha d m o;;l,rato nel 1nodo :spon t<Hli'O e ti'Ul\C'(' C()Jl c ui i Dorpi al fronte hàn ne' cost:~n t cment e Cl'rc:u o di rpurn rsi r. i tu Lto l'elerurnto che in qushmqué modo ne tu baYa la compngint· e ne diminuiva la dficienza; è

.

ortl. cb·· C('ssi la ostin1u a rimobilita7-iont' delle seoric che oes11uno vuo!e .e non fanno che numentare le i mptdimt'll.la ddl ' e~;.-rcit.o combattente o Il parasbi ismo d 'ufficio in terr itorio. " 1:: i cmpo di comprendere - ammonis• e g ustam(·nk il g~n erall' Trombctta a proposit.o detl'utWzzazion<' dei mutilatt fisici e funz ionali in lavori di retrovie - che la guerra, !:11 vera ~Uf1rra, non si combatte e non di ·vinco roobiJit::~.udo tutta la patoJo~?: a ~ tutta la clinica a v:mtaggio d ~.;! I P r('tro,·: o e degli uffici. dove fin

' l.


'· .,

~

~·

.,

-d'Ora è già un personale osuherante e non sempre redditizio ; ma si combatte e si vince d i fronte al nemico da individui fisicamcutc e p8ichicamenlc san·i che posi!auo c sa-ppiano ma.ucggiare il fucilr, la baionetta, la ruitragliat.rice. 1:1. bomba a mano, il ca.nnone ». Ispiriamoci a.i uos ri pa~ri 1\otua.uì, ma<'s~ri nella legge, maestri ndl'arte della gncrr•• - art c eh€" è <>erupre b ;-;tessa quando si traL!.a. di -yincerc nouostant..P- 'o cotuplirauw modernn. Nei tempi gloriosi di Roma. urgendo il pericolo, il llu~ ~ali\·a, snl ( 'ampiùoglio e xpit•gant. al ,~ ento il rosso ed il biatwo v-es;:;illo . .\Ila t'Sclamazione: c< Qni Ynlt sa:n11U Rt>· public:a,m me SC'(!Il<\ t ur , , :-tl'<:onrya.no i f<~nti c i N'l·~· alieri attorno alle bandirre giur<\vauo t'si inqnarlranmo. )[a gna.i a l reo etw a.n':-.Sf• oxato -presentarsi ::;of,t(• h· iu,~·urtc. I,a pt'(IV'Viùn.legg-o ùi rer•lnt..;tmr•nl o lo csC'Iudvra :· ' ntlult.erii, n•l aliquo iudii·io pubhlico <larum~u, inLcr militeti non sunt rPC'ipit•ntli n (t'le re militn,ri, le::;-gt: ~. pari. 7): e comm ina ,·n, pene Se>erissim<> a,! pn·.~iudicaLo <"h•~ si fosse arbiLmriaml'nl<: arrnol:\Lo nr·lla miliz;ia: <c Uan• se milill'lll: cui non licl'l, b,·ave cr:uwn hnbet.ur '' · Così sorse e così si manleuue per l'epoca ;\UJ'Ca dell'impero q ut.:llo es~rci to che stampò l'orma tli :Roma. c <lclht lngg-e civile liull'antico tcutone. Cosi nohilmoutc Ùtlhhiamo noi cemcnt..aro il uos~ro clw ne contiuu:t l'opera. t~ul barbaro ri~orto minn1·cio,;.o allt• no!;I,Jv JHH'Ir. GillyHo HH8 .

•••

(; Ì U~IIO UJ l~.

M i tOJbtn ,oJ~unto o•·n. nd ru·ti~ol o chiu,;o, olw i profe»sori 1'11m~ .trlll i, Ottol~!Jgh i, i\-111 rr h iafa VI\ e gt>uer :lle m ed i co Perrero di Cavallerl eone hanno cii sct•~so recentemente 1:, que,;.tione d~ 10ilitnri degenerati ed hanno presentllto al Presirlente del Consi~lio e al Ministrd dellR guena il seguente ordJDI' del gioruo: « Con:-;idcrando il gnw" rianno che recano all'Esercito e a!Ja. popolazione i numerosi anormali d•·geuerati, amorRii, o pervertiti, spes~o siruulatori P. an che crilllinnli. che. pur prt·;;ent:\ntlo h.Iora qualche fenomeno nervol'o, non so no perc'l dei v.~ri malati. ma ""l tauro anomali. minorati psichiri ed extra-soci:di, che costi· t.lÌSI'OUo un pC'ricoloso elenot>nto di mala !;tl~l!;f'!'tione e di dnnno~o contagio np,J. !'aml.iente in cui si ll'o \· .• nu: c <.::onsideraudu che i IHOv\'crlimenti ::.iuora all'uopo escogitati tlall'lllnmiui.itn,;done militaru non hnuJ to StlJ vit..o, non che ad estirp,.re questa Vtlra piagn ù all' E;;er~:ito, neppure acl altc•nuarla, mt>ntre in,·ece ~""a è ::empre in coo tinuv A!J!Jiunla. -

"-Umeuto;

« Considerando che ~:oli~> licen7.e, e piu con la rif(•rtn n. uon si ùt clae fnvorirt'

la loro azione dannosa in mezzo :.Ila po!Jolazione; < Considerando l'urgr• ute ne~essita di provveolerri io 10odo radicale si (a •·oli: " 1° Che vengano -<ottoposti n ri~oroso t'Mme. •·on indagine il più pos,.ibil1ncnte coanr>leta sui loru precedenti, per ùl•em t.li ''l'lli J.H' tt>nti in psichi11tria, oe· VtQiogia, tnediciua legai•· E• autropologia crim i nJ~.l e, tutti gli individui HJJpartl"~eD~i all ' EsPr<'ito indazia ti come i')Jettanti alle s:uld~tte c11tegori c d i anonnal i, o.shngu endoli a sec:onda della 0ara,·aù lllaggiore o JOino re e •Iel la pO>lllibilt- emeu· •li\I>J· ~ ~ Jtà <ielle loro auoru:tlie:


!l~lti

PER 1..\ F:l. l:t.I I!\AZI":\ ~: ilEJ l •~;o.J·: ~~: K A TI I'Slf 11!<' 11 ECC,

.. :.!• t;hf' e~si ,·eng:ulo ;,c> parRti d1lgli altri, >1ppartaudoli in t·eparLi specia :i o ve s iauo obbl igati :<d uo pNticuo lavoro : e ,... rirv no•ci ut i, pllr le !o1·o cou·d· ~ioni fisic he, irlo1wi a i sen·izi •ti ~ u{' r m ,·engano mnn chtt t uei !luddetti repa.·ti separati in zona d'opernz ione e rompit=rv i congrui lavori: s" ri co uo,.:ci ut.i ti,;ic t.· mente e parma.nen l<'meu te 1douei !;Oio a i Sf' rv izi territori~t.li. ven ganCI app11rta t1 in centri di llo \'Oro Agri rl)l o o in.lu'Str iale po!ì"t hilmente in i.-ole <> colo1till: c Sn Che es10i ~:~iano arl itlt <· t·,·alli ~o t lO~•ust t :o n uove vi,-i tt- per :;;tabJiire ~ :i nlterio t·i pro v~·o>dim r nti o la Jr,· er-a loro t!e~tl llìl.'l.ÌOut1. a ~ec~ond ~< dt·l r isult11ti ottenuti •· l~:.~o pr<>-po:tt.a. cl. ,.- rattt ~;ur.., il ~rn,· e pruLol o·111a, () ptopone r isolverlo in mo io radtcale, o.:om•· u10d e~ttuneute io pure ho - o"t•· u u to. :-'!JI O mi permetto fare u oa r is•:r va :mila o p ponun i t:t d i pote r a d ibi:·l' eo u \'l'llÌC ilt• ·tllcn te "l•· un i d i tal t r iparti u zona di operazione, per lv ra.;ioui r he ho "'Pù"to sopm. l'o!HI-'1111\ 1 d a co"i porl'u l i .lll\Ort tà in matetta. \·ora a >- pcntre c lte g li a ,t ~ p. · rll t i pron· ~d itnt>nti t r(•YI'r~nr ...l <;Ol.t'c·ita "f'Jll:r:<~IOili prAtir.a ( ;. ! •.

I.t 'attività del nucleo ehi ru rrgieo n. 4 alla frronte l'"r il pr<>f. Dfodato Oe Carli. m:o~g ior• · l.DI·.I ic<•. d irettore

Il Ullclf'i> <, J ùrurgi~·tl n . ·l tla nlt' clir•·t 141 l·bht· l'onlilH' ùi par touza la giugno 11. s. : lascio Horna. la S1~ra del l i t! si prosontò nel po· meriggio dell8 alla direziouo di sauit,à d(~lla . .. A•·mata. Desti nato al· l'ospcdalo d a. munpo n. Ol:l7, v i ~iun:><' il H) alle ore 12 c prese subit-o la. cons(\gna dd ~o ropa.rt o eh i r urgia. t•a p:w<' d i 1!i0 lt\t!Ji o fornito d i s:~Ja cti medic:~t.unt t• di opf:'l':\zioui. di autot·la \' ~' t'di !;nflic:i<'nt.i mt•r.r.i di st~ri ­ Jjzzazion<•. )i el sctLHr" c\a <·ni rieH<' i ft•rit.i l'o, pc clalc 0151 non ,·i furono graocli azioni : di pit\ in una liacn pii1 a ,·a11z.at~t fuuzion.~v.~uo trn am b ulaOl:e c hil·nr~iehP 1l'/Hmat.a. il /!l'liJIIH> .\{;IJTU <: nunwro~i nspe1lalctti da 50 leLri. Questo comvlossu eli r a.gioni sp i<·~ a il numero r elativament,e er;iguu di t'cri ti a cc•,lti nel repurt o: t utLavia n t'l nw~(> di l't'l'Yt.tio n e furono rico''f'· l'at.i cin·a :300 tutti in ùarc•lla. Qua nt.unque i [(•rit.i di J:!W·I'I'a ~iauo t ratt a t i Ut'.lh· primt• lin<~·. in modo llotltlisfa(l(•nt.e " r~~l.iorwlt· . la mafi ~ima pa rt t· di'Il(· k r itc, sp<' cic quellE' <ii art iglieri<~, a d iRt:~uz;~ eli podti f!ionu , prP!-t•nt.ano comp licazioni tlOJ."!· at.iche, le quali ridliCtloull prec(H·i im cr\'t·IILi <·oudotti cou r igoros;t ecnit::) ch ir tugic:~. G u ithLtO d<L tale diretti v~~ il uudeo ha pmticaLo u umero:si sbri· gliamenti d i ferito & s<·ovo di drf'll:tggìcJ, ha rimos!'o i corpi est.ran<·i. ~;era. dellG


,;c·mpre c lw ve ne (u

l'ilHlir.;~;.:innc.

r.ioni, sulle ORli;}, oul cranio, s~Jl

,.

ha t•:-:q.ntito opt·mzioni Sttllt• ;\tt.ituhtl<~~r;u-e. l.~a

nppli<'aLo numcrnsi a.ppa ·

rt·cdJ i imrnobilizzaut.i. ha, in 11 na l)aroLa, N•t·cat.o di sntt,oponc i fl•riti ad un tr-atf,<~· lltento definitivo. unti s:..mmht·audoJl(' alcutw cht· non foii l t> in pel'fc•tt.t• tOJHli:-:ioui. nt.ili Rsinw. ~opmLuiLo l'i<:. s<•mhraU\. l'oJH'm tloSLl'<\ Ut' i ca:;i di l'ra.tf,ure <:sposte c 1li !l'Rioni o s tt•o-art ien lari. Ormai è eli pieno dominio ('hirurgico ht condn7.iom• cltc tali ft•riLe tl(•hbono cs;;(•ro tra tf,aLt• in modo radicale il mt>glio pr!•c·o('(' Jilf'lllt' pno.sihil(• rwlrintoreRRHdl'll'intlivitluo c dPllo St;~to .\ gimliC':trl' da I')Ut'st t l rimo t•sp<>rillWll(.o SÌ può dire• t·h<' <JU('JIO d<>i nu clei 0h i.ru rgici in oLtitu:t. i dt•;t t' che <ptPsLC' ag-ii i fon n :~zioni p o tra uno e~ · t•rt•

cli not.t·,·ol e ,·:wLa~g-io nPU . ;t ssi~kuza dni snh.bLi :tlla fronte: iuYiati IIU!t'll \l'O"i. 11t-i nHtnl\'111 i d.i nzionc. t•:;:;i inkgrer;tnno llt•g-li ospmlali cd u"pcdal(•t t i i f'( •t·vi?.i c·hirur:.,: !t·i, laclclovn Psist.ono. v;tlt•JH.lusi ([c i l)r csid i esistenti iu C•.! !l\i sfa,l>ilillH'Ilt() sani Lario miliL~H'<', · potr;t.ttn() impiaut.are 11n ln10n :> OtTOl'RO rhi r Hrgil·o ;òf\(·.lw iu qtwU(\ fonnazioni ehu in tempi nrdiuari soltO es (:lu,sP dalla t ·ltirnr~ia : la loro mohilitti\. n•ndc f:Leilc lo ~postarucnt.o di t·s~ i irt IJUalunq\u~ punto ll(l ne m;~nift•sl; i il hi;;ogno. Tn cou<'ltl:'ivn(• d dicltiar·iamo sodttis fatl i tl <·l lavoro (:ompinto, persuasi (·h,· i rmclei t·o ~ tiLuiLi da :mnif.;wi \·<·t·:mH'IILe pratici dPIIa. chirurg ia cc.l afliahLf.i. 1ra lttro. in modo da. OI'\Sm·c lt·g-at.i da rPc;ipt:l1< ~a );(ima c·d <11Tinità. di m c to•lo tli hl,·o ro, poLraHnv f:t•tnprC' nw;.dio Psplit::tre opern. ut.ile in j';!llt 'IT<ì. S t·ut.o il do,·••n· d i viva.n ·w ni·P rin~mziarc il i; Ìg. l>irl't.lorc di sanit~~ dt·ll'Annata.. cht1 c i fu larg·o tli eor t.m;[(' c uti li consi:.di c•d iL direttore dcl l'osp<'Ù<l·ll.• 01.ì7 dH\ f:worì eon i nlt(• lu ::mn forze l~ uo~l m a~t.ività. S egnalo infillE' l ' a.lLa pl'l·ir.ia cltiraH:.dr.a (' lo ~piriLo ili :>arrilicio (lPi componeuf.i il uuclco: maggiore nll·<li<"O dott.. Pit•ro tl'.\lt•ss;lllriri:\. eapit:lUO nwdico uot t. Yalerio .\r·(ont di ~aoV _\.gne~o.C'.

RH~E RC HE CLI NICHE R DI

LABORA1'0Rl0

L .\lJOH:ATOHl'' n , ·t· n . t<lnl.! l\:t(•ot D WLI.'O.SJ·t·:D .\1 . 1·: '' oLI T.\I<t-: J•ocfl!ll'll' .t. t .g

111 \' t·:l'~:z o.,

RILl EYJ SULLA MJC.ROFA UNA JNT I~STINA LE DEl NOSTR.r SOGDA.Tl, per il dott. c;luseppe Sanglorgi, c•q>itano medico, di;ettore. I dati <'.he bre,1emente esporrò i n questa nota mi richiamano alla mente unA. inchiesta (l) ch'io stesso ~'<ff'ettuai a Vene~o:ia durante lA. campagna HH5-Wll; per lo studio della distribu zione dtlllll elminti:tsi fra i nostri r.o1nhattenti . Allom,

' (l) SANOtOttur. Oa..erv~U:icmi Rulltt feci dei dolclati ricoverur.i nc·~li o~p~dt\li m ;Ji •"ri '.te rrito•·ia li di Vcnez.in. (Giorr.tl/r rli nvrlit·i•l" 111 Ìi ilaro<, fase. 1\', 19 16).


R IOI<:RCHI~ l'I.I :o\ 1 ('1!~: ~:D I L AHO R A'n, IHO

com'è noto, 6:;~ai a lOOU il m~rne ro dei ra><i r.o11 repertO di uo va di elm inti uellt> ft>ci , numer o che raggiunsi ,lopo :wer eS!lrnmato 21)20 indi v id u i. Anc he in qut<· st'alb·a inr.h iestn . ch'io riteugo lllolto pii1 intere,;;<ante, inquu n tochè r igu llrclll lo studi o della fr equenzn o de-l la t!istrilJUzione nei nost r i solda ti di elem enti oggi mai, per buona part(·, esaltati com e agenti o co-agenti di fol'lne dissenteriche o di~ ­ senterico-<;imili, volli seguire lo stesso cr iterio col segm\lare, cioè, 1000 casi eon reper to di protozoar i nelle feci, con>into com'ero, che in l:ovor i di questa sorta, solmnto da un ingentE' nuuwro rii osserv azioni si sarebbe potuto fa re qua lche r ilievo di un certo interesse. E a tal proposi t o no n CJ't·do d' i ngan nnr mi a1fer m a ndo che questa inchiesta n on ha precedenti per la sua mole, se si tiene conto del fatto che per raggiungere 1000 rep<>rti po,:iti v~ mi fu necessa rio passar e in rassegna al microscopio le feci di ben -1.758 !lohlati. Dirò ch'e:;sa venne condotta su militari r icove rati negli ospedali di Vehezia dalla primavera del JHlG a quelln. d<>l 11!17, iu un 'epoca, cioè, in cui non s i ebbero a ~egnalare iu quella p iazzn evi><ocl i epidemici dovuti a m ala ttie in testi nali. Circo· s Lnnlla q uestu eccezionalmente favorevole al sign ifkato cb' io ho vo lu to attribtt ire a'll' inchiesta ste!>sa, nel senso 1;b'essa rjgu11rda Ì11dividui n ella g ra ndissim a ·mag· gioranzn. sani nella sfera intestinale, non dissenterici, tu t to al più eccez ion al nlente diarroici, indi,·itlui 1·h' io dovPVO esnmiua.rc per la cernitn •lei port atori di vibrioni colerigen i. I protozoari ;;egnalati ,;ono rRppresentnti da Flagellali, Rizopodi, l n(wol'i. Sp o1·ozoari. Bo ten uto collto an che delJ,, cosi dette forme di c Blastocistis homi· n.i l< 1 , forme tltttor a enigmatiche, le quali però a mio giudizio, come s per o dire in a ltro luogo, poc;seggono elementi ~ufficient.i per essere r itenu ti micr o- organi>:rui a n imali. I J!'lng~llati sono ntppresentati da l'rowa;;l'kie, Ce1·romonas, Uodo, Trieommut!>, 'l.'etramilus, Tetru.lricomasfi:c, Lamòlie. I liizopodi da E1ttamebe ed AmeLe. (:;l' Jn(tlsori da Balautidii o ?l'yctoteri. G li sporozo1wi da I sospore. S i sono se gna· late infezioni f<em pii ci. do p pie, tri pie, q uad rupi e. l ,e Re m p li ci pr evalgono coiUe s i vedrà dai segueu ti specchietti : A) !N f'EZ I O~ J SJ<:)I PI.IUI COD:

a) Flayelln li : P rowaze k ie (l) Cercomon a.s Hodo (l). '.rricomo nas 'L'etra m i t us . . . TetratricomnRtix l l) Lambii e. h) P. izopodi: Enta mel.>a coli . Amebe tipo J.imn:r c) I n(usori: Balantid ium . ~vctotNus fa ba . • J) Spurozoari : Isospora bi~emi n:· e) JJlasfocisfis

..

.,»

2 2 27 145

190

.,

2 5

»

81

l

Tot ale ca si

718

li:

( l \ L o forme d i Prowaz..,kie r iAAigono 1\lln l!peoie p }'OIIIfi CJ'k ia ù alw r. s~olO~(ll 11116 (P atho/ogica, I!H 6 ); qu,.lle d i Bodo alla ep ocie To:robodo ~~a",.. ,

UoDU LEN 4 ,

del sottog. To-xobodo. SA N GJO rtor , 19!7 (PatA"log-ica, 19 17) ; quelle d i Telr'tJl~ """ s Jeci" Tetratricr, fl't(la/i..c i n te.ttinal.is. S.u~ o 1o noi, 1917 (P alhologica, HH 7)J ~>"• d • Balnrniclium a lla specie B fl/ a•tti dium minut um itaJ~vm. S .Ll1QIOP.Ol e UgDVU ' Hll7 (PatAologica. 191 7).


B) l :>t'E~ IO :> 1 IlO l'l' W con: l '?·owo zel.: i e e Ce t'COlli o rtn x

.ts

l'rowaZPkie e To.,.oborkJ Prowa u l;ie e E . Coli . P1·otcazPkie ed .1. J,im aJ·.

no

l

Gl

})

:q

A. TAma.r e CPrc:omonils . Cerconw nas e Tetm mifllli A . Li1ua.t· e Ula sfol'i~;ti!< . lllastocisl is ed E. Col-i A Lima:.t.· e Tri comona s . l '1·owazel.:ie e T1·icomo n fls

l

"

~

l

A. l ,ima.r ('d l·:. Co li

3 38

" To tn.le casi

:l:H

C) l~f'EZIOI\ 1 TRII' r.& con:

P.rowazekie - Cercomonas - . l. r.ima:r E. Coli - l'rou:azekie - A. L anax . Lamblie - Ce~·como11as - E. Coli E . Coli - lJla.<to cistis - I'rou;a, ekie A. Lima.-c - E . Coli - PrOloaz, k ie. l .amblie - J>rou,'lzek il! - /1:. Coli

Casi

2fl 20

,.

2

il 5 2

Totale casi D) lN ~E ZIONI Q UADRUPL& con A. Lima"' - F.. Coli- Cercomou as - Prowazekie.

Casi

l

Considerando globalmente i casi i n cui og ni singola f orma venne rintmeciat~~., risalta che le Prowazekie, l'E. Coli, l'A. L imax. i Cercomonas sono i protozoi che più di frequen te si riscontrano : molto più r ari sono le Lamblie, le Blastocistis. i Tricomonas, rarissimi i Bodo, il Tetramitus, il Tetratricomastix , i Ciliati, eccezionali gli SpoTozoi. Cosi le Prowazekie furono segnalate in 446 eMi, l'E. Coli i n 247, 1'..4. Lim~ in 581, il Cercomonas in 157, !t- Lamblie in 67, il Tricomonas in ~1. le Bla.toci6ti in 38, i Boeù> in 4, il Tetramitu. in 3, il Tetratrieomastix in 2, il Balantidium M inut1mt in 2, il Ryctoterus Faba in 6, l' lso.~pora FJigemina in l. E riferendosi ai 4768 casi esaminati, risult a che: forme cl i P1·ouJaze.kir. si riscontrarono nel 9,~ % dei eM i ,. E. Coli -. • 5,1 ,. • A. J,imaa· .. 8,0 ,. •

,.

,.

,.• ,.,. »

,. ,.

"

• •

,.

Cet·comonas Lamblie Dodo Tricomona.-t Tetramitus Tetratr icomastix Blastocistis Balantidlum Jlinutum Nyctoterus Faba Isospora Bigemina

• •,. ,. ,.•

•,. ,. ,.

,.,.

S,!l

•

•

• >

"

,.,. 0,08 lO

0,7

..

..

"

,.

,. 0,06 ,.

0.-l

,.

• O,o.i • ,. 0,7 • .. 9,3 •

• ,. •

.. 0,1 • • 0,()'2 ,.

.. •


IUC~~ROH I•:

.

C'l. l N IL RE l~ DI J. An OB ..t'tOH IO

;:;e ;;i somroauo le percentuali dlllle forme costituent i il gruppo dei Flagellali e quelle delle forme costituenti il gruppo dei .Riz(lpùdì, i due gruppi predominanti per eccellenza, si ha UO I\ ltlggera prevalen:>:a ùel primo sul secondo ,con 6117 repert-i po;;itivi contro G28 fra l708 casi esamin;.ti. TI che segna una !'req uenza ,i el 13,::! ?~ per i Flrlyellali, del la, l % per i ltizut•odi. ladlfoye la per· centua le globale dei reperti posi li vi ( JOOU su 47f~ ·~R~i) raggiu nge il 2l %Ed a proposito di questa per.;entuale globale dirò ch'essa logi<'nmente de\·e esc:~ore parecchio inferiore alla r eRit :\: diver!'li illdici di Prton •, chP bi:<ogna tener pre:;enti, con<:orrono infatti a deformarla. Cosi. se si t ieu conto del fatto che 1~ compar;;a de1 protozoi nelle feci non è costante, lllR :<Rltuari a , che molte volte i procozoi. appariscono iu l'OSi s•·urso lllJlllero cÌie facilment-e ~i sottr~tggono alla v ts tont> ed all'interpretazione esRtln , specie se presenti allo stad io di cisti (ad es. i piccoli H:\gellati ), ~i vedrlt che per avviciu;vsi moltissimo alla realtà couvieue comp611SI\re quP;;ti elemuu t i lll'!;ittivi col trrpli<·are le percent uali se~nalate. A vruruo cosi glob:.lrneote circR uu t.iO % r,uale ind11·e viciniore ::11 "ero della t're· q nt·nza media dei prQtl•r. oi nell' inre~tino dei uo~tri comltnttonti, protozoi che cu:~titu i:<couo nt: IJ,: uo;:tro regiou i uu.t fauua twn molt o di:<sin11le. 10 com ple~so, :1l meuo qual itativ,tmeute. da quelle se;.;n<thtte tla Autoi'Ì stranit<rr rll'i r.omba.ttenti d i altre fonti Jtt ••tliterraoea ed orientale). l'osi dalle fMntt• più co nnm1 di proto· 7.•'llri inll'Stinnli, qu:.li, a d es. le l·'J·owazelcie, l'J•; ('oli. l' A. J.ww .r, il Cl'rt·omotws. St \'a. attra\;orso qu elli a di,tr ibuzione natu ral e più n1ra . :-illl' allt> forme ecce· z ionalmeute mre rlella Iso;;pora biyl'mina. l\f}t in n·n.lti1 qu!'>'tll mia io<:hiesta non )JII O e!'l~ere senz 'al tro parRgonatl\ a qu el le che da A u ton ,:tra n i1•ri, :>pecialmente iu!; lesi. sono s t a te fRtte su altre fonti Le iuc hie1<te delle Comm i,sioni inglesi ( \Veujon· \\' oodcook. Pen fold · Fantha m-Cn ri:er, :Il~~·}; i n nou· ~b l t i wes·:-'m itb-llob•·ll, etc.) vertono pet· lo più su sold!lti colon iali 111 grllud iss imo numpro dis~>en· terici o daarroit·i, provenienti ocl operanti io reg ioni (Eg•tto. Danlarwll i), o ve form e d i>!:ien tt-rir.ht~ n gono eude111 iche. Ci rcostao ?.;6 tnt te q uc;; ~e rh e !'piegano i nsirme corne gli Autori inglesi Rhhiano 'l'ilevato nei loro coml•atten t i uua percentuale più alLa di iudividui a microfaunc p iù compless,. ed a ,·urmP uminentemente P'•togene, all'opposto di qut>lle che io ho segnalato uei uo"tri '<oldati, soggetti nou di~sontenct stl\ti e.-.amin:tti iu condizioni di tcm\>o e di luogo a.Jfl\tto divere~. t~ue,.,ti rilievi varcano cosi i limiti di una serupl i ,~t> rnriosità: e:<si. oltre a dar CI: corot• ho detto, conto della frequen:>:a c'on cui :;i riscuutrano i tip i più comunt d ~> t protozoai'Ì intestinali uellt• nostre masse, rlPll" vrovalemm d i tal une t'orme s~ tal'altre, d+llle loro piu rousuete associazion i si1nbioticbe, permetton o di fflfCI uo' idea di cìù ohc suoi essere la fisionom ia di unn mict·ofauna inte;;tina.le quando non en t rano in giuoco elementi disst•nterigen i per uccellenza. per cui In tn icro· f au na stessa, cosi come av v iene p or la rnicroflora , deve l ogi•:a to~n te sottostare A specild i cambiamenti di aspetto dovuti a Ila reciproca concorrenzR vi t a le delle fonn i' patogene e non pMogene ohi! iuterven~on o a costituirla.


(

1001

Questioni d'attualità, varietà, notizie CONFORTO. 1-tuante, quaut.e rondini ;.;on v ... nut.e a me. proprio Hei giorni ili c:u1 'luelle gentili annun11iatriui d~lla prima v erli drizzauo i l volo ad alr,n lidi! E sou venute a port.are un po' di con forto a ttnesta po· vera anima. in pena Io le ho vedute frullare d inanzi alla mia fine· s~ra, ho ndito il loro p1SJ,iglio, e le ho .salutat e chiuando il capo sta.nco sulle pagine dove l11. mano va tr act:iando tutt' una storia di dolore A mici, colleghi, semplici conoscenti , si sou ricor dati cii me in que!':te ore •l'augo~cia · e mi hanno :namlato un pensier o affer.tuoso, chP m'è sceso nelr~nimn . pari a nn .:aggio di benefiea luce, a il lnminarne la notte tenebr0sa. Se il clolore è nn mostro che ti ene stT"ett.o iu pnguo il nostro cuore. e v'infigge gli artigli compiacendosi con gioi a feroce di quello ~trazio, il conforto è nn a ngelo dalle a l i can· d ide come 'luf'll e del cignu, che ('Ì stri11ge fra le sue br11ccia e ci t ra,port a dolcemente iu a lto. molto in alto nello spazio, dove n o n giungono i rumori della terra, dove r egna una gran quiete, dove l'occhio non v ede che \-olti benign i e l'orecchio non Reute c he un mo,r morio d i par o le dole issi me, si m i le al mormoriv d'un rnReello. che :::<·Pnde d i' l'alza in. bal:~,u dall a bianr·a <;etta del monte ne l ver de ~u1a lt o d ella valle. Ma il con f'orto. per trrw~r !';U bito la via del cuore , d t> v' essere la vor·e d'un'anima bnona e semplice, tutta vibrante di pietà per le sventure; specialmente d'nn'an ima che sia g ià passata per il terribil e crogiuolo d€11 dolore . J ,e voci delle anim e volga.ri con tendenz(-' egv tistich\" 1 n el le qu.a li il d cJ!ore altrui, ben lungi dal destare commi$erazi one, desta un senso d i fHs tidio e r.a.h·o h~t pPrfino di clispatto 1 strido uo nel coro gravE> e solenne dellH pietà' uma na e fan no sui cuor i aftlitti l'effetto mede;;im o del _l'On t~ttto d'una mano sgr.rbata ~nlle delicate f oglie della sensitiva . Una di q ueste voci, che yoleva esser di conforto ed era in vece l'espressione conv~nzio nale cf un' an ima arida, l~t quale forse non avevft mai sofferto, risonò alcuni giorni addietro a l mio o ret·chio, i n a pparenza come un severo ammonimento, mR in r ealt!\ rome una beste m mia . E quella voce mi diceva: « I n confron t.o della s~ ent u ra, 63 -

Giùrn<~te di

lll•'airin•• 11ulilat'P -

F~sc

Xl.


100:2

•

-

~<t:ESTI!)!\1 0 1 . \ TTI,;AI,ITÀ. VAHJETA 1 :"OTlZH'

che è pìomlnttèt su ìnt... ri popoli eolla violenzi\. 1l"uua Y~tl <tn~a , che c-o~ · ,; mai il tno dolorE'"! :-;e tu. c'he piangi la perrlita d ' un Lambino. pen.;i a ..:oloro che piangono la pet·dita lli tntta li\ famiglia e. Non P.~:<a la perdita della libert-à, t'av"e lra1 subiro che il tuo dolore d ;;:1r{lporziouat0 alla. ea.u<:a: e tntt.o ciò, ,·be è sproporz ionalc>, è ant,ÌFstel ico ed 11;2:gioso "· A 4ue:>to bC'l tipo di {'onfurt,htl)re, il q nn lo? t·f't'<'R J' e;;tetica. nell'espressione d€'1 dolorP trasportando la finz ioue ;;cPuica uella v-ita r~alo, io ri;;posi prima a vi\·a voce e ptìi leggendogli lo :writ.to <lei mio Rmi6J ca.ri;;siulo A<·hi!l€' ]}Ln-rocco, il qual•>, 1·ol snn fine Ìlltuito psicologico, ha co o preso il mio str a:r.io €' l'ha rlefini1o con una precision~ c·he non si J.mtrebbe de;;iderare muggi orro. In ri:;posi, dtlllque. a queli'EpittPtn iu diClotte;.imo <~be la cla:hi ticazioue dei dolori à la co~a più as~urda che :-;Ì possa immagimue, pue:hè il dc1lore e, eome il pia1·ere, nn fatto eminentemente sultbiet· t j,·o, il qnal~ s fugge perciò ad ogui o:la;;sifìcazio ne e aù ogni cour'nllllo. ~f~t poi chi c i di.-·e che uello ::;coppio YiulE>nto d'un n1)=-tro dolore nou si -;pnt.a nell'au1ma il fremito tli mille altri dol<)l'i e che il piau111, <'Ile ci :·weude dallo eigliu, non derivi dalla misterio!'a sor· ~ente Ò•·lle S\'"etnnre uma11e ·? Io 11011 mi chiudo, come nn egoi=-ta. nelli\. t,t•rre d~"l mi11 do lore: ma vad•• errando, come nn pE>liPgriun, 11el J,•,wrto iufinito dovp tu t ti illtffrono e pian~ouo, e mai come in tptest.i momP.nr,i Lo !'!enttto che il mio cn:'lr<' hatw in!'ieme 1.:011 p:li alt.ri t·nori: UH1Ì C<>me in Lrlesti nwmenti ho se>ntito rhe nn' anima dolora11te (> nn ~.:ristaiJr, iu cui si riflet tono i ti0lori rli tutt.i i morudJ. L~1..;ciami dnnque pia11gere in pace ~ulla mia e sull'altrui s\·eu· tnra. o maldel'ltro eonsolatore degli atllitti, e serba lo Lll(.\ · classifka· zil)ni e i tuvi coufronti per un futuro < (;lala.t.eo ,. Jel dolore. che rla.n\ nr.nne precise ~ul modo più con veniente d i :,;offrire e fisserà il nn !Il Pro dfllle !rtgri me, che a ~;ia,;c u no sarù h·c.:ito di v(>rsare secouclo lfl f'fJP.Ci~' e il grado di òolore. La mia angose ia ,.;embra piccola C'0SII a re•, chP nuu la <'Olllprenrli : ma senti que>l che mi RcriYc l'amico A t·hi lle: «La m orte d'una persona cara, già adulta- a par te d p~11· :<iero cl'<~verue goduto la compagnia più a lnngo- lascia nel nogtro animo 'lnalche cusa. di fisso e di det~r minato ;;:u]l'entità della per· dita la t t a. Ma un hambino, che ~compare, p orta con sè nel la toUJha. tutto qu,.l cumulo di speranze, di sogni, el i progetti , che av~vamo f<•rmato su di l u i, e dei qua li l'in cf\rtezza stt:;sa era l' attrattinl waggiore. Puciù, caro Edmondo, hai ben ragione di startene col tt!O ,lolure •- Erl è verissimo: il bambino è nu fìore ancora c hiuso, d el qmllrl la U•1stra irumHginazione e il nostro amore attendono t repidanti lo


sbo~;uio,

c:ol pre::;eutimeHto ch.E:l es,;o diverrà. uu pn,ligìo •li l•ellr>zza e di p rof1nuo: fate che un ciclnne schianti il d(·hole arbustO uhe lo sorregge, e noi vaJremo sparire per sempre, traspoi·tati dalle folare d~l vento, i suoi poveri petali aceartouciati, in cui erano ri po;;te le nos~re più dolci speranze: ossia, l'unico tesoro o.:he il destino ci al.Jbia concesso nella desolante miseria della. vita .

..

* *m'indugio :>ull'argomemo del l"OD· Non ,;j maravigli i l lettore s'io forto, ne creùa. che io -voglia profiltarne per ri chiamare ancora una volta. l'attenzione sul mio dolore. ~o: io non scrivo soltanto per me; scrivo pe.r ~ut.ci coloro - e sono oggi uu numero infinito- i qna.l i salgono l'erta ft'l ti cosa del Ca l va rio, curvi sot.to il. peso d0 l ia eroe· e e cercano collo sguardo smarrit.o C'hi li aiut i e li conforti. Se il fato ci condanun. a vivere, ossia a soffrire, si sappia almeno ùo,·e e come t rovare no. attimo di sollievo nel durissimo ('ammino, lnngo il quale lasciamo bmuùelli di uarne sanguinante fra i prunf!ti e:he ci sbarnwo il passo. senza che neppure ci sorrirla la visione d'una m.:.ta allet- · tntrice. L a fed e profonda, la fede nou sfiomta dalla fredda ala del dubbio, la fede in nna vita ultratrrrena, dove ci rinnir•:mo ai nostri cari per non distaccarcene più mai, dove lo spirit.o sar~~ illumina~o da quella gran luce di giustizia, di cni quflggiil non perviene neppure un debole raggio, è veramente il conforto maggion' nella sv~n ­ tnra, perchè soltanto essa riesce a convincer e che il dolorA è neces · Hario iLlla salvezza dell'uomo~ e che esso, anche q uanùo e p pare ili· ginsto, anz i, proprio quando appare più ingiusto è l'espiazione d'una colpa, o una pro,·a, che a!lsicura un'eternità d i letizia. Chi ha la fe.de, può Ji r o di possedere un tesoro in est imaLile, che non >oltauLo non :,~i esA-urisce n e luorso drl la vita, ma si fa sempre più seintilln.nte di nuove gemm fl ad ogni nuova sventura, ad ogui nuo>o dolnrr . E penl'Jarc che vi son negli nomini nefA.ndi, i qua.li osano stendere la maun sullo scrigno rhe racchiud~ C)llt>l tesoro, n on già per rapirlo - obè essi lo dis prezY.ano- ma scmplicemeHLe per r omperne tl coper chio, affinc:hè gl i O<:ehi d elle anime semplici vedano con terrore t:lte l11 scrigno è \?Uoto e the l'oro e lt! gemme n on son c he ill usion i dello :.pirito e a.lluui nazioni dolla e:oscienza. )la io domando: c he cosa darete ora. in c a. m b io a que~l'infelic i? Forse n u giocattolo lllAccanico costruito in qualche otlicina filo'lofica? D[A. q uesto s i spezza. subito fra le man i m aldestr e, e i frammenti - sarà bene non d imentic:a.rlo - si sparpagliano in torno andando a fe rire i donatori No n distruggiamo, per am or del eielo, le dolci illusioni a chi ba. la rara for tuna di averne


1Ott4

1

QUJ;:<TIONJ D ATTl>AL ITA. VARJETA, :-\0Tl7.II':

am:ora. •• pensiamo che e:'lse -- eome dice. ]"'eJi(·e Bogaerts, il gentile poeta tiamruingo - sono alla vita 4uel che il profumo à al fiore. A c·odt'sti van:lali delle anime semplici, miti e buow>, giova. ri(;lll"dare la parola di \\"alter R(;ot.t morente: c I o son fon;e stato lo ~eritt.nre che abbia pubblicato più volumi; ma mi con;;ola il pensiero cl e nou ho mai teutat0 di far \S.cillare la fede religio!-8. di alcuno, n•~ ho scritto neppure una pagina, che ora, su questo letto di morte, io dt>bb~:~. desirterare che si cancelli ». Del resto qnE>..;t!ammouimento fu dato da ben alt.n pulpiti, clte non siau quelli dE:gli scrittori ortotlo ... ~i. Citerò, fra i t.a.nti. Felice Le-Dantec, il notissimo c»mpioul' d e lJ"atei~ulO t'ratH: e~>e. il quale, iu pitt d'un passo della sua famosa t>pora « L'atlu'·unne ». rende omaggio agli effetti salutari della fede e -.i difc•ntle dall'lwcu~a ch'egl i voglia, colla parola e collo :;critto, turbotrE' la cosc·it>nza dei credenti . Sono particolarruettt<' notPvoli due passi ciel !'!IlO libro, lit do\'e egli espone con mirabile (·hiarel'.za le cuuH·gneu:-.e privatt• dell'ateismo c J e ne serais pas éloigné d<' penser qne le c:roynttt est mieux armé contre la doulenr que l'ath ~e. -.: e più iutHLUI.Ì egli fn q uesta dichi~razione elle, in bocca a nn at.eo, non pno Hon del-ltare s0rpn•sa : « :-ii l'on me donnait il. d10isi r, pe,1danl uw t•ie. cntre l'athl~ismt> et la foi, j'hésiten.\i" sans doute; à l'benre de hL mort je n'hésiterais pas : l'athéistne est infìnement praéral•le· Cela n'Pm}•Pahera.it pa.~ d'illetw;,; que j'accPptn..;se la vistf.e d'nn pl't;lre .~i c·eltt (ail:aif plai8ir au.c mien.': ce ge::.l.a m'est trop indiffércnt pour que je refuse ». Che quel c gesto • gli sia indifferente si cC>mpr('nde; ma sì comprende a11ehe che egli sarebbe disposto a fttrlo per nua sola ragione; quella. cioè. di lasciàr ne' suoi cari la dolcC' illnsione eh~>. Rnl punto di morte, ha accolto con revert>nza 1 t·ouf'llrti della f'c·d<>. ~fa ahi m è! checchè ne dica lo Sta pfer uel suo libro t: inquititude rl'li!J't'tt!ll' tlu temp.>~ pri.~rnt, soprattutto quando discute :-:ul pragmati· ~mo, lt:l religioni dogmatiche, legate all'osservanza d'un culto deter· tninato, se bastH.no al le auime :o;emplici t·ome qne-lla del buou vicario d i '\Vakefie Id, non l:nt.;ta,Ho alle an i me tormen tatc dalla .febbre dAl criticismo, per le llUI\Ii il piegarsi all'&.ssurdità, s iA. pur sublime, d ' un dogma eq uivale all'asservimento del pensiero. Ma anèhe queste a.nime - perchè il volt>rlo uegHre~ - t.entlono irresistibi l mente verso la f,,de. éOH quello :'!tesso ardore con cui g li occhi 1:ercano ltt. luce: l» qull.l cosa si ~piega facilmPnte 41U1ndo si consiòeri che, trascorse In primavera t• l'est.ate ùel111. ''ita., in cni sbocciano sotto i n ostri passi i fiori della speranza e della gioia, entriamo, quasi senz'a.louna pr<'Jll\ra?.ione interiore, nelle nebbie dell'autunno, fra lEI quali non


1005

·.

l

l

vediamo più che un mulin a r di foglie ingiallite, ciascuna Jelle I[Ual i rappre~enta. una nostra speran7.a perduta, o nna nostra gioia tras fiwmata in dolore. F:d è allora che, vinti dallo snonfort.o, noi al7.i::tmo gli occhi al cielo, di cni indov iniamo l'azzur ro puriss.imo attraverso l& uebbitl., e lanc iamo quel terribile grido d'angoscia, che si ripete da migliaia di secoli sul nostro povero pianeta, e che eccheggia. disperatamente in t.orno a n oi per dileguarsi JWr sempre nello spazio infinito. Chi ci protegge, chi c i aiuta , cbi c i conforta in l[11h;to viaggio spaventoso, che ha p er mèta l'ignoto "! Ahimè! i l cielo è muto, il cielo è indiffer ente a ogni nostra vicenda ; il cielo · uon ha nep· pLlre più quelle grandi collere c he incuLe vano spa\"t>lliO al P"PI))o ebreo, esitante fra il Vi tello d'oro e I ehova: il cielo non è altro c he l'immensità interplanetaria; d ove forse risonano i gemiti di altri in· felici coudanuati alla vita: il cielo, a cui c'innalziamo sulle ali della speranza , ci prepara la. sorte toccata. a Icaro orgoglioso e ci rip:iomba su quest'arida gleba, dove rimania:mo scbia1a.:iat.i sotto il peso d 'nn tragieo iato. Ore terribili d'an goscia~ E sou queste le Ol'e in cui, tendenJo invano l'orecchio per udire nna voce lontan!'. ··he ci porti una buona novella, uoi schiudiamo l'an ima ai mille corre11ti del dolore. che vi si precipitano come in un abis"o e rirrorC">"O<Yl ian n n M di fuori in tante !'-lt.ille di pianto. 1

Piansi na turl\lmente, Guardando il bosco e i l monte, Piansi, come una fonte Versa l'acqua lu•·ente. Cosi cauta Art;uro Graf ne ~Le rime delle selve»: e. aucorgen ·

dosi con maraviglia che quelle lagrime tras.:inan via dal suo (' uore il lim o dell'amarez7.1\ e cle ll o ;;conforto. esclama: L agrime senza inganno, Lagrime oneste e care, Son molti che le rare Vostre v i rtù non sanno: Voi m eu t re d i scendete Si len;-:"iose e lente, Ogni cruccio rodente Dall'an ima stergete.

!-'i, perchè il dolore è eom~ nn lavacro che puriti ea. l'anima. sollev~ud ola molto a l disopra dei piccoli c rueci, dei piccoli fastidi e delle p l ccolt> amarez7.e giornaliere, in nna sfera SHperiore, rlove essa intra~erle, fra bagliori fuggevolì, · le misterio:se semb1an'ze rlel nume. E questo il primo passo verso la tet!e, che sarà il conforto e la •:alma R?pr~ttntt.o nell 'etù. più tarda, in cui le gioi e, h· speranze, le illu'lioni 81 d lleguau alle folate di R orea. E se. come rlice Teocrito. la sera dPIIa


1006

Qt;ES'riO~f D'ATTUALiTÀ , . V ARIETÀ.., ~OTlZIE

\Ìta pon.a con sè la sua lamJ.Iada, questa clara u ua ben povera luce, se uon sarà a limenta.ta dal l'olio della fede . .Ma quale f t'de? N on so: una fede. Fede in Dio, fede nella uat ura, fede nella scienza, ferie iu n u ·grande idealr : }Ju r chè ris ponda a u n r eale b isogno d e ll'anima., ahbia mes::so radici profonde nel la <.'O F!cien za e resi st~ saldamente ai c0lpi di ariete del flubbio . c Un a f eùe ! - seri veva Arturo Gra.f, q 1tando, provoct~ t o dalle bottate dei tiUOÌ avversa ri, si risolse a spiegar e la causa d ella cosi detta sua eonversÌOllf' - Cna fed e ! c'e chi l'ba, sotto una o alt.ra f orm& d i r e ligione, e se ue co rHt>uta. C'è ch i non l 'ba, e non ne sente hisogno i auzi la sr.imH dunnosa e impcssibile. C'è cbi n o!l l' ha e sente che gli mallca e, come co~a. necessaria, la cerca. e la vuole. Di questi u ltim i fui io medesimo ,. l!.:d egl i la. t r o vò, questa fede, d opo lunghi ann i di tragiche lotte int.e rn c, cenanrlol a non tra le colonne dei tt'mpl i nè f ra l e salmodie arti eolate autom aticamente d:.dle l abbra, ma m quei col l<>qui dell 'an ima con l'infinito, durant,e i quali giunge spesso all'orecchio d ell'iniziato il :mouo d'ana voce potente \.'he parla rtu lin~-tuag~io n uovo, c·be di t:e cose non mai u dite, c be ammonisce, iusegua, per:~uade e soprattutto con forta. F orse questo nou è che un'illusione dello spirito affin a to dalle schermaglie dei pensieri e att ra.versato di tratto in t.ntLto da lamp i di r icor di. che guizzano dalle nubi del subcosciente: sensazioni religiose dell 'infanzia e della fa n c iullezza, chP nou raggiun ser o la nobiltà di sen timenti dn ren•li; fra mm enti di m e t odi~: ritua li ; \Ìsiooi di altari fra il tre· m (llio cii ce 11 t.o fi a mm elle; rico rd i vaghi di preghiere e, con q u ei ri· cordi, l'eeo di u11a \'Oce dolcissima: )(!. voce della madre c hinata .~ul le t t iccinolp: • 111 io hnon G e~ Ìl, ti ringrazio: . . : e poi un sem;o g rave d i son no, che pare sia durlìto tanf.i e tant.i lìnni, e d al quale lo spirito si cle::;ta c;om:er viindo le i mpressioni di allora.. c Mamma, m.t111 1na ~ » (~ ir l'rimo ~ra• lo dt•l ris \·eglio : ma, ah imé ! la. m tunma 11011 t:'to !JÌÙ : · l<~ DJalllJOa hu 011a, Ja malllllla !'antA. dOriDP d a. grl\ll . tempo :'otto IIUH pir·cola zo lla do>9 c r e::;eon lE' r ose, eh e uft<•udan le rrhlici uel c·nore delln. ntortA. e i em i peta.li, f remeuti allt\ brezza, :<li:HlJTano ]JS.rOlL · d' ;dTt>Lto, li ... vi <.:ome nn so:<piro, u e.l triste risvegl io: e tnt-ntre g-l i occh i 0erca1Jn ill\·a uo l e a1nate sPmbiauze, le mani si con· giungon o incon-;cÌ<~JJIE'nte, e t 11rna -,u lle Labbra la pr eghiPn• dell'infauzw . 'J'U~ttr ('.lÌ> . t:Olll€' diC€'\'11 cli anzi . C!'P;L J'iJlusione d'nll Ìn ter ventO sopranuatnr.tle: che spiugr~ l'animn. ,.~ r::o nu nuovo ori?.zoute sfoigo~ rante di l n··f', ma che i n•p•Jrta . l'le l'illn::ion~ ha tutta la ,-j\..,ezza di u na t:~· ... a reRie. f' Sf· ne deri ,•a un a grnn ptwe, d1e f. come uua con· >al t·,.t·e JJ/'.a d~>ll';wima d opo la cri" i t.t> rri hile- dello sconforto? Ma erme


1

QUK:-TI0:->1 D A'l'l UALlT 11 I"A.RIETA, NO'r!ZII<.

•

1007

ttsc1re dalla m;\latt.ia pP-r godere gli effetti sal11tari della c-onvale:;t:enza? Come tron1-re 1,, \"Ì<~ <"~•e, dalle te1wbre: c.i condu<:a a ll a luce, sia pure di un'dlnsioue ~ .f.; aur·on-1. Arturo (~raf c hP l"Ì rispo11de : c Due m as:;ime di psicologia empirica: per operare bisogmt cr edere: p~>- vivere bisog-ua credere. Un pron ostico : chi anà con :~è lo spirito, avrà la vittor-ia. ammonimento: se v uoi accostarti allo spirit.o, .aon ti prm~ trare, sullevaLi » . Parole d'nn sip:uifit·at.o profon rlo, e h ~:~ oi ril·ordano q n~ll €1 degli antiehi Profeti ; mu, appu u to pen·hè t!lli, non saranno purtroppo r·ompre~è d <tgli od ierni cultori dell 'etica uovi.Bsima, i quali, Houch è a<;cosrarsi allo spirito, se ue a llontanano com e da un a ppestato : e, nr. nc hè soll evarsi: striscia n come bruchi fra le sozz 1tre del snolo, :;t->nza pensar e n è desidera re tl i essrwe, come dice Dante.

un

:\tti 11. form11.r l'nnge lic a farfalla.

E tal sia di lo ro ! es<.:lamerebbe un t reoentista : se ess1 non ~eu ­ tono la necessità. d'nna fede, vnol dire ch e non sentou neppure Ja uecessit._à d'uno dei pi ù gmnrli con forti; forse per la sola nlgiOne e u ~ la loro insen!'libilità morale h sottrae agl' inf:ìuiti aculei rlel dolore . ::\la codesti uomin i - o al!lwali - a sangne freddo non son da illviùiarsi: g;iact;hè se uou soffrono, o soffro no meno degli alt n, riruaug;ono pnr fredd i e indi ffP>ren t i alle rare gioie che rendo no tol le raiJi le la \·i ta .

* * * Dic iamo ora q ualche ~_:o~a del tempo, o he la voce generale qual i fica come uno dei più grandi l:o nfortatod, purchè no n si abbia fretta e si sappia a~pHtare f.htzientemeu t e tutti i suoi c0modi. I pro\erbi a q uesto pr o posito parlan ch ia.r o : ~Il tempo è buon amivo '' · « Il tempo è nn gran med ico" · «Il t e mpo sana ogni ·cosa». '< [l temp0 doma ogni cosa "· - " Il tem po v iru·e tutto •. « :\Iolte cose i l teHJpo cura, che la ragi on non suua •. E i l Oor nei lle n e l Sertnriuli (alito T[ scena ·l 1) mette in bocca. a nn p<>rsonag~i o il , .. r.;o seA uen t e: . Le te m ps es t un grand mai t re. il régh: bio· n t! e::: cho:4eS.

1

nn bel llltrnf:l'O d i seco li prima. S alomo ne aveva. ~iii. r:letto ( Eccle~iosle llf, I n con m11ggior prr,fondi rà ':li pensiero : « O rnnia tt·wpus habent, et sui.~ spat iis tran seunt universa sub caelo " · 1 p r o verbi, Balomo ne. il Corne\lle e mille altri scri ttori, c he e:;pre!'lsero su per giù lo stesso con cetto, avranno ragione da vendere ; m a affermano senza dimo.strare, mentre io, ehe sono di un'altra opinion t>, dimos trerò sen z' affer mare; la q ual cosa mi sembra più logica ed anl' he più modesta ed onesta. ~on nego - si badi bene - ~; he, col tl'm po, :.\( n


l1 J08

QUESTIONI n'A TTU ALITÀ, VARIETÀ, NOTfZ IE

;;: i vadi ~'l.ttenuando l' iuteusità del dolore; chè, se così n on fosse. la. ·dta del l' uomo durerebbe appena f] Uanto quella degli insetti effimeri; ma sostengo cht=~ il tempo non ha in sè la virtù di sanare i mali mo· rali, come del r esto non ha lj llella di sanare i mali fisici. Esso è tutto al più il telaio sn cui un operaio ben più. abile tesse q uella tela ro· busta, clte do vrà poi avvo lgere e soffocare il dolore. Orbene, questo operaio - ve la dò in mille a indovinare - è il nostro « io • rne· df'simo, il qwde gi m Prebbe il fa lso piutLosto che svelare che l'<tzza di lavoro febb rile sta compiendo sotto le app~~.renze d i uu'i n~rzi a. attonita. triste e vestita di gra.maglie. II fenomeno p!<icologico è rogÌ imeressa.ntP, che merita di essere studiato con q ualchiJ attenzione. R icordo che, in una d(>lle sue brillanti conff>renze, il compianto Luigi Alberto Villn11 is, tempra elettissima d i pensa t ore e di artisth, d imo· sLrò con gran copia d'argomenti, r.Le il dolore morale ha il suu fon · damento nel nostro t'goismo. Quando no t - egli d icevu - piangiamo una persona e;ara, che ci fu rapil,a dallil. morte, non faccia mo altro che comm iserare n oi stessi. Povero Tizio! - e.sclamiamo - avevi tntre le virtù e tutte le perfezioni, eppure Atropo crudele ha reciw illnauzi t~mpo lo stame della tua vita! Qu ant.a luce d'intelli geu:r.a e d'affetto s'è spem a, con te ! Come fu ingiusto i l desti no stra ppandoti alle dolcezze nella vi ta e ali~ liete s pe ranzt~ dell'avvfiln ire! Ma mentre le htbbra mormorano questi lamenti, il nostro «io» (quello intimo e hen nascosto nelle pieghe della coscienz••) susf!urra i nvece: P o vero me ~ 'L'izio mi era così necessario eoi era tant.a parte della mia est;;;tenza, che, il vivere sem~a. d i l ui sara d'ora innanzi un peso ius,•p· purtabile. Quante dolei eonsuetudiu i si sono spezzate ! Quale tesoro d i bontà e d'affetto bo perduto ~ Ma c hi è wramentc> da compiangere? Egli o io'? Io, senza dubbio, eh~ '>offro del la sua morte . Dnnqne le lagrime, che ci rigan le guance. 11011 cadono sul suo tu mulo, cadono sul la tomba dell e nostre sperauze, nelle nostre il lusioni, de lle nostre consuetudini, del nostro benessere intimo. Noi non pian· giamo i l morto : piangiamo noi stes~ i. La tesi è evidenterùente paradossale; ma dobbiamo confessare a nostra vergogna che essa ha purtroppo un fondo d i vero. Quel la maledetta piovra dell'egoi::;mo, che i migliori s' illudono d 'aver soffo· ca.to per sempre, dà ancora. segui di vita e li afferra con un o de' suoi teuta~olj, proprio quand 'essi s'illudono .d'esser più al siouro dalle sue iusiùie; ossia nell'at w che si curvano p iangen ti sull a piet.ra d' u 11 sepolcro. Ammettendo, se non in tutto almeno in parte, quest'originale COD· t·Ptto del Villanis, si v iene a ge ttare un po' di' luce su taluni pun ti


QI.:~:RTIO=-<I D' A'l'TUALI'l'À, V A RIETÀ, ~OTIZIE

l

1009

molto oscuri della psicokgia del dolore spiegandoci perchè i l rem po . abLia usurpato la fama di gran consolatorP. e perchè l'umanità sofferente, anzichè protestare cont.ro una tale usurpazione. si sia piegata ad ac~;e tta.rla n on senza una certa soddisfazione. sanziona.ndola uffi~.;ial­ mente n ei proverbi, iu cui :;i racchiude, come dic;e il Tommaseo, l'esperienza deìle uar.ioni e dei secoli. Seguite il mio ragionamento· In una prima fase, il dolore mora le (parlo naturalmente di quel lo molto grave1 colpisce l'uomo con estrema vio lenza e lo atterra; ed è quPsta la t'ase più 11ericolosa perchè, in certi organismi predisposti, può avvenire che il turbine psicbico travolga lA. ragiClne o produca, per rifles~o, profonde alterazioni in alcuni organi e sistemi. A questa fasP, ch'io chiameru di • scotimento • (i FrA-ncesi direbbero élmmlement l , w cui sì }anno cun egu.de frequenza e secon,lo il temperamento individuale, o fatti di agitazione estrema, o uno stato di prostrazione profonda che ricorda' l'ebetismo, segue Ja fase malincon ica., che è quella di maggior dnrata e che dà fors~ le sofferenze tnaggiori, )Jerchè,· uel riprenderr1 le occllpazioni ordinarie e le consuetudini ,giornaliere, tornano in folla ·Je immagini mnemonicbe dE>lla sventura. le quali fanno l'effetto di nltret;t.ante punte di fE»tTO infouate che ]a(.;eraço e bh1Ciailo le 1:arni. ~· preci:<a~ente nel eorso di questa fase melanconi('a che si iuizin qnel sordo lavorio interno di eliminazione, o meglio, d l dissolvimento del dolore, che è un vero e proprio sist.ema. di difesa dell 'organismo psico-fisico

r

contro l 'azione tossica del dolore, e che fa p a rtf' iu tegrale dell'istinto di conservazione. Si potrebbe dire che in questo periodo - il più interessante dal puuLo dì vista psicologico - l'orga.nismo s'affrett i a produrre un gnm numero di an~itossiue, le quali hanno l'uffi cio di opporsi alla invasione e alla diffusione delle tossine rlel doiore; o - per non Ul"cire dal campo dei confronti forniti dalla. patologia gene1·ale - metr.a in li nea di battaglia tntti i suoi «fagociti psichici • ~tfti nchè inglobino e distruggano gli agenti specifici dell 'infezione che rnjnaccia la t rau quillità ed il benessere dello spirito. E q nesti elementi di difesa sono costituiti essenzialmente da Ull doppio ordine di fatti della coscienza : da una parte, il proposito deliberaw di mn,ntenere la mente nella cerchia dei ricordi anteriori alla svenlinra, e ùi spingeda, a intervalli, in un campo d'ideazione assol ntameut.e estw11e0 a ll 'avvenime nto doloroso; d,dl' altra, lo sforzo incessante di isolare in nn ean t u cci o della m emoria il ricordo ango:;cioso, staccando! o ol~tlla catena mnemonica, come nn anello aiTugginito, contorto o spezzato, e cercando d'intorbidare i ricordi affini, i q uali potrebbero richiamare q nello c he si vuole isolare: per modo che, a furia di sforzi, si riesce non di r aro 1 a. prod un~:~ nn ' ~ a.mnes1a · vo 1ontana · •, c h e e· come una


li) lO

pr11f'ondtì forra dr>lla m~mori<l. ~nl <;UÌ orlo s'arres tan o ru tti i peustert e lltt.ù i ricordi. Come il 1'3Ltore n·de. J'll p parente paradosso del Villanis vien couff:'l'lllato olall'osservaz1one psicologica delle varie f<l.SÌ angosciose, che s1 sus:>egnono d opo la perJna d'tura pér.sona ua.ra, che è il solo c:aso di dolore mnrale eh~:> in qui t;On~ide rn . pt>rchè è r ealmente il più grave, dar.a la sua qnali LiL di irreparab il~. I nfatt.i, non appena si sia acqui.;tar.a la certezza rhe, piangendo, comm iseriamo noi stessi, non l't>st.into , s i ginnge rl'm1 balzo a un'altra certezzil : quell!'l, cioè, che, se 1l nnsfro dolore i.> tale rln. strappar le nostri' lagrime. vuoi dire che abbiamo addosso nn malam10 m 0lto grosso. cbe compromette seriamentl' il no,;tro beue::;sere>. e r ode rà adagio a tlagio , a guisa di un tarlo, il nostro prezioso q io i11tNiore:. fino al p nuto da ridnrlo un pizzi co d i po h ·ere. Ed è q n i eh e eut.ra in scena J' istinto di conservazioue, o .un istiuto molto at fin r , il yuale, fiutato il pericolo, s'ac· cinge a sC'ongiurarlo con qnf'i ·tnezz1 ch e v ' ho fat.t.i eo11oscera poc'anzi, e ai quali il tempo agginnge soltanto l'aiuto delle sue lan· C(~tte, gira.nti su l quadrante d ella vita. Ora, 0 he ciò av ,·euga ì11 IJ1olti casi, è innt'gaùi le, u è pu ò sfug~ire a uno p~< icolo!!o, si a pure- supl:'rti C'iale; ma in molti altri- e son forse i più - i l dolo r e, mt a volLa penet1:ato n e ll'anima, v i re~na da sovr nno at<solnto, soffocando ogni altro sentimento e ponendo a l bando ogni pen,:ierC1 d1e uon ric ltiaJ.!lÌ lt> lagrime ;;ull e ciglia e non faceia sa· lire dal cn•H'e ulle labbra un grido cli!'lperato d'ai.Jgoscia in,ocante la morte, n el q uale si !'perd ono le van e pro tt>~te dell 'egoismo e dell'i~t. int{> dr couseJ'VII?..ione . E s••Jt q uesti p1·ecisamente i (·asi , che ci concedono di i't.nt p pare con ma~gio r diritti) l\ l tt>m po la ma.scltera consol atr i C'e e eh afférrnare eh t> i l dolore v ero, i l dolore profondo - h1 1·ea Jt,;'t più sp:lVPBlo.,:a della vita - ci fa perì e re perfino la nozione del ttmpo, riron•lnc·endoci sPmpre e inesor abilmente a quel g iorU•\ a yut>ll'ora, A. que l miuuto, Il• cui :~i speuse, nello sg118.rdo di un e~sere rlilett,u. la t'ace del nostro <\more e d~lla nostra speranza. Babbi e lUllllllllf', n onni e nonne, clte .-;parget.e lAgriru e e fiori sulle tombe dei 6g-li .. dei uipot i. ditem i voi. sve>ut urati , se :;pernte conforto cì<1l tempo, o dalle lusinglte da un istinLo. che, vietaudOl·.i 0goi t ontativn d'eleva· zioue moraJ..,: t·i prnmet.tt> in t·amhio lH l')n i et<~ t>sistem:11 dei rnoll nschi.

* * A. l tre specie di confrou to suuo *acce n n a 1e q n a e In nei proverbi, i q n-di h auno q uesto J i buono : che, coll 'esprimere un concet to in pc.ell is;;ime parole, ri maugono faui l mf n te 1m pr essi nella. memoria:, d;Jn •loc1, ognt \'Oita <'he ue l1ab~an fuori, l'impressioa della. voce


QUlr.S'riOlii o' A'.rTU.ALITi, V ARIETÀ 1 NOTIZIE

1011

d 'un saggio, che risuoni nella nostra cosc-ienr.a. Gli l'ìpiriti se m p!ici si coute11teranno di questi pochi, che girauo di bocca in bocca nelle campagne toscane : Dio manda il freddo secondo i panui. Dio solo può consolare, tutto il l'tll"to il trilwlnre. Dio non ma n d n. se non quel d t e si può portare. Quando Dio chiude una fiot!stra np1·e una porta. Dopo il cattivo \'ione il buono. D'un male na~ce un ùene. Gioj a e sciagura sempre non dtu·a Il tempo rnJ più gTosso sfoga più pr··~to. Niente s'asciuga co~ì presto come le lagrime. Chi muore giace e chi vive si dà pace.

E, per nltimo, qnesto ,·eratuente stupendo, che pare la !'ent~>n:r.a d'uno Stoico: Chi non sa soihire non ,.:a vivere: ~ette

paroJe ehe affermano una ùelle verità piu crudeli e, perciò appunto, meno ascoltate; e cioe, cbe vivere equivale a soffrire; e ammoniscono che bisogna saper :;offrire coraggiosamente per vtvPre n o bi lmen te. Al qnfl-1 proverbio uou fa davvero deg11o riscontro qnest.a sell tenza. antichissima nttrrbuita a D ionisio Caton~, l'autore d-ei < Diitici :. e citata dallo Spinoza nella. sua " Etica:.: Solsuo~n mis~ris socios b~tbu i::;se

walorum.

Di ll uesca se n t.el17.tl. si courpiac<,iono gli egoisti ·e purtroppo anche quelli che non lo sono, poichè- come ho già detto dianzi- l'egoismo è una pece cosi diffusa e tenace, che q ttH.lche sua particella rimane pur sempre Rppicùicata anchE' ai migliori. Di opere scritte per coufort.o degl'infelici ve n't: ~tua l che centinaio; ma a,ppart.engouo in gran parte al genere delle sbrodolature eccles1asticbe, di sca r:;issimo Vttlore etico, eccettuata l'aurea imitazione éli Cri.~to d E'l Gt·rscoio. che Giosnò Carducci chiamò il libro religioso più sublime del medio E"VO, e, dal punto di vista d e ll e sue convinzioni, uno dei libri pÌLt danno:>i del mondo. Ma h!t tutte le ' opere eonfortatriei, p·rimt'ggin.no, insieme eon altre poche che mi di~penso dal citart··, il )lmmole d'Epit.teto, L'm·t et' ètre lìe1~rewx di Frau<.:esco Saverio Droz, t> Lf'.'< conditions ctu bonlteu?· eli Paolo Souriau, nelle quali è mirabilment~ eS('OSta, non soltanto la cura, ma ben anche la profilas~i dAl dolo1·e . D e l Jlia.nua/p d' Epittr•to, che ci'tai ripetutameute nel mio articolo l l pensieno deUa morte e che si può considerare come il va u gelo deg l i Stoici, mi restringerò a d ire che Ja sua lettura produce snlle


1012

QU E~TIO~I

o' AT'I't:ALITÀ 1 VARIETÀ, NOTIZU:

prime un senso di sgomento, t,an ta è 1!1. freddezza. anatomica con cui l'autore lavora di coltello nt:-ll e no1'1tre fi bre. più int ime, squarciando e tagliaudo spieta.t Amente le n ostre carni viYe per applicar~i poi la. punta. rovente d'un .;auterio. G iun t i all'ultima pagina, si è tentati di Jancia1·e il li hro dalla fin estra, <.:ome fece un giorno Vittor io Alfieri del GalaffO di monsignor D ella Casa; ma ad una seconda e più attenta )Pttura, ci si st-nt.e afferrati e. stretti a poco a poco dalle spire di q uella logica spietata e tagli ente come l11. ltl.ma d 'un rll.· soio, IR quale procede a fur ia di atfermaz.ioui recise a c ui, per qua nto si cerchi, uon si troyan obbiezioni, e eli dilemmi inf lessibili, ehe ci mt-tt,on collfl spalle al mur o senza la>ciarci tma. via di scampo. Ma bisogna pur ronfessare che quelle pagiue, se furono il cibo spirit.uale degli S tvici, sono par noi, poco avvezzi ad affrontare con serietà e coraggi o i massimi problemi della vi t a, e spint i inconsc;a. mente a. una facile acquiescenza dall'ereditarietà. millenaria del dogma, di compressione difncilissim a e, in taluni punt.i, addirittura i m possibil e ; per modo t:he il couforto sperato non vien raggiunto e, pur a mmirando le subli mità dei concetti e la ginste~za degli ammonimenti, si ch inde il libro quas i con un senso di scoramen ~o, come chi, dopo a ver fa.tto un lungo viaggio di mare colla speranza di sbll.rcare in una tf>rra di delizie, si trovi gettato dalla tempesta in u n' isola scogliosa e deserta. " Che ci sin u n segreto pe r esser fdi0i, ce lo dice anz i ce lo canta - :'lfaffìo Orsìn i uel secondo atto del la Luc1·ezia Bo?·gia ùel D0· ni;,ze t.ci, m entre siede con gli amici a que l certo banchetto bor· giftno in casa della principes:;~a Negroni. E il prezioso segret.o st.a t utto quanlo in questi d ue versi, rosi bruttiti c he non st direbbero di Felice Romani: Scherzo, be,·o e derido gl'insani, Che si dan del futuro pen->ier.

Come si vede, è il st-greco di Pulcille lla; chi1n·o, semplice e di facile attuazione. Ma nè di questo nè d i altri segreti sì occupa Franc:esco Saverio Droz nel suo libro L'm·t d' efre eureux, in cui egli rlist;orre alla buona dei varì casi della v ita, dand o consigli e ammoni· menti., senza la minima pretesa di cond nrf' i R-ttraverso un labirinto filosofico; ma coll'onesta intenzione di guidarci per certi sentier i e per cer te scorciatoie, <.; be, a 11 ua.n to eg li asseri sce, fare bbero capo alla ft~licilà.. La l ettura di qu esto libro riesce molto piacevole per la ga· iezz.a :-;erena c he vi spira da. capo a fondo: tanto che, scorrendo quelle pagine, si ba l'impressione d 'attraversare un giardino olezza.nte di profumi, sotto u n cielo rerso come un cristall0, in una giornata


QOESTIONI D'A 'l''rUA J,I'rÀ, V ARH:TÀ. 1 NOTIZIE

1013

t iepida di maggio. Ma ahimè! per quanto riguarda le sofferenze, il buon filosofo di Besant;on, il quale aveva pur vissuto i giorni del Terrore, non ci di ce nulla di nuovo t.è di veramente elevato; forse perchè 8.1 suo spirito mite e rassegnato basta,- a la fede profonda nella reli · gione di Cristo per trovare un balsamo a tutti i dolori. « Se si soffre poco (cito a memoria. non avendo l'opera sott' occhio) bisogna cercarE' la c ompagni <~. degli a111ici, · di:otrarsi ed eludere il dolore coi piaceri. Se si provano invece. soffE'renze acute, bisog11a raccogliere le proprie forze e Timaner soli. Si guarisce o si muor e : in ogni caso, il lamen to è vano:. . lu veritci, dall'alnore di un'arte, che dovrebbe insegnare a esser felici, c'era da. aspett-arsi qualcosa di più .e di meglio. Il libro del S ouriau, molto p1u rect>ute d i quello del Droz (fu pubblicato nel 1U08 coi tipi di Arruaud Colin). è uu vero e proprio manuale pratico di psicologia e di etica alla portata di tutte le intelligenze, n el q naie tanto il pi ~cere quanto il dolore sono studiati con p r.ofondità. e genialità graudis::Jìme in tutte le loro manifestav.ioni; e le

norme di vita, che ne conseg uono nelle condizioui liete e nelle tristi 1 sono espç>ste con l uei di t ti, con preci<;ioue e i n una forma, che, pur essendo elegante, non distvglie mai l'attenzione del lettori:' dall 'argomento sostan~iale. Insomma è un libro cht' agguerrisce realmeute lo spi rito sia contro le lusillghe del piacer0, sia contro gli assalti del dolore. In parti cola.r modo il capitolo VI, che tratta delle ore liete e delle trisLi, ind icando quale debba essere. n~i due casi, l'atteggiamento dello spirito e dimostrando l'efficacia grandisi.>ima dello sforzo personale, è quanto di meglio si sia scritto sull'argomento da molti anui a q uest.a parte. Ma nessu11a delle sorge11t i di conforto, che son venuto ennm eraudo i n qnesta mia chiacchierata, è purtroppo in grado di darci quell'onda pura e cristallina, di cui son avide le nostre povere carni martoriate dal dolore. Il tempo è una chimera, la fede è in èterna lotta co l d ubbio. e i libri ci parlano troppo spesso il lingnaggio delle cose morte, a cui mancano la forza persua::Jiva e il fremi to della uommozioue. Dovremmo dunque las<; iare ogni sp&rauza di trovare nn r~­ frigerio all'a.rsnra cbe ci torw en ta attraverso il de~erto della vita? Possiamo rassicurarci : il refrigerio, che cercb i~tmo, è a. nost.ra. portata di mani; anzi , Psso è in uoi, nel nostro cervello, nelle 11ostre braccia. E questo refrigerio è il la\'Oro. Lavoro mentale e lavoro ml'm nale; Javoro <..: he richiede il concorso delle più alte facoltà dello spirit.o e lavoro umile e modesto, per cui son messi in azione pochi gruppi d i muscoli i ogni lavoro è un refrigerio, ogui la·,·oro è nn conforto, pnrchè


QU~-:STJO~ l

1014

o' ATTUALI T À, VAIU ET A. NOTI ZII<:

non s1a il la\oro huwcratil'o d'ordine Ìltferiore, che non è lavoro. ma illnsinne, anzi, fim; ione di lavoro. Il lavoro vero. i l lavoro nobile. il la\nm che crea - sia un libro geniale, o la ruoLa d'nn carro- JIOu ci prostra, rua ci sollenl. 1.\.C· costand oci, come dice Arturo Gmf. allo spirito e face nJoci ~~ppa1·ire la vita sotto una luce nuova, ch'è fon;E' la lnce di quella verità: che nndiam cercando da Sf'cc:Ji, che abbiamo mille volle sfiurata e dalla 'l naie ci ba a Il on tamtti una falsa. visioue del mnndo e del nostro d~st in o. Emanuele Kant scris!'e nn giorno :« Io dorn\iva e Rognai che la vita è bellezza : mi rlestai e "idi che l a. vita è rlo,ere ,._l\.(a, per me, il RO• gu o e i l r i:;>eglio sou o al•! uan to cl iversi ; e , se non fusse ardi re sover· chio il ser>irrni delle parole del gran filosofo c1i K iiDJ,igsberg per eAprimere il mio l~oncet to, io scriverei invece; ])or ruivo e sognai che la viLa è dolon· : mi destai e vidi clte la >Ìt.A. è lavoro.

Homa, non•mbre 1U18.

E fHIOl'iDO 'l'RO~I HK'M'A.

NECROLOGIO Sul campo d<•ll' onore c~·ritano

med ico di •:owplomento r.tULIO LOI dr-l... re~g. fante ria , ENRICO l AUREATI » ... ,. ca v11.II Pr i>l. • ... .-\ ~l'i rtt n te » fanteria. ALCIDE CRESPI "» ,, TITO GHIRARDINI H ... " ll11.tt•liamo ancora nn revereHte so.luto alla memoria del maggiore medico 111 ;Jervizio :ttLivo Azzaro o'tl\·. Giuseppe, D1ort.o a l'orino il 5 ottobre u. :;.

.

,

,.

))

))

M

$Af

Dott. EUGENIO HEUSCH Tenente medico. Il ~·l o t toiJre u. s., n el pr11no giorno della n ostra gloriosa o lfe nsi va, è caduto erokameote. colpitO da un a graoutn a ustriaca, il tPnentP medico Eu ~eu io H eusch, a soli ':.7 anni . Per im.lole il'l'efrenabile, deri1to alle n.vven tu re rischiose, a lternava la oc ula ta a->sistenza ai feriti e mala t i t:ou a r ditissime imprese g uerresch e. Già prt>miato cou uua ricompeu,;a a l valo•·e, era stato ora propoeto pet· un a second a medaglia d'ar~ealto pet· avere due volte resi innocui dei reticolati n emici, proditoriamente carichi di con-enti elettri che ad alto potenzia le. che egl i, con per icolo di v it.a e valendosi c'li !!Lll'ii p ropri su l l'elelt ric i ti~. seppe neutrali zzare e para lizza r e, riu· v.endo <lopo a ca.ttu rar~ pat·ecch i prigion ieri. A l 1•alo1·oso collega vadn il s;\lu to a.ffett n oso del GionUtiP di medicina mili tare .


~F:t; ROLOGIO

l P! i)

Dott. Prot. FRANCESCO TODARO Senatore Ilei Regno. ~i

è ~pen to se t·: ·uu.mente i n Roma, a 7!1 anni. dopo rli nvtlre ('onsar rata fino a questi ul timi me,..i la sua lnhori<>~a e~i ~ten1.a. siA da lla cattedra che nel lA. ho ra· tod,,, allo studio oi L•lle anatomiche di:-,cip l in e. L'opont Sua d i i n<;taura tOre de l l' nuntom l n mo rl'ologi··a e del r embriologia COlli · parata è troppo nota P•·r lumPgg tal'ia in 'l uec;tv bte\·e cenuo. Ci limite r~mo invecf' :o ri c<:lnl nre In sua eroicll a.tti vitil, quaudo, di ciau oov~<une R.Jlpen a . n.! lo sb:uco dei tnillo a )[nrsA.Ia fu in<:nricn.to dr~ G:oribrlldi di orgtLnizMre il se t vizi\) S:tnitnr io del l Il spodtziont': i l >:u o atl'.:tt.o per la IHI.ti ll M e~si na, allon:hé nel ll'lo7 porrò t'nt i pochi~~: mi il :-;uo valido aiuto a i colpiti ùtdl'epide mia. col<: ri<!<t. E SOJ•ra tutto lo ri•·o rdnromo q twlo Prcsiùen te per L2 an u i del la Fedora:r.ione ginn,,~th'a italia nrL, autorevole n~i'ertore e propu~n atore dell'eùucn.:t.ione U!;t('l\ o! ell a gioveu Lil, la qu~tl c clovHva u.ddest rar;;i, ue i «uoi intenJimen ti, ai tUfli eserc: izi JpiJa pall!st ra e dello :;tadio per a ct1u ista1·e quella t'ot·t.a, quella resi stenza e qur>ll a di· 'Sciplina iru!i.,pen-<ahile a fo r· ru>u·e i futuri !lold>tti d'Itnlin • . li Cvt·po :>anirano utilitn re, che couta OIIIUt' t'o,;i oti.::cepoli, -.'inchina n:,·et·eure innanzt all a salm:L del venemto \laest ro .

C a "- GIUSEPPE NOCE LLI maagiore medico.

Giuseppe Nocelll, avvenuta l'li scorso a J' isa, sa ri• A.ppre>:a con >;i n(:fli'O ri1np ianto Ò:ri nn me ro;;i ami c i erJ estÌillatori che lta lfi!'CÌI\tO nella OOStl'!l. fam igli:t. L a morre di

Egli appar te n ue a quella Pletta schiera di medir.i mi lita r i che a.Jempi o1t o iJ' loro do v~ r e ese 111 pla1·men te, ,;crupolosamen te, ma in sileuzio, senza iatLam:a e ,;e11za ostentazione. ùi ani m o prot'onùa me ute e s inceru mcote buono, d'in telletto nati vilmente robusto .., con lungo studio u ut.rito, alla Yast:t coltura professionale seppe a o:soci nre ~nu S<Jui>:ita pred ilezione per le classiche di:;cipline, di cui iudub hi a pl'Ova ,;ono 1 num e rosi cn.rrn i latini, chP egli cempose in va ri e circostanze, tra cui ricord ~­ remo ~pecialmente la splendida ode snflica pubbli<';\ta in occasione del 26• ann ivers ario della Sc uo la di appl i<:az ione saui t./1 milita re. A lla desolata famigl ia in'l"iamo le nostro più sen tite eoudoglian?.e .

•


11Jl6

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE ~alla

notte sul 1° novembre u. s. il qmente medico della R. M. H alfttt~ le Paolucci ed il maggiore del genio navale Raffaele Rossetti suno entrati nell'ancoraggio interno delJa munitissima piazza di P ola. e non costanza pari all' ardù·e: atteso il moirien to propizio, h anno af· fondato la grande corazzn,t.a Viribus Unitis. nave ammiraglia d ella Jlotta aust.ro·ungarica. · " S. l\I. il Re, di molu proprin, ha premiato i va lorosi colla medaglia d 'oro al valor militare. · Il COI'J)O sanitario 111ilitare, che sa le virtù di oscure abnegazioni e rlr eroici sn,cr·ilici ed è legato da >incoli indissolubili di cameratismo a quello della R. Mar·ina. è orgoglioso di segnare nel suo libx·o d 'oro il nome d el giovane valoroso collega. che già. fin dall'inizio della guerra.. curue modesto sergeuLe di sanità. a.veva dato proYe non dubbie del suo eroismo uci furiosi ass alti del C'olhricon e di Punta del Forarne . .\ tit olo di <more, ripot·tiarno la nobilissima. lettera che il Paolucci, allà \'igilia dell 'audace impresa. ~<·riveva a S. E. il prof Filippo RHO, capP dell' lspdloralo sanitario della R. ~Iariua: 25 ottobre 1918.

JJ io generale. Partirò fra cinque o sei giomi. ·' ·enlirò, come Ella mi disse, la sua anima protesa nell'aspetlCl2ione e nell'augurio·. Io sono sereno, di una serenità dolce e _qrave, che è tutto il mio orgoglio. Voglio raccomandarle con questa mia ullima lettera di adoperarsi perchè sia corrisposta a mia madre, in caso di disgrazia, la pensione privilegiata di guerra. Ella sa come io sia il capo della· mia casa e come ne fossi lulla la speranza. Ma io ritornerò. E verrò a trovw·la per riavere ii· suo abbraccio e ln sua Lode. A rivederla mio {lenerale. Viva l'Italia/ NAYfilARLE PAOLUOOI. RICOMPENSE al valor mUltare per la oampagna di guerra 19 l 5-19 8 . u :.,, ltnt4r> ; Wt1•' - l'•·il• (ti~Cir.••li p•·••re•l•'ll ll dr/ /9/fi· li·/IIJ

1\lli:O.~(;J.JA ll'ARU~:!'I'fO

/)ecrrlo lltOf10iellf•mda/r .'1 ?tl to·zo /!J/ .'1.

!-H. R1zzo Co1'1telio, da Iacksonville (Stati Uniti d'America), Cl\ pitano medico reg; gimento fanteria - Quale dirigente il servizio :<anitario reggi mentale prestò la sua validn e coraggiosa opem prodigando tutto sè stesso per parecchi giorni l nel medicare e•l eft'ettuare da solo lo sgom uero dei numerosi t'l'riti, sia del proprio, sia di altri reparti. Dimostrò serena calma nell'adempimento delle sue m:on:o;ioni, anche quando granate nemicl1e colpivano la localitil.dov'ern il posto di m'edicazione reggimentale, fer Pndo numerosi militari. Avuto sentore che il


P EI{ Il.. LIBku fi 10R0 DEl, COR P O SA:>ITAH I (J ~lli.ITAH~;

1017

comandante del t·eggi rnen to era <:ta to ferì to, non curante del pencolo, .~~:m p re :-otto intPnso fuoco, si porta~·a suill'l prin1a l inea, prest:~va ul fer ito le prime nH·dicn?:ioni e lo faceva quindi trasportare in luogo !li<>uro. - Bosco ~ialo (Doberdò), ~S-27 maggio 1!:117. D ccH·f.o ltiOfJUleJUntziale

t l nprite J!ilN.

95. :\lJ:o-•JJA llfa?·io, da Pavullo nel Frig11ano (.Modena), sottoteuente ru10dìco coru plt:meuto r eggimento alpini . - ::ietto un iuten~o bombnrdamento nemico, allo scoperto e a pochi metri da lla trincea recentemente conquistntH. disimpegun vo. con co. l ma i l suo servi:-.io.

Ferito grnvemt·ll te, con tinun v n 1>elln suo.

opera fil11n tropica, daudo provi\ ammirevole di coraggio f• di altrni!':mo. )lonte Vodice, W maggio 191.7. D Pcreto luoyoft>1te11zialt• 5 ma!lgio !9 L/'J .

9K. ~t:G.~~lNl TPofilo, ria Srlleruo, rnpitauo medico reggimento fant er ia.- i\oneurante del grA.ve pericolo cui si espouevn, impiantll.vll il posto reg~imentnle di medicazione. in luog hi molto battuti dall'artiglieria nemicA., pur di prestnro le sue cure ad un numero grandissimo eli fe riti provenienti dalla prima linea, lavorando indefes~an1ente ver giorni e notti continui, senza meu nmalllentl\ dimostrn re stRnche?.za. In due SU<'Ct'Si<ive circostanze, oltre a prestare l'opem r ->U ìt 11.tt1Va di medico, si arlopPrnva pure con t>nergia a far tornare >mila. p rima linea i militari leg~en1llmte feriti " eia lui gi:\ medicati. - Carso, 25 maggi o-4 giugno 1917. !17. C• •I.~;T'I'I ~>·· nato, da Perugia, tenente wedico reggimeuto alviui. - ( 'ost~nte mirabile eS(<iUpio di t>lette virtù milita ri, per ben Hl mesi consecutivi di cnm . pagun. incul'fmte del bom hurdll.mcnto nemico 111 quale er auo o;oggc· tu· le nostre truppt>, impiantava arditameu te vicino ad es;;e il posto di medicR7.iooe, e <'l'n enlma e fermet7.a sin{!:olnri, ~<ttendeva alla cnm dei feriti , Ullf'ht: n•nne eg-li :<tc•,:;so ~o lpi to mortalm~o>nt1· da una granata >WVPrsarìa. - .Monte Vod ice ( Plavn), J'j rnag~io 1917. 98. ~l ~:s r·.G lliol'I'Tt Eyidio, da. Verona, tenente medico regg i meuto f11.nter ia. Addetto ad un ba~taglione. di propria iniziativa stabiliva un posto di medicazio u e avan:~:ato e vi s i manteneva si no alla fine dt.<l combattimento, ecu tennr.ia e spre:<~zo del pericolo. in curante del fuoco avve rsnrio che più volte tolpi il posto stesso. Spoutaneamente si spingeva nnch~ in esplorazione in pieno giorno, semp re sotto il violento fuoco. ~ raggiungeva i reticolati ue mici, assolvendo sebbene contuso, il difficile c•'•mpito assuntosi e 'riportnudo notizie t>satre ed im p ortanti. - San ~larco di (; orizia, l~ r\laggio t!ll7. !719. P ALAI>INO Domeuico, .la Gioy-Cilento (Sn lerno), tllpi tano medico sezione sanità. ([,t com.mutazione della owdaglirr. di b?'OitzO concessagli col d. l . .'J L agosto 1 !J . fi l .

- Cowand:·lnte di una se?:ion e di ~auitil, che d a sola fa~evn ser vizio per· un lnte1·o ('orpo d'armata, in un aspro combattimento, alfrontaudo con mimbile coraggio e !-langue freddo il grave pericolo, rius-cl a fare efficace opera d i sorcorso, specialmente durante t l D llttacco opernto dal n emico m l'diante gas n:;fi,~:~ i Jtu t.i 1:he ro ietevauo numerose vittime. Sottoposta la. c:ezione n 1 v io lento fno co dell'a.rtiglierin avversarrn, seppe altrcsi in fondere nei propri di pendenti qdma. e " ereno ardimento. - Sa.grado . 29 giugno W16. 100. Z ANE'rTI-COLL EO:sl L11po, da Rovigo, tent•nte medico reggimento fnuteria. • Addetto •·rl uo battagliou~. t rasportava il :;uo po>;to ùi medica..:iuue ;;ulla pri111a linen, non r-urante del violento fuoco nemico di fucile1;a e artiglinria, t>d 6\ -

GicW'IIole <ti >n•dlcìna 111ilìlore- P':;sc. X .


Jol8

1-' J·: U Il. I.J}lllll u'uaO P F:L L' OllPO "'A~l'J'.\1110

MJLITAIIF:

ar•i•r•·,lttVric <:OJ• sdto sentilllento ,1,1 olo \'l•re le cure :1.1 ferit i di vari r eggmu'nti

conr:tde r.d•)sJ u n minuto oli trc>gu>~ . l n<'itava con Il\ parola e con . · e~eUlpio g •' int'ar ior i alla resr..; tcm:» t•d appre>-tnxa mun iz ioni ai combattenti.- ( 'om:trie· JaulJ·•u·'· ~ gin(\'UO Ull7. 11•ill

ni'CTfl fO f!W!Jt>f.en•· ZiiL ft• (.'l [jill!JIIO /.'1/~.

1111. Ar. E,.., INUI!I ca,·. Roi,P.do , da l'i,·it<ovet~t:hi n, teneu te coloncello ruo,ùit•o compltlllellto, diri!LtOI'•' aJubul:tnza cbirun:;-ica d'artn.ota. - llirett\lrP di un'a mllu· lanza c· bintr~1 c n, durau te u n inteui!O bombardamento dr,)J'arliglieria uemic,., che fa•:t'vl\ vitt im e and1•· ù·a i rico,·erati, prov\'ide con ,.;ereuiti• etl alm~>ga­ ziorw tnir!l.bili al tmspo1·t<l d,, i r icoverati l' dei t't·riti in local i sottt>r-rauei. riJn:tnl·ll<lo t:lllmo uella pute 1m'a battuta dt•l fabhricato, cri incoranùo tutti i d!pP11de11ti con la pA-rola e con l't!se•u pio. - G·'l'i?.ia, ~l agosto l!Jl7. IIJ~. !Jr":-<Aito .ilnlonto. tln :!ll •!"~;in a, capitano medico r·e~~mlento fnntoria.- 'f rll.volt•) e gravemente fer ito dallo scoppio tli uul\ gmnatn n e w io·a che ave\':. l't'C!lto t'orti dunni al po~t-o di meJi <:'R7. Ì011F! rRg~im~:nto.le. dov.: egli :,i trnva\"a, m <·umntu tli sè, davi\ sub1to oppo rtune d r'l po-< izio ni per salvart; qu elli dte più ernoo in pericolo. Fll poi nasporta t o per ultimo iu altro posto di mt'dicaziont:. e !>oltanto allora pensò •li t'ar>; t medicare. d:wrlo mir11b ile esempio di altru•:nuo c di v irtù militari. - Vertoibizza. l !J-~U a gosto Hl17. 111.1 l'll.r<:;..;To Rllff'rt~>,I P. rla l'aola (Oosenzs~), u•ateute me•lico r t•ggimento fanteriR . - Sotto il viol e11to bombt~rtlamt~uto oPmico rbe arreclt va sensihdi per.h te alle truppP. ùe l battaglione, usdva sl>esso dal s uo posto di m e1l icazJOnt.:, portali io8i i w pavido n dle ;!:One più hattn le per iucitart· i portnt'l·riti e ~li altri <;oldatr •~ :;occol'l'ere i ft'l iti , e a tl'lls portarli con prontezza al t•os to di rued •r:nzlone. lJ~tclole colpito dn una !;ranata. aY\"ersarin. Gia distintosi per ralma. e rorage; i0 in prectJ•Ienti ar.ioui. - l'n~so dell' Agnt~llo •Altipiano di A::Jingo_l, 13 gtU!:(IIO J!Jl7. l t) l Fr.:1m \IlO Vit'ftil i tJ , da :\fon tema~ no ,Ai essauclrin), ,;ottotene n te !llt'dil:o reg· giml'uto f'a uttria.- Dumnte tuttll l'a;liooe dimo!ltrò mirnbiiE'I coraggio ealtll <;eutinwoto rlt!l rlo\'P ro. Io~urantc del violento fuoco nl'mi co d'n rti glieria, ;:i portò più ,-olte in -prima linea a comp:ere h sua ope•·a di m E>dico, iHroraggie.ndo i ft>rit.i. i!'iuita l'azioue, e rimasto egl i steqso l'olpito. non lasciò il suo po<;to. - .fa.iti, 20 -2fl 1\gORLO \!117 , 10~•. HAIIIH0=-<1 (;iusilJIJII' da Belgiraw ( Novarrt ), c:>~f)itauo ml·dit~o reggimtnto fnn tt•ria. - Dut·slnte un vi olo nt') nttao·co nemico, con gra\'e minnccia òi aC• ce rchisunenlo, incurante di >'è, con calmn ed abuegazione mimb i li. r itwu,e nt. i n pro~>i mità della linea, sott-o il fuoco dell:an.iglieriil. e de ll a furi lena. a vvo~r..;a.•·ia, IL p tostare con el 6\'nto spi l'ito di altruismo l'opera sua effica ce, n on R•>lo per medicare i furiH , ma au c he per ri:mimare eoll'e!'ernpio e rolla P•lrola i c·omhnttnuti. - .lamiauo-l!'looò:u·, '2-7 giuguo 1~1l7 . lOG. G rnHtll [)om"niro, dR S nhignauo (Cu neo), ;;ottoteneute m ediro eomplem ~>nto rrg~imento alpini. Mirabile esempio di abnega?.ione, arolitnr·nto t' geuero:;ità; p•·od igava. i nstnnr:abile pe r due giorni .:on~er·uti vi, ·la sua opera a num<'rosi feriti, socconcnriolì ~ullo stesso campo. !'IOtt.o l'i nfuriare dell ' artiglier ia •wmir·a. ::iaputo che nn ufi:ir~• ale graveme nte ferito giace \'a senza soccorso iu un luogo a-;,.;ai peri coloso, battut.o d1\ un violeuto tiro d ' intt>rdizione del!'avvero~ari<l. con ardimt•nto e nobile spirito di cameratismo, -<fidA.udo il gr~\·e pPri•·vltJ, ~i portava in suo aiuto. \'eniva poi gravemiJntt> colpito egli stt>S>'O m ... utr.·. pro•ligate le pt·ime cure all'ulliciale, ce rrav.t d i trn-;pllrt~trlo iu lu ogo "•'l'amto. - ~!onte O•·ti~nrn , U3 p;i ug uo I!H7.


1019 1117. PA rv~K .\f~clt•'l•:, da Palenuo. a::-pinun.~;~ uiliciah; m~·ii<:o n·~~imeuto fautl.'ria. - A llo scopo di soccorrere piu sollecitarnellle i irriti, si portava ir, \tnn. posi:.done ,. ,·au7.rLta c battuta dall'urtiglierin rll'tuicu. H.im11sti colpiti tutti i medici del rE-ggimento. riusciva d a solo a mo.!i<:are, per un'\ inter" notte, i numerosi t'.·rlti che nt'fluiv:mo al posto di uw·licnzione, dando IH'O \'a ùi uHrabi le attività, zelo e ft>rmt•7.za, l'eiJbeue colpito egh o.:te~.io da gas 11\rri 111•'t:rno. - \ 'ertoihizza, 2L aprile 1:117. lOti. RIVA A1.!_1JUslo. da .F'omovo di Tll.rO (Parllla), sottoteuente medico reggi• nt'nto t'anteria . - 'fravollo e ~r::n·emente f'edto dallo scoppio di unn gmnata av • ver~n.rill cha re,,n.vst t'or ti danni al po>sto di nwdicazionr:. ov'Pgli 'lÌ tJ·o,·ava per servio~~io. conscio <Iella gra.viti• dt:lla fer1ta r he po<·hi ist:\nti di ~·ita gli an·ebbe ancora conr.c-;<>i, uou volle es-;ere mt>dicttto e racc·omandnndo ..;i provveùes,.,e al sal vata~gio degli altri col p i ti stoicnmcu tl' si sp~>n~c.>. m ir..thi le· e<;empio di S!\Crificio e cl'al lruismo. - Yertoibizr.n-Bìglia, l!l-20 ngosto 1~'17.

De1•reto lt•ogolet~em:i(l/e :!1; lt'tJlio J!J / .'i. 109. àN• aa.1 LLV .dlf'onso, da Nola (Ca.~erta), ca pit11110 m ed ic:o r~:ggi mento Ùlllte· ria. - Dirigente del servizio sanitario di uu regt?,inH·nto, uo110staute il continu o fuoco dell'artiglierieria nemica, di"illlpegnava con ctdllla e Cùraggio la sua pietosa opera. Eerito rlue vol te all:t te ... ta da ;;c:heggie di grat.a t a, ricusav;~. di ritir::t.rsi. linchè colpito gravemente al ginot·chio, ùoveLte e::.sc1·e ri -: coverato in luogo d1 cura. - 11onte Vodice, li> maggio 1!117. l IO. KouYJ.J::-;SKY Jfoi:w·y da Oilessa (Jlu,;sia). capitano medico comntH.lo arm1na. Capitn.no medico, dopo avere per tutta la campagna, p111· uou appnrttlneudo a reparti di linea, voloutnri>tml'nte pnrteripato a.Jie pitl rischiose imprese con J,, fanteria e le artiglierie, ::t.ccorse, subito dopo il ripiegaJHento, sulle riv.; del Pia ve, dove la resistr.n1.a più 1\CCA.n i t a i m pe:;u:wa le truppe. ('o n la pMola animatl'ice e la condotta esemplare, mantenne alto l'onimo dei soldati, incitandoli e tra.,cinandoli, quando pii1 nrgeva il vori colo, occitaurloli alla ma~­ giore teuacia. e suscitautlo il pitt alto s p iriio cotnbattivo. - Zen ~on •li Pi:\ve, Grisolet·n., Molino della Sega, novembre HH7 . .MEDA UI. I,\ 111 BR0~7.•).

DPo,;1'PIO 1-uo.IJolewmzia/e 11 ap1·ite IV / 8 .

l'J OC1. D'A LI·: :o~:;~ o 1'om 111<tso. da Montescagl ioso (Poten:r.~t) , t e oeu te me<l ico com piemento sezioue sanit:\. Addetro ari un posto di ruedi cttzione avauzato, in loca lità. hattuta dal tiro nc·mi <;o, attendeva a)];, cura dei feriti, dimo· ~tntnrlo .;empre CA.Ima ed cle\·A.to spirito di sacrifìeio. Jamiano, ?-l mnggio 1917. 6 gingno lfll'l. 501) . J)r ·l~u:-;zw J.~•nrio. dn. \'dlavnllclongn (.\quihq,r·apitano m~di<·o romplemento 1·eggi 10ento fanteria. - Quale cRpi tnuo m od ico d i un reggimento SPl' i~tmcnte .. fortemente impe~nato in ro1obattilllento, fu ene rbico ed atti'I'O uel portare Je cure ai num"ro!"i fP.l'iti cbe atllui\'nno al posto di medicazione. Per rueglio :v;solver1-1 i l ~uo pi•-toso ed Uu111nitano è<>mpito. sotto v iolento tiro di 1\rtigli~>ria e mitr:.gliatl'ici, più voltP espo~e la vita.- Z en<;on di Pinve, 12- H noY<'nl· bre 1917. 6 07. DtQUA'J"I'IW GiuiJP,JIJW, diL Ragusa (Nira·:usa), "ottotenente llledir.o reggimento t'an teria. - U tHc·ialt· m ed i co del battaglione, lo segni"" se m pre d'a.ppt('SSO, actraçer-.arulo sotto terr ibile fuoco d' interdir-ione lA. passerella, tra quotn O


l'l•:ll

l i . l.IBR0

D' liRO n~:L C::O.B PO 6A.I\l1'ARJ(l }IJLI1'AR E

e q uota 4 (1. lr up inntava in zona scoper ta e battuta il posto òi medica?.non~. medicando, in difridli condi?.ioni, numerosi feriti. - L ot:av;tz, quota 40, 21:?~ a~;osto 1917. {){":i. l'' A LC'F.'I'TI .:a v. /'i~I?'IJ, da R ollla, maggiore m t' d ic:o co mandante ><e1done ~~~.­ n i t:\. - Sempre in p rima li nea, fu e nerg ico, attivo e coraggi os o coad iutore della sua seziom• d i :;an it:i, ue lle piu sv~tria te contingunze del servizio. Dur .. tnc importanti azioni otlensive. sere no tl sprezzll:nte del pericolo, rima•e lungo tempo iu una zon a violentemente L~tttuta d111Ie artiglierie némiche, curando soltan t o che l'esecuzione degli ordiu i superiori fosse rapid a, rbgolare e m ntpleta. - Ca rso, ;::~ttemb re 1911'>, feubra io 1917. 50H. Flt:\1:.\S'll r;11ido, da Arezzo, tenente medit:O rPggimento fotntel·ia - Dunwte dut' aLtacc h i umnici con g:•s n-.fissia.uti, di~iruvegn :~va serenamente il s uo dif· ti c· ilo t·ompito, dando j>I'O\'a di atlivit:\ e di abuegazione . - Macedou ifl St>t·ha, ~o marzo . .J. :~ pri le H• l7. 5111. (lm,\ltD r Fmt~rP.<C'I, da G ioia del Colle ( Ba ri), a.spirr.nt e uffic iale medi<'o reg· g irneuto fantc rin. - Duratlte l'azioue, in un post o d i med ic11zione vic ino alle pri111P. li11ee, fuiempi vn al suo pietoso incarico, <'!nudo bella prova rli ser enità ed i ~r ~ ta n cR.bile att ivitil. - Vertoiba, 10-lS ottobre l91S. 51 1. H ..:u,.;cu P;u,qenio, da .H.orn:t, teneute medico courplemento reggimento fan te· ria. - [n un't~ ··d it:l azione, rncttenclo a profitto le proprie conoscen7.e di ;,tudioso d i elett.ri c itù, nprivt~ un \'!\l'CO nel ret icola t o nemi co elettrizzato. a!'si:<'urando lo i<bocco alle pu.~tuglie di ard iti, che pote1·ono cosi cattu rare una piccola gnar1lia. nemica. In p •·eccd1•nli azioni av ev:\ gi:l dato ese mpi o d i non c:om um· calma e <:or·a~~io, portan rlo di s ua iniziRtiv•l il po~to cii mt:dica·,done oltre le nos tre linee. - S cudf'lile. S d icem bre 1917. &L~. ! Mt'b:ttA'l'O J,v .iy i, da R e!>ina (Napoli', t ene n te medico reggim ento fauterin . D i servi~io in uu po::;to di m "<licRzione Rvanzato, in grav i momenti, pr<''>tÒ t'OD •• hnegazione a.mmirabile In sua opem :-;apient!:', sdt'ettuosa ed instnn· •: n!Jile, meòicando e soil<'vando il corpo e l'animo òe i numerosi fer it i. Accorl'l' \'a pos<~ia prontame nte n elle posizioni avau zate in ;:.occorso dei feriti , sfi dando co raggio:;a.nerrte un violt•nti.;~imo fnoco di interdiz ione. - Ci111A Rief, :20 s ,·Ltcmbr e l 9t7. &13 . ) I JLA:-:o F J'(l1tCfJ;eo, cb Gasperina (Catanzaro), aspirr.ntP uffi.ci;de medico t-eg~i mento ftlnte riu. lilìiciale med ir.o del battaglione, lo seguiva sl'mpre dap· pre:~so. at trn. vel's;tncìo sotto terribile fu oco d i in t erdizioue la passe rella, traquota f10 e quota. 40. JmpiRntava in ;-.oli:\ scoperta e batlut>t il pos to di me· rl icazio ne, <·tu·arrclo i feriti , i11 rlitlinili condizioni.- R1,n Gio,ranni d i Duino (quota 40), 21 -22 ngo,:to l!H7. 511. l?A'l'JtiOI.I (;iii~"PPP, dn Ca.;.tel Sa n Giovnnni ( P i ;u· cn:.~H )1 sottotenen te medico regg imP11lo J'n uter ia - Duran te l'azione. in un po!'to di metlirazione VICrno a !l t• prime linee, ndt'mpivn al ;.;no pietoso inrMico, dando bella prova. d i ser t>ua ed in'lCilncabile attività. - Vertoi ba JO-Hl ottobre 1916. 51i>. R•; ITANI llgo, d~~o Noto lt'irRCUl'a), tl'neute med ico t·eggimen t.o fanteria. Hl·twhè il posto di medicazioue fos~c battuto da l tiro n emico d'interdi:r.ione, eh,. ~i esrcudevll iutenso a tutta IR. zona ret r ostante alla l'l'Onte di hAttaglia. pr<!Stlwa con r11.1i ra.lriiP sangu i' freddo la propri>~ opem . Colpito alla mano d:• UU:\ SClr t•ggta di grauata , Si fnsciava alla liH>gli o, COntinuando medicare i ft~rit i e òanc!o lrel l'~sempio d i calma. e ò i cii,.,prezzo al perirolo. - Monte ~;mto. lf\ magg io 1917.

a


PER IL LCHRO

U OHO Jj.b:L f.:OHf'l~ :òA~l'rARIU )llf.lTARI<:

bl6. Sl-:)tJ:-<1 Oarlo E/fon•, da Treviso, teueute medico CO!Uplemento rt!~gim•·uto t':,nteria. - · Se m p r e prou to ad accorrere o ve maggiore era il pel'icolo, pre4a'''1 la sua. opera con zelo, calma e comggio esPmplari. - Cn.o.tagnPvi7.z.~­ (..orizin, 13-20maggio 1!)17. nl7. v'n:NDJ'I''I' ! Emi/iv &·~trdo. dR Sora ,C'asertn; t enente medico se:~.ioue SNnitil. A capo ùi alcu r>e squadre incaricatt- del seppell imento di numerosi <'IL•Ia,-f!I'Ì, giacenti sul campo d ì battaglia , ndempi,·a alla sua piet.osn mis,.ione. re,;,ndosi anchH uei siti più pericolosi e s0tto il tiro uemico, dando ai ~uoi dipendenti bell'esémpio di sereno coraggio e di nobile seu,;o del dovPre. - Carso, :?1)-:!1-~3 td t otto t. re n' u~. l Jec l'l'IO l1t0f/Utene11Zittle 5 1/WftYiO 1 !J 18.

518. AnJ:ATIS'Jl l!:uWI!Itl'/tJ,, dn Bari, ... apitano medico rege1mento fnuu,ris. -~~urde dirigente il servizio S!tnitario reggimentale, dura HL<; il cumlmttill1euro e -otto l' inten:;o fuoco IH'mico d 'artiglieria, cou grande o.bnega~ioue prodigM'a anlon·voli cure ai numerosi feriti allluonti al suo posto tli smistameuto, e uvllO· ~tante le gnn•i <lit'tico!Ut , con energi a e sprez:r.o del pericolo ue ottt'llù\'i\ il sollecito f<gotal.ro. - ( 'n;;taguevizza, 23-27 lntl.ggio llH7. òU:I. A ITOlw ,\fr•lclèion·e, da Montecorviuo-Rovclla ( ~atern o), tPneut•· m•·d •co cow· plemento n:ggimento fauleri••· - Con ;;pre:r.:r.o del grav~< e imllliuente p1·ri<-olo, esplicò pe1· più giorni e più notti la sua opera fL favore di qnauti m• nYP.VIIIIO bi,.ogno, >;ul CAmpo dell'azim•e, in una zoun for tclllente haLUlt~ dal l'LIO<'O di'l l'avversario. - :-;,\cl Bn•gom . 2?1-:37 maggio 1!117 . 5:.10. A !'<.-.ONJ Co.<trwl i no, da A rcisat ~: (Como), t•·nen te m .,d ico rrggim.·n t<J t'a utel·ia. - Uff'il'iale med1co , J sen·izio di un bt. ttaglioue. c ... n l'alma prr·sta\·a ie '>ne cure. ,:;otto l'inwuso fuoco av\'ersario, a numerosi t't'riti cho· a,r'On in\no dalla prima linea. Pe1· ,)are poi un socr.orso piu pronto, si recava sulla liuea st.essn, inr.urnute del p<?ricolo cui f;: espooevR e dando pro\'rL di fermt-zza. rl1 animo e di ;;aldo con~gg io. - Flond11r, 25 ma~gio 1!)17. ò21. ÀS'I'E:-<1:0 (>i•tlio. da (~ e non1, :;ottort•n.-nte mecliro complt·lll~ntu n•gglttl•' nlo t'ant.,ria - ::lotto il viole11lO b01uuur.lnweuto, e l' inteu:;u fuo•:o ·l i fucileria e mitragliatrici ut>mi c he che b11.ttévauo la :tOI<:t uo,·e si trova\'11 il po;; to ,) i n11·dica~ ; one. incurante del perieolo, co ntinuftva, p1essorhe :d lo scoperto. n r r .. ~tare l'op~:n a sua cv n z~>lo Il :-<er Pnitil i 111 pert\trbal.d i. - Flonolnr, ·! · 7 gi u~uo l H l i. 52~. AT'I'JLJ So•·d.,llo, •la Hl m11, enp itauo 1uedico 1'1-'ggimE'JHO f:mteria. - J'o•tulvo-i col suo posto di rurrlicaziune nvl!nr.flto t•n lP Iii•• dei rnruhattent i, iu lo•·aliti, scoperta ~ torteuteute bombtll'datn, vi ,.i mantt'lliH' durante tutta l'll?.ione, cou <:1dma e coraggio singolRri, pPt' e-;~e1e :;o!l(:cito ttd apJìtl·stan· le l'rime _ Cu t·e ai n umero,;i t'~ rit1. - ;\!ome Or~ig:HJ\, 21i giuguo 1\.117. , O:.!tl. l:!uHGUI ,l/al'iu, d1• N ilnno, tenente medico l'roce Ro>:~a l'<'l!gimeuto i'llnt~ria.­ lucun\11 te del peri eolo !!i porti\ VS. sullr• line11 di fucco , sotto il \'ioleuto tiro •wver::ario per soccorrPre i nuru!-'ro~i t'triti e dirigl'rue lo >'j!Pmbl e>.- t'ar.:;o1 2t; 111aggio WJ7. . 524 · .Bt:c.;.;v Anionio, da Htu·no-·Aj·res (A mer ÌNI •. B!-pirnntr utiiciaie weÒlt.:O lmtLagl• v oe Ler.;aglil'ri ciclisti - Tn seguito !t'l orùiue del coi1H1DdA1 <tt> del battag lio n e. sotto il fuoco dell'art iglicrirt uemica, trnsport:t\'ll. d posto ùi merlicn· zionp tin pr~>:;so !11. ltnen di fuoco: apprestando\·i t•ronto soccors•• ni feriti. anrbe >di alrri ref>H.I'li - J.(ot·iti, :2ti nmggio Hl17 o:...o. CA LI A Oaetauo, da .H ti onto (Hnri ), rapi tano medico tPJ;:gi m eu t o l'n 11tel'la. 11 ' dh·ero;e circostni•:t.e ,!Jetle costante vrova di singolnrc ,.omgg•C? ed Alto .;;eu-


Pt:H

IL l.IDHC•

n ' t~fl() DEl , COR I'O ~AX I1'A HIII \IILI TARE

tll ll <'lllO di'l Òu\'o•re, t· "'i"'cialmt>nt" ut>ll'ar<·orrPre a prestare I'Ol•Cra ;:t.la ai fer:ti in 0<:<'11~;one d~llo ,.,·oppio di un dqoPsito di esplo;:ivi. - M11nno, 24 giu ;::no l!IJfo . \ "all0 11P. (.;ar~o. 1 ngosto l !l l lì. !)~ti. C.\MPll'l llc>lda.~.<Cll'l', Ja ~untl·nca Z1tlmt (Girgeuti), capitnuo U)cJico reggi mento fautt"ria. - .Dirigenti' de i H'l'VÌZio snnitAl io d~ l rec:girucnto, attese "'"'': prr con cnlma, :.wlo col atli,·it~ al di:-illqwgno della propria mi>:sioue. merli c·:. mio n unsero .... i fr-ri ti e rron·edHJdo a l loro $Oli l'cito l'gous!Jro. I11 un LE:tl'euo illrE:loo;!lmeutt• h1~tttrto olall'artiglierifl e dn mitnq~liatrit:i U(·mi(')u,, ~i !'ping(·\'a hn sulla prun;c li n an per soccorn·re 1111 ntlìcinle g'rnvemen te ferito. d!lndo 11 110\'a h\' l l!l PJ'0\'1\ di 'pn·Y.:r.O de l pericolo e ··o raggio. - l\Iontr· J<'oruo. 10-19 g iu guo J!lti. f.:?i. l'~i ' r'.~HVJ.I . I 1'8.\', Vinl'eii:W, da Al'IJlHtfolmo:-.a (l"v:-.t.uza). mnl!'giore menico ""l'.i01lP f:hnitio . di\·isioue. - Sotto il violeuto boruhani11meulo nt>mit•o, pd in CO!l•l izJOni d i ter reno piuttosto d iffi<"i li, pro v verl<-'"n con zt>lo ed ~'~ bnt>;!~tzione a l r:q•ido !'g-ombro di msnH rosi feriti. dnntlo bell'e;,en1pio di rorn~gio e nlto ,..en t imt'uto del ilovN·e· - Loqniz7.a, Uollg!{io HJ17; llo\ iun Fuoro, ng., stc. H111. fdS. ll,\l,J.ER\ .'\'i <·u/ÌI, da (;<~n o v:t, tt'IIP!ltt' med ic•o reggimento fanteria. - l n v>orie r rrco;:i.oll7.E! et·cezionnlmNltt' difticiìi. l'd Ìla un p oHo di medirazione avanzato l~:•ltuto iore!":-:ontomeute dnll"artiglierin n<'mica, ron sl!lncio, nhnegnzion e e ~vrezw rlcl pericolo. CflrJ<." Orse in n10do ( ilìtac~ ed escmplan? alln medicn:done ed nllo ~gomhro di nume'tn~i fE-rili. - ~fonte Nnuto, 15-::?1; m aggi o lfll7. n:?:l. Dv. l\Lo\Tn:J:-. .Acl•al(o. d:t Cicerale (Salernn), teuPute nwdìco hattnglion€' her• .<agliE!l:'Ì C'iC"]i,.ti . - In !'<'guito nel ordine del comRnrlaute òi lmtta~lione. sotto il f u oco dt>JI', rtiglic•·ill uPmil'a, trnsp<>l·hwa il posto di mèdica z ion<' f:in pre~so hl lin~><t ,Ji 1\•oro. ''l'l•l'E·!'I!lnrlovi pr,llt o soccorso a i fe1·iti anche di nltrì rP· p oni. '- l\ ori ti. :!li Oill!!!!;ÌO Hll7. I)HIJ. D<,!'IIEI!O A 1d1>uin, dn Borgonovo \ a l 'fidouo (PiacPn za) c>opita no medico ··o m plemeu t o addetto uftic io san i ti\ tJ i vi:-.ione. J u v n rie azioni o:lreus ive si -.pingo\'a fn"qnl'ntE·mentf< liuo nllt· prime linee, sotto l'intenso e prohmgato t't•oco nt•mi co Iii :Hti~1ie1·is, }Jt~rcoadiuvare nel ~occol',;o, uel cari co e nPl trasporto •l•·i feriti, rlanrlo pro,·e cont.i uue di at.tivit:'o r· <·ornggio siugolnri e holl'rsempio d i el.:v;~to sentirnrnto del dove1·r - L o'luizza, no\·emhr P l !lJA, C'n~;tngne,·i?.ZR , lhal!,g i O· Ilg'ù ~Lo l !Ili, o:lJ. F !WitAIII l 'iryilio. dn l'ordenone 'Udi ne), teneull' mt~clico complemento rt>g· gim•·nto fanteria. - Durante qu atto•·dicì giorni dì comhnt timento qua;;i 1:on· ti nuo, cl a va pro v n d i ~ hnegnzione e fermezza, nl'sicurAndo, i n coud izion i partif•o iannen t.e d i Aie i l i. lo --g•)m hP r o dei numerosi fpri ~i del ~;u o battag li one <?d il r ' '"na wPnto r!Pl campo dell'azionP. - \'nllorH! di Palif'vo, Jl-2fi ma~gio l!H 7. [) ::~. l~.\RZ I ~O l'.t.•imil'o. da Foglizzo 'J'ol'ino. aRpirante ufficiale medico re;rgi· ll•••nto fnnt.-r in. - C'on in ~t:ln1·abile 1\ttÌ\'il.n pre:-til l'opera R\l:t ni medicto ai io i iiiHH'OSÌ t'eri t i, dii~, in dne g iOl'llRte cii ViO}(•u ti ('Ollah:ott Ìlll<'llti, anJnÌI'OllO a J -uo J•Oslo :o v :o nzn t o cl i mf'd i<·nzionl', operando con grand<• f'prmezza. sotto il cont111110 t.iro dell'~trtiglicrin a vvPrsnrin, c iufondPudo co1 :. ~gio nei fer iti , coli .'t'SI'lllJl i O dcll:o :-un ""' rc·nità.- CM<tllguPdzza, 2:1-~H magg io 191 7 . nn~ t;, \I'(•Kfo' Vi/lo, Ìù, da T ol'ino, ,-ottot<.'DI!lltl' medico di COin}'l"meHLO I'Pggimento a lpi n i. - [lur:wtt> 0111 ao<pro <'Omlmt!imento d iede pr0 \'1\ d i gn111tll' at t.idtoi. s~ren t tic .!'animo e sprezzo rh•J pericolo r·ecnndosi nei pol<ti piiz avanzati per ~'U· nn·(• i uumc1·o"i feriti, IÌII<"hc rolpito graveruente e~li ><t• sso, dcwette d<•si~ten· dul g.eu (· ro:-o Nl ttmnnit.fldo eompito.- ~fNltf' Ho.<;"o, 2 1 lugliCJ 19 15.


P!•: l{ n. r.rurw o'ono IJEJ. ''l• RPv ~ \:-.r·r· .... ;:ro ~llr.rTAH I-: f>;it. .\Ir:-;<;,\RI J-',wn;NTù .ViJ·~n /;, , da Capi?.;.:i () 1t-:-><i na) . cspi tllllO

DH:dir .. r•·~p:i· wento faut,.ria - l'OifJilo da una ,-,· h ~1!g ia di grannta svver>;f\rÌR al hn\l·t·io destro llll'll tru si 1·eca \'1\ al posto d i rueJ il'a zi on e per pre~tnrv i 1~:: rur<l ai leroti, c.ontiunù il proprio SPI'\'ÌZIO 1!'t·:-ette ,giorni const>cutivi, nouo~rant•· fo,ose r·t)n<;ieliRtr• ,.;,,,mentP :d Pntr!'l r(' m luogo di c nrn, data la gravità dt·!ln ft·l·it~t , :.Jon te Santo, 20-~6 maggio llll7. oB:>. P.\ VII!'IE -~ficlwle, d n l'!denno, :t:<piranle ufficiale m t'dico, reggitu <mto t'antel'lh. - Du r ante il IJomu ardnm ento IJ••mico, incn r nute del pPricolo, voloutarismente accor r eva. a. prestare l e prime cure a. parecchi t'Priti. - ~"" \ ' :'1 !entino Fiumicello Cen·i!'(u»ll o), l•i no11ggio l!H'ì. . 5tlti. Poz:r.cJ d11touio, dR Udiue, t eneu t" medico complem entO regg imt-nto ftuotcri;~.­ Pi tt vol tt>, ~otto l'intt'uf'o fu oco d i a l' tigl ierin, r e n atti\'ità in..;tn ncnbt h· e zelo, t·~JIO!lPva n ~rnve periC'olo !11. vita, J1•·r p o 1·gpr(• a nun1ero:::i t't:>l'iti il piì1 rltpido

ed clfi,·nct> sor•·orso ""llitario. -

~!onte ~an

GabriPle (l;orizin ), H magirin,

,\l u ut~ Snuto, :!ts mn~~io,

Mo nto \" oùice (l'lnvaj, 3· 12 g iuguo 1917. bSI R .\U \1:0:1 Osra/t/1) 1 rla L oreto (Ancona), sottotenente medico r PgginJPuto fau ~t:ria. S o ttn l'illt .. nso hondmrdam~outo dell'anigl•eri~• 8 \'V•·t·sal·ut, ~i por tl\.\':t cotJ sprfl"-ZO dt>l perirolo .~u di,·ers r punt i di unn ZOlla SC•Jpertll a mt'rlicnrv J 1111111urosi ferì ti. - FlondRr, 5 gi ugu<> Hll l . 5~. H. a Tot.O il"( j'retlo, da Lecce, te!len te rned i co cou1ple meulo reg~ • manto al pi n i. fuc·unuJt e rldl'int.. nso !'uoco nemico cui era ìatto <:pgno il posto di medi<'<~ · zionP. coutiltunva ltt cum dPi !'t• riLi, jiucltè \'tmu.; e~li "tesso r·c>lpito.-:- i\fuute \'oòi i'P, 18 111ngg io 1!117. o~!l, ~Ol.EI!l (iiol'ti/III Ì, ua (;,.IlO\' a, t eu ... u te medico n·ggimento tantf'J'I I\: - Trnspor tn va i l o.;uo posto d i medic11zione a l segu i t o del proprio bn.tta:;l ione, a lll'e\· .. cli«tanllo. dalla liuea ueruirn . !;Otto il fuoco d..l l 'nrtigli~>t·ia a"''é rl'ar ia, e m t•d ic» t'a <·ou a bnegazJoue e prontezza n umeroE:i feriti, con fo r ts n <i o l i e t'l O· cor:~udoli, e dnndo loro bell'e,:erupio •li fenue;-;7.a d'animo e ùi calma, sotto tl hCIIIt iJardnnl e uto nvvo·rsnrio. - F londnr, 26 maggio Hl17. ò4v SJ•tHITO Vrane•·sc·n, da N:tpoli. ra.pi:tano rnl•diro rt'gg imeuto fant•· ri,. . - Di :ohi~u:dc es;omplsre condotti\ n cll'el'l•· r roz io profes!;ionale. durante un t,ombnt·· dau.enro ue mi<·o, e~sendo st.ato colptlo in pieno un loc«le adibito a \'ÌC'Overv d i fari t i, ,.i accon·{'va prou ta men tt>, e nonr·unuo te del p ericolo, ~otto il pt-r1-i"tente fuoro ,,v,·m ,;urio, porge,-n sul poc;to l'an~ilio <le]!;, propria op<•ra. C'nse S on et ti (Ca rso , lb ngosto 191G. 541. '\ A I,R:-<7. ! Gi01:an11ì, da 'l'o r·iuo, tenente med i(' O reggimento f~<Dtl:lris . - Col suo posto rli medir:\7.IOJJC "~'guiva sempre tla pre~so le truppe operauti. e con gl''<lldP. eah1ra e ,:prezzo del P•'ricolo. ' egn1tava po r più giorni a prei'ta•·e amot·e,·olll lt ul o l'opera sua iu coud1?.ion i ditlirili, f'otto il violento fu oco u e111iro. Flondn r , 2R·Hl n1H~gio 1Ull. f 1~. ,- ,N~:Lu / 'ar!lu, "•• n euova, lt'lol'nte m edico CO I Itpl t! me~tto l'~>gQ;iliH'Hto t'nntcrh. - lli c.te IH'll't•,.:f' mpi o Ji a lmt>ga zJOilE:, alto sentim.. uto del do\'t>re e non<:urft.H7.a deJ peric·c> Jo, I'S flOli Clldosi di ('Oilti nuo in località vioJen~€'111 enle U<lttllte dal fnoco noemico Jll' r pre,ohore l'opt-ra sua 11i nnmt'I'O><i feriti. l'nlie,·o, H-25 111a~gio 1Hl7. f ,~rrelo l·un.rtulweuziall' 13 !fÌ.U,QIIO l !J/ 7. 54::3. Al .l P UANU I ]?tuor·i>ule, cln r ·u,ano !<lll Seve l'o (M tla no), teneute roeJio:o com pleutento r ftg!l; llneuLo fau trria. Sul cainpo J ell'nzione ancora ingombro di t'e· rtt• •. r iunivi\ due pos t i di m edicn?.JOne iu un11 •hlina di prima li nea, e !>Otto


10~4

I'ER li~ J,[BilO D1 0RO DEL. Ct)REO SANI TAII I V ~IILlTARfl:

il violeuto ti ro dellP ar tiglierie e bombard e nemiche, ne dirigevi\ con ca lm& t' "ereo>tà il f\lDzi ounmento e lo :>go m h ro, es:<sendo di efficacf\ aiuto ag li altri ..:.,uita.ri. e di hell'e~ernpio ad eguali ed inferio ri l 'a,.tagnevizza, '26·2l> mag· gto l !llì . b44. Bo:;&LI,J:-\1 .Vino, da B ologna, s ottot{lneute medico Nlggi111ento fauterin Sotto l'inteuso fuoco nemico di artiglieria, seguiv>t nei luog hi pi u avnnza.ti il !'uo battaglione, meolkanrlo con r.al ma e fe rm ezza i fe ri ti, soc b ., in punti '-<'Opelti. Xon t!esiste vn dalh\ s;ua opt>ril., se n o n a combattimento tiniro ed a. • ~c:oml>ro ulti111ato dei t'enti. .Monfalcone - Fio ndar, :Jè!·2H nJagg io - 4-6 g iu. ~Ut'J )!)( / ,

5~.'>.

lh :HA 'J"I' t ca\·. A l'i.,fitl.- da Homa. maggio re me•ii•·o capo u l:l:icio s ..nitH. d1vi· "iorw. - Uur•m te un vio le nto bomlJIH buncmto cht· t·olpiva Il\ ,:;ezione della '!uah: •';.;li diri~~va il servizio, r imnnev" a tnPtlinu·e i feriti nella r,ona btH· tuta dal fuoco e ne dirigeva lo s gombero in lot.ad ith viù sic,ura, infnnrl•·n•lo in tutti coraggio e maoteuendo in tutti la ca l ma rol proprio fe rmo conte· guo. - · Pasl!o stretto (M. OrtigRra), 26 giug no 19L7 o4o. C A L<·' T~>:HRA R: :o, da Porto .Km pedocle (G i rgenti), cap1 tano m edico cmuple· nH::uto, reparto '>OllH'ggiMo s~tnità divi-<ioue. - D url\11te un violento homhar· rlnmonto , rima~to ('OLpito il posto di medicazione con perdite nel pf'r;;onale, IH•nchi: egli stesso Ieri t o e contuso non si ~tllontam\ va se non dopv che t utti i rico,·erati e i feri ti furono ;>goml>rati, dt~ndo beil'esE'mpio di abnegazione e di alto sentimen to del d o~·ere. - C im a Cald ie ra (Alti piano d Ili Sette Comuni) li giu~uo Hll7. 517. !'11:1 fNidvro, da :liezt.ana (Pavia), cap > tr~uo me.Ji~o dire?.ione "a.uità artuata. - ln >\I'<:O>upagnameuto del dirt>ttore di sauit:'t pe r la ,·i-.ith ai post1 avan zt~ti di una sezion e d i s:tni t à, ed a qttelli rli bntl:t!!;lione, nonostante l'E'\'id.>n&e l'!'ricolo, pPr es.,.,re !'tati a mbedue tmvolti in ueu •iut> ripre,;e rla rnmu li di t••rrn sollévati t!al lo :<l'oppio di grannttl nemiche. ,;rmpre ron,;urvò,calmn fprmezza e comggio - Hn.-;trt>lhyne, :2:; ngv ~to !!Il!!. o·~ l'OI<SJ Corso, d:o P rato in T.,._rana (Firenze•, capttano mt>di<·o -;eziou~ -anitA. a tdetto comando l'Cp.trto so m t·ggb..to - Rimasto colpito il posto Ji mt>dicaztonl' tlt, nua grt~nat.l\ nt>mica. dimo.;tr:t\'11. f<>rtuo coutegno, continunJJ•lo 1\ di ri ~!:re i 1 ~en·izio pro v ve.len•lo o1·.! iunti\ niPDtP alla cum ed 11 Ilo .sgom hro di tHIJUerv"i r.,ritl, si mantenov». ro<tantemeute ca lmo ed MLi•·o, anche in a ltri lliVIU!:nti d'intt·us.' lh>mbnnl>trnl'nto. Dnr:\lJlO la 1·itirllta, e rn di bell'e"t!mpio r.!!;!i iult:rit•n e di ~Ili ;acu aiulo al con:au.I:.~.ot>' llt scziont·, col mnntPnere J' tJrùiuo frrt gli nomniÌ e col prov\·eden• Hlln buona t011~en·nzt01W tlel mate· rin.le. - A iba, lV ngo-;to; 'ft·n.snie, 1:1 2;1 ~ettt~mure Hl1 7. o"IH CHAlSZ Si l\• io. d ~t UJ i ne. C'li p i tllno m ed iro addetto :un bulun:r.a e h irurgica -t T· tnata. -M entre l'nrtig liHria 11\lllliCI\ c·olpint rip ewt:t tnetrte i loeali OI'P an•'·"' -.•·de l'am lJUI~tnza, e fn•'eva vi t ti me fra i ri r.o 1·ernti, ~<!1r6'l.ZI\ n tP. dPI pericolo, ··ou grandtj coJ·uggto e fenne.o~za dette op~ra a l trasporto ci e i ferili . - C: ori· zia :.:ll ago:<to 19L7. oou. C m,TtNl (}[forino, •la Feltre tBbllttntJ ), ca!Jitnuo Jnl!dic~o cuulp lt' lll~>nto rcg!;L tnen•o fanter ta. Uuraute un violento attll.<~~.o n emi•·o, si~tE,m~<to il po•todi me· d11~K..:ione a hrevi ... smJI\ Jistanzl\ dalltt prima liuea. sotto l'Intenso fuoco 1\\'n~r­ "J\rio, che can"IH'tt rilel•n ttti pertltLe 11.nche trn i feriti da. lui :unorevolmente rHe•~i <>a.ti, <:ont in tHa.va :;~reno e etdJno a. con1piere In ;"lua

ope.n\ .

dan do l,_~lt·e...

..... n1pio di uhUPI?;lll-i~ne, arclile7.za e alto >'OllliiUf·uro del dovPre. C:iil distiu· .. ~i .n prt::cùdenti ar.ion i. - J>o!'<>o Fa ti i, :3-l giugn11 I :ll 7.


1

PF:R IL LHi fW D 0UO J) l<:f. CORI'O SASITA.RJ O lU I. l TAI-11!:

1025

liòl. D'.Ar.E>~!:!ANDII <J Ale.~:sa •~<il'o, da ~:~.po l i· capilano me d i co rcggiwen to ff1.nteria. Mentre erano hat~u t i i camminamen ti e le doli ue dal ·violen to fuoco nP.mico, oo n pronter.za ed energia racc ·gliera a r ioni i nn. m i portRfel"it i, disciplina n · done r apidamente l'impiego. Con ga·ande f errne;.:;.::t di animo e s pretzo del pe · ri~olo pro•;edeva quind i, celerameut e, allo sgomb ro di numerosi feriti e dei morti. nonos ta nte perdlll·a.<;se i n ten ~o e violento il bombardamenLo a ,·versario , dando p•·ova continua di ian perturbabi le ca lma Gi à cowporuno>:i lodevohnente in precedent i azioui. - Cas tagn evi;~;r, n , 3 -·l ! raglio l!jl7. D'.-\MBI{US!O GiuseppP, tla Ca i \"11 n O (~apoli ), capitano medico repar to ;;~lllt'g­ g iato sauità. - Trovt\nd osi n·~ l posto di Jnlllll<'..aziontl, in una zona battuta tlall'arti~lieria nerui(;ll c he cagionava pe1·uiLe. co ntinuav11. a pn•s tare J,, sue cu re ai t'ea·iti. rn t'ondendo loro co n il suo co u t .... guo e nergico e sereno, la .:al111>~ e il coraggi••. Ciana Ca mpanella (Alt ipiRno dei Sette Co unm i), ~5 gìugnn 1917. o53. l)' A:-i:-\A G iu.~•'PJ· ~. rla PRit•rmo. Cllpitano med ico rPgg i m~nto fant.et·ia. !J urante un vio len t.o bomhnrdn.mento nemi co, impian tavt~ di sua in i;:iativa LUJ Jlo;;to di medicazione in pr.:>s><imitla. della prima linea, ed essendo st.a to colpito in pieno due volte il po.;to stes~o . vi co ut inunva. impertu rbato l'oJwrn. sua. infondendo corag~ i o ncì dipendenti, <·ou h s u n. c~ Ima e sen.mit;\. :\fonte Pa-;ubio, 2 luglio J!llli. fiO-l. DO)ll NICI ca v. J.eoiuJ-rdo, d a 'l're v i ~ Perugtu), maggiot·e m ed ico com plutuen to aùdetto nmllulanzn. uhirm·~l<'l\ armata. - Ment re l'artig li,..,·ia n e tni r•a <:Ol[• iva r·ip~tu tameute il loeale ove 1\VIjva s ·s1<• l'aliquotn dell'amhulau;:a, •·olpendo •lue ctei dt:gent i e p~recchi dol pt'rSOllA.Ie, àeL~t: opent a pronedtre al tra~!Jt>rto dei feriti, rimant:'nrlo calmo nel punto peri•·oloso, rinchè t utti furouo . P••.;ti .al simtro. - Gori~ia, 2 J ~tg.:>sto ] !117. 5bo. F\RAta;IANA cav. l!'ranc~s•:o, da Le1·an ~o (Geuo \·a). ma~~ior .. no>!dico c~t po nnicio l<aniLil ùivisionc. C!tpo u!li.-io rli sanità di Ullll divi.;;io ne .! i fu.nte r ia , n ell'eserci~io •lelln su ::t mi.;:.ione •lava continue e r ipetute prove rl i ardi m eu to c t'~:~nuezza, portaurlosi, pri m ::t d<:l !e opt.:r:azion i, .sulla l i w·"' pi ù nvan;-.ate, per prctlisporrro nel miglior molo, il :<en•izio SHnitario, e tro>and ..;;i poi, durante le aziou.i ste~se . dove maggiori erano l'atfluPIJZil dt-i feriti eu il peri•:olo, essend o :>umprt di etlir:at'l! e--~>napio 11. tlttti. \"olik.:=::on l+abriele, l~ agosto, 20 settembre U.Jl7. 051!. FJuiW\1 .Ilario, •ia .Bronte ( Ct~.tauia), H'lpimuto uffi<'iale nJedi <'o r egginumto t'>t n teria. - Duntnte un intf>u•o ho mllln·i:tul ('lllO nemi eu, nOliV'-'tnu r~> il suo l'->$to di metlicazione fo,~e battuto dal fuoco avversrtrio. con operi\ in,;tancahi le e sprez~o rlel pericolo, portava socrorso n llumer osi feriti . - Mo11te Ortigara. !5 giugno 19J7. 557. ~'ltAS<ETO Oi•tS•' i>f'P• da Sl'tliJol'Ì f.l'm<,.,:. ri . t etJeute m ed1c0 H'gg iulPUto fa H te· r ia. - C'o n a tti v i tll, Pu.,rgta e cor:l~gio, pro1· vt'neva a m ed ì,•a1·e m o l tis~11oi feriti ed assacu r:wa il tt~pirlo loro .< gombro, in l iOIL ;,.on" iJJtordt>ttll rlld >iolento tito rle ll'artigl ie: r ia nPm i<.at. - D o~so .Fniti , B-4 giuguo l tll7. 5o8. GAETA:-:t Ji'ràncesco, da Ca:<stLuo all' Ionio (CosenzH, , :sottote11en t t! nwdico reggi memo f,.utenl\, -Seguiva il proprio batr,aglione iu vai'Ì~ aziùni. prest~ n do ~on instancabi le zelo, a lacre •Uth·ità e gnuaùc allne~az io ne, >'otto il violento fuoco n,;wico, le vroprie cua·,; ai nuauerosi feriti, nono!'tl\nte la ..;ca r''''~za dei mezzi a sua di.;po~i7.ioue e IH defirienz'l del per"ouaill. ) f onte Kohilek , :\a-Kohil , ~;1 ago~to-2 setteanb:·e J!ll't.

oo·2.


PER 11. LlllRrr D'oJ{t) D~:!. (QRPO !:i.AXIT,\ R JO MJ I,lTAB it

:io!l. Gt&J.1'1 .4)11/rM. du 8dllfll 'lrJ.o 'Ccmo . 11:-pilallte ullici11lf' 111edicoreggimeuto umti•rin. - .Ad dE'l to ad 1111 l·allllglìone. ll>1.mtre con miraùile calma presta\·a

)(' pr01•rìe cure 1Ht un fe-rito grn''f: in barella. sotto l'iuteuso Lombardnmento. newr.·o. V<·lli,·a egli ~h·S!'O 111Ntll U~t·nte rolpi:o. spirando p oco dopo. C:t· -<t,Jgwn·izz:<, 14 mug~io liiJ ì. nfìO (1\l'lll'li: CH\'. A,fonio, da )loJttf·~RlThio fB(>Ht<\'tH!LO,. c·~tpÌtllllO UJediro se· ziotw <:auit:\. ,As,.unto il CUIIII!lrdo di un rf:~·ano sr;mr·ggia to di i'anitit all a d,:!ilin riPI l'azione, in condizi0ui rlitlicdi e ·~c 11 sr:nso per,:onalc, )H'O'I'\'f'deva •'•)h -.o!f'rzia a l s~>rvizio di cure e di ..:~omln·o dei t'erit1. ('ol pito più volta in p:e11o il rPp:. •·to d al fuoco nemico, ~ap ~\'1\ in-<J•:n\l'e la fìou~ia e la ,~sdma n el J•N-<•'IIR 1P dip>urll'ute. otteur nclo un r~>golllre fun7ionnmPllto di'l serYizin, noll••"'l"Hl!.' t._. forti J't•ldit!'.- z,,gr,m :la-Birez. H• agosto· iO "eLtemhrr• 1:11 1. 661. Li•:t,.: llt~l G1I!jlin11o, tlo. S:r•J>H.I a-pintute ullici:de mt>dico reggimeuto fante n:\, - .\tioil:tto ad 11D IJattH!l:f>OnP, durnntr• J':l7.ione p•>l't:o\'!\ il "UO posto di m·•d :cnzioue i m n• ed in tnmt·n tf', d retro In 1inea ò i t'no•· o e coutinua..-a, ~'Oli ca lHl~ . fen >lezza P -.:o•·nggio :.ing. lari, a tnel\tnrt> J,_. -;u,• t:nn• ai feriti, inro1·a~· ~·nnl!uli. ?!tonte ì\a 1\ ol·il 2tl Ago:-.to l!Jli . ou2. M \ :>T< I'A:OOI Costanli11o, dn A'fiauo Nnttu AIP~:sa.ndri~t.\ a,.pirame uJl:iciale wt:'dtro rtl!:{Q;Ìllll'llto fnntr~ ri11.- Cf•ll singohue attività. géuflro!'O ::.pi r 1to di .dm•·gatiOJte e .. pnzzo dt·l periccolo. portnva la ;;un c.pera soccorritric<l :d fe · riti, aud.e uei punt1 _più battuti dall'lutigli,•rin e fucilerin nemicfl. J aminno Flondnr, ì ~iuguo 1!11 7. 5!~3 :\11Hifii':LI.J Oiu." ' J'fJe. da. Alllantea (Cost·u:~.n.), tenPmewed•ro .li •·o tnplt"lllento rt-t!gimr·nto t'n Httol'in . - Qn>tllt\liH).\16 ~oO'ereult• per uu11 h·sione ali:\ pupilla dl'll'orr·hio de-<tro. non vello! allon lanat·~i dul reggimento 11P.IJ in11ninenz" di un fntto fl':nmf'. l'ote cosi prestare l'op!'ra !'llll coraggiosa e bene6r.;t di me· •lu·o •i urnute uu'nttera gio1nn ta. lH·i pri'R!<i delJa linPII di fuoco e sotto il tiro :,vver,nl'i'J, d1\utlo llf•Jl'e~euq>io di "!JI't''IZO del prrir•olo e d; alto Rentimento >ll•l dovere.- Monte ~ehio, 10 g iu!,!nO 1l'>17. ou-t 1llll>BtOLI Giwwppe, dn hola del\11 ~t·ala (V eron~t ) , sott.oten•• ntu medi~.v reg· gJIIlf•JilO fanteriR. - JlelJ'e~CIIlJ>iO di llUilt'fXII:t.ione e SJ1l'!'Z7.0 dt.>l pericolo. ROttO ti Lit·o nf:'rnico .l i ltltiglieria. chi> fnce~ll cNll:tr(' il ricovero ril'l posto d1 me· dic:~;r.ione. pre~tl~\·a <'011 c1rlma ed effic~tcia l\ per» snn in l:'o<:cor so di militari riJuao:;ti ~epolti !'••tH> le mm·erie. - \'ertoihizza 1~1-20 ago;.to 1917. oH:.. :\lnu-:J( (,Il iyi . d n Dolo (, . e nt7ia), CII p i l1!1l0 mNI iro n·ggi tneù lO fnuteriu. y.,), •Il t" rio i n pr i n•a l in('a. ri mnH:ia v n r·o n lodr·vol(' zelo <tll'a vviceuda m l'n to cui n\'t•\'1\ <iiritto l• <'loe gli E'l'l\ St:.to )Jropoc;to dalle !Hltoritil supenori. Co· :-tri.'U•> al ripnso l Pt· routu,.:ioiJi riportnle Ìlt -o·r..-ir.io. e ;:;n p uto chl' il rc~g i· 11t~ll'o 'pra imp!èi!;JlAto iu t·om lmttimemo, r:q.(!!lll11geYn il proprio JIOsto e r.or· t:n-:. •t(•\'IIDf\111'. (·on ;pr t:zzo r!el pericolo, l'ainto c!t>lht su11 rsperiE'nza e del· !'t•p~•·a ,tl!l. Altipiano ùi l~niusiau, 2B·3U ng<>-<to 1!117. btir.i_ Pl·:l<ll 1.1 (;i•JI'flltlli. dn :-;an Pir>tro AYell:.no (C'nmpoha,.so), rnpitauo wedico n,~gim.:ut•• granati .. ri. A \'Uta notizia che prPsso i reticolati n emid ern rilll a<:to 1111 no!<tro militll rt- l't'rito, \'olontari: tllH'IllP., rli U•)ttP. ron rlue grana· tit:'ri si reo.:av., a l'J!',.rcarlo, tWr tra~portnrlo nl p o!<to rli nJ<'d ica zionP. l?ius.·i to \'allO il tt•ntJHÌ\·o, ;rll'nlhn tMuaYa ai reti<·ulnti. riuscendo nel ;,.uv intento, lwu.·hè rlolomnte pt>r •~ontw·ione ulla gumha, al hr:•f'CÌO ed nl ~Ìl<Lt:O, rÌJ><H· l:\te pt-r uun cnduta nc·r·idt'uLale rlt•mnte In rrertrlt>ule rtC(;-r<.'.ll. llt•tturua Ri· <'IIJ'~rltto') il ft>rit<>, "l ntuu i va dd 'n brllldi .. rn di ll••utmlib e tor nan. rl i nuovo


PER IJ, l, li!RO D'ORO fWL CORPO f'ANTTABIO lf fL11'ARE

102'1

sul mt>•l~>s imo po:.Lo p•w rncco~ liere le '<Rhne di al cuni granatie1·i. Per nven• prote-.tn.to perchè ~li av~·pr.;:ni in talt> cir:·ostanza ave\'nno aspm t~tte le 1\l'llli de1 caduti, veniva fatto d,t questi pri~ioni .... ro. - ~J oofalconc, 3 lu glio ltl l ò. 567 PooiHG:SE ,\lario, da Cagliari, me•l ico r<' ggiuH•nto al])i ni, - Bcuc ho i l posto di merlicezione fo,se sottoposto ~trl un mt~,>uso hombaHlamento nemico. con atti\'itit, t"o ragg io e pc•riz in Ci'l-' mplare, ,;occ·oneY:~ i ntlme!·o::i t't!riti t> pro\·· ver!cya <:CIII calma al loro s~omhro. - :Uon l~ Orti ga ra. 11-:!1 giuguo l~J7. 668 P VIW ' ELLI Arlllro, da Milano, t l' ncme lll o·ti ico, :-czioue ;;tw ili,, r <• parto ~··· meg-!:!;iato. - Cou calom imperturbnbde e piena sicurena di sò, sotto i continui bomb:minme nti nemici, prest•'• indefesso l'opet·u SU!t ni numP ro ~i fer iti port:~ti nll.. sezi one. \·anu ro a c:onosf't•ma che un r ol po di llrtiglieria a; ver:-;11 rin :t,\·e va fatte• fra n ~tre .uua !':t vet·Ha dov'erano t· icoVI'1':t ti o l tre q tunantll militnri, con nobi lf' slaucio, ius ieme ad u na ,.;qua.lrigha di portat'eriti, ::i portò l:'lll posto. e. sotto il per<>is tente t iro nemi co. tra~s• · a salvamento In map;gior pai'te dei '-~t'polti , - Baske, 2J ngosto-1.> settE: nturll 1Hl7. lifi9. Q UAIH!I (.;io!'aoni, •la Palermo, nwg~ion.. 1ued ico •·omplem•~nto o,.;pc·dale da campo. - .:-1 e ll 't~lf'onda!u~eulo di un piroscafo s11l qnalt> er-a iml•arralo d i pa...;!':aggio, t:oopc rò :~l '"""teui1uento delh calma. e delln dt,-ciplm<~. Il bordo con

espreH-;ion i eJ a t ti d i vera f~rm!'7.7.1'1 1 ten•·nd ~' conto>gno >'uergi r o e corRggio:::o. Rt~ «o Adriati•·o, 6 di ce m h r e l !Il o. 57LI. Roll)l!lf:l'I' Z P t•ficicuw, dR. Bergamo. wneute mcdir:o r!·ggintento alpini. In una locRlilit scopPrta e f<.rt.emente battu ra dal fuoco avvers,uio. prestò l'opl' ra sua per In eura di numerosi feriti. di stinguendosi per ferm(·zza e cnrap;~io. Diede ancl11.1 o pportunll d i ~po>'izioni per lo sgombro dei feriti, iu un lu0go imperv io e pure f ortemente b;t ltuto ùall'art.iglifi'Ìa nemicn. Monte Orti~Rta, 10-13 g iu~; uo 1!'!17.

f>71. Rn...:~;1 V int:cnzu, da Am n.t rice (Aq uil«). •'n pitano 1ueo.lit:O eu mp1P nt61HO re p~trto ::;om.. ~g i <~to di sauitil. - l'o111nuds\llt<:: di un repru to ::;omeggiato d i sezioue di saui til , in luogo lnHLuto d>~ artiglierin D!'lukn: essendo stata sfon· data dnllo :;copp io d i .,grnuuta' ltt tendn. di nwdicazioue, proseguiv>t ino.,tancabile Il "ll'opE'ra di Hoccorso n i feriti. Tn altra ci t·costnn zn., fer it o leg geJ'Ill Pn re ad nn a ro-;1' iR da pallott(• la di fu ci le, noli vol le allontana r~i dal reparto, restau tlo\'i costnnte di nlto sentinwuto dol dovere e di imperturbabi le !'en~n1tu d 'n· nimo.- \ "al di 1k:::, 7 lu glio 191(;. - Crore Snnt'A ut onio, lb agos ro 1~16. l'i72. SABA'J'I~I Al(onso, da tirò (Catnuzurol . sottotPne nte med ico 1·ngg1·uppn mc·nto :\SSeù io .... gruppo. - Orgl'lnizzò molto bene il po,.: to di medicazione di'l gruppo, per modo che l'o pera di sgomb ro dei uu meroc;i feriti potè e!'~ere effettuata itt modo lod<>vole. Duraute l'nzioo(· portò l'opera sua d irettamen te snlla linea d ei pezzi, tmttcne nd osi hi. dO\'C il fuoco n emico più infuria\'a, e, sempre pri mo in mezzo ai peri r oli, espoo.e la 1· ita pP.l" ad em piere il proprio compito. Nova Yn,: , 18 ago..:;to l !il ì li7!3. s..,~ot· l~ETTI Guylit•1no,. da. P arma, n-<piraute n fliciale rn e<l i<'o reggim~nto faute l·i,t. - E-.f'cncto stato colpito il po,to di JH edicr.z ione di prima linea tla una gr a nata ne m ic:a, me n tre coli streua co;;cien za v i pres ta va l'ope1·n sua 10 soccot·:<o dei t'eri ti , r.on im p1~ 1·turbnhi le c·a Ima .-outin uò n t'l ~IlO pi et uso uHicio dando a tutti hP II'esewpi o ,l i t'ermezr.a . "alma e corag~io. - Carso, 8 ~ i n ­

gua 1917. 57 4- Se 'lln~ A ttl,o,uo. da. Motta Rau t'A 11:1st.a:<ia (Catai! in ), tenente Jn t>dir·o <'0111 plc•mento tP~~irn cnto alpiui. -

Bcnr h ~

il po;..to d i m hiic:~.zione fo!"se soggetto


1

PER I l. LI BRO D 0Ru DEL CURPO SA NITARI O MJ LITA!iE

ad un intenso bombA.rdamento nemiro. con attivit1\. coraggio e perizia esemplari. !'occorrevA. P sgombmva numerosissimi feriti.- Monte Ortigara, 10-91 giugno l~J7. 576. SEltlO cav. Vito, da l'ampi Salentino (L ecce), maggiore m edico sezion e Sa· nila. - GomaudaJtt(' di nna sezione di saniti<. si rerò ripntutamente in una zuna intcnsame11te btttwta. dal fuoco n emico. allo scopo di a~sicura rs i che il .sorvizio procedes;::e iu lllCdo r ('golare, e diede bella prova di calma, coraggio e sp retzo del pericolo, es!'!enilo col sno com..gno di esempio e d i iucitamento ai dipendenti. - Monte Zebio, 10·16 ~~:•u~no UJl7. ò7ti. TAMJ-~ AII!JPIO. tiA. ::>an Cololllhano A.l I..&mbro (.)f ilauo), teueute m"dio;€'> complemenk reggimento alpini. - .Ft>rito da un!\ !icht•ggia di granata av't'ersaria. mt•ntre si trova\·a al posto di medieltziont: del llatt&glione, <:ontinuò l'utilissia"a O)Jern !';ua, 110ncunmra di sè. ln precedenti nzioni, c~<lmo e sprezza11te àt>l pericolo, ;:i era esposto pi\1 volte per medicAre i feriti. Monte Orti !?;<ll'lt, 15 gì ugno 1Hl7. i)i7. T '"""NJ Dmnenio;o, da .HologuR, o.;;pirante uflichtle llledico reggimento fau: tPria. - l> i gi nrno, e sotto l'in tE'uso tiro dell'artiglieriA. nemicn, roggiuuse il \'i~dotto dei!R ferroviR e v'impinntò il po~to di medico?.i(Jne, l'unico che si trovasse vit·ino alla. linea di fuoco. Prestò sempl'e opera vnlitlt'l. e pronta, c-on IFRude zelo eù almegazione.- !l! onf1dcour, 23-2!! maggio 1917. 578. VK.x~;Jtu~t Cnrlo, da Pavia, wu .. nte medico reggimento fnnter1a. l'on lodl'\·ole -<t•rruitil ò'animo. pre.,tavlt l'opern sua uel posto di medicu7.ione soggett.o al violl'nto ed 11g~lustnto fuot·o dell'nrtiglieria ll4.'mico, tl dava prova l i cor:qrgio e d i forte ~enti lll(•n to del dovere, oitt:uendo <'O n l'E'Sf'm pio ugua le vrdoro~a o·ondorta da p>trte dPi ;;noi d i penrleu t i. Ca m p<li'O vere l A l t ipiano di Asi;~goì, :.!7-28 giugno l!JI6. Den·l'lo hlfl.IJOft•tU'II?..iale :!ii lll!fliu 1.'1 18

biti.- l:l"l:EI.I,.-\ IJnsiP, da i\l iiHno, t•·nente mo·Jico complemento sezion1-1 sanlta miìitat·t>. - In un posto n.v.. mmtn di conccntrnmtohtO di'i feriLi , dtJrante le ati oni . ed in zuua fort.·mente bntanta dnll'>~rtiglier;a 11.vversaria, mostrò calma e 1trdire e-<e mpl.u·i, riust~t!ttdo d i iu<,itnmcnto 1\Ì propri dipendenti e contr i· h u•mdo l'lfi··f\ceaneute nlht r.ura ed allo sgombro .lei f..rili, in circostanze ol· · :·etuodo òiflic' ili. - CnstngnPvizza, 11111ggio 1!117. f>.- ill . Uus• lliu, da Anc,?nu, cl\pitano mPdico st·zioue sanità divisione .E ssendo ,.COJ' piata uua grannta uem it·o nelle ndift<'enze d!' Ila ,:ezioue, n<·correva. spou· tancauH:ute e ~pren11nte dl.'l pericolo. 11 s occorrere ì feriti, rimauendo anche egli <'ol.pito nHmtre presta,·a ht i'U:\ opo·ru; lwll'ec:;<'mpio di salde virtù mili · hn i. - Monfa lcone. ~ giu~uo 19! 7. f>bl. - 1-'IOHI •·nv. Paolo, da I~erid (G<'uOvH). 1111tggiorc medico complemento dì rettore osp('(i:tle <·a111po. - Riru»Sto daPIH'g~iato l'ospednle per il vicino sco p· ]•Ìo di proiutti l i !w tu ic i d i grosso c ~t li hro, ·<'OD lucida t're d• l~zza e sprez:>:o del , ..;ricolo. (Jq:~au izzò il serv i?.io d i t l'RS porto P d i ;:~o m bro dei feriti iu luogo aueno espo,.,to. nv uo,.,tn u te un a vi(JieHtn ripresa. dei tiri dell'artiglieria 1\V\·er· ,;,.ria. - Sau Cam:iauo, 15 maggio 1!117. o~~. - GAn \NJHA Paolo da Milnno. teuente medico compl(•mrnto reggiménto t ,l li teri~t. Da !'Olo, in otto giol'll i d i con t.inuo C)Onl battimento, sotto intensi e prolungati bomhllrliaJLeuti, scgui,·a le truppe fin sulla liueadi fuocCJ, adem· p1entlo con gt:neroso slauci, :diR sua nobile mi,;,ione e dando bella prova di abll itil e di ;;e1·euo c-oroggio. ....:. ~lout.• \'o•li,.e, l·l-20 maggio 1~17.


PEH IL LiBRO o'oHn DEl. CO in>o SA:- ITAH.IO MILITARE

51-iS. M 1:-<ERBl (.;iacomo. d;. Fenara, tenf;nte mt•dico reggimento fanterin. - Sotto violento fuoco d' unir;lieri!l, adempiva al suo comptto, dando bella prova. di sereuo t;Ora ggio e òi allo sen t imeH t o del dovE>re rimsw eurlo feri to perlo scop pio 1li una gra nata. - Moute Vorlice, 24 magp;io 1!-117. 584. M ON&:TT I Ghl;;eJ'fle, da Bolop;na, t enent e medico l'egl!"imento gen io cowpagnia speciale X. - D uraute inttJnsi bombardaroe11ti uemici di pt·oiettili aga:< as6:"siaJtti. accorse di propria iniziativa, con raro erl alLO spirito cii dovere ed ammirevole nbnegR7.ioue, a prestare la propria opera snnitaria dove più gra\·e em il pericolo, dando esempio di serena calma, di fer mezZll e di coraggio, e e concorrenùo, cou IR swt prontezza, alla protezione e alla SAivPzza di pPI'· sane co lpit~· rlai gas •:euetici Ca rso (Lago di Pietra Ro:-:o:n), 20 agosto Hl l 7. 58.:;. N ,l.l'l'l Gioacchino, eia A.jeta {frazione Prnja) (Coi:!Cn7.a', teneu to meùico com· plemen to ufficio saniti\ militart> riivisione. - Costante esempio di sereno ardimento, nonostan te il bombardnment o oP.mico, si ofhiva. più volte, vololltari~tmentc. di recarsi nei posti aYRit7.Rti di medirazione reggimentali per portare ordì u i e mati.Jriale sanitario. - G :\bl'ÌI" Corenie- \'el iki ]{ ri back, ma§!· gio 1917. 086. P I<.:CM<='O)II {;rtspan·, da Valle rli Sotf'o (Sonchio), capitano medico com plemento direttore ospedale campo. Avendo ]'artiglierin nemica .:ol pito in pieno il caSel-{giato dell'oS)Jerlal e, conservò ammirevole cl\l ma. e. con fermo coraggio ed nlto sen~o del dovt>r~. fu il pri mo ad M'Correre dov'e ra scoppiata una gmuata. fHentlo molti militari ricoverati. ::-.-onostnnte il per s isten te tiro, si ri tirò solo dopo che tutti i ricoverati erano stati trntti dalle macer ie e riuniti in luogo meno e::posto. - Ronchi, 18 marzo 1917. &R7. - R AGO Giontnni, eia Cann11. (Cosenza), capitano med ico reggimento fa nteria. - Sprezzante nel pericolo. ::egui passo n passo l'n va nzn t a del reggi· mento, r, per portare prontamente socco rso ni feriti , rifìutò di !'tabilire in <"n ve t·on il po~to d i medil'll?.ione. prefer enrlo rollocarlo in locnlità vicina nlll\ linea, vio lentemen te hn.ttuta dlll ti ro nc:•mico. Con euergia t' fermezza riordinò un gruppo di sold:1.ti guidandoli, persomtlmt-nte n.l loro posto. - Monte Vodic'l. 14-20 mag~io l!l l7 588. R OLAXO:;:I,I,t <\fal'l'tl. rìa. )fnis:<a.ua (Genovll), sot.totenente m edico rl'ggimeuto fant.erin. - Per soccon·l'rr· prontamflnte i rornhnttenti, collocavn. il posto di medicllziooe nelle imme,liat~> vi ciua n;o;fl clellR prinlft linPa, in lor.a litit bn.ttuta dall'art iglieria nemicR, disitli)>Pguando il suo pil'toso uffi cio con calma ed attivitit PSemplari. - Carso 11·12 ottobr« 1916 5!ì9. TAOTAALATI~LA Giuliano, rl a Giuliano di Campauia. (l\upoli). cnpitnu o medico complPmento sezion•· "anititmilitare. - Cotllandante eli tm reparto ~o· rneg~iato. pE>r Vllri mesi, neiiP pi•'t diffici l i cit·costa.m:e P in 7.0nP hattute d>\1 fuoco nemico, prOV\'(•deva alla cu ra ed allo Fgomh ro dei feriti. dando costanti' prova di soren itil, di r ornggio t> di attività - Fronte drl T renti noe Giul ia, giugno l fl l f)-maggio l\ll7. 5 90. VrA L ~~ Gaetano. da Neilso (C'o mo). s ottotet1eute mt-dico complemento l'nnteria.. - Volontariamente, si 1·erava a prestare la s ua opera in un po:-to av,m· zato d i rn •~d i ca zione, esposto a violento bombardamento n e t n ico, eu ra ndo. ~Imo ed in~ta ncab ile, numerosi fe riti, - M~trcai di Sopra. 19-21 mag. gto 1916. 5 ~1. Z.ANI IT'I 'l A /'Il l o r oppar e Ilo (P'1ace nza ). !!ottolt·nente met l't co regg .nuento c Jt "• (a


l'BR l l

LIBRO D 'ono DI•: L CIJI{ PO O.:AN I'l'A RW Mll, ITARE

:-'prt-.:zante del pt>ricolo, iu zona battuta da violento fuoco di ar ~iglif'rin, con iutelligenza e co11 su h li u1e spirito tli cari ti~ , procligan~ . tu t to sè .;tesso neiiH. ··ura d•·i feriti, incoraggiando i soldnti ed incitnndoli ,\llfl lotta, hell'o:~sl·tuJ.cO di -;:wgnH freddo e di tPrliiP:r.Zn ù'auimo. )folcte Vo-ìi<'l', 19·~5 alviui. -

mag~io

1!117.

Er·wvmo souo; ;-;E IJ~::-t'l't/Q /ll(li//Jit•/IP/IZÌO {e ;] '/ll(ll'ZO / !1 /8.

:!87. G1\ -\:r.JA:>O Jirauces.:o, ola ltossn.no (Co,;enza), aspirante uffic:iale medico reg o;i uoento fanl-<>r i a. - Quale: m ed ico oli u u bnttugl ioue, in u O !l. po;;izione sco· pt'rta e fortemL·Ine ùa~1 uta dal fuoco nc·mi<·o. pr·c•:<tu \'a la c; un opera con c·alma e ferm,.zt.n . - Fiondar, :ZH muggio 1!117. :.!HS. O•uxoxt •:av. Gio•·tuwi, da Clua•·amonli (fht-<«ru·i), l.eut•nte colonnello medico <lire?.ionc sllni~it annata. - In occasione dello :;r.Cippio di uu deposito rli mu· ni~ioni, il q•udt· dHOlH·g~i!l.va tlnche vicini Ld>hrh:ati e mtnar.-iava altr i depositi di foraggi e benzina, ~:oopenn·:-~ al soc<·o•·"o e.J nlln. me,Jirn7.ione ùei feriti. sOltO il persistente pericolo.- Sant' O,;v:dJ o (t,;oiint>), :37 agosto 1!Jl7. :3"!:1. MAI,'l' to:SU: J<', ·auc·esN!, da :-;cicli (:,it·acu,.;a), cnpit:1.110 m~?riic ·o complenw uto ospe· dale campo. - Durante i l tiro dell'artiglieria ueroic!l, dal f]Uttlè vPniva colpito l'o:>pcdn.le, provvede\·a con culnìn. E' ft•rroezr.a all'assistc•n:r.a e allo sgombro .lei fer iti ivi ricovctati, •lando e~empio di sereuità e'coraggio rlinauzi ;d per i· •·olo, e ditnostra.ndo alto scntinwuto del do\'l'l'e. Corct.ons, :21 ago-<to 1917. 2'•11. :\L~IlZA!:,HILI.-1. GiO?)anni, cla Casalpm;tet·lt·ugo :\lilatw), tE'u• •ute medico cvm· pl.,ulct•to ospedale c11.mpo - Essendo. di gu:,rdi"' il grorno iu cui l' o:<pedalt? Vf'Ui\·a ripetutatnP.IIte c;olpito dall'•trtighPriH. Hcllli t:n., dtn·a el'empio di SPT•1nità e t'c rmezz!\ di f ronte al pe t·i(·olo e iuion.leva c·almn e tOI'(tggio nei dipcntleuti, h•n.Jo prova di a-lto ~··utimento del dovt·re. - Cormnus. 21 ago.;to 1~1 7. :!!jl. ~~ ~:NH :IJI:<IU J>asqurth:, d n Ten:iguo (~apolt l, ~ottOt<:J~ente medko r•!ggimt>uto t'11.11Lei'Ìa. - l>iscmpcg:uava con calma, iutelligc·uzn t) corAggio le proprie m a n· 'iiou i tli u ffic· i aie meri ico .l i hA ttR~I ioue, a bre\·issi 11111. rl isti\D7.1l •laiiR linea di r'u o ..·o. sotto l'tn t euso tiro ui:>tni•:o. - Piton Brule (~lacPdonia) , !:l maggio 1Vl7. :.l~d ~~ v~T·\=-- Oo)l\ f.ttirti , d a 'o Lo (S!r:«·u-:q. a,;pir:uc t•• uilìchdc medico rrggi m..,nto fanteria. - Sotto il \·ioiE-oto homlt:~nlatJt Uu lo uc·111Ìro e in un terrl'uo ~roperto t)d a lmJ v~ clistf\IIZa ri:d l'lwvet·sario, co<~ùiunW<• ·~on zelo e J\!'t.Ìlre i l teueule medico del proprio loattngliorJe. - Fiondar. ~6 muggio o ~iugllo Wl7. :.l!•ll. .llqRJ.:A l'inC~<IIZO, •la :\lol tola (Lecce , teueute medico reg~im P. uto fanter in. Durante un attA.<'CO ::u . li uu tp,rre11o battuto dnl fuoeo nem tro, ron calma e sprezzo del peri<".olo, rnerliCll\·a i feriti, .h\ndo esempio di fermrzut .l'animo e t·onc ~gi o. :\lac;,.doni:t·Pttou J:rulè, lU-11 maggio Hll'i. :!Hl. Ntt:•:ll so1.1 ,\{o, ·l'fJ A H:'ll/il), da Ue rgamo, tenente nwtliro r nggruppamuuto bnt· teriP. assedio, g1'11ppo obici pesa11ti c·;tmpnli. - Addetto al comando ci i un !:!;ruppo pcs.•ute campale. lltll le Vlu·i~ .• vanzare che si re><ero n ece>~:;arie per nccomp.•gnat·e le fanterie, iu coudi:r.ìoiti dilli<'ili e dum n te ripetuti bonJbardn· uwnti llt"i.uo;Ì nelle itnm.,di:•te v iciuallzE' del coma n•lo di gruppo, dava prov" di alto spirito militare ed elev:Ho 'ientitH<'I•to del dovf· re. provve.leuùo acl im· p1nnmre ~11bito il sno posto dt mr•lic:~?.io u c• sulh1 ste<;s;, linea clei pt>?.?.i, ed e:<pouendosi !'c·n·n.•menLe per soccMr,•rc e medi1•aro i pri toi feriti. - Palicbi~ce, uu\·e tnln·e Hilfk~-; ma~gio Ulll. 2!J5 .:-lteni,Js Sffl•lo , olf\ Nog•trl) le di Rorca (Vt:'rona ), a:;pirHute uilici.tlt> medieorP:.o;~ttnPO!O f:,nvlna. - llurante prolunga t•· ed intense H7.ioni, e sotto il bom·


1

P ER If, LIBRO D URO Db'L C!li(PQ SANITAR!IJ :MlLlTAll€

l (l:! l

h.• rd'<ll1vuto 110:!1\lÌ•·o cbe ~olpiva .• oche il po,;to di medlC·t'l.ÌOne. coadiuv.tva t'In .:acemente il dirigente il st'rvhdo s:onitnrio. pro•ve.lendo con :d.megaziou~ . ,~­ r.'n" ca l nH\ ed i n Lei! igtmza profe,,;ion a le a liro m ed itatzioue ~~~t !!Ilo ~gom irro di numerosi f~:riti , anche di 11.ltt'i corpi , non rdloutau:rndo>'i so 11011 qmwoìo il L·,..~­ ginH•uto el·he 11\'Uto il c11.mhio e tutti i ri•,O\'erati furono <"gomhrat;. tlwdo e,;empio di alto seuti u~t ·ulo del .lovere - Flon•lar, -~ H giuguo Wl7. 296. P ~; 1.L Ellf);O cav. . l wb·,~a. .J n. ~orgom .. sino t Torino), tcnen te colonuell'l lrlel'lico diret.ione sanità >~nnn.ta.- .\ell'occ.,~ione .!ello scoppio ,Ji un •leposito di tut11aizioui. opportuTt~tmtHtte provvide ullo !'~ombro di sl:.hili1neHti di c·na c alla medlclt7.ione di ferii i , orgn11i:t.znu·lo soccors i O\'C più urgevst il bisor-;uo, seuzu. preorcuparsi lle l p.-rit•olo. - :-;an t' 0 .-;nl.ldo (D'd in e ), 27 ago,. lo l t!l i. 1Co11 t11111v ) .

P.ARTE lTFFfCf.A.LE ~

® l\.1ini~tero

d e ll a g uerra l )irezione ge n ~ 1 ale di s a nità tTlilit a r e 4

J)h· i si u ne l l l -

I. -

(:l HCOLA UE u.

S ~ zi one

1

t:lZ-&:7 d1•l IH ottobre- l!ll"i.

Maschere protettive per u fficiali medici ed infermieri. l..'nt t uale epìd c•tui~ infi u ·nz!llo.', d11 t!l. 111 sua g rl\nde di ffu~i 1ne com.> è b .n noto, aeoaibilmen le ug~mvat.o i a •r vit:i oap"dal te ri, iu

e

contogio~il à, h•. gui~n

da rt-tttlere tt~lvolt a Jiffì. •le la ourL e J',,a;i>te t:r.a dei o •lp i ~i d11l m;rbo p .. r la d dci• nz.L del P•'l'· aonale occorreut ·, t autu p iù che no t· infreq uen temente i medici curan ti e 11,li mftrmiori , p ;ù dll\:~tament.<• ••SP••sti nl oo nt,Lgio, 8')no ea~i stessi att acOcll i dalla m nlat tin. D J t<> siff •LI o stato di coae, cb" p )H••hb.: tliveai re a nch ' p rnocou pa nte, lt\ sorh·e.tt& n on può ohe a p pro :are P l ·,da re l'd ttu~?.ion" d i t o tt!l q uelle mi.;u re• p rofilat.tiche e igicnich J c he val6>ll10 in certa guia • a ~arautir,•, o quanto m~rto a ren.lere m eno prn lmbile il pericolo d' io.fe:tioue T ·a rle* i m"zLi "i th •ai in pat•ticola.re co nsigl ia bi lP l'uòo· d on e d i una m·t- chera pro t ttiva dn tenera Jai meclioi e dag 1i · infermieri durantJ la loru p e•·mn.nenza n•·lle co ntie tlegl i ammalati d'influenza. È n~>to 1\ questo Min iatero o l(' giil n le a 'l i medici per pr •r>ri ll h izin ti \'n f,wno uso d i tale mezzo di d i f08a oo!ll b toni rt-ulr a ti, a"'r vend.,si di tipi di m.11;chere, o ideat i d a. l c.ro s tee i o e<i-t.:nr.• in com•n,· rcio; ma sa"·bb3 desid erabi le che l'ueo veno..ae , qunn t; pi ù è po.aibile, ge tc ra lizzato. Cir ca il t ipo di m taohe- e dd presoeg liet•e la ecriv.mt.o n •n r 1tiene neceseario [ll'«· eori vere per tutti indrst.nta.tnent.e un. unico mo Je'lo. lnsoia tdo iu col tè. agl i uffidali m ed .ol d ei ,..,part i Pd ai direttori eli ospedal i d i a.dott.ure q u ·,l t ipo che rit~ rrann9


Il J: ; ~

l'ARTE liFFlC l! Lh:

più "P• CÌ a l :ncn ~e ade.r LO n Ilo se. po. tenend o pres··nt ' obe t~ masche ro nw ~lio rispondent e è qu.,.lla che e.-·nza •· et aoo lurv il re: piro. ri<ace a trutr . ner& p iù efficocem< nt... dumn!R l' asp it"BZÌOne, il pulvi~co lo ot noC•Bf,•rioo e l<> Jllr tic .. lle urnid,• proit•tww do~li inf··rmi 0011 IR- tosse. Ad u!ltli modo, per o<>modit.à di r·oloro rh•• si tro ' a."'!:e·o Pven walmen!e imbaraz· :t.Hti nella scelta tlt·l t i po1. la e· rn·en te in' ia in p acco a pe rt•·, alc un: H en plnr i di Wl m odello. semplict' nell'app lica, ione di fa cile l· ra pido o lleet m&n to, che si r it e ne p oSélll e..eere uaeto co n rea.!" vun 1 a!:'~Ìt o . L ' lmp iep: o di d <· ttn m Aecher.• non rich iede. d nta la s ua s ·rnplici~ . alcuna dett.a~li u ta illuat razione. H•,eter à far l " ·senr e l'h<' il filo di ferro rut.to e u ·it " in d ue tlei bor ,!i, es"endo fnc ilmcn~ pieg he\·oole, può a da1tnrei el!lltt.auumte alla eu rva del na -o; j nll8~ri vanno legt. ti d ietro la nuca do po ave rli fa1ti pa88&r e ri pell iv m ·Ht.t: sopra e sotto l\ rrcch io; la fa ld~:lla di co1 one int..>rposta può t>esere medio at.o con qual • h o i!' coia d i alc1' l cr.n fr ra•o, o timola t<>. Cot.eeta D inzi, ne si Ol>mp iar ·1 è. ctaro· ,,pportune diqpos·.L;oni agli l' liti dipenrlf:'nti in rappor to a quanto à ea pnet" laeJia pre8t.>!'ll" oirr> dare. Si r•r~JZ B oo<'us n ·e r i•·e' uttl. P el .Il i ti , fro - o r.r.r.A V ,\f,J.F:.

II. -

rL HCOL.\H E u. +tl~:l ! Hi ch>l t!l ottobn· Hll 8.

Ricovero e assistenza dei malati d'influenza. Risulta che no n se m pre v iene o t · ewper n1 o allu pres<'r izi• Dt' <.lei pa rn,l!rafo 6 della circnh•re 406891, risc-n·an do oal'edali fJ><'Ci ali . o ~pcciali reparLi ne!' li ~tnbilion1 mi '&nit·a ri. per il ricovero esolu11ovo u .•i mil ita ri ' olpiti <' a infiuenzn; IY' a t.di malati ve n · gono iuve"e aocol! i n ell.• corsit· oomun i, rend< nd o co•\ fac if,. il p rot::aga rsi dd la infeY.ion•' frn g ti a ltl'i in.fermi. c l' iuaorger,• in q uesti, ai è. d t bili! ati pe r off,·ziou i div.-rse. d i f. rme cl iniche Msai g ravi. Si invitano per1an t<> le Dit'f zicn i d i sani tà a v oler dir-por re pPrOh!~ sin ,..i g ur08cm>rntc , .-g ui t o l'ondirizzo di 1?1flllle'l'111'e i.,ofo t i tutt,: i colpit i da influen za . e si !Zra di rè. aver e n~sicurazi ..ne in prop< sito. C'o u l'ocCAHi••De d•· vesi racc<'m• nt' a re cl "• ' ra i v ••r t Htnnnhu i d i form e il afluPt 1ali. aiano •li•IÌ II'Ì '[tuili d1r 7"'1!-'C'•:a uo t'''''J.lico>tze br• n r O·f'' looo10ari. e •·he eesr ven,t~ano uocnlt • in C•Jr~iP o p rrdi(lfi·m i s.para ri d ngli a ltri. :\on ei può infatti ee•·ludere, in modo aio u,·o e ooo I'Ì!.:or .- ;.ci••n t i6 c o . <·h(' tali con plir an~e (ciii' e<ono poi qu<·lle r hc ind ucon o d• -.alito l'e·n to letti") no ·• e iuno Ù• t •min a te d.• lo&sociaz:oni .. .;. rob icbe . le q•11oli agg w n:!OI\" r,\.,.iun , !or., 1\ q ••<'lltt deli'A t!E n te ùell'bftezione innuenz le; e ch e es.~e n on .;:uno ('1\l'aci. por pnrtto lo1 o di propogarsi. ""me !ali. ~l i altri m ulati in cui la in fi.,,·o •.o. rlecorre in rnodo b <!ni,t!no. e d i a u m rn 1nr;,. rer t a. l modo la ~ ravità dellu ep id, ·m ia o• l • 1E•t•di 1è. tr .t i c·o lpit i. Jn6 n<• ~arà o p no r1uno < he le D il'o' z :, 111 d i " nità d ia no p 1 eci'>· iatrutioni ngl i uflì· cial i ,.,.,d j,., e . .J p t' tllOI\BI<' d i assis te• Ztl. a nìnchè . esi un i: c11no all'alt<• s p irit.o di ., bnc· ~tazi .. ne ,. di aa!'ri li~io un ben nettoo scn.- n della re~l'<·m,abilic à di \ utPh re la pr• prill ,.alut•. ; " ai giodno quind i di <',tini mezzo prot l' l.livo, n tto " d im inuire la probabilirà d i l'ontrarre In rnuln t tin .. eJI'A<.Iemp im!lnto d<•l loro d on·r<·.

..

(:llliQl- Rl orn 1, t918 - l'tp. E. V?;chora .


·-

\

---

...


GIORNALE------------3-----------DI lVIEDICINi\ MlLlTARE llir«'ziou,_.etl ,\mmlnlstru~lon•: Palazzo del ) linlstcro della Guerra, Via X: X Settembre. Ktlmll.

t:O ~ IH Z I O~ l Ul A HRÙN A.l\1 EN'l 'O .

l"' Il Oinnwlr di mcd iciwt m :til•~re si [>uublico. l'ulti~o gior.no eU ciascun mese, an fasc icoli di ci nq uo fogli d i SL!\IIlfl:\. 2° L'a bbonamento ò annuo e decorre ùol 1° gennaio. 3° Jl prezzo <lell'abboname~t to è : Per l' Italia e Colonio. L. 12,P er l' Estero. l :lo,. 1 in Italin . ,~."i U n fasc•colo sepnrato costa. l all'Es toro •,so Il supplemento cont,..11ente l'Annuario , in Italia . l ~ .;')0 d~l cor'f}O Banitar io militare costa . 1 a.ll' Estero i 2,.,... 4"' L' abbonamento non disdetto prima del 1° dicembre s'intende rinnovato per

• •

:·n nnr~~ ~nccessivo.

r,o T sic:nori abbona ti mili t ari in effettività di servizio pos sono pagare l' im· porto dl•ll'obbo namcnto per mezzo d ei rispettivi comandanti di corpo (nuche a rate mcM iii). 6° Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammesso un ahbonamouto c n muluth •o al Giornale d i medicina m i titare ed agli A nnali di medicina navak e ccNonialP. al prezzo di L. 18 annuè. P er ottenere tale abbonamento gli abbonati del Giornale d·i medicinu mil itare de vono fnr pervenire direttamente L. 6 all'aromi· nistrazione degli A n11ati (J?resso il Ministero d ella )farina). 70 Ai li brni si fa lo sconto del IO %, ma soltunto per g li abbonamenti delle person~ o dogli en t i non militari, ch e non p ossono fruire della facilitazione di cui a i numeri 5 e 6. ~ ORM E

P E IC ( ,E P U HUI . I (.;A ZIO~I .

1° I lavori originali, le no te, le riviste - dattilografati o scritti a man'o devono occu pare un solo lato del foglio eù essere accuratamente riveùuti dagli au· tori. Si f~> specia le raccomandazione che queUi scritti a mano siano ben leggibili, per modo dt\ l' Vitare ogni dubbio d'interpretazione. In caso contrario, la Direzione ei vedl"ebbe cos trettn a sospenderne la pubblioazione. 2° Durante il periodo della guerra, In. correzione delle bozze sarà fatta dalla redazione, anziché dagli autori, por ' on vincolare il lavoro tipograjlco agl'inevitabili r itardi pos tnti. 30 Finchè perdurerà il costo eccezionale della carta, i lavori degli abbonati non dovumno ol t rcpllSSare le 15 pagine di stampa; quelli dei non abbonati, le 8 pagine, 4o Le spe~o per gli estratti e quelle per le tavole litogra6ohe, fotografiche, eco., che acco mpngmtssero le. inemorie, sono a carico degli · aut:.> ri. 5° Oli es~ratti sono di ùue tipi : - Tipo A. Con copertina in bianco, sen:r.a f rontespi7.io, o co tln impnginn.turn e numerazione del fascicolo. - Tipo B . Con co· pertina stam pata, fron te~ pizio, impa.ginaturn e numernzione speciale. Agli autori delle memorie saranno concessi g ratuitamente 50 estratti, t ipo A. P er coloro che ne de>~ide rassero un numero maggiore, il prezzo é regolato da lla . seguente tnriffa : Prezzo di c i a scun f o ·-j!lio d i etampa TI PI DI f S fRATTI

T ipo !\. Ti lO 8

.. -. . ... . . . . . . .. . .

so

••• l

...

ogni centinaio

i,50 l ,50

IO-

16 -

6-

~o-

12-

-:a· ~IER"

z

DEI. I.E COPIE

18 -

l

Per

oltre 100

Gli estratti minori di un foglio si contano come foglio intero per le orrunazio 1 dt 100 estr atti o meno. Per quelli che superano un foglio, le frazioni in più, ohe non superano il mezzo foglio, ai con tano come metà, purché però l'ordinazione non sia inferiore a 50 copie. 6°1 manoscritti non ai restituiscono.


nr

~ MEDICINA MILrrAR.E Pubbli cato dall'Ispettorato di Sanità militare .

Giornale eli medicina militare : 18S1-1884· Gl orn•l•

m~l co del

Q lorn•l •

Rt&io EMrcìlo • d e1l1 Recla Maf"ina : 1886 1896 me~ico de l Reaio Et•rcito : 1896 ~ t907 4

.

.-\N~O LX-VI ~ l~U S

'.

.

,

i. j

FASClCOLO x II

31 D ICEMBRE

DIRETTORE: Prof. EDMONDO TROMBETTA, maggior generale medico. REDATTORI CAPI: Prol ALFREDO BUCCIANTE, tent>nte , lonneno . medico.

eo- IS· Dott. ARTURO CASARINI, tenente colon~i

nello .medico.

COffilTATO DI REDAZIONE : Dott. DUILIO BALESTRA, maggiore medico Prof. GIOVAN Nl MEMMO, tenente colonfior. CESARE BARILE, ld. id. nello medico f Prot. ALFREDO BEVACQUA, Id. Id. Dott. GUIDO MENDES, Id. Id. Prot. llOSOLINO CIAURI, tenente colon Prof. ANTONIO NIEDDtJ-SEMIDEI, co. nello Id. · lonnello id. Dott. PLACIDO CONSIGLIO, id. Id. Pror. AMEDEO PERNA, tenente colonProt nello id. p • FERDINANDO BE NAPOLI, Id. id. Prof. SERAFINO RICCI, Id. Id, rot. GI{)VANNI GRIXONI, Id . Id. Prof.ALBERTO SANTAMARIA. id. Id. Pro~ GIOVANNI BATI'ISTA MARIOTI'I· Dott. GIUSEPPE TERRA-ABRAMl, mag'--- «al~NCHI, Id. Id. glore id. • ~-...........--~--..;----------...,.._..._............. -~-.......,..-~---- ... - ..... ~ ........ ...... ~ .. -. . . .

i

~

DIH EZWNE .EO ·A .M.MlNJ::;TR.AZlON.E

~~~-::-_!!~~~!~~~e~;~!!'~~~~~~~ _Y~~-~~--~~~~~? _- ~-A-.

~ R0 Per- le Inserzioni di pubblicità rivolgersi ctlrettame nte aii'Ufliclo deleg~to a tale servizio = 1tl~. Istituto Nazionale di Pubblicità e Informazioni. via Poli, 43-47 - Telefono 71-66.

.,. •·~r

le nuove noa•me c ir·ca le J•uhhllca:t.i;:i ciel lavoa•i , ·e 4Ji copet·tlna

r<!4• uall'lna ),

..


SOM.MAH.IO

• ..: • o " l • :

., •

l ~ l l' " •. l .

Guido Tluoni - Risol t.11i -l.olistr l ,,,, 'CLono nella baUagli<l Ilei l•il•e Giovann i Galli. Luigi Preti. -

Neres~ila per l'l!:sc rcito lfi uno sludio speci~l ' dell3

car.1iopa lJ,ltJ~i:~

t 056

l .'apuJomh atlnalc lr Aies1andria

Salvatore Lop riore. -

Sull'.r~:cnte 1 alorl(cn ro lfPil'alloale

trinO

panrlemra

Ello Tirell l. ·- t"otc tlr CJII!l~miolo~ti:r mar.crlont'

r: \Sl1 5Tlf:A CI.I:'\ICA. l~

Giuseppe Pa11ttl - Una nuova rurma dr rlrr raltlll rro• •'tala Orlando Cal\lgllota. -

Un ca~tr rli cchinoeo rro.r ~fr:~ t io' a in Clr naica

Francesco Macca~runl -

Contributo ali~ rn;islic.r delle f, ril•: :rll 'arlol ome

flll l

QU~STION I O'ATTU.H lTÀ, \' ~ I~ IUÀ, :"OI'JZIF..

Trombelta. - r>ernocrllu; rlr1en~ .

Croce R!>S<il l taliau ... (Ricomren'e al iMrilol

Ili :

PI~R ti. I, IBIIO 11'0110 llE L COIIPl) S\NITA RI II ~IILl l' Alli':

! 114

.

11!1

..


......

-·. .

M EMOR IE ORIGINALI

Istituto di patologia generale della R. .Universita di Bologna ;

Risultati statistici sul tetano nella battaglia del Piave per il prof. Guido Tizz oni, t enen te colonnel lo medico

In attesa di poter dare a suo tempo una statistica generale sui casi di tetano da me oss<>rvatì nella. presente guerra, ritengo opportuno pubblicare intanto i risultati parziali conseguiti in alcune azioni belliche importanti compiute dal nostro valoroso Esercito, come quelle che meglio possono essei' seguite in t utti i loro particolari, e quindi meglio si prestano a rilevare i pregi eù i difetti della profilassi e della cma antitetanica, ed a dare in proposito le norme necessarie per vedere r<>sa anc01·a più p erfetta nell'avYenire l'organizzazione di questo importante servizio. Ed in vero le st.a tistiche a. base molto· larg-a ha.nno sovente il grave difetto eli l)rcl'ìcn tarc delle lacune e delle ma.nchevolczze, c di fondere insieme i ristùtati di periodi different.i rclati\·i alla organizzazione del servizio antitetanico, comprendendovi anche quelli in cui la proiìlassi contro il tetano non poteva dare . tutto il ronclimenLo di cui è ca.pa.ce, sin, per il basso potere imm unizza.nte del siero u sa.( o, sia per la sua insufficiente e difettosa applicazione. · · Questo doveva specialmente verificarsi d<'ò noi, dov<· in principio, Jler necessità di cose, furono adoprati sieri di 'varia IJrovenir nza e di cflìcacia. molto di>crsa., e si doYette lo ttare non poco per nnivarc alla es;}tta e gent-r:Lle applicazione di un metoclo di prolila~si o di ·cura 1\l)Ccifka di data tut;La recente e non ancora entrato !H' Ila. menLP; c nella coscienza della. ma!!gioran?.a dci medici. ln una, prtcell(•nLc sLa.Listil'a parziaJe (l) io ho giil. re~o conto dei risu:tat.i ottenuti nella ·a.vanzat.a, delle nostre truppe clel maggio e dcll 'a,gosto 1917, facendo spcchtlm('J)tC rilr\·are, lUI'dinnte uno RttHlio comparativo fra. due di:.:tinte n.rmatc (X: rd Y), come tali ri:mltati, in riguarclo alla morbi if.i'l }W I' il tcf .auo, stitwo in s t ret to rnpporLo con la eflìca<'ia ruag.~iure o minore del ::;iero nntitet:onico P.he si a.dopPrn neHa protiln:.:si: e tanto da sc.ruù('rc dal 51 p. 100 nei ea:-;i di tetano in cui Iu adoprato siero di minor potenza, al 5,8 p . 100 qunndo il siero usato come proillat.tico fu <li lllaggiorc ~1ttivil à.. I n altr::t. notn. sta,t.is lica (2) (l ) •ror.zosr. In to··no Rll tt r•olìi H>-!!i e C\ir:l d('l 1('t.on .. cn l Ri rt• . Il i f t·t ' nÌcr . Xoto t<t,nLi Htiohe r c •n~<i de n.:r. i• ni. O ior..,flle di m r d icino mil•'llre, f •. s . \l, l!H$. (2) •rr7.ZO!>I. - !;n l t e nu.o n ei c ng<l t ti, Cio m td(' di m H i iri na mili 'are, fa , ,\' J l , l !li :<.


103-:1

. Rl>;ULTATI S1'ATJ'-''l'ICI SUL

1 J.o.'J'A:-:0

1

EC<":.

io ho es:t111ina.t o i ristù {,ati conrw~ui Lì n eli 'in ~l'l'IlO ùccoi"O snl tetano d~<ì cun.!.!'e lati . e rirerea.to il rapporto di frequenza. e di gra,YC'zza che pa;:"a tra, qne;;to eù il tetano dei fNili d i gwrra . Ora è la volta ùi rcnù(•r e ùi pubblica, ragione i dati stat.isLici rèh\tid all'uJLillla batLadia combaLIItl.a ya,loros:.lnwotc d<LI nns(.ro Ri-i('rciLo SLÙ l'iavt•. pc>r ril(;v:ue gli ol.t imi ri:;nltnLi cui f'i è a.rriYali e ricaYa.re cbi pochi casi cb e eh ùero c::;i lo !P La l t• u 1i l Ìllì'f'l!ll<l nwrHi pl'r l 'a n-l'nire . .A Lalc proposito ri[(•riremo lP O:lSl'l'V:~zioni f<>ttc eci i ri,;ult:..t,t.i cmJ,;cguiti :mi C':t8i di td.:tno c:!Jc Phbero per c;wsa, ft·I·ite r· h·siuni ort<H·se nd bimest.rc• ~iugno-lu:!Lio dc•corsi . i quali, ol1re a c·uwprC'nÙl'l'e turte le <'Oli:W!.!Ht'Uzc delb h atla_:rlin tlel P 'a.ve J>PI' rigm1.rdo all'infl'zione tPt.:ti_tit·a, iudutlouo ancora le vil-cole azi ni c he' la precc·cl t t.t,pro e h :il'· gllll'IJJl()

Kello Rp[tz io di tempo ùtllllcmplato la. somm<> cumph ~~siYa

ùci c;tsi

<ti t.··Lauo fu di 71. dei quali 3 d<d 1° al 15 giu_gno (l!P:;ion:t1o prr at1o c.hi1·nrgiro, l l(•sionato comune, 1 feriLo di g-twrral, 5.'1 dal 15 al 311 giuguo, in cui l'olJrusiva JWmie<b c la conl-rolrrush·a,·no;;t.r;t Phb ·n sritnvparsi, 13 ent.ro il nw:-.e di htglio, in rapporto prit,(·ipalnH·ntr nll'offrnsiva nostra per rical'chlre gli ~mst.riaci d<tl rlcila. conttlrc·:'o fnt il Y(~C­ ehio c il nuoyo Piave• . J)i dtlt-nclo q u<·sti 71 casi p<' l' nazionnliLì'~, a.bbiaruo ; EsN<·ito nar.ionale C':osi N. ti:.! l~.;Prcito n<'mic;o (prigioni ·ri tli gtl\·l'l'}b) C:t'ii '' fl QII<'S\a. <lislinr.ionc è princ-ìp:dmPnte nt'l' ·ssaria. per stahilirc' nrl compnto ù,.JJn. morhil iLi1 per il tl'f;~no il r:~>pport.o clw pa ~sa fr:t i ca'ii di t<'Lano Ymi!ìcn.Li t·<l il liiUnc•ro d<'i feriti; n el quale, tmt nra.Jnwntc: tl<'vono f'Ss\' rc N>t'lnsi i prigicmic>ri tli guNr;t. D!'i G ~ casi d i Ldano rig:narùanti l 'BsC'rcito n<n~ionalr 1 -17 l.'rano ritov!'r<tli Ul'~li O!'JH'd<lli da campo c d i tappa, 10 n<~ g li o ,;p<'llal i t l'l'l'i Lo ri ~tli eli ri ~Pna; quindi i tt•l.:'t>nici ri,·ovt>l·n.ti nt•tdi ospf'tbli di prima liun~ erano, in gmudi~sim:t mng-!.doranza, eircn. i tre qna.rLi ù1·lb iotnlit;L ch-i ca!:li Of;:O:(;l'nt!'i. (.'[c) è OJij)Ol'{llllO ;\ COllOSC('l'i\i 1 pt'l'C'Iit•1 SI.'C·oudo OS~(·TYfl.7.ÌOUlJ d<·.!.:li iu~l<'~i (1), jJ decorso (J<.l tcL<1no è nc·gli o,;pvda li di p r i111a. lioc•n.. }l\' 1' ragioai faei li a comprendersi, <"!.l'sai piit graye cho ne!!'li ospetlali ctlTPt m ti. Per riguardo n.1la. causa che d<'terminò il tetan o abbiamo : feriti e lcsionn.ti d i guerra ca:-;i . ~- 5:3 ferit;i c l esionn.ti comuni " » -1 o.utolcsi (di cui l cm·Lo, 2 proba,bili) casi 3 •• )) tet..auo chirurgico ca.si 2 Pcl' cui la determina::ion c <71'1/a 7nol'bilità per- ferite e. lcNioni di g11erra )(•corse nt'll'Er;ercito nazi on11lc nei clne m.cs i di giugno-luglio 1918 deve es-

rere falla 'sopra 53 casi di. lef(l1l0 .

·

( i ) LIO:ISil 'I: A:< e SMALL~lA:-1- T he Lo.ncet, N . 4. 27 Jl\nVÌPr 1917 pl\!l. !:l l. .'r nciu,taon d e l'Oif:ce lttlcmrJ' i oii'Ll l' B y giène p •tbliqur T om n I X, fas. I l, no v eml.>re 19 17.


1035

lllRul"T .\ Tl 1'\TA'l'Jf''l'lOl SL'L 'J ET,\N0 1 ECC

l .)3 caxi <'lw ri~nnrdano propriam•·nlC' ff'riLi l' lesiouati di I!UPrra QCcur~i rwl no,rro f-:,;PJTito nPI binw, t.re indil'al o: ~ono così ripartiti per la loro cli,tr·ruHziorw sull:\ no,.;tra fr o n t1· : N. O ::;l'lton· dt•gli al Li]li :mi casi h 2 • ct.-1 Grapp:L ., 1 l t •l t l l'i nwd o ) ia \'(:~ ·• llt•l ha~..:o Pia n' " 3i Cio sLa iu :,t.n· l t o rapporto C'o n l f' propri1•t ;'~ kt<mi~c·tu· cl t'l terr<'no, çh<· ouo nulli' 1wdi n Il i; uan i - 1111111iot'ri, n PI xrt l ore dc> l Cir·a ppa. - as,;ai ma· !!iori. nPI n ,c·clio l'ia,·c· - dc·,·at j.;;;ime, 111'1 ba~,-o Pian•. 1: IJIII' to p11<'> ;•lft·rmnr·~i . non ,;olo JH'l' il llllllll'l'O <lt'i l t•lanic· <'OH-:idt•ralO in mcHlo a-;:-~ul tM, c·h<· ,;fa nc·l nqo potl o eli l: 7 : IR, m a anl'lte con it!Prato iu r••laziolll' al nnuH·m cl\'i fnriti. E ~ i Iloti che h~ diifCl'IHit.:l nrl J';,ppnrlo pl·o pol'l.ionah• cll'i tPl:tnii'Ì lr:\ nat•di o c• ha~"u Piave non pu ò afl'at.to att.ribuirsi alla qnnhti\ dd -..ic·m n,.;:tto w·lla prolilns i, che t'n iu amlll'clnu i ::;••timi siero Tiuoni 1l c·ll'I~t i !n1o militare 1li J:ologu1~.

lu ordine all.1 t:aHsn ., ulnemnk abbiamo : Fc1 ili di Yll' t'l'Il - f-:g,.,.,.iln •l t.Ìilllf(ft: :--;" h•'!!;!.!;ÌP c l i gra.n:tU l ':rlloll olP d i l'tll'ilc• l ':tlll'tte d .·lll"t pud l l ':dlt·LIP ùi 11 it.r:a~liatrit· i ì"\I'IH't!!.:'ie 1li lJmnllc a mano ~a~:;i pl.'r ,-:c:o p pio •ii gl'a ita~e :'llacerie }ll'l' t·rullo ùi c·asc• cln. HtCJ}Ip:o 1li homhc 1Lwmplano l g li O l at.t• . f.'crifi di !JII•'I'I'II - !·:.~ ,N·i lo ·IU'nli<·o :

:--ic·hPxgie cii gr:ma.ta. Pallottole di fm~ile Palldte di shmpnl'll L c.sionati '''Tid,•u/(1 /i : CiJI\t nsio ti NH~c,ria.t<• 1:~ sraqlèL llm·aturc ùi spino .E:;ploRioni fo•·t.uit<' eli }Wiill'lli Forito cn.sna li tlù. pallol Lol:t ili ftWilc A..utolc!fi : l ni1•zione di oosta.m:c :..:c•t tic·ho .\ scl•,;si pro,·1wati tla sostanze chimic·ho 1-'<•rilc JH't' sparo di miLt·aglia.tricc a bru-

ciapelo T etano chirurgico: Incisione di ascesso delle glandole crurali Iuiczioui ùi chjnino

l

x. :.!8 ))

lÌ

.,., l

l l

l)

x. H ~ )l

l

)..

l

Il

l l

;l ))

l

s.

l l

))

.l

l)

l

))

l


Hì36

lll '-ULTATJ ST\'J'ISTI CJ SUL Tll:.TA::->0, EGO .

Di questi due ultimi c~..si. il primo è dubbio se, anzichè a tetano chirurgico, debba riportarsi invece a forma accidentale o dolosa per piccola lesione del piede e della gamba corrispondent i, che passò inosservata o che il pazien te aveva t utto l ' in tNes~c ~· tacere. Nel ~ econdo caso l'iniezione ùi chinino era stata praticata 15 giorni innanzi per infezione malarica in un soldato, che non aveva ferite in atto e che non ne 1

avova avut<! nemmeno precedentemente. Nelle ferite Ili guerra· colpisce il for-te predominio, su tutte le altre, di quelle prodotte da. scheggia di granata cQine causa del tetano: dopo, ma a grande distanza, vengono lo feritn cla pallottola di fucil~; . poi q uello da pallctta di :>hra.puell e di mi tragliatrice: per ultimo le fe rite da sobeggic di bombe a mano. Peraltro, perchè tali cifre potessero acq nista,r e il glusto valore, bisognerebbe sa.pere qtul.le è nell'attuale g uerra il rapporto che passa fTa le varie ferite da arm,i da fuoco, da confrontare con quelle riscontrate nei tetanici. Riguardo a l numero dl•lle ferito ed alle loro complicanze traumatiche, ~Lbbiamo:

Esercito na~ionale . -

FeriLe uniche cn.si . N. 38 n multiple c·n.:-;i » 15 E.~ercilo nernico (prigionieri di g uerra.). Ferite uniche cn.si n 3 » multiple casi » 6 Compl e?.ss i v~tmen tc su 62 casi, iu ~6 la ferita fu complicata da frattura comminuta esposta : in 4 dn. asportazione completa di un intim·o arto o di parte di esso, cioè da vere clctronca:tioui (coscia. gamba, braccio, piede) ; 6 volte da apertura eli c<J.vità sicrose (l acldom.inale, 2 toracica, 3 art icola.re) ; in l c:.t.so da sco:perf ura del n ervo sciatico, in l altro da apertura dello speco vertcbmlo nella regione sacra.le; finahtlN\te in ~ casi da profonrla lesione di ~rossi vasi (femorali, popli tei, t ibiale posteriore). chu richiese allacciatme in primo tempo. Dal punto ili vil'tn. dt>lla gravezza delle ferite, aveva.mo : E-~e1·cito 11a:ionale. - P"rite gravissime. N. 13 l) 24 n gravi , ,,

)) 11

medinc·ri .

·•

lievi E.,,.rr·it<J ll f' llti r•o ( pr·i.! !inuirri di glH'l"L'a) . -

J:'criLe gr;wi~~ime ,..o-ra vi ))

))

nwùiocri

))

5

))

1

))

)}

5 2

li ed l Dn, qnr-Mn Ri Yrùe rome le ferite gT<tYi o g-m,·i.%inw si::-no nPi t<'taniei in g1·an•li ssima m:t;.r:.r nmnz::t. sulle allrP. In ordino ali<~ SC1lc th·ll'in(ezioue t·i't·<~ nie:t. si rilt'V<IU II i ;;egucnti dati: E~:n>rt·ilo na~ionalc . (\tpo . N. 2 )) 1 Jo'ac·ch1, Tomce » 4 • l Addome )l

))


RISI:LTAT I STATIS'riCI ,:;t;J, TETANO, ll: C('.

Rr.gionr iliaca :ç-;ttichr Art i s uperiori . '.rt.i inft•riori I mprt·cisn.hili E ser,.ilo n,.mif'O (prigionie ri r1i gtw rr:~). -

1037 N. ;• ))

·• Il

'Corn.e<~

z 2 9 :{0 •) .J

3 ArLi super iori ·• l Arti i nfNiori ,. 6 Quintli il' feriti' degli a.rt i inferiori h:>uno Jwllo .,,·ilur>PO d i'l trtann uu gl'andi;;;;;imo T>l'('tlom inio r-;nlle :~lt.rl': cornplc:;..;h·am<•nt.<• si t;ro,·() <'Ili' in più d ella mrt.à. <l<·i crt,;i la selle (](·IJ'intt'ìi ÌOite td,a ni ca ri..;if•tl eva, m•gli nrti infeJ:iori . Dellr feri tP a l Ctl.po, 1 era ùip;u i rt;~l e. tr:Ls[os,;a, tmvpr:;a.uto la. mas''" t>nm•f:\lic·:t fiOlll':\ la. :wnn. rol:t~Hlic<~. e. dt·ttl' 1111 a forma. cb:>siea. di i<'tano cdali<•o tcl'llùtat.o colla guarigione. lkllt• ft•rit c al tontct·, l et'a al d orso· a livt·llo <lc·lla L'\(\ \ 'l'l't l'hm cnn IP,;ionr. d t·l n1iùullo t' con S~'>gu cui,E' paralisi dq.di arl.i iufPrior i, completa a siui;;tm, iueo:nplcta, a d ('::.tm: 2 erano all' <'.mitm"<LCP rle;;Lro, ùi cu i l !Ta::>fossa crl l pdtti· tra ntC\ in <'avitìt ; finrtlmente ht 4' , pnrc pnnrtrn.nLo in c:wit:\, inter cssav~ l~ regimw sopra.sca.polare erl or:t complicata da fnttt.nm rh-Ila, scapoh1. e da v~~sto PmaLoma. TuLti 4 i c:1:~i, nonostante la. gmve:r.za, tlr·lle feriLe, t<> nH i nrtrono con e;;i t.o di ,~:rnarigione . lntcre:iti:tntn i n modo spN·iaiP la _ fer·it a con le~ ion<' dr l mirlollc Rpina lc, nella qnn.le le seo:o;s<' t ctn.niche si d i [on rl<'vnno principalnwnte a.ll';'lorto inl'erior·e pa r t>l i co, ma. si potcnt.no c onstatate, etl assn.i chia)'<Lln<·nLe, aotht• ndl'altro art.o con pa.ra.l is i comJllP.ta fl i Rc n~o o rli moto. " Cir) Re m bra :;La.re in 31Wl'!<L tontrarlllizionP con i ri,; n l Lati flperinwn· f :-~,l i ol.t.t~nuti pvr prim i (l;o me t' tl.tlla tlol,t . C;lf.k~ui c confPrm~Lli sncr.es siva.rnPnLo da Ya illanl c V inc(lllt, ù:1. Brnnner, <.'onrmout e Doyou, t·t.c., i qual i dimo::<trn.no clte n egli animali in ·cmi si è r"" o p a r a li t ico un arto p osr<'riorc con il t<~~l io dei n erv i mot.ori o con la r<1cisionc rlr lle r a d ' ci m idolla,r·i' ma.ncn,no -le c.ont rn.;r,ioni ~Ct.<tnich0 dt~i mn,;t•ol i cmTi~po nclrnt;i, ma la nmbtti<L l'a il ;;uo co:·so naturale ecl 11ccide nPl mPcl l'~i m ~~ tt!nt po d ei controlli (ll. I n vc<;c l'o:;;;crva;r,ioo e so pr:L ri port<1.L:l. SI·<L :t dirno~t.r.-tt·e che l'intos:-;ica,zion e port.ata tlin'ti.amcn to sul midollo, diviso più o m eno eomplcbt· rnentl' pPr feri La. da arma. da fuoco, ri<'"Nl ~neon\. a.d inOu<·nz:Lrc le par t i :parctich<' erl anche qm·lle })a.tn.liz7.:\t.c (più le prime elle !(l sec(Jude J, t·he s on o ili tanto in Lauto n.gitate da. xcossc tnt<~ni chc partt'nti d a.ll f~ r1·g-inne l ombare : mentre ciò non ::wvienu qJtaudo l'in to:~;; ica;r,itme c la. paralisi sono perifp ri ehc~, eome accade n egli E'Sperimeul i d Lati . L a ferita all'addome era gravissima ed aveva richiesto tLn:t doppia ent o rorrn.fìa-, l ~ s utura del m1•::;osig ma, e lo snw tament,o rlella c:w it~ p eri•l

• (l} Vedi in prr•posi to In Bihli ogr·tlfì a nel l11v m : Tnzmn "' P s ccnccc t. - lntc•rno -c!itcr i soiontific: i pcw g iudi cnro> in modo r.~pid o o sicu ro sull , rc·ale dtioucln dd . ic ro antttetcmi :o. P oliclinico, vo l. X X n, l\1. 1916.

&l


toru•:dP d~~ gros,;i gmu1i R:lU_!.!ni!.!Ui; Hono,;l:~u t c anC'hc in que»lo caso la llJ:~Iatl ia te•rlllÌIIÒ eou la, gnarigiorw . È opport·HilO r lt•vurc qui che il tetarto U•·l fe·ritn in quP.- tiurtc nnu a~ .~lln~e all'atto il cal'lltt<'l'C ,. la gravE-zza rlt·l fl'{arw adrlemrinal1• forllla di Hirwt ·: anzi. JWI' rlh·t 1o di un'ottima }•J'olila~ .~ i, r'rrr;L.; 'I'SI·Iu;;ivalltl'llle lir11ilatrl ai lllli'('Oii t<'l.ti arltlomiuali, che Jlln,;tr·ar·r/llo, d:tpprillla sr·u,;:-1' lo·l ·:~llit·IH· 1 sppf'ic• n•·i movinwuti clc·l malato r· Hl·l la r·e·rrtvl.ioa•• dPII:t lltl'die·atttr:t. poi la soli!:~ ri g-idit~l 1-t·tanic·a o.tlrlolllill.de·. ~· ;o:•tlo ]t ìt r:Lrdi la rual:~ltia ,.;i di r'r'lt:-:1· a.i lllll"I'Oii !nmll:tri. i quali, <·ùn l:1 lo l'O <·osdraziom• .;l a .;t it::r, dPII•rnriWL\ allo l'in,;di:At Hl'H lt~snb:tre ogni >ol l:. 111 11 ilrnalalo r·arnhia\':~di pnsi:dnaf'. L1· lt·ril•· rl!'~li a r'Li superiori intr·n·,;sa,·:uto l volta la :>p:1ll:! 'i volte il br:•····ro. J ndLL l'ant.ilm\•wio. L n f1·riLc rl··~lz art.i inf,·riori in! !'r!·SS<lYauo, in 1-, r·a-i la c·oo;!'in,, in 11 a garnha. in L il ~iaoel'l.lio Nl' in :l l pi(·lll'. , t :->n Ilo ~vil t q•po rl1·l t.Ptano, oli 1'(• la :-;~!de c n;~Lurn. <iPlla fe·rira,, iir·rubra alti,J;t a.vulo tnull a iuqwrlar1ztt la rit<'nziorw tl(•i proiPttil<' e ùi allri corpi t·.- tr:tUl'i: j)t'l'r·iù lP ft •riL(• a eauate c·hiuso sOUIJ qu .. llt· più }Wrir·olosc JH?r qnhta infl':t.i(IJl\', lnfat.ti ~tt ti~ casi oli lt•farLO per ft•rit.<' e ](:~ion i di ~tu•n·a, iu l•> si a\ ··\':L rit t·H:t.ir,JH' d(•IJil'oiell il<·, iu li la. pn:Sl'll:t.a eli framnH'nt i eli ,-"~tiLt•, in:~ l'iuqninnnH·nLo p:lll':-;e con l•·rric!·io o calcin·rcl'i: tinalml·nlc iu l ft·rit o ;~l lmtt'l\io da Ù·ht•;.:!.!ie tli ::tr;m:Lta cnn fmLLur'<L f:(Jllltninnta e • vasl:-L p•·rtlit:L rlt·Jla, dia.Osi dl'll'omt•r·o. <'IH• <·m ritna;o(f,o!) giorni prigioniPrO cl .. ~ ! i ;wo;l riaei :illl :\lon\('110. si trovarono nPlla ferita \'Prllli, fr:tmment.i di \'<•st it.o, pa).!;li:t, f t•JTieci0 e sa::;,:i , ('questo l >lll'l' gll:trì. Da ciò la UC'Cl·:>siLà tli pral ic·arn !:oliPc•i(:Jilll'nlP eontro-:tp••rt ure nc·lle fo.!l'ito a crmal e eh i uso, P. di Jll'O\'\'Pf!('rc in Jll'imo t.<· rH po alla rirnoY-ione d<' i proi1•tLili, d ci L1·ssut.i r·ouLu>;i, Jtecrol jy,zat i, ot tempcmnfl0 io t.uLLo c ]Wl' tut! u ai precetti di una a<a-ur·:t(.;,t pr"filtr.,si 1'/tinrrrJir·rt rl•llct fc•rila. I n ruolti ca~ i il' ct>ndi;doni tlt•ll<t ieriUt Prano gravi per e:<tN;a e }noConda. <li,;lrnzioru• rli t<•r::-;uLi r per in<:nrg1·nz:~ d i i nf<•zioni ~econcl:tri l' fann·t·nf i, eùc· drl\'P\';rllO 3\'l'rc• l'ar·iliLato lo ~o;vi l uppo dt•lln, mnl:1Ltia cd aggm,·:tt.onP il tl<·c·or;>o. IufaL1i in 9 çasi si :wcva largo squarcio con spappni:~IIW UI.o dt·ll<~ c•: 11'lli, in :3 [orLc con t usio11e cl l'i bordi d t"Ila f •·rit:1. t'I l e~Lt•sa, ut•cJ·o~i tlci tessuLi, in ·l a.l.Jbon(Jant l' r:tccolta ùi l'angue i n C<.t\' iLfL (rmoLoracc) o nei tcssuLi (t•matorna); in 3 ga n.! !rl'na iseh(·mica con~ecntiya a h·siOJW c su:-;> guenLc a.llacciaLnra. eli grossi v;tsi ; in <ò snpptu·,~z'onn gall.!!l'l'IIO.~a-fP1 ida; iu 6 stato Sl•lLicu tldi;L (l•rit,a,; fìuallllt·nl.l' in :{ g:tr tg r Pna. !ra.o;~osn.. l u eondusiout> UPlia ma.!!gior:mza, d(•i c:L~i le condizioni locali dell a fPriL;t, l'inqninanwnto d i eSl:l:1 con tcrrierio, p ez7.('f.t i di panno ecc., la 1 ih·nziu uc d e•l proiet,t ili', la lH'C'SC'IlZ!l <li o.bboudant' st.nw:lsi :-:anguign.i, l'in ~or~1 · nza rli in[,.zioni !WConùariP, qua,li lo sLa.to si'lt.ico ù• ·lla ferita. la snpp uraz ion1· fl·t itla, h~ ~<t.llgTt'na. ga.~sos:~, ccc., g in stitìc:-~.nmo lo sviluppo dPI tetn.11o ed un d ecorso ra :'ilhtm{•ntc mortale della mltlattht, se questa no u fo ssl' i>LaL:• valill<LmPntc inf ren at.t dalla profìla~si n,ut itc-tanica.


1039

fH<;fT TT ,\Tl ~·rATJ STI C J S UL 'lll:TA N 0 1 Ef'C.

Quanto a.Jle complican ze generau, si :weva, in 11 se.tticemia, in 2 anemia, prof.onda 1wr profu.;a eruot·raghl< primit i va o seconda,ria, in l insuffil'ienZ<l< enrdi:tea. e renate con sussrgm•nte tossiemia, emaciaz ion·~ profouda, :thbassanwnto de!ln re:<i stc~nzn. organica; finalmente in l catarro hrofl(·hi:llf', eh e f u causa d~·ll•~ mort.r pt•r sn IToeaziooP. D<lta la n;ttnra ~ ~1\tvrz:.:a dPlla fr·rita si ('01Upn·ndt• la r 't•C]U('m.a dt\i [a.tti se. liri c·on('nJIIitanti . Quanto al ral arr.> bronC'I.liale ctl ·· i focnlai brnncopolmon:tri ehl' complintno t·on tllt:t ct·rla f;·pqn<'l1 7.a. il td.:tno, Nl :1< cu i l'i.ut o;;s it·:t:-~i(lll(\ th•l ,-ago t'd i ::;u!'segru·nti dist.m·bi dt·l ci r<:olu polnwll:lt''l non .,,.t LO Cl't't : ~lllf'UI C' e~t.ranei, è faei le 1\'tllll'rsi ront o fll·ll:L loro gr:lYt•zza ricm·dau•lo cl.JP i t<'lauie;i, se hautw trisrn:1, c ct i .~fu.gia, tli!liciltn c~ntt• po:;,;onn t•.;pd.toran', in moclo tlt(• il :;rct·l'to, il qua. o ,;i ae<·uHnda. n<•llc vit.: rP:>piralorio. sopmLu~t.o udir. ot'l' ddla. uol.tc, fin i,ce eol <1PLt:rlllill~Ln' l'asti,;;;[;\ <1•·1 malato. JhL ciò hL U~>ùt'Sl5ilà. n ellp complil'anzc <li catarro ùrondtial(', di nnn. ~Lttt•nt.:.~. ed intl'llig-c·lltt' rtl'sistenr.a, p<·r provvedt•t'l' alh~ t•t•spira.t.ionr art.ifitialt~. <>,·entu;1.1111L'ULc alla tra bt•utomin., appt'lla :;i a.huia l:1 mill<tc·ciiL d eli '::tslìs~i<L . 1: itru:uclo :d pPri odo d 'iar tlùar.ioan. p0co por;sia.mo f:1 re alli cla m<·nto sui <l:1ti rih•vat.i da.i priginninri ù i I!IH'tTa.. Pi\St'LHIO stati moli;i di PSSi. Ntt.lnra.t.i ùnpo qu:tl<:lte gictt·uo che fnrono fl'l'it.i e SJH'SRO Lncendo ocl ingannando snl tc•mpo in c·11i rim:hl'l'O n:u;uosti. Xt·i 5:~ fPriti tli gnc·rra dl'li"Esen·iLo n azion:1lc ahbia.mo t'be il p eriodo d 'inc·uhazionP, in 51 casi n d qmtli t•sso e m e;hi::tra m P nh~ pr.•C'isa h ile, oscilla.va cla, uu min illlo ùi ~+ ort> atl un m:t,.;_.;imo eli 77 giorni c: con f) nc•;;t;~ prO.!.\'I't">~i,me :

Eut.t·o 10 g'i()l'l1 i [l;~ i O '-" Li ,...oiitl'lli l .-. :• :;n ));~ ::o :1 :; ()

:\. l i lì

j )!j

"

,,

,.

"

~

-l

Olt.rt· " j :::li ,·edt• ~\olhmqH f' c.he ud ma·.~gior nuna·ro tki ca:;i, uPi tluc terr.i, il Ilf'riodo d'ineul.azivrtc non ercetlcva i 15 ·_iorui, e che in un m'not· uul.nt-ro, in nn t,( ·tr.o, pasR:wa. qnosto limit.c. Or,t, s<•eo tdn rN•.-Jtl.i osst.'rvazioni tli L l•ishman e !::.im:tllnmn ( 1 1, il :rwriodo d 'iHcul>az iollt~ nw dio dd Letann sarl'hht> di 1:! g orni. il limile minimo d i :.! giorni. il limilP. nwss imo d 'ineuba.zivue nortna!e d i :n ).(ioroi : eçl io i11 g~nerale cour·onlo con q ne,;te ci t're. T t d;t i ca.; t, t n cui il ]M'im lo cl' ineu b:~zio ne ef'cede il li mite mas-;imo nortual<~, devono essere compr(.•si nC:lle forme di tf'tauo ritarclaLo. Quindi su i ;il casi eli tetano in qnPst.iimn in JC) il p eri Ì>ùo di incubn.zione no n n.vrf'bbo ecr<•rluto l li mi l.~' norm:tle, men tr<> in14 avrebbe eccerluto t:1lc li mitt>, dn.ntlo forme di t·ctano r it nrdato. • · n p eriorlo d 'inc 11bar.ion e medio sareb be nelle nos tre osser vazion i di 13 g iorni circa, il minimo di l, ed il J\l;tssimo ili 7:::. n prriouo d 'i.nc u:{t)

( l) L F:tSIHIA:>: c SM>\t,L~tA:-:--

Loc. ci t,


lO-lO

:aiSt.:LTATI S1'ATlST l0f SUL 'l'F.T,\N01 r'CC.

bazione mtnuno, d i ~:1-:~ 6 ore, si ebbe in 2 casi: in l tra.ttavasi d i ferita da pa.llottola alla co;;cia dcst;ra con ritcnzione de l proiettile, a.vYenuta n el bn.s;;o Phwe, in tfll\~ssa.nt.r solo l e parti molli e che a nelò rapidamenLe a guarig-ione : nelraltro si ave\<L una ferita lacero- cont usa al capo, r Pginue orC'i[)ital c, Ill'f il rroll • di una. cn.sa tlqvoto a scoppio di bomba rl 'aeroplano, aV\'(•nuta pure nPl hn,sso Pia ve, con inrptinamento d el!a [Pri t.a da a'ilbond<mtP polvere d i t<tl r:in c.wci . Q uC'sL'ul timo caso è aneli c irnJJCHt:tnt.P. pere!tè a bt'l'\'e tE ' f H n il; L d;tlla gu~LI'igione del tetano pre:wnt,,·) una ricaduta. ('hf' JH'l'n,I Lro c<•rlè a poch e init•llioni di siero. A qu .....;h due ca:>i dfln.> a::;!innger.~~·ne nn ter11o o ~serr;,~, to in un prigio · n il't'o 1li gu<'rm f1·rito cl<.~ sdJt·~g-ia eli gnuuLta. a l dorso, su lla p ara,ver t.e· brale dP<'Lm a.l livt-llo tll'!la. Xl r· co;;t.a, ptlrl' :mi b a!lsO Pi:tvc. In qut•sto caso la malati i a s i l't'a fa1 1:a. nHwi[esf,a dopo ,~ !!'i orni d ·incubazione, Ill it i sinfotni kt.anic i pPr :~ ,\!'iorni erano sLat i JH'N'l'lluti d~t prnclromi, con· s istPHt i in liP\"i scn;;,:p ecl iu 1111:L rPnzion e di dil't•:>a clt>ll.t mt>tc\ de~lra òcll'addomt•. p1•r eui il twrio•lo cl'incuba:r.iout', è;lil'olando <tncbe i pro· d.I'OUlÌ. fu P IJ'pl,( i \.';tlnCUtP di 1111 g"iOl'UO. J u rHpporlo n !la. (ornu rliui .. a )Jl'l''"'ntat:t, po:;si:uno distinguere i casi di t1·1 ano th~ noi o:;~t·tTat.i nC'II•· ::;PgucuLi c::uegori e : (l) . F , ;., o le.<tOI•i di y term 1 1~-J.:rct ' o n t.ltuiH\I•') n , 5 :J.

. . . 173 ~ T ,>t o.l-• n. 21 = 37 %· mor·

mid n llnri .

1. Forme ci rcoecri Lte .

.

• •

l

bt~lbnri

l'('fuliche .

•

•

.

l

2 . Por ne tuirl ,]h.--i ci •·coscritto con d: ffu~iono bulb.tr é lieve ( tr.~ m ·\ ll.tt •nn~ o, m •Jic.1. r i:?,tù•t'- nucn.l··· lio~,·c . . . . e t r tllSIL•)rl t d 1;f og 1 t) . • • • • • • • • • • •

3. F·m~o miJ.J>ilu.r i d iffuso (Hisfe· rnn tnznt<•).

.

•

•

.

.

.

l ltmgi t url inal i.

. \

t r& SV~lSe .

l

l!llità 0%.

= 9,4 ~ . , l"tà °01 0 10 • m·

N. 5

r ~tl. J

!l 1 ~

T.,;,\le n. 8 = l.i %· m o r· tn l i: à 0% (2) .

4. F •rrnl;l mi l•lll t~·i d iffu 'le oJn Iiove ri~"·1ti mento hulb11·e. l N . :l= i. 6, % morta lità f.··~ 5. F lr·no IJ db tri c irao~c·i· tc c •n doftll<~io no rnid l lill.l'e l :-J. 3 5 .6 %. ( ffiCJI""fl.(ith :13,3 %· .;i<te n t ti~t.•HB (ti p .} mo tOp lo!:(. CO, po.• ople,.: i<·O) . 6. Forrn • inizinl i c irco~cro t 1 (m to .lo lh\ i, bul ba ri) con g; .. N. 3 5.11 %. ~ m or• nliL>\ • 6.6 % . ne a lit:?. • Z•·meso~mtl "ia te ot 'l. o tardiva (••· nZ.L trie rn •l 7. Fo • n· mi ~i al i cir~os •rit · e (•ni<"l.o lla · i) con rapida g <Jno. ~ N. 3 = :i ,6 %, rali"r,z, tione lls·et·lent ; (t ·tmo Getti a~cen1l<·n w) ; m •r:.ttliti• 100 %. t u· r.on troema att muo.t.J . . . . ' 8. F •rrn e con t r•am.\ in i ~r.ir1lc <i r "pida g<'n •ra li?t.tl zi •ne (t11t uto nouto di~ol'nde nt••), di cui 4 con tri -;m:• cornN . 7 = 1:1. 2 % , pl••t o . . . . . . . . . . . . . . . . mnrtnli t~• 100 %·

=

l

t~

=

l

Da l(llC~;t risuna.l i si ri l1·v:mo le st•gtumti conclusioni interessantissime. ~i ~;t.abil if' C: iufa t.t i che, per cJfetro dt•lla protìlassi 1 ne11 '8.0 Y~ dei ( l ) Q h.JS • cl& •i fio Lr.i.,t e a'<•à m ·gl i o c •m p ree t do no lo. lot~u ra d , u n mi • Ja nJ r O d i p ro••iou • r1 u •ulio,v. ion • ''"' ti t al·• : c I fo ·•d:uuen l i rli u na odiemn eta• i<ti<·a , u l te t ·tn • n >li ·L oh r u r i a rl i gt~o-rr t •· (2J ~l .ri on•• 2 p!:l" c •m plic m ·1.o q na n tl•> i ai nt :>.ni IC~nici era.nll in piena ri -olu zi•. n e.


R ISOL1'ATI ST.A'l'JSTJCI SUL.. TE'rAN0 1 ECC' .

104!

casi il tetano acquistò tali caratteri ,9.i mitezza da essere facilmente e sicur~unente curabile : e ciò a.v v cune, no o solo n elle fo rme str ettamen : c e stabilmente circosc itte (midollari, bulbari e perfino cefaliche), ma anche nelle forme diffuso; c tanto con diffusione miùollare sisterua.tizzata lungo le •·ie d i conduzione trasvcn:ali e longitncllna li, quanto con diJTusione s<tltu ~~r a dalmidnl o al bulbo e vicC\'Pr~a.. Nè può esc ut1ersi la poss bilità delht gnarigion!" anche ncllB rorml' geo\•r:llizzate, a coudiziono pPrn.lt•·o èbe la. dill'u::;ioll<' tklln. ma.lnt.tin. uvvenga. iu modo lc•nto o t:ncliYo. C'hl:' He quc:;Lo no n ehbe :1 vcrificat·,.;i in tutoti e :3 i casi eh mc os~Pn·a.lii ma solo in 1, eiù cl t·,·r f';.;clttsiv;uuc·.nt.l' altribnir:-;i, 11 \'~li ;tltri ~: atl inlc·rvc•nl,o tt·ra.peutic•o 1·.roppo ta.rdivo, per PSsNl' rilllastl' l<· lll:mit'P~tazioni loc·ali lnn !!rt· m ente sconosciute c la, cura cominciata so:a111rnte •Jllando i siuLom i ,;i emno l!•·nPralizznti e <liYl'UUti minactio:::i: JIC'r cui la. mnrt<<', più cohP alla mancat.;t a,:r,iotw JWolllattica ciP l sit·ro. deve <hct·i \' Pl'Si a di l'l'l l o <h· Ila. eur;\· · m ' <'CC minori probab il ità <li ~n:ll'i!!'ione si hanno qu:wclo il trta 11o pe" una d l'fkic,\t'c• azione protllat ·t ien, cl<'COITI' in moclo acni o, maii~no, con anllanwnr.o P :.:-c•nf'ra,liz;mzimw c:os 1·apidi da, s[ngl!it·<' P- qnnlsia:;i risot'lm terapent ica. P•••·•tl tro an che i n q m•sti l O casi, solo in 7 la. m;lhtttia comiueiò con t isma. e1l ebbe un. dc!c.orso ùisceutlcnt·c conii' nei non prolìlassati; mPntre m'gli aHri 3 il f.rt:ano s'iniziò con formn. mitlo' lare ('.ir . coscrilLa <111a. qua le> Le> n ne ùieLm la m pid:t g<·nprnl izzaziunt' d<·l h.t ma ln.Lt ia con t.risma n.L!Pilna.to, ril~n·dato . Cosicc•lti· i t 'fl~<i uri IJUrrli riusd a.~.~o ­ lularne,lt lltlll•l l'rjji'IIO clr·flr~ fii'Ofì/(l.~~<i , Jum110 I'CI'IWII uft· 7 Si~ [1:~, os,.,itt ill 3 .~ %, mrtllrt nl'/1' 8(1.8% il siNo illirttato influì i11 modo più o mt·uo iri,/(• JL~o -~''' ((1/fltlro c .~ul drr·orso tldltt 'YI/It{ullia tlrt rt'IHit'rlrl

piiÌ far·ilwcllfr ttf'-

(•es;;ibilt• alla cura, e da 11nn ('.,durf,'l't nyni po.~iiib/ìlifi. eli yuariyi111u. ( 'lw se a.ncbc nella calPgoria. 7' !'hlw a \CI'ifit'arsi Un'alta mortali!.;\, CiÒ d('VCSi SJWCialnwntc a lle particula.ri con(li 1ioni di gr~h,·ezy,a cl<'lla leRiono c·birurgic·a, ::t,ll'c;;;;Prc sta.ta om~..·s~a io un caRO qnal<;iasi prolilassi, c•ù alla. sua (lifHto ~<L npplicaz :ouP UPgli :1ltl'i. P et· ri,rrnardo alht mortali!~~ elci G c·nsi in cni la profila ~si <'bbc eontpletaml'ntc f~ lllatwa,re nt'i suui b<'neliùi olYeLti, <lPvcsi JJoi os~cl'van~, tdH· 3 di c>f.:si erano stati regol;~rnr1•nte profìla~saLi. ma <:ou siero difl'(•J't·ntl' dal nost.r·o (~·P. D.); che di l onn si pot.(' conos('(•r<l la qua,lità di ~iPro usato fi(•lln. prima, iuic>z iouc, c lw f. sc•mpre qut>ll;l di m a.!!gior valorl•; linai Jnentc chf' nt>gli a ltri 2 ml>si la J)l'O(Uas:>i [n in.~nllì<.:iPnle f H'l.' css<·re ~t;~ta praticat;t une~ sob · iui(·zione, o la, ma.lattia [u resa parl.icolanncuLe ~~·a ve da concomita nti iofl'ilioni ( l ). In proposito n ou è possibile. stn.bilirt!, p er mnuo:.m za dei da.t.i ncr!'ssari, in qua.l(l elci s ieri usa.t i nel p eriodo di tempo indicato, l'ay, ione ' Profilattica ebbe pil1 frcqnentemrnte a man(·are. È opportuno a tale ri · . ( 1) T = ò •cr J 'r•zzoni ; ) [ = [dti t•I( O S L r•Jter tptcO ;\li la n •·S.:; ~ = r t i tut. . Sioro terupaco N t\ p oh•taoo. S I~tituto Sierot.· r.cpico Tosoano (Sciavo); l' = Iati uto Pu~!eur ; P. D . = P arke e Davie.

=


ltl~l'LTA'l'l

:'T4'fl:O:TII l ~1 · 1, 1F.fA:'i0, F.CT.

l-'l.lanlo rilt·varc c·he n (':-;!'un ~iudi;'.io romparat,i;-o può p-;:-;er de!;Hnto da_gl'in,HrcPs:-;i ri~<·ontrati, eau;:a J"e,;f.t·usione mollo di\"t•r=-a ac·eonia•a ai \'al·i si.·ri aHtitt•hlllici: cosi il no,.:(,J'O fu ad••Jtt·mto in tutt.i i ft·riti (lei m•·tlio c has:-;o Pia\'t': ' 11 \'l't't' 1wl :o:t·lto r<' d t· l (;rapp:t, dovt> nwllo mi· non: fu il JUitlH'tO dt·i ft>rit i 1 furono pmmis<·uo~nwntP usati ~i··ri tli alira }l l'O \'t•llit·flZ:l. ~ ull:t pu,:;iumo rnn1·ludt>r<• r,•l;~ti\·amPntP ;~i ]ll'Ì_!!iunit·ri, Jlt'l'<.:h{• iu lj\ll':ili . in r:•:!Ìollf> clc·i ll" lll pll t· t!t·lltlod(l I'Oll ('11Ì fU.Ofll) l'<llllll':tiÌ. l;~ pl ofd:l'!ii fn :O:JII'Sl\0 Ìli~Jifltt'il'fil<• 1 tardiYa., il'f't•gol:trc•; piÌl l'rt'fJll<'lll Ì flll'OilO lE> rnalatf'p c•oJH·omitanti (W!!it·t·llna, dJP indi!ll'I1tlt·UH·nl<'Hit· dal te· t:tllO dl'ft·rtninarouo lantortl'. lJt\'t•c·<• i· ittljHtrltlt11<' rintl'tiH:·p ]H'I' ('onfrouiO IJIIalll o t·hlw :11! ••s'i•·J·va r,.i w• i ft·ri~ i <' lt•siowd i romuJti. :-:"l•l'<l fl t·a.-;i :;i o,.;~l'l'\ Ìl , in 7 t1·isnw inir.ialt• <• r:qdcla g<·nc·r:dil'.zazioJLP •kt<lllO :wulo rli sc·•• IJCknt~ l: l' eli qtH·IILi JJioi'Ì!'liiiO ~, di c·ui :3 non pr•dtla-::;;lli (lllOl[aJitfl :Jj '?- 11 \ t.' J.!ll<tl'iiiJIJO .'J ll<!Jl )'!'IIIÌ <II'Sati, IIPi fjll<tli iu :.! Jlf<•clol)JÌit:J\':1 la fonua touil':t. :\•·;.di altri diii' (·;l~i :;i aY<'Ya fol'l!la. ntidtlllat'e C'ÌITo:-:c·rirLa cnn r;cpicl:~ J!I'Jlt·ralizi'ar.iont· <> fonua hulhan' r·irC'o:<cTitra <·on d1ll'n<ionl' ncitlollare xi~fl·rn:llizzaln tlipo )J:tr;tplP/.!ic·ol: ma, in allllJiclue, D<JIIOS(anlo• fo:;l'<•ro stai·• protilu:-;;;ati. a\.\' l'll tH' la nwrtp· UPI primo a· au:.:~ dt•ll'in.~nflie ic•nt <· proli la,;,;j (1 F:ula init·ZÌ<HH') . nl'l i'('<·oudo JH·r 1:1 )!nt· \I'Zz;L dc· Ila fpJ·it .n. dPI Pl'cllina lo<L <l;L s<·oppio ;lf'c•iclc•nl n-lP di un pl't :u·do · In O:,!llÌ tuodo qnesti c·asi di IPt ano ]ll'r <·awm <·OIIliUl<' ci tlimo,t•ano r:hc•, ;L diiTc·lc•nl.it <li cpwl:i ]H'· fc·ril c• di gtll'r :t, lt1 fnrmn di r/Ì('(t t[, i 111111 Jl llijilossofi cdi ÌHxlljjil'ir•l/fl'lt/t'llfl' Jll'llj:ln.~.wr f i 1; il più ·''[lf'S.~II ljlltllo citi lr{11/111 1/l'fl/() t{ÌN('I'IIIfttlil : Jlff('ÌIÌ /11 /o•·11/Ì : a:il!l/1' t/f'Ì Siii/11/1/Ì IJSSftl'ttf •l 1/lj ft 'l ili e/i !Jtii' I'I'G è Ìot{tiiJIJÌIIItll'tilt• {'J·ffl'lill di 111111 .~ltjji••u•nfr· e fi '(/IJfl(t'l fli'll· j Ì{II8SÌ . , l c·a~i eli !PL:tnn pl'l' lc·sioni t'Oilllllli c·i fanno aiWht• appr<'zz:tn· indirt•tl;lllWlllt• i ht>nt•lizi PlH• ., i . hnnuo t·t•n l:t protìl:1~·.:i :mLi(l't:tnic·a TLl'i ft•rili di l,!IH'l'l':J. 1ul'afli. d;tltt hL !!IHIJd c• t]Ì iì't·n•f17.:1. H<•] HlllllPrO tlt•i fprili t' l<•sionat C'OllliJJti <· tlt·i ft·J'ifi di !.!'lll' l'l'a, dt·,·c·:<i illlllllthi~tllli'lllt· llt·tt·ibnirt• alh prrnla-.;.~j f;jlPt·ilic·;~ se in rp~t·~ti i ca-;i di t<'lano fnrono f:o!o H \'Oli t• :-:upc•r11rri a <j!H·;]i Yt'l'ilir·:tl l Il t'i ]n'imi. Pa-f;sando ora ~td I':O::tll1Ìllarc i d,;ullat.i <·cml'c·gtLif,i, clohìtiamo jlt'l·nwtf,(•J'tl eh<\. clopr) In. htrg-a appl ieazi<Jnc al !1·1 ~mo dd la, ;;iero-proli]a,~'Ì. la l't.;Lt. i><ti<'~t eli quPst.a m:dat t !;1. non pul> t·;:;.-;pr più fnf ta. n ba.sP di sole cirn•, ('ioò limil:mdnsi s••mplit·c·mt·nt<• :1 l'l'!!i ...;fmre i ('asi eli malat.tia. t" quPili di mo r!t· JH;r Ji('a\'al'lll' fi i <·tf.anu·n(-.c\ la morhilito'L e h" nHwtn. Uti\ 1 Ili a deve 1''ll t•rsi con t o cii tut t,B h· e\lndi7.ioni c: h c• p rece<l<'tf<•ro c• <l ac· cumpagna · ono lo :\\ iluppo dol tPfauo pt•r va. l u(,;"''~' ii<' o quah· ini-Iut' UZ<\. e;.;sc eblH•ro flUI tiP1·0rso c• ~ull'c·siio linalt•. ~\ tal<~ propo.-it-o dohbin.mo rPA~riltJ.!(' l'C l'anali;.;i ai f>oli f<•rili tli g-UPlT:l., p~·r('h(• dei JPriti e lesionat.i p<'r cau~n. comuttt', la ma~gioranl'.a uou fu prolìJa.s;.;ata e lo fu incon1plobtmt•nte o molLo irrego lar m<'n L~' . I,a 8/llti.~ t ita gl ,balr dc fPriti tli ~ul'rt'll è la segnE>nte :


1043

IHSPf.TA'ri S'I'ATJSTJ('I Sl'L Tl:'l'AX0 1 '\CC.

J.'Nili di [JIIi'rf'rt (Est~rci Lo na.zionaiP) C'a.~ · 5:~

t.

:H~

l lllOl'tl

15

1 o·wbl'

""

.

<?niìldi, I'OIIIJII'f'?!dr•lltlo lnfli i Nt.~i dì Ma ·n o os.wn·trli 'lll'i IICJslf'i / l'l'ili (li Y'll'l'l't!. a/,l,ifiiJIO r•hc [(( w orltt/ilcì d,.( lf'lauo ì: di'l :3B" ~ , r-ioÌ' co11 un {JIIadoy·no dtl !il ~, . ProtE'<II'H!lo 110i alla dfJruta r·pll!'ll;;ioJit' ddla stuli~>liNt 1 con l'C'li mtmz one dC>t casi .u eui b mort1• ;wvt•ntlt' pPr C'ause t·~t.rauee al U•t:~no. o nt·i qtt:tli la pt·olila,;si e In c·um non fnrono n·gola,. tnt'Hte e l'!utli<·i•·ntcm<'nl e praLic·ate, a.h h. a mo cla dc t nu·•·e: _\lot·t i pt·r eolllplic;bltZ<' {st·U.i•·t·llli<\. :'!, b onto-polmon·te l ) qn:uulo il td.;tno 1·l':t in a. va11za t o rc·~'l'l':'SO S. 3

l\ o ' pmlibt:-:sati e coll'a.gl!ravan.te di c·:;:,.;t•r,;• xviluplw.tu il tt'(ano i11 un tr<'UO sn nit·:tr•o lte• tra::;porLo dc·l fc·r .to 1ln. uo o:;pc•. <l~~le all'ali ro l'rolilasxat.i c·ou una sola init>zione l'JWl'J..('Jllllla la:>('iato Ìl prO:<'tl i lt· e l'I'Zzi cli wtiiilo p•·r 7 -~ a:onu (inc·Hhazioul> Jl ~ioruiJ . l'roti lussi i rrq.{ohuP }Wl' t'f'"l' J't•l)( ala l'a l. L:.~. hL ~·· ini, xionr {P.J>.-~ . l in 11111a vi<·inanz<~ llPIIo sviluppo d<·lla nt;tla!lia. (li', 9 • giorttala1 c·on un pt•ricHlo d'iurnhaz!otll~ di 7-\) ~i(lrai Pt·ofìhi:-;>'i in <'Lli un;~ sohL inic:ziiJJH' <•ra <'('[' [.:~ itH; It re sYilup J.-mto il tPiaiiO in nn Ln·no f';ln i Lario c• s<·arirato il It·J·ito in c·<>Udi:doni g-ra,· i~~inle • Inizio tn.rdi\'0 dl'llfl. Clll':t 11·' l.!:ÌOl'llata) in form e m;dolhtl'i cit·<.:o~r- · i ( .te rima.;t<· luH.!.!'a.ttll'L1il' ~c·nuo,: c iute

•>

2

'f()(.a.lr

N.

10

ua,

"

l

,,

l

>>

2

"

l r

Tn rapporto <l·Ì 5 t·a:-:i l'Psiclui cll'v~> n,;,;('I'\';H;;;i rho 3 di p,:si rigua• claV<Ulo fonu~· di Ld.<tno ritard;~lo f'(lll un pP ·iodo d'incubazione di 2(), 3::>, 3U giorni, nei qu:tl i si '<ll'C'bhrt o rlnnJ(. far<• 3 iniPzion i antit.ctnni<:bc, <:01110 i;: prp;;;c·ril t o H·lJllllltl o per· t:'Yitare lornt<· tardive, auzh'!Jè 3 l'Oillè furono pmlil'atl': e <·iò, sia }Jl'l' la f..Yla'I'!'Xza clt•lla h·sioll!l ( fr:~tLmaco m­ Utinuta della 'ti l >ia l'd npr· tma dell'arl ;l'fJlazìone tihio-tarsica.: largo S([U;J,J'PÌO ch•i (,('s,:ul i del l11':1ceio con Pma.l'oma pnlsaniP alJ'a:-;cpJla, Pll allaeeiut nra sc·r·mHlaria clt•lla. l'<ìdiall': fmt(um t·onmtinuhì. eh•! fl•mon•), tsia per l'iH~orgt·Jtza di l1•sioni g:mgt<'nos<· ~t·<·o tHla. ri .- (<lc·c·nbito al c·alrag-oo es t(·,.:o al dorw dPI pif•dl': ga11grc·nn H'<·<·a d t'Ila lll~lllO) eh p a. lo l'O vol ta p otevaJlO" l':~rR i .Wdt> ù 'i nf1•;t.;Oil<' l rLan i !'a. Quc xt·o Sl'n·a •~lnwHo di norn1~~ p<·r l'an·<·nirC', cioì• di non las<:iare <:o n sole 2 i nic·zioni f,. i l i nd qua li, Jt·r la g-ra.,·rn.~b dc· Ila Je,;ione nei rignardi ÙE>l t<·ta no, se ne. ri<-hil·ll~tno :~: SOJil'iltfut.t o quando i n qm•;;ti fe· riti insorgono nuovi focola i sc•eon<l a.ri a tipo urcwtico-ga.ngrt'noso. Co11it'(·hè i morti w:r lt•/rwo, nri quali l'(-gifo ldtdf' non foN!ifl gi uslificato da drficirw:a lll'lla profilassi e nl'llrt eurn. non rimcwgono chr 2: .ciò che dà una mortalilì1 11er il teta11o nei rasi suffideul,ntmtc e ,·cgula./'IJI ('n/e proj-ilassati d('l 5 %: vale a dire Ja stessa mortl'Ùti't, n. un dipresso, p receden-


1044-

niSU f.TATI STATISTICI SUL TETA N O, ECO.

'

temenfe riscon trata con una stn.tistica debitamente epurata., io un'armaLa operante sul ba.szo Isonzo neli'avanz~t.a dell'a gosto 1 917, in cui 1~rn. stato u ,;ato lo ste:>so siel'o (Tizzoni) e nella quale si ebbe appunto una mortalità del 5, 8%Davvero che risult;tti migliori non potrebbero d esiderarsi! Nem m eno col siero a.ut iclifterico so no o tt<'n~ouo tanto soddisfa cen t i l Dei 2 casi sufticirnteml'nLr e r0p:oburnente profìla~sati in cui la profilassi ebb e in . m otlo ro mplt•t,o a. man<·ar e, l si ri[ori,ra a.<l un soldato che il 18 giugno a,·eva. r iccwuto twa ferita a fouòo cieco a lla spalla d estra e che rra stato init-tt ato in 1a- 3n giorualia. con siero antitetanico N . Dopo nn 1wriodu d ' iu<·uhazione di 4 giorni cir·ca il ferito prc~cntò fenomeni di h\LaHO nwnt;re con un t.l'<•uo ~anit.ario veniva sg-ombrat.o da un o:;prd:th~ in nn t~olt.ro , tanto da dovN es:-~ere scn,ric~to n cll'ospolla.le di tappa, eli \'ir1•nr.:\, JL P I quale morl in lllèUO eli :H oro con f.orma di t(•tano acuto cli :;(· • ·n•l~>nLe. Q1ti llc•v'<'sxPrP notat.;t la brc• \·ità del verioùo ù 'incubazione. cii<• pt·r nnll;\ ehbe a ri~entirc dl'lht praLicata prolilas,;i: CO!<Ì p nrc il quadro 1110 hnso l'IHI ne Sl'g-nì, il qua-l<.• fu i<.kut:ico per forma r linica e IH·r d t·c·or:;u a q rwllo c·lw si oRst•n·n. nei for it i n on pro lì lassa~i. 1/n.lt t'o e:Ho rigwmi:W:"t un flOichtLo che il18 g-iugno , ra st:'l.t.o ferii o :; ul lla,so Pia \'C roll ferit.c multipl e (1a. sclw.g gic di gntnata.. di PUi 2 alle· na ' ic·IJ<' ecm \Wil a blCI'I''azionc: f\('i t.c·ssnl.i molli, ed una. tl'l'z<'L che anda\a d:tl fiarro nll'ctno lll'll'l'lltiuando frtlttura del saero c di st.~cco clt·l <·OCt'ÌJ..:'I', e cl w (lm fif,fl t.o pro fil af;s:l·f o con 3 iniezioni si(•ro 1' re· gol:u·ruc~ .~ t t• pra tien.t <'. Dopo 1:3 g-iorui d ' i ncuba7.ione insorst>l'O li~ vi si nt.omi l l'l :~n il'i : tono cl c• i musst1t n i, mocli ra. d sfa.gia, (] u ai<:lw ton tra;r.ionn clonic·.:t lt!!li at'li inferiori (non piì1 di 'i - 8 l'ora. nell·aune d ella

m:tlal tirt.}; in ult imo l!l'ttt•mlizz:t;,iom• t.lellc seosse tctanit-he. s<'nza a.u" Juc·u.ro cll'lb. Eot'O inf<"ttSif:ì e frequpnza . opi::;toton.o, tachicn,nlia: <' morLe in 1:! oro Jll'l' collas:<o prirun. ancor.~ che il quadro del tet~tDO . si fosse l':t·l t c) l ttili:I(:('ÌO~O . ' Ollr·e il fa,1 tu ;.:-i·~ in ;tlf.r:t Ol't':t,.ionr rilt·ntto che in sc•guit o nlla fratI ura dt·l ~a.nv si a.vr~a. un;L ùirctt a conHrn·c,\zioH<' dello ·spPeO n•rlebrall' c·ou Ja, fc·rit,a, Jn, qu·rlr prèf\l'Jlt·a,nt l~stesa necrosi ed :abhondanLI>. sN·n·ziorw f<·t da,, qu:ndi un<t direLLa iutos ·icazionc tetani ca. dd miùollo 1faf lo fJ nc·s1.o di particolare g-mvt>zza t, la mala.tt i<L fino dal RnO Psorclirc• dcv1• :tv<'r :bvuto fa c· ile ra_!!ione di un o ga.nismo enormemen te d<·hiliUif,o Jll'I' le• condizioni del cuore c d el r<'ne. P er cui in questo caso la morte dt·vn ai.Lribuir.~i, come fu att;r ibuitn, anche dallo stesso m edico curant~, pi tt allo i'ìl<tlo di ùcbilit:1.zione. organica por le condizioni del ·cuore e d el re ne, !d1c alla vio lenza della malattia, risp etti . amen te a d una n.tattt:rnza a~!ioluta. eli qualsi:~si azion e profìlattica d el siero. na i n t Lo q ne sto si può sicuramente conclude re: ch e qnmul.o .~i adopera. un huon 8Ì r ro gli insucc('.~si chr ,çi rr.rificano nel tetano lrorltnO sempre la lom pirn<L giu.çtifica::ioiM . .sia wl/a. grat·c::za o nelle pa:rtu·olm·i condi::ioni (ll'{{(t l c8ùmc, .sin in malallie coMOmitanti, sia finalmente in una clrji<'iente


•

104:5

RISULTATI STATI STICI SUL T ET ANO, ECC .

azùme iman unizza1~te del siero o in una sua difettosa appliNc::ione nella profilassi e cura specifica per C1'1'01·e di tempo, di dose c di regolarità. Dci 38 casi di tetano terminati con la guarigione, 37 erano stati profì.lassati con siero T; 1 ~ olamente con siero P ed 1!. P eraltro in questo

.caso doveva considera.rsi come valida :-:olo la prima iniezione, perchè la seconda con siero M fu fatta quando la malattia era già sviluppa ta. Riguardo al numero delle iniezioni abbiamo : l iniezione casi K. 5 2 iniezioni 2G 3 4

))

))

))

~

))

6

))

))

))

l

E ' da rilevare, peraltro, che nei feriti nei quali furono praticate due iniezioni, 3 volt.e la seconda fu tardiva, quindi di nessun effetto utile, perchè fatta in tutta vicinanza dello sviluppo della malattia od a malattia già SV ilUppata j C CiOè in Oa, n a e l oll giOrnata dalla ferita, eSSendO slato rispettivamente il periodo d 'in cubazione di 5, 12 c 15 giorni. In tal modo dai 26 casi in cui risulta che furono fatte 2 iniezioni dobbiamo detrarne 3, nei quali si poteva con tare solo sull'effetto della 1n per essere sta.ta la 2a. molto tardiva.. Lo stesso dicasi dei casi in cui furono praticate 3 iniezioni, in uno dei quali la 3n [u fatta nella o· giorna,ta dalla ferita, e.'>sendo il periodo d 'incuba:done ili 10 giorni. Riducendo a.llora a.l giusto valore i dati riguardanti il numero delle iniezioni profilatticbe, si trova: l iniezione profùattiea N. 8 11 24 2iniczioui profilattiche 3 )) )) )) 5 4

))

))

))

l

In rapporto al tempo in cui fu pn1.ticata la profilas:;i, si ril<•Yano 1 seguen ti dati : Profilassi precoce (e n t1·o le prime 24 o n:) X. 31 \ 2• giomata 11 4 ) :J• )) l P rofilassi ri tardata l 5• )l Il l ( R~ n » » l )l

Iu riguardo agli ull imi due casi, si d<:YI' nota re che l'in iPzione eli si ero antitE>ta.nico fu ri ta.r<lata perchè i clue feriti <•rano rimasti prigionimi degli austriaci su l Montdlo, e solo <lopo 5 - ~ giomi Jurono 1 ùerati in un con l rall aceo delle nostre truppE>. 1u enmp lesso ci si deve compiacere di questi risultati, i rpmli <linwstra.no quanto granrlo sia il p rogresso fatto negli ultimi t"m pi per opora dr i medici nella 1wofìlassi a n t itetaniça, in modo rlH' q uesla 1mò dirsi quasi perfetta. Solo d eve far'i ancora un addebito sul numero delle iniezioni, tra· scura.ndo spesso i medici di fare la 3• quando questa è tassativamente


1046

HJSi,;I .'J'ATl STATISTICI SUl. TP.TA:-0 1 ECC.

prescrittn. dalle nornH• vigPOti, in orrlino a lln par ticola.r i condizioni d t>lla fl'l'itn. cbc In, rrn<lono in mntlo ::>JH'rif!lc atta. allo sviluppo del tetano, ed a formr gmvi di t<•tano, Cosi t.rovinmo che su 26 casi di h~tano . <·he a\T(•vnno aYut.o 2 sol <> itril':doui pmfìlal t.iciH!: alnwno 15 n e avn•hbc ro clo· ntfo <1\'PI'I\ :~. Infatti in 'i casi 8i an~ Y:l fr:ttLura. commiontn. erl m;postn di g-randi o;-;sa (r,•more, om• ·1·o, tibia, pNOU<'), una vo1t:1 a.uc-lw ron ;l.p<'r· f ura di a,lticohtzioui; in .'! ea .~i ft•rita rlol torace, 2 volte cou frrila d"l pulrnnnn c pr·rma.tH'lll.a. rli schr'g-~ie in cn.vit.:L in un cn.so vasta. a;;pr>rhLziollf' di p.trl i lllf>lli: in :{ raili eslt'SB mntibzioni o \Pru tlNroncazioni (pit·<lB, gar11ha., brancio); liualmr·nt.e iu l ulti111o caso ti Ì U.\'C'.Y:L fPriln. tn1· sJos~:l.

bi p:\ rit'L~LIP. Il pt~r·ioùo tl'irH·nbaziouc dr'i h~tan. iùi gua,r·iti ft1 il sc:,rtwlltl': Entro il giorni N . :: dai 3 ai .J t ) ,, , n » l! " J (l Il J .l " ,, )) :! () n (i )) l::i n~()

" :10

() lt !'(' i :~o

",,

)) ))

o)

J

lfl'rlia del 1wriotlo <l'incuh:tzioue 16.0 giorni : ossia nn p11eo super iore al p•>riorlo d 'inrmba?.ione mNlin, che scc:ouùo le ci l al(>. or-;serv;tzioui di LPi.~llnlU·Il e tirn;tl lman sarl'llbe di' 1:3 giorni, SPCondo Il' pr,·et\di'Ut i nost.rr·, comprcutlenti tnlt.i i casi ' di tet<tUO o~srrval;i Ul'lb sf.l'-;sa b:tt· t;a;.dia dd Pi:we, !.auto gnarit.i qnauLo Ll'l'minat i con l'Sit.o IPf a leo, rli 13 giomi . .Sr·JJ:L l'lll'<L dd f.rf-:1110 . in :n CaSi fu U~afo XÌI'l'O 'J': Ìll l Sll'l'O ~: iu 2 sil·ro )l P siPrO T: in 1 ~iP ro ~ ~~ s ir•ro T : finalnwnt.o in 1 sit·T'o P. 1>. c ·siero '1'. l n proposito è.· (Jppor' uno rih•var<~ che i sier i <liiTr·rr•ul i dal uost ro furono nnlin:triamt·ut.c\ u,;ati in pie<'oiP tlosi . in ali l'sa dt nv<'r<' a. di -posiz'orw siHrn 'l': quindi por·:t o w·s;.;nll:l inflttPUZ<t (•bbcm s u • dt'<'OI'IW ,d clht lll:tlat t.in., drP lrOYH \'asi srmpn• i n f:lsl: di pt·ogr<.'f;SO qn:rucln >:i in! r·l'\'<'lllll' col sit•ro nostm a, tlo' i <'llt':tliYc. Il sit·ro :-;, liS:l( u iu it•nH· alla. ùll!'a, r·oll'<w. fl·ttieo, fu atloprnto in 1111:1 ronna di l<'lnuo mid<,JI:trP di'l tutto cirro~erit t:~ a tlm:t' <li ~olc 30tHl l·. J . La rm·a fn ini7.iula. ~;l >oltn in l '' giornata, 7 Y<>ILI' in:! ', 5 voli e in 3•, 2 vultc iu 5 ', l "olia Il U' ~iont:l~fL di malatt-ia.. _\nelle n. t.alc r :gnardo coustaLiamu con piac·cra un n ok,·oiP pro{!l'e;;so, e:;:;l'llclo la. n~:tggior:wz~L dei c<lsi ùi t.etauo :SLU~i col pit.i nd r rimn in izio d t'l la. ma.l:Htia, •n l '-:.! ' giorn;lL<~: e solo eccezìonu llm:òte .a cura. ess<>nd o st.n la ritardata per n cm <:sserRi rh.to il giusto valore n. i fPn orueu i localizzn.ti coi quali il t<·t.a.nl) esonlì. La. q ua.n t i Là. di s iCI'Q u sata oscillò d a nn minimo d i 45 cc. ad un massi m o di 925 cc., con una media d i 3 00 cc. circa per ca.so di tct~LUO ; comp lessivam e n t.e f tuon o u sati poco p itì d i 1 2 litri d i sie ro, cioè qua nto se n e r icava. a un clipresso. dal ca.va llo con 3 :;;alassi . In generale nelle forme stTettamente localizzate accorsero dai 50 ai.


f 1047

IH:WLTA'I'I S'I'\TJS'IICI ::;L'L 'l'~'l'.l;\'1> 1 EC'C.

100 cc. di

~>it•ro: uellt~ foriUe

ditiu,;~:: cou

rliiTusìnne si~tematizzat.n. o sa l-

tn:Lriu. rbi ~100 a i •lllO cc. Al eu ne volle·. lH' I' ccc:t•s.~o di zdu 1il'l medico <·urauLe, fu init:Lt u,t o siero pi ir llt.:l bisuguo: rua in ;de uni casi ::IJWein li si riteuuu pruclt·UtP 1-'CCI.l·l(•re IH:l!a dww cur~LI iv;t onliu;HÌ<L, cans<~ la, gra,V(')\Zfl. e · l't•st t•usione ddhb rcrit<L, e cui llrw ùi Pvilar·c pos~ibili ricadulo c t'C!·i-

dil·c.

F··rili di yur'ITit (E·wn·ito lll'lllit·o)· -= X ci pl'i~ionit::ri eli g-ru•rr;L sullat.ì furouo rm•uo brillanti . l nf•llli si t•bht> : "

1 a:;i dì tPt ·~no n . (., 1

ri-

gn;r ri.r -•1 1 tllOt'lulit.à, 77 "/,

/ lllOl'tl

7 l

'o

L o mg-iuni d l'lht tlilft•n•nl.;t siaouo tll'llu tna!!giorC' gr:~yet,za, dl'llt· [•·ritc, w·lla piìt l'n•qtt!·nlt• loro lllolt l'l•litili\: quirHli n•·llP tna,!.:'g-iori •lcl1'il7.ioui eta. far1'i pt•r· mahtltte inl<·rcurr<·Hti, ol!rc• a qut·llt• ridri~>.-;tp per pro!Ua:> i insulìi•·it·ntc o rit.al'uata: Jitl:l.illH'11Lt• 1 conw fu detto più 1\tllll'a, iu qut·st i c·:tsi non sc·mprc ru P<!:;;siltilP I';J;thilim cnu pn•cisi, .uc· hL dal<~ dP "<t ft•r·ita, ri:::petl,t \'it.IUI'llt,e la d stanza pasrmta fr;~ qul'l'f;1. <· r UÌ;<:ÌO tlc·Jb prnfi a:<Si a.utilt•L;Ulil'<l.. f'o;;ì lJ<'r lo cl•·Lra.dorti ll'lJ\'i:t.rno : .\lurL. tH'l' st•.l it•eruia in 7 gioruat:t, quando il tleeorso tll'l Lt-t:tuo er;t gi:'t sta. t o

:l l' • t•st a Lo

J'r·on:~H:;-:i ins11 ffi1·ieutè lH'l' t·L'èt•7.ionak lii'I:'Yit:ì. C'l pt·t·iodo di Ìlli·Hh:1.7.ÌOUt' (l-~ ~iorni); in l c·aso <llldrt· ri l:ll'do lll'li<t Clll':t per nou l'Ssc·re slaLi giuslamc·uLl' :rppn•u:rli i prirni sintomi dt•l <-L !lt;~ ~L li:t . Prolilas'li rita.nlaln. ((j•-s• giornata) ; eura. iu extrPmis per bst·n• sluto il pl'it:imtie•·o :-warit·alo d:t uu tn•no sanitario gi<ì.

x.

:l

,,

·)

in condi,.ioui gra\· i .

l

Totale 1•\t(,(,e

N.

:j

qlll'Ste tlet.I'iLZioui, l'illlfLllg'OOO SlllllLJl'O: ' "11ariti ~ { ( 'asi <li tetauo u. -L1 ,... • Jrrorl:tliLà. 50% JllOl'tl

'2

X<'i :2 ~·narili si avevano' fornii' lllitloll;u·i, c•irr;nscrit.IP, ùi t • t.auo, c·on succ~·..;:-:in1 diiYusiuue mil!o ll:nc : i ·t nn cas1) lnngi l lldiun,lt' <lisc·t·n leni!': tipo p n.l.'H pl<•gico, e n eli 'a.Ltro longil u• 1i un. le asc·t>adt•n te e Lra::. v t'l'Sa.: 1:1 prolìl:t.~si em stai ;t fa.t!.a. con sit•r·o T. n l'l l' ca,o in :.?'.-:~, ~iol'll:tl<t ; il 2° ebbe un a soht ini l•)\iOJW iu l" giornata : il pt•rio•lo d 'inr uùaz ionc lu ri -pcttivantcntc di 15 c di 6 giorni; la cura ru iuiziat.a subito in 1' giorna.t a.; l a quantità eli s ie1·o U!'U.to ru di 11.'\-:.?70 cc. ~ei 2 morti si aveva forma hnlha.rc: in l con diiTusione tipo paI'aplegico, neH'altro forru :1 miùollare con diliusionc bulbare lieve; in ambidue la v rofìb:r.s,;i era :;tata fatta con siero T. in 2"-3n giornata; il · p e riodo d 'incubazione fu rispettivamente di 8-1 2 g iorni ; la. cura fatta pure con siero T . fu iniziata in l• giornata; la morte avvenne in 4• giornat-a


1048

lllSOLTATI STATlSTICf SUL 'fETAl'O, FCC.

di malattia. D 2° caso era particolarmente grave per le ferite da scheg-

gie di granata ad ambedue le gambe, con frattura comminuta delle O~!;a, ed alla mano sin :stra; di più si aveva, come compl'canza. gang1·ena iscllemica della gamba sinistra cbe richiese l'amputazione della coscia al 3~ ~;u p f'riore. . Ques ti i risultati consnguiti con la pro fil ~ssi e cura del tetano nel bimnstre giugno- lugl io 1918 comprendente la b attaglia del Piave. Non è questa l'ora di tirare le somme; molto meno di fare confronti 1 oi risultati ottenut i allo stesso riguardo degli altri eserciti. alleati e nemici A tale fine biso.:,rna attender· i risultati definitivi, sapere io quali condizioni è stata fa.Lta la prova, non essendo giusto nè onPsto stabilire dr i confroo t i coi primi resoconLi pubblicati, in cui molte manchevolezze deYono c.;;st'rsi vPrifìcate. Così non starò a. riportare · i risultati cousPgu iti nelli1 profilassi e cura del tl'ta.no nei primi tempi della attuale gu t>rra n dl'ospNlale di Cracovia e quelli pubblic:tti succcssivam(·n te da Wolfson, cla Ba1.y, Etienne, Ve:llard, N igay, Vallas, Ha.ushalter, Rpil'umnn, Pi.gnol e Brisf;et, Kiimrncl. Lumière, ccc. Solo mi piace ricoréla.re che la. Commissione Inglese presieduta dal Or n. :-;jr Dnviù Hruce, che con tanto zelo competenza ha provveduto neli'Es(;rcito Britannico alla profi lassi cJel tetano, ha avuto sopra i primi 1339 casi ra.ccolti una mortnlit.à, ò.el 50% (1 ). Nè è fuor di luogo notare a ta lo prvposito C'.he gl' in,gl<'si praticano di l't'gola 4 iniezioni antiteta· ni che, con l'in tPrva.llo di 7 giorni l'una dall'altra, anzichè 2 fattr quanto più sollc-citamentc è possibile, come si opera di regola. nell'Esercito no f.ro.

e

(l ) D. D uc·n:, Trauea.-t.i ouR of &ho Suc io:t y of Tr ..p ccal :.r,.l.

o.nd. lly;iò te. -

nov. 10 17·

- ------.

nem~s!tà ~er l'fi~~rtito ~i uno stu~lo s~etiale ~ella mr~io~atol~~ia per il p:·o r. Giovanni Galli, maggiore ruo<lico, d imttore del riprlrto cardiaci.

:;.;ono .omm:~ f.raM·or.~i tlnc anni c mezzo eh<• nell'ospc1la.lc tli :-;, ;)farta iu 1\om:t, dPi f'~H':\Ii<·t· i di :\fa,lt.a, funziona. un rl'pa,rto sprciale JWr Ja. òia· gno~ i l' r11m 1lt·lle mal:t ttie car. lio - vn~cobre dt·i ~oldat'. Il rrparto occupt\ il qu:t~·Io phtoo Ilei ·ava.ncorpo nell'osrw1lale d San ta 1\Iarta: è diviso in ùuc st•zioH ' co11 <'n mrrr d i 2-:3·5 posti e con un totale di 4 O lrtti. Con ti('nc inni re ttnr~ camera. c<Hl istrumeutar·o completo di radiologia. e c·oo n.ppa.recultio ortod· a~mfi co, u na. ca.mc•a. con gli apparecchi per la. s!lgmo-


. E , 'ES"lTÀ PER L'El:'I<:HLllO Ol l'NO 1:-iTUlllO SPEI' IALI<:, !<:CC .

10•19

gra fì <l. per l~t pres;;ionl: i;~"tuguig-urt.. p t'l' ht v i~ro~itù, del s:1ngue e per gli esami cm al ologici, iuline un'a.!Lm camera con gli apparecchi specializzat i per la cura delle ma,l<"tttic cardio-va ~eoht·i con annc so bagno e dOCl·ia.. /JÌ,I!JIIO.si fun~iunale. - I l reparL venne colloc tto al yua.rto piano, pl·t.dtè· non csist.e\ ano al monwnto ùclla fo udaziouc altri piani più adatti e 1•er<:hè an eh 'io non trova,i per lo scopo prioci pa.Je, ci!tè mcllico-legale, eni t-m a.ùibit.o il reparto, proprio un fuori di luogo coUocm·e un reparto p1·r cardiopa.zicnti al quart.o piano. A part'e il fati ore igicnieo dell'aria pma e quello dulia vist.a ampi a ed amc;~a, due (>lementi non t.ra.scurabili n carù iopatolo..:ia, io intendevo wuifntirc delle nurnerost> .~cak - totale UO gradini - per le prove funz ionali nei milit.n.ri (che come prevedt~vo sarebbero stati numerol)i) con sintomatologia obbiE>tti\-a scar~a o nulla, e JJI'r contro con ma.nifPstazioni subì ttivc e con aoumnesi tali, ùa non poter essere considerati individui 11orrnali. In una parola io ebbi fin dall'inizio in animo eli dare una imporHtnr.n. speci~tlc alla diaynos& full::ionale. e l~ sncc<'ssiva espN·ienza mi dimostrò sempre più il valore e la necessità ili un ta.l e studio funzionale iu carùiopatologia militare. Per i d et.tagli come r>i fa la diagnosi funzionale vcdasi la mia èonferenza (5, ! }. Jialattie orgrwiche e ?ten·o8i df'/f."apparcr·chio 'della cirr.ola::ionr. E' lecito affermare cbe l'esperienza ili guerra, ha moditicato e corretto cognjzioni di patologia cardiaca, che nelle aule univer<iLari e venivano esposte come verità complete e che dalla massima parte dci medici pratici, come tali erano considerate. L 'esperienza dei carcliolop:i di Lutta Europa durante la guerra ha messo in rilievo l'eccessiva importanza, d ata allo sta.to anatomico dell'apparecchio della circolazione e quella. troppo scarsa annessa al suo modo di funzion~~re. I rumori cardiaci banno tenuto in semiotica !l loro dominio indiscusso e le illazioni diagnostiche ~ prognostiche - salvo qualche rara avis di autore - sono state fino a. questi tùtimi tempi improntate a profouùo pessimismo. Ciò non soltanto fra noi. Nel LaiiN't del 2-l marzo 1917 si leggono difatti all'incirca queste parole : c La presenza di un rumore è spesso cons iderata come incompatibile con un cuore sano e la massima pa.rt& d ei docenti aderisce a <JUesLa veduta, ed ogni dottore, che esce fresco dali 'Università, é preoccupato come classificare un rumore. Si va. alla caccia del rumore e del soffio. Da borghelle il portatore del rumore è respinto 4alle assicura.zioni della vita e d a militare ò respinto dall'esercito, pur essendo capace di ogni lavoro, priva.ndo cosi il paese di un numero di soldati efficienti e ciò che è peggio condannando a serie re~ t rizioni di un'attività utile e sana molti uom ini i quali, per il resto della !oro vita, :vanno in giro con _una speeie di sensazione come aves8ero una bomba nel corpo e colla perpetua paura di una morte improvvisa n. In diverso comunic'azioni alla R. .Acca.demia di l{.oma e iu Tarie pubblicazioni nei periodici itali&ni (::!3, 24, <la, 1, 2, 4, 5, 13. 14) io IlO 66 -

~iOl'n•le di 11Wlidn•

fPHiilare -

Fase

xtr.


1()5()

NECF:SSITA PI·: R 1:F.SE RC!Til Df U~O Sl rJ liO ~PJWIA I.E 1 E CC.

fatto rilevare l 'erroneità. del cri terio anatomico, come unica o prevalente guida diagnostica e prognosr.ica delle malattie cardio-vascolari. ~ella pratica militare mi sono incontrato con vizi organ ici del cuore senza disturbi subicttivi r ilevanti in soldati che a.ve,-ano sviluppato un'attiv ità mu:;cola.re superiore alla norma, prendendo parte a marce o assalti, I'CStando anche feriti . Aggiungo qui subito, prr non suscitare equi\'Oci, e per non essero.> frainteso, che questi soldati non avrebbero dovuto trovarsi al fronte, qualora esaminati con tutti i mezzi diagnostici, poichè - a parte la disposizione categorica dell'art. 65 dell'Elenco che vieta l'ineorporameuto di soggetti con vizi organici del cuore e dell'aorta nessun cardiopazientc organico dev 'essere utilizzato. come combattente, se non vi è il consenso personale. Ma oltre il servizio nella linea. del fuoco vi sono numerosi altri posti nell'Esercito, dove anche un cardiaco organico, purchè allo stato di compenso, può venire utilmente impiegato come l 'esperienza ha cllia ramen l e messo in rilievo (-!, 5, 26). N ella prossima edizione ,1 ) dcll'Bmenco militare dovrà questo punto di cardiologia essere preso in maggiore consid erazione. Un'equa fusione del criterio anatomico e del criterio funzionale è indispensabile in cardiopatologia; nè l'uno nò l'altro, devono avere il sopra.vvento. II critrrio funzionale è stato troppo n egletto, il che fu causa di errori e danni. Della d iagnosi funziona le sarà necessario fare ampia parola n elle istruzioni dPlla pros ~ i ma edizione dell' Elenco, poichè uu Ct>.rto scetticismo o sprezzo dominano tuttora, fra i medici milit.ari a proposito dci disturbi funzionali in genere e delle nevrosi cardiovnscola.ri in iSl)e'Cie. Un gen<>rale medico della zona di guerra, famoso p er la sua deYozione al ~overe. mi diceva. quando· gli accennavo all 'importa.nza bellica delle n eurosi C~brdio-vascolari : « Ah, le neurosi cardiache, se sap e.'> l'! e ! " · L 'egregio generale aveva solaJncntc umb parte di ragione. Non soltanto le neurosi cardiache, ma numerose altre malattie sono simulabili e provoca bili. Vi sono stu.to•. p er esempio, pcrfrigcrazioni provocate ad artt·; ciò non es!:l urle però che la. grandissima maggioranza ùei casi furono reali, inerenti al sen •izio, talora in dipendenza di di(etti circolatori latenti (lO l. Yi sono ~; t a.ti simulatori e provoca.tori di n evrosi cardiova.sali indubbiamente ! Ciò non diminuisce ùi un punto l'importanza milita-re delle v oro e rea,li neurosi car,lio.che. E cco anzi la nt~C<'SSi tà di ra.ITiuan.. i mezzi diagnostici, di moll.ipl ica.re le intlagini per scoprire, ed impetl!re cosl le simulazioni (5, I, 1::!, 18) ; nòn è giusto. n ~ opportuno, uè umano, fare t.l.i ogni erba un fascio e miscouoscero di · prOl)Q!lil,o La imL)ortanza ùelle neurosi cardiache. P roblema delicato e difficile, che ri c himl(~ Mumc e p azicnz:l. ùi<\gnosLicu, ello si è m anifestato nella s na graude C$teusiotw (l ) 1.\·<li t.ion • a t • u nlo d ••IJ'.El,•nco 6 d e l 5 h~ colio 1!1 17, l1• pr • o••òen t.· P<".1. d el 14 ott.<• b. l" 1!114. la to: z' ultinla tJ , l G nuu::,.:io l !JOf•. Un,, ult •riore redsione è uo<'e <.,aria, a no m i\ ~.! o ri , . p.ù prcci>i <lot ng li d i lecni,·a aedi.~ n·militare (V. p.•r .-s. I'EII'no•• svi?.Zer o d l l !Il i ~l 71i58). Anche u u n ,·es~ m igl ioro d oll'e dìzione il mccom uud nb ·le.

,


NECI!::'SITÀ PE.t\ L'ESERCITO DI t!:\0 STUOlO SPECIALE, Ere.

) u;H

in ogni P~t-rcito e ehc n ' une aiTroutato con rictlle:r.y,a di mezzi c "Valorp · lli studiosi, per l'l:l. nel )!mndc <'t>ULro car<liologico di Londr~~ ed anche in Francia, clove frn gli altri brne se ne è occnpato il noto cardiolrJg-O (J;dlanwlin ( r). In complesso si può dire elle i tacltica.rdici, i palpitn.nti, i netu-otici n1~colari si sono [bfl:Hmat.i ; il nwucro eli tutti questi individui (> enorme. E di ciò il medico in tPmpo di pace, sia, il pra.tico, che il medico ll'oi(peùale, non avt·ya.no f\sa tt.a cugui?.ione. Qm•sti maln.ti avevano t,rovMo n ella. vita borg-hrl:le il loro posto <l.datto, lasciando i mestieri faticosi per mettersi al bureau, dietro gli sport.clli P cl adoLtando un complesso eli norme, dil'tcticlle. igieniche, sociali, che osLa.colavano ed impedivn.no alle t are circolatorie tli acquisLare teneno c di estrinsecarsi in sintomi tali da portarli al medico. Invece m·Ua attuàle gu~rra, tutte que!'lte latenti incttit.uùini carcliovascohni, queste eccitabilità neuro-cm·cliach e, queste tare costituzionali suno n·nuto i.11 l ne<' 11<'1 par-:sag~io brusco ~t l hl. vita della caserma cd alle ft1,ticbe del campo. un grande compito- anche d 'importl1nza sociale - spetta alla medicina. militare: di seguire con lo studio sistematico questi individui, di assaggiarne la capacità funzionale con es('l'citazioni progr<'ssivc e razionali, eli collocn,rli nei po;;ti adatti, poichè una parte, e non la pìù piceola., di questi tantti del sistema ci.rcolator!o non solaml\Ute sono utiUy,zabili, ma susct'ttibi li - e qu<'sto è il lato socilLlc - di miglioramento e di guarigion e, purcbè !;Ottopost i a.d una vita -.;·t>ramente igienica, ad un moderato el\ercizio mus0ol<.~n' e tenuti sotto l'aziono, amorevole ma lerma, di medici competenti. L'esperif·nza mi ba. praticamente dimostrato, che molto bene può il medico competente fare. in questo c~1mpo. E' qui nd i lleeessaTio, che si formi uua schiem di mndici specialisti cardiologi, sia per il ricupero all'Esercito di un numero nou iuùiJien·nte di neurol i<.:i cardio-vasali, sia. r.mclte allo sropo non meno importante di im1wùire, che sotto l'etichetta di n~ ·­ Yrosi cardiac:t, non diflì<·ilmcntc Rimulabile e provocabile, p :tf>:->i th•lh merct' tutt'altro clte patologica. fltsllfjicieu : a mitralicc~ fuu~ioltafc . -E. qnPsLa uua sin1lromc di n •llus~ o patologic·o del ~mu;;ue at. t. 1·:wer~o. il fOI'<Wle mitrn.liro ùumnLc In. si s tole n'nt ri cola.rn. Gli etl'etti idr:wlici sono all' incirca uguali a. q1wlli dPll'insuflici(•uza. organit~a., saJvo che> uC'Ila forrnn, fnn:r.ionn.le il reflu :-:Ko IWil è> (· o~t.ant.e, ma. li:tll;uario, poidtè la mitt·:d<' non lta sul•ito !!•:;ioni auaf.(JOtichE', tua clliud<' impcrfi·LL;tnl('uLc il foramt', )!l't'c Ili' i lll itScolr1 Li. c·l11· la !:OJHanda.no, sono run:r.ionalnwntc, e quin1li non fll'l'llHutc' llll'lll<'llt ,., di -.t m·hat i. ~lH·st a ius Hffw icn?.<h fun?.i onalt' fu rl l'~l'l'i t.t a. ~ià. d:~.!.!'~ i ;.unl·ri· c.tn i. iH occasione d<'lh\ ~1wrra 1li set·c~.-~ iouc clel l~ U:.! , s tttcl',;s i,·unwuLt· d :tgl i aut.ori germauici dopo la gu~;; rra ùl'l 1 ::) 10 c ùal uost.ro Carda.rdli ( l , LJ~WtS. -

R •por t up' >n Stl ld iers ro t llrHt•d t>B caoc.; uf r d is,,r.k·r·dl a " tio n of t L<"

heJ\r : • .-H· . .\(cd i~n l Re,on rch Co mnu tto.• 1917. V. an c he : A,.chivcs de'l malrulies d 1t cocur, J a n\·iel l !J ill, : .> _•t: t

HH 7.


nt•l I'K:! in uw~ nwUOitntlia. tut tora asf!<l.i de,gua lli eS>;t'L'P IPtl:l. l hU'<l.Utl' qn• ~fa. gtu•na h :'indi'lime mit.ralica funr.innal l•, alnwno fra uoi . è lita.ta a•·•·olt:t c·nn Jllarcat·a tliflid<·nza. lo ~onrJ rillla"to colpito dal lltlmc·ro di militari CIJll insullicicu?.a fun· r.irJIIalt· dd la mitralc·: cn•det ti lJI'f!·iò OIIJHH'llluo nwttt·rC' iu rili!'YO l'hnp••rtaJLr.a di qu(·:'ta "iwlwJJJt in una ctmfc>nnza ai nwtlici 111i litari d i J:01na ( l..i ). Ila qualcltc· collc·ga qut-s ta. ::indronw funzionale Yeuue giudie:tl a ttlla •t :-;ot tigliPzza "'·miot!ca n. ma eol prOI."l'<•clire, ch·lla g·uerra la SU<I fn·qui'JJZ:t ~i i· i mpo~la au<·lw agli S<'t>ttici . Q uanto alcuni d efìnist'ouo ,, I'Jtol'l' dd s(lf,[alu , moli i c·asi di " c/1 pPrimt·nlu oruoniN•, :stanchr•::::r' gc'111' 1'11(' . t·flnl io tJoiJ"t', disp 1wu ., , non r;ono <·br in~ufficienzc mi tral ic b e f\10zion:tli. Hisog11a. a \ 'l' l' lJI'Ua•nf P. e!H' la mi traiP è la part.• più ,·ul nerahill· d el <·Hon· - un ,.Pro lm·u.~ Nmlis minori.~ rc~ixlcntiac - ed è spccialnwnt ,. n l'l d<· <·or..;;o e 111·lla con\'alt>sc<·nza delle m alattie infetti,· e, compn .,a la n 1:daria. 1'111•. s'i nc·onl ra l'iust}ff"ic:ienza 111 itralica htnzionale. La di a);(JHJ"i 1li IT<·n·11 zia h' con la forma organica, anatomica, non è ::t·tnpn· fac·ile. nè qui ì· il }JOSlO per t:'Utrare in q u esto argomento ; io ritttatlll•> c·hi s'int<•rc>sl'a , a ll a ntonografia d el Ca rdarelli e ad a lc uni miei la \'Ori ( J 5. 5. II' . aui'IH· 1wr la ]Jarte lt>rapeutica.. Qua n t o m i premeva , l'l'a di richiamare ::ontmariamr:nte l'atten zione dei m ed ici m ilitari su qtws t n i m pnrl aut c forma d i in:;uJficim1za mit ra lica. ] ,r· llllllnll i<' w ·nilofi, in modo sprciolc la Rijil ide , comr pronwafori di ,.o,·tfi, , - l ' 1'a8'Jl'"lir . - :-;ono n ot.i i ra ppor t i e Liologici fra m a lA ttie genil <ili 1: ina laf.t ic dc·ll'apparec·c·hio ci rcolatorio. ..ò.n ch c la. comune blenorrra· . gi;t ~ i può rm ttpl l <·ar<' <·c,n' <·JHhwa.nlitr• " d a r€• luogo a v izi valvola ri. M:a la ma la l tia . l'i.H· , .a. in modo sp<·c·hile (Pnnta d 'occb jo, è la lues. E ' troppo fr<·quenti' la I'Oillilur.ioHP a n nmnt·:'ti<·a. che l'inizio di gravi lesioni cardin-,·a~c· ulari a ,· ven ue dutante il l'f'l'\'izio m ilitar e · La med icina militare df'Y<1 opporsi c•on ogni JU <•zzo a ll a frequen za 1li q u e,:ti fatti , s ia. diagnost ic·<lntlo "' <· nrand o tt·ntpc·. t i \·a men te ch e fnce oùo ur.:t opportuna pro tiiHs:;i p raLi<·a ed ora l(\ nellt- fìlt' d ell' E .' lercit o. L ' t'll}l<•J'if'UZa nt·l rill:l r l o m i Ila <·h i;nanwo tu d i mostrato, come la l ue" c·ra talora i~rno t·atH compktallii'D l <·, c' come t a lora non s i (;'r a. d aLa intporlanza nt· dal med i<·o, nè d a.l pnz ieu1e a lle m auife. fazioni !or ali i n iziali. ,\lc•un i ù i l.J.lii':-\Li casi sono st.a.t.i d a m e pubb licati eli}. g· nt•c·est;ario Jw n ·iò 11110 studi o s istema t it·o. orga nico d elle m a lat.t ie .circ·o ln 1ori e an eh<• da, que1;to JHlD I" O ùi vista etiolog ico , con u n t r a tt a m eu t.o te m pC'st.i v o, così ùa atten er si - a. pa,J te i vanta.ggi sociali il ric upero d i u n nume ro (l p! rrsto n on i n di lTer e nLe di individui all'E~en· i to . Lo stu di o e la t.Prapia in grand e stilr, s istem a t i1·i, con ampio m:tl<'l·ia le, ùa sc~u i r:;i con attezionc p e r t u t to il periodo di obb lig o al 8PtTizio m i li t are. c c·ioi'· JH'r c·i rea un ven lcnnio, pu ò f'SSl'l'f? di ricco imporl.anl i dNi uzioui ùiagnos tiche e cura.tive, da. sping-er e soltan t o p er questa l';l g icmP alla fond azionr ùi u n grande c·t•ut ro m ilita re. cardiologico . .i (1/lll'llfO rli·llc c·ro·diriJJalir flt'gtulidtP fu/l~illllali r ill'll'or/(·rio sdt'rosi. -


L~ià, prinia

drll:1 gurrra era 'stato loìtatistieamenLl1 po.~to iu rilieYO l'aH-

nl<>lltO Jn·o~rl'>;si,- o dl'llP m;LlaLLit• rll•lla circolazione (1::!, 1!11. ;\elHt05 morirouo }H'I' rnalat.t ie tli cuorE> 5fl,~Gti JH:t'::wne; nel 1914 iUHC·p 61.850. ~Pl lfl03 pPr apople:;:;i:t t' couge"tione ùPrPbrale .'H,263 P•'t.·;;om· ;. P~'L 19H iltV<'él! 39.:ill'i. !Ja, gn<·t't':l ha inllubbicl.ntenl e tll''t.ermina.(.o un :.mnwnto ancor più llO(.t;>\'Olt• tli qtw,.;I .P nta,lattii', <'d ei;s::t si puo cou<,idt•r·an· un inunarw <'SP~'­ rinrt•llt;> di canlioJmtologia nma.na. Purtroppo non si r> ucl nostt·o cst·rciLo c:ornpilata. una sLat.i;;Li<·<l. delle C<~r<lio-c >a :·wpaLic; èd l('cilo a ogni mo<1o aJt<wma.n•, cosl in hloceo,. (·lw il loro lllllll<'l'tl è rile,-ante ::tnclw frn. noi. Ll' aulopsit• sin.!!olc c qualtbe rélazionc di a.utopsiL' piìt mtmc ro~e (:!6) banno rnes·;o in lnre l;r frt•quenzu, dell'ari erio-slrcrosi ~io-,a.ni i P: vir.i org·;"Lnici <lei cnot'<', per non parl;m; delle l'orme : unzio11ali . so n f t•pqn ..nLi u ·Ila n,;pcriL'll:t.rt pPrsonale di og-n.i owdieo e eli O.!.!ni chirnr~o. La lettPrat ura inLL•rnaziouale poi è ricca. cli.tu<1 t.eriale a questo proposito e pol'Ln. ··ou fondamento a cn•tlt·rc. che. lt> mnhtlic dcll'apparcce·hio circolatorio sono in ma.niem aUarmunte aumentate. (~tH'SLo stat.o di cose prt>S<'n La nn i nkt·esse anche s t<tl.a le }i E't' noi, poi c· h(> csclu d endo l 'm·L 1>5 dell'attuali~ 8knco dl'llc malatti<' i " dzi Ol'l{n.ttici dd cnorG e dt·i vasi >). sènza. far clisLin.zione del grr~><lo ù<'lh1 le..;ioJw t•.llella qu<tlittà d....l sen•iz io militare, non è improbabile, a.Hzi do, alcuni rwgu i è rerto, che un groviglio di que!';Lioni medieo- l<'g:tli si pn•st·ntt•rà •lupo la ~Ul"t'l'a, l' che lo Stato non potr:\ risolvere oou ~instir.ia, sruza favoritismi, e " ~'U<-:a danno, se non con l'aiu to tli un centro cardiologico C'onsnltivo compet•·uLe. C'oro'<:> noto, mnlLi souo stati trai t<>nuti nell' l':scr·cito. nonost.an(;p l'a rth: olo 6:i. }l~ecr88ÌIÙ di 111~ mrpu .~anifrtri.J mililnr1· , alldu· di f·Omplt-unnlo, l'M~ r·u7tw·tt Sl'i.r•ntificu. snJJNiorc alla. nu ,rlirt. - Qua.nto più ;tmpi e f•>ttdn.t.i sono il sapere scientifico e l'abilità pratica d r•lmeclìc:.o rnilitat·e, t<tnto maggiori ~ono la rapidità r.d il f<1vot·cvol ~ risulL1Lo dell cure, l an t >piìt breve è ht dcgeu~a. dei m aln.ti n egli o:;pccL\Ii, o ciò ch!:ì non è tr<lscm·a.L>ile, più b:1ssa, la. per<:l'Utuale d E'lle simu lazioni. Qncsti J·isult.ati si risolvono in ultim;t arwlisi in w1 cm;picno vant<1ggio per lo ~t:tt',o ed in un aumento tlcll'cffte·ieuza. lkll 'es<'rc it ' · I n nn mio la'ìOI'O (26) Ìll scr·ivevo 'Lll<tnto S<'g"lH' : l( r;ada.tt::hmeuto del mP<lico bor!!hcse alle cond.izioni cl"anthiPut·c e di studio militare non v s i eompie i.p:su facto col Yestirc dell ' nnit:onnc, <'cl og-ni .lal·una eli :-pazio e di t<.>mpo riesce nell'c;;crcito ::;rm1n·c Ù;\.u nosa n . l fo IMto pMciò c·on gra-nde p:iacere l'nrlicolo comparf'o nrll'ultimo Hunwro del " Poli clinic·o )l del chia-rissimo Clinico-chil'llrgo (l) di Hnlnr.rna., il quale ei:ìpriml' r·on altr e parole lo sle:-:io concl'l-o c· chiPch• come f!OlT<'lliYO cr un'i.~trn~imll' di p·r atica milit((I'C dci gio l'rcni xf11(lrnli di ?lu·dicillrc r di chirargicb cl7t•

( l ) G. :Rua ca. p,.,. 1.~ t'Mrnnzion e del futuro <·O rp • emi t fl rf, di cornplemento. PoZirlinico. Sez. prar., 46.

l


1

NEC P.S-.. ITA l'ER L ESF:Rt:JT0 DI UN O STUDIO SPECIA L E, E! O.

nw/.e te t•aca11.:e aut un11ai'i, completandola nei ea-m.pi. e nelle m.anom·e..... !'l'ndendoli edotti di quanto disciplinarmente loro spetta. Agli studenti del 5° e sa a11110 si do·rrebbe ·inoltre impartire ·un corso accelerato di traumatoloyia. di guerra ,, Jn breve : da varie parti si vanno innalzando voci reclamanti, che nell'interesse dell'esercito e dello Stato si modifichi, si rinnovi, si perfezioni l'attuale i11dirizzo sanitario militare. Non è u11a critica. leggera, che si esercita, non è la smania d i novità che guida: si vuole un corpo sanitario militare modello, pari e superiore a quello degli altri Stati ! l'l'r la part·c cardiologica io bo la p.rofonda convinzione, fondata Slùla esperienza e Lmttur·a ta con gli anni di esercizio, che molto vi è da fare elle molto siamo in obbligo di fare, per rendere discreto il livello scien1iii co d1•l saper e cardiologico. Non vi è a.ltra possibilità., per l'esercito, prr giungere a questo neccssar o risulta.to, cbo la fondazione con larghu vedLtte di un grande cen tro cardiologico, dove. oltre gli altri scopi, si~~ po~>sibilc l'[~ggiungere quello di formare una. schiera di medici militari coni pc tenti e spccia,liz:zati in· cardiopatologia. Gli uom ini alla testa dell'attuale organizzazione medico-militare pos· seggouo nota. e prova( a ca.pacità organizzai rice, banno dimostrato; di sa· p(•r vohm·, e di potere e non sùPgncranno (il che sarebbe un f!I'(H'e errore) di prendere in co n;-;ideru,zione e di riso l vere dcf!oameotc. ('ome iii è fa~to in altri eserciti, la in combente quPst ionc de: cardiaci. • T.omri f7t•ll'A. -~Il arw>m r llti di ran7iopalo!ogia IÌ?tranle la glltrra: l. Cvntl'i b uto alia revisione <t.,ll'.n tu•tle « ('1ell oQ d~·lle infermità. nei m i1iti\I'Ì- o D<>· l!li i nsoritli di lov~ •· Co 111unica<~inlle R. Ace. di R om•1 llH 7 - 29 upri1e . Se:z. pr. Po· l irlin ico 1917. 2. LI cuore d ei eold ~Li. Sez. p r. Policli nico l 916. 3. L .. rn dttt l i e d el cuore e \lei v u-;i in tempo d i gu•• rra. S ez. 71r. P oliclinico 1915. l. S dl'utilia7.!lzione dei rni lituri t·urdiopAzieuti in tempo d i g uer ra. Pensiero Mc· t(i•·•J, 19 17, 4 7. 5. L • c•r, t iop,·olQ~Ì ·~ nPIIn s u a m m!.,rna c•mc<>zinne in rllpf•OJ't .> Alh~ g ue rrll. I. In· di•·izzo ·~Ilo stutlto d e lln. fu • Z Ì\lll C cardia.•'ll. I L Vizt n~h olari d e l cu ore ,d nrleri.,,CIP· rosi d ~l punto •li v 1 sL~ mili tn r : . fil. \ri t mi" c a rdiache e loro significatA:> .milit.t•r.,. T re <'<mf"r" nze tt'lìU ' e Bi m ,_,di d militar i d i N ••JM ii, T nran Lo o Gt·novn. Ann. di Jfet/. Nav. Anno X.X:I \'. 6. :-;·h ' ll:U d dl• f •lnt;ioJIQ Cl\t·.l io-val!Q , >jar~. P arho(cgica 1916. 7. r ,, t;orno alli\ pro 6b!SSÌ ÙI)Jie (01\ln.ttie Ned i~t\rie di CIIOTP o dl.li \'1\SÌ. Riv. Q,<pctlah•ra 1916, 15.

8 . A lca ni pu'lti spe·in li n ell'otiologi•\ e trat tamen to d e l

c cuuL<· dei eolJttti •· Oswl/al;rm l 9 16, 5 . 9. Sulla n tog ,ne-<i e p .. o~nosi dol eu )re Il polso a hernant ,•. nico a 19 16 . 10. [nt'lmo a l trntt.nmento d .. lf>;l pe rfrig.•r.tziou i di Jl&tura ciro •l11toriu, Hit~.

« Pol!cli11ico • 19 1O.


f

N ECESHTÀ. PE R L'ESERCITO DI UNO I!TUDIO SPECIA LE, ECC.

1055

11. E sistono lesicm i di mic;cardit e acu tn nella !'tanc ht>zZI\ de.l Ollvre ? S e::. p r. 1 PoUclinico • 1916. 12. Necessità di n n•• stud io spt oiul tzzatc; ed org..~nioo delle malattie del cuore. Nuova Antolosria 1917, I n lugli" . 13. Il Cardiopalmo nei soldari. S ez. pr. 1 Policlit1iw 1 19 1 1. 14. La faga nolln m alatt ia. Se:;. , ,r. c P oliclin ico 1 1917. 15. D ell'inauffioienza 111 i1m lica funzionale nei soldati· L e malotl'i c t1 et w ore, o,n rw l fnrc. 111; o.m1o 1917, 1&. Lesioni va lvolari c.lol c uo ro nell'ese rci tn. R iforma. medica anno XXXIII 2J. l i. Insufficienza dell~· vttlvole aortiche nt>i militari. Folio M ed ica 1918, 1f, 16. 18. Di un segno semplice e facile a cnust Bt••re nell'.insufficienza circolatoria inis ia le. Stz. 'TJr. c P oliclinico • 1917. 19. M!\l,lttie di cuot'e i11 tempt> di pace e di g ucrr · . Giorn o/t c il T em)JO •1 919, Il aprile. 20. S u un cl\So di i tchicar.lin parossi ;tic.1 con divar icazio ne ritmica d~ lle pinne n &S i\!i,. L e m r.zlrtll ie di ctwrt 1018. J rr. :! l . L 'atropina come mezzo ù i,.g nnstico ud la taolticard ia p:trossisLica. R. A cc. M ed. di Ro111U 191 ~, 21 fubbrah>. Riforma M cd . 1918, SO set tembre. 2 2. Di un tipo aingolare di rt·~piraziono (respirazione a lto •rnoo t e) C'OH r ife rime nto al pol~o tthorn!ln*e. Archives d ea M ala.dieB d u cocur 1918 (in stampa). :!3. L ·-ioni no ri iche nui m ilitu ri. R. Ace. M t d. di R oma, 191 7, 27 dicem bre. ~4. I ntorno 111l& nec<'e" i~A di u na o!Gssifi•·azione del servizi•> ~ani111rio tini punte:> di \' ista oard it• logico. R. A ce. M c<l. R oma, 1918, 23 gennaio. :?5. Alcuni oasi di br11dicardi a di tutt•• il cu• .re nei 111ili tari : prognosi e cura. R . A c$. M ed . Romo, l 9li. 23 ma,c:gio. 26. li e u •t'o u ll'~se ro : to. U,t biouuio d i ca r·diopat.olo!!iar uilits re. R ir·. 0 RJ,t•rlnlicra, 19 18. 8·9 27. Cont rit.u w a l sigHiUollto prognosr icn ùel k• e:xt.rn·ei-, t «li carolincho, S t:. 1"· c / 'o· z;t•l in ir.o ~. 1918 (in s tampa ). :!8, Tll·hi••>lf't li,, p tro-;<i, t ;,.,, d i u r igiu e RiltiiSIIIt• A ce. 111~rl r/1. Hl l i'l 24 " '" '·

!{,,,"'

..


Rieettche sull'ep~demi a infl'lenzale in Italia. JJttf,{,fidtirWIO 'liii!SIP rlnP m•·m•Jrit< so/lo Pptdl•lltia in(/IIPozal e, slodiafa io dit·P r,.u• ' '"f!ÌOII.i : !l'i r11tlori, ·"tfln •·11i ··•IJII[""fl'uza non può :;olle•·to·.<i er·cezione alr••t•l a 111 ·'"!l'tifo a. p~l'.<ollttlr rttf'l'l'lte hrLIIIII) L<llftL(O. nr•i rnrtlflti di injlllt'lt'Za o ·n·•i t'Il· litll'Kri di 'dt·c,~d,,ti in ,.,.,,.t!, ifO t' lo!•· iu(f'ziou~, ., ,;, · ror!Jrorh~llti (ti tipo dh Pr ,-.o. (f/1/!~/Q (11lf0 f1•m•a fiÌI'I/1) l'i.<l'()llfi'O in IJII •IIIIIJ 11101110 Q,<,<P.I"''tt/1) M ' lllliÌ 111111/PI'II,<Ì$·

s i111i Il cli:<riuli /l(lffYI' IIJ/oqi : e. m••Jt/r ,• pr·o•·n rh.- Il• I'I!'Prr·/11•

bc.~.flc rilllo.rtit·lt~',

nnr~

ct•,·t.tlll•'lltc• P''l' rlifi<ltiJ 1li f··f•rt i •·a. nP!f'tl!IIIILI•' J>rlll d·•IJ/irr. r·omlw:ouo a ri.~ul/11fi di· 1'•trs i . Pl<?'/111'/1~ <li lran·e, ~ome sola foyir·a t'/)llt;{llsÌOIIP, rzuella dte i l'ÌN'I'CtJiul'i .<i !<OttO S•'IIIJ1TI' tromfi di (r01!lP. Il .'f''I'III Ì l'tlf'()l'I'SPIL/ Itnfi !/{i Ofll'llfÌ Ili eumpfirO/I'ZI' 0 d i :< l(r'r~>ssiilll i 11/0I'ho.• t•, llt•t n o n m rti all',.~e nte causai., della intlu!'uza e p ideulÌ<'Il. A •l•'hl' il noto ùu/t,.,·io di P{"im •,·, r i.<t:•J•I/I'frto b~•t.:<Ì da alc:uni ,,ludiosi. ma in all'Ili! P 7'1!f!Ì" III co n 1otn c;Prta l'r>slrlll::tt, /l/PII Ire 1lo altri e uon 1111'110 p rm·rl li , i<·~r · calori non {1t 111aì polvlo rinrt•!lirt•, opp1o·~ ,;"Ila/Ilo in 1LIHL winiltut P"l'<.:''"'•tal·· di f'asi. lut ormni J>P. nlnln, Jll' e;;:;o la '""f!!JÌor p cu·te dd fmtterioli)!Ji e dei pnloluyi. il ,.,;!f'tiJi··(~/o eli U!Jellfe cwt,<al~ ({Pil' i11 flnl'nza . S i a(frwcìa ora la i r•oJ·ut d··llrz eliiJl•l_qia da ;irm< hlt t'Rhile: le mwiO!JÌf, ~<WC ÌP. epirlellltulO!firhr>, ro u (l lf r•• inf•·.o; i oui t.ftt 1'int:< fillr•ttbìli.. e alc1111fi e.<pe>·ien::e JIO!<tli•·P, t>.<-'f1Uile da aulm·i 110/ i p,•r la lt~ro :~e J·i,fb st·ienl ifiNl e t:omp!!leuza t ecnira, 1'PT1tl•m.o, allo slalo afiiiHI''• /fl{e tPoria (1·a li' pih atfen<li&ilì. l t'ari !ft?'l'lll i i:<ololi (/nl'(l!lfl' l'iJtluttl e p antlemia, i quf/,{i ?·e;·o~imihllr>lltll, r·omP :<i .. 1/~llo, lull/110 •ma partP i rlt]JOrtante solo nel. dPI.enniuaTe l e complicnzioni clr·l 'a malattia, non upparti'ugono a 1111 solo tipo coste~ nfe, COliti' accadi' nel cnso d• alt1·f> int<·zil}ll i rlrt l'il·n s filtro b i li ( puemnoeni f'1'ile d ei S1tiui, cimun·o d ei cani, ,,,.,IJabilm ..ntl' {t·bb re !fÙLiho. mu sono p a I'I'Cchi, n el caso d !:Ila i n jln en za. q uelti 'l't.< •:onlmli rtflo sf•llo cii rmrPzza l! COl~ 1ma cer ta frPqnenza : diplococclti snl tip'J del lltl'ui't'f"''''cco, yl•l'llli "mo(ìli s11l tipo d i quello eli P{ri ffPr, bacill i nn•·ora II IJt~ ùlenl ifi•·uti (Ciunri, Il l'olit:lini~:o 1 !1 1/:J', (a;; c. 3!/ ). cor:c:hi ll'lrat/~lti ( SacciJII«), di 1•to.<trepf.n•·o•·chi. l't;t:. : il gt>rme pi'li com1tnPmenfP e {1·eq w·1tiPnlenle o:~SI'. I"''(I IO e i.<r.talo s~m.IJ,·n Ps.•erP fll!l''ò, l ti!O strrptucocco 11on emol ili <;o, ri(•:rif)ile allo 8/.l·~pto· cocc?ts .<Jntligellr•.~ . ~~ . d . R. )

li"'"

•

L' epiòemia attuale 1n Alessanòria per il pro t'. Lui gi Pre ti. <'npituno mr>d aco, d iretto l e

L'epidemia attuale compan ·e iu .:Hessa ndria e sua circo;)crizione verso la. ~cconda metà di maggio, colpendo allora solt.an to i m ilitari. Gli indi>idui s·amm~lavano in pieno b onesscre; i primi sintomi erauo costituiti da brividi, eleva.1.ione termica, che raggiungcn~r 38o·390, cl:'falca, senso di rottura agli arti, sonno l enz~\. L 'esame somatico non rilevav:o nulla di notevole all'infuori di nn leggero a.rross!l.mento retrobocc:ale: t utt'al più in mol t i si nota vano eruzioni cutanee morbillitormi. Dopo l -2-3 giorni la temperatura ri tornava normale, scomparivano i fatti subbiettivi e rim;>nevn.no comi:' p o,tumi un'rt!ltenia. più o meno spiccati'!., p olso raro, inaplii'LI'Ilz;l.: p ostumi che dura'' <\UO una settimana ed anello più. In quP:;to periodo uf'sSltn esito letale. Y('r:;o i primi di giugno da alnme localit.à, specialmente in qut'lle si tuaw ad nnn. crrt.a. altezza <' ntllP quali emr·i un a.mma.~.~amcnto di 1wm iwi, " ' 'nuoro ..;r•guabt i numt>rosi casi simili ai prcct•ùonti, nei quali


L'ATTOALE El'IIJR~IlA IN ALR'"'ANDRii\

frequenti erano le romplic<tzioni polmoua.ri. Tu que:-to primo poriodo non ebbi modo di ossm·,·;ne ;;e non C<\si lt>gguri, nei qn,~li ripetuti esa,mi . come emocol Lure, 16~ami lmtli<·riulogici 1h~l secrnto naso· fari n~co, uon (li~­ dero risnltati conclndt·u!.i. };<t funti<~ morbo~t~ eolpiva improvviR<Lm<·ule gran nutn{' ro di soldati di Hll<"t s'tes~;a comp:tg-nia., e ~w oppi;wa dopo mn.rril'. dopo Cl:i(>l'Ci Lazio n i di una cerL<b l'Il l.i Lo\. La ma~gior p:trtP <lei t'O l p il.i. almeno per qun.nLo m i fu d<tto di osst'rval'C in .\..lc;;,;n.ud r~<'!.. dopo tlUI'. tre giorni di dng<\nza. all ' inf~'rmeria, ripn~ndevLLno St;rvir.io. ~elb sei·.ou<b metà di luglio In. forma, mor boila si manifestò ~poi·a1lica.m<>nte, ta.ut.o da far sembrare la n'talaltia in via di e::mur·imenlo, senonchè ai primi di agosto si notò una r e(.;l"\lÙ(•sccuza del llmle sotto fol'lua. pitt gra,·e per corn})lì cazioni dell'appan>to r ei;pir<Ltorio, c comiHC'iarono :1 vcrifìt~H,;i i primi casi leLa li. . La malr~.ttia si eli ITnse anche fra 1.1 popohlziow~ borglt(·se e anùò g-radatn.mf'ntc inLeusificanclosi. t:mto da r::tgginng<' I'C il ma::-;,imo di morbil il ù e di mort<Llità uri settembre e nei primi rli .ottobre. La, mcdicl. 1' U~> è quella che p~~gò il maggior conLrihuto; rispa.rmiaLi furono i b<'l.mbiui al disotto dei sei, sette auni ed i vcccb.i al <iisop!'a dci ~t·,;s;mta, S<'>lf'<~>nf;a­ cinque auni. Comini e donne furono rolpiti iHtlit1'N·enLt·nH~ntc ~~ppe na si esponevano al contagio. Il contagio sembra esser e dovuto nella maggior pn.rLc <lei ea,;i a prop agazione clell'ammatato al s<1no; iu à lctme famig lie b:lo:-;ta eh<· tuw alllmali p erebè tuLti. i mrmbri di essa C<Hbno in breve tempo a m nt<>ial i : ho potuto constatare che quanllO l'ammalato tossisce thwanti ad tutn schermo, come ad Ci;. ad un fazzolotto, Dt!:>suuo dei componenti la Ia.miglja contme la m<~>lattia. Il periorlo di incubar.ione è brfwt~ : :!4-~K ore. Ohi scrive, ammalò dopo 36 ore <lacchè fu contagiat;o. Nel settembre, come bo già deLto 1 l'iuEeziono Ri propagò iu modo. r a pidissimo con esito assai va,riabilc. Buona parte 1lci colpiti presnut.(t una sindrome clinica analoga a quella descritta piìt sopra: nella m:1.gginr p arte però si notarono complicazioni a ll 'apparaLo r espiratorio. Qtwsli , ammald.ti vengono sorprt>si ùa brivido, ij)CrLermia, tos;w :..ecc;L, ~Lir.r.osa . raucedine Nl in moltissimi, gi~.. ùopo il liH'COndo ~iomo, \'ÌOH~' ùa.to eli o sserva1 e o rn 11 ua se mp l ice corizza, ora. uu ea.tarro bron ch h~ le 1l i tl'n>;O. ora focolai di broncopolm.onite con tcudemm a rontl n in•, ora ve n' t' propri e polmoniti, ora .risentimenti pleurici . J u. generair i t'~\tLi conge:;liYi all'apparato re>~piratorio sono ba:;ilari.- Frequenti le rin<H'ragie e le e tnatemesi . I caAi di polmonite ben raramenLc ha.Jwo nn <lN'c>rso ~wtten:u·io; alcuni sfrbbrauo in terza gioruata, pnr per..;isLetulv i t'<\LLi loMli ili ep<ltizzazione palmonclre: ~Itri invece ~febhrano in ùod i(.;c!Si mn.-qnatt.orclicesima. giornata e più, poicbè ad un pruc·!'~So Jmc:umonico in vin. di ris:>· luz ione ne subentra un altro. Anche dopo lo :>fPhlmutH' nLo la. risolur.ione d ei fenomeni polmonari è lunga. e frequenti sono le l'icatluLe. A.lle polmoniti succedono le pleuriti, ora. :;;ecche, ora. con versamento, che con facilità si fa purnlento. Il cnore pal'lic'Cipa piit o mrno vi v<' -


1oo~

L 1.ATTlfAL E Jò:PJ OEMIA IN ALF.SSANDnJA

mente al quadro clinico p er lo più con frequenza d el ritmo. .Anche nei casi di m edia gr::Hi tà. il rene ùà indubbi segni di risentimento, n elL'\ maggior parte d ei casi con lieve a lbuminuria. ma con intensa cilindru.ria. Complicasi oni piuttosto frequenti sono l~ otiti medie, le quali o si arr('i:ta.no allo st.ato infiammatorio r egredendo, o progrediscono diventando purulenti con pn,rtecipazione della mastoid e. Qualche rara complica zione si è avuta da p:Lrte deU'occhio sotto forma di coroiditi puru· lente, che in breve lasso di tempo si fanno vere panoftalmie, p er le quali si deve praticare l' e.mmtcralio bulbi . .\ceanto a queste for me si cons tatarono in piccolo numero altre con l·omplicazioni nervose. Gli individui di questo gruppo vengono colpiti a ll'esordio della malattia fnlminca.mentc da accessi deliranti e violenti. Pochi car-i decorsero con temperature. s ubfebbrili od anche normali, ma f"On ~·vi clcnt i turbe dige:;tin~, quali lingua patinosa. gusto boccale amarognolo. che ricorda i !-lurlori fPtidi dei pirdi, vomito, alvo diarroico e f'Jl \':i>~O sang uiuolcnLP. Per lo più una diaforesi più o UH.'UO profonda è l'indice d elriuizio d rlla con vaiPsctmza : qm·sta anelw nei casi decorsi beniguamente è luuga, ccmt,ras:;P~!Ila ta da a;;t.t-nia, da di~sappt•tenza, ora da tacbjcardia (lllO lì piit pubar.ioni >, ora da bradicardh\ (JO-:i .) puJsazioui), da facile sudore. La granrle rnaggi<)ranza d Hi <'Oipil.i, SP non iuLervengono compli<'a· zioni, in 1mo. due. !rP. qu..tt,ro giorni guarisct>. La nwrt.<· pu(, a\'n~ni re per ùi,·er:o;c, C\ cnienze: 1°) per insuffìrieuza t·.~•rcl i ara ; ~"l !ll' r asfisì'ia ; :3°) per to)lsimnia. La morte per insuflh:ic nza cardia ca per lo piìt ha luogo in coloro. n~>i quali l'intìarnm!lziono p•>lrnonare Ì' ~>s tes a, ma puit avvenire anche in l'Ili l'itdìammazinnc polmonar<> 1\ mode:-~ta. La proguosi è in 'reln.p;ion!' al rallontanll'nto ùcl polso ROtto l'PITd.to d PILa digitale . e in ciò Yi1111 <:Oll· f<·rntn.!.:o l'a.n·ermaziouc di .\lam~liano. L :t morl.e pHr aslì:-;,.;ia è non l roppo frt-c lu•ml <•; in g<·nemlr ;;i lu~ in c·t•loro c·Jt,. presc·ntnno si ntomi di brmwhile r :tpillan• cliiiusa: iu qw;::l i :tllllllal:t.(i I:L c:U{il\ e i<' JUU COS P si f;uuw <'iauoti(·ht· . in tensamenl<' bluasl re· .

IJtli tH· alt-uni :-:oc·f·ntllhotw Jll'l' (ol'l;;ic·rct ia,; in qu1•,;l i ca si le t c)mplka· zioni. si<L th-ll'apparato rt•spinttnrio <"lw <·a rùio·n•na.h•, possono e~scre nHHJ,•sf,c·, tanto c·ll1· d f:ll·,·hhn inclutTt' a fornmlar<• una proguosi fn,·o· r c·,·olc·, 111:t ne: Ilo sp;~z io di l CJ-1~ m·p l 'p:- i tAl an i 1·ne preei'Cinlo d:~ l1r1'\'C cl ,•lirio alludnatorio. ' Ad occhio 1:1 cr oco si può dire eltc i tre quarti della popolaziona c:.iYile ha conl.rn.t f.n. l 'infezione, chi' il 20 % vn·sc•nt a complica.zio~~ polmonari e eli q ucsti il 10-15 p.>r ceni o soccombe. l "na- statistica ptll preci:-;a. è o lì'erta d fti militari: d:1l principio di agosto al 20 ottobre, d el 620 maiaLi con complie;tnze che a fil uiro u o agli o~JH'<la.li, HO venu~ro :1 man<'<lTP.: così <'hP ris ult a. 1ma mor falihì. dE'll9,:l:) p. 100 im h' forllll' l'On!pli(·,lfl•. l n tu•,::-:un :\llltna la l o !'•'llza lm·:llizzazionc polruon:tre, sia ila! s:ougne,


t.' ATTUALE EP I DEMIA IN ALESS,\l'ìDRIA

1059

sia dal secreto naso-faringeo, sia. dalle orine mi riusci di isolare gormi speciali. Verso i primi di ago sto in alcuni pneumonici isolai dallo sputo il bacillo di Pfei fier associato n ella grandissima m aggioranza allo streptococeo. Dai liquidi purulenti plourici frequen tem ente mi fu dato isolare in coltura pura lo streptococco, alcune volte lo str eptococco associato al b acillo di Pfeifff' r , altre volto il pneumococco solo od associato al bacillo di Pfe i f'l'i:lr. Le aut,opsie presen tano, s i può dire, un r eper t o quasi costante. Ipt>remia e congestione d elle m eningi, iperemia cerebralfl, aumento del tiq nido cefa lo-rachidiano, c he però appare limpido, ed i'l sterile ; fatti congestizi, emorragici e necrotici dell'albero respimtorio, focolai di b1·onco p olmonite, zone di epatizzazione polmonare, ed ema ed ipost.asi polmonare. Uuore, ora norma.le, ora con modeste lesioni mioearditiehe. F <·gato e milza per lo più nor mali. R eni piit o m eno congc:>ti, con ('\'id enti segui di ftogosi a cuta. Problema eli gr:.tJHlc import.;mza è quello di stabilire se la malattia dà o non dà immunità. I n alcuni casi ho potu Lo consta t are la . r ipetiz ione d ella malati ia: non posso p erò esprimere un giudizio sicuro se si tra.tta di tuta r il':1duta o di mu1 r einfl'zioue. Nessuna cur<:t. preventiva si è mostrata. cflkacr.. Po~so àSsicnr::trP clJe il chinino non ha nknn;), a zione protf'ttrice: nt•i n·pa1·ti malariri. ove F.i Cf\n,.;uma gnm1l<· quantit.i\ tli rhinino: la. ma"a.t Li;~ si è S\'iluppa.ta r·o Jtll· alt.r0\'1'. S es~un rimi.' d io fra quelli n~a.t,i si è eli moi't.ra.Lo S]Jeci li<'O. f'oF.i di lJOL'O O nt':4Silll Y<tll{agg'io è riu~C'Ìia. ) 'init>ZiOÌlt' eli SÌt:I'O t),!\ t i:sf,J'I·p\(WOC<'Ì(•O poli>all•tJ!.C', Ili ;:il'T'u aHtitlit't.Nico. di ;;:i1•ri 1!i eonntll'fieonLi. PPr aver vi,.:to d w alla diafon:si s lll'l't'Ùt' la gwtrigiiHlP si rieOl'.~t· ai diafordici (aspirin; ~. salit:ila ti), ma qnPet i, n ei ta,.;i anchr di nwdia g-ravit.à.. si elilllo-;trarono J:lt•ricolosi J~t•r ri pt•rt·u:;:;ioui >mi eu o n•. Lo ::;t~-:-so si p n i> dii'«' pe1· i sol iLi nntitcrmi<·i (ÌI'Jlal.'l'!ina., piramitlOJw, anlipiri rul-. N·c.). f ·n C('rl o ,-antaggi() Yit·m· olì't·rto dal gnaiat·olo, ~omministml 11 l't'l' iu;t.l:tziotw oppnrf' pl'r Yia orale, comC' lo t·oll,..i~dia IJm·oLo. io solnr.io11<1 <1lc-<Hilif':t al :!lt p. lllO JH'I ,·itto o twll 'at•fJIHI . t'file .~i most ra b 1ligil:1lt· J IPr bor·<·a Pd i pn·parari digitalic i ]Wl' iniPzioni f·t•a<linYati poi rlcti soli1 i <'a nliociw·til'i, (olio canforato, <'fLITeinu, sp:trtl·ina). Pic"'ol ~> i po1lnrmoc lisi gior n :l.li{•rp ·( 70 - ~~~ c· c m.) n l'i <':L,; i di 1o~!:Ì<'lllia. c Hn cuor e aHCnt':l. valido si son most.ràt t· cllieaC'i . l u getH'ra.le In <'111\l.

ahituah', vht> qui vien Jlralicat a. (: la l'C'gucof.{' : ai primi si ntomi, }1111'~:w.n re, viccole dosi tli chinino. c:ndiocinPt ici . gn:1 iacolo, rollul ori . . t 'om'-' prvtil a:>si gPnrralc' l'autori tù eivile ba onlinato la chiuf;ura. elci c:•uema.togra.ti . ha liJnifa.t.o l'orario ùelh· bet.t.ok, ba prorogn.to l'a.p<'rtura ~dle <\(·uole . I.·n.utoritÌì. rn ilit<lrc b<l. in tPi tSilica.to h~ SJH'dalizza:done dl'gl i lllfc..•I'01i, con c1·utntndo gli amm<tlati iu appositi OSJH'uali. pa,-sandoli . :1 '!11 :1· I'ig ione avvpuuta. in appnsit i roJI\·aiPSCt·n:r.i:~ri. L 'uso tll'l l:• masclwr:1 t'Otne Ilrnti la.ssi in,liYitluale si (· most.rato 1Ìtilt!: eoloro cht! ~c n r ~ono Ren·ìti nt-11 <~ assistl'lli':a dPgli allml:~lal i hanno potuto soli r:H>'i all'in(C":dont·.


Labùrato1·io batteriologico de!l'ospe1ale militare Pl'incipale di Bari

SULL'AGENTE PATOGENO DELL' ATTUALE PANDEMIA )'•·r J1 ,ì,.tt. Salvatore LopriorP, c:q•itnn .. trt<•rl i•·o. òirer:nr.·

Xou la ,.11 i a m n i nlhLt·JIZ<l, n l> dt>ll)!Ur>, n0 fr bbrP spagn uola, n èfebbre dt•i t l'e gi11mi. nè l'c•bbr~: da pappnf<L<:i. Il snccl••lt•r:;i rti t<tnte d eoominar.ioui pii1 o nwrw inci;;in. ('bP lasc·i<wo, ciò non JWrlauto, ' il tempo clw troYano, SL' in•lir·;L ('be un;.~ malattin. p,;i:;te,. siguilira J)Ure, e mol to cbiantnH·Illt•, (•ltr l'agt·nte dll: lo <h·t1·rmiua non ~ stato finora colpito llL·ll'eSPn·ilio ckl\1' sur rHorbn..;e funzioni. Ki è Jauciata l'acP usa contro l'inafft·nabil<: bal'illo di P feill'Pr, si è t-tlw:-;so il mandato di catt nra con t ro l 'innnc·no phl,·hotomus lucpatnsii, si ~ incriminnto il tt>niticante bacillo di Y•·r~ in, si snuo pr'P!"<' tlPIIe mi:lure l'Ont.r·o gli oramai il1numcre,·oli bacilli d is>lt·n t l'riri:- ma t'OI1 C[UUii cri teri: parl<•nclo da qnali ùati di fatto ! in seguito a ltUali <::<JH'rimt•Hii ~ tlopo quali r oncl udc•oti constatazioni f St• voglinmo c·hia lll<LI'C q ue!'tcJ morbo, che infP!'òta comuni e provincie, r<'g ioui e tNritorii, col uonw d'iuflut"UZH, p<>n·h~ incomincia efl'dlivallll'Dtt: utl inllnin• :milo spil·ito dPl pubblico m N1ico e non medico, possiamo PS~•· re tl'aecorc1o. fatte le ùebit<' ·riserH per le non vorhC' (.::;ag-erazioni :;nli tt· io qm'st i casi : ma, se vogli<ìmo ri[erirci a tfUClla ta.le Iorm ~ di Ppitlemia. iu cui R. P fei ll'l't' IH'l l~~~ vi1le il baei llo che porta il suo n ome, io risponùo che qm"st.o uarillo, così come fu a llora presentato, a t tnalmentc· i'> inc•p('ribile. Si nasconde e::.so forse n<·lle 1atebre tonsillori. o nel fouclo <i<•lht mucosa naso - f~'Y'illgea, per urobilit:arc t u tta. una. Ialangf' di balt,eri :o;aprulit i, cui o!Ire vita, e nutrimento, etti concede at· ti ,-i t,à, i nsoli l a e Yiru leuza nMRSima fino aJ vunto d a renderli morbosalllPU l l' fa l a l i all'organismo invaso? Ciò è teoricameutr. possibile. ma n••l c•:1 ~0 1· rwlle f·OLHlizioni d i og~i non è stato di1uostrato. Perehi· d'nllrn pnrt.e si è Yolnto iclPnt ilirnre la mnlatt.ia col deng-ue q na n t! o la C'rn~innc cuta OP:t, ;o: t a bili te clal ~ eHer cotnr sin t o ma es:wuzhll<· 1wr b diagnm;i 11i quest.a in[eziorH· n:>ot ic·a, non è stat.a coustakr~a, c lw ra.r·c· vull<' t'Il in n1anien.L <1ssa.i f1rgaC'e.? Pc•r·cltè chiamarla [ebbre: dei trt· ~iomi . qnar11lo si è v isto C'h€' in molti casi con esito in guarigione la 1luraL<t è ~taLa, as,;ni più luagn , l'd i n non podJi l'<•sitcl letah" {:intPr~enuto in nH' no tli ~ ·l Ol'l'? St' 11oi in principio compaTve in America. erl iu Is11:tgna, com(;' ora inlpPrversa io li;vizzera ed in ItaUa ed un pt'l anche dappertutto, pcn:bè definirla febbre spagnuola, piuttosto ch" tLlnericana , elvet.ica, italiana . tnrca., o magari ..... ontentotta ~ Ed i po,·C'ri pa1>patnci perch(• cLinm:uli in ballo tanto a buon merc:ti·O~


l OG! :Ha via! Diria.mo fra.nt.aJ;wntc rhe uoo cooosch1mo ancora l'rtiologia di questo ruorho insitlio:;o e met Liamo in opera ogui noRt,ra eueraifL, tutt.i i nostri mezzi, pt-r riccrearc~ l'<1grntc camalr ; ma, fino a quando non l'avremo tenuto fra le sLretto jc <lPl la bon\torio, ront eu t iamoci della d~>Homi­ nazione, tanto per intenrl<'rci, di p.mrlemirJ allualc, cbe nulla. definisce e tutto di0e. llnnLc;ia.~i <·ouLributo JH'ltaut.o alla ('liologia, specie nE'i rigu<\rdi drl germe patngrno, r~ me sembra flehb::1 avere la sua ìmportnuza. Ed è, partrutl O do.L qursio concetto, c·he, a.vPnrlo avuto occasione di assisLere a p;HPl'Cllic antopsie di in<lividui morti nc·ll<' forme clinirhc, che caratterizzano I~Lma.bttia iu questioue. ho rret1uto opporttwo iniziare alcune ric<'rcht: hattt>riologic·hc . delle quali verrò esponendo i. risultati·

•••

I. ::ìe1·g. H.... Armalldo, ricoverato in questo ospedale la sera del lO agosto, vi moriva la sera succes~j,.,, non present~tndo nltro sintoma che febbre altissi ma. All'~tl1topsia risultò: a) Esame !JCnem le : indi vi duo di robustissima costituzione, dell'apparente età di anni 35 ; b) Cavità cranica: forte iniezione dei Vllsi memngci, assenza di essudato sulle meningi e di l iquido nei ventricoli lat'erali; c) Cavità tm·acica : cuore in diast.ole, pieno di sangue nero, piceo, fluente, a. pareti flaccide, sfiancato; pericardio normale; polmoni di volume normale, ma con fo1·te iperemia, specie nel sinistro, nel quale si scorgevano piccoli fo('olai di eviòente epatizzazione; nessuna aderenza. pleurica: d) Ca·vitù addominale: fegato molle, aumentato di volume, di colorito scuro; milza alquanto grossa, di consistenza molle, poco r esistente alla trazione, facilmen te spappolabile, che Jascia..-a vedere la polpa ::.ucculenta e ricca. di sang ue piceo; rene aumentato di volume, di colorito grigio-scuro, a superficie liscia e lucen te; stomaco ed intestino normali. Dal sangue e dai vasi meningei, da l 11ucco pohnooare e dalla polpn splenica furono allestiti preparati a s triscio e per impronta. Diagnosi anatornita: setticemia. II. Sold. R ... Michele, ricoverato nel reparto Otoj11trico il 2 ngosto per otite, fu colpito l' 8 settembre d n brivido fortissimo, cui segui febbre alta, ed in breve si potette constatare la broco· pneumonite, ed in quarta giornata, cioè il giorno 11 settembre , l'infermo morì, non ostan te tutte le cure prodigategli. All'a.u topsia risultò: a) Esame y e1ìerale: individuo di robustissima costituzione, ùe ll'.età del precedente ; ò ) Cavità cranica: .nulla di notevole nè da parte delle mt~ningi, n~ da p&rte dell'encefalo., e ) Cavità fo,·acica : cuore normale~ polmoni con le note tipiche dell'epatizza.zione r osSfL: aumento di volume con impressioll'e Jelle costole sulla superficie 6 deposito di essudato fibrinoso recente, cousi~tenza aumentata, colorito rossos~uro, al taglio a!'petto granuloso, dovuto Rlla fuoruscita di zaffi d'essudato, che riempivano completamente gh alveoli; d) Cavità addominale : nulla da pnrte dell'apparato digflrente; fegato leggermente aumen t~:tlo di Tolume e di colorito più marcato; milza ingrandita quasi


l (Hì2

SULL' AG(,;NTR PA'fOGF.~O DELL' ATTUA LF: PANDE~IlA

del 1loppio; reni con caps ula facilmente distaccabi!e, a superficie liscia, lucente, e con tutte le note della nefrite acuta, fino al punto da non essere possibile la d isthlzione tra. sostanza corticale e sostanza miùollare. Furono prelevati campioni di sangue dai grossi vasi, di succO polmonare, di polpll splcnica e di sostanza renale, eseguendo con ogni cura ed evitando quals ia,.i caus a d'ioquinawento, inne,.:ti in agar e strisci su vetrini. Diaynosi anatom.ica : brouco·pneumonite. 111. t;old . C ... Cosimo, deceduto in r.asa propria il 2 ottobre, dopo breve ma· lati i a. All'autopsia risultò : a ) Esame generale: individuo di anni 38 circa, di ro busta costituzione; b) Cavità cl·a nica: nulla d i anormale ; c) Cavità toraci ca: cuore normale, ma flaccido, in diastole; polmoni ing •·anditi di volume, fino a nascondere completamente l'aj a cardiaca, ricoper ti di essudato abbonriante su tutta la superficie (che sta..biliva una. fi tta. rete di lasche aderenze in ogni <;enso), fortemente conges ti, edematos i, di colorito rosso-bruno, presentanti al taglio aspetto granuloso, dovuto agli zaffi fibrinosi, che venivano fu.:~ri dagli alveoli; cl) Cat:ità addomi nale : nulla. da parte dell'apparato digerente; fega.to iperem ico ; milza ingrossata; reni in rigonfiamento toruido. Anche in ques to caso furono fatti i consueti prelevamenti pe1· le ricerche microbiologiche dal sangue del cuore, dai polmoni, dalla. milza. dai Teni, dalla trachea. Dia!JnOsi ana tom ica: Plt,uropneumonite acuta. l\'. Soldato De L ... Salvatore, ricovera to la sera del LS ottobre con diagnosi di cachessia malarica e di con fusione mentale, vi moriva dopo poche ore. .All'autops ia risultò: a) Esame !Jenerale: individuo molto denutrito, evidentemente cacbettico, dell'apparente eta di anni SO. · ' b) Cat'ità cranica : nulla di notevole. c) Cadtà toracica : nel sacco paricardico liquido torbido discretamente a b· bondante, cuore ipertrofico, specie nel ventri colo sinistro; polmoni fortemente congesti, nello stato di epatizzazione; cl) Cat'ith addominale: nulla di uotevole nell'apparato digerente, nel fegato, nei reni; mil1.a al •.juant.o ingrandita di volume; ma. di consistenza e di colorito normale. Dal sangue dei ~rossi vasi, dai polmoni e dalla milza furono prelevati cavJpioni di ma teria le per le succes'Jiva indag ini. Dio[Jnosi analo m ica : pneu mon i te in indi viti uo all'et to da cachessia malaricn. V . Hold. Di l-T .•• Pietro, ricover11to uel r~:pn.rto medicina il 5 ottobre, prove· nicute dal l i repa.rto chirurgico, il 7 presentava focolai di broucopneumonite nlln base del polmone sinisno, ed il IO mori ..-n. All'nutop~i1t si r i le~;ù : a) lilsmue 9"1lcmle: inùividuo di disc retn cosrituzione fisic a, dell'appuente et.à di anni 42 ; bJ Cari/h cmlli('ct : nulla di notevole; c) Cm:ith toraciclt: c-uo re fl!tccido, in diastole; polmooi in epati?.znzione ros'<a d it t'u-<a. comp!Pta; <l) Cat·itìt addominale : stomaco ed int1:stini oormnli; fegato uormnle; milza.


St: LL'<~G ENTE PATOGENO D I~ LL'ATTU ,ILE PANDF:lllJA

1 06 l~

leggermente ingrossata e di colorito ardesiaco; 1·eni aumentati dì volume, ma di colorito e di consi.s tenza normllle. Furono prelevati campioni dal sangue, dalla tl'achea, dai grossj bronchi, da i polmoni, dalla milza. Diagnosi anatomica: broncopneumonittl diffusa.

*

* * i aJI, s titi dal ca:davere I. aveva L'esame microscopico dei prepa,rat messo in evidenza, oltre i comuni germi della putrefazione, piccoli dlplococchl a catena tanto nel succo polmon:are, quanto nel sangue dei grossi V_!l.Si e nella polpa. splenica. La diagnosi di setticemia, fondata anatomicamente sulla ma.ncat,a coagtùazione del sangue e l!ulle note riscontrate nella milza, clinìcamente sul brevissimo decorso della malattia con esito letale in individuo di costituzione fi sica robustissima, non trovava al.Lra ~>piegazione se non nella presenza de• diplococch:. ~el secondo caso, oltre gli strisci, furono allestite le culture, percbè, messo sull'avviso dalla precedente autopsia. volli indagare se quel diplococco si trovasse ancora e volli isolarlo e studiarne accuratamente i caratteri morfologici e culturali. Gli strisci furono colorati con Ziehl dil. 1 con bleu di metilene con Giemsa; ma, mentre in·quelli provenienti clal sangue. dalla milza, dai l'eni, le varie colorazioni non misero in luce che i comuni germi della putrefazione, negli strisci fatti da.gli zaffi poMmoua.ri io potetti constatare in tutti i prepar;}ti esclusivamente la pres.enza di nmuerosi diplococchi ich·ntici a quelli reiluti nel oada1·ere I, 7Jiecoli, sferici, riuniti in b~·e vi cnlf! tw d i 2-6 copie, con accenno di capsula più o ·meno allungata; la . li11ec~ di division e tra i dtte elemculi delle singole coppie si 1Jresentava perpendicolare a qurlla, secondo cui .si S!Wcedevano le c.oppie -medesi·me. Non vidi mai alcun bacillo, eh somigliasse anche lonta.uamente a quello di Preiffer, n è altri germi all 'infuori dei suddetti cliplococchi. Nei tubi di aga:.r obliquo, innestati con materiale prelevato dal sangue. dalla milza, dai reni i batteri della. putrefazionc proliCerarono regolarm ente; al contrario in quelli allestitj dal succo polmooare comparve dopo poche ore lungo il tratto una, patina. luciùa., binucastra, 1 '~lovata a cordone, ed in capo a 18 ore d~'l.IIO ill nesto tutLa la superllcie 81 ricopri di uno spesso velo bianco-sporco, e nei successivi trapianti, i;i>rupr e in ag~Lr ol>Jiqno, persistett~ro le mede,;ime note del primo inUf'Sto. ~'osservar.ioue tlci pl'epn,rati in goccia pt"nden~e e colorati eon mat<:>ria.lo pr<!levato da.l primo innest o lasciò vedere esclusìvameutc cliz;loco~'~':hi i?nmobili, gl'cwrposili,·i, sjo;·nili (li cttpsula, ed isolati: Volli allora ricl'rcare con i t<·ITCni che avevo a disposizione in la bol'~torio, i vari cn,J·a.Ht·ri culturnli clel germe isolato e ne ottenni i seguenti l'lilllltn.ti: a) in brodo semplice intotbiLlnmento ùi I'C uso dopo G ore, sedimento abbon dante dopo ::!'.J ore;


b) in brodo zuccht>rato (glucosio, S;lcearosio. latlosio ) ed in hn)(lo alla mHnnite nessuno R\iluppo di gas ; r·) in aga.r·pia~l re colonie bianche . lneiùe, numerm;P e r;lpidatnl'lltf' •·•Jilflut·nti dopo le prinH' 1::! ore ; d) in agar-infì:;sione sviluppo rigoglioso alla supc·t·ticic: '') in agar-Drigalski eolun ic piccole, gra nulose, nettamente colorat<> in blC>u. rapidamente conllHPnti, E' dopo 4R ore cordone rileYat,o lungo lo inn.~:;lo con di n'nsion<' In t.C>rale uniforme: j) iu a.gar Enclo colonie incolori ; g ) iu ng:ll' al rosso neutro nessuna scolomzione, lie~.<<' H iluypo, di gal': h) in ~-rela l· ina. -piasLr<> (J fio) colonie granulosf> e biau('b e dopo 1:! ore. tlni<li !ìcazimw len ta. : i) in gcbtina-in fissione !1G0 l culttu·a a chiodo, manil'eòta. dopo le. jJrime 6 o n". in segui t o d ira mazioni perpendicolari a.l traf.,to, daUa terza !!iorn;lta in poi, fl nidifieazionc lentissima che dlU·a ancora: · 7) su pat.a t.a acida pa tina livida. riJe;-ata, dOJ)O ::!4 ore, con trMformazioue della reaziorw in alcalina ; m) in latte (·ongulazioue: n) in siero di lntte :illa P etruski ùapprima colorazione rosso-cipolla, d opo :}o ore colorazione iutf'nxa.meutP azzul'l'a. lh tutte le culture furono allt'stiti preparati: e D<' risultò sempre un •liplor.occo · a mpiclissimo sviluppo, aerobio. grampositivo, immobile e .~f(Jrnito di capsula, sempre iKolato. tranne che nel brodo, in. cui fu dato rilevnre brevi catene. Jclentici risultati dettero le inda.gini nei preparati a Il es l iti dai m;~ teriali p relevat-i dai cadavPt'i IIL I V e V, con qu esto di lli'tt<>renza: che anche e p iiL specialmente, nell'essudato dolla trachea e fh·i grol'1si bronchi furono messi in luce numerosi diplococchi a catena, ori entati ncUa maniera di cui inna.nzi.

.

* **

Isolato il germi!. s'imponeva la necessità eli saggiarne il potere patogt>no llugli animali da esperimen to. Iniettai p ertanto nel cavo peritoneale ùi una cavia o di un coniglio di media ta~lia rispettivamente cc. l ed 1 150 di emulsione bai terica in brodo, preparata con patina di agar-:-cultura rc,cente di 24 ore ; ma tanto l 'una che l'altro restarono indifferenti. Ciò non escludeva però la. recet.tività almeno del coniglio : perchè il Han ti ha. llimostrato eh~, specie per i diplococebt, i caratteri di virult•nza, vanno studiati infettando direttamente gli animali con i prodotti patologici prelevati clall'organi:;mo, mentre si a ttenuano e ~c ompaiona co11 i passaggi culturali. Infatti, eRsendosi verificati tra. il 10 Nl il 12 ottobre nell'Ospeda,le mililat·c eli riserva • R egina }Jkna 11 flu e casi eli ascesso polrnonare in solclati, che avevano presentato in prec('(]eoza tutta. la sintomatologia. tl<:lla pnPunHmite (P ... Fran ec~co, .let.Lo n. 17 c S .. . Salva.tore, letto n. 26), t> h b i C'ura di inoC'ulare nel p erii oneo di un coniglio il pus 7 prelevato da 11110 lli (•::;si . e (li sottoporr~ all' os;~<>rnìzi one mi croscopica. c culturale il JHI S di tntti e dnE:I J:li i11ferm i.


SULL'AGENTE PATOGENO DELL'A rTUALE PA ~DEidlA

1065

n con iglio inoculato mori,·n dopo 111 ore di setticemia acuta, e presentava nel liquido poritoneale e, ciò che più importa, nèl sangue e nella milza rliplococchi a catena, identici a quelli, che si osservavano nel pus in cultura pura, i q mdi alla lor volta non differivano nè per i caratteri tintoriali, nè IJCI' i caratteri culturali dal diplococco isola,t o mecliantP le autop~ ie, Col srtngue di questo coni::dio ne fu inoculato, pure nel peritoneo, un secondo, il quale morì tlopo 24 ore, presentando le note della setticemia e lo stesso reperto micro~copico cl~l precedente. ..* *

Ed allora io volli 1-iaperc se e come questo germe isolato reàgiva al

siero di sa ngue degli inf~·rnti, che presentav~uo note cliniche inconfutabili della malattia in questione. A t!tle scopo io avevo già fau.o i relativi prelev amen ti a U'ospedale suddetto: e procedetti alle si<'roaggl utinaziooi, di cui ecco i risultàti : I. P . ... Giorgio. ammalato da 16 giorni eon febbre alta.. rantoli alla basP clel polmone destN, grave depr(•ssione p sichica ;:;. aggl. negat.i va ; II. P . .. )liche:e: ammalato da 4 giorni con diarre::.., vom ito, meteorisma, tumore di milza, focolai broncopolmonari, grave dep1·essione p sicbica - s. aggl. positiva lino a 1(200 ; III. A. . . . Settimio: a mmalato da 9 giorni con l'antoli diffusi in tuttO remitOr:l,CO destro, fehbrC <11ta, in SCgltitO OSCilla.ziOoi termiche fino al giorno del prelevameut·o. in cui preseut:wa 370,4 - s. aggl. negativa nel ntpporto l :IO debol<' nt.>l rapportol/100, forte nei rn.pport.i l t:!OO, 1 ' 400;

IV. G.... Luigi. ammalato ùa Hi giorni con febbre lieve. pi·t•sen tò parotite a destra, febbt·e alt issìma. polmonite diffusa -s. ag!:{l. positiva Jìno a 1. 100; V. N .... Pietro, ammalato da~ giorni, presen tava tutti i sintomi d ella pncumonite diffusa. con temperatura. a .no - s. aggl. negativa.; VL U . . .. Ippazio. ammalato d•~ 12 giorni di broncopolmonite doppia, gru,vissimo in primo tempo, era poi entrato in conva.lesl"'eaza - s. aggl. llebolissima nel rapporto l 50, debole nel l'apporto 1100, intensa n ei rapporti l 200, l -lOO. Come controllo saggiai la medesima enltura batterica in presenza di s iero di sangue di soldati ~aniss imi addetti al laboratorio e ùi siero di c avia, e potetti accertare che l'ag-glutin azione si dc>termina.v a, a!)peoa in dilnzioni di si<'ro molto conct•ntTate (110- 120). Tali ri:;ulta.h erano suflk ient ì a dimostrare che il siero del-'li infermi aggln ti n a va. il diplococco isohtto P cht• la, i'i icroreazione si manifestava. tanto pi tl int <•n:;ameote. quanto più lontano era il giorno del p relevam e nto da quello dell'inizio della malattia, lino al punto che ma.ncaYa nel easo V ( sec·.onda g' ornata l, mcn tre preR<'n ta.va il fenomeno paradosso nei ca.si TI e v r \ llOUll· g·iomata. COil\'~tl escenza) . cioè lllfiSSima attività, delle


1061)

St:LL'AGENTE P..ITOGE:\'0 DELL.ATTt:ALE PANOEMIA

agglutiniu<· in couc~·ntrazion<> minima L:t mnocatn reazione nel raso I, significa as:-;ai pro ha bi! me n te chr, data la forma nervosa pr~domi n ante nel quadro dinic·o. ::;arPuiw stato piit oppmtuno saggiare il p otf:'re ;tgglutinardt• dl·l li qnido ccfalo-rn.rhitliano: il elle a n ei f<ttto. st· l'infermo non rosse deceduto pod ri giorni do)Jo. Contt>lllp(mtneameut(· io tutti questi iuter111i io avt:vo proccdtl(.O all 'esanw d el sangue su strisci colorali col metodo P <.lppcuheim ed alle cmoculf m·n iu brodo . ~on vidi ma.i SYil npparsi a lcun germe in quv:>to e le colornJ.ioni non misero in f'\' Ìd <'nza in f nlti i casi ehe leueopenia tranne nel I\' (complieanza rli parotite) in cui invece riscontrai lencocitosi con pr('dominio ùi polinuclcati neut rofì li :\folti c.>pett·OI;a.ti di co lpi ti dalla al tuaiP (·picl<'mia erano stati d<1 mc o~scrvali in vari periodi delht rnalaLLia ed in tutti avevo sempre rileva 1o in prepondera.nza. questi di p lot'OCchi a breve eata:ma1 const a.tazione che c<·rto non infim1<1 i risulta t i of tenuti c•on l'indagio c praticata s ui prodotf i patologici d ei cadaveri e ~n l pns prc'leYat.o nei due casi di aRr<>sso polmonare. Poi(·lrù infine la nefrite a.cn ta è regnla costaur.c in quest,a infPzi onC'. e H<:m pr(' ~i ]JUÒ Ct>ustatare la compartccipar.ione d el renQ a,! proce,;so morboso con repcrt.i, che vanno dalla s<'mpliC'c a lbuminm·ia a lla prc~wnza di cilinclri d· ogn i s pnci<', di Hmazie, di ep itd i renali. io cr1•detti opportuno eolorart' iu J~<li'Pc·c hi c;asi, sc,gnalat.imi <:ome i piir g t·avi, il sedim ento minario: ma in Ul'f;,;uno potetti riscontmrr aumrnto della fiora ba tterica. u(: pt·p~<>nr.a d<'l diplorocco a catena.

• "' *

Ciò premesso, io pongo un primo 411Psito: è quest;o d iplococco l'agPnte p<ttogcno della pandemilt attuale, che ar;sume di pre[erenza. la form a di pneumonit.c lì brinosa ~ H.ispondo a.fferm~Ltivame n te. E ri:>]iooclo :1-f!crmat ivamcnte, p<'rcbè il gcnnP. riscoutra.f,o i n vari tr~tti d cii ';.ti boro n•spi mt,orio e n el pu1i dell'à!SC('X;'\1 polmonarc e cor;tantcm cnte nt•lln expeltor;lLu d(\g li illfermi, fu poi ricono:>(·inro ed isolato in cult ur;.L pura n el polmone di C<tdavcri di indiviclni (·on a.fiezioni di agno1it.icat,e cl inic~mwntc come causa de ll~~ ma·lat.f i a e d ella morte. Rispondo a !Ierma t i vamente, perchè almeno il conig-li o riproduce la infezione in forma acnt<~. se inocula!o con rua.tm·h'l.le prelt!\'<tl o dall'uomo e <>ont.enenLe il germe in questione. R ispondo aft'ermaf ivanwnLt>. pcrr bè il siero di san gu e d ei colpiti possiede agglutinine !'p eC'ifiebH t~cl abbondanti per il diplocO!!CO isolato. · D 'altra pa.rte il non <Wer r iscontrat o il germe n el ::;angue dci gro~<:>i Tasi, n ella milza, nella so8tanzf.\ rena.le d ei cadaveri II, III, IV e V (pn e umonite ) e l'averlo invece riscontrato n el sangue e nella milza del <:adavere I è una ragione di più in favore di un germe appartenente a.lla categori e\ dei diplococchi; perchè ò dimostrato che l'azione pa.t(>· gena di qu<:;sti nell 'uomo si esplica. in qualche caso in forma l"ettic~ mica, di n >gola in forma tossiemica con 6o~osi locali. t ra, cui sta in

l


:'il: LL' ,v; EN"l E I'ATOI; EN'f; UE Ll} A T'l t! A l. E P A :-'Db:~llA

1067

prima li.nen, la, pneumonilt> tìlJI'iuosa. La ]ll'<•s<•nz:t JH•i dd diploL·oceo nel .augue e U<.'J,!li orgatli d<·.i <·onigli inotulat i flinwstra t·ltiara tllPill<' C'he 4l!est.o d iplucoceo ~ C<l>(l<LCI' Lli det t·rtujw~n· h~ s<·t l,ict'tnia : Pd io l'i!<'ngo che, iu pat·ee!'lti cas i di que~t <t j)ltlldt·min, l'ii sart' bb1· pottt!,o rin,·t>nirc il gel'me m· l s;~ug-ue, St' fo~il<' s t :LI o p o~:; i bi l l' prot·rtl P l'P si:< !t ·n w t i canti' n te all 'emocu!Lura tli lru!.t.i gli indi\'id1ti eolpi !.i l'Ù all'ant.opRia di tnt.t i j clecr.duti : C(lttH formo rapide, qua:;i fn lminanti, Gl't'ti tipi febbrili Jlllll si possono spiegal'e elle co n St'Ltic·t>rnio a<·ut<' n ;weondat Ì l' . Ma non l'i può d'<blt.ronÙ<! tWll alllllll't t1•rc clw. la. para li::; i cani iaea. t·on.,t .;~. t.aLa nt>lla graude magJ,!ioratlZ<l> 1l~:~ i casi, qual<· aPcicknt;<• ft ·nninalc d1•lla. }lll\'llll10niLc, dr>vo c~sere lllt'Sl'<\ in rclaziour con la d<'J.!P!ll·rar.io.uP aeul·a <lel miocardio, dovu(.;~ a protlotl.i to~-- i ci c cht•. r .~n.>n tllill lll'ia l'tl i c·i lindri compar:)i ucll'<\CIIlH ùt·lla malattia iD indi,·iùni robu;;t i ve! itt}ll't'Ct'clc>nza saui:~simi, sono iu rappot·lcl din·t.to eon lP t.o,;.<in P pa~:->:d;<· at.rmvet'"O ii filtro rr ua h·. ~c

aduuqun vi ;;ono raJ,!iconi diuielte. all<l.lt>tllopatolng-ic·lw, llalt,<·riologicue e .~it· rnlogil'l.a• pet· amtt tettet·e cbt• <)tH·sto diplu1'IH'tu isoh1to è capaee di d<.:lertuina.~<> la, form ~~ cliuir,,~, piìt {'Otlìll lH' dPli'<LI.(It<lle pa u de.mia ed anche ,n, ftH'IIl:1 ;;er,Liccmica, io pongn uu :ii'I'OUtlo q lll~:;i to : è dP.sso id t'nLico al diplocuceo di Ft'•illkf'l o se !lP cli:;cos !.a ul qtl<bllto per en t ra.re uèlla falnn~c dd non pochi tli ploen~.;chi i:;olaLi tla l l:hM1ti, dal Foù. , dal Tizzoni, d a.l l'a.niehi e da :.t.lt.ri, c he in sislt·ma tica costit.uiscono l:t la varieb1 dt' i diploeocC'Ili c:.~p:; uhti ~ Morfologiea,rnent.e nou vi tl molta clill'<'l'euza. perchè. st·hlu•nl:' bb forma dei s ingoli elcrnenLi co,;LiLul'u ti il tli plococco eli Ft·iinkPI siu. JH'r lo piu lanceolata, pure di sf1·rici ~'<' ue ri;;couLrano molti nei p roe lotti patologic i e moltissimi nelle• cu iLttr<' - il mo,rimento manc<;\ in cutra 111bi la disposizioue a. brevi caLeu<) :;i t rova anche nt-l l·'ninkd- la. l'ot·mazione . l d l capsula, elle è una tlelle caratterist ielle t! i t utt.o jl grup ('O, ,., ~t:'lta rla m e <:onstatata n èi pr<'parat.i dal sueco polmonarc P dal ptts . lu quantò ai car atteri tintoriali, H l'uno <' l'alLro si rolomuo [acilnwntt• ('On le basi a niliniche e prendono il Gram . .L e cl ifh· n ·uze it1\'l\('l' s i no~auo nelle cult.ut'(', n l~ri llkl'l Vli~C'Ia i\{('Uiatam ente, uon :;i svilupp<t :t.l disotto di :Ho O, nè al disoprn, di 43° O, rich iPùe tcrnmi speein.l i,, COllll..' qm·ll proposti da C:Lrnot, dtL ::ìclavo. da ~?hm icl t.., o alrn rno torrcni :::olid insa nguinati, ~:~occombe rapichum·ult' al dls ·ecca.mento cd all"azioni' dt:' ll a luce - il d.iplococco da me iRolato, per con trario, ha sv iluppo ril!og lioso a. nche a loo C in qual:siasi l<'lT<'JlO. e resi ~te alla.. luce, al ralon·. a ll'n,.;sicca mcnto . i\ In quanto all a virulenza, si può affermare cht' come il Fr:inkcl, PSSO e fort.emen te p atogeoo pt>r il coniglio e produce nell'uomo d elle tos::;ine f • t -ra orsc esotossine forse eudotossine - le qual i n el la g t·a.ndt• mrw"io ~~ nzu. dei casi sono la c>ans;~ della morte.


lOGS

1

SU L J. AGEN'fE PATOGENO DELt}ATTCALE I'ANDEr.JJA

.

*"'

.\ l a - terzo t'd uhiruo qut'fiito- è que:;to diplococco a c~~teua sempre patogt>no pt>t' !"uomo. oppurt' come il Fr;iol;el, come gli altri del gruppo, o~;pit c a.bHnnlt· delln no;; tnt bocca Cl ùellc vie aeree superiori, esso lo din·n!.a ~ La mpida diiTusion{' della, malatl,i;t farebbe pen~are che il germt' pato gc·no JH:r ;;ì• :)te:;so. si ditl'onda sia per contai to diret.to da uomo nrl uomo ch:wil . sia per contatto indiretto a m t'r.zo di particelle liquide. che etnE-~:<e tlldl'infermo con ~li sternuti e con gli sputi ne inquinano l'ambit>ntl' di ditnnl'a. ln\'f'N\ la brl'n durata dC'lla pandt>mia nei s ingoli centri abifati ( tmn un i, rio n i l (' nelle co li(•t.tivi t à ( o: p('(l:l.Ji, casermr>, prigioni) e la f·t·~ ­ xnziou e o il dN·n•nwnto di C'ssa dopo un periodo di acml', che Rupcra di poc.:o i dw· lltPxi. troYa piìt facile xpiega-\iOnC' nell<t di:;poxizione di taluni iodiviùi.li, robusti o meno. poco importa. ~tnt:i <li t.a.luue famigliP , c twlla l't>frn.lta.ript.à dPgli altri <' <h•lle nltrP- cli ;-; po~izir>n<• c re tratt•~r i età iu ogni <:n;;o all<l dipPtukn:m ùi cause difikilnwn t t' apprP~zabi li - (' fa piuttosto ]JPil~l-\1'1' C'hc· il gr•rntc, ordinariamC'nt.l' xaproti t:t. divenga di un tratto ]H'l\ OgPllO.

)la per quali ragioni~ In rapporto :illa ptwumonitc r!a Ft•iiukel tul·lll ru potuto ~pil>~a.n• con le cause perrrigt•rant.i: ul'llt• pn(' Hnlooiti da iollm·n ;r,a fu add(•hit Ma <~l ba(· ilio di Pfeiffer quPstn. parte d! PS:lltatore r di tJ·asfortwttor<• dt•ll<> ;,1.tt.ività. hiolog-ir.hc• di g-t•rn1i banali - nl.'lla pandt·mia attualt> manca,uo nPIJ'anamnesi lP ('<ttu;c perfri,: !Prantt. r<'i'ihl I'Sclu~o rbliP inrla~iui bai l<•riologiche il bat·illo di Pt't•it1'1·r. (~liP~>t' ultimo qttPI'\it.o tC'>'ta quindi -

a lnwno JH't· mio r·onlo -

ill,:tl ·

luto. Ati Of.!lli JlltH\o in (l('lli\O ch e. :<.(' 1111 diplcH·occ•o n c•:Lif•mt è- solato t' ril·ontti'il'into qual!• n gt•JiiP patngc>no tli qm•Kttl prwnmonite lihrinosa.. • ~· (nh· Jllll' ttmoHit" i· la ntanit'l•star.iouc clinir.a piit com une d<>lla pa.nrlernia in (JIH'Stiom·. uli xlutli dPbh<ttlO ('~l'ierc ri,·ol1 i :\. com ba t t1·rc• qtw:<.to diplo ('CH·co a, (':tt<>ntt. •' c:hr, m<·gli(> <tccertati i :;uoi cnrat.lct:i. i'JIC'C·i:l lmt>nLr patngent\ 1ici. ~;i clC'hha rirt•J'I·a l'P rwlla n~nf'i unziOJH' <· nc>ll;l ~ ic·rot empia il rink<l io opportuno pPr prrv1•nirc o per co•_nb:tH~·t·r• J'inft??.ion<·.

- -- --.·-~--·-


1069

Note·òi epiòemio.logia maceòone per il prof. Ello Tlrelll, tenente colonnello medico, direttore di sanità del corpJ di spedi~iouo '

Gli allPati trovarono lll'lla }lac<•ùouia un pat'Xe<.·oo. tlima f.ropi<·;1le. ori gina,rianwul <: f<·rtili~simo, ma dP~>olato da :lLH'l'l'<' conl'iuut' (•cl a hh:wdorwl o <bcll'irtmria di'i )!OHl'llanti P d:t·l fat.a.lilllllO tnHli;don<th• tlt'lla popolazione•. !l ('OI'lJO òi ~<[kdiziolJH' it;t!iano, ::hal'<•at.o il t:? ag-osl o l !lUi <L :-;aloui1·<·o ;Uulò <tcl ;tc·r·a.mparsi a <·in·a ;) 1\nt. dalla <·iHù, i n llll<L pianura (.%t·itc·m lil:) I'Sll'~a,Jil'Vl' ll11'Jlt C: OUduh{a. pl'Ì\"ll di SOJ',!!'('I\(,i di H<'C(ll:t lJOfaiJiiP:

pahccJns;L l'd aJTa1to ripa1·ata dagli agt·nti at.ncosi'<·rici, PRseullct as!>olutanH·nfP lllart(·:tnte ùi piani P di ;Ilio,. tlrl'dio Im•t.o. lni:dò il s uo trasl'<·rilllPllfo al f';111lllll di .%ur11a t'quindi al l'routt• d<·l Ht·loos quattro giomi rlnpo il ~>un ani' o. la:lC'iandù ~tlla base in :-)aJonil·f·o !t· diJ•t•zi< •ni llt·i i-;('1'\'izi. KPI llfl\'1'11\hn• >'t t~·­ r·r·.~sÌ I 'O lr~ hrig':da . .. pa ssò ,;ul l'ronll· di "ona.st.ir in. zona. lllllltl tto>'ll· : inili, nella. nc<·tà di dit:l'mhn·. ,;i unì nl rimam•nte cll'lla di,·i,-ioJw toll;t thtll'altro fTollH'. "" ;·i di,.l rihuì :Hl OJ'i<·lll <' cklla 0ittù in un Sl'lllit· t·J·t·hio Ìll Jmrtl· moHfuo:<o <•d in parh• pialu•gg·illlllt>. 0\'1' trc>Yasi tntt.or;l. ,\ ~;s 1mln la. din·zicnw IIPI >WlTizi,J sanitar·io Jll'l llO\'('Jlc ln·<' ]!l] li in nt~l 11l!'llti t'Sfrc•.maltll'llll' diflic·ili. in lm•n• kncpo si l't'1il' JWS>'i h ik nn·1 '-'i,: fo·lll:tziorH• (·!J 1• JIIIÌJ -<f:ll'C• \:tll(<l·~l!Ìo~: tlliC•IlÌI' Ìll ('OI Ifl'OitiO ('011 opri'IJt• do·~Ji ali P <l f.i. fl SI'I'Vizio S;tllii;tl'ill \':t di\·j,._c) ili :<t>l'l'iZitl di; 1° I'Hf\11 ..:l)c:( 'ltll '-' l E s t:tJ\IIlEHO Jli·;I;J.I \\DL\ 1•.\Tl l•~ DEl FI·:I<ITI allidat() <ti J)IJ.<;Ii di 1111'1/i,..,:itutt oyyintl'llltcli. indi. :1 lJn·\·issima <li i\f:tnza . a. ii 1'1'p:trti SOJJII'g!!i:cti pron·i,:l i di lno;.!·hi di ric·o\'t•ro enJnoclis,;i mi JWl' a.lltH·no ;{l) ff>riti, od amm:d<cti gJ';t\' Ì n di sala di o.pt•ra,ziollt• Ìllnlllrat.ura. r c•JHl Pndosi ~:osi pns,-ibilt•. an<·lt t· !ll'lll' ,·ic•iJlallZ<' clc·lla lin\'a d<·l fuoco. g li ~rtt .i opc·r:1li\'Ì piiì irnporl:lllli: ai rt•pm·ti l·arrt·yyinli di tlu~· st•zioui di S:Lni li'l f'a.pa('i eli c·irC'a ~Oo po;-;ti lc·tto c·iali<·nno c· situa.ti nno a. eirea Lre km. da li;L lillf':J d··l fuoco ... l 'att.J·o a :!tJ lw1. Il p c·inro r·ic:t'\' ~' f<•rit,i l'd allmlala.ti, c·h l· <·on ;llltCJv,.i('(l!i_, <lltthulanzc· a c·a,·a!Ji. muli, <·;woll'! ;; JH'J'\'t•ng:ono ctai n•parti SO!IIt'.:.!'giati t·. :-<P gra\' i, ~~ nJ<•zzo eli aufon mbulanzt li' li('HTÌ<'a i< ll}.d i mqll'd:tli :n·;tuza.t i ; .· w t ra:--pm·t:•hili a tlil'lanz;J., <·nn autnv<•Ì<'<Jli (P pn·~to n. JJll':I.ZO di D t•t:altVillt-!) Ii man<la all':tlfra IWZÌOJH'. elce prO\'\'t·d,· allol'll sn ci,; laJn l' llf o con a 11 t o veicoli. o ~; u~li m-p('(] a li <li tappa eli t <'~>l a, !;<· molto lc•_!!'J!Pri P 11wltc) ~r::t. vi; o con t;·t•ni :;anif,ftr'i s ugli ORJH<da.li d i l;<tlonic-c·o ]l\'1' tutti g-li altri. Il Sf'lTizio eli sg:omlwro. roliÌ rom(' i• <·ost it uif(l, IJa sc•ntpl'!· l·orri,;pn,;t.() allt• CRÌg-enzl' di\·c•J'Sl' dc•] (' 01'!)0 cii RJH•clizÌOilt' it.aliaun. H:-<;-,it'ltl'OillllCJ lll'llt• 2-1 0 . 1'<· il I.J';u~porfo <l<·i mala.t•i P ft·rifi dalla triur.<·•· fin<• a. :-)aloni<Tn. ,. ~ •lllPI'<'ilO 11 l oro lH'rHo tbm"nto in una fnrm;t,zioJH' Rani!ari:t <li t:qlpa , 1·nsa ,·c·r·a- . n.l(~ nf. e dt·,g-ua di ri!i(' \'0 . R<' si }H'll>m a ll a di~ta. nz;l {:!GO J;m .) Pd a.!l<' eondi 7.l01Ji

cl 'a.n1bi<•nt ".

••


1070

NOTI<; DI EI'I ~EMIOI.OOIA

~làCEDON B

" ~1·:1:\ JZJO o ., l'l : ]).\ l.ll·: ~<o,

, ) lll'rl/l : ati , r{i

l'llllt)ll'l'tlll!• ::d i ()Sjlfclrlli : pr'Ì tnll linr•tt (IItH') : pt>r maiaLi o feriti

inlra~ por­

tah ili o ll·g-,!.!'eril',.,illti : /,) rli Slf'OMio /i,u ·a (l r<' ) : 11no l'OnLttmac:i;t>lt• pf•t entl·rici ed inft•tt.i,·i Ìll gt>twre l' !IUt· lltÌ><t i; ,.) di ba.~r· {qu;il tro) a :-;alonÌ!'I'O, t• <·ioi'• nno;li tllirnr~ria . un i<'<:onrlo pt·r 111ala rici. il Lerzo JH' I' ttlt•ditina gt·nt·ralt-, il f)llarl o }Wl' le :;pceialità l'd inlf'ttil·i j d ) injr•n,, . r;,. d irf•J'.~' di <·onc•(·ntl'atttl'nto tll'~r.i t·nl<•riti. <li tappa, SflP!'iali: ' ) tol!rllif.~r·t ll:i,u·i: (·<lltl·ah·;;c·l·nzi:lrio eli :'\iau~:;a <' di Zcitf'lnlik . . \ ;;t•<·oncla d t·l l•no hlltzionaJnPnto l'<tllltO distinti iu: .-l ) oxpt·doli t/ i ,·hil'l(l'f/Ìit : uno <l\':tJu..;ato pPl' grad:;simi, o J)('i lc•J!,!!t'ri, cou gntppo c·ltirtll'l!i<·o mohil1· c:lw d<•n.· n•<·a.r,;i O(·Jl~ formazioni sil>nitarie a1·an7.ntl'. qtta11 do OttOl'l't> Pt<Pi!ltit·t• a.t.ti OJWra,livi d 'imporf.anza: dnt> rPp;~rt i l' hiru rgiti n q!'! i mqwd a li d i Rl·eouda. li ut•a. JWi ea:-:i fort.u i ti t' 1wr coloro dtf' tlo\'t•., -;t• J'o <t;.!gl':lYar-:i iurpron· i ~<bllll'lltl· ùurc ~>nte il trao;por to c•d tul O>iJH'clall' a :-;;tloniCCo . OYI' in ultilll::l l1.Jll1liRi aJllui:-:C·OUO futti i ('UÌrurgit'Ì d 'i 111 ('O t't u.n 7.H. U ) tiNJII'dtdi Ili mr·di1·inn: 11) Jli' T':Ill<~l<ll'Ìc·i : \'l•ng ono l·llf ti rif'O\' I'l';cf i in O!'JWd a iP np po ~ilo iJl

:-;a louit·t·o ('ap;we d i :{\IUU pnsti -let.to c. :< P riutilizza,bili, sono poi ill\·i;tti ;t i c·on,·alP:O:I'!'Il7.Ì;IJ'ÌO di :'\iau,;:;a, situ~~to in :ì.mcuis,.ima loe;~lità bo~:cbiva a drt·a tnillc• nu•tri di altif.udine od in f'<MO f'Ontrario si rimpatriano. v ) pt•nlis:<c•Jl!!'t'i<·ic•dinft•ttivi: a<:in•rL:~ km. da.Jla. lint·a clfol fuoco vi (· un' iu[••rtì1Pt·ia 1li f·ntu·.PntrantPnto eli tutti gli l'nlrriei: f)Ui,·i r-wleziouaLi. i lc·g:,!PI'i 1·i rit n:m!!o rw in etu·;c~ e Lutti eoloro eh<• riHiltano aiTct ti da dil'SI'Illt•na :nnc·hi<':l, o h;willa.r e, o da. rntl'rit i g r:n·i. ~ ono, con appoKit.r nnto· :tllliJIIl:u.tzP. <·ontt·odi:-:t.int c c1a una fa.lida gi<ìlh. inviati au·o~pl\dalt> contu lllat·i;cli· l' di lì <·on t t'l'no ,;at\itario :·qwc·i :tlP n. 1-ì:tloniN·o t' c:a1 ir-n.ti cUr<•f'ta,· mt·Hit· :::u na1·t· (ls pPd:d(• l'h<· lì 11<i >iJI<Jt'1a a.ll 'o s pPdalc• ll'i~ohuHc·n(o di Co· t mn<· in l t :Ili a: 1·) tifosi ecl c-tltr<' maiaLI il• iofct tivt•: se tra:lporLabili. vanno n el r eJMrt o cl'i~ohtlttl'tt to dPII'ospedale av;mz;l.tO di tnl:'ùici n<'l> ; s<' tra:;portubili a, bn· n~ cli stanr.a Jli'IJ ' o s pedalP contumarialc. o nei t:l'part.i specifLli degli alt t·i osjwdali ùi tappa. >il' trasportn.bili a lunga dist.an7.a. a t:hdonicco Ut·IJ'tJ SJWdalc :t!IJIOSÌ tO i d ) n.lln· fut·nw di Jlll'dit·ina : i non t·ra:;portallili t! U i ll·?I.!''L'I ed .i tra~ portahili a hn·n' di~l.;tn:~.a ' ' ;umo o twll'o:::pedal<' a\·auzato di medt· ci11a. o uri d t H' O>']wdali uli,;f i eli 8N·onth~ lim•a. Pd i t ra.sport;~hili a l-'alo: nit·t·o in un o;; p•·cblP t•;;dn:-:inl.mPnt.e a.diiJito a l ricovero e cun~ di qut·s~l awutaiH Li . di don• poi. n. ~:no tc•mpo. ll:t";;n.no Hl <'OH nlle~crnzia.rio di Zet· t~·lltl i".

l 1\lhlri o;;Ju•dali ,;ono quanto di lltl'~lio ~i puù d<>sidentr<' e ('OlllPles: ;;i,·:lltt<·HI ,. di-.J~t• IL~ono di 1\1,-.t tll l'""' i- 1<•1 to, dPi quali 400 1w~li os pedah

'


NOTE DI EPIDE MIOLOGIA MAC EDONE

1071

aY:tnz .~t i. :2-LOO in qtH·IIi (1i S( ·con<h~ linPa, 5200 a tìaloui cco e ~500 n<·i co rlvale:;cf•Jlziari . Di qu (•i:ti .tOOO so f.to t t•nde Bauma u, rendendosi così fa.cile e vo~~ihilf• il loro rapido i<po:;t a nwnt o t>rl impia to ove le necf.R!>il :'\ le' riehiNlJ,Jno. Le no::;t.rt· tt>udP Banman sono veram ente ottime ; però JWr que~ti climi t ropi ta li r itt·ngo migliori qtwlle colonia li ing lesi, clre h a nno una p arete di cirea. dn~> rm>t ri di a.U.P7.Za "tacC'~~ta dal t(>tto e ch e si può aprire l n t. t'al tomo, J:<'LHit-udosi pm;sibile la ma1'sima <Wt(•azione d r ll'iutern o. :l~ B LF'OH .'H \fEXTO- A nu•1.zo d el 70 mag<tllzino avn.nzato m a t e>rial(\ sanit;l>rio P d Plla 'i iiH :-:<:'zione statcat:a alla t.appa eli testa lc·rrov ia ria. ~ono larg:)l nen tf· e rir-f'anwnte pro vv i ~;t i ·di tut.(.o quanto può oeconNE>. -!0 Ptto;~IL.\KS L I Tn ad<.>guato numero eli sp er-ialisri ba la. ~< oJ'V('­ glin.n za igiPnica rlf>l t.J·atto di t en.·itorio da noi occuprLto e delle trnpp<' ctislor:HPVi. ed h:J l'iu<'<Lrico di ~ t11diare ed applicare tutte le nomre profila t ti<·h e neceli~;a 1 i ~>. n iRpo rw di ga.bim·tti di batteriolog ia e chimica ava.rt zati . Jl(•tlc ::;econd r lirlt'P ed a Salonicco, e di t.ntto quant • la !';Ci<'u;m mo dt-J·na ( nns igli:r. ..\I or~TlOKlTÀ TOTALE. D a,ll 'epoc~L d el no~ t.ro sbarco in l\1nr·Pdonia acl oggi si prescnta.t·ono a lla v i ~it.a medica. 308,868 indi vidui. La ma.g-g-ior perr('rtl ll a'<> ~->i ha nd lriltwstre novrmhn•, d icembre ì 916 e grnua io l !ll 7 (50. 72 p. 100. (j~{ p . l IlO. 5·6 . !1~ p. 100). in rapporto con le couscguenzl' dr·ll a p rt't.:('(ll·nte t'pid(•mia mabniea. c coi di~;n.~i <lel eambio di fron te : srgne nna ra.p irl n e S('nt.it<b diminm~ion<' nc·i cinque me::;i fcbbmio -gingno 1917 (32 p. 100, 3.3,50 p . 100, 29.30 p. 100, 35,20 p. 100 , ~~3,90 p. 100 )). indi un nwder·a.to rialzo rwl t l'i m est re lu ~lio -a.gos to-s<:'ttembr~> n ello st<·s~;o a nno (-1 .'3,16 p. 100, 47 p. 100, :3~l.::! O p. 100 ). cau:;a le epidemie di malari ~b e di <li,;;.;pnt c>J·i a, e per ult.imo una, Ullo~·a, e l'(•nsil:>ilc diminnzionf' nel p eriodo ott,ohre 191 ; a,l nHtrzo d(•J conente anno (2~ 1 i'l 0 p. 100, 25,80 p . 10 , 23 p. 100 , '.H p. 100. 22,30. p. 100, 21.80 p. 100). X e liC' ca rÌI' ?III il rì !J.o;pedflli ere 1·irr>rel'ù il 23, 90 p.100, di c ui il3,13 p. 100 n l'i pri rni qua.ttro mc~i ddla nostra. p(·rmanenza in Macedonia; ill8,87 p. 100 nel 1917 t> l'l, HO p. J 00 n el primo trimestre di qu<liìt'anno, con un p. 100 minimo di 11Pg<•n7.a nwnsih· dd 2,0o, ma~s imo rlC'll'l1,53 c mNlio (ft•l ;; . :~3 . L e d rge. n "Zf' ()spNlrtlirn• nt.ggittnsero il rnasi\imo n el t.rimef>t.rE' set.t t>mhrP-ottobre e nov<•mhre cl d 1 9Hi (1~,~5 p. 100, 13 p. 100, 13,20 ·p. 100) <'<l in quello luglio -<~gox!o e s~>tt<· mbre d el1917 (12 p. 100 , 12,10 p. 100, 1 ~-:,7 p.lOO ) : il rniniruo rwl J't·bbraio-marzo ed a prile 1917 (6,50 p.100, 7 p. ]IlO>. 5.uo [>. 100) <' Ul'l pNio1lo dicembre 1917 e primo trìmeflt,re del co1n•nte anno (4 p. 100, 4 p. 100, :3 p. 100, -!,40 p. 100). . Ancor più confor tar1ti :-ono i p. 100 dei ·rimpatriati P d E'i ritornati gua1'?ti tti ror1'1. I ,·il~t?H!lriali J'ag-gìnug ono il loro massimo nel quadrinre;;t.rE' sett<·mbre ,ottohre,novernbreC' dicembre d el1916 (11 ,81 p.100, 9 68 p . lOÙ, 7 ,!:! () P· 100. 5 20 p. 100 ) <' ra.pprt>sentano oltre i :. ·, d ei ricoverati negli o s p Pclali, !;C<>udono poi r :tp irlamPnte fino ad un minimo d ~l 0 ,49 p. 100 n t'l m•·:w cl i. fl:'hbr:lio e :; i mant.c·ngono con una, medi<> s~:mpre molto bassa.,

•


1072

NO'J:E DI EPIDElUOLOGIA ~l AOEDONE

avendosi ttolt;mto nei nw~i di settembre t; novcmbn• due piccoli ria.b;i a,J ~.25 p. 100 e>d al 3,70 p. 100 iu r~tpport.o tlcl rimpat.r io clPgli n.mt:òici. Al contrario i IMna-li guariti ai torpi pochis~<iwi nei primi mesi del nostro sba.rco (:!, ill, 1,71-l. 1,7-1- p. 100), salgono rn.pidamf>nte e progressh•aruente Jiuo a raggiung-cn~ i mas~<imi ùi 7. 8. 9.90, lO,.JO" 7,77 p.100 n el pt'riodo lug l io-uon·m bre d PII' a.nuo <h·cor:;n e si numkugono qui 111 li :-empr<• c costautt rrwut.c numPru:;i. :-:iorvolo :-lllli<t d1inur;ia di gu erra e <'UIIIItne, JH'rchi:• di fronte all'import.a n.xa, (')rp ha as,;nuta negli H Itri front.i. p('i n umt·rosi <' grn vi com baLtinwuti. uon pui1 q n i forma n· oggt•tLo 1li spn:iali rilH<L7.ioni clinicht• e sta.ti:;ticlw. Hicordo :;olt:mto . NHllt' n<•ll'inn·m•l l!Jl!i -!Jli :;i sia. antt.o il2,5-1 p.lOO . dl'lbh forza pn~:-wnt.t• in casi di congP1:1ltH•n(.o, dei quali l'l,fl9 p. 100 di ]JrilltO grado. iJ U,fil di :;t•<·mHlo grndo PII il 0,1~ tli terzo grado; nwntre Jll'll'in n·rno l\117 -!118 si C'l> h<· !';Olta.nt.o il 0.-10, e cioè il 0,35 di primo gmtlo, il 0.11~ di I'PC'Otldo c solf;mto il 0.01 ùi lt•J'W g-rado. QuPxl i risultati ns!lai sodd i:-:[:H'i'lll i si dt•bhono, cn•do, non soli a11 t o al hL migliore l)isl emaziou e e (:ura d1~Ut, trupp(' in liu<·a., m<L anche JH'l'('h\· N;sc in quMt: ultimi tempi svuo meuo riluLLanl i a rim<tncr... in ;)faet·doni:L <' quilllli si t.utela.no mug·giornwtdt• è non ri<'onono pii1 <Li me;;:zi o;-;f,atol:t n l i l:t lib<'m cirC'olaziom· d eU e P.:;t.rt•n1it ~. J)i maggior<' importanza sono le mrdnlli'• mrdir·hc c spt•cialnwHLll i morbi epidt mit·IJ-ru,ilagio.~i. :;ui quali solo m 'int.rat.lPrrt'>, costitut-ndo la dift•:;;;~ contro di p,;~; i uno dei LiLoli di lode mag.l!ion• ]Wl eorpo ~anil:ario 111 il i l.arl'.

1o.- MAJ, All t ,\. J,a <:n·t·ia t• iJ pal':;e più lllala.,ico dl'll'8twipa. D<•lhr. 11l<~l:tri:t troYiamo dt·,;t·riziolli ,~ :{000 armi di di,;fan;;:a., indi w·i lavori d i [ppocritr·l' c m•l 17° l' u;o St•colo. Prima òelle sue l'l'C'l'Ili i :tmw,;:;ion i COJlf<('l'V<bVc"L il suo ]H'imato su tutti i p:wsi d'Europa <·1l <WP\'a un in<lic·l' di morbo,;if.il- (' mortalit,à sup1•rion• di ~·~ <t C'jut•llt• tl<·ll ' lt alia.. sa.\\'n:; <' C'anhltnali~ ~<·gnalano f;OIO 1wr· la Yl"tl'itia. c:n·cia :woo morti r 800. 000 rolpiti <tll'anno rlalla malaria. La i\la<·\'flouh~ t·:-:sa purr ha lt> sf esst• tra1lixioni morbigl'nr di'Un. nazione •~Ila q un h• in s<'guito al tratt.<tto di Bukan·,;t vc·nnP as:wgnata. FiorL sotto Filippo t·•l Al,•s,;a.u<lro, c poi d<'rlinò pl'r ll' Pont.iutll' incursioni dei popoli Ji n i ti m i. Fonw la di'ca dt·n;;:a f! plJa, civ ili:\ gl'PC'O -la t.i na. non si d l''' t' alla malaria. c·otn1• sostirnP il Hoss. ma piut.tosto Pssa auHwnti>, col dt•ca.dt'l'l' 1lt•Ua put1·nz:~ di questi popoli t'd io :owguit.o allP incursioni ba.riJa.rirhc. Oltn• il suo paludisrno tradizionalt·, lu. ,\ l;wPdoni:t. dopo le ult.imt' gtwrrt' h;tlcanic:lt<' t• la sna anur:-;siotw a.lla Gr<'<·i:l. fu ir\Ya ,;a da tomw rli emigra.t.i, riingia.ti t•llt•uir:i. ]Jl'OYrnit~uti clall<~ Tr:u·ia. dalL\Ilia ì\linon• ed anche dal Ca.ucaso. JH'IIa maggior part.l' C'J'onir·a tllPtlt.t' m:tlarid t> tra i quali J'indù:e l'ntlrmic:o Hl<t bili lo Jll'l J ~10.1 l'la.! 1lot Lnr t 'upanaris Il;\\';~ il 93 p. 100 di Jll:tlaril'i d:d lJllllf·O tli visf.a diniro <•d il .)7.R p. 100 da qul'tlO Pnw.tolo~i<·o. r-:: rit·<·a di laghi E' di grandi Iìumi t'Oll )(•lfo non :-;istt>mnto, e quiudi


1073

NOTE DI EPIDEMIOLOGtA MACJJ:DOSI!:

con acque facilmenf;t• t• liberamt>Jlte dilaga.ntesi Nl imp <~lurlf'nt.es i pt:r cllilomctri e cbilon~t• t,ri qua.drati eli cstc:-nsione. YNso orci ch.'J\t.c nua sPrie <li lag!Ji e ùi pa.In~i di;;~l'minano la. via, rhe dal cltl/a. del rn rda r vn, :.\Ionastir ed a.lla curvn, dell<t Cerna. A leva.nt,c una linea, analoga ;;'insinua tra la Calcidica ed il con.t.in(•ntc. La. vallata del V;trdar disct"ndP a. nord V(\l'SO Salonicco, u~-,rualnwnf.p cireondata da, laghi E' paludi : la stessa cosa si ha ndle vn!Ja t<> dt•IJo Rparw e (1l·l Gn.Jlico, uhe. nascono dai!P pPnll ici (lPl Krusabalka.u. A settl'ntl'ioJLP sono disposti <L scaJinM.a. il lago di Doin1.Ù e più :-tof;to la va,llatn, d(•l HutJw,·a, C'h(' scola. le sue acq·m· Jh•l ~(J lfO di ~frimonieo, a,t.tm,·c•J':;o lP paludi rlt>llo Struma e d ('[ lagO 'l\tc·liirw;;;. I<'U alJpUIIfO la V~tllaf.a dPJ 13tl1l\OV;l b piÙ pcrnir·io:<;~ per le no~;tn· ll'liJll'l' n,•l prilltO noflt.ro JIPI'iodo el i oc<·upa%ÌOIH'. Da l la.to geologico è da· rilt·,·arP. h~ pn'dotninanza lli strati argill<,si 1wi <it>posif i dell';i>ntico lago eg1·0, eh(• lw. [ormato tutt.r lP pi;murf' nt t uali : iuoll l'<' lo• monta:gnP, che li' circ·oudano. :>()no in gt·;t.u pat·il' C'o::f it.uil1• 1la S<'histi i mpcrm<~a hil i. fìt,·m l'llLi ·~ q n:1l un q m · <Ll! l'ZZH· la fmnrazionc ùt•ll';tC'q u it.riutJ. A ciò fi i l1.!!1-:'iunga c.lw ra.g ri(·olt um, aJH.:.ora JliiC'O (•si efi:t, non lla po· tu f o modifì(·<~t·~ I'ittq a·ntwabilit·à d1·l 1<uolo deU1• gTan(li pia.nun·. t'<·c... t t naLa la pianura di Mogl('u, <·he. (• ben irri!!<lfa, drenat.n <' rolt.ivat.a. rlalla sua popohtzionP t un·a.. l ùaLi nw!l'l'eologiri piìt importanti •la.nno radtttc· di piog::ri<> ('s( in· (giugno, luglio, agosto) superiol'i a 10 cm. in tullt• lt• campagne di ~aloaiC't'O, salvo il t ra.tf.o ~<t Psso di tialunil'l'O e la Calciti ira. ovt· ·sono iu(c~riori alO cm . Il totalt• ununo di ca<lut.e di pioggi<' raggiun,f!l' i 50-60 cm. n,•JhL ~.ona. di Y<'l'ri<t. V<'t'[.f'cou, l &nidyé. Umdobor, llortiach. Va.1'in. da. 5Ò a 7:) a. ():;tr·ovo, \"od(; nn. t' (hwvgueli : da 7.) a J 00 em. ad Eks isu, J"h·:in<~- ~akn l t'\' O, CUJ'\';.t, delb l' <>m<~. I zn•r. Vi (· tlllnfJIW fornw,· zi o ne d i pahul i h'lll pOl';.mc•p f'd l'Sl.i ve cJw xono P~trPmanwn LP pericolo"•· . .La t t\lnpera.Ltu·a. mininut ndla. m~ntpag cm di l':ia.loniceo è d i 16'1 ot.Liruà per lo sviluppo del pa.ra.s:{ita, malarico 1wl COt'jJO ddla zanzara.. Gli abitant;i df'lle zon.- rmali sono in ~ran parfP c•ac·iiPtl iei pnr m ala· ria Cl'Onica: lumno morbilit.à, c> morta-li tà. ;tJt.if;:dnw. St'l loro ~<angm• il più spesso vpnne f,J'ovaLo il pla.~1110di11m, falcipnrum. L 'indi ce nw.l;u•ic,o ent!.-ntic·o (' H ne h<' Hl'll'inv<';'llO ;t,.:,;at fm·fp in In t tP le p ianuw' macelloni e SJWCialm Pnte Yicino ;.\.Jl P paludi. _\ 'l'l' kPii nPI (lt·Ha del Va.lclar è 73.2 p. 100: a. V(•rt.oJ,op a 38 nwtri eli ;.Iii it.udint• f' 1Wll<· p:Lludi cl.H~ circourlano la. Y eth al suo ;;ùo<:co twlla l'amllHg'Jla (· ([t•l U~di ]J.lOO. Nell.e pi<~,nure lien' nwntt• ondula.tt> di Ycnid.Y\•-Y:nda H(,lt<·mit·a g l"in· dici sono l'ii>p~·tt.iva.m(•nl P Ili :W.H p . 100. :!ll.l p. 1011: u ;-iuh<'tf:kn P l lra,goma,uJi (.150 111. ) ù dl'll'll. 5 p. 100: a Yt·JTìa (l~~ ut.) ~;ct•nd(• al J,5 p. 100; a Y edona (~~!7 111.) al:.?.:{ Jl . 100: ad Tz,·,·r (:!.-,()m. ) "C'('IHh• ancora all'1 ,7 'p. 100 ; risalt• a llrocl (:)OU m.J al i.:! p. JOO: a. :'llayada.g ( 160m.) all '8,3 p. 100; a Ostrovo (.I.JO m.) scendt' <ll ~.13 p. lOil; ri~<alP a Sotir (600 m.) a 3'i,!J p. 100; f<i mantic>n<' pure· (•l p ,-,~to :1(1 Ex,;ì,;sù (li:!:.? m.) 9,~ }). 100; <l T~·p•Htr·.i ('i~ l m.) -1. 7~ p. 100 c•d anclrt• n l :lOti 111., P r ioè a. Ln·act ù fi('J 4 ,:.? p. H ro <·d a Y,eJr,yd •11'1 [~.1 )J. 100. <..)nP:<i i d ati.<·Jtp r.: i rife-

c;..


HJ7 4-

~IJ1"E

Iii

EPIIH~bi. OLOGIA

~ I ACEJJONI·:

ri ~t·ono

a l :2 ì t!'l·llll:t io l !H7. c<•ttaml'nte a nanno su bìto notevoli n'l:ria· zioni in rapporto < ·oU~ honitkht• fatt<• da.!!li all~ati. Pr<·,·ale g ra ntlt>nwnl.tl L ·L 11/(U'uli fJfllll i.~ : esi :;t t• i n g r ado minorP il J'.'/i'//tl/'iljJitrl/'118 SII )1''1'/)Ù'/It~· . ~P i lnro l'à piJOI'l Ì 1 Ì fntf('llÌ ~E'rgen t, rilt'Y;UlO t"lw alh1 :.1 azio1w <li \ 't·lTicL (l RO m. di alt'it.uclinf•) in pieno inv('rno gc.'l iclo (~ -l dit·Pilt h r.., l 9lli ) lrova.rono a,neora d t'Ile rult)p/ll'fes eh<' cerca qmo di p nngen·. TronH'OILO l'A. mal'ulipi!tutis a. I Z\'f' t' (:..!20 m. <ii a ltittuliue) il ì g-coJutaio l !117 l'd io st•·:<:;o nt•l nw1l<'~imo m<•:w ne ho o:-servat.•• a, Rrotl (t;un n1.) <'d a, T l•p;lttc·i ( 7~;, m. ). ~('!hL :-;lngiont• f;wor1•vole le mwphdcs s i po-.:~olliJ trcn·a ,·p in tutta la. <'<Wtp;tgn a di ~:donicco ebc va dai mare a lle JWttdit·i di , .€'l'l'i<t. all1• paludi dd \'a1'da r t' dl'l Gallico. Sono numérose ~lwt:ialutt• r dv hmgo tutto il corso d<•l 'Vardar. nPllfL pianura di l\lonast.ir, c·un·a cll'lla <'•·rna. nl'lla l'l'~iOJw dtd lag-hi di Huù nik. P etr.vko, O~>trm· o, ecc . . \t (tn·no a Kal onicco si Lron~no più nunwro«P. S]JPcialmente <tllt• due (''d I'<'Jllilù do•lla c·it ti\ 1wi qu;t.rt.iPri di campagna, a. :l;pitenlik, ne i burroui d€'i Tzi)!a n i, n1·l l l't t o H ! H'il':l utico ] P t.Lo di 0<'nclropot-a rnos, ecc. N elle ultrP V<lliaf.lo i <·u,·i di a noi1•1i :muo lllf'llO eoH~i<lt>n•voli: è p<'rò da, rile,·are elr•• 1'.1. /tllu·,lfi /llfiiiiÌS fu t l'Ovaia a quohr lO:JO, a I .. intdie, uei tnonti P artik ;.t. 1:!0\1 111. <l i a lt i t udinl' (Xiclo t ). !>al d i<·t•mhrt• l !Jli) <~l 31 111arzo 191 ~ s i "hbero complN:;sivanwute 2:H1 ..-.:;u <'<>lpiti. l >i tJII<'sli . il ·J.G,-15 p. 100 app~u·t iPnc· ag-I'Tugle~i : il ~9 2!1.(i0 p. 1110 ( !1.!):~ p. 100 primitivi f' J 9,61 p. l OU l'<'CidiY i ) 1~i :b'raur.t·iii: il Jii . 7:~ p. JOil (:{, ili p. 100 primitivi e 12.97 p. 100 l'f't'idivi) ai ::>erbi <'d il 7.J.-, 1). H rn (:un p. l 00 primi ti Yi e .'3 .22 rPcidiYi ) agli I h~lia ui. pari <\l .)\1. i() Jl· l O() d t' LI a i'm·za. pn•st>ntt•.

Di qLtt·"ti. il :r~ p. JOO si co11statò oel1916 e nèlla, 01assimaparLe nel IWrioo! o t·hP Jll'! •(·t·dP ttt• e :~ufW'gHì l'~~vanza.ta. su 1\Io,na.litir: e cio(• il 13.60 p. (IlO Ira g-li l U)!'lt•,;i. il 1:3,46 p. 100 (8.36 p. 100 primitivi e 5,10 p. 100 n•t•idi ri) t.ra i Fr; IIH"t·.~ i: il :~..!fi p. 100 (3,()7 p. 100 priwi t i vi e 0.7R p. 100 J'('t·itlivi) t m i Kt·J·bi t•tl il :L-l9 p. 100 pal'i a l l -t,Rf.~ p. 100 d1~ll $lo forza pn·st•fl iP (:!.1:? p. l!Hl primiti,·i c l ,:l7 p. 100 r ccitl!Yi ) t ra. gli I taliani ; il 60 p. J no 1wl l 917, <' cio<\ il 29,65 IJ. 100 tra. g li Inglt>si : il 15.1~ p. J no (J.f,.J p . 1110 primiti,·i e 13,64 p. 100 re<~irli v i ) t~a i FTancesi; 1'11 ,75 'P· 100 (UHi Jn·imit.i,·i !' lll ,liH p. 100 reèiclivi) tra i ::-;erbi; ed il 3,42 p . 100 pMi a.! lUi l p. 1011 dt>lla J'(lrz•L pn1seut.e (l ,'iO p. 100 p r imit:i vi e 1 , 72 p. 100 n~­ c.idh·i ) tnt g-li It al ian i: ed il7 p. 100 -netlotrimt•stn! di quest'anno. ecioè il 4 ,.J.-l- p. 100 npg·ti l n)!h•,;i ; il 1 2 p. 100 nt•i Fmncesi (0.1>1 p . 100 prill1itivi e 1.11 rt•ddi,·i ): 1'1 ..l 7 p. 100 n1•i :-5t>rbi (0 .0-J p. 100 priruit.ivi e l ,H p. 100 r t•r idi \'i) P•l il Ll.:!i' ll· 100 negli lta.liaui (0,06 p . lOO primiLivi e 0 ,01 p . 100 r<•t·iùh·i . pari tLII'l,J O p. 100 d t!lla forza prt>l>ente) . La rnala.ria pr imit iva. n ell'ul timo quadrinre:;tre del 1916 pel 98 .80 p. 1.00 <'· 1a.ppresenl ;~t a. dal1:1 e;•stiv o-autunna l c c per 1'1 ,20 p. 100 d ;>llit t.~·r· 7.a.ua Jli'Ìili<I\'Nih-'. (~ nt·~ta :-;i mauLi<' Utl u ella tol-<lli lù. in tul to il primo qua.tlriuw-;t l'P dd 1\lll ,. 1·ol ~~ y. 100 w·~li <tltri d tll' 11lL'SÌ. UP.Ì quali Ri dia_g~o~ nlio·t', quall·he <·a:-:o di <•:<tinH~Uttllln:t,l e ( ~~p . 11)0). ~<'i s<•i m esi R I!,Ct'c.'~~ 1 v 1


107ò

::-iOTE DI EPIDIO: MlO LOG fA M \C'E nON E

Ul t('J'.i'.ana. pri mav,•rill-' fi~lii'H Il ·Ila jli'O)II)I'i':i()tl(' riPI n.nx p. 100,

:.w.;;~

p. 10(1, 1.),7l ll. JIHI: l.;)fl jJ LIHI. ;!,.-,n p. 100 l' J.(\0 p. 100: l'<',;ti\'O-ant 1111nalt• IIPU'l ,:?ll p. 11111. ;-, _xo. ll . i'i,@. 1 .!111. O. X(i {, la qua.rtuna drl 0,05,

·,.,t (

. J

... ..

•:

"

O,M <· 0.0:1 tu•i nw:-:i di ag"o,.tn. sPitl•tnhr.· l' non.. mbt·<·. L1· n•cidi,·(· rtrl ll'rr.o q n ad rintt•:-:trP 1h·l 1!)1 H P rwl nrimo i':Pm<•:-:tt·<' del 1917 dmuto la l '' t'i':Hil<l· prirttH ,.l'rih· tH'l !JIUii p. l !IO, ['.,,;ti,·o-rwtunnale nel-3 p. 100 ('h~ qnarl:tJW 111-l o . :l:~ p. 100 l' 11Pl s1·(·ondo quadrinw stro ch' l detto aHn0 la l t·J'i':alta pritna\·,·rilP d~l ri,JH·fti,·anH·ntP il 1:!.-111. HU~U. 9 . 2~, .J.,Hi, l.~HI, 0 .!1 1: l'o•,;ti\' !1 -:tlllllllll:tiP l' l p. 100, ~.:~O . :$.:33, 2.H.), 1.18. O, ~.J. e la, (JI!:Hia.na dalll.O:{ al O.:W p. 11111. ~Pl Jll'iiiiO jl!>l'lOcJo tJpJ IlO' l l'O sb;on·o !'hl H• bUOil g'iiHI('O l'Il f l'll}lJH' llOU

profila:-:s:tft•. <'-'l <·nuat~> dal tlillla tm'l'ido. al qu;t l<· non l' t'ano a hit.uaft• e dali<· litlif'lll'. \'l'J<llltt•n tt• Pt·<·t·l.ionali. d•·rintttf·i dallt· Ìllt'\' ilahili lllllrri(' di tt';J;.;I'<·riiiii'HIO l' dai luYori di SÌ-'It'lll:tr.imtP. in l'(·gioni ~p ro v 1· i~t<· di \'iabilità. eli Y<'u:et:izioH<' di ;Jito <' llll'rlio 1'11-<fo <· di IHfl/.!'hi d i J·ielll't•ro. f'0'i vrdinnw app rtntn. 1'01111' tll'i nwsi di ·:-:l'flt'lltllrl'. ottohJ·I' . tl! o\'t•lllhi·l' P dicembJ'<' ;;i l'l~bv il massilltn p. ltl<l 1!1·i n w haric·i (li. 'i L li.:H. 8 .11.. K,OT), m~l>i p itl l':lJ.!J.! ÌIII\l () t· d11· l'a :-:i11gol:trc• l'llllfra ;;to c·ol ma:-:,;i r1 1o pt•n·1•rtto a.nttosi tìC'l ]H"ri(>do agoslo-IIO\'I'IIIhl'l· ddl':lrLno ;; ru·et·..;~iYo (:!Al, 2.fo l . l. i'lii, 0. 5~ ) . Ili'] qualt• <lJlJII!Ill<• t·i lrm·ia1110 ('(IJI l l'IIJ'Jil' ('011\' l•llÌt>Utl'llH'lliP f)l'O· fila"~a. tP l' ;-;i:-:tvnJ:ttr ~ quindi pi(t n •si.-: tt·n1i a.ll:~ Pp id<·min. t• llll'g"lio t•ispondent.i a !lP ('li l'C·. l rtolt l'l' anl'ht· !:1 g'l':t ,·i t il (· a.;s;~i mi11on· tH·l l !l l i <·hc•

n t•ll'anuo )H't'Ct'di•llf<·. l'In 111nrtalif?t 1\ ri<loti:L a uwnn dt•lla mrtà . . ~t·l die('mbr•· J!IUi s'inir.iù il <"1'1\:<inH· rtfo l'la borlilir.n, <ici rr<:idivi . l'd a eiò [l'C'P :-> tthito l'onl n~><to un:a not <·,·olt· dilllilllli': ion1·, IWL g"t·mmio (rlal1'8 .0 fl<:Ntcl1• al :!.l;~ p. ] (1() ) . 11ÌIIIilll1Zi01\l' (•hp ('01\f Ìllll<l l' s i (l,f ' l'l' llÌ Wl 1\I'Ì IIH'~i SUeCP>=SÌ\' Ì (l ,CH, l.J:1 . O. ."o:i ). :\!'ll'aprill• pritwip i() la. prnlihts.-<i f!PIH'I'H lf' E> vedin,rnn. ('onw twi 11 11·-'i di ltlag!.!i(ln• t·pit!Prnia. ;:i ahbia nn mo1lieo ria,l:.~o ( ~. -17, 2.51. l.;;.-•. o.:,:!, Il . ~ ~ ). ch11 l'n .-<iJLg·o l,u·<• t·orttrm<l o ton fJHI'llO del!'a.nno prPrPiknt<' (fi . i.J, li. :{ l, ~ .11 . ~.ll'i l . c• c•ht· i• htlogic·a c·onsl'f!IH'nr.a dt>ll n !.;f•riP mi~un• pro!ilatt i1·1H' adott.;lf 1'. E 1\f\ si pN\sa. (' ]H· nlt l'(' alla ridHr.iOllt' a <·ii'(·H 1 ~ cll'll't~pirll'mia. si è.' ot~E'nnl o la. r·iut.ilir.r.a.zion<· d1·lla ma.;~inw. partP tll'i 111:thtri1·i t' ] ;), ridu zi01w ad 1 ~l d1·i rimpa t ri:tti IWI' lllll•l:tria. tt<' <l·JIJl:ll'(' l'inc·(lutc·stahile. uofp,·olP risulta.to d<•lln. ran apag'na ;tnt illla.l:tJ·it·;o. dn ll i )Ì romha.t.t ut.;t. Al :) l m:~rm c·. a . il c·<•n« illwni n C' l:t. houific·a <lt•i mai:Hit·i ai c·nrpi rlà il .3.0.:') p . l 00 r!i l'l'("idi\'i. df'i qua l i il :!.11 p . 11111 i n ' c· Hr;t rcl il tl.Ul p. 100 da C0Jl)-;idpr::a,r;-;i g"ll:Hit i l i lll'g"li OS]Wd:oli: . -·-- Tol~IP IHCO\' Cl':\1 i JICI' CPnt o Oimes~i gunrlto AOC•wa in cura )JPf Pent"

Pri mi t• ' i

llccitli"i

0,11

0,52

0.63

l'rimilivj

Re cidiv i

P r ìmilh i

Rrcirlivi

-

2 .3H

0,99

3 03


1076

NOTE DI E P lDE:MIOLOGlA MACEDOXE

Il <.'Iii· addizitmalo ai l:1vori di bonili1·;1 P di prolilas:;i .!lt'IH'l'ctll' Nl indlvi· du al<· tal l i~~~ lar(!a ~~·;da <:i dà ragiollt> a hPJU· spt'r<.li'P JH'l' il risultato dHIIa pr11ssi 111:~ <·a ltlfht·g'lla n n ti 111<1 1ari(';),. La PIWJ.'I L.\:<~1 Ki di.-;tiJts(' in: gfii CI'(I/1', t' c·ioè COIOUU<' <l tutti gli a ileati 1 P iu par/ù·o/lt/'1' . ad o~ni t·orpo di ,;pNiizione . a ) Profilll."·"i f/1'1/l'l'alt• . - ~:ì'in;-;titnì un comitato compos(.o da. tnt.ti i 1·api ;o;a rtil ari <h·~d i t'st'rc;iti a lk:'tti Ph•· si riuni\·a sctt imannhiH'n1·e wr JH'I·ntlt•t'l' C'ogni ~.i o rH' 1l 1·l J'a.oda liH·n t o t>piclt>mi<·o t• ri.eo rda rt• i prO\' ,·ed i JJH·l.d i pn·,.i. 11 da Jll'l·rHil'l'•' . :--i ,.;(,;'t bili <•o;;ì liMI uni('ità. cl'indi6zzu. dlt' pr·at i<·<t,rllPJd t· a]Jpan·p d t•lla rna)!i!ÌOJ't' 111 ililà. ~ ia ]wl· la. ùiil•sa roll(>t,tin~. dtP JH·r i buoni nq>port i tm allc·<tl i. Ed a qw•sto Jll'I1)1JO:-dto :<ono lieto di l'ar JH'Ps <'lll!· f'IH· i nH·dit·i italin.ni. :r<·c>ol'l'<•Julo a tnttt• k r iunioni sci('ntilic-hr dc·gli all1·at i P di.;cnt<ondo l'Oli t•ss i i ,·ar·i prnbJ,•mi. ebbero modo tli nr<·lt<:rr rt-pli C'a t:rmc·nlc· in c>\' Ìd!·nza lr· l•Jl'O 'li f inw qu:dità Ì>I'Ofl'~~ion:rii <' ,,c·ic·nt ilielt<• t• far,.: i :dr anwnl.t• app r·,·zzar!·. b) Prr,fìlas.~i fl (tr/ÌNi/0/'1' . ;-;i pron·ith· ,;,r))it o : 0 1. • alla i.;~ itur.ic\111' di Hll o rgano di pmlìlassi <·~lsl it trito d;~ '!Il uffi· c~ i •> C;<•nt ralc• (clirPziorw d i s:mit iU i1t :--aloni<'<·O <' eia. .-:c ·zioni alli chi( t· a malarittlog i. <·on st·dP :id og1d r·nrnantlo di hrigat<t l' JIC•gli ostwdali ù'i:-:olaIUI·rtl.o (• 1'111':1 d t·i tn :d;t rir·i. O!!lli >'<·zi•uH· aYI' \':1 l'inl':ll·i, ·o dl'!la ~~tl'\'l',!.:'l ianr.a ~ ~ houili l'a di 1111 trnt!.o di f,•·nitorio d:t noi oc·c·upafo <' dc•llt· trnpp t· iu c·~sn di .~ lw·ntc • >'t·c·oudo k norrnc· loro d t· ttaft• d :tlla dir•t·ziow• tli sunit. ì~; ~" (II'O(Ht,!{aHdil il 111 Ìlll:tl:li'ÌC';I :tllc) !\('O!Jll di flll'll1!ll'l' ltfl;} ('OSC'Ìc'll7.it aut int:tLil'Ìc·a tlt•;..di ullìc-iali P t11ili1 al·i di 1r11ppa, :l ltii'ZZO di 1·onfc•l'I'IIZI' t' di ft,;..dit·lli \'ohlltti. diln~t:.:t mnti i pc ·ritoli dl'lla malaria c li' ltOI'ItH' 1wr sah :tg·H:rnJar,.,i . ()IH·.~ ta 1'11 Yt·1':11111'1114' bi p;tr·t<· piit diilit-ih·. ma 1·lw. <~ ou JH'1':<1'\'t'l'llllii;J l' fc·ri P rl;t p:r.rt•· di f•oloro l'hl' tl(' PIJIJ!'rtl l'inl'Hl'Ìl'<t. poti· 1'8· IH'l'l' <·ouclot.ta. a hnon l('JIIJi iJu- . (;)j uflit·i:di ,. ~ottllflì,·i;~li div<·IUli'I'O i no· ~; t .ri 111i.!.diori all <·al i 1· <·i ailll:tt·ono \ alid;tltlc· lliP. ( h- eo ne· IP<lP. molta Jnle. 1~· uu YI'I'O a.po~ t o l :il o elle· si I'St·r<·ih xnlt :1 n lo viYPHclt) di giorno P di not.tt· tra lt· t rnppP. l'llll\'ÌJLl·t•n(foiP tlt-lla ILI'(·(•;.:silft eli sal\'a~uanlarsr da un JJe· IIIÌ CO j)Ìll tt•lTÌiti ll' di tjtl(•llo (•]l(• lta ruw di front<· . appi ÌI'<IIliiO ('c\ llt'il\g'li<LIIUO ad appli!·an• i IIIPZZÌ pr·~ ,flhtl i1·i. Pc·r c•,.:c·nlpic> th'll<• mit· fr·c•qt w uti i:::pe· IIÌOHi llt·l\l' t.J·iw·,•t· t' tll'll<• XI'('OJ\dl· Jiru•p mi i· O('I'OI'SO SJH'SS\) di Vt'U('l'(' i soldati (·)Jp ft'lll'\'èiUO ÌlJtllllÌJI;\,f.t' h· ll'lltit• l'd iJri t:c)\'1'1'(1 S('I\Z:t I)(;('UJI<ll'SÌ t.li t·h iudPn• h· :rpt·l'llll't• eolit· l'l' l it·c·ll<· 111 1'1allit:lw. di l'itii';H,;i m·llt• t';IH'f'lll.' SI'IIZ<t ispP~ iOrt;ll'l'l.l' h• pn.rl'!i <· <·:wri :tr·rw lt' zarLz;J.I't•. t•d ho ,.<•d ul-tl indivi<lni donnc·nti :tll'apt·r·to in tl·in<·t•a ('o) 'olio riparHto <htl Nlppuctio velo~ Il' til:llli d :ti gtwll(i, lll:l I'PÌ piPd i nudi. 1:~ rni <t <·Oit\·inzifllt<' l·lrt• Kia indiRp(•n,.::tl>iiP \ ' Ì\"1'1'1' t•ol sold:d o. l'orrn:tl'lle una ('(>stÌPnza antim;dat·ic·a.. b;tsaj a ~<1111'(•:-;t•JIIJ)Ì O llO,.Il'(): g'IIÌd:rt·Jo l' I'OIISÌ_g \ial'Jo ili O,!!llÌ llll)llll'rth): t'd ;lj)}Jtlfi(() g li splt-lltlidi r·i:;ult:tt i d a Hoi ot.l<·rwt i in ~lac-1 ••lnuin :-;i dl'bhono t·::c:itt:;inl· IIH •JI((• <b qtH·Sf () ,; j,.:fl'llla . . \. l'l'ofi l""'si t·hilliui< 'tl. -- t 'in ·:t la prot i l :t,.;~ j r·h ininica non inh•Ju1o 1'1111'<1 1'1' Ìll di -wn)',,.:iorw sul la ltou l tl llt <l""·ic,n· o lliÌiltll'\' di 1111 nH'tOdtl o ;-:--.


~CTE

Dl EPIDEMIOLOGIA MA CP. OON!t

1077

dPll'a.lt.ro; ei<'> elll' importa è chP sh1, applica!"<~ rigot'O:ìanH·nh•: e lH'J' ciò

ottenere ritt•ngo in<li1\pPns;LbilP la, dirl'tra r-;orn•,!!li;mza, ò<'l di.t'PHon· di sanità. La forma miglior<• eli soimninistrar.ionc• ciP l chin.iuo i 1 la liquida, t•d Ilo tro va.ta t>Crf'Uent<' la mi:-<tura. B~c<'.l'lli. Essa l't'IHIP faeilt• In. sor veglia.nzH, d<·Ila :ma. ingP1\lionP e può essPr<· a1\:->orbita a IH:Iw dagli t•ntL'r·id. i qua li il più SJH'sso emettono nelle feci. prcsr-;oehè iuta.t l i, i taiJloidi C'li bicloridrat o ili c:hinino. Xon pott•ntlo p et' ragioni g-iustisilillH' dispotTt' di !\Olo chinino liquiclo, riserba.vo la mistura Ba.cc.elli agli Hntt:\rici e :wmm inistravo lt• compresse di chinino a tutti gli altri, a lla dosP eli -10 c•entig-. giormtlit,ri uri periodi rli calma.; 1;0. in quelli di ht\70ro e di piog-gi(• ed 80 nei momenti piì1 gravi, sia pt'l' clcces~;ivo lavoro. che pt>r :ti t n• rag-ioni. l snltl:hr.i v<•nivauo nwssi t.ut.t.i in riga ed i comandanti di pl<•f.one. sotto la loro clir<•tta. son·Pglia.nza., facevano prima prender(' il c·llinino c• poi r.ons<•gll<ll'f' il rancio. L a profiln,s:;i c h i ninic~L Vf'UJH' est<·sa a i prigioniPJ'i, agi i operai l'<l alle vo,Polazioui f'ivili. B. Proji{r(.~si nucf·anicu: a) Iudirirlllrtlr· - .\ flH•zzo <h•i C'apptL<'CÌ vt>lo, veli :t dnc·n·rchi, l!tHHlli di fu ~;tagno t• di .tPia. da. porlarfii clal tramonto all'alba. l c:appucc·i \'l'IO si sono dimo~lmt .i ot.timi JWl' lP t l'llppt• in mnrcia., t:~ fPl'llll' in trinr.c·a: JH'l' l11 spnf'itwlle •• JWI' t"oloro clw dl'hbono rlormire all'Hperto, hanno da.t<> mi_gliorf\ r i ~ IÙt·i'l.t·O i rappur<·i :1 duP <'<'r<'hi. Cnsl pul'e i gu;1nti eli l'u~t :tgllO :->ono lll:il toJipr;d i JWI ra.lor!' N'C't'!:;; i \' O r-h P IJI'OVOC:ll10, nl<'~tre \'l'll,!!OHU u~ati N• Il rlla!!j.don· Lr vo n• cpu·lli eli tt•la <·<HlllliH', nut.ssime SP forma.ti solo di tUl dit.o JH·l volli<·<·, 111\0 JWI' l'inrli<-c• l'Cl 11nn Ilor"" eomunP a.ll('l <Olt rt· 1re clit.;t. Cu nst·<ll:olo . da s Hp('J'ar<· allllt'llll 11l'i primi t.<•mpi. è qm·llo di fa.r<· adott:>rP iJ t·appnecic: \' l'le> all<· :->t'Hl illl'ih· ll\'llnza.l<·, nel timore <' lw Liwit.i la visiOIH'. Uon 1111 paz ic>ntl' J;~,·orn eli Jll'r~uaxi<IIH', ba:mto s u {H'O'Ve di f:~tto, si ri<'se1· a. dimo.-tJ·a•·<' l;c inl'nncb1f •·zza tli qiW"l<~~ obbit•r.ioliC' c: faC:<'ndo rilevare, conw <•hbi campo <li 110tart'. clw in cc•rti pUiìt i lt> s1mtiuelle che non u,;a,vn.no il carpuccio a '' l'lo t•rano co"t ant<•nwutt· eolpil'.c· cl:t, m:b· l ari<~. si t'!ìll'' iJtt:ono i ricaki l rant·i d<>lla IHWt':->sil·à ;"t~s oluta eli u,;arr clPI,fo llll'.Z7.0 protl't 1i v o. Qn c· sto vo i i> b.-n<' sia l i 11 t o c·on eolori ll<'ll t.ri, t og:liPn · <lo>~i C'o:-<! l'ultima. obbiczionc· eht· i capJlltc·ri nlo "ollentvauo dal lato della. visibili!;:\,. h ) ('ollf'ftim. 1'ntt~c> lP hara.C'rlte, a hit.a.zioni, t.<•tHie <>d i riM veri st.e:-); i i n. t.rinc<·a ii ono st.(! ti pro v Vf'<ln t i cl i rd.ict'lle mf'talUr.lw a.ll<' porto Pd a li•· ti TH'SLl'C. T11t.t.r le fo1 mn.r.ioni sanit~tric• <' gli uffiC'iali 1101\0 provvisti di r·ef,f' r.anza.ri<·ra JWI let.to, <' la t.ruppa si ~W l'\' c' PJ!l'<'gia mf'ntf' del cappuccio a d ne Cf'l'Clli, <'lw LC'nut.o 1\0f:;P<'f'O s ul giaciglio, C'Oprt> <'IV'<'ghwwn.t.e la, t,(':;ta, il ton•.cw l.' le rua.ni. C. Risanamenlv drt suoln. -lnrlir-;c·u t ibilm<'ntt> sotto qm·,;to punto di vi:;t,a, si t:· htto m oltir-;sirno. Chi hu, \'('(!ulnqw·st(l re~iorwan·(·pocaddla no,;tra a.vanza.t <~ su )lonastir <' 1<1· tiv<'d<' o.!!l!i non può non rp;;l;ll'(> mel'<l.,.·iglial.o p er l 'enorme dilferenr.a.. I tel'l'it.ori li VanzHti. eht· per cbilomett·i P c·ltilom etri di profondità fm·ono t••atro ' di lot t.1• furio:->t•, or·a :->ono tutti honi ti cati, ~oppt• llPndo i nnnwrol'i C'lt.Cht n·•·i. ht·ttl'ianclo o !>l'PJH'llllllclo g-li ;1\·auz i


1078 t1elhL v i t a, ,.,ix t Plllancl o h n:rPn t·i, :w q 11 i !Ti n i, <·nlt i n1 n do i lt•rn·ni <' cosi xPpjwlleudo qua n t o poLt>\'a t•::<t·n• tla.nnr,..;o. (;li allPati si sono tlids:L Lt t·itt:ì. <·d il fl·rrit nrio oc·cupMo in f!n nnme in r.ow•, allirln.r<' C'iasc·nna n.d 111~:1 artnat :t allPata l' nella l'lUa' r ogutmo ha t·.-rc:~t o cl i fan' q 11:1 n t.o d i Jllt•~l io t•ra poxsi h i lt• tH'r bo n i Iii' }l l'la. Co sì :;i d i ca ciP! tl' t.T itorio orcnpato da. ogni at·nt:tiH ad og~i, tutto qna.nto em pol<:ìibile, ' 'PI\JW J'af.fo r<•n nmtagl!iO im tiiPltxo d~·ll'igi<•JH'. La gr<tnde honifìca., l'S"~' J tdo llJWI'a di a nui t·d a.uni r· rit•llil'dt·ndo SJW:<P t·nurm i, non put r:l O>lsere p;.;<•guit:b tlil' da qudht na.ziollt< alla. qua.h· rimarriL (ILW:<t{J pa<;::e ùopo la g'LH'ITa: JH'r Ò t:nlla pit('o)a. honitil':t. ;;i somo o t Lrnllt i f!l'a.udi migliora.lltt·Htì. (· z•IJW prima <•ntillt'JLI('llll'll!t· tll<d:trit·lw ('Ontt• tialonit"c·o, f.iakuleYo, nrod. IJPit.pulik, Pl'C·. , oggi ;;i poxsuno <·on,.;itlt·t'al'f' rnmt:> di nutlariH, lt>gt!l'l'a. l l . Sorft• di'i mnlarif·i. - {' nn st n·t 111 1':1Jll1orto d<'\'t' e:sistei't• tr<~ profilaF>i\i <'('LI m ch·i lll<blarici; J'o,.;p<·d;~lc· non dc·\·t' s<·n·ir<· snlo a.ll<' C:lU'l' ordinarie,· ma clc·Yt' ps,;t·t·c· la guida dc·llo "''ol.~i t nPnto !ll'lh•pitlc•mia: c<,ll'aç.c<>rtanH·nto, ron l:t d<'nunc·ia Jllllltin<LI i,·n . dr·'·" p,;;t·r<• la fonte ut·ile ai nwtlici dc·i eorp i. tltP <10>Tanno Pont inu;ll'<' la t·tn·;~. lib p r olila.,.;si <ldht. malattia. . \.Ilo ~"><'~>JlO <li i rtfP~rarc• il :-W1'\·izio di'l fronte souo st.af l' date h· .St:'J:!ll t>Uti i,; t rn;.~ioni ag·li OSJH'tlali d t> l front l' t' d•·ll;t. ha:<t': · Tutt·i i nw.larit·i Yt'llJNUo c•ottt'l'lltrali in appo:.: ijo o~: p~·<1al(' it~ ~alordc<.;o, (t:qHwit :ì :~0011 lf•tti ): <•d in ,·i a t•t<·~>zion : tlt' anP iw nq;Li ospedali 0107 e UJOI:\. Ogni caso sosJwito di nwlaria dt·,·p :<llhir·t· prima <lt~ll~ tnra. l 'f'll<tme miC'l'c)sr·opi<;o. l't•r es,.;o è sta1<1 <·r·c·at a. nn:1 :.:t rl'l t a t·vllnborazion ... f.ra rapo t·t,p;trt o P lahora t.orio , i n 111 a ILÌt·ra d a. <:o l p i l'P Ltnllllal;t.H> .UPl mo nwn t.Q pÌÌI opportuno JWl' l"&s<tllll' 1 1'11 <J,n•J'P (•t)n positi,·it:). ]Wl'Ct>ntuale ali<~, la poxsibilit.ù. di rispa.rmi:ll'l' ht \ ' Ol'o l' t'lll':H'P 1·a.picla.mt•Utt' !la,mma.lato, U'<lolllll' elw nei caxi j:!J';Wi~">SÌI Ji i: ~~· l"t>Sf~tlll' l'i<'Sl'C Jll'gMiv(l, SÌ <tLt<•ndt' il ::! 0 <•d il :~o e><a.llH'. lino ad an•rt> LLCC<'rtattH·nlo lllirruscopiC'o. H a-J·am~?nte la f.omta el i t tira cd il Cl it.<•rio <' Ul'a,tivo d(·,·o no t'~:Wrtl la guirta. p<.\J' la deHnneia . ~i <·,·ita c·o,.;ì tht· sol t o il rnnnt;~lJI, <h•lt' inft•zionn r~1 hnica., si I'ÌI"O\'<.'I'ÌllO l(' lOI'IlH' piit din•r,;n di afì:ez ioni (<'bbrili . Il crit(.ll'ÌO llliCl'OSCOpi<·o st ricouo..:t·P t.anl o più nt•t·t':<s:tt•io, se xi JH'nxa e h P la \·ita del soldat.o, prc·di,.;ponP ad inl'l·zioni acui t' ft·hbrili. C'lw pO:<fiOUO simu la re lf' s n bcontinue malarif'lte. infPzioai più freq HP n! i d H· a.tt.ro ,·<> in Macedonia. · Accc•r tat.o il n mlariC'O, e,;so <· d<on nneia t o . ~o lo l 'os p <'dale 1;pecia le fa la ùt•nuncia rlei malariC'i. I corpi e le :.t.ltn· ttnità ~a.ni. tarie d e nunc ia.no solo i CfJ.si PCC.<>ziona.lnwn t<-' !ht (':<si <'lll'a ti. L <L dt•t1Jm ci a è nominati va.. col r<'ggimeut,o, compa.gni:t, fonm~ primitiva o recidiva., reparto ospedaJiero di ricovt>ro, e SPr vt' all'uflìcio p rotilaiìsi per compila1·e i bollettini quotidiani tiPi m;>larici, le ~;ta.ti!<t.i f!h(' lliP.U~ili e gli elenchi dei mala rici divi~i per c orpi. Ta,li elenchi, a fine ffi('X<', fiOno invin.t.i a.ll~\ direzione di sanità, che a, mezzo d ell'utlieio di sanità. comunica a.i mP.dici reggimentali i nomi dei rualarici: in base a. tali commùc<tr.ior.U è t.enu t,q a l corre nte il registro dei m~•larici. OLITe a, qut'sLa fonte ~<ic ul'fl. per g nirl;\ llei m edici d ei corpi, vi è lit. 1mtcnt·P t li malaria, che acc·orupu.gua il rna lal'ico l' che v iene rit irata dal

•


~o·n;

01 Ef'IDBMIOL0u1A MACEDO:\F

1019

nw1lir·o rt•g-gipwntal(•, il qualt> <LrlnoLa. nPll'aplJOsit,a, liuc>a, i dat.i lll'(','"""'~ri

e ht rinsia, coll'<Mntnahto a.tru:-;peda.le, sf' la re1·idiva in:->org-H. ~atnral­ mentr oltn· alle ('OJtdizioni d(;'u·amrmtlato, il medico all'ospedal(' ha .~u lla patr•nLE- di ma.lari<t l'indizio dell 'ost inat;~ ret•iùi viti1 o ·meno .tlt•lla. rnal;~t­ tia, e prt·ndH ~li opponuni ]ll'OV\'Htlinwnt i. La. (·um· ù din•t t;t d a un crit.1•rio gt•nem!(• elw s i a.pplint (' rnodilic·a Cltso pet· caso: il cri lPrio ~l'llt\l'alc• è ellP ·a cura d e l lll<t.htrico tle,·p """"r•· chinirlic<L per via boucale. pt·r llL dlU'~t.tr~ eli Lre stttinHtne. con tr<• o quaf.t.ro giorni 1li ripo'o e qualc·hc> dor·ci;~ fredda tra. un :->l't tt-n<trio e J'a.llr·o: fln:;e del chinino ·! gr. al gioruo in pulrt"re. iu C<t.l,h«"L o sott.o forma d i mistura Baccelli, solo UC'i c·asi rli di:-;Lu.r bi intest.in;tli: m·i ca:->i gra ,.i <' nei casi r('si,;tenti, si dll\'t' u,;;t>l'e la via intramu-<cohtr~, o t·ndovpnos<t. Esa.urita .la cura~ alla qualt• ;-;i assof•ia. coH\'I:'Uit•nt.C' trat:l.a.moru o alinH•nta.r·<' e ricost.i tnentt>, il mala.to dopo qua~Lro o c·.itH{U<' g iomi <li o:->si'J'vazionP è !nl'iato al convale:WI'nzia.rio di ~in, ttil~a. fornito d i p a.t.tHLl•l' eli 111:t-laria co11 l'obbligo (li cout•irwar't\ la. Ctli'~L prolll:ht.tica. Lu. pa.tenLe rli ll\;tfa.J'ia è la Moria clinica. (•mhrionariu. che (le v~ a<~l.:t)mpag:na.n· <lovuuq LL<', c·om<guicla Hi ClU'<~ plll' n l L<~riori cleei,;ion i. A :Siau,;xa, xi dì\. l gt·. (li 0hinino e due cuc('lliai rli mù;tma. Ba('<·Plli 3 volte la, st•tLima.Jia. Le ri<·hie~lil:l di complernPnli l'l;'.udono 1\t'C'l·,;,;ario I'iuvio dt1i rnttbJ·ici al ~:orpll; ht c·UI'a. profihttti<'<L c·ht> consil;te Hl' l solllllliuistmre ]Wl' dt!l: JU(~si g-r. l 1.-:, di ~:!Jininc, tt<· YOil t• l:,t st•t.limann. :->a6t continnat:t clai nwdici rli bat l:tg-lionc·. l ca:li gravi, eh\' d;Lll'inf,~r.inm· h:tnno iiubito gravi d<Lnni, ed i rt•c:idiv~tnti dopo ~ o ;~ periodi di c·tll'<' spPdaliPre :$ Ì rimpatriano. N o n a hbbmo ritPlmto n è uWc~ n è prudi" n te fn,r cm·a l't• nmla ri!'i lt•ggeri al corpo o in :;pHciali formazioni a.va.nz<~to, e per il nurnt'ro l'or·t,. Ilei mal<trici, e per la gra.vit à dP.lla. mala.ria, cousilll"r<l•h• nei I'Ìsp!'l ti •li nn corpo ùi spedizione, non ci ~<'mbra sht. tanto nelht. forma. quanto n,·lle r~<' idivit.à; a.ut~hc qrw~t·anno forme ùi torzaua semplice l' di quart.an:l r;i sono mostr·a.te oi'!.iU<Ltam('nte rccidh •::mt.i. E. }1'111wionamrnlo d1'l scn:izio. -D medico del rt•§!gimrnt,<• i'O:->JH'I ta. c ta.lora aecerta l 'in[uzi OUP ma lari ca, non cura., chi' in casi <'Cct'r.ion;bl i. il ma.lfLrico <ti corpo; di regola egli invia il sospet.Lo ffi<1htr·ico m•gli osppda.li, P<'r<: h è con l'esame microscopico sia esatt~t.ru<•ntf" d.:.termi nn t<~· la naLttra ddln, malattia, cd in ambiente adatto, espletata la, cum. l-3nl Cogl io cl'l'nt.ra.ta. all ' ospc dalr egli scrive, SI' evcntn<~lmente è st.:1to sommiuislr<~.lo c hinino a scopo curativo. Ogni giorno il medico reggimentale denuncia alla RPzione. profilass i, dalla quale dipende, tutti casi inviati all 'o,.pedale come so:;;petti di malaria. Ai capi sezioni profilassi essi si rivolgono per qualuuqtH' quesito riguardante a profilassi an· imalarica. Con tale sistema si è riusciti a combattere efficacemente l'epid€·mia malarica, ad ass!clU'are la. diagnosi e la cma razionale ilei malarici, ris pondenw <~ol doppio scopo eli utilità individuale e gener ale, ed ot;tt•nendo di din:1inuire i rimpatri c eli mantenere in vera c non apparente etncienza l a division<·.


1()8()

NOT~; DI

EPIDE MIOLOGIA Y .t.OEDO'NE

I rir;ult.a.t i o ttt·nuti sono un vrrt• confort.(l alla no;;tra opera, t' s ono lieto nl'l :a:-;ciar~? la direziom• di :;a.ni tà di questo corpo eli spedizione di pot.t·r~ assinmtn• che· le misure profila.ttiche ~ono tali da potMci chne q tLt>sl" 'a.nno il pii1 ampio atfidamt'nto f; ttll a salute d elle t rnpve in )facedoui<l..

n. - n rs:- 1:::"/TEU.L \. S dia

~Ut' ITH·

a.t. tual~>

la di:>sPn teria. amcbictt. com pare nell'armata fra HCI'I-:t · dopo la battaglia cklla ~Ia.rn<h t• nPllc armate tt•d csche in G:tlizia nel 1915 oo1 l{) p.1llU di mort:1li~:ì. tra. i rolpit.i. l nfierì n ei corpi di sp c·d iziom· :lllta.Li ai Dardanelli ed in 'Maeedonia, d a ndo luogo a forme, a \'O l t n gm ,.i ~> morta.! i. m;t spPs:.:o bcnigm• c di r a.pida guarigione, a,;~o­ <:iantlosi St>mpre atl e lt''':\t.o nwnl'ro di di;;!'tmtc•rici clinici acuti da. a.ltr<' cnuse (Yo b - Bra un - H-ou;;srl - FlexuPr e ::;tron.g - Vedder e Dm· a l). Anclw ht- disst>nLeria bacillare ha inf·iPrito ed iuli1•risce ~Stù front<· d('JIP a rma,l,(' a llt'at c• in. FnM\Ci<1 nell'a.Ltuall' g-u(• tT~L, provocata p i il comtUJI'Ill l'lllt' d a.! badllo tipo FIC'xrwt·, lliù rat·ament€' thtll 'Y e d a l S higa (Bond l. J o l t-mi n t' Taufl iPb ). ~t'i nmlat.i d el corpo lli spedizione ai Da.rdant>lli Yt:nnt• pi Lt s p('sso i~-;olato il t i110 F;Jtig}t (:.!3 w 3~), due volt.e il baeillo rli Uiss. ;1.3 b<~Pillo Li po "'lorg<tn (L. Tril>ond<'lHt t' Fis<wt). Nc•gli e~<·rcit,i ;~lll'n-t i in t\fu.<:rclo nia f u osst•rvato piìt H})('>:;;o il l"IPxner (712), indi il ::;lti):!'a (J-!2) c• J':t l'a.nwnLt· l' Y , nwut;r<· iu qtll' llo i L;t.liano I'Ane:iolani fino alla ti m• ti<'ll'ot.lobt•t• 1!117 t h\ JH'I ;34 p. ] O!l iU:ihiga, p<'! :W p. 100 il P!rxnN t• pt·l () p.lOO l'Y, t-rl il :Vall:mlidal novcmb rf' 1917 a.<l oggi in :~04 p;;ami d i l't• ci i::;olò 18 voi Le> lo ::;h ig-<~, 2 il :Flexuer e uno ! ·y .. ~ t•llc· guctTu J><l·""att• e nei primi tw riocli dl'll'a.LLua-1~ si sono d escrittt· ('_l)Ìdt•mie di fli~::;('U(m'Ì<L mis(u , m a uJt t•rim·i intlngini finirono COI1 L'a.t,lrihnire a.l bacillo disse nt.t•rieo una. importanza. sempm minore, 1_n E'ntre a nd ò :wntent.ando quella dei proLozoi. t•d ora solo. ecel•ziou a lmt,n te si parla di fomH' dissen Lcnic ltt• a.Hsoe.iat.e. ~clll\ à rnud.r alleat.t• i n i\Iu.ceùouia d a.ll'Ppoca dd loro .~ ba.I'CO ad oggi si t' hbero cornplt•ssivamenl e 28,577 C<t:;i , d ri quali 1'80,58 p. 100 d i dissen 1-<'tiH. c linica, il 9.u8 p.lOO amebic;t t•d il ~ . 7 lJ· 10'0 bacillare. Di qnesti il a~.-!0 p. 100 (:3H,40 clinici. 0,77 anwbid, 0.~:3 bacillari) a-ppartengono agl'Ing l.. ~i , il :l4,u0 p. 100 a i franc•t·~ i (:H,·Hi elinici. 2 ,33 ampbici 0 .81 ba('illari) ; il 20 ,-!5 ai Serbi (19.tH- clinici. 0,30 ~Lmebici , 0 ,51 bacillari) ('d il U.55 a noi (0,08 ç-l inici, 0,28, a mPbici 0,1 9 bacillari) . . Benchè in J)[;l,ct>donia qm1.lc.lw cnso di di8st•n t t>ria. a m e hi(;}l. l'l i R h~ nw ui[psta.Lo Sl'lllpre a-ne lw n el pa.ssMo. purr J'orig i ltf\ vera. e propri<~ d t' 1l'a f.t ualt• ~pitl<•m i a. ,.;i dc'' <' ri c<'rcare nr llt> !.ruppe c oloniali ingh•si \'f ra uC'l'si e dal fa.t to elw l'l'st•rcito n emico. l'l H• rw era (•t•rta m<•ntP <LITPtto. !:'t RCiò rontagia.te pa.recehit> loc:.~.li tà. dtl' ,.,.,uwro 110i rla. uoi pec·IIJHìi.:P. I .Franc<·~ i 1wr i primi dt•nuneiarono 71 t·a:-:i eU di ~l'(•nt-eri:l, c·Linica lin d a l novt•mbT't• l 9Fl c• gl'J ng-lt>l'li llù d a l din·mbn• d (•Jlo ~H·~so <UlUu: 1 rla qtu·l\'(•pcwa 111' l'tlrotHJ st·m p n· t·nlpili. tanto C'IH• al :1 1 di mag-gio ~~ poe; t

*


1081 nella quale ...-cuneJ·o cumt,i i .conting.:>uti :-;erbi ne ;we vano già denunciati compl<'f>Sintmcuw H59 Cè~si (1327 clinici, 43 <~mebici c 89 bacillari ). Sba,rcat.o il uostro co1·po ùi spedizioue, eStiO fin dai primi g iorni presentò CJ u:tlcllc cn.so it;Ol:bt.o di dis,;eutf'ria c·linica (12 nell'agosto e nel sett<·lllhre, 3 nell'ottobre); s u questi null ;~ sl JHlÙ ùirc di certo, perchè non vE-nnero fa,t te le ricerd.w di la bora t orio. f'ompniono twl febbraio 1916 i primi casi (3) accertati di disst·nteria amchica.; nel m e"r. :-Jw<·el'sivo di tìi:-;sent<'ria bacillare (2); nr ll 'april<> ~r nP ebbe l ùi dissenteria ~mebica e 21 bacillare, e quindi ·l'epiùt>mia anwbic:a cliP !liec!e complessivamente 1726 colpiti s'i nizi~L nd giug-no con .31 c:asi, ragginngP l'n.cme nPllnglio con 872 casi, dccrPsce a (i~() twll'ag-o1i1 o. a t\ti nPl st'i tl·mbrc, :H nell'ottobre, 39 nel nòvcmbre c !:!0 nel dic~>mbre. Già fin <laU'inizio ùcll' epirl<•mia P col Cl'P~<'l'ttl e à luneu to, col progt·edire o col declinare Cldle mtde;-;iwe, si ris('onlnu-ono amebe e cisti amobiche con t utti i ca.rattc>t·i d<'llf· di,;;.;put.rricbe in individui prcssochè sani dal la.to inte:o:tinn.le o afl'l'tt.i fl a tlisLurbi enterici che nulla yotevano avNc 'a. cb e CitJ'e colla di<;;sentc·ria amdM<t U('Ua massima parte rappreRC tlta ti ::;olo da sca.r:o:; ~ quantità tli mnc·o nrlle l'ed. Ebbr il suo acm e dal18 luglio a.L 13 agos t.o (in qtwsto p(•riodo sol Lauto si ebb<' ro il 50 p·. lOO dei r asi), in(li decrebbe rapidamente e co1ue p!!r crisi. Ora nt>l solo mese di &{rosto i rep<trti s<J.nitn.ri diversi ùanno 237 casi di portatori di amebe o di cisti amebiche. Pur non disco noscr·ndo l'infl uenza, che sull'andamento epidt·mico ba indubbjameJlt.c avuta l<t profilassi e l'allontanamento nell ' os pedale di Cotmn.e di mol tissimi amebici, rit~ngo che i portatori possono spiegarci sufficientemente il perchè questa epidemia ebbe un brusco d ec-linare, fenomeno che non concorderebbe colle precedenti osservazioni. Clinicmnento fu abbastanza benigna : percbè 1~>. complicanze epatiche (8 p. 100 ), forse in conseguenza. del razion<.~>le e pronto uso della ematina e più probabilmen te perchè la massima parte dei colpiti venne mandata presto a Cotrortt' ; pochi i casi di morte (49 a mebici e 2 bacillari), nella massima. parte avutisi nel primo p eriodo epidemico. Parecchie le associazioni delle due forme amebiche e bacillari ed anche colla malaria, risultani!onc delle iuteressant.i fenomenologie cliniche. O sser vammo pure parecchi casi di reumatismo poliarticola.re, resistenti ai preparati salieitici in e~ dissenterici bacillari, nei quali, fatte poche iniezioni di siero specifico s nU'indicazione della sierodiagnosi, si ebbe rapiclamentc la scomparsa di ogni fenomeno morboso. Appc>na mani(esta.tiRi i primi casi di dissenteria amebica si ]ll'Ovvide perc bè ogni brigat.a aves;,e uu·inft·rnwria a.vanzaf,a di concent.ra mento p e r g U ent <'rici, dove rla appositi sprcial isti v('ni vano seleziona f i gli entel ic i conmni e se leg-gieri t;i trattcml\·ano tino a guarigione ~ qnindi veniv ano iuv ir~t i ai Mrpi; se gravi, o disf;t~ nterici, erano inviati aU 'o~;pcdale contum a ciale avanzato CIH\ m ecogli('va tutti gli entl'rici tlel front e e della aeconilu. linea, ml'ulre quelli della b<~1i<' emno riuniLi in apposito repart.o


l"On; DI E PIDEM IOLOGI A t.I .\CEDO:\E

d 'isol:wwnt o in R<tionicco. Il trasporto veni v~b eseg:llito con autoambulanz(l apposite·, coni rrHJi:;t.inLt' d;l. una. f;tscia gialJn.. Si a1lot.ta1ouo plU'I\ mi:<un• dir1't.L1• ad eliminare e dist.r ugg:<>rc i rifìn~i d('lla vita um;.~na. e 1lngli animali. a1l allontanare p('r tJUa.nto t• po.~silJile le• mos(·he clH· in :\fMedoni<L <:o"Litui;:cono un wro fl agello: a potahilizz:m· le acque colla t-bollizionE' (prima. con caldaiette improvYiRa te e poi cogli ebolli f.(Jri U n.rt mann-)l a ug:i ui ). f·ssendos i dimo>;tr a.ta in sufficiente la pot.~bbiUzza,zioue ch imica : :t sorvPgliare le m ense, le cucino, le laLrine e tut.to quanto pot 1· va in tjliHlcht> modo favorire In diffn>;ioUA delle ma la.tt.,ie. O ~timi rhnùt.,ati :s i r.bbcro colle iniezioni (li em l'\ti mt. nel pE'riodo acuto; scarsissirna in vec·e fu la sua azione sui port atori; sui quali sembr erebbe pruferibilt> somminist.rarla per via. rettale con enter oclismi, o m eglio per- via boccale in chachcLs c hPratinizzati. Ritt>ngo indi ~ p cmmbile il rimpa.t rio di tu tti gli amHbici ed il loro isolamen t o in località. <l.p posi ta, a venùo ,a vut.o campo di os~tet v are rieadute anche <b molti nwsi di distanza, in individui replicatameutc ritf'nuti guarit i. :Mi sembrcrPbbE' opp01·tunv raccoglier e tutti gli ex a.mebici in apposit.,i repa rti ed utilizza rJj in ambienti, ove sia. possibile la loro sor veglian za. sanitaria e difficili i conL~ttti con a ltre truppe e coi civili, essendo ,;empro a t eruere la po,;sihili tà, anche a distanze notevoli, del riaccendersi della nu~h\H.i<b.

III. - Two. Il tifo nPIIP ~mc varit> formo diedCI complessivamente 6506 ca,~<i. dri quali il13,15 p. 100 da bacillo d'Ebt>rth, il 18,80 p. 100 da parati l'o A , il 17 p. 100 da parat ifo B ed il 51,05 p. 100 furono diagno~Sticati soltanto clirlica.nw n te. Gli Iugl t>~ i furono colpiti nella proporzione del24.65 p. 100 (12,28 di Ebcrtb, 5,28 da }mr<~tifo A, 4,64 da paratifo B, 12,45 clinici), i Francesi d Pl 44.,7 5 p. 100 (3,34 <In b. ùi Ebt·rtll: 7,35 da p arati!o A , 3,52 da para.Lifo B , 30,5! clinici), i Serbi del 1 7,40 p.100 (1,44 da b. d 'Ebertb, 1 ,60 da pa.ra tifoA. 5 da parat.ifo B, 9,36 clinici) e noi del13,20 p . 100 (5,48 da Eber tb, 3,48 dn, paratifo A, c 4,25 da paratifo B ). Nei due mc,;i eli novémbre e dicembre del 1915 i F ranco-Ing!Psi presentano il 2,50 p. 100 dt' lln, morbosità. ·tota.lt> di quPsto ~rrnppo epidemico (0,07 da parat.ifo A , 0.03 rla v n.ntt.ifo R. P 2,40 cliniri) . NP-11916 gli alleati hanno il 40,10p.100, e cioò il15,78p.l00 n••l primo trimestre (0,18 da. b. di Eber tll: 1,56 da p a ratifo A; 1,52 da para.t.ito lJ, e 12,52 clinici) ed il 24,32 nel secondo semcs~re {2,58 d a, b. di Ebcr th, 2,89 ù•b p aratifo A, 6.27 da p ar:ttifo B e 12,58 clinici). Nel 1 !)17 la proporziohe ,::;a.le a l 55,66 p. lOO, ~ cioè al H,4Gp.100 n Pl primo trimt' st.re (2,03 d<b b. di EberLll. 2,61 da. pa~ r atifo A, 3,18 da pa.ra,tifo B e 6, 64 clinici) e a l 41,20 nel secondo se me~ stre (8,19 da. b. di Ehcrth, 11,08 da 11:1 mt.ifo A, n,86 da, para t ifo B e 16,09 clinici). . Questo aumento n el 1917 è più fittiL.io che r eale. in quant.o che è in rallporLo co lln. morbosità, ,:rcnC\rale per tifo e nou con gli eJiett.ivi, sui


~l ) TJ~ l•l ~:l'lll.I!:MIOI.ttGIA

'

MA CI·:Itii=-:J.:

qu;~Li JH'r om nou è po,;sihi lt• nè opportuno

pronun<.:ia.rsi, JU<1 poi<·IJè cs:;i

lmnuo suùi t o un uot.e\·ol i:-si m o anruent.o in qHl'sto periodo, (• cht rit PIl<'l'$i Ja morboi:liLà pPr tifo iufnior<.: in }Jl'OJ10rzi one a queUa dPII'anuo dPl't~rso , il clw rappre:wnl<~ wl tWLeYolc ,·aJitaggio, date le condizioni dei t.erril ori clu~ iJ1 SPgui lo ~tll ':wa.nzn.La, su .\Ion;l,;,;t.ir si dovettero oc<•upare. E clw m1 not(lvole vaui.;tgg-io :;i sia ot.lennt,o eon ~~~ profìla~~>i lo dimo~t.ra. anche il f:~tto c·ht' no•! pl'i!Uu trimc;-;Lrc di quest'armo si diSNJ:56 all'l. 7 4 p. 100 (0,27 <h> b. <li EhPr( h, 0.61 da ]Jamtifo A, 0,05 da pat·atifo Be 0,81 <·.linici), pari al 0,03 della forzn, presente, nwnt.re nei trinH,iitri precedenti t:i thiJnro ]>. 100 nd Ulll1ll'r/) doi t.ifosi 1Jn:-t p(\rcentu;dt• axsai s.uperiorc (8,67, 7 ,23, 1-1.09, 10.30, 7 ,90, 6,58, 7 .20, 27 ,20 ). · li COl')JO di Sp<'diz iont~ italiano t•bbe 1'1,30 p.100 dei colpiti i11 p a.ri\gone colla. forza. prP);Pilh' e 1'11,12 p . 100 nel numt•ro complessivo rlPi tifosi (4,69 da b. di EbPrLll, :2,;:;:3 llrt pa.mLi[o A, e :~ , 60 da p<uatifo B). Di qu..-sti il 0,66 (6,:35 da b.. di EIJl'rtlt, o,O.J. da pamtifo A, e 0.,27 da. para:tifo B) app !trtien c· <ti primi ci n q Il t' llll'S ' d t> l no~t. ro sbarc·o; il 2,32 p . 100 (0.58 da b. di EbcrLLl, 0,07 d<l. pan1otifo A e J,67 d:~ parat.ifo B) al primo IWin<'Mre del 1917; il 'i .ì'u p. 100 (3,5~ th> b. ili Elwrth, 2, 70 da paratifo A e 1,58 da. para tifo B ) al St'eondo Hemf'sf re di detto anno ed il 0,29 (0 19 da b. di EbPr·t h. 0.10 da parat.ifo A e 0,03 d·1 pamt i(o B) a l p ri1110 trimt>:4re •li quesi,'<.Lnno. · La piccola epidt>m ia avuta.:;i ndl'auuo ch•corsu s' iuiziò rwl lu~lio, raggiunr;~ l'acme n<' l Lrimcs!.n' . ago:{t~ o, iìl'tt<'ntbrt'. ottobre (\ quindi de<'tebbe r a.picla.mi·Ut!'. PN qun.nlo, data la ·searsit<ì <~e l numt·ro, uon ~ i:-tno p ossibili dNlm:ioui imporhtnti, pllrc stmbra pol,(·r,:i l'it t>n!'l't' e.he n ei vacci n a,ti in gPU<·l'<' ht malattia. h~t dt·cor~o ·anorma.le, a.t.tA•mutta e con sca.r sa morf·.ati tà, menLre in coloro chP non lo hu·ono, ;.mehe perchè i primi vaccini erano solo val<•Hli prl b. di EhN!·h e pel parat.ifl) B, ebbe una. gra,·itit <'Cl'P?.ioualc.

IV. -

AL'f'ltE i\1ALi\TT[E l:'ii·'I·: T'l'l V IO:.

L E> altre mn.lnttic infetti re cla.nuo uu totale di GHil amm;~lati, dt•.i quali il 1.2,60 p. 100 a.ppn.rtiene agl'Inglesi, il :)0,30 p. lUO ai Pra.nc:n:;i, ill8.l3 p. 100 ai Serbi, ill3,43 p. 100 ai Orcci t>d il 0,2-1 p. 100. p:t.ri al 0.!12 dc·lla

for za presente, a noi.

L e qu~ttro forme in prPvalenza. che ùa.5ole coRtitllli~cono il 71,06 p. 100 sono gli illeri, n ciJa propor;r,iouc del 23.8~ p. 100 (0.26 g l'Inglesi, 20,78 p. 100 i Fr:-tncesi, 2,09 p. 100 i Serbi; 0,80 p. 100 ai Greci): le par<>tiH epidemiche col 22,34 p . 100 (1,65 gl'l ngksi. 17,131 i Fra.nccsi, 0,92 i ~erbi.

0 ,29 i Greci, 1 ,8G gli Italiani): lo scorfilllo eol 17,44 p. 100 (0,36 i :F ni>ncesi, 14,44 i S<'rbi, 2,64 gli Ita.lia.n i) ed il li jo ricMrenlc col12,55 P· 100 (0,93 gl'Inglesi, 1 ,34 i Francesi; 0,12 i Scrùi, 10,15 i Grrci. 0,31

rii _rt;n, li ~n i).

Lo srorb11lo ha colpito e scgnit.ò a colpirL\ in modo ~peciale i S<~rbi, )O:-i~~ 1, f.! dali<' lun~hc gnl'tTe, dallo l:!•ll'cn·uze dd pa~'>sa.~o e dalle numl'rosc

"'

,


:-:nTI·: DJ El'! lli·: MlOl.UGJA ~!ACI·:lJ(l:\L<:

nost.rl' trUllJlP ~i maaifo•:'tò nell'invPrno, i H un pl'riodo ptl qnal r . rwr c·aus•· di forza tllaggiore, er·ano ns;;olublmf'nl.e nrrmca.nti i ,~t'J!(.' · t.;rli e l 'nlimt•nlar.imu· <'ra il piir s]H'o;:-,o n. hasr tli cibi cons<'tT:lt.i, e (·nlpì indi,·idni dt•hilil a !.i dalla nutlari:t. liJo, o d is:;Pnt.cria.. da. solt·,· ocl a.-:;oriatc. ~\ r nrua.lò illUHlp . 100 della. fMila Jll'Ps<'llle ~~ c io<\I'S..J.-,5ti p . 100 oll'i ca:~i si ver ili<·Ò nt'llt-' truppe• di prinra lill(•;t l'cl il 1.1.44 p . lUO in tpwllP rl<>llc rr-

mn.h~t.t. iP. ~Pllt>

.'tmYk. ('o] llliglior:llllf•lli·O dt·ll':tlinwntazione Ccoin('ide fjlH' IIO C']litlrmii'O

ehc fli appaiC>sa nt•ll'::tvrih! <'OU nna noto{·volc dimiuur.inJI(' di gravità neg-li ~mnralati e colla quasi loro con1plda scompnr,;a, nd mese di ma{!gi.O . (uo.o nei primi quiuditi J!iurui) . Ln sintomat.olngia è ahhasta.nzn. n uiior!lle r. la. graYità. rillol,ta. ta.at.o tH'i cumt i da, noi, ehe dagli alleati. Pn•val~-;ero le forme con gl'ngi d ti, pPlP<·c·lliP :tg li lH·t i inft•riori. l"traYn~i ematici profondi uPlle p;trti molli dq;U art.i int'••riori : rnri s.~imamt•ute nr· R:unenti articola ri (gin oecbio) . I casi p ii1 gnl\·i ~~lk ff>nonwuologi<> C'ar;l>ttr r i"ticlle a>R:'I>Ciarono 1lrpPri nwul o orgnn i<•o, ltm•rnia., ~dhumin m·ia e ~rw ­ ei;.~.lmenl.t• stravasi profondi agli a l'l,i ia[eriori. In u n so l ra.so si C>bbr vl'r· s;r mcnto perit01wa.le Nl in. un <tllro (il solo mort,ah•) C>mo l;orare. 1'<\i mahtti avut-i in CLU'l.t d<~ noi rna rtrò i'!Pill JH'P uu pt>rioùo f<•hbrile, f:t rlGO nd l'inizio, quant o 11r.l df'corso della m::tlrrttia, n quantlo :-:i verifit'Ò un ri n.lr.o termic·o, qtH'"fo pot.ù $;PIHJll'P f'i.'SI' l''' messo in l':~.I>.J)Qrto <'On una m:tla.ria (·ronic;t,. con o f'l'nza rt•<·idi,·a t ipkn., op purt~ . nh·n o f r <'I[UCuten w n tP ]Wl ò. co n <•s:wcr b;lzione di c'ntPTiti ùissl·ULNiformi <'Onmni , od a.mebit lw . Le indagini d i la bor rttorio f's!'gtt it l' dal dott. Vn lla.r ù i tendenti a nH•t.t f're in cv irl<•nz:t. la ·natnrtb infett i ,.,b <It·ll ~~ n w htt t. i a furono t ut t(' negat;i ve, Del/t• oltr'' f or mr ro11la giti8C 1 c·.Jw ra ppr (>s•·nta uo l' lllll !lla.t.i,·:mwn te il 2:UH p.lOO, r i(•ordo il llt!)l' bìUo coll' 8,5~ p . 1 00 (:{.8 9 g ringh";;i : :.!.7$ i l•ì·aucl:'si : 1 ,39 i c:r,~i: 0.05 g li H a liani; 0,01 i ~erbi ) : l'rrr8i p el'' (•o l 5J•-4 p . l 00 ( 0,1\8 gli Ing-lesi ; 2,70 i Fra rwpxi ; O.Rl i tie t·hi; 0.77 g-li lt.;tlia.ui: 0.58 i Gr<'ci ): la dif t er ilc col 4,!W p. 100 (~, 00 p. 100 g-l'IIlg l••si: :&.lO i Fr·;m rt•::.i: 0. 0~ i SPrbi ) : 1:1. -meningite ccrcbro-SJ'i 'wlc col 4,20 p. 100 (:t, H gi'Ingl(';;i ; 1.4:.:! i Ji'l·ancf'si; 0,06 i :-:lrrbi: 0,51 i Gr1?.r.i, 0 ,07 g li Italiani) : la .~NI.rla llina col 2,4:3 p. 100 (1,25 gl'lngl n~J i: 1 ,14 i Pran <:Psi; 0:02 i SHrbi; 0 ,0~ gli Ita li ani). R a g-g ruppo JWr n l t i m o a ie wl i casi e lle r.omplel\si va m<' n t.e> <htm\o il o, 75 l'· 100 fit,pJn'<·i'<•nta t.i d a l Nti11.olo t o! 0,-1-2 p . 1 00 (0.3 9 f!l 'I nglesi ; 0,02 i Fnm< ·~.>~ i: ,, 0.02 i GrPCi ): ilt ifoasrtll lem(J /icoco l 0.11 p. J 00 n ei Ft·an· cesi: la, ·prRte bubbon ien col 0,10 (0,06 i Gn•ci: 0,0::? i lo'nm rt•sL 0 ,02 g li H:~· lia ui ): ]a, febbre di J! alt(l, r•ol 0 ,05 t.ra gl'lnglPSi: il beriberi col 0,0-1 (0,02 gl'Jn~l (•s i, 0,02 i Greci); la, lebb,ra eol 0,01 fra g li Itali a ni• il hotl one d 'Orienti col 0,01 t.m i Gn•(·.i ed il colera col O,<H fra i E'rfLnc•~si. E vid•:u tt•ment.c tra ~<M1LO pull tthu·<· di ma,Jatt.ie iufetti•·t> t• <·on tagio~e ll' a t·ma.t.e alleate hanno saputo ùifendPrs i splen clid:t m<'Ut C\ <.'d iu modo :ipPei;1lc quella itali ana, che o u c è rima,st.a immnnl' oppure ]Ht'~e ntò un pP. r CPJ\LO ;\o.;Sai inft• t'iO!'I' n, QU<IllO d<>~li a llt•ati . co mp l et;~mcmt.e

\


XtoTI~

10!3!1

O! l:: I' IDF!JIUl.!lGIA ~IAC' I•:DOJ\E

Lascio la ilirezione di sanità. di questo Corpo di !;!)edizione colla .sicurez za che nulla fu tral:tS(·iato per potf'r frontrf!l!iare la prossima campagna e}Jidcmica., che certa,mente rapprPscnt.rrà una nuova. e più graudo '-'Ì~~oria prr la ~auità militare it<'tlinua. Jfoggio HH$. ,. Bllll.lOGI: Al· IA. C. ~(..\TI!!S.- ltN·hercb C'6 <..lr•s kysle-; d noud.tL'"' d11.11' (p~ :;.. Jl,•s <IL· I'J t.,ll\lllt'. (Bul/. d t la ii~C. mH. cl•ir. d!J l' T>1rlocinr, 8ém1ce du 8 j uin l !l l :1, T . 4, n. 7). Vel!CE:-<T ... ,. LE :\{IJR.\TET.- Dy,., .... nt.-ri·•s. ch•olér·.~ >\,i:tl irpol' Pd 1 yphus exn11thénou1 ique, 1011.

.,' l

YrOLO'l'·B .\.v~m.\(o:<rER-V!:-lARD f'L VI:NOF.XT. -

flgouET. -

Lt· pnludi!'mf', ?lfotl'é<loinP l!IJ.). J iì.

~•H(' s11r la lHLt'fl<'t>JH'r ''"'ité..' di' l'.unih(• cly~~lllt•riqll<' douos l'illl•'"'l iu hto -

ILl.lin. L.·-; P•H't"llro; cl'arnil .. ·s. (/3otll ..9ot.. Pathologie é.tolique 1!\0!), AB IH~o

*J l, p. 'i'S-SO).

01:! Ln.o.,K- P.dncli~•n•l tli prionll. inYn,.,iono o~~Prvll.lo in )flu.. ednuin cl11r:tt tte

Prr·.•·•P. JU,/icalc , ::!H o~tolJre 101!>). Tmnsut i< <~hilné do ~~~ dys.<t'nt<'!t'te Ufi1ÌI•i0'11tiC' "" Frn.ncc (Bull. Soc Jlé l.

l',,,,,,tt> l llll i (TJ't

Cn. Dorn:n. -

d<w hopill•l~·. :!~ ntt >br<..l J !lù·l).

G. LE\l•H'<I~. -

1;, •'Ili! dc c.,tll>J.giutt cl(• ,iysS(·Il tcrit• >\IUibit•nlle . Imp~'I'LUIIt'tl du r61" clt'!:l ,.,,,,v,tlt'"''''rll~ (B"ll. I'IOC • .liéd. dt•IJ Hopitmn; T om ·~.i. :1 sé •· ic , pp. (;.1().().13, l!llo~). :\hRTt:-<1. .\.·n;·,•,,·u· :ii..;•· l' (Arch.jilr . Scii. UtHl Trop. B yg. T. XII. p . .)1;8, e.·)'l. l !)IIS).

c. VM,LAH or.- L\ d ; ...;c·l1lt'l'l·1 ''·" pnrlalMi. x.•p<.li, T opUl,;l'aiÌ.\ d·· lla Rif (}nna medica. l !l l i. S. T. D \ RLI ~r;. -

T h·· ex >tllmalton of ~<l n•>l~ fnt· ('Ì,;I:; of Eottun><n·l.m Lt'trugen a ('l' !te

;.,wn. oftrflp. m·•rl. Ullfl h!Jff.. :! ll·pt. l !Il:!, pp. ::!57- :!.i!)). E . .\I. \Vt::o'Yò~.- l:.:xp ·ri·11 ml.d nlliCio•loic Dy,••nkry ant.l Li\'rr .\ b~css in Cw il (TltP J or,rn, oj th" L o11•lrm S··hoo$ oj tropicalntuliJ'iuc Vo l. li, P n rt l , tlÙC' l!ll2, 1'· 27.5.i). E. CEU.'l'1.'0~ l't f..oAL'UNo-Bnx~AIRE. - Une nnllloo liwux v.\ltllmmpfia /1, gcn . elmo~ l' in· t•·~t iot hu•n.un. S t)l\ in•p·H-t<'llCfljlullr l'itn]>-'rtatinn dl"B mnilws J,•s cu l Lut·c. (Bull ,Qoc. p ltl•. t xotiqttP. V . HJ l :l pp . l :~.>-L4S). A. Lo,nco.- :\l.d,ttt iu iut\·~LÌV•• tl•-ll'uvulo c dc•t;li aui.111ali. 3Iil.tnn, 1!1 15 .

Bss::;o.:-~. - T wh·1irr"o >nicrnl>iulngiquo N céroL!témpiqut• , 5 E.!i1ioot. PATRIB: :\,I .~s so');. - 'l'ropie:\l .ti~w,~çs, o ?l l uuun l l'f thu tltSùast•S uf wur111 c liwate. Lund oo l 91 l. A. CASTE: r.. t •. ~ x r c .-\ , Y .

PA L \l t·: ns. -

)fn otuo\ l nf 1 '''IP Ì<'al mcd it•iuE'. L ondou , 1913


l OSG

CA S UISTICA CLINIC.A U:\A NUO\.A FOH•.\iA DI CHF;RA'l'IT.E PROVOCATA., por il prof. Giuseppe Pàsetti, ttJnenLe colonnello medico, docente di Clinica oculist ica. nel R. Istituto d i studi superiori pratici e di pertelliouamento d i Firenze. Per tre anni circa mi è stato affidato iLSorvizio oftalmico, priJUa di Corpo J'armttL~ , poi d'A.rnJIHa, di truppe mobilitate in zona di guerra. Ho ·••vuto cosi •'tlnl!Jv di ossen·.,.ro molte autolesioni, e per qualche tempo ero pe1·suaso che le forme procur:\te si limita:<scro aiiR congiu11tiva, anzi che una delle <'.ar;\tteristiche tlelie forme congiutnivali procurate con ag9nti chimici era prop~·io quella di es· sere ~olo rar issiu1e volte complieate con lesioui corneali. Dopo però ho dontto r i··r ..dermi per la rom parsa di uun fo1 ma st.rnna di cheratite che non co rri::;pon· dent a ntii'IRtm quadro Clli11ico delle comuni forme. Il primo ca!'lo fu da mc o.;;sf'rvato nel novembre IVIG. :-)i 'trattava di un ,ol· dato, di rilomo d11lla lirem:a., che >enne ricoverato il :3G novembre per le:.ione o•·tllan· all'osped ... letto 11\1 del . . . . . Corpo d'>~.rmat .... Raccontava che, p~<l'tito da ltoma alle 6 del maLtino del ' 2·1, nel pomeri~~io vicino all" ::lla:done <11 Or· vit•tiJ, atfncciatosi al finf'strino dt>l ""gone, fu colpito da un frammen to di cuboue ac•eeso proveniouco daliA. macchina.. Aut.oriz:.:ato a ·r;iaggiare iu lreuo or· dinario, giun.~e nello prime ore del mntt.i110 del 26 al proprio corpo in l/l'ima linPa. tli dove fu m;;ndato !!ttbito all'o!-<perlale. Pn•sentava all'occ hio de.-tro una m acchia corneale che interi>!l,n>a l't:p1telio .. ~li strati superfi ciali rl!'lla sostanza propria della cornea, òi forma rot"D<Ja, cv n un dia. metro d i circa S mru.; l'epitelio che copri va la macchia eri\ "P~·eaa ~<flgrinalo a con l~> Uuorc~cin1t non l'li tingeva che molto debolmente; i lillliti ~;r11uo netti, Il! conve.<'iitit. corneale quasi ptrt'etta, non vi era inlìltraziotte: ntl\ l~t m1c· rh i~< hÌRJH'R can did a eta eireondtttà da. un i lO li c b16f\O bianco! J:.Cil.rSR l'tiiZIOne da part~ dell'occhio, ll',:mera iniezione pericheratica. Tenuto in o,;sorva)(ionc liuo al J:.! gouunio Hlt7, le condizioni 11i mantennero iJentiche; solo l'epitelio r•I•P rt · r <' pnva la mac.rhia ;:~i em ;:faldato mag~ionuenLe e !lÌ era forma.t11 u na l''' ,.,_,J a ulc"rn astenira col margine e col fondo ricoperti claila 'lOlita sostanza bill"'''&. Lo tra~feri i allora pur u lLeriore os'<t!rvazioue e cura, esprimendo il JHI\J 1•an·n• !'fll} p\•1' i Cflr;lttari cliuici e per l& COIJtra.Jdizione LJ'a lo SLilto pre:ol'Dtl' e d i) 1~:odo rol quale doveva essersi formata la. lesioue. si tloves:;e trattare di una fonua procuratt~. Qnestn ruia pre:-:unzione fu poi cout't<rmata eia! so!Jato ,.rl'"'"'o l" h<', iu t1lt ro o,., peti& le, cont'As;~ò di e:-.~er~i procurata la macchia, tocrat~olv,:;i la co1·rw11. roo una capocclna. d i cerino proviRtuente iuumitlit11. l>ura.ntc il J!Jl7, !!ebbene fino doLil a fiu11 di aprde avessi la consulenza. ùi ltHlll la . . . . . annal~<, n on ebbi occasione di os~ervare più ,li due o tre casi aua.JogLi. Noi soconcio trime~tre invece del 1918 i casi si moltiplicarono: l1 :1.rte dt es~;i allluirono a ll'Osp;·JI\Ielto 1~, oYe eJ't\ il reparto di consuleoz1~, partl' al· 1'0-'ped:d~ Ilo~, ove era uu a ltro r eparto oftalmico. Il ca.po reparto o t'La l miro do! 201, capi CM. no medico Jlrof, Ca vara, se q ue~trò Rlcuo i lia m m i t'eri ~>d 1' b he la coot'e><,.,tOnt> dal soldl\tO; io pllre "-equ~slrai tiammiferi a d un R.ltro soldsto •. ('!~e p..:rò Jt••gò di avurli u:oaLi 11. ~copo ùolo,.o. Coi tiamruif<•ri soq tHls~rati si p<., tu n·


r

1087 produrre nell'occhio del con igl io un». le;uone id e n ti ca a q nell a ossen'ata. In o l tre asportai g li c;tra tì ~ uperfici~oli della corne& che presentava la lesione in parola e mandai il materi& le ~~ol L aborato r io ('himico d'Armata per vedere se si poLcvu. utli tessuti rive hm:l il l' iowbo e se t a le rea;done fo~se ~tl\tO possibile farla sul vivo. I frammeu ti d i cornea vennero a~t;oggetta.li all':\z.ioue dei r ea Lliv i di ritouo· scimento del piombo. Si consta tò !!ubito che le reaz ioui c ro matiche del piombo, all'osservazione ruicro-chimic~o, non si pre.seutavRnoin modo certo e d ecisivo. L a coloralioue giallo-dort~ta dell'iodur o di piombo 1\J•I'an·e come un:~ l ievissim:~ nuance giallognola, la rolorazion~ del solfu ro di piombo come una nuance grigio scu ra. Entra mbe erano diil'us e !!u gran pF1rte del prepRrflto. ~on si o.~serva v H no elementi cristallini o masse rt'g..Jbri p i i1 in t ensa111en te èolorate. l'rt-p!lrati fatti, }'6r ri scontro, prelen•udo framm .,utl di ephlennide previameote i~nhevutl\. Ji acetato di piombo o di nitrato di piorubo, diedero riRultato vressochè analogo. T.e colora.zioni ottcuute erR.no, fur:-.e pBT il minor tcmro tmscor;:o fra l'imbibizione e l'o;:servazioue, più in teu!fe di quelle os-.ervR.te !lUi frnmuHmti d1 corneR., nu\ non si p rese nta'l'ano con carntteri cosi decisi dR. pennettere la ù1agnosi certa del piombo. Lo stes,;o ri,;ulth~O si ei.Jbe au <'he 1:un f1R01tncnti di t>pid<•rmidC' previameut e imbevuta di sublim11to rorro,;ivo. Hi de1·e ~1ert1mto rit... nere cloe quando il te:-:s ctto è imb.. vuto dt·lht solu:tiouc co ntt~neute l'agPnte chimico e qua:-to si trova pl•rci.) in str,to di estrema dilui zione, le Tl~a.zioni cromatiche si prel<l•ntattù <'.On eolon11:ioni wnui, d iil'useequ iucl i in~uilicieuli g.,J una esatta ìdentificRz ione d irl'tta micro·dtimica. D11te queste dllli<·oltll., fui di-;tolto d11.l provar<' le reazioui sul vi-vo l'<>tl soluzioni più o meno conc1-utr:He di solfuro di ammonio o di iodu ro di pc.la~::iu. It.tanto 1 Clli:li dil'&nmlro abbastanz a numerosi. Come conHuleuLc di Arwnta, f,•ci riò noto Rlla Dir,.zione di sanitu e d opo c·he il Direttot·e dt<·~so, colonntlllo 111cd ico pro f. Santu~ci, etJbe constatato dP l'isrt i ca.-. i e la riprocl uziOJH: l'l'dr le d!ll r~u&r:lro m nrbo~o sul coniglio, JD:UJ UJI\110 ehe i !<old11ti- crauv in NJUrli~ioni di u,cire, furo no dime~!li d:\llo O!!pectallll e deuunziati al Tribuuale ulilitarc .

•••

H.ipon.o qui la deserizione breve di'i t• R.:~ i O'>!l!lrv&tl . Ca.so l. - 4/V/ '18 - So!da to S. P., dftl . . . . . , rcg-~ di lll llri'Ìa, Cl. ll-i.'-1\1, d!,tretto di Napoli. H~ccont& d'aver aempre ~off.,rto ili m ala ttt" oenlllri t: che c~t·.:a un me~e fa a po<:u a poco gli è venuto uua. ma cchia nt>ll'orchio; non sa n che •'O:lt<. H.tt.ribu i re l'rni 1.i0 do! la Jnll.lnttia; Sf> ne è llc·corto ve11"11dO iu zona di gucJ 1'>1. Pres~11 ta nel centro rlell & cornea O. l) . una IIHH'c•h in di colore IJiauco JlO rce lla na C<Jnt~;> un talu11~gio di .carbonato di pion1l.o (l•iaco:u}; i limiLi ,;ono irr,..;;vlari. llla nt:t.t.i; la. iorma è pure irregolMe e pllll' ut1a sovrnJ•pogizion•-di tre o q 1' a t~ ro ll•~<cch i e r o tonde; il colore non è reg oll\rnwu te d i~posw, mi\ si n1•t.n.uo strie e )JuntL i l'opitdio A.l ùi sopra è irreg olare, l'iride conge;:ta, lll<<,u n'a ltra le,..io ne. Llur~ntc JA. dt·geo:T.a \eo,:;ouo fatti alcuni rl\srhinmonti che 11011 provorauo ;,.,,,u .. n

rt:a~Joue .

.

12/ Vllj 'lt> la uu~cc!J ia è ùiminuitR di int11nsitll, 111a pr..--.f'n La ><<·mpr<' uua Jll111 · t"g~iaturu. bia.n cn'> trn . Caso 2. - 7;V I/ 'l~ - ~olda~o P . M., del Haltaglioue cnlnp letrtf'ntRre Brigata · · · · ., ol. 180 {1, distretto Giraentì. Rarroura che fino da bambiuo Jl\·eva una p' l "' Leco a m a cchi!l n l l'O. D . e che in seguito aol uu11 in fiallltnHZIOUP JplJ'oc:chio


1088

CASUI~TICA

OLr!'llOA

uvu ~a. n~l man1o u. ~ gli è uulll~utub<.. Pn·seutu all'O. D. uoa mac-chia binncl\ n el centro coruPale, molto irregolare o m('glio composta di tante piccole macchie bianche contltltmti a limiti netti; l't>pitelio sovrnstl\nte è irregolare: ' i il forte irritazione dr l hulbo, i perPmin. intt·ni!n dell'iride : dal lemho una fine "\"R · scolarizzn.zione si portn. 'E'rso il centro del!R corupn. Nel cui di SRC<'O !>upcriore si not:lno gr(Jsse formn;~ioni follicolari. 2":J(VlTj '18. r'onriizioni prcR'>O li. ]>0<'0 Rtazionnrifl, viv& imezic>ne pe r icbera· t"icA. sup<' rfil'inle l'l medi11, VR!'colnrizza?.ione nel ctntro rlPIIn ma cchia rorneale. Caso 3. - n,vrJ ' 18 - !":ìolciRtO c ~!.. del . . . . . fa ntf'ri a, el. 1&%, dil'trPtto Girgonti. Racconta che mentre tornava iln.lln licenl\a il 'JjVl/ 'lP, aff"A.ccintosi al l"imp•·ov,-i,.o allo sportllllo della t t·adotta, 10i ~sentito colpire da \ma favilla di fuoco. Pre;;enta all'O D, tuLtR l n parte CPntmle ilella cc>rnea oc<'upata ù a unR larga mar~'hia hian•·:~ splPHdente; l'epitelio su di e!'lsa è irregolare, sca.r;;A. refi· zioue dell'occhio . 12/ \"T. A ~po1·tnzione della parte superfì ciii le della m11rrh il\ cornPal e comprende11te il tntua~gio binnco. Si invia al, Gnbinetto <li ricc,rche chimiche. 15/ \"I. .i\es,;una renzion~> da l'arte d<>ll'ocrhio. 5 ·\"ll. Nel punto dove ili ~ a!'portllta !11 parte 1'\lperficiA.le d(·lla l'ornea il la· tua~gio hianco è meno inten-<o: legg~>ra fotofobia , sc:ar>:a r eazione. f'a.~o 4. - lllf\"I '18 - Soldnto L. F., del . . . . . fanterie, cl. 1R91l, distretto di GirgPnti. Presenta lnrg:~ infiltmllione di tutto il centro corn enle all'O. D.; l'epitelio appare irregolnre, ma solAmente in piccoli spazi si tinge ron la fluo· r ese in a; sotto l'~pitelio la Bowmann e la l'ostnu;r,a propria dell a cornea hRnno uua ti uta biancfl. La macchi:. ha limiti irregoiMi, mA. netti; in bn~!'O. dal lembo numero~i vn~e11 in i vanno alla le~ione; viva fotofobia"e iperemia rlell'iride 11!\"II. Nella parte inferiore della macchia corneale l 'epitrlio si è sollevato e n\scolrnizr.ato, prendendo l'a~petto d i una pustola; con la fluoresrina si tinge solam!"n t e la pA-rte sollevata. 15/ VII. Asportazione della pnrte inferiore dell'epitelio sollevato. 26/ VTL La p1nte della macc hia bianca ricoperta dal solleva mento epiteliale che fu. a<:portato è ora di colore rosso per l'invasione di numerosissimi e 6nis· simi vaselliui e ri cord~ il periodo di vascolarizze?.ione della forma parenchillll\· tosa. Dalla parte inferiorP del lembo giunJ:!:ono parecchi g rossi va.c;i che .formano questo p lesso ; fotofobi11 ed iut!'ns a iperemia dell'iride Ca.~o !). - 12/H/ ' 18. - Soldato A.. A.., del ..... fnuteri a , cl. 1893, di>:tretto Girgenti. Racconta che mE>ntre veniva. in su al battag lione marciante e passav~~o dai posti di !'occorso dellA. C. R. T., er& medicato insieme act altri altri affetti da malnttie iu fettive: in :::eguito a riò ha notA.to la macchi!\ bi11nca nell'O. D. Pr~sentn. una mncchia bian ~a irregolnrP nel cPntro della cornea con altre pie· cole mat::chie dello stesso col ore meno inten se nella p~trte paracentr:\le inferiore in ter na : l'epitPiio è completamente rifatto, vi e pochis~;ima reazione e leggera fotofob iii. 6/V II Condizioni id eu ti c he. Caso VI. - 1'2/~/ 18 - Roldat.o M S, del.. •.. rcgg. fanteria, classe 1891. di;;:tretto Girgenti. Racconta chC' circa J.( mesi fn, mentre era all'oS>pedale per curA, prov_ò ad un tratto do lore all'O. D.; l'ocrhio fu m eri icato e forse in iep;uito alla mecltc~ttura gli comparve !11. marchia bianca. Pre!'enta. O. O. tra~c ie di anti co prore!'SO · ta tracomll.toso. O. D. nella parte c:entmle s uperiore e <·entrale della cornei\ s• no ll na ull'ernzione con tatuag-gio òianco sottost.ante; iperemia dell'iride.


l OS\1 ' oj\"li. Presenta lnr~:\ tnllt'Cb ia ÌJ·regolnre nella parte cen t rale e !>u per io re della corne11, t.l i colore bianco, colla parto cent rale più bianca e c0n un alou e intorno ùiatwo au,unognolo. pt.>rcbè in qm•sto punto ò meno intl'n~o; ulcer11zione l'liJlPI"· 6cirde che si tingf' co tl ll iluore,:cina nella p11rte interna: iperem ia dell'i rid t•. fu· tofohin abba<;tanza intensa; so pra la riman ente m llr<"hir~ l'epitelio ò iutegro. 21!1\'J l. Va;o;colarizzazione della parte superiore delh1. le;;ione _ ca ~o 7. 15 Vl fltl - Soldl\tO G . L ., della ..... ~;ezion A ;;u:;.::i:;tCilZ:\, clnsse ltH?:>. d istre~to Girg"nti. Riferisce che mentre s i tro\-n.Vn ~ul tre••o di ritoruo dalla liro nza. una sci ntilla di carbone acceso, proiettata dalla locomotiva, lo colpiva al· l'O. D ( J l-VJ-18•. Prf'scnta una macc hi a grosso hmnm eu te triangolare nel centro della corn ell di ci rca tre mm. di lnto; il suo <'oio r ito è hi~<ncllis:;imo ed abbastanza n·golar e per inten;:ità: solo mostra quakhe punt.o e qual ch1; stria Jimag· giare bla <Jch ezz~t; la ma1·chia è ci r condata d~t una zona ~iqtilo ud un alone di colorito hillnro ~<ZZl11TOguo l o, per minort' spcs.~ezza delln sostauzn in tiltmtll ; 1\·pitelio comt>ale è completftnHmt(l integro, il disco di Pl~tri1lo tu o~tm un d i,m·et o astigmatismo irrf'golare: fotofoui a nltbnstanzll iut('m;n, facile irritazionr: Jpgg··r:\ iperemia dell'iride. G/7 C'a udizioni stRZi<-nari e. Ca:;o 8. - 17,'\ " 11 18 - !:'olrlato X. 8, del.. fHntE'rilt, chu:;se 1o'i.t, distretto di CataniK. Pre:;entn ne lla co r nt>a all'O. JJ . due macdtie rotnnd e~gin nti, In p iù grande nel centro <ti circa 2 mm . di diametro, la p iù piccola a coutatto è i questa s tq\6riorm onte, di poro più di l mm . di diametro; l'epitelio al di"opm d i es>-e mos tra una faccettn.tura , llll\ è coinpletamente lucido: Il! disotto dcll'~>pitPlio, sop ra In sostanza propri n dE'Il!\ cornea, si nota un deposito grigio-giallo, comuletamen te opaco, ci rcon dato da un alone d i ci rca l f l mm., nella macchia in{eriore con Lim i~i perfettamente netti, nells mRccltia su periore invece è meno evidente, ma. con lin.iti nettissi m i; nes><una r (>azione da pRrte df'll n co ngiuntiva " del IJulho oculare. 6/ V IJJ. Co n d izio u i per fetta.meu te st!l.zionari e.. Caso l:!.- 21 / \ ' 1/ 18 - Sol•!. Z. (; ., del. .. rPggi mento d i marri;•, di<;tretto di Girgenti. Haccon t a che 1G g1v1·ui fa, lllentre mnugi RV I\ mandorle co n un suo ( m tello, scherzaudo, fu colpito da. una m;wdorla. all'O. D. rerqui!lito, gli vi c11 e sequestra t a una S<~atol a di fiammifed dell•~ fa~. bb,·icA. De hlte.-! ici qn af'i intera. ~i estraggono i campi on i p··r fare annlizznre la co mposizioni:' d ell" ca pocchia. P1·esenta Ylll;t& e profo uda d istruzione cir~:olare ;;ul lt.>mho in corri,:pondE'JJZtl tlel q-uadt~Lnte inferiore ed inter no, d el dia•11ctro di m ezzo centimetro·. Q uestA. d istnlzione, nella parte clte interessll il t essuto rorneale, 11.pparo ri copena da un dcp osi to di nua sostru1zll di colo re grigio-giallo, simile &ll'iucr ot tnziont:l di >-nli c a lcarei. L'incrostnzione segue precisamente i m~trg ini d..ll'ulcerazione. L'occ;}, io è i rritA.to, le congiuntive bulbari e palpe brali a rrossate, l'iride iperem ica. 5/V II. Migl iomto assa i; l'occhio è poco initato, rimRne ancora una listere l! a. di qt1ei dcpo,.:iti gt·igio- gin lli, essend osi l& maggior parte di (':-<;;i qu ttsi completamente eliminati; h part\l interessante la. co ug iun t ivtt e la ~c· lera è q unsi com pletnmeute r iparalR.. I l / V II. L'ulcera è in via di guarigione: permane n ella parte superiore il d e p o s ito grigio-gia Ilo. 26/ VJ l. L'ulcerazioue è con1pletamente r iparata. l'epitelio ri copre la piécola listereiJa di quei d epositi grigio- j!ialli cbe n on si sono elimin~tti. Caso 10.- 24/VI/ 18 :::lolrlato B. L., del.. ... fanteria, cln•se l l:>!JO, distretto


1090

C'AS[; ISTICA CWNI CA

Sim,.usa . Pr,·senta congi u n tivite tracomRt.osa · compl\.'tR.mente evoluta .in O. O. !\ella par te centra le dell a cor nea O. D. s i nota una irregolarità ed un SQlleva· mento epiteliale, sotto il q ua le s i scorge u na pig men tazione bia ura . irr r g o lare. CìiHJJoente puuteg~i 11.ta, c ircondata da un a lou e i r regola re , albeS<'ente, di form a gro~solanamente rotoudcggi .m t e, per u n diamet ro di c i rca 4, rum . l l j\"ll. li Latu a ggio bi Roco ·è dimiuuito e l' A. Ione <'i r i'O!Otan te fa cto più chiaro: esi!!te sempre ir regola r ità dell'epi t elio, fotot"obia e lagrimazior•l'. 26/ \"IL - Cowli z ioni stazionl\rie, fn<'cetta tum corneale noi c!'ntro. C<Jso 11. 27'/ VJ;18 - ~!dato G. G., del. ...... fanteri11 , classe 18!14. distretto C:i rgonti. R.Rcconla di P!<"eo·e !'b\to molto tempo in cura Rllilllllator i& mo?ntre er11. iu co1npagni R. a Pll.l•-·rmo, ove r·nu1o molti <'iel'hi a mentre ,·eui,·a mediCI\tO lag giù. g li è v enuti!. la · lliR!'chia, la cui <:ompa rs:t attribui!'!ce ui conta~oerie iufetti (,·in:& ·~ me:<i eli\ uga;i). PreSt'lltl\ nellA. p11rte rentrale ed iutf'rn& dt•ll a cornea n. D. una IIIRC<'hia biaJH'IL, gro,solnn~ rn••nte o vnlare, con nn !liamett o masl'imo di eire!\ 3 mm a limiti neltiR.,iu'li, con alone più rhiaro all'intorno: l'e pitelio é rifRtto ed irre~olare. Traccia di antico pror!'~'lo traromatoso in O. O. oj \'Il. Un \'&sellino ch e parte dalla T•f\rte iuforiore "" intorn"' d~>l lembo, VI\ all a ma•·nbia o vi òimma uu TH•nni'Jio rli e"ili.~~im" artrrillZ7P; foto fobia e ll11~ri ma ziont1. f'•tt:o 12 :"lHf \'1,"118. Rol<ll\to ('. A .• del... fauteria, das,.,t: lti!l7, di.,tn·tto Gir· ~t'uti. Hl!.cc:ont~~o che Il\ mucrloitt gli è vf'nut& a poro Il. po•·o e dntt~rebhe da circa tre me111. Presllnla n11ll a parte l'araceutralc infAriore ed iutc·rrn< dr,Jht ··ornea del· l'O. D. una 1111\<'ehia l<i:•nca , gru>!sohuuuneute ov~<lare, cou lìni puut(•ggiature uncor~t più liiauc ho .: l 'e p i te l io ti i rr('golarf': H~ar~a. rraz ione e t'o t o fohill. lf'ggern, li~\'1' iparf'mta ùell'irid•·; onll~<. parte iut'lii'ÌOrl' oielltl corne11 si "Corgono Jue o ~re IJÌ<:I'Oie pnnlt>ggiature Ùta.udtP. f1/ V Il l. Cou•l i ?.ioui AtR.zionR.tÌH. GMo 1!1. - :l!IIVJ/'ltl • !-'ol•latq F . \-., del. .. fanteriR, chl-l~El li•Sf•, t.lit tretlo TrRpani. Prt>r,tentu roRc<'hi~t •'tmtnde !HIJ'•'tÌt•re del111. comea O. D, irrt·gola.re, di •·olore IJi a u~o ceruleo p~>r Il\ pocl\ SJ•e!lsl'.~:za dal tRtUal!gio e con un punto ct•n· Lnde più IJiaur.il; poclris>-illlR rpat.ione. lttlV!l fotofobia. 'l'rncde di 1\Utit:o proce~~o t racornatoso O. (). e pkcole u:<tioni d a nitralo di pimniJo n<!lla cougiuutivfl tRr·· "" h• sn pertorP. 6 . \' r l. Cowl izion i ;.,ta<~iOIIRrìl·: la IPSiOII(\ Nngi \ID Li VII. le è guarì La. l\ - '2, l 'lo - :->oltittto 1'. P .• del . . . . . fJu1tl\ria, t• l. lH!llJ, dio;t.retto (;trl!~>nti. Dire- di avPre la mncrhia all'ord1'0 destro Ja Hl n•esi , e gli è venuta 111 !'l<~~tlllO Ad un colpo di fra~c~< uwutre lavom"t'l\. Pre!'•·nta tlnR. Jarg11. "ma•·cbia nulla pRrte !'entrR.Ie superioretlollR corneR O. D. : l't'}' itl'lio sopra di 01<qa. è •:om· pJ,.lamente regolare: non vi è nr> s,ultR rt·Rziono? da rnrte rh•ll'r•l'<'hio o •lt•glt sn· nessi; il I'Oivre è gi1\IJO bruno rd h~t l'a.~)JIItto di uua ><pr.unt•lla.tura di cc>lore tl••n!'!O composto della n.istura di giallo e bruno che non hR potuto esRere r~go· larment.e di.,tt""a. tlal pennt·llo. Perqui~ito, gli si ~equl'>~trAno tre IÌilJIImiferi col ~~~mito nero , clte !!ono Jll1~11d1tti ad "Rarninnre. . :.lti \·Il. !1 rita1.ioue doli a t•arte inf<'riore ed inLerna della corneA; io cor_rr· '-poucienza rli o?s<;H. la I'OII!!iuuti\"a presenta un a infìltrllzione ed unll puutl'ggul· tura binur:a.stra sul tipo dell a forma da uitrRto Ili piomho. . G'VII l. Guarito delln forma congiuutivnle; la l orma I'Or11!1~tle è stazionari~· t e br1· ()a!io 15. :.l/ \' !I/ '18 - Holdnto P. C., d al lmttaglìoue complemen n r g·tta . . . . , cl. lAAl. distrt~tto Oirp:outi. R~tcconta di osser11 rimasto ferito da un

ra.,o

v r,


O A:>G l STICA CLINICA

l ()H l

corpo e~trA.neo che lo ha colpito mentre guardava aeroplani nemici che pasl'a· vano e timvano bombe. Le uo tn be, a suo dire, sarebbero cadute a più di un r hilometro d i d i~te.n7.a_ Prose n ta v asta ulcerazione in filtrata nell a J>Rrte inter iore del l s. cornea O. D.; quaRta ul cerazio ne grosso lanam('nte rotoode~~;giante hR il foutlo grigio-giallo per infiltrazione del tessuto proprio d ella cornea, ed in Alto ed all'cslerno, vicin o al sno margine, presenta u n deposito d i sostanza giallobruna; n olla pRrte int'erio rn il mnrgine è appinnato e presrnta un a fine va sco· lAriz:>:azione che viene dal lembo per riparare la perdita di l'Ostunza; un' ulcf'r:• simile, quasi completamente rip:uata, si trova in corri~pou.denzadel lembo. nll' interno, su 1 muri d in. no orizzontale; l'iride il a dere n te. Si pratica n n rasdt il\· mento del la so!'ltan:>:l\ d 'appnren7.R. calca r ('!\. 11 rn Inliltra?.iooe corneale diminuitA. ; l'ulcera inferiore tende molto lentn · meute a ri pnn<rsi . ::Jr>, Y l r. L'ulrE'rn:-:ione è in via di ripn.razione e l'epitelio è ormai rifatto. 6 \-Il I. Gun.rit.o, rc!li<!ua un leu.·om~ corne"IP. t'o.<o Jli. - :ì,VIl.' '1,' \ f<oldato\-. D., dt•l ... funteri~, cl. l&tl::), dislrf'ltto Jl;apoli Rnccortta che e stato rifonuato tre anni t'n per l'O. ~. Rirhi~<mato il 3'1 lo, fu vi;::itato e ftltto idoneo. Il ~l:' ' lll / '18, lllPDtre portnva un bit!one contenente d (•ll;t c ..lre por muratorn. fu colp:to da. un ptcr·olo sdtizzo all'O. ~ Fu cur;>to nl!'o,..p<"· rlnlt~ di :'\fiJl"li e vi rPslÒ 15 giorni; giuu.;e iu zonll di guerrl\ il ~~ \-TijUl. Pre~erna uelh parte crntrale i11t'eriore ed interna dnlla cornea O. :-:. unn p erdi\11 di f;O:O.tauzn dt gli st1:ati ::;uprr!iciali, di t'o rrn:1 gro:<'<ol " naruentfl ov11lare, con !int i ti JJell i""ilJti e fvndo ltinnro i la .<:upt•rfit-ie !'<pt>cularo del! n. C'Ontell in questo puulo è fortetut>ut~ irr··~olnre e ~wgrinatn: !li tinge deholm!'n te coll a fl u oresrina: trh•~f'e di ar,tiro lt• tii'Oma >'ttnalo uu po' piit in La~~o ed Rll'e~tE>rno : h:ggtJrll ip .. remin d('ll'iri.lfl. D •ce di 1\Vt·re fotte dolore :di'O. n. H Gl M't'l' r.hi··sta t-iRitR pPr que«to e D••n pA.r l'O. S. ll/\'1 f. La p' gwPtJtazionP de Ila mftn:ltia è lcggE>rmen te d i m inu ita ed ora -<i scor~<e più lim1 Ul{·ll t P pu n l•'t;~inta "' st ri;ttl\: fotofobia d i m od iro g-mdo ed i p t•rP 1\lll\ cou~iuulinde.

ro~o

l'i. - 7/'\"TT ' 'l~- !"oldato 1-'. G .. d!~l ..... , r•' !.!:.{imentu di mar.· ia. ,.J. 189~. d!o.;lretto C:irgr•ut,i. Ra i' I'Ont.l\ <'h•· In m><"dti l\ al l'O. S . gli è cc•mplHill cin•a dn.., uwsi c 1lH'7.ZO fa mentre era. di servizio R. P" l.,rmo iu ('1\:0:Prmn: R.\'\' ~rti gr rw•• tln lore al l'"relt io che gli nurò 7 o 8 giorui e qi arcorse all ilrll di flVf·r.- ltl m.tc<·ltia i fu cumto lltnlJul!ttfl rinmrntl'. È pRrtito da Palermo il ~l \' lH. PrP<;.•n t n n 11'0. S. uuR 1111\<'r h i a N• n l i n11ti nPt ti, Ìrt'(•golare, binn<:R ,.:plE>nd!'u te nt>llfl partfl pnnw'lntralP e Cf'ntralfl int.Prua d<·ll a coru,•a, ÒPI ,)inmetro di cin·a 2 rnru . e llle7.:t,O, c·irc·on•hta dn un :doni' più chinro, lnrgo J•O<'O pi1\ di uu mnt.; l'epi te! io rlte In riroprr è irt eg:oh\re: dalla T'ltrte surenore ed intE'rnR. d t · !lA. <'n l· · nPa pare<'<'hi pi<:coli ~·n-<i ::;i par tono per andare alln tna<!dliR e formano nPI ren tro d i P"sa un piceo lo pli'I!<SO va:< n le rlell'appareo7.R d i u nn Dlfl•~Cb iolioa ro~;..11. Couginnlivite grnnulo!'a c.ronicn O. O. 2•;. \ ' ll. Il rolor11 biRnco ol Pila 111arch ia è 1{·1-{ge•·ruen L C' d i ltlllJ uto uei pu o ti A 11· CO!'R. \'i<~ibili, poidt>- M<>a, (pta>~i n eliR ~ua totnlità, è invasn da piccoH VR!'i. Ca.~o 18. - 11/\- fl/ '18 - Sold11.to A. C., de l ..... Hl.'ggirn~nto di marcia, çl. 1891, distr••tto ~Ìl'IJ;Pnti. Raccontn che la mrtc(· hin attuale da. la da circà fl Ol<Jsi: pt·e:-entl\ traccie di congiuntivite rrooica in O. O. 'Pre~('nta n ell a psnte r<'nlr .Je e PllrflcE'ntra le e nel qua<lrnnlc infl'tiore ed inleruo della cornei\ O. D. uiJn lar~l\ macf•bia ~ros,.:olauam.-nle ovrda.re, bianchi>:::;irna , cou limiti n etti e circondati tln


10!12 un alonE' di colorazione meno intensa: l'epitelio che la ricopre è irregola re e, nella pn.rte inferiore. presenta una piccola macehi:1. rossastra formata da un g ro\· iglio di picc,Jli vaselliu\ che h·i vengono rlal lembo : iper emia dell'iride, fototO· bia ed iniezione. pericherati<':•. ~Gf \' H. Persistono le conrlizioui in·itative del l" occhio; il proce~so di vascolu rizz,.zio:le s i è e;;teso. f'Fl~>O W. 11/\'lfJlB - Soldato n. R., del .. . .. r~>ggimento di marcia. cl. l li-'>!', distn•tto Calta11i~setta. . Dice di avere l'O. D. macd1iuto sino dul dicc,mbl·e 1!!14. Rncconta ehe mentre er a nella hot~ega di un l':•bbro, fn colpito all'occhio d!\ una favilla di fnoc:o "uscita d& un pE>zzo di ferro iiH'nnrl<'seentf>, ment1·e lo ma· tPllavano. P res~>nt!l larga macchia corne1lle dHll'nppnreuza di molte mac<'h;e confluenti, d i.l•~petto hianc h issi u;o e cirtond:~ te da alone cinscuua ; s i ~i lldiche· rrbhc· un tatuaggio eseguito in p iù d i una diecina di riprese. La macchi,., di \lO dinmfltro di circa 4 rnm., comprende tut to 1l centro coroenle: nella pnrte iuferiore dèlla cornea, v1cino al lf>mbo. si scorgouo o o 6 punteggiature bianche isola t.• R •feris1:e iooltr<> che cirra 2 m e~i fa . mentre dall'interno :-:i portavA in zona rli g uerrll, duran te il viaggio in t reno u na favilla lo colpi all'O. D.. cau;;a.n1logli dolo· e e hlc•·i •nazione. 2GJV U . Persiste anc;ora una leggiern irritazione clell'occh io. ('asJJ '20. - 11/'i/ ' 18 - Soldato M. C.. del ..... fnnteria. d. 1888, di~tretto 'raranto. Riferi~ce di es.~ersi amma.la:to alln metà.di marzo all' O. D. >:enza alcuna cnu,:a appr~nabil~; non ha mai avuto traum i ; n on è st.ato cu rato mai in ospedali militari, ma ha avuto qualche cura a l corpo. Pre~enta all'O. D. una chiazn in cor· rispon•lenza. dclb. r egione pararentrale interna òolla cornei\, che l'infermo a~se· r i;;ce essersi manifestata in modo 1\Cuto ed improvviso; la chia?.za è di colore bianco ruadrnpel'la1•eo, l} contorni ' bene n ctti,di forma. inegolare e sembra com· posta da più r.hia ;,z!:tte sovrapposte. 11 ret::to della C'ornea è del t u tto trasparen te; ÌJ.eremia dt•ll'i r id(', lievissima i rritazione dei Tasi <>pi~clerali e congiun· ti vali, lieve fo tofobia. 15/ \' 1[. Condizion i sta zionarie. Cnso 21. - ll /1/ 18 - Soldnt.o T. G., del ... .. fa nteria, cl. 1898, d istretto G1r· geuti. Rife r isce che ci rca. un m ese fa, in segu ito ad una warcia, si è sveglia to cou l'occhio ros,.;o e con una macchiolina centra le. PresE>n t a all'O. D. distruz ione superficiale dell a con giu n t i va n ella pa rte più declive del eu! di sncco inferiore, con fol'nli\ZiOue di tCTlUi merob ranoJle Cht• facilmente si distnccano e COD vi va r eazioue r.ir co,;;t a ute : la zona distrutta e d!•lla suparfìr.ie di nn llle<ezo pise1lo 6 s i tin ge debolmente con la fluoresci na. Nella pll.rte centrale ed inferiore d ella cornea si nota no a. p iccola macchia binnca a. limiti irregolari e netti, ricop er ta rla epitelio normale. La macch ia si mostra come fo1·mat a da c inq\le o s ei tw be· cole conA ue n t i, a limiti inegolari, ma netti, come s e la cornea ave~se subito d itl'en•nti tocca.menti. lo,N H. Condizioni stazion ar ie. CrtHO 2:3. 12/ VIl/18. - :>oldato A. L ., dd .. . . reggimen to ai ma rcia, cl, i SSG, distretto Trapani. D ice di es;;ere ammnlato di occhi circu da 7 mesi : ment r e dn l· l'oa pedale di B:~.ri ri toruavn al prop1·io dt·po<.ito, una scintilla della macchina 11 cor· del tr••no lo colpi nll'O. D. PresenL1~ n ellK pHte Jla racentrale esterna d e a nea pieNia mnc<"ltia bia.uca rotondeggia.nte. del diametro di circa. 1 rnilJimet; ~~ circonrlata rla un n ione più !'biaro con limiti perfettamente netti; 11el cen

1


1093 della corr:ea n nbecola corneale Ji l\n tica dat:\: faocetlatura eorneale in spood euza della ma .. r·hin, però l'epitel io è com}>letalll toute r ifatto. l &f \'H. C'oudi;o;iout ~tazionarie.

corr i ·

• •• Dnll'esa:ne dt>i rasi !<O\T:t e-<J •O'-'ti si po;;~o ~.o trane alcune deduzio t•Ì r he ci dÌCIIllO S!'nz'altro n11. cc rti'ZZR cbe J'atf't>zione è prOYOI'at!l ad :J.l'tt'. 11 primo c.uso !'he o::.sen·ni '1\lllndo ero al corpo d'a rmA ta, t>ra tipico per la siutolllatolugia e per le circostanze d'insoq~enza della malattia. Di r itorno dalla li re u zn il soldato en\ stato colpi to da uu fm.mmeoto di carbone incan des.:eute che ~li aveva produtt:t la lesio ne. Lo strano era ch e dopo sole 48 ore, quando io lo vidi, l'epite lio era r ifatto e non vi er a che scar:<i~sima reRzione da parte dell'occl.io. Com•' mai una lesione tan t o g rave, da lasciare u n laucoma spesso, in duP giorni er11 quasi completamente guar ita'? In gruet·e la versione d11ta J ai soldati è co ntraddittoria :\ Ì ca ratteri d ella mala ttia, che per lo più ha 11vuto inizio al mo mento della loro partem:a per la ?.ona <ti g uerra. L'occhio destro è qunf'i sempre qu ello colpito; di fat ti su 23 caqi l'l\.C· colti, in 20 la le<oione è 11 destra. Il centro corneale è per lo più quello c;celto pe r la provocazioue. . · Il luogo di provPnie uza :.u r be spe~~o è il medesimo: dei casi not&ti, H sono dell a provin.;ia di Gir~enli, 2 di TrA.pani. uno di Caltanissetta, uno di Catania, ono d i Siracusa, due di Napoli, uno di T aran to, uno dì Roma. Bast erebbero queste poche con siderazion i pl'r non avere al cun dubbio sulla natura dell'e.Jfezione. Venendo ora al qu11dro c li n ico, bisogna che distinguiamo due form e,. una legg e ra ed una g•?<ve. l'ie lla prima le lesioni !lOno abb!l.~tanzr~ f'uperficiali, Si nota p er lo pi ù nrlla pn1·te ·cAntr:tle de lla coruea una opi ~ macchie bianche conflueoti frll di loro. Il loro color e e caratteristico, poichè è di un bianco porcellana; s im·ile al bianC'o della sdera. L a colorazione però di queste mR.1~chi e, attentamente osservata, t~on è omogenea, ma si presenta formata da puntegg :a ture fini ssime e da piccole strie per la inegolare dispoo;izione de lla sostaoza che dà quel colore bianchissimo. Ltl macchie sono per lo più ro to ndeggia o t i, con limiti nettissimi, chconda t e da un alone più scuro, esso pure net tamente del imitato. L'alone dimostra la pun t (lge;iatura più rada e di qui ne viene il suo colore più scu~o per la t r a sparen?.a del colore dell'iride e della pupilla ~ottostante. In profondità questo t11tuag~i o non occupa che la Bowmann e i primi strat i della sostanza propria d e l la cornea; l'epitelio al disopt·a è rif&tto ed ~otegro o tu tto al più presenta un discr eto grado di segrinatura. Qu11.ndo la lesione è molto esteS& in l'luperficie, allora s i possono n et tamente dis tinguere i vari tempi dalla pro vocazion e. Spesso l'iride è appena iperemica e vi è una lievissima iniezione peri cheratica media. La congiuntiv&, se n on è s tata an ch' essa tocca ta dal caustico, n on presen t a alcuna. ret\zione. In a.lcani casi invece si trova la forma congiuntiva le provocata, come l'ha descritta il prof. Paparcone nell& sua memoria sulle congiuntiviti provocate da nitra to di pi~mbo (Annali di oflalmologia e Clinica Oct.ùistica. Anno XL). Nelle forme più gravi si osserva che l'epitelio si mostra solleva to e r igon Ho con Sffloldamento dPgli strati superficiali e piccole ulceras ioni, con l'a ndar del tempo queste ulceraz ioni crescono e si a pprofo·n dan o tan to da giun gere q1alche v olta sino all a p~rfora?. ione /caso lo). per la eliminazione degli stra ti necrosati dall 'azione del ca ustico. Incomincia no intanto d a parte dell a cornea tentativi di nparazione ; si scorgono piccoli vasellini, che dall a parte più vicina del lembo v en g ono all'ulcer azione, vi si diramano, form ando poi dei plessi òi capilla ri finÌ!· O

f

..

~M


l OD±

OASIU 1STI CA Cl.1NI0A

si111 i e fittissitni, tanto da apparire, Ad un'osserv.azione g rossola na, una maer.hia emorra gica sopra la bianchezza della macchia eorneale. Si ha allora fotofobia. in teusa e lncrimuz ione, arrossamento della cong iuntiva, inten sa ~perem ia dell'iride, viva iniezione pericberatica media ~ profonda. 11 decorso è piuttosto ~ ungo, e res idu a , a gua r igione com piuta, un leucoma "OD for te irregolarità della !<u per!j c i ~ corneale. tJue~ti sono i due t ipi più co mu n i. Ve ue è un terzo che d ifferisce dai sudde· St:J it~i p er il colorito de lla macchia. E::ssa non è più bianca, m a è giallo-grigia, fino a raggiungere u n colore bistrtl. In questi casi (~. 9, 14, 16) si nota come uua inc.:rost azione del fondo dell' ulcera : q uest.a i ncrostazione io gran parte si eli mi ua e s<·ompare oppure viene ricoperta dall'epitel io e rimane inclusa nello sp~'>sore della cornea senza recare ciistur bo. Riguardo alla funzione, l 'esito dipende dal punto do ve è stata provocata la lesione: se essa è eentrale ed estesa può ridurre la visione al disot to di l/ lO : altrimenti, se non occu pa tutto lo s pazio pupillare, data la n ettezza. dei li miti, si ba \llla diminuzione di vista ab basta nza li e ~·e .

•••

Coi fiam n. iferi s equestrati riprodussi la l esione nel coniglio. Ho sequPstrs to due specie di .fiamm iferi : una S(;atola in~era delle fabbr icbe riunite di fiammi · ferì , Milano, marca Giacomo De Mlldioi n . 8 e tre fiammiferi isolati in un~~ scatola senza m arca col gambo n ero. L 'analisi chimica dei fiammiferi d ette questo risulta to : j o campione : la pnrte solubile in acqua. ha dim~strato la presenza di notevo li quantità di piom bo, ncido ni~rico con tracce di calcio, bario, sodio, potassio, acido cloridrico. 2° cam,pione: 1 la c>l pocchia, oltre il fosforo, conti~ne piombo e tra cce di acido nitr ico. Il gambo è rico pert o da una s ostanza organica· nera, che non contiene alcun componente i norgan ico e che forse ·ha per iscopo di distinguere i fiammifer i in questtone da a l tri. Con ques ti finm~it'eri e M U n itrato di piombo in sostan za si .-;ono fatt e varie esperienze : }" esperienza : 25 gi ugno 191$. Si tOcea leggermente il centro corneale dell'occh io di un coniglio con un fiammife ro inumidito per otto o dieci secondi. Nessun segno di dolor e da part e del coniglio. Si not a s ubi to una piccola r.hia:r.zn. a lbescente, come un'in torbidamento dell'epitelio che alla superficie appa re segriuato. 27 giugno. L'intorbida mento è dimi~uito. 4!ù giugno. La macchia è scomparsa completamente, l'oc ch io che n on ha m a i dato 1\lcuna reazione è guarito. :r esperiwza : 26 g iugno 1918. Si tocca più a lungo, p e r v enti secondi cir c a , con la capocchia in umiditi\ di u n fiammifero il centro cor.neale. N e~<sun segno d i dolore da parte del coniglio. Si p t·oduce subito una asperità. dell'epitelio, r icopt>rta di un a poltigliA. bruno-scura. che, portata via dalle lacrime, lascia nel tl!,.:s uto sotto;;tante una macchia colore bianco-porcellana.. :!5 giugno. Persiste una macchia bii.DC:\j nessuna reazione da parte dell' occhio SO giugno. L'epitel io è un poco i rregolare sulla macchia; uou si colora con la fluor escina. o luglio. L'occhio è guar ito ; è rimasta la ma('cbia bianca prodotta. a· esperienza, 2f> gi ugno 1918. Si tocca la parte superiore della corn ea vicinO


CAS0 1STIOA. CLINIOA

l 1

10\:J5

al lembo con un cristallino di nHrato di 11iombo puro. Il coniglio si mostra irre· quieto, dà segni di dolore e tenta di difendere l'occhio con la terza palpebra, Si

produce subito un imbinucnmento della cornea e della t erza palpebra che, nei

movimenti di difesa, Viene pure essa a contatto co) CIIUStÌCO. Il colore perÒ e più difl'uso è meno tianco che negli altri casi· 2S giuguo. Violenta ret\zione da pnrte delta congiuntiva; la. porzione della terza palpebra che ba subito l'azione del caustico è in parte tl is trutta; la con giuntiva della palpebra in feri ore presenti\ forte arrossamento con ipertrofia delle pnpille e punteggi~tllre b1anche. L'epitelio corneale è necrosato nei punti toccati e cade sfaldandosi; la macchia si mantiene con la stessa intensità di colore, però è meno bi:mca che nei casi precedenti. SO giugno. Cì\duto l'epitelio, si forma un' ulcerazione col fondo 'bianco grigio &.bbaStl\nza profonda. La congiuntivite è migliorata, 7 lu~lio·. Sul fondo dell'ulcera si nota un deposito giallo-grigiastro; l'ulcera .. . . tende a npnra r st. 16 luglio. Parte della sostanza cb e rit o priva il fondo dell'ulcer& s i è eliminato; l'ulcera. è in via di riparazione. 27 luglio. L'occhio è quasi completamente guarito; rimane una faccettatura corneale ricoperta da un epitelio irregolare, sotto il quale si notano punti rli · infil~nzione gil\.llnstra, residui della primi ti va incrostazione che ricopri va i l fondo de ll'ulcera, 4• e.~pedem:a, 80 g iugno 1918. Si tocca. lungo (1/'J minuto circa) con un fiammifero il cent~ro corneale e si provoca una larga macchia bianca di g o 4 mm. di diametro. Il coniglio non cliL segni di dolore. 3 luglio. Nessuna reazione da parte d ell'occhio; l'epitelio sovrastante la mac- · chin è se grina t o. 14 luglio. Nella parte centrale della macchia l'epitelio è ca~uto in necrosi lasciando una piccola u lce ra superficiale. . 30 luglio. La. parte più bianca si è eliroinaia incompletamente e rimane una faccettatura corneale sovra~tante alla solita colorazione bianco- poréellana, ctrcondata da un alone con limiti nettissimi. . 5• espe?-ie712a, 10 luglio 1918. Si tocca generosamente con un fiammifero h\ cornea nella. p~>rte superiore vicino al lembo, producendo una larga lesione coi caratteri dtlle p receden ti. 11 luglio. S carso. reazione da parte de lla congiuntiva. 14 luglio. :l tosst1ti macchiati di birm co cadono in necrosi; l'epitel io s i sfalda; discreto risent imento da pat·te dell'occhio. 20 luglio. Dal lembo partono vasellin i per la ripnmzione della distruzione corneala; parte dei tessuti n ecrosati si eliminano e si forma una profonda ul· cera vers o il c entro corneale. 97 lugÙu. N olla part~ superiore rigonfiamPnto dell'epitelio e della sostanZA propria dell n. cot·noa, con infiltrazione d i materiale biaucnstro da rassomigli:1.re ad una nec r osi caseosa d i e,;sll; nella pA.r te infElriore ul cerazione profonda in via di riparnzione ; i vasellini provenienti dlll lem bo formnno un piccolo r eticolo nella parte cell trnle. 6• espe•rienza, 3 1 luglio 1918. S i toeca la cornea nella sua parte inferior e con un fiR.mtnifer o dal gambo nero abbastanza lungamente. Si produce una infiltrazione dell'epitelio, con legge ra albescenza. 81 luglio, L•epitelio è caduto lasciando una ulcera.zione superficiale; non si è prodotto Ja m acchi g. biauca caratteristic a.


(.; •.t,!-'LJSTIC:A CI. JNTC'.o\

• Queste poche es perie nze ci hanno tolto . . il duubio su lla natura delht. malntt1a n •,n solo, ma ci hanno illuminat o sopra il J itrerente modo di presentars i c sul· J',,g ;•nle chimico eh~ le produce. d.biJÌiHllO iniatti veduto che ::~olo coi tiammiferi eont e nenti il uiLrato di pioruuo in grande q uantità si può produrre la 111acchia. u ianca; con qu el li invece cont€'nent.i fos foro nella maggior p:ute non si produce che una necr osi s uperficiale e uno sfalrlt~men:o dell'epitelio. Qun.udo il coutatto è breve si provoca un ~< sola le~ioue epitelial e che, col ri· f a t·si dell'epitelio, guluisce perfett ameiJte. Qu1u1do invece il caustico intacca, oltre l'epi telio, anche la m embrana BownMnn e la sostanza propria della cor· n ca, a llor a abbiamo la formazione della macchia bie.nca, se la Bowmann e l11. :<o~ tanza propria della cornea, sono poco intaccate; se lo sono molto invece. si forma una ~ e ra e propria ulcerazione cor neale col fondo r icoperto di depositi b ianchi, con carat tere di grande hm t ezzu nel!r... riparaz ione. Iu a lcunì casi si ha la forma?.ione di una incrostazione grigio-gialla com~ un'escara. Noi abbiamo ot tenuto ciò adoperando il ni t rato di piom bo puro, ed è probabile che questo succeda quando la cornea è messa a contatto con la sostanza pura o quasi, per i l maggiore potere necrotizza n te d i e~;~sa. I soldati, probabi lmente, non us ano il ni t rato di piombo puro, perchè abbastanza. difficile ad a versi e suppliscono col prolungare maggiormente l'appl ica· zione. cosa che possono fare facilmente, da to che essa non produce, a quanto · h a nno asserito quelli che h!l.nno confessato, che uu lieve dolore. D ' altra parte tu. com posi?.ione dei fiarç~m i t'eri è varia.bi lis s i ma da fabbrica, a fabbrica, e proba· bi !mente anche in ' una fabbrica steSSI\ non b sem pre uguale, · e quindi alconi !lam miferi possono avvicinarsi od essere uguali pe r causticità a l nitrato di piom· ho puro. ~el por termine a c1uesta breve .nota, porgo vive· grazie al pro f. Mameti, eli· r~ttore del laboratorio chimico della, ..... armata, per tutte le ricerche che, da me ric hies te, ba compiuto. Firenze, Rgt)s to 19H>.

U ~ CASO DI ECHINOCOCCOSI EPATICA IN CIRf;NAICA, per il dott. Orlando Cast igliJia, tenente colonnello medico. l

•

.

Si credette finora che l'echinococcosi fosse quasi sconosciuta tra le popo,laztont indigene delle coste del nord Africa, tanto che rarissimi casi di t a le innesto pa· r assi tario sono segna lati nella letteratura ai patologia esotica. . Non mi consta che dal 1911 a tu tt'oggi sia no stati finora accertAti dei caSI di cisti idatidee in mili ta ri o in n.scari ricoverati in ques to ospedale. Il dottore A. Mei, di rettore già da parecchi anni, prima della nost ra. occupazione, dell' a.xn· bulatorio medico chirurgico italiano di HengtLSi, pubblicherà quanto prima una casuistica di tale affezione, riscontrata in arabi della cos ta e dell'interno, la q uale riuscirà molto int.eress:1.nte, specie da l 1:\to epidemiologico. Illustrerò a brevi tratti un caso di echinococcosi epatica, la qm>le mi P:'re che offra m olto interesse, non so lo nei riguardi eziologici, ma anche n eUa. 51 ntoma · t o lot:ia clinica e 11elle moùalitA. dell 'iuter vento chirurgico.

J


OASOISTI CA CLINIOA

1097

Soldato T. Giuseppe, del 16° fanteria,. nativo di Santa Margherita. di GiTgenti. di 27 anni di età, entra. in quec;to ospedaJe il 4 luglio u. s. con diagnosi di epatite acuta. Da cinque anni presta ininterrotto servizio in Colonia, senza avere mai fruito di alcuna. licenza. Di professione contadino; non emigro mai all'e· stero. Proviene dal presidio interno di Gh~mines. Non ba alcun precedente morboso, specie a carico! dell'apparato digerente e riferisce di aver sempre goduto ottima salute fino a t.r e settimane addietro. In tale periodo insorse dapprima un dolore sordo profondo all'ipocondrio destro con ricorrenti ina.diazioni alla spalla omoni ma (dolore a bretella.), seguito da scadimento mpido progressivo dello ,;tato generale di nutrizione, senza febbre e senza concoroi"tanti disturbi digestivi. Degno di nota il disgusto degli alimenti grassi, già da lui lamentl\to parecchi mesi innanzi. Fu qui riscontrata un'epatomegalia totale, sollevante le false coste di destra e dilatante gli ultimi spazi intercostali con notevole deformazione dell'eruitorace nella sua porzione inferiore. Anteriormente la palpazione circoscriveva due bozz~ volum iné-se al margine inferiore del fegato, distinte da un'incisura r :·ofonda, verticale, situata quattro centimetri a destra della linea mediana, quasi in corrispondenza del legamento falciforme e lben delimitabile in basso ftno a q uattro dita sotto l'arcata costale. Tali bozze, facenti corpo col visce1·e, con cui avevano movimenti siucroni ai movimenti respiratori, erano in diretto rapporto con la parete anteriore dell'addome ed appariva.no liscitl, un po' resistenti, indolenti" e con un falso senso di fluttuazione ; non s i percepiva nlcuno speciale fremito idatideo · Superiormente i limiti dell'ottus ità epatica soxpassavano sulla mammilla.re il margine superiore della V costa; postedormente la smorzatura plessica coroinciava a livello dell'VI U costa lungo l'em iscapolare e l'ottusità assoluta dalla I X costa. TA.le ottusità. seguiva unA. linea nettamente convessa in alto; non si apprez.· zavano .alterazioni pleudche o polmouari, tranne qut\lle dovute alla spinta in a lto del diaframma da parte del fegato, con ostacolo progressivo della funzione respiratoria. . La conseguente dispnea si e:·a andata sempre phi aggravando e così pure i dolori diffusi alla base del torace ed alla. regione lombo-sacrale, tantocbè l'A. nòn poteva più tro\·are una posiz.ione di riposo nel letto ed accusava un'inson· n i a penosissima. Non si a veva. nsci te n è i ttero, che rivelassero com pres:;ioni portale o dei vasi biliari. L'es ame dell'apparecchio cardio-vascoln.re non fece riscontrnre apprezzabili alterazi<>oi funzionali. L'esame del sangue rivelò unb. leucocitosi di lieve grado; il tasso dei polinucleati quasi normale, mentre quello degli eos inofili risultava elevato. In ripetuti esami delle feci non si riscontrò mai l'ameba istolitiea ; le urine presentavano solo tracce di albumina e assenza di pigmenti biliari. La !'empe ratura si mantenne sempre fìsiologtca. Come sopra. si è r.etto, le s ue coudizioni generali andarono sensibilmente e r~pi damente peggiorando, tanto da aver.;i uno stato di cachessia precoce con d~spnea int e11sa, irrequietezza ed ansia penosissima. L'A rifiutava qualsia.si Cibo e reclamava. un intervento liberatore. f L'e~plorazione clinica. portava alla diagnosi probabile di ascesso epatico, molto ' l"equente in queste zone, fra le nostre truppe di occupazione, pur non essendo stato n_el nostro caso accertata la presenza dell'ameba, nè avendosi chiari ante· 6

!1 -

(òio•·nalc di ouaiGtna "'ililnrc -

~·asc. Xli.


1098

0ASU1STICA CLINH'A

cerlenti inte~Li nali: la dinguosi di :<ede si imponeva nel segmento superior e toraci <;o del !'<!gAto e prouahihu~nLe n ella sua p•Jr7.ioue autt> J·iore per la presenza delln due volumino.,e bone al margine epatico del lolJo destro e ,:.;inistr o, didse dlll ie~amen to falciforme La via d'acce~so per l'e.•ploraziooe cbi1·urgica pe• ciò s'impon eva a 'luella addominale con o s~nza re'i<'zioua extrapleuraledel mtngme costale de~tro a secon•lH delle condizioni an atotno-patologiche accel'tabili colla hiop~ia.

Sotto ete rocloronarco'>i si pn\ticò il 6 luglio il taglio laparatomico, tre <'ent. sotto e paralllllamente all'arcata costale do:<tra. L'ampia incisione mise tosto in e\·irlenza la por1.ione anteriore dellA. faccia couvessa d.:l lobo destro del fega to note\'olmt:nte i pertrofizzato. Di colore ros-so bruoo scuro, di consi:<tenza maggiore della norma, non prese n ta\·a nellA. porzione messa allo scoperto alterazioni capsulari; le pu ntu re esplorative r iuo:cirouo negatÌITe, L'e:<plorazione digitale in alto e posteriormente sulla superfice con vessa del fe~Rto fece invec·e r ile vare protoAdamente, in vicinanza rlcll'angdo eli unione del legnmcnto frdciforme col coronario. una zona rotondeggiaute, della. grandezza di uno scudo, ove la consistenza dul viscere s i modificnva bruscHnlr-n[~o- in una maggiore cedevolezza e pastosit!t. ;\on poten.to frnire dfll prezioso !'ussidio diagnostico dell'cs pezione della capsula, dMa la profondità della n•gione, la puu· tur~~ e,pJorativa, co u Ctl utela diretta, illuminò improvvi;;arnen ~e la diugno:;i. la· :-~•iat~<lori JHll' un momento perplossi. Si a'>pirò sul prin.:ipio uu liquido tru!-pa· rente <'Ou lieve t.int11 ~iallo-verdrtstrl\, contenuto io una volum inoSI\ S!lCC:l libera. App1·ofondando l'ago esplomtore a. rlP<tra e in lmsso,. attraverso un~ zona di lieve re;;;isto:nzR vcmne alhl luce un liquruue grigio- ver.Jastro oscuro. Il pe•·:colo di infettar() i l cavo peritoneale •·on un'ep~ttotonlill in pr:u10 teUipo. la diflkoltà di un'tJilic<tce drena~gi<> anteriore, .lata In va<;tità dellfl. raccol~a spiugf'nte><J in profondi t>\ e lateralmente a rlf'stn.. c le coud iz ioni g••uera li nell'A. cbe mal sopporta1·a h n!lrcosi, mi in.Ju,.;se a intervenire in secondo tempo per 1'epatotomia, a •sicu random i pe rò, !ie<luta sta n te, un'aderenza d i f,; asi va parietovi..;c•t;nde del pu•·itiJnl'o, pn.:viA. resc?.io n;~ ext.raplPural~ del margine coud r o co~tale (Lnuut-longue, Monod, V>\nven.;) per allarg.<re COU \'euien temf'ute il campo ope· rr.ti vo. L'esttllle mi croscopico del liquido estratto ci rivelò 1:~ presenz,, di. mnnerosi caratteril'ltici unrini rli ec hiuocot~co, oltre piccoli trammcnti di fogli stratifkat.i e arrotoh~ti ..;u si.l stes.:;i dellA. membrann estet·na della ci:;ti. Conteveva inoltre cloru ro eli sodto e allmmina in l!iscrem qun.11tità. con cellule epitdiuli, crt~t!illi ùi emato1rlina, sali di eu Ice e detriti vari. Ne~~una tn\cCiR. di vescicole proligere nè di scolici, ciò che iudicnva la morte delle iqn.tit.li. Jlopo 48 ore, fonnatclii aderenze ~~hba<>tnnzn resi stenti del v iscere col peri t oneo llarietrde 11 chiusa cosi in bns<o In grnndu cavit.à sierosa., :<otto na rcosi mista si pro•;edette allo svuotamcnto della ci~ti. :-;oJlcv!lta fortem en te da un niuto l'nrcala costale, mi avnnzai colln mano siuistm sulla, faccia conve;:!'a d~ l fegnto profondnmeu tc, fino n ri t rovare la zonr1 drcolare dc allioramento de lla cisti. Con un ago lungo da ntwurismi Deschamp;:. curvo di lato, poggifli nllorn l~ concavità .telln sua curvn sul dorso del dito indice sinistro, sul quale lo fec • scorrere in profouditiL tino a n•ggiuugere l'estremità del dito esplorato re. Allora. potl'i 1tfrondarfl l!l punta dell'ago direteunwnte snl v i<co re e svuotare una norevole qunnti t i• di liquido, d<l.pprinl>ì chiA.ro, io1li •·lrl!ltico e color cioccolatn chiaro. Esplorando la crwihl cistica, se ne constatò l'am piczza e l:\ :;ua espansione ,·er:;o destra e in hRs<o.


l

109!) Per nssicurrwm i un buon drennggio 1n1luffieiontc d .. lln p:\l·to · nnbe•·iore, dntn. la localizzit7.Ìoue protondll, ;;:i procedette, seduta stante, alb resczion e di oltre cinque centimetri della nonll. co!'lla destrR. tra 1'11;;cdl:! re anterio re e posteri ori-l, e, accolla tn la pleura parietale al clinfrtnnJnll e inciso quest'u ltimo, sotto la guida del dito dellR ma11o destra mautenuto nella snccn in alto, nft"ondni il bistDri tino :hl ampia CQmunicazione colla vasta cisti, (!Ompletando cosi lo SYuo. tnmen to dulla ste;.sn. L'cmon-:.gia fu miuinm; il pet·itoneo e m stnto in autecedeuza protetto da zaffi multipli con garza iodoformic11. senza ricorrere a ;:uturn del fegato alla pareto. Deter~a a.ccura.ta mente con gllrza tt:::ci utLa h va<ta sn,.ca. cistica, si applicò un drenaggio tubulam gro;:so, t'Pnf'~trato, e znlli di g1nza nell'aperturR. latemle'; an teriormPnte si lasciò un con venicn te za !l'o d i garzll , Dopo !<eUe giorui dall'iutorveuto. durante i qua l i rer l'al,hon<la n;m delle secrezioni (per tre giorni si Pbhe modica rolenngia) venivano nctnnbiate le medicatu re f'J=:t.ernn, si mutarono gli ?.affi ed il t.ubo d1 drenag~io: gli zafli di protez1011e dd pPritoneo VPnnero pure rimo;;:-;i, e~st•nd<>si foruuLle rapide ed e.~tese aderanze p1·0tt>ttrici. Il vasto CII.VO cistico si ri c·.olmò complet>tmente iu circ~a sei setti 11111 ne; lo stato g~nernlc migliorò n \"i -:t:.._ d'occlt io . Attludmeme non restn. cbe nbradt>re lt• grauula;.~ivni ciel i"ouJo della lapnrnto111ia nuteriore, rerenlare i margini cut>U1C1 e pratic·11.re una suturn sec:onònria. (~uf'sto (:aso di e(:hinoroccosi, forma ritenut:L finora r~tri!;Rimll. 10 questi climi, e J=:vilu ppMa«i in un soldato che dnlht nntivn. ~icilia fu t rasferito flui in Colonin. scn;o:a mai allontanar..;ehc per cinque anni. pre~•·nta pertnnto oltre un interesse epidPmiolo~ico, anrhe un' impot·tanz:L Jal lnto dingt1ost ico e ~:hiru1·giro . Infatt i l'ipcrtrotin totale d••l v iscerP, dovuta alla Rtm ipcrpln,.;ia rompru~atrice, Rnaloga a quel le cbt> ;;i rin\•engono nel fc·g!tto gm-:so Rleoolico e nel mslarir·o, ci tr><;;se in inganno facendo nppari t·H come vere boz;;:e il mar~ine anteriùre e In porzione attigua del lobo destro e !':Ìni~tro -:porgenti ><Otto l'tnl'ai" costale. P n re es,;f'ndo stati n\<·sqi ~ull'11.vvi"o ù>~.lla zvun di ot.tu-:ità posteriore conve,:sa in alto, ~i propendette per la localiz7.nzione anteriore. La dioguosi di probabilità di >\SCt·s-:o epMico era giu~titìcnta r!all'endemica infezione dissenterir:a in questo lit.ornle. pure esst•mht sta.tn negntivn lP. ricerca d ell'n.m~ba, sicl'orne talv(Jlta occon~. e nou figurando uell'auau1ne;;i antecedenti eu terici, c hP, sehhene raramente, pos~OJlO dPco rrere bland>tmentr-, s~nzn che ad essi i malati diano importauzn. Riguardo n Ile modalit>\ dell'int<>rVl•nto, l'epatotomia per via trauspleurale all'ipocondrio dPstro erA. t·e-:n. nrres-;1wia. .!all'impossibilità di mantenure un sutlic i ente drena !;~io attrnvrr!':o la brcct•ia laparatomira anteriore. IJSSendo la ;;aera c istic11. ;;itnnta molto profonùF<meute in 11lto e lateriz:t.at.a a dc:>tra, siccome "ubito risultò dalle prime punt.m~ esplorntive ed in seguito dal controllo d(') ·ìito el'lploratore. Non mi !'!olfer mo snlle C~'nsiclrrn:do ni Rnntomo-pntologich e ch e avrehbero potuto emergere da qn!:'Sto ca;;o, no u essendom i •tui stato poRRihi le e;;pletare min u tf'l ri cere h e d i hlhoratorio. cb t- pnr sarPhl,ero !'ta te utilissime. L'infezioue secondaria della grossa cisti pnò e!':SHe H\"veuuta per lc~ione rlella membrana pericisti cll. o meg lio per pericil;tite suppurntn, in cui mo l to spe::>so figura il coliba cillo ( Laurent); di là la lesione potrebl>t.! ave r gundagnato la r:uticola, altri! roen ti i mpen etra hile 1\i mir.rorganismi.


1100

CASU ISTICA. OLI :-IIOA

O s t'EOAI,F:T'l'O DA <;Am·o N.

131

CO:\'l'RTBCTO ALLA t:A::;IS'l' lCA DELLE FERITE DELL'ADDOME, ~er il prof. Francesco Maccabruni, capitano m edico, diretto re. Li• Jlù(' h e O>'Servazioni che mi accingo a 1·i ferire non hanno e DOU pretendono a,·e1·r• che nn interes><e pummeule statis tico. S\ rifer iscono ad alcuni cas i da me oss(l rval.i lo scorso n uno e di cui sol:tmPute ora mi è possi!Jile raccogliere qualche dato, ~J><sendosi l' iocattAmen t.o perJuto duran te le vi cend e del rip iegam ento. Caso t•. - Soldnto P . A.: vif'ne colpito il mattino de l 4 settembre 1917. sul Car:<o, da sche~gin di granata. En t ro. all'o.;;pedaletto il giorno stesso coi feriti ll'ggori e s:ceude. J a soìo da l camiou . Pre:;euta un~t fllritn al fianco sinistro, posll'· 1·iormeute. Si palpa il proie t t ile più in avan t i. ,;ottocute, sul margine este rno del muscolo 1·etto rloll'Hddome. Ke~sun fatto periton~<ale. -Si pratica un'incisione e si estrne una grossa scheggia m eta Ili ca a v volta da st.olfi~. ~i sbriglia e si pulisce i l foro di entrata o ve pure riscontrans i frustoli d i panno; medicazione. - Vers9 sera l'a. a ccus a lievi dolori addominali: i l ventre è t umido, vi ha d ifesa museo: lu.re, il pOif<O Si e fa t to frequento, la temperi\ LUI a elevati\ ; DOU VOIIIito nè SÌngb iozzo: si decido l' interveo to, ch e v iene praticato 36 ore dopo il ferimento. Av endo tutto preparato per la lapn rotomin, onde esser<> pron ti ad ogni evento, si apro il ca nale Ùt!lla ferita. Il peritoneo presentasi lacerato a ne e;;ce g:~.« con forte odorP f<>cal oiùe. S i al lunga. l'incisione e procede ndo oltre nell'esame si rÌ!'contrn ne l colon un'apertura grande qunnLo UIHI mon eta da o centesimi, gim:ta 111 <:on·i"poodenza del suo angolo spl<>nico. Il polo inferiore della milza i:: aspor~~to. Mcteor ismo e congestione delle anse iutesti uali: poco li qt~ido snug uigno n elle pnr ti dec li vi . 'l:;;;c~J dRiln fer itn scar!.a q\l:tn t it.it eli feci solide, .<'. he \itm raccolta soprR u nA. compress!l. ::;i !1vv ivauo i margini della ff'rita intesti nale e si suturano in <luplic<' strato, trRsvers:d111eute. S i applicano due punti a d U s ul polo infe r iore del la milza, a tutto l--j}E'Ssore con ct:ttgut gros~o : c·essa la lie ve eroorragin.- Toe· Je tta peri tonea.le, puliwra ed av vivnnH•nto della. ferita e !'utura di essa, lasciando 110 pi<'C'Olo d renag~ io d i g:~.rz1< uella parte l1assa , il quale giu nge 1d lo. porzione inferiore Ò••lla m ib~a ed esce per il foro 1li en t r a t a del proit> ttile. - Ness nu feno· LUeno pe ri toneale nei g iorni s uccessivi, ma In tPmpe ratu ra si man~ene atto rno ai 3!J" ancora per una d ecadE'. poi cade. Si t oglie gr:uln nlmen tc il drenaggio. L'a. Yit>ne dim esso guar ito dopo ci t·ca un mese •hl fer i111ento. Due pa role di com mento <L que!'tO caso, ch e verrebbe u!timo in or dine di tempo, ma ch e ho voluto dl.'~crivere pe1· il primo in cau!'a del ~uo mnggiore in teresse. Uu qunlche valore prese nta infatti questo caso e per il ritardo dell'in tervento. e per la g rav it à d<!lle lesioni. È noto che, mentre le ferite delle porzioni verti· cali del g ros,;o intestino (colo n ascendente e d iscend en te) sono relativamente poc.o g ra vi in g razia. di alcune dis posizioni parLicolari, invece le ferite del colou tr~~o­ s ,· er:-:o « e più precisamente qu el le de ll'augolo !'ioi:-tro di questo» sono a ltret· ta uto gravi, se nou più, di que lle del teuue. Nessuntwodelle n ote Ciluse di benignità dP ile (erite del colon verticale qui esiste, mentr e per contro il contenuto è più SE'ttico cJ,e quello del t(>nue {Abadie) Ci trovavam<> du n que d i fronte ad


l

CASUI~TICA

CI,1Nlf'A

1101

uno rlei .. ca<;i-limite • di questo Autore, ad una lesione che cessava di diventare cumbile spout:menment.e e redamava un'azionA chirurgica diretta. Azione che non venne eseguita subito, mancnndo i sintomi della penetrazione nell'ad· dome, mentre la sede della ferita, il decor;;o mol to obliquo del proiettile ~" lo spe:;sore delle pareti muscolo-cutanee del p1<ziente lasciavano credere che il J>Pri-, toneo e tanto meno l'intestino non fossero lesi Si stetté in una vigilnnte atte.;a finchò sopravvennero i primi ~=;in tomi pet·iton('ali : in~=;orti qne'lti non s i ricorse alla laparotomia immediata, ueu sapeudo co u quanta frequeuza tali sintomi si osservino nei feriti anche senza le,;ione cuvitaria, m>t ci :::i lituitò "d apdn~ in tutta la sua estensione il canalè formato d:1.l proiettile, avendo tutto preparato per un eventuale intervento radicale. L'operazione si impose solo quando si riscontrarono l!.'sioui ben mnggiori di quelle prevedibili, gmvi pe1· la sede loro, per la qualità del proiettile che le aveva. prodotte. e per la con cmuitnnzn tl i guasti in altri org ni A questo proposito può sembrare atipic'o il procedimento 4la me applicato alla milzR. per lE:~ ..:ui ferite s i propugrHl. il tamponnmeuto, più !'<pe;;so l'ablazione; ma, poichè un cauto tentativo di sutura m'avevn dato buon ril:'tilt;HO, facendo cessare la scarsa emorrngia, 'non bo proprio vetluto l' iudicazione di cvm· portRrmi al trimenti. Le difficoltà tecniche dell'operazione, non lievi nel caso Jnio per ho brevità del mesocolon e la fissità della milza, sono a t utti note e non mi tratterrò su d i esse, limitnndomi ad osservare che con due bt10ui di\·ttric;•tori e con un ottimo assistente l'intervento riuscì iu br eve tempo, senza dover ricor rere ad 11.ltre inci· !lioni nè a resezione di t'O;:tole. · 0 Caso :! • - Soldato D. A. - La !'era del 22 aprile l 9l7 si spnm nn colpo di fucile al ven tre a scopo suicida. Viene immediatamente portato all'ospedaletto, ove si riscontra il foro di entrata del proiettile nella re~ioue peri-ombellicale, li foro di uscita a l sacro. \'ersamento 11ddomi111tle. E~ame rettale negativo. - I.e condizioni dell'a. sono tali da controjndicare l'intervento immediH.tO. Si ri esce a risollevare ~tlqunnto le condizioni df'll'infArnJO con soluz101•e ti..;iologica ed a.d re· n~tliua., olio c11.nfo ra to, rbcaldamt•nto, Os!'>ig;cno; dopo tre ore dal ferimento si int~rviene con la laparotomia toediana. Si riscontnL tllliL enorme quantit:\ di sangue, un1\ vera. inondazione peritoneale, proveniente dai vasi del mesentero ampi:.mente l~tcPrnto e strappato dalle sno in~erzioni Evacu11t0 in pnrte il sangue e praticata l'emostasi provvisoria del vnsi me!'<enterici, si va alla r icc>rcl1 sistPmat i ca delle lesioni in testi n n li e si ~i ~contrano due J>erfo raz ioni n t· l :;igma coli co e tWI.L dozzina di ampi fori e lacerazioni nelle nnse del tenue, coi veri fenomeni di sco ppio c:Lratteristici del tenue colpito n hreve d istan:t.ll. e durante il periodo della d ige~tione. T1dune delle lesioni sono così vìr.ine ed e~te!<e che si è costretti a praticare lR resezione di due lunglli tratti del tenue. seguita da 11.nastonw::;i termino·termiualfl. Si suturano le altre perfornioni, si termiua l'emostn"i e la sutut·a del n1<'sentete, si prati<'a la toeletta paritonenle, etet·e in cavitit, sutunt, i p od erinoclisi con siero e caif'eiou. Lto condizioni dell'a sembrano alquan to migliorate, ma il mattino >:<eguente ancot·a si aggravano e l'a. soccombe coi siritomi dell'aneu1i11 aè1.<ta e dello shock. Ecco un caso in cui la sede deJIR ferita e.:;terua, la dist11.n7.a ciaila quale fu sparato il colpo, le condizioni dell'a. facevano pre~ umore con approssimazione di certezza lesioni tali che certo non ;wrebbero potuto ripararsi ~pon.taneamente, mentre un intervento ben poca speranza poteva dare di SLH:cesso. Qui l'opera· zione « non era necessaria», ma ~ poteva ancora mostrarsi efticace "· ~ quando


1102

CASOISTICA CLIN lOA

u n fo:1·ito è inirn ~:"diaùilmente perrlu to, !'e lasciato a sè, ment re un interven to da una au.·he rninima. probaùilitil ùi succt·~so, l'inter vento s'impoue. La stati~tica ~ per,on:de" non conta.: s i de\'e fa re l'interesse del ferito, non l]uello del chirurgo. ( 'aso ;1°. O. J ., Jll'Ìgiouit-ro austriaco, ferito il 1° novembre da scheggia di granata: viene accolto all'o,..pech<letto due giorni dopo iu cond izion i e!'trernameute gm \' i , ma senza Spiccati fenoaJHlll i peri toneal i. Presi.' n tn un'aro piu t'eri ta a ca nn le attraversanle l'addome ue l\a sua p1n·te inferiore, da destra a sinistra. Urine prive d i snugue. Dieta a:<-<ol uta, po"• :done :;elll i -se•iu ta, \'esdca di ghiaccio, olio ct~ufo­ ra. to. ipoderruocl i;;o i alhtd rcmdina. Nei giorni successi vi le condizioui dell'a. rniglior:mo, mentre vu o~taiJilen.Jo~i una fistola stercorn~:ea tanto dal foro di ent rnta . cht- dal foro di uscita; da qn•·st'ultimo protrudc in 9 • gion1atn. un lt~wbo di oruenw uccros,tu, gmnde r1uanto UJIR mano, cile si escide previa leg11Ltlra 'alla base e tissnzinu« nlla pttrct~. Il migliora111ento continu11, t ende a chiudersi In fisto la ril oltJ~lra, m .. ntre si restring-e quella di ~inistm e le feci escono anch e llall'!lno. Viene tra-<f't·rito in ottime condi:c:ioni gd.:l'rnli. • In qul'sto cnso le r:on •lizioni ddl'a. e,] il tr-mpo riecol'>~O dnl feriluento cou\.roiudica\·auo in mcdo a•soluto qual,insi intervento inllnediato, mentre solo più ta.rd i "i presentò l'opportun ita di un piccolo atto operati v o. , L'esito buono va ricercato in quollu spel'ia li condi,doui di r eh<ttva beuigniti>, cui }JO fatto cenuo comnli'IIt:Hulo !11. prima O!;Servn:r.iont', condizioni <'be ri g ua rdano le ferite interes· snnLi il solo l'IJion nelle !'ue pon~i oni verLicnli e che sono cosi beue ri n'<sun te daii'A.hnrliP : s<'arsa tnobilito\ oli questo tmitO d ' iute~tiuo e conseguent<! u <:ssu1111 dls"t>rninn?.lone dell'inft::;r.loue : vi cinanza all'!l pareti e con><ej:\ucn te faciliti\ più grande n Ile nd•·renze : pre::nuzn cl i uua parte extra po•·itoneale; co n tcuu to meno li!juido che quello del to·nue e CO H~ cg uenLe minore t entlenza a scola re d1\.lla per· l'orazione. Ca.<o 1°. - Soldnro X. Ferito àn l'twilo Pre~;outn l\On t'o t·ito. n 01u wle attrnVl"l'!':tiiW il torare dP~tro alla· sua b<t~e. cou foro •ii entrata n ell'ottavo "pazio i n te rr~ostn l~: posterl<.lrrn eu te e foro d i usr i t a all\· pigasLrio. Scarso e m o torace, n es~ un l'at tv prrit.oneale, uo~suu "Cguo di V('n;nmeiiLU u cll '~tdùomo. Condizioni geqerali buou e. Il tragitto della, ferita e la fuoruscita oli sangue nero dtt u co dei fori tauno pre:<umere che oltro alla pleura ed a l d1aframma anche il feguto sin leso, men tre non si hn alcuu seg no d.i le:;iono di altri org>uti. Ci s i astiene da qunl!'ia:;i iut.Prveni.o, t!d il ;;o~p•:tt0 di lt'!"ioue q >11.ka ne i giorni .:;ucf'c~si >i è fatto CPrtczzn clr\1 lilttt illv eol0re giallo oro. di odore cnrat.Lerislico, c he scola dal foro di en t ratn dvl lst t't>t'ita Non si banno mezzi por le opport.u ne reazioni c himi che; il bleu di mettl,..ne fatto ing.::l'ire 1d fHtz•ente uon colora il serrato della ferita, Nei giorni snccl's,;i•i, la ti-;tola s i c hiude p~r poi riaprirs i e chiudersi più volte Finalmente la chiusur·R. .;enthra de6nitivn. L'emotOl':tCe ~i ~ riassorbito. Si tra· sfurisce l'a. Quo·.-ti JlOdti casi pnrmi valgano in~Ìl"!lle coi Ullll>e rosi dati statistici già pniJblicati, n di111o,;trare come n el la tanto dibaLtut.a questioue dell'i ntervento e del nou intervento uu sano ccclctismo non sia poi del tutto a disprezzare. In chi· rurgi a - ~pecinlrneute in ch irurgia di guerra - non si. può esst:rc interventisti ad og ni ro;:;r., ni, a.sten-.;ioni;;t.i ad ol trnn7.n. Anzitutto i •·amtteri della ferita 1 la regione <'olpiln, la posizione che a \·eva l'mdivid uo nell'if'tnnte del ferimento, la nn l u ra dd JHoi .. rt.ile, le condizioni generali del pnzieuve; poi il senso clinico e l'e"l'~'I"ÌCW'.n dl'i chintr~o, .tecidemuno ca~o per· caso. Se perta n to non si può rac-


• OASUISTlOA OLlNICA

1103

chiudere il problema entro formul e schematiclte, i casi presentati tuttavia sono abbastanza tipici.

Nel ]n'imo ca so l'indicazione dell'attesa armata prima, dell'interveuto poi, non essendo presumibile che f>Otl'SSe r iparars i da sol a una lesione prodotta d a scheggia di grauata, ben sa pemlo come un tal gene re di proiettile per le irregolarità sue, il suo movimento di rotazione disordi n ata, ~l fatto che a veva trascinato ston·a, doveva ave r prod ot tb lesioni gravi e infette, quand'anche aves;:e leso il solo peritoneo : c l'a . j1.t operalu e y~w?·ì ; la:;ciato a sè quasi cm·tamente av1·ebbe dovv.to

soccombere :... !\el :sPC01•do ca~>o una ferita da fucile, ma prodotta da un colpo sparMo d>\ vicino, n tllla zona p er i-ombell icolare, duntnte il periodo di di gestione, mta ferita. che giù seuz'nltro e,-:ame doveva far resumere lesioni multiple e gra.vi!<sime del tenue, non sv!'cettibili di ripararsi spoutnueam~n te . ..: Lasciato a l!è, l'a. sarebbe certauteule mol'to; soccombttte auche dopo l'atto ope1·ati~:o, ma en1 questo l'unica ?'isorlia che lasciat:a. qaalcde p ossibilit?1 d i Salvezza». ~ el terzo caso una lesione datante da troppe ore, condizioni dell'a. tali da nou permettere un intervento, mancnnza di reazione peritoneale e sede de ll a fer it.a che poteva lnsciare qual<:bE' p roùabili t à di guangioue con una cura noedicn: « ope,·alo. l'a. atn·ebue ce?·lmne?lte sogyiacinfo, n.e11tre con l' astelll!ione si ebbt esito buono »· l'\ ... 1 quarto ca!lo f'inaln1N1te una fe1·iln. da fucile a foti piccoli putttifol'mi, a bordi netti, iutereSHIU1te diversi .organ i. mt e"empio tip ico Ji quelle ferite toraceaddominali, di solito beu igue, che, per ('.ousen:so gE:n eral e, o sono s uscettibili di gna r igione spontanei•, o, Jtei casi gravi, sono .al disotto di qualsiasi ri.<:or~n ch inn·giC"a : « un inl~lTento li VII pote1·a elle tlggratJa?·e fa prognosi ; Cl) n l'aslen si011e si ,s atcò ~·a . ». L ~~ eonclusione ! Troppo prochi ;.;ono i miei casi p er poterue trarre una : un a.,;tensiooista cocciuto (Ye ne sono an cora!) direbbe che dei miei operati una metà venne a morti'- , mentre tutti i non ope ra ti ebbero buon esito. E' verissimo, ed ecco il m odo con cui .si d i mostra In falsità delle statistiche troppo aride; sarebbe H vero caso d i di r e che la mntemnri<:a è un'opin ione, poichè, se in tutti i casi si fesse p ra ticato l'astensionismo, .si sarebbero avuti due decessi su quatt1·o casi. Invece intervenendo, <Jllnnrlo la cl inica e la patologht generale lo indicavano, si potè salvare una vittt di più .


1104

Questioni d'attuaiità, varietà, notizie Democritus ridens Un bel matt.i no, Taddeo e Veneranda, proui poti non degeneri della eoppia gras,;a e felice immortalata da Giuseppe Giusti nell' Amor pacifico, non appena ebbero aperti g li occhi ancor pi·eni di sounv, lessero nel giorn ale la lieta notizia che la guerra era finita. Taddeo t rasse un respiro, che pareva il soffio d'un mantice, e rivol· tosi alla sua compagna fedele, disse: - Finalmente potremo roa.n· giRre gli spa.gll~tti al !'"Ugo! - E dopo aver e"presso questo bel pensiero patriottico, nel quale riassumeva gli effetti della vittoria, Tadt1eo si fece grave in volto, ri caccìò ind iet.ro con un movimento energit·o del r.a po il fioc co della berretta da · notte, e cominciò a spiegare a Veneranda, che l'ascoltava immobile sotto le coperte, i l;>enefizi del la pace: - Vedi, cara la mia Veueranda; dopo i sacrifici fatti (e i ventotto chili di grasso perduti f ra tutti e dne sou lì a dimostrarlo\, noi abbiamo il sacrosanto diritto di fare una vita da Sardanapalo... 'ru mi domanderai chi sia costui; ed io t i rispondo che non ne so n ul la; ricordo soltanto che un giorno, che m'ero . portato in u fficio quattro panini gravidi e me li sboccoucellavo fra ttll a " prati ca» e l'altra., il mio capo ,;ezione, nel passare accanto al mio tavolino, mi di,.se con aria se vera: « Beato lei, che può permt>ttersi di fare il Sardanapalo anche nel tempo d el lavoro !> Debbo .perciò supporre· che Sardanapalo fosse una buona spada: intendo dire un gmn mau- . giatore al cospett-o d i Dio. Dunque ti dicevo ... che cosa ti dicevo? Ah! che abbiamo perduto ventotto chili d i grn~so. Sono _bau:ecole! sento g ridar da molti, Bazzecole nn coruo ! (Per.lona.mì l'espressione sconveni ente, Veneranda) . Guardate i mutilati, mi dicono, e vergo· gnatevi di venirci a parlare del v ostro gra~:-:o. Sta benissimo, io ri· spondo: ma, signori miei, un occhio perduto ~i può sostit uire con un occhio di vet.ro; un~~. gamba ampu tata, con una gam ba di legno, e via dicenclo: cose•, queste, che si fanno in nn tempo b revissimo, e a spesE' dello StaJo. Ma il gl'!I.SSO. i l n()Stro gr~tsso, non si può rifare nè in due, nè in tre, nè in quattro mesi, e ce lo paghiamo di no· stra tasca. Voglio dire, imwmma, cbe anche la perdit.a di grllRSO


QUESTIONI p' ATT OALITÀ 1 V.a:&lETÀ, NO'l'IZIE

dovrebb'essere com presa fra le mutilazioni, che dà nno diritto a pensione: ma poichf. quest'idea cosi chiara e g iusta pare non voglia entrare nella testa d..:i nostri governan ti, la pensione ce la prendere· m o da noi, chiedendo se m p re nuove gratifi cazioni e, in cambio, lQ.voraudo il meno che sia possibile. Noi abbiamo com battut.o per la libertà e per la conquista di t utti i diritti: su ciò non cade dubbio. Ora il primo postulato della li bertà (€ìlico « postulato « perchè lo dice il mio giornale; ed io credo ciecamente alle parole stampate anche se non l e comprendo) e il primo de i nostri diritti è qnello di non far più n ulla e di prender doppio stipendio. In fin dei fin i, s'è soff'erto abbastaza, ed è venuto il momento di fare (passami quest'alt ra. espressione) il comodacci'O nost.ro. Tu , Veneranda sarai deputatesssa, perchè le donne avranno il voto con q uel che segue; e propngnerai in parl amento la santa causa dei la>oratori del pen · siero e delle braccia, e dimost1·erai, co lla tua bella eloquenza, in primo luogo, che la patria ha contratto con n01 un gran debito d i riconoscenza; in secondo luogo, .che i fr utti della guerra andrebbero ll8rduti ... se non ce li mangiassim o noi: vale a dire, se ogni cittadino non godesse della più illimitata libertà dì fare, o di non fa re, e magari anche di disfare: Dico bene, Veneranda? - l\la Veneranda non ri spose, perchè s'era riaddorment!:\ta nel calduccino delle lenzuola, s0gnando forse i t1·ionfi della tribuna pari amen t are. Questo è su · per giù il programma di tutti i Taddei più veri e maggiori, come li chiamerebbe il Carducci, dei q uali vi sono diverse sfumature: dal giallo sudicio rappresentato dal degno sposo di Ve · ~eranda, al rosso acceso dei Taddei della piazza Ma vi sono ancora 1 Taddei minori, le cui modeste aspirazioni si riassumono nello .-;tatn ~uo ante; ossia, in una continuazione pura e semplice del la vita che 81 coaduceva prima della guerra. I nsomma, un progrmma massimo e u n programma minimo, i quali però non difreriscoao l' un dall'al· t~o che in apparenza. Se, infatti, i Taddf'i m aggiori inastano la bandiera di Michelaccio, i Tadde.i minori , col risventplure la bandiera del tem po di pace, non fanno alt!'o che riconfennare il loro antico P.roposito di scivol are s ul lavoro giornaliero come si scivola sul g hiacCIO, tanto per rompere la. m onotonia dell'ozio, per distrarsi, e an· che. per non avere sul volto le fiamm e della vergogua il ventiset.te dì ogni m ese.

. A. h! _miei cari Taddei grandi e piccini, quanto siete degni delle ~~~te dl Dem ocrito! Ma come ! S 'è comb~tttuta n na. delle più colos · 1 : ?uerre che la stòria ricordi, son morti m ilioni d' uomini, si son essi a ferro e a fuoco interi paesi, so n r ovinati dne imperi che


1106

QUKSTIO~I D)A TTOALlTÀ., VAKIETA, NOTIZII!

erano 111 tutto lo spleniore del fasto e in tutto l'oltracotante orgoglio del potere, e voi, come se nulla fosse avvenuto, rimanete saldi n E:lle anticlte formule, o u e predicate delle nuove, che sono una rift·i ttura delle antic he. Ma dove diavolo siete vi='suti in questi ultimi anu1:-' In 4nalche pumeta ben lontano dalla terra; per esempio, in Urano o in x~tti llUO.

* *.;.

I o uou parlo del l'assetto etni co e geografico, che è cosa che ri· guarda g li are:ifanfani della politica e della diplomazia: parlo dell'asstLto worale dei popoli dopo i l t urbllle che s'è scatenato con inaudita viol~;:uza. sull'EuroiJa. sconvolgendo, capoYolgendo, distrugg~::mlv tntto ciò che pareva inta.}cabile cume il granito e intangibile come l' A.rca sauta. Ora, quali saranno o, per Uleglio dire, quali dovranno essere i capisaldi di q nest'ast>E'tto mora le, affincbè e!>SO non divenga. uu a:::setto immora le? E qui nn ('.oro di \Oci i ntona il ritorl!l'l lo dell a. roman zii. di Taddeo: - Libenà ~co11 fiuata per tutti ; abo· li)\ione ùella fallliglia, sostitui ta dal llbero amore, lavoro a. comodoj ostnwismo d'o~u i do\·ere e d'ogn i disciplina . - Ernn questi, d u nque, i fin i etici della guerra? A b! Je risate di Democrito! E badiamo che quel filosofo uon era, come si direbbe om, uu codino: tutt'altro! Bast.a. leggere i pochi frawmenti dt>l le sue opere perveuu ti fino a noi, e h~ cui raccolta, dovuéa alla pazieute erudiz ione del MuUacb, m' è cR.dula sor.t'oecLio f1n1prio iu yuesti giorni . Commciamo dall 'amor libero. Uo fatto t.roppe vo l t~ aperta professio11 e di fed e giuecofila. perrbè m i s i ro:>sa llC'Cnsare d i JlrUde?·ie e si giunga a supporre ch'io ~erebi di all\lliL!LIIare dalle labbra dell'uomo la. co}Jpa del piacere, la. quale "n ou s ta., eona e crede l_a bac<·hettoneria uHiciale. nel pugno di 1\IefistofelP. bensì n elle mani d'nn angelo ..\J a è ap punto la mia giueco· fili a, che llJÌ fa provare u n senso di d isgusto invincibile - dinanzi alla teht su cui alcuni soei ùlogi odierni hanno tracciato l'immagine dell'amor libero: l' 1mnHs.gine pornografi ca di l'e·nere Pandèmie a ca val· ci o ne d 'nn el:l.!)l'O, come ce !11 descrive P ausania; e, ueJ fissare lo sguardo su y nell' immagi ne, n on posso far a meno di p ensare che, a. Pn.udèmues. Solone dedicò uu tempi ~? colla contribuzione di tutte le weretrici. Orbene, datemi pure del retrogrado quanto vi pare e pìfl.ce : ma io. che debbo all e douue le g ioie e gli affetti più intensi de lla vit.~:~. e che amq figurarmele come un'olezzante ghirlanda. di roae, la quale si s tende dalln. culla fino al letto di m orte, inorridisco al pensiero che delle mani s::~.eril eghe e brutali st.rappin le rose da quelh~ ghirlanda maravigli osa e ne spargano i petali profumati fra


QURSTION I D' ATTU al.lT À, VA ltiETÀ, NOTIZII!:

1107

Je lordure del suolo. I o sarò nn uomo d'altri tempi, un sognatore romanti co, un visionario; ma !asciatemi gridar e a pieni polmoni: Vi va il ca vali e re cortese ciel ru ed io evo, c he si batte \a n el t.oru eo per uno sguardo o per nu sorriso delb sua donna, e che, mor endo, prem eva sulla ferita sangtlÌnante il serico nast.ro datogli da una mano gentile presso il ponte levatoio del turrito castello, nella dolce tri·stezza dt::lrultimu sal nto . A Veuere Paud~m:e, piPgarou0 il Papo ·- volenti o uoleuti - i legi:>latori piu saggi di tulti i Lernpi, compre:.;o Rolone, il gnale, come ho detto poc.:'au zi, le fece innalz~Lre , uu delubro r.oll'oro delle t:>tère; ma la donna fll e sar~ sempre iwperso11ata da Venere An adiomeue, l'eterno simbolo della grnzia, della hPIIezza e dell'amore. Non vorrei che gli as;;ertori dell'amor liuero supponessero che le mie cognizioni s1tl loro argumento preferito si:Rn ri::stretce· a pocbe idee raceattate q na ·e là uei giorna] i e nel le ri vi.:;te; eh è, iu tal caso, essi avn·bbero tnhe le ragiou i di llarmi sulla voce e di mandarmi a studiare. H.nziohè !asciarmi discorre re cose che coJosco appena superfici !\ltUNlLe. Si ra;;sic:urino quei ;;ignori: io dl:ldicai all'amor libero rs' intende. in te.C'Iria) una. parte 11,111 pincola de' miei stud i di soc iologia P lessi quanto ùi nH•:=::lio fu scritto in toruo a quest'argomento, ma 11è il Jih1~dJl-:p, nè Max N ordRn, nè I'AlbMt., nf. il Carpenter, nè il Gunrplowic·z, nè il I3loeh, e nemmeno EllE'll E:ey, ehe pure è UlHI sc'rÌttrìce Ji sommu eiHc·aei~:~ , la r1mtle s'impadronisce subito de!Pauin10 dei lettori, son riu~c:iti a per snaJermi. ComJ.>rendo perfetta.mente ~:he l' amor libero è tosa del tut.!(.o djversa dalla. pros tjtnzione e t:h•'l, >:econd o iJ concetto de' suoi fa u tori, è semJ.>Iicemente l'amo. e lihPrato da c>gni i mrom i s~ione o dominio dello Stato e del capitale: ma se ciò è abbasL~:~n'Z!\ st>1n p l ice in teoria. in ]Jratica è inveee maledetlamentP com piirato; 11011 gi~ per la co~a in se s tessfl., che "i riiluce, in fin dei conti . ad un atto fbiologico che conosciamo b enissimo e che per compiPr,-i n 011 ha bisoguo eli alcuna dilucida· zione né di alcull c0mmento fi lo;:;o:fìco o sociol ogico; m&. per ]t:; oondizionj speciali dell'am bien te s<,ciale in èui si produce : ambiente tutt'altro che avvezzo alla disci pl i11a <1ell' i;..tituto sessuale; tutt'ahro cbe preparato a eontene r e, uel semplic ismo d'una formula, il turbinio d'uua passione, ch'è la piil violenta e la piu pericolosa. Nei popoli nordici Jton nego che t·iò possu forse avvenire senza gr11 n di scosse, e che certP. svariche nervose trovino il loro parafnl · mine nel tewper~:~.me11Lo di quegli or gan ismi, a cui l'inibizione dà , a temPo e · l uogo, un p:-tLere di resÌ;;Len za verMoente straurdin!\rio; ma nei popoli di razza lati nH ..... Eh, via! non ci vuole un grande

ai


1108

,

QUESTJO:>:I 0 1 ATTUALlTÀ 1 VARIETÀ, :'(0TlZIE

acume per capire che, quando si conceda un dito di libertà al così detto « amore • questo se ne prende subito un braccio; e, dopo il braccio, il corpo, o magari pìù corpi Jlun dt ::;eguito all'altro. FacCÌiliDO pure i voti più ardenti che in un avvenire non troppo lontano anche i popoh, nei quali il tepore del clima fa scon-ere impetuosi torrenti d i p io m bo fuso in vece ch e tranquilli rigagnoli di mercurio, eome av,·iene, per esempio, in Tedescberia, riescano a vincere l'ultima. é formiù!tbile battaglia c'oll'erotismo facendolo assurgere alla dignità d'istinto di conserva zione della specie, se11za. il beneplaci to del ~ie­ vano e senza il bollo ufl]ciale del sindaco; ma di qui ad allora con· tentiamoci moclestame!lte Jel matrimor.io (coll'opportuna val vola di ::;icurezz;a del divor~io ) , il quale ci assicura almeuo il piccolo centro t·ollettivo della famiglia, la cui riuni one complessiva costituisce il grnu ~.;entro colletLi,•o ùe lla patria. hla mi scordavo che i 'l'addei Jmassimalisti non ammettono più il concetto di patria; e, in tal caso, si compreude come n on sia più necessaria la fam iglia. ln.somma1 l'amor libero è una cosa. molto spiccia. La donna dice all'uomo: « Bel mo1·P.Iiin ('ht~ pa.ssi pe1· la 'Via » 1 tu mi piaci , e voglio esser tna. L'uomo che, in fondo, è sempre un po' quel certo duca. di Mantova, che voi avete eonosciuto nel Higoletto, canta a mezza ~oce : « Que8ta e qw•lla. per me pM·i .~ono ,., e accoglie con molta grazia la proposta Jusi 1J gh iera. Dopo di che, la coppia, propo~;tasi da sè stessa all'usanzameHto matrimnniale a scelt.a, s'avvia t ranquilla· m ente a _braceetto i11 cerca d "ull antro muscoso, dove possa e:saroinare cou agio i titoli rispel.th·i. Ah~ come devou fremere di gioia le ossa. di Gian. Giacomo Rousseau, i l quale fonda va i precetti educati vi sulle leggi della natura, e li metteva in pratica nell' intiroit.à. dell"aleova colla seduceure signor11 di ·wareus! Ma - direte >Oi - codeste <.:OSe si fanno auche. ora. D'accordo; ma siccome non porta,no il visto di a le n n sociologo d i c-arte Ilo, cosi es:-.~ non costituiscono un c: postn· lato:. filosofico . Sono tuWal più un post ulato del marciapiede. · Del resto, se vogli~>mo esser ::.inceri , noi uomini non avremo ragione di Jagnarc·i tropp9; ed io, che son pe~simista in ogni cosa, fiuirò forse col diventare ottimista sull'argcmento dell'amor libero i purcbè però uu plebiscito di donne, e non la sola voce di Ellen Key e di altre poche sue compagne, mi abbia pPrsnn)<o che il sesso genti lt> accetta senza restrizioni il passAggio dal matrimonio alla piena. libertà st>ssnale. Si jJtlÒ essere certi cbP , SP rimane impregiudicat.o il u odo della l{nestion e, sugl i acuessori l'uomo e la donna se la intende· nmno spmpre facilmente; e il nodo della questione fu da un bel pezzo nlPsso in rìlie"'o d11- Vittor Jlngo con queste poche parole: • il n·y o que c: el a m~ rn onde; él re ai 111é >>.


QUESTIO~I D ATTUALITÀ , V ARIF.TÀ, ~OTIZrE 1

1109

"' **

Il lavoro fatto con comodo e C(\I.lJln orario addirittura sbalordìtaio per le sue innumerevoli interruzio:m.i tla Doma delle ore del Ponchielli con un raddoppiamento di battute d'aspetto) è una .consuetudine di alcuHi uffici governativi, in cui fra .Morfeo e Sisifo la gara è, si può dire, incessante. Se è vero che fra. le riforme del c dopo gueJTa » _vi sarà anche quella. del pesante e c·omplicato nHtccbinario burocratico, dovremo rallegrarcene come di una delle più ardite e salutari innovazioni dei nostri tempi, che n e1Jpure Ja rivoluzione dell'89 riuscì ad imporre ai governi d'allora. I n fatti, ne). primi decenni del secolo scorso, ossia pochi anni dopo che quel ciclone era passato sull'Europa, Onorato di Balzac scr iveva il suo no· tissimo romanzo Le.<~ employés, nel quale ]a piaga de1la burocrazi a è messa al nudo con quella sincerità e con quel coraggio, ch'eran propri ·dell'imm or tale autore cle La> comédie lmmai11e. A p1·oposito : avete letto quel romanzo? Se non l'avete letto, Jeggetel o subito; e vi assicuro che rimarrete profondamente sorpresi aJ Yedere che, a quasi cent'anni di distanza, le cose oon sono affatto mutate. Ah ! come li conosceva ben e il Balzac quegli ambienti nei quali l' am bi~ione più sfrenata si nascoude sotto 1a maschera rlellasubordinazione gerarchica, e l' invidia e il rancore si trasformano, a fnria. d'ingegnosi artifizi, iu contorcimenti ossequiosi della spina dorsale ! Il lavoro intanto pro· cede alla peggior a sbalzi, a scosse, a traha!Lolli, con lunghi intervalli d i broncio (oggi si ·dine« ostruzionismo~). in cui gli impiegati dormono a gomitello sui tavolini e le « pratiche » si va.n ricoprençlo d'uno spesso strato di polvere fl'a gli sbadigli degli archivist.i e degli uscieri. Di chi la col pa? In grandissima parte del governo, che accresce smisuratamente i l numero dei funzi onari , Fagandoli male e trattand o li ~avente come g li iloti della. gleba; in minor parte, degli impie· gati i qnali, vedendosi in cento attorno a un lavoro che venti persone di buona. volontà sbrigherebbero forse con egual perizia, . ma di certo con maggior sollecitudine, e illudendosi, per COl1seguen za, che l'arca del tesoro nazionale sia una mucca dalle ce n tomi la mammelle sempre ripiene di latte, non pongono pi ù limite a!Ja pretesa di maggiori stipendi e di minor prodmr.ione di lavoro. Jllu!'li one e pretesa, del resto, g i ustificate fino a un certo punto: perchè l'in cessante creazione di• nuovi uffici e di nuovi impiegati parrebbe dover esser e la prova che il governo ha bisoguo di questi ultimi, ma che, nello stesso tempo, non vuole ammazzarli di lavoro; e, inoltre, che sa di poter spendere e spandere senza ritegno, o:ffondando le mani nelle casse inesauri bili dell'erario. E p oi si de\e anche considerare che nn funzionario' .governativo, il

•


1110

1

Qt:E!"<T IONI D ATTI ' AL.l 1'A 1 V.AH IRTÀ, NOTIZI E:

'ìuale è nonmtR.uo,·e volte :>u (·ento l"a valiere (titolo q uesto ch e lo innalza di mille ~..:ubit i nella. ,;r.imA. del suo portinaio), ba pure certe e~igenze :::o~:iali a cu i non può >rnir men n ::enza s fi g urare di nanzi agl i

o

oc<:lct del la gente; e yn a udo vedt>, per eo~empio, c be l11. moglie di un infi mo bottegaio. a rricchitosi ri n runte la guerra. affamando il prossi mo, porta lE:' bnccole di bri ll anti e i braccialetti ingemmati, mentre la sna p0ve ra ~età s·anuerìsce al fornP ll o della cuc·ina e v est e come vestin.t nn tempo la mogl ie del suo carbonaio, non h a poi tut,ti i torti di est.:lamare t:he r·bi serve orwstamE:'llt,e il governo si r iduce in pochi anni ~ullt> cigue, e nnn è del tn1 to C'Owiannahi! P se. trA!-lcnraudo illa,-vr o dPi fngli «emarginAti >> , cbP gli frutt.a così poco, ,·a in cerca di a ltri la-.;·Mi, fo rse pii1 u mili, wa moglw ret ri hniti, a cu i egli a ttende marinando l"uilit:io, con o :>t-n7.n la cc•mpl icità dei superiori. ~e q uesti paria deJlq St.ato souo la maggioran;.:a e destano un profonrllJ srn'io di pietÀ, non si può pE-ro nE'gare che un cert.o numero rl'impiPgrt.ti. - sc:arso a dire il ''Pro- >na ai'Ait.to da poltronite ero· nir-n, ci1E1 è ht vera peste rlt>gli n1lì•·i, pE'r l'esempio incleeoroso offerto a (,hi ln.vora sul se ri o ~:~ alla gente d i fuori. ehe, vPdenrlo quel la beat<~. congrN!azione ù'o:>:iosi anfinrE' bighP il ouando per le strane o strusciar i fondi doi (·alzoni sulle sP,sw;iole df'i C!dl,;. finisce r·ol pe-rdere ogui fidncia neli'Prlifìcio governat ivo, in c.:ui t>ssa amavR. irnmft.ginare il tnrl•inio operoso (\'una immensa ('!trici na. (Jo,:;ioro SfHfl.n qun.ttro noci in nn saC'co : ma fan pi ù rumore' che u n rP !!~ imeut.o. ?\el le poc·hl' ort' (·he st.an no in ntiicio, fan dt~ l la poli· t iPn. e dPlla mn ldiC'ellzA, fumnu0 sigarattP, schernisrouo g li sgohboni, c;,.rivon IPttt:>re a ll'iullamonuo, e poi se ue ...-an n o in giro per i corri•1oi o pE'r lA a ltrA stan:r." a tlistnrhar c.:hi Jaynra: e. all'ora della. pRsS••ggin1.a intì]R,n la porta. la!!ciando snl l'att..aecapanni _nn r.nppello di ri sPrva, (;he è com,. il fc\nt<•r:cio el i pann i c-he il ~o l dato lascia. nella b·rnnda primn eli << >:11 h:n !11 harrfl » . ~ ~on proprio C'Wl•·sti spol'fnll'n della hnrorntzia., che hann o piu ilpcwrhia, piit nrrogHnza e forsf\ Hn•· h <~ piìt igunrauza. S nn essi c he t-nu.tuno il pubblico l'OH tlei modi da< 'o!ìnc·ch i: son o e;:;si che tagliano i panni arld.nso~o ai superiori e r; i <:o!lP.gL i; son es~ i che riempi on le pa!!Ìnf:'. dPll'~tnunA.ri<• di cro('i precuatnrf' : son essi c h e gridan più forte quando si tratt.a di Gbi{'rlere tlllA ri,lnzioue dell'orario o un n.umento d i ~ti pendio : son es>~i, iufine, che sc-rPditano tutta la cla sse degl'impi e~nt..i, facendola apparire come la confrate rnit .• dei G a udenti, mentre in ren.!Lit, è la con~rega zioue rlei Trihulati. S e non avete l et.to il roman zo del B~\lz ac, avn'ltP o~ent-Jto di cer to la comm~d i a d i Vittorio Ber<"e zio L e mise1·ù>del .~i.r;nor Tr(lvetti. che ha fatto pi anger e e ridere


~OKSTIO~r D'A'l''l'UAI.I'l'À, VAR IE'l'A, NOT!ZrF:

1111

tre genera7. ioni d i spe~tn,tori : e in cui sono delineati con mano maestra r.odBsti calabro n i d ' ufi:icio do.Ile ali dorate 8 d n! pun~iglio ne se m pre carico cii velflnO. È in utile quin :li c h'io prosegua nella descrizione d'un tipo a voi ben uoto, non soltanto sulle scena del teatro, ma anche s u que lla del la vi t!l. reale. e che Democrito si fiacchi le costole a f uria di risate : diciamo pintto,;to d ne parole inr.orno ai mezzi più opport uni p~r SR.ltare la g ran piaga burocratica, che ha r esistito finor a a tutti i disinfe t tanti. Resist.en\ essn a n f'he al ferr o r oven te?.

"' * * Lasciando da par te le meLttfore, occorre, come ho già detto dian~r.i, che lo Stato . abbia il cor::tggio di far e una riforma radicale di httto il presente sistema bnrocratiico, partendo dal concetto fondamentale acni t>' informano p-li ufHci non governati v1: e c io(>, massima sem · plici tà nei congt>gui ammini:;trati vi: minor numern possibil e d' impiegati , ma scelti~simi e ben pa.g~>ti ; orario equo, ma inflessibile; nessun lusso di vaeanza e di fe.-te. contrariamente a fJUanto è I!On· sentito dàl nost,J'o calendr~rio u fficiale, ch 1è as~ai ):>iÌl l Ar~o di ttnello ecclesia..,t.ic:o, perch è alle feste r el igiose aggiunge nna. lung'a seri P di feste civi li: senz·a conta.re le vacan:r,e, pnrP. innumerevoli, chfl son concesse all' im p rovvi~o per avveuim0nti dì vario genere:: non e"sPudosi ancora t rovatu uu mez7.1) m igliore di festeggiamento, che quello rli sprangar le porte dPgli nOic i e delle senole mltudando gl'inq.iegati e g li studenti a g irond olttr per le strade. Le qnali vac:anze - è rlolor oso il dirlo- son aocolte sempre con grandi manifesta?.ioni di gandio dagli studenti e dagl' impit>gati spiccioli, per la semplicissima m gionfl che, per e"si, il lavol'(l è più p"sante deJla ca.ten.a rlei galeott.i, e c he il liherarsf'ne anehe pPr p oche ore rappresenta una gioia, la q ua le non è for!'a snpt>ntta che da qut>lla d' una gratificazione. Ù<worre, d un que, tmsform ftre il oncetto del lavoro nelht ment;e d'una grnn pa;·te degli sr.nrieut.i e degl'impiegati : il che sarA nn' 'impresa assai più cliffiti lt> che la r iforma a.m m in Ìl<t.rati n:t. rra t,r.an1iosi di lavorar su C('rve lli r ego lati da. tP.mpo i mmf'mon1bile dalla 1Pgge .dell' ine r zia: ma, con un po' d i pa7-ienza, si riu;wirà a compiere anche q nesto miracolo, in spec ia.l moru, poi, se lo si farà preced ere, per quaut9 rig uarda gl'impiegati, da un altro mimcolo d i effetto imm ediato : l 'aum ento degli st ipend i. Il lavoro è soddisfazione, è letizia, è fed e , è confor to, è salute fisica e mor a le. Chi non g-i unge a comprendere c l1e il lavoro è una gmn legga della natn~·a, non conoscerà mai la gioia piì1 alt@ e più pu r e del! ~ vita ; l e :;ole gioie che non vengano turbate claìle disillusi oni e che c i sian compagne dolcissime e fede li finchè la face dello spirito manderà l ' ul timo


11 12

QURS1'i0"l n'.ATTU AL,ITÀ, VA RIETA, N'OTlZIE

bagliore. Alle menti più tarde, ai misoneisti della burocrazia., alle cariatidi rlegli uffici e delle scuole, io consiglio la lettura d'uno dei più bei libri di Paolo Mantegazza : l-e glorie e le gioie del la1;oro, che vorrei vedere sul tavolo di ciascun impiegato invece dell'Annuario, sul quale stan chin e più fronti pensose, che non sulle leggi e sui rego · lamenti d i , ' tato. E vorrei ancora che ogni mattina, prima di sfo· gliare il corriere o di stintignare sopra una minuta, ciascun impie· gato leggesse, come una g iaculat,oria, il seguente passo di quel libro: «Figliuol mio - diceva mia madre - laYora: nel lavoro sta la base angol are della moralità : il lavoro è la prima benedizione della >ita. Io rieordo ogni giorno quel mattino d;aprile in cui la natura tutta quanta, facendo coro alla voce di mia madre, mi rivelò che il lM·oro è una legge delhi. vita • · Quanto più veloci scorrerebbero le penne sui c fogli emarginati • e con quanta maggior ..soddisfazione si" saluterebbb il ventisette del mese, se que::;ta gran verità riuscisse ad attraversare la densa atmo· sfera nnrc?t.ica degli uffici e a penetrare nella calotta cranica degli impiegati! :Ma una cosa non meno necessaria del • n uovo concetto del lavoro è nn eoncett.o chiaro e preciso della disciplina nfllle masse, le quali, purnoppo, credono U1cora che qu esta sia appena. tollerabile nell'esf.\r· cito e debba invece considerarsi come un' imposizione tirannica nelle. popolazione civile. sopratutto ora che la fine della g uerra ha fatto n ascere appetiti sfrenati e a spirazioni illimitate. Nulla òi più falso. La disuiplina, a cui qui alludo, non è racchiusa in alcun regolamento, nè in a lcuna legge di statq ; essa è un vero e proprio sen· timento, che, t~ome quello clel dovere a.l q uale è molto affine, deve germogliare e crescere 11ell'animo di ciascun cittadino per virtù per· sonale e coll'aiuto d'una Raggia educazione. La disciplina, in fin dei conti, è puramente e semplicemente un'obbedienza cosciente, e non mai servile, a chi sta sopra di no i, e alla legge, che sta sopra tutti ; condizion:~ questa indispensabile dì quella vera libertà, che molti s'ostinano a confondere coll a licenza, ch'è cosa ben diversa e che fu sempre il primo indic e della. rovina delle istituzioni. I governi democratici, vale a clirA essenzialment e popolari , non si sognarono ma.ì (e numerosi esempi anche recenti lo dimostrano} di tollerare e tanto meno di predicare l' .indisciplina delle rhasse, ben sapendo che la. demagogia, la q naie og~i non è più quella dell'antica .Atene e signi· fica soltanto disobbedienza alle leggi, fa capo inevitabilmente alla tiratn1ide collett.iva, ch'è peggiore dell'assolutismo, a cui sovente pre· pttr,\ il terreno, com'e ripetuta.mente provato da.!Ìa storia.

l


f Ql'ES'l'll\:\[ D.A1'1'U .UATÀ.1 VARIETÀ, NOTIZIE

1113

E giacchè sono in vena d i con,..iglia.re la lett.ura di libri alta-

i·

mente istruttivi in questi momenti , in cui tutti abbiamo più che• mai bìsognQ della parola a rumoni t rice dei saggi, segnalo all'a.ttenzioue dei lettori l'aureo •·olnme del Forster (il quale non è un 'l'edesco, ma un cictadi no della liut>r~t El vezi a.), Scuola e cw·attere, di cui citerò due soli pa>iSI, t.:he deòico a coloro, a cui la caduta degli imperi barbarici appare non gi:ì il trionto della cìvilta e della giusti zia, ma come l'apoteosi del rli;;ordine e della licenza. « Nessuno d iventa meno indipendente di l'Olui ('be non ba mai imparato l'obbe'l dienza: egli ha perduto ron ciò la scuola più efficace della resi1 stenza personale, l'eùncazione alla resi stenza contro il proprio« io». E in un'alLro puni.o; « Non è per caso che la dottrina kantiana dell'autonomia morale ò venuta. alla luce proprio quando il pensiero democratico incominciò il sno pri mo giro trionfale attraverso tutta l' Enrop!!. : la li hHtà f. anlonomia soprattutto in questo sPnso, che uon vi ha vHa lil,ertà se non quando Ja !disciplina, che f•ri ma era imposta come guida e regola dal ~di fuori », f;Ìa affermata e voluta dalla per,;onalità c iHt eriore ~ dell'uomo ~. Val qnant' a dire aggiuugo io - che la disciplina '"a compresa e sentita in spec1al moùo dRi ;maestri, e da qnt=>sti trasmessa, più per via d'esempio che colle parole, alla p~:-1·soualità c iuteriore"' degl i scolari . .1\fa anche senz'attentlere l'opera pa7.iente ed efficace dei maestri, si puù affermare cbe la nost.ra gnPrra. terminata con una ma;:?;nifica vittoria, parla al popolo con cosi alta eloqt~enza, che nessuna parola potrà mai superA.re. « I nostri ufficiali e i nostri soldati -- disse recentem en te il generale Giardino in Senat0- tornauo dalla guerra con una rlisci p li na fatta di sacrifhi e di sangne, che diffondemuuo nel popolo . :. E il popolo, che pu re ha lottato e sofferto mentre l'esercit.o com b atteva ai confini, non d im nnticherà cer tamente, nella. n uova era dì pace--- non meno pericolo-;a, in pri ncipio, di q uella guerresua - 1\tmmonim~nto e l'esempio de.' suoi valorosi soldati . Il Jet t0re m i moverà for:::e il rimprovero di e11sere sta.to, in questo articol o, piut~osto lleraditus ittgt-nr; cbe D emoqri ll&-' 1·iden~<, ed iÒ accetto il s uo ximprovero perchè m'avvedo ehe è pienamente giustifi. cato. })fa m i si per.metterà di ri :::pondere che la colpa non t; mia : la colpa è tutta degli argomenti trattati, ì qnali se, a prima vista, poteva n ::;e~ brar~ ogg ~tto di riso, esaminati più da vicino parvero invece .roentevoh d~ p1anto. Esclamerò dun que anch'io come Enea dinanzi ai templi di Cartagine, in c ui eran raffigurati gli episo:ii de lla. distruzione di 'l'roia : Sunt l acry·m.a e ?·erum ! EoMONDO TRoMBKTTA • .Rorna, dicelttbre 1918 . 70

_ fJ-i••>·nate di metUcina lllilUare -

fl'asc. X Il.


llH

CROCE ROSSA ITALIA NA •

RicompP.nse al mel'ito. Il Pr<·siden te dell'A1111ooiazione, nella ricorn·oza d ella Fe~ta na?.iouale drl 20 ae•· ~bre, h a confer•to le seguen ti ricompense al merito ai eottoindica ti u fficiali medici del R. Esercito : Medaglia d 'argento. Maggiore gen erale medico Taor.tBflTTA prof. EJmon do . l • • D' A~'lo'Er.A."~TONro dott. E t tore. Briga liere • • GALLI dott. G. D omonif· n. Colo,. nollo • SALTN~m prof. S dvntoro.!. • PtMPI:NELLI d ut,t. P i1•tro . l • P ERI·:o o d ott. Vittorio. » ROSSJNI dott. T •Hnmi).Sl>. • RF:CCHIONE dot t . Ettor··· • » B ILE dott. Ginv11nni • • T ..,oen Le colonnello • B ucCU..NTE pr uf. Alfredo. • ) [ ESSINEO dot t . Giu,eppt'. l • VoLPE prof. ;\Ja.zzini . :\faggiore l DELLA CiO!'PA d• tt. Angolo. • BA LESTRA dott. D uilio. • MALANGA o..l o r.t. Dnnat ... • P ELLEGR'Dll dott . OrePte. •

•

•

•

•

• • •

PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE BlOO.PEl'iBE al valor mllttare per la oampagna dl guerra 191&-1918. (Conlin uazionr -

l'edi (a sc icol i rn·ece/Jeuli IJfl 1916-ti-111)

D'ARGENTO. Dec1·eto ltwgotenenziale 16 agosto 1!118. . 111. CoNTRO Albe1·to, da Sanguinetto ( Verona), as pirnute ufficiale medico regg•~ mento fanteria, - I n commutazione della medaglia di bronzo concessag_l~ col decreto luogotenenziale 25 marzo 1917: Accorreva volontariamen te al richiamo dei feriti in luoghi intensamente battu t i d:tl nemico, di mostrando mirabi lE~ sprezzo del pericolo e calma serena nel disim pegno del suo pie~oso ufficio. Successiva mente, in un altro aspro cimento, al termine di una gi~r­ na ta d i lavoro indefesso ed intelligente, eseguito sempre sotto l'intenso ti rO avversario, cadeva col pito a morte. - Coston di Lora, 9 agosto 191R -Dente del Pasubio, 10 settembre 1916. M &DAGLIA


Pb:R !T, LIBRO o'ORO Dt•:L CORPO SANITA RIO MI LIT ARE

1115

112. GAT'rt Giovanni, da Montu B eccaria (Pavia): capitauo medico comp~emento sezione !'anitA, clivisione. - Durante il bombardamento, mentre scheggie di granllta avvet·sarie colpivano ricoverati e portaferiti, pur essendo stato egli stesso ferito a l braccio destro, rimaneva con mirabile fermezza al proprio posto, concorrendo a f:e.r passare gli altri colpiti in luogo più sicuro ~d a conservare in tutti, col proprio fermo contegno, la c11lma ed il >angue freddo ....:. Passo Stretto (Monte Ortigara) 2l 25 giugno L917. :M EDAGLIA DI BIW:SZO

Decreto luoyotenenzinl" 16 a!losto J!J li'!

592. À DA MI Do11teniN1, da. ~ei!tri Levante (Genova), capitano medico sezione sanitil.. - Durante l'ininterrotto servizio prestato dall'inizio della campagna , sia al rel!'gimento. sia presso uni t~ì. sanitarie di prima linea, incurante di di· sagi e di pericoli, esplicò in ogni circostanza opera esemplarmeute attiva, intelligente ed entusiasta, affermando lo sue belle qualità di medico e di soldato. Iu occasione di un'incursione notturna di aerei nemici sulla. località dove si trovava uu reparto della sezione di >'anitit. da lui diretto e in 'tuel momento n !follato d i feriti , da va bella prova. di fermezza. e di coraggio, ottenendo col suo contegno calmo e risoluto che nessuna interruzione o incertezza si verificasse nel pietoso ufficio di assist enza ai feriti. R edipuglia , 18·23 agosto 1917. 693. ALZIATOR Cesare, d'"' Cagliari, tenente . medico reggimento fanteria. - Si adoperò co::;t;lUtemente perchè il servizio sanitario del rt-ggimento funzionasse nel modo migliore e, incurante del pericolo, si spinse Bn sulle prime linee per assicurarsene personalmente. Non trascurando mni le proprie mansioni, infondeva uei soldati alto sentimento del dovere; bell'esempio di virttì militari. ~ Altipiano di Asiago, 10 17 ugosto 1917. 694. APt:: Ni•·uta, eh~ Rotc:l. di Neto (Catan zaro), capita11o medico reggimento fanteria Durante nove giorlli di violento bombardamen to nemico, nei quali s i verificarono pure due attacchi avversari, con instancabile operosità e sprezzo del pericolo impiantava posti di medicazione, prestaya assidua O• pera nella cura di numerosi feriti e provvedeva al loro sollecito sgombro. Monte Ortigara. 12·20 giugno 1917. 596. BAGLIO:-<r Antonio, da Montrigiasco (Novara), sottotenente medico r eggim ento bersaglieri. - In vari giorni di azioni prestava l'opera sua con encomiabile assiduità ai feriti e con grande sprezzo del pericolo, pur di poter loro giovare, si port:\va sulla linea di fuoco per dirigerne il servizio di sgombro e prestn.re loro le prime cute. - Monte Semmer- Ossoinca-Ossedrik, 19-22 agosto 1917 . 696. B.-eco 'l'ommaso, d:a. Savona (Genova), aspirante ufficiale m~dico reggimento bersaglitJri . - Saputo che molti feriti si er.ano r accolti in una loc~l­ lità dalla quale non potevano raggiungere i posti di medicazione a causa. del violento fuoco n emico, si oll'riva di piantar.. un posto di cura in quella località stessa., e per fa.r ciò attraversava, s prezzante del pericolo, un lungo tratto di mulllttiera, sotto l'inststente tiro avversario ehe già aveva uccisi e feriti molti soldati che lo percorrevano, e non si allontanava dal sito se non dopo a. ver portato soccorso a tutti i feriti e di aver disposto per il loro sgombro. - Monte Vodice 26·30 maggio 1917.


llHi btll, Dr·:u li 'J'm,wwst), da. ~a,·ona (Genova). aspirante uillcinle medico reggimento bor<.;aglie ri . Calmo e Qereno llell':vlcmpimE>lJtO ilP.l pre>prin dQvere, seguite li! t1 uppe 1'.UIIa sini:sLm dell'I:;oozo, orgauiz1.ava spt>ditamcnte il sen•izio saHit.ario. e per quanto prÌ\'0 •li tip"ro, noncurante dell'intl'nso tiro n emico, prodiga,·a ai feriti le con·e più urgE'nti, dimostrando P\•rizia e grande coraggio.-· :\fonte ~emmer (Altipiano èli Ba inl'Ì7.Za) 18-211 agno;to 191i. 5U8. 1 \J"!(:.J..\ll:< t .l(on:''· dn ~nn Foiice ;:ul Paun ro (J\fodena) sottovmeute medir.o , rel!gimeuto 1Llpini. - r\ilèletto aù un battaglioni'. con grsnvle .<:pr.•zzo del peri· rnlo, ;;i portava ~pont:mPtunente !lulla linea del fuoco a <'Ul'lHO i f('riti, incomndo nurhe i combatrenti. - 'llonte Ot·tignra, Yicenzn, 10 giugno 1917. ò~U. BORP\•~r.: Ct~onelo. da Sirnrusn, ('npitnoo modico reggimento fanter ia. ~otto le Yiolenti raffich o> òrll'art.i~lie ria tH·mi<:a. che hMLe>n In. ca!':a ove era ;:i to il poRto rl i medil'lt:~lione r !'ggimentale. ca uRando uum~rose J'<'rdi te fra i ft•rìti ivi ~inr.c·uli, cousf'I'Vl~va In calmn e la trnnqnillità d'animo inòispC'nsa· hilì in quel ntOJUtJf-!tO por llOL<W JW!·~tare etl'kacE>ltlf'lltc I'OJ•era !-ttn, es;;ondo di holl'<•scmpio ai dipendenti rhe lo condiuv:n-nno. Z('n;;on di Piave. l:l-14 no· ,-e m hre 1!ll-2. 600. ('At,n /f.'rn #o, da San :.rr.rco Argent.nno (Co:;euza', tent'ntf' HH!ili<'o reggi· mento fant e r ia - Ferito 1)er lo R<·oppio oli una granata avverRnria. che scon· ,..,J,." il po.;to di mo·di<·azio110 e c·olpi andle l'altro nwil ico dc,l battaglk·ne, non abhanJonava il combattimento " rontinuav'l impo'rterrito tcell·· pro prie man:<ioni· - CamporoçpJ·e l!• ~ingno 1H17. (;(l l. C;. se'l• l Gil!setiJIP, d n .A l camo (i'rap.oni •. nspìrnnte utliriale medi eu rc-~gimen t~ herw1gli<•ri. - A lt:uuen te compreso d P. i propri do•eri, port.ando!':i !':lli pMto di medif•n?.ione fino l\ porui m~>tri chlla liuP.a ronquì>'tata, con loclevole Mti\'it~i e ror:o:;:!;io, nlf'oli<'nvn durante il co•nb:-tttim .. nto i feriti •mi po~to stv!lso on~ erano cildut.i. Fionda!'. o giugno 1!117. flO:?. CASOT'rl {,lli!li, ,la Torino. nc;pirnnt~ ulliC'in le mt'dico rel!ginwnto fanteri a ,Compre>;o dt>lln proprist pieto~::t mi,;,.;i.., JH', arc·orrevn doYtmque uA<'es~itanl l'o· pt>l'lt sna. E>;:ponenflosi con gr.tnclo .. prez;~o del pericolo, ~otto il fuoco di sharrnnH: n to Òf'l ne mico, per prodigare le prime t·me ai feriti giacenti !"ttl campo. - 0:\rso J!J·Zl ngoc;to 1917. 603. CA'r'I'A~KO Unkn.~, òa Cuneo. SO\Lf,te'l\'nto' me:lico rf>ggimento fanteria. Sotto il hornbardn.meuto n emico. UOJh'Ul'Hllte rlel ]1!1J'irolo, con c:tlma singolare compiva J'opPt'R. pietosa di ntlirialc menico Iii lmrtnglione. nwdicnndo nume· r<>Si feriti e dnndo oppo rtu ne •li,.po>ri»ioni pet· lo ~~~omhro <iegli !'!t<:!Sf<Ì. -Al· ti p i :'lno Cn rsico. 6 gi u~no 1~17. 6e4. C1mr.1-;·rn U!Jo, dn CouL•gliRno ('T'revi ....o), capit;~no medico regg imento alpi ni. O fl'ertos i spoutaoell.llìaute quale utlkinle medico di una ce n tu r ia ~tlpiun. dest.i un t.ll ad operare in a lta montagna, oltre di >1Ver dato prova di precla.re Il oti profe>sionali, stu1ppando a sieura mor~e, n elle regioni dei gbiaccii'i u!li ciali e >:oldat.i feriti, l;o>pport:wa. con serenith disagc e fatiche e s i mo· st.mva Rrdi to e s prezz1\nt •• del perirolo n ei comb:~t.timenti impegnati dalla ce n tu l'in steS$11. Val wIl in a, ngosto-dieE>m hre 1915. 605. CrAMU'ElLl.OTTI Edoa1·do . da J.'ironze, aspiran te ufficiale medico reggimento fanteria, - Veunto a conoscen za che ttlcuni feriti, in uua località a'•anzate. oltre In prima linea per più tli mille metri, avevnno bisogno urgen te del s uo iuten·en to, sotto il tiro violento di numerose mìtrn.gliatrìci nemiche, animato da A.lto sentimento del dovere e sprezzante del pericolo, si recò i o loro soc·


l

l

PI~R fl. LIBHO n'OHn l!EL CORPO SA~lTAXlU )JII,ITARE

l l l7

corso Quindi, in pieno giorno e sempre sotto il fuoco di mitragliatrici e fu ci Ieri a avversaria, tornò al po:::to d i medicazione, dove 1\l tri t'eri ti a. t teudPvano il suo intervento. -- G i u di cari" 80.31 luglio 1917. 606. CH•I' L'l'ELL.I }.[(trio, d1• Jlonll\, capitano mediro Croce lto:'"ll adrletto o,opedale guPrra. - Durante il bombaroinnJPnto ncmi<\o s i re.:nva nel r eparto .l'ospedale a. lui at'tidato, per incomgf!iarc i deg<·llt i. Ferito dallo scoppio di una. granata a"'ver:Saria che colpiva in pieno la <:or!:ia, l'acemlo vittime fra i ricoverati, rimane\·a a l suo posto e si rifiu ta vA. dtlci,:amente di ùnsi n•ed icare prima che fosse prov~·eduto a.l completo sgomlH'o dei feriti, al trasporto dei q U(di egli stesso contribui va. !Jlersonalmen te. Dopo subita la m ed icaturn. nonostante le multiple lesioni riportMe, tornavH a prestar(' l'opera sua, dando bell',•scmpio ùi ferlnl!z:t.:t ll'nuimo e di nlto o nobile sentimento del dovare. Solescbiano, 2·1 agosto Hl1.7. 607. co~n:LJ.I U1tlbt•1'IO. da Cento ( F~nara), cnpitnno mPdi(•O reggimento bersaglieri. - Dirigente del S6rviz.io sanittnio di un reggimento bersaglier i, per dieci giorni consecutivi, e durante vari assalti contro forti posizioni, teneva il posto di medica.done in una posizione avanzata, sotto l'intenso fuoco di mitragliatrici e artiglieria :JPmic:t, disimpegna ndo con calma esemplare le s ue nutnsioni e di1uo:-trando grande abnegazione e spn~no del pericolo.' Già distintosi in precedenti azioni. - Costone d i Monte Vod ice- Monte Santo, 20-BO

lllftggio 1917. 608. Co~.FAt.ONtr.RJ Luiyi, da :Monza (Milano) capitano med ico sezione sanità. Durante l'azione per la presa. di una forte posizione, dirigeva con ordine e zelo il proprio posto di medicazione, in una loca.litlt battuta dall'nr t iglieria. n emica, prestando con intelligenza e calma l'opera propria a numerosi feriti. esempio a tutti di spirito di abncga1.ione e di fermezza. - Cavento.Passo di F n rgori da, lo giugno 1917. 609. CORSO Domenico, tla Nicotera (Ca.ta.nzaro). capitano mcùico complemento reggimento fanteria. - D i propria iniziativa s otto il violento fuoco nemico, s i recava ripetutamente tuori delht linea di combattimento per portare soccorso ai feriti. Venuto a conoscenza che sulla. posiziono da poco conqni•tata mancava l'açq ua e le munizioni, raccoglieva militari leggermente feriti e a lla. testa di ossi, recav;c il desiderato confo•·to e le munizioni per infrangere i r ipetuti contrattacchi avversari - P od Ror.iti, UJ-23 ngosto 1917, 610. CU:-<T:ii: Giovanni, da Pieve del Cairo (Pavia), aspirante ufficiale medico reg- . gimento fanteria. - Continuava a prestare le sue cure a un ferito m eutre il posto di medicazione veniva colpito da una granata nelllica, e s i ·mantene va al proprio posto a sollievo di numeros i feriti, benchè egli stesso febbricitante. - Castagnevizza, 19 agosto 1917. · 611. DE BLASIO Guido, da Guardia Sanframondi (Benevento), tenente medico sezion e sanità. - In due vaste e lun ghe azioni offensive immediatamente sussegu itesi in du e diversi settori, port ò soccorso a num E- rosi feriti, medicandoli sul campo e quindi facendoli sgombrare, dimos trando calma e fermezza, - Carso, 18 agosto-lB settem bre 1917. 612. De FRANCEJSCu! Altilio, da. Peum~ Sant'Andre11 (Tera mo), tenente medico comple men to reggimento bersaglieri. - In un posto d i medicazione avanzato, s otto il violento e preciso tirò dell'artig l ieria avversuria che distruss;e il posto di medicazione, uccise sei portaferiti e ne ferì rlue, bcnchè contuso egli stesso da una pallotta di shrapnel, con lodevo le zelo, calma Ad instancabile lena, contin u a v a. a roedica1·e i numeroai feriti. - Monte Zebio, 1.9 giugno 1912.


1118

PIJ:R IL UnRO D'ORO DEL COHPO SAJ:\TTA R IO W LITA B!t

61S. Dr.: Loca: Arca11gelo, da Bitti (Sassari), aspirante utrìciale medico reggim en to fanteri a. - D)rigente il posto di medicazione di un battaglioue, esplicava infa ticllhilmeute la sua opera e ffi cace, seguendo sempre la truppa nei succ,~<si vi si"Hib\Ì in antnti, int~uraote del violento fuoco n e mico e infondendo nei dipendeuti cc>ra~gio e fiducia. - Zeuson d i P ia ve, 13-14 n ovembre 1917, 614. D!èi'LAEO Roberto, d a Cagliari, cap.i tano medico complemento reggi1nento fRnteria. - Di 1·ettore del servi?.io sanitario de! reggimento, rluraute un in· tenso botob.lrd:uncnto notturno din·tto cnntro le case ov'era il posto di medicazione, si sl11nciò, con coraggio ed abne~aziono, sul teneno fortemtJn to battuto alla ri cerca. dei feriti, contiu oando, oono.stante il pericolo, la sua opera pietosa. fin cbt venne egli st<'!-'"0 colpito da unR s cheggia di granata ad llll piede. L asciò il po»to di medicazione soltanto parecchie ore dopo, quando per l'ag· grR>nu·si della ft>ri t n, dovette es!'ere tra..:portato ali 'ospedale. L enzuolo Bianco (Go r i:dn), 30 novemhr~·l 0 dicembre Hllo. 615. DE S-rv.~'ANO Oio•·cmni, da Castiglione Cosentiuo l('osenzn). tenente medico reggimento alpini, Noncurante del furioso fuoco avver;;ario con g r ande calma e coraggio, si espone\'a anche nei punti più batt11ti delle trincee per curare i feriti, incora11rio e animando anclle 'i comba ttenti. - Monte Ortigara, 10-14 g iugno J!-117. 616. DOR' A Giu.~et•PI!, dR Brindi:;i (Lt>ccP) tenente medico complemt-nto reggi'nento fa nterjl\, - Sotto l'intenso fuoco di sbarramento dE:lle artiglierie nemirhe. con grande sprezzo (le i pericolo. seguiva, col proprio posto di medica· ziooe, le nof.trl:' truppe avanzanti, e prod ign,·a le sue cu~e a numerosi feriti, nn~'he a quelli giareuti ::ul campo eli battaglia e n ell'impossihilitit di e3sere tr~t ~portati. - Carso J8.:H agosto 1!117. 617. FRHHA!lt>; r:arlo, da Cresrentiuo (~ovarn), tenente medico milizia territoriale ' reg~imento t'nnterlll -Comandato ni pòsti avanzati di wedicaziooc, in quattro giomi d i azione. sotro l'in tenso bomlJnrdamento nemico, contiuunva Il prestare coraggiosamrnte e con anirno seren o l'opera sua benP(it:'l e sn Iuta re ai nume· r osi feriti cLe a!Uuinloo d alla linea del fuoco . - AILipinno di Bl\insi~zn, 27· 3 1 agosto l !117 618. FFRIW L11iyi, da Savona (Geno va), capit11no ml:'dico sezione suniti1. - Nel perdurare di due vn~te 11zioni ofl'ansh·e imm ediatamente sussej:!uitesi io due diver~i settori, compiva opera altamente umanitaria e coraggiosa, sotto il vio· lento fuoco dt>ll'artiglierill nemic11, dando bell'esempio ai d ipen<!enti d i fer· ml'z7.a e comg~io. - Carso, 18 agosto-13 settem bt e Ull7. 619. FHITZ:<niF. .Henalo, dh Rom a, sottotenente medico reggimcnw fanteria .. Dul'!lute il combattimento, e dopo. dimostrò cor11ggio, calma e fermezza . n el: l'e~erciz io del suo uffirio, non cessando dall'apprestare le cure sauit nr1e al feriti, anche nei momenti di maggiore pericolo. - Lucinico, 5·8 luglio 19H>· 620. GH'..\ M atll'o, cl~t Chiaramonte Gulfi (Siracusa ), capitano medico reggimento bersnglieri. - Durnnte un'ozione offensiva, in un posto di medicazione ava~· zRto e soggelto ad insisten ti ed aggiustati ti ri dell'ar tiglieria nemica di mediO e grosso calibro. che producevano perdite nel per sonale, ron cal ma e sereno ar dimet•to, continuava a prestare la preziosa. ed intelligente opern sua, ol~re che ai feriti del reggimen to, anche a quelli di altri reparti. - Monte ZebJo, t 19 giugno 1917. ~ GRusso A nqr.lo, d a Sa vonR. ((;enova) , aspll·~tnte .• . l e med'!CO reg g imen o 6~1. u tli' c1a . · · - Addotto ad un battng11one L. L. . d"ISJro · pegn ò il ·suo serverse.g 11en. vt>rsag1. Jet'l,


PER Ì L LIBRO D' ORO DEL CORPO SANITABIO MILITARE

1119

VIZIO con abnegazione, fe r mezza e sprez1:0 del pericolo, dimos tr~~.ndosi instaucabile e p ortando anche le sue amorevoli cure ai bersaglieri che si trovavano in prima linea. Feri t o alla testa, non abba ndonò il suo posto, ma continuò serenP.mente nella sun benefica opera. - Monte Semmer - A l ti piano di Bainsizza, 18-25 agosto 1 ~ 17 . 6:2'2. MA G I. ! Giu:;•·ppl', da ~upersano {"Lecce), a spirante uffic iale medi<-o reggimento fanter ia. - Addetto ad un battaglione, durante l'azione si portava volout..'l.t·iamen~e ed in p ieno giorno sulla prima linea per m l·dicare parecchi fer iti, attraversando un a zona SC'Operta ed intensamente bat tut<~. dalle artiglierie avver;:arie e dan do prova di coraggio e dt alto sentimento del dovere. - Castagnevizza, 20 >lgosto Wt7. 628. M ,\1 . 1-'AN 'rl l ppolifo, da Bnstia t Corsica), tenentt- m ed ico complemt·nto r eggimeuto fanteria. - Con r a lma, perizia e coraggio impareggiabili, durante sei ~iorni d'azione pres tò le s ue cure ai feriti che affluivano in gran numero ul posto di m ed 1caziouo imphmtato vicinissimo alla linea di fuoco. Colpito iu p ieno da una g ranata nemica il po~to stesso, e rimasti uccisi tre soldati e feri ti al t ri due, continuò calmo t>d impavido nel proprio mandato. - Cost-One di Hoje, 2fJ-30 11gosto HH7. 62.J.. MA rt?.AOA LL.l Edoal'llo, d IL Riancavilla (CMania), capitauo med ico reggimento fante t·ia. - Colpito da una gmnata avver;;aria di grosso calibro il post o di medi e: az ione, e v isti cadere numeros i militari, fr a cui altri ufficiali m edici, ben• h è egli s t esso ferito lie>emente e con t uso. prima anconl di pensare a sé. con fermana e calma prO\'vedeva a soccorrere i caduti, da ndo ai superstiti bel i 'esempio di abnegazionP. e cornggio. In tutta l'azione continua va poi a prestare l'opétà Sua. còrl. iafnt ir ahile zelo e àllività. - Camporovere, 18 giug no UJI7. 625. 11tLAKI Annib(t/e, ei a Villa Minozzo (Reggio nell'Emilia), ns pirante ufficiale m ed ico reggitnento he r;;aglieri. - l n un post o di medicazione !\ vanzato, sotto l' iu fu r ia re del tiro d i grossi e medi calibri dell'artiglier·ia a vvers:cria, che , uccise s ei por tafe riti e ne fori due. continuava con s angue freddo e oon grande s prezzo del pericolo a pre~ tare intelligentemente l'opera sua ai n umerosi feriti. - 1\fo nre Ze bio, W giugno 1917. 626. l\!os--ro n1o Gitt~<eppe, da. Peclivigliuno (Cosenza), aspirante ufficiale medico regg imento berse.glit:ri. - In formato c he st<lle prime linee ginc.evano dei leriti pri vi di !'< Occorso1 vi si r ec:wa tosto sotto l'inte nso fuoco nemico, e non faceva 1·itorn o al posto d i medicazione rh e dopo aver loro prestata l'opera propria, da ndo prova rl i alto s entimento del do,·ere e di sprezzo de.l peri colo. - Jamiano, :m maggio 1917. 627 l\lOHETTI A11fon io, da Torino, te nen tt: medico reJ?;gimento bersaglieri Addetto a d un battaglione bersagli er i. Anche in circostanze d ifficili ed j n luoghi battuti dal fuoco nemico, socco rse sempre con calma e coraggio i fe riti, s~o:g uen do dappresso il reparto in ogni su11 a,·anzata. - - Monte Semmer - A ltipiano di Bainsizza, 18·'25 11gosto 1!117 '628 . M ortJ L 1LÌffÌ , da Loro Piceuo (M:\ceratll), as pirante ufficiale m~di co reggimen t o b e r s11glieri - Animato da zelo e da generoso altruismo, accorreva in prima linea durante un intenso bombarrlamento, e vi prestava soccorso ai feriti, com piendo il proprio dovere in condi?:ioni dit'ficili e p ericolose. Jamiano, 23 maggio 1917.


P~;R Il. Linao

6:!H

n'otW DEL COHI'(; S.\NITARIO MILITARI::

l'Ar.u\ttH Giul'flnl!i, da To~sic<:ia (Teramo), tenPnte medico complemento reg•

g :meulo ber-S<• ~lie ri.- Iu un posto di ruedir.azione> di prima JineH, unico uffi. ciale medil'o òut'ILnLA 12 ore di bomhttrd:..mAnto e J•At tutta la fn«r d~> l l'stttncco, con grnnùe <:alu:m e sereno ardimento continu:LVIl a pre,u\l'e intelligt-uteme-nte l'opera sua Hi num eros• ferit i. - ::lfoute 7-<~hio, HJ giu~uo l!ll7. s·;O. PANI<;llr cav. J(otlol(o, da P i etrns~tntn (Lu(•tat). m >~ggiore medico complemento capo ul'ti<:io St!Ltorc ;;nnità. - Direttore <lei se1·vizio sanitario di nu settore, d itide prova di zolo, attività e :::ereno sprPzzo dPl pericolo, curando personalm~>nte il r isn.n11meuto delle trincee più avan?.ate, orgau izzando in romha tti· mento il servrzro sanitario sulla linea di fuoco , provvedendo allo st:ombro di numero~i feriti ed es;sendo. col suo contPgno, di erticace esempio e di incita· mento :lÌ dipllndcnti. ' - Plez:r.o-H ~rul•o n, ma~gi i) ·Cttohre I!JlG. S:11. Pr~:'\~lSt l 7itlr- m:o, da l~ietra Elcinn (BeuPY coto), a!:ipirtlnre nffit- iale medico complemento reg~imento fanteria . - Dru·ante n ove giorni di violento bombardamento nem ico fu iustllllt·abile nel medic:\re i feriti, in uu posto sogg~tto al fuoco avver·sario, -- Monte Ortig~trn. 12 ·~!0 giuguo 1!)17. 682. Pwuzz1 p,, HUZ7.A M ario, da A l ba (Cuneo), capitano medico complt-mento, sezione sanitil, addetto comando reparto someggie.to,- Quale comandante di un reparto sorueggiato, infatitlabile e sprezzaute del pericolo, soccorreva e sgombravA. numerosi feri ti, in uua zona fortemon re bat.tutn dal fuoco nemico, Jn una ,..pccia\e circostanza, essendo stato per ben due volte colpito il posto di medicazione da grswate avversarie, con calma e fermezza pnHlta va inio· terrotta l'opera. sua. di chirurgo e di comandante. dando cosi bell'e-;empio ai propri dipendenti. In un'altra occasiOne durante u n vi olento bombardamento, con calma ed energia disponeva per lo sgombro .lei feriti e manteneva in complet.o ordine il funzionamento del servizio sanitario. Altipinno di Bain· si?.za, 27 ngost.o-12 novembre 1917. 6!33. P &Tt tUt:CJ Riccardo, da R oma, tenente medico reg~imento fanteria . - Du· rante il combattimento, e dopo, dimostrò co raggio, calma e fermezza nell'eser• cizio del suo ufficio, non cessando dall'a pprestare le cure sanitarie ai ferit~ an che nei momenti del maggior pericolo. ·- Lucinico, 5-8 luglio ltllo, 634. PtAR U!.LI Edl)ardu, da Palaz?.o San Gervasio (Potenza), capitano medico com· plemento r eggimento fanteria. - P er· cinque giomi consecuLivi disimpegn ò d& solo il servi?.io sanitario du r ante l'azione, in una località vicina alla prima. lh1ea e fortemente battuta dall'artiglieria. ncmh;a, apprest11ndo efficaci e necessarie cnre a parecchie cen tinaia d i feriti, e d1\llÙO bell'esempio di fermezza, noncuranza d el pericolo. nbnegazione e. nlto senti mento del dove1·e. - Ravne T esten, 25-30 agosto 1917. ' fl35, PnrGJONE Paolo, da Alessandria, capitnno medico r e-ggimento bersagl ieri. Pr ovetto organizzatore di serv izi saoitnri sulle linee a\' anzate, compiva le dif· 6cili e dol ica. te mausioni a lui affida te, d i mosLrand o ~>.alma, zelo, ardimento e generoso a ltruismo. - Jamiano-Komarjt>, \H-3l maggio 1917. 6!36. RrNALDl Corrado, da Centola (::;alerno), tenente medico complemento r eggi· mento fanteria. - Qu11le medico in nn reggnnent.o di fanteria, in un moment.O in cui infuriava. il tiro delle ar ti gl ierie uemic;he, con grande sprezzo del per i· colo. usci va. arditamente d n 1 proprio pos to cl i m ed irazione per prodignre la sua opera a numerosi feriti gravi gifw>.!nti sul cam po. - Dolio11 Avvoltoio (Car<so), 19-22 ago10to UJ17.


r

PER lL LIBRO D10RO DEL CORPO SA:>:ITAIUO ~IIJ,I'rÀRE

1121

637. RoVEBIO Giaconu1, da San R emo (Porto ~{auriz io), tenente medico rE-parto sanità, divisiotte. - l\1entre medicava i feriti. e~sendo s tato colpito da scheggia di granata il posto di medicazione, e r imasti contusi o feri ti i militari che v i s i trovavano, 'col suo contegno calmo e sereno infondeva coraggio e fid uria , oei dipl' nden ti, facendo cosi cei<i<are il panico dal q·uale erauo stati pre~i. CimR Campanella (AltipiRno dei Setti Comuni), 11-25 gin~no 1!!17. 6.~8. SAVORA:< I 'l'omma:;o, da Brisighella (Ravenna•, sottote nen te. medico complemento reggimento fanterir•. -Durante uu violento bomhardamento nemico, benchè il posto di mcdic11.zione fosse più volte colpito, rimaneva calmo e sereno a prodigare la sua oper:~ a nume ros i feriti, dimostrando grande cornggio ed alt:o sentimento del dovere. - Monte Zebio, I O giugno 1917. 639. SPARANO Luigi. da .Altomonte (Cosenza), sottotenente medico t·eggimento fn.nteria - Duraute l'att;1cco per la t·iconquista di posi;r.ioni cadute in mano del nem ico, seguendo il proprio battaglione lungo i camminamenti s convolti dal tiro dell'avversario, attendeva a medicare ed a raccogliere i feriti, e provvedeva al loro trasporto, dando prova di abnegazione. grande comggio e fermezza. - Dosso Faiti. 4 giugno 19l'i. . 640. STEJRCHELE Gino, da Bologna, aspirante ufficiale medico reggimento alpini. - Bell'esempio di coraggio e abnegazione, si portava con la prima ondata in una posizione ancora. contesn dal nemico, e sotto il vivo fuuco avversario, vi disimpegnava con c~l ma e fermezzl< le proprie mansioni. - Monte Ortiga.ra, 19 giugno 1917. 6H. TxzrANI Antonio, da Ztme lla (frazione Santo Stefano) (VeronA), tenente medico sezione sanità. - Addetto aù un reparto av11nzato di una sezione di !'a nitit. in una locali ti\ esposta al fuoco. nemico prodigò con intelligente fervore e con esemplare spirito di abnegazione l'opera sua instancabile e pieto;;a, dimo!'tra.ndo noncuranza del dis agio e del pericolo, e dava ai suoi dipenden•.i bell'esempio delle sue elevtjte quA.Iità di medico e di soldato. - Doli na Teleferir:a, 1~-2B agosto 1.917. 642. T osCANO l'incenzo, da Savoca (Messina), capitano medico reggimento fanteria. - In varie azioni oft'ensive del reggimento prestava lodevole e proficua opera di medico, dimostrando sempre perizia, calma e coraggio singolari. Vescovi, 18-20 giugno 1917. Ma. UNCINI Clle1'V.bino, da. Castel raimondo (Macerata}, tenente medico· complemento reggimento fanteria - Colpito il posto di medicazione da una granata a v versaria. di grosso calibro, e visti cadere numerosi militari, fra cui altri ufficiali medici, provvedeva a. soccorrere i feriti, e sprezzante del pericolo, continuava a prestaru l'opera s ua nello stesso posto, per tutta la durnta dell'azio ne. - Camporovere, 18 giugno 1911. 644. VINClPROvA Antonio, da Vibona ti (Salerno), capitano medico complemento reggimento fanteria. - Impiantava e faceva funzionare un posto di medicazione in una loca.litil: molto intensamente battuta dall'artiglieria nemica, e continuava serenamente l'opera pietosa, finche la pressione dell'avversario l o costringeva a rientrare nella propria linea. - Costellare (Val Sugana), 17-18 settembre 1917. 645. ZtB OR DJ Ferr11Ccio, da Poggio Rusco (Mantova), aspirante ufficiale medico, ·. reggimento bers;\glieri. - Addetto ad un battaglione bersaglieri, seguendo il proprio reparto dura nte varie azioni offensive, impiantava sulla linea del fuoco


1122

PER IL LIBRO D'ORO DEl• OORPO SAN ITARIO MILITA R~:

e f ra le filP. dei combattenti iE posto d i med icazione, e sotto violenti raffiche rl i mitragliatriri e di artiglieria avversaria, con calma esemplare ed alto s pi· rito di abnPga:done, attendeva. alla medicazione di numerosi feriti del proprio fl di al tri hHttnglioni. - Monte Vodice·Monte Santo, 20·130 maggio 1!:!17. l

ENCOMIO SOL!o:NNF.

Dec1·eto h1oyotenenziale 3 911a1"ZO 1978.

:?n7. P1ccoN~; Ale:>!>nll•lro, fi,. Pinerolo (Torino), sottoteneute medico reg g imento a:·ti~lierir, rarnp:1gna. Prepo:>to al serviz io san itario di un g ruppo di bntt edP, sce!!'e e m>tntenne il posto di medicazione molto rav vicìn nto alle batterie >4t!'!'Se. e nonostaute la zona fosse bat tuta violentemente da concentra· mento di fuoro dPIJ'a1·tiglieria nemica di ogn i calibro che distru sse ricoveri ed Ol~'<''rvatori e produss!· forti per,l ite d'uomini, continuò impassibi le~. caltno nnl (l isimpe~rno riai proprio dovere. - Monte DebPli, o-6 giugno 1917. :?!18. Por.1.1 ~~ G ilW'P7U', da Loc~< te Triul ~i (M i lauo', tenente medico complenwnto o~p~<dal~ cam po. - Durnute il ti ro dell'artiglieria nemica, dal quale vPniva colpito l"o-; perlale. provvt•deva con calmn e fermezza all'assistenza e allo sgomhro dei fer iti ivi r icoverati, dando esempio d r serenità e coraggi o dil!lan7.i al pericolo. e rlirnostrA<ndo alto SPntimeuto del dovere. - Cotmons, 21 a go<;to J !-117. 2\1!>. R\M~: r,r .A A.-Jiilf•. da \"illanovR. d'Asti (Alessandria), capitano medico com· plt'! mento compngnia sanità. - Dul"llllte lo scoppio di un deposito di munì· zioni, spoutaneamcnte e per rlue volte accor reva con un co lle~a. nel vicino o• pedale e, nonclHtllllf' riai pe•·;:ist.ente p ericolo. so'!correva e traen~o iu salvo prnecchi infermi . - ~~nt'Osva.ldo (Odine), '27 igosto 1017. 3110. SA J,S.\1\o G-adano, da Ca va dei Tirreni (Salerno), tenente medico regg imento nrtiglierio. c:ampagna. - Preposto al servizio sanitario di nn grup po di bat · teri!', sr,t>l<;e e mantenne i l post.o di modiCllzione molto rav vicina to alle batte· rie stes~H, e nonostantE' la ~onn fosse battuta violente ment~ da cont:entra meu to d i fuoc·o del l'artigliPria n e m ica di o go i ca l i bro, che distru.s'ie r icoveti e1l os· serva tori e prorlnsse forti perdite di u omini, continuò impa!>«ibile e calmo nel disinopt>gno d1·l proprio dovere. - Munte Dehcl i, o l> giugno 1917. Rnl. Sm·o ~ lfomeo lùlfaiP, da Tatri noli (RI.'ggio Calahrin), ten P.nte medico reggi· mente iant!'l"ia. - Dil:>impegnnv~t con <'al mA , intelligenza e coraggio le proprie mansicni d i u!Iiciale medico d i l,attaglione, a brevissima distanza dalla linea d i fuoco, sotto l' inten ><o tiro nemico. - l 'iton Brulè cMacedonia), 9 maggio 1917. 302. 'J."J-~:-oAO I.IA GitJ.SeJJpe, da Orsogna. (Chieti), ca pitan o medico d irezione s11nità n rm1tt~• In occasioue dtdlo sooppio di un deposito J i munizioni, il quale da.nueggiava !\oche vicini fabb ri cat i e minaccia....-\ altd deposit:i di foraggi e beuzina, coopPrava al soccorso et! alla medicaz!one dei feriti, sotto il persi· Stt•nte pericolo. - Sant' O.wal d o (Uòi n e). 27 ago!lto 1917. 803. Tost Pi,.ro, dn Oleggio (No va r a ), tenenti! medico sezione sanità. - Fu sem· pre d i esempio a i suoi colleghi ed inferiori per lo sprez;r.o del pericolo, specie du rante u rl intenso e violento ho mhanlamento nemico che colpiva la sezione. - Monfalcone. o giugno 1917 .. 30-t. ZA~tPR'l"T • HM·narcliuo, dll Toleggio (fra ;r.ione Old a) (Bergamo), tenente m e· dico comp!ernsuto l'eggirnento f11.n teria. - Durante uu attacco su di un t:er· reno battuto •lal fuoco uemico, con cal ma e sprezzo del pericolo, medi<"ava. i feriti, dando esem pio di fermezza d'ani mo e cor <tggio. Macedonia-Piton B ru lè, 10-11 nwggio 1917.


1123

INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1918 A,;:li ·~bboru~ti

prC'~<·n ti l'

Pag .

futuri

•

P l'r' la no~t rl\ g r·a.11do' ,·itt<Jr·in

•

!l3 7

M E\10Rll ~ ORIGINALI· L'alilfll'li t :o~ i· •ne fi,, up tr u pp.•. - F.!! t m t to dci p ·oces~ i ,·cri ouli d l• Ila Con' · rlli:<.~Ì<HH' sn n itslria dei pnl'~i ullo·r.t li . P nrigi. mn no 19 18. A(IC:"7.7.0Trr Alberto, llhl):!giore '"crlico. -:- Ln t e rapin d e l rnnle deg li uv intori

PM. G6 3

»

183

zio no d<'lln pre!<sione n tm o-fl'rica . A(:()STTNt Ùi's'lrl', ntnggior.l rn••rlino. - Sulla ut ilizznzlonc fi· ·J!I i opil e t tiC' i

»

802

in zoua rli gnerr•~ . ALESSA.NORt R obe•·to, tenente co lounto llo mo•dtt:o. -

•

-

L t tpnb u ropnf.i n. Ac:(: \ZZCYt'TI Al' •t'l"~" e B J I,\NC IO i> 1 G;o!ZlÌ• •IIIHJ , m .. ggi o ri nll'dlO'i. zio ni prodott., sull'or,.:nn i~nw rln u" "

A~t \N'l:' l·: '

G iu.« eppr·, capitano morliro. -

i rnprn\'\' Ì:.ttt

A h t•nt·

P forto~~imn vnr iu.

L ot riuoion<• por pt•tmu »

·.

Su un n u u,·r• mctodo di ourn

d ·11<• lc·~ioni dn Bolfllr.> di <' l i le l oiclorurnto (yprit,E') • ANG ELU OOI ArnA.Itln . t e nente oolonnul lo rn cdiC'o. Fig uri' di g uo rrn ; Cil'chi ,. sitr,ulnnt i . BAD l'r. L <>s.. re, t<;•1etltt' c"lonnf'lln m cdi<·u, e ?lli;;N r•ES Gu ido mn~_t.'ÌOI e n •u· rii cv. - L'•t!!Sistf'IIZI\ ai tubercolosi iu Itn lin. B .\SS(• t•:rm .. ne::iltilo, m n!!giore rneùir·o. D i u n uppnrecch i o per la misu . r n?.iono es!tttn. d•'s::li ucnorctamenti d <'gli t\l'ti i nft riori « Cuxorn~>tro n. BroN DI Cl!~r'l, tenente oulo nnf'llo med ico . Tntomo a llo val ut a7.ÌOJw me liro -lei!•l lc cieli•• s indrom i 11\è'\'r osiche p aratie,, !IPHsti<,he B o NOH O L orenzo . m aggiore gor·n~ralo medico. -· Pnt· >i!•·u esi 'aso le d<' Ile lesioni da ~o· •g··l ameulo . BosOKr G~tPt:ano mnru.: inre •uodico. - l?er u na revision e mcdico- lea~ l e " cu r,,t.ivt\ di p ostumi fu ·tzionali .dr ferite dellr. tur bu lìeiopc.t iohc e di ord in e r ifl ·s!IO C.'\CC'l A Filippo.

tcnmrtl' cnl onn€:'l!o mrdico. -

•

8!1~

•

841

,

3!17

•

76 1

,

.

•Funzinn a mt>nto ohi r11r;:ico

rli:'II'Mpodal" <in cam po spt>ci a lizzMo n. 0 6 7. rlul'l!\n Le il trirne11tre lu !!lio.

"ottrm bro 1917, con sp c iale l'ig u,a rd o a ll" ioò i caz ioni ter ap eu tich" 1 Jlt•llo 'ferito cavit.urie . C AMP A.Nr A•·tur<>, "'"K::ioro m edrço e G AT.f<Jn' l Am b rogi<>, a iu to ospedn li <:i vili Bresciu. - Confronto rr.t il dMM..O c liuiNo rio) t ifo n .. ; VllOCi nn t i <" nei n nn ,-u<;cinn ti e eNTAN~~H Euge nio, t e n•1nte colo nn e llo lllPrl ico. Risul tll ti rl,.ll,, i m lll ll • n Ì.Z>;M:ion > a nt.ip iog ene nei feri t i di guerra . CrA ORt R ollolino . rnag~ ~oro m e ,li cil. C:o.-. tribu•o 1\ll 'atio lo~' a d l'llo soorbuto CutiN C IOSE Giuse ppe pr.1 f o.'B>O re. r traoom Ato l Ì n e li'.Es<·r(· ito Cu NEo G~>rolarno, p r·O[<;'E!<Ore . ;\uov i lll<'t rli ui indogine per lo stud io d o l lA e imuii\Zt(ln i •

IIH

,

61 4,

• •

.. . e-• ,

•

2 ~5

-1$6

•

';'46

•

-li l


112± DE CARLI D eod:tto . rm g;.:ior e m edie . -

L'nttid1à del n ucleo chinn"(iOoi .•

DE

Ctn:-tA Vu torio, m ogj:!iore rced i·cu. -

P og

Ot iti oi .. s en ·izi<> mil itar.. ìn

39

!.':"erra . nE ( 'JO~~ Vi: t('r io, magg;orc m rd ico. L r sion i a uJico lar i pro\·ocate " 11 co11 .plicanz~ end ocr,, n i che D E );A POLI F rd innndo. tell• nt.- ..:oi.mncllo tnedic-<, , B •gn i B g as di anid r id,, s •lfnrrosa n • !In < IIft\ ùell>l se . b hia c d. Il • p ·d iculo~ F1mR.\NNINI L uiei. tuo.g.oior<> n'< d .co ,. BLASI F rn ncrs• o, ~o p i tru1c· medi co - ('.. ntn b .t-<• u ll.> studio dello · l si• n i pn· zin i .e del Jr looal; zzo zioni tn •·1 ici d· i nervi d t-l i or ti l·'xnnr. Gerw A1o, mnggiore meùico. o BAHTOLIN l Mce. te. c apitano meù icc. - Cri• Pri pro.Lici per la. dingn• si micrOE C<opic ' rlt·llrr d Ìl\ll< Ili erin amcl,ica . GALLt Qil'l \'anni , '""E!gi.. rc modico. - :N. oee~ità per I;E , eroito d i uno s tu · d i" speci de per In C.'\rd iv p 11 ol• gin ·. GaJ LARDvCCt FranC<J~co, mo.gdore medico. - La funzir ne d ella I• amb uhm7.> mdi, lugica di o.rma1a dura nte t1e m es i d i lavoro al fronte. fiRAT>F.NJOO Gin~q>pe, tenC'nte ('Olonncllo mediro · e B DtLn:zxA Ameò•· o rnru:rgivre medico. - Ricerche p5i cofi~iol •!Ziche aui ca ndidati o.l p ile' oggio d'aviuzione rn i lit. re . t:nADF.NlGO G iu~eppe, ton en te colonnello m <-dico. L n O t 1 ·rino . Jnrin~o­ h·gia e i p roblemi sn .itari dt Ila 1 t ttHrl e !'UPr ra. GnaoE~lO<' G iuseppe, tenenl-e colonnrulo n.rdicc. L u ried u <'azione dell'u<.li ro e <lclln parola nei ~ordì o nei muti di e uerrn G.nAzZt Vi1torio, proic•sore. - L e v r g otazioni ad enoid i ~ pl?ci~ lmento in Ntp po rt •) a l se1 vi 7.iò m ilitare . J ANNl Ro fl tele, map:~:io~ mc•dic o . L 'attività d el r. lloleo ch irurgk o n . 3 in 1ona d i open\zio n e. L 1tOTTA Nicolo., nrn g!liom m ~d iro . L'attiv ità del nucl, o ch:rurgico n, l d urantR l'offen,;1vn del g inp;no 1918 L E\'1 uELf,A VroA ?IIo.rio, mngl{ioro m c d ico, Sopra. il com portamento di , un g•·rtnE'<lel gruppo d e i co li atipici di fronte Ai s ieri !sgg lutinanti per il dia•e nterico di F lexn~ c • Lo M<':<ACO D omenic" • p rofessore. - L'azione degli zucoeheri sulla se-

CrezionA bronehiRie. .

cupiwno medi('~. - Sull'attuale pnndfmin in B ari L O<'lJF.llml T c•mm aao, sott o t e nente m euico. - L'azione dc~l i 7,uccbel'i toulla tubercolosi polmnnare L tTTnAIUO Alborto. diret tore ~enornlo dolio snnità p u bb licO<. La difesa. eocinlo <'Ontro In tubercolosi di jluerr$: M AnOOTTA Cesnr ·, tenente c·olonJJello m edico. _..:. La gua:i~ion e rapida clelia scnrlat tinn con 1111 n uovo metodo di oum. l{A nu;J Cnrlo, fa•mnci>to. t·epo di 2" ch>FHJ. S tl di un nuovo indicatore di nat Ut o. vegeto lo. . M A.TTOLl Aristide, m aggin re med ico. - n nucleo chi rurgico n . 2 e la s a n a· t.i ' i tè. alla fr< n te. Mum Antonio, p1ofc·RBOl'e, - Su llt1 c urabili! à dejZli Aotle>ginment,i viziati e dt,l'o ùuformnt.ioni delle mani di natura cosid <:t ta riflessa L Ol'IHOHli: S Hl vnt ore,

•

!l!l6

495

,.

::!96

•

.:67

"

301

•

216

•

3

»

103

"

939

•

387

8 71)

"'

•

6 5!

•

34

l

. 76 1060

• )l

418

•

357

•

17

•

ii79

•

778

•

959


11~5

Pa:J. Ntcor.A B ·nodotto, C!\pit..•no m('.!iCo. - L'iLtcro C'pidomico al c.ompo Non:ar U :!O, rnn1g oro •noùicn. - Annotùzinni into.no alla. t·u ra dall8 pc· rtLoniL:- purult·nt>t. • NoTA AnnihA.I··. ten<'nlc colonn elln m• Ùlco. Appan•ccb lo io rpro\'\·i,uln por In trt\Zl<)OC con ti BUI\ d egli o.rti rr.• ttural i . . • N O\'\ltO G •aco mo F, senatoro del H··gno. s,dJa t·ura ùcll~ fe riLe d,, a n ni dt\ fuoco. " N1H' AHO Gincomo F .. "''D, t 1>ro d .,t H •gno. Brave no~,\ sul • ur~t('rinlo di

•

medi cnzio u l'.

Ousr-B 'I."J' \U u~. t enente me J ico. •' SI'!IffT G .ovanni, iJ,, t " riolO;!O. A'<'Jnc os Or\' az io , j oli ternpin a n • imalurica. :-:a lvatore, prof~!i5•) r.•. - f~l\ "ìmulaz ione uo•ll'l!<er~n O - s tll'ol on<' mic rol· i iJn ùel clo:o e osS'"''"" ,dor.•s-im\ ali n !l' ato ua.q•·en1.1'\. À ppul'l'~"l'hiu it uhano di prot,·si p ,,nu.n·t F.~:>illio, capit .. no nw l.it·o. per tnuttlali di cosci.~. Pr~rm-.; r Gi tC)I•mn, mo~doro mo:- licn. P r·r hl t•\i,nintlzione d ·i dr•go tar ati p~it·b tl'Ì d.dl'cR•·roito couthnLtc·n 1•. Pm·:n L11ì~i, O•tpi( mo tned <'O. - sull'o~ ti wLio cpide n in infl.upn ·mle in AI··Hsan•lr•u . P UTELLI L•'.,rru ociu, m o;~io·e "l'rli.m. 11 protetto l'e dd l{l. \'Ìst •• doi omuhu.tt• nli .. SA< 1 uonn: \nRelrnn, ma:z~iO!'•' m•·cl«•o. - Sitll a ndnt.oziono mcd it·~· l..galr• rle 1lt• pstcoptni·· rlt'i m •'it.ali 8 0A1tl'A c u ,,[l). Lo\ c·urn r .DliOHAie d· i plo·lll'itici e tl·i trl\llnwtiG6llli pnlmonnrt. Scuuprnr.. 1~.. uci'ÌI). - TI probl<.!ln l tlt.•l h r ul•1rcol si nell'esercitll . SERTI'ILT \lf ull 811, LoneJo t e c lonne llo nw<lico. lt~ndroonl~ -ta li .. i o d ·~o:lr a u aoft•runc·nti volont.'l.rt oss:ot· . a •i n ·ll11 . .. . nrmata otal'· •t •obre 1!115 nll 'uttubt•,, 1!117 ., • TA~rB l1111'1 1 Au .~ n ;tr•. pro f,.~·o l"e, ,. u~u lonlo I!O ter:do e FADIUZI Utclvnnn i o!\ri t~tnt) modico. Il 11e' rncornio rui lit••r•• a villn \V ur~z a l Gi,uai•·olo Tnmr.t.l Elio, L<'neute <~o lonn .. lfo m n Jico. - Noto d i , pi•leau i.. Jogin mt•Otl· .( don•'· T azzo::n c: tt ado, t nenlf' colnnnel'o llJ l'd •c • -Ri~ult.nti >-t l\tistici bU I tet .• no m·ll , b uugl·n nel P 1\\" Tt.zzo -n (;,Jido, to.tente colonneUo ul(•d iro. - I ntorno alla p ro tìl .•~t>i ,. cm··• d PI !I·U~nn ool siero autitetani c.:~· N •le etati11t che o consid emt.ioni TtzzON l G ui lo, t •l.tente colonnollo tuf'dico. Sul tetano nei oom:e lati Tu.zo~'T Ou no, l enoute colonnello m •·rliro e Pr:ltKUCOI P ietro. m a!.!giore ve terinnri• . -- Sulln <"On >ervab ili oà del pot ro immuni. zonte ol el >iero a.nLi tt•t.an ico ,. sul! .· caust> eire po~~ao no lim ia .. ruo lu durut a T IZZONI Gu ido, tene nt·· colonn.ello m"clico o Pt, RRU OOI Pie tro, mn.;g i• r,) ve tet·in~trio. I n toruo al potere im·ctu roi zzl\nte del siero anti te~anio? in uso preo><o l'ese rcito aust r onoo T ODIA Arturo, ten •n te colonnollo mt daC'o. Brevi cr.naidera?:ioni ijUJI~ parali ,i e cont ra tture cd i perto ti e muscol"ri nei rigw11 di d ella pratica m ed i.!o · lcgule militare

~4

!)!Il

480 89 173

•

.;8s 946

0TTOLESORl

P t.'>E :-,,•olo, prof.:~sor.~ .

.

•

588

•

:li

•

H:8

•

lll5t.i

•

116

•

798

•

li!IO

•

279

• . 490

•

fi54

•

1069

• 1033 • •

660

•

369

•

774

Il

413

45 3

-


1126

INUICr; OE~b:R ALE DI!:LLE ~IA'rERlE PEH L 'ANNO 1918

L o• lovico, c Lpit ano m edico . - L 11 e lniopatia pRotomimica. stu· cl1ut.L a t Rovcrao lo. sua r ipr.1duzione <tperim1>n~ale nell'uomo Ut't't{rmuzzr Ot torino, mo.g;;iore m ·dico. -· S ullo feri te t~x lraperi tonea.Ji ùell in t ·s · in o V .ti.LLARDl CHio, ro.pi tm1 0 modico.- Oaservazio1.i Ù)torno all o acorbut.• fra. le truJ pe it .d lU ne in M .. cedonia T O:M .'>J ,\::!1

CA~U I$TICA

P Ofi.

784

•

8.5$

CLI:'\ ICA

Orlando, 1 onen to colonnclb m edico. t;'n ooso di eehin ocoooosi epatic a in Cirena ica. l'ui<TINI Alfvn.;o, o••pil-o.n o medico. Circa gli effetti morbosi d oll'yprite Glt: LIOLJ Uu ido, m>Lgt,ri.ore m ·dic••. Di una epidem ia a tipo i,.fiuoo zale Guo uANEITI Lu1g i, m a.!giore m ed ico. - L 'llrpe t .. della cornea nell'attuale fe b bre ep . d~ mica. L r·ssA:-<A Stefa.no, tenent.e medico. - 0880rvnt.ioni sull o Bhock Nnu ti\·~ d .•t ·rmin11 to df\Jlo scoppio di )!r&nltte di grc ·88o ca libro . ~U CC.\.BRUNr C< ·sar~ , capitano m : dico. Contrib:.tt o all a Clltiuia~icn dcll<: f ·ri te d e ll 'addom .• . .\iAlilH PAOLINT Alb ~rto, capitano m ed ico. Fe rita pe net r ante nell '~>m i· t o a o • sini~~ro, "omplic.tto. ad u lcera d uod l'na le . PAS&1'Tl Luigi, to1.ente colonnello medicn. - Su di u na n a o\'O. f .. rma di c hera tite uk erosa provocala . PASI YI Owber~o. c \pitn no Lll•·dic(). L e fist >lo ostoopatic ~" · s eco n lariC' a fer i1 o di g uerra . . P ISI ARF.LLO Carlo, t Jnente rned1co. - Rel azione sug li e ffetti morbobi d ,,Jio gr anate M ric he ad yprit3 . P usATEIU Stln t e, o .pitun o m~dico.- T umori honigni multipli p r imiti\·i CASl'lGL!Ot.A

rldle to '"ili"' p.tlatine. Nov.\RO 'Nieolu, o>tpitano mC'd ioo. Per la d ia gnosi di ulouuf' fe rite d el crn.nio e d el cerv•·llo. . ."CADUTO G ioa cchino, m :•g ; iore medico. R Hliogrammo. di ua ca so di Ro rtt'I •HMia Bi mm•·t.rioa d ·Ile estl'\>mita da si r in gomi elia. .

RICERCHE CLI :'\l! 'HE E DI LABORATORIO 8.&:-:monol Giuseppe, o tpitano medico. -

873

.. J 096 »

•

236 900

•

903

•

''l

Il

1099

n

433

• Jlì86

-

134

u

128

t

3 14

•

510

•

897

R 1liev i aull a m icrc:fauna inte~ti­

nalo de• nos tri soldnti . . T ALOTTA Giuaeppo, capitano medico - Re ndiconto s u!l'a.t tivi1à d el labo rll torio LIM teriolt~gico e ohim ioo d al d ioeru h re l !115 nl gennaio 1918.

" )l

59 6

RIVIST A GENEHALE. Rov J-:RJO Ginc.'lmo, L011e n to nt~>ùico. - Brevi noto sui gae tossici impit'g uti in guerra .. nv:zzi p ev n t ivi oot~tt1vi

..

908

C'ON! :R ESSI. S ,u!l'r-:Jn G.>et mo, tnncnte o Jlonnollo n•erlicv.

log i.t di gudrrl\ d et•li allesti in P arigi

Il oongrt•<so d i o ftalr no·

707


1 127

I:l~DICE GENERAL E DELLE )( ATI>Rll!: PE R L ' ANNO l ~lS

QUESTIO :\I Di AT'fl1ALITA \' ARI EJ'À 1<: ~OTIZIE . AoOSTINI c.,sa re. - Gli epilett.ioi in zona di g uer rn. . Paq 260 · LozzATTO Osc:ar, capitano meùicn. - ln difesa dc·l pcssi rnismc . • !'126 T&OMBRTTA Edu10ndo, mo.gc:ior ;::eneml<~ medico. - Unll quost ion" di diot· trioa ocula ro . " 50 54 - Gli epilettici in zona di guerru. ~ot n orit.ieu. " - E siste u n corpo suuitario militare! . • i3 - Lettere anonime (\i gtterra . . • 145 - r submediocri . • 244 D 320 - La burbt\ e la guerr,, (Per Utl>\ questi ono igienica ed e~teticn) - Intermezzo . • 435 - I m<'<L ici. • 51 :J » 6:!i - Esculapio protesta t T26 - Superuomini e decadenti . 813 - Il pertsiero d ella m orto • » 9 19 - Gli occhi e la. guern-.. - Confor to. . • llOO - Democr itus ridens . • 1184 Corsi u ni vers iLari por milit.ari st.uùe" ti in medicina. Risposta ad interro· » 33~ ga.~ione doll'on. LnnrlJa.rtli. 336, Croco R nsaa I talùn.nn. Ricompense ai merito . !i26 e l l Pag. 260 Elenr.o dei ltwori di diottrica ocul are del prof. F.. T rnmbctt a . TI Cc:mvegno dell'Unione dl'i medici italiani • 5~6

•

PER I L LIBRO D 'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE.- I l Comandante della rn armata e l'opera del corpo sanitar io militai'O . p ,,r il tenent e me dico della R . M. R .tftaele P a,.lucoi .

• •

5~8

1016

• 6 1, P ER IL LIDRO D'O.K.O DE L CORP O SAN IT:\IUO M!LTTAHI·; , 172, 263, 340, U 2, 636, 742, 826, 929, LO l 6, 11 14

NECROLOGIO. SUL CAM:PO DEL.t.'O)IQRE .

Prt!f.

5~1

144, 3 6 ·, fi35. 1014 Beru&cchi Luigi, maggiore medico <". lt. T. . P ag. 451 :Qobbio Eugenio, tenente gcnerule medico • ::.'61 Con te Gian Gia.como l 'ava7.zi della Somaglia, presid en te dello. ( r oce R ossa Italiana . . . . . . 636 Gandol:i Giacomo, colonnello medico M C:igliare lli Raniero, tenen te colonnello medic o 26! R eùsch Eqzenio. t enente 111edico . J) 1014 ,, :!fH· Imbriaco Pietro. tenente generale medico

• •

•

N ocelli G •useppe, · · · maggiOre med'tco o. r•poso Pa eini pro( se•·l:(t·o . . . . . . . . . R iva lta Raffaele, tenente colonnello medico in a. a.

• •

•

316 1015 4,9 SS!I


11~

-,

l~DICE vENEHALJi; UELLE :\tATIHllE Pl· H L 1AN:N O U118

P i.. rnc·ci G· ftre<\•>. temente <'O lonnello medico in s. a;

Pag.

So!l1111 l· wnce!ICO. m:t;:giore n•echoo Todnrò l· mnce~ ·o. sonatore del Regno

s•o

•

6 ~6

»

1(\]6

•

66

1o>

67 160 161

P ARTE 'G FFICIALE. Ordin•lm..nt • dc•lla rlir~zione generale di ennità militure Xot·rne por l'as$ÌI!tenza e p rOtt•zione degl'invalidi di gu<'rr a. in relazic n" ••lla leg:,o 21) '"nrzo 1917, n. 48 1 P rofilas·i anth·o., ,Jos , . ., Pl' nfilas~i antitnalnr.ca. Nonne per la. aura .. la l. onifice. dei malarioi D nkio psi •>-fiSÌ < logito p<'r l'av iazione m :.'\ apoli :lltmin: ite cerebr, ·spiua le De.• tmzie del le 11 alnttie iofetti\'e. Profilt.sai 1\Jtti..,nlarica dura•. te na stag ione epideu ica L <~oC'hi di cura l' di lnvoro pei 111 ili turi a.ft'etti da m ala ti ie v eneree e della.

• • •

163

•

l li8 346

• l

•

p c· lh• Pr filass i autit ul>er ol r<' nell'e!!e.t·.-ito

•

1-\.,rviz• r.• rtiologtci Pr •t da~ i an t.im al nr ~a Se.:nnhtzi•mf' 1.I Ì Co•rpi ddle malat.tie iof<'tth e ri <:c•noer·i ute ue~J i oepeda1i lu1lut>o7.u e-tiva ,. fehhre du po.ppat•. ci J~!.ruzioni ric'111~rdauti il serviz io nntit \11 erl'QI&I Il neii'PseniHl, L ',, t.ivit•\ d 1' n n .· lei chirur~ici o.ll$ fr , n~e ( ircolari) . ( hta•nnt~~ d .,j ri for •"ati oìt,tlmici a n uova visita - ln terro~:a~ion e d E>II ' o n. \'iL o r ino l'nnno.vi. ·" ai )lini-;t.ri dell o. g uerr.o, clell'i••ierno e dell ' i~ttru· zi ,, e pnbl>bllca - Ri-p osta. di S. E. il \finiRtr·o dello. f!Uf!r , n · lnterN~' ziooe dell'un . J•r .f'esc<t Doro n l J\linistro d' lln gu•· rra l<is p<w a di ·'· ]!;. il ;\li <t istro d elln. ~uorra Ch irurgi di ae•tora in· z;onn ter it.n r•ali• r2i •·n•· d · llt· truppe - La. d ifesa. d e!.!l i ine('tti NOt·mo P··r r.~ pritn·l rllot'f •f• lt' dei militari psicopat ici jJTf)VOOÌenti dt\119 znna dt gu•·rr•• e successivo a~on.bro dei m~desuni n~: ll · BP?.ioni psirhiatri,.he J~l t lil.uri Xol'llw per il imlZi• ·n~urJt·nt•l d i re~·ar ti di a ccerta•"en t ' p r la diagnosi d · Ila t ubare lu.;i institu.Li con la ciroulnre 8 01 dPl 2!! dicembre J!l16 U llicmlr •nedioi cvm a ndati a serv izio , iv ile pe r l'epidemia infiu~:nzale E"idemre di inUnm\7.a Pr ov,·odinHmti pr(lfì la. ~i ~:i in o cc asione di focolai di influenz.. ~lt.sch ,.re p •·o1ct~• ve p e r ufficiali modici cd inftrmieri Hi<:.. v cl'V ed tt~Ri..!t ell7.t\ ùet malati d'i r tl ut•nza

,

346U -

&. •ula, t 918 -

'l'rp. K. V:Jf:IJCra.

•

•

,

•

•

•

36(1 / 52 354 356 356 535 538

539 6l0 lH 2 54!1

s~s

"

832 833

•

s:i6

•

838 !133 H34 936 1031 1032

• •

,.• ,.

L UI(l l PALIIIP.RI ger!'flk.


l

' •


GIORNALE DI MEDICINA MILITARE ----------- ~ -----------

Dtreslone ~d Ammlnletruloae: Palauo del liLDiltero clelia Guerra, VIa XX Set&eatbre. Roma

<..:ONDIZIONI IU ~UHO~AMEN'I'O.

;

1° Il Giornale di medicina militare ai pubbXca ~: ultimo giorno di ciascun mP.Se.. in fascicoli di cinque fogli d i atampa. 2° L'abbonamento è a.nnno e dejlorre da l 1° ge~aio. 3° Il p rezzo dell"abbonamento è: Per l'Italia e Colonie. : Per l'Estero. . . ~. l • •• 1 '}' . · . \ ~ . .._ l , lt.; . . i in ltalia . U n fasc1colo separ ato costa J - E · · l~ l a 11• atero . ·. . . • l Il supplemen to contenente l'Aftnuario 1 in Italia . • , • • j- ~ ,50 . del corpo 8artitario militare costa .\t a!l' Estero . 1 • .1 ~,'~.; 4° L'abbonamento non diadetto prima. del 1° dicembre a' intenda rinnovato per l'anno successivo. . \ , 5° I signori abbona ti militari in effettività. d i servizio possono : pagare l' im· porto dell'abbonamento per meno dei rispettivi c\:lmandanti d i oorpò- (nneh& &·rtUI mensili). 6° Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e delle. Marina) è ammesso .im 8ilhn· nameuto cn mnlutlvo al Giortuùe di medicina mi litare ed agli A nnali di' medicina nafCJ /~ e COloniale al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbonamento gli abbo~ti. d el ()ionwle di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6 all'aromi· nistrazione degli Annali (preBBo il Ministero della Marina). 7° Ai li brai si fa lo .sconto del 10 %, ma aoltanto per gli abb9nameoti del!& persone e degli enti non militari, che non possono fruire della facilitazione di cui a i numeri 6 e 6.

..

t,sr

,.

NORI\tE PEit LE P U UUI.lCAZIONI.

l o I lavori originali, te note, le riviste dattilografati o scritti a mano devono occupare un solo Jato del foglio ed essere accuratamente riveduti dagli au· tori. Si fa. speciale raccomandazione che quelli scritti a rna.no eian() ben leggibili, prr modo d~ · ovitaro ogni dubbio d' int.erpretaziono. In caso contrario, la Diroìione ai vedrebbe costretta a soependerno la pubblicazione. 2° Durante il poriodo della guerra., la correzione delle bozze sarà fatta dalla redaz ione, anziché dagli o.utl)ri, por o on vincolare il lavoro t ipografico agl' inevitabit• ritardi postn:i. ../ 3° Finchè perdurerà. il costo eccezionale della carta, i lavori degli abbonati ·non dovranno oltrepassare le 15 pagine di stampa; quelli dei non abbonati, ~-8 pagine.. f 0 Le spese per gl i estratti e quelle per le tavole litografiche, fotog~afiche, ecc. • che accompagnassero le memorie, sono a carico dogli aut<>ri. 1 5° Oli estratti sono di due tipi : - T ipa _,.t . Con copertina in bìanéO, sen'Za. frontespizio, o colla' impaginatura o numerazione del fascicolo. - Tipo B . Con co· pertina stampata, frontespizio, impaginatura e numerazione speciale. j ·-Agli autori delle memor ie saranno concessi gratuitamente 50 e~tratt, t ipo A. ~ Per coloro cbe ne det1iderassero un numero maggiore, il prez··J rJgolato d ,allll> aeguente tariffa : f

.

P r ezzo di c iascun f og Ji o · di s t ampe!. :"l: ~IER· • IJEI.U: 001' 11<:

TIPI DI ESTRATTI

Tipo A Tipo B

.. . ....

. . .

. . . .

~·

100

7,50

IO-

12,50

!~ -

~.o

l

16:iO -

J.- -

··J·

.(

.l

l

•'t r ogni cen*'io olttll

J

i~

~

(j -

. 12- .- ,

Gli estratti minori di un fogllo si contano come foglio intero per le ordina~o t do 100 estratti o meno. P er ,quelli che superano un foglio, le frazioni in più, che non fuperÌt.tt.: it ·m~zz > foglio, si contano come metà, purchè però l'ordinazione non sia infer10re a tHfoopie. 6°1 manoscritti non si restituiscono. , 1 l .'


iJV !

t

GIORNAI~l~ DI

MEDICINA MILI'fARE '

Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità m111tare Giornata df madlolna mlffta ro : l8&1-1884 Giorna ta mediCo dol Regio Éoer<:lto • dello Ragia Marina : 18811 18Q, Giornale medico d al Reg io E.. rollo : 18~11-11107

ANNO LXVI - 1918

SUPPbBIENTO ;~O· GIUGNO FA SCICOLO

RUOLI D'ANZIANITÀ DEL

COHPO SANrl'ARlO MILri'AR.E E DEI

FARMACISTI MILITARI al to luglio 1918

DIREZIONE ED A MMINISTRA ZION E

ROMA • Palazzo del · Mlubtero della Guerra, VIa XX Settembré - RO•.l

vI


'

l

l

(

l l

(

' l

l .. i

l


SUPPLEf\1ENT O AL FASC. Vl del Gior nate t[, medicma militare. -

1918 -

(A NNO LXVI)

RUOLI O'ANZIANlTA DEL

(Ufficiali mediei in servizio attho permanente e n ella posizione di senrizio ausiliario) E D1U

FARMACISTI

MILITARI

al 1° luglio 1918

---~·'""'.:----

A VVERTE~ZA.

I cortesi abbonati, che riscontrassero nei presenti ruoli qualche errore od omissione per le indicazioni che loro riguardano, sono vivament-e pt·egati di darne sollecita comunicazione alla. Direzione del Giornale· di medicina militare, Ministero della guerra, Roma,

RO MA TIPOGRAFIA ENRICO VOGHERA 1918


'l

•

l


' INDICE

Spiegazione del ae~ni indican\i le dotorazloni, ecc.

Pàg . G

UalCJall medici In servizio attivo permanente . .

•

Farmacisti militari . . • . . . . . . . .

87

Oalc~ali medici nella posizione di servizio ausiliario

97

• lodlee alfabeuco

Paq.

fOI


•

'

,

•

..


SPIEGAZIONE DEl SEGNI INDICANTI LE DECORAZIONI, ECC"~ Mld. Me•laglla maurizianà. O Ca-rallere 'dell'Ordine Militare di Savoia. e hl. Ile• &t. Maurizio e t.anaro. td. delta Coro na d'Italia

+

l

g ~! davanti ai seg ni !Ielle decorazioni sopra g;:~d~r~~ciale. in<iicat<',

Commendatore. umciale. 6 Mediglia d'oro pei beneme riti della salute pubblica. • 1<1. id. poi benemeriti del terremoto !898. O Me.laJ!Iia rl'argento al valor militare. 6 lti . al va lor c•vìle. ~ Id. al valor di marina. dJ Id. pei benemeriti della salate pubblica. f:il Id. pei benemeriti del terremoto rtel tGOS O MeriRg lm di bronzo al \•al or militare. O lrl. al vnlor civile. @ Id . pei ben•mPriti della salute pubblica . O Id. pei benemeriti del terremoto del !908. ~ Meri:Jg lia commemorativa di Crimea. ~ Id. per le campagne dell' indipenden7.a d' Italia (t} .. ® 111. per le campagne d'Africa (1). C Id. 11er le campagne delta Cma (t). © ltl. 11er la campagna della Libia({). l'Il 111. pei benemeriti del terremoto de l 1808. 6ù Id. per la liberazione d! Roma. EB CrOC" •l 'oro con curona per an2ianità Ili servizio. ~ ltl . rer anzianìta di servrzlo. >fc Croce d'arge nto P"r a nziani Wl !li !ervlzio. w rro moz ione per mento rli guerra. + Aiulant~ maggio re m t•. Id. iol t•. A1pett. (l)m. A.-;rottat iva per mouvi d i lalllil[lra . Alpelt in(er. As pelLalrva per infe rmità Aspe/t. sp ee. Aspettati va per motivi spaciali. Com. Comantlo. com. comandato. R. A. Riserva •1'anzianila. L. D. Lillero d vcen te uni ver~ilario. P . C. 1. Perit o eh imico i(.(ienisl;l. • dir. san. direzione rli saolta. Dir. san •. Diretto re rti san ita. osp. ospertale p rinr·iJ•ate. Dfr. osp. Oirl'ttore tl d l'osperlal e tJrrtiCIP•Ie. osp. succ. ospe•tale su ccursale. inlerm. pres. inlerm•ria presi•liari ... c. a. cor po ,. ·a rmata. Se. app. san. Scuo la rli app licazione Iii san ila mililnr~. pror. tito!. professo re t itola re. pror. ag~. professore ag!;i unto. lnsego. tilol. insep:nanr e titolare. a. ~~ommogliA to . . c. celibe. v. verlovo. C u

.

({) 1 numeri es ponenti inrllcano le c.~ mpagne.

,

\


' OATA di

l.l'OGO DI NASf.IJ'A

nascita

• CASATO E NOME POSIZIONI!:

OECORAllON I E CA MPAGNE

--+---------~·----------~----~--------------- ----------~-----------------

Teaente generale medico.

n. ' · ~- l'f.

a

Savelli (Catanuro)

lapett. capo san. mll.•

IO. l 0. 51 :'roumhata Gitueppe. )1.11. U e , G.U.

•

tspett. san. miJ . . •

'*'· e

Maggiori generali medici. dal n. l al n. 7 . a

Cava dei Tirr. (Salerno) . • • 16. 4. 55 Pulsi Felice, U e. C o§o. ~- lB .

c

Ca raglio (Cuneo} •

a

tugo (Ravenna ).

a

Andria (Bari).

a

CaJerta.

a Torino .

. .

.

.

lspelt tao. mll.•

e. C+. lB . . . .

Id.

Id.

.. e• . . . . ,,,0.57 'w RuonomoLoo·tnzo, e c t,t:J-erJ,o§o l..

Id.

Id.

Id.

Id.

• • • ~ u. 53 Rima Maud;lo.

18. 1.5( • Cavicchia P!·O II CI!JrO, • 0 o§o,

O.ln chirurgia nella 11. • ,,. H•·mn.

.

. .

. . . .

' a Pracu (Firenze) • . .

..

. .

. ..

... ...

+ . Dor. aan. ml t. m 1 3. !.57 Tromh~1 tA BcJm ond o. e C: it.· [J. rn. ED, VIe. dir. gen. san . m 1.. 0 . In ocu llstfea Il . 111 Turino. min. guerra.

t. !.58 tlella Valle Pt·nncflca, U • · O.+.

~en

~:ue rra.

n ~lla

. 13. 7.511 U vi Hidol{o, • U ~· "®" •,!B. L. O.

In antro~tolojlll rw la H. U. dt Roma.

lspetl. san. mil.

'

Colonaelll •edicl. tli\1 o. a al n 4 .

t3.U.56 Prrnacco Polqt~lt•• . r. t§o, c» • '", !B Olr. ospA'al e rmo ••

a

Sodeglfs no (IJdinP). . •

a

Modena. • . • •

. !9. t.58 Test i Pt·anm co, U. • U o§o, ~ c» • • · ~. ~ .§- L. D. In rp:ì• ne nella R. tll Modena. ,

P. q. (com. d l sp.

a

C3rrara Ulassa Car ra ra)

• t6. J.59,8eruucci Gtotlatlni, • · U. o§o, c»·., .., ~- EB-

Id. id. Ver ona

u. l<Nuel (Libia) . m . e t:aJteluuovo !)er h'la (AieHsan- u. 7.57 GaiiiGioo.Dom~t~ oeo •• o§o. ~ •••tn.+ Dir. osp. Ancona lfria).

• .m.

• •


"'

'

ANZIANI TÀ Y .dR/AZ/C./VI

Tenen1e generale e magl!ior

durali~

l'an Ilo

LA URgA Teoen~

Colonnello

colonnello

~encra l e

.

Mag-

gloro

Capit nno

T&-

nen te

Sol tO·

~neo~

in medleloa e chirurgia

. .

'.

...

...

...

.

30. 3.916 t6. 4.903 17. u. 1108

...

...

...

. ..

.

..

8. S:G1 IG. 4. 91 lt. G.79 tt . 5.7{1 13. 4. 14 Padova ·.

.

.

(6.

s. 74

•

•

. 8. H. 9t4

t.

'

l . 908 ti. 9.1103 16. ( . 9jl 8. t. 81 ' · lt. 78 16.10. 76 Napoli

!. 9.015 11. l'l !l(MI 19. 11.904 30. 4. 116 t9. !1. 8t ( . (.80 18.10. 17 Torino tS.to. eus 31. tt.lltl (J. tt. 1115 30. 6.11U

6. tUi i

s. 3.11~ t

Il.

7."

l . 7.008 4. 6.99 ti. IO. 94 'j3. lt. 80 ti . IO. 711 Roma •

. . •• 7.78

Il. 3.1101 3t . 1).90 t7. 8.87 t O. 11.114 Naro n.

5. J.83

t.t .~

!.tl.90 't7. 8.87 tO. 9.84

t . ....

30. 9.91 ~ ! 9.1l.to4

8. 4.88 10. U4 'tl. t 0.8t

Il i.

Il. 9.917 t6. 5.91 5 30. 6.9t! lt .IO.Il17 !5. t .9"

. . IO. t . 76

.. Id. . . . lloma • . .

t . t .V()fl 10.6.1100 t t.t0.85 !3.ti.80 ti.I 0.711 Pavia •

!5. 6.80

. . tt. 7.78

. .. ...

31. 3.913 30.9.11011 !19.11.903

...

18. Ut5

...

8 4.9tiS

t3. Uta

48. 4.11011 111.4.903

.7.t0.87 H. 1.83 tUO.& Padou . . t . 8.80 Id.

Id .

4.10.8( Modena

. . ti. 6.80

St. 3 llU !9.6.9011 7.10.S7 tO. U4 tl.t 0.81 Bolosna • St .tUtl l7 .5.S06 IU0.88f

Id.

tl . t0.81 1':\dou

ti. 6.80

. . t7. 7 81


.,

OHA

·:;

·;;

LUOGO DI NASCITA

CASATO E NOli E

el i

n~sr.ita l

OECOR.~ZIOI'il

POSIZIONE

E CAMPAGl\E

dal n. • al n. S8.

a

Castiglion Fiorentino (A rezzo) t6. 8.57 FaraIli Celuti ;to, • U o§>. O @, ~ •

Dir. osp. Firenze. • •

a

l.agonegro {Potenza) .

l5. 7.57 Marrocco tfchlllt. ~. Q,® • " ...... [3,

F. q. lnrerm. (com. osp. Napoli) .

a

Modena.

30.t~.58

Fu lioni AllM ilata, q,, c§>,®" ",~- .

F. q. (cnm. Com8Jldo corr ù S. M.).

a

Fontanella (Bergamo)

7.tt.r.9 wCalel!ari Gio. Botli.;ta .$. ~. ® " ,.

Dir. oso. Bari (eom. osp. Bresci•) • • • • •

e

Massa (Nassa Carrara)

5. 9.57 Magge;i Tmn nlfiSIJ, *·o§-, ®

,._.,, ? .

Dir. osp. Bolog na (com.

a

Montescaglioso (Potenza) •

~. 6.60

w Solìnarl Sfll~at01·e, •. c§>,® " -'' . f?},

rrJ, @ , -9o, L. U. IO Cl ìnira CIIITUT!;iCa

Jrl . Id. C.1ser1a (com. o<p. Napoli}.

i5. 3.59 Pimpinel ll Pieh·"· • · :§o,®" u, (!;), EB

Vice dir. se. appl. san. mil.

rn. @.~

• • •

c ....... "'·!))l, lft, @, ffi.

11e11.. R U. d l Parma • •

osp. Catanzaro}.

•

•

•

a

Lucignano CArezzo)

a

Torino • • •

5. l.GO

c

Navelli Uquila) . • •

9. 1!.63 W S:tn tucci St~(au o, $ , {», o f.:!, (!;). of, L. O.m uculosllca n~ Ila •h Torino.

a

Chieti

30.11.60 S:mt.m• Giu.<•'flpr, $.o{!>, o. ® "-'' of Dir. osp. Savigliano @ HI~t". , '

a

S. Sebastiano Curone (Pa• ia).

Ili. t.59 Gian i T'i..tr" tif. o§-, of 1.. D. in Cl in. dPr· luuSililuf•IJll~a no11a R. u. di Parma

F. <J. lnrerm. {com. o;p. Ban). • • • • •

a

S. Nicola <l a Crissa (Catan-

~9. Ui8

Dir. osp. V~ nezia .

w Morino Frauc~.1co, $ .o§>, ®

17 ,

of.

•

Dir. osp. Ravenna

m. O::p. Roma • • • • • •

n.u.

u~.

MM•'ilese Oi•,.Bnttisla . $. o§>,® ",@. ~

c Caltagirone (C:Itnni~).

10. 3.59 Bn rll'!t~ Satvat,.,·e, fl ..:t, ® " D "" .x... .-.... ' ' w • ..,.

Id. it1.

a

Rionero (Potenza ) .

l!. 8.58 Menn eila Arcaui/PltJ. <;l. :§o,® , ...., of.

lrl.

a

Catanzuo .

13. Lr.9

a

Pavia. .

5. 9.59 1'1l' :tt7.Ani f.'··~·o·e, Mll. ® '' "" "" " ·" " · ffi.

a

Venezia. •

28.11.611 Srllitzi Pit'l ro.

c

Borso (Treviso) . .

16.11.!\8 Trevl•an h"ugmin. $,o{!>, ®. of.

a

Ca<amarc•ano (Caserta) .

. . Dir. osp. Pad ova . . 2. 3.no De n usa .Jitchtlt•, $.{».o.®" "• @, ffi 1<1. in. Perugia

a

Valeggio sul Mincio (Ver on;1) .

'U . 9.6\l O:trra l'iUol'itJ.

a

Biella.

'K i.59 Gurgo .4cliille, $ .o§-, ®".P'. ~- . •

Jrt.lf!. Cngliari ( com. c.sr.

26. 3.60 Pere!'(~ l"ittoti>l, '$,11'*'.0· ®''.H, Eà. rrJ, @, ...-.

Id. Id. Udine ( com. o;f Milano). • • • •

a Stroppo (Cuneo)

{~. 9.59 Ahelli l'il/m·i,,, $ , ~. ® ••-", ~

• •

Id_. h(. Me~sina (co m . os~. :;avtgliano) • • • •

a

2,. 8.59 Tomha Git.mppe, •&, .§',

• •

lrl. id. Novara (COm. 0 , 1. Venezia).

a

•

•

•

Carrino Bergamasco (llerga· mo).

Broghauo (VIcenza)

Ciarcio tflld l'ert.

l

*• +. of. . . .

*·

Piacen u (com. o<p. Me~-slna) • • • Id Ch ieti .

•

l>r. san. mi l.. •

U. •§>. è,

.

Llir. osr. Cava dei T ir rrn (Salern o) (ro m. loJeru•. pre~ u.l. Ivr ea} . .

Pa<lo va (rom. *·<1ìo. ® "" ••·" ", ffi D!r.o>p.osp. succ. Manlo•·e)

"*·'*'·

® ....... ® . o9o

*

•

J,f. id. Livorno •

Tonno) . • .

• . • .


ldiDICll

ANZL\NITA. VARIAZIONI O>lon·

dura n le l"anno

D•IIO

Ten onto roton·

Ma;!-

g1ore

n~llo

Capi·

tnnu

TP·

n ente

Sottotenente

LA UREA In medicina e rhirurl!ia

. .

.

\ 6. 5.915

30. 6.91~

1.1.9(11< 30. 3.90 IO. ':1.84 \!1.10.81 1\ftpoli.

t G. 5 915

30. 9.91!

Id.

t!}, 7.915

1.1!. 912 ~~~- 5.908

31. 8.915

3!. 3.913

l . 1.908

3.86 IO. 9.s4

Ftre~oze

ts. IO.!ll~

. . Il. i.S! 1!. 7.911 ttl. 5.908 13.1:1.!14 :li. 8.87 '.t3. H.85 Napoli. . . 8. 8.84

3.11.915

3l. 3.91 3

f, l 9~ 19. ~.91 27. 8.8i IO. 9.84

Firt nze

. . !1. i .83

17.!1.915

3t. 3.911

Id.

tl. l i.9! 8. 4.88 ~s.u.sr. Tori no.

. . li. 1.84

18 11.9\fi

6. 7 \Il~

Ili.

11 3.900 !0. 7.90

f. S.&l Napo li.

. 17. 1.8.\

13.1:!.\115

31. 3.91\ 22.t!.907 1:1. 3.9~ ti. K 67

'". :!9. 4.~tr.

.

.

l

..

30.4 .915

31.B.911 16.1!.90(; 11.10.~ IO. '-$1 !1.10.81 Siena

lol:

111.

. . t!.II.SI 31. 5.90, ~. 8.87 I O. 9.84 Moti eu a . . 30. 6.83 8. 3.94

s. 4.8S 23.11.8!1 l'a 1 ia

~. Il 90 \! 1.

l ol.

3 1.1~.~ 1 3

Id.

Id.

l ri.

ltl.

id.

~. ; .!Il\

Iii.

lo f.

.

4. i .8\

. . f.l. 7.84 IO. 9.81 Torino. . . . 4. 7.83 5.{0.81 Napoli . . . :!3. 8.81 5.10.81

Id.

Id•

F1renze

5. 7.8~

:!i. 8.1\i ~3.11.8~ Napoli.

. . 15. i ,SJ

:1(>.1'!.~r.

30. 9.~13 '!! H.90i 1!. H.9~ !1. l.~>fo

Ili.

'· uo

11.1~.9~ :!R.I~.Sfo

Id.

Id.

trt.

1 7.1 ~.!1 1

hl.

IO. 9.!H

lo.!.

. . . 13. 7.83

!'l.Uf'~

Il. :1,91

1rl

'll. II.S-i Pnvia

. . . IO. 7.83

16.8.!11 l

Id.

l i . 1.~1a !!. &.K~

U.l':!.91tò

16. 8 !l U

Id.

s. 3.!11 ~1. ~.ti· IO. 9.1'1'. Padr\'a

Id.

lol.

Id.

1 ~.1 ~.!1~

lrl.

Ici.

Id.

lo f.

'!7.1!R7

Id.

14 l 91i

3. 1.915

io l.

1. 3.!1~

hl.

Id.

l ol.

IJ.

Id.

t. f.

9.1i.:l~

:li. H.SG

Id .

Id.

Id.

Id.

Iii.

hl.

hl.

Id.

Id.

\!8

1ol.

8. 1.~8 ~3. 11.85

l 6. 1.!16 'li. S.Si IO. 9.8~

Bologna .

. 7. 7.M . 30. i.!U

. i PntiOHl . . Torino . . . . i. 7.8!'i Jla''i ~(111011.

7. '·"'

9~.

.~3

':!~.11.~3

:l. •

Tllrino . Padova

.

'}o1, \I .S~

~~. i.8 1

l l


... OATA di

LUOGO 01 NASCITA

11:\Scila

Pot1'nr:t.

•

CASATO g NOME POSIZIONE

DECORAZIONI E' CAM PAGNE

11:11 n. •• a l n; .la

·

t O. 8.60 Ro~si Al{rtdo, c§•. y .

. .

Dir. osv. Rrescia (com inrerm. pre.s. Terni).

Vnrapodia (Re~crin Calabria). !UI.59 \'or,lta TmtiiiHUil. • ~. O. ~.Q) .. " ....... !;], (i;), ~-

rn.

· o§o. ®"·<C y .

~1. 5.59 Canl ~lla Mat'iauo, •

a

Vizzini (Gataul~)

a

Cagliari. •

a

!'iuoro (Sass 1rl). • • • • •

lspetl. san. mil. . •

,

Oh·. us p. Catanaaro (com. usp Navoll). • . • .

+. ® "•, y . . loferm pres. S1racuu • !. 9.64 N1•1ldu A nlon io. f, . +.<Il". O. mq , Se. appl . san. (pror. til.) L.ll. lo otorin'•·larmgoiat rla uefia

• . • . !6. 6.61 Oelugu Gottmw, •· 11. u <11 ·n .rtno

Goa~oaoo (LeccP) • •

r

Perugia .

• • • !&.1!.6(1 Celno A chiiiP, o§o, Q) ....... , y .

• • • • • • • • !1.1'!.61 Rouinl Tu rrrmcuo.

lnferm. pres. Laece . • •

+. Q) "• y .

Aceademia militare • •

+ .

•

Osp. Mila no. •

Guastalla (Reggio Emilia) • • t 6.H.6t ~ t.naldl r.arlo, •· U."o§o, o. o o. Q)

Osp. Napoli. •

" Caravaggio (Bergamo) • • .

.. Saçelli (C&tanzaro) •

7. 8.00 Zil>etti GiuJeppe, • · o§o. li. 8.61 ::ÌI'IDR Vincw:n,

+. Q) .. ••, o§o •

.. H",@ y , l ., Il. tn f'•t.ultojll& gp~· r~ale m~dlc.t , n!!lla R. d1 Mpoli.

u.

.+.

31. t.67 9 Riv~ C:u1btrlo, • · U.

Modena. • • Cagliari. • •

•

Q) 04· " , (i;)

t 9. 5.6! C:•nnns Nicolò,+. Q.®" "·DID. (i;). y L. li. In oru tbl"l' 1u·lla R.l • " ' l'orlnu.

Osp. Genova •

6. 3.61 Yoiubello Et'lltllo,o§o, ®0'·" i:J, !D. .§o.

Osp. M1lnno • • • • •

a

Varazze (Geno•a) • • • • •

a

Perosa Argentina (Torino). •

c

M:mico (Poteuza) • • • • •

c

Napoli • • • • • • • • • !5. 4.63 ~ Pare Luio•. M\1. • · C, o§o. o. ® ......... t S. H ". <i:), EB·

a

l'rhino (P85aro). • . .

a

Cutelguidonn (Chiet•) • • •

•

Robe.-co d'Ogllo (Cremonn) •

. .

s. Lucia (TreYISo) • • • : •

+. Q)"" · .§-. lnferm. presid. Cremona. 4. 3.60 l-'scal1.0 l'ilo, • U. +.o. ~.(i;), +. Osp. Napoli • . • • 5. 6.64 Galvagno Ttonuto,

+. Q) y t. 4.6(1 :'guazzi l'itlorlo. +. CJ, Q) " ". y . 6.t 0.61 \'• •• liro Giu1. , • • + .Q)" " " " "·" O o. (i;), fB. 01

6. 9,(0 \'IIUIIO (il useppt.

r

a

Caglia ri. • • • • • • • •

5. 6.63 M"rras Ratrorle,

" •

+.

Osp. Mes~loa ,

Id. Bologna •

. . ..

osp. Torino

. . Otp. Padova . • • • •

+ . . . Osp. Caserla • • • • •

Jel~l (Campobauo). • • • • 16.tt.6t D'Amico Biagi o. o§o, Q) "••, .§o .

Giuseppe, O. • • +. CJ, ~. • l'iaiiOI)Oii (CaLAn7.aro). • • • 3. 1.6i MnrliA " ·" · Cl;) • .§-. •

+.

tnrerm. uret. Treviso . •

loferm. pres Pa••la •

.

+• Q) "• Cl;), .§o

Cl;), y Troouno (Novara). • • • • !7. 6.61 Fanehlotti Eugmw, • Napoh • • • • • • • • • 15. t .6i Uo Prisco Luigi, o§o, o. Cl;).

Oìr. un. VIii c. •· • . Dir. aan. VII c. a. . • ·

!!. 5.60 Uonlni Glu•~PI>e. • · o§o, (i;) y

Pieve Porto· li• rone (Pavia) • t 'l. 3.60 Mol'll Tito, o§o, Q) " · " • fJ !D. y v

Osp. Roma. • • • • •

lnferm. pres. Bergamo Q)

Q) " ••, 4:). +, Montefalcone tReueven to) . • IS. 1.63 Altot>elli Alotro(o, L. 11. in 1g1eu.· ueila "· u. d1 ;:,le11a,

Osp. Napoh

•••

Se. appl. Wl. (pro r. tltol.)


~101

lt

A N Zil\NITÀ LAUilEA

VA/l/AZIONI r.nlonIICIIO

du1·on/e l'cmtw

Tenente rotonnello

MAl!-

Ca pi!ano

~t•ore

Te11ente

.

Sottoteuente

In

me<llclna e elolnuwa

l

l

l

•

l . 4.917

3. 1.915 iS. 3 008 16. 1.96

lt. 4.9(7

Id.

Id.

'!i . 4.!1 ti

(. 'i.91 ~

Id.

15 .7.91il

l . !.91:;

Id.

!M.t r .91i

3.11.915 31. :1.90'J 19.1t.97 19.1!.89

l

l

l

.

Napoli.

ld.

l rf.

Id.

Id.

1<1.

16. 5.915

Id.

i~. 7.86

Id.

l . 8 87 Tori'IO .

Id.

~ 9 915 30. 9.910

~-

7.96

. . !7. 8.86 8.1!.87 Parma . . . '· 7.87

!7.10.97 19.1!.89 ~.11.87 Ro ma . 4. 6.99

lrl.

. . 4 . 7.89

3. us tt. 7 90 ModeM

4. 1!.915 3 t.l ~.9 ll '.t. 8.90!

Id.

16. l 916 30· 9.910 19 5.98 t 9.1t.S'J IO. 7.8i Cagliari

.

. . 7. 8.811

t . 9.00!1 9.13.97 9.4!.88 ~- &.811 Genova :

I O. 1.91•

16. 5 91:i

Id.

30. 6.915

Id.

31. 8.915 31. 3.909

9.1!.97

lrl.

~- 1186 Napoli .

l d.

! t. 9.915

IO. 8.98

Id.

18. 7.87

Id.

. . t 3. 7.86

9.1!.88 ~- 6.86 Napoli.

Id.

Id .

3. s.g~

. . 17. 7.85 8. 6.97 19.1'!.89 !7.11.87 Firenze . . 8. 7.85 ltt. l . 1.909 16. 1.96 9.U .88 ~- 11.86 Napoli . . . 16.1!.8!

31 3.91n ~·J . ~. !1(1!1

Id.

. .

. . . !1. 9.85 30. 4.96 s. 4.88 !3.11.85 Id. . . . 3. 7,8( 30. 4 96 f,f. t:l.ll.t<.i Catania . . tS. 7.83 l rt.

IU.

7.U.91i

9.1~.88 ~. U .87

Id.

Id.

hl.

19.1U9 ~.U .87 Tor ino.

Id.

. .....84

. . !.11.86

.

.. .

IO. 8.85 16. 8.86

. . 9. 7.85 Id . 30. 11.900 hl. t7.11.87 Napoli. . . 16. 7.85 lrf. tò. 1.916 6.909 9.1t 9i 9 t'-88 !7. 11.811 Pavia • . . u. 7.85 3.11.~ 1~

ld

1

•

19.1!.97

!1.1!.88 !7. 6 86 Bologna

3().

'~~· t .918

Id.

Id.

Id .

. . 1!1. 7.86 13.10.90'1 9.1!.97 9.1t.88 !7. &.86 PaYia • . . I O. 1.85

Id.

Id.

31.1!.909

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

t6. UIB

Id.

19. UIR

Id .

30. 9.909 111. 5.98 19.U.89 10. 7.87 Pat.lova

. . 7. 7.86 31. 3.910 Id. 9.lt.88 t7. 11.86 Pisa. . . . • • 7.85 Id. 10. s.98 19.1t.89 IO. 7.87 Napoli. . . 18. 8.87 Id. IO. 8.98 Id. Id. Id . . . '· 8.811 Id. Il. S.99 Id. Id. Id. . . . 17. 7-M ' »>. Ull u . UOII 'Il. 7.91 7. 7.89 Id. ·. . . IO. 7.88 Id.

19.1'!.89

l. 8 87 Cagliari


Tlllfl!liTI Cj

t!

()AfA

CASATO E Nt)ME

t1i

I.UOGO 0 1 ~.\SCITA

OECORAZIO~I

mutila

POSIZIONE

E CAYPAG~~

Tenenti colonnelli medici. tlal n. 1 al n. • a.

,.

Torino • • • .

a

l'rinl (Pa lormu).

*·®". t'D. (i;), y I.II .M r. r•~ti na Ca~lrmu, ft,+. ® ", OtiJ.

r

Ac'l ui (A le<>antlrtnl

o. 9.61 FaMPila Pìl'lro ,

••

Vernante (Cunell) • • • •

:10. f>.t:t !.itt:wli 1\'iclllOt•, o§o, O. @, y

Il. 9.GI Gerbalo h GiOt'OIIfli,

Y·

+. (i), *.

Osp. A leaSIIodria

.

Id A le<s~nt1ria •

y.

lle~~tlo Calahrsa.

n

ChPrasw (C•utC•t)

r

Anzi (PolPnza) •

•

• • • •

18. 1.6\ Ctgliutlt fiiuuppt . • . ~§>,Q. o?

y

ti. t Corrt$l~io (RPI(~io

•

•

Altltll. ltt{tt', •

Osp. A neona

•

. • • •

0•1• LJ,·orno •

,

U tl.GJ Cat.iLile F(liu, • .~.o. s.® ......<1:).-? ~;. t.r.1

:'\art1im Gìulw • • o§o.O.®•'·".Q. ~. ~lai~to Pnsqual~, $ o§-,

o.®". Q . .§-.

tol. Bologna

Otr. >&O. X e. a.

.

o.p. fhr•. •

3

Il

~·in'nlP •

r

r11rre Or·at.t (Salerno)

•

• • • •• .

~t. !l.t:l

Fe<leriri Pi•·h·o.

+. ®.

(b). ~ .

• .

,,

Id.

Ale~•andr•a •

• •

ltf. Fm•nze

Torto nn. • • • ~luol(lia (Ci•' IIO•·• I

•

Ma~'erano (:'oluvnru)

n

Id. TMino • . • •

~1. t\.fil

:iucrt•o (Cts••rt.a) • , . . .

•

Osp. ,Milano

• • •

a

•

Pa,ma). . . • • • .

:t qJtll tn {er.• . • .

!itPII:\ ,

•

m• Recctuonl' E.'Ltt••·'· o§-. ®.Q. y

F. q. (rom. osp. succon.

19.11.(,1) Gotlafa>a E~tric,, '*'· o.®""· ~.

Emthal ••

~

•

Gianaua Giuuppr>, ~. ® " "· o? .

• :!9. !'~.fil Rnnomn 1\'imlhw, ;!;. -§-. ® " , Q.

a

a

~6.1'!.•;~

Dir. san. Xli c. a••

.

Pedaso (Asco>ll PsrP110) • • • 23.1!.61 J.urinni LltVil•it•. o§-, o o, ® .....,<i:), 8

Osp. Brescia

•

S. ~Ila la y,, ftrla (r~'a'''' el,.

9. !l.r.~ Arzauo f't'IIIIC•'.<Cto, #. ® •• ••. (b). ~.

F. 'l· rnrer.

IS. ,;,r.:l l)dt!Pra /.uiyi,+. :Al",'.CD •"·". "',y .

llsl•· Gt•nova • •

>1111.

rcom. v c. a.) • •

~O. t ~.fd

C1 sta Quiu,o, T. j , ® '' t1 u.•• , , y.

Id. Ale•.-nnllrla • •

~u:~.t:~

'l'ro\'aut·lli Luìyi,•*' .::>. ® ·-·.m<~:>. +

111. Brc~cla. ,

•

hUIHJ.

rJ.•, ® ••.,•. @, y i,ICI.til Ili\ a .•ululi Ili,+·® ""· y . . . . 4, 1.r.~

,,

~.1111hnuo lllt';!~to

"

\lun r~ .• ,~ rl'nlersnol

Enuli.1). • •

Ho;.;~ i<· L•·ra G11brirlt,

1•1. Tormo • • • • • ltl. flnH'IHta •

hl. Palermo •

•

•

•l


13

I.O!fKBLLI llt:DtCt

:

AN ZI~NITÀ

l'AHIAZIOIV l durat~lf

LA UREA

'

Teo ente col nnnello

l '(111/IIJ

M3~· glort~

cwi· IMO

Ten ente

Suuotenente

in ouedici oa e chirurgia

.

.

.

'

t 6. t.91n 30. 9.910 19. 5.98 t9.1U9 IO. i.ll; Torino.

.

Id.

31.1\t.PII tl.l'!. 99 13. 6.9(1 '!7. 6.86 Rologna

1!1.

Id. Id. Id.

Palermo

. . 8. 7.85 Id. u. 9.87 Pirenzo . . 5. 7.86 7.90 7. 8.88 Siena . . . 2. 7.87

. Id.

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

Id .

lt. 3.900

lrl.

l. s.ss Napoli .

Id.

Id.

Napoli

Id.

Id.

Id.

~-

Id.

Id.

. . IG. 8.1!7 IO. 6.900 \!0. 7190 t. 8.88 Roma . . . 7. 7.87 Id. Id. Firenze . . u . 7.87 Id.

Id.

Id .

t9. 9.!l00

Id .

Id.

Id.

so 6.tlll!

Id.

Id.

19 11.916 •

Id.

3.9 1 ~

. Id.

!1. 8.87

. . . 3. S.l!ì

. . '· 7.87 !IO. 1.901 Ili. Genova . . u. 7.87 Id. 4 6.9\1 i l. 7.91 '· 7.89 Id. . . . :U . 7 88 l ol.

lrl.

Id.

Pavoa .

. • IU t 01

t . 7 014 \IO 1!.90.l '· 7.93 H . 7.9\! Rologo a

Id.

U.U.916 3(\, 6.91~

.

lrt'

9~

7. 5 916 31

.

Id.

~4.H.98

trl·

.

G. i .l!G

Id .

IO. 8.9~

hl.

l d.

.

.

. 7. i .8:t Id. Id. Id. Torino. . . 8 O.M Id. 31. 3.911 Ici. lrl. . . t!. 7.86 Id.• Id. Id. Bolngna . . 6. i.86 Id. '· 6.99 t d. lol. Id. 8.1!.87 Napoli. . . 5. 8.1\7 Id. 'M.I!i. 99 20. 7.90 l. 8.118 Torino . . . ~o. 1.11; Id. 15. G.90 IO. 7.87 Napoli. . 4. 6. 5. ll.RG 30. 9.911 Il . 3.900 iO. 7.90 l . 8.88 Id. . . . . ~- 8.!li

Id.

.

.

4. 6 99 ti. 7.91

Id.

1!1.

S5. 6.99

Id.

Id.

hl.

~0. t.901

Id.

.

7. 7.89 Tor ino Id.

Id.•

.

. . 'i5 i .llb

Bologna . Palermo •

. 'i5 6.88

. 1!. 9.88


•

•• OATA di

LUOGO DI NASCI TA

(SffW) TI!NENTI O

CASATO .E NOME

POSIZIONE

UKCORAZIONI l CAMPAGNE

ouelta

.

.

dal n. as nl n. ••·

e SaYona • • • • • • • . • 3t. 8.6! PetUnelli f'Ciomtno, o§-, .§<. a

COrtemap:g1ore (Piacenza) • • 18. !.63 Chini Gat1a1111 , + .O. ® "" " · (b),.§<

Otp. Torino

• • • • •

Id. Bologna

•

+. ® ''-'', (b)• .§<. • • • M. Torino ,...,,In (J;) + Id• .~neona c • • • • • . • 8. 4.63 Pastorello Llborio, + Id. Gen ova. • • • • e Borgia (Catanzaro). • • • • 4. 4.64 La CaYa lg•w•iO. + ''""· +c». . 8.11.63 Marunelll Giuaeppe, + .® ....., + . Id. Piaeenn a . . . • . a

Canale (Cuneo) • • • • • •

8. 6.63 Nota Ctllo,

~

Caltanl~setta

Lo~

e Pal orm<'.

• • • • • • • • tl\. !.63 Ltcastro Giusepp•, 'i'· o. (i;), >§o. • •

a

Terni ( Perugi~l • • • • • •

6. 6.63 Catini Alpi~olo, + . ®,...,,(i;),"'·"

a

Jlorl!omuino t Tor ino). • • •

17.1~'!.64

a

Cergnago (Pavia) • • • • •

Lonalo I Bre!co~). • • • • •

Pellerino Andrea + . ® ......

+ Se. appl. art. e genio • •

+ .. . Dir. san. IV e. a. • .

+. tnrerm. pres. Casale. • • Pozzoeolo Opnlbfllt Pt1olo. • +. ® Osp. Perugia • . •

Zor?.oll Gi11vcnmi 6nrictJ /. uigì . ® ...... (i;), .§< ft. ~.63

..... "· @ .

c

Id. Palermo .

+·

Siena. • • • • • • • • • ~- 6.65 Maria ni l itlr ico, o§o, @ .

+ . . . • • Jor~rm. pres. Siena. • •

+. ® ,...,, ? . . . O;p. Firenn • a .S ancesar io (Lecce) . • • • • 13. 3.64 1)8 Giorgi Beniami11o, +, ®. /n. + . 'ld. Cbiell • • • • • • , 19.1:!.66 Camboni Pratlct sco, +. ® ....., @ , .§< Id. Verona • • • • • a Sassari • • • a

Concordia (~lodenal • • • • ~. 1.66 Bonomi Gad a11o,

a

Verona • • • • •

c

Leonforte (Cal3nin). • • . • i!. !.li7 ' uio Gat1a11o,

c

Avez1.ano (Aqullo.). • • • • W. 4.6i Corbl h'doardu, ~·. ® ...... CJ.

a

Roma . . . . . . • • • • 17.7.70 M~mmo Giooallni •• ,o§o. <t. ®.fJ. m, (i;). + . L. u. io Ig iene nella 11. u.\h lio1ua.

a

Mvnrenle (Palermo) • . • , ~. 5.&6 Lo Dlnnco Luigi, <§o, ® ''""· @ . .§o. • Otp. Palermo • . • •

a

S. Gimignano (Siena). • • •

IO. 4.66 lluri Ezio,.§- 6. ® ....... ~ .§o. L. D. in o rtalmolv;.:•a ••ella R. L. do Torino.

Alptll. i n(tl'.

a

Mont r ruhSO (.Monteleone) • •

~. 9.65

La Gr o tteriaPMqualc.+,O.®'....,(j).>§c

0 Sfl. Nn poli.

a

Firenze • • • • , • • • • !lll. t.67 Ton letti Pietro, ®.® '"",(i;),.§o.t~ 1~. In r•tn rlno-tarongulalria netll• 1\. u. di Tonno.

+.o.

Arptll. in(er.

e

Butioo (Salerno) • • • •

11.10.65 Verdoliva Bt niMIIÌIIO, .§- ~ - , @ .

Oap. Caserla •

a

Assoro !Catanìnl • •

c

Settimo Torinese (Torino) • •

U. ~.69 l.Anza 1'0111/naiO, + ,® ..... , C> - ... ' . @

Id. Torino.

•

a

Orosei (Sassari). • • • • •

u. t .6i Vardeu E/ld o, + . o o,® ''"", @, +·

Id. Novara .

. ...

7. 9.67 Saggioi Bvar(&lo, +.® ...... .§o • • •

Id. Bolo~tna

• • • •

+, ® ...... (i;), .§o • • Jn(e rm. p res. Gaeta

@ . .§-.

rn. Osp. Peru11ia , • •

. . t G. 9.65 flan lano Ar'tm·o, o§-, ® ''""• (i;), .§o • • y . . . . . . . . . . . . .

Min. guerTa Dir. capo dhls Incaricato.

.. .. •

Id. Livorno •


LOIIli&LLI . IDICI

ANZ I AN I T À

VARIAZ IU.YI Tenen te colon-

dut•aftle l'am1o

nello

~gr; ~~t n~~ie ,,l:;~

I.AURitA in rnedlcina e chir urw11 l

- ------------:----..,------=- - - ---;·; --+--- - - -- ' i

!

·.

l j

'

H.I:UI6 31.1!.911 !. 6.903 !J. 7.91

t . 8.89 Plrente • • 13.1 1 R8 'l . ~

l ti.

Id.

Id.

111.

Id.

U O.!lOt

Id.

l <l.

1<1.

Id.

19 6.90 Palermo

Id.

lol.

Id.

Id.

t 9. 9.90 Napoli. • • 'D. 7.89 l

Id.

31. 3.913

Id.

Id.

19 4.91 Firente •. •• IO. 7.8!1 :1

Id.

Id.

Id.

Id.

19. 6.90 Napoli

Id.

Id.

lol.

Id.

Id.

Id.

16.4.903

4. 7.95 !. 6.9! Torino

l cl

Id.

l. tO.!I()t

3. 4.9J 19. 11.90 Pavia . •

hl.

Id.

111.

Id.

Id.

Napoli . • • 31.40.88 ·

Ili.

l tl .

18.1.903

Id.

Id.

Siena . • •

Id.

Id.

Id.

Bolol{na • • 5. 8 88 1 3. 4.93 t 9. 4.91 Ton no. . . to. ?.RII l

30. 9.913 16.4.003

Ici.

.

•

• • 111. ;.90 .1

4. 7.9ft 9. 5.9J Rolognn .

Id.

Ili.

&. 5.9!

Id.

31.1'-913

Id.

id.

U. 4.9~ Sauari

Id.

Id.

8.7.903

Id.

31. 3.914 16.4.913

Id.

~~~ Il 89 •l .l

8. 1.90

Napoli. • •

4. uo i • • • t &. 7.90 '' l

u. 7.9! Bologna • • 6 7.Ili l s. 5.~ Napoli . • • H. UO l

J

4 1.917 3. 1.!115 !6.6.91\4 8. IlOR 15. 5.9~ Roma • • • G 4.905

'

5. 7.89 1

'

Id.

14. 1.917 30, 9.914

8. ?.89 ~~

Roma . • • 11. ; .R9

ltl.

1!1.

fl. ; .89 l

5 1.99 16. l.97

Id.

8.1Ut

• • • IO. 7.94

l

il l

l

Id.

31. 3 914 16.4.91~

4. 7.!15 ~. 6.91 Palermo . •

Id.

Id.

tG.a.90~

Id.

hl.

Id.

8.7.903

hl.

Id.

!. 7.914 !6.6.901

w.

l i

1!. 8.91

Firenze • •

8. 7.91 l

8. ~.!li Napoli. • •

1r.. 8.90

8. 9.96 ~8. 7.% Firenze • • IO. 1 91

Id.

1<1.

19.9.903

4. 7.95 11. 7.91 Napoli. • • t5.t 1.91

Id.

Id.

Id.

4. 7.95 H . 6.93 Calauln • • 31. 7.91

Id.

Id

~~~-~.9ot

8. 9.96 IO 8.114 Torino

Id.

Id.

i9.9 903

4. 7.95 U . 7.9! Napoli. • •

• . '13 10.93 9. 11.91


• tS.,U.) T&H&NTI CO

DAT\

di

I.UOOO 01 NASCITA

lnascfta

CAS.nO E NOMg

l

POSIZIONE

OEOORAZIOril E CAMPAGNE

riai n. ~• a l n. t~

Ca3telnuovo (l'ogjlia) .

!8. 7.6!1 SeloA< tia nPIIi Gia>l Gitt.<rppt.. 'Ì!', o,

Osp. Caserta •

Gio\'inn7.zC' (Bari)

7. 3.66 r.~•tellant~ f'rdf!,,i!f.'*'.®" .... O ITJ @, ~5.11.&5 Stefano V111/lertv, ..§-, ® ,..... , @, ~ •

Ulr. san. X l c. n.

•

®'~'.@, ~

a

Ate.<sa (Chi eti) •

c

\' icenza. • • • •

t

s..mmnrlva !losco eCuneo ) • •

. t,. { 61 Cosw Eolil w. '*'· ® ,....,, (!;). ~ • • • '!. :!.66 Bono Gwvmwi,

'*'

Osp. Bo logna • •

• . .

Id. Parlova . • • • •

® ...... @ . ~ . · l IJ. Sa,•iglbn o • • .

c Schio (V iren7.al . •

I R. I 0.67 Brunello AuouMQ, <§<,' ® ·-: @ . ~

lrl. Alessandria • • •

a

Clltrone (Catanzaro)

a. 8.6l! Cauta rora 1\'ic"!", '*'· o . @. ~ •

Id. Catanzaro

a

\'i elri snl mare (Sa lern o) • • 20.11 .6fo Cinun n f ''Clll'f$Cllni011ill, cl!-, ® ,....,

c

llacalmut o \C:irgenti) . • • .

o. lfi. (!;). ~-

c !:OliA lto (PeruKia) • • • n

1'!. :t.65 Grillo Ellrm•. <{!<, ® ' """.@ . . . •

Id. Milano • • • . .

5. t.H6 lla,lil A ndrNr , <{}>. ~ ,,..., @ . o?

Id. Caser ta

, ,

Bas;a oo ( Vi c~nza) . • • • •

13. 3.69 Oernucci fl lld••l fo . ift.o§o,;;;, ® O. [D. ~

l)icinl~co (Dsert.u ) • • • • •

ll&.IO.f>il

c Torre BerrHti (Pnvla) • • •

Id. Genova . • • •

Tol\ra Af·luf't>,'*' 0. ~ . ® ....,, @, ~·

1.10.69 Annaratone f.'I!J'IIJ, • lJ

'*'· ®.

~.

+. ® ...... @, o?

.

Id. Padova . • • . Id. Perugia. • • • • Colleg10 mi l. Ro ma.

• • ùs p. Genova • • •

a

Pontremoli ( Ma>S~)

•

a

T1zzana (Firenze) •

••

3

Bra (Cuneo)

a

t-:apoh •

a

l,omarico (Pote nZJt) •

•

15. 8 .70 Mns<a rotti (;w tt'PJ>e. <l!• ®'._.., ~ ... "',

1~. Milano •

Selci (Perugia)

•

15. 2.67 MAri ni 6n111ìo l'nolo.+.® ' 4 ', 0. !1l @. -?· .

In lerm. pres. Ci vita \'6t'Ciua

U.ll.li9 Procacci Ar·t uf'o, 'i!•. ®'..... (!)'"·' '"~

Id. Ancona

Tcsio Girl.$t'J•Pt. •§'>. ® ,...,, (!;) ~. • •

Id. Torino .

1~. 1.68

© . .§-.

~fi .li.70

Si raCU'ìi\. •

Sa nna Alli/io. o . '*'· O. ® ....., (9. ~

4. 8.69 Allnino lJtlliomwo ·~·. @ , ~.

• • •

" s. Oona t o (Caserta) a

a

'*'·

5.11. (>$ Negr o Enlt'$1v.

Ca"crta . . . • . • . •

l. i.i~ Ruta S••bo.<l mnu ,

• • • • •

ùsp. Milano Id. Padova .

• • • •

•

•

•

•

l

. • • .•

Id. Napoli • • • • . •

Ora (Cu neo) • • . • . •

l'~renz~ •

.

1<1. C<1 va de1Tirreni i Sa· leruo) . . • . . •

c c

t S. A.6i Bozzi fielru,

® ...... , @, o? •

• tnrcrm. pres. Ivrea •. •

+. 11> '" " '• @ , ~· Osp. Livorno • . . ..

!!7. 7.iO Anllremi Al{r·edu, o§•. ®. (!;). o? .

•

Il. 6.C.9

Ct.inr<1rnonti (Sassari )

30. ;,;o Gm onl Gl ovr)))u i, L. u. 111 Igiene n~ Ila R. U. d 1 ::itcua.

Luz>.1 .ltnssim ilituto, (J. l:ij. <D ~·

+.

• • . ..

+. ® ....... Osp. Perugia • • • . •

Glrgeuti. • • •

P~rro

A<iptll. itr(er .

Se. appl. san. (pror. tltAliJ. I


I NE LI.I IIDIOI

17 "::'

Al\'ZIAN I T A LA UREA

VA.RIAZI ONI duranJe l'a 11110

Tt•nente

colon· nello

M a~:· ).C lOt i'

in

Capi-

TP•

tauo

nenlt'

So ttotftoente

8. 9.9R

t . 7.~1 N.t(JOh

m•dicina e chirurg i,,

. 14 l.!l i i 16. 8.9 1& :!9.1 ~.9()1

.

Id.

Id.

W. IUOl

hl.

Id.

3. 4.901

Id. Id .

'"

(d .

30. !l

lù.

1!1.

' · i .U5 Il . i U!

lol.

'·"· '!9 1:!.901 8. 9.96 l.

~.91

Id ..

13 8.93

. . . !8. 7.111

Rologna

. forino. .

. 5 7.91

l'ailo,·a

13. 7.93

3. 4.9\ll

4. ; .95 Il . 7.!·~

3. 4.901

4. 7.95 Il . i.\12 l'rtdo,•a

.

15. 7.91

Id.

~.1!.90>

8. 9.96

.

19. 1.U

15. t .91i

Id.

3. 4.9<11

4. i .95 Il i.9J

hl.

"(.

'!6. 6.!lfll

8. 9.% 15. 5.VI Ro ma

Id.

31.1:?.911

hl.

ftl.

28. 6 9\

l ti.

l ti.

~'9. 1~ .901

1.1.

t . U l l>a.tova

Id.

l •l.

:t!l. 9.!1().1

l ·l.

Il . 7.93

,u

l . 7.91 ~avoli . Id .

.

Id.

:!1. 1!.91

:!1. 7 91

. . . ~8 IO 9H . . S. t 2.9t

~apoli .

. . 31. 10.93

. . 16. 8.9t

. . !37. t-1. 3.917 3. t 9Ia '!9. 9.!)(11 s. 9.96 6.91 l'arma . . . 6. 7.92 hl. Id 4,!l(lj Id . l. i .91 . . tg 6.91 3. 1.91:; Id . '· 7.95 !5. 5.9l Torino. . . IU~.Oi l 3.91i 13. ~.~ · ~

l. 7.90ri

:.. l.!l!l Il. 6.91ò

7.9~

forino .

~9.

~-

Fir~nze

~ 9.9 , 9(11

l . 4 917 l. 2.01!:

s. 9.!lò 18. 7 .91 ~aroli. .

li. t !.9t

.

11.11.94

.

!O. l O.!li

..

j , i-93

12. 4.917

i,,,

:!!!. !J.!l(\j

5. {.99

U - 4.!117

Id.

'!9. 9.901

8. 9 9C. i9. G.!H II•Hna •

hl.

31. 3.9111

Id.

Id

lti.

:!8. !1.90à

~ - 9.9tl 13. t.9i

IJnlop,na

. . ti . 7.93

Id.

Id.

:!9. U.90~

8. 9.96

t. 7.9,

~apoli.

. . !1.11 .93

Id.

lt1.

5. 4.tl(J:i

(d.

Id .

Tori no

27. 7.93

Id.

Id.

3 1.1~.903

,,917

l d.

hl.

Id.

. . !5. 8.94 ~9. 6.90:; s. 9.96 ,.10.!14 Rvma • . . 4.11.93 l fl. l . 7.9;) Ili. . . . 4.10-93 Id.

l·J.

111.

L

!')

t -

;,, Ut•:;

l tl.

5. U 9

1. 7.!1n

Id.

• . i,!l, ::assari

"· t.9i ~aroli •

uor. 13. 5.900 '· 7.9i Sassari

R u oli di a"ciar~ll<\ dtl corpo Sflnilnl'io 11Jilal(&rf . ' " ·

.

1. 7.96


Hl

_J loAT \

CASATO E :"OliE

do

1.1 UfiO Hl .\.\SI:IL~

POSIZIO.\E

I>EC:ORAZI0.\1 E CAMPA Gt" E

!; .,.

--~----------------~--~~--------------------~------------- 1 l

11al n. al JU n. teti. :o

\'•·ntuuo;:loro (l'.olernoo) • • • 16.11.1òi ;'an tono P•daw>. ~. ~ ....... 0. t:) ? lnlerm. pr es. Trap:ull • , • , •

a

l:!. ll.t>7 Coda Lnrlu -§-. C!>'"" ~

• • • •

~~. l. H

Costellam Rumf" $ . ~. (!;) ~ • • •

G•J rit'IIIIP (l'.olo•tnou ) • •

~~. r..r.\1

Vinro Frallrf>CII . o§o, ® ...... (!;) ?

lloo~tlou (llorl ln)

:!\1. ~.in Mal(hut i A 11loutn. o§o. (!;).

11

Tr~j .o (~I·Hw:ol~ ).

r

• • •

.

•

,.

Ao·c• ttur•o (l'o>le117:o) •

:1

Vrntoteu c (;\:opoll).

a

Osp. Paduv..

• • •

l>lr. ~an. Il c. "·.

. 0 ·1•· Vrnezia .

• • • ••

Os11. ~titano .

l. 6.70 lhlmano Enrirn . -§o.~ .~ .®',..".(!;) . q.

Id. Nnpoll • •

Ale~so 111 troa • •

Hl . .l. iO Pa•i3 Cn l wuw. o§o. ,:, , (!;), q.

Id. Ver11Da

n

Slmla77.11la !Ilari) • •

a

Z"I-\"O (llo•rg:oouo )

U l.ill Mora:;tloa Et~slarlt•o.? O O Q ,Q.['lj,(!;). ~· i.lil.7fl Franchi Luigi. ? . Q. o. (!;). "fo

a

f orre tl'holn 11'·•••·•1 • • • • :;o. r..il Castold t bttu rr o§o. o. ®. (!;). ~ • •

a

Lu•h • . .

a

' r

•

.

.

'11lano • • • • Prru~l:t •

~ L 1.71

Olhan l'iel •o.

. . .

+ ®. (!;) oi} • • • •

• •

Id. Verona • • •

lnlerm. 11rcs. Pinerul•l · •

O>to. ;\ovaro • • • Id. Brescia • • • •

1:!. ~ .•;!o Ile llari, .n wra ~. (!;), .§o • • • •

Uir. san. I X c. a.

Il: / .iO Aj ro)(lo /,lli!Ji . o§o ~

Id. iol. Ili Id ••

•

• • • • •

• • • • • • • • 1. 9.71 Marool o R•andu t, i,. /1,1/ll.d tr,+ (!;) f ~ (.. Il. 111 :Uo:.lom·a t•atol ;;o•'J Ht•lla 11. V. do Roona.

Stu)IJ•Il" (A•(IIIIft)

• • • • •

• 16. l ,ìtl Q c~rria fìhn•n. '*·O.~©·'"·" q. t. O 111 toau11nlc.olo~•a " ' 11.1 Il. LI

O<p. Roma • • • . lnferm prcs. AQuila •

•Il 11111113.

1. !l.!!<• ò Frau Gill-"1'1't. ~. ~ (j;)

Osu. \'eruna

1. l5.l9 Troiam Pit'lru . .§<. ©

. . . . .

1r1. An cona

*· ro. ~. L. o.

hl. Firçute

r

,\ l;;hcro (~a~'nri) • • • • • :!i.l t.r.9 Cnss11 Al!H>I'Io. $ . -§o, ('), ® ••,(j;) • •

4 nrt. c., lll (l.

n

IJ,,,n (f.at~utaru ) • • •

19. R.r;~ ratm ..•ri RaJIII•''f. ~. e;

n

l'upull (A otllila)

r

Caj.tliari .

.

. .

a

llutell:o (A~coolo l'ocer.u) • • •

:!9. 1.711 IJ6 Sa rlll EII!Jfll'tt,

in clurur,:oa u ell.t Il. l,. th l'i>a.

• •

.'

o. r..flll l'le " '"' •h:onisr;lu$t'/ll•r, -§-,O.® • ..., "•

Cnv. Trevtso (t8) .

• . •

C SCIIISt' (l'otcoozn) •

9. 4.119 Mnrroue :ilt•{mw, •ih ,j. ~ '"'", (!;). •

7 fnnt.. • • • • • . •

r.aow~io (f.nn~ù)

11. i.r.~ Gnrneri lJu rtulomro, <§o, C!> ..... , .§-. •

USI'· Torino • • . •

•

1 •••

.

. . .

C"',.', (b) {/o.

a

Pn lrrmv. • •

' 'H. Ut Lionti Girolttnt•J . +. o.(!;) .§o • • •

a

f.i ra11nn (llaro)

W. ~ .iO Po:.;natelh Filtppo ,

n

Clooar;oou,ntr ( Ptol••oowJ

30. G.i4

'*'

er;. l. O. in Pa· d11r. ••ella 11. lJ. oli llom a.

w Rlc•·i Sm1/iun. 1~>111,!13

+. <!). .§- .

Os)l. Palcr nw

•

F. q. tn rorm. (com. ••·!' P,dcrrnu).

OSI'· Flrrn ze ltl. Roma

• • •

.....


LOXXEt LI XltlllCI

A'\ZII'\LTA LA UH~:A

\'Alli AliONI I'••JlPOII•

111

CH 1 11))•

ttlt'o lk•ua e chlrurr;i:~

nt•lu•

l

2!1 . .\.~li :tt. :J.91:i !1~. 6.!1(15

8. 9.90 2~. 7.~:, ;\.lpOii. .

10.10-93

1•1.

1!1.

Id.

l t t.

r.I.

17. r..\llltì

5. 1.9, Il. 6 gr, ll <JIIl:t • •

1•1.

hl.

t8. \1 90~

111.

1:!. 3.~~ 11ale rmo .

19.10.94

s. ,,\1 1!\ ~~~. Y.9fl:i

Id.

H . 4.9r. :'>apuli • • •

ts. 8.9'

t •l. 6.917

l ti .

t. 7.\11 TllriM. • • 1!\. 7.93

Id.

hl .

li. ,; 9•ki

Id.

I l. 6.%

1'1sa.

Id.

Ici .

~I. I ·MO~

Id.

~1. 4 .97

:-iai>OII • •

hl.

hl.

hJ. 1 3. 11.9~ '"· li. r..,,~; ~6. 5.9)< l i . 5.9fi lluma

Il.

lrl.

t. 7.~!1<>

ili.

I l,

'IO . fi.9 1:o !l. !l.\~16

lrl.

I<J.

Id.

Id.

!ti.

lrò. u.~ol)

~o.

'!:;. 8.9!

s. 11.9:;

~npoli .

.

;;. 1.9!1 Il. 6.96

rori•to

•• !i. 7.93

9. 7.95

lo l.

Id .

Id.

lrl.

llulll:l

hl.

l. 5.97

:-iatloli.

hl.

Il. ti.96 Pa,•in •

31 8.91:1 ltò.t1.90•; 13. s.vuo

4. 5.9S nomn

Id.

21 . 9.91;.

'l. 7.!)~

l I.!)H8 16.7.901

Id.

16. 8.91;

•

11. S.91

9. 1.95 • • 11. 7.96

3. 7.~fo

• • •

3. 4 91:1 '!O.I!.Il\19 211.8.907 t:al(lia ri •

3 t l.91:i 1>. 3.\Wlr.

2i. 6.9()1;

u. ;:gs

11. 1.99 IL 6.91\ Ruma • • •

Id.

Id.

lol.

l •l.

l6.H .9ulò

Id .

hl .

lf..l~.~1c. 13. :;.tlllt iS. 3.97

Id.

ltl.

l ; . Mffi'

hl. (Il.

lrt.

ltl.

13. S.

14 ~1 ,95

'iapoli .

.,, l .

~~. ~.'9~

Id. • .

!l~

• . .

111. • - ·h ~4...

Id.

loJ .

lo!.

l rl.

:10. 4.97

Id.

Id.

IG. 6.!10i

Id.

19. 3.9r. To n no. ,

Id.

Id.

111.

ltl .

H . 6% Pale rmo • •

Id.

Id.

6 H .9t 5

Id.

Id.

Id.

•

•,

tt9t ' .

.91

~7· 7.94

,

S8. ~.95 ' r.

l

'·

3. h.95

Bologna •

"l

'l.

d ·IJ,t J l Il!, ...... •:d , ••,.

"

t . 7.908 ~3.9.901 18. 9.99

l

/! ~:94 l ti. • . . /~

Id.

,,, dii

Id.

7.91

'!5. '>.\li

hl.

id.

S. 7.917 19.10.!1iò

7.95

• • 10. 7.95

t fi. 5.913 ·~· 3.\ltllò

hl.

Id

1~.

N~poli :

,

. ' 3. .98

•


(StiiU) TEiiENTI COL01iNRLLI

l

.:

UA T.\

·;:; E

di

CASATO E NOME

nascita

Llt::COU AZI ONI E CAIIIPA Gl'\E

>

LUOGO Ili NASCITA

" rr.

POSIZIONE

<lal n. teJ nl n. taa. a

11!-ggio Emilia

· IO. 5.76 ~ 1:a<all /'ieh·o , ;t;.§.. ~. o .o @, ' "·"

a

Mormanno (CI.l<cnz:ol.

il IO.ifl ~ Pt·rn~ . imCd•·o. Q, IIJ 1.. O in OtlOOIOitt lna Ut•lla Il l i. 1li H"ullt.

a

Acciano < \qullat

r

l'an• Uiero (t:osrnza) • .

a

'*'·

• 15. ,,ii Rtzi /,utgi,

•

+. ®. @. ~

Rizzuli Gi11sepw,

'*'· .: ,

@

Osi•· Roma . Id . Roma Id . Chieti • • . •

lo.!. Nnpoll

. • •

Roi(l iano {Co•enza ).

i .!O.ill To,li Drll11o't1 Ìr<l, 'Ì}•, .§o .

Collegil.l mil . .'\apoli. •

~·ossace>ia

t7. 5.80 ~ llueciao\e Al(•·e!lu, -2•. ~- @. 1.. D. 111 orulbli<'a n~Jia 11• u. Ji il urna.

Min . gnl'rrn. Oir.capo dt\', Incaricalo . . • • •

(Ch1Cl1).

Osp • .'\apolf

a

c

Palom h~ ra S..t.•na ( llum:~) .

19. 7.70 Imperiali Gtultot.+. c '" "',@. ~

a

lluma. •

• .

3. 8.72 l'.t--era Err•olr•, 'Ì}• (!;) ~. 1.. D. In nr.uli, lica ur;lla R. (1. •ti t••outn .

Fmno (Cosonza).

Ile Kapoli f h -timnodo, oj}o, O. n:J, (!;). L. l.l. in rluolc. ·1~f1UII,,il ··~ll:o Il . u. , (j llo lo!(ua •

hl. Boloj:na

15. 5.i~ l.n•·•·anFnlr.-icll, o§o, O, r;j. (!;), 1.. O. in

Id. ~lllano

Isola dd Liri (Ca~erta)

.

l l'alllllololo~oa li CII., 11. l . •h Roma.

c Carruat:noln (T•)rlno ) . a

L h urno • • •

c

Ru•·ciuo (Sah-rt•O) •

c

:)~SSArì

r a

Id. 1'\0I'ara •

3 alpini

•

50 fanteria :!'!. 8.73 HnScu Pi~lro, tf•, (!;) " ' ·" ~ L. n. in a11alnm'a eri t.. tor.>~i:t p:u ulu~ica nella R. l l. dì li urna.

usp. Caserta , .

14. 1\.7~ $alt.l·Pulelto Sr• l ••" lfll'f, Jio. O @

Cav . &lluzzo (U) •.

Torìr.o •

la. il.i6 u~<su Eot!JNI ÌI• lf,&rin, '*'·o. l. n. in

Osp. Sa l'igliano

Carpo {Modeu., .

'i!C.. &.73 Torelll l:lin,~. l . n. on cTl= rhlr. ,.

,;c. m i i. (in••g. tito l.) • •

3. 7.a Volpe J!Ia:.zìu i , <§-, @ •

O• P· Napoli. . • .

• •

ocoltstka nella n. U. •Il llo mo .

mcdJc. otwrnl. nella R. u. d t Modena

a a

Id. llO l':l • • • •

lerzu (Ca)(l~> ri)

, •••

:tt. I.H Oemurt:1s (.'t"'"'lilf,

•

•

'*'· 6,@. '"·",

o}

Id. CagliaTI ltJ, Novara

a Sleu&. . • ...

~6. r..;O

G!>rtllll A Itri ne•, <§-, O . (!;), ~ Streri Giii.<•'JIW, 'Ì}•, o.®, (!;) ~

c

Alla {P:~Ierrno) ••

21.1~.7!

n

Casalduni (ll~nrvent••) .

'!3. 4.71 O'Aloia (ilonwuì.

a

A ~roll

PiCI'IlO.

a

Petralia Soltnna

l art. mont.

+

Osp. Hav~nna : •

!!t. &.it C:u!Ptldu Allwrtu, o§o. ®, Q ••• " ' •••, (9, ' "·", ~·

c Toruto •

• Pnl~rmo).

1 ~. 2.i4

. ':!3. 6 il

Turchio h'rwsto,

+.O. IIJ, (!;) '"·"

:lte.~siueo Giusr}lpt, .§-, o(!;) . .§o.

, •

Id. (1trt'n7e •

• • • 16. L71 Pc•onpon i b'11riru, ~ 1.. 11. in tr:tumat>J IO~ Ia urlla H. u. (Il llu ma.

Cagliui •

.

• •

Ili. Roma . .

Leg. carnb. Cag liari 6 art. fort. • •

•

• .

Arsen. costmz. Tortn o . .


!t

IBDIOl

A:"'Z IAr"ITÀ \IÀRIAZIONI Te~Pnte

durante l'anno

colonnello

~laggiore

8. 7.917

~.H.91 :>

CBpi-

tano

TPSottonente tenente

LAUREA lo medicina e chirnrgin

. 31 3.9 H 31.8.905 ~!.8.903 Roma.

Id.

~-H ~1 5 30. 9.9!0 1!.10-903 s.1o.oot

Id.

~7.11.915

Id.

lti.

1<1.

1•1.

'· 7.97

15. 7.91 7

Id.

30. 6.907

Id.

Id.

28. 7.917

.

5.H .• 90!

Id.

(7.7.900

16. 6.907 13. 5.900 Il. 6.96 i'laroli.

:!6.(3.91 5 30. 6.91! t . 9.907 t. 9. oor.

t3.H 05

'"·ltl. . .

s. 8.96 '· 8.96

Id • •

19. 8,904

'

t>- - .. ~ . '; ...(,

;· ..

,l

• .

sti - :' •.

4~ ..

.

"'·... _

,;\

9. L!l t ;; 31.1'M IO :i l. 8. !lO~ i~. 8.0~

Id.

16. !.91-6 19. 9.907 13. 5.900

lr1.

'l'

.

Id.

l. 8.90t

.

4. 7.97 Roma.

.

7. 7.9fi

Id .

l d.

:!9. 7.917

[11.

l. 7.908 23. 9.901 !3. 8.98

Na pvli.

~8-10.9 17

).) .

15. 3.908

l rl.

Id.

Id.

l ti.

1•1 .

Id.

tr1 .

Id.

Torino.

6. 8.96

Id.

te!.

'fi. t :!.~(l7

1•1.

Id.

lrl.

28. 11.95

111.

l!l.

l.t.

Ili.

Id.

i"aroli.

% . . 96

,..~

. .. l

,,..,. l

IJ.

•

t .i.

Id.

Id.

6. i .9ri ~8. 7.98

. . . l(j, 7.98

. Id.

Id.

Id.

Ili.

IJ.

Sa>sari

19.11.96

Id.

lò .

l. 1,!)(18

Id.

Id.

Torino.

24. t !.96

7.11.917

hl.

Id.

( 6. 7.901

3. 7.98 Firen~u

6. 7.97

16.11 917

Id.

lòl.

23. 9.901 18. 9.99 !\:•poli .

. . 3. 7.9S

2.12.9 17

1<1.

Jrl.

t:J. 5.9(}0

t. 7.97

Id.

t ti .

Id.

td·

Id.

Id.

Rom:t .

. . 16.11.96

IJ .

JJ.

Id.

1~.7.901

28. 6.98

~iena .

2. 7.95

l"·

1-1.

tr1.

~9. MS

N.•poli.

19. 8.95

Id.

hl.

Id.

'". Id.

ti . 6.96

Id.

.

16. s.o;;

••••

Id .

1·1.

Id.

8. 8.99 Roma .

13. 7.9ò

lr1.

Id.

lrl.

Id.

.s.. 1.9i Cag lia ri

6. 7.96

l•l.

Id.

1•1.

1.1.

ltl.

Torino.

18. ;.96

Irl.

td.

lrt.

Id.

•

'

23. 7.96

Il. 3.99 Paler mo .

28. 7.96


2! ··======~ -======================================~-

Il\ l \

.u

3

.,

t:A:.A TO E ;\\Hl l\

l

POSIZIO~ E

lliO.:CIIHAZI • :'il E t:A~IPAI:'iE

ll:tS~IlA

l

l l

dal n. l:ll al n. I UO,

Cav. Lo•li) ( t ;;). • •• • l ' .llnn •tu \',ol G•lllllll"(r~,. rta)

l lò.HI.il T mprsta

•

~b. 1.;~

• •

1.1. i .il

. . . .

i\. tJ.;~

•

p,,,,.,...

..,.,,~. (i;)

-l!o. o.(!;) • • • • S.t•lli ·•n fi•lf'llllll. -lì- (!;).t . n. Il\ Ot'll· n~rn •r·ll l.~oigi,

l•,t•,·6• n... ·r .. u. l . ..J. l"rmo.

,.

\' elluou. •

c

llnma

~n.

r

\'ìgowariU ( l'a• i:t) •

U. 9.H

~arto

:t~. U.i:l

Trulfl Etlto1·r o§o, 0

lfl. l ~.i~

S.•nni Hnr~l to l'go, o§o. (i;) •

~. !!.ili

rcrrnri·Lelli FriiiiCt'Sffl, o§o. Q, 0. iXj

. :&

FiH' IIlC .

.

a

Muoteua • • •

n

:"iun•n

o. ® ? .

3.;1 llura l ti A ri<IW~ ~

3 a rt. rortezza

l'oltm·iol. ~.C (i;)

5 alp.

?

.

O~p. Ver11na

•

Asp•U. in(N'III,

(!;). •}.

Calli n (A •·ellino)

•

.

l!l. ':!.i~ Pol•slr.'l GumJiltr, o§o, ® 0.

c

lì raua (~le-..-.1uoln~)

,

Hl. 3.;~ 1\alloauo E11ca •.frlotr o, o§-, O. 1:1. <D

a

l'n rll3ranr~ (Po ..a)

.

~i. 3.i~

f"icolosi (Cat a n10) Mt!ntalhano (Messina ). •

'•

Sr. a ppl . san. (pro!.lìlol.\. U a rt. camp.

Osp. Udtoe. • • • • •

fnuaioti (in pfmon, .1}. (!;),...,L. !1. In nn· Sr. appl. <an. (pror. ~~~·· lruvolu)!. criuuu. oum' R. l '. \li Torino

• ~. 4.i3 ~hlosan Gw.<PP/If, o§o + ©'"·", . . .

I.Pn !In i ( :-iiracu •a) • • •

• • • •

m.+ . &3 fa ll i.

c

•

ln!••rm. pre~. Ca ta nia •

Osp. l'iapoh . . • •

:!f. !(,i:! lìi.unll'lh A 1r<MIIodro. ~.Q, C . i. ®.

lnr~rrvre (Sa li'ruu) .

Id. Geuo va • • • •

U. ~.H

~(:1 7l3f.!hn (iiOVIIIIII Ì,

16. s.a

fl:l r h~ ro

J\'ictJlò. +.

i'o {i;) Q, Q

, •

o.re. (!;) • • • •

' raoL

0'1'· Messinn • • • Id . Pal m n o • •

M•raullula (llotlena) .

9. n. il Molioari ,l/Mio. o§o, (!;). • • , • • •

Id. Bot ogn3 •

c Muntono (Tt>o amo) . •

:!'. 1.73 l'~olioi Adnl[o, y, ~. 0. m. (i) . ·

Id. Roma .

•

t>. II .H PennPI L; lfn rin,

n

+.

L. 11. in l'nwlog. ;:pec. me.t. nt·ll,, R. U. th l'iM.

hl. Bari

+.. . . . . . . . fl a rt. ca m p. • . • . •

Ca.' tellamarc (Trapa ni) • • •

19.1~.H R· rruso l'iflrll

Roma. •

. • • • •

~~.11 .70

:t

Tr1~giano (B.. rl).

. . . . .

iO. l .7~ Trulli (;obratlt, + ,O,

"

Sorllno (S1 rarw:a) • • •

l'

Pe rr111 o (l'i~<c!•nz.; ) . • .

c

Rarzotli l incr11:u

+. . , .

m. . .

3. ,,71 Cotumba cn,re +.(i) ' ''·"," '·".

3 art.

• •

.

rorr.

Osp. Bari

Id. 1\om:a • •

P. q. lcom. Le!{. ul'1t Palermo •

c ,\ lodr u:o • • • • a

Torino . • • • • . •

• .

~9. g,69

1\igl oi Alberi<•

• • . •

+. . . . . . . . . Osp. Bologna • • • •

• 11.10.73 Triulzi Giaci11lr•, ~. (!;)

73 raot. .

.

• • • ••

Maggiori medici. da l o. l al o. • ·

Gan la .l/ori o. ® ...... (i) . . . . . A.petl. in(erm. •

c

Feltre nletluno)

a

No•ara • • • • • • • • • tO. 8.70 fanluh Grulio, >§•

• .

~l 3.69

•

+

•

Osp. PìacPoza • • • . •


l lUQOlOB.l MEDICI

AX7.1A;\'ITÀ

LAL'IIF.A

l'Ali/A ZIO.\'/

Tl' n•'n tr cnh•u· neli ..

cllll'llnlc l Il /1)11)

~.12 .lll;

.

l

•

•

,\J.,~g it)re

Ca r'll-

re-

l dUO

'"'ute kucutc

in

""tt'l-

111,..•fici11a e ('luru r;.:ia

l 1. ~ l·li

l~

l. L 'l( x lr.. 7.901 2g. i.~·~ N.1 polì.

~0. 8.!16

IJ .

Id.

I<J.

l•l.

4. 7.V$

1•1.

Id.

1.1 .

Id .

l(!.

lo1.

1·1.

1•1.

t

n.

ltl .

Id.

-!D. 7.u:\

l1l.

1•1.

Id.

l cl .

lòl.

ltl.

3. i.!IS

Iii .

16. 8.!17

IJ .

)Il,

t. !.9u8

Id .

lrl

noma.

t 9. 7.\17

lrl .

Id .

hl.

Id .

~i .

!1,9:i

. '!3. 7 .!16

3. Bll Pa \'la .

14. 7.9;

•

14. 12.!117

hJ.

la.

Id.

Id.

Id

10. UI S

lrt.

Id.

Id .

Id.

~otlena

ltl.

Id.

M.

t. 9.91".! l. 9.!100

fil.

4. 7.99

hl.

Id .

Ili.

lf\.7.901

3. i .98

Id .

5. :.117

Id.

Id.

111 .

Id.

lti.

Napoli.

G. 8.97

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

.

Il. 7.97

1·1 .

Id .

t. 8.9M Torino. .

!O. i .~7

Id.

Id.

3. 7.91) Siena .

3. 7.97

Id.

Id.

Id.

t . 8.% Ro ma.

19. 7.97

Id .

)d.

Id.

Ici.

3. 7.9R C.,tania

t7. 8.97

Ici.

Id .

Id.

:!1.9.901

Id.

!!O. i.9t ~

Id .

Id.

16.7.901

t. 8.99

·:H. U lA

1\1.

hl.

't3 .9.901 ;!3. 8.98

3. ~.91 8

Id.

Id.

'H. 8.01

hl.

Id .

Id.

Palermo .

19. 7.97

PaviA

tO. 7.97

Roma.

9. 9 98

1 ~. 8.99 Napo li.

5 s.g7

III .

t! . 8.01 1:!. 8.99 Roma.

3. 9.97

Id .

111.

-!3. 9.01

9. 7 96

Id .

Id.

Id .

~4.

Id.

Id.

Id.

l3 6 918

Id.

t3. 6.9 18 ltl.

'· 7.97

Id.

s 01 1'!. 8.9\1 Napoli.

G. 8.~7

lrt.

Il.

Catania

t i. 7.97

Id.

Id.

~3. 8 9R

P:ller mo .

. t!. 7.98

Id.

Id.

Id.

Id.

lrl.

Ili.

Mo 1ena

Il. 7.91>

!3. 9.01 '!3. s 9:1 Torino.

n . 8.98

• 31. 3.91 5 j~) . 6.90:0 8. 9.906

t. 7.94 Padova

H ft .915 17. :1907!3. 5.900

~- 9.97

Parma.

.

13. 7.93

9. 7 95


(&vw) IUOGICC

,.==~==============T===~==================~============

DATA di

I.UOGO DI N:\S':IT A

CAS., TO E l'iOYE

POSIZIONE

DECORAZ IONI E CAMPAGNE

nuc.ta

-~--------------~--~--~------------~------------dal n. s al o.

Arpluo (C'lSPrt:l)

:a•

10. t.71 ~bnctni Angtlan /on!o,

•

+. o. C!:) .

Arpd/. !n (tt'ftl .

• • •

a a

CamJlosano (Casert&). • •

8. l .i4 l'iapolìtani Mt lcllwiTto§-, • • • • •

c

s. Pictrl> Patti (Mossl nu) •

19.lO.il

c

Napoli • •

ti . 6. a So·rtoll .fl(lln~"· + .C!:). 1.: O. m Patolog. •:h1r. nell« 11. !l. 111 P1<~.

a

Samhu~a (Girgenli) • • . •

a

c

Ca>telluccio Val Majlgiore(F<'g- 1~. 1!.7& 7. icr~ rr1i Giuseppf o§-, C!:),"'·",'" t;iu). 8. 3.i3 ~al valore 0 ()1.1<'11icrt, o§>.@. + Ml~tnnnn (Terrn di Lavoro).

a

Mo nralvo (A 6i'<.111<1 ria}'. • •

~.IO. il Au<lislo Pifh·o, ~·· !rJ

c

Pietragalla (Pott>nza). . . .

3. 3.i4 Gr1ppo DlmttiM!Im>io o§o. •

. • •

O~p. Catansaro

n

Tncrsimn (U.Iine) . • •

5. 6.75 Zanullini Pl'i•w. •§> @ . •

. • •

Cav. Monferrato (13) • •

• • • • •

c Ca~alc (A le,,;an<lrJH) c P.nlermo. • . • • • r

An1.à Slllr't~l<>t·c,

+, (9.. •

15. 5.73 Ameni a A ulunitllt, • ·

V. 'l· lnlcrm. (com. O' l'·

Bologna) • • • •

+.o.ITJ, C!:), + ·

A ditp. min. /lnnn:e •

. .

t genio •

•

•

!.ll.il R3odiz>on~ Girm wui.o§o @ '"·".

+

. . .

A~pttt. fft(er.

•

3! fant. • . •

!!5. 3.i2 Sun eoui Alrss•trrd>·.,, r§o, @"'"'' .§o . .

t jlranat.

Visrì:1110 (Ca~ertn).

H. l !!.i:! IJ'~:IIa AIII011 irr. oJ!•, O,@'"·".§<

40 rant. • • •

a

Sirncus~ .

~. 3.73

C:Jicorloli S•tNrirr.

r

Trapani . . •

:!:!. i.il

l.OnlbMdO Lenlll•lll

r

l.h eri (Caser~~). . .

a

7.a~nrolo (Roma)

n

• •

• • • • •

• •

.

• . • Osp. Palermo •

•

Volturara (A,·cl hoo) . • • • tl. 5.73 Prnnetti Cnn rr.~. @ ' "

Id. Palermo

Leg. carab. Roma

• • ~8. 2.71 Cll~t:Jgnon e l'irtru, •§o, O @ .

Niella Tanaro (Cu neco) • • •

Osp. Livorno • . • •

Id. Cagliari • •

. .

• !!'!. 4.73 Vinla Pitlrll, ~ <i:)

t8 art. camp..

+· ®, @, .§o. • • Osp. Milano.

r-. . . . : .

• • 31. 7.73 Supr:.nn Bdtmrtl rr, ~. O. E. @.

•

..

l rl. P;~lermo

39 rant. . •

Osp. Milano. • • r

Toi VR (Potcnt~) .

a

S. Ar<o•niu (Sl lern•J)

r

P•ron'o . • . . .

Id. Brescia

O. tì.7:1 Mallia il/{c/ll•lr•, ~~. @.

• •

~ I.IO.i3

Ca/a ro 1\'iwlo, +• @. . .

v. '1 · inf•·rm. ( rom. <"i'• Turino) .

15.t D.i l llgu lllli GiUSfrJ>r •§o. •

a Perugin • . •

• •

• ~9. ti.H 8ayon Edwr111d11 tfo. O. l'D. <9

'*'·o.

• •

a

Tormu • • . • • •

a

Nnl>uh . • • • •

• 13. :!.76 l'iaccì:. rone Au,lrltl,•§<. Q.®@"'·" .§<

llres<'in • • •

•

:!. 5.il Yeranolo BilO>''· <i•

IIPj.:!;lo Emiiil • • • • • •

Il gonio

• • • • •

4 art. rort. (r.ostll) •

Gi:mlln1 ( Me>•uHi) . •

~. S. iO

• • •

lluta F1·11nrfW• • .0• 1>. ~ , 11:. <9 .

a

•

6 hers.

lspeu. san. mll. • •

m~

Mrulcna •

• •

•

. .

16. s.1r. cns:~riru .~ 1·1u1·"·

:1

a

• •

1!1. Geno"a

o,([) . . . . .

17.11.i4 p, resti Albrrlu, ~. <C

• • • • •

0$p. 1.1\·omo • • • . Alpe/t. i n(er.

Osp. Brescia • Id. socc. Parma. •

•


lmDIOI

ANZIA N ITÀ

l

l'ARI AZIONI tl urante l'ati IlO

Maggior•'

Capi-

tano

LAURE.\ In

Te· So t IO• nente teneow medicina e chirurgia

l

Id.

. .

Id.

Id.

(t1.

ltl.

Id.

Id. Ili.

l :i. 3. ~08

Id.

t. 1.9~

l rl.

(11.

Id.

Id.

lrl.

. (d.

Iii.

(cf.

Id.

[d.

Id.

Jrt.

lrJ.

Id.

Id.

(ù.

Id.

Id.

Pi~n.

. . 20. 7.98 Id. Pal ermo • . l.8. 7.98 18. 9.99 !cl. . . . !. 8.98 Id. Id. . . . t . 8.98 lrl. . t9. s.s9 Torino. Id. Napoli. . . :!9. 7.98 Id. Padova . . 16. 7.98 Id.

Na t>Oi i.

"'·

l' J.

Torin o.

[rl .

Id.

Palermo •

Id.

Id.

lrl.

Torino.

hl.

Id.

Jrl .

Napuli.

!!~. i .98

Id.

Jrl.

hl.

'"· Id.

Romn •

;. 7.!18

Id.

Napoli .

. ~s. 7.98

Id.

hl.

!

. . t7.12. 97

.

~1 . 7MI

. .

3. 8.~~

Id.

hl.

Il!

Id.

30. 9.!11\8

h l.

Id.

1•1.

1.11.!108

Id.

)cl.

Pale rmo .

hl.

t7. t ~.!IOS

hl.

Id.

i'/!I)JOii • . •

l rl.

Id.

l' J.

lti.

Sass:o ri

lrl.

Ici.

hl.

Id.

NaJ>Oit.

1•1.

Ili.

h t.

~1\.!).900

Id. Jrl.

.

t. 1.9\llS 23. 9.904 !3. 8.98

1•1.

. . s. s. 96 lrl. . . . 1!!. 8.97 . . . I'UI.97

4. 7.87 Napoli

t 6. l. 91\ì fl. l ~.907 13. 5.900

l. 1.90!> RO. 1.9/H #

Id.

:!i. 3.!Jffi

~ .U/Oti

:t

7. ~1:-\

. . . t·;;. i .9S

::;,cna

. 30. ; .98 . 9. 8.98

.

Ilo lo~ na

3. 7.09

.

l. 7.97

. . R. 7.97 ~ l. 3. 91'1'.1 12.·10.!10~ 8. t0. 9il t ModNla . . tO.i .9{)(1 25. 8.902 ~fi.8. 901l

Id.

Id.

17. 3.9M ~7.3. 900 Catania

[(l .

Id.

Id.

1•1.

Id.

!d.

'".

l\!.

In.

~7. 1 ~.9·

. . 27.1 2.97 hl . . . . 30. i .US

Jcl .

l t!.

.

Fir~nze

. . 7.QG 19. 11.9R t. 9.902 19. i .!Jf)(l ToriO\\. . l·'· Id Napo li . . • !'!.s ;.. .uo1!1 .. Id. 111: Pa,·ia l ~i.

1

•

l ti.

1.9.9(•1) Moilenn

• t ..

. 6. i.9!1

l


(81111U) Jl.t.OOrOJU -- =======,====7=========~======~========~

Il\ TA IXoGV Ul :'\A;:;CITA

o

:o-om:

t:A ..;A TU F.

le

Pc)SIZIO:-;E

HKC•JII.\ZIOI\1 E CHIPAG:'ìE

d<ol n. 3 a n l n. fl:l . ~.

;.i.i f'·•rr.ilmiO l!llul'ill, <!•

0.

rn. Q .,._,. , r. fJ,

i~f•rm.

Tnnno).

r

r 11 :1111a •

.,

Panna . . . . . . . ,

\eOm. U'f'•

IU fant. • • ~6 art. camp •

•l •·

a

l

"!7 :crt. r:cmp.

~louttelectno• v:at.onza ro) .

i.tl.i~

c:tpoa ll oinolo. •leic..on l 1 An 1tru lo,.ç.C:.Q

Tnrr~l'~lhr~ ( runnu) .

u . ~.i:t

Hon3 nrH'~olll f;iuratllt i ,r~, C&), •

.

l;oho•lhn:o (Trapuu).

&R Cani• • •

• •

Osp. ~ olano .

!'. '!.i~ c:nnri flot~<~lillll t§>, f , Q.+. l. O. In 11;• tnf•,:.:•a :;Ju•l·ialr nella n.

hl. Roma .

m~ttlrn

l'll"t'r, lla oli N:opulo.

o. m. Q .

ro

I.Ciotucl {Siracu sa) .

l. Il. i) \Il COIISif:hu f>l llridn, of•,

3

P!•TI I •

:!~. 3.i~ ~ llf'dt•i .lfnuri:iu, <{)•.

•·

:-.ro~rr:o {•:orttelllt)

t. 1.;:; Ile A o~elos l!arlofl() ~·. Q"'

r

ToruJ<I

i. 4.-~ Ro-taJZIIO C111·lo,

r

Leonforte (C:.t.nua)

tUI.it

:'i:tpnli • • • .

'!!i . G.73 C:aloendo Et·t·ico,o§•. ®.Q .

Id. C'u a Ilei Tirrtni (S~· IPmc).

'!.,. t i .i3 roroli A m~dto. • · ..§-. <&>· •

f. 'l· lnrerm. (com. M art.

•

•

•

•

• • • .

.

l luoot<• S. }lar tuoo ( \lorl'r1 1>) .

o. ~.caro. C&) 38 ra nt. . • Se. appl. raY••

+.IL. Q.

l'errono fii11~onn {, t§r. ®.(L)

i. 7.75 Cuagrandi Gl111o ct1,

Id. Roma •

8 alpini . •

+·

Osp. Geoo,·a

camp.).

+. tJ , O, C&)

F. q. inferm. (com. O!l'· Toriuo) • . • • . .

o+.

Il

:>a poli •

~. t O. il

,,

l'oren1e •

IS. K.ifo l l eoeles Guido, o§o, O

,.

Ftlattit r.o {Mo<~n ('.,rr;ora) •

~- !!.H

·'

.\te,san!lra . . . .

IU(l.i3 M~111a ra Cnat·r <§•

7 art.lort.

,.

r urrt• S. Su.anoR (L~rce) •

!l. ~.H Cervellera l>onnl rl, i·· C&)

Osp. Bari.

a

Monlel'a!(ano (Teramo) •

3. 9.74 Pas3a'Tlonli G!ltlnun. ~, «> . C&)'" ",-§-

Id. Cbieli

a

'anrlnua t•t Val Comino (Ca serta).

3. 6.75 Massa Gofft·edo. o§o, O, «>.(L)

Garcere mil. Napoli

11

<:asalhorrlino (Chieti).

$. ~ . 70

ro

Pioo·auo {Morl~na) •

!.tj 73 f' rlgierl liiooa oml , o§o.IQ. l'rl. C&)'" "

r

RI Pt i (Perugia) •

19 l i i3

r

Tmn oli (Palermo).

3. 1.74 Plana Bt~t1inmino, o§o, O .

r

;\tscem • (C.,Itahlssetla)

15 1!.74

Crescomone Rosu tio,ofo,o.(]. r:rl. ~.

11

Ca tania •

\3.\( "

Stella l'mctn:n,

a

Bnmllsi .

!9. G.H

3ola~naghi

3

Parol•lo (CUneo)

t5. 6.73 Monaco Costantino, -§-, ®

.

.

S~niOJ·Marl:o. Albro·lo , L. Il. In OOU• li~t oca nel la 11. U. r1T Nnpoli.

m, C&) •

..

Ceralogll Tulllo, •§•, Q

M fi Cil lO.

Mln . ttuern capo sez.tor3· ricalo.

Fr rn r i Plrlt·to. ~. O cr". Q

Mollsani Al{mlo, o§o, ~

Mio • . guerra capo ser.. In·

7 art. camp.

.

Os(>. Roma •

Cav. Aq uila (!7) •

. .. t

t bers .

r:t. ~.

6 raol.

+.® , +

Guido,+. (L) •

.

. .

Osp. Messina Id. Palermo 9 bers.

. .

i3 arL ra mp.


!7

Il

A:"Z I ANIT.\ I.A l'IIEA

VARIA ZIU1YI dtn·aule l'n nn o

C:n P i . t ano

~l a;!~ i Ol'('

Terrrutr

l 16. 1.916 31. 3.!101

. .

Id .

Id.

:!O 6.9M

lrl.

"'Id.·

1•1.

Id.

lo1

. . trl. 7.99 20. uH:n :'\a poli. . l o. 8.99

Id •

Id.

111.

f. 9.900

Id .

Id.

l .f.

Id.

.91A 31\. 9.91iP

l'arm~.

Tori no.

Pal ermo .

5. L89~ t9 7.9(1(\ Roma

3.9llll t. 9.902

. . 17. 7.99 .

9. 8.98

. . • I:S. i. 9!ì . • !:!.1 1. 99

t. 9.900 Pa\'ia •

.

~\. 7.99

...

1:1.1 ~.98

5. 1.890 29. 7.900 Catania •

1•1.

Id .

111.

Id.

Id.

Id .

111.

. . 16. 6.99 Palermo • . 30.10.99

Id.

1•1.

Id.

Id.

Napoli

!d .

1•1.

Id .

Id.

Roma .

. .H.7.98

Id.

3l.t:!.909

l d.

Id.

Calanis.

• '!:0. 7. 99

~7. 7.916

31. 3 910

l . 9.002 t 9 900 Napoli.

. !8. 7.99

Id.

.

6.9~

1. 9 no~ IO. 9.901

7. :;,!116 30. 9.9119

.

. JH. i .9R f,J, Roma . . . IG. "9.7 .91 •0 GPno v:r . . 16. i.D9 l.'J.()()(l Tllrinn.

l't

28 . 1.916 Jt.

l

tcn•·nte

in medir.ina e rlu rur~1a

1.1.

~H

•

l !19(1!

Snttn-

.

30. 9.QI( ·~. 10.903

l!.lt.916 31.1'!.9tl9

R. A.

l. 9 902

t. ~.900 Torlnll.

Roma.

. . 18.7. 900

l . 0,9()(1 PtHma.

· ~- 11. 09

8.10.901

. . '!t. 7. 99 l'\apoll. . . 5. lt 9$ i. 99 Id. . . .

Id.

1•1.

Id.

Id.

Id.

31. 3.910

Id .

Id.

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id .

Id.

Id.

Id

Bologna .

. 2. i. 99

Id.

t. 7.910

'fd.

Ici.

Modena

• 24. 7. 99

Id ,

Id.

Id.

111.

Id.

3(}. 9.910

Id.

Id.

Id.

Id •

Ici.

Id .

. .!7.7.99 Palermo . • 16. 1. 98 l'\ a poli. . • 31. 7. 99

Id.

Id.

Id .

Id.

C&taoia

Id .

Id.

Id

. Pisa. . . . t3.U. Id.

hl.

Id.

Id.

Id.

Torino.

'!~.

l <l

. . • 15. 7. 99

Roma .

Torino.

. . u. 7. 98 ~

. . ts. 7. 99


(&,tu) • .LCMIIOl

l .!!

DATA

,

;;

di

LUOGO 111 NA SCITA

.ss

nascita

"' c RU\'IJ di l'ul(lra Ilari) . c l'!uo {Cai.M zaro) . . .

.

CASATO E NOKE DECORAZIONI E CAMPAGNE

1ta1 n. a.a 31 n. ••· !1) li.71

Co tu gno Piell·•>. o§o, <i:)

POSIZIONE

. . . . . . Osp. Bari. . . . .

. . !!1 -tl.74 Bilotta Vincen ;o, +· O, (!,) . . . . Id. MPS3iDll . .

c

S. Sterano Camastra (M8Sstna) !6.1!!.76 ZMfl ro Antomno, • • -§-, ! t <i) tii.U

n

Vicororte (Cuneo)

. Leg. a li. c.arab. Roma .

. . . . . 9. 8.73 Bracco Giacomo, <9 • . . . . . 4 alpini • . . . . .. a (Bari) . . . . . . 6.11.76 &rileCescu·el o§o,l.. O. in patologia ehi· Osp. Flrente rurj!icn la R. U. •li a Urbino (Pt,aro) . . . . . IO.Il 75 Fnsoni Paolo, + . Q. . . . . Id. Roma . . . . . . . . . . . 17.1!.74 Fuce EdgM·do, c!\ O. II! . . . . Id. Firenze . . . . a Spezia . . . . . 8.76 Tarn Gugliel mo, +. Q . . . . . . Il genio . . . ,. • n Torino . ' . r s. C11orgitl Morgeto (llegi'(IO ! 0. '9.75 Grnsst Gitueppf, +.O r:t; @ . . . Osp. i'iapoli . . . . ~.

T~rllzzi

Pi~a.

ll(l

~6.

:\

Cal abr.a).

. . . Piemonte R. cav. (t) . . @ . . . . . . . . . 18 li 7:! Sngnotll Augu!lo, . 1:! l'.l.i6 dclln Cioppa ..tngelu, ?. O, @. . . 3 genio . . . . a Bellona (Calicrtn) . . . .A.tlìllu, Q . . . . Osp. AIP••:utd ria . . . (A kss:uut riti). a ' · 8.76 c C'iulvi . . . . . 7.75 Trdde Giuuppt, +. @ . . . Savola ca,.. (3). . . . .

:\

~.II!.

Roma.

~l on tanarl

Cns tclc~ rioln

{Sa~'arl)

~i.

'""''~111(1), .g., C,, o. O,@, Osp. Ca'~ dei T1rreni (~. . . . '!7. '.l.i6 Pal~·linl) (!;) .u.u' ••• ' .§lerno}. . .. n 'fer lizzì ( R:orl) . . . . 3.76 Barile Ft liee, +. Ca'' · PiacPnza {fS). . . . c Po7.7.{Jio Fornuli<l ro (Aie s•an- 30.10.75 Della cha Gluuppt,:: •. Q'"·"·" . . . 50 rant. . . . . . .

a Gtoi (S:tlerno)

1 ~.

llroa}.

. . !G. 5 i4 Acc.1r.h Jlano, >§t. (9 . . . 5 ranl. . . . . . . . . . . . ! 1.1'!.75 Co trunci Tomm11$o, ~- 4;, @ Q Ostl. Nnpolo a poli . . c \'olia rlel Conltl (Patlova) . . 3 6 ii 7.ara .Silvi,., '*'· @ o. a: <9. y. . . lnuc. Aosta {6). . . . . 'tO. 6.;7 Surlla Dommico, +· Q. O.~. @. . usp. Bari . . . . . a Tr.gg:ano (Raro) . . . . . . . . . :!8. G.i; Falcetti Pttlro. t§•. o. o. 0. tn. @ . '.1 a rt. camp. . . . . . a ll••ma. . . . . a :-anta Nuora (Tro~pani) ~a

l\

lll eti (Peru gl:o)

. . .

.

21. 8.76

IJ61~SI r:o DuiliO,~-

0 . ['j"1 •

Min. !(nerrll ~.a po Sfl. IO carl••ato.

. . . f 6 art. camp. . . . . . .Osp. To rrnv • . . . . . a Parigi oFr:UICI;t}. . . . . . 21 1!.76 Ralla .AUm·l o, +. O. ;Il. Q . . . . Mrn 5. 3.7ìl CO~lal\tiOi (;1((\I'JIJ t', o§o. 0 , (9 capo s•J.. ma Nereto (Tt>rnntt)} . . . . a l:t\'hlate Carnoono tBresria ) .

29. 4.77 C..stl'iuo' 1 Lfld•1u1w, <l!-. <9

111 • 11

~u~ra-a carrc:~ t o.

. 10. 11.76 :)torio 1'1111 Nict~la. o§o, o. @ • 7 . . . . . .. . . . . n.tt.n l.enzl AriiWndl), ,;•. <9 • . . Rolu~n3. . . Leg. ca ral •. Torino • . . A . . 19. 9 1i s ,·oto Prlìppo. o§o, 0 , frj (9 "t.." . 86 Inni. . ... . a (;..ltamssetta . . n l.o•cce dei Mardl (.\ qurla) . . 7. 4.70 Terr;~-A bram; GIUS•'JIPP .o§o. Q,iJ .0.~ Osp. Lh·urno . . . :0

Compi (Leo·ce).

. a :U ootroa • c !'illptoli . . .

. .

. . . . . 19. 1.7!1 Gatz.i A ftu an d ro, -!!•, <9 . . . . l!l. 7 78 Palla le Ramt1·u, +. (J, (6), t::) .

hPr~.

Id. Verona

.. .

Ars. co-tr. art. t>Oapolr.

.


1101

ANZIA~ITA

VARIAZIONI durante l'anno

Ma!:~tlor~

r.arl-

tnno

14.13.916 SO. MIO

.

'

LAUREA in merlocina e chirurgia

Teo ente

Soltolenente

t. 9 90:!

l. 9.900 Napoli.

n.hl."·

Id.

Id.

Id.

Id.

1~.10.903

Id.

lr!.

Id.

1<.1.

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

. • 18. 7. 99

.

. '· 8. 99

8.10.901 Roma.

• i(). 7.900

. . !1. 3.000 Napoli. . . ~8. 7.9 00

Torono.

l

.

. .

.

l

lrl

Id.

Id.

Id.

Roma •

. !l. 7.900

Id.

Id.

Id.

Id.

Gen0\11

.15. 7.99

Id.

Id.

Id.

Id.

Torino .

Id.

Id.

hl.

Id.

. . !8. 7.900 i'iapoll. . . '!6. 7.90

Id.

Id.

Id.

Id.

Roma.

Id.

l t\.

Id.

Id.

. . 27. 7.900 Napoli. . . 6. 8.000

Id.

lol.

Id .

Id.

Torino

. • ~5. 7.!100

Id.

Id.

Id.

Id.

Sassari.

9. 7.900

Id.

lo l.

Id.

Id.

Napoli .

. • 18. 8.900

Id.

lr!.

Id.

Id.

Id.

Id.

lrl.

Id.

Id.

Torino .

. • i(l. 7. 99

Id.

hl.

Id.

hl.

Napoli.

. . 'i6. 7. 99

l rl.

Id.

Id.

Id.

Id.

.

• 19. 8.900

Ili.

Id.

IO. 4.904 IO. 4.90! llo logna

. . 8. 7.9CO

Id.

Id.

3!. 8.905 ~. 8.903 1\apoll .

. t~. 8.90:!

Id.

31.lt 910

Id .

lt1.

Roma •

. ~~. 7.901

Id.

ltl.

Id.

Id .

Id.

.

. 13. 7.901

Id.

31. 3.911

Id.

Id.

Pt1v1a •

. . IO. 9.902

Id .

Id.

Id.

Id.

Torino .

• i(). 7. 99

lrl.

Id.

Id.

Id.

Napoli.

. . 19. 7.901

Id.

Id.

Id.

Id.

Bol ogna .

Id.

Id.

Id.

111.

Torono.

. . H. 7.90!

Id.

Ici.

Id.

Id .

l"IIPOII.

• ~5. 7. 9~

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

~oliena

. . !1. 7.901

Ili.

Id.

Ili.

Id.

Napoli

. . 18. 7.903

. . . ! 7. 7.90(1

. 9. 7.901

. . • 19. 8.901


(&viu) KAOOIO~

30

IlA TA

di

I..UUGO 01 t'\ASCITA

nasc1ta

CASATO K NOME

POSIZ IONE

OKCù llAZION I E CAMPA lì NE

tini n. &5 al u. l t4.

c :;. An~t••lo tiOI I'6>CO ICAIIIPO· 19 l:?.ill •li l..a llo Corlrllrt,, U .§>,Q. 0 , (9

3 art. camp.

•

•

•

h:i~SII) o

a

Tr~~t-ah (l'.trJU •l .

r

Ueruta (l'l•rugia) •

,.

UrlagiJ:t (Cu u ~o). •

~

Le•anto (I:PllO\!t) • • •

•

17.10.;;

~·arat,;lliaua f'rnuas, o, o§-,

a

~'r;~ssu To·I&IUO ( RenlYeulto) •

~:;. 8./7

I'JCt~nc /Jarlolomtn, t§>. (9.

:'ioi JlOh

•

• . . . 211 3.;:; wrr·uli .r um ol, o§o, o.~. <9 • • .

ti. l ;r.

~l.•~tnini Cìntr~••a. c§>, O.

5•. a11PI. rnnt. (inaej! Ul.).

rr;, ©

8 art. rort •.

:!. t. m ll•JI'>a relll Gwvrumi, o§o.O . ®. (9 '"·"

. . ..

o. O

i al p.

, • • , , , •

A dJ$p. mlu. flna n:e • l bera • • • • •

12. 8.ii V~cchione Atlt~l(t>, ~ (9

:u a rt. mmJl. •

:Jo !l.i!; ~l unaro Arlur·r•, +. o .:<]. Cl'J. (b)

Osp. Napoli .

30.1'!.ir> l'òrru Pldrtl. o§o. @ "' u, "'·", '" .

l l. Cag liari • .

r

Cllgliarl • • • . . . • .

1:

Chiaramonte tSJracusa) . .

:\

)law·I!Jn,ora (Cawnzaro) •

10. 5.7i llt' >:tc•lua Alfrtdfl, <j!o. (9. L. (). In ana· IOIII Ul j>lll OIIIK· IJ••Ita Il. U. di ,'l:qooll t·•l iu l"''"lu,:~l ··hirur. nella n. u. •Il H•Jn•a.

,1

C .strouo•u (l'nlermo). •

9 ll.i!l ,\IIQIISO /.ulgl. ~.o.

,.

Tr•soiJIJIO (Aie»aurlria) . .

.

9.11.79 Gallia .A lllelw. >§o. C>, E. f:j. Cb> • • •

Osp. Torino

n

Roma. • • • •

•

t 5. 3 ;s' l' aai iit·m"""u.•§>, o . (fl. <9

Id. llo ma •

r·

t'\arh•li • •

·

·

•

U!. ; .i:-. llllrlinollo Curm,•lu, ~.@ • .

rz. @'"·", '"·"

· .•.

~3 Il ii

l'ulumloo /.u•u•. o{?•. (9 ., '·"

•

~7.10.77

l lo•h!-!JnJ Pau/Q, _ , ~. (9

.\.hiSJ (l'erul(t.o).

•

68 rant.

•

•

•

•

•

•

. . . . . . .

Osp. Napoli

:1 arL P<'S . camp.

.A disp. min. col. (LI h la)

.

0,11. Per ugia .

c

.\ugusta t:,Jr,•cu.a). • • • •

6 tt.ib ~l;wcuso 1/uber lo, o§> @ .

c

Coltoluu:;o (O resc•aJ •

1~. 9.7i

Soccill Fnw,esco, <{lo,@.

11 rnn t.

':!\. t.i!t

llruccv E.Jua• tlr•. ® (9 ..

f'. f(. m r~rm. c. s. (Ntn.

c

:!:;. ; ii

~la tucci Giu<ef'p~, '?'· @ .

3. 4.79 ll ù llcrardi n" L11 11J I,

:l

Ù3p.

'*'· O , O. 00. @.

Ton no - • • • • • •

~\. 3 i\1 t: ròSSO l'il/or iO, o§,', O.lfl, (9" ·" · •

t:aKiiaro • • • • • •

1;!. l. i~

\'JIIasanw (iwuppr, oz,. C> (9 ' "·". .

•

• . . • • •

:!4.. 5.77 llnloltino C·u ·to, •s•. @

lbrl•aull• (Tormv) • • ~ola (Casertl\l

• • • •

~l lln no

Id. Nn1>o li

•

•

.

..

25 art. camp ••

o,p, Firenze • . hl. Palermo .

l er•·ara Frtdd• (Palermo)

a

3 art. ra mp.

3t ran Ll . • •

Pisa •

a

•

•

16. 5./8 kinaldi 0110/ntl, -2'

.

. . . . . • •

l nrt. pes. cam p.

Cav. Ulllne (:!9)

Labor. t•rects. Roma.

01 ì'iola A 11geto, o§o, (9 •

a

lluma. •

C

,\l uulOflU li (~ lll'lllC)

t U ~.79 Vnkhi IAUI/l tlO, o§o, 0, 0, (9 • • • •

F. q. (rom. ba t t.. sq ua•'·' a vi:• l.).

c

t:v;:giola (t'\o1ar11) • • . • .

t 6. tl!.i8 Ajmune ,1/odulo, O. f.D, (9. • • • •

9t IMI. • •

• • • .

Mouterolun•IO (Roma).

'!i. 4.ir.

•

.lftu d tno. t§• O !I). L. D. Oap. Perug1a • . . 8. l .i6 C.1mpr;~toatJi ttlwr.tlu•l,\r lugOJ3lr •a Il. U. 111

eh lh,m:o.

U611d


31

tr11Dl01

A;>\ZIANITÀ L H'IIE.\

\",Hl/ AZ(() .\'l

dum11le l'anno

Mnf!:;Jore

C~IJi

T ~-

l:on u

nenie

SOli Il• Lenrnl•

in m••flicina e rhirur~l.•

H 12 ~ 1 6 31. 3.9ll ~!) . ~.900 !S. 29M 1\:woll . R . A.

'

Id.

lol.

l •l,

Id.

Id.

%. 4.90r. Il. 4.004 Turino.

o

16.1 1.9111

l rl.

Id.

1(1. 6.906

o

30.... 9(13

ili.

3(1, 6.011

hl.

lt1.

Id.

l'l.

trl.

Id.

31). 9.91 1

Id.

Id.

(ol.

Id.

3 1.1~.9 11

l rl.

lrt.

1.1.

!J , 8.906

Id .

hl.

l. 9.906

Ili.

1<1.

lol.

:!~. 8 90~

Id.

Id.

Id.

lrl.

ToJrino.

Id.

Id.

Id .

)ol.

Rom:• •

ltl.

1<1.

Id.

lt.l .

l\;1poli .

!cl.

Id.

Id .

Jol.

Roma

Ili ••

31. 3.912

lol.

J,J,

Id.

l d.

Id.

lol.

hl.

BoiCign:~.

Id.

hl.

lol,

Id.

Ilomn

lrl.

lrl.

lo!.

lrt.

Pi sa.

l rl.

11.1.

Id.

!ti.

Roma •

l il.

frl

Id.

Id.

Torino .

Id.

Id.

ld .

It.l.

Pa lermo .

Ili.

Id.

w.

trl.

Torino.

l il.

Id.

Id.

Id.

Id.

lti.

Id. l rt.

. . 13. S.OOJ Cag liarì . 30. 6.903

Id. '

30. 6.9U

l cl .

Id.

Id.

Id.

Id.

hl.

o

.

.

.

211.11.9ill

1&. 1.917

n.. .~.

.

\'9. 9.01\5 ~' · ':!.004 Mo•lena

J, 8.9•11

o

l d.

lrl.

6. 6.901

SiPna

o

o

o

o

o

l~enova

:s. 8.006 18. 7.904 Na poli .

9. 8.91)2

o

. . 9. . .

. Rl>ma • .

26. 7.9M Cagliari

l ti .

s. 7.9•11

t. 8.90~ Napoli .

8.9()~

~s. 1 .91)~

o

18. 6.902

o

\Il. 7.9ilJ

• 26. 7.901

Pa lermo • • 'ol:l. i.9in

.

18. 7.903 \ 5. 7.903 21. ~.903

o

.

• 16. 7.9()3 15. 7•903

.

t. 7.903 o

14.i 91•3

. . . 6. 7 \103 .

o

16 7.903

o

15. 7.903

o

~r,. 7.903

. . IO. 7.903

Napoli .

6 . t .907 29. t.905 Roma •

o

.

o

l 9. i .9tll

. . 7. 7.904 2S 3 007 28. Torin" . . IO. i.903 30. 3.907 ~'· 7.~o• Horua • . . 18. i .9(1)1 Id

30. 1.905 F1reuz,, 3. 9~5


(&gtu) K40GJ0 l

DATA

CASATO E NOME

POSIZION E

di

l.l'OGO Ili NA::>CITA

nascita

DRCORAZIUNI E CAMPAG [I;E

eta l n. • •~ a l n. t a.;>.

H . 9.i6 :;cn rzella .lfirlielr:, o§., o. <D '"·"

C.:~ v. Guide (19)

9.10 i O Pnmioi G1tido, -§<, <D .

lol.

r

Sua v~ (Verona) • •

c

Vert.:u1o (Catnnz~ru) .

e

Conselve (l'adov.1) . .

a

::>as:-an • • • • •

• • • • • l. H .i9 Coucmtorl• Domr1uco. @"'·"· 13. <t 7i llelo~u Gi1111, cb. O ®, <D "'" • 6. G 79 Simula Ubaldll, o§>, <D '"·" •

c

C.1<lro1 illarl (Cost·uz3) •

H. i.iS De l'inftOII Anl<»lio,-§> fì). @ • • •

f elitto (Salerno)

~.

r

Dd inuo\'a (Reggio Calal,na) .

!i. S.i~ Sl'ailnro GIUseppe, =§-, ~ '"·" . • • •

i 2 rant. ••

a

Pollenza (MacPrat:l) •

:11. 7.79 l.appunl Ci11idt1, =§o. <D

Osp. Roma . • • • •

o

~l:•ddah•na

24. 8 i!l !lasso Bnlltllf(li ldn,

F. q. inferm c. s. (com.

• .

(Sassan) •

4 iS

,.

Polla (5.llorn•l) .

~7. 11.7~

,.

Pha .

t~.

. .

n

AC• I ua furm~t<a (Cuseu7.a)

c

Fn>siuell n ( Ales<andrin) •

'l?>, <D

'*'· © '"·"

Curdo S!l>'el·i... «}.<D'"·".

•

Genova c;Jv. (4)(• ) lrlferm. pres. Sassari • l.ahor. pirotec. 8 Jiogna

• • •

Sr. app l. san. (p roC. a>:g) Osp. Piacenza .

l~irrro /1/icltPIP, <§o. ® .

• • •

In fprru. pres. CIIIJOa •

. IG. ct.tl(l Busca;:liuo Augnsl o =§o, t:J. <D

9t Id.

• • , • • •

Osp. Messina •

hl. Caserta

8. l i8 t:hir OUI Pirh·o, <>}. @. 17 5 79 Monf(nzzl U111lurtv, <l!•. <D

c llollla. . • .

• • • •

n

Salo 'rllre~cia). • . .

8 (0.7!1 L.:lndriaul llobertn, <f>. ®.<D

<'

Nizza Sir.ilia (~les>m:t) • .

9.10.7!1 ll ric;uglio Santi

c

li .li. i~

lleiana (h·r~le•,

• • •

'*'· <D '"·".

c Moilena . .

•

19. G.Rl Severi /.Jti[/ i, :§o. <D

c

Scwll (Siracu>liJ. •

.

t 3. 5.l!:! Hisica lÒ I{IIW11111ttrlc, <§o.

c

P:-.rma •

r

1\om:.••

:!!. :!.SI lli01 Gnido, <§>,® .<D .

a

S. A rpol1un1 a (lluvit,:o) • •

:!1 6.81 Qu:~gli o Celio,

~

Mtuu luso ( Palermo) • • • .

I l> !l 79 Crisr.iuue Gumwu, "i. '· <D

• • • • . • .

30. C..iU Ca~ella Om11e, ~. O

• •

,.

S. Gil'rlan•J l'icenthiO ISa· 20. t.81 Ma r~ lla Gllrttllw,

•

•

o. <D • • • t S art. camp. • • •

<D

6t lant. • • • .

•

• . • •

• • • • •

Accorinti \'ill cenztl, «}. 0. t!) @ • •

Pir.U• (C'.a l:mzaro) •

•

Lane. Mantova (!!S)

'*'· <D . • • • • • •

c

S art. IDOO l. •

OSI'· Cagliari • •

• 12 H.SI Ra sero llicCM'dO, ti>, O, ffì, @ ~5. 7.79

. . .

of>. O, <D • • • • • 36 art. camp. • •

4.i 0.i9 I.IIWat i Lura, <{\>.@ • • • ,

Ca;:llnrl . •

t7 a rt. camp. • • •

Hrgg. art. cav.

c Ba nco (Frusiuour) •

t•) l 111'3llrlo di guerra

F. q. (com. :>t r:~nL)

0 Sf). Ca~harl.

,. Pa1ermo. . . .

l••ruu).

• .

t9 art. camp. • • • • •

t.i!l Ca lo \ 'tiiM•o.+. ®

Hl.! O. ii

r

~ligliacci Gi ovmn•i.

'*'·

Pado va (!l).

O:< ll. PirtJo?.e '!!O nrt. camp. • • • 66 fant • • • • • • • ,

53 id . • • • • • 59 id. • • • •

• . .

• •

'*'· C . ®,<D • • • Osp. Napoli • • . • • •


I!DIOl

33

. At"ZIAN ITÀ YA RIAZIOJYI

dt,ranle l'armo

Ma~giore

Cari· tano

Te tiPU le

SottotenPnte

LAUR.EA In medi cina e chi r urgia

.

'

' 14. 1 . ~11 7 ~. ~.912 30. i .907 26. 1.90:; Cagliari

n. A.

• ~- 6.901

..

l;l.

Id.

28. Olli ~s. uo5 Bologna

l d.

l ol.

21. ; .uu7 ti. 7.99!)

Napoli •

• R. 8.903

l d.

ltl.

t9. 8.907 19. S.Uil5

C:tl(lì~tri

. ~8. 6.90~

lrl.

Id .

lo l

l•l.

Sassari

.

~~- 7.903

l;!.

Id.

Id .

itl.

Kapoli. :

8. 8.903

Id

l .t.

lol.

~0. 8 91)~

lrl :

i ol.

t. 9.907

Id

Id.

lr:l .

lrl.

Id .

lrl.

. 7. 7.903

Stena

l 9.905 :'iapoll.

. . ~il . 7.90$

ld.

Roma •

. . tS '7.90$

1<1.

Sassari.

. . 4. U .904

...,, 1.917 :! i .9H 15. 1.91(1 15. 1.908 Napoli

7. ll 90:;

~)"

u . 3.917 30. 6.912 R. ~

.

.

3 -

•

{. 9.~07

"'

111.

Id.

hl.

(o!.

(((.

frt .

lrl

15. 3.9nl:i

Id

iol.

l rl.

1.. 9.90~ Pisa.

lrt.

,,,_

. . • 26. 7.904

Napoli

.•

1 7. 1.UO~

Roma • . . ~t. 7.904

.

. i 5.10.904

~~- 3.908 21. 3.\llltò

Palermo .

' '· 7 .90{

l ol.

• • &.908

&. 4.906

Napo li.

l ù.

l"·

s. .~.oos

4917

,, l.

fol.

{rl.

!9. j,917

Id .

T!l.

~ll·ssloa

• ~0. 7.90~

Id.

"'·

'''·

Id .

toi.

)(1.

lloma •

. • · ~- !1.90.1

Id.

l rl.

9. 4.908

9. 4 91\(l Cagl iari

. t7 .6 90$

Id.

3.10.912

Id.

!tl.

lo!.

Id.

Id.

Id

t~

.

~- 7.903

{

9.905 Torino

. 8. 8.903 5. ·1.906 Torino . • 15. 7.904

l . 9.908 {. 9.9116

. • 'H . I0.904

~otlenn

. l i . 7 905

!rl.

Ca tan in

. . 8. 7.905

hl .

Id.

S:\S"<1ri

Id.

l rl.

Id.

Roma .

. . :o. 7. 90;>

Id.

Id .

ltl.

lol,

Pa•lova

5. i .905

lrl.

Id.

Id.

Ili.

Palermo • . 30. tl .90:i

l rl.

:1. 1.913

5.t0.908

Id.

Torino.

• 2 1.10 905

lrl.

Id.

19.10.908 {9. l0.906 Napoli .

• 31. 7 905

Id.

Id.

5.tUOS G.l.:l.906

. '!7. 7.905

Rur;l( d i anzianita dù co rpo sanitario militar e, ecc

Id .

.

6. 7.905


34

(Sepuf) JUOOJOI

OA l'A eli

LUùGO DI 1'\.\SCITA

n:tscita

CASATO E NOME

POSIZIONE

DECOllAZIONI E CAMPAGNE

dal n. I &C' a l n. 1 8 .1.

a

~anfrcdo11ia (Foggia).

• •

i7. :t iX DP Mar7.o \'i1•cmzo, ,g,, O,® ifl, ©"'·"

f9 art. ca m[l. • •

Sferrnzr.o Fi/lrdl'l(o . ·~. (!) .

90 rnnt. • • • .

a l.e11tini (Siracusa) • • • • c Catania • • •

25. 3.Sn r.iturns~c Ge.< twt•l o, o§- <D. • •

c

:'li. ii.SO Oou.ll t Giu't'Jl[le, ~. O . (!).

1\oma. • •

20.10 M

.

,, .

c C:tO>fiOba,so • • • • • • • !!l. 2.Sil•~ollltlr Si! vw .

Osp. Piacenza • • •

Id. Roma .

'*'· <D •

30 rnnt.

'*'·O, o .®, ITJ, © . lnferm. leone.

p re~ .

;:

llri<Lt•CQ (Catanzaro) .

10. 2.79 Colloca f::tn· i cll.

c

Gargnnno (Urcsci:<) .

7. L 81 fl·:rt~lli H11 r i eti, cb, 0 1 O. (!)

Ca1'. l.u ccn (16)

8. !J.IH tle Porcc llìnis t:trr lo,'*'· (!)

lO art. camp .

o. (9 " ' • • •

•:

C~ prarolo (llorna) • • • • •

~ 5.1 LM F,1hnzi Ntcnlrr , -~"·

c

B:ogn•1lo S. VIto (Mnnto va). •

~9.10.~1

a

s. Calogero <C~tanza ro l .

\6. 8.81 Rolllht>la Alli Oh Il•, o§o, O, (6) •

c

Girgeutì. . • •

3. S.sn Sorol l Gr u.<r/)pe. <§•. O. O, ill. (!).

a

Rionero Vultnrl' (Pol~ll ':ll·

Il

. • •

Gozzt Crlr.<li11n. <1!•. 1.. 11 ol i pato lo,r. geuo•r. lh·ll.l Il. l . do l':ori:t .

•

lnf~rm. r r es. Pa11a

•

•

+'. •1. lnft·rm. (com. loferm prcs. R cg~io Cala hrra.

• •

OSI! • .J,Iessanòrta .

•

Min. I!Uerra capo ~ez. l n caricalo. IG . .\.M [J' Auna (;ilt.<Pppt•, .§.. ® , (!)

85 rant.

Voll urara Appulu W<•g.:r:o).

l G.lt .Hil Bllanrìa Cn~l111ltino, o? •.

H

.\lonterone (A' ellmo) .

•

Se. ap('ll. san. (pro!. a,g. l

Palermo.

. • 27.1!!.$1 Forino .Solvatu•·-..

c 1'orluo • • . . • . . .

Ili. 3.1H

'*'·

hl.)

• . • • •

6 art. camp.

• Hl. 3.$3 (i alli OltiUifJ i, §>, (!).

Susa (T·•rino ). • • • •

.\lonV ·

• • •

Osp. Caserta • • • •

(!)

.\l as<erauo Gi 11lito,<§o. 0 0, ®. (!). • •

c

Callai:LrOne (C.lla111a). • • • 12. 3.i9 Gasr armr luiuin. >§>. (!) .

c

Ve rona • • •

4. , ,K-3

c

negg io Emilia • • • •

G. S.!!~ Tosi l/lccn.rào, i•. o, O, © • • . .

. .. • •

3' ar t. C:tlllP: • •

• •

Pell r~rinl FrtiiiCf.•CO, ~. (6) "'·"

4 bers.

•

6 al p. •

. • •

i 5 art. camp. • •

c Montalto Marche (As coli l'l· l 9.H.I>I Canrlldori Enrico. (9 . • • • • •

Osp. Ancona • •

c t;astellanetn (Lrccc) •

IJ. Venc7.ia

ceuo).

• •

18. 2.!;0 lll,l liUri f.arlo. <§>, ®, (!) "'·", "'· • •

Torraca (Salerno) . • . . .

• 3.1LX2 l1ifani J/:~•·•o. <§-. o.(!) • • • • • • Fab. armi Terni • • •

c

r>erugia • . .

•

3. 9.81 fl:~ol r•tll l'rrectlnàn. o!fo.O, o , o, ®, <D Osp. Perugia • • • •

c

C3glrari • •

• •

c Francav illa (Caléln7.aro) . ~

Rieti 1Rorua) • •

c Cortona (Arezzo)

.

• •

. .

':!~.

G.M Grauak'l Sa ve1·in,

+, (!) • • • • • • 45 rant. • • • • • • Osp. Catan1.aro

U . 4.79 Catalano F'rat~.ascu, o§-, (!)

11. n.i9 Tunlli .&••Ionio.

t5. 3.8t Bru_nl J\'iccoltl .

'*'· (). o, (6) ...... • • 5 art.

+. O. C&)

• • • • •

(Jr~. •

• 0

...

•

C'l'f. Nt r.za (( ) . . .

• ..


111!DIOI

A!'\Z!AN I l'A

•

VAIIIAZIO.VI tlt,ntn lt l ' antto

Maggio re

re-

c~ pi-

tano

nente

So tto-

ten~nte

LA UREA in lllP.!Iici na e chir urgia

.

~9. 4.9!7

5- 3.909

5. 3.907

Id-

ld.

31 3. ~09

5. 3 907 Catania

l cL

Id .

l~-

l 1(, Id.

Id.

i7

..

n~~ ~

Id.

4.909 4 4.907 Roma .

19. 7.90.; 6 . 5.905

-

! S. 7.904

. 7. 8 905 Id. . 17.1:t901 Ili. 28. 7.909 28. 7.9(\7 l tL $.909 20. 8.90i Parma. . • l J . 7.906 Na(Joli . . . ill. 7.906 1<1. hf. l· f. . Roma . . 19. 7.906 (Il. lrl . Id . :!9. 6.gl3 ts. s.9oo Pa via . 5. 7.906 !IL IJ.

:!5. 4.9{)9 2~. 3.90i Sa pol i.

~0-

1•1 .

(ti .

Ili.

!rl.

:'la poli

- l!l. 7 .!106

ld

Id.

Id .

Id.

Oologna

- 3. 7.9(1:.

l cl.

1.1.

!d.

1•1 •

Roma.

- ~!. 7.906

' IO. 6.917 :l\1. 6.9t:l :18. S.91l9 ~o. s .rn1' Palermo . • :!4. 7.906

Id .

Id.

!f.

Id.

;>;apn li.

7 8.905

Id.

Id.

Id.

Id .

Torino.

7. 7.901\

i .IO.!I Ii

:!. ; .911 ~J 2.009 ~.H.90ì

Napoli.

. . !6. 7.906

Jrl .

:U0.913 2!). 8.!106 \lO. 8.907 Torino.

l lì. 7.909

n. A.

.

.-

3 l 91 :t

l d.

• 1\!. ~-901

l 9l 3 1·1. t.nO!l l 4. l-907 Sa poli .

l cl.

l i l.

.

:~.

.

lrl.

n.((j. ".

Id.

5. 4.911 10. 9.909 I UO.OOi

le!.

Roma .

4.1!.906

Padova .

. i . 7.906

Id.

R. A ltl .

1,1.

Id •

hl.

lrl.

Id .

Id.

hl.

Id.

Id .

Id.

. . . 7. 8.906 s. 8.906 Napoli. .

Ili.

Id .

Id.

(Il .

Firenze

Id. Id.

.

l ti.

%5.11.909 25.1U07 Bologna .

28.H.909 2S.It.907

norna •

(,, 7.916 10.10.906

Id.

.

(l. 7.906

. • 28. 9.906 !. 7.914 30.11 .9()<J 30.11.907 Napoli. . . 3. R. A. lti.

28.11.9()9 28.11.907 Ctlgllarl

8.~0~

1d.

hl.

Id.

Id .

Id.

Id.

' .907 10.1:!.909 f0.1!

Roma .

Pisa

. • 21. 7.904

. . . l:! 7.9(15


(Srgue) IIIAGGh>l

0\TA

di

t.UOliO DI NASCITA

C.\S.\TO E NOME Dli:CuRAZIO~I

POSIZIO!'iE

E CA MPAGNE

na<cita

-----------------~--~-------------------~-------------·lal n. Ut:i al n. s12

1 . . . . • ~i. G.bO LI Virghi SaltiiiiOre. ~. (b) .

c

Palertno. • • •

a

\'enosa (Potc nuJ • • • • •

...

H. t.SO Lvvagloo RocC<J, +.(b) '"·".'"·"."',"'

76 lanl. • • •

0•(1· Uarl • • • • •

c

hl. Ca~erC& Ca•apulla (Casrrta) • • • • 23.12.$0 rt'Aiho>re Francnco, .§o. (b) • • • , • . • 30. 4.80 Lolfr,•rlo Al(t·edo, o§o, o. <9 '"·". '" • U la nt. • • • • • • • Orl<tano (Cal(liarì). . . i3 id . . • • • . . . \'1a~:rnll(h• ({;atcmln) • • • • ~- 5.th• ~ll rone G&useppe, o§o, (i;). • •

a

!'••rr.•strNta (Cat.:tnt.arc,). •

16. ;.sn Singlitico Giusc'Ppe, .§>. <1). • • • •

c

Couselve !Pntlo,n) . •

G. 1.81 Peu:di Roberto,

n

Pale rmo. • • • • • .

IH. I~.ill i-\nlem A lts~ando·o,

c

Cagliari • . • • • • •

c

Moni<IKUIO (Avelluw). •

c

')a\'OIIa •

r

lloma

c r

+. © . . . . • • Osp. l'orino. •

'*'· . , .. , . SO l~ll t. • • • • • •

H . 5.8~ 1\uwhy Pauto . ~. © " ""

•

...

. . . . Se. aPitl. aan. (pror. agg. ) •

4. 9.80 Rruno Fnlllcesr••. <§•, (b). . . • • . 93 Inn i. • • • 64 Ili. • • • • . . . • 1.0. 3.83 !':.ssoll E•·•u·slo. >§>, O. (i;).

• 15. I.S~ IJ.~ttislloi Camillo, +. © . ,

• • • . • • •

.. .

t s. tO.S~ Pemer Sle{mw, ~ C>. (i;) '"·", ••t.n •

renda {Cuneo) • • • •

•

c

Avezz.1no (Aquila) .

• ~- 3.1\1 Ile ll~rn:tr<lhus \'irgiu io. ~. i,.O. l'n

r

C.tj;lnr•. • • • • . .

c

a

• •

© t U .t l, ltt.t \

•

•

• tG. i.SI CresJ>ellnni Cal'lo,o§o.

•

•

•

•

• • • • •

c

i"a[loll • • . . . . •

.

Prato (Firenze) • • .

c

.

O•P· Firenze • • • .

A.lpfll. 'n(e~·.

.

Cav. Ca3erta (l i)

.

~. 11..81 dr Simone GiusPpJlt, o§-, (b)'"·"· '" •

Id. Roma (!0) • • •

•

• •

Il . 8.81 )lazzettl Ctu·lo, r§o, ®.(b) • • • • •

18 lant. • •

Porto Torres (S"s-an) • . .

6. 8.83 Cncinotl<t Alf•·•do, .§'. (i;) • • • • • • 1. 8.8~ G1a~nooi t>ielm, <§-. (b) • • •

..

(A iessan-

17. t .SO C311a Gut tono, o§o, O. 0. rD. (i)

83 lant. . • ,

• .

.... . .. .

7t Id. • •

t• Id .

5 ari. lort. • •

t i. VI~ Carhuoe l'iuanzo, o§-, ®.

7. 7.83 DeuJedio A rhu·o, <§-, O, ti), (i;) • • • Catania • • • • • • V1ttoria (Siracusa) . • . • . i9. 4.83 l'ana~:ia Anlonmo, <§t, C>, (i:) . • • • • •

30 art. ump• .

Os11ed. succ. Pa rma

Rcrcotn (l'n.rmn). • • . • • 20. 7.SI Visconti Gi., srppr. '*·.o, (b) • •

Srrl\ Hl c Carhouara driu).

c

8! la n l. • • •

.

a SJIOhtlt'IO. Pl,tolcso (F1rentl') • c S~ull\t'r•>ceC;IInCnna ~Sirao•usu ). 1.3. &.S.1 ~IPnga naro Co•·meltl,cl>t, ®. • • . . c Monteros~o AImo (Scrncusa) • 3.i 4.8~ j\zzaro Giusrppt, ..§>. (i;) • • • • •

c

Osp. Ton no

s.~mbura 7..tbut (G irj!('Rll), • :13. i.SI C arCIO l'Ili>, ·~!TI.©'"·"·....... . . env. Fog)-1 & (Il ) • • . . Racalmolo (G1r;:~nl•l . • . t3. i.S~ Sr1betta Gnelonn, .a.. (b) . • . • • 8 ber>· • • • • • • •

c

r

9 art. lort. • • • . •

•

Crcm.t (ùNnona) • • • • • '!.7 • ~-1-3 C1telh AlfMmldro, <§o. (b) ' "·". """ • Palombara $ahn1a (tluma). • '!.1. 5.81 Forti /giliO, <§>, 0. i, (i:) • • • •

c

..

56 Id. • • • • • .

3 rant .

......

:t9 art. camp. • .

•

lnlerm. pres. Lecce .

a

Rll•IOto (tlnn)

c

Monreale lPalt·rmo) • • • • !6. 7.81 D'AccardoSa lvalllt't, <§<.Cl. fD, (b)'"·"

7G Cant.

c

Sa'ona • • • • • • • • • 17.t:!.81 C1arlo Sil vio <§o. ® • • • • • • •

B. truppe colonia Krltn

c

S.m Rrwo Porto Maurlzlu • t O. ~- s f\3mpi Pit lro, •§.. ®. . • .

Lane. 'iovara (5) •

• •

• •

•

•

•

.

.


·=,~~---

37

IROIC I

ANZIA'NITÀ

LAUREA

VARIAZ/OlVI

in

citwanle l 'an no

-

Magf(lore

Te-

Capi· tano

n~nte

Sotto·

ten-.nte

medicina e chiror11ia

.

l

2. 7.9U 30. t.9l0 30. 1.008 Palermo. . iR.10.917 ..\. n."·

l

3. 4.910

Id.

Roma.

'!S. ':!.910 28.11.907 Napoli.

Id.

Id.

.

Ici.

16. 8.91&

Id.

Id.

1• •

lot.

15. 4.910 15. 4.908 Napolì.

Id

l

Id.

Id.

lo1.

.

IL

. . !&. 7.906 Il!. . . . 7. 7.9()6

Ici.

n. A.

Id. Id.

lol.

Id.

U0.9U

Id.

Id.

R. A.

Id.

l cl.

Id.

Id.

1!1.

l d.

Id.

. u . 7.906

uw 7. 4.908 Tor ino. . • 26. 4.906

16 8.914 '!4. 4.910 H . 7.907 Torino . R.},. l ti.

. u. 7.904

. • 25.

7.90,~

. • 2t.IM05

l . 7.910 29. 7.908 Palermo . • t 9. 9.905 (!t.

l&. 8.908 Cagliari . • I l!. 6.907

s. 5.910 8. 5.908 Napoli. . . u.U.904 l,,_ . • 39. 7.907 Id. td. J,l. Roma. . • 10.! 0.907 Id. Id.

Id.

Id.

Id.

Roma .

• 19. 7.907

Id.

Id.

Id.

Cagliari

. • 28. 6.907

Id.

Id.

111.

!d.

Paler mo • • ~- 7.907

Id.

Id.

Id.

Irl.

Napoli .

Ili.

hl.

Id.

Id.

Id.

(fl,

ltl.

lof.

. . 5. 8.907 Firenze . • 18. 7.907 Roma. . • 19. 7.907

Id.

ld.

Id.

Id.

Napoli.

. . li. 8.W7

Id.

Id.

Id.

lrl.

Firenze

• ~ 5. 7.907

Id.

lrl

Id.

l< l.

Sassari.

5. 7.907

itl.

Id.

id.

Id.

Firente

hl .

Id.

l rl.

Id.

i'iapoli.

. !12. 7. 997

Id.

lrl.

Ili.

Id.

Catania

. 5. 7.907

Id.

3. Ul 5

lrl.

lif.

PMma.

. i 5. 7.907

Id.

Id.

Geoov:~

• H . 7.907

Torino.

.•

.

~8. 7.907

9. 7.907

ld.

R. A. Id.

Id.

Id.

hl.

l d.

Roma .

. S9. 7.907

Id.

ld.

Id.

I<l.

Napoli .

. 23 7.907

!8. 10.917

Id.

Id.

!(/.

Id.

Id.

Id.'

Id.

[ t( .

Id.

Id.

Id.

Id.

.

6. 7.907

Palermo . . !18.11.907

. '· 7.907 l. 7.910 t G. 8.908 Pa\ia . . • '19. 7.907 Irl.

hl.

Genov11


3S

tSegtU l JU.OOJ()lll

...

l• \ TA

~

;:;

e

II'OiìU 0 1 (\ \SCI TA

dt

.:;; "

0 1\,CI I<l

l

l

C:.\SATO K NOM& POSIZIONE

IIECIJR.\ZIONI & CAMPAGNE

dal n. st" al n. sse. l

A

"\.q •oh

o

o

e

f'KtnM IC:•>-NI7~1.

o

o

o

c An•l rb tlhrl). M acr11~

o

o

(llnto:ll •

o

c llumn c \'11ziui (C:.otanl n)

o

o

o

o

o

o

c

M~«i1111 .

a

ll11111a.

r

Guagnano (Lccr•1) .

a

Gr umo Af'PUI A (llnrl).

r

Sonu u• (Gro8se•o) •

o

o

.

o

o

o

o

o

.

.

o

o

•

o

t! ari. eantr ••

o

o

(Q).

o

o

o

o

o

..

o

o

o

o

o

.... .. Se. militare. . . . .

. . 69 tau L

o

•

. . . l.:mc. Firenze

s. '.~:! C:nfTarelli Dmrdellti. •§>. ~- (b)

. '!9. 6.81 C:uuor t:tOO Pirh·n. ·~·· '®

o

o

o

L 1.81 5mi<i Guido.<§>. m@

. 1:!. 3.!H Fn,ani F rttiiCfsro, '*'. r:rJ

o

. . . . 18 f&nt.

1" , ' "

o

.

Sprzitl

o

o

. . 3:1. 7.84 L UCCI Amtrico, <>§-, (!;)

.

r

'

o

11).11./H Ahl te Aln<~Jildm, ·2-o. (!;)

8. ~.81 l' tlrt•llt ,\'iciJta; .§o, Q . (!;)

o

o

o

o

o

OSI'- Genou

o

.'

o

.... :!i . 5.!!0 De Domenico F1'(wcNro . ,.>-.(!;) . Osp. Mc<stnn . . . . .§>. (!;) . . . . • 84 f110L . . . . !'I.U .St MaiU Degli Atti \ 'i rtrmzo, '*'•rn. ® . • • Osp. Udine • . . . . o

10 rant.

o

o

o

G it~-<rJ•PP

o

o

:!:uo.s~

o

li. ~.!li Ma<tro\'ili t\'icoln, r§o, Q , Q. (b) •

o

r.. 1.83 Se h•i G•oon1mi. >§>. O. Q

o

o

o

.. . . . . . . . . . 07 111 • • . . . . . . • • to ruot.

o

. ·1 (Mas<n r.1rrar;t) . S·IVInl Gunltuoro , o§.. Q. !n,' (b) . • • t art. rort. (costa). . . . . . tt .t O.S! Costa Fn113fo, +· Q"' ", "' • . . • R. truppe col. Eritrea . ... c Rene,ento. <§>, m. . . . . f:tDt. . . . .. . . ! :i. 8.1!5 Be•·ilacqna ç Tonran . . ... .•. liJhuo Carlo, * o. ®. ~. (j) • • • Q,p. Udine • • c

lr11!<t0~~ ro (PuiCII7.1) .

3

Pt•rrl r~mniJ

(:

SA ,~art

'

o

~5. 7.1>3

o

o

o

'

o

o

o

o

o

o

.

te~:. earab. Na(loli •

o

o

.

Parrn .•

c

Pfau <:1st~l:O:IIU ( 'l• na).

o

o

o

o

A mi~IQ,

o

e

fl)

!~. 6.~3

o

o

'

18. &.85 ~n la n Cr.<m·•, ~- O. Q. ® , @ " ' · "'. o

o

7. 6.8~ !lassi fi i us•ppe, ~~-

3i rant.

o. Q. rn. Q .... . 7G lt1. .

... . o

o

.. . ..

' o

. . Lanr. \ '111. Em. 11. (IO) . Sien.t . . 87 fanl. . . . ' . . . '!a. Giarl! i Gnlil··n, +. Q. Q . . ' r Fiumalbo ( 6 . 1.!14 Giamloi Luigi,·~\ Q. 0 flj. Q . . . !t art. camp. . ' . . . ' r Or.>Of(OI\ (Chteti). . . . '· !.!l3 Tenaglin o§o. O. Q. . l. eg. b. Milano . . . ' c 9. 5.8! lapoce Anl flll i /J, .§>, Q, <», f!J. ro • . Uop. s uce. Panna . . . a C:ellino Att" nnstll (Teramo) . l i. rlc Alhent iis Guido,'*'· rn. © . . . Jt art. cam p. r Catania • . . . ' . . '!!S. :1.811 Ma\tf10ri M eolo. -§>. Q, Q . ' . . Cw. AIPri!!Mdrla (C4) r flrl1.•i (l'nlmno). . . . 18 . 8 .81 Pintacuda Solvat())·e. ® . . tG tnut. . . . . . ' . c t:a rolet .. Scaglione l'itlol'lo,® . . . Osp. Rn venna . . c lloma. .. 17.\1.81 lngra.-nllt• Alf•·etlo, O.(!;). . t ;1rt. ca mp• • . . c M11ts.1111 (TI'IIp:t nl) • . . . '!!'\. 5.81 Sig norinn Rnt ot·io, .§o. ® • • • . Os p. Udine . . . c A(Jnil ll . . . . . . 17. 5.8!i Pircin inl Ugo. Q . . . . Id. Venetla . ' . . ' r (Polent:•l ' . . . 7.11.85 Gr r mi no Alfredn, .. Sa vola ca". (3) . O,(!;) '"·'"·" r Napoh . . . . . ~·- 6.$6 Marutli A lberto, Q . . . • 03••. Umberto l (13) .

c

VtiiMrat.r:t ( \ le•snndrla)

f

o

o

o

:!6. 8.8i

OggPro CmJt·e, <>§-. O. Q

..

1 .8~

o

\h~tlrna)

o

o

Giu.<rp~.

Mont~archio ( Ren~ventv)

o

o .

~-

~·ara

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

i .IO .S~

o

o

~-

o

o

o

o

o

o

o

~.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

~olltcrnn

o

o

(l:o~cn7.n) o

o

o

~.S!

o

o

•

o

o

\

r.allotti Giocnm11. ·~. Q

2 . 1\.lll

o

o

.

o

o

o

o


3!1

IDIOI

A:->7.1A ~ ì TA

L.A UIIE.\

V A /li •• ZI ONI d u l'llll lf l'imnu

M a~,l! lore

Te·

C;q ti·

OL'Ole

1! ;\ 110

So lto· teueute

in medicina e chir urg1a

-

l '18.10.917 t\ . 1.91:;

.

•

.

.

'

t. 7.910 16. 8.908 Napoli.

. • !0. 7 906

trt.

Ici .

' (d.

Id.

lfl.

. . . 3.

~-1~.917

Id .

Id.

IO. 8 .909

Id.

.

5. R.908

Id·

h t.

l..911

s. 7.909 Roma.

18. 7.908

Ili.

I l.

Id.

7. 7.~10 Rologna

Id.

lrt.

1~.

l.t.

lrl.

Id.

t>l•a.

l< L

I·l.

Id.

Id.

Mr ss ina . • 31.10.907

( ol,

Id.

hl.

!11.

Id.

l '·

Id .

Id.

Id.

l ti.

Id .

l l.

. . • 6.907 26. 3.909 PJTia • . . :!. 7.908

Id .

Id.

Id.

IO. 8.900 l"apoli.

Id.

Id .

hl.

111.

lfl.

Il!.

hl.

Id.

. . 1.12.908 Parm a. . • lO. 7.908 TQriOQ. . u. 7.908

Ili.

Id.

).1. •

Id.

Sas!ari.

. . n. 7.908

Id .

1!1.

Id.

Id .

Napoli.

• 17 •. 7.908

Id.

111.

lrl.

!Il.

Genova

• ~4. 7.908

Id.

ld.

Id.

Siena •

Id.

w.

'"·

Ili.

(o!.

Torioo •

. • 32. 7.9()8

Id.

ld.

lti.

lol.

Slen a •

.

Id.

lcl .

l ol.

ltl.

~lotJ .eoa

. • 18. 7.908•

IO. 1.9{8

Id.

lol.

TtJ.

Napoli .

Id .

111.

l•l.

Id.

Id .

. . s. 8.!108

Id.

Id .

.

l'l.

Id.

Roma •

• 16. 7.9tl8

111.

111.

!6. 1.911

7. 7.91fl 0\t:.nia

. n . 7.909

l rl.

!d.

l. 7.!110 IO. 8.909 Palermo • . !7. 7.908

(Il.

Id .

(,) .

Id.

!ti.

1<1.

'26. 1.9 11

7. 7.!)10

l ti.

(ol.

~6.

l. 7. 91 16. ~.!108

8.~07

. . 3. 7.9()'.)

rn l~ rrno .

• 2~ .11.907

. 9. 7.907

.

. • 17. 7.906 :!5. 3.909 Napoli . . G. 7.907 16. 3.909 BQm a •

Id.

Id.

~-

lol.

(compi.)

Id .

3~. 1.911

l<i.

111.

Id .

l cl.

"'·

Id.

Id.

Id.

1. 7.9i0

5. 7 908

.

5. 8.908

. . il. 7.908 . . • 30. 7.909

Rflma •

l. 7 .~1(1 IO 8.909 Nap-oli .

Id.

. . 5. 7.90!1

ir!.

• 23. 7.907

..•

1~. 6.909

. . t. 9.909 l ti. . . . 7.909 Id.

~.


(S.,wl JUOOJOIII l

40

DATA di

LUOGO DI N.,SCITA

C' SATO E NOME

POSIZIONE

DECOllA ZIONI E CAMPAGNE

nascita

. _:..

__________. __l._ - -- - ------- .---- ----. '

:_,_

tlal n. S$1 al n. ••• " · 5.83 lndPllcato Giuseppt, o§-.

c

Aci rPale (Catan ia) • • . .

c

Firenze. • . • • . • • • !9. ! 8~ nfrcì Gastone, +· Q;)

o. ~ . Q;)

! l . 7.81 Dena ro A11t011 i o,

c CP>arò (Mes•inal . • •

iS.JS.85 Schlfani

Il

Oassano di Sutr1 (Rnma) • •

Il

RPc.watl /Macerata) • .

.

O$p. Udine . •

o. O,~ . . . . .

ri11ctnzo. o§>, O. Q;). • •

7. !.8~ Pt'll••i(rini Orrste,

3! rant. • • • • • • lnferm. pres. Aqlllla •

l. &.81 Ce rvello Ugo, O, t. ~.~

c Palermo. • l e Me ,sina . . . .

•

• • • •

60 ranl. • • • • • • •

• • • • •

• t &. 7.85 Folic•an~:rli G11ìdo

Id. Bologna • • • 3 art. mont.

+·~ '" . .

• •

Osp. An cona •

c Teramo . • • • .

IG.tt .S~

Lurnngel i t;invmwl, ~- •

49 rant. • . . • . . .

c Carauzaro • .

1:!. 4.83

Sorbar~ Hmilan.

Osp. Venezia • •

c

Cagliari • • .

•

l i. 3.85 l'alida Siro

•

• .• .

o. ® . ~ '"·" .

Id. Cal!liari

• • • •

Primi caplt.anl medici. •lal n. l al 11. s. . . t! H a

c

Aiello <Cosenzn). • •

a

Vizzini (C.11nnia) • • • • •

r

Ar(.lino (Ca.~erla). •

• • •

Inrerm. pre~. Caslrovlllan

Vocatn ro litnlolr • • • • • •

l , 1.11 r.u7.zardi /,uigl, fr,

F. q lnCcr. (com. lnl~rrn pres. S1racusa).

. . . . . .

t3 ' il zumpl'lla GhtMJII•t, ®, ~.§o. • • •

F. '1· fnlr r. (com. osp Ca· ~eri n)

Capitani medici. •fai n. l al n. l e .

c

Rlparanrllrla (Pnlcm.;:• ) • • •

!. 6 i4 Sanlomauro Ruygìt•rl) • • • • • •

Asptll . l n(er . • • • •

c

Pralormo (Torino) . •

•

13.tn.i5 ::~.n r; inrtn'"'· ~ • • : • • • • •

4 genio

c S. Carerina 1CafL•n•·•eUa) • •

~- t .itl

c l'fna:marinn (Genova) • •

Il . 1 iS Plnnt•• lff Oi14SepJlt , ®

c

Garlasco (Pa"lnl.

a

Salrrno . • • •

~- 6-tll

. • •

lino).

ffPjtli

lrphll {A l'<+

e Tropea (Catanzaro) • c

Rrgafhuto (Catania) . • •

. • • • •

•

Osp. A l•·s~andrla

t:a~a~co Egìd•o, Q .,..,. .

C.1fclaroh Pro!IU$f(l, o.®

8 rant.

. .

35 art. camp. .

:!l. :!. ~;. Ro,~i Anlflnio, ~ • •

• t 7. 6 ..l!i\ 1.ol1•'0IIO Anhm l u, ~

Asptll. inf"· . . . . · 41 ranr. •

.

18. $.!li Rnonopane Corl11, o.~~i. 5.11\

Al17.~00

G:•nc:a So l cnlor t, ~

• •

.

!i. s.~J l'lumdr~dclo l'utm• :o, o. O. ~

. • •

F. 'l· lnle r. (com. Ol i·· Gnscrltl).

.

Osp. Mc!SSina • • • •

•

lt rant. • • • •

• • •


:JUIT AIO JOI)JOI

ANZIA NITÀ LA UREA

VARIAZIONI duranlt l'anno

Ma~glorl

.

CaPItnno

Tenente

Sotto· t enente

-

in

medicina ~ chiru rgia

(compiemento)

-·-

10. 1.918 14. 1.91G S6. 1.91 1

•

.

.. . 7. 8 900 Firenze . . 3. 7.909

7. 7.910 Napoli.

so. 1.918

Id.

hl.

Id.

Id.

Id.

Ul. S.OOS Pale rmo • . 14. 7.904

Itl .

Id.

Id•

7. 7.9(0

Id.

1<1.

Id.

Id.

. '· 9.909 Napoli. . . 7. U09

Id.

lrt.

Id.

Id.

Roma.

Id.

t d.

1<1.

Id.

Id.

. . • ~- 7.9()9

!3. 6.9u,:

Id.

Id.

Id.

Id •

• 30.11.909

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

hl.

Id.

. • 19.1!.9()9 Cagliari . . 9.10.909 Id.

l . l 9011 13. 5.900

4. 7.97 Roma •

u . uo !3. 9.901

I O. 9.99

l 9 90!)

IO. 9.99 Napoli.

13.9.901

. • :13. i .909

Id.

Il . i.96

. ...

.

. . 1Ut.9i

.

.

30. 9 91() tl. 6.903

Id.

Id.

30. 6.911

l. 9 907

t. 0.900

Nnpoll.

hl.

Torino

. . 3. s..us . . . !S. 7.900

l . 9.905 Palermo .

5. 7 90$

. I l. 7.~ 5. 7.005 5. &.OU L 9 909 l. 9.906 Pavia . . 15. 3.9C8

6 I O.OO:i Genov:~.

ll . l !115 :!6 1911

7. 7.910 Napoli.

Id .

IL \.

n. A.

. •

Id.

. u . 8.909 . u. 8.909

Id.

. Id. . . • 15. 7.909 . 4.10.909 Id. .

rct.

Id.

. I l. 8.90'J

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Il!.

Id .


DATA

rli

LUOGO 01 NASCITA

nasco la

CASi. TO E NO~H;

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAMPAGNE

dal n. t t al n. -11 . ~1.1'!.~4 llacchi :•loni Ado/fu, <>§,,@ '"·", '"·" •

c

\'ara llo {[lio,ara)

'

G:\lluzzo {f irenze) .

a

.

3. 2.83

.

~·usi

Ptetro,II).@.

$. 1$:! Pormil(gini .Vqttlio, o. ?.@

Poh> lina (Re~-tl!iO Ca labri~ )

~!\. 2.$:!

Roma. •

9. t.S.I 1\ùssi Pet·ruccio,

.

.

7i rant.

•

~\t)dena .

Hllrnano 1\'icola, ~. ID .

.\ crademta militare • • •

• . . .

57 Id • •

.

.

5 !Jers.

v. @ .

Savoia cav. {S) (com L3tt. squact. aviatori). 58 rant.

• . . . .

t

$. l.uda del Mela IMP.ssinHl

15. 5.82 Cucl'\o tta l::ugenìo, II), @ "' .

r

Af Cr<'nza (Potenza)

:l~. G.84

r

Sommatino (Galt.anisse tt.a). '

i.lt.Sa Ca mmarata Giovo nt~i, @ . • •

U ber$. • • • · · • •

a

Palermo. •

30.' 9.!lt Corti Luigi. O, O, @ •

:-iizza cav. ~Il . .

. • •

•

r·o losa \ 'in, CIUiO, O, O, @

o

•

o

o.@ .

Lane. Montebello (8)

4 llrt. fori. (cost.a)l•h>tar ·•

Craco {Potenza). • .

5. { .82 Montlonna Antonio,

s. Vito ChiPtino {Chieti)

17. 3.8~ Mazzoccon e Can~llto, t~. f'I:I.@

7 alpini • • • • • . .

a

Acire<1le (Catani~) .

ti. 5.8! B~meo G•ambartolo. '@ ' "-" , "'· "

'!7 rant • .

r

Vasto {Chieti)

6. 4.84 Ritncr.i·Cioinnl Agostino, c;:, ®.@"'·",

08p. Bologna • .

r

PeliLto (Salerno)

5. 6 83 Migliaccill /I(HilfmO , @

1<1. Genova. • • • • •

a

n~:.:ni S. Giuliano {l'i<a)

7.U .8:l Tangi!eroni Dm1t,, O, II!, @ •

ss rant. • • . • •

r

P omaro.~ (Aiessandna).

7. 9.8! Vigl iani Ft dutco, 'l."· o, (b) ' "·", •u.u

B.> IL. aviat. Torino • •

r

Collelongo {AfJUila) •

i :i. 6.83 Oe Cnri s A goslmo, (b)

Osp. Piacen:m • • • • •

r,

MoliU>rno {Potenza)

6. t.S& G:•laute C•tt'IO, O. @

Id. Bologna • • . •

tr.. '!.63 ~lcreu Rosoli11o . o. @ • •

46 rant.

s. Angelo Muxaro ( G~rgentl) .

'l

7. 5.81 t:trco l;tuseppe, (9.

55 id

.l

Turi {ll:ui).

8. 9.6~ Orla nlli Vitw•>tZu. 0 ..0. fil,@ '"-"•

..,.......

c ::iestu tCagt aro) • • r.

.

llll. U

r.

. .

SahlJioncta {Cremona)

~. 4.8~

t ii.U

•

t U.U

' ' . Fwrinl ,tluzio·Fet ruccin, o. @. .

. TarantoJ.

Aapetl. ffl(er. 1 alpini

o

•

..

•

•

t fanteria

•

o

o

•

•

c Mel ll (Potenza) .

t8.tU3 Polato Adolfo, o. o. [1J, @.

c

Martino Fr:mco lTemmo) . .

!i.I ~.Si

r

Bionero in Vulture (Pot eu ~•l·

2. 8.1H Gra1.iola Gerll>'du, O, fD. @

s rant.

r

Cuneo

21 . 8.8~ Zepponi Napoleone, o, @

t o art. ror t .

c

\lou tesHchlo (Beneven to) •

3. !1.83 Pareute Fertlin a11do ® .

t9 rant.

c

S:trno (&1 lerno) .

21. 2.81 Oteri W11cmzo, (9.

~id.

r

Lecce.

a c

.

•

• •

Basile Antonio, o. O, ®.@

.A•pelt, in(er. • • .

o

l

o

l

l

! art. mon t.

• •

Triullà (Cuneo) .

7. 2.84 Muratori Ca>·lo·Ft llce, ® , @.

5 art. camp.

• • . . .

Gangi (Pahumo)

u. 7.&! f'rauco Vincenzo, @

13 rant. . . • •

\\! . t .St Greco Domenico,

•

.l

o. (b) " '·"

. .

l


un .~X ZIA ~11':\'

VARIAZIONI

so•to-

C:o pi·

d"ranle l'on no

t.eroente

TP-

l ano

oentll

-

I..AUiiEA

in medil·i na e chirurgia

'(compieIn t'Il i")

. u. 1.915 J6. 1.911

l

...

11. A.

. .

Id.

s. 7.909 Fir~nze

• ':!6. 9.(){}8

Id.' Ili.

hl.

9.{0.91 0 Modena

'• • IS. i .9118

l .f.

s. 7 .90~ Napo li.

• 31. i .!Ìo\8

itl.

l ti .

7. 7.910 Roma

.

Id •

Id.

8. 7.900 Napoli.

• 17. 7.908

l cl .

7. 7.910

Id.

Id. Id,

Id.

lrt.

11. 6.908 BJiogna

. . 7. 1.901

Id. Id. Id. l 'l.

-

• 3<). 7. 9119

w.

loi.

•

i. 7 910 Torino ,

l

Ici.

~. 9.()09

. . . 13. 6.909

Id.

Palermo . • 30. i .9/)9

111.

l cl.

Napoli .

. ! 3. i .\107

Id.

lt1.

Id.

. . 31. 7.908

Id.

8. 7.909 Roma.

lo l.

7. 7.910 Bologna

. ':!9. 5.908

. . 5. 7.909 ' !. 4.911 8. 7.909 Napoli. . . 5.. 6 908

. . • JO. 7.908

Id.

lrl.

Id.

Pisa.

Id.

2ti. 1.91{

111.

Torino

8. 7.908

l !l.

Id.

1. 7.910 Roma.

. . 20. 7.909

Id.

Id.

Napoli.

• 13. 6.909

l ti.

Id.

8. 7.909 Cagliari

s. 7.qos

1•1.

Id.

t.7. 7.907

Ili.

Id.

8. 7.90'J Roma •

Id. Id.

Id. Id.

1. 7.910 Pavia .

Id.

Id.

lrl.

Id.

Id.

Roma .

. • 16. 6.908

H. 2.915 H. A·

Id.

Id.

Modena

• 10.11.908

Id.

Napoli

. !9. 7.(){}7

(l.

Palermo • . 16. i .906

. • 14.1 ~.91\$

. • JO. 7.909 8. 7.909 Na(lOii . • IO. 6.908 Id. Id. . . . 5. 8.908

.

Id.

Id.

Id.

lrl.

Id,

Id.

. ' " · u. 6.908 ..

Id.

Id.

1. 7.910 Torino

s. '-915

Id.

R. A.

l

4. :!.909

Id.

.

• H. 8.9U8

. 17.1t.907

l

8. 7.•77 8. 7 _(' )9 Palerm1 • • '1\.11.9081


(Segw) OUf!ll

DATA

LUOGO m NASCIT~

CASATO E NO!ilE

dì

POSIZIONE

IJECORAZI ONI E CA&IP.~GNE

nascita

dal n. •• al n. 78. r

Partinico (Pal ermo)

c c

•

3. 1.85 Sa varino Savcno, Cb) •

63 rant

Rammacea (Catania) . • • .

25.10.8':! Zaj:pala Glacowao, ~ . <i)

25 id. . • •

CP.glie Messapica (Lecce) • .

18. 1.84 Suma Cosimo, Cb) •

3 bers. •

• . . Il. 9.St Ruggerl Antonino, o. <i) •

c Mes;ina . . a

Br;~.

•

• • •

Osp. Messina . .

s• rant. • • • • • .

• '1:1. 9.$~ Petlìti Pasquale, <i) '"

c Saluzzo .

.

11. 7.8~ IJocea Tito c» ...,...".''·"• <9 '"·".

SS Id. . • 6t Id ••

a

Montecatini Val di Cecloa •

6 2.83 v~nnoCCI QuinWìo, o. III <i).

a

Pescina (Aquila)

. .

1. \!.Si Cambi se Ellore, l'l'J, @'"'",'"·" .

•

19.11.8t

•

c Ca rlentini (Siracusa) • c

Cittanova (Reggio Calahria) •

c Torrijllio (GPno va). . a

N;~.polì

• •

Sesto .Antonio, O, c», <i)'" ·"

.

i 4 id. •

•

• •

tt bers.

. • • . ••

8. 3.8~ Albanese Riccù>ttl, fil, <i) .

• • 2:!.10.83 Crosigll a Svarift o.

• .

1!0 fant. • • , • • . .

•

79 id. • •

• •

De Angeli s .Ard uino, @ .

16 id. . • •

•

• 30.11.8:! !licei Bllot·e, fil, <i) "'·"

t8 id. • . •

30.1~.82

• .

c Palermo. • • •

•

. . •

•

•

.

,

•

a

Itri (Casert.a) .

97. '!.8$ Sinapi l'in cenzo

lnferm. pres. Civlt.a•ecchn

a

S. Benedetto de l Tronto .

tt. !.SI Camer:1OQ:~ i Dino, (9.

6! raot. .

c

Benestare (RA:;:f{io Calabria)

t . :'!.83 Porca ra l sidoro. <9

H ar t. camp.•

c

Torino • • •

U. lt.SI Va lente Gioacchino, <9 .

3 al p. (com. se. appl. s.1n.1

c

Castell uccio de' Su ari (Foggia)

• .

10. !.81 Gelorm inl Luìpl, ~. O, Cb).

• : • •

. • .. . . .

17 fant. • . . • •

c Bernalda (Potenza) • . c !'licolosl (Catania) • . • •

16. ~.S I Rinnltll GiiiSt.ppt, fjj .

R. truppe col. l.lbìa

5. S.St Tomaselli VHo, o, @

9' rant. • • • • • •

c

Giltlone (Campoba<so) •

t•. 2 .St Oel Vast o Giuseppr, o, © .

jl Id. •

c

Casale Monferrato . . .

7. t.SI

Ar~

Achille. O. O . <9

Osp. Brescia

c Torraca (Sa lo•rn o) • • • • c Chiavari. .. •

2.\0.8~

Viggiano .AI(rPd.O fD, <i),

4! faot. •

c Asini:•' (Vic:en7.a) c nacalmuto (Gir!(enti) . •

13. 3.8!'• Noce Ginvann l, <i). •

• .

. .. . .

.

•

89 id . • • •

•

. •

. Lane. vercelli (i&). . . Gr1llo Gi1·olnmo, <9 . • • • • 611 raot. . . • .' .. ,. . \8. 9.82 Cogliati-Oezza Gil<stppe, O, fD, Cb). Osp. Ancona • 16. S.SI Ferrari Giovam1t O. ®. ©

'

t 6.ti .S~

j

8

Rom n

a

Cnsert~ .

•

9. 2.63

c S. Pl•tro Orvellana (C~ toPO· hasso. c Pes.:ma (.~quila). S. u1orgio rli C~tanla.

Pi~n~io .Anlo>lìo,@

i . t l.$3 Pali lì Giovarm i,

•

o. ITJ (\). •

U. 8.83 Ippoliti .Arnaldo. O. o. IIJ ®,@. •

. . . '.!O. :!.83 Mignemi Pt·ancesco, fil, <9. • • • •

Gall:orate (~lìlauo). • .

U.JI .85 Binaghl .Alberto, o. <i) .

• •

15 Cant.

•

• •

34 Id.

.

•

6 :;eolo (balL .Roma). Osp. Udine • •

33 fant. • • .

. .. ..


PIOJ

l

ANZIANITA' l'ARIAZIONI àurcmle l' atiiiO

Cabi· ta o

.

Tenento (comrlej ment o)

8. 4.915 ~6. 1.911 Il. A.

o

.

o

o

7. 7.9!0 Napolì

. o

4. i .908

o

• tG. 7.909

o

. 18. i .908

o

:!4. 7.909

trl.

~- 7.909

1·1.

lrJ .

7. 7.910 Napoli

l rl.

hl.

~i. 6.907

lrl.

lrl .

17. 6.!109 Tl!IIII O.

Id .

id.

7. i.9lù P:\\ ia •

hl .

Id.

s. 7.909 f>isa . .

Id.

Id.

Id.

Roma •

hl.

lti.

l rt.

x ~ (l(>li

o

~ l. 7.908

! ti.

Id.

Id.

[,J.

o

5. 1!.908

Id.

'!. 4.911

i. 7.910 Genova

. ti. 7 .~Otl

Id.

Id .

8. 7.909 Napoli

o

1•1.

id.

· Id.

lrt.

Id.

111.

Id.

Pisa

Id.

Id.

111.

Napoli.

o

o

~ l. 8.909

Id.

Id.

lcl.

Torin o

o

o

16. 7 .!lil9

Irl.

Id.

o

3. i .908

Id.

Id.

Id.

lrl .

ltl o

'11. 6.901!

Catania

Id.

7. 7.910 Roma .

l ti.

.

LA UREA in rnert icina e chirurg ia

Id.

Ili.

•

Sottotenenti•

•

Id.

Ca tania ModPna

9. 1 ~.909 o

. o

11oma •

o

7. 7.910 Napoli

'11. 5.90!1

8 ·~ 909

. t 5 7.. 908

7 - 1~.908

• 31. 7 .!1()8 o

27.11.909

8. 1~ !l(l!l

o

s. 7.909 Napoli

Id.

o

. . 3\. 7.9llR 3. 7.907

o

• 21. 7 .!lOO

13. Ul 5

Id.

Id.

Id.

s. 7.909 Napo li. .

5. 8.90~

[(1.

t d.

7. 7.910 Bologna

. '10.11.909

Id.

Id.

Id.

Padova

. . 16.111 .909

Id.

Id.

Id.

Napoli

. ·~-10 .!•09

Id.

1!1.

l r.. 4.909 Roma.

. 19. 7.907

Id,

hl.

'!7. 6.907 Napoli

Id .

Id.

b. 7.%9

hl.

.

Id.

!Il.

Id.

Id.

o

o

. '13. 7-9~

Id.

lrt.

111.

(;atMÌ3

o

• 6. 7.908

Id.

Id.

Parma •

9. 7.909

o

j. 8.906

7. 7 .910 flavia •

o

23. i .908

. . ~n. 7.909 11


($4f~UI O.IJ!rl.

' IHTA Ll'O GO Ili ~ .t.SC:IT A

di u~sclta

C: ASA TO E NOY.E

POSIZIONE

IIECORAZIONI E CAMPAGNE

1lal n. 'a al n. te&. r

)l~<lc1.<1om tCnse rL'I

. !8. 7.bl Corcionl Corrodano ®

•

•

. . .. . Cav. Palermo (30)

5. !.83 A•hnoln Salual~re,o§o. O,<!)'"·'"• ••t..",

34 rant.

r

F•·llrP (Belluno).

G. 6.!1!1 Ga)ljl<a Emtllo, O, rfj, <!) .

Ca v. AJe~~andria (111.

:t

~orera

ti. i .S:! Vitolo Emmarwtlt, !TJ, <!).

8 rant.. • • • • ••

,.

s. rar tha. .

13. i .8\ llordone Carmrlo, <!).

lnfer. pre..._ Slracu~ •

,;

C.'m:uulona (No, ara).

r

!:ierra S. llr11no (C"tantnr<•) , .

26. G.!\~ Te.le·çhi r.tncomo,

r

l'orino •

t 9.ti.IH AatL'lzzi 1'11/10, <!) •

Usp. Torino

r

lloma

3 H ~o Rtnaldi P•rlro. o. <!). • • . • • •

Id. Soma • •

a

S<.n t:uu ar ma (S.1Ieroo1

3. 4 Mi l'l'l h grino J .ur m;o, c, <!). .

!3 fanl.

r

tu.••.

lufenorr. .

i'apoli .

• • • • .

. . •

99. 1.1-:! Sol!nO Ar'lllalldO, (i;) • •

5. 9Si )lanr•oi Luigi, <!) .

•

• • •

•

•

...

M•• rcaauJSP (f.a>et tM •

! 4 Caut. •

r., o.o. [J. fb..© i9 itl. • • .

. •

• .. .

• •

•

t• a rt. mont.

• • • • .

Cav. Calanla (ti)

c

Palmi (R•!:l!iO Calabria).

. • 20. 3.8:1 l.oprest i AIIIOIIinll,

+. <!). • •

t gran.

. • .

'antilia !No vara) .

~'· c.u t:hiahre ra Gim·ll ifl o. (i;)

c

Ale-saurlna .

13. t.~n Talenti C~&at·t, o.<!). . •

n

p,, a .

7. 6.8i Lerri Giulio. o. Q. o. o. <D •

r

Vercelli.

~1. ur. Ber tì netti Marttlh11o, o. (i;) •

c

Fano (Pesaro)

19. <.M Ptrc ..li Giovarmr. o§-,@

c

.M uro> !SaN1ril

t!. 3.llh

r

Torrogl1n !Genom 1.

:!1. 8.80 Impepale Cr.cat·~, (i) •

,.

~lumh.ll'i

,.

Cn•al<!uni (Rene1ento)

n

G1u1e (l'ern:nn).

c

Mon teleone

.

:!~.11 ./l!\

Perrettt Crulo(ot·o, O. <&> .

~

a

C:utl'l s. Lore01o (Salerno) .

!.10.8~

MniTe<J Luaga, O,<!)

F. Q. lofer. ( COJll. 0>1· ~

• •

•

6 ~J~I1. (com• .5(, a;pl

•

' ber:!.

~O. 1.86

•

~l arinue~i

•

3~ fant.

• • •

,

81 Id.

,

•

Osp. Genova

•

91 fanl. •

• •

a

Lenola (Caserta)

c

Roma

c c

~tirtu (!tle-<sma)..

c

•

o. <&> • • •

• • •

.

• .

•

!. 9.83 Mnchl Stba&Uono. ·® ,Q;)

l'rorida (Kapoll) • • •

•

~. t .83

At ti la (Co-enza). • .

.

8. 8.8~ Paglluso Al(oruo. (i;) .

t t fanL. • •

e :inmbuca·Zabut (Gi rg enll ) .

6 bers.. •

•

Cos Lagliola Antonio, o. ®,(i;) • • • •

H .10.81 Cnmplsi Baldauon·t, o.() .

. . . ..

• Oap. Ca!eri.D. • • ••

• • • •

• •

•

raot. • • pOli).

+, (i;) . • •

3.1~ 85 Rflltni Guido, O, O. (i;).

.

, . ,

Alptll. ln(er.

30. S.IH TatnrPIII Luigi , Q;) ""·","''-" •

• •

.

31 lrl.

Marino. (i;). • • •

30. 3.8~ S;thatlni A11 g~ln,

A dilp. ndrl. col. (Litli\

• • • •

~lanconi .lfithtlt, (i;)

Romano Gennm·o,

• • • •

H fant. • • • •

•

5. 7 .sr. Il asso Gio. Batta, <&> •

c Spel.in • •

• •

• •

•

• • • . •

35 Caot. • • • , . . A dlap. min col.

\1 gran.

• •

. . . t m mont.. • .

• •


l 47

ANZIANITÀ l. A Ull EA

\"ARIAZIO,VI

:O:: n l l1) •

C~

clttr'llltle l'armo

p l·

\aDO

Te-

neote

nente Ccomple· mento)

in

l~

merlicma !' chirnr!'ia

. ( 3. 5.91:; 'l. 4.911 Il A. 6. 7.9! 5 Id.

R. Il.

Id. Id.

•

5. 9.913 Il . A.

11.1 1.9 1 ~ n. A.

•

.

. .

.

. :

.

lò.

. • i9.11.909 . . • 31. 7.908

7. 7.91(\ Napoli.

s. 7.909 t!l .

Id.

llolo~a

•

7. 7.~

. • '2~: 7.90S Id. . . • 14. 8.9()9 Jrl. 7. 7.910 7.908 t. 4.91~ t. 9il'J Torino. . • hl.

Id .

Napoli.

~3.

~.

1.1.

Id.

t. 3.909 Catania

. 2 1.11.9()7

Id.

Id.

l. B IO Torino

. • 19 11.90R

Id.

t. 8.91~

8. 4.910 Boma .

. • 17.1!.905

Id.

t. 4.9!! t O. 8 !HO Napoli.

!1. S.909

l d.

. . • 2C.. 7.909

Id.

Id.

Id.

Jri.

t.t0.910 Siena .

1•1.

Irl.

15. 3.911 Roma.

. S9. 7.910

!ti.

Id.

15. 7.911 Torino.

. . 12. 7.910

"'· 1•1.

Id.

l tl.

Id.

. • l5. 7.910

Id. \

1•1.

Pisa.

7. 7.910

1<1.

l ti.

Id .

Torin o.

. 10-11 910

Id .

l tl,

Ili.

Bologna .

7. i .910

lrt.

Id.

Id.

Roma.

• 18. 7.910

Id.

Irl.

Id.

Genova

. 'l2. 7.910

l cl.

Id.

Id.

Tonno.

9. 7.910

Id.

Id .

Id.

Napoli .

. '· 8.910

Jrl.

Id.

Id.

Roma .

. 16.1:1.910

(d .

Id.

Id.

Napoli.

. . n. s.91n

hl.

Id.

Id.

Rom:l.

. . u. 7.910

Id.

Id.

Id.

Torino.

. . t !.t 1.910

Id.

Id.

Id.

Napoli .

. :tS. 7.910

Id.

Id.

Id.

Bologna .

Id.

Id.

Id.

Palermo . • ~7. 4.910

Id.

1(1.

Id.

Napo!i.

Id.

Id.

Id.

Roma.

Id .

Id.

Id.

Palerm o . • 16.1Ut0

lrt.

.

.

3. 7.90!1

t. i .910

4. 8.9(0

. :tt. 7.910

Il


DATA

CASA TO E NOME

di

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAMPAGNE

nascita

da l n. ••• al u. 1 8 1 .

o. cp

5. 1.86 Vtllrtamc ri Gilmppr ,

Jnrerm. pre,;. Berga~no

a

Cr~ m:•

c

Cerre to ·Snnnlta (llenc l·entol

t.H .83 Pilolln Alessaraat·o, o @

3 art. rort. (costa rurt ).

c

Ca ta ma .

21 . 7.85 Pivetti Fra t1U$CO, O,®, <P 111 • 11

' ran t.

c

F'rJ DC1\IIt;, (Lecce)

t 3. t.Sr. Ar:.:en tìna Glo.Oa l la . ® , @ ' "-", "'·"

6 Id . • . • • • • •

l. ~.,ò R IZZO COI'uclìn, 0, 0 0 . 0, @

3'! art.. ca m p. .

• • • • .

c

Ilari . .

13. 7.111 Do• !.iso Ca l'IO, O. @ '"·", " '-".

c

R e!:~: io C•lnbrin.

3 7 .X3 Cri,erà Giu u ppc, ® . @ '"·"

c Schio (Viccma}. c C.1 pao noli (l'i sa l

31. 7-~~ Dal Col ico Aupusro, @. 30. 1~.8\

Clomni Giulio , O, @

a

l'orto Maurl7lo> . •

~r.. 2 ìH

uaoerl Gius•ppe , o. @. •

c

An ol riJ (Bari).

c

~auara ( l'r3pam) .

•

• •

15. l 81 Ch Ila Ratr,•tlt , o. @.

53 rant.

. . •

. . •

. .

31 irl. . • • • • •

IlO art. camp.

0SJJ. L1vomo • . . • .

•

Id. Tormo. • • • . •

. . . . ,

t G. HG Cas le lli Ept(rw l o, + .Ci).

. . .

.. . .

Id. Ba ri. • • • • •

. ,

hl. Palermo • • • 44 rant.

IO. ~.1!:0 R.•ronlo Ootr 10, @ ' " ·" . I.H.S:I ~ Grill li11ce11Z0 ,.

tS alp. . . • • • •

•' ·

c

le•l (Anrc•ml ) .

c

Ca -troren lo ( )I A~siua) .

c

~e•iUO 'I Ili

e

Palma Mon techiaro (Gir;:ent ).

tane. Yit t. E m. Il (10J

a

:;. tWa a l'mul-i (C:ImJ ol•asso). -:!.'\.1 0.1<5 01 Palma Vinceu zo, @ • •

30 raot.

c

llaro •

• • 15. t.S~ Ilario Ione Giuacchi uo, o.@ "'-"·"'·''

l,i VPilZa (TreviSO .

•

Catania

c

Ac• r,•ale (Calnnia) • • •

Sucrivo (Ca,e rr.•l .

a

Meu~no B•::h (Palla}

c

Sts~a (l'arma)

c

Ca loco Lì l( nre (f.eOolll) . •

c

Partini co (l'ail•rm o) •

r

Ca na le (Cu neo) •

• • .

• • • •

c

c

•

.

11.10 81 01 Stefano Glust/11lr, @. • • • • •

Osp. l'ineeoza •

•

•

i . 3.1H Palnm bo Giuuppt, O- o .@

.

o. @.

. . •

• • .

Batl.. sQuad r. a 1•ia ton .

t'o·rrari Jlarlo, @ '"· 1 " · "

! i .lfl,r;J Ce• Jslaor·o.

• •

• • • •

A11 eli. m(cr. • .

•

1. 9 1\ol P~drinl Anfllllio, o , ® .

•

•

.

~ a rt. ca mp.

.

.

• .

t.$ art. cnmp.

Osp. Ales.., ..od ria. . •

• • .

' '· ~-~~~ Sranavino Ze{fìrin o. fD, @

• • • !8 arL. c.~mJl. • •

•

• H . 6.~ 1 Glall omba nlo O>·tstc, @ 111 • 11, ' "

c Comac<'luo (Fo•rrara). • . •

l ol. Venezia

10 to.sr, Gnll.lnno ca~· mi ne, Q •" " . . . .

7. 1~ !Il

c

.

Os)J Ilari. • • •

• • • •

. ~- i.8~ Todoro Giovanni, @. !Xl

• .

•

rcoman i Gior·gio @ ,.,•.,., .,_•.,

~.•

'!5. G.RI n o nndeo l'illo.-io .

•

c

c Tonno .

17. 9.H\

Osp. Me•slna

•

•

Oatt. scuola aviatori

•

O<p . Gava dei Ttrrem ,S.· 161110.

1 4.1 ~ H3

C.••e tla Ce.<a rt, @. •

&Il. >Q IUid. 1\\' Ì&t. l( >t- appl. san.}.

~- 8.1>6

Ral(arolti Giuuppt, ~ •

~ lant.

. . !S. 5.86 Scolli di (.;celo D11menico, o .@ 3. t.RG Oalt•$lrazzi Lulol,

+ o, @

. . . . ..

i 5 Id. . • •

Osp. Bari

•

• •

. ..


r:BDJO I

ANZIANIT\' l'ARI AZIONI Cari-

du,.1111te t'a nno

(IliO

Te-

So tto· t.enen tc

n • nl(l

(cnmple-

-

I.AURKA io

medicina e chirurgia

lll•llto)

' ~7.11.91~

1\. A.

.

.

'

.

t . ~.!li! 15. 7.9tt Pado'a

• li.U.9t 0

Id .

lol,

Ili.

Roma •

. t fl. \ :t.911

lfl.

Id.

Ili.

Catania.

lrt.

Id.

"'·

Id.

Napoli . . "'· Catania

. 4. 7.91(1

Ili.

Id·

Id.

Napoli.

8 il.Ili O

Id.

Id.

l 11.

Id.

.

• IS.U.910

Id.

Ili.

lrl.

l'ad ovn

i. 7.910

l rl.

Id.

Id.

Pisa.

.

1. 1.910

lo l.

l ti.

Id.

Parma.

1·1.

hl.

Ili.

. • 18. 11.91? Napoli. . • i8 7.91(1

lo l.

Id.

Id.

Genova

lol.

Id.

Id.

Id.

hl.

.

Palermo . • ~5. 7.910

l rl.

IJ.

1•1.

lo l.

(Il.

hl.

Id.

Id.

. ti. 7.910 Napoli. . . lt. 8':" tt Roma. . . :!11. i .910

hl.

lrl.

Ili.

rlapoli.

hl.

Id.

Id.

Id.

Padova

. • H.fl.910 l. 8.910

{. 8.9 1 ~ 5. 0.90H Roma .

. 18. ;,gll8

lil.

Id.

:!9. 9.90ll Catania

Ili.

hl.

~5.10.911

. Id.

Parma.

. . u . 7 905

(oj,

!5.11.9111 :'iapoli.

. . i9. 7 907

l<l.

Id•

t 5. t UIIl Pavia .

. J!l. lt .9Q8

lol.

Id.

2ii.t!.91~

Parma.

.

IO 7.907

Id.

)ol.

30. t 9&8 C.OII0\'3

.

IO. 7,go7

Id.

Id.

25.1!.910 Palermo . • 3H. I t.906

16. l. 9

Id.

t. 6.911 ModPna

. 3.1!.910

Id.

Id.

IS. 6.911 Roma .

. IG. 7.910

l

_ Ruoli di an;tanìla del COf'JlO ranil4rio mUuare, eet.

• t S. 7.908

n. hl.'·

l ol:

-

t. 4.9U 15. 7.911

6. 7.910

. • 15. 7.!110 . .

lt.H.915 14. 1.915 IO. 8.909 Mortena !3.1':!.!115

. 10. 8.9t l)

1. i.!l(l;

l rl.

t. 4.91! ·~- 7.911 Napoli.

. &. 8 910

Il!.

t . 8.91~ 15. 6.!111

• !t. 8.910

Id.


($tgW) 0U it.I.J11

DATA di

I.UvGO 01 NA:iCITA

CASATO E NOME

POSIZIOì"E

OECORAZION I E CA!IIPAG!\E

nascita

. •lal n. IS8 nl n.

••e.

15. 8.81 TPrm•'o' a Al/io, o.(!;) • • • • • •

•

Cav. Piem. Reale (t) R. truppe eol. Erflren

c

Rfgalhulu (G.Itama l

~

,.

Roseto Valforle (I'O~J!IU) S:t•~arl • . • • . • 13. s.x1 Ar11tnan•lo A IIQciO. (!;) 1" · "

c

Comiso !Siracu~al . • . .

18. 8.~:. Dimartino J\'fcolò, (!;) .......

t art. moot.

n

Arcola (Spez,a) .

lll. fo S\ Ala~na Em ilio.© . . •

C nv. Loùl' (l5J.

~

i.llll igo (VÌI'o nza l

*· 8 85 SC.trpJeri Ctmre, O. @. . •

5 ar1. Cort (C0$1. lort) •

r

:'<'lrl' (Rari!

!l 8.84 Ga Ilo Arlui'O, ©

3 hl. id. (ld.l.

~5. 5.8!1

G•lli lo Rocco. @.

(n ferm. pres. Trapani .

S. Giu,eppe (Pnltrmo)

~8. 8.8:;

Sunseri Giu vppe,@.

Caln•o (T,.rlnu) .

•

Il .3.!15 Pa.,!lera Toncr·tdl. (!;).

~u

c Camenno !Mac•·rn la). e Cal«br~Llo (A ,·elftnu) .

16. S.8G M~~ltca France~co,@

Osp. Roma.

110.11.81 Carlucrl Ha{fitfl e, o.@

IIJ. Milano

14.11.81 d' AIP•·antlro Alruandt·o,o. o, o. (i:)

Id. t\apoli. •

•

•

•

•

c Trapani .

c

~apolli

c

n~rt

n

. • . •

AaptU. i fl{tr. • . • •

•. Osp. Palemlo •

. .

rant. . • •

tu ... u t u.H.ttt.u.

.

Ici. Firenze

• • • •

Firenze.

t . t! $1 Pn IPtto Anna11d0 @

Id. J11reut.e

•

c

~ola (r.asertal

8 !t~~ .\ngellll > lll(otuo, @ . ....., •••

16 fant. •

c

Ar.•aolin (Avt-lhno:t).

:!1. 8.S3 Vassalti Giovanni, Ci). • • •

c

:i. l:ìleCnno Camutra (M •s~inaJ

tt.H.~6 ~ernl)(ha Domrnico .

R. truppe col. Libia • • •

c

\IOIIPlla (lla rit

3. ) .Si S.llu,llo Luigi, O, @ • •

40 Cant. •

c

Chtnr3mon1e (SirMu~a). .

2 1. 5 tjtj linfa Mafleo, (l;>.

Osp. Milano. • •

c

Tl•ull (ROnlR)

~3

•

.

w.sr, Crlsllnt AI(,·NJtt, @.

• • •

•

• •

~~. 9.So

Oecnro Nicola. @.

'li 10.!11 Catapaoo Bduur·do. @ .

c

i!t. S.~J Cntllrn Eugt>rllo, @ •

Eholl (CamJ>aR nn).

• •

• •

c

G. 1.87 Anl(t·llni .dnlo11 io, O, Ci)

Monlnl cl no (S•eun). •

c Cal\·ano (Ca>erla) • •

•

•

•

.l

Accad. mllit.

•

..

.

A dlsp . min. col. (Li~lal

Pan elh Vilanlouw, <D ......, ...... • • 6 alp.

•

•

• • •

Osp. Torino

•

.

•

• • •

Se. appl. san. .

.

• . .

7 al p. • •

.

•

• • 30. 3.88 O' Ambroslo Giuseppe, o, O, ~ • •

Tcrmm1 lmereso (MOSSIIIa).

•

•

Sa vola ca •. (3)

~8. 10.1;3

1. 1.84 Zud.J .•s Sfl111 0. <D .

•

9 rant.

, ,U ·86 Renga Filippo, @.

c Maddaluni (t;:lscrla) c Con veruno (Ban) • • . e Cagliar i • • •

.

•

F. Q. lnfer. (com. iol. prt-. Stracu sa).

..

.

c S. GIUSCJ'II'C \'esu,•iano (i'iapoh)

c

1

• •

Lllnc. Milano ( 7)

.

. . 19 IO. '!O AIIJ:Ciico GIU &fPpt, © .

Siraru~a

:"oicnll~ro t Ran)

A•petl. in(er. . •

ftt . Roma •

13.11 SO Martmnzl Pietro. 0 . ~

c

. .

5. 8.Sll Folrna Umberto, @ •

•

• •

•

•

•

cav. Lucca (t&) • • ••


I(JIDIOI

• \"A /l / AZIONI d r1r a!!l6 l 'an no

ANZI Al\ ITA'

'

f:ot~o·

C::tj\i· LulO

{f.. { ,!116

.

H. A.

.

.

t• twnte

Te· ueo te {cumple· mento)

LAUREA in med irina e chirurgia

{. 8.91~ 15. 6.911 Catania

.

4. 7.910

l'\ a poli

. . !8. 7.910

Id .

t 8. 6.9 11 Sassari

f. 7.909

Id .

Id.

15. 6.9 H Napoli

l ti .

Id .

16. 6.9U

l<l .

hl.

t 5. 6.91! Bolùgna .

Id .

hl .

l•l.

Napoli

IJ .

l rl.

I.J.

hlo

. • i 8. 1.910 . . 1:?. !S 910

l"

o

Id.

Id .

P~lenno

. • l b.t'l. ?IO

1.1.

l<l.

Id.

~l.od~oa

. . 26. H.909

1rt.

l t! .

j 9, 8.91 1 Roma .

. . 1 ~ . ! .9H

Id .

Id.

id.

Napoli .

"l.

lrl.

IU 2.9tl

lr!

lrt

o

Id.

16. :!.91~

Id .

Id.

Id.

Id .

Firenze

l cl .

Id .

w.

Napoli.

Id .

Id .

l .t.

Id .

1•!.

lr1.

t . 4.912

lrl .

Id.

Id .

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

Roma .

Id .

l . 4.913

Id.

Tori no.

Id.

Id.

:!0. 2.910 Palermo

Id.

Id-

30. 1).912 Napoli.

7, 7 907

ltl ,

Id .

'!t. 6.908

tn. ..

. 16 8.909

Id.

Id.

i. 7.910

Id .

.

. 16 8.90~

l cl .

Id.

\1. U lt

Id .

.

. ~- 7.910

1•1 .

Id .

18. 6.911 Roma .

' Id .

I d.

hl.

Id.

21. ,2.90i Siena

.

Id.

ld.

IO. 3.911 Napoli.

. . 30. 7.911

Id.

111.

111.

Pt sa • . . tl.t1 .9 H

1<1.

Id .

Id .

Napoli .

1<1.

Id .

Id .

Id .

Id.

o

Id .

14. 8.910 12. 8.910

o

o

~6.

o

13. 3.911

o

t 4. 2.91t

o

l lt 7.911

o

. .

! 0.12.910

• H . 8.910 i o

o

7 911

~9. 12.910

.

Cagliari

i,ll()g

8. i .91! 17. 7.911

o

U 2.009

..

o

16.1!.910

. 12.12.9ll

.

.

. . ! 3.8.915


· IS.W

•

IHTA

CASATO E NOME

eli

LUOGO () l N.\SCITA

OUIUX

POSIZIONE

DECORAZIONI E CA MPA GNE

nasci! a

\·

dal n. t7e al n. •••·

.

c S1racusa

s.u .SG CaS>IOi~ Ugo, ©"'-", ......, "'·"

c

Trani (fiMi)

!.1!.85 Bini D OIII CIIÌCO, @ .

c

Cas ..-a leu ~a (C:unpot.n•sr,)

I l. ~-85 . Ct>t 'i Al(t·edo, .g., O, ©

c

Assisi (Peru }!ia).

.

!l.l~.s7! Maim·•no Dogalino, © .

c

G r~s~ano !P otfnzal

u. 4.861 Canit.1no Saver ir1, o , (!;)

c

l'r rup:ia.

.

W.

c

Mes>illll.

.

i .t O.H41 Ronaccorso Ltllel'io, © .

c

Andria (Ilari ).

c

llocc~dPbald i (Cuneo)

c

B•• lmonle ("0'P II7.3)

c

Cqg!lari •

e

~essìna.

c

RìiJacand irta (Potenza)

t 3. l

e

Canosa (Ilari). .

18. t 841Pesce N i colo,©

c

Ca~tennso (Bologna)

:!3. s.sr. Pos<:o ti AIIJe~·to, @

c

Messina . .

3t . 8.86 Scarcella \'lncenzo, o. @.

c

Canicattini (Siracns~).

26.t0.86l la fiocca Paolo, o. @. • •

c

Pì~tto (Novara) .

30. 7 S6 Gorgo Pierlno, (!;). . •

Batt. seno la a \'Ìalori

11!5. 8.86 S~illlerl l'mcmzo, (!;).

Osp. Ven~zia

.

.

13 arL camp.

. 5! .rant. . . Os1J. Napoli

Stab. cost r. aeronaut .

n fant,

5.85: Oianrunl llicc" ''do, (!;) "'· " '

1(. 6.8:01 p, •IliO

..

Ftllce, @. .

. . :!4. 3.831\'ellrl F'rancesco, C, ©.

• • '

Genova cav. (4) .

t5. 4.85' Bruno Carlo, © '"

8 a lp.

•

t id . • •

.

Cav. CaWiia (U)

.. .

7 bers.

• •

. . . Osp. Catam.aro • . t7. 6 861Cnmbanu Mario, © "'·", """ . . . 6 art. Cort. •

. .

.

l. 8 8~, Uameri Umberto , © .

•

c Comiso (~l e.•sina)

Sal Fusco Angelo, © .

4. 6 8{ T rani Paolo, © .

c

Acquarormo;>a !Cnsenznl

tS.l O8:1 Ouun(l Drmtll'{t, , @

c

Co3enza.

5. 5.88 Co rigliano Bm·ico, @. 15. 3

.

.

Sperlonga (r.:.sert.1)

c Bologna..

.

. .

c

.

. Se. appl. art. e r-t~olo. . F. q, (com . l rant.) . . . . . 5 alp.. 8 hers. •

Osp. Br •scla

64 rant. .

..

.

.

.

lnrerm. p res. Cast ro''lfl ,rl ( 6 rant.

8(;1KMpp Giovanni, o .©

· 19. 8.87 1\ago Ginvan·11i , ©

• • •

• •

Osp. Rol o~na

. .

.c

Canna {Cosenza)

c

Acic.1tena tCat.ania)

~7. !0.s:;

c

Ferru zzano (R~p:gìo Ca labrin).

l ti. J.il!;l

c

Vie~te ( FO!t~tia) •

111. 1.8~ C;o S$Itlo F1·nuce~co . ©

A cHf11. min. col. (Lit 1

c

Bivonghi (Reggio Ca labria)

!4. .; 86 Fiorenza Per no n do, o. @.

Osp. Udin e • •

c

Sperlu og!l (Caserta) • .

U. t! .83 Tran i 1\'atali>&(),

C.© .

so rant. . .

c

Martina Franca !Lecre).

!3. 6.86 Zito f'1'alrctsco, @. . .

Osp. Verona

c

Francavilla (Rrlnll•sil.

'.!0. 7 83

c

Nlcosi:1 (Catania) .

13.

1.851Mastrojanni Antonino, © .

Osp. Genova

c

Vittoria (Siracwa).

I O. 6.84 Mazza Ro1arto, o, (!;) • .

·'"· Udine

. • •

.

.

8 alp . . . •

1

1 r atané J.ucto, ©

1

~h·ilano

R. troppe r.ol Eritre-1 ( ', 1posìz. m in. col.) . . •

Gtvvanni, ©

M~ cedonio Hicl1etang~lo,

Lane. riovara ( 5)

© .

Leg. ali. ca111 b.

..


l"CDIOI

.-

~

.

.\N ZIA NIT A'

•

VAR1.4ZIUJVI dw·a nle l'anno

C.tpila oo

Teneo te

Sottotenente

-

(compie-

LAUR E .~

in

medicina e chlruq:tia

mento)

IG. L916 O. A. Id .

•

.

.

.

.

•

.

,

.

.

.

l. 4.!)13 to. 3 gu

Roma .

. 18 7.911

hl.

Id.

Napomi.

. ~- 7.9H

Id .

l (1.

Id.

1<1.

Id .

Id.

Oolo;: na .

Jet •

'''·

' · 8 9tl 3. 7 91l

Id

hl.

Naro li.

. H . 7.911

· Id.

Id .

lol.

Bologna .

o. 0.91t

Id.

Id.

hl.

N~poll

. IO. i .911

Id.

Id.

Id

Id.

. 7. 7.911

lrl.

Id.

),L

Totino.

. 17.1!.9tt

l ti.

l. 4.913

l rl .•

Roma .

. . ~· 7.9!1

Id.

30. 6.\113

t . 4.9U Cagl" r•

. f4. 7.9tt

Id

ICI.

le}.

Napoli.

Id.

ltl.

Id.

Id.

.

loJ.

Id.

Iii.

Id.

.

Id.

l·l.

IJ . .

Bologna.

Id

Id.

l rl .

Palermo . . Il . 7 911

Id.

lcl.

Id.

Id.

Ici.

Id.

hl.

PJ;;a

Id.

lrf.

Id.

Cat.aala

• 1!. 7.9U

Id .

Id.

Id.

Napo li

• 15. 7.911

lo l.

l . 9.913

Id.

Id.

l•l.

ltl.

t\l . un

Id.

l t!.

lrl.

lei,

Id .

1.10.913

Id.

Id .

Id.

lrt.

Id.

Id.

Id.

JJ.

Id.

Id.

Id.

1.1.

Id.

l. H.913

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

l ti.

Roma.

• \lt.li.910

Id .

hl.

Id .

Catamla

. 15 ti 911

lrl.

Id.

Id.

Id.

8.11.911

. o. 0.911 7 7.991

o. 0.9 11

.

6. 7.9tl

. IO. 7.911

.

o. 0.91t

. 7. 7.911 . !0. 7.911

Bologn a . '

.i . l .911

.

Sò. 7.911

C.1tar1ìa .

13. 7.911

lrl. 1 Na poli Id.

~-

1•. 4.91'! Napoli

7.11 .910

..

.

l). 0.911

. ! 6. 7.911

.

l . 6.911

. . . iii. 7.911


(Sefllf) OUtU.Y

HATA 1.1"0 :o nl :'\ \SCITA

CASATO E NOYE

th

naa··itn

POSIZION E

O ECORA7. JONI E CAMPAGNE

dal o. 'lOli al n. a a 1 .

' art. mont . 60 rnnt. . •

..

r.

Srerlunga (Ca~ert:o) •

4. 6.81

r

Rn o•li·i . • .

. •

4. ~ pr. Guada lupi llnbt~·to, <W

lnfPr. pr es. Gaeta

c iiolrro ( A I ~NID1Itoa) c Maufn•·l•>lli:l Cf'••RJ:IR).

18. ~.M flobolti Lnr<'lozo. <W •

Osp. l\lUa.no

I l. ,;11;, Guerra nnctu::o. (W.

O!p. socr. Manto• a .

•

•

l;ira lf~ ll

All!trln, (j;)

• • • • •

r

Cano•n r!l Puglia (Rarlt•tta) • 't3. 9.1'~ Paullrf'Ui Sa o in o, (j;).

hl. Id. Manto n

c

Milll i·llo (Calania) . •

'.!6 .• 11.8:! M.u wrino Cm·mt•lo, (j;) •

fnnU

c

R~ ru•un (C.tuwr)

•

'!7. ~.1\i Mrlneri Lurgì, <W

Oso. lOiano

.

!~. 8.~7

•

3t . IO.'I'i de Marl ìiiO nnbtl'/fl , (j;) •

•

3tò. IUR Ili •:zhoi GoGt'Git>•l.@.

•

c i'arll ulro IPalt•rnH.) . •

. .. . . .. .

,.

Swuu .

c

Unllnl (SirariJ<,,)

r

San~rv~ro .

.. .

c !:. Gltt<P flll~Vf'-nvi.ono <"• l'oli) Aquila •

•

c $. Agnello (N:o JIOII)

•

P~•S.• l~cqn'

• •

Giooullì11o ,

. .

. . . . ·jl .....

! art. mont.

30 art. eam p. • . . • ·

! alp. .

.

. .

. . .

& Id.

•

1. t.S.~ MRhce Alessa~ttlt·o, () .

7 ut.

• .. • • • .

t . r..q; l.~togPIIa Fr~"" •ctt O . . •

9 ~rt. rort. • . • • .

6. ~.Il.~ l'taprfni Gino

fS ar t. camp.

•

•

. .

Oe GJOq!i Alllll11

l.nnr. Aosta (6) C.:1 ''· Parlovn (11) •

IO. i.S7

Pini~

MNtrP;•Ie (Paletu1•·>

~4. 4.~;

Grado Jltutdttrn (j;) •

r

Anr1rla (llarlNla) • • • • •

r

Terrano••a Abr;:herila (Trapani) 1 ~. 7.811 Oe Ca~tro Igna zio, (i)

c

Or•aun (~ o••a ra).

J\'alal• . @ •

& alr. .

l

~9. 3.s;

FPr_rnro Po.olo Q .

• •

. • . • .

• • O<p. Chieti •

.

.

• ., • • .

~3. ~.~i

Ca,Ì<· II .• mm~re (Traf'Hod) •

•

.

23. 9.8i Jlogll.u·ello Frti N·Ico, o,@

c c

.

+. Q.@

• •

• •

U rant. • • • 26 art. camp.

c !\. Paolo di Chlla le (Po,:r;:ln ) . ~- i.Rfl Lornhnrfll //lu·lr11 c GiuiLliiOia (Teramo) • 10. 3.~7 Oe llarlll- f.rHIOt'" C S1•oca (Mo•>sho~) 7.11.8' To~111l l'inrtn::o (i)

~ disp. m fn.

. . col. (Ltl•~<

Osr. Veronn l .~ rt camp.

• . • . •

c

flra (r.nn •o) •

16. 8.8!1 Lucca Culhbtt·l t;ugliflrno.

t nlp. .

c

N:q ooll

:!t. t.s; Cu~anl Marlan ,..

Osp. N;~ poll . • • •

•

.

11~1111'11 vlll;t (C1 I M Ila) •

~~

r

Bitonto (Rnrl)

4. 4.~:; Ahbath•la 6>natouflt, (j;) • •

l c

l'ellez7ano. .

c

Rlpatran•un ~ ( \s•oh

c Roma c Andria (Ilari).

7 111\ Mnrz.oga lll Edoardu Q.@.

• • 19. 7.<.7 rtor• Gt~·emaa •

Prrr·no) .

• •

~. 8.11.~

C.w. guide (Hl) • lofero,. prelt. TreYiso) • ,

. . . . .. . . Osp. Sa•·il!'ll&oo •

(Àllilnl Luigr •

• !6.10.86 Tnncredl At·isttde •

• . .

• • • • .

!6. 9.87 C:rro r;tovamol o. (j;)

al p.8 6 Id.

. .

•

• . . ..

. . .. . . ..

A dfJP. mirL. col. (Ut-11 •

•


IEDIOI

A l'\7.1 l NIT A'

l'ARI AZIONI c:~pl-

àu1'atlte l'anno

l ano

•

iu

- mPollcina e rlmurg1a nen te (cu•nple 'l'e-

lllcl:tO I

16. l.t!l fi H. A.

l'l.

.

.

l. 4.91!

;-;apoli.

o. o 911

1r.. 1 914 IO. :1.91':!

Id. .

. 13.1!.911

1.1{.913

lrl.

Id.

,,l.

Id.

. . ~0. 12.!/lt hl. Slona . . o. O ,~9. ::!.91 ~ Oulugnn . 11.11 911

lrl.

lrt.

17. 3 9B Firpoze

4.11.911

Id.

IO. 5 9 11 :!1.10.~ 1 ~ Ca tan ia

9. ~.910

1•1.

:su. 8 911 IG. t.91:l TOIIIIO .

. l r.. i .91t

l. 1.91 3 PaiPrmo

• 13. 7.9 1~

111.

lol,

Id.

Id.

'''·

lo l.

Id .

hl.

~H

l<l.

Nat•Oii.

. • :!3.

7.91~

lo l.

!8.1'.!913 Siena

'· 7,\1 13

lrl.

Id.

16. t .91 J C:1tania

• 1s. 7.~u

Id .

hl.

Ili .

S:tpvli.

lrl.

Id:

Id.

lrl.

Id.

1<1.

Id.

Roma

.

. ~3. i.'J I ~

!ti.

1•1.

Id.

Id ..

.

• 29. 7.911

1•1.

l rl.

Id.

Palermo

. u. 7.91i

Id.

.

LA ll REA

So t t<>t euen te

. • ':!!'. 7.\llt

. 7. 8.91:'!

[,1.

lp.

2S.IU13 Na(Joli

1•1.

hl.

5. 3.Yi' Rornn

Ili.

Id.

!B. 1':1.91:1 P:tlermo . . 29.U.913

Id.

Id.

!6. 1.913 Torino •

Id.

lol.

1·1.

• 10. i .913

. . 16. 7.91~

Genova

• 16. 7.919

. '!l. i .913

. . 18. 7.9 1'.!

l rl.

lrl.

i8.11.91:J Nai>OII •

1<1.

lol.

16. l.913 Catania

Id.

Id.

Id. Id.

hl.

• '!::>. 7.913

Torino .

• IO. i .9n

Id.

i8.1U13 Nap1.11.

• I O. 7.913

Id

16. t 913 Catania

. . 19. 'i.!lf2

Irl.

Id.

I O. 3.91~ :'In poli •

8. 7.911

l .t.

io!.

!8.1'-913

.

. !8. 7.!•13

1<1.

1·1.

16.11.913 8() fogn a

lo.

hl

30 11.!113 Ron1a .

1<1.

Id.

il!. li 913 Turino •

lrl.

.

r.. 7.913 • i O. i.913

. • u . 7.913


>

·;:;

l UOGO 01 ~ASCITA

c

DATA

CASATO E NOME

di

DECORAZIONI E CAMPAGNE

na.i cila

POSIZIONE

da l n. aa15 al o. ••• · c

CattiratUnl (Siracusa). •

t 7. 4.87

~acc.traro PiUJ>po,

c

Roma

! Mt.87

Ma.o~sl

r

lrslttn (Potettz• >. • • •

c

Rec:~na ll

c

Sa mttg heo (Orhta tt~)

•

.

c

•

•

. . .

Cen i~ (Fcrrnra) .

• • •

.

f'..av. llm berw l (13)••

. . t alt•. •

Bmìllo.

3. u.!lO Coniglìo Nicola.

4 Id.

13. t.86 Giorgi Gi &I'!JIO • • • • • •

AaptU f n{er. •

!9. 5.AA Mura StJit•ntcwe ~. • • • •

Osp. Cagliari • • .

P rope rzl A-ancetco

c Ffi;watto Mngllio re (Caserta) . c

O. fij, ~

. • •

!7. 7.88 Magliu lo Al{nn~o • • Il . 9 1>7 Comelll Urli/l'l'lo.

t8 arL .

•

Osp. Genova

• •

. . . . . Id. Ral'enna • • •

c S. Qutrko d'Orcia (Sletta} •

!0. O88 Rianrhitti GitU•'J>pt O, O • •

c Nkv tera (C:• lanzaro) . •

11. ! 88 Campettni Ct·i&lo{01'0 o . .

. c Girgt'uti. • c Rorrn di Noto (Calanzar<•).

t8 l.tiii Polinl Antonio . • • •

c

Sr-a ll'a (Co<cnza)

9.H .8~ · Rorca ,lfìrhele.

c

Catania .

i5 IO li9 Mlrtolla Cnl'Mtlo . •

Id. SaYtgliano •

c

Pozzuoli !N a poli)

r.. 5 89 Circmr.• Elisro

ld. Brescia.

c

Ourazza110 IBeuev~nl u) . •

'!1 . 8.83 Tdes~ Vtnct>~.::••·

c

Bltchlr•na (Arezzo) •

tt

9.~0

c Terracina (Roma) .

~i.

8.8R Gonzalc• A l{1·~d11 ,

r

. ,

C;~slel Morrone tCu~rrta}

t t0. ~6

•

.

! art. !ort. (rosta) ! Id . ••

• •

.... . . .

4 H. O<p. A1 es~and rL1 • •

• • • •

•

19 art. c.1 mp.•

•

S !.SG Ct(lecl'la tro 8/lort. O

c Cnltla rvl:, Olar~rata) .

. .

A dlsp. mfn. col (U bla) .

Sacco 1/Ma!'in.

Ferri r.utdo

•

Osp. PL1cenza •

Piacenza l•!. •

• •

Id. Milano

n. l 88 Grin PilipJIO .

l bers.

• . • • •

• • • • • • .

c

Isola rlcl Gr3n Sa<~o tTer••mo)

IO 8.S6 T~ttonl Fil mo •

7 alp. . .

r

Coll,•torro (Ca nwor.asso)

!9, 3.~~ ~tastrantoniu l'cnrtnzo .

Osp. Mes:;lna • • • .

c

~l

5 IO.S!l Chimenti Fc>·r dinando • • • •

A disp. min. col. (libl•l. ,

c

Pont remoli (\la~sa Ca rrara)

i!. 6.84

Sal'ini Guolfdmo..

8 alpin i

r

Fraltamnggl(lrn (X;qloll)

17. 1.8'

fle7.zullo Luioi . • •

Osp. Padova

utepuirlano

.

• . . .

• • • .

ti. !.$'1 ChlìPI'II n eualo. o

Id. Alessandr la

!S. 3.1!~ VP?.zlni Santu,' O

111. Padova .

Momhello l . lJ. IC:um c)

9 6 Si Gasrarinl r.ftdlu •

A di~. min. col . (Lll>lll.

r

Vir;o Garj!ano (l'o)!gia)

30. t.M6 MastromatlP.O ,lflchel e

Osp. Verona.

l'

:'. Vito al Ta!(llamrnro .

17. S.!lS StutTeri .lfM·to, O .

t atp. . .

r

ltanchlria ( l.et'r• ) •

18. t.89 Preite C.-•u·e.

c

Firenze • .

c

S. Giovanni la Purlln (C:ataula) :!0. 6.~i C.1ntone F nmcesco

.

.

20. 3 8S Morelli .~fa l'io

• •

• • •

. . .

. . . O; p. Verona. . . . . 4 (ti.

•

.,

5 art. rort (oos ta e rort.'.


57

IIIDlOl ·

ANZ I A~ITA'

YARI ti~JONI

LAUREA

!'ottor apitano •

dm·anle l 'a·n no

Te-

oeote

In

ten~nte

-

(rompi e-

medicina e chirurgia

m•·nto)

. l

. • !5. 7

16. t .?!G 30'. lì.914 1i6. l 913 Catania Il Id. Id. !8 19913 Roma

"·

Id.

Id. Id.

r.r .

Id.

!t1.

Id.

Id.

hl.

.

!O. Il 916 29. !.911

• 1"- 7.913

. . IO. 7.913

Napoli .

. • 21 7.913 . . • 30. &.913 . . . . .' Roma .

c~g lk1 ri

- • 23 .7.913 l

20. 7.916 H. ! .915 '!8.1:1 913 N:I!)Oii. Il. A.

Id.

Id.

Id.

lf1.

Id.

Id.

Id.

Id.

J(J.

Id.

Id.

Id.

. 2. 7. 913 Sttna . . . 5. 7 .~ 1 3 1 28. 5 tG. !i 913 Napoli . . . 9. S.911 ! • 15. i.9' 1 Id. . l. Id . . Id. .• i8. 7.91 3 ''l Id. . 6. 6 9H D•Jlogna . l. 7.91 3 :

l d.

Id.

!8 . !Uil&

N~tpoli

lrl .

!ti.

IO 8 !HO

l tl.

lrl .

hl.

6. 6.914 Firenze

Id.

Il!.

!8. 5.91.1 Roma

Id.

lrf .

:1.(0.913 Napoli •

Id.

l rl.

6. 6.9U Firenze

. . 7. 7.91 3

Id .

Id.

21. 5.913 Roma

. . 2~. 7.91 2

Id.

!d .

6. 5.9U Na poli •

In.

lrl.

l!S. 5.91& Sienn

1!1.

Id .

IO. 8.90!1

'"·

lo!

t,q :..9 H Ka pr.li.

!ti

6. 6.91'>

1•1.

2~ .

Jr(.

(.l.

'

. .

.

1rr.

' '

l.

!8. 9 912 Bologna . 91~

4.91~

!S . tt.9l~

5. ~-913

•

. 26. i'.91)9 l

.

. • IO. 7.913 : • 16. 7.913

. • t (l . 7.912 •

..

P~ rma

(jeno v.~

.

. H. 7.9 1 ~ ' 5. 7.9 1 ~ 10. 7.9(1R • 2~. i .91:1

. . u. 7 .9l3

.l il -

Id .

ltl.

P:n i a

. • 18. 7.911 . • Hl . 7.913 ;

Id.

. l.t.

l. 4 .91:!

Bologna

. 16. 7.911

Id.

Ici.

17. 6.911

Id.

. !. 7.913 '

Id.

Id.

!8. 5.91\

Id.

Ici.

hl.

!8.1!.91 3 Flreme

(cf.

lrh

l. 7.91 ~ C.1tani:l

Id.

.

.9 1 ~

!'t.91~

Id.

.

L i' .!lt3

. . 1. 7.913 'l

.

. Il!. 7.9U i


DATA LUOr.O Il l l\A5CIT A

di na;;eola

CASATO E NO~! E

POSIZI ONE

UECU I\AZ IO~I E CHIPAGNE

--~--------------------7-----~--------------------------~------------------ ,

olal n . S8@1 al n SDB .

r

Fl ro·nzc .

14. 6.87 Tat·chi l'irgilio .

2 a lv . • • • • • •

c

Tra •o (l'oacenr.~ ) • •

l. IO.~i

7 Id.

c

llammoln < lle~l\io CJ !a!.rl•)

2G. IIl1!7 AfW•llno Vl11 rm zo

R. truppe C.QI. ~. rol r~:• • ,

r

lloma

21. l .Xft .\l~silll P aolillCJ, C;, @ .

ln rer. preslrl. FO;t@L1

c

llmlla•li [Catattt:oro)

IO. t ll.l\9 l.aZZ<Iro Fnmc<l$CO Antoui n • •

7 ari. eamp.

. r

Sa\ lauo (Mia) TOrotiO

•

~. u~~

P tlllr:tzzi At'l'tt/O • •

l;ar ba;ml l;iuseppe

o.

11 rant .

7. J.l!i llas$1 l 'go .

A ài4p. min. col . lLI\tl.o)

14. &.911 Ca iro (;ar/11110

r

Summaliuo (Calt;uois<P l ta) .

HU I.S.i \'entl ra Salvall)l'e . •

r

Castellnmmare (.331ernol

15 IO.Sli IJe LPo Sa lvatore . • fla~glull

/d:

•

id.

•

•

•

id..

•

•

(itl.1 •

Aspclt. i tl(fr. • • , •

. . . . . Usp, suec. Manto l'a . .

(.at·lo

6 art. camp.

• • •

27. IO Si Montei••OfiO Viucm: o

Il art. cam p.

ILI :! 88 Cal1anl Ftderico

Osp. Verona. .

!Sir;~cusa),

9 r. ~!l Jlaolla Gio•·•m>•t.

15 a rt, ea mp. • • • • •

(Cnstellluntu G.).

2fi 5.87 Nitrini Pello•ur llt•J

Ilari •

• .

,. S. Cro•·e Csmerlua l' a~ ll ::ioltu

~Il. Hl l!:l

Qua re hl11 l

• • •

13. 9.lSi Mnnfr···ll Al{red.o •

C:!Jdogno (MiJarol))

~·e rr<o ra (Il.

0S(J. Nùlaro . .

16 Id.

•

h l.

•

• • •

. . . . Id. Alessandria. •

l h'o Equ•·n~e (NaJ•uli)

:111. G89 IJu!Jhlo•l h'mtlw • •

c

:). l' Ilo llo111a11o.

30.10 sr, Ca Jo:liJ!la Arnaldo . • • • • • • •

Osp. Piacenza • • •

r

Av ellluo

19. 7.1li Barra Au gusto @ .

4 alp. . . .

,.

Ro;i~uano t \ lo•ssa 11droa).

~0. l.l!:i

Sarzano L 1u ai. o. Q

Osp. Verona . • .

Bari

U. l Sii

Pe p~

1/a{(aello .

Id. soeo. Man tova

•

r

Tauo a:-1 (\V ell h tO) .

r

•

.. .

18. fl.Si S:111 toli Posqt~nlmu @

Id. Padova.

M..uro!alo• (Palerm o)

6 . 1 ~t.S7

Id . B1-c&~L'l • • ,

c

l":o pull

t . l.88 Stefauell i S rvt>·o @ .

Id. Verona • • • •

r.

Sa Vi:OIIIJ (Nola )

:so. 6 b9 De Risi AniOn i O!n

Id. Ra venna

e

Mllle>lmo (f>arlo ,·a)

I G. 9.So; GL'lcosa /,'u cltde.

Id. Vene1i.1 , • • •

e

Trapnnl. • •

H. H Si Mlo'ell A nloni 1w @.

•

, .

c G.olllrcloiu (Pot eu1.a)

Dl Salvo fjiuSiJipd~ . •

.

.

Id. Udine • • . • ..

t. 1.8i Flore Mot·ao

l nrer. pres. Creml)u t

31 t ll.l!ì

lle ii'Òiio Angelo @

Osp. Udine • • • .

U 7.76

~ P ls UII i AlbCI·to

r

llt,;co•gth• (O Hl)

t'

Tornmo

c

ArPrra (Ca~e rla) .

8. & ~ l LUI oli An l utl i O. , • • • • •

17 ran t.

P:l.\la. •

19. 5.1H Vcncroni Ca r lo, O . O , rtl , . . .

9 id.

. .

•

.

. .

..

+.

H bers • • •

••

l

.

•


:DIOl

Al\ZIANITÀ

VAiliAZIONI

SellO·

dura nte l' anno

Capila IlO

Ten e u te

.

ten• n l~>

-

lr om t•lemeni v)

LAUIIEA in m c.liriun e rhi rur:,:ìa

20 . 7.~1 & "· l 91 j ~ 5914 Firenze Il. A

6.{0,916 20.10 914 IO. 3 91'!

. ~~~- 9.913

lrt .

" · 7.911

Id.

. . 2~ . 7.913 i l. G.9H Roma • . • 17. 7.9 1 ~

Id.

hl.

6. G . 9 1 ~ Kapoli.

• H . 7.913

Id.

l ·L

'!8. s 914 Torino .

• :!9.1f.91 3

ltl.

l Il.

Id.

Id.

Id.

7. 6.9H Oolo:mn

1!1.

Jrl.

i2. 6 (}U

Id.

• ( 6.12.913

lrl

lrl.

{fo. 9.913 Roma

. u. 7.91 ~

fd.

Id

Id.

Id.

l< l.

Id.

. • :!8. 7.9U t! . 5 913 Modena . • IO. 5.912 iS. 5.911 • . . i J. i .913

hl.

l rl.

t . 4 9U RO!I•a . . . ::lO. i .913

ICI.

Id.

!8. 5.9U

Id.

1•1.

28. !.911 Pi:ia .

l rl .

4. 3 917 14. i.91r· 17. 6.911 !'ìapoli •

1!(.

.

•

. .

NatJOii •

. . 28. 7.9( 3

. . 5. 7.913

6. 6.91.! !'ìapoli.

\l:ap~Jil

BoiOl!ll~

. . 4. 7.919

.

. 23 .U.913

18. 3.915

6. 6.911 N;1po li •

. 23. 7.913

Id.

lrl.

t. 5 913 R"rna

1(].

Id

6. 6.9ll i'ia poli •

Id.

Id.

t. 4.91! Modeua

lrl.

hl .

!8. 5.9U Napo li.

Id.

hl.

G. 6 911

Id.

Id.

9. 6.913 Palermo

. . ( 3. 7.912

Id.

Id.

l . 5 913 1'\apoli •

• 13. 8.91:!

Id.

Id.

6. 69 U

.

. ~s. 7.9 t 3

Id.

Id.

lrt.

.. . !O.IM 13

.

7. 7.911 • 29.!().913

. . . 19.

7.91~

Id.

{. 5 913 Toriuo.

Id.

. • 29.11.9lt Id. 6. 6 91! Ool:>guu . 8. j .~13 . Id. -:18. 5.91& Napoli. . . :!8. 8.9! 3

Id.

Id .

L 6 913

Id.

l

H. A .

Rom~

!.1'! .91!

Id.

3U!.91t i~. 1.90' Bologna

• tO.t i.903

Id.

\1.10. 913 27. 6.907 Napoli.

3. 8.!106

Id.

tt .lt.91»

t . .I.I)H Pavi;J

. 'rl . 7 908


60

(Stgue) CAPirA

.= ::: ·;:;

DATA

~

5

l

l

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAMPAGNE

nascita

cn

'

CASA TO E NOME

dr

Ll'OGO 01 i'iASCI T.\

tlal n. :ae• al n

' •

'

:aa•.

. . . . 49 !ant. . . . . . 1i Russo Domenico, (!;) • . t. . 85 Id. . . . . . . c P:lterw) (C;rtanL'\) 1Cunepn Romolo . • • . . . . ti lrl . . . .. . .. a Varzi Cl'avla)'. . . . . c nern:tloh . . 4. G.86 (;allttel ll Do menico, (!;) • . . . . 48 Id . . . . . . . . Ut.83 Fllma GC11srppe, O. . . . . . . . 4 a lp. . . ... c C:lr:rgllO . c Napoli . . 8. 3.811Tedeschi Bdmondfl • • . . . F. 'l· i11{tr. (com. l ber•. c flarlct t:\, . . . . . . 4. (!;) . . 69 Cani. . . . . . . Ll.k'\ldi Erc(Jlt, O, @ . . . . U bers. . . . . . c llusto Ar>i'-iO (lllilano\ . . . c

Nole ('('orino).

. .

.

. l. 6 8~

f'.<r~tas:rwrt Giorgio, (!;)

•

8.8~

.l •

~4. 3.8~!

(Potem~'\)

1

(CUD C(•)

1.8~! Ulltta~lin Gii!Occhi >~f),

1 lo.lO.S~

c Mnn reale (P:~ termo) .

l

l 15. 8.86• Epif"nio Guo.<tJlpe • • •

. . 113. 5.841 C.:.'l:ialis Giou. Pielnl. (!;). . . . . . . . . l 6. 6 88 Att ili So•·dl'llo O l

c CarrnaJ:"nola ('l'orino) . c

Rvm•.

. . . . .

. .

R. lrU I\('IC col. Soma ha (Il dilp )

. 73 rant. .

. 93 Id. . . . ti ltl. . .

... . . . . •

. . . u. 7.86 Ar~::miJ1 i 'fwfolo, O .@. . . • .. . . . . . 3. 4.84 Car ilC Ili tll(ndo, o. o. Cav. Fog~:la (Il ) . . . . i bers. . . . . . c Romn. . . . . . . . : 13. 8 .8~ II'A•a ck .Il{• ed 45 !:tnt. c r:.'\s telsarolo <S.u~~ri) . . . : !~. 61!7 llaJnr.to Ettnre, (!;). . . . . .. .. ' l\'a poli . . . . . i i5. 4.89 Fclsan i GirLCh•lo . . . 39 lcl . . . • !0.10.86 Caselli Cado, @ . . . . . l50 Id. . . . . . . a Pru!f<r rolo IAIC<S~ nolri:l). . . . Il l•ers. . . . . . . . c C:or:r t o (Ilari) . s. 9.8r. (;.'lP3110 I{J1111;;,io, @ t. I0.-7 l':l.~quali Rrmi!JiO. @. . . c flictl (l'eru~ia) . . . tld. . . . . l . . 7 r::w t. . e 1'\a(•Uii . . . . . l i~. 3.il6 Mcrli.Jlll r cr(l.@ . . . . . 6 hers. . . t 8. 8.86 Lio~ ,.,.~ . 1••oetrr, @ . . . c \'Il torL1 (~ir~•rrisa) . (r.1tanla) c . 14. I.Si:l Scudrrl Gw<et•P( . . . . . C:av. Palermo (30) . . . . . . . ~ raot. . . . . . . . c S. t:rL.;lina (Re~:~io Cala!Jria) . t8. 1~.Sj Gala Ili IJirtso•ppe . /,ui{Ji . . . . ~:'\\'mra . . . 7. 8.89 90 ìrJ. .. . . . . . 4:l Id. . . . . . . . . . . . :!3. t 88 Malo·rha L uirtl . . . . r. Grn"'':l . . . c 1:1<Siw> (f:a<criJJ ) . . . • J l8. 3.1\9 del Poco OliMitlo . . . . . . . ! id. . . . . (Ca,ert;l) . . . . . C,.'l'' · Treviso (!8). . c . 'il. 9.88 R:tfTonr Al{,usn. . . H .11.81' Ca\'allo li"gt11io, @ . . . . { 6 k'\Ot. . . . r. Trentinara ( ~:tlerrw) . . u Il. . . . . . l ~il . t 88 (; nara'df Cnrl!l, O · . . . c Finrde E;nill.'\ ()lnlf••u:•) • (l(l,fCllo L ui!fl . (r.1<P• l:t) . . . 74 id . • . . . c .. l . . . . l t.U.81! Troneonf Ti tn . . . . . . c Sor:• (C:r<• rt..') LOj:. ali . CRrah. . . . Volt•ini Frauc~sco . . . . . . R. trUJlpe col. ErJtrell. c l'urto n cc:rnalf (Mnrrl;lla) . . l 9. . . . . . . SII. !t.~ Oompk'lnl Robtri(J. . . . . . c Hnma. s bers. .. .

.. .

.

l)

~

·l • l

Alli~tera~ulo

F~rro

~

l

~l:u1claiMI

~•Ira

1.1 !.8~

5.~/l


IDIOI

6{

ANZIANITÀ

VARIAZIONI

durattle l'anno

LAliRI':A

Sotto·

Capi-

tano

Tenente

In

te ncote -

medi in<l. e chlrurgL)

(rom pie· mento)

----·--------------------~ · --------------~------~----~----~---------------

\ , 3.917 II . U .915

t. 4.\ll! To rino. . • 13. 7.910

Id.

Id.

Id.

Id.

11. 3.913 Ici.

Id .

Id.

U0.913 Id. • •

Id.

lrl.

'l'orino.

Id.

Id.

Id.

Jd.

t8. 6.915 !'laroU

Id.

Id.

15. 1!.915 • • , •

Id.

• Id,

30. 5.91 5 , • •

'•

Id.

ld.

11. 5.911 Modena

:J.I'-910

Id.

Id.

10.11.910 .

Id .

Id.

t i . 1.912 • •

Id .

Id.

Id.

Id.

Id ·

hl.

15.12.91\! Sassari.

Id.

Itl.

16. 1.913 ~·aroll . . . n.t'!.!H~

Id.

Id.

Id.

Modena • • 4.10.91'!

lrl.

Id.

Id.

r<apoll. • . 1!1. 8.91':!

Id.

!d.

Id.

Boma • • • '.!.I':!.!H':!

Id.

Id.

t 6. i-913

Tcl. • • • 211.11 m

Id.

111.

20. 3.913 Catania

Id.

Id.

8. 5.413 • • •

Id.

Id.

ti.! J.9t3 •

Id .

Id.

28. l'M I3 Genova .

Id.

Id.

1!1.

Id. •

. u. i 91:1

Id.

Id.

Id.

Roma.

• 30.12.913

Id.

Id.

111.

l"a••ol l. ; . 21. ;.943

Id .

Id. .

Id.

Id.

Id.

Id.

Bologna .

4. 7.913

1<1.

.

.

..

Id,

Id.

Napoli

. (!. 8.910

. . ~o. 1.911 • :14 •.7.\11 l

•

3.1!.9~

.

Id. Roma

Id.

.

. !3. i.9f~

t . 7.91\!

. 18. l Ulli!

, • . :!2. 7.YIJ

...

[d.

' Id.

6. 8.914 NaooH

Id.

Id .

3. 9.91\ nologna . • ts. 7.!114

Id;

Id.

Co. 4.9H

• . 11. 1 913


(&quel o~

l

....

--

O\ L\

l l'()G•J 01 i'~~l.lrA

rJI

CASATO E NOli& POSJZ IONE

Ot<:CORAZI O~I E CAMPAGNE

nasr lt.:J

7.

dal n. s;as al o. :ae•

l

.

. . . . . 1:i. 5.37 111 l"clla Aicro/a • . . . . . . . . 79 fant.. .. . c 0 IIIUl tl!'ll (.'lt~lara) . . l 9. :J.I<lj l ; ottaneo c......ppt . . . . . . :13 id. . . . . . . . r . . . . . Ili. 3.37 La Torre Maria Paolo . . . . ...; .. ' hl . e Grt>j •p••llu l,olm ll (I'.II'L>) . . r.. ~.!1( 1 C.l,luldi Ou1d0 . . . . . . 68 ift . . . . . . . . . I l. l .lS~ Campo F1·uncfltO • . . e ru.sa (~lt>)'lm> . . . . . 81 id. ... . .. c ~3J•h ll . . . . . . . . . IS. U.YI P•rraro A r 111ani1o. . . . . 3~ Id. . . . . . . 30. 1.911 Raspl Mario, Ci) . . c ~a,.uu . . . . . . . • 6 Id•• . . . • . :hl. 3.lj'l llamoioo Pau/o . . . . . 89 Id. . . . . . . f c UnPXIia. (i'oorl" ,\ i turi •ili) . t . . . 7.11.1!8 ~llog:~rl Fa ..·ento .neolò, o. o . . Lane. Flren~e (9). . . t.allilll CMt··'''"''l . r

.-~,~~~ ... n

(l;hl~ll)

.

.

. . . . . . 88 fant. . . . . . c Ar• luai•Jfllla la (t:asrrta) • . 11. t O.ll'l l'astore Franeuco. . . . . . . . C w. Catama {1!) . ,. S. llt·1110 (P.,rlo li . !8. Gmssi . . . • . • . Al/'llt . in(t r. . . . . . . . '· 1.89 l.aulpl$ B.loardo . . . . . . . La uc Aostl} (6) . . c SJulun (t.:oo l!llaro) c lnferl•Jro (Salerno) • . 17. !)'Al essandro . . . . 31 rant. . . • . ,. . . . . . . . 17. '.!.S!I llolllllliO oGiuuppe • . . . . . 18 id. . . . . . . r t u.a <• i. 9.!!'1 V 1t.1 Ould•J . . . . . . . . . 9i Id. . • . . . . l'ireme . . . . . . . IO. l'onletti Carlo . c . . . . 86 Id. . . . . : e Gc•arl Siculo (l>alcnuo). . . lt.t0.$8 Slluutro . . . . . . 86 Id. . . . . . . . . . . 16. 7.8'1 Pl tane Carmtlo . . . . .. . l Id. . . . . . . r r Mestre (\'•·ne'L'\) . . . ! 5. U8 IJe Carli Gusta vo . . . • . . . A di• P· nun. col. (Li bia'. r llol(laii(J tna (Coscm..a). . 3.11.8\f l'rlnc>l>at o Rol,erlo . . . . . 63 fant. . . . . . . r !Jalzol:t . t\1,11 lt8 Pezzana L1tlill . . . . . • 4 bf>rs. . . . . c S1 :t•·.-a(oruu . . . :!:t. 9.(W\ Barone Giovanni . . . . . . 75 faol. . . . . . . r l'<'riii!L'l • . . . . . . u. i.bll Gater>ol . . . . . 5I id. . . . . . . c Aer:t•IL'l (AH'illll!l) . . . . :IO.Itl.b9 Clccarrlll Domtnk:o . . . . 6S id• .• . c . . . . . . . . . 18.10.!!9 Pro1 era Oiova1111i • . . . . . . . dirp. min. co L (UW . . . . 7. 9.!!8 C1lurz1 Oli or ino . . . . . . . 88 fant. • . • . . . c l'ccclull (I'!Sn) . . . . . . . 31. 3.89 Prosdocimo Bmo . • . . . La ne. Novl\m • .. c . . . . c l 'al rrmo . . . IO. 3.91 Cuseoza Gaspat·e . . . . . . . Lane. Maut.ova (13) • . . c Plstl•·r l (l'ul <'nza) . . ts. 1.69 Stllettl .lliehtle . . . . . . . IO ber6. . . . • e Oçaola CAIC$5.UlllrL1) . . . . ; • 9.119 Cortella FratiCtsco o. o . . . . . S7 faot. . . . . . . c M•Jntes (Poteo7a) . . 21. 3.90 Casella Benectl/lo • . . . . . . .... • 8 Id. c Rl1 alt.-1. llurmlun (AicssanurL'\) IG. 8.90 Bruol Angt/o, . . . . • • . • . 38 hl. . . . . . . l c

lltrlmra11u ( Vtrl'ula) •

..

IUTIIÌO)

~•Jr(•ra

3. ;.8·• lllasoh [h,IJerlo, O

~.9 1

Leon~u·do

flt~ffuelr

~.~19

~d.oo•ll,.

l

~•ll:oul,.!'llil).

9.d~>

'~usc>ollo

GLlrro· (1~1L'l!lia).

(;'~"

(.~i t'''·"ll1''~11.

t Sir.tCII~I)

P~dtt·~c

.~

(~)

n~tlluso

l


63

•

l ICI

Ai'ZIANITA

I'ARIAZIONI

~l LO·

'

Canita nu

dura11te l'mmn

'l'e-

uento

tcn nlè

-

(ro m nloo•enLO)

1..\UHEA In m e•li rìna e chlruq;ia

. .

4. 3.917 H .l t.9t :; 17. 9.914 IJologna

. .

.

.

)cl,

.." . . .. .

1<1.

Id.

l'.lvla

7. 7.914

Id.

Id.

Palermo

l!1.

hl.

Id.

Kat•Oil.

lrl.

Id.

Id.

Sren<L

Ici.

Id.

Id.

Gcno,·a

Id.

Id·

hl .

P:tl enno • . Il. 7.914

le!.

)d.

lri.

.. .

.

Id.

lrl.

Id .

Napull.

. · :10. 7.9U

Id.

1.14.914

G~OO'I':l

. u. 7.914

Id.

111.

Ici.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id •.

Id.

l cl.

Id .

l rl.

. . ' · 7.914 Napoli . . 2:i. 7.9 " ... ... . Galania .

Id.

Id

Id.

Fi renze

8. i .914

Id.

l ti.

Id ·

P:llermo

. IO. 7.!H4

Id .

lrl.

l rl.

C.."llanla •

.

Id.

Id .

lrl.

Pado"a

Id.

l ti.

Ici.

f'( a!lOli.

Id .

Id.

111.

.. . . .

Id.

Id .

Id .

Napo!l.

• ~~- 7 .911

Id .

le}.

Id.

Bologna

. 7. 7.911

Id.

Id.

Id.

f'(apoU.

. . f. 8.!114

Id .

.

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

... .• . 5. ILI. Siena. . ..• ...

Id•

Id.

)(1.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

Id.

.... 1"\!.li'Oli , . • ;l3,l2.9i4 7.914 Genova. .

Id.

Id.

Ici,

Bolog na •

Id.

Id.

Id.

Tor ino.

lrl

1<1 .

{.10.\1 1;1

Id.

Id.

Id.

' Id .

~9. U

.

.

.

3. 7.01\

t7

. .

. .

.

. . 23. UH

. . l. 8.916 S. i.~H

. . 17. 7.911

Bo!o~oa

.

7. 7.914

. 6 . 8.!114

i.?H

Id .

PaiCriiTIO

• :?'].

. 6. 7.914

. • !5. 7.!H4


(Segue) oun ,,

•

DATA O .SATO E NOME

di O.'\Sf it1

POSIZIONE

DKCORAZIONI E CA.HPAGNF.

ria i 11. :seta a l n. aes. C~ v. Umberto l (i3 ).

9. 5.SS Narofl Git18eppe • ' •

c ('

!lo. Ui;lgiu l'latnni (Gi r~CIIIi) • 29. ~.S:• Gnaruacrio filt·oL11mo.

c

l~cltilr lla ( Po!!•zi~ l .

•

5 f~<nt.

8. '.!.SS rle Cata Domenico. O •

84 Id.

r..so Sperap~ni Blpldio • • •

!7 id.

c

~~.

c

H . 3.1:!1! Misiann Auloni110.

~o id.

•

e

Scrrarlifulro (C:altani<settal

20.1 1\.88 Prizzi Vntmtino

76 id.

c

~f:lrcin uise IC.'\scrt.a) •

1 ~. 5.~

Ca•·· I)Jacen za (18)

C.~s•ii!lhoiW Messer

l i. 'l!.SS ~l osrheltl GiOilllntli • • •

llalmùlllh)

Gr;tuso A lberto •

(TCI~11111)).

• • •

• •

5 tanl.

l

4. G.!!~ Snhalini A rluro O

40 Id.

:u. i.$!1 Zannìnl Luigi .

58 Id.

c Spiuea (\'enczia).

~1. 9.~1J

I O id. • • •

c TrillO (~ ova ra)

l i. I.F:• Perano Gio•·· 8 atli51n • • •

n. truppe colon. Krilrea

~~ .lt.S;

Fonzone l.oretiZO

Si rant.. • • •

s~rtorio

56 id.

r

c:lro (C'lta.nza r n)

.. .

r

.

!:karpli E11rtco • • • • • • • • •

c

P:ulo•·a . • •

l (i. !1.88

,.

•:•Jllct.orto (Caiii[Juha~so).

ii . !!.S!l llP Bern:o rdo Fl'/utce.•co Antonio.

Lane. ViLI.' Em3D. Il (IO) .

c

R<'~sa n o (G•JSBillU)

17. r..tii Graziani Fraflccaco

8f . rant. • • •

llitrmtù (B.m )

Ili. :!.!!7 MO!I IJ!(OO Oo mmicO, 0 • • • •

!4 id. . . .

~~ ~l e cr.rnova)

10. 8.88 ~lantero l.ore~t :O

5 io(,

12. lo.S!• Man nv p ,,,quale •

Cav. Padova (t Il • .

c:

,. s. Vìlo t:hiclino (Ciolet•l • . . . -.

,.

r.iaruè . •

• •

..

17. t.Sl:l Scorcia Giusrppt •

:1. 2.AA Fnruffinì Antonio •

Cav. Caserta ( m • • . • .

J. •, .89 Snllzer Eltore, Cl .

c

Cav. Vicenza (!4 ) 26 raot.

. • •

'28 . I.:H) J'lart.eri Ortuv io. •

Aspell. ln ftt·. .

l ~ISliJ(Iion tiC! L:& ~O ( Por11 ;da).

8. 8.!11 llian··hini .l rrWo

70 rant. • • • •

c

l'Mino • •

•

15. 3.87 7.tll:r helU HriOai'(JO

67 irt . •

c·

~IHntc\'er.ta

(Avellino)

c

l ll'ltL ( {~il Lantsset ta) •

l'

r

•

.

11. 6.8; n•iceltetu Ft•clr.l'iro, O

C.1 tanzaro .

18. !).~7 ()e Paris Augmln ·.

Hl art. cam p. • • •

Furcr.r hio J CFJr·cnzc)

:!1. i.So; MNICCi 11tl!iO, C,

n. truppe col. EritreA

c

S•':IIIZIJ (Bt·rg.LOlO) • ,

f

Lii'OrDO

1. S..R>

,.

Moml•'lècme di Ori ie!Al (l'eru:.:n).

12.1 2.SS St: •·crl J>()mpeo • • •

f

c

! bPrs. • • • • .

.

(aÌ$p. m in. col.).

. . • 16. :!.SA ~ P<&rigl Ellore • • • •

.. . .

Ca•;• elci Thwul (S;\Icrno) . •

~ al

w Poi Pse Nello. • • .

..

n.•

40 rao t.

.

'.

Cav. Alessruw m

l r.. 8.8~ Ferra t· l l '1111, O •

~ bers.

!1. 9.S9 Sals:Ulo Gflflano, O • . •

34 nrt. camp. •

eu .

. . . . . • . •


65

li Cl

ASZI ,\.N ITÀ

VA Rf,IZIONI cari·

dura11te l'anno

tanv

Te· n ente

LAUREA In medicin.'\ e chir urgla

SottO· tenente

-

(compiemento)

o

!Y. 4.917 t~ .H .915

.

l.l0.914

Id.

Id.

Id.

ltl.

Id.

Id.

o

o

.

o

Paleru•(l • . 31. 7.914

.

.

l'apoll.

• l &. 7.914

o

.

l

.

.

.

Id.

Id.

lo1.

Id .

Id.

1(1.

:d.

Id.

Id.

Id.

I d.

((1.

Id.

Id.

Id .

. • :ea. 7.914 Siena . . 8. 7.914

lr1.

Id.

Id.

Roma· .

Id.

Id.

Id.

.

Id.

Id.

Id.

B ologn:• .

Id .

Id.

Id •

Modena

Id.

Id.

Id.

.

Id.

Id.

Id.

Padova

Id.

Id.

Id.

Roma •

Id.

Id .

Id.

Id.

Id.

Id

Id.

. .

Id.

Id.

Id.

Genova

. . l7. 7.914

Id.

Id.

Id.

l'a poli.

. 15. 7•.914

Id.

Id.

Id.

Id.

.

. 4. 8 914

Id,

Id.

Id.

.Hod- na

. 8. 7.914

Id.

Id •.

Id.

G•nova

. . 27. 7.914

Id.

Id.

Id.

Napoli.

. . tt. 7.914

Id.

Id.

Id.

Flrenzf;

. . tG. 7.9H

Id.

Id.

Id.

Torino

. . 6. 7.914

Id.

1!1.

w.

Roma.

• l 9. 7.914

Id.

Id •

Id.

Napoli

. w. 7.914

Id.

Id.

Id.

.

{9 6.917 t~. 6.917

t. 5.916 Ul.9H

Id.

Id.

..

, _

llh

Id.

Id;

R'fi.Oii di an.sfattltti 1hl IOf'llO uattUorfa ml\11.\ are, uc.

S3. 7.g(4

4. 7.914 8. 1.9(4

o

.

~- 7.913

. "· 7.914

.

.~.

.

.

7.914

o

....

..

3. 3.91i Napoli

Id.

o

o

tS. 8.917 tt.tUl5 t.t0.9l4 Bologna . Id.

.

o

ti• i.9t8

.

. ...

. . ...

o

o

.

'


66

(Sfl/tlt) CA l'l T

IlA l'A

oli

LIJUGU DI ~ASCIT!

mscìla

CASATO E NOME

POSIZIO!'\E

OI!COIIAZIONI E CAMPAGNE

l

rla l n. 389 al n . .cat. • 21. S.Si Bonn; L-lll l CaP/Iruo. • • •

8 bers .•

P t•rol ltO rt>~rlo .

7!! f3Dt. •

c

C:L>telléliC (Torino)

:!S. !.Ili

c

Pisa . . . . .

G. ~.!IU Bla ndii ri//•wio

3 bers. . .

c

:-;,cas lro (Cat~tlli8J • •

'!5. tt .8~ Oè l"un1.lu Pt·au cesco.

R. tnlppo

c

Rulii G~rganico (Fo~t~ia) •

•1. t.ll9 Nlr..tera Fclirl'

R. truppe col. Eritrea.

c

Brlnoll~l

18. 3.~111 DI'Il e r.ro iiJoJ.(lic !;iovcmni. . • • •

68 raot. •

c

Nuto (Sir:v·usa) . • •

5.1:?.!1~

c

Monteca,tcllò (.~les.sa~~tlria) • 10. 3.\lH Pircolli HyidiCJ •

3 art. moot. • • • •

c

Hun :t

9. i.S~ Frll7.sr hc Rr11111o ••

29 art. camp . • •

r

Pvnte S. Pietro (Br·rg:unu) .

! 8.10.30 l:<ttl;lllCO Arltillt • •

Cav. Lucca. (1.6)

c

Oari

:!. 10.~9

c

S. Giuliano (Na Joull) •

c

•

•

•

.

•

•

•

• •

llo•it.t ni r~o o.

3 alp.

Bellomo Emoutlfle. o

. • • .

• • • • •

•

27 art. camp. • .

R. truppe col. Soma IL

1.12.Sl!

t art. C.'llllf'· ' • •

M.1 ll• lei ,1/onwizio

• • •

• '.!O.l2.Si l ~onopol"'s~o Fn;,rcesco . . .

Slt\( li:l nu (Piltenza).

I!:ritr~.

col.

.1 . ! , (){J Sarnt•lli Tv mmaso . • . . . . . •

9.U.:In

r

• • . •

W fant. • •

nu cesnrc Luig• • .

S. ~lana Capua VPiereiCa,erta) 30. 6.S8 Cenloro . Intonino

• •

33 a.rt. ramp ••

•

UHanl. • • • •

13. 7.87 r.ormauo Giuuppt.

6(j

13. 5 Sx Parli H Al(rtdo, O. • . • .

n. truppe col. S01mli

c Cap1ullor·i ( Lu rm) •

9. li.'Jtl Br rtnlm·rl (;ino.

1

c

Muttub. (l CfC C) •

li. 1.90 Mtlrl'a Vi "r''ll :o

Lal isaun (lltlill(')

t G. 4.89 llarinuini CIPmente

t. fa.nt.

C~StrOJ•l:.;n:uoO

13 3.89 Spagnunlo 1\'irulfl, o

7 art. camp.

4. L:!~ Giussani .!lario .

r.IS fan t.

r

c

(l :~fiiJlOlo:J~<O)

3t. 3.87

c c c

l Ca.«JII(t C:ho•rla )

,.

.

.

Jh.ma .

•

.

. . . .

Courl~l"rl (;iovmmi

P~ vla

c

C:acca•ane (C~ mpohasw)

c

Pal• r rno

• •

aJr.

.

. .

31 art. camp. • • •

•

• • •

.'

1. 3 id .

9.1 0.87 S··~111toh oi.. •·ruuJI . •

47 id.

19. 7.l)g Ft·unt:oli Giii•J

9 brrs. . . • .

• .

6, 8.91 Po'lll.l Ro'/111/tl •

!lO ran t.

:!~ . i.'-i

61 Id.

Bl'onrltc·rl 'f'rH{ìlo •

'.!4. :i .S\ ~ i(,• ut.i Oi!Ut]•ps

• • •

• l )

59 id 35 id .

. .

r

id.

3 :~rt. rn ""t. . • •

::~ .10.:-;

n; Ftlivpo \'i"'•'J'~''

\!8 rant.

. •

l

• • •

A dìJp. mitt. col. Il Il 1

,

~·


fl7

:\:'\ZI ,\ ~IT À

\'ARIAZI ONI

LAllREA

So ti•'"

d1.• nmle l 'arwfJ

Ciii l·

T<'-

ldOu

fl('l lt •·

in

ten ~nl e

-

(Cflll\I•IC·

mrd lrlna e ch iru rgt1

lll('lilU)

~3. lS.m 11.11.~1 ~

'

r

. . l !l.t l.!m

l'torino.

Id.

lrl .

!d.

~ 1 .12 .914

.

Ili.

Ici.

2~. 1.9!5

P :arma

Hl.

Id.

l"arr>ll .

)(J.

"'· h l.

Id.

)loden~

Id.

Id.

!cl .

B~~to;:na

hl.

'".

!l!.

Tor ino.

. t 9.tl .914

Id.

lil.

lrl.

1•1.

.

• t 0.11.9·1:i

hl.

''·

(() .

~ln•Jc.:na

.• IUI.914

ltl.

l cl .

Id.

.

• u .lt.9 1~

!d.

Id.

Id .

Xaptoli

l rl .

Id .

:!S. 1.915

.

!l).

(o).

31. t.!ln ~a)'c-11 .

Id.

lrJ .

!ti.

''· '"'

!8. 3.Y i r.

Jrl.

hl.

Id.

Id

Id.

hl.

l

.

)o) .

Id.

lo

.. .. .• •

1·1.

. '''·

.

1.10.911

,

ltl

.

.•

. 1 8 .t ~ . 9 H

. 14.t2.9U

. 4.1 1.914 . . . l. ;.9H

• u.I':!.!H5

14.11.915

.

.

. 30. 1.9!5

Il. 3.91:; :'l:q1ull

. . .

.. Firenze

·~·' :!.913

)(1.

l ').

Id.

!d.

l rl.

hl.

lol.

[().

l o).

Jrl .

lei.

Id.

. . 2-i. 7.91 l 1(1. llologna . . t. i .9t& . . !8. 3.915 ... . . . . . Il. 1.915 . Id. .. . Id. . .

l rl.

l'l .

!5. 1.91;;

Id.

Id .

l•f.

lrl.

1!1.

9. :; .!)13

[f) .

Id.

13. i.91 ~ Pal'la •

!cl.

Id.

13. 5.915

Id.

!(1.

~ .~,.~

) ().

lo l.

. 17. . . .. . . . 16 9.91,; . .

l rf.

l rt.

t 9. 2.90:1 PJ~a

18. 3 .9 1 ~

R!JOI:.:t •

.

.

.

.

. 3. 7.0 11

.

!6. 7.903


(Sf'gue) CAPITA '

"'>

l

DATA

u

s

CASATO E NO" E

,n

LUOGO DI NASCITA

nas cita

.!! :n

.

l

.

P OSIZIOr\E

DECORAZIONI K CAMPAGNK

l

dal o . .aa• al n. •••·

-

l

. . !15.1!.86 G•~•s$Jl f ilippo . . . . . . 47faot. . . . . . . . . . 3 id. . . . . . . .. '· t .S.; Franrhin.a (;lUI OliO . . . ;)4 id. . . . . . . 85 Majonl Enrico O . . . . . . c No••nra . . t8. U7 ~llssonl lgll azio O· . . . . . R . troppe col . Eritrea • e Th·ol! (Roma) c . . . . . . . 19. 9.86 Quelrolo El'flt•l o, o . . . . . . . Ufant. . . . . . . . . . . &3 id. . . . . . . . . . !7.11.88 Oogl h Luigi. c . . . . . . . . . R. troppe col. Eri trea . . 13. 9,88 Tenenti J!JliOniO . c Luino (Curno) Il. t .86 Cillnbrero Ca?· lo Luigi ... 33 raot. . . . . . . c . .. . . Cav. GOide (19) . Sn lamano GfOCOntiÌ • . . . . c . . . . .. 14 fant.• . . . .. 89 Buccl Paol o . . c . . .. . . . . u art. eamp. . S.\ Plna.relli Selialliano,o. O . . c r.ataola . . . . . Dor~u !t'l Em-ico • . . . . . . . 36 id. id. . . c . . . c . . . . . . 30.10.8\ l :mgclh Dnnil'le . . . . . . . 94 rant. . ; . . . . . . . 87 c~ll;.::ori.s Corti) • . . . . . . . 36 Id. .. . . . c . . . . ... . . '!5.10.86 GramP:,na fìioca nnl • . . . . . 74 Id . . c . . . . . . . . 15.10.86 Frarassl Guido, o . . . . . . . 65 id.• . . . . . . . c Arezzo . . 3. 4.90 Ganora Romttaldo • . . . •. . . R. truppe col. Eritrea • e Casale (Alessandria) 17. 6.88 FabLml Pielro . . . . . . . . 30 Cant. . . . . . . c Voltrl (Genova) c Roma . IU!.91 r~llamlt:l Ollavi o . . . . . . 231d. . . . . . . . . . R. truppe col. Somalil '!6. 9.89 Brocchieri Guido o . . . c Cas tel Chiodato (Roma) . ... 6. 8.87 Cautlero Giacomo, o s art. camp. • . . . c Napoli • • • . . . . . . . . . w raot. . . . . . c Malori (Salerno) . . . . . 18.11 .90 Confalooe lla(fae!l. . . c . . . . . . . . !(). 6.9t Tromb:ttore Vilutn:o . . . . . . 3 Id. . . . . . . . . . . . 44 Id. . . . . . . . 19. t.89 Podda Paci!ko . c Sadali (Cagliari) . e . . . . . . . . . . . Sca lisi l (lfUJ zio . . . . . . . . 6 trt•• . . . . c Avellino . . . . . * Sandulll PWro, o . . . . . 39 Id• . . . . . . . . . . H Id •. . 6. 4.89 Cnr vagllo Edoardo Firenze. . . . . . 1: .. . . . De Pasqua Giuseppe . . . . . . . ! g raoat. . . . c .. . .

. . . . . c . . c

l

.

.

.

.

Tenentf medlol. dal o . t al o. • ·

..... . AIJ)tll. i'4(n ·. . . . . . Osp. soe&. •arma . . e norgbet to d· ArToscla (Porto- t7. 5.89 Kassooe Gwcomo. . . . . maorltlo). ç

Catania •

. ...

..

[to. 8.86 Llzlo Gael• no, !Il

1

l


• TE:'ii!NT I IIEDICI

,

ANZIANITA

VARIAZI01VI Capi· tano

durante l'anno

LAURI? A In mc.llcln:\ e ehlrurgia

Sottotenente

-

Ten ente

(r onwl o-

meoLo)

-

l

l

l

23. 8 917 H H.91:J !0. 6.9151

( r].

Id.

l rl .

((1.

21. 5.915 •

Id.

hl.

:lO. 5 915: •

.

Id.

Id.

30. 5 !H5 •

. .

l cl.

hl.

Id.

Torino

l< t.

l !l.

Id.

I d.

Id.

. .

hl.

Jet. l et.

. .

30. G.915 l •

.

Id.

ltl.

30. 5 9!.5 •

. .

l o(,

hl. .

Id.

l "· .

Id.

IO. 6.9!.:;

hl.

Id.

17. 6.915

l"·

Id.

Id.

hl.

l cl .

Id.

lol .

Id.

u. 6.915

Id.

Id.

Id.

hl.

Id.

Id.

·Id.

[d.

Id.

Id.

Id.

Id.

'"·

td.

Id.

. .. .. . . . . . . . . . . .

Id.

.

Id.

Id.

hl.

Id.

Id.

!4. U16

23. 6.918

.

5.9t5i . . . .

l o].

Id .

.

. . . . .

,, J.

!0.

Id.

t

'

.

.

Id.

.

Id.

IO. 7.915

. . .

. .

.

.. .

. .

.

.

. .

. . .

.

l'

. .

l

30. 5.915 •

.

. . .

. . . . ' . . .

l . !1.915 16. 1.913 Firenze

.

. . . . . .

l·.

. Id. . s. 7.915 .

"'.

. .

.

. 4. 7.91!

30. 8 914 16. 1.1113 Palermo.

R. A.

'

•

. . . . . . .l

'

u. 1.915

ll

t . !.9141 Genova

... u. 1.9U


iO

..,

OArA

> ·;;

rH

LUOGO 01 :'\.\:'CITA

3

!l

ua.sciL1

"'

--

GASATO E NO.HE

POSIZ10NE

DECOHAZIOl'\1 E CAMPAG ~E

.

.

dal n. sal o. :aa.

.

. . . . 30. 7.ss Amoroso Hartol om t o. . . . . ..ntepulcL1nn (Siena) . . . . . H. 1.49 Gi3liDOlli DillO • . c . ... u 3.89 Botti Giuseppe . . . c SorLoto . . 7. 5.8& Oondcro Giovanni . . . r G•:no,•a • . . . c

.

Arp~Ja ( Ren c l'e n l o.)

Arw tl. iu f et•.

~l

F. q. (com. 1i f~ t.)

. . . . . . . . 7 fant. ... .. !l. 5.8~ Oé !larinis Au+·értò,@ . . . . 6~ Id. c s. ValentinO (Sàlerfi ò) . . . . '!4.H.85 Visron li Se$10 . A$pell. (n(er. . . . . c Torino . . c Casteld elfino !Cuneo) . :!2. 4.88 Hiberi PieiJ·o . . . . . . ~ a_lp, . . . . . . . . . .. c Pflzzo maggiore (Sas~ari) . . ;;. ~.88 Masia Guido • . . 6 id. . . r . .. . 6. 5.91 f. i•' tola .Albert-o • . . .. t gran. . . . . . c Resana in Brianza (Milano) . . 5. r,.s; Berretta Giusepp.e . . 8 fant. . . 5'! id .. . . . . . c . . . . . !. r..s~ l'\ot..1. Nicola . . . . lo Casal Cermelli (Al essan dria) . a. t ruppl' col. Som~\\; ! 7.12 Sr. Barro Ca do. @. c Formia tCa~erta) . . . 21. 3.88 Oe Slmr;ne Slr(mlo . . 39 fant. . . . . . r Torrer;r,;:~ la (Sal erno). l '!G . 8.87 r.irartli GiusrppP . . Cav. Fog~li (11) . . c Parma . . . . . 7. 3.88 Rasori Fran cesco . . . . . Id id . Id .. . . . c S. Solla di Kpiro (Cosenz~) . . . R. truppe co l. Kritre..<. 13.!0.91 Bngli:l ri (;iuscpp~, o c Cuneo . . . . . l 91 rant. . . . 15. 4.90 Forn11~crl C•·isto( ot·o . Aspelt. in(n· . c Corra re (Genrl\'a) . . ~1. 8.90 Fncco .AIIilio . . c S. Cesario sul Panartl <Murlena) G.\0.88 Colli Rtn :o . . . . . 33 rant. . . . . c Te\'arola (Ca~erla) . 19. 4.89 Peco rarlo Raffael e • . . . 26 Id. . . . . . c Polesine (Par m;1) . . . 28 . 3.88 on~ sli Carlo • . . . 60 lrl c Terracina (floma) 3 aJp. . . . . . . . I O. 3.88 Salvinl Cmwc c Rom.1 . . . . . . 29. G.S9 Pacit lo Edoardo. . . ,{$peli. tnte•·. . . . . c Melegnano lllilano) . . 2~.19.89 Monti Gaetano . . . . 60fant.. . .. . . . a Centola (S:llerno) . . . . 7. 3.88 M:1rtuscclll l 'iuri'IIZO. . . R. truppe C"' l. l!:ritr'E'a c Belvedere ll[arllllmo (Cosenza t 23 . ~.ss GutJttosl 1/irhelangelo . . Id. Id. Id. .. . . . . . 36 f:~nt. c Cannobhlo (No,·a ra) . . . . • . ' ~.t ~.~s Zoppi Gioacchino • ' ' ' ' c . ... . u. 4.8i Ghlv~ rello Riccardo • . . 38 Id •• . . . . c Roseto Campo Spullca (Cosenu.J I G. 9.S:; Manrrelll l'iiiCI'Il ZO. 9 id. . . .. . .. ( P<~ rma)

A$J)ftl. ìnf t r.

l

.

..

o


lE DICI

71

Ai\ZI ANI l'A

VARIAZIONI

L.~UIII!:A

Sotto·

d urantt l'anno

Te·

nente

in

tenente

rnedìcìr.a e chirurgia lconqo le-

mPnloJ

'

.

~

H Il 91:0

i. 7.010 ~:' ;'oli.

Id.

i.I 0 ..9 14 Sit•n:t

1!1.

2-1. 6.9 !:l Parma

. 18 1~.909

.

6. i.9 t l

.

l. 5.916 (3. j) 913

•

.

l(\.

:!3.11 !l():;l Napoli.

29 .1~. 9 1 0

Id

19. 3.9l:! Torino

u. 7.911

lrl.

l.i0.9H

lrl.

~- 4. 910

hl.

26. 1.913

(.(.

28.1'!.913 P a ' 'i a •

. •

Id.

1.10.9!4

.

(11 .

Ili. !.913 M•orlena

l t l.

t. i .913

Id.

~. ! 2 . 9( :,

lrl .

l r:l.

Id.

Id . '

. . 13. 7.914 .

.

. 2~.12. 9{3

. 4. 12.91S

. . 13. 8.91t Id. . . . ~'- 5.913 Pa rma. ' . a. :. 9t3 !'\:~ po li.

. . t t, 7.9U

l .1 0.911 Ro ma •

lt1.

Id .

Torino

13. 7.914

Id.

lrl .

r. enova .

!4. 7.914

Id.

ld.

.\fo 1ena

lrl.

!8. 8.91-1

~:lflOii

• ~ l. 7 .9!4

Id.

t.I0..9H P arma

8. i.9H

Roma •

• ! 9. 7.913

ltl.

Id .

lr(.

Id.

Id.

lt'l,

Id.

. .

24. 1 .9 ! ~ ;\a poli

Id.

lrl.

Id.

! 6. 5.91 5

Id.

.

. .

.

8. 7.9 14

. .

. .

. ' ! 9. 7.91 5 11.1 !.014

. .

. .' 5.91:i :\a poli . . JO. ut ;; .

Id. Id.

.'

.

t(),

l


(Segm) TEK &lf

:::::: "'> 'ù.

3

DATA CASATO E NOII.E

di

Ll." OGO DI :-;ASCITA

.,~

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAKPAGNE

nascita

-----------------------~----------------------+---------------

•lal n. •• al n. 8.& , c

Gangi (Palermo) . . .

e Padova .• .:

28. 3.90 Centineo S tllt/r, o

s.; rnnt. . .

3. Ulò Sostcr A ulouio

~ art.

$ . Severino M~rche (!d:•cer;~ta) :!0. 5.80 Unrinl Chet·ubitlO

f t'(lrezzonl l:m bn·t ... o

c

15.11.87 Luciano Fosca Ptlìc r .

c

Giacono Villot·lo, o . ~O. S.t!S

Mel (Belluno)

c

Orton;~

c

(Chiel i)

.

30 Irl. •

8 art. cam p. . • .

.

t !(rnlo •

D:, Jia Favera Oiovcnmi .

80 raot. .

1

30. 3.!!8 Croce G11ido .

Il Id.

Teramo.

12. 5.91 Ve tuschl Pasq uali.

r.

Romn.

15.

7.88~ D'Amico Gumppe

R. truppe col. Erit rea . .

46 rant .

c

Tizt alm (Firenze)

4 .11 .85 Niccolal Ltonello •

2t Id .

c

Frcs~o

.Migllo•lul Angelo, o

Cav. Rt•llla \!0) •

c

Patrone Oi11U pj!e

69 la.nt.

c

Vendramc BmeJ!'/to .

63 Id.

Um brrtino (Rorlgr•)

.

3{ irl. .

,; . • l . '!.86 BTunelti Git~rppe .

4 al p.

c Cuserta

l

.13 raot.

c c

mont.

9.10.91! Sono Santi,

c

.Monasterolo (Conco)

c

Reggio fn lahria

o

t 3. 8.87 Suract Brun o, o

e. Ca•anzaro • .

~'· ,,9()

c

.l

.

R. truppe col. Sorualll

Lr Pera A•llonio , o.

9 rant. •

t ann:t L eoni!la •

39 id ..

25. u.S!I Leccese AnlolliO, o

c Elena !Caserta) •

.

3t trl.

c

castelplanio (~ scoli Plrenc>) • j7, 6.9() mcci ..fn/onio

c

Nomra .

~(). ~.9(

c

Mllauo • •

t S.89 Tenra Aleuandro •

t art. mont . • .

r

S. Glulinno M llane~e (Mil ano)

1. '!.91 Ctl.l'ina tl r.11ueppe, O

H rant.

c

:-;, Remo •

6.10.~ 1

4 ~tenio

c

Genov:t.

16.10.91 Pllt.1ln;!a ~ancuco .

!18 lnnt. .

13. 8.89 .Muraro C111·lt>

Il. truppe col. Erltr(':l.

c c

SMsari .

c c

Dcrul:.J ( Peru ~ la)

c

c

. •

Parona Enzfl .

Pl!(ali GiOV(I1lrli• •

Franch lni Giovanni, o

ti gew_o • .

20. 4 90

~J:tj!IIÌIIÌ /int l l

45 lant .. .

• t O. 5.\1{) Ron.c:a r;ael a no •

.

. •

R. truppe col. Eritrea

:!4. r.,Sd

w. 3.85 i'iunzia t:t Filipp o .

3 genio . .

. . .

'! ar•. pes. cam p.

6$ lant.

• • • ! .t 3.90 Da ttilo Gltmpi)P

il Id .

'!. 7.90 Ducci P111quatr.

78 lrl .

•


73

DICI

•

A:'\ZIANITA VA RIAZ/0 \'1 dl(t'mlle l 'an11o

Te·

'

Sottotenente

-

neute '(compie-

LAUREA In

llle.tlrlnn. e chirurgia

mento)

l

.

P ado va

.

Id.

Id

rrt.

Id .

lrl.

Id.

[,1.

35 :..91;;

Id.

Id.

Id.

hi.

. . . . . Farrnze . . ' · 7.913

lrl.

Id.

Napol i

lll.

IO. 6.!H~

.

lò.

!ti.

td .

(d.

. . . . . . .

.

.

lrl. Id.

.

.

.

1.5.916 :tO. 5.9!5

. . .

.

.

. . !3. i .913 . . 13. 6.915

Id•

.

Id.

17. 6.915

. .

Id.

Ici.

Torinr>.

• 29.11.91'!

Id.

6 6 9t r. Ca t.• n la

. 9. 7.913

Id .

17. 6.91 5

Id.

17. 6.915

. . . . . . . . . .

Id.

7. 8.9 1~

Firenze

Id.

ti. 6.!115

. .

Jò.

Id.

l rt.

l cl.

Id.

Id.

Id.

l rl .

l rl.

Id. Id. Id.

. 6. 6.915 . .

. . . O. Ml5

. . .

. . . . . . . . . . . . . . . .

17. 6.915 Modenn

Id. Id.

'

. .

Id.

Id.

Pavia

Id.

.

. .

6. 5 914

Bologna . • t9. i). \115

.

.. .

..

. .

. . . . .

. . .

. .. . .


(Segue) T P." EX1

"-

'

DATA

~

·;;

eli

LUOGO 01 NASCITA

::;

CASATO E NOME

nascitl

il

:/l

POSIZIO~E

DECORAZIONI E CAMPAGNE

l

-da l o. 85 al n. tn.

c

.

.

.

.

c c

. .

c M11rbell o (Aicss;mlrh)

.

c

."

c

l.o•li (Milan•l)

c

s. ncmo (Porto M:illrizio)

.

~7.

.

.

.

.

Dvrr!il(lr era (Porro ~l:o uri zir, )

r

Geno va

.

. .

. . 6 art. r:unp . . .

3! (:lOL.

6f 1:\D t.

. . Morinu lùu-iw

!l i Id .

5. 3.8~) Le!(Orlni Mario, (j, o 25. 8 .9! Cl•iesa '"·mcmurte

. .

l . 5.89 Bovl A ICis•n rd t·n

.

. .

. .

.

.

. .

l genJrt

3.8:! (;oolt>m Ira ra Gvidn . o

. . (6.10.(10 ~olcri f;i fiVfnltli, 0 .

.

c

. .

. iO. 8 .01 Rovcrio ranro mo

c

.

De Bl:lsio r.w·ao

19.11.9 1 M:u·Urra Angrlu .

Corne li:1110 rl' All!a (Cuneo) .

. . . .

Uar iu :11/wrl l), O

.

~

.

. . .

.

.

. •: . .

S al p.

.

6i f:tnt.

.

25 '''· 25 111.

. . . . .

.

.

a~ irl.

. . . . . . 30 nrt. camp. . . No1·enln VicLntma (Vi centn) . !l. a.uo Za uchet L'l Domen ifO . 79 rant. . f . . . . . S.I O.~Ju Gr:> va Cm·/1) • . . . 57 t.J. c Tre \tiso !;;. 2 ~)IJ BrunNVt IJIJOI'IO, o c .~Zl :\ 11 0 Decimo (U•IInc) . . . :l genio . . 2 a]p. f .. . . . (6 . :..90 Manr lni PaJIJtLtr le • . . . .. . . . . . . 84 rant. . . . . . c Arptr la . 7. 7.881 Propet7J Cu rU /Jclrcdc//u . . . n. truppe col. Somnlr !t. 7 &~li Claffi .tnydo • . . . " Treia (Macera t;r ) . . . 85 funt. . . . . . . c Pl·•ga ro (P ~rU )( i:r) . . . . . Fiorentini f'rtriiCPSco. . . . . . . . . . . 7.12.91 Lu pa ttelll (;uido . . . . 53 1<1. . . . . . c Peru~la . . ~4 . 4.90 O~ntlinl dc. Sy lv:J. Pietro . . 91 Ici . . . . . . . c Ruma . . . . . . . . c Orvieto lPer·ngi:r) .. 8.!10 Brizi Ft'(lllf~$<~1 . . . 63 1(1 . . . . . . . :!6. I.VI Zinconc Pirt•·o . . . . c . :ss id. . . . 7. 2.8~1 Cu zzocrea Domm(c•J , o . . . : . . . . c Isch ia (i\at•Oill . .\O irl . c Portico òì Caserta (Gascrta) . '.!6. :utJI Pccreril lo Fal!l'iz i o R. truppe co 1. L lllb ' . . c Na poli . . . . . . . . 39 fant. . . . . 3. L 9! j Lanze t ra Xtcola. r

.

~ t;, ot o va

c S. Gennaro (Cas~rt:l) .;

Sa ler no

.. .

15. 3 .8~ C.-trra l.r•Jnidl•

. . . 18. 6.89 De Bcrnanlo Frm 1resco. l

. ~!. !1.88 ZILO 1/Qcro

...

. .

. . . QuithJ!cl lAvelllno) . . . . ~7. s.~)t De Falco lìli ore. . . . ~ ... . . . . ~. 5.91 MJsshuo Frlllrcf• co c . c Bon it o (Avellino) . . . -!.i. 3 90 MilotU 8r11tSIO , . . c Ca rlle {Avellino). . :!!. 7.91 n e B iasi Posquate. . . c . . . . . . . . . . . t epore Lu igi. . c

S. Cr oce del Sarlnlo <Benevento) !7. ~ 9fl Co vun' t ll{nll80 .

R. truppe col. Erit re.•. ·

.

87 fant.

.

17 frl.

.

. . . . .

. . R. col. Erurea . . 94 Inni. . . . . . . trUPfJ C

. 18 irl . . . . 93 1.1.

li3 Id.

. . . . . . . . .

'


iOICI

75

=~========================~====~========~ ANZ IANIT.\

VARIA2/0JVI

durame l'anno

LA UREA In

Sotto-

Te·

ne nte

Lnneute (com11le·

mcdldna e chlrnrg•a

mento)

l. 5.916

.

Id.

lrl.

24. 6.015! To rino. • • 15. 6.915

Id.

t7. 6.915 GenO\'R •

ti. 6.915

Id. Id. Id.

2! . 6.9!5

Id.

3. 7 .91~

Id.

21. 6 915

Id. Id.

iL 6.915

!d.

Id.

Id.

(d.

. ..

.. .

!d.

lrl.

Bologna .

t. 6.915

.. .

Id. Id.

.

. . . .

114. 6.915' Roma • . . 31. 5.915

Id.

Id.

Id.

26. 6.915

•

Id.

!~. 6.915

• • .

Id.

Id.

Id.

lrl.

·. Roma •

. 30. 5.915

Id.

... . . .. . ... .

Id.

24. G.915 Napoli . • • M. '.915

Id.

[d.

Id.

Id .

Id.

Id.

l rl.

Id.

Jd,

Id.

l d.

Id. !cl.

Id. Id.

l tJ. :

• ~~. 5.915

~. ~.9~51 ~ap~l;. ·. • Jet.

Id.

~7. 5.915

. . t . 6.!)15

.....


i6

0 .\ T.\ CASA T0 E NOXE

Ili

LUOGO DI r\ASI.IT.I.

POSLZlONE

DECORAZIO~I E CA.KPAGNE

n:urlia

olal o. tt8 al o. •••·

e

l.t~.M

Ripacandllla (PoteOial

l

llu-to Pa1quale. O

i3 rau t.

c

19. 3.'10 PI··~aretta Proncnco.

73 1•1.

e

tt. 8.•1() Fro!:gru Fh111cuco.

:!8 (!1.

15. :;. '' Manfredi .-lrnnldo.

51 Id.

~1 . 6.00

C:n:altere Rodol(o .

R. truppe col. fritreJ (dùp. min. col.

S7.11.89

Z.oillro Gionlnrti

R. truppe col. ErJCrea •

c

S. !~!a rco Argentano (Co,PnZ.t)

c & l

:i3 lanr.

. • • 1 O! Loo Rnfloele.

c

~ i.t.

c Bl~acqu!no (Palerm o) • • • 1~. i.Si RC'snto Giuupp~ :11. i .8!1 Bellumonte Filippo e Palermo.

R. truppe col. Somah.1

Pa'lorello CtrlogPrn

e

9 hers.

c

Gaugi (l'nlennol •

t t. Hì<t l o \"erchlo GloaahitiO •

60 1ant.

e

Gan~ti tPalerrno)

:o. J,,, Ralmonl!i GitJ!'annt •

d3 Id.

c

Palermo . • • .

~. 1 0.8!•

e

Solarano (Siracu~a) .

G. ~.\t! O'A:;:o•tlno Ao•r~lino •

c

. . . . . . ..

~-

c

C::url.:attinl (Siracusn ) •

t), 8.\IU

.

Zisa Srb.ulitwo.

18 j l.

R. truppe col. Eritrea. ~ rant.

1.91 f:li~tr<t mlrla GiU$1'Jlpt .

Aguello Franct~eo.

s alp.

c

:i:O. 4.\1(1 Casso ne Giusrppe •

GO rant.

c c

l~. S.l-1~ Tortonr~

9.

c

:Xic sia !Catania)

c Catania • c

S(>rçamo

Ciareri Giorgio •

75. Iii.

r..s~ Stella Pietro. .

2' id.

''. 6.1-~ s.~lomon~ Gtu•eppe

\!9 lrl.

1. 1(1.~'

.

Gtu!Trl·la :h1gt/o

311. 3.'!' Neg risoll Atmlio M01·ro

. .

63 Id.

S3 ltl .

1

k. truppe col.

c \lilauo .

~.l!.~:i

c

llornlco al Serio (Aergamo.

6. 7.\kl Terzi f. e,.mo . • •

35 /an i.

c

0 $110 (S."'I~$<1 ri)

10.10.!11 Octtori Gto. Maria

i'! id.

c

14. 6.!11 Fco la Glo111i . • •

13 ' l ••

c Bologna.

~i.

7.!11 Glongo Pra!lce~eo.

a tJ •.

:l ~.l:.~; ~:::~~: ;;~:::01:e :

31 id.

c c c Crem •na c

Sur.l (C.1scrta).

c

lk:oi.L\1 (Salerno).

CII C·llltol C:Us&t, O

' jl

~! lt] .

o

Il Id .

• Il. :; !lO Budl Ra{faelt 1

• .

"j

l

Id.

11.11.8Q \'ergaoi Raimondo.

\'endltti Emilio

Soma.

Ca'· :"ilZa (Il •

•!

•


..

ICI

A~ZIA~ ITÀ

J'ARIAZIONI

Sottotenente

dw·anfe rann"

(romf\le· utente)

LA UREA In

medicina e chirurg ia

.

------------------·----~--~-T--~---

Id.

. . . . .

!d.

•

Id.

\!4. 6.915

t. 5.91f,

.

•

.

Id.

. .

l ti .

. ..

. . . . . . ... . .

. . .

Id.

. . Id. . . . . . . . ... . . . . iO. 6.!115 . . . . . . . . . . . hl.

J(j,

!4. 6.915 Palermo

Id.

. .

Id.

.

Id, Id.

i 4. 6.915

Id. Iii.

. 19. 5.9U\

......

.

. . . . . . .

.

..

. . . .

Id.

. .. . IO. 5.91! . . . • .

Id.

20. 6.915 Palermo

Id.

. o.. 6 915 .

Catania

Id.

Id.

!d.

' tel.,

. .. . . . .. .

Id .

PaTla •

Id.

!d.

Id.

Id.

Id.

S.usari

Id ,

Id. Id.

Id.

.

.

. . . . . ... . .. .'

...

Id.

.

. . . . . .

.

Ili. Id.

l

. .

'

t7 5.915

. o. 6. 915 . . . s. e.9111

. • !3.5.915

.. ... . . . . . 20. U15 . . . . . . . .. . . . . . . . ..

td.

..

Id.

8. 7.915

Id.

. . . . .

Id.

8. 7.t Ili

. . . . . .

.

..

. ... . . .


78

OATA

C.I.$ATO E Nl)~g

LUOGO DI NAl:-ClfA

POSIZIONE

OECORAZI0:'\1 E CAMP.\GNE

'

dal o.

c ~1.11 .87

e

e

R. truppe col. Somall.l •

Borello• Gio. Giufrpp~ • • •

i7 rant.

• . . . • • • . .

10. 4.~8 Fat':tOIIe r otaio

!() Id.

Tom rella Sicura (Teramo) •

:1 ••t.blì

~Jerlinl Camillo

13 hl.

. • . Carlino Ermete . • • • • • • • •

.

e

c c c

Penna!! Giuseppr • • • •

Oeh a nova (lle~tglo Calabna)

c

r

•:a• al o. tet .

Venturi Giusepp e

• • • • •

o. . . .

Fi,:llue (Firenze)

11.10.87 Rl~hl Gìuse1•Pe

Sarco Ameno (Napo li)

1.1 t.&i Del Ponle Giarq i•), o

•

•

•

7. 2.fì7 Rtcr l Angelo.

flitonto (Ilari).

•

•

•

i ll.b7 Ambro;i Luigi ,(!).

•

•

Gtola Tauro (Ref!p;. Calnhna).

e S. Al!ala (~IP.<>ina ) •

,.

PU5i~nano

e

•

•

•

. .

R. truppe rol. Er 1"'·' . •

. . . . .

14 rant. . . . . ':!S Id.

•

•

•

•

•

3 art. fort.

•

•

•

•

•

8 al p.

t J.I :!.~tì

lìtnunettl Btr1wrM, (b) •

•

•

•

•

Cav.Fog.sua(lll.

1 ~.10 Mi

Hizzo Al(omo • • • • • •

•

•

5 alp .

•

•

43 fant. .

•

• • •

• •

17. t l\i Glugnì A11tonio, •

•

•

•

•

C tntc:allini ( Gir K•·n li) •

•

t l . .!.x~ \lr':iQitna Angelo •

•

•

•

•

c

Pi~a .

• • .

.

c

Porlico

s. Benedetto (Fire nze).

(Ravenna) •

• .

.

•

15 Id.

' id.

• . • Mlguanl l"ill•n·io • • . • • • Spulcto (Peru!(ia) •

•

. •

• .

~!ann i Cal'lo .

c

•• e Nolrallar.J (Oort).

•

•

•

• •

•

• • • • • •

•

•

Correale Al/ redo

tO rant. •

. . . . . . .

:IJa,•ari l"irtrer1z0 .

• •

16 id. l be rs •.

\. i.!l{l

•

Il id. • .

o. 3 !tll Allocca A 11t011 io 3. J.g9 Lio~e llichflt, o

• • •

n. lruppe cvl. !-;rllre& . l i rant. •

!l.lll.N! Ro oelli Aurelio.

.

t 5 Id .• 70 Id. • .

.

.

•

•

•

33 id, •

•

48 Id . • - .

.

•

.

.

. ..

18 td . • r

.. c

t:a. ll)lhon• ( \reno) . • • •

1. 3.!11 Oerwlll Siro.

~tlriii'!(IIO

•

ls. 1.~7 :\Onllto .tfallli<> •

•

11. t.~r. o\>dvne Guylitlmo.

•

• • •

t• 111."!1 llrtol ~r ~rmmdo .

•

•

($<Hiilrilll.

•

Tu rm del Gr ~ro Ci;tp.. h) •

c

•

.

.

.

• •

• •

•

•

30 raot •. 1!6 hl. • •

•

• Dt! Fra··~sco Paolo.

.

.

. .

r

. .l ..

ì!O id. . •

llianc.1ui Guglldm o • • • • •

Tr:w:mo.

•

3 alp.

Fede le Pasqunle •

,.

2t id. .

•

•

•

•

•

.

·l

Colomba l gnuzio, o .

. . . . .

R. truppe col. Srrm. l,l •

~le'Sure .ri,.ola .

.

IO ;.rt. ram p.

,

1le.:cario Er maomo.

.

.

• .

• • • •

.

• •

~ ranr.

. • •,

. . . .

·


~O I C I

.~:'ìZI A~I I"À

. VARIAZIO.Vl

Sotlcr

Tr ·

dttranle L"a11no

uent o

L ~.!Hr.

.

hl. ,, l.

!fl.

.

.

l fl , ,, l .

.

l .t. Id. Id.

teuPutt!

-

(rnmple· tnento

I.Al'REA in medicina e chirur~la

... . . . . . . . . . ....... u. 8 .915 ... 19. 8.916 . . . .. ... . . ... ... . . 19. 8.91;; Siena . . . 9. 14. 9.91 ;i . . . . . . . . . . . . .. . . ..

MI~

. . :!,. 7. 91! ...

5. 3.'11 i lti. 1.911 lloma.

R. \.

.

'

hl.

l ti.

l cl .

!ti.

ltl .

U U.liU roriuo

'"·

t/!. 1:!.913

Id.

~9.11.9 1 \

l ti.

Il!. hl . l ti. Id.

. . .. Ftrcut.e

(i.9 1 ~ t

l J.

lil.

l •l.

Id.

Ici.

. • . 0.~.9 1~ . . . . . . . .

lluma

l ti

3. 7.91~ lloma .

. 25 . :Lv t;;

Id.

. . 1~.11.9 1 :; 1\aprdi .

. (1,3,\114

l•l .

.

li . i .903

. . 1::! . 7.~1 4 . . .... ... :-\iliJOli . . !i. s.ut::; Ji . .. .. . l l. 1 7.1~.91 :

hl.

Id.

lol.

.

.

. .. . . . . ."\,11 1111J . . 3.iP.OIJ t. !.'J H

hl.

Id.

.

. . 7. lj.91t

NniJOil.

.

IJ.

l ti.

Id. Id.

. .l

.. . ..

.

.. . . . . . . . . . ... . ~

ltl.

MtHie!ta

. . . . . . . .

i. tl .\1 1 ~

.

. .

... . . . . ....... .. ....


80

~

DATA

:.

·;:;

LUOGO 01 NASCITA

~

.

.,"

CASATO E NOYR

di

nascita

POSIZ IONE

DECORAZIONI E CAMPAGNE

l

dal n. tea al n.

••:..

.

. . . . . . 34 FanL . . . . . c . . Civetta Robrtof.o. . . art. camp. c . Burbi Liofo • . . . . Il Id. . . !G.t0.1!9 Ooragno Giuaeppe. . . . c Montevidoo (America) • u rant. . .. e . . . . . . . f:avoranl Tomma1o . . . . . 'f Id .• . . c s. Miniato (Firenze). . H. 7.00 Prosioi Dluo. . . . . . . 70 id•• . . c . . . . . Ue Rosa Umber to • . La11c. Montebello (8) . . c Pal azzuolo (t'lrenze) U l Nalrlonl Cat•IIJ . . t '! bfors . . . c ..... . . . . . . Lallrona Pratlctrco . . . . . . lt Id.• . . c A.lvlto (Caserta) • . . . !3. !.93 Mn1enga Giacomo . . . l4 rant. .. . c . . . . . . . . . . Centracchlo Robtrlo . . . . Genova cav.(') . . c Catania. . . . . . . . . . . . . 80 raot. . . . . . . LI pani Antonino . c Alessandria . . . t3. 1,90 Gall i Giot·aunì . . . . . . t a rt. camp. . . . . . c Barbn ta (Bergamo) . U.i0.90 Sfontl rini Anlo11i0 • . . . . . . ss rant. . . . " . . . . c . Botoli Ttrnio . . Nln a cnv. (l) • . . c . . . . Scala Enrit o. I O art. ca mp • . c . . \ . Saurino Daoide. . . . . . cav. MonferTato (U ) . c

.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

Carbone Tcr ed o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

~

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

~ 1.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

~.!!H

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

e

o

o

c

Portici (r-;apoli)

c

o

c

Comiso (Si racusa)

o

c

NisSilria (Catania)

o

c

o

o

c

o

o

c

Rom•

c

o

o

..

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

. .

o

o

o

o

o

o

o

.

o

o

o

o

o

o

.

o

.

Clodaro Ratraello.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

27.U .!lt

Pecorella Giovanni Manti a G•impJlt

o

Paol ucci Albet·lo

o

o

1!. 3.92 Petiboo Lodo11leo •

.

o

o

.

.

o

o

Pa pale Girola mo

o

t7. t .l)9 Gennaro L~tc•ano

c

Piacenza

o

o

o

o

'.t9.U .90 Anelli Giuseppe.

c

Pav1a

o

o

c

o

c c c

o

o

o

o

o

.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

. o

. o

o

o

o

o

o

.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

nenu o •

.

v~,

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

o

Jlodloo i\'icola

o

o

o

Lumini Rob€r to.

o

o

o

o

o

o

Roc1riguez Fellclaoo o.

o

o

o

o

o

Mazzei Mario

.

. . . . .

t hers .•

. 3 Id.

o

o

o

o

o

o

. . o

.. .

o

10 ran t.

o

u art. ca mp.

o

" raot.

o

o

o

o

o

Alptll. fn(er. o

5 be rs.

o

6 Id. •

o

o

o

.

o

o

.

o

. ..

.. . o

.

o

o

o

o

o

.

o

. o

.

Cav. Lodi (t:S). 1 bers. o

o

3 Id.

o

o

.

.

o

.

o

R. truppe col. Som&lia

Ca'·· Vicen za (U ) o

o

R. truppe col. Krltrea.

o

o

o

o

o

o

Rota·Ro~sl

o

.

o

t . t\! .9i

.

o

o

o

o

o

o

o

o

o

Martorana Cat•mtlo

o

c Corleone (Palermo) •

.

o

o

o

o

o

o

6. 4.90 Torre Satvalort. o

o

o

o

o

2. 4.91 Giurato Rnffafllo

o

o

o

o

t alp.

o

a hers.

o

o

. .. . o

o

o

o

•


St .

hO!

-ANZIANITÀ

LA OREA

VARIAZIONI

.

Te• n ente

aw ante l'anno

iu SottO•l me<licina e chi ru rgia tenente

l .

~. 5.91 i R. ~.

.

Id .

. . . l.

Ili.

t. 6.9 11j Firenze

lù.

...

lei.

t. o.9tt; Firenze. l. 6.916

.

.

. . .

l rl. l .t .

. .

Id.

l . 6. 916

Id.

.

. .

Id.

u. 4.917 .

l cl.

t. 6. 91 6 Pavia .

ltl.

.

.

Id.

.

4. 4.916

.

.

. . .

. . .. .

. Id.• . .

(.

..

. .

lO '-16 . .

. . . . . . . . . . . .

.

Id.

. .

l . 6.916 Roma

Id.

Ruoli d i atui anfla del cot·po Janìlai'IO miWa,.e, ecc .

. . ·. .

lrl.

Id.

. .

.

. .

Id.

Id.

.

l. 6. 916 Napoli •

t. 7.915

Id.

. l. 4 916

.. .

Ici.

.

. .

. l •

. . . .

.

t7. 3.916

.

Id •

.

. .

Padova

l rl.

.

.

l . 6.916 . . . . Modena . lrt.

. . . ..

lti.

6-

4.4.916

1!1.

Id.

.

. ..

.

.

hl.

'

3. 4.916

.

1(1.

.

.

.

.

l rl .

.

. . .

l .t.

Ici.

.

.

~· r:·9~f>l

Ici.

o

.

lrl .

lrl .

.

.

lei.

. . . . . .

4.9t6

'· 4 916

. . .

. . . .

. .

..

. . . .

... .....

.•


.!!

DATA

·;:: ·;:; o

LUOGO DI NASCITA

di

3

oascitn

"'

CASATO E l'\ OME

POSIZIONE

PECOM?:IQl'!l E CAMPAG~E

-· c

.

.

. . . .

.

dal n. 198 al n. Ferraloro Glu stppe

. .

••e. .

c Cl,ldate Camuno (llrescin),

. . . Virgo na Giu.seppe . . . Bertolnssi GiUUPP<'

.

15.1!.90 AiLQTO Mrlchlm·re, O·

.

. . . . . Loria Giovanni. . . . .. . . Sbragia Egisto Mario .

c

c

. .

..

c

.

.

.

c Siena e

.

.

c c

l

.

. . 37 raot. . 38 id••

.

Savino Alessand•·a.

.

27. 7.91 Pi snueschl Erman11o •

. . . .. .

. . . àJ ,,grone Amedeo .

. 49 id•• . . . . 90 Id •. . . . . Ca\'. Aquila tSi) . . 59 fant . •

.

.

. 68 Id. . . . . . 3 art. cnmp. . .. .

8 raot.

Cav. Salorno (t j). . . . . . 6i fanL. . . . c t'aste! s. Gio; aonl (Piacenza). s. 4.!)1 Patrioli Gil.s,ppe, o . . . Ferrigno P iell·o. . . . . . 76 id. . . . . . c . . . Marotta Leonat·do . . . . 75 id. . . c . . . R. truppe col. Somal ia . l. 7.86 Sp>zzirri Alberto . . c Marano Marchesato (Cosenx:-~\. . Uberlis Alessand•·o . .. . ... . . . . 6i fan t • • . . . c Barbero Vincm zo . c . ·• . . . . . a id. • . Lane. Mootrbello (8 . c . . . . . . Brlghenti Gio vanni . . :;!.• 1.91 ~·abris /Sidoro • . 1t ranr. . c ~lei (Belluno) . . . . .. . 2. t.!J{) Ocugenio An/emio. . . . . . 94 Id. . c Cerignola (Fog~in) . . c . . . .. . . PorinoJIIi Camillo . . 57 Id • . . . l'alle !li Ct$at·e • . . . . . 66 id.. . . . . c . . . . . . . . . . . . Potenza Luigi, O· . 51 Id •. .. . . c ~·asa ni (Ba> i) • . . 3.1!.Sf; Onroaba cav. Leonardo 7 bers .. c M~>no poli (Bari) . . . . . . . .. . . Falcone Grrgo rio . . 56 lant. . . . c 8 ber.;. . Civitate .41ichtlt . . . . . . . c . . Pavone Giuuppe . c . . M fanL . . . . . l'iascimbcnc Eugmio . 65 Id . . c . .. . . . c l'inl><•li . . :J. 6.$9 Pagnotta lJmbtrlo . . i1 id. . . . . . . . Corda Lucin11d . . . 83 Id .. c • • . . . . . . c . Girone Gaslo11e. 59 Id . . . . . . . . . . . . . . Alberti Bllore 66 hJ. . . . . . . . . c . .. . .. Giaeoma.$SO Carlo. c . . . . 'l7 id. . . . . . . . . . . . . . SalmP.ri Giu$tppe . . . . . . . l id. . . . . . c . . . .\ton Il Pi t>r Carlo • . . . . 8! Id. • . . . . c

Case rta.

.

t2. s.ot 01 Monaco Paridr.

.

~

.

.


lliDIOI

l

ANZIANil'À

LAUREA

V.~ Rl.AZIONI

durante l'anno

Te· nente

Sottotenente

:;·. 3.917

.

in medicllla e chi rurgia

. .

t{.

'

A.

Ili.

. ..

l"·

t. tò.916

.

. .'

. .. . . . .

Jrl. Id.

.

Id. Id. Id.

. . .. l. a.!IW

.

Id.

.

.

.

Irl.

~'- f).!ll6

Id. Id.

t. 5.!1lG

.

lrl.

7.10.916 Napdll

JIl.

. .

.

Id.

.• .

.

.

.

.

Id. lf],

.

.

. 4. 4 Yl6

.

..

.

. . . . . .

.

.

. .

..

! O. 7.916 Nn poli

Id. Id. Id.

..

Id.

.

. . .

Jtl.

Il l.

K. 4.91:1

.

s. G 916 . . .

16.1!.917

. .

.

. . o. o. o . . . . .

f\'apoli.

Id.

.

.

. . . . . . .

Id.

Id.

. .

.

Id.

hl.

.

.

l $ . 5.916 Oologoa .

ld.

.

. .

'"· Id.

. .

.

Id.

Id. .

.

. .

. . .

111.

.

.

.

'· ' .916

.

.

.

.

. . . . .

. . . .. . .

.

. .

.


84

. .

~ ,.. ·;:;

DATA

LUOGO DI NASCITA

o

di

~

nascita

:l

:0

CASATO E NOME

POS'IZIONK

DECORAZIONI E CAMPAGNE

l

dal n. ••• al n. •a.a.

c c

.

.

c c

. . . .

. . . .

.

La Porta Arturo

. ..

. . .

.

. .

Scarcella Salt~ato,·e Baroni R iCCGI'dO

. .

..

Plzzuti Alfndo.

.

.

Denza Raffaele •

.

47 id •• 8~

.

.

3 fanl

.

.

.. . id.• . . .

.. . ..

id • .

'cav. Montebello . ..

. . (8) . . . . . . . Cola Francesco . . . . S fant. . . . . . c . . . Leporo Frattce$CO • . . . . . . . 6 id.• . . . c . Paraninfo Atlflelo . 85 Id •. . . . . . c . . . . . . . . Natoli Salvaton. . . . tll Id •. . . . . c . . . . 88 Id. . . . . . . Castellaneta Vincenzo . .. . . . . c . . Rorlstka Glan(t·anco • . . . 86 id .• . . . . c . . . . . . . . Guai'n~ri Al(1·edo . . 86 Id •. .. . . c . . . . . . . Massa Fili.pJlO· . . . . . . 8 id. c l . . . . . . lanniu otto ..4111onio . . 45 id. . . c . . . . ·l· De Petrlllo Vitaliano. . . . 44 Id .• .. . . . c . . . . . . c

.

.

.

~

.

.

l

, l

.


a:;

li:EDicn

. AJSZIANITÀ

.

LAUREA

VAli /AZ/UNI

Te-

tJru·aule l ' anuo

nente

Sotto·

tenente

in moHlicìna e chir urgia

l

l l

.

16.{2 917

.

lol.

. . . . . .

ltl.

-

1\1.

•

lol.

.

Id. lol. ' hl.

.

.

.

.

Id. Id.

..

Id.

. .

.

. . . . . .. . . . . .

.

l'l.

.

. '

lol,

.

.

.

.

lol.

.

.

... • • . • . . •

lol.

.

.

.

. ..

.. ... .. . •

.

. .

.

.

l

.

•

.


FARMACIS'rl MILI1'AHI.


88

..

~ ;;

3

.

.

DATA

I.UOGO DI NASCITA

di

nnsclla

5

Vl

CASATO E NOM&

POSIZ IONE

DECORAZIONI E CA MPAG~E

•

.

FARMACISTI MILITARI • Chimico far macista is pettore.

n

Alvito (Cnserta) .

n. • 30. 4 .fo! Cellì W 'i••cenzo. • · t',+ t>. C. J..

.....

.

lsp. san. mlf••

.

-

Chimico farmac ista direttore •

.

n :\

Oe~ana (ì\o,·ara)

....

...

...

'.l-;!.t.:i Martinotti <lott.. t:al'lo , t§-.

. . . . Fann. centr. mil. . . .

l l

l

Farmacist i capi di t• c lasse.

o

riti l

n. 1 al n.

.

....

. ~6. !1.~9 l'errnr i Claudio, -.t;. + . . . . . Osp. nama • . . . . . • Mncfena. . . . . . Parm. centr. mll. Ceva (Cuneo}. . . . . . .. '· 7 .r.~ Marenco dott. Hllnl'ifl. +· . . . . . . 16. Guidi Gin. Balll~ta, + . . . . Osp. Torir.o . . . . a Tt'n lla (Cuneo) Ce.<ena (Forio) . . . !r.. Suzzi do t t.. Filippo, o§o, (1). . lòP. san. mi!. . . . ve (P:utova). . . ~i. 5.:i9 ~licchini À>Jion io, +. .• . O;p. Bresc•a . . . . ·' Consel Cerruti ltotl. Romnlo, r§o•• Monr.'ll vo (Alessandria) • . A cti1p. m iti, {inon: r . r . 1!1. 9.i9 Corrad 1 llemo. olio. ril . . . . ( sp. l'alermu • . . c Palermo. . . . . . Id. Bologna . . . .. n Ca ltabellotta (Girgrnt1). 31. S.lii Vaccaro fhrncescQ, •§> . . S. Sevenno (Macera ta) • n.u .H Pnliadani (l.,u. Mm·io, + . . . . Id. Ca;;erl.l\ . . 1'!.11.(,3 Nonis Raffaele, +. . . . . Id. Cagliari . .. c Alghero (Sassari) . . . . Segn i nob. Mauo·l;lo, + . . Id. Ravenna . .. a GenoY;; • . . . . . . 111. lol. Aneo r a . . . . . 1.1!.61 Falch i Emilio. ·~ . . . a Sassari • . . . . . . r Noceto (Parma) • . . . . . . IJ. Milano . . . . 3.11.61 Corchia. P-n mo, '§•. ® ,,_ Id. . '!6. 8.G4 Cornelli Cot·ntllo, o§o. ® . . . . . . .. c CDrate Lario lComo) . [\

6.f.~

(l

5.i~

~. l :l.f.~

1\

s.r.~

..

~0 \R.rn


liJLITU.I

89

ANZIA N ITÀ IJATA t!ell"eu-

IIIPLOidA

t rata capo dì C<II•O <Il 111 di di io ser vizio t• ci;C><>u t" eia ,,e l• clas .c s• classE> 3• classe i ' clas;e

In farmnc:la

C:h imico farmaci,la Ispettore!

Direltor~

l

l

F n r m 11 c i s Lt

...

l

l

l

l

l l

l

l

.

.

'

l

. tr..l~.91 :i

1&.10.9 t r.

1~. 8.9! 3

;!g. 4.911

!S. :!.!107 19.1~. 90 1

~5. I.S.S

...

~5. 1.88

.

l'iapoli.

. .

9. 7.111

' '

.

l l

.. .

W. I:!.UI ;I

!5. 8.91.1 :!'J. 4.911

7. t;.!lll.~ :m. :!.907

7. 7.'11

...

18.11.8;;

To non.

. . :B. ti.SI l

... ... ... .. . ...

.. . ... ... ... ... ... .. . .. ..

... ...

. .. . .. .. ... . .. .. . ..

H.ll.!ll! ! 1.11.!107 ~. !.907 13. 3.9M

~5. 3.86

U .H 9U

u . 5.91

31. 5.83

30. l .SO Id oliena

. . :!:;.10.79

. . '!G. 7.87 l J. Il!. '!.907 4. 5. 98 25. 9..Si . . . \!5. 9.87 ILI. . . . !9. r,s6 . . . '!. 7 .96 Bolos:<na . . 7. 7.96 t, 3.91 G.9U :!5. 9.9 11 1.9117 \!. ' .9ti 1. G.9tn 31. 4.91! !8. !S. 5.95 hl. !.. 9.84 15.10.81 Patto va . . 3. ~. '!.9011

i9. 3.!10:1 !S. !.907

. ..

8.1t .87 Tonno.

:!~.

~

~~~.

3~.

~.H'!

~.907

l. 7.915 18.1\!.91~

3n. 6.91! \!j. \!.911 28. t .907

Il. 8.96

...

Il . 8.96 Camerino.

4. 8.!113 \!1. S.!ll i ili. \!.907 15. 9.90!

. ..

15. 9.90!

Id.

.. .

\17. 4.90

Pnlermo •

. t S. 7.9,

. 3. 7.001

. . . 2.90 l 18. ! .917 U07 li>. . . . 15. floma • · • . 9. 5.9M 1\1 • 17. 6.91:1 l . .. Irl. U .II.OIS ! 8. !.907 16.1\!. 97 \!3. 6.8:. 25. U6 30.tt.84 Napoli. . . "· t.R6 l . .. \!G.I\1.!117 . . . 25. 9.87 Cagliari . . '· 3.!17 ss. i.907 16.1'!.897 !5. 9.87 . .. Id. 6.903 ! 5. t .ss . . . '!-l. 1.88 Sassari . . o. 6.87 fl. lt.91t !Il. t. 7.9 16

30. 9.907 ~6. 6.901 ~8.

'!7. 4.90 9.90~

Id.

~!.

9.90~

14.11.91~

~) .

.. .

ld .

l . 4.913

!ti.

Il.

5.11.87

...

...

Id.

15. 8.9!3

(Il.

1.10.91H

t:;. 3.87

...

. 9. ;,q; 15. 3.87 Pnla • . . t!l. 6.8i 8.11.87 Parma.


DAT.~

L(;OGO DI NASCITA

Ili

nascitn

CASATO E NOME

, POSIZIONE

OECORA7.10N I E CAMPAGNE

Farmaclati capi di 2' claeae. dal n. t al n. te.

3

Felizzano (Aiess.tondria) • .. • IO.H .65 Cornelio LuiDi • • • •

c

Galatina (l ecce). • • • • •

8. s:;s Regard dott. Pieh·o,

Melll (Potenza) • • • • • •

31. 8.77

• • • .

+. . . . . .

l'~nlello dott. Alfredo. '- O. 10 ehlm.

IJrow. o~lla 11. U. •Il 1\oma.

Alghero (Sassnr1) • • • • • 13. 3.66 Nonls GtJ'Olamo , tf., ® , .... "

htvarone (Alessandria) a

;\apuli • • •

Farro. centr. mll. (com. osp. Roma).

. . . .

Os p. Bari

Id. Napoli • • • • •

7. i .67 Forcherlo Luigi. • • • . • • • •

• • • • • 11. 7.68 Giordano H nctnzo,..g., ~· •

Arezzo • •

Osp. Snvlgliano • • • .

A d"P· m.h1. /lnann • . O~p. NapoU

• • • • i8.1'!.66 Martln i Gi.Qmmnl, ® ...... ~. • • •

c

Id.

a

Roveredo (Udine) • • •

Id. Pa<ton

c

Milano • • •

• • • • • •

~4. 11.7!

"'"'· rn.

• !S.tl.iO Del Piero Gkl. Ballllla • • • • • •

• 1 ~. 5.75 Oorlinctto doti. O•·nte, .g. . . l'.ldova . • • • • • • • • !4. 4.77 Toderlni d&l Gngllardls della Volta notJ. do tt. Tto®t·o.

• • •

td. Verona • • • •

l\luuioll Anlo1110, -§>, ® ....., c.,. H• <~:>. S. Miniato (Firenze) • • • • '!9. 9.69 Conti Cat·lo • • • • • • • • • • Perugia . •

•

Id. Perugia . . Plrente • • . • • • • • . .

Farm. centr. mll. Osp. v enezia

a

l'ado' a • • • • • • • • •

u. 5.78 Gherardlni dott. 1'roldo, (j) • • • •

Id.

a

Torino

3. 3.76 Apploltl dott. Ffl·dincm dn. • • • •

td. l'lacenz.a • • •

•

Sarno (Salerno) . . • r

Perugia. . . •

• • 111.10.63 l'ansi Ht~atruo. • • • • . . • •

. • • •

e llologna. • • • . •

t7. 1.81 Marini dott. Cllf'kl. ~ • • •

!5. 1.84 Mouana dott. Cat·to :io . . . • . .

Frosinone (Rom;~) • • • • •

111. Snlemo Parm. eentr. mil.

Roma. • • • • • • • • • 15. 6$1 l.ombardl dott. Man lkl, <i:) • c

IUCC. Udine

• •

7.to.so Salntori dott. Glcueppc, (b) • •

Id.

Id.

Osp. LI vorno • • • • Id. AI8!13Rdria • • •

Farmaclsti di 1• ciane. da l n. t a l n. a .

.. Avellin,. • • • • • •

•

13. 4.80 Antolloo Albet·lo, (.!;) •

• • •

Osp. Chieti • • • •

c

Ferrere (Aie~and ria). • • •

11.1!.83 Accouato dott. E1·mentDildo . •

Parm. centr. mH .

.:

Nizza Monferrnlo (Aiessandrl~)

5.tl.83 Gorre ta dott. Cn!'lo, (b). • • • • •

Id. Id. • • • . •

c

Mon temilone tl'otenza) .

4. 7.84 Manrredl LuiD(, ~

c

c;1fTum Valle l'rana • • • •

• •

.

• . . •

Osp. N1poll (ruorl ruol

t. t .84 Fortunato Leonat·do, (.!;)

• • • • •

Id. Catanzaro • •


91

ANZ IA I"IT À

VARIAZIONI

Farma ciSLII

dura11te l 'a 11110 capo rti t'classe

di

di rtl t• ci~SS•' i" clas•• 3' cla•se

li''

di cla>se

DA TA dell'en· trota In S•' rVItlo

DIPLOMA in farmaci~

l

.

. 15. 8.913 13. 5.910 til. !.907 !3. 8.91

.

o

•

:13. 8.91

Torino.

. . ll.tU9

u. 5.901 Morteoa . . 9. 7.im

IO. 6.9111 !i. t ~.9 1!

Id.

t!. 5.90t

o

•

o

u .tt.9U

l•i.

16. 9.903

o

o

o

H .tt .901 i'iallOii .

. . \!4. 1.90'!

16. 4.914 t7. 6.910

Id.

!5. 9.9i

•

•

o

30.12.85

Sassa ri.

. . 19. 6.91

~U0.910

Id.

1•1.

...

!5. 5.9!

To rino .

!9. 7.911\ 18.10.910 ft. A. Irt. !9. 1.911

Id.

t!l. 8.93

. ..

!5. 8.~3

. . 7. Firenze . . '!1. 6.9~

Id.

15. 3 .9~

6.11.89

llologn'l •

5.1!.9.1

Perug·a

Ut.90

Pis:..

11. 9.96

Parlo va

1·1.

Ili.

. .. ...

Id.

9.11 .91{

Id.

111.

Ili.

~~-·~.9 11

Id.

14. !.97

•

o

14.to.9lll

t . 4.911

Id.

.. 7.97

o

•

16.tt.91ll t4.1l.91!

Id.

111. 9.m

R .~.

18. !.917 H.lt.9lt !8. !.901 16.11.90!

.

Id.

Id.

Id.

Itl.

o

Id.

l l,

lrl.

3. 3.90t

!0.1!.917 \18. !.907 1«1.1\197 Id.

!UUU !. !1.909

Id .

Id.

Id.

Id.

Id.

IO.

Id.

Id.

Id.

. o

... ...

... . ..

t 3. 6.85 !!. H .86 o

o

•

o

o

o

o

•

o

o

•

•

•

•

o

!O.ti.008 o

•

o

.

...

7.9~

..

. . . !8. 6.90

15. 9.90~ P1\via •

. . to. 1.o~

.

Id.

4. 7.901

. u. 6.90~

16.1l.90! Parma. :18.1!.90!

. !4. 6.90

. . . ~ 6.901

3. 3.901 Torino.

.

\IUI.Ù

. . i6. 7.81

Napoli .

o

:!5. 7.901

l. !.901 Camerino. • 17.11.908

. • t li. 7.908 3<). 4.9{)8 Roma . . • 13. 7.907 31. f.906 l ol. . . . i. 7.907 1.1.909 Torino.

. ..

.

•

.. . ... ... •

o

•

H,l!.9 l~

!. 5.909

l. 4.913 Id .

•

•

o

Id.

o

•

o

Id.

o

•

o

•

o

o

ts. 4.9!3 t?. Ul3 l. 5.914

5. 6 913

. ..

. . . .. .

. . .

'· 1.901 l'iaporf. l. !.909 Torino • 1.1!.908

Id .

. . 9. 4.906 . . !6. 7.907

. . • !3. 7.90'1

!7. 1.913 Napoli.

6. 5.908

.

o. 7.908

5. 6.913

Id.


lt IJAT..Ii

C~SATO E NOIAE

rll

LUOGO 01 1\ASCITA

nasctt.•

POSIZIONE

IIECORAZIO;<;J E CAMPAGNE

~

dal r. 6 al n. s~ .

,.

Ancuna . .

.

.

·

~t. t l) S!

~li ·hel i

Teudorico, (i)

Osp. 1\oma • , • • • •

U 6.sr. Rohl•n ClaudiO.

Id, Torino

~l. l 81 Solaro Alf lllll&dr·o. (i)

Farnt. centr. rnll.

,.

IIOI~Ca<h•bal dì

,.

l'esche ICampobaS>OI

3 4 86 Oc ViDC('nZI Co&rno. (i) . •

R. troppe cll l. Somalia

c

Cn·~ctn t1ou

19. 4 »l C;trettu doli. Ercolr . • • •

d di8J1. min. col. (Ubta)

(Cuueo)

(l'io• ara).

V1zzio1 (C:llarua)

•

Coru ~llano ti'Ai ba

c

t.I~.Si

(Cuueu)

:). EgidiO tTera mo) .•

a llitonto (llMt) •

V1ta uo lt. Gat lmao (i)

Id.

id.

Id.

(i<fJ

t 7.H Si ' ircMdt Guido. (i). .

Id.

id.

Id.

(Id.)

17. t..~ l Farina Fl'lice. (i)

Osp. Plrente (ruort r uolo)

':!n. ' s;; Swuto l'ilo

•

Id. Bni . . . • .

c

Gas;ino (Tormc.) .

,.

~l ~rtatcllu

,.

Venezia

!~. !\ 83

F1•• rini rlott /Jnnlt

,.

llfr.ezio (CIIOC'O)

~.IO s:J

~lartini l'rlltlftSGII, (i)

V1lla mu:.~nn (Chieti)

~~.

7, l 86

(P<Sa rol e l(',

~1 ello dott.

Parm. centr. mo1. •

Corrado.

U. 3.86 Parri tiOll. ll'ttlt rr, (i)

c :)curzolrnKU (A ies>and rt:.) .

Id.

id.

Osp. Udine • • Id. Sa•igllano

l

6.!>3 U;ttla;:lini Guitln. (i).

Id. Roma

f !l. -!.S5 llrnno Palqtwle. (i) •

u. I.Sr. (;rt; nan i dOli, Bti{JCnlo

Farm. centr. mli. . , ,

c

Alla ( P;II ermu) • •

,.

MontccatiDi Val •ti Cer111n. • 11 11 :;o r.nr•pelli olo tt. Giu<f ppr. (i) .

Id.

r

Pllfltn('ugo (:"-tovara)

111. Milano

c

llr011 ~e (Ctllri Di a)

• • •

no' ìto (~o.eula) • •

,. Taranto . r

,.

il. 1.8!1 I<oln Emilio . ·

.

Id.

Osp. Paler mo • •

• . • • .

Roma • . •

Id . Rres~a (Cuori ruolo~ .

'!l. a.~ }l arra GiuupJI~

Id. Ale3sanrl ria

1 t. '!~r.

l.ntlruzzo .1/enolli, (9.

Id. Cnscr ln (Cuor i ruolo 1.

11. 1 0.~~

~l.•narone •11111. FilipJIII, (i)

Id. We3sioa

(C u ur ru •l

l'uirrn o (Tonno).

:•1, :t.~J Arpino do ~t. Ptclro, ~ ,

Id. Verona. • • • .

Monta na (Alossanurla)

t 1 a ro Ml)!lino tlllwl a. (i).

Id. Venezia (Cuo ri ruoll

':!3 4.9<• Corla<'la Stlt'ito, (b)

lnfo•r. pres. Crt' mona

~'(apulo

• •

•

•

S;~mpe) ro (:ialnzo)

Turi11o • ,

• 11. 5.VI

•

• ·

t ~. 5.8!1

Rucchiella l'lllorio, (9 . •

Osp. ~CS>ina (Cuori ruolo

Folro do tt. l.liJorio

F:mn. ce n tr. m11. • •

l'

Menll IGtr(ltnliJ. • • •

• 15. 5.•:. Valen ti .iiiiOIIIItO, (i) .

r

Garbagna (Aies<a ndrl a) .

•

~1.1'2.8;!

Al\ i~in i Gioroio.

l'

Snlarm\l (S•rac\ls;i)

•

15. 1.83

H'AI(IlSliDO b'llore .

c

~errnstrello ICo taozarO)

• .

1!. 2.86 Mtrant~ L'mlirl'lo • •

Id. Caserta

c

:>nvtarJu (l"at•oli)

• •

l. 1.8' Mnnrr, di doli. En1ico • •

111. l"npolt • • •

•

• •

• • •

Osp. No' ara

• •

• • • . •

•

• •

Iol. Al essandr lo. • I\1. Perugia


.~NZIANITÀ

-

VARIAZIONI

~~~ rm aci•ta

· durante l'anno di

di

rli

t• classe 1!' classe 3' cla~se

.

DATA dell'ent rata in servizio

DIPLO~IA

In farmaci~

.

.

. (. 5.914 27. ~.913

'

.

.

.

.

Perugia

. !Il. 6.907

1<1

...

Id.

Torino.

. • l!t. 7 908

t. 7.914 •

Id.

.. .

Id.

Id.

. 13. 7 907

l.t0.914

Id.

Id •

Id.

Id. !d.

Id. (Il.

'!8. 3,915

Id.

ltl.

Id .

Id.

lrt.

l. 6.915

Id.

t. 7.915

'".

ld .

5 1\, 9,13

t. 8.915

Id.

lrl.

t4.tt.913

18.1!.~15

5. 6.913

... ...

lr!.

Napoli.

. U.I UOS

l d.

Torino

. !O. i .907

Catania.

. !7. 9.908

. ..

Id. Id.

Torfoo.

• SI. i.908

Id.

Camerino

. 18. 7.908

. ..

... ... ... . .. ... ... .. . o

:

•

...

.

• !7. 7 909

Torino

. S3. 1!.909

Id.

Id.

. . S7,1S.90?

Id.

Padova

• Il. 4.908

Id.

Torino.

. Il. 7.909

1\. S.91l

Napoli.

. 13. 3 000

I·L

Torino

. H. 7.911

Id. Id.

'

Bui

.

:!Ui .913

Palermo • • 18.10.910

Id.

Id.

... ... ...

Jrl .

Id.

...

Id.

Napoli

. • 19. 9.9111 . • 1!3. 6 910

Id.

t . 5,9U

...

t. 5.91'

(Il. •

~~- 6.910

111. U l 7

Id.

. ..

(,j,

Roma .

Id.

Id.

. ..

Torino

Id. Id.

Id.

Id. Id.

Id••

.

15.7 911

Id.

...

Id.

Id.

l . 7.9U

•. 7.914

Id •

Id.

In.

Id.

.

Id.

20. 9.914

.

. .

Id.

Id.

Pavia.

.

Id.

l.ti.914

Id.

Id.

le1.

Id.

... 111. . . . SO. 9.9H ... Id. . . . t.tl!.914 . . . Id, .. . Id.

.. .

'!1. 7 911

. ..

•

26.0.917

t . 7.916 SU1.913

.

~. '!.913

Id.

t . 5.915 27. U 13

-

.. .

..

30.11 909

Roma.

. 19. i 911

:u.H.9t3

Torino

. • IIJ. 7 90'.1

Id.

Catania

.

IO. 5.910

Calania . ~poli

Id .•

12. 7.910

17. 7 911 7.tt.9tf

.

.

8. 5.911 •... 4 909

. 31. 7.908

. . 30.1!.911


; l Q)

"'

Q

-.:: o

OAl'A LIJl' l; u Ul ;\A SCITA

dì

nn sci la

'J)

CASATO E NOME

POSIZIONE

DECORAZIONI E CAM PA GNE

Farmacisti di 2• classe.

. c

Pa~toia

c:

Torino

. .. . . . . .

.

. . . .

.

Jal n . t al n. e . t G. 6.87 Visatù Michelangelo •

....

8. i .87 Magnelti Gaspare @ .

.

.

. . \l7 .tt.86 Saceoccia dott. Emidio • Ozieri (Sassarl) . . . . . 4.10.86 Sui3S Palqtwle . . . . . .

c Otllda (Ascoli Pa~eaao)

a c Terranova Bracciolini (Arezzo) tO. 8.$~ Poll·erini Atlglolo, (b) c l:asalborrlone (Chie ti).

. .

\!7. 388

Moli~ani Riecardo, (b)

. .

lnr. pres. Pavia

. Osp. Cava dei Tirreni . . . .

Id. Ravenna (tuorli ruol o; lcl. Genova (id.) •

'

'

.

.

.

. .

. . . Id. Alìlano • . . . .

.

Id. Perugia

.

...

•

.


o·

••

ANZIANITÀ VARIAZ!Ot\"1

Farmaclst;J

d111'tlllle l" llllnU

rll di t• classe 3• cla~se

.

DATA lfell"en·

OIPLOYA

t rata 10 servizio

.

In farmacb

.

.

!0. 9.911

.

l 1.1'2.91i Id.

Id.

.

~

5.915

Ili.

...

... .. . ... . .. ...

't(), 9.914 u~.9t4

. . Torino

. !7 7.911

11•

Camerino

Id.

. • 16. 6.910 Siena . . • 23. 6.91)7 . tì. 9.912 Roma •

(4. 7.009

Sassari

!3. 5.9t5

Id.

{ !("' ~

l

.

l

(!;·. 1'- ....,

.

~

\ :{ò".

.

.

'

.

l


97

UFFICIALI MEDICI NELLA P.OSIZIONE DI SERVIZIO AUSILIARIO

'

n. a

,!al n. 1 ;ol u. ~ . 3 febbraio 19 1o

l O settembre 19 16

Il. (i ì\3 F•lrrero rto ('.:1\allf'rh:one /,o,;. gi. r::«.G tr.

c.+®'...., a

Q , EB • • .

• . • • • R t!ll! l<

9 aprile 19 14 lt. 3. 48 SforLa f:f,•wl w. l:$. G t1 o§-. Q. (&'> •u. "u , EB .. • • • R !/lii;J.

7.H .49 r.ozuno f'ron re$CO, U • · u li <!•, ® " , EB • • • • . Torln11

d•• ! n. l al n . .t

au

<la! n 5 :d u

90 d le. ••re 1917

e

11 ottobre 19 1-4

' · 6.53 ~~~~~·~l F.uoruoo. l ' -~ l'o§-.~. • . Efl, Q, $p • • • • • 9. 1U\3 C;un~t 11 .::-1/n , ~. l'<§>. ~, Q . ffi . . . . . . . • ~.10.5~ V111ir..Si oAIIIOIIIII, ~.,1'<§>. ffi 7. 9 53 n· ' "l(t.: lauton ,o Ellort. ;;;.

22 ago sto 1111 5

El.W*'-· . . . . . . • t4. 7.!it Uu~sooe·Ch••tl""" r..o. An·

Ionio, •· U <§>, EB

• • • Flt en7e

\!0. !.55 C:luiTre•ll Al(l'tdo, $ . l'~.ffi ~4. ~.5:. Gt'rdgno Q•oun rmì, $ <9o. o§o

'*'·EB Roma •·'*'·fB

~f. 9.!>5 Grle.·o Citmppf. ~-

7. 8.r.J VoCPdOmino .1/tdlffl, $.~. .§o 13. t. 55 Tallarono /Jorai(11cio. ~. 4.55 Car10o Tomma~ino, •· C<§o,

25 aoumbre t 915

4. UO llarleltn iVicolb. ;&.li <§o ID Roma 19.10.!14 Mangino lì 8:10, ;t U+. ID Roma

®~ e

. . . . . ..

Vh•ahl• Carlo. fi <§-.ID •. 6.1t .r.4 GerunoloGm lltuto, $ ,U o§o,ffi

~ 1.1!.55

• COI.ON.-. ELU MEDICI oal n. 1 al n. 8

tlal o. 7 al n. 11

27 gen na io 1907 t O. 5. 49 Crem:~

U

Gir1.

l ,.nna\o 11114

Balh$1(1 , •

+. EB • • . • • • • Cuneo

u . S.St Arduono For lu11ato, ~. o§o . Torino

li aprila 19 14 3 april e 18 13 17. 3.54 t;arbone Bt·un u, Cataola 13. l.5t Orlaodl Giouanni. ;tt. .§-. ~ ~lanto•a !6. t.53 Falconi Gaoino, o§o, o§o. • • Roma tt. 3.53 Natoli Frane-sco. • EB Callantssetl.a t 5. U\3 Ili le Giovanni, • U o§-. ID Napolt

+. + . .

'*'·

SI maggio 19 14

2 11 maggio 19 13

f t. 3.53 Ptceoi Giulio. ~-~·®" " • y Novara

2 ottobre 19 13 iO. 7.5! VIJZorelll A c~m,, o§o

7

• Bologna

29. t 5t Boni F s l ice, ~• .§o .

• Milauo

l•ove~relll4

tG. 3.57 l.anza Emmanutllo. • U. t§>, ® •. o . . . . . . .

..


<ial n. 11 ~1 "· s6.

dal n . • , al u. ,..

2! dlchlbrl 19 15

18 febb ra io 1915

H . S.:;& Carta )hnll ~ t d PlUppo. @.; ,

1 . 1 .55 ~tc.uL<en Franc<'•CII, '1,•. ~ " ·

C c§t, ~- ~ • . . . • . Tllnno

m . . . . . . . . ; Uvoruv

l3. 7 56 Arpa Vutol'lo , • • l'~ <i). ~ Napoli 4.10 M r.elrn ~lla .i ,·lut·o. y. ~ . . Vrnezia t3. 7.G6 Uel \'ecrhio Rugqer o, ~ Catania

8 ao rile 1815 M. 3.~7 Pen'l•i Aulnnon, ~;.~.?.l. U. 111 rhirtH~Lt al l'l~ll tulo S••Jll'riOrP r11 l'l 011111 • • JI.I U i6 R UIIII r.omìl/o.'!;. ·<''. ~ . • fl. 1.~7 Prouolto /l•n •dd/11 /llliJII~ Il)• ...:,• ~. IJ) . f.l i"n ? li. 3.5i Tommasaua Mm io, i!f, ~. >}

'*'• •

9 maggio l 9 l 5

Il. 6.5-i ChPrnhma loa~rum..r•IOI '"· llllldll. if', ~.

+.

23 marzo l 9 l 6

+

16. 2.116 llmalrll Srlp ion••, ? . ~P•accota 14 6.56 Rom 1110 f't 'IIIIU&rO, • • tf•.+ C.1~Prta 17 t ~ 55 Curh 1'••11 rrl:\ ,l'acuta. +· + · Torano !I .I O.r.li Mnntlli b'nlf~ln, cj!t. ® . Rologn& 1U 1.66 Gutrt l<'o•rd mandu. •!•. Ca<Arl& ' · 111.55 Cri•rnllh Narolu, ,~Jo. ® ''"", B. !:i'J. 83n

m. +. .

+. . . . . . .

m. . . . for~Dio:!

16 magg io 1916

l

111.1!.5i ~,.,ngulul'l ti (; rot•tt 11 •al Car lo, o§-, ~ • . • • • • Uolll;~ t 3. t.!>R S:H~olrt•l t• F.nrattl. ·;l. ~·· ® u ..... <i;),• u.t: •

• •

17 magg io 19 1;

•

~-. 1.M Stcff~unni Bllot·'·'*'·

® '-. ~ 31 .10.~ Gr..t•l t:nrlo,

fil, m t§-

•

R. 3.:i8 Villaol lul C11mall". fl•. ®''""· ~

. . . . .

®",mMtlaoo

5 3.G5 Oe Sirnuue Zt(I'Tiuo, • . <fo,

• • . . . . ea~arta

U,+.* (p

11 •,

• • • • • • !l ilaIl()

2 5 novembre ltiT l t. 3.5'1 Furnu (;a•tt<~nUJ, <§o. ® • . " ·

+ ...... ...

21! agosto 19 15 l!

t.r.s Srl:t\·o LtU 1)i• . ; • ® r ". -? t:uueo

14. &.!16 ldo~rhlnl Entico . ;t.. r; <§o.

t;, 4.58 Cu•ant M11r11 ••Il. $ . .§·. ®'""

!1. 7.56 tlla!~PtlA Ed mondo. ~. ~ RomA. U . 4.56 Rf'lloa Emalio . • . o§o. ®' .. '. ~ Verct-lh 15. 1.55 Re Gluuppe, o§<. ® " , ~- Torino

~- ;.~ Snlh••tt a 1-.'f. •IIJ, • ·

®".m . . . . . .. Roma

SI agosto 1915

+

. . . . . . . . 'formo +. ®. ®". + . . . . . .. Torioo IO genna io 1918

~~. 11.'19 Mara nl /;.,.,!PIIO, <§o. ®u " . &j

Yl. 3.57 }'•I'I(Aihta lfn r u>. ifi, ~- Jl

"".m.

t. 1.59 Horn •n ,..,.,,,..,,o, • ~9-

U

+.

o. t.l'l. ©. + . . . .

TE~ENTI COI.O"~EI.LI MEDICI

.

rlal n. e al n.• •

rlal n. 1 al u. $

SI marzo 1812 t

t 9. 7.57 Austrllo Pa1qtìolt, -<§-. ®'...., t§- • • • • • . • • • noma

a settembre 1814

-ealo 11 111

14. 4.!18 l nrcli~e Giuseppe, o§o, (p , r:I!, Q CalanUU'o

m. . .

l! 7.116 Tucci Fatappo,

+, +· "u.

7. 1t.53 L•ouaral On at.Jdto, ~. o§o • • • • • • • • • Rom11 4.10.56 Cocol.1 Vincenz o, CII Barletl.a

m. ' . . . . . . .

. +. .§-. . • Pr rugla

80 glugao 1115 t S. 5 59 Cugt Licurqo,

+. O. m. +

Il marzo l 8 l 5 t 0. U .60 Mo7.l6lli 81i& o H . M., $ C.

+, o

~o Cl) "

U

U t t t i )t,H

....... ''· -§- . . • . •

l . 5.60 Oelm •n " ®

o

•

Ora:au. '!<. ~-

-© + .. . . . .

22 agMIO 1111

+. "· • Sacalo +. +. . . Cuneo

tO. 11.60 Loschi Pielr o, (p • ~ • • • • • . . !0. S.M Rlcheri Carlo,


'

(.Segttt ) UI'Y. NELLA POSI7.• 01 S BR V. AllSIL. - TEN , COL , ~ A GO ., C AP . E T Bif. MRiliCI

dal n. 1 1 al n. ••

dal n. •• :~ l n. ae

IO gennaio l 9 16

29 a prile 1917

+ ......

5. 4.64 Gìulfrlda luioi, <§•. ® ..." . ~ Mes~ina 3. 9.63 Ma rgot taCesal·e,t§>.®' ....,~.~ :Sacile

® ... ~ . . . •

IO gi ugno 1917

l3. 6.59 Gal asso :In Io nio, ~. ® , ....,, ~6 . 5.!\9 PI7.Z<•c• ru Clemen te. ,}, ~.

'*'·

':!5. 8 .63 Atia nl Ca rlo, ® oo-OHO-Ot, r:JI, fr}, ~· • . • • Roma

16 ge nna io 1916

t 5.12.GO Cnuoga llu /,o1·eu:o. ~. Q .

®",Q. +

. .

8 luglio 1917

. . . .

20.1!.59 RO ·Si Gue:uuo, <§•. ®' .." • ~

+

3 febbraio 191 6 i 3. 3.!18 Fìnriui Fior••n;;o , t§•. ® " .... , ~ . . • . . • . • . Brescia

8. 68 Ruga ni Lttipi . <§'. ®'...' ~. L. O. ho 01 on no larml(o>a· tna u• Jl:t R. U. Ili Tori••o ! 7.ff.69 VHierio a .,,set•PP, ~. ~ 8. 10.70 Messe roll i- lle"'"" " '' lolu · seppe, c§., Cl:> .....,.,. (!),

[).m +

21 dicembre 1916

15 luglio 1917

Ì 3. 6.60 Pal um 110 Gil~seppe. <§>. • • Chieli 30. 6.61 Vcsp:t·h no Dv111~1•ico,

® .._.,, ~

'*'· • . . . . . Cl\ser ta

*· + . . . .

~9. ,.61 Sirnnui Giuuppt, -§>, ®" ..,

ID. [D. Q. ~ . . • . . 35. 3.65. t\llli ll'llO f.'11111io, •§>, ®''"..,

C'", ©+ . .. . . . . Pa le.r mo

t 8. f .6! Mar io l P•l>, Rom n t 9.l\l61 B•stoancllì U1nbt l'In,+. ®" . ~ . . . . . . Spoleto

Il febbraio 1917

3. 5.60 Cas tello Frai!Ctsco, + . . Mantova

l ap rile 1918 ·16.1t .61 Re Mti AI(Onlo. <§• ® ...... ~ Bolo gna H.f.0.61 Duccosc biMocltslo, ®''"..

+ ..

'*'·

MAGGIORI MEUICI dal n. 1 al n. :a 28 maggio l 908

n . 9,59 Gasole !taio, ~. ® ,...., ~ , Caglìnrl 81 marzo l 9 l l

6. 1.61 Cara Jil'atlcesco, >l!-. ® ,._.,, ~ . • • . . . . . . Sa5sarl

91 dlcembf& 1911 ,.1!.54 Valle Angelo,

+. ~ . . . Pa via

dal n . .a al n. a 8 gennaio 1914 ·!O. 8.63 Vi oci Angelo, ® ...... ~ . . Siracusa 22 agosto 1916 H. I0.65 LR ea~ela Salva/ore, ® ..... ,

fil, ~ . . . . . . . . Pale r mo 28 18ltembr e 19 l 5 18.10.67 Dahhene Filippo, ® ...... ", Q, ~ . . • . . • . • Torin o

CAPITA N I MED I C I PRUII CA PI TANI

dal n. t a l n. a

n. 41

24 di cembre 1818

'*'· . Napoli

U. 6.54 Del Giutli~ G!letano, 8 giugno l 900 t&. 5.49 Dom inedo Giu:eppe, .

. Catania 6, 5.6t P etrecea Miclult • • . • Cam pobasso

Il marzo 1806 t R. 5.60 Ga t ti Giovanni, +·

• Milano .

TENENTE MEDICO

n. t Il lllcemllre 1178

lt. 7 .45.Nascimbeni AltU\Jndro.

,.

• . • • . . • . . . . . . . . . . • Pado vst

99


• •

( .


INDICE ALFABETJ CJO Attll i Sortiti/o

60 lkrnardi Luigi

~ mlisio Pietro

~ Bernucci Giovanni

Abate ..tlruandJ'Il 38 \usiellu Pasqual e Abbatli>ta lfmanu~tt 54 ' zzaro GiuStppt Ahelli l"illorlo 8 Acçardi .tlal"io i8 Aceorinti l'h• ceo::o :1 t

B

98 l lodol{o 36 Rerrelta Giuseppe Bcrtellì Bnrfco Siro Bcrtinelti MCII'cel-

Accos~nto Erment-

'! Ootlari Carlo & Roti! Gitmppe t6 !lovl .:tleuandro 70 Hozzl Fel•ct 34 Pitlro 78 Rracco Hduardo Giacomo

l

S4 10 74 t7 t&

30 ts

Uno 46 llrlghenti Giovanni 8t gildo 90 Bacclualoni Adolfo 4! Rertolassi Giautppe 8:! llril(uglio Santi 3t A cl~nl CMIO 99 1la,11arottl Giu.&eppt 48 B~rtolucci Gir.o 66 llnzl fran cesco 74 Ad lnolfl Slll vniOI't 4611laiardo Ello1·e 60 !lesso Bugtnio Jlli&rio !O Rror.r.hieri Guido 68 Agnel lo fl'rnncRsco 76 llal!ls trn Duilio 28 Rovacl)ua Al(rwo 30 llrunello Augu.110 t6 Ago~tloo Vi ncm:o !181Balrslranl L uigi 48 Revilac<tua Aml eto 38 Rrunetta Onorio 74 Ajmonc Modulo 30 8311a Albtrto ~ Biagini Giovanni 1>4 Brunetti Gitueppe 7t Aj roldi Lu•!Ji 181Ballinno ISnea Arlt&ro '1 Ri nnc;mt Guglielmo 78 Brunì Angelo 6i Ai loro Af, l c/lior l'f 8t llarharo Nicolo 'H lliancherl Tto/ilo 66 Ornni Ni cola 30 Alagna lìmilio 511 llarhrn Oll~vio 6' Rtanrht l'ili orio 66 Bruno Carlo 51 Alhanrse Rtcciolli l4 llarbero Yinun::o 8! lllunrhini Acrlrio 64 Prancesco 33 Alhertl BI/ore llt i B.1 rrt~ Cc•rlo 70 Giuseppe 56, Pasquale 9i AIP~sìo Paolino 58 jBanlc Cesare !8 Bianconi Riccardo 5!,1luccl Paolo 68 Alfunso /,•uoi 30 Fr /ice '8 Rla~~l i Umbet·to 6! PalqUale it Alfoccn .4nlflnio 78 llarl~lta .Yrcolci 97 Rìlant .vano 341Rnccìanle Alfr edo tO AliOhPll i Alberto tOI Salv~&lore 8 Btlancta Colt'ln tino 341Dorla Francuco !4 A1vi~:l n l Glor f1iO n Ila rnaha Lronardo 8:1 Ilile Giova mal 97 Rulli Raffaele 16 Amhros& Lui QI i8 llarnne Giovanni 6~ llìlotta nncm!;O 28 llu~liarcllo Federico 54 Amenta Anton ino !< Ba'''"i RiCGardo 84 Bi ma Giu~tppt 60 6ugliari Gluetppe iO Amoroso nartolom to iO llarotllo Dario 48 .tlaurizio 611luono Dtmtlrio 5! Autlreint Alfredo 16 Rarra Augusto 58 Rina~thi Alber to 44 llu onomo J.ortJIZO G Anelli (iiu<eppc 80 Bartolone Gioacchino~ Bini Domenico 5'1 lhtonopanr Carlo 4() Anl!elico (;i115fJlT•t 50 llanolll Vincenzo tt Guido 3~ Buratti Ari.lllde 1tt Anltelillo Alfonso 501Rasale AIIIQnio 4'! BocCI\ Tito « flurhl Liclo 80 Anl(elini Anlollit• 50 Basill Andrea · 16 llocchetti Fedfrico 61 iluscaJtlìno Augu1to 39 Annaratone Car lo 16 Bassi lilu$eppe 3ll Rog~tlo·lera Gabrltle n uussone-Chlatlone Afl-· Aoolno Beu iumino t 6 l/go 58 BOllii Tt r eslo 80 ton io 97 Antolino Albtrto 9Ct Basso El·menegfldo 3t Romplani Gaetano G6 A ozà Salvatore !!~ Glo. Bolla 46 Roberto 60 Aondio .Vanllo 78 Basliane lll Umberto 99 llon~ccorso Ltllerio 5'1 App io tU Ferdinat~do 90 Battaglia Gloauhlno 60 Booelli Aurelio 78 Ara .Achille 44 BHtagllnl Quid~ 9i Bono Giovanni l6 Cabibbe Ftllce ti Arduino .f.'orlunalo 97 Battisti n! Camillo 36 Ronomi Gaetano t 4 Cilccia Filippo t8 Argaoioi Tto{ilo GO Bandlzzone Gio.,annf '~ Ronomo Nirolfno t t Cndeddu .Albrrlo to Argentina Gio. Bali. 68 Bayon B:lmondo '!4 Bo ragno Gfuuppe 80 Cararo JVicola t4 Armand-Ugoo Gio· Beccarlo Ermanno 78 Bordone Carmelo 461Ca1Tarelli Denedello 38 cannf i& Bedel Maurizio '6 Borell o Gio. GìuCai ro Gaetan o 158 Aromando A"gelo 50 Belftgllo Gluteppe 6! ttppt 78 Calamita Otlavlo 68 Arpa Vittorio 98 Bellia BmiUc 96 Ilor!inetto Orute 90 Caldarola PrafiCUco 40 Arpino Pltlro 9t Bellomo Bmanwel• 66 llorrnso Pietro tiJCalegarl Gio. BaUifta 8 Arzano Francuco t t Bellomonte Fll(ppo 76 Oorsarelli Gl011annf 30 Calendoll Saverio !4 Alcione Guglielmo 78 Benatl AlfonH 99 Bosco Pietro tO Calla Gatlar~o 3

c

c

•


(Segue) f!IOI CR .\LPABF.TICO Caliga rh Carlo C:tl•enclo Jffrico Calò ViHorio CalvRni Federico

68 r.utagneri Giorgio 60 C•odaro lla/Taelw ~ Cast~guone Pietro '·"ICioninl Gmlio 3! C•st•llaneta V•n cen:n 84fCiotola Al berlo l\8 Cn~lrllani llomeo {KICii'OIHnl IJiisse C.mt•azzu llat·io 5! Castell•no Fe<Jel e ! 6 Circo Giuseppe 1 Camt.i-1' BtiOt•e 44 Ca<tPlli Rt•i(anlo 48 Cì tclli Aleuandro Camboni Prrancerco i4 Castello Franresco 99 Civetta Roberto 1 Cametti Silvio 97 C"•teluovi l.odovico 281Civita Raffaele Cam••r,,nP~i Dino 44 Ca~ti~liola Orlando ~4 (ivitate Alìchete CAmmarata Giovatmi4't Castol•li Bllort t8 Cocola Vincen:o Camor~ano Prr lro 38 Gtudo 611Cocla Ca ..lo CanlJl•l!l(iani Mn 31im o31' Catalauo p,·rancesco ~4 ~Coglial•·Oezza GiuCam t•POhi Cr ulo(ot·o 56 C'a tapann Ell nar<Jo :.o uppt Campi-i Batuassm·re 46 • :.torz• Ottormo li:t Cola france~co 1 ('.an•ro F ranu400 6t C:tlerinl FtriPrico 61 C<~l•tti Siluio ca mt ot•assc• Fran C;llmi Alpmolo U 'colli llmzo cesto 6~ .alt.•ne<• Acl• il/e f>6 lr.ollnt.a Ent'leo CAn•t ~IMi Giovanni 61; GitU ,PI'' Gfr.otomln lgnnzio Can.t i• lori Bn>"ico 34 CAutiPrO (;tacomo 6S if.olomt>ara Guido Cancl'allu Lorenzo 99 Ca,aliero Rudoi ( <J ~6 C<IIllmha CtM•·e 1 11mclli l hni>M·to caowJJ:< 1/omoto 60 Ca,nlln 811g611io Cauit.anu Savrno 5! Ca VÌI'thia Frcmcesco 61Concial ore Domelli• Canuati ll'•colò IO Cei /si turo 48 co Cantalrora 1\ icn la H !C··iuo Acllille to conr-.lone Rn/1'nelr eantl)lla Mnrinno IO C•·lli Vin cmzo SS Cnniglin 1\'icota Ca!'!ll\116 Franrtsro Gr. C··lloot Lt1igi · M 1r:onsif( lio Placido C:wann• Ar llflltlo 58 C•ntlneo ~ante a 1 ,cunti Crarla Capa11o /g11nzio 60 c-nt ore A ll / tmino 6f> Corhi &Joa rdo O.t•ee•·l:o tru Ellnre M,Centrarchln flobrrlo 801r,,1rrhla Prrmo !6 Ceralugh Tullio ~fi : Corrionl Corradi•W CatiiAihl A.lti011ÌO (lli'P-1"'"' fincen!r.cr i):l ia Domefli co 50(.or•la Lueinno

(j()r

1

zino C•pi'CII • Al{r,do Giu3eppe

3t C~rruti llomoLo

Canra Utml/la Cara Fo·once1co Carhoue Bruno

74 CervtiWi (;luvrantti 99 Ccrza Francesco 9i Chdeschi Gumallo U ( orrr:tiP A t(• edn 80 Ch r rubiu t·(:lamma· ror~i .-!l(rtdO 1 36 ronl Ortau<Jo 9S corta~<a S ilvio 1 9t ctlidllr.:ra GiOI'g io 46 r.ortelln P•a11cesw 1 H; t:lu :tbr~ro Lario L ui· Cnrli Lmgi 1 971 gt 68 Cos<u Alb•rlo 78,t:lil avt>e J/,n,lo r.6 Cost.~ limìllo 50 C~>laramtd., Gitm ppP 76 Faustn

Tertslo

f,O CMv~>lle•a nona/o 9! C"rvell., Ur10

SS Cnri glo~no Rnrico ' li cornelio Luigi 40~ r.ornrlli C11rnelio 97 corrn <li Numa 1 'U Remo

1

•

SO Cocinotta .tfl(redo 48 Bugenl o 70 Cuj:!i Lìcurgo 76 •:urcio Sa·v erio

311 4t

98 31 &t Curti- i>etartla " 'i cola 98 36 Cu~nnl Mariano 54 Ala r iÌIIO 98 48 Co•oll7.A Ga$f)are 6t St Cutn Ferdinantkl 98 98 Culllca Bupenio 50 tS Cuuocrea Domenico 74

80

H 8~

D

34

70 Oallbene Filippo 00 3~ O' Acca rtlo Sa/valore 36 78 D'Agostino Aqoslino 76 ;41 Ettore !l d' All tore Fralltt!CO 56 OaJ Collo Augulto

9! 36 48

88 D~rra l'il/orio 78 nattoln Giu•cPPe 5~ II ' AI':tek Al frtdo

7!

l o· Alessaorlro Alu3! sand,·o 50 68 1 lln/TIItle 6t rr6 Da lla Fa vera Gio'tu v mmi 7l 90 D'Aiola aiovanni !O 14 O'Amhrosio Gitutppe 50 88 o·~mlro B~no lo 10 46 Glllseppa 7t s tlland ini tle Syl va Pie5t lro 74 911 Ila neri GiiLII.'ppe 48 S8 1\'Anttel:wtonio lìllore97 30 O'Anna Giuseppe 31 8 60

l'tncu•zn 9! 11r Alhent1is Guido 38 Car• tto Et·colt 6'! De Angplis Arduino &4 ('.:orina t• Giurf1!p6 &3 Gatlaw> !6 Canno Tnmma1h10 18 Oe Aerardinis Luigi 30 Carlino B1·mt lt t 6 ne llernardinls l'iroi•C •rlucci Raf(neù 38 nìo 36 Cart.~ Mantiglia f·i- lctucsa Emanuele 74 Giuuppe A11g1ulo ~6 Oe Bernardo Franu· Uppo 9R Ch•me••ti Ferdiuand o 56 Qui n lo tt ' resco H 1 1 Ca•va111i•• Edoardo &! Ctuni Gaetano H Co<ta~:liol il Antonio 46 Fmncesro A lllo>C;t.<a.,grandi Glauco 261•:tmoni Ptelro J! Co<tanllnì Giul"fJPt ~' 11ia 64 CaSAli Pietro '!O Ciacr10 A11drea 8 Cotronri Tom ma10 t8 Oe Bia•i Pa1quatt' 74 Casalo~ Gao. Pietro 60 V&to Jfi r.nuarava Rrtrlco lt De Rl:t<io Guidn 74 Casapinta GIOVtllllll ~u Ciarerl Gaorgio 76 Cotu~;nn Pietro t8 Ile c~ri• Agortino " Casanni Arturo '!4 t:iafh A r~utlo 74 Cnvone Alfoi'ISo 74,ne Carh Gllrlavo 6t Ca~~·co Bgiaw 40lC•al'rino Gino 54 CrPma Gio. Ballista 9711lo Caro Nicola 50 Casella Benedello 6'1 Ciarlo S•lvw 36 Cre,cimone Ro1a·r i o t 6 Lle Castro Ignazio 54 Da11te 3J Ci auri Ro~olino :16 Cresrellanl Catio 36jr1e CRta Domentcv u Ca~elll Carw ooiCtccarellt Domenico 61 Cr1scìone Gaetano at De Ce.'>are Luigi 66 1 <:Metta Cuat·e 48 Cieco Giuvanni 54 Criscuoli Nicola 98 Vincmso 150 Cassane•e GtuJrppe 54 C• eco ne Eli•eo 56 Crisera Giuseppe 48,1Oe Domenico Prane. 31 Catsh•i• Ugo 5t Ci~tliutti Giuseppe tt r:ri~tini Alfredo 150 De Falco Bltore ,. Ca<sl tto Fra'IIUsco 5t iCtmino Fr a ncu eo Croc~ Grtillo 71. ' De Francesco Paow 11 Cassone GIU#ppe 76 Antonio t6 Crosiglla B'tJari1lo 44~ De Giorgi ...llilio


f 03

OP Oi(tr!(i Jleui.o miuo l~ 111 l'al "'n l' wcmzn 1.8 Ferralor" GiiiS~'Pflt 8 t ';a llla AmPliO 30 ~8 ~· .. rre•o d i Cav" IIPr · r. llilelli D(}mentco 60 De~:li Alli Vanre••:o 38 " ' Salv • fii·u~ppe lettuP /.•ugi 97 1;all" Ar·luro De Hi<!ronym•s /lupIl o Stef.ono fh u.<epp~ 48 ~o 68 f't•r rell l A o·rtgo !l ' •llollr Ginratmi gt'f"(l i8 n.,~•ia L"l(li 38 U f\i~1na Ore.ilt 3! u~untn~>lf t • (i ilti'J)f»e 99 F•·r n G~ttdu M G lv.,gno Ttn ••t$10 IO 68 ••· rrl;mo P•tlr·o St ":;angi Snlva l ur e Oe Leo Snlualo•·e !'o8 llou:tdei En•·iro 40 d P ( fo"t' CQ 1 Jl(OrÌ110 fili ftH IIit 1• 0 rutnr1 0 48 Ferro l.uigi 6 • •ònnorn n 11m•U1ld o 68 3\lflt•rro· l.lll.Zi .llassimi· t;arf,nl{•·i Gil!s•ppe 68 OPI Giu ·lice lia ~la >IO 99l llnnatì lii~<"PP" 701 lia110 16 t;arn• r l llm·tolom eo Ili D' Elia A 11/onio ~~ l'""'lo•ro li• o,·a ''"' IO F1e rrv ,1/ichtle 3! Gasol•· / lotto 99 Oeli<o Ca~lo '8 llnnmi GioW'PI•t 58 P1<•re fìt l emia 5& Gnsparini G•ulio l>~llar hl\ GiU$tp pe !8 lllllolllo'' f:1111ltO 86 99 1llarto 1181 Jyin io di'Ila CiOI•I'n A•t{lelo !i llurc•·selli ~Judtalo 34 Flnr eu Liu • f r n nasco 74 (;atti 1, 0 ,. l() i 34 d ella Valle Frant'SCO 6 F•or(ln?.·o Fernando Ginva1111 • (<.a.} 80 Delle Gro tta:< Ile (;ioIgnaz io 3:!i Gio•·tmni, (!t. a. ) 99 6B vmmi Fio rini · a•1le 9~ G•II.$1'J'11t A6 Dell'ùl io Anntln 58 98 Rt,ifa nio Gi uStJlpt 60 Pior/'n : o 99 Gar.1.:. Ale••lmdro tS Delm ulio tn·nzi o Aluz•o f'pt·ru,cio 4'! t.clme lti Arturo Oelog11 GMlano 98 101 f'ituuefre•u1o Vanl •~e l .,rn.iol Luiq• 3t Gino " " zn 40 G~>nnnro J.nciano Del Piero fìi n. Bali . 901 80 l'ore l?dunrtlo ~R (1 1• r1talt1 i GiOt>flnni Ilei t>uul(l fìi•woi o 78 ft 68 l'olr.o L• borio 91 e •m•no fì ius•rpe OPI Va<IO Gfu~et•PP. 4\ Fal •lanl fliPirn 66 8t Fole •"' Umloerlo ;o r.ermiuo Al ( r t<lo 0~1 V1•rrhin Htt{JOPYO 98 f'ah1tS /$ t•IOr ol 311 31 ~'.. n7.one Lor•uzo 64 r. eru lh Anrtr•a fle Maria Ni~nln l A Fal•rir.i Niroln 'IO 70 Forrh.•rìo Luigi 90 r. • runt1n Giuliann De M:t ir•l$ A ur.Z•o 70 Fa .,.,. AU •L o 97 411 f' .. re<ti A lb·r lo ~' Ghernrrfi Gio . TJalla !6 OP. ~h•n i ts Gu'<t,un ~1.1 ~·· ·d la ~, ,o 58 Ilor i no Sotlt>afnt·e 34 r.tu•ra rrtiui Il" !ti o 9() d·• \h rl hu 1/ obll·to M F'all1''oli C •r io fi8 Forrni;!;?IIIÌ llanl in H Gh ttlo li 8m·i co \14 Ile M·•r1.0 1'mrn1~11 lh l':u ll ~ lilonamu 3! Fal,elli P.-tro i8 f .. ruaseri Crlstu(oro 70 r.hiv~ro·llo Ri'r.nrdo 70 Deml'tllo Ar•ur o SII 1Forli /u•no 36 Gi~roma~so Carlo 8! Oem urtas CnrnMio '!O l'all'Ili 6 m ilio 30 F'~t rlunatn L •onnrdo 90 r, ;.,,.,,, f' l'i/lol'lo 7t 3! /.tlÌtJIIIO Dr. Naruoll A •tiOnio ~o P':ll··onl' (ir•onrio Ferd.iun ntl o 8 < ~·raeal>t G"itfo 68 Gla•·nsa E11clld• 58 97 Franch• L111{1i Oe11 ar11 A ~tlonoo AO Valr.oui Grtvi •tQ 48 r. ta~tn•• ni fliftr·o 36 !'t fi' rrt nc hilla G~tel""0 08 Gi ollnml>ardi'l Orul• 48 Ile N11111i•• Frm•cesro 66 F~l ·lell:t l'~o·lro 5t Franch •ni l;•otla••ni 71 '; inmh• Lutgi 0Pnza lln/ffltlc ~' Fai H t• C'Ili l't 38 61 l'an elli• tti Bagmio lO flr :utr.u Vlnrenz,, '! r.ianazia fìiuseppe Ile P" ri < Aut1•uto fO f 8 (;ioni Piplrrl 5" Frau G•u•e1rpe 8 l)e ""''IU:l t;ito$•'1•Pe 68 / a ·e Il i V•t.miOtuO I F~ntoh Giulia !! fr.giorl (;iooanni t6 G•ann••lli A lusnudr11 fl De Petrillo VItalia84 F~raf!jlinua Pranc. 30 Frt$Onl Pt~olo ili C: ••nnett• TJn·nardu 78 no ts l'r•1 zsche R• tlalo 66 Gia nnn111 Din o d c Porcellini~ Ca•·lo 34 Paralli CPIPStino 70 · IO F:or:.one ~·at erio 78 f' ,.,ggt .. PranreiiCO 76 •: •ar•tl G•tltiPO Dc Pri;co Lul11i 3R 9j l'ronlal i Gi110 58 Ftmua Ftlue 66 <:•arru~so Gt $ualdo 34 De 1\lsi Antonio Fro$ini Di•i~ 8 F:< ruOint A ni"'IÌO 6~ 80 tii!!lio Rorco ~o De no~a MichPle Fnllo o l A•LP~dato 80 fla ·au i Francesco 8 t:illon,. C11rto 38 !O Umberto IS:I'azln G11~lano Il Funaioli Gatlano H Giouf!O Ft·a n rnetl 76 De !'arlo Bttgenio ~8 llìor!lano GiUII'JIPt 3() 78 f'uruò Girtco1110 De Simone Gi<ueppe 36 Fer1elu P tuqu .,/e 5! Fusco Angtlo 70 l'eolerict Pìeh·o V!nren~o Sl •(nn o IlO 98 •·edreZI.Oilt Umberto 7t Fu~• Pteh·o 4t C: lorgi GiO!'II'O M Ze/ìrino 40 70 De Stepha nis Giu· IP•I •c•"''ll•li Gu tdo iGirnrt1i (ìaus'f)pe 6u 18 F•·l•a"i t;illcinto r. i rone Ga•tone St seppe 1 Dettori Gio: Mat'ia 76 F~ula Glo&ué 76 lr.iu/Tredi Alf r •do 97 8 !jFerrablno OlltlVia . t 6 76 beu.:enlo Anlonio Giu/Tric1a A11gel o !6 gg Ue Vtocenzi Co1rno 9! F.,rrarl Claudio 8~ Gabrl Giuuppe Luigi Gtovm~11i 50 r.iu11ni Anln11io 78 Di FtiiiJilO Vincenzo 661 4l Gafa tifa/leo ia11gm Emilio t! F-.rrarl Lell l Pranc&46 Giurato Halfattt Di Giacomn Luiga 80 .Vn r io di !.allo Carmi>le 30 ICO ~ ':!t Gtu$•:o ni "'"'lo 66 :aìottlno Carlo 48 5~ Di l.eo Rafflttle 76 Forrnri .II<J r io 311 •·o· za e< 4l(t'Pdo Galanlo C ·•rln 41 r. .. rrel a Carlo di Mart ino NìenUJ 110 Putr·o t6 90 99 1:onanoo Prattctsco 91 DI Monaco Par14e llt Ugo 64 1ala<<o Anl011io 60 Go1.zi Cel,slino 3\ Di N· ll~ Nicola &t F.,rraro .trmando 6! 'ialaltt Giureppe 54 ,Di Nola Angelo 30 Puoto 54 Gallì Gio. Domenico 6 Grarto B·mdt/lo

!\tj

E

"

F

"

G


iO\

SegtU) INUICE ALi' A BB'tiCO

Grado Paolo I:!'Lampis lldoartlo 6' MalO Giweppe 38 Martiootti Carlo 88 Gramegna Giovanni 68,Landrtani Rutm·to 3' Maggesi T ommaao 8 Martoglio Frrdinanr.ran:~t., Soveria 361Langella Daniele 68 Magetta Edmondo 98 do !6 Grassi Giuaeppe !8 FranctiCO M M:.glioli Antonio t8 Jlartorana Canntlo 80 Grasso Filippo 6~ Lanna Leonida 1! ~lagliulo Al(ònao 56 Martusçelli Yincttlzo 70 Grauso Albertu 64 L.anza Emanuelto 97 Magnaghl Guido !6 MMulli Albtt•lo 38 Gra,•a Carl o 74 Tommaao 14 1laf!netti Oaapare 94 Mana~talli Edoardo M GraziaoiFrance$coA n .6·1 Lnnzetta 1\'icoln 74 Magntni Bne•J H Masia Guido 10 Graziano Carmine 50 La Porta Arturo 84 Geremi a 30 Massa Folippo 84 Graziola Gerat·do 4t !.apponi Guido 3~ Magrone A11ttdeo 81 Giuseppe 97 Greco Dommicn 4l La Rocca Paolo 5' Maimone DuyaliiiO 5! Goffredo H GriPco Gìuuppe 97 La Torre .Ilaria Paolo 6'! Maioni Enrico 681 ~rassari Giusfi>pt 23 Grill Filippo 56 Lazzaro Frane. Aut. 58 Maisto Pa1q uale l'! VitJcenzo 78 l'mce~tzO 50 Leccese Antonio 1~ Malanga DlJ1lato 34 ~lassarolti Giu•eppe ta Gri~nani Eugenio 9'1 l.e~torml Mario 74 Yalerba Luigi 60 ~!asserano Giulio :u Crollo Hllon 16 Lenzi Armmultl '!M .llalice Alt•sandro 54 Massi Emilio 50 Gii·Ol/ll,tO H Leona rch Bertedello 98 Mancini A11gelanton. t! Y assimo Frn•~ce~eo 74 Grippo lJOIWiantonio 24 Le Pera À lltOIIÌCI a Luigi 46 llassone Giacomo 68 r;rlsttna Castreus-. lt tepore France&co 84 Pa&~tlltle 74 Mnstrantnnio VtnGrìsollt GioL•anui !.6 Luigi 74 'Mancooi .fltchele 46 cenzo 56 Grus<l /,,Oit ot·do 6t Lepri G1ulio 46 Mnncnso Roberto 30 Mns1rt')ar.nl A!tiOtliliro.~o Vittorio 30 l.iiJerati Luca 3! Man•1fl .llaurizio 66 ~~ 110 l;rvt ll Carlo 98 Lic.,stro Gioueppe 1\'Manrrrdi Al(t·edo 58 Masrromattco NiGu.cl .. lupo /loberlo 51 l.inares An yelo 60 At'llllldo 76 chele 36 Gu•lolt C•tr·to l O•tiuce •lite/tele 78 Enrico 9! Mastro,·iti 1'\'~eota 38 Gu3r3hh Ca rlo 60 !.ton ti Gorolmno 18 Lu1g1 90 Ma llia .1/icht/e (;u;ornarcìa Gir·olaruo6~ l !pani Antonino 80 l'ill cen zo iO Jhtlucc 1 Giuseppe 30 Gu:o ru•·n AL{ndo s. IJLt.anli 1Yicolao 12 M.ut ganaro Cnrmeto 3ti .llnngeri f"rancesco 98 Gu1Jot 1o..;o MtchflanLivi Ridol(o 6 Mangianti Ezio 97 Nicolo 38 gelo 70 l.i Vlrghl Salvatore 36 Mnnnajoni Giollmmi 88 \lauri Luigi u Gnerr:o Vinan:o M l.lzio Goe111110 68 Manui Cado il! \lau•o At~relio C uni i r;in. /Ja llisla 8~ Lo Riano:o Luigi H :.llantern /,ortnzo 64 \laz>u Rosa•·lo Gnrg•• Aclu lle 8 l.oiTrl·do Alfo·edo 36 M311tia Gioury,pe 80 ~lal7.nJ!Iin G1ovanni ':!! P i •o·wo 5~ Loj:ocono Anto•uo 4ò Mar•·hesP.f;io /Jttlli&la 8 llazz:orino er1rmtlo 5! Guzmr<li Luiui 41' Lombardi Enrico 51 ~lnrcouc Sle(moo 18 M:1u.arou 11 filippo 9! Montìo 90 llart>nro \'oltol'io 8S MazzPI .f lat·ìo 8t l.•omhardo Leonida ~~ Mareup;u Lorer1;o ~ Mazzenga c;lacom{) 80 l;op rcsti A11lonino lt\ lla r~:ara Cr&tl1'e !6 \I;I7.Zetu Utl'lo S6 tacono Fratttesto 18 Loria Giu 1lO!IIli 8~' llargtJLt.1 Ce•are 99 Loreto :!0 tannozwllu Carmelo 30 l .o~ca lzo Vito tO'Marlaul L·'11rico U \lazz•IC<"One Camillo U 38 Loschi Pietro 98 Manauittl Ctemmle 66 Meio ... ri Luigi 54 Japoce A•tlonio 46 i.ovaglio Rocco 36 Manu• Carlo 90 .llello C{)rrado 9! lm)lr'J'iale Ct&nre !O Lovecchio Gioacclllno76 Bmilìo Paolo 16 ~temmo (Novam•i lml•l· ,·ialt (;iotlio 60 Br11t1lo 98 \Jen~t:s G11ido l mlchcato Giuuppe w Lualdi Ercole 98 Lur."a Gttlhberl · GuP10 99 ~lPnnelln Arcannelo lnr~li<e Gitutppe 38 gllelmo !14 1~anno P111qunle 64 llerPu Ro111 hno B Jngrav~lle Alfredo ~~ Lucanl'!eh Giovarl!ll 40 Mariuucci Marino &6 \lerlìtti CamiiÌc i8 ppoliti At·na ldo 9! Lucci ..fmerico 38 Mario Albet·to 74 Merlino l'ero 60 Isola Emilio Luciaol La11inio t3 .llariolll·flianehi Gi o. ~esserotti-Benvenuti Luciano Fosca Felice 7l Batta. !8 Giu1eppe 99 Lumini Roberto 80 Marotta Gaelano 31 ~essina Angelo 78 J<n~JlJl Gim:antti 5! Lu p~ tiA'IIJ Guido 74 Leonardo ~ .llessineo Gi!t~tfJpe ~ Korlstka Gian franco 84 Lupol! A.nlo11 to 58 Marra Gfu1eppe H Mesao re Nicola iS .llarras Ratrnele IO M<JStica Francuro 50 .llarrl Bzio 14 ~lèur.ci 'l'ullio 64

1

I

K L

Marrocco Achille

L.ahruna Ft·anuiCO 80 Macetlooio Miclltlan· :lh.rtfna An.gtlo La1Jru7.ZO Menolli 9i gelo 5t .llartinazzi P oelro La Cascia Sal vature 99 Machl Sebadi4ft0 46 Marlinelli Giu~pe t.a Cava lf111aZio H Madia Giultppe t O Martin! Ft·anceuo La GrotteriaPa1quale U Malfeo L11igi 46 Giovanni

8 Mia donna Antonio

4t

74 Micchlnl A11tonio !IO &llctli Antonin{) 14 Micheli Teodorico

S8 58

H Midolla Cat·mdo 00 Migllaeci Gìovann'

~

N

3!


t 05

(Segue) IIIDICI! ALI'ABBTICO

Bugtnio MigliaçciQ Romano 4t 82 Passamonti Gaetano 261Piroli Amedeo ~6 9t Natoli Fraracesco 97 Passera Ercole SO Pisaneschl Ermanno 81 Mlglin o Mario it Salvatore 8~ Tancredi 50 Plslllli Al bt?'IO 58 Mlgliorln! Angrl.r> 78 Negrisoli A "r t l i o Pastore Ft·ancesco 6~ Pitrelli JY€cola 38 Mignani Vlllorlo Marco 76 Pastorell o Calogero 76 Pi wmi Francesco 48 Mlgnemi Fr" ncesco H 74 Negro Ernes!e> t6 Liborio 14 Pizzarelll Stba311ano 68 Milettl Ernesto 99 Nlccolai Leor1elto a Patanè Carmelo 6'! Pizzocaro Clemente 99 Militello Bmilio 66 L ticio 5! Pizzocolo Ogr1ibene t4 Mingari Favve nto Nicotera Felice l O Pa trioll Giuseppa 8! Piuuti Alfrfdo 84 Nicolò 6t Nieddu Autoulo 58 Pa.trone Giuseppe 7! Plela 1Vatale 54 Mlnici Eugenio 97 Nltrini P ellegrino 44 Paulicelll Savino 54 Poctrla Pacifìeu 68 Mlracapillo G~rmaro 54 Noce Giovanni 90 Pav ia Calìman 18· Polcse Nello 64 Miral'(lia Eustach i o t8 Nonls Gerolamo 88 PavonP Giu1cppe 8'!,Polestra Giu&eppt '!!! Mirante Umberto 9t Raffaele t4 Pazzi Brmanno 30 Pollz1.i Atllvttia 56 Mirone Gitue]:>pe 36 Nota ~lio 70 Pec.:erillo Fabrizio H Polosa Vincem;o 4'! Mislano .Anlo11 i no 64 Nicola 7! Pecorario Raffaele 70 Poi •·erini .Angiolo 94 ~li silano Gicvanni 5! Nun1iata Filippo Pocorella Giovanni 80 Pomio l Guidn 3t Mls~oni l g11azio 68 Pedrazzi .4rrigo 58 Pomo Felice G! Mocleslinl Paolo :10 Ped rlol Anton io 48 Pomponi B11rico ~ Mod n~tno Domwico 61 Pellegrini P•·ancuco 3G Porcara /rido.ro 44 Molinari Alario ~ Molino l.arlo 38 Uddera Luigi t! Oreste 40 Porlnelli Camillo , 8! 381 Pelle~rino L or~nzo 46 Pomt Pktro 30 Molisani Alfredo !16 Uggero Cesa•·e 94 Olivarl Pietro Riccardo tSIP<"IIerit.lO ~ndrea ~' Possatl Albtrto 5i i O! PennRtt G•useppe 78 Potenza Luigi 8t Mombe llo Bm esto l O Onesti Carlo 97 Pennetta Alal"io !! Preite Celare 56 Monaro A d tuo 30 Urla odi Giovanrn Coalanliii O 26 l"illctnzo H IPonn etta Ceaare ti Pressacco Pasquale 6 4! Penta Renato 66 Principato Ro berto 61 Mouelll Bl'llesto 98 Oteri Vincenzo Pepe Raffael/Q · 58 Prizzi ralml~tlO 64 Mong uzt.i Umberto 32 Perassi Giovarmi Ati · Procacci Arturo t6 Montanari Attilio 28 Ionio 98 Proietto At'lllando 50 Monteleone \' lncenzo 58 Perazzo Glo v.Baltisl a 64 Pronotto Bmedetto Monti Gaeta110 70 t O Perego VUto,·lo 8 Sulpizio 98 Piet· Carlo 8~ Pace L uigi Morea Vinçeuzo 66 Pacilll Alfredo 661Perilli Gi ovami i 4& Properzi - Curti Be· Morelli Mal'io 56 Pacitto E!loardo iO Perna Amedeo SO mdeltn 74 Morino E11riro i~ Pagliu~o Al(011 3él 4G iJerotto Umberto 66 Properzl f'rancesco 56 Fra11 crscn 8 Pagnitlllo Alfredo 90 Perrelti Crislofor·o 4o Prostloclmo Emo 63 Moro Tito tO l'aguolla Umberto 8!1Perrier Sltfan(J 36 Provera Giovantti 6! MoschPtta Giln!cowi 64 Paladino Donlenico 28, Perroni Gìova•ani \!6 Mosch inl Enriço 98 Palladini Mario 881Pesce Nicola 5! td11zzana Cado 90 Palmieri llalfaete 18 Petibon LOd<'ViCO . 80 99 Mozzelti h~iseo 98 Palumbo Giuteppe 48 Petreeca Michele 99 Pettioolll Filommo u Mura :Sa lvato•·e G6 Giuseppe 30 Petti li Pasquale 4! Quaglio Celio 3t Muraro Car·lo il! Luigi · Muratori Carl o Felice a Panngia AniOIIÌIIO 36 Pezza li Robe1·1o 36 Queir.>lo Ern esto 68 t4 Pez1.ana L uigi 6:1 Musciotto Stlvestt·o 6! Pantano Arluro 94 Pezzullo Luigi 56 Mnsso Burico 9~ PaolP.ttl Vtruondo 1 tt1Pian tel ll Gm~tppe 40 Mo sto Pasqualt 76 Paolini Adolfo 80 Piazza Ben iamino !6 Muzzioli At1ton.:o 90 Paolucci Alberto Papale Girolamo 8C Picazio A11tonio 44 RaiTone A.lf~mso 60 Raniero t8 Pt('caretta Francesco 76 Ra~o Giovarmi Paranio(o A ugelo 81 Piccinini Ugo 38 llaimondl Gie1vam1 i 76 Parente Fe1·diuando 4\!'l Picco li Giooamai 46 Raioeri Umberto Parigi Btlore 64 Piccuttl Egidio 66 Ramoino Paolo 6t 6 Piceni Giulio 97 !lampi Pietro 36 Nacc.1rato Filippo 56 Parisi Felice 90' t> icone llar tolomeo 30 Rasero Riceardo Nacciarone Amitto ! & Vince11:r:o 7il Pigati Gìova11ni H Hasorl P,·a1~esco Naldoni ca,·lo 80 l>aronn BI!ZO !)~~~ Pignatelli Filippo 18 Rn~pi .Ilario Napolitani Meleh io rrt t 4 Pn rrl WaliCI' Nard t GhL~~ppe 64 Pasquali llem igi o 60 Pi'lato Adolfo 4'1 Ra ttazzi Tulfo 98 :'llardini Giulio u l'incenzo SOIPilella AltUarldro 48 Re Giuuppe "iascimbeni Ale$IMI· Passalac1ua GioacPimpinell i P ielro SIHecchion e Ettore u dro 9(1 chino M Pinta cuda Salvatore 38 Regard Pietro 90

o

p

l

Q

R

N


106 R<>lltl' i ( 'r)n flt•fllll

r:uuln

HPII~" f'iliJ110

R 'l-••n , ,, ..

,.,J

R ICCI Allf/ IO

iJulonio

t;ust onr St>rn fiuo

mrro 1:'/l.tre " ''''Ila A>.to•nio

,.,,.lH

JlH' h•·ri 111:; hi A ll•,•rll)

G"' ~~'~''''

s

6fol ~ ··

S,·ium l•itl :t (; IUitJlP•

~rl~vo

-u['"''·''"'i A"g•lo A l'IUIO

;gl

'·'"fl'

s.·..lprt Snlt,II IOrt

r;.•

41' ••u 'Hr• i a Guu "J'Jit

Il• $tJ • iu ,,·eu,·~ 1:. Emidtn 4 ~ ..: •····vutarlt G lll•' fjtfJ

!' 4

r.., .....gwtl I l A "(/"·"'u

'!~

4r•l'

u l'nl.'J.!IIII e,.,,~,.,, 9R ... . 1.., :.n ' 1

! ! :-\ •1··nt Ale ... ,, ra;t,.o ;l!!' tl lll:lfl ,'itJII'IIIOI'f

(hltt( T̕I

;,0 'J i il er1 fi rr• S /Il 8

l'idi()

,,, :.; IIJ!rlilll•'

,..;frJt iUJtl'

9~ t ;-;;d ....t n ll

'

4~

,n,•n irc.~

, ,.,,f,•n r.w.<•t•!•P. •fiJI'"

G tU•'I pt

(in f i ii••U

ls

Tl •l ,,., -c h n ni Auo·

Cornt /JO llizzu ti Giu •~rpe

R•-ht.a Cla ud•o IIObO III LOrt>r•ZO

llorra Alichel« Ror chl~ll a

\ ' tiiOl 'IO

Rod •no N~eola t<orhwut z Peli cia-

(;nuwr o !nenia

Rom hy Prwlo Roml•ola Antonio

Romeo Frnnuuo Giamltarto~o

Ron)(a (;(lelano l'inrt nzo Rosa lo Giultflpe 11• s•ell o Lttigi Rossi Al(• rdo

ili :'t• riO ntn ;,·,cula

S~ l'f• ·c•···

;;ul't·hJ GI+H'"'"'i

ti5 ..,•rtuli Alfur,,,)

Rula .Sebaallano

1\'l rulct

sr.., r:IIZI) f'tlotlrl(tJ :111l't·IUPP,.la l.'n.<ta,;;o

56 16

6' . . , ,r" nrfhu A'•'••tliO

· 80

sr. trza Clcunh••

'•n

:.s ,singh li•'ll GiusPpTJ&

18 S.hsOI• Eru;:slo 36 Suoi 'i Guido 9~ Satla-Pnlello SalvaSireri GtttS'PIJt '6 lore !O s.. m.. Sunti u :;,1 tu·inu Da vide 60 Sogno Al'lll•rt> do 3fi Sa>drlnn Save.·io 4• :;oJari Cesnre 3\ sa viut Gual1ier0 3~ Sc.Jnro Al•s•andt·o 98 Gugl•tlnto 66 Svlrrt Gi ovanr.j

"Savil1o dteuanar o 7t

Vito

18 s~ ,·oraui Tommaro i6 Sltr.,gla Bguto 611 Sr:~glin••e Vl•torio

t n S··•la Bt~ric o

99 Scallsl I gnazio W ~rambia Gluvann1 ~6 !:ìcanavino &(/ITiflo

Rovr rlo Giacomo ll u).:oni Luigi Ru:,t)(eri A n l on i no Ruini Camillo Russo Domen ico

60

'6 78

Frrw ano tt Yi Teua;:l~:~ r;iu •eppe 33 i~ :'n 11t1 :l AthlitJ C6 'I!Uit77.Ì l i ft ,. r ao t O f•·n•oa At~<sa rt!lro it 48 !:)a nta Marra Albr rto ! 6 ' irc:mli (; no d o 68 9! rcn· " '' Anlo,..o ! • :;an lino Fede•·•co t h si~non n•• ll1w• rlo Jll l'erra·.\ hrami Gi 119f :;antuti Pa.<qWlllno 58 '•IPnZ • r;; .. ,, ppe 6" .<Pf p e t8 5I ~:o nl omauru Jtuygll'fo4!1 .;d) Pt ll ,1/irlt~!f. 6~ fl'lfall• "'a Al/io 50 l\6 toro GIIISC!l•Pe, c. Il Smwnni Att.<>nndro t 4 Tt~rzi Fermo 76 9t ,;~n lurr,i Stf{ano • 8 Simoni liw,Ppr>e 99 Tcsìo r;,ueppe 16 8 • S .r,PII• Tommaso 66 :'imula Vbn i.Jo 3! Tesi t Francesco 6 Sa rto Vlllo1·io U Su tal" l in rtt~:O u fin·l lt /ilio !O

4flf .. au ulh l'retro

~ n S.Hl$ZUIIH•tll (iiovan'J'U !1 ...

r;a etanfl

lin

!18

r;~r~romo

~8

n ScaJrali Alb•• lo

Rota- R•·•Si Vsncen-

n

41

t ~ .. awl r c tl l H•IYICO

/ 'OIDJIPII

~6

36 8

fil T···le~~~~i li•lmon d.o ~6

Fe~·rutdo

Tommafo

l 'n.<qtwle 1 ~1 l'edolo· Gw.<PfJpr

tH 1'<'1• so• V.ncrn :.o

'o Srolese Giurgi o

Ro.~ln~ll•l Cat'lo

·~ 58

8--!,. . ('fllt l nn ratt• tino

8'"""'''!1 (;,arumu

!~

Ant•mio

Ro~~ini

51

30 TMtuhe ru111 /, ante

ii Se' e rt /.utyt

( e<nr-

lUI S•rzano Luiui

no

Romano B11rico Frnnet.<co

ITam (;~1flelmo

ff, l':ll•t·re i .~ l'i<lrde

Gn l'ln·no

ol \ 'lltl

, .,.l ~llli lh~ rl

Un.,ltrln

'il1T:.trn l 1 C;~&arr. .66 60 lali:Hi•·o ll~tni{acìo 97

Il~ Tarr l11 l'orgtt Jt) 411 l':tl ~ r~lli /.Ui!J i 38 l alino· i FilM o ~! Ta V:l'l.Y""' C• sa re

;tr; ..;p~lll .t/llllrt 'Z itl

l'ahalun• /Jnwt'·r uro ~H ...:,.,,,.,, ~~~ (iw·ue Ri:~ Jf"H la, b m (J 1f ft t3 ! !"!.l h a tori t;i ,!St J·]Je 9 ~• ..:..-• ... tu Ani Otì iO l•

Rizi L 14 •(1i ll izzfl Al{nmo

T

t 4 ;-\t•l•:t:- lmlu'll 1/, trnlgitl-

f,i ,,,l,ll''''

4 ,~ a •l11 .. ti .. /tHg a

1\ha A,,,,.,.u>

M

6'• -:rolo f'• I•7'PO

i~ ':t•~ .,,

Rw:. l•h r;•usrppe

$liJiu

6 Sur•d ,/lruno 911 Surtli Oome>ueo 7r, Snzzi Filippo

ScMjliHi Ce.<n.re · So .;ra rpi; E11rico 74 Scarcella .Solt•a l orc 99 rincmzo Se~ rzclla ,flichele

U Sr.hilaui Vincenzo 9~ S··hlnl Pietr o 60 Scìheltn Gaetano

t6 Sc•llleri Vincttuo

8~ Soprnno b't.luaruo !lt 'urbnra Emiu o

80 Sord i Ghu'fJpe 8! 'oster Anlot~lo 31! <;padaro Gmuppe 80 Sl'&l!nuol .. l't'• cola t ~ Si'frarani l 'lp1d 1o 51 Spina Vln r.mzo 6ll S1•lr.zlrri AIJJtrto

66 St.t·r~nelll S•uer o '8 ~tetano llmberto 5'1 Ste/Tenoni Etl ore 6' Stella P1etr o. 81 l'incmz o 5! Slu iTer i Mm·io 31 Snllter E/fon 40 Sulas Putqual e 8 Sull iolli B/iliO 36 Suma Co1imo

5' :>unseri Giuatppe

3~ Tohia A•·turo

16

3R TO•JCrinl rtci Gagli~r!IJ dis Teodo ro 90 ii T• der11 Giovanni '8 •~ foll mi l sillot·o 76 38 Tom~sclli Vilo u 9~ TomiJa Gitutppe 8

74 Tomm~sina .~farlo Il Tonietti Garlo 40 Plttro 34 Torchio Bme•to i! rorre Salvator e 3t 1o~rano Vi ncen zo 66 Tosi Riccnrdo 61 Tosti Domenico t (l Trani Nata!Cno 8t Pao lo !18 Trevlsao Hugenio 16 Triulzi Giacin l o

98 61 14 '!O

SO M SS t)

51 5t

8 !i

9~ ~ Troiani Pietro 18 76 fromha tore Wn eent:o 68 ! 6 Tr<' mhelta Edmond o 6 561Tronco• d Tito 60 64 Trovan elli L uigi ti 91 Truffi Ellore ti 98 Trulli Gabriele ft U Tucci Pil!Ppn ~ 50 Turilli .4nlon fo 36


C:itljllt} INCl iCR ALPA B~TJCO

107

u

:llo Vmlia Tomma10 t ll 7.anchetta Dommj.... VI"Co'IIIOrtP Adolfo \'ir::alht.'l Mario 9k co Vell r • Ft'flnelltO 5! \'.r,::th l llÌ(/1 !O l.'nncb1 f.lli(} i 8~ \'Pculott1 8 mcl io 76 Uberlls Altsl tuulr o \'crc:uo• Gauseppt Il! l.uullllu Pnmo \'f.'ndra ~olc•1clore l'l(ohnc G1 ustppe u 7'! \'e o fra m e llt•ctdetto 71 'l '·"" Michela11gtlo 91 '·•f•l>:tla Giaeamo llnr•ui Chwulrino 36 /.;~ra Sclc(i1 l 58 Vl<•·onu Gcuseppe llrloler Ftr11an.do 78 VPnrwnl f.ctr/o Se.<ta 70 /.o•jlfll)lll Na;mlev\'poturo t;llltrppe i !l 9! ne Veranrlo /J'IIo•·e SI VIta U11Pia110 Gui•lcl 6~ l.1h••lll Giusrppe l'er.tull"a /lmiamlniJ t 1 46 1.1•''''''" Guurppe Vac:r.uo Fra11cesco 88 \'eri( a n l 1/uim.tmdo 71i \' •Lulu 6ma11uele \'llla 11111 Cam illo 9H l.lrtc•nul• flirlro 48 VP<[laiìanO IJOIIIt"IÌ(O 99 Vajola Nnzza>-et!O \'ltnllu r:cu. < l'f'Pt f il 'hot Srh ul, nno Vroldamnrr G&Uuppe 48 f!'lu>rh c Pall)llnlf 97 ""'"lo!:: (Àcrlo l.• tù 1-rnnc•sco l'enlnl ~au lo Valc•nte Gcon"ltino G6 &O Rocco !l7 \'ocatum t.mlalt Val euti At&toni>IO 9! Vltt'domull l/t~ Ileo \'nlpt' .!lo~zllli '!l• IOI'I•I (,IOIICChiM Va l1•rin t;uw•ppt ~ \'t~l:lann A lf1't IO 60 l.or11 h Bnr ieo Lu i~~ ll(lmui Frlrrl o 4! \'olvmi f't'lmÙseo Valle .i ll{lflft V:\lhcelh A11lonan 9i \'1;rorell1 Aclull• 97 /.nr.· .orr Pftl l'rico \'cll.o<.1Uia (;ltiii'J>pt 311 Vi\nnor.d ()w nlilio l.no·rhelu b'tloar do 99 H Vutl'i .i'fltlriO Vartlt-U lìfidfJ F'rcmusro Hl l.:oftlm AniOIIÌn(l ~R ~u rt l:h ·" lvw Va'll1ro Guu~ppe IO Goovonni iti l.nmpctt.a Gcuuppt 50 \' 10Ja l'ieh·o 21 V;usalll GioQatmi

r.s

v

,,

"

"

o•

z

"

•• •

l~ ..

.• .... ..' r

'-•

" " 18

64

:t4

4t iO

u 74 76 5:!

74 70

t4 !O 64

50 &A}


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook