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GIORNALE MEDICO DEL REGIO ESERCITO 1903 PARTE II

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PUBDLICATO

OAith' ISPETTO~RTO 01 SANITÀ ft1IItiTA~E

A.NNO LI

1903

31 L UGLIO

SOMMARIO . F . . O a i E OaiGil'I'AILI . Yalerle. - COntrlbalo sperimentale alla ehirurRia lraomaliea Ilei polmone . .....ua. - At1one fisiologica e terapeutica delle aequo di Salsomaggiore . Pera111. - Appunti di chirurgia applleahile sul campo di batt&~~lia . . •

. Pa1. 4fit • • 1101 • GU

al'l'lf!I'I'A IN" to~Oali&ILI ITAI.IAltl E• Ef!I'I'Eal.

Rl\•ista medica . . . Rivista chirurgica . • Rivista d1 ocullstlca • Rivista di terapeutiea Rhl~ta d' i~tleno. . . Rivlata bibllolrntlea .

Pag. ~30 634 545 049 • M\t

• 55i • 559

Mlseellanea . • • .

(V. l' lndut tull"interno d ti/a copertina).

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D IREZJONB ED AMMINISTRAZIONE

ROJU • Palulto del ~

ciel" Qaerra, Via XX

~ttembre • ROHA

1 SCT.OB


INDIC E DELLA. RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RI VIStA MEDICA. Lathl. - La !orma leucocitaria nelle peritooit.i da propaguiono e da perloruoone. . lllcllell - Pneumooote lob&re a topo liroideo, con seuiccmia diplocoeclca o reazione di W1rlale positiva . . . . . . , . . . . Przawaltltl. - Un sintomo assal pre-.oce della pleurite BSsodall•a. . . laduel 1 GartiAO. - Su di una fllldemia familiare da diplococco di Fr:inliel Courm011. - Sulla presenza del bacillo d 'EberU1 nel sangue del tllos1 . .

Pag. SJO 531 531 :ISl 531

RIVISTA CHIRURGICA. Wolfl. - Tos-ocoemia ed amputazione. . . . . . l'ag. 531 La Garda. - Dati complrativl su H~ ferite tl'arrru. !la ruoco del gio'occhio per t•rojcÙile i

calibro ndolto .

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Kollle. - Del cancro sullo stomaco e sua cura chirurgica. Zuppl111ar. - Spost.\menti traumatici del t.arso . . . . . . . Ylncenzl. - Contributo allo studio delle iniezioni da batteri lnoculatl m vescica. Sendler. - Del momento In cui dflvesi operare la perillnite . . . . . • . Razumowllcl. - Nuovo processo per conservare la runzionaliLa del testicolo. . . . Gluzlnakl. - Della diagnosi precoc~ del carcinoma gastrico o considerazioni sulla s ua cura radicale . . . . . . . . Bersoheld. - Della tuhercolosl muscolare . . . . . • . . . . . [ Ilor. - Nuovo proce5so rtl cura radicale dP.Il'ernia lnguioalc, con parziale occlusione del r11nale in~uinale, e riduzione delle sue dimensioni a quelle del ccirrtonc spermatlco • Anzlloltl. - Biccrcho sullo mo<liOcazoonl prodotte nel rene opposto, nel C&SO di legatura unllatorelo o1ell'uretere o dell'arteria renate, e nella nelrectomla . . Manelni·Janll'l. - Cura radicale dell'sdrocelc con le Iniezioni d'acido fenico pu ro. Flsch•r. - l.'otcomielite traumatica purulenta del cranio. , . Clrerd. - Ocl cloruro oJ'etllc nell'anes!P.sia generale. . . . • . , . , Co11ntlno. - Lesioni dei centri ner•o11 in rapporto con lo stirameoto cruento del nervi. Peato. - COntributo 11110 s tudio dell'mlluenza del sostcma nervoso su lla riparazione rtelle rr.ltlure.

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RI\'ISTA DI OCUI.ISTICA. Velola. - Frrlle dell'occhio da pallini di piombo. . . . • . . . . • Pag. 51$ Galezowtltl. - Della cura delle aiTezioni retinichc Kllcosurlche con la gelatona • . . 516 Armalpao. - t.e Iniezioni d1 benzoato di mercurio nella cura di varie aO'ezlooi specsOche dell'occluo . • . • . . . . . . . . . . . . . 5'7 Galu ewllll. - L'emcacia della cura ca.codilica nelle aiTezioni oculari 518 RIVISTA DI TKR \PitUTICA. Pag. 5l9 Qualche parola sul dormiolo . . . . • • . •. . 11u011ner • Fucili. - Azlone degli alcool etìlico, mellllco e 1•ropllico adoperali per uso • 5l9 . . . . . . . . • esterno sulla corrente sanguigna • 550 Rlchrnond. - Lo 70110 nella cura della disaenteria. . . . . • • . 550 Frallr. - lnenlcaCia dei eacodilati 551 NN. - ~ sohlloonl gllcerlniche.

~ombemale. -

RIVISTA D'IGIENE. Pag. 55! Zl"lla. - Il eorpu:>colo di Poggi negli organi emopoietici dei reti prematuri . . Tfa•ot - Ricerche aull'inRuonza delle varluiool d'altitudine sugli scambi respiratori! 553 . . . . . . SzekiiJ. - Sull' idontlta della tubercolosi umana e bovina 5~3 1'aaq11111. - Ricerche e studi sulla malaria in Valdiehiana. . . , . . . 55~ Cllortlo • l'agano. - Esnerlenxe col chinino grezzo nolla cura della lebbre malarlca . 5H f'atllufal • Gloral. - La campagna antimalarica del 1901 nells maremma Grossetana 55l Rl,.lnl. - Sopra al enne conserve di uova di pesce. . . • . . . • . 555 Coaco. - COntributo allo studio del vaccino a nti,·aioloso. . . . • • . . Jalla • C01oo. - Ricerche aporlmentali sulla ldenlllà della tubercolosi di orogino umana e !155 hovlna. • . . . . · · • · · · · · • · · · 656 Yalllll'd. - Sull'usG del rormolo nell'ipcridrosi piantare. 556 T-re. - Ricerche sulla malaria al Gsa(lpooe . .

~·

RIVISTA BIBLIOGRAFICA. !157

D'Aifonao. - La dottrina del temperamenti dall'antlebita al nostri giorni ltiSCf!LLANEA •

Pag.

55~


MEMORI E · ORIGINALI

CONTRIBUTO SPERIMENTALE ALLA CHIRURGIA TRAUMATI CA DEL POLMONE

Per Il dott. Glu•e ppe Yalerlo, tenente medico, addetto allo spedal e milit.ue di Verona

(ConlinUIIzwne e fine 1'. (a~eicolo N. 6).

P ARTE SECONDA. Ferite polmonarl.

Le tendenze astensioniste dei vecchi chirurgi per ogni lesione interessante organi cavitari ebbero il maggiore incremento nelle ferite del polmone e nelle penetranti del torace in genere, per le quali il . riserbo da ogni intervento attivo passò per lungo tempo come precetto indiscusso. Era ciò avvalorato dalla ritenuta guaribilità spontanea delle lesioni polmonari, dall'attributo d'innocuità riserbato alle raccolte ematiche endopleuriche e dalla loro facile tendenza al riassorbimento (da Pareo e Fabricio d'Acquapendente a Lucas Championniére, Tuffier...... ). Seguaci dell'astensione, i vecchi chirurgi ricorsero ai più svariati mezzi di cura indiretta delle pneumorragie traumatiche; dal salasso fino al deliquio, alle applicazioni fredde, alla iniezione di liquidi emostatici, alla compressione del torace. Molti di essi, fra. cui Pareo, Dionis, Chassignac, si preoccuparono di tener beante la ferita toracica, onde ne sorgesse dalla. retrazione del polmone l'emostasi spontanea; altri, seguendo il concetto inverso, la vollero ermeticamente chiusa, perchè il sangue cumulandosi comprimesse il vaso ferito. (Va.lentin e Larrey, Nela.ton ·e Konig, De Renzi e Ciccone). A quest'ultimo criterio tera.peutico s'informano oggidì molti moderni operatori, i quali, a.i pericoli di una emostasia polmonl\re diretta., 31 - GioNtah m edico.


482

CONTRIBUTO SPElU JrlENTALK

preferiscono anteporre l' occlusione antisettica. della ferita. esterna. e l'immobilizzazione del torace facilitanti l'azione pressoria, emostatica della raccolta ematica. sul polmone ferito e retratto verso il suo ilo. S i direbbe che la chirULrgia traumatica polmonare, quasi per effetto di quegli stessi progressi dell'antisepsi e dell'asepsi, dai quali il più fecondo incremento trassero le d iscipline chirurgiche in genere, sia.si incerta sofferma.ta. nel suo cammino, rafforzando viepiù il principio dell'astensione da un lato la. frequenza. degli esiti infausti nei pochi tentativi d'intervento; dall'altro la benig nità dei decorso in questi ultimi tempi più che in passato facile ad avverarsi in molte f~rite del polmone. Molteplici riprove, sebbene prevalentemente d'indole sperimentale: hanno frattanto mostrata l'influenza. della tecnica p erfezionata e la compatibilità dell'intervento chirurgico coi delicati attributi funzionali del viscere r espiratorio. L a sutura polmonare rappresenta oggi giustamente il mezzo cur ativo più razionale delle pneumorra.gie infrenabili. Ciò invita a stabilire se la chirurgia polmonare debba rimanere circoscritta nel campo delle sole indicazioni di urgenza, o se possano motivare l'intervento altre condizioni, c ui il decorso dei t raumi polmonari è spesso intimamen te legat.o; tali il diverso grado delle lesioni anatomiche inferte dall'agente feritore, lo stato di maggiore o minore integrità dell'organo all'atto del ferimeuto, la p resenza di notevoli raccolte ematiche nel sacco pleurico ecc. Una pitt esatta conoscenza dei fattori , che ordinariamente soglio110 favorire o turbare il normale decorso delle lesioni t raumatiche del polmone potrà, molto facilitare la soluzione di un tale quesito, particolarmente interessante per la pratica di guerra, in cui la frequenza delle ferite toraciche penetranti con lesione del polmone, resa dalle perfezionate qualità balistiche delle armi da fuoco moderne assai maggiore che in passato, fa vieppiù sentire il bisogno di u na terapia basata su concetti razionali e scientifici. Se infatti i proiettili moderni piccoli, p0co deformabili più degli antichi sono favorevoli alla produzione di tragitti intrapolmonari stretti; anfrattuosi, facilmente ostruibili da coaguli sanguigni, determinando generalmente alle distanze ordinarie di combattimento ferite fac ili all'emostasia ed alla cicatrizzazione asettica, (Corni! e Nelaton) non è men vero che a, fianco di siffatte lesioni esista t utta una se1·ie graduale di altre, la cui entità anatomictt. cresce col d iminuire della distanza del tiro, mentre l'evoluzione può più facilmente restarne ttu·-


ALLA 0HIRUR01A TRAUMATIOA DEL POLVONE

483

bata. dall'insorgere di complicazioni secondarie spesso letali, come la loro setticità. (ascesso, cangrena.) con trasformazione purulenta del contenuto pleurico; le gravi emorragie secondarie di origine settica più delle primarie rapidamente mortali. Ora ha speciale interesse per la terapia la ricerca del tramite per~orso dai germi per giungere ad inquinare siffatti focolai traumatici polmonari. Quale il meccanismo di queste infezioni? Sono esse di origine bronchiogena'? o piuttosto la conseguenza della penetrazione nel torace di agenti settici trasportati dallo strumento feritore o giuntivi suc~essivamente attraverso la ferì ta. esterna parie tale? A prescindere dall'influenza, che le variazioni individuali nello stato d'integrità dell'a lbero respiratorio possono esercitare sul decorso -di molti traumi polmona.ri, starebbe in sostegno della. prima ipotesi

l'ordinario inquinamento dell'albero respiratorio, del quale, senza manifeste alterazioni morfologiche1 sono ospiti abituali i comuni fattori delle infezioni bronco-polmonari, il dipl?cocco, lo streptococco, lo sta.filococco, mentre lo spontaneo volgere a guarigione di ferite del viscere talora gravi col semplice sussidio di una cura protettiva delJa ferita esterna rende più razionale l'ipotesi di infezioni, che si stabiliscono per via esogena. La questione è troppo importante per non meritare di essere studiata e possibilmente risolta. Essa interessa. essenzialmente la terapia di gran parte delle f~rite polmonari. Ammessa infatti la prevalente origine bronchiogena delle infezioni .del polmone consecutive a t.raumatlsmi, ha speciale interesse la ricerca delle cause che possono favorirle per subordinarvi quel trattamento curativ o, che meglio assicuri l'evoluzione a.sett i ca del focolaio _traumo.tico; mentre ne ll'i potcsi di uno. infoziono esogena il còmpito potrà più di sovente limitarsi ad una scrupolosa disinfezione e protezione della ferita esterna ... Gli -scopi prefissimi in questa seconda parte del mio lavoro sono stati i seguenti: 1• Studiare i caratteri anatomici delle ferite polmonari, secondo la diversa natura dell'arma feritrice, ricercandone il substrato unatomo-patologico, nel q ua le d 'ordinario si svolgono i loro processi riparativi; 2• Indagare la via, se bronchiogena oJ esogena, per la quale con maggiore frequenza i comuni agenti delle infezioni giungono ad m-quiuare il focolaio traumatico polmonare;


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CONTRIBUTO SPERIMENTALE

3' V aiutare il grado di azione perturbat rice che sul naturale decorso delle ferite polmonari esercita l'emotorace in genere (l); 4° Stabilire con esperienze di confronto riproducenti lèsioni polmonari approssimativamente uguali gli esiti della semplice cura protettiva e dell'intervento. Per rispondere ai vari quesit~ ho determinate: l o ferite polmonari a.'iettiche; osando armi sterilizzate o b~n disinfettate (armi da fuoco); prèparandò e disinfettando con cura la. parete toracica prima del ferimento; 2° ferite polmonari, quali sogliono ordinariamente verificarsi nella pratica, scevre cioè di alcuna preparazione preliminare tanto dell'istrumento che della regione toracica; 3° fe1-ite polmonari infette; inquinando le armi con polvere o tarriccio, applicando sul ,t orace bende di flanellA. imbrattate con lo stesso mezzo. In ciascuno di questi tre gruppi, l'esperimento variò dalla semplice protezione della ferita esterl"!a con materiale antisettico o comune, alla ispezione del focolaio traumatico polmonare, alla sua sutura od asporta.zione (pneumectomia). · Per lo studio del processo di guarigione nelle lesioni polmona.ri ho proceduto in alcuni casi alla rimozione del focolaio t raumatico, eseguendo la pneumectomia cuneiforme a vario intervallo di tempo dal ferimento, fissando e sezionando il te~suto asportato; in altri ne ho seg!lita l'evoluzione in sito !imitandomi a lla temporanea estrazione del lobo leso dal torace per una serie di giorni consecutivi fino alla guarigione (2). Le ferite da punta le ho praticate con grosso trequarti da paracentesi; q uelle d t. punta e taglio· con coltello chirurgico a larga lama; (t ) Su tale argomento i chi rurgi sono hen lontani dal concorda re. Molti di essi, io particolar modo gli a~tensionlsti ritengono innocui e di facile rtusorbtmento anche' notevoli emotoraci. Al contrarlo l\elaton e~ altri ne ammisero la facile trasformazione purulenta. Secondo 1'. Guidone, dell'ospedale del P~llegrinl di Napoli. rtegli spauolmenti emorragici della cavita pleurie.'l l'assorbimento è poco o nullo, la, lle al controrlt- Il passaggio alla purulenza p•.r la via del bronchi. Secondo qu~st'autore, r.ontrariamentft af risultati delle esperienze di Leblanc e Trousseau, di Ntlaton, ecc, il sangue rlverAAtosi nel cavo pleurico noo si couula; né , per la fondament•le leuilura anatomica della pleum normalf, fibrosa e poco vascolore, mo~tra tendeoza alcuna ad es~ere rias3orbito. Sono tronpe le ossArvazlonl d o gravi emotoraci traumatici ~tunriti senza intervento per ritenere esatto quant<> l'autore napolet..no arr~rma sulla scorta delle poche sue osserva1ioni clinichr, e per non dovere piuttosto pensare a risultati di carattere Individuale. L'esperimento mi ha dimostrato, cbe i l san.'1lo s travuato provoca un lieve s tato trritati,·o della slerosa atto indubbiamente a modìOcaroe ta propriPta assor bente. K~porrò più ol tre l risultati llelle mie ossen a zionl In proposito. (il Ho creduto utile in via accessoria, con alcune esperienze controllo eseguite su cani morti, indagare mAglio la natura degl'erTe! ti ha li~ t> ci determinati dai proiettili sul tessuto polmonare In vita, come pure tornare a studiare Rl'esl ti dell'emotorace sperimentale. Riferirò più oltre anche i risultati di queste uiUme ricerche.


ALLA OHJRURGIA TRAUMATICA DEL POLMONE

48o

le ferite d'arma da fuoco con revolver del calibro di 7 mm. Queste ultime furono prodotte sparando a. brevissima. dista.nza. nell'intento di ottenere i più gravi effetti lesivi sul viscere, pei quali sembra. razionalmente esser più adatto l'intervento chirurgico. Le esperienze eseguite furono 29 di cui 17 con armi bianche, l~ con arma da fuoco. Solo in otto di queste ultime ho potuto limitare l'azione del proiettile al solo polmone, còmpito alquanto difficile nei cani per la speciale conformazione della loro gabbia tora.cica.. A tale scopo su ciascuno animale d'esperimento, fissato di fianco in adatto cavalletto, ho praticati dei tiri obliqui in modo da rendere possibile la penetrazione del proiettile a.lq nanto all'esterno ed a. destra della linea. mediosterna.le e la sua fuoruscita dal dorso in un punto diametralmente opposto. Ho potuto così circoscrivere la lesione al :;olo polmone evitando il simultuneo interessamento degli organi mediastinioi. Con la seguente disposizione sohema.tica data alla seconda serie delle mie esperienze (V. pag. 488) ho voluto metterne in rilievo il solo decorso sonimario, trovando, per semplicità di esposizione, utile raggruppare in una dimostrazione sintetica. gl'esiti delle singole osservazioni praticate nelle tre varietà di lesioni e le particolarità., che emersero rla. ciascun gruppo di queste. Riferisco brevemente i risultati ottenuti con l'ordine seguito nelle ricerche. FF.RITF. POLMO!'ARI o' ARMA. DA PU!\TA. Ne fu palese la. naturale tendem;a verso la cicatrizzazione rapida. spontanea.; non meno che la possibilità del loro andamento asettico mercè l'applicazione di una asepsi esterna rigorosa. Concordano con tale benignità di decorso i risultati dell'esame in sito del focolaio traumatico e dell'osservazione mscroscopica e istologica praticata t~ul tessuto leso tratto dall'organo nelle diverse fasi del processo d i guarigione. L'emorragia. nelle ferite da. punta del polmone è d'ordinario insignificante. Nel torace, aperto a breve intervallo dal ferimento, non ai rinvengono che t racce trascurabili di sangue, mentre una. tenue raccolta. ematica. 'Occupa lo stretto tragitto intrapa.renchima.le percorso dall'arma e ne infiltra per breve tratto il tessuto circonvicino. Tale spandimento emorragico, consecutivo alle lesioni che l' arma da punta penetrando nell' organo determina nelle estreme ramificazioni dell'arteria polmonare e nei minuscoli vasi d'origine delle vene


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OONTRlnUTO SPERIMENTALE ALLA CHIRURGIA TRAUMATICA , ECC.

omonime, formanti le delicate reti capillari peria.cinosn. e peria.lveolarc, non risulta, per la. facilità dell' emostasia. spontanea., essenzialmente modificato dall'eventuale interessamento della. ricca rete vascolare peri· bronchica., quale suole verificarsi nelle ferite ledenti le grosse ramificazioni bronchiali, ed è destinato ad esercitare sopra l'evoluzione del focolaio traumatico una. influenza. assai notevole. In conseguenza delle menzionate lesioni vasa.li si stabilisce difatti nella trama interstiziale del tessuto circondante il tragitto della. ferita, per l'estensione di qualche millimetro, una uniforme infiltrazione ematica., mentre una. seconda rete di sottili coaguli diffondesi per breve tratto dai bronchi terminali lesi a. quelli intra. ed interlobulari, circoscrivendo tutt'in giro al focolaio traumatico un'area di tessuto polmonare temporaneamente esclusa dalla funzione respiratoria. Ciò è com provato dall'essere il punto leso, prima dell'inizio della. reazionE' locale, circondato da. tessuto atelectasico, net.ta.mente differenziabile in un tratto interno con aspetto ecchimotico, corrispondente alla descritta zona dell'infiltrazione ematica interstiziale, ed in un tratto esterno, rappresentato dalla porzione di parenchima. sede dell'infiltrazione ematica al1Jeolo-br01lchiale, privo di ogni macroscopica ·alterazione di colorito. Poichè nelle ferite pt>rforanti dei grossi bronchi occupa d'ordinario il lume bronchiale uno zaffo sanguigno continuo con quello esistente lungo il tramite della lesione polmonare, può tale area. di atelectasia estendersi a tutto il territorio di loro distribuzione. Il focolaio t~nma.tico, salvo questa ultima circostanza., nella. quale assume posizione eccentrica. rispetto alla zona. a.telt>cta.sica, ne occupa con sufficiente esattezza la ·parte di mezzo. Analogo è il reperto, allorchè varie ferite da punta interessano simultaneamente il polmone, nel qual caso si stabiliscono altrettante piccole zone di esclusione dalla funzione del respiro per quanti sono i punti traamatizzati. L'area polmonare, nella quale si svolgono i processi riparati vi, dovrà per tutto ciò ragionevolmente considerarsi come fuori del contatto dell'aria, quindi al riparo delle contaminazioni batteriche esteriori. È in tali condizioni di ambiente, che un fine tessuto di granulazione, sorto dalle sottili trabecole interlobula.ri ed interacinose, ricco di elementi connettivali giovani commisti a leucooiti e di capillari neoformati, colma con rapidità. la la.cuna. polmonare, in corrispondenza di cui tardivamente residua poco tessuto fibroso, che per breve spazio restringe ed oblitera gli alveoli circonvicini. L'intervento chirurgico (sutura del tratto superficiale della ferita) non modifica essenzialmente tale processo neoformativo.


DIMOSTRAZIONE SCHEMATICA DELLE ESPERIENZE

l'


488

CONTRIBUTO SPERUl.ENT.U,li:

Ferito polmonarl -=----~~==

CON STERII.IZZAZIONB DELL' ARMA E DISINI'EZION& OELLA PARKTE TORACICA COKA Pro~tU•a della

SENU ALCUNA PRA

____:__ ---------- --..L cu l - - -- - - -

Intervento chirurgico

rerlta Mterna

l

Protetlloa della rerlta esterna

sul polmoue rerito

E SPBRISNZA 5', EsPBRIB!\ZA 1 e 2'. ESl'BBIB!\ZA. 3'. Vi sono adibiti cani di piccola Piccolo cao11 bastardo. Piccolo cane volpino. mole. Ferita del polmone deetro come Duplice ferimento del polmone Ferita del polmone destro. nelle esperienze l • e 2•. des tro. Il trequarti penetra Un groeso trequartl, stertliz- Toracotomia iotercoatale ed esotto il S' e eotto Il 6° arco zato r.on J'ebollh:iooo, viene aame d.ella ferita polmonare costale destro. affondato in senso antero·po· sul T lacere momentanea- Disinfezione. sutura e proteeteriore per oltre 5 centimente ~!&tratto dal torace. zlone antlsettì~a delle due metri in cavità sotto la 4• L'osservazione il ripetuta il 2o 1 ferite cutanee. coeta destra. l ed H 3' giorno dopo Il fe rl· 1 Rapida guarigione. Sutura e protezione antisettica mento. Guarigione. della ferita esterna. l l E SPBRIBNZA 6'. Rapid~; guarigione, E SPERIENZA 4' . 1 Cane barbone. 1 È Integralmente r iprodotta la Grosso cane da caccia. Duplice ferimento del poiesperienza 51 ; ma non ven· mone de•1 ro 1 gono disi nfettate, nè autu11 tref!uarti è succeesivamente l rate le ferite cutanP.e proa ffondato sotto il 3' e sotto il tette con semplice j!'Rrza i1

l

6<> arco cos tale destro

Il 2°

drotll~ .

ed il 3' giotno,attra-.erao una Si staiJIII&ce al 3• giorno una incia1one unita intercoetale suppuraz lone in corrispon· ubicata fra le due perfora · denza del foro cutaneo lozioni cutanee, vol ta a volta rerlore. ricbiuaa, sono asportati con J\ei g iorni aucceuivi, favorito taglio cuneiforme i punti redalla prt>88ione sulla parete 1 riti del viscere e posti in Il· toraclca,e'inlzia un crescente · quido di Mtiller. Pneumor · p;~>mizlo di pua dalla cavità rafìa (sutura D'Apolito, eeta pleurica. 11 cane muore circa un meae n. l ). Guarigione. dopo rea peri mento per eu p· purazlooe pleurica c ronica

l


ALLA CH IRURGIA TRAUMATICA DEL POLMONE

489

d'arma da pw.1lta. ~==~========~============~~----~--~===-==------

ne.\ PllEl.UUNARK

CON INQUINAMENTO DELL'ARMA O DELlA PAIIETK TORACICA

R.&

CURA

lnlervento chirurgico

1ul polmone rerlto

lnlen·enlo clururfCico

Proletliva della rerila esterna

$111 polmone reni o

ESPBRI&NZA 7°. ESPERlllNZA 9' . Cane da caccia. Cane eetter bastardo. , lnquioaweutodel trequarti con Viene ripetuta l'eeperiensa i ' . polvere preaa dai mobili del Al 6' g1o rno toracotomia inlaboratorio. ttrcostale ed asporlazione di Duplice ferimento del polmone buon tratto del lobo poid•stro attr averso il 3• e 5• menare farlto che viene Imspazio intercostale corrimerso ID liquido di 1\lliller. spondente. (Sutura D'A polito, eeta n· 1). Diainfeztone. sutura e proteGuarigio: o. 1 zione antisettica rielle ferile culanee 1 Dal 3' al 10' lliorno il enne appari! taciturno e lievemente dispnoico; poscia rapidameote ai rislabilisce. Nes1un sintomo di suppuraziooe pleurica o polmooare. E sacrificato al 30° giorno.

l

EsPBRJE=>zA.

s•.

Cane da guardia. Ftrita del polmone destro sotto Il 4• areo costale. con nequarti non •Uerilizzato attraverso benda di flanella imbrattata con terriccfo di 1 g lardmo e distesa prima del r~rimento sulla p .. rete tora· c1ca. Semplice protezione del foro cutaneo con garza idrofila. Al 2° (riorno inizio di una sop- J purazione pleuro parletale, che ba esito lo una fls 1ola toraclca permanente. Il cane è sacrificato dopo circa due meal.

l


490

CONTRIBUTO S PERUIENTALE TAVOLA IJ.

Ferite polmonari 4'an~~a CON STKRILilZAZIONE DELL'ARMA E OISINFEZIOISE D&LLA PARETR TORACIC.-\.

S&NZA ALCUIU PRA

Co

CUllA

Proteltlva della rerita esterna

l Intervento chirurgico sul polmone

Protettiva della rerita esterna

E~P&Rlii:NZA 1o•. BSPBB:IBNZA 11•. EsPBRIII:NZA. 13°. Groaao cane da guardia. Piccolo cane volpino Piccolo cane barbone. Ferita del polmoni! deatro sotto Ferita del polmoned.-etro come Ferita dt>l polmone destro sotto nell'eaperit>nza l O•. Il te•zo arco costale c:orrifl !lo arco costale corriepon· apondt>ote con largo bisturi Cinque ore dopo Il ferimento dente. panciutototalmente immeteo toracotomia e pneumorrbtla Disinfezione, satura e protezionel torace in ~neo a ntero(tre punti Lembert staccati, ne antisettica de Ila ferita pa· pnsteriore a 4 centim. dello seta n. l. rletale. lìneamedio-aternale. Sutura Presenza di pochi coa~tull aan- Guarigione. e prorezione antfaettlca della gulgni nel ca•o pleurlco. -ferita cutanea Guarigione. Guarigione rapida senza i neidenti. ESPBRIBNZA }2".

l

,

Cane da caccia di media s ta· tura. Duplice ferimento del polmone l deetro. 1 Ad intervallo di un'ora il bisturi è affondato in dl~zione ant..no-poarerlore al disotto del 4• • 5° arco coatale corrispondente. Al 3• gorno, praticata la to· racotomill intercoatale cun· etataai l'esistenza d i una eoia ferila. lntereaaante il centro dtl ~ lobo del polmone d011tro. Il focolaio trau· matico •iene r imosso con tagllocuneiforme ed Immerso in liquido di Miiller. Pneumorrafla (satura D'Apotito, seta. n. 1). Guar1gione.

I

l


AI, LA CHIRURGIA TRA\IMATICA DEL I'OLJ.lONE

rJC A PRILIMINARB

a A tntenento chirurgico sol polmone

l

CON INQUINUIE~O DELL'ARMA O DELLA PARETit TORACICA

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C na A Protettiva della ferita esterna

~~nten·ento ~lrurgtco sul polmooe

B SPERI BNZA 14" ESPERIENZA J~• E S PBRIBNZA } &•. Piccola r.a~na au~r. GroSio cane da caccia. Piccolo cane pomere. B riprodotta In tutto l'upe· U bisturi .,iene Inquinato con E' riprodotta In tutta l'eepepolvere tratta dal locali del rlenra lS". rienaa 15°. Il , . ' n 40 ed n laboratorio. Dieei ore dopo, per grave eG giorno, attraverao un untcomorragia endopleurlca, t o· Ferita del polmone sinistro tajllfo torao•co, volte a 'VOlta mcotomla e aaport.u lone del eotto il ~ ar.-o costale. r icblueo, proeedeei all'eeametratto ferito del vieeere. Disinfezione Mcurata e sutura del 'fi&cere ferito all'uopo Nella cavita toraolca al rlndella ferita cutanea. Al 5° momentaneamente eetratto.,eogono numeroal coaguli giorno Inizio di leggero ge· dal tornce. aangulgnl, che aono In parie mlalo di pus attraveno l Guarigione. punti dieutora;al 12· giorno rimosai, In parte laaolati In alto. morte del cane per ple~lte Pneumorrafla (eutora D'A polito l purulenta e auppurazione aeta n. 1). Guarigione. polmonare. E SP8Ril!NZ.l l 'i·. Piccola cagna 'folpina. Diepone1i sul torace denudato del peli, una benda di fta · nella Imbrattata con pol,.ere del laboratorio Ferita del polmone alniatro l con bietur1 Inquinato con lo ltt&IO m81:ZO. Oeclualone della ferita cutanea con aemplice garzH ldrJtlla. Al :>• giorno aegnl manifeeti di suppunzione pleurlca. A lt'So ~riorno Il cane è trovato morto Reperto anatomico analogo a quello dell'esperienza 15'.,

l

J


4.92

OONTRIBUTO SPERIMENTALE

T.a.VOLA. 111.

t'erlte polmonat·i 1

CO~ DISINFEZIONE ACCUR.\TA OI{LL'ARYA (l)

SBNZA ALCUNA PR.\ E O~LI.A PARETE TORACICA cu • A - - --------:---------------,c.-:c=--:P:-r"'ot"'e"" tu"'v"'a'o"'e;';' un:.-::ren=tac-e:::s-;-:te:::m:-a:--=:....:;1 'l;':n-;:ter=v=e=n"'to=-c=-h=•ru=rg::,-::coc-s:::u:ol::p::;ol;:m=-=o=n-=-e- ----::P::-r-, 0 t,e-"" u-,,-a-<1::-t~"" lla ..,.re-n:-:1-4 e--: • t:ern -- a--'-

181 • Grosso cane da caccia. Ferita del polmone deatro. Distanza del tiro centimetri 10. li pro·ettile penetra sotto il ;;• ar co costale llestro a S centim. dalla linea media llter· nall' fuorluecendo dal dorso io punto diametralmente oppostO senza Incontrare alcuna costa. Disinfetione to· sutura con punti profondi e auperflcia\i delle due pfr!oraziont puletali; faaciatura compressiva del torace. \Respirazione dispnoica asimmetrica, per aeml Immobilità di tutta la metà toracica deatra, accentuantesi tino al 5° giorno, indi decrescente tino a scomparea di O!lDi distuTbo reaptratorio (JOo giorno). Guarigione. Il cane è tmcritlcato dopo SO ~iorni dal ferimento. EsPI!:RIBNZA.

EsPKRJBN:tA 19'

ESPSBIBNZA 21 1 •

Cagna barbona. Yieoe riprodotta reaperleo IS' . 11 proiettile pereorrea un diprea· ao lo &tesso tragitto; ma fra t· tora in dietro nn arco coetale. Toracotomia con taglio lntHcoa. orientato lateralmente fra le due perforazioni cutanee e doppia costotOmJa. Dopo l'ispezione della cavità pleurica viene tatratto dal torace ed asportato in tota· lità con tall'lio cuneiforme il secondo lobo polmonar~ sede di una ampia perforazione etellata interessante 1 / della eua super6cit. Pneu· 3 morrafia del mQncone (pro::. D'A polito, setn n• l ) e chiusura della breccia toracica con triplice plano di sutura. Il cane versa io gravi condizioni per alcuni l!'ioroi, poi gradatamente migliora fino a guari~riooe. (15° giorno). È sacrificatO dopo 2 mtsi. EsPKRta.-.;u. 20'.

Cane setter badtardo. Ferita del polmone deatro . Diatanza del tiro centlm. 20. Il proletUie penetra a 4 centimetri dalla linea med:oeteroale, sotto la 5' coata destra e fuorie•ce dal dorao In punto diametralmente op· posto. Sutura e prote1ione antisettica delle due per forazioni pa· rietali. All'S• giorno il cane fugge dal laboratOrio ove è 1 r iportato varie ore dopo. Al 9• giorno è ferito per la 2• voi ta al tora.ce alu lstro. Il proiettile, penetrando sotto Ja 8° costa, fuorifSCe dal dorao aocondo una linea leg germente obliqua In alto e ali 'Interno. Accurata dtatnrezione, nel loro tratto acceeslbile, sutura e protezione ant isettica delle 2 ferite parietali. Il cane, dopo alcuni giorni di grave a bbattimento, progressivamente migliora fino a guarigione (20° giorno d al 20 ferimento). E ' sacrificato do1 o vari mesi.

l

Yecchio cane da guardia. Ferita del polmone destro. Distanza del tiro centim. 20. Il proiettile incontra e frattura tanto in avanti che Indietro un arco coatale arrestandosi deformato sotto lacutedel doreo Toracotomia cCJn taglio Interoposteriore condotto all'altezza del tragitto intratoracico del proiettile e doppia. coatotomia con applicazione delle 2 anse pericostali. Rieultano lesi l lobi 2° e So; più gravemente quest'ultimo, [ cbto, traacinato nell'angolo posteriore della breccia to· racica, è parzialmente aepor- 1 tato io mezzo a gravi difficoltà create dalla intensa dia· pnea. Le pericolant i condizioni del cane costringono a sospendere l'esperimento ed 1 a chiudere la cav1tà toracica. La morte aoprnviene poche ore dopo.

l

1

o(l) Il proiettile e l'Interno della canna del revolver rurono accuratamente diJinrettatl ron soluzione di acido


493-

ALLA ClURUROIA TRA UMATICA DEL POLMONE 1:

l'arma da fuoco. ~========~================-~-==~====~=

OC I PRELIMINARE u

lotenen!{) chiruJ11ico sul poi mone EsPBRJENZA

l-

===-=====

CON APPLICAZIONE SUL TORACE 01 STRATI Ili STOFFA INQUINATA MllOIANTK POLVERE E TERRICCIO 0 1 GIARDINO CU RA

PrOtettiva ctel;ola......, rP:-r"ita--:e~ st:-:e:rn:-:a,.....:~J~In:.,t~e"' rv:-: ·e.,..,.'"' t o,-c"h7ir.._.u-n'"'i~co,-s-u...,l-p-o'"" lm_o_n_e_

22•.

ESP!!R1ENZA

~3•.

l

ESPERIENZA 25°.

Grouo cane maatlno. Grosso cane da caccia. Cane barbone di medie dfmenFenta del polmone destro. Ferita del polmone de11tro. sioni. Di1tauza dal tiro c e ntim. 5. Disranta etei tiro centim IO. j Ferita del polmone efni..tro ee' Il proiettile frattura an t.erior- Sul torace dest•o, denuctato dei condo le n orme delle eepemeote Il 4• a rco coitale a 3 pel i. di•pougonai vari strati rienz'l 23• e 24°. ceotito. dalla linea medio · di ftaoel la inquina ta con l Distao ra del tiro centim. ~0. 1teroa le, (uorluecendo dal polvere e terra di g.ard lno. Il proiettile percorre Il tratto pooto opposto del do rso. Il proietti le pene1ra sotto H p1ù alto dt>l torace fuoriuPreparazione antieeu1ca di 5• arco costale e fuorie sce scendo in die tro subito all o \otto il torace d eetro, indi dal dorso tra'c ,nan<lo con aè esterno della colonna vertetoracotomia. con taglio lanumerosi ftl ~menti di s toffa, brale. !ero-posteriore term inante al molti dei qua li ai a rrestano Doporigorosad sin!erionedella foro di uscita, a doppia coa l di s otto del roro c utaneo parete toracica e&eguesl la 1totomia con applicazione di e ntrata. toracotomia con aemplice delle due anse ptuicostali. Dlsinreziooe sutu ra " pro:eta!liiO intercostale Fuoriuscita abbondante di zione antil!etlica dd le 2 f~- Risultano leai ili • ed iJ2o lobo · rite est•roe Gunrl:;l"ione. di'l polmone sinistro, sulle saogue coagulato io parte, 10 parte liquido, roromisto Il cane è sarritlcato dopo 25 cu i su perfici e~teroe il profetad aria. Il 3° lobo polmooare giorni. tl le ba scavato nel suo passi Jlresenta amptamente la.· E SPERIENZA saggio un pr.. fondo solco a · 24 •. cerato fino io J.orossimitl!. contorno B' ellato dell'ilo Altro cane da carcia A sportaziono della parte conNon easendo ponlbiiE' prati- Si tE'nta riprodu rre l 'esper ienza tusa di ciascun lobo e su· care la pneumectomia cunei2;!". tura (proc. D'A polito, aeta forme, dopo l'applicazione d i Il proiettile f,·att nra onterlorn . 1) un laccio di seta sul ~uo mente il 5o arco coatn le de- L'esperimento procede !n mezzo peduncolo, il lobo 8 asportato stro e non fuor1esce da l dorso. a l{ravi difficoltà. con termocaute r lo Cbiuli foro d'entrata è protetto Il CAne muore circa due o resora della cavità toracica. ant isettiramen te. d opo. liorte dopo 18 ore. A l Su g iorno si manif~sta abbolldRnte s u ppnrazione della parete, al 5° giorno H rane ò t rovato morto per ple urite purulenta e vasta soppura~ione polmooare. Il proiettile risulta incuneato in un corpo vertebrale.

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l·nko al s• •• c. l :lscingali c...n gort.:l stenl~.


-494

CONTRIBUTO SPERIMENTALE

Ho trovato ohe, adoperando armi da punta non sterilizzat.e o inquinate, gli esiti non sono sempre costanti. La disinfezione rigorosa del tramite della ferita parietale è talora sufficiente ad assicurarE~ l'andamento asettico della lesione del polmone; sebbene con maggior facilità al processo ripara.tivo associsi una reazione infiammatoria a carattere non suppurativo, che invade in tutto od in parta il lobo ferito ed anche l~ pleura. Ne residuano in questo caso, oltre ad un'area di t essuto sclerotico cicatriziale maggiore, aderenze pleuriche più o meno diffuse. Al contrario nelle suppurazioni della parete toracica è facile il passaggio del processo piogenico alla pleura ed al polmone, su cui hanno nonpertanto sempre notevole predominio i fatti flogogeni circoscritti o diffusi. Nelle esperienza 6" densi depositi di essudato fibrino-purulento rinvenni nella cavità pleurica destra, dai q nali era totalmente inviluppato il terzo lobo polmonare, un po' cresciuto nel suo volume, più consistente del normale, non aereato, con zona suppurante superficiale limitata alla sua faccia esterna in prossimità dell'ilo. P ressoché uguale reperto dava l'esperien7.a 7A. Tale resultato, frequente del resto anche nelle ferite sperimentali da punta e taglio e da fuoco, depono per la scarsa tendenza suppurativa delle lesioni tra umatiche del polmone, allorchè queste colpiscono il viscere normale, e per l'azione più specialmente ilogogena, che i comuni agenti della infezione vi esplicano in virh\ delle proprietà chimotattiche e linfagoghe delle loro proteine. Confortano in q uesta persuasione i risultati ottenuti da Orloff fino dal 1887, sperimentando sui con igli l'azione che lo stafìlococco piogeno, iniettato col catet.erismo nell'albero bron0hiale, esercita still'orga.no del respiro. I.' A. in tre casi su dodici, ottenne la m01·t,e con epatizzazione grigia e pleurite siero-pnrulenta. FERITF. PouroxAm DA Pl":"\TA E T.\ GLI O. Come nelle semplici ferite L1a punta l'asepsi esterna rigorosa dell' arma e della parete toracica, la successiva protezione della ferita parietale bastarono ad assicurare la loro ci{;atrizzazione asett.ÌC(1. svolgentesi in una zona di tessuto atelectasico con _l'ideu ti co processo neofurmati vo. P er la tesf;itura ela~tica del parenchima polmonare le ferite da taglio offrono una spiccata tendenza al di varicamento dei loro margini e ad assumere una forma tondeggiante in cambio di quella lineare presentata subito dopo i l ferimento. Anche i monconi dei piccoli e medì bronchi, da prima beanti, si


ALLA CHIRURGI A TRAUMATICA DEL POLM ONE

495

l

ritrovano ben presto completamente otturati, concorrendo nella. occlusione la vresenza. di sangue coagulato nel lume br onchiale, la. tumefazione del derma mucoso del bronco e lo spasmo contrattile ree.ttivo del suo strato muscolare (strato dei muscoli di Reissensen). Il verificarsi di siffatte modificazioni locali, a. breve intervallo dal ferimento, fa razionalmente supporre che d'ordinario il passaggio di aria nella •cavità. pleurica per la via dei bronchi lesi sia fatto puramente iniziale e si arresti, rimanendo questa definitivamente predosa, tostochè le turbate condizioni della pressione intratoracica provocano l'accasciamento tot afe del viscere ferito. Ho riscontrato che l' emostasia spontanea nelle lesioni da taglio del polmone è tanto più facile a stabilirsi, quanto maggiore e rapida è l'irruzione di aria nel torace i mentre l'emorragia riveste frequente· mente il carattere d'infrena.bilità, allorquando alla lesione eli un. grosso vaso non associasi l' apertura del bronco satellite (ferite tangenti al bronco) e manca h~ penetr"azione di a ria nel sacco pleurico attraverso la ferita parietale. In tal caso, venendo meno le condizioni per un completo arresto fnnzionale del polmone ferito (mancanza del pneumotorace), l'emorragia. è favorita, oltre che dai ritmici movimenti di espansione e di retrazione del viscere, dall'azione a.spiratrice, che sul contenuto del vaso leso esercì ta la pressione negati va esistente nella cavità. pleurica. Credo di non essere in grave errore considerando con ciò anatomicamente spiegati taluni considerevoli emotoraci, ai quali in clinica. non associasi che scarsa. emottisi. L'emorragia polmonare nelle ferite da punta e taglio dell'organo ha il carattere dell'emorragia venosa. Generalmente in quelle, che ne interessano la sola periferia, qualche ora dopo il ferimento, la si trova sponta.neam~nte arrestata i ma la. sua durata è in diretto rapporto con l'importanza òei >asi feriti e con la rapidità di produzione del pnenmo.torace. A differenza di altri osservatori, ho trovato costantemente il sangue raccolto nel 11acco pleurico coagulato (l ); nè ebbi ad osservare alcun

l

(l) Como Ilo Aer6flnato in unn pr~certent• rlotn, il Riud,zlo degl'autori sugl'éSitì dèll 'omotoraee non

e concorde. Attraverso niccolo Incisioni, cho ho rtlpoì rapìtlarnente sutru.1tP. In condlztcmì di J>erfolla nsep!l ho pro•oc.ata In ctu~ eMi. col taglio eli due arterJij intercostall in vicinanza 11ella loro riSilCtllvn orlglnr, una certa raecol~' Iii ~~OJ;UI' n~lla cavrta plourica rle.;trn. Esplorando In un caso Il torneo dopo !l OI'P rinvenni VAri C0\11:1111 ed una tra~curnhrle ~uaotitil di siero; al 15° giorno ogni traccia di contenulo emntiro era scompars.1 In r ntrambl. Ho potuto convincermi nd corso •Ielle ri cerche che !"emotorace sperimentale 11cr ferite del polmone non ha esito diveNo. . 'l'utto ra rit.t-nere che i ~trrmi ro1tltuenti la nora hat~ric,, rotmonare ad orp:ano integro manchino ai Proprieta r~togcn•, ntl tro~lno. nPlla produzion, sperimentale dei traumatismi, di che aCtlnlstar~ ''irulenza. Non •l ,. rulonb llf'r dnhltaro che nPII"nomo. senza una preCt'dente rllsposlzionc lndh•lduRir •eriOchìsi lo StCJso ratto. Sah•o perciò l .:asi oe1 11nnlr Il polmone ferito sra precedente sed~ di un pro·

~~ .• l.


496

CONTRIBUTO SPERThi i!:NTAJ,B

caso, nel quale la trasformazione pur ulenta della raccolta. ematica traesse ma.nifesta. origine dal polmone, anche in presenza della. pneumonite reattiva. locale, cui spesso associasi il decorso delle ferite da punta e taglio prodotte nei cani con armi non sterilizzate od inquinate prima del ferimento. Nelle esperienze lo• e 17\ nelle quali venne rispettivamente inquinata. l'arma e la parete toracica, il reperto anatomico mostrò palese il predominio dei iatti pleurici su quelli polmona.ri. In entrambi i casi, a lato della notevole raccolta. endopleurica di essudato fibrino-purulento, il lobo ferito del polmone sinistro non presentò che un focolaio suppurativo circoscritto al punto leso ed epa.tizzazione grigia rliffusa.. FERITE POL~IOK ARI D'ARMA DJ. FUOCO. l risultati ottenuti in questo ultimo gruppo di ricerche m'inducono a premettere alcune brevi considerazioni intorno all'azione dinamica dei proiettili sul polmone. È indubitato che tale organo più d'ogni altro offra. condizioni fisiche, alcune dipendenti dalla speciale sua t~ssitura anatomica, altri di natura puramente funzionale, capaci d'imprimere considerevole variabilità. agl'effetti vulneranti, che le armi da fuoco spiegano su di esso. Seguendo i risultati delle mie ricerche ho dovuto infatti convincermi, come sul grado delle lesioni polmona.ri abbiano influenza. v~~ori fattori, che in parte riflettono l'arma e le condizioni nelle quali avviene il ferimento, in parte la. vitalità e lo !'!tato funzionale del viscere. Rispetto all'arma hanno influenze, come è noto, il diametro e la deformabilità del proiettile, meno la forza viva, la cui azione rendesi manifesta solo nelle minime distanze. Rispetto all'organo sono da distinguerne gl'effetti secondo che lo' si consideri vivente o allo stato cadaverico. Nei miei anni di assistentato alla. Scuola d'applicazione di Sanità militare ho avuto agio di prender parte a numerosi esperimenti pra.ticati col fucile italiano modello 1891 su pezzi anatomici e su cani vh~enti per iniziativa e sotto la direzione di quegli esimi cultori di cesso patologico In atto, sembrami non esser possibile farsi un'Idea rtl quelle 001le blltter lche, quali ce le raalgurano cer ti autori, che. Incessantemen te migranrto dal polmon11 alla pteora, ne pr ovocano la traslurma7.lone purulenta del contenu to. In favore delr lnnoeultà del germi contenuti nel viscere respiratorio. colpito allo atato n ormale, rlepoogono la rrequen:r.a della f(uarl~~:iooe BJtontane& d i molte lorlte polmonarl, la tolleranta ed lnnocuita di tali corpi estranei che, tncist.ati nel parenchlma, posaono per lungo tempo r~stanl Inert i e sileoxiosi. Ma eonslcleranrto 1· argomento dal semplice punto d i ''lsta degli esiti \lell"emotorace sperimentale. sono lnrtotto a ritenere, per le mie ricerche: che la pleura noi cani non ha propr ietà antlcoagulatrlce; cho perciò Il sangue. mano mano che vi si raccol{lle. coagula determinando sulla alerosa una lperemla reattlva eccitatr ice del suo potere fagocitico ed assorbente; che non provoca 111 per sè inOuente nocive a l dll(Orso asettico delle ferile polruonarl ; che In llne la purulenza della raccolta ematica, Stolvo eccezioni, é subordinata ad agenU mlc robicl provenienti dalla rerita parlet.le.


ALLA OBI RUROiA TRAUMATICA DEL POLMONE

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chirurgia. militare, che sono in Italia. i professori colonnèllo Imbriaco e maggiore Bonomo, e ne ho tratta. la convinzione che, se per distanze superiori ai 100 metri sono da. considerarsi trascurabili le differenze negli effetti sul polmone colpito allo stato vitale e cadaverico, data la sempre maggiore limitazione nel primo dell·azione traumatica. dispiegatavi del proiettile, per distanze progressivamente inferiori tali divt>rsità vanno rendendosi vie più manifeste, essendochè, mentre sul pezzo anatomico i caratteri delle lesioni restano stabilmen te rappresentati da tragitti regolari, cilindrici, uguali o di poco inferiori a quelli del proiettile, nel polmone vitale e normalmente funzionante va. progressivamente dispiegandosi una. certa azione laterale sotto forma. di lacerazioni e fenditure, che verso l 'orifizio di uscita raggiungono sovente vari centimetri di estensione. Ho trovato che, ri~~nce udo la distanza del tiro a pochi crntimetri dal piano toracioo, 1'nzione vulnerante del proiettile e>~pli cfts i , contmriamente a q nanto sostiene lo stesso Del orme, nou solo ue lla zona circostante al tragitto da esso percorso; ma nei punti piìtlonta.11i de>l viscere coi caratteri di una. vera e propria. modE'rata azione esplosiva. Qn!'ste manifestazioni 11 di:;tanza. sono rappresentate da piccolo areo di lacer azione polmonare, che, con asp~tto di limitati focolai emorrag ici, si trovano sparsi nello spessore del parenchima ed alla sua superfide sotto il foglietto pleur1co {1) . Cl) l.' iunurn7.a cserr11a1a rlalle normali conrtiziooi <ti vita e rli fun~ione riPI polmonA ~ul gratto delle l~s•Oni polmonan P•r arm1 .la fuoco lo confronto dell"nzlonP da 'fU&> te srur~ata >Ul v•~cere allo stalo r~da1erlro c 110$1& In rlllei'O dallo scguen li rivrove sperlmentlfll ottenute nr l corso dt•lle mie r~ce rrh e.

tn •lue cani morti rwr ferita d·arma rlll fut•co penetrante del torau, con le.<iouA del polmone rli no lato e llellh orRani m~..:ha.'<liniel. t nrnai, prima di pralirarne l'nutop>l>l a ~pa1111'8 contro la mela lotntta del petto valeurtom1 rlclla SII!!!~ arm• e cur~ndo in tutto le vane mollaliln seguite oel pnmo ferimento (po~ltlone tlell'anlmal~. dl<lanza del Urn, •cc.). 1 rhultatl furot1o molto lllmo~tratlvl, poiché in eutr.ombi l casi, OPilO<tamente alla cons•d•revole brPCda ~ca•·nta dal prOIPitllo sul pulmonP In vita. leMnte pr<!SiOCIW tultu 11 lobo cOIJoito e circondata da parenchimn Sfl~llflOiaiO o l{ravPmente contu•o. riscontrai sulla molli del ·~~rerP fPrlto allo Stato eadaverico un semplice trAII:illo strNto, uniforme di diametro. uguale se non infcrioro a 1111ello «lei proietti IO, senaa manlfr~tu le<lone !11>1 tes~uto circ... tante al s uo pel'l'oNO. In un tPrzo c.•ne morto al segullo di un intero~nlo chirurgico in cnvltil addominale ~pnral contro Il lato dostro del torneo dopo avp,re etlcmil7.3tl entram bi i polmon• con notevoiP IJ •Iantltu <Il arqua In trodotta nell'n lhero bront;hlrd c atlraverso la t racnea e <1uesta strellam~nte nllaetta ta. Ne r i<nltò una sompllco ferila a c:~na lo àvente selle nel secontlo lobo del polmone dest ro con diamet ro alquanto ma~~:giorc di quello del j)roiettile, circondata dn parenchima fortemento contu <o por la estemi~>ne di qua lche centimetro. Tali rl~ultatl permettono rll concludere: che 11 polmullc fl81 caratteri llsicl del suo parenchlma, spugnoso. cedevole a lla pressione, elastico non re~ollzza, anatomicamente considerato, alcuna delle coodlzlonl, cui l traumatvlogl ed l fisici riferjjrooo la. gene~l d~ll'~sploslone ne• tesso ti; che è posslb•lc, mercé tal uni cambiamPnU fa •orpvoll alle manifestazioni ~splosh·e, apportati ar· liUci~lmente nel vlscero allo stato udaverico, avere un'idea del forte poteru neutralln ante, che sul attori dell"llllplo~lone e~ereita l"elastleita polmooare; che l moderati elfet ll eJptosivl delle brevissime distanze ~leno da riferire alle speciali condi·

n - Gl<lr"tale medico.

·.


498

CO:fTRillUTO SPERil>H!:NTALP.:

Oltre di ciò i proiettili, attraversando il polmone in dette brevissime distanze, vi determinano considerevoli brecce anfrattuose in diretto rapporto con la loro forza viva, dall e quali si dipartono inegolarmente fenditure varie delimitanti lembi di parenchima spappolato o gravemente contuso. Alcune di tali fenditure, quelle in direzione dell'ilo, seguono costantemente le grosse divisioni bronchiali nettamente visibili, all'esame di una ferita recente, in mezzo alla sottile trama di coaguli nerastri sulle superfici cruente del viscere, a,l pari dei grossi vasi, che, per certo tratto del loro percorso, vi si disegnano turgidi e pulsanti. È notevole il fatto che, aprendo il torace subito dopo il ferim ento, mentre nella cavità. pleurica si rinvengono copiosi coaguli, dall' intiera Sllperficie cruenta non hav vi stillicidio a,\cuno di sangue o passaggio di aria. Ciò non è altrimenti spiegabile che con l 'ammettere una estesa occlusione di tutti i bronchi e vasi interessati. Dell'esistenza e del valore di questa occlusione bronchiale ho del resto ottenuta riprova sperimentale molto convincente, estraendo da un cane, morto repentinamente in seguito a ferita polmonare d'arma da fuoco complicata da lesione della vena cava ascendente, l'intero apparecchio respiratorio ed inondando di acqua, sotto mite pressione attraverso la trachea, i due polmoni. Per quanto anche parte del lobo ferito ne rimanesse distesa, non ebbi a costatare alcun gemizio di liquido dalle superfici cruente. Avviene in una proporzione di gran lunga maggiore e con meccanismo non del tutto identico r1uauto abbiamo visto verificarsi nelle fer.ite da punta e da taglio, una estesa occlusione cioè di tutti i bronchi interessati, per la quale gran parte del lobo leso è sottratto alla funzione re::;piratoria. Del resto è a ritenersi che a ltri fattori conconano, dopo il f e'rimento, ad escludere dalla respirazione non solo la parte colpita, ma tutto il polmone dello stesso lato; tali i distnrbi della pressione intratoracica per il pneumotorace e la pneumonite reat"tiva., che ordinariamente invade il viscere ferito. Mi è risultata evidente la facilità con la quale le più gravi ferite d i arma da fuoco del polmone, asetticameute prodotte nei cani, cicatrizzano scevre di ogni complicazione infettiva, non meno della scarsa tenzloni vitali dell 'organo, fino ad un certo punto indipendenti da talunl suoi cnratteri fisici e da r intracciarsl nelle •ne qualtt.:\ rli viscere eminentemente vascolarizzato. A tal pmposito offresl lol{ica l'ipotesi, che l'ur to del prnleltile slll prinr.ipalmente s~ntito dal la massa saogui~oa circolante nella r1cca rete vnse ..lare rtel polmone, che ci rappresenta un a m pio sistema di e~mall muniti di un determinato inrlice di elasticità, o che Il subitaneo forte aumen to dPila pressione enrtovasale provochi lo SCOilpio dei piccoli o medi va~i nelle zone Circostanti al lluuto colpito con eiTetti d isgreganti sul parcncllima aper.iaimente sensibili lungo le ramiOcazionl br ouchiali, mentre nelle parLi perlrerlche del viscere cedono solo gli element i vnsali meno re~lstenti, i capillari.


ALLA OHIRURGIA TRAUMATICA DEL POLliO~E

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denza alla suppure.zione di quelle determinate in condizioni di sepai ~sterna manifesta..

Anche per tal genere di trauma.tismi sperimentali sarei dalle mie ricerche indotto e. considerare di massime. gran parte dei processi snpporativi del viscere, più che dipendenti dalle. diretta. azione piogen_e. dei batteri immessi dal proiettile nel pe.renchima, secondari al contagio -che, essi batteri, determinano con maggior facilità nelle. pleura.. Nelle feritE>~ a. decorso non snppnrativo il focolaio traumatico mostra. sempre di r~agire in forte grado con un pr ocesso infiammatorio del tessuto connettivo-vascolare; ed il ricco tessuto di g ranulazione che ne deriva, invade e colma. poco e. poco le molteplici lacune esistenti nella continuità. del parencbime. conducendo, per successiva sua organizzazione, ad une. diffusa sclerosi cicatriziale comprendente gran parte del lobo ferito. Questo infatti, pei successivi processi regressivi del tessuto connettivale neoformato, appare a. qualche mese dal ferimento assai ridotto in volume, anormalmente consistente e compatto, specie in vicina.nza del focolaio di cic~trice che corrisponde al tragitto percorso dal proiettile, ove assume durezza spesso cartilaginea perdendo ogni impronta della primitivt~ normale struttura. Sia nello spessore che alla superficie dei lobi prossimi a quello colpito si riscontrano piccole isole connettivali di colorito biancastro, rispondenti ad altrettanti punti di limitata. lacerazione del tessuto. Elasticità. ed aereazione sono del resto notevolmente in difetto in tutto il polmone leso. il quale perciò offre una notevole compledsiva riduzione del suo volume in confronto di quello dell'opposto lato (1). L'intervento chirurgico, mai reclamato da indicazioni urgenti, per il carattere spiccatamente emostatico presentato dalle pitl gravi ferite d'arma da. fuoco delle brevissime distanze e ledenti il solo polmone, allorc·hè non fu causa. rliretta. d'insuccesso, mostrò di aggravare notevolmente le coudizioni dell'animale rispetto alle esperienze controllo, in cui venne prescelta la cura. a.steusiva. I risultati complessivi di questa seconda. categoria di r icerche possono essere sintetizzati nelle seguenti brevi conclusioni: l" L e ferite del polmone, q11alunque ne sia le. n~tura, tendono (l)

Fra gl"esftl ta.rolfvi ln<llretli delle gravi ferite d"arma da ruuco rtel polmone occupano Il prlmll

IX'SlO le profonde modiflca7.1onl osservablli nella rorma e nel ''olume del cuor~. che denotano la gra· viu <Ielle alterazioni Idrauliche prodoltesl nel piccolo circolo. :"el enne utiliz1.ato per re~porìenu t~• il cuore prescnlò volume doppio del normale con aumen lo

rti tatti l diametri, ma prlnclp•lmente d~l trasver~o per grave dilatazione con lprrlrofln del ventrlcolo -{!estro l'li lpertrofla contl'ntrlea del sinistro, nel cui lume ventrìcolare era n sunto permessa 11 penelrazlone drll'estrernlln del mlg"olo. Reperto analogo; ma proporzionalmente meno grue ditdero le esperienze 19" e 18•.


600

OONTRiliUTO SPERIMENTALE

alla. guarigione spontanea. Connesse intimamente ai loro caratteri evolutivi sono talune modificazioni. che si determinano localmente ne}. tessuto circostante al focolaio traumatico, aventi per eft'etto l'esclusione completa della funzione del respiro della zona. lesa. del paren· chima. (area atelectasica. iniziale); tali l'infiltrazione emotica. alveolobronchiale; la tumefazione del derma. mucoso e lo spasmo contrattile reattivo dello strato muscolare delle ramificazioni bronchiali interes· sa. te. 2" È base del lavorio ripara.torio la. tràma èonnettivo-vascola.redel viscere, dalla quale trae origine il tessuto di granulazione che in· vade e calma la perdita di sostanza prodotta dall'agente feritore. a• La flora microbica del polmone nelle normali condizioni diintegrità dell'albero respiratorio non esercita veruna. palese influenza. sulla origine delle infezioni traumatiche polmonari, il cui sviluppo risulta intimamente legato alla. penetrazione di germi uel torace attra· verso la ferita della parete sia per mezzo dell'arma. feritrice, sia per altro meccanismo. 4" Di rado tali infezioni, per ciò che riflette l'inquinamento di· retto del parenchima, presentano tendenze suppurative; più di sovente i batteri, sia. perchè numericamente insufficienti, sia per condizioni intrinsiche del viscere, vi dispiegano azione puramente flogogena. o· La pleurite purulPnta costituisce l'ordinario punto di partenza. delle suppurazioui traumatiche del polmone ed è a sua volta. molto frequentemente secondaria. a processi suppurati vi che si ordiscono nel tramite della. ferita pa.rietale, ove è a ritenersi si accumulino in massima parte gli agenti della. sepsi, che inquinano l'arma all'atto del ferimento. G" L'emotorace non ostacola la cicatrizzazione asettica delle ferite del polmone; ma creando nella cavità pleurica un terreno pro-· pizio nell'attecchimento ed alla moltiplicazione clei germi, che possono eventualmente giungervi dall'esterno, predispone alle infezioni pleuropolmonari. 7• È sperimentalmente dimostrata l'influenza preservatrico dalle complicazioni settiche che la disinfezione rigorosa. e la protezione della ferita parieta.le esercitano sulle piu estese lesioni polmona.ri. 8" La terapia. delle pneumorragie infrenabili deve essere essenzialmente chirurgica.,. diretta sul viscere ferito. Essa sarà ordinariamente rappresentata. dalla. pneumorrafia. n elle ferite da taglio, dalla pneumectomia. in quelle da fuoco. 9' La pneumectomia. cuneiforme, eseguita secondo le regole da. me sperimentate, è conforme del tutto alle esigenze della. chirurgia..


ALLA CHIRURGIA TRAUMATICA DEL POLMONE

501

-traumatica ed in pieno accordo coi caratteri che le ferite d'arma da fuoco assumono alle brevi distanze. 11 L'applicazione di lacci emostatici sul peduncolo polmona.re -è erronea. e pericolosa: essa infatti, se più facile e spedita. rende l'azione chirurgica, non consente una metodica obliterazioue della breccia ·cruenta.; predispone alle complicazioni cardiache immediate, spesso mortali (stimolazione del pneumogastrico?); menoma, per l'ostacolo nu-tritizio indotto dal laccio strozzante, le condizioni di resistenza. del moncone favorendo nel medesimo l'incremento di processi settici. 11" In presenza di lesioni, che ostacolino la normale esecuzione della. pneumectomia cuneiforme, sarà pur sempre prefez-ibile a qualsiasi .altro processo la. pneumectomia con taglio trasversale da eseguirsi secondo le .norme descritte nella prima parte di questo lavoro dopo ottenuta l'emosta.sia del moncone mercè le due laminedi osso decalcifiA

-cato, applicate col criterio di impedire ogni spandimento emorragico

senza. grave ostacolo del circolo nutritizio della. parte compressa del .viscere.


502

AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEUTICA D ELLE

ACt~UE

D I l-3A LSO)l AG<J IO JtE

Pe~ Il dott. Are aar;e le

•e••e lla, capitano medico

C..\l' ITOL<J l. Ca ratteri fis ici e chimici.

L e acque di Salsomaggiore sorgono oggi da 13 pozzi artesiani scavati a grande profondità, che giunge da 192 fino a 717 metri, e so<- . gono dove a. getto continuo, dove in modo intermittente con vere e car atteristiche eruzioni, dovute ai gas, che si sviluppano nei pozzi. Oltre il petrolio, che si raccoglie, ed oltre i gas, che per condotti vanno a riunirsi nel gazometro, in queste acque si trovano altri gas. disciolti. Il prof. Nansini col dott. Anderliui hanno trovato in ogni. litro di acqua cm• 20,638 di gas nelle seguenti proporzioni: cm• 0,17 Metano ,. 1,77 Etano ,. 0,20 Idrocarburi pesanti ,. O,H2 Azoto Ossigeno •,. 0,07 Anidride carbonica . H,51 cm• 20,64 Totale Invece per ogni litro d'acqua hanno trovato le seguenti soo;tanze disciolte nEille proporzioni indicate ed espresse in sali: Cloruro di sodio gr. lfi3,!l9003 ,. 0,7346!) . •,. •,. litio 0,63()!)2 ammomo » ,. lf>,847~1H ,. • calcio ,. 0,2i>5!iò » • stronzio ,. magnesio u,M440 • ,.• ferroso » 0,03~Go ,. di alluminio O,OOHH4 •,. ,. manganese ,. 0,005G7

Da riporta1•.<Ji

gr. 177,14G83


AZIONE HlSWLOGlCA E TERAPBOTIOA1 ECC.

Ripm·to Bromuro di magnesio. Ioduro di magnesio Borato di magnesio Bicarbonato ferroso Solfato di st.ronzio Si lice

oos

gr. 177,14683 ,. 0,30374 » 0,06632 ,. 0,01162 :. 0,07784: ,. 0,60334 ,. 0,02304

Totale gr. 178,23273 Da ciò segue, che per la gran quantità. di cloruro di sodio, per il bromuro e iodio disciolti, le acque di Salsomaggiore sono fra le prime in Italia e fuori; mentre per la straordinaria ricchezza in sali di litio e stronzio esse hanno un primato assoluto fin' ora incontestato fra tutte le acque congeneri del mondo. TI cloruro di sodio in esse disciolto è cinque voltE\ maggiore di quello, che si trova nelle n.cque del mare. Ed ecco come la chimica dà ragione del grande progresso e della grande fama acquiiltata. da queste acque in pochi anni. ÙAPITOLO II.

Tecnica idroterapica.

Nel 1838 il dottor Berzieri, medico condotto a. Salsomaggiore, viste. l'analogia. chimica. fra. queste acque e quelle m~rine, ebbe la fortunata idea. di sperimentarle nella. cura. della. scrofola., ed ottenne risultati sorprendenti. Cosi ebbe principio l'uso tera.peutico delle acque di Salsomaggiore. BAGNI. - Il dottor Berzieri fece uso dapprima di acqtta macl1·e, a. temperatura di circa 34' C., perchè la sua piccola inferma. non tollera.va. il bagno freddo, e la diluì con acqua dolce per avere la densità. uguale all'acqua del mare. E dii. allora in poi, su per gii1, si continua il metodo del Berzieri, cioè si prescrive il bagno di acqua sa.lso-iodica1 caldo ed a pressione gradatamente crescente, che di solito va da 2• fino a lO" dell'areometro Beaumé. Anche nella temperatura del bagno bene sp~sso si mnntieno una certa progressione da circa 35" C., temperatura cioè indifferente, fino a. temperatura caldissima, cioè a 38°-39• C., secondo le malattie, e le condizioni fisiche dell'ammalato. La durata. del bagno va da 2o a 45 minuti. Ai militari affidati alle mie cure, trattandosi di organismi giovani di solito robusti, con l'apparecchio circolatorio in condizioni fisiolo-

l.


504

AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEUTICA

giche, ho prescritto quasi sempre il bagno a 37• C., a pressione quotidianamente crescente da 3 a 10• dell'areometro di Beaumé, e per la durata di 30 fino a 60 minuti. Ho dato il bagno a 35", portandolo gradatamente a 37• fino a sicm·a tolleranza, in alcuni malati affet.ti da forme emiplegiche consecutive ad arterio-sclerosi di origine celtica. Alla temperatura indifferente ho preferito assolutamente quella calda, perchè i malati potessero sudare abbondantemente durante il bagno e dopo, promettendomi serii v antaggi dal sudore. Ed i vantaggi superarvno di gran lunga l'aspettativa, come dirò in seguito. INALAZIONI. Ai bagni di solit.o si associano le inalazioni, che sono un m ezzo molto efficace per ritrarre un grande vantaggio dalle acque salso-jodiche. Con esse si fanno tante medicazioni locali importanti, e si ha un indiscutibile assorbimento delle sostanze disciolte nelle acque p er la mucosa delle vie respiratorie, ed anche p er l a vasta superficie polmvnare, secondo i diversi sistemi di nebulizzatori. Le inalazioni sono indirette e dirette, e quelle dirette sono a due sistemi : Siegle, o a soffio11e, e ad aria compressa, col metodo Forlanini. Inalazioni sistema Siegle. - Queste inalazioni dirette, a soffione, si fanno con acqua madre sterilizzata, polverizzata da un forte get.to di vapore acqueo, alla pression~ di 1-1 'h atmosfere. La nebulizzazione non è troppo fina. AI getto si dà la direzione voluta, e se ne gradua la temperatura secondo la distanza del punto polverizzatore. Si fanno a pressione graduata (2'-7• Beaumé), però con la miscela del vapore acqueo non si può stabilire in modo preciso quale sia il vero grado di questa inalazione con acqua madre. Essa dura circa 15 minuti, ed ba una speciale indicazione per medicazioni localizzate, come in certi processi cronici delle prime vie respiratorie (rino-faringo-laringiti) de-lle parti esterne dell' occhio (blefariti, congiunt1viti-cheratiti), dell' orecc:hio esterno, nei quali casi il getto polverizzato deterge e ravviva le parti, producendo delle transitorie e benefiche iperemie attive, che favoriscono la risoluzione di proce'3si da stasi. La superficie di assorbimento di queste inalazioni sistema Siegle è limitata alla mucosa delle pa.J pobre, del nasù, della bocca e della faringe. Esse n on vanno oltre la glottide, perchè la violenza del getto e la grossolana nebulizzazione non incoraggiano a fare delle profonde inspirazioni durante la inalazione, anzi gli amma.lati istintivamente abbassano la glottide, per t imore che quelle gocciole d'acqua vadano nella laringe. L'acqua madre col so:ffione Siegle, uscendo da due piccoli fori ravvicinati e sotto forte pressione, viene fuori polverizzata, assumendo forma di cono coll'apice all'apparecchio e con la base verso l'ammalat.o; però


DELL~ ACQUE

DI SALSOlU.GGlORE

505

.questa base è assai più larga del viso, quando l'ammalato per la temperatura del getto si pone a giusta. distanza da! vertice inalatore ; da -ciò segue, che i fasci periferici del soffione si sperdono nell'ambiente, mentre i fasci centrali del cono vanno a colpire il viso dell'ammalato. Di questi fasci la maggior parte, urtando contro la faccia, rimbalza pure ne ll'ambiente: e solamente pochi fasci, i pii1 centrali, entrano nella cavità. orale. Onde sono proprio pochissimi i fasci, che vanno a colpire la mucosa orale e faringea: e quindi è scarsissimo l'assorbimento, per la breve durata della inalazione, e perchè la massima parte .dell'acqua madre polverizzata si perde nell'ambiente; tanto che non s11prei dire, se l'inalazione sistema Siegle giovi di piu all'amma.la.to, o a chi assiste o passeggi nell'ambiente, dove funzionano i soilioni. Parte dell'aC(lU&. madre polverizzata., che penetra. nel cavo orale, per solo effetto meccanico scende nella faringe, e con involontarie deglutizioni giunge adt•gio adagio nel ventricolo, dove trova una eccellente superficie per l'assorbimento; ma la mucosa gastrica ne riceve noia, e si irrita alcune volte al punto da. produrre leggieri effetti lassativi per catarro gastro-intestinale. Questo ho osservato su nle e su altri militari. Inalazioni ad a1·ia compressa. - Sono inalazioni anche dirette, ma -di acqua salso-jodica. ed a polverizzazione sottilissima. L'apparecchio -è come un grande spirometro alla \Va.Jdenbourg, costruito secondo i concetti esposti dal prof. F orlanini. Per mezzo di un motore elettrico, una pompa spinge aria per un tubo in una specie di gazometro. In cima a questo tubo vi è una <!orona di polverizzatori, che pescano in una vasca ririena di acqua salso-jodica a !f)• Beaumé. L'aria, spinta a forte pressione, per :il tubo giunge nella campana superiore, passando attraverso qu~sti nebulizzatori, e polverizza l' acqua salso-j odica: di talchè in quella specie di gazometro arrivano contemporaneamente acqua nebulizzata ed aria, la quale solleva la campana. S'interrompe la funzione del motore elettrico, ed allora la campana per il suo peso esercita una pressione di 1-1 't, atmosfere, e l'aria unita a nebbia salso· jodica sfugge per tubi innestati all'orlo superiore dell'apparecchio. A questi tubi si applicano speciali imbuti di vetro, che si adattano alJa. bocca. degli ammalati, i quali posson0 comodamente inspirare quella finissima nebbia mista ad aria.. Queste inalazioni sono le più razionali, le piu efficaci fra tutte, perchè la nebulizzazione è la piu fina possibile, e per tal modo l'aria impregnata di nebbia sa.lso-jodica porta i principi medicamentosi certamente fino agli alveoli polmonari, e l'assorbimento:ha luogo per tutta. la superficie dell'apparecchio respiratorio.


506

AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEUTICA

:Per una sorgente calorifera applicata ali' apparecchio, queste inalazioni possono farsi anche ad aria calda. E questa modificazione èimportante, perchè permette d'inspirare con maggiore facilità e gradimento nelle vie respiratorie quell'aria medicata a temperatura, che si avvicina a quella dell'ambiente . polmonare, e perchè il calore favorisce di più l'assorbimento delle sostanze disciolte in queste acque. , Di queste inalazioni nulla va perduto nell'ambiente. La durata è di 5-20 minuti per abituare gradatamente la mucosa respiratoria all'azione efficacissima, ma irritante di queste inalazioni. Inalazioni indirette. - Il sistema di queste inalazioni è di Ia.nnigen e Beiseelen, e consiste nella nebulizzazione di un getto d'acqua salso-jodica, che si frange contro una superficie solida. L'acqua è polverizzata in modo da essere addirittura. una vera nebbia come nelle inalazioni ad aria compressa; pe.rò la. densità di quest'acqua è di so· Beaumé. In ampì saloni, ripieni di nebbia finissima salso-jodica, forniti di potenti apparecchi per la ventilazione ed il rinnovamento d-e ll' aria,. gli ammalati siedono, passeggiano per una o due ore, potendo anche esercitarsi con esercizi ginnastici, opportuni per fare ginnastica respiratoria e favorire le penetrazione della nebbia salso-jodica nelle più profonde vie polmonari, favorendo in grande proporzione l'assorbi-· mento dei principi medicamentosi disciolti in quelle acque. Onde i vantaggi di queste inalazioni sono riassunti nella lunga durata e nel grande assorbimento. Di tal che le inalazioni dirette a.. soffi.one pres~ntano vantaggi per le medicazioni locali, ma. quelle ad

aria. compressa e quelle indirette sono assolutamente superiori per azione generale, in seguito a maggiore ed indiscutibile assorbimento. A queste conclusioni mi hanno condotto non solo i ragionamenti e le osservazioni, ma sapratutto i risultati ottenuti con l'esame de1 sangue, e con l'esame clinico . degli ammalati. Gli ammalati ricoverati nello stabtlimento militare hanno fatto,. come cura normale. un bagno ed una inalazione diretta al giorno: però in alcuni ho provato due specie di cttre intensive. La prima. consist.eva in un bagno e due inalazioni dirette, sistema. Siegle, a.l giorno:

la seconda nel bagno, in una. inalazione diretta di acqua madre ed· un't~.ltra indiretta sa.lso-jodica. Orbene i risultati eccellenti deUa cura normale sono stati superati dalla prima cura intensiva. ; e questi ancora più dalla seconda cura. In seguito con cifre dimostrerò ancor megliole mie affermazioni. Onde bene a ragione dice il prof. Baistrocchi, c he « tutti i medici dovr~nno consigliare questa cura delle inalazioni~


DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

50T

che oltre a procurare effetti topici sorprendenti, favoriscono in modo· positivo l'assorbimento dei componenti minerali delle acque :r>. E ciò è proprio lo scopo ed il fine della cura. RINOOLISMl. Per avere un'azione più efficace dalle inalazioni dirette eulla mucosa. nasale si adopra.no le irrigazioni con apparecchio

del Web~r. f~tte con acqua madre o salso-jodica. graduata e riscaldata. Per questo scopo sono impiantati apparecchi e locali con grande proprietà tecnica ed igienica. R:éNIFl,EMENT. Per le medicazioni ed i lavaggi del naso vi sono· anche opportune vaschette di porcellana, e queste medicazioni deter·· sive e molto efficaci si fanno con acqua salso-jodica o con acqua madre· a pressione graduata e rigorosamente sterilizzata, come quelle, che servono per i rinoclismi. Devo qui aggiungere uua importante medicazione della mucosa nasale fatta. con l'inalatore ad aria compressa sistema Forlanini. All'estremità dei tubi di caoutchouc, perifericamente innestati alla campana superiore dell'apparecchio, al posto degli imbuti di vetro per le inalazioni orali, si applicano delle olive speciali, che si adattano alle due aperture esterne del naso. Si fanno così le inalazioni nasali di acqua salso-jodica 8. 16~ Beaumé. E questa cura energica. è utilissima. in certi processi patologici cronici dalla mucosa nasale e di quella. faringo-laringea, specialmente quando i processi di questa sono una dipendenza di riniti; ed i vantaggi di queste inalazioni sono ancora. maggiori, !le queste sono fatte a temperatura calda.: l'assorbimento èmaggiore, e più grande l'efficacia di esse. DocCIE. -=- Oltre le doccia locali, molto utili e importanti, vi 8ono le doccie geuerali. Esse negli effetti e nel meccanismo di azione· sono identiche a quelle, che si praticano con acqua dolce; e non hanno, di fronte ai bagni, quella importanza, che a prima vista può sembrare, perchè di minor durata e senza i potenti ausilii tera.peÙtici che sottola doccia non possono intervenire, ma che si manifesta nel bagno. Però durante la cura a Salsomaggiore sarebbe bene ricorrere ogni tanto a qualche doccia, tiepida o fredda secondo i casi. Oltre le salso-jodiche, vi sono vere e complete sezioni di doccia con acqua dolce, calda e fredda; ed è utile usarne, perchè mdntre detergono il corpo e fa~riscono l'assorbimento nel bagno sa.lso-jodico, d'altra partehanno effetti tonici e potenti sul sistema nervoso e sanguigno, rinvigorendo l'organismo, che può essflre infiacchito dai bagni caldi. FANGHI B coMPRESSE. L'acqua salso-jod?ca dai . pozzi si raccogliein vasti serbatoi, in fondo ai quali si forma. un deposito limacciosor che contiene naturalmente tutti i principi disciolti nelle acque.

..s


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AZIONE FJSIOLOGICA E TERAPEUTICA

Si raccoglie dopo lungo tempo questo deposito, e si adopera per le fangature. Ecco il procedimento. Ad una miscela di terra, asportata da terreni impregnati dei .sali di queste acque, ed impastata con acqua .salso-jodica, si aggiunge del fondo limaccioso delle vasche, nelle proporzioni dì circa uno su cinque. Il fango cosi preparato si riscalda in una vasca apposita, e si applica alla temperatura di 45•.so• sulle parti malate, per la durata di circa 30 minuti. Questi fanghi sono efficacissimi in alcune forme di reumatismo articolare o muscolare, in postumi di lesioni traumatiche, specie di ossa o di articolazioni. Ed i risultati eccellenti sono dovuti a potenti effetti di rivnlsione, la quale giunge a produrre un eritema, che presto sparisce, e ad effetti riso l venti con riassorbimento di p rodotti flogistici, riattivando la funzionalità circolatoria e nervosa della parte. I fanghi sono anche preparati con n.rgilla. ed acqua madre. Su questo argomento il prof. Baistroochi riferendosi ad osservazioni del dottor Lauret, di 1\Iontpellier fa una considerazione molto importante, che cioè nel fango, venendo a trovarsi mescolate grandi quantità di sali metallici, di basi ~ di a cidi come in una pila elettrica, dovrebbe essere possibile l'assorbimento attraverso hL cute delle sostanze medi-camentose contenute nelle acque di Salsomaggiore. Lo stesso meccanismo di azione, ma in grado meno intenso, hanno le compresse calde di acqua madre e salso-jodica, che si applicano su piaghe o sopra altre regioni ammalate, dove si vuole esercitare azione ris0lvente e derivativa. lNIEZIONr. Se i vantaggi e i benefici della cura a Salsomaggiore sono in ragione diretta dell'assorbimento dei priucipii disciolti nelle acque, de ve nascere di conseguenza, che utilissime debbono tornare le iniezioni ipodermiche e parenchimali fatte con queste acque. E sono in effetto eli gmncle utilità. Il primo ad avere l'idea di questa medicazione fu il prof. Parona, ed iniettò acqua madre i.n molti casi di gozzo, con il 72 p. 100 di guarigioni. Incoraggiato da questi risultati, il prof. Baistrocchi ha fatto sperimentare nel Sanatorium da lui diretto le iniezioni di acqua madre ad l • Beaumé in adeniti scrofolose ed in linfomi del collo. I dottori Albertelli e Zerbini su 147 casi hanno avuto il 67 p. 100 <lirca di risultati positivi, e gim!gono alle conclusioni, che le iniezioni di acqua madre, aiutate o no dall'azione del bagno, sono efficacissime contro l~ adenl'ti con ipertrofif\ ed iperplasia, utili in quelle associate a periadeniti, quasi inefficaci nelle adeniti suppurate; e ch e .sono tolleratissime alle dosi di 5-10 cm' di liquido.


609'

))ELLE AOQUE DI SAJ.SOMAGGIORE

Nell'acqua madre, tolti per precipitazioni i sali di feiTo, e per evaporizzazione il cloruro di sodio, restano più concentrate le altre sostanze disciolte nelle acque salso-jodiche (jodio, bromo, litio, ecc). Questa considerazione rende razionali le iniezioni di acqua madre. Il prof. Ceccherelli alle iniezioni di acqua madre preferisce quelledi acqua salso-jodica, perchè questa contiene molto più di cloruro di so:iio, e non crede si debb~ rinunciare all' utile, che questa sostanza apporta all'organismo. Infatti le soluzioni di c loruro di sodio, che si iniettano per vie ipodermiche, parencbimali ed endovenose, e che spiegano si grande efficacia sulla pressioue e sulla massa sanguigna, da meritare il nome di siero fisiologico, debbono avere una parte importante nella rigenerazione dell'organismo. 'l'auto ciò è vero, dice il Ceccherelli, che da tempo immemorabile si mandano al mare gli scrofolosi, dove alla cura di jodio si associa quella del cloruro di sodio. Onde sono razionali anche queste iniezioni. Il Ceccberelli adopra l'acqua salso-jodica' sterilizzata,· diluita con due parti di acqua distillata, e ne inietta un grammo al giorno. I 165ammalati. ammessi allo stabilimento militare da giugno a ottobre sono stati sottoposti a 4 tipi di cnra: e nel seguente speùchietto ne riassumo i risultati: ~--=--==-=

TE P l Ili CUR A

Cifra media di aumento dopo l~ giorni Urea !Emoglobina

Globuli

504

1,15

'7,26

80?.509

75!) 868 955

4,93

9,28

13!l2R40

5,83 6,93

12,36 15

l't'SU

IHIImmi

l

Bagno+ Inalazione acqua mai re (tipo Slegle)

2

Jo Tipo +Inalazione acqua salso-jodlca (len·

s

l ! 0 Tipo+ Iniezione acqua madre ( l' Be:mmé).

4

Il• Tipo+ lnlezioneacq_uaa&leo-jodlca ( 1• '/,.B)

n lgeo)

~

l'H't" l

Da questi numeri mi pare si possano trarre queste conclusioni: l" Che i vantaggi sono maggiori nella cura intensiva; 2' Che i vantaggi della cura intensiva, aumentano con le iniezioni di acqua madre, e più con quelle salso-jodiche. Tutta la cura di Salsomaggiore agisce migliorando i t'Ìoambi organici; onde, secondo i tipi di cura, si vedono proporzionali progressi di miglioramentocosì all'aumento dell'urea e del peso del corpo, come miglioramento della. massa sanguigna.. Certo l'associazione delle iniézioni ad altre cure non permette di formulare nn concetto assoluto, ma. è sufficiente per formarne unorelativamente esatto.

Jl


610

AZIO!\E FlSIOLOOICA E TERAPRUTICA

O li ammalati fin dalle prime iniezioni mi hanno dichiarato di avvertire un grande senso di benessere, un rigoglio di vita, e maggiore forza muscolare; appetivano e digerivano meglio, avevano il eonno più tranquillo e più soddisft~ocente. Il miglioramento generale traspR.riva dal viso e dalle mucose visibili, che erano pii1 rosee, e dalla. nutrizione notevolmente migliorata. In due soldati sani della compagnia di sanità ht:> sperimentato le sole iniezioni, ed ho avuto risultati sorprendenti ed indiscutibili. CURE ACCESSORIE. La. cura di Salsomaggiore è coadiuvll.ta. da tutti i mezzi, da cui la balneoterapia può trarre vantaggio. 'l'utto ciò che l'igiene, la chimica., e le discipline mediche e chirurgiche hanno escogitato di piu efficace, tutto a Ha.lsomaggiore è stato ~tdot­ tato, con precisione meravigliosa a vantaggio degli ammalati : elettroterapia, bagni idroelettrici, bagni di luce, massaggi, kinesi terapia.

CAPITOLO III.

Azione fisiologica..

Sut.t.A CUTE. - L'acqua salso-jodica o l'acqua madre applicate su cute integra, sotto forma di compresse e per una certa durata, provocano iperemia con senso di lie'"e. pizzicore; su cute escoriata o su mu<·ose gli effetti sono maggiori. So~to forma di bagno queste acque su cute intatta, a temperatura. d i 35" C. provocano dopo 10-15 niinuti arrossimento pel."leggiera. i peremia; e se la temperatura del bagno è maggiore, per es., a 37•, l'iperemin è così notevole, per afflusso di sangue alla periferia, che poco dopo apparisce il sudore, per iperfunzione delle glandole sudorifare, o gli arti aumentano di volume. Il sudore apparisce anche uei bagni caldi fatti con acqua dolce, ma ad nn grado molto minore. Anzi ho fatto osservazioni d i confronto tru. bagni dolci e salso-jodiei alla medesima tempera tura., a. 37•, al mattino a. digiuno, e la sera alle lo e '/, dopo il primo pasto, per vedere se e quanto sul sudore poss!l.Do io fluire l'ora e lo stato del ventricolo. Ecco le conci usi on i : l • nel primo bagno dolce a 37• alle ore 9 il sudore è scarsissimo o nullo: alle ore 15 alle volte è abbondante, altre volte scarso; mentre nel bagno salso-jodico il sudore è sempre abbondante, ma piu alle ore 15, e un po' meno al mattino; 2" nei successivi bagni .dolci a 37• la secrezione sudorifera quasi non si manifesta pi·ù, nè a.l


DELLE ACQUE DI SAL~OMAUOIORE

6ll

mattino nè al pomeriggio, mentre in quelli salso-j odici va aumentando in ragione diretta della pressione dell'areometro Beaumé; 3° dopo il bagno dolce a 37° l' iperemia cutanea sparisce quasi del tutto e presto, con completa scomparsa del sudore: mentre dopo il bagno salsojodico, l' iperemia cutanea persiste per oltre 30 minuti e continua profuso il sudore, anzi di solito aumentano entrambi. I militari affidati alle mie cure hanno sempr~ preso il bagno a 37° C.: ve.ria.ndone la durata e la pressione. E ciò per ottenere mediante il sudore una vera epurazione dell'organismo, per una grande e continua eliminazione di tossine. Il sudore, specialmente nelle forme celtiche e r eumatiche, a Salsomaggiore deve essere una del le basi di cura. Il sudore, nel bilancio organico, è una perdita, che facilmente si ripara; ma è per l'organismo una vittoria nelle battaglie della vita; e quando queste vittorie si ripetono successivamente, come in una cura a Sal so, l'organismo .o ttiene un trionfo inestiuabile e d uratnro. c Il caldo, dice il prof. l{iva, quel caldo che viene, mi si passi la frase, così bene immagazzinato dall'acqua salina, la sua azione sulla cute, le modificazioni di circolo che vi porta, lo stimolo che arreca alle infinite glandole che contiene, glandole, che sono un prezioso estesissimo emuntorio, come del resto lo dimostrano anche antichissime esperienze, deve u·ervi sicuramente larga parte; e tutto quello quindi che vale ad esaltare, a.d acuire questa azione non può essere che grandemente benefico ed ausilio preziosissimo ». Ma l'azione dei bagni salso-jodici sulla cute si riduce solamente ad una funzione di eliminazione"( Basterebbè questo effetto a spiegare tutto il vantaggio di quei bagni? o queste acque per la cute agiscono vigorosamente sull'orgallismo"( Tutti gli infermi, che traggono alle acque minerali, per cercarvi la guarigione, rispondono a queste dom.ande. A Salsomaggiore i bagni sono utilissimi anche se gli ammalati non sudano. Ed ecco presentarsi la grave questione dell'assorbimento cutaneo. Assorbe la cute? le sostanze disciolte nelle acque per la cute possono penetrare nell' organismo? Molto sull'argomento è stato scritto, e molto vorrei dire, ma non è questo il lnogo. Mi limiterò a fare una considerazione basata su innumerabili esperienze. Sta in fatto, che i bagni di Salso giovano indiscutibilmente. Evidentemente questo giovamento deve essere in ragione dei principi medicamentosi contenuti e della loro penetra.zione nell'organismo. In· fatti i risultati sono assai maggiori quando ai bagni si associano le


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AZIONE FISIOLOGICA R TERAPEUTIOA

inalazioni e le iniezioni. Se così non fosse, dovrebbero dichiararsi complotnmento inutili lo curo marine o quello di tutto le acque mineralir che banno il battesimo ed il planso di secolari esperienze. Onde se per le vie respiratorie e per le mucose ano-genitali, come è dimostrato, ben poco si può assorbire di queste sostanze, bisogna concludere, che esse penetrino per la cute; e che l'assorbimento sia favorito dalla durata del bagno, dalla iperemia. cutanea, dalla densità diversa tra l'acqua ed il plasma sanguigno, dalla pressione dell'acqua e dalla endosmosi elettrica. Sia dunque per la pelle, sia per i follicoli dei peli e per le aperture glandolari, sia per azione cataforica o per altro, date le mirabili guarigioni, che si osservano a Salso e in altre stazioni balnea-rie, i principi medicamentosi disciolti nelle acque debbono penetrare per assorbimento nell'organismo. Sono andato ateo a Sal so ; ho visto leprove di fatto, e ne torno !'!Ìnceramente credente. A.zxoxE SULLE VIE DIGERENTI. - L'acqua salso-jodica in bocca ha sapore fortemente salato ed amaro, con senso poco piacevole di petrolio. Ha effetto 'irritante sulla mucosa orale, ed obbliga per un po' alla salivazione. Giunta nello stomaco, in piccola quantità non produce grandi disturbi, ma ne11a dose di 50-100 grammi, tanto l'acqua madre quanto l' acq na salso-jodica irritano la mucosa gasttica, ed hanno effetto lassativo, specialmente per la grande quantità di cloruro di sodio; e si comprende come q uesti di&turbi gastro-intestinali, debbono essere minori a stomaco vuoto e maggiori dopo i pasti ; ed a determinarli basta alcune volte quella parte di acqua madre, che scende nello stomaco· con le inalazioni dirette a soflione. I militari erano oBbligati a fare il bagno e una inalazione di acqua madre dalle ore lo in poi, 4 ore e '/, dopo il primo pasto, e qualche volta hanno avuto dei disturbi gastro-intestinali. A Yendo pensato che questi, anzichè dal bagno, più facilmente dipendessero dalle inalazioni di acqua madre, ne ho fatta una anch'io alla stessa ora: ed ho osservato su me gli stessi fenomeni, con ina p petenza. e lievi effetti lassativi. Lo stesso ho osservato qualche volta quando ho fatto prendere aù alcuni ammalati il bagno a digiuno e fare l'inalazione a soffione nel pomeriggio. E chissà quante vclte questi disturbi si attribuiscono al bagno sa.l so, mentre la colpa andrebbe attribuita a questo genere di inalazioni, od anche a condizioni anatomo-patologiche del ventricolo, così spesso affetto da forme catarrali croniche, ed al suo stato funzionale, secondoche le cure si fanno a digiuno o dopo il erimo pasto.


D:BLLE ACQUE DI SALSOliAOOIORE

513

Con ciò però non voglio escludere, che qualche volta il bagno salso, possa. per sè solo produrre un catarro acuto gastro-enterico transitorio; ma ciò avviene molto raramente. E francamente non credo, che prendendo il bagno al mattino a digiuno, ciò possa avvenire, a. meno che l'ammalato si esponga. con poca prudenza. a bruschi raffreddamenti, prima o dopo il bagno, o vada. in bagno nel pomeriggio senza prima. avere interamente completata la. digestione dell'asciolvere. In tal caso la temperatura. calda. del bagno, la. potente dilatazione vasale periferica, richiamando molto sangue dai centri, producono nella circolazione nn poderoso e subitaneo squilibrio idraulico, che per le sue speciali condizioni di funzionalità, e per la. grande ricchezza circolatoria viene risentito, più che in altri apparecchi, in q nello delle vie digerenti. Da questi casi in fuori non saprei trovare una. ragione speciale fisiologica dei disturbi gastro enterici, che può produrre il bagno caldo salato; e penso, concludendo, che la causa di essi, più che nel bagno, va ricercata in condizioni speciali dell'individuo, o in altri fattori estranei al bagno. AziONE DEL BAGNO SULLA TEMPERATURA DEL CORPO. - Ho fatto ricerche sperimentali sugli effetti, che il bagno sa.lso-jodico ba sulla temperatura. interna e periferica del corpo umano, prima, durante e dopo il bagno; e sulla. influenza. che possono esercitare sn questi effetti la temperatura. del bagno, la. temperatura dell'ambiente e la temperatura. esterna. Eccone i risultati. Durante il bagno sa.lso-jodico a. 37° aumentano la. temperatura. orale e periferica., ma. più questa. che quella.. Vi è adunque aumento nella produzione e più nella dispersione di calorico. La temperatura. interna e la. periferica. durante il bagno aumentano in ragione diretta della temperatura., della. durata e della. densità del bagno. La. temperatura orale qualche volta aumenta. di circa un grado, e diviene quasi febbrile, sorpassando 38° C., ma. la temperatura cutanea. aumenta bene spesso più di due gradi. 30 minuti circa dopo il bagno la. temperatura interna ritorna quasi al grado che aveva prima., ma la periferica si mantiene sempre alta., e qualche volta aumenta ancora., persistendo gli effetti vaso-motorii della. circolazione cutanea, i quali sono anche favoriti dalla temperatura elevata. delle lenzuola., con cui si asciugano i bagnanti; onde essi continuano a. sudare anche dopo il bagno. La. temperatura. esterna. e quella. dell'ambiente hanno una piccola influenza. sulle temperature organiche durante il bagno, ma. ne hanno una. grandissima. dopo; però se alcuna. influenza hanno durante il bagno, essa. è sulla temperatura interna e cutanea.; dopo, quasi esclusivamente 33 - Glornau mtdlc;;.


514

AZIOXE FISIOLOGI CA E TERAPEUTICA

sulla. temperlitura periferica. I nfatti se queste temperatur e sono alte, la vaso dilatazione continua; se sono basse, producono una vaso-costrizione, che potrebbe Elssere nociva. Onde la necessità di scaldare gli ambienti nei mesi freddi, perchè gli ammalati possano trattenery-isi dopo i l bagno. Ma nel bagno la maggior influenza sulle temperature organiche è spiegata dalla temperatura dell'acqua. Per gli effetti termici nei m ilitari bisogna anche tener calcolo dello stato del ventricolo, avendo essi fatto il bagno 5 ore dopo il p rimo pasto. Ho perciò istituito esperienze di confronto, facendo prendere bagni sàlso-jodici e bagni dolci a 37° di egual durata, di mattino e di sera. Ed ho osservati, che i bagni salso-jodjci di mattina fann o aumentare la temperatura periferica ed i nterna, e più nel pomeriggio, mentre nel bagno dolce caldo a 37° le temperature organiche aumentano meno che nel bagno salso-jodico. Onde durante questo bagno hann.o influenza sulle temperature organiche oltre la temperatura dell'acqua, anche la densità di essa. Dopo il bagno caldo la ternperatura periferica non torna ma.i al grado, che a v eva prima, perchè continua la vaso dilatazione: ma i\ fenomeno per intensità e durata è maggiore dopo il bagno salsa, che dopo il bagno dolce. OssERVA7.IO~E sULLA PRESSIONE DEL RA~Gu~:. Ho fatto esper ienze sul modo di comportarsi della pressione del sangue sotto l'azione d~l bagno dolce " del bagno sal so a 37°. La pressione è stat.a presa al braccio sinistro con lo sfigmo-manometro del Riva-Rocci. E da.IIG os:5ervazioni fatte si rileva, che sotto l'azione dei bagni caldi la pressione del sangue si abbassa; e che questo abbassamento, a parità di temperatura, è assai maggiore, quasi il doppio, nel bagno sa.lso-jodico, anzichè in q nello di acqua dolce. Infatti il Vinay ha trovato, che la pressione arteriosa si abbassa in media di 10 mm. sotto l'azione di un bagno caldo comune, ed a ltrettanto ho trovato anch'io nelle mie esperienze di confronto: mentre nei bagni salso-jodici in media ho ottenuto l'abbassamento di 22 mm. Dopo il bagno caldo d'acqua dolce, la pressione arteriosa risale in media di circa 16 mm. in più di quanto fosse prima del bagno; mentr e dopo il bagno salso-jodico la pressione risale di circa 13,7 mm. cioè 8,3 mm. meno di quanto era prima del bagno. La ragione di questo fatto importante e contraddittorio, a mio modo di vedere sta in ciò. L e variazioni della pressione sanguigna sono i n ragione diretta della dilatazione vasale periferica, poich è, diminuendo la resistenza,


DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

515

.diminuisce anche il lavoro meccanico del cuore. Venendo fuori dall'acqua, cessata l'azione del calore del bagno, alla dilatazione dei vasi -cutanei segue la costrizione relativa alla temperatura dell'ambiente. Bisogna perciò pensare, che dopo il bagno dolce, per vivace reazione vaso-motoria., segua un notevole spasmo vasale, che aumenta il lavoro meccanico del cuore, mentre che la. costrizione va.sale dopo il bagno salato sia.di poca entità., e non tale da condurre pr~>ssione e temperatura cutanea al grado, a cui giungeva prima del ba.gno. 'l'auto ciò è vero, che non solo l'elevazione termica perifE~rica dopo il bagno salato si mantiene alta., ma alcune volte continua ad aumentare, 9 continua abbondante e profuso il sudore. E ciò è percbè g li effetti vaso-motori prodotti da.-1 bagno salso-jodico sono molto più vigorosi per intensità -e durata. OSSERVAZIONI SUL. POLSO, SUL RESPIRO E SUL CUORE. - l limiti della idroterapia sono fra 5° e -to• C, ed i trattati di balneologia classificano il bagnu indifferente tra 28° e 36", il caldo da 37° a 38° ed il caldiss imo da 39° a 45•. I militari ammalati hanno quasi sempre preso il bagno caldo salso-jodico, però a 37", e assai raramente a 38°: ma sic-come l'acqua nella vasca andava gradatamente raffreddandosi, cosi il bagno, caldo all'inizio, finiva per essere a temperatura indifferente, tenendo cont0 che la durata di esso variava fra 30-GO minuti. Di talchè poco apprezzabili dovevano essere le variazioni del cuore, -del polso. della funzione respiratoria. Cuo1·e. - La circolazione generale viene alterata, come ho detto, in ragione diretta della temperatura e della durata del bagno: ed in <)_nello salso-jodico a 37° C. si manifesta una forte dilatazione vasale periferica, e la circolazione cutanea si fa più attiva. Allora nel cuore, per la notevole diminuzione della resistenza, .aumenta il lavoro utile, e diminuisce il lavoro meccanico. Ma ciò quando la vaso-dilatazione è circoscritta in limiti fisiologici; perchè, se essa aumenta, se la temperatura del bagno, non dico molto, arriva a 38°1 .allora il cuore aumenta di frequenza. Polso. - E così succede anche dei polso. A 37•, e quando il bagno, cedendo calore, discende nella temperatura, le pulsazioni non solo restano invariate, ma alcune volte diminuiscono in numero; il polso però è sempre ampio e mol to vigoroso. Se la temperatura va oltre 37° le pulsazioni aumentano non solo durante il bagno salso, ma anche dopo. Ma in questi casi il cuore e quindi il polso, che ne è l'indice, aumentano di frequenza per. stimolazione diretta della temperatura interna, che si eleva. Si !la che l'ambiente termico dell'acqua a 37° viene percepito come calore moderato, e non determina modificazioni nelle fun-

!'

.

:

l


016

AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEt'TICA

zioni fisiologiche: ma. se questo ambiente è termica mente più elevato, allora viene percepito come calore vivo, che in ragione del grado, produce modifica.zioni fisiologiche sulla. temperatura dell'organismo, sul cuore, sul tono dei vasi, sulla pressione, sul polso e sulla. funzione respiratoria. Respiro. - Infatti basta che la temperatura del bagno sia a 38\ perchè gli atti respiratori aumentino, ma sempre in minor numero delle pulsazioni. Naturalmente vi è sempre una costante correlazione tra polso e respiro; ma le oscillazioni degli atti respiratori sono sempreminori di quelle del polso. Però se per calore la. funzionalità respiratoria aumenta in frequenza, essa. è più superficiale: infatti la. capacità respiratoria diminuisce sotto l'azione del bagno caldo. Però l'effetto è transitorio e temporaneo: tanto ciò è vero, che ho costantemente osservato in quasi tutti gli ammalati un aumento di capacità respiratoria in fine della cura; ed allo spirometro questo aumento è stato in media di circa 300 centimetri cubi. AziONE DELLA CURA SALSO-IODJOA SULLE SECREZIONI E S'G L RICAMBIO. -

Ho già. detto come e quanto aumenti la funzionalità della secrezione sudorifera durante e dopo il bagno salso-jodico per aumentata funzionalità cutanea. Dopo 72 analisi di orine ho osservato, che la secrezione urinaria con Queste cure subisce notevoli modificazioni: diminuzione in quantità, aumeLto in densità ed aumento di eliminazione dell'urea. E ciò sta a significare, <::b e questa cura agisce anch~ sul ricambio organico; ed aggiungo, che agisce in modo sorprendente. In tre casi prima della cura bo riscont.rate piccole quantità di: zucchero nelle orine; e dopo la cura quelle traccie sono completamente sparite. Certamente quella quantità di zucchero non era una manifestazione di glicosuria, ma ~:~ignificava un'alterazione del ricambio p iù o meno lieve, piLl o meno transitoria; e la cura, che tanto beneficamente agisce sul ricambio, ha prodotto i suoi effetti. Sulla virtù che queste acque hanno sul ricambio organico durantela cura. ed anche dopo, mi basti ricordare il giudizio di una autorità, incontestata.. ll Robin, citato dal Baistrocchi, afferma « che l'impulso « dato dal bagno di cloruro di sodio agli scambi aiotati dall'ossida« zione dei prodotti della dissimilazione degli albuminoidi, RÌ accentua c anche dopo il bagno. Anzi i prodotti azotati incompletamente os« sidati, e tutti i prodotti di difficile eliminazione e di una tossicita « riconosciuta continuano a diminuire :.. c L'acido urico solamente subisce una piccola elevazione ». Le esperienze dei balneologi sull'azione dei bagni caldi sul n-


517

DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

-cambio sono ancora un po' contraddittorie. Ma osservazioni numerose e costanti risultati mi hanno indotto il profondo convincimento, che, -dopo la. cura di Salsomaggiore, l'urea. aumenta sempre. D~l resto bisogna. cercare l'urea non solo nelle orine, ma. a.ncha nel sudore. Nelle stagioni calde la cute iperfunziona per aiutare la funzionalità. renale; e vuoi per le perdite acquose dalla cute, vuoi per effet.to della cura., la secrezione urinaria. diminuisce più nei mesi -caldi che nei freddi, mentre l'urea. dopo la cura salso-jodioa aumenta più nei mesi freddi che nei caldi : appunto perchè nella calda stagione può darsi che parte di urea venga eliminata per la via del sudore. Infatti ecco i risultati ottenuti dalle mie esperienze sulle ricerche dell'urea. col metodo di Esbach. Il metodo, a dir vero, offre il fianco a parecchie osservazioni circa. la sua esattezza, ma quando esso è considerato in modo assoluto: per esperienze di confronto è utile, e ~erve come qualunque altro. E cco dunque le medie individuali dell'aumento di urea dopo la. cura, secondo le mute ed i mesi. .

l Mu:j~r: l l 11,03 i .. l i °• l

~~

Mesi

Giugno

91

Il

1

l

-

---Mesi

Logllo. .

l

1 Settembre . ) l

--

~:te l Urea

--=-== Mesi

3,09 3,7:.!

Ottobre ..

III IV

l v

Mute

Urea

VI

6,66

VII

3,89

6,93

Si noti che lo stabilimento militare si è chiuso il lG luglio e s1 è riaperto il l" settembre. Vero è però, che su queste cifre hanno dovuto avere una grande influenza le diverse cure fatte, e specialmente le inalazioni indirette salso-jodiche e le iniezioni parenchimali, che nelle due prime mute non furono S}_Jerimentate; ma non può essere questo il solo fattore, nè si può prescindere dall'altro fattore importante, qual'è la stagione: giacchè essa, indipendentemente da qualunque cura, ha una grande influenza sulla secrezione del sudore e dell'orina. Onde concludo, che la cura salso-jodica aumenta l'eliminazione dell'urea, e spiega una grande e benefica influenza sul ricambio organico, del quale essa è indice sicuro ed i mportante. AZIONE DELLA OURA SAJ,SO-JODICA SULLA FORZA MUSCOLARE. È indiscutibile ed accertata l'influenza dell'idroterapia sulla forza muscolare. Basta ricordare le esperienze del Vinay e del Maggiora, i quali sono giunti, fra tante, a questa conclusione: che le applicazioni


518

AZIONE FIS!OLOGIOA E TERAPEUTlOA

fredde dà.nno maggiore attitudine al laToro muscolare i le calde l'opposto. Però debbo affermare, che nei malati dello stabilimento militare di Salsomaggiore la forza. muscolare dopo la cura è sempre aumentata, così nella trazione, che nella pressione. Questo fatto sembra. a. prima vista in contraddizione colle affermazioni suddette: ma bisogna pensare: l o che la temperatura. del bagno à stata., quasi sempre, più indifferente che calda. i 2° che a Salsomaggiore la. cura. non consiste nel solo bagno i 3° che il bagno salso-jodico per i principi medicamentosi checontiene, differisce enormemente dal bagno dolce. Queste considerazioni dànno ragione del fatto osservato da. me su 107 persone con costanza., e fanno sparire l'apparente contraddizione. E la fanno sparire ancor più, se si pensa, che la cura salso-jodica. migliorando gli scambi e le funzioni organiche, deve uumentare anche la forza muscolare, paralizzando in tutto o in parte gli effetti op-· posti, che potrebbero essere prodotti dal bagno caldo. Ecco in cifre i risultati ottenu.ti dal dinamometro sull'aumento di forza muscolare, comprendendo insieme quelli della trazione e della pres-sione. Nelle due prime mute non ho fatto esperienze su questo argomento_

=;;:: l III

Dinamometro kllogramm:tri

IV

S,Sl 2,08

v

2,49

T

M:e

Dinamometro kllogrammetrl

---------------------

VI

l,M

Vli

2 04

In conclusione la forza mnscolare dopo la cura per ciascun individuo è aumentata in media kilogrammetri 2,39. AziO~E DELLA CURA SALSO-JODICA SUL PESO DEl. CORPO. Nella sta. zione balneare di Salsomaggiore si osserva questo fenomeno, strano a . prima vista. V'ha. degli individui, che colia cura aumentano in peso, ed altri, che diminuiscono. La spegazione del fenomeno sta nella riorganizzazione e nel miglioramento del ricambio organico, prodotti dalla cura; onùe diminuirà in peso l'organismo adiposo, con grasso patologico per alterato ricambio i aumenterà in peso invece colui, che ha gli scambi organici in condizioni fisiologiche. La cura nel primo regola rizzerà gli scambi organici, mentre nel secondo li migliorerà., rendendoli più attivi. Gli ammalati ricoverati nello stabilimento militare, pesati prima.. della. cura, e ripesa.ti dopo, hanno dato un costante aumento.


519

DELLE ACQUE DI SALSOMAGGiORE

Ecco infatti le cifre, che rappresentano la. media. dell'aumento individuale di ciascuna. muta.. PPSO (grammi)

!llute

Il

536

IV

782

VI

1 35~

111

322

v

347

VII

826

Queste cifre dànno un aumento medio per individuo di g. 654. Non bo tenuto conto del risultato sul peso della prima muta., perchè non ho potuto ripesare gli ammalati a. cura. finita, essendomi recato in quel torno di tempo a Messina per ragioni di servizio. I professori Pesci e Andres, facendo delle ricerche sull'assorbimento cutaneo, hanno affermato, che il corpo nel bagno dolce ha un costante ma. legg8ro aumento in peso, mentre nel bagno salso ha una notevole diminuzione. Non bo fatte delle ricerche minute e precise sull'argomento. Mi limito a constatare i fatti da me osservati dopo la cura. Ma il professor Zoia, che ha ripetute queste esperienze, ha potuto vedere che non è costante la modificazione del peso, nè la sua misura., in rapporto rispettivo al riposo, al bagno dolce al bagno salso. Evidentemente egli pensa, che debbano cooperare altri fa.ttori importantissimi, dei quali il Pesci e l' Andres non hanno tenuto conto affatto, come sarebbero l'eliminazione di anidride carbonica e di acqua per i polmoni e per la cute (senza. tener conto del sudore) ; come non hanno tenuto conto dell'umidità dell'ambiente, che può dare forti oscillazioni sulle perdite acquo!le. In ogni modo, non potendo q Lli entrare a discutere su questo argomento importantissimo, posso affermare, che, almeno per ora., non sono provate le affermazioni del Pesci e dell'Andres circa la. diminuzione del peso, nel bagno salso. Anzi da altri è stato provato il coutra.rio. Il Ka.uffma.nn, per esempio, dalle o»servazioni sui bagni saliui di Odessa. giunge alla conclusione, che il bagno salso fa au ·nentare il peso del corpo. Il professore Baistrocchi, dopo molti anni di e~perier1za conferma a Salsomaggiore le affermazioni del Kauffmann. P er mio conto dichiaro, che, come risultato finale di cma, ho trovato cost,•ntamente il contrario di quanto affermano il Pesci e l' Andres. E ciò come conseguenza della. riorganizzazione e della. ria.ttivazion a degli scambi organici, come una conseguenza. del benessere generale, dal quale erano prtlsi gli ammalati per miglioramento di tutte le funzioni organiche.


AZIONE FISIOWGICA E TBRAPEUTlCA

Nè a mio credere, questo costante aumento di peso si può attribuire alla. vita. di riposo, alla. quale erano sottoposti i militari, sottratti dal servizio del quartiere e dal lavoro delle istruzioni, per le seguenti ragiom : 1° perchè il lavoro al quale è sottoposto il nostro soldato, non è esagerato al punto da produrre perdita in peso, producendo invece un aumento dopo il servizio militare ; 2° perchè fra. gli ammal ati affidat i alle mie cure vi erano dei non militari, e moltissimi sott'ufficillli e caporali assegnati negli uf- • fici e sottoposti o. vita sedentari~to. Però le cose cambiano per i riconfermati nella cura. Bisogna. distiuguere fra questi quelli, che sono stati riconfermati in una muta. suceessiYa, e ((Uelli, che sono stati riammessi per una muta posteriore. L e considerazioni, che si possono fare a ·questo proposito sono due: 1° che la cnra salso-jodica può produne una perdita di peso qul.ludo è molto protratta, pur avendosi un miglioramento maggiore nelle condizioni generali dell'infermo, forse per esagerata attività negli scambi organici ; 2° che intercedendo un luPgo intervallo tra le due cnre, gli ammA.lati quando vi ritornano hanno già cominci~to a r itrarre vantaggio dalla prima cura, e tornano a Salso migliorati assai più di quando erano partiti ; perciò i vantaggi della. seconda cura, trovando l" organismo pitt for te sono maggiori per il peso non solo, ma nnche

per lo stato generale, come ho osservato con l'esame clinico, con lo esame del sangue, dell' urea. e della forza muscolare. Perchè> non bisogna dimenticare, che il miglioramento, che si trae dalla. cura delle acq ne d i Salsomaggiore, è grandissimo, ma specialmente dopo uu certo tempo dalla cura. I riconfermati nella cura quest' anno sono stati 16, dei quali 11 in mute successive e 5 in mute posteriori. E cco in uno specchio le variazioni del peso osservate dopo una seconda cura. v...,,,, ,,,

_~ l l

m"'l

lliooof.,mall successive anumero 11 . . . . . . . . .

Rlnmmessl a muto po· sterlorl n 5 . . . .

aumento in 5

o

+ 3450 o

invariato in in

5

-

aumento in

5

+ '7400

perdita

Aumento o dlmlnuzl o no lndlvl•tunlà

Aumento dìmìnu7.ione totale

5000

+ :l450 - - 141

{ - 5000 \ 11

l + ,~~ = + 14130 ,


DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

521

Conclusione. - Dopo una cura salso-jodica di 15 giorni il peso del corpo aumenta; può diminuire, se la cura si protrae per 30 giorni. AztON.B: DELLA CURA SALSO·J"OOIOA SUL SANGUE. Il Rovighi (1893) ha osservato, che il bagno caldo diminuisce i leucociti ed aumenta gli ~ritroci. ti. Il \Vinternitz e la sua scuola, su per giù confermano le ~tesse osservazioni, però hanno trovato, che il bagno caldo produce dapprima e per breve tempo una diminuzione di globuli rossi, cui segue ben tosto un certo aumento, associato ad una diminuzione di corpuscoli bianchi. È assurdo attribuire ciò ad aumentata funziona . lità. degli organi ematopoietici; ma alla ginnastica vasale, che produce un notevole cambiamento nella ripartizione e nella mobilità dei corpuscoli rossi, e bianchi, e mena ad una neoformazione di emazie; e questa è favorita dalle modificazioni nel lume dei vasi, nella distribuzione del plasma sanguigno, dalla contrattilità dei tessuti, dalla azione cardiaca. Per quest.a ginnastica vasale sono spinti in circolazione gli elementi del sangue, che inoperosi ristagnano in organi e tessuti, e che vanno a prendere ossigeno e vitàlità nei polmoni. Oiò dà ragione e conferma dell'aumento di g lobuli r ossi e diminuzione di globuli bianchi dopo una cura di bagni caldi a Salsomaggiore, come io ho sempre osservato; ma qui entrano in iscena altri fattori, perchè q uesti effetti transitori dovuti al semplice bagno caldo, uel caso p resente di vantano duraturi ed associati ad effetti di ricostituzione organi ca. Con l ' apparecchio del Thoma-Zeiss ho constatato sempre aumento -di globuli rossi, ed ho osservato, che questo aumento varia secondo la. cura. Infatti col bagno eù una inalazione l'aumento in media è stato di 802,509 globuli, mentre col bagno e due inalazioni l'aumento è stato di 1,392,840 globuli rossi. Con l'apparecchio del Fleich, ho osservato aumento costante di emoglobina, variabile, come ho detto innanzi, secondo il tipo di cura: minimo col bagno solo, massimo colla cura intensiva associata alle iniezioni. Questo risultato costante, sorprendente, ed osserYabile sempre a fine eli cura, dà ragione di molte cose e dei risultati, che si ottengdno a Salsomaggiore; dove avviene una vera ricostituzione del sangue, cb e e il primo e più direttamente colpito. L'infermo parte con un capitale immagazzinato nel plasma sanguigno, che deve produrre, in epoca più o meno lontana, i suoi effetti. Sta in ciò il segreto della cura salso-jodica e dei vantaggi sorpren· denti, che se ne cavano. Ecco in cifre i risultati dei 115 esami fatti prima della cura e dopo.

,·

t'


522

AZIONE FISIOLOGICA E TERAPitUTJOA. ECC.

L' aumen~o segnato dell' emoglobina rappresenta la media per m dividuo : e gli esami sl)no stati fatti con l'apparecchio Fleich. =-=-- ~

Mute

Emoglobina

Mute

Emoglobina

l• 2"

5,71 5,58 13,63 11,11

s•

,.

15,46 9,76 9,19

S•

••

6•

Il noteovole distacco tra le prime due mute e le altre dipende dal tipo di cura. In quelle mute la. cura consisteva. in bagno con una inalazione diretta di acqua. madre; nella. terza muta. a. questa cura si sono associate le inalazioni indirette di a.cq ua. salso-jodica., ed in seguito le iniezioni; ma. non a tutti, s'intende; come non tutti andarono alle inalazioni indirette salso..jodiche, ma. quelli, che più mi pareva ile avessero bisogno. Nei riconferma.ti a mute successive l'aumento di emoglobina. è stato maggiore e costante, anche se diminuiva il peso del corpo. Dunque concludo: l o le inalazioni favoriscono più del bagno l'aumento di emoglobina.; 2• delle inalazioni giovano a. questo scopo molto più quelle indirette di acqua salso-jodica; 3° le iniezioni producono un maggiore aumento di emoglobina.;. 4° tra le iniezioni giovano assai meglio quelle di acqua salsojodica, anzichè quelle di acqua. madre. RISULTATI DBLLE CURE. -Dopo di aver esposto in dettaglio, riassumo in uno specchio i risultati delle cure per mute, espressi in aumenti medii individuali. Forza Capacita Mute

l" 2"

a•

4•

s•

,. 6"

l_ muscolare

-

-

9,81 2,08 2,4D 1,54 2,04

Pe~~o grammi

-

5,96 9,22

788 Mi 1354 826

l

respln.torta

284 468 346 307 2M 308 200

l

---= Emoglobina

l

5,71 5,58 16,63 11,11 15,45 9,76 9,79

Urea

1,03 0,91 9,03 9,72 9,69 6,(\6 8.89

Risultato medio generale per aumento individuale. P6SO

Urea

Emoglobina

697

4,21

10,15

~tram mi

( Conti nua) .

l l 1097674

Globuli rossi

Spirometro cm.a

UinRmomctro kllogrnmmetrl

309

2,39


o2o.

APPUNTI DI CHIRURGI A APPLICABILE SUL CA M PO DI BATTAGLIA

Per il dotlor ,.•,••••

P e r••• l, capitano m~·liro

Un memorabile programma pratico, utile specia.lme~te per la c hir urgia d'urgenza, venne enunziato, fin dal 1869, dal nostro generale medico professore Francesco Cortese. Egli si dichiarò fautore convinto dell'indirizzo curativo moderno, da lui sint!:'tizzato con una. frase· geniale: c la gloria del molto operare va cedendo il posto all'altra del molto conservare • · Vero è che in quel periodo di tempo preantisettico ma n mano sierano affermati i pa.rtitanti di una. considerevole modera.ziolle nelle amputazioni degli arti, nei casi di lesioni violente. Cito un solo nome e la. scelta. ricorda il perfetto connubio già ab antiquo esistente fra la chirurgia civile e quella militare. Tommaso Parassi, allievo e assistentedel sommo Riberi e ora. venerato decano dei pNfessori di chirurgia. italiana, nel suo lungo servizio come primario nell'osped ale maggioredi S. Giovanni e nell' dspedale militare di Torino (negli anni in cui avvennero le principali campagne di guerra per l'indipendenza nazionale), praticando non le resezioni tipiche ma la economica rimozionedelle schegge necrotiche - sequestrotomia precoce - ottenne in parecchi casi complicat i di tra.umatologia comune o d' arma da fuoco, guarigioni allora ritenute impossibili senza l' a.mput~zione. Il segreto di tali inspemti successi, conseguiti senza il sussidiodelle attuali efficaci precauzioni antisettiche, è d al Perassi stesso chiaramente indicato, quando r iferisce d'avere usato la semplice medicazione ordinaria, applicandola però con . molta pulitezza.. Egli così operando, gnidato dall' intuitivo spirito di osservazione clinica, si atte· neva al principio fondamen tale insegnato poi da Lister e da Pasteur, consistente nella pulizia accurata delle! mani, degli strumenti, del campooperativo e d egli oggetti d i medicatura.


524

APPUNTI DI CHIRURGIA

È da ritenersi pertanto che già si muoveva una guerra vittoriosa a.i microbi, prima ancora che il microscopio ne dimostrasse l'esistenza. Oggigiorno, in conformità dei saggi dettami basati sulle osservazioni cliniche di chirurghi insignì e assai più generalizzati dopo la. rigorosa applicazione della medicatura di Lister, si considera come assiomatico il principio che sul campo di battaglia sia indicata, di regola, l' astensione da ogni intervento attivo nei traumatismi degli arti. Invece tuttora si discute la questione circa l' opportunità di una. sollecita ~ura, operativa nelle ferite penetranti in cavità, avuto riguardo alle difficoltose e disagiate condizioni di luogo e di mezzo in cui si svolge \ l'opera del chirurgo militare, durante e dopo il combattimento. Si disse che colla, diminuzione nel calibro dei proiettili, nelle guerre attuali, si determinano in genere lesioni meno gravi che per lo p~ts­ sato. Realmente numerosi casi comprovano come i proiettili lunghi e sottili eon mantello metallico possono attraversare il torace o l'addome senza produrre disordini letali; tal volta neppure inquietanti. -Giova però avvertire che le osservazioni straordinarie ed eccezionali non formano una regola costante e purtroppo è prevedibile che l'att ività del chirurgo, in prima linea, non sarà mai abbastanza alacre, dovendo procedere nella prestanza tlei primi soccorsi secondo precise -distinzioni diagnostiche e non secondo un casellario prestabilito. Poichè le odierne armi da fuoco riescono meno lesive, per la minore frequenza di frantumazione delle ossa e di attrizione diretta o indiretta dei tessuti molli, ne consegue per tal causa una diminuzione ·della mortalità, successiva alle ferite di guerra. Ma. nel prevenire lo sviluppo dei casi disastrosi di piemia, di setticemia, di t etano, ecc. ora indubbiamente spiega una azione favorevole la razionale ed accurata applicazione di pronti soccorsi chirurgici e l'immediata ospitalizzazione, sia pnre col mezzo rli tende o baracche, dei feriti gravi. Di fronte alla significantissima diminuzione delle complicanze o successio1li morbose nelle ferite da armi da. fuoco, si rileva il fatto ben strano che nelle ultime guerre il numero degli esiti letali_ immediati, in rapporto al numero dei feriti, rimane sempre all'incirca. lo stesso, vale a dire uno su cinque. Però la mortalità nei feriti raccolti e curati, da una cifra piuttosto alta, constatata nelle guerre passate (14 "/) è discesa nella guerra Anglo-Boera. al 5 °/0 • Tali risultati sono cosi eloquenti da non avere bisogno di alcun commento. I chirurghi sul campo di battaglia quale compito essenzialmente debbono disimpegna.re? Sono anzitutto reclamati provvediment.i curativi d'urgenza nelle .lesioni dei vasi agli arti o alle pareti delle grandi cavità. Il classico


APPLIOABlLB SUL CAMPO 0 1 BATTAGLIA

520.

e istintivo tamponamento fatto col dito è senza alcun dubbio il mezzopiù immediato ed efficace d'emostasi a. E se le esigenze della medicazione· asettica condannano inesorabilmente l'esplorazione digitale delle ferite,. nel caso concreto di un' emorragia minacciosa, il sangue che esce da. un vaso reciso, può detergere il tramite della ferita e anch~ il dito di chi interviene. Del resto non è da. escludersi la prospettiva che ogni persona avente la preparazione e il compito qi esegui.J:e, a regola d' ar te, un pronto soccorso chirurgico, abbia. preventiva.mente le mani la vate1 o almeno l'indice destro disinfettato e mantenuto tale coll'uso. di nn ditale di gomma o di stoffa resa impermeabile. Anche la. minaccia di asfissia, in seguito a ferita del collo, richiede· cure operative urgentissime. Parimente se nn arto rimane mutilato ,da grossi proiettili è indi· cata una sollecita regolarizzazione del moncone. Ore. è condivisa dall~ massima. parte dei chirurghi l' opinione secondo cui nei gravi trauma· tismi recenti agli arti, anche quando lo shock sia poco accentuato O· che la sua fase iniziale sia passata, non si deve più considerare, quale· intervento d' urgenza., l' amputazione metodica al disopra delle parti lese. Ma d0ve l' accordo ancora manca, è nello stabilire i limiti della. chirurgia conservatrice. Il professore Durante, nel suo manuale di patologia e terapia chirurgica, consiglia di tentare sempre la conservazione della parte, salvo i casi in cui per gravi lesioni vascola.ri e nervose, avvenute contemporaneamente, sia annientata la vitalità. del· l' arto e sia perciò inevitabile la. cangrena. Così propone che l'operazione mutilante, nei casi dubbi, debba essere dilazionata finchè non venga imposta da sintomi settici gravi. A questo proposito non va trascurata la cognizione che l'ischemia arteriosa, ottenuta sperimentalmente mediante la legatura di un' arteria., aggrava il decorso di un processo infettivo localizzato alla parte ischemizza.ta e ne peggiora gli esiti. Parrebbe quindi logica la deduzione che i limiti di conservazione di un arto con lesione dei va si principali, possano accogliersi, però alla condizione che non si tratti di ferita frattura esposta, profondamente inquinata da materiale settico, come fango, polvere, brandelli vestimentari ecc. In questi casi di temi bile sepsi da inoculazione esterna, il chirurgo colla decisione e coll'azione, guidate dal prezioso intuito del momento, deve rapidamente vagliare tutti gli elementi favorevoli e quelli contrari alla demolizione di un arto. Certo si è che in prossimità del campo di battaglia tali eccezionali interventi immediati saranno praticabili, in miglior modo, mediante le disarticolazioni, per le quali può bastare l'armamentario-


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APPUNTI DI CHIRURGIA

contenuto nella busta chirurgica regolamentare tascabile, arricchita di qualche pinza emostatica in più. In conclusione, ~ da ritenersi che i brillanti successi dovuti ai generosi tentativi della chirurgia conser· vatrice, nel periodo di pace, servano di norma per le applicazioni cur ative nelle lesioni d'arma da fuoco sul campo di battaglia. Ma ~i potrà procedere, come vien proposto per le ferite contuse, alla regolarizzazione dei margini, alla escisione dei tessuti disfatti e .alla riunione per prima intenzione? Quest'ideale di terapia chirurgiea, io penso, rimarrà. nella _pratica militare ò.i guerra come una dottrina teorica, al pari di quella diametralmente opposta, la quale concede un'eccessiva importanza alla possibilità che il proiettile accenda, anche lontano dal tragitto percorso, tanti focolai d'infeziono, richiedenti un'immediata cura operativa mediante ampie incisioni, affinc~è ogni recesso della ferita subisca l'influenza clelle sostanze battericide. N e l mentre sono da ri pudiarsi gli sbrigliamenti a scopo preventivo, essi invece riescono molto efficaci ogniqualvolta insorgano fenomeni di sepsi. In tali casi con una energ ica cura locale a mano armata, praticando incisioni sbriglianti, com binate a contraperture et1 a fognatura, e occorrendo, colla sequestrotomia precoce delle schegge contaminate da materiale settico e già compromesse uella loro vitalità, si può paralizzare lo sviluppo della -osteo-mìelite, del flemmone maligno ecc., provvedendo alla conservazione della vita e di un arto utile. Sul luogo di combattimento il chirurgo militare che impiega equab1lmente la sua attività reclamata dn. molti sofferenti bisognevoli di rapidi soccorsi, dovrà per lo più limitarsi a favorire il regolare decorso delle ferite, coll'applicazione di una medicatura antisettica asciutta. È noto cb.e un zaffo di ga.rza secca funziona come drenaggio -capillare per l'asportazione dei liquidi settici, ristagnanti nelle parti più declivi delle ferite. In ogni caso di coesistente lesione dello scheletro, la metodica medicazione delle ferite fratture dovrà corrispondere -allo scopo d i conseguire l' antisepsi, la riduzione della frattura e la immobilizzazione della medesima. Per quanto lodevoli siano le iniziative di coloro che vorrebbero esteso alla chirurgia di guerra quasi tutto il programma operativo, imposto dalla traumatologia comune, tuttavia non volendo poetizza.re, bi.:Jogna riconoscere che in primo tempo rarissimamente saranno praticabili le craniectomie, le laminectomie e in genere qualsiasi altra operazione delicata e indaginosa.. È ben vero che le proposte per le accennate cure operative immediate, di solito si accompagnano alla presentazione di strumenti de.stinati ad eliminare molte difficoltà inerenti all'atto chirurgico. Basta.


AI'PLJOABILE SUL CAMPO DI BATTAGLIA

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presenziare, a nche una sola. volta., per esempio, all'esecuzione di una 1aminectomia., in ferita. d'arma da fuoco, per convincersi di quale utilità. pratica negativa siano codesti strumenti troppo speciali. Quindi ogni concetto direttivo nella cura delle ferite di guerra dovrà. essere congiunto a quel prezioso discernimento critico, frutto di scienza e di esperienza. Ma, a scanso di vane illusioni, per risolvere l'intrioato problema della prestanza di pronti soccorsi sul campo di battaglia, s'impanA fin dal tempo di pace un&. solida organizzazione, e in seguito una completa armonia nelle funzioni degli uffici d irettivi ed esecutivi. Gli stessi fatti isolati di attività prodigiosa possono non corrispon -dere a.lle alte finalità da raggiungerai, · qualora manchi l'accennata perfetta coordinazione. Intanto gli sgomberi immediati, in notevoli proporzioni, dato che siano sempre possibili, sono da"raccomandarsi? Io penso che in genere si debba avere tendenza a !imitarli. Giit Rtromeyer dichiarava che un inoppoduno ordine di sgombero può equivalere ad una sentenza di morte. Nessun medico cosciente vorrà assumersi la responsabilità d i affidare a trasporti, di qualche rilievo, -feriti pei quali sia invece reclamato un assoluto riposo per non disturbare i processi spontanei di emostasia o il coa.lito di soluzioni di continuo cavitnrie. Haase perciò consiglia che speciali truppe di costruttori di lazzaretti siano adibite per l'impianto di tende e baracche sul campo di battaglia. Un benefico soffio di vita nuova è penetrato nelle menti di coloro che dirigono, fin dal periodo di pace, la preparazione dei pronti soccorsi in guerra. Il materiale di medicazione è ottimo e impregnato coll"antisettico piit attivo che ora si conosca. Venendo a poco a poco il bicloruro mercurico a perdere della sua efficacia, la medicatura rel<terà pur s~m pre asettica. L'impiego del materiale asettico, da taluni preferito per la dota-zione delle ambulanze, rappresenta. un ciclico ritorno all'antico, sapendosi come Larrey nella campagna d'Egitto, abbia osservato ohe -contribuiva al salutare decorso delle ferite, oltre l'igiene ospitaliera e il regime dietetico appropriato, l'uso di filacc& speciali, denominate vergini. Tali filacce immacolate, si preparavano con tela nuova, battuta e lavata. In ciò s'intravede, come in embrione, l'idea della. medicazione asettica.. Allo stato attuale della scienza, la maggior fiducia ancora.· è da accordarsi alla medicazione resa antisettica col sublimato. L'inconveniente della progressiva .diminuzione nell'attività di questa sostanza, messa a contatto degli oggetti di medicatnra, si può eliminare rinnovando a. intervalli di tempo non troppo lunghi; le dotazioni sa-


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APPU~TI DI CHIRU.PGIA

nitarie. Queste dovrebbero pure essere largamente provviste di pastic\!he dosate di sublimato al cloruro di sodio, aventi il vantaggio di occupare poco spazio; consigliate perciò da Angerer come molto opportune nella chirurgia militare. Chi esamina l'armamentario di guerra, senza preconcetti, può per-sino considerarlo superiore, per quantità e qualità, allo stretto necessario. Cosi i nostri ospedali da campo sono in parte trasformati in unità. semplici e conseguentemente assai ma.neggevoli. A questi appunti riassuntivi e frammentari, aggiungo che, nel giorno 7 giugno dell'anno ora decorso, in una manovra pratica, che aveva per obiettivo di dimostrare il funzionamento delle varie unità. sanitarie d i soccorso, manovra che ebbe luogo al forte Casilina., vicinoa Ceutocelle, ~la presenza delle autorità militari, di buon numero di medici ascritti alla Croce Rossa, e alla. Associazione di assi::;tenza dei cavalieri di Malta, nonchè di tutti g li ufficiali medici del presidio di Roma, il maggiore interesse fu destato dal modo veramente inappuntabile con cui i portaferiti disimpegnarono il loro compito. Intesi l'obiezione che nello svolgimento delle varie prove troppoaleggiasse lo spirito poetico. Nè poteva. essere altrimenti, trattandosi di una vera e propria finzione, ben di'farsa dalle cose reali. Intanto quest'esperimento giovò per rinsaldare la convinzione sul valore della barella, quale mezzo sovrano per corrispondere al bisognodel trasporto dei feriti dalla linea. del fuoco alla prima stazione di soccorso. Così da. una. visita sommaria fatta ai posti di medicazione~ alla. sezione di sanità, agli ospedali da. campo, alla farmacia., parecchi dei presenti furono indotti a ritenere che la varietà delle prime stazioni di soccorso potrebbe essere suscettibile di riduzione, non nel numero, ma nel tipo, evitando cioè che il ferito passi per troppe mani, senza. che nessuna. di esse contragga un impegno per la cura definitiva.. Pa.rimente un esame completo del caricamento nella parte armamentario e nella polifarmacia, fa nascere il desiderio di u lteriori modifì..cazioni semplifìcatrici, le quali permetterebbero una. maggiore dotazione di medica.ture antisettiche, già preparate di varie dimensioni e contenute in ceste rivestite di tela impermeabile o in sacchi confezionati colla medesima tela. Un'altra innovazione desiderabile sa.rebùe quella, pure propugnata. dal professore Postemp:~ki, di aggiungere al materiale sanitario dell'esercito e della Croce Rossa, un apparecchio per ipodermoclisi, assieme a una quantità sufficiente di tabloidi di clorurodi sodio, già dosati. L'opportunità. di questa proposta. è appoggiata sugli indiscutibili vantaggi procurati dall' ipodermoclisi nelle anemie acute postemorragiche, negli stati di shock e in genere nelle manifestazioni improvvise d'insufficienza renale.

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APPLICABILE '>UL CAMPO DI BAi'TAGl,IA

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Del resto prevale ora. il concetto di modificare e di semplificare le dotazioni sanitarie, conformemente alle urgentiora et frequentiora artis. Seguendo, come medico reggimentale e durante UD' quinquennio, un corpo di cavalleria. ai campi d'istruzione e nelle marcie trovai più comodo disporre, pei bisogni eventuali, gli strumenti chirurgici e il materiale di medicazione in un'unica cassa ad un piano, foderata nell' interno di zinco. Previa l'accennata modificazione, diedi la preferenza al medesimo contenente, già usato nella campagna di guerra del 18G6 dh. un mio predecessore nel servizio sauitario, evitando però, con scrupolosa precauzione, la coltura dei microbi nel contenuto. Quest'accenno di pratica personale non ha. altro scopo che quello di mettere in evidenza il bisogno di una ragionevole iniziativa, o~corrente in special modo nell'esercizio della chirurgia sul campo di battaglia; ove mai si dovrebbe lamentare l'indugio nell'indispensabile applicazione della prima. medicatura.. ~a per dimostrare quanto sia arduo raggiungere l'ideale umanitario della pronta ed efficace prestanza dei soccorsi curativi, basta ricordare il giudizio esposto da Mac-Cormac nella sua pregevole rela· zione sanitaria, concernente la campagna del 1870: « ogni cosa in guerra è it l'irnp1·emt, giacchè nessuno può dire ciò che sarà per accadere » . Roma, 16 maggio 1903.

34 - Gfcmak medico.

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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA L .H;HI. - La forma leuoooltarla nelle perltonttt da propagazione e d& per-

forazione. - (La Clinica Moderna, nn. 22 e 23, del 3 e 10 giugno 1903).

Il dott. Laghi riferisce i risultati di alcuni suoi sludii sperimentali sul comportamento del sangue, ed in ispecial modo dei corpuscoli bianchi, in seguito ad un' intìammaziooe peritoneale. Dala la importanza che oggi va assumendo la leucocilosi come siotoma palognomonico delle per·itonili in genere ed anche . dell' a ppendicite, è questo senza dubbio un argomento di grande attualità per la clinica. La indisculibile competenza dell'illustre direttore di quella clinica, eh~ ha consiglialo e diretto tali s tudii, il rigore scientifico di essi, e l'eccellenza dei metodi pt•escelti ci mducono a t•iferirne succintamente i resultati, dole n t i soltanto che tali espet·imenti siano stati esegutti su conigli e uon, pet· lo meno, sopra animali all'uomo piu affini par la formala ematica. Nella 1" serie di tre espet•ienze di peritonile da p ropaga~ione gradatamente più intense, l'A. ebbe a constatare due volle leucocitosi con valor e massimo fra le 3 e le 8 ore e 1/2 dalla praticata causticazione peritoneale ed una terza volta, invece, lèucopenia; pcr·ò in tutte e tre l'espertenze trovò costantemente pr esente la polinucleosi, che inoltre compariva pt•estiss imo e durava pn! a lungo della leucocitosi, quando quel:lta coesisteva. La ~!• serie, anche di tre esperienze, di peri ton ili da per(ora:oione g l'adatamente piu intense, prodotte colla semplice incisione d'un'ansa intestinale ovvet·o colla escisione di un disco di vat•ia dimension"l, Jimostr·ò soltanto una volla v€ra leucocitosi (1 : 342), che dur ò poche ot·e. La polioucleosi invece fu risconlrata sempre, fu precoce e si protrasse mo lto a lungo, eccetto nel 3° caso, in cui dut·ò poco perché il coniglio mol'l con leucopemia di altissimo grado. Nella 3" serie, anche di tre esperienze, l'A., previa regolare laparotomia, causticò profondamente e cil'cOiarmente un'ansa intestinale con acido nitrico, producendo cosi un ' int~nsa peritonite seguita dalla perforazione, per accostar s i un po' più a ciò che avviene in certe forme mor bose umane, p. es. nell'ileolifo. Ottenne risultati contraddittori, pure essenòo condizioui morbose le più similari, e peciò egli conchiude che dal comportamento dei leucocili,almeno nei coni;::li, non è poss ibile una distinzione fl'aperiodo p re per forativo e post-pf'r{oratico. Anche in questa serie la leucocitosi maneò completamente in due esperienze, mentre evidentissima e precoce fu sempre la polinucleosi. Riassumendo, con questt nove casi di pet•itonite, pt·odotti con metodi alquanto diversi, l'A. s i propone\•& di ricer care se q ualche dilfereuza v i f osse nei leucociti (complessivamente o nelle diverse forme) fra peritonìte da propa- · gazione e da perforazione. Egli confessa di non ave!' raggiunto questo intento.


RIVISTA MEDICA

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La t• serie ò r·assomigliata. non identificata, a perilonite da per·forazion e, percbé qui non vi fu vera pr opagazione di sostanze llogogene (organizzate, o nol dall'intesti no o da altro viscere, mu immi!Ssrone delle medesimo dall'esterno nel perrLoneo, a differenza di quanto succede in paLolo~ia umana. dove dal luogo d'infezione al ;>eritoneo si giunge altr·av erso tessuti alterati anatomicamerlle e funzio:1almente. Tale dilferenza sembr ò di l rcve momento a chr doveva ricercare la leucocitosr, che !<i ammette compaia quando viene ad essere irr·itato il peritoneo. Questo fu irritato chimicamente con nitrato d'ar~ento e acido nitr ico, e fisicamente con acqua Ad elevata temperatura. La peril onrte fu otlenuta srcuramente in tulli i casi, essendc stata sempre constatata de cis n colla laparotornia. La 2- serie di esper·ienze consta di tre casi di periLonite e~clusivam~>ole da perforazionll. Finalmente le tre ultime perilonili pos-;;ono dirsi miMe, cioll da propagazrone prrma e pni (la per for·azione, come avviene all'uomo 11ella perilonile acuta da ulcera tilìca. Nel sangue fisiologico umano i polinucleati rappresentouo il iO·'i2 •;. e i linfociti il 22- 2!l 0 / 0 degli el em enti bianchi. Om, nel tifo, si sa che avviene una inversione percentuale fra polrnucleati e linfocili. Percrò, se duroul o il dcMrso di un ileo-lifo fosfle dalo di tr·ovar·e che repentinam ente rialzano la lor·o percen tuale flno alla per·centuale fisiologica, ra~~iungendola od oltr·epassandola, si sa rebbe in diritto Ji pensare ad una per itonile. Conclasion.i. Nel coni:;dio: a) La leucocitosi non ha molto valore òiag'loslico nelle pt>ritonili da propa~azione e da pcr·forazione, mancando in più che la melA dei cosi (5 su 9). b) La polin.ucleo.~i ha rl massimo ""'llore, avendola riscontrata nove volte su nove CO>ìi, ed anche quando coesiste leucocito«i, compare prima e persiste più li lungo di C(U8~La. c) Non ru possibile differenziare la perilonile da propagazione da quella da per forazione. d) Il contel{gio complessrvo dei leucocili, e cosi pure la differenziazione delle diverse rorme di essi devono esser falli nella camera Friedltinder e colla colorazione a rresco. E ciò, si comprende, non si rrfcrisce soltanto al coniglio. V. S.

Pneumonlt. lobare a tipo tifoideo, oon ..ttloemla dlploooo · oloa • reaslone eU Wldal positiva. - (Rio. crit. di Clin.ica .\l edica. 1002, n. 30).

1\IrcHet.l. -

La clinica ha di~tinto molle fol'me atipiche di polmonite, fondando::~i sulla 01;servazione dei malalr, quantunque per lo più a tali formo atipiche non corr·isponda una drvet•silà di r .:perlo anat omico e dell'a~enlo pttLOgeno, che per lo più è r appr'esentato dal diplococco di F r iinkel , come nelle polmoniti fr·anche, genuine. Ma 'luantun(Jue la distinzione anatomica ed etiolog_ica non abbia r·agione di -essere, pure in molti casi è perfettamente giustificalo distinguero tali fllrme altpiche per gli speciali caratteri clinici che !Jresenlano. Crò vale specialmente per quelle forme di polmonite descrille con varii nomi: alassicht?, adinamiche, ti fose, maligne, putride, gastriche-biliose, e che oggi si


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RIVISTA ICEDIOA

ri~tssumor.o col

nome di asteniehe, quell~ cioè che si distinguono dalle allrepel grave complesso dei sintomi generali, a tipo tifoideo. L'autore ne ha o:!servato un caso di cui riferi~ce la storia. Trattavasi di una giovane di 18 anni, nella quale si sviluppò un focolaio pneumonico all'apice destro; il decorso fu molto grave, con temper·ature elevatissime, racies lirosa, adinamia, lingua arrossala, poi arida e fuligginosa. 11 focolaio pneumo· nico si andò estendendo in basso fiuo ad occupare l\ltlo il lobo superiore e medio, e poi l'infer iore. In seguito compaiono fatti di insufficienza del cuore, fatti intestinali, consi-· stenti in limpanismo, diarrea, non roseola. Finalmente l'ammalata muore in collasso in 19" giornata di malattia. Le ricerch~ batteriologiche dello sputo, del succo polmonale estratto con· siringa di Pravaz, e de! sangue diedero sempre per reperto il diplococco di Fri.inkel, e cosi pure identico reperto si ottenne dalle ori ne. Invece le r icerche· d&Jle feci furono negative per il bacillo del Hfo. Ciò che è sommamente interessaute si é che la reazione del W idal fu positiva dalla prima volta che fu saggiata (Xl gior·nala) rn poi: l'azione aggluti nante del s iero sul bacillo titlco si aveva prontissimn nel r·apporlo di b iO, in. 10 min•tli iu quèllò di l :50, molto lenta in quello di 1:60, mancava con dìluzioni maggiori . Finalmente rautopsiR dimostrò l'as!:lenza di qualsia~i alterazione tifosa, e le cullur·e dei varii organi diedero solo il diplococco di Friinkel. Come si vede, il caso riferito dall'autore 6 molto importante. Esso uppartiene appunto a r1uella categoria di polmoniti a tipo tifoide, in cui bene spesso la d111gnosi é quasi impossibile dal tifo, specie quando le localizzazioni polmonali rimangono molto limilale o sono Lardiv~. Queste pnlmomlr, come risulta dal caso dell'autore, e da molti altri già noti, rientrano, almeno per la maggior parte, nel nover·o delle polmoniti da diplococco rli Ff1ìn~el, e nulla hanno di comune colle infezioni da bacillo di Eberth. Eppure il siero della m alala da va l'agglutinazione del bacillo del lifo. Ciò deve farci ammetter e coll'Achard che nun é la reatione &jltglutinante che è specifica, ma bensi il g rado di essa. Per cui qualche ra rissimo caso può darsi in cui anche alla diluzione di i:iù o 1:50 la sierodiagnosi possa lrarci in ~rrore facendoci ammettere un'infezione tifosa, la dove 11 tifo non esisl~. G. B. M. B.

O. PRZEWAI.SJtr. - Un sintomo &la&l preoooe della pleurite 8111l4&tlva_ - (CenlrallJlatl (ilr Chir. , n . H, 1902).

Nella diligente esplorazione del torace di ammalali di pleuriti essudati ve ne llo s tadio iniziale e:!eguita sopra buon numero di casi (14 pleuriti sierose e 5 suppuralive confermali poi dalla puntur·a esplor·ativa) affermA l'autor e di avere sempre e senza eccezione riscontrato un I'estringimento degli spazi intercostali Pd una ma~~iore r esistenza dei medesimi al lato affetto. Questo s intoma più agevolmente si osserva sui bambini. Il reciproco avvicinar~i delle costole sulla parte che contiene l'essudato è del tulto caratteristico e sembra presentare una cer·ta analogia colle contratture muscolari nelle estremità, che s i ha occasione di osservare nel corsodelle flogosi articolari.


RIVISTA llEDIOA

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La ragione per cui un sintoma anatomico così costantE>, e quindi cosi tipico, -della pleur•ite essudati va non si é mai trovato fino ad ora menzionato i n alcun irbro, nemmeno nei più noti manual i di diagnostica, sta in ciò che l o spostamento dei singoli segmenti mobili ùella cassa toracica si elfeUua in minima proporzione. In base alla leggr. della meccanictl. normale della respirazione, l'avvicinam ento delle costole nella pleurite essudativa può spiegarsi colla comrJartecipazione, specialmente dei muscoli intercostali inter ni; però dal punto di vista fisiologico, questo avvicinamento pui> r·isguaràarsi come una contrattu ra riflessa nel senso di H enle e di Hunter.

C. P . BADUEL e GARGANO.- Sa dl una epidemia famWare da dlploooooo 41 Fri n-

kel. -

(Rio. critica di Clin. Med., 1903, n . 1).

Gli autor·i descrivono brevemente un'interessante epidemia familiare da lor•o osservata nei dintorni di F rrenze. Trattavasi di una famiglia che mor sicata da un cane idrofobo, erasi recata a Fir·enze per la cura antirabbica, ed aveva pre:so alloggio presso una famiglia del luogo. All'improvviso uno dei morsica ti ammalò con sintomi gener·ali gravi, in seguito ai quali si svolse un'otile media suppur·ativa. Dopo questo caso iniziale, ammalarono tutti i ragazzi della fami~lia ospitata e quasi tlltti quelli della famiglia ospite, nonché qualche altro bam.brno solito a con viver e con essi. Oltre n l ('BSO iniziale sopra ri cordato, si ebbero: 3 casi di polmonite, uno dei quali bilater·ale e complicato ad empiema ; 4 ca;; i di bronchite catar'l'ale, di cui uno complicato da congiuntivite; 1 caso di gengivite ulcerosa; 1 caso di parolite; 1 caso di an~ina catarrale. In com pl esso udunque si osservarono 11 casi, che gli autori hanno sluùiato dinicamente e batteriologicamente. Le l'icer·che batteriologiche vennero eseguite facendo le culture dal sangue, meno che nel bambino afidlo da gengivite. In tulli si ottenne il diplococco di Fr•i.inkel in èulttu·a pura, non virulento; in tutti i casi il siero diede positiva la prova ùell'u~g-lu tio azioue pel diplococco. N d pns dell'otile r::i riscorrteò il di plococco, e lo stllfìlococco albo; inoculato tl pus a conigli produss~ la m orte pet• selticemia diplococcica. Anclte il pus delrempierna died':l culture pure di diplococco, e questo ste;;so germe si ri !'contr ò nel pus di una pustola del bordo palpebrale nel caso di congiuntivite, e nel detrito dell'ulcera gengivale. Il diplococco di Friinkel era dunque stato l'agente di tutte le manifestazioni morbose riferite: alcune di queste per ' la poca entita dei sintomi clinici sono fra quelle dre or·dinariamente sfu ggono allu ricerca battE:'riologica dell'agente infettivo . Infine gli autori aggiungono di aver riaffer mata in ques~a circostanza la convinzione che la ùiplococcemia é un ratto frequentissimo, se non costante, nella multifor me patologia del diplococco di Frankel, e che eHsa non sta a rappre:>entare una complicanza, oè indica uoa maggior'e gravita del caso, ma è ~intoma ordinario dell'infezione. G. M. M. B .


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RIVISTA C:HffiURGI OA

CouRMONT. - Sulla pr..ensa. 4el baolllo 4 'Ebnth Del 8&DJu• 4ei tlfo1i - (Lyon médic:~l, n. 46, 1902) . Dalle r1cer che delll'autore risulta come la pre~enza del bacillo di Eberth sia costante nel sangue dei tifosi dai primi ~iorn i fino alla tlne del terzo ~et­ tenar io. Per rilevare tal fa t to c~ccorre se111ìnare da 2 a ~ centimetri cubici dì sangue in 250 o 300 grammi di brodo ordinario, m egl io d'ac·rua peptonata sodata. Il ritar·do chf.! mollo fr·Pquentemente osser vasi nello sviluppo delle colture e senzA dubbio do vuto all'azione del sier o tifoso. Lo stesso Widal, avendo si~temalicamente praticate tali rr cerche nei tifosi del suo r eparto, su venti casi pr esentanti una ~ravrtà media od assoluta, trovò diciasselle volte i bacilli d'Eberlh n~::l sangue e ciò fra il quinto ed il q•Jindicesi 1110 giorno dall'a v venuta 'infezione. Parimenti il Widal ebbe a riscontrarli, ma non costantemente, nei pr imi• giorni della malattia. Così, in casi dubbii, a siero-reazione ritardata, tale r•cerca può costituir e un utile succedaneo dell'a~glutinatione. I n tulli i modi la ronstatazione cosi frequente del bacillo di Eberth ne}• sangue .dei t•fos• ci dimostra che nel per·iodo di stato delle forme Intense, l'i nfazione non r esta localizzata all'intestino ed ai suoi annessi, ma che bensl il· bacillo si generalrzza nel sangue come in una setticemlé, e tale generalizzazione sembra caratterizzare un periodo dell'mfezioue. G. B.

RIVISTA CHIRURGICA WoLFF. -

Toulooemla e4 amput&slone. - (G'entralulattjur Chir., n. 4, 1902.

Contr o al pr t>cello da vari autori stabilito, secondo il ~uale sarebb<~ da ripudiarsi asso!ulamente !'amputazione quando esiste l'infezione del sa ngue, "\Volff si eleva con ,·alidi argomenti basali sopra un ricco materiale fornilo dalla clin•ca di Bergmann . La demolizione di un arto colpi to da edema maligno o da gangrena fulminante sa r eb bf.! da r~wsi: P quando, non ostante siasi ampiamente operata la raccolta di materiele infetto, il flemmone continuo a pr ogredi1·e ed 1 fen 0m eni · 1-{enet•a!i si P no di tal nRlurn da costil\.I.Ìre n•inaccia di morte. 2° quando il fl emmon e sia pure arrPslnto, ma d11i sintomi generali si vede chillr·amente che, non ostanle il lihPI'O esito dei nlater·iali, la vita e ugualmente minacciata dall'assorbimento di batterii, los.sine e materie putridt, oppul'e quando la suppu· razi one prolungata si esacerba accessionalmente rarenJo peggior~;~re in tal gui:=:u lo stato ~Xene ral ~ dell'infermo. 3• quando la funzione dell'aJ'LO, s•a da ca11sa delle !esumi primarie, ~:~i a per i processi distruttivi che n e consel{uirono, i: da preveder si di un valore mmimo anche quando vi ~ia la possibilità d• manteneJ•e l'a1·to, mentre d'altra parte la demolizione ric:pat'mJerebbe al paziente un lungo periodo di malallie pieno di pericoli . ·


RIVISTA <JHIRURGICA

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~umerosis3irni cas i della clinica di BergmAnn, nei 11ua li l'amputazione eseguita in mezzo a fenomeni clinici no n du bbi di ge nera le infezione fu l'unico bd eslr~>mo mezzo di sa lvezza, Vllrrebbero in a opoggio della lesi sostenuta dalrautor e. C. P.

Dati oomparatlvl aulle ferite d'arma da fuooo 4el stnooobto per projettlle a oaltbro rf4otto. - (Centralblalt .fii.r Chir. , n. 35, 1902).

LA G ARDE . -

In bas e a s tudi s torici sopra le fer·ite d'arma da fuoco del ~inocch i o osservate nelle d iverse gue rre ed in sef:.!uilo ad osservazioni proprie nella guerra di Cuba l'auto·r e s arebbe venuto ag li inler essauti risultati s tatistici che qui s i ria ~sumono:

1) Nella g uerra di secessione (1861-65) le ferite d'arma da fuoco del g inocchio diedero una mo r·talità ciel 53,7 p. 100. 2) quelle s tes se fer·i.te nella guer ra russo-turca (1&77-78) prodotte da g ro!"sO calibro e trattate con cura antisettica ebbero la mortalità egua le ad 11,1 p. 100. 3). Fe rite d'arma da fuoco del ginocchio prodo tte da pr ojetlile di varia g randezza trattata an \isellicamente (riporta te dalla sezione !lanitaria dell'es ercito amer·icano, del 1R98) mostrarono una mortalità di 8 'l•· Tra i guariti, 4fl .1. furono rico n o~ci uli a bili al servizio. 4) Dei feriti al ginocchio da piceolo calibr o nella f{ uerra di Cuba uon mori alcuno, e 73 "(, r iacquistarono l'idoue ita al servizio. Con !Jues ti dati s tatistici s i viene a dar~; piena conferma ai r is ultati sperimentali condotti dalla sezione saoital'ia presso il minis tero della Guerra pr ussiano. C. P.

Del oanoro aullo atomaoo e aaa. oura ohtrurstoa. :;etle des H6pitaua:, marzo 1903.

R. KoLBE. -

(Ga-

La conclusioni dell'accurato s tudio dell'uutore sono le seguenti: Per i s uoi r isultati immediati e lontani , all'ora a ttua le, la chiru r gia gas trica s'impone in talune gas tropatie, sopratutto nelle stenos i piloriche. Og ni medico de ve conoscere a fondo i progressi fatti dalla cura chir urg ica dello s tomaco; cosi saprà cogliere il momento oppor tuno per un'intervento operativo. I mala ti di stomaco g iungono spesso troppo tardi nelle mani del rhirurgo. I r isultati operatori i e tera peutic i sa ranno tanto più brillanti quanto più. precoce s arà l'inter vento chirur gico· Il cancro dello stomaco é g uaribile; la s ua lenta evoluzione autorizza l'intervento chirur gico con lo s lesso diritto che per il cancro del seno, della lingua, dell'utero etc.; ancho nei cttsi di carcinos i peritoneale, non sono escluse le probabilita di una lunga sopra vvivenza. . La diag nos i preeoce del cancro è desiderabil ; ne i r..asi dubbi il so~getlo dovrà esser· sottoposto alla lapa r·otomia esp l o t•a tri~e. Nella s tenosi pilorica car cino matosa l'infermo ritrae beneficio dall'inter vento chirurgico, no n soltanto per quanto si r ifìetle alla stenosi, ma anche per qu•mto si riflette a lla affezione cancerosa. Qualsiasi neoplas ma estirpabile deve e sser tolto ; la r esezione è sempre il processo da prescegliersr. Nei casi nei quali tratlisi di s tenosi pilorica. occor rerà praticare una gas tro-enterostomia preventiva. Nelle s utur·e intes tinali bisogna praticar e lre piani


086

RIVlt>TA OHlRUlWIO..&.

di sutur a. Occorrera alimeu tare tosto gli operati per rianimare il malato e co~ì prevenire l'ileo post-operalorio. Bi~:~ogna pr ocur·ar e di fare J'ialzare il più pr·egto poesihile gli operati onde evitare le complicazioni polmonali. È da ra ccomandat•si l'rpodermoclisi con ~o­ luzione fisiolosrica prima e dopo l'operaziont>; saranno utili i clisteri nutritivi e slimolarrti. La car dieclomia è a nche o~gidi molto perirolo!l'a. La duodenostomia e la tiigiuno!5tomia non u~uagliano la gastr o-enlero!:-tomia. L'emodiag'•O~tica della gastro- carcinosi non per m ette ancora rli ritrllrrre conclusic>nt pratiche e sicu :-e. G. B. ZurPtNGF.R. -

Spoatamentt traumadol del tarao. - (Centralblatt .fùr Clti r. ,

n. 2H, l !l02). Zuppin~et• richiama l'allenzrone dei chi r ur~hi sul fatto che quelle numerose anomalie fu nzirmali che spesso si manifestano dopo le cosi delle distorsioni ai piedi e la frattura dei n.alleoli e della parte inferiore della ~amba, nella gr'tlltdE' magf.(ioranza dei ct~si, dipendono da alter ato r·appot•to delle Of>IS8 lea loro e più !>opeeialmenle da ~po-.tamenlo dPlle os~a del tarso. Allo schiascopia questo spontomenlo si palesa collo spor·gere che fa I'R~tr·nl-!alo !>Opt•a il livello dor·~al e dell'osso ntJ vi colare. I l piit delle voll e ancho l e pn~i zione dello s les!'lo O'<!'O navicolar e ò alter·ata, cioè quest'osso ~i porta tullo in ha!>so: ed anche il primo cuneiformi', il o..:alca~no ed il cuboide pol:'sono rompArtecipare allo :spostaurenlo. Di solrto l o ~po><ramenlo ciel tar><o !"i tr·ova nelle frattur·e i solato del mullt•olo e!'ltcrno, come pure in lutli i CRsi di traumi r ecenti. nei quali si è un t<epar·alo IH'ocesso posteriore dell'aslra;:alo (rl ~eparato procos~o posler·ior·e constatato tlt·ll'astraf{« lo, se(·ondo l'a:.:t<>re, non sar·ebbe da con::ideror·"i come u11 r esiduo del trif{ono od imtcrtnedio, ma un pezzo cJ'oc;.,.o che fu staccato da anticll ft'llLtur·n). Lo spostamento inoltre vretw O!"''l' r vnto rwlle fratture della gamba ~ua rile con r·a vvicinamentc, e ::i vede ancorn, ma o()n costantemente, uelle frt~llure rfambi due i malleoli. Si è tr·ov11to quL'Sto spostamento anche in cnAi non traumaticr. l fenomeni cltarcr con.;rstono io dolor i Jel lat'so e tra t malleoli, e dolore alla prP--sione ><ul mallc<•lo ,...terno. L'ammnlalo cammina po~~iando sulla punta del prede, essendo la lles:>ione dor..,alc dnlot\1!-'a c fn ~ravrlAre rl meno <'ho può i l pPso del cor po ::ul piede mt~lalo. All'e!<plnrazione c pulpaz.ione ef>ter·ml nulln l'ilt>vasi dr r irna r rhcvolc. L'infermità !!l r i!<ol\•e òi soltto nel pe· eiodo di qualche mese. C. P.

L

Vt:o~CF.Nzr. Oontrlbuto allo 1tuct1o delle lnfezlolli da batterllnooulatl ID ve1oloa. - (Ga.J;e/la detlli o.~,,eclali, 1HO:?).

L o indagini RullA perrn eabilità o meno dAlla vPs.ci<'a ai veleni e sul l e in fezioni dHIIE' vie• urinar1e si ~ono, in qu,..sti ultimi tempi, molLiplica t e, serrza r•rsolv•·t'e que)!li impoetanti problemi. Un notevole con tributo a qut>slo studio ha pot'lato r ecentemente il pruf. VincE>nzi ricel'carrtlo se all'introduzione dt hacilli palo:;teui in ves<'ice con~egu a ua'infezione gener·ale, cd. in caso pos1lÌ\'o, per qualt vie ciò si veri()chi. I n queste rirerche E'gli si l'<ervi rli un bactllo da lui i Aoleto, fin c.lel 1!190, il bacillo opa le agliaceo, che dà la pseudo-tuber colosi nella cavia e nel coni-


RIVISTA ORIRURGIOA

537

.glio, provocando un'infezione, non solo inoculato nel sangue e nelle cavità tiplancniche, ma ancora sottocute o quando viene in~e•·ito cogli Alimenti . In cavie fem miue. dì media grandezza. l'A . iniell6 in vescica, per la via -uretrale, con sirinl!'a di Pravatz a cannula sotlile corta e sm us~?a, poche ~oece -di coltura. L ' inoculazione callsllva sempr e l'i nfezi(lne generale, e l'animAle mor•va dopo 15-28 gior ni per mara~>ma, ~enza presentare alcun disturbo nella minzione, e senza che l'ur·ina ~mbisse alcuu'alterazione chimira o microscopica. A ssicuratosi che l'infezione veniva per la vescica (giacché quando si veri· ficaval'inoculazione del germe nell'u r el ra o nella vulva si aveva costantemente la formazione di un nodulo in loco) j l Vincenzi uccideva le cavie ad epoca · div.-rsR dall'operazione e faceva coltu1·e dal contenulo vescicale, dalle ghiandole linfatiche, dallA milza, dal ~egato, dal !>angue. Già dopo 24 ore gli innesti delle ~biandole attQrno alla vescica ed agli ureteri davano risultati positivi, mentr e l'urina e gli organi tulli da va110 •·epe1·to negativo anche dopo tre giorni -<Jnando fin le g landole inguinali contenevano in coltura pura il bacillo agliaceo. Dopo la sesta çziornuta, allorchè i ~!'angli Jinfatici r etr ovcscicali erano casei· fìcali m q ualche punto. il sangue conteotlva il bacillo inoculato e, quasi sempre, anche gli organi, compreso il r ene, ma non l'urina. I l rene conteneva i bacilli solo quando essi erano abbondanti nel sangue. La vescica era per fettamente normale. Dalle numerose e dolicale esperienze il prof. Vincenzi trae le conclusioni seguenti: Col bacillo agliaceo introdotto in vescica si ottiene l'infezione gener ale; la viA tenuta dal bacillo la linfaLica; il modo di diffonder si dell' infezione ci indica il percorso seguilo dal bacillo per ~iunge1·e nella g ran de cir colazione; il rene vien solamente infeltalo per· la cOIJlparsa del bacillo nel GR1. sangue.

e

\V. SENDLER. -Del momento in oul 4eve•l operare la perltlflite. - (Miin· chener medicinische Prc.s.~e, n. 26, 1902).

Sul lanlu discusso argomento l'auiOI'tl giudica debbasi int,..rvènire chirurgi· ca mente con la rna::.:sima celerila tosto c h e SI é l"icu1·i dell'esistenza della !'Uppurazione, Anche i pericoli clae tale operazione FUÒ p1·esentRre e le probabilità di completa e pronta guarigione sar·a nn o in rapporto diretto con la sollecitudine uell'i nter vento e con la msggio1·e probabilità di l1'ovare tessuti !'ani. Però anche nei casi di peritonite. 11cuta dtt perfo1·aziooe in seguito ad u l ce razion~> dell'appendrce, un pr·onto intervento può dare b11oni risultati e ciò anche quando si fosse iniziato un processo peritoneale l"eltico. Cosi l'autore na1·ra di nn suo operato, giovane e robu sto, rwl quale veniva praticata la lufJarotomia e l 'asportazione dell'Rppendice, l1·e ore dopo l'ultimo brivido. guarito ra-pidAmente. Non deve in tali casi spaventare la temperaturA alla, ma dovrassi in ispecial modo a ve•· d guardo al la pic<"iolezza e rapidità del polso. Pure esistendo suppurazione, potendo . l'appendi ce esser facilmente raggiunta, l'autore consi glia di asportarla, mentre ritiene pericoloso in · tali casi il pratréare manovre iodaginose onde rintracciarla. Non ammelle l'esistenza di per·itifliti recidivanti, che per lui non sl\1·ebbero {:be per itifliti non completamente guarite, perciò p1·esentanti un continuo pericolo e nelle quali l'intervento chirurgico é più che mai necessario. G. B.


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RIVISTA OB.IRUli.GICA

Nuovo prooe110 per oonserv&re 1& funs lon&Utà. 4el teatloolo. - (A rch. tur klin. Chirurgie, vol. LXV).

W. RAZUMOWSKI. -

L'autore ebbe ad applicare in tre casi sull'uomo quanto l' Italiano Scarluto· aveva antecedentemente pr~tticato s pecialmente su cani, con ottimo risultato, per la conservazione della funzionaliJa del testicolo dopo leso per lungo tratto· il canale deferente. Il principio fondam entale dell'oper azione consiste nel porre· a sit.retto contatto l'epitelio del canale deferente con quello dei canalicoli della· rete del corpo d'Hitzmor o, nei casi di ablazione totale dell'epididi mo, o eon ·que llo' del canale dell'epididimo, nl'i c11si di parziale resezione di quest'organo. A tale scopo egli pratica una fenditur·a sull'estremila inferiore del canale deferente sul lato corrispondente al testicolo, lunga circa un centimetro, fissandole poscia al testicolo con punti di sutura al catgut, a livello dei canali afferenti o della rete del corpo d'Hi~moro. Ciò fatto, ripiega la tunica albuginea sul moncone del canale deferente,_ maateoendola con alcuni punti di sutura sempre al calgut, in modo da affondar·e, per modo di dire, il moncone nel tessuto testicolare. Se persiite una porzione dell'epididimo, l'autore stabilisce in quest'ultima· un canale artificiale per introdurvi l'estremità del ca naie deferente preventivamente inciso per· la lunghezza di un centimetr·o, assicurando parimenti il contatto fra i due organi con qualche punto di sutura al catgut. Se la permeabrlità delle vie seminali si sia o m eno ottenuta con tal metodo, n(lturalmente non potè constal.are l'aulorf', ma i risultati sperimen tai~ oltr·emodo felici ottenuti dallo Scaduto, ne danno aflldamento. G. B

D ell& diagnosi preoooe 4 el o&rolllom& g&atrloo e oond- · éler&zlonlaull&sua our&r&dtoal e. - (M ttlheilu'fl(Jen aus den. Grenzgebit:ten. der M ed. unll Chir., fase. 2, 1902).

A. GLUZINSKr. -

L'autore ritiene si possa parlare di diagnosi precoce soltanto quando effettivamente il neoplasma ga strico viene dia gnosticato nel suo inizio e quando· un i nlervenlo chirurgico pu6 riu!:'cire effettivsmenle utile. Anche lumOI·i appena palpabili e mobili possono es!:'ere inoperabili, e più spesso che non s i creda, l'ulcera cronici! dello lllomaco e le cicatrici che da essa risulla no, possono ess~re or·igine del cal·cinoma. P er la diagnosi differenziale fra ulcerà e neoplasrna , l'autore ritiene utilissimo l'esame del chimismo e della rnotilita dello s tomaco eseguita sia con l'esame a digiuno, oppure col pasto di prova con beeffteack o con la prova dell' albume d'uovo, eseguendole magari tutte e tr e, una dopo i''lltra nello SttlSSO giorno. Nell'ulcera rotonda pilo1·ica che occasiona un ostocolo meccanico, tutte e tre le pr ove svelano la presenza di acido cloridrsco liber·o. Qualora questo manchi si dovrà a ttr ibuire tal fallo alla presenza di un catarro mucoso che spesso si accompagna ad un'incipiente neoplas ma. Se dopo praticata, per ulcera r•otonda cicatrizzala od in atto, la l!aslroenterostomia, manca ugualmente l'acido cloridrico libero, dovrassi SO!=<pettare mol to fonda ta mente, trattars i addirittura di cancro, quando pero in via assoluta s i possa escludere la tubercolosi. La presenza d i a cido lattico appartiene a sintomi molto tardivi. G. B.


RIVISTA CRIRURGIOA

G

HBRSCHEID. -

Dell& tuberoolo•l mu•ool&re. -

539· (La polielini,,ue de Bru-

:r:elle3, dicembre 1902). La tubercolosi muscolare primitiva, cioè dipendente da un focolaio tubercolare vicino, pur esistendo un'all r~t localizzaziOne nell'or ganismo, é estremamente rara l'lfaUi venne sperimentalmente dimostrato come s~~ngue e muscoli si hberino r·apidamente Jal bacillo di K ociJ dopo un'miezione intravenosa . Tale scomparsa sarebbe attribuita da alcuni all'azione del rnuscolo per· se stes!'o, da altri t1 ~pcciah condizl<lni meccaorche. La miosile tuber colare J.lllÒ present.arsi soLto for ma di fun~osilil, di scler·osi, di ascessi freddi o di noduli caseosr. I,.a for ma noJular·e tende all'asces!'O L'ascesso freddo spes::~o ne e la conseguenza. ma talvoha appare tutto d'un tratto; in esso riscontransi r·aramente i bacilli speci fici e le cellule grganti. L'inizio della tubercolo~i muscolare é spesso inavvertito. Talor a viene rilevAto da tlolol'i mollo vivi. La cute non pr~:;enla alcuna tr·accia d'irritazione e si mantiene mobile; il tumore fa cor po col muscolo, ed é fluttuante, r·esistente· o di dur ezza lignea, ~ecfJndo la forma. Tale atf'~zione osser•vasi sopr atullo in soggetti giovani, d'apparente buona . salute, mentre le localizzazionr ne ~ono variabilissime. Nella drag11osi può esser confusa col flemmone semplice, con l'ematoma, con la gomma sifilitica, con un oeovlasma. La cura consisterà nell'incisione, P.stirpazione e raschiamento, accompagnati, secondo i casi, da cauterizzazione delle par eti resiJuali. G. B.

•uovo prooee•o dl our& r&ello&le dell'erDI& lDculnale, ooa perzl&le oool9loae d el oan&le laplnale, e rld11.11lone d elle •ue dtmeo lllooL & quelle del cordone •permatloo. - (Semaine m~dicale, 4 marzo 1903).

EsToR . -

L' A. cosi brevemente enuncia il suo metodo : Il saceo é dissecato più in alto possibile e ciò senza preventiva incisione della aponevrosi del grande obliquo. Ciò fatto, mediante due fìli metallici che penetr·ino nei pilastri inguinali d'avanti in dietro, s'incrocino nel canale, e trav~?rsioo successivamente la parete dell'addome di dietro in avanti, in modo da fuoriuscire mollo al di sopra ed all'infuori dell'orifizio inguinale esterno, si abbassa una porzione della par ettl addomionl e, comprendente tutto lo spessore oli questa parete, a la si tlssa· allo stesso posto del lr'ag1ll0 ingui nale, in modo ùa chiudere quest'ultimo con un solido lembo muscol o·aponevrol ico che scivola dall'alto al basso. Questo · lembo si ar resta a qualche millimetro al di sopra del pube, in modo da non lasciare ttl di sopra di tale osso che il posto str ettamente necessario per il. passaggio del cordone. Questo in brevtJ il pr ocesso, che verr·ebbe compiuto in sei tempi. li primo comprende l' iucisione cutanea parall~lla al tragitto inguinale, la apertura del sacco e la sua dissetiooe senza apertut·a del canale, cioé senza rnciaione dell'aponevrosi del grande obliquo. :'lei secondo ternpo l 'autore scopre accuratamente l'aponevrosi del gronde oblirJuO per circa due cen timelf'i attorno all'orifizio inguinale, in modo da vedet•· bene la disposizione delle fibre aponevrotiche; isola il cordono, lo applica sul. pube e con due pinze aff'erra i pilastri in;:tuinali.


{540

RIVISTA OHffiURGIOA

I l terzo tempo consiste nel collocamento dei fili mehtllici che de vono r ioserrAre il canale. Pianta sul pilastro inguinal e esterno un a~o di Emmet ad un cenl . cir'Ca dal bor do libero di tale pilastro ed u 6 o i mill. al di sopr a del ·pube; più è voluminoso il cordone, e più devesi allontanare il pu nto di en·trata del filo dal pube ; poiché terminata l'operazione, il solo spazio libero che permette l'uscita del cordone, sarà lo spazio compreso fra il bordo super iore del pube ed il punto d'entr ata dell'ago. ( L'ago traverserà i n se~uito obliquamente il canale inguinale e passando sul .dito che deprime la. fascia trasversalis, trapasser·à lutto lo spe!:<sor e della par ete addominale per uscire di dietro in avanti ad uo cent. e mezzo !li di sopra dell'orifizio inguinale. L'ago naturalmente trascina seco il filo metallico. Per' applicare il secondo filo, si penetra con l'ago ad un ceot. dal bordo libero del pilastro inter no ed a 6 o 7 mill. al di sopra. del pube; esso deve attraversare non soltanto i l pilastro, ma anche il piano muscolare formalo dal grande t'ello che gli si trova di dietro. L'ago pr-uetra successivamente nel canale inguinale per risorti re ad ur1 ce n t. e mezzo all'infuori dell'orifhio inguinale, dopo aver altraver·sato tutto lo spessore Jella parete adJominale di dietro in avanti. Il quarto tempo consiste nel serrare vigorosamente ciaschedun filo, fis sandone i capi con dei !{iri spirali. In un quinto tempo >"i r•iparano le eventuali lal·erazioni aponevrotiche e si in fOI'Za raponevrosi del grande obliquo, ripiegandoJa SU Se stes>'a cit~ll' alto in basso. Il sesto tempo è consacr·ato alla sutura della pelle. L 'A . dice di aver· opet·ate col suo metodo cinquanta ernie inguinali, di cui alcune r imontano già a dne anni, senza che siasi vel'ifkattt alcuna r ecidiva . Questo pt•ocesso, cl1e r·appresent~t una Jelle tante mndifìc~:~zioni del ~eniale pz'ocesso Bassini, lascia scettico il lettor·e sui suoi r·i sultati e sulla s11a pralicita. In pl'imo luogo, specialmente nelle er'nie di piccolo volume deYe riuscire difficile trovare ed isolar e il sacco; inoltre, non potendo questo esser esciso cosi alto come nei pr·ocessi ordinarii, rimarrà sempre un cui di sacco !H' l'itoneale tli,.posti!'simo a formare il sacco di una nuova er·nia. U'allronde al eu] di s»cco per'iloneale ne corr•ispondP un altro muscolare di cui é chiuso sol· tanto l'orifizio inferiore. Aggiu11gasi che, dola tale disposizione delle pat·eti Addominali, ~or11nno fa cilissime l e ernie i nguino-interstiziali, mentre lo scopo cui deve tender·e un buon pr'ocesso ùi cura r•adicale rli un'er 11ia non è quello di chiudere solta11lo l'orifizio inguine le estern o, ma lutlo il canale e principalmente l'orifizio prorondo. G. B.

Rloerohe .alle modlfloazlonl prodotte nel rene oppo1to nel oa•o di leg atura unilaterale de ll' uretere o dell' a rteria renale, e nella nefreotomla. - (Clinica medica, febbraio 1903).

G. ANzrLoTTr. -

1' Lertalura unilaterale dell' uretere. - Nei pr•imi 14iorni si constala una gr·ande congeslione dei g-lomeJ'uli e Jei vasi intertubulari; l'epitelio dei Lubuli contorti presentasi lumef'alto, tal volta con il nucleo in cariolisi. L e anse di R enle ed i Lubuli r elti sono normali. Di più, si l'i~coolr·a un uumero molto grande di m itosi nelle cellule epiteliAli nei tubuli contorti. Allri visceri nor.mali; Jegger'a degener·azione granulosa del fP.galo, cuore normale.


.RIVISTA OHIBURGICA

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Tali fenomeni spa riscono col tempo, ed in capo ad un mese il rene é ri· tornat.o normale. Non vi é neoformazione di tubi o di glomeruli, ma questi ultimi sono ipeelrotlci, le cellule dei tubi hanno aumentato di volume e di numero, tino a riem pia·ne quasi completamente il lume. 2° Legntura dell'arteria renale. - Nessuna al t uminuria, ma diminuzione del peso dc:Jil' animale e leggiere oligurie durante i due primi giorni c:;oltanto. Il rene opposto alla legatura mostra una congestione più accentuata di prima; scorgesi frequentemente nei tubi la carioressi con dissoluzione dei nuclei e degenerazione di cellule, con detritus abbondante nel lume tubuls re; tuttavia qua. e la si trovano dei gruppi di tubuli sani. Cariocinesi numerose a diversi stadi i. Gli altri visceri normali. In capo ad un mese tutto i> riparato completamente. 3• Nefrectomia unilaterale. - Nessuna albuminuria, ma diminuzione di pesodell'animl•le, ed il primo giorno leggera oligtu•ia. Congestione molto forte del' rene; tumefazione torbida e talvolta degene1·azione delle cellule dei tubuli. Fi· gure cariocinetiche in numero maggiore di quelle che Vassale e Bizzozero attribuiscono al rene normale. Nd fegato riscontrans i sovente delle mitosi di• cellule epatiche, le quali prec:;entansi granulose. Altri visceri normali. 1n capo ad un mese tutto é norma!e. L'autore in una seconda serie di esperienze volle provare se il siero degli· animali sottoposti a tali esperimenti, fosse tossico per animali della s tessa· specie. 1° Dopo iniezione intraperitoneale di siero di coniglio cui otlo giorni prim& e1'a stato legato un'uretere, si osservò diminuzione di peso dell'~nimale e della. quantità d1 orina, ma poca albuminuria; leggiera iperemia del rene coo tumefazione torbida e degenerazione vacuolare del protoplasma nei tubuli, e ~l­ volta vacuolizzazione o disgregazione del nucleo. Nessuna mi tosi. Leggera de· generazione p;ranulosa del fegato; milza e cuore soltt~nlo congestionati. 2° Ugualmente dopo iniezione di siero rH coniglio otto giorni dopo la le· gatura di un'arteria renale, sono più accentuale le altea·azioni cellulari dei tuboli. 3° Dopo miezione di siero ùi coniglio, cui era stato tolto un rene otto· gior·ni prima, sono ancor più marcate le lesioni cellulari. Aumento di altera· zioni ed albuminurie con oligurie transitorie se nell'animale iniettato pratica si la nefrect.omia. In tutti i casi, dopo un mes~, tutto ritorna allo stato normale. Queste esperienze fanno concluder·c all'autore cbe non s i può ammettere la poesenza di una autonefrotoxiua per spiegare le alterazioni prodotte ; queste ultime risul tano dalla presenza di sostanze tossiche dovute agli scambii nutritizii e che sono normalmente eliminale dal rene; nei casi di legatura dell'arteria renaie vi s i aggiungono i prodotti tossici del rene corl"ispondente. Le alteraz1oni del fegato, quantunque più leggiere, mostrano che questi pro· dotti tossici non sono punto specifici pel reue. G. B.

C. MANcrNr-JANARI. - Oara radlo&le dell'ldrooele oon le lDiesloDI d'aoldc. fenloo paro. - (La clinica chirurgica, agosto 1002). Il metodo, a quanto narra l'autore, non é del lutto nuc..vo. Dovuto principalmente al Dott. Lisca degli ospedali riuniti di Livorno, daterebbe dal 1899 e vennecomplessivamente usato finora in 37 idr•oceli. Adoperasi l'acido fenico puro, or · dinariamente alla dose di tre centimetri cubici negli adulti, rli due nei bambini.

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RIVISTA CHIRURGICA

P•)r la tecnica operatoria, l'autore aWensi alle seguenti regole: 1• Vuotamento del liquido mediante un lr equarti che possegga una cannula deUe minori proporzioni possibili (2-3 mm.), onde impedire che rimanendo beante 1a ferita della vaginale dopo l'estrazione dello str umento, si espanda l'acido fenico nel cellulare dello scroto. 2" Introduzione dell'acido fenico liquido puro per mezzo di una comune siring-a di 3-5 cenl. cubici, in••estata a perfetta tenuta al padiglione de l tr eq uar ti. Contemporaneamente si faccia il massag~io dello scroto per dillondere uniformemente il liquido. 3' Si toglie la s iringa e s'introduce di nuovo lo stile per spingere nella vaginnle il residuo di a cido fenico trattenuto nella cannula. 4o Si es trae il trequarli stringendo con l'altra mano nel punto corrispon<lente alla ferita vaginale e s i continua per qualche minuto il massaggio. 5° Si a pplica un sospensorio. Si deve usare tutta l'attenzione per~hé il liquido non s i spanda per il cellulare dello sci·olo o s ulla pelle. L'operazione si compie in pochi minuti e senza anestesia poiché non apporla dolor e; n essun fallo r eattivo violento segue alriniezione d'acido feQico; dimodochè l'individuo può tornare immedia tamente alle proprie occu!Jazioni. ·Ordinariamente si ha ~uarigion e completa nel termine di 8-12 giorni. Con tal metodo l'autore, su 37 cura ti ebbe soltanto sei recidive, fra i c urati ne conta di quelli la di cui guari{lione rimonta fi no a due anni. Ta l metodo, secondo l'autore, sarebbe infini tamente ~uperiore a lulli gli altri cruenti ed inci'Uenti, perché non pi'Ovoca uè dolore, né reazione marcata, nè febbre, mentre la tumefazione realtiva non r aggiunge quasi mai il volume primitivo, manlenendosi, quali erano, le condizioni generali. La gua1•igione accad1·ebbe per obliterazione della cavità vaginale dovu ta all'aderenza del foglielto pat•ietale col viscerale senza elle pe1· tal fatto venf!a lesa la funzione spermatica, gia cché l'acido fenico inie ttato ma i arriva ad intaccar e la glandola . G. _B. H. FISCH ER. - L'oteoD;~lellte traumatica purulenta del cra nio. srhe Z eilschrijt fiJ r Chi r urg., fase. 4).

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Sono numerose osservazioni di contusioni del c ranio con le loro complicazioni, che l'autore studia nella loro patogenia, anatomia pa tologiCA, clinica etc. a) Patogenia. - L'osleite del cranio è ~eneralmenle un r isultato dP.lla . contus ione; la contusione del cranio può esistereanchesenza ematoma,pur essen-dovi frattura ossea e lacerazione dell'arteria meninge&. media. PoLt e St•·ohmeyer s'ingannano credendo necessario l'ematoma per avere r os teile purule nta. P1ù frequentemente l'osteite può aversi senza contus ione. Se esiste soltanto una ferita per la cui via l'infezione può raggiungere le ossa del cranio, e tali sono sopratutto le ferile da punta, l'infezione può colpit•e direttamente l'osso oppure il periostio, formando un flemmone pericolos issimo; oppure si forma un'ematoma sottoperiosteo che l'infetta. L'osteite purulenta non è mai prodoti.R da fratture isolate della lamina vitrea e raramente da fer ite d'arma da fuoco; parimenti è da dare poca importanza al freddo, alle emozioni, ed . alle ind i;.restioni .

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Causa principale è l'infezione; con rintr')duzione dell'antisepsi, tali affezioni notevolmente. b) Anatomia patologica. - L'osso colpilo da tal" infiammazione prende -un colore g r igiastro, marmorizzato, diventa molle, senza resistenza; la diploe diventa bruno- spor ca, acquista un odore gangr·enoso, me ntre si for ma il pus. {luando la suppurazion"' resta superficiale -6enza raggiunger·e il tavolato inter no, talvo lta la du ra madre si salda al cr anio. c) Decorso clinieo. - L'osteite s'inizia di solito due settimane dopo il traumatismo1 l'Bramente dopo due fino a sette gior ni Si manifestano fin dtt principio sintomi gravi, quali brividi di fredd o e febbre; la pelle é calda, le guancia colorale, il polso frequente, mentre diventano dolenti le ossa infiammate, e il dolore aumenta colla pr essione. A tali s intomi si aggiungono insonnia, inappetenza, vomito, sete, fr·equentemente diarrea, milza ingrossata, spesso ittero leggier·o. La suppur azione della ferita ben presto aumenta, diventa fetida, i bordi sono gonfìi, edematosi. Talvolta la ferila diventa secca e necrotica, mentre fr·equenteme nte scor·gonsi dei gau~li infiammati al collo ed alla parotide. Quantunque sia difficile una diag nosi precoce, essa tuttavia non è impos sibile. Nei casi dubbi i pralica!>i una Ll'apanazione esploratrice, perforando l'osso. Ad onta dell'inter·vento, il pronostico è ugualmente grave. Tuttavia Mac Ewen ba ottenuti buonissimi r r;oultati operativi. Consegueuze intracraniche deltosteite purulenta: 1' Ascesso extradur·ale. 2' Pachimeningite diffusa .. a) Pachimtlningite interna emort•agica a cuta; b) Pachimeninnite purulenta diffusa, sempre secondaria. 3' Nella piamadre: leptomeniugite osteogena circoscritta e diffuea (sie-rosa, purulenta, basilare, spinale). 4' Cervello. Infiammazioue: a) Ascesso corticale; b) Ascesso midollare. 5" Tr-ombos i e flebite. L'autore accompagna tali indicazioni con osservazioni personali d'interesse grandissimo, che denno al suo lavoro un g runde valore come documento G. B. scientifico. ~iminuirono

H. GIR-'RD. Del oloruro d'etile nell'ane•teala generale. - (Reoue de chirurgie, ottobre- novembre 1902). L'anestesia generale, per uperazioni di 9r eve durata, ottenuta con un'anestetico non dannoso, e che lasci poco malesser·e dopo la sna applicazione, è di una g rande utilità nella pratica giornaliera; a tale scopo s'nn piega sovente il cloruro n'etile. Il cloruro d'etile adoperato deve esser purissimo, vale a dire, deve possedere u n'odore aggradevole, non arrossire la carla di tornasole, nè pt•ecipilare col nitrato d"argento. Pt!r sommiois trarlo s i potrà usare una delle numerose maschere atlual~ente in pratica, oppure una semplice compressa od un fazzoletto l'icoperti da un foglio di carta perganienata o di laffe là.


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RIVISTA CHIRURGICA

S'impregna, tullo d'un tr atto , la compressa con -i, 5, 6 centimetri cubici di> cloruro di etile, applicandola quindi sul viso in modo da intercettare qualsiasi passaggio all'aria esterna; la chiusura ermetica é indispensabile. L'anestesia é ottenuta facilmentt>, senza agitazione né dtfesa, salvo negli. alcoolisti. Tale anestesia può dur are fino ad otto o dieci minuti, seguita da un r11pido dsveglio, ordinar iamente 1'10n accompagnato da malesMere di sorta. Tale anestesia generale di breve durata, basta negli inter venti chirurgici· npidi e piccoli, e puMsi utilmente combinare con l'anestesia clorvformica od all'etere, sopprimendo il JJr imo periodo di tale anes tesia, diminuendo la durata del periodo pr·eanestelico a la quantità dell'ane!<teÙco da usarsi. Si può, senza danno ulcuoo, prolungare ulteriormente l'a nestesill mediante il cloruro di etile, e ciò per alcuni minuli, sommiriistrandone per inalazionE: uno o due centimetri cubici per minuto, ma riesce pericoloso prolungar·la al di lA dei venti minuti primi. G. B. A. CosENTINO. -

Lealonl del oentrl nervoal lD rapporto oon lo •tlramento oruento del n ervl. - (La C lintea Chirurgica, luglio 1902).

L'A. continuando la serie dei numerosi sperimentalori che si occuparono dell'nrgomento. basò specialmente le sue r ieer·che sullo stiramento di due nervi: lo sciati co eà il sottorbitale di numero~ i conigli. Gli sforzi di trazione ve n ner o eseguiti mediante pesi proporzionali al volume dell'animale, ~acritk.ando lo stesso ad epoca diver·sa dall'avvenuto stiramento, cioè dopo uno, due, trP., fino a 24 giorni. Qual materiale di studio pr·elevò, per lo sciatico stirato, il midollo lombare e la parte inferiore di quello dorsale con i ganf(li corrispondenti, peril nervo sotlorbitario, il ganglio di Gasser. Dalle 'praticate numerose esperienze trae le se!-ruenti conclusioni: 1° Nei nervi sottopo::;ti a stiramento le maggiori alterazioni si osservano nel punto in cui agi l'azione traente, mancano o sono poco accentuate al di sopra, sono sempre intense al di sotto di detto punto. 2• Queste alterazioni consistono nella scomparsa, per tr atti 9iù o meno lunghi dd cilindrasse, nel suo r igonfiamento o nella sua poca colorabili là, dove esso é visibile, nella frammentaz ione in gocciole della mielina, nell'aumento d1 numet·o dei nuclei della guaina di Schwann. 3° Si trova no emorr-agie intet·stiziali nel punto dove fu esercitato lo stiramento, iperemia attiva dei capillari con ispessimeoto dell'intima e della media. 4• Le allerazioni dei nuclei d'origine sono prevalenti e più precoci nei gaugli spinali e nel ganglio di G11sser anziché nelle cellule del midollo. f>• Nel midollo spinale, le alterazioni sono sempre di poca entilé., e si rendono chiaramente visibili 1'J-20 giorni dallo stiramento. Consistono nel rigonfiamento del corpo cellulare di alcune cellule con aspetto polverulenlo dellezolle cromatiche e dissoluzione pr·evaleotemenle perifer ica della cromatina. 60' Le alterazioni morfologiche riscontrate sono l'esponente insieme e l& causa di pr·ofonde mo1ificazioni trot!che, subrte da lutto il neurone su cui agi il trauma. Questo f~:~tto può quindi spiegarci gli utili effetti che si banno nelle svariate affezioni, in cui lo stira mento é stato praticato con successo; in quant<r questo ci dà un mezzo potentissimo di modificare anche il neurone ammalato. 7• L'aver risconlt'ate maggior·i alterazioni, dopo lo sLiramento, nei neuroni sensitivi, anziché nei motori, può dar ragione della maggiore utilità ch e-


RIVISTA DI OCOLISTIOA

in ~en erale si ricava dallo stiramellto nel!!\ nevralf(le anche inveterate, anziché in altre affezioni. Riesce difficile spiegare il meccanismo con cui il fenomeno si produce; certamente si deve pen~are ad una r eazione biologica speciale che pr...dilige il neurone sensitivo. So L 'aver ri~cootrato infine che Il\ lesioni dei nuclei d'origine sono di poc-.a entila, facilmente ripar·abili, ed anzic hé !"espressione d1 un fatt0 necrobistico sono la conseguenza di di-,Lurbi intercellulari, determinatisi in modo più o rneno acuto, deve incoraggiare i chirur·ghi a praticAr'e un'operazione innocente e nello stesso tempo mollo utiiP. Difatti anche per le ricerche precòdenti SI conosceva che n1 un periodo di tempo più o meno val:'iabile, che può oscillare da ·10 ·H> giorui a qualche mes~, si ha la r igenerazlone delle fibre nervose lese, e la r eslituti o ad integrum del nervo. G. B .

R P eNso. - Oontrlbuto allo atucUo dell'influenza del alatema nervoao aulla :riparazione delle fratture - (Ga~.;etta d egli Os[ledali . tnarzo 1903). l recenti lavor i di K apsamener· in Germania e di Muscatello e Ramascelli in ltaJia hanno dimostralo sperrmentalmenle come la sPziune dello scialico. dt!l crurale o del ple!<SO brachiale non abbia alcuna inOunnza sul pl'oces;:o di riparazione delle f1·attur·e nè sul volume dt>l cnllo. L'autore volle ricercar e quale influenza ~i potesse avPre invece il sistema dt•i nervi vaso-motori: a tal uopo, dopo aver fralturattl le arcnte zi)l'omaliche di conig-li, estirpava da un lato il ganglio simpatico cervicale superiore, sacrifìcaudo gli animali a diff,..r enli periodi. Dalle sue esperienze egli conci ude che nella formazione del callo, dev.,si altribuir·e una certa impor·tanza alle tlbr·e vaso-cos trittrici del simpatico: l'estirpazione del ganglio cervi cale ~ opprime la loro influenza vaso-motrice e deler· mina un'iperemia attiva c he favor•isce la prolifera zione degli elem enti cellulari e per conseguenza lo sviluppo dol callo osseo. Al contrado, la sol a sezione del lrigemino, non ha alcuna influenza manifesta sulla ripa l'azione della fraltul'a; dimostr a tuttavia come l' abolizione dei movimenti e della sen sibilila non sieno sufficienti a r itardare il pr·ocesso di riparazione. G. B.

RIVISrrA DI OCULISTICA DoTT. v ALOJs. - Ferite ctell' ooohlo da palliDI 41 plombo. d'ophtalm, 1902, n. 8).

(Rccueil

L' A., nelle conclusioni del suo interessante l avoro, si dichiara convinto che non bisogna assolutamente tentare l'estrazione Jel pallino di piombo dal globo oculare, qualunque sia il processo dtt i mpiegarsi, insistendo sul fatto che gli accidenti d'infezione possono essere quasi completamente eliminati, poiché i pallini di piombo sono, fra tutti r cor pi estranei, quelli che hanno la maggiore 35 -

Giornale medico.


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probabilità di e!';sere asettici, P. di venire facilme nte tollerati rlall"occhio. Sarebbe quasi poss•bilP. il dire che se si eccettuAno i essi di conpr essione •iel corpo ciliare per parte del corpo estraneo, gl1 accidenti di qualsiasi natura son più spesso dovuti alla fer ita che al corpo estraneo stesso. Invecfl di prendere come base della linea di condotta la pre!"enza o l' assenza del pallino di piombo nell'occhio, é mollo più logico di considerare i pericoli corsi dall'occhio in seguito alla situazione della ferita; e l'A. é persuaso che sarà sopralutto l'esame clinico il quale inrlicbet·à il modo di pt·ocedere. l n fatti quest'esame ci farà conoscere, in pr imo luogo, la regione del· l'occhio interessata dal lraumatismo: questa potrà essere corneale o extt·acorneale. i" J·.:ssa ~ corneale: in tal caso le cure saranno, in primo tempo quelle d'ogni ferita della cornea; antisepsi, atropina, compressione, sutura della cornea se la soluzione di continuo è lar!?a; riposo assoluto per favorire l' incistarnento del corpo estraneo, se é contenuto nel globQ ocula1·e. Una terapia spP.ciale sa1·a natur almente indicata nei casi di infezione della corne a da parte del c orpo estraneo, della c onl!iuntiva o delle vie logrimali, e

in quelli di cataratta traumatica e di ferita dell'iride. 2• Essa è pericorneale: data la confor·rnazione rlell'occhio e il modo con cui é protetto dalle os"'a dell'orbita, la ferila e pilt spesso ciliare con consecutiva ernia dell'tride e precisamente della p1.1rle più pericolosa di questa cioè della sua radice. ~el corso della cicatrizzazione la conseguenza é atlunque clte l'irid~ !=i trova impegnata tra le labbra rlella ferila, con r1sultato di una c icli te. Secondo l'A , la condotta da le ner·si in questi casi, sar ebbe la seguente. Non appena s i saré constatata l'ernia dell'iride, bisognerà sbrigliare i due angoli clelia ferila, attirare l'iride in fuori e poscia fare un'iridectomia più ampia che sia pos~ibile. Questo procedimento avrà l'immenso vantaggio di liberare completamente l'i1·ide e di op!'orsi alla s ua chiusura fr·a le labbra della ferita cicatrizzata Lo cauterizzazione dell'iride inpegnala è insufficiP.nte, essendo impossibile di distruggere completamente con l'ansa galvanica tutta la parte della membrana er niol'a. Se, ciò malgt·ado, i fenomeni di cicli te si accentuano e s ia da temersi l' a trofia del bulbo, che cosa convert•à di fare 1 In tal caso l'oftalmia simpatica può produt·si, ma è r•at•a, a ca::rione delle precauzioni antisettiche che si sogliano prendere: u, per lo meno, é raro che inso•·~:ra d'un tratto: allora l'enucleazione na turalmente s'impone. Ma, più sovente, vi sono delle ricadute s uc ces~ive, e in tali casi - dice l'A. -l'aspettativa, che parrebbe indicata, d iviene impossibile, perché i malati stessi, a cui l'esistenza si è resa insopportabile, chiedono con insis tenza l'enuclea zione. E. T . Della cura 4eJle affesloDI ret1Dlohe gUooaurlohe con la gelatlDa. - (Recueil d'ophtalm ., 1902, n. 9).

GALEZOWSKL -

I fenomeni patologici che insorgono negli occhi in conseguenza della glicosuria non son dovuti che alle trasformazioni subite, nella sua plastici ta e composizione, dal sangue normale che agisce sfavorevolmente s ulle pareti dei va3i retinici. Se il fatto fosse rea lmente esatto, si dovrebbe cercare di ristabilire la plasticità normale del sangue r endendolo più denso e meno deliquescente. Il fe-


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:gato. come dtmostrò Claudio Ber nard, forma Io zucchet·o, e non essendo suf1lciantemente adatto a trattenere l'eccesso che ottiene con la decomposizione ·del sangue, lo fa passare costantemente in troppa grande quantità nelle orine, e rende cosi il sa ngue più povero di elementi nutritivi. Sarebbe dunque nostro còmpito, come si è detto or ora, l'aumentare la pldsticita del sangue con tutti i mezzi poss:bili, e, nello sle!'so tempo. la tonicita delle pareti vasali. l dottori Laffont e Lombnrd banno dichiarato, in una comunicazione fatta .sii'Accademi11 di medicina (7 febbraio 1902), che la gehdina è un Otltmo me·dicamenlo. potendo e'!sa aumentare la plaslicità del sangue, e che, quale alimento di r isparmio amministr·alo per via gastrica, non subisce a lcuna decompo~izione du i succhi dig"E:slivi dello stomaco. L'esper ienza dell'A. lu-1 dimostrato infatti che nelle reliniti glicosuriche non ancora accompagnate dn ne vriti ottiche, né da lesioni cervicati inveterate, si ottE'n~ono seri e r eali risultati favorevoli obbligando i malati a pr·endere 10-15 gratumi di gelatina al giorno. La prescrizione può essere falla sotto forma della se~uente pozione: Gelatina . . 60 gr. Ac!]ua di fior d'arat:tci . 140 gr. Bicarbonato di soda. . 2 gr. Da prender ne 4 cucchiai al giorno. .La gelatina sar·A pure van~ggiosamente somministr·ata nelle affezioni emor:ragiche solto forma di iniezioni epidermiche alla dose seguente: Gelatina . 2-10 gr. Acqua distillala 100 gr. Cloruro di sud io . 1 g r. 'La si inietterà alla dose di 25 cc. una volta o due al giorno. Per uso esterno, nelle u lcere della cornea, la gelatina può essere impie~Zata solto forma di glutolo: e in t'atti qua odo essa è pr•eparata colla formaldeide e che si trova ridotta in polvere, l'A. la prescr•ive nelle ulcere corneali e nelle chcrato- congiuntivili granulose; come una polvere asettica. Questa prosciuga raJ.>idamente 111 suppurazione Jelle ulcet•e inveterate della cornea e ne favo•risce la loro cicatr izzazione. E. T . .ARMAtGNAC.- Le totezloni dt benzoato 41 merourlo nella cura 41 varie af-

feslonl •peolftohe 4ell'oooh1o. ;- (Recueil d'Op!ttalmologie, 1902, n. 3). Da parecchio temoo alcuni autori, fl'a cui Stonkowenkoff, Gancher , Dé·seiquelle, Robin, hanno ·raccomandato ed usato nella cura delle manireslazioni secondarie o terziarie della sifilide, le iniezioni di benzoato di mercurio, il quale contiene il 45 p. cento di idr argir io; ma siccome le soluzioni di questo sale sono poco stabili, così i pr edetti autori han no a vuto ricorso a parecchie formo le di soluzione inieltabile, delle quali la principale é la seguente: Ben zoato di mercurio 1 gr. Cloruro di sodio chimicamente pur o O gr _ 75. Acqua sterilizzata 100 gr. Ma la pr eparazione del benzoato di mercur io è lungh issima e deli<'.ala; ol.t reché le soluzioni col cloruro di sodio sono di difficile conservazione e di


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RIVISTA DI 0Cl1LISTIOA

b:·eve durata. Per ovviare a questi inconvenienti, uno dei più disti nti farmacisti di Parigi, il Bretonneau, pensò di . a!Ssociare il benzoato di tlmmoniaca e> preparò una soluzione iniell.abile, secondo la formo! a seguente: Benzoato di mercurio 1 gr. Benzoato d'ammoniaca 3 gr. Acqua distillala sterilizzata 100 gr. 01\ circa un anno, il Bretonneau spedl all'A. un campione Ji detta for mola· con preghiera di sperimentarla, facendogli notare che era di conser·vazione indefinita; che il suo uso in iniezioni sotto-cutanee o intrtimuscolari non producevadolori né nodosi tè persill~enti; e che, inoltre, la Rua introduzione nel sangue non alterava punto i globuli Saf)g-uigni. L'A.. non tardò ad esperimentare tale pr odotto in molti casi, in cui la mt'dicazione mer·curial~ comune dà soddisfacenti risultati; e, pur non potendo s tabilire, a ppunto per questa ragione, la· superior·ita delle predette iniezioni sulle altre, tuttavia dovette constatare che esse non erano affatto dolorose. Ma la prova decisiva della loro efficacia e· della nessuna addolorabilita egli la ebbe pralicandole sono la congmntiva·. com~ già da -parecchi anni si sogliano pt·alicare quelle di subltmato e di ci anuro di mercur io; tantoché non esita a Mccomandarle in tuUi i casi di affezioni sifilitiche gravi dell'occhio in cui sia indicata nna cura specifica energica ed immediata; e riferisce tre mteressanli osservazioni personali, in cui dalle suddette iniezion i sotto-congiunti vali ottenne dei ri~ultali superiori od ogni <speranza, mentre le solite medieazioni mer·curial i ~i era no mostrate inefficAci. E. T. GALEzowsKr. - L'efiloaola della oura oaooclllloa nelle afl'ezlonl oculari. (Recueil d'optalm, !902, n. 8). L'A. <lichiara che dal giorno in cui introdusse il cacodilalo di soda nella tenrpia oculare, ne ottenne sempre risull8ti eccellenti, e più specialmente nella cheratite e rpetica inveterata. Egli lo impiega tanto localmente sotto forma di colli.rio oleoso o acquoso, quanto in iniezioni ipodermiche e per uso interno in pozioni. La formo la del collirio è la seguente: Vaselina liquida. . . 15 gr. O gr. 25 c. Cloridrato di cocaina. . O gr. 15 c. Cacodilato di soda. . . Instillare qualche goccia nell'occhio due o tre volte al giorno. Per le iniezioni ipodermiche l'A. adopera, come I'H uchar·d e il Oieulafoy, la soluzione del Clio alla dose di 0,05 a 0,10 centigr per dieci o quindici giorn~ con~eculiyi.

Per uso interno, egli r accomanda la formola seguente: Cacodilato di soda . 1 gr. Scir oppo di menta. 15 gr·. Rhum . 10 gr. Acqua distillata. 120 gr. Due cucchiai al giorno per la durata di l O giorni.

E. T.

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RIVISTA DI 'rERAPEUTICA ~ . Co~IBEMALB . - Qualohe parola •ul 4ormlolo.- (J::cho médical du Nord.,

maggio 1902). L'autore volle ~perimentare il Demilil-etil-carbonilcloralio, denominatodor•miolo dagli scopritori dottor i F uchs e Koch. Secondo numerose prove, praticate nella clinica medica di Lilla, il rimedio in parola ag irebbe mollo bene ne ll'insonnia nei casi nei quali es sa non é provocata dall'elemento dolore e nei quali non si ha a fare con soggetti psicopatici in preda ad ap;ìtazrone considere vole. Considerato dal punto di vis ta ipnotico, bisognerebbe collocarlo poco al di solto dell'idrato dì cloralio e del solfonale. Se vet·amente egli non possiede le propt·ieta tossiche del cloralio, ciò che potranno dimostrare .soltanto prolungate ed atte nte ricer che cliniche, i servizi .che il d ormiolo potrà dare, saranno considerevoli. Le conclusioni dell'autore sat·ebbero uguali a quelle ottenute da altri sperimentatori quali Goldmann, Dornblith, Von Kesthes e Mlink. Secon do Mlink, in ispecie, due capl"ule al f{iorno di 0,50 centigrammi cadauna diedP.r o ollimi risullali; tuttavia nei sol'<ge ttì nervosi eg li conl"ig\ìa la soluzione al decimo, che perme tte di sornminis tr·arne dosi meno elevate. ).lei cardiaci e negli asm~tici , una ><ola ca psula J i 0,50 centigt·ammi procura il sonno. :'\ei casi di enteralgì~, l'autore ottenne una diminuzione del dolot·e, e da ullimo in due tifOSI, vide la temperatura abbassars i da 0°,6 a Qe,8 Circa, dopo lu somminis lra zione dì tale rimedio. G. B. W . BucrtNER e F. F ucHs. - Azione degll alcool etllloo. metilloo e propl-

lloo adoperati per u•o e•terno •ulla oorrente aangulgna. - (Arch. jilr ll!Jgiene, vol. 40, pag. 34i). ~ a ssolutamente da esclude1·si che i fomenti di alcool diversi applicas i sulla cute agiscono ft~vore volme nt.e nei flemmoni e ne~!ì altri ti pi d'infiammazione, come pure nei processi tubercolari delle ossa e delle articolazioni perché l'alcoo l penoLri attraverso le coste nei te;;suli e quindi a gisca da dis infettante, essendo ben esigua la quanlita d'alcool che penetra attraverso la pelle . I bene fici risultati ottenuti da codesti impacchi de bbons ì invece attribuire ad azione indiretta degli alcool stessi e s pecialmente alla loro azione dis idratante e coag ulante . Per entrambe tali qualità L'alcool propilico é da anlepors i di molto al metilico , m entr·e l'etilico é disidratante migliore dì ques t' ultimo. Nelle applicazioni locali d'alcool l'effetto loro si manifesta egualmente su tutte le arterie, e gli alcool dì g rado più elevato sono perciò mig liori di quelli che pos~eg-gono un grado alcoolico inferiore. L'intensila de ll'azione vaso·dilatatrice dipende dalla concentrazione de ll'alcool {!!.>aLo; perciò la stessa quanlila d'alcool diluita non dà to stesso efl'ello.


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RIVISTA DI TERAPEUTIUA

Esperimentt praticati s u di animali dimostrarono che ~l i alcool man ife!'lan ~ la loro oziont> vaso-dtlatah·ice sopratullo sui va'li clelia cavità etei ventre,. meno for temente s u quelli che vanno a i mu!'<coli e su quelli del tess uto con netti vo soltoculaneo. Nell'uomo, ~li Autori, poterono stabilire rep;ol11rm~nte un'aumento della pressione s anguigna nel dominio delle arte l'ie radiale ed ulnare con un fom~nto· a lcoolico applicato sull'avambraccio. Esperimenti di controllo con fasciature semplid caiJo-umide non ebbPro alcun efle tLo. L'aumento lo~alizzato della pr e!>sione del senp;ue nelle arterie conduce alla conclusione dell'a vvenuta dilatazione e quindi dell'aumentalo afflusso dPI sang u e negli organi corrispondenti. Quest'azione d~i fomenti con alcool !>pie~a la loro favorevole influenza nella guarii<!iooe di processi prof<mdi d'inffot ione. Co ll'aumonto della pressione del sangue scompaiono anzitutto da una parte i lrnsudbli daLi dal focolaio infetlivo , e contempo raneamente, l'au menlola qua n · lilù di sangue apporta una maggior a!Tluenza di alessme balleri cide al pun to d'infezione, e.I un'aumento di leucocili che 11lla lor volla debbono esse•· r iguat·dali come principale !'Oqzente delle alessiue batter icide. G. B. W. RtCIIMO ND. - Lo soUo nella our& della 4111euteria. Rundschau, 1002, 11. 47).

(Pharmac..

L'A., menlt·e in massima, usando nella cura della dtssenteria, polvert composte d'oppio e di ipecacuana, ebbe ad oltenere buoni r isultati, in alcuni ca<5i ne i quali tali rimedi i e rano rimas ti completamente inatLivi, trovò utiliss ima la· somministrazione dello zolfo. Con tale r ime lio eJtli ebbe a rilevare rapido miglioramento, senza tendenza alcuna alle ricadute né alla cronicità, per l'alternarsi di ~ti lichazza e diarrea. Inoltre tale rime li, non dà origine a vomiti, come ra spesso l' ipecacuana, e m eglio di questa è tollerato dai malati. Si somminislreranu " pertanlo giornalmente 30 centigrammi di zolfo subii· malo e :lO centigr!lmmi di polvere del Dower , sottoponendo il malato a dieta rigorosa, conlinuaudola per 8 giorni , e con tinuando parimenti per· 8 g iorni nella sommini:~trazione del rime.Ho dopo l'ultima scat·ica diarroica. Tale metodo curativo moslrossi utilissimo nelle enteriti acute ; nelle cronicho saranno più vantag~iose le ordinarie prescrizioni di oppio ed ipecacuana·. G. B. Dott. FaJ.s tm. -

Iueftloaol& 4el oaoodllatt. - (Lancet, marzo).

L'A. comincia col riportare i ~iudizii di numerosi e~'<pe rimentat o r·i, di varia nezionali :il, lutti favorevoli ai cacodilati, i p'ù in voga fra i quali sono quello di !\Odio e quello di ftlrro. U 110 de' più p;randi vantaggi offerti da questi !>a li dPII'Ocido cacodilico [:h (C /1 1 •t O (0 / !)] sarebbe quello di poter esset• som mini~'<lrali in dose mollo ma~~iord di qualuuflue altro rimedio arsenicale. senza timore di intossicazioue. Appunto per lalè constatazione di fallo l'A. , venuto a soc:pcUare la nullila fll rmaco[(,~ica di que!'<lo nuovo rimedio, intraprese una serie di Lraltamenli Cfl· codilici contro di verse malallte (corea , eczema acutn, leucomia spleno-midollare, oligoemia semplici:').


RIVISTA DI TERAPEOTIOA

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La conclusione cui giun~te é che l'arsenico neiJ'ar·ido cacodilico e ue' suoi soli è qua~i inl:'rle ~i come veleno che come f'~;~r•maco. li sale diviene efficoce quando la base è efficace, come nel cacodilalo di frrro, ma allora è inutile sceglier·e il cacodiloto quantlo si hanno già tJitri ottimi composti di dellA btJse. Questi risultati uegativi si r·endono chiari pensando che l'tls è cosi strettamente legato nell'acido cncodllrcn che attraversa l'ur gonismu senza libuar$6118 e quindi nec:e:;sal'iamente senza. ~>ser·citar·e alcuna uzione. Già Gautier xveva drmoslt·ato t•he I'As ner c~;~codilali non vien messo in li· bertà col metodo di Marsh fino a eire la m ol ecola or ganica di essi non venga distrutta da una pr·olunl'aia os,.idaziouc. Ripetendo 1\,;;perrertza co11 l'urina de' s uoi pazienti, l'A. ha vrs to perfellll· me11te la slessn co:;a somministrando i cac()dr lati, m entre Ira visto clriar·amellle lo svolgimento dell'.1 ~ senza ossidazione pr·elimiuar e, dalle urine di paziellli trattati con acido a r·seuioso. l cacodilati per•ciò non hanno azione arse11icale e son qui11di inutile nggiunta all'arsenale terapemico. Oltre l' indricucia pr•es1311tano inconvenienti: cosi nei casi trattati per via or·ale, ~ià prima ancora di aver rar.r!-'(iurrto la dosfl rnassimu, insorser·o sernp1•e disturbi gastr ointf'stinali (nausea, vomito, diarrea), che si potrebbero evitare col trattamento ipoderrnico, abbenclré le cure Arsenicali siano in gener·e t1•oppo lunghe per· la upplicazione rti tale metodo. Qualunque sia la via di introduzione nel corpo, r esta sempre l'allro inconveniente, cioè l'odore agliaceo dell'ossido cacòdilico che si man1festa di buo11a ora e che, quantunque senza importanza, r iesce nondimeno fastidioso al paziente. Cosicché, secondo l'A., non v'Ira alcun motivo per· pref<:!rire i cacodil~;~ ti alle an tiche preparazioni ar·seuicali. L. F.

l. NoÈ. - Le •oluzloni gUoerlnlohe. - (A reh. 11én. de MMccine, apr'rlt! 1903). La glicer ina è un alcool lriatomico, di sapore dolciastr·o, l eggerm ente :.mc· cheruto. Es!!!a deve esser neutra, solubile in tutte le proporzio11i nell'acqua e nell'alcool, insolubile nell'etere, M I clororor·mio e negli oli r. Il suo potere drssolvente si t!sercita su d'un gran numero di corpi, e tal potere diminuisce neces· sariamente in essa con la concentrazione. I l poler:e dissolven te della glicerina può esser utilizzato per ollenere le soluzioni pii.t concentrate di tal uni corpi poco solubili nell'acqua, come il fenolo, l'acido borico, l' acido ar·l'enioso. Al co~.trario, l o zucchero vi è molto mtJno solubile clre nell'acqua, come pu1·e il clorato di potassa, l'ioduro di potassio eù il clor·uro di soùio. È sopr atutlo la solubililu dell'iodio che si presta ad utili applicazioni. Un grammo di iodio si scioglie in 52 di gliceri11a. Perciò conosceudo la facile altera· brlrta della tintura di iodio. si potrebbe sostrtuire l'alcool con la glieer i11a, adotlaodo la !'eguenle for·mula : l odo, l oduro di polassi<• ana gr·. uno. Glicerina grammi dieci.

1:: una ~oluzione ch'3 difTicilmenle si alle•·a, adatta l'opratullo per le pelli delicate. Inoltre la glicerina si oppone all'evnporazio11e, diminuisce l'irritazrone, favorisce la tolleranza dell'iodio ed il suo assorbimento, come dimostrò rl Me-


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RIVISTA D'IGIENE

oager. Cosi pure re nderà ottimi servizi la glicerina p1cr1ca nella cura delle scollature, la glicerina al mentolo nelle medicazioni nasali, la glicerina al salolo caofot·ato nella cura delle angine. Da llllimo venne provato come la glicerina sciolga molto meglio dell'alcool la tctalità dei principii della scorza di china, ed impedisca non soltanto la loro ossidazione, ma anche la loro reazione sul ferro. Cosi riesce possibile l'associazione dei due g randi ag~nti terapeutici e per conseguenza 1la preparazione di un vino di china ferruginoso molto s tabile. Aggiungasi che la glicerina facilita la tolleranza del ferro e della china da parte dello s tomaco e combatte la stitichezza invece di provocarla. Inoltre il miscuglio, talora presct•itlo, di iodu ro di potassio e china é com· pletamente torbido e l'aggiunta di glicel'ina per mette d'oltenerlo limpido. Concludendo, la glicerina costitUisce u n'eccel l~nte a~gi unta ed un ottimo correttivo a diverse medicazion i usuali. G. B.

RIVISTA D'IGIENE ZtROLI•\. - Il oorpu1oolo eU Poggi negli organi emopoletlol del feti prematuri. - (Arcltio. per le sctenze m~diche, vol. XXVI, '1902). L'A porla un buon contributo all'inter pretazione s ulla natura dei CO!'.i detti. corpu!>.coti del Poggi, corpuscoli ross1 cioè eh~ hanno la propr•id a ùi tinge rsi a fresco col bleu di mitilene, studia ndo il sangue di feti premaluri, tanlo umani che Ji mammiferi. In essi ha trovato c:o!:'tantt> mente i delli corpuscoli in g ran qunntité nef!li ot•gani em~:~topoietici, e in minimA quanclilà nel midollo osseo. Siccome è noto che l"emapo i... ~i splenicu ed epatica ce!"sano f{l'adat.amente entro i primi mesi di vtla exlrauterina, mentre la funzione s i a ccentua sempr·e piu e perdura per tulla la vila nel midollo osseo, cosi il reper·to dei corpuscoli in pt~r•olu rlella milza e nel fè~a lo di feti iminal11ri. che visse1·o beii poco o nulla a vita extt·auterina dimostra ::he essi sono elementi fis iologici per· gli organi, 111 cui si trovano. Queste osservazioni colmano una lacuna nei fatti osservati del Poggi e portano a sostener e l'opinione che i corpuscoli chJ lui per primo scoperti sieno elementi 1:-(iOvani ed immaturi do! cot·puscolo rM<St) prima che esso diventi completo ed att0 ttlla :;:ua funz10ne. te. l. TISSOT. - Rloerohe 1ull' lnfluensa delle varta.zlonl d ' aUltudlne 1ugll 1oambl reaplratorll. - (Journ. de Physiol. e t rli' Patito! . gdn ., ~enn a io 1003)

L' auto1·e studiò, dut·ante u11' ascensione aereostatica, le vat·iazioni d eg li s eambii r espit·alorii. Tali s~,;ambii vennero determinati con metodo l'igor osis· sm10 da un Ialo a livello Jel suolo, avanli e dopo l'ascensione, dall' altt·o a differenti altezze, di cui lu più 11lla fu di 4,300 m. Allo stato di riposo il C0JJsumo re~piralorio apparente, vale a dire il volume d'ol'ia iu!>pirato ed espirato si mantenne sensibilmente lo stesso a differenti altezze. - 1\la l'aria essendo rarefatta alle grandi altezze, ne deriva che la quantità t•eale ùi gas inalat-o ed esalalo in uu dalo tempo. vale a dire il consumo respii•·atorJO reale, diminuì con l'elevarsi nell'atmos fera.


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RIVISTA D IGIENE

Per conseguenza minore quantità di ossigeno entra nei polmoni, alle grandi .-altezze. Malgrado ciò, la stessa quaotita d'ossi~<eno era assor bita dall'organismo e la stessa quantità d'acido carbonico era ri gettatA. Vale a dire che l' i ntensità relativa degli 5cambii r espiralorii rimaneva la stessa che a l ivello del suolo, .quantunque g li sperimentatori avessero ragg iunti i ~iUO m., altezza in cui la pressione barometrica è di soli 445 millimetri, in vece dei 763 che sello ava a tet·ra. Il lavoro muscolare, alle diverse altezze cui giunse l'esperimentatot•e, diede ,Juogo a variazioni di scambii re;;piratorii che non differivano, o di l'l'eri vano moll.o poco, da quelli dett~rminati dello stes;;o lavo!'o a pressione normale. Quesle esperienze, delle quali la ~··ande competenza dell'autot·e assicura la esattezza, mc,strano la sorprendente facilita con la Cfll&le l'uomo not·male si adatta ai cambiamenti d'altitudine, anche se molto rapidi. G. B.

Sull' ldentltà della tuberoololll umana e bovina. trablatt fi.i. r B 'llcteriolo!fie, nov .·dic. l \l0:2).

V. SzEKELY. -

(Cen -

L'A. riti ene che, ad o uta di tutte le osser vazioni pro e contro l 'identità della tubercolosi bovina con quella umana, ad on ta delle autorevoli voci sorte in favore del l'una o dell'altra teoria, la question e si possa rilener·e, per ora, non affatto chiusa. Giudica non del tullo giustificale l e conclusioni cui venne ultimamente il K och; e da esper ienze sue e di numerosi alll'i autori, ritiene si possa tutt' al· piu concludere c he il baci Ilo delltt tubercolosi bovina presenta per i bovini e per altri animali da espeeimento una virulenza mollo più forte di quella del bacillo della tubercolosi urruma. Opina debbasi riten er e per· m ollo probabile che la luber·colosi bovina non presenti s peciali pericoli per l'uomo, ma che dl:lta una speciale predispo"izionA individuale o-l un'or ganica fi!';tca debolezza·, o ppure l'età infantile, che, come é ben nolo, è la piu facrlmente suscellibile ad infezioni di ogni genere, la tuber·colosi bovina possa esser contratta anche dall'uomo. Per ul timo non esclude la pr·ohabilità che il bacillo della tubercolosi bovina, passando atlraver·so ad altri animali domesti cì, non possA acquisture una speciale vir ulenza. Con<:lude con l'ammettere che, lino a que" linne definitivamente risolta, occorrtt no n lrascut·ar e alcuna delle norme pr ofìll:lLtiche finora consig liale ou,l e premunirsi da possibili trasmissioni del la tub:!r colosi bovina. G. B.

PAS<Jl'lNJ. - Rtoerohe e •tudl •olla malaria. in Valdlohlana. per gli studi della malaria, 190:3.

Roma, Soc.

È un lavoro coscienzioso e trattato con e~ame cr•iti co veramente lorlevole. Si trattava di scuoprir e le ragioni ezinlO!<tc he per cui la Vald iclriana, una prospt>ra ed amena r egione Ja qu~tl e in tempi r emoti mttladca, roi per opere di risanamento resa saluberrima, or a minaccia di ritor11ar·e preJa della infezione. L'A. dopo aver dimostralo che C(uesta r egione la rruale da molti anni godeva dell'anofelismo senza malaria, in r elazione colle sue condrzioni idr~Julich e ed economiche peggior·ate, da tr·e anni subisce in una ctetermma.ta locali tà una vera e propria. r~Jinfezione, la quale minacci'l l'inlet•a valle.


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RIVlSTA D'IGIENE

Secondo le sue ricerche ed osservazioni, questo anofelismo senza malaria. ha 5ignifìcato pt·ecario, in quanto la malaria si continua per continuità, e pe1: ciò l'operaio avventizio delle maremme (~ piu pericoloso lungo il suo pellegrinaggio che in patria; una regione non si infetta, a tipo endemico, se non s i r icongiunge ad una regione malarica; per evil.are i disastri della reinfezione· di una r egione salubr·e, occor re anzitutto isolarla nuovamente dalia regione malarica a cui si è ricon,giunta; per bonificare regJOni malariche, è conveniente dividerle in zone, a cominciare dal loro confine colle regioni !i'an_e, per· mezzo. di vere dighe succedentisi, nelie quali si J.lratichi la cura più rigorosa ed intensa allo scopo di isolarle successivamente dal continente malarico; si debbono· rivolgere speciali attenzioni alla popolazione migrante, vero disas tro per le reg ioni malariche, c minaccia continua per le regioni salubri vicine. te.

E•perienze ool ohlnlno grezzo nella oura della febbr.. (Policlinico, Sez. pratica, 1903).

GIORGIO E PAG ANO. -

malartoa. -

Gli AA. non intendono menomamente di deprezzare l'uso di comuni s ali di cbinino attualmente consigliati, ma vogliono far notare che date le spess e grandi quantit.a di chinino che occorrono per guarire rodicalmente un malarico, e la grande frequenza colla quale sono costrette alla cura le classi meno abbienti come più esposte al flagello malarico, e vista la buona prova che dà il chinino grezzo di costo minimo, anche questo medicamento negli intendimenti pratici e sopralulto igienici per la cura radicale dei malarici può raggiungere· molto bene il suo còmpito. te. PASQ UINJ e GIORGI.- La oampagna antlmalartoa del1802 Della maremma

Oro••et&na. -

(Atti della Società per gli studi sulla malaria. Roma, 1903).

Gli AA. mettono in rapporto i .risultati della campagna antimalari•!a del 1901 con quelli del 1902 e con un buon corredo di dati statistici illustrati dauna bella carta topog raftca delle regioni bonificale, dimostrano che insistendo nella cura preventiva, bene ordinata, a suo tempo il problema della malaria trovera la sua soluzione; che finora si sono Rvute grandi e reali vantaggj, risultanti, ollrechè dalla forte diminuzione dei colpiti di malaria, dalla imparagonabile diminuzione delle ore di febbre. te.

Oopra aloune oon•erve eU uova dl pe1oe. - (Le sta;;ioni spe· rime,tali, agrarie ital., 1903, vol. XX X VI, fase. l V· V).

E. RrMINI. -

L'A. dopo avere accennato alle analisi eseguite s ul caviale, la maggior par te delle quali no n figurano nep pure nei trattati piu I'ecenti di bromato logia, dimostra la difficoltà di queste ricer·che noo avendosi sufficienti dali per fare dei g iusti par·agoni f1·a il caviale smerciato in Italia e quello che si consuma ne i luog hi di orig ine, e fra il caviale stesso e le altre con~er·ve di uova estere o nazionali. Nelle r icerche, insiste s ulla necessita di eliminare l'umidità nel vuoto per· e,·i~are una possibile ossidazione dei gra!:'si, in seguito alla quale i grassi stt!ssi s i rendono insolubili nell"etere, compromettendo l'esattezza della deter· minazione. Ri porta quindi le analisi e le operazioni da lui fatte s u caviale russo


RIVISTA D'IGIENE

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pressato e sciolto, r endendo noto che talvolta esso é sofisticato con ag~iunta di caviale tedesco o rtaliano. e passa in rassegna diver·se qualité. di caviali fra i quali una varieté. di cavrule fresco e cotto. Esijmirra infine la preparazione e la composizione chimica delle bottarghe di muggioe di tonno, e la conserva di uova di merluzzo. te. Cosco. -

Contributo allo •tu41o del vaoolno anttvalolOIO. -

(Policlin~co.

Se:~. pratica. 1003).

L '.\ . pa~~ando an r assep;nn i diversi m ezzi di depurazione del vacci110 antivaiolo!!'o fra i quali il metodo del Leoni consistente nell'inve<'clr•amellto in glicerina, la diRiisi, la tllll'azione, la centr·ifugazrone. al metodo di Cslmelle t1 Guerin consistente nel pnssore il vRccino attraverso rl perit~neo del co11i~rlio pr•epnrato pPr' utdrzzai'e il potere fogocilario del medesimo, il nuovo pr·ocesl'O dello Sbriscia col quale si r·i!'calda il vaccino alla temper·ntur·a di 37• per· 3·10 g-iorni, si é fermato specialmente a quello del giapporrese lshigami parentlogli molto impor· tante. qualor a ne venissero confermate le conclusio11i. Questo sperirnenla tor·e avrebbe cioè aff'er·mato che il sau~ue, il c~rvello, la milza, il ft>p;ato ecc. di una vitella vaccinata da 7 giorni contiene una gr an quantità di corpuscoli ameboidi i quali sar~>bbero ~li agP.nti del vaccino, e che il sangue stesso e l'emulsione degli or gani i noculati nella cute di un'altr a vitella sarebbero in :,n·ado di produr·re pustole vaiolose tipiche e di rendere immune l'ammala vcr·so un succes· sivo innet>to di lrnfa vaccinica. Il metodo avrebbe quindi una grande impor·tauza per ché rornirebbe un ml'zzo sicuro per ottenere vaccino sterile usando l'emulsione degli organr interni, e di prit avrebbe il vantaggio di fornire con una sola vitella una ')uantilé. enorme di vaccino, con grandi vantaggi prati<:i ed economici. Le esperienze istituite in proposito non ebhero però quell'esito che si sperava, onde l'A. fu costretto a formulare le seguenti conclusioni : f• medi11nle l'innesto sulla cute delle vitelle con emulsione Ji organi appartenenti a vite! e innestate con vaccino antivaioloso non fu possibile provocare la r elativa pusLu· !azione; 2' non si riu scì a produrre pustole neppure coll'innesto 11i sangue proveniente aa vitelle vaccmate; 3• tanto nel sangue quanto negli organi interna, non fu mai possibile mettere in evidenza forme analoghe a quelle osser· vate nella cornea del coniglio (Cytoructes oario/ae del Guarnieri, corpuscoli ameboidi ddl'Ishigarni). le. e Cosco. - Rloerohe •perlmentalt •ulla ldeutltà della tuberooloal dl ortslne umana e bovlaa. - Roma, tip. Tiberina, 1903.

JATTA

Gli AA. hanno voluto portare un contributo alla qut>stione Q~gi tanto dibattuta se la tuber colosi umana sia diver·sa dalla tuber colosi bovina e se la medesima pos!Sa, o non, essere trasportata sul vitello. Con un materiale di studio abbastanza abbondante fornito dai laborttlori della sanata pubblica, gli AA. in queste prime !'16rie di l'icerclre hanno potuto dimostrare che la tub t>r colosi umana ricavata direttameute dallo sputo o da questo, mediante il pa!>sagf>!iO nella r avia, inoculata nella vitella, sottocute o nelle cavilli. dell'addome e della pleura, o non attecchisce a08Lto o produce solo alterazioni locali con tendenza alla guarigione.


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RIVISTA D'IGIENI!:

Questi r isultati hanno maggior vaiOI'e in quan to non sono state usate colt ure pure, ma emulsione di sputi o di organi appartenen ti a cavie infettate di ·t uber colosi, e il materiale infettante é stato i noculato in g rande quantità. Gli AA. sperano di con tinuare le ricerche su diver se razze bovine, usando poi materiale tubercolare umano rica vato da diver se localizzazioni. Auguriamo agli egregi colleghi di proseguire quesLe ricerche per la soluzione di una questione cos iimportanle per l 'i gien e. te.

Bull'u•o del formolo nell'lper14ro•l piantare. - ( Reoue in ter . de nuJdt'cine et de chirurgie, févr ier 1903).

·vAILLARD . -

L 'applicazione della formolina al trattamento dell'ipm·idrosi piantar e é 1'8.zionale, essa s i fonda sulla propriet.à ch e possiede questa sostanza di formBre colle materie o.rganich~ un composto insolubile, imputrescibil e che con l'essicazione diventa corneo. Messo a contatto dell'epirlermide piantare il formolo s· indu1·isce, penetrando negli o1·ifìci delle ~la ndole sudor 1fere agisce sulle cellule se~reganti ~opprimendo la loro funzione. Il for molo inoltre é un energico deodoi'ante ed un potente anti!:'eltico, per cui dalla sua applica7ione si hanno effc~tli multipli: libera il sudore dal fetor e rh e gli è pt·oprio, ed indurendo la pelle ne impedisce la rnacer azione, sopprime e diminuisce per un certo tempo l a secr ezione del sudore, facilita l a guarig ione delle bolle. È da notarsi però che que!<ti cll'etti beneljci sono snlo t<>mporanei. fl nchè cioè per si ste l'azione del formolo sui tes;:.uli coi quali fu messo a con tatto; la medicazione deve perciò esset·e r i nnovata di t r atto in tl'allo, tenendo conto della l!ravitil della mol>~ttia e della se11sibil ila dPile pa rti su cui viene appl icata, n onc he della sensibilità ~enet·ale del sog-~etto. Oe,·esi per•ciò comil}ciare la cura con !"tnluzioni d.~boli speciolm.•nte sul le pal'li escot•iate e neg li spazi inter.ligi· tali. L e m~liol'i soluzioni sono quelle del 2-8"/. a pplicate nelle parti malate con ur1 tampone, due volle ~l gi ot·no. L e soluzioni in seguito potr anno esser e prù I'icche (10·30 •1.) due volle Ai giorno. N egli i ndividui pr edic;posti al l' ipet·idr <)SÌ !<Ì ollen~o n o ottimi m•ultali applicando sull' efJidermide piantar e inlalla soluzioni fo1·ti Ji formolo (30·50 'f.) e tln soluzioni sature. Per manlene1·e i vanla~g l c1llenuti da (}uesta medicazione bisogna r ipetel'la ogni 8, 1~, 20 gioi'Oi G R I.

•una

Dott. Ta~t U RA, capitAno medico nell'~~sel'ci to Giapponese. - Rlcerohe malaria al. Giappone. - Comunicazio ne all'11° Congresso dei medici militari amer-icani , g-iugno 1!)02. Il capitano TAmut·a riferisce e h ~ nel luglio u. s . il m t~~giore m edico T s u po1·t6 a cognizione rlel n10ndo scientifico la S!~Operta di 3 nuovi Anopheles os::ervati nell'isola di Jeso " di F ol'mosa e che denominò rispeWvamenle: fl) A noplu: les .!f'.~onensi.~, Tsuguld. b) Anophelrs Fornwsensis I, id . c\ A n opheles Formosensis l i, 1d. Tt•ala~cio dli des~rivere i cat·atteri moJ·fologici inerenti a cias:::una specie e di cui il capitano Tamura t!etl e· esaur iente d imosll'azione, per !imitarmi a riferire le c;:perienze fatte dal Cor po m edico milila i'P. Giapponese per determi.nare le relazioni tra delli anopheles e l 'infez.ione malal'ica ~uki


RIVISTA DJBLIOGBAFICA

u5T

Le esperienze falle si compenrliano nelle seguenti; 1• Esperienza provante che le tre specie di anopheles summenzionate possono trasmettere la malaria da uomo ad uomo. 2" Esperienza dimostrante eh~ il Plasmodium Vira.r può svilupparsi ne~ corpo dell'Anopheleg Jesonensis . 3• Esperienza comprovante che la Laoerania malariae può svilupparsi nel corpo dell"Anopheles Jesonensis e Formosensis I c Il 4• Esperienza concludente che la cosi della febbr e estivo a utunnale e la febbre terzana esistono nel Giappone meutre la febbre quart.ana non è st.ata· mai osservata. Esperien~e ~per lu preoen.:ione della ma!aria nell'isosa di Formosa. L'isola di Formosa divenne possedrmento Giapponese dopo la guerr a CinoGra pponese ( 1 89~ ·!J:J). L e esperiE-nze fatte per· pr evenire la malaria dall'anno 1891 al 1900 detlero come r isultato che sebbene la pr·oporzione dei casi di malaria fosse in con tinua diminuzione, pU l't! la proporzione della mor'liililà era in coutinuo aumento. Sino dall'el"late scorso il nuovo metod<> di (.Ire venzione della malar·ra basalo s ull e nuove leor·ie G:·assi-Celli vr11ne messo in e secuzione per ordrne del generale Koadarna governatore dell'isola di Formosa. Le esperrenze cominC(nrono rl 21 di ~eLtembre u. s. e lel'minarono il 2 1 di febbraio di quest'anno, in tutto 161 giorni. Mezza compag111a del ·t• bottag lione di rantel'ia di guar·nig:one a Kirun (Formosa) 115 uomini in numero, ven ne im· piegata per l'esperimento. La trup pa venne rorm ta di tuUi i mezzi di prole:tJOne escogit.ali dalla teoria

moderna dell'iurezione malarica. Il restante numero dei soldati appartenenti a~ battaglione fu la~ciato completamente improletto. l r isultali ful'ono i seguenti: Nei 115 uomini pro telli non non si ebbe nessun caso di malaria. Nel r estante del battaglione forte di 646 uomini si ebbero: N . 285 casi di malaria cioè 4i.09°/o con 1.12% di morti. Dott. E. CASTBLt.t, \\'al"hing ton.

RIVIS'f A BIBLIOGRAFICA N. R. D'ALFONSO. - La 4ottTlna 4el temperamenti 4&ll'antlohttà alnottrl s lo1'1ll. -(Roma, Soc. Ed. Dante Alighieri, 1902). L'autore ha riassunto in poche pagine, dense d i concetti e d'erudizione non comune, la dottrina dei temperamenti. Riferisce come l ppocrale credeva che l'uomo fosse costituito da quattro umori : il sangue, la flemma, la bile gialla, la bile nera (atrabile). Quando questi umori era no in giusto rapporto di crasi, di forza e di qua ntità il miscu glio ed il temperamento (ciò che é lo slesso)era perfetto e quindi vi e ra salute e benesssere ; all'incontro si aveva malattia quando uno ùi questi principii era in eccesso relativamente agli t~ltri od in


658

RIVISTA :BIBLIOGRAFICA

difetto, ov ver o, isolandosi nel cot•po non era pi ù in combinazione cogli allri principi i. l ppocl'ate rilevò pure l'inli mo rapport('l che corre tra certe dale condizioni organ ich~ e certe mani festazioni delle attività psichiche e cosi pure mise in evidenza l'azione della varia natura del suolo e della topografia dei climi sulla costi·tuzione or·ganica degl' individui e dei popoli e sulla l or o indole, altitudine, qualità morali, co!>e confermate poi da altri autori dell'aolichilà come Tacito, Cesare, Galeno. Dopo che Kant ed H egel accolsero nella filo!>ofìa la dottrina psi cologica dei temperamenti e da quando si vide che il sistema ner•voso è il principale s trum ento delle allivrlà psichiche e la immensa gr•adazione di quest". sia allo stato normale che ne1·vo:oo, è con ~i derata come la manifestazione esclusiva eli speciali condizioni anatomiche, fisiologiche, patologiche stor iche e pr eistoriche del si sle ma nervo!>O di una persona, il concetto i ppocratico dei temperamenti indipendente dal si;;tema nervoso l'i é moc!lflcalo e per temperamento si intende

uno .~peciale stato psif'hico che dipende sola mente cla speciali fu nzioni neroose. Siccome però si può costatar·e che queste funzi oni nervose o psicologiche possono essere modificate secondo che uno det:rli umor·i o dei tessuti indit:ati Ja l ppocrate (sangue, flemma o linfa, bile) sovrabbondano o difellano rrell'or ganismo si dimostra come sia anche o~gi importante la doltl'ioa i ppocralica dei tem perameuLi che si può l'iassumer e come appr esso. SOS TA NZE ELEMEN TA RI

COMPOSIZIO:'\E DEl. CORPO secondo Jppocrat.e

Sangue

Bile gialla

Elementi o rganici iùeutici

Sangue

Bi le

Flemma

jmJe nera (atrabile)

Sistemallnfatlco Pigmenti d~posl ­

o che vi corriopondOD•> secondo le moderne c~­ noscenze.

tessuto linfati· co-connettivale.

tatl In parec · ehi o~gani (el~­ menti di riduzione o di alte· rate funzioni . organiche).

Costituzione orga!lica di~ndente dalla prepond.e ranza Jef suddetti e lementi o tessuti organici.

Costituzione forte

Costituzione llnfatica o debole

Temperamen ti ben determinati e caratterizzati da

Eccitabilità ed !pereeteai&

Depressione od astenia

Temperamenti ben deter· minati e distinti per attività.

Sanguigno

Temperamenti beo determinati e distinti per sen· ti mento. 'Temperamenti misti .

, .

l

Malinconia

l Collerico

Flemmatico

l

l

Saognig no-collerico

l

collerico-llemmatico collerico-anemico

fiemmaUco o malin~ni.co

Il' B. - Non vl sono i temperamenti misti sanguigno Ofmmatico o sanguigno malinconico.


MISCELLANEA

5&9

L'autore espone in rlolle paf('ine le conJrz.ioni or EZaniche e psicologiche delfuomo con temperamento 8angulgno, malinconico, flemmatico o collerico e come i detti temperamenti vengano i nflu enzati dalle mutevoli condizioni dei detti umor i, dalle stagioni, dai climi, dalla luce, dal calore e quanta influenza vi abbia l'eredità. N i> meno importante e il Cdpitolo sull'educabililà dei temperamenti e come essi posSI\no modificar~i e trasfor marsi: in ~uisa che, p. es., !'uomo con tem· peramento s angurFl"no eh~ t> ~ener·almente dotato rti mobilita p!<ichica, superficial rtà e IPg)!erezza di giudizio coll'obbli~arlo da fan cnillo o da giovanetto allu rifles..ione, all' i mmobililé, al silenzio può per,let•e le imper fezioni del suo carallere. Cosi pure con orportune corre·1.ioni ed e"er·cizi noi possiamo cor reggerP il collerrco, il nemmaticn, il mnlinconico. Chiudono il libro 4 cRpiloli ri guardanti ìl temper amento nel l"arte e cC~ me cau"a di malattie e delinqunnza; es"i sono pieni di moderne considerazioni che invilRno il lettore a ben meditare !'.ull"opera del dott. D'Alfonso il quale in questo libricr:ino ha riassunto e volgarizzata una doltr·ina che anche ai nostri giorni deve essere IJI'~sa in con:>ider·azione. Dott. RERNARDO.

MISCELLANEA Ufficiali medlolllberi docenti.- Siamo ben lieti eli annunziare che c011 receole decr·eto. 111 se!'uito a par er>' favor·evole del Consr~lio super·iore ddl'islruzrone pubblica, il dotl. Antonio Pcra!'sr. capotano medico addetto al collegio militare di Roma, é stato nominato Libero docerrte in clinica chirur gica neii'Universrlò di T orino. Nuovo giornale di medicina militare - Il Cor po ~anilario dell'esercito ingles,., mancava sinora di un ~ro roale che ne fosse l'organo particolare, scientifico e professiorrale. l nunerosi e pre~evoli lavori scientifici r elativi alla nostra specialità anJn vano spar si uei v adi periodici di m edicina ,!{e nerale oppure i n una appendice annessa alla r elazione statistica annuale; gli inter essi della clas~e. le notizie riguardanti il !'cr vizio st~nita rio eran o espo~ti e drscussi specialmente nelle colonne dei due principali organi medici inglesr, The Lancet e

British m edica! Journal. Vediamo ora cun m ollo piacere sorger e il primo giornale di m edicina militare inglese, col titolo: Journal o.f the Royal A r m!J medical CorpB. Esso i• dir etto da una appo'lila commissione nominata nel seoo dell'Army medical College e r·edatto dal mag~iore medico R . A Frrth. Il primo numero, che 6 quello di luglio, contiene, ullre A una introduzione del Direttore general e del corpo !'anrtarro, Sir W. Taylor, una r elazione del capitano medico Stanistreet sugli ospedali nell~ navi di trasporto, una memoria del t enente medico W . C. SLevenson sulla nevreclom ia del nervo scialico, una del maggrore M. T homas Yarr su alcune r are manifestazioni oculari di malallie veneree, una r elazione


560

MISCELLANEA

del mag~io re medico J . Will sulle spedizioni di soccor '3o sanitari o alla Martin i ca e a S. V~ncenzo nel maggio 1902. Chiudono alcune rivìst6 bibliogr aficheed una t>ste11a rubrica di notizie riguar danti il Corpo sanitario Il Giornale esce mensilmente a fascicoli di cit•ca 80 J•agi ne L'abbonam ento annuo costll per l'I nghilterra una lira sterlina.

Concorso per un manuale d'igiene pDpolare. - L a Soeieti' F iorentina rl' !'.}iene apre un concor so cou uu premio di Lire duemila, offer·te dal Pres dente professor e cornm. P. Gr·occo per onorare "ta memor ia .lei compianll• consocio e colle~a pror. Fr·an.:esco Colzi, per ttn libro fli lettura d<'stinato agli allieoi de/lP classi elementari, in cui siano svolte nella roaurera meglio adatta alla l oro eta le più es.~en.;iali nn:oioni rli igiene. I l concor so è uazionale. 1 concorrenti dovranno inv 1are i lor o rn anoscr·itli senza far·si conoscer e; pP.rciò dovranno contrassegnarli con un molto ripetuto sop1·a uuo schedn sigillate. che conterrà il lor o nome, co,trnom~ e domicil io. Il ccmcorrente che non t·ispettasse il se:,.:reto imposto s'iudl'uderà decaduto dai diritti del concorso. Il concor·so !'arà giudicato da una Commissi one ùi cinque membri, che sarà nominata dal Consigilo Dir·ettivo della St•c1elà, e che, esaminati i IRvori pre~ scntati, dovrà in una r elazione scritta proport·e l'assegnazion,.. ciel pren110. n Con!"iglio Direttivo, Udita la r elazione ùella Commissione. clellber·erà i L conferimento del premio. Nel r.sso che 11 concor so andasse desei'Lo o che n e!lsuno dei concorrenti fosse ritenuto 111eritevol~ del premio, vert·à aper to un n uovo ..:oncnr so. I n assemblea p:enerale della Società i l pre!'idenLu proct>der à all'nperlur a pella scheda portante il motto cot·risponclente al manoscl'illo preseclto e pr oclamer à il nome d .. l vinci tore. Tutte le altre schede saronno bt·uciate senza es;;er e aper·te Il libro premr11to dovrà essere pubbl icato a cura e spese dell'autore entro quattro m e!->i dalla designazione del pr·emio: trascor so inutilmente questo termine, l a propr iela del lavoro passerà alla Societa FiorenLina d'Igiene. Il termine utile pet' lt~ presentazione de1 lavori scade col 31 maggio 1904. l manoscritti dovranno esser·e spediti in piego r·accomandato al Segretario degli Alli della Societa, dott. Gustavo Pa·i oa.

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Il D iret.t.ore

/ ,., l/..~_,/;•. Dott. F . LANDOLFI, maggior generale medioo.

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I l fledat.t.o r e

0.• RIDOLFO LIVI, maggiore medico.

Roma, 1903- Tlp. E. Voghera.

GIOVANNI ScOLAftl, Gtrtn~


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GIORNALE MEDICO· DEL REGIO ESERCITO Dlrezlotlt e A11mlalatrazlone: presso l' Ispettorato dl Sanità Militare Yla Ye•tl Settembre (Palazzo del Ministero della guura)

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. Il Gio1'nale .'\dedico del R .• Esercito si pubblica l'ultimo giorno di ciascul'l' mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. L'11bbonameoto e sempre annuo e decorre dal t• gennaio. Il prezzo dell'abbonamento é: Per l' Italia e la Colonia Eritrea • Per l' Estero. . • . . . . Un fascicolo separato costa.

...

L . 12,• tS,•

t,25

L'abbonamento non disdetto prima del t• dicembre e' intende rinnovatoper l'anno successivo. 1 signori abbonati militari in effettività dl servizio possono pagare l' im... porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti dl corpo (ancheo a rate mensili). Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, fot.ograftche, ecc., che accompagnassero le memorie sono a carico degli autori. Gli estratti costano L. 8 per ogni foglio di stampa (16 pagine), o trçioD• lndivieibile di foglio, e per eento esemplari. 11 prezzo é eguale aia che ai tratti eli 100 esemplari o di un numero minore. l manoscritti non ai restituiscono.


P UBBLICATO

DAbh' ISPETTORATO DI SANITÀ ftllhiTA~E, l

ANNO LI

F.\SC. Ylll

1903

SOMMARIO . . F.MORIF. eRIGilWAI. I . TuraiRI. - l.a • Tripllc~ • - SterilinatricP a vaporP a tre " ' ; . . C1rta. - CentocinquantA nar cosi rol cloruro eh elile . . . . .

l't~g. 561

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•ennelll. - Atlone ll~iolt~gu:a e t~ronruttra olelle aeqn~ •Il S:dsorn3g~ion• .

• •

ltrnrdo. - Contrlhnto nllo s tudio th•i lr:u:mo llrll'ocdtio . . . . . . . IU't'IIIITA DI GIOR~ .U.I ITJU, U IU

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•:~~tT•: al .

11ag. liOt • 613 • 6~0

llivlsta mo<llca . . . . . • . llhlsta di ne"opatologia . . .

Rivista chirurgica • • . . . . Rivista di oto-rlno-laringointria Rhlsta d1 ocullstlra . . . . . Rivista di terapeutlca Rhlst.1 Il' lgieno. . Av,·lso . . . • • .

619 AJI

G3• f>3fi

•

fol(l

(V. rt11dlte n,ll'inltrno dtlla coperli1111).

DIR EZIONE ED AMMINISTRA Z IO NE

BOMA - Paluzo del Millis~ro del~ Gaerra, Via XX &:t~111bro • ROliA

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( 1 q s~ r o;:s


INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISfA MEDICA. Aubertln. - L'lnto rmenttmento delle mani nella scarlattina . . . Fernet. - L'adcnopatia ascellare nell ' ini~io della tubercolosi polmonare Klener . - Le ,uppura?.ioni latonti <Iella fei.Jhre tifoidea . . . . Flamini. - Contributo allo studio della batteriuria nrl tifo . . . . . . . Hammerachmldt. - Sul rapporto della tonsillite con altre malatt'e. Mansell Moullln. - Il trattamento chirurgico •lell'ulcera gastrica . . . . . . Marsoh. - Un caso di paralisi combinata della Sllalla o del braccio da compressione dello 7..al110

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PIJJ). 6()! e<IJ i vi 6\)~

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Kroklewlcz. - lni~zioni di sostMza cerebrale emulsionata nel tetano SchDIIer. - Trallameuto locale di alcune malattie interne Robln - L'antl~ellsi interna . . . . . . . f'lantenga. - La euc?citosi nel morbillo e nella ro~olia . Chantemesse. - La diagno~i precoce della febbr~ tifoidea TizZoni ~ Panlchl. - \'accmazione, immunita e sicroterapia contro lo pnèumococco dei Fronkel. . . . . . . . . . . . . . . . . . f'anlohl. - Primo sagg io di applicazione all'uomo del siero anlipneuolOnico Tllzoni-Panlchi . . . . . . • . . . . Tobtltz. - Snlla patologia c la terapia 'lell;, :>carlaltfna . Grosz. - Sul Lrall.amento cl~lla scarlall.ina . . . .

itol 608

60'J ftoi

610 6lt

i vi 61! iv i

RIVISTA 01 NEVROPATOLOGIA. Orerlut-Brlsaac . - Dell'ateroma r.erc brale; crisi acute con disturbi digestivi e agllulone d'apparenza m~niaca. . . . . . . . . . . . F6rè. - Sogni precursori dell'emicrania ort~lmica . . . Verga e Gonzaltl. - Il derrnograllsmo nei ruzi. . . . -Garbl•l. - Contributo allo studio della simulaziOne della pania. Wltltlworth. - L'e1·edit.i nelle malattie mentali. • . . . . . sw..tllr. - Hn lira ve caso di tetano trattato c guarito col Veratrum Vìride

Pog. 613

r.t6

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6t8 619 6:10

RIVI STA CRIRURGICA. Rosslnl. - Le recid1•·e nell'operazione radicale d 'ernia mguinalc . . . . Malhleu e Roux. - Dello Indicazioni operatorie nelle emorragie dell"ulcera gastrica Arnabtrger. - La radioscopia nella d iag nosi dP.I poeumotora.ee . . . . . Fenwloh. - Cioc-:he di capelli ed altre concrezioni nello stomaco . Schwarz. - Contributo statist ico alla cura della peritonile tubercolare colla laparotomia e ncerche istologiche relative . . . . . . . . . . . . .

Poa. 6!0 6U 6~

6)7

6!8

IIIVISTA tll OTO-RINO-LAIIINGOIATRIA . .f'latre. - P.;eudo·polipi tubercolosi delle fos.>e nasa li . . . Dlonlalt. - Sulla fototerapia nell'or.ena Oegur. - lJegli asces~i perllarl~~gel. . . . . Tofleaa. -.Angina. e faringite nemmonosa con trombo>i ·pùrulentà dei seno eavemoso e . . . . m.,ning11e 1lasolare purulenta . ·Giatard. - La difterite nasale . . . . . .

Pag. 6!9 I UÌ

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i vi 631

,RIVISTA DI OCUL!STICA. Huaa. - !."acqua ossigenat.a nella terapia ocularB . . . . . . . l(lpp. - Cura da usar~i nelle leillonl traumatiche piu frequenti del globo ocu lu e Roemer. - Nuove ricerche sulla sieroterapia dell' ulcera corneale . Etlnant. - Cura delle cataraLte Incipienti con solutloni lo<.lurate . .Strrtmlnakl. - Un raro caso di aiTeziono isterica oeulare io un uomo

Pog. 631 6U l ui 633 iui

RIVISTA Ul TERAP!UTICA. Srlqvtl. - Della cura tiroidea. . . Scllnydtr. - Alcool e loru muscolare. . . . . . ·n1111u11. - oeterioramento delle soluzioni alcooliche di pepsina .s,lwaln. - L'euchiolna e Il suo valore t erapeulico . . .

Pag.

63~

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[!_RIVISTA D'IGIE~E. flandolph Tuthlll. - Il freddo nella patogenesi delle malattie . . . Sclawo. - Con tributo nllo studio Jel potere toss1co del siero di sangue Sciavo. - Sullo stato presente della sieroterapla anticarbonchiosa. . . . . . Caaagrandl. - Studi sul carbonchio ematico. (l\lemoria V). Sostanze ad azione coagulante u necrotica e art niooe emolotiea . . . . . . . . . . . • Cna1randl. - S~odl sul car bonchio emRtlco. (Memoria VI). L'lmmnoili verso il car bon· chio nei suoi rapporti col meccanismo della patogenesl dell' infezione . . . .

Pof . 636 638 lvi

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MEMORIE ORIGINALI

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STERILIZZATRICE A VAPORE A TRE usY Per il dott. to. "l'anial, capitano medico

Spendere oggi parole per ricordare la necessità nella pratica. chirurgica delle. reale e sicura. sterilizzazione degli istrumenti e degli oggetti di medicazione mi sembra. opera superflua. Ritengo pure superfluo di intrattenermi sui preziosi vantaggi avuti nella. chirurgia. con l'accoppiare alla. asepsi degli oggetti di medicazione la secchezza. degli stessi, dopo i lavori in proposito del Preobrascbensky, {l ) del .Radestoch, (2) e dell'egregio chimico-igienista militare cav. Baroni (3). Tanto più che i risultati sperimentali da essi ottenuti vengono tnttodi largamente confermati nella pratica, ond' è che oggi tntti vogliono materiali di medicazione asettici e con alto potere assorbente. A dotare di questa doppia. qualità il materiale di medicazione sembrerebbe a prima. vista. che l' apparecchio ideale fosse costituito dalla stufa a secco. Ma pur troppo non è così, perchè è noto che il calore secco, se moderato, non agisce come sterilizzante, non penetrando nella. massa dei materiali, e se molto elevato ne altera notevolmente la natura, abbruciacchiando più o meno profondamente le fibre tessili. Per converso con le stufe a vapore acquoso si ottiene con sicurezza la. perfetta. sterilizzazione e per di più, come risulta. dalle accurate ricerche del Baroni, (4) i materiali sterilizzati a vapore acquistano un (t) PRBOPRASCHP.MSKY. - L u ba$el phyliquu du trailtmtnl attllparauitaire dea p/41tl. ( ÀIIROlel de l' lnllilul Paalfur, vol. l :t). (:t) RAO~STOCK. - Crllerii aulla JGella t l' e&amt dd maltriale d' nudicalura. (Dw.lrchc mWiti· rar:Ukll• Zdtlchri(t, AlfOStO !899). (J) Buo11r. - Contrlb11lo alto &ludio 1uila ICtlla del aaleriale di medlcazlolle. (Rivl1ta d'lgitne e 1011ila pubblica, muzo t~). 14) B. Bno~<r. - Lavoro citato, pag. U.

36 - Giornale mtdùo.


502

STERILIZZATBICE A VAPORE

più alto titolo ed un più alto indice di assorbimento; ma bisogna. che siano asciugati. A questo proposito però debbo notare che il Baroni (l) ha. trovato un sensibile abbassamento dell' indice di assorbimento negli oggetti di medicazione già. sterilizzati a vapore, quando vengono assoggettati ad alte temperature per prosciugarli, e quindi consiglia di farlo in nn ambiente riscaldato a 37° per 15 ore. Ma se questo metodo era. necessario e possibile per la preparazione di grande quantità. di materiali e con i mezzi di cui disponeva il Baroni, non è certo ugualmente facile il praticarlo nelle sale chirurgiche, dove non rare volte mancano i mezzi e talora anche il tempo necessario. Inoltre, considerando che i materiali che devono sterilizzarsi per gli ordinari bisogni delle sale chirurgiche non sono n è cosi voluminosi, nè con tanti involucri e legacci, e che in alcuni casi l'operazione deve essere fatta sollecitamente, io credo che non sia di gran danno l' assoggettare per 10 o 15 minuti a lla temperatura di 105°-106" il materiale già sterilizzato per prosciugarlo rapidamente. In fine, se con la sterilizzazione a vapore si esalta l'indice di assor· bimento e col prosciugamento si riduce un po', non sarà gran male, specie quando si usi materiale che già per le sue buone . qualità aveva fìn da prima un notevole indice di assorbimento. E poi, non potendo far di meglio, sarà. prudente fra i due mali scegliere il minore, e perciò sarà. sempre da.' preferire materiale c.on inò.ice di assorbimento minore ma asciutto, al materiale umido il quale certo non assorbirà nulla. Fino a poco tempo fa. nelle comuni sterilizzatrici a vapore il materiale rimaneva umido e perciò era. necessaria una. seconda. operazione per asciugarlo. Oggi per semplificare le cose e per essere più sicuri della conservazione dell'asepsi ottenuta., si è pensato, con adatta costruzione degli appar ecc h i sterilizza.tori, di ottenere con essi in momenti successivi di una. stessa operazione la sterilizzazione ed il prosciugamento. Perciò tutti coloro, i quali negli ultimi tempi si sono accinti a costruire sterilizzatrici a vapore acquoso, hanno cercato di ottenere con esse il tloppio intento. Moltissimi tipi di sterilizzatrici sono stati costruiti, che possono raggrnppa1·si in due categorie principali. L'una che comprende quelle ad alta temperatura., data dal vapore sotto pressione, l'altra che comprende quelle nelle quali la sterilizzazione si ottiene mercè l'azione del Yapore fluente cioè a 100°. 1 Tra le prime potrei annoverare i diversi autocla-çi, quali quello dell'Abba, quello dello Chamberland ed altri, tra le secondelesterilizzatrici (l) E. BARONI. -

t.avoro citato, pag. IS.


A TRE USI

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del Giancola, del Soul e dello Schimmelhusch ecc. Ma tutti questi apparecchi o hanno dei difetti nel loro funzionamento, o sono di non facile maneggio, o infìne sono troppo costosi. SoLto questa impressione due egregi nostri colleghi il tenente medico dottor Troia.ni (l ) ed il tenente medico dottor Tirelli (2) hanno costruite due sterilizzatrici, cercando di accoppiare nelle stesse alla semplicità di nostruzione e modicità di costo il pregio di rispondere alle attuali esigenze. Queste due sterilizza.trici · presso a poco si rassomigliano nella costruzione e nel funzionamento sono affatto uguali perchè entrambe sono a vapore :fluente. Però senza voler entrare nella particolare disamina della. loro costruzione e del modo di funzionare credo di poter giudicare quella del Troiani, sebbene più antica, molto più pratica per il maneggio, e senza. dubbio molto più perfetta nel funzionamento di quella del Tirelli. Difatti mentre il Troiani nel suo apparecchio ha sicuramente riuniti i requisiti principali che oggi si ricercano in una sterilizzatrice, cioè riscaldamento in primo tempo, indi sterilizzazione ed infine prosciugamento del materiale, non mi sembra che altrettanto si possa fare

con quella del Tirelli. Lungo e fuor di proposito sarebbe il voler dimostrare questa mia asserzione, ma a chi avesse voglia di verifìcarla basterà leggere le memorie illustrative dei due apparecchi per persuadersi facilmente della considerevole ed indiscutibile superiorità di quello del Troiani rispetto a quello del Tirelli. Ma qualunque sia il valore relativo delle suddette sterilizzatrici credo che non siano. da. consigliarsi per il comune peccato di origine cioè per essere a solo vapore fluente. Perchè, come avrò occasione di dire in seguito, non credo che ci si possa accontentare della sterilizzazione col solo vapore :fluente, essendo noto come essa non rare volte non si raggiunga neanche col vapore ad alta. pressione, come hanno dimostrato l'Abba ed il Baroni (R). Infine, tacendo di tante altre, voglio dire qualche cosa di una recentissima, cioè dell'apparecchio trifasico dello Zambelli di Torino. Naturalmente un apparecchio che viene fuori da una officina come quella dello Zambelli, non può non essere pregevolissimò e sopratutto (I l P. TROIA:II., -

Cna nuova ltu{a slrrillzzotrice. (Giornate mtdìco del R. Esercito, luglio 19\JI,

pag. 7ot). (i) E. TtRSLLt. -

Di 11110 nuova 1leritizzal rlce (Giornate medico dtl R. Esercito, no\·embre t90t,

pag. 1178). (3) AB8A e 8ARONt.- Sulla preparazione dtl materiale asettico di medicctzìolle (Giornale medico del R. BsercUo, gennaio, rebbraio 1899, pag. ti). .


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STERILIZZATRICE A VAPORE

molto accurato nella costruzione; e veramente tale è, ma anch'esso non va es~nte da qualche difetto. Infatti mentre è ingegnosissima la disposizione delle parti per riscaldare, sterilizzare e prosciugare rapidamente e completamente gli oggetti, ne è non poco complicata la costruzione, e la. posizione sulla. parete esterna. dell'apparecchio dei diversi meccanismi per il funzionamento lo rende poco adatto a l trasporto, per il non lieve pericolo di avarie. Oltre però a questo piccolo difetto ha quello gravissimo del prezzo molto e]evato, che rende l'apparecchio Ull vero oggetto di lusso ed alla portata di pochi. Considerando quanto brevemente ho accennato mi provai a.nche io a fare qualche cosa e sempre col proponimento di costruire un apparecchio possibilmente esente dai difetti notati negli altri, di facile maneggio e trasportabile. Dopo non pochi tentativi, .modificazioni e perfezionamenti, sono arrivato alla costruzione dell'apparecchio che oggi sottopongo al vostro giudizio. Trattasi dei soliti due recipienti concentrici, Puno generatore del vapore e l'altro serbatoio pel materiale da sterilizzare. Ho preferita la forma cilindrica prima di tutto perchè di più facile costruzione, e poi perchè le pareti devono noter resistere alla. tensione del vapore a più di un'atmosfera di pressione, cosa non facile coi recipienti di forma cubica. A questo punto credo necessario di dichiarare che ritengo una esagerazione il pretendere, come da ta.luni si vuole che, per sterilizzare ferri chirurgici ed oggetti di medicazione, vi sia necessità. di temperature molto elevate dai no· ai 120°, ed anche più. L'Abba e Baroni nel pregevolissimo lavoro già citato a pagina 16 e seg. dicono di aver fatte prove di sterilizzazione a cominciare da 135' e man mano scendendo di 5° in 5° fino a 110°, impiegando in ogni operazione un'ora. e mezzo, un'ora, mezz'ora.. Sempre hanno avuto risultati favorevoli, menochè nella prova a 110° per mezz'ora, nella quale hanno avuti degli insnccessi, sebbene dovuti più agli involucri che al materiale. Quindi conchiudono che per esser sicuri della sterilizzazione bisogna assoggettare il materiale o a 115° per mezz'ora, o a 110' ma per un'ora e mezzo almeno. È da considerare però che l'Abba ed il Baroni facevano le loro ricerche su materiale voluminoso, molto compresso, chiuso in involucro di carta e legato con forte spago, e che le impurità. le hanno trovate appunto nella carta, nello spago e ra.rissimamente nel materiale.


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Perciò io oso affermare che, se è veramente necessaria. questa elevazione e durata di temperatura per assicurare la sterilizzazione di materiali si:ffatti, non credo che si debba ritenere ugualmente neces~ria, quando si tratta degli ordinari oggetti di medicazione per una sala chirurgica, i quali al certo non sono nelle condizioni di quelli sui quali studiavano l'Abba ed il Baroni: Le quotidiane esperienze stanno a dimostrare che bastano, purchè bene adoperati, i 100• C del vapore fluente. D'altra parte però credo che se a questo vapore si può far raggiungere qualche grado di più dei 100• sia molto utile. Perchè mentre col vapore fluente non si è sempre sicuri di avere in tutti i punti dello apparecchio e del materiale i 100•, dando ad esso una temperatura tra i 105• 110•, con l'assoggettarlo alla pressione di '/ , o •; , di atmosfera oltre l'ordinaria, si ha il vantaggio che la temperatura è più attiva, e la pressione, agevolando .immensamente la penetrazione del vapore nella massa degli oggetti di medicazione, ne assicura di più la sterilizzazione. Quindi credo di poter dire col motto in medio consistit virtus, nè solo · vapore fluente, nè altissime temperature. Ritornando all'apparecchio esso, come dissi, consta di due cilindri concentrici (fig. E. G. 1,2.) di lamiera di ferro zincato, con grosso bordo esterno al margine superiore; muniti ciascuno di coperchio largo quanto il bordo suddetto, e che ha nella. concavità. concentricamente al margine una stretta fascia verticale, che entra quasi a sfregamento nell'apertura del cilindro (1). Questi coperchi per mezzo di fermagli a vite e di una guarnizione di cautchu, possono nell'adattarsi ai rispettivi recipienti, dare una chiusura sicuramente ermetica anche alla pressione di più atmosfere. Sul coperchio esterno è riportato un arco di cerchio (fig. B 13) in ottone con tre raggi con le seguenti iscrizioni. Sull'arco Circolazione del vapot·e e sui raggi le parole Parziale, Interrotta, Generale. Il cilindro esterno è rivestito di una doppia falda di lana e cotone e di dogherelle di legno, tenute a posto da tre forti cerchi di ottone (t) Era glil pronta la stampa dì qu~to lavoro quando ho apportato all'appareeebìo le se,;uenli mod•llraziooi: t• 11 coperchio del cilindro tsterno fatto di lamiera di rame rlofonata alla periferia da due robusti c,.-chl di ferro si adatta eon l'lntermeuo della guarnizione di caucclu al cilindro al cui margine é iissato un collare di ferro ad angolo che porta i fermagli a vite. t" Jn un altro esemplare il detto coperchio non chè il collare del cilindro sono stati f~ttl di bronzo gettato. 3" Nel rivestimento del cilindro esterno ho soslltolto alle dogherelle di legno il cartone di amianto assicurato con una sottile rete di 61 di ferro, oltre al tre cerchi in ottone. Cosi senza timore di atr bruciare il rivestimento si può mettere la stufa su di un qualunque fornello sia a carbone che a legna.


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con orecchiette a vite per stringerli. Questo rivE-stimento serve come mezzo coibente contro la dispersione del calore. Inoltre il cilindro ha nell'interno un piccolo cerchio (fig. C. D. E. 12) di sottile striscia di ferro, unito alla. parete verticale poco piu su del fondo con 3 pezzi a. Z della stessa striscia e che serve ad abbracciare l'estremità del cilindro interno per impedirne i movimenti di lateralità. · Il cilindro interno con pareti molto robuste ha un doppio fondo, l'esterno (fig. C. E. 4) chiuso e l'interno (fig. C. D. E. 3) con convessità in alto bucherellato da numerosi fori. Inoltre dalla intercapedine fra i due fondi parte un tubo di ottone (fig. C. D. 5) aperto agli estremir che montando addossato alla paret,e del recipiente alla quale è fissato ne raggiunge quasi l'orlo. Nell'interno di questo cilindro vi è un cestello di rete metallica rivestito internamente di fustagno doppiamente felpato. In esso si ~ettono gli oggetti da. sterilizzare e nel variare del funzionamento se ne vedrà la necessità. La novita del mio a.pparecchio consiste in uno specia.le rubinettocommutatore della circolazione del vapore, e nel collegamento inamovibile dei due coperchi per mezzo del commutatore stess~ e di altri tre tubi, destinati a speciali funzioni oltre quella. del collega.mento. Il rubinetto-commutatore (fig. F.) consta di un tubo di bronzo a tronco di cono (femina) (fig. F. H. l ) nel quale entra a sfregamento perfetto un altro tubo (fig. F . H. 2) (maschio) ma diviso verso la. metà da un diaframma orizzontale (fig. H. 15) in due cavità aperte all'esterno, l'una superiore (fig. H 14) e l'altra inferiore (fig. H 13). Gira.ndo il maschio, tenendo fermo la femina, si può per me:r.zo di quattro aperture fig. F . H 9,9'.10,10'.), praticate nelle loro pareti, mettere a volontà. in comunicazione l'ambiente che circonda il rubinetto, ora con la cavità. superiore, ed ora con !H. cavità. inferiore::. Di queste due cavità del maschio, la. RnpAriorA è chiu!la con tAppo forato na 5 piccoli buchi (fig. F. G. H . 8,11). L'inferiore resta largamente aperta. Oltre a queste parti principali nel commutatore vi sono nn manubrio (fig. F. G. 7) con un'appendice (fig. F 12) che indica in corri.spondenza delle parole scritte sul coperchio la. direzione che prende il vapore nelle diverse posizioni del maschio; un premi-stoppa (fig. H5,6) per aumentarne la tenuta e due dadi accoppiatoi (fig. F. li. 3,4,) con iquali si fissano sta.bilmente i due coperchi. Il commutatore con questa sua speciale costruzione permette col semplicie movimento di '/. di giro del ma.schio di fa.r circolare il vapore in modo, o da investire solamente la parete esterna del recipiente interno e sprigionarsi nell'arçtbiente per l'apertura superiore del


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commutatore, secondo le frecce ~~~ (fig. E ), od a. penetrare per l'apertura inferiore di questo necessariamente nel recipiente interno, investire il materiale in esso contenuto e sprigionarsi dall'apparecchio secondo le frecct' xococ (fig. C) per un piccolo rubinetto, di cui si dirà. in appresso. Ma vi ha di più, sempre col solo movimento del maschio si può impedire al vapore e di uscire dall'apertura superiore del commutatore, e di attraversare il cilindro interno, pur continuando ad investirne alla tensione che ha raggiunta la totalità della superficie esterna, e sprigionarsi a traverso la valvola di sicurezza, qualora raggiunga una tensione superiore a quella voluta. I due coperchi ho detto che sono collegati inamovibilmente oltrecbè dal commutatore, che sta nel centro, da 3 altri tubi. Di questi uno è quello (fig. C. 6) che portando all'estremo esterno nn comune rubinetto, al quale ho già accennato, si innesta con l'altro capo a sfregamento col tubo accollato alla parete del cilindro interno (fig. C. D 5). Esso serve, mettendo in diretta comunicazione l'intercape~ine fra i due fondi del cilindro con l'ambiente, a dare sfogo al vapore che ha attraversato gli og-· getti da ste1·ilizzare. Per brevità chiamerò questo tubo e relativo rubinetto rnbinetto di sfogo. Il secondo tubo .(fig. E lO) molto più largo del precedente, oltre a collegare i due coperchi, mette in comunicazione la cavità. del cilindro interno nella sua parte superiore con l'ambiente e serve a_ dare libero ed ampio sfogo al vapore emesso dal materile durante il prosciugamento. Esso è chiuso allo esterno con un comune tappo a vite · (fig. E lObi$) e lo chiamerò Grande 'i{ogatoio. Nel centro del tappo vi è un foro chiuso a sua volta da un tappo più piccolo, che, quando sia. levato,_permette di applicare all'apparecchio tanto il termometro, quanto il doppio filo di un elettropirometro, che indichino la temperatura che si raggiunge nel cilindro interno. Infine il terzo tubo (fig. E 8) chiuso all'estremo interno oltre a collegare i coperchi, serve a. mettere in comunicazione per mezzo di una apertura laterale fra i due coperchi (fig. E 9) la cavità del cilindro esterno con l'ambiente. Esso all'estremo esterno porta. una· vi te alla quale si unisce la. valvola di sicurezza (fig. B. E . 8 b16) . Questa è una piccola valvola ad alette a stadera il cui romanò pesa tanto che permette alla valvola di resistere alla tensione del vapore ad un'atmosfera ed Ys (10&° C), ad l atmosfera ed '1. (lOSO C), ad l atmosfera e ~a (110° C) a seconda che venga fissato al principio, al n1ezzo od a ll'estremo libero deila stadera. n peso totale dell'apparecchio è di chilogrammi ventidue circa.


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STDILIZZATRIO.E A VAPORE

Descritto così l'apparecchio ecco come esso funziona. Messi gli oggetti da sterilizzare nel cestello di rete metallica e ricopertili esattamente coi lembi del fustagno si mette tutto nel piccolo cilindro che si chiude applicandovi la còppia dei coperchi, badando ad innestare il J.ubo (fig. C G) che sporge dalla concavità di essi col tubo (fig. C. D. 5) addossato alla parete interna del recipiente. Stretti un po' i fermagli a vite si prende tutto l'insieme costituito dal cilindro col doppio coperchio e si introduce nel cilindro grande, nel quale devono essere stati messi 3 litri e mezzo d'acqua. Entrato il piccolo cilindro col suo coperchio, si adatta al grande il secondo coperchio, fissandolo saldR,mente mercè i fermagli a vite. Si mette l'indice del commutatore in corrispondenza. dell'indicazione Circolazione parziale, si apre il rubinetto di sfogo, si applica al tappo del grande sfoga.toio il termometro e si inizia il riscaldamento. Il vapore in questa posizione dell'apparecchio investe la parete esterna del cilindro interno, riscaldandolo insieme al suo contenuto, senza potervi penetrare e sfugge per i fori dell'apertura superiore del commutatore (fig. E ~~~). Quando l'acqua è entrata in ebollizione si porta l'indice del commutatore sulla indicazione Circolazione generale. In questa posizione il \apore è obbligato necessariamente ad entrare nel recipiente interno, ad attraversare la massa degli oggetti da sterilizzare e sprigionarsi per il rubinetto di sfogo (fig. C atX~). Dopo pochi minuti, necessari ad espellere tutta l'aria contenuta nel cilindro interno, si chiude anche il rubinetto di sfogo. Da questo momento il vapore, non avendo più libera uscita, comincia ad acquistare tensione e temperatura, raggiungendo presto quella che si vuole e che ci viene indicata dal termometro, ed allorquando l'arvà. raggiunta se la supera si sprigionerà attraverso la valvola di sicurezza. A. questo punto basta regolare opportunamente la sorgente del calore per mantenere costante la tensione per quel tempo che si vuole. Quando si crede che il materiale sia. sterilizzato, cioè dopo circa 30 minuti, si porta. l'indice del commutatore sulla. indicazione Cirr.olazione interrotta e si aprono prima a grado a grado il rubinetto di ·sfogo e dopo il tappo del grande sfogatoio. In questa posizione il vapore non può più penetrare nel cilindro interno, mentre nello esterno continua sempre a conse:r:vare la. tensione che aveva raggiunta e la proporzionale temperatura. Cosi mentre la cavità del cilindro interno comunica liberamente con l'ambiente, le sue pareti continuano ad essere circondate dal vapore soprariscaldato, per cui l'acqua di condensazione che aveva inumidito il mat&riale da sterilizzare si evapora e


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-sfugge per le due su menzionate aperture di sfogo e gli oggetti si .asciugano. Dopo una quindicina di minuti si spegne il fuoco e si riporta con precauzione l'indice del commutatore sulla indicazione Ciroolazùme parziale. Quando il vapore avrà cesila.to di uscire con violenza dai fori del -commutatore, si apre l'apparecchio si estrae dal cilindro interno il -oostello e chiuso come è dal fustagno si espone all'aria. Quel po' di .umi·dità., che ancora è contenuta nella massa del materiale, si libera )asciandolo perfettamente asciutto e garantito da possibili inquinamenti dal rivestimento di fustagno che fa da filtro. E qui sta tutta. la utilità del cestello in rete metallica rivestito ·di fustagno felpato di fronte ai cestelli di lamiera. In questì il materiale subito dopo la sterilizzazione non è mai asciutto, ed un certo tempo dopo il vapore acquoso che si libera dal materia}~ si raccoglie in gocciole nelle pareti metalliche raffreddate e ribagna almeno nella periferia gli oggetti. Invece nel mio cestello tutto il vapore acquoso va via lasciando il materiale perfettamente asciutto. Da una lunga serie di prove ho costatato che il peso del cestello ·dopo 15 minuti di prosciugamento si trova aumentato del 2,50 al .3,00 '/o, e dopo un'ora di esposizione all'aria ritorna quale era prima della sterilizzazione. Per poter usare senza pericolo l'apparecchio l'ho fatto · provare a freddo ad un'atmosfera e mezza, in mod~ che a caldo si potrebbe portare alla tensione di due atmosfere e mezza. Ma per lo scopo che mi sono prefisso non vi è bisogno di raggiungere tale tensione, bastando quella di un'atmosfera ed ·;~ o tutto al più un'atmosfera e '/ 1 {108• C 110• C) e per ciò molto ~1 di sotto del limite possibile. Dalle indicazioni del termometro ho facilmente dedotta la tensione risparmiando il manometro. . La constatazione della temperatura e della penetrazione del vapore u.mido nello spessore dei diversi pacchi di oggetti di medicazione l'ho fatta con la nota lega del Budde, coll'elettropirometro e colla miscela f.erro-tannica. Senza stare a tracciare tavole per esporre i risultati ottenuti dirò brev~mente che per ogni operazione è necessaria in media un'ora e venti minuti circa. così ripartiti: 35' per portare l'acqua all'ebollizione, 30' per sterìlizzare, 15' per prosciugare. In tutte le p:r:ove ebbi costantemente positivo il responso sia della lega che della miscela ferro-tannica. Spiacemi di non aver potuto


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Sl'ERILIZZATRICE A VAPORE

controllare batteriologicamente il potere sterilizzante dell'apparecchio per la impossibilità. in cui mi sono trovato di farlo, non esistendo in Civitavecchia, dove risiedo, laboratorio alcuno di batteriologia. Ma lo aver potuto sempre costantemente in tutte le prove raggiungere nell'interno del recipiente degli oggetti da sterilizzare la temperatura di 110° C, mi da affidamento che anche la prova batteriologica sarebbe stata favorevole, come lo fu non solo per chi sperimentava con uguale temperatura, ma anche per chi sperimentava con temperature più basse fino a quella dei 100 C del vapore :fluente. Non posso al certo affermare che la costruzione di questo apparecchio sia semplice, ma la sua complicazione mi sembra sia compensata ad usura dalla facilità di maneggio e sopra tutto dal modo di funzionare. I nfatti con esso è possibile con la. massima facilità guidare la circolazione non solo del vapore fluente, ma anche di quello in tensione nelle diverse parti dell'apparecchio col semplice movimento del rubinetto-commutatore. Permette di riscaldare a quel grado che si vuole il materiale prima di incominciarne la sterilizzazione, e di prosciugarlo rapidamente. Inoltre poi ha il vantaggio di poter funzionare: l • Come stufa a. secco, non facendo penetrare il vapore nel cilindro interno. 2° Come stufa a vapore fluente con la sicurez?:a. nhe questo è obbligato forzosamente ad attraversare il materiale e con direzione dall'alto in basso. 3° Come stufa a. vapore in tensione. Questa possibilità di distribuire a piacimento il vapore sia fluente che in tensione nell'interno dell'apparecchio, lo rende m olto utile per i laboratorii di chimica e farmacia per quelle prepa.rr.zioni, che vogliono esser fatte a temperature e pressioni costanti ed in ambiente o perfettamente secco od umido. Infine quest'apparecchio, avendo le pareti esterne garantite da un rivestimento in legno, e non presentando che solo sul coperchio qualche parte sporgente e non facile a subire avarie, è m•>lto adatto ad essere trasportato. Anzi se lo si fornisse d i una adatta cassetta, come una di quelle che contengono gli altri materiali, potrebbe benissimo far parte della dotazione degli ospedali da campo e delle sezioni di sanità.


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Spiegazione delle figure. A) P rospettiva. della. sterilizzatrice. - B) Proiezione clall'alto del coperchio. - C) Sezione secondo il piano a b. - D ) Proiezione da.ll'alt<l del fondo del cilindro interno e del cilindro esterno. - E) Sezione secondo il piano c d. - F ) Rubinetto-commutatore di prospetto. G) P roiezione dall'alto. - H ) Sezione secondo il piano a b. l. Cilindro esterno. - 2. Cilindro interno. -- 3. Fondo bucherellato del cilindro interno. - 4. Fondo chiuso del cilindro interno. 5. Tubo che mette in comunicazione Finterca.pedine tra i due fondi del cilindro interno e l'ambiente in unione . al tubo 6. - 6. 'fubo che, collegando i due coperchi, si innesta a sfregamento col tubo precedente e termina. allo esterno con un comune rubinetto (rztbinetto di ,çfogo). 7. R ubinetto-commutatore che permette di far prendere al vapore ora la direzione secondo le frecce -x -x -x ed ora secondo le frecce ~ ~ ~- 8. Tubo di collegamento dei coperchi e portavalvola. - f;b:s Valvola di sicurezza.. - 9. Apert ura. che mette in comunicazione la cavità del cilindro esterno con l'ambiente. - 10. Tubo che collega. i coperchi e mette in comunicazione la cavità del cilindro interno con l'ambiente (gra11de ~fogatoio). - I 0b1• Tappo al quale si a pplica. il termometro. - 11. Fermagli a vite. - 12. Cerchio unito alle pareti del cilindro interoo con 3 pezzi a. Z e che serve ad abbracciare il cilindro esterno ed imp :me i movimenti di le.tera.lità. - 13. Indicazione d~lla. direzione del vapore. 1. Cilindro esterno (femina) del rubinetto. - ~- Cilindro interno {maschio) del rubinetto. - 3-4. Accoppiatoi a vite. - o. Manicotto del premistoppa. - 6. Premistoppa.. - 7.· Manubrio. - 8. Calotta. di chiusura del rubinetto. - 9, 9'. Aperture per mettere in comunicazione l'esterno del rubinetto con la cavità inferiore. - 10, 10'. Aperture per mett(;re in comunicazione l'esterno del rubinetto con la. cavità superiore. - 11. Fori per la. sfuggita. del va.pore. - 12. Indice che segna. sul coperchio esterno la. posi~ione delle aperture del rubinetto. 13. Cavità. inferiore del maschio. - 14. Cavità. superiore del maschio. 15. Diaframma. Civitavecchia, 8 aprile 1903.


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OSPEDALE MILITARE D I

TORINO

.CENTOCINQUANTA NARCOSI COL CLORURO DI ETILE Per Il dott. Fillppe ~arta, capitano medico

Le proprietà anestetiche del cloruro di etile (etere cloridrico, Kelene) sono conosciute da lungo tempo. .Sin dal 1861 il Flourens, sottoponendo numerosi cani alle inalazioni di questa. sostanza., osservava. che essi venivano colpiti da. anestesia in pochi istanti. Inoltre, avendo messo allo scoperto lo scia.tico in qualche soggetto, osservò che il nervo aveva. perduto ogni sensibilità mentre la. motilitit. era conservata. Pareva che questi risultati dassero nettamente la indicazione di applicare all'uomo l'uso di tale anestetico; ma così non fu. Mentre infatti -qualche accenno alle proprietà di questa. sostanza si trova. qua e 18., in memorie e riviste scientifiche, negli anni che seguirono i lavori del Flourens, si può afFermare che sino a. questi ultimi tempi non si possedeva. su di esse che nozioni piuttosto vaghe. Nel 18!>4 Ca.rlson, dentista. a. Gotheborg, osservò due casi in cui, usando il cloruro di etile per anestesia. locale, nell'estrazione di denti, si produsse un'anestesia. generale. L'anno successivo un altro dentista. di Hannover (Thiesing) annunziò che, tra. 00 anestesie locali al cloruro di etile, aveva ottenuto cinque volte casualmente un'anestesia generale. Il Thiesing praticò in seguito esperimenti sugli animali ottenendo la conferma del potere anestetico constatato e potè felicemente anestesizza.re diverse persone. Nel 1897 il Billeter, altro dentista, generalizzò il metodo nella chirurgia dentaria, nel che fu imitato da n umeroai altri dentisti. Von Hocher di Innsbruck fu il primo chirurgo che esperimentò su larga scala. nel 1898 l'azione di questo anestetico.

*"'* Allorchè si assoggetta. un individuo all'azione dell'etere cloridrico si osserva., dopo le prime inalazioni, indebolimento della. sensibilità .ta.ttile, perdita dell'orientamento e perdita completa della. coscienza..


CENTOCINQUANTA NAROOSI OOL CLORURO DI ETILE

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Vi è un periodo di eccitazione, ma ordinariamente è breve. In alcuni individui questo stadio dell'eccitazione non esiste, altri invece (alcoolisti) lo manifestano piuttosto accentuato, e si osservano casi rari nei quali si hanno veri e propri accessi convulsivi da rendere impossibile la narcosi. Sintomo dello stadi~ di tolleranza. è da considerarsi la. ma.n-· ca.nza del riflesso cutaneo, mentre il rifiesso pupillare non giova quale sintomo di controllo. Nell'inizio della. narcosi il riflesso pupillare e corneale sono conservati, le pupille sono dilatate. Col progredire della narcosi però le pupille si restringono, reagiscono all'azione della luce, mentre la cornea conserva la sua sensibilità. Avviene in rari casi che le pupille si restringono mentre il riflesso corneale è scomparso. Questo sintomo è da annoverarsi tra i gravi. Esiti asfittici non sono temi bili; bastO: un' inspirazione d'aria libera. per rimettere la. respirazione al normale. Talvolta si osserva per breve durata frequenza. respiratoria. Il polso si mantiene per lo più regolare, nè modifica al tatto la. sua. ampiezza e ritmo. Ma.lherbe, applicando lo sfigmomanometro di Pota.iu, trovò diminuzione della tensione arteriosa. e contemporaneamente del numero delle pulsazioni. Ra.re volte è stata osservata cianosi o profusa. traspirazione. Paralisi degli sfinteri non sono frequenti. Vomito o nausee sono rarissimi. Quanto all' azione di questa sostanza. sui vari organi, è opinione divisa. da diversi osservatori che tanto il fega to come i reni non rimangono sempre indifferenti alla intossicazione effimera per mezzodi essa. Malherbe cita. due casi in cui constatò la. presenza di pigmenti hiliari nelle orine esaminate subito dopo l'anestesia mentre prima ne erano prive. In altri tre casi le orine, esaminate prima e dopo la narcosi, mostravano traccia di albumina che prima. non esistevano. Il giorno successivo il reperto era normale. Haslebacher, in seguito ad esperimenti sugli animali, avverte di avere scoperto alterazioni nei reni,. nel fegato e nel cuore stesso. Cantalupi negli organi nervosi centrali di cani e conigli, nccisi colla. prolungata. inalazione, trovò finissime alterazioni, che egli inclina.. a considerare l'inizio di fatti conducenti alla paralisi respiratoria.

"'*"' Il più completo rapporto sulle esperienze di Von Hacker ci è stato dato, nel luglio 1899, da \Viesner, medico militare austriaco, il quale, incaricato dal suo governo di seguire quegli esperimenti, potè comprendere nella sua relazione 500 casi da lui visti.


ò74:

CENTOCINQUANTA :-IARCOSI COL CLORURO Dl ETILE

L e sue osservazioni si riassumono così; l o Il cl·oruro d i etile è bene sopportato come anestetico generale da tutti gli indivivui. È indicato specialmente per quei soggetti nei quali il cloroformio ·o l'etere sarebbero pericolosi, vale a dire nei casi di disturbi circolatori, degenerazione grassa del cuor-e, malattie delle Yie respiratorie, nelle cachessie, emorragie considerevoli o gravi traumatismi. 2• L'anestesia si raggiunge completa in l!apo ad u n minuto e mezzo o due. Ta lvolta essa è preceduta (massime negli alcoolisti) da eccitazione, taPaltn.. in questi individui è persino impossibile. Non si osservano spasmi della glottide, o disturbi. respiratori accom pa-

gnati da asfìssia. Il ritorno allo stato normale avviene in pochi secondi dopo allontanata la m!\schera. Dopo il 1898 le esperienze si susseguirono in isca.la piuttosto vasta, ed oggi gi~J, possediamo una abbondantt:l messe di documenti comprovanti come il cloruro di etile ha conquistato le simpatie di tutti coloro che lo adoperarono. I ncoraggiato dalla lettura di un gran numero degli accennati reperti ho voluto esperimentare anch'io la narcosi clor etilica, e porto con questa comunicazione il mio modesto contributo pratico all'importante questione. Si può amministrare il kelene molto facilmente con una semplice compressa di garza ripiegata a più doppii e tenuta sul palmo della mano ove è steso un foglietto di guttaperca. Da un tubo a forte getto si proietta sulla garza. rapidamente la quantità di liquido necessario all'anestesia, indi si sovrappone rapidamente la garza al naso e bocca dell'individuo, tenendo la mano ben serrata sopra quegli orifizi in modo che l'aria non vi penetri. Sono state ideate numerose maschere, tutte basate sul principio di evitare l'ingresso dell'aria., condizione indispensabile perchè l'anestesia avvenga in modo sicuro. Una delle più diffuse è quella di Hirschler, consistente in un tronco di cono schiacciato ai lati in modo d a poter abbracciare la salienza del naso e quella del mento. È munita al suo margine a perto di una camera d'aria tubulare, ideata perchè il suddetto adattamento possa effettuarsi. Nel fondo esistono due aperture chiuse da valvole sensibilissime, di cui l'una comunica con una piccola camera aperta all'esterno, dove può essere proiettato il cloruro di etile, qu esta valvola si apre dall'esterno all' interno e quindi, allorchè l'individuo fa un'inspira.zione, dà il passaggio ai vapori del cloruro: l'altra valvola s1 apre dall'interno all'este1·no e funziona ·dando passaggio all'aria espirata. Questa maschera è un po' macchi-


OE:-ITOOINQUA:-ITA NARCOS I CO L. CLORORO Dl KTILF.

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nosa, non è sterilizzabile e nell' esperienza che io ne ho fatta non mi ha dato prova di valere in proporzione della sua. complessità. Preferisco perciò adoperare una. semplice maschera metallica sagomata al margine in modo da potersi adattare esattamente sul naso e snl mento. Nell'interno un semplice congegno a molla tien fissa una. compressa ripiegata sulla quale si possa proiPtta.re rapidamente il cloruro necessario per una narcosi. La quantità che io ne impiego ordinariamente per adulti è di 5 a 6 cc. Applicata rapidamente questa. maschera., gli individui sentono la. mancanza di aria. e reagiscono tentando di strapparsi la maschera. Vinta questa immediata reazione, nello spazio di lìO a 70 sPcondi avviene il rilasciamento muscolare; l'insensibilità è completa. Il risveglio è rapidissimo non appena si rimuove la maschera. l più hanno un momento di stupore, alcuni manifestano una specie di ebbrezza di breve durata col canto e con diseorsi confusi , non pochi <JichiA.rano di avere sogn ato. Ma vi sono anche di quelli, i q ua.li pur non avendo reagito punto all 'atto operativo, dich iarano di aver avuto la coscienza della subita operazione. Si può l"!oncodere ad ogni operato di cibarsi poco dopo il r isveglio senza. aver a t.flmere inconvenienti. L&. dose del rimedio da. no1 impiegata. eomunementP può in date circostanze essere aumentata, e noi talvolta abbiamo amministrato 10 cc. in d ue riprese. 'l'aluni hanno spinto la somministrazione a. dosi anche di 60 cc. eseguendo grandi operazioni, ma. q n es ti sono sinora esperimenti isolllti, nè pa.re consigliabile la troppa fretta a. seguirli, se si riflette alle alterazioni viscerali di cui si è fatto cenno più sopra. Ma, se per tali considerazioni non siamo aut<•rizzati sinora a praticare grandi anestesie col kelene, possiamo però giovarcene nelle narcosi eteree o cloroformiche, facendo precedere a queste la sua azione. Il più delle volte, ciò facendo, vediamo gli individui passare tranquillamente nella narcosi profonda in brevissimo tempo, evitando tutto il molesto e pericoloso periodo preanestetico con diminuzione dei pericoli che vi sono connessi e risparmio considerevole di tempo.

"'** Io ho praticato sotto l'anestesia esclusivamente cloretilica opera· zioni di breve durata di cui alcune sono nel campo della chirurgia ambulatoria; in quasi tutte l'anestesia era reclamata dai pazienti. Ho


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CENTOCINQUANTA NARCOSI COL CLORURO DI ETILE

eseguito anche pleurotomie con resezione di coste, numerose enucleazioni glandolari; ho ridotta una lussazione posteriore del cubito con completo rilasciamento musc6lare. Ho amministrato il narcotico tenendo gli infermi a se~ere, ciòche mi ha reso facile l'esecuzione di brevi atti del condotto uditivo, bocca., ecc. Il rilasciamento muscolare è per me l'indizio dell'avvenuta narcosi. Ho osservato 4 casi in cui non fu possibile la narcosi per fortissimo eccitamento; in uno si giunse ad un accesso convulsivo durato 15· secondi. . Un individuo ebbe perdita involontaria delle orine: in questo la. narcosi aveva proceduto calmissima. In un altro, cui si somministrarono 10 cc. per l'operazione dell' 'empiema, si osservò disuria. Un individuo operato per flemmone al piede sinistro con 10 cc. di anestetico, presentò per 24 ore traccie di pigmenti biliari nelle orine. Nelle anestesie miste praticate ho ottenuto sempre un considerevole accorciamento del periodo preanestetico; d'ordinario il passaggio· dalla narcosi cloretilica a q nella cloroformica avvenne senza interruzione, cosicchè nello spazio di due minuti l'operazione poteva esser& incominciata. Questa rapida narcosi pare che elimini i gravi inconve· nienti che spesso minacciano gli ammalati nell'iniz.io della cloroformizzazione. Anch'io ho potuto constatare l'assenza di tali disturbi. Ma non potrei essere così ottimista riguardo i postumi della. narcosi, avendo osservato malessere generale, e vomito come si ha col solo cloroformio. Non ho esperienza personale su cardiaci o pneumopaticir essendo d'ordinario i nostri operati immuni da tali affezioni. Riassumendo i risultati della. mia esperienza conchiudo: . l' Il cloruro di etile è da J'itenersi un prezioso acquisto come· l'anestetico per eccellenza in tutte le operazioni di breve durata. La. chirurgia militare potrebbe giovarsene con grande vantaggio, sia. nella pratica giornaliera alle infermerie reggimE'ntali ed agli ospedali, che nella pratica di guerra., essendo essa applicabile a. moltissimi interventi di traumatologia. 2" L'incertezza che tutt'ora. domina sulle evéntuali lesioni viscerali che il cloruro può produrre, dato 1\ dosi elevate, e la mancanza di un'estesa poa.tica ci viet11.no sinora di praticare con esso grandi ane· stesie. 3" Nelle anestesie miste il cloruro di etile elimina il lungo e pericoloso periodo preanestetico con grande vantaggio degli infermi erisparmio di tempo.


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C'ENTOODIQUANTA NARCOSI COL CLORURO DI ETILE

Elenco deUe opet·azioni eseguite xotto narcosi cloroetilica.

Adeniti, ascessi, flemmoni alle diver;;e regioni del collo No 21 Adeniti inguinali suppurate semplici e doppie » 11 Flemmone sottolinguale • 1 » Flemmoni al braccio od all'avambraccio 6 Flemmone alla regione scapolo-omerale » l :. 16 Flemmoni della mano » 12 Flemmoni ascellari ed adeniti . » Furuncoli, favi . t~ Paterecci . 3 • ·. Ascessi a l perineo • 3 Ascessi della regione glutea ~ 2 F lemmone del cavo popliteo • l » Flemmone del piede . l » Rigidità articolare del ginocchio (riduzione incruento.) l » Lussazione completa posteriore del gomito sinistro l E:>trazione di un proiettile da una coscia previa con· » troapertura . ! P leurotomia. retrocostale per empiema. ~ 4 » Paracentesi della membrana del timpano 2 Ascesso del condotto uditivo esterno l » R F istola anale » Sbrigliamenti di ferite, seni fistolosi ecc. 2

.

Totale

N" 96

Le anestesie miste fm·ono in numero di 54, vennero praticate in casi di diversa importanza con varia durata e non ci diedero occasione a speciali rilievi. BIBLIOGRAFIA. t. FLOIJRE~s. - Cornplu r endus de l'a ca d. du rcie11cu, t X XX II, n. i , 1859, Zahntirz lliches Wucher1blall. Hambnrg, J onl 1895. 3. TBIESING.- Ubtr Bthyl~htorid. (Owl . iiiOtiltii M.(t (iir Zahnhtilk1mde, XIV Jahrg.lng, .\prìl 18%). 4. LuowiG. - Uber Narcose miC Ael hylchlorid. ( Beitr<ig-. ::. klin. Chi ruroie. Tubing•n, 1897, p. 639, U4). 5. 8RooTa~cK. - Allgemeln! :Varcn1e vermilletst Aethytchtori rl. (Scllroti ~. Vierttljuhl-. (ur Zahl1.,

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li -

Gioruale medl cc.


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CENTOCINQUANTA NARCOSI COL CLORURO DI ETIL~~

Narcosen u111tr

8. RueGz.

Anrvew111110

von

Aell•ylclorid. (Med. RUII<hchau, Berlio, 189i,

p. 4!Hi4J. 9. W1t:SNRR. - l 'tbtr Atthylch/ol'ld·Narcose. ( IVIen. med. 1\fochtiUChr, 1899, p. !333). IO. Ss1z. - Die Chlo,·aethyl NarcoJt in dtt· Gtblwlshll(e. (Zah?uirzlt. Rund~eltau, tS99). lt. LOTilA SSIN. - Cfbtr Narcost mtt tltlhylchlodd. (Beilrtìge zur klml&che Chirurgie, 1899, Bd. LVII). t'l. CANTALUrl. - lftber dit dureh allgemelr1e Atlhylchlnrid-Na?·cose 1Mt·urscJchten (ei11en \'er6nde· r ungen der nerorisen Cmtren. ( IVitn. med. \Vochen~ehr., n. :;o, 1901). 13. MAC CAROII!. - Some (11rlhtt· ca1t1 o{ aelhyl clorid narcote. (Lancet, 30 July 1901). U. WAR&. - Field (()r Aelhlyclorid Narco1e. <New· J'ork .'1/ed. Rtcord, 6 aprile 1901). 15. I~. Id. - The adminilll'alinn o( atlhyl clorid ru a generai aflatllelic !l'il h deJCripUOII ùf o mask (or il ttlu. (.tmeric. Med. News, 6 aug. 1901). 16. FROIUG RT. - Aneslésit genèrale par le chlor11rt d'tlhylen oculislique. (A nn. d'oculisl. Paris, 1901,

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..


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AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEUTICA DELLE ACQ U E DI SA L S OMAGGIOR E Per il dott. &rea qe l e tle aaella, capitano medico

( Continuazwne e /fne 1' . (afcicolo N. 7).

CAPITOLO

IV.

Azione ter apeutlca.

LA OURA SALSO· JODICA NELLA SIFILlDE. - Più della metà degli ammalati inviati allo stabilimento militare di Salsomaggiore erano affetti da infezione sifilitica, di data più o meno antica. Infatti, su 165 ammalati, 87 erano affetti da infezione celtica. Orbene: di questi 87, meno l, tutti hauno ritratto grande giovamento dalle cure fatte: in tutti era evidente il miglioramento delle condizioni generali, con aumento della resistenza organica. S ul quadro sinottico mod. 9 ho registrato: 5 guarigioni, 81 miglioramenti, l caso senza effetto. Forse le guarigioni saranno state in numero maggiore; ma. da. una. parte la. cura sa.lso-jodica è una. semina, della. quale si raccolgono i frutti dopo un certo tempo, e dall'altra non abbiamo mezzi per poter affermare in modo sicuro, che una. infezione sifilitica. sia guarita. Quello che posso dire si è, che tutti sono andati via. dopo la. cura. senza. alcuna manifestazione; ma. qu esto non mi dà diritto a dichiarare debel• lata una infezione, che può essere ancora latente. E poi bisogna. notare, che la cura salso-jodica non è affatto cura specifica; ed è bene intendersi su questo proposito per evitare atroci disinganni, che nuocerebbero all'ammalato ed alle virtù di queste acque. Da. esse non si deve pr etendere ciò che non possono dare. Lo specifiQo, \lnico e solo, da tempo immemorabile è stato sempr e il mercurio sotto le sue svariate forme e combinazioni chimiche: onde è grave errore la. credenza


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AZIONE FISIOLOGICA E TERAPEUTICA

di certuni, che, per il jodo contenuto, queste acque abbiano virtù specifica nelle infezioni celtiche; prima perchè il jodo contenutovi è in proporzioni omeopatiche, e poi perchè esso, così di sovente prescritto nella sifilide, giova moltissimo, perchè riattiva i poteri organici, e mette in circolazione il mercurio, che ristagna nell'organismo. Ma nessuno, che io mi sappia, ha riscontrato mai nel jodo delle virtù specifiche contro la sifilide. La cura delle acque di Salsomaggiore è senza alcun dubbio utilissima ai sifilitici, e ne ho avute numerose prove; ma perchè aumenta la resistenza organica, e dà vigore all'organismo per lottare e vincere. Alle ragioni farmacologiche posso aggiungere dei fatti, per dimostrare, come anche a Salso, contro qualche grave manifestazione celtica, ho dovuto ricorrere e con urgenza ad iniezioni di deutocloruro di mercurio. · ScnoFOLA. - Nelle forme scrofolose ho potuto vedere gli effetti mirabili della cura salso-jodica, non solo a fine di cura, ma soprattutto nei riconfermati a mute posteriori. ' Rammento con viva soddisfazione, che in ottobre sono stati riammessi, dietro mia proposta, dall'Ispettorato .di sanità militare, quattro individui affetti da. scrofola. già curati in luglio; e qualcuno, oltre le caratteristiche adenopa.tie, aveva anche dei seni fistolosi. Or bene: quando sono ritornati a Salso, tutti erano già perfettamente guariti per effetto della prima cura. Nelle form e scrofolose le iniezioni di acqua madre e salso-jodica mi hanno dato degli effetti addirittura sorprendenti. Ricordo innanzi a tutti il caso, che più mi ha colpito per rapida ed insperata guarigione. Il brigadiere di finanza. M. A. presentava poliadenopatie scrofolose ad ambo gli inguini con 5 seni fistolosi, secernenti pus icoroso e corrodente. Con le iniezioni salso-jodiche fatte in sito non solo sparve la ipertrofia delle glandole e l' iperplasia, ma guarirono perfettamente tutti i seni fistolosi) senza intervento chirurgico e senza alcuna medicazione antisettica. Egli fu riconfermato nella muta successiva per completare la guarigione; ma fin dalla prima cura era perfettamente guarito d i tutto all' inguine sinistro, e molto migliorato a destra.; onde egli è guarito perfettamente dopo 30 giorni di cura. In complesso sono stati curati 46 individui per forme scrofolose, con questi risultati: 19 guariti, 26 migliorati, l senza effetto. Senza av~r ritratLo seri vantaggi fu il soldato R. B. del 14° artiglieria, ricoverato nella VI muta per grossa adenite cervicale con periadenite.


DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

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Egli faceva osservare altre adeniti di minor volume al collo, agli inguini, alle epitroclee; ed era notevolmenle oligoemico. L'esame fisico del torace mi aveva dato il sospetto di una infezione tubercolare; ma l'esame degli sputi me ne ba dato una conferma assoluta ; la diagnosi fu riconfermata dalla radiografia del torace, nella quale si osservano delle macchie oscure, prodotte da infiltrazione tubercolosa del parenchima polmonare. P er gravi ragio!li igieniche e medico-legali, egli non fu riconfermato nella muta successiva. Ciò non di meno se non bo potuto constatare localmente alcun visibile miglioramento, posso però affermare, che l'ammalato aveva. ritratto giovamento nelle condizioni generali ; e lo confermava il senso di benessere, che avvertiva lo stesso ammalat.o. Altri ammalati scrofolosi vanno qui ricordati per l'importanza clinica e per la gravità dei disturbi nel ricambio. Il sergente O. E. del 5" genio aveva adenopatie cervicali multiple, disposte lateralmente ad un lungo seno fistoloso, già operato e guarito. Egli faceva inoltre osservare deperimento fisico notevole con insufficienza respiratoria, ed ipofonesi all'apice destro. Fu negati vo l'esame degli sputi, ma la radiografia del torace ba fatto osservare delle zone sospette di tubercolosi. Egli è uscito dallo stabilimento molto 'migliorato, non solo nelle condizioni generali, ma. anche nei sintomi toracici. DoYetti constatare con mia grande sorpresa, che, scomparsa quasi del tutto l'insufficienza, la respitazione si compiva in modo quasi fisiologico. Grave e voluminosa adenopatia cervicale presentavano il caporale E. L. del 10" bersaglieri ed il soldato O. L . del reggimento cavalleria Piemonte R eale. Era tale i l volume della adenite, ed era così intensa l' iperplasia e la reazione flog istica peri-glandola.re, da. limitare molto i movimenti laterali del capo. Fin dai primi giorni della cura questi due ammalati, con loro grande soddisfazione, cominciarono a muovere più liberamente il collo, per riassorbimento di prodotti iperplastici. Furono riconfermati per la cura successiva.; e dalld fotografie, fatte prima e dopo la cura, si rileva il notevole miglioramento ottenuto. E, ad onor del vero, devo dichiarare, che la cura, cni essi furono sottoposti, consistette in bagno ed in una inalazione diretta di acqua madre. Non avevo ancora iniziate le esperienze di cure intensive con le iniezioni e con le malazioni indirette salso-jodiche. Nella seconda muta, riconfermato per la successiva, fu curato il soldato O. F. del 4° alpini, gravemente anemico e deperito, con adeno · patie cervicali multiple, grosse, suppuranti per quattro seni fistolosi.


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AZIONE F ISIOLOGICA E TERAPEUTIOA

Ho spaccati tutti i seni, dei quali uno, sottocutaneo, nella regione sopraclavicolare sinistra, era lungo più di 'lO centimetri. Tutti i giorni erano da me disinfettati e medicati al sublimato. Ben presto due seni si chiusero, e gli altri migliorarono moltissimo, presentando granulazioni vivaci stl fondo roseo; ma di pari {lasso migliorarono le condizioni generali dell'infermo, con aumento di emoglobina e rinvigorì mento dei poteri fisiologici. Andò via molto migliorato nello stato fisico generale, e quasi guarito delle gravi manifestazioni scrofolose. N ella terza muta fu ricoverato il macchinista della R. marina. A.A. per osteomielite tubercolare, localizzata alla diafìsi del femoré destro ed allo sterno. Nella coscia destra si osservavano vaste perdite di sostanze, con cicatrice profonda aderente, e con seno fistoloso sotto il grande trocantere. Sullo st.erno vi era una vasta piaga suppurata, secernente pus fetido ed icoroso. . Senza alcuna medicazione antisettica, ma solamente protettiva, e con la sola cura salso-jodica (bagno, inalazione d'acqua madre, inalazione d'acqua salso-jodica) l'infermo è migliorato in modo sorprendente; era divenuto di colore roseo, da pallidissimo che era; egli sentiva in sè aumento di vigoria, ed un ritorno rigoglioso di nuova vita. Partì felicissimo della cura e dei meravigliosi risultati ottenuti, con guarigione anche del seno fistoloso alla coscia destra, e della piaga sullo sterno. Altro ammalato importante nella quinta muta fu il furier maggiore M . A. del reggimento artiglieria da montagna. Organismo forte, robusto, con notevole sviluppo scheletrico-muscolare, era stato inviato in cura per scrofola., manifesta con adeniti cervicali multiple, già migliorata in seguito.a cure fatte l'anno precedente a Salsomaggiore. Aveva leggiera tosse, con scarso espettorato. Con l'esame degli sputi ho osservato dei bacilh di Koch, e la radiografia del torace ha riconfermato l'esame clinico e microscopico; però egli ha ritratto grande vantaggio dalla cura, e spel'.ialmente dalle inalazioni indirette salso-jodiche, che, per la finissima nebulizzazione, gli ham10 portato la medicazione fino negli alveoli polmonari. È stato sottoposto a cura di iniezioni. La sua respirazione è migliorata; la tosse e l'espettorazione sono molto diminuite; le condizioni generali sorprendenti. Su altri casi non credo necessario richiamare Sl)eciale attenzione. Ma devo concludere, che nella scrofola le acque salso-jodiche energicamente applicate producono i più sorprendenti effetti, con grande risveglio dei poteri fisiologici e quindi della vitalità delle parti malate. N è si potrebbero spiegare ùiversamente le meravigliose e rapide guarigioni di piaghe, di ulceri scrofolose, se non intervenisse l'aiuto potente e vigoroso di tutti i poteri fisiologici, del miglioramento degli scambi


DELLE ACQUE DI ~ALSO~IAGGlOflE

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organici, del miglioramento del sangue. Non vi è cura. antisettica e rigorosa, che possa. guaril'e in cosi breve tempo manifestazioni cosi gravi di alterato ricambio, associate a deperimento notevole ed a miseria fisiologica. E certamente questo mio conviucimento diverrebbe ancora maggiore, se potessi dopo qualche mese rivedere tutti gli scrofolosi, per constatare ancor meglio tutti i brillanti risultati delle cure. N è ciò deve sorprendere. Da tempo immemorabile si sono mandati e si mandano alle cure marine scrofolosi e rachitici; e si comprende come per analogia le acque salso-jodiche debbano essere più efficaci, perchè più ricche dei principi medicamentosi, che sono disciolti nelle acque del mare. E quando penso ai risultati, che si ottengono a Sal~omaggiore negli scrofolosi, mi persuado sempre più della grande importanza, che il cloruro di sodio deve avere nella cura con le acque salso-jocliche. MALATTIE DELLE \"IE RESPIRA'I'QRIE. Nelle forme catarrali della mucosa naso-faringo-laringea le inalazioni d'acq qa salso-jodica e di acqua madre producono dei seri vantaggi, specialmente per azione locale, per imbibizione ed assorbimento delle mucose. Ciò però non vuol dire, che non v' influiscano beneficamente i miglior~tmenti, che la cura induce nelle condizioni generali dell'organismo. Ed anche in questi catarri delle prime .vie respiratorie gli effetti delle inalazioni si risentono dopo nn certo tempo. Perchè in quelle dirette di acqua madre il getto del soffione, per la violenza, per la temperatura e per la presenza del vapore acqueo, deterge la mucosa, ma la ravviva, producendo delle transitorie e benefiche iperemie attive che vincono la stasi sanguigna; le inalazioni poi indirette di acqu~ salsojodica, alla densità di so Beaumé, provocano ancor meglio questa iperemia. salutare· delle mucose, per la quantità di cloruro di sodio e per la concentrazione della sua soluzione. Di guisa che, finchè dura la cura, gli effetti su qu'.lste mucose delle vie respiratorie non sempre si possono apprezzare ; mentre dopo un certo tempo, cessate le inalazioni, ristabiliti il circolo e l'idraulica sanguigna di questi tessuti, gli ammalati si sentono molto migliorati e guariti. E so di ammalati, che, a cura finita, partiti con poco vantaggio immediato, dopo circa un mese mi hanno partecipato per iscritto di essere perfettamente guariti del catarro naso-fa.ringo-laringeo. Ho avuto cura, che nelle inalazioni i militari affetti da queste speciali forme catarrali facessero passare per le coane l'acqua madre c. la salso-jodica, tenendo conto, che bene spesso la pertinacia di faringiti o laringiti, ribelli a cure, sia spesso dovuta a rinite cronica, per diffusione di processo catarrale.


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AZIONE l<'ISJOLOGlCA E TERAPEIJTICA

Gli è perciò che su 10 ammalati per catarri delle prime vie respiratorie ho avuto 5 guarigioni e 5 notevoli miglioramenti. Nei processi catarrali semplici o anche specifici delle vie respiratorie profonde hanno speciale indicazione e virtù le inalazioni salsojodiche i11direttE:' o ad at:ia compressa, per ln grande e sorprendente nehulizzazione dell'acqua e per la sua sicura penetrazione fino agli alveoli polmonari. E che queste inalazioni portino la loro virtù medicatrice e curativa fino agli estremi dell'albero respiratorio, ne ho avute le prove nei pochi casi citati innanzi di lesioni gravi auatomo-patologiche dei polmoni, dipendenti da infezione tubercolare. E so pure di alcuni casi di asma bronchiale e di bronchiti croniche, che da queste inalazioni hanno ritratto seri ed indiscutibili vantaggi. REniATJSMO . Per virttl delle sostanze contenute nelle acque sal,.:o-jolliche, e per la temperatura calda che 'i si associa, anche le forme reumatiche ritraggono grandissimo vantaggio. Non parlo dei fanghi, che sono · addirittura prodigiosi nelle form~ artritiche, ma del bagno termale salso-jodico. Ai fanghi ho .dovuto ricorrere qualche rara volta, ma ne avevo già ammirato i risultati in altri ammalati non militari. Nei casi curati da me è stato più che sufficiente il solo bagno. Fin dai primi giorni _della cura sparivano i sintomi dolorosi, ed i movimenti articolari e muscolari erano più liberi; ma, come ho detto innanzi, è stata sempre mia assidua cura di far sudare gli ammalati nel bagno: e per questa ragione ho portato la temperatura nella vascA. sopra i 37°. « Il carattere di sub-acutezza dell'artrite, dice il prof. Riva, non controindica il bagno. Solo è opportuno, che la temperatura del medesimo sia piuttosto alta •. Per queste ragioni, avendo curato 8 militari (4 per reumatismo muscolare e 4 per reumatismo arLicolare), ho avuto 7 guarigioni ed un miglioramento. MALATTTE DELLE viE DIGEBENTr. Sono queste le forme morbose, che a Salsomaggiore ritraggono poco o nessun vantaggio dalla cura; e se utile si manifesta, è quando, per miglioramento delle condizioni generali, migliorano le condizioni gastro-intestinali. Sarà la temperatura calda del bagno, la densità di esso, o sarà anche più la potente ginnastica vasale, che, richiamando tanto sangue alla periferia, ne sottrae molto ai centri, e quindi alle vie digerenti, certo si è che alcune volte il bagno salso-jodico, e specialmente in principio. può riacutizzare dei processi catarrali cronici delle vie digerenti.


DELLE AOQOE DI SALSOMAGGI ORE

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Il potente e subitaneo squilibrio idraulico nella circolazione interna, prodotto dal bagno caldo salso, deve, a mio parere, essere risentito, di più che in altri apparecchi, in quello delle vie digerenti, che è così riccamente fornito di vasi sanguigni. Ma questi disturbi sono transitorii, perchè l'organismo vi si abitua; forse parchE\ come dopo i primi bagni segue una regolarizzazione nella termogenesi, così avviene pure nel sistema vaso-motore. Ho già detto innanzi, a proposito dell'azione fisiologica sulle vie digerenti, come e quanto influisca, per la sua azione lassativa, l'arrivo nello stomaco ùell'acqua. madre, che vi discende durante le inalazioni dirette. Perciò in 9 individui, inviati, a dir vero, per altre malattie, e che erano affetti anche da catarro cronico delle vie gastro-intestinali, ma senza alcun rapporto clinico o patologico con la malattia principale, bo ottenuti questi risultati: l guarigione, 3 miglioramenti, 5 senza risultato alcuno. Il solo caso di guarigione si è manifestato in seguito a meravigliosi effetti ricostituenti della cura. MALATTIE CUTAXEE. In 29 forme morbose localizzate nella cute, 'i erano di origine celtica e 22 no. In quelle di origine celtica ho sempre ottenuto delle guarigioni rapide e sorprendenti, meno in un caso di rupia sifilitica, per la quale, tornando iuefficace la sola cura salso-jodica, dovetti urgentemente ricorrere alle iniezioni di sublimato corrosivo. Nelle altre 22 dermatosi non specifiche ho ottenuto 8 guarigioni, 13 miglioramenti ed l risnltato negativo. Sono guariti 4: forme di eczemi cronici e 4: casi di acne volgare, i quali tutti, sotto l'azione del bagno e del sudore, sono passati in fase r egressiva, e quindi in via di guarigione. 5 casi di ptiria.si versicolor e 2 di sicosi parassitaria sono migliorati; ed ho osservato veramente con sorpresa, come la ptiriasi, forse per attenuazione, o perdita di virulenza del microsporon

furfur, perda d'intenllità e di colore. Dal fin qui detto si rileva, come le actlue salso-jodiche po!':sono ·a vere applicazione in nn numero ristretto ili forme morbose cutanee; e specialmente in processi flogistici cronici, dove si ottengono sorprendenti risultati per effetti generali e locali, in seguito ad assorbimento dei principi medicamentosi per la cute, e specialmente per l'imbibizione della medesima durante il bagno. Onde le acque di Salsomaggiore, dice il prof. Mibelli, hanno applicazione in tutte le dermatiti croniche, mantenute da stasi venosa o linfa.tica, flebiti o linfangioiti croniche, alle quali si associa un fldema


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AZIOXE FlSIOLOGICA E TERAPE UTICA

che termina con elefantiasi. L'efficacia del bagno dipenderebbe dal miglioramento delle condizioni circolatorie. Perciò il prof. Mibelli, consiglia la cura salso-jodica non solo in certe varietà: di acne e di eczema cronico localizzato, ma nelle psoriasi a.rtropatiche, nell'orticaria. cronica, nelle foruncolosi a ripetizioni, ma anche nelle dermatosi tubercolari (tuberculidi peri-follicolari, papulosquamose e pustolose) e nel lichen scrofulosorum. Quantunque non sìeno stati ancora fatti degli studi speci11li ed esatti sull'azione delle acque salso-jodiche nelle malattie cutanee, da quanto ho potuto osserv11re, ho tratto il convincimento, che anche nelle malattie cutanee l'azione generale delle acque eserciti una parte molto importante. Se le forme cutanee sono in dipendenza di altri processi patologici interni e di alcune forme specifiche di infezione, la cura salso-jodica, col miglioramento dei poteri fisiologici dell'organismo, anche in questi casi deve dare i suoi buoni risultati: e si comprende come con la scomparsa della causa. debbano scomparire anche gli effetti. Di ciò una mirabile prova l'ho avuta specialmente nelle dermatiti di origine celtica. Di alcuni casi ho fatto fotografie prima e dopo la cura, per avere

una conferma visibile dfli risultati; e tra queste sono rimarchevoli due del furiere F. T. , nel quale dopo soli quattro giorni di cura sono scomparsi non solo il sifilo-derma maculoso, da cui era affetto. ma. anche i sifìlomi piani, che aveva sulla mucosa orale. Ora, franeameute, che dopo pochi giorni possa sparire una roseola sifilitica, specialmente col sudore profuso nel bagno, è cosa rara, però spiegabile; ma non è facile a vedersi, come, senza alcuna cura specifica, possano sparire in alcuni giorni delle placche mucose. E di ammalati con placche mucose ne sono venuti parecchi; ma, a cura finita, erano tutti guariti di quella manifestazione celtica. E ciò non si può spiegare senza l'azione generale di quelle acque. Risultati negtttivi ho avuti nel caso di psoriasi guttata, da cui era. affetto il cap. maggiore F. G. del 3° genio. Della. sua forma morbosa, diffusa per tutto il corpo, ho fatto delle fotografie prima e dopo la. cura. Non ho avuto altro vantaggio, che una minore intensità di colorazione nelle zone psoriasiche, per miglioramento delle condizioni circolatorie della cute. E se, come dice il prof. Mi belli, le acque salso-jodiche sono meno pericolose delle solforose in certi stati irritativi della pelle, in questo caso, io credo, maggior va.nta.ggio l'ammalato avrebbe potuto ritrarre dalla cura dei bagni solforosi a Tabiano presso Salsomaggiore, tenuto conto della cromcità del processo e del grande e rapido risveglio funzionale, che si sarebbe ottenuto con l'azione di acque solforose.


DELLE AOQUE DI SALSOHAOOIORE

587

Così infatti avvenne. L'ammalato seguì iJ mio consiglio. Tornato al r eggimento, chiese ed ottenne licenza di potersi recare a Tabiano, e dopo 15 giorni la psoriasi era quasi interamente scomparsa. L'ammalato andò in congedo, nè ho potuto seguire il decorso della malattia; però mi risulta, per informazioni assunte, che è perfettamente guarito. Tenuto conto della vicinanza di Tabiano, sarebbe quindi utilissimo,. che il direttore dello stabilimento militare fosse autorizzato in alcuni casi speciali a sostituire i bagni solforosi a quelli salso-jodici; o meglio, che dai corpi fosse permesso l'invio degli ammalati di speciali malattie cutanee allo stabilimento di Salsomaggiore per delfruire le cure di 'l'abiano. MALATTIE DEL SISTEloU. ~ERvoso. c Nel campo delle malttttio del « sistema nervoso, anche all'infuori di quelle dipendenti da sifilide, « che naturalmente, in opportuni studi, trovano qui il loro migliore « sussidio, larga esperienza io ancora non posseggo e non vorrei dire « cose meno che esatte. È tradizione che a Salso le nevralgie, la scia« tica ad esempio, anche inveterate, si avvantaggiano grandemente. « Jl bagno infatti molto caldo e molto denso, a.iutato ùal fango, dalle c applicazioni elettriche, dalle doccia a vapore, che ora noi usiamo « in larga misura, oppure dalle doccie calde sala.t·e, lungo il tronco « nervoso malato, dà buoni risultati; ma. più si avvantaggiano si eu« ramente le schiette neuriti e polinenriti! ed i dolori di origine c reumatisma.le ». Sono lieto di associarmi interamente all'autorevole giudizio del prof. Riva. Anche le mie esperienze in questo gruppo di malattie sono scarse. Nello stabilimento militare sono stati ricoverati due casi di malattie nervose : uno di ischialgia, guarito; l'altro di nevralgia del trigemino, migliorato. Nello specchietto finale statistico ho annoverato fra le malattie del sistema nervoso 8 casi di emiplegia ed uno eli mielite lenta., dipendenti tutti da grave infezione celtica. Questi casi avrebbero dovuto essere esposti nel capitolo della sifilide: ma ne faccio cenno speciale ed a parte, perchè queste conseguenze d'infezione sifilitica assumono l'importanza di malttttie primarie per legra vi lesioni anatomo-patologiche del sistema nervoRo centrale. Nella. 1" muta è stato inviato il furiere C. L. del 2° granatieri, con ipotrofie emiplegiche. È andato via molto migliorato nelle condizioni generali, con notevole aumento nella tonicità. nerveo-muscolare e coll' aumento di forza. Nella 5n muta sono stati inviati e curati: l 0 li furier maggiore B. G. (18° fanteria) con postumi di emiplegia sifìlitica sinistra., con diminuzione di potere nerveo-muscolare negli arti sinistri.


&88

AZIONE FISIOLOGICA E T~:RAP.EUTlCA

Dopo la cura il colorito divenne più roseo, le condizioni generali divenuero as!lai migliori; e spa.rve la prostrazione fì::sica e morale, della quale era colpito l'infermo. 2° Il btigadiere E. I. della legione di Roma fn inviato per reliquati di leggera. paralisi sifilitica agli arti superiori e di paraplegia quasi completa. È uscito dallo stabilimento con· notevole miglioramento nelle condizioni generali; i riflessi, ch'erano spariti, dopo la. cura sono ricomparsi. L'infermo cammina"& con maggiore franchezza e con andatura. poco incerta. 3° Il vice-brigadiere di finanza V. C. fu ricoverato nello stabilimento peremiplegia. prodotta da. emon-agia cerebrale per arterio-sclerosi sifilitica. Egli presentava ancora notevoli reliquati parahtici per gravi alterazioni nella favella e nella deambulazione. Dopo un mese di cure inten11ive, associate ad iniezioni salso-jodiche, è partito da Salsomaggiore completamente guarito dell'emiplegia, essendo scomparsi i disturbi motori, ed essendo migliorate in modo sorprendente le condizioni generali. 4° Il furier maggiore M. G. del distretto militare di Roma fu curato per reliquati di localizzazioni spinali, dipendenti da infPzione sifilitica, con senso persistente di formicolio ai piedi. Dopo 15 giorni di cura intensiva era scomparso completamente il formicolio, le funzioni organiche erano tutte perfettamente normali, e l'infermo avvertiva. grande senso di vigore e di benessere per completa guarigione. o• La guardia di finanza. G. G. è arrivata. a Salsomaggiore con emiplegia sifìlitica e con paralisi del 7" paio ~ destra. È stato riconfermato nella 6• muta per prolungamento di cura. È uscito dallo stabilimento con questa nota di osservazione: la deambulazione è più facile, ma sempre stentata. Ha guadagnato in forza nell'arto superiore paralizzato. La favella è molto pii1 spedita, anzi è addirittura normale. Il grande miglioram ento nelle condizioni generali fa sperare in un progresso successivo verso la guarigione. Nella 6" muta fu ricoverato nello stabilimento anche il brigadiere H.. C. della legione di Roma per emiplegia dipendente da endo-arterite Juetica, mR.nifesta ancora per andatura incerta, con torpore nella favella e nella funzionalita nerveo-muscolarc del lato sinistro. Le facolti~ intellettuali affievolite; torpida. e lent-a la concezione delle idee con amnesia. Rem brava affetto da idiozia, forse per rammollimento successivo ad emorragia cerebrale. È uscito dallo stabilimento molto migliorato nelle condizioni generali, ma poco nei fenomeni paralitici. Nessun miglioramento 11elle .facoltà intellettuali, nella favella e nella memoria..


DELLE ACQUE Dl SALSOMAGGIORE

5>19

Nella 7• muta sono stati ricoverati i l furier maggiore C. S. della

9' compagnia di sanità ed il furiere R. D. dell'll"' compagnia di sanità, entrambi per rehqua.ti emiplegici, dipendenti da arterio-sclerosi sifilitica, e qui ndi da emorragia cerebrale. Il furier maggiore R. D. era in condizioni più gravi. Dopo la cura bo notato in tutti e due un notevole miglioramento nelle condizioni generali; ma. delle paralisi il C. è migliorato abbastanza, il D. R. moltissimo, al punto da farsi lunghissime passeggiate per parecchi chilometri, senza inconvenien te alcuno. E la. ragione di ciò sta nel fatto, che il D. R. ha fatto le in iezioni salso-jodiche, mentre l'altro no. Ho avuto grande cura, che per tutti questi individui emiplegici il bagno fosse sempre a temperatura indifferente (35°-36°), e che n on oltr epassasse mai il 36° C., per evitare inconvenienti e pericoli, giacchè m olti erano affetti da arterio-sclerosi specifica e qualcuno era stato colpito più di una. volta da emorragia cerebrale. Naturalmente, data la gravità delle lesioni nervose centrali, era. a temere, che questi ammalati non avrebbero tratto dalla cura. vantaggi molto sensibili; eppure quasi in tutti sono stati notevoli, ed in alcuni addirittura sorpren denti. ÀZIONE TERA I'RUTIGA DELLE ACQUE SALSO-JODICHE IN ALTRE MALATTIE.

- Qui metto punto all' azione terapeutica delle acque di Salsomaggiore. E sse hanno ancora. larghe ed utili applicazioni in altre malattie; ma. le mie osservazioni si riferiscono solamente alle forme morbose,. da me avute in cura nell'anno. A complemento del mio lavoro, unisco l'elenco di quelli pubblicati sull'argomento, dai quali il lettore che n e abbia voglia, può attingere precise informazioni sugli effetti terapeutici in altri processi patologici, che non sono venuti sotto la mia osservazione. MALATTIE CURATE E RISULTATI. Come riassunto delle cure fatte, unisco qui due quadri sinottici; uuo degli amnu~lati curati, e l'altro delle malattie. Non si corrispondono per numeri, avendo in alcuni individui riscontrate parecchie forme morbose; ma tutti e due i quadri completano lo studio sull'azione terapeutica delle acque salso-jodiche.


590

AZlONE FISICILOGICA E TERAPEUTICA

Quadro slnotUco degli ammalati cur aU nell'anno 1U02. ---=-

=

ESITO DELLA CUllA (;!!:NERE lll YAI.ATTlA

Entrali

Reumatismo muscolare .

·- l •

.. o~

Adeniti . . . . . . Piaghe con o eenu ae n l llstolosi

·- ~~ Piaghe con carie o nec rosi delle oasa l ~~

Q

l

lnfezi<Jne altllitlca . . . .

l

Sicoal panssitaria.

.3

Brpetl ed eczemi. .

.

.; .,; ~ Ischialgle. . . 11> ..

i

l l

Altre nevralgie

Catarri rarlngo·lariog~i .

.

Coxite .

26

4

21

l

8

7

l

l

l

..

..

..

81

5

81

l

l

..

l

..

l

.. .. ..

Idrocele.

s

l

.. .. ..

l

l

l

..

4

~ J Pitlrlui. . . . ~ Paoriaal. . . . · - 4)

s s

..

4

4

a \ Acne cronico . .

cn c:1

MiglloraU

3

articolare .

l Senta efTetlo

Guariti

l

l

4

1

.. .. l

.. ..

l

..

..

G

2

4

..

l

..

l

..

l

..

..

l

- -TOTALE

l

H \l

29

116

4

R lCON FERMA TI NELLA CURA.

Scrofola.

8

3

5

Si61lde .

'i

2

5

165

S4

127

Catarri faringo-lariogei.

TOTALI! GI!NBRALB ,

4


591

DELLE ACQUE DI SALSOMAGGIORE

Quadro slnottlco delle malattie curate nell'anno 1902.

-.

-

-·

~

ESITO DELLA CURA GENERE DI 1\HJ.ATTIA

Entrati ouarltl

l Migliorati Senza eiTet

IO

J

Reumatismi muscolari

4

4

..

articolari

4

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l

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l

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11

24

l

'1

l

11

l

l

.

36

l

_ ~ ) Piaghe con o sen1a seni Ostoloei .

8

Artrite traumatica . Adeniti.

l

..

l

..

il . Cheratite aerofolosa .

1

..

l

.. .. ..

lofezione generale al611tlca .

8'1

5

81

l

Dermatiti slfllltlche

7

6

..

l

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·-o Q~

f

Piaghe con carie o necroai delle oeaa

l

l

i

Sicosi pa.rasaitaria. .

2

..

2

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Erpeti ed eczemi.

7

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<Il

Acne cronico

7

4

3

.

.. ..

.s

~

G>

Q

.

l

Pitlriaaia versìcolor

{ Psoria.al.

5

.

1

..

8 l

.. ..

l

l

l

.. ..

l

..

..

l

..

l

..

Catarri gastro-intestinali

9

l

3

5

Coxite

l

..

1

..

Idrocele.

l

..

..

l

Tubercolosi polmonare

2

..

2

..

Coogiantlvite •

l

..

1

Catarri rino-fariogo-larlngei

lO

5

5

.. ..

52

144

lO

"'o ~

Pornll•l o pore•i . Mieliti lente. . .

'

.. Iacbialgie . . .

8 ~

;il ~

= Altre nev.ralgie

8

TOTALE

206


i\ZIO~E FISIOLOGICA E TERAPEUTICA

CONCLUSIONI.

Dalle osservazioni sulla tecnica, sull'azione fisiologica e terapeutica. delle acque di Salsomaggiore posso tra.n-e le seguenti conclusioni: l o la cura. di Salsomaggiore è assolutamente cura ricostituente; 2• essa ha. effetti generali e locali, secondo le sue applicazioni; ma i miglioramenti nelle condizioni generali non mancano mai, e dànno una spinta vigorosa ai miglioramenti locali; f3• essa. agisce sull'organismo intero, riorganizzando e migliorando gli scambi e le funzioni organiche; 4" i primi effetti si manifestano sulla massa del sangue, di cui presto aumentano l'emoglobina ed i globuli rossi. E penso, che questo fatto segni l'inizio della lenta e progressiva ricostituzione organica; u• i vantaggi si manifestano dopo un certo tempo dalla cura, ma gli effetti sul sangue si possono constatare anche durante la medesima; 6° gli ammalati a Salsomaggiore quasi sempre aumentano in peso, m capacità. respiratoria, in forza muscolare. Durante e dopo la cura l'urea. aumenta; 7• gli effetti vaso~motorii, e quelli sulla temperatura e sulla pressione delle arterie, coeteri<J paribus, sono maggiori nel bagno sa.lso, che nel bagno dolce ; W nel complesso meccanismo di azione delle acque sa.lso-jodicbe deve avt:re una parte molto importante il cloruro di sodio; 9• gli effetti di questa cura sono proporzionali all'assorbimento dei principi medicamentosi nelle acque. Infatti con le inalazioni e con le iniezioni gli effetti sono maggiori che col semplice bagno. Ma anche nel bagno deve aver luogo assorbimento; 10• la cura intensiva dà migliori effetti del solo bagno; e gli effetti sono maggiori, se al bagno si associano le inalazioni, specialmente quelle a. tipo .!hmigen e ad aria compressa.; e diventano ancora. maggiori, quando a questa cura mista si as'"ociano le iniezioni parenohimali fatte con quelle acque; u· a me pare, che, tanto nelle inalazioni come nelle iniezioni, l'acqua salso-jodica produca effetti superiori, e sia da preferirsi all'acqua madre ; 12• gli effetti della cura sono maggiori, se essa. si ripete nell'anno con l'intervallo di qualche mese. Devo aggiungere in fine, cb e, appena giunto a. Salsomaggiore, avendo dichiarato, che era mio desiderio fare degli studi sull'azione fisiologica e terapeutica di quelle acque, i direttori degli stabilimenti 'l'erme


DELLE ACQUE SI SAJA;OMAGGIORE

593

Magnaghi e Della H.osa, i colleghi Medici, addetti al Sanatorio ed agli stabilimenti, con grandissima cortesia e con molto incoraggiamento, han~o messa a mia completa disposizione tutti i mezzi, ,tutti gli apparecchi, che mi occorrevano per gli studi, concedendomi libero accesso nei rispetti vi gabinetti, all'uopo riccamente forniti di tutto l'occorr~nte . Così ho potuto avere mezzo e modo di fare le molteplici mie osservaziooi, tutte le diverse cure con le esperienze di confronto, le radiografie, ed anche le fotografie di casi, che a me parevano importanti. Ai sigg. diréttori degli stabilimenti ed a tutti i medici addetti ho il dovere di mandare i più vivi ringraziamenti con i sensi rlella più sincera gratitudine. Questo ho già fatto a voce; e sono lieto eli ripeterlo, ora pubblicamente, in fine a questo modesto lavoro sperimentale.

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a

38 -

r;i ornale nudico.


f>9!

CO~TRIBUTO ALLO STUDIO DEl TRAmll DELL'OCCHIO

CONTUSIONE DEL'OCCHIO SEGUITA DA PARESI DELL'ACCOMODAZIONE (GUARIGIONE DOPO DUE ANNI)

Per il doltùr L

a e raar41 o, maggiore medico

Nei trattati diversi, anche i più recenti e rinomati, quando si parla dei traumi dell'occhio, pel' lo più si fa cenno di quei casi in cui vi è stata lesione o ferita delle tuniche esteme con consecutiva. infezione, o dei casi di ambliopia ed amaurosi riflesse, da traumi indiretti. Il caso da me osservato, essendo piuttosto raro ed essendo stato accompagnato da sintomi poco comuni, è istruttivo, perciò credo op-

portuno portarlo a conoscenza dei colleghi. C. P. ufficiale, la sera dell' 8 aprile 1901, volle offrire ad a lcuni amici (fra i quali mi trovavo io stesso) un saggio di vino spumante d'Asti. Egli recise il filo di ferro che assicurava la chiusura di una bottiglia e poi attese la fuoriuscita spontanea del turacciolo. Vedendo però che questa tardava, e volendo egli esaminare perchè non avveni3se, si curvò e mentre trovavasi · colla fronte a circa 25 cm. dalla bocca. della bottiglia, il tappo fu spinto con violenza dal gas e colpì il P. alla regione orbitaria.. A vendo il turacciolo nel suo estremo superiore una fossetta centrale (per l'impressione che vi lascia l'asta del punzone della. macchina per turare le bottiglie) ed essendo l'estremità stessa segmenta.ta. per gl'infossamenti che vi produce il filo di ferro, che assicura alla bottiglia il tappo, avvenne che, nel colpo, le sporgenze del tappo stesso batterono sulla circonferenza del globo oculare nella zona corrispondente all'inserzione del m. ciliare, specialmente nel segmento superiore, eù essendo le palpebre socchiuse, come quando si guarda in viciuanza, la cornea rimase illesa. Il P., appena ricevuto il colpo, risentì un dolore vivissimo, portò le mani alla fronte: allora, vedendo io che veniva meno, lo aiutai a portarsi a letto.


CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEI TRAUMI DELL'OCCHIO

595

Aperte le palpebre, vidi la cornea integra e trasparente: la vista era però, mentre facevo l'esame, dalla cìrconferenz~ superiore dell'iride comparvero due filetti di sangue rosso-rutilante e dopo pochi minuti si raccolse nella camera anteriore tanto sangue da costituire un &bbondante ipoema, al punto che il foro papillare fu occluso per metà. Dopo mezz'ora dall'accidente i sintomi osservati furono i seguenti: Iride inerte alla luce, abolizione della vista all'O. S: dolore Vlvissimo alla regione pericorneale, specialmente superiore e meno vivo a tutto il globo oculare, eon irradiazione fino alla regione occipitale esterna sinistra. Il .P. indicava col dito all'esterno del cranio il punto in cui avverti va il dolore interno. Egli diceva: <<sento un dolore strano a tutto l'occhio e che si estende ~no all'occipite, e nello stesso tempo avverto una sensazione speciale di vuoto, come se vi fosse una cavità tubulare dall'occhio all'occipite sinistro-.. ~nservata;

La sera stessa fu tenuto un consulto collo specialista delle malattie

d'occhio, dott. Napolitano, maggiore medico della riserva, il quale in seguito osser vò altre volte il P. e lo consigliò nella cura. Profittando del tratto superiore del foro papillare che pareva lib~ro, fu fatto l'esame ottalmoscopico, ma non fu possibile discernere i vasi retinici: il fondo dell'occhio sembrava di un colore uniformemente rosso pel ver::!amento sanguigno anche nelJa camera posteriore e sul cristallino. Fu istillata l'atropina ed applicato il ghiaccio. La notte fu insonne ed agitata pel vivo dolore. DIARIO. Giorno t•. - I sintomi subbiettivi sono come la sera Ù1Danzi: in più vi è fotofobia. Giorno 2•. - L'i poema è diminuito; i dolori sono vivi come nel giorno precedente: all'esame ottalmoscopico non si vede il fondo dell'occhio. Comincia a manifestarsi una iniezione perichera.tica. Si seguita ad instillare l'atropina e si principia l'uso dei fomenti caldi, dopo i quali i dolori si calmano. Giorno a·: - Si nota leggera ecchimosi alla palpebra inferiore e superiore, che dimostra i punti in cui l'occhio fu colpito. L'ipoema è diminuito. Coll'esame ottalmoscopico comincia ad intravedersi il fondo dell'occhio. Il dolore e la sensazione di vuoto esteso dall' occhio all' occipite, quantunque di minor grado1 persistono ancora. Il dolore nella zona ciliare è cresciuto. L'iniezione pericheratica è aumentata. Si pratica un abbondante sanguisugio colla mignatta artificiale. L'infermo ha un sollievo per 5 ore.


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COWJ'LtWU'l'O ALLO S'l'UDlO 01<:1 THAUMI DELT)OCOHIO

P er circostanze speciali l'infermo è costretto &. scrivere nn l ungo lavoro urgente e, nonostante che avesse fasciato l'occhio ammalato, la prolungata fun:.-;ionedel solo occhio dest ro, provoca acerbi dolo~i nel sinistro. Giorni 4• al 7•. - L'ipoema è diminuito: il fondo dell'occhio, all'esame ottalmoscopico, è più distinto. L a pupilla è abbastanza visibile : il campo inferiore d ella retina non è chiaro per l'emorragia non ancora riassorbita. Vi è ancor11. dolore. Si continua l'istillazione dell'atropina e si applicano fomenti caldi. Giorno R•. - L'ipoema è completamente riassorbito, cessato il dolore. Coll'esame ottalmoscopico si notano tutti gli elementi del fondo oculare. La p upilla è dilatata per la persistente azione del! 'atropina e per la paralisi dell'accomodazione, quindi la vista è un po' confusa: però, facendo guardare attra.~rerso il foro stenopeico, l'acuità visiva è normale. Giorno 9•. - Per le mansioni che aveva, l'infermo è obbligato a fare una gita in ferrovia per eseguire dei rilievi ferroviari. Parti coll'occhio sinistro fasciato, però lavorando ::;olo c0l destro si ripresentò il dolore nel sinistro: ma limitato alla zona d'inserzione del m. cilia.re: il P. diceva: « sento come un granello di sabbia nel centro dell'occhio; . Gim·ni 1o• al 15•. - Col riposo migliora notevolmente : il dolore è scomparso: la pupilla è dilatata, ma l'a.cuità. visiva col foro stenopeico è normale. Giorni 1 o• al 20•. --Per r agioni d'ufficio, il .P. è costretto a partire ed a. recarsi in una. città dove dovette prendere parte a manovre con i quadri: fu obbligato a scrivere ed a sopportare di sera l'azione irritante d'int ensa. luce elettrica. Pur avendo l' O. S. fasciato, per i pochi lavori di scritturazione fatti col solo O. D., si ridestò intensamente il dolore all'O. S: esso s'irradiava al sopracciglio S. ed anche all'O. D. A.l dolore si aggiungevano delle sensazioni visive di sprazzi luminosi a. forma di lance ed a. zig zag nell' O. S. (fotopsie). Gio1'110 21° al 23°. - L'infermo peggiora rapidamente: nou vede più affatto dall'O. S. Il P. dovette mettersi in assoluto riposo e rientrare a Roma. Giorno 21·. -All'esame si nota pupilla dilatata ed inerte alla luce viva: fotofobia. All'esame ottalmoscopico si osserva papilla sinistra arrossata. Acuità visiva all'O. S. ridotta a O. Il P. dice di avere avanti alPoccbio come una nebbia da non poter quasi discernere le persone. Persistono i dolori nell'occhio S. con irradiazioni al sopracciglio sinistro ed all'O. D. Per calmarlo l'unico rimedio efficace, . è la cura coll'atropina e con fomenti caldi: si prescrive la dimora in camera buia.


CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEI TRAUMI DELL'OCCHIO

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Gio1·no 25°. - Continua la fotofobia: l'infermo però comincia a vedere: ma asserisce di avere avanti all'O. S. la vistone di una rete a maglie esattamente esagonali, però nel mezzo appa1·e 1·otta e 1nancante di ttn certo nztme1·o di maglie. Gi01·no 26• al 30". - I sintomi vanno mano mano diminuendo d'intensità, Fal'rossam ento della papilla è sparito: la visione della rete scompare a poco a poco, e solo persiste a ricordarlo l'immagine di qualche filo che attraversa ancora il campo visivo. La pupilla s. è più larga. dell'altra : l'acuità visiva è uguale a •;,. Colla pilocarpina la pupilla si r estringe. Si consiglia al P. il perfett-o riposo in campagna col sussidio di altre cure. Partito da Roma. per r ecarsi in famiglia, fu visitato da altri oculisti. Non tutti dettero gran valore ai sintomi riscontrati, e più d'uno gÌi predisse che la pupilla non si sarebbe mai ristretta e che non avrebbe riacquistata l' acuità. visiva normale. Invece, colla cura elettrica e coll'uso dei colliri di piloca.rpina, la pupilla a poco a poco si restrinse, l' acuità v isiva migliorò. Solo l'accomodazione rimase anc0ra. pareti ca. Otto mP.si dopo visitai il P ., la pupilla sinistra era di l millimetro e mezzo più larga della destra, però alla viva luce si restringeva ed il foro pupillare diventava del diametro eguale a quello dell'O. D. Il P. mi scriveva in seguito: c Quello che è ce-rto è questo: prima del famoso colpo io aveva -c 2 ~' D. di miopia ad ambo gli occhi. Ora l' O. D. ha ancora 2 '/, <~: D.: ma l'O. S . è diventato alquanto presbite (sic) : in certi giorni c (e qui sta specialmente la stranezza del caso) vedo coll'O. S. quasi c meglio che colla lente all'O. D . Gli oggetti che coll'O. D. vedo a -« distanza di 25 a 50 cm. coll'O. S. li vedo a 35 a 60. • Nell'inverno 1903 le condizioni del P., secondo un bollettino inviatomi, erano le seguenti:

O. D. V == ~: (con lenti negative di -

2,25 D il v1sus == l ).

R. Legge i caratteri del n. 0,5 delle scale di Snellen da 14 a 30 cent.

o. s. 1 V (con lenti negative di - 2,25 D. il VIsus .= 1). 10 R. Legge i caratteri di n. 0,5 delle scale di Snellen da 12 a. 30 cent. Il campo visivo (misurato attorno alla fovea) è normale.

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CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEI TRAUlU DELL'OCCH10

La refrazione misurata colla immagine diretta dà il seguente risultato: O. D. m10p1a 2 D. O. S. miopia 2,25 D. nell'asse orizzontale 'e d 1,75 D. nell'asseverticale. E same focale, cornea normale. Camera anteriore, normale per profondità. Iride normale per colorito. Pupilla regolare, sensibilissima alla luce ed all'accomodazione ; cristallino trasparente, così pure il vitreo: questo non presenta corpi mobili. Fondo retinico normale. Nel caso narrato si notarono parecchie alterazioni o sintomi degni di considerazione e di qualche delucidazione. Nel colpo ricevuto dal P. fu lesa certamente l.a zona dell'attacco del m. ciliare. Su questo non può essE\rvi dubbio e lo accertano: . · a) la provenienza dell'emorragia da cui fu poi costituita l'i poema; b) l'iniezione pericheratica consecutiva; c) la paresi dell'accomodazione; d) l'ecchimosi sulle palpebre e il dolore viv issi m o al toccare solo la zonn. dell'attacco del m. ciliare. L a sensazione dolorosa dall'occhio sino all'occipite si può spiegare facilmente tenendo conto della legge delle irradiazioni dolorifiche lungo rami nervosi contigui ed anastomizzantisi. Nel nostro caso il dolore causato dalla lesione ciliare si propagava succesivamente per le seguenti vie: Plesso ciliare - Nervi ciliari- Ganglio oftalmico - Nervo ricorrente dell'Arnold (che si distribuisce alla tenda del cervelletto). L'enorme diminuzione della vista e l'arrossamento del nervo ottico a sinistra, dopo lo strapazzo fatto coll'O. S. dal giorno 26 al 3 maggio, si spiegano facilmente. L'uso ed abuso del m. ciliare destro per i lavori di scritturazione determinarono, per sinerg-ia., contrazioni nel m. ciliare di sinistra non del tutto immobile e che andava ripiglia.ndo il suo potere contrattile; indi stiramenti della retina periferica dell 'O. S. L' irritazione,• partendo dal plesso ciliare, veniva. propagata per i nervi ciliari e per i plessi nervosi intorno all'arteria centrale della retina ai nervi che si distribuiscono alla. retina stessa, sftguendo le branche di biforcazione dei tronchi anteriori. Ciò è reso più verosimile dal fatto che questi ultimi nervi sono probabilmente vasomotori ed hanno la funzione di regolarizzare la circolazione retinìca.. Che questa spiegazione sia probabile lo dimostrò il fatto che, quando l'occhio fu meso in riposo assoluto, il rossore del nervo ottico si dissipò


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a poco a poco e l' a.cuità visiva ritornò (prima ridotta) e poi :finalmente acquistò il potere normale. Più difficile a :spiegarsi è la comparsa nel campo visivo della rete a. maglie esattamente esagonali. Un solo organo nella. sua. struttura istologica può darla. ed è il cristallino. Noi sappiamo dall'anatomia che le fibre del cristallino si presentano come esagoni nella loro sezione trasversale. E sse decorrono ad arco, nel sen:.~o dei meridiani delle lente: le pii1 esterne sono più lunghe e p ii1 arcuate, ma a misura. che si accostano al nucleo si raccorciano, diminuisce la loro curvatura ed hanno un decorso quasi r ettilineo nel senso trasversale eù a.nt.ero-posteriore. Sono certamente queste fibre più centrali che, avendo nn decorso quasi parallelo all'asse anteroposteriore possono essere viste in sezione trasversale, la quale ha. forma esagonale. Le dette fibre interne del cristallino sono più sottili delle esterne e, mentre queste hanno le dimensioni trasver;;ali di 10 a 15 X 5,5 millesimi di millimetro, le prime hanno la dimensione di 7,8 mm. X 2 2,5 mm. Supponendo che le fibre divenute visibili appartengano alla parte anteriore del cristall-ino ad l millimetro del piano focale della lente, esse possono produrre sul sipario retinico l' immagine di 0 X 2 millesimi di millimetro ed apparire come la visione della rete esagonale delle fibre del cristallino. Come può avvenire'? La spiegazione più probabile è i a seguente : È risaputo che le correnti nutritizie del cristallino percorrono lo spazio compreso fra gli attacchi della zona di Zinn; si può perciò ammettere che una. lesione del m. ciliare abbia disturbato le correnti nutrit ive afferenti, e quindi si avesse per alcuni giorni alterazione dell'indice di refrazione delle fibre del cristallino e si rendessero più appariscenti le pareti che hanoo una esatta forma esagona le. Nella stessa maniera come agli occhi di alcuni inferm i appaiono nei filamenti e delle mosche volanti, quando all'ottalmoscopio non si scorge veruua alterazione, nello stesso modo, per disturbi nutritivi comparve nel campo visivo l' immagine della rete. La mancanza della rete n~l centro si spiega facilmente, perchè nella parte centrale del cristallino vi è quella massa mista disposta a forma di stella ed è composta di sostanza cementante e di globuli albuminoidi, qui non >i sono fibre a sezione e;;agonale e q uindi non t>i poteva vedere la rete nella parte centrale del campo. L'ultimo sintomo anche importante si è la varia zione avvenuta nella accomodazione: gli oggetti che coll'O. D. vedeva dai 25 a 50 cm. coll'occhio sinistro li vedeva. da 35 a. 60 cm.


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CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEI TRAUMI DELL'OCCHIO

Questo fatto dipendeva da paresi tl.ell'accomodazione proveniente clall'azione del trauma. n cristallino aveva perduto una parte del po-

tere di accomodazione, appunto perchè il m. ciliare leso aveva portato un'alterazione della zona dello Zinn, e questa, non rilasciandosi completamente, impediva che la lente diventasse pii.1 convessa nella visione in vicinanza. In questi due anni il difetto d'accomodazione è gradualmente cess ato o ridotto al punto da non essere apprezzli-bile.

*** Il caso narrato si presta alla critica ed è di ammaestramento. È da criticarsi l'abuso di atropina? Teoricamente sì ; ma in pratica, per calmare i vivi e persistenti dolori, si fece largo uso di atropina, perchè solo con essa si lenirono le gravi sofferenze. Qualcuno potrebbe credere, come si credè da alcuni, che la paresi dell'accomodazione fosse dipendente non solo dal trauma, ma anche dall'abuso di atropina. Anzi qualche professore profetizzò che per l'abuso d'atropina la pupilla non si sarebbe più ristretta. I fatti hanno smentito questo prognostico. Certamente si può dire che nel caso attuale si mancò (e non per colpa dei medici) al primo precetto per ottenere una guarigione sollecita: l:ioè non fu osservato il riposo assoluto degli occhi e l'astensione da qualunque lavoro di scritturazione. Un altro fenomeno che destava l'allarme si fu il dolore risvegliato anche nell'occhio sano. Era da temersi un'ottalmia simpatica? Io ho osservato parecchi. altri casi. di traumi agli I)Cchi e nei quali vi erano pure lesioni delle parti interne, però erano integre, come nel presente caso, la scierotica e la cornea; non vi era dunque penetrazione di germi nell'interno dell'occhio. In tutti questi casi vi fu non solo irradiazione dolorosa nell'occhio sano, ma in uno, durante alcuni giorni si ebbe abolizione della vista nell'occhio sano. Colla guarigione però la visione si rimise al normale nell'occhio non colpito. Nel caso del P., essendo integre la cornea e la sclerotica dell'occhio colpito, non· si paventò mai la ottalmia simpatica, e quindi, anche quando comparvero fenomeni di irritazione nell'occhio sa.no, ad essi non fu dato grande valore. Difficilmente si present.eranno nella pratica casi simili a quello del P .; però in essi ed in tutti i traumi con integrità delle membrane ci si deve attenere ai seguenti precetti:


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CONTRIBUTO ALLO STUDIO DEI TBAUllli DELL'OCCHIO

a ) nello stato acuto: Riposo assoluto non solo dell'occhio ammalato, ma anche del sano. Procurare la calma dei dolori alternando i miùriatici agli altri mezzi di cui disponiamo (fomenti caldi, sanguisugio, ecc). Controllare spesso lo stato dell'ac ~:omodazione onde evitare la paresi di essa prolungata più del normale e la formazione di aderenze dell' iride. b) Cessato le stato acuto, si deve consigliare un modesto uso della vista. alternato con relativo riposo e poche istillazioni dei midriatici, e si potrà avere vantaggio della corrente elettrica. In questo periodo della malattia poi è da prescriversi la prolungata dimora in campagna e proibire una esagerata occupazione dell'organo della vista.

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RIVISTA DI GIOR~ALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA L 'lotormentlmento delle mani nella aoarlatUna. - (Journal de Mddecine et de Chirurgie, maggio i 903).

CH. A u BBRTtN. -

Aubertin ha fa llo oggetto di accurato s tudio un segno, sul quale Pau! Mayer ha recentemente richiamato l'attenzione, se>gno poco conosciuto finora e non menzionato dagli autori classici che l'h1mno probabilmente confuso con il r e umatismo scarlallinoso. Questo s intomo consiste in un intormentimento delle mani che compal'e simultaneamente all'eruzione, ed è consociato a sensazioni di s pine, di formiche, di a g hi. Sovtmte, l'intormentimento è lellgiero ed i maIali non avv<:!t't mo che piz.zicori alla faccia pa lmare delle dita o al cavo della ma no ; ma qualche volta esso é mollo accentualo e si può notare una vera paresi. Uno dei maiali, riferisce Ma yer, si laj:tnava che le sue dita n on g li servivano, che provava una sensa zione d i pesantezza nelle maoi ; un altro raccont.ava che, n el giorno della compar~a dell'eruzione, e gli era come part~liz­ zalo, non potendo prende l'e il bicchiere per bere. Cita inoltt·e il caso cii una malata, uella quale e~li ha potuto constatare una paresi delle eslremité. abbasltHJza pronunciata da impt:lrlire alla malata di muovere nè i suoi piedi, nè le sue maui ; ques ta pares i \!t'a comparsa simultaneamente all'entzione. L'intorme ntimento è generalmente localizzato alle mani ed i pizzicot•i sono limitati allll loro faccia palmare . In alcuni ca$:i però, Mayer ha osservato nn intnt·me ntimeoto passegg-iero di lutto l'arto superiore. Più raramente si maoifeslll l'lÌ piedi e si o~ serva specialmente in corris ponde nza delle dita e del calca gno. Que!òl0 disturbo a ppar P. contem poraneamente all'er'liZione o un po' prima eli essa, raramente più tardi; dura un giorno o d ue, o solamente qualche or a . Talvolta, si rivela nel momento in cui i malati vogliono servirs i delle loro mani, nel momento in cui escono dal bag no, o quando essi imme rgono le loro mani ne ll'acqua fredJa. Au bertin conferma la de~crizi on e fatta rla Maye r con le osservazio ni che ba potuto seguire nel riparto degli scarlaltinosi a Auber villiers , e, di più, eg-li ha potuto constatare personalmentt>, essendo s tato colpito e~li s tes so da questa affezione, che la sin tomatologia accennata era e:"altamente riferita. uQesto sc~no é stato r icercato invano nelle altr·e febbri eruttive Ma ver l'Ira o;;servato in i5 casi sopra 100 malati aO'elLi da scat•lallina ; di più, l'ha· r is contra to una volto nel corso di una angina lreve senza eruzione contratta dopo una scarlattina le!!illima. Egli non l'ha mai riscontrato nell'eritema sc a rlallinifor·me desquama n te, 11ell'eriLema polimoJ·fo, neg li eritemi dell'influenza, delle ang ine se mplici o difte riche, e negli eritemi tossici o medicamentosi . Mayer conclude che la cons tatazione di •1uesto segno permette di affermare


RIVISTA MEDICA

la diagnosi di scarlattina nei casi dubbi. Ma questa conclusione è esagerata secondo Auberlin, il quale personalmente non ha mai riscontrato questo segno che nei casi netti e tipici in cui l& diagnosi di srarlatlina era evidente. b. FBRNET. -

D&re. -

L' aclenopatl& aaoellare nell' balslo 4ella tuberoolod pollllo(Journal de Médecine et de Chirurgie, aprile 1903).

Se !:'i esplorano sistematicamente le ascelle dei malati che si suppongono affetti da tubercolosi polmonare, sovenli e facilmente si percepisce uno o piu gangli situati, sia nel fondo dell'ascella, ~ia sulla faccia interna di questa ca· vilà, contro la parete toracica; mentre allo stato normale non si sentono gangli linfatici. l detti gangli. il 1:ui volume varia da quello di una lenticchia o di un pisello a f{uello di un fagiuolo o di una nocciola od anche piil, sono mvbili e sfug~ono solto le dita, sono indolenti alla pressione, ed i malati ne ignorano la presenza, ciò che spiega come essi siano passati inavvertiti. Conlempor·aneamente, si riscontrano soventi alcuni g-angli percettibili sul lato del collo, al di sopra della clavicola, più sovenli ancora dei segni che denotano un'adano· patia lracheo-bronchiale. Que!"li gangli non si rammolliscono e non si ulcerano, anzi pare che s co mpaiano quando la lesione polmonare volge a l r·ammollimento od all'ulcerazione. La diagnosi clinica dell'adenopatia ascellare non !Jresenta difflcolla , perché basta esplor·are la cavi lA dell'ascella coll'estremi lA delle dita per sentire i gangli quando sono ~:~umenlati di volume. Quando, m un soggetto sospetto di tubercolosi incipiente, esiste quest'ingorgo ghiandolare e non vi ha alcuna lesione dell'arto toracico o del lato corrispondente del toJ•ace che possa averlo prodotto, si è condotti ad ammettere la presenza di una lesione tubercolare pt•eesistente nell'apice del polmone. Senza voler esagerare l'importanza di questo segno, Fernet ritiene che quando ci troviamo in presenza di quei ca si cosi numerosi, in cui si nota un decadimento generale dAlla salute senza disturbi funzionali ben accentuali, o un dima~rimento progressivo senza causa apparente, ed in cui l'esame del petto non fornisce che segni dubbi ed incerti, l'esistenza di un'adenopatia ascellare ordinariamente unilaterale avvalora il sospetto di tubercolosi incipiente del polmone e può talvolta decidere la diagnosi. B. P. KIENER.- Le auppuraztoDllatentl4ella febbre tifoidea. Médecine et de Chiruroie, aprile 1903).

(Journal de

Le suppurazioni che si producono durant9 la febbre tifoidea o nel suo de· corso non si manifestano abitualmente che con una sintomatologia mollo oscura. Queste suppurazioni si mostrano in due differenti condizioni; le une si manifestano per infezione secondaria, vale a dire che sono prodotte da un microbo piogeno volgar e e sono allora assai pr~coci ed i1anno un decorso rapido; le altre, dovute al bacillo di Eberth, al bacillo s tesso della febbre tifoidea, compaiono più lardivamente, hanno un decorso cronico e sono quelle che più so· venti passano inavvertite e si svolgono in una maniera latente.


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RIVISTA lCEDIOA.

l n generale, q uesle suppurazioni non si presentano prima della terza settimana, ma possono essere più tardive e non sopraggiungere che alcune setlimonc, alcuni mesi anche dopo la malallia primitiva. Si può dire che, qualun•rue sia questa surpurazione, è il carattere della curva termica che d ... ve richiamare l'allenzione del medico su di essa. In falLi, qualunque sia l'assenza apparente di reazione funzionale dell'or gani!';mo, un'elevazione insoli ta della temperatura r ivela la formazione di un focolaio purulento in un punto qualf<iasi dell'organismo. Ed è così che in diverse osservazioni di Kiener, nel periodo della decrescenza della malattia, verso il quarto setlenario, dopo cbe, per vari giorni, la defervescenza si era annunciata con un abbassamento termico graduale, nel momento in cui si credeva imminente la convalescenza e forse s i discuteva sulla ripresa po~sibile dell'alime ntazione, un'ascensione febbrile elevala veniva a modificare la prognosi portando in due o tre giorni la curva te rmomelrica fino a 40' ed anche a 41'. La diagnosi e ra incerta fra una ricaduta o fra gli accidenti di coprostas i; oppure s e era stata ricominciata l'alimenla.zione, si altribuiva alla febris carnis. Ma dopo due o lre giorni, il grafico permette infine di constatare un carat-tere particolare delle variazioni termiche, e cioè delle osc illazioni g iornaliere di notevolissima ampiezza; mentre il minimo matti naie discende a s7•, il massimo raggiunge 40' e 41•. S0venti un brivido accompagna questa modificazione della temperatura. In simili casi fa d'uopo I'icercare sempre un focolaio di suppu1•azione, e , scopertolo, aprirlo subito. b.

Contributo &Ilo •tucllo della battedurla nel tlfo. - (Rivista di clinica flediatrica, t'l. 2, 1903).

f'LAMINr. -

Già. da molto tempo il bacillo <lei tifo fu riscontrato in diversi organ1 all'infuori dell'intestino. Maragliano pel pr imo lo rinvenne nel succo splenico; Curshmann nella sostanza nervosa; Foà, Bordoni-Uffreduzz.i nei polmoni; Charrin e Roger nel liquido pleurico; Lucatello e Schullz nelle ulcerazioni laringee; !5ica•·d nella saliva; Jemma nel pus otitico di un tifoso e nel liquido cefalo radindiano; Geisler nel sudore; Sanarelli nella milza, nelle capsule surrenali, nei reni e nel sangue. Nelle urine fu per la prima volta ll'ovato nel 1881 dal Bouchard, che però non si curò di differenziarlo dal bacillo del colou. ~umerosi os~ervatori in se.guito fecero analoga constatazione ed allora s'impegnò la discussione se il pas· saggio del bacillo nelle urine fo~se dovuto a lesione del filtro renale. Le opinioni furono diverse e l'accordo non é ancora raggiunto. Dal punto di vista diagnostico e igienico é interessante conoscere in quale epoca cominci il passaggio del bacillo di Eberth nell'urina e quanto duri la batteriuria. Ma purtroppo, neppur su questo le opinioni sono concordi. Mentre Schmidl, Karlinski Terrile, Schichold ed altri osservarono la compai·sa del bacillo all'inizio della malattia, fin in 3" giornata, qualcun altro la constatò solo troppo tardi o mai. L'A. perciò volle ripetere le indagini e venne alle seguenti conclus ioni: la batteriuria nel tifo si riscontra frequentemt>nte, essa può essere accompag-nata o no da albuminuria, ed in quest'ultimo caso il numero dei bacilli è molto più abbondante. Nel pt•imo setlil1ario egli non ebbe mai occasione dij osservarla,


RIVISTA MEDIO.A.

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invece la constatò dal secondo settioario in poi, fin o nel periodo inoltrato della convalescenza Questo fatto, confel'lnato da moiL!, deve consigliare misure igieniche per impedire nuove sorgeuti di infezione, tanto più pericolose in quanto sono poco conosciute o temute. GR! X.

Sul rapporto della ton•Ullte OOD altre malatue. (Deuts. militiirarztl. Zeitsch r ., maggio 1903).

HAMMERSCHM!DT. -

L'anello linfatico di Walùeyer, e ecellente mezzo di difesa contro le iofe· zioni. non è sempre cosi attivo come s i des idererebbe, e diventa talora porta. d'entrala ai germi patogeni. Le tons ille palatine già per là lm·o posizione sono esposte a pericoli d'ogni sorta, l'epitelio è poco resistente e le cr·ipte sono piene di microt·rumismi d'ogni s pecie. Loeftler ha dimostrato sperimenta lmente che le perfriger~:~ zio ui provocano un rallentamento de l circolo san ~uigno e !infatico, 1·ondi7ione che favorisce lo s viluppo dei ~ermi. Vi sono ang ine leggiere che decorrono con febbre alta e violenti sintomi nervosi, me ntre forme pro fonde, tlemmooose, hanno un decorso apiretico : ciò dipe nde essenzialmente dall'essere a perte o chiuse le vie linfatiche. Succede ciò che avviene s ulla pelle, dove ascessi estesi non da nno reazione mentre un fut•uncolo 1!-upertlciale porta ad una rapida setlicemia percbè il materiale virulento trova aperte le vie linfatich e. Se si pas~a in· rivista la letteratura degli ultimi anni, si scor;.!e quanto sia aumen~ato il numero delle malattie, la cui p01·ta d'enlt•ata è s ta ta una to ns illite. Lascian do da parte la difttlrite che in fondo non é ch e utl a tonsillite con pene trazio ne in circolo del bacillo di Loeffler, si sono descritti: t• Casi di n~frite, che non s i possono s piegare altrimenti che colla migrazione nei reui ùei ge r mi patogeni o delle lo t·o to xioe. N es~uno dei casi. osse rvAti d11li'A. venne a morte, uno guarl, due furono riformati ; 2° Titlili: 3• Malattie dell'apparecchio respiratorio: catarri della laringe, trachea, dei bronchi. L'A. ri porta un cas::;o di pneumonite Cl'upale s usseguita da una . ang ina ; 4° Catarri del naso e dei s eni annes si: catar·ri dPlla t1·omba d' Eustachio. Le otili purulente sierose e secche appartengono alle più frequenti applicazioni. delle tonsilliti. Dall'orecchio medio alla fossa cerebra le media è bre ve il tt·agltto e l'A. cita il caso di un fantaccino morto di mening ite purule uta da tons illite e nel quale si tro varono i cocchi di Friinkel nel sang ue, nel liquirlo s-pinale, nell'orecchio medio, nel pus delle meningi o per le vie della tuba o per le vie linfa tir.be ; :'i" È merito di Menzer di aver n ettamente assodato il ra pporto, gia da lungo tempo sospettato, tra tonsillite e reuma tismo articolare. Gli esperimenti s uoi e di Meyer hanno accertalo che nella graodiss.im11 maggioranza dei casi la porta d'entrata del virus della poliatrite acuta é l'anello linfatico di Waldeyer e specialmente le tons ille. Se non tutte !e ang ine provocano la poliat•trite. ciò è dovuto all'apparecchio di protez1one dato dall'anello linfatico s tesso. Menzer e Me-yer accusano quale palogeno esclusivo della tons illite e del reumatismo Io s treptococco, ciò che non è dimostrato, poichè ins ieme collo streptococco si tro vano nell'urina, nel sangue, nei depositi endocardi tici dei poliartritici


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RIVISTA MEDICA

stafìlococchì d'ogni specie e tutti i piogeni. Comunque sia, la denominazione applicala da Quincke a queste forme di poliartrile, polyarthr ilis anginosa, è mollo felice; 6• Porpora reumatica, porpora. emorragica, eritema nodoso e papuloso: forme rare ; 7' P1ù frequenti complicanze d'un'angina sono la pleurite, ora propag ata per la via della laringe, bronchi, ora invece non susseguente a laringili, bJ·onc hili, ecc.; s· Mala ttie delle ferite: gi·avi fl ogos i de lle regioni vicine (angina di Ludwig), a!'cessi dblla colonna vertebrale e dell'ar ticolazione temporo-mas cellare. metastasi nella milza, furuocolosi generale, trombosi delle arterie, pi·ocessi piemici e setticemici; !l' Neuriti nel campo de l nervo frontale superiore, paralisi palatine, rit.ardo ed irregolarità dell'attività cardiaca; 10• Da tem po si è voluto trovare l'origine della parolite sull'infezione tonsillare. Un punto di appoggio a tale teoria s i ha nell'immunità dei latt.aoti verso l'Infezione ourliana, immunità che sarebbe dovuta al poco sviluppo del dotto !ltenoniano e delle g landole salivari nei primi mesi di vila, L'A. trov6 in 24 su 25 casi di parolite un dolor di gola che non é da confondersi coi disturbi di maslicazione dei parotilici. Si noti ancora che come vi s ono parotiti -complicate ad orchit1 0 volte su 25 nei cas i dell'A.) cosi vi sono ang ine semplici c.omplica te ad orcl\iti ; 11" No n é imp•·obabile c he le tonsille possano offl'ire il . punto d'entrata pel' l'infezione s carlattinCJsa. Questo difatti é molto più frequente nell'infanz.ia, nella quale le tonsille sono più sviluppate, gli spazii linfatici più larghi, il rivestimento epiteliale mollo sottile. g . o. Il trattamento ohlru.rgloo dell'u.loera gaatrloa. (British med. Journal, 2'> a pl'ile 190:3).

MANSELL Mou LLtN. -

L'ulcera ga strica trattaLtt medicalmente da una discreta mot' talità. Su 500 ulcer·i gastriche, !}8 uomini e <i02 donne, curale al London Hospilal dal 1897 alt 902, morirono per peritonite 48 (circa iliO p. 100), di ematemesi 13 (2,5 p.100), per altre cause 28 (5,5 p. 100) ; in tutto circa il 18 p. 100. Dalle ricerche di Bulstrode risulta inoltre che il 42 p. 100 dei casi da luogo a '·ecidive e parecchi a ltri ~uarisc.ono lasci>~ndo dei postumi, e cioè slenosi pilorica, dilatazione ga~tri ca, aderenze perigastriche, dispepsia cronica, v omito costante, carcinoma (1-Iauser valuta al 5 p. 100 i casi in cui il carcinoma s'è sviluppato su una vec· c hia ulcera). L'A. ha operato 15 maiali di ulcera gastrica con 2 morti ·e 13 guarig ioni. In 12 l'ulcet·a era escis!l o suturata: in due s i ricorse alla gastrodigiunostomia, ed in uno si tro vò che l'ulcera risiedeva nel duodeno anziché nello stomaco. In qu!ltt•·o casi l'indicazione dell'operazione era il dolol'e ed il vomito persistente: essi guari•·ono tutti; negli alLri undici era l'ematemesi che indicò l'operazione e ne morirono due ope1·ati quasi in e:xtremis Quando è indicata l'operazione ? L' A. distingue i casi acuti dai cronici. Nell'ulcere. gastrica acuta ci cons igliano l'operazione: 1• la minaccia di perforazione, che può essere diagnos ticata oltrechè dai sintomi dell'ulcera, dalla iperesl~sia cutanea nel triangolo epigastrico di Head (che sarebbe dovuta al·


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l'irritazione del nervo splancnico delle pareti gastriche) specialmente se combinata ad una consimile condizione dal punto corrispondente del dorso; 2o l'emorragia profusa e tale da mettere in pericolo la vita del paziente e l'emorragia r rpetuta. L'ulcer·a cronica dev'essere sempre di spettanza della chirurgia, perché lasciata a sè, può provocare parecchie complicazioni, come perforazioni, ascessi perigastrici e subfrenici, ulcerazioni estendibili al pancrea!l ed al f~:~gato, emorragie da ulcerazione delle pareti della coronaria e delle arterie spleniche ed anche dell'aorta ecc. L'A. nella g rande maggioranza dei casi si limita all"escisione od alla legatura dell'ulcera: solo quando questa non é praticabile, r icorre allu gastro-enterostomia. G. O.

Ua ouo 41 parallal oomblnata della apalla e del braoolo da oompre..lone dello zaino. - (Deuts. mi/. iir~tl. Zeits., maggio 1903).

MARSCH. -

Erchorst c Di"lms riferiscono dei casi d• paraiisi del gran denwto io seguiLo al 1:orto d~:~! lo zaino. Nelle t•elaziooi sanitarie annuali tedesche sono rico•·dati solo lr·e casi di pt~raljsi lulilalet•a.li d~l gr &ii dM lato della ->Le;.sa co usa: in uno di ques li esistevs pure una paralisi del fa scio medianv del cuculla•·e. Il coso desc•·ilto dall'A. riguarda un fuci liere del 48• fanteria che otto gior·ni dopo l'inizio delle mauovl'e del 1902 cr>rninci6 ad accusare dolori puntorii t~l di sopra di ambedue le clavicole. Ciò malgrado continuò rl suo ser·vizio tlnchè uu bel gioruo uon si potè più alzare dalla posizione a terra perché non funzionavano prù gli a1·ti sup~riori. All'ospedale. o ve fu ricover·alo si risc11nlr'ò: paralisi di allo gr11d0 del muscolo deltorde, del cucullare, e del dentato, del tricipite brachiale e dei flessori della mano, paralisi piu pronunciata a destra che a sinistra. L'A. spiega qut:sta fenomenologia colla compressione delle cinghie dello zaino sulla parte mediana d ella clavicola e mediatamente sul pledso brachiale. Nou raramente, $econdo Oùms, alla paralisi di moto s·associtwo delle leggiere parestesie. Dietro adatto Lrallamento consistente in massaio:~•o ~ior·nalie ro, faradizzRzione e galvanrzzezione cou deboli correnti, esercizi ginnastici, bagni generali caldi, il paziente potè dopo otto settimane riprender·e servizio, compltltomente guarito. G. O. KROI.:U~wrcz. -

laleslonl eU aoatansa oerebr&l& emul•loDat& nel tetano.

- ( Therapeutisehe Woclu:nrch rìjt, febbraio H.l03). L'A. pubblica il resoconto di ·t6 casi di tetano tr·atlati con rniezioni sottocutanee di sostan:za cerebrale emulsionata, dei quali solo 3 non ebbero esito di guarigione. Egli ritiene che l'esperimento sarebbe riuscito ancora più ~od· disfacente se le iniezioni si fossero pratit:ate p•·op•·io all'inizio della malattia. lmperocchò in tutti quanti i casi erano state prima esaurite iulle le risorse della farmacia, e solo quando queste si erano dim ostrale assolutamente inef· tlcaci, si ricorse, come ultimo tentativo alle iniezioni in par·ola. S1:1 per·6 a questo ritardo può imputa•·si di aver prodùllo diSI'fJ'azialamente la morte di 3 dei 16 tetanici, esso ha d'altra parte re:;e piu convincenti le esperienze, doven·


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RIYISTA. MEDIOA

dosi di necessi tA r itenere le 13 guar igioni in ~sclusiva dipendenza delle iniezioni di soslanza cerebrale. T ra i 16 casi ve ne furono 4 trattati solto ~li occhi stessi dell'A ., e 3 di essi guat•irono completamente. Le intezioni sufficienti per ollenere la guarigione furono generalmente in numero di 6, e vennero praticate quo tidianamente o ad inter·vallo di qualche giorno, a seconda della gt·avità della malattia. Esse furono sempre btme tollerate. Nel punto delle iniezioni si formava un pi~:colo ascesso, che in nessun ca~o acquistò importanza e la cui guar igione avvenne sempre rapidamente dopo l'incis ione. L'A. conclucle che, considerando i risultati non tt•o ppo favorevoli della sieroterapia, l"fUesto metodo di assai facile apnlicazione, e che ha dato finora risultati soddisfacenti, met•ita di essere sperimentato s u piu vasta scala. c.f. MA x S cH i.iLLER. -

TrattameDto looale 41 &loaDe malattie tnterDe. -

(l(li-

nisclte The,.apeutische Woch ., febbraio ·llJ03).

Allorché si tratta di malattie di organi int~>rni, nelle quali falliscono gli ordinarii presidii terapeutici, crede l'A che debba raccomandat•si l'applicazio ne diretta òei rimedi sull'organo amm>~lalo. Una donna di 30 anni, convalescente di una gr ave influenza, ammalò di polmonite che assunse un deco rso molto lento. Dopo due mesi circa comparvero improvvisamente dolori violenli~simi al torace destro e gt·ave dispnea. Passato ancora un altro mese in tali tl'isli condizioni la pazie nte, gié mo lto emaciata, presentava ottui<ità alla pRrte posteriore destra ciel torace, quasi al centro della r egione scapolare. con af'senza di rantoli e di fremito vocale. Diagnosticato un ascesso del polmone f•1 r~secata una parte della 7" costa e, inciso it polmone epatizzato, fu dato esito ati una considerevole quantité <li pus. Drenato l'a!'cesso e suturati il pel'iostio e la pelle la ferita non tardò a cicatrizzare. La cultura dell'escreato dimostt·ò la presenza dei bacilli di Pfeifer; quelli delle tubercolosi mancarono sempre. I ntanto però la convalescenza non s'iuiziava; la febbre ~ra considerevole; la tosse ostinata, e talvolta con e missione di abbondante quantitè di pus, l'ottusité persisteva nella regione anzidetta per una notevole estenf'iono. Vennero praticate varie punture esplorative allo scopo di t•ice t•care un eventuale focolaio pleuritico incapsulato, ma inutilme nte. Allora furo no e;;;pe rime ntate delle iniezioni di soluzione di cloruro di sodio portate direttamente s ul parenchima polmonat•e epalizzato. Dopo qualche giorno di I"JUeslo trattame nto s i corntnciò a notare una dil1'erenza nei sintomi locali e geuerali: l'e~ petlo razione si fece meno densa, la tosse diminuì, rottusità divenne meno marcata, la febbre cominciò a cedet·e e mig-liorò la respirazione. In capo a due mesi non si nola va più nulla di anormale localmente , le condizioni generali er·ano molto mi ~liorate e la paztente aveva ripreso le sue cons uete occu pazioni. La quantità di cloruro di sodio iniettato fu di 130 grammi. Poichè le prime cure apprestate all'ammalata erano state completamente infruttuose, l'A. si crede autorizzato ad attribuire esclusivamente alle iniezion i saline lfl ~uat·igione della grave pneumonite. Egli crede che la soluzione s alina , fluidificflndo le masse inflltrate e facilitando;;e cosi l'espuhdone, renda più


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libero il reingresso dell'aria, nonché più facile l'ir rorazione san~otuigna e quindi lll reintegrazione dei tessuti. In ogni modo qualunque possa e~sere la spiegazione del fatto, poiché, usando le debite precauzioni antisettiche, le iniezioni sono senza pericolo, egli é d'opinione che debbano essere sperimentale per lo meno in quelle forme atoniche di polmonite le quali res istono agli ordinarii trattamenti. c. f. Dott. ALBERT ROBIN.- L '&atlstp81 lnttm&. - (Médical Reco ,.d, aprile 1903) . Le considerazioni fatte dall'A. su qu~sto impor tante ar gomento sono basate sopra due casi da lui personalmente osser vati. Una donna siftlitica la quale trova vasi al 36° giorno di un trattamento mercuriale intensivo fu colpita da una bronco-polmonite infettiva Ji tale gravita che ne morì dopo soli .} giorni, con gravi complicazioni per nulla mitigate dall'energico trattamento subito. Questa osservazione che ha quasi l'aspeHo di un esperimento di laborator io dimostrerebbe che il metodo d'anlisepRi interna, consistente nel saturare l'organismo coi più potenti antiseltici, specialmente mercuriali, allo scopo di prevenire un'infezione microbica o attenuarne la virulenza, non é consigliabile nella pratica terapeutica, per quanto la l;Ua applicazione possa sembrare ragione vole. In questo caso, difAtti, la presenza del mercurio nell'organismo sembrerebbe essere stata piultosto una causa aggravante della polmonite. La seconda osser vazione si riferisce ad una donna che era stata essa pure soggetta per 15 giorni ad una energica cura mercuriale. Durante questo trattamento contrasse una febbre tifoidea, che assunse una forma · assai grave. Al 19o giorno di malattia comparvero delle escar~ gangrenose e al 21° gior no avvenne la morte. Anche in questo caso la suturazione mercuriale non avrebbe dunque spiegato nessuna influenza nel prevenire l' infezione del bacillo ebertiano e neppure ne a vrebbe diminuita la virulenza. Che il calomelano possa essere adoperalo con vantaggio come purgativo,. colagogo e diuretico, quando ve ne sia l'indicazione è fuori di ogni dubbio, ma. le preparazioni mercuriali di qualsiasi specie non dovrebbero, secondo l'A., servir di base ad un trattamento sistematico, giacchè, oltre alla nullità del loro effetto antisettico sull'organismo, esse possiedono il grande inconveniente di ritardare l'ossidazione organica, mentre nelle forme infettive noi dobbiamo invece tener vivi i poteri ossidanti dell'organismo, che costituiscono i migliori c. f. mezzi di difesa da esso posseduti contro le intossicazioni. PLANTENGA. - L& leuoooltosl nel m.orbUlo e llell&ro•oll&. - (A rchives de m~dec. des enfants, n. 3, ·1903). Essendo noto che il morbillo è contagioso già durante il periodo d'incubazione, qnando cioè nessun s intomo ci metto in guardia contro la possibilità del diffondersi di questa infezione, é interessante, sotto il punto di vista profilattico, conoscere i risultati di numerose ricerche ematologiche che possono guidarci alla diagnosi precoce della malattia. Combe e Renaud nel 1899 avevano visto che J'iperleucocilosi nel morbillo e costante nel periodo di incubazione, mentre si à marcata ipoleucocitosi negli 39 -

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Giornale medico.


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RlVISTA MEDICA.

uHimi due gior ui del periodo di invasione e durante t'esantema. L'aumento di Jeucocito!Si é a carico esclu-sivo dei polinucleeri neutroflli. Plantenga con queste ricerch& di. conf;rt)JIO confe rma piename nte i risulW.ti di Combe e Renaud, e afferma che tale iperleucocitosi non si ha in alcun'altra malattia infeUiva, né nell'individuo sano e solo identico reperto si osserva nella rosolia. Per cui, egli dice, se l'iperleucocitosi nel periodo di incubazione del mot·billo non può ritenersi patognomonica, P-ssendo comune anche alla rosolia, essa però permette la diagnosi differenziale pronta· fra il morbillo, la scarlatina ed i vari eritemi morbilliformi e palo genetici. Dal conforme reper to ematologico -l'A. trae nuovo argomento per ammetlere l'identità del mo•·billo, e della rosoha, attribuendo la diversa sintomatologia ad un grado differente di virulenza dei germi, e ad una diversa via di penetrazione di essi nell' organismo. Questa facile ricerr,a ematologica costituirebbe quindi un metodo semplice e sicuro per impedire la diffusione della malattia, isola ndo quegli individui che, pur non offrendo alcun altro carattere, presentano, quando serpeggia questa malattia, iperleucocitosi. GRIX. CHAN T EMESSE. -

La dlagno•l preoooe della febbre tifoidea. -

(Brilish

med. Jou.rnal, dicembre 1ll02).

È un proverbio molto trito che la diagnosi precoce di una malattia è metà della s trada che separa dalla guarigione di essa, ma é d'altra parte tanto vero che noru deve ritenersene superflua la ripetizione fi no alla sazielà.. Molle vite preziose sono state perdute dalla incapacità o impotenza del medico a fare una diagnosi sollecita e sicura: bisogna quindi ritenere meritevole di essere segnalato ogni metodo che tende a facilitare questo còmpito. Il dott. Chantemesse ha esperimentato nelle sue corsie un metodo di gelodiagnos i del bacillo ebertiano e lo ha descrilto nei seguenti termini. A iO centimetri cubi di ordinario peptone agar-agar si aggiungono 4 goccie di una soluzione di acido fenico al '> p. 100 e 20 centigrammi di lattosio; la mistura vien fusa a bagnomaria e quindi stesa sopra alcune capsule di Petri in modo da formare uno strato dello spessore di 1 a 2 •millimetri; si prende quindi una spazzola di pelo di cammello, s'immerge in una diluzione della materia fecale sospetta e si passa sopra 5 o 6 delle capsule preparate, senza mai tornare ad immergerla nella diluzione fecale. Dopo 12 ore d'incubàzione si vedono apparire delle colonie. Se sono rosee appartengono, come è noto, al B. coli comunius; se bleu vengono sottoposte alla prova dell'agglutinazione. Sopra 23 malati ammessi nelle corsie dell'A. colla diagnosi di febbre tifoidt:a b vennero tenuti per varii giorni in osservazione come casi sospetti. I n essi la prova dell'agglutinamento era rtuscita negativa e la gelo-diagnosi non dimostrò neanche una volla la presenza del bacillo tifoso nelle feci. Dei 18 rimanenti 16 presentavano già una ditignosi conclamata fino dall'ammissione e si dimostrarono positive tanto la siero-diagnosi come la gelo-diagnosi. Negli altri due casi la prova del Widal era stata negativa all'epoca dell'ammissione 5 divenne po:sitiva solo dopo 3 giorni in un caso, e nell'altro .:topo 4; mentre in Lutti e due. era stata chiaramente dimostrata fino da principio la presenzll del bacillo ebertiano per mezzo della cultura della diluzione fecale in agar.


RIVIS TA MimiCA

Gll

Sembra inoltre all'A. che di questo metodo debba tenersi un g rnn conto anche per accertare quanto tempo il bacillo tifoso rimane negli intes tini du· 1-ante e dopo la malallia. Dalle esperienze fatte nell'ospedale e dall'aver seguito i pazienti a.o cbe dopo la loro uscita l'A. ba potuto verificare che in qualche caso il bacillo del Lifo si trovava nell'intestino persino un mese dopo la g uarigione della malattia. !n tal modo egli crede possa e debba s piegars i la dif· fusione della febbre tifoidea e l'insorgenza apparentemente spontanea di essa.

c. r. TrzzoNJ e PANJCIJJ.- VaoolD&SloDe, lm.m.llllltà • al.rohrapta oontro lo pneumoooooo del FrukeL - (Reale Accad. delle Scien~e di Boloflna, 2;) gennaio 1903) . Gli A.A. ser vendosi dapprincipio d'iniezioni svtlocutaoee rd endovenose di filtrato di colture di pneumococco fatte in brodo comune o speciale riofo•·zate poi con successive inoculazioni contemporanee di siero e coltura nel IOI'O brodo speciale in due "vene distinte, ottennero un sie ro che addimÒf<l!·ò un'alta potenza tanto in esperienze contemporanee quanto in quP.lle curative. Nelle prime infatti ebbero r isultati completi con dosi di cc. 0,25 •; .. di siero contr·o infezioni che uccidevano i controlli in 24 ore. Nelle seconde poi r iuscivano a salvare gli animali, anche oltre la metà della malattia, quando questa decorreva rapidamente, ed i conigli presentavano già i diplococchi ne l sang ue circolante, con dosi non molto superior i alle ricordate, giacché la guarigione si aveva con cc. 0,25-0,50 •/o0 di siero. Gli effetti della sier oterapia si dispiegavano anzi tutto sulla temperatura che, dopo una dose sufficiente di siero, diventava normale; se la quantità iniettata invece e ra insufficiente si avevano r ialzamenli seconda r i dopo lo abbassamento mercato. L'infiltrazione locale, quando il potere immumzzanle del siero era debole o la dose poco elevata, progrediva poco, a ltrimenli s i arr estava subito e reg rediva rapidamente. Essi osservarono costantemente che le iniezioni endovenose erano più efficaci delle sotlocutanee anche se falle nel focolaio d'infezione. Con le loro lunghe, minute l'd accurate ricerche gli AA. dimostrarono che il siero antipneumonico non uccide direttamente i bacilli, ma svelenando lo organismo li melle in condizione di non nuocere più all'animale e di esser e gradatamente distrutti dtllle forze naturali. GRIX. PANICHI. - Prlmo . . .glo 4lapplloaslone all'uomo del alero &DtipDeamoDioo'l'SuoDI-P&Dlohl. - (Gauetta degli Ospednli, n. 47, 1903). 11 Panichi, prima di tentare la produzione del siero antipneumonico con grossi animali, volle esaminare se e come l'uomo ammalato di polmonite rispondesse al siero pr eparato dal prof. Tizzoni e da lui. Per ciò adoper ò il s iero di coniglio in selle pneumonici ricoverati nell'ospedale S. Spirito di Roma. Dallo studio scrupoloso dei casi clinici risullò che il s iero antipneumonico, usato per iniezione intravenosa, è assolutamente innocuo, non avendo mai dalo luogo a conseguenze spiacevoli prossime nè r~mote, e che esso ba esercitato un'influenza bene fica tanto sui fenomeni generali (febbre, polso) quanto sul processo morboso polmonare e sulla funzione respiratoria. Alle iniezioni


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RIVI STA MEDICA

di siero segui sempr·e un abbassamento più o meno r apido della temperatura, in diretto r&pporto con la dose e con la forza del siero adoperato. Negli infermi cura ti col siero la febbre terminò sempre per lisi e non per crisi, come accade generalmente; in tutti gli infermi il polso ed il respiro si reg<•larizza. rono celeremente. Sul processo morboso locale il siero esercitò un'azione indubbiamente ef· ficace e diretta, sgretolando il blocco pneumonico e fluidificandone l'essudato, fornendo così risultati s imili a quelli del siero antidinerico che produce rammollimento dell'ess udato, distacco ed eliminazione delle pseudo ·membrane. Tali benefici effetti ottenne il Panichi in 6 su 7 casi studiati, nei quali la cura specifica era cominciala da 1/ 5 fino a '/7 della durata della malattia. Nessun vantaggio ottenne in un caso in cui la cura fu intrapresa a 5/ 7 dell'intera du· ra ta del male, quando cioé si erano stabilite nell' infermo altera zioni irl'imediabili e complicanze gravissime, come la pericardite fibrino-emorragica ri· scontrala nell'autop!:<ia. Il Panichi studiò pazienti giovani (14-42 anni) e s enza complicanze. Nel tempo che fece le t<ue esperienze, la mortalit.à per polmonite nello s tesso ospedale (o ve oscilla intorno ad una media annuale del 30 °.'0 ) fu abba~tanza rilevante. GRrx . ToBElTZ -

Sulla patologia e la terapia 4eUa •oarlattlDa. -

(Arcllio .f.

J(inderheilkunde, Bd. 34, H. 3-4).

Riassumo la pr•ima parte dello studio, riguardante il trattamento di ques ta malattia. Il Tobeitz a 139 scarlattinosi somministrò epicraticamente nel latte 15-25 gocce pro-die di olio essenziale di trementina e vide che in 132 infermi curati fin dall' inizio con questo mezzo non appar i mai traccia d'albumina, e negli altri i, nei quali l'albumina preesisteva, essa scomparve rapidamente. Prima che e gli adottasse questa cura, pur prescrivendo un egual .regime dietetico, le complicanze renali egli le osservò nel 14-,2 ·;. dei casi. L'A. si indugia a cons tatare i benefici effetti di una cura cosi semplice senza indagare se essi s iano dovuti al produr si nell'organismo di sostanze speciali, o alla consecutiva iperleucocitosi, ovvero all'azione ossidante del farmaco che ostacola la vita dei rnicrorg11nismi e ne ne utralizza i prodotti tossici. GRrx. J. GRosz. 1902).

Sul trattamento della soarlattlna. - (Archio fil r f{inderheilk.,

Nella scarlattina la desquamazione che in generale si protrae fino alla fine della 5• o u• settimana, raramente più oltre, puÒ esser·e affrettata con i b11gni o con le frizioni con corpi grassi. I malati devono essere tenuti al letto per 3 settimane almeno. Nella cura sintomatica si deve rivolgere l'attenzione s u tre punti principali: la febbre, l'angina necrosante, la nefrile. Gli antipiretici devono adoperarsi il meno che é possibile; l'e è indispe nsabile !:li faccia uso del chinino o dell'antipirina, questa per ò deve esilere som· rninistrata con gran prudenza, per evitare la s ua azione pericolosa sul cuore, tanto più terribile, quanto più il caso é grave. Quando la temperatura è molto elevata si preferiscano gli impacchi freddi.


RIVISTA DI NEVROPAT<lLOOIA

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Il tr8lttamento dell'angina necr osante richiede impacchi freddi al collo, e pulizia del cavo naso-faringeo con una soluzione borica, o con un collullol'io di clorato polassico. La nefrite verrà curata con la dieta lattea. Se vi ha oliguria e polso celere riesce molto vantaggioso l' uso della digilale associata all'acetato di potasse od alla diuretina. Quando le condizioni dell'infermo migliorano si adoperino i bagni caldi. Nei casi in cui la 4uantilà d'urina è notevole, ma si presenta ricca di albumina o di sangue si riconobbe vantaggiosa la somministraziooe dell'ergo tina o del ferro. Il tannato di chinina è efficace nella anemia consecutiva alla infezione scarlatlinosa. Grux.

RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA DaEvFus-BRISSAc. - Dell'at eroma oere'brale; orul acute oon dl•turbl cUg e•tl·vl e agitazione d'apparenza maniaca. - (Journal de M édecine et de Chirurgie, maggio 1903). L' Autore richiam1;1. l'attenzione su alcuni accidenti dovuti all'ateroma cer-ebrale con forma cc.sì difl'erenle da quella che si osserva abitualmente che è difficile. se non si è prevenuti, di riferirli alla loro vera causa. Può succedere infatti che, sotto un'inlluenza occasionale talvolta indeterminata, si producano vere crisi sotto un espello estremamente variabile. Osservazioni come la se· guente possono darne un'idea meglio di qualsiasi descrizione. Un uomo di 62 anni, il quale, fino &. quell'ora, non aveva mai presentato manifestazioni nette di ateroma cerebrale, avendo dovuto subire le preoccupa· zioni e gli strapazzi di un matrimonio nella sua famiglia, mentre prend&va parte ad un'ullima serata, fu colto da un violentQ bisogno di andare alla seggetta. Dopo un certo tempo i parenti si accorsero della sua assenza e lo tro· varono seduto, con la testa inclinata, con semiperdila della conoscenza e circondato da abbondanti materil vomitate. Venne messo a letto nella stessa casa in cui s i trovava e ~ruando fu veduto dall' Aut01·e, alcune ore dopo, egli a veva ripresa la conoscenza, ma aveva p&rduto la nozione di ciò che er·a accaduto e s i lamentava sopratutto di una cefalalgia violenta con vertigini che si producevano quando egli si sedeva sul le tto. Fu fatta diagnosi di indiges tione di origine cer ebrale. L' indomani, lo stato vertiginoso e1·a il medesimo, e, non ostante la somministrazione di un purgante, lo stato gastrico, con nausee, non si era modificato, Ciò non di meno l'infer mo poté recarsi al proprio domicilio discendendo e salendo le scale senza mollÒ fastidio. Ma nella l'era, fu colto da un' a gitazione violenta, voleva uscire, insultava tutti quelli che l'attorniavano. Questo stato durò tutta la notte, poi si calmò nel maLLino, per ricominciare ancora nella sera. Alcuni parent!, r itenendolo un pazzo, volevano rincbiuder lo in un manicom io, ma l'Autore vi si oppose dicendo che i detti accidenti non avrebbero tal'-

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dalo a scom parire; infatti, essi durarono otto giorni e poscia scomparvero proErre~sivamente . Ma la sua intelligenza si era indeb~lita ed egli mori di rammollime nto cerebrale diciotto me;:i dopo. Nel fallo se~uente si tratta di una forma del tutto differe nte, di diagnosi ancora piu difficile. Un uomo di 68 anni, che aveva già avuto una crisi di vomiti, fu collo, una notte, da una cr il'i di eccitazione sessuale straordinaria, per modo che la moglie fu obbli$tata a chiedere aiuto ed a f& r lo tenere fermo. Un medico che lo vide l'indomani, lo giudicò affetto da mania acuta e cons igliò di farlo ricoverare in una casa di salute. L'autor e, chiamato in consulto, pens ando ad una crisi passegftiera in un ateromatoso cerebrale, consigliò invece di curarlo in famiglia prendendo pPr'Ò le precauzioni necessarie. Queste cris i si riprodussero quasi tutte le nolli per una quindicina di giorni attenuandos i progressivamente, poscia scomparver·u completamente, quantun· que e~li av esl'e conservato qualche vampa di eccitamento pi·esentaot~si ad intervalli piu o meno lunghi. Dopo due anni però r icompar·vet·o le crisi , alle quali tenne dietro uno stato di ·rammollimento cerebrale completo che lo tra~se ben presto alla tomba. l casi di questo genere sono tanto più impor·tanli a conoscere in quanto che essi possono essere r.onsiderati come fatti di mania acuta e provocare il ricovero det malati in una casa di salute. Ora questa é una mis ura mollo grave, che res ta come una macchia nelle famiglie, mentre queste crisi non durano in genere più di dieci o quindici giorni e tal volta guariscono completamente e bas tano due guardiani per eliminare qualsiasi pericolo durante le crisi. Queste crisi dovute ali 'ateroma cerebrale presentano un certo numero di caratteri che permettono il più spess o di riconoscerne la nature. In primo luogo, l'e tà in cui compaiono, poi l' assenza di febbre e di qualsiasi paralisi ; come pure l'assenza di emissione involontaria di feci e di orine. Si ha cosi l'impressione che si tratti di fenomeni passeggieri, in rapporto colle oscillazioni della circolazione cerebrale. Le cris i possono terminare con il ritorno completo allo stato anterior e, e ciò può es sere utile per il malato, nel senso che egli può essere ancora in tempo a modifica•·e il suo regime e il suo ~enere• di esistenza e a prevenire cosi un'alterazione maggiore del s uo sistema arterioso. Ma il più sovente, il cervello non resiste a quell'attacco ed il rammolli~ento cerebrale sopraggiunge più o meno rapidame nte. · Può anche succedere un vero processo infiammatorio cerebrale. Nella sua prima forma, la crisi d'ateroma ha molte analogie con l'indigestione comune ed il più spesso viene confusa con essa. Ma l'indigestione di origine cerebrale é sempre notturna, .,er cui sì può essere certi che quella che avviene durante il gio'rno non é di origine cerebr·ale. Ciò che la caratter·izza, inoltre, é la persistenza delle vertigini con intensa cefalalgia, sonnolenza e indebolimento psichico molto accentuati. Questi fenomeni non sono mai pronunciati uell'indigestione comune. Si nota inoltre che non ostanle i detti disturbi digestivi, la lingua si conserva pulita e che i purganti non apportano alcun sollievo. NellA St'conda forma, la crisi d'ateroma somiglia per molti punti all'accesso di mania acuta. Ma quest'ultima sopraggiunge ordinariamente in sog getti più giovani.


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Di piu, estoa é IH~compagnata da febbre; l'agitazione è tanto diurna quanto nollurna e non è consociala ai dis turbi digestivi che ~i notano spesso nell'al· tr·o caso. Ili fine si trova la cau!:'a di essa in q ualche circos~ranza particolare, ed essa non si presenta in genere che nei soggetti con predisposizione ereditaria. Piil difficile è sovente la diagnosi con la pachimeningite a cuta; l'emorr agia menin ~ea talvolla s i riconosce con molla difficolta. L'Autore rJI'er isce a questo proposito di esser!'i recato a VJSilare una ma· lata di 60 anni, la quale, dopo un pranzo fuor! cnsa, fu colla da ver liJ!ini e da naus ee con fenomeni mollo simili a quelli s:>pt·a esposti. Non poté esser trasportata a casa sua che l' indoma ni ed in quel momento soffri·,a d• ve~tigin i, senza a gitazione, e di violenta cefalalgia. Il prof. Cbarcot, chiamalo a consulto, gi ud•cò tralla•·si di un'esar~erbazione di strapazzo cer ebrale. Ma due giorni dopo, sopraggiunser·o i s intomi caratter istici e la malata socoombette ad un' emorragia meningea. In questo caso ciò che poteva indurre a questa diag nosi, s i era, da una parte, la violenza della cefalalgia, e , per altra parte, l'esi!\te nzA di un leggiero aumento della temperatura. In fine, si osservano lulvolla, in cerh s oggetti, delle esacerbazioni di nevrastenia acuta, che hanno molta analogia con le et·isi degli ateromatosi. La difl'e renza principale risiede· nell'età di questi malati, che sono generalmente molto più giovani. Ma i detti accide nti possono però s?praggiunge•·e nei sogget~i che banno cinquant'anni e che sono stati sottoposti a vive emozioni, come si osservo particolarmente negli uomini polilici. Ciò che caratterizza nondimeno i ratti di 11uest' ordine, è l'esistenza dello strapazzo ed il fatto che, scomparso ques to, e messo il malato in riposo, scom· paiono rapidamente gli accidenti, in due o tre giorni; ma molto spesso non è post>ibile pronunciarsi che dopo quel tempo. La cura dell'ateroma cerebrale, come dell'ateroma in generale, richiede l'uso del joduro potas!'ico, a dose inlermittente, a periodi di quindici giorni, alla dose di 50 a 60 centigrammi. Il siero di Trunececk, costituito da una soluzione contenente i ditr~renli elementi del siero s anguigno può anche rentiere servigi. Pare che esso a gisca sopralutto nei casi in cui es1stono disturbi c ircolatori manifeslaolisi con vertigini e ronzii d'orecchi. Ma ciò che é necessario anzitutto, e ciò che difficil· mente si può ottenere in ' tuesti maiaLi che non si senLono direttamente minacciati per ché conservano le apparenze di buona salute, e una vita calma, con una igiene severa, un'alimentazione ridotlR, specialmente alla sera, ~ l'uso eli pw·ganti ripetuti che mantengano lo funzione regolare degli intestini. Nelle cris i a cute, si somministreranno il bromuro di potassio alla dose di 3 o 4 grammi o le preparazioni di valeriana. Talvolta anche, si potrà tentare di rar ricomparire manifestazioni esterne scomparse da qualche tempo, come crisi emorroidarie o gottose ; ma non si deve far mollo calcolo su questo mezzo. Il punto più importante e sul quale insiste l' Autore, è la questione della prognosi, perché, mentre si potrebbe attribuir·e questi accidenti intestinali ad un'indigestione comune e senza conseguenza, fa d' uopo al contrario riconoscere e far noto che il me leto è minacciato nella vita stessa a scadenza piu o meno lunga , e se le cose non sono troppo avanzale, poter· prescrivere un r egime suscettibile rli arrestare l'e voluzione della malattia. Ques t'evoluzione ha un decorso mollo variabile. Io certi casi è cosl rapida da poter simulare l'emorragia cer ebrale.


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Il più so vente, il processo si svolge lentamente; è il rammollimento progressivo ; a mi~ura che la cellula si altera, la reazione cerebrale diminuisce; le vertigini, le cefalee scema no, mentre compaiono la perdita della memoria, il vanegg iamento, l'obnubilazione, i tor pori con pares i, i di~turbi della parola, ecc. Questi malati, sempre agitati nella nolle, si alzano di più in più tardi e cadono nella demenza senile ; essi muoiono ne l maras mu od in s eg uito ad un accidente acuto. È pure molto difficile stabilire una prog nosi per r iguardo alla durata di questo stato; l'elà del soggetto soltaot.o costituisce un elemento che permette di pronunciarsi in una certa misura. Più il soggetto è giovane, più il decorso è rapido. Negli individui a ttempati, al contrario, questo s tato può durare mollo tempo, a meno che non es ista qualche alterazione viscerale che possa precipill'\rne il decorso. b. F (:R~. -

8opt preour.ort dell'emlorant& oft&lmlo&. - (Journal de MM e-

cine et de Chirurgie, aprile 1903).

Féré ha pubblicato molli fatti relativi a casi di emic rania oftalmica i cui a ccessi erano sempre preceduti da sogni sempre identici. Questa ripetizione dei medesimi sogni é un fallo molto curioso che merita di richiamar e l'attenzione. Come nota Fér~, é rar·o che i sogni d iano un J~vver·timenlo, il cui valore si ve rifichi, di uno s telo morboso; ben più spesso ess i non ris veg liano che illusio ni. Tuttavia s i può dire che se il sognono n è una ragione di credere, è una ra· gione di e saminare ed é una rag ione di e saminare tanto più imperiosa in quanto il sogno si ripete con ma~~iore esatte zza e regolarita. Il sogno può essere il primo sintomo di un'affezione viscerale che non si si esplica con alcun altro segno in allo. Può essere nello stesso tempo una ma nifestazione iniziale ed un agente morboso nelle psicopalie. Nelle ps icopa· tie , come nelle nevrosi, può cos litui•·e una manifestazio ne frus ta, il cui trattame nto può arres!Slre l'evoluzione del male. Cosi negli e pilettici questi sogni possono costituire un s intomo prl!c ursore di accessi e de vono essere cura li cogli stessi mezzi degli a ccessi. Come g li e pilettici, i soggetti affetti da emicrania pos!;ono avere, mollo tempo prima della s ua comparsa, una- pregustazione del lor o a~cesso per mezzo di sog ni che s i r iproducono con segni caralleris tici. Un individuo, curalo da Fér é, soggetto all'emicrania oftalmica, sapeva fin dal mattino, allo svegliarsi, che egli sarebbe stato colto da un accesso. Eg li aveva sognato del fuoco nella notte e generalmente ver so le tre o quattro ore del mattino. Erano l!lempre sogni spaventevoli che comparivano dal lato destro: un 'eruzione vulcanica, un incendio, sopraggiungenti senza rumore, Sl)oza odore. Per molti mesi prima della comparsa dell'emicrania, egli era andato s oggetto a lung hi intervalli a questi stessi sogni; ma dopo che el'ano s opraggiunte le emicranie, giammai i sogni erano venuti se nza essere susseguiti dall'emic•·ania nel giorno successivo; giammai le emicranie e1·ano comparse senz1t esserE' slAle preavvisate dai sogni. Quest'individuo d'altronde soccombelte alla paralis i generale. Un'altra malata ha a vuto per molti mesi dei sogni sempre identici, costituili dall'appariz•one di un fantasma bianco: e ssa ha raccontato s pesso questi so gni che sono l'imasti isolati pet• cinque o sei mesi; poscia sono sopraggiunti


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i sin~omi dell'emicrania onalmica che non sono mai comparsi che all'indomani di un sogno del fantasma bianco; e il sogno non s i è mai verificato senza i sintomi dell'emicrania. Sotto !"influenza del bromuro di potassio, 4 grammi al gioruo, le emicranie accompagnate da sogni scomparvero rapidamente ed il fantasma bianco non apparve più che a lunghi inter valli, dopo i mestrui, quando questi sono stati difficili. L'ammalata asserisce che i sogni del fantasma si pre. sentano piu raramente che prima della comparsa dell'emicrania. Il legame che unisce il sogno all'emicrania é il medesimo nei due casi: il sogno precede l'emicr~tnia, si associa ad essa e le sopravvive, non ostante la diversità delle condizioni eziologiche. Il sog-no é realmente un segno precursore dell'emicrania, annunzia a distanza l'apparizione delle nevrosi, poi pr eav. B. visa ciascun accesso. G. B. VERGA e P. GoNzALES. -D 4ermogra1lsmo nel pas:r.t. patologia nervosa e mentale. Vol. VI II, fase. 4•).

(Rioista di

Questo riflesso vaso-motorio, preso da solo, non ha grande valor e per la diagnosi delle forme nevropatologiche o mentali, finché non si conosca ancora la condizione nervosa per la quale si forma; ma esso, insieme agli altri fatti obbiettivi, può essere di aiuto per fa t• rilevare uno stato anormale. Gli autori hanno s tudiato questo fenomeno in diverse forme di malattie mentali, ed ecco in riassunto il r·isultato delle loro ricerche. Negli epile ttici mancò in quaranta su novantadue; fu distinto, ma fugace in quaraflt•Jno; durevole o pet·sistenle in ventisette. Ciò studiando questi ammalati iudipendente>mente dall'avvicinarsi o no dell'accesso; esaminandoli invece in relazione di questo, si ebbe che in lontananza dall'accesso mancò il dermografismo nel '17 ,30 per cento dei casi; fu spiccato ma transitorio nel 46,15, e fu durevole nel 36,5't. In prossimità dell'c~Llacco poi il dermografismo fu assente nel 3i,50 dei casi; fu spiccato ma transitor io nel 42,50 e durevole nel 20. Il dermografismo adunque fa più spesso difetto all'avvicinarsi della scarica convulsiva, e più ancora durante ques ta e negli stati epilettici. Questo fatto potrebbe in alcune circostanze assumere una certa importanza medicolegale, ed insieme ad allrì potrebbe aiutare a scoprire una simulazione. Ne~li isterici è ritenuto molto frequente il dermografismo; risulta invece daiJe ricerche degli autori che esso mancò nel 32 per cento dei casi, fu transitOJ·io nel 28, e fu vero dermop;raflsmo nel 40 per cento. Tenendo conto però della pt'ossimilà dell'accesso o lontananza di"esso, si ebbe che nella lranquillità del soggetto si verificò nel 21,05 per cento dei casi, mancò nel 42,10 e fu transitori<• nel 36,84; mentre nelle intense manifest.azioni isteriche fu evidente e persistente nell'83,30 per 100, e distinto, ma fugace nel 16,60; verificandosi quindi l'opposto di quanto avvenne nell'epilessia. Negli avvelenamenti cronici da alcool, da pellagra, da nicotina e da piombo non si ebbero risultati d'importanza; cosi pure nella franosi paralitica, e nei pazzi morali e criminali. Gli autori hanno studiato la prevalenza del dermografismo nei due lati, ed hanno trovato che esso é più frequente a destra. Rispetto all'eta, esso è eccezionale di solto a dieci anni, é r aro degli undici ai quindici, discreto dai sedici ai venti, ed ha la maggior frequenza dai ventuno ai cinquant'anni.


Gl B

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Nelle emiparesi ed emiplegie il dermografismo fu più costante ma più transitorio al Jato sano. Negli individui normali é più frequente il dermografismo marcato ma trans itorio che nei pazzi e nei nevropatici. Nelle femmine si ha o la mancanza assoluta o la lunga persislenza del fenomeno, piit frequentemente che nei maschi. Dalle loro osservazioni gli autori traggono la conclusione generale che fJU esto riflesso vasomotorio é normale quando é intenso ma transitorio; mentre la mancanza o la lunga durala di esso indicano o l'esaurimento dell'eccitabilità cutanea e vaso-motrice, nel primo caso, o una deficiente tonicità vascolare nel a. m. secondo. G. GAR"rNJ. - Contributo allo 1tucUo 4ella llmulazlone 4ella pazzi&. (Manicom io, anno XIX, n. 1).

Al pari dt molti ps ichiatri moderni, e conformemente al concetto prevalso nel Congresso della Società Freniatrica 1taliana di Vog hera, l'A. é d'avviso che la simulazione della pazzia é una forma morbosa me ntole, che per lui, come per Virgilio, è da mettere tra gli arres ti di sviluppo, e le sue manifestazioni sono da consideraee come episodii dell'imbecillità ; mentre il Pentu fa della simulazione de lla pazzia una forma a sé, che dice specifica del delinquente nato, la pazzia pr·opria e vera di questi. L'A. riporta tr·edici casi di pazzia simulata, osservati da lui nel Manicomio di Messina, e di questi, cinque in persona di militari. Alla s toria di ciascun caso fa seguire la diagnosi della malattia mentale vera da cui l' individuo era affetto, e di quella s1mul~tta, pee la quale era entrato nel Manicomio ; e dimostra che quegli individui, simulando non fanno che esteriorizzare quanto vi è in loro di patologico congenito od acquisito, attingendo incoscientemente da' proprio fondo degenerativo quello che occorre per la manifestazione della pazzia che vogliono simulare. É il caso da r ipetere col Laségue : Non si imita se non quello che già si possiede. L'A. divide i suoi casi in tre classi: Psicopatici puri, privi nellaloeo anamnesi di tendenza criminosa; ·Psicopatici con spiccate tendenze criminaloidi; Psicopatici criminali. La prima parte comprende tre individui appartenenti alla milizia, e di essi il primo aveva simulato un epi:sodio di confusione mentale acuta, ed era affetto da debolezza mentale congenita, costituzione paranoide e nevropatica; il secondo aveva simulato uno stato depressivo con tentativo di !iuicidio, ed era un deficiente originario intellettivo e morale: ed il terzo aveva simulata una confusione mentale in individuo coreico, ed era un degenerato imbecille. La seconda classe comprende la storia di quattro individui dei quali il primo, g uardia di finanza, si era voluto far cr edere demente ed imbecille, ed era un deficiente a fondo epilettico con episodii deliranti paranoidi ; il secondo aveva finta una nevrosi traumatica con indebolimento psichico consecutivo, ed era un imbecille a fondo epilettico·; il terzo, anch' esso guardia di finanza, a veva imitata una confusione mentale stuporosa ed era un imbecille sociale, isterico, soggetto ad episodii di confusione mentale allucinatoria; e finalmente il quarto, che aveva simulato un accesso ~i epilessia psichica, era un imbecille con manifesta degenerazione ereditaria, impulsivo ed epilettico.


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Dei sei individui della terza classe, lutti criminali veri, cinljue simularono contusione mentale con raptus suicida o episodii allucinatorii, ed uno la malinconia delirante. Essi invece erano affetti rispettivamente, uno da pazzia morale con a vviamento a demenza, tre da imbecillita sociale e morale, uno da imbecillità intelJetluale con tendenza alle psicopatie sessuali, uno da imbecillità inte llettiva e morale con epi$oJii di delirio. allucinatorio e confusione mentale; ed uno da pazzia con idee paranoidi persecutive. l motivi che indussero s~mpt·e costoro a simulare rurono fulili ed implicanli, al più una pena leggiera ; tranne che per uno, imputato di viole nza carnale sopra giovinetta dt 10 anni. La pazzia simulata non fu effetto di premeditazione in alcuno, ed essi vi si decisero tutto ad un tratto con estrema le~gerezza, come spinti d~t una forza a loro eslt•anea, che li traeva a fingere senza che la decisione potesse venire controllata dalla coscienza. In lutti la simulazione ebbe breve durata, poiché essa cosltl un grave sror·zl), ed il nascondere a lun ~o la propria personalità psichica è estremamente penoso. Quasi tutti finiscono col confessat·e, e la. maggior parte lo fdcet•o cedendo a quel sentimento di vanità pt'oprio dei criminali, che li fa va11tare coi compagni deliA loro abilitò nella ciurme ria . La scoper ta della frode non riuscl difficile per la straot•dinaria incoerenza, puer ilità e paraclC'ssalit.à degli alti compiuti, che non possono sfuggire ad un a. m. occhio esercitato. WIGLESWORTU. -

L'erediti nelle malattie mentali -

(London 1/ospilal,

marzo 1V03). La credenza, una volta universale, che la maggior parte delle malattie venga, piu o meno direttamente, ereditata, va ormai perdl'ndo terreno; molli anzi le negano del tutto. L'A. non sembrA essere cosi assoluttsta nel negare all'eredità un grande valore nella patogenesi di talune malattie, e dir.e che, se pure questo può ammettersi per aie une d i esse, devesi senza dubbio ritenere l'eredita come un importante fattore nei disordini meniJili. l più esperti alienisti professano queste opinione. L'A., soprintendente nell'asilo Bainhill di Londra , ha s tudiato la questione sopra una serie di 34~ pazienti entrati nell'ospedale nel corso di 12 annt. Nel riassumere i dali statistici di questo lungo periodo egli ha tenuto conto della parentela dtretta, limitandosi, per ciò che riguarda quella collaterale, ai soli fratelli, sor elle e zii, non reputando opportuno basarsi sulle parentele piu lon. tane, sia perché troppo difficile seguirne le tll'acce, sia perché la mala ttia po· trebbe essere stata introdotta da un membro acquisito per mezzo del matrimonio. Dallo studio delle cartelle cliniche relative ai 3H5 pazienti sarebbe resultata una definita tendenza alla pazzia, all'epilessia, alla marcata eccentricilé, in linea diretta e collaterale, per 965 casi; ciò che darebbe una media del 28,01 •t•. Altre aulorita scientifiche a vrdbbero trovato una proporzione anche mag· giare. E poiché di questi 965 ammalati 419 appartenevano al sesso mascolino e M6 a l femminino ne consegue una percentuale di 24,74 per gli uomini e di 31,16


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RIVISTA CHffiURGICA

per le donne. L'A.. nel constatare la concordja delle osser vazioni di tutti gli scienziati a questo riguardo, crede di poter·e spiegare la maggior facilita della donna alla pazzia ereditaria col fatto ch'essa attraversa nella vita molte crisi fisiologiche, quali la puber ta, le gravidanze, i parli, gli allattamenti, la manopacesa, ecc., che costituiscono altrettanti momenti critici, nei quali possono tradursi in atto le disposizioni latenti alle nevro e frenopatie; mentre nei maschi questo pericolo sarebbe scongiurato una volta sot·passata l'epoca della pubertà. c. t: H . B. SwEETSER. - Un gT&ve cu o di tetano tratta.to e guarito ool VeratrUJD Vlrtde. - {Med ical Record, febbraio 1903). Nell'illustrare questo cas o l'A. svolge alcune considerazioni, colle quali si pr·opone i seguenti obiettivi: t• Ricordare la g uarigione di un graviss imo caso di tetano mediante la sornministraz:ione di un medicamento la cui azione fisiologica è provatamente in diretto antagonismo coll'azione delle toxioe tetaniche, agendo i due elementi in senso diametralmente opposto sugli stessi tessuti, ossia sulle corna anteriori del midollo spinale; 2• Che sotto questo punto di vista il tr·attamento non può cons iderarsi come empirico ; 3• Richiamat•e !"attenzio ne dei pratici sul fatto che il cloralio è un medicamento pericoloso. tanto più facile ad esercitar·e la sua influenza toxica se dato nel corso di una cosi grave malattia, che non io condizioni fisiol ogiche, e protestare contt·o il suo continuo uso nei casi di tetano, mentre è provato che non ha nessun buon elfelto; · 4• Confe rmare l'opinione. basata s ull'evidenza. che alcune morti, attribuite al veleno teta nico, sono invece dovute ai rimedi adoperati. c. f.

RIVISTA CHIRURGICA Le reoldive nell'operastone ra.dloale d'erDla lngulnale. -Rivis ta s intetica del dott. T. Rosstm, capitano medico.

1!: ques to un ar1-1:omento mollo importante al giorno d'oggi che le operazioni d'ernia inguioale s i praticano con tanta frequenzu, auchtl nei nostri ospedali militari, ma è assai difficile stabilire con esallezza quale sia la percentuale di queste recidive, g iacché tutte le s tatistiche che abbiamo, sono bas ate sull'os· servazione in massa d'individui operati ~:on processi diveJ'Si, da diversissimi ope1·atori, abilissimi, abili e principianti; e per molti degli osservati non é ancora trascorso il tempo necessario a stabilire una guarigione deftnitioa. E nemmeno noi medici militari ci troviamo in mig liori condizioni per poter compilare tali s tatistiche, perc hé nei reggimenti, nel primo anno di s ervizio, ben difficilmente t1·oviamo indiYidui da operare, in quanto che gli affetti da ernia


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sono stati eliminali nelle visite di arr uolamento, e invece tutti gli oper ati sono soldati ai quali mancano pochi mesi per esseçe inviati in congedo. Quanto a i militari con lunga ferma, come carabinieri, guardie di finanza o di città, i frequenti cumbiamenti di sede, a cui vanno soggetti, ci impedisce di rivederli dopo un periodo di tempo sufficiente a poter parlare di guar igione radicale. Per far statistiche esatte e sopra lutto concludenti riguardo alle cause che hanno pr~dotlo la recidiva, accorrerebbero coscienziose e numerose osser vazioni personali. Ma qual' è f)Uel chirurgo che può rivedere dopo 10 anni tutti i suoi operati d'ernia? E infatti è variabilissima l'epoca nella quale la recidiva può avvenire, ma io stesso ho potuto constatare un caso di recidiva dopo 10 anni dalla prima operazione, caso rarissimo e termine estt·emo che possiamo stabilire insieme all'altro opposto estremo limite di 1 mese dopo l'operazione. E tra questi due estremi la massima frequenza si avvera, da 6 mesi ad un anno dopo l'allo operativo. Cosi si spiega come tutte le valutazioni in proposito siano mollo approsimative e molto discordi e da statistiche, clie come quelle di Delbert, segnano un minimo di recidive del 2 a 3 p. 100 s i vada a statistiche che portano un massimo del 1(ì per 100. Il collega Perassi {l) nella sua inchiesta ai Consigli di leva dell'anno 1901, su 669 operati d'ernia inguinale trovò un per cento di guariti di 91;3; in altri termini, le recidive sarebbero in proporzione dell' 8,7 p. 100. E tale percentuale non è molto bassa, anzi si avvicina alla massima del 10 p. 100 se si tien conto del fatto che molti di questi g iovani erano operati da pochi mesi. I n una m ia statistica, raccolta nella R. Clinica chirurg-ica dell'Universila di Roma, su 280 operati d'ernia inguinale, ho riscontrato che ve ne erano 9 nei quali l'ernia era recidiva a pregressa operazionll. In tal caso la percentuale di recidive sarebbe del 3,21. Ma anche questa stat1~tica ha un valore molto relativo e la percentuale è forse inferiore alla vera , sovratutlo perché non vi è chi ignori che il chirurgo in genere non é troppo proclive aol operare una seconda volla individui nei quali l'ernia abbia r ecidivato e specialmente quando la prima operazione sia stata eseguita da altro chirurgo. A questo argomento così interessante il Leguen (2) ha dedicato una delle sue brillanti lezioni all'Hòtel D1eu, e non credo inutile riussumerla per sommi capi. Prendendo adunque occasione da 27 casi di r ecidiva d'er nia inguinale , diligentemente studiati, il Leguen cerca di trarne alcune conclusioni generali sulle condizioni favorevoli alla recidiva e sui mezzi di prevenirla. Quanto alla frequenza di tali recidive, dopo aver riconosciuto la difficoltà di stabilire con esattezza statistiche in proposito, afferma di non poter emetter e un'opinione personale, e solo si contenta di constatare che la proporzi<me delle recidive va diminuendo di giorno in giorno, a misura che s i va perfezionando la tecnica e gli operatori fanno tesoro delle loro esperienze. Egli poi s i domanda: Quali sono le cause della recidiva dopo l'operazione? Quali i fattori dell'insuccesso terapeutico? e stabilisce che la recidiva può avere t re origini: l'ernia per sè stessa, il soggetto, l'opera; ione. Quanto all'ernia per sè stessa, non tutte le ernie sono eguali (io più propriamente direi che non vi sono due ernie che si assomigliano); ve ne ha di grosse (l ) A. Pr;;RASSI , ~.apilar1o medico. - Le obilltazio11i chirurgiche alla .llilizio. (Policlinico Sez. Chirurgica, vol. IX, anno 1902). (!) L EGUBN. - l.tço-ns de C/htique Chirt1rqicale, (Hotel Dieu. 1901)


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di piccole, di con !lenite, di accidentali; così quest"ultiiUe recidi vano p:ù facilmente perché in esse la parete è difettosa, insufficiente, e tale difetto prees iste e persiste anche dopo l'operazione; inv~ce le ernie congenite riconoscono la loro origine nella persisteoza di un condotto vagino-peritoneale, ma il tessuto e più r esistente, la parete in migliori condizioni, l'ernia non è che una deformità locale. Tutto questo in tesi generale e non io modo assoluto, perché anahe le ernie congP.nile possono r ecidivare. Quanto al volume si comprende come una gro!<sa ernia recidivera più facilmente d'una piccola, e cosi dicasi delle ernie irriducibili. :'-lessuna imyortanza può avere la situazione dell'ernia a destra o a sinistra; se la recidiva si verifica più spesso a destra, si deve tener conto del fatto che le ernie in genere sono più frequenti da qut~slo Jato. Infatti, sempre allenandomi a quella stati stica da me raccolta e sopraricordata, h_o trovato che in 280 ernie n. 162 e rano a destra n. 98 a sinistra e 20 bilaterali. Ma, come ben si comprende, nell'ernia per sé, ben difficilmente noi troveremo la causa ver11 della recidiva, tutL' al più vi troveremo delle condizioni favorevoli. Venia mo al 2° fattore: il soggetto. Da questo lato , l'età ha 'lm' influenza di primo or dine: così nei vecchi la pat·ete ha perduta la sua tooicità e quindi la sua resistenza è minore. Però non sonu i vecchi che offrono il maximum delle recidive, ma sono invece gli adulti e per molte ragioni. In primo luogo perché gli adulli danno il mag gior contingente d'operati d'ernia, in quanto che è nell'età adulta che più a malincuore si sopporta un'ernia per i disturbi che arreca, ed il chirurgo più volentieri si accinge all'operazione in tali individui. Inoltre l'operato adulto è più esposto che nelle altre età de lla vita, per gli sforzi clelln sua professione, alle recidive: e mentre il vecchio non s i s ottopone volentieri ad una seconda operazione e porta in stlenzio la sua ernia recidivata. l'adulto invece ha tutto l'interesse dt sbarazzarsene di nuovo. Sempre da parte del soggetto abbiamo da considerare lo stato della parete, che ese rcita la sua influenza sulla origine dell'ernia e sulla pro babile recidiva, e da questo punto di vista vi sono dei giovani che sono gia vecchi come vi sono vecchi c he r estano gio vani. Ma ~ u questo, che io reputo il massimo fattore della r e cidiva, non mi sembra che il Leguen insista abbastanza. A mio parere il buono sviluppo dei muscoli della parete addo minale e piu specialmente del piccolo obliquo e trasverso (che nel processo Bassini, uniti al margine poste riore del ligamenlo di Falloppio, sono destinati a ricostituire la parete posteriore del canale inguinale) costituisce il principalissimo coefficiente per la buona riuscita dell'operazione. E noi, già prima di operare, potremo fare una prognosi favorevole riguardo a recidive, quando constateremo che lo sviluppo di tali mu~coli nulla lascia a desiderare ; il che praticamente otteniamo, facendo all'ammalato, coricato sul tavolo d'esplorazione, prendere la posizione seduta, nel mentre colla nostra mano fortemente applicata sulla parete, apprezziamo il grado di contrazione di tali muscoli. I\la gi"ustamente a questo proposito il Leguen conclude che val meglio una g rossa· ernia con una buona parete, che dei cattivi tessuti con una piccoli ernia. E venendo al 3' fattore della recidiva, cioè l'opera-tione, il Leguen crede e


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a ragione che spesso ad essa si deve rar rimonta1·e la causa dell'ins uccesso. Quali dunque sono gli er1·ori da.. evitarsi 1 Questi possono riguardare l'oper atore e l'opertuione. Da parte dell'operatore la mancanz~ di asepsi che conduce alla suppura;ione è condizione favorevolissima alla recidiva che in questo caso é rapida. Il meccanismo di produzione è facile ad intendersi. La suppurazione distrugge le suture e la parete disorganizzata dalla infezione offre condizioni anche più sfavorevoli 9i quelle che preseutava prima dell'operazione; il tessuto fibroso che ne residua non ha resistenza s ufficiente per opporsi alla ois a tergo dei visceri addominali. Come la suppurazione agisce l'ematoma, che danneggia le suture e costringe qualche volta il chir urgo A riaprire la ferila. Bd anche quando nessun errore è stato comruesso da parte dell'operatore, vi sono alcune imprudenze che possono compromettere il buon esito di una operazione troppo recente. Cosi il leoarsi t r oppo presto di let to. E s u questo punto io reputo che non si insisterà mai abbas tanza, e che il chirurgo è in obbligo di mettere bene in guardia l'operato sulle conseguenze alle quali si espone non guardando il letto per il tempo necessario, e convengo perfettamente ~on Leguen che dopo una cura radicali d'ernia non si dov1·ebbe mai pe1·mettere di alzarsi prima del 20• giorno. Non gia che la cicatrice profonda s ia a questo termine già ben solida, (cosa che richiede dive1·se settimane), ma al 20• gior no l'Aderenza è tale che, evitando sford d'ogni genere, può almeno resistere alla pres~ione dei viscet•i addominali, ed utile coadiuvante è nei primi tempi la fasciatura a pe1·manenza . E venendo in fine all'ullimo faltore di recidiva, all'oper asione, il Leguen si domanda quale é il miglior processo di cura radkale dell'ernia inguinale. Ed ecco le sue conclusioni: Vi sono due processi, i più comunemente usati e direi classici, quello di Lucas-Championnière e quello di Bassini, egli li ha eseguiti lutti e due, ma da molti anni prererisce il pr·ocesso Bassini. Il processo Lucas-Championnière si occupa sovra tutlo, se non esclusivamente, della parete anteriore del canale inguinale, e ques ta parete per mezzo di una disposizione ingegnosa di piani e di suture la ricostituisce solidamente, ma egli nulla fa per la parete posteriore, e questo è il suo difetto. Bassini Al contrario si sforza di ricostruire il canale inguinale come era allo s tato normale, come era prima dell'ernia, e ricostituisce una solida parete pos teriore, cbe è la più importante come quella che direttamente e per prima riceve l'urto dell'ernia. E dopo aver esposta l'anatomia dell~ regione e il processo Bassini nei suoi pa1·ticolari, e di aver aggiunto che taluni male giudicano ques to processo per·chè male lo eseguono, conclude: Il prof. Bassini ha in materia d'ernie una competenza che ness uno può contrastargli e perci6 J'itengo con lui: che il suo processo, perfezionato come é attualmente, farà diminuirne d'assai le recidive. Il Leguen termina la s ua rassegna delle cause di recidiva, trattando la vecchia questione (non ancora risoluta) e che è della maggiore importanza per la recidiva dell'ernia, intendo dire del materiale di sutura, dichiat·andosi contrario all'impiego dei fili riassorbibili, perché, a suo parere, il riassorbimento del catgut avviene troppo presto, quando cioè la cicatrice fibrosa non é ancora formata.


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RIVISTA CHillUHGIOA

In ciò fors e l'A . é troppo esclusivo. Adoperando del ca.tgut di gius ta gros· 2) e sovr atutto be n pr eparato e sterilizzato, gli inconvenienti lamentati non si verificano, e quando il calgut si riassorbe la cicatrice é gia se no n del tutto solidificata, su fficientemente r.obusta per non temere allontanam ento nei suoi bordi . Nella Clinica. Chirurg ica della R. Università di Roma il prof. Durante non adopra che calgut per le suture interne, ris erbando la seta soltanto ed esclu· sivamente per le suture cutanee, e non ha mai dovuto lamentare l'inconveniente temuto dal Leguen ; ed il catg ut ha per lo meno il vantaggio di permettere la sutura continua e non a punti s taccati, nei piani profondi e sovratulto di elimina re il pericolo di quei non troppo rari tremiti fistoloai che la seta qualche volta produce, anche dopo anni dall'operazione, e che sono la disperazione dei mtJdici e dei malati. F. a ques to proposito citerò qui il processo di s terilizzazione del catg ut che nella so pradetta Clinica. viene con ottimo s uccesso impiegato . li ca.tg ut è for nito dalla casa Hartmann di Pavia ed ecco i diver!li tempi della s ter ilizzazione: l. Etere 48 ore, cambiandolo due volte. Il. Alcool assoluto 2<i or.e. II I. Alcool ordinario 2<i ore. l V. Acqua dis tillata e bollita 2~ ore. V . Soluzione di tachiolo all't p.'1000, 48 ore, cambiandolo due volle. VI. Lavaggio in acqua distillata abbondante e ripetuta. VI l. Alcool orclinario 24 ore. VIII. Alcool assoluto 24 ore almeno. Si conserva poi in alcool assoluto se si vuole durissimo, se n o in alcool ordinario. I ris ultati che si ottengono con questo processo di s terilizzazione sia dal lato antisettico come da que llo della consistenza , non po trebbero essere migliori. T . Rossi NJ. ~>azza (N.

Delle lDdtoulolll operatorie nelle emorragie dell'uloera gutrtoa. - (Gazze/ce des Hòpitau:r:, n. 48, 190:~).

A. MAT JJ JEu e I. Roux. -

Le emorrag ie dell'ulcera gas trica. cedono nella magg ior par te dei cas i al trattamento medico r igoroso e rapidamente applicato ; ma quando pare che tale ll'allamenl.o non l'iesca a nulla, quando la situazione diviene minacciosa, allora soltanto conviene discutere sulla possibilità di un intervento c hirUJ•gico. Non sambra log ico, infatti, di andare dir ettamen te ad obliterare il vaso che dà s angue 1 Questa questione può essere posta in discussione in tre co ndizioni cliflerenli. Si può trattare 1° di emorragie acute abbondan ti che non cedono alla cura m edjca. ; 2• di emorrag ie croniche poco considerevoli isolatamente, ma che s i ripetono incessanteme nte non os tante una cura m edica. rigorosa ; 3• di emorragie acute abbondanti, che s i arrestano facilmente con la cura medica, m a. che si ri producono ad intervalli più o meno lung hi con una Le nacita disperan te. fo Emorragie acute che non cedono alla cura medica. - Lasciando da parte le emorragie fulminanti che in poche ore uccidono il malato, ecco ciò che s i osser va generalmente. Il mala to colto da ematemeHi é s tato messo a letto, a riposo, a dieta assoluta: pa re che l'ematemesi si a r resti, quando senza causa


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apprezzabile, alcune ore o alcuni 10riorni dopo, sopraggiunge una nuova emorragia; non ostante tutti gli sforzi Lerapentici, quesle emorra gie abbonuanti possono ripetersi. Queste pe1•dite di sangue incessanti e ravvicinate non permettono che la rinnovazione sanguigna si efteLLui; l'anemia acuta ha un decorso rapido; il malato in uno stato di estrema debolezza ha un pallore cereo il polso è filiforme. Per poco che si prolunghino questi accidenti, sopraggiunge la mo1•te. In questa situazione grave e talvolta disperata, alcuni chirurghi hanno ten.t ato un inte rvento per agire sul punto sAnguinante. Ma i risultati non sono molto incoraggianti. Suvariand ha riunito in una sua tesi 15 operazioni per emorragie ac ute con 10 morii. Pinalelle ha pubblicato 5 nuove operazioni con 2 morti. Come nota Sa variaod, la morlalita è sopratutlo elevala quando l'operazione non ha realizzato remostasia diretta sull'ulcera. Sopra t 5 casi della sua slalistica , in 6 ca;::i l'operazione é stata incompleta, percbè il chirurgo non ha agito sull'ulcera: si ebbe 5 casi letali . La morte é sopraggiunta nel maggior numero dei casi per collasso e non per persistenza dell'ernorra~ia, ciò che lascia supporre che lo ~col o sanguigno sarebbe ces~a to di per sè stesso e che il malato avrebbe potuto guar-ire senza lo c:huc opP.ralorio. Per contro 9 operazioni, in cui s i é potuto ottenere l'e moslasia, hanno dato 4 guarigioni. Pinalelle g iunge alle s tesse conclu ~ioni; ~li guisachè in questi casi !"operazione sarebbe soltanto ~iustifìcata quando il chirurgo polesse arres tare direttamente remorragia coll'escisione dell'ulcera, colla legaturd dell'ar-teria o con un processo qualsiasi di emostasia. Ma è tal volta mollo difficile di scoprir·e l'ulcer·a. quando é piccola e nascosta, ed é impossibile di fare l'emoslasia nelle ulceri che si approfondano nel tessuto del pancreas. Per altra parte. in qual momento fa d'uopo ricorrere al trattamento chirurgico? L'abbondanza dell'emonagia e sopratutto la sua ripetizione hanno una g-rande importanza nella prognosi, secondo, Dieulafoy, ma il malato può anche ristabilirsi colla cura medica, non ostanle considerevoli perdite di sangue. Il grAdo dell'anemia potrebbe forse dare qualche indicazione. Infine Savat•iand ritiene c he l'insuccesso della cura medica costituisca la sola indicazione operatoria, ma i n quale momento s i può dire che essa ha fallito 1 Sa varia n d stesso ha citato un caso operato da Hartmam, il quale, chiamato presso un infermo, trovò che il s uo stato era talmente disperato, che egli rifiutò di intervenire e consigliò una cura medica rigorosA, dieta assoluta, legatura dP.i quattro arti ecc.; con suo gran stupore, il malato gual'i. L'operazione, ha soggiunlo, Savariand, l'a vrebbe cerlamente ucciso. 2' Emorragie croniche poco abbondanti, ma continue. - Dipendenti quasi sempre da ulcer·a della r egione pilorica, queste emorragie cr oniche hanno per carattere di pers istere indefinitamente non ostante qualsiasi cura. Poco abbondanti isolatamente, ma ripelenlesi lutti i gicrni, !:lotto la minima influenza, esse provocano un'anemia grave, in•yuietante, ed un decadimento tanto piu l'apido, in quanto che esrsle quasi sempre in questi casi una stenosi del piloro, e C(lmplicano una situazione gia grave per i dolori, per i vomiti e per la diffìcolt.a di alimentare convenientemente il malato. In questa variela d'emor ragia gaslrica, l'intervento operatorio dà i migliori risultati. La gastro-enterostomia fa scomparire simultaneamente le ematemesi e gli altri accidenti causati dell'ulcera pilorica. 40 - Giornale medico.


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RIVISTA ORIRURGICA

Pinalelle ha riunito in una !<Ua tesi 27 casi con 3 morti solamente. Czerny ha osservato 8 casi, nei quali la gastro-enterostomia apportò in tutt1 i casi una guari~ion e rad iet~le. I cllirurghi non sono ancora d'accordo nell'ammettere se la gastro-enterostomia abbia pu•·e un'azione così benefica nelle emorragie croniche dipendenti da un'ult.:era che non ris ieda al pilor o e c he non pi'Ovochi stesi. · 3° Emorragie ac1tte a ripcU;;ione. -Si ll'atta di emorra~Zie gravi c he cedono facilmente alla c ura medica, quando esse si produconc., ma che si ripetono alcune settimane od alcuni mesi più tardi, non appena che si modifica il r egime alime ntare ùel malato, non appena che gli si permette una vita più attiva o talvolta senza caul"a apprezzabile. L'abbondanza di ques te pe rdite s anguigne e la loro frequenza non tardano a rendere molto g-ravi le condizioni dell·mfe rmo. Per quanto riguarda le indicazio ni operatori!:', si deve tener conto s e esista o non una s tenosi d el piloro. Se es iste una stenosi pilorica con s tas i cons iderevole, la gastro-enterostomia facilitando l'e vacualione dello stomaco é necesl"aria pel fatto s tesso della stesi e contempo•·ant>amente si vedrà cessare l'emor•·ag ia. È dlflìcile fare una s tatistica dei falli di questo genere . Secondo gli autori, infa tti, le e morragie acute a ri petizione sono confuse con le emorragie croniche o con le emorragie acute. Una delle prime oss ervazioni pubblicate è s tata quella di DoyPn: s i trattava di un uomo di 40 anni affetto da ulcera s tenosante, c he da diciotto anni aveva avuto molte ematemesi grav1: la gastroenterostomia lo liberò delle sue ematemesi e di tutti g li altri disturbi ~strici.

Guinai•d ha operato un malato affetto da ulcera gastrica stenosanle e che nellu spazio di un anno aveva avuto tre e matemesi molto abbondanti: la gastro enterostomia lo guarì completamente. Cons imili futli sono riferiti da Kuster , Ro ux, Band e Auffler . Sono s tati però osservati alcuni casi in cui il malato, non a stante la gastroenterostomia ha avuto una nuova ematerne;,i. Quando non esis te n è s tenosi, nè stasi, i l'is ulLali ottenuti coll'iutervento chirurgico sono meno certi. . In questi casi, non vi ha che un'operazione che possa dare una sicurezza quasi assoluta, l'escis ione dell' ulcera, ma quest'operazione non può essere eseguita bene, senza g rande pericolo per il malato, che quando l'ulcera non sia perforante e non aderisca ag li organi vicini, condizioni che si osse1•vano raramente nelle ulceri croniche. R iassumento, si può concludere che nelle emorragie a cute dell'ulcera gastrica l'operazione è raramente indicata: la cura medica basta nelle maggior parte de i cas i, e se si t•icor•·e all' intervento chirurg ico, s i .!eve fare l'emostas ia direttamente s ull'ulcera. Ne lle emo rra g ie croniche ~ nelle emorra gie acute a rtpetizione, la gastroenterostomia é l'operazione indicata tutte le volte che s1 tratta di un'ulcera della r egione pilorica dete1·minantc a ccidenti di stenosi. All'infuori di questa categoria di ratti, non vi sono indicazioni operatorie nette. B. La radlo• oopla nella dlagno•l del pneumotoraoe. (Centralblait f ii.r Chir., N. 3, 1903).

ARNSBERGER. -

Benché per· riconoscere la presenza del pneumotorace si possiedano suss idii diagnostici nume•·osi e sicu•·i, quali si poss ono avere in poche altre malattie interne, pur tuttavia anche per il pneumotorace la radiografia di R6otgen


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viene ad arr·icchire il diagno!'tico, specialmente i n quei cas1 m cu1 1 mezzi or dinar ii, per condizioni speciali, non sono più tanto sicuri. Per es. nei casi in cui n()i ro-•stiamo dubbiosi ss <>i tratta di un puro e semplice pneumoloroco traumatico, oppure che essendo determinalo eia un trauma, esso er·a di natura tubercolare, la r·adiografia ci può essere di gr·ande aiuto per determinare la sede e l'estensione del mAle. Siccome il polmone affetto ùa tubercolosi é quasi sempre fissa lo col l'uc apice al co~tato per aderenze pleuritiche, così la l'adiograHa ci fa r à scorger e delle determinate ombre: Che se il pneumotorace è puramente Lr·aumatico, il polmone, libero da ogni ader euza col CO!>lato. si r·e· stringe tutto concentricamente verso la sua t•adice e la radiografia t'e lo farà scor gere con un'ombra speciale. Par·imenli rl pn eumotorace Mccato che gl i orrlinari mezzi dia~n<)Slici non potrarrrw rivelerei con sicurezza, ci sarà fallo conoscere dal pr·oces;:o fluntgeu.

C. P . Clooohe c11 oapeW ed altre ooncrezloDl nello •tomaoo . (British med. Journal, 29 novembre 1902).

f ÈNwrc11. -

Certe concrezioni possono for·marsi nello stomaco e provocare gr·avi sintomi addominali accompAgnaLi da uu lremor·e. Oi regola consistono in capelli, cotone, l~na o corda, ecr"zionalmenle di tibrfl ve~elali o di materie r esinose. Dr ciocche ùi capelli formanti gsstr·olili se ne trovano solo 24 registrati in letteratura. Se son piccoli ·~ la massa é rotonda od ovalar e, occupano la re· gione pilor·ica ed agiscono come val vole a palla, ma se s'ing randiscono si modellano !"ulle pnr Pl i dello stomaco e possono raggiungcr·e l'esofago in allo, il digiuno e l'ileo in basso. Talor·a i capelli sono misti a fibre di lana, di cotone o dr cAnapR, per lo piu a~tglutinate da muco e da r·esidui alimentari . Le corJ('r ezioni co-.tilulte da sostanze v egetali si trovano in stomaci di perSO IItl eire lranno consumato gr·ande quanlrlà ur tuberi fibrosi o per perversione dell'ap~elito o per scopi medicinali. l calcoli ~Za!"lrici sono estremamente 1·ari e solo quattro esempi classici sono r it::ordali in letteratura. Gli effetti locali d una concr·ezione consi!"lono in dilatazione dello ~to rnaco con ulcerazanne della membra l'la mucosa, sulla quale si possono constatare talora dei pap1llomi. Finché la coucr·ezione non ha diminuito consider evolmente 111 capacit.il dello stomaco, non pi'OVIJca sintomi speciali, ma quandiJ è grossa, dopo un prolun· gal :> periodo di oli:.pepsia. il p>~ziente comineil-l a sentir e dolori gravativi dopo i pasti, accompAgnati da fla tulenza. tlisten:'!ione e nausea. In seguito il dolore si localizzA all'cpi~~:e s trio ed all'ipocondrio ~imstr·o e si acuisce colla pressione e cogli eH•r•cizi fisi ci, e SO(Jrtt~giuntre l'anemia e l'emuciazione. All'ispezione si ri~cootra quasi sempre un tumore, taloa·a visiui!e aLlravt~rso le pareti, di forma ovalare o di rene, di milza. Nel caso di Russel lo stoanaco era co~l s;>oslato dalla massa di capelli che il piloro l>i trovava nella pelvi ed il Lumore occupava tutLo il lato sinistr·o dell'atldome. Una caratteristica del tumore è la ·sua estrema mobilita che per mette di sposLarlo in basso ed a sinistra o di splnger lo solto il margine costale nella direzion e della milza. Se vi sono state ulceri gastriche possono formarsi delle aderenze che fissano l'organo al pancreas o J alle pareti addominali.


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RIVISTA. CHIRURGIO.A.

QuHsi in ogur caso si coufuse questa affezione con un tumor e maligno. P .-.r la dia ~nosi differenziale si ricordi che il canc1·o dello stomaco è rarissimo prima dei trenL'anui, che i turnori mah:zm nell'adolescenza si sviluppano rapidamente, che il tumore cancero"O é nodulare, più o meno fissato alla parte superiore dell'audoMe, che in caso di tumore il contenuto g'aslrtco è quasi semp1·e pr1vo di acido clol'idrico libero. Quando la concrezione dà origine ad un tumore palpabile, ma non é accom· pugnata da sintom1 gastrici, può essere confusa con un tumor e di milz.a, con un !'"'Ile mobil.-, con un accumulo fecale nel colon. Quanto alla cura, ~'e il tumore è piccolo si può tentare la sua eliminazione dalla bocca J'l'l' m•no di un emetico, ma questo metodo é sempre pericoloso per la frequente complicanza di un'ulcerazione secondaria r.Jello stomaco o del duodeno. Quando la concrezione é gr·ossa, non v'ha altro meuo di cura che la ~asll'Ot•Hnia. Nei cas1 ricor Jati da Thornton e Schònborn le concrezioni furono espOl'lAtc dopoché la natura del Lumot·e era stata accertala da un'incisione e!.'piorativa, mentre in quèllo di Scl•reibel' la diagnosi esatta era stata fattt~ in base alla storia ed ai sintomi generali. G. O.

R. SCllWARZ. - Ooot11lbuto atatl1t1co alla oura della perUoolte tu'beroo· l are oolla laparotomla e rloerohe lltologlche relative. - (Rioista Ve· nel(l di I!Cien.;e medichP, settembre 190:!). Trt~tlasi di o~sArvazioni desunte da trenta casi di operati c0lla lape,rotomia per pet·itonite tubercolare. I n questi l'autore ebbe aJ osse1·vare com~ pr edominino i cal"i dati ùal ses->o femminile c come la malattia prediliga l'età giovanile al di l'Otto d~>i t1·ent'arrni. I n seguito all'atto ope1·alivo non ebbe a deplorare alcun decesso, ma consecutivamente ebbe a r ilevare la morte di 9 de1 suoi operati per localizzazrone del pr·oces;;o ad altri organi, specialm~nte al polmone, mentre i guariti permanentemente furono 21, vale a drre il 70 O/o. L~ morti a vverrnero tutte enh·o il primo anno dopo l'operazione. l n quattro casi potè riscontrare la ~-tua ri gione non solt~ulo clinicamente ma anche anatomicamente, avendo Jovulo intervenire per altre ~ause con alti operativi. In rruallor Jici casi, subito dopo l'alto operatrvo s'ebbero smlomi di benessere e rapida guarigione consecullva, in 3 s'ebbe un'andamento piu lento, ed io all1·i ancora guarig i on·~ completa soltanto dopo parecchi m esi. Secondo l'autore ciò d1pendo dalla ma~~iore o minore virulenza dei bacili• tubercolari, alcune vol te immediatam ente giu~-t ulati dall'ipel·emia che si stabiliscij nella ~ierosa in se,l!uito all't~pertu l·a del ventre, r.Jall'inva.sione tlei Jeueolici nel tessuto malato, e dalla neoformazione di tessuto connettivale giovane che invade i p1·odoltr di regr essione del tubercolo, m enll·e ultre vol te res i :=~Lono magg-iormente. Coadiuvò l'atto opetntivo con la somminislrszione di sostanze terapeutiche aventi t'arno di untiluber·colari e ricostituenti. l migliOl'i effetti ottenne dall'iodoftH'mio e dal liocolo, dalle iniezioni io,lo-iodurate allA Durante, dall'olio di fegato di mcrluzr.o e dai preparati 81'1\enicali e ferrugint~si . Do ultrmo, st>condo l'auto1·e, la lapar otomia con lavatura non av1·ebbe cli nica mente vantagg-io sen-;ibrle su quella st"nLa lavalura, però siccome la soluzione drsinfettautt' il-riLh il perilon ...o, e rrrl'ltazione di quosto é il m omento primo del proctl:;so di guarigione della forma morbostt, cosi consi:zlia di pl'aticar la. G. B.


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~!VISTA DI OTQ..~INO-hAQINGOU\TQH\ P ..udo-pollpl tuberooloal delle fotae uataU. - (Journal de Médeeine et de Cltiru raie, aprile 1903).

P rSTRE. -

GrA zie ai rnezzi di ùifeli'a di cui gode, la mu co~a nAsAle è raramcnlP colpita dalla tubercolo<:;r: for~e però questa r arita é meno grande di quonto si suppone, P"''c hé m olli casi passuno inavvertiti. La diag-nosi è infalli m olto diftlcile, e tra lP form e che que«ta tuber colosi può assumer e, ve u'é una, la forma pseudo-poliposa, eire é pochi!'simo conosciuta. l p~eudo-polqd tuber·colnsi !'Ono talvolta pr1mitiv•, m a qua!'i sempre secontiari a!la lube•·colo!'i polmonar e. E ssi •·isiedouo soprattutto sul setto cartilagineo o nel sotto- setto; e rar~Uneule in altri pu:Jli. L'nspetto esteriore rli qu<•sta !'pecie di turnol'i ·.•a ria mollo. Fino a che sono di un piccolo volume, con servano l a forma ;;fer·ics , mn, a misll1'8 chò si sviluppttriO, si nllacr ano ai contorni delle fosse nAsali e delle spor~ran w che vi si trovano. Soveuti t>~si s• e~ lendono "erso la JIAI'le posterior e. Costituili ~e· neralmento di una mas"a globosa e di una porzione assolligliala, di un peduncolo, cl•e li n~!'A al setto, non l> raro che rimangano ><esllili. lu questi casi specialmente, il tumor·e, mvece rli pres.,ntHr·e una superfici e lillcia, unita, p1·e· senta p•ccole villosila e d1viene rugoso al tallo. In un modo ù1 evoluzione dirferen te, il polipo può pre~enlare r ile' att.>zze e bernoccoli ed assumer e un asp~tto murifo•·me. l t suo volume vat·ia da quello di un pisello a quello di unA noce. l !'e~lll funzi onali coi quali si manife!'tA ~ono l'1per secr ezinne nas>de, J'im. pedimen1o alla t'espirazione e le cefalee ribelli, ma le~giere e non pnragontt· bili a quelle dei neoplasmi maligni. Q'uando l'AO'ezione in cliscor ;.o é primitiva, é relativam ente bcnit:na ed ha un decor:>o lllOilo lento; può CS!'er e operata e g-uarire definitivamente; ma talvolta r ecidiva. Es!<a può e~c:ere confusa con le diverse affe zioni polipose dPIIa mucosa na!tale e sovtmli é neces:oat·io l'esami} b&tteriologico per far ne la diagnosi ef'atla. Questa ha perc1ò una gran de importanza, per chè, sradicando completamente i tumori rol r·aschiamento e t·on la cnu terizzazione, si hanno molte probabìtita d'ol tene•·e la guar igione deflniti va . B.

l. D10NISJO - Bulla fototerapia uell'osena. - (Giornale della R. A eeademia di m.:rlicina di Torin o, gennaio 1903). l lavori memo•·abili del Fmsen sulla fototer apia del lupus indusser o l'autore ad espcrtmenta1·e tale nuova risorsa l erapeulica nella cura dt-ll'ozena. A lale scopo si valse di varie sorgen ti di luce: la diffusa del giot·no, l'Auer, l'elettricit.A ad inc andescenza, ed attualmente sta cercando di utilizzare l'arco vollaico.


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RrviSTA DI OTQ-RINO·LARINGOIATRIA

La luce proiettò direttamente con riflettori entro le fosse nasali attraverso l'apertura dilatata delle narici; in alcune esperienze impie~tò lampadine eletlrache piccolissime con rivestimento di vetro e circolazione d'act!Ua, introdotte di•·ettameole nelle fosse nasali, in altre anco•·a lampade più graudi inlrodotle nella cavità boccale onde ottenere un'illuminazione per trasparenza delle ossa faciali e delle cavità nasali. Nei sei cusi che finora ebbe a curare con la f<'loterapib, oss,.rvò una notevohssima diminuzione del secreto crostoso ed una scompar·sa del fetore caratteristico. Due ammalati ribelli alle moheplici cure lentate antecedentemente, guarirono completamente Finora l'autore, per la mancanza di tempo sufficiente, non può dare un giud1zio sulla tlurabilità o meno delle ottenute guarigaoni. G. B. A. Ozauv. 1903).

DegU uoe..l perllarlngel. -

(Reoue cle mérleéine, febbraio

L'auto•·e riporta selle osservazioni di ascessi sviluppatisi ù'emhlée nel tessuto cellulare peri-laringeo o dovute alla propagazione atlot·no a l lari n!le di un ascessll retro o lalero-faa·ingeo. Essi risiedono sia fra la lal'in~e e l'esofago, sia, più di sovente, avanti alla c•·icoide ed alla trachea, dovo fìOmbrano svilupparsi o spese dei ganglii p•·elaringei di Poirier, come l'ascesso ret•·o-faringeo si sviluppa a spese dei ganglii di Gilletle. l segni fisici ne ~ono moltt> poco netti; spe;:so non ha v vi né impf'slamento n è edemi, né rossore della pelle, ed 6 praticando l'incisione per la lracheotomia che si r~sla sorpr esi di veder scolare drl pus. l sintomi sono quell1 della stenosi la•·ingea acuta, con accessi di soffocazione, di modo che i bambini sono generalmente ammes1>i quali difter ici. Come hegli ascessi retro-raringei, può accadere che la semplice incisione di un asc~llso peri-laringeo determini una sincope qualche volta mortale. Tali asce1<si pe1·i-laringei d'cmblée dipendouo quasi sempre da una laringite sollogloltidea; in ratti si trovano spesso all'autopsie delle ulcerazioni qualc!Je volla mollo proronde, nella regione cr icoide&. G. B. ToLLENS. -

Angina e faringite Bemmonoaa oon tromboal pDJ'Ulenta del

SIDO oavernoao • meniDgUe butlare puruleDta. -

vol. XLI v, pag. 225).

(Zetts.

r. Ollr enlt.;

Si trattava di una forma di flemmone acuto in.feltioo del farin(Je di Sellator, rorma che decorre coi sintomi di una setticemia g rave e po•·ta a morle per lo più per la complicazione di edema della lar inge. L'originalità del caso descritto dall'A. sta nel fatto che l'inrezione del plesso venoso faringeo si p•·opagò per mezzo del le piccole vene che per la base del cranio vanno al seno cavernoso: all'autopsia si riKcontrò difatti che il plesso faringeo da un Ialo ed il punto di sbocco delle vene nel seno caver noso dall'altro er·ano r ipieni di pu:;. Nei casi di flemmoni de l faringe complicati a meningite purulenla, la via seguite dal pus può essere la seguente: fossa sfenomascellar e, ror o r otondo, canale vidiano, fessura orbitale inr~riore nell'inter no del cranio. Sc hefl riS<contrò une tale via di propagazione dell'infezione in un caso di flogosi purulenta delle radici del dente del giudizio. G. O.


RIVISTA DI OOOLlSTICA GLATARD.

-

La 4lfterlte DUale. -

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(Thèse de Paris, 1902).

L'A. raccoglie 333 casi Iii questa atfezione rit.enuta poco f1•equente perché spec;;so decorre inavvertita. La disposizione anatomica delle fosse nasali ricche di sinuosità, costituisce un asilo sir.uro ove il bacillo di Lufller può vivere e moltiplicarsi indisturbato. Climcamente si distinguono due forme di questa malattia; quella benigna e quella u1aliJ;ma, corri spor~denli alla a iflerite pura ed alla strepto-difterite rii Sevestre. S'intende che le manifestazioni nas !lli po!>so no coesiste1·e, precedere, seg-uire quelle della gola, od anc he esse1·e indipendenti. La va rielà di riniLe fibrinosa ha tendenza alla cronicità, costituendo cosi una difterite prolunjlata e contagiosa, che spesso 1') residuale dell'affezione acuta naso-fa1·ingea. Perciò il prognoslico deve essere riservato, non as tante la poca imponenza dei s intomi, e ciò per il suo carattere iusid1oso e pet• le conseguenze prossime o remote alle quali può dar luogo. Gli affetti da questa forma devono essere trallali col siero s pecifico, e localmente con gli antisettici; le iniezioni di s iero jevono pu1·e adopm"ars i anche in quesli casi a scopo prolìlaLtico. Grux.

RIVIST'A DI OCULISTICA Huss . - L ' acqua o••lgenata. nella terapeutloa oculare. Médecin.e et de Chiruru ie, magg io 1903).

(Journ.al de

Le ~oluzion i concentrale non sono da raccomanda1·si nella terapeulica ocu· !are ; esse del r esto non agiscono meglio delle .soluzioni diluite; Huss non adopera che soluzioni a ll'i o 2 od al massimo al 3 •;•. Il dolore prodotto dall'acqua ossigenata venendo a conlallo con la cornea é abbastanza vivo e non é s ufficiente la cocaina a preveoirlo. Mentre nelle blefariti l'acqua ossigenata non presenta alcun vantaggio s ul protargolo, nella òacriocistite, al con tra rio, le iniezioni d'acqua ossigenata al 2 % fatte due o tre volle al j;(iorno nel canale fanno s com parire prontamente la secrezivne purulenla, e rar·amente é necessaria la cocainizzazinne preliminare. Nella cour;tiuntivile, si speravano buon i risultati dalle prepara zioni ossigenate, ma l'irritazione che e!'<se pr·ovocano, a nche in soluzione all'l 0 /o, ne controindica spesso l'uso. I toccamenti delle flille11e congiu nlivali o corneali non presentano alcuna superiorità sui mezzi classici. Nella cura dell'oftalmia purulenta, il perossido d'1dr·ogeno non può essere pat•agonato al nitrato d'argento. Nelle congiuntiviti pseudo-membranose, al contrario, le lavature frequenti con soluzioni al 3 % apportano una p ronta scomparsa delle falsa membrane senza alterare i tessuti sottoposti. Le congiuntiviti croniche sono favorevolmente inftuenzute dalle soluzioni a l 3 •;, , che modificano profondamente l'epitelio malato. Alcune malattie della cornea, sopratutto quelle che sono accompagnate da supput•azione, migliorano notevolmente con l'applicazione dell'acqua ossij{enata.


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RIVISTA DI OClJLISTIOA

Non appena cl1e essa viene a contatto coi cor puscoli del pus, essa si decompono e le bolle d'ossigeno che 1:1i liberano disg1·egano l e cellule che vengono facilmente eliminate. In questi casi l' acryua ossigenata all'1 o 3 °/o esercita l'azione di un cucchiaio intelligente che oon elimina che le cellule malate nello stesso tempo che, penet1·ando n el tes~>uto sano, ne stimola lA nutrizione e la rigenerazione. Ma fa d'uopo però non prolungarne troppo l'uso per limore d'irr1 tazione. Nelle ulceri traumatiche infettive, nell' ulctts serpens, l'acryua ossigenata è il mi:zlior deter sivo disinfettante, e, consociato alle applicazioni calde, al galvano caute1·io ecc., può r endere grandi servigi. Anche nelle ulceri corneali scrofolose, essa attiva manifestamente la guarigione. Ferral'a ha praticato iniezioni sottocongiunlivali d' acqua ossigenata nella cheratite parencbimat__osd. Anche le iniezioni nel la came1·a anteriore ~ono indicate nei versamenti purul enti e nelle infezione intraoculari post-operatorie. _ Come emoslatico. l'acqua ossil.!enata puQ esser·e ut1le nelle op~!'azioni sulla congiunti-la e sulle palpebre. Riassumendo, l'acqua ossigenata è da l'accomandarsi nelle ferite della cor· nea, nella tiacriocistite e come emostatico nelle operazioni. Nel le affezioni congiunti vali e palpebrali é infer iore al protargolo. B.

M. J. KJPP. - Cura da u•anl nelle le• loDl traumatlobe plù frequenti del globo ooulare. - (.\1edieal News, ottobre 1902). Supponendo l'esistenza di una ferita 1lel globo oculare, dovrassi, prima di r icercare la lesione, praticare l'asepsi nelle palpebre e delle r egioni vicine. Quando le ci glia sono troppo lunghe sttra bene tagliarle con le forbici. Con esse si togl1eranno gli eventuali in!>ndiciamenti delle palpebre, e si usera lar· gamente dell'aneste~>ia locale sia per p1·aticar e un'esame re~ionale, sia per calmare il dolore. Trattandosi di fel'ite dovute a strumenti fl:!ritor·i smussi, saranno utili le applicazioni fredde; egualmente tAli applicazioni saranno utili nelle emorragie sottocongiutivili. Le ferite della congiuntiva oculare ordina· riamente guariscono mollo facilmente, basta deter ger·e f1•equcntemente il cui di sacco congiunti vale dalle sPc:-ezi oni chn in esso si accumulano. Le ferile della COl'nea anche l eggiere debbono attrarre speciale attenzione, specialmente s~ praticate da strumenti sporchi. l corpi stranieri che eventual· mente s1 trovassero su di es!"a verranno tolti con un tampone d'ovatta imbevuta di acqua sterilizzata. L'autore fa rilevare come spesso le fel'ite ocular i siano causa di azione le· gale per indemdzzo di danni donde la necessita pel medico di un attento esa me dell'occhio ferilo, non tr ascurando di riscontrare lo !'\lato dell'altl''occhio nel G. B. momento in cui avvenne l'incidente. RoEMER. -

Nuove rloerohe • alla aleroterapla dell'ulcera oorneal.e -(Società tedesca di oJtalmologia. Sessione di Heidelberg, agosto 1 90~).

Se si deve giudicare delle statistiche dei sindacati professionali, l' ul cera della cornea ba una grande impol'tanza sociale, e costituisce più della metà delle alfeziom morbose dichiarale come accidenti oculari. L'O. studiò batle!'io·


RIVISTA DI OOOLI STIOA

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logicamente 8 ~ ca si di ulcere corneali e consta tò il pneumococeo ue l 95 p . cento d i tali casi, il che con ferma i ri:;ultati otte nuti da Uhthotr e da Axe nfeld : dimos trò inoltre che l'occ hio partecipa ai proc.e ssi d'immunizzazione e che l'umor a cqueo contiene degli antico r pi. RiftJr•iscP su R casi di ulcer·a ser pigioosa iniz iaiP-, trattati col siero a nti p umeococcico, iu cui l'inft1zio ne fu arreslala e g ua· r ita, a ppunto mer·cè il siero; ed e s prim·l la speranza c he questo possa esse r·~ a ppli~ato in modo prolllallico . Axenfeld si rallegra col Hoemer per· le sue esperienze <~osi inte ressanti e d e s atte, ma pensa che , all'1nfuor·i d e lla siet·oterapia, l'es tirpazione protilaltica del sacco lagr·imale, pe r i ca-.i di darrioc1stite nella clas:::e operaia, dovrebbe essere mollo più frequentemente praticata. In ra tti il medico no n vede quasi mai l'affe zione al SI•O inizio, ossia pr opr·io quando la s ìe roterapi11 potr·ebbe dar e buoni ris ultati, e no n può inte rvenire che quando l'ulce ra é già troppo estesa. E r.co perc hò s i deve, secondo I'Axenfelct, :;oppr imere, per q ua nto e po;;~ibile, la l'onte dell'infezione. E. T. ETI~:VANT. -

Cura delle oatar&tte lnoiplentlooa •olusloalio4ar&te- (Lyon médical, 1902 ).

L' A. fa conoscere i ris ultati da lui o ttenuti con l'usCJ clell'iodur·o di potassio e di sc.dio, in colliri ed in bagnoli o culari, nellA cura del le ollal'alte in.;ipienti. C ome il pro re ~so re Badai. il quale 111 au~u rò questo me todo lera peutioo, egli adoperò lo ioduro in un collirio u 0 ,25 c e ntigr per 10 gr. d 'a Cl[Ua distillata, e in lavalure a 7 gr. 50 per 300. QnPsla cura, ba sala s ul fallo che l'occhio a s sorbe in quanlità App rezzabile i sali d 1 iodio conle nutr n Pi collirì, non diede r!sultati s e non quando li'OltavM:i d i alterazionr pur a rnenle senili, leg-ale all'evo luzione propria del c rislallino, vale a d ir·c nelle calnrulle chiamale fino a poc hi o.nni addietro tlistro/l.che. Ma l'efl'dlt• s i d•rnostrò !f'empre nullo qua ndo trattavasi di una dist rofia di tale orgHno provocula da d isturbi persistenti dell'occhio, pt·iocipalmenle del tratto uveale e della retina; vale a dire nelle catal'&lle sintomatiche. O ra, a nche oggidi si s uppone c he, ne lla cutar·atta iJiopa tica, é l'ar·te r io - scle rosi de i vasi r·etinic i , cosi comune ne i vecchi , c he ha per conseguenza l'alle razione del tessuto cris tallinico ; e quindt lo ioduro, in grazia al s uo assorbimento da parte dell'occhio avrebbe, in questo caso} s ui vasi re liuici uu'azione analoga à quella che esso eserciia sui vasi d e lla circoi11zione gener{lie. l risultati furono, c;ome beu si comprendP, negativi ne lle c ataratte diabetiche ed a lbuminuriche. E. T. DoTT . STRJEMrNSKL - Un raro oan di affezione l• tertoa ooulare ID un uomo. - (Rec_ueil d'ophtalm., 1902, n. 8). La raeil8 di q uesto caso consiste nella cecità bilaterale che e sislette per qualche tem po, e nella d iversità dei s intomi isterici che si osservarono neg li occhi d uran te la malattia . Il carattere e il decorso del l'affezioue oculare dimostrarono piennmeote i fenom eni propri i dell'isterismo, una co mparsa ed una scomparsa rapida d ella ~ecila; un'inversione dei colori nel campo visi vo; una variazione continua di s intomi, e oscillazio ni nella loro intensità; un'assenza completa di lesioni o r ga niche. Durante


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RIVISTA DI TERAPEUTIOA

la cecità monoculare, il prisma e lo stereoscopio dimostr arono che l'occhio cieco oedeoa nella oisione binocularp benchè l'ammalato non ne aoesse coseien:oa: l'occhio r iceveva l'impressione e [a trasmetteva al centro corticale dove essa era neutralizzala dall'immaginazione. Traltasi di una simulazione incosciente o, C<Hne la chiama, il Bernheim, di un'auto su~geslione incosciente, su cui richiamiamo tulla l'atte nzione dei collellhi. non essendo davvero mollo rari i casi cosi detti difficili di ambliopia e di amanrosi monocular e, in cui s i é fa cilmente indotti a fare diallnosi di vera e propria simulazione, mentrt~ si tratta f'(Uasi sempre. di sintomi isterici. E . T.

RIVISTA DI rrERAPEUTICA G. BRIQUEr . -

Dell& our& tlrolde&. -

(La press~ médicale, gennaio 1903).

Secondo l'autore la terapia tiroidica deve essere diligentemente sor vegliata. ed il medico non ha nulla da perdere e::-sendo eccessivamente pr•ud ente, tanto dal punto di vista della posologia, come da quello della purezza de l preparato. In tutti i casi, ne.i qua li il tr8Uamento liroideo può r iuscir utile, si arr iva ad ottener· sempi·e, in un tempo più o meno lun;.ro, una perfetta tolleJ•anza del rimedio, nè si deve pertanto rinunciar e a ta le risor sa terapeulica per difetto di tolleranza. Nei bambini, l'autore riscontrò sempre come i preparati tiroidei venissero perfettamente tollerati. Egli comincitt con la somminisLr azione di dosi da 5 a 10 centigrammi, per arri vare alla dose media di 25 a f10 centigrammi secondo r e.ta. Nei vecchi occorre rà la massima prudenza, e ciò in causa delle f1•equenti lesioni arte r iose e ca rdiache e per la denutrizione por tata dalla cura. In tali s oggetti ~embra specialmente inùicat.à la iodotirina. Dopo passate in r ivista le var ie contl'Oindicazioni, l'autore dichiara che l'impiego delle dosi piu deboli può esser ~emp1•e ltlntato se l' a ffeziooe morbosa é La le da entrare nella categoria di que lle che la medicaz tone tiroidea migliora; lale ad esempio sarebbe un caso di mixoedema giunto alla cachessia cvn albuminuria. Gli stessi cal'diopatici non costituiscono formale controindicaziOne, come lo provano le osservazioni di Weiss, AlhanasiefT, ecc. L'ioclotirina sar ebbe sempre il preparato di elezione nella cura ti roidea, in tutti quei casi io cui sopra ttutto occorre d'esser prudenti. G. B. L . ScHNYOER. - Aloool e forz& muaool&re. - (A rchio .fiir die Physiologie, volume 93, 1903). L'autore s tudiò l'azione dell'alcool sulla forza muscolare mediante l' tll'lo!Og rafo Ciel prof. Dubois di Bema, e1·gografo che differisce alqua nto da quello del nostro Mosso. Gli espel'imenli fur ono oltre quattrocento, e continuali per due anni, di visi in ser ie rappre~entanli le più svariate for me di somministr azione dell'alcool o


RIVlSTA DI TERAPEUTICA

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da solo o contenuto nel vino, e questo associato ari una sostanza di alto coetlciente isodinamico quale il Tropoo, praticando le eser<.:ilazioni ergografiche prima e dopo la somminislrazioue di alcoolici e di Tropo n ed a diversi intervalli. L' a utore q uale risultato delle sue esperie nze, viene alle seguenti conclusioni: ·1•. L'alcool ha un'azione favorevole sulla forza muscolare quando vien preso a digiuno ed in piccola quantita, e quando, in seguito ali~ condizioni fisiologiche del soggetto, la r·iserva di forze dell'organismo è in qualche modoindebolita. · 2•. Tale azione fovore vole é sempr•e però minore di quella fornita da un alimento avente lo stesso coefkiente isodinamico. Inoltre viene ostacolata dall' azione paralizzante dell'alcool sul siste ma nervoso, azione che, secondo lo stato fisioloj:tico del l'individuo, P. più o m eno pronunciata, e può essere la caus & di risultati in appar·enza contradditlorii. a•. Se invece l'or~otanismo, in seguito all' ingestione di allre sostanze alimentari, dispone di una riserva di forza sufficiente, l'alcool non ha più. alcun valore come produttore di forza; al contrario le sue proprietà paralizzanti di· vantAno preponderanti conducendo ad una diminuzione di produzione di lavoro . G. B. D. THIBAULT. - Deterioramento delle •oluzloDl alooollohe 41 pep•lna. (Journal de pharmacie et de cl.ìmie, febbraio Hl03).

L'A . Ira studiato gli effetti dell'alcool a varia crJncentrazione sopra l'aLLivita della pepsina. Ha trovato che una soluzione alcoolica a più che 12,5 per· cento' distrugg-e all'is tante la pepsina. Qualunque sia la forza della solu1.ione, il potere peptonizzante é distrullo dopo 4 mesi. Ri~ uiLA da ciò che non si òeve cont~re troppo sui oint di pepsina, specialmente se prepar·ati da ([ualche tempo, abl>enchè lo zucchero e altre so:slanze pre senti nel vino sembrino aver e una azione parzialmente conser•vatriee. L. F. E. SYLVAIN. -

L'euohlnbaa e U •uo valore terapeuUoo. -

(A r eh io Sch(ffs

und Tropen-fly[Jiene, febbr. 1903).

L'A. é entusias ta dell'azione lerapeulica dell'euchinina. Egli ne ba esperimentata l'azione in molteplici malaWe (infezione palustr e, bronco-polmonite, tubercolosi polmonare, litiasi biliare, tosse canina, morbillo, ecc.) in 60 adulti e 50 fanciulli, e dichiara di avere sempre cons tatato dei successi. Le conclusioni delle numerose esper·ienze eseguite con questo medicamento sono le seguenti : i•l'azione febbrifuga dell'euchinina impiegata alla dose di grammi i , 2, 2.5(} in casi di tubercolosi, influenza, febbr·e tifo-palustre , litiasi biliare, vomito nero, tosse canina e mot•billo, si mostra superiore sotto il punto di vista della rapi· dita d'azione, deil'intensita e della durata, a quella del chinino comune; 2• l'euchinìna non ha alcuna influenza s ul cuor e, sul sistema circola torio & sul sistema nervoso, e non disturba le funzioni dige!ltive;


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RIVISTA D'IGIENE

3' in pediatr ia deve esse1·e il medicamen to Ji scelta tutte le volte che vi è ipertP.r m ia, per la sua insipidità e per la piccol ezza dei disturbi accessori, anche se é impiegala ad alle dosi; 4° l'eut:hini na deve essere sempre im pieuata a dosi fr uzionale di g r . 0,25·0,50 per dose negl i adulti fluo alla do~e massi ma di ~r. 2,50-3 al giorno. Nella ter a-peulica infantile deve sempre i mpiega 1·~i nel latte, o nello scir·oppo nel T olti pei lattanti. L e dosi ;rio•·naliel'e ~a ra n no di 6 centigr. pei bambini da 6 ad 8 mesi, di 8 centi~r. per quelli da S a 10, di 12 pet· quelli da 10 m esi a 1 anno, di 15 per ·•1uelli da t anno a 2, di 30 pe1· quelli da 2 a 5, di 50 per quelli da 5 a i, divite. dendone la somminislrazione in due, tre o più l'iprese.

RIVISrrA D'IGIENE RANDOLPH TUTIIILL. -D freddo Della patogene1l delle malattie. - (.'vJedica[

Record, Jan. 1!l03). Sino dalla piu remota aoti..:hità ;o.i é ritenuto essere il fr eddo un impMtantissimo coe fficiente nell'etiologia delle mAlattiA: n~ orzgi, ad onta che le prog r edite cognizioni scientifiche abbiano as,;;egnato quasi ad ognuna uno specittle ngf'nte patogenico, si può aJ.bandonare l'idea che il freddo entri per qualche cosa n r lla produzione di tal uni !'Lati morbo"'i; tutto sta nell'indAgarne il meccanismo di azioue, ed è que!'<tO che l'autore ~i è prefìi'~n nel "uo lavoro. Gli sbilanci delle cond tzioni atmosferi che e l'e!:'IJO.-<izione all'umidi tà e alle correnti d'a r ia, pt>r le quali la ~u pertici t:l del nostro corpo diventa fredda, umida o bA;!nata, possono senza dubbio e;:ur ci tare unA speciale influenza sul nostro orgAni sm o e distur·bHrne l u funztoni normali. Vi sono malattie che si attt·illuiscono con gr·ande fa cili tà all'influenza del freddo, come la corizza, la bronchite, le variA nevralgie, nonchrì la eongt'slione dei reni e di altri organi. Ma ve ne sono d,..lle all•·e che noi sappiamo essere indubbiAmente causate da speciali micr or ganismi, e •:he pure, nella lor o palogenesi. semb1•ano intimamente conne!lse coll' azione del f••eùtlo. Nella polmonite, ad esempio, il freddo, come agente causale, occUfJ8 una par te ben definila sia nella rn ente del popolo che i n quella dei medici. Vi sono inoltre lalune malallie, ccome la dirterile e gli esanlem 1, che spesso incominciano in una manier a insidiosa e non pre sentano una storia di d•retta esposizione al contagio, ma pi ullosto all'umido o al fr eddo. Osserviamo ~pesso cA~i di malattie e!"anlematiche i n cui la conge· slione e il catar r o delle mucco:::e nasal e, fat•iu gea e bronchiale si manifestano prima deg li altri sintomi. Bisogna ammettere che in tali malattie, di origine ind ubbiamentente batterica, il freddo non po~~H . non debba aYere che un'azione occasionale. È noto che batterii palo~:eni si trovano spe~so nE:lla cavita bo('-cale di per8one sane e che possono rimanervi per lungo tem po senza produrre distur bi di sorta ; il pneumococco è slatn trovato per dei m esi nella saliva normale, e il bacillo di Li>flle1· è slaLo rinv euto in gole del tutto sane. E tali germi rimangono inofl"ensivi in g razia della r esislerna vitale che posseg~ono


RIVISTA D'IGIENE

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i tessuti; ma ove questa, per una t'llgione qualsiasi, venga ad afiievol.irsi, essi pos!'ono d'un tratto manif~s lare la lot·o influenza patogena. Una legl!'era causa può disturbar·e l'equilibrio dell'ot'gAni:<mo e diminuirne la t·esi!'lenza vital e: un momento di trascuratezza può far ~ua l g nure !et-reno ai nostri minuscoli, invisibili nemici. L'influenzt-~ del ft·eJdo sembra appunto che si e::.plichi nel senso di diminuire la resi~ tenza vilt~le de:o:li inrliviclui . Noi tutti sapniamo quali siano le conseguenze del prender· freddo : cOnf!'estione d~lle membrane mucose, specialmente nel tratto re!<piralot·io; cessuzrone temporanra di Stlf:r ezione pet· pat•te delle muccose; arrossamen~o e secchPlZtl di esse; indi ùe;;quamazione degli epilelii; e flnalmenie ipersecr ezio11e delle g-IHOdule muci pare. Sembra inoltre che l'esposizione all'umido o al freddo produca, pet· t•ifle..;so, unn schock dd nervi cerebrali, la cui conseguenza ;;at'l'bbe una sen :-azion•~ Ji brivido e l'art·esto temporaneo dt>lla sensazione di certi lt>ssuti od OI'!!Ani. N ormalmente l'at·iA che noi r espil'iarno é, per co;,i dire, slacciata dalla schnerJel"iana e <iai J•ive;;timenti mucc·nsi dello bocca, delle fnuci , della laringe e dei bronchi. i cui epitelii ciliati tratteng-ono i batt.. rii e li fissano per mezzo dei l or o secr eti umrdi e viscosi. È dimostralo da rsper1ment1 che la !'aliva normnle ha il pot er·e di distruggere la vitalità di un certo numet·o di baltel'ii patogeni . SPcontlo il Sanarelli il bacillo della dinPrile non !<&rebbe distrallo dalla salivn filtrALA, ma ce>:ser ebbe· di s vilupparsi e di moltiplicarsi in e!ì«a. In altri espe1·imenti IH !"&li va si dimoslt'Ò capace di impedire lo sviluppo di un piccolo numero di pneumococchi, ma quando ve se ne aggiun~evano un numero maf"g ior P, ttlcuni si ;:viluppavnno. È mollo p•·obabile., dice l'auto1'e, cl1e anche le Sfltrezioni muco~e ese:-cilino una azione distruUivH o almeno iniiJitcwia sui germi J!Alu,~.:e ni . Che la br onchite, la corizza e le afft'Zioni renAii s iP.no dnvu le all'azione di ballerii non é ancura pr·ovato, ma noi !'Bppiamo però che es!<e !'nno generalmente occasionate da espo!<izioni al fr·ecldo o all' umido; e sappiamo del pari che durante il loro corso, com e nel corso d~> ! le affezioni infìHrnmAlorie dell'intestino, queste pure larga mente attri buite all'influenza del fredt1 0, si verifica una grande attività da p11rle delle i-!landule mucipur e; dò che poll·ebbe spiegarsi come un allo difensivo della natura, la quale co mt~ vigilA dappri ma Alte porte del nostro or ganismo e cerca di sbarrare la strada Agli inva!'ori, così tenta poi di allontanarli quando, col concorso di altJ'i elenwnli. essi hanno potuto forzarne l'entt·ata. Seguendo questo concetto i batlerii patop:en1 esisten ti al momento in cui accade l'onesto di secr ezione troverebbt'ro pitì fn ci menle modo di attaccar e le muccose in sito, come per la corizza e pet· le varie fe~rme Ji tonsillite. o di essere l!'asportati a distanza come pPr ht polmonite. Molte malattie contagiose ed infettive, sp~>cialmenle ~li e!!antemi, presentAno d'ordinario delle alterazioni patologiche nella faringe al loro inizio e spes;:o anche prima della corn!)arsa di qualsiasi altr o sin to rna patognumonico. Vi é in ciò qualche ra~ione per credere che le SO!'.tanze lo~siche p1·oducenti q11e;:to ma· laltie trovino la loro vil"l. nella f81'il11-!ù, attacchino i rivl~stime nti mucco:~i delle pareti faringee e sieuo quindi assor·bili dai linfalici. Quundo i tessuti sono in condizioni perfettamente normali, o quando l'esposizione al freddo o all'umido nou è molto protratta essi possono r oagit•o:: e prevenire la malattia; in caso conlrarro non sono capaci di combattere l'invasione batterica. La congestione


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RIVISTA D ' IGIENE

locale fdvorirebbe lo sviluppo .:lei batteri, i quali si moltiplicherebbero rapidamente producendo l'avvelenamento dell'organismo e quando avviene la reazione e la ipersecrezione glandulare gli invasori avrebber·o guadagnalo tanto terreno da riuscire vani g li sforzi per debellarli. In conclusione, bisogna ritenere come dannosa l'esposizione al freddo e all'umidità, ed e vitarla per preveoir·e il raffreddamento del corpo; una volta questo avvenuto crede l'autore consigliabile un pronto e adatto stimolante per assicurare una rapida r eazione, nonchè un energico pur·gati vo e delle inalazioni o dei gargaris mi con qu11lche soluzione antisettica e. f. ScL" vo. - CoDtrlbuto allo 1tudio del potere to11lco del1lero di I&Dgue. (Rio. d'igiene e sar.itn puu/Jlica, anno Xl V, 1903).

Nel corso di alcune a!:pP.t'ienze sulla preparazione in grandP. del sier o anti·carbonchioso, l'A. ebbe occasione, fra gli altri animali, di espe rimentare il siero d i cervo e fu ~or·preso nel trovar·e io questo un allo potere tossico ed emolitico. Da questa osser vazione lrasoe mor ivo dr fare parecchie 'r icer·che, i -cui risultati principali furono i segue nti: Il potere tossico si mantiene ina lterato dopo la dialisi e la filtrazi one; scompare invecP. col riscaldamento a 55• e per e f'l'e lto dell'etere e del clorofo rmio. Il siero svefenato a 55°. non ritorna più tossico coll'aggiunta di a ltri s ieri freschi, per· cui è da riteners i che i composti velenosi in esso contenuti aìlo s tato naturale corrispondano per costituzione piuttosto ad alcune lossine bat· teriche anzichè alle emolisine. ~I edianle il siero svelenalo col risca ldamento a 55' o con piccole dosi di s iero fresco fu pos sibile aume ntare g radatamente la r·esislenza dei conigli verso t'orli dosi altamen te tossiche, e dai conigli cosi tr·attati si ottenne· un sie ro che iniettato n··i conig-li normali, spie,!!'ava azione protettiva lanto contro il srer o di cervo, quanto contro il siero di bue, co!';t1tuendo q uesto fallo un .appoggio a ll' idea che le sostanze toss ich~ riscontrate nei sieri di vari mammiferi s iano, se non identiche, molto ll ffini fru loro. Questa ricerche hanno faLlo sorgere nella mPnle dell-'A., una qUiwlità di -questioni èhe toccano da Yicino la J.lratica m t>dics e alle quali egli :-:pera di potere rispondere coli ulte riori espPrienze Le più im porta nli sono: Sa la tossici Là dei sieri tanto aurnentat11 in cer ti s tati patologici, sia della stessa naLUra di quella fìsiolog,ca; se essa a bbia una parte impo1•1ante e quale nel deler·minare l'esito della malattia; se i'ia possibile una te rapia di r etta ad attenuare gli .affolli di tale tossicità. con un siero antitosaico te. Se LA v o. - Sullo stato presente della lieroterapia &Dtloarbonohto•a. vista d' igiene e sanità puuutica, an no XI V, 19U3).

(Ri -

È una me moria riassuntiva colla quale il chiarissimo scuopritore della sit'l.rotempia del ~a !'bonchio ematico intende far couoscer·e tutto CIÒ cbe la scienza può o~gidi affermare con s icurezza sul proposito. II lavoro dettagliato, scritto con spirito critico, dà una chiara idea de l s uccessivo svolgersi delle conoscenze sull'argom en to e del metodo tenuto p er la pr eparazione del siero. Falle le debite citazioni dei lavori di Soberoheim, R oux e Chamberland, Marchoux, ris ulta evidente come allo Scia vo spetti il merito <li avere scoperto il sier·o a nticarbonchioso.


RIVISTA D'IGIENE

639

Utili indicazioni sono date per la preparazione del siero, sulla scelta dell'auirnale fornitore del si~>ro. sul mooo migliore per· immunizzarlo, sul modo miJ:diore per· conservar e il l'i... ro e su altre tJueslioni d'indole pratica. Seguono delle ricer che atte a mettere in chiam il modo rli agire del siero anticarbonchioso e dalre quuli ri sulter ebbe che uccanto all'azione battericida non si può escludere un'azione antrto,:sica. Dal lato pr·atrco sono I'Ìferite le esperienze e le pr·ove migliori per dimosh·are come la mt.dici na veterinaria possi ede ormai in questo sier o il rim edio specifico per combaLler·e li carbonchio sia Il scopo preventivo che curativo, e, in quanto all'uomo, dopo alcune considerazioni statistiche sull' infezipne carbonchiosa e dopo una r apida l'ivisla di tutti i mezzi fì.nora applicati per· la cura del carbonchio e del loro valore ter•apeutico, é esposto un quadro sinottico di 16 ~ casi ùi carbonchio curati in Italia col sier·o pei quali la mortalita corrispo:<e al 6 .09 '/., percentuale molto bassa in confronto a quella che risulta per tutto il Regno d' Halia, ed è fatto cenno di una statistica di 130 ammalati curali nella Repubblica Argentina con questo metodo e ..:on esito brillantissimo. L ' A. termina con qualche nozione pratica sull'impiego del si ero, il quale deve essere somministrato non in dose frazionata, ma alla forte dose di 40 o 50 eme., di un sol co:po, introducenrlolo in 4- 5 punti sottocute nell'addome, e nei casi gravissimi deve essere introdotto pC'r Yia endoveno,-a, impiegandone IO eme. per ogni dose. Il lavoro esauriente e convi ncente è una guida preziosa pPr le conoscenze sulla sieroterapia aoticar bonchiosa la quale, come é nolo, l1a procurato di recente al suo scuopritore il conferimen to del gran premio Riberi di L. 20,000.

te. Studi •ul oarbonohlo ematloo. (Memoria V). So1tanze ad ulone coagulante e neorotloa e ad azione emolitloa. - (Ann. a'iyiene sper., fase. I V, 1902).

CASAGRANOI. -

L'A. Ira fatto esperienze intorno ai veleni primar1 c secondari che possono pt·odursi nell'infezione carbonchiosa, con !<peciale l'i ~uat·do alle sostanze dotate di azione coagulante e necrotica e a l'fU ell~ dot11te di azione emoli tica. Riguardo alle prime constatò che dagli organi di animali carbonchio!'i si estraggono dei succhi i quali ino.:ulati negli animali hanno la medesi ma azione dei corrispondenti succhi di animali sani; d1e i detti succhi fìltt'Hti allo Ch amberland, perdono qualunque azione locale e gt!nerale, m l:lnlre la conset·vano se fillrtiti al carbone, o precipitati con acido acetico od alcool, od es1 r atti cou acqua salata o alcali na, o con glicet·ina; che l 'estratto acquoso di ciò cl1e rimane dal succo clegli organi pressati a 400 Atmosfer·e, ha un'azione irritante locale più forte di quella degli estratti corrispondt!nli di organi sani ed ha un'azione coa· gulante prù energica; che sostanze dotate di azione coagulante non si trovano nelle colture ordioar·ie Jel germe, sono in l'iccola parte estr·llibili col procedimento di Koch per la 2" tubercolina o meglio colle soluzionr ~aline mediante la pr~ssa di Buchner, ma non coUa plasmolili e colla baltPrioliti, si estr·aggono m gran parte per mezzo dei procedimenti adatti all'estrozione dei nucleopr·ol eidi; che fra le sostanze coagulanti estraibili dagli organi carbonchiosi dopo la morte naturale dei germi, si tr·ova il nucleopr oteide lJatter·ico separabile dAll'estratto nucleoislonico; che accanto ai nucleopi'Oleiùi ballerici si producono altre so·


640

RIVISTA D'IGIENE

stanze che hanno una netta azione sulla coagulabilità del sangue e che debbono r iferirsi a nucleoistone. Quanto alle sostanze ad azione emolitica, l'A. ha riscon tra to: che nelle coltur e diverse, il bacillo del carbonchio non produce sostanze emolitiche dimostrabili col metodo di retto, con quello di Neisser e W echsber g e con quello di London, ma che soltanto nel brodo di Lòffier si produce un'emolisina a debole potere !:lUi globuli ros!-li del coniglio; che nel corpo batterico e nel succo degli OI'gani e nel siPro di sangue deg-li anim1:1li carbonchiosi (tranne per la m ilza) non si può dimostrare la pl'esenza di materiali dotali di proprietà em olitiche; che la emolisi che ha luogo nell' inf<'zione carbonchiosa non è opera diretta dell'emolisina batterica, ma dell'or ganismo infetto, ed ha luogo specialmente nella milza, come in altre infezioni e in certe anemie sperimentali. te.

Studi •ul o&rbonoblo em&tloo. (llemorl& VI). L'Immunità ver•o tl oarbonoblo nel •uol rappor1l col meooanl•mo della p&togene•l clell'infezlone. - (Ann. d'lg. sperùn .. fase. I V, 1902).

CASAGRANDr. -

Le conclusioni più im portanti delle numePose esper•enze fatte sull'immunizzazione di animali molto recettivi come le cavie sono che il metodo per ottenere una solida immunizzazione con:sis te da un lrtto nel prodnrr e sull'organismo le sostanze antagomste rispetto ai velE-ni primari e secondar i (proteine cd istoue) e dall'altro nell'accrescere le proprietà battericide dei sieri, e che occorre provare se il precedimenlu col quale si ottiene una solida immunità verso la !'!etlicemia car bunchiosa strettamente legato ai singoli momenti palogenetici dell'iniezione possa e!"tende rsi anche ad altre infezioni setlicemiche che hanno momenl.r patogenet.ici analoghi e possa essere il mezzo razionale per ottenere al meno dei vaccini che salvino dalle infezioni stesse. te.

AVVISO Concorso al premio Rlberi scaduto Il 3 1 luglio 1903. - So no perven ute all'lspel· torato di sanitA mil•lal't:l in tempo utile le seguenti Memorie: 1" Memo1·ia coll'epigrafe: Cave lwmin~m unius libri, giunta il20 luglio u. s. 2a l d. id. Vitam impendere vero, ~iunta il 21 lu#{lio u . s. id. 3• Id. Bis dal qui cito dat, giunta il 27 luglio u. s. id . Vrribus unitis, giunta il 30 luglio u. s. Id. 4" 5' Id. P~r aspera ad astra, giunta il 31 luglio u. s. id.

Il Diret.t.ore

Dott. F. L&NDOLJ!'I, maggior generale medico. I l Reda.t.t.ore

D.• Rr DOLFO Lrvr, maggiore medico. Roma, t903- Tljl. E Voghera.

GtOI'ANNI ScOLARI, Gr.retlle


GIORNALE ~fEDICO DEL

REGIO ESERCITO

DlreziM e A•mlnlatrazione: presso l'Ispettorato di Sanltì Militare VIa Yer.tl Settembre (Palauo del Mlnlstero della guerra)

CONDIZIONI DI ABBONAM.ESTO.

Il Giornale Medico del R .• Esercito si pubblica l'ultimo gior no di ciascuD mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. L'abbonamento è sempre annuo e decorre dal t• gennaio. Il prezzo dell'abbonamento é: Per l' Italia e la Colonia Eritrea . • • • L. 1~.­ Per l' Es tero. . • . . . • • • • • • 1G,Un fascicolo separato costa. L'abbonamen to non dh.•detto pr ima del t• dicembre s'intende rinnovato per l'anno successivo. 1 signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare 1' importo dell'abbonamento per mezzo dei r·ispeltivi comandanti di cor po (anche a rate mens ili). le spese per gli esl•·alli e quelle per le lavole litografiche, totogratlche, ecc., che accompagnassero le memor ie sono a carico degli autori. Gli estra tti costano L. 8 per ogni foglio di stampa (16 pagine), o trazione indivisibile di foglio, e per cento esemplari. Il prezzo é eguale sia Che ai tratti di 100 esemplari o di un numero minore. l ma noscritU non si restituiscono.


PUBBLICATO

DIUth' ISPETTO~RTO DI SANITÀ l\IIhiTA~E '•'v

//.J

..)

ANNO LI

FASC. IX

1903

30 SETTEMBRE

SOMMARIO BF.BeaiE O&IGi li ALI .

favre. - Operulonl ehlrurMiche eseguite ne_llll stabilimenti sanitari militari del regno Pag. lH • 676 &allnarl. - Contributo allo studio dell'angroa di Lud\\ig. . • . . . . . . . . • 687 Trombetta. - Delluqu6oza e pazzia dei mrlitarr . . . . . . . . . • . . . . ai1'18TA BI GIO&l'IALI ITALUl'll E D EltTF.al.

Pau. 70ll

Rivista medica . . . . .

• 708

Klvlsta di nenopatologla . Rlvl~ta ehlnrrglcu . . . . . . . . . . . Rlvl~ta d'Igiene. . . . . . . . . . . .

710

• 7t3 • 717 • 718

mvlsta blbliogrcllca . . . . . . . . . . Conferenze screntlllche degli osperlali militari Miscellanea . . . . . . • . • . . . .

•

(V. t'Indice nell'interno della coperti11a).

D IREZIONE ED AMMINISTRAZIONE •

J

BOJIA • Palazzo dellllniatuo del~ Guerra, Via XX Se«e.mbre • ROMA #.

719


INDl C E DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA. Marlanl e Bono. - Delle ricadute nella febbre tiroide . Gludlceandrea. - Ricerche ematologiche nella febbre tifoidea

Pag. 705 i01

RIVISTA DI NEVROP.\TOLOC IA. Alessl. - Resistenta elettrica e contrazione musr.olare avanti e dopo l'accesso epilettico Yogt. - Della nenastenia

Pau. i08 109

RIVIST.\ CHIRURGICA. Traumatismo del cranio. - l!pilessia jacksoniana. - Edema pap111are. Puntura lombare. - Guarigione deOnltiva colla cura mercuriale lmbert e G•gnlen. - Le atroOo ossee calcari consecutive ad un traumatismo l'llsttrer. - Sulle suppurazioni pneumococclche delle artlcolaztoroi e delle ossa . Sabru••· -

Pag. 1i0 7U 7i'l

RIVISTA O"IGIE:'\E. Testi. - Il_ p~ricolo della ·rebbre gialla e la sua proOiassi. Pag. 713 716 lutz. - Zanzare delle foreste e forBite mala.riche 7!6 fllartlnl . - Il bacillo della peste ed n siero antipestoso . Bertartlll. - Ricerche ed osservllzioni s ulla biologia e sulla patogenità del b. prodigioso 7i1

RIVISTA RIBLIOGBAFICA. Glllarelll. -

Venere .

Pag. 717

CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI

Pag. 1!8

MISCELLANE-'. •

Pag. 71g


l\11 E lVI O H I E

O l~ I G l N A L f

OPER.-\ZlOXI CHIRURGICHE

(_ l

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ES Elj rt TE ~Et; 1.1 :-\T \Ili LDI E~ T l :-\\~l T.\lll )Il LI T \IU Il El. HE(; \O

L'o.ttiviti~ operatùria

spiegata durante il 190~, sia pel numero che por l'importanza degli atti operativi, fn di gran lunga. superiore a quello. 1legli anni pret·eclenti, e le open1.zioni ascesero a 2:21!1, sorpas,;nndo di 448 q nelle del 1\JOl, bend1è nella presente statistica, non siano state comprese le riduzioni di fratture e di lussazioni, le aperture dei Jlemmoni etl ascessi, le unghie incarnate, le toracentesi, miringotomie, innesti ep idermi~·i o molte alrre operazioni che giomnlment~ occorrono nelle cliniche chirurgiche. Col numero delle operazioni ~.:resce anche di anno in anno il numero dt'gli ufficiali medici i quali si dedicano con cura speci11.le n questo. branca importanti-;sima della meJicin;l militare, dando a.tfì.dam<'nlo al l'esercito di a\'ere in ogni evenienza una numero~a ~chiera di abili operatori. I risultati delle operltzioni furono abbastanza. hnoni anche nei casi più gravi, come si dirà in seguito 1liscoi-rendone ripartitamente nel modo o secondo l'ordine precedentemente seguito.

I,(!Sitln i t raumatichc. -

(f-ìPEccmo .l).

Anche noi l!IU~ i tranmatism i hanno tlato nn largo contingento agli ospedali militari, come si può rilevare dal seguente specchio e re lative annotazioni, 11elle quali si è tenuto conto solt.anto doi casi più im!Jortanti, o per l 'entit~~ Jella Ièsione o per l'atto operativo ~.:ui diedero luogo. · Come gìi~ si disse nella relazione precedente, il maggior numero dei traumatismi coincide coi periodi di maggiore attivitò. militare, e vi sono più e:spo;;t.i i soldati di artiglieria. e di cavalleria, stante la specialità dei loro servizi.


OPER.-\ZI0:\1 C'lllfiUIH~lO IH:

().~pedale di 'l'orino.- Capitano medico Carta. ~Inntiglia. ln seguito f\

fpt•Ìtn. crnnnA. Òf\ fl10C01 procedP.'t"ll nP.Il'artigJierP 'J'omatis all'estra-

zione del proiettile (rimasto infisso nella. coscia. sinistra) mediante incisione lineare nella. reg ione posteriore deU ~t coscia.. Il foro d'entrata del proiettile era. alla superficie antero-esterna della coscia, e la radiog rafia segnalò la presenza del proiettile nel punto donde Yenne estratto. I.o ste~so operatore e,;eguiva !"est razione di un proiettile inci:stato t ra i muscoli della regione e!':terna snperiore dell 'a.Yambraccio, da ferita di antica data. U proiettile si trovava a contatto dt>lla testa del radio. Guarigione per prima. Per una ferita lacera alla mano llestra da scoppio d i un innesco di dinamite, con frat.tura coperta di p iù falangi, eseguiva nel soldato Finelli utu~ disart icolazione della seconda falange del pollice e della. se· condit dcll'ind ice. Nello stesiio ospedale il tenente medico Torchio procedeva all'ampntazione dell a gamba destra all'unione del terzo medio col lierzo inferiore ne l soldato Di Scipio, d~lla brigata ferrov ieri, per grave ferita d el piode con stritctlamento di tutti i tessut.i e successiva gangrena. XoraNI.. - Sottotenente medico Ferrero. Esegn i va una disarticolazione dello prime due falangi dell'indice destro per ferita d'arma da fuoco. Maggiore medièo Cametti. Estrazione di due proiettili da revoh·er per ferita d 'arma da fuoco all'a,ambraccio destro. . 1/e.,.~andria.- Tenente medico Caccia. P er emorragia addominale da grave contusione all' ipocondrio sinistro, \eniva nel soldato Andracchio esegui ta la laparotomia mediana con ineisione trasversale sino tdl'ipocondrio sinistro e successivo tam ponam<'nto alla )[ikulicz per freuare r imponente emorntgia, ma, stante la rotture tras>ersale me· dianA. comp1etR. dellA. milza, già ipertrofìca per malaria, si ripeteva la emorrag ia a tra~·erso i tamponi, e l'infermo moriYa 24 ore dopo per anemia. L o Rtesso operatore esegui va: R osezione di una po1zione della seconda falange del pollice destro per ferita da strappamento. Estrazione di un proiett ile incapsulato n el dorso della mano destra. Per ferita d'arma da fuoco a canale completo con foro di entrata 11ella regione pettorale sinistra, e di uscita nella regione laterale iuternn. do! braccio sinistro con spappolameuto del muscolo gran pcttorale lungo il tt-agitto e recisione completa del coracobrachiale, esegnivo. lo sbrigliamento esterno del foro d'entrata e di uscita, rimuove>a i detriti di stoffa ed i grumi sanguigni, recentn.n\ i muscoli e la ente,


ESEGUITE NEGLI STADILIMENTI SANITARI M!T,ITATU DEL REGNO

GJ3

l

e praticata l'emostasia., procedeva alla riunione completa con tre piani di sutura, muscolare, aponeurotica e cutanea. Guarigione per prima. Sadgliano. - Capitano medico Santucci. Asportava al sold~tto di cavalleria Cuvietto l'ultima falange dell'indice sinistro per ferit.a da strappamento. _Jfilano. - So.ttotenente medico Tonazzi. Asportazione della falangetta del dito medio destro per ferita lacero-contusa. Capitano medico Aprosio. Enucleazione del bulbo oculare destrù per iridociclite consecutiva a ferita d'arma da punta e da taglio. 'l'euente medico Truffi. Asportazione del dito mignolo del piede destro per ferita d'arma da fuoco. nre.sdrt. - Maggiore medico Bozzi. E strazione di schegge ossee con piccoli proiettili e resezione del }')rimo metatarso della falange dell'all uce sinistro per ferita d'arma da fuoco penetrante nell'articolazione. Infermeria di Bergamo. - Fu e!;eguita una cistotomia soprapubica in un caso di grave traumatismo all'addome per caduta da un palo di segnalazione al poligono di tiro di Grassobio, ma, nonostante le cure praticate, l'infermo moriva il giorno appresso pe1· copiosa emorragia. Piacenza. - Maggiore medico Ginffredi. Allacciatura dell'arteria radiale al 3" medio e delle vene satelliti per ferita da taglio. Sutura ossea dei due frammenti interni tlella clavicola destra per frattura doppia. Panna. - Capitano medico Giani. Asport.azione di frammenti ossei del pollice destro per ferita d'arma da fuoco. Disarticolazione della terza falange del dito mignolo sinistro per frattura ed osteo-periostite conset:utiva. Vm·ona. - Maggiore medico Orlandi. Estrazione di una scheggia metallica infissa da oltre due anni nei tessuti moll'i dell'avambracuio destro lungo il radio. Estrazione d i un proiettile di revolver appoggiato al condilo esterno del femore destro. Paclot:a. - :Maggiore medico Vicedomini. Trapanazione ed asportazione di scheggia dell'osso frontale per frattura comminuta del tn.Yolato interno, causata da un calcio di cavallo riportata dal soldato L r;ccardi del reggimento Nizza cavalleria, con iufissione di schegge nella. sostanza cerebrale e consecutivi accessi convulsivi che cessarono immediatamente dopo l'operazione. L 'infermo guariva senza disturbi residualì. Ancona. - Maggiore medico Tallarico. Estrazione del fondello di un bozzolo modello 1801 conficcato profondamente nella regione tenare destra.


IHJ

OI'EH \Z iù~I CIIIIWI!f:IC' fi&

Legatura dell'arteria temporale superficiale e forcipres:;ionc dell'aurico lare per ferita. lacero-contusa alla. regione te m porO!l.nricolare sin i stra.. Pireu::e. - lfaggiore m edico Ba ldanza. Resezione atipica della estre· mi ta inferiore dE'Ila. tibia destra per ferila lacero-con tusa dell'articolazione del piede destro penetrante nell"articolazion<·. ~urura del tendine dt>ll'estensore del dito medio per ferita da taglio, al dorso deliP mano destra. .H.e::.ezione di ::> centimetri dell'S' costola. per ferita da punta nel 7" spazio in tcrcostale penetrante in cavità. Ucrmw - Capitano medico Santoro. Eseguiva l'alla~c iatura ùell'omera.le deRtra al a• medio e successiva allacciatura della. cubitale e della radiale al loro i nizio per aneurisma falso trau ma.tieo alla piega d el gomito destro, da fer ita accidentale con coltollo a. punta e lesione clelln. racliale e cubitale alla loro origino dall'omorale. Guarigione comp leta per p rima. Di3arLicola zione della fa langet ta. dell' indice sinistro per feri ta di arma da fuoco al polpastrollo, con frattura comminuta della fa langetta. Emostasio., RUttua muscolare tendinea e cutanra. per ferib\ alla co~cia destra nella r~gione anteriore, a circa 4 centimetri sopra l'ar ticolnzione del ginocchio, decorrendo t rasversa.lment& all'osso dell"arto, ed interessante i comuni tegumenti, il muscolo sar torio reciso a m erù, il ,·asto esterno ed il \ asto interno, ed il tendine del retto anteriore r ecisi com pletamente a circa due centimetri dalln. loro iu serzitme rotu l e~.

nom et. - :\Iag~iore m mi ico Bi ma. . \m puta.zione della. go. m ha al 3·· inferiore por fratture e;;posf.e multiple comminute di'Ile ossa del piede sini~tro da st·hiacciamento, con lussazione esposta dell'l'stremo inferiore delht t.ibia e frattura. del perone a.l3° inferiore. :Maggiore med ico Cf'rvigni. Asportazione clell'nltima e seconda falange d ('l dito ind ice sinistro per ferita d1.1. strFLppnmento. Disart icola ziore d ella seconda falange del secondo dito del piede dest ro per f'Cir i t a da stra ppamento. M~:~ggiore m edico Bima. Nbrigliamento clol Hervo popliteo estt' rno impig liato in tessuto cic~ttrizi ale dn. ferita d'arma c.Ia fuoco. ~[aggi 01·e· m odico Cervigni. Sutura della capsula. e dei tendini. e s utura cnt,nnca, per ferita da taglio al dorso d ella m ano destra con rC'c isione di tutti i tendini dell'estensore comune del le dita e fljl('rtura. dc Il 'artico laz io ne metacarpo-carpea. Tenente mNlico Falcetti. Amputazione dell'avambraccio de;;tro all"uniOll!' d e l W superiore col terzo med io per ferita. da strappamento.


J.;,.;F.(.; tTI'F. ~E (; I,l ,.;T.\Dli.BfENTl SA:\ITARI MlLITAtH lJEL rtt-:OXO

(\J5

Yapoli. - Mag~iore medico De Falco. Disarticolazi<Jne della fa langetta uel dito med io della mano destra per ferita contusa. Artrotomia per gonidrarto traumatico a sinistra. ('ast:J·tu. - Si ebbero tre decessi per lesioni traumatiche, di cni un , pt!l' frattura. della base del cranio per caduta da cavallo; l'altro per c11.lcio di cavallo all'ipocondrio sinistro con g rave contusione della milza e del rene corrispondente, morto per .•lzock, ed il terzo per caduta da una finestra. riportando frattura della >olta e della base del cranio. . 'alel·no. - ::'\Iag~iore medico Pasquale. Disarticolazione della falangettn del d i t o m ed io della mano sinistra per ferite lacero-contuse. Palermt). - Capitano medico Polistena. In segtlito a ferit~ d'arma da fuoco alla faccia, essendosi manifestata panoft,almite dell'occhio sinistro. venne praticata l'enucleazione del globo oculare. .lles.~ina. - J\fuggiore medico 1\Iinici. Disartico]azÌOllO <lell'indice destre> per ferita lacero-contusa. Disarticolazione delle tre dit.a me-· diane della mano sini sti'i~ per fotita. da stn1ppamcnto. Capittmo medico Delogu. Eseguiva una laparotomia pPr ferit.a da punla e da taglio coll esito di guarigion e. Capitano me<lico Pettii1elli. Disarticolazio11e del mignolo <lella mnno destra per ferita lacero-contusa. :llaggiore medico :;'l!inici. PraticaYa una enucleazione dell'occhio sinistro per ferita d'arma da fuoco gravissima, iufertasi a scopo suicida dal carabiniere Paci con un colpo di ri,oltella. Si ebbe un decesso di un soldato d'artig lieria, cadut.o sotto il t'arre, che gli passò sopra cagionandogli rottura del fegato con spappolamento. A(leuopatie, t umori bf• nig ni e mal ig ui. -

( SPECCUIO

m.

Numerose furono anche quest'anno le operazioni eseguite per ndenopatie, specie alla regione ingninale. Tsle preferenza di sede sta in rapporto alle comuni cause occasionali, quali le lesioni e Je ulcerazioui a.lle estremità inferiori ed agli organi sessnali, spesso leg~ere che passano inavverti te e dànno poi luogo, in individui predisposti, ad ingorghi glandolari. Nè queste operaziùni nè quelle per tumori benigni diedero luogo ad i neon ve n i enti d i sorta. (~uesti ultimi riflettono in massima. parte cisti dermoidi al cuoio capelluto od alla faccia, e su un totale di 208 operazioni eseguite per neoforma.zioni se ne ebbero solo 10 per tumori maligni, che descriverò brevemente.


OPERAZIONI CHIRORGfCIIE

.dle.~.~andrin. - 'l'eneute medico Castellani. Piccolo sarcoma al prolabio inferiore destro; asportazione del tumoretto e del tessuto circostante per una estensione di 3 millimetri. Capitano metlico Pettinelli. Sarcoma al palmo della. mano sinistra; as~ortazione e sutura. 'l'enente medico Caccia. Angioma cavernoso della guancia sinistra tporzione orale); asportazione dalla via della bocca e sutura completa. Cancroiclo al labbro superiore; asportazione e sutura. Milano. - Capitano medico Aprosio. Fibrocondrosarcoma della parotide accessoria destra; asportazione e guarigione per prima. Capitano medico Calega.ri. Laparotomia esplorati va per tumore addominale; non si procedè all'asportazione per le vaste adere·nze del tnmore alla vescica e agli intestini. Lirorno. - Capitano medico Santoro. Enucleazione completa di un fibrosarcoma infiltrato alla piegs. della natica sinistra. .Yapoli.- Sottotenente medico Gaito. Eseguiva dne atti operativi di estirpo.zione di carcinoma nasale nel Sbrgento Gujan . .l[eJJ.~ina. - Maggiore medico l\finici. Vasto fibrosarcoma di forma globosa, bernoccoluta, dura, elastica ed in tà.luni punti di consistenza molle, che occupava quasi tutta l 'escavazione ischiorettale sinistra, circuiva gnn parte dell'ano nel margine posteriore sinistro, con un ri lie\"O tuberiforme aderente alla cute, pel rimanente libero. V asportazione '"enne esegui ta col taglio Rizzoli-Kocher, estirpando col coccige il tumore in massa, resecando la porzione rettale facente plll-te col tumore stesso fin sotto il limite del rivestimento peritoneale, suturando il moncone rettale all'angolo superiore della ferita e zaffando l'ampia cavità residuale. L'andamento post-operativo destò qualche apprensione nel primo periodo per il tra.umatismo abbastanza gra>e e per la febbre d'assorbimento che ne seguì, ma in seg11ito fu assai soddisfacente e la guarigione avvenne in tempo relativamente non lungo, non residuando che l'anormale funzionalità del rotto p~>r la m~tnc~~onza dello sfintere.

Cute, tessuto tendineo e uen 'oso. Non· si crede opportuno far cenno par ticolare degli atti operativi per innesti epidermici, eseguiti in gran numero per vaste piaghe, nè delle tenorrafìe per ferite diverse. Per gli ottimi risultati ottenuti ricorderò soltanto la neurorafia. alla Mikulicz, previo isolamento e recentazione dei monconi, eseguita dal capitano medico Aprosio uell'ospe(lale di Milano per paralisi periferica del nervo scia.tico popliteo


ESEGUITE XEGLI S T .\DI LDIE:\TI S.A~ITARI )IILlTARl DEI, REG.:-10

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esterno, stato reciso un mese ~ mezzo prima durante lo svllotamento di un :flemmone del cavo popliteo. La sensibilità si ristabilì completamente e scomparvero pure i disturbi t rofici e di motilità. Roma. - Maggiore medico B ima. U na opera.zione (li plastica. ben riuscita fll eseguita nel soldato Toniotti per ferita lacera al naso per morso di cavallo, che aveva staccato una parte di pinna nasale dal setto.

Slstenut circolntol"io. -

(8P~-:ccHIO C).

Fur ono praticate con buon risultato tre allaeciature d'arterie, cielle quali si è gia fatto parola trattando delle lesioni violente. Scarse furono le operazioni di "varici agli arti in feriori : non se ne trovano registrate ch6 due, <li cui una eseguita dal capitano medico Aprosio nell'ospedale di Milano, per varici della g1·ande safena sinistra, l'altra dal capitano medico Carta :Mantiglia nell'ospedale di 'l'orino per varici alla gamba sinistra con nodi estesi lungo il decorso della safena interna. In entrambi si otten11e ]a guarigione per prima.

·.}[alattie delle ossa. -

(SPECcHro 0).

Nonostante la. rigorosa selezione ai consigli di leva e le continue eliminazioni per rassegna, le affezioni tubercolari delle ossa danno ancora un largo contingente alla chirurgia +nilit.are, come ~corgtlsi dal

relativo specchio. Non tenendo conto dei numerosi raschiamenti ossei eseguit i per cause diverse, accennerò sommariamente alle altre operazioni che hanno ùato luogo ad atti demolit ivi più u meno importanti o meritevoli per altro verso di essere ricordate. To~·ino. Capitano medico Car ta Mantiglia. P er frattura·comminutiva esposta della gamba destra, procedeva allo sbrigliamento dei tessuti molli ed alla asportazione di varie schegge. L 'infe1·mo guariva perfettamente. Amputazione della gamba al terzo inferi ore per artrosinovite tu· bercola.re ti bio-astragalea destra. Guarigione. Per frattura. del cubito sinistro non consolidata, praticata un' incisione lineare nel margine cubitale e messi allo scoperto i due monconi ossei sovrapposti per due centimetri, si liberano dalle parti molli interposte, si ravvivano e si tengono a mutuo contatto mediante sutura. Guarigione per prima, e l'arto in buona posizione gode di tutti i movimenti. Nova·ra. - Capitano medico Tavazzani. Disarticolazione della se· conda falange del mignolo destro per patereccio osseo.


I!PER.\7.10~1 CIIIRl'RGll'IIE

Alessaudl'ia. Tenente medico Caccia. Reso·zione del ginbcchio lle,;tro col m etodo 1\fackenzie. scucchiniamento esteso del midollo del femore e della tibia, cauterizzazione col termocnuterio per artrosinovito tubercolare. L'infermo mori,·a in W giornata, impron·isamente pE'r collns,;o. Artrotomia ed abbondanti lavande antisettiche al ginocchio sinistro per siUO\'ite pnrulenta." Guarigione. :-io t totenente medico ::\Itmzoni. Rt•sezione parziale e <·auterizzazionl' del radio sinistro per osteo-perio,t i te tubercolare. t; uarigion€'. 'l'ent?ntc meclico Cac<'ÌR. Seni fistolosi multipli da cario delle os:oa dell' artit·olazione llell' anca. Previa spaccatura rlei s1•ni, si praticò lo scuecbiaio.meuto delle ossa e delle parti molli cauterizzando col Pacquelin. Sari[Jiiano. - Capitano Santucci. Per pseudoartro;..i al terzo inferiore clc-ll'omoro sinistro, in seguito a fn\ttttra non t·onsolidata, procec lont alla rest?zione dei capi ed alla sntnra. metalli<·a. Guari.t;ione per prima.Disartieolazione dell'ultima falange necrosat.~~. llel dito medio destro. Genom. - Capitano medieo Frigoli. Artrotomia per artrosino,·ite dell'articolazione tibio-astrAgalra si n i stra. Ampntnzione dell'aYambraccio sinistro e disarticolazione del dito medio della mano destra per osseomielite tubercolare del dito meJic• della. mano rlest.ra e tubercolosi delle ossa del carpo e metacarpo sinistro. R esezione del corpo della mandil,ola per seno fb.toloso al mento. Disarticolazione del dito medio destro ed amputazione della. testa del metacarpo corrispondente, per atwhilosi e retrazione cicatriziale della mano destra. Asportazione della. falangina del po!Jice 1lE'stro. f>iacen;: a.- Maggiore medico Giuffreùi. Per sino~ite granulo·fungosa. del ginocchio destro, eseguiva prima la rese.zione del ginocchio e più lardi l'amputazione della coseia a.l terzo 1nedio. Guarigione per p1·ima. Pm·ma. - Capitano medico Giani. Disarticolazione meLacarpofilla.ngea òel rlito anulare della mano sinistra per osteoperiostile tubercolare. Asportazione dei due ultimi metatarsi con le relati~e falangi e del cnboicle del piede destro per a.rtrite fuugosa. Milmw. - Capitano medico P ronotto. Disarticolazione dell'indice destro pe1· patereccio. Rott.otenente medico Simeoni. -- Resezione di fmmmeuti tibiali e sutura ossea, per frattura comminuta della, gamba destra da cakio di caYallo. Guarigione con accorciamento dell'arto di r, centimetri.


ES~~Gt: l1'l:: NEGI.l ST ABII.BlENTl S ANITARI ;II J I.ITAIII DEl. REO:s'll

Ci·l!l

Tenente modico Messerotti. T~a pauazion~ e raschiamento dolla tuberosità ischiatica destra. per . osteoperiostite. Capitano medico Aprosio. Amputazione della. coscia. sinistra al 3' medio e S\uotamen to dell'inguine per gonartritC' fungosa tuber<.~o­ lare con seni fistolosi multipli e diffusione alle glandole inguinali. Capitano medico Calegari. Raschiamento del mascE'Ilare inferiore ed aspor tazione di frammenti ca1·iati. Tenente medico ~Iasserotti . Amputazione dell' iudice destro per osteo-artrite purulenta. Verona. - Capitano medico Bernncci. Disar ticolazione ùel :3" metacarpeo e dito corrispondente per osteoperiostite tubercol~tre. Asportazione della falange ungueale necro..,ata tlel pollice destro per patereccio. i'adom. - Magg iore mcJicQ Vicedomini. Asportazione del ·r' metatarso per carie. Venezia. - Maggiore medico Carbone. . Asportazione della fal:u~­ gettn. dell'indice destro per carie. .Rottura dol callo deforme e sutura ossea per frattura. del radio sinistro mal consolidata. Hat·emw. - Capitano modico Sotis. Disarticolazione della 2• falange del pollice sinistro e della. falangetta dell'anula1·e sinistro per patcrec<:io. Chieti. - Maggiore medico Tempesta. Disarticolazione del dito mignolo della mano destra. per necrosi da patereccio. Firen=e. - Maggiore medico Baldanza. Disarticolazione dell'alluce destro per artrite tubercolare. Resezione carpo-antibracehiale per sinovite tubercolare. A. guarigione i movimenti dell'articolazione rimasero alc1uanto li mitati. Amputazione della gamba destra per tubercolosi delle ossa del pierle de<;tro, essendo riuscite \aDe, per ripetizione del processo tubercolare, le precedenti operazioni di resezione, e poi di disarticolazione del piede. Guarigione per prima. Livorno. - Tenente medico Bozzi. Disarticolazione ùella ~· falange del pollice destro per patoreccio. Capitano medico $antoro. Artrotomia della spa lla destra, indi artrotomia del polso corrispondente, e da ultimo disn.rticolazioll6 della spalla pe1· n.rtrosinovite fungosa della spalla. e del polso. Si otteneva la guarigione locale delle ferite operative, ma tre mesi dopo il paziente moriva per tubercolosi polmona.re diffusa. RQma. l\Iaggiore medico Rima. Resezione parzia le metatarsea al piede destro per osteoperiosti te. Maggiore medico Cerv1gni. Amputazione della coscia destra al a• inferiore per gonoatrite fungosa tubercolare. Guarigione per prima.


O I'EHAZIO Nl ('}llR URO l CHE

R esez ione del quinto metatarso ed amputazione del l " cuneiforme, per carie. Asportazione della l ed amputazione della 2~ falange dell'alluce sinistro per carie. Disarticolazione dell'alluce sinistro ed amputazione della metà inferiore del l '' meta.tarso per carie. Asportazione del medio della mano de:.tra per patereccio. Capitano medico Galli. Disarticolazione dell'ult ima falange dell' a Il uce destro per ostcoma. 'l'en en te medico Paolini. Disarticolaz\one del la seconda falange dC' l pollice destro e decapitazione del la l" per paten•ccio osseo. l'erugia. - :\Iaggiore medico Cavicchia. Disarticolazio11e del ginocchio destro per osteomielite. .Vapoli. - 1\faggiore medico De Fa.lco. In consl:'guenza di perineA

vrito del 11er~o cubitale sinistro, per Òsteite della doccia. in tema 9-el

gomito con disturbi trofici delle due dita, esegniva lo svuotamento del l'ascesso, asportava i tessuti tubercolari perineVl'itici, con resczione e ntschiamento della doccia ossea del nen1o cubitale, afTetla da c·ario. t~ nurigione. Haschiamento profondo dell' omero per carie. Artrotomia per gouidrarto traumatico sinistro. Capitano medico Boccia. Amputazione della gamba sinistra al terzo medio per artrite tubercolare del p iede. Amputazione della coscia destra al terzo medio per gonar trocace destro. ('a.~erta. - Maggiore medico Gerundo. Sequestrotomia per osteoperiostite del femore sinist ro. Resczioue del piede destro alla Pirogoff, ed in 2• tempo amputazione della gamba al terzo superiore per osteoperiostite tubercolare. Amputazione della gamba destra al terzo medio per osteosino,·ite tubercolare del piede. Salerno. - Tenente medico Cimino. Disarticolazione falango-falangea dell' indice destro per sinovite tubercolare. Palermo. - 1\faggiore medico Rizzo. A rtrotomia per gonartrite tubercolare destra.

Torace. Le resezioni costali sono state eseguite in maggior ntuuero negli o;;pet1ali militari dell'Alta Italia, stante il predominio delle malattie dell'apparato respiratorio solito a ver ificarsi nella stagione invernale nei paesi del Nord, mentre sono scarse negli ospedali dell'Italia media


J::SEGUrrE XEGL..l s'rADILIMEXTI SAXITARI mLI'l'AR I DEl, REGNO

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e meridionale, e non ne venne praticata alcuna negli ospedali di Palermo e di Messina. Generalmente tali att.i operativi furono determinati da emp1ema pleurico ed in rari casi da carie. Si ebbero alcuui decessi di cui si dirà in appresso. La resezione costale si limita quasi sempre ad nn<~ costola e di preferenza all' ottava od alla decima. Nell'ospedale d'Alessandria, opertttore tenente medico Caccia, per fistola toracica in corrispondenza della Ngione sottoscapolare sinistra, da empiema pleurico, si praticò la toracoplastica con resezione della sesta, settima e ottava costola col metodo Estlander modificato da Schede, e 1·iunionE} delle parti molli, lasciando però un drenaggio. Guarigione. · Per morbo di Pott (~econda vertebra dorsale) con ascesso per congestione, lo stesso operatore praticava la resezione dell' apofìsi spinosa della seconda vertebra dorsale, asportazione della membrana flogistica, cauterizzazione con Pacquelin. Dopo avere ricoperto la parte con uno straterello di iodoformio, richiudeva completamente con quattro piani di sutura. Gua1·igione per prima. A Milano, dal capitano medico Aprosio1 fu praticata la tmpanazione dello sterno per ascess0 mediasLinico. Fra le operazioni nel torace merita particolare ricordo una puntura del pericardio, eseguita nell'infermeria di Cesana al soldato 1\[orini del 25° fanteria7 il quale presentava segni minacciosi di adinamia cardiaca. Si estrasse una discreta quantità di liltuido sieroso limpido e l'infermo migliorò rapidamente. Nell'ospedale militare di R(\Illa, operatore capitano medico Galli, veniva eseguita una. resezione parziale dello sterno ed asportazione parziale del mtlscolo g rande pettorale e dello sterno cleido-mastoideo per carie dello sterno e miosite tubercolare dei muscoli recisi.

Malattie del ct·auio, faccia e gola. -

( SPECCHIO

D).

Come si rileva dal relativo quadro, numerose furono le operazioni eseguite in queste regioni, con tutto che non vi siano stati compresi molti atti operativi di miringotomia e stricturotomia ecc., che dinotano una speciale abilità tecnica nel trattamento delle malattie dell'orecchio ed oculari, frutto evidente della provvida disposizione di assegnare capitani medici quali assistenti alle diverse cliniche universitarie. Fra le operazioni non comprese nel quadro, credo Llover ricordare quella eseguita dal maggJOrl'l medico De Falco ne)l'ospedale militare di Na-


OPERAi'.J0:\1 CHIRUJ!GlOI!E

'" poli per flemmone retroC'nlare a destra, cou'set:nLi,·o a sinnsite delle cellnlo ctnwiJal i. Ftl fatta l'aspirazione della marcia dalle cellule etmoidali con siriuga d'aspirazione a lungo ago, int rodotto dalla narice dest r<\ a lra\·er,;o il turbinato medio. Gnarigione. Un'altra operazionc non r egisrrata è quella es<>guita dal capila'llO medico ?IIM~aria. nell' ospedale di Ancona colln re~ezione del tnrbinnto inferiore sinistro per rinite ipertrofica. Le duo operazioni di cataratta fnrono eseguite ~mi ' 'et t>rano RRpoti uell'osprdalc militare di Alessandria, nna dal tenente colonnello Btohuio a ll'occ·hio sinistro, l'alt ra da l Lenen te Caccia all'occhio ùest:·o pc·r calomtta senile con esito buono. V operato di tracheol.omi~ per laringite Hemmono::a nell'ospedale di Cagliari m01·int cinque giorni dopo per setticcmin.. F ra g li operai i di trapanazione d_ell'apofìsi ma~to idC' per ot i te merli a purulen t a si ebbero q uatt.r o decessi, due n el l'ospedale militare di ì\filano, uno nell'ospedale tli R oma eù nuo n ell' osped:tle di Aucona · pe•· ditl'u:;ic)no de1 processo alle m eningi. L a al tre operazion i SPgnate nel C'Ìtato <t na\lro non prC>sentarono complicanze di sorta e tntte ebbero huoni risult•1ti. 'lalattit~

llt'Jl" addonH'. -

( SPEC!'HJO T~ ) .

Stante il numero e l'importanza delle operazioni d'ernia, in mpporto specialmente al sen·izio militare. si i· creduto COII\·euiante di <·omprendt>rle in un quadro a )Jarte di cui 1.i dirà in appresso. Delle OJWrazioni comprese in questo specehio farò un cenuo sommario tat·C'ndo, beninteso, di quel~ già ricordate nelle lesion i Yiolent.t>. 'l 'orino. - Capitano Carta 111ant iglia. Laparotom ia e!';p)orativa per canc·ro del colon tra,erso. Lapa.rotomia per peritonite settica da appondiciiC' e peritifiite ed nlLra per appendicite acuta. Per gnt\'i sintomi di rea?:ion e peritoneale da COHtu.:;ione adclominale da calcio di cavallo operava pure di laparotomi~t il soldato Cassoni d el 17° artiglieria., ottenendone guarigione p er prima. Lo ~>lesso operatore eseguiva l a n efrotomia, il 17 novC'mbre a sini~tra e il 3 dicembre a destra, ne l colonnello Oesnti per ascessi renali, ma l'infermo mori\a il 20 dice~bre per uremia. Un'altra nafrotomin. 'enin. praticata ue l soldato Bertona ver r ene cistico sinistro vol uminoso con contenuto purulento di dieri litri. Il paziente, operato il 27 settembre, USCÌ\a guarito j) ;}t} dicembre .


Sat;iyliarw. -- Dal sottotenente med ico Collic1'\.1 in seguito a perforllzione inte~ting,le, fu praticata una r esezione intestinale di cinque centimetri con riunione de i monconi mediante tre strati di sutu1·a. e furono prati caL~ tre altre s;.ttnre parziali dell'intestino per chiazze nncrotiche della. paret~> non ancora perfon1.ta. L'ammal a~o però SOC· combeva. il giorno appresso. .llila11o. - Capitano medico Ca.legari. I~aparotomia e:>plorativa. per tumore' addominale. P er le vaste aderenze del tumore agli intesti n i non si procedette u.ll'a.sportazione. Nulla. di particolare banno presentato tre operazioni di laparotomia. eseguite dal capitano A prosio, e due dal tenente :Jiesscrotti 'Honvenuti, con esito d i guarigione. Nes:~nna complicanza hanno pre:;entato le laparotomie per appendicite eseguite dal maggiore medico Bonayoglia a Bologna e dal magg iore Puglisi a l!'irenze, dal maggiore Bima e dal capitano (;alli nel. l'os pedale di Roma, riuscite tutte a guarigione. Il maggiore Cervigni eseguiva con esito eli guarigione nna laparotomia per appcndi,•ite. l/altro operato per appendicite e necrosi intestinale da briglie di pregressa peritonite che strozzavano d ue anse del tenue, soccombeva. 1lue giorni dopo per paralisi intestinale. Il ml\ggiore Cavicchia, dell'ospedale di Perugia, praticava una laparotomia. con enterectomia ed enterorrafia per peritonite da pertor azione intestinale con e~ito di guarigione. ll capitano Boccia, dell'ospedale dì Xa.poli, ne pratica~a una con e"ito di guarigione. Della. lapar otom ia esegui ta. dal capitano medico Delogu si è parlato nei traumi.

Ernit'. -

tSP~o:crnro

P 1.

Le operazioni d'emi a. eseguite nel 1 90~ ascendono a. Golj, con aumento di 104· sull'anno precedente. Dal quadro emerge come le ernie a. destra siano di gran lunga pii1 numerose che a sinistra, ciò che è stato pur~ rilevato nella statistica del! 'anno scorso; è da notare che, su tante operazioni, neppure una fu determinata da ernia strozzata, e dei casi di recidiva operati due :>oli sono in dipendenz11. di operazioni eseguite negli stabilimenti militari: quasi tutte guarirono per prima. Le ernie iug uina.li presentarono le solite varietà di ernie libere od aderenti, acquisite o congenite, lipomi presierosi, cisti del cordon e, ectopia del testicolo e più di frequente cirsocele, per cui si presentò necessaria. l'escisione delle vene ectasiche del cordone. Non si riscon-


(jf>.!

OPERAZI0::\1 C IIIH UIWICHF:

trarono pnrt icolarità meritevoli di ricordo speciale, però, col consenso dell'n,utore. credo opportuno accennare brevemente ad un n.uovo metorio per la cura dell'ernia inguinale senza suture perdute, messo in pra.ti1·a dal mag~iore medico Baldanza dell'ospedale militare di Firenze con esito molto sotldisfacente. Ecco come egli procede. l 0 Dopo nn 'ac(·nrata. disinfezione delle parti, pratica il taglio dei tessuti, l'isolamento ed asportazione del sacco, che, l(Uando è piccolo, non escide, mn increspa assieme al colletto, sutura a filzetta' il col letto, ed Ìtl\'ece eli fare il nodo l'increspa semplicemente; poi, facendo passare i due estremi del filo per un ago a cruna chiusa, introduce detto ago nel te:;snto sottoperitoneale (proteggendo i Yisccri entraddomiuali cnll'imiice della mano sinistra) ed a tre o quattro centimetri dell'a11ello in~ninll.le :tddominale perfora dall'interno a.ll'esLerno le pareti nc1doruinali, compresa la pelle. In tal modo viene fissato il pcduncolo del sacco dietro le pareti addominali. 2° Fissato il sacco, passa alla sutura profonda (ricostruzioue della parete posteriore drl nuo•o canale inguinale J; mette tre punti ad IJ, <·he fissano il triplice strato al bordo posteriore !lei legamento del Falloppio. Gli estremi dei fili di questa sutura e:;cono snlla pelle in corrispondenza della piega dell'inguine (questa sutura è simile a quella praticata nel proce;;so Duplay-Cazin). :3• La sutura d e ll' apone;rosi del grande obliquo (pareto anteriore

del nuo;o canale1 l'esegue come la profonda: cioè con fili ad ansa. però, nell'attra;ersare i due bordi dell'aponevrosi, usa puntl alla Lembert. Gli estre10i rli questi fili escono sulla pelle ad un centimetro e mezzo in sopra di quelli della sutura profonda. 'l'utti gli estremi dei fili, compresi quelli che increspano il colll'tto del sacco, Yengono annodati in tamponi di garza sterile. .l!'u usato filo mPtallico anche per la sutura cutanea: però non è controindicata la seta. I punti vengono tolti il decimo giorno.

Orwm zioni Jtratiratt' sull'alllllli'<'CChio m·o-geuitale. - (QuADRO G). Gli atti operativi eseguiti in questa. regione hanno avuto in mas~ima parte lo scopo di liberare i pazienti da imperfezioni moleste che

li rendono non soltanto meno idonei a l servizio militare attivo, ma sono anche di graYe impedimento alle faticose occupazioni cui devono poi assoggettarsi nella vita c i •ile per provvedersi i l sostentamento. Ciò spiega come crescano di anno in anno le operazioni per •aricocele, le quali nel 1!10~ raggiunsero proporzioni verament.e considereYoli, ed


ESIWl'l'l'E ~EC:LI STABII.IMF.:\TI SANITAHI MILITARI DEL RE0:-\0

G5::i

alla stessa causa. credo debba anche in gran parte attribuirsi l'aumento degli atti opemtivi eseguiti per altre operazioni simili, quali le ernie, le fistole anali, le emorroidi, che mediante l'asepsi chirurgica hanno acquistato quasi la sicurezza di un esito pronto e favorevole. TJa conoscenza dei fel ici risultati ottenuti dai compagni che già. vi si assoggettarono, induce ogni anno un numero sempre maggiore di soldati a liberarsi da queste imperfezioni incresciose, le quali, data l'età gio,·ane dei sogget.ti, riescono non poco fastidiose anche dal lato morale, come è dimostrato dal fatto che spesso le tengono celate. ~elle operazioni di fìmosi, varicocele ed idrocele furono usati diversi processi secondo le circostanxe, e secondo la speciale predilezione dei singoli operatori, ed il risultato fu in ogni caso favorevole. In pochissimi C!l:ii di rf'stringimenti uretrali si dovette ricorrere all'uretrotomia in tema od esterna, essendo q nasi sempre riuscita efficace la dilatazione grad n a le o forzata coi metodi del B eni q ne t o dell' fi olt ed altri. Lo uretrotomie i ntcrne non prese n tarono complicazioni; q nelle ostc•rn c furono eseguite l'una nell'ospedale di Genova clal capitano Frigoli per restringimonto uretra.le, ascesso urinoso e fistole perianuli multiple: un'altra a Napoli dal maggiore De Falco per cistite catarrale con ascesso prostatico; e la terza. tl. ì\Iessina dal maggiore l\Iinici in un sottohriga.diere di finanza per ascesso cancrenoso circondan te l'm·etra membrauosa nel piano peria.nale medio. Si ebbe miglioramento nelle prime 24 ore, ma in segnito, nonostante che l'uretra fosse permeabile al catete1·ismo, l'infezione, proveniente dalla. cistite flemmonosa. settica, si difl'usa maggiormente allo scroto ed ai tegumenti vicini ed il paziente soccombeva per setticemia. Credo far cosa. g radita ai colleghi riportando qui due proces:>i riguardanti l'idrocele ed il va.ricocele, gentilmente comunicatimi dal maggiore medico Baldanza, in seguito ad invito fattogli. Ct,rrt 1·adicttle dell' idroce_le; p1·oresso in due tempi: La recidiva nello idrocele, anche operato coi metodi di cura radicale Volkmanu-Bergmann ecc., spesse volte si verifica, forse perchè 11intervento si fa con rapidita tale che la sierosa, sottostando a lieve irritazione, non reagisce a sufficienza, e lt1. superficie rimanendo poco o niente modificata, segrega novellamente. Per evitare tale grave inconveniente, che compromette il successo definitivo, egli pensò di modificare i processi esistenti lasciando per 48 ore a contatto della -.;·aginale un corpo estraneo, cioè della gar7.a a.l snblimato, al fine di rendere l'azione consecutiva abbastanza attiH. ed impedire così la recidiva. Egli opera nella maniera seguente:


UPERAZlO:-\ l C UIRURGJCJIJo;

Dopo un'accurata disinfezione delle parti, incide lo scroto due o tre ceutimctri in sotto dell'anello inguina.le fino alla parte più declive del tumore. Scoperta. la vaginale, che punge col coltello, dopo aYer allargn.to l'apertura colle forbi ci, reseca la porzione esuberante, conscrn\ndono pii1 del necessario per an·olgere nuovamente il t esticolo, indi imbot.tisce con garza al sublimato, la quale rimane a contatto con a nibo le pareti della vaginale, che sutura con punti provvisori. P er i punti provvisori clelia vaginale usa fili mt~t.allici, i cui estremi porta. fuori della pelle, allo scopo di tro\·are subito il taglio della \ aginale, quando procede al secondo tempo dell'operazione. Dopo 48 ore, previA. rimozione delht garza, pratica con catgut la sutura della vaginale e con seta quella delle altre tuniche dell o scroto . .i!'inora dPi sei operati, dei quali il più antiro data da circa tre anni o l'ultimo da circa otto mesi, non si ebbe recidiva. Anche in un ultimo caso operato sette mesi or sono dA.l maggiore

meodico cav. Puglisi, con l'istesso processo, non-si ebbe recidiva. ('nra df'L rttricocele. - Dopo aver operati numerosi ittdi vidui affetti da \'1tricocele cou la legatura del pacco varicoso, pure ottenendone ottimo risultato, rilevando che qualche operato si laguava di tlolori nel sito della. cicatrice, e ::;pecialmente per il timore della possibili tà di pro1·ocare l'atrofia del testicolo, pensò di ri•·orrere all' impicciolimento (lello st·roto (metodo \ecchio) senza però r esecarlo. L'atto opera.ti\·o è semplic.issimo, trattamlosi di fare scorrere a zigzag fra le pareti surotali dei grossi aghi armati di fili <!oppi di seta :.pessu, in modo che lo scroto >eHga bene increspato. l fili vengono annodati su tamp0ni di garza sterilo. Dopo quindici g iorni si tolgono i fili, i quali, nello spessore delle pareti scrotali, producono cordoni cicatriziali sufficien t i a ma.nt<.>nere impi<.:ciolito lo scroto. Con questo metodo, che l'autore chiama a sospensione, si ottennero risultati immediati eccellenti; r esta però a con:-:tatare se il tem po non facciA. rli nuo1·o rilasciare le pareti d~llo scroto e for~e ricom pari re la re<· i diva.

n e;ione anale. -

( Q lj,\D I!O 11).

Circa le operazioni comprese in questo qu1tdro non si h anno ossC'r· yazioni speciali a fare.


ESEGLTrE .XEClLl STAJilLIMEXTl SAX ITARI mJ.lTAni DEL REG:-10

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Rinssunto. Gli atti operativi negli stabilimenti sanitari militari vanno aumentando di anno in anno, e si nota pure con soddisfazione che cresce in pari tempo il numero degli operatori. Da. 8G4 nel 1898 le operazioni salirono a 1225 nel 18!:19; a Hì62 nel 1900; a 1771 nel 190l per raggiungere la cifra di 226U nel Hl02, e ·ciò senza tener conto, come si disse, di centinaia di operazioni di minore importanza, che pur richiedono non èomune abilità tecnica e buone cognizioni anatomiche. Ten::tto calcolo della gravità delle operazioni eseguite in casi di malattie per sè stesse mortali, quali le resezioni costali per empiema metapneuroonico, laparotomie per appendicite e peritonite tubercolare, net'rotomie, ecc., il numero dei decessi non è alto, essendosi avuto in totale 22 morti, cioè meno dellO per mille sul totale degli operati. lnfermel"ia di Kalepa.

Si ebbero, nei militari, 52 casi di chirurgia e nell'ambulatorio civile si continuarono le buone tradizioni degli anni precedenti prodigando l'opera gratuita a. ben 2488 malati, di cui 1477 per malattie mediche e 1011 per malattie chirurgiche. Tacendo delle operazioni minori, che ascendono ad un numero rilevante, furono eseguite in detta infermeria 4 operazioni di ernia inguinale, guarite per prima, ed una resezione del ginocchio con asportazione della rotaia per osteosinovite tubercolare. Dette operazioni non sono state comprese nel quadro generale. Operatore tenente medico Amenta.

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Cavicchia Caredda.

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Cervigni Brezzi <>alli. Pimpinelli . Paolioi . Falcetti.

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NB. - Tenuto conto che si sono operate 18 ernie dopp ie, Il totale delle opernlioni risulta di 65'7.


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Ol'ERAZIOl\'"I CHIRURGI CH E QUADRO (~.

Operazioni praticate sull'apparecchio uro-genitaie. UretrG· I rom la Osri:D\1.1

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C.:a!ltellau! Pettinelll. Montanari Mart;ara. Manzonl . Ca pozzi <.:accia Sand ret ti. Rusconi .

Savigliano

Milano .

Snntuccl. P•!l"liuzzi Collica Aproslo Messerotti l onnzzl Cale~rarl . Slmeoni Truffi. .

Brescia.

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Genova.

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Piacenza

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Verona.

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Padova.

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E S EGUITE NEGLI STADIL!ME~TI SANITARI MI LITARI DEL RE:Gl\0

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Ripodu. Mantova

Mariui Rlghin i

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\lichieli . Di Giacomo. Cossu. Trotta Satta-Puletto

Yenezia.

Bologna

Sforza Orri1 Bona voglia Barbate lli Grimnl l le Vigili s .

Ravenna

Carino

Ancona.

Riva Mall\\asi. Calore Pomponi. F'arroni De Florio

Chieti

Tempestil

Firenze.

Silvestri . Baldanza Puglisi Marri.

Livorno.

San toro P rocacci .

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Da riportarli.

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ESEGU ITE NEGLI STADIJ,DI EN'l'l s.-\.Xl'rARl ~ULITARI DE L REGNO QUADRO

l.

Tabella riassuntiva de lle operazioni chirurgiche eseguite negli stabilimenti militari durante l'anno 1902.

N.

Ospedale militare di Torino Novara . Id. Alessand ria Id. Id . Savigliano . Milano Id . Brescia . Id. Id . P iacenza Id. Par ma · Id. Genom . Id. Ye rona . Mantova Id. Padova . Id. Tid ine Id. Yen ezia Id. Id . lJologna Ravenna. Id. A ncona . Id. Chieti Id. F irenze . Id. Id. Livorno . Id. Roma . Perugia . Id. Cagliari. Id. Id. l'ia poli. l d. Caserta . Salerno . Id. Id. Bari. Id . Palermo. Id. Mess ina. Catanzaro Id.

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N. 2219

QUADRO

Morti nel 1902. N. 2

Ospedale militare di Alessandria Id. Savigliano. Id. Mi lano . Id. Mesaina Id. Padova . Id. Ancona. Id. Palermo t Id. Tf)rino . td. Livorno. Id. C'a;:rliar i. Id. Roma .

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Anno 190i, ~. 12.

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OSPEDALE :.\IILITARE D1 BRESCIA

CO~TR IB UTO ALLO STUDIO

DELI/ ANGINA DI LUDWIG

(FLEMMONE SOPRA.illiLOIDEO DEL COLLO)

)!~moria

letta alla conft'rem;a :;cienrillca del 7 marzo t91J <la l dott. 8ah·ulnre 8alinari , caJlitano medico

La sera del 9 gennaio u. s. veniva urgentemente ricoverato in quest'ospedale in istato grave il soldato del 74" fanteria Rota Pietro per una enorme e diffusa tumefazione al collo. Il paziente era altamente febbricitante, la l'espirazione di molto ostacolata, difficile e dolorosa }a deglutizione. Il medico di guardia gli praticò delle superficiali ;;carifica.zioni sul pavimento della bocca e gli applicò il ghiaccio a cravatta attorno al collo. La mattina seguente quando io lo vidi per la prima volta ebbi una. impressione penosa; la tumefazione già si era estesa sinistramente verso le regioni parotidee; la faccia continuavasi diretta.mente e sen?.a demarcazione alcuna col collo; la bocca semiaperta lasciava. colar la saliva; la lingua rivestita di una patina lJianco·fuligginosa era sospinta in alto ed indietro e lasciava vedere a ridosso dell'arcata mascellare un rilieì'O sottolinguale caratterist,ico colla impronta dei denti. La pelle a livello della tumefaz ione era di colorito pressochè normale; nessuna traccia di arrossimento, di li•idore, di edema. La palpazione, poco dolorosa, faceva constatare la presenza di una mass~" dma come il legno, immobile, estendentesi in tutto lo spessore delle parti molli cl1e separano la pelle dalla cavità boccale. Nulla del resto di morboso in qnestlt; l'istmo delle fauci perfett.amente integro, i ute~re le tonsille e la rimanente mucosa. Soltanto, avendo il paziente r ichiamata la mia a ttenzione sn di un dente cariato, potei constatare che accant.o alla nicchia del ~econdo mola.re sini:-Lro, già avulso, esisteva carie ahbastam:a accentuata dell'altro deme limitrofo. Da l)_nesto punto, diceva egli, erano cominciate il giomo ayanti le sofferenze) le quali, lievi dapprima e perfettamente tr!lscu-


CO:\TRIBUT O ALLO ST!;DIO DELL'AXGI:\ ,\ l!l LJ;OWIG

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mbili, avevano a;o;suuto in meno di 24 ore l'andamento grave ecl in· Yadcnte suaccennato. E coi fenomen i locali si erano fatti improv,·isamente inquietanti quelli generali; la febbre, l'insonnia, ragitazione. La facc ia de l paziente indicava la sotferenza, la tinta di essa era di un pal lore g iallo-terreo emozionante, il naso aJli lato. Egli a\ova passata nna notte cattiva ed a veva anche u n po' delirato. Cosa fare? Non essendovi per il momento minaccia di a~fissia, mi limitai ad ap]Jlicare delle sanguisughe sulla parte ed onlinai frequenti colJnttorii disinfettanti, nella speranza che la tumefazinne si circoscrivesse. o che per lo meno essa in qualche punto si ramruollis:;e. Jn seguito a questo trattamento parve seguire leggera miglioria nei fatti generali ed il processo si maHtPnne sLa?:ionario sino a l mattino se_gneute; rna nelle ore pomeridiane del giorno undici, l'nfermo tornò ad aggravarsi . la temperatura superò i 40" C., crebbe la diiTicolt:i. del re3piro1 eli venne del tutto impossibile la deglutiz ione. Dinanzi un quadro sì mimwcioso com presi la necossità d' inten-enire cora,ggiosamente al pitt presto possibile; ne andava d i mezzo la YÌta del paziente. Pratiea i quind i sulla tumefazione, parallellamente alla metà destra della branca orizzontale della mandibola, una lunga e profonda incisione ea attraversai per lo spe:;sore di circa tre dita trasverse tes:;uti iufiltrati Ji una tinta g iallo-rossastra, c lw mnn mano che mi approfondivo si preseHtavano sempre più rammolliti, cire:ondati da masse d i detrito e mescolati a cenci e filamenti, vestigia di fibre muscolari e di guaine aponevrotiche in gran parte necrot.izzate. In tale manovra dovetti inoltrarmi cautamente a strati, perchè, essendo scomparso ogni punto di ritrovo, operavo del tutto alla cieca. Il dito dell'assistente introdotto dalla bocca m'indicava intanto ch'ero \ ici no alla meta; per cui deposto il bistori e sbrigliato ancora un po' il tenebroso tragitto col l'aiuto di una guida smussa, capitai finalmente nel" cavo ascessuale, dal quale vidi sfuggire tumultuosamente del gas seguito ùa poca copi<~ ùi pus verdastro, schiumoso, mal ligato, estremamente fetido. A llargai più che potei l'incisione ed applicai nn grosso t ubo a drenaggio. La 11otte seguente passò più calma ; ed, al mattino, la t umefazione non era aumentata di volume, ma neanche sensibilmente diminuita; essa conservava la durezza lignea e persisteva la febbre alta, come inntriata mantenevasi la clifficoltit della respirazione e della deglut izione. Il mio còmpito non era quindi terminato, nè svanito del tutto il pericolo di una catastrofe. Praticai subito un'altra apertura a sinistra, perfettamente simmetrica alla precedente; ed il risultato fu il medesimo : fuoruscita tumultuosa d i gas ed emissione di scarso pus fetido, schiumoso, pro,·eniente da un cavo egualmente profondo. Con nn


(i78

CO:\TRIBUTO ALLv STUDIO DELL'A~GINA DI J,UD\\'W

klemmer chiuso mi aprii non senza difficoltà una larga comunicazione tra le due soluzioni di continuo e potei così realizzare un'abbondante disinfezione dei tessuti. Le ferite si mantennero per un pezzo beA.nt.i e coi bordi divaricati e rigidi senza dar esito oh9a. piccola quantità di liquido oscuro : parimenti la durezza del flemmone conserYossi nei primi giorni invariata; ma i fenomeni gcmerali ben presto si mitigarono; la febbre il dì appresso cadde q nasi per crisi, presentando solo lieYe ascensione serotina. In seguito la fuoruscita del pus si fè abbondante e facile, le soluzioni di continuo com inciarOùO a detergersi, <>d a capo di un mese si ebbe la cicatrizzazione perfetta. V OC<,Orrere non molto frequente di quest'affezione, le discordanze n-;sai stridenti circa la determinazione della sodo e della natura di essa, lo cont,rover:;ie t nUora vi ve riguardo alla etiologia ed alla patogenesi, mi hanno indotto a riferire questo caso, tanto più !·h'esso mi ha offerto l' oecasione di portare intorno ai punti piu discussi il mio modesto contributo. La magistrale descrizione, che della malattia ci trnmandò sin dal IS:Hi il Ludwig, mcritaYa senza dubbio che ad essa andal'se lep;nto il nome cl~ll' autore; ma quello che mi pare oggidi iuopportuuo si è cbo le Yenga tuttora conserntta la denominazione i m propria di angina. Questa parola \alea S\Ìsare il concetto esatto che deve IWersi dell'affeziono !.'d a far nascere il dubbio che si tratti di una entità morbosa speciale, là ùo,e, come anò occasione di ùimostrare in prosieguo, non si il<t da fare che con nn processo banale del collo. }~ \ero che il quadro sintomatico a!'sume un aspetto e un decorso assai più grave che negli altri comuni processi flogistici, ma sino a che non ~i :-ari~ dimostrato che la malattia sia sostenuta dtt un agente patogeno unico e specifico, non si può avere il dritto di elevarla ad una entità morhosn. sui generis. 'E quando pure la si voglia differenziare dallo altre lesioni affini per la sede, la sintomatologia, la gravità ed il trattamento peculiare che richiede, tutt'altro nome le si dovrebbe dare che quello di angina, a meno che con eRso non si voglia ricordare come la malnLtia origini sempre da una lesione della bocca, o non si voglia dare alla parola angina il significato puramente etimologico corrispondente a quello di un'affezione morbosa capace di produrre disturbi della Lle· glutizione e della respirazivne (da avz••) == strozzo) e non il signifìcl\to che oggidi le assPgnano i patologi. Col moderno indirizzo dell' arte HO~Lrn. meglio à intanto prescegliere una denominazione consona alle conoscenze cliniche ed anatomo-patologiche; ed a ciò dobbiamo dare importanza maggiore noi Italiani, se non vogliamo essere chiamati ne· poti degeneri del grande hlorgagni.


CO:\'I'RIDUT•l .ALLO S'fl'DIO DELL'A:\C: INA m LUDWH;

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E cominciamo dalla sede del morbo: CO!Jnitio cvrporis principi1tnt sermo11ÙJ in arte. ::;e consideriamo in blocco il segmento anteriore-supe-

riore del collo, o, come altrimenti dicesi, la regione sopraioiùea, possiamo immaginarla composta di due logge separate da un piano mu!'colare, ch' ò fatto a. preferenza dai muscoli miloioidei riuniti da un mfe fibr oso mediano. La loggia situata al disopra di questo piano costituisce insieme con esso il pavimento della bocca propriamente detto; quella :<Ìtuata. al di sotto fa parte del collo. Sotto dci miloioidei appariscono n el mezzo i due musroli genio-ioidei contigui tra loro, e poi sotto di questi si 'ede il mn,rgine inferiore del >entaglio, che d:\ ciascun lato disegnano i genio-glos.;i. Divaricamlo la linea cellulosa, per cui qnf:':-:ti ultimi restano uniti, pt>rYieusi nella varLe media dPI soh·o alveololinguale sotto ùelln. mucosa e del frenulo, della ling na, clovC' il cellulare è abbondante e diraclA.to in unn, borsa mucosa reln.tivnmente vasta rlet.tn, di Fleicbmaon. :\i Inti del mitrgine superiore dei genio·glos;;i se1npre. al di sotto della mucosa boccale e sopr :1. i miloioidei troYansi gli nciui dr Ile glandole sottoli uguali. I milo-ioitlei però non arri vallo a coml'lt'tare il pavimento dc· Ila bocca, ma esf:i col loro honlo po;:torioro conc·nclo In. parte anteriore dci mn~coli io-glossi, lasciano scoverta inv€'ce Jn. par te po:-:teriore di questi mu.;coli, alla quale è dt~ta. così iutcgr11.re su i lnti il detto pa.Yimonto. ~ulla SU[JCrficie anteriore degl'io-glossi strisciano eh\ fuori in dt•ntro e clal basso al,1uanlo in a lto i nervi ipoglossi ao·compagnati dalle rispettive vene linguali: ed e;.si, cbo spi·~cano a--;:a.i bene per il loro colori to bin,ucastro sul rOtlSO muscolare, chiudono <111. ciascun lato e rappresentano la has€' di uno spazietto triangolare, che volge r apice verso il piccolo corno de ll'osso ioide, dove convergono gli altri due lati co-.tituiti dallo stìlo-ioideo e dal milo-ioidoo. Tale spazio si denomina triangolo ipoglosso-ioideo, importante a ricordare, porclu~ in e.;..;o basta incidere o di>aricarc le fibre muscolnri dell'io-glosso per scorgere l' arteria linguale. In una nicchia, intanto, fatta in massima parte dalla faccia anteriore del milo-ioideo eù in piccola parte rla quella dell' io-glosso si sta la glandola sotto-mascellare coi suoi nodi Jin fatici : e se si rove:>ciit in su il milo-ioideo si vede anche la parte latNa.lc dello spazio alveolo-linguale, a cui fa in alto da coverchio la mnco,:a boccale. In (JUesto spazio evvi il prolungamento anteriore df:'lla glnn,loln. sot tomnscellare con il principio del dotto di \Vharton; ed in e!'so scorrono anche l'art. lingnale, il nervo linguale, l'art. ranina (tern1intlzione ùella linguale) (> l'ultimo tratto della branca. linguale del o" paio. Tramezzi fibrosi multipli, in vario senso diretti ed oltremodo r esistenti, spicca tra que;;te svariate produzioni la fascia cervicale; €' viene cosi rafforzato l'inviluppo aponeurotico-muscolare, cho spingeu-


CJIJ:-TttiDl:l'U ALLI) ,.,n;JJI O DELL',\:Sui.:\ A DI l.t.:Ll \\' J(J

do:;i in alto 'Verso la lingua e posteriormente Yerso il canale aereoalimentare, limita uno spazio riempito da un'atmo~fera. di connettivo cellulo-nt1 i po~o, spazio dPtto da Sebileau ca Yitù sublingnale e t· h e avrebbe perciò forma. d i piramiJ.e coll'a p ice tronco rivolto nel punto O\e i geuio-~lossi incontrano i milo-ioidei e colla base che espandesi sotto la. lingua. Or bene, è in li uesto spazio che, penetrando l'elemento tlogo~eno, ha luogo il procl'sso morboso. Quand'io, infatti, ricercando an:;ioso il f'ocola.io puruleuto. crcde\o a prima. giuuta, dal percepito se11so d i vuoto, Ji esservi per\'enuto, do-..-etti convincermi, daiJa. mancata fuoru~cila di liquido, che mi ero ingannato e cbe vi era nn'alt.ra. bQrriera da vincere, val dire il m. milo-ioideo. ·Di ciò meglio m'assicurai, ali or<' h è volendo dopo pra.til'ata la seconda. incisione lasciar passare per entrambe il tubo a drenagg io, la. mano avverti chiaramente l' entrare e l' uscire di <1uesto attraYerso i due occl•ielli muscolari, nonchè l 'ostacolo op pu:;Lo snlla linea mediana dalla salienza dei geuio-ioidei; er a un vero scrdino ch e bi:-;oguaya superare, ecl il tubo do• e va avere paroLi n.bbastanza spesse per non lasciarsi schiaccia re in corrispondenza del gomiLo ch'era obblig;:\to a descrivere. T.ocnli;.:zn.to in tal guisa il processo, non deve riuscir difficile precisamo la natura. Eppnre quanta di,ersità d i pareri in proposito! !-:'e ogni chirurgo intanto nel definire il proprio caso come un caso di angim\ di I.ud wig, avesse tenuti presenti i Jati essenziali che qu{'sto ant oro assegnò alla malattia, le di >ergenze, a parer mio, anzichè molt iplicarsi, si sareùbcro appianate. Cou quali note inYero designò JJudwig la sua angina? E ccole : l 0 lieve o ninn<t infiammazione della rotrobo<'ca; 2" d m·ezza l ignea dell' enfiato; 3" rilieYo parimenti duro sotto la. ling ua: 4" mancanza di nn impegno diretto e talora. persino iutegritil ll:<iologica delle glandole r egionali; f>" d iffnsione eq uabile cd un iforme dr li' infiltrato, in guisa. che i contorni di esso siano segnati da. t e::;suto cellulare completa.mente sano. Come un quaJro nosografico cosi preciso poteva dar luogo a malintesi? Come parlare, infatti, di bubbone d ella glandola S()Ltomascellare, quando questa è allo infuori della sede clel processo morboso? Nò I" Ì può dire che tale processo iniziandosi nella glandola suddetta si diffoHda poi al connettivo della loggia sottoling uale, perchè nelle poche auLopsio, cho sono state fatte, Je glandole sottomascetlari o si sono trovato sane, o le loro a lterazioni erano assai meno accentuate di q uelle dogli str nti connettivali profondi. P er la sles~a. ragione non è a pal'lare di arleno-flemmoni delle glandole salivari in genere e di"\·ersis::.imo n'è i~ special modo il decorso. Non \a mosso neanche in discussione l'adeno-11emmone linfatico. S in Jai primi giorni si annuo-


CO);TRIDL"TO ALLU STUDIV l ! ~I.L 1 A);Gl~.\ Jll LUI>W!G

ziano in questo il dolore localizzato ed il rossore pii1 o meno accen wato della cute: e, se pure a causa della spessezza delle parti molli, della presenza di un'aponevrosi tesa e della mancanza di un piano profondo r esistente, non si avverte nettamente la fl.uttua.zione, uon manca però l'edema pastoso e si .scorge un punto più prominente che coincide col punto più doloroso. Vi è stato ezi{Lndio chi ha messo avanti una periostite mascellare; ma come disconoscere che in q uesta il gonfiore risiedo più in a lto sulla mandibola, che l'eùcma si estende Yerso la fac cia. e che vi è sempre tumefazione pastosa e dolore hen delimitato al solco a lveolo-gengivale? Tutto adnnyne ci obbliga ad ammettere un tiemmone del connettivo profondo e propriamente di quel connetti\O ehe riempie la loggia sopradeseritta ; epperò il processo per sede e per natura merita il nome di flemmone sopramilo-ioideo, o, se \uolsi,di flem,mone sublinguale. l\[a come insorge q ue:;ta flogosi suppurati va in si fratta sede? come in essa arriva l'elemento patogeno? È fuori dubbio che la por ta di entrata di questo è il cavo boccale. Occorre, come dicemmo, la presenza in e:;su di una lesione qualsiasi, un'ulcera erpetica od aftosa delle labbra, una piccofa fessura degli angoh labbiali, una ton!';illite follicolare, più di frequente un dente cariato, perchè la sindrome morbosa si sta bi lisca. Fu la carie di un dente, infatti, el.te nel nostro ammalato segnò il prologo del dramma. Per q ue;;ta porta ùi entrata il nemico supera la barriera natuTale a lui opposta dallo epitelio e guadagna i tessuti sottostanti. Nè è a pensare che la sua invasione sia tumult.uosa; che anzi tutto fn credere la sua marcia silen:~;iosa si compia a piecole tappe, durante le quali esso, come presago ùella lot,ta che dovrà sostenere, si va agguerrendo col moltiplicarsi e coll'esaltare sempre- pÌLl la propria Yirulenza. Il cammino gli è segnato dal lasso connettivo cellulare pronto colle sue mille boccucce linfatiche a raccogliere benevolmente l'invasore e già preparato a forn irgli i mezzi adatti perchè esso possa a tempo debito impegnare efficacemente la pugua. Scocca iu tal guisa l'ora decisiva; i due nemici sono in campo; da una parte i germi morbigeni pronti all'assalto, dall'altr<t i poteri immunizzanti dell'organismo chiamati alla difesa. L a tenzone è accanita, ma impari: impari per numero di assalitori e per micidia.lità.W. ~e~it,tl~ o~a. I difensori non resistono all'urto e indietreggiano, ~ntre il nem~o fatto audace dal successo procede trionfante nel suo cammino; ogni ostacolo che a quest o si oppone è infranto; l'organismo intero è minacciato: Se un aiuto potente non interviene esso è destinato fatalmente a soccombere. Tale, sn per giù, è il modo d'insorgere e di esplicarsi del processo m or boso, il quale va quindi spiegato non per continuità o contiguità di


<'OXTRlBUTO AJ ,LO STUDIO DEr,L'A:s"GJ~A DI Lt;DWIG

lesioni, bensì come vero focolaio a distanza. :Ma qui altri quesiti si affaccia.no, che dimandano una spiegazione. Innanzi tutto, si vuoi sarere rloncle pl'ovengono questi germi morbosi. Alla risposta non si può esitare un istante: essi provengono dalla bocca. È a tutti nota, infatti, la ricca flora batterica che abitualmente a lberga in questacavità naturalE.: micrococchi, diplococchi, stafilococchi, streptococchi, pneumococchi, pnonmobacilli, colibacilli, badili psendo-diftcrici tctragoni, senza contare i saprofiti, trovano tutti in es,;a acconcia dimora. Però normalmente questi esseri sono innocui; e tale carattere di benignità essi per lo più con.:;ervano R. n eh e Cl uando soluzioni di continuo della mucosa orale pennetLerebbero loro di addentrarsi nei tessuti sottostanti. Come va, a.d un q ue, chb in certi momenti, e specialmente in certi individui, essi si destano dall'abituale letargo e di ,·entano così schiettamente paLogeni e vir ulenti? Ecco l'altra dimanda. che sorge spontanea a chiunque e che mi son fatta anch'io allorcltò ho visto il paziente. Il primo pensiero è ricorso subito ai comuni fa.tt,ori d'indebolimento • il freddo, lo strapazzo, una. malattia prcgrcsso. - che abbiano potuto rompere l'armoui~_;o equilibrio clell'organismo, fiacc,arne i naturali poteri di dife:<a f' metterlo in istato di recettivit.à morbosa. Niente di tutto quésto: il paziente ~ino a quel momento A.\'e\a goduto il più completo benessere, non ;:;i era assoggettato a strapazzi di nessnn genere, nè si era esposto a<l inLemperie di sort<~. Ho cercato a.llora. d'indagare il terreno, di stn<lian·, cioè, l11 peeuliare costi tnzio11e e l'abito del paziente: ma anche i1r questo il mio esRome è risultato negativo. Il Rota, già l'ho detto innanzi, è uu soggetto forte e sano nel vero senso della parola: anche quando il male gli serpeggitwa nelle vene e ne minava l'esistenza egli conserv;tva i l sno Yigore e si ostinaYa a volersi trascinare da sè, nonostante la f()bbre a 40, snl letto di operazione. U n ultimo dnhbio volli le,armi: ero io per caso in C'Ospetto ùi un diabetico? T/esame dell'urina dimostrò a!lsonza completa di ZU\~Chero. Nulla adun' ([Ue che potesse spiegare questo risveglio improv,iso ed inopinato di germi sino allora latenti, que!:ito slancÌ<trsi di essi in colonna serrata ver:;o sedi sino a quel momento ine~plorate, questa terribile esplicazione del loro potere infettante ed intossicante ad nn tempo. La causa Yera della meta.morfosi sfugge alle nostre indagini; e qnando per spie· garla ammettiamo senz'altro uno stal.o di setticoemia locale, non facciamo che mascber nre con parole parimenti incomprensibili la nostra iguoranza. Secondo Sanarclli e l\Iills, la saliva avrebbe nelle condizioni normali proprietà nettamente battericide; secondo Hugenschmidt, invece, essa avrebbe pr oprietà chemiotattiche spiccate, e per tal guisa attirerebbe la legione di lencociti che circolauo di sotto ai rivesti-


CO~TiliBUTO Al.l,O STU DI•l DELL'.\:\ G I~A DI Lt;D\\"10

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m<>nto epiteliale. Ad ogni modo per gli uni, come per l'altro, essa rappresenterebbe il principal mezzo di difesa dell'organismo contro gli abit uali ospiti delle prime vie digerenti. Si potrebbe da ciò dedurre che l'abolizione nella saliva., in condizioni speciali, di tale potere battericida o di siffa.tta proprietà chemiotatt ica possa essere la sorgente della setticoemia locale . .:\la simile deduzio11e è campata su di una ipotesi; e quando pure la si riesca a dimostrare sperimentalmente, rimarreubero inesplicttbili le condizioni capaci d' indurre siffa.tto mutamento ùi az:ione. Pur troppo, adunque, mentre noi crediamo di avvicinar<;i sem pre più alla. meta delle no:;tre ricerche, questa rimane ognora. ad int.nngihile lontananza: e le nuove conoscenze ci r egalano piì1 d imande che risposte, più problemi che soluzioni, perehè in ntgiono diretta del moltiplicarsi di. esse cresce e si fa in n oi più imperio!'>o il dubbio. Un ultimo quesito, -il quale dal lato etiologico ò forse il piit importante, e che si connette alla 'lnistione ùella :>pecifìcità o meno della n1alattia, è il segueute: il germe morboso, che ùà luogo alLmgìnn. di Ludwig, è sempre unico e sempre identico in tutti i c.:asi ·1 Cosi si è creduto e si crecl~ tuttorA. da molti. Senz~~o parlare di Lmlwig, che paragonò la sua a ngina all'er esipe la, idea sosteuuta in seguito cla Semon ed alt.I·i e per cui si sa rebb~ ammesso come agente pat.ogeno unicamente lo stre ptococco di Feldeisen, altri inYece ne ];a nn.o incol pttto lo streptococco septo-piemi,,o eli Biondi, alt ri quello ma ligno eli Fl iigge ed a lt ri ancora l'acf;yuomices. Tra i partigiani di questa ultima opinione si citano nomi autorevoli, come quelli eli Bollinger, eli H a rz, d i I srael, di P on fick e di ::\Ias.>ci. La magp;ioranza però è d i p;trere contrario; secondo essa, cioè, i comuni microbi della suppurazione, qu<~li si siano, possono, d11.te speciali condizioni, gEmerare la. malattia. La qui:;tione pertanto è ancora .,ub Judice: laonde ho creduto opportuno fare anch'io nel caso presente delle ricerche microscopiche. e batteriologiche, che q ui brevemente riassumo. Devo prima di ogni altra cosa dichiarare che non avendo a mia disposizione tutto l'occon ente per tn.li ricerche, queste sono state da me in parte eseguite nel ga binetto batteriologico municipale; per cui sento il dovere (li rende re vivi ringraziamenti ai dott. Bet toni e Benatti : al primo per avere, r1uale dirige nte il gabinetto, messo geutilm ente a mia disposizione il materiale, al secondo per essermi stA.to cooperatore intelligente ed interessato. Ecco, adunque, come bo proceduto nelle indag ini. Dal pus ricavato direttamente dal flflmmone ho fatto svariati preparati microscopici colorandoli alcuni col Ziehl, altri col Gram. Tanto i primi che i seco11diìhanno lasciato vedere un numoro sterminato di


Cl•:\1' Ili fl l:TO AJ,J,O STGDHJ Dl::LL}.\ :\(; l:\.\ I.JI l.t.;J)\\' 10

cocehi, tra cui predominanti quelli a grappolo (stafi lvcocchi J e disseminati (in CJnnuti tit anche con,.idere ,·ole J altri che a\eYano l'aspetto di diplococchi (·, per giunta, di di plococch i capsulati. Rtante il con;;id('rr\·olo nmma-..;:amento dci germi, cui non si potè ov>iare n emmeno con una gotH•ro.:;a diluzione del pu-;, ùillicile riusci>a stabilire si~:ttr:lllH'nte i t·at·atteri m orfo logici d i essi ed asserire se si trattnsse eli due solo specie o rli• J>arecchie. Per tale moti,•o proteùl'tti in secondo tempo alla cultura in terreni sYariati: in brodo. in agn..r, in gelatina e su patate. Tn hro(lo ehhi n elle prime ·h'3 ore, olt.re l'intorbidamento, s,·iluppo ùi gas. In gt•latina, per infis:-;ione, lo SYil uppo fu lento e solo dopo parel'chi giorni potei rinvenire una in('ipieHte liquefazione centrali-l con compar::;a di colonie disposte a mo' di pi cc·olo chiodo. Ln agar, per strisciamC'nto, si delinearono sin dal sPcondo giorno due diver~=;c l:ipevie d i colonie : IC' uno piccole, splendcnti come gocce di rugiada, con con toruo fi ttamcn te dentellato; le altre invece p i i1 grosse e perfettamente rotolldl', d i colorito bianco-matto. :-\n patate l' inu esto diò, dopo q n:tlcho giorno, una sottile pati11a grigiast.ra. Praticai nll0ra l'es11.me microscopico dC'IIe dno varietà di colonie SYilnppatt>si i n n.gRr e ri scontrai che le grnndi erano e\identcmente costit.uito da germi coi caratteri morfologici degli stafì lococchi i le piccolo, im·ece, si presenta v anv come· tliplot-occhi. La cultura sn patata riu~e i positiva solt.nnto per lo statilococco: e n o n poteva essere altrimenti, non essendo il diplococco co!t i >ahile su dett o mezzo. Parimenti posi ti n\ pel solo stafì lococco fu la c:nHura in gt>latina, giacchè il diplococco, clte comitwia a prosperare al di là ùc i 20", non può sYilupparsi bene nel suddetto terreno, cui oc:con-e lllHl. Le m pera tura troppo bassa perchè non si li q uefnccia. J.Je ac('ennatc ricerche culturah adunque confen mn-an o i risultati dr Ilo e"amo mitroscopico; ma. io n on volli fermarmi ad esse. Cercai di ottenere delle cu lt ure pure d1 ciascuna \arit>Ut di germi , dapprima in agt\1' 1 e poi da, q aesto in brodo. I risultati furono cosi più com ]1leti. Nt-llo culture in ugnr, si ebbero da umt Jlartc le colouie tipiche dello sl!tfi locoeco e propriamente q nelle della varietà nllm.<.:, dall'altra. le colonie del diplococco capsulato coi caratteri sudescritt.i; nelle culture in hrodo si ebbe in entrambe u n intoruidamento, leggero e più stentt~to .in q uclla pro\eniente dalla varietà diplococcica, più accentuato e più franco i11 quella della varietà stafilococcica. L'esame microscopico del prodot,t,o di ttneste cultnre in brorlo, mentre fe' rilevare distinta· mente lo stafìlococco, non die' un reperto caratteristico per il diplococ(·o; uè ciò deve recar meraYiglia sapeudo che questo microorga.nismo preso dallo c ultur e differisce da quello preso dall'essere vi>ente, sonatutto trattandosi di culture in brodo, in cui si dispone assai spesso a


C'ONTRlBU'l'O .\LLO STl"OIO DF:f,L'.\~01:\A DI Lt:D\-\"IG

catene streptococciche e talora a b~tstonciui. Devo ricordare inoltre che dalle culture in brodo di stafilococco ebbi notevole sviluppo di gas; i l che coincide col reperto clinico; e poichè si sa che detto germe svolge assai facilmente idrogeno solforato ed altri simili prodotti gassosi, si spiega così l'accentuato fetore emanante dal focolaio purulento. Mi restava assodare possibilmente per via sperimentale un ultimo fatto, cioè: quale delle due specie microbiche i'll discorso sia stata la patogena., o, per lo meno, quale di essa abbia spiegata un'azione predominante. Iniettai a tale scopo sotto la cute due eme. di ciascuna cultura in brodo in due cavie (ricorsi a q uec;ti animali, perchè non avevo altri a disposizione e perchè potevano rispondere ai miei bisogni, quantunque sapessi che ossi non siano i pii.1 sensibili ai germi in quistione specialmente al diplococco). Ebbene, potei constatare che nella cavia, in cui fu iniettata la cultura di stA.filococco, ebbi una leggera reazione che non andò sino alla formazione di un vero ascesso; mentre nell'altra sin dal secondo giorno si formò una raccolta purnlenta grossa quanto una piccola noce, il cui pus esaminato al microscopio risultò contenere diplococchi capanlati. Quali conclusioni si possono in tanto ricavare da. q neste ricerche? Le seguenti: l 0 il flemmone presentato dal Rota era da attribuirsi all'azione combinata dello stafilococcm: al bus e del diplococco di Friinkel; 2° stando al risultato della inoculnzione, per altro non decisivo, questo ultimo germe dovè spiegare un'azione virulenta piogena maggiore che non il primo, sovratutto tenendo conto della minore ricettività della cavia per i l diplococco. Ora è noto che tanto lo stafiJococco che il diplococco sono capaci di dar luogo a produzione di pus; ma si sa benanco che sia l'uno che l'altro non raggiungono sotto tal riguardo un forte grado di virulenza. P er spiegare quindi il grave andamento ~ts1'\lllto dal processo nel caso in esame1 in cui pur incombeva il pericolo della setticemia, bisogna senz'altro ammettere una sinergia, derivante dall'associazione mierobica; ciò che accordasi pienamente con quanto la clinica ogni di c'insegna circal'aggravarsi d i una malattia infetti \"a, com plicata ad una infezione secondaria. Su 31 autopsie di morti di tifo Vincent ha riscontrato sei volte l'associazione del bacillo di Eberth e dei comuni piogeni; lo stesso antere ha inoltre climostrat.o che una cultura di bacillo ti faso, inoffensiva per i conigli, uccide questi n n imali se la si mescola con cultura di strept.ococco. Cosi del pari ò ben temibil~ l'associazione del bacillo difterico con detti piogeni, come più rapida è la evoluzione della tubercolosi fl llflndo questi si alleano col "Qacillo di Koch. È facile per altro concepire che a1lorqnando un orgt"Lmsmo è impegnato a lottare con i suoi poteri di difesa contro un


CO:!iTl?lDL"TO .\LLO :>TL:D10 DEt.l.'.\:!i Gl:'-.A DI I.t:D\\"lG

nemico, l'arri\o di un altro sul campo di battaglia debba complicare la situazione. A rendere più imponente la >irulenza del morbo in siffatta sede non è inoltre estranea la struttura speciale della regione. In essa, infatti, slante la fitta e resistente impalcatura. apoueHotica, il processo rimane ben presto circoscritto e come incapsulato; si forma, per usare la classica espressione di Dieulafoy, una cM·ità chiusa. I microbi in questa imprigionati di•entano più micidiali, elaborano una copia stragrande di tossine e le versano nel torrente circolatorio, che ne rimane a\\elenato. Ed all'azione di queste tossine si deve anche, a parer mio, in principal luogo la somma tendenza dei tessuti alla cangrena, perchè insufficiente riesce contro di esse la reazione degli elementi cellulari, i quali rimangono perciò come mummificati e muoiono in massa . A questa causa potente di morte bisogna eziandio aggiungere l'estesa trombosi dei capillari, nonchè la compressione sino alla necrosi esercitata sui tessuti dalla copia dell'essudato plastico sequestrato, per così dire, nelle logge fibrose poco o nulla distensibili. H.icapitolando: il Rota ha presentato un tl.emmone sopramiloideo o snblinguale caratterizzato clinicamente da un indurimento a tendenza cnngrenosa, a decorso rapido: con fenomeni generali gravi e con minaccia di setticoemia; flemmone secondario ad una lesione >olga.re della. cavità della bocca, la quale legione è stata la porta di entrata degli agenti pa.togeni rappresentati dallo stafilococcus albus e dal diplococco di Frankel in combina zione sinergica. Poco ho da aggiungere circa la. cura, la quale si compendia in queste parole: operare presto e radicalmente. Confesso che per un istante la co,;cienza mi rimproverò di aver lasciato trascorrere un giorno prima di prendere il coltello. Non esitai a praticare le incisioni dallo esterno anzicbè dal cavo boccale, evitando così di mettere, per un eccessiYo e malinteso amore di estetica, il focolaio morboso in comunicazione con nna cavità refrattaria all'asepsi; il minor male che ne poteva derivare era il persistere di una fistola. Inoltre preferii il taglio bilaternle al mediano praticato tra i due ventri anteriori dei digastrici per vn.rii motivi, ma sovratutto perchè quest'ultimo è insufficiente e non contlnce direttamente alla raccolta. D taglio mono o bilaterale, invece, apre un'ampia breccia senza che si corra alcun pericolo di ferire vnsi importanti, perchè delle due arterie principali della regione la facciale rimano in alto etl indietro e la linguale in ba::;so e pitt profondamente.


DELINQUENZA E PA~ZIA DEI ~1ILlTAHI (A PROPOSITO Dl liNA R~CEKTE PUBBLlCAZI0~\1-:)

~··te critiche llfl llvllor •~ d mondo

T ro n•b ec,a. c~pilanr• me•lico liberu dun·ute ne lla R. Ullll't'r$ita di To rino

La pubblicozione a cui intendo rli alluder!' è - come ~iù i lettori avrAnno supposto - rruella del dottor filippo Saporito (1), che f., a pr•rer mio, destinata a menare gran rumore nel campo de lle scienze sociali, giuridiche e unlropolo~ iche, perché in essa ò trattAta a fondo, con lodevole franchezza e con grande o·nes là di propositi, una delle questioni piu inlet·essanti e più doloro!':e della vita militare, la quale, checché se ne dica, ~ tanta parte della vita cittadina. Prestando i suoi servizi, oltre che nel manicomio civile, anche in quello giudiziario di Ave1·s a, che, per uno specillle contrailo rol Ministero della guerra, acco glie i militari impazziti delle !<Uarnigioni del mezzo;;ior no, l'autore potè avere sott'occhio un ricco materiale rli studio, cl1t' egli ora presenta distl'ibuito in 85 osser vazioni, in cui il parallelis mo fra delinquenzA e pazzia è m esso in cosi piena luce, che anche i più inct•eduli possono vede re quale veleno serpeggi ancora nelle arterie di qut>l g rande or·ganismo che e l'esercito, e q1•alc responsa!bilità incomba su colot·o ai quali è aiTìdato l'arduo incarico della scelta del soldato, e quello non meno arduo di seguirlo con occhio vigi le ed attento in tullo il periodo del suo sen·izio. Proprio in questi giorni in cu i, per uno scopo no o puramente economiro, si cerca di dimo;:trare che l'opet•a dell'ufficiale medico in tempo di pace è quas i inu tile nell'esercito, riducendola, tutt'al più, alla cura di pochi ammalati , come se essa non fosse diretta a risolver e. per non parlare di altre, le vitali que stioni del r eclutame nto, dell:-~ profilassi, e dell'ig iene delle tru ppe, al qualf3 fine occorrono s tudi speria li, educazione e vita schiettamente militari, e quindi conoscenza intima, completa e continua dell'ambiente, è opportu no che anche l'argomento della delinquenza militare venga presentato e discusso dinanzi a l gran pubblico dei dotti e degli indotti. affìnchè si conosca e si appr ezzi una buona volta la funzione complessa che _il medico militare compie nell'eser· cito, e s i sappia qual peso abbia la sua opera incessante, coscienziosa ed one~ ta sul bene~sere e sull'integrità della vita collettiva. Le prime inda~i ni del dottor SAporito furono di r ette all'ereditar ietà deglt 85 ind1vidui da lui studiAti ; e i ris ullali di esse sono quanto di più eloquente si possa immaginare, tanto più se s i confrontano coi risultati desunti dalle l'icerche Il ) Sulla d eliiii(Uen; a e Allllll ]Ja::itl d ei millt,•·i. nicerche r1~1 dotto r FI~IPPO SAPORITO meoliC<l tki m a nicomi ci\·i!o ~ giu<liziario di A\ ~rsa. Con prda>.ione del pruf. GASPAn~ \'l ROlLIO. - :"njloli, Sia· b1ll m. lip. R. Pe;ofc, 19113.


llE LJSQt:ESZ.\ E l'.lZZU OT::l MIL1TAIU

bi r,!ogiche e biogra fiche, con cui ci è dalo ri co~trui rc, in mo do chiar o e com pleto, i fu nesti alber i g enealogici di tali soggetti. uei quali l e ultime fronde sono il pr odotto inevttabil e dd ceppo fa tal e, con pr edominio dei t·ami cor r ispondenti n Ile f"or m e simi lal'i della pazzia (17.7 p. 100) e della cl'im inal ilit (12.6 p. 100). I n base alle ir.dogin i liiolo(Jico ·IJiog ra.fich e ora aecennaLe, i l Sapori to po L~ m ellet•o fu01·i dubbi(J che in nP!'-1'\u nn dei ;::og-getti mancavnno rruelle sindr omi plllologiche, l e r1uali depongono per uno svil uppo oq;anico aberrante dal le leggi della fì siok l!:!io e conducono art un' incong rua resislenza contro gli ag enti disintegr ator i dl'ila pe1•sonali tà ; e che, frn que;;te si11dr omi, p1·imeg~i ava n o quelle che spell ano al domi nio del sisl Pma n er vMo, ci ot~ : convulsiiJilità in g-enerale nel!" i nl'c.nzia (2:3.5 p. 100), c he n on di ra :o si trasfor ma pi ù ta rdi i n ver e· nenosi ( J't. p. lOil) ; emll'esi no tlLtr na p t•o trnl la fin o ad età no n or di n aria (1'1.7 p. 100); >-on11ambulismo (7 p. 100); vpr tig ini (11.7 p. tOO); ce falee r i correnl i (15 .3 p. 100). E qui , prima d i procedere o !Lr e, apr o una parentesi per segnalar e un fallo su c ui ho sempr·e i nsi~ li lo ecl insil'to nelle mie lezioni di medi cina legal e militar e; e cioè, elle all'enut•csi no tturn a pr otratta, l a quale figlll'a co n tan ta frequenza nel le sindr·omi patol ogic he dei delinquenti e dei pazzi, si è ingi ustam ente negata, nel nost co eleuco delle infe rmitil E'd i mper·fezioni, l"fllla im portanza medico-l e~ale che le spella di di r itto: ~>ssa é , non m i stancher o mai òi r ipel er lo, una delle manife<-tazioni psicopatiche e nevropatiche più gravi , e non g ià, come si è credu !o per m oll o tempo sulla scor ta di er r onee Lt-ad izioni, una viziosa abitudi ne di n~>ssun interes!>e patologico, quando non sia una frode g r ossolana. A llro t·i ::; u l lt~lo degno di nola messo in piena lueP. dal Sapori to si è che tu lti gl'indi vidui da l ui osser vati er·nno ta r div i , arretrali o deoìa!i nello ~·viluppo; tar dività e deviazione che s'integravano con riv e !a~ io ni caratter istiche per ciascun periodo biogt•atìco. " Le pl'ime manifestaz ioni rlelln m ental itit e del carattere si ved<1no idenlirìcar!>i con gli sloli an.. mali della psi che infantile; l'im pulsivi là, l'ir ascibi lità, la faci lità al le emozioni ; la r rudeltt't v erso gli uomini e l e bestie; l'in toller anza r ioll osa al gOv<'t'llO di'Ila famigl ia ; quante sono, insomma, le condizioni che ~petlano ai pt·imi !'ladi dt}!l"evoluzione individuAl e, ()Ui fi gu r ano com e condizioni ul ti me e per·manenli di sviluppo, alle IJUali In per sonali la si ar r esta, come impotente !l t•nggiunget·e il livel lo nor·mal e super io1·e ». f i no ad un certo per i odo rlellu vita. i car al tel'i gener ali della degener azione ,._tendono su tali i ndividui 1.111'ombr n g ri gia uni fot'm l', r he non pPrm el te di di!'tin).!U••t·e in E>ssi la for m11 ""Jleci fìco a cui tende la lor o per sona l ttò. ma più l ardi , con l o sviluppo della psk:he e nell"atlr•ito rl el consorzio umano, si del inea no e spiccan o ncll'nm bro due Li pi di per sonal ità ben d istinti; negli uni, ci oè. si manil'estnno t endenze ed abitudini che ci ri velano il futuro delin()UCJJte; e sono ~li 07.iosi ( 12.!) p. 100). i disso luti (22.3 p. 100). i volubrli nei m estieri (11.ì p. ·JOO), i pr o<.:livi all' alcMl (l l. i p. 1 1)1)) : !Jl•;di Al l r i ra n la l o ro compar sa il mi;;tici,mo (2 .3 1 p. 100) ; la misantr·opia (5.8 p. 100); !"eccentricità. o un Yer o e p r opr io ellt'Rtle t·e pAzzesco ( 12.!l p. ! Otl), che ci fanno riconoscer e i ca ndidnti al la pAzzia. Ora, non v··~ chi non comprenda !"eno rme impOI'Ianza delle indagi ni biologicobin;!l'afirhe quAndo con!"ideri che, sul la sror ta di e,..sc, si può pr esum er e con f<•ndameuto la fa tal e ~' vol uzione ullet·ior e rl i tal i soggetti vet•so l e duE> for me di Hnomali!l psichica or a nccennntP, e l e~ !.;•> r•' n elle pr im e pag i ne del l i bt•o della vrla g l i e p!~nd i prep11rulor·i d··i piit fUtli!Si i a vvenimenti ; non '"'è c hi non si con\'inca ùcll"im pet·io;o;A neeessità <h pr er lndet·e l'en lratu nell'e::<er cito n code8li


DELI:)lQCEl\ZA E P.\ZZIA D:EI )IJLITARJ

liSO

1live rsi prodotti de lla del=(enerazione umana. a cotle~ti campioni teratolog ici della specie, i quali, come si mostrarono sempre r ef1·attari ad ogni tentativo di educazione, cosi si mostrerAnno sempre ribelli ad og-ni le{lge e ad o~ni freno. Que~Lo d<:~ve essere lo scopo benefico delle indagini biografiche e biologiche; questo è l'insegnamento altamente istruttivo che s i può trarr" dallo s tudio r·etrospettivo degli 85 militari r icoverati nel ma nicomio di Aver sa. E pass iamo alle indagini somatiche. A ques to r iguardo il Sapor ito dichiara di aver trascurato i dali anlropometl'ici perchè, pure ammettendo che l'antropometria militare abbia servito come rondament.o a lavori di somrr.a importanza, quali son 'Iuelli del Livi e del Ferri, g li è parso che in questa speciale categoria d' individui, più che in qua lsias i altra, i fattori regionali potessero rappresenlar·e una causa d'er•rore, quando !li fosse trattato di assurflero ad induzioni generali. Per quel che si riferisce alla morfologia, che co~ti tuisce veramente uno dei caf}isaldi de ll'esame, l'autore procedette nelle sue ricerche col massimo rigore e con la massima parsimonia, circoscrivendole a quelle anomalie la cui dig nità mor fologica é più gene ralmen te riconosciuta ed accertata: « ma- egU scrive - ness un ar·Litlcio ha pot:Jlo esimer·mi dal dare ai fatti il valore che e ssi meritano ; né ai fatti si può re~istere "· Ed è appunto la pt•eoccupazione costan te d i lumeggiar e fatti r igorosamen te accer ta ti e non parole soltanto, é la serena obbiettività che si t·ivcla in tutte le sue ricerche e in tutti i suoi g iudizi, che pongono il Sapo•·ito fra gli osservatori più degni di fiducia e di attenzione, e che dù nno al suo libro una singolare impronta di rigor ismo scientifico non cattedratico, ma semplice, schietto, direi I]Uasi bonario, attenl!alo di quando in quando da una tinta di indulgenza e di pietà gentile verso la sventura, che conquista fin dalle prime pag in e l'animo del lett.ore, e fa sì che r iesca più vigorosa e profonda l'tmpres :sione che ques ti prova nella leUura di quei dolorosi documenti umani, che grondano lacrime e sangue. Fra tutte le anomalie morfologiche incontrate negli 8:> militari primeg gia, con la considerevole percentuale del 52.9 p. tOO, l'asimmetria cran io-faccial<:~ , oss ia la pJagiocc falia combinata alla plag ioprosopia che, per l'autor e, è indubbiamente una delle prove del disturba lo meccanismo di sviluppo del cer vello, sopratu\lo quando è a danno del lato s inistro e quando è accentuata oltre quei limiti, i quali gius tificano l'ass erto che la simmetria sia un'eccezione in tutlo il mondo organico. Ed a ques to proposito l'autore richiama specialmente l'attenzione sopra una particolarità morfolog ica a cui egli attribuisce grande valore nell'antropologia dei delinquenti; e questa é il rapporto di sviluppo fra cranio e faccia o, per usare un'espr essione del Morselli, fra cra nio cerebrale e c ranio facciale: il predominio di quest'ultimo sul primo - egli dico - c un fa tto cosl costante e dimostrativo nei crimioalì, da imporsi anche nei casi di considet·e· vùle sviluppo della testa; per cui non es ita ad affermare che tutti i delinquenti son o micr'Ocefali, q uali che siano i r is ultati assoluti della cr aniometria. Del resto, egli aggiunge, ques t'anomalia (constatata nel 18.8 p. 100 dei suoi sogg etti) no n è di quelle che possano ridursi in cifre, ma é piuttosto il r isultato del criterio intuitivo d'ogni osser·vator e provetto, ed · indica, dal punt.o di vist.a fisiologico, che gl' individui i quali ne sono affetti, esercitano più i sensi che i sentimenti ed il pensiero. Dopo di avere a ccennato ad altre anomalie del cranio e della faccia pure importanti dal Ialo morfologico, l'autore enum era quel.Je delle altre parti del u - Giornalt mtdlco.


CDO

OELI~Qt;E~ZA. E

PAZZIA DI~J ~tlLlTARI

corpo che piu frequentemente s'incontrano nel tipo criminale, e nola fr~t di e~se: la Spi'Oporzio~ata lunghezza degli arti (18.i,s p. 100); il collo l orOSO (:>.k p.10!Jj: il torace nsimmet1•ico (10.5 p. 100;; lozzo (4.7 p. 100); carenato (!l p. 100); il bacino egualmenle asimmetrico (i p. 100); od insellato (4.7 p. 100); la deformazione ogivale della YOlla palalina (5.8 p. 100); le anomalie dei dPn1i, fra cui i diac;temi (11. l p. 100); l' irre~olare impianto (18.8 p. 100), ecc. sofl'ermandosi poi f'Ull'importanza dei cosidelli equicoci morfologici, relativi ai caratteri distintivi del sesso. che sono flUSsi ::;empre accompa~nati da corrispondenti equivoci psachici, il cui valo1•e come !'timmate della de~enerazione e le cui conl<<'guenze negli ambienti di ,·ila collettiva, !==Opratullo ncll'eser·cito, son noti abbastanza. Fra lt> ;.timmalP funzionaii piil importanti fì~urano quelle che sono in rap· porto piu intimo col sistema ner,·oso, di cui indicano o l'e,oluzione incomplPtfl o il !)er,•e1·limento; e perciò i tics dei mu:::coli mimici (22.3 p. 100); l'esagerazione dPi rill e!<si (11.7 p. !00); il mancinisrno motorio (15 3 p. 100); l'ambide~trismo (t.U) p. ·JOO); l' ipoe!<le:::ia, eh~ rag~i un ge la conf'idere' o le percentuale del 2t-.::! p. JOO, e l'emianef'lesia (4.7 p. 100). Osservan do, sulla scot'ta della tabella 5" (pag. 3:i), la di:slribuzione di tali !'timmalc morfolo~iclae e funzionali. noi ,·ediAmo che nessuno degli 8:> sup-gelli pr·t·~t· nla un nume1·o c.Ji anomalie morfolo!:(iche inferiore a 3 (17, in un caso); e che le anomalie funzionali, oscillando in i imiti 1Jiù ristretti , presentano un mio imo di 1 e un massimo di 8 pe1· 0gni individuo: si ha, c.Junf)uc, unu me1lia individuale di 7.4 per le prim~ e Ili 2.4 per le seconde; il (Jual e ri~ultalo autol'izza ad af!',•rma•·e che i dala antropolo~ici possiedono vet·amente fJUCII'importanza e fJuel valore che vincono anche il piu o!'tillalo scetticismo. Le man({esta;ioni psich ic!te, sfuggendo cosi <;o vi'n lP all'osservazione diretta, e lamitandof'i lah·olta a 1·apidi bagliori che illuminano d'un tratto l'oscut•o abi~so della (JSiche, "<•n quelle che o!Ta·ono le ma~7ioa•i difficoltà d'indagine, e richiedono una più rigorosa sever i là di r icerca e di studao. Il Saporito si propose anzitutto di fm·marsi un cr iterio della pes·sonalità fondamentale dei SOJlJlelli, presumibilmente scena delle influenze dell'ambiente p>!l quale passarono prima di Jli Un~ere al manicomio, ac.J o ttenne, sotto q~1esto punto di vista, i ri sultall compt'esi nella labell!'- fi• (pag. ;){)), da cu1 emer~ono le seguenti proporzioni:

. .t. 1 inlelleltuale l 111 bCCI11 l a t moral e . . Squilibrati . . Jc.J. simulalot•i di pazzia Carattere epilettico. Frenosi epilettica . Epilessia ps1chico . Paranoia originaria

. 11.6 . 25.8 14.1 5.8

p. 11)1) p. 100 p. 100

p. J(JO p. 100 1..17 p. 100

i

!l.4 p. 100 18.!\

p. 100

Como 0~11un vede da f1uesta tabella, i sog~etti del Snportto, pur appartenrndo alla grande famiglia dei degenerali, si possono distin~tuere in due ga·upp:, con diversi car atteri e tendenze; e cioè: i pazzi, che rappr('se11tano le minoranza; e quelli che nè scientificamente ué vol:xarmente so11 r itenuti come tali. Mi som.lr mei'Ò unil"amcnle su questi ullimi, non soltanto pet•chi' costituiscono il ~~·uppo piu numeroso e temi bile, ma anche perclaè fi!{urano tra essi gli epilellici che. per noi militari, hanno un' impo1·lanza tutta speciale. Questo St'-


DELI~Qt:F.~ZA lo: l'AZZIA CF.!

MIJ,l TARI

6!.11

condo g ruppo, adunque, comprende i cosi Jetli semipazzi, i pa7.za ra ~ionanti o lucidi, gli squilibrati, gl'intermediari, i nevropatici, ecc.; che il Maudsley col· loca in quella certa .;ona media la quale, pur non presen tando i caratter i voi· gari della pazzia, è tuttavia il terribile focolare da cui divampa la òelinqu~'nza. La ricca nomenclalura con cui si tentò di defini re code<>tu !;erin .ti t1 pi anoume a·evoli e di forme semi pa zzesche, e la stessa espress1one d i • zona media • che dà l'idea di una grande sfumatura grilli&, in cui non sia pos!':ibile raccapezzare un punto monocromalico di ritrovo, sono pro,·a e' idente che la val'iopinta tavolozza del linguaggio non é r iuscitn ancora, ni> riusci1·1i fui'St- mai, a r itraroe le infinito parvenza, le quali, dai limiti d•·lla pazzia, scendono a grado a ~ rado fin quasi alla soglia delle condizioni fi siologiche, senza tuttavia vercarlA. ~ chiaro, pea·ci6, che le indagini psicologiche in tali individui dPblJono più clw mui richiede re duiJ•osservalore quel critet·io intu1tivo che non ò dote com une, che viene aflìnandosi coll'esperienza, e che è. in altri ter mini, il risul· tato di quei lunghi ed int1mi colloqui colla psiche in cui s i lenta di ril'OI\'Ne un enigma. Donde la s uprema difflcollll di tali osservazioni, cl1c si risolvono S(Je~so in toLle a corpo a corpo; donde la necessità di inlerr·o~aa·e e di scrutar·e, a volta n volta, tutte le fucollà e tulli i scnli menli; intelletto, allonzil)llt', carattere eù ull'ettuosità, avvolgendoli fra le spire di una riceJ"co pnziento, abile e si;::temalica , fino a che s i riesca a sor-pr·endere una voce insolita ed impl'OV· visa, la quale, ridestAndo g li echi molteplici nella sonora vacuità dell'io interno, ce ne r·iveli l'o!ìserlZa anomala e dolorosa. Qua si può dire dovvero che occor· a·ono al perito i c~nt'occhi di Argo e le cento bra~cia di Briareo, perchò nulla sful!~a al suo sguardo, e tulli pos::;a affe rrare i simulacri proteil'ormi di una per·sonalitò duhbia o misteriosa. Ma ho deLlo che in questo stesso gruppo ;::on pure compa·t'Si gli epilettici ; ed ora aggiun~o che la lor·o re lati va scarsezza io confronto degli a ltri de!:{enel·&ti (cfr. la tabello), induce ad osser vare, come ben si appone il Saporato, che si e dalo troppo poco peso al moderno concetto delle nevrosi - sopra· tullo dell'epilessia - che viene oggi generalmente invocato aù ogni fotto delittuoso che avvenga nell'e«er cato. Però, se vogliamo essere s inceri - noi med ici militari per i primi - dovr emo pur confessare che all'epilessie si ò asse· gnato un campo trop po vasto in conf1·onto di quello coucesso alle vere e pro· prie psicopalie (in specie a quelle comprestJ nella .;ona mcrlia di Maudsloy); e che, pe r solito, s'mclina di più a ritenere epilettici gl'insubordinati, i riotlosi, g-l'impul· sivi in ge nea·e, c he non s'inclini a classificarli fra i ver i e p1·oprii psicopatici. Ma a gp:iungea·ò sub1to, a no3tro cooforlo, come lo s tesso Saporito ammetta c h e l'avere ecceduto nell'illustrare l'argomento delle n evrosi nei militaa·i ;::uile basi della ne uropatologia moderna sia stato utilissimo aiiH scienza ed alla pra· t ica; infatti codesti studa banno richiamato !'attenzione s ui metodi d' indagine po•qtiva e pt·ccisalo r contorni, pl'ima indecisi, delle fig ure dei criminoli e dei d elinquenti. E, a questo pt·oposito, si deve dire a onm· del vero, che i la \'Ori del Pucci e dello Scara no - su cui tornerò ancoro in seguito - r·ecarono incalcolabili val'llaggi alla medicina lega le milita re, pur avendo tllllplialo no po' trnppo il concetto delle nevrosi a scapito delle vea·u e proprie psicopalie. E questo per rigutu:do alla personalità fondamentale dei so~gctti, sccvt'a d'o~ni influenza dell'ambiente mililat·e. Ma quando il Sapor ito si fa a considerar~ l'altro aspetto dei medesimi indh·id ui, quello, cioc, dello gtalo moutale da cui furono riconosciuti aft'elli nell' allo che 3i r esero colpevoli di mancanze


DELINQUENZA E PAZZIA DEI MILiTARI

contro la disciplina o di r eali maggiori, egli si vede sorgere dinanzi, più spaventof;o che mai, lo spettro dell'epilessia, che quasi s'era dilegualo nel quadro precedente; e la le1·ribile nevrosi, più o meno autentica o classica, come s i w drà or ora, giganteggia quasi solitaria nel campo funesto del delillo. Infatti, gli accessi di esaltamento del proprio io, quelli di odio, di vendetta e di scon· fol'LO, con le lot'o sindromi espans ive o depl'essive, s ono poco meno che aulla di ft•onte alla frequenza ed alla gravità di un'allra forma, a cui son dovute, ne lla maggior parte dei casi, le tragedie di quartiere, che ha una sindrome sua propria e un decors o rapidissimo e terribile, come una bufera cbe schianta, abbatte e travolge lutto ciò che incontra sul suo cammino. L'accesso, quale lo descrive il Saporito, e come parecchi di noi ebbero occa sione di constatare, insorge improvviso senza cause apprezzabili o per futili motivi, e dura pochissimo : « la mente dimostra una vera dissociazione psichica, un disgregamento della s intesi degli elementi psichici, e, il suo contenuto res ta limitato e chiuso nel delirio fi sso ed impellen te di un'unica idea o di un unico affello morboso: v'è sosrensione del ricambio continuo della coscienza c ol mondo esterno, che, pel momento, separa ed isola la pe•·sonalità così del tempo come dello spazio, e la sottrae ad ogni vigile ed efficace controllo. S i assiste, insomma, ad un vero nwnospasmo psichieo, che stringe la mente in UJla coazione ed in uua impu!sività irrefrenabile con tendenza a risolversi in alli automatici. E da osservarsi, però, che il pertu1·bame nto della coscienza, il quale é il fatto primario della sindrome, presenta questo di caratteristico: che, cioè, la coscienza non e del tutto aboliLa, ma, come il contenuto mentale, ristrella e limitata al solo nucleo di idee o di affetti nel quale si chiude la personalità in quelle co ndizioni; mentre, col ridesl.arsi della mente, questo nucleo ideativo od affettivo s i avvolge nelle tenebr e; il che è causa non infrequente di errori g iudiziari "· Ora, di che natura sono codes ti accessi t A quala form a morbosa appartiene quella sindrome imponente 1 Quale è il responso, in tali casi, delle indag ini retrospe tlive1 Il quadro, non v'ha dubbio, è quello di un accesso epilettico; non già sotto la forma classica, s'intende, ma piuttosto solto la forma psichica o larva la ; ma se s'indagano i precedenti, nulla, o quasi nulla, si tt•ova che convalidi questo giudizio; poiché il pià delle volle risulterà che il soggetto non fu mai colto da simili accessi, né presentò mai alcuna sindrome uguale a quella descritta, la quale, perciò, rimarrebbe come un fatto morboso unico ed isolato nella sua esistenza, tanto più che mollo probabilmente e gli non ne sarà più col· pilo in seguito, s opratutto se verra eliminato dal servizio militare. Per tali fa tti sorge spontaneo e legittimo il sospetto che questa fo rma access ionale sia in rapporto intimo e diretto col se1·vizio stesso; e così la pensa precisamente il Saporito, il quale fa dell'epilessia militare una forma distinta da tutte le altre, con la sindrome propria descritta dianzi, ed insorgente in individui, che furono sempre immuni da manifestazioni epilettiche, sotto l'influenza di fattori spettanti alla milizia. Se io volessi ora disculer·e questo concetto del Saporito, dovrei anticipare le comsider·azioni che esporrò invece fra poco sui fattori dell'ambiente militare, per seguire l'ordine degli argomenti trattati nel libro; il che prova che meglio avrebbe fallo l'autore a riunire la trattazione dell'epiless~a e della pazzia propr·ie dei militari il'\ un solo capitolo che fosse venuto in seguito allo studio dei fattori delL'ambiente, poiché, in tal modo il lettore avrebbe immediatamente afferrato il nesso logico delle idee, che han condotto l'autore medesimo a conchiudere per


DELINQUEXZA E PAZZIA DEI MILITARI

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l'esisten:la di codeste due forme speciali. In ogni modo, per non ritor nar e piu Lardi sull'argomento, io dirò subito.che non sono disposto ad ammettere il concetto di un'epilessia esclusivamente militare se non con quelle restl'izioni s tesse con cui, più sotto, accolgo il concetto di una pazzia militare: d'accordo che siatHJ necessari - non però indispensabili - l fattori inerenti alla milizia; ma percl1é questi fattori siano ca paci di produrre la spaventosa sindrome descritta, occorre che essi trovino un terreno favorevole e predisposto, sill psichicamente (inadattabilità primaria), sia fisicamente (disadattamento) p_e r malattie pregresse di certi sistemi organici, sopra tulto del digerente; la fJuale ultima condizione permetterebbe di mvocare, anche per !"epilessia, la stessa influenza direLta dall'auto-intossicazione che il Saporito invoca pet• la pazzia militare, e che, del resto, gia da qualche anno é oggetto di studi e di riceeche sull'eziologia di alcune nevrosi. Ho detto, poi, che ritengo necessari, ma non indispensabili, i fattori dell'ambiente militare allo sviluppo di questa forma morbosa perché, come ceechet•ò di dimostr·are fra poco, tutti, o almeno gran parte di questi fattori noi li troviamo anche in altri aggregati umani dove esista un'ombra di legge o di ft·eno; e, d'altro lato, le stesse bufere panloelastiche osservate nei milital"i, insorgono con non minore g ravita e frequenza nell'ambiente borghese, e incutono un senso di raccapriccio non certo minore di quello che invase gli animi nostri dinanzi alle stragi compiute da.i Misdea, dai Radice e dai Masorri. Studiati gli individui, il Saporito studia l'ambiente in cui essi vengono a portare le loro tare ereditarie, il loro corredo di note degenerative, i loro stati nevropatici o psicopatici; e procedendo in questo studio con criteri puramente obbiettivi e con un'imparzialita tanto piu lodevole in quanto che si é abituati, da qualche tempo, a ben altro linguaggio, non sempr·e equanime e sereno, nelle questioni relative all'esercito, egli cerca di scevt<rat·e cio che appat•tiene agli individui ua ciò che appartiene all'ambiente, e ci dà cosi un piccolo saggio di psicologia militare, non sempre esattissimo - né lo potrebbe essere, giacchè l'autore non vive nell'esercito - ma coscienzioso e tale da costituire un buon indi rizzo per quegli ufficiali medici che, vinta la loro tradizionale ed eccessiva modestia, si decidesser·o a riordinar·e e pubblicare i risultati delle loro rir:et•che psicf)logiche compiute sul ricco materiale che hanno sempre tra mano. Nell'ambiente militare il Saporito distingue dei fattori psicologici e dei .fattori materiali. Tra i primi mette natm•almente in prima linea la vita giornaliera di quar• tiere - in cui, del resto son racchiusi tutti gli altri fattod psicologici- senza discutere se il cosi detto « mililarismo u sia una più elevata forma della vita umana, ma contentandosi di considerarlo come una forma più complessa della vita borghese. Il fatto essenziale si é che le esigenze del nuovo ambiente, cosi divet•so, in generale, da quello in cui i giovani inscritti soa vissuti pet· tanti anni, e sopratutto il freno che la disciplina pone all'espandersi delle facoltà volitive, non possono non esercitare una grande intluem.a sulla psiche, a cui soltanto gli adattabili, cioè gl'idonei e i sufficienti, si piegano senl'i,a soverchie lotte e fatiche, mentre gli elementi dissolutivi e perlurbatori, vale a dire gli inadattabili, dopo qualche vano tentativo di uniformarsi all'ambiente, vi !:"i ribellano in modo deciso, iniziando quella vita strana e turbolenta, che ha spesso per epilogo il delitto e il carcere, o il manicomio. Dunque ·il gran prob.lema psicologico si riduce, in fin dei conti, ad una questione di squilibrio e di sproporzione fra le esigenze dell'ambiente e i poteri psichici di certe personalità


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OELI)i'QUE:'IZA E PAZZIA DEI l\ULITAHI

mutilate nello s viluppo ; e non pura mente e semplicemente nelle condizioni di vita creale dal se1·vizio militare, poiché, a. meno che non si voglia negare la luce meridiana, bisogna pur ammetteJ·e che ogni ag~regalo umano, g rande e piccolo, richiede uno s pecia le adattamPnlo da parte degli individui; e che, dalo un dislivello qualsiasi fra individuo ed ambiente, avviene un urto più o meno violento. le cui conseguenze saranno più o meno gravi, secondo le facoltà psichiche del pr imo e le condizioni variamente complesse del secondo. E se queste conseguenze pas ;;ano lalvo!La quasi inavvertite nei piccoli af!gregati umani (offi cine, coll~g'i, associazioni) dove pure g l'inadattabili compiono, s i può dire c1gni giol'l1o, le loro prodezze, mentre nell'esercito le conseguenze medesime sono Ollgetto inces ::anle di dis cussioni acerbe e di attacchi violenti, ciò di pende anzilullo dal fallo che l'eser cito, per e ssere il più grande degli a gg regali umani sottoposto a legg i piì1 preci;:;e, accoglie naturalmente una q uantità senzR con· ft•onto maggiot·e di inadtìtlabili ; e , in secondo luogo, perché siccome le ~co nfìlle ch e tocca no rJUCsti innda llabili nell'esercito rappresentano allretta nle vittorie per g li autimililtll'is ti, cosi si compre nde bene elle esse debbano ass ut·get·e ad uu'impor lanza ecceziona le per pote re poi tras formar .si in aper·Le condanne contt-o l'ambiente militare. Le l'o t•me più acute e d appariscenti dell'inadallabililà, le quali possono scio· clersi in a ltre form e più semplici ed elemenlat•i, sono, s econdo il Sapori to : L'inadattabilità J•er cl~(etto di sentimenti soeiali, in cui rient.-ano {?l'imbecilli, pa recchi squilrbrati e, in g-enere, tul.li coloro che non Iran no a ltitudini plas mate alle e;;igenze cle lia vita collettiYa. L'inadattabilità per egoismo morboso o eootismo, rappresent&La principalmente da ~l i imbecilli morali e ùag li epilellici. L'inadattabilità oesanica, la quale melle ca po al vero cat·atlen~ pazzesco e che é l'llppt•esenlala specialmente da lle COS{tluzioni paranoiche, da i paraft•enici di dive!'s e forme ed a divers i periodi. Negare fjuesLi I'ts ultali di pazienti e l'i!!orose ricet·che , da cui balza s ubito ag-l i occ hi l'enorme influe11za che l' inadallllbilità di cer ti indiYidui esercita sull'inte t•a compa gine milita:-e turbandone il regolare funzi ona mento, non s at·ebbe né serio né po;;f:' ibile; cd e per ciò che, put·e accetlanc.loli a m alincuore, laluno osserva che se questi ind ividui non entrasset·o a far parte dell'esercito e se, per conseguenza , le loro facoltcì ps ichiche non dovessero ut•Lare fatalmente contro la disciplina militare, passerebbero inosservati, o •1uasi, n ~lla g l'an vita sociale, n é dal'ebbero fOr!;e mai sa ggio delle loro qualit.a negative. 1\fa qui appunto s ta l'errore; poiché se n oi seguiamo tali individui attraverso la vita borghese, p1•ima o dopo il servizio militare oppure anche indipendentemente dal s ervizio s tesso, in quegli ambienti in cui esista appena un simulacro di disciplina e di freno, ritroviamo- salvo rare eccezioni- ~li stessi irascibili, gli ste!"si insubor·ùinali, gli stessi delinquenti; in una pat•ols, g li s tessi inadattabili, a cui si schiudono pl'esto o lardi le porte del Ct1l'cere o rlal manicomio; con la sola differenza che, trovandosi ess i sparsi pet· ogni dove ed indossando la giacchetta borg hes e invece della giubba militare, rie ntrano modes tamente nel numero dei delinquenti comuni e sfuggono al c rog iuolo delle s tatistiche interes sate. Sara questione di nomenclatura criminale - diversa secondo che i rllati avvengono nell'es ercito o fuor i - sarà questione di dare all'atto delittuoso un'interpretazione ed un'importanza speciale dtlsunte dall'aggeegato umano in cui esso fu compiuto; ma per me i falli sono


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identici; per me, rruel convalescenleche, per futili motivi , uccide il suo m edico appena uscito Jall'ospedale, dov e già s·~ra mostrato riotto!'io e ribelle ad ogni prescrizione, e quell'altro che fer isce a mot·te due suor e di cil J'ilà (c•lo due sol i casi e potrei citarne a c<:'ntinaia), appartengono a quelle stesse cate~orie di inadattabili cl1e incon triamo prima nell'esercito e piu liwdi uelle car·ceri o nel manicomio, d(opo che essi avranno cnrnme!'~O gravi r cn ti d'i D!>ubordinazione o di sangue. Per m e, lo dico cluo.ro, l'unica col pn che si pos"'a r im proverare all'am biente militare si è quella - come dir ò me!Ziio in seg-uito - di acco!Zlìer e ogni anno una moltitudine d' indh·idui ful'!'e fisicamente idonei, ma psichicamenlc inadattabili u l stn·v•zio; donde avv1ene elle i difetti e le col pe degli individd diventano, per u11' illu~ione p~ichica faci lmen tt~ spiego bile, i difetti e l" colpe dell'ambiente. r-.Ja - taluno soggiun !!e anrora - In sndetil pl'Oilraùi"ce a pa:>l'i rla gif!ante, ment t•e l'esercito •·imane immutato co•nt• un masso di l! rt~n ito, cril'tniJizzato nelle sue Jegqi e nei suoi regol amenli, dond~ urlfl mnggior violema dci traumatismo psiehico cile !<Ubi,;ce la r ecluto n<?ll'adattar si al nuovo ambiente, e quindi piu gr nvi le sue conser:u~nze. E questo t'· un altro errore. Pur rimanendo integl'i i princip• fondame11Lali. pl'imo l'ra i CfUOii Jn subnrdinazione, che é del resliJ il caposalolo di u)!ni agj2"r·cgl:llo umano, fino a che non sia doto rnggiunger a l'utopia l ivellAtrice dP.IIe intelligenze, per non dire della fo rza ~naleriale soltunlo, l e lef!;:i c i l'l'~ol amenli m il itHri ilonno subito anche essi una lc11ta mn p1·og•·es>'iva e logica 8\'0iuzione cho no11 tende ad arre!'tarsi, e i cui vantagg'i non sono n:· igno•·ati 11è di'>conoFcru ti da rolot•o che si occupano cùn serenità e con a11ror e dell'e~e•·c•lo ne· suoi ra ppol'l1 colla vita civile. Hiduzioni tli fermn, congedi anticipati, in!'l ituzione del Yolontorinlo di un anno e di plotoni !'peciali cl" istruzione, faeol ll\ di •·ita J·d t~r·e il servizio i n cer ti casi; licenze strnordi11arie, ordinarie e br·evi; r e•·mes!"i gi<rrnalieri e "•' l't! li c• •n cessi con ben i11tesa largheua; r eparti spP.ciali di tr uppa, in cui certe al · tiludini e certe conuscen ze ~ià UC'(Ui!'tate posc:ono svolger si e per·ft>zionarsi (ferrovi eJ•i, macehn1 isti, l dt>:-rr alisti, m i nator1, musicanli, farma cil'li, infe1•m ieri, panaltie•·i, ecc., ecc.), costituiscono tale un complt•sso di bendir he innovazioni che un secolo addietr o sar ebbe par so fvll ia lo spe1·are, e che tendono sempr e più a fa1·e rlell'esercito un maraYiglioso aggi'"galo Ji for zo giovani ed operunti per il bene della patria - e p.H·cill non disgiunto dall'ingranaggio della g r ando vita cittadina - in cui es'<e fot·ze si l!!mprano alta scuola del dovere u si affinano coll'istruzione la quale, come lulli sanno, ben !ungi dal I'esli'Ìnger si all' inte•·pretazione ed al commento dei r eg••lamenli, si estende dalle prime nozioni di l ettura e di !'Criltura a quelle di agricol tura teorica e praticA. E questa sarebbe la scuola che l 'Hamc•n chiamò del delitto 7 Questo sarebbe il vivaio dei pazzi e dei delinquenti, che alcuni si afl'annano a descriYere con le ti ole più cupe? Andiamo, via ! chi lo potr ebbe credere o, pet· meglio di•·e, chi lo crede ancora sul serio ? Si ascolti, invece, quello che dice al pubblico la v oce autor evole di un giovane scienziato estr aneo all'ambiente militare, il quale l'tudiò con somma CUJ'a e diligenza un buon numero di individui che, ùal reggimento, e1·an pervenuti al manicomio: " La deli nquenza militare si potrebbe dt' fìnire: i l p r odotto dell'esagerazione patologica delle disposizioni anomale, che costituiscono il fondo della personalita di alcuni individui, in connession e con lo specifico ambiente milita•·e che l e scopr e e le acuisce, lrasformandole in alti n ocivi, Dato, poi, che tale detìoizione sia esatta, non sembra del tutto giustil

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DELI~QCE:'iZA E

PAZZIA DEI MILITARI

ficabi le l'antico asserto elle l'esercito sia una scuola del delitto; converrebbe, invece, ritenere che, più che scuola, esso sia occasione a delinquere e per coloro soltanto che, al delitto, oi entrano direltamen/e,' p redisposti; o p redisposti a l)f(e/le psicopatie, c!te piri jacilmenle si rinestono rli ei'Uènomeni delittuosi ». Le quali parole del Saporito dimostrano, s<: non m'inganno, la verila del mio asserto: che, cioè, per comodo di pole:mica, la più gran parte delle colpe degl' individ:Ji psichicamente non adattabili passano a carico dell'ambiente, ·ii quale finisce per pagarne da solo tulte le spese . Meno sfr·utlali dagli avvers11ri dell'esereito, ma, in e;ompenso più positivi e meritevoli di ogni attenzione, sono i f attori materiali dell'ambiente m ilitare, che dieder·o modo al Saporito di svolgere considerazioni di grande interesse, a cui però non mi sottoscrivo che in parte. P rimo di questi fatto ri é la fatica, che l'autore definis<:e con molta precisione « un vero e proprio processo di· sin tegralivo ed autoLossico, i cui effetti s'irradiano a tutto l'or ganismo, con speciale predilezione degli organi di minore t·esistenza o di più delicata struttura "· E più oltre : « la fatica dissolve la personalità, fa l'uomo infer iore a sè s tesso mantenendone abbassati i pote ri psichici , finché non sopraggiunga la reintegrazione; e se questa tarda o é incompleta, diventa una malattia e può assor gere fino alla digoit.A di un vero fattore e tiologico della pa zzia ~. (Pa~. 84). E in ciò siamo perfettamente d'accordo; ma vediamo come desct•iva il Saporito gli effetti della fatica militare, e eli quale esempio egli si serva per segnala t•ne le perniciose conseguenze. << Certo il colpo d'occhio che all're un reggimento s.llorquando esce dalla caserma e si avvia per una marcia o per una manovra, non è lo stesso di quello che offre quando rientra in quartiere. Né è men certo che il soldato stanco ha perduto il brio e la gaiezza, quelle espr essioni di forza, quel non so che di cara tteristico nel suo aspetto, quello spirito militare, che può dirsi la migliore Acquisizione della milizia... Dopo una marcia o dopo lunghe eser·· citazioni, la caserma ha un'aUra fìsonom ia: il motto di spirito cede il posto all' invelliva ed all'imprecazione ; il soldat.o zelante nel rassetto de' suoi arredi é più trasandato; il graduato più esigente e piLì as pro nel comandare, il soldalo, riottoso nell'ubbidire e più sensibile ai r improveri: l'uno è intollerante dell'allro. L'ambiente è saturo di elettricità, e sembra tras forma to in un' immensa pila, di cui ogni individuo rappresenta un disco; il più s uscettibile é quello che ne raccoglie la te nsione, e basta un contatto perché esploda • . (Pag. 84-85). Ora, io mi permetter ò di dir e al dottor Saporito, che in tutto ciò che egli ha scritto a questo proposito vi é un'inesa ttezza e una dimenticanza, di c ui, de l resto, non gli s i può fare gt·an carico, vivendo egli estraneo all'ambiente militare. Cominciamo dall'inesattezza. Gli ufficiali medici, purtroppo - come me non più giovani, che hanno accompagnato la truppa in ogni genere di esercitazioni, e che hanno fatto, sia pure senza volerlo, delle osservazioni ps icologiche sulla fisonomia di un r eggimento prima e dopo un servizio faticoso , troveranno che l'ingegnosa descrizione del Sapo rito si allontana sensibilme nte dalla t•ealtà, soprattutto per quel che riguarda il paragone della pila, e in special modo, poi, s e il reggimento che torna da una marcia o da una lattica è composto di soldati r elativamente anziani. Non parlando dei campi e delle grandi


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manovre in cui, pur faticando assai piit che in guarnigione, i soldati present.ano la nota predominante dell'allegria più chiassosa, tantocbè, dopo lunghe mat•cie e ripetute esercitazioni, gli attendamenti o gli accantonamenti risonano di grida festose e di risate che salgono dai precordi, nessuno òi noi avra mai osservato - almeno in linea abituale - in un reggimento, che torna dalla piazza cl'armi o da una tattica, quelle esplosioni di elellricilA che renderebbero ogni soldato pericoloso come il fulmine; av1•à piuttosto osservato il fallo opposto; e cioè, una cer ta musoneria all"alto di lasciare il quartiere nelle prime ore del giorno, quando gli occhi sono ancora velati dal sonno, e il pensiero di una lunga marcia sulle strade polverose non é sempt·e pilt gradito di ~uell o di un altro paio d'ore di riposo, magari sopra una branda; me ntre al ritorno, non ostante l'inevitabile disagio prodotto dallo zaino, che fa incurvare il dorso ai meno resistenti e deforma alquanto l'euritmia marziale del reggimento agli occhi del pubblico, u:1'esplosione ~enerale, uon di eleltricilA, ma di allegria fanciullesca, la quale si diffonde io un baleno per i cortili, per le scale, per le camerate. Questo é ciò che ho sempre osservato io in più di vent'anni che vivo nall'eser cilo, e che, al pari di me, avranno osservato tutti i miei colleghi militari, medici e non medici. Riguardo alla dimenticanza, dirò al doUor Saporito che essa s i rifet•isce all'allenamento, di cui egli non ha·lenuto conto, e cbe pur·e moditlca ed altenua in modo veramente straordinario le conseguenze della fatica, tantochè é di ve ntato oramai uno dei canoni essenziali di egni esercizio sportivo. Orbene. i regolamenti militari non han punto ~rascurato questo benefico moderatore rlella fatica. e contengono norme ben chiare e precise che disci· plinano le marcia e tutte le eserci~azioni faticose, per modo che la recluta passa gradat.amenle per le diverse fasi del suo servizio senza ris entirne g ra,·e danno, ottenendone anzi, non di rado, un reale e salutare vantaggio. Ed é per questa ragione che gli arrivi a!le tappe e i r ilorni in quartiere, anche dopo marcia lunghissime, non hanno quell'aspetto desolante e pericoloso che il Saporito ha descritto. Ciò premesso, io dichiaro che sono ben lontano dal negare l'influenza pernicios a della fatica sul soldato, nè vorrei che il dottor Saporito supponesse che io ignorassi, o volessi ignorart< a bella posta, le dolorose conseguenze che ques ta alcune volt.e s i lascia dietro nella truppa. Anch'io mi trovai in marcie s for tunate, come vi s i l!aranno trovati i miei colleglti, ed ebbi modo, anzi, di accert.are in coèeste occasioni non soltanto gli effetti veramente imponenti della fatica eccessioa, ma altresì (amo ripelerlo per coloro che ci considerano come un pleonasmo) la grande importam:a dell'ufficiale medico presso un reggimento, allorchè tutti gli occhi e tutte le voci si rivolgono a lui come alla Provvidenza: n è - per parlare di fatti recentissimi. - ha ancora cessalo di risonare l'eco dolorosa destata in lutti i cuori dàlla matcia. del12• corpo d'armata austro-ungarico a Bilek lo scorso luglio, nella quale, pur trascurando le solite esagerazioni, in parte innocenti e in parte colpevoli, si ebbero pur·troppo a deplorare parecchi morti e moltissimi malati, di cui alcuni gravissimi, con sintomi di pazzia furiosa. Ma il Saporito non vorrà negare che il clamore fatto dai giornali e dal pubblico intorno a questa marcia e ad altre consim!H non sia precisamente una prova che esse rappresentano rare eccezioni fra le migliaia e migliaia di marcie, di eser·citazioni e di manovre che ogni anno si compiono da lutti gli e >"erciti del mondo - e non sempre al solo scopo d'istruzione - in qualsiasi


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DEJ,I~QUE);ZA E

PAZZIA DEI :\IJMTARI

zonn, non esclu~a la lor t•iùa; e non vorrà neppure negare che queste eccezioni non ~iano il risultato di fattori straordinari, come, ad esempio, l'afa opprimente di certe giornate, un ordine erroneo o erroneamente eseguilo, la moncunia di allenamento, ecc. Insomma, da questi cosi in fuori, deplot·evoli fìnchè si vuole, ma isol11ti, le maecie e le esercitazioni si fanno e si rifa nno di giorno e di nolte, d'estate e d"inveeno, senza il minimo incon"enienle, perchè, in f!Ntet•ale, san dirette con sajZ~in pt·udenza, perchè comandanti e medici conoscono la loro r esponsabilità e ti loro dovere e perchè sopra tulle le t rupJ,e oi sono allenate; ed P COSI ~n·ande - giova il ripelerlo l'influenza dell'allenamento che i piu clamoro~i disastr i di certe marcie si vet·itlcar·ono appunto in quei repat·ti in cui ,..reno incorporole o reclute o cla~si richiamate, al:e quali n.ancava la necessaria preparazione fisica. Ammetto, adunque pienamente - e come non a mmetterla 1l'inlluenza nociva della fotica sul soldato in circostan1.e speciali e quand'essa >:iu !'lpinta oltt•e "gni limite compatibile colle esigenze dell'org-anismo; m a non sono disposto 11d ammetlere elle la fatica. quale fallor·e eziologico della pazzia, f!lcciA par·Le integrante e, per cosi dire, consueta della vita militare, né che, JWr conseguenza, l'esempio che il nostro autore ha scelto di un re~::dmento, il quale •·itor·ua in quar·tiere da una rlelle ~c,li te mat•cio scompigliato e fu rente, pals:~a ligurare ira le re;.role generali, tra g l'incidenti ()uotidiuni di ca!.'erma, menlro non é cile un'eccezione. Questo io voleva dire, con la mia solita ft·anchezza e con l'esper ienza di lunghi anni vissuti nell"esercito, al dottor Sapodto, ilqualo mi per metter·a ancor·a di aggiung-er·e clw l'argomento dPlla proporzione quasi tripla della pazzia fra i carabllliet·i. e quella più che .Jpcupla fra le guat·die di flnanza in conf ronto degli altri militari, attribuilo r ispettivamente dal G1·illi e dal P ..llegr·inr ai fattot·i fisici, è un vet·o e proprio argomento in favore della mia tesr, prrchò qui s i l'imettono in campo due eccezioui e non la rrjZola generale, tanto è Yero che il pat·agoue viene stabilito con gli altr i militari. È noto, infatti, che tanto i cara hinieri ')uanto le guordie di linanza attendono a sei'\'izi ~pec•alissimi che nulla hanno che vedere con qtlt'lli che prestano i ~oldati in circo~tauze ordinarie; ollreché le seconde, per un comples:so di cause, che mer·iterehhero uno studio a parte, hanno una psicologia loro propt•ia, che é tolalmente drversa da !]uella militare, come di\·ersi ne sono, in generale, la proVPni<>nza, il ~l'o t lo di cultura e l'arruolamento. Anche sulle abitudini alcooliche- altro rallot•e fisico ddl'11mbiente militat·e ci t>flt'cbbc da di~cutere, perché il nostro soldato non può dirsi davvero un olcooli>:la e, nell-'uso delle bevande spiritose, é senza conf1•onto più moder·ato dei !':Oidati di oltre nazioni: però lo stel"SO Saporito finisce coll'e.mmellet·e. in ba111e a molteplici o>:ser vazioni, " che tali abitudini si ll·osportauo, come tante allre, dalla vita 'borghese; che re~ta beone il soldato che già lo era per l'innanzi, e cl1e solo raramente lo diviene quello che non lo et·a. » l n · conclu~ione: pure altl"ibuendo all'alcoolismo un valore di prim'ordine nella pazzia c nella delinquenza, non !':i può e non si deve compt•enderlo - almeno in Italia- tr·a quei fattori fisici che si suppond esercitino un"infìuenza deleter ia &bituale nell'ambiente militare. Come ai fatto r i psicologici corrisponde l'estrinsecazione morbosa dell"inndatiaiJilifà, cosi ai fatlot•i fisici - osserva acutamente l'autore - corr tspondo un cli~<ada ttamenlo della personalità; nel senso che gli oneri materiali del s:er vizio


OELINQt:E~ZA

E PAZZIA DEI ~IILITARI

agendo cumulativamente :::opra un organismo più o meno predisposto, riescouo a fiaccare secondar iamente anche l e attitudini psichiche; o - come soj:!giunge il Sapori l o - nel pl'imo caso si tralla di inadattabilità primaria, perché m ette capo a direUi psichici pree~islenti al servizio; e, nel secondo, di in.adattalJilitlt seeondaria, per ché ò in d i pendt~nza Jir ella da dif,•lti ac1ursili : la prima r ispec· chia pr evalentemente gl'individui, la seconda !"ambiente. A l quale concetlo che non potrebbe esser e me~lio espt•esso nè dimo~trato con magg-iot· limpidezza, io mi associo in gr·an par te, !òalvo, per o, le r estrizioui fatte piu !:'Opra cit'CA la fatica in geoet•ale; la cui i nfluenza, del r esto, anche secondo l 'opinione d<>llo sle5SO autore, si esplicher ebbe quasi esclastvamenlc su ali f)l"~anism i predispo!<li: in allre parole: l"inadullabilita sPcondaria presuppone, per non dwe a1ldir·illur·a che esige, un' inaùattabilita pt•imaria. Ma l'argomento dei fallort malcr·iali ùa moJo ancoro al SAporito di scriv er·e uno dei par·a~ ra fl più intet·essanli ed ori ginali del suo l ibi'O, su cui richiumo tutta l'atLcrnione dl'i collP~hi, i quali tro\'er anno descrilltl i n e;;>;o quella forma tipica di alit>nazione mentale che tante volte avran no avut o occasione di osset•var·e nei soldati, la cui sindr·ome è uno str·ano miscugl io di allerazioni psichiche e di di ~tut•bi materiali, che fanno subito corn' r e il pensier·o nù una malattia d'ml'ezionc. • Sono gener almente v i ;;i scar• •1i e sparuti dall'occhi o vilr·eo, dai l ineamenti dolot'osamcn tt contr olli ; souo pcr·~onnlitit a cui la malollia hu Lr·oncalo, più o m"lno r epentinamente, tuUe le l'ucollit olli,·e dello spirito, nel dor11inro emozio· naie, volontario e inlelletLuale. Sono e~seri caduti in uno stnto di ehelismo, donde nessuno srorzo riesce, d'uu !'Ubito, a deslat•Ii. L"automolismo cieco Ira preso in loro il posto d'ogui funzione cosciente, e ~olo quolrhe otto automa· ti co (un p:csto che simula un de;;: id el'io; l'l'missione bru;:ca d"uua parola o d'una frase) t•ivela gli ultimi sprazzi d'una vita p~ichi ca. Tacciono, con le facolt.ù dello spirrto, 11nche le funzioni c~trpo ree; gl'istinti più iroperio:::i, quello della fame e della sete, sc>no sopili: i bi;:ogni prù urgenti pa~s11nn ino-.ser vali. u E<>aminantioli parlicobu·mente, ri,·olgendo ogni allenzione allf' condrzioni somatiche, dopo che l'i è constatato che lo spir ito, pel momento, i~ ridolto ad una fabula ra<~a, niente si r iscontra, e 8i r isconlr·a l utto: ne!'lsun p1·oce;;so pa· tologico in atto in questo o in fJUf'll"apparE>cchio; ma, nelle condizioni generali, f]ualche co;:a che induce a ri lene di ammalali pr irrcipolmente" nel fisico cd a sospellar e che la tanta miseria mPnlale sia proprio un epifenomeno della malattia che pP.rvaJe le fun~ioni o r~aniche. L 'anoressia, le labbra fuligginose, In lingua impaniata, l'alito putr ido, il ventre meteol'ico e per l o più chiuso, i riflessi o s'penti o esagerati, l e pupille ristrette o dilatate, rigido sempt•e; il r·e~pi ro affannoso, il polso tat·do o freq uente, piccolo sempre; una cer·tu dolorabilila per tutta la per sona, oppure l'anestesia; ecco quanto forma il sostr·ato cor poreo di queste psicopalie; S')Slral o clte (nou occot·re dirlo) m eua ditìlato al concetto dell'auto-intossicazione "· E questo è, infatti, il concetto più logico e più corr•i spondenle alla sintomatologia ed al decot·so di codesta forma morbosa; tanto più, poi, ch e s'é potuto accertare che l'ereditarietà ha pochissima influenza ; che l'invasione ne è rapida, quasi improvvisa, che la f]Uiete, l'isolamento, il t•iposo, i compensi alimentari e qualche sussidio farmaceutico coordinato all'indole tossica della nralattia bastarono a sal vare gl'individui colpiLi: i quali - dice l'autore - si salvano nella ~tran maggioranza con sollecitudine consider·evol~, ritornando per lo più nella per·fetta integrita del corpo e dellft psrche.


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OELt!I:QUEXZA E P.o\ZZIA DEl MILITARI

Le vere fo1·me di pazzia dei militari offrono adunque uua fisonomia caratteristica che le fa ri<;onoscere tra mille e presentano : dal lall) etiologico e patogenelico: una scarsa compartecipazione dell'et·editariei.A in compenso di una maggiore efficacia dei fattori debilitanti inerenti alla vita militare ed agenti col meccanismo delle auto-intossicazioni ; dal Ialo sinlomatologico: un predominio quasi esclusivo di forme psicasteniche, integrate in sindromi confusionali od amenziali. Ma, anche a questo proposito, mi permetta l'autore di ins is ter e sul concetto che ho gia r ipetuto più volte: che, cioè, i fattori materiali dell'ambiente militare per raggiungere il lor o massimo e per tl'asformars i in vet•i e pr opri fattori di un'auto-intossicazione, che può divenire il punto di partenza della pazzia, dovranno spiegare la loro influenza su organismi in g ran parte già predisposti, se non dal Ialo psichico per lo meno dal la to fisico, donde una maggiore vulnerabilità di tutto l'or ganismo a quel complesso di agenti insoliti che esercitano la loro influenza nella nuova vita collettiva ; donde un'inadattabilil& prevalentemente fisica (secondar ia), che pr epara il ter1·eno a quelle fo r me morbose tipiche, in cui dall'umile substrato di una auto-intossicazio ne si giun~e alle altezze patologiche di un disordine della psiche. Infa tti, se cosl non fosse, se, cioé, i cambiamenti di nutrizione, di clima, di igiene, la fatica· e l'uso delle bevande a lcooliche avessero sempr e la pericolosa e generale impot•tanza che si vorrebbe loro attribuire, ed agissero con eguale potenza ed inte nsii.A su tulli gli organismi, i casi di pazzia sar ebbero innumerevoli e i manicomi rigurgilerebbero di militari. 11 capitolo che il Saporito ha scritto c irca la posi:.ione giut•id ica degli 85 soggetti da lui studiati, nell'alto di pervenire al manicomio, é fra i migliori del libro, sia per l'abilità e la chiarezza della sintesi, che per la coraggiosa r equi!'iloria diretta contro la giustizia milita re, che ancora non s i è reso es a tto conto delle ardite conquiste fatte in questi ultimi anni dalla nuova scuola criminale, e che ancora respinge quel postulato che impone di studiare il delitto nel delinquente. Però, con quell' equanimita di giudizio che é una delle s ue doti piu spiccate e lodevoli, il Saporito conchiu1e col dire che • gl'in con venie nti ancora oggi deplorati nella funzione della giustizia militare, non sono nè superiori nè divers i da quelli che si deplorano nei r apporti della scienza colla giustizia in generale, e se pure sconci tuttor a residuano, come dsclus ivi ai tribunali militari, sono dovuti meno agli uomini che alle imper anti disposizioni di legge : ,. e si augura che presto si compia il volo del Bouchet, il quale avrebbe voluto, che al banco del Pubblico Minis tero, a lato del giudice istruttore vi fosse costantemente un medico legale incaricato di portare la )uce nel dedalo del libero ar bitrio, cosi difficile a precisare nel compimento delle azioni umane, e tuttavia cosi impor tant9 a deter minarsi nell'imputazione e nell' applicazione dFllla pena. Ed ora quali sono i rimedi che rautor e consiglia per porre un argine a ll'onda ir rompente dei delinquenti e dei pazzi, che ogni a nno s i r ovescia s ull'esercito 1 Quali i mezzi più efficaci di profilassi contro questo terribile contagio psichico che sconvolge ogni legge ed ogni pr incipio di vita collettiva ? Anzitutto il Saporito ammette che le modificazioni appor tate tre anni anni or sono alla legge s ul reclutamento, per quanto si riferisce alle infermitt\ mentali, segnano un piccolo passo innanzi sulla via del pr ogresso; ma che codeste modifica zioni non siano ancora a livello delle moderne conquiste dell'antropologia e della


DELINQUE~ZA E PAZZI.~

DFI MILITARI

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psichiatria, ò cosa che medici e legislatori militari comprendono quanto il nostro autore; né occorre spendere molte parole per dimos trare che dpi due ob· bietlivi che la nuova legge si proponeva- evitare, cioè, l'arruolamento di individui affetti da vizi di mente (l impedire che rimangano nell'es~rcito se ftié vi ~·ono entrali- fu raggiunto soltanto in parte il secondo. P erò lo stesso Saporito non esita ad affEsrmare che « gli effetti pratici delle nuove norme possono d i1·si da questo lato soddisfacenti, poichO:. in grazia di esse e (giova ripelerlo) della m fgliore prepara~ ione tecnica elle t rooano i meclici militari nella scuola sanitaria, non é piti possibile che individui, anche in semplice sospetto di pazzia, permangano nei reggimenti • . Ring raziando l'egregio collega della sua franca dichiarazione, prendo atto che, anche da chi é estraneo all'esercito, vengono riconosciute esplicitamente l' u tilité e la benefica influenza di una scuola, in cui l'unità d'indirizzo didattico basalo sugl' incessanti pro::trPss\ della scienza, assicura agli allievi uftlciali medici, che dovranno essere non !<OItanlo medici, ma periti legali ed igienisti militari, uu corredo di cognizioni precise, con direlta applicazione al loro esercizio professionale nell'esercito; il che equivale infatti a migliorarne la preparazione tecnica di fronte a tutte le eventuali esigenze del !lervizio. I rimedi, tldunf)ue, che propone il Saporito si riducono e!:isenzialmente a due specie di indagini: a) Indagine relrospettioa, la quale s'impone, dal lato dell'eredital'ieté, por il valore che tutti le riconoscono nella pazzia e nella delinquenza; dal la to della biologie e dellll morbilité, pP.r ass icurare su basi più solide J'idoneité fisica; dal lato dello biografia, giacché, per i degenerati, ogni nuova fase della vita non è che una r iproduzione od una specificazione delle fasi precedenti. b) Indagine obbiettioa, diretta all'accertamento dei caralleri antropolofrio!l, fisiologici e psicologici constatabili obbiettivamenle, e che, come ora vien fette, è insufficiente. Per r endere attuabili ques te due serie di indagini, Il Saporito rimette in campo ed appoggia- per la pr ima - la proposta del Frigerio, di accompagnare, cioè, le singole reclute ai Consigli di leva con documenti ed informazioni che ne r ischiarino gli antecedenti familiari (criminalité, pazzia, nevropatie, ecc.) di ogni genere; il quale còmpito riuscirebbe oggi più agevole che un tempo, perché potrebbe venire affidato agli ufficiali sanitari, coll'assistenza delle autorité sanitarie provinciali e degli stessi medici militari più provetti negli studi s peciali. Per la s econda, consideralo che il giudizio non potrebbe pronunciarsi durante le visite frettolose dei Consigli di leva, l'autore proporr ebbe, in ogni caso, un periodo anche breve d'osservazione, «il quale non sa· rebbe rivolto ad attendere le manifestazioni concrete e palpabili dei difetti psi· chici, per cui ogni lasso di tempo potrebbe tornare insufficiente (parole d'ot•o applicabili anche ad alcune forme di nevrosi in cui alcuni s'intestano ancora ad aspettare l'accesso classico); ma basterebbe a raccoglie1'e quei dati che deb· bono servire a dare la presunzione della pazzia o della delinquenza, e la certezza dell'inadattabililé >>. Orbene, io faccio plauso a f)Ueste due proposte, che trovo per ogni riguardo eccellenti; convinto come sono che la loro applicazione porterebbe all'esercito dei benefizi incalcolabili e sfaterebbe in breve tempo tutte le paurose leggende sulla scuola del delitto, sull'ambiente deleterio, sull'influenza malefica del mili· taris mo, di questo mostro snaturato che - Saturno degenere, ma più raffinato


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DELI NQUEXZA E PAZZIA DEI MILI TARI

r.ella sua barba rie - stringe fr a le braccia la gio,·entu bella e fioren te per scaraven ~ar·la nei manicomi e nelle car ceri; ma non è questo il luogo né il momento di impegnare una discussione sui mezzi più opportuni per tradur le • in pz·atica. M1 r·estringerò a di re soltanto che dell'indagine obbiettivo, da oom· pier•si su lutti '!Ue~li inscrilli la cui cet•tella per sonale contenes se delle note irnpor·tanli dal punto di vista medico-legale, dovrebbez·o naturalmente occup~rsi i direttori degli ospedali militari, coadiuva ti da altl'i uflìciali medici specialmente ve rsatt in tali sludi ; e poiché, in codesto modo, verrebbe triplicnto, quadr u plicato ed anche quintuplicato il numero degli inscr itti ma ndati in ossez•vazione, 10 mi compiaccio di se[!nelare qui la contraddizione curio!>issima o cui ci lrover·emmo di fronte qualora si fos:::e in procinto di efl~lluare la suddette propo· 5ta: da una parte, In voce autorevole della scienza, la quale affermerebbe che l'indagine oh biettiva compiuta. ne::rH ospedali militari, con tutte le g-ara nzie r ichies te del cn>'o oltremodo delicato ed anche dalla possibilita di frodi abil· mente combinale, è una necessità indisculibile e un pos•ulalo delle teor ie mo· dernc ; dull'altra, la ,·oce meno autor~vo le, ma più acuta· cJ1 coloro, i quali pl'oporr•ebber o di abolire gli r.spedali milita r i. Ma allo1·a a chi verrebbe allida lo il ;::r avoso incar·ico dell'osse1·vazione 1 Ai medici civili fol'se? Non mi maravigliPrei punto che accarezzaf'scro tale idea coloro che giudica no g li OSJH'dali mil itari a lla ste;;sa strt>gua degli ospedali civili, OS!'!ia senza conoscere all'nUo il l'unzionumenlo ni'> dtli pr·imi né dei secondi, e sonza pen~a re che 1 ris ultati ne sar ebbero, anche dal Jato ec,mornico, assolutamente nel{ativi. Ma l a~ciamo queste lepidez.ze, o amarezze cht! dir si vof.! liano, e tot'niamo all'eriJOmento . Dopo aYer dala al dottor Sapor·ito la parte di lode che mer1 tamente gli spetta, ho il dovere di agg iunger e che ta nto il CogneUi, medico della rej!ia marrna , quanto il Pucc1 e lo Scarano, urticiali medici del regio esercito, le cui pubblica ziOni sono Cita le dal Sapor·ito stesso nella blblzogr alìa che re seguito al s uo lAvoro, .dimostrat•ono già da parecchi anni la necessitA delle indagini relro~pelli\' e ed obbiettive nei casi di forme neYropatiche e psicopatiche, dando cof , una pro,·a che, in ordine cronologico, il cor po sanitar io militare non fu dav,'el'O tra g-li ultimi a riconoscere ed a pz·oclamnre l'impor tanza delle n uove teor ie c clei nuovi melod1 della scuola positiva, a r ender·s1 esalto conto dei g ravi pericoli a cui ~i esponeva la vita colle ltiva uccettando e lrallenendo nell'ese t·· cilo epilettici, pA7.zi e delinquenti, ed a for m ulare pr oposte concrete. Il compianto tenente medico dottor Paolo P ucci, morto nell' infausta giornata del 1° maggio 18!16 ad Abba Car·ima, scriveva nella sua pr egiata opera Delle rte· or osi nei m ilitari che ru onorata del premio Riberi, le seguenti parole: • ....... Esiste il ti po vero del deli nquente, por tante sullt1. lìsonomia caratteri speciali che lo designa no votato alla criminalita sotto qualunque for ma ; donde la neces!>itù di vedere diffusa nei medici milit.ari la conoscenza del sostrato organico della crimina \ita nei s uoi ca1·atter i ata vici ed a tipici, per esclude z·e dol sC'r vizio individui psichicamente 11011 idonei, a tutela dell'or gan ismo rnilrwr·e •. E il capitano medico Scat·ano, nella :::ua aurea mono~ra tla !.c nevrosi riSflelto all'e;ercito cd alla giusti~ ia militare (Napoli t ~!J!l), clte fu accolta con plauso doi dotti, svolse, con chiar e?.Za di cancelli, con profondità di dottrina e col corredo di uumerose osser,·a zioni pet•sonali. tutto l'argo•nento delle ne· vr·osi, e in par·te quello delle psicopatie e d~lla delinrJuenza, dando norme pre-


DET~I~cW ENZA E

PAZZI A DEI MILITARI

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cisc per l'esame antropologico, funzionale e psichico, discuter.clo tutte le proposte già faUe pe1· l'indagine retrospettiva ed obbielliva (Morselli, Lombroso, Br ancaleooe- Hibaudo , Tomellini, Roncoroni, Marro, Frigerio, Borri, Co~nelti , Agoslinl , Cristiani, Limoncelli, Otlolenghi), e formulando ej:tli s tesso alcuno propos te, che si possono r iassumere nei due noLi capi!'aldi !':Ostenuti ora dal Saporito, vale a di re: studio preventivo, e sorveglianzn arndata a gli ufficiali m edici, delle reclute con precedenti di condanne, di recidivo ecc.: • 11 che scriveva lo Scarano - ci porterebbe alralluazione dei voti ripetutnmente espressi da autori e biolol!:i chiari~<;i m i; che, cioè, la le"a non debba l:!ssere ~olla nto una scelta fls1ca, ma a nche una l>cella mo1•ale. Essa. per di più, v.-rre bbe av valorotn mecl1ante !"eliminazione successiva degli elementi inadatti, otten en clo~i, in la! m odo, pel' così dire, la neccssHria o peru di sterilizzazione e di igiene preventiva, fisica e mo1·ale "· Tullo ciò ho voluto r ico1·dore nffìnché non si credesse, da chi vi ve estr a neo a ll'esercito, che il COI'po sanitario militare sia giunto prop.-io l'ultimo in un arringo di CO!'i J:(rAnde importanza, e che abbia aspettato n muo versi e ad ap;ilarsi l"fllando un'impetuosa corrente ha ~ià Lra~cinato tulli g-li alti' i m ol to Joutuno, ver!'v nuovi ideali sci<'nlitìci. No: in questa. come in ogni altra occa5io ne, il corpo sanital'io m il1Lare, il rruale parlecipu atlivamento alla t:l'an vita scientifica mod~ rna, fece senti1·e a tempo la s ua voce, t'1rhiamando l'nllenzione dei legislatol'i e dci tzi urif' li militari sull'a l·rluo pr oblema della delinque nza, Jimostrando la necessita di m odifìcazioni e di arzgiunte alla legge sul reclutamento; e so un'altra pt·ova occorr esse pdr coovaliclor e il mio osset·to, potrei citare appunto le innovazioni che, in seg111 to a pr oposta dell'lsrelloralo di s anilil mil1tar e, fu rono introdotte tre anni or sono nerzli arlicoli 18, 19 e :!2 cleli'Eienco unico, lo quali, se ra ppr esentano, per ora, un piccolo passo sulla vio del progresso, s i devono consider·are come un passo da gigante r1uando s i coofroutino con quello che si é fallo, o meglio, con quello che non si è fattn n elle legislazioni militari d1 altre nazioni. :\essuno, ciel resto, potra r improverare i legislatori militar i eli proced ere coi calzar i di piombo in questo delicatissimo arE'Comento, poichè ciò che sembra, in teoria, una cosa mollo semplice allo scienziato, in pratica, invece, p1·escnta difficoltà innumerevC'Ii c imprevedute, le quali, non che permettere ll•la ror so, concrdono appena un cammino lento, prudente e misurato. Le propo~te del Sapm·ito, cosi vantaggiose per l'esercito, applicatr dall'oggi a l domani senza un savio periodo di pre parazione, di gradazioni e eli prove, gettel'ebbero lo scompiglio in lulla la lel!'ge sul reclutamento , in tutti i Comuni e in tulli i Co ns igli di leva del 1•egno e ci procurerebbero una straot•dinaria rilior ilura di paZ1.i e di delinquenti precoci solto il bel"cielo d'Italia. Le nostre parole, adunque, s iano di incorag~iamenlo e non di condanna, come l'au tore s lOS!'O ci ammonisce; e, appa~andoci per ora di piccole vittor ie, pr oseguiamo lrauquilli il nos tro cammino con la certezza cho la vittoria finale ci a r riderà in \111 tempo for se n on lontano. Le idee della scuola criminale mode rna son lur.e di ve1•ita, e questa l uce, presto o tardi, dilegua o~ni velo di nebbia per r1splendct'l' sovrana, oggi e sr>mpre, come un giomo sulla via di Damasco. Ed ora, per concludere, rlirò che il libro del Sapol'ilo, t•icco di osservazioni n l'iginali, di giudizi pondet'ali, di deduzioni serie e di proposte seducenti, è ur1 elevato lnvoro scientifico c he i medici, ma soprotullo i leg islator i militari, dov r ebbet•o leggere, rileggf'r c e meditare, perché si può afTCJ·mere rhe ogni pa-


DELI~QUE:SZA

E PAZZIA ORI .MI LITARI

gina contiene un insegnamento; ogni osservazione, un rimprovero per il pas!':ato; ed ogni tabella stati:;;tica, un ammonimento per l'avvenire. Nella serena obbiettività del suo studio, l'autore, ben !ungi dall'attaccare l'esercito, lo difende - sia pure indirettamente - coU'eloquenza dei risultati delle sue ricerche; e, falla la diagnosi del male che lo affligge, enumera i mezzi, secondo lui, più el'fìcaci per combatterlo; ma poi, invece di formulare una progoosi, egli, da onesto e sagace consulente, si rivolge a coloro a cui deve maggiormente stare a cuore la sal vezza dell' infermo, e dice loro, con grande serenità e dolcezza: io vi ho indicati i rimedi, ora tocca a voi l'applicarli. Auguriamoci che il savio consiglio porti presto i suoi frulli; inlanlo sia o rese grazie al dottor Saporito per ave1·lo espresso con f1·anchezza, e, soprattutto, per aver contribuilo, colle sue ricerche e colla sua parola, a mantenere viva l'agitazione intorno ad un argomento e sopra un campo, in cui egli forse si maraviglierà di trovare dei vecchi alleali in coloro che reputava lottatori improvvisati dall'oggi al domani: e questi vecchi alleati - è mestieri il dirlo ?- siamo proprio noi, uffìciali me• dici dell'esercito italiano. Firenze, agosto 1903.

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RIVISTA DI GIOR~ALI lTALlr-\1'\l ED ESTERI

RIVlSrrA MEDICi\. F. MARLA:-11 E A. BoNo. - Delle rloadute nella febbre tU'olde. Aledica Italiana, ma ~Jgio Hl():!).

(Clinica

Secondo gli aulOI'i, p'!r ricarluta n ella /e&bre tU"uide, 1lere;i ,:ntendere la ripro<lu:.ione di intli o 1/i una parte dei sinlOJtJi clte hanno caratteri:.•alo il [JrÌfiW accesso, dopo l"appar enle sta&ilirsi della conoalesctn:::a. Così definila la ricaJuta appa1'e ben ,iiiTerente dell'esacerbazione, della r ecrudescenza e della recidiva. Difatti l"t>;;:acerbazione con;;:isle in una momentanea el evazione della temper olura che 11011 cangi a in modo 110tevol e !"evoluzione clinica della malattia; la recrude,.cenzo é una sùprael evazione della temperatura che si produce 1f orJioar io al momeuto della tlefervcs~.:enza della malattia, dura qualche giorno e si accompagna sempt'e con un a~gravamento più o meno notevole dei sinLomi. La r ecidiva ò la ri pt·odnlione della febl!1·e til'oide qua11·lo il sog~etto ~~ completanu~nte g11ari~o del suo primo attacco. FrCJ;tten~a. - Secondo Jaccoud sarebbe del 9,9() p.100, secon.lo lo statistiche deila Clinica di Berlino soltanto uel 4 p. 10ù, m entr e quella della Clinica del lo Zremsen a Monaco dar ebbe t'O un minimo di D p. l CIO nel 1882 e del 237, p. 100 nel 188E'>. Nella Clinica di Genova dove gli aulot·i sono aiuti, avr ebbero riscoull'ala ' una media di 6,2;, p. 100 con forli oscillazioni an11uali, con un minimum di 2,8:J ed un m aximum di 1 i-,29. iVlodalità. - L'intervallo che passa fra In deferve-;eenza dt:llo febb r e tifoidea ed il pt•incipio della r icaduta é variabile, da L1·e a dieci gior ni ID meJia; al di là di tal termine le rica1iute sono estt·emnmenle r'Hr a. Nelle os"ei'Vazioni degli auto1·i (3:-!2) la dur ata media dell'apirl-'!'<"ia inlet•calare fu di 9 giorni, con un mini mo di i- in due malati, ed un maximum di IR in uno solo. La l'icllduLa non può esse1·e unica, ma riperlesi nuo,·amenle lìno a [) vulte. Slrumpell l'ha vista due volle doppia ed u11o vollN tripla. Gli autori ne ossel'varouo soltnnlo un caso di ll'i[!la. SintomaLolor; ia. - La ricaduta presenta il ciclo febhl'ile ed i sintomi dell'infezione tilìca, nello stessi! ordine d'a ppari zione 1·egolare. Il convalescente, la di cui tempct·alura è da quul che gior no normalf', vede lutto ad u n ll'allo elevar si la sua cur va ad acce<"f'i :-:radual i ; ma il maximum rlella temperatura ra ggiunto più rapidamenl~ che nell'afl'ezione pri mMiu. Le macchie r osse si p1·esentHOo più presto, dal terzo al fJUinto gio1'11o. Gli autori le no tar·ono 1·ar~;~mùnle. La lumefazionr della milza. lo stupor e generalmente model'(lto, e l a diar ren accompa gnano l'ele\·ar.ione delle temper-atura. ·

e

l5 - Giornale mcdiw.


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RIVISTA MEDICA

L e for·me delle. ricadute sono abortive, medie o gravi; e;..se t'ipt·oducono, con delle \'ariazioni d'intensità, l a s intomatolo~ia del primo attacco con predo· minanza, ialvolta manifesta, di un gruppo di sintomi che hanno caratterizzato l'attacco in pat•ola ; e cosi che si hanno delle t'icadute a forme adinamiche, toraciche, ecc. Durata. - Secondo Str·i.impell e Chantem e:;se la dut·ala della ricaduta è srrnpre in ferioro t1 quella del pt·imo accesso. Nelle statistice americane risulla da undici a v enti :;!"IO I'IIÌ . Jaccoud cita un caso della durala di ven ti gior•ni. La ><tali:stica degli autor·i da come durata sei lino a ventitre giorni. Graoità. - La mortalità secondo Schultz (di Berlino) è di 5,1 p. 100, di 6 p. l Oti !:"econdo Zi llmann (di l\lùnaco) ; g li aut0ri videro sopr·a venire il decesso nell"8,71 p. 100. Anatomia piJ.loloyica. - Uu numero consider evole di autopsie mostra due ~w rie di lesioni che caratteri zzano il nuovo accesso : la cicatrizzazione Jel:e ant1che ulcer·i e la tumefazione Ji placcher del Payer e di f ollir:oli chiusi con ulc.:r·ozi,Hre r ecenti. Queste ultim e sono or·di n~:~ria m ente meno profonde e sil uate p1it lontano dalla ,·alvula ileo-cor ale delle prime. Crwse e patogenia. - Il sesso non ha alcuna influenza. Sombr·a sieno piil ft'ef]uenti n ~ l bambino cile nel l"adulln. Si a t:cn~arono i J'llffr eddamenti, le fatiche, i di;;ordini dietetic i, le emozioni, i bag-ni freddi, la costituzione dell'intestino nel tnom ento de lla convalescenza , la debolezza organica, la cur·a anlipiretli\·a. Si comprende bene com e tutte •1ueste cause possano agir·e quali determinanti, ma com e non bastino per• spiega1·e la ricaduta. Questa é l'indice di una uuova i nfezione. Gries1nger ammette come possibile il con tagio da allt'i tifosi della Sli'S>'a ,:ala; ma la si può osservare anclr•! in malati assolutamente· isolati. i\l 11c La;,!An r iliene che le pl acche del Payer rossano inocular·si con l e escare che ;;i staccano dalle antiche ulcer azioni e conc lude che tal fatto spieg a l'influenza della cos tipazione. Liebermei slcr spieg-a le ricadute amm,}llendo che il vir·us resti latente in lalune parti ddl'or ganismo 11 che non entt·i in azione che più Lardi solto l'azione di una cau;,a qualunque. Humbert cr·ede all'assO!'bimento di !'Oslanze tossiche da parte dell'intestino infet to. Gli stuJi r ecenti sulla r eazione agglutinaute, la diuzoreazi one, la pr esenza JpJ b(lcillo di Eberth nei diver:oi liquidi dell'or ganismo mosLreno che trattasi della s tessa all'ezione, e che l a ri caduta è dovuta ad una nuova esal tazione della Yirulenza del bacillo; questo travasi nel sangue ottenuto con puntur·a dello milza, durante l'accesso iniziale, nel per·iodo intercalare e nelle ri cadute. Si può lro,·are il bacillo di Eberlh, nelle Ol'ioe dei tifosi al secondo o terzo sellP1rario e cosi pure dur~:~nt•3 la convalescenza, e vi può per sistere lun~o tempo. Cosi Hutinel dice che nella ri caduta trHllasi della stessa infezione manil'e:olanlesi a due ri pr·ese. Valo r e diagnostico dei dioe rsi sintomi. - Taluni autori vollet'O pt'e\"edcre la ri caduta con l'i1·r egolarita del pt·i mo acce!'<so; altri l 'ammellono nei c~:~ si nei quali la feb bl'e fu da principio poco elevata. Jacco11d no\a due fenomeni che hanno un valore relativo nei convalescenti: l'uno consi ste nella persistenza deÌia tumefa~ i one ~plenica, il secondo nd difetto rli diuresi che l"acc'lm pagna. Devic annr·lte grand e importanza all'abbassamento termico senza moJificazioni notevoli degli altri sintomi; Eri pier alla tinta pall ida e livida dei malati il di cu i appetito appare allorquando na lingua é ancora sporca e la tempe r atu ra el eYata .


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RIVISTA ~C~:O! OA

Leuco~iiosi. - Mal"lel da mol ta im porta11za a tale segno; nei casi di ricaduta ; invece di elevarsi al di sopr a della cifra nor·male, il tasso dei l ~ucocit i diminuirebbe tr<l g-rorn i prima. Albuminuria. - Non ha alcuna impol'lanza, potendo persister e durante una convalescenza normale, o apparir e nelle r icadute senza che pr·ima sia stata avvertita. Tali dati sono coufermali da osservazioni degli autori . Dia~orea:~ione. Puo dare delle preziose indicazioni: debol e da principio si accentua gradat.am ente, quindi scom nare col cader·e della tem peratur·a. Cosi la sua persistcnza in tal momen to, indica la per sistenza del pr ocesso i l~ fetli ·;o; ugualmente il suo r iapparire pt•co dopo la sua scompt:Jr sa . Siero rea.oione. - Il Courmart, dall'esame di :25fl casi, conclude che L'elevazio ne del potere a~g-lutinante é un buon prognoslico al m omento della conv ale«cenza, m a che u n potere a~<~lutinan te debol e indica una l'orma grave e pmlung ata o una possibili' rica duta. Gli eutor·i ottennero uguali ris ult~ti. Taclt icartlia. - L a ìrequenza del polso venne notata da parecch i a1rtur·i (Guyard, Zyoner, Ch~ntcmes~r·) come sf'gno di rice duta, 'lllando e!'!'a é costante nel pel'ioclo dolla cnnvalt>scrnzn. Ma tal segno. secondo g-li autori, non G. B. ha alcun valore se esiste da solo.

V. GJUnrcEANDnEA. - :atoerohe ematologtohe nella febbre tifoidea.. Po!iclinico, giugno HJ03) .

(Il

Durante la febbr e tifoidea, la cifr a clei leucociti é spesso nl d i ->otto del normale. 7,500 in media; ma tal ~allo non 1:! costante e tal rnedia può esst•re r·aJdoppiata. I pol inucleari neulr ofìli !'Ono un po' aumentati e possono ra g giungt>re !'~:) p . 100. l l infocili aumenlatr da principio, raggiungono. i n un m omenlo . una ci fm piu elevata delle altre l'o rme, specialmente i polinucleari. Le cel1111e eosinofìle scompaiono da prwcipio per ri<tpparire ella fin e della malattia. L e grandi mononucleari diminui le i n princi pio aumentano un poco in seguito. Le forme di passaggio e le mastzellen sono rare. M ai non scor gonsi le cellule di T ì'rrk; molto raramen te oss<:'rvasi qualche mielocila. Spesso scor gesi la reazi one iodofìla dei l cucnciti, ma rron ha alcun valore diagnostico o pr·ognoslico. Dal punto di vista battet·iologico, bisogne perfezionare i mezzi d i r icP.r ca del bacillo nel sangue, poiché e!'islono dei bacilli paratifìci. Può esister·e una ver a setticemia tifoidea r:on numet·o~:i bacilli nel san11ue e lesioni poco marca te degli or gani. La coagulabilita del san gue nella febbre tifoidea é aument&ta, ed aumenta <lurante lo stato apiretlico ; non vi é rapporto costan te fr·a la coag ulabililà ed il numero delle placchette. N ella febbr e ti foidea la fibrina aumenta nel peri odo febbl'ile, i sali dimin uiscono; aumenta, ma molto poco, la quantila d'acrtua. l n seguito al bagno freddo, aumentano i leucocili, ma in modo passeggero: l'a umento !'i scor ge srecialmente J ei f:J'andi m0nonnrlear·i. Quanto al potere emolitl ico del sangue l'auloro non trae conclusioni di sorla.

G. B.


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l{[V I ~T.A

DI NEVROPATOLOGIA

U ..\LE">~'. -

Be•lsteDZa elettrica e oontraslone muscolare avanti e dopo 1'ac:oe11o epll.,tuoo. - (.\lanicomio. anno XIX, n. l).

l ratti cono:;eculivi all'acces!'<o epllellico sono: T or pore e al terazioni psichkhe sino all a psico!>i poc:tepdell•ca. Oimi11111.ione della tonicila muscolar e e senso di pe~anlezztì. Diminuzione di pPso del corpo, secondo K ow alcw:-1<.''. Aumento di tempei'Rlm·a, l"econdo Charcot ed Hertz. Dimi nuzione tldl'altivilu di ri duzione dell'osl''lemog-lobina e d\"llo :;ua quanlltà. Aumento dell'urea e dei fosrati, ::;pecialmenle ten osi. Albuminuria ; indtcanur i a, e, secondo Voisin, aumento delle LO!'<sicitò delle lll'ille . l poglobulia, erl Aumento degli çmal oblasti di llayem. Anmento dell'acido uric0 n el l e urine e nel stlllgue. Allre varia1.ioni nel ricAmbio mAlet·iale, meno i111por l anli, e ,·ariazioni nel la tos!-'icità del· sie1•o di sana-ue. All ~:> t·azio ni nella sensibilila general e e nei sensi specinci : r estringimento nel cnmpo visivo e conge;:.lione anteriore della r etina. E;:aurimento muscolare; tremore alle di Iii delle mani; indebolimento e quakhe volla abolizione dei l'inessi r otulei. L' A. ho vn lulo ~lun1 8 re le va r iazioui nello J'e"i~le11za al ptt~,osa;:rgio della corl't•ula elellt·ica . lo intensità di cor r ente necesc:at•ia per a vt>re la minima contr azioÌH', r lR rù l'rna $le!':!'a del a g rafi ca di coutrazion e muscolare, tanto prima che dopo J'ncces!'o; ed ha visto che, come dopo l'acce!'c:o si ha ollus1tà di nwn lc e lO!'nor e !'<en!'òilivo e motor io, si ha pu1·e una magjliOJ'C r ec:istenza al pAS$a)!~io della conente, ed una diminuila eccitabilitù muscnlat'P, conw è stillA I'IScoulrala in diver se malattie nervose con falli paralitici predominanti. qualt l'emorra~ia ce•·ehrale, la pa1·alisi gpioale, l'alrolin muscolare pro;~Te!''"l''a, e perfino la malinconia allontla. E~li viene alle !'eguenti conclusioni : In tutti g li epilelli('i studiati si nota r esistenza grande al po!'<S8g"[;in del la c·o JTent e. Ltl t•e <~istt'n·w Rumenta dopo l'acces;:.o. 1.a minima conlJ•azione mu,.,colare d·' l bici pile si o ttiene con uua i ntPn!'lilù di co t·t'<'nle supet•tor·e aliA norm ale, lo quale inlcm>itù é anc he mag-g-iot•e dopo l'ul'rC"'"O. La ~n·afìca dl•lla conlJ'tlzinne• nwscola•·e dopo l'acre:;so dill'èt'i!'<CO c!H quella pt't'"A in precedenza, !"prcial me.nle pet·cltè è irr e;::-olat•e u m('no allA: monca rpm!li !'Prnpt·e la Clln traziono olia chiusurd' .Je!Lmo•cle e presenta numrrose contJ·azioni iulermedte. N•'l-!li indiv1d11i che dopo l'acr>'s~o pre!'entano uu periodo d1 ecciln7.ione f:i lta la rormoln in\'Cr!'<n per rtl) che r if!uar da la re;:.i!'lenzn E' la intensila neco'>'!'<AI·ia P~'l' produrr e h m mi ma cQn trazrone. a. m.


RI V I" 1'A D I :SEVRO PATO LOGIA

R . VoGT. -

Della nevraatenl& -

( Deulsche metlicinisclre

70~1

Wochc nsl·!trt)l,

mag~io 1!lO:l).

L 'autor e intende per ue"rastenia le perlu•·bazioni nel•,ose me>no ::•avi, cio· vute :;pec•almenl e ad un esaurimento ddl"ener gia cer ebrale, in !'C.:..:uito al .~urmtnaue inlelletluale, nll"alimentazione in!'uflil-iente, all' intOS!'JCaZiuiiC o ad altre cause eSOJ!ene. Egli consider A r inel'zia cer ebrale come formante. J>E' I' o~ni dalo isllmte, una t"(uantità p r es!'o a J'OCO costante. È des"a che J!mer·utt il lavoro mentale, il lavoro muscolat·e e le altre fnnz10ni Mganichc. s ... si dedicA molta energia cer ebrale al la\'Oro menta!... , tanlu di meuo IIP r 1marrà disponibile per lr> innervazioni mnscolat·i e le funzioni veg-etali ve: ugualmente, r imllt'rà meno Gll"'r g-•a disponibile per il la vor o meutule dut·anle i periodi di t'Apida CI'C81'ita, 'tuando il vivace l'il'am bio delle funzioni or ganiche r eclamu un IOSl'O speciale di ener·gia cel'l'bral e. È col'li clu• all'etù di'Ilo (•11be ..ta, un forte lav<cr o mentale dà luo!!'o arl un e~aurimento d~lrent!rgi a ce•·ebl·nl c. L'ene•·l.!iO cerebrale effetti va s i acc1·Psce poco a poco cou un e!:er cii.IO !'i· !>le!IJatico; cosi il ce••vello abituato al lavoi·o, pr.trl.i. sopporlorn e tnl dose elle pr·odnrl'ehhe un'estenuazione nen·osa in un cen·ello uoJJ ttllenalo. Con l'arlnttnmento ad un dato mezzo, si economiz?.a ugualmente> dell'ene1'gia cer ehr11l e 1nenll·e il man cato nda1tameuto é un fattore di indebol imento por i lllll'VÌ. Si può ecnnomi?.Za re ll!ZUalmente dell"ener;.:ia cer ebrale con un'et.lurazione prrpnrator·iu dell'attonzinne, con un impiego fisso del tempo ecl uu'orgonizzazione r itnuca del la voro. l n mancanza cl'e!<ercizio, rener:,tia cer ebrale vn poco per volla der re!ICPndo m entr e e~'~SO è mantenuta al suo m aximum da un grado moderato di atlivita cer ebrale abituale. Quando hniHIO un certo ~raclo eh forza, le driTer t>nli impre<>sionl seu!<or:ali fi!Z.scono in m odo fo r tificante, m entre Il' im pressioni troppo forli o ll·oppo de· boli pr oducono un rlfetto debilitBnte su1 nervi . Quando ci si ahilua troppo alle imprel'!:ioni f'ensor iali, gj tr ova smnsl'lal o il lo i'O cfTetlo: pertanto un mezzo fortificante per i nervi, può, a lungo anelare, diventare inditfer·ente, n meno che l'ab1ludine non $i tro vi inte•·rotta da un cambiamento di !'Oggiorno. Sicchò puossi d1re dell"adallamentn in general e, l'Ile J'allenomenlo troppo !c>pinto o la mancant.a dell'allena mento possono agi r e ambedue in m odo debilitante sui nP..t 'vi. Il lavoro eccessi v o, l'insonnia, l'alcoolismo ecc., conll'ibuiscono pure, n eIlo s tesso Hcnso ad esaurir e l'energi a dei centri cerebrali; ma in r-oguito all'azio nb di mutuo freno di !ali centri gli uni sug li altri, l ' inùcbolimento di taluni centri cerebrali può fac ilmente produrre una sovr aeccilazione !<Opl·o d'altri punti. Lo neV!'astenio devasi curare col r iposo, Gon un'alimentazion e :<olida esclud endone gli alcool, con una •1uantità di lav0ro pet•feUamente r egolare e con un ~agg•o im p i e~o dell'azione fo l'llfìcante delle el'ercilazioni sensol'iali.

G. H.


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l{lVISTA CHIRURGICA Traumatln10 del cranio. - Eplleuiajaok•onlaua. - Edema paplllare. - Puntura lombare. - Ouarlgtone dednitlva colla cura mercurlale. - (Cli nirtue ophialmoiouiquc de Bordeaux, n . 2, W03).

SABOAZi-;s. -

l n ryuesto CS $0, di grandissimo inli'Pf'SSP, " i l ratla di una ra g~zza di 16 anni pror. Pitres c!i Bor·deaux, e il c ui est1me del fondo ocul aru fu praticato dal prof. BadAI) la quale, all'età di 7 anni, et·a caduta Ja UII secondo piano, t•iportando un notevole u flo ndamento dell'osso occipitale con cefalee frequenli e, di tratto in trallo, perdita della coscir; 1 ~za. A 12 anni, senza altt·a ca11~a appat·enle, primo attacco di r;pile~sia jacksoniana, co o inizio al lato si ui ~LI'O della faccia, poi esten!"ione alle mem br a dello stes~o Ialo. Un anno dopo, secouclo accesso analogo al prPcedcnte. All' età di 15 an11i , in se;..(uito ad una violenta emozione, t'icomp8rsa deg-li a-:cessi, di cui quatlt•o nello spazio ùi un anno, sempre local i7.zali a sinistra, e l uW cou aura far.c1ale. Talvolta, perfino accessi di dcl i t'itì e di allucino:.::ione. Nell'oltobr·e del HJ02, la ra g8zza entra nel r eparto del rrof. Pitrll!', prc,;eulando una CO'<lil~:zi one debolissima, con l"t>gni di anemia e lagnandosi d1 ce fa l E'a continua: come tr·nccia del soffo!rto ll'aumalistJoo, si n(Jtava un dept·es;ione a fotr~ia di colpo d'accetta sull'occipite, a JiYeii•J della sutu ra lambdnidea. Kcssuna ll'accia di porali si ester ne del gl obo ocnlat•e; ma le pupille erano dilatale. pigre allo stimolo lumi noso e, sopralullo, all'accomodazione. Vista IJIIasi completamente par dula: l'inferma distingueva male gl i oggetti e le persone Circostanti: non poteva le~g-ere n•~ cucire. L'acutezza visiva era di 5/ 8 a deSl l'll, di 'YH a sinistra; emianopsia lat"'J'ale 01110nima dc5 tt·a;. nenile ottica doppia con edema co·o,-det·evole dell13 papi \le. Fu nllor a che v1·nne pl'ffticala una punlur·u lombare: illiquiJo cefalo-rnchi· diano scolò chiu t·o. limpido, solto una pressione r elativamente elevala: fuot'i usci ta di 30 cm. cu bi. N ei !!ior ni successivi, l'icom,)ar sa progressiva dell'acutezza vi~i va ; l' info·r ma fu ben pt·esto in grado di l egg-et·e un gi•)I'Ila.le pO!"tO ai piedi rlel lcllu; e, nel m edesimo tempo, diminuzione della cefalea, scomparsa ùo>l lu midrtasi, r itorno normale d0i r illessi pupillari. L'esnme cil(1logi co dd !iquido cefalo-rachidiano fece rilevare l'esistenza di una !1nfocitosi manifesta, la quale in d us~e subito a pensar e a.lla possibilità di fenom eni cPr ebrali d'origine sijilitica. Dieci gio1·ni dopo la puntut'a lombar·e, trattamento spt!cifico, consistente i n un'iniezione i olra- muscolar e di olio bijodur·alo guaiacolato per venti giol'lli Ji seguito. Vera trasformazione : scomparsa completa dei disturbi visivi e delle ce· falee, nonchù degli accessi jacksoniani, conv,tlsivi e psichici. Uscita dall'ospP· dale il 10 gennaio del 1903 in uno stato di pet·fetta ~al ule . Tornato a presentarsi qualche ,ettimana più larrli si nota continuazione del miglior·amenlo e la scomparsa dell'ed ema paptllar e (esame del B adai): acutezza visiva = 1: per· sisl.e soltanto l'emianopsia laterale omonima. Ot·a, il pt·imo punto che occorre segnalare in questa curic.sa osser vazione è il migliorameHto immediato dei disturbi visivi e la l or o consecutiva regre::· (o~se r·vata alla Clinica del

In


JUVI:';'l'A CHIRURG ICA

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sione in seguito ad una sem plice pnntum lombn1·c; tanto più che non si lt·alla di un fatto isolato e puramente accidenlult>, ma di. una constatazione, già l'alla a più r iprese, dopo un intervento di simil ~eo e re. · Un secondo punto deg no di nola e la :>coperta di una linfocitosi del li(juido c efalo -rachidiano, la quale, facendo subito abbandcnare l'idea d i una lesione traumatica, indusse a pensare ull'csisten7.8 d1 fenomeni !"pecifìci, ed a riconerc senza indu~io alla cura antisifìlilica intensl va. Però. come osserva lo stesso Sabrazés, si po""ono so lle vat't~ dci dubbi a lo! proposito e non riman er~ convinti dell'esistenza d1 codesta infezione genf'· r ale; tan to più ora che, dopo i l u,·ol'i del Gra sse\ di \-l outprllle1', è s ta to dimostrato fino all'evidenza che la c ura mer c uriale non dà risul lnli n 1aravigliosi nei soli ca" i di sililide, ma in parecchie altre f<wrne mo1·bose in cui l'cl enwnto specitiw é escluso in modo assoluto. E . T. hi B f.U'l' E GM;NIER P..- Le atrofie ossee c alcari c onseoatlve ad

t lsmo. -

un trauma-

(Recue de Chi rur!Jie , i!l03, l'a ;;c. (i0 ) .

~: ormai ossodnto elle nelle 0:?80 che 11011 sono sta to. colpile di r ettamente da u11 traumati;:mo, com e eonsr,cruenza di •rue:<to, :;i può manil'ostare nna a ll·0ha os!'eA, i l ·~ui ca r·atl er e r adiogl·ofico é un aum ~nt o di t1•asparenzo. Di qnesta atrofia bi.,ogna tenel' conto in tu tte le pe1·1zie mediro-leguli. Questa at1•ofì a O!':sea con sec~lti\' a ai l r aumatismi é a bb~H<la nza frequen te. :'>/on 11are vi sia un rapporto t1·a la sede di l'ratt ur·a e l'ntl·ofìa ossea consecutiva: di due fratture chirurg icamente identiche quaalo al meccanismo di prod uzi on e, alla sede, all'accavalcamenlo ed nllo spostanlt'nlo dei fram1uenti, 1'11118 p uò e ssere >'eguila da alcofia os«ell, mentre l·· ossa con!'et·ve1·anno uno. rnin ~ralizzazi o nl! nol'mole ncll'ollro caso. I n sep:11ito alle l'ratl u1·e scoper te SPgu ite da su ppur aziPne si constata un'atrofia o~sca mol ta ma1·cata che può estender si a re~io n i lon tan e al (li sOltfJ od al di Sf>pra della l'r atlul'a e g li AA. ct'udono •ruesta coincidenza della atrofia e della suppu1·azione quasi gene1'ale. L'a lrof;a os"'ea é ancora la r·ogola (juando dopo una fr<iltura chiusa \'i ha solo un ri tar ùco nella consolidazivnn o nell'i nfi ltl'8zi one calcar ea del callo. Non ri ;o:ulla c he le f rat ture arlico l~:~ ri ;dano più frequentemente segt11 te da atrofia ossea. Quanto alla dala dell'appo1·iziono dell'atro fia, Suùccl' e g li AA. Jà nno come linlile minimo rruattro sett1mane e mezzo: es!'a può ave1·e una durata abbastanza lunga e può persistere per anui, SI;} no n 111defìn i tamen to. Sutleck con ~ idera que• t'ali'ofia come la man ifestazione s•illo schel etro di disturbi tro fici gener ali: pe1· lui vi coesiste sempre alroOa muscolare, vi ha inoltre pelle brillante, disturbi vt>somotori, edema del terso o del carpo secondo i casi eJ il malato richiama l'attenzio ne su un fenomeno soggettivo, il dolore. Questo quadro, scrivon o lmbert e Gag oiére, è perfettamente esalto ~{uondo si osse1·va- il malato ad uua dota prossima all'accidènle. Ma a poco a poco l e par ticolarità suinùicate sc•1m poiono e no n sussiste più che un leggero grado di atrofia muscolare o tl una leggel'a diminuzione nell'a m· p iezza òei movimenti articolari. Tutto sembra ri~nh·ato nella norma, ma l'ammalato accusa ancora dei dolori ecl afferma essere nell'impossibilità di riprendere le sue occupazioni. Se il lrau· matis mo iniziale lJ dovuto aJ un accidente di lavoro e se il ferito può perciò ess~re ~aspettato di esagerazione, siccome in questo momento nulla e;::tema·


71~

R lYlST.\ Cl:lii~GRG fC A

men te puri spiegare una incapacità fun~ionale pet·~i~tentc, ognun capisce quanto prezioRa ullora l'esplorntione radiop;rafka, che, dimostt·Mtdo l'e!Oi !llenza di un'att·olìa ossra, ag!:!'mnge nl ft>nom~uo dolore. talora insufficiente per ~tt u s li· lìc-at·e ronrlu-.ioni medico-legali favot'e\•oti al ferito, un f,.nom euo o:.:g-eltivo al qunle non !"i pu6 ri fiulat·e uun r eale itup()t'lan~a bencltt\ non si poso:a rigot·o!"Stnente pr·ecisat·ne il valore. Gli AA. nP~ano che questa atrofia sia ron«egucnza dell"inazione è<>l m embro e dilhtl i ec;si no n hanno riscontrato l'atrofia nelln emiplegta isterica, nè sulle f11langi clei <;O!rl!ell• le cui dita et•ano da lungo tem po JmmobrliZ7.0i e o per cicatrici da ~colln lu re o per sezioni di Lenòini. né i11 tr e CR~i rli m alattia Jel Reynaud, in cui le dita dure e r tgidP pnt.~ vll tl') appena clfettuare qualche movrtuer.to attorno all"articola7.iOtH' m el.orarprJ-falangea; l'hanno pct· contro ri cono~t:iuta nelle oc:"a dt>l carpo e clelia m11no nelle t>miplesrio da cuu!"ll centrale nnclte quando la parali«i nnn era c0mph•ta t>d i maiali si ~ct•viva no dPI lm·o hrnccio P della IOI'o mnuo peP quasi tutti gl i at.i che non c·:>lfl"'illO uno !;'J'Ot·zo di rptnlclw itolensità. L'atrofia (o;;sea polr obbo !: piegnr.~ i con nna tH' Ilt'ote tH•t•ifcr·ica trofi r a, concn tol ilanlo od i ndipendente da una neur ile pet·il't>rira mol t'ire. lnf'atli l o neut·ili per·iferir!te motrici possono accompagnar si nd Alt·ofìa M!'\Pil. come lo di mostra· r on0 !!l i AA.; ma questa non è una t•eg ola CO!'tanle, tant'è chP. questi i n un cn:>o .ti n••urite trnumntica del cubitale con ul i'Oiìa muscolar·e tipi ca etl abolizione dr·ll"t·•ecitnhilila el etlr ir-a tanto rara.Jica che galvnnitn, non t·invenner o tr11cr •o visiuile di atronn M!'f'a. Sudeck dice l'Htrolìa O!'sea una man ifeslaziorw lt·ofnnc urotil'a d'or igino t·i llr!'-<a, m11 quefla maniera di vedere, ammis!"ibil,.. a p ri()ri, e PB">~tht!e di 11lr:une ohhi••1.ioni. Per cui nllualmenle non siamo autorizzati ad adotlarl' l'una o l'altra i pot••si nd e«c!rt!'tone 'delle altre. Fo rse parecchie di e~se rinr hiudono una parte drlla \"t>l'ilfl. (1. 0 . ~ia

P~·l-.n:nr:n .

- Bolle aoppurazlonl pneumooooolohe delle artloola:doni e delle o ..a - (.lahrb. fti r I\intlerlteilk., 1!102).

La \'in ordinaria se!.!uita dal pne111norocco nr•lle rn etastasi (• 'luella sanf!uig na; lalvolln per ò esso dai polmoni, sede preferitA dall!"rme, o dall'or·l·cchio m edto, o t!AI perilonco o dalla farin ge può anche diffondersi per i l infatici. l l roumnti!'lmi C!"arcil ano anche pel diplococco, come per· la tuber·colosi, una mRrcn la inOuenzR sulla suR locali z·t.azio ne O!'lsea od artic(llor·e. L e l!rand i a•·licolazioni souo quelle più fr·equ~> nlemente colpo l <', ed in par ticolare tnodo quel le d!'lla !~palla o del ginocchio. L a !'lintomato lo~ia è quasi identico a quella delle or diua r io orlt•iti od osteomielili. Si nota di speciale una tumefazione dell'a r•ticniA7.ione colriLa. la f"JIIBie pre,.,enla un m ar cato an nssamen to alln cute, c he rla al cun i è t•i tenuto palognomonico rlell'af1ezi one. L' insor :rere della malattia é br usco, il decor so é r apido, sia che ter m i ni colla morl f', o cht•, t:(•me avviene comunemf'nte, sopra!'giunga lo. guarigiotw. Il pro gnostico favorevole i• dovuto alla r apida mot·te del pneumococco; la ~uarigi•lne !'lc:rue all'evacuazione del pus. Gnrx


HJ VI~TA

D' fGIENE

n perloolo della febbre gialla e l& IU&. prolll&lll. -

Ri vi<>la l'lllll'Lica cit-I

cloll. F . T ESTr, capitano medico.

1:: nolo come la L••or ia la t'juale atlribui1<re lA tra!"llliSl-iOut! della febbri! gialla da uomo a uomo alla punlurll di peculiari zanzare nello sle!<<:t• mnol(l come avvien~> per lo mllllll'ia, abbia acquil'talo a poco <l pocn, ari onta delle ra~=:ioni i n con trario caldamente sostenute dal Sanan'lli (t;aHrlla rllyli Ollt•r· d ali e delle clinic!tc, l HO l ). un' i111portanza granrli~~ima, erl abbia avuto la f'nn ZIOne di molti epid Pmiolo~nsti (1). La teoria dt>llu propagazione della febbr e gialla per· m ezzo dr·llo znnzar e n on é nuovo. Giù olol 1881, come rilevasi spcciulmenle da unn r ecente memol'ia Iella du1·anle il C on ~res~"O m edi co internnzionule tenu to;.i A M adrid IH:ll'Etpl'i le d i rruesl'anno dai dnllori . l. Sanlos F er nandE'z. lrustavo l.opez o C. Del g1·odn tlell'Avann, il r!ot tor Fin lcy medico c ubano nella conferenza ~an ilaria inlernazion~;~le di W fl!<hington t'ecc una comunicazione di m n~trandn rho le con traddiziollt fra contagionisli od autico11tngioni sli er ano ba;:ote !"Opl'o l'ignoranza di un ter zo fflltor·e indipendente d n ila causa intima dd la infer·mih~ o dell' in· div1duo ammalalo, necessariO per i1 per tr·asmdler e In malattia . (' pochi me:-:i dopo nello ~ tes<>o anno lo stes-=;o ~cienzialo discuti' va l' iootesi di un rrws?uilo considerandolo com e l'agf'nte di tr·a,.,missione della febbre gialla, basandosi ~u dati d1 osservazioni e su r agioni epidemiol ogiche molto convincenti. Ri ~ulta ancora dalla detta m emor ia che il Finte.'· accennò alle due specie p1ì1 incriminahtli come propagalr·ici della malattia. e ciof> al c uler cubenstS clPscr illo da 1<1 Sro~ra, l' al culer mosquao di Robineau Oe!',·oid~- corr i!>pondente ella Stertomtta ja!lciata ultimameule descritta dal T l1eobald. Da quell'epoca, le r icer che ven11ero r,iù tardi rip1·ese dalla Comm issione amer icana cnmpostn dai òollor·i Reed. Carroll, Lazear..\ gromonle e Guitera~, i quali in un dellaJ!Iiato lavor o (Boletin dr·l consr•jo .~uperior de Mlttbridarl, M essico, marzo 1001) venner o ulle seguenti conclusioui: !! C{llt:a fa.,cialu/1 Cche sembra Esscr·e il r. nenwrosus), oru classificalo col nome di Ste{!Omftrt Jrt.~ciata, è l'intermediario del germe della febbr·e l!'ialla; la febbt·e g1alla é trasmessa agli individui non immunizzali colle p untnr·e delle zanzar e ch e hanno succhiato sangue dal'! li ammalati ; un intervallo di cir co 12 giorni dopo l'inf ezione sembra s1a necessario per r euJere l e zanzar e copnci di tm!'>rnetler e Il) Il pre.~t·utc "''lkvlu cm gi;l composlo 11unnclo venne inse1·ito on uno drl! ll ullirnl numeri ol.•l giornale Il l'oliclh•ìco (seziono pra tka), uno scritto del prof. :'Jnarclll, òel qualo. co ll'a)l)lOI!f!•O anch•• tJ 1 recPrlll o~s~n azioni ciel dott. Rantli, egli ril:tatte la teoria dello. trasmi!•;ioliiO della rehhr~ gi,, ll;o po•r mezw tlrllll 1.nn1.nre o rllnrna sulla qurstione del bacillo itteroide eta lui scoporlo r ritenuto come l'al!!'llte etiol ogico drlla mnlnttl.,. l.o sctllto é In gran parte polemico; però non mnncnuo alcuni !alli c he lo reali:\ nnn .rmbrerehbt>ro mol lo ravorevoli alla recenlo lroria. Soccomo però rimangono nnt·or:l parPCchlo inrngnlte e l.l d~>cll~~ìone sul proposito è sempre aperta, cosi, puro• tcnenolo h1 ma,simu conio lo ra gooni del valenl~ pro!e:J,or,. uelt'Alrnco bolognese, non cretliamo perda valore, nello stai" altualc della 'CH'II7.3, il brr'e na::<unlo che abhiamo cercato tli rare sulla que,loune qu:•le allual· lt. m enW si presentn.


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RIVISTA D' IGIEXE

l'infezione; la puntura di una zanzara che si trovi in un per iodo di infezione anteriore al sopraindicato, non jlllt'e confet·isca all'u0mo l'immunità conlt'O un attar.co consecutivo; la febbre gialla ~i può ~perimenta lmente pr odurre coll' iniezione di sangue pt•ovtlniente da ammalati di l'ebbre gialla non sperim entale : il periodo d'incubazione varia da 4!5 ore a 5 giorni e 17 orP.; la febbre 1-'ialla non è trasportata dalla poh·ere, e per conseguenza la disinfezione degli abiti, rlei letLi, delle merci non nece~~nria; una <:asa non deve considerarsi infetta se non 11uando I'acchiudc delle zanzare cou t:)minate; la ditl'usione della fcbb1•e gialla può es«er e arrestata J.H'Olef!gPndo gl1 individui dalle punt11re delle zanzare e disLI·uggendo questi insclLi. Le r·onclusioni Alle quali vennero i detti autol'i fut'OM il risultato di esperi enze che coslal'ono la vita anche a due dei componenti la Commissi oue, i dollori Rced e L azeat·. Gli espet·imenti furono falli su persone che si otl'rtvano ;.ponlaneamrnte; CJUOLtro soldati ameri cani, cioè, coutt·asser o la febbre gialla dopo esser !>Lati punti .la zanzat·e che sicurAmente llYe\'ano punto ammalati, mentre cinque :::oldati <'he indossal'ono abiti e u>'ai'OtiO lelU di ammalali per venli tciorni ma vennero per ' l"e::>lo tl'm po ri pat·ati dalle zanzare, non contt·assem la malntlia. La teot•ia che ammette la lrDsmi;:: ~i<l ne della f~bbrc· gialla per m ezzo delle zonzAt'e incontrò da quel tempo sempi'<-~ tlla;!~ior ft~vOI'e. H r1 \\<1rd ritenn e cleci~ive l e espHienze dt' a;li autori cilaLi e formu lò delle norme e delle p1·oposte per la pt•ofilassi della fP.bbre giallo. L i<>•'·aga e Ramtt•ez diedero isli·uzioni più concrete ed analoghe a quelle che usa nsi per la m alaria; Ambedue~ le memorie usci r·ono nel Boleti n de con.sejo de salaurùlod del M essico nel 1911:2. Allche DuI'ha111 in un rnpporto del 1!l02 ;::u di tt na "l 'edizione pet' Io s tudio dello. febbre ~i&lla ammeiLP l'im portanza delle zanzare nr ll'eziol..gia di quest11 malallia, e Hos;:: ultimamfmle nel .\1edicalllecord, 24 geuoaio t!lll3 dichiara esplicitamente ..:he r1uesla mulallia si LJ'asmelle solo pet· mezzo del!~ zanza1·e. Hicordando co."i per sommi capi come si svolse ;::tor icamente la nuova teoria ezi ologic~:~ della ft!bbr e gtulla, ed acce t tando come ammes,;o dal la massima par·te degli scienziati la importanza grande chc-, analogamente alla malaria, ha 11el la diiTusione Ji que~tn terribil e malallia una za:~zara nota col non1e di Str·gumya fa.çciata, torna acconcio riassumer·e un'im portan te comunicazione tenuta da Palt·ick Mnnson i l noto parassitologico inglese alla Epiclemiolouieal Socit::l!J e r iferita nel Lancd, 7 marzo l ùll3, sul per·icolo dell'introduzione della febll•·e gialla in Asia e in aiLI'i paesi. « L'A. nellu d·dtu comun icazione s viluppa il concetto gia espres;:o nella sua oper·a sulle malattie tropicali dove ra la questione sulla possibile estt·nsione della febbre gialla all'Asia, alt.~ i sole della Sonda, nlla Polinesia e alla costa or ientale deli'Afi·ica, allol'qnando soi·à lib~ro il transito pel can11le di Panama e si avrà una rapidd e dirello comunicazione fra quei paesi e i centri attuali delle febbre gialla. Egli nola che allor ;Juando il canale ~arà aperto, frolle immense di lavot·atori chinesi, giappone i, indiuni si spargeranno fru Panama e i porti dell'Asia e introdurranno la malattia nelle popolose e sudicia cilla della China e dell'India dove i danni saranno incalcolabilmeutb più grandi di quello eire lo siano 11elle piccole città dell' Amet·ica del Sud. Seconr!o lui l'esser e fìnor·a stat a esente rlalla malattia l'Asia, a\'venne nel tnedesi mo modo come uvveniva fino a poco tempo fa per l'America di fronte

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RIVISTA D' lG lE~E

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al colera ed alla pestt', non all'assenza di condizioni fa vot·evoli per la diffusione, ma alla mancanza di comunicazioni dirette colle località dove la malattia P. endemica. Il parassita della l'ebb1·e gialla, qual e esso sia, pr·eso dalla zanzara conserva la sua vitalità nell'mscllo pet· ollo o dieci set timane e può esser e per· lHI modo inoculllto ad individui sani. Così é possibile che una nave il cui equipaggio rimane illeso dal principio alla fine del viaggio, trasporti la malattia, dato c he il viaggio non dul'i , ad esempio, più di 1ù sellimane. Delle zaoznre 1nfelle possono a!la partenza della nave, nasconder si nella stiva, li'Ovarvi dello zuccher o, delle frutta o !iltro nutrimento e rìmenervi nascoste fino a che non s• proceda allo scarico al po1·to d'a~ri vo; possono allor o punger e g l'indi vidui aoldelli allo scarico ed intr odu1·r e la rnalall ia. l n que5La m aniera la febb•·e giallo è stata lr•asporta l n i u ogni parte dell a co!'lll Esl d'Amc •·ica ft·a il 3'l• ::n·ado N or d e il :J8o Sud, come anche nl Pel'ù sulla costa Ovllst. In Africa è ancora limitata alla cn;,la Ovest, al N orJ dell'E•luatore. lll Euro pa, sebbene non sia mai di\'entala endemica, si é manifestata tem po1·aneamente a Lisbona nel I85·t, dimostrando cosi In po!;:::ibilil à della sua intl'oduzione. L A S teyomya fa.~cialG. è la più dill'usn delle zanzare inc•·iminat e, ma non é im pr o lJabile che altr e st,ecie pos5<ano :::ervii'e da ospite. T ale essendo quind i l'eziol ogia deliA febbre gi~tlla, é evidente che le quarantene e le di sinfezioni delle m ercanzie !"ono i nutili. La sola misura pr oDiatlrca é la distt·uzione delle zanzare. I n quanto 11i mezzi di distruzione, pet' ciò che ri;ruartla le navi , servono le fumigazioni sol fo r ose e la distruzio ne delle larve nei ser batoi d'acqua; per· le m!sure Ja applicarsi in letTa ser·\·ono quelle u;;ote per gli anof't>li. L'A. in base a qucsli cancelli ezio lo~ici, fa voli acciochè le potenze piu inte1·essnte nella questione quali la Gt>r·mania, l'Ingh ilterra, la Francia, l'Olanda, l'llalia, il Giappone, il Siam, co>'liluiscano uu ufficio internazi onnle incaricalo dr studiare e di fare esegui•·e le m isut·e p••ofìlatlich e. Queste misul'e sono sempl icr, ma llebbono esset·e ino!sorabili. Of!ni na ve che vie n da un porto iufelln situal<~ nella zona endemica, deve, entrando nel l'estt·emità Est del canal e di Panama, esser e prov vo~d n Lo di un pe1•sonale l •,cnico incaricalo di di sLt·u~gP.re la zanzare che si possono tro vare a borùo, e prima di lasciare il canale, tlo vt•a essere ispezionato du nuovi ag-enti, e se occorre, dovrà essere com pletala la disinfezione. Per p t•evenir·e il contagio delle navi durante la traver sata del canale, dovranno i paesi posti lungo il m edesrmo e;,ser·e spro vvisti d'alberi s ulla ri\'a, fino alla distanza di mezzo mig lio, come put'o d'acque staJ!IIsnli e di tutto ciò eire può fot'llil'e un riparo a!le zanzare e alle l or o larve» . Co m e veùesi, queste idee del Mansoo hanno molla importanza pratica, in quanto accennano ad un g rave pericolo che, Jata la g iustezza della nuova teo ria eziologica, può minacciare non solo l ' Asia, ma anche l'Europa almeno nelle s ue regioni più met'idionali, con un meccaniflmo deg no di considerazione. Teo ricamente parlando la cosa sembra possibile. nest.. rebbe per ò da studiare se questo trasporto delle zanzare per mezzo delle navi sia ver·amente possibile, e più specialmente con quale fr•equenza le zanzat'e volino dalla terra alle navi, quale sia la distanza massima alla q11ale può avvenire questa emigrazione delle zanzare, quali conùizioni Ri richiegg ono perché nelle navi si costi tuisca un habitat capace di conservare in vita per un certo tempo le zanzare e di permetter e l'allevamento della larve, e tant'a.llre queslio1oi del genere.


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RIYlSTA D lOIE:\E

Fino au ora si cnnosre poco o nullt1 ;:u f[UPsto fll'gomento e l'IOio si può ci tar e un l uvoro del Souchon (Medical Recor d 190:!), il quale fece un'inchiesta sulle nova JH'I' trac::porli clt frulla pr ovenac nti dai porti dell'America centrale ed anche dtr por ti in fe tti. Da I{UCSta in\'laiesta ri~ullò che su 10 m ediri navali in· tPr r oguti, 6 ll"l"Crirouo che durante il viRg~io non oc::servarono mai alc una zanzara. quattro ne o>:c::ervat•ono fino a cinque j:rioa·na e m ezzo rlalla partenza. Si uoto poi che q ueste ultime nR,·i erano state a 3!10 tarde (280 m etri cia·ca) di dìoot •nza dalla costa. Qu,•sli r 1su1tat: non sarebbero mollo probali,·i per questo preteso tr asporto dellt• zauzat·e per mezzo delle !lavi, ma neppure !'0110 !:'uffi<'iPnli per toglier e v.,J,a·e al l'i pott"·i olel M anson. E necessarao quindi studiare !a questione, e !'e lc ol'!'t>rvnzioni dimoc::tr·eranno posl'librle un adallnmento delle zanza1•e n vivere Jlf:!t' certo tempo nelle condi1.ioni artificial i di ha/.Jilal chE' possono trovare nell ~> novi. come umirlttà, a·i slllgni d'acqua, nult•imento \'el-(etale, speci11lmenle di l'l'llllA, n on poLJ'ti •:ert o mellers1 in dubbio che il gl'ido d'allarme gettato dal Mt~n ~o n non ;.ia da ncco~lier.-;i con quell!:l con ~ i ,lerazio ne eire m erito, trnllarr· dosi di rwofìlo><si c ontr o una tl t.'lle prù ~ravi e dil1u;:e epidemie.

A. LuTz -

Zanzare delle foreate e foreate malarlohe -

(CeTlfra l&l. (iir

JJak ter , vol. XXXI II, n. 4, 1903).

Durante la co::<tru zione dr una ferrovia in una r egione del Urasile, l'A. ha 11 vulo orcosione di studiare !P specie e 1'/wl1ilat de• mO!'i(jUilo!', o proposi to dei quuli laa follo rlelle curiose osservazioni. Ha trovato cioò rll'lle piante le quali per la IMo cnpacilà a li'Allenea·e una certa lJUant•là d'acqua. po~sono es!<er·e un vi"aio li:J,·ore,·ole per l e lar,·e delltJ zanzare. 1·:--c::e 81'Ptlrlcugono l'lperiul m ente allo fnmi !.!'li<l dc>lle Bromeliacee e nell'aequo staj!nanle che conleugouo pr ovvic::ta di un fine /,umus, ''i\'OOO numerose lar\·e di no(ae/i c di cule.r a~· ;.reme a piccol1 c r ol'ltacea c ad altr i in:<etli speciu liiabatalori dello acque palu c::tri. Que...lo halnwl ò speciale di alcune forP.ste do\'e quelh· piante sono comu· rw-...ime. L'.\. )JIJI lta trova to fa·equenti:>sima in (jueste r egioni una specie di anofele che ,, stata cla!\Silicata dal T heobai.J come A . Lutzii. '" ·

E. MARTIN!. -

11 bacUlo della peate ed 11 alero antlpeatoao. Idi nisc!te Truclren.~cri[t, ltò!!li•) 190:3).

(JJerliner

L'aulo1·e amme tte la capitale impor tanzA rlte ha il topo nella lrnsmi!'sione deliA peste, ma ritiene che tale trasmissione si compia fa·cquelll<'menle per via di•·ella, dal topo oll'uomo, senu1 l'intermediario di altl'i animai i quali le pulci. l e znnzare, ecc. Difatti i topi col piti dalla peste non sono più dt-gl i animalr ombrosi e pronti a mord c1·e; diventano docili, titubanti, •1uasi sonnol enli. POS!'!Ono allora esse1· fAcilmente cAtluJ'ali e numerosi con tatti pericolosi J>Ossono allora a''el' luogo frA ~li nni mali infetti e la popolazione, special mente dci porta. L'autore riti ene inoltre c he dei topi infelli possano cader e uei serbatoi di ncquo dolce delle navi e contugiare cosi gli e(juipag-gi, e ciò malgrado la deboiP \'ilalalà del bacillo pesto!'iO nell'acqua. n opo alcune considerazioni diagnostiche, egli ec:pone il metodo di preparo 7.ione del l'ier o antipe$Loso di Yer sin ed espone una lunga serie di ec:peri-

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IUVI$TA DJDT,lOGRAFICA

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menti praticati con lo ::;tesso su di animtlli capaci di e~ sc re infettati, per concludere, che tal siet•o è veramente battericida, va~e a dire distr ugge i bacilli della peste e spiega ·un marcato effetto difensivo, ma che il suo potere curativo, se pur esiste, è minimo. Quando deUe manife:::tazioni morbose si sieno apertamente mostrate negli animali, le più granrli dosi di siero diventano inutili e sembr a talvolta perfino che ne acceleJ'ino la fine. G. B. BERnRELLr. - B.toerche ed o•nrvazlont •ulla biologia e •ulla patogenlt à. del b. prodtgto•o. - (Are/zio. pèr le Scien.:e med., vol. 27, fase. l, 1903).

É un lavoro accurato e dilfuso col '(uale si dimostra che i l b. prodi~ioso, 'luando ~ia inoculato in grandi quantità, può dare in alcuni animali una Lossico- sellicemia mortale, proprietà dovuta !'pecialmente ~;~Ila cellula balterica, e che, associato a germi palogeni attenuali, come il carbonchio, anziché esaltarne la virulenza, semb•·a piullo~to diminuirne gli elfelti. te.

HTVIS'l'A BlBLTOGR.AFfCx\. Ootl. R . GJGLIARELLr. -

Venere. -

(Pe ru~ia, tip. Donnini, 1903).

I l simpalico ed arguto :-crillore, dopo che si é ritirato dall'e:>eJ·cilo, non ha consumato i suoi dl nell'ozio, ma il tempo l'irnastogli liber·o dai suoi impegni professionali, Ila declicuto a scrivere 11 lei'ZO lavoro della sua lrilogia: Bacco, Tabacco e Vene1·e. Quest'ultimo elegante volume di oltre 500 pagine, venne pubbl icato nella seconda m eta dell'anno corr-en te d11 lla stamperia Donnini di Perugia. Usciremmo da1 confini consentiti ad una semplice recensione, se volessi mo enume1·are i non pochi pregi dell'accennalo la voto, dove l'erudizione non comune gareggia collo studio storico il più accurato e paziente. Venere ste;;sa, da cui s· inliLola i l libro, non avrebbe saputo sceglie1·e uno scr·ittore più brillante ed arfrULO. Solto la forma tli un •·oma:no, eire inleressfl moltis>"irno il l ettor e dal pt·incipio alla fì11e, so11o maestrevolrnente lumeggiati t•Jlli i dauni che, in nn coi suoi piaceri , Venere suoi r cga lai'e ai mot·tali ; sono descritte delle !'Cene selvegf!'e che ritraggono alla perfezione gli Ol'rori della buia nollfl medioevale. L a parte> sloricn non è meno curala, chè anzi non solo quella di Pet'U!liu é stata redelm enle riporltJta e documentala con annotazioni di molto inte1·ess<>, ma pur ant·o rli tutte le terre circoslauti, che dell' Urnb!'ia costituivAno uel secolo xrv una delle più im pol'tanti regioni J' Italia. l n oltre l•aulore, non dimenticando di ess~re medico, in vario circostanze ha descritto a qual grado {J•o vavansi a fJUell'epoca la medicina ed i m•~dici. In complesso Il bel lavoro del collega Gigliarel li, non ~olo ·~ un sano lilH'O di propaganda igienicR e morale, ma offre anche un11 inle1·essante lettura per lo ~ tori cq e per l'erudilo. O. G. C.


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CONfERENlE ~CIENTifiCHE DEGLI ~~PEDALI MiliTARI SOMMARIO DEGLI ARGOMENTI 'IRA'ITATI

(DAI PllOl'E:S!'<I VERDALI PERVE:'\l.:TI ALL'IS PETTORATO DI S.\:'\ITÀ MILITARE

DAL 17 GJ("(::'\0 AL 16 ,.;ETTF:)IDREÌ . A ~CON A (maggio).- Comunicazioni: t enenlP. colonnello mèrlico P&RSICIIETTI CARLO: Presentazione d i eu si clinici. l3A.RI (maff.!!io). - Comunica;ioni: soLlolenenle medico rli .complemento ~EPI ARTURo : Sulla cura dPII" orchite blenort·at:(ica t.:olla pomata ùi guaiacolo. l o. (lua-l w) . - Conwnir·a::iani: IPnenle medicn TRl:LLI GABRIELE: Cn r·aro ca~o di ernia dnprin con tubercol nsi del sacco. BRESC IA (luglio). ··- Conwnica;ioni: S<~llolenenle medico di complemer!lo CIIJOUI 1-:'rTOHI·: : Sulla cura radicAl e del ~laucoma. CAGLI A Rl (aprile). - Co nwnica..:ioni: capitano medico VF:RDURA L UIGt : PrcSt'II LaztOne òi un ca so di ft•allura dell"omero con esame radioscopico. CATANZARO (magfdu). - Mcmor1e lette : sollotenenle m edico GRAS:<I GruSEPPE: Scrofola e Lu het'colosi. CIIIETl (moggio). - Discussione "LI un caso di tumore delle par eli addominali. l o. (giugno).- Cumun ica;;ioni: "oltotenenle medico di complemento D'A=-<GELO MtcHELE: Sui disturbi ocu 1ari indotti per vin t'iflf~SH da pAr Assiti intestinali. l o. (luglio). - Comunica•ioni: capilano rneòico JoRJO Luwr: Su di un caso di m P-ninl!iln cerebro-spinale ej..'i demica. LI VORNO (luglio). - Nltmwrie lette: tenente medico PROCACCI ARTURO: Sulle tP«ioni vasali couseculive alla infezioue tipica ed alle ullerazio ni consecutive, con speciale t•iguar·do alle lleLiti infetti\'e. l o. (n~osto) - J1enwr ie le ile : >;Ollotenente medico MALTESE GIUSEPPE: Se allu fonnaziunc d~ ll" urea concorra o n o l'acido urico. (Seguito della cnnf·~renz t\ dt'l maggio u. s.) MESSINA (maggio). - Comunicazioni : lenente m edico O'AMOHE FRANCESco: Su di u11 cuso di epitelioma alla bo<.:ca. l o. ( ~iugno).- Memorie lette: sotLote11enLe medico di complemento ScliTO c.~B~iELO: Contribuzione allo studio del rantolo c repitante nella pleut•itc. lo. (lugl•o). - T enente m edico di complemenlv DE GAETANI LUIGI: Su alcuni cusi di anomalie ar teriose e muscolari dell"arto superiore e sulla loro impor·lanza nelia m edici na operativa. NAPOLI (giugno). - Comwlica.;-ioni: tenente medico INFA:'-ITE CARLo, ma f!giot•e m edico DE f .\LCO ANDREA, solloteuenle medico 8EVAC(.lUA ALFREDO: Relazione e discussione di c:Jsi clinici. PADOVA (maggio). -Memorie lette: tenente ml•dico ì\loLISaNt ALrnEoo : Sulla pancreali le l 'mor-ra;:ica.


'ltflSCELLA~EA

PALERMO (maggio:. - .Vlemorie lette: tenente medico MILITELLO GIUSEPPE: Sulla cardioptosi. l o. (luglio). - ,\1emorie lette: sottotencnte m edico MERCA.DANTE FRANCEsco: Dell'em piema pulsa o te. SALERNO (giugno). - Memorie lette: sollotenente medico GliARIGLJA LoRENZO: Su un'epidemia di reumatismo articolare acuto vet;ificatasi nellA divisione rli Salerno. TORINO (giugno). - M emorie Ielle: capitano medico RosTA G~o Gtus"PPE: Trattamento delle ulceri veneree e dei bubboni apel'Li coll'flcqua salata calda. UDI:'iiE (maggio). - Memorie lette : l eneJJle medir:o PERRONI GIOVANNI: Su di un caso di tabe dorsale. VE:'iiEZIA (maggio). - Comnnica.;;ioni: sollotenenll' medico SAMARIT,\:O.:I FRAN· cEsco: Considerazioni sulla p-enesi del l'espi r o di Cheyne-Stokes. È pervenuta inoltre an· i spettorato di sanità la seguente memoria: PERASSr .-\:-~TONIO, capitano medico: Cause p1·edisponenti al la tubercolosi chirurgka nei militari, con ri sulta ti di osser·vazioui proprie. (Frammento di lezione pubblica pe1· est~me di libera docenza sopra tema SOI'leggialo).

l'v1ISCELLANEA Il maggior generale medico comm. Givogre, ispettore capo di ~anità militar e, in apsui limiti d'da c stato collocato nella posizione Ili ser•vizio susiliario. AugU1'iamo all'illustre ge11erale lungo e prosper o il mer·italo r-iposo, eJ i n questo augurio ,<;iamo certi di e""sere concordi con tutti gli ufficiali m edici, che vedono con vivo 1·a1nmaricn allontanarsi dalle file attive il capo autoreYo!e, la guida dotta e prudente, che t.ulta la sua grande attivi La e la lunga esperienza a\·eva dedicato al vantaggio del corpo e del sPrvizio sanitttrio. Xl CGngresso internazionale d'igiene e demografia. - Ebbe luog0 questo congPes~o a Bruxelles dal 2 all'S selLembr·e. Fu mollo importante, specialmente in riguar,!o all'epidemiologia, alla profì· la~<si della malaria, della peste, della febbre gialla; sui quali argomenti si ebbero interessanti e nuove comunicazioni. Mancava una !"ezione di igiene militare, che esisteva invece nei precedenti Congressi; ma i ~ari arg omenti che inter essano la nostra specialita erano dis· seminati nelle varie !><eziooi. Il corpo sanitario mtlitare ital iano era l'appr esentato uflìcialmenle dal colonnello medico dott. Claudio Sforza, e dul maggiore medico dott. Ezio !VIangianti. Il primo comunicò al Congresso i suoi slu~i sulla fabbricazione delle scalo! elle di viveri in conserva, il secondo pr esentò uno studio baUeriologico di confronto fra gli ~biti da borghese usati e gli efletti militar·i conservali nei magazzini, e uno studio statistir.o sul reddito della ca.rne di bue bollita nell'alimentazione collelliva. Congresso sanitario nazloMie-Milano 1905. - In occasione dell'Esposizione si ter r à pur e a Milano questo importante Congresso. I suoi lavori saranno ripat'titi nelle seguenti s•'zioni: Assistenza sanitaria, f.? iene pubblica, Giurisprudenza medica plic~zione deliA ine!"orabile le~~e

ed infortuni su/laroro, Interessi proj'essionali , Sezione elinico-scient(fìea.


no \

)Jl::,CELLA~EA

Il segt•etario generate del Comitato o rdinalore é il tloll. T . Della Vedova, di· rettore dell' Istituto olo-t·ino-la rin ~ologico d i Milano, Foro Bonaparte, 16. La festa della disinfezione. - Lo Stal•) di Utah, ha istituito una festa a nnua della disinfezione, i1 1" luned ì di otlubre, votando u na legge che la dichiara festa civile. l n questo giorno tutte le occupazioni devono esser sospese; e tutta la giornata, ta nto nelle case private co me nei luogh i pubblici, deve e~se re consacrata, pllna un'ammenda, nllll disinfezione. (Corriere sanitar io). 12" riunione annuale dei medici militari deglì Stati Uniti. - Boston, 19-2l ma~gi o . ­ Il fascicolo di lu ~lio del pregevole Journal of the a.~sociation o( military snr!JellnS è qnasi lutto con:::acr ato a l resoconto di questa ri unione, che ha avuto luogo clal 19 a l 2 1 maggio nell'Atene americana. Vi furono fatte molte interessanti comun icazioni, alcunP. d elle q uali sono inlel!l~a J men te 1·iportale nel fascicolo. Citiamo tra altro : Dott. Von Rens:>elaer 1-lofr. - Alcun i problemi per il servizio m edico mi· l ilare . Dott. Henr y O. Marey. - l miei primi soccot·si Ai fer ili. - R icordi della guet•ra di sece!'SIOne. Dott. \\'. T . M11ybu r y. - La visita dei cosc1·illi. Doll. Auguslin Aguirr e . - L'anestesia spinale nella chirur gia militare. P ri'S8I'O par te a questa riunione un centinaio circa di medici militar i americani, ù~> ll'esercilo r t>golare e delle milizie; ed alcuni delega li cster 1 tra cui, come delef!ato italiano, il dott. Enrico Castelli, lenente di fau teria di complemento, 1·esidenle agli Stati Uniti. Bicicletta-barella per il trasporto del feriti.- Leggiamo nel Corriere Sanitario, che li ~ignor G. Bigon, di Abano. fa r mucisla della Croce RossA, ha costruito una ba l'ella Rda tlala su due biciclelle eli tipo no r male. A delta dei com petenti, CO!;Ì il citalo giorna!e. l'apparecc·hio presenta UD ottimo mezzo di trasporto, specialmente in cuso di gucrt·a. Un busto a Luigi Pastro.- Nell'ul timo nume1·o d e ll'l/lustra~ione Ita liana abbialno vislo r ip1·odoUo un busto di ques to on ora ndo e vet·o mar tire de lla patria in•Jipendenza, che il corpo sanitar 1o mililnre si onora di a ver e avuto per molli a nni nelle s ue file. Il .lo l t. Luigi Past1·o fu contlaunalo dd!' Aus tria a 18 anni di carcere Juro con quella sles~a sentenza di Mantova, del t• m arzo 1853, che mandava alla forca T ilo Speri, Grazial i, Monlunari, Tazzoli e tanti altt•i. È nota l'el'oico fermezza che e.~l i oppose alle lusi11g he, alle m inaccie dei suoi l'lguzzini l'hO lo volevano conft!sso e fedif'rag o. Il busto, 0pe1·o dello sculto re veneto Urbano :--<ono, rappresenta il Pastr·o quol'è 01'8. Ma nell'auco1· vegeto aspetto del venerando ottuagenario t raspar·e pur sempr"' quell'animo invitto, quella snida ed auf'lera virtù , che ciuquant'an m Ol' sono, dopo cento gior ni di pane e acqua, g li faceva risponder e a l giudice mililare, che, tenia lo io vano di st1·appargli una eonfe!'sione, lo pl'ovoca va: Gel/i IJICdla spada, o n e dia una a nr:lre a me! !l D•ret.t.ore

Dott. F . LANDOLFr, maggior generale medico. Il R eda r.t.ore

D.r RI DOI.FO L1v1 . ma ggiOI'e medico. P.v ma. 1903 - Tip. r. \'oéhcra.

GiO<A~Iil ScOLAIH,

Gn·tliCt .


GIORNALE MEDICO DEL REGIO ESERCITO Dlrezlot~e e A11mlnlstrazlone : presso l' Ispettorato di Sanità Militare

VIa Yer.tl SeHembre (Palazzo del Ministero della guerra)

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Il Giornale MecUco ciel R. o Esercito si pubblica l'ultimo giorno di ciascun• mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. L'11bbonamento è sempre annuo e decorre dal t• gennaio• .11 prezzo dell'abbonamento è: Per l' Italia e la Colonia Eritrea Per l' Estero. . • . • . . Un fascicolo separato costa.

...

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L'abbonamento non disdetto prima del t• dicembre s'intende rinnovato per l'anno successivo. l signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l' im· porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). Le spese per gli estralti e quelle per le tavole litografiche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le memorie sono a carico degli autori. Gli estratti costano L. 8 per ogni foglio di stampa (16 pagine), o fk'azioo~r inrlivieibile di foglio, e per cento esemplari. Il prezzo è eguale sia che si tratti di 100 esemplari o di un numero minore. l manoscrini non si r estituiscono.


PliRRLTCATO

DAitll' ISPETTORATO DI SANITÀ )YIIlliTARE

ANNO LI

FA.SC. X

1903

31 0 TTOBRF. \) 1

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SOMMARIO M F: MOili F. ORI GIJ't"AI. I . Pompo~~l.- Contributo alla curn dol vNsamenti plenrici me•liante rei~U ririrt~ ram<llca . f'(lg. 7t t Donali. - Paralisi del n ervo i•chintlco pof'lìteo esterno consecutiva a lus•:11.1onr an· tc rlore t1ella gamba . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . . . • 7~ P1ra11l. - Ca uso ~ret1isponcnti alla tu hercclosi chirurgica noi mllllnrl coi risultati tli osser vazioni proprio • . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . • 743 Rlt'IIIT ,\ DI GIOR/i.U , I IT-'I, U IU IF.D ·~lilTE ill. Rivista m erllca, pag. 753. - R!Yls<a rtl novropatolog:fa . png. 757. - lllvlsta ellirnrg•ra, pa(l. 759. - RivistA rh oto-rlno-h•rlnsro•atria. pao. 766. - lllvlsta rli oru listlca. pu~ . 768. - IHvl~ta <Il anatomia e fl~lolog•:ll normale o ~atolop;ica, pag. 770 - Ulvi~ta rll ma latt!P v~norOt' e della pelle, pno. 771 . - Rivista <li tera penti!'a, paq. 173. - llivl.•ta di m edicina IORale. paq. 175. - fllvistn <li tecnica e servi1.i0 med1CC m<litaro, pag. 777. - Rivista d'igiene. pag. 788. - Mlscl'llanen, pag. 799. ( V. l' /lrd!cs tltll'intern(l della coptrlhw).

D IREZIONE ED AMMINISTRAZIONE

'.

BOMA.· Palazzo del MJ.D lstuo del~ Guerra, VIa XX Settembre· ROllA


INDICE DELLA RIVISTA DI GIOitNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVIStA MEDICA. Cbelnlsae. - Il morbo di liauli . . . . . . . . . . . . . Joly . - Epidemia Il' or\lcchionl osservata ne! 91• r~ggimento di lanteria dal maggio all'ot· tobre t90J. - Locali7.7-&7.ioni oculari . . . . . . . . . . • Duflocq e Vola la. - Teut.ati•o di suicidio per ingestione di una coltura di baeì.lli i.tel tiro. Jantl. - Enterite e batleriuria . . . . . . . . . . . . .

Pa(l. 753 ·,•• "" 7M ;;7

RIVISTA 01 NKVROPATOLOGIA. Chaumler. - Cause e natura della paralisi generale •

.

Pag. 757

RIVISTA CUIRUIIGICA. Robson. - Sull' importanr.a di una diagnosi (lr~r.oce rlel cancro dello stomaco In riguardo Paq. i~9 ~Ila sua cura radicale, ai r1~Uitall operatori lmmediaU e remoti . . ;r.o Purpura - !>ella sutura del nervi. . . . . . . . . . . . • 76 1 Schleul. - Si ntesi critica della cocainiuazlone spinale . . . . . . • . Mlkullcz t fltllg. - Sopre un caso di cancro della ghiandola mammaria t rattato con s ne· ;O! cesso a mez&o del ra~ki Rèintgen . . . . ~61 Greenough. - Le c ura chirurgica della cirrosi epatica . . o\ l romaterh. - Ricercllc sperimentali sull' impitgo della paramna ;63 Leur. - Della re~ezione del ganglio di Gasser . . . . RI VISTA 01 OTO·RINO-LARINGOIATRIA. . . . . . . . . . . . . Meurtce. - L'otomicosi . Grlrnmtr. - Contributo alle patologia ed ali& diagnosi dell'otitc media tubercolare RI\' ISU 01 OCUI.ISTICA. . . . . . . . . . . . . • . i:oppez. - Il jequiritol . Sendrel. - Considerazioni consecutive ad uo "osservulooe d i eredo·siOlide ocular e tardiva.

Pag.

766 i61

Pag. 768 769

RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGIC& Federlcl. - \.ontributo .allo studio del h• alterRzionl rtPgli elementi nervosi cent rali e perl· (P.rtci consecutive all'a vvelenamentll subaeuto e cronico per ossido di carbonio . . Pag. 770 Vuoln • lhtotlont. - Azio ne locale dell"llrina sul va<l •anl(uignl. -Contributo allo stud io l \"l flella tossicita·urinar ia RIVI ST.\ DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE. Runeberg. - Lesioni s!Oiitiche dR! f,UOrn Dleulafoy. - Sifilide dello stomaco . . . . . . . . TomuozewakJ.- l noculazlooe nelle scimmie dell'agente dell'ulcera molle

Pag. 1it

•n i13

RIVISTA 01 TERAPEUTIC., . hchltnoH. - l semic upi : loro Indicazioni . • . . . Lallll6. - L'alcool e l a resistenza dell'or;:anismo alle malattie. Teuaig. - Osser nuioni intorno al !<lnni"eno

Pag. i73

7"

lVI

RIV!S fA DI MEDICINA I.EGALE. Glllet. - La tubercolosi polmonare consecuti va ad un traumalismo dal punto di vista medico-legale . . . . . . . . . . . . . . • . . Pag. 775 Tlmofeiew. - Provocazione artinciale di un idrocele per carpi re l'esenzione dal set'"blo 776 militare. . • . , • • . . . • . . . . . RIVIST.\ Ul TECNICA E SER\'17.10 MEDICO MILITARE. Nleberl!all. - Il ser vizio sanitario sul campo di battaglia- Insegnamenti dBIIa guern sud· arncana. . . . . . . . . . . . . . • . . . Torel. - Accidenti provocat i d ai gas lleleterii della polvere seuu rumo Boegehold. - Le medicazioni ad empiastro nelle ferite in guerra . .

Pog. 777 787

lvi

RI VIST.\ t>' IGIENE.

788

Su lla Identità della tuberco losi umana e di qo~l ln d~gll animali . tomestìci. Goslo. - La campagua antimalarica dell'anno t OOJ nella Maremma toscana. Devaux. - Un'epi~emia di malana senm zanzare . . . . • . c u tellenl. - Ricerche sull'eziologia della malattia ~el sonno. Yailll rd. - L'ej)urazione dell'acq ua potabile in campagna •

Png.

MISCELLANEA •

Pag. 1gg

•

795

796 7~7

iv i


MEM O RIE ORIGINALI

CONTRIBUTO ALLA CURA DEl VERSA~IENTI PLEliR~ .. .. MEDIANTE L'ELETTRICITÀ FARADICA Per Il dottote E a r l e •

P • m p • al ,

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tenente medleo

Desidero, con questo mio lavoro, richiamare l'attenzione sopra un mezzo curativo, sull'importanza del quale non fu dato ancora certo ed autorevole giudizio, perchè mancarono fino acl oggi esperimenti bastevoli a dimostrarne il vero potere terapeutico, la sua facile applicazione e completa innoouità.. È appunto allora, quando cioè questi principali fini sono raggiunti, che il giudizio acquista quel valore, senza il quale il pratico titubante non si accinge a. servirsene. Intendo cioè parlare dell'uso della corrente faradica come cura dei versamenti pleurici. Primo ad usa.rla nelle pleuriti essudative fu l'Orsi di Pavia nel 1869; dopo di lui l'adoperarono il Dagna e il Brambilla. (1). Anche il l\Iasini (2) l'esperimentò su tre casi di pleurite essudativa, ottenendone buon risultato; si fecero pure esperimenti nella. Clinica. del prof. Gal vagni e furon coronati da ottimo successo. Il dott. 'l'avani (3) riferisce anch'egli sette oasi nei quali ottenne pronta. e completa guarigione. Il prof. De-Renzi (4), a differenza degli altri, adoperò la. corrente galvanica. con for~e intensità, dopo essere riuscito ad evitare la possibile formazione di escare, usando cuscinetti di ovatta ricoperti da una lamina di stagno e bagnati con soluzione alcalina quella corrispondente al polo positivo, acida quella corrispondente al negativo. Egli asserisce che le pleuriti sierose guariscono rapidamente e che, usando tale metodo di cura, riesce inutile la tora.centesi. Per quanto la corrente galvanica risponda bene allo scopo, pure il suo uso riesce di non facile applicazione, se non negli ospedali, almeno nella pratica privata, sia per l'impiego di macchine troppo potenti come per non poterne affidare il maneggio a chiunque. Si potrà. impunementtl in ogni caso applicare la cura elettrica? 48 -

Giornale mt4lco.


722

CO:o;TRIIIUTO A[,LA CURA DEI VERSAMI!:NTI PLEURIOI

Non certamente in quei copiosi versamenti per i quali l'infermo può correre pericolo di vita per sincope: in questi casi, tutti gli autori concordano sulla assoluta necessità di un pronto e sollecito vuotamento. Dovrà invece e!'!sere sempre consigliato in quei casi nei quali t ale minaccia viene a manrare, sia per la non grande quantità del liq nido formato, sia per il lento adattamento del polmo11e alla pressione del liquido stesso. Alcuni, anche in questi casi, vorrebbero intervenire. Maraglia.no p. e. dice che, quando l'essudato arriva all'angolo inferiore della scapola, si deve sempre praticare la toracentesi, perchè, cosi facendo, si prende il polmone nel momento in cui è ancora facile a distendersi. Anche il Rosenbach ed il Castiaux ammettono che si debba intervenire al più presto. Altri invece vogliono che il riassorbimento avvenga lento e spontaneo, solo facilitato dai soliti blandi rìvulsivi cutanei, cataplasmi, pomate iodiche, vescicanti, ecc. Lo Stri.impell, p. e., ritiene che non si debba mai intervenire nei casi recenti se non vi sia l'assoluta necessità; l'Hoffmann, pii1 esagerato ancora, vorrebbe che, pur nei casi gravi, venisse tolt~ solo una picr.ola quantità di liquido, appena bastevole par allontanare ogni pericolo mmacciante. Anche il Dieulafoy è fra questi ultimi, ammet· tendo, cbe, solo quando il liquido raggiunge la quantità di 1800-2000 grammi, si debba intervenire. 'l'auto gli uni che gli altri sono forse un po' troppo assolutisti, inq uantochè è cosa abbastanza a:rdua poter stabilire in tesi generale, se sia da preferirsi un rapido sbarazzamento ad un lento riassorbimento o viceversa. A sostegno del loro asserto, i primi dicono che, vuotando subito, anche quando la. quantità del liquido è scarsa., il polmone non compresso da molto tempo, è ancora capace di distendersi. Ma, non sappiamo forse che, nella maggior parte di questi casi, appena operata la toraceutesi, il liquido torna a riformarsi? Si potrà ricorrere impunemente ad una seconda toracentesi, dice il Maragliano; ma non è questo un inconveniente da prendersi in considerazione, se si pensa c he l'ammalato viene così esposto a due -atti operativi che, per quanto non gravi, pure possono apportare conseguenze dannose? Di più non sempre l'ammalato, che ha visto fallita la prima prova, si assoggetterà volentieri alla seconda. Dall'altro canto però, se si aspetta tanto tempo prima di provvedere; se si lascia solo alla natura il oòmpito del riassorbimento o tutt'al più si coadiuva con i soliti blandi rivulsivi, altre conseguenze ne deriveranno per l'ammalato e non meno gravi delle prime. La pro-


MgDIANTE L'ELETTRICITÀ FARADICA

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lunga.ta compressione esercitata dal liquido farà sì che il pol1;110ne impieghi molto tempo, qualche volta anni, prima che riacquisti la sua completa funzionalità. A. me sembra quindi che la soluzione più logica e desiderabile sarebbe di fare in modo che il liquido si riassorbisse lentamente sì, ma in tempo minore di quello che comunemente impiega coi mezzi attualmente in uso. Si eviterebbero in tal modo gli inconvenienti dati da un precoce vuotamento e quelli causati da una prolungata inerzia polmonare. La corrente faradica, infatti, pare risponda assai bene allo scopo; gli esperimenti eseguiti in questo ospedale su parecchi ammalati, dei quali riporto la storia fedele, fecero risultare chiaro ed indiscutibile come, in pochi giorni, gli essudati liquidi si riassorbirono completamente. Non esito a dirE> che il riassorbimento avviene più rapido negli essudati sierosi o prevalentemente sierosi, più lento in quelli nei quali predomina l'elemento :fibrino~o. Una domanda si potrà fare : questo riassorbimento più rapido della parte liquida, (ammesso che l'es~udato sia siero-fibrinoso) può avere influenza nociva sulla parte fibrinosa, determinandone il deposito sulle pareti pleurali e quindi prolungando l'inerzia polmonare? Se non è possibile dimostrare sperimentalmente quanto di vero e di falso presenti tale quesito, perchè non si può constatare de visu ciò che avvenga nella cavit~~ pleurius.t, pare egualmente che non si abbiano da addurre ragioni in contrario. li deposito della parte fibrinosa, a ridosso dei foglietti pleurioi, avviene difatti anche quando si lasciano riunite le due parti, liquida e solida, perchè nessuu ostacolo lo impedisce. Sembra piuttosto logico ritenere che l'energia polmonare, persistente anche dopo il riassorbimento dell'essudato, sarebbe anche più pronunziata e duratura, qualora il liquido agisse più lungamente sul polmone. Mentre dunque non si può dire che la corrente elettrica abbia .alcuna azione dannosa tiUlla parte solida dei versamenti pleurici, si può accertare che molti sono i vantaggi ch'essa ci reca. I n primo è un mezzo terapeutico di facile applicazione, tanto che può adoperarsi da chiu11que; in un ospedale, in una famiglia, ad ognuno può darsi tale incarico, quand~ una sola volta ne venne insegnato il metodo. È ben tollerata dagli ammalati, che se ne mostrano soddisfattissimi, sia perchè non dà alcun fastidio, sia perchè non lascia indolen-zimento della. parte, come avviene dopo l'applicazione dei comuni m edicamenti (senapismi, vescicatori, ecc.).


724

CONTRIBUTO ALLA CURA DEI VERSAMENTI PLEURICI

Fa ottenere il riassorbimento dell'essudato liquido in breviss\m() tempo, impedendo in tal modo che il polmone resti a lungo compress() e perciò privo di funzione. Agisce indubbiamente sulla parete toracica facendo sì che i muscoli intercostali non cadano in atrofia per la prolungata inerzia e non_ cessino mai di coadiuvare la. funzione respiratoria dei polmoni. Di fronte a questi vantaggi, che non sembrano lievi, non si dovrà. più esitare a. riconoscere che un tal metodo di cura debba. essere preso· in considerazione e messo in uso ogni volta che si presenti l'occasione. Negli ospedali militari, specie in certi periodi dell' anno, gli ammalati di pleurite raggiungono una. cifra rilevante. Mi auguro eh& i colleghi si interessino a tali esperimenti e portino lumi maggiori su quanto ho riferito. Nelle mie esperienze mi sono servito, sull'esempio del Ta.va.ni, di una. comune Spa.mer, apparecchio che gli ospedali ed ogni medie() pratico possono possedere. Uno dei poli, a piacere, unito ad un elettrode a piastra, si applica.. sul dorso in corrispondenza della colonna. vertebrale i l'altro polo, unito· ad una. piastra più piccola, si fa scorrere sul lato affetto, specialmente lungo gli spazii intercostali. Si gradua l'intensità della corrente in modo che non sia. molesta. all'infermo, e non si prolunga la seduta. oltre i 10-15 minuti. Ripeto che non ebbi mai a. lamentare alcun inconveniente in mododa dover interrompere la seduta; sospEindevo l'applicazione elettrica.. quando il manifestarsi dello sfregameato pleurico veniva a convalidar& l'avvenuto riassorbimento. Eccomi ai casi clinici : 1° Di Serafino Pasquale, carabiniere, entrava all'ospedale il 4c giugno per pleurite essudativa sinistra. Al suo ingresso si riscontrarono tutti i sintomi di un essudato pleurico, ottusità alla percussioner abolizione del murmure vescicolare, diminuzione del fremito vocale tattile i l'infermo era febbricitante con aumenta della temperatura. nelleore della sera. Essendo il liquido scarso, non si credè opportuno procedere al vuotamento i si applicarono, invece, carte senapate, cataplasmi e frizioni con pomata iodica i internamente furono somministrati prima. sudoriferi, consecutivamente ioduro di potassio. Ad onta di tali rimedi, il liquido andò crescendo tanto che, il 20, raggiungeva la spina della scapola. Il 5 luglio l'infermo fu assalito da. forte dispnea, vert.igini, cianosi al volto, onde si dovè ricorrere d'urgenza alla toracentesi, merc& la quale si estrassero circa 2000 gr. di liquido di natura sierosa. Per due giorni le condizioni generali si mantennero discrete, ma 1'8 il


)(EDIANTB L'ELETTRICITA FARADICA

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iiquido cominciò a riformarsi; il12 si aveva completa ottusità. in tutta l'area polmonare, il cuore era. leggermente spostato a destra. Però, -questa seconda volta non comparvero i sintomi di asfissia e l'infermo -era. meno sofferente. Il 14 incominciai l'applicazione elettrica; il 17 la Tespirazione era ancora. meno difficoltata., il polso buono. n liquido che, sin da questo giorno, aveva cominciato a diminuire, il27 era completamente riassorbito, tanto che credetti opportuno sospen·dere le sedute: in totale feci 13 applicazioni. L'infermo fu dimesso dall'ospedale il 12 agosto, guarito, con tre -mesi di licenza, presentando solo a. carico dell'apparato respiratorio una leggera riduzione del murmure vescicola.re alla base, senza alcuna. .alterazione delle pareti toraciche. 2° Mele Generoso, soldato dell' 11° bersaglieri, fu ricoverato all'ospedale il 24 luglio per pleurite essudativa sinistra.. All'esame obbiettivo, si riscontrò ottusità fino ad un centimetro sotto l'angolo .scapola.re sinistro, in corrispondenza del quale punto sentivasi netto il soffio bronchiale. In detta zona era scomparso il murmure vescicolire, e ben manifesto appa.riva il fenomeno del Baccelli; l'infermo ·era febbricitante. n 28, essendo il liquido aumentato fin sopra la spina :scapolare ed essendosi aggravate le condizioni dell'infermo per l'insorgere di una forte dispnea, cianosi ed aritmia. cardiaca, si dovè praticare d'urgenza la toracentesi, mercè la quale furon tolti circa due litri dì essudato sieroso. Da tale vuota.mento, l'individuo non risentì gran beneficio, inquantochè il liquido, cominciato a riformarsi tre giorni dopo l'atto operativo, andò sempre aumentando, tanto che 1'8 agosto, essendo riapparso il medesimo quadro sopra descritto, si dovè ricorrere ad una seconda toracentesi. Anche questa volta si estrassero circa 2000 grammi di liquido, pure di n&tura sierosa. Le speranze d'una guarigione furono vane; la sera dell'll, l'infermo ebbe un po'di :febbre e accusò dolore al fianco; il mattino seguente si constatò la presenza di nuovo ed abbondante essudato, raggiungendo esso l'angolo -sca.polare. Però questa volta, forse per l'adatt amento del polmone alla pressione, l'infermo non fu molestato nè da tosse nè da dispnea.; il -cuore resisteva discretamente. In considerazione di ciò, incominciai l'applicazione elettrica e la. -continuai fino al 22, giorno in cui potei rilevare che non esisteva. più alcuna traccia di liquido. A questo primo periodo ne seguì un .-secondo non meno spiacevole per l'infermo: questi un giorno, senza. che se ne potessero rintracciare le cause, aggravò per l'insOìgere di una nefrite acuta, della quale guarì solo dopo lunghe ed insistenti ~ure. Il 24 ottobre finalmente l'ammalato potè tornarsene in licenza


726

CONTRIBuTO ALLA CURA DEI VERSAMENTI PLI':t:RIOI

al suo paese, in condizioni relativamente buone; rimaneva solo, quale traccia della pleurite sofferta, una leggera riduzione della funzione respiratoria. 3° Siccardi Romolo, soldato dell'll• bersaglieri, entrò nell'ospedale il 5 novembre dopo 10 giorni di degenza all'infermeria del corpo. Accusava. forte cefal~a, dolore al fianco sinistro ed era tormentato da tosse insistente con scarsissimo espettorato. All'esame obbiettivo del torace sinistro, si osservò diminuita motilità durante gli atti respiratori, abolizione completa del fremito vocale tattile nella. parte inferiore di esso; la percussione in corrispondenza della fossa sopraspinosa dava un suono polmonare timpa.nico e, poco più in sotto, una perfetta ottusitiL. All'ascoltazione in detta zona, si s~ntiva. un leggero· soffio bronchiale e marcata egofonia: il trentatrè veniva modificato in ten-ta-tè. La puntura esplorativa ci diede un liquido alquanto torbido. Il 1\:l incominciai la corrente; il 2 dicembre la sospesi perchè in tutta la parte posteriore del torace si sentiva lo sfregamento pleur ico e ben tramesso era il fremito vocale. All'incontro una leggera ottusità rimaneva nella parte anteriore del torace, specialmente in corrispondenza dell'area cardiaca. L 'infermo per di>ersi altri giorni ebbe un po' di febbre nelle ore vespertine; l'ottusità anteriore del torace andò poscia lentamente modificandosi e il iD gennaio fu dimesso dall'ospedale in buone condizioni ed inviato in licenza. di convnlescenza. 4° Ferri Sante, soldato dell'SI o fan teria, entrò all'ospedale il 10 settembre per febbre gastrica. La sera del 21 l'infermo fu preso da tosgo e da dolore puntorio alla regione posteriore del torace sinistro; il mattino soguente si riscontrò una p lem·ite essudativa. Il 22 il liquido raggiungeva una. linea che passava per la 6" vertebra dorsale a l ivello della linea parayertebrale, de l 4v spazio intercosta.le sulla scapolare, della 4' costola sulla ascellare posteriore. Anteriormente la ottus~ti mggiungeva il 3° spazio intercostale. Il 22 stesso cominciai l'applicazione elettrica, e il 26 già si sentivano i primi rmnori di sfrcgamento plourico. Il 2.7 la temparatura era normale, nè più risalì al disopra dei 37 gradi. Il 30 sospesi la cura elettrica pe1·chè del liquido 110n rimaneva più traccia. Il ~2 ottobre, l'~~mmalato uscì dall'ospedale guarito, non presentando minima traccia della pleurite sofferta. i>" Landi Alessandro, del 3·• fante ria, ammalava di pleurite essudati ,-a sinistra e il :20 dicembre veniva per essa ricoverato all'ospedale. Nulla dal lato gentilizio; non ebbe mai malattia di grave entità. All'esame si riscontrò una. zona di ottusità che nelJa part~


MEDI.ANTE T.'ELETTRIOITÀ Jo'A.RADlCA

727

posteriore arrivava. a due dita trasverse sotto la. spina. della. scapola, in avanti fino alla. quinta costola. Il 21 cominciai la corrente e la. continuai quotidianamente fino al 2 gennaio; il 15 veniva dimesso dall'ospedale completamente guarito. 6° Marini Quirino, soldato della 7" comragnia. di sanità, entrò all'ospedale 1'8 gennaio. Nulla del lato gentilizio; da diversi giorni era molestato da dolori alle spalle e al fianco sinistro, da cefalea e da leggera tosse. Qualche 'olta durante le ore di notte aveva pure avvertito un elevamento della temperatura. All'esame obbiettivo si rilevò uua pleurite essudativa sinistra, diagnosi che venne maggiormente convalidata dalla puntura esploratiYa., mercè la quale si estrasse un liquido di natura siero-fibrinoso, ma con prevalenza di quest'ultima parto. Il 1ù si incominciarono le applicazioni elettriche; il 29 il liquido era del tutto riassorbito, e il 18 febbraio l'infermo usciva dall'ospedale gtul.rito, non residuando che un leggero affievolime.nto del - mm·mure vescicolare alla base. 7° Piergianni Giuseppe, carabiniere, r icovera va all'ospedale il 12 dicembre per pleurite essudativa destra, acuta. Confermata lo. diagnosi da una puntura esplorativa, fu dopo 4 giorni iniziata la cura elettrica e continuata fino a l ~8; in tutto 13 applicazioni. Dopo questo giorno l'esame obbiettivo face'a rilevar~ la scom parsa- dell'essudato e la. completa funzionalità del polmone. Il 18 gennaio il malato esci dall'ospedale. H0 Di Paolo Giosaffatte, soldato del 2° artiglieria, nulla. presentava. dal lato ereditario nè ebbe mai malattie importanti. Il 18 novembre, giorno in cui entrò all'ospedale, si rilevarono i seguenti sintomi: lingua impatinata, ventre tumcfatto e dolen te alla. pressione, edemi agli arti inferiori; era febbricitante e con forte dispnea. Non seppe dare informazioni precise circa l'insorgere ùel male, ma assicurò che da parecchi giorni aveva notato l'aumento del ventre. Il liquido, messo L'infermo ill posizione orizzontale, raggiungeva da ambo i lati h~ linea paramammaria esterna. Il 21 fu rilevata la presenza di essudato anche nel La cav ita pleurica di sinistra, essudato che di poco oltrepassava l'angolo scapolare ; restava cosi accertato. la diagnosi di polisierosite. P er piit giorni l'infermo ebbe temperature altissime, 39•-40°; solo verso la metà di dicembre cominciò a notarsi un leggero miglioramento nelle condizioni generali; però il liquido addominale e toracico non ave,~anv subito alcuna modificazione. Il 22 dicembre incominciai l'a pplicazione elettrica. si al torace che all'addome. Il 1° gennaio non si avverti'l'a. più la minima traccia di liquido al torace; sensibilment~ di minnito era anche quello all'addome. Il G, nello


728

CONTRmUTO ALLA CURA DEI VERSAMENTI PLEUBIOI, ECO.

stesso tempo che applicavo la corrente sull'addome, furono intraprese le iniezioni alla Durante, jodo-iodurate (l parte iodo metallico, 2 di ioduro di potassio, 100 di a.cq ua distillata). Il 10, del liquido addominale non rimaneva che traccie, il 15 era anch'esso del tutto scomparso. Il 31 l'infermo lasciò l'ospedale in condizioni soddisfacentissime e senza minima traccia di liquido nè al torace nè all'addome. Per quale meccanismo avvenga il riassorbimento e q uale sia l'azione che l'elettricità esercita sull'essudato, non è facile spiegarlo. Resta però certo ed indiscusso il fatto che negli otto ammalati da me curati, il ria.ssorbimento avvenne in un periodo abba!!tanza breve, e cioè da un massimo di 13 ad un minimo di 8 giorni, in media 1011 sedute. Questo mi propondvO accertare· e gli esperimenti mi hanno tolto qualsiasi dubbio. Importanti sono i due primi casi, dimostrandoci essi ancora una volta la facilità con cui il liquido torna a riformarsi anche dopo la toracente:;i. Non di minore interesse è l'ultimo, nel quale la corrente elettrica, secondo me, dovè esercitare la sua influenza anche sul liquido addominale. Quale sia la parte da attribuirsi all'azione elettrica, quale quella dovuta alla cura. iodica è difficile dirlo, ma. nessuno può e deve mettere in dubbio che la. prima non vi abbia contribuito, se si pensa che il riassorbimentò si era. di già iniziato quando furono cominciate le iniezioni iodiche. Prima di por termine a.l mio lavoro, sento il dovere di ringraziare sentitamente il direttore dell'ospedale, tenente colonnello medico Persichetti cav. Carlo, ed il maggiore medico Malava.si cav. Enrico, per avermi, il primo, concessa l'autorizzazione di eseguire i miei esperimenti, e messi l'altro a mia d isposizione gli ammalati del reparto da lui diretto.

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La corrtnle indotta contro i ver1amenli pleur;ci. (G11glldmo da Salictlo, dlcem·

Contribt~lo alla cura dei tJersammli pleuriti colla corrente elettrica. (GazzeUa degli Olptdali, anno t88t n. 18, ea anno 18!13 n. 101). (3) T•VAN!.- La cura dei ver1amenli pleuriciptr mnzo dell'eletlridlà (ara.dica. (Policli~tko, seziono

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729 Ospedale Militare Prioeip&le della Divi$iooe di Torioo

PARALISI DEL NERVO ISCHIATICO POPLITEO ESTERNO CONSECUTIVA A LUSSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA (t l

Per Il dottore Marie DeaaU, sottotenente medico di complemento

La rarità delle lesioni nervose nelle lussazioni dell' articolazione del ginocchio, a lor volta tutt'altro che frequenti fra le lussazioni delle grandi articolazioni, rende assai interessante il seguente caso clinico, che ho potuto studiare per gentil concessione del chiarissimo colonnelJo med. dott. G. R11.ndone. ANAllNESI. - Giarola. Erminio, di anni 21 , di Bovolone (Verona), -contadino, attualmente soldato nel 10• regg. bersaglieri in ·Asti. Nulla di notevole nel gentili?.io. Soffrì di tifo all'età di 12 anni, e un anno fa di catarro intestinale. Vivendo in luoghi paludosi, contrasse sette anni fa l'infezione malarica, che lo afflisse poi a ncora a varie riprese fino a quando cominciò il servizio militare. L'll aprile 1901, in Asti, mentre si esercitava con le altre reclute nella palestra ginnastica, nel fare il c salto della buca ,.. cadde malamente, producendosi una lussazione della gamba destra in avanti. L'esercizio che il Giarola faceva era il seguente: a 10-12 metri di distanza dai soldati si trovava una fossa lunga 6 m., larga due e profonda uno; a un terzo circa della lunghezza l'ufficiale teneva la sciabola tesa trasversalmente ad una altezza di circa 20 cm. dal suolo, e i soldati dovevano, presa la rincorsa, saltare al di sopra della sciabola e cadere nella buca il più lontano possibile, sulla punta dei piedi; nel fondo della buca eranvi 40-50 cm. di sabbia. D Giarola, nel fare il salto, inciampò con la punta del piede desta-o nella sciabola, e 'in conseguenza cadde sulla sabbia ponendo a terra prima questo piede, mentre l'arto inferiore destro era in estensione forzata e il peso del corpo cadeva all'innanzi. Così si produsse (l) Il caso fu comunicai& alla Regia Accademia dì medicina di Torino nella seduta del 17 gen.naio t 90f.


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PAft.\LISI DEL looERVO I SOHIATICO POPLITEO E STERNO

la lussazione anteriore della gamba destra, che un medico present& diagnosticò senza difficoltà e potè immediatamente ridurre. Il paziente, trasportato all' ospedale civile di Asti, vi rimase 53 giorni, curato dapprima con l'applicazione della vescica di glùaccio sul ginocchio leso, il quale si era notevolmente tnmefatto, poi con applicazioni locali di tintura di iodio: inoltre essendosi nota~.a, Sltbito dopo il tranma, una paralisi dei muscoli della regione a.ntero-estema della gamba, anche con la faradizzazione di questi muscoli. Altre cure non ebbe, all'infuori di una serie di massaggi e infine, dallo settembre al l 0 ottobre, una cura di fanghi e doccie calde locali giornaliere in Acqui. Io potei esaminar e l'ammalato alla fine di novembre, cioè sette mesi e mezzo dopo il trauma, ~ a tal'epoca si riferisce il seguente: ERAME ODBIETTJVO. Individuo ùi ottima costituzione fisica. Non si nota alcnmt lesione organica o funzionale a carico dei visceri tomcici ed addominali, se si eccettua un leggero aumento di voltlme della milza, la cui area di ottusità si estende dal margine inferiore della 7• costa fino a mezzo cm. oltre il margine costale, e i cui bordi sono palpa bili. Nulla si rileva di abnorme riguardo al sistema nervoso; nessuna zona d'anestesia o di iperestesia nella. cute degli arti superiori, del tronco, dell'arto inferiore sinistro e della coscia destra. Cosi por& sono normali gli altri organi di senso specifici (Y == '1. in OS e a. stento== l in OD; ottimo il senso cromatico ecc.). All'esame dell'arto inferiore destro, si nota un leggero aumento di ,·olume del ginocchio destro in confronto al sinistro, senza alcuno spostamento relativo delle estremità articolari. Le misure della circonferenza del g'mocchio, a gamba estesa, danno: alla metà della rotula.: cm. 36 a. rlestra; cm. ~5 a sinistra. Subito al disotto della rotula.: cm. ;33,5 a. destra; cm. 32 a sinistra. La lunghezza della gamba destra. (. n~nale a quella della sinistra. EsAME I>l<~LLA M01' Ir,ITÀ. Essendo l' ammalatù coricato snpiuo su u11 piano ori:r.zontale, si nota. che il piede destro non forma con le gamba un angolo appena maggiore del retto, come normalmentfl, ma nn angolo pressochè piatto; inoltre esso si trova in posizione di 1\d· d uzione e il suo margine esterno è abbassato (flessione piantare adduzione - rotazione in dentro). La fl essione dorsale del piede sulla gamba e delle dita del piede è impossibile spontaneamente, e cosi pure è impossibile al paziente di rialzare il margine esterno del piede, 0 girare questo all' esterno. un legge>ro movimento di abduzione rlel piede è tuttavia possibile, ma per l'azione dei due abduttori plantari, senza che intenenga.


OONSECOTIVA A LUSSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA

'ì31

alcuna contrazione per parte dei muscoli peronei laterali e del lungo estensore delle dita. L'ammalato può invece compiere il movimento di flessione piantare delle dita. Se, messo il paziente a sedere sul margina del letto, si scuote la. gamba, si vede il piede, cadente, oscillare senza alcun ostacolo, sia. intomo all'asse trasversale dell'articolazione tibio-astragalica., sia intorno all'asse longitudinale del piede stesso. Quando l'ammalato cammina, non poter:do flettere dorsalmente il piede, per non urtare con la punta il terreno, compie ad ogni passo un esagerato movimento di flessione della coscia sul bacino; cosi riesce a sollevare il piede, il quale si presenta sempre in 11dduzione e col margine esterno abbassato, e quando ricade a terra, si posa prima. con la. punta, poi col margine esterno, e infine con tutta la pianta (steppage unilaterale). Completerò l'e:same della motilità, accennando a contrazioni fibril· lari che si presentano a rari intervalli nei muscoli peronei laterali, e specialmente nel corto peroneo. La flessione attiva della gamba sulla coscia è pressochè completa.. EsAME m:LLA SF.:'<SIDJT,JTA. Studierò la sensibilità dell'arto inferiore destro ·sistematicamente in ciascuna delle zone sensitive, che alla gamba e al piede sono in numero di nove, e in dipendenza. dei seguenti nervi: l. N 'Safeno interno. Territorio del nervo crurale: . t' l' ( 2. N cutaneo-peroneo. sci~ Ico pop l- ' 3. N muscolo cutaneo. eo esterno f 4:. N tibiale anteriore.

{ 5 N safeno esterno. ' . . pop11Ramo calcaneare e ramo pian,. sClattco tare del tibiale posteriore. teo interno 7. N piantare esterno. 8. N piantare interno. » piccolo sciatico 9. N piccolo sciatico.

.l6:

Conf,rontorò talora i dati ottenuti coll'esame della gamba destra, con quelli ottenuti nella sinistra, per dare un'esatta idea dello stato della sensibilità. l 0 Sensibilitlt generale ctdanea. - La sensibilità generale cutanea fu eHplorata per mezzo della slitta di Du-Bois Reymond: le cifre. qui segna. te rappresentano in mm. le massime distanze fra. i due rocchetti, alle quali l'ammalato avverti-ça senso di formicolio.


PARALISI DEL NERVO ISCHIATICO POPLITEO ESTERNO

DEST: _ I

Zona del eareno In terno . . . . . . . . . . . . . . . . . del cutaneo peroneo (çlrea a metà della faccia antero· eeterna della gamba) . . . . . . . • . . . » del cutaneo peroneo (eopra al malleolo esterno) . . . . del muacolo cutaneo (alla gamba} . . . . • . . . . . • del muacolo cutaneo (al pi~de ; si nota un'area preasocbè trlangulare (v. flg. 1-2) nel cui limiti al ha) . . . .

SINISTILL

86 92 85 70

96 90 100

o

8'7

(form~olio

a lilla ùioma)

., del muscolo cutaneo (cu te 1• falange alluce) , del Ubiale anteriore . . . . . . . . . . . » del eafeno esterno. . . . . . . . . . . . " del r. calcaneare e r. piantare del t fblale poaterlore ., del piantare eateroo . • del piantare Interno . . . . . . . . . . . . . . n del piccolo aoiatlco . . . . . . . . • . . . . .

52

98

'75

90

90

84

81> 61>

88 60

80

80

91>

90

Toccando leggermente con la punta di un dito le zone del n. muscolo cutaneo, del n. tibiale anteriore e del n . cutaneo-peroneo, si osserva

' ,,'

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....: l

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•

t

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Fig./

Fig.2

t. Territorio del n. safeno Interno. - '· Terr. del n. cutaneo pAroneo.- 3. Terr. del n. musçolo· cntaneo.- 4. Terr. del n. Ubiale anteriore. - 5. Terr. del n. sa/eno esterno. 6. Terr. dAl r. caleaneare e del r. piantare del tiblele posteriore. - 1. Terr. del n . piantare esterno. - 8. Terr. del n. piantare interno. - 9. Terr. del o. piccolo scia· tlco.- (Lt sone aMlgtticM •ono 1egMte in nwo; /t sone spourtticll.uollo pun.,ggt4lt, tasalo p iù ,llltamenu quanto tlltlggiore e l'ipoulula) [scbematlco].

.completa anestesia nella parte media.le della. zona. del tibiale, nell'area tringola.re del muscolo-cutaneo disegnata. nelle fig. 1-2, e, procedendo


733

CONSECUTIVA A LUSSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA

da questa. all'esterno e in alto, fin nella. cute che ricopre il ma.lleolo esterno ed è innerva.ta. da.l cuta.neo-peroneo; ipoeatesia. nel resto delle

zone del tibiale anteriore e del n. muscolo cutaneo. 2° Sensibilità dolorifica. - La. sensibilità. dolorifica fu pure esplorata. con la slitta. di Du-Bois Reymond; le cifre segnate rappresentano in mm. la massima. distanza esistente fra i rocchetti quando l'A. avvertiva sensazione di dolore. DESTRA

!-

SINISTRA

62

56

»

del cutaneo peroneo (circa a metà della faccia anteroesterna della gamba) . . . . . . . . . .

60

68

•

del cutaneo peroneo (sopra il malleolo esterno) . . . .

o

64

Zona del safeno interno.

(a tutta chiusura non dolore) »

del muscolo cutaneo (alla gamba) • • • . . . . . . .

"

del muscolo cutaneo (al dorso del piede: qui la zona triangolare delle fig. l e 2 è ancor più nettamente disegn a bile; entro l suoi IIm ili si ha) . . . . . . .

45

'lO

o

()()

(a tutta chiusura non dolore) »

•

del muscolo cutaneo (cute l' falange alluce) del .tlbiale anteriore . . . . . . . . . . •

" •

del saf~no esterno . . . . . . . . . . . . del r . calcaneare e r. piantare del Ubiale posteriore •

"

del piantare ~terno.

»

del piantare Interno . del piccolo aciatico .

,

(O ic1.)

43 43

58

58 63 46

60

dati molto Incerti per la forttl callosità della cute ISO 48

Esplorando la sensibilità dolorifica. con uno spillo, si trova. pure completamente analgesica la zona. tringola.re descritta al dorso del piede; all'intorno, la. sensibilità dolorifica esiste attutita, come pure è attutita. nelle parti periferiche della zona appartenente a.l tibia.le anteriore, e nella cute rivestente il malleolo esterno. - Si notano sensazioni postume; cioè dopo molte punture d'ago interviene senso di bruciore. 3° Senso dello spazio. - Questo senso fu misurato con l'estesiometro di Sieveking; le distanze minime in cui l'ammalato percepiva ancora distinte le due punte del compasso sono in mm. le seguenti:


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PARALISI DEL NERVO I SCRIATICO I'OPLITEO ESTERNO

DESTRA

Zona del eafeno lnteroo (alla gamba) . . . . . . . . . . . » del sareno Interno (al piede) . . . . . . . . . . . . •

S IN l'3THA.

40

40

16

15

d el cutaneo peroneo lcirca nel mezzo della faccia anteroeeterna della gamba) . . . . . . . . . .

41

38

n del cutaneo peroneo (eopra il malleolo esterno) . . . . n del muscolo cutaneo (alla jlamba) . . . . . • . . . .

43 55

39 43

al oltrepaeeano l li· miti del· l 'area con le punte divaricate senza che l ' ammalatoabbia l'impress ione che eieno due punte.

35

•

del muscolo cutaneo (nella zona triangolare al dorso del piede). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

,.

del tlblale anteriore . . . . . . . . . . . . . . . .

id.

S1

"

del muscolo cutaneo (al dono del piede, all'E'sterno del· l'area triangolare) . . . . . . . . . . . • . .

32

25 20 Sl

del aafeno esterno . . . . . . . . . . . . . . . .

20

" del r. caloaneare e r. piantare del tibiale posteriore. • del piantare esterno .

31

" •

20

•

del piantare interno . del pil'coto sclatico

14

41

15 15 41

Alla coscia non si hanno differenze nel senso dello spazio fra il lato destro e il sinistro. 4' Sensibilità alla pre.~sione. - La sensilibità. alla pressione fu esplorata collocando l'un dopo l'altro sulle zone esaminate pesi diversi, posti successivamente :;u una stessa tavolet.ta di un cm'. di superficie, e facendo valutare le differenze di pressione. Non si osservano alterazioni notevoli del senso della pressione all'infuori della zona triangolare predetto. nel territorio del n . muscolo cutaneo; qui non è avvertita. come pressione che una carica molto forte (200 gr.), e le differenze eli pressione inferiori a 300 gr. non sono percepite. 5° Sensibilità termica. - Determinando questo senso col toccare alternati vamente la pelle con provette contenenti acqua fredda (0°) e -calda (circa 80") si osservano le seguenti anomalie. Nella zona del cutaneo peroneo si ha notevole ritardo nella. percezione e diminuzione


CONSECUTIVA A Lt:SSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA.

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-della sensibilità in corrispondenza della cute confinante colla zona del muscolo cutaneo, al di sopra e in corrispondenza del malleolo esterno. Nella zona del n. muscolo cutaneo si osserva: senso di freddo per-cepito solo in corrispondenza delle dita, e nel resto della zona per-cepito come senso di tatto; sensibilità al caldo attutita, e nell'area triangolare suddetta., del tutto scomparsa.· Procedendo dalla linea bimalleolare in alto, si nota un graduale aumento della sensibilità termica che, non appena oltrepassati i limiti della zona, nei territorii del safeno interno e del cutaneo peroneo, si fa normale. Ritardo nl'lla per-cezione e diminuzione della sensibilità si osservano pure nella zona del nervo tibiale anteriore. È' alquanto attutita la sensibilità al caldo nella zona corrispondente al ramo calcaneare del tibiale posteriore; ma ciò dipende dalla callosità della cute, come ci si può convincere mediante il controllo col lato sano; nel quale, del resto, la sensibilità termica è perfettamente .normale. 6a Senso di .~forzo . - A'vvolto un fazzoletto sulla gamba o sul piede in modo che formasse un'ansa a. cui applicare dei pesi vari, l'ammalat.o doveva, sollevando e abbassando l'arto, valutare il peso, sia riguardo al minimo della resistenza (percezione della carica più

debole), sia 1·iguardo alle differenze ai ostacolo che esso presenta>a.

Applicando il peso alla gamba sinistra, la minima carica percepita è di 10 gr., e al piede sinistro di 50 gr.; invece, applicando il peso alla gamba. destra, è di 20 gr., e al piede destro di 50 gr. Inoltre, mentre a. sinistra le sensazioni sono precise, e le differenze di ostacolo fra i vari pesi, anche minime (10 gr.), sono esattamente valutate, a destra le sensazioni stesse sono meno chiare e poco bene sono valutate le differenze di ostacolo (anche 50 gr.). 7• Senso di posizione pass~va dell'arto.- Normale; infatti, collocando l'arto in diverse posizioni, mentre l'ammalato, posto a sedere sulla sponda del letto, ha gli occhi chiusi, e lasciata poi ricadere la gamba., egli sa. rimetteJ;la nella posizione esatta in cui si era. posta. FENOMEXI DI IRRITAZIONE sE:-<SlTlvA. Pm·este$ie. - L'ammalato .accusa senso di formicolio in tutta la zona del n. muscolo-cutaneo e nel quinto inferiore della zona del n. cutaneo-peroneo; senso che interviene specialment-e nella stazione eretta prolungata, o dopo avere alquanto camminato. La. gamba e il piede destro gli sembrano inoltre più freddi della. gamba e del piede sinistro. Riflessi: Riflesso plantare; manca del tutto a destra, ma è debolissimo a sinistra. Clono del piede : non esiste n è a destra, nè a sinistra. Fenomeno del dito di Babinski, non si provoca nè a destra, nè a sinistra.


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PARALISI DEL NERVO ISCHUTIOO POPLITEO ESTEJtNO

Riflesso patellare, alquanto più forte a destra che a sinistra. Riflesso cremasterico, ugualmente intenso dai due lati. EsAME DELLE CONDIZIONI TROiriOHE: Atrofia degenerativa.- Si constata. facilmente, anche alla semplice ispezione, che la muscolatura. della gamba. destra è ipotrofica rispetto a quella della. gamba. sinistra.: la. regione a.ntero-esterna. della gamba, invece di presentare la. normale sporgenza della m uscola.tura, è a.ppiana.ta. Colle misure si riscontra:

Circonferenza. a metà. dalla. gamba

destra cm. 34 sinistra. » 35l>

Circonferenza al disopra dei malleoli .

destra. cm. 21 sinistra » 22,5

É anche diminuito l'adipe sottocuta.neo, e la pelle appare più secca di quella della gamba e del piede sinistro. Notevole è un'alterazione dei va.somotori, dimostrabile al piede in tutta la zona del n. muscolo-cutaneo e in quella del tiblale anteriore, come pure appena al disopra. del malleolo esterno: si tràtta di una dilatazione dei vasi cutanei, per cui la cute assume un colore rosso-violaceo permanente (congestione passiva). Altre alterazioni si osservano a carico delle unghie del piede destro, le quali presentano striature trasversali, in ispecie nella metà. di~tale, e inoltre, per l'osservazione fatta dal malato stesso, crescerebbero assai più lentamente che quelle del piede sinistro. Edemi. - Si ha un certo grado di edema del dorso del piede e della parte inferiore. della gamba, quando l'ammalato ha camminato un po' a lungo. EsAME DELJ,A ECCITABILITÀ. ELETTRICA. Eccitazione con la co1-rente faradica. (Far O .x; mm. DR== contrazione faradica minima. a x mm. di distanza dei rocchetti).

N. sciatico popliteo esterno (alla teeta dP.I perone . . . . . . ...•.. 1\f. tiblalh• anterior .

» extenaor ballucis long .

. . . . . . .

• peroneua long. . . . . . . . . . . .

DESTRA

:liNISTRA

lneccitablle

FarC = 55 mm DR

a tutta chiusura \ • • = 21 mm • eccitando i punti motori di queatl muscoli, come » , =S5 mm » pure dei fteeeorl ( -dorsali non men· aionatl, non el ot· tiene reasione. , • » = 41 mm »


737

CONSECUTIVA A LUSSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA

Bi contraggono i muscoli della. coscia per reazione a distanza. Eccitazione con la corrente galt•anica. (Le cifre riportate si riferiscono tutte alla contrazione di chiusura del catode).

l l>I!STIU l SINISTRA l

Nervo grande iscbiatico ( nel cavo del poplite). N. perooeua . . . . . • . . . . . . . . . .

ll 8 JJ. A

8JJ.A

81J.A

lnecclt~Lbile

tnè K CC nè An CC) tlblali• ao terior.

b!J.A

M . perooeus Jongue ., peroneus brevls.

4 1.1. A 811-A

n

,,

" utensor ballucia lougua . " extensor dlglt com·m. • pedidlua . . . . . . • .

'I!J. A.

l s,...A "

l

'lfJ.A 'l,r>IJ. A

AnCC>KCC l (con traz. lenta). " gnstrocnem. ext. . . . . • tle.xor diglt. com m. long.. • tlexor ballucis longus. .

j l

811-A 811-A s,...A

81J.A 61.1.A 61J.A

DIAoxost. - Paralisi del nervo sciatico popliteo esterno con a.tro'6a degenerativa dei muscoli innervati dalle sue branche e disordini sensoriali multipli nella cute da queste dipendente. Considerazioni. - La lussa.zione anteriore e fra quelle dell'articolazione femoro-tibiale senza dubbio la più frequente, ed altresì quella che più f~cilmente si complica. a lesioni di qualche entità. Astrazion fatta. dalle Ja.cerazioni dei legamenti, queste complicazioni sono però riferibili specialmente a lesioni vasali, poiche, per cause anatomiche, i nervi della. regione risentono più difficilmente che l'arteria gli effetti del trauma. E, invero, nei trattati di chirurgia e in quelli speciali, le complicazioni nervose nelle lussazioni della tibia o non sono accennate, o sono ricordato vagamente, o anche non sono ammesse. Mi limiterò quindi a riferire succintamente i pochi casi nei qnali si sono descritte di codeste complicanze; essi si riferiscono tutti a l u3sa.zioni anteriori della tibia, all' infuori di quelli di Poland (10), Stetter (11) e Dubujadoux (4), i quali riguardano rispettivamente una. lussazione all'esterno, una. posteriore, e una. all'interno. Nei casi di Pola.nd e di Stetter era. lacerato il solo nervo peroneo; in q nello di li -

GloNUJlt mtdico.


738

PARALlSI DEL NERVO ISOliJATICO POPLlTEO ESTER!i(O

Dubujadoux era rotto lo sciatico popliteo esterno, ma qui probabil· mente più per effetto di una concomitante frattura della testa. del perone, che per causa. della. lussa.zione. La frattura. della. testa. del perone deve anche essere ritenuta la. ca.usa della. paralisi dei muscoli peronei laterali nel o••o di lussa.zione anteriore osservato da Brand (2); e in quello di Ea.mee (5), che osservò paralisi del nervo tibia.le anteriore, deve darsi importanza. eziologica alla. frattura. concomitante della testa. della. tibia., ohe necessitò anche lunghe manovre di riduzione. Unruh {12) e Poinsot (9) descrissero casi di paralisi del solo n. muscolo-cutaneo; L e Dentu (7), una paralisi di sen!CO e quindi di moto, insorta dopo un certo tempo <:l poi migliorata ool trattamento elettrico, di tutta la gamba e il piede eccetto il tE!rritorio del sa.feno in· terno, cosi che egli ammise uno stiramento dei due nervi sci~tici poplitei. Cabier (3) infine, trovò questi due nervi rotti in lungo all'esame della coscia amputata per fenomeni di gangrena ; e Ka.ar· sberg (6) descrisse una paralisi dei muscoli estensori del piede (gruppo peroneo incluso) che era migliorata sei mesi d<>po il trauma. Le lesioni nervose possono dunq)le essere molteplici e complicare più o meno una lussazione della tibia, spèèso unite anche a. lesioni dei vasi e dello scheletro; ma in nessun caso finora, se si eccettua quello, molto sommariamente descritto, di Kaa.rsberg, si è osservata una paralisi del nervo ischiatico popliteo esterno come eftetto e unica complicanza di una. lussa.zione anteriore della. tibia. (lesione di uno solo dei suoi rami terminati in due casi; in altri due casi, lesione dei due scia.tici poplitei; trascurando le osservazioni di concomitanti com· plicanze da. parte dello scheletro). Nel caso di Ka.a.rsberg si è però trattato, molto probabilmente, di un semplice stiramento del nervo, mentre nell'osservazione che sto illustrando la lesione è, come vedremo, molto più grave. Prima di discuterne la. natura., desidero far notare che la lussa.zione avvenne col meccanismo preciso indicato dal Malgaigne (8) e che altri (Unruh, ad es.) considerarono come eccezionale: si tra.tta cioè di un'azione indiretta, per cui l'individuo cade con la gamba. in esteusione forzata, mentre il peso del corpo che si porta. in avanti trascina. nella stessa direzione l'estremo superiore del femore, e ne sposta all' indietro l'estremità inferiore. Si ha. cosi un giuoco di leva di primo genere, nella quale la potenza è rappresentata da.l femore trascinato dal peso del corpo, il fulcro è dato dalla porzione anteriore dei condili della tibia, e la. resistenza. è posta nei legamenti posteriori, laterali e ero· ciati dell'articolazione del ginocchio.


OONSEOOTIVA A LUSSA.ZIONE ANTERIOBII: DELLA GAMBA

739

Per la. diagnosi di natura della lesione nervosa, è importante il fatto che i fenomeni di paralisi seguirono immediatamente al trauma, probabilmente subito uniti ai fenomeni di analgesia e di termoanestesia ~l dorso del piede, la cui epoca di comparsa l'ammalato non sa tuttavia precisare. Ed è anche molto significativo l'esame elettrico, da me praticato quasi otto mesi dopo il trauma. Esso infatti dimostra come la reazione degenerativa tipica sui nervi e sui muscoli manchi, essen<iosi ormai giunti al periodo in cui è scomparsa ogni contrazione mu::~co­ lare per stimolo sia diretto che indiretto. I caratteri della RD completa si riscontrano tuttavia ancora sui muscolo pedidio, il quale è innervato dal tibiale anteriore; si nota in esso contrazione muscolare lentissima, che facilmente si trasmuta in una contrazione tetanica, per poco che si aumenti la forza della corrente ; e la KCC è molto più ·debole della AnCC. Questa persistenza dell'eccitabilità elettrica sul pedidio ha però scarsa importanza, poichè. se è vero che il suo nervo motore è il tibiale anteriore, è altresì molto probabile che alcune fibre gli giungano dalla branca profonda del nervo piantare esterno che innerva gli interossei; e tali fibre ricorrenti basterebbero per spiegare il reperto. In tutti gli altri muscoli innru:vati dal nervo muscolo-cutaneo e dal nervo tibiale anteriore, come pure sui due tronchi nervosi, l'eccitabilità alla corrente faradica e alla corrente galvanica è del tutto scomparsa; havvi cioè degenerazione completa e irreparabile dei due tronchi .stessi e atrofia degenerativa dei muscoli. È da notare che se i cilin-drassili conservassero ancora la loro continuità, come potrebbe avvenire, -ad esempio, in certe compressioni, sarebbe possibile la mancanza dell'atrofia muscolare, pure essendo gravissima la paralisi (Babinski (1]). Notevoli sono anche i disturbi della sensibilità, fra i quali manca q nalsiasi fenomeno di iperestesia o di iperalgesia, e che sono tutt~ limitati al territorio del nervo ischiatico popliteo esterno. Tuttavia escluderei dalla lesione il nervo cutaneo-peroneo, che si ~tacca dallo sciatico popliteo esterno in corrispondenza del condilo -esterno del femore, e innerva la cute del lato esterno della gamba. Le .alterazioni di sensibilità osservate nel suo territorio sono invero affatto trascurabili, così da dover ammettere che l' ischiatico popliteo esterno sia. stato leso al disotto del punto d'origine, piuttosto alto, di codesta sua. branca collaterale, e ciò affermo sebbene, nell'esame obbiettivo, io abbia ascritte alla zona del cutaneo-peroneo le notevoli alterazioni della sensibilità. dolorifica e termica nella cute confinante col malleolo esterno. Veramente, esse si trovano nel territorio di questo nervo, o, meglio, nel tratto di cute in cui esso confina. con quelli del sa.feno esterno


74.0

PARA LlSl DEL NERVO ISCHIATICO POPLITEO ESTERNO

e del muscolo cutaneo; ma siccome in realtà le zone di distribuzione dei nervi, anzichè essere nettamente separate fra loro, si invadono piil o meno reciprocamente, è e. ritenere che non al cutaneo-peroneo, ma al nervo mttscolo-cutaneo si debba nel caso in esame l' innervazione sensitiva anche della accennata regione di cute. Questa in terpretazione f. resa. ancor più probabile dal fatto che in realtà. si diparte dal nervo muscolo-cutaneo un piccolo filamento ma.lleolare, che si ramifica appunto nella pelle della parte inferiore ed esterna delle. gamba.. Quanto al nervo tibia.le anteriore, il suo territorio sensitivo al dorso del piede è poco importante, ed è così ristretto da poterai difficilmente escludere, da. un lato le influenze del nervo muscolo-cutaneo, dall'altro quelle del nervo piantare interno. Tuttavia tutte le spe~;ie di sensibilità. sono in esso diminuite notevolmente, come ben stabilisce il controllo col lato sano, e, inoltre, l'estremo distale della zona anestetica disegnata nelle fig. 1-2 occupa anche una piccola parte del territorio stesso. Le alterazioni sensitive nel territorio del nervo muscolo-cutaneo sono notevolissime e devono essere studiate separatamente al terzo inferiore della gamba e alla faccia dorsale del piede. Nella zona sumle le alterazioni senRitive consistono semplicemente in una forte diminuzione di tutte le sensibilità, tanto più quanto più ci si avvicina al piede. Qui invet.le si nota una zona triangolare, nei cui limiti, esattamente riportati nelle fig. 1-2, la sensibilità dolorifica e termica sono abolite, non è misurabile il senso di spazio, è fortemente diminuito quello di pressione ed è pure quasi affatto scomparsa. la sensibilità tattile. Nel resto del territorio, al dorso del piede, si hanno più accentuati i fe nomeni notati nel terzo inferiore della gamba.. Per spiegare come la. ?.Ona analgesica non com pren~a tutto il territorio sensitivo del nervo muscolo·cutaneo, ma solo una parte di esso, mentre nel resto non si hanno che fenomeni di ipoestesia., non è necessario ammettere anomalie nella distribuzione dei tl'onchi nervosi, o particolarità poco note di decor so e di funzionalità; così pure si deve escludere che si possa trattare di fenomeni istenci, poichè l' &same accu· rato del malato da questo punto di vista è stato del tutto n egativo. Si deve ammettere invece che la mancata. estensione d<~ll' anàlgesìa, termoa.nestesia, ecc., a tutto il territorio del nervo sia. dovuta alla. sensibilità collaterale. Già. ebbi occasione di ricordare che le ramificazioni terminali dei nervi di senso cutanei non si estendono sn aree di cute nettamente delimitate, le terminazioni dell'un nervo anastomizzandosi più o meno estesamente con quelle del nervo vicino: ora, se 'l'uno di essi è sano, può supplire, almeno in parte, alla mancata funzione dei filam enti ner-


CONSECUTIVA A LUSSAZIONE ANTERIORE DELLA GAMBA

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-vosi collaterali del nervo leso, nel cui territorio le zone periferiche pos~ono quindi presentare disturbi sensitivi non gravi. È ciò che accade nel caso nostro, a proposito della distribuzione dell'anestesia nel territorio del nervo muscolo-cutaneo: la sensibilità. suppletiva è data dai nervi safeno interno, safeno esterno e piantare interno, e, pur ~ssendo ancor lontana da.l raggiungere il tipo normale, attenua assai gli effetti della lesione del muscolo-cutaneo; dove non può giungere, in vece, l'azione di queste fibre collaterali, si ha completa abolizione delle diverde sensibilità . Due parole da ultimo sulla natura della lesione che ha colpito il nervo ischiatico popliteo esterno: si tratta, cioè, di compressione, o di -contusione, o di distensione e lacerazione del nervo? La compresE>ione non potrebbe essere avvenutA. che nelle manovre di riduzione; ma ragioni di ordine anatomico fanno escludere che il nervo, il quale de-corre piuttosto superficiale e dalle superfici ossee è separato a mezzo d i piani muscolari, possa da queste essere stato compresso; nè alcun altro meccanismo di compressione si potrebbe invocare. Inoltre sono sempre mancati dolori spontanei, nè si provoca o, a quanto l'ammal ato riferisce, si potè mai provocare dolore con la pressione esercitata sul nervo contr o la testa del perone. Esclusa la compressione, resterebbe a discutere se vi è stata contusione, oppure lacerazione del nervo; ma. poichè, data la intensità e stabilità dei fenomeni di paralisi e di ..analgesia,(*) e la immediata comparsa dei primi e probabilmente anche dei secondi dopo il trauma, la contusione non potrebbe esser stata che gravissima, tanto da causare una rottura degli elementi nervosi, si può ammettere senz'altro, come più probabile, uno strappamento del nervo -dovuto alla straordinaria e violenta distensione nel momento in cui si produsse la lussazione. Importa osservare a questo proposito che anche le paralisi radicolari del plesso brachiale in seguito a lussa.zione -della spalla, le quali n.on sono molto rare, sono riferibili piuttosto a contusione, stiramento o strappamento dei nervi, che non ad una loro compressione; così che è lecito, generalizzando, affermare essere questo i l meccanismo delle nevriti traumatiche consecutive a lussazioni. Un'altra considerazione permette di fare l'assenza, nel nostro caso, <li qualsiasi fenomeno di nevrite ascendente, come è senz'altro dimostrato dalla identica eccitabilità alla corrente galvanica del nervo sciat ico dei due lati. Mi sembra invero che abbia una nuova. conferma la b Eoria, secondo la quale la lesione traumatica di nn nervo non basta cL.~ per sè a produrre una neur ite ascendente, ma que~:~ta sarebbe sempre éL ~terminata da una concomitante infezione o intossicazione. (') Ciu mi Tenne confermato anche da recenti notizie (ago~to 1903). .

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PARALISI DEL NERVO l SCHIATICO POPLITEO ESTERNO, EOC.

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CAUSE PREDISPONENTI

ALLA TUBE~COLOSI CHIRURGICA NEI MILITARI CO( RISULTATI DI OSSERVAZIONI PROPRIE (l)

Per il dottor Aatoate P e r . .•l, capitano medico, Libero docente nella Regia universlta di Torino

Tilla.ux, clinico e anatomico perfetto, caratterizza la insorgenza di un focolaio tubercolare esterno come una manifestazione locale di uno stato costituzionale difettoso. La definizione, seducente per la sua semplicità, si presta a. sostenere l' opinion.,, secondo cui i provvedimenti premunitori contro la tubercolosi nell'esercito e nell'armata sarebbero di agevole applicazione pratica. }:lliminando i soggetti con torace deformato o ristretto, ovvero con stigmate manifeste di naturale insufficiente nutrizione e sanguifìcazione, nonchè gli affetti da relitti obiettivi di pregresse localizzazioni bacillari, si conseguirebbe quella desiderata rigorosa selezione, dai cui fossero esclusi i candidati alla tubercolosi. Così, rimanendo nel medesimo ordine di idee, sembra ammissibile che le non infrequenti e multiformi affezioni tubercolari constatate fra i prescelti e chiamati alle armi, rappresentino una figliazione diretta di inadeguati mezzi preservativi. Invece l'accennata questione va esaminata non più secondo metodi aprioristi, ma coll'appoggio sicuro di quegli elementi positivi, che scaturiscono dalle indagini di anatomia patologil!a. Un terzo almeno dei trapassati, s"condo Baccelli, (2) ha nei polmoni e nelle ghiandole focolai tubercolari obsoleti, o cicatrici di processi morbosi antichi ed es ti n ti. Il prof. Foà (3) su 4200 cadaveri esaminati a Torino nel suo Istituto, ne trovò 890 tubercolosi. La proporzione sarebbe del 21,4 %, cifra ~~e se si volesse applicare alla popolazione della città, sarebbe ancora ~1 molto inferiore al vero, poichè fra i sezion&.ti non sono compresi 1 morti all'ospedale di S. Luigi, 6ve si ricettano prevalentemente i tubercolosi. \~) Frammento di lezione pubblica per esame di libera docenza, sopra lama sortcgglato. (l!

ritti del Congre.~o contro la tubercolosi di Napoli, anno !900. Conlro la lubercololi . 10

Lto Btzzozsuo. -


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CAUSI!: l'REDII::IPONE.:>TI ALLA TOBI!:RCOLOSJ OlllRURGlOA NEI MILITA.RI

Assai prima di conoscere gli anzidetti risultati statistici, durante il tl'iennio 1885-87, nell'ospedale militare di A.lessa.ndria, ebbi l'incarico di registrare i reperti delle necroscopie eseguite nei giovani militari, morti per cause diverse. Ebbene, all'incirca in un terzo dei cento casi osservati, rilevai la presenza di lesioni macroscopicamente tubercolari, poche volte in atto, più spesso incapsulate nelle ghiandole peribronchiali. Le indagini anatomo-patologiche sono ora in vit:{) sostituite dagli esami radioscopici, con risultati perfettamente concordanti. La natura! e deduzione rivelata dalle accennate osservazioni fu tratta. da. Coli n, Landouzy, Lemoine e(·c., i quali tutti ritengono che la tubercolosi fra i militari si sviluppi piuttosto per scoppio della. malattia latente anzichè per infezione dovuta. a contagio recente. Siffa.tta. interpretazione non contrasta col concetto antico, 'secondo cui era ricercato nel terreno organieo l'elemento di primaria importanza nella morbosità. tubercolare della milizia. L'altro fattore è il germe patogeno, stra.ot·dinn.riamente diffuso e colla. potenzialità di vulnera.re anche soggetti dotati di qualita fisiche apparenti, proprie della sanità normale. Circa quanto concerne il meccanismo dello sviluppo della tubercolosi chirurgica, è noto che due ipotesi furono enunziate: quella di Koenig, da. cui è ammessa., come momento causale ordinario, la. meta.stasi da depositi preesistenti nell'organismo e quella di Volkmann, che seguace convinto della teoria della. reinfezione, sostiene la. provenienza dall'esterno degli agenti germinativi, capaci di determinare or qua or lil. le forme comuni di tubercolosi ossea e articolare. I mentovati autori non sono però esclusivisti nell' appoggiru-e le loro dottrine, che verosimilmente sono destinate a fondersi per spiegare le numerose varietà di manifestazioni tubercolan esterne, insorgenti più spesso è vero nei soggetti contaminati da focolai bacillari incapsulati (forme annoverate fra. 1e secondarie), ma talvolta. pure negli immuni da. qualsiasi deposito, rivelatore di un avvenuto attacco eit~;.'ldem naturae (forme elencate come primarie). I ricettivi, che presentano · evidente stato costituzionale difE~ttoso, subiscono l'eliminazione preventiva. o precoce, a norma delle vigenti disposizioni regolamentari. Quindi le cause predisponenti alla. tubercolosi chirurgica nei militari sarebbero più specialmente da rintraccia.rsi: l • negli antecedenti ereditari o personali delle reclute sospette di preinfezione tubercolare i 2• nelle influenze sfavorevoli della. vita. collettiva e delle fatiche del servizio militare i


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COI RISULTATI DI O~Ef)1:RVAZtp:l'l PROPRI~

3° nelle condizioJli fisiologiche conne11se al non ancora com pleta.to sviluppo organico; 4° nell'esistenza di antichi focolai obsoleti, annidati nello scheletro; 5• negli 1\Ccidenti traumatici sofferti. Il medico reggimentale consapevole che l'anamnesi costituisce la chiave di volta, a sostegno di un giudizio diagnostico, raccoglie con diligenza e vaglia con discernimento critico tutti gli antefatti morbosi fa migliari e personali, che sono riferiti dai coscritti. Se recentemente Lemoine (l} mise in rilievo la necessità di rigorose inchieste sugli antecedenti S!)>ni tari delle recln te per procedere ad una. più completa eliminazione dei predisposti alle infuzioni bacillari, per analogo scopo, al Congresso contro la tuberuolosi di Napcrli, cioè nel maggio 1900, chi scrive presentò la proposta con cui si invocava una disposizione generale, che rendesse obbligatoria la denunzia e la r egistrazione delle forme più lesive di tubercolosi polmonare, sofferte dagli adolescenti, affinchè nei giudizi medico-legali militari non mancasse il contributo dato dalla conoscenza di ogni eventuale labe anamnestica importante riassunta in specchietti sanitari fede-degni. In altri termini, la nostra profilassi contro la tubercolosi potrebbe avvantaggiarsi dall'istituzione di un casellario sanitario, paragona.bile a q nello giudiziario già esistente, coll'avvertenza di limitare la segnalazione alle sole forme morbose viscera.li, capaci di produrre occulte, ma. per manenti alterazioni organiche e funzionali. Ora le numerose osservazioni raccolte da Lem0ine confermano le conclusioni che spesso balzavano da casi isolati, vale a dire ch'è gli indizi meno palesi della predisposizione alla tubercolosi, siano in par ticolar modo da. ricercarsi, non tanto nell'ereditarietà, quanto nell'aumentata ricettività consecutiva. alle malattie pregresse; quali adenopatie croniche dell'infanzia, emottisi da ulcera. polmonare, pleuriti, affezioni articolari a lento decorso, ecc. (2). Proseguendo nella trattazione della tesi, sarebbe opportuno indagare circa le influenze sfavorevoli esercitate dal soggiorno prolungato e collettivo dei militari, dall'alimentazione e da. ogni altro modificatore dell'energia fisica. Le questioni accennate sono di competenza esclusiva dell' igienista, la cui opera proficua si esplica con vigile curd., p r evedendo e provvedendo affinch.è la salute del soldato sia. efficacem.ente tutelata. (l) Vedi r ivista sintetica pubblicata nel Giornale medico del R. uerdlo, rase. Il, an no correoto, pag. t53. (!)A PBRAS$1. - Saggio di premunlaion e contro la lubercolo1i. (Giornaù tntd~o del R. t$trcUo,

ao-.::.e> UOO).

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OAUSE PREOISPONE~TI ALLA TUBERCOLOSI CBffiURGICA NEI IULlTARI

Per non sconfinare dall'ambito della. clinica chirurgica., esamini> senz'a.ltro quella. condizione fisiologica. di debilita.mento generale, cb& si manifesta. nel periodo del massimo accrescimento corporeo, e universalmente considerata come elemento predisponente alle varie forme di tubercolosi. Limito lo studio, per amore di brevità., alle manifestazioni soggettive ed oggettive riscontrabili durante l'iperevolnzionescheletrica, le quali nella maggiore delle articolazioni, in quella. del ginocchio, spiccano con sintomi molto più caratteristici. Gaston L yon, nel suo · Manuale di clinica tera.peutica, descrive come malattia della crescenza, più frequente ad insorgere negli arti inferiori, l'osteite-juxta-epifisaria. molto attenuata, detta anche febbre della crescenza. Tale forma morbosa esordirebbe colla comparsa di dolor~ aventi per sede le epifisi e più precisamente la. regione della. cartilagine coniugale. Nessuno ignora che il femore si allunga, in modo prevalente, per l'attività generatrice dovuta alla cartilagine epifìsaria., sovrastante alla troclea. femorale e la cui esistenza dura anche oltre i venti anni, fino a quando cioè termina il periodo dello accrescimento scheletrico. Così tutti sanno che la moderna. patologia. riuscì a differenziare, con precisione, speciali forme di artropatie, dipendenti da alterato trofismo. Colla comparsa. di processi di iperinvolu zione, consecutivi ad elementi causali diversi, .}e articolazioni vengono colpite da. lesioni, consistenti essenzialmente nell' ipotrofia. della. sinoviale, della cartilagine d'incrostazione e nella usura delle ossa. A queste forme senili di artropatie farebbero riscontro quelle che si manifestano durante la rapida crescenza, artropatie da iperevoluzione. Quale sarebbe il sostrato anatomico di queste ultime? .Manca finora. il controllo di esami istologici. Riferisco auccinta.mente sulla. sintomatologia. clinica di pqchi casi, nei quali fu passionata l'articolazione del g inocch io, osservati fra giovani allievi, avviati alla carriera delle armi, con età dai 14 ai 20 anni. Senza l'intervento di un agente perturbatora qualsiasi o di una qualsiasi infezione nota, l'adolescente può dimostrarsi sofferente per gonartralgia meno-articolare, talvolta. non associata a fenomeni generali o locali apprezzabili. Il dolore articolare di. regola non è continuo, ma si risveglia coll~:~. locomozione e durante gli estesi movimenti attivi e passivi di flessione e di estensione. P er lo più dopo un breve periodo premunitorio, sussegue l'effusione di una. scarsa quantità di liquido, determinando un idrope endo·articolare. Nelle prime osservazioni di gonidra.rto mono-articola.re spontaneo, senza. alterazione della termogenesi, la diagnosi fra. una form& essudativa semplice e quella descritta da Koenig come specifica, ri-

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COI RISULTATI DI OSSERVAZIONI PROPRI.}!:

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mase sospesa. L'esito di completa. e stabile guarigione, senza residuare a. dista.nza. di qualche anno, alcun disturbo funzionale, m'induce ad opinare che oltre l' idrope mono·articolare da causa. reumatica, tubercolare, gonococcica, ecc., esista una. forma molto più be-nigna nei sintomi clinici e nelFesito, da denominarsi idrope da iperevoluzione. L'effusione liquida avverrebbe per l'esistenza. di un processb patologico collegato ad un'anormale attività trofico., difficilmente precisabile, ma. che si potrebbe paragonare a quelle iniziali reazioni febbrili, le quali accènnano a varcare i limiti delle oscillazioni diurne della temperatura, costituenti le fasi della febbre fisiologica. Per spiegare la genesi del versa.mento liquido bnsta, ad esempio, ricordare come nn piccolo 110do di epididimite gon0coccica possa produrre un abbondante trapelamento sieroso nella cavità. vaginale del testicolo. Suppongo che una localizzazione flogistica assai circoscritta, in corrispondenza della faccia epifi.sa.ria della cartilagine di coniugazione, causata da trasporto e accantonamento dei comuni piogeni con virulenza attenuata, rappresenti il momento etiologico sufficiente per lo sviluppo dell'idrope sopra mentovata. Se ne può stabilire la diagnosi differenzi al e, col semplice soccorso della sintomatologia. clini et~, dalle forme t ubercolari? Forse no; però mai mi ritenni autorizzato a praticare punture esplorative per raggiungere la prova decisiva cogli innesti sperimentali sugli animali. I doveri del medico fecero tacere il desiderio di approfondire l'anzidetta questione di patologia, ancora insoluta. Del resto se fosse sempre vero che l'evoluzione dei fenomeni natur ali procede per gradi, nattLra non (acit saltttS, parrebbe attendibile l'ipotesi, secondo cui le forme iniziali, recenti e benigne di idrope articolare negli adolescenti, raramente siano d'emblée di natura specifica.. Avrebbero però la significazione di uno stadio preparatorio per la successiva possibile, anzi frequente localizzazione della tubercolosi articolare, massime nei soggetti predisposti. Colla proposta gradazione diagnostica, rispecchiante varietà. cliniche osservate, non si giunge ad una dottrinaria. sottigliezza. di giudizio, ma si interpretano i fatti m0rbosi, in rapporto alla loro intima natura di causalità, decorso ed esiti curativi. Nel mentre mi dichiaro avverso alle punture esplorative, a semplice scopo diagnostico, per procedere cioè ad esami batterioscopici, a provo culturali, ad esperimenti fisiologici ed alla citodiagnosi, per contro intravedo che il perfezionamento delle indagini di radioscopia potrà col tempo facilitare le ricerche dei focolai obsoleti, non tanto di rado occultati nella. so~tanza ossea epifisario. e costituenti il documento più autentico, che valga a lumeggiare la patogenesi dei casi di tubercolosi articolare, i quali, in una percentuale variabile secondo le statistiche personali dei.

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CAUSE PREDISPONENTI .i.LLA TUBERCOLOSI CllUWRGIOA NEI MILITARI

~arì autori, indubbiamente esordiscono da un focol aio subcondrico. A questo riguardo aggiungo che per gentile invito ricevuto dal profes· ~ore Postempski, assistetti nel gabinetto di radiografia, recentemente istituito all'ospedale di S. Giacomo in Roma, ad alcuni esami compantivi radioscopici, in casi di gonidrarlo unilaterale, fatti per determinare se sullo schermaglio al platino-cianuro di bario, riusciva. possibile, -col mezzo della gradazione nella tonalità. e nella sfumatura delle ombre, stabilire differenze sensibili fra. i capi articolari del ginocchio sano e -quelli del ginocchio affetto da idrope articolare. La questione è tuttora nel periodo di studio; però è ragionevole supporre che si possa così <>ttenere un prezioso sussidio diagnostico, innocuo nelle sue applicazioni pratiche. liestano ora da esporre poche considerazioni circa un altro momento -etiologico, che spesso precede lo svolgimento della tubercolosi chirurgica Lo studio da. farsi si riferisce ai rapporti fra trauma e tubercolosi. Tutti conoscono le prove sperimentali eseguite rla Ma.x Schuller, fin dal 1R78, colle quali venne dimostrato come negli animali tubercoliz-zati il trauma sia cap11ce di determinare localizzazioni tubercolari. Se· nonchò Lannalongue e Achard nel1899, ripetendo analoghi esperimenti. giunsero a conclusioni assolutamente opposte, avendo osservato che i grandi traumatismi, senza ferita. esterna, non divengono ma.i il punto di partenza di focolai tubercolari. L e accennate contraddizioni nelle prove di riscontro praticate, in condizioni più o meno artifiziose, nei laboratorì di batteriologia sperimentale, mettono ancora una volta in ~videnza il bisogno di basare le cognizioni scientifiche essenzialmente sulle osservazioni di quella grande scuola, che è la clinica. Mi rivolgo pertanto, con quasi esclusiva fiducia, ad esaminare alcuni dati di fatto, non ritenuti privi di valore, perchè raccolti in un osservatorio, ove nelle medesime condizioni di età, di ambiente, di occupazioni, di vittitazione, ecc., si muove una rappresentanza fisicamente selezionata di gioventù italiana (oltre una centuria e mezza), la quale tempra il corpo a sostenere le fatiche del servizio militare. Durante un lungo periodo di tempo, che abbraccia 14 anni con-secutivi, nell'infermeria del Coilegio Militare di Roma, furono curate, con uniformità di metodo: N. 12 fratture semplici, quasi tutte epifìsarie. N. 186 distorsioni, più o meno gravi e oltre 200 fra. contusioni e ferite, tutte prodotte da. accidenti comuni. Nelle accennate lesioni traumatiche mai una sola volta seguì la. comparsa di un focolaio tubercolare o qualsiasi altra sequela. morbosa.. I risultati normali pos-


COI RISULTATI DI OSSERV.AZIONI PROPRIE

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sono es~ere stati favoriti tanto dalla. mancanza di ogni materiale infettante negli ambienti occupati durante la cura, quanto dalla non avvenuta mobilizzazione di bacilli da focolai eventualmente preesistenti, in stato di latenza. È ben vero che il Maffucci provò che l'organismo abbia il potere di distruggere bacilli tubercolari, non solo nella vita embrionale, ma, in minor grado, . pure successivamente. Quindi la non osservata. comparsa di casi di tubercolosi localizzata postraumatica, sarebbe pure da interpretarsi nel senso che la potente attività. fagocitaria abbia preservata la sede delle numerose lesioni violente riferite da qualsiasi annidamento bacillare. E qui si rende opportuna una digressione, per investigare quale metodismo curativo, nelle lesioni traumatiche non esposte, si possa ritentlre maggiormente in armonia coHa conservazione delle potenze organiche e funzionali di difesa. Nel ~ompendio dell'umile scienza raccolta nel mio osservatorio è inclus.) lo studio dell'argomento ancora. di attualità e relativo al valore terapeutico, nei traumatismi articolari non complicati da ferita del rivestimento cutaneo, del massaggio e della mobilizzazione graduali e precoci. Premetto che il prof. Durante (l ), intrattenendosi sulla cura delle fratture, dichiara di non poter dare alcun giudizio in merito alla. questione accennata, per difètto, egli dice, di esperienza propria; ma soggiunge che il metodo curativo singolarmente contrasta colle conoscenze anatomo-fisiologiche sullo sviluppo e la formazione del callo. Presentare eone] usioni didattiche, dopochè uno dei maggiori clinici italiani si dimostra così riservato, sarebbe stolta presunzione. Mi limito ad un semplice cenno sopra quanto di più caratteristico mi fu dato clinicamente osservare in proposito. Nessun dubbio esiste, secondo proprie osservazioni, che l'artro-sinovite tmumatica., consecutiva a distorsioni o a fratture articolari, non curata convenientemente fino alla. completa. restituzione acl integrum, costituisca il sostrato, t'l locus rnùwris 1·esistentiae, per l'annidamento del bacillo tubercolare. · Nelle lesioni violente articolari insorgono fenomeni reattivi complessi, con notevoli alterazioni nella· c ircolazione e nella nutrizione dei disparati elementi anatomici costitutivi. Si comprende perciò come tale condizione patologica possa predisporre allo sviluppo di un terreno fertile a.l fissarsi e moltirlicarsi del bacillo di Koch. Due casi ordinarì di distorsione tibio-tarsica, osservati aH' inizio della mia pratica medica militare, entrambi sfortunatamente terminati, dopo una (l ) TraUulo di patologia t lerapla clllrurg,ca, I'OI. Il, pag. 30.


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CAUSE PREDISPONENTI ALLA TUBERCOLOSI OHIBURGICA NEI )(lLlTARI

lunga. sequela. di sofferenze, colla mutilazione dell'arto colpito da osteo-sinovite tubercolare, mi inducono a. pensare che le affezioni traumatiche, anche se lievi (specialmente se interessano un'articola· zione) quando non siano curate razionalmente fino alla. cessazione di ogni disturbo funzionale e dell'idrope peri ~:~d ende>-a.rticolare, manifestandosi insufficienza nell'azione premunì trice dei fa.gocit~ rendono possibili le successioni morbose tubercolari, nei casi in cui vengano favorite da cause predisponenti individuali o di ambiente. Dopochè un trauma lede la struttura anatomica di un'articolazione, quale tecnicismo curativo è da considerarsi migliore perchè l'esplicazione delle potenti risorse della natura risa.na.trice non siano ostacolate? Renza dubbio i più vantaggiosi risultati sono e saranno ovunque conseguiti dai pratici eclettici, che, alieni da. ogni eccesso, procedono nell'applicare i vari sistemi terapeutici antichi e moderni, proporzionandoli sempre nei singoli casi, secondo la varietà. clinica precisata e la gravezza. presunta. Ad esempio, non contesto 1'utilità del massaggio precoce, nella. cura. delle frBttture semplici non scomposte, nè con tendenza a scomporsi; così tale mezzo è applicabile in modo esclusivo nella cura. delle lesioni sottocuta.nee, ciscoscritte alle parti molli, vale a dire in numerosi c!UIS. di contusioni, di distensioni e di distorsioni semplici, accompagnatE! da trapelamento ematico e sieroso più o meno considerevole. Ma dove il trauma ha determinato lacerazione di legamenti con distacco di lamelle ossee cortica.li, o fr~~.tture con frammenti mobili e scomponibili, ovvero coesistente interessamento della sinoviale e dei capi articolari, la prima e principale indicazione curativa che si impone è quella della. immobilità completa. dell'arto offeso, messo in posizione corretta. Si procura cosi al focolaio traumatico la. richiesta situazione di riposo, che lenisce il dolore; oltrechè restano fissati a. sufficienza. i monconi dei tessuti divisi, la cui riunione procede più sollecita e regolare se l'assorbimento delle infiltra.zioni siero-ema.tiche viene prudentemente accelerato da.l massaggio. Corrisponde alla duplice indicazione l'uso degli apparecchi amovo-ina.movibili, e fra questi i confezionati con fa.sèie amida.te possiedono ottimi rèquisiti di leggerezza, adattabilità. e porosità.. Anzichè indugia.rmi in considerazioni che sono ovvie e tenute pre.senti da ogni persona dell'arte, sa.rà forse più concludente appoggiare l'a.sserto sui risultati di confronti osserva.ti in qualche fatto speciale dimostrativo, che non a.ppartenga però a.l campo della. trauma.tologia sperimentale, perchè essa. ha. solo animali a sua. disposizione. Per una fortuita. combina.zione posso scegliere fra le 136 distorsioni citate, un


COI RISULTATI DI OSSERVAZIONI PROPRIE

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caso tipico che sembra.mi acconcio per un rapido esame comparativo fra gli unilaterali metodi di cura moderni e quelli antichi. Un adolescente sedicenne per caduta. dalla. bicicletta. riportò, parecchi anni or sono, una. grave distorsione tibio-ta.rsica., seguita. da. gon.fìezza. considerevole estesa a tutta la r~gione del .collo del piede. Fu curato, ma. non in Italia., senza. l'applicazione di un apparecchio immobilizzante, col massaggio graduale, praticato fin dal primo tempo. Erasi per circa due mesi esperimentato siffatto esclusivo presidio terapeutico quando dovetti occuparmi del paziente, tuttora bisognevole -di cura, mantenendosi la regione tibio-tarsica assai tumefatta e dolente. Però, fatto singolarissimo, non trovai da parte del malato l'accondiscendenza necessaria per tenere in riposo assoluto l'articolazione interessata. Eppure ogni transazione in proposito poteva riuscire funesta, trattandosi di un soggetto, in cui i precedenti famigliari e per. ,gona.li erano tanto significativi cla ingenerare la convinzione che, malgrado il normale sviluppo scheletrico-muscolare, si fosse di fronte ad un prototipo dei candidati alla tubercolosi. Dopochè trascorse uu altro mese, senza conseguire alcun risultato -decisivo, chiesi ed ottenni di discutere sulla proposta applicazione di un più rigoroso sistema curativo, basato sulla completa immobilizza.zioue della. regione lesa, prima col compianto prof. Occhini e poi coll'esimio prof. Mazzoni. Entrambi condivisero l'opinione per un ritorno all'antico. La via prescelta, da considerarsi in rapporto al caso esaminato come nuova, fu resa meno incomoda mobilizzando il malato bramoso di respirare all'aria aperta, adagiandolo cioè sopra. una carrozzella ~ quattro ruote, ma col piede a permanenza fissato da un apparecchio a.movo-inamovibile amidato. Questa cura, durata. quaranta. giorni, valse a rimediare all'evidente insuccesso del massaggio e dei movimenti articolari precoci. Ed ora. chiudo l'ampia. parentesi e riassumo la dissertazione con un breve commento spiegativo della precitata definizione di Tillaux. Passando dall'analisi alla sintesi giova domandarsi: che cosa. s'intende praticamente per stato costituzionale difettoso, esponente delle manifestazioni locali tubercolari? Se non erro, devesi considerare quale espressione di un equilibrio instabile nelle condizioni di salute, favorevole all'invasione e disseminazione del bacillo di Koch ed osservabile: l o nelle forme di debolezza. organica, connessa allo sviluppo e all'indice di resistenza; 2o nei contaminati da pregressa. infezione tubercolare, rimasta. l atente;


752 CAUSE PREDISPONENTI ALLA TUlH~llOOLOSI CJJIBURGIOA NEI HILITARI, ECC.

3° infine, nelle forme di predisposizione acquisita, dipendenti da igiene imperfetta, o consecutive a. lesioni violente, in cui il mancato successo della cura. va. interpretato, in un primo periodo di tempo, come elemento causale e in seguito come effetto delle localizzazioni tnl;>er· colari. Non sarà. superfluo aggiungere che il precoce riconoscimento d ei predisposti alla tubercolosi in genere, ed in specie a quella chirurgica, costituisce finora. nn problema di non sempre facile soluzione, massime nell'esercizio professionale medico militare. Agosto l!lOS.


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA CuEtNISSE. -

Jl morbo 41 Bantt. -

(Semaine M<1dica ie. 16 ~ettemh re 1903).

L u sindrome morbosa caratter' i7.Zala dt~lla ~pl en o me~-ta lia con cirrosi epatica, Banti e da lui innalzatn ad entità morbosa indi pendente (18!H), nei primi an111 fu oggetto di studio solo in Italia. OV(\ pareva che si v erilica!'se unicamente tale mala ttia. In !'Pgui to pero, essend o ~i osservati dei casi icientici an che in Francia, in Ger·ma111Et, in 1\u~sia, in ~grlto, in Ameri ca, ~ i di le~uò la diffidenza suscitata, e 11uesto morbo, ch e pt·esP, per unanime con!'enso, nome dallo scopritore, fu o::getto di molteplici e svariati studi , che però uorr hanno ancora ru~ato tutti i dubbi nè appiauate lulte le controve!'sie. Allualmente é utile tuttavia r•iassumc re 'JU&nto si co nosce di certo su questa malattia, c he ha HC'I'JIIistato un posto autonomo in patologin. L'etio log ia di questo nrori)O r esta ancora ig nota Il Benti r·itiene che la malatl ra sia di natu!'a probabilmente infettiva; l'agente patogeno ag irebbe anzi tutto sulla mtlzu, donde le tossine, passando nel torrente cir·col atorio, determiner ebber·o dapprima un'anemia pro~ressiva e quinùi un processo di endofle brte portale con cirrosi interlobul are del fe~ato . Le r icerche batteriologich e f11lte sul sangue e sul succo splenico riuscir o no però sempre negative. Secondo Ranti no n pt~re che esPr citino una infl uenza neppure alc\une intosskazw ni, come l'a lcoolismo, IH ~ifilide, la malar•ia ; infatti e~li non le rrnvenne f1•a i precedenti m orbosi di t11li i nfet·mr. Che la splenomegaliR preceda la alterazione del fegRto e che anzi ne sia la causa, par·e non pc•!'Sa es,.,er e m e!'sc. in 'dubbio; infatti è noto che la splenectomia può arrestare la marcia rl ella mallltlia e appor tare la guari ~done anche qua ndo ~~t·l fe~rato sias i g rà manifestul>~ lu cirrosi. Gli stadi della rncla llia sono distinli in quello p rea.~citico o anemico, ed in quello ascitico ; ~iccome per ò il pas;;a jlflio dall'uno all'altro 11011 avviene dir etta· mente, così s i ha fra i due uno stadio intermed io. Lo staJio pr·eascr tìco é ca t·atLerJzza to, in pr·inci pio, dalla sola tumefazio ne della milza, la quale, pur no n subendo alcuna defor mezione, aumenta notevolmente il suo volume fino ad o l trt>p!lssare di pllrecchi cent•rnell'i il bordo costale. Alla palpaziooe essa presenlasi dura, li sci A, indolente; r1ell'atto inspirator·io è mobil e. In seguito compaiono i sintomi anemici (debolezza genel'ale, oligoemia, facile dispnea e palpitazione, ~om caratteristici nella r~gione pr ecorJiale ecc.). 1 Questo stad io della malattia dura generalmente dai 3 ai 5 anni ad alle volte llnche pii.t a lun ~o (10-11). ~tud iat!l tlafJpl'ima dal

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Gi ornale mrdoco.


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RIVISTA llEDIOA

N ello stadi •1 intermedio eccellono le m o Jifìcazioni delle urine; esse l'Oli!) meno abbondAnti più colorite, ricche d·ura ti. Si os~erva anche urouilinuria e contemporaneamenle i ltl~umenti e le co ngi unliveassumono una ti nta giallastra, menti-e !"i iniziar10 i disturbi intesti nali. Questa ral'e. dopo qualche m ese, cede il posto Rllo >:< ladio ascitico, nel quale !!-i mani resta ridr-ope con diminuzinne del volume ùel r.,ualo. Il quadr·o clinico del morbo di Banti in queslo momento ri cnrda quello della ci r r osi di L aennec, solo che la nostra malattia ha un'evoluziOtie più rapida , conducendo 1t morte l'infer·mo, IJUilsi !'>Ompr e, in meno di un anno. All'auLOp!>iO la milza, eh .; è aumentata di volume, pesa 1000-1300 g r ., presenta sclerosi dei corpusco li del Malpighi, l e vene dl'lla polpa sono ristrette, la sua !<lruttura reticolala e conser vata in qualche zona, 1 fil amenti però sono ispessili. Il re~alo prel'euta i cnrRtteri deiiR ci r·r·o-.i atrofica di Laenn ~c. Gli altl'i orgAnl non pr esenlArw alt~r·azi0 nf', ~alv o non siansi avute complicanze o malAttie inter cnr !'enti. SenRlor invt>ce attribuisce una g rande . importanza diagno,.tica all" studio del !:'Rngue. il quale pt>rmetter ebbe di differenziare il m orbo di Banti dRIIa leucemia e dalle 111lre ror·me di anemia. Banli nella splenomegalia con cirrosi t>paLica non avr·ebbe riscontrato che una diminuzione de~d i eritrocitr e del tasso em•Jglobinico , r ome in tutte le forme rli semplice anemia cronica; invece il valente clini<:o tedesco, oltre questi falli, rils vò una diminuzione del numero d·~i leucociti che talora non offrono una diff<!r enza di r apporto fra le divez·se specie di globuli bianchi, m entre altr·e vo lte pr esentano una "peciale rormola leucocilaria, specie da parte dei polinuclear i neutro.. fili. $ econ.l o lui si avrebbe oligocilemia, oligoc romemi a e leucopenia. Questo r eperto non ru però confer·m11to dai numer·osi ricercatol'i c he studiaro no l'ematolnj<ia del morbo rli Banti ( Pr·:brarn, Borissow, St.ar·clc) per cui si può concl udere col K11" L che non ~iam o ancora in gl'ado di fi ssare una for·mola ematolo;.!ICB c-he d p erm etta di stabil ire una diag nosi clifl'er·enzi8le fr·a questa atfe· zione e l e altre srrndiar•i. Da.!.!'li studi di Oanli. Sil va, C>tvRzzani. BonaPdi. A"'coli, Rin»ldi, Guicciar.l i ecc~ ri!<UilA ch fl i l rlecorso c ro nic0 rl ell'affezi oncl e u n caraltet•e a!'sol ulamente inerente al morbo di HHnti. Devonn per·-:iò rilener·si non appR~to nen ti a questa en titè mor·bosA i c:asi c linici OS!'t'r vali da Oulmont e Ramont e da Murret a descri tti co me malattia eli Banli a evoluzione rapida. Es«i. più che alla !<plenom !'galia con Cil'rosi eJ.nllic!l , devono esser•e avvicinali all'anemia pro~r·essiva od all'anemia splenica, qual e fu descritta dallo !<l esso Banti nel 18fl3 Un altr·o tentat1vo d r estendere il rlorninio del morbo di Banti fu fallo dal Senator , il quale crerle debbon cornprendP-rsi sotl1 la medesima entità palologica anche i casi d'anemia s plenica con ascite, senza cirrosi del fegato nellamentA constatata. Anche la sin lomato lo ~Zia rli questo morbo dovz·ebhe esser·e allargata , !>econdo l'eminente clinico di Ber·lino, ~ssendo la rM;Là clinica molto più variata delle descl'izioni l'Chematiche Jlell'a fTezi(ln e. Eglr cosi m ette in 'lvitlenza la frequerna delle em or·ragie in 'lUesla malattia (emottisi, ematurie, porpora) specialmente di quelle gastro -intestinali che ollr e a costituire spesso il pr·imo si ntomo che colpisf'.e l'inrermo, si ripetono con una cer·ta fr el)uenza lungo il decorso e pos~ono condurre alla morte. Il Banti aveva già notato delle epistassi, ma senza Jar l()ro una ~rande importanza. Sulla scorta di questi fatti, il Senatol' verle la malattia di Santi nella majlgior


RIVISTA MEDIOA

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'Parte dei casi di cirrosi epatica che, senza rispondere pe•·fettamente ad alcuna -delle forme tipiche Ji c1rrosi, si distinguono per il volume straordinario della •milza, per una marcata anemia o per una tende11zA alle emorragiP, sopra tutto gastrointestinali. Ma non si possono far eutrard le cirrosi epatiche con ·splenomegalia e con anem1a t>plenica, o con diate~i emorra~ica ecc. nell'ambito della malattia di Benti senza misconoscere l'ufficio primordiale della milza in questa affezione o la figliazione caratter·istica dei fenomeni clinici che non interessano il fegato se non d'una maniera secondaria. Inspirandosi alle idee di Senator, qualcuno descrive sotto il nome di mor bo di Benti, dei casi clinici che non corrit>pondono al tipo stabilito dall'anatomo-patologo fiorentino, anzr contrastano con la fisiologi11 patologica di questa affdzione. GRrx . .JoLv. -Epidemia 4' oreoohlonl otaervata nel 84° reggimento di tanterla dal maggio all'ottobre 1802. - Looallzzazlont oonlarl. - (Archioes de Médecine et de Pharmacie M ilitaires, n. ti, 1903). L'im Jù rtAnzA di questa epidE>mia (3ì casi) sta nella fr·equenza di alcuni sin· ·tomi precursori della parolite, come la ipersecrezione salivare, la lagrimazione co11 flog-osi delle ghiandole lacl'imali e le lesioni del fondo oculare. La sc.iaIorrea, che costituisce il magg iore pericolo di propagazione de l contagio, fu abbastanza frequente. Le localizzazioni sulle i{hiandole laci·imali, e cioè la iperemia semplice e la dAcJ·io·adenite acutA, furono osservate 7 volte in 37 ca»i, ossia nella proporzione di 18,91 °/o. La iperemia, caratterizzala da ipersecrezione lagP1male, au· mento di volume e ipel'estPsia delle ghiandole, in un caso ha prec.eduto la parotile ed ha potuto determinare la diagnosi: in 11ltr·i 5 casi fu riscontrata, contemporaneamente alla parotite, il gioL·nn di entrala del malat,, nell'ospedale. È lecito il presumer·e che, anche in 11uesti casi, essa fo1;se il sintomo iniz1ale, non avvertilo né dal malate nè dai suoi compa~ni, per· la sua lieve impvrtanza in confronto di quella del rigonfiamento rapido, enorme o facilmente riconoscibil~ della parotite. Essa, col mezzo della cura anodina di fomen ti antisellici caldi a temper·atur·a costante, durò dtti due ai Lrt:: giorni con es1to in r isoluzione -o in dacrio-adenite acuta. La dacrio ·adenite acuta, elle fu primitiva o secondaria all'iperemia ed in un solo caso si manifestò verso la fine della malattia, fu per lo più preceduta da movimento fdbbrile, 3ì0 8 a 38" 4, e si manifestò coi seguenti sintomi : iposecrezione di la~l'irne rare, r.alde, producenti eritema sulle guancia; reazione flogistica della ghiandola con aumento di volume e dolore profondo molto spie· cato alla palpazione e nei movimenti del bulbfl; flogosi della palpebra superiore rossa, tesa, lucente; rar·amente iniezione congiuntivale. La durala fu di quattro .a sette giorni e l'esito in r isoluzione, ~iammai in suppurazione. La cura consistette in fomenti ca!Ji antisettici e nella somministrazione di. Jievrto di birra, onde pr~venire la suppuraz one. Le localizzazioni oculari propr iamente dette, mteressanti sempre la papilla ·• la retina, furono riscontrate 13 volte, ossia nel 'J5°/o, e sempre a ll'inizio dell'affezione. l sintomi subbiettivi, accusati dalla maggior parte dei malati erano costituiti da un a nnebbiamento della vista, nella visione di oggetti vicini, dur·ante la !et-., tura ad es., e sopra tutto dalla oercezione d'impressioni luminose, subitanee, luggilive sul cader del giorno.


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RIVISTA MEDIOA

disturbi funzionali, in t 2 casi. si esplicarono colla ù!minuzione dell'acuita v isiva, spesso monocular e (da V = 1/ 10 a V= y,), più accent uata all'esame colle scale colorate (V= 'IJ ; in 5 casi, col restringimento concentrico del campo vi· sivo senza scotomi lat~rali u centrali ed RSsociato in 3 casi, a restriogimen\o visivo per te im&!rint colo•·ate. Coll'esame ottalmoscopio furono rilevate lesioo• del fondo oculare in 9 maluti, ossia nel 2i,32 •; •. Queste les•oni interes~vano la papilla e la par te peripapillare della retina sotto forma d'iperemia, spesso molto intensa, talvol ta solo m onoculare, di ed<:lma del nervo o ttico e stas• venosa e di altre alterazioni flogistiche. Tali lesioni e disturbi visivi erano del lutto scomparsi in 9 malati alla loro u!lcit.a dall'ospeoale; in 3 sparirono soltanto dopo alcuui mesi; in uno era an· cora deficiente J'acuità visiva, quantunque normale il fondo dell'occhio, nel rebbraio u. s. l!: impurlanle a sapersi, riguarùo al.la diaguosi precoce degli orecchioni, che le desc•·itle le!;ioni del fondo oculare apparvero fin dai primi g•orni. È lecito quindi supporre, c he sotto la forma iniziale d' ipere mi!l papilla•·e, esistessero prima che la tumefazione parotidea avesse attirala l'attenzione di qualcuno. E~st-ndo gli orecchioni un'affezione tras missibile, sopratutto nel fJeriodo prod romico (preparolilico}, é di sommo interesse lo scoprire la malattia prima del\& compor sa della parolite. 'L'esame oltalmoscop;co nei sospetti, ne i vicini di Jeth• ecc. e l'atteuta osservazione degli all!·i sintomi pre monitorii, come la lagrima· ZJOIIe e la scialorrca, pot ranno reoderne precoce la diagoosi. L'A. nella cura jrenerale si valse del salicilalo di sodio, nell'intento di agire sulla infez1one e sulla secrezione salivare, poiché il farmaco si elimina in parte per le vie sali va ri. I n qua!cht! caso, in cui l'inftammazion~ del nervo ottico mol1vò la sommi· ni:~lraz10ne del c"lomelano o le i niezioni soUocut.anee di pilocarptna, li\ sali,·azione consecutiva a questa cura, parve favorire la risoluzione delle paroti.li. P. L. O uFLOCQ e VoJSJN.- Tentativo eU •uloldlo per lDg..tlone 411Ul& ooltun

41 b aollll del tlf'o. -

(Archices générales de médecine, n. 35, t o settem·

br e 1003). Gli autori ebbe•·o occa!iione di osservare una donna che tentò di suicidarsi bevenùo una coltura vi•·uleuta di bacilli di Eberlh. L'osser vazione é interesl'ante pe1·ché risponde, dal punto di vista della dimos trazione deiiR specificità del bacillo di Eberth , e della durala possibile dell'incubazione d ella febbre tifoido, ad una vera esperienza di labort~lorio. I s intomi proàromici si mani· feslat•ono in questa mal!lta fin dal terzo giorno dopo l' ingestiono; al settimo si ebbe febbre (38,6) ed all'ottavo roseola. Nei libl'i classici si d escrive nella febbre tiroide un periodo di incubazio ne ed uno di a sc~nsione. Il pr1mo è va· •·iahilissimo, e normalmente dur11 due settimane; il periodo di es<;ens ione dura presso a poco un sellenario. In questo caso invece l'incubazione dut·ò 2 ~iorui, ed il periodo d'invasione 6 giorni, la r oseola infatti comparve o tto giorni dopo 11 conla~io, al tempo stesso che la temperatura, dopo successive oscillaziooi, raggiunse 40,6. La durate più breve dei due primi periodi è dovuta, probabilmente, alla grande quanlità di bacilli introdotti.

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RIVISTA D1 NEVROPATOLOGIA

Il decorso della malattia. quantunque grave, procedette nor·malmente. Nella letteratura non esiste un caso l'imile di infezione tiroide; Lejars solo Tiferi~ce il caso di uno studente di medicina, che, essendosi contaminalo in"olonteriamenle con coltura di tifo, prese l'infezione e ne mor·i. Questa osservazione cnnferma la specilìcil.a del bacillo di Eberth, dimoGRrx. strala nel'!li anrmali da Chantemesse e Ramond. JANBr.- Eoterlte • batterlarla. - (Anna/es des maladies des organes génitourinairt>s, n. 3, 1003). Nel h~ batteriurie da cau!'<a in tema, l'infezione dell'apparecchio urina rio si fa con l' inter111ediarro di un punto dell'or·ganisrno che lascia passare i germi nell'urina. ·Per guarire non btt<~ta disinfettare l'urina, ma occor re sopralullo far una cura causale dell'inl<"stioo, possrbilmente con una dieta lattea, o almeno con un regime di paste e farina e s-car so vitto car·neo. 'A ques ta cura diell'lÌCA è COnveniente accompA~nare grandr lavaggi giornalieri dell'intestino con acqua salata. In questo periodo, i d1sturbi urinari per·sislono e perfino possono oumAnlare; nE:I secondo per iodo in cui 11 regime alimentare può esser·e meno rigoroso, si comincia a dl!<inftlllare le urin e. A questo scopo il miglior medicamento è l'ur·otropino, ella close !liornaliera di grammi 1,50-2,50. Convien ricorda r e c he l'urolropina e ser•cito il massimo potere onti~ellico nell'urina acida, perciò, qualor·a la reazione del l'ur ina non sia tale, è opportuno acidificarla somministrando all' inrermo del benzoato di sodio o dell' ipurato di calcio. La l'Omministrazione deve essers fatta d. dosi frazionate e ravvicinate l'una all'!lltra. Lo Jane t ritiene come causa d~lla batteriuria le prostaliti d'origine intestinale, l'appenclicite e sopratutto l'enterncolite A queste malattie ddvesi nncor a aggiun!!ere l'infezione l1forde. nella quale il pas~ag2io del bacillo ebertiano oell'udna veriflcas1 abb•lndanLemente Anche durante la convalescenza. GRIX.

RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA ~- CHAUMIER -

Oau1e e aatura della par&llal generale. gressCJ inter na;ionale di Medieina di Madr id, aprile 1903).

(XlV Con-

Da qualehe anno la prepontlc ranza eziologica della sifilide nella paralisi generale ha guadagnalo terr eno, e sembra ne g uadagni ancora. L'autore ebbe ~ studiare duecento quarantadue casi di malati colpiti da paralisi generale, qua.si tu tti ~tppa rtenenti al le classi agiata e divisi in 22~ uomini e 18 donne ; vale a di r e poco più di una donna paralitica per dieci uomini, cifra che mollo s'avvicina a quella data da a ltr i osservatori. Nello studio eziologico di tali malati. ()sservò come la sifilide comparisse indubbiamente in 179 paralitici, mentrP. in Si di questi ult1mi la sifilide era associata ad alcoolis mo. Non ri-scontrò l'er editarieta che 47 volte ed il paludismo tr e volte soltanto, una volta solo, un'altra associalo a s1filide, una terza associa t.o ad er eailariet.A ed al~ooli!!mo.


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RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA

L'eta in cui si manifestò più frequenlernl'nte ru dai 35 ai 45, raramente· pr·ima dei 30 anni. La ri<:contrò srwcralmente negli abitanti le città e nelleclassi AlZiate. Gli amm~loti CAmpll:znuoli . .. rarto qua"i sempr e in pari l&rupo ~ifllit ici ed alcoolisti. Nei !<ifllitici la paraJi;:i ~.,n.,r·a le manift~,;los~i il più sovente da cinque a quindiri anni dnpo l'infezione. mollo frectueulemente fra i quindici ed i venti, ..ct·f'zionalmenl~ dopo i vPnli. Sembro che '1é l~ r.,rn.a di sifilide, benign11 o mali~na , nè il trallamenloanteriM't' abbrono uno ~r·aude impur lonza r Ìs!Jt'Llo al terminar e o menn ron unA paralisi ~enerale. Cn:-i ;..i vide..o diveutar p.' lralrtici d" l sifllitid che avevano prE'<:enlate poche e relatrvamente benig-ue rnamre ..lAzioni e dtl' durante tutta la loro vita diatesica s'Mano irnprtgnati dr mercurio e Ji Hlduro di pota;;c;w_ DA ultrmo, avcn•lo "'"tLomPsf'i f)uasr tutti i sr.ui mal~ti sililrtici a cura ;;pe· cilic11 intens11, non poté ollenere r·rsul tati ~;~pprezzabili. Qu11li conclu8toni del' suo lavoro l'autore ;:tabtlisce i fatti se11:uenti: 1o Le cause più comuni udln paralisi grrwrale, sono, ror nrdrne d' im· portonza: 111 sifilide, I'Aicoo!i;>mo, l'ereditar·•eté, essendo enor·memcnte prcpond ... ronlP il primo di lnli fflllor•i. 2• L'importanzn di n Itri l'Allori eziolo,s~id, quHii tahe, paludismo, sall!rnismo, malallie irrf,•tlive, ccc., quRntunque inconle!!<tHbile. l'IP.mbra meno definitivo. 1 ;io l fattori eziolog-ici anch~ me glio definiti do! punto di vi~la scientilico .. la sillrid•>, I'Aicoolism", l't>rPdilarietà, il più di sovente non agiscono isolat arnf.lr, te sul cer·vello per· cr eare la paralisi genol'nle. 4' In un gran numero di ca"i, sembra esser lu sifilide causa unica della paralrsr ~t>n•rale. ;,• Co~ l pure l'alcoolismo, m un buon numl'ro di casi, !'embra esser CHusa. unicR ò.. lla pAralisi cenl'ralt'. (i' L'erPdilarielli invec,., interviene raramente c.la sola nell'etiolo:zia c.lella. pt~ralr!'l l.!cncrale. ì' Se ciM•dlt>c.luno di questi tre f!ltlori ba;:LH 11 produrr·e la paralisi generale, ciascuno di e.;si é indispensabrle. 8• La sifllicle, l 'alcool. l'ereditaril'tà non e<:t>rcilano punto un'azione !<pecificn sul cer·vf'IIO, ma un·azione tossrca, e poc:.;:ono esser congiunti ad altri veleni, quali il paludi<:mo, l'artritismo, le mnlallie infett•ve. ecc. !)o Pertanto la parHhsi llenerale non è né unR mnlallia ;:iflhtic-a, né una mulallra alcoolicA, né una mnlaltia eredrlaria f..: un'affezione rlel si;:lAma nervo!'CJ, prù ;:pecit~lmente del (·cr•vello, che ~t>mbt·a svil upparsi l'lOtto l'influenza di cause multirlc, Pd in primo luogo !«Olio l'influenza della sifilide e dell'akooli•qno. E ;;sc ;:ono detle influenze debilitAnti che agrscono sul cervC'IIo c(Jtl !Jr el'enle unn deholezz11 d t re!';istenza, o congenita, o er editaria, od ar.quisila; tale debolezza (•, nt>l maggior 11umer·o dei cas•, acqui;:ita dall'ecce!'!'livo lavoro intellettuale e O!>ico. Il virus sifilirico e l'alcool si a~giun!<Ono ai veleni dati dt~llo eccessivo IAvMn, dnll'artritismo, dalle mAlattie infettive e producono uno infiAmmazione di ol'igine lOi>Sica che colprsce •l loeus minoris resislent1ae nei predi;:posli per· er·etlrlarielé. Si cc hP. potrA!"si ben a ragioue sinte11trzzar·e la nalut·a tossica della parai i si ~elll'rAit~ dicendo che essa non é una malatti11 par·asiflllti(·a, ma beusi poratos~ica_

G. B.


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RIVISTA CHIRURGICA MA vo RonsoN. - Sull' lmportaDsa 4t una 4lacno•l preooo. 4el canoro dello atomaoo ID rtguar4o alla aaa oura ra4loale, al rtaultatl operatori lmme4latl e remoti. - (British med. Jou rnal, 25 aprile 1903). l tre sintomi piu costan ti del can~: r·o dello stomaco sono il dnlore (86,6 •/0 dei casr) il vomito (85,3 '/,) e la constat11ziorro dPl tumore. Non rleve mai essere nt>gl,..Llo l'esAme del contenuto gu;;trico. Mentre la presenza di HCl libero in gran quantità !Ila contro 111 diagnosi di cancro, l'as!'\enza di HCI libero sta in favor-e rli essa. Un eccesso dr H Cl libet•o é deCII:'lamente in favore dell'ulcera, come la pr·el'enza di acido lattico depone per il cancro. Un ~same micro!'ICO· pico del contenuto ga!'.trico può dirnosl!·are cellule sartguigne e por·zioni del tumor·e che sono della ma~sirna im~ortanza. Alcuni autori hanno doto valore ulla prt>l'enzn del bacillo di Oppiel'- Boa~, che si r rf'con trerebbe nel !)0 •f, rli tutti i casi di ulcera JZO!:<tr·ica. In pa r ecchi casi - Fenwrck dice in un terzo si ba un aumento dr ternper~o~lura, altr-e volle temperaturA subnormole. Come elemento di prol!nosi, Fonwick n ota che i pazienti, nei quali é scompal'!'o il ~olfoci~:~nuro di !JOtassio dalla saliva, non vi""ero mAi oltre un mese. RornmelaE>re cr edll dw l'elemioazioue di meno di l 8tl gr. di ureA al giorno in un pazic11tc ('he soffra Jr indi~e!>lione cronica, è paLot!nomouica del cancr o: qut'!>W affermazione é troppo 8l'~ol uta e si potrebbe corr·egflere noi !'611~0 c he quando sono e!'.cret... più d, 450 gr. oli urt>a non Psi,.te carcinoma. Il tumore é palpabrle, seconJo i clinici. nel 70·80 '1. olei casi, i mu..coli r etti non so11o r if!ioli come n,..ll'ulcera. La po!>iztone del LU1110re può e"ser·e dimostrata o i n<>...rlllarv'o lo ;.tornaco attraverso un tub•1 0 somminislranolo un cucclllaro dtt l ò di bicarbonato di soda: se v'è acido clor•drrco libero n t< Ilo !'Lomaco, que<~to decom pone il carbonato e lo stomaco si dilata: i n caso co11trario brso!-!118 ag~iur•$rerl:! :.m gr. dr acido tartar·ico. l n caso dr ulcera é sufficiente la sommi11isLrazione di bicarbonato> di soda; in caso di cancr·o, mancando IICI liber o, é necessur·io ag~o:iunlo!ere acido tartarico, il che ser·v o per la diagnosi. La presenza d1 vene dilatale 'lullc ><uperfìeie atldommali, di ghi .. ndole in!{uinali, di nodulr della pelle, di ~hiandole infiltrate sopra lo clnvicola srnistra (che indrca una pr·opagazione al diaframma) c altri sintomi secondari sul fe~ato, s u glr intestini devono t!Sser·e presi in considel'aziono dal punto Ji vista chir urgico. Quasi tutti i tumori dello stomaco s'abbas!'.ano nella rnspir·azior1 e pr·ofondo. La cura è medica o chirurgica. L a pl'ima è applicabile ~olo ai casi troppo avanzati da non essere più. giustizit~br li della cura chir·ur~ica. L'e!'ito della cura chirul'gica dipende dalla pr ecoc1t8 della diagnosi. Quando un paz:ente di media età o d• età avanzaLa accusa dolol'i gastrrci subdoli ed indeflniti, vomiti con progres~iva perdita dr peso e con anemia. é le~?ittimo il :-~r>spetLo dr cancro dello stomaco ed é indicata l'esplorazione digitale- che pu6 essere falla attraverso una piccola incisione praticata nella anestesia co-


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RIVISTA ORffilTRGlOA

caintcA !'enza alcun risch io - quan·lo altri sintomi vengono a conrermare il SO-<peUo. L ' A . che nega cAsi di cancro siano :mariti colla semplice gastroe,oterostomia. come hanno preteso alcuni chirurghi: in quet c<~si ~i trattava probabilmente di L•tmor• flogistici formatisi attorno ad un'ulcera ~t~strica e ritien e che n elle statistrche rlel cancro la maggior frequenza proclamata iu ques ti ultimi anni sin dovuta, in parte, a tali tumori flogistici. Venendo ai cai!!i di ver o cancro l'A. da le se~ruen tt norme per la modalità dell'mte rvento. Se il cancro occupa l'oritlzio del cardias e la porz.tone ncliacente dello !"tomnco, è indicata la ga strostomia, la quale. eviLando la morte per fame, prolun ~?a la vita. Essa è un'operazione Sl'mplicissima. che può essere eseguita coll'anestesia cocainira in porlussimo tem po. In tnluni C!lsi t pazienti hanno vissuto ancora un anno e più, sono oumentati in pe"o, e non hanno più soffer·ta la sens11zione della fame. Quando il tumore occupa g ran parte o tutto lo stomaco e lA gastroenterol'tomia è impraticabile ed ogni te ntativo di nulrir ;.i é seguìlo da tlolor·i e vomito, si può esegu ire la digi unostomia. l pazienti vivono ancora due o tre mesi . Se il tumore invoiiZe il piloro in modo da produrt•e ostruzion~. e, causa l'es trema debolt>zza del paztente o adere nze estese, nodi secondari, non si crede di prut;care la pilorectomia o la gnslt'ectomia parzialfl, si può fare la gastroenter ostomia, che allevia le soff,.,renze e tronca la tossiemia dovuLA alle ferm eolaziooi del contenuto gastrico, essendo questo d1•enato vet•so l'intestino e , quando la contro-indicazione all'a Lto operativo dipenda ><olo dalla debolez;r.a del paziente e non dall'eslensiooe del tumore, permetl.. rà, dopo il miglioramento dello stato generalt-, di eseguire un'operazione radicale Il Robson r ipOI'ta quattro casi di gastrectomia paniale e quasi totale, in cui i pazienti vivevano in buona salute 2·3 anni dopo l'operazione e conclude: c l'esporlazione di una co nsider evole porzione di stomaco cancer oso è qualCO"& dt più che un'operazione palliativo e credo pole1· sostenere che quantunque sia 111eglio operare casi diagoo.;ticati precoceme nte, non sono legtllimate le vedute di alcuni chirurghi i quali affermano che quando il tumore é mamresto, è troppo tardi p~r operare n. G. O.

F. PuRPUR~ . -

Della •utura del nervi. - (Ga.::zelta medica ifaliana, n. 26,

1902). Tratta~ i d'un importa n le s tudio sperimentale, bat>ato s oprattutto su ricerche istologiche, nel quale l'autore vie ne alle se~tuenti conclusioni : 1• Nelle s uture nervose, da lui praticate, non vide mai determinarsi la p l'ima iutenzion~>; la sutura serve ad a sl'icurar e e favorire, fra i monconi del nPrv., tagliato, la com par sa dei nuovi rapporti anatomici nervosi che vengono CO!<lituili dell ~ tìbre ne rvose neoformale. 2• Per 111 pratica della sutura sono indicati il tllo di catgut e gli aghi di E"march, d r Hai{Pr dou, d i \Volber g; bisogna stri ngere i nodi appena q uanto bn;;li pea· ttn le~t~oriero contatto fr11 le superfici cruente a fin e di evitare la fles· sionP dei ca pi delle tlbr e nervose sezionate. 3• In seguito alla sutura, tra l 'e~Lremi lé di un moncone e quella dell'altro si sviluppa una piccola zona di connettivo e conn ~<ltivo, pure si s vtluppa


B TVI STA ORIRURGIOA

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altor·no ai fili adoperali. l tlli Impediscono, ove si trovano, il pa'!sa~gio rlelle fibrrlle nervose rige n erate, e queste hanno un decorso irrPgolare, tortuoso e -cornplicalamente intrecciato nd tel'<suto conne ttivo d1 nuova formuzione. 4• Nella sutura dei ne1·vi bisogna dA re minor quanlilà di punti che pos'Sibile. Da preferi•·si la sutura nevl'ilemmalica d el Baudeus o dell'Hueter , quando lo permE'tta la r es1s tenza della 1111aina tlbro!'a. La sutura del Nelaton trova applicazione quAndo non è possibile la nevrilemmali c>~; quella di Mikulicz e <ii Tillmanns sono applicabili quundo, oltre un certo sforzo, é necessarra L'applicazione di vttr ii punti di sutura per portare a contatto i monconi di un net·vo. 5° Un pezzetto di tubo Ji caucciù, che teng-a chiusa l' eslr·emilé del moncone centrale di u n nervo reciso, determina il disfacimento dell'estremità ste~sa, e dal nuovo est1·emo, le tlbrille ner vose •·igenerate po~sono porlire e mostrersi nel connettivo che cil·conda il tubo e nel monco ne periferico. Ciò tr·ovu sicurambnte rapporto con quanto succede nella sutura a dista nza. G. B.

81utea1 orlttoa della oooalabsadone apluale. - (BulleUino delle scien:;e mediche, luglio 1902).

B. ScHrASSI . -

L'autor·e, che fu il primo ad int•·odurre ed eseguire questo metodo d'anestesia in Italia, ricono sce nello stesso un metodo d'anestesia meraviglioso ed .appaRsionante. Descrive la nota maniera di praticare la cocainizzazione della rachrde, raccomandando di dare ai pazienti la posizione prona orizzontale. Ritiene che i fenomeni di intossicazione veritlcatisi in tal une cocainizzazioni debbansi att•·ibuire all' uso di soluzioni troppo for li, avendo taluno iniettati tre, quattro, cinque ceuti ~rammi di sostanza attiva. Sicchè gli inconvenienti verilìcati ~i non sarebbero da attribuir·si al metodo, ma alla poca prudenza dei chi-ru•·~hi.

Seco ndo 1'1\Utore la formula più opportuna sarebbe: Clor idrato di cocaina centigr. uno. - T rinitrina a l 25 °/o goccia una.- Soluzione di clor ut·o di sodio 0,20 °/o cent:n. cub. uno. Qualche volta aggiunse 2-i milligrAmmi di cloridrato di morftna. Usando tale ~ol uzione calda a 4()o, potè comodamente compiere tutte le maggiort opE>razioni sul retto, sulla vescica, sugli 01·gani llenitali, sugli arti inferiori. P ren do-mdo in esame gli inconvenienti inerenti alla oper·azione, quali il vomito, la cefalea e l' ipertermia postoperativa, ritiene che la cefalea dipenda da • aumentata tensio ne iotra-rachidea e percrò introdu!;'se nella tecnica class ica <lei Bier una modificazione, consis tente .nell'aspir are, prima di introdurre il medicamento, una certa quantit.8 di liquido cefalo-t·achidiano . Attenendosi ad un tal m Ptodo, nei su oi oper·ati riscontrò soltanto leggiera cefa lea e rare volte ~ei conati di vomito. R itiene che il soverchio enlu!<iasmo di taluni chirurghi abbia fatto fuorviare <Jue: r etto raziocinio che deve far discet•nere i casi nei quali tal metodo si debba prefe1·ire alla nurcosi eterea e clorofot·mica. Rias sumendo l'autore for mula le seguenti conclusion i: t• Il chirurgo, dopo un'esame attento e completo àell'infermo, aoendo fon· <lata r agione per non giovarsi delle anestesie generali eterea o clor oformica, o d elle comuni anestesie locali, ed a bbisognando di operare sugli organi posti nella zo na sotto- ombel icale, può aftldarsi all'ana lgesia spinale, che si ottiene ()ttimamente coll'iniezione di cocaina Pntro la meninge lombare.


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RIVISTA OHIBUBGICA

2• Il metodo deve esser u!'ato con g rande prudenza nellA dose del medicamento e r on scrupoloso ri~orismo Rn(i~ellito. Un cenli!!'rammo di alcalo1d& iniettato con clo1·uro di sodio in soluzione caiJa R 40• ò sufficiente per provocar e un'unalgesia &de~uata ai bi!Ciog11i del chirur~o. Ma in persone pr edisposte.. anr he un centig rammo di sostanza può cagionare qualche disturbo di inlossir amento, !'empre per ò di lieve en.tilà e di nessun peri r olo; si rende per ciòutile la sommmistrazione contemporanea, pE'r la !'lt>ssa via, della morfina e della trinitrina nelle dosi acc·'nnate. 3" L11 ce ft~ lea post·operatoria si può evitare sottraendo prima dell' iniezio ne 2 (1 o PÌli milligrammi di liquido spinale. 4° Questn metodo r ende grandi servizi a11c he in medi cina, in ginecologia ed in ostetr icia G. B . MtKULICZ e FITriG. - Sopra un ouo dl canoro della ghiandola mammaria trattato oon •uooe1so a meuo del raggl Bontgen. - (Beit r iifle .zurhlin.it!cher. Chir tt rtp e, 37 vol ume, 190:!). Md.;Hlicz e Fillis:t ricordano i tentativi di cura medtcìlmento<~a nel cancr~ ed i tentativi di !'lierol er apia; ricor dano p ure l'uso ~renero~o dei mezzi caustici svariati!'lsimi dell'epoca preantiseltica, il l rattament'> coi rA~l.!i ull raviolelti. I n tempo più r ecente sono steli pubbt·cali vari c~t si di buoni succe&si curativi nel ca1·cinoma mammat·io a mezzo dei ragsci RunLgen. La priuiA !'<,municAzione, relaLiva a sill'alta terapia, daLa dall'anno 1897 e l'pellA a GochL; ma il Lent.ali vo n on ebbe buon effetto, ~-tiacchè i due pazienti, n lt~lo curA ~o tl•lpos li, morirono. Piu fortunato ru Magnus M ollar, che riuscì a guarire un paziente, affelt~ dn t>pilelioma alla mammella coi raggi X. L'e<~~ mpin dei due ricordati r~..~ se~uito ùa molli altri, quali Sederh olm, Slt>nhtc k, B" leau, Sclnff. Ber k, Schollz ecc. Beck e Schollz intr·apt·eser o anzr ricer che lllirr o«copiche i n alcuni casi di cancl'o cutaneo, ~iii sottopO!<lo alla IPI'IIJ118 Ri'inlJlen e r i8cOnlraronn negli el~>mPnLi CPIIulari ùel canCI'O, per lo più locolizzAlo alla mammella. una ch generazione c<~lloid e e lra ~li elementi cancer·igui notarono alcune cel lule ~ros>:e , che Ber k inter pr eta come cellule srgnitlcan 11 ,I!UAI'iflione. Ai var1 cu~i t·accolti nel la leLte1·atura Mickulicz o Fitti;:r aggiungono uo CII!'O pi'Opl'iO. Il paziente eno un fornaciaio, accollo nella clinica ··hi1·ur~ca ui Bre!'IHvia JW t' un tumore ulce1·ato della mammella si ni;:IJ·a, che aveva tutti i caratteri del l'Arlf'm e ~i tii'Compagnava acl adeniti ascellari bilater ali, dure, e di picco)(} volume. L'esame micro!<copico di un piccolo pe-zzo di tumore mammal'iO e delle ml'lastusi :,!hiandolari conferm ò la dingno!'li di carci noma. Gli autol'i deci sero di vuoture chiruJ·gicamenle il cnvo ascelltwe e di lrat· taro coi raggi Riintgen il tumore 11lcerato, risiedente sul p~ tto. Sei sedute baRta,·ono a far scomp>H'Ir e l ulcet•o ed il lurn.,r e, sema provo· raru r·oaz,ooe e<'ce.o:siva delle parti cutanee, cosicché il mAiuto, t1·e m esi dopo il J'l'incipio olella cur11, er1:1 Al meno provvisoriamente g ual'ito. E lo guadgion~ ru confer·mata anche dall'e!;ame mir r oscopico dei 1.e!\dUti 1nammar1, che quasi IZiOI'nalmente ì\l ickulicz e F1ll1g prali :avano: esami. che Ceccro con'!latare la dt>g•'llel·ozirm e prol{r·...ssiva e la scomparsi\ poi degl1 elemPnli can ceri~1 11.


RIVISTA OH!RURGIOA

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Il sorprende nte di questo caso di Mikulicz e Fittig fu il tempo di guarigione rapidA del tumore, in confronto al tempo di guarigione, a cui si allude nella letteratura. Gli autori soprannomi nati spiegano il ratto della precoce guarigione, riferen · dosi allo s tato di ulcerazione del tumo re, per cui i raggi X, non incontrando· resistenza nei tessuti cutanei, influiscono con energia ma~giore s u le cellule cancerigne. Del r esto Mikulicz e F iltig riportano pure il caso di Clark, as!:!ai anatog(}al loro. Clark potè constatare in un cancro ulcerato della mammella un rim· picciohmento !'ligniflcante dell' ulce1'a e del tumore, in seguito alla cura dei raggi X. Sulla base del risultato ottenuto e nei buoni risultati da altri autol'i conseguiti, Mikulicz propone col Fittig e col Beck di sottovorre a l tratlamento dei raggi Routgen tulLi i tumori mali)Zni inoperabili. Da ultimo Il li autor-i toccano la ques tione del modo di agire dei raggi R<>ntgell> e del procedimento da lot·o usato. Dap!>rima si credette che l"efl"ello curativo dei raggi X ~i dovesse a~crivere al calore, alla luce tluoresce11Le, alla formazione di oz •no, ai raggi catodic1, alltt te nsione elettrica, inl:'ç>mma a tutte le manireslazioni collegate alla produzione dei raggi X. Oggidl gli scienziati, che si sono occupati dell'ar~omento, e tra loro anc:ora Mikulicz e Fillig, ritengono che la corrente elettrica può rappl"eSP.ntare ur.a pr~rte , ma molto secoudaria, in rrut>s to rappo1·to, e che i ra)lgi X sono i fultori principali di cura. !"ella pratica lerapeulicu, fa duopo adoperare tu bi Rontge n molli e n· o duri, giacché i primi sono più efficaci; ciò che si è tentato di spit-gare supponendo che i tubi molli producono piu rag~i X oppure molti pn".t rag).!i chiruici elettrici a g rande potere di penetrazione che nop i tubi duri. Nondimen(}però alcuni autori, malgrado la riconosciuta minore erflcaci&. dei raggi gene· rati dai tubi duri, preferiscono questi. perchè sono meno pericolosi in pratica. L'erficncia della terapia Rò ntgen non dipende solo dalla qualità dei tubi u~at1 ,. mn da altri futtori te,;nici, quali l'intenstta dei raggi e ia durala della loro nzione. L'inlensili.l dei raggi si misura dalla distanza del tubo dall'oggetto e dall'an~olo d'incidenza dei ra~gi. La durata dell'irrad1aztone è rappresentata dalla rapiuità del numero delle interruhioui della corrente elettrica H dalla durata di esposizione. M ikulicz e FilLig hanno usato nelle lo ro ricerche i tubi molli con una· sr:i11tilla luugn 4-G centimetri e hanno fatto nso di una corrente elettrica d i 7 a m p. d'intensità. Le durate singole di esposizione Yariarono da 5 fìno a 3(} minuti, mentre le interruzioni luminose e rano piccole per risparmio del tubo. Rig uarclo ttlla distttnzn ciel tubo dal l'o~Zgetlo, rruesta Pra dtversa secondo la durota di esposizione, ma semp1·e possibilmente piccola. Ogni g iomo intrapresero le s edute, sospendendoltl al minimo ~:~ccenno di segni reatlivi, come bt·u· ciore, prut·ilo, ecc. Le du rate di e,;;posizione, indicate da Milwlicz, sono vantaggiose per la cul"a e non denno lo svantaggio di attaccare troppo i tessuti della parte maJai.H. lraf;formando c0si l'ulcera cancerigna in ulcera-Rontgen a ~capito dr una buOnA e rapida cicatl"izzazione della parte malata. Fondandosi su tle proprie osser vazioni, Mikulicz e FiUig credono elle . i raggi X abbiano un'azione elettrica sui tessuti carcinomatosi, cosicd1é le cel-


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RIVISTA OHIRURGIO.l

~ule specifiche del cancro

sono allaccate con più r·apidità ed ener gia degli elemllnti cellulari dei te'lsuli limitrofi : in tal modo i raggi X aiuterebbero la tendenza naturale del cancro alla guaril!'ione e manifesterebbero specialmente 111 lor·o azione ner tumori carcmomatosi a d..corso lento, porché la distruzione dei tessuti carcinomalusi, Opl'rata dai r aggi X, prevale sull'energia esnansiva del processo carcinomatoso nei dintorni delle regione. F u NAIOLI. -GREF.Nouo o. - La oura ob.lnqrtoa della olfi'CMil epatloa. Journal, 9 maflgio HJO 1).

(British med.

Due pr·ocPs~i sono ~oreneral menre adottati per la cura chirurgica Jella cirrosi del ft.'~lllO : 1• l'op•·razione ò• Tal ma cousi~tem•te nella suturo dell'omenlo alle ·por·eti aoldomintt li che ha per iscopo di aumentar e le anastomosi tra i vasi del !'i"l~ma portAle e quelli ddla circolazione perift>rica. diminuendo cosi la con~es;t•o ne por·l.llle e l'uscite ; 2° l'operazrone di Dela~éniér·e che è una colec•stoRiomiR con lil"lola biliare permanente, basala sulla teoria che la cirrosi ipertr·oli l!a s;ia dovuta 11d un'infezione ùei dolli biliH r r, d'origine intestinale. Di diciASI"ellc ca!'i di qLresl' ultima operazione ricorda ti in letterfllura ta sono mi!<liorali e for·!'e le ad ..renze formatesi n eco>ssariam~n te tra la vescicola bi l1a r·e e la part>le addominale sono siate un fattore importante nel miglioramPnto ·doll'a !>.cite. I n ag~otiunta alla teor•ia meccanicA dell'a~c•t", sulla quale é basata l'oper·azrone di Talma, alcuni osservatori so;;:tengono eh~ l'ascite, spt!cJalmenle se di l unga durale, po~sa esser~ prodotta dalla coesi stente per·itonile e pE>rir>petile. quantunque (H prima po!'sa essere conseguenza di l'ipetule paracentesi. Di 122 operazioni d1 T alma finora es(•guil.e, 44 casi migliorarono, 60 non risentirono alcun benefizio dall'ope• azione, in 15 l'ascite non era dovuta 1.11la -cirr osi. L'operazrone di T ttlmo subì parecchie modrticazioni, dalla sutura sempl•ce dell'omento al marscine dell'incisione addominale con irritazione della suj)6rflci~ peritoneale del ft>gato e della milzR alla intr om•ssrone dell'omento tra gh str·ati della parete uddominal": quesL'ultrmo metodo pare abbia dati risultati un p~o• mrgliori senza au111entare la mortalità. Il pericolo di una con><eswenlt>o<>truzione intestinale é reale, quantunque raro. Parrt>bbe che la colecistot omia di Delafreni.~re rosse indicata i n casi di cirro~i .biliare C'OO fegato i pert•·ofico, itter izia e febbre senza ascite ed in cui é fallita la cur e medica. L 'operazione di Talma modificata coll'inserzrone dell'omento tra !{li strali della parete addominale darebiJe reali benefizi in un limitato numer·o dr ca!:li 'luando v'è ascite. 01-tni opcr·azione è contr oindicala quando .l'ascite non é dovuta alla cirr·osi -e quando vi sono complicazioni r enal i o cardiache.. G. O.

A CoMsrF.RII. - Bloerohe •perlmentaU •ull'lmplego della parata.na. (Medical Record, l novembre 1902). L 'autore volle sper·irnenlare sugli animali il modo di comportarsi della pai'affina nei tessuti, in vista delle numerose applicazioni per corregger·e deformità, praticate uiLimamenle sull'uomo. E ~li mostra mediante J'rlievi foto~trafici molto netti come la paraffina ste· rilrzuHa intettata tanto nel connetti vo sottocutaneo come nel tessuto cellulare .intflrmE'dio fra pelle e cartilagine (orecchio), o nei tessuti congiuntivo t\ mu-


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scolare, resti fluttuante durante una selliman~ circa, per subire in seguito u11a speciale organizzazione. Alla periferia d ella massa iniettata, il te~suto connettivo mostra dei fenomeni d'infiammazione attiva che termina con l'incapsulan.ento c.leJ corpo straniero dato da un tessuto cellulare denso, racch iuden te qua e là qualche cellula gigante. Più ta r Ji le cellule gi!!anti aumentano di numero; delle cellule connettive fusiformi e CJUalche capillare di nuova formazione penetrano il contorno della massa di parl'lffina incapsulata, dividendola in alveoli 1:ipieni di paraffina; le Lrabecole conne ttivali così costiluHe s'ispes!'iscono e si orgauizza no~ rel'tringendo gli aveoli che esse circo-.:crivono. L'autore. in capo a sei settimane osservò la penetrazione completa dell& massa iniettata data da trabecole connettivali neo-formale, dense e vascolarizzate Soltanto in un caso, dupo trascorso tale periodo di tempo, la part~ centraledella massa, rappresentante i suoi tre quarti, non aveva subita alcuna or~a­ nizzazione. Le cifre precerlenti si riferiscono al tempo necessario all'organizzazione di masse incluse di paraffina, misu1·anli tre centimetri di lunghezza per m PZ7.0 di spes~'ore. Gli e ;;;perimenti vennero praticati con paraffina a 38°,9, 40°, ed 11. 43',4; ledifferenze dei t•isult.sti con le diver5e CJUalit.a, sono appena apprezzabili. L"auto:·e raccomanda, nell'uomo, l'impiego di paraffina che fo nda da 4l 0 ,Z a 41°,6 centigradi; in tal caso non si avr•à paura di com plicanti embolie o trombosi; il dolore causato dall"iniezione é ins ig nificante, e tutt'11l più r ichiede rà una preventiva anestesia loCAle m ediante puntur•a cocainica. G. B.

W. LEX ER. - ~lla renalone de l gangUo 41 Gu 1er. - <E:ferliner klilliscite Wochertschrift, n . 3~). L'autore ebbe ad operare, nella sua pratica. per nove volte la resezione del ganglio di Gasser, e eli queste una volla soltan to col metodo di Krause, ment•·e le altre otto volle egli m odificò tal pr·ocesso nel senso di racilitar·si l'acces!>o al ganglio e cioè: · l ' Con la resezionc temporanea dell'areala zig-omatica. 2' Con l'ttblazione delle parli tese della base del cranio. Tutti i malati in ta l modo operati tlall'autore, avevano prima subite delle operazione sui nervi pe1•iferici che non avevano dato che vantaggi molto passeggeri. In un primo paziente, il r ifl esso irirlt>o, abolito prima in un mQdo perman ente, riapparve dopo tr·e setti mane dell'operazione e la congiuntiva riacquis tava la sensibilita, fallo che non puossi spiega re che emette ndo la conser,·azione di una parte t.! P l ga n,~rlio; nello s tesso malato esistevano d istlll·bi dell'orecchio dovuti:>i a paralisi del muscolo tensore del timpano. In un secondo malato si dovette pr aticare l'operazione in due te mpi, e ciò in cRusa di una grave emorr·agia che r ese necessario il tamponamento. In la) caso fu tolta la base del crnnio fino al fo rarne o~·ale. In quanto alle inflamrnazioni ocula1'i consecutive, l'autore le a~tri buisca a d una irriLazionP. meccanica e mt~tte in dubbio le cheratile neul'Opar alitica.

G. B.


MAURICE. -

L ' otomlooal. -

(Journal de Médecine et de Chirurgie, g iu-

gno 1003). Alcune affez•ooi Jell' orecchio, considerale il più spesso come eczemi antichi o t>uppurazioni J' origin~ più profonda, sono Jcgni di nola per la loro tenocilA a pe1· la resistenza che esse oppongono a lutti i modi di cura. Non vi ho dubbio che molli d1 questi casi di olile non sieno d'o1•igine parassitaria, e sperialmt>nlH delle otom1cosi. L' otomieo;.i è dovuta allo sviluppo nell'orecchio di un fuo go del gene!'e ns p01·gillo, le l!Ui spore sono molto diffuse, e che, trovando un ambiente r~vo­ revole, vi si sviluppano più o meno facilmente, s opratullo se esistono ~ié. altre alterazioni l'd in particolare l ' eczt>ma. l s intomi sub1et1ivi sono poco pronunciati: prurlLi vivi e continui, con sordll.tl più o meno corupleta; talvolta ronzii, nevralgie, stato vertiginoso, ecc. Fa d'uopo notare che in certi casi quest'otite parttss i Laria non prvduce pe1' cMi dire sintomi obie llivi e passa inavvertita. Come sintomo ob1etlivo, il condotto uditivo ò lapezzato da lamineUe epiderrniclie di colorazione va1·iabilissima e corue u1ace1'ale. Queste lamelle epidermiche sono più o meno abbondanti; talvolta sono ridolle ad una !>ernplice ~qnama; in altri casi possono ostruire cornpletamenle il lumtl del canale. E!<!<e es1stouo di prefe•·enza sulle pureti ,Iella porz1one osseu ùel condollo, supl'&lullo ud suo terzo interno, come pure !"ulla superfici~ dt!llo membrana del timpano che può esser>:~ ricoperta di st•·atiflcazioni fogliacee. Nello stesso tempo s i forma un po' di s ecrezione purulenta, ciò che, con le squame, p1·ouuce la formazione di una membrana , che riempie piu o me no il condoLlo urli t i vo. L' otomicosi interessa quasi sempre le due orecc hi~ e può ass umere diffe· r enti forme: pscudo-membranosa, pseudo- ceruminosa, pseudo-otorreica, pse udoeczemnlo~a, pseudo-colesteutomatosa . Ma sovenfi si deve r icorrere ttl micro· scopio per stabilire la diagnos i. Es!la può ~ uarire s pontaneamente, ma il più spesso la le!lione si a~grova continuamente. Quest' afl"ez.ione è sopralutlo molesta per 1 dolori, per i pruriti e per la sordil.à che 1}rovoca, ma curala con tra~lamento Rppropriato, non produce che rarissimamt!nle delle gravi complicazioni e guarisce in qualche giorno, o in .qualche settimana. Le recidi ve non sono rare, perché basta che una spora sfugga e si sviluppi .per determinal'e di nuovo la formazione, più o meno abbondante, di funghi. Dei trattamenti usati pare che s i otte ngano migliori risultati con quello del .permau~tanato di polassa, preconizzata da Escat. Eg li pratica dapprima un nettamento del condotto con un'irrigazione all'acqua .bollita, e quindi I'iempie il condotto !Jdilivo con una soluzione di permanganato


767

RIVISTA DI OTQ-RIN'Q-LARINGOIATRIA

<it polassio al 5 per mille ed ottura il mesto uditivo con un piccolo tampone <l' ovatla idrofila. Quantunque il permanj:!anato potassicn sia stal.o poco usato a questa dose, non vi ha Hlcun pP.ricolo ad usarla, perché il rivestimento cutaneo del con<lollo, !'lirnile al rrvP.!'ILimento cutaneo esl,.rno, lollera taol.o bene come quesl'ulluno il contatto Jdle soluzioni (.liil concentrate di permanganato potassico. Anche la membrana ciel timpano, stando agli esper imt>nti di Escat, può soppor · 1are impunemente per• dieci miuuli un bagno di soluzione satura di perman· j:!auato potassico. QuestA msllllazioni sono rannnvate quotidiunamenle per sette od ollo ~iorni, -dopo i quali generalmente il malatn é guarilo; ma é bene tullavit~ continua l'le per qual che altr o ;:;iorno aHcl)rA per evita.r e le recidive. B.

Contributo alla patologia ed alla dlapOIIl dell'otlte m~la tuberoolare. - (Zeil. f. Ohr., 1903, vol. 4 ~).

<iRIMMER. -

l bacill r luber colal'i possono lliungere al l'orecchio medio per la Lr omba di Eu!:'tachio, per via' ~anguigoa o linfatica, od allr averso una perfor azione giA .C!'iQ ten le nel la membr ana timpanicA. La tu ~ercolosi dell'orecchio medio si trova nel 25 p 100 J~i malati di tubercolosi di altri org"ani (Br·iC'ger): so t• o cause pr edi"-punenti il !upu.., la tu· -ber·cr•losi d"l naso e di nltri organi, l'ereditil e nei bambini le vegE-tazioni ade· noidi ciel r inofarin::re di natura tuber·colare ed infine l'allargamento della tuba per scompar::;a del cu~ci no di grasso sulle pareti lateralr della tuba stess11. La moluttia pare abbia suo inizio sulla 111ucosa clell'orect:hiO medio special· menre in vicinanza del promoutorio, sutrantro mastoi,Jeo o sulla membrana e si manrfe~la tosto con distruzione caseo!'a della mucosa, rnvasione del te~suto -Ql" .. PO ~>Ottl)slante con forma1.ione di ser1uestri. e pr·opagazione al laberinlo ed all'apofisi mastoidea. La difTu<>ione della malania alla meningi é rora, salvo nei bambini, e questa rarità è dovuta al tessuto connettivo che chiuJe i vasi lin· falici (Brit>ger). Ln tubercolosi dell'orecchio medio è caratterizzala dall'insorgenza ~ubdola , sPnza clolor·e della l!Uppuraziont>, dalla pr ecoce ed estesa distr uzione ossea, <!alla precoce paralisi facciale, da perforazioni mul tiple, da jlranulazioni pal· lìde e floscre con fc>colai ca~>eiflcati nel condotto uditivo esterno r1d atlor no ad una tlsLOla mastoideo o nell'antro. L a diagnosi, quanolo nel !JUS non si trovino bacilli di K ocb, si bac;a sull' i· noculazione inlraperitoneale nelle cavie etei sPcrelo auricolar·e, sull'esame micr oscopico rlelle granulazioni e delle ghiandole linfatiche paramt~stoidee in· -grossate. sul Jecorso clinico, sull'esistenza o non di vege tazioni adenoidi del rinofaringe tubercolari. L a p r~senza di m asse colestealomal.ose esclude la dia· .gnosi di tubercolosi. L a prognosi di massima è infausta. Dench r accomljnùa nelle forme pr·irnarie la pr ecoce ablazione del focolaio morboso, M ac B ride l'operazione r adicale. M illigan di ce operabill i ca..i con stato generale buono e lesioni limitAte, inop er abili invece quelli con par alisi facciale completa., con tumefazioni gaoglionari -estese, con secrezione fetida e sanguinolenta e con dimagramento pr onunciato.

G. O.

'


768

RIVIS'rA DI OCULIS'riCA CoPPEZ. -

Il Jequlritol. -

(Clinique oph.talmoloyique, n. 1, 2, t: 3, del1903).

In questo suo ar·ticolo, l'A. rende cooto dei ris ultati che ha oHenuti esperimenlando Il jequirilol, che è I.Rnlo var.tato dagli uni e tentò condannato dagli altri. Egli comincia col precisare il modo di usarlo e con lo stabilire l'agenle medicamentoso che egli adoperò di preferenza nel corso delle sue osservazioni: questo agente è quello prepar·ato dalla Casa Me rk di Darmsladt, messo io commercio in buste contenenti quattro boccelle numerAle e chiuse alla fiamme, in ciascuna delle quali v'ha un centimelro rubo di jequirilQI. O~ni numero è dieci volte più alli vo dd precedente; cosic.:hé una goccia del n. 4 vale 1000 goccia del u. 1. In code;;te buste si trovA inoltre uo~:~ ptpetla contag-occe, che J.let•melle d" instillare delÌe ~oece esattamente dos11te a IO milligrammi. L' instillazione del collir·io 1 e 2 é un po' dolol'o:;>~, e quella dei numeri 3 e 4 produce un brucior e abb~>>~lanza vivo; ma tali effetti si possot!O mitiga1·e di m(,lto con qualche ·gocda di cocaina al 5 p. 100 D0po nun.ero!'e e replicate osservazioni, l'A. ha finito per adottare, in modo detiniti vo, il m etoùo seguente :

Il 1• giorno IO milligrammi del n. 3 ,, 3 fJ 2' 21J J)

3•

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La r eazione apparisce quasi sempre ve1·so il terzo giorno; e due reaziont sono." io ~enerale, suflicienti. Lo prime dod ici ore dell'oftalmia jequiriLica sono assai peno!>e; ma dopo :!4- ore l'edema palpebrale comincia a diminuire t~ l'infermo si sente sollevato. Un solo caso, in cu1 i sintomi infiammatori presen· lavano un'intensi là anormale, richiese l'uso del siero-jequiritol (di cui qualche , tubetto é pur contenuto nella bu!>ta), e si ottenne rtuasi subito un'11Llenuazioue di tutti i sintomi. Quanto ai ri<mllati ottenuti nelle gr·anulazioni e nelle loro complicazioni, l'A dice che furono e3allamente quelli che /!là prima si ottenevano coll' infusione di jequir·ity, e cioè: la scomparsa ra pidA del panno, lt~ riparazione delle ulcer·e corneali e l' oppianamento delle congiuntive. Il Coppez, del resto, nou cerca di ottenere, con tal mezzo, la gual'igione cvmpleta ed assoluta della cnn· giunti vite g ranulos»; il suo ~copo, più modesto, è di arrestare o di &opprimere gli attacchi (poussees) acuti ed 1 fenome ni irritativi per preparare più propizio te rreno 11i processi terapeulici più rad1cali, f!Uali sono lo spazzolamento (liros· say e) al sublimato in soluzione del 4 p 1UOO, lo scltiacciame nto e l'elettrolisi. L'A. fu pure indotto ad uti!iz.zare il jef1uiritol, in dosi molto deboli, contro quattro ct~si di cileralite parenchimato~a e ne ottenne risultati veramente inal·


RIVISTA DI OCULISTICA

lesi. In un' Altra Mservazione -

frA (., più gravi -

7G9 in cui la cornt>a era com-

plet~:~menle v11scolarizzata e copertA, Al centro, da un bottone carnoso del volume d'un pisello, l' instillazione di 10 milligr·ammi di jequiritol dt~l 11. 1, per

più gior ni ;li seguito. diede luogo ad una r eLrocessione rapidiss1ma Jella cum. plicazione o r a ACcennatA, con scomparsa d" l botloae carnoso e dei val;li. Egli ottenne ancor a dei miglioràmenti non mt~no positivi, col collirio n. t , in certi ca!>.i di cherato- congiuntivite llittenulare vascoiArizzata con moderata fotofobia ; di cnngiuntivitì croniche con occni assai sensi bili, faci lmente invasi da iperemia e da lacrimazione; d1 congiunt1vili acut e i ntP.nsissime con succt:lssiva ~ensibililà t:lsagerata della m<~ cosa; d• ustione estesa dal la congiuntiva bulbare, co n r os:;ol't! persistente; e, infine, di ulcere atoniche estese, tubercolari. epiteliomatose. · In base a tali ft~lli, l'A. raccomanda di pr·oseguire ancora nelle ricer·che che, per lui, non sono che allo stato di ger me, ma che pure costituiscono alh·etlante promesse incoraggianti per l'avvenir·e. E . T. S~:NORAL. -

Ooulderu.lonl OOD..OUtive ad UD'O..ervaz lOD8 dl eredo-alfl· llde ooal&re tardiva. - (Reweil rl'opha /molog ie, n. 5, 1903).

Se la cheratite inter·stiziale è un'affezione perfettamente conosciuta dal pun to di vil: ta cli nico, la discussione è ~empre apel'la <Jlll;llldo E'nlra in campo la qudst;one d t> JI'eziologia e della cura. Il caso osservato dAll'A. ù una cheratite inter.;.tiziale eli oriftine indubbiame11te er·eJo- silìli tica ; ma la sua irnporLanza ri· siede pr·mcipalmente nella partecipaziont:l del l.ratlo uveale e dalla retina al processo rnfiu m ma torio. L e conclusioni che il Sendral trat:l dallo studio di questo caso ollrPm odo mteressanle ed i st1·uttivo sono l e !;el!uenti: to L'eredo-sif1lide produce m olto fl·equtntemeu.te la chet·atite i nlerstizi>~le che spes so guarisce senza lAsciat•e alcuna traccia, qualunque sia la cura impiegata. 2• L& r ecidiva é frequ ente, ;:opratutto quAnclr, un primo attacco ila lasciato !Ielle opacità sulla cornea: es;:a .~ s~m p ,·e gr ave pE:r che colpisce allora le membraJle p1•or•) ncle (scciJente tutl'allro che raro) e com promPtte la vi;:tA. Per evitarla, non bisogna pronunciAre la pArola guaril!io ne appena é ;:comparso l'ul · limo sintom o : é li codesto momento che unft cura r adiCI! le, di cui le fr1zioni dovr anno lformare la base, è intl1spen;:tlbile pet' lo ;:pèlzio di uno o due anni. secç ndo la ~n·avità del caso Il io.luro di potassio o qualunque a!l r o trattamento instituito senza la sommi nis.tt•azione contemprwanea d,..J mèr curi<>, non dà luogo che ad un~.l guarigione apparente e n on evita la re cidiva. L'ere.Jo.sitìlide S I !'.VOlgo ~peS.!'\0 sopra un teneno linl'atico- SCI'Ofolo!'O; il che spil:'ga la tenacia del la malullia e r ende indispensabile una cnra combinata di iodio e di arsenico. 4• L a cur a delhi c heratite interstiziale deve e'-"~ere, nella maggior parte dei ca!'.i, fnuella J ella sifilide. Nelle manifestazioni ocular·i della sifilide, il mercur io u;,ato da solo diede all'A. dei :risultati superiori alla cur11 mista. Il iodu r o di potassio, che ha una azione co::ì notevoltl s·u cel'li accidenti gravi deila sifìlidò, ha invece un'azione dubbiti sulla sitllide oculare. E. T.

a·

49 -

Giorr~ale medico .


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RIVI~TA DI A~ATOmA E FISIOLOGIA NOR)IALE E PATOLOGlCA F. F EDI':Rtct. - Contributo allo etudlo delle alteraslonl degU elementi nervo•l oentraU e perlterlol ooa• eouttve all'avvel enamento • ubaouto e orontoo per o••l do di oarbonto. - (Rioista di patologia neroot~a e m• n· tale, vol. VIli , fase. 3•). l falli chimici determinali dall'avvelenamento acuto di questo gas pG!>sono e:!'s!'re quelli della neurile multipla, o di una psicosi acuta; talor a s i è avuta l'amnes 1a parziale rig uHdanle i soli falli che avevano preceduto immediatam ente J' intossicazioue. L'avvelenamento cronico non è mollo in frequente nep:li operai che sono es)Josti alle esalazioni continue di questo gas , e l'autore volle r iprodudo negli animali, per studia1·e le lesioni da esso p1·odollc nel sis tema 061'VOSO. Eg li vide che gli efl'etli anatomo patologici dell'azione del gas vs nefico s i estendono a lutto il sistema, tanto centrale che pel'itet•ico . l punti più lesi fu. rono la corteccia cerebt·ale ed il bulbo; stoguirono poi il cervelletto ed i gangli rlella baso. Le alte1'azioni sono quelle stesse riscontrate in altri avvelenamenti; pr ocessi degenerativi secondo tre tipi principali. II primo è la rarefazione del pro loplas ma, diminuzione délla sostanza cromatica, e perJ it.a dell'aspetto carntlE'ris lico :Ielle zolle per la loro disgregazione e diffusione nel citoplasma. Il secondo tipo di degenerazione riscontrato è quello che va solto il nome di omogeneizzazione del nucleo con ~ttrofìa, e che consiste, oltr e che nelle lesioni pt•ece<ienti, netralter·azione dPIIa colorabilil.à del nucleo, d1venloto anche anecotoso e raggrinzato. Nel terzo ti po infine vi è cromatolisi centra le, <ieformazione del nucleo, e sposta mento d1 esso alla perifer ia. Queste a lterazioni non hanno niente di specifico, e s omigliano a quelle deg li a ltri avvelenamenti tanto di natura esogena (piombo, fosfor·o ecc.) quanto di natur11 endogena (rabbia , tetano, uremia ecc). Esse, secondo rautor e, no n sarebbet•o r elfetto della sola azione dell'ossido di carbonio sul tessuto ner vo!?o, ma sor·ebbet•o prodotte dall'alterazione del ricambio ma teriale consecutivo al diminuilo procef'SO di ossidazioue, che é l'effetto immediato eli questo a vvelenamento. a. m .

B. VASOt N e G. ASTOLFONJ.- Astone l oo&le dell'arlna •1ll va•l • angutgnl. - Oontrlbuto allo •tudio 4ella to..loltà-urlDarla - (Ri oista di patologia neroosa e mentale, vol. V I li , fase . 3"). Houchard l'iLiene che nelrurina esistono seHe sostanze tossiche distinte, e dGtate di azione differente l'una dall'altra, e cioè, una di u1·etH:a, una narcotico, una scialogena, una convuls ivante, una miot1ca ed una ipotermizzanle, tutte di natura ot·gauica, ed una di natura inorganica, con azinne pur e convulsivante, la q uale sart>bbe rappt·esent.at.a dai sali di potassio.


RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE

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Slef~ni in seguito mise io evidenza un'altra speciale azione dell'urina, .quE>IIa antidiuretica; l:'icchè l'urina inocula la in un animale può produrre l'aumento o la diminuzione della diuresi, a seconda che predomina in essa l'azione diuretica o la antidiuretica. Lo studio degli autori ha avuto per scopo di determinare il meccanismo -col quale si prodnce l'una o l'altra delle due azioni; ed i risultati ottenuti ap-poggiano l' ipotesi dello Sterani, che cioè l'azione antidiuretica dipenda da una vasocostrizione renAle, mentre la diuretica dipe ntle da una vasodilatazione dei vasi emlllgeuti. L'azione antidiu1·etica dell'urina é massima subito dopo la emissione; poi ess~ va rapidamente scemando, pur non presentando ancora l'1o1rina .a!cun segno di putrefazione, il che iuduce a credere che le sostanze antidiur etiche, cioè le vasocostrittrici, sono di natura facilmente alterabile, si trovano ·i n pit::cola quant1tà nell'urina, pe1·ché nessun ca r~ttere chimico o fisico ne svela l'avve nuta scomposizione, e appartengono verosimilmente al f{ruppo delle tossia l bu mi ne. Quando poi la putre f~;~zione dell'urina è già avvenuta, s i ha di nuovo un fortissimo restl'ingimento vasale, il quale però A dovuto a sostanze nuove che si fo rmaroo in se~uiLo al processo dissolutivo. È notevole poi il modo di comportars i dell'urina degli alienati, messo in evidenza dallo Stefani. Essa ha in alcuni casi spiccata azione diuretica, in altri questa è scarsa; ed in altri soppre:>sa; e la diminuzione o !a ~'>Oppressione del potere diuretico dell'urina nei malati di menle coincide, in generale, con il periodo acuto dell'accesso psicopatico. a. m.

RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE W. RUNEBER!l . - Ledonl •Ullttlohe del cuore. - (Deutsehe med. Woelten.~­ chrijt, n. l, 1903). È un err01·e il credere che le lesioni siflhtiche del cuore sia:10 eccezionali, e l'autore insiste sulle loro diver se forme anatomo-cliniche. Arterite selero gommosa delle coronarie. - Assolutamente analoga ana· tomicamente ldl'arterile sclero·gommosa delle arte!'ie c~: rebrali, oggidl ben -conosciuta; si hanno degli ispessimenti parziali •delle pareti arteriose per endoarterite, con neo formazioni gommose diffuse della tonaca media esterna; la diminuzione e l'oblilerazione del calibro dei vasi determina la sclerosi ed il ~ammollimento per •1ecrosi del territorio da essi irrigato. I sintomi son quelli della vera angina di petto di Heber·den, con frequente aritmia ed irregolarità di pulso ed ineguaglianza di forza delle pulsazioni. l •rumor-i del cuore sono sordi, ma non vi è nè ipe rtrofia nè dilatazione cardi11ca. Tal e affezione non è punto rara . Aortite stJleT'o-gommosa. - Parimenti frequente. L'autore ritiene che la ma ggior parte delle sortiti subacute o cronicho, nei soggelti d'eta minore dei 50 anni, rientrino nel suo quadro. Quanto agli aneurismi dell'aorta sarebbero dati da sifilide nel 56 p. 100 dei casi secondo GerharJt, nel 66 secondo Welch,


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RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE

e nell'SO ~econdo Malmsten. Ben s' i ntende che l'Autore tuttavia non nega chesian vi aneurismi veri non sifllitici. Gomme ciroco.~critte ciel mioeardio. - Mollo rare. Sopratutto endocardicheo pericardiche Miocardite gommosa dUf'usn. - Un po' meno rara òelle precedenti . Spesso uuita a coronarite S·:lero-gummosa. La morte subitanea n .. é la fine abituale. Endocardite e pirocardite gommosa - Primilivamt>nte rare: la pericardile· ~om mosa primitiva non venne da l'Ola finora dimo!>trala. I l Fournier disse che la conoscenza più approfondila della sifilide del sistema nervoso cen trale è di capi tale importan za e costituisce una scienza di attualità: puossi dir·e altr ettanto dt>lla sifilide cardiaca. G. B. -- 8Ulllde 4ello atomaoo. rurgie, dicembre 190~) .

OIEULHOY

(Jvurnal de .\tféclecine et de chi-

Anatomicamente, le lei>ioni ~ifìlitiche dello stomaco si presen tano sotto for·me variate: erosioni, ecchimosi della mucosa, infiltrazione ~ommosa della sottomucosa, pla,·.che ~ommose, gomm e cit·coscr·itte, ulceraz1oni gommose, cicatrici d'ulcer·i gommo~e. Clinicamente queste lesioni si manifestano con sintomi che, a s~co n da del loro dec,rso e del loro af!g1·upparnento, ri chiamano la dispepsia, la gastralgia, I ' I I!Cer>~ dello stomaco, il cancro dello stomaco. Un malato é atfeLlo da dislur·bi dispeplici, da anoressia, da dolori Il IlO stomaco, da er·ultllz<oni, ed é inviato a Vi<:hy. mentr·e la cura dovrebbe con:;1stere in ini... zioni di mercurio. Un altro é afTtJllo da inllppelenza, da vomitul'izioni, Ja intoller·anza stornacale, ed è considc1'alo A tor·to come un a!cool ico, quantunque egli as!'icuri che non ha mai ecceduto nelle bevande alcooliche. Talvolla :<i ri;ocon lra un complei'SO di sintomi tale da ft~r d•agnoslicar e lo ttlcus simpie~X di Cruveilhier; vivi do!o1·i ston~t.'lcali che l'i esacerban o du rant~ !11 Jig:esti<>ne, localizzazione dei d•·lor1 xifoideo e raehidiano, inloliP.r·anza delh> !<lnrn<~cO, vomiti nlimentari, emote1nesi, ecc. In Alcuni -Cilsi, la lesione sifìlilicll dello slomnco ussurne l'u!<pello dell'exukerntio simplex; i l malato, senza a v,·r avuto i l m ulimo sintomo f!Sstrico, é colto da emAtem~>si fulminante e soccombe. In fin e, in al tre circoi'lAn7.e, il malato affetto da di~;turbi ;;rastrici e da uimag!'imenlo, fJI'tlsenta nello !<lesso tempo un tumore epigastl'ico, che viene erron eamente thagnosltca to 1111 cancl'O. Que!'<to polimorli smo della sifilide l'tomacale dimostra clte non vi è dlcun ~eg-no, alcun sinton1o che po..sa far affermare la diagnos1 ùi sifilide dello sL•· maco Però quando ci tr·ovlamo in prel'enza di u11 malato alfetto dai s intomi gastrici esposti. non dobbiamo mai trascurare di fare accurate indagi ni a r iguardo della l'ifilide, e quando c• l'ar·emo assicurali che il malato é un sifìlitico di vecchia data, ~con magozior rarz:ione, quando avremo polut.o seguire in lui le differenti tappe della sua siiHide che lo molesta da tre, f!uattro, otto. dieci anni, dobbi11mo subrto praticare la cnr a fllllisifìliticH. che gua1•isce quas1 sicu1·amente il malato. La cura deve esl'ere contemporaneam ente rner·curiale e iodurala, ma secondo l'autol'e, più mercuriale che iorlur ata. Egli avrebbe notato che il m ercurio é, per lo meno al par i dell' ioduro, l'agente di gui:II'Ì,I!ione della sifilide lerzia~·io. B.


RIVISTA DI TEIUPEUTICA

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Inooulasloue Delle solm.IDie 4ell'ageDte 4ell"uloera molle. - (Ueulsche metl. Wochenschrijt, ~du~tno 1903).

E ToMAScz&wsKv. -

L'autore inoculò ndla pelle del ventre di due sci mmi~ di differenti specie ·delle colture su sang-ue gelosato del bacillo dell'ulcera molle. Nl'l primo animalP, si svilupparono delle ulcerazioni ~ei giorni dopo l'ino-culazion~; in queste ulcerazioni esisteva m abbo~tdanza un bacillo che nelle coltuJ·e p1•esentava tutti i ..:aratteri del bAcillo di Ducrey e che inoculato flll'uomo riprodusse un'ulctlra molle tipi<'.8. Undici gior ni dopo l'inoculazwne, le ulcerazinni osser va te nella !<ci m mia t~ ve vano tutti i caratlel'i cimici dell'ulcer·a molle, soltanto mancava la r eazione ganglionare. L 'a nimale soccombetle il quattor di-cesimo gior·no; le ulcera<:ioni non avevano mostral\1 ah:una tendenza alla gu8ri~ione .

Pa1·imenti il secondo animale presentò delle ulcerazioni sei g-iorni dopo la ·inoculaziooe, ma questa volla molto menu profonda e con lieve reazion e infìammatorJa. Il bacill0 rlel Ducrey vi si trovava in piccola quantità; le u lcera· zioni ,·et rocerletler o spont11neamente e t·apidtunente. L'animole mo1·i in capo a dieciotto IZtnroi. L'autor·e fa rilevare che probabilmente l e varie razze di !'cimmie r eagiscono ·in m()do differente all'inoculazione del bacillo di Oucr ey e che probabilmente 1e scimmre antropomorfe son quelle che presentano fatti r ealtivi di ma~gior imporllmza. G. B.

RIVISTA DI 'rERAPEUrfiCA I ••mtoupl: loro ln41oasloll1. Chir urgie. grugno 1903).

l scHLBNOPF. -

(Journal cle M édecine et de

€ a bbastanza cur ioso il ftstLo che i sem icupi, mollo in uso per l 'addietl'O, !'ieno q uasi sr.:omparsi dalla pr atica abituale. l sc:hler.off ha pubblicato nel -Gor respondenz-Blatt un importante lavoro, nel quale, dopo ave1· accennalo che il sernicupio é alla portata di lutti e che può e!'sere l"Ommini$traLo in tutte le case, d imosLra l'inter esse che ha il mPdico di conoscPre bene, la sua tecnica e le sue indicazioni. Il paziente deve essere spogliato completamPnte od in parte e ricoperto da una coperta ; in generale, la pRrle guperior e del cor po deve esser e nudt1; per chè potrebbe esservi nP.ces:;:ità di fa1•e asper sioni; la lesta deve essere sem pre copertu da un berretto impermeAbile; l'acqua c1~1 ba;:rno deve sempr e arrivare fino all'ombelico <~ ricopr·tre la pal'te superi ol'e dt:>lle coscia. L'aut ore r!istmgue gli effetti dei semiCill•i a !>econda della loro temperatura, irer!da, tiepida o calda . ed A seconda della loro durala, e dal risultato deliA azioni fi siologiche viene alle se~uenti conclusionr. I semicupi di breve durata e freddi (8• a 15o Réaumur, di 10 m inuti) sono indicati nell'indebolimento dell~ funzioni sessual i r!ell'uomo (erezione in<'ompleta, spermalorret~ , pro!'!t!! LorrPa), contro i mestrui poco abbondanti, nell'eme-


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RIVISTA DI TERAPEUTI<;A

norrea, nelle perdite bianche anE>miche, n<>gli abbas!'amenli d'utero, nelle emor· rAg"ie ulerine atonichE>, nell'inerzia degli organi di~eslivi cou CO!Ilipazione & flaludenza nelle paresr della v'!scica ~eoza ct~larro, nell'indebolimento dello· sflnlere anale o nel prolasso del l'etto ed infine come derivalivo nelle congestioni cer ebrali. l semicupi freddi e di lunga durata (8° a 15° Réaumur, da 10 a 30 minuti e più) ~ono indicati in cel'le infiammazioni del bacino e degli erli inferiori. nella diarrea. l sf'micupi tiepidi e prolungati (15 a 20 minuti) sono indica ti nelle infiamm>~zroni dell'utero e delle ovaia, nelle perdite bianche, nelle infiammazioni dell'ureLra e del retto, contro le emorr·oidi, il catarr o vescicale e la gonorrea,_ nei catarri digerenti, nella dispepsia nervosa dei nevras tenici, nella oevrastenia a forma cerebrale, nell'rnsonnia ecc. l semicupi caldi (26° a :no Réaumur) hanno meno indicazioni dei semicupi freddr; e ssi sono indicati nelle coliche dolorfltte, nei crampi t~pasmodici, nei dolori della mestr·uazione, nelle erezioni dolorose, negli essudati cronici ecc.

B. LABIII1.- L'aloool e la re•l•tensa dell'organl•mo alle ma latti e . m6dicale, 16 ag. 1903).

(Pr esse

L'uso dell'alcool nelle malattie infettive è mollo comune, attribuendosi ad esso oltrt> che un potere tera peutrco, anche un'azione preventiva. Il Labbè fece sull'argomf'uto numerose ricerche sperrrnenlali e molteplic i osservazioni cliniche ed acquistò la convinzrone, dai conformi risultati ottenuti, che l'alcoolismo c1·onico, come era già noto, diminuisce in tutte le infe zioni, specie nella tubercolosi, colera, carbon~hio, rabbia, dift11rite. setticemie ecc, la resistenza organica, e quello acuto accelera ed a~gra va il decordo dPlla rualaltia. Sotto l'inlluenza dell'alcool si attenua l'alcalinrtù del sa n ,~tue e con e~se il suo potere battericida, diminuisce l'alli vita cellulare ed il l'icambio, si ostacola In leucocitosi. Anche le piccole dos1 d'alcool non pare abbiano gli elfeUi van· U'lgl!rosi tanto decantati; le rice!'che negli animali dimostrarono che esso non e ercita alcuna inlluenza, e i benefici osservati dai clinici sarebbero più apparen~i che reali, giae"chè l'euforia consecuLi :a alla so111minis trazione degli Alcoolici. Jnaschet·erebbe solamente le r eali condrzioni del malato. Che se talora le solferenze degli inft>rmi sembranu scemate, ciò è ùo attribuirsi 1:td uno stato paralrlico indotto dall'alcool sui centri ner·vosi, il che deve evitarsi. L'A. però ricollO!'Ce che in certr rnom~:~nti l'alcool può rendere qualche servizio momentaneo e perci6, in via eccezionale, può es!ìere prescritto. (j.RIX

A. TAUS!G. - OuervuloDi lntomo &l tanDigeno lnng, n. 25, 19U:J).

(D~Julsel!e rned.

Zei-

L'autore da pa t·ccchi anni usa tale rimedio nella cura dei catarri intestinali oculi e cr·onici tanto dei bambini quanto degl i adulti. Cou l'impiego d~ tale rimedio egli ebbe ad osservare come diminuisca il quantitalivo di acqua e di mucosila uelle eva cuazioni, di solito dopo la terza o querla somministra-


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RIVISTA DI MEDICINA. LEGALE

zione, in modo che le feci diventavano ben tos to più solide, o di solito dopo 4 o 5 ginrni si a'·eva la defecazione normale. Tale pr ocesso avviene più lentamente nei catarri intestinali cronici , però in tali casi l'efficacia òel rimedio é fuori di dubbio. Occorrerà soltanto aumentare alquanto le dosi, e continuarne la sommioistrazione pet· un tPmpo pi ù lungo, ed in piccole d o~i anche quando sono scomparsi i fenomeni catarrali. Si somministrerà agli adulti nella dose di 0.~0 centigrammi per giorno, in 4 o 5 cartt>. Il rimerlio viene !"em pre tol lerato beni!"simo né vennero mai constatati per rlita d'11ppetito o dislurhi dellt1 digt>slione Notò spesso !e feci tinte in nero, ma giamnHu nPIIe orin e la r"az;on e del cloruro di ferro. Nei catarri intestinali acnti . il tanoigeno non pre!'<enta da principio grandi van taggi. Qu11nJo sono più accentuali i fenomeni d' irritazione sa ré. m eglio ricorrere prima a ' 'ecchi rimedi, quale il calomelano; soltanto quando le scariche pr e!'<enleranno aspetto catarrale si u!'erà il tannigt>no che al lora esplicharll vt>ramente e con la masl<i.ma efficacia la propri a azione. Riusci pure ottimo rimedio nelle di"!rree consecutive a l ievi raffredt.lamenli, al morbi llo, ad eccitazinnt psichiclte, mentre non si pr esta nella coJra di sem· plici dispepsie e di affezioni isolate di l'tornaco . Parimenti mostrò un'azione alf11tto fu gace e passe~!lera nellH t•1her colosi intestinale.

G. B.

RIVISTA DI MEDICINA LEGALE - L& tuberoolo1t polmonare ooueoutiva ad uu tt'aumatilmo dal punto dl vi1ta medtco-legale. - (Journal r/e Afédeci ne et de Chirurg ie,

GILLET.

;.:iugno 1903). La f'Juestione dell'influenza del traumatismo sullo sviluppo della tubercolosi polmonare ha assunto una grande importanza dopo l'applicazione della leg~e su,!!li acc identi del lavo ro . I n una mt.nie1·a general e, si deve con ~iderar!'l come traumali~'.a una tubercolosi po lmonAre che ~? i svol ge in un individuo sano, alm eno in apparenza, in seg-uito a d un traumatismo, che può essere una ferila, uno sforzo vi ol ento, ma sopratutto una contusione del torace con o senza frattura delle coste. L a si tua· zione infatti non é piu la Rtessa quando egli aveva anteriormente una tub.. rcolosi che v iene allor·a semplicemente aggravata; e d'altra parttl é ditTici le ammetter e che questa tubercolosi che succede al traumatismo non sia in r apporto con un focolaio latentP, la cui vir·ulenza è stata aumentata da detto accidente. M a , dal punto di v i!=ila p ra tico, che si tratti di un individuo !:'ano nel senso assoluto della parola o affetto c! a lesioni latenti, l 'eff~ tto del traumatismo é identico : di un l"Og~etto che godeva fino a quel m omento buona ~alule ed era atto al lavo r o , es!'O ha pro.tntto irrevocabilmente un malato , inca pace in avvenire di quals ias i lavoro prohmg-ato, favorendo lo sviluppo di una malattia che ha talvolta cag-ionato la morte. Per altra pa rte, la tubercolo!'i polmonare, che si verifica io queste condizioni, /f o n r•ive!'le un caratter e particolare per il fallo della sua origine traumatica. I tr e aspetti clinici sotto i quali si presenta abitualmente la tuber co -


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RIVISTA. 01 KEDIOI NA LEGAL.E

lo;:i polmonar.... ''aie a dire, la tuber colosi cronica, la polmu11i1e rA!'len"n c la l uher colosi rnilìar·e acul11, sonu quell i !'Otlo i quali può manifesta··toi la lnbercolnsi polmonare traumaticA. Il più soventi, si tratta della forma •·oroune dr ti si cronica coi suoi segni generali, funzionali e fisici ; altre volle di u11A l'~'~ lm o nile ibr·ida nel decorso, non presentando nè i caratter i di una polmonite orùinAI'ia, nè quelli della polmo11ile tr·anmalica, di una durala anormaiA coi segni ,renerali ben tosto tali òa f11r sosoeltar·e la natura tuhercolosa dell'affezione. Talvolta infine l'evol uzione r·arnmenta la tubercolosi miliare acuta. Ma non vi si riscontrano caralleri che po!1sano permettere rli giudicare qu~le r·apporlo abbia i l traumati!1mo colla tubt-r colosi polmonare. Per bene appr·ez· zare la parte avuta riai tr·aumalismo, il per·ilo deve : 1° Jnvestigar·e accur·atamente qual e fosse lo stato sanitario anteriore del malato. 2• Val utare il tempo tr·as'!orM dall'epoca del traumatismo al momento i n cni si sono manife,lati i primi segni della tubercolosi J.JOimonare. 3° Stabilire il r apporto che esiste tra il punto dd torace in cui ebbe luogo il trauma tismo e quello in cui l e lesioni tubet·colar i hanno il lor o massimo di intensita. L a parte del perito è in realt.à soventi molto di lfìcile e d'altr onde i tribunnli francesi hanno emesso g iudizi tr·a loro difl'erenti. (lra si sono astenuti di ri solvere la questione dell'influenza del lraumatismo sulla tuber colosi e non hanno tenuto conto che del fallo stesso della malattia senza r icercarne la natura Ora essi hanno considerato il Lraumat1smo come r ivelatore di lesioni tubercolar·i, r i maste flno allora latenti, la cui evoluzione avrebbe potuto es~ere definitivamente r itardata ed anche non manifestarsi mni . Recentemente l a Cor te di cassazione fcaocese ha emesso un {liudizio npplicabile a questi casi dicendo • che lo stnto d' infermita in cui la vrttima si l ro• vava prima clell'acciderrle impor·ta poco dal punto di vi sla della determina• zio ne del suo stato attuale n. Questo ulti mo flllrere semplifica ht qu~stione, ma è da temer si che i padroni, i nnanzi ad una tale appl icazion ~ clelia leggo>, non si decidano ad escludere dui B. J6ro cantier·i tutti Kli opet·ai affelli rla malattie cr·oni che.

Provooaslone arUflolale di un ldrooele per carpire l'e•euzlone dal •ervlzlo m.lllt&re . - ( Vojenn<-- med journ., n. 2, 190:J).

T tMOFErs v. -

L 'A. ebbe occasione di sludia r·e, nell'ospedale militare di Smolensk , u n sol· rlato inviato in osser·vazione per parecchie infermità fra le quali un i dr ocele. Questo sopratutto richiamò la suA attenzione perchè in corrispondenza del punto ove si avvet•tiva tlu~luazrone e crepitazione esisteva un'escara del diamelro eli cir•ca un centimetro, circondata da uno stretto anello purulenlo. A ~'<porlata l'escara si ebbe fuol'll,.cila d i pus giallastro, dopo di che, la ct•epitazione scomparve interamente. l fenomeni infiammatori si dileguarono anche essi rapiliamente e. dopo la cicatrizzazione della piaga, lo scroto r iacquislò rl vu!ume nor male. L'inchiesta fALla potè accl' rl.n r e che l'io ìividuo, per ottenere l'esenzione dal se,·v izin, !>'era fattn insuftl~:~ re dell'ar ia fr A l e tuniche scr otali perforate con un pulltet•uolo improprio. e quindi irritate con una pi uma di pollo. La rer·ita i nfeLLa era slata chiusa infine r:ou un mastice. Grux.


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RIVI~TA DI TECNICA E SER~IliO MEDICO MiliTARE D • ervlsto •auttarlo •ul oampo dt b&ttagll& - ID..gD&· meDU della guerra ao4- &frto&D&. - (lnternat ionale Reoue ilber die gesamlerl Armeen und F lotten, luglio 1903).

NIEBERGA LL. -

Il terzo supplemento del Militar- Wochenblalt del 1902 con tiene uno studio fAtto dal tenente colonnello von Lindenau, intitolato : • Che cosa ci insegna "' la gtwrr a dei Boeri intorno all'attacco della fanteria ? " Questo studio ha s uggel'ito al dott. Niebergall l'ideA di esnminare la questione seguente : " Quali sono gli insegnamenti, riguardanti il ser vizio samtario, che si possono r icavare dalla guerra anglo-boera 1 n È infatti naturale che s~ questa guerra é slftla feconùd di ammaestr-amenti <li ordine tattico, il personale sanitario deve rilrarne profìllo, e regolare, in .bal"e agli insegnamenti !;[essi, l'azione che deve spiegare sul cam po di battaglia. l combattimenti veriflcati!>i prima della ~uerra africana, con le Armi rli [piecolo -calibro, non avevano ancora potuto risolvere il problema della forma, che .avrebbe do vuto assumere la modema tattica, quando i due est~r·citi avversari sono entrambi l'orniti di armi e di c11r10oni a lunga portata, a tiro rapido e s icuro. L'esercito inglt!se doveva es8Are il primo a tentare l'allacco sopra un -campo di battaglia, che non presentava piu nembi di fumo, e solcato da proiet-tili di fucili a ripetizione, e eli cannoni a tiro rapido. Il Dolt. Nlebt>rgall, prima di comincia re la sua esposizion~, ria~sume brevemente gli avvenimenti che ~li servirono di base, cioé i falli s uccessi nell.'epoca in coi i Boeri resistevano ancor·a e uergicamenle ed in numer·o assai rilevante. E ccoli: Nella notte dal!' li al 12 d1cembre 189!), gli lngleRi forti di 12,000 ur•mini, si .diressero verso l'eccellente postzione occupata tlai Boer·i (6000 uomini) presso Magersfonte in. La brigata di higlanders si avanzò in colonna di battag lioni fino .a 450 metri dalle trincee occupate ciai cacciatori nem ici; anzi un r eticolato di ilio di ferro venne anche distrutto. l Boeri non s i mossero; e solo quando g li Inglesi !'i trovar ono alla distanza di 200 o 250 metri. ricevettero l'ordme di s pie.garsi per· l'attacco . l mmediatamente dopo, una g randine eli proiettili s i rovesciò sulla brigata, ~ gli uom ini caddero in massa. (Gli Inglesi perde ttero 57 uffh:rali, ed il 20 °/o <lella truppa, secondo la Morning Post del9 gennaio 1900). Gli highlanders, truppe di un inconlestabde va lor e, s otto questa ~randine di proiettili retrocedetter•o, e fu n ecessarro un te mpo molto lungo prima di rianno-darle, e ricondurle al fuoco. Gli ufrlciali illesi riuscirono, in piu riprese, a fare .avanzare gli uomini a sbalzi. Ma ogni qualvolla i ~oldati si alzavano da t"rra per far e un'avanzala, i Boeri concentravano, s u di loro, il fuoco. Malgrado il .coraggio di molli, che des larono l'ammirazione ne~li s tess i Avversari, fu impossibile continuare ~li sbalzi, a causa delle considerevoli perdite, cosicché il movimento in avanti dovette essere arrestato.


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R1VIS'l'A DI TECNICA E SERVIZIO MEDICO lliLITARE

La guar.lia inglese rimase nella posrzione di a terra per più di 12 or e, sott~ il fuoco del nemico, alla distanza di circa ROO metri. O~ni movimento era dive· nulo impnssibile; nelle prime linee non polev~:~no più giun~t>re nè ordini, n& munizioni. Dopo c h•l 29 snidati porta-munizioni erano stati uccisi, si dovette rinunziare ad inviare le cal'tucce ai combattenti. Per disimpegnare T.arly~milh, Buller volle passare il Tugela. Gli lnglest erano in numer·o di 1;),0QO, P. non avevano di fr•onle più di 3000 BQeri. Que!'ti ultimi avevano Rcelto, al di là del fiume, una posizione fJrtis!'irna, t< rimA l>er~ del Lutto tr~:~nqu • lli, 11rl onla ùel bombardamento violento fallo da grossi pezzi, contro la loro po!'itio""·· nei due giorni del 13 e 14 dicembre 1899. Es;;i non si mostrarono sulle alture, ciò che ftlce riten er e ai capi inglesi cht:l" !"avversario non avesse de~ignflto di farè una seria difest~. 1115 dic<> mbr~ 1899si cominciò quindi la marciR !'U Colenso, pt>r il guado di Bridled~ifl, e venne compiuta un po· di!'ordinalRmente, cnn lfl trnppA poco collegate, senza farsi prPcedere d11 esplor·alori; le compag nie del 1° ballaglione avanzavano in colon n& di marcia, gli altri battaglioni in colonr111 serrata. l Boeri lasciarono arrivarefirro a 500 metri dal TugAla questa massa cornpntta. ed aprirono, per sor·pr~sa, un fuoco viol ento Gli Inglesi risposer o ''ivamente, e. fecero ener~ici sforzr pe1• avanzare attraverso il terreno scoperto, ma senz•• r·i uscirvi. L 'entrata in azione dell"arliglieria non mi~liorò le condizioni delle truppe attaccanti. Anzi le batterie furono in poco tempo t•idotle 111 silenzio; la ma :;rgior parte de~!! i arti~lieri furone> · ucci~i, gli allri .si ritiraron o. Dopo una lotta !:>an:.ruinosa e protratta, si dvvelte dP-i>i!!'lere clall'attacco. A Spionkop, Bullel' tentò di avanzare a truvei'"O una spranat.a per guadagnare le allur·e di Brakfontein. ma i suoi r i petuti tentativi furooo respinti con gravi per !ile E quanrlo lìnalmenle, dopo una lotta di 12 ore, due brigate ingi!')SÌ' ed 1111 certo nurner·o di batterie - cioè una forza considerevole - erano arrivate sulla costa del Taba Myamma , urlarono contr•o una posizione fortemente tr·incerata, d'on le il fuo<:o non permi!'e loro di avanzare att1·averso il te!'reno scoperto, c;he dovP.vano per correre. Gli Inglesi, davanti a Spio nkop, eranoin 20.000, m entr·e i Boeri avevano una forza di poco suoeriore ai 4000 uomini. L '»tlacco non si potè effettoar·e da alcuna parte, e dopo avere subite perdite considerevoli, sl dovette or·dinar•e la ritirata. Non deve meravi:.rliare che delle truppe in ordine chiuso, le quali a Mayer·sfontein r>d a Colensio, furono sor pr·ese dal fuoco della fucileria all'impr•ovviso, ed a cosi breve di!'tanza, abbianù, sulle prime, pie)lato solto l'influenza morale delle pi!r·dite vistose, subite in pochi minuti. Qualsiasi altro cor·po di truppa, in condizioni anal oght~ , non si ~arebbe rellolllto in modo diverso. Ma ciò che sorprende, è che, nei comt-attimenti, ad onta della superiorit& numerica di uomini e di cannoni, malg rado i reiterati tentativi di avanzare, e le numer·ose prove di coraggio, non si potè mandare ad etfeUo il piano, d'altronde razionale, di r om pl,r e con uno sfor7.o vigoroso le linee uemiche, mollo più deboli. I rapporti p:eneralmenle dicono che, spesso, si lottò per parecchie ot·e ad una distanza media di 800 a 1000 metri, ma che p:li attacchi, iniziati con m ollissimo valore, dovevano arrestarsi, nors essendo possibile avvicinarsi al nemico. Nessuno det;:li assalti potè essere coronato dalla presa della posizione contrastata, quantunque un esercito provetto siasi trovato di f"t•onte ad un pugno di volontari.


RIVISTA DI TECNICA E SERVlZIO MEDICO MILITARE

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Come d~:~rsi rugi. •ne di qu.:slo rall<J? La CII Usa prifl<'.ipale d• <[uesti inf'uccessi pare c hP. sia questa. Gli t nglesi tent8vano di avvicinarsi •·apidamente all'avversario, attraversando spazi di terreno l:lcoperli, e non occulta(i da nubi di rumo; mt>nt1·e i Boeri, ben nascc•ti e riparati, procedevano con molta acco•·tezza, ~ lasc1avano avl'icinare gli assalitori fino al punlo d11 essere sicuri di colpir·li. Le perJile rilevanli, che essi dovettero subire in tah condizooni, e l'imposs•bilité. di rispond ere al ru ..co, dovevano necessariamE>nle produrre una lmp•·essione "ravorevole, e questa impressione era aucor u aggravata dal fallo che il nemico eru ussolutamente invi~ibile a qualche distanza, percllt'~ si s1:1rviv8 di polvere senza rumo. Gh assalitori cadevano in massa, come StJ fossero stuli colp1li da una forza sopran· naturale, contro la quale non trovavano né aiuto, nè protezione. Era quindi inevitabile sospendere l'attacco. Questa situazione non puLrebbe essere me!tlio cnratterizzaltt che dR questeparole di un ufficiale inglese: • Ndla battaglia morier·na, ciò che impressiona piu sfavorevolmente l'altH <:cante, é il vuoto dd campo di battaglia. Alle consi· derevoli Jislanze, alle quttlì il fuoco incomincia, si prova la ~ensazione cii ttndareincontro ad una catastrof<.~ f11tale, in.,vitabile, e contt·o la quale 11011 v'è dir.,sa, né arma, possibili. • Se si vuole tirare a 1!rande distanza, si tira , più o meno, a caso. L'avversario tira soltantl) quando gli attaccanti si alzano ed avanzano, senza clte per qut;:slo diventi visibile. Ad ogni nuovo sbalzo, 1(1 perd1le d iv~nLHno piu nuouero:;e, e g iunge ben p!'esto un mome11to in ·~ui non è piu possibile alcun movirn.enlo, nè di avnnzata, né di ri~ir·ala, nè di fianco. In que&lo moJo si aniva in certe posizioni, in o.:ui si é co:;tretll di stare a terra pPr delle ore. n La guer-ra boera adu•1que dimostra che, dopo l'adozione dei fucili a •·ipetizione di piccolo ca lihro, i movimenti dell'attAccante si sono re~i mollo più dirflcili. Ciò. che, in tt'mpo dì pace. si compie in puchi minuti, esigerà proba .. bilmente delle ore in guerra vera. L 'attaccante non potr·à nvanzare se non con estr·ema d•rflcolta, facendo fuoco continuamente. app•·olitla n~o Ji tutt• i r·ipa•·i e di tutte le iueguaglianze del terreno, pe1• portarsi dllll'una all'altra posizione di Lil'O, e dovrà talora continuar-e la lntla per delle ore sopra determinate posizioni, onde riuscir e a soverchiare, col fuoco, il nemico. P erdite considerevoli si verificheranno SfWCitolmente nei m omenti, in cui l 'ottaccan te sara costr·ello ad attraversure degli !>pazi balluli, per a•·l'ivare ad una meno >'favorevole posizione, giaccloè l'avversarin approfittando di questi momenti d ara ul ti m 11 massimo Jì efficacia. Dì m ono in mano che l'uttflcco n te si avvicinerà al nemico le perJite aumenteranno, g iacché in tal modo, il difensort>, se é ben eser•citato al tiro di comballimento, p,.,lrà veder·e benis.. SI m o l'ullaccanle. Le posizioni dt liro, che si sa!·anno potute prendere, saranno siffl'lltamenle coperte da pr oiettili che il numero dei feriti aniverà, in breve onl, a propot'zioni colossali, senza che, talora, sia possibile abbundonare queste posizioni, spesso fortemente compromesse. Da ogni parte sarà r·tchiesto l'intervento dei medici, sovratutto durante le soste, che si faranno sulla posizione d1 tiro, dove si dovrà soffermar si, qualche volta, per delle ore. Le cure mediche sarann o adunque necessarie fin dal momerllo in cui la truppa, che altaccR, si troverà ancora a grande dìslunza dal neroico. Le es!Jerienze eseguite nelle scuole rJi tiro dìmost•·ano, infatti, che dej.,


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buoni Lir·Alol'i poc;snno. nlla distanza dr 1000 m etri, m et tere in 5 mirwli fuori di Cl)mbatlimento dal :!5 al 35 p. 1ù0 di cacciatori drsposti sopra una ri j!a .ti -dell!'ilà presso a pcwn uguaiP. a quella normale, e, come si vede, queste perdrte sono anche sul'erinri ti qudle che t:bbero gh lnglosr nei sunnominali comhalliml'ntr. Pur·e amm~llenolo che, i n guerr·a vera. i risultati sitHlO minori, é certo tut· 1avi11 c he Alla suacr t>nllata di~ tanza si avranno delle perdite rilevanti, con le~inni ;:ravi e molteplici. In 11nalo.szia colla lor o forza di penetraziooP, i proiel· tili moder·ni di piccolo calibro, rive:>ti ti di metallo, attraversano rl torace e lo ~dJome ~ r ompono in molti framm.,uti le ossa lunj:!'he. Più ci si avvicina al 11emiro, e p:ù aumenta la forza drstr ulliva dei proiettili. A 800 metri, es~ i fanno scoppiare 111 ~CAloia cranica, Pd 11 500 metri 111 loro for za è tale che spezzano i " framrnenli di'Ila I!I'O"""ZZA di un pr!lello le ossa lungh~, fraslaglianrlo i mul'coli vicrn1. Anche oltre i 400 metri, i Vt1St !'8nguigni vPngono nettamente r e· cis:i, con esportazione di fJUal che piccolo pezzo di tronco arlerio,..o o venoso, dando luogo aJ ernorra gie g r avi, non di rado mortali. Per I'AI.rioni di umnnil8, ~ per evitar·e che gli altri uomini subiscano un ef· fl!llo morale sfavorevole, non è po;:sibile lasciare i fer·iti immer·si noi loro l'an~ue e.l in predn »d orribili Jolori, i n 11ttesa ehe il ,,ersonole s»r1i1ar•io possa avanZIH'Si, i"OI1Z8 p€'ricolo, a r·ocare i soccor•si. Nella ma~a-ior pa rte der ca si , questi !'O'!<·or si at•r·ivcrAn no, d't~llra parte, troppo tarda, e si ritornerebbe alle abitudini dei ternpr di Federico, in cui non era permesso di portar· via i feriLi prima che la battaglia fo~se terminata, e che fossero sparate le« l'alve della vittoria •. Affinché i l'rrvizi sanitari po<;sano ret~lmenle portare i soccorsa, che si aspetLAiro da essi, non bisogna che si ten gano al di fu ori del ruoco nemico, ma che s•ano dovunque vi é bi~o~no del loro efficace concorso. Il loro cam po di azione -è il medesimo che é as!'egnato a:le truppe, e per consep:uenza il loro posto è pr·cs!'o di queste. '<..:er Uimtmle, il compilO delle truppe di sanilU è diventAtO mollo piu diftldle, tlt<lt' le nuove condizioni della guerra e la potenza delle armi. Cr1ì rnal ~ ra.Jo. e~se dovranno sforzarilr di r ispondere alle rruo,·e esi!.!e11ze. 11<>lla rnrl"t:ra permessa dalle cir·costanze. e senza imporsi de~lr Inutili sm·r·ilizi, giacché la per· dita del per!'On»le sttnilario ridondl) t utta a scar•ito dell'o•,.er<'itu combau.. nte. È n/lturllle c 1t tl il pt>rsonale sunrtario non potrebbe funzr.,nare !lullo lrnl'H .dei tirato r·i, o sopra una posizione occupata dllll'al'lig-lier·ill, Sto non nei rnonr'!n ti in cui il tir • si sospende, si cambia d r obbiettivo ect;: Per· qua11lo l"ia deside· rAbile di poter e subito prorlig-are delle cure nwdrche Ai feriti, per quanto gr·ande 10ia l'etl'e tLo morale. che pr·oduce la presenzA del ml'dico sulle truppe che si batlnno, è impossibile, nello stato attuale delle co~··· che i ru<>dtci ed rlpt'r:'lo· nato sauitar•o circolano .-ulla linea dei lrratori, per far·e delle medrcalur·e, che lr ohblilzher·ehbero perlomeno a metter si in ginocchio. mentr·e t utti gli ultri r i11111 "~-tono Il terra pt!r e vilar e di essere piu facilmente colpili dai pr·oi ellili ne· mrci. Questo per~onele, in breve ora, sa,.ebbe distrutto. Se invece ce1·ca di ri· m anere t~ l coper·to fluo al momento in cui le lr'tippe lusciano la posizio ne eli tiro, ~ certo che l socr.or si, almeno i piu urgenti ed efflc~ci, ~o~iun ~er~ bbP.ro troppo l ardi. Per gli l'•·aglioni più avanzali non r imane adunque che un pr ovv.·drmento, cioè cho i ferili si medichino da s~ ste;;s:i, rn via provvisoria, col ~·a cclr etlo di med icazione. l ~occo rsi dei meolrci potranno prestarsi solo nel ca!30 eire, vicino alle pl'ime


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linee tler combaltenti, e!!ist11uo luoghr dove ri pA rar·~~~; quanto ai fer rli ancor·a capacr di camminare. •·ssi sles!C'i sapr·anno i~tintrvamente trovar e un posto dove porsi al t~icuro da ullf"riori offese. Nel 1870-71. i feriti ab;tualmente 11011 si diri;.:eVIIIlO ver..o i posti Ili mediCIIzione, impiaulal i ahtuttnlo all' indietr·o, ma andavano a metler!'i in qualche angolo morto, o in tlll'l SfJazio non battuto, o dovunque potevano tr ovar e un possibrle riparo. I n tal gui~a venivttno formandO!ti dei posti di soccor !'o irnprovvisati, ~d i medica, malgrado la lor o buona voloutà di seguir e i d•·ltami d t! l r Pgnlarnenlo, erano coslretli, dalla nece~sità delle cn!'e, a r ima n fire pre::-so questi ~ruppi dr fer•iti, ar 'Ili!! li pot...rono, d'alli•A pa r·te prestard ofRcaci soccorsi. Se. i nfatti, sr l~ggo •o i r·apporti sul s~rvizie saurlsl'io durante quella ~!lle rr·a, si olesurne che neppu r e una vul ta si truvru·ono riunrlr, al po!>lO dr medicazione, tutti r Jll~dr cr Ji un r· .. ;.:gimenlo, ma a,~ri rono, !"empre, prù o rueno drvisi. I l p,.r·sonAI" !"&nrtal'io dev"' c·ercare di t·~nersi non lontauo dalle file dei combattenti, Illll in una posi tione nnu ber•sagliaLa dai pr•oidLili , procurando di mantener si St''l1pre lel[ato colle truppe; llpp .. ua il fuoco dimiuuisce d' inteni'lità, o rn eECiio <:C!'Sn, a iiOI'a è i l moruento dr nccl)rrere, e soccor-rere, ì caduti, Lr·asport.anololi so ll ecit.arn~:~ute in luogu Jove possano eRser·e medu·aLi e r rs torati ( 1). Quanto poi ad essere sicur·i se questo personule potrà r·itìt·ar·e tutti i feriti della zona del fuoco nemico, non è cosa facile, percltè dipenderà , piu che altr·o dalla protr•zir>ne eire MTI'irà il terreno. Se lo spazio da 11ttr·aver~are é pericoltl:>O, conver·ra lascrare i f~r·ili in quei siti piir o meno r rpurati, dove si trascinarono tla l<li'O !"te!'l~i , e trttspor·tarli poi ad azionefiniLa. In ogni modo é bene, rrr tempo di pace, info11dertl nell'anlm'J dei porl11feriti , l'idea del dovere morale cho e!'sr hanno dr r ecar :>i 111 prima hnea, ad onta dt•l fnoro. a pr.·ndere i cadu ti; salvo, al momento opportuno, a dare delle disposr11oni dillerenli, allo sr•opo nou solo dr economizzar,. l'.:!'i:;tenza delle truppe dr s3uiril, ma di non esporr·e i feriti nd us!'ere rolp1lr un'al ru volta. Però rl personal~ ~Anitaru) dei Cor pi non potrA mai e'!serè su rRciente per fa r lo !"gomuero dei fel'iti dalla prim~ linea; oc<·orrer·à qui11dr che i po!:li di m et!icaziune siano, per- qunnlo è possihrle vicrno alle truppe. Quasi Lutti c regolamenti sul servizio sanitario in campa~na pr escrivono di imprantare il po<~to di medicazinne fuori dal tPrreno halluto dal tir·o nemico. Prendendo allo leltet·tt f!Ue!ltA drspugrzione, biso2nerebbe eh... il posto da medicazione fosge almeno a :.!000 matl'i dal fuo,·o nemico , ed aii,Jra corne Mré possibrle portare ai fer iti f{ra d un sollecito soccorso t lJ'allra partt> l'••»pr es«·one • fuol'i dd t erreno battuto • non esclurle eire si po>'sa OpJ.!rOfilhu·e di una uccidenlalità del lerr't!llO, nrach13 vicino alle truppe, per stabilirvi il pos10 da rn edrcazinn ..., che non rich:eole poi uno spazio mollo g r'ande. 111 Una relazione d~lla halt.lf(lm di Magcr~rontein, puhllli~al.\ olal Moruitru floll <1~1 9 KCnnnlo 1000,

ra r •·lnglo del Corpo sanitario ID$110S~. t•ho ~urante tutta la giornr.ta, Rllllò un fuoco \JJOit•nto ~llln~cn­

do,, iu prlm1 llncn per lraspnrlare l caduti. In ral guisa si por crono tra•porl3rc, In rull o ol ~tlornn, clrc.1 500 feriti, ' IUtlnluntJUO l pvrtnferlll dovessero attraversare uno spazio di l!iu di 1 ~00 metri bauuto rtal fuoco !Iella fucrleria l.a battaglia prro o;scnrlo continuata lino a noue, non Ili posslhlle tru,portaro tutù l f~ritl. Un certo numero rio o<;l dovette attendere 1111asi !l ore l primi ~ocror.o. Treves rorerisce pure che nella llatla!!IIR <Il Colo•nlO 800 fenll furono trasportari in quattro OrP dal e3mpo <li battaglia a li" owe•lale mobile. dove furono medicati e messi in grado Ili eo~scrc sgomhoratl. Questo senlzlo fu f•tlt), m enmp!Mso, da sedici metltci. Non fu po3slblle al Or. Ntchergall rll tletermlnare le Jltr<llle subete, In •tueHo fBtto, dal Corpo sanitario; e a•uopo pero tenere conto che, 111 questo comiJallrmento 11 fu oco ru sempre da 800 a liOO metri dal nemico.


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Quello che nel 1870 facevano i feriti istintivamente, riunendosi in un luogo riparato, si può fure in via regolamenldre, e senza alcun danno l Tedeschi, per esempio, fecero molte volte così. Nella lncalita denommata La Fourche, ~ cacciatori bavaresi presero cl'assalto un ridotto situato sopra un'altura; ebbene il servizio sanitario funzionava proprio al piede dell'altura stessa. Alla baltaglia di Spicheren fu messo un posto di meJicazione nel burrone di W•esclstein , al piede ttellu catena delle colline, e.J era situato in modo che i proiellili non potevano colpirlo. Un altro posto d• medic11zione. ~ilualo a 1500 metri verso ovest, ai piecli del Rolher berg, ed a 500 o nOO me lr1 d•etro le truppe combattenti, non ebbe a soffrire alcun danno. Presso St.-Ail un posto di medicazione venno stabilito in una valle, immediatamente d•etro una posizione di artiglieria. Sebbene non fos~e del lutto al ri paro dai proiett•li, che passavano al disopra l'Iella balleria, potè compiere il suo mandato. (Vedere in proposito il « Rapporl sur le servictJ saoitaire pen,tant la campagne de 1870-71. » Tome l, pag 116). Non f~ difficile trovare nei paesi, dove si combatte, di questi naturali ripari. È improbabile che grandi battaglie vengano combattute in terreno a ssolutamente piano; ciò costittmà delle eccezioni; e, d'allt'onde, é d'uopo osservat·e -che, in piano, le truppe non avanzeranno tanto facilmente. Trovato un riparo conveniente, vi si deve impiantare il p0sto di medicazione, il quale, s'intende che god•·à sempt•e di una immuni tè relativa; giacché il nemico indietrP.ggiando, può, con liri lunghi, far convergere il fuoco anche nei lunghi in cui prima nulla si aveva da temere. Occorrera, in tal caso, che il posto di medicazione si spo!<ti per mantenere 11 contatto colle truppe combattenti ; e tale mobilitA potrebbe altresì esporre il personale e materiale a possibili danni, per parte del nemico, e delle stesse truppe amiche; ma volendo assicurare il servizio, è d'uopo prepa1arsi a tutti questi inconvenienti. Es!'endo adunque maggiore la necessità di sapere bene coprir s i, per fu r fun1.10nare re~olarmeote il setvizio sanitario sul campo di battaglia, occorre che g-li ufflciaJ. medici aCtJuislioo l'occhio pratico per giudicare, Il per Il, della migliot·e ubicatura di un posto di medicazione. Non s i potrà e!<igere dei medici che, in tempo d• guerra, sappiano dare delle disposizioni io questo senso, se non si da loro il mezzo di e!<ercitarsi in tempo di pace. Chi dovrA pensare alla sc~lta giudiziosa delle località ove impiantare i posti di medicazione, é il medico; il comandante delle truppe in quei momenti ha ben altro da pensat·e. Pel medico non sono sufficienti gli studi teorici, per l:! t't'i Y6l'" aù impratichil·si del terreno, me è necessario che sia un po' l.at~ico, e che non feli siano tgnoti i modi moderni di combattere, e gran parte dPgli accorgimenti di guerra. Quante volte, alle grandi manovre, nel fare l'istruzione dei finti feriti, non si videro i medici scegliere, como posti di medicazione, delle località che, per necessil'11 di manovra, venivano poco dopo occupate dalle truppe combattenti, perché anche queste hanno bisogno di approfittare dei ripari naturali, facendo, in questo, la concorrenze ai medici l Ed in questo caso, il personale sanitario bisogna che ~Jioggi, giacché le ragioni umanitarie si possono accampal'e solo flno ad un dato segno, ed in guerra ciò che deve prevalere é sempre l'obbiettivo di annientaro il nemico. Quanto ad intercalare delle formazioni sar:itarie fra le truppe combattenti, 6 cosa che potrebbe produrre inconvenienti gravi, e mettere le truppe com,batlenti in situazioni difficili. Infatti, quasi sempre, le esigenze della tallica


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fanno contrasto a quell'! òel servizio sanitari0. Quando però si r ifletta a lla pomoJerne, capaci d i me ttere fuo r i di combattimento centinaia di uomini in pochi minuti, e d alla necessità di dove re u rgentemente provve-dere alla medicazione di un numero slragrande di ferili, rimasti sulle posi2ioni di tiro, dove sono probabilmente destinali a rimanere luugamente, giova sperare che l'autorita militare fa rà qualche concess io.1e, permellendo a l ~wr­ -sonale sanitario di occupare qualche angolo morto, restringendosi, ben s'in·t ende, a quel Lento che basta per potere eseguire con relativa sicurezza d proprio mandato. Una volta però che il posto di m e .licazione s iasi impiantalo in queste con· .dizioni, bi!'l1gna mantenervelo. In falli, conoscendo la gittata delle a rm1 moderne, non sera difficile prt:!vedere che lo ~gmnber·o si rende1·à possibile solo nel mo mento in cui tutto lo spazio battuto dai proiettili nemici si potl'é Attraversar·~ senza pericolo. Noi sappiamo beno che il 50 °/0 dei proiettili va a cudel'e molto al di là della zona, ne lla quale ven~on0 diretli i colpi, e che questi possono arriva re a duemila metri. Saivo adunque il caso più favorevole in cui si abbia da fare con un terreno m ••ILo irrogolor·c, e cho o ffr·a de i ripnri '1.\lurali, in -tutte le altre circostanze la compagnia di sanité subirà delle per·d1te notevolissime e non potrà compiern il suo lavoro. A Mage r.;:;fonte in gli stessi soldati incar icati di riforni r·e le cartucrie, non po~erono, per tale ragione, rAggiung.. re ~e prime linee (1). I n Lai guisa i posti di medicnzione hanno acquistalo un'impo rtanza mRg.giore. Spesso rimarranno isolAti, e dovranno funzi onar e per molle o 1·e, p1·ima .di potere m e tter·si in comunicazione colle sezioni di sanità, o cogli ospedaiPlli. l n un battaglio ne francese sul pieJe di guena (1000 uo1nini) vi sono due medici, quattro infermie ri. SPd1ci portarerili ausiliari. Supponendo di avere il 20 •/o di perdite. ossia 200 uo m ini, e nmmenlendo la J•r oporzione di 1 : 2: 3 p.. r il numero de i morti, det fe flli g ra vi e dP.i feriti leg-geri. si hanno 3-i morti, 66 ·feriti gravi e 100 fe riti legger·i. Però una parte eli questi ultimi saranno fe riti agli arti infer·iori e quindi nella impossibilità di marciare. Vi saranno adunque '66 +50 ferili che av ranno bisogno eli speciali c ure mediche. e questa cifr•a, di fronte ad un personale sanitario cosi esiguo, é abbas tanza alta. Né questo personale sara tutto disponibilt>, giacché, !!econdo il regolamento. una parte dovra trovarsi fra i combatte utì in pl'ima linea, un'allra partd può essere tr11ttenut~ sulle posizioni di tiro pr·ecedentemente occupate, senza contare le perdite che il detto ,personale può subire per il fuoco. I n O,\l:nì modo, la sproporzione fra i soccorsi, che s i devono prestare, ed il personale disponibile, aumenta sempre, specialmellte se le forze si debbono scinder·e In omaggio a ragioni umanilarie e mediche, sarà necessario lasciar·e il per·-sonale assolulamente indispensa bile in quel posto di medicazione, che si dovrà .abbandonare. Invece é discutibile se convenga mandare una parte del perso~ale fra le file dei combatte nti. Se, in prima linea, potranno arl'ivare alcuni .m<ldici e porl~feriti, non c'é ragione che non possano giu ngervi anche gli altri; ~enza delle a rmi

(t) Bisogna rrazionare meno che sia possibile i portareritl raccolti al posti d1 mel!lcazione, oppure .quel dlstaccamenU della compagnia di sanità, che, rl'ordlne r1el capo uftlcio di sanità di divisione, ven· ~ono a prestare mano al personale gia raccolto nel posto di medicazione. l portareritl o gllinrermleri .<fevono compiere il loro servizio sotto la guida dei medici, ed hanno bisogno di essere ben diretti e sorvegliati; se nn dal principio del combatumento si mandano via alla spicciolata, e sll•aclano agire ..<fi loro iniaiativa. Il soccOr$0 al rerili r1marrà senza organizzazione.


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ed in questo caso sembr·a mollo più conveniente stabilire un posto di medicazione, al riparo, molto vicrno alle truppe, fac•·ndo a~i r·e nello stesso luo~o tutto il personale, con clisperdimento minore delle ror·ze. Ri uniti nel posto oli medir.aLione d• battaglione, i due medici potranno rendere mag-giori SPrvizi, di quelll che potr ebbt>r o prestar e operando i solati. In tal modo il posto di medicazione potra moltrplicare r soccorsi, e l'effetto morale prodotto dalla pr·esenza del m~ dico fra le tr uppe, non sara, per questo, meuornalo. Alte~o però l' aum .. nto considerevole delle ferit~. stante il perfezionamento delle armi, sarebbe desiderabile che fosse aumentato il per sonale del posto dr medicazione. Com ~ si potré ottenere qut>slo Aumento senza fdre delle vttr•iazionr ai quadr i t Secondo rl dott. Nieber~all, lo scopo !'i potrebbe couseguir e fttceudo una r i part•zionc:! diver·sa del per sonale sanitarro delle sezioni, a~segnando dei portaferrti della compagnia di sanità ai posti dr medrcazione. l~ upportuuo eire la compagnia di !'anità entr·i in azi one 11uantlo il comba ttim,..nto é spie~ttto, ed allorché si può pre>:umer e, presso a poco. con 11ua!e esito potr·é tel'luinare. Prima di stabi lire il posltJ di medicazioni', é di ~ r·and e irnportanl\1 l'ns:~ icurarsi se vi è la probt~bilité. cho il 11emico sia re!Spiuto, o pel" lo rn eno 1..rre le nostre truppe non siano obbligate n lasciar j.!li il campo. Ciò per evrtar·e, po~sr b1lmente, che le truppe delia compa~otnia di sanitù cadano i n potere del nemico, per quanto questo possa giovor,.;ene per far medicar e i pri... g•on1eri feriti. D'altr a parte, si é gié. dello in alt1·o luogo che l'impiantare un posto dr medicazione, durante l'azione, é cosa quasi imposl:iibil e, percllè un pu:::t" di soecor·,.o occupa tanto t ...r reno quanto ce ne vuole per il bivacco d i un balluglion~, e succeJeré. rar amente d1 trovare uno spazro similtl riparato uni col pr della fucileria e della artiglier·itt l ,,or·taferili dr r iur.,rzo, inviati dalla ;;:ezioue di sani tà, !>aranno ulili,::-~imi . Nei rnomenti da rall ..ntamer•lo del fuoco, potrannu comacrttr(l a r iunire i fèratr in clet~r·minttri luoghi, e comruciarc:! a medicar'l', con lo stcs~o pacchetto, i ferrtr luggt>r·i. Nou e super·fluo ritlettc,re anche sopra un'altrA que:~tione, se cioè. dato lo aumento di ,,.,·oro che si avra, d'ora lllllanzi, nel posto di m edrettzrone, sia oppur·tun,~assei{IIOre un per!i01iale medico più numeroso alle sezioni di sanità, pur· furendo cHiculo sull'atuto, che, rn caso di bi ogno polrc:!bbero dar·e i medtci degli ospeduli du campo, nei momentr i11 cut una parte di questi nou viene utilizzata E molto pr·ob»bile, anfalti, che 1 n1edici •iei C·H·pa, de«linati a rinfor zar·e i po!<tr lli u•ethcazrone, vr si11no tr altcnutr per· lungo tempo, drguisachè, verso la tl110 del corrr btuti me n lo! le tr·u ope ~a r ..bber o dd tut w sprovviste d 1 medici. 1-'c r ò se, come sucel'tler·ò d"ordr118l"ÌO colln efficacia delle armi moderne. la sezione di sauitit non potr·à intervenir.~ se non quando razione sorà spiegata . e ~i ~a rà v is~o quale piega prenrlera rl comballimento, converrò. pensar·e >~e, i n cir·coslanz., speciHli, si dovr·à far·e a meno di stabilir e ìl posto d1 medicazro .. e, e !'e non con venga d1 più mandare i fer-ili direttlllncnle dal posto di m~:dit:azioue ttll"ospedale do ca1upo p1ù vicino. Si inleude che la sezione di snnitò, la quale iu questo modo sarebbe all t>g~~ rita di tutt1 i ferili più gr·avi. dovrebb.- dt>Slinare t.n per.':'~>lrale apposito pe r gar·autir · Il sollecito tr·aspor·Lo dCI fo!r1tr all'ospedale mullile e pPr Assrcurar e uua scelta gi udiziuso d t quegli rndr"idu1, che l'r estmtttno le:;ioui, per l ~ quslr é iuJicolo il ricovero nell'o~pe· dale da campo. Sarcbb~ <·osi sernpli tica tu il servizio, e parecchie categc,rie d1


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fer iti se ne avvantaggerebbero moltissim0, per chè i passaggi dalla linea del fuoco al posto di medicazione, da questo alla sezione di saoité, e dalla sezione all'ospedale da campo noo possono certo intluir e favorevolmente sul decorso delle lesioni. Naturalmente gli ordini debbono essere dati in tempo, e precisi, acciò gli ospedali da campo possano avanzare rapidamente, e siano Etié pronti a riceve1·e i ft>riti, quando il combattimento è giunto alle sue ultime fasi. Nel 1870-71 parecchi O:ipAdali mobili furono impiantali sul campo di battaglia, servendosi specialmentA di caee, che il nemico aveva sgombrato. Siccome è provato che il numero dei ferili, nelle guerre dell'avvenir e, soré sempre più grande. cosi uno dei còmpiti del servizio sanitario in campagna sa1·à quello di trovare delle vetture supplementar i per il t1·asporto dei feriti, dalla sezione di sanità agli ospedali da campo. In Francia le sezioni di sanit.à sono scar se di materiale rotabile, e lo stesso si può di re delle nostre . Ragioni tattiche non permellono di twmentarne il nume1'o; si dovrà ricorrere a carri di r equisizione; ma si tr·nvenmno? Le esperienze delle guerre passate sono là pe1· dirnoslral'e quanto sia difficile trovare dei mezzi di trasporto dopo le battaglie, anche in localil.t'l do,•e la popolazi0ne é densa; e non saranno certo ~li automobili, dato che si dovessero adottar·e per il trasporto dei fer·iti, l!he risolver·anno la que!'ltione. Si sa che nell'ultima guerra dBI Sud-Arrica gli l nglesi organizzar·ono numer·ose squadre di por·tatori per sgombrare i feriti s ulle bal'elle, portate a bracria d'uomo, anche a molli chilometri di di\'llanza; chissà quante volte questo mezzo di necessit.à dovra esser e impiegalo nelle guene future. Il doll. Niebergall richiama la nos tra attenzione sopl'a un'ultima I(Uestione. Noi sapp1amo che, in base all'esperieuza fatt.a nella campagna del Sud-Aft•ica, il pr·oieltile ùi piccolo caltbro produce delle lesioni che hanno la tendenza a guarire pr·csto e spontaneamente, anche rruando i ':!Oipi vennero spara t• a breve distanza, sempre quando però siano r1maste offe~e solo le parti molli. Si può calcolare, con si<'urezza, che i feriti leggeri costituiranno la meta di tutti i rertli. I toervizi di santlli dovranno quindi mettere al sicuro, al ptù presto poss ibile. q uesti numerosi ferili (circa 3,000, s~ra un corpo d'armata di 30,000 uomini, s upponendo le perdtte Ili :20 ·1•• ed i feriti nella proporzione di 1 : 2 : 3, come st disse). 1l nemico ha,· in falli, tutto l'interesse ad impadronirs i di questa g-ente, che tosto ridivt>oleré capace di combattere. l punti di riu nione per i fe rili IPg~et·i (petits-blessés) dovranno essere scelti con uoo speciale ed illuminato criterio tattico, e gli uomini, mess i fuori combattimento, vi dovranno essere rapidamente avviati. Cosi, non bi~"ogna dimenticare che, in caso di ritirato, la prima cosa che dovr·a fare il comandante, o meglio anwra, il capo d1~1l'ufficio eli santLA divisionale, :<aré r1uella dt mandare sub1 to a vviso ai luoghi di riunione Jei redti leg,~teri, che questi inizino senz'altro e per conto propt•io, il movimento di ritirata. Il dottor Niebergall chiude il suo importante articolo con le seguenti conclusioni: 1. In seguiw all'adozione .dei fu cili e dei cannoni a ripetizione, i movi· menti dell'alloccante sono diventati più lenti. Le irl'egolarilé del terreno.po· tranno, solo in certi casi, permettere di avvicinarsi a poco a poco alla posizione oc<"upata dal nemico. 50 -

GUirtu~~ medico.


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2. l combattenti saranno costretli di sofferma1·si per un t~mpo pii.l o meno lun$-!O sulla posizione di tiro, fino a tanto che abbiano ottenuta la superiorita del fuoco, che permetter/l loro di avanzare di nuovo. 3. Stante la mag gior portata delle armi, il combattimento comincia a maggiore distanza che per lo passato. Già a grande d1stanza, si verificheranno ferite gravi e mortali. 4. Il personale sanitario deve mettersi in grado di corrispondere alle nuove esigenze; deve trovarsi dovunque vi sia il bisogno. Affinché i ~occorsi non arrivino in ritardo, il suo campo di azione dovrà essere lo stesso campo di battaglia, e non il terreno retrostante. 5. Per assicurare il servizio, il personale sanitario rlel campo di balta~lia si deve stabilire al coperto, e molto vicino alla prima lmea. Solta nto durante le soste del fuoco, potrA spinjlersi fino alla linea dei ca cciator·i. Non sarA pos· sibile impiegarlo propr 1o sulla linea di comballimento. 6. l post1 di medicazione de vono essere impiantati tanto più vicino alle tru ppe che combattono, quanto più il terreno lo pe1·metterà, soprattutto per essere pronti a portare i soccorsi durantE\ le pause dPI fuoco. Il personale sanitario del campo di battaglia non potrà basta1·e per il còmpi to che deve disimpegnare. i. Pe r tale motivo occorrerà spostare i posti di medicazione più spesso che una volta, perchò le trup pe non potranno avanzare allro che lentamente dall'una all'altra posizione, e su ciascuna delle delle posizioni saranno necessari i soccorsi medici. 8. l posti di medicazione hanno un'importanza ma~giore Ili prima, spesso dovranno compit!re da soli, e per lungo tempo, un enorme lavoro. 9. Per rl:t jlioni balis tiche il personale della sezione di "anitA non potrà inter venire altro che du rante le ultime rasi dell'azione. Fino a questo momento, i eoccors•, che pHLrebbero prodigare sul campo di ballaglia, ><ono inutili. 10. Siccome il serv1zao sanitario s ul campo non può venire a~>!'Jcur~to se non a patto di tr·ovare dei ripari, co~;i gli ufficiali medici, fin ùal tem po di pace, dovranno essere abituati a !'tudiara il terreno, ed a ~coprire. ~ <"Oipo d'occhio, quei luoghi in cui è poss-ibile coUocare i posti di medacaZJ(me. E spedalme nte non devono pet•de•·e di vista la situazione lattica s ul campo di ball&Kh8. il. Alteso il maggior numero dei ferili, sarebbt1 opportu no rmfo rzare il p01·sonale del posto di medicazione. 12. Questo r·ioforzo si può conseguire rinunziando al personale t>anitario speciale del campo di battaglia, che sembra superfluo. dal mo meuto che 1 posti di medicazione debbono avvicinarsi più che sia possibile alle truppe. 13. Per il medesimo scopo, si potranno utilizzare, s ul campo di battaglia, i portafe riti della sezione di sanità, non tmpiantaudo s ubito il pol"lO di medicazione, oppure usufruendc, dei portMeriti della sezione di sanilé, facendone dello c ompagnie specia.Ji di portaferili. H . Il rimanente personale medico rlelle sezioni d1 sanità sarà tenuto pronto nelle vicinanze, allo scopo di impiantare il posto di mt~dicezlone almomento propizio. 15. Siccome é probabile, cb e, stante il gran numero dei feriti, il la voro da compiere al posto di medicazione sara più considerevole, sarebbe necessario aumentare il personale medico della sezione di sanità. Jn t&l guisa i medici dei corpi, tanto necessari al seguito delle loro t.onitè, potranno lasciare più presto il pos to di medicazione.


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16. E d'uopo evitare, possibilmente, di frazionare gli uomini della sezione -di ~anità, soprattutto nell'interesse di una buona organizzazione del servizio "$8nitario nel posto di medicazione, e di un maggiore frutto da ricavarsi del lavoro compiuto 17. In circostanze favorevoli, si può rare a meno di impiantare il posto da medicazione. In tal caso, i feriti sono trasportati direttamente dai posti d1 medicazioni-l agli ospedali mob1li. ~ dunque necessario fare avar.zare, in t·empo, -questi ultimi, ed assegnar li alle divisioni. 18. Uno dei compiti più importanti, che incombono el servizio sanitario, ~ la requisizione e la riunione di un numero sufficiente di veicoli ausilial"i, allo scopo di fJOtere terminare, al più presto, il trasporto dei numerosi feriti -dal posto di medicazione all'ospedale. 19. Occorre avere cura di ricoverare i numerosi ferili legger i in "de<termin~tti punti di riunione ver questi feriti», che dovranno essere scelti giudizio~amenLe, dal punto di vista tattico. Il trasloco ulteriore dei ferili le~geri, .deve pure formare oggetto di precise clisposizioni da pa1·te della autori\.9. medico-militare, al fine di conse1·vare, nell'esercito <'.Ombattente, quelli che potranno, in br·evf', 1·iprendere le ermi. Br. Aool4eatt p-rovooatl dal gu 4eleterU della polvere aeu a fumo. (Arrhioes de Mé,l~cine Naoale, rna~gio 190:3).

"ToREL -

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L'Autortl ebbe ad ossenare come nelle torri corazzate delle navi da ~uerra, -dopo pochi tiri con la polvere senza iumo, i g-as !c'ieno in tale abbondan-za che .gli uomini non si vedono che attraverso une nebbia rossastra che spande un Acre odore, che prende specialmente la gola. Degli uomini rinchiusi, quasi tutti pr·ovavaoo vertig-ini. nausee, d1spnea, mentre per tutta la giornata perduravano emicranie ed anoressia, in m odo che molti dichiararono di non poter .resi!'tere più di un quarto d'ora in simili condizioni. Essendo la majZgior parte dt tali sintomi proprii dell"intossicazione per ossido di carbonio, l'autore fece delle ricerche in p1·oposito. P otè constatare che ~a combustione delle polveri derivate da nitrocellulosio producono delle enormi .quanti la di ossido di car bonio as!'ieme a vapori nitrosi in ~ran copia che al-tretLanto e più rapidamente dell' Os!c'ido di carbonio provocano dei t~rribili di-sordini nell'organismo, che portano la lorn azione tossica, specialmente sui centri nervosi. l" due gas esisterebbero 'luasi in uguale proporzione nei pro-dotti della combustione dP.lla polvere senza fumo. Pertanto l'abitabili la di tali ambienti deve esRere assicurata in ogni circo-stanza. Una ventilazione energica è il solo rimedio a tale inconveniente. Se tale problema può pl'esentare qualche dirficolta nelle odierne corazzate, .giacchè i numerosi fori ne menomano sempre i poteri difensivi, non ne pre-senterà che poche e facilmente superabili trattandosi di cannoni di grosso calib•·o, a sfera, chiusi enll·o torri blindate. G. B. . BoEOEHOL D. -

Le me4loulonl &4 emplaatl'o nelle ferite lD guerra. n. 6, 1903).

(Deul~<che militariì.rtz. Zeitschr.,

La moderna chir urgia insegna di astenersi da ogni manipolazione {lavetrattamento delle ferite e di ricorrere ad una pronta e rigor osu ~cclusione delle medesim~. Ma l'esperienza ha insegnato che le medicazioni ~ure, ecc.) nel


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del tronco sono di difficile applicazione a nche pei più espe1·ti ; inoltr e r ichiedonoabbondante materiale e facilmente si spostano. L'A. ha ideal.o un tipo di medicazione, il quale riunisce i seguenti vantaggi: 1° può essere applicaLo in modo rapidv e conveniente anche dag l'inesper·ti· (in cas i di ur·genza dal solda to stesso); 2° occupa poco spazio; 3e occlude completamente la ferita e non è ~post.abile. Esso consta di una lista di P.wpiastro di caucciù, sulla quale è appiccicata una compressa di mussola al sublirnal.o, ripiegata 20 volte e in tutte le sue dimensioni più prccola di 2 centimetri della striscia ades iva. lo tal modo· s'impedisce ch e la me no di colui che l'applica venga in contatto colla comp1•essa di mussole, la quale r imane asettica. Questo materiale è involto in uno s trato protettivo di garza. il quale è disposto in guisa da non aderu·e al caucciù ed è asportato nel momento opportuno. Il grande potere adesivo dell'empiastro ne garantisce la pronta applicazione mediante una moderata pr essione, senza bisogno di riscaldamento. Questi og-gdli di medicazione, contenuti in pacchetti di var ie dimensioni, o,·voll1 i11 carl.a impermeabile, s i rnanlengooo inAlterati por lungo tempo. Sono· fabbricati d~:~lle flrm~t Paul Harlma nn, dr Be rlino. L'A. propone ul eggiun ~ere al pacchetto di medicazione del soldato due di· tali emp1as tri Pl' l' le fe r1te d'arma da fuoco del tronco. P. L.

RIVISTA D'IGIENE Balla 14entld . della taberoolo•l1UilUl& e 41 quella 4egll aatmall 4omeat1ol - (Relalioue dei dottori FI BIGER, uRATIA e OP. JoNG a l CCiugresso d'•giene e demografia di Bruxelles, 1903). Rela•iOflt> del pro(. Fibiger. - Conclusion i . - t• La tuhe1·colosi bovina & lrosmi!::l'ibile all'uomo; la tubercolosi umana é lrasmissihile al hest•arne; 2• l bacilli della tubercolosi bovina sono spesso più v•r ulenti per il bestiame che i bacilli dello tu bercolosi dell'uomo; 3' l bacilli tubercolos i dell'uomo possono po!<~edere uua virulenza cosi grande per il bestiame, come quella dei bacilli tube rcolosi bo ,•ini virulentissimi ; 4• Il bacillo della tubercolosi umana fl quello della tubercolosi bovina non devono essere considerati come forme differenti, in ciò che riguarda la loro virulenza, la loro morfologia o il ioro rnoùo di sviluppo. Le variazioni, che essi r•·csenlono , devono essere considera le - per quanto so ne possa g iudicare attualmente - come variazioni di razze, dovu te al pat'U!'Silismo uel bacillo. tanto ne ll'uomo ~:h e nel bestiame; ;)o Non si può negare che la tubercolosi bovina s ia lrasmissihile all'uomo · pel tubo òigerenle. Osser vazioni, alcune delle IJUali l'irerite nel re ppo1·to dell'autore, d1most1·ano che la tubet•colosi intestioale primaria non è un'affezionerara. È probabile che la tubercolosi sia trasmessa p~ l tubo digestivo più spesso•


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-di quello che sì creda, stando al repE-rto delle autopsie. Da qualche tempo ed ~oche recentemente (Fìbiger e JenseQ) si sono potuti dimostrare casi di tuber-colosi intestinali primarie, nei quali l'infezione aveva avuto assai probabilment~ per causa l'ingestione di latte tu bercoloso; 6° Il controllo della carne e dellalte costituisce misure profilalliche, a ssolutamente indispensabili, per impedire l'infezione dell'uomo per mezzo di alimenti tubercolosi. Rela~ione del prof. dott. Gratia. - Conclusioni. - 1• Allo stato attuale delle nostre conoscenze, si deve ammettere che là tuberC(Ilosi umanà e la tubercolosi degli animali domestici foPmino una sola ed unica specie morbosa dovuta ad una sola ed unica specie microbica: il bacillo di Koch; 2° Se esistono modalità variabili del tipo morboso, esistono pure modalità noa meno variabili del tipo bacillo- tuber·coloso. Queste modalità sono r·elative alla sua forma, alla sua cultura ed alla sua virulenza. Altrimenti dello, se la tubercolosi é una zoono"r prolci~or·me sotto il punto di vist~t clinico ed anatorno- patologico, essa non lo é meno sotto il punto di vista batteriologico, non solamente quando la si considera negli ìudivtdui della medesi.ma specie, ma auche e sopra tutto quando s i risconlr·a negli individui di specie differenti; ::1° In principio, que ste modalità del ~{erme, per quanto r·eali, non supera-rono i limiti stabil'ili della variabilité del tipo specifico; esse non sono, d'altronde. né assolute né permanenti e si può a ggiungere che fra i car·atreri di ·un campione di bacillo tubercoloso qualunque, non ve n'è uno che non po<>sa possedere od acquistar·e gli altri caratteri dello . stes~o bacillo; 4• Le differenze osservate fl·a i diversi rappresentanti della specie bacillo di Koch, riconoscono CCime fattore principale l'influenza del mezzo che lor o serve di habitat ordinario, perché si possono far cessare o farle scomparire ar tificialmente, modificando le condizioni di ~sistenza di questi micr organismi, in terreni viventi od inerti; 5° Nella natura, l' azione più o meno persistente di certi mezzi animali differ·enti, ha impresso Al bacillo della tubercolosi modificazioni par ticolari più o meno s tabili, che auto rizzano ad ammeUere oarietà di razze di questo bacillo, la cui specialità si conserva tuttavia integra; 6• Fra le varietà meglio caratter izzate, benchè in modo incostante e ineg uale, se ne possono distinguere tre principali, corrispondenti a tre terreni animali più o meno differenti, cioè: a) la varietà bovina propria soprattutto al ·bestiame; b) la Vbrielà umana che vive sopraUutto nell'uomo; c) la varietà aviaria 111ollo più separata dalle altre, perché a fallata all'organismo degli uccelli, che si allontana di piu da quello dei mammiferi; . -;• Questa divisione è puramente convenzionale e schema lì ca , perché essa ·riposa sopra caratteri. che non sono che abituali ma non costanti, né egualmente pronunciati; donde tipi di transizione, non solamente presso le specie .animali differenti, ma anche in una specie determinata; S• Le va rietà umana e bovina, d'altronde le piu affini, si confondono spesso nei mezzi, che loro sono propri ; (,Sse si confondono soprattutto ne?li .animali intermediar•i, come la cavia, il coniglio, il cane, il gatto, la scimmia, il cavallo ed anche il porco e la capra, benché tuttavia , per essi ancora, la \'arietà bovina sia abitu11lmente la più virulenta; ~ Avendo l'esperienza stabilito che queste vartetà del bacillo di Koch sono ad un tempo r iversabili e suscettibili di passare da una specie animale


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all'altra, bi:w~na preoccuparsene tanto sotto il punto di vista igienico, quanl<>pel pericolo dj contagio reciproco fra individui di specie differenti; 10• Tuttavia questo per·icolo non è che relativo, perché se nelle condizionJ, delhi vita r·eale la tubercolosi si lrasm"tte principalmente fra congeneri, non è meno vero che essa si comunica pure per contagio eter ogeno, ma in mod<>inegua le, secondo le specie a nimali e le variata del bacillo che si considera; e, sotto questo rappor to, il oirus della tubercolosi del bue. sopra ttutto in ra~ione della sua elevata virulenza abituale per tutti gli animali, compresa vi la scimmia, e della toua presenza in certr prodotti alimentari, specialmente nel latte, è più a temer e per l'uomo che non lo sia il oirus umano per 11 bes tiame. La tubercolosi aviaria poi deve essere considerata come praticamente pochissimo dannosa per i mammiferi. Rapporto del dottor De Jong - Conclusioni.-~ · La tubercolosi dell'uomo e quella degli a ltri mammiferi sono identiche; esse sono causaltl da uno stesso bacillo di Koch, il bacillo della tubercolosi propriamente detto, che 11i coltiva. d'ordinario sopra un mezzo solido in coltura secca, verrucosa, che possiede i caratteri indicati da Koch; 2• l bocilli isolt~ti dall'uomo e dagli altri mammiferi non presentano sem pr e la stPssA virulenza. Questa può essere differente; il bacillo bovino é d'ordinario più virulento di quello dt>ll'uomo. Questa differenza non è costante; a· Questa virulenza superiore fa del bacillo del bue un pericolo minacciante lA salute dell'uomo, non solamente in ciò che concerne l'impit-go det latte e della carne dei bovini, ma anche ·in ciò che l'uomo può infettarsi inalando il bacillo del bue; 4° La tubercolosi dei mammiferi si manifesta spo ntaneamente nel pappaga llo; ~· La tubercolosi del pollo é cagiona ta da unaltro bacillo di Koch, rhe s i coltiva o•·dinariamente in coltura umida e vischiosa sui mezzi soli:li; que!<l<>bac•llo possiede, paragonato a quello dei mammiferi, un'azione patogena, che é ben difler ente da quella clell'altro, appa rtenente a questi ultimi. 6° Sebbene si abbia ra~tiooe di r itenere che si potrà trasformare un giorno per via sperimentale, il bacillo dei mammiferi in quello dei polli, e r eciprocamente, come lo provano alcune esperienze fatte in quel ~enso, noi non abbiamo dr r itto di concludere per il momento alridentita dr questi microrganismi; 7° Si deve ammettere che nei mammireri, accanto alla tubercnlosi ordinaria, !'li trovi pure una ~u bercolosi causata dal bacillo dt>i polli; a nche il bacillo dei polli può inf~ltare l'uomfl e gli altri mammiferi domestici; d'altraparte, il bacrllo dei mammift!ri é suscetti bile di trasmeller~i al pollame. Di~cus.,ione. - L'importante tema è discusso dalla pl'ima e seconda sezione riunite. De J on g (Leida) ricoeda che nel 1882 Koch descrisse il bacillo della luber· c:>losi, e clte nel 1900 affermò che la tuber colosi umana é diffe rente dalla tubercolosi bovina. De J ong è d'avviso che il ba cillo umano é meno viruhmto che quello del bue: rnll che questi due bacilli sono irlt!nlici. Le esper ienze di Koch e SchiHz non sono conf<'t'mate dalla maggior parte degli autori. Qualche volta si può· isolare dall'uomo un bacillo tanto violento, quanto quello del bue : è una nuova· provtt in favore dell'identilé. Non è possib1le di differenziare i due bacilli per inoculazione nei gra ndi mammiferi.


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Le colture non gi ungono a determinsre una distinzione. Ma la virulenza può variare; le tubercolina provenienti da lutti i bacilli sono le stesse. La tubercolosi aviaria parrebbe rlifferente: l'azione patogena del bacillo aviario é differente da quella del bacillo dei mammiferi; i bacilli del tip~ aviario sono molto costanti nei loro carat1eri; a tLualmente non è possibile di concludere alla identità di questi due bacilli. L'oraLore termina facendo osserva re che la tesi di Koch non è gilllslifìcata ; bisogna adunque ritener e che la tubercolo!:'i dei mammiferi costituie;ce un pe-

ricolo reale per l'uomo. Gralia (Bruxelles) conchilllde per !"identità della tubercolosi in tulLe le s pad e animali, anche deg li uccelli. Le differenze che l'i sono dol(ute stabilire non sono né assolute nè permanenti. Bisogna attribuire tutte le modificazioni all' influenza del mezzo vivente. Noi non dobbiamo fare separazione di specie. La tesi della ctuamà, piuttosto della pluralita, dev' essere ab bandonata. L' or·atore distingue solamente razze, varietà più o meno fisse. L'identita dei bacilii é sopl'altutto pr·ovata tanto dalla loro riversa bili la, come pure dai loro caratteri bioch imici. Behriog ha d:mostrato che non vi è che un solo veleno comune che egli ha de nominato tubercolosina. Le pseudo-tuberco losi non rea~ìscono ad alcuna tubercolina, il che ci conduce a distinguer e nettamente i bacilli tubercolosi dai bacilli pseudo-tubercolo~i, e a r avvicinare agli a ltri quelli dell'uomo. Gratis enumer·a luugamente le proprieta sulle quali si é basato per fare la separ-azrone. Egli r iferisce in seguito che htl trasportato la tubercolosi umana sul porco e sopra altri animali; ha ottenuto risultati positivi, ma ancora risultati negativi ; solamen te questi ultimi non bas tano per negare l'idenlita: per giungere a tale risultato bisognerebbe stabilire statistiche dimostrative. l fatti SJ•erimentali mancano per dimostrare che il bue può infettare l'uomo; si ..:ono:;;cono tuttavia inf"zioni cutanee dell'uomo provenienti da contatto frequente con la carne di a nimali tubercolosi. Questa benignita è stata presa a ba-e per dichiarare che la tubercolosi bovina uon pr·oduce che le~ioni insi~ni­ ficanti, locali; ma l"or•ator·e fa osservare che e;,iste qualche volla infezione dei ga ngli. Questo oir us applicato a l bue deiiR medesima specie non è più nocivo, essendo la pelle una porta d 'ingresso poco adatta all'infezione. Per ciò che riguarda le lesioni intes tinali, delle 'JUali Gratis l1a os~ervato un g ran numero, egli non co nclude ancora che siano di origine bovina, ma esse sono certamente di ol'igine alimentare. Riassumendo, la tubercolosi dell'uomo e quella dei mammiferi appartengono ad una mede8rma specie determinata dal bacillo di Koch. Il pr or. Arlorng (Lione) dice che proponendo la tesi, che si uiscute, gli organizzatori del Congresso hanno perfettameute compreso che il contl1llo e;ollevato da Koch e Scbutz sul terreno dell'igiene pr·atica non può riso! versi che con la ~;;oluzioue del problema scientifico, da cui dipende. Egli si sforze r·a perciò di r imaner·e sul terreno sperimentale. Koch e Scbutz propongono la soppressione ùelle misure sanitarie per i prodotti forniti dag li animali tubercolosi; la tubercolosi bovina, pensano essi, non essendo la sl~ssa dellA tubercolo· i umana. Di fatto, dopo le esperienze di


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trasmissi one da loro falle, la tuber colosi um ana è incapace d'infettare il bue. e, dopo un fSSme critico, a cui si sono accinti, non sarebbe dimostrato che la l ubPrcolosi bovina possa comunicarsi all'uomo. Dopoché l'idenlita delle due tubercolosi fu t~ollevata da Villemin, e stab1lita da Chauveau, esper ienze in gran numero hanno pr ovato, tanto pr ima come dopo la conferenza di Koch a Londra. che la tubercolosi dell'uomo é Jteneralmenle meno infettante che quella del bue, ma che essa giun~e tuttavia ad infellal'e sperimentalmente il bestiame nella proporzione di 67 casi su 100 (infezione locale e infezione ~enerale), e chi:! la tubercolo!èti bovina può mancare nel bestiame nel 6 p. 100 dei casi ò'inoculazione. Ai fatti di l r asmisstOne della tubercnlo~i umana al bestiame, Abitualmente contestati da K och e Schìitz, Arloing agp:iunge esempi di conla~i o del por co per l'uso de1 resti alimentari dei malati del sanatorio di Hauteville (Ain), se· condo l e osservazioni del dott Dumar esl. Malg1·ado un numero di falli con t1·add1ttori imponente, malgl'ado le loro pr oprie esperienze, i ,:ui r isultati non sono semp1•e stati negativi, malgrado l e e;;perienze pubblicnte fino ad op:gi dall'uffieio san1tario impe1•iale germani co, malg1·ado il piccolissimo numero di persone che citano ft1lLi in appoggio di u na diffel'enziazione, i parli $riani della dualità p€-r sistono 11ella loro opinione. · L!! discus!<ione m~ri ta adunque di essere stretta piu da vicino. In lutti i casi Arloin~ stima che non si pro!Zredirà, tlnchè non ci s· intendere sopra un certo numero d• punti che sono, in qualche mo,Jo, altr·ellante questioni di p1·incip1: T ali sono: t• l'utihta di una critica spe1·im entale rigorO!'tl: 2" il valor e delle cur e d'inoculazi one e l'importanza delle dosi; ;jo i caratl.>!ri di un'inoculazione pos1liva; 4• la rice1·ca dei risultati d'inoculazione ; 5• Il valore dei caraltel'i islolo~Zici e anatomici delle lesioni; 6° la variabilitil drl bacillo di K och. Arloin!Z esamina ciascuno di questi punti, accingendosi a dimostrare che una disr.iphua r igorosa, fondala sulle considerazioni precedenti può solam ente pr odurre la soluzione cer·ca ta E>. porre uu termine alle nejlazioni. Egli i ndi~u le circostanze per le quali i dualisti si sono allontanali da questa disc1phna. J)ifende il valore dell'inoculazione intr a-venosa, che non é stata ben compresa da alcuni, come pu1•e quello delle inoculazioni seguite da le!<iOni ganglionarie, che ri guarda come pos1tive; dimostra in collaborazione d1 Pajiot, che, nei casi dubbi, il successo d'una i noculazione deve essere cerca to con l'ai uto dell'esame istologico dei viscer i principali parenchimatosi e dei gt~ n gli l infatici, e che la sepai·azione della tubercolosi umana ed animale, quale che sia la specie considerata, non è confermata dall'istologia. Arl oing in ~i'lte particolarmente sulla variabilité. della quale egli ha indicalo molle volte tutta l'importar.za. Non es"'endosene fatta u n'idea esalta e sufficiente K och e Schùtz ~i sono esposti a !'Cparare bacilli provenienti da uno stipite comune. C1tu le sue os~ervazioni anliche sulla tubercolosi ganglionare, e la tubercolosi viscerEIIe ddl'uomo, estese alle tubercolosi delle ossa e delle articolazioni. al lupus, ai cosi di versi di tubercolosi polmonare, dimvstrando l'esistenza d'un virus di un'ineguale attivil.é nelle due diverse forme della ma-


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tatlia ; inollre i suoi s tudi più recenti sulle variazioni morfologiche e culturali dei bacilli dell'uomo e del b~cillo del bue, variazioni considerevoli al punto che .e~se hanno potuto, per un istante, far nascere ùei dubbi nello spirito di alcuni batteriolog ici. Egli ricorda queste colture in brodo, d' a~ petto omofteneo, dei due bacilli, delle quali è autore, da cui questi agenti, trasportati con culture class1che s u mezzo solido, hanno acquistato una modalità virulenta particolar e. Tra i due bacilli di provenienza umana o d'ori,:~;ine bovina, può esistere altrettanta dilfl!rllnza che fra il tale bacillo umano e 11 tale bacillo bovino, presi co m~ tipi. Tuttavia non potrà mai alcuno perciò ammettere più specie di ba-cilli umani e di badili bovini. Lo s tudio imparziale dei falli, vsA"Iia ti co i principi del metodo sperimentale, in grazia di certe nozio ni di patogenia e di batteriologia generale, :induce l' Arloing fatalmente a conchiudere che la tubercolosi umana e quella degli animali provengono da una stessa specie microbica: il bacillo di Koch. Pdr terrninaJ•e, Arloing fa osservare che in ragione del loro criterio spe'l"imentale, Koch e SchUts riconoscono che la tubercolosi dell'uomo pt•oduce tal volta un'infezione ~ane ralizzata s ul vitello, e c he, i11 ques lo coso, essa è d'oI'ig ine bovina. La tu bercolosi del vitello, inoculata al vitello, che s i ar·resta talvolta al ganglio più vicino, deve, !!econdo lo s tesso cr1terio, derivare dall'uomo. Dunque e!'lsi sono costretti di amme ttere la possibilita di una infezione recipr()ca. Ma essi c'iovit.ano a trascurare q11esti casi, in ragione della loro rat·it.A. La deduzione manca for se di umanitil. Essa ha inoltre altre consc~uenze. Arloing fa osser vare, come von Behring, che i casi d'infezione per mezzo d ei prodoLti alimentari sono probabilmente p1ù frequenti nei fanciulli. Inoltre si p uò temere che gli individui infettati , sebbene poco numeros1, finiscano col for mare focolai attorno ad essi. Co nchiurle dunque dicendo che uessuna ragione scientillca può impedire di pr endere misure contro il pertcolo derivante dalla tubercolosi animale ; che la parte di questa è s icuramente me no g rande di quella dPlla tubercolosi umana nella propagazione della malattia s ulla nostra specie, ma che sarebbe illogico e sommamente imprudente disconoscerla. È necessario preoccuparsene ~for­ zandosi di fare un'opera di preservazione r azionale e di conciliare questa con tu~ti gli interessi nei limiti tracciali dalla scienza. Kossel (Berlino) è d'avvi~o che lo studio d1 questa questione deve essere -continuato e che bisogna attendere ancor>t, avanti di prendere conclusioni de finiti ve. Egli si basa s ulle esperienze che sono s tate fatte al laboratorio dell'ufficio sanitario, ma che non !:tono ancora completamente terminate. È noto eh ~ quelli che ct·edor~o che gli alime nti provenienti da animali atfelti da tuber~olosi sono dannos i, non sono stati in grado di citare altri esempi di tubercolo~i negli organi rtigestivi, provenienti dall'ingestione di simil1 alimenti, oltre q uelli combattuti da Koch nella conferenza s ulla tubercolosi in Ber lino nel 1902. Bujwid (Cracovia) es~one espel'imenti che ha ratto sopt•a giovenche; mostra agli uditm·i dei tubercoli del mesenterio. La tubercolosi umana, secondo questo sperimentatore , può propagarsi per la via intestinale, ma non per il sistema d'iniezioni sotLocutanee. Borde l ( I:Jruxelles) pensa che i microbi della tuber colosi umana e aviaria ~pparten ga no alla stessa specie dal punto di vista della storia naturale; e gli


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si appoggia, per sostenerlo, sulle esperienze intraprese in collabora1.ione COD Gengou. Lignié res (Buenos-A yres) crede che il punto capitale della questione risieda nel ft~llo che i caratl.eri differenziali sono costanti. ~ necessario esaminare i mie~·obi tali quali si trovano in natura e non dopo averli mutilati. Si rileva allora che i mir.robi tubercolosi dell'uomo e degli uccelli presentano caratteri differenziali costanti. L'oratore distingue non solamente un g rado, ma anche una qualità nella virulenza. E~li cr ede che aRista un tipo umano ed un tipo bovino: l'inoculazione lo prova: perchè quando s'inoculano al bove picco l" dosi di microbi bovini, si ottengono sempre risultati positivi per la reazione alla tubercolina. Se si fa la stessA esperienza con i bacilli umani, si ottengono generalme nte les ioni lomili ; la reazione alla tuber colina contmua per settimane, anche pe...mes i, ma non é permanente. Tutti i microbi hanno caratteri specitlci ben determinati, ed hanno pure· caratteri variabili. Eccezionalmente, si trovano nell'uomo i microbi del tipo bovino, e forse si. troveranno un p;iorno nel bue i microbi del tipo umano. I bacilli dell'uomo, del bue, degli uccelli sono tipi derivali certamente dal medesimo stipite; sono tipi della medesima spec ie, ma che hnnno caratter~ differe nziali costanti. In un caso l'oratore ottenne, dai gaug li intes tinali di un fanciullo, un bacili<> che si comportò come il bHcillo della tubercolosi bov10a. Tuttavi11, Ligniéres è di avviso che s i debbano co nservare le misure profllatli che, perché é un S~ervizio che esis te ; d'altra parte, egli ricorda la conta· g iosilò della tubercolosi bovina per i bovini. Fibiger riassume le conclus ioni del suo rapp01·to ; ins is te t>ul pericolo del contagio dell'uomo per· la tubercolosi bovina. Perroncilo (Torino) ammette l'esistenza di tipi de lla tubercolos i distinta, m& si pr·onuncia tuttavia in favore delle misure adottate contro il possibile contag io della tubercolosi bovina. Preis ritiene il bacillo bovino qualche volta dannoso per l'uomo; tullavi& il bacillo bovino e l'umano non sono a ssolutamente identici, essendo il bacill<> umano poco pericoloso pel bue. Loemer (Greifswald) insiste sulla frequenza grandissima del bacillo bovin<> negli alimenti, come il bur·r o, s enza che si abbia una freque nza cort•ispondente di contsgio da questo bacilli). Il contagio umano é infinitamente più fr·equenteche quello di ori~ine bovina ed è soprnttutto conlt•o il primo che conviene lottare . Pe rroncito é d'avviso che nella specie bovina s i trovi una tubercolos i identica a quella dell'uomo. Monlsarrat (Lilla) insiste sulla frequenza della mammile lubercolosa e s ui pericoli pEir la specie umana. V. Delpor·te domanda se si ammette la tras missibililà della tubet•colosi cob vaccino. Ch~:~u veau ris ponde negathamente. Kirchner fa osser vare che la tras missione con gli alimenti ha meno importanza del contagio da uomo ad uomo; contro 'lUesl' ultimo contagio convie ne parlic:olarmente a gire .


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Czaplewski (Colonia) ammette due specie diverse di tubercolosi e conchiude per la dualitA. PCerfl'~r (Koenigsberg) !'itiene che il pericolo di contagio dell'uomo per il bacillo bovino sia minimo. Cbauveau ricorda le sue esperienze antiche, le quali dimostrano che il bue può e!lsere inreuoto dal bacillo uma no. Loeffier ritor na sullA sue osservazioni anter iori. Fibiger insiste sulla frequenza rlella tubercolosi intestinale primaria e domanda a Ll)effier se egli consideri l'infezione col latte come poco importante. Loeffier risponde che i casi d'infezione col !alle sono estr e mamente rari. De Jong nota che la tesi di Koch, SP.condo la quale la tubercolosi umana é sempre innocua pel bue e r eciprocamente, non potrebbe più oggi essere sos tenuta da alcuno. Arloing cousider·a come ammesso il f11tto che la tubercolosi bovina può qualche volta es• ere trasmessa all'uomo; ciò basta per giustificare tutte le mis ur e protllattiche. W oodhead pone iu rilievo i progressi realizzati dalla ques tione; le divergenze tendono ari appia narsi ; l'accordo non si é ancora ottenuto nei particolari ; ma si possono fin d'ora votare alcune conclusioni. Sono presentate alcune conclusioni. Gratis domanda che st voti dapprima per sapere se s i affronteranno i problemi sciP.nlillci o semplicemente le questioni di applicazioue pratica. Secondo lui, bisogna attenersi unicamente a qu6sle ultime, non potendo le questioni scientiflcha essP.re r isolute con un volo. Il presirlente Woodhead sottopone all'assemblea un voto appOE!giato specialmente da Ar·loin{l, Gr·atia e De Jong e tendente a conservare le misure di proHiasst contro il bacillo bovino. Dopo alcune modiflcazioni suggerite !òpecialmente da Kirchner (ti 'JUale domanda che si faccia menzione del fallo che la tu berc•Jiosi umana si trasmette da uomo ad uomo), da Montsarl'at e Constant (i quali chieriono che il voto s ia rlel tutto esplicito sul carattere obbligatorio delle misure profllattrche contro il hacillo hovino), da Wassermann e Ll)eftler (secondo i quali la tubercolosi umana d'ori~ine bovina é possibile senza esser rrequenle), la proposizrone dei relalori Ar loing, Gratis e De J ong riveste definitivamente la forma seguente: ~< La tubercolosi umana é p11rlicolarmente tras messa da uomo ad uomo; tuttavia, nello stato attuale delle nostre conoscenze, il Cong r·esso stima che si debbano prescr1vere misur·e contro la possibilità dell' inrezione dell'uomo per mezzo degli animali • . Que!lta pr·oposte è accettata con 25 voli contro 5. C. S .

La oampagDa antlmalartoa 4ell'anno 1902 nella Jl[aremma (Pubblicazione del Ministero ddl' 1nterno, direzione generale· dt:lla sanità pubblica. Roma, tip. delle M~:~ntellate, 1903).

B Gosw . -

t~oana

La campagna antimalarica indetta già ne l 1901 dal Ministero dell'interno a ravor·e della Mar·emma lO!<c&na, fu proseg uita nel 190:?, con eviden te e progres::~iva bonifica di un esteso ter ritorio. Gli srorzi protllattici vennero sopratutto rivolti a par ticolare profitto dei d intorni l·ampèst.-i della cilUI di Grosseto, o ve migli'lia di operai affrontano il pericolo della malaria. In quest'ano<>


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però furono abbandonate in gran parta le posizioni pr ese in esame ael 1901, per particolari circostanze alle quali fu giuocoforza adattarsi. Le zone d'azione furono cinque, con due centri principalt ad Ietia e Mont epescali. Il oum~>ro dei casali agricoli ai quali s1 po~ estendere la vigilanza fu di 89 con una popolazione di 1201 abitanti. T enendo conto dei piccoli capoluoghi e dei loro dintorni. risultò un complesso di 374fl abitanti, numero non infP.riore a quello del 1001. l metodi profllatlici furono quelli adollati nella campa~tna precedente. Ollre al chinino usato largamente colle stesse norme e le stesse dosi che nell'anno 1901, si esperimentarono ne1 bambini l'aristochina che non dtede differenze notevoli in confronto all'euchinina, e negli adulti il metilarsina to ~o­ dico che nei pochi casi io cui venne usato, non si mostrò però mollo erncace. l l'isultati della carnpaj:tna furouo assai soddisfacenti avendosi nella popo. !azione cur·ala il 10,25 p. 100 di malarici. menlre in quella non curala si ebbe il 29,39 p. 100 di malarici. Anche la skttislica ospitaliera corrispose a questi beneftci efl'etti, giacch~ risultò pel 1900 un'entr·ata all'ospedale di 1696 malail'iCt, mentre nel 1901 ne entrarono 1219 e nel 1902, 90i. Quando si rifletta che l'o~pedale r·accoglie per la massima parte operai avventizi i quali nella c ura prcsent.aoo le massime difficoltà, si comprende bene quali benefici si possa loro por gere anche per Yia indiretta, cioè curando i malarici del territorio infetto, ove es~ i annualmente immigrano all'epoca del pericolo. Elementi di giudizio sul progressivo beneficio dell'azione profllattica si dedussero anche dallo studio della mortalità infantile. E da notar:ii però che circa ~Ila malaria dei fanciulli, almeno nelltt Maremma, le lt~ggi sono un po' diverse da quelle enunciate dal Koch nella Nuova Guinea. Fra i cor.lribuli scientifici portati allo studio della malaria sono da notarsi ~l cune ricerche sulla genesi delle recidive, le quali però faranno oggetto di un lavoro ~peciale. La relazione è seguita da due bei cartogrammi a colore i qu11li servono a me1tere sott'occhio i r isultati delle profilassi malarica nel Grossetano, per gli te. a nni 1901 e 190:!. DEVAtJX.- Un'epidemia di malaria •••sa susare. -

( La D~pèche coloniale,

n. 2177. 23 ~'eplembr·e 1903, Paris). L'aulor·e, che é medico mag,ziore di 2" classe delle truppe coloniali france!li, -deqcrisse in un allro periodico la terribile epidemia di malaria che intlerì nella f'egione di Bet.afo-Anl~i ra té (Madagascar) durante i cinque primi me!li dell'anno t 901. In lale periodo di tempo, le persone morirono a migliaia, colpito dall'amato· zoaro della malaria; moltissimi poi ne risentirono una scossa tanto .gr·avc, che in qualèhe settimana, o io pochi mesi, presentarono lutti i segni della cl-1-che~sia palustre. Pmna, a Bétafo, quasi non si tro vavano individui con spleno-megalia; orA, l'tper·trofìa splenica è diventata comunissima; ne sono t~lfelli gli adulti ed i bambini, e non ne vanno immuni neppure i lattanti ; i tumori splenici sono tanto volumi nosi, da occuparu, in molli casi, i lr'e quarti della cavità .addominale. Eppure, cosa cbe fa slupire, durante questa epidemia di malar ia cosi vio~enta, e tanto funeala, in cui si ver·ificarono mollissimi accesst pernicro~i, le


IUVIST.I. D' J GI ENE

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zanzare non compar vero in ma~~:gior numero di quanto lo fossero abilualrnente; e questi insetti sono rari nell'anzidetta regione, laolo rar i che l'Europeo vi dor·me senza zanzar iera. A llorché il dott. Devaux allraver$ava i villaggi, n ei quali era chiamato a curare individui gravemente colpiti da malaria, quando egli andava nt>i veri focolai della febbre palustre, non era mai moleslllto dalle zanzare, uè fu giammai punto. Con ciò, e~~:li non esclude che l'anofele sia un a~ente propagatore della malaria fra i più pericolosi, ma egli ritiene che non debba essere certamente l'unico. D'altra parte, egli soggiunge, le ultime scoperte, tanto geniali ed imporlenti, intor no elle zanzare eJ alle loro larve, ed al rapporto di esse col paludismo, sembr a che abbiano falLo dimenticare una circostanza, alle queltl i vecchi clinici davano grande valore, cioè i gr·an:li movimenti di terra, e la loro coincidenn collo scoppio della malaria in una data regione. Non è improbabile che nel caso attuale d<'lltt epidemia palus tre di Bétafo abbia non poco influito il fallo che. io questi ultimi tempi, un !l'rende numero di terreni, o ver·gini, o abbandonati da lunga pezza, fUI·ono ripl'is tina Li ella coltivazione. \:os icchò, secondo :·uutore, il problema della malaria non si può limitare a lla tr asmissione Ji detto morbo per mezzo òelle zanzare, ben sapendo che gli anofeli e le loro la rve vivono esclusivamente nell'acqua, e non n~:~l suolo. L'autore conclude col dir·e che vi debbono essere altri agenti, provenienti dal suolo, e dice eire lo stut11o Jeglr uni non deve fare trascurare le ricerche, che ~;~a rebbe necessario dr fare in altro senso. Br. A. CASTELLANI. Rloerche •ull'e:dologla della malattia del •onno. (Jot, r nal oj tropical met!ieine, 1° giuguo 1\lo:!, n. I l).

L'A. lascia da parte la l"Ua opinione precedeule, che la malattia del sonno fosse provocata <la uno speciale slreptoco~co e non lo considera più che una Pemplicl' varietà dello Str. P!IO[Jfnes. Attribursce iuvere la malattia ad un l r ipanosoma trovato nel liquido ct>rebr·o·spinale degli ammalali , ricavato mediuute la puutura lombare. Il r~parto fu positivo nel 70 per 100 dei ca!?i. Esaminò a n che in due casi, po.~i mortem, il contenuto dei ventricoli cerebrali e anche in questi trovò la prel'enza dai tr·ipanosomi. Gli stu•lr sul parassita, s1a a fr·esco, sia mediante colorazione col metoJo Romanowsky, fecero ammettere all'A. che il lripanosoma da lui lt·ovato sia diverso da quello gambiense descritto dal Oulton. Le os~e rvazioni ciel Castellani sono certamente molto interessanti ed hanno il loro riscontro nella scoper·ta di tripauosomi fatta nel sangue da For·de, Outton, Manson, Danials ed altri. le.

L'epurat.loDe 4ell'aoqua pot.btl'.l lD oampagDa. - (A nn ales d'h!Jaiène pu&. et de ml!dec. ll!gale, agosto 190:l).

G. VA r t.t.ARO. -

L'autore nel suo studio viene alle seguenti conclusioni: stabilito in via assoluta il principio della purezza delle acque pota br li, la depurazione delle stesse non s '1m pone con la medesima urgenza in Europa come nelle spedizioni exlraeur·opeo. In queste, specialmente se condotte in r egioni tropicelr o pretropicali,


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RIVISTA D'IGIENE

la caltiva qualità e la nocuilà delle ar.que superficiali debbono considerarsi come - qua~i costanti.

Truppe in marcia. - L'ebollizione e la fine filtrazione non sono mezzi praticabili. L'epurazione chimica dell'acqua sembra il solo processo utilizzabile, sopprimendo essa qualsiasi apparecchio e permettendo un'immediata pu· rificazione. La purificazione mediante l'iodio sembra la più semplice, la più rapida e la più pratica, che puossi applicare dovunque senza danno alcuno e con ~ uffi­ ciente efficacia: per tale scopo l'autore consiglia tre specie di tavolette cosi .formate : t• Ioduro di potassio secco gram. 10 loduro di soda secco g ram. 1,1>6 Bleu di metilene q. b. per colorare. Da farne cento tavolette. :J.o Acido tartarico g ram. 10

Solfo-fuc:sioa q. b. per colorare. Per cento tavolette. 3' l posoltHo di soda ~-tram. 11,60 -da far fondere a calore moderato: per cento pastiglie. Tali tavolette si dovranno conse1·vare io bottiglie tappate.

Le tavolette precedenti non si devono adoperare che per purificare contemporaneamente il contenuto d'acqua di un bidone da campo (dieci litri). Perciò si porranno in una tazza d'acqua contemporaneamente una tavoletta bleu (iodataJ ed una rossa (tarlarica) facendovele fondere. ~l liquido giallo bruno co~l ottenuto si ve1·serà nel bidone la di cui acqua acquisterà una tinta gialla: in capo a dieci minuti si aggiunge1·à una pasticca bianca (di iposolfito) sciolta preventivamente in un po' d'acqua. L'acqua del bidone diventa immediatamente chiara e bevibile. OccoPrendo una preventiva chiarificazione dell'acqua potrassi adoperare un'ordinaria secchia da campo, la di cui parte infe riore cont.mga due reti metalliche e della polvere d'amianto (modello austriaco del dott. Schukìng), apparecchio dei più s emplici. Tale filtro .rudimentale è sufficiente per una squadra. Formasioni sanitarie stabili. - Puossi allora impiegare il calore; !:!i potranno a doperare diversi modelli di sterilizzatori che forniscano da duecento a trecento lilri all'ora e che si pos!'!ano secondo i casi riscaldare con diversi combustibili (legno. carbone, alcool, petrolio). Truppe in sta~ioni flese o prolungate. - Potendolo si adotterà sempre la sterilizzazione col calore; cosi venne utilmente adoperata in Cina e dagli Americani nelle Filippine. Talvolta è possibile usufruire della falda acquea sotterranea mediante pozzi artesiani; perciò le colon ne spedizionarie nei paesi tropicali o pretropicali do-vranno esser provviste degli utensili necessarii onde praticare pozzi tubolari. G. B.


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MISCELLANEA

Libera docenza In Igiene. - Il dott. Fr<lncesco Testi, promosso maggiore medico coll'ultimo Bolleltiflo, e contemporaneamente destinato come Insegnante alla Scuola di ;applicazione di PlrenzP, è stato, pure di queati giorni, In sPguito a concor~~o per titoli ~ a brillantissimo e •ar.ae, nominato libero docente di lgiflne presso l'Università di Modeoa. Al dlatinto colh•ga le nostre triplici congratulazioni. Concorso al preiDio Galani 1901. - A qu• sto concorso, bandito dalla eoclet~ medico· chirurgica di Bologna sul tema la chirurgia delle TJie biliari, fu pre1entato un solo tuoro. La commiselone eaawlnl\trice giudicò questo lavoro meritevole di un attestato di lode e dPIIa pubbl!cazlolle a cura della società, e ai astenne dal proporre il conr&rlmento del premio, solo per riguardo alla prescrlzlond del fondatore, obe cioè 1 huorl .premiati .contengano studi originali e giungano a r isultati nuovi ed Importanti. Espresse però l~ aua alta lode per la erudizione, la saggia critica e il Boe c riterio didattico con cui è condotto Il lavoro. Aperm la scheda, si t rovò esseri! autore Il capitano medico dottore Salvatore Salionri, al quale mandiamo i nostri rallegramenti L'important<l memoria, che forma un trattato completo della chirurgia delle vie biliari, è o ra pubblicata io un l'olumetto di 140 pagit>e, t>atratto dal B~ltetli11o tklle 'eitflle meà•clae di Bologt~a, organo della prefata aocfe~ medico-chirurglra. La stampa Medico-militare. - Il decano del periodici di medicina militare appar· tiene alla Francia; ed è l'antico Jùcuefl, ora Archioet tk mtdecine et plearmacie m ili· taire• , che al pubblica fluo dal 1782; con sospensione di 23 anni dall' epoca della rholuzlone fino al 11>15. Esiste anche In Pranci~< un Bul/etin du t enice de tanU tft({itai re, Il quale però non è una pubblicazione scieotiflca, ma puramente amministrati\'&. Riproduce tutte le leggi e decreti riftettenti Il servizio aanitario, il movimento del personalt>, e raccoglie tutte le noti:de rela'tive al Bt>r<izio ed al personale, sparse ntl vari gl<lrnall. Da poco tempo ba poi conquistato In Francia una bellisszma rtputazione Il Cad11cde, fondato nel luglio 1901 , giornale consacrato al J.rr~resso scientifico e prcfesaionale del tre corpi sanitari dell'esercito, della marina e delle colonie. l ministeri della marina e delle colonie pubblicano Inoltre rispettivamente gli ..4r·diTJet de m4d4titu MTJale, e gli .4.mealtl à' hlgiène et mttkcine coloniale. La Ruesia poulede un so'o giornate, che si pubblica menallmente a Pietroburgo dal 1828, Il VoientiO medtt~ifldi Jotlrflal, o (}iornale medico militare. L'Italia ha Il (}iornale medico del Regio eserc1lo e gli Aflflali di medicina tlaflale, periodici aulla cui atoria è stato già abbastanza parlato nel primo numero del pre· ·•ente ann o del noatro giornale. La Germania posalede la Deultcllt militiiriirztlicù Zeittchrift, eui va anneuo l 'lmportantlsaimo aopplemento annuale R ollii .Tahretbericht flber die Ltiltungtfl und .Fortlchrttte de~ milìtiirlallitiitl1fltleru, che olfre una enciclopedia periodica non eolo del Juorl aoleotiflcl, ma anche di ciò che riguarda il servizio tecnico, l'organluazlone ecc.


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MISCELLANEA

La DeutschB militiirarzt/iche Zeittcllrift fu fondata nel 18'71, aublto dopo la campagna franco-tedesca. L'organo del corpo sanitllrio belga è il periodico .&rchivet mtdicalel belfltiL' Olanda possiede la Militair Oeruesltundig T tjdscllrifl, o 9auetlfl satlitari(J; militare. La Danimarca, ha il trlme•trale Jltlitaerlegetr (Il medico militare). la Svezia la Tidskrift i militaer HelsotJard f(}azzetta di sanità militare). L' Norvegia la Nord. 'Pidultrift for tnilitiir medicin Anche l'esercito finlandese possiede Il suo organo ape· clale : Ftnsk. mllltflet' T•dskrift. La Spagna puuiede due g.urnali pel corpo sanitario dell'esercito: la mensile ile-Dillade sanidod militar, con caratt~re ufficioso; e la quind icioale Jfodicina militar E 1panola. Pu bblic:tsi anche in Spagoa il B oletìn de medicina t~aval. L'Austr:a ba il Militiirarzt, che ai pubblica come auppll'mento all a Wietur ml · dizrnisclte Wocltenscltrift. Da p~co tempo esce pure, come supplemento della Wrener medicinische Preue, la .AIIgemeine mihlii.t·àrztliclle Zeitun; . L'Un~rberla possied11 l'Ho11fudorvos (Il mtld ic-> militare), pubblicato anche esso come supplemento del giorna le di medicina generalò: Gy ogyaszat. La Romania ba la .Rer;is(a santtara militara , fuoùata dal prof. Dowoathen nel 1897. L'Ingbilt~rra, spronista fino a quest'anno d'un organo spec•ale medico mi litare, ha ora il J ourna l of tlte llo11al A.t·my medical corps, cbe abbiamo già se6nalato in un preceden te fascicolo. Passando finalmente l'Atlantico, troviamo .nell'America lati na g li .dnale1 de &anidad mi lt'tar, di Buenos Aires; ne!I' America del Nurd, Il Journal of the .duociation of Jlilitary Surgeons diretto dal maggi~ re James E Pilc!Jer. Per compiere il giro de l mondo, paasi11mo dal l'A merica al Giappont>, dove si pub· bllca (però in lingua g iapponese) un Oiort1ale dell'associazione dei medici' m 1lìtari giapponui, col quale •lene a fur marai Il bel numero di ventisei periodici ccneacrati. all'attiYità scientifica dei medici mi litari dei due emisferi. Congressa d' Igiene e de111ogr afia a Br uxelles. - A complemento delle brevi notizieinserite nella M1'scel/a nea del fascicolo ]•recedente, a :rg, ungiamo c be il colonnello medico Sforza r iferl, come relatore ufficiale, alla sezione di IJ5ieoe alimentare eu! tema: La steriliu azione delle cotiSuve alimentar i. - Se e quali antisettit i possano adoperarst :per la consen~aziot~e. Il predetto colonnello fu :~ncbe uominato presidente onorario della detta sezione. Necr ologio.- A Parigi, il 18 settembre, in e!à di 69 anni, il dottor EDMONDO BO!B· medico lep~ttore generale dell' eserci to. È ben conoaciutu il s uo trattato .wll~ malattie simulate e sui mezzi per sr~~asclterarle. - A San Giovanni Lupatoto, il 20 settembre. pe r suicidio, ìl capi tano mojico in posizione ausiliaria dottor ATTlt.IO BRUNI, in età di 45 anni. Queeto nostro bravo & studioso collP~a, del quale ancbtl il nostro giorna le ha pubblicato qualche scritto, era da paN!ccbio tempo all'e tto da grave nevrasteoia, che lo aveva e>bbligato ad abbandonare i 11 età ancor giovane Il servizio

SJ>AU,

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Il D•re t. t.o r e Dott. F. LANDOLFI, maggior generale medico. , I l R edat.t.ore

D.• RIDOLFO Lrv1. m&I"Eriore medico. Roma, 1903- TI p. E. Voghera.

GIOVANNI ScoLARI, Gertnft.


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GIORNALE MEDICO DEL REGIO ESERCITO Dlrezioae e Aiamlnlstrazione : presso l' Ispettorato di Sanità Militare Via Ye11tl SeHembre (Palazzo del Ministero della guerra)

CONDIZIONI DI ABDONAMESTO.

Il Gìot'nale Medico del R. o Esercito si pubblica l'ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. L'abbonamento è sempre a nnuo e decorre dal t• gennaio. Il prezzo dell'abbonamento è: Per l' Italia e la Colonia Eritrea • Per l' Estero. . . . . . • Un fascicolo !'•·;•anJlo co-la.

L. t2,• 1G,-

•

1 ,26

L' abbonamenlo non disdetto prima del t• dicembre s'intende rinnontoper l'anno successivo. l signori abbonati militari in effeUivilà di servizio possono pagare l' im• porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comanùanti di corpo (anche a rate mensili). Le spese per gli estr·atti e quelle per le tavole litografiche, folograftche, ecc., che accompagnassero le memorie sono a carico degli autori. Gli estratti costano L. 8 per ogni foglio di stampa (16 pagine), o fr8%ione indivisibile di foglio, e per eenlo esemplari. Il prezzo é eguale sia che si tratti di 100 esemplari o di un numero minore. l manoscritti non si restituiscono.


P UBBLICATO

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l>Ahh' ISPETTORATO DI SANITÀ )WlhiTARE \

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ANNO LI

FASC. XI

1903

SOMMARIO •JE•oarE oatct:w a •· • · l•llrlaoo. -

L'azione chi rurgica sul campo di l•aiL~glia e nelle prime rormazJonl M·

nlt.aroe 1IPIIe l!Oerre morlerne . . . . . . . . . . . . • . • . . • • • Png. 801 • 8tl

Mendhll. - Oell'aeqoa osslgrnata . . . • . . . . . . . . . . . • . . Pennella c Pal•lerl. - La dlazoreazionP nel fPilbricilanli. . • . . . . . . .

.

• 830

ai'I'I8T.t. •r GIORII&I.I ITALUNI F.• IE8Tt:al.

RIYISL' mP(!Ica, rng. 834. - Rivls•a rtl nevropat.olol{la, po.g. 845 -Rivista chlrurg1c.a, pafJ. 846. - Rlvl~ta d ocullstlea, pag. 854. - Rivista Ili an&Lnmla e tlsinlogla normale e• patologlra, pag. $1. · - Rivista di mntaltle veneree e della pelle. png. 8GO - Rivl~ta di tcr&poulica, pag. SG~. - Rlvl~ta d i medicina legale, pag. 863. - Rivista rti tecnica e servizio mfldlcn militare, pag. 864. - RlvlsL' d' Igiene. pag. 81~. - BlvJsta bibliograllca, pag. 818. - Miscellr.nea, pag. 879. (Il. l' /lidfee ntU'inltntO deUa coperUna).

D IREZIONE ED AMMINISTRAZIONE

BOMA · Palauo 4el Hh1ltuo tW~ Gaena, Via XX Settembre· ROMA

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INDICE DELL_\. RIVISTA DI Gl ORX..ìLI ITALIL\.NI ED ESTERI '

RI\"ISrA :IJEOI(;A.

Pa9. 831 Saba tler. - Le ••' tticem•e n'origine bncco dentaria . Chantemesse. - uella ll~gmasia alba doleo> dci 11fv~• c 11~1 re11im" •rocl•Jrurico 833 836 Leydan. - Cuntrilluto all'e7.1olo::;•a dell:t tabe Mendtl. - 0• un nuo'o proccs.o facll•tant~ la d•agno,i •h·ll'ulccra t! ello ,tou:aco c dell'ul836 cera duotl~Mio . 83i Maul6. - Siflhde e tullérC~•Iosi Stern. -Sul \ alore dell'a~~:lutmat•ono nella !et,bre II!Oitle 838 83! Ferranl ni. - L'arte ro·lpoL< nsione cronica 839 Malhit ll. - OPI fegato nei •lis('CI>llcl Syu)ewsky. - Affe7.ioni delle Viti re~pirator•e d• o n~tinr pa lustre 811 Mallla nd. - llcumah:smo 1ubercolare primiL•vtl • 843 Schwlz. - Sullo vnralisi da Pt~rc . 8H ftolt chlld. - Trattamento degli esili della fllt'Urite c;>U•latil·a.

su

HIVISTA 01 NEVROPATOLOGIA Marie Il Gullla ln. - Il fasCIO di Turck (fa.>cio e;terno del fJICtl~ d rl rc<Juncolo) .

flug. 815

III VISTA CIURUIIG IC.\. Cahie r . - Sulle occlus•onr acute ncll'mleslino tenue e sulla loro tllffcr6n7.iazione dalle "fll•rndirill . Mos11 - lm(Hego llcll'ndrrnnlina nella c ura delle emorrordi lrriductlorh Kr afll. - l.'arp~mlicrte e l'oppio . Vatan u Fantino. - Su alcuni JHOtc»i rH rlrarattone arL•Ilcral~ delle r.erdlle di sostan%1

Pag.

8\&

SH 817

818

o'~w. ,

849

Kortoweg. - r.orpo estraneo nei polmoni Cred6 - l.a cura rHie iniezioni settiche c<tlle inr.zioni intmvenose di Coll.<r.:olo Fix ~ Gaillard. - l.a laparolomia in caso di perforazione mLestmale nella fehllrll tllo~tlea. Tllomson. - Sulla cur.1 O!lerati\·a tlell'i[ICrtrolla dflla prostata . Tobold. - t:•mlnl,u7.iOno clelia >t..1zione r~!lrograUca Ili Berlino allo sturflo della caSuhltc • 1lellr !rotture tl~l .nelala~i Powall Meredtth. - O<servazioni climche sulla cura con la formalina del caucro moprrabrle Kiratlln Mu . - Sulh IPI'llllia tlell'ulcero molle .

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s:.o

831

83! 833 8~$

RI\'ISTA Ul OClJI.ISTIC.\. S chammann. - llella lrequenxa o del •·alore semiolog•co dell'iueguaghanm pupaIla ~t•. l aperaonu. - Un foci tosi nrlridiana c 1 affeziom oculari . Terrien . - Oragno" llelle parahsl •lei muscoli oculari Hertet. - Le altcrazroni d ci va.>i relinlci nell'artcrio-,clero.a

.·

flag.

854 8.'\!1 856 856

1\IVIST ..\ lJ I ANATmiiA E FISIOLOGIA NORMALE E I'ATOI.OGIC.\ h rael. - Oell'c 1.io logia e fleila t.iolo~ia del tumori . · . Patlni. - Sulla prcsen7.A tlell'orio a ~razzola nelle ~;hinndol~ sudorUcru Matlatongo. - Il r.cntro sismogcno cerelìrale

f>nu. 857 S!SS

839

lli VIST.\ 01 MALATTIE VE~EIIEE E DELLA PELU:. Ga nche r . - 1.:1 lcurnJ•IMia ling ualc Vlgnolo- Lula ti . - li v,11orc anlil.tlcnorraglco dcii'albargina. (Per la continuazi otlt dtll' indact ved,ui la pagina 3' d•lla coptrfllla).

Pag. 1160 861


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--·. * •••••.

MEMORIE

·~ e.,

ORIGINALI

L'AZIONECIIIRUI\GICA SUL CA~IPO DI BATTAGIJII\

.. . ,

•• •

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E ~ELLE PIUME FORMAZIONI SANITAR IE DELLE GUERRE MODERNE

(Da una eoorerenza tenuta nel maggio t 903 agli umciall medici del presitllo di Firenze, dal colonntllo

medico P . lo•ltrlaea, libero lloeonte di medicina operatoria, direttore di uniti\ dell'VIli corpo d'armata).

Il còmpito del servtzlO di sanità. nelle guerre moderne si è r eso più delicato, più complesso e più difficile, in ragione dei progressi delle scienze mediche e delle armi, delle mutate condizioni della tattica ed anche delle maggiori esigenze della civiltà.. L'azione chimrgica. in campagna, e segnatamente nelle prime formazioni sanitarie di guerra, dev'essere riguardata da un duplice punto di vista: quello del primo soccorso da apprestarsi ai feriti, e l' altro delle modalità di attuazione di tale primo soccorso. Si possono, pertanto, formulare i seguenti due quesiti: 1° quali sono le norme direttive della prima. cura. e del primo soccorso dei feriti, avuto rigna.rdo alla. natura ed ai caratteri delle lesioni prodotte dalle attuali armi ed alle e3igenze della chirurgia moderna.?; 2" come, dove, quando possono essere apprestate le prime cure ed i primi soccorsi, od, in altri termini, quale può e dev'essere il funzionamento dt~i riparti sanitari di prima linea (posti di medicazione, sezioni di sanità, ospedali da campo piti. avanzati)? Andrei troppo per le lunghe, se volessi oggi rispondere ad ambidue i quesiti: mi limiterò al primo, rimandando la trattazione del secondo ad altre. occasione.

*** La rifoma nel trattamento delle ferite per armi da fuoco in guerra, fu ln1z1ata. prima dell' adozione delle nuove armi di piccolo calibro con proiettili a mantello e, si può anche dire, prima. che il metodo antisettico entrasse largamente nella chirurgia comune: rimonta alla guerra. franco-germanica del 1870-71. I chirurghi tedeschi comincia51 -

GfOMtolt mtdlco.


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L' AZlO:-IE OHlHUBGICA !';UL CAMPO Dl BATTA GUA

rono ad applicare regolarmente, negli ospedali, non nei primi luoghi di cura, la medicazione a. base di acido fenico: e, o.d onta. dei lunghi o disagiosi trasporti, della prima. mcdicatura malamente praticata, della prnnanenza frequente dei proiettili nei tessuti, delle lesioni irrl'golari (\ brgamente aperte, quasi il 20 por 100 delle ferite guariYano senza snppurazione e senza. febbre, sotto la crosta che chiudeva gli orifì<:i d'cntratn, e d't1scita dei proiettili. Egli è che ribellandosi alla vecchia pratica ùelle guerre di Crimea, d'Italia, di Boemia, i medi<:i milita,ri teùe:;chi non son.la>auo più le ferite: si astenevano dagli Rbrigliamcmi e dalle esplorazioni ingiustitkate; non ùavano più, come in pn.ssn.to, la caceia at proiettile. Nella guerra russo-turca. del 1878 fu faLLo un pa;;);Q innanzi, inquantochè venne quasi imposto l'obbligo di c1,priro le fNite con O\·atta imprep:nata di alcool; ed in quella serbo-bulgara del 1H85 ricevette una più lnminost\ confl'rma l'alto valore 1lollo. medicfLLura occlusiva. antisettica. Oggi l'a.coordo ò completo su qno:;to punto dell' ocelnsione anli.~eftica od asettica di ogni feriti\, di guorrn, faLtll. il più pre:>to possibile, per e vitare i pericol i doll'infE>ziono mediante il contatto degli abiti ùel ferito, dello mani non disinfoi.t1Ltr , della poh·ere apportatrice di germi. J?rima, la gravezza della l ~sÌ\l lle giudicavasi dall'importanza dell'organo leso; oggi tutti i ch imrghi so11o convinti_che l'infezione del foco laio traumatico costituisco i l 1wricolo capi t aie, ~ cb o l'importanza fisiologicn. dell'organo colpiLo e l'offesa. dell'osso sono secondarie. Di qui, il precetto fondameutale, di portare l'a.><ep.~ i e l'anfisep.~l sin sul -.~ampo di battaglia, in o"seq uio al noto apoftegma del Yol kmaun: dellrt .~orte delle {eri te decide la J)l·imt~ m ••dicaitu·a: preceLto fecondo dei più bri llant.i sucC<·ssi e (·ho è stato la precipua causa della q uasi scomparsa delle complicazioni infettive dai luoghi di cura. di Cllmpagua. Una delle basi su cui la chirurgia milittne modernn. fonda il suo sistema ùi trattamento delle ferite per armi da fuoco in guerra, sta nel principio che siffatte ferite sieno, in gran parte, asettiche, o si possono chirurgicamente, se non batteriologicamente, considerare come tali. A dimostra.ro la giustezza di questo principio sono state invocate, oltre l' esperienza delle guerre dell'èra. antisettica, le indagini di laboratorio. Nelle guerre, compresa quella recentissima del Transvaal, si è osservato, i n numerosi casi, che le ferite prodotte dai proiettili di piccolo co.libro, specie se i fori d'entrata e d'uscita. erano di piccole dimensioni, gLtari vano colla semplice occlusione antiseLtica. od asettica, senza dare una goccia di pus; e ciò anche quando parti del proiettile o ritagli vestimeutar'i erano rimasti in grembo ai tessuti.


E NEI.LE PRIME FORMAZIO~I SA);JTARIE DELLE GUERRE MODF:RNE

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Le ricerche batteriologiche di Frankel, Messner, Lagarde mostrarono che la t emperatura del proiettile n on esercit.a, come avevano creduto Bergmann, Heyher ed altri, un'azione sterilizzante, efficace sul proiettile eventualmente inquinato (1); ma nei tiri contro scatole di gelatina :~terile mancavano sempre le culture positiYe, se il proiettile uon era stato precedentemente infettato. E Pfhul introducendo pezzetti d i abiti Yecchi nelle parti molli dei topi biaucbi e nelle ca,·ità del petto e del ventre tlei conigli, non ossen·ò mai qlcuua reazione infetti va. I ris ultn.t i di questi primi studi s perimentali sono stati completati, ma iu parte auche contradetti delle ricerche successi n). Esclusa l' influem~a tlella temperat ura, è slata. ftit.ribnita, con ragione, moltn. imporltwza, per l a. disinfezione dol proiettilo, tdl'azion e meccanicll- dello sfregamento contro le paret i dell'anima della canna, e quindi si ù notat.o ch e ht punta, se infetta, 110n rimane sterilizzata (Karlinski, 'l'ave!). Der i va, però, seru pre dal passaggjo. della pallottola attraverso la canna, so uon la completa. disinfezione, una riduzione 11•tmPrica dei germi che ne 1:ospargevano la. s uperficie. Un'influeu?.a. non trnscut\>bile e3~rcitorcbbe il potere n.ntosterilizzante del m etn.llo stesso del proiettile, scumponentesi alla sua s u perficie, specie in contatto dei tessuti dell'organismo >i,·ente (Ximier, Yiucet). D'altra. parto, microrga.nismi patogeni e non po.togcni sono trasportati nei tessuti por mezzo di ritagli d 'abiti (H abart, Fanlha.ber, K arlinski, Ta.vel). Piccole particelle di stoffe pl'netrano nella ferita, Rempre q uando è colpita una parte coperta dagli indumenti, ed in tanto maggior quantità e tanto più profondamente, quanto più eleYata è la ,·elocità del proiettile (Karlinski, Delorme). Microbi della stes~a nat ura di quelli portati dalle stoffe vestimentarie, possono provenire dalla p elle della. regione colpita (Karliuski, Tavel, Homlinger ), contelluti specialmente n ello strato corneo dell'epidermide e nei con1lotti escretori delle glandole; e ciò, contrariamente alle deduzioni che Jafl'è e Nikolski aveano trat to dalle loro ricerche. Infine, i batteri penetrati nella ferita conservano la loro virulenza, e le ferite per armi da. fuoco offrono un terreno di cultura tanto più favorevole delle ordinarie ferite da taglio, quanto mag· giore è la loro irregolarità e più estesa la zona contusa che le circonda. (Ta.vel). Da tutto ciò sembra. derivare che la. ferite prodotte dai proiettili (l) Secondo 16 osser vazioni di Lagarde, il proiettile sarebbe

IJ •;. Il composto esplosl\•o (V. L• Cadu,lie, 1903, n. H).

contaminato nel 4i •;o dei casi, e nel


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L'AZIONE CHlllURGIOA '>UL CAMPO DI BATTAGLIA

moderni sieno, per la più parte, inquinate. Ma il Tavel (l) trae dalle sue ricerche la conclusione che la disinfezione è impraticabile, ed i mezzi fisici e chimici per ottenerla non fanno che ledere maggiormente i tessuti e renderli meno resistenti all' azione dei microrganismi portativi del proiettile; onde, semplice occlusione o tamponamento antisettico della ferita, secondo i casi. Noi possiamo ritenere quel che è ammesso da tutti i chirurghi militari, ed è.,cQnfermato dalle osservazioni cliniche, cioè che c l'in'l:asione microbica nelle fe1·ite di gtte?·ra per armi da ftwco p01·tatili, resta general·rnente inotfensiva, e la ferita decorre come se fosse amicrobica, ammenochè circostanze speciali, non esclusa l'influenza di una medicatura ùnpropria e disadatta, non (avo1·iscano lo sviluppo dei batteri 1·imasti viventi nella p?·ofondità dei tessu,ti ,. . Ciò posto, si pre!'tenta una questione che anche oggi, dopo tanti studi e dibattiti, non è completamenta risoluta: devesi preferire l'asepsi o l'antisep8i, nella prima cura. dalle ferite di guer ra? La proposta d'introdurre la medicatura asettica nella chirurgia di guerra partì dal Bergmann, il quale nel Congresso medico internazionale di Berlino del 1890, fece rilevare la convenienza di sostituire, per i bisogni della chirurgia di campagna, al materiale antisettico, ogget~i di medicatura semplicemente sterilizzati. Dipoi, molti medici militari hanno trattata la questione, pronunciandosi in vario senso, ma, per verità, in maggioranza in favore dell' antisepsi. E qui mi limito a ricordare il Demmler, il Lemardeley, il Forgue, il Gyselyn0k 1 il \'lagner, il Brunner. Uno dei piit convinti e più autorevoli sostenitori dell'asepsi nelle prime formazioni sanitarie di guerra fu il compianto medico militare austriaco Ha.bart, il quale, com'è noto, si unì al Bergmann nel propugnare, colla sostituzione dell' asepsi all' autisepsi nella chirurgia di campagna di prima. linea, la ripartizione del materiale in piccole tmità tipiche; e ciò allo scopo di rendere at.tua· bile quella uniformità internazionale della prima medicazione, che sarebbe richiesta dalla utile applicazione della Convenzione di Ginevra. In una mia. pubblicazione sull'argomento, fatta parecchi anni s<;mo (:2), confermai l'opinione di col~ro che ritengon meglio adatta l'occlusione antisettica alla prima cura "delle ferite sul campo di battaglia; ma, nello stesso tempo, espressi l'avviso che alle sezioni di sanità e negli ospedali s1 dovrebbe poter convenientemente praticare l'uno e l'altro metodo. (l ) ~.E. TAvgL.- R~cherches txperimentaltl 1ur l'in(ecUcm ella déliti(Uiklrt du plaier par armu (i (tu. (Rtvut de chirurgie, rlecembre 1899).

(t) P. IIIDRIACO. -

L'!Utflli e l'antisep$1 nella chirurgia di guerra (Giom. mediro del R. Esercito

e della R. Marina, nono 1894).


E NELLE l'RIME FOR~lAZlONI SANITARIE DELLE GUERRE MODERNE

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E l'esperienza delle guerre di questi ultimi anni ha sancito la neceosità. che sia posto a disposizione della chimrgia militare, sin nelle più avanzate formazioni sanitarie di campagna, tanto il materiale antisettico, che quello asettico. È superfluo ripetere qui i grandi e molteplici vantaggi dell'asepsi rispetto all'antisepsi, non solo nel trattamento delle ferite chirurgiche, ma altresì in quello delle ferite accidentali. Ciò è ormai da tutti riconosciuto, ed è confermato luminosamente dalla pratica; ma nella chirurgia ordinaria del tempo di pace, quando il chirurgo ha. modo e tempo di procurarsi o di prepararsi il materiale asettico con tutte le maggiori possibili garanzie. Invece, nella chirurgia di guerra le cose corrono ben diversamente: sul campo di battaglia, ai primi posti di soccor:5o rlei feriti, è evidente che durante il combattimento non si può pensare alla preparazione del materiale di medica tura; tutt'al più, a battaglia finita, potrebb 'essere eflettuabile la sterilizzazione di una certa quantità di questo materiale, o colla bollitura o con qualche semplice apparecchio a calore umido. Sarebbe, però, sempre un provve· dimento insufficiente, inopportuno, non in armonia con uno dei più importanti requisiti della prima medicazione delle ferite in guerra, quello di essere asciutta ed assorbente. È necessario dunque, che, se non tutto: la maggior parte del materiale per i luoghi di cura. di campagna - massime per quelli di prima linea. - sia preparato in precedenza, sin dal tempo di pace. Ora, è noto che gli oggetti di medicazione semplicemente sterilizzati sono di più difficile e delicata conservazione, di quelli impregnati di sostanze chimiche b~ttericide. Nè si può mettere in dubbio, a me pare, che, se la medicatura fatta con materiale preparato asetticamente conteneva già germi infettivi allo stato vitale, o q uesti, vi penetrano in secondo tempo, com'è facile in campagna, i germi trovino un favorevole terreno di sviluppo nel materiale stesso, imbèvuto dei liquidi della ferita e riscaldato dal calore del corpo del ferito; mentrechè se gli oggetti di medicatura fossero stati preparati, ad es., col bicloruro di mercurio, i liquidi della ferita, nonchè favorire la moltiplicazione dei germi, riùesterebbero il potere microbicida del sublimato contenuto nel materiale di medicazione. Ed è dimostrato (Geppert, Pottovin) che, se per distruggere le spore di un microrganismo occorrono dosi piuttosto forti di quest'agente chimico, ba.;;tano soluzioni as~ai attenuate per arrestare lo sviluppo delle culture del microrganismo stesso. Si dirà.: è un apprezzamento teorico, che non trova conferma' nella. pratica, poichè è noto che negli elementi di medica.tura. preparati col sublimato, questo, dopo qualche tempo, si trasforma in prodotti inerti.


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L'AZIONE CHIRURGICA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Ma cto e vero sino ad un certo segno, essendo messo in chiaro da. numerose prove fatte in Germania, in Francia ed anche pre:;so di noi, che la proporzione di bicloruro di mercurio nei materiali di medica.tura antisettica si riduce, bensì, con una. certa rapidità nelle preparazioni recenti, ma poi raggiunge un limite di stabilità che non si modifica sensibilmente, quando il materiale è ben conservato; ed, in ogni caso, questo si mantiene asettico meglio e più a lungo, che se preparato con qualsiasi altro mezzo. '\ Per ciò che riguarùa il materiale di medica tura dell'esercito italianor Giardina sin dal 1890 (l) e di recente Baroni ed Abba (2) hanno potuto dedurre dalle loro interessanti ricerche che, nei nostri pacchetti di medicazione e negli altri simili preparati al sublima.to, il potere antisettico persiste abbastanza efficace, anche molti mesi dopo la prepa.razione; e che, anche quando i saggi di detti preparati conservano solo tracce dell'agente chimico disinfettante, lasciano sterili i mezzi di f coltura; il che vnol dire che non contengono germi aderenti allo stato vitale. Solo, il Baroni avrebbe trovato che il materiale antisettico col perdere del suo potere parassiticida, non guadagna, come vorrebbe il Radestock, nel potere assorbente; ma scema in esso anche questa proprietà, se il materiale originale non la possedeva in modo .clurellole. D'altra parte, non è seriamente temibile,.J'offesa che gli agenti antisettici potrebbero reeare alla vitalità degli elementi cellulari piìt o meno com promessa dal trauma; dn,ppoichè, la limitat!t estensione dei fori cutanei nella più parte delle ferite prodotte dai moderni proiettili, e soprattutto le qualità fisiche della meùicatura secca, che assicurano l'esosmosi ed il clranaggio continuo della ferita, riducono a nulla o, per lo meno: ad una quantità trascurabile, l'influenza nociva della sostanza chimica antisettica. Giova aggiungere che ìl Bergmann e lo stesso Habart si sono in questi ultimi tempi mostrati meno intransigenti. Bergmann in una confereuza fatta a Berlino nel novembre 1901, sull'asepsi e l'ant.ise psi in campagna, diceva recisa mente: « è d'importanza secondaria che gli oggetti di medicatura sieno impregnati o no di antisettici; il pttntO capitale è !~loro sterilità» . Ed Habart in un Ia,oro pubblicato nel 1n00 (3) confermava il concetto di Brunner che <1. l'asepsi e l'antiscpsi ({)G. Gunlll:'iA. - Hicercl!e /Jalltriologiche sul mnleriale da mfdieahtra i•a uso uel R. B.<e1·cilo. (f.inr. meà. del Il. Esercito e dtlltJ R. J/ai'Ì>W, auno tS91l). (t) AIHlA e BARONI. - S11lla p•·eparazin" e <ltl malel'iale asettico da medica:iont. (Gior. med. dtl R. Hm·cilo, anuo 1809). E. RA110Hi. - Coll!riiJIIIO allo &llldio &lilla scelta delmaltri ale da medicazi oue. (Ri,islo d'igiene e 1anìta p~tbbli.;a, auoo 190~) . (3) HAfiART.- Der gegerw;arlige Slrmd der l'trwmadtmgs{rage im 1\riege und die \Vechlelbeziri• '"'Oen der5elbm zum Sauii.IIJdieusl e il~< 1-'eld. Wicn 1900.


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E NELLE PRIME FOR~lAZIO:s'I SA:s' lTARIE DELLE Gl!ERI~F. ~IO DEI{~E

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si scambiano e completano vantaggiosRmente in guerra, giacchè l'a.ntisepsi è più adoperabile in prima linea e l'asepsi può essere prevalentemente impiegata negli ospedali da campo • · Recentemente il Ra::;sères, medico militare francese, in uno studio assai prege>ole ed importante. sulla medicatura immediata delle ferite da proiettili di gnerra {l ), oltre a dichiararsi apertamente fautore della antisepsi, piuttostochè dell'asepsi, nella chirurgia di prima linea, ritorna. opportunamente sulla questione delle nnitù tipiche di medicatura. nelle più avanzate formazioni sanitarie di campagna, proponendo l'adozione di tre modelli, uno piccolo, uno medio ed uno grande per ~tersi adattare alle diverse dimensioni delle ferite. Questi tre tipi di medicn.tura, già preparati in preceden~a, furono sperimentati alle manovre del servizio di ~anitit, f~ttte nei dintorni di Parigi, nell'agosto 1901, sotto l'alta d irezione tecnica del Dolorme, e pare s iansi mostrati bene adatti alle esigenze della chirurgia del campo di battagliA. e delle sezioni di sanità (2). Come si vede, la. questione del materiale di medicazione in chi· rurgia di guen-a, non è ancora definitivamente risoluta, specie per i luoghi di cura di prima linea. H.ispetto alle dotazioni sanitarie di campagna. del no~tro esercito, esprimiamo il voto che sieno presto fornite di elementi di medicalnra asetti~a, preparati sin ùal tempo di pace, nonchè di mezzi acconci })er la. sterilizzazione e:~temporanea anche al momento del bi!'logno. .f~, inoltre, desiderabile che il frazionamento del ma.teriale sia fatto in base al concetto, ormai generalmente accettato, che nei luoghi di primo soccorso si po~sa avere raggruppato in tante unitù tipiche il materiale presumibilmente occorrente per ogni siugolo caso. Della seri(l di tali unitcì tipiche - cho forse sarebbe meglio portare al HUlllPro eli quattro o cinr1ne - il m odolio p i il p\ccolo clovrebb' es~ere rappre~enta: o dal j)CtCCftetto in(lt!:tcltta/e eli 1/t~cliwzùme, i l C( naJe, COSÌ COlli' e 01"8. C(ISf-i tU lt01 non corrisponde completnmente allo scopo cui è destinato (3). · Ed ora convien toccare un altro punto importante, circn. il materiale di medicn.zione: il potere as.~m·bmte di questo materiale. Che la modicatura debba essere assorbente, è nn priJJci pio proclamato già. e ~'~eguìto da lungo trmpo; onde il bando dnto ormn.i al mackinto.csch, al .sitk, alla. guttaperca. laminata ed, i n genere, a tutti i mezzi (!) 0AS51.R8~. -Oli TlatUemtnt &mmi<lial dts pllli'l por projttll/c& de gutrrc l' CC. - Memoria OliO· mi:. rlel premio di chi rurgia molilaro nel 1001. - (Arch. ile mètt. et dc ph~~rm. m il. 190!). (i ) Eo. LAVAL. - L e Caduut. 1901, n 4. (31 Prruo r Upettorato rll sanita. molilare e allo shtrlio e sara prossimamente :~datL1.to un nuovo pacelltllo dQ medlca:lone, a<sai meglio dell'attuale, corrispondente alle esigeo1.e della moderna cltirnrg•a dal campo di battaglia.


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L'AZIONE OKIRURGICA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

im permeabili. E l'esperienza delle guerre ha luminosamente dimostrato il bisogno e l'opportunità di ap(Jlicare tale principio nella chirurgia di campagna, anche con maggior rigore che nella chirurgia. ordinaria. .Ma sono venuti in appoggio, se pur ve n'era d'uopo, anche gli studi di laboratorio. I più notevoli sono, com'è noto, quelli del Preobraj enski (1), il quale cominciò con un'esperienza molto semplice. Una. striscia di garza è posta. a cavaliere sull'orlo di un recipiente pieno d'acqua, in guisa che l'una estremità. peschi nell'acqua e l'altra resti pendente fuori del vaso, al disotto del livello del liquido; l'aq na sale per capillarità e cade a gocce dall'estremità libera. Ora, se si mette sul tragitto di questa specie di sifone una piccola quantità di bleu di metilene, la. parte che è al di là della sostanza colorante nel senso della corrente osmotica, si tingerà sola in bleu. Il fenomeno si verifica costantemente anche rialzando l'estremo libero della garza al disopra del livello del liquido, purchè la velocità di evaporazione dell'acqua sia. sempre sufficiente a mantenere una corrente d' osmosi ascendente. Se, per contrario, l'evaporazione è resa difficile dall'aria satura di vapore acqueo, da un involucro impermeabile dell'estremo libero della garza, dal funzionamento dell'apparecchio sotto una campana di vetro, le molecole della materia colorante si sposteranno seguendo una corrente discendente e l'acqua del recipiente si colorerà in bleu. .A. conferma e compleo1ento di questa esperienza fondamentale, furono istit.uite dal P reobra.jenski diverse prove assai ingegnose e ùimo· strative. Praticò delle ferite ai topi bianchi, sensibilissimi all'azione della. stricnina, e cosparse le ferite di tale sostanza. Ad alcuni animali medicò le ferite con mussola e cotone sgrassa.to; ad altri con mussola e cotone non sgrassato; in altri le lesioni di continuo furono laf;ciate allo scoperto. Sopravvissero solo i topi bianchi, le cui ferite erano state coperte con materiale idrofilo; gli altri morirono d'intossicazione stricniaica, Tn un'altra serie di esperimenti morirono i topi trattati con medicR.tUJ·a. protettiva impermeabile e quelli le cui ferito avvelenate erauo stato irrignte con soluzioni disinfettanti; e, per contrario, guarirono gli animali nei quali le soluzioni di continuo emno state copert.e con nn denso stt·ato di polvf're assorbente, asciutta (iorloformio, caffè polvorato, ec;·.). Infine, da uu' altra s13rie di esperimenti risultt\ che infettando delle ferite praticate ai cani, con cultnre di di,,.ersi batt.eri palogeni (streptococchi, piogeni, bacillo del carbonchio), le ferite trattate con medicatura idrofila guarirono senza suppuraziono, quelle ( l) PAKODRAI~NS~I. -

Lu bJSel /Jhysi•tuts d u lraUtmml auliparaullalre dts pltlits. ( AIIII. dt

l' lnst. Pasltur, 189i).

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E NELLE PIWllE FORMAZIONI SANITARIE DELLE GUERRE MODERNE

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coperte con t essuto impermeabile o con ovatta non sgrassata, divennero purultmte, e molti animali morirono. A nessuno può sfuggire la grande importanza. di cosiffatti esperimenti, i quali, ripetuti in diversi laboratori cotppreso quello di traumatologia. della. nostra. Scuola. d'applicazione di sanità militare, hanno semprepiit raffermato il principio che la medicatura delle ferite, sieno chirurgiche o accidentali, asettiche o inquinate, deve soddisfare a queste d ue condizioni essenziali, l'assorbimento e l'eva1Jorazione ; dev'essere, come ben dice i l Lejars (1), anzitutto un organo di assorbim!3nto e di drenaggio lento e continuo. E bene a. ragione è stato proposto (2) .che al nostro pacchetto da medicazione sia aggiunta. una certa. quantità. di cotone idrofilo in falde, e che sia tolta all'istruzione apposta a l p acchetto stesso, la nota. con cui si raccomanda di « adattare sulle compresse la. carta perga.mena.ta ~. Ma, nello studio del decorso delle ferite, conviene tener conto, oltrecbè delle qualità. fisiche del materiale di medicatura, ancora di un a1tro fattore assai importante: i mezzi di difesa. che l'organismo oppone a ll'azione dei germi infettivi e dei loro prodotti. Anche su questo punto abbiamo delle prove di laboratorio di molto valore. To.lune esperienze, quelle di v. Eicken specialmente (3), sono dirette a. dimostrare l'azione nociva. delle soluzioni antisettiche sugli elementi cellulari. In contatto di ferite fatte nei muscoli dei conigli furono messi, previa disinfezione cutanea, dei tamponi impregn!l.ti d i <liverse soluzioni (soluzione di fenolo al 3 p. 100, di sublimato all'l p. 1000, di cloruro di sodio al 6 p. 1000); poi si sovrappose una. compressa imbevuta della stessa soluzione e fissata. con una fascia. Ucciso l'animale dopo 24 ore, si trovò che le fibre muscolari avevano perduta la loro stria.tura. ed erano andate incontro alla degenerazione cerea, e che queste alterazioni erano più accentuate nel tessuto muscolare che era stato in contatto colla soluzione di acido fenico, un po' meno nei muscoli che erano stati sotto l'azione del sublimato, e limitate allo stato superficiale in quelli bagnati dalla soluzione di cloruro di sodio. Altri esperimenti riguardano l'influenza che sull'evoluzione settica delle ferite possono esercitare i così detti mezzi ene1·gici di trattamento. A questo gruppo appartengono le prove istituite da :àHiller, Koller (I l I.KJA R~. - Tralùmenl del plaiu i PI(ut. (Congres Intero. de mé l. 1900. Compte·rcmlu, Vol. to•). (il V. Giornale m ed. dd R. Hrerc., anno t902, png. 88:1. Nota sottoscritta colle mlr.lall G. F. {3) \". E ICUII. - 8tltriiae (ii.r Klin. chir., 1899.


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L'AZIONE C"HffiURGICA SUL CAMPO Dl BATTAGLIA

e 'l'a,el (1). Con proiettili infettati mediante bacteri (sta.filococco, streptococco, bn.cillo piocianeo) a diverso grado di 'irulenza, furono fatti dei tiri sui conigli: in alcuni di questi animali venne suturata la pelle ed applicata. una semplice medicatura di protezione; in altri le ferite furono tra!.tate col termocauterio: in altri si praticò lo sfregamento del canale della ferita. con un tampone d'ovatta imbevuto di tinturt\ di jodo concentrata o con un tampone inzuppato di soluzione fenicata al 5 p. 100; in altri, infine, il trattamento si limitò al drenaggio del tragitto della ferita o con una striscia cl.i garza al jodoformio o con un tub1 di vetro, ed alla medicatura con cotone idrofilo. Fra tutti gli animali il decorso più fa,orevole della lesione o la maggiore e più lunga resistenza ai processi infettivi, si ebbe in quelli trattati colla semplice medicatnra occlusiva delle ferite e negli altri trattati col clrP11afl(/ÌO çapillare 0 tubulare. P ertanto, pur considerando come troppo assol uta il corollario che il 'J\wel trao da questi e:<perimenti, c ioè, che « il miglior trA.ttamento di una ferita conto,minata per arma da fuoco, sia quello di non (m· nulla :., si può ritenere- ed in ciò le prove di laboratorio sollo d ·accordo colla clinica - che i mezzi energ ici di trattamento, anzichè giovare, riescono, in generale, nocivi; poichè, mentre si mostrano, per lo più, impotenti a distruggere o neutralizzare gli agenti infettivi, deprimono rilevantemente i poteri di difesa dell'organismo contro l'infezione. .\ dunque, ferit<>, ,qe non asettiche, tali da pofer.<ti con«iderare come 11011 inquinate. dal punto d i rista p1·atico i materiale di medicatu1·a 11ul campo di baflaglùt e .vpecialmente nelle mani del per.vonale atMiliario e del (e1·ito ( pacchetto da medicrczit111e) a preferenza antisettico, ma, ciò clt1J i> C811euziale, immrwe da germi allo stato t·itale i medicalura .semplicemente Of•clu.~ira eà as.~orbente, dil·etta a prole!Jgere la. ferita, ad isolarl.l ed a (at•orirne l'eNO· .~moxi; 111m anti.,·ettici (o1·ti od altri mezzi energici di trattamento che po.~­ .~ano 1w·are of[e.«a alle t:ilalitit dei {eg.yttfi: sono queste le basi sulle q n ali si fondn. oggi il primo soccorso o, meglio, la prima cura dei feriti in

guf'rm.

*** Vediamo ora, brevemente, come e coH q nali risultati, le sn mento>ate norme furono a pplicate nelle guerre dell'èra. ant isettica ed, in pl\rticolar modo, nelle più recenti. (t) Moii.LI!R und 1\oLLKR. -

Deu l. ZtiUch. (ii r. cloir , nd. XLVII.- T AVP.L: Rtclotrthtl U I}Jt ri mtA·

talts mr fw(rdoon d la dison(tclion du plaiu par nrmu ti (eu. (Rtv. dt chir., 1899).


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l'NELLE PRlllE FORMAZIONI SANITARIE DELLE GOERRK MODERNE

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Dopo la guerra del 1870, l'attenzione dei chirurghi fu attirato. sulla. guarigione sot.tocrostacea delle ferite specialmente dai lavori dei medici militari tedeschi. Per altro, la. guarigione sotto crosta delle ferite di gnarra era g ià sta ta. posta. in rilievo, sin dai tempi preantisettici, da Hunter prima, e poi da J obert, da Baudens e da. altri. Esmorcb vedendo l'impossibilità di attuare, nei primi luoghi di cura. di campagna, il metodo di Lister, consigliò, per il primo, di occludere la. ferita con un semplice tampone antisettico; e ciò appnnto per favorire la guarigione sottocrostacea delle ferite. Nella guerra russo-turca del 1877-78, nelia quale s'iniziò realmente l'applicazione metodica. del tratt,amento antisettico alla chirurgia di campagna, la pratica della medicazione occlusiva antisettica delle ferite snl cam po di battagl ia ed ai luoghi di cura più aYanzati, seguita dai prineipali chirurghi e segnatamenLe da Bergmann e da Reyher, diede i più sorprendenti ri sultati, specil'l nelle ferite articolari e nelle fratture diafisarie por colpi da fuoco. È noto che questi due chi rurgi ebbero, coll'antisepsi primaria, il 13 p. 100 di morti nelle ferite articolari, ed il 18,1 nelle ferite-fratture dia.fisarie, contro la mortalità, rispettivamento, di 61,5 e fl5,f3, coll'antisepsi secondaria; e<l il Reyher nelle ferite per armi da fuoco dell'articolazione del ginocchio, le quali in passato davano una mortalità superiore all' 80 p. 100, ottenn9, coll' antisepsi immed iata, l' 83,40 p. 100 di guarigioni. Il 1; olkmann, intanto metteva in rilievo l' importanza delle d imansioni delle ferite cutanee nelle frattu re esposte del femore; e, dopo lui, il Klebs fomiva le prime prove a.aatomiche e cliniche che le ferite dei diversi orguni parenchimatosi (polmone, fegato, milza, cervello) attraversati dai proiettili, possono guarire per prima in tensione, se vengono a tempo isolate e sottratte all'influenza degli agenti esterni tl ). Fìin d'allora si stabilì il principio, confermato poi da migliaia e migliaia di fatLi, c he nel formulare il pronostico delle lesioni di guerra, il primo posto dev'essere dato alle dimensioni della ferita. Gli antich i chirurghi giudicR.vano la gravità di un colpo da fuoco degli arti, dalla lunghezza d~l tragitto del proiettile e dalla estensione della lesione ossea; ora, dice v. Bergmann, è l'estensione della soluzione di continuo cutanea che detta la condotta da tenere al primo posto di soccorso: è dessa che fa clecidere il chirurgo per l'invio del ferito o verso la sala delle operazioni o verso il tavolo dove si applicano gli apparecchi immobilizzanti. (t) 88RG» ANN. -

Primi toecorsi sul eampo di ballaglia. Asepsi e anlit~al 111 wmp<I!Jill&. Conr.

fall e n Berlino nel 1901 (V. Arell. de mid. t i de pharm. mil., année !90'1·903).


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L'AZIONE CHmURGICA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Pertanto, la pratica. dei grandi sbrigliamenti primari e della ricerca ed estrazione immediata dei corpi stranieri - avvalorata poi, dopo l'introduzione del metodo di Listar, dalla disinfezione sotto abbondanti irrigazioni carboliche o di bicloruro di mercurio, dall'applicazione di d1·enaggi, ecc. - propugnata dal Volkmann e della. sua. scuola, è andata. m an mano perdendo terreno nella chirurgia di ca.m pagna, ed, a ragione, il Bergmann afferma che nelle guerre future non si faranno nè sbrigliamenti nè disinfezioni primarie (l). Io non posso passare qui in rassegna tutto il grande cumulo di osservazioni raccolte nelle ultime guerre, per vedere sino a qual segno i principi su ricordati poterono avere applicazione, e sino a quel segno -ebbero conferma dai risultati conseguiti. Mi limiterò a pochi cenni, fermandomi specialmente sui particolari più interessanti della guerra ehe, dal punto di vista chirurgico, è stata feconda di maggiori insegnamenti, voglio dire della guerra anglo-boera. Anzitutto, fu confermato quello che erasi già. osservato nella guerra ispano-americana e nelle altre anteriori, che le ferite delle parti molli avevano una spiccata tendenza alla guarigione per prima intenzionA. Ciò venne attribuito alla nettezza delle ferite, alle qualità. asettiche del proiettile, all'aria sana e secca della. regione sud-africana, alla relativa rarità dei corpi. stranieri ed, in ispecie, dei ritagli vestimenta.ri in grembo ai tessuti lesi. Ed, a riguardo di questa complicazione, fu nota to che essa era più frequente quando il proiettile incontrava degli indumenti di lana, anzichè delle stoffe di cotone o di tela, le quali più facilmente presentavano una semplice fenditura, invece di dar luogo a frammenti suscettibili di essere trascinati dal proiettile stesso nella profondità dei tessuti. Molte ferit.e guarirono anche senza medicatura, sotto il coagulo disseccato che ne occludeva gli orifici di entrata e di uscita. E qui fu, in particolar modo, riconosciuta l'influenza favorevole del clima secco e caldo della bella stagione. I n q uasi tutti i feriti di Paardeberg, i qua.lì erano rimasti, per più giorni, ad una pioggia tropicale, si osservò la suppurazione. Rispetto poi all'influenza dell'anna feritrice, il Kl.ittner (2) afferma di aver visto suppurare tutte le ferite per scoppio di granata ed il 42 per 100 di qu~J le prodotte da pallette di skrapnel; mentre le ferite cagionate da proiettili di fucile presentarono sintomi d'infezione solo nel 12 per 100 dei casi. (t) fl&nGMA:<N.- toc. ~i t. ( t ) 1\iJTTNKR. - l\rit!Jschiru'·fJi$che lir(almmgl':ll au$ dem Suda(ril>an~clten J\'l'it f)t 189g-t ooo. -

Tu bingeo. 1900.


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E XELLK PRilCB FORMAZIONI SA~ITARIE DELLE GUERRE llODER.NE

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Il trattamento delle ferite sulla. linea di fuoco, generalmente, consistette in una medica.tura asciutta, fatta con garza sterile e mantenuta a posto o con dei giri di fascia oppure - come pratica.rono quasi sempre i chirurghi delle a.mbula.nze tedesche - con delle strisce agglutinative. Questo mezzo di fissazione della medicatura. pare siasi mostrato preferibile alle fasce; e perciò il Bruna, nel Congresso dei chirurghi tedeschi del 1902, propose di aggiungere al pacchetto individuale di medicazione, due listerelle a.gglutina.tive, ed una certa. quantità di una pasta agglutina.tivo-assorbente, che verrebbe spalmata in sottile strato sulla garza. Il pacchetto di medicazione rese, come, del resto, anche nelle guerre antecedenti, buoni servigi: in molti casi fu il solo materiale di medicatura, disponibile. In principio della campagna, quello delle truppe inglesi conteneva ancora un pezzo di stoffa impermeabile; ma i ubirurghi inglesi non tardarono a rigettare questo elemento della medica.tura sotto cui tutte le ferite s'infettavano e suppuravano. A. ragione, quindi, nel pacchetto di medicazione dell'esercito germanico è stata. abolita. la stoffa impermeabile. Essa è da· considerarsi oggi come nn vero anacronismo, come un errore ed un pericolo grave. c Quando le circostanze vi si prestavano, e l'acqua ed il tempo non ma;ncavano, scrive il Kiittner (1), noi lavavamo la regione ferita, no·n mai la ferita stessa nè i suoi contorni immediati; il più spesso non si lavava nulla, reputando preferibile, specie quando l'acqua era scnrsa, !asciarla bere al ferito, anzichè adoperarla per una detersione superficiale della ferita, più nociva che utile '" · È noto come, sin dal tempo della guerra serbo-bulgara, erasi compreso non essore condizione indispensabile del successo la lavatura preventiva della ferita. Ed, in realtà, con questa pratica si possono trasportare nella ferita i batteri che l'acqua stessa contiene se non è sterilizzata, o quelli dei dintorni della soluzione di continuo; è si possono ravvivare i germi che si trovano allo stato secco nei margini asciutti della ferita o nella. crosta che la ricopre. Così inteso il primo soccorso chirurgico in campagna, dovrebbe soddisfare ad altre due esigenze: essere il più possibile sollecito, ecl e.~sere apprestato dalle mani del medico o, per lo meno, di un personale ausilicwio bene istruito. Ma disgraziatamente, questi postulati non sono con facilità realizzabili nelle guerre moderne. Durante l'azione, data la rapidità del tiro e la lunga gittata delle armi - è inutile farsi illusioni - il de.~ide ­ ratztm del soccorso immediato al ferito è poco meno che inattuabile. (t) KUTTNCft. -

.. l

Loc. eli.


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L'AZIONE CHIRURGICA SUL CAMPO DI BATTAGLIA

Un ferito che si rialza e cerca di guadagnare un riparo, rischia fortemente di essere col pito da a ltri proiettili e di restare ucciso. Un chirurgo della C. R. tedesca, l'Hildebrand, racconta di un soldato il quale, a Paardeherg, feriLo da una palla nella regione scapolare, si rialzò per mettersi al riparo; ma fu colpito da. altri quattro proiettili, ed allora restò abbattuto al suolo sino al termine della battaglia. Guarì, perchè, fortunatamente, tutte le lesioni interessavano le sole parti molli. Gli inglesi tentarono più volte, al Transvaal, il soccorso e il trasporto dei feriti, durante l'azione, ma pagarono sempre cari i loro coraggiosi e generosi tentati vi. A Paardeberg, sopra un totale eli meno di 300 morti, furonvi due ufficiali medici uccisi, ed uu terzo soccom bette poco più tardi. Egli è perciò che, iu generale, si ammette eome l'opera del medico ed anche del personale dei portaferiti non sarà effettivamente possibile che nelle pause del fuoco o dopo il combattimento. Non si può, quindi, evitare lo inconveniente notato in tutte le guerre, ed an ch~:~ in ctnella sud-africana, che, in molti casi, la prima medicatura sia fatta dallo stesso ferito o dai suoi compagni d'arme. L. ideale da molLi vagl1eggiato sarebbe che il medico, non potendo far tutto, dovesse dirigere ed operare, il portaferi ti trasportare; l' infermiere medicare. Ma, poichè neanche questo è sempre possibile, è almeno da raccomandarsi che ciascun soldato sia, sin dal tempo di pace, istruito sul modo di adoperare il pacchetto di medicazione che porta con sè, e, quel che più importa, sui pericoli di una medicatura malfatta. n·altra parte, l'aspettazione, più o meno protratta, sarà di una dannosità variabile, secondo molteplici circostanze, non escluse le condizioui climatiche. In massima, anche ht g uerra anglo· boera mostrò-, come le altre antecedenti, essere preferibile ad una medicazione fatta con mani non netto e da persone ignoranti od animate da. troppo zelo, il lasciare le ferite allo scoperto, senza medicatm:a, sia pure per parecchie -ore. Lo stesso Hildebrandt racconta che a Magersfonta in, un conducente d'ambulanza avendo trovato un ferito a l cranio con ernia cerebrale, estrasse il suo coltello e recise netta qnella cosa. che sporgeva fuori ! E fu precisamente dopo la battaglia di Magersfontain che, essendo state fatte male la più gran parte delle medicazioni, da un personale poco istruito e poco pratico, si ebbe nn numero considerevole d'infezioni ed una mortalità consecutiva straordinaria. A Domokos, fra i nnmerosissimi feriti sgomberati sull'ospedale di Yldiz, i soli le cui ferite ebbero un decorso asettico, furono quelli che avevano ricevuto la prima medicatura dal personale dell'ambulanza. russa, secondo i principi del non intervento asettico. Del resto, nella guerra greco-


~; ~J::I,LF. l'RIME F OHMAZIONI S ANITARIE DEL LE GUERRF: MOnERXE

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turca, si ottennero risultati favorevolissimi nell'esercito greco 11,94 ° 0 di mortalità), in grazie, principalmente dell'antisepsi rapida e vigorosa, praticata su!lo stesso campo di battagliit d~ti medici militari elleni (1). Le med icazioni a pplicate negli ospedali furono nella guerra angloboera, al pari che in quella. ispano-americana, informate aJie stesse norme della maggiote possibile semplicità. Quando i proiettili rimasti fra i tessuti erano di facile ricer ca. e presa, venivano estratti al più presto: altrimenti se ne rimandava la eseresi acl un tempo posteriore, se di'"eni>a. necessaria. L a rad iog1afìa. rese, a tal riguardo, notevoli servigi; ma furono adoperati con vantaggio an\·Le gli esplorA.t0ri elet trici e telefonici. Socowlo il Mac·Cormac, tlue terzi dei feriti avrelJbero potuto riprP.ndere i l servizio al t erro in e d i tre set ti ma ne. La mortai ità. dei feriti pare non abbia oltrepassato il 5 per 100. J.1e lesioni articolari o le fratture degli arti, specie degli arti inferiOI·i, più freq uenti, al solito, e più gravi di qnolle degli arti superiori, dettero lnogo, solo in rari casi, ad un intervento attivo in primo tempo; in generale fu sufiiciente la medicatura otclusiva e l' immobili:tzazione. Bergmann (~) raccomanda d'involgere l'arto in un a bbondante stmto di ovatta idrofila, e di servirsi per la contenzione ai primi luoghi di cura, di strisce di legno da impiallacciare, da ten ~rsi a pCtsto con fasce di garza inge!'sate. Nel Transvaa l tutti i chirurg hi si lodarono assai dell ' impiego del gesso. K iittner (3) dice ehe, quando mancava il tempo o l'aiuto, si face\ ano medicature ordin arie, ed al disopra si spalma,·a uno strato di poltiglia di gesso, la y_ualc, ùissecca.nd(), costitui,-a. un astuccio solido. Cosiffatto trattamento semplice delle ferite-fratture diafìsarie e delle lesioni articolari per colpi da fuoco, senza toccare il focolaio traumatico, senza sbriglia.mouti, senza asportazione di schegge, diede nella guerra anglo-bo01·a i più brillanti successi. Le perforazioni tlel ginocchio g u arirono quf~si tutte rapidt~mente e senza complicazioni, le feritefratture del t erzo superiore del femore, che in passato erano sovente mortali, ad onta dell'amputazione o della disarticolazione della coscia, ebbero anch'esse un decorso molto favorevole: su 30 fratture esroste del femore, osservate dal Dent, solo in un caso si dovette ricorrere a ll'ablazione dell'arto (4). ( l ) V. CnOIIATIA~os.- Stalllt. off. dtl blen~s de t'armee Mllenjqu1. Guerre de 1811. (Compte·rcndu

du Congr~s de t 900). ( 2) BKRGIIAit~. - LOC. cil. (3) KuTT.~Ill.- Krlfgulllrurgi lclle Br(ahr ungtn aus dem Jiid-a(rikani~ehtn Kriege tBII· / 900. Tll·

biogen. t900. (4) O&NT.- Surgical notu (rom lhe mi hlar y M6frilal i li South A(rika. (Brii. med. Journ., t 900).


81G

L'AZIONE CHmORG10A SOL CAYPO DI BATTAGLIA

Le amputazioni e le disarticolazioni furono rarissime ai primi posti di soccorso; ed i chirurgi inglesi che, in principio della. campagna, amputarono molto, si posero ben presto a seguire il metodo conservativo. L e resezioni primarie furono addirittura eccezionali. Nelle ambulanze del campo di battaglia. (sezioni di sanità.), come, in generale, anche nelle altre guerre dell' èra antisettica., non si praticarono che pochissime operazioni, q ua.li: la tracheotomia anche preventiva, nei casi di ferite della. laringe o della trachea.; le legature dei vasi, rare, per altro, fatta eccezione di quella. della carotide esterna per emorragie copiose ed infrenabili nel t erritorio d eli' a. m ascellare interna; la. trapa.nazione del cranio per accidenti gravi di compressione cerebrale (emorragie, infossamenti di frammenti, ecc.). Circa quest'ultima. operazione, è degno di nota che, mentre la. trapanazione primaria non dette, in massima, risultati molto incoraggianti, quella secondaria e segnatamente la tardiva, praticate di frequente, furono coronate spesso da pieno successo: molti casi di afasia, di paralisi circoscritte, di emiplegie, guarirono felicemente in seguito all'intervento operat.ivo (l). I colpi da fuoco semplici del torace non motivarono l'intervento chirurgico, se non vi erano schegge da asportare. La medicatura occlusiva asettica e la relativa immobilizzazione della cassa toracica furono la regola nel trattamento, in primo tempo, di queste lesioni, anche quando eravi perforazione del polmone. L'emotorace fu osservato con particolare frequenza, ma non diede, quasi mai, luogo ad intervento operativo. In generale, nelle lesioni del petto si ebbero esiti assai soddisfacenti, che un tempo non si sarebbero potuti ragionevolmente sperare. Le ferite dell'addome ebbero nn' evoluzione relativamente fa vorevole: guarirono senza inten-ento operatorio nella proporzione di oltre il 60 per 100. In molte lapa.rotomie si vide che il proiettile di piccolo calibro produceva nei visceri cavi, per lo più, dei fori strettissimi, circolari od ellittici, od anche piccole fessure: uno o due punti di sutura erano sufficienti; raro il versamento di materie fecali nel peritoneo. D'altra parte, nei casi d'intervento non troppo sollecito, ed anche nelle autopsie, fu costantemente riscontrato )' ectropion della mucosa intestinale ed il deposito di un essudato fibrinoso alla superfici e di questa piccola ernia, e, nei casi meno recenti, l'aderenza delle anse vicine, all'ansa lesa. Risulta., pertanto, dall'osservazione clinica che l'eversione della. mucosa. intestinale, nonchè essere una circostanza. sfavorevole, sotto il punto di vista. dell'infezione peritoneale, concorre, invece, ad impedire l'effusione del contenuto dell'intestino nel cavo del (l)

v. STI!\'BNSOII. Notu 011 , ..rqical experiencu of l h~ botrrrar. (Jnurn. 0(. lht n. A. M. c. 1903).


E NELLE PRIME FORli.AZlONI SANITARIE DELLE GUERRE MODERN E

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peritoneo, in primo tempo promuovendo l' occlusione meccanica delle perfora~ioni , più t.A.,·di anmenbtndo la solidità de!la. occlusione mediante

le aderenze cui dà. luogo. Nello stomaco l'occlusione dei piccoli tori è favorita dalla speciale disposizione delle fibre della tunica muscolare: e perciò le ferite prodotte dai proiettili di p iccolo calibro in q uest'organo, sono, relativamente, meno gravi di quelle delle altre porzioni del ca nale digerente, ed, in ispecie, dell'intestino tenue. Adunque, contrariamente alle previsioni fondate solo sugli esperimenti, la riduzione del calibro dei proiettili, la loro maggiore velocità e minore deformabilità. realizzano delle condizioni propizie, anzichè no, all' ottura.mento spvntaneo delle perforazioni degli organi cavi addominali. Si aggiung!l., poi, che in taluni t ratti del l'intestino il versamonto è roso più diffieile dalla relativa. immobi li tì~ della parte lesa, ed anche, nel colon, dalla maggiore consistenza. del contenuto; onde la maggipro gravezza not1~ta dal .Makins, dal Roberts e da altri, delle ferite del digiuno e dell'ileo. Tutto ciò dà. ragione delle numerose guarigioni ot tenute colla semplice c ura aspettante, mentre le difficoltà. d' esecuzione della laparotomia e lo shock che essa determina. od aumenta, spiegano gli insuccessi suoi nella pratica. chirurgica di guerra. Mohr {l) riporta la mortalità per ferite addominali da. colpi d'armi da fuoco portatili, nella guerra. sud-africana., al 45,3 per 100 colla cura aspettante, al 52 per 100 coll'intervento operativo; e Makins, su quindici casi di ferite dell' intestino tenue, due operati morirono, e degli altri tredici nei quali fu a ttuato il semplice trattamento medico, dieci guarirono (2). N è i risultati dell'intervento operativo furono più incoraggianti nelle guerre antecedenti. I n quella ispa.no-a.mericana Seno riferisce che tutti gli operati di lapa.rotomia morirono. Al Tirah, su otto casi di ferite addominali penetranti, cinque furono operati e dettero cinque decessi. Nella campagna delle F ilippine, il R obinson riporta. cinque operazioni e cinque morti. Al principio della campagna anglo-boera si pensava che, come nella pratica ordinaria, l'intervento dovesse essere attuato tutte le volte che si poteva supporre, con fondamento, una lesione del canale digerente. Ma, da una parte, i risultati scoraggianti della laparotomia., e, dall' altra., l'inaspettata frequenza delle guarigioni spontanee, n on tardarono e. determinare una for te reazione: i chirurghi inglesi e tedeschi (f ) MoRa. - Schuu11erlel:ungen durcA kkiftk41ibrlge ~wehre, ~J~Uitll nach den Br(ahrurtgm der ldu" FtldiUfl . (ArcA. (ilr IIUn. Clllr ., teot). (t) G. H. lbKr11s. - Surglcal ta:pn-imcu in SouiA-.4(rica 1899-100. London, tVOt.

5t -

GiONUJu mtdlco.


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L'AZIONE CHIRURGI CA SUI, CA ~ti'O DI DATTAOLIA

chE> prC':-.ta.rono l'opera loro nel 'l'ransYaal, giunsero a tal grado di scettici.·mo da ritPnere che la sola 'era e propria indicazione del la laparotomia fcJ~sC' costituita da una copio!'>a ed in frenabile cmoJTa~ia interna: llt'~.d i aJlri Casi J' iliLel'Yento RHbUUe )JOtlllO <'">St'l'G autorizzato, SOlO <f1HIIH1o non f~>s!'\ero pas:-ate più di sette ore ùalr acciùentf', il ferito fosse ,tato colpito a digiuno. e n on a\'esse dontto sostenere un t ra;..porto !tmgo e di llici le, e lo shok non fosse m olto grase: in altri termini, nei ct\sÌ di maggiori speranze della guarigione spontanea. .hlac· Conm~c, sintet izzando gli apprezzamenti e le impressioni della maggior parte dci c·hirurgi, compreso il celebro Tre,·es, dopo gl i insuccessi del prin ci pio della campag na. disse « in questa gnorra un ferito all'addomo munre sC' lo si opera, sopraYYÌYe so lo si la;;cia tranquillo • ~fa, a p<trto una cNla closo eli esagerazione contenuta nelle amare parole del )fac-CornHir, non si deve ta,cere che la lap1\rotomia fu prnLicata, in generali', in condizioni sfnNorevolissime : sotto la t.enda, in mezzo a lla polvt>ro ed ali<> mosche, ~otto un calore tonido, pC'r lo più tardi,·nm cntP NL in casi gnwi:ssimi, disperati. lo 110n crctlo cho sia stata detta l'ultima ]Htroh\ in torno a qnesta opera;-;imw in chirurgia ùi gnt>rra, : pare, anzi, clio la soluzione dell'agitata qu c~t iouc ~ias i rcsfl. più dillici le, dopo l't>s1Wl'Ì <' n7.ll clelle ultime gtll'l'l'(', e :-.cgnalamente d ella gnena :;;ut1-africana l l). Xon l:, c~> rto, qui il luogo di discuterE', colla u ecessaria. ampiezza, l ' intrit'ato prohlcnut. La min. modesta opinioM ~~ che uon si possa e non si debba ritiuian•, per ;;istema, uu atto opPrativo, q uando esso solo polrehbP llah ·are la \'Ìta del ferito. e che, ù' nlf.ronde, ha. fat LO già le sue buono JH'O\'e nt>lla ch irnrgia or dinaria. Piuttosto sani. diflìcile stabili re le indicazioni precise dell'intervento, e bisognerà studiare il modo di eliminare i tre più gra\'Ì ostacoli al buon esito di e;;so : il rita rdo dell' intern' lllo stesso: il lungo e disagevole trasporto del ferito: il difotto cìelle condizioni ind ispensabili per il successo, relative all' :.\mbicnfe, ai me:;:zi, al personale. {iuanto alle i ndicazioni, il Roberts (:2), in una ll0t6\'0ie comuui(·azione su li' argomcllto, le r1d uce alle due seguenti : l • emo1'ragia Ùltraperito-

neale con p~ricolo di vita; 2° pe1·(o1·azù11w dello stomaco o dell' inte8fi110, 1'Ì1'elata da sintmn'i eridenti. Ma si potrebbe domandare circa la seconda indim zione : sono sufficienti i Rintomi e1•iclenti d i perforazione gastrica od intestinale, per autorizzare l'intervento n ella pratica chirurgica di guerra? o non è, piut.tosto, necessario che esistano sintomi di effusione (t ) In una mia prer••dcnte 11uh hlkazione (La chi ,.,•r{Jia operativa - • So'llirnaM me.llr.'l dello Sprrimentale •. Firen1.c t 89tl), lo•ri d~:::ll apprenamenti snlb laparotomla nrlla prali e<~ chirurgica 1tlp:urrra. •lOro •lt·l tutto tonformt a cn•clli ;~ltuali. Ma manc.'l\ano allo•·a l n-ullati dl~a~trosi, che ha a•uto que· sl'oJlHUione nel le ulllme ~uerre c -egnat.amente in flUPI!r tsllOIIO·amerknn'l eri .'lngto-ho<'ra. (!) ROUHRT~. - Tht lrtc•lmtnl o( abdominal ICounds, in ll'ar. ('fhe med. Pru,., f901).


E NELLE PRlME FORMAZIONI SAN l T AlliE DEJ, LE GUERRE l tODERNE

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del contenuto gastro-enterico nella cavit;\ peritoneale, o che sia.vi, al meno, lo. probabil ità. oh e tale effusione sia avyenutn. o pm<:;a a v\·cnire? D Nimier ed il La.ntl (l) sono più espliciti su questo punto: la la.parotOmia, essi dicono, sembra do,er essere indicata nelle ft>rite- dell'inte~tino tenue, nei ca;:;i in cui esi" tono dei grandi !Jila~ti, non giil in quelli, molto p iù numerosi, nei quali pochi segni di lieve n•ar.ione p<'ritoneale lasciano bene ;:;perare nel sempl ice trattamenlo medicù. Sorgono, però, anche qui dubbi e diflicoltà uon lievi. Quando noi po:<siamo )>r'lls;u·e chl' esistono dei rp·andi guasti? E,·identemente un tale approz:mmento deve e:;ser fatto a l più presto: non è lecito aspettare che insorgano mauife:;ti i sintomi della. :;etticemia o di una grave reazione peritont-ale. Epperò, sara sempre assai ditlicile stabilire, ~pecie H elle prime ore del trauma.tismo, se convenga o no intervenire. Nomlirrwno, molte circostanz~ potranno illuminare il giudizio, e di tutte, in una sPvera analisi, il chirurgo dovrtt tener conto. La di:-;bmza del tiro: lo :-;tato di vacuità o di replezione del tubo gastro-enter ico; la forma e lo d i2 minuzioni dogli orifioi d'entrata e d' uscita del proil'ttile; la sede degli orifìc i stessi, ossia la d irezione del tragi tto percorso dal proietti](' (le ferì to trasvorsal i sono p iù gravi di quelle an tero-postoriori; le sottooro l1el icali, pitt delle sopra-oro belicali); il graclo di d~pressione cl<"l ferito; l'assenza o la. presenza di tal uni sintomi, come il vomito ostinato, l a g raude frequenza del polso, ecc., sono tutte circo~t:~ uze, le qual i convenientemente valutate possono segnare, con fondamento, la via da seguire nel trattamento curativo. Rispetto, poi, alle cond izioni necessarie per il bnou e~ito dell'operazione, mer ita di essere prosa in mol ta considerazione la proposta che. di recente, face,·a l'Hippel {2) : un ospedale da. campo, prov,·isto di personale e di mater iale bene adatti agl'interventi addominali; lo i m pia nto di tale spedale, il più possibile, vicino al campo di battaglia. (3 4 chilometri al pitt), ed in luogo chiuso, al coperto dalle intemperie e dalle cause d'inquinamento; il trasporto diretto dei feriti a questo spedale, senza farli passare per altri scaglioni sanitari intermedi, ed esoguito con m ezzi bene appropriati; la maggiore stabilità possibile dell'ospedale. I o sono profondamente convinto che se, n elle g uerre f uture, non si adotterà. il partito di costit uire spedali appositi per i feriti abbisognevoli di operazioni al ventre ed alle grandi cavità. del corpo, con tm personale meclico fornito di speciale perizia in silfatte operazioni, si ripeteranno fata lmente g li insuccessi d elle guerre precedenti. E qui cade in acconcio far cenno di un altro grave e difficile proU) B. ~C'IIII!R et En. LA VA L . - La laparolomie dans les plaies pentlranles de l'allc:lomen p~r pro}tclilu de p t hl calibra. ( t.e Caducie, n. 8, 1903). (!J HIPP BL. - Vie LQparotomie lm 1\rieqe. (Are/l. (ii.r klin. Chi~ .• 190i).


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L'AZIONE CHIRURGICA SUL CAMPO DI BATTAGLIA, ECC.

blema, che ha stretta attinenza con quanto ho or ora esposto: quelli> dello sgombero. L'esperienza della guen-a del Transvaal ha luminosamente confermati i danni ed i p.e ricoli cui sono esposti a causa di un lungo e male effettuato trasporto, non solo i feriti all'addome, prima.. e dopo la laparotomia, ma tutti i feriti gravi. A Spion-Kop, i soldati inglesi colpiti al ventre, che dovettero essere trasportati al piano per sentieri di montagna assai difficili, non tardarono a soccombere tutti. Un boero, il quale al dodicesimo giorno di una ferita al cranio pareva fuori pericolo, arrivò morente all'ambulanza dopo un viaggio di 12 ore su di una vettura disadatta. Un altro boero, condotto via da suo padre, venti giorni dopo una ferita al petto, fatto appena nn cammino di tre quarti d'ora, mori fulminato per emon-agia ÌlJterna. I soldati inglesi feriti a Paardeberg da colpi da fuoco agli arti, e che furono subito trasportati alla Colonia del Capo, in seguito ad un disagioso viaggio di più giorni, arrivarono quasi tutti colle ferite inquinate, e molti morirono di setticemia; mentrechè i più gravi, assoggettati ad un breve viaggio per essere sgomberati su Iacobsdal, alla ambulanza della C. R. tedesca, guarirono quasi tutti senza complicazioni infettive di sorta. Un medico inglese, colpito al ventre, non volle essere mosso dal posto, ove rimase per due giorni senza prender cibo nè bevanda: guarì perfet.tamente (1). Questi fatti e molti altri simili provano all'evidenza come, nelle guen-e avvenire, s'imponga la necessità di risparmiare ai feriti gravi e, soprattutto, ai feriti cavitm·ii, gli sgomberi precipitati ed i trasporti lontani: ciò si può ottenere immobilizzando sul campo di battaglia. o nelle vicinanze immediate un numero sufficiente di formazioni sanitarie ospedaliere.

..."'*

Dalla rapida rivista che abbiamo fatta, emergono, a me pare, non pochi preziosi insegnameuti circa le norme da seguire nelle guerre future, per il trattamento delle ferite nei luoghi di cura più avanzati, e circa i bisogni non ancora. del tutto soddisfatti ed i problemi non ancora pienamente risoluti in ordine al soccorso ed al trasporto dei feriti. Possiamo, ad ogni modo, affermare che, se le nuove armi non meritano intieramente l'appellativo di umanitarie, perchè, pnr ,cagionando ferite lievi in maggiore proporzione, gettano in breve ora sul terreno una. ingente massa di feriti e di morti, per lo meno la chirurgia. m oderna, avvalorate. dall'igiene ed animata e sorretta dallo spirito filantropico e della bene intesa carità dei tempi nuovi, può riuscire a temperare i danni dei fucili a ripetizione e dei cannoni a tiro rapido. Firenze, ottobre 1903. (Il V. Jlrc"cal Record, maggio l900.


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DELL'ACQUA OSSIGENA1..,A Per il dott. G iu •eppe llendia l, capitano medico

L'impiego •dell'acqua ossigenata in medicina ed in chirurgia s1 e generalizzato in questi ultimi anni, ma il medicamento è, secondo il mio avviso, tanto utile, che merita di essere ancora studiato per vedere di ricavarne il maggior vantaggio possibile a beneficio dei sofferenti. Note farmacologiche. - L'acqua ossigenata (biossido di idrogeno, perossido d'idrogeno, soluzione di biossido d'idrogeno) è un liquido inodoro, senza colore, di debole sapore metallico. -· Ha la densità di 1050: col calore si decompone: deve essere neutra: colorare in azzurro la soluzione di ioduro di potassio contenente salda di amido e picc0le quantità di solfato ferroso. - Non deve intorbidarsi sensibilmente con acido solforico diluito, nè precipitare con cloruro di bario. - Evaporata non lascia residuo. E decompç>sta con esplosione dalla spugna. di platino. ·- Deve svolgere non meno di 12 volumi di ossigeno, il che corrisponde a 3,6 •;. di biossido d'idrogeno. H' o• In recenti ricerche Stoedel ha osservato che questo liquido può facilmente esser portato allo stato cristallino; basta sottometterlo all'azione di una mescolanza di alcool ed etere o più semplicemente del cloruro di etile. Facendo delle successive congelazioni egli riesce ad ottenere dell' H 2 0' assolutamente pura, cioè al 100 per 100. Questo autore raccomanda, come reattivo molto sensibile, una soluzione di acido titanico e di acido solforico, la quale prende una tinta gialla ancora percettibile con una soluzione di l su 800,000. Questi sono i caratteri che dovrebbe avere una buona acqua ossigenata, ma praticamente io non ho mai potuto riscoutrarli tutti. Le migliori farmacie affermano di avere acqua ossigenata a 12 volumi di ossigeno, ma se si esamina il ·prodotto, ~e ne trovano molto meno. - Ciò tiene forse al fatto che il prodotto è abbastanza instabile ed ha molta tendenza a svolgere la seconda molecola di ossigeno; e q uindi appena preparato, il farmaco avrà i suoi dodici volumi, ma /


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Dli:LL' ACQUA OSSIGENATA

rc:;tfl,ndo qualche tempo nei magazzilù, perde tanto da diventare qualche volta poco più d i acqua comune. Fino a qualche anno fa tutta l'acqua ossigenata che si consumava ir, ltalia, proveniva dalle fabbriche francesi e germaniche; da queste passava ai gros><i;:ti ed infine allo farmacie. - Siccome poi i medici che ordinavano il mecliuamento erano pochi, così avveniva che prima di arrivare al consumatore, giaceva per parecchi mesi negli scaffali del farmacista o giunge,-a al malato con potere terapeutico assai ridotto. La ,.;t~ssa nostra farmacia mi litare, che ha dei medicamenti di primissima qna.lità, fornisce nn perossido d' idrogeno che è -ben lontano dai 12 volumi, e da me fatto esaminare ha segnato f>, 6, 7 volumi tutt"al più. La casa llferk asserisce di essere riuscita a fabbricare, sotto i l nome « Hidrogenium perox id~t>tum l\lerk 30 ° o» un preparato attivo ehimicamente puro il quale nott va soggetto ad alterazioni.- Ha i l peso specifico 1,111 a 11° C ed è dieci volte più coneeutrnto delle soluzioni di H, O~ fino ad ora messe in vendita: per usa-rio si diluisce volta per volta, nella proporziono di l su dieci, l su cinque, ecc. ::;e t utte q ne:< te virtit esist,ono realmente nel nuovo prodotto farmac-eutico, non è ben sicuro, ma la cosa è importante e dovrebbe formare argomento d i stndio della 110stra farmacia centrale militare, che è l' unico Rtabilimento italiano tlove i prodotti chimico-farmaceutici, vengano di iigentomente ed ora anche competentemente controllati. A qualunque grado di concent.razionc1 il medicament.o è però sempre utile, e quindi noi non dovremmo aùb<mdonarlo per la sua in~tabi­ lità. - Converrà in;-ece raccomandare alle 11ostre farmacie di fornircelo fre,.co òi preparazione, in piccole boccette non contenenti biossido ùi manganese, coperte eh carta scura e conservarlo possibilmente chinso in ambiente non caldo. P er quanto mi consta, ora l>i fttbbrica perossido d'idrogeno an e be a Milano, non già Llest.iHaLo alla. medi~iua, ma alle industrie, perchè, come è noto. serve mirabilmente a scolorare le sete, le piume ed altri prodotti deli0ati . Fatte le debito ricerche perchè in questo prodotto nazionale 11011 vi siano delle impurihJ. perniciose, io sarei d·a,viso che convenisse adoperare il nostro pero.ssido industriale fresco, piut.tosto che (l nello proveniente dalle fabbriche estere, molto, ma molto più costo;;o. Not e lmttcrioJogichc. -Nell'acqua ossigenata è stato riconos<.:into un rilevante potere antisettico da tutti gli osservatori che hanno A.vnto occasione di. fare delle ricerche in argomento; solo gli autori non sono moHo concordi sul grado di questo v!l.lore antisettico, e ciò è naturale,


DELL'ACQUA OSSIGR~.ATA

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trattandosi di un prodotto ch imicamente bene determinato, ma, come abbiamo detto, commerc ia lmente non sempre identico. Così per lo stafi lo1:occo piog<'no aureo Pttne, ha trovato che v iene uccisa in 5 minuti una cult ura su fili di seta alla temperatura di 26". Schilow d ice che occorrono 10 minuti 1wr necide>re una cultura di 24 ore, con una soluzione all' l p(>r ceuto e 21) miHnti per una cultura. di parecchi g iorni con una soluziona al 2,;-> [>N cen to. L e spore d i carbouC'hio su fdi tli st~tn. vengono ncuiHe, secondo Pane, alla temperatma di :w• in 1.-, minuti: alla tempenttnra di G0 in 14 o r e; a l la tcmpe>mrnrn, di 2:2" in 2 ore. ~eccJlldo Rehilow invece si ucciderebbe la sp0ra tli cnrhonchio in 3 minut,i con una solmr.ione al 14: per cento ed in 30 miunti c-on l' 8 per cento. f:ìecondo ('!.amherlund c Fem lmch si uucide la spom di carbonchio con evo.poruziono Ji JF 0 ' iu (·us;;(' ··hiusc allo. di,.:tauz(l, eli 5 Lo 35 centimetri dalla sorgt•nte in 7:) minuti cnn nna trmprratur;~ di li->0 • E secoudo gli sLo;;si autori l<L ouli;ur!l. di l><tcillu tifvido alla temperatura di 2G" su fìh di se ta umidi mnoro iu nn minuto. L o spirillo del cole ra ,tlla temper~ttnra di 20" sn fili ùi seta umilli muore in l minuto, e con una soluzione di l su 200 ocrorrono 3 minuti. Occorrono inveeo :H oro se lo spirillo germi11a in ac<pta sporca. A.li"Ospedale :\1ilitare di Hologna, dnnmtc il mrse el i clieembre 1!)0:3, furono fatte dietro mi<L prrghicra çlello ricerche baLteriolo~iche dal nos tro bravo collega dottor li-rixoni con di\·orsi c::n.mpioni d i }{' e s1 ebbero i sPgttenti risultati : .

o·

11 D icembre ore 9. Si fa una cultum in brodo cou JP 0"' militare e con la stes:-<:\ dose di una farmncia et vi le mescoln.ndo f\ lO cc di brodo ' ~ cc. ùi ar·r1un. ossigcnnta.

H' Oi (Farmacia militare)

J(t Q! (Fnrmneia ci vil e)

1'.2 Dicemb re ne;;snn sviluppo H id. uul!(l.

1:3 Dicembre ne~-;un s\·iluppo 11 id. nulln. Ili id. nulla ~o id. null(l. 25 iù. nulla

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20 25

id. id. id.

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11 Dicembre ore 9 •;,. Con ' i~ cc. di H, O j mil itare e con quella ùella farmacia civile si fa una c ultura in agar su lastre.

R' o• (Farmacia militl~re)

( Farmacia civ ile)

12 Dicembre nessun :;v iluppo

12 Dicl.'mbre n('S~lm svi luppo 14 iò . nulla nn Ila id.

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DELL'ACQUA OSSIGENATA

11 Dicembre ore 9 '/1• In 10 cc. di brodo di cultura con b. del t ifo si versano 0,5 cc, di acqua ossigenata militare e nella stessa quantità. di brodo contenente stafilococco piogeno a ureo si versa in una provetta 0,5 cc di H 1 0 1 F nlilitare e 0,5 cc. di H 1 0 1 F. civile. Tifo

12 Dicembre. Si vede al H, O, F. Militare H1 0 1 Farmacia civile 11 Dicembre. Un po' di fondo un pezzetto dell'agar 11 Dic. Molta sch iuma servito pel trasporto. Il schiuma. alla superfìce alla superfice 12 id. Scomparsa la 12id. Persiste la schiuma brodo è limpido. 14 id. Nulla 14 id. Il brodo è limpido. schiuma Nessuna traccia di svi· 16 id. Nulla H id. Nessun segno di 22 id. Nulla luppo sviluppo 16 id. Nulla 16 id. Nulla 2-2 id. Nulla 22 id. Nulla Ore 3 '/ 1 poro. L e bottiglie · sono lasciate s turate; dopo 5 ore, si fa una cui· tura su lastra di agar in brodo.

12 Dicembre. Nessuna colonia. -

13 Dicembre. Nessuna colonia.

15 id. Nulla - 18 id. nulla - 20 id. nulla. Il 26 Di<:embre Dopo che le medesime bottiglie rimasero sturate 24 ore di seguito nell'aria del gabinetto si fecero culture in agar e brodo. 27 id. Sul brodo non si osserva nessuna traccia di sviluppo; sull'agar nessuna colonia. 29 id. Nulla sul brodo e sull'agar. id. 31 id. id. id. id.

Desiderando poi di vedere come si comportasse nei riguardi batteriologici l'acqua ossigenata conservata s~nza precauziune nei consueti apparecchi da medicatura usati giornalmente per il servizio d'ambulatorio, ho pregato il prof. De Vecchi, allora assistente nel laboratorio dell'ospedale militare di Bologna., di fare alcune .-icerche. Ripro· duco qui i risultati avuti: l o Da una bottiglia contenente acqua ossigenata si fanno varie culture in brodo ed agar acido; tutti i me zzi culturali rimangono sterili dopo un prolungato soggiorno nel termostato a 37°. 2° Anche un campione della stessa acqua ossigenata posto in provetta sterile e lasciato lungo tempo (8 giorni) alla temperatura di 37°, rimane sterile come si verifica dall'esame batteriologico e da-i passaggi i n mezzi culturali. go Una data quantità di acqua ossigenata è posta in una pro· vetta sterile: ad essa si aggiungono tre goccie di cultura in brodo di stapltilococws pyogenu.s aw·ens. Dopo 8 g iorni si fanno passaggi in brodo ed agar i quali rimaugono sterili. 4~ L a stassa prova si eseguisce con cultura di streptococcus pyogenus con uguale risultato.


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6° La stessa quantità d'acqua ossigenata che al n. a Vlene sottoposta. alla bollitura. per un minuto, lasciato raffreddare il liquido, viene infettato con cultura di staphilococcus pyog.aurertS. Il liquido ed i passaggi in substrati nutritivi eseguiti vari giorni più tardi rimangono sterili. 6° La stessa prova. con identico risultato si ripetè con lo streptoccccus pyog. 7° In un tubo di cultura di streptococcus pyog. in brodo ben sviiuppato si aggiungono poche goccie di acqua ossigenata (5, 6) dopo -otto giorni si fanno passaggi in agar. Lo sviluppo del germe è rigoglioso. s• La. stessa prova. con identico risultato si ripete aggiungendo alla. cultura qualche goccia. di acqua ossigenata sottoposta alla bolli· tura per un minuto (l}. Espe rienze sugli a.uhna.ll. - Il Finaggi ha fatto fin dal 1891 delle ricer~he sull'azione dell'acqua ossigenata sugli animali, pubblicate nella. Sicilia .Medica, anno II, fascicolo IX. Egli sarebbe venuto alle seguen ti conclusioni: l o L'H, O, ha. un'azione potente sul sangue e ne fa cambiare i caratteri chimici, fisici e fisiologici; presenta una nuova banda. di assorbimento e si riduce di quantità. 2° Si notano differenze marcate nelle varie classi di animali. Le rane non risentono notevolmente dell'azione dell'H, O, alla. temperatura. ordinaria, ma si risentono come gli altri animali se mantenute p er qualche tempo alla temperatura. di 35°. Nei conigli quest'azione non si dispiega. per la pochissima. resistenza che hanno verso H , O,. Nei cani si ha un quadro fenomenico ben chiaro e caratteristico. 3° Lo scambio respiratorio dopo l'iniezione di H,O, si può dividere in due periodi: nel l" che comincia subito dopo l'iniezione vi ~ un aumento stragrande di CO., dovuto con probabilità. ad una ossida.zione potente dei tessuti che si produce per opera dell'O nascente. N el 2° vi è diminuzione d'emissione di O, ; questo anzi scende al di sotto del normale, il che indica che le ossidazioni troppo abbondanti d el l o periodo sono a spese dei materiali del sangue e dei tessnti. (l ) Ave n do In corlo le ricerch~ sulle proprieta b~ttericide dell' H• 0', bo voluto rrovare anche quelle di alcuni altri rimedi di uso giornaliero conservati negli apparecchi di medicatura, ed ecco rl!!l:l abbia m o osservato: Da un vasotto contenrnte una pomata di vaselina con cioramlduro mercurlco su t5 si fanno cui· lure in brodo : Il brodo dopo due giorni è inrorbid:lto. ~l fanno culture In piastre di agnr : si svl· luppa un solo germe del genere protcus. Questa prova è ripetuta tre volte con ldeotlco rl<ultato. Da un vajetto con pomata di va~elin~ o dermatolo su t5 si fauno culture lo broJo. Il brodo ed i \las!.:Lill!i falli posteriormeote rimangono sterili. Anche 1Juesta prova ~ stata riJleluta tre •·olte, per maJlgior sicurezza, ottenenr1o lo stesso risultato.


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DELL'ACQUA OSSIGENATA

4" Il meccanismo della morte è d unq ne molto differen ~e a seconda che si consillera il caso di a.vvelenan1ent.o rapido o quello di aYvelenamento lento. Nell'a,·velenamento rapido la morte è dovuta ad una. causa mec..:canica (svolgimento rapido ed abbondante di ossigeno, embolismo gassoso). In questo ca'lo H 2 O, non agisce per virt,ù specifica, ma per un'azione comLHlE:' a qnalunqno altro gt\Z cho venisse introdotto e si svolge~se rapida.mente ne l saugne. I veri caratteri dell'avvelenamento per H. O, si hanno in un periodo tardivo e quando gli .aniu1ali sopravvivono a lungo. L 'A. iniett.aYa i cttni ed i con igli nella giugulare e le rane sotto la cute.

In vtm pe>riocli dal l, ~l!) all!IO~ nella clinica otorino-laringoiatrica. di Roma e nell'O,;petlale l\:[ilitare di Bologna ho fatto anch'io Yari esperimenti per determinare l'azione dell' H 2 0 2 s ull'economia animale COll r obiottivo di stabilire se fosse possibile di iniettare questo medi0amonto nelle vene dell'uomo in peric:olo di 'ita per asfissia, specialmente quando sia ÙoYut~t a riduzioue dell'ambito respiratorio in guisa da frn~trare i nost.ri tcnta/.ivi eli cum con la iualazioue di ossigeno. Uo iniettato sotr.o l~t ente l' U, O, a ùei ga~tini di pochi giorni alla do~o di '/ 2 a l gramma. L' i niezione era piuttost.o dolorosa, ma. l'animale ben prrsto torna\a alla 11orma. H.i t>etetH1o però p i tl volte in giorni altorni l'in ic7.ior..e i gattini deperiv!tnO o specialmente si notavR. la. caduta del pelo attorno ai luog-hi di iniezione. l~ qni ù bene nola.re che !''azione dell'acLLtut ossigenata snl tessuto corneo è statn. impicg1lta prima dai profumieri che dai medici. Quelli, hanno sempre consigliato e venduto sotto ~·ario nome il pm<lotto per riare ai capelli delle signore il colore biondo chiaro; questi lo n:-.ano con vrmta.ggio per scolorare ed atrofì7.zare i peli che talvolta deturpano il viso. Jn sostauzat a ltmgo andare, l'aé(ltla ossigenata deteriora sensibilmente il pelo e qnindi bisogna mctt.ere in guardia specialmente le mamlllo oho t roppo faeilnwute usano c1i qnesto me7.zo, per migliorare le appart'.'nze della C<lpiglintura dei figl iuoli. Ho poi iniettato dei cani sotto ente, senza ri]eyn.re. al cun feuomeno spia.eevole; la iniezione di '/~ gramma di H. O, nella vena femorale in un cane di taglia no a grande è stata· tollerata abbastn nza bene;


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D F.LL1 ACQU.\ OSSIG EXATA

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la. iniezione d i poche go~.:cie nel l" a r ter ia femorale ha dato l nogo n. pa raplegia, d a embo l i<~ gassosa. L 'iniezione Ji 2 cc. nello stomaco e nel retto del coniglio non ha. dato luogo a fatt i morbosi. L'iniezion e in tra per i tonale d i :! cc. nel coniglio ha. prodol to l"estensione degli a rti po,terior i, e la d iflicoltà. di camminar e; la init.-zione intrapcr itonale di 4 cc. ha pure prodotto re,.,tcusionl' degli arti posteriori, la. im pos-ibilità. di camminare s sl'gni eddciJti di soff<>renza. ln con iglio già sottoposto a preccdent.i opemzioni e cl<•l tutto guarito h o voluto vcdereqnalo effeLto aneùbo fatto il nH·dicamE>nto iniettato in cer ta. quan t.ità <lirPt!:u uente ne ll e vie rl''l'intlorie. Questa e>spt>rÌe>nza era i n r el o.ziono con la. cur a del le lesioni tubPrcula ri hwingce n tcdi~:tnte rappl ica7.iono ù ircLta. del l' H z n•. Non r iusecllllo p!W h~ i lTI'(j llÌI'II'Z7.11. dell'anima lo n.d i ntr odurre i n lariuge dei piccoli t·atcLcri d' l tnr d. fC'c i 2 l t~ t r achootom ia e per l a t.rachea in iettai n <·i br on t:h i 2 c·c. d i J 1: 0 • Il con ig lio c;Ldde in pretl u. a. fen omPn i a~·:fittic i grH.vi : per q ualdw m inuto po.rvo in fi n ùi vitn, ma do po circa :W mi n uti cominciò a ri~l!.­ bilirsi la f unz iono r espir;ttoria e l'animalo S0[H'<tv'ì i s~<' . Note tct·apcuticlu.•. -Se volef;simo tlire di tutto lo mn la l lio in cui f u impi,·gattL a scopo tli ctua l'acqua os..:igena~a, don<>nnno passare in ri vi::;la t utla In. patologia m ed Ìça e t·l•irurgica. : <·i li mi tcn•mo quindi a far cenno s<>lt.anto delle priucipali npplit•azioni. Nel t rcu tam<·nto delle oLi ti pnrnlcnte è lli u..;o CII!TOIHC pt·r il suo potere disinf<:ttantc e meccanicauwntc Ù•·tersiYo. I nfatti le gallt•r.zolo di ossigeno, clte s i s,·ilupptlnO per la combinaziont- del nwdiL:I\111C'llto con le sostanze albuminoidi clt>l pus. trasportano alla stqJPdÌl'e c qniudi fuori del condotto nna quant,ità tli corpuscoli purnlcnti e riNrit i org;tnici i q nali allom vengono fa~·il mente ri mo..;<>i CIJD tamponi di cotone. L' H: O, viene adoperata sola o a,;;;ociata alrncido bor ico c: h<' nc ~''alta le p roprietà a nt.isCitt id w, oppure viene in,; ti llattL d opo i nlrodot tn. q nal(·IJO goccia di u na ~ol u ?:ioue di j oJnro di pota""io. l n qncst.o ta~o si f'llrma n e l condotto o n ella ca:..:sa una sorgemc di jmlo na-;ct!nlo1 i l qual<' ha p r opriota a n t iset,tiche su1wr iori a( l ogni prcp:wat o d i j odo com u ne. In rin o l ogit~ tli uso comune, sia come detersi vo, sin., c pit't che tutto, come emosltLt ico. Le propr ietiÌ emosttttieh e del medicamento SOJlO p rczio.~o, pcr c hò non as~ociato ari azione irrita11te per le m ucose . .f; molto p rcfcr i10 all'ant i piri nn., t\lla fcrro piri na, e cocaina, com e vaso costrittor e , a n on pari aro del per dor uro di ferro ormai generahuenLo t\ubandonat o. Ne lla c a tegor i a ~legli emost;\tic i è entr ato da poco u n r i medio più poteute, l ' a.dr enal in a, ma questo e gl i a ltri p rodott i cleri va ti dallo cn psule

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DELL'ACQUA OSSIGENATA

soprarenali, come la para.ganglina e il soprarenadeno costano molto e si alterano con facilità, ond'è che ancora per lungo tempo, noi terremo sul nostro tavolo anche la boccetta di acqua ossigenata. Le stomatiti d'ogni genere se ne avvantaggiano: nel mughetto dei bambini è l'antisettico di preferenza. Le angine d'ogni specie sono state trattate con applicazioni topiche di acqua ossigenata pura o diluita e tutte con qualche miglioramento, compresa la difterica, in cui può favorire il distacco delle membrane. Nella malattia più ostinata del laringe, la pertosse, fu esperimentato insieme alla miriade di altri rimedii, anche questo, sia per nebulizzazione sia. con applicazione endolaringea. mediante portastuelli, sia anche per semplice evaporazione, tenendo delle larghe compresse di garza imbevut~ del rimedio, distese accanto al piccolo paziente. I vantaggi parvero tali da consigliare i medici a ricorrere anche a questo metodo, d'altronde innocuo. In chirurgia generale se ne sfrutta da molti la proprietà emostatica in ispecie di fronte ad organi delicati come il cervello, il fegato, il peritoueo, e Blotin che l'ha adoperata per irrigazione del cavo pleurico dopo l'operazione dell'empiema., se ne loda. moltissimo, perchè noi tutti sappiamo, che negli ammalati di questo genere, debilitati da lunghe sofferenze, gli antisettici venefici possono essere spesso male tollerati. Qualcuno ha raccomandato l'uso dell'H2 Ot nel vomito incoercibile delle gravide; io ho avuto occasione di provarla in una gastrite acuta di una bambina, tormentata da vomito fastidioso e debbo dire francamente che ha fatto più male che bene. Ma veniamo a cose più recenti. Dopo le accennate esperienze sugli animali ero già convinto che si potesse tentare con le debite cautele anche l'iniezione dell'H. O, nelle vene dell'uomo, ma prima, per maggiore sicurezza, volevo esperimentare sopra animali di grossa taglia. Intanto venne notizia di esperienze consimili fatte da Campanella (l ) sui conigli e di iniezioni endovenose di ossigeno fatte da Bartuer di Vienna e da Mariani di Genova, prima in animali, poi nell'uomo; con che rimase provato che introducendo direttamente l'ossigeno nel sangue a poco a poco, esso viene assorbito completamente e non viene determinata la tanto temuta embolia gazosa. Il bisogno poi fece procedere più arditamente il dottor R. Boscolo di Noventa Padovana. Egli per combattere l'asfissia nel corso della. broncopolmonite infantile, introdusse sotto la pelle dell'ipocondrio da. U) Rloista critica di Clinica medie~, n. 55. t90i.


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6 a 8 grammi di acqua ossigenata, ripetendo al bisogno l'iniezione tntti i giorni. Il Boscolo (1) durante questo intervento, fa praticare al bambino, dalle inalazioni di ossigeno, per timore di vederlo soccombere in seguito all'adinamia. cardiaca, che aumenta. naturalmente sotto l'influenza dell'agitazione e della. dispnea. provocata dalla. piccola operazione. L'iniezione deve essere s pinta lentamente, affine di assicurare l 'assorbimento dell'ossigeno. La reazione locale è piccola.. Il risultato di guarigione ottenuto da questo autore in bambini da 8 a 14 mosi, minacciati nella vita, io credo che oramai ci autorizzi a tentare tmalogo sistema in casi gravissimi; tutto al più per eccesso di precauzione, prima di fare le iniezioni endovenose, che devono essere le più proficue in malati d.i polmonite acuta o in altri stati asfittici acuti, potremo fare qualche esperienza in pazienti pure asfittici, ma non più redimibili come sono i tubercolosi agli estremi. A vincere la ripugnanza che potrebbe far nascere in t: o i questo tentati v o per così fatti pazienti basta considerare ohe l'applica.zione di acqua ossigenata sullo ulceri tubercolari è per sè stessa giovevole, come ho potuto constatare in gravi laringiti tubercolari, con l'applicazione del rimedio mediante batuffoli di cotone introdotti direttamente col portastuelli . laringeo. (l ) Stma ìnt medfcalt, n. 15, 1903.


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OSPEDALE MILI'l'ARF. PRINCIPALE DI BARI

LA DIAZOREAZIONE NEI FEBBRICITANTI

NO'l'A

C LINICA

rh•i tlo ttori !Ila rio r .. nae tla, le•1ente merlico e Vo rmine Palmie ri, soltotenente mooko

Fino a pochi a.nni or sono, mentre si studiava la diazoreazione sulle orine dei tifosi, si teneva poco conto eli tale reazione nelle altre malattie, poichè si "areava specialmente d i accertare la costanza e la persistenza d i essa nel tifo. i nfatti negli studi di q nel tempo si t rova g ran numero di prove sulle orine di tifosi, e pochissime in orine di malat.i ·di altri morbi. ::V:a siccome l'importanza prattca della diazor eazione tse ne ha alcuna) sta ue l servire come mezzo di d iagnosi differenziale, per i bi.>ogni della clinica è import.antissimo stabilire se essa r eazione (sia pure costante nel tifo) non si presenti anche in altre malattie, e con quale frequenza si verifi chi in queste. Oggi lo studio della diazoreazione si va facendo più completo; si ricerca la reazione non solamente nel tifo, ma in t utte le affezioni febbrili, rendendone in tal modo completa la conoscenza si da poterle dare la sua reale importanza. In occasione di alcuni casi di tifo verificatisi in uno dei r eggimenti della g uarnigione di Bari, abbiamo praticato la. diazoreazione sulle orine di tutti i soldati che entravano febbricitanti nell'ospedale; poi abbiamo continuato la pratica su militari e borghesi, ,e così abbiamo potuto studiare il fenomeno in un certo numero d i malati di v arie affezioni febbrili. Nel seguente specchietto sono riuniti i casi osse rvat i, in t::ttto 2G2, coi risultati relativi.


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LA DIAZOREAZIOXE XEI FEDDRICITANTl

Mal.oltia

Ileolifo F ebbre da infezione in testinale Scarlattina Morbillo Eresipc-la Malaria Influenza :Meningito ce-rebro-spinale Paro t ite Bronchite P olmouitc . Pleurite F ebbre suppurativa 'l'nbor~;olosi febbrile

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Si vede bene da questo specchietto che la reazione posi t i va nel tifo è la regola: solo in un caso su 3G essa è risultata nogati.,·a, o veramente, n.veudola. i!pesso ripetuta in quest'ammalato, ci è risultata costant emente tale, mentre tutti i sintomi della malattia assicuranmo la diagnosi di tifo (non grave), che ebbe il decorso di tre settenari. lll\·ece pe1· h1 febbre intestinale, morbillo, malaria, po ·siamo dire che la reazione positiva co!'òtituisce un'eccezione, anzi pure nl'i casi in cui essa era positi\'a. dÒpo qualche giorno, inoltrandosi la. malattia, e talora aggravandosi l'infermo, divenne negati,a. E se questi easi hanno importanza, gli è solo perchè essenùosi a'uta la pro'a positiva sin dai primi giorni della malattia, anebbero potnto tndnrre in errore circa la diagnosi facendo sospettare un'infezione tifoidea. Invece la reazioue positiva in nn caso di eresipela non IHt uessnna importanza percbò essa è <·omparsa molti giomi dopo l'inizio della malattia, ed è rlurata. per breve tempo (due giorni). Zunz (di Bruxelles) riunisce queste malattie in un gruppo, caratterizzato dal fatto che si pnò avaro la reazione positiva, ma esi:la ò i ncostante. Per la tubercolosi non abbiamo riscontrato la proporzione di cnsi positivi che è rhmltata allo Stadelmann ('/ , dei casi), poichè ne abbiamo avuto uno solo posi ti v o su 13 esaminati. Nelle febbri suppurative non abbiamo avuto nessuna reazione positi ·va, di versa. mente dall'Hellendall, che ba. riscontrato spesso in tali febbri delle prove positive.


832

LA DIAZOREAZIONE NEI FEBBRIOITANTI

Circa il tempo della comparsa della dia.zoreazione positiva. nei tifosi, nulla. possiamo dire dei primi due giorni di malattia, poichè d'ordì· nario i nostri malati durante que~to periodo sono rimasti presso le infermerie reggimentali. Nel maggior numero dei casi la. pro>a. è comparsa positiva tra. il a• ed il 5• giorno di malattia., sempre nel primo settenario. Nelle altre malattie, per le quali a.bbia.mo avuto reazioni positive, il fenomeno è comparso nei primi cinque giorni (tranne pel caso di ere· sipela sopra. accennato). Il tubercolotico che ha dato la prova positiva, la. dava già quando entrò nell'ospedale: i f'l.tti bronchiali si erano manifestati da circa. un me ·e, la febbre da circa dieci giorni. La scompa-rsa della. diazoreazione nelle orine dei tifosi ordinaria· mente avviene nel la convalescenza, ma questo fatto non ci è risultato così costante, come è stato riscontrato da molti osser vatori: t a h ·olta la rcnziono si è mantenuta positiva. quando l'infermo era già in con· dizioni di cominciare a lasciare il letto, meutre altre volte le prove riusciva no negative quando l'ammalato aveva ancora la febbre. Cer· tameute, però, la reazione si mantiene pos itiva per i primi tre settenari. Nelle altre malattie che hanno dato prove positive, abbiamo Yisto la scomparsa, come si è detto, dopo pochi giorni, senza a lcuna relazione col decorso della malattia. Circa la reazione in rapporto alla. prognosi del tifo, non abbiamo osservata quella relazione che molti ammettono (Barde, Antonelli eco.) tra intensità di colorazione c gravità della. malattia: abbiamo av uto colorazioni leggere in casi gravi e viceversa.. Iuvece abbiamo più volte osservato che, scomparsa la. rea.zione positiva. nella. convalescenza, se torna. la. febbre (tranne le piccole e pa.ssegere elevazioni di tempera· tura.) e la. reazione si fa nuovamente positiva., questo è indizio sicuro di una. ricaduta. del tifo, mentre se torna. la febbre, ma la. prova. delle orine è negativa, bisogna pensare ad una complicazione di natura. non tifosa. Nel caso di tubercolosi con reazione positiva. non si ebbe un decorso rapido del morbo, che anzi, dopo un ct:~rto tempo cessò la febbre e l'amma.lato potè essere inviato al proprio paese riformato: quindi, se dovessimo trarre conseguenze da questa. prova, non dovremmo ritenere la. reazione positiva. nei tubercolotioi un sintomo così grave come sostengono Wood ed altri, i quali vorrebbero perfino esclusi tali tu· beroolotici dai sanatori.


I,A DIAZOREAZIO~E NEI FEDBfllCI1'A:'\Tl

Concludiamo: l " Che la di11.zoreazione positiva. è quasi costu.nte nel tifo, mentre nelle altre malattie costituisce un'e:::cezione. 2° Che essa nel tifo comparisce sempre nel primo settenario, e spesso fin dal terzo giorno della febbre: nelle altre malattie comparisce pure ordinariamente sin dai primi giorni . 3' Che nel tifo spesso, ma non sempre, f'ssa scomparisce presso & poco con la. febbre: nelle altre affezioni non vi è relazione tra. la. reazione ed il decorso della malattia. 4'' Che nelle prove positive del tifo l'intensità. della reu.zione non è sempre in relazione con la gravità del morbo. 5" Che durante la convalescenza del tifo in nna ricompar:ia della febbre la prova. positiva indica una ricaduta, mentre la r eazione negativa. sta per una complicazione rli natura. non tifosa.

53 -

CiHH"!ialt ntedico


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA Le settloemte d'origine buooo·deatarla. - (Jorcrna l de .\f,:tleeine et dc Chirurgie, g:iugno 1903).

SAIIATI ER. -

Qoesle !'Oellieemie comprendono tre ca te)rorie : sellicemie croniche, !"t>tlict·mte ac ute e piormie. Le duo ullinw, !'Onpratullo l'ultima, co~liluisco no forme molto 1rravi, e nume· r osi l'nlti dimostrano che non raram ente avviene In morle d'Migine den tal'ia, poiché l'Aulor·e ho polnlo riunirne circa quar·anta casi. Ma é spcl'ialmente la setticemio cr·ortira che, dal punto di vi~ta della diagnosi, prel';cnta Il rna~gi ore interesse. In certi soggt'lli, l'allentzionc delle gon~Zive, la ritenzionr delle materie putr·ide, gli a><cessi denta ri in permanenza, finiscono per produrre un avvelenamento sprciall' dell'organismo, che mette l'llldivitluo in condizione eli minoru resistenza ,. l'c>:::pono ad acridenti che possono sopra~giun~e r·o sotto lievissime illfluenze. Un'elovut.ione della temperalut·a sani per cos't dire il primo se~no dt•ll'infezione. Poscia, dopo un certo tempo, tulto rilol't1a allo stato normal e, come caò non roc:~c l'lato 1·ho un primo a,·vertimenlo ~ che l'or~ani~mo rolle pr opt'it' r isorse fO>:!'e rima'<lo vincitore dellA situazion<'. Ma a ' fii N•td pt·imn <'limi nazione di prodotti tossici ne succ~dera una ~eco ndo , che flllrà ar.c•• twata da un nuovo aumento dt'll& temperatura accompagnato da qualche brh•irlo; p..i ;.1 poco a poco 'JUe~teelevnzioni termiche si pt·esentet·Anno più fre•fuentemenle, Ono al a-ior·no in cui, colla lor n comparsa quolidaana, di m ostre· t'anno la pt·esenza cnstanle eli prodotti nociva nel sangue. saa che la re~i!'<ten :r.a or gunica !':i sta e!':aut·ita, !'an che la loro produzioni:' p tu conl'itlercvole a bbiu r eso la l or o penetrazione piu attiva. Ma a questi ftl lli non !':1 limiteranno i sintomi prodollt da lfUI.'<tt'into~s ic{lZione 1:ronica dovuta alle ptomaine dei microrganismt pwgeni, perché un'nnor el>sia sem pr·e piit acc.-ntualll, un dtl<gusto per qualsiasi alimentazionù, disturberanno ancora la nutr izione del malato e daranno all'infezione Ult tert'eno più favor evole. E qun,.ta mancanza cii appetito, segnalato in tutte le ossen•azioni. sarù sovente con "-iJ(~rata tlal malato come Ja:rauea pl'ima della sua affezione, r iferen t!o ad 6!'1!>6 !'lola i !!uoi disturbi, mentre essa non n'e che la consegueuza. Poc;cia lo stato genet•ale si allera. r\ello stesso lempo, la peli" ac:::sumeni una colorazione speciale plumbea, l errosa, che si avvicina pi ù alla ti nta ù e!!la alletti d11l male di Bright che a I(Uella dei cancreno!li, colorazione cile inlet't:5<· seJ'é. anche le congiuntive e attirerà immediatamente l'attenzione. Poscia, a poco a poco, lutti gli or gani lesi per loro turno rea~iranno secondo differenti m odalità, che sat·anno per cosi dire la caratteristica della l oro dire~a. A ritmia


RIVISTA MEOIOA

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carJiaca, pulsazioni piccole, irregola r·i, ecco i sintomi che si r iscontr eranno della circolazione, e che dimostr·eranno ltl nutrizione in"ulficienle della fibra cardiaca per un sangue carico di tossine e la localizzazaone dei prodotti inrettivi in corrisponrleuza dei centri regolatori del r·itmo. Albumina nelle orino, alternative èi diarrea e di costipazione, !>udori nottu rni, tinta subitterica dei tegumenti, tali saranno 1~:~ modalità diverse clte dunostreranno il decadimento progressivo dell'organismo intiero Pd il suo in lebolimento E:stremo. Poscia, lentamente, su quest'organismo minato potranno impiantarsi una serie di aflezioni secondarie, le quali, trovando un terreno ben preparato, ~i svaluppea·oono con lanla maggaor facilità in quanto che nulla si opporrà alla loro mnrcia normale e le rP.azio ni di dafesa saranno aboliLe. l falli riferiti da Sabalier prova110 elle questa descrizione non ò per nulla teorica, ed il punto impor·tante si è che, se l'attenzione non è t•ichiamala vea·so la n wsa degli a ccidenti. mollo fa cilmente non sarà conoscinla la cnuso. Egli segnala in par ticolare due ossnr vazioni riferit~ da Canton, 111 cui lt1 ~etli cc m1A cronica d'or·ignle denlaa·ia fu presa una volla per cor·cinosi rettnle n cagione Jel ~.:attivo stato generalo e della ritenzione delle materie nel grosso intestino, t'd un'altra volta per un'affllzione midolla re a cagione Jella contr attura dell'anca. QuPsti duo malati ~uu r1rono per il solo fallo dell'estrazione dt)l denti malati. La pro~nos i di questa forma di sf'lticemia di origine bocca-dentaria é t•ela· tivamenle benigna, poichè numerosi sono i cas i di guar·igione. Hasta soppr·imt•re la causa, ma fa d'uopo, pr·ima di operare, di disinfettare accuratamente il focolaio nel quale si è costretti ad operare. B. all'e~ame del cuore e

G. CttA:"'TI:.MESSE. lpoolorurloo. -

Della fiegmula alba doleu del tlfosl e del re&1me (:lrchic:e:~ uém!r olt:s de <"ft'decirw, lul{lio 1H03).

L'e"ame cr ;oscopico del san~ue dei tirosi dimo'>tra un abassamenlo dal punto di con :;relazione tanto più debole per quanto il ca~o è più pTnve. C1ò é dovuto, non ad una diminuzione delle molecole or·ganiclle del siero che al conl ra r 1o sono molto aumentale, ma ad una diminuzione del cloruro di t>ouio, tralleuulo dalle cellule proprie dei tessu ti. Tale rilenzaone venne considerata come r.iu'aUo cellulare attivo, destinato alla pr·otezione ddl'organismo, aumentando i cloruri la tensioue osmolica delle ce llule, perciò r endendole meno permeabili alle tossine. Tale ipotesi, pur ('O litenendo una parte di verilé, ha bisogno di ultea·io1·e. dimostrazione. C!: certo elle ~li elementi del tessuto conne tt1vo si lasciano penetrare dal !lale, e che re~is tono tanto meno alla sua inva sione pel' quanto essi stessi sono più alter ati nella loro vitalità. T al ratto è dimostralo dalla patogencsi dell'eJema dolf•roso bianco dei tifo~i . E no to come la tlegmas ia alba dolens sia una complicazione relativamente f1·e 'luente della febb re Lifoide, notevole sopratulto per la lun ~a durata. Recentemente il Widal dimostrò che nei brigtici, l'edema del tessuto cellulare e ra i n rapporto con la quantità di sale marino assorbito e che si poteva far diminuire e scomparir e con un regime ipoclorur ico. L'autore ritiene che i tifosi per la r itenzione dei cloruri si a vvicinino ai brigtici, e che la flegmasia alba d oleos, malgrado un'origine in apparenza meccanica, possa •aver e la stes!!a patogenia.


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RIVISTA XEDJOA

Egli sottopose a regime ipoclorurico (carne e br•odo senza sale, acqua al· huminosa, pane senza sale) sei ammalati colpiti di febbre tifoidea e da flegmRc;ia alba dolens di un membro inferiore. l due primi soffr ivano di•flegmasia <la !lei sellimane, con edema dell'arto, senza nessun pri ncipio di miglioramento malgrado rl r iposo. Altri due soffrivano di recenti ftegmasie accompagnate da vivi dolo r i. l due ultimi presentavano soltanto trombosi del membro infer iore, poichè, malgrado la presenza del cordone venoso, non erac;i prodotto il gonfiore bianco cloloroso. Il re~ime ipoclorurico mi~liorò tutti e sei i malati in modo sorprendente. Qgni deviazione da tali norme dietetiche, tutti i ritorni ell'olimenlazione sahrla provoca l'ono tosto un generale peg-gioramento ed un'aumento dell'edema. Concludenrlo l'autore ritiene la fiegmasia alba dolens dei tifosi essere il risultato dell'intossicazione di un membro dovuta al <:loruro di sodio, mentre l'oblilerazione venosa non avrebbe importanza che di causa predisponente G. B. E. L EYOEN. -

Ooatrlbuto all'estologla della tabe. - (Berliner klin. IVo-

clren~ch rifl , n.

20, 1903).

Le esperienze di Schmaus e le ricerche di Edin~er provano come i traumatifìmi possano talora essere causa di labe dorsale. Parimenti l'autor·e ammette quali cAuse di tale infermità gli strapazzi fisici, come ebbero a prova rio gli esperimenti eli Helbing. L'autore per esperienza propria ammette quale fallor·e eziologico anche il fred1o, e cita in propo~ito tre casi di tabe senza sifilide, con!.'ecutivi al freddo umido. Il primo caso si riferisce ad un uomo di 40 Anni, che, servendo da venti anni in una fa lloria, restava delle lunghe o r e nell'acqua gelata, fino ai ginocchi; i dolori cominciarono all'età di 30 t~ n n i. con caratte:oe reumatoide. Il secondo ca!'o si riferisce ad una femmina di 47 anni che, quattor dici ~iOI'Di dopo un grave raffreddamento nella neve, vide comparire una paraplagia che rPgredl piil lardi per· dar posto all'atassia ed ai segni di Romber g, di Weslphal, d'Argyll. La terza or-;servazione riguarda un uomo di 58 anni, che da dieci anni seguivo nE'! modo il piil rigoro!'o la cura dello Kn•~ipp. In !>eguito ad una cadultl nell'acqua ~ala la, egli vide a pparire immediatamente una doppia sciatica, poscia ince1·tezza nella deambulazion e, disturbi urinarii, alessia, ecc. m e n tre rnai aveva sotferto di !'ifllide. L'autore spiega in tali casi l'influenza del freddo ammettendo un principio di alterazione perirer ica dei cordoni di Goti; il freddo agir ebbe sul nervo periferico che trasmetterebbe l'influenza nociva ai ga ngli spinali ed al neurone adiacente del cordone posteriore, ed in seguito a tal faUo appar·irebbero le alterazioni de~enerative. G. B. F. MEN DEL. - DI un uuovo prooesso faoWtaute la 41acuon dell'uloer& dello •tomaoo e 4ell'uloera duodeD&le.- (La Semainc médicaie, apri l e 1 uO:l). Dolor(', vomiti ed emorragia rappre!.'entano la nota L1·iade sinrornatica pe1• s tabilire la diagnosi di ulcera s tomacnle. Esistendo uno solo di questi s i n tomi consideralo isolatamente, non presenta alcun valore patognomonico, t nentr~ può esser comune a numerose altre malattie.


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RIVISTA MEDICA

11 processo ideato dall'autorò risponderebbe al duplìce scopo di facilitare la diagnosi nei casi dubbii e di render e possibile il controllo dei progressi realizzati nella cura. Tal metodo consisterebbe, nel dare, a pareti addominalì rilasciate, dei colpi b1·uschi sulla regione epil"aslrica, con un martellino da percussione. Mentre tale manovra non determinerebbe dolore di sorta anche negli individui iper!'en«ibili ma a stomaco sano, quando esl!'Le un'ulcera dello stomaco, non si tarda a rilrova1·e un punlv, anche piccolissimo dove i colpi del martellino determinano un vivo dolo•·e, SBguìlo da una sensazione penosa più o meno persistente. Praticando un'accurata percussione di tutta la zona epig-~:~~trica, si r ie"ce a lim1tare una zona circolare netta, ipersensibile, nella quale la percu;:.,ion~. anche delicatissima, provoca intenso dolore. mentre 11ll' iofnort di tali confini, anche percuotendo for temente, non provocas1 alcun dolo•·e. L 'ulcer a !ltomacale che tanto frerruentemente tr ovasi nella parete po~teriOI'O dell'organo, earebbe egualmente svt!lata per la propa~azione d~::lla percus!lione in ondulazioni attraver·so le pareti addominali e gli strati sottostanti in tutttl le direzioni. Inoltre la zoutt dolorosa, sebbene non corrisr,onda e!lattamen•.e alla sede dell'estensione dell'ulcera, pure esse[ldo in immediata d1pendenza della ::; tes~a. dect·esce con essa e perciò tal. fatto può servire como utile controllo dei p1•ogr·essi curativi. Applicando u~uale principio allu ricerca dell'ulcet•a duodeno le, f]ltt'sla ::?i l'i· velet•Pbbe, alla percussione dell'episza:;t1·io, con una zona dolorosa nellament~ delimitata, delle èimenswni di un pezzo da due franchi, ri siedente a destra in vicinanza immediata della linea alba, un po· al disotto dello spazio che cot·re fra il bordo costale e l'ombelli,.o. Anche in tal caso, come p<>r l'ulcera dello stomaco, tale zona diminuendo progressivamente di estensione e da ultimo scomparendo, sarebbe segno certo prima di miglioramento, quindi di guarigione. Zon~ seneibili posso o o ugualmente trovarsi in altre atiezioni dolorose l'(ual i gastrite, cancr o, colelitiasi ecc, ma non sarebbet·o mai cosi netlllmenle d··h· m1Lale come ne1 casi di ulcera t·otonda stomacalc e duodenale. Secondo l'autore tali p~rcussioni, anche frequentemente ripetute, non sa· r ebbero mai né dolorose né pericolose nè pe1· nulla ostacolerebbero la gua· rigione Cousiglia di non praticarle soltanto nei casi di gastror&l"i{lf\ recente.

G. B. M. :'vi AUT!::. -

Blflllde e tuberoolo•l. - (Renue de la w&ercolose, 1903, n. 4).

NPI considerare i r appOl'li che passano fra sifìlide e tubercolosi. 1'.\. osserv0 specialmente le form e cutauee tuber colari, te adenopalie ed in primo l uo~o la tubercolOSI polrnonare. La tuber colosi poln•onare che quale nuova infezione si a ~giunge alla precedent~ sllllitica non pr esenta se~ni particolari, mentre le forme rneumoniche stfHiticlte hanno grande analog-ia con la tubercolosi polmonare. Da cio l'importanza di una diagnosi fatta a tempo. Nella sifilide potmonor·e, numer osi osservatori (Remy, Oieulafoy, Kaymond, ecc) rilevarono nt!i lot·o malati i se~ui fisici di raverne polmonari, con espettorati uummullari, associati a sudori notturni, a generale prostrazione delle forLe ed a rapida consunzione, presentando nel complesso un quadro fenomenico tale da poter ess ere facilmente scambiato con la lisichezza acuta.


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RIVISTA MEDICA

L'A. osservò un caso tipico di tal forma morbo!!a in una giovane donna che da tre mesi aveva perduto l'appetit<l, ed in preda a notevole dimagr a mento ed a febbre vef<pertina con generale depressione era costretta a tenere il letto, ment1·e all'ascoltazione rlel polmo ne s inistro avvertivasi risonanza ottusa con accentuato frem ito toraco-vocale, soffio bronchiale e rantoli sotto· CJ'epitanti. La paziente, che ben presto aveva assunto l'aspetto di una vera lisica, in seguito ad opportune ri<:erche anamnes tiche, che misero il curante sulla retta via, guarì con opporluno trattamento specifico. G. B. STERN.- Sul valore 4ell'agglutlnazlone nella febbre tlfolde. - (Berlin.er

klin. Wochenschrif t, n. 30·31, l!l03). Passati i priml entusiasmi, la reazione di \Vidal non é più ritenuta spec i· fìr:a del tifo addominale; essa perciò deve considerarsi solo come un sin tom o dell"infezione da bacilli d'Eberth, c he per ò, come molti altri sintomi, può man· care nei !!asi clinicamente certi di febbre tifoidea e ritrovarsi in malattie chA con essa hanno pochi e fin nessun punto di contatto. La sierodiagnosi quindi non può che aiutarci a posar la diagnosi d'infezione ebertiana. Pe1·ché pos ~a riuf;cir utile in questo senl'o é necessario che il potere agglutinante sia »empre superiore almeno ad 1.50. Quando la proporzione é più bassa, il renomeno pe1'de quasi ogni valore clinico, giacché è noto che il siero sangui,1mo deUa g ran mag~ioranza degli individ ui che non sot'l"t·ono di febbre tifoidea, agg luti ntt il bacillo dal ti po auche ad 1.20. Og~i è anche dimostJ•ato che non solo nelle infezioni paralifoidi s i può aver·e marcatissirna la siex·oreazi'lne (fln 1.30t)-1.600), il che fino a poco fa arasi a ssolulamente ne~ato, ma ancora iu casi nei quali manca J•ono i sintomi clinici e le alterazioni anatomo·patologiche di una affezione intestinale. Secondo i recenti studi il siero di sangue di una persona infett.a ta con un microrganis mo ha proprietà a gglutinanti, oltre che sui germi della stes::~:~ specie, e su quelli di specie artlni, anche su altri di specie diversa (ba cillo del tifo, proteo, stafìlococco). Questa concezione nuova dell'agglutinazione spiega i numer osissimi risul· tatt contr·addilori che erano riusciti incompresi. GR! X.

A. FERRANINI. 1903).

L'artero-lpotenslone oronlca.- (La Medicina italiana, n. 1,

Esiste un'anomalia vascolare senza lesioni, anomalia cl1e si può chiamare arlcro-t:potensione cronica, e che consiste nel difetto di tonic iiA delle arterie dr piccolo o medio calibri), determinante un'abassamenLo pe rsistente e costante della pressione vascolare, d'origine sopr~tutto arte riosa. Consecutivamente si osser va: · a) Tre Vflr'iel.à di polso arterioso (pieno, depressibile, filiform~). b) Instabili lA dell'insieme della funzione cardio-vascolare. c) Rara dilatazione ventricolare; più di sovente l'oltusita trasversale supera la verticale. d) lpercinosi nervosa del segmento auricolo-basale del veotricolo sinist ro. donde contra~ to fra il primo tono vibrante dell'apice ed il secondo tono aortico


830'

1UVISTA MEDI CA

deboli', con debolezza di pol«o; oppur·e contra sto fra questa debolezza del polso ed il secondo tono aorliro vibrante, se esiste un'a umento della pt·essrone di or rfd ne miocar·dica ; fr·e mito card it~ co, primo tono sPcco e melo!lico, soffio cardao-polmonsre s rstolicn o pr·esis tolico, donde pos~ibila ta di difficoltà dia ~no­ stiche can la s lenosi mitrale. e) .\nomalie del ri tmo cardi ~tco : rumore di galnppo ruc;.osistollco, mesodrasto laco o si!"tohco . .f) Drs turbi cl eH' inner vazionc r.a r·J iaca: sopra lutto par esi del pneumogastri r o, ra rame nte la suA et·citazione ; mai eccitazione del simpatico, s ah·o nei per ioda pa!"se~ger i di spa !<imo arterioso. fl) Eclasie ve nosa ; edellla doloroso delle coscio senza fl ebi t~, s intomi di piE'Lo ra venosa addo minale, ema turia per dis trofia ve nosa, s udori localizzat i e d 11bbondanti »Ile mani ed 111 piedi, ecc. h) Mioa s lenio ~en•era le , astenia psichica, de boJezza, tendenza a l sonno durante la digestio ne, a tonia ~a!-\Lro-intestin ale, ptosi vis cerali. i) Dima.arame nlu uo t.e vo le, tinta pallida, c irconferenzA toracica poco pro nutH'iata in contra:;to con t'eecessiva lunghezza degli arti inferiori. t ) Ast<'nia grave cau8ata dlllle auto-intossicazioni o lossi-infe;doni. L'Mte1·o-ipotens ione c ronira può a ccompag nar·s i con un'aumento vel'iabile della pressione . d'origine sopralullo miocardico, dura nte il. periodo a norganico o pr e,;clerotico dell'arlt-ro-sclero8i ; ugualmente, in tal pe r·iodo, s r p uò ri~con­ trare IO s pas mO artel'ii)SO aCCOmpagnato ugualmente cio {'levazione della pressione. Tela elevazione, dal punto di vista pato~enetico . é la causa piu efficace e più g rave dell'a rtero-flebo-!'d e ror<i cronica, s ia che s i associ i all' ipotonia arter iosa , o più lòrdi allo spa smo arter ioso. L'eleme nto piu impo rtante, palo lo~icamenle, datl'arlero-ipote nsion e cronica è l'ins u fficienza funzionale delle capsule surreoali ; ,.i s i a ssociano delle anomalie morfolo~ich e o a n tro pometriche, co me pure allri fattori ris ultanLi da un' i~ien e mal compresa ; tali fatlo!'i co ncorrono a dete rminare dell' aper tens io ne nel crrcolo veuos•) e dell' ipotens ione nel circolo arterioso. Bns:i della c ura de ll'artero-ipolenl'ione cronica sono: l'opotera pia s urreoale , le correnti elettriche, il massag~i o addominale e precord l8le, como pure la vescica d a f.l'hiaccio applicala s ulla regione pr ecor diale. Si possono aggiun ~ere ba~ni di luce elettrica, di verse modalità di ginnas tica med1ca, delio s port e della rneccano-terapia. Secondo i casi s a ordineranno lalune pr·escriziooi d•ctelichc e climatole rapic he , i s iet'i anor~anici u mine rali. la lecitma, la spermina , talvolta i ~lice­ r ofosfali; da ultimo gli stimolanti farmace utici ciel miocardio e del sistema nervoso. G. B. A. MATHrr::u. - Deltegatonet4lapepUot. - (Gazectedes /lopilau:r, giugno1903). L'autore da dieci Anni sotlopose ad accurato esame del fegato lutti i malati di afl'ezioni gastro-intestinali che ricorrono a lle sue cure. Dall' esame Ji parecchie migliaia dr tali infer mi, risulta che nei dispeptici, o più es a ttamente nei ga s tropatici d'ogni g e ner e il fegato presentasi in por porzioni quasi ugua li ingrandito od impicciolito. Le circostanze capaci di favorire l'a umento di volume de l fegato sembrano spesso e 3trinscche alla g astropatia. In buon numero Ji ga strop~tLici a fegato

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RlVIS'IA KEDICA

g rosso si potè rilevare o alcoolismo, o un'affezione cardiaca o dell' albuminaria che meglio <iella gastropatia possono dar ragione dell'aumento di vol ume del fegat0. Nei casi nei '1uali non avevasi nè alco•>lismo, nè cardiopatia, nè albuminaria si notò invece qualche marcato disturbo intestinale, diarrea, alternativa Ji diarl'ea e stitichezza, enterite, enterocolite ecc., sicchè devesi credere che l'inlL•slino abbia più influenza dello stomaco sull'aumento di volume del fegato nei dispeptici . Il fe!Zato in tali malati f>, nella grande maggioranza dei casi, o di dimensioni verticali normali od inferiori al normale. Il regalo piccolo è l ungi dall' esse1· una rarita, e nel massimo numero dei casi 0 possibile determinare là circostanza che produsse tale momentanea diminuzione del volume del fegato. Causa della diminuzione di volume del fegato, nella maggior parte dei casi è l'insufficiente alimentazione, h1 relativa inani zione. L a maggior par te dei dispeptici si alimenta insufficientemente. A gli uni manctt completamente l'appetito, mentre altri hanno paura delle malattie conseculi ve all' ingestione degli alimenti. Essi diminuiscono ogni giorno più la loro alimentazione, né t91'dano a dimag ra re pertlendn l ll, ·15. 20 chil ogrammi di peso. Orbene, è il fegato uno .!egh organi che più rapidamente subiscono le con· guenze di un'alimentazione insutikiente Le cellule epatiche perJono il loro grasso ed il loro glicog1!ne. Cosi pure la t·iduzio ne della massa del san~ue contribuisce a diminuire t l volume di un org-~:~no che sotto l' inlluenza di alternative di conge!'lione e di decongestione può subire le alternati ve di dilatazione e di r et1·azione che si osservano nel fe~ato dei car diaci. Del 1·esto si vide a nche sperimental mente, come il fegato perda nella morte per· i nanizione una porzione considerevole del suo peso. Inversameute videsi Aumentare i l volume del fegato riprendendo l'alimentazione normale e ~uada~nare duf' o tre centimentri nello spazio di una a due settimane. Cosi all' infuo1·i della cirrosi, dell' inf~:~nlilismo, dell'atrofia senil e, l a d imi n.•zione del volume del fegato deve far pensar·e immediatamente all'insufficiente alimentazione nei dispeptici. Essa set· vir il in pa1·i lempo di testimone e di m is ura. Una diminuzio ne notevoli' d t volume indicherà netlamenta che occPrre aumentare l'a limentazione. Più il fegato è piccolo, più l'indicazione è urgen te e tal punto di !'&pere é veram ente importante, specialmente nell'anor essia, n e1·vosa. Altro fallo c he riscontrast nei dis!Jeptici è l'abbassamento del feg-ato, spes,.o tale abbassamento è dì duH o tre ùito Lr~:~sve,•se al disoLlo del bordo daUe false ct1stole; ma pun giunge1·e fi11o a qualli'O o cin!Jue. In tal caso il fe~alo è quasi C•l mpletamente caduto fuori del bor·do costale. T ale abba!"samenl o venne notato più rimarchevole nell'uomo che nella donna. L'abbassamento del fegnto sembra i ndipendente dal volume appar·enle dell' or~ano. Si pr oduce sopratutto nelle persone nelle quali verificassi un marcato dimagramento dell' addome. Sembra che il fegato non più ben sostenuto dalla massa g-rassosa eLl intestinale ;;'abbassi, giraudo come sop1'a una cerniera a livello d~ll' inserziou e della vena porta al suo bordo poster o-iuferio1·e.

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RIVISTA KEOIOA

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Il movimento di bascule così prodotto fa comprendere come sia dirtìcile l'apprezzamento nelle persone magre delle dimensioni esatte del fegato. Nello stesso tempo che esso si abbassa, sembra !:\i allontani dafla parete toraco- oddominale. Rimane, in tutti i modi, il fatto che l'ottusita epatica al di sotlo ùel bor·do inferio1·e del 1egato, indica nel maggior• numero dei essi :1 dima~ramennto e !'alimen tazione insufficiente. La conclusione clrnica e l'indicazione ter apeutica riman ~orono U/Zua\i. G. B. L. SvERJEVSKY. - A1res.lolll delle vte respiratorie eU orl&ine palustre . (Jahresber i cht o. a/l. l\1edic., n. 12, 1903). ·

Numerosi autori hanno segnalate, come complicazioni della malaria, diver se affezioni del naso, della gola, dei bronchi, del la pleura e dei polmoni; ma mentre ulcuni vi vedono delle affezioni secondar·ie non palustri, altri le subo!'dinano a l! ' affezione rnalarica s tessa. L'autore è di tale avviso: egli r iscontrò ri petutamente dei fatti nei quali i distur bi respiratof'ii indubbiamente dovevansi r iferi re all'infezione palustr·e. Tali disturbi osservansi sopratutto nei bambini l'l ne i soggetti nervosi, e sono piu frequenti nelle forme latenli e nella cachessia palustr·e. Rinite malarica. - Co r·iza prima br·usca, sine mater ia, spesso accompa· gnala da nevralgia sopraorbitale e da erpete naso-lttbiale, presenta evoluzione molto variabile da un mome nto all' altro della stessa giornata. Mucosa nasale r ossa, secca, dolor osa al tatto. Può pro vocare una forma con la~rimazi one, srmile alla febbre del fteoo. Tosse malarica. - Secca, proteiforme, talvolta convulsiva, talvolta permane nte o parossistica; in quest'ultimo caso s pesso inlenotta da periodi di calma a ssoluta. Gli accessi sono seguiti da ipersecrezioue tr acheo- bronchiale con pru· rito laringo-trachea le. Nel bambino si può confondere con la per·tosse. Al laringoscopio: r·ossore vivo delle corde vocali e dello spazio interat·itnoid eo. Jperestesia mucosa. B ronchite malarica . - La forma catarrale si a~;compagna con tosse. dolore retro-sternale od inlercos tale, con rantoli umidi, raramente (lni alle basi : la li rantoli alle volte s'estendono a tutto il polmo ne. Nella for ma secca predomina la tosse "passo a forma r.onvulsiva, cou do lor i al petto e dispnea espiratoria in tenso. con febbre elevata a cara ttere inlermilte nte. ."\ sma malarico. - Raro, non differisce dall' ttsma ver o che per• i se~ni della chachessia palus tr·e. I disturbi precedenti sono d'orig ine trJssica ed appaiono per l'intermediario del s istema nervoso simpatico. La cura puramente sintomatica è in tali casi molto poco eftìcace. G. B. M. MAt LLANO. - Beamattamo tubercolare prlmlttvo. tau:r, luglio 1903).

(Ga.zette des Hopi-

I l r eumatismo tubercolare è primilivo o secondario. È primitivo qua ndo costituisce la prima manifestazione della tubercolosi in soggetti anteriormente san i o con,iderati come· tali ; è secondario qua odo si manifesta in tubercolosi


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RIVISTA MEDIOA

avariati , medici o chirul'gici, duJ'ante l'evoluzione od in seguito ad altre lesioni tubercolar i ben nette. Natur almente l'inter esse non é uguale nei due casi. Il r eumat1smo tubercolar e secondar io innestatosi su precedenti lesioni bacillari ant.,cedentemente conosciute, non e che un sintomo; invece il reumatismo tubei'Colar e primilivo essendo il primo sintomo di un'infezione bac1llare in germe ed ancor a ignorata, rlivenla un segno rivelatore impor tante della tuber colosi all'u.izio e perciò meri ta uno studio speciale Tale infezione latente, come del resto tante altr e manifestazioni tubercolari, non é i r rimeòiabilmento volata a delle lesioni più gravi; un focolaio haci llarn sviluppandosi può benissimo cicatrizzare e ~uarire completamente senza manifestarsi con sintomi apparenti. Quando il J'eumatism o tubercolare r isulta di una impregnazione articolare diretta, il processo iul'ettivo può egualmente esaurirsi nella ,:zmntura sotto forma di idrartrosi o di reumatismo cr onico senza giunger e alle lesioni classiche d t>lla tubercolosi speci fica. Il reumatismo tuber colare primitivo è l'indice ceJ'lO che uno sviluppo tuber colare, ancora latentE', si inizia nelr organismo, o in un viscer e od in una si erosa o nella sede dell' artropratia psP.udo- reumatisma·le che allor·a é la ma· nifestazione di una futura ar tr ite bac illare. Il reumatismo tubercolar e primitivo Ila un inizio molto unifom1e. S'in izia con dei fatti reumatici acuti o subacuti dei quali è difficilE', spesso anzi impo><sJbile da principio, di ri~onosce1·e la vera natura. l sintomi son quelli di u na sinovite r eumal ica mono e più frequentemente poliarticolar·e. T alvo lta, come in utt reumatismo vero ~eneralizzato, le ar ticolazioni :>ono colptte in gran numero. T al i pseudo·renmat.ismi sono ins idiosi , presentano una ~ronde fis~ilà nelle loro localizzazioni, scompaiono lautamenle lasc1ando spessodelle l r accie del loJ'O passa~lliO . Colpiscono due o tre articolazioni, r aramente di piu. La febb r e 1ì poco notevole, ma lo stato genel'ale prestamente si altera, ed é curioso osservare comf' il dimag ram ento g~>nerale sia quasi la reg-ola. N o n esastono complicazioni viscerali. - Da ullimo la poliartrite acuta tubercolar e non si generalizza allo stesso grat.lo rlel vero reumatismo, essa è meno m obJ)e di que~to e si 1·isol vtl molto p1ù difficilmente; essa non cede al salicilato di snda. Questo primo per iodo, di una lunghezza indeterminata, si compie o in p1ù attacchi successi vi intercalati da periodi di calma oJ in uno ;:olo, dur ante il quale si susseguono l utti i fenome11i mo1•bosi senza interruzione. L a rlur ata non ,.upe1'8 in t.al uni casi qualche gior no, in altri pc1·siste settimane e mesi , da ul ti mo ratrezioue si termina i n uno dei modi se!Zuenti : 1° L e ar tropatie reumatismali scompaiono, mentre si manifestano dei sin· tomi di tubercolosi i n un viscere od in una sier osa. I n tal cuso, il pr1mo periodo é m olto breve; i falli r eumati ci s'attenuano pr<'~re!'si vamente senza alcun migìiorament o uello stato generai~< ; la febbre per siste, il dimagramento conlinua rlopo la scomparsa del le aa·triti, il malato tosse; ed il !)Seudo- reumat1co diventa, nel maggior numer o dei casi, un tubercoloso polmonare. 2" I l reumatism o articolare prende i car atlel'i di un'ar tr it e fun gosa, di un lumor bianco. L' affezione pe1•siste in due o tre giuntur e; te grandi artirolazioni, l' anca, il ginocchio sopr alutlo, souo le pi ù frequen temente colpile. Tal-


RIVISTA llEDIO.A

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volla, nelle for me relativamente benigne, tali artriti, finiscono con l'aochilo~i non suppurano che mollo tempo dopo la lor·o comparsa, in ~;eguito ad irritazioni ripetute, ecc. 3• Non si compie la tube rcoliz.zazio ne; il reumatis mo d ivenla c ro nico . In questa forma sono inter essate le piccole giunture, specialmente delle mani e dei piedi, che fis!'!ale in cattiva posizione presentano l'aspetto tipico del reumatismo cr·onico deforman te. Quando sono colpite le grandi articolazioni, le loro lesioni assomigl1aoo molto a quelle dell'artrite secca o de ll'artrite anchilosAnte plastica. Da ultimo tutto puossi limitare ad una banale idr·at·trosi oppure a dei se~n­ plici fe nomeni inflammatorii che prontamente guariscono. Questi t re tipi, raramen te esistono allo s tato puro, ma s i possono, attorno ad essi, rajlgruppare tutte le osservazioni. Ris ulta chiar·amente che se fin dttl principio si può far la diagnosi di tubercolosi, prima della comparsa di fenome ni chiaramente specifici, si può !>per11r·e, con uu tr-attamento enf<rgico e precoce, di por r e il malato nelle condizioni f'JÙ 1 favo revoli pP.r superarlo. Tale diagnostico precoce, c he permette di ricono~cere la tuber·colosi in un soggetto afl'ello da lesioni in apparenza reumatiche, presenta delle difficoltà gravi ma non insormontabili. G. B. '-l

ScHULZ. -

&alle parallal da etere. -

(Deut.sche mililéi.rarztl. Zeitsch r ., 1903,

fase. 6°). Un moschettiere durante un'ese t·cilazione di marcia fu colto da deliquio. L'A. p raticò alla faccia anteriore dell'avambraccio destro un'inie zione sottocutanea di etere solforico alla dose di un grammo; la sera il paziente accus<'. impossibilità di estendere il po llice cd il mi.'tnolo d ella mano destra. La parlllisi fu cul'ata colla corrente fa t·Rdica e galvamco e d internamente coll' iod u ro polassico, ma il r isultHLo otlPnuto fu cosi insignificante che il soldato dovette essere r iformato. 1 pochi casi esistenti in letteratura di paralisi da iniezione sollocutanea di etere dimostrano che i muscoli preferibilmente colpiti sono gli esteosor·i, piu raramente il lungo abduttore del pollice, e ciò perché l' iniezione si fa abitualmente s ull'a vambraccio. Distur bi di sensibilità dt)pO iniezioni di eter·e sono descl'iUi da Barbier, Kart, Neumann e Falk!)nheim ; nel caso descl'itlo da rruest'ultimo autore ·si for•mò una zona anestesica, che, dappl'i ma gra nde quanto un t.alle ro, a poco a poco si a llargò fi no a raggiungere 13 cm di lunghezza e cm 6,5 di larghezza. I n tuUi i casi si ebbe reazione degenerativa o scomparsa dell'eccitabilità faradica dei muscoli paralizzati. T utti gli AA. sono d'accordo nell'ammetter·e che l'ago della sir inga no n può essere la causa della paral1si, poiché, quand'anche la punla dell'ago avesse toccato un nt~rvo, la lesione risultante sarebbe cos i leggier a e c ircoscr itta che dovrebbe guarire senza f~nomen ti paralitici, beninteso trua ndo, come nei cas• suddescrilti, non vi sia stata suppurazione. · D'a ltra parte, perchè non si soo mai avute paralisi nelle iniezioni di morfina e di olio canforato? ArnQza n, P itres e Vaillar d, con esperimenti sugli animali


RIVISTA MIIDICA

hanno dimostrato che, sotto l'azione dell'etere, il nervo soggiace ad un processo di necrosi locale P.d il Falkenheim, che studiò una di quelle paralisi all'autopsia, riscontrò s ul tronco del radiale degenerazione dei fasci superficiali ed atrofia dei suoi rami superficiale e profondo, insomma gli stessi processi che nelle nenriti alcooliche, saturnine ed infettive . La pi'Og-nosi di queste paralisi é generalmente funesta e la guarigione si ottiene in un periodo di tempo che varia da tre settimane a sei mesi. Remak e Mendel ebbero i migliori risultati colla corrente continua. Quunto alla profilassi, non tenendo conto del consiglio di Ewald, cioè di baoùire dalla pr·aLica l'etere perché non avrebbe a lcun vantag~io s nll' innocuo olio <:anf'orato, si é consigliato di fare 6 iniezioni pr~ttamente soltocu~nee in re.gioni prive di nervi motori impor tanti, come la parte laterale del torso, la pt~lle del torace e dell'addome, la faccia esterna della coscia. Dovendo pet'Ò, -come nella comune pt•atica milita re ed io mat·cia, far presto e scegliere la regione più facilmente scopr ibile, sollevata urta piega della meta inferiore -es tensoria dell'avambraccio, si conficchi l'ago nella dit•ezione dell'asse dell'arto. G. O. ROTSCHILD. - 'l'rattamento degli eatl della pleurite euudatlva.- (Deutsche

med. Z eiltwg, 25 ju. 1903).

L'A. fa r ilevare come nell'interpretazione dei fenomen i che accompagnano un ess udato pleurico, non si tien conto alcuno, in generale, del fallo che il liquido del versamento non è ~ià soggetto alle leggi fisiologiche, bensì alle sole le~gi fisi.ehe dell'osmosi e della cliffusione dei liquidi. Infatti si osset·va che l'assor bimento dei liquidi iniettati nella pleura dei cadaveri si fa allo stesso modo che nei vivi. Da questa premessa egli desume il corollario che un liq•tido pleurico, per esse•'e riassorbito, deve essere isotonico col siero sanguigno, e, qualora non lo sia. deve essere ridotto anter.edentemenle in tali condizioni dai fenomeni osmotic·i. Siccome poi l'essudato pleurico ha un contenuto d'albumina inferior e a <tuello del siero di sangue, ne viene che la cort·ente s i stabilirà dall'essudato verso i capillari. Molte osservazioni cliniche Fatte dall'autore confermano le sue vedute teot•ic!Je, ed e!!li perciò formula la rel-!ola: che quando il liquido estratto con la puntura, ha una concentt·azione molecolare inferiore a quella del san gue, il eu i punto d i congelazione è a - 0',56 C circa, si ha un riassor bimento facile dell'essudato, nel caso contrario il r iassorbimento é tardo o anche nullo. In questi ultimi due casi st deve cercare di provor.are la scompars a del liqu1do aumentando in modo passeggero la pressione osmotica del sangue, il che SI ottiene con la dieta carnea, con le sudazioni, coi bagni salini, con l'uso delle acfJU& minerali, ecc. Allo stesso scopo riescono utili i moviment i respiratori sistematici, l'ispirazione dell'aria rareft~tta che eccita le inspirazioni profonde. GR1 x.


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RIVISTA DI NEVROPA'rOLOGlA P. :\1 AIUE E G. GutLLATN . - n fuoto 41 Tiirok (falolo elterDO 4el pte4e 4el peclUDoolo}. - (La Semaine .\1éclicale, 15 lu!llio 1903). L'origine del rnscio eli T ilr ck è ancora moll o tliscus~n. Alcuni autori (Citarcol ecc) lo con!'iderAoo come CO"Ltluito rli fibr-A centripete l'en~ilivP, le quali colld~ano i cor tloni posL•wiori del midollo ;;pinale colle rerzioni pMter1ori rit>tlli emi<:fer i e non rlesreneran o i n ~>egUJlo a le!'ioni co,·tirali o cenlrali . Altri ( B~­ chter ew ecc.), designano qu'll'lo fa;.cio cume una via ;;pn;;iti va tempor o-occiptloprotuberauziale. n tPmporo- pr oluhc ranz,aie; i' H iisel lo descrive cOrni' proveniente o dalle circonvoluzioni frontali o da li' insula di Heil. - Ser·fJndo F lech· ~i !l ed a Ill'i il fa!'cio eli Ttit·ck ila nn' or 1gine nccipi lo-l emporale; SPconòo W inkler deriva dai lobo pari etule o dalle circonvoluzi"ni l em por n-po1·ietali. l )ejer ine. nPI 18fl3, ha dP.ler minalo che Il f11 ~cio di T iirck proveniva clal lobo lemporale e l erminavn nellA protuberanza lfnulaJ'A; et.:li ha r i;;contrutn lo rie~~>ne rt~ziouo relrogrAda dello stes;:;o fa!'cio in "e~ uilo a le!'i011i dist•·uttivc de'la perle s u pero-po~ le ro·e!'lle•·na dei nuclei del poutc. Durante, nel 1895, ha ~o!'te nulo la tesi che nei pochi ctt!'i di o!'lsE>rvuzioni di uegeuer·azione dt!'ccn •lente rlt>l fn"CIO l'i ~re~tava ~>em pre di degenazione retrograda. Gli 1\ . • colla !'COrta di alcuni ca»i clinici, in c ui, all'autopsia, hanno potuto O!l"e•·,·are 111 degenera1.ione dPI fascio peouncolare di T itr ck, dimostrano che quP!'(o 1'• un fn <~cto temporo·pr oluberanziale, discendente, che de::enera dal l' alti• al bn ~~o in ~e,:tuilo A lesioni corticali o cen t,·ali. Il ma!'simo con lin~en tt> delle sue fibre é dalo òalla l t!rza cir convoluzione tem pot·ale. Questa degenerazione è più rttra di quell ~t del fa~>cio pi r amidale. perchè i rammollimenti del · lobo temporale o delle tlbre che ne pr over.gou n !'Ono molto meno frequenti di quelli della zona r olaodica o rlt>l segmento m edio della capsula i nterna. Nella m aggior perle dei casi clinici riportati da~li A . la l esionA determinante la d egnerazione ciel fascio di T itr ck inter essava, in modo pi it o meno esteso, or a la C'orleccia e la ~oc:.tau za bianca delle circonvoluzioni temporali, or a le fibre che formano lo parete infero-ester na del pro!un~ame nto ~>fenoi­ dale od occipital~ dei venlricoli laterali. Quest' L• l lima lesione, la !'fU& le s'incontrA con maggior e frequenza, ri siede all' indl6tl'o rlel segmento posteriore della ca p· sula interna e occupa la sostan za bittnca situata fra le circon volu zioni temporali e la paret~ esterna dei cor no occipitale del venlricolo laterale. Il focolaio di emor ragia o .l i rammollimento rer·cbrale deve trovarsi non in allo, ma nella ragion o ta lamica inferiore ~~ solto-talarnica del iA capsula interna, pet'cllò il fascio di T iir ck non apptii'I!'<Ce che in questa !)Arte del nevras!le. Quanto t~lla t~rm inazion e infer·iore d1 'luesto fascio, i tagli del pcduucolo e deliA p r ot ube r AnZ'1 han no dimo!ILrato che le ;<;ue tlbt·e vanno p1·ogres;tivamente $co~pa rend o nPI a r·egione infeJ•iore della r rolube•·anza an ular e, dove per ò riesce Impossibile dete1·minAre 1 ~ruppi cellulari in cui terminano le fibre nervose. ~·ufficio fìsi ologico del fascio di Ttìrck i! rimasto indeterminato, per ché n ei eao.1 clinici o sservati dagli A. non comparvero speciali sintomi morbosi. P. L .


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RIVISTA CHIRURGICA Sulle ooolu1loni aoute dell'lote•ttoo tenue, e sulla loro differeozlazlooe dalle appeodloltt. - (Reoue de cllirurgie, n. 1. 190:3 )

C ,\HJ ER. -

La diag nosi cliflerenziale fra l'occlusirm e acuta dell'intestino e cer·le forme cliniche dell'appe!ldicite non é semp•·e faci le. Fino a poco tempo fa le peritonili appendicolari erano l(Uas i CO!:>lantemenle ritenute delle occlusioni. Chirurghi valenti~simi incorsero in simili errori. Braca, in due casi clinici con idenl1ca siotomatolo~ia, tro vò all'operazione una volta a ppendicite ed un'altra strozzll.mento. Rochard , Guinard. Schwa•·tz. Lejaes ecc. re gistrano casi simili. Che se la somiglianza dei fenomeni •·eattivi inres t.ino-peritonali dO\'Uli a queste due affezioni rende n on di •·ado perplesso il medico, l'es itazione s'accentua ancora quando l'esame somalico rileva, in uu caso d'il~o, cerli !'inlomi cons iderati come appartene11li esclusivamente all'appendicite, per es., il dolore localizzato in un punto spe ciale e per così dire patognomonico. E questa sindr ome fu osservata no n solo rtua ndo lo s trozza mento aveva sede nella fossa iliaca des tra, ma ancora quando l'arres to delle ma tede fecali si a \'e va in un punto lontano dall'ap;>endice. l l dolore alla fossa iliaca destra susci lato con l 'esplorazione re tta le e che, secondo Tuffier, manca nell'affezione intestinale, me ntre ~ i ha nell'appe ndicite. non serve per l'outore a differenziare con certezza queste due affezio ni. Dello s tesso paret•e sono il Fa~re, il 8 Grdenau, l' Uine1'. Nemmeno il dolore . netto e localizzato a! punto di Mac Burnt>.\" é da ritener;:;i patognomonico J el· l'appendicite. Delbet in un caso in cui questo sintomo appal'iva manifesto, tro vo l'appendice sana. Jeanne segna la la persis tenza dello conlrattilita intestinale oe ll' ileo, e la sua scomparsa nelle pePiloniti. Ma anche questo s intomo può mancare talora nell'ileo, perché non solo i movimenti pe l'i~:<taltici scompaiono in un certo pe· riodo dei la mala ttia, ma a ncora manca q uando lo sll·ozzamento ha sede n e lla parte s uperiore del tubo dige re nte. Bel'erd e Oelore riteng ono che i s intomi seg uenti valgono a far s tabilire 11na diagno!';i differenziale f•·a le duf: malattie: disturbi digerenti più preci si e frequenti nell'appendicite, inizio meno hrus('O, cos tipazione meno asso luta e talora cris i di diarrea, limitazione dei sintomi alla regione ileo- cecale in vicinanza del punto di Mac Bur ney, edema assai frequente della parete addo minale, peristalsi meno accentuala. ele vazione rapida d ella te mperatura, presenza di un punto fi sso ùoloroso nella regione iliaca. Il riscontro d ella maggio•· parte di questi sintomi fece fare una diag nosi e rrata di appeòdicite a Ca hier. Egli perciò, vista l'incertezza della sintomatologia nota, propone ne i cas i dubbi di ricorrere: t• all'esame ematologico . 2" allo s tudio delle modificazioni presentate dal dolore locale sotto l'influenza delle a pplicazioni calde s ulla re.g-ione: 3' ai dati differenziali fra la tempe ratura re ltale ed ascellare.


.RIVISTA OJIIRURGIOA

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L'appendic:te s'accompagnerebbr, !"ocondo Tuffier e Milian, a d ipel'globulia Pd iperleucocitosi polinucleare; il conLel!~io darebbe 40.000·50.000 leucocili per mmc. di sangue. Nello strozzamenlo invece si avrebbero 20.000-25000 g-lobuli hianchi nelle prime ·12 ore, e 10000 cir•ca nell'imminenza della cancrena. Il ;:econdo dato ha fondam'!nto sulla constatazione, falla pel primo dal Lewin, l'ha il calore applicalo su un focolaio di s uppur·azione e~aspera il dolore locale. Quindi, se dopo applicazioni calde di 1 o 2 ore sulla re~otione rnalata i fenomeni dr rpersensihililil si esHg-èrano, si tratterà di una 6 ppendicite acuta suppurata; nel caso contrario di occlusione vera. Sclriiie pot notti nell'appendicite una differenza esager·ata fra la temper·atu r·a ascellare e quP.lla r ettale; infatti, mentr·e normalmente tale differenza é di O•,G nei sani, e di o•~ nei febbricitanti, neg-li affetti di appendicite é in media di o•9, potendo spingersi anclre a i•, 4 C. L'aumento di t~mper·atu ra così marcHto ne l r etto é for s e da attribuirsi alla iperew rA degli or)lani del piccolo bacino e sp~cialmenlt- del r·etto e del cui di ;:acco vescico· retta le. GRrx. M. MossE. - Impieg o dell'adrenalina nella oura delle emorroldl lrrlduolblll. - (T/te Laneel, aprile 1903).

L'auto re se~tnala l'efficacia dell'adrenalina nei cas i di e morroidi irriducibili con minaccia di str ozzllmen to Cita in proposito l'osser·vazione di un uoroo di lrentas ei anni, affetto da un tumore emorr·oidario sporgente e doloroso, contem(Jor·an eamente inte rno ed ester·11o. Il malato accusava un rigonfiamento ed un dolor e della regione anale cho datava da quattro a cinqua giorni. I sintomi si manten1evano stazionarii. Un tampone d'ovalla idt•ofìla preventivamente imbevuta di una soluzione di a drenalina all'uno per duemila venne posto in contatto con la parte più saliente del tumore. In capo a soli selle od otto minuti videsi impallidire la muco-.a ed a ttenuarsi la tumefazione. Il maluto si senti sollevato, ma il dolot•e non era punto scomparso e non era ancora possibile di r ealizzare la riduz ione del tumore. L'indomani mattina, su tutta la !>uperfìcie del tumore; venne applicato un tampone imbevuto di una soluzione di adrenalina al millesimo. Oolor·e e gonfiore diminuirono rapidamenle. Nella giornata stessa il malato potè s tar· seduto, e la s tessa sera si poté praticare la riduzione del tumor·e: la nolle se:;!uente l'infer mo ebbe due scariche non dolor·ose. Qualche g iorno dopo riapparvero le emorroidi, ma senza alcuna tendenza allo strangolamento. Una nuova applicazione di !.ooluzione di ad•·enalins, all'uno per mille, le fece nuovamente sparire. G. B. KRA FFT. -

L'appendlolte e l'oppio. - (Reoue de clu ,.ur!!ie, n. i, 1903).

L'aulico proble ma, se sia opportuno somministrare dell'oppìo nl:lll'appen dicite, c he pareva risolto, venne in questi an ni di nuovo dibatt~>to. Rece ntemente Roux sostenne c he in principio ùell'atl'ezione i purganti dolci (olio d i rìciao) eù i lavaggi del cieco sono preferibili all'applicazione del ghiaccio e t! alla s omrninistrazione dell'oppio. Jalaguier invece crede che i purgan ti devono essere proscrilti nell'appendicite, essendo essi il più sicuro mezzo per causare


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RIVISTA CHIRURGICA

la perforazione, mentr e devon adoprarsi gli oppiacei. L'A. invece, fondand osi sulla sua abbo odanle casuistica, ritiene che l'oppio debba adoprarsi non come trallamenlo della periappendicite (come egli vuole che per maggior chiarezza sia chiamata l'appendicite) ma semplicemente come calmante del dolore li della perislalsi, nell'attesa dell'operazione. l purganti ed i lavaggi p01 sono. >"econdo lui, dannosi, per·ché il periloneo, sempre i nfiammato in questa affezione, non può che esser ostacolato nel lavoro di incapsulament o del mAle. se lo si di!.'turba con ir-rigazioni per os o per rectum. Che se rJUt>Sti m ezzi talnra non riescono direttamente dannosi, essi non presentano alcun utile non potendo toccar la cavita· appendicolare. li lume di essa inflllti è quasi !'ewpre occluso o da una cicatr·ice o da un calcolo, quindi i pur·ganti ed i lava:;rgi passano davanti All'appendice senza riuscire a penetrarvi e quindi senza !avaria e senza disinfettarla.

Le considerazioni del K raffL sono fondate, oltre che sull'anatomia palolo ~icA dell'aff<!zione, anche sulla moderna patogenesi di e"!'ia. Secondo l'autorevole avviso del Dieulafoy infalli l'appendicit.... risulta dalla trasformazione Ji una parte del canale alimentare in ur)a cavità chiusa, nella quale si costi tuisce uu focolaio d'infezione o d'intossicazione dovuto all'e~altazione di virulenza dei germi. L'A. per ciò conclude il suo slurlio affermandCJ che nell'appendicite l'operazione ~~ il sol o trattamento razionale, mentre l'oppio é solo un adi uvante dell'allo operativo, come quello chR, lasciando in r·ipo;>o l 'intestino, solleva l'am· malato e favorisce la formazione delle ader enze. l luvaggi ed i purgaoti debbono essere proscritti appena il medico rileva una sensibilità localizzata al GRrx. punto di Mac Burney.

Ba aloa1l1 prooeul eU rtparaslone artlflolale delle perdite 41 1011tansa 011ea. - (Il Morgagni, agosto t!)O:l}.

A. VALAN e G. FANTINO. -

Trattasi di una numerosa !:'erie di casi clinici, nei quali gli autori ripararono Hrlifìciaìmente a perdite di sostanza ossea derivAle dai varii processi morbol;i che di::>l ruggono tal e tessuto e dagli alli operativi inerenti alla cura dello stesso. Con molta onestà professionale e scienti fica. gli autori ripor tano estesamen te ~ncce!';si ed insuccessi, i pr imi fortunatamente molto superiori in numer o t~i .~econdi, venendo alle seguenti impor tanti conclusioni: 1• L 'innesto di sostanza ossea inorganica in mtllZO a tessuti osteogeni e seguito da neoformazione ossea, che, utilizzandone i sali di calce, por·ta a t•ipArazione qualsiasi pe!'òila di sostanza dello scheletro. 2° Il terreno sul quale si praticu tale inne~lo deve esser osteogeno. La pratica chirur~ica non può ancora giovarsi dei ri sultati di ricerche sperimentali intese a dimoslrar·e la possibilità di ottenere con questo o con altri pr ocessi neoformazioni ossee elerotopiche. Non t! pet·ò necessario che le parli che circoscri vono rl focolaio d'innesto. siano totalmente costituile da tessuti osteogeni; basta anche che la parte osteogena comprenda sollanlo la mela dell'estensione di esse pareti, per assicur·ure la compl eta sostituzione della massa innestata con osso neoformalo . 3• L'osso calcinato, per la rapidità con cui si svolgono in esso i pt·ocessi r iparalivi, è il materiale cl' innesto più r accomandsbile. E sso però soddisfa soltanto nei casr, in cui si può l'a r·e un'assoluto assegnamento sull' asep!!<i del


lUVISTA CHIRURGICA

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focolaio d'innesto e dei tegumenti sovrastanti, e sulla pos!'tbilità di procedere immediatamenl4' alla completa chiu;;ura della feriU\ con un'arlalla sutura a !'llrati. ~· lo esso diYer~o torna utile adoperare una plom be preparata con cener e d'osso mista a ti molo e iodot'ormio, oppure combinare tal mastice con blocchi di o~so epifisar io calcificato, costituendo una specie di muratur a. Cou tali pr ocessi, tanto la sutura quanto il trattamento a focolaio aperto può condurt·e a perfetta guarigione. 5' È r accomandabile la sutura dei tegumenli quando questi sono pet·fettameote sani ; mancando questa condizione, ~ orportuna la guat·igione per seconda. ti' L e ntedicazioni in ogni r.aso devono essere perfdlamcnte asciutte, evitando qualsiasi contatto di liquidt sia coll~t ferita esterna, sia col materiale r!i innesto. 7' Il pr ocesso di sosti tuzione del l3 massa innestata con osso ueofot•malo si compie in un tempo variabile dai tre agli otto mesi, secondo l'ampiezza del focolaio osseo d'innrsto e l e vari eta individuali dell'euergia l'igeue1·ati va. Tale processo di sostituzione si può mano mano seguire nel suo progr esso mediante l'aiuto della radioscopia. G. D. KoRTEWEG. - Oorpo . e•traneo nel polmoni. mero H, 1903).

(Cen.lral/1/att ,li'ir Cltir., nu-

Il caso illustrato da K orleweg si rifel'isf'e ad un soldl)lO inglese ferito nella guerra sud-africana. · Il paziente fu fer ito sei mt>s1 prima dell'operazi ou~ di\ una scheggia di graoata a liddite, che gli produs~e uua fer ita al lato destro dd tor ace, che guarì prestissimamente ~e nza compat·sa di alcun ft!nomeno m orboso JJer parte dei polmoni. Soltanto più tar di si maniftlstò sputo sanguigno, ed in seguito anche puru· lento. Sei me~:<i dopo la comparsa dei suddetti fenomeni, l'infermo, ricoverato nell'ospedale d1 L etda fu esaminalo colla radioscopia, colla quale si conslat(lla presenza di una scheggia Ji granata nel pol mone destro, la quale era discosta dalla parete torac1ca circa cinque centimetri e mezzo. Si procedette alla resezione delia sec0nda e lena costola e dopo molti tentativi si riuscl ad estr arre l a scheggia insieme ad alcuni brani d1 vestito. Ne segui completa guartgione. La scheggia la quale era penetralll nel secondo spazio inlcr costale pesava 42 grammi. C. P. CR~; I)f;.

- La onra delle infnlonl •ettlohe colle Iniezioni lntraveno•e 41 OoUargolo. - (CentraliJlatt .filr Cltir. , n. 14, IV03).

NellR maggio•· pa1·te dei casi di selLica infezione baslera una cut·a di frizioni coll'unguento di Credé; 'però le frizioni dovrauno esse1·e sosliluite dalle iniezioni intravenose, quando l'unguento non può applicarsi sia perché la cute non é capace di assorbimento o l' unzione riesce dolorosa, oppur e quando il pt·ocesso infettivo si svolge tanto grave e virulento, che la cura dtlll'unzione nou agisce con ::lufficiente rapidità. Gia dopo poche ore, l'argento solubile applicato a tempo ha un effetto benefico sullo stato generale. Nelle affezioni molto gravi bisogna ripetere l e iniezioni dopo 8-12 ore. Quanto più rapido si manifesta il s' - Gtomole medico.


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RIVISTA CHffiUBGICA

pcg~io ramenlo generale, tanto più l'ollecitamente si devono ri petere le iniezioni coll'impiego di maggiori dosi del rimedio. Manca del tutto l'etfetto cumulativo. La tecnica dell'iniezione intravenosa di Collargolo é sempl ice. Nei ca~i urgenti l'autore a pplica l'iniezione alla ven!l'iugular e esterna . Il Collargolo iniettato sotto la cute non spiega alcuna azione. Non s i sono mai O!'!'er vati casi disgraziati. Egli impiega 2-10 cgt' . di una soluzione al 2 p. 100. Egli osserva c he costantemente, in seguito alle iniezioni, il numero dei germi piogeni diminuisce t'apidamenLe; l'azione dt~l rimedio e d unque puramen te ua ltericida. Il numero dei leucociti o r esta lo slesSv, oppure diminuisce. L'autore non attribuisce al r imedio un'azione antitossica. Nei casi di media g ravità basta una cura d'unzioni. Nei casi più gravi si deve iniettare il rimedio nelle vane. Colle iniezioni inLravenos~ di Collargolo furono trattate le seguenti affezioni: flemmoni gravi, gangrena, sepsi genet·ale, febbre puerperale, pioemin, o!'teomielite settica, endoca rdite ulcerosa, ris ipola grave, peritonite, eritema nodoso, carbonc hio. A n che nella tubercolosi all'ultimo s tadio si C. P. o ttenne mig!ic,r arnenlo genernle che durò qualche settimana. F 1x E GAJLLARD.- La l aparotomia ln ca• o 41 perforazione lnteatlna le nella

febbre tifoide a . - (Journal de Médecine et de Chirurgie, maggio'1903).

La laparotomia con s utura dell'intestino nei tifosi atfètti da per forazione intestinale non dà gene ralmente che mediocri ris ultati. Tuttavia gli autori ha nno pubblicato negli A rcltioes «e médedne militaire quattro osservazioni nelle quali hanno ottenu~o tr e g uarigioni, risultato c!:e essi btlribuiscono al fatto che, es~endo ~tala faLtt~ molto presto la dia gnosi, l'intervento fu mollo precoce. Do ciò g li autori conchiudono che la lapar otoroia dovt'ebbe essere praticata molto più spesso nei tifos i e che dovrebbe esse,t•e classificata fra le opet·azioui di ur~Xe nza.

Dallo studio degli autori si rileva che 111 s intomatologia di dette pet•fora zi.oni non fu per nulla simile a quella che, secondo i classici, s i osserva ordinariam ente. Infatti, nessuno degli operati ha potuto precisare l'i nizio del dolore a ddominale, né localizzat•lo. Essi indicavano bensì i due lali della linea alba al d i:;otlo dell'ombellico, m11 le pressioni esercitate al disopra di dette regioni pro· vocavano la stessa r ea1.ione e le s tesse sensazioni di quelle che a vevano a c cusale prima più in basso. Essi paragonavtmo le loro prime sofferenze a co• l iebe ed affermavano che, dapprima inte rmitlenli e risvegliate da uno s forzo o da un movimento. esse, poco a poco e t·ano diventate continue aumentando d'intens ità. Queste considerazioni hanno un certo valore non solo dal punto d i vista della patogenesi, ma sopraLulto dal punto di vista della diagnosi. Esse spiegano l'evo luzione lall.'nte della peritonile, sove nti sconosciuta nel suo primo periodo, e la s ua generalizzazione rapida 8J tutta la sierosa . Il chirurgo n on dovrà basarsi s ugli accidenti molto spiccati per decidersi ad intervenire . Sua sola g uida sarà la sorveglianza accurata del malato, perchè nessuno dei segni riscontrati ha un valore patognomonico assoluto quando viene constatato isolatame nte. La trasformazioue dello sta to generale, caratterizzata da una sensazione su biettiva di malessere indefinibile, l'ansietà del viso, le modificazioni sopraggiunte nel polso, il raffreddamento delle eslr emita, qualche s udore proruso, un'oscillazione più o meno accentuata de lla curva termica, le co-


IUVISTA CIDRURGIOA

liche od i dolori addominali più o meno vivi con una parete c he reagisce olia pulpazione, qualche vomito a limentare bilioso riveleranno l'infezione del pe t·iton~o e motiveranno l'in tervento. B. WrLLIAM TuoMsos. - Sulla oara operaU•a 4eU'Ipertroaa della pro.tata. - (Hritish med. Journal, 18 a prile 1903). Lasciando da parte i metodi di caute t·izzazione o di iucisione dell'urelt·a (metodi di Botti ni e di Norlon) l'autore discute solo i metodi di e~portazion e della 111tera ghiandola o di masse adenomatose che ~ollo il punto di vista pratico po~sorJO essere consider a te come una ghiandola . Ques li metodi si posson~ di· viJere in due grandi clas!'i : il metodo soprapubico ed il perinea lo. .lletodo soprapuuico. La ve~cica è prevenlivamenle lavata e diste~a con ~olu­ zione borica : un cateter e s ta in vescica come guida. Fatto il tn~lio soprnpubico ed incisa la vescica , ~i g iunge alla pr ostata, la cui m ucosa è ta p;liata colle fo rbici o raschiata col cucchiaio. Allo ra due dita d'una mano sono introdotte nel retto per fissare la prostala meutre l'indice dell'altra mano sguscia la maslla prostalica. Questo tempo è talora molto faticoso, ma colla pazienza si può e!' portare l'intera ghiandola. L'emo1•ra gia si frena con soluzione bo rica calda. Un gros .-,o tubo a drenaggio o lasc1ato p~r 2 ~dorni e la vescica è giornalmente lavato. La ferita ~eneralrnente si chiude in f(Uattro o cinque g iorni. L'operazione per oia per ineale consisteva da principio nell'incidere l'uretra e l'iQcontrata la r au!la della steuo~i e s portarla colle for bici. l chirurghi amel'icani oggidl parlegl-(iaoo per l'enuclel'lzione. Cosi J ohnson fa un'incisione curve davanti all' a no e disseca la prostata: dopo l' incisione della capsula s u un lato ne lla direzione delle fi bre dell'ele vator e dell'ano, le due metà della g hiaudola sono e nuclenle col dito indice. L'ure tra non é aperta . l paJ' tig iani del metoòo per ineale sostengono che l'oper azione sopra pubicu è per1colo sa , che il dr enaggio non e s ufficiente. che son fa cili a veriflcars1 strava ~i urinar i e sepsi e che la convalescenza è lunga . L'autore rlalla !'Ua es per1enza conclude che di g;-a n numero di cisto lomu~ e.SP:.(ull.e, una sola volta vide la sepsi, c he ebbe un solo caso di mo1·te per la opPrazione , che non notò mai stravas i urinari e che la guarigione si ha in Cinque s ettimane. L'ope razione perin:-a!e è certo pa «sibìle di ma g~iori obbiez;o ni. lnt.anto in un'iperlr ona prostatica di g rado considerevole, il diLo indice dillicilmenle ragtziunge il limite s uperiore del tumo re, e Gill sos tiene che il metodo fallisce nel :10 p. 100 dei cas i. P er ovvia1'e a questo inconveniente s i ò suggerito di iutrodur1·e un dito dal l'elLo ed uncinare la prostala, di fare una piccola fel'ita soPI'&pubica e s pingere con un dito la prostata ve l'sO il perineo; Fry pAssa una pera ùi gomma in vescica attJ•averso la ferita pe rineale, :·igontìa la pera e per mezzo dì un tubo annesso alla pera, spinge in basso la porzione vescicale della prosta ta, ma in un caso il tubo si ruppe e restò in vescica . Inollre, pare all'autore che nell'esporta re la proslata attraver so il pet•ineo la mucosa della veSCICa veng a racilmente lesa . Infine col Laglio perineale noi non possiamo t>s plorare com ple tamente la vescica pel caso vi siano calCI>Ii incis lidatl o liber i. Vi s ono tuttavia dei casi in cui può essere indicata la prost.ateclomia perineale : •ruando s i ha a fare con uomini ad addome pendulo, in cui la ferita addominale è molto p rofonda : quando la prostat.a è piccola.


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RIVISTA OHffiURGIOA

TllOmson insiste sui seguenti falli dovuti alla sua esperienza per sonale: t• l lobi laterali sono più frequentemente causa di ostruzionE'. L' autore non ha mal visto una vera massa peduncolata che facesse tappo all' orifizio interno; 2" La massa della proslala, quale è per cepita dal r~Uo, non ci da nessuna notizia sul suo contoi'Oo intravescicale. Essa può presentar e le due masse latel'ali liscie, coll'apertura ur elt'ale formante uua fossetta o può ttvere una superficie ondulata dovuta alla proiezione di tumori adenomatosi nella sostanza ghiandolare. Nessun e~me estravescicale può farne rilevare la differenza, sol~> in cosi di proslate enormi la loro configurazione può essere determinala dall'esame bimanuale - due dita della mano sinistra nel retto e la mano dE'stra: sulla vescica; a· La grandezza della prostata non ha nessun rapporto colla g ravilé dei disturbi urinari; 4" Quanto più piccolo è il lumOJ'e, tanto più difficile è la sua enucleazione. G. O. TonoLn. - Contribuzlooe della atazlooe radlogratloa eu Berlino allo atudto della oaaulatloa delle fratture del metataral. - (Deuts. mi/ilèirc"iztl. Zeits., 1003, fase. 9;. La !'Oiuzione del problema dell'eziologia ciel così detto " tumore del piede • spettava alla radiografia. Dopo le monogra fia di Schulte, Thiele, Blecher , T hAI· wilzer viene a risolvere il quesito questa memoria del Tobold, la quale comprende 1500 radio~ratìe. In esse furono ri&contrate alterazioni morbos~ uei metalarsi nel 67 ·;. de1 casi, e cioé fratture recenti nel 49,7 ·;., periostili nell'tl,!l 0 /o, fratture d'antica dala nel 5,i •.'. , dei c~tsi; nel 32,7 °/o il r eperto ~ra ne~ativo.

In base a queste osservazioni l'A. opina con Stecho""• Riltershausen, Blecher, Muschold che il CO!;Oi dello tumore del piede sia dovuto o a frattura dei mela· tar·si o a per1ostiti. Dei due piedi era più frequentemente colpilo il sinistro (~6,3 •; .) c h e non il destro (22,:) ' /,), e dei cinque metalarsi più spesso il secondo ( 13,2 ·/.), il ;jo (10.3 .,. a sinistra, 8,7 °/o a destra), poi il 4' (2,1 "1. tanto a Jestr a che a sinisll'&), ed il ~}o (0,7 •;. a deslra, 0,4 % a sinislt•a). Non si osservò mai la ripetizione di una frattura nello stesso metatal·so, ma spesso del metatarso vicino a quello precedentemente fratturalo. Lo sede della frattura s i trovò nella gran mag~ioranza dei casi nella meta anteriore del melalarso proprio presso la testa; erano più spesso fratture tras versali, pit'1 raramente oblique, rarissime le fro tlu1·e scheggiate. Colla r adioscopi& si pn6 facilmente spiegare come un callo mollo voluminoso, chEI, s'avan~i flno sul vicino metatorso, possa prolungare la durala del trattamento e colla pressione del m etetarso vicino sul callo esuberante t·endere il paziente inabile al servizio. Sulle cause oceasionali del tumore del piede hanno già e!;laUI'ienlomcnte discusso Beely, Hoffa, Muskat ed altri: l'iperflessiona dei metetarsi nel sol le· vamento del piede, l'iperestensione nell'appoggiarlo a terra, la ro tazio n e i.n estensione variabile, l'appiattimento dell'arcata piantare possono, malg r ado la rigidité della suola delle scarpe del solda•.o, provocare le due specie di lesioni


RIVISTA. CHIRURGICA.

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~ei metatarsi.

Ed il ~er vizio militare offre frequenti occasioni a tali violenze: il forte sollevamento del piAde nel passo lento e nella marcia di parata, i dietro- front, negli esercizi ginnastici il salto, in marcia il r1voltamento del piede pe1· una pietra, per una rotaia, per un solco, sia per inavvertenza sia per stanchezza della muscolalura della gamba e del piede. Nelle osservazioni dell'A. figurava come causa occasionate la marcia nel 44,5 •1. dei casi, il ~;allo nell'8,7 °,'. , gli esercizi militari nel 7,1 °/o, il r ivollamento del piede nel13,9 °/ •• lo scivolament.o io un solco nel (i,3 °/o. Concordemente cogli altri autori, la lesione in parola si r iscontr ò pii.t fre· quent... mente nelle reclute e nei mesi di maggior lavoro fra i soldati. La sintometalogia delle fratture dei me tatarsi n on è sempre classica: nella gran maggioranza dei ca si il sintoma pii.t spiccato era il dolore locale alla pr essione. ma si possono avere frattur e dei metatarsi senza disturbi di sorta, e qualche volta capitò di r iscontrare fratlure del metatarso d'un piede in pazienti che venivano a farsi radiografare per lesioni dell'alko piede: i pazienti asserivano di ave•· sentito qualche dolore nel marciare, ciò <;he non aveva loro impedito di eontlnuare il servizio. l sintomi della perioslite traumatica dei metatar5i et·ano simili a rtuelli della frattura; solo il dolore alla pressione non era cosi circoscritto, ma diffuso a tutto il dorso del piede. L'esalta diagnosi però è di spettanza della r·adioj:tra fla. Per facilitare l'esame, l'A. consiglia di notare col lapis dermogr aflco il punto preciso ove ha sede li dolore alla pressione, e mis ura re la dis tanza dalla punta del dito. Questa distonza misurata sulla negativa permetLeva di or ienta rsi sul punto della lesione e di scorger·vi le più fini alterazioni delle ossa, come sottili JiuPe di frattura od inf1•azioni. Circa 11 trattamento, gli autori no n sono d'accordo. Kirchner non lascia marciare 11 paziente prima che la frattu ra sia guarila ed il callo insensibile alla pre.,sione. Kirchne r e Schulte r itengono il bendaggio immobilizzante ~upel'!luo, come inutile il ma!'saggio.Wiemulh raccomanda il massaggio tln dal5°-i 0 giorno, applica un bendaggio amovibile che deve comprendere un forte piantare per fissare le articolazioni del piede; questo bendaggio é sostituito da u na benda di flan ella aii'S•-to• giorno. L'A. usò riposo a letto col piede sollevato pr·evia a pplicazione di bendaggio immobilizzante per 14 giorni: dopo, movime,lti attivi ~ ma!lsaggio. La cura della perioslile dei metatarsi non si discosta da quella dena tibia. La durala media del trattamento della frattura dei metatarsi fu di giorni 25,6. RaramMle una fratturtt dei motatarsi può dar luogo per le sue coo'3eguenze <td un provvedimento medico- legale di inabilità al se1·vizio. G. O. PowELt. M eREDITn . -

Oaaervuloal ollnlohe aull• oura oon la formallna

del oauoro lDoperablle.- (CentralblatlfD.r Balcteriologie, Para&ìtenkunde und lnfectioTlSkrank/leilen, 17 oltobro 1903). L'A., con l'uso di una soluzione di formalina al 2 1Jer cento, potette, dopo 1:?-16 giorni, elimina1·e il tessuto del tumore ira tre casi di neoplasma maligno, <:ioé in un sarcoma del peUo, in uno scirro del petto e io un epitelioma del labbro. Il tessuto divien e duro, si distacca con linea di demarcazione, come masea necrotica; quindi sorge un tessuto cicatriziale normale. L'asportazione del tumore distaccalo si ottiene separandolo dai fasci fibrosi con le forbici.


80.1

RIVISTA DI OCULlSTJCA

La soluzione di formalina deve essere di 1 1/ 1-2 per cento ; soluzioni più forti dtvengono dolorose ed OJZiscono pure ::!ui tessuti sani. La soluzione al 2 per cento ai ottiene aggiungendo a 19 parti di acqua distillata 1 parte di formalina del commercio. Si pongono sulla superficie ulcerata del tumore dei pezzetti di garza bagnati con detta soluzione sopra ad essi si applica una fascia tura ovattato. La medicatura è rinnovata ogni 6 ore. Dopo 3·4 medicature ce!<Sa la se· erezione e il cattivo odore. In 3- 7 giorni il tumore perde )a sua elasticitil, diviene insensibile al tatto e friabile . Quindi ha luogo la separazione dalla porte sana . Pare che la formalina abbia un'azione elelliva sul tessuto e che a ttacchi facilmente tanto le giovani parti rapidamente proliferanti, quanto le YPCChie. C. S .

Bulla terapia 4ell'ulotro molle - (Derm. Cent r alblall. Leipzig. Bd. VI. 1903. Hefl 7. piig. 194- 195 e Centralblatlftlr Bakleriolo[Jte, Pa r . und lf!(ek. XXXIV. Bd. - t7 ott'Jbre 1903).

KtRSTBIN MAx. -

Il r elatore raccomanda, invece del comune trattamento dell'ulcero mulle 1·ecente con l'acido fenico, l'uso della tintura di iodo officinale, con la quale e toccato le~germen te Il fondo dell'ulcero. L'ulte1·iore lrallamento della supe rfìcie granulante s i ottiene col dermatolo e con rimedi analoghi. Vantaggi della te· rapi o con la tintura di iodo sono: primo, la rapidtlà del procrsso di guarigione; secondo, la comodità e la mancanza di dolore pel suo uso. C. S.

O. SCHANNANN. - Della trequeu a e del valore •• mlolopoo 4eU'laeguagll&DS& puplllare. - (Zeitschrtjt jur klinisch~ Meclicin, n. ~. 1903). L'autore studiò la frequenza dell'ineguagliAnza pupilla re su più di un migliaio qi ammalali. Dalle sue ricerch e egli potè concludere che questo sintomo é notevolmente fr equente nel decorso delle malattie interne, nelle quali s i riscon trerebbe nella proporzione del 27,9 p. 100. T~:~le pr oporzione sat·ebbe più debole di quella indicata da Fe\ten (46 p. 100). più forte di quella ùata da Frànkel (dal 18 al 22 p. 100). La frequenza s a r ebbe eguale tanto negli uomini come nelle donne. È la pupilla sinistra quella che più di sovente presentasi dilatata. Da l punto di vista semioiogico l'autore propone di classificare cosi le varietà d'in eguaglianza pupilla re: to Ineguag lianza pupillare dipendente da una lesione della muscolatu ra dell'iride o del suo apparecchio nervoso (lesioni or ganiche dell'occhio, del sistema nervoso). In Ltll caso spasso coesiste abolizione del sistema pupillare alla luc<' (ineguaglianza pupillar e simpatica). 2o lneguagllanza pupillare dipendent" da particolaril8 costituzionali. E ssa può a sua volta distinguerai in


855

RI VI STA DI OOULISTICA

a1 ineguaglianzn pupillar·e per anomalia a natomica (sviluppo ineguale delle due iridi, della loro muscolaLura o del loro apparecchio d' innervazione): è l'ineguaglianza pupillar·e congenita ; ed in b) ineguaglianza pupillare per anomalia non anatomica (disturbo funzionale, ne vrosi); dala dtt un' irritazione speciale di uno dei sistemi d' innervazione dell'iride, irritabilità che porta seco l' ineguaglianza pupillare, o senza causa determinabile, o sotto l'influenza d' irl'ilanti psichici, sensilivi, tossic i, ACC. G. B. LAt>ERSONNE. -

Llnfooltoal raohldlana ed atrealoul oculari. -

(Re,.ueil

r(ophtalmoloaie, n. 6, 1903).

La puntura lo mbar e, con esame posilivo del liquido cefalo-rachidiano, venne falla 17 volte con 8 risultal.i positivi e 9 negativi, come è indicato nella tabella seguente : Risultati.

6 volte per· nevriti ottiche o e COI'ioretinili sifìliliche 4 volle per cisti. . . . . . . 3 volle per atrofia post·nevritiche. . . 1 vo lla pt'r menin~ile miliare con nevrile. l volta per tumore cer ebrale 1 volla per emicrania oflalmoplegica· . 'L volta per paralisi del 3° paio . . . .

3 P 3 P

3 N 1 N 3 N

l P l N l N

1 P

La tecnica a cui si ricorse fu sempre quella raccomandata dal Widal , Sicard e Ra van d. La puntura si mo.strò inoff~nsiva; in un solo caso il malato volendo alzarsi troppo presto, fu colto da vomiti e da cefalea. Due volle la puntura lombare diede luogo ad un gra nde sollievo, notando che in uno di codf:'sti ca8i s i trattava di un tumore cere br"Sie, e che la sottrazione di una piccola quantila di liquido cefalo-rachidiano ebbe per ris ultato di calmare cefalee violentissime e di miglrorare il potere visivo. Onde evilare ogni inconveniente, si ebbe sempre la precauzione di far coricaro gl'infe1·mi a tes ta basssa per qualche ora. Dal punto di visia del valore diagnostico, il risultato fu positivo nei tre malati affetti da nevrile e da corioretinite r·ecente, i' inizro delle quali ris~liva a 3 mesi, 8 giorni e 1 mese. Quando la lesione er·a reg r essiva, il risultato fu negativo. In un malato indubbiamente sifilitièo, affelto da nevrite leggiera unilatera.le,con intorbidamento purulento del vitr·eo, la linfocitosi, abbastanza sensibile in principio, scomparve dopo tre mesi di una cura energica: il che vuoi dire che la r eazione linrocitaria é transitoria e non accompagna che lesioni recenti. :'-Ielle manifestazioni s ifllitiche del se~;mento anteriore dell'occhio, s i trovò pure la !in foci tosi: e infatti, Ire punture praticate per irite sifilitica diedero due volte r isultati positivi. Dalla sifilide in fuori, la cilo-diagnosi fu positiva in un caso di nevrite edematosa, sintomatica di una meningite tubercolare, e negativa in tre casi di atrofia post-nevritica. Questi risultati dimostrano fin d' ora l'utilita dell'esame del liquido cefalorachidiano per la diagno"!i eziologica di un certo numero di lesioni recenti , lanto del segmento anteriore quanto del segmento pGstel'iore dell'occhio, quando i fenomeni sifllitici son difficili ad accertarsi.


85G

RIVI S'l'A DI OOULISTIOA

Sarà interessante di ricercare la formu la leucocitaria delle altre nevrili infettive, r eumatiche, grippali, ccc., e di vedet·e se la reazione é positiva, linfo· cileria o polmucleare. E. T. Dlagno•l 4elle parallat 4ti mu•ooU ooulart. cale, 8 a pr ile 190:1).

T E RFUEN. -

(Presse m édi·

È questo un articolo del più grande inter esse non sollanto per lo speciaJil:;t.tJ, ma altresì per il medico pratico, il quale vi tr overé esposte, con invi-

diabile concisiOne e chiarezza , le norme principali che guidano alla diagnosi delle paralisi dei muscoli dell'occhio, e numerose figure schemaliche che perme ttono di r enders i immediatamente conto delle varie specie delle paralisi s tessn In un pr imo paragrafo, l'A . ricorda che i sei muscoli estr inseci dell'occhio so n distribuiti in tre paia rispe ttiva mente a ntagonis ti: abduttore e adduttore, retti esterno e interno: elevatot•i, I'~llo superior-e e piccolo oblif'JUO: abbassatot:"i, retto inferiore e !ri'aode obliquo; e che, non tenendo elle dei mo viment1 di auduzione e di 11.dduzione, detti muscoli possono essere divisi più semplicemente tlncora iu due g rupp1. Tre sono adc{q:to,.i: relto inter no, r e u o super iOI·c, retto inferiore. I tre all1·i sono abcl;tttori: retto esterno, piccolo obliquo, grande obliquo. Dal punto di vista della diagnosi, l'A. stabilisce le due regole seguenti, che no n subiscono ~·ccezione alcuna: fo Ogni tliJilOpia omonirnll ristdta dalla paralisi di un abduttore: ogni diplopta in crociata, dalla paralisi d'un adduttor e. 2'> L'immar1ùte e sempre deoiafa dalla par te dooe agisce il muscolo pa· 1:alii;ato. L'obliquità f' \8 direzione ùe!le immagini sono poi oggetto di uno s tudio parlif'o lar·e, che , coll'ainlCl dP~Ii schemi. rende inutile Ollni spiegazione. E. T. H F.RTf:L . -

Le alterazioni del vu l retlDiol nell'arterto-• olero•l

Queste r icerche hanno lo scopo di cllmostrare, per mezzo dell'esame anatomico, in rrual modo e in qual gr·ado i vasi della re tina par·tecipino al processo d i s cler osi generale, e di vedel'e se, anche negli occhi dotati di buon potcl'e \'iSi\'O, si tro vino delle ttlterazioni anatomiche che, aume ntando, possano dar luogo a disturbi circolato ri. L'e'some fu diretto s u dodici occhi di individui angioscle rotici con buona vista, ed i risultati possono essere raggruppati in: 1• alterazioni senili costanti di tutti i vasi, allar gamento del loro calibro e delle loro par eti, nonché a umento dellli elementi elastici ; 2• al tet·azio ni isolate di diver·so grado sopratutlo delle vene, più rarame nte delle arterie, soLLo forma di processi inlìammatori con aumento deg li elementi elastici; in altri casi, neofor mazione di lflssulo ell\slico nell'in lima delle 11.rlerie e nella mediana delle vene. Per conseguenza, r ang iosclerosi sat·ebbe una prolifera· zione di tessuto in seguito ad infiammazione cronica (l{tiste r) . e queste alte· razioni possono, alla lun~a, produrre dis turbi cit•colatori, o facilitarli in ca~o ili debolezza cardiaca. E. T.


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mVISTADI ANATOlHARfiSIOlOGIANORlUE ~ PATOLOGICA Dell' Hiolopa e 4.Ua biologia 4el tumori. Archio, 2" fascicolo, mo~gio 1903)

O. ISRAEL. -

( \"irchows

.\ ) Parassitismo dei tumori. - 'Secondo rautore, bisognerebbe dividere parassiti dei Lumot•i, oggigiorno descrilli, in due classi: t o Quelli la di c ui natura parassitaria è dimostrata ; :2° Quelli la di cui natur a parassitaria non 1.· dimostrata. . La prima clos~e, quPIIa dei pa ra~sili conoscmti, comprende princip.almente 1 blastomiceti visti nei tumori non ulcerati ed ottenuti talvolta in collura puro. Però, ~ccondo l'autore, quand'anche si 5tabilisse la loro presenza nei tumori mediante una tecnica perfetta, la prova del loro valore eziologico (riproduzione del tumore per inoculazione de i parassiti agli anima li) far·ebbe tuttavia difetto. Giammai colture provenienti da un sarcoma o da un carcinoma. riprodussero, inoculate, un sarcoma od un carcinoma. l sarcomi a cellule giganti, ottenuti •Jal Leopold n dal San felice. non sarebbero che la ben nota espressione della reazione ai corpi ~lranieri, r eazione c he tanto assomiglia ai processi infiammalorii da n on poterla collocare fra i veri lumot·i. La se conda classe comprende ie formazioni la di cui natura para ssitaria non puu resisterA alla critica. Cosi non fu mai possibile di ottPnere dai tumori una coltura dei cosi tl~tti protozoarii. L'io rwsto di particella di tali tumori a proto;oarii, non provocò che delle reaz10ni infiammatorie. Per ùi piu é certo c he il caraUe r·o d'organismo vivente ed indi pendente deve essere ritlutalo a tali prolo; oari i. l corpuscoli colorabili alla fucsina del Ru~sel , i corpi di Plimmey, considerali quali inclu"ioni intracellulari, sono in r ealtil dei prodotti della cellula nella quale si sono nascosti. Essi sono delle anomalie del uucleo, de lle milosi abort•,·e, d ei prodotti di secrezione e di degenerazione del corpo CPIIular·e, tanto piu frequentr in fJuunto che le celhrle della neoformazione patologica si troYano in ~'favorevoli condizioni rli vita. La lo ro rassomiglinnzn più o rrwnn grande roi prolowarii e cni bla!:\tomiceli nc.n pu6 ingonnat•e un osservatore esercitalo. È parimenti notevole rome tali neol'ormazio ui sieno s tat& qualiOcate dagli uni per pr·otozoarii, dagli altri per l'acraro mice ti. L'autor e c onclude affermando non eststere neppure un .tatto che dimost ri la r·elazione e;iologica f ra un 1•arassita qualwu1ue ed un qualsiasi oero tumore. .B>. D!!ll'aumenlttta j econcWù eellul<lre nella genesi dei tumori. - In questi ullrmt te mpi, l'eziolugra dei tumori maligni, liberaudosi da ipotetici parassiti specifici, <Jn L ubarsch e Marchand venne attribuita ad anomalie di accrescirnenl_o. Il l e ro modo di vedere s i avvicina di mollo a quello dell'autore, che co?s•der•a la fecondità patologica delle cellule moplasiche come il risultato di

~n accomodazione ereditar&a a delle irrit~ioni ripetute, accomoda.tione rea~uata da uno soiluppo predominante dijun:zioni riproduttrici di la/une cellule

el corpo a spese delle altre loro fun:zioni.


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RIVISTA DI ANATOMIA E l<'IS IOLOGIA NORMALB E PATOLOGICA

lnfalli si riconoscono tre gr·uppi di funzioni cellulari: 1• Quelle che tendono alla conservazione della stessa cellula; 2• Quelle che tendono alla conservazio.ne della specie cellulare; 3• Le funzioni specifiche della cellula stessa. Le funzioni del secondo g-ruppo, funzi oni di •·iproduzione, sono specialmente ioLeressanti nell'epitelio pavimentoso, nel quale le cellule si dividono un cet•to numero di volte, guadagnano la pe1·iferia e muoiono. Tullo questo p1·ocesso vit.sle epiteliale é determinato in ciascheduna cellula individuale dall'ereditariet.a; esso vie n trasmesso dagli antenati cellulari. · È un processo s1mile ereditario di accomodazione che origina i neoplasmi. Essi pure sono il risult.slo di una (acolla di rcproduzione, accresciuta da in· .fluenze ereditarie, alla quale non manca che un'irritazione conoeniente per determinare la produz ione del neoplasma. · l tessuti embrionali che si disting uono per la facilità con la quale pt·oliferano non esigono che delle minime irrit.szioni per giungere a tale fecondità di grado elevalo, origine dei neoplasmi. Quanto, ai tess uti Rdulti bisogna ricordarsi che una gran parte delle er.citazioni fisiolog iche, che cominciano nello stesso momento della funzione dell'organo c he ne è la sede, possono condur re ad un'altera.::ione t-atologica dei caratteri cellulari; la sede di pr~dilezione, ben nola, del carcinoma nell'esofa~o. g li organi di digestione, ecc., ne souo la prova. Riass ume ndo, è nel potere di riproduzione delle cellule, poter e se mpr e crescente, er-edit.sriamente trasmesso da una cellula madre ad una cellula figlia e che realizza una ve ra accomodazione ad un' irritazione. esterna, che bisogna cercare la causa dei neoplasmi in generale e dei cancri in particolare. G. B. A. P A SINI. -

Bulla preaensa dell' orlo a spazzola nelle ghl&D4ole audorlfere. - (A te i Associazione medico-chiru ,.gica di Par ma, maggio 1903).

Data l'analogia fisiologica ed in parte anatomica che esiste fra la g hiandola r·anale e l e ghiandole s udorifere, l'autore volle ricercare se in ques t' ultime esista l'appal'ecchio a s pazzola che le ultime scoperte fisiologiche dimostraro no esser· proprio dell' epitelio tapezzanle i tubuli contorti renali. Praticò le s ue ricerche sul cavallo, snimale nel quale l'apparecchio sudorirero é mollo sviluppato. color·ando i prepsrali, come si fa pel rene, con ematossilina fer·rica dell' Heidenhein. Con tal metodo riscontrò come le cellule e piteliali della por·zione secerne nte delle g hia odole sudorifere sieno dis pos te in uno s trato unico, e come verso il lume de l canalicolo esse siano ricoper·te da un orletto costituHo da ci~lia ben distinte, r ettilinee od appe na ondulate, alte quanto un ter·zo. della ce llula, ed aventi una direzione perpendicolare al margine libero di essa; le ciglia s o no fitt.smente addos~ate fr·a di loro. Nelle sue ricerche sull'uomo, l'autore r iscontrò parimenti tale orle llo composto di c iglia alte quanto un ter zo della cellula epiteliale. estendentesi a tutta la porzione secernenle della ghiandola s udorifera e che cessa, con un rapido decrescere in altezza della ciglia, la dove il condotto ghiandolare diventa escretore, costituendo una par te integrante e costante delle ghiandole stess e.


RIVISTA DI A~ATO.\IU E FISIOLOGIA XORMALE E PATOLOGICA

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R• ~petlo alla funzione fisiologica di tale orlo, secondo l'autore, esso costituirebbe una forte integran te delle cellule destinale ad un'attivilà secernente, ma senza alcuna dipendenza da questa. Dal fatto che le ghiandole s udorifer e sono in certo modo fisiologicamente ''icarianti della g hiandola renale e che nelle prime, le quali sono con certezza ed unicamente secretrici, esiste normalmente un orlo a s pazzola, uguale a quello che pure normalmente esis le nel rene, deduce un nuovo e valido • criterio alto a stabilire che le cellule dei tubuli conto rti renali sono dotate nella loro atti vita fisiologica di un potere secernente, convalidando cosi \'iemaggiormente lo teoria fisiologica o vitalistica del Bowman, secondo la qu9.le, i glomeruli del r ene pres iedono alla fil trazione dell'acqua, che d iventa urina ricevendo dall' epitelio dei tuboli contorti i principii caratteristici della stessa. "G B.

R. MASSALONGo. -

n oentro atamogeno cerebrale. oenelo di Se. , lett. ed arti, m a rzo 1903).

(Atti det R. l slitut{}

L'Autore !'OSl•ene da lungo tempo che tutti i tremori, mioclonie, movimenti atetosic i, s pasmi clonici, che i diversi spasmi ritmici o le policlonie, dipendono da un'irritazione o da una lesione della zona corticale cor rispondente ai centri motori ; quest'ultima sarebbe Il centro dei tremori, e l'Autore la denomina :

Centro sismogeno. Pubblica in proposito l'osservazione di un giovane di 19 anni, colpito da bronco-pulmonit.e tubercolare, nel quale ejlli ass istette all'evoluzione d'una meningite tubercolare : duran te quest'ultima fece le seg uenti osservazioni : Il primo giorno si osservarono nei diversi gruppi muscolari dei mem bri superiore ed inferiore desll·o delle piccole contrazioni ondulatorie e vermicolar• de lla òurata d• crua lche secondo. Tale fenomeno colpiva un poco anche i muscoli della f11ccia dello s tesso lato. L'indomani tali contrazioni colpivano il lato sinistro. Si aveva cosi la ror.ma di m ioclono desct·itta da Schullzt!, Kuy, Peletti e Bianconi, solto il nome di miochimia. Le contrazioni m uscolari si accentuarono durante la notte del 1:1econdo giorno, divenner o brusche ed intense, pr edomiuando sempro a destra, determinando movimenti di flession e, estensione ed abòuzione delle membra . . Nella s era del terzo g iorno apparve un accesso clonico di epilessia Jacksomana, seguito da cinque altr1 accessi piu prolungati ed intensi. Il malato m ori. All'autops ia s i constatarono numerose granulazioni tubercolari menin~ee, e d ~i piccoli focolai di rammollimento occupanti unicamente, alloro principio, CJ.rconvoluzloni fronto-parielali dei due lati, però predominanti a s inistrs ; •l m•dollo era sano L' auto re non ammette affatto l'origine spinale dei tremori ; in tal caso In· fa~li esistevano delle alterazioni cerebrali sebbene non g ravi e nessunalesion& ~•dollare. Le le!tioni spinali o nevritiche non possono provocare tremori od 1 clono, che per un' azione indiretta sui centri corticali. G. B.

!e


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RIVISTA DI MALATriE VENEREE E DELLA PELLE · M. GA:-ICIIBR. -

La leuoopluta llnguale. - (La Presse médicale, luglio 1903).

La Jeucoplasia lingua le venne descritta da parecchi autori quale una psoriasi boccale; tale denominazione è difettosa , non avendo tale affezior•e a lcuna arfìnita con la psorrasi. Il fumo del tabacco è una causa provocatrice impot·tante, ciò che spiega come tale affezione sia più comune nell'uomo che nella donna; pertanto tale cau~a irritante non é sufficiente né ne cessar·ia a orodurre la !eu· coplasia. La sifilide vi~ne eziologicameote riscontr-ata dal 90 al 95 per cento dei casi, ciò che vuoi chiar·amente dire che laleucoplasia lingua le é quasi ~em­ pr·e una manifestazione sitllilica. Il trattamento cur ativo ha poca efficacia sulla stessa; essa verrebbe a rappresentare una malattia parasitllitica, come la tabe e la paralisi ~enerale. Dal punt.o di vist.a anatomico, la lesione originale é epiteliale, e consiste nella cutizzazione della mucosa, n~lla cheratinizzazivne ed anche nella iper· cheratinizzazione dell'epitelio linguale. Sr constata, al disotto delle placche leucoplasiche, una scler osi della zona papillare e, della zona supel'lìciale del derma, ma tale sclerosi é secondaria. La sclerosi del corion mucosa ravvicina la leucoplasia alla g lossite sclerotica su'per ficiale: ma la leucoplasia è inoltre caral· te1•izzata dalla cheratinizzazione epiteliale e dalla ipertrofia papillare che ne fauno un papilloma corneo. Al pr·incipio della lesione, si trovano nell'epitelio delle cellule epidermiche, la di cui pre~enza spiega il facile evol vere della leucoplasia verso l'epitelioma. La lesione comincia con una o più placche di lll l bianco marcato che ordinariamentll risiedono sulla fuccia dorsale " sui l>ol'di della lingua e che si estendono progressivame11te. Dopo uo ce1·t.o tempo, l'epitelio diventa liscio e .dur o; si for ma una sclerosi super ficiale disposta s olto forma di due strie fi bi'Ose sulle par li laterali Jella lingua. Le parti fibrose e scler·osate possono fondersi, diventando sede di esulcerazioni o di ulcerazioni dolorose. Solto l'influenza di un'irl'i lazione infiammatoria continua e pr ogressiva, lalune di queste ulcerazioni diventano vegetanti, coprendosi di sporgenze bollo· nate e papillomalose ~gglomera te io ma!'se pr·e~entanti la forma di fun ghi alla supe1•ficie de ll'organo. Di ques te ulcerazioni vegetanti, talune res tano stazionarie per un tempo indefinito; le altre solto l'influenza eli cause irritati ve multiple e varie, e sotto l'in!luenza di una pl'erlisvosizione speciale, specialmente dell'ereditaria cancerigna, degt>ner·ano io epitelioma linguale. Secondo l'autore, il cancro delh:t lingua è proprio dei sifilitici; ogni epitelioma lin~~:uale é consecutivo alla leucoplasia e tutte le leucoplasie sono di or igine sifìlilica: pertanto l'epitelioma della lingua è una lontana conseguenza della sifilide. La cura specifica é poco efficace nelle antiche sclerosi; devesi tuttavia pre· scr·ive•·e, poiché ordinariamente ritarda l'eYoluzioae delle lesioni. Deve esser e ~sc lusivamente mercuri aie e consister·e in iniezioni di sali solubili. Non s i deve


RIVISTA DI 'MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE

Sol

mai prescriver e l'ioduro di potassio quando esistono delle dubbie lesioni della lingua, poiché precipita l'evoluzione dell'epitelioma. Localmente saranno consigliati dei gargari!>mi o dci collutorii bicarbonati, o di acqua ossigenata allungala con t re o quaLlJ'O parti d'acqua. Se non esistono ulcerazioni, uno dei migliori metodi curativi, consiste nel praticare delle pennellazioni con una soluzione di bicromato di potassa all'uno per ciuquanta, raccomandando al malato di lavarsi poscia la bocca per togliere l'eccesso di bicromato. Le fessure verranno caute1·inate con llcido cromico, e se proronde col galvano-cauterio. Parimenti col galvano- cauter·io verranno cauterizzate le masse vegetanti e fungose. La leucoplasia lingualu deve esser distinta dalla glossite sclerosa super ficiale e dà l lichene piatto de !l~:~ lingua. L'epitelioma fa cilmente si differenzia dalla gomma sitìlitica; bisogna evitare sopratutto di confonderlo con l'ukerazione dovuta alla sclero!"i ~ifililica della lingua. L'epitelioma forma un' ulcerazionefungosa più dura, pit:a sanguinante, rivestita di icore fetido; determina un dolore, una salivazione, un disturbo dei movimenti molto maggiori di quelli dati della sclerosi ulcerata; da ultimo é accompom pagnato da un ingorgo glaodulare che sempre manca nella sclerosi. Nei casi dubbii si può sempre ricorrere alla prova curativa, purchi· non si adoperi che il mer~urio, escludendo J'iodurodi potassio. L'autore . da ultimo, mostrasi contrar1ssimo all'a blazione a scopo diagnostico di un frammento del lessuto supposto canceroso (biopsia), rite nendo possa. tal semplice fallo provocare <!elle terribili produzioni cancerigne. G. B. Il valore &Dt1blenorrapoo 4ell'albarglna. ital. delle malattie veneree e della pelle, fase 1•, 1903).

VJGNO L O- LUTATr. -

(Gior n.

L'albargina ,.., come il protargolo, un albuminalo d'argento. Presentasi solt(} forma di polvere bianca, di reazione neutra, solubile a freddo ed in qualsias• proporzione ne ll'acqua, però si altera a lla luce intensa. Venne adoperala dall'.\. nella proporzione di 0,10 a 0,60 per 100 per iniezioni due volle al giorno nella blenOJ'!'a~ia acuta anterior e, e per istilla zione nella blenorragia po,:;te1·iore e nelle urelro-cistiti, sempre con ottimi risullRli che l'autore cosi riassume : 1• L'albargina é J i facile applicazione pratica e di elfelto, d'ordinario, pro n to e sicuro; 2' Riesce utilissima tanto nelle forme acute come nelle subacule e croniche (nelle quali il protaPgolo non è efficace); 3' Ha uo considerevole potere antigonococcico (i gonococchi scompaiono nel secreto da 4- ·1O giorni) non é irritante ed ha proprieta astt:'ingenti abbastanza pronte; 4• Non provoca in ma.,.sima fenomt!ni d'intolleranza subieltiva, e solo ra ri sono i casi cl' intolleranza obiettiva. quando cioè, per lo pii!, venga usa~a in condizioni sfavorevoli, create dalle condizioni igieniche e dietetiche del malato; 5" Si presta ad una cura r egolare, con dosi crescenti da 0,10 a 0,60 p. 100. 6• Esplica iu genere il suo benefico effetto fi n dai primi giorni di cura, sia per i sintomi s ubiettivi che per quelli obiettivi della secrezione, avuto anch\3 riguardo alla rapida diminuzione dei gonococchi. G. B.


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RIVISTA DI rrERAPEUTICA M. JAunERT. - ••todo faolle per fabbrloare l'osatg eno. H6pitau::c, giugno 1903)

(Ga;ette des

Allo scopo di cercare di togliere tutti gli inconvenienti ed i pericoli dell'al· tuale fabbricazione e del costoso trasporto ùell'ossigeoo, l'autor e utilizzò a lcuni perossidi suo;;cetlibili di restituir e a freddo, sotto la semplice azione dell'acqua, l'ossigeno da essi contenuto. Cercò insomma di applicare all'ossigeno il modo di preparazione esteso con tanto successo alla fabbl'icazione dell'acetilene, facendo cioè agire l'acqua a freddo su di un ccrpo solido. L'autore chiama tali corpi O::cilili, corpi che vengono preparati in grande dall'industria elettro·chimica sotto forma di polvere o di agglomerati di tutte le dimensioni. Quando si versa dell'acqua su di un pezz.o di oxilite, si sviluppa immediatamente l'ossigeno io un modo tumultuoso. Beo si comprende l'interesse grandissimo di tale scoper ta e le conseguenze pratiche importanti che se ne possono dedurre. Si aggiunga che, secondo l'autore, l'oxilite ~arebbe il prodotto che darebbe l'idrogeno al più buon mercato. l vantaggi del processo Jaubert sarebbero i seguenti: 1° Soppresse le forti pres~ioni e per conseguenza soppresse le perdite per fug he; 2• Somma facilita di o ttenere il gas ; 3• Poss ibili là d'aver sempre in riserva un volume noto di ossigeno; 4• Nessun pericolo; 5• Nessuna difficoltà di manipolazione; 6• Nessuna spesa accessm·ia; i• Ossigeno chimicamente puro, tale quale non si ottiene con nessun altro processo. L'autor e passa quindi in rivis ta le numerose applicazioni dell'ossigeno cosi <>lleouto, applicazioni industriali, applicazioni meccaniche, applicazioni igieniche. Da qua n lo si è dello, si comprende l'importanza che verranno ad acquistare gli oxiliti, che mettendo l'oss igeno alla portata pt•atica di tutti, vengono G. B. così a definire dei problemi finora insoluti. L. LoRTAT·JAcoo. - L'Iodio ed l meni 41 difesa dell'organismo. - (Thb>e de Paris, '1903).

_,..

L'iodio e gli ioduri sono impiegati da lungo tempo in terapia; la loro azione fisiologica sulla respirazione, circolazione, secrezioni, è ben nola. L'autore fec:e uno studio s perimentale di tale rimedio per precisare il suo modo di assorbimento e la sua azione sul tessuto linfoide.

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RIVISTA DI MEDICI NA LEGALE

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L'iniezione sotloculanea ed intraperitoneale nell'animale di !'Oiuzioni di iodio o di soluzioni iodo·iodur ate, permette di constat.are che g li elementi leucoci · turii vrima a ssorbono l'iodio, poscia lo trasformano. Si ritrova nel protoplasma di taluni leucociti uno semiluna iodala ~nello· rossastra; t.ale colorazione a semiluna l'i modiflca rapidamente e si produce al suo po!>IO, nel leucocito, una formazione scabra d'aspetto metalloide giallo· I'PI'dastro. L'ussorbimento e la trasformazione dell'iodio falli dai leucociti, as· somigliano ai fenomeni osservati per il ferro da Metchnikoll' e per l'acido arsenioso do Bes reska. L'imezione di iodio nel periloneo produce: t o Una reazione endoteliale con iperleucocilosi e a !'glulinazione dci ~lo· buti bianchi, chn dura circa mezz'ora. 2• Una ipoleucocitosi che dm·a due giorni. 3° Una iperleucocitosi mononucleare che è pet•sif; tente e caratteristica1 della reazione ci»lle sie•·ose, sollo l'inftuenza delle iniezioni iodate. Gli elementi mononucleati sono sopratutto dei gra ndi leucocili mononucleari ed una certa quanti là di macrofagi. Le iniezioni di iodio fa tte sotto la pelle di molti animali, di'te rm inarono nel ~an'lue ur.a iperleucocito~i con mononucleosi. Questa mononucleosi delle sicrose e del sangue fa pensare che l'iodio eserciti un' azione tutt'affatto speciale st~ll'atlivita del ~essu to linfoide. IDopo un'inie· zione di ioduri nelle cavie, ei, constala un'miezione dci ~otanp:li linfalici, i di cui sem sono ingomb1·ati da Leucociti quasi tanto filti come n livello dello strato reticolar·e e dei follicoli. L'Iodio metallico, a dosi medie, esagera pure l'attività del tessu to linfoide, dei gangli e della milza; con dosi molto forti si produce in tali or ~an~ del tessuro scler oso. Tali ris ultati spel'imentali spiegano pe rfettamente i buoni risultati ottenuti con l'impiego dell'iodio e de'gli ioduri nelle affezioni croniche dei gangi ii e delle s1erose. Ques ta medicazione provoca la reazione mononucleare eh~ è la r ea· zirme di difesa dell'o1'ganis mo nei processi cronici. Inoltre, inte1·venendo la mononucleosi nella produzione dell'immunità, l'iodio può essere impiegato per arutarc tale processo. G. B.

RIVISTA DI MEDICINA LEGALE E''' ALD S T I ER. -

-

L' lmpol't&Dsa della p1lohlatrta pu 11 me4lco mlutart.

(Le Cadacée, n. 18, 26 seltembr·e 1!103).

L'auto re, incaricalo dal servizio sanilat·io <lei 'militari detenuti nella forte~za di Colonia, ebbe spesso occasione di applicar e i nuovi postulati della psrclriatria, ed e sprime quindi il desiderio che questa scienza venga, anche maggiormente, coltivata dai nemici militari, i quali vivono in un ambiente atto 8 s velare le più s variate rorme di ps icopalia . d . L'.autor~ dice che ad onta del meraviglioso progresso della psicbialria, e 61 risultati lusinghier i ottenuti nella cura degli allenati, pochi sono i me-


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RIVISTA DI :MEDICINA LEGALJ!:

dici che prendono veramente interes;.e allo studio di ques ta scienza. Egli ne attribuisce la causa al fatto che, in questi ultimi trent'anni, la perso nalit!i e le dottrine di Virchow hanno dato una base anatomica a tutti gli stud1 della medicina; dì qui una relativa noncuranza per quelle affezioni ;:he offrono un tipo morboso puramente sintomatologico; infatti nella maggior parte delle psicosi o delle ne vrosi, poco o nulla si rinviene dal lato anatomo-patologico. Occorre anche riflettere che, per ben comprendere le affezioni me n tali e necessario che il medico abbia un corredo di cognizioni fi losofiche e psicologiche, che non è sempre facile potere acquisire, s tante la vaslìl&. del camp() medico. Questa riflessione è poi a pplicabile, in g rado anche maggiore, al m ediM 1ttilitare. I ufall.i, oltre a tutte le nozioni generali, inerenti alla s ua posi:tionP. :;ocìale di medico, egli ha l'obbligo di conoscere, a fondo, l'amministrazione e l'or ganizzazione det:'esercito, in pace ed in guerra ; deve coltivare delle branche s peciali, quali l'igiene e la chirurgia; e biso7na che abbia una pratica particolare nel curare le affezioni degli occhi e dell'orecchio ; non è facile quindi che egli possa acquistare altrettanta confidenza collo studio e col trattame n to delle malattie mentali. Non è raro quindi il caso di sen\ire qualche medico militare a dichiarare che , in genere, fta i giovani soldati non vi sono pazzi. Basta la semplice riflessione a convincersi del contrario. Infatti la leva vieu fatta su tulli i giovani di una data popolazione, ed é naturale che essi debbono ri:;pecchiare, anche per <ruanto riguarda le alterazioni psichiche, la morbosi là più o meno dominante nel paese. Cer to che, ad un esame un po' affre ttalo, come s i è costretti a a rare all'epoca della incor porazione delle r eclute, molti di questi individui, deboli rli mente, sfuggono alla diretta osservazione d el medico militare, e sono dichiarati idonei al servizio. Vi sono poi di quelli che, all'atto del loro arruolamento, sono s ani d i mente, ma che possono ammalarsi in dipendenza delle s variate cause morbigene, i nel'enti alla vita militare (ferite al capo, colpo di calore, malattie di diver so gene r e, specialmen te infetlive, ecc.). A ques to proposito, l'autore s i domanda: Che cosa. elice la statistica ? Secondo Catrin il numero degli alienati nell'esercito francese, è, a nnualmente, di 200 a 240, cioè, secondo Granjux del 0,40 p. 100. In propoL·zione, questa cifra è un po' più piccola nell'esercito tedesco, maggiormente elevata negli allri eserciti, che hanno la coscrizione obbligatoria, o molto più considerevole nei paes i in cui il servizio militare non è obbligatorio, come l'Inghilterra, il Belgio, ecc. Nell'nono 1!:190, si ebbero! in Germania il 0,35 p. 1000 ; in loghilterra 1'1,3 p. 1110U, nel Belg io il 2,2:{ p. 1000 della foeza presente. Da quell'epoca aumentarono dappertutto. Nell'esercito tedesco, secondo l'u Ili ma statistica sanitaria pel 1!:199-1900, si verificò il 0,60 p. 1000 di malattie men tali. Pur tuttavia questa cifra è ben piccola se viene paregonata al complesso clelle altre malattie, cbe asceu:!.ono al 68!J p. 1000. Sarebbe un grave e rro1•e, in vista della esiguità di queste cifre, il non d are importanza alle malattie menlali. Noi ved re mo, scrive l'autore, che esse ne hanno molta di più di quanto comunemente si c rede, e che d'altra pa1·te, anche i casi isolati di queste infermità me ritano, per lo più, molto maggiore con sideraziOne delle comuni affezioni. Può spiegars i, fino ad un certo punto, la r iluttanza ùei medici a dichia r a re alletti da alienazione mentale i militari in genere, ed in particolar modo gli


.RIVISTA DI MEDICI~A LEGALE

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ufficiali, ben 8apendo che tale giudizio non solo sarebbe causa di rifol'tna, ma anche di inabilità a copr ire car iche od impieghi nella vita civile. Inoltre, nelle statistiche di tutti gh eserciti, si trovano distin te dalle malattie mentali certe nflezioni, che pure hanno colle medesime la pii.t JZrande affinità, cioé il delirium tremens, l"alcoolismo, la paralisi generale , la catalessi, la nostalgia, certe forme di imbectllitit, ecc. Non pa1·1iamo della epilessia, isterismo, neurastenia, corea, che rappre~entano un gruppo di affezioni importantissime dal Ialo psichico. Se noi aggiun~iamo alle malattie mentali, propriamente delle, anche le te:>lé accennate nevrosi, ve !remo rapidam ente aumentare la cirra totale di questo genere di affezioni. Un alh·o aumento proviene dalle malattie degli ufficiali. Nella maggior parte degli es erciti, la morbosilil de~li ufficiali figUJ'a ben poco nelle statistiche, per ché pochi !:<nn quelli, che Yen;..(ono curati negli n~pedali, e mollissimi colo1·o che s i curano in casa propria, sotlo la direzione e con l'assistenza di medici militari o civili. Intanto le psicosi non sono tanto rare negli ulliciali. Myrdacz calcola, per l'esercito austro- ungheJ·ese, e sopra una media di dieci a nni, che che il nume1·o delle malaUiQ me ntali negli ufficiali sta a quello delle malattie mentali degli uomi ni di lmppa come 2i5 sta a 112: Colin calcola, per l'esercito francese, 0,3\ p. 10m di malattie mentali nella tr uppa, ed 1,31 p. iOOO negli ufficiali, vale a di1'e un predominio molto sentito in (JUI·sli ultimi. Pure ammettendo che tfuesto fatto dipenda dall'eta piu a van1.ato dtlgli ufficiali, non é meno vero che queste malattie richiedono, per e~sere curate, UJl tatto e delle nozioni allatto s peciali. Di fatlCl, il più ~pesso non si ha da rare cnn psicosi a<'ute, facili rla diagno~licare, ma colla demenza paralitica, insor ta insidiosamente; non di rado ltl diagnosi di questa affezione é difficilissima a fa rsi, mentre è di assoluta importanza, attesa la posizione ddl' ufficiale, sempre delicata e piena di rcsponsabilita. · In base ad una J'ecente serie di osservazioni di psicosi negli ufflC'iali, l'autore calcola al ;,Il p. 100 la frequenza della paralisi generale nelle malattie mentali; per J'eseJ·cilo francese Dufour trovò ilf>~ p. 1(1(1; nell'esercito italiano G1·illi trovò il 55 p. lOti. È positivo che la maggior parte di ufficiali, affetti dalle sud.Jette iofer·milà non figurano nei rendiconU s tatistici. Del r esto, le psicopatie piu ancora che per il loro numero, sono importanti per la forma morbosa che rappresentano e basta anch·~ un caso isolato per altirare tutta l'attenzione e la saga cilà ciel medico. Infatti, noi tlobhiamo tener•· semp r e presente che di lutt.e le malattie, c he trovano posto nella statis tica, il 00 p. 100 circa sono affezioni, che, come le escoriazioni, i furuncl)li, gli imbarazzi gas tr ici, le angine ecc., non richiedùno eh~ pochi gior ni di cura, e non lasciano conseguenze, né a riguardo della idonei la a l sel'vizio, nè per la s alute ulteriore dell'individuo. Cosi pure, vi sono delle infer mità di maggior rilievo, che d~b­ booo essere curale presso gli ospedali, e che lasciano dei p()stumi non compatibili con le esigenze del servizio, ma che uou da n neg~iano l'individuo per lungo tempo, e gh permettono di dedicarsi ad un lavoro rimunerativo. Per lo contrario, le malattie mentali sono le affezioni più grttvi che si conoscano: chi ne é all'etto é inabile al servizio militare, ed è pu1·e temporaneamente, e spesso permanentemente incapace a proficuo lavoro . Quando poi viene in scena la questione se un delitto sia stato commesso in


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RIVlS T.\ DI TEC NICA E SERVIZIO ME.D IOO MILITARE

islalo di mente sano o polologico, allora sono io g ioco degli interessi bE>n più forti dt>llu !'tC!"!>fl s Alute e della abilità al lavoro: ne va u elron ~re di un uomo e di tuttA la ;:uu famiglia. A tutte que;:te r•agioni, ;:e ne deve a ggiungere un'ultima, la più alta ed importante: il bene dell'esercito. St• per tutte le nltre molattie, resercilo e lo Stato hAnno il dovere di prenderr>, con tutta screnzR e co"cienza, cura dei figli del popolo, chE' loro furono affidAli, e di protf'~~et·li contm le cause pèrsistenli dr delet•ioramento fisico, p~>r lP mah1llr" mentali non si tratta soltanto dei ma lati, che ne sono atfettr, 1110 anche dei sani; non bisogna avere di mira soltanto l'individ uo. ma la generalità. Qual~< ialli ammnlato dr mPnt~ disconosciuto, qualunque imbecille o dc~cne­ r ato, eire, s"'lnr.o comprerrder·e le esigenze della discrplina, si ribella con alli o con parole contro i regola menti militari, nuoce ad altrui col suo cattivo esempio, o contr·rbursce a scuoter·e le colonne fondamentali di Of!ni esercito, cioè " lo disciplinn st•vera e l'obbedienza cieca •. È adun•Jue un sacro dover·e pel medico militare, grazie alle co~nizioni scienti Oelle mes::.e a s uo disposizione, di occuparsi attivamente dei casi speciali di nlienazionl' e di dehoh' zza mentale. per il bene degli ammalali, per il vantaggio del l'cser·cito, per la, prospel'ità della patria. Cosi conclude l'autore , e noi ci a ssociamo, in tutto e per tutto, al s uo modo d i vetlct•r•, c ri s timiamo ben fortunali che n el nostro eser·cito lo s tudio della ps ichiatr·ia s ia incor·aggialo dai s uperiori, e coltivalo dn molli con assiduità ed amo~. B~

RI\'ISTA DI TECNICA E SERVIZIO MEDICO MILITARE J. W. J EN NINGS. - Corditofagia e oordltofagl. Army Medicai Cor,,;~, ottobre 1903).

(Journal oì lite Royal

Il dott. Jenninl!!', ma~gior'•' medico nell'esercito inf( le"e ne l Tran,.vaal ha 8\'Ulo occa~ione tli O!'<~<ervar·c alcuni soldati, i quali, per essere rimpatriati, s i procuravano cicgli ~ta li morbosi mangiando l_a cordite, la quale, com' è noto, è r rsplosi vo adoperalo nelle corlucce del fucile inglese, il L ee-Melford. La cortlilo ho in metli11 la seguente composizione: nill'oglicerino 58 parti·, colone fulminante 37 parti ,. g-elatina minerale 5 parti. C:ome solvente di queste sostanze s i adoper·o l'aceto ne. Ogni cartuccia Lee-1\l ctford contiene sessanta fili ci lindr·ici di cordite eci o,!!'ni filo misura i '/, pollici di lunghezza con un diaml'tro di '/u di pollice. Come si vede la cordi te ha s u per giù la compo sizione de llo balis titi', e quindi si può inferire che i s intomi che produrrebbe l' ingeslione della balistite sarebbero identici a fJUelli pr·odotti dalla cordit~. La cordite ha un sapor·e dolce, piacevole, un po' piccante: essa ò poc hiss imo solu!Jile nella bocca. Ln sua azione fisiologica è simile, btmchè pi tì debole, a quello del nitrato d'amile: ceratea pulsati va, arrossamento della faccia, polente pulsazione delle carotidi, vertigini, disturbi motor ii del cuor·e, ecc.

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RlVISTA DI TEONIOA E SgflVlZIO MEDICO MILITARE

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Un individuo che ha mangiato la cor di te presenta in geneealP. il seguente complesso di sintomi: Le congiuntive assumono una tinta giallas tra: gli occhi diventano lucidi, dando alla faccia un'espressione selvaggia, il volto è contratto: la pelle assume una tinta giallo sporco o brunastra : stipRi ventrale: febb1·e: cefalea accessionsle o permanente, anoressia, sete intensa, obnubilamento delle facoltà mentali e grande voglia di dormire. Quando è inger ita in ti h a 10), la cordite produce rapidamente una violenta cefalea , specialmente localizzata a lle re,.-tioni tempor ale ed occip•tale, la quale dura tutto il giorno. ln~erita nella birra o nei thé (da 5 a 10 fili), la cor dite produce un sonno profondo, seguito da uno s tu pore che dura da 5 a 12 or e. È diffi cile svegliare il paziente, che bisogna spesso peecuotere in faccia o pizzicare o scuole1·e e che con diCficolt.à si eiesce a fa r alzare. Lo svegliarsi é accom pagnato da una forte cefalea lrafittiva , da lievi contratture muscolari e da prolrusione degli occhi che ~ono torvi e pesan.ti. Completamente desto, il corditorago ò tardo a pei'cepil'e il mondo esterno e bisogna r ipetere le domande due o tr e volle pri ma di ottene1·ne risposta. Vi é dis tinta avversione al cibo, unita a tendenza al vo· mito, come si potè constatare un ardente des iderio di bere birra ; ed in uno dei cor ditoragi osser vato l'in gestione d'un mezzo lil!·o di ques ta bevanda bas tò a guarirlo. In ultri cosi In birra pl'oduce un effetto esilarante, il quale dura fin quando l'individuo i: tenuto a muoversi per faccende e ces,.:a quaud'egli t•imaue disocc upato. l o un caso il paziente aveva deside1·io di dot·mire, s'irritava se non lo si assecondavo e d1veniva aggressivo verso i com pagni. Dopo aver dor mito due o tre ore, l'individuo si rimetteva completamente, permanevano però le traccia della ceralett e una sete inesting uibile : si osser vò qualche volta uu li!!ve s tato febbrile. Presa in soluzione, come p. e. col thè, la cordite sembr a pr odurre quasi immediatamente effetti e5:ilaranti, che spingono gli individui ad alti quasi demoniacs. Se si trovano in più, i cordi tofagi a coro s i raccontano i falli loro occor:>i fin dalla nascita. Questo l'lato di sovraeccitazione dura due o tre ore, tinch.:. non sopraggiUnge il sonno o rinterruzio ne prodotta dai rim pt·overi di un soperiore. Se all'azione della cordite si unisce quella della birra durante il periodo d'eccitazione, il corditofa go divie n~< preda d'uno s tato ma niaco aggresSIVO e distruttivo anche verso i suoi più cari amici e anche se egli fosse di un'indole mitissima. I l dot t. Jenoings ra voti che altri colleghi si facciano a studiare questi casi di cot·ditofagia, che costituiscono una nuova forma d'intossicazione. G.

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L F.GRANO.- Di•pazla mortale durante una marola oogll•Jd. -

Ferite delle Oon•l4erastonl. ( A r ehioes de médeeine et de pharmaeie m ilitai r es, aotH 1903).

arterie oaroUde primitiva e eottomentale de•tre. -

Il J5 gennaio 1903 un cacciatore delle Alpi, d urante gli esercizi cogli s ki, <'.orre ndo in discesa, perdeva l' equilibr io e cadeva in modo che la punta del bas tone ferrato (alpenstock), che gli era sfuggito di mano, gli s'infiggeva nella par·te destra del collo, al disotto della mandibola . Dalla ferita usci un getto di sangue, che un compagno cercò di arrestare, comprimendo fortemente il collo. Trasportato all' ospedale, c he dis tava circa 700 m., fn r iscontrata nella regione laterale destra del collo una ferita irregolare, d i forma pressoché tr iangolare, larga a ppena quanto l'estremità del dito


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mignolo, situata a 4 cm. in avanti dell'angolo della mandibola e a metà dello spazio compreso frà la linea superiore ddJa cartilagine tiroidea e la cresta mascel lare mferiore. L' emorragia arteriosa, che era stata frenata in modo incompleto, cessò tosto mercè la compressione di~itale dell'arteria faciale destra nel suo trag-itto ~otto mascellare. Il ferito aveva il polso debole, ma era cosciente e agitato. Fu praticata l'emosta~i definitiva, solto la clonorarcosi, mediante un' ioci~ione curva dal punto della ferita fino a un centimetro dall'angolo della mandibola e l'allacciatura dell'arteria sottomentale, voluminosa, che pr·esentava una larga ferita laterale. Il cateterismo della ferita indicava che ragenle vulnerante era penetrato attraverso i muscoli a una pt•ofondità di 4 a 5 cm. nella direzione dell'angolo della mascella inferiore. Niuna altra lesione a pparente di organi impMtanti. Al !'IUO risveglio, il ferito presentava una paralisi motrice degli arti infe riori sinistri, con intPgrit.A della faccia. Nei due giorni seguenti !~Opravvennero prima un lieve torpore, indi il coma con febbre alta e la morte. Intanto la ferita non presentò che un leggiero gemizio sanguigno, cessato dopo la medicazione, e fu sempre sensibile il polso dell'arteria temporale destra. All'autopsia risultò che Io strumento feritore era penetrato verso la r egione carotide&. La carotide comune, a livello della sua bifor cazione, era circo:-:data do un coagulo che risaliva flno alla car otide interna, e aderiva a questa cosi da deprimerne totalmente il lume. Tolto il coagulo, a 3 mm. al disotto della sua divi!!ione, la carotide primitiva presentava una larga perdita di sostanza, a bordi dentellati, interessante circa 1 /, del suo perimetro. Le circonvoluzioni cerebrali frontale e parietale ascendenti, parte della a• frontale e il lobulo parietale superiore, a destra, erano parzialmente rammollite e l'arteria carotide interna, nel punto di entrata nel cranio, in parte obliterata da un co&gulo che si prolungava nell'arteria della fossa del Silvio. La morte fu prodotta da rammollimento acuto del cervello, consecutivo ad embolia delrarteria silviaoa destra. L'A. nelle sue cons iderazioni rileva il fatto importante del!a emostasia spon· tanea in una ferita incompleta della carotide, se nza stato siocopale. Nota poi che la sintomatologia era tale da rendere impossibile da principio la diagnosi di una lesione carotidea. Solo la produzioue ripetuta di un gem1zio sanguigno, benché molto lep-gicro, dalla ferita fin dal secondo giorno r isvegliò il sospello òi una emostasi incompleta, ma in un momento in cui la morte appariva inevitabile. Da questo esempio scat•Jri.s ce !"importanza dell'esistenza di scoli sang uigni an~he leggieri per la rivelazione delle ferile arteriose. L' A. infine consiglia alcune norme precauzionali allo scopo di evitare gli infortuni durAnte gli esercizi sugli ski. Il bastone ferrato dovrebbe essere tenuto a destra o a sinistra del corpo, colla punta rivolta all'indietro, pronta ad affondarsi nella neve per agire da freno, ed é pericolosa l'abitudine sia di dirigerla in avanti, come n~l caso attuale, a rischio di urtare contro gli sl,i, sia d1 tenere il bastone orizzontalmente in avanti, a braccia distese, in attitudine di equilibrista. Esso dovrebbe essere anche munito di una dragona per as~i­ curarlo allo mano e all'avambraccio, e di anelli di cuoio disposti a varie altezze per impedirne lo scivolamento nelle mani inumidite. Sarebbe utile un manualetto contenente le regole di questo nuovo esercizio di s port cosi utile ed aggradevole. P. L.


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---: n oardlop&lmo e l& •aa dl&gao.l Deu·..erolto - (A rchioes de médEcine et de pharmaeie militaires, septembt·e 1903).

CHAVIONV.

Fra le numerose definizioni del cardiopalmo la piu semplice e la migliore, secondo l'A., é la seguente: chi ne è affetto ha la ptlrcezione dolorosa dei battiti del suo cuore. l trattati clal'sici distinguono le palpitazioni cardiache in sintomatiche ed idiopatiche. Le prime non sono che molto raramente la conseguenza di effe· zioni organiche del cuore e, per scoprirne la causa, è d'uopo sempre passare in rivista tutti gli organi. I due apparecchi respiratorio e digerente devono essere principalmente esaminati con grande cura. Hirtz ha scritto che quando un ammalato si lagna di palpitazioni conviene esaminare il polmone, ed il cuore allorchC soffre di affanno nella respirazione. L'A. ha infatti riscontrato che almeno i '/1 dei soldati che consultano i medici militari per palpitazioni sono a ffetti da malattie polmonari, mollo spesso di natura tubercola re. In questo caso le crisi cardiache non si possono ascrivere a una comprcf'sione della massa ganglionare l!·acheo-bronchiale sui nervi motori del cuore, essendo essa permanente, benE!\ ad una eccitazione debole ma t•i petuta, che si accumula nei centri nervosi, come succede nell'epilessia. Un'altra cau!:la sta :nelle vegetazioni adenoidee del naso-f'arin~e, per le lesioni polmonari o le deformazioni toraciche, che ne conseguono. Anche le affezioni dell'apparecchio digerente provocano il cardiopalmo, tl tra fJUesle le dilalazior'i gastriche, l'ipercloridria, la tiflite, il tenia, ecc. Tei~sier ha f<egnalato un caso di cardiopalmo, sintomatico di una inrezione del rene destro. Infine è d'uopo agEliungere le intossicazioni e le cause morali. Cosi resta molto ridotta la classe delle palpitazioni idiopatiche, che spesso costituiscono una diagnosi di comodo. Pet·ché l'affezione non é piu rrequente? La clinica risponde che tal uni ne 11offrono Mtlo l'influenza di cause anehe insignificanti, perché sono nevropa· lici o il loro sistema nervoso é facilmente eccitabile. Tali ammalali hanno per lo più qualche tara ereJ•taria del sistema nervo~o. Inoltre i nervosi, i de· generati, presentano una sensibilità speciale all' azione dei tossici, e il loro :>lato mentale li trascina alla ioto!:!sicazione coll'alcool, col tabacco, ecc. (Raymond). Il cardiopalmo non sarebbe in fondo che un fenomeno riflesso doloroso della reg•one cardiaca, la cui origine è o soma1ica o psichica. La sua palogenesi é oscura, poiché se l'ipotesi di una eccitazione dei net·vi o dei centri acrelerator i, o di quella dei centri o delle vie frenatrici del cuore può spiegare la tachic.arrlia, non spiega il cat·diopalrno, il quale può esistere anche indipendentemente da es:>a. La s intomatologia non ha nulla di obbiettivo, come quella delle nevralgie. A.-;canto al cardiopalmo che si manifesta con rivoluzioni cardiache tumultuose e inteuse, vi è fiuello col solo sintorna dolore. Cardiopalmo e lachicardia non hanno fra loro alcuna t·elazione necessaria. In molti s tati febbt•ili il cuore ha perfino 180 battiti al minuto senza che il malato s offra il minimo dolore precordiale o si lagni di palpitazioni. Al contrario vi sono palpitazioni senza lachicardia e senza esagerazione dell'impulso cardiaco. . La cura sarà indicata dalla causa. Nel cardiopalmo di origine nervosa le diJZilale non ha quasi mai alcun effetto e può servire perciò, secondo Peter,


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RIVISTA DI TEONIOA E SERVIZIO MEDICO KILl TARE

come mezzo diagnostico. Nei casi di lesioni polmonari esso migliora r apidamente colle rivulsioni locali. Quando la causa risi~de in una malattia di stomaco, ad es: in una di!atazione, l'uso del bromur o d1 potassio dev'esser e pr o· scritto, non essendo un eupteptico e potendo r iuscire caustico, se non è abbastan~a diluito. Nei casi specia li in cui l'eziologia é ignota e si tratta di soggetti émotivi, impr essionabili, nevropalici. sara util~ il bromuro di potass io somministrato a do«i g raduate come nell'epilessia, per diminuire i riflessi del sistema nervoso. La cura morale ha pure nna pal"te molto importante, specie nei 1<o~ge tti che credono di essere a ffetti da mailttlie di cuore. Dal punto di vista militare, se è relAtivamente facil e scoprire la frode oPI ca1·diopalmo provocato, non lo è altrettanto in quello simulato. Quando nell'esame degli organi l'espiratori, diger enti e del sistema nervoso si trova una lesione provocat•·•ce sufficiente, si può ammettere l'affezione come reale. Ma in lttluni casi, benché rar i, in cui non esiste alcun sintomo obbiettivo, il ~iu· dizio resta necessariamente so!!peso. Però i casi scientificamente dimostrati di vera s:mulazione sono •·ari, e le difficoltà delle pet•izit! medico-militari sono per lo più d'ordine puramente clinico e si eliminano con una diagnosi metodica e p1·ecisa fondala principalmente sull'eziologia. Intanto conviene sempr e pensareche il ca•·diopalmo vero può non esser e accompegnatr• da alcun sintomo ob· p. L. biettivo. ANTONY e LOISON. -

Esame del ouoré oolla ra41osoopta dal punto 41 vista 4ell'attltu41oe delservtzlo mllltare . - (A rchioes de Méclecine el de Pharmttcie Militaires, ottobre 1903).

L'esame clinico più minuzioso non rivela sempre le les ioni o la anomAlie cardiache; la radioscopia può essere usata quale mezzo coadiuvante d' in vesti~azione, poichè rende possibile la delimitazione dell'area cardiaca, di cui si dise~nano i contorni sullo schermo fluorescente, mediante la carla trasparente. Questo studio, d'altronclP, non può esser e fecondo eli utili risultat i se non s' istituiscono ricerche anche sull'area cardiaca fisiologica. La valulaz1011e esalta di questa é molto difficile, perché diversi fattori con· corrono a modificare il volume del cuore, fra cui l'età, il sesso, la statura, il peso, lo sviluppo del torace, la professione, la razza, ecc. Gli AA. non hanno esaminato che giovani destinati all'esercito o già incorporati. Essi preferirono il metodo di Variol e Chicotol agli 'altri, che esigono l'impiego di apparecchi ingegnosi, m~ delicati, coi quali si ottiene la proiezione ortogonale del ouot·e. Col pt·ocesso &nzidelto eh~ richiede soltanto l'uso di un tubo bianodico e di uno schermo fluot·escente al platino-cianuro di bario e da la proiezione conica del cuore, furono esaminali 3i2 giovani, di cui 191 sani, 127 afl'elli da tubercolosi e M con lesioni cardiache. Fatte le necessarie correzioni, dovute alle diverse dimensioni della cassa loracica, risultò che i giovani di buona costituzione e sani presentavano un'area cardiaca equivalente in superficie a 100 fino a 125 centimetri quadrati. Gli AA. concludono: t• La radioscopia del cuore permette di ottenet·e facilmente dei tracciati preci~i, che i medici militari hanno interesse di consultare prima di prender~ una decisione sull'altitudine al servizio militare;


RIVISTA DI TECXICA E S ERVIZIO MEDICO ~ULITARii:

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2° Il volume del cuore aumenta regolarmente colla slalur-a e collo s viluppo jlenerale dell'or.s::anisrno, caratterizza to dal peso e dall'ampiezza toraci ca; 3° L'ttrea ·~ardisca a cquista un'estensione consider·evole negl'individui che hanno soffer·lo reumatis mo e malattie cardiache e ne~li operai obbligati a s forzi violenti e ripetuti ; 4° Essa é, al contrario, ~ensibilmen le r-idotla nei ;.:iovani affetti da tubercolosi polmonar·e o predisposti alla medesima. TaiA conslalazrone non é però applicabile ai plem·itici lube1·colosi. P. L. N1oN. -

Bulla prueua dell'IDtermedtum tar•l nell'uomo. - (Deutsche mi-

litii,.;i,.~tl. Zeitschr., Hefl4, 1903).

narclcleben nel 1883 dimostrò che l'o::.so intermedium o lri~-[Onum larsi, che Ca parla dellat·so di tal uni mammiferi, si trova tal volla anchu nell'uomo.

La sua presenza è importante dal lato clinico pet·chè &!<SO fu, in alcune lesioni traumaticl1e del piede (Silepherd, W illmans), scambiato col p1·ocesso po· s teriore dell'asll·agalo, staccatosi in seguito a frattura. L'os lrigonum ù descr illo nell'uomo come un osso di forma s ub-rotonda, del diametro di 10 a 17 mm., situato d1etro l'a stragalo, in prossimilè del malleolo esterno, con una superficie articolar·e liscia opposta ul calcagno. cd unito all'asll·agalo mediante sinostosi incom jJlela o uno strato intermedio di tessuto connettivo, o anche per mezzo di articolazio ne. Il trigono é già, nel ~econdo mese di vila embrionale, una cartilagine indipenùenl.:, nell'adulto si trova ora in un solo ora in ambedue i piedi, talora diviso in due parti ; è piu frequente nell'uomo che nella donna. È bene sviluppa to nei vertcbrali inferior i, rome nei ma rs upiah a cinque drta, in cui si I'in\·iene tra le due osso della ~a mba , per ciò la sua posizione nell'uomo è secoud11 ria. Secondo Pfilzner corri~pondc all'osso triangola1·e del braccio e1l è da lui chiamato os intermcdium crur is. L'A. ha rinvenuto l'os trigonum m solc.lati, i quali erano stati sottoposti a ll'e!iame radioscopico in seguito a contusioni o distor·sioni delle articolazioni dei piedi. Essi presentavano una piu o meno rilevante tumeftlzione dell'articolazione libio-tarsea e delle parti molli del piede, senza !;pcciale dolor abilità n(• crepitSzione in corrispondenza dell'estremita posterior e dell'astragalo. In quaUro casi quest'osso fu trovato in a mbedue i piec.li, nè i soggetti ricordavano d1 aver mai sofferto lesioni nel piede sano. All'esame esterno si percepiva in tutli una maggior e sporgenza ùell'estremilè posi.Eiriore dell'a-;tragalo, la quale non si poteva ben delimitare e non era dotala di alcun movimento. Nell'esame rad10scupico Jelle lesioni traumatiche ai piedi In co~nizione dell'esistenza dell' os lt'igonurn può avere grande importanza pei giudizi medico- legali. P. L. MASSON.- Bloerohe •aU'attenuastooe progre••tva del potere aoU.ettloo

del matetlale dl medloaslone al btoloruro dl merourto : mesr.l per rtmedlarvt. - (tt rchioes de Mt}decine et de Phaf'macie Militaires, aoùtt903) . Al contatto della fibra di cotone, costituita da cellulo>'a quasi pura, che a gisce come riduttrice, il sublimato corrosivo si scompone rapidamente e il mercurio passa allo stato insolubile : dopo un tempo piit o meno lungo, gh o ggetti di medicazione al bicloruro possono essere 11 n cor a asettici, ma non


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RIVISTA D'IGIE!\E

sono più antisettici. Percièl l'A. propone un m etodo di pt•eparazione di dello meter1el~, consi!'tente nell' aggiunta di clor uro di potassio e di acido tartar i co al suhlimeto corr oc:ivo, che non produce inconvenienti ed aumento sensibile del prezzo. Tale metodo ha per i~copo di prolungare e aumentare il poter e antisettico del materiale, mediante la fot•mazione di sali doppi di mercur io non volatili, i quali coll'acido tartarico, hanno la proprietà di pr evenire le perdite dipendenti dalla volatil1zzazione del sublimato, dur ante l'e~!:'icamento del matC>r iale s tesso, e g-odono di eminenti \'lrlu pa ra~siticidc. L' A. lu.1 pr eparato fin Jal 1900 tre tipi ditferenti di gar za al sublimato, sia con solo biclorur o di mei'CUt'io al 4 p. 1000, sia con biclorur o di mercurio al 4 p. 100 e clor uro di potassio al 2 p. 100 e infine con i due sali menzionati, allo !'~lesso titolo, e con aci(lo tartat·ico al 2 p. 100. Dopo 33 mesi Pgli ha rilevato che, a parità di condizioni, il pr imo tipo aveva per duto ~.~ p. tuo il secondo G7, il tet·zo -~ p. 100 del suo potere antisettico. Que!lti risultati provano la superiorità dell'ultimo tipo. Oltre al metodo suindicato l' A ., sopratutlo nell'intento di rimediat•e all' irr egolArità della impregnazione industriale del materiale di medicazione colle soluzioni di subii malo. raccomanda: 1• di r idm·r e il bagno ul volume str ettamente necessario e di non impiegar ne i t'el'lidui impoverili di sublimato che dopo a vere rialzato il titolo del l~ soluzioni, e dopo un dOI"B{?!'!iO volumetrico, o, più semplicemPn te, basato sulla Jensita dei li1{uidi. 2• di assicurare l' el"5<icamento rapido alla stufa, distendeudo i tessuti sopra sostegni m movimento e disponendoli itl modo da sruggir e alle contoe~uenze della posizione declive. P. L .

RIVISTA D'IGIENE Intorno all'azione del b. della tuberoololll umana, bovina ed aviari& n et boviD.t ecl ovtal. - (La Clin ica moderna, 26 aj:tosto 1903).

MAFFuccr. -

Due anni fa tutti erano ò'acro!'do nell'ammettere il conlaj:tio della tuber colo~i dei mammir~ri all'uomo, per mezzo della coabitaz;one e nutrimouto di carne

e latle degli !>l essi animali tuber colotici, ma, dopo la celebl'e comunicazione falle da K och nel congresso di Londra, il campo scientifico e proLico su questa questione !"i è diviso: la m al!giol·anza dei ricercolor i si è schierotn contro K och, la minor anza lo I"Cgue, pe1·6 in ci!\ che ri~uarda la poca suscettibilità dei bovin1, ovini, equini e !'uini pt~r la tulH'I'colosi umana; mi:\ nessuno ho diviso in modo reciso la l'tua opinione, cioè che la tubet·colosi degli animali ed in ispecie d~i bovini, non sia di grave danno per l'uomo. Ci6 dipende dalle diflicolt.è enor mi di cspcrimentazione; ma il problema deve esser r i solto in modo indit•elto, cioè r accogliendo le svariate forme Ji tubercolosi dell'uomo ed innestandole nei bovini. A seconda dùi risul tati l"empre uog-alivi od alcune volle positivi nel senso di uua forma di tuber colosi progressivA, i l proble111n sarè Rciolto.


RIVfSTA D' IOIEYE

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Il Maffucci dal 1901 lavora alacremente alla soluzione di un si grave quesito, disponendo di abbondante materiale d'esperimento concessogli dalla munificenza del Re Vittorio Emanuele. Dalle numerose ed interessantissime l'icerche fino ra fatte dall'Illustre P1·ofessore, che sull'argoillenlo ha acquistato un'autorità indisr.ussa, si può concludere: l. Il bacillo della tube rcolosi bovina è grandemente palogeno per gli ste~si bovini. Il. Il bacillo della tubercolosi umana deter mina nei bovini una lesione transitoria che guarisce, generando però disturbi lroflci che possono lentamente scomparire. Il l. Il bovino è capo ce di abituarsi alle forti dosi dei bacilli virulenti della tubercolosi umana iniettati nelle vene. l V. I prodotti tuber colari, provenienti dai cadaveri di uomini, ed innes loti ai vitelli sotto la cute, hanno delet•minato una lesione, che restò sempre locale e con consecutiva guarigione della stessa, ciò elle non è avvenuto colla tubercolosi bovina, la cui lesione si ~ l'esa progressiva per la via della cute nll'interno dell'organi~mo. V. l vitelli iniellati nella vena con bacilli della tuber colosi umana dopo o Ilo mesi non han nn presentato traccia dell'infezione patita;. dopo cinquanta giorni a ll' opposto si è r iscontrato un tubercolo al lo stadio grigio miliare in tu llo il polmon·~ ~d in fage regressiva. VI. Il bacillo della tubercolosi umana può r eslare vivo nei tessuti di un vitello, se l'a scesso che si for ma viene incapsulaLo. VII. La tube1·colosi di pollo è forte mente tossica per i ' 'itelli, se viene iniettata nelle loro vene. V II l. L a reazione alla tuue!·culioa (faLI..!i eu o i bacilli di ot·igiu~:~ d~:~ll!i tubP.rcolos i umana) riesce positiva nei bovini ed ovini per svelare in essi la tubeJ·colo:;i umana, bovina e di pollo. I X. Lt~ pecore r esistono alla tubercolosi umana meno dei vitelli, se i bac illi sono iniettati nelle vene; ma possono ancora guarire da detta infezione, e possono morire invece di setticemia tubercolare, se vengono innestate con la tubercolosi di pollo nelle vene e di tubercolosi infillrata ancora con piccole dosi di bacilli della tubeJ·colosi bovina iniettati pm·e nelle vene. X. É possibile indur re nei bovini una refrattarietà verso la tubercolosi pe t'lacea, se essi vengono preventivamenle trallati con culture virulenttl di tubercolosi uman11. GRrx.

HuNTE- CooPER.- Inftuenza delle ml•are ADUa rte per la profllas•ldella t'ebbre ttfolde e della cU••enterta. - (The Lancet, marzo 1903). L'autore, meùico militare ing lese, descrive le mis ure protllattiche di lui prese per combattere ad Harril'mith (Orange, Africa del Sud) nel1902, una grave epi-demia di febbre tifoide e di dissenteria. L'origine di tale epidemia non potev'3si aLtribuire all'acqua che ve nne semp1•e r iscontrata pura, né al latte adoperato soltanto concentrato, ma bensì ·allo stato delle latrine, mai vuotate dal p1·inci pio della guer-ra, ed alle innumerevoli mosche che s i posavano sugli e5;cr c m enti sparsi un po' Ja per tutto. A tali insetti l'autore attribuisce l'aziono di inlermediarii nella contaminazione diretta degli alimenti coi germi contenuti nelle materie fecali. Tal fallo


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RIVISTA D'IGIENE

\'enne pr·ovaLo sperimentalmente copr endo una latrina esposta all'ar ia con calce e ponendo contemporaneamente aqualche metro di distanza un pezzo di carne cruda; dopo breve tempo la carne era coperta da uno strato di calce portato dalle mosche. P er tanto le misure igieniche prese, si rivolsero sopra tutto ad rmpedir~ che gli alimenti venissero contaminali da polvere e mosche. . 1° Prote~ione degli escrementi rontro le mosche. - Non bastando il ricoprirli semplicemente con terra, si impiegò il clorur o di calce in polvere, al doppio scopo di uccidere i germi ed allontanare le mosche. Non s i usarono i disinfettanti liquidi perché vanno nel fondo òelle fosso e non formano punto uno strato protettore. Gli uomini dovevano usar ne largamente, mentre le latrine erano poste in una semioscurità capace di allontanare almeno in par te le mosche. 2' Dislru~ione delle mosche.- Tonnellate di detriti donde le moschè ricavavano il loro nutrimento vennero allontanate dalla città. Si distribuirono ngli abitanti polveri moschicide da spargersi uegli appartamenti; vennero coltivali i terre ni inquinati di detriti e pieni di uova di mosche o di g iovani mosche appena schiuse. 3' Prote~ione degli alimenti contro le mosche. - Gli alimenli •vennero trasportati in scaUole ben chiuse; la carne posta in grandi recipienti di zinco perforato, conser·vata in casse a rete metallica molto fine, mentre uguali r·eti alle flncstr·e impedivano l'ingresso alle mosche. ,Jo Altre misure. - Venne crealo un corpo sanitario indigeno occupato quasi esclusivamente di sgombr·are i residui ed i cadaveri di a nimali, s'ebbe la mas::<ima cur·a dell'acqua potabile cingendo la zona di presa con chiusa metallica, pulendo i ser batoi una volta per settimana con una soluzione di permanganato. Le latrine venivano vuotate almeno una volta al giorno. Infine i rnalati venner·o evacuati in un nuovo ospeda le costrullo !ungi dalla cittA, mentre pr·ima erano ricover·ati nelle scuole e chiese. Risultati delle mia1tre sanitarie. - Le statistiche dimostrano ci1e nel periodo antecedente alle misure profila ltiche i casi contralti localmente sono mollo più numerosi di quelli venuti dal di fuori, mentre accade il contrario dopo le pr'e>'e misure protìlattiche. Inoltre diminuì notevolmente, in tale periodo, la virulenza delle malattie. La media mortalità per febbre lifoide cadde da 11,7 a 3,8 p er 100; e per casi contralti localmente la media scese da ll ,l a O. La media mortalità per dissenter ia si ridusse da 3,6 a :!, 1 per 100, quantunque nel r imanente del territorio Orangiano, l'epidemia s ia stata più virulenta nel s econdo per iodo (2,3 per cento) anziché nel primo (1,6 per cento). G. B.

Gli o•pedall del oontagio•l co•tUul•oono oentro d'l:lfezlone pel vlolnato? - (Semain e Médicale, 1!) agosto 1!>03).

FARNARIER. -

L'A. prendendo occasione dalle unanimi proteste sollevate dai comunt rnteressati contr·o il Consiglio Municipale di Parigi, che aveva stabilito di creare Ospedali per contagiosi nella periferia della ~ittà, ha studiato l'importante questione, basandosi unicamente su dati epidemiolo~ici certi. Finora un tal problema era stato r isolto in senso affermativo sulla scorta di argomentazioni


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aprioristiche di valore discutibile; né a scuotere la credenza della facilità ed universalità del conta~io, penetrata nel popolo, erano valse numerose ed accurate osservazioni falle in parecchie città. Essendo stato di11,1ostr·ato in modo inoppugnabile che gli ospedali per vaiuolosi co~t1tuiscono per il vicinato dei centr i di contagio, e che l'infezione tifoide si propaga prevalentemente per via idriea, il Farnarier limitò le sue iodagi·n~ alla scarlatlina, alla dinerile, al morbillo ed alla pertosse. Valendosi dei dali statistici degli ultimi 36 anni { 1 ~65-900) indicanti la cifraannua dei morti, classificati secondo la malattia ed il domicilio dei decedu li, egli ricercò se nei quartiet•i parigini, ove esistono ospedali per malattie contagiose, la percentuale rlei decessi per tali infezioni era più grande che nel resto. della grande metropoli. Dalle accurate osservazioni dell'autore é risu!Lato non esservi alcun dubbioche l'esistenza di , un ospedale di difterici influisca s ulla mortalità per difLet·Ue dei dintorni per un raggio non ben delimitabile, ma abbastanza ampio. Per la scarlattina i risultati non furono sempre concordi, vet•ifìcanJosi spesso circos tanze fortuite (come ad es. un'epidemia familiare) che allerano e falsano i dali statistici. Il morbillo, che é contagioso nel periodo d'incubazione, prima quindi che !lli infermi siano accoHi negli ospedali, non costituisce una sorgente d'i nfez ione molto temibile durante il periodo d'ospedalità. La contagiosità della pertosse é risultata nulla, o per lo meno cosi debole da non potersi mettere in evidenza coi metodi statistici adoperati. L'A. ritiene che il pericolo di (:ontagio di questa affezione non debba preoccupare. Si d eve dedurre da queste indagini che gli ospedali per contagiosi debbono essere allontanati da qualunque agglomera~.ione urbana? La misura sarebbe certamente r adicale. ma non priva di g ravi inconvenienti, e!'lsa perciò difficilmente potrà essere adottata, tanto più che, a rigor·e, non é indispensabil e. Si può con sicurezza evitare ogni pericolo di contagio costruenòo gli ospedali secondo i principi dell'igiene moderna: piccoli padiglioni isolati attorniati d'alberi e circondati da un muro di cinta che racchiuda uno sp<Uio morto molto. vasto, e sopratulto con una minuziosa v~gilanza chP- impedisca ogni propagazione diretta del contagio per mezzQ degli individui sani che frequentano tali stabilimenti !'lallitari. Gatx. G. GALEOTTI. - Del potere vaoolnttero d•lle D1loleo-protel41 e•tratte da. orcaDl di autmalt lmm11ntzzatl.- Ricerche sperimentali.- (Il Morgagni, marzo 1903J.

Le prime esperienze fatte dall'autore, pubblicate nel 1900, permettevano di credere che le nucleo-proteidi contenute nei diversi tessuti potevano acquistare un potere immunizzante sufficiente ver farle adottare come vaccini e come cura specifica; tali ricerche erano state fatte sulla scimmia e sul topo, còl bacillo della peste bubbonica. Delle esperienze comparative falle coD estratto semplice di laluni tessuti (fegato, reni), piuttosto che con le nucleo-proteidi isolate da tali organi, diedero dei risultati alquanto differenti: l'autore pensò allora che le sostanze tossiche, p rodolli di secrezione, son contenute nell'estralto di fegato e di rene, e che tali sostanze tossiche, contrariano l'azione curativa probabile di altre sostanze. diminuendo la resistenza degli animali, coadiuvando il processo infettivo.


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RIVISTA D'IGIENE

L'autore ritiene che con l'isolamento delle nucleo-proteidi si avranno drllle sostanze piu atLive dal punto di vista dell'immunizzazione. Praticò le nuove ricerche sul bacillo del carbonchio. Come animali d'esperimento si servi del coniglio e della cavia. Ottenne l'immunizzazione mediante iniezioni ripetute ad intervalli molto lunghi di piccole dosi di nucleo-proteidi estratte dal bacillo del carbonchio. Tal metodo impiegato dal Lussig e dal Tiberti é efficace per conferire l'immunità attiva, specialmente al coniglio. Metodo eli ricerca. - Prepara:zione delle nucleo-proteidi del bacillo del carbonchio. - I bacilli raccolti dalla superficie dell'agar, vengono disciolli in una soluzione ùi polassa all'l per 100, quindi il pr oteide vien precipitato con Hcl diluito; raccolto il precipitato vien filtrato e lavato, ridisciolto in una s oluzione di bicarbonato di soda al 1/ 2 per 100; filtrato nuovamente con candela Chamberland. St detet·mina il contenuto in nucleo-pt•oteidi, evaporandone una certa quantila, calcinandolo e pesandone il residuo. Prepara:zione delle nucleo-proteidi di organi. - Dopo uccis i i conigli, r accoltone a parte il sangue onde sperimentare l'azione curatrice o preventiva del s uo siero, il fega to, la milza, i reni ed una gran par te dei muscoli delle coscie degli animali vengono tritati e s chiacciati separatamente con della polvere di vetro; quindi si aggiungono quattro o cinque volumi d'a,~qua distillata sterilizzata ed il tullo si lascia riposare per 2i, ore nel ghiaccio. Dopo decantazione, si aggiunge H cl diluito fino a reazione leggermente acida; il pr·ecipilato fiocconoso t'accolto su di un tìllro vien lavato con soluzione fisiolog ica di cJorU!''.> di SOdtO, quindi collocalo in una certa quantità di tal SOluzione leggermente acidulata v!en nuovamenle filtrato e lavato. Da ultimo si disciog lìe il precipitato in una soluzione al 1/2 per cento di carbonato di soda. Gli aHr·i muscoli, congelati con una mescolanza di ghiaccio e sale, fram mentali, tritati con polver e di vetro, vengono da ultimo posti nella soluzione fisiologica; quest'nllima è semplicemente filtrata su carta. Mocio di esp~:rimenta:6ione - Si iniettano con colture carbonchiose d i conosciuta vir ulenza dei conigli testimoni e dei conigli preventivamente inoculati con siero di animali preventivamente resi immuni con nucleo-proteidi carbon· -chiose o con estratti d'or gani di quAsli stessi animali. Risultati. - I conigli tra ttati con siet'O di altri conigli iniettati con nucleoproteide ca rbonchiosa acquistano ùn'immunilà considerevole. Quanto agli estratti dei tessuti di tali animali, posseggono propr ieta immunizzanti molto deboli ed ins ufficienti; quello del fegato non ba azione alcunaG. B. Sct..Avo. - S ulle paraU.l tosslohe 41 natura oarbonohlosa.. - (Atti de.lla R. Accademia dei Fisiocritici, Siena 1002, Serie IV, vol. X III). Accadde all'A. di veder diventare paralitici 9 conigli su un totale di 352, che per la determinazione del valore del siero anticarbònchioso avevano ricevuto la coltura del carbo nchio sotto cute ed il siero nelle vene; la paralisi fu di moto ~ di sens o llgli arti posteriori, accompagnandosi a perdita involontaria delle feci e delle urine, e trattassi evidentemente di un'affezione midolla r e; essa fu ~eguila in tempo piu o meno lungo da morte.


RIVISTA D' IGIEXE

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Dall'esame dei fatti relativi, l'Autore pensa che queste paralisi steno d'origine tossica, sieno. cioè pr odotte da un veleno d'ol'igine carbonchiosa il quale predilige le porzioni inferiori del midollo spinale spiegando su di es!;e la sua. azione. P er quest'ultimo caraltere, il veleno sarebbe da accomunarsi per la sua azione ai tossici difterici; esso poi non riuscir ebbe a produr paralisi sugli animali infettati coi germi del carbonchio, perché troppo rapidamente inte rviene l'esito mortale, mentre invece, quando si eccitino col sie ro in moderata misura i poteri di difesa dell'organismo, s i può lasciar tempo sufficiente ai get·mi carbonchiosi perché possano produrre il veleno paralizzaute. Volendo spiegare come al prmcipio degli esperimenti !;'UIIa sieroterapia anti. carbonehiosa non era avvenuto mai di vedere queste paralisi, l'A. pensa che la cosa possa stare in rapporto colle modifìcazioni apporlate al processo d' im· munizzazione degli animali destinati alla produzione del stero, colle quali fl.i. ridoLta di molto la dose di coltura di car bonchio da ioietlat•si, curando specia lmente di conservare mollo elevala la virulenza del p;er me. Si potrebbe cioè pensat•e che, con questo metodo si abbia bensì il modo di esaltarè la fagocitosi e il potere battericida degli umori riuscendo cosi a scongiurare la setticernia carbonchiosa, ma sia minore o forse mancante del tutto la pt·oprietà antitossica, donde la po!;sibililà della comparsa della paralisi. Come corollario pratico di queste osservazioni, si ammette la necess ità di riavvicinarsi al metodo d'imm•mizzazione di prima, elevundo le dosi di coltura . le. A. FoÀ. - Btudto .al Oytoryote• v&oolnae - Nota J• e 11•. - (Ren.dic. del l' Accad. dei Lincei. Cla.sse di Scienze fi siche, vol. 12, fase. 2 e 3, 1903).

L'A. non ba potuto dimostrare che i corpuscoli del vaccino abbiano qualche carattere c he valga a farli ammettere come organis mi viventi della famiglia dei pr otozoi. Contra riamente ad altri autori, non riscontrò né movimenti ameboidi, nè fasi di sviluppo s peciali, come l' incistamento. Nou esclude però la specificità dei corpuscoli del vaccino. te. L& r&rlti. 4ell& rabbia & oo.tanttnopolt.- (Reou e d'hygièneet de police sanitaire, 20 aprile 1903).

REMLINGER. -

L'A. combatte il pregiudizio da lungo lempo diffuso e molto dannoso che la rabbia non esiste. nei cani vaganti di Costantinopoli. La clinica umana, la clinica veterinar ia e la medicina sperimentale hanno dimostrato il contrario. Nondimeno in rapporto al gran numero di cani vaganti non è tanto diffusa. come dovrebbe essere. Forse ciò dipende dal fatto che la forma 16 più comune della rabbia nei cani è quella paralitica; su questo ultimo fatto però è difficile dar e delle spiegazioni. te. B. Goszo . -

Per l'etiologia 4ell& pellagr&. Oon•l4erutont ortttohe. (Rivista pellagrologica italiana, n. :~, maggio ì903j.

L' A. con flne sen[';O cr itico passa in rivista e confuta i nuovi studi sulla eziologia della pellagra, e precisamente il lavoro del Di Pietr o, il quale pure legando al penicillium glaucum il significato pellagrogeno fondamentale, ammette però una varie tà speciale (varietà tossica) di p. glaucum che merita il nome di p ellagrogeno, ne attribuisce la tossicità alle sole spore, e considera


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RIVJSTA BIDLIOGRaFICA

il veleno s pecifico quale un glucoside, e quelli del Ceni il quale annunzia una teoria infettiva della pe llag ra la q uale sarebbe p r opriamente una asper gillosi.

Gli a rgomenti che 11 Gosio usa per muo ver critica ai suddetti lavori sono tr11lli da osservazioni personali di laboratorio nonché da ossei'Vazioni tralle dallo studio su questioni analoghe. Quello che è importante_è che secondo lui, il nucleo della questione, ad onta dei nuovi contributi, non ha subito alcuna scossa. Rimane cioè sempre come punto fondamentale il tos!>icozeismo, ed è .gl'a n fortuna giacché l'indirizzo profìlatt:co che poggia su questo modo di vedere è il solo che in pra tica si concilii coll'uso del mais nfllla nutr izione dell'uomo. te.

RIVISTA BIBLIOGRAFICA I.e luaasloul traumatiche. Manuale eumplel,o teorico e . pratico, con 61 incis ioni nel testo. - (Roma, 1903. Ti p. Ed. Industria e Lavoro).

F ILIPPO SCALZI. -

L'egregio professore di traumatologia ha riunito in questo volume le Jez10ni teorico-pratiche da lui impartite allo spedale clelia Consolazione sulle lussazioni. 1!: un trattato che, mentre riassume largamente e completamente clai varii autori i fr utti della scienza c della pratica su questa parte, for se oggi troppo trascurata , dell'insegnamento chirurgico, ha pure una notevcle impronta personale, poiché ogni argomento, ogni m etodo di cura è vagliato e discusso colla propria esperienza dell'autore, e sono riferiti via via i casi clinici più istruttivi da lui osservati nei lunghissimi anni del s uo esereizio clinico r::peciale. Patologia e terapia 4ell'or~Boohio e 4elle prime vie aeree. (Torino, Tipogr. Lalles , 1903).

GRADENIGO. -

Questo trattato, ora comparso solto la modesta veste di lezioni per s tudenti e meùici pratici, ha il raro pregio di essere realmente italiano; italiano nella forma sempre corretta, italiano perché l'A. ha tenuto conto scr upoloso delle pubblicazioni degli scienziati italiani • i quali per aver scri~to in una lingua oggi poco letta all'estero e per aver sovente dispersi i lor o lavori in g iornali di medicina gener'ale, difficilmente a •:cessibili ai piu, li a vevano visti o all'atto ignorati o inadeguatamente ap!Jrezzati e non !:'Olo dai colleghi esteri ma ben anco dagli italiani stessi "· ~è in questo solamente sta l'orig inaiila del libro. L'impulso dalo i n Italia agli studii otorinolaringologici è in buoua pu1·te dovuto alla scuola di Torino, e poehi sono gli argomenti sui quali il Gradenigo colla sua prodigiosa attivita non abbia portata l'attenzione. Epperciò mentre l'A. facendo tesoro della sua vastissima cultura, discute i var ii argomenti con una larghezza di v edute che solo può spiegare chi è padrone a ssoluto del soggetto che tratta, il libr o man· tiene quell' impronta personale che è frutto di lunghi a pazienti studii e di una estesa pratica clinica. Il trattato del Gradenigo rappresenta lo stato presente della specialila oto· rinola rin golo~i ca , e dovrebbe far parte della bibliolecu d'ogni medico pratico. G. O.


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MISCELLANEA

Libera docenza. - Con recentù decreto il capitano medico dottor Giovanni Ostino, insegnante di laringologia e otolo~ia nella nostra Scuola d' applicazione di Firenze é stato nominato liber o docente di oto-l'ino-laringologia nell'UuiversitA di Torino. Al do tto ed infaticabile collega le nostre congratu-

lazioni. Premio Enno Sander. - Anche quest'anno la Associalion o/ Military Sur.?eons o( the United Slates bandisce un concorso per ques to premio, consi~lente per il concorrente primo clas~ificato in una medaglia d'oro del valore di 100 d ollari, e per il secondo clt~ssificato in un diploma di membr·o a vita •lell'ossociazione s tessa . li tema del concorso é : The relation oj the medical department to lhe ht!alllt o( ar mies. I lavori, in lingua inglese, dr non meno di 10,000 e non più di 12,000 parole, devono essere inviati el segretario dell'Associazione, major James E. Pilcher, Carlis le, Pensilvania, in tre copie scritte a macchina, non più lardi del 10 settc mbr·e 100 t. De vono esser e anonimi, ma contradistinli da un ruotto, ed accompagnati da una busta chiusa, contenente il motto stesso e il nome dell'autore. Un Congresso internazionale di ottalmologia si terr·à a Lucerna (Svizzera), nel settembre ·1904. - 11 comitato o rdinatore ha mollo sagg iamente s tabilito, per meglio utilizzare le sedute, che tutte le comunicazioni debbano essere presentate ~Ila segrc ler·ia non più tardi del 1° maggio. Saranno tosto falte stampar·e e distribuire agli inscl'iUi a l Congr esso, i quali cosi potranno di r ettamente discutere gli a rgomenti senza bisogno di s ubire la lettura delle r elazioni. Rivista mensile dl psichiatria torense, ed antropologia criminale. - Raccomandiamo mollo ai medici militar i ques to periodico, diretto da l dottor Pasquale Penta, gia m edico militare ed ora professore nell'Universilà di Napoli. Dell'enorme e s tension e che hanno preso in oggi gli studii psichiatrici e nevrùJogici, f]!:iesto g iornale tratta di preferenza un limitato e ben definito campo, quello appunto in cui il medico minitare incombe più spesso di cimentars i. ~ra gli articoli com parsi nell'anno in corso segnalia mo quelli del dott. Saporito s ulla delin quenza militar·e, riuniti poi in un sol volume, del quale il nostro re~attore dott. Trombetta ha egl'egiamente parlato in uno degli scor s i fascicolt. \ La parte d e lle riviste è molto accurata e completa.

d Operazioni chirurgiche. - Il coionnello medico Favr·e, compilatore della rivis ta el.le o perazioni chirur·giche pratica.te nel 1902 (lungo e paziente lavoro) in se~UI.to ~ ulte riori schiarime nti, che ILa ricevuto direttamente dai singoli operaor,, 0 1 p r ega di inserir•e le seguenti piccole modiflcazioni od a,~rgiuote.


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MISCELLAN E A

Il maggiore medico Carino, nell'ospedale di Rave nna ese~ui, oltre a lle altre operazioni, una Ampula1.ione di gamba (di questa operazione n on pervenne però la tabella mod. 11). L·ernia inguinale operata dal maggiore S ozzi nell'ospedale milila1·e di Brescia era s trozzata , e l'ammalato era in sì grave s tato che si dovette rinun· ciare alla cloroformizzazione. La g ual'igione fu completa. Il tenente medico Claps, all'infermeria di Kalepa (Isola di Candia), praticò, oltre a d altre operazioni, 3 er niotomie radicali. Finalmente il capitano medico Carla Mantiglia, dell'ospedale militare di Torino, oltre a lle due nefrolomie di cui é cenno al t•elativo capitolo, praticò una nefreclomia, per rene c istico a sinistra, voluminoso, con contenuto puru· lento di 10 litri, e con esito di guarigione.

Rltorma del servizio sanitario nell'esercito russo. - Una nuova organizzazione del servtzio sanitario nell'esercit.o russo è stata iniziata nella primavera del cor· •·enle anno. Dal 1869 al 1003 è questa la quarta l'iforma del servizio sanitar1o in Ru ssia: ciò significa che le rifor me non hanno ancora ra ggiunto il loro ::>copo. lnfatli il ser vizio sanitar io militare russo ò t·egolato ancora da disposi· t.ioni mollo antiquate e mollo differ enti da quelle in vigot·e negli a ltr i eserciti europei. Il Ministro della Guerra, Genet·ale Kuropolkine, die tro ordine dello Zar, ha nominato una Commissione la quale ha avuto l'incarico di studiarP le riforme da introdursi nel servizio sanitario milita re. Alla nomina di questa Commissione non sono stati cer·tameulo es trllnei gli s tudi falli in a ntecedenza dal DotL v. Kocher, l'illustre medico capo dell'eser• cito russo a Plevns, il quale da molli anni combatte strenuamente pe1·ch•• i\ servizio sanitario militare ru!lso risponda alle es igenze moderne. Faccia mo voli che i s uoi autorevoli consigli siano a scoltati , e che il corpo sanitario russo goda di quei vantaggi e di quelle prerogative di cui é degno e ùi c ui fruiscono i corpi s anitar i degli altri eserciti europei.

Essendo stato nominato ispettore e direttore del II ufficio, il sotr toscritto assume, a. dat are dal presente fascicolo, la direzione del Gior· nale medico clel R. Ese1·cito. Dott. GIOVANNI RANDONE CoiO>IIItiiO mtclìco UpeHOrt.

::--·-- ~-~= -..:: ::_ --=--Il Direttore

Dott. GIOVANNI RANDONE, colonnello medico ispettore.

l

I l Redattore

D.• RtDOLFO Lrv1, maggiore medico. Roma, lOOJ- Tlp. E. Voghera.

G IOVANNI ScOLARI, Gtrcnlt.


RIVISTA 01 TERAPEUTICA. Pag. SGJ

Jaubart. - Metodo facile per lal.bricare l'ossigeno l ortat-Juob. - L'lo~lo ed i mezzi 111 dit~sa dell'organismo

86:!

RIVISTA DI llEOICIN.-1. LEGALE.

Ewald Stler. - L'importam.a della psichiatria per il medico militare

.

Pag. 863

RIVIST.\ IJI TECNIC.>. E SERVI7.10 WEOICO MILITARE.

Jenalnga. - Cordltotagia e ror!ltll)fagi . Pag. 8CI6 legrand. - Ot~grazia mort.lle durante una mare•~ co;!:li ,;ki.- Ferite delle arterie carotide ll6i primillva e sottomeutale tl&tre. - Considerazioni Cha•ianr . - Il cardiopalmo e la sua diagnosi neJre,ercito ll69 Anunr o Lolaon. - Esame del cuore colla radiosc'>pia dal p11oto di vist.l dtll'attitudlne 8~0 del serVIZIO mtlìla re . lllon. - Sulla presenu dell'tnt~rm~riiUm tar~i nell'uomo . 871 Masaon - Ricerehe sull'auenuazi11n~ 11rogressi\·a del potere antt•llttlco Ilei materiale th mediC41.ione al bicloruro d• mereurio: mez~i per rimedia n i 871 RIVISTA O'IGIE!'IE.

Malf11ool. - lnlorno all'nztonP. del b. delb tnl,ercolosi umana. bo>·ina ed a>'iarla nel bovini l'a g. 1)7! ed ovini Huntt· Cooper. - lnOuenza dello misure sani larill per la pronta>sl della fel.bre tlfoido e 873 del la dt~>entt•rla . 874 Farnarler. - Gli ospedali del contagiosi costituiscono centro d'infezione pel vicinato~ Galeotti. - Del potere vaccinir~ro deJI,. nucleo-rlroleitll estratte da organi 111 animali lmS7l muulnatl 876 Stlavo. - Sulle pnrnli<i tohi~ht· di natura carbouchiosa . 877 f o*. - Studio sul Cytoryctes vacclnae . 877 Jlemllngtr. - t.a ranla rlellll rahbia a Costantinopoli. Goalo. - r>er l'otlologin .Iella pellagra. Con$idera7.ionl critiche. 877 RIYISTA O!BLIOGR AFICA.

Soatzl. - Le lussazioni traumatiche Gradtnlgt. - l'•tololf•a e terapia dell'orecchio e delle prlme v1e aeree . IUSCELLA~EA

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GIORNALE MEDICO DEL RE G IO ESE R C I TO Dlrezlo" e A•mlalstrazione : presso l' Ispettorato di Sanità Militare VIa Ve11tl Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)

CONDIZIONI DI .!.BDONAME.NTO.

lJ Gio1'nale .\1edico del R .0 Esercito si pubblica 1•ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. L'abbonamento é sempre annuo e decorre dal t• gennaio. U prezzo dell'abbonamento è :

Per l' Italia e la Colonia Eritrea • Per l' Estero. . . . . . • Un fascicolo separato costa.

...

L. ~~.­

• 15,• t ,25

L' abbonamento non disdetto prima del t• dicembre s'intende rinnovato per l'anno s uccessivo. 1 signori abbonali militari in etreUività di servizio possono pagare l' importo dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, totograftche, ecc., che accompagnassero le memorie sono a carico degli autori. Gli estratti costano L. 8 per ogni foglio di stampa (16 pagine), o frazione indivisibile di foglio, e per cento esemplari. Il prezzo è eguale sia che ai tratti d.i 100 esemplari o di un numero minore. l manoscritti non si r esmuiscono.


A.NNO LI

FASC. XII

1903

31 DICEMBRE

SOMMARIO O Ili G l :W ~ r. l .

M li: M O R l E

~otlzie sommario sulla statistica sanitaria del Regio esercito p~r l'anno 1900 . . . l'fig. AA I Carta. -Nuovo meiodo di sospensione tlel testicolo n• Ila cura radicale ti el varlellcel~>. 903

Bald1111za. - MQrlo di trottare l'aponevro~i tras ver,ali\ di Coopor n~lla cura rarticalc dell'ernie lt•Jro•nali cf i recente tiMn. o . . . o . . . o . . . . . .

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IUVII!ITA DI GIOR~ .. 1. 1 IT&I.I,\~1 F.U

01\' ISta mel! ICI\ •

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I!:~TF.RI.

Pa11 !1"!0 9·~

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Rivista chirurgicn . . . . . . . . . . . Hl vista Ili oculistir.a . . . . . . ' . . o . HI\'ÌSta di malattie \'en•·reo e tlulla peli~ . . lllvista di terapeotica . . . . o . . . Ili vist a rli te.cnlca e servizio meo1ico mililltr•o . nivl<ta d'lgiPne . • . . . . . . . Co nferenze scientiOcho degli ospeduli milita1·i Miscellanea . . . . . . . . . . . . . Indice generalo llcllc materie por l'anno 1901 ( 1'. l" Indice ntl!'inltnw do•lla copPrlmfl)

9~1 9~0

9U •

93~

93R

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DIREZIONE ED AM.MlNlSTRAZfON E ·

ROMA · Palazzo del MiDJ.stel'o del'"' G11erra, Vla XX Settembre • ROliA

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INDICE DELLA RI VISTA DI GIORNALI I TALIANI ED ESTERI

RIVIStA MEDICA. Epplnger. -- Nlolisi tossica d el cuor• nrlla <lifterit2 . . . . Wotze. - Contril+ut.o allo sturlio rlell'arre>to d ell'emolisi n~gli stati uremici Hale Whlte - Sulla panereatite cronira , . . . . . f readl. - Su <11 un caso tli P.ndOI'aro~ile gonococcica. . . . Her se. - Sul dis tur hi d e ll'attivila cardia<!'l nelle ustrusioni nasali. frledemann. - Creosotal contro la polmonite . . . Huber. - So(lra alcuni pror~ss1 n•lla j[uarlg1one rlclla polmonite Adrlan. - Sull'artropatia psoriatica . . • . .

Pag. 915 91$

916

917 9t7 918 91R 919

RI~ISTA CHIRUliG!CA.

Di!lllnger. - IJeli'Astirpazioue intracranica riai ~nnglio di G~sser, ienza legatura d·ell'arterla menini{P.a media . . . . . . . . , . . . _ . . Ruaao -Tranlll . - tnrlicazionl d'Interven to cilirurgio:o nello malattie dell'in t~stloo Jan•ler. - Fleho-sclerosi stenosan te l1+1lle vene •urerOciali degli arll . . _ . . 8 orcha rd. - tussazlonA soprapubica, complicata da frattura uel g ran trocante re e da ernia prevascnlare . . . . . . . . . . . . Mayou. - Metodo per c.itrarre i fliCcoll cor pi m•1t~lliei e~tranci dallo stom•co sen>.a operazione esterna .

Pag. 9!0 9!0

9il

9fl 9U

RIVISTA 01 OCULISTICA. Dor. - Tubercolosi oculare consecuti•·a ~•1 una ftri ta rlolla corn•a prodotta rla un gio·

catt<+lo inquin~lo . . . . . . . . . . . . . . F611x. - llelle ìnsuffia1.ioni rli aria nrlla camo·r.l anteriore nei casi di tube rcolosi irirlea e -.orneale . . . . Valols. - Duo casi di ofl«lmi:o ~lmp:.tica . . . . . . . . . AfTer.ioni oculnrl e glirosuna . . . . . . . . . . S 1dltr·Huguen1n. - Le•ionl rlel fonrlo or.ulare nella sillliole ereditaria. . . _ Tr~ttamPnto delln miOJlia . • . . . . . . . . . . Galezowakl. - llella soluzione di sr.opolamioa uclla cura delle affezioni oculari . Bollii. - Contrihut.o allo studio del calazlo

Pag. 9!J

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9~

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917

9ti 9!9 9t9

RIVISTA 01 MAI.ATTIE VKl'ì&RE& E OEJ.I.A PELLE. Matunautr. - Ereditarie·tà della siOiide. . Dupeyrec. - l.e mctas tasi dell'oczema . . Hartatllln. - Sopra di u n a specie di·ortic.uia . . . Sohlrll. - Tr3ttamento <Iella hlenorragla con l'urosanol .

930 930 931 931

RIVISTA 1) 1 n:.RAPKUTICA. Loewy e MUIIer. - 5ull'a·zlone ane<tetica nella Yo hlmbina . . . Aufreoht. - Un plli arlatto uso dcii:< chiniua per iniezione lpodermica . • • S er11fl••· - l.a cura del reumatismo articolare acu to rranco ~ol massagg;o ~l l>etrolio

Pag. 93! 93~

93!

lliV ISTA Ul TECNICA F. SERVI7.10 MEDICO MILITARE. Senn. - Il primo ~ocror.< o sul campo Ili hattaglla . . . . . . . . . Tarllère - L'atli!udlne llsica al ~cnizio militare determinata mediante Il peso e la statura. . . . . . . . . . . . . . . . . . War necke. - Cont rlt.uto allo studio rtel mìJ~Iior mezzo d 'illumlna7.ione per la rirerca dei re riti durante la notte

Pag. 933 936 937

RIVI:51'A II'IGIE~E. lthrllltl. -Sulla cliolol!ia della tisl polmonare e su l mOllo di combRtterc la tubercolosi . .Aiweralil. - !.o staLo sanitario dei prior~p;, li eserciti europei . . . . . . . Chaudoye o Bltlet. - La malana a Touf[gourt nel tm, e descriz1onc delle zanzare oi Touggou r t . . . . . . . . Dlenert. - Sull" pres~nza rte! nitri nelle acque . . Mlllard. - Etìnlogi:t dei casi di ritorno di scarlattina Flokerm. - T1fo e mo<che . . . . . Berthler. - lmperrneabllizza7.ionn Ilei pn••imenti

Pao . 9lS

COl'ìPERENZE SCIJ<::rrii'ICIIE DF.GI.t OSPEIJAI.I ~IJ.ITARI

Pllfl.

MISCEI.I.ANEA • ' .

Pag. 919

INDICE GEl'ìEil.U.E DEI.LJ<: MATERIE PER I.'Al'il'\0 t 903

Pag.

93~

913 9~

,.

9 45

9\6 346

9\i

~51


MEMOR I E

OR I G I N ALI

NOTIZIE SO~IMARIE SULLA

STATlSTlCA SANlTARl A DEl1 lt EGl O ESEl\ C11' O PER L'ANNO 1900

M01·òositlt e mortalità in generale. - Sopra una forza media totale di 198,R13 individui, si ebbero 151,3ò0 ricoverati negli ospedali e nelle infermerie, e 859 morti : e sopra 72,567,6G5 giornale di presenza se ne ebbero 2:683,4 12 di degenza negli ospedali e nelle infermerie. Queste cifre assolute dànno le cifre proporzionali esposte nella tabella seguente, nella quale si sono aggiunte anche le cifre dei 4 anni precedenti. PEli tOOO DELLA FOIIZA AN :'\l

Entrati nei luoghi Il i c ura ( t )

18!Jfl

714

18!)7 IS!Jx

657 710

l

Giornate

di de~Pnzn

Morti (2)

per l OOO rli presenta (3)

4. 9 3.6 4.3

;33 30 31

189!>

H5

Li'>

32

1900

7ti l

4.3

33

li 1900 superò gli altri quattro anni per la morbosità; ma per la mortalità tenne, come il 1898, un posto medio. Ltwglli di cu1·a dove fl~rono cu1·ati gli ammalati. - Dei 151,350 individui ricoverati nei luoghi di cura, furono accolti : 73,236 negli ospedali militari; 11,383 negli ospedali civili; 66,721 nelle infermerie di corpo. (l ) Esclusi gli individui en t rati in osservazione. 11!) Esclusi t morti in licenu e quelli appar tenenti al corpo ln•alitll e veterani. (3) Comprese qnelle degli individuJ entrali in ossarvatione.

5G _ ·Gfor11al e medico.


882

NOTIZIE SOMMARlE SULLA STATI:-:TICA SAXITARIA

(Gli incliviùui passati dalle infermerie agli ospedali per proseguimento J.i cura, sono computati come entrati negli ospedali). La mortalità dei curati fu: nelle infermerie 0.24 per lOUO entrati, n~gli ospedali militari 7.ò.J: per 1000 entrati, negli o·peda l~ civili 14.!)1 per 1000 entrati. Qucl!ta differenza. eli mortalità è spiegata dalla differente ùi:>tribu· ziouc delle malattie gravi nelle tre categorie di stabilimenti. Nelle infermerie infatti non si accolgono ammalati gravi, se non in casi assolutamente eccezionali, e, quando si può, questi vengono sempre trasferiLi in seguito agli ospedali . Negl i ospedali civili, per contro, la proporzione numerica dei gravi é aumontn,t.a dal fatto che non vi si accolgono i venerei, e in generale tutti quelli che possono senza disagio fare i l viaggio fino all'ospedale militare viciniore. Morbo,~ità e nw1·talità secondo le armi. - E cco le cifre proporzionali a 1000 d ella forza, tanto pel 1900, quanto por l'intero quinquennio 18DG -QOO. Morho~ila

Mortnlita

_____....._.--_

, --... ..-.-

per 1000

I!IOJ

Granatieri . Fanteria di linea . .Ber;;aglieri . Alpini Cavalleria . Artiglieria da campagna • da costa e fort.ezza Genio Carabinieri Legione allievi Legioni territoriali • Compagnie di sanità Compagnie di sussistenza . Stabilimenti militari di pena rrotale generale.

8:">G &.1:7

llt'r 1000

1896·900 1900

1896·900

989 8.0 6.8

Rl4 .JA 4.8 SGl 873 4.3 4.9 òH2 501 3.5 4.0 890 !:!07 i).() 4.9 800 77·.1: 3.8 4.0 702 G73 4.0 3.8 83ri 772 3.0 3. 7 1130 lO:JB 3.4 3.U 2()4. 4~1 4.2 4.5 5;39 oHI ~.7 ·±.1 521 5:->!) ()_!:} 3.<> 470 477 !).8 5.0 761 7r.3 1 ·1.3 4 .G .Però, nell'apprezzamento di queste differenze di morbosità e di m ortalità tra arma e ar ma, errerebbe assai chi volesse attribuirle interamente alle differenze del servizio, del reclutamento, del clima, ecc. Infatti, i corpi che hanno infermerie e quelli che sono fraziouati in piccoli distaccamenti, donde non è facile mandare i malati ad un ospedale, devono neces:;ariamente. a parità. di condizioni sanitarie, presen·


DEL REGIO ESERCITO PER L'ASNO 1000

tare una morbosità minore. Cosi ne avviene clie vi euna differenza. gran' dissi ma t ra la legione allievi carabinieri e le legioni teiTitorial i della stesa arma, mentre la mortalità è di poco diffarente. Anche le compagnie di sanità, che non hanno infermerie, hanno un a morbosità molto bassa, é all'incontro una mortalità non piccola. La morbosità e la mortalità .~econdo le divisioni .militari ?~el 1!100 sono indicate n elle colonne l" e 3A delle cifre seguenti. P erò sit•come, specialmente per la mortalità, che si basa s~ cifre fortunatamente troppo scnrse, i risultati annuali possono variare senl!ibilmonto t ra loro, giova anche tener conto della media generale dol quinquennio 18!16·900, che è appunto quella indicata nelle colonne 2" e 4•. Enlmti in cum 11er 1000

OiviiiOnl

Torino Novara Alessa.ndrit\ Cuneo Milano . Brescia Genova. Piacenza Yerona. . Padova Bologna. Ravenna Ancona. Chieti Firenze Livorno. Roma. Perugia. . Cagliari. Napoli Sa.le1no . Bari . Ca.ta.nza.ro Palermo. Messina..

------------.

Morii per 1000

-------...

1900

189li-900

l '.)/l()

UIVG· OOO

841 717 755

698 613 715

3.90

3.!)9

[,.t.JG

GOG

4.()7 ;3.()8

4-.U3 4.-t!.) 4.01 4.87 4.SG 3.70

G84 8W: 688 730

683

e.-,g

2 .8~

fi.20

2.28

74 1

G3-1 767 6:H

Gll 831

6G3 771

3.99 ':2.-!d. 3.-13 4.11 4.63 4.36 3.36 5.10 4.60 4.16 7.8;) il07 5.8!) 2.86 5.35 2.48

813

80:4 681 6j0

i 92

719

690

744 830 720 637 964

(ì86 888 819 630 863 58o 7G3 835

593 729 9.U 73-1 750

698 693

715

758

4.t:l0

4.43

4.12

4.61 5.02 3. !)()

4.:33 4.39 4.H3 4.50 3.86 4 .6G 4.03 5.46

G.:w 5.2G G.12 4 .23 5.16 3.73

.. Mo1·basità della trup pa peT pre.~idii - Nel considerare la m orboS!ta secondo i presidii è da notarsi che, per le ra.gioni accennate più


88!

XOTIZIE SOYMA'RIE SULLA. STATISTICA SANlTA.RlA

sopra a proposito rlella morbosità secondo le armi, i presidii pit piccoli figurano sempre di avere una morbosità minore, come risulta dalle cifre seguenti : Presidii con forza media superiore a. 5000: morbosità 964: p~r 1000. » » da 2001 a 6000 : • 903 per 1000. » » da 1001 a 2000: • 858 per 1000. » » da 501 a. 1000: • 905 per 1000. » •· da 201 a 500: » 732 per 1000. » » di 200 e meno: " 495 per 1000. Carabinieri ;reali (legioni territoriali) : morbosità 249 per 1000.

Ri(o1·mati, 1·ivedibil·i e. im;iati in licenza di convalescenza in seguito a 1·a-.~segna. - Non sempre le malattie o imperfezioni per cui i militari vengono sottoposti a rassegna eli 1·imando sono contratte durante il servizio o per causa. di esso; e d'altra parte, tra gli individui sottoposti a ?·assegna 8peciale, ve ne sono pur parecchi che contrassero le loro infermità dopo l'arruolamento. Perciò la semplice distinzione dei riformati, rivedibili ed inviati in licenza di convalescenza secondo la specie della rassegna a cui furono sottoposti non h a quasi alcun significato dal punto di vista della statistica. sanitaria. A voler indagare quanto. azione abbiano sul numero dei riformati le varie contingenze della vita militare, giova dunque meglio distinguere le riforme secondo che avvennero per i nfermità anteriori 0 per infermità posteriori all'arruolamento. Ma anche qui non cessano le difficoltà; poichè certe imperfezioni possoco sussistere lungo tempo allo stato latente ovvero senza dare alcuna molestia a chi le porta, di -guisa. che egli può nasconderle od anche non esserne consapevole. Talune di queste, benchè preesistenti a,ll'arruolamento, .possono (come Je ernie,

le varici, i varicoceli, ecc.), aggravarsi durante il servizio e per effetto del servizio stesso. Per altre infermità, la predisposizione, od anche il periodo iniziale, datano da lungo tempo prima dall'arruola'!:nento, ma la vera manifestazione della malattia avviene sotto le armi. E perciò per esse resta pur sempre impossibile il definire quanta parte spetti veramente alle influenze della vita militare e quanta alla congenita predisposizione. Perciò affine di tenere un!l. regola costante, si è avuto per nonna. di cla.sssificare soltanto come malattie o i mperfezioni posteriori dell'arruolamento: a) tutte quelle che banno dato luogo a riforma, rivedibilità. o invio in licenza di con.valescenza due mesi dopo la data dell' incorporamento;


---.--.'(·885

DEL REGIO ESERCITO PER L'ANNO lfiQO

b) tutte quelle che, pur avendo dato luogo al provvedimento nei primi due mesi dall'arruolamento, sono però evidentemente originate dopo l'arruolamento, quali sarebbero in prima linea i traumatismi, le malattie infettive acute, ecc. ecc. Il totale degli individui sottoposti a rassegna (esclusi quelli che nella rassegna furono riconosciuti idonei) fu di 23,864 cosl. ripartiti: P•r mnlntlie e

Per malattie e

auterroro allo

armolameuto

l m t• e r f~lioni posteroori allo arruolamen IO

Riformati Inviati In licenza. di convalescenza o ri vedibili

8769

3022

11,791

9051

3022

12,073

In tot.ale

17,820

60-14.

23,864

ì m per fttzH•nt

In toule

,_.,.,_

In rapporto alla forza media, i riformati per malattie posteriori all'arruolamento fnrono il 15.20 per 1000 ; gli inviati in liconza di convalescenza pure il 15.20 per 1000. Oltre agli inviati in licenza di convalescenza in seguito a rassagna. di rimando, vi sono quelli che la ottennero dai comandanti di corpo o dagli ospedali per la. durata. di uno a. tre mesi; e questi furono in numero di 9240, pari al 46.5 per 1000. Malattie dalle quali furono colpiti gli uomini di truppa. - Nella impossibilità. di entrare in dettagli per ogni singola forma morbosa., anche per le più importanti, rimandiamo alla. tabella. V, dove è dato il numero assoluto e la proporzione per 1000 delle malattie indicate nella. uomencla.tura. proposta dalla. Commissione internazionale di Budapest. Individui entrati in osservaziòne. - Entrarono in osservazione negli ospedali militari 6195 inscritti di leva. e 8183 individui di truppa sotto le arm1. Su 100 iusoritti di leva si ebbe l'esito seguex:te: \

Uscirono con dichiarazione di idoneità. :. con proposta di rivedibilità. :. con proposta di riforma .

20.8 21.6 57.6

La. degenza media. di ogni inscritto visitato fu di giorni 3.1. Sopra. 100 uomini di truppa entrati in osservazione l'esito fu il seguente: · Uscirono con dichiarazione di ~ assoluta.. . idoneità. l condizionata Uscirono con proposta di rivedibilità.

26.6

3.0 19.3


886

NOTIZIE SOMMARIE SULLA STATISTICA SANITARIA

Uscirono con proposta di licenza di convalescenza . t d' ·r, i in rassegna speciale. ,. con propos a 1 n orma f in rassegna di riman.

10.3 19.1 21.6

,. con dichiarazione di simulazione e provocazione 0.1 :llorirono 0.02 La degenza media di ogui militare in osservazione fu di giorni 11.0. _Vei presidi della colonia Er-itrea, le condizioni sanitarie generali fufurono abbastanza lodevoli. Sopra una forza media di 072 individui di truppa italiani (esclusi quindi gli indigeni) la morbosità. fu di 061 per 1000, mentre nell'anno precedente era stata di 840; ma la mortalità fu scarsissima, essendosi avuto 2 soli morti (2.1 per 1000) ; le giomate di degenza per 1000 di pr~senza furono 56. Circa la metà. degli ingressi all'ospedale furono colà motivati dalle febbri malfl;riche (473 su 93±). Esse predominarono sopratutto nella stagione meno torrida e specialmente in inverno e privavera. Nelle RR. fl·t~ppe distaccate a Candia si ebbero, su una forza media di 425 uomini, B65 ammalati e l morto, ciò che dò. una morbosità di 859 e una mortalità di 2.4 per 1000. RR. truppe nell' b~tremo Oriente. - Il corpo di spedizione (con un effettivo di 1886 uomini) partì da Napoli il 19 luglio 1000, arrivando a 'l'akìt il 2!! agosto. Durante il viaggio non si ebbe a bordo alcun morto, ma degli individui sbarcati a. Aden e a. Singa pore uno morì per dissenteria e 2 per ileolifo. Nei 4 mesi del settembre al dicembre si ebbero 2±3 ammalati, che riportati a. 1000 di forza e al periodo di un anno, dànno una mortalità annua di 388.6 per 1000. Predominarono per numero ed importanza : la febbre tifoidea (10 casi, 5 morti); la malaria (H7 casi, 2 morti); la. dissenteria (O .casi, 3 mc;Tti); le malattie veneree (30 casi); i catan-i gastroenterici acuti (31 casi). , I morti per malattia furono 13 oltre ai 3 sbarcati durante il viaggio e morti a Aden e a Singapore. Si E>bbero inoltre 2 mort.i per lesioni traumatiche.

.!.ner teuze circa le taTole statisticl1e. Tav. I. - Il totale degli esaminati (n. d'ordine l ) comprende tutti gli individui cadenti sotto la coscrizione, cioè tutti quelli che hanno compiuto i vent'anni, pitt gli omessi, i rivedibili, i renitenti, ecc. di leve anteriori.


DEL REG-10 E SEROITO PER L' AN:\0 l lJQQ

887

Le cifre proporzionali relative alla statura sono riferite, non a 1000 individui trovati abili, ma a 1000 coscritt i in genere, abili e inabili. Tav. II e seguenti. F orza media. - La forza media annuale è calcolata dividendo il totale delle giornate eli zn·esr-nza avute durante l 'anno, per 3G5. La forza media mensile si ottiene dividendo il totale delle gio•·uate di presenza avute nel mese per 28, 30 o 31. Sono compresi nella forza media: tutti gli individui di t ruppa presenti sotto le armi (anche se in servizi isolati); quelli che trovansi negli ospedali e nelle infermerie e nelle carceri militari, quelli in licenza, non superiore a no g iorni. Sono esclusi dalla forze media: l. Gli ufliciali e gli impiegati mili tari ; 2. Gli in validi e i veterani; 3. Gli allievi della scuola militare e dell'accademia militare Ammalati. - Sono considerati come ammalati soltanto gli entrati negli stabilimenti d1 cura, e~<cludondo però quelli eutrat.i in osservazione, e quelli entrati neg li special i stabilimenti balneari e termali. Quando un malato passa direttamente da uno ospedale all'altro per continuarvi )a cura, si conta soltanto l'ingresso nel primo ospedale. Quando un malato pas;;:a dirett.amente dall'infermeria dol cor po a uno spedale si conta soltan to l'ing resso nello spedale. Quando nn malato presenta pill d 'una malattia è sempre contato come un solo caso di malattia, iudicando la malattia più importante. Sono computati tra gli ammalati militari anche gli individui di truppa che, ammalandosi durante la loro licenza, vengono rico\'erati in uno stabilimento d i cura (militare o civile). 1lforti. - Si comprendono nella mortalità generale non solo i morti per ma· lattia ma anche quelli per suicidio, omicidio e causo accidentali. i{on si comprendono i morti durante la licenza. Gli individui già riformati, che muoiono prima di potere essere inviati alle loro case, sono computati tra i morti e non tra i riformati. A1·mi e c01·pi. -Riguardo alla distinzione per armi e corpi, è da osservare che nella fanteria d i linea sono comprese anche alcune piccole frazioni speciali, come il deposito della colonia Eritrea, il personale di governo delle scuole milita•-i, ecc. Non sono compresi nella statistica gli invalidi e veterani. Vi sono compresi invece, ciascuno sotto l'arma e corpo cui appartengono, gl'individui delle classi richiamate temporaneamente sotto le armi per istruzione. Nelle Tav. III e VI le cifre proporzionali degli entrati in cura distinti per mesi sono calcolate (anzichè per 1000 al mese) per 100,000 della forza al giorno; e ciò per evitare le ineg uag lianze prodotte dal differente numero di giorni. cbe compongono i mesi.


888

NOTIZIE SOMMARIE SUI,LA STATISTICA SANITARIA

TAvoLA I. -

~

~

I NDICAZION I

.o

:i t

l

Piemonte

'l l

-e

Numero totale degli insct·ilti di leva esaminati .

39,33:3

ll

R isultato dell'esame deg/1 l

Liguria

9,1 ~8

Emilia

Lomb"d;•l Veneto

l lt8,023

Tosr.lll.l

l

:l0,497 l

l 25,199

25,G•ò3

Su 1000 di essi : 2

3 4 5

l

Furono dichiat•ati iJonei al servizio. Furono dichiarati inabili per deficienza di stalut·a. Furono dichiarali inabili per imperfezioni, malalLie e defor·milà . . . . Furono mandati rivedibili.

529

566

515

6~9

577

511

36

32

35

20

;11

2;

19\ 241

179

210

146 185

22[)

2ZO

~23

Su 1000inscritti di leoa si ebbero le seguenti statu re:

6 7 8 9

tO 11

12

75 201 313 258 115 ::12 6

1,61 -1,65

-1 ,70 •» 1,66 1,71-1,75

• 1 ,76 -1 ,~0

»

18-'l

211

l

Di 1.55 E' meno Da 1,i:J(i -1.60 »

167

1,81 e più

6-i 15.}

73 187 304 267 127 36 6

29!'i

286

a !l 48 IO

H

1:12 276 298 1i6

60

14

68 183 307 270 130 36 6

781

~l 2~·2

2:•1 l !6

39 ~~

Cause di r iforma (esclusi i deficienti di statura) per 1000 inscritti

esaminati. 13 14 15 16

17 18 19 ~o

21

Debolezza di costituzione. Tuber colosi polmonare. . Miopia reale . . . . Vizi o1·ganici del cuore Gozzi . . Varici. ' Emorroidi . . . . . Eruie . . . . . . . . Deviazione o mals confa r · mazione dei piedi (piedi equini) . . . . . . .

l

'

35.7 0.1 0.8 22.6 6.6

23.7 0.3 0.2 3.2 16.2 3.7

16.!!

16.8

18.~

1.5

1. 3

1.7

1. 5

-

-

32.8 0 .2 0.7 1.7 29. i 11.0 -

21.9 0.1 0.9 1.4

36.6 0.3 1.7 1.1

21.3 ().i

1.51 2.0

19.0

7.0 7.2 0.0 15.1

-

1.1

1.5

1.9

1.!. 5

-

6.5

(.9 l

6.t

l!i.S


889

DEL REGIO ESERCITO PER L'AN:\0 19()(}

inseritli di leoa della classe 1880.

llarehe Umbr la

1

Lazio

Ahr U7.ZI

c~mvanla

e Mo liso

Puglie

l

.

l O:uillcata t.nlahria

Sicilia , Sardegna

del

l l

Regno

l

l

10,705 6,679

:l,8:26 15,9 ~7

21,489

29,~>i2

5,910

TOTALE

[

15,9i3 1 39,506

10,W3 343,833

l 567

510

621

553

528

406

394

'\30

436

310

51!)

48

39

46

57

61

73

9R

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80

139

52

148 2.Ji

~~ l

115 218

1·:l8 252

217

157

193 315

177

160 ;!24

183

171 2f•8

30~

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310

l

359

l 111)

248

31<i

227 77

20

4

80 227 331 244 90

23

5

93

219 342 :242 73 ;!;j

3

126 302 3:!7 180 53 tO 2

109 256 325 207 ii

22 4

132 i74 343 193 47

180 305 316 148 42

9

8 1

2

149

300

309 17:!

5-7 10 2

145 2i6 313 1!'10 58 15

218 295 293 159 29 5

101 :!2fi :H o 2:J'3 91 27

3

1

33.3

40.4

3.2. 2

0.7 0. 1 1.5

1. 2

10.7

39.6 0.1 00.5 .3 1 0.6 0.7 2.5 1. 4 1.9 0.8 0. 1 11.2 11.0

1. i

t.

71 0.6

1.2

6

l

l l

4U O. t

39.5 0.1 0.9 0.4 0.6 1. 2 1.4 4.5 2.8 1.2

15.8 0.4

13.9

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9.8

9.4

0.6 3.5 1.R 0.() 13.8

l. l

l. l

1.3

l. l

0.'>

1.5

0.8 0.5 1.7

35.0

0. 1 0.8 0.6 '1.2 1.1

26.2 lt.2 1.()

36.3 0.1 0. 4 0.5

51.0

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l

0.2 0.6 1.1 0.6 0.6 0.0 11.';'

-

o. 2 o..9

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9.1

13. 8

1.7

1.'3

-

o. l)


890

~OTIZIE SOMMARIE SULLA STATISTICA SANITARIA

TAVOLA

Mooimento degli a-nmalali per dioisioni.

Il. -

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IdALA TI ENTI\ATI

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MORTI

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O-o <Il

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Torino

13,3H f>,13!1 1),083 11,:!22

Novara

7,27 ~

2,l1i 2,79;

5.2U

1 i-71 j2 841 45+.5 3.9 29 39 71'; 3!l:i(~ 5. ~ 21i

30 755 3i8 2.5 2.8

::j

4{)

AIPSSdndria.

10,6~1

4,330 3,703

8,0 >3

Cuneo.

9,258 3,281 3,05:)

6,:130

M ilano

10,597

4,66:!

8,520

Brescia

\578 1,i98 2,03!1

3.83i

Genova

8,779 3,561

G,iiO

Piacenza. Verona

tl,3i6 3,!ll:!i :l,l3381 7,H25 !1,716 3,314 3,~8!), 7,20:1

3i

40 741

400 ;J.;- \.l

Padova

11,028 2.885 :3,85X

G,7i3

38

4~

611

350 3.f.l ~.o

Bologna .

11

16 831

39:> 1.: ~-i

Ravenna.

6,568 2,8631 2,5971 f>,i(i0 5,255 2,636 1,578 4,2H

18

18 802

~00 :.1. i 3.i

Ancoua

·~.872

1,2101 2,108

3,318

18

20 681

4J3 3.i L l

Chie ti .

6,0161 1,8201l 2, 107 5,f!8:1 1,7H8 3,162

3,927

25

~.0511

25

281 650 3h~ }.( 4.{) 30 719 45!1 '. .~ u

Firenze

3,85~

l

2.8l6

1

084 330 Ul 5.0

39 804 440 :l.2 3.7

- 'l _ 29 68R! 36~ 3.~ :), l 171 20 730 324 1. 9 2.3 381 45 813 38~ ,-l.l 4.8

26

74-'t 508 2 .o 3.4

Livorno

8,:131 1,96!1

6,1!17

lì

28

Roma.

')s

68 830

Perugia .

13,377 4,8i8t 6,2:)81 11 ,105 4,131 1,075 1,902 2,977

I li

1!'1 720 46u :j 9 i. 6

Cagliari

5,0:>0, 1,215 2,0021 3,217

20

21 637

:!!)H }. 0 L ~

Na!Joli.

13,(;3:)1 5,953 7,1871 13,140

95 107

!)6~

_, :-.o 7.9 5··-

Salerno

4,2:iOI 1,076 1,432

2,508

10

13 593

339 :L l .u

Bari

5,005 1,2 i6 2,841

4,087

28

33 729 507 5.0 5.9

3,963

6

J2 9H 611 1.~ 2.9

i,228

u;s ~. ~ ').!

Pale rmo.

8,595 1,9241 '·"'' 4,387

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6,311

38

46 734 510 i .4 5. ~

M essina .

....., ..... 3,708

4,832

10

16 750 576 1. 6 :2.5

tanzaro

T OTA L E •

- -'- 1-

198,813 66,721, 84,629,151,350 726 859 7til

425 3.i L3


DEL REGI O ESERCITO P ER l} ANXO 1900

T AVO L "

III. -

891

Mooimento de[}li ammalalt per armi e mesi. ClfllE ASSOI.Un:

l't:R t OllO

m :1.1,4 fURZA m:OIA Morirono

AR~I

E C ORPI

....

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Gra natier i Fa nteria di linea Ber·saglier i. Alpini Cavaller ia . Artiglieria da campag na l cl. da costa e for tPzza Genio. Carabinieri l egione a llievi . Id . Lc~ion i territoriali Compa,:tnie di sanita Id. di sussistenza . Stabilimenti militar i di pena Totale

....

~~l

G. l

8.0

3 .8

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4.2 3.3 4. i :3.4 3.8

3 .5 5.0

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0.!)

l t!lR,81!l 151,350 ì:Uì 85!l 7611 -

-----

------·-

P«• 11100 AL "'ORNO

Gennaio. Febbraio Marzo Aprile Maggio. Giug no Luglio Agosto Seltcmb r·e . Ottobre . • Novembre. Dicembre

177,333! 1:3,180 1 175,8:!7 11 ,56:-1 175,775 11 ,1!)3 239,067 16,000 2:38,5!):1 •16,357 235,77:1 l ~ .2 ~5 23:2,205 17,900 231,506 11l, l 70 203,5t.3 10,~·fl 157,803 8,5~i 15l,515 7,251

Totale

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2. ·f U. uuROO.OUHG

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95 2.21fl.O IIi 0.013:':! 80 2.2 0 . 00~8 0 .0108 58 7!! 2.010 .007!1 0 .0112 5!) 7:.1 2.5 0 .0082 0 .0103 :G 9l l 2 .30.0 IOGO.Ot:ll 87 105, 1.i0.01 380.0 172 Gl 05~11 1 .8 0.01210.0135 ,. l .(i u.0101> 0.01t!) 51 60~ 1.H0.0105 O.OII!l

05

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859: 2. 1 0.0105 0 .0 118


892

NOTIZIE SO:r.ll!AlUE SULLA STATISTICA SANITARIA

TAVOLA IV. -

Mooimento dei malati nei presidii più importanti.

(Caplluogo di divisione e presidii superiori a 1000 uomini di tona media).

PROPOR7.i01'il

PRES I DI

per 1000 di

torza media

Torino. Pinerolo Novara. t• Corpù d'armala . Vercelli Ivrea . Alessandria . Pavia . . . • Casale. . . Cuneo . . . ) M ilano . . . l Brasci11 . . ' . Ber·garno . Genova. . Savo na . . Piacenza . 4•· ltl. .. Parma . . Cremona . . . Reggio Emilia . Verona. Mantova Vicenza 5· Id. Pado va. Venezia Udine .

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899 757 82-i

1,031

785

Fer-rara . Ravenna . For li . . Ancona Firenze Livor no Spezia . Pi~a . Roma . Perugia

9 12 7til 1,329 1,053

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l

1.135 1,122 ' 1, 178 1,227

~

1,22~

)

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f Cagli~ ri

l

Capua . Gaeta . Salerno Bari . . . . . Reggio Calabria Paler mo . Messina . Catania. .

sn

81 4

574 1,262

908 1,0.12 57~

705 1,198 1,24U !l47

1,135


8U3

DEL REGIO ESERCITO PER L 'AX!>O lDOQ

T AVOL.\ V. -

Mooimmto de!] li ammalati per le malattie p i ti. importante. (0<1\Cdall mil itari, o;peclali civili e in!ermerie di rorro).

M A l. A T T l E

l•

Alcoolismo 1R o. t (t ) Per ouenere Il totnlo delle Br·onchiLi acute. 11,927 60 .0 H malattie \lenorco veriOc.'t~sl l) 3e4 Colera . . . . nell'anno occorre nrrRiun1wre ~· IO 0.1 " f> Uitterrle, cr oup. l cn~r ••l ulcel'l molli o bub· {; UiS!'('Illet'Ìfl 153 8.8 'l bonl o quelli eli conèlloml aao;:, 2.0 9 cuminati: Quindi : 7 llisipolo . . . . • . . . 8 e9 I nfezione malaricn acuta e ero· FllrnormgitL . 8,801 nicu 8,336 41.9 201 SIOIItlc • !,G!lQ

10

11

12

BIHrtornq~il:l

(rASi di t• mani·

feslazrone) - blenor·ra)!ia (l'ecidiva) orchite e artr·ite ble· nO!'ragica (l} Er"nie

16 17

lnOueuza Cnlpi ti i calore P. assiòeramenli Meuin,s.:ite cerebro-spinale epi•lemrcn . • . M orbillo Oreccluoni Polmoni ti.

18

13 H 15

Ulccrl

Condìlornl

8.80 1

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ti68 5,62()

28.:~

iO

0.4

1R

0.1 1;j 5.0

99:{

7

Reumslrsmo articolare .

4,031

~.3

S arlatLina Scor·buto, por·pora emorra gica o pPiio"• reumAtica . . . 21 Srfilide t • rnanrfesla zione l Sitllrde 2' manifesLazione 22 Congiuuti vile lracumalo!a. 2:i Tubercolo~i polmonare. . :!~ Id. di altri organi 25 lltlo-tifo :lH Oermo-tifo 27 Vaiuolo e vaiuoloide e variCP.lla 28 Otrli . 29 Malattie dell'appArato circola·

29

o. t

3

5'; 1,471' 1,212 3H7

0.3 7.4 G. t

2 3

30 31

:!2

33

24fi

9:2 1,'228 5

1; 813

1~1 Quesra. colonna comprentlc

anche l mo rti ruorr drl(li ~ln-

))

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1.2 58

o.:) 2 1 6.2 210

~.•1

0.0 0.3 10.!)

2,273

1'1.4 18

4· l

0.7 18.3

• 2 •

10.7

•

72.~

!09 Totnl~.

6.7 82• 8

66 2,1il

Scabbia- Altre malattie della 14,3!H pelle . . . 13tl Fre nopatiE~ .. 3,6i8 MAlattie dciò!li occhi Malattie dell'apparato uro-ge2,120 nilale. .

6,143

9j bilinwnli di cura. e perdo sr

16.5

101'10

è

acumi-

nati

:L4

3,278 1,328

19 20

,.~ncrec

butJbront.

omeue la. proporzione dea. morti rer tOOO curali.


89±

::\OTIZIE SO:\UL\RIE SULLA STA1'ISTrcA SANITARIA

T A v. V I. -

=-r==

Entrali nei luo{lhi

=='-===--"===.--"-'=:---7~====----- ~~

DESIG;'lAZIONE DELI..E ~ALATIIE

secondo la tavola

MA L ATTIE

Gennaio

nosologica internazionale

l 2 :~

4 5 li 7

8 9 10 11 i2 13 H

1;, 16 17 18 W

20

2:

22 23

2425 -26 27 28 2!) ;~o

31 :32 .33

A lcoltolismus acutus (inclus. Deli- Alcoolismo . r ium tremen s). Rronchilis acuta . Bronchiti . Clwlera asiatica Colera. Ici. nostras . D it•hlheria et croup llinerile, croup .\ Dv~·en teria . . . Dissenteria. . Ertrsipelas . . . . . Ris ipola. . . . . . . . Fe&rts inter mi llens (malaria) Infezione malarica acuta e croni~a FeiJ ris 1·ecurrens . Gonorrhoea . . . . . . . Bleno rragia . . . . Jif'rnia . . . . . Ernie. . In !l ueìlza . . . . . . . Influe nza . . . . . . l nsolatio (Hit:zschlag, coup de cha- Colpi di calore e a.ss iderame,lli leur). M en.ingitis cerebro-spinalis epide Me ningile cerei>ro-spinale e pide:nica mica. Morbilli. . . . . . . . Morbillo . . . . . . Parotitis epidemica . . . Orecchioni . Pneumonia croupo11a sioe lobarùJ . " P ùlmooili . Rheumatismus arliculorum Reumatismo articolnre Sca rlalina • ScarlalLina . . . . . . . . . Sco r butus . S ..:orbuto, porpo ra ernort'agica. c pe·

2 t ,3i l l

2 2~ 2~6

706

50

1 ,97~

1

2 71

i 56

HO

3}0 1 5

liosi reumatica

Syphilis. . Sifilide . . Trachoma . . • . . . Con~iuntivitfl tracomatos a . Tul;erculosis pulmonum. Tubercolos i polmonare . . /(l . ciY'terorum organorum. Tubercolosi di allri organi . T!fplucs aiJdominalis . Ileo-tifo • . . . . Id. exanlematicus Dermo-lifo . . . . . . . . Variolae . . Va iuolo, vaiuoloide e varicella M orbi auris . Otili , • . . . . . . . Irl. corrliil . Malattie dell'apparato circolatorio . !ti. cutis. . S!'abhia e allre malattie della pelle. Id. menlis. Frf\nopnlie . . . . . . . . . . I d oculi . . . . . . . . . Malatt•e de~li occhi. . . . . . Id . systemat. ICrin et sexual. (e.xcl. Ma laLtie dell'apparato m·o-genilale oen. et S!Jplt ). Totale gen . degli entr ali in c ura

252 2~

16 6

35 l l ~\lO . l~:!

1,156 2!1R

!36

J3,1Nl

1


.

895

DEL REO IO ESERCITO PER L' A.NNO ' 1900

rli cura distinti per mesi. =-=---:;:;.,._ ENTRATI 11'1 CUllA - CIF'O E ASS01) 1TE l

l

l

l

Febbraio l lalnno

Aprile

1

~!aggio

l

l Giugno

Agosto

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ll

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l Settcm-

Ottobre

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l Novem·

Dicem-

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l

l

l

l l

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1

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387

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1,24(i

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1,326

1,15i

1,136

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1 ,5~7

10 25 1,35i

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29 268

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92 25:! 65 281

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105

323 802 157

32-l

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90 36 234

4

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NOTIZIE SO:\UURlE SULLA STATISTICA SA~l'rARIA

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DESIGNAZIONE DELLE MALATTIE secondo la tavola

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Alcoholism us acutus (inclus. Deli- Alcooli!'m o rium tremens). 2 Bronchiti.~ acttta. . Bro nchiti . 3 Cholera nsiatica. . Colera . . 4 ! d. nostras . . 5 Diplllht:ria et croup Oiflerile, croup. 6 Dysenter ia . . . . Dis;;enleria . . 7 Erysipelas . . . . . . . Hisipola . . . . . . . I nfezione malarjca acuta e c ronica 8 Ft-bris intermittens (malaria) . 9 Febri.~ recurrens l O Gonorrhoea BIPnorrag ia . . 11 He,·nia . . Ernifl . . . 12 ln.jlueMa . . . . . . . . Infl uenza . . . . . . . . . 13 !nsolatio (Hitzschlag, coup de cha- Colpi di calore e assideramenti. lenr). 14 Meningitis cereuro-spinalis epide- Meningite cerebro - spinale epidemica. mica . 15 Morbilli . Morbillo . 16 Parotitis epidemica. . . . Orerchio ni 17 Pneumonia crouposa sioe lobaris. Polmoniti . . . . . 18 Rheumatismus articulorum. . . R ~umalismo articolare 19 Scarlfltina . Scal'lattina . . . . . . . . . 20 Scorbulus . Scorbuto, porpora emo rragica e pe-

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21 Syphilis . . . . . . . 22 T,.achom 'l . . . . • . 23 Tuberculosis pulmonum . 24 Id. · cmterorum organorum 25 Typhus abdominalis . . . . . . 26 Id. e:eantematicns 27 Variolae. . . 28 .\forbi auris . 29 Id . cor dis . 30 Id. culis. . 3t Id . mcntis. 32 Id. oculi. . . . . . . . . . 33 Id. Bystemat. ur in. et se.rual. (e:r:cl. ven. et syph. ).

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NOTIZill! SO~UU.RIE SULLA STATISTICA SANITARIA

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Entrati nei

DESIGNAZIONE DKI.I.E MALATTIE MALATTIE

secondo la tavola oosologica lnterouionale

1 Alcoholismus acutus (inclus. De/i-

rium tremens). 2 Broncltitis acuta . . 3 Ch fJlera asiatica . . 4 Id. noRtras . . 5 Diplttlteria et croup. 6 D!JSenteria . . . . . 7 Hry.qipela~J . . . . . . . . R F ebrts intermiliens (malarta) . 9 F c:brts recurrens . 10 Conorrhoea . . . Il Hernic' . . . . . .· 12 l n./luen:a . . . . . . . . . . . 13 lnsolatio (Httaaclt/ag, coup de chaleur). 14 Menin(lilis cerebro-spinalis epidem ,cn. 15 .\ 1oruilli . . . . . . . . 16 Parotiti~ epidemica. . . . •.. 17 Pneumonia crouposa sioe lobaris 18 R heumatismus qrticolorum . 19 S carlatina 20 Scor/Jut us . 21 Sf!philis . 22 1 raeltoma . . . . . . 2J Tubet·eulosill pulmonum . . 2<l Id. crPtcrorumorganorum. 25 Typhus abdominalis . . . . . . ~6 i d. e:cantematicus 27 Vario/ae . . 28 MoriJL auris . 29 Id. eordis ao Id. cutis . :.l i !(l. mentì11 :12 Id. ocali . . . . . . . . . . J3 Id. syatemat. urin. et se:z:ual.(e:ccl. ocn. et syph).

Alcoolismo Bronchiti . Colera . . Di fterile, l'roup. . Dissenteria . . . RisipolR . . . . . . . . . Infezione malari~o ocula e c1·onica Blenorragia . . . . . Erni ~ . . . . . Influenza . . . . . . . . . Colpi di calore e asside ramenti .

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Morbillo . . . . . Orecchioni . . . . Polmonili . . . . . . Reumatismo articolare . Scarlallina. . . . . . . . . . Scorbuto, p01·pora emorragica e pe· liosi reumatica. Sifil1ùe . . . Con(.!iunlivite tracomoto~o. Tubercolosi polmo nare. . Tubercolosi di altri organi. Ileo-ti t'o. . . . . . . . Derroo·lifo. . . . . . . . Vaiuolo, vaiuoloide e varicella Otiti . . . . . . . . . . . . MaiRltie clell'apparaln cil·colalorio . Scabbia e altre malntlie della pelle Frenopatie . Malallie cl~~l i occhi . . . . . . Malattie dell'apparato uro-genita le.

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008

NUOVO METODO DI SOSPENSIONE DEL TESTICOLO NELLA CURA

RADICALE DEL VARICOCELE

Prr Il dott. Filippo ~•rta. capitano mrdlco

L'asepsi chirurgica ha rimesso in onore la cura radicale del varicocele, la quale in passato non godette, per vero, molta reputazione. Non è che i chirurghi non avessero visto la necessita e la giustezza di inter vertire oruentemonte per curare il varicocele: ne sia prova il numero considerevole di processi escogitati, da Celso sino ai nostri giorni: ma la loro mano fu an-astata dal troppo frequente insuccesso. Infatti: la suppurazione quasi costan te, la flebite settica, le recidive numerose e la paurtt di postume atrofie del testicolo, erano suflicienti a paralizzare ogni intraprendenza, che poteva. scontarsi colla ~ita. dei pazienti o con irreparabili mutilazioni. ::\[algaigne ammoniva che era dovere del chirurgo di avvertire gli amma lati su tutte le accennate possibili conseguenze dell'operazione. Egli, dal suo canto, così facendo, non aveva trovato in tutta la sua lunga ed operosa carriera che tre individui tanto coraggiosi da assoggettarsi a.d un trattamento cosi pericoloso, spintivi dalle sofferenze veramente eccessive. Chi scorra la letteratura chirurgica dell'epoca. preantisettica troverà unanime consenso tra gli autori nel riconoscere inguaribile spontaneamente, o con mezzi incrueuti, il varicocele: troppo pericoloso · l'operarlo. L'immunità. per la vita e per l'integrità sessuale garantita dal chirurgo, rende oggi molti individui insistenti, nel chiedere la cura radicale di una. imperfezione che è una vera... infermità, nei begli anni del rigoglio virile. Cosi la. ca.sisti~a di tali operazioni aumenta annualment~:~ nelle comuni sezioni chirurgiche, e in special modo aumentar doveva negli ospedali militari ove affiuiscono ammalati dai 20 ai 30 anni; chè tale


004

XUOVO METODO DI SOSP!iXSTO~E DEL T~:STICOLO

è appunto il periodo della vita. in cui ai mauifesta. il varicocele e più sentite ne sono le sue conseguenze. La diuturna. esperienza ha reso oramai la tecnica dell'intervento sempre più sicura. ed appropriata. Certi di non nuocere, noi accettiamo di operare tutti i casi in cui gli individui, spontaneamente, ci richiedono, coscienti di fare con ciò un'operazione che non è soltanto di compiacenza, ma è curativa ; "perchè lenisce d olori, evita gravi alterazioni del testicolo, ha influenza grande sul morale dei pazienti.

*** I metodi operativi che furono e sono tutt'ora in uso, tendono, come è noto, con diverso mezzo, o ad eliminare per dieresi il fascio venoso ectasico, o a provocare la sospensione permanente d el contE:nuto scrotale: oppure a l'uno e l'altro insieme. Al primo ordine di questi processi, tralasciando di parlare dei numerosi espedienti una volta in uso, ed oramai dimenticati (Klemmer a permanenza, causticazione, agopressura ecc.) appartiene la resezione vascolare fatta metodicamente, secondo il Volkmann, mettendo allo scoperto il cordone spermatico e resecando tratti di quelle vene più manifestamente ectasiche, le quali si trovano di pre ferenza nel fascio anteriore del cordone. Il risultato definitivo di questo metodo è dubbio: non raramente sono state registrate recidive; e ciò si spiega. riflettendo che non sempre le varicosità sono limitate a.l detto fascio anteriore, ma risiedono anche nel gruppo deferenziale e in quello epididimario. La. resezione di tutti questi fasci è impossibile: l'atrofia del testicolo ne sarebbe la conseguenza per la inevitabile lesione delle arterie e dei nen·i. Ma anche la resezione del solo fascio anteriore può esser causa di lesione della arteria spermatica, se il suo isolamento non è accurato. Quindi è che queste resezioni vanno fatte con parsimonia e cautela. Inoltre è da notarsi che una. causa di insopportabile molestia pei portatori di va.ricocele è il doloroso strapendere del testicolo: e ciò persiste anche dopo la resezione venosa. I metodi ideati per la sospensione dEil testicolo, nei tempi in oui si aveva paura di toccare il cordone, sono stati riproposti a.i giorni nostri con diverse varianti ma con unico indirizzo, che è quello di ridurre la. borsa scrotale al minimo volume possibile in guisa ohe il discendere del testic9lo sia impossibile. Ma., come antico è il metodo, così vecchie sono le critiche che gli si muovono. Cooper che lo propose rinnovando i processi di Celso non lo esegui a lungo e Curling già. insisteva nell'affermare che le recidive, dopo resezione dello scroto, eran frequenti.


NELLA CURA RADICALE DEL VARIOOCELE

005

I nfatti, non è ft~-cilmente determinabile la. misura. entro cui dobbiamo contenere la. resezione scrotale, per la enorme elasti.cità. di quel sacco, che ne permette la distensione in limiti spesso sorprendenti. Se noi vogliamo rispettare la estet.ica della parte avremo probabilmente un risultato temporaneo, che scomparirà. non appena il peso del testicolo e del tumore varicoso forzerà la resistenza delle borse: che se, volendo as~icura.re nna permanente sospensione, noi àpingiamo molto oltre la mutilazione dello scroto, costringendo il testicolo a. starsane rifugia.to a contatto dell'anello inguina.le, rischiamo di produrre una. deformità incomoda ed ingrata agli infermi. Meglio è certamente; e pii1 consentaneo ai mezzi ed ai fini della chirurgia contemporanea, cercare di ottenere la sospensione del testicolo operando entro lo scroto, in modo da. misurarue i limiti e da assicurare, in una. alla. integrità. funzionale, la buona. riuscita con rispetto anche della. forma. Il Parona ideò ed esegui la sospensione svaginalando il testicolo e arrovesciando la vaginale in modo da. poterne fare un sacco, destinato a contenere il cordone. I margini di questo sacco vengono suturati ai pilastri Jell'anello inguinale esterno, e cosi, cordone e testicolo sono fissati in alto nè più discenderanno a gravitare sul fondo dello scroto (l). L'A. di questo metodo è convinto che lo svagina.la.mento del testicolo non sia noci vo allA. funzione del medesimo, e che la. vaginale, arrovesciata., sia sufficiente a contenere in sospensione tutto il cordone spermatico. Veramente le ricerche sperimentali fatte su animali pri,·a.ti della va.giuale del testicolo deporrebbero per un'alterazione dell'epitelio dei canalicoli che, col tempo. può progredire (2). A uche il Viscontini (3), il qua.1e ha. studiato sperimentalmente l'argomento con molto ottimismo per il metodo Parona, !la riconosciuto queste alterazioni della periferia. dell'organo; soltanto dice che si può sperare un ripristino normale della. funzione, sebbene egli non abbia.

potuto verifìcarlo. Quanto alla capacità della vaginale per)l cordone e vasi ectasici io non la. contesto, ma. so~o in grado di asserire, in seguito all'aspe· rienza. fatta sui diversi casi operati con tal metodo, che raramente si può fissare il margine di quel sacco a.i pilastri dell'anello per la. brevità del sacco ~tesso: a. meno che non si voglia. portare il testicolo tanto in alto da forzarlo contro la. branca. del pube in posizione molesta. pel paziente e vera.m~nte pericolosa per l'organo. Il) Pullclinlco, t 889. vol. IV C. (!l Gau11111 dtgh Olptdali t delle cUnlcht, t901, n. 15, Ben~1.1.i. l3) Il val"lcoc:ele - t~l dl laurea, lg()t,


~06

NUOVO METODO DI SOSPE!\SIONE DEL TESTICOLO

N ei casi in cui non potevo riuscire secondo le intenzioni dell'A., io fissavo la vaginale al periostio della. branca del pube o alle tuniche dello scroto. Molti dei miei operati non li ho più rivisti, essendo, come militari, andati in congedo; alcuni mi scrissero partecipandomi che ili trovano bene, altri bo potuto rivederli anche dopo sei mesi: non ho constatato recidive: alcuni presentavano lo scroto con forma abbastanza. regolare. I più avevano alla radice dello scroto dal lato operato una tumescenza indolente data dal sacco va.gina.le col contenuto funicolare, il testicolo si palpava poco mobile entro lo scroto. In tutti mancavano sofferenze ma qualcuno si lagnava dell'aspetto tumido della. parte. I t esticoli non erano rimpiccioliti ma avevano una consistenza minore che dall'altro lato. In complesso io fui mediocremente soddisfatto di tale metodo e lo abbandonai, rivolgendo il mio studio ad altro che mi assicurasse il conseguimento dello scopo voluto senza alterare troppo profondamente la costituzione anatomica dell'organo. Questo fine io l 'ho raggiunto col- processo c he esporrò: mediante il quale sono in grado di resecare t ratti d i vene varicose, indi sospendere il testicolo senza spogliarlo della vaginale. Il mezzo di sospensione di cui mi servo è lo strato muscolo fibroso iormato dalle fi bre muscolose del cromastere e dalla tunica fibrosa. o vagina le com une. L'assieme di qu esti due strati costituisce una. guaina robusta che si può separ a.re a. piacimento dagli elementi che avvolge ed è sufficiente a sostenere, in posizione voluta, il peso del testicolo e del cordone, se la si fissi ad un punto· solido. E cco come procedo:

1• Incido verticalmente lo scroto nel suo terzo superiore e piuttosto al lato esterno, prolungando il taglio sulla regione ingui11ale sino a scoprire l'aHello inguinale esterno. Qnesta incisione interessa. la pelle, il connettivo ed il dartos, nonchè la fascia di Cooper. Ottusamente lacera ndo le lasso connessioni congiuntivali, isolo completamente il cordone ed il testicolo coi loro rivestimenti, rispettivamente dai lati e dal fondo dello scroto, a.t;tirando fuori il testicolo, in modo che sia. possibile completare l' isolamento del cordone da. tutti i lati sino in corrispondenza dell'anello inguinalc. . 2~ In stretta vicinanza. di quest'anello prat ico, con s trumenti ottusi o colle dita., un occhiello nella tunica fìbro-crema.sterica così che mi riesca. di sta.cca.rla tutta dagli elementi del cordone in due fasci


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NELLA CORA RADICALE DEL VARICOCELE

907

a nastro, che afferro con pinze a. presa. fissa (fig. l ); recido la tunica. al di sopra. delle pinze; emosta.sizzo se necessario, i monconi. Ora arrovescio in basso tutta quella. fascia i cui capi sono affidati alle pinze; si può sgusciarla. a guisa di un dito di guanto che lascia allo sco- · perto gli elementi del cordone, riuniti da. quel lasso tessuto connettivo che è proprio della parte (fig. 2). 3° Reseco, previo accurato i.:lolamento, quei tronchi venosi che per il loro volume ed alterazioni anatomiche giudico siano più nocivi alla funzione del testicolo ed all'esito della cura radicale. Sono però molto economico in queste resezioni ; in generale è sufficiente limitarsi ad una vena del fa.scio anteriore per un tratto di tre

P'lg. t .

Fig. ~.

o quattro centimetri. Estendere molto la. resez10ne è correre sicuro pericolo di ledere l'arteria spermatica.. 4" Infine pasflo alla. sospensione del testicolo. A questo scopo ripiego nuovamente in alto il cremastere, che mi si presenta come una saccoccia imbutiforme contenente il cordone che si ripiega m.an mano che attiro in alto l'involucro. Questo viene accorciato ~el superfluo, ossia siuo al punto che, fissandone il margine all'anello inguinale esterno, il testicolo rimanga. sospeso nello scroto ad un'altezza un po' minore di quello dell'altro lato. È difficile precisare in centimetri quest'altezza; valga. la regola che il testicolo sia. libero nello scroto ossia non stirato contro il pube, ma. impedito a raggiungerne il fondo, come fa l'altro.


908

!\UOVO METODO DI SOSPENSIONE DEL TESTICOLO

Il margine della tunica viene fissato ai pilastri dell'anello inguinale, mediante tre punti ad U applicati all'interno, all'esterno ed all'angolo dell'anello (fig. 3). Accade talvolta che non tutto il cordone · possa essere contenuto nell'imbuto cremasterico, e allora esso si ripiega, formando un'ansa che si dispone indietro ove non soffre alcuna mgmna. La sutura degli integumenti la. pratico possibilmente a. due piani. Col piano profondo, che è fatto dalla sottile lamina cellulare sotto-

Fig. 3.

dartoica, o fascia cremasterica di Cooper, fisso anche, mediante qualche ansa di seta, la eritroide, per aume'ntarne le aderenze in sospensione; giova a questo scopo l'avere staccato comple-tamente dal fondo dello scroto la vaginale comune del testicolo, la quale nei giorni necessari alla cicatrizzaziome della ferita operatoria, contrae aderenze nuove 1n alto. Suturo la pelle come d'ordinario.

"'** Incominciai a praticare questo processo nel mese di ottobre 1902 ed a tutt'oggi l'ho eseguito 22 volte con soddisfacente risultato. I miei opertl.ti guarirono tutti per prima intenzione e non riportarono inconveniente alcuno dalla cura. subita.


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909

NELLA. CURA RADICALE DEL VARIOOCELE

Visitati gli operati a. di versa distanze di tempo dal giorno dell'uscita. dall'ospedale, bo potuto sempre constatare la. persisténza. del beneficio ottenuto (V. fig. 4: e 5). I~ testicolo, di volume e consistenza normale, si

Fig. 4.

Fig. ~.

mantiene sospeso, ma. mobile entro lo scroto; sia. l'epididimo che il cordone non preselltano ingrossamenti, non si nota rilevatezza della. piega inguino-scrotale. Nessun dolore. Ecco la mia casistica: Xumr, cognome

Sintomi e (.•tli lhici

e r1uallta

o~serratl

Totara Pletran- È molto tormentato lfelo , eoldo to da dolori del funiscuola cavallecolo che 11 irradia· r ia di anni 23. no al canale inguinale. Scroto allun· gotisaimo. 2 Mercandagll An· gelo, soldato treno artlglie11 r i.o dl anni 22.

1

22.

Il ottobre 1902. Re· Riprese aer•iz'o dopo 60 g iorni TesLIsezione d'una Tena colo normale bene del cordone. Sosospeso, non laepensione. menta alcuna sofferenza.

Grosso pacco funi - 22 ottobre 1902. Re- Soape oalone completa, acomparqe le colar!\. Tes ticolo sezione d'una vena sofferenze. Ha rl· dolente. anteriore. Soapeo· preso regola re seralone. vizio.

3 Muttl Ermenegll- Non è capace a lado, eoldato artl(rlierla montagna di anni

Osservalioni u ltertorl

Data e Opl'radone

voro prolungato per Insistenti dolor i lungo il cordone. Considerevole ali ut•gamento del cordone. Nodi epldldlmarf.

5 novembre 1902. Dopo 4 mesi di benessere el dichiara Breve r esezlone di contento doll'ope· una ~ena. Soepenrazione Testicolo slone. ben t ot peao. Ha rl· preso regolare servizio

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NUOVO METODO DI SOSPENSIONE DEL TESTICOLO

Nome, cognomr

Sintomi e rntti fisici

e qunlila

osser~atl

o'ata o operazione

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O.iserva7.ioni ulteriori

·!

4 Marinara Giorgio soldato l o ber-

Dolore lun;ro il cordon e spermat! co aaglierì di an· J senso dt peso TeDi 22. sticolo abbassato, vistoso pacco varicoso del cordoce.

12 novembre 1902. 3 mesi dopo. SoReaezione di una spensione complevena del faaclo anta. Nessun dolore. teriore. SospenH'l ripreso regosione. lare eervizio.

5 Mantegua Salva· Da tre mesi il cordone si è allungal tore, soldato 5° llenio dt anni to, molte sofferen2:2. ze. Pleuo venoso .turgido funicolare.

5 febbraio 1903. 4 mesi dopo. So!ilessuna reseziospeusione COI;serne. Sospensione. vata, nessuna sofferenza. Ha ripreso regolare servizio.

-G Bodino Eugenio,

Scro t o allungato. Funicolo dolente. Nodi varicosi al cordone e sul pieaso pampioiforme.

5 febbraio 1903. Re · sezioue di più vasi

'7 Pozzi Cari•·, sol- Cordone molto aldato 59° fantelungato e dolente. ria di anni 21.

4 aprile 1903. Resezione di una vena anteriore So · spenslone.

8 Pannucci

JS maggio 1903. Sva· 5 mesi èop1> Testiginalamento d e l colo sospeso indoterticolo per l'ilente. Nessun tu· more varicoso. Redrocele. So e p e 11golare servizio. sione.

soldato l o bersa!!"li eri di an· DI 23.

Giuseppe, soldato 5° genio di anni 2~.

Allungameot:J d el cordone; varicoso; Idrocele della va!l'inale del testicolo.

rlel cordone. Sospeosioue.

6 wesi dopo. Hl> ri-

preso senizio regolare. Te11ticolo sospeso ma d i volume miaore dell'altro. f) mesi

dopo. Risultato permanente. Regolare servizio.

9 Ferando Battista, Insistenti dolori. Vi- 20 maggio 1903 Re- 5 mesi dopo. Risulsoldato artistoso plesso varisezione d'una vetato permanente glieria monta· coso. n a anteriore. Socompleto. Regolagna di anni 21. ~penSJOO('. re servizio. 10 Cerri Giuseppe, Sintomi soliti, pacco soldato artigl. venoso non consip10 o t agna di derevole. ano! 22

S giugno 1903. Sola :l meai dopo. Risulsospeosione. tato stabile. Regolare senizlo.

q Monti Angelo, Varici mol to marca-

6 giugno 1903. Re · S mesi dopo. Beoessezione di una vesere regolare serna. Sospensione. v:zio.

soldato artigl ieri a fortezn di anui 22.

te. Dolore iogtiinale.

12 Fogli Parigi, sol- Sintomi comuni. dato brigata ferrovieri di anni 22.

6 giugno 1903. Sospeueione.

Esito mantenuto completo dopo 3 mesi. Riprese regolare servizio.

13 Zamioo Alfredo, D<>lori lnguinali io- 6 giugno 1903. So- Id. id. soldato art i capacità a lavoro &pensione. glieria da Costa continuato. Considi anni 22. derevole alluogamen to del cordone.

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NELLA CURA .RADIOALF. DEL VARlCOCELE

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cognome ~ l ì'iomc, s 'Jllalila

Sintomi e fatti llsici o~sorvali

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141Emendato Nun- l Testicolo e cordone zio, soldato 60 dolenti plessi ve· fanteria c1 i anni 1 nosi varrcosi. 22. 15 Toffanella Giulio, , Tllsticolo molto ab · soldat~ scuola l bassato nodi vari· ca vali eria di J cosi fonicolari e anni 29. dell'epìdidimo.Do1 !ori. 16 Martinucci E- S!•lìtì disturbi, voludoardo, soldato mìnose vene. 1 • bersaglieri di anni 22.

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l

l 1

Data e operazione

Osservazioni ulteriori

1• luglio 1903 Re· Congedato in settembre teaticolo sezione di una vebene soapeao nes· na. Sospensione. auna sofferenza.

8 luR"lio 1903. Re. Non rivisto. a~ ione d i una gros&a vena anteriore. Sospensione. 15 luglio 1903. Re- Esi to dOJ.IO l'opera~ezione di una vezione regolare. Non rivisto perchè con· ne. Sospensione. gedato.

17 Raeagno Fra n- 1 Fatti soliti. cesco, soldato brigata rerrovieri di anni 22.

18 luglio 1903. Resezione e sospensione.

18 .Bt>llori N a t a l e, 1 Varfcocele con idrosoldato brigata • cele. ferrovieri di anni 23.

22 luglio 190 l. Svaglnal~~omento de l testic~lo. Sospen a ione

l 9 Fontana Enrico, 1 aergente br lgataferrovlerl. l

l

22 luglio 1903. So· 2 mesi dopo, sospPnspensìone sempli· sione del t esticolo completa ma eì noce. ta una tumescenza indolente nella pie· ga lnguino- s erotale senza sofferenze. Il 4• meee scomparse la tu· mes~enza - benessere.

20 Baldini Gaetano, Voluminoso pacco di soldato 60 fanvarici al cordone. Dolori. terla dì anni 22.

14 ottobre 1903 Re- Ematoma scrotale, guarito p. Psezione di una ve· na. Sospensione.

21 Benvenuto Giuseppe, soldato scuo la cavalleria di anni 22

Varìcocele voluminose e dolente.

14 ottobre 1903. Re· Uscito guarito d'all'operazione. se:ione di una grossa vena. Soa pensione.

22 Carro n i Fra n cesco, guardia finanza di anni

Varicocele volumiuoso e nodoso.

17 ottobre 1903 Re· eezione di une groua vena.

l

22.

Id. id.

Id. id.


912

-. ~lODO DI TRATTARE L'APONEVROSI TRASVERS.\LE DI COOPER ~E LLA CU nA RAD ICALE DEL L' ER~ I E l ~G IJINA Ll DI RECENTE

DATA

Per Il doti. Andre a H alfla a z a 1 mnggiorc medico

Il processo Bassini, or~ai accettato da tutto il mondo scientifico medico, compie quasi senza contestazioni, la sua marcia trionfale; difatti, salvo qualche operatore che tiene con tenacia alle cose proprie, tutti gli altri indistintamente constatano giornalmente i vantaggi dell'operazione dell'illustre clinico di Padova. Un'esatta statistica su tale fortunata cùra, la possono anche dar e i medici militari, i quali da oltre 11 anni eseguono tale operazione con una percentuale abbastanza bassa di recidive e con una mortalità affatto trascurabile (2 morti su diverse migliaia d'operati). Pertanto fin dal 1894, dopo le prime operazioni di cura radicale di ernie inguinali esterne di data recente, praticate su militari, nel distaccare l'aponevrosi trasversale di Cooper, per poi formare il triplice strato e suturarlo al legamento di Poupart, potei verificare che detta aponevrosi si presentava affatto integra; mentre nelle ernie inguiuali esterne antiche e voluminose, per la trazione continua che il tumore esercita sulla plica epigastrica, la parete posteriore del canale a poco a poco. viene a .;;comparire, tanto che, invece del pri mitivo canale inguinale, si trova un semplice e breve tragitto rettilineo, da si· . mulare un'ernia diretta. Venni perciò nella convinzione che nella cura dell'ernie oblique esterne antiche e voluminose: sia cosa ben fatta suturare il triplice strato (aponevrosi di Cooper, muscoli trasverso e piccolo obliquo) al bordo posteriore del ponte d i Poupart per formare la parete pqsteriore del nuovo canale inguina.le; invece nelle ernie di data recente, ove l'aponevrosi di Cooper non è affatto spostata dalla sua posizione naturale, sia più utile !asciar la in sito e suturare semplicemente al bordo posteriore del legamento di Poupart i soli muscoli piccolo obliquo e trasverso.


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MODO DI TRATTARE L1 APO~EVROSI TRASVF:RSALE DEL COOPER, ECO.

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Da quell'epoca (1894:) in poi, ogni qualvolta ebbi nel mio reparto tali ernie, tlseguii sempre l'operaziont~ senza scollare la suddetta aponevrosi. Nel comunicare tal modo d'agire ai miei colleghi, incontrai serie e sensate contestazioni, tanto a Napoli che a Firenze, ma con piacere posso ora asserire che, dopo l'esame delle accennate condizioni anatomiche e sopra.tutto per i risultati molto soddisfacenti delle operazioni eseguite, gli stessi colleghi accettarono il metodo da me indicato. Il dott. Pansi a. Napoli (biennio 1806-97), il prof. Imbriaco ed i dot-tori Puglisi, Silv~stri, Marri e Perego a Firenze dal 1899 in poi operano senza scollare l'aponevrosi tri:l.sversale di Cooper (1). Trattavo invece l'ernie dirette, anche di data recente, col processo classico Bassini, cioè suturando il triplice strato al pontd di Poupart. Però nel settembre del corrente anno, nell' operare assieme al dottor P erego un'ernia. diretta di recente data (il tumoretto erniario si presentava quanto una ciliegia di mediocre grandezza), dopo aver sfibrato parcamente l'aponevrosi di CoopE~r che copriva l'ernia., isolato ed escisso il piccolo sacco ed affondato il peduncolo, con un punto di sutura si chiuse la piccola breccia. fatta sull'aponevrosi trasversale di Cooper, e poi si terminò l'operazione come nell'ernie esterne, cioè non scollando la faccia. trasversal e. Sicchè modificai ancora. il modo di trattare la. suddetta. aponevrosi nelle ernie inguinali dirette di data. recente. Venni perciò nella. seguente conclusione: In tutte l 'ernie inguinali di data recente, non scollo la. fascia trasversale, sutw·o semplicemente i muscoli piccolo obliquo e trasverso al bordo posteriore del legamento di Poupart, per formare la parete posteriore del nuovo canale inguina.le. Finora nf)l modo sua.ccenna.to, da me e dai miei colleghi, furono operati 215 individui. Si ebbero 4 recidive, delle quali 2 su individui affetti da. ernia. doppia. Diciotto operati fnrono perduti di vista dopo tre mesi, 47 dopo cinque a. dieci mesi, 69 dopo quindici mesi a due anni, 81 dopo tre anni (questa. ultima cifra. risulta. dai carabinieri, guardie di finanza. e di città.). Dopo i fatti brevemente descritti, opino che il chirurgo operando nel modo indicato potrà ottenere i seguenti vantaggi: 1• L'operazione è p1ù facile. 2• Si può eseguire con la semplice anestesia. locale cocainica.. (l) È a ml11 notizia che anche altri medici militari operano nel medesimo modo.

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MODO DI TRATTARE L'APONEVROSI TRASVERSALE DI COOPER, ECO.

a• In caso di infezione e consecutiva suppurazione, si avrebbe un flemmone superficiale, che non compromette l'esito dell'operazione (la guarigione per seconda intenzione predispone alla. recidiva.). A questo proposito credo opportuno far notare come anche il prof. Bonomo fino dal giugno del 1897 si occupò del trattamento della fascia. trasversale nelle operazioni di cura radicale come risulta. dal seguente brano della. memoria. del colonnello medico Pana.ra, Cura radicale dell'ernia negli ospedal'i militari d'Italia, pubblicata dal Gior nale medico del R. e~ercito n eli 'anno suddetto: c Il Bonomo riflette che la parete posteriore del tragitto inguina.le è costituita. dalla. fascia trasversale di Cooper e dal peritoneo e che è in facolta del chirurgo, ridare l'obliquità primitiva al tragitto, suturando i margini inferiori dei muscoli piccolo obliquo e trasverso al legamento di Poupart, anche più infuori dei vasi epigastrici, perchè il funicolo spermatico rimane libero in fuori ed in alto, e non va soggetto a stiramenti o compressioni :.. Ricordo infine che nel 2• semestre del 1899 venne pubblicata una importantissima memoria dal dott. Filippini di Brescia, il quale senza preoccuparsi d'ernie di antica o recente data, opera sempre suturando al ponte di Poupart solo i muscoli piccolo obliquo e trasverso, salvo nell'ernie dirette e voluminose. 4


RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI

RIVISTA MEDICA H. EPPJNGKR.- Eollal to•llio& del ouore nell& clltterlte. - (Deulsche medie Wochensehrift, n. 15, 16, 1~03). Per l'autore, la cosidelta paralisi cardiaca postdifterica consisterebbe io una dissoluzivne della fibra muscolare provocata dalla tossina difterica; perciò egli la chiama col nome di : miolisi tossica. All'autopsia non si trovA affatto edema dei legumenti, né le!'!ione dP.gli organi respiraturii ; il cuor e è sferico, un po' aumentato, in diastole; non vi sono spandi menti pericardici; il cuore è ripieno di coaguli flbrinosi duri, le ca vita ~in i!' tre sono dilatate; il miocardio gri~io-bruno pellido, le pareti un po' assottigliate. La milza alquanto ing1·aodita, secca, con corpuscoli ipertrotlzzati. l nervi sono poco malati. Il fegato alquanto ingrandito color feccia divico, ripieno di sangue; la midolla ossea è rossastra. Esiste edema meningeo, tracheale ed esofageo. P Pr ciò che concerne il cuore, osservasi all'esame microscopico, come le fibr e muscolari siano rotte io più punti e dissociate, tor·te, vaiuolizzate, con perdita relativa od assoluta delle strialure. Il plasma edematoso è omogeneo, colorantesi in grigio c hiaro con l'acido ossalico. l capillari sono in alcuni punti lrombizzati e racchiudenti delle emazie disaggregate. Aggiungasi che il nucleo delle fibre carùiachè subisce E'gli pure, un po' più tardi di queste ultime, il processo di cariolisi. Tali lesioni di mio lisi cardiaca parvero all' auto!'e piil frequent1 dopo la cura siero terapica. G. B.

E. W oLze. - Contributo allo riudlo 4ell'arre•to 4ell'emoU•I negU •tatl uremlol. - {Cenlralblatt jùr innere Medicin, luglio 1903). Dopo che i lavori magistrali di Ehl'iich e Morgenr oth ebbero falla conoscere l'influenza emolittica dei sieri normali di animali e spieftalo il meccanismo di tale influenza dal punto di vista della teoria delle catene later·aii, Neisser e Dòhdng studiarono le emolisine del siero dell'uomo. Essi poterono provare che tali emoli!"ioe sono di natura complessa. Trovarono inolli'e, nel siero del coniglio e qualche volla in quello del ca vallo, un complemento adattantesi al siero umano. Stabiliti tali falli, gli autori precilati pote1·ono mettere in evidenza due diCftlrenti azioni oel siero umano. All'esame del siero di una persona colp1ta da nefrite cronica, e nel quale la minacciante uremia aveva consigliato un salasso, essi constatarono un ratto particolare. · Essi mescolarono in un primo piccolo tubo O, t cc. di una soluzione di sangue di coniglio al 5 p. 100 e 0,1 cc. di siero; in un secondo piccolo tubo 1 cc. di una


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RIVISTA lll!:DICA

diluzione di sangue di coniglio al 5 p. 100 e ù,t cc. di siero, al quale, questa volla, si era aggiunto 0,3 cc. dello stesso siero, ma riscaldat.o a 56" durante una mezz'or·a. L'emolis i apparve mollo più debole nel secondo tubo che nel primo. L'aggiunta di siero r eso inattivo esercitò dunque un'influenza nociva sull'emolisina del siero. Più essi a ggiunsero di siero inattivo e più s'accentuava l'arresto dell'emolisi. Essi spiegarono tale fenomeno ammettendo l'esistenza di un'antiemolisina, e!C'istente m piccolil'sima quantità nel siero e che non diveniva mauifes ta che con l'impiego del suddetto processo. Allri osser \rat.ori confermarooo in parecc hi casi di uremia, i dati forniti da Neisser e Dohring, mentre scomparsi i sintomi uremici, il siero ricuperò un potere emolitico normale.

Nella s ua pratica. l'autore, in tre casi ebbe a rilevare l'esattezza dei duti forniti dai primi sper im'entatorì. Io non oso, conclude l'autore, dare una spiegazione dell'arresto dell'emolisi. Mentre Neisser e Di:ihri ng ammettono l'apparizione di un'antiemolisioa sotto l'influenza dell'intossicazione uremica, s i potrebbe pensare ad una diminuzione dei complementi costituenti il sangue, oppure, se si vuole, ad una diminuzione dél passaggio dei com plementi nel sangue. Siccome simili proprietà del siet•o non vennero osservate nè in un caso di scorbuto, né in un leucemico, né in un caso di clorosi, sembra si pos3a considerare come un fenomeno uremico specifico. Colpi specialmente il fatto che malgrado . l'arresto marcato dell'emolisi si ebbe a gglutinazione netta dei globuli r ossi. G. B. HALE WHtTE. -

Sulla. panore&tite oroDioa.. -

(B r itish med. Journ, 18 lu-

glio 1903). Negli ultimi anni le nostre conoscenze sulla fisiologia e patologia del pancreas si sono molto accresciute, ed abbiamo imparato molto circa la pancreatite cronica. Una congestione venosa di luntza dala provoca un'iperlrofia con indurimento dell'ot'gano, quale noi la riscontriamo nel fe gato a noce moscata e nel rene cardtaco. Questa è la forma più comune della pancreatite cronica. Su 6708 autopsie praticate al Guy's Hospital, il pancreas é stato descritto come cirrolico, congesLo e duro in 26 casi, ed in 23 v'erano disturbi di circolo; i11 2 casi v'era concomitante cirt'osi del fegato, e, quantunque si possa ritenere la pancreatite conseguenza dalla ciuosi epatica, dobbiamo ricordare che alcuni autori hanno descrttta una pancreatite interstiziale alcoolica indipendente dalla malattia epatica. Un os tacolo al deflusso del liquido pancre&.tico (compressione da tumori, calcolo pancreatico o biliarr) può produrre tale un' ipertrofia da far pensar e ad un tumore maligno del pancreas. Si sono incolpate come cause della pancreatile cronica l'endoarterite, la tubercolosi, la sifilide, la diffus ione dell'inflam mazione per il dotto pancreatico, l'infezione diretta dal duodeno, talora dovuta al bacillo del tifo. Infine si potrebbero classificare tra le pancreatili croniche i pancreas atrofici cosi frequenti nel diabete. La diagnosi della pancreatite cronica è sempre difficile; noi la possiamo supporre quando v i sono disturbi generali di cit'colo. G O.


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RIVISTA MEDICA

Su 41 1Ul oa•o 41 endooardl~ gonooooolo&. - ( Wiener lllin. Wochenschrift, luglio 1903).

FREUOL. -

L'autore rif~risce il caso Ili un uomo che quattro mesi dopo la comparsa di una blenorr·agia, pt'esentò i segni di un'endocardite acuta localizzata all'ori· tìzio aortico. La mor·te sopravvenne al terzo giorno di tale complicazione per collasso cardiaco. L'esame istologico delle vegetazioni endocardiche mostrò, nelle sezioni, l'e· sistt'lnza del gonococco allo stato di purezza, ed il seminio di tali vegetazioni diHde delle colture pure di jZOnococco. L'autore insiste s ulla ra pidita dell'evoluzione e sull'assenza di complicazioni arlicolar·i, che coincidono abitualmente con le localizzazioni sull'endocardio del gonococco. Fa ugualmente notare come, nel s uo caso, il gonococco esisteva nelle ve· gelazioni allo stato di purezza, me ntre nella ma ggior parte delle osservazioni pubblic8le su tale argomento er·a sempre associato a llo staftlococco piogeno. G. a·.

Hevse. - Sul 4laturbl dell'atUvltà oardlaoa nelle o•truzlonl nuall: (Deutsche militi.irarztl. Zeitschr., settembre 1903). Sono già conosciute in patologia le neurosi cardiache prodolle dQ ostruzione nasale, manifestantisi con nccessi di irregolarità, acceleramento e ritardo del polso, ed Hack volle spiegare tali fenomeni colla Leol'ia dei riflessi. Kratschrnel' dimostrò sperimentalmente che un'irritllzione dei rami del trip;emino può produ!'re un rallentamento ed anche il silenzio delritto cardiaco ed un aumento della pression~ sanguigna. L'A. riferisce alcuni casi di dilatazione cardiaca con insufficienza muscolare, fenomeni che non può riferire ad un fallo riflesso per eccitazione delle terminazioni del trigemino, ma alla slasi delle vene del collo, all'aumentala pressione negativa nel torace, che oppone maggiori ostacoli allo sfono di con· traz;one del cuore. Nelle s tenosi tracheali Riefo(el trovò negli •stadii precoci considerevole aumento della tensione del polso e dell'altezza dell'onda sa nguigna, e più tardi sul cadavere non raramente moderata dilatazione cardiaca specialmente del veolricolo destt·o. Moritz Scbmidt ricorda nel suo trattato che "\V eigert, nei suoi corsi dimostrativi, faceva vedere l'influenza dell'ostacolata l'espirazione sulla degenerazione grassa delle fibre muscolari del cuore. L'A. è in er·rore quando afferma che nella letteratura s i trovano registrati solo casi di neurosi del cuore da insufficienza respiratoria nasale e non le sud· descritte forme di ipertrolia cardiaca. Su questo giornale (1) in una importante pubblicazione dei dott. Ostino e Gilardoni sulla • varietà morfologica adenoidea » è stata per la pl'ima volta richiamata l'attenzione sulla drlalazione del cume destro, che s i osserva costantemente negli adenoidei di g rado elevalo. Degne di nola sono le considerazioni che l'A, fa circa l'idoneita o meno al se!'vizio militare dei soggetti con insufficienza respiratoria nasale. Noi troviamo all'alto dt"ll'arrolamento frequentemente stati di rnodel'al6 iper· trotìa cardiaca, a nche con variAbile frequenza del polso e legRiera eccitabilità (l)

v. Giornale medico del R. Esercito, t90t, rase. !".


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RIVISTA MEDXOA

cardiaca, che giudichiamo per lo più a l crogiuolo della vita militare. Sono per lo più giovani di commercio, che hanno abusato della bicicletta e del remo, e che malgrado i disturbi suindicati prestano un buon ser vizio col razionale alle· namento militare. D'altra parte anche individui con mediocre s tenosi nasale e parziale respirazione boccale si abituano alla corsa. In ambo i casi l'osservazione del soggetto al reggimento nel disimpe{Zno del servizio suggerisce più facilmente che non l'osservazione in ospedale il provvedimento da adottarsi. Ma quando su.ssistono i due disturbi - iperlrofta cardiaca e ostr·uzione nasale - non è ammissibile l'idoneità al servizio di fanteria. Col servizio di due anni manca il tempo per curare adeguatamente !'.affezione nasale e cardiaca, ed il cuore ipertrofico cogli sforzi diventa tosto insufficiente. Nelle armi a cavallo queste forme morbose hanno minor importanza che nella fanteria. Se invece si tratta di soltufficiali od ufficiali di carriera, é consigliabile la operazione, non solo per impedire l'ullel'iore ingrossamento del cuore, ma ancora perché coll' int~rvento a tempo opportuno si può avere fondata speranza di completa guarigione. G. O.

Oreot10ta.l oontro la. polmonite. - (Centralblatt fù,. Bakteriologie , Parasitenkuncle undlnfek.tionskrankheilen, XXXIV vol., n. 4·5, 19 novembre 1903).

FRIEDEMANN B. -

Il Friedemann riferisce sul decorso di 10 malati di polmonite, cur ati da lui col creosotal, dal marzo al novembre 1902. L'esito fu in lutti completo, anche nei bevitori. L'autore fece uso tdel creosotal in tutti i casi assai presto, per lo più al primo, al più tardi al secondo giorno di malattia e prescrisse : 6 grammi di creosotal in emulsione, da consumare in 2-i ore. Il Friedemann spiega la rapida caduta della fabbre. il sollecito miglioramento dello stato generale e la scomparsa dell'ottusità con ciò, che il creosotal esercita un'azione batte ricida sui microrganismi specifici o ne impedisce il loro sviluppo ed inoltr e a gisce contro le sostanze tossiche, elaborale dai pneumococchi, o le elimina. L'autore domanda se il creosotal 1possa spiegar e put·e un'azione analoga specifica in altre malattie prodotte dal pneumococco. C. S.

HunER F. O.- Sopra. a.louDl prooe•ll nella guarigione della. polmonite. (Centralblatt (ilr Bakleriologie, ecc., XXXIV vol., n. 4·5, 19 novembre 1903). Secondo le nuove rir-erche, ii processo morboso d ella polmonite non de· corre strettamente localizzato, ma il pneumococco circola in molti casi nel sangue e tr·ovaKi probabilmente sempr<~ in esso. L'autore discute perché, dopo la crisi, i pne umococchi, che trovansi abbondantemente nello sputo, non !spieghino più alcun'azione nociva sul corpo. Egli crede che, durante il processo di guarigione della polmonite, l'uomo divenila di mano in mano immune per effetto dei pneumococchi circolanti rael sangue, i quali producono con le loro speGiftche soslanzeimmunizzanti, cogli ambocettori, lo stesso risultato che si ottiene negli animali mediante l' inoculazione di colture. Inoltre si formano certamente antitoxine, per reazione dell'organismo all·e toxine elabor Ale dai cocchi. Ma sembra che le anlitoxine non ispieghino una grande azione, poiché i pneumococchi non producono alcun veleno di azione mollo elevata ; almeno


RIVISTA MEDICA

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ciò, con numerose r icerche, non è stato possibile dimostrare. Nel momento in cui la quantità dei cor·pi immunizzanti, che si sono formati, diviene cosi grande, che fra i leucociti ed i pneumococchi si manifesta una chemotassi positiva, incomincia la guar igione. I pne umococchi esistenti nel polmone non possouo più penetrare nei corpi, perché sono tosto inglobati dai leucociti. Allora il processo morboso si arresta ed incomincia la crisi. Quindi, di mano in mano, si ridestano i poteri fisiologici, che producono l'autolisi dell'essudalo. Anche qui i leucociti, coi loro fermenti, spiegano una viva azione. Sebbene non si possa dimostrare in tutti i processi di guarigione lo stesso meccanismo dell'immunità, è certo che questo si sviluppa nella guarigione della C. S. polmonite. C. ADRIAN. - Sull'artropatia paorlattoa. - (Mitteil. aus den Gren:ogebieten der Medie in u. Chirurg., Bd. 11, pag. 2375.

L'autore, con la scorta di un caso da lui osservato e di altre 93 osservazioni r accolte nella letteratura, traccia un quadro delle speciali artriti, persistenti anche per anni ed accompagnate, il più delle volte, da psoriasi. Nel maggior nu· mero di casi si trattava di uomini, molti dei quali avevano da 40-50 anni dr eta. P er lo più erano prese un gran numero di articolazioni e più frt!quentemente que lle delle dita delle mani e dei piedi, rruindi in serie discendente: ginocchio, spallu, piede, mano, gomito, anca e colonna verlebrale, rarissime quelle della mandibola e dell'articolazione st~rno-clavrcolare. Le particolari artr·opatie, che spesso producevano per lungo tempo semplici dolori ne lle articolazioni senza r eper to obbiettivo, inoltre diverse nevralgie, mialgie e dolori nelle ossa (psoriasi dolorosa), si manifestavano regolarmente ad inle1·valli, contemporaneamente con sempre nuove eruzioni della ma lattia cutanea, con le quali migliorava no e pejlgioravaoo, e consistevano in dolor i, accompagnati spesso da aumento della temperatura e da tumefazioni articolari. In questo stadio la malattia rassomijlliava ancora assai a l r·eumatismo articolare acuto, pe'rò mancava la tendenza alle complicazioni cardiache e le articolazioni colpite non divenivano ordinariamente di nuovo sane, ma producevano di mano in mano g ravi deformazioni e distruzioni, le quali, quando colpivano parecchie membra potevano produrre non lievi disturbi di motrlita. In questo stadio crooico l'affezione difficilmente si differenzia dalla tipica artrite deformante. Anche la stessa psoriasi suole assumere ora un carattere straordinariamente ostinato e manifestarsi su g runde estensione, con squamme di straordinaria spessezza e profonda invasione delle unghie. Inoltre la malattia, può essere pur·e congiunta con alterazione dei tendini, con classica atrofia muscolar e e con numerosi disturbi nervosi. Tutto i! quadro clinico deporrebbe per una malattia del sistema nervoso, ma ciò non può per ora essere dimostrato. Le cause predisponenti non sono conosciute; per la gotta, la gonorrea, la sifilide mancano tutte le condizioni, né taropoco può dimostrarsi che si traLli di malattia da infezione. Quali rimedi sono stati usati internamente, ora con buon esito ora senza alcun risultato, il jodur o di potassio, l'arsenico, l'acido salici!ico, l'antipirina, la fenacetina. l migliori risultati si ottennero con le cure balneari (in Ragaz, Fr anzensbad, Kreuznach, Baden-Baden,. ecc). C. S.


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RIVISTA CHIRUH.GICA l. D i)LLINGER. - Dell' eaUrpasione lntr&or&Dioa dal I'Ull'llO 41 a ....l'legatura dell'arteria menlngea media. - (Ungarisclte med. Pres~e , n. ·i 2).

••nsa.

In cento dissezioni, l'autore cons tatò, che cinquantanove volte il punto d'en, trala dell'a rteria meningea media si tro vava molto vicino al fora rne ovali} e per conseguenza presso al punto di uscita delle terza radice òel terzo paio, di m odo che un'apet·tura fatta nella reg ione tem pora le cond uce a tal t•adice, senza che sia uecessario di legare l'arter ia m eningl'a m edia . lo tal cas o puossi facilmente raggiunger e il ganglio d 1 Gasser se si ha l'a vvertenza di dir iger si in dietro ed in dentro . N el 35 per cento dei ca si, allora, non é necessat·io legar e l'artN·ia. Dopo a.vet· a per to il cranio, l'aulot·e caccia le dita fra la base òel cranio e la dura madre s ino all'ar teria meningea media. Ciò fallo, eg li s i d wige u11 po' in avanti sino alla seconda ed alla terza branca del trigemino, che eg li separa dalla d ura m adre con un'elevator e a punta s mussata. Dopo andando d'a va nti in dietro e dall'infuori a ll'mterno, egli raggiunge il ganglio di Gasse t·, che isola dalla base del cranio e dalla dura madre. P rendendo allo ra•il g&nglio con una pinza de ntata, rasporta, sezionando le due bra nche del trigemino. G. B. Il cer vello è te nuto sollevato con la mano sinistra.

G. Russo-T RA VALLI. - IDdtoaslonl d'Intervento ohiraraloo nelle malattie dell'lDteaUno. - (La Riforma medica, fehb rAio 1903). 1' Paracentesi clell'intestino. - Essa è indicata ed ino ffen ~iva soltanto quando il g rado di dis~ensione é tale da dis tUJ·ba re il chirur,tto. Praticandola con un g rosso trequarti bisognerà applicare dopo , su ta l punto, uno o due punti di s utura. 2• Enterotomia. - Indicata trattandosi di corpi s tranieri di cui é problematica l'es puls ione s pontan ea, oppure se il mala to é in pe r icolo, o pel fallo di un'occlus ione , o pet• una perforazione. Ve nne cons igliata nell' inva gioazione ; si introduce, in tal ca so, un dito nell' incisione pet• t'espinger e in a lto la porzione intestinale invaginata. 3' Enterostomia (ano artifi ciale). - Indicata quanLio, dopo l'estrazione di un corpo s tranie1·o no n si può s uturare l' int.e-stino a causa del s uo calLivo s tato, o per non prolungar troppo l'atto operativo. Sarà indicata inoltre ne lle diverse stenosi, quando la genera lizzazione delle lesioni o lo s ta to del s oggetto non permettono di ricorrere aù al\re operazioni ; da ultimo nell'occlusio ne intes tinale paralitica, se non si può riconoscet·e la causa dell'ostr uzione.


RIVISTA CHIRURGICA

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Inoltre Heidenhain ricorda che talune peritooili si associano ad ostruzione e possono g uar ir e dopo praticata l'enlerostomia. Il Durante la praticò con suc· cesso nei casi di enlel'ocolile cronica r1belle. 4? Enterectomia (re~ezioni). - Indicata ne lle ferite dell'intestino comprendenti più di un terzo della sua circonferenza, o accompagnate da lacerazioni, oppure se la ferita occupa il bordo mesenterico; nei casi di gangrena di origine era1aria o traumatica (briglie, diverticoli ecc.); nelle fis tole stercorali, nei tumori limitati, nella cura dell'ano artificiale. Da ultimo l'operazionE\ stessa dell'appendicite entra nel quadro dell'enterectomia. o0 Enteroanastomosi. - Nei tumori inope rabili del cieco, nelle infiammazioni croniche da infezione associale ad ulcerazioni e reslringimenti, nelle lesioni ulcerose, tubercolari, nell'invaginazione cronica dell' intes tino c rasso con aderenze. s· Enteroplastia (ln ci~ion e e dilatazione consecutiva). -Nei re~ Lringimenli cicatriziali con infiammazione cronica, ecc. In tali casi, il migliore processo consiste generalmente nel praticare un'incisione longitudinale, s uturando quindi in senso trasversale. G. B.

Flebo-aoleroalatenoaante delle vene nper1lotaU degli arU. (Journal de Médecine et de Chirurgie, maggio 1903).

JANVI J::R . -

Si designa così uno stato particolare delle vene consecutivo ad un1t variata di flebile cronica degna di menzione p~r l'estensione e la s immetria delle s ue lesioni, come per l'a ssenza ordinaria di disturbi funzionali . Nelle os!!'ervazioni raccolte dal dollor Janvier J'indurimento consocia lo a res lringimento che c0slituisce la fl ebo- sclerosi stenosante occupava quasi co· s tantemente le safene interne; poi le vene dell'antibr·accio. Le vene del tronco, del collo e della faccia non sono mai dure. Quas i sempre la flebo-sclerosi è bilaterale e si mmetrica. In tulte le osservazioni citate, questa simmetria non manca mai a gli arti inferiori, ove, del resto, la sclerosi è meno pronunci!lta. Ma alle gambe, per esempio, o le due safene interne sono interessate egualmente in ambi i lati, o se in cial:'cun arto vi è soltanto una vena indurita, essa é la medesima per tutti e due i lati. Letulle però ha pubblicato il caso di un vecchio, afl'ello da saturnismo, da Arterio-sclerosi e dal male eli Bright, morto per uremia. nel quale era solbmlo indurita la safena inter11a del lato sinistro. Presa a pat•te, ciascuna delle vene sclerosate dà al dito che la palpa le sen· sazione di un cordone duro, mobile. Il vaso é ristretto nel suo calibro; il restringimento è uniformemente regol Hre, in tutta la lunghezza della vena affetta; non vi ha nessuna ectasia varicosa, né sulla vena indurita stessa, né su alcuna delle altre vene supel'ficiali. Nella maggior parte dei casi si scopr e fortuitamente lo stato delle vene, p erché il malato non avverte alcuna sofferenza. In alcuni però si è riscontrato qualche dolore, un po' d'edema e di difficoltà nella marcia. Duponchel, che ne ha osservati molli casi fra i militari, ammette che la .flebo- sclerosi delle vene superficiali sia uno s tato cronico suscettibile di aggr avamento momentaneo, ma ritiene che questo aggravamento avven~a raramente e che esso Fii osser vi sopratullo nei soggetti sottoposli a g randi faliche gener a li (fantaccini) o a traumatismi locali ripetuti (cavalleggieri).


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RfVISTA CHmURGIOA

Sarebbe inLeressante poter determinar e la vera causa di questo sL&to delle vene superficiali; ma essa non è ben conosciuta. È cer to che tuue le inlossicazioni, malaria, saturnismo, alcoolismo, possono influire s ulla sua produzione senza però che si sappia perché esse agiscano sugli uni e non sugli altri. È pure frequente nei soggelli affetti da tubercolosi e da cancro. Fa d'uopo, infine, soggiungere cbe la flebo-sclerosi e l'aderiosclerQs i coincidono mollo frequentemente e che esse hanno con molla verisimiglianza le medesime cause. IJ.

Lusallone soprapubloa, oomplioat& da frattura del cran t rooantere e da ernla prevuoolare. - (Centralblatt fii.r die medicinischen W issenschaften, n. 39, 26 settembre 1903).

BoRCHARD. -

In un ragazzo di 14 anni, il quale era stato trascinato da cavalli in fuf(a, che erano atL&ccati ad un curro, solto il quale egli fu piu volte travolto, si formò nella parte superiore della coscia sinistr a, quasi nel mezzo, una ferita larga, lacera, tra s versale, nella cui profondità alla parte esterna pulsavano i grossi vasi. Il femore e1·a fratturato obliquamente; i frammenti erano soprapposti l'uno all'altro indire~ione longitudioale. Una seconda ferila lacera e larga si trovò alla ~amba sinistra; da essa sporgevano in fuori i monconi della tibia e della fibula. Sulla regione in~uinale sinistra esisteva una forte tumefazione, nel cui mezzo si palpava un tumore rotondo, du ro. La gamba destra si trovava in estensione un poco abdotta e fortemente ruotata all'ester no per modo che il margine esterno del piede poggiava sul suolo. La gamba era r accorciata. Il ragazzo, poco dopo il suo ingresso all'ospedale, mori e all'autopsia si riscontròlussazione soprapubica, lacerazione estesa della fascia pellinea, i grandi vasi erano spostati di lato e fortemente distedi sul capo articolare, il gran trocantere era staccato e si era formata un'ernia per prolasso del legamento di Poupart col pube e con la fas~ia della parte superiore della cosr.ia.

c. s. ST. MA vou. - ••todo per est rarre ll!loooll oorpt metaWol estranei dallo stomaoo ..nsa operazione esterna. - (Centralblatt fii r medicinischen Wissenscllafien, n. 41, 10 ottobre 1903). Poiché oggi con l'aiuto dei 1·aggi Ròntgen t> molto facile, di determinare sicJ.Iramente l'esistenza di corpi estranei metallici nello stomaco, nonché la loro sede e forma, cosi M. ha costrutto, p el loro allontanamento senza operazione esterna, un piccolo apparecchio costituito principalmente eia un'elettro-magne~e. Questa è fermata all'estremità di una comune sondo esofagea, che è inlrQdotla nello stomaco, nel modo consueto. L'elettro-magnete attrae il corpo metallico nella sonda, che è estratto unitamente ad essa. Questo metodo ~ già sL&to adoperato più volle con esito completo. C. S.


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RlVlSTA DI OCULISTICA 'l"uberoolotll ooulare ooueoutlva ad una terlta della oomea prodotta da uu ctooattolo lnqulnato. - (Reoue générale d' ophtalmologie, n. 6, 1903).

DoR. -

Ques t'oRservazione dell'autore che ha, si può dire, il valor e d'un'esperienza di laboratorio, dov1·ebbe contribuire R far mettere ri ~o rosamente in pratica tutte quelle mis u1·e igieniche capaci ad evitare la ripetizione di avvenimenti cosi dolorosi. Il bambino A .. di 4 anni, fl~rlio unico di un farmaci sta, s i diverte coi suoi g iocattoli nel negozio e s ul marciapiede limitrofo. Il padre e la madre eono perfettamente Rtoni ni' ebbero mai il minimo sintomo di un'affAzione trasmi!'ISi· bile quals iasi. Nella casa abitano due tubercolosi (noti come tali a tutti ~otl'in­ quilins), che s putano abitualmente sulle scale, nella fa1·macia e sul marciapiede. Il bambino trascina i suoi giocattoli dappertutto e, un ~iorn o , cadendo, si fe· risce la cos·nea dell'occhio destro col suo cavallino di leg no: donde una cheratite, poi un ascesso della cornea ed un'iriLe. L'A. vis ita il fanciullo per la pr·ima volta il 23 febbraio 1903, un mese dopo l'a.-:cidente, e ~li viene r iferito che il piccolo infe1·mo e già !>Lato visto da due med1ci, uno dei quali - speciali!'La - ha prescritto un traltamenlo razionale. Non avendo punto il sospello che si trattasse di un' affezione specifica ed in· clinando pe1· la diaf(nosi di un !rido- cheratite comune, l'A. fece continuare la curA gsll iniziata, consigliò l'atropma, la dioni na, e le fr·izioni di unguento merc uriale alla tempia, rassicur&ndo la famiglia. Un mese dopo egli rivede il bam· bino. il quale pr3senla delle nderenze complete ribelli a:I'azione dell'atropina: e spello delh1 cor nea non seussbilmenle modificato : es istenza, sul p unto ove a veva a~i to il trauma, di un tessuto cicatriziale tumefatto, !liallaslrl), non vescolarizzato, estendentesi s ull'iride per mezzo di un prolungamento. L'e!>ame oftalmoscopico era ancora possibile; ma il bambino accusava cec1t8 completa: per la pt•ima volla venne constatata una leggiera ipolonia. L'A. propo~e un'iridectomia che fu immedi11tamente accettak\ ed eseguita tra difficoltà non comuni, per ché l' il'ide era adHentissima e, per tema di s trapparla, l' operatore fu costretto a !asciarla in sito riten tando l'escissione in un altro punto. Dopo due gior ni, la camera a nter iore conteneva un p6 di fibrinogeno coagulato, che s i riassot•bl, lasciando vedere nell'i ride <Ielle piccole sporgenze g iallastre tanto caratteristìche che il dubbio di un' affezione tubercolare non fu pii.t poss ibile. L'A. s i dec1se ed escid ere uno di quei piccoli tubercoli svilupp~<tisi !lull' iride per inocula r io in una ca via onde ar.certare la diagnos i, e codesta piccola iridectomia passò quasi inavvertita: ·pbrò siccome et•ano 11pparsi nuovi tubercoli cbe anduvano invadendo tutta l'ir ide, cosi l'A. fece un'iniezione sottocongiun· trvale di olio bijodurato, prescris'3e l'olio di fegato di merluzzo ed applicò me· dicazioni locali con pomate iodoformicbe. Il bambino, però. fu colto da tosse, e presentò in breve spaz so di tempo un cosi notevole deperimento, che 1l Dor


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RIVISTA.. DI OCULISTICA

non esitò a manifestare le sue appr ensioni alla famiglia, la quale gli richiese un'immediata enucleazione, a c ui e gli non potè fare a meno che ritiutars i dovendo attendere il risultato dell'inoculazione alla cavia. Ma il 18 aprile le cose er ano talmente precipitate che l' A. richiese e gli stesso, e con grande insis tenza, l'enucleazione pel timore di una meningite, pr evio un consullo col pt•of. GayeL. Questi si dimo~trò partigiano dell'enucleazione, ma non si oppose ad un tentativo di iniezione d'aria nel vitreo e nella camera anteriore, che il Dor praticò il 19 aprile. L'occhio e t•a divenuto dut•o come nel glaucoma e questa teusione pers1stelle per qualche ora, ma p;ià verso sera l'aria era del tutlo scomparsa e il bambino, quasi libero da ogni sofferenza, era t•itornato ai suoi giuochi abituali. Nella sper anza di conseguire altri mi ~l i ori successi, l'A. avrebbe voluto ripetere le iniezioni d'aria, ma non potendo assicurarne il r isultato alla famiglia, a cui ta li iniezioni facevano l'etfetto di un'es perienza, si decise a proceder e all'enucleazione, però con qualche rincrescimento: il r1uole rincrescimento, per ò, si dileguò s ubito, qua ndo, aperto l'occhio enucleato, egli constatò che tutto il corpo ciliare era invaso da tuber coli , i quali si E'stendevano persino alla cor oidea. L'esame microscopico dimos trò trattarsi della più classica tuber colosi che s i potesse immaginare (l'A. calcola a 10,000 il numero delle cellule giganti che dovevano trovarsi in tale occhio) e l'inoculazione della cavia aveva riato, come é nat11rale, risultato positivo, quantunque la quantità del tessuto inoculato fosse minima. In breve ; nessun dubbio che in questo caso si sia realmente h•att.Hto di tubercolosi ocular·e consecutiva ud un traumstis mo della cornea in un bambiuo as!>O• lutamente immune da ogni tara, e che il caso in parola non presenti uno speciale interesse dal Ialo profìlattico ed igienico. Noi ci sotlosc1·iviamo ben di buon grado alle parole con cui l'A. chiude la sua comunicazione , perche esse contengono un voto, che t! be nsì nel cuore di tutti ma che è, pur troppo, ancora lontano dalla sua realizzazione: • Ne devrait-on pas fa ire connait1·e partoul d es observations de ce genre pour empécher les tuberculeux de c racher par tert·e,pour leur imposer des crachoirs de poch~ 1 El d'ailleurs pourquoi les gens qui se portent bi eu cJ·achent- ils partout? Ne sera it-ce pas à eux à donner le bon exemple ? • E. T . Delle luut1lasloD1 di aria nella oamera anteriore nel oul 41 tuberoolosl1r1dea e oornoale. - (Tesi inaugurale).

F f:Ltx. -

Questo lavoro importantissimo tanto dal punto di vista della patologia gene rale quanto da fJUello della specialità ortalmologica, venne inspirato all'A. dal professore Kosl'3r , il qualt>, a vendo avuto l' idea di applicare all' occ hio i ris ultati molto concludenti ottenuti con l'iniezione di aria sterilizzata ne ll' interno della cavità addominale nei casi di peritonite tubercolare, non esitò a fare ugualmente delle insuftlazioni, pure di aria s terilizzata, nella camera anteriore contro la tubercolosi iridea o corneale. Colpito dall'lnsuffici~nza o dall'inefficacia della cura mercuriale generale nella maggior parte dei .cas i, delle frizioni prolungate de lla cot·nea con pomata a lanolina iodoformica (2 p. 100), delle iniezioni sotlo-congiuntivali di cinnamato di soda (etol), o di tubercolina , il Kos ter s'era indotto a pensare che forse le insufllazioni d'ar1a nella carnera a nteriore avrebbero avuto maggiori pr obttbilit.à di r iuscita. E infalli, se noi dobbiamo credere ai risultati ottenuti nelle tre osservazioni riferite, in ogni


RIVISTA DI OCULISTICA

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loro particolare, dal Félix, bisogna conclurlere che ci si trova dinanzi ad un metodo terape utico realmente serio ed efficace, che merita di essere consigliato ed esperi~nentato su vasta scala, tanto piu che la tecnica operatoria !:lemplicissima si é sempre m03lrata inofl'tmsiva. Ecco il modo con cui si fanno •fueste insuftlazioni: Dopo una asepsi rigoros a per quanto è possibile del campo operatorio e previa anestesia cocainica, si introduce nella camera anteriore un ordinario ago da discissione, che poi si ritira, avendo cura di non lasciare scolare l"umor acqueo. Per la punzione cosi prati~ta, s'introduce la tina cannula di una sil·inga del Pravaz pre· viamente riemp1ta a metà di aria sterilizzata (aspirata attraverso un tampone di cotone sterile). Quaudo l'as:to è nella camera anteriore, si aspiral'umor acqueo dirigPndo in bas!'lo lo stantufo della siringa stessa e faceudo in modo che l'iride, i tube1·coli o la cornea non vengano ad ostruire l'oriflcio dell"ago. Quando la camera anteriore è completamente vuota, si inietta l'aria senza ritirare l'ago, procurando di non insufflarne troppa onde evitare un aumento di tensione endoculare. Applicata una medicazio1ie a secco, la piccola operazione può di1•si compiuta. Segue una leg-giera reazione infiammatoria con iperemia perir.heratica che du1·a circa 2i o1·e; l'aria vlen riassorbita in due, quattro giorni, ed ò sostituita dell'umor a cqueo. E. T . Due oa•l . eU ott&lmla simpatica . n. 4, 1003).

VALOtS. -

(Recueil d' ophtalmologie,

Già da gran tempo il mercurio viene impiegato nella cura delle oftalmia simpatiche, sia sotto forma di iniezioni che di frizioni, ma i risultati, spesso buoni, furono t11lvolta insufficienti sopratutto nelle oftalmia simpatiche a fo1·ma di irite sierotta o di coroidite che mettono capo fatalmente a lesioni g r11vi del· l'occhio simpatizzato ed alla cecita assoluta. Parrebbe che l'insurflc1enza degli effetti di codesta medicazione fos~e dovuta, in special modo, al genere di applicazione, la quale non permetterebbe che un limitato assorbimento, dovendosi, infatti, roggiungere per cosi dire l'impregnazione di tutto l'organismo affinché l'organo leso ri!!enta i buoni e!Tetti del medicamento. Era dunque naturale il pensare che la porta stessa per cui era entrato l'agente infettivo dovesse essere altresì quella per la quale tioveva penetrare il rimedio; tanto è vero che il Darier ed altri oculisti, riferendo al ConECresso oftalmologico del 1900 i poco incorAggianti risultati ottenuti con tale medicazione generale, afferma· vano di non aver esitato a portare il rimedio direttamente nell'organo interessato, ed erano r icorsi ad iniezioni di sali mercuriali nel te!lsuto cellulare dell'orbita dell'occhio simpatizzante enuclealo. Il Darier, anzi, era giunto persino ad associarvi delle iniezioni sotlo- congiuntivali ed intra-tenoniane di subiimalo nell'occhio simpatizzato. Dopo queste interessanti comunicazioni, veramente nuove nella letteratura onatmologica, vengono molto a proposito i due casi rif.,riti dall'A. il cui interesse è tanto maggiore inquantoché, prima di ricorrer e alla cura in parola, egll aveva esaurito, senz'alcun risultato, tutte le altr e medicazioni; non tacendo neppure che il miglioramento dei suoi due malàti coincise esattamente con la prima iniezione.

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RfVISTA DI OOlJLISTICA

Io entram bi i casi (uno di origine traumatica e J'allro no) l'enucleazione dell'occhio sim patizzante, beo lunlli del r eca re una mij!liorìa aveva invece resi più grevi i sintomi dell"affezione. Egli cominciò col fa re un'iniezione di cianuro di mercurio nel tessuto cellulare dell'orbita corris pondente all'occhio enucleato (sei gGcce d'una soluzione di l centigrammo per 1 centimetro cubo); inittzione, che riuscl dolot•osissima e produsse un con;.iderevole edema della meta della faccia. Il giorno successivo, però, la visione et·a m olLo migliorata (f)ui si parla del 1° caso) e l' inferma, con

l' = ~ e ra in grado di leggere i caralleri di

10 stampa d'un giornale. Questo rapido m iglioramento durò pochiss imo, e gia alla s era non ne es isteva più tr accia Cinque altre iniezioni furono fatte a due giorni d'intervallo. ed ogni volta si ebbe la ripetizione dello stesso fenomeno; cioè, miglioramento r eale, ma passejZgero. A qneslo punto, la tensione e ndocular e divenne cosi elevata che furono necessttrie alcune instillazioni di eser ina, senza peeò che venissero sospese le iniezioni di cianuro di mer cut•io, preticsle· però a più lunghi intervalli ed associate a quelle generali della soluzione stessa. Dopo lunghe alternative di miglioramento e di peggiOI'amento, la visione cominciò a miglior are progres1:1i· va mente, tantochè furon soppr esse le in iezio ni generali e locali e fu prescritto il ioduro di potassio all'interno, che ebbe l'inc" nveniente di l'ar arrossare l'occhio e di pt·odurre lagrimazione, e fu pe1·ciò applicato di retta m ~nte nell'occhio solto

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forma di collirio. . V = ~· Ma il miglioramento non si arrestò a questo punto che. a nzi, pro~redendo ogni giorno in modo più sensibile, giunse a tale che l'inf~rma (impie~ala alle poste e telegrafi) poté riprendere il suo servizio e ri&Cf)UiStai'e V = 1. I brillanti risullati ollenuli con la! metodo prova no fino all'evidenza che la via additata dal Darter e dall'A. é veram ente la buoua , e noi ci auguriamo che un metodo, il quale presenta così pochi inconvenienti, ven~a adottato s u vasta scala, lasctando recisamente da parte tutti quei s ussidi terapeutici i cui etfe lli rappresentano altr ettante sconfitte. E. T. P YLE. -

AJrestoDl oolll&rt e glloo•urla. - (American Medicine, n. 4, 1903).

L'A. passa in rivis ta tulli gli effetti prodotti dalla ~li cosuria sull'apparecchio oculare e li I'iasc;ume ne l modo se guente: il dia bete z uccherino o qualunque altra aff~zione dovuta al m etabolismo degli idrati di carbonio, può ledere una parte qualsiasi del detto appare cchio. Le modiflcazioni dell'occhio son prodotte da cause chimiche o fisiche, o indirettamente da una debolezza generHle, che si ag~iunge alle altre cause; e le affozioni ocular i variano d'inten· sila, da un le(!'gei·o affievolimento dell'accomodazione fino ad una fatale relinite emo1•ragica o ad un'atrofia ollica totale. l dis turbi endoculnri possono esser e soltanto unilaterali e non manifes tare, all'esame oftolmoscopico, alcuna lrac<'i a di infiammazione del nervo ottico,. contrariamente alle alle1·azioni che si osservano in seg uito ad albuminuria, a s ifiltde e ad oltr·e drsci·asie sanguigne. ~ abbastanza frequ .. nte il cnso in cui s i trova albuminuria contemporaneamente alla g licosurie; e allora le alle i·azioni re Linic he possono pr·esentare forme svoriatissime, ed una r etinile albuminuria tipica può coesis te re col diabete.


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L'ambliopia centrale si constala nella glicos uria indipendentemente dall'influenza tossica del tabacco e dell'alcool, e nei malati, che r isentono ~li effetti tossici di tali sostanze, la glicosuria può essere il fattore principale dell'ambliopia. In tali casi, la les•one iniziale é situata nelle cellule ganglionari della r etina, mentre l'infiammazione delle fibre papillo- maculari della melA temporale del nervo ottico é sPcoodaria alle mo.:llfìcazioni retiniche. :-;ei casi c1·onici di glicosuria, le lesioni oculari, ad eccezion~ della cataratta, si vedono spetoso quando i sintomi genera li ed urinari non sono ancora molto accentuali ; e sono non di rado i sintomi oculari che inducono il malato a domandare il consiglio d'un medico. La glicosuria può essere sospettata nelle condizioni seguenti : pres biopia prP.coce, midriasi senza causa, o cicloplegia ; cambiamento ra pido, quasi improvviso, della r errazione; sviluppo o aumento della mio pia nell'età adulta, senza prodomi di catar atta; ir iti r ibelli ; cataratta nell'età giovanile o media; retinite emorragica, atrofia o ttica inesplicabile, ambliopia impr ovvisa e molto pronunciata, pi~ specialmente centrale, senza alterazioni vis1bili del fondo. Il significato pronos tico di codesti disturbi oculat·i non è definitivamente stabilito, a motivo della grande differenza patogeneliC'a della gravità, e dell'esito finale delle varie forme di g licosuria. Anche nei casi molto avanzali, non soltanto può darsi c he lesioni oculari g ravissime miglior ino, ma che possano volger e al bene le condizioni generali di salute. l11oltre, i sintomi oculari possono rimaner e stazionari e la salute generale m igliorare, oppure u n coso di diabete zucche1·ino può condurre rapidamente ad esito letale senza disturbi oculari visibili. La retinite emorragica e l'am8Ilrosi pr ima delll comparsa del como. sono i sintomi più gravi. La constatazione oftalmoscopica più importanLe per la progno'!i è lo stato dei vasi sanguigni, preso come indice dello stato del !Sistema vascolare generale degl'infermi. E. T. SIOLER-HUGUENIN. -

L..ioDl 4 el fondo ooulare nella 8tal14e ere4Uarta.

In questo lavoro importante e completo, basato su 125 osservazioni nuove, l'A. ci fa passare dinanzi agli occhi una va rietà infimla di lesioni oflalmosco· piche del fondo dell'occhio, le quali però possono essere raggruppate nei seguenti quattro tipt principali; 1° Una di!"Seminazione di piccole chiazze giallo-rossastre ò gialle con una puuteg giatura di chiazze pigmentarie. 2° Delle chiazze giallo-rossastre, o gialle come le pre-cedenti, frammi s te a numerose chiazze pigmentarie. 3° Delle chiazze giallo-rossaslre, che divengono sempr e più chiare e qual· che volta si pigmenlano. 4° P igmentazione generale del fondo dell'occhio aumenklta in diet1•o, diminUila in avanti; e, in questo fondo, una disseminazione di chiazze pigmentar ie di forma .svarilltissimn. Questi divers i tipi possono, però, trovarsi associali, e S•>llanlo un piccolo nume•·o di essi presenterebbe il quRdro pigmentario intorno alla papilla, descritto dall'Antonclli, a cui del res to, son dovuti i pr1mi e più interessanti s tudi sui segni o rtalmo-;copici dell'ereJo-sifìlide. Sui 125 casi osser vati, l'A. notò: la cher atite inlerstiziale diffusa i i volte: le lesioni dentar1e di Hutchinson 5'> volte: dei disturbi dell'udito 20 volle: la


RIVISTA DI OCULJSTlOA

triade di Hutchinson 11 volte: il nistagmo 13 volte: lo ~trabismo 18 volte : la diminuzione o l'assenza dei rifless i pupillari 15 volte: alterazioni dei rifle!'Si patellari 13 \"Olte. Inoltre 41 di tali maiali erano rachitici, 38 scrofolosi e 3 tubercolosi. Come cura, l'A. ritiene assolutamente indispensabile l'asso~iazione dei tonici e dei ricostituenti alla medicazione specifica. E. T.

Trattamento dell.. mlopta. - (Dalla discussione avvenuta nella sezione oftalmologica della Società di medicina di Filadelfia: seduta del 17 marzo 1903). L'/lar lan premette un riassunto s tor ico della questione, fa cendo rilevare che attualmente de Schweinitz e Duane raccomandano la correzione totale, confermala nell'ultima riunione della Societa oflalmologica di Heidelberg; senza tacel'e, tuttavia, che si tratta d'una r egola a cui non mancano le eccezioni. secondo i casi. Per esempio, quando essa non dia un'acutezza migliore, bisognera rinunziarvi per non diminuire troppo la grandezza delle immag•ni, e ricorr·ere allora al s upplemento di diottrie negli occhialelti a mano, o alle lenti i:>i focali. L'lla11sell distingue la miopia congenita, la acquisita e l' er editaria: nella prima basta la correzione di qualche diottria, senza raggiungere la r efrazione totale; nella seconda, propone la correzione più completa che sia possibile, osservando c he l'exeforia è combattuta più efficacemente con acutezza vis iva migliore che con una cura muscolare, e raccomandando di corregget·e esaltamente l'astigmatismo. Da vicino, però, egli non corregge mai la miopia in modo completo, s opralulto nell'adulto. Il de Selttoeinit~ insiste sull'importanza di una mi!.'ura esatta e frequente della refrazione de~l'ipermetropi, i quali diven~ono miopi, e, in special modo dell'astigma tismo, per una cura preve11tive. In quanto al trattamento della miopia, bisogna dis liuguer e i casi in cui la cor rezione non dò luogo ti V = 1 e che s i r iferiscono a malattie oculari, di cui la miopia non è che un sintom o. Ammette la correzione completa flno alreta in cui l'accomodazione s'indebolisce; raccomanda di esaminare sovente - e sempre con paresi accomodativa - i miopi giovani, e fa osservare che le lenti non bastano ad arres tare la miopia, ma che bisogna comball~re, inoltre, la congestione delle me mbrane oculari, sopratullo per mezzo dell'atropina. Il Could insiste sull'astigmatismo e sull'anisometropia di cui- egli dic'3in Europa non si lien conto abbastanza, e s ulla nec~;~ssila d'una midr ias i prolungata; ma non ammette la correzione totale, citando casi di disturbi cefalici prodotti da questa. Il Fenton corregge totalmente per la visione da lontano, mentre, per quella da vicino, riduce più o meno la correzione seconolo l'età, secondo l'ametropia e secondo la potenza di adduzione. Il Risley non inclina ad ammettere la miopi.i congenita che incontrò rarissima:nente, salvo nei degenerati presentanti altre anomalie, e non ammet te l'ereditarieta che sotto forma di disposizioni croniche ed orbitarie speciali a cui devonsi attribuire l'astigma tismo o l'anisometr opia. Essendo l'emmetro pe l'occhio tipo, biso~na avvicinarglisi, per quanto é possibile, nella correzione,


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RIVISTA DI OCULISTICA

poichè, in tal modo, sembra che l'ampiezza d'accomodazione e di convergenza ridivenga normale. La correzione incompleta è preferibile quando non si é fatto un esame esaLto e completo dell'individuo. Bisogna esaminare molto ~pesso i soggetti per mezzo di un midl'iatico, fino a che la miopia sra stazionaria e le lesioni si arrestino nel loro decorso: la mitlriasi è, in tali casi, un metodo di cura. Ammette - contrariamente al de Scbweinitz - l' ulilitA di lenti più deboli per la visione da vicino, ed anche l'uso dei prismi che sollevano l'accomodazione e la convergenza. La necessitA d'una correzione esatta llli sembra ben dimo~trala dall'esempio del microscopio, P.d anche dalla fatica che si prova nel guardart>, sopra uno schermo, delle proiezioni non messe sufficientemente a fuoco. Rrtorneremo su quest'importante questione, che ha pure interesse medicomilitare, io una prossima occasione: ci limileremo a Jire, per ora, che la correzione totale della miopia non è da consigliarsi se non quando s i possa proceder·e a rigorosi e r·ipetuti esami del soggeLto mediante un mirlrialico e che si sra saggiato, per così dire, il suo potere accomodativo. E. T. GALr,;zowSKI. - Della aoluzlone 41 aoopolamlna nella oura 4elle af'tes lonl ooularl. - (Recuetl d'ophtalmologie. n. 6, 1903). 01{giJi noi possiamo dire di possedere un medicamento e fficacissimo come midriatico, la cui azione é superiore a quella della stessa atr·opina ; e questo è la scopolamina, che spiega un'influenza anestetica tanto nelle intlammazioni dell'iride e del circolo ciliare, quanto direttamente sulle fibre muscolari dello sfintere dell'iride, e che, eccitando le fibre radiali, dilata le pupilla. Ecco la for mula che, secondo l'A., sembra esse1·e la più efficace in tale af· fazioni: !l gr. Acqua distill11ta di latLuga . . Acqua distillala semplice . . . . . . . . 10 , Solfato neutro di scopolamina . . . . . . 0,15 cent. Instillare qualche goccia di questo collirio tre volte il giorno. E. T. Bossts. -

Contributo allo atu41o del oalulo -

(Thèse de Paris).

Il calazio, dica il Bossis, è un tumore infiammatorio a tipo embrionario, che ricorda la s truttura del bottone carnoso o granuloma di Virchow, e che, anatomicamente, é un'adenite e periadeoHe proliferante delle ghiandole uel Meibomio, In cui causa risiede io un'infezione microbica. Vet·umente fino ad ora nessun microbo specifico potè essere isolato, ed é molto probabile che entrino in causa i microbi volgari della suppurazione. Malgrado la presenza incontestabile di cellule giganti tipiche nella sua trama, non venne ancora dala alcuna prova clinica e sperimentale della sua natut·a tubercolare. La cura di elezione è quella di esportare il tumore, sia pe1· dissezione (via cutanea) sia con lo scucchiaiameoto (via congiunti vale); ma accanto a questa cura classica, ve n'è un'altra più semplice e altrettanto eftlcace, indicata sopratutto nei calazi recenti o di piccolo volume, e consistente nell'iniettare nel centro del tumore una o due gocce d'una soluzione di clururo di zinco E. T. all' l/20. 59 -

GlorM~ mtcllco.


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RIVISTA DI MALATTIE VENEREE E DELLA PELLE R . MATZENAUE R . - Ereditarietà della •UW4e. - (A r~hio fù r Dermatologie' unrl S yphilis, n. 8, 1903).

,...

L'autore ra r ilevare come il proble ma dell'eredilarielé della sifilide sia uno di quelli le cui pral1che conseguenze pos sono avet·e la maqsima importanza. E ~li assimila la s ifilide a lle altre malattie infettive, e combatte la classica tesi dell'eredita indifferente del pa dr·e o della madre p el bambiM. Egli dice che, mentre non è atfatlo dimos trato che l'ereJità di una malattia infettiva qua ls iasi s i trasmetta con lo s perma, venne invece pt·ovala la tras mi!'sione eh una mala ttia per via placentare , nel corso rlella vita inlrauterina, per molte mala ttie i nfe LLive . Agg iunge che lo s perma rli un sifllitico non é affallto infettivo. Se uu certo numero di madri di bambini sifilitici sembrano sane e non pre. sentano segni di sifi lide, se eondo l'autore, ciò ò dovuto al fatto della mancata osservazione a ccurata e continuala; mentre, secondo lui, il fatto di non poter scopr ire traccia della malattia (la propo rzion~ sarebbe del 20 al 38 p. tOO) non prova che l'infezione non abbia esistito. Dal fatto che non esisterebbe sifilide ereditaria senza precedente sifilide mater na, l'autore viene alla conclusione pra tica che, o gni volla che una donna dà alla luce un bambino sifì litico, dovrà essere, s enza esitazioni, sottopos ta a trattamento curativo s pecifico. G. B.

G. DuPe YRAC -

Le metuta.t 4.U'eosema. - ( Thése de Paris, 1903).

Debbonsi considerare come delle vere metaslas i i cas i nei quali l' eczema scompare bruscamente ed è rimpiaz~ato da un'affezione viscerale grave . Il ma ~~io r numero di osservazioni si r ife risce a bambini e ciò, prohabilme nte, per la ma~~ior delicatezza dei loro organi. Il polmone é I'O!'Ilano che piu di sovente viene colpito, la melastasi vi si manifesta con delle br onchite catarrali, delle con ge~tioni polmonari o deg li accessi di a sma. Le melastasi gas triche od intestinali sono meno frequenti ; dal lato del sis tema nervoso, si poss ono osservare delle ne vralgie, delle convulsioni, o dei s intomi pseudo-menirJgilici. Taluni autori vogliono spiegare ques ti casi con un'azione rivulsiva o derivativa. dell'affezione viscerale, che apporta una momentanea retrocessione della dermatosi. Tale teoria non si può a pplicare ai cas i n e i quali l'eczema scomparve interamente quando si produss e la lesione viscerale ; mentre che la teoria d ell'eczema diatesico ne dà sufficie nte ragione. L'eczema entra nel gruppo delle malattie artritiche. ed alterazioni umorali d'o1·dme chimico dominano la sua e:ttologia e patog enia. Se nel magg ior numero dei casi non vi é alcun pericolo nel curare localmente un'eczema, b isogna agire con circospezio ne nei bambini, sopratulto nei


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nati da genitori artritici, nei vecchi, nei gottosi, negli asmatici, nei dispeptici, nei brigtici. In tali inf~rmi la dermatosi dovrassi curare gradualmentè e fr·azionatamente, sospendendo le cura al menomo allarme. Si sospenderà qualsiasi cura locale quando si constater·A un manife5to alternarsi rra l'eczema e le manifestazioni viscerali. In presenza di un accidente metastatico grave, bisognerà richiamare l'eruzione della pelle mediante rivuls ivi, vescicAtorii, senapismi, ecc. G. B. K. HARTMANN. - Sopra 41 una •peole 41 orttoarla. - (Centr alblalt (ur c/ie merlicinischen Wissenscha(ten, n. 39, 26 settembre 1903). H . riporta 7 casi di malattia cutanea rarissima, descritti per lo più solto il nome di urticaria perstans. I s uoi sintomi principali sono un prurito vivis-

simo e la comparsa di nodicini emisferici, dul'i, r ossi, ~randi in media cit·ca quanto una lente, che ordinariamente hanno una superficie liscia; solamente in un caso questa era ruvida, quasi verrucosa. Inoltre esistevano sulla cute numerose escoriazioni e pigmentazioni, quali conseguenze del gratlamento. I noduli, che possono essere sparsi su tutta la superficie del corpo, eccettuate però le palme delle mani, le piante dei piedi, il cuoio capelluto e regolarmente anche il viso, persistevano per settimane e scomparivano quindi Mnza tracce, o lasciando sulla loro sede una pigmentazione. od una cicatrice suparflciale. Propri pomfl non furono mai osservati nei casi riferiti. Sembra che il prurito preceda sell)pre la manifestazione dei noduli e costituisca talora per anni l'unico sintomo. La malattia, che per lo più incomincia fra i 20 e i 50 anni di età, decor re, spesso con remissioni, in modo del tutto cronico e sembra che si; generalmente insanabile. La ter apia è basata sui rimedi che calmano il prurito. Col mict·oscopio si riconoscono i segni d'un processo infia mmatorio cronico: infiltra ti cellulari nel corion, che intaccano più o meno l~ fibre elastiche e cagionano a lterazioni secondarie dell'epitelio e dello strato corneo. S ulla etiologia e patogenesi della malattia non si sa nulla· di positivo. In due del casi, che si differenziArono dagli altri pel grado e pel decorso benigno, i noduli si svilupparono sicuramente in seguito al grattamento. C. S. ScHARFF.- Trattamento della blenorra&ia oou l'urosanoL - ( TheT'ap. Monatshefte, ju. 1903}. Il prolargolo, sebbene r iconosciuto di grande efficacia contro l'infezione gonococcica, non può esser sempre usato a dose utile per ché in soluzioni forti é irritante. Questo inconveniente è evitato con l'uso dell'urosanol che è una soluzione gelatinosa di protargolo io proporzioni variabili dall'i·S o;o; la quale ha il gran vantaggio di per mettere di far uso di dosi elevate diprotargolo, senza irritazionelocale. La. massa medicamentosa che s'inietta si spalma sulla m ucosa alla quale aderisce, r iducendo al minimo in pochi giorni la secrezione purulenta ed il dolore. Dalle osservazioni cliniche dell'autore risulta che s u 30 casi, 12 guar irono fra 7-15 giorni, 11 in quattro settimane, in quattro casi ebbe leggiere complicazioni che si dileguarono in breve senza lasciar tracce. Nei casi in cui si usarono inutilmente altri rimedi, con l'ur osanol si ebbe la scomparsa dei gonococchi in 3-4 ~iorn i. Per assicur are la guarigione bisogna proseguire la cura per qualche tempo dopo la scomparsa dei sintomi morbosi. GRIX.


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RIVISTA DI rfERAPEUrriCA A. Loewv e F. M OLLER. - &all' &SioDe &D•t•tloa della YohlmblD&. (Munch. med. Wochenschr., n. 15, 1903). La yohimbina non solo agisce sull'apparecchio genitale, ma possiede pure proprieté anestetiche. Se s' inocula una -soluzione di essa al 1/2-1 per cento nel sacco congiuntivale, si manifesta, dopo 3-5 minuti, <:on leggera iperemia della congiuntiva, e, talora almeno, con lieve restringi mento della pupilla, una

totale anestesia della congiuntiva e della cornea; quest'ultima raggiunge p0i tal !!'rado, che si possono es trarre da essa corpi estranei, senza dolore. Anche la mucosa nasale diviene anestetir.a mediante la yohimbina; negli animali, la cui mucosa nasale fu pennellata con la yohirobioa, l'is pirazione dei vapori d'ammoniaca produsse poco effetto; mentr e in condizioni normali tali vapori producono una sospensione <Iella r espirazione. Con la pennella zione della mucosa orale si manifesta un senso tattile setoloso, le sensazioni gustative di amaro, acido, dolce e salato cessa no completamente. Facendo agire sul nervo ischiatico, messo a nudo, una :;oluzione di yohimbina all'uno per cento, diminuisce to!lto la sua azione sensibile e motr ice, ma questa meno di quella. Lo stesso avviene p~r il vago. In generale l'azione della yohimbina è simile a quella della cocaina; come in questa, così pure nella yohimbina, l'azione è passeggera e di nuovo ritorna nor male. c. s.

UD ptù &4atto uso della ohillllla per llllnloDe lpo4ermloa. - (TIIerap. Monalslt., febbraio 1903).

AoPRECHT. -

L'autor·e usa da parecchi anni, nelle polmoniti crupose, iniezioni sottocutaneedi chinina ed ottiene, con questo metodo di cura. come risulta dalle tavole annesse al lavoro, rapidi risultati favor evoli. Finora era necessario di adoperare, per la difficile soluzione della chinina, gra ndissime quantii.A di acqua (17 gr ammi per rnezzo p:rammo di chinina). Ora esiste un mezzo l'uretano, conosciuto quale ipnotico, il quale non nuocendo, o non modificando l'azione della chinina, rende questa facilmente solubile. Mescolando un quarto di f{rammo di uretano a mezzo grammo di chinina, bastano 5 grammi di acqua per la sua soluzione: in questa s oluzione la chinina non precipiLa anche dopo lungo tempo; le piccole qua ntità che si depos itano per gran freddo, possono CO il leggero riscaldamento es~ere di nuovo disciolte. Quale sede d' iniezione l'A. raccomanda le parli laterali dell'addome; s'inietta ogni giorno mezzo grammo di chinina, ma nei casi gravi si può anche inoculare la ~tessa dose, due volte C. S. al gior no.

-La oura del reUIIlaU.mo arUoolare aouto truoo oolmauaggto al petroUo. - (Centralblatt jur de medicinisclt"n W'i.ssenschajten, n. 40).

SERAFrDE

In base 'l numerosi casi osservati nell'ospedale militare e nella pratica privata, l'autore raccomanda vivissimamenle la cura del r eumatismo articolare acuto col massaggio al petrolio. Si adopera il comune petrolio r affinato,


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che si usa per l'illuminazione. Dopo aver lav~tto con saponale l'articolazione colpita, ai fa il massaggio col petrolio, secondo le comuni regole del mas-

saggio per circa dieci minuti. Ordinariamente basta un massaggio al giorno, nei casi gravi si fanno però anche due maasagjli al giorno. In casi rarissimi si manifesta un leggero eritema, che scompare con la vaselina, ma non si hanno mai pericolose complicazioni secondarie di alcuna specie; particolarmente è poi da notare che in nessun caso fu osservata albuminuria renate. L'azione dal massaggio al petrolio, tanto nei casi acuti, come nei subacuti e nel cronici, è assolutamente favorevole; già dopo le prime applicazioni ce~sa il dolore, la curva termometrica si abbassa, lo stato generale si eleva; dopo brevis:~imo tempo gli ammal8ti ~ono del lutto ristabiliti. Non s'incontra alcuna speciale differenza, s e una o piu articolazioni sono colpite. Fra i casi, riferiti dall'autore, se ne trovano parecchi, nei quali l'acido salicilico o i preparati analoghi, rimasero del tutto senza effetto. Anche nei malati di nefrite e nelle gravide il massaggio al petrolio è del tutto innocuo. ln0ltre é da osservare che il rimedio è a portata d i tutti, di poco prezzo, C. S. perciò questo metodo di cura potré. essere subito adottato.

Rl~ISTA DI TECNICA E SERYJliO MEDICO ~HLITARE li primo •oooono nl o&mpo 41 b&it&cll&. - (Cwtralblatt fiir Chr., n. 26, 1903).

SENN. -

ln base alla propria esperienza nella pratica civile ed in base pure alle osservazioni falle durantf3 la guerra l"pano-Americana, l'autore ha imaginato una semplice ed assai opportuna medicazione d'urgenza, la quale a suo ere· dere, risponderebbe a tutte le esigenze del campo di battaglta. Le ferile prodotte da proiettili rivestiti di mantello metalbco praticamente devono considerarsi quali ferite asettiche, quindi per esse è incondizionatamente indicata la cura conservativa, assolutamente da rtgettarsi la esplorazione colle sonde, indicata invece l' applica'Zione sollecita dell'apparecchio e la sua r imozione soltanto a ferita cicatrizzata. La prima· medicazione deve ~ssere S!3mplice, cosi che anche una mano del tutt'l inespet·ta possa applicarla sul campo; il materiale impiejZato non deve far ostacolo all'evapora· :c:ione dei liquidi segregati, gli antisettici devono rimanere chimjcamente inalterabili; l'apparecchio non deve smuoversi e deve potersi maneggiare e tra· sportare comodamente. Il primo apparecchio da medicazione di Senn consiste in una compressa larga quattro pollici, ed altrettanto lunga di garza e ovatta idrofila alla quale è a~giunta una fascia di garza sterile larga 4 polltci e lunga 2jard fornita alla sua estremità di due spilli di sicurezza. La compressa sta entro due involucri, uno interno di carta paraffina te ed uno esterno di tela impermeabile. Sopra quest'ultima è stampata l'istruzione per l'uso. Una seconda eguale comp1·e~sa, sta sopra quella descritta per la prima, unita alltt stessa con due fili. Sopra ogni compressa sono applicate due stri-


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scie di cerotto adesivo, lunghe otto pollici, le quali fissano le compresse sopra la ferita. Soprd ciascuna compressa una marca talla con lintura di jodio indica il punto che deve essere applicato alla ferila e s otto esso punto trovansi due grammi di polvere borica e salicilica (4:1); l'ultima compressa può essere facilmente separata per ìl caso che il ferito presenti una seconda lesione. La porzione superflua della fascia si può eventualmente adoperare per legacci<). Ogni cosa in questo apparecchio è cosi disposta che la s ua applicazione é subito compresa da qualunque. Il pacchetto pesa soltanto pochi grammi ed é molto maneggevole: le esperienze che con esso si sono falle a Cuba ebbero ottimo risultato. La prima medicazione naturalmente non può ·proteggere da qualtJnque infezione. L'azione protettiva per sé stessa non é asettica; essa agisce indifferentemente sui tessuti, se più tardi non sopravviE-ne una infezione secondaria. Quanto più grande è la ferila, tanto più grave, naturalmente è il peri· colo dell'infezionE', ed eguale pericolo vi sarà se il proieltile prima di penetrare nel corpo ha strisciato sul terreno. A Magersfontain (Sud- Africa) furono medicati in brevissimo tempo 500 feriti inglesi sul campo di battaglia e con s plendido successo. Siccome nei combattimenti seguiti da grandi perdite non s i può sempre contare sopra un personale tecnico sufficientemente numero~o, cosi l'applicazione di questo primo apparecchio dovrà esser permessa agli stessi soldati i quali in precedenza devono essere convenientemente istruiti sul suo uso. Inglesi ed Americani si sono a questo riguardo mostrati abilissimi. L'emostasia deve possibilmente attenersi senza fascia elastica la quale ha fallo piu danni che vantag~i; la sua applicazione aggrava il pericolo di gangrena. Del resto il pericolo di emorragia è mollo diminuito dal piccolo calibro; attualmente si osservano emorragie pericolo!!e solo in proporzione del cinque percento; tra i mezzi emostatici la compressione digitale, la flessione dell'arto, il tampl)namento meritano la prererenza. Il trasporto dei feriti é di una grande importanza. Ha duoro anzitutto c he vi 10ia perfetta com•micazione tra la linea di combattimento e i primi ospedali o altri stabilimenti di ricovero. I feriti sul campo possono essere difesi da qualche riparo sollecitamente improvvisato a poca altezza. Colà essi saranno meglio protetti che col trasporto. Secondo GriffiUt un rialzo di 11 pollici di spessore ò un buon riparo dai proietti di piccolo calibro. In caso di ritirata l'ospedale da campo con tutto il suo personale deve restare al s•Jo posto, protetto come é, dalla Convenzione di Ginevra. 1 Il medico militare deve avere con se la quantità minima possibile di strumenti, però deve averne abbastanza per poter attu~;~re operazioni d'ur genza. Il corredo tecnico del medico mililare, dopo ripetute prove, fu còmposlo dall'autore nel seguente modo: tutti gli strumenti sono arrotolati in una tasca di tela grossa da vela, nella quale ta:sca per ogni s Lrumento è marcato con inchiostr o il relativo posto. Gli islrumenti sono in questa tasca sterilizzati. Una seconda tasca e~uale alla prima travasi nel cofanetto di cuoio portatile per il caso che la prima tasca non si potesse pel momento adoperare. Il coflineLto è di c uoio molle con angoli arrotondati e possiede due compartimenti, uno per gli s trumenti ed uno per la tasca di r iserva. L'islrumentario contiene: t l pinzelle da legatura di Kocher, un porta agbi, uno scalpello curvo, uno diritto,


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due"bit>to~ì, uno curvo e uno diritto, un piccolo tenotomo, un tenacolo, due forbici, una retta e una curva, un coltello d'amputazione di Maclean, una forbice osteotoma, un uncino ottuso, una sega di Seno, una lastra protettiva, una pinzetta anatomica, un uncino acuto, due scarpelli osteotomi, un cucchiaio tagliente, un elevatore, una pinza tira palle di Seno, una sonda di Senn da proiettili, due sonda ordinarie, un trequarti, dodici fili di seta, dodici aj:(hi, due matasse di seta, un rotolo di fili d'argento, sei aghi per sutura intestinale. I coltelli sono contenuti in due apposite custodie e Ila n no il filo coperto. La tasca é lunga 19 pollici e pesa soltanto poche libbre. Questa tasca ha fatto una eccellente prova nella campagna di Cuba. L'autore riassume la tesi in 25 proposizioni. 1. Il còmpito principale del medico militare dietro la linea di combattimento consiste nel proteggere il ferito dall'infezione e di provvedere ad una sollecita medicatura. 2. La disinfezione come si è praticata fino ad ora é non solo superflua ma eziandio dannosa. 3. .I principi della moderna terapia delle ferite d'arma da fuoco furono già stabiliti e confermali da Bergmann e da Reyher durante la guerra Russoturca, e per regola valgono anche oggigiorno. 4. La chirurgia militare è e rimarrà sempre una chirurgia d'urgenza; perciò lutti i t>uoi pre•:elti devono essere semplici e pratici. 5. L'asepsi assoluta non é possibile e nemmeno necessaria. 6. La prima medicazione deve essere quanto più possibile limitata. 7. I materiali da impiegarsi in questa prima medicazione devono essere igvoscopici ed antisettici, essi devono non fare ostacolo all'evaporazione rapida dei .materiali segregati dalla ferita e perciò non devono contenere materie impermeabili. 8. Gli antisettici impiegati non devono essere venefici, non devono vola. lizzare, nè chimicamente al terarsi. 9. La polvere d'acido borico e salicitico al 4: 1 è l'antisettico piu opportuno per questa medicazione. 10. Ogni primo apparecchio deve contenere due piccole striscia di cerotto adesivo destinato a fissare la medicazione alla ferita. 11. La fascia di garza deve essere unita alla compressa ed ha alla sua estremità due aghi. 12. La fascia di garza sostituisce il fazzoletto triangolare di Esmarch. 13. La crosta che si forma in seguito al prosciugamento dei materiali della ferita costituisce una efficace protezione ed una chiusura della ferita. H. L'ovatta é in genere da preferirsi alla garza. U>. Le ferite d'arma da fuoco devono praticamente considerarsi come asettiche. 16. Nulla deve essere portato in contatto della ferila prima che sia compiuta la prima medicazione. 17. Essendo nella grandi battaglie il numero dei feriti molto superiore a quello per il quale potrebbe bastar~ il personale medico, cosi è necessario che ogni soldato sia in grado di poter applicare da sè una medicazione. 18. La fascia elastica, come mezzo emostatico, è da rigettarsi nella maggior parte dei casi. 19. I feriti durante il combattimento devono essere rimossi meno che è possibili dal loro posto.


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20. La prima medicazione deve esser e applicata al più p1·esto che ' sia possibile. 21. Se il trasporto dei feriti dalla linea del fuoco fosse per sè stesso troppo pericoloso, meglio é lasciare i ferili al loro posto. 22. Gli O!'lpedali da campo nella ritirata non dovrebbero esser spezzati. 23. Per attuare la prima mPdicazione si abbisogna soltanto di un buon collello da tasca. 2<i. Il primo apparecchio, per regola, rimane fino a guarigione. 25. l medici sulla linea di combattimento attaccano agli abili dei feriti un cartello sul quale deve essere scritto se la ferila é infetta oppure no, come devono essere indicate pure le misure che si son prese riguardo ai feriti s tessi. C. P. E. T ARTIÈRB, médecin-major de i* classe. - L'attltu41ne bioa alservtslo militare determinata mediante n peso e la statura. - (Luon Médical, 10 aotll 1903). Nelle visite degli inscrilli presso i consigli di leva, dur a nte il biennio 1901'1 90:!, l'autore si propose di determinare il g•·ado di attiludlne fisica al servizio militare, mediante il rapporto tra il peso del corpo e la statura, calcolando che quanto più la cifra dei kg. in peso s'avvicina a quella dei decimali della staturA, tanto più robusto é il soggetto. Egli trascut•6 la misura del pel'imètro toracico, come un mezz0 troppo variabile e subbieltivo, usandola luUo al più a conferma del rapporto suaccennaLo. Questo metodo non é che una modificazione di quanto prescrive la circolare del servizio di sanità belga, in data 25 marzo 1880, sul reclutamento, cioè che il peso del corpo non possa essere inferiore più di 7 kg. ai decimali della sta-

tura, negli uomini che non raggiungono m. '1,65, e più di 8 kg. negli altri. Questi limiti parvero all'autore troppo ristretti pel reclutamento di un grande esercito; infatti nel Belgio stesso l' auloritA militare fu obbligata nelle leve 1881-83, ad arruolare da 20 a 25 p. 100 di giovani non rispondenti a tali requisiti. Perciò egli ha ammesso differenze fino ai 12 o 15 kg. al massimum per le stature medie ed alte, conservando quelle di 7 kg. per le basse stature. Espone il metodo ideato dal prof. Bouchard, il quale calcola il cosi detto segmento antropometrico di ciascun soggetto, fondandosi sul concetto che l'uomo é come un ins1eme di sostanze organiche a forma semplice, geometri~, come un cilindro avente altezza, volume e massa corrispondenti alla statura, al volume ed al peso dell'individuo. Mediante la formula algebrica

H(cifra

dei kg. in peso divisa per quella dei decimetri della s tatura) Bou~ha rd, nell'uomo sano, adulto dai 30 ai 45 anni, in stato di nulruzione normalt.>, ha ottenuto un quoziente di circa 4 kg., che costituirebbe il segmento antropometrico tipo, e perciò gli uomini di normale r obustezza non differirebbero tra loro che nel numt1ro dei segmenti, rappresentato da quello dei decimetri della statura. Questo metodo é troppo complicato ed assoluto, perchè non esiste una cifra media unicu valevole come termine universale di paragone, essendo il peso umano variabile secondo lo sviluppo muscolare e la corpulenza, proprie alle di verse età ed alle varie attività fisiche. L'autore loda il metodo da lui usato per la sua pratica utilità. In seguito agli accennati esper imenti la nuova istr uzione mioisteriale francese sull'atti-


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tudiM fisica (31 gennaio 1902) ha introdotto la bascule nei consigli di leva. P rima di quella data i comP.ndanti di reclutamento, p~r l'assegnazione alle varie armi, avevano come indice la statura senza il peso. La circolare fissa il peso minimo e massimo dei cavalieri colla statura corrispondente. Il peso, col numero d'estrazione e la statura, veniva da principio sejrnato dall'autore sul torace degli inscrilti mediante un lapis demogr afico, ma, in seguito a divieto minister iale, fu poi registrato sul foglio di chiamata, allo scopo di fornire ai periti nell'anno successivo un dato certo per valutare lo sviluppo fisico dei rimandati. Il metodo suesposto ha fornito all'autore indicazioni molto serie ed ulili, specialmente nell'esame dei soggetti dubbi (8 limite}. P. L. Contributo allo •tu4to 4el miglior mez'o 4'Ul1UD1Daslone per la rtceroa 4el ferttl 4urante la noUe. - (A rcl!ioes de médecine et de pharmacie militaires, aoùt 1903}.

\ VARNBCKE. -

In questo riassunto di una conferenza tenuta a Limoges nell'ottobre 1902, dur ante il corso di esercizi speciali del ser vizio sanitario, nel quale sono stati esperimentati vari mezzi d'illuminazione per la ricerca dei ferit!, l'A. perviene alle seguenti conclusioni: I. Le lanterne per portaferiti in dotazione ai reggimenti ed alle ambulanze di divisione sono in numero insufficiente; hanno un potere illuminante mediocre e s'estinguono facilmente. Il. Le torcie del Lamarre, impiegate n~i lavori notturni dal genio francese e dai pompieri di Parigi, bruciano troppo rapidamente al vento, s viluppano un fumo denso, e son di prezzo troppo elevato. 111. La lampada Wells a petrolio e ad aria compressa, preconizzata dal capitano medico Mendini nell"aprile 1898, da una luce molto intensa sopra un raggio di 60 metri, e rischiara sufficientemente il terreno anche fino a 200 me· tri, resiste al vento a alla pioggia; ma il suo peso considerevole (80 Kg.) e la difficoltà di un lungo trasporto a mano in terreni irregolari richiedebbero l'impiego di una vettura leggiera in ferro. IV. La lanterna Bleriot, all'acetili te, che data dal1902, riunisce tutti i requisiti richiesti, poiché illumina intensamente il terreno sopra un raggio di 50 metri, è facilmente trasportabile da un solo uomo, pesando appena 4 Kg., resistente, non pericolosa, e maneggiabile dallo stesso por tatore. L'acetilite è un preparato recente, che non dà eccessiva produzione d\ gas, e si ottiene immergendo per quP.lche te mpo il carburo di calcio nel petrolio e rivestendo ne ciascun frammento di un involucro di glucosio: cosi r esta inattaccabile ad una leggiera umidità e dev'essere completameute immerso nell'acqua per poter sviluppare il gas; esso inoltre fonde nell'acqua lasciando un residuo solubile di glucosato di calce tribasico. · L'unico inconveniente di siffatte lanterne è quello di produrre ombre molLo scure, a cui però si rimedia mutando di posto e contrapponendovi allre lanterne. L'A. accenna anche all'uso dei pr oiettori elettrici portatili, ma, dagli studi da lui compiuti, risulta che per ora il loro impiego ~ prematuro, almeno per le formazioni sanitarie di prima linea, sia per il numero degli accumulatori (almeno \renta), che essi richiedono e che li rende troppo pesanti, sia per l'im· possibilità di ricaricarli in campagna nel caso di bisogno. P. L.

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RIVISTA D'IGIENE E. v•. BEHRING. - ·aulla etiologia della · tt•l polaaonare e •ul modo dl oombattere la tuberoolosl. - (Deutsche med. Wochenschr. 1903, n. 39). Se la frequenza della tubercolosi non è deter minata secondo il numero dei malati tubercolosi, ma si prendono per hase i risultati delle autopsie, trovansi, come dimostrò Naegeli, nella propor zione del 96 p. cento, focolai tubercolosi, negli uomini sotto i 20 anni, mentre i cadaveri dei bambini, sino ad un anno, sono immuni da lub.er colosi. Agli slessi risullali si giunge, almeno nei grandi centri commerciali, se si prendono per base diagnostica le iniezioni di tuber colina. Esiste perciò un centro generale di contagio per la tubercolosi, il quale impedisce che si possa estirpare con misure d'isolamento la delta malattia nelle regioni molto popolate. Quindi infezione tubercolosa non equivale a tisi tubercolosa. P recisamente il fatto, che quasi tutti gli uomini s'infettano di tubercolosi, senza che divengano tisici, dimostra chiaramente che esiste una guarigione spontanea della tuber colosi. Secondo l'autore non travasi esempio certo, col quale sia dimostrato che un ad ulto abbia contratto la lisi polmonare in un'infezione tube rcolosa epidemiologica, cioè secondo le condizioni d' infezione, che s'incontrano in natura. Anche in quei casi di elevata infezione tubercolare che si verificano nei macellai e negli operai di Jab01ratorio, ecc, come pure negli esperimenti con bacilli tubercolosi inoculati nei tessuti sotlocutanei, non è riferito alcun esempio sicuro, che dimostri siasi sviluppata la lisi polmonare, se l'individuo non era prià. dapprima infetto con bacilli tubercolosi. Anche l'eredità ne lla trasmissione della tisi polmonare non ha alcuna importan"Ga. L'infezione tubercolosa intrauterina è possibile, ma in pratica non ha alcun valoi·e, perchè l'infezione avviene quasi sempre dopo la nascita. B. e i suoi scolari potettero dimostrare che, nei giovani animali lattanti, i corpi albuminosi attraversano immutati l'intestino e penetrar.o nel sangue, come se fossero stati iniettati direttamente nel sistema vasale. Cc.si pur e nei lattanti le ant itoxine della difterite e del tetano sono assorbite nel lràtto digerente e possono ritrovarsi, quasi nella stessa quantita, nel sangue. Ma non solo per l'albumina, che ha la più. grande molecola conosciuta, la parete intestinale dei lattanti è permeabile, sibbene ancora per i batteri. Cosi attraversa no l'intestino i bacilli del carbonchio e i bacilli tubercolosi nei giovanissimi animali e producono malatti~ mortali, mentre negli animali aduiLi mescolando all'alimen to i germi del carbonchio non si sviluppa generalmente la malattia e la tubercolosi attecchisce, se gli animali sono nutriti con abbondantissimi o virulentissimi bacilli. Nelle carie, che, alimentate con bacilli tubercolosi divengono tubercolose, si ma nifesta dapprima la tubercolosi delle glandole, e si ba il quadro clinico della scrofolosi simile a quello dell'uomo. Da questa permeabilità della par ete intestinale nei giovani animali, conchiu,le B., che nell'uomo s'incontrano cir costanze analoghe, che· il fa nciullo dopo l?t naRcita è infettato da parenti tubercolosi, e pr incipalmeatl:l, per mezzo del latte. '' Il latte del poppante è la sorgente principale per lo sviluppo della lisi. • Siccome il latte materno, solamente in


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circostanze del lutto rare, contiene bacilli, cosi esso ha poca impot·tanza, mentre al contrario il latte di vecl'a è da ritenersi come pericolosissimn. Nelle numerose man1polnzioni, alle quali é sottoposto il latte. dalla mungitura el suo uso, sarebbe da meravi;.diarsi se non divenisse infello. B. vorrebb·• che la pa!lteurlzzazione del !alle avven1sse nel luog-o ~tesso ,11 produzione o:: 11on uelle g ranJi mescolanze di esso in cllt.A, il che gioverebbe all'allevamento dei vitelli e se~oe­ rebbe un reale progresso nell'igiene del lette. La grande permeebilit.A intestinale del bambino può dipendere dal fatto, che la mucosa intestinale in quel tempo non ha ancora un completo r ivestimento epiteliale e che le glandole ott•icolari, secernenti fermenti, sono poco o punto sviluppate. I bacilli tubercolosi introdotti negli organismi producono, secondo, la quan· tilà assorbila e le loro virulenza, dopo mesi, anni od anche decenni, manifesta malattia. Se particolari elementi nocivi, come alimentazione insufficiente, raffreddamenti, dimora In abitazioni malsane, fatiche eccessive, ecc., agiscono sui corpi, allora si sviluppa la lisi. In base a tali conoscenze giungiamo alla conclusione che l'infezione tubercolosa è da temersi principalmente nella infanzia. Se i poppanti sono circondati da parenti tubercolosi t~ssicolosi, allora corrono essi i maggiori pericoli di a~:Jsor·bire i bacilli specifici, 1 quali penetrano negli apparecchi circolatort per le vie respiratorie e digerenti. Tullavia non solamonte i poppanti, ma anche gli a dulti sono esposti a tale pericolo per lesioni degli strati epiteliali protettivi, come avviene nelle lesioni morbose dell'appa· racchio digerente. Diviene perciò necessario di proteggere coloro che sono suscettibili di contrarre la tubercolosi e di guarire, nel minor tempo possibile, le malattie ad essa predisponenti. lo questi casi può riuscire utile di far ricoverare i pazienti in un luogo di cura, ove essi imparano a conoscere ciò che lor o giova e nuoce. Ma lutle le indicazioni terapeutiche di Behring contro la tubercolosi non giungono all'impiego di stabilimenti di cura; essa hanno per iscopo finale di rendere inutili tutti gli stabilimo::nti climatici, curativi e profllaUici contro la tubercolosi quale mezzo di lotta, come già Jenner rese superflui gli antichi ospedali di vajolosi. Se, come ciò in pratica t~arà effettuato, non può an ti vedersi, però cbe sia possibile, lo dimostrano le esperienze della lotta contro la tubercolosi bovina. Le iniezioni di tubercolina a scopo diagnostico nella provincia di Assia-Nassau hanno dimostrato, che nelll' grandi mandrie quasi tutti i bovi sono infetti d3 tubercolos i, anche se apparentemente sembrino del tutto sani ed nuche apparen· temente sani appariscono per le loro condizioni di vita. Soltanto, relativamente di rado, nei razionali metodi di alimentazione i greggi 'divengono manifestamente tisici. Nelle iniezioni di tubercolina a scopo diagnolltico fu pure o'sservato, che nell'Assia le rAzze bovine di montagna, in confronto alle altre razze, si differenziano in ciò, che, mentre in queste ultime con l'aumento dell'eta cresce rapidamente Il numero degli animali che reagi!!cono, nei buoi di montagna (Yogelsber·ger Rinde) da cinque anni in poi la percentuale ùegli animali, che reagiscono, diviene un poco minore. Ciò può dipendere dal fatto, che prima di cinque anni minore eia il numero degli infetti, ma B. è di opinione che ciò sia da ascriversi al numero maggiore di guarigioni definitive. Egli mette pure in rapptJrto questo favorevole decorso con un minore assorbimento di virus tubercoloso nelle stalle relativamente meno infette, oppure con minor dose del materiale nell'infezione di vit<Jlli con latte, i quali non solamente dalle rispettive madri, ma anche da altre vacche assorbono il materiale infettivo. Anche


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le razze di buoi indigeni dànno di anno in anno un aumento di animali che reagiscono alle iniezioni di tubercolina, cosicchè é da antivedere che fra non molto le razze indigene poco si differenzieranno per la tubercolosi da q:.telle importate, se non sera evitato il diffondersi dell'infezione. In due modi potrà oftenersi tale scopo, cioè eliminando ed abbattendo tutti i bovini che reagiscono alle iniezioni dì tubercolina, il che importertbbe grandi spese e non sarebbe per ogni dove attuabile, oppure mediante l'immunizzazione dei giovani vitellì col vaccino preparato dall'astore. Quest'ultimo processo va guadagnando terreno ed è già adottato in molle contrade. Soltanto nell'uomo esso non può senz'altro essere usato, perché é troppo virulento pei poppanli ed anche notevolmente attenualo, non dovrebbe mai essere inoculato nell" vene ai bambini, pel peri· colo che potr~bbe loro derivarne. Nei fanciulli sarebbe solamente possibile d'introdurre per le vie digerenti bacilli. tubercolosi attenuati, coi quali, come dimostrano gli esperimenti negli animali tuttora in corso, nei vitelli poppanti si può oLtenere l'immunità contro la tubercolosi. Migliori risultati si potranno ottenere per le immunità dei bambini, nutrcndoli col latte di vacche fortemente immunizzate centro la tubercolosi, se le speranze di Behring saranno confar· male. Questa immunità passiva, di breve durata, può essere aumentata con l'introduzione di bacilli tubercolosi attenuati. Tutte le affermazioni di B. si basano sulla supposizione che i germi della lisi perlacea e della tubercolosi dell'uomo, nonostante le loro differenze, non siano due specie diverse. Perciò anche Behriog si l>Chiera contro Koch, sostenendo che il latte di vacca contenente bacilli tubercolosi è grandemente pericoluso, ed é quindi d'avviso che si debbano conservare tutte le misure igieniche e di polizia sanitaria contro la tubercolosi bovina. Sopratutto il latte deve essere invillilato e reso innocuo, mentre la carne e il burro sono meno pericolosi, C. S. perché consumato da adulli. LO 8t&tO 8&Dltarlo del prlnolpall 888rOIU europei. chioes de Mlldecine et de Pharmaeie Militaires, n. 4, 1903).

ALVERNIIE. -

(Ar-

In questo studio l'A., pone a rafft•onto lo stato sanitario degli eserciti germanico (Prussia, Sassonia e Wurtemberg, esclusa la Baviera) austro-un gherese, italiano, russo ed inglese (non coloniale) con quello dell'esercito francese e delle truppe d'Algeria-Tunisia. Tale raffronto fondato principalmente sulle statistiche del1900, si estende però anche a quelle dei due quinquenni 1881-85 e 1896·900, affìnchè i risultati acquistino valore più generale. Parecchie cause concorrono ad alterare la fisonomia sanitaria reale di ciascun esercito e la più importante é la eliminazione precoce dei soggetLi deboli o mediocri. Questa costituisce il principale s egreto della notevole superiorità sanitaria dell'esercito tedesco, il quale, grazie alla forza numerica dei suoi contingenti annuali, può rimandare nel primo anno pressochè la metà (450 •!..) degli uomini appartenenti alla classe piùgiovane, senza escluderli dall'obbligo di compiere ulteriormente tutto il loro servizio. La selezione é fatta cosi su giovani di costituzione compleLamente sviluppata, mentre in Francia i Consigli di le,·a esitano a pronunciare questi successivi rtmandi, che dispensano l'interessato da uno o due anni di servizio, e non vi si decidono se non quando si tratta di non valori assoluti.


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Un'allra causa sta nella poca unifo rmitè delle s tatistiche miìitari. Assai eMtte nel computo de lle affezioni di una certa g1·avità, esse offrono indicazioni molto vaghe quando si riferiscono alle affezioni leggiere. Nella statistica germanica, ad esempio, dal1883, non figurano che due categor ie di malati: reoierkranke (malati nell'infermeria) e la.;a,.etk,.anke ·(malati a\l'ospedaie) laddove prima esis te v&, come in Francia, una terza categor ia : schonungk,.anke (malati a riposo). Sembra probabile che la brusca discesa della cifra totale dei malati avvenuta nell'esercito tedesco dal 1882 al 1883 (da 1135 a 8i9 '10\, sia dovultt meno ad un r eale mi,:tlioramento dello stato sanitario che ad un artificio di calcolo. Giova perciò ricordare che le statistiche straniere per lo più registrano i soli malati ricoverati negli stabilimenti di cura. A questa s tregua la Francia occupa un posto mollo onorevole riguardo alla morbosit.A generale. Quant.o alla mortalità genera le (per malattie, suicidi e cause accirlentali), mentre nel quinquennio 1881-85 essa occupava il terzo posto, in quello 1896-1900 sta coll' Inghilterr~t al secondo posto. L'A. passa indi in rivista le malattie più rrequenti negli eserciti attuali , presentando per ciascuna di esse uno specchio comparativo del numero dei casi o decessi occorsi nel1900, colle rispettive medie per ogni mille uomini della forza effettiva e vi fa seguire molte considerazioni che noi in parte, l'iassumeremo. La febb re lijoidea, poco frequente nelle armate germanica e inglese (interna), m eno rara nell'austro-ungher ese, raggiunge il suo massimo di frequenza in quelle fran cese, italiana, spagnuola e russa e l'A. ne atlt·ibuisce la caulòa alle alte temperature atmosferiche, dominanti nei paesi meridionali di Europa, che esaltano la virulenza dei germi. Infatti in Russia il morbo do mina essenlialmente nelle regioni intorno ai mari Nero e Caspio (sullo stesso parallelo del mezzodì delle Francia e della Spagna). [n Francia i piu colpiti sono i corpi di armata de! mezzo~iorno; quelli del nord e specialmente il 1• (Lilla) e il 2° (Amiens) godo11o di una immuoitil consid~:~revole quasi quanto quelli tedeschi. L'esercito ilaliuno sta per !a morbosità tifosa al disotto del russo e del francese (media di un triennio, 5.7 per mille) ma per la mortalita t(1.08 per mille) supera l'ultimo ed è quasi alla pari col primo. La m edia dell'esercito francese nel quinquennio 1896-·~900 è 6.6 per mille (mor· bosità) e di 0.98 per mille (mortalittl). L' Autore non nasconde l'importanza delle tristi condizioni igieniche di molte caserme e t"Opralutto quella dell'influenza endemica urbana, mantenuta, in cer te regioni della Francia, dal difetto assoluto delle più elemental'i norme d' igiene da parte degli abitanti e dei municipi, sia r iguardo alle .abitazioni che alle acque, le cui conseguenze si r iverberano su ll'esercito. Nel capitolo sul mo,.billo e sulla sca,.latuna si apprende che questi morbi sono estremamente rari ne~li eserciti germanico, austro-ungherese e russo, pur essendo così diffusi fra la popolazione, mentre nelle truppe francesi, da f'.irca dieci anni, si manifestano con una certa intensità che non si riscontra in alcun'altra nazione. Donde deriva questo fenomeno s ingolare ? Se la rari la dei cas i di scarlaUina nell'esercito tedesco ed in altri si può spiegare colla loro frequenza nella popolazione inf11ntile, che acquistereb be cosi un'immunità per l'etA a dulta, tale ipotesi perde ogni valore per il morbillo che ha una diffusione pressoché uguale nelle popolazioni dei diversi paesi, e d anche per la dit'terite, per cui regnano in Francia le stesse condizioni. L'A. interpreta il fenomeno anzitutto col sistema di reclutamento, nazionale in Francia, regionale in Germania ed in Austria- Ungheria. Il soldato che com-


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pie il ser vizio nella stessa regione dov'è nato, non por ta seco quella reattivilà intensa ai germi morbi~eni, diffusi nella popolazione, che presentano gli organismi vergini lraspor·tali br us<,amente in ambienti nuovi, spesso mollo differenti da quelli originarii. Col sistema r egionale poi ai comandanti di corpo riesce più agevole attingere informazioni sullo stato sanitario dei paesi circonvicini, donde provengono le reclute, o a cui affluiscono i soldati in permesso, e, in ca!'O di epidemie, isola re i primi e trattener e gli altri. Non meno importanti per· l'eziologia sono l'a ffollamento, accentuatosi vieppiu dopo i\1880, e la vetusta e il deterioramento di un certo numero di caser me e di baraccamenti. Per quanto riguarda la tubercolosi l'A. insiste sull'impossibilità di trarre comparative conclusioni esatte dalle statistiche militar i, sia per ché tale malallia è !!ovenle registrata con. denominazioni diverse, come bronchite cronica, pleur ite, emorragia polmonare, enfisema, debolezza di costituzione, ecc., sia perchè, ad esempio, la statistica russa non tiene conto delle tubercolosi locali. Con tutLoci6 si può dire che, dopo il1890, tale malattia é in continua ddclinazione negli eserciti germanico, russo ed italiano, sta;donaria nell'esercito austro-uoghere:se, ed in aumento solo transitorio, ntll 1900, in quello inglese. Amla stregua delle sole cifc·e statis tiche la Francia, nel decennio i R!H-1000, presenLet•ebbe, in rappor to alla mor·bosita. valori molto piti elevatf delle altre nazioni, me ntre tenendo C')nto dei criteri suesposLi, essa è pressoché nelle stesse condizioni della Russia e dell'Austr ia-Ungheria. , Le condizioni molto privilegiate degli eserciti italiano, inglese e tedesco sono dovute in massima parte, almeno per le due uiLime nazioni, ella selezione del suo reclutamento, favorita dalla rarila corrispondente di quest'affezione nella popolazione civile. Nel 1900, l'armata inglese ha sofferto un aumento nella morbosità tubercolare per le condizioni eccezionali del s uo r eclutamento in consegue;Jza della guerra del Trans,vaal. Riguardo all'influenza , se l'esercito francese nel decennio 1891-1900, per la morbosità, è alla pari degli eserciti russo e germanico e molto al di solto d i quello inglese, per la mortalit.à. supera invece tutti gli altri. Benché questa differenza si possa attribuire in par te 1:1lle divergenze di a ppr ezzamento nell'assegnare alla grippe certi falli morbosi, che altrove si t•egistrano fra le localizzazioni polmonari, tuttavia è innegabile che in Francia, dal 1890, della malattia ha rivestito sempr e un carattere particolare di gravità, per le svariate complicazioni che l'accompagnarono. Gli eserciti che pagano un maggior tributo morboso al paludismo sono: l'italiano (piu di 40 "f.J il r usso (40 a 42 "/••) e l'austro-ungher ese (161 •f.. nel comAndo di Zara); seguono a grande distanza l'inglese, il fra ncese, il tedesco (colle medie di 6.5 •/•., 2 •;•• , O, 23 Ofoo): le tr uppe di Algeria-Tunisia danno la piu elevata proporzione (70 a 90 •fa,). Nel capitolo delle a:ffe:lioni respiratorie l'A. comprende la pneumonite e la pleur-ite. La pr•ima r aggiunge il massimo di frequenza in Germania e in In ghilter ra, è molto più rara in Russia, i,n Italia, in Fra ncia, in Austria- Ungheria. La pleur ite, che ha così s tretta relazione colla' tubercolosi, nel 1900, ba colpito in modo rimarchevole l'esercito italiano con una mor bosità d!i 10 •;• ., che è la media invar iabile da parecchi anni. Non v'ha dubbio che, per una gran perLe, questa cifra grava sul bilancio della tubercolosi. La Ger mania occupa anche qui un posto pr ivilegiato per l'esiguo n umero dei colpili e dei mor ti. Il segreto di questa mortalità minima sta nella cura gelosa ch'essa pone nell'eliminare i pleurilici dall'esercito.


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Nelle malattie oene,.ee (!toifilide, blenorra~ia, ulcera molle) tengono da par ecchi anni il primato gli eserciti in~lese, italiano, austro-ungherese, senza alcuno accenno a diminuzione da parte di questi due ultimi, mentre si scorge un miglioramento progressivo negli altri. Da ultimo l'A. r iporta le medie dei riformati e rimandati nell'anno 1900, rilevando che gli eser citi italiano e a ustro-ungherese subirono le perdite pni cousiderevoli. Sl'g ue poi il tedesco che perde più del 40 "f.. della forza, ma in r ealtà q uesta resta pr esso a poco invariab•le, poiché in previsione di queste per dite esso incor pora 11 9 '/. in più del s uo effettivo uf(ìciale, cifra che rappresenta esattamente i 21,000 uomini di cui si priva annualmente. In lnflhilterra la propor zione delle eliminazioni è pressoché doppia nel 1!)00 rispetto a gli anni antecedenti, in coosegpenza degli arruolamenti poco r igorosi per la g uerra del T t•answanl. La m~d ia nor male è però di 17 e 18 ·;••. La Francia e la R ussia hanno le s tesse p•·oporzioni di rifor mati (2R,4 '/•• - 28 ot..). Ques te differenze considerevoli nelle r iforme costituiscono una delle cnuse più 1mportanti di dispar ità ne lle s tatistiche s&nilarie militari È però innegabile che, se l'esel'cito francese occupa un posto molto onorevole in ra ppor to alla morbosità e mor talil.8 generali, presenta una s favot·evolc situazione per quanto concerne le malattie Infettive, ed alla lotta contro esse devono esset·e diretti gli srorzi comuni. P . L. c . A UDOY E e BILLET. -

La malaria & Toqcourt nel 1802, • deiiOrldoae delle saasare eU TOIII'P1lri. - (Areh . de Jléd. el de Pha ,.m. milit.

1903, n. 7).

In questo lavoro lo Ct.audoye s volge la prima parte, e il Billet la seconda. T ouggourt è posto al sud di Biskra, per c irca 220 km. l francesi lo conquistarono nel 185-i insieme a tutte le oasi dell' Oued-Hh1r , antico fiume dell'epoca quaternaria che aveva una direzione dal Sud al N01·d e doveva a vere una granc!e importanza dal lato dl'Ila idrografia del Sahara. L' autore descrive la regione quale è attualme nte; essa d'inverno è sempr e umida, e l'acqua vi ristagna a lungo; d' este~ eva porando l' acqua, resta uno !'ltrato di sale a ricoprire le sabbie. A 2 o 3 metri di profondità. s i trova la ratdu acquea superfi ciale, ma essa è salata, tanloché vi é impossibile qualunque vegetazione. La falda pr ofonda, potabile, è a 60-65 metri di prorondil.8. A Toug(tourt numerosissimi pozzi a r tesiani danno una enorme quantité. di acqua che serve agli usi domestici e di irragazione dei campi e giardini. Dopo che l' acqua ha sArvito all'irrigazione viene con drena~gi asportata, e ssendosi caricati\ di s ale nel so1.tosuolo ed essendo cosl divenuta impropria alla vegetazione. TraAportata in appositi luog hi si lascia sparire per mezzo dell'evaporazione. Questa però, rapida in estate, non è altrettanto in primavera e in autunno, ed allora, la temperatura essendo favor evole, l' acqua subisce una decomposizione putrida che ammorbA tutta la regione. Pa ra llelamente in estate la malaria diminuisce, in primavera si ha il massimo. La malaria è il maggior nemit:.o sia degli europei, sia degli indigeni. Essa si trova sotto tutte le for me, intermiltenti, s ubcontinue, perniciose, o cacbess•e. Alcune razze, come g li arabi, sembra no meno resistenti di altre. L'endemia malarica si osserva in prima vera (maggio e giugno) e lo autunno (15 settembre-


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15 novembre). In questi periodi tutti quelli che possonù farlo, abbandonano Touggourt e vanno ad accamparsi in pieno Sahara. Nel 1902 la malaria colpi il 48,5 °/o della guarnigione. Essa diede i primi casi in giugno e persistè fino alla fine di dicembre. I due massimi si sono avuti in luglio e in ottobre. Del tipo terzano si sono osservati solo due casi, del quartanario nessuno. Negli altri si aveva la febbre per due o tre giorni di seguito, senza defervescenza apprezzabile, il che equivale a dire cbe trattavasi di quel tipo eh~ in Italia chiamiamo estivo-autunnale. Questa costatazione è molto importante, come quella che dimostra come a Touggourt la malaria si presenti solo solto quella forma che 11 Koch, per essere appunto frequentis-· sima nelle regioni tropicali, chiamò Tropenfieber. Fra le truppe della guarnigione quelle de!!tinale ai servizi accessorii hanno dalo il maggior contingente di infetti, e ciò era stato preveduto dall'Autore, perché la selezione di queste truppe era stata fatta male, es$ endo stati in v iati a Touggourt uomini da poco sotto le armi e male scelti, e soprattutto francesi, ciò che dimostra come in certe regioni bisogna diminuire più c he sia possibile le truppe europee, sostituendole con truppe indigene. L' Autore ha ricercato quale fosse l'etiologia della malaria nella località, ed ha constatato un primo fatto mollo importante, la comparsa di un numero molto considerevole di anofeli alla stes!la epoca dell'apparizione dei primi casi ·di malaria nelle truppe. Per mezzo di settimanali petroleizzazioni delln fosse all'intorno, gli anofeli diminuirono notevolmente. Le larve degli ttnofeli furono trovate abbondanti~sime in due piccoli pozzi di un metro di diametro, scavati presso le caserme. Questi pozzi erano sfuggiti alla petroleizzazione. Nell'estate gli anofeli diminuirono notevolmente, per aumentare verso la metà di settembre, precisamente come la malaria. I n dicembz·e scomparvero del Lutto e comparvero i culex. A causa della grande morbosita per malaria, nel 1900 fu cominciato ad usare il trattamento preventivo delle truppe, somministrando a ciascuno da.! 15 ma~gio al 5 luglio e poi dal 1° ottobre al 4 novembre 30 egr. di chinino (solfato) al giorno per otto giorni, seguiti da 8 giorni in cui si davano 6 gr. al giorno di tintura alcoolica di china, e cosi di seguito. I risultati furono soddisfacenti, poiché i curali per malaria furono 60 anziché 231 come nel 1899. Inoltre i c~>si furono iliù lievi, e non si osservò nessuna perniciosa e nessun morto. Nel 1901 il trattamento fu ripreso, colla ditl'erenza che invece di 30 si somministravano 40 egr. di solfato di chinino. Si ébbero 35 casi soltanto, e mentre nel '1900 la percentuale degli affetti era stata del 50 °/o, nel 19~1 essa s i ridusse al 30 °/o. Nel 1902 il trattamento fu praticato dal 15 maggio al10 agosto e dal1° settembre al 15 ottobre. Nessun inconveniente si veritlc6, o al più qualche volta si ebbe un lieve ronzio alle orecchie. Si ebbero 55 casi, cioè in maggior numero dd 1900, ma più lievi. Per l'autore dunque il trattamento preventivo col chinino e la distruzione delle larve col petrolio o colla colmatura delle fosse sono i mezzi migliori da adottare nella locali!A.. Egli non crede attuabili le difese meccaniche collettive o per~onali a cagione del clima torrido, pel quale qualsiasi ostacolo anche lieve all'aereazione e alla ventilazione diviene insopportabile. Nella seconda par~ del lavoro, il Billet descrive le zanzare di Touggourl Nella stagione inv~rnale vennero catturali esclusivamente dei cule;c. Ma dal


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mese di giug no si cominciarono a notare gli anofeli, e contemporaneamente i eu/e;c scomparver·o del tutto. L'anofele di Touggourt è caratterizzato da macchie

sulle ali, specialmente abbondanti sul bordo cos tale, ciò che lÒ allontana dal claoiger e lo ravvicina al s11perpietus. L'A. inviò allora alcuni esemplari al Théobald, l'entomologo del Br ilis h Museum di Londra, e autore della più com pleta monog rafla che esis ta sui cubcidi. e questi ~enle nziò che s i tratta va di una specie nuova, molto vi cina alsuperpietus, che c hiamò Anopheles Chando!Jei (Tbéobald), dal nome di chi lo catturò pel primo. Questa s ptlcie, sino ad ora, non è stata segnalata altrove, ma è molto vicina a una s pecie scoper ta in Palestina dal Croppet'. È essenzialmente emalofuga. Quanto allo dimostrazione diretta del pote1·e malarigeno di questa specie, all' Autore non è riuscito di trovare zigoti o sporocisti o s pot·ozoiti negli anofeli catturali, per varie ragioni G. B. M. B. dipendenti del clima e dalla dis tanza.

Sulla pre•ensa del Dltrltl nelle aoque 110rg lve. d' hygiène et de police sanitaire, 20 aprile 1903).

DIENERT. -

(Reoue

L'A. ha voluto portare un contributo s ullu questione se la presenza dei nitriti nelle acque di sorgente sia veramente la prova certa, come numerosi i~ienisli ammellono, della co ntaminazione dell'acCJua. Da ll'esame di parecchie ::~orgenti e da J.larecchio cons iderazioui cil'ca alle localita studiate e ai d(vers processi biolog ici che si s viluppano nei terreni attraversali dalle sorgenti p1·esei in esame, egli conclude: i' che i Jlitl'ili possono avere orig ine nel sottosuolo, indipe ndentemente da og ni inCJuinamenlo; 2" che un inquinamento non é sempre accompagnato dalla formazione di nitriti ; 3• che è necessario prendere cer te precauzioni nella r icerca dei nitriti nolle acque, g iacché se durante il traspot' LO dei campioni la temperatura atmosferica è molto elevala, può aver luogo la produzione di nitriti che non esis tevano nell'acqua alla su11 origine; la ricerca dovre bbe quindi aver luogo sul posto ; 4' c he infine conformemente alle conclusioni di Spiegai, l'apprezzamento di un'acqua è indipendente da lla presçnza dei nitr iti. Torna quindi utile il ricordare il prudente riserbo del Ko nig, quando ùice che ciò che r ende l'acqua impropria all'uso, o almeno sospetto, non é la presenza di certe sostanze (a. ni troso, ammon iuca), ma il m odo con cui si sono formale. te. C. K. MtLLARO. - Etiologia del oa•t dt rit orno 41110arlattlila. - (Cent,.al/;/a tt fù.r d ie medicinischen Wissçnsehajten , n. 39, 26 settembre 1903.

Fanciulli, messi in uscita dagli ospedali come guariti di scarlattina, ritornati a casa, costituiscono non di rado il punto di partenza di nuove infezioni. Ques te nuove malattie, trasmesse per mezzo di malllti di ospedale, che iu m edia decorrono molto g ravemente, sono denominaLi ùai medici inglesi a casi di ritor no ». La causa di queste infezioni non dipende da una precoce uscita dei malati dagli os pedali, es~endo c.he una loro più lunga dimora in essi non diminuis ce per nulla il pericolo. Così ad es empio in un caso di Simpson, un fanci ull:o che era rimasto in c ura all'ospedale per otto settimane, ritornato in casa, in fettò i suoi quattro fratelli e sorelle sani. Millard s piega ques te infezio ni nel modo seguente: il germe pato~e no della scarlattina, ct.e spesso in 00 -

C.ior11ole 111t àico.


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abbonda.nza e virulento (p1·obabilmente pure mesc:Giato con altri ger mi m orbosi, si trova r)P.II'aria delle s ale di ammalati spesso troppo io~ombrate·da scarlattinosi, è sempre J i nuovo, mediante l'aria ir,spirata, riportato nella caviLà della bocca e dt~l nac;o dei fan ciUlli con valescenti. lvi s i annida e si conserva ancora per par ,..cchie settimane assai attivo. Dan naso può pure penetrare " ell'ore•:cbio. Pal'ticfllarmente grave é il pe1·icolo, se i fanciulli ritornano a ca~a con catarl'i d... lle mucose del naso, della bocca e dell'orecchio, con se crezione nasale od otonea. Niven, pet· allontanare il pericolo, adottò il provvedimento d'isolare i fanciulli per H giorni prima della loro uscita dall'ospedale, disinfettando accur atam,Hlte, in questo periodo di tempo, la cute e la mucosa .nasale. Però questo proc:es!'3o non rese considerevolmente mino re il pericolo. Ciò dipende dal faltfl che il germe m<>rboso si ma ntiene lungamente, almeno per q uattr o settimAne, nelle m ucoge dei convalescienti. Per raggiungere lo scopo, sarebbe nece!'3s,n·io d'isolar e gl'infer mi per sei settimane, prima della loro uscita. Più faci le !'Arebbe, secon·lo l'autore, il pi·ovvedime nto di curare i fanciulli scar .. latlinnsi, fino dal loro ingresso all'ospedele, non già n elle sale degli ammalali, ma in ambienti separati. C. S .

aentralblatt ( ùr Ball.teriologie, Parasitenkunde und In..f'-'Ation .,k •·ankheiten. - XXXIV, Bd. n. 2- 3 4 nov. 1903).

FtcKERM . - Tifo e mo1ohe. -

Fi<-k er cer cò di dim0!'.lrare sperimentalment.e la t1•asmissione dei bacilli del tifo per mezzQ delle mosche. Egli infettò mosche, cattur{lte parte in u na st>tlla, parte in una cucina, con una fresca coltura in brodo di bacilli del tifo di 16- 20 ore e dopo avervele lasciate io contatto per 18- 24 or e le trasportò, ognt 2-3 giorni, in bo lti~die recenteme nte s terilizzate. P er evitare la m orte precoce delle mosche, tenne queste a temperatura, per quanto fu possibile, costante Risultato delle esp~?rienze: Le mosche , nutrite ~ori colture di bac:Ui tifosi, depomwano questi !'lugli oggetli anche dopo 23 giorni. Gli s tessi germi furono· trovati nella testa , nelle ali e nelle zampe delle m osche dopo 1> giorni e nell'intestino dopo 9 giorni dal principio della loro nutrizione con le s uddette colture. C. S.

BERTHtEn. - Impu meablUsz azlone del pavlmentl. - (Arch. de méd. et de pharm. milit. 1903, n. 7). 0Hta l'im porta nza che ha la polvere delle abi•l azioni per la propagazione dei germi, e non potendo evitarla, è importante impedire che si ac~umuli négli into>r s tizi e che si sol le vi colla puli~ura a secco dei pavimenti. Occorre dunque r t>nderli impermtlabili, obliterare le fessure e sostituire la pulitut·a a secco con qne lla umida. L'A.utore ricorda i varii mezzi propos~i per renùere impermeabili i pavim enti: alcuni. come l'olio di lino, ecc. hanno l'inconveniente di non obliterare le fessure; altri, come la par11ffina, costano troppo, chiudono imperfe tta men te le fessure, e non possono a pplicars i che su pavimenti di legno. Vi è poi il proce">so A.nnequin, che consiste ne ll'otturare prima le fessure c:on un mastice speciale, e poi imparaffinare con paraffina fusibile a 65° portata all'ebollizione.


CONFERENZF. !IOIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MlLITARI

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Ma anch'esso ha l'inconveniente dì costAr tr oppo (70 cent. al m' ) e talora il mastice si stacca. Un altro metodo, qu~'-IIQ di Desmour e Raymond, si bnsa sull'applicazione di una m e!<colanza di cer esiua, tr·ementinA e e!<senze aroma· tiche, ma non oltura solidamente le fes!'ure e costa L. 2·2,50 al metru'. Per otturar~ le fe!'sur e si so•oo usate m olte sostanze, ma tulle hauuo degli in~onvenienti Un buon mastrce deve essere aderentissrmo e sufficrentemente elastico, cose ditncili a olteoer·~. L'Autore ha fatto de,::li 6!>per imenti con un prcdotto resilluale della rt~rtluf'ria del petrolio, contenente deiiP var·arfine e della vaselina, di colore giAIICJ·<'PI'eo che si rammollisce a 25°-3:1°, ed è molto adesh·o. L ' Autor e l'Ira ch•Ainato cera r esiduale eli petr olio. Se si fa fondere e si ~-retta sul legno, vi aderisce, for temente. Il suo prezzo è minimo. L' Autore descr ive il procedimento da usare: J• netta mento perfelto del pavimeuto; 2° chiu~u ra con un mAstice a base di cera di petrolio dei fori del legno, delle ft:"ssur e comunicanti col sol· tosuolo, ecc., acciocché poi la sor<tanza obliterante liqurda non sfugga al dr sotto; 3" si prepara la sostanza obliterante come appr esso: Cera di petrolio gr. 70, Cera di Curnauba f(r. :~o. Calce idr·aulica gr. 20. I o u na cazzeruola di rame si fanno sciogliere le prime due, poi si a~~iunge la terza sostanza. Divenuto omo~eneo il liquido, si oblitera no con esso tutte le res~ ure, e quando la sostanza comincia a solidificare, con una lama sMidata si esporla il di più che sporgo sul piano del pavimento; 4° ron un miscu(.:lio di 20 ~r. di cera di petrolio e 100 gr. di paraffina fuse si rende roi impermeabile la superfici& del legno, e tale processo per mette di lavar·e il p11vimento, sopprimendo la spazzalu1·a a set:co; 5° infine mescolando alla cera di petroli o della ocra ros~a e del ncrofumo si può dare un bel colore ai pavimenti di legno. Questo pr ocesso riesce bene anche sulle mura ed è poco costoso. Tullavia, sebbene l'Autore r itenga che possa esser utile anche per le mur a, dobbiamo convenire che og,:ci abbiamo a queslo scopo mezzi a.;;!'ai più per fetti Pei pavimen ti invect•, se di legno, il processo dell'Autore può essere di grande ulllit8 e di facile e prat1ca attuazione. G. B. M . B.

CONFERENlE ~CIENTIFICHE DEGLI O~PEDAU MILITARI SOII!RIO DEGU !RGOIENTI TRA'l'I'A'II (DAI PROCESSI VERDALI PERVENUTI ALL'ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE DAL 17 SETTE)fBRE A L 13 DIOEllDRE),

ALESSAN DRI A (oltobl·e). -Comunicazioni : capitano medico GI\SSr F RANCESco: Sulla cura della sitllide col metodo delle iniezioni. AN CON A (agosto). - Memor ie lette: sottotenentf'l medico CAPPuor ENruco: Ricerche S(Jer imenlali sulle alterazioni nervose centr ali nell'avvelenamento da n icotina.


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CONFERENZE SClENTIFICKE DEGLI OSPEDALI ILILITARI

ANCONA (ottobre).- Memorie lette: tenente medico DELLA GroPPA ANGELO: Conll'ihuto istologico alla genesi dei tumori maligni (Carcinoma, sarcoma) primarli nel rene. BARI (agosto). - Comunicazioni: tenente medico PeNNETTA MARIO: Un caso grave di sifìlide tardiva. Io. (luglio). - Memo,.ie lette: sottotenente medico FERRARI ANTONIO: Il metodo di Brand nella terapia della febbre tifoidea. BRESCIA (ottobre).- Comunica.:ioni: maggiore m edico Bozzr FELrce: Sopra un caso di distacco di retina. CHIETI (agosto). - Comunicazioni: sottotenente medico di complement.o FJMtANt CARMINE: Sopra un caso di dilatazione dell'aorta ascendente. lo. (ottobre). - Comuniccuioni: tenente medico TROIANI PIETRO: Riassunto statistico clinico del reparto misto dello spedale di ChjeLI dal 1° settembt·e 1902 al 31 ottobr e 1903. FIRENZE (settembre). - Comzmic~Uioni. : tenente medico TONIETTI PlETBO: Sul valore della prova di Schwabach nelia diagnosi di alcune malattie m entali. lo. (ottobre).- Comunicazioni: maggiore medico BALDANZA ANDREA: Su un caso di frattura consolidata della gamba sinistra, con dimostrazioni di radio~rafìa.

lo. (novembrE'). - Comunica.;ioni: maggiore medico BALDANZA ANDREA: Sul modo di trattare l'aponevrosi tr asversale di Cooper nella cura delle ernie inguinali di recente dala. LIVORNO (settembre). - Comunic~Uioni: tenente colonnello medico B ussoNECHIATTONE ANTONIO: Osservazioni intorno alla morsicatura delle vipet·e. Io. (novembre). - Comunicazioni: tenente colonnello medico HussoNE·CHtATTONE ANTONIO: Coasideraz.iuoi sull'etiologia e sulla patogenesi della rabbia. MESSINA (agosto). - Memorie lette: lenente medico di complemento DE GAÉTANI LuiGt: Delle anomalie muscolari e arteriose dell'arto superiore e loro importanza in medicina operativa (contiuuazione e fine della conferenze del luglio u. s.) I o. (settembr·e). - Memorie lette: sottolenente medico di complemento PEREZ PASQUALE: Il cacodilalo di sodio nella psoriasi. lo. (ottobre). - Soltotenente medico CALDERONJO FRANCESO: Contributo m edico- legale sulle nevt·osi traumatiche con speciale riguardo a quelle da disastr'i ferroviarii. MILANO (settembre). - Memorie lette: tenente medico NACCIARONE AMLETo: Il meccanismo n'azione del ferro e dell'arsenico sulla crasi sanguigna nella cura delle anemie. Io. (ottobre). - Comunicazioni: sotto lenente medico ScoTo FILIPPO: Su un caso di frattura della 4• e 5" vertebra dorsale con lesioue della m idolla spinale. NAPOLI (novembre). - Comunicazioni : maggiore medico DE CESARe ZACCARIA: Perizia psichiatrica su di un soldato imputato di diserzione r ecidiva. PADOVA (agosto). - Memorie lette: maggiore medico VIcEDOMINI MATTEO: Un caso di appendicite perforante con perilonite circoscritta suppurata.


lllSOELLANEA

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PALERMO (settembre). - M emo1'ie lette: soUotenente medico DI CnrSTINA GIOVANNI: Contributo allo studio sulla genesi del veleno dei serpenti. lo. (ottobre). - M emo1'te lette: sollolenenle medico PROFETA GIOVANNI: Sul cornportament.o dei ganglli linfatici in presenza del bacillo di Kocb. SALERNO (settembre). - Comunicazioni: tenente medico Cr~oti NO FRANCEsco: Su un caso di flemmone proronùo sollo-clavi-pellorale des tro. lo. (novembr e). - Memo1'ie lette: soUolenente medico MASTURZO CAMILLO: Sulla terapia delle nevralg ie. Per vennero inoltre all'ispeltorsto le seguenti memorie: Gunoo ACHILLE, capitano medico: Sul miglioramento dei disturbi ud itivi nei postumi delle otiti purulenLe mediante i timpani artificiali. T rRBLLI Er..ro, e FeRRARI·LEr..r..I FRANCEsco, tenenti medici: Di un processo rapido pe r l'anahs• chimica delle acque, del vino e delle orine basato sull' impie~o di r eagenti in tavolette compre1-1se. TROIA N l PIETRO, tPnente medico: L'asepsi e l'antisepsi nella cura delle ferile e delle piaghe. MELE ASCANIO, capitano medico: Una serie di o sservazioni psichiatriche in soggetti militari. OsTrNu GrovANNI, capitano medico, e SANTAMAHIA ALBERTo, teuente medico : Paralisi dt>l faciale e dell'acw~tico destro per· sifilide secondar ia . TnorANI PrETRO, tenente medico: Modiflcazionc al metodo Ruggì nella cura r·adicale dell'er·nia crurale .

MISCELLANEA • Pro Patria •. - È il titolo di un volume or ora p ubblicato dal colonnello medico in riposo comm. Guida. 1:: un' opera puramente letteraria, ma non per ques to siamo men lieti di farn e menzione nel nostro gior nale. Lo facciamo anzi ben volentieri per più motivi: prima perché ci è ben grato il mos trare come una vasta cullur·a lelleraria e storica e delle altitudini poetichP. di primo ordine siauo pur compatibili cogli s tudi medici e coll'esercizio professionale. poi per le simpati& personali che il c•,lonnello Guida ha lasciato numerosissime nel nos tro cor po; e poi purchè l'aut.ore, con q uesta pubblicazione ha inteso più che altro di fare un· oper·a di carità patria. Sono quattro tragedie o drammi storicr: Codro, Sampiero, Nina di Dante, I S ibar iti, scrille tutte nell'epoca deg:i sludii universitarii a NapOli, dal 1857 al 1860; in tuUi la n.ota dominante, il Leitmotij è l'amor patrio, argomento assai pericoloso a quei tempi e io quella citta. Ora il colonnello Guida, si è deciso a trarre fJUesli suoi lavori ~iovan ili dall'oscurità a cui la sua troppa modestia li aveva condannali, per farne una p ubblica.z ione a benefizio della Casa nazionale per i ve.terani di Turate. Il vo/ucne é vendibile pre~so la Casa editr ice italiana, via XX Settembre n. 121, e presso l'autore ·via Firenze 15, Roma, al pr·ezzo di L. 4. - l nostri lettori .sono avvisati. Folldo di beneficenza pel Corpo aanltarlo arllltare Inglese. - Questo fondo, col titolo A rrn!/ Medieal O,Dlcers Beneoolent Fund, fu istituito nel 1820 da sir James Mac


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MISCELLANEA

Grigor, che fu il primo direttore l'enerale del set"vizio sanitario, a benefizio degli orfani dei medici militari dell'esercito. Le sottoscrizioni e donazioni ricevute d'allor·a in poi formano ora un capitale il cui inter esse è annualmente impiegato in sussidii varianti da 15 a 30 sterli11e. Al pre;:ente la somma di cui dispone annualmente l'is tituto è di circa 700 sterline (l 7,!'>00 lii·e) con cui v6rlgono soccorsi in media 45 orfaoelli. La medicina militare e Il gentil sesso. - Con recente disposizione la dottor~ssa in me licina s ignol'lna Ma1•1a Mo 11tessori è stata promossa dal grado di medico assisten te di 2" cla'<se nel pe1·sonale della Crl)ce Rossa a quello di assistente di 1' parPggiato a tenente medico. La signor·ina Montessor·i è una di;:tinta allieva dell'Università di Roma, ed eser cita la professio ne con zelo ed a bilita. Non dubitiamo che in caso di bisnguo, la vedrt'mo a ccorrere tra i primi a portare a i feriti per la patria il soccor so dell'arte, addolcilo da quella squisitezza di sentimenti e di ideali che sola è propria del sesso gentili-l. Inchiesta sul grado di cultura delle recluta. - Il capitano medico Bernucci, del 6° reggimento alpini, htt pubblicato nell'ultimo fascicolo della R ioista militare una cur·iosa inchiesita che non manca di importanza per la demografia e la fisiologia. Ha sottoposto a una spPcie di esamt:l 364- coscritti che sapevanc• legger e e !'crivere, nativi tutti de lle zone montanine del Veronese e del Vicentino, e quindi di pae!'li dove l'rstruzione elemPnture è abbustanza diffusa, e dove l'emigra zione temporanea verso I'Eur·opa ce11tr·ale mette, specialmo:mle i g iovani, in contatto con popolazioni ft•a le più progredite d'Europa. Alla domanda : qual'è la capitale d'italia,? cinquanta non se ppero risponder e. Alle domande: qual'é la città p rt:ncipa/e della Lombardia~ e quaì'è i l più gran .fiume d'Italia ? l'imasero muti o risposero erroneamente 201 alla prima, 180 alla seconda. L'esRme di storia dette r isultati quasi egualmenLe disastrosi. l nlerpellali intor·no a lla balta~rlia di Custoza (combattuta a poche miglia di distanza dai loro pal:lsi) soli 98 seppero rispondere qnalche cosa. Alla domanda chi era Garibaldi, !:J9 non ne seppero d ir nulla, compreso tra questi anl.\he uno che rispose: Un gar ibaulino. Meno male che la domanda: quale gooerno o'era nel vostro paese pt•tma dell'attuale ~ fu la più for·tuuata. Soltanto 62 mos trarono di non saper e cha fino al1866 il loro paese era soggetto all'Aus tria.

11 DLrett.ore

Dott. GIOVANNI RANDONE, colonnello medico ispettore: Il Redattore

D.• R IDOLFO Ltvt, ma jl.'giore medico.

Roma. 1903 - TIp. E. Voghera.

GIOVANNI ScOLARI, Gtrenle.


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INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

Il primo cinquantennio di vita del nostro giornale

.Pag.

3

MEMORIE ORIGINALI. ALTODELLI ALDEIITO, capitano medico.- Rice.rche intorno al rapporto fra vlsus e luce (ìnnuenza della fatica) . Pag. U BALDANZA ANDREA, maggiore mtldico.- Modo d1 trattare l'a[JOnevrosi trasversale dJ Cooper nella • 91~ cura radicale dell'eroie inguinall di recente data. DBRNAROO LUIGI, maggiore medico. - Contributo allo studio cfpJ traumi d~ll'occhlo. Contusione . . • 59~ dell'occlllo seguita da paresl dell'accomodazione. (Guarigione dopo duol anni) DKRNUCCI GIOVANNI, capitano medico. - Dell'enrlemia gozzil!ena nella pro\•lncia di Viéen1a. • !73 BiliA àhURIZIO, maggiore medico. - Conseguenze non comuni di una renta d'arma da fuoco. Nota clinica. • ~67 BoNO Oo!IRNICO, tenente medico. - Sulle alterazioni dell'emopossi nella morte per rredrto . 87 CACCIA FILIPPO, tenente medico. - Le fratture dei metatarsi in seguito a marce . • 305 CARRATIT ·CILBSTtNo, maggiore medico. - Ancora dell'uso del cloroformio contro la ten ia • ~84 CARTA FILIPPO, rapitano med ico. - Centocinquanta narro.il col cloruro di etile • 572 - Nuovo metodo di sospensione rlel testicolo nella cura r.idìcale del varicoCI·Ie · . : DONATI MARIO, soltotenente medico di complemento. - Paralisi del nervo ischiatico porliteo • i~ esterno consecutiva a lussazlone anteriore della gamba . FAVRB GIOVANNI, colonnello medico.- Opera.zioni chirurgiche eseguite negli stabilimenti sanitari • 641 militari del Regno FIORRNTINI EIIILIO, tenente medico. - Ricerche su di un caso dì porpora emorragica sopravvenuta nel decorso di una adenite ln~tuinale . • S89 FUNAIOLI GABTANO, tenente medico. - Varietà anatomica rara del polìgono artPrioso di Willls • 30i Gu.llt PIETRO, capitano medico. - Sopra un ca.io eli paramioclono con ìstoro·BIJìlessia . • t 10 IMBRu.co PtBTno, colonnello modico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro m confronto con quello di med•o calibro • t 6t - L'azione chirnrglca sul campo di battaglia e nelle primo formazioni sanitarie delle guerre moderne • 80i .MENDINI GwsRPPK, capitano medico. - .Dell'acqua ossig~nata SU MENNKLLA ARCANGBLO, capitano medico. - Azione fisiologica e terapeutica delle acque di Sals<r maggiore !la:l·579 AlJNICI EuGENIO, maggiore modico. - Centosessantatre ernie operate nello sr>edale militare di · • ~96 Messina . MOLINARI MARIO, t~nente medico.- Contributo alla eziologia e cura dell~ otltl esterna e media • 4U PBNNETTA !IlARIO, tenente medico e PAt.IIII!RI CARIIINB, sottoteoente medico.- L11 diazoreazione nel febbricitanti. - Nota clinica • 830 PERASSI ANTONIO, capitano medico. - Appunti di chirurgia appHcahile sul campo di batt&IZiia • 5!13 - Cau~e predisponenti alia tubercolosi chirurgica nei militari coi risultati di osservuzionl proprie . • 743 Psuco VITTORIO, cap1tano medico. - !\lezzi Improvvisati per lo sgombero dei retiti dal campo di battaglia . W POli PONt I!:NRICo, tenente medico.- Contributo alla cura del versamenti pleuricl mediante l'elettri· cìt.à. fa radica . · • nt SALINAR.I SALVATORI!, capitano modico. -·Contributo allo studio dell'angina di Ludwig. (Flemmone sorramiloideo del collo) . • 6i&


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INDICE GE~ERALE DEL LE M.ATERJE PER L'ANNO 1903

Sronu CLAUDIO, colonnello medico. - S111le scatolPtte d• carne di bue In conserva e sulle boccette di br'ldo concentrato cbe si preparano In Casaralta (Bologna) per il regio esercito. Pag. 401 Sruu YINCR:-17.0, capitano medico. - Le perforazioni timpaniche patologiche In rapporto al servizio militare 98 T ROliDSTTA l!:o•IIOIIOO, capitano medico. - La cinescopia del dott. Hollh. N11ovo metodo diagnostico dei difetti di rel"razione . 8t - Il traeoma 10 E!!ltto • • 133 - O~llnquenza e pazz•a del militari. (A proposito di 11na recente pubblicazione) • 687 T uftlllll GIOVANNI, capitano medico. - La • Trilllice • - Sterihzzatrice a vapore a tre usi • ~61 VALI RIO GIUSSPP&, tenente medico. - Contributo sperimeDtale alla chirurgia traum:~tlca del polmone 4t6-18l Notizie sommarie sulla l'tatlstica sanitaria del Regio esercito per l'anno t900 • 881

RIVISTA DEI GIORNALI ITALIANl ED ESTERI. RI VISTA MEI>ICA.

Acido urico (una re.ulono estremamente sensibile dell')- Rlegler Pag. 135 Aetenopntla ascellare (l') nell'fnllio d~lla tubercolosi polmonare- Fernet • 603 Adenopntl~ trncheo-bronchlali (sintomi delle) - U. Bornuccl • 315 Adrenalina (l') nella pr:otlca urologic..'\ - Frisch . • 421 A1Te7.lonl (dello vie respi ratorie di orijlino palustre)- Syerjevsky • su Albumina nell'orina (ricerca dell') - WetroiT, Bychowsk 53 Albuminuria (l') lpostatiea di origine ~plenlca- Rollestoo • 3t t Anti~epsl lol<'rna (l'l- Albert Robin • 609 Anuria calcolosa rtnessa (l'l - Rlbis 3tt Appendicite (la cura medica dell'l - Burnet • 3!0 Ar~ro-lpotl'nslone cronica (l') Ferranini • 838 Artropatia psorlatlca (sull') - Adrian • 919 Atth na cardiaca (sul dbturbl dell') nelle ostruzioni nasali - U~yse. • 917 Bacilli Ilei tifo (tentativo di suicidio per lngeslione di una coltorn 111) - OulTocq e Volsln • 756 Bacilli di Kocb (nuovo metodo per la ricerca del) negli sputi - Couratte • 3t4 Bacillo d'Ebcrth (sulla presenza del) nel sangue dei tifosi - C<>urmont • 534 Bacillo unco (sul reperto del) nello sputo dei malati ofi tifo - lehle • t 34 Batteriuria nPI Ilio (contributo allo studio della) - Flamini • 60~ Bilirubina nell'orina (ricerca !Iella) mediante la dinoreazlone di Ehrllch - Proscber 5:! Canrro dello stomaco (la forma anemica del) - Blanc . • ne Chllotoroce tuhcreolare (sul) con contributo alla diagnosi chimica e microscopica del ver· samentl patologici - Straus • 450 Chinina (sull'a.<sorblmento dei sali di) - Kleine • t 33 Cianosi cronica fnesplìcabile - Saundby e Rnssel . • 4!4 Cltooliagnosl (la) - G. Grlxonl . • tt5 Creoso1l1l contro la polmonlt~ - Friedemann. • 9t8 Dllterlle (la diagnosi batteriologica della) - Salus • 135 Emoll~l (contributo allo slurtio dall'arresto dell') negli stati urcmici - Wolze. • 915 Endocardite gonocrcclca (su di un caso di) - Freud! . • 917 Enterite e batteriurla- Jnnet . • 757 Epl<lemla familiare da diplococco di Frankel (su di una) - B~duel e Gtlrgaoo • 533 Faringe (un caso di ga1)Jlrona deh con andamento cronico - Kr<bs. • 133 Febbre emogloblnurlca (un rimedio Indigeno contro la) - O'Sulllvan-ncare . • 3!6 Febbre malarica (un nuovo fatto etiologico della) e l ouov1 metodi eli cura che ne dipendono - Klny . • 447 Febbre palustre (cura degli areessl di) con una mistura lodo·lodurata - Regnaull • 3t 7 Febbre tllolole (sul valore dell 'agglutinar.1one nella) - Siero • 838 Febbre tiroide (delltr rkadute nella) - Yariani e Bono • ;os


INDIOE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

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febbre tlfolde (ricerche ematologlche nella) - Giodiceandrea . Paa. 607 Ftbbre tlfoìde (la diagnosi precoce della) - Chantemesse • 6l0 Febbre tlfoide (le suppuraziooi latenti della) - Kieoer " 603 • 839 Fegato nei dispeptici (del) - Mathieu • 835 Flegmasia alba dolens del tifosi (della) e del re~tim~ lpoclorurlco - Chanteme~ Forma leucocitaria (la) nelle perltonltl da propagazione e da perCorazlone - Laghi • 5JO Gastrite cronica non alcoolica (la) - Roe Lockwood 63 losumclenza atouica motrice (osservazioni sull') e consecutiva dilatazione dello stomaco Sa undry • • 3!9 lperestesie cutanee (delle) oelle m&laltie del v1sceri addominali e toracicl- Haenel • 313 Leucocitl (enumerazione dei) ntlla pratica giornaliera- Savage • 3t8 Leucllcitosì (la) nei morbillo e_nella rosolia - Piantenga . • 609 Malaria (le manifestazioni cutanee nel corso della)- Vaccarl • 449 lllalarla a forma tiCoide - Billet • StO r.liocardlte reumatica acuta (la) - I ano t. • 309 !.tiolisi tossica dol cuore nella difterite - Kppinger • 9tS !lorbo di Banti (ili - Chelnlsse . • 753 Nevrtti postpneumonicbe (delle) - Renon-Geraudel • 3t9 Orecchioni (epidemia d') osservata nel 94' reggimento di fanteria dal maggio all'ottobre 190t Locallzzazioni oculari - Joly • 755 llrìoa (ricerca della sostanza colorante del sangue nell')- Rosse! • 317 Pancreatite cronica (sulla) - White. • 916 Paralisi combinata della spalla e del braccio da compressione dello zaino (un caso di) - Marsch • 607 Paralisi da etere (sulle) - Schulz • 843 Paralisi ptomaioiche (per la casistica delle) - Preobraschensky 3!0 Pleurite essudativa (trattamento degli esiti della) - Rotschlld • 844 Pleurite eSSudatlva (un sintomo assai prer.oce della) - Przewalskl " 53! Pneumooite (lobare a tipo liColdeo, con setllcemia dìplocoecica e reazione di Widal positiva)Yicheli , • 531 Polmonl:e (sopra alcuni processi nella guarigione della) - Huber • llt8 Reumatismo (tubercolare primitivo) - Mailland . • 84t Sangue dei malarici recidivi a luogo periodo (osservazioni sul) - Biodi • 448 Sangue (importanza dell'esame del) nelle aQ'ezioni addominali - Nepau . • 3!6 Scarlattina tsul trattAmento della) - Grosz • . . • 61i Scarlattina (sulla patologia e la terapia della) - Tobeltz : 61i Scarlattina W intormenlimento delle mani nella) - Auberlln . . • 60t Scarlattina Ul trattamento della) col ~iero del convalescenti - Leyden • 450 Setticemle d'origine bucco-dentaria (le) - Sabatier • . . . • . . . • 834 Siero anlipneumonico Tizzoni-Panichì (primo saggio di applicazione all'uomo del)- Paniclli " 6H SiOiide e tubercolosi - M. Yauté . . • 837 Tabe (rontributo all'eziologia della) - Leyden . . . . . • 834 Tetano (iniezioni di sostanza cerebrale emulsionata nel)- Kro!Jievicz . • . . . • 607 Tifo addominale (sul valore del metodo Piorkowsky nPJla diagnosi bacterio logica del) -Strada Pasioi . . . . . . . . . . . • 3~6 Tonsillite (sul rapporto della) con altre malattie - Hammerscbmldt • 605 Trauamento locale di alcune malattie interne -Yax Schiilfer . . . . • . . • 608 Tubercolosi (profilassi e terapia della) basate sulla conoscenza del terreno di questa afTezlone llobln . . • . . • . . . • . • . . . . . . • 313 Ulcera dello >~tornaco (di un nuovo processo facilitante la diagnosi e dell'ulcera duodenale dell') - Mendel . . . • . . . . • . . . • 836 Ulcera gastrica (Il trattamento chirurgico dell') - Mansell e Moullln , 606 ~accinazlone immunità e sieroterapia contro lo pneumocbcco del Frankel -Tizzoni e Pani cb l • 6U ago (il rtnesso del) - Mays 54 RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA.

~llenati (la tossicltà del sangue negli) - Ceni e Pini) .

Pag. 339 • • . • , 55 nomalle del poligono arterto~o di Willis nei criminali (Le) In rapporto alle alterazioni del cervello • 333 e del cuore - Parnlsetll

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Amnesla Isterica (un raro caso di) con perdita della primitiva personalità


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INDIOE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

Attasia aba~ia (note cliniche su due osservazioni di) in soggetti epilettici - Sauna Salàris. Pag. 338 Ateroma cerebrale; (dejl') crisi acute con disturbi dlgeslìvi e agltà1ione d'apparenza maniacaOrPy(us· Brlssac • 613 Dermografismo (il) nei pazzi - \'erga e Gonzales . • 617 Dlplel[ia facciale peri(erira (sulla) - Pauegrossi • 33 5 Emicr.nia oftalmica (segni precursori dell') - FCr~ • 616 Erertltil nelle malattie mentali. !l') - Wigleswortb • 619 Fascio di Tiirck (il) (fascio esterno del piede del peduncolo) - Mnrie e Guillaln • 84$ lnnervaz1one gustatoria (contribute clinico alla conoscenza dell') - Fasola • 331 Nevrastenia (della) - Vogt . • 709 Nevrosi d'angoscia (sulla) - Hartemberg . • 330 Paralisi genernle (cause e natura della) - Chaumier • 757 Paralisi istero-saturnina del nervo radiale- Josserand. " 336 Pazzi 1 pellagrosa nPli'Jtalia merirtionale (ancora un caso dl) - Esposi te . • 340 Prlncirii tossici degli aspergilli • fumigatus e navescens • - Ceni e Desta • 335 Psicopatle da foto~sicazione saturnina (gulle) - rrobst • 34! Resisteo7,'\ elettrica e contrazione muscolare avanti e dopo l'accesso epilettico - Àlessl • 708 SiflliJe cerebrale maligna e precoce (contributo allo studio dAlla) -1Panichl • 337 Si mulazione della paz1.ia (contributo allo studio delia) - Garbini • 6l 8 Succo gastro-e11trtico (l'azione del) sulle spore asper~illari -Ceni . • 338 Tahe (la cura mercuri~le uella) - Bockhart . • 834 Tetano (un grave eroso di) trattato e guarito col \'eratrum Viride - Sweetser • 610 Tumor( cerebrali (fatti clinici ed lstologid in rapporto ai rammollimenti, che circondano certi) - Pelli~zl. • 341

lll\'ISTA CHI11URGICA. Adrenalina (impiego dell') nella cura delle emorroidi irriducibili - Mosse Pag. 847 AdreMlona {l') nella pratica chirurgica - llossini . • 348 Appendicite (contributo al siJmHlcato diagnostico della leucocitosi nell') - Wassermann • 354 Appendir.ite (l') o l'oppio - KraiTt . 847 Appen~icite (l'intervento chirurgico nell') - Tre,·es 60 Arterie (sutura circolare dello) - Tomaselli • 45':1 Arterie (chirurgia delle), sua applicazione in alcune lesioni d~ll' arteria femorale - Jaboulay • 35':1 Ascessi (gli) cerebrali dal punto di vista etiologico diagnostico - Augerer 355 As(ragalo (le (ratture d eli') - Ombredanne • • 359 AtroOe ossee calcari (le) consecutive ad un traurnatismo - lrnbert e Gagniere 7H Calcoli sall,•arl (i) del canale di Wharton e <!el la ghiandola sottomascellare - Joussaume 453 Can•·ro della ghiandola mammaria (sorra un c;lso di) trattato eon.successo a mezzo dei raggi Riintgen - Mikulicz e Fitlig 76J Cancro rfello stomaco (sull'Importanza di una diagnosi precoce del) in riguardo alla sua curn radirale, ni ri~ultati operatori Immed iati e remoti - Robson 759 Cancro dello stomaco (ilei) e sua cura chirurgica - Kolbe. 535 Cancro inorcrablle (osservazioni cliniche sulla cura con la formalina del) - Meredith 853 Carcinoma del grosso intestino (diagnosi del) - Criirner ,. 59 Carcinoma gastrico (della diagnosi precocol del) o, considerazioni sulla sua cura radicale - Gluzln>kl. 538 Centri nervoai (lesioni dei) in rapporto con lo stiramento cruento dei nervi - Cosentino. su Ciocr.he di capelli ed altre concrezioni nello stomaco- Fenwlch 6:!7 Cirrosi epat.ica (la cura chirurgica della) - Greenough 764 Cloruro d'etile (del) nell'anestesia generale - Girard . 5U Cocainloualione spinale (dlntesl critica della) - Schlassi 75l Corpo estraneo nei polmoni - Korteweg. 849 Cranio (traurnatismo del) Epilessia jacksonlana. - Edema papillare. - Puntura lombare . - Guarigione cleflniUva colla cura mercuri aie - Sabrazes . 7 to Erisipela (contributo allo studio clinico dell') - Roger 346 Er nia inguinale (le recidive nell'operazione radicale d') - llossinl . . • • 6!0 Krnia lngulnale (nuovo processo di cura radicale dell'), con parziale occlusione del canale i ngulnale, e riduzione delle sue dimensioni a quelle del cordone spermatlco - Estor 54l


INDICE GENERALE DELLE M ATERIE PER L'AN!\0 1903

.-.

·.

955

Ferite •l'arma da ruoco del ginocchio (dati comparativi . sulle) per projetllle a calibro r idotto Ln Garde . . Pag. 535 Flebo-sclerosi stenosante delle vene superHclali degli arti - Janvler. • 11U Fmtture (contributo allo s tudio dell'lnOuenza del s1stema nervoso sulla r iparazione t1ell~) Penso • MS Fratture del metatarsi (contribuzione !Iella stazione radiogranc:~ di Berlino allo studio della ca· sulstica delle) - Tobold • 8l! Ganglio di Gasser (della resezlone del) - Lexer . • 765 Ganglio di Gasser (dell'estirpazione intraCJ'allica dal) senza legatura dell'arteria meoingea media - DOIIinger . , 9t0 Idrocele (cura radicale dell') con le Iniezioni d'acido fenico puro - IAanclni·Janari. • IIU Iniezioni settiche (In cura d~llel colle Iniezioni intraven ose di Coliargolo - Credé • 849 Intest ino (mdicazlonl d'Intervento chirurgico nelle malattiH dell') - Russo·Travalll • 9!0 Laparotomla (la) In caso di perforazione intestinAle nella febbre tifoidea - Flx e Galllard . • S30 Laparotomla (la) In tempo di guerra - Von Hippel • 457 I.eslonl rennll sotLocutMee nei militari - Schmidt • 461 Loc:nllzur.lonl cerebrali (osser vazioni s u certe) - Durante • 4U Lussa7.ione soprapublca complicata da frattura del gran trocantere e da ernia pre•ascolnro Borchard. • 9U • 458 Medicazioni emo~tatlche! (delle) • 760 Nervi (della sutura rlel) - Purpura Occlusioni acuto noll'mLc~tlno tenue (sulle) e sulla loro diiTcr entiazlone dallo appendiciti Cahler • 846 Os teomlclite traumatica (l') purulenta del cranio - Fischer • » ~4~ Paraffina (rlcerclle sperimentali sull' lmpi~go della) - Comsterh. • 76~ Per dite di sostanza o:!Sea (su alcuni processi dì riparazione artificiale delle) - Vnlan e f an lino • 818 Perltlnite (del momento in cui devesi operare la) - Sendler ', S37 Peritonlto tubercolare (contributo statistico alla cu ra della) colla laparotomin e ricerche lslologlche relative - Schwarz • 6!8 Prostata (~ulla cura operativa doll'lpcrtrona della) - Thomson • 831 Radloscopia (la)nella diagnosi d~l pneumotorace - Arnsberger . • G3G Rene (lacerazione traumatica del) destro; parzlal~ oerrectomia - Colllns • 48t Spostllmentl traumatici del tarso - Zupplnger • 536 S tomaco (metodo per estrarre l piccoli corpi metallici e.>tranel dallo) sen~ operazione esterna -Mayou. • 9!i Suppurazlonl pneumococclche (sulle) delle articolazlo~>l e delle ossa - Pflsterer • 71t T esticolo (nuovo processo per conservare la ruozionalita del) - Razumowski. • G38 T orace (~ulle fer ite penelr.lntl del) e sul loro lraltameo to - Momburg • lH T oracentesl (l'uso del sirone per (lraticare e limitare la) - Bard • 451 To~sicoemia ed amputazione. - Wolrr . • 53' Tubercolosi muscolare (della) - Berscheid • 5H T ubercolosi polmonare (l'Intervento chirurgico nella) - Lemko . et Tum ore del midollo s)'inale (un caso di) - Opptnhelm • 351 Ulcera gnstrica (dette lndlca~lool operatorie nelle emorragie dell') - Mathiou e Roux • 6t' Ulcera gastrica - Augerer . • 45~ Ure tere irlcorche sulle modiOeazlonl prodotte nel rene opposi o, nel caso di legatura unilaterale dell') u dell'arteria ronale, e nella nerrectomia - Anzllotti • 540 Vescica (contributo a llo studio dello infezioni da batteri Inoculati in) - Vincensi . • 530

RIVISTA DI OTO-RING-LARI NGOIATRIA. A n gin~ e faringite nommonosa con trombo; l purulenta del tseuo · eav~rnoso e menlnglle Pa{l. 630 basilare purulenta - Tolleus. • 630 Veg li ascessi perllar lngel - Deguy • 36t Degli ascessi sottomucosl della laringe - Concetti, Comba, Filé-Bouazzola, Masse!. D •flerite nuale- Glatarcl . • . • • 631 • 6!9 Fotote r apia nell'ozena (sulla) - Dionisio. . . . • 36i Neurosi ed operazioni sulla aponsl masto.i!!e - Muller Rlch. . . . . . . Orgnoo dell'udito (delle condizioni e delle vie aeree superiori In t73 reclute) - Barth . &t


INDIOE GENERALE DELLE MATERIE PER L'A:s'NO 1903

95ti

Otìte media tubercolare Cdel contributo alla patologia ed alla diagrlosi) Otomicosl (l') - lllaurice Pseudo-polipi tubercolosi delle rosse nasali - Pis!re ,. Tracheite catarrale emorragica - De Rosa

Grimmer

. Pag.

• • •

7&7 766 6!9 36t

RIVISTA DI OCULISTICA. A~ua ossigenata (l') nella terapeutira oculare -

Huss . Pag. Adrenalìna (nota sull') - Vignes • AITeziono isterica oculare io on uomo (un raro caso di) - Strjeminskl • AITezionl retinicho gllco~uriche (della cura delle) con la gelatina - GalezowskJ • Benzoato di mercurio (le Iniezioni di) nella cura di varie aiTezloni spcciHche dell'occhio - Armaigoac. • Calazio (contributo allo studio del) - Bossis . • Cataratte incipienti (cura delle) con soluzioni iodurate - Etiévant • Cauteriz7.a7.ione del globo oculare (processo di) destinato a sostituire nei ranciulllla enucleazione dello stesso - Dlanou;( Cecità completa persistente (due casi dr) senza lesioni oftalmostopiche, consecutiva a leggerissimi traumatlsmi della rel(lone oculare. lstero-traumatismo - Oupuy·Outemp~ • Cecita transitoria ($ulla) prod<ltta clall'esposi" one prolunga Là degli occhi all'azione dlrett.'l dei raggi solari - Simeon Snell Cheratiti suppurato (trattamento delle) mediante la luce solaro - Niesoamow f.ongiuntivlte granulosa (cura delle dil•erse rorme <li) con le lnstlllazioni di soluzioni acquose di ìlliolo - Popov . • Cura cacodilica (l'efficacia della) nelle aiTeziooi oculari - Galezowski • Diabete (manifestazioni oculari del) - Chilliez • Elettrolisi perlcorneale e sopracorneale {l') nel trattamento del panno tracomatoso e delle che-

l'iillll - Lor e Gallemaerts

63l

37t 633 516 5~7

9!9 633

66

368 64 66

464 54ll 369

65

Eredo-slOIIde oculare tardiva {considerazioni consecnti,·e ad un·o~servazlooe di)- Sendral Ferite dell'occhio da pallini d:l piombo - Vaiois. . , Formalina (la) e il suo uso m oculistica - Galezowski • • Fovea centralls • (delle alterazioni della) nella miopia - Galezowski • Glaucoma (sul rapporto tra Il) e la trombosi delle vene retiniche- Harries Jones • Glicosuria (aiTezioni oculari e) - Pyle. . Jneguaglian?.a puplllare (<Iella frer'fllenza e rlel valore semiologico dell') - O. Schammann • Jnsumazionl di aria nella camera anteriore (delle) nei casi di tubercolosi iridea e corneale FeliX , Jequiritnl (Il) - Coppez • larva di mosca (una) nella camera anteriore dell'occhio - Staalber. • Lesioni traumatiche più lre•Jnenti del u:lobo oculare (~ura da usarsi nelle) - M. J. Kipp • J.inlocitosi rachidlana ert aiTczioni oculari - Lapersonne • Miopia (iuRuenza della correzione totale della) sul suo decorso progressivo - Vachor . • Miopia (trattamento della) . • Oft~lmlo elettriche (delle) - Galezowski . • Oftalmia simpatica (•!ne casi di) - Valols • Paralisi .lei muscoli oculari (diagnosi delle) - Ter~ien . •

769 545

367 JGS t37

9116 854 ~'

7GS t37 83t

85!1 371

9!8 37! !1!5 85&

Perforazione traumatica dei due globi oculari da vroiettile di ri voltella, e perdita completa dell'otratto -

Terrlcn

• 36' • 367 Protargolo (sul valore terapcutico del) in ocnll>lica - E. Crovetli • '65 Pteriglo (trattamento dello) oot massaggio - Sassaparel 67 Scopolamina (della soluzione dì) nélla cura delle affezioni oculari - Galezowskl • 9!9 Slrroterapla dell'ulcera corneale (nuove ricerche sulla) - Aoemer • • 831 SiRiide ereditaria (lesioni del fondo oculare nella) - Sidler Huguenin • 9!7 Sterillz~ione {la) dei rerri lo oltalmologìa - Santos ~·ernandez • 363 Teoria meccanica della visione - Pizon . • 370 Tub&rcolosi oculare consecutiva ad una IPrlta della cornea prodotta da un giocattolo Inquinato -Ilor. • 9!3 Vasi retinlcl (le alterazioni dei) nell'arterio-sclerosi - Hertel • 856 Pro~~:nCisi di alcune malattie generali (la) secondo certe manifestazioni oculari -

de Micas


INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

9o7

RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA. Albuminuria (l') fisiologica - Rapp . • Pag. 3H Centro sismogeno cerebrale (Il) - M:~Ssalongo • 8511 • 466 Cilindrassi (colorazione elettiva dei) - Chilesotli . Corpuscolo di Poggi (Il) negli organi emopolettèi dei feti prematuri - Zirolia. • G51 Elementi nervosi centrali e periferici (contributo allo studio delle alterazioni rtegli) consecutive all"aV\'elenameoto subacuto e cronico per ossido rli carbonio - Federici . • 770 Ergografia crurale (l') (elettrica e volontaria) In certe condizioni normali e patologiche - Ca138 sarini . • ~58 Ghiandole sudorlfere (sulla presenza dell'orlo a spazzola nelle) - Pasini . • ,67 Meccanismo del tnno e dci riOessi (Del) nello stato auuale della scienza - Crocq . M1dollo spinale (alterazioni del) consecutive ad antica amputazione dell'avambrarcio Ro37~ senberg . Tumori (dell'eziologia e rlella biologia deil - lsrael • 857 Urina. (azione locale dell') sui vasi sanguigni. - Contributo allo studio della tossicita ur inaria Vasoin ~ Astolloni . • 77() Vescica (studii cllniei e sperimenlali sull'innervazione della) del retto e dell'apparato genitale Muller • 37&

RIVISTA DI MALAITIE VENEREE E DELLA PKI.LE. Albargina (il valore antilolenorraglco dell') - Vlgnolo·tutati • Blenorra~tia (trattamento della) con l'urosanol - SchariJ • Cellulite ~:ommosa polv•ca sifllitica - Fournler. Eczema (le metasta.si dell') - Dupeyrnc . • • Ermorcnile (dell') e del suo u~o nella cura della sllllide - Mournaud. Foruncoli (cura abortiva dei) con una solu1ione concentrata di iodio nell'acetone - Gallois e Coureoux . • • Gangrene primitive mulliple della pelle - Velllon. • l perìdrosi piantare (dell'uso del formolo nella cura dell') - Valllard • Lesioni slnlitlche dr.l euore - Runebcr:; . ' . Leucoplasia llnguale (la) - Gancher Ortiraria (sopra di una specie tli) - Hartmann • Rag~i Ròntgen (sull'influenza dei) sulla pelle nello ~lato rli salute e nelle malattie- Scholtz • Raggi ultravioletti (i) nel trattamento delle malattie cutanee - Walsham • SiHiide (nuovo contributo allo studio del bacillo della) - Joseph e Pierkowscki • Sifilide dello stomaco - Dieulafoy . Sifilide (eredltarieta della) - l!latzenauer . • Splenomegalia (la) nei differenti periodi della sinlide acquisita - Dentillac Ulcero molle (sulla tera11ia dP-11') - Kirstein Max . fJretrite acuta da sapone, simulante la blenorragia - Mezzi per diagnosticarla

801 93t 38! 930 470

381 379 378 771 ~6()

931 l39 468

377 77! \13()

380

RIVISTA DI TERI.PEUTICA. • Agurlioa (dell')- Bucbwald • A l cool (l') e la resistenza dell'organisroo alle malattie - LabM A leo o l e forza mnscolare - Sehnyder • Alcoo l etilico. m~tilico e propllico (azione degli) adoperati per uso ester no sulla corrente san· guigna - Buchner e Fuchs . • Borro di cocco depuralo (vegetalina). • C'.acodilati (inefficacia dei) - l"r:~Ser • • Cb In i na (un più adatto uso della) per iniezione lpodermiea - Aufrecht • Cura tlroidea (della) - Briquet . • Oormlolo (qualche parola sul) - Combemale . •

38l 774

634 549 47t 550 931

63' 549


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I.NDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

Elettricità (l') nelle mal.altle renali - Rockwell Euchinlua (l') e il suo valore terapeutico - Sylvaln to~i o (l'l ed i mozzi d1 difesa dell'organismo - Lortat-Jacob lpnclorito di calce (l') nelle scottature - Tichy OssigPoo (metodo facile per fabbricare l') - Jaubert • Prpsina ideterloramento delle soluzioni alcooliche di) - Thibault Reumatismo articolare acuto (la cura del) frau co col masssaggio al petrolio- Seraftde Solicilato di sodio (modo di amministrare il) - Homberger. Semicupi: (i) loro Indicazioni - lschlenoiT Soluzioni gllceriniche (Le) - Noè Tanni~eno (osservazioni intorno al) ...., Tausig YohnniJioa (sull'azione anestetica della) - Loew e Miiller . Zollo (lo) nella cura della dissenteria - Richmond.

. Pag. 383 • 635

• 86t

• 47S • 86t • 635

• 93t • 47l • 773 •

551

• 774 • 93'! •

550

RIVISTA 01 MEDICINA. LEGA.LE. Cardiopalmo (Il) e la sua diagnosi nell'e->ercitQ - Chavigoy • Pag. 869 <:uore (esame del) colla radioscopia dal punto di vista dell'attitudine del servizio militare) • 870 Aotony e Loi;on . Provorazlone artìllclale di un idrocele per carpire l'esenzione dal servizio militare Ti· mofeiev . • 776 Psichiatria (l'importanr.a della) per Il medico militare - Stier . • 863 Tubercolosi polmonare consecutiva ad un traumatlsmo (la) dal punto di vista medico· legale • 775 Gillet

JiliVISTA 01 TECNICA E SERVIZIO MEDICO MILITARE. Antisepsi chirurgica e trattamento rtelle le->ioni traumatiche nelle diverse Cormazioul s:.nltarle durante il combattimento - Ortiz • . Pag. 47i Attitudine O<ica al servlzin militare (l'}_ determinata mediante il pew ~ la statura - Tartiére, • 936 Chinino di Stato (i l) - Baroni • HO Corditofagia e corditofagi - Jeonings 8G6 Oi~grazia mortaio (durante una marcia CQgli skl.- Ferile delle ·arterie carotide primitiva e sot· tomentale destre. - Considerazioni - tegrand • 867 Guerra hc>cra (gl' msegoameoti della) per il servizio sanitario sul campo di battaglia Niebergall • 38t Illuminazione per la ricerca dei feriti durante la notte (contr ibuto allo studio del miglior mezzo d') • 937 - Warnscke . fntermedium tarsi (sulla presenza dell') nell'uomo - Nion , 871 Materiale !Il medlcaziotte al bicloruro di mercurio (ricerche sull'attenuazione progressiva del , 871 potere antisettico del) mer.zi per rimediarvl - Masson Medicazioni ad cmpiast ro Oe) nelle ferite In guerra - IJoegehold , 787 Alezzi improvvisati di trasporti per le fratture del femore (proposte di) - Helferich , 474 Polvere senza fumotaccidenti provocati dai gas lleleterU della) - Torel • 787 Primo soccorso sul campo di battaglia (il) - Senn , 933 Rachl-cocainlzza7.ione nella chirurgia .d1 guerra (della) - Koslovsky , 385 Servizio sanitario (il) sul campo di battaglia - Jnsegoamenli della guerra. sud-a[ricaoa Niebergall • 777 Servizio sanitario nell'esercito inglese ti l) nella guerra contro i Boeri - Herz 68

RIVISTA D'IGIENE. • Acqua ldl un nuovo apparecchio per presa di campioni d') a $Copo batteriologico- Panini , Pag. 149 Acqua potabile Cl'epuraz:lone dell') io campagna - Vaillard • 797 Acque sorgive (sulla presenza dei nitriti nelle) - Oienert • . • 945 • 551 Altitudine (~icerche aull'infiuenza. delle variuloni d') sugli scambi respiratori! - Tissot


INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1903

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Antimalarica (la campagna) dell'anno t 90t nella Maremma Toscn na - Goslo . . Paq. 795 Antimalarica (la camr>agna rlol 190! nelh maremma Grossetana) - Pasquini e Gior~l . 554 Avvelenamento da assorbimrnto (Utaneo di anilina - Brouardel • 478 8.1tìlll di Kocb morii (ricerche sperimentali su li" iunuenza dei) - Sternberg • 4r& Bacillo d1lterico (caralten difTereotlali Ira l'a~gl utlnaziooe del) o olel pseudo olrterico - Schwoer • 39J Bacillo pestlgcno (della reslsteoz(). e dell'adattament'> del) a viTere nell' acqua potabile - Jnghil· • t~t Ieri . Bacillo pro/ligioso (ricerche ed osservazloui sulln hiolo~ia e sulla patogenilil del)- Oortarelli. • 717 Calzatura igienica - Gatti . . . . . . . . • 147 Carbonchio emaliro. (studi sul) Sostanze ad azione coagulante e oecrotica e ari azione emo· lotiea - Casag randl. • 639 Carroncbio ematico (studi sul). L'immunità verso il carbonchio nel suoi rapporti col meccanismo della pato~tenrsi .1ell ' io lezione - Ca!<agrnnclì . • 640 Carne in conserva (lal. Acrìdenli da es~a provoca ti; mezzi r er prevenirli - Vaillard • IH Chinino grezzo (esperienze col\ nella cura <Iella lebbre mala rica - Giorgio e Pa~ano • m Colorazione dei na~elli dei hatt~ri (Un nno,•o rap1do procedinw nlo per In) - Valpntì • 150 Coltura di micro bi anaerohii (metodo estem(loraneo di) In mezzi liquidi - Ros~nthal • 390 Conserve di UO\'a dì pesco (sopra alcune) - Rimiui. • 55~ Cyloryctcs vaceinae (Studio sul) - Foà . • 877 J)ìsintrziooe dei Joc.1 Jf (sulla) colle polverlzzazlonl di una soluzione di formolo - Oopter • 116 Emolisona (l') e la leucolis>na diplococcica - Ca.-;agranrll • 150 Febbre gialla (il pericolo della) e la sua proOia~sl - Testi . 713 Febbre tlfoiole (proll'assi urioarìa della) - Levi e Lcmerre . • 146 Febbre tiroide (iDOoenza delle misure sanitarie per la prolllassi della) e della dissenteria Huntc-Cooper . • 873 Freddo (i l) nella patogenesi delle malattie - Randolph Tuth•ll. • 636 Impermeabilizzazione rl~i pavimenti - O~rthier • 946 lperidrosi piantare (sull'oso del fo rmolo nel!~ - Vaìllard . • 5!16 Malaria (un'epidemia dii senza zanzare - Oevaux. » 796 Malaria (ricerche sulla) al Giappone - Tnmura . • 55& Ma laria (ricerche e siUdi sulla) in Val~ichiana - Pasqninl. • 553 Malaria (la) - Berlrand e Klynens . • 150 Malaria (la) a Touggourt nel 190!. e descrizione delle z:anzare di Touggourt- Chaodoye e Diii et • 843 Malaria ed animali dome<tici - Bonservizi • 14t lolalaric.~ (infezione) In Foggia - Oe Luca • 146 Malattia del sonno (ricerche sull'eziologia della) - Castellani • 797 Ospedali d el conta giosi (gli) costituiscono centro d'infezione pel vicioat~1 - Fornarier. • 874 Parai!J;i to~sicho (sulle) di natura carbonchiosa - Sciavo . • 87& Pellagra (per l'etiologia della). Considerar.ionl crlliche - Gosio . • 877 Pest e (Il bacillo della) eri il siero antipAstoso - Martin! • 716 Peste bubbonica (gli animali propagatcri della) - Tiraboschl • 147 Potere vaccinile ro (del) delle nucleo- rl roleidJ estratte da organi di animali Immunizzati - Galeotlì. • 875 Rabbia (conlributc allo stu1llo ilella eziologia della) - Negri . • . . • . . • 389 Rabbia (rlcercl>e sperlmeulall sull'eziologia della); cultura artificiale del virus rabieo-Sormam • 477 !\abbia (la rarita della) a Costantinopoli - Remlinger . • 877 Scarlattina (etiolo6ia dei casi eli r itorno dJ) - .\lillard. • 945 Siero 111 sang ue (contributo allo studio del potere toss1co del) - Sciavo. • 638 Sieroterapla anticarbonchiosa (sullo stato presente della) - Sciavo . 638 Stato sanitario dei principali eserciti euro pei - Alvernhe . • 940 Streptcthrix Jingualis (la) nella bocca dei sani e dei dietetici - Baiardi , • U9 Tifo adrtomlnale (sulla proOiassi del) - Kocb. • 390 Tifo e mosche - Fickerm . • 946 Tisi polmouare (solla etiologia 1"\ells) e sul modo di combattere la tubercolosi - Behrlng • 938 Tossine bacteriche (sulla riCP.rcn delle) negli organi - CUngrandl • t 49 Tubercolosi polmonare nell'esercito (sullo svìluppo delia) In rappor to colla tubercolosi ramiglillN o acquisita prima dell'incorporazlo ne - Lemoine • • t53 Tubercolosi negli eserciti (il problema della) - Slricker • 476 Tubercolosi umana e bovina (sull'Identità della) - Szekely. • 553 Tubercolosi di o rigine umaDa e bovina (ricerche eperlmentali sulla Identità della) - Jatt.a e Cosco • 555


., l

DGO

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INDICE GENERALE DELLE MATERIE l'ER L'ANNO 1903

Tubercolosi (sulla ldentllll della) umana e di qaella degli animali domestici - FIIJigor, Gratia e Oe Jonl{. . Pag. 788 Tul~rcotosl (Intorno ati" uloDP. del b. del b) umana, bovina ed aviaria nel bOvini ed ovini MaiTucci • • 87l Vaccinazione e ri•aceioazione - Born~ . 78 \'aceonn.zlonl (studio sulle cause suscettibili di far variare i risultall delle) - Ferrler » U3 Vaccino anllfaioloso (rootrlbuto allo studio del) - Cosco . • 655 Yirus scarlattlnoso (sulla conoscenza della tenaellà del) - Lommel . • 15! Zanzare delle rore5te e foreste malariehe - Lotz. • 7tll

RIVISTA DI BATTERIOLOGIA.

Ap;glutlnallone del diplococco di Friinckel (contributo allo s tudio dell') - Stelanclli . Bacillo del rlnoseloroma (sulla presenza di ciglia nel) ed ossorvaz10nl sul fenomeno dr agglutinamento di tale bacillo - Pasini Metodo di Grsm (modiOcazione rlel) con la sostitllzione di una soluzione bromo-bromo· rata alla soluzione lodo·iodurata ordinaria - Nlcolle •

. Pag. 4i5 • S8S • 47!1

IUVISTA BTBLTOGRAFIC.~.

Dottrina etei temperamenti (la) dall'antichità ai nostri giorni - D'Alfonso . Pao. • 1.ussa1.roni traumatiche (le) - Scalzi . . • Ma faille v~Mree (le) - pericoli Individuali e sociali - meni di prevenir Il - Frt.nccschlni . • :"!orme elementari sul • primi soccorsi • ad uso della Scuola Samaritana d'Italia - Galllano Novara di S1cilia, note di antropologia, demograna e sociolo11ia - Borghese • Pdloloç:ia e terapia !lell'orecchio e delle prime vie aeree - Grndenigo • Y enere - Giglinrelll .

CO:\FERKNZK SCIENTIFICHE UKGLI OSPEDALI MILITARI

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393 8i8 717

Pag. 156, 395, 478, 718, 941

MISCELLANEA

Pag. 79, 158, 397, 4;9, $59, 719, 799, 879, 949

NECROLOGIO

Pau. 80, 1110. 400, 800

CONCORSO AL PRK~IO RIBt:RI

1.

Pog. 640

l !'iDlCI!: GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO l903.

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Pag. 95l


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GIORNALE MEDfCO DEL REGIO ESE RCI TO

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Direzione e Amministrazione : presso l' Ispettorato di SantU Militare .... Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)

CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. Il Giornale .\1/edico del R.• Esercito si pubblica l'ultimo giorno di cia scun mese in fascicoli di 5 rogli . di stampa. L'abbonaml'nto é ~empre . annuo e decorre dal 1" gennoio. Il prezzo dell'obbonatnento é : Per l' Italia e la Colonia Eritr ea . Per l' Estero. . . · . . . . Un fascicolo separ·ato costa. ~

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L. 12,• 1&,1 ,20

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~abbonarner~ non dt~detlo prima del 1• dicembre s'intende t'innovato

• t por l'anno succeSSIVO. l signori abbonali m ilitari in effettività di servizio possono pagare l' importo dell'abbonamento per mezzo dei rispell1vi comandanti di cor po (anche e rate mensili). Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litografiche, rotogratlche, ecc., che accompagnassero lè memorie sono a car1co degli autori. Gli estratti costano L. 8 per ogni Coglio di stampa (l6 pagine), o frazione di foglio, e per cento esemplari. Il prezzo é eguale sia che si tratli di 100 esem· plari o di un numero minore. l manos<;rilll non ~i resL1tui!:'-cono.

" PRO PATRIA , CODRO - SAMPIERO- NINA DI DANTE- I SIBARITI DRAMMI STORICI D8L

DoTTon SA r. v'ATOlt E HUIDA, CoLoN!\'Et.Lo MRo1co '"RIPoso Prezzo L. -1. Si voudc a benetlcio ddla Cnsa miLitare Umberto l in Tnrate per l ''ewranl e lnYa lidl delle gn!'rr e nazionali. (Preaao l'autore: Roma, via Firenze 15 e presso la Casa Editrice Italiana, via XX Settembre, o. 121 ).

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Pl"llBLIC.\.T O

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SUPPLEMENTO al fase. Il

1903

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ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI R!Gl:.\I~D.\ :\TI

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GIORNALF. Mll.fTARE UFFICIALE DELL'ANNO l%J APPENDI CE o/ r; IO),'X. IJ,H JIElJTCII .DEL 1.'. /;"SEI.'(;/ 1'0

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Supplemento a.l fnsc. H dol Giornale Medico del R.• E11e1·cito

ESTRATTO DELLE DISPOSIZIONI RIGUARDA:ciTI IL

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SERVIZIO SANITARIO CONTENUT E :ciEL

GIORNALE MILITARE UFFICIALE DELL'ANNO 1902

APPENDICE Al.

fJIOilNA LE .l/HO/CO DEL R. ESERCITO

•

ENRICO VOGHERA 'fiPOG84PO D &t.t.a Lt. • • )(. IL && & ~A a&Gt"A

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Roma, 11103

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EST RATT O delle disposi;ioni 7'iguarclanti iL servi;;io sanitario contenute nel Gior·nale l\·1ilitar·e Ufficiale deLL' anno 1902

Atto!\. 9 . -SERVIZI O SANITARIO. - Pubblicazione dello • peoohlo dl caricamento del clepo•lto avanzato dl materiale •aDltarlo (•peoohlo n . 19). - 17 }!ennaio. Con la data ge nnaio 1902 é stato pubblicato lo s pecchio n. 19 indicante il caricamento reg-olame11tare del de posito avanzato di materiale sanitario. Tale specchio sar·à. dis tribuito gratuitamente, senza bisogno di richiesta, a cura dell'ufficio d'amminis trazione di personali militari vari, n el numero di copie qui sottoindicate: copie 1 ad ogn i comando di cor·po J 'armata o divisione. • 2 ad ogni direzione di sanita. . . . . . . . . ad ogni ospedale principale o s uccursale . . . " 1 ad ogni direzio ne d'ospedale avente in carico un de» 12 posit.o avanzato (truale rlolazione di mobilitazione). )) :l alla farmacia centrale militare . . . . . )) 10 alla scuola di applicazione di sanità militare . . . all' ispetloralo di sanità militare . . . • . . . . » 15 ~atta la dis t ribuzione, le copie rimaste esuberanti. Sar anno tenute in depoposrto dall'ufficio d'amministrazione di personali militari vari per e ventuali richieste. ~uando per-ò l e r ichieste siano fatte per us o particolare o per sostituire copre guaste per incur·ia o smarrite , i richiedenti dovranno corrispondere l' importo dello specchio in ragione di lire 0,85 per ogni copia. Con l'occasione s i fa noto che l'Atto 163 ael1899 resta abrogato dall'Atto 104 del 1901. Il Ministro - C. or S. MARTI NO. A lto :"1. 35. - A VANZ.\MENTO. - Te mi degU euml ohe a • enao clel § 73

del regola~ento per l'eaeouzlone della legge 2 luglio 1896 •ull'avanzamento ne1 :a e•erolto debbono ao•tenere l •ottotenenU m ecllcl cll complemento a•plranU alla nomina a • ottotenentl mecllolln servtslo attlvo penna.nente. - 10 febbraio .

t Per norma d i quei sottototenenti medici di complemento i quali non avendo

reque~t~to la s c u ola d'applicazione di sanità militare intendano subire gli essmi prescnth dal § 73 del regolamento per l'applicazione della legge 2 luglio 1896, /


sull'avanza mento nel R. eserci to, per poter pr endere parte agli eventuali con· corsi per la nomina a sottolenente medico in ser vizio attivo per manente, il Ministero della guer ra stabilisce, col p resente Atto, i temi su cui verseranno gli esami stessi. Il Ministro. - C. DI S. M ART INO.

T E MI l GRUPPO.

Esame s cr itto. l.

Ser vizio sanitario milit a r e in t e mpo di pace e servizio sanitario in tempo di guerra. 2.

Igiene militare . I temi per le due materie so no tra tli dagli a r gomenti dei numeri I e V dei

programmi d' insegnamento nella se•10la di applicazione di sanità militar e, che si r iportano in fi ne del pr esente A.tw. I temi saranno dati dal pr esidente della commissione, al momento dello s volgimento di ciascuna prova scritta, nei due gior ni indicati dal r eparto degli esami. L'a r gomento d'ogni tema sarà svolto con brevità ed in forma succinta. Tempo per ogni esame scr itto ore G. Il GRUPPO.

A) Medicina legate militare. B) Microbiologfa, epidemiologia e bromatologia. A) - Medicina legale militare. (Iftame orale: durata 15 minuti)

1. Criteri scientifici pel riconoscimento dell'idoneità fisica a l servizio militare Condotta degli ufficiali med1ci nelle singole operazioni di r eclutamento. 2.

Norme ùa seguirsi n elle visite collegiali- Legisla zione in vigore - Caro· pilazione dei relativi certificati medico- legali.

3. Disposizioni e not·me per la compilazione dei certificali medici r iflelteoli i lraumalismi e le malattie dipendenti .da .~ause di servizio. 4.

Criterii fonda mentali del giudizio d' inabilit.à tempora nea e definitiva e re· Jative dichiarazioni mediche - Scopo ed impor tanza dell'osser vazione negli ospedali militari.

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Norme per la valulazioue della debolezza di costituzione, del difetto d'ampiezza del torace, ùel deperimento organico, delle affezioni scrofolose e delle cache"sie. 6. Delle dermatosi, de le ulceri cronic he, dei ;:eui fistolosi e delle cicatrici Loro valutazione medico-legale e mezzi occo1·reuti a !"COprire le frodi. l.

Importanza della dialo{nosi delle malattie ùcll"apparato re!"pirato•·io e circolatorio in rapporto al servtzio militare, con speciale l'ig uardo allo tubercolosi ed alle nevrosi cardiache. 8. Giudizio m edico-le~al~ sulle malatlie della cavità addominale - Constatazione delle e1•nie visccrali e ct·ilerli scientifici per l'accet·ta menlo di quelle allegate come dipendenti dal servizio - Idroceli ed enuresi mabilitanli. !}.

Valutazione medico-legale delle contratture e relrozioni mu;;colari retrazioni tendinee ed aponevrotiche - Tumori e .varici inabilitanti.

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10.

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Provvedimenti da prendersi per le malattie O!'see ed nrlicolari e per i reliquati di lesioni traumatiche - Nor me per l'accertamento della claudtcazione vera e !\imulata e per la misurazione degli arti inferiori. 11.

Nevralgie e paralisi inabilitanti e simulata.

Diagnosi ,Jifferenziale fra la forma vera12.

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Importanza delle Jlf'VJ'Osi in ra pporto alla vita militare - AccPrtamento dd l'epilessia nelle !.'ue varie forme e mezzi diagnostici positivi per r iconoscerne gli accessi veri e simulati. 13.

Vnluta7.ione m edico- le~ale della n(>urastenia, dell'iPtel'ismo e della coreaCriteri scienLifìci per constatarne l'esisLenza e provvedimenti r elativi.

({.:

Accertamento e giudizio medico-le~ale dei difetti mentali congeniti e di quelli acquisiti in seguito a lesioni della scatola ossea e dell'encofalo io ra pporto al servizio milit.ara- Brevi cenni sulle nevros i traumatiche.

15. . Dell'alienazione mentale e sue forme più frequenti nell'esercito d•agnosi generale e disposizioni regolamentari per i militari alienali. 1•

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Diagnosi dill"erenziale tra pazzia vera e simulata - Criteri scientifici che devono guidare il medico perito militare nei suoi giudizi. 17.

Valutazione delle malattie oculari esterne e dai loro r eliquati- Della cCJn· giunliVIle Ftl'anulosa nell'eseJ'cilo - Metodismo d'esame nei difetti di traspar enza della cor nea, del cristallino e del vih·eo

18. Dete1'minazione dell'acutezza visiva centrale e r elative dtsposizioni l'egolamenlari - Mezzi per scoprire le frodi nell'esagerazione della dtminuzione del visus.

19. Importanza detl'esame delia visione perifel'ica a scopo mililat·e e nella dia· g nosi di alcune affezioni delle membrane profonde dell'occhio - Delel'minazione del campo visivo- Scotomi. 20.

Detet·minaziono qualitat\va e quanlitaliva del senso cromatico - Disposizioni r egolamentari e speciali per le visite ai fer rovieri del genio militare. 2 1.

Melodismo d'esame della r efrazione stalica e dinamica, del punto J'etnolo e del punto p1·osl'imo - Amptezza d'accomoJazione- Determi nazione subielliva della miopia e della ipermelropia. 22.

Diagno!li obiPlltva della mio]'ia e della iper metropia- Esame delle immagini reliniche - Angioscopia relinica. 23.

Schial"r.opia e suo valore nelle visite medico-legali mililari- Metodismo di esame e teorie della formazione dell'ombra.

Deter minazione de lla miopia e della ipermetropia con l'esame ad immagine di r itta e rovesciata Dii:< posizioni regolamentari per la cot·rezione della mio pia. As tigmatis mo e sue varie fol'me - Sua inOuenza s ulla visione e metodi di ~::~ame per la s ua determinazione subieLLiva.

26. Varii mezzi per la det.ermioazione obbietiiva dell'astigmatismo - Importanza degli astigmometri e degli onalmometri.

•


7

27.

Strabismo paralitico e funzionale- Metodi diagnostici e disposizioni r egolamentari relative. 28.

Esame otlalmoscopico per la diag-nosi .Ielle malattie del fondo ocular e Disposizioni r egolamentari per la loro valutazione - Ambliopia ed amaur·osi vera e simulata. 29. ~lalaltie dell'orerchio piu frequenti negl' in!5cl'ilti e nei militari - Esame obbrellivo dell'orecchio - Varii mezzi e metodi dell"esame funzionale.

30.

Valutazione medico- legale delle suppurazioni auricolari e della sordità - Simulazione della sordita e mezzi per scopr·irla - Pro vocazione delle otopalie. 31.

Malollie del naso incompatibili col servizio militat·e- Diagnosi delle suppm·azioni nasali - Valutazione medico-legale delle stenosi nasali e dei disturb i elle ne del'ivano nella vita militare. 32.

!.\lalatlie della laringe incompatibili col ser·vrzro militare Valutazione naedico-legale della mutolezza e balbuzie .

Laringoscopia

B) Miorobiologia, epidemiologia e bromatologia. (La durata della pAr te ora l~ (a) non eccedera i 15 minuti ; qu.-lla della parte pratic.1 (b)

iara determinai:~. dalla sottocomnusslont).

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a) Mrcrorganis mi - Loro forma e cla:>sifìcazione - Ri produzione Azione. b) Allestimento del campione per un'analisi clrimica sommaria, e ricerca delle sostanze or ganiche in un'acqua. 2.

a) Metodi d'i ndagine dei micro·rganismi - Microscopio e s ue proprieta per uso batlerioscopico. /.1) Ricerca dell'ammoniaca e dei nitriti in un'a crrua. 3. a) Mezzi di coltura dei mict·or gauismi - Sterilizzazione. /.1) Determinazione della du1·ezza totale, o della durezza permanente di

un'aequo. 4. a) Mezzi di nutrizione artificiale pei micro r~anismi. /.1) Es ame dei caralleri fìsico-organolettici ed islologici delle carni in uso

nel nostro eser cito.


8

5.

a) Coltura dei microrganismi aerobi r.d anaerobi. b) Esame dei caratteri fisico-organoletlici e microscopici di caffè tostato e zucchero. 6. a) ì\licrorganisroi patogeni e non patogeni- Esperimenti sugli animali. b) Alcalinizzazione del brodo - Filtrazione della gelatina, dell'agar.

7. a) lmmunita nelle malattie infettive.

Sie•·oterapia - Sierodiag nosi. Descrizione delle forme batteriche.

b) Preparato semplice -

8. a) Pneumococco di Frankel - Pneumobacillo di Friedliiader - Bacillo del· l'iufluenza. b) Prepa1·azione e colorazione del bacillo di Friedlànder.

9.

a) Stafilococchi- Strtlplococco piogeno - Bacillo piocianico -Gonococco. b) Preparazione e colorazione dello stafilococco. 10.

a) Hacillo della tubercolosi - Micrococco letrageno terite. b) Preparazione e colorazione del gonococco.

Bacillo della dif-

11.

a l Bacillo del tifo addominale- Bacterium coli commune. b) Preparazione e colorazione del Bacteriun coli commune. 12. a) Bacillo rlella peste bubbonica- Bacillo della febbre gialla- Vi brione del cvlera asiatico. b) Diagnosi micro!lcopica della Ligna favosa.

i 3.

a) Bacillo della morva - Bacillo del carbonchio ematico tetano. b) Preparazione e colorazione del bacillo del tetano.

Bacillo del

14

a) Para!>.siti della malar ia. b) Esame dei caratteri fisico·organolettici di un vino anche col solo concorso mezzi d'uso comune. 15.

a) Etiologia e profilassi della polmonite. b) Preparazione e colorazione del diplococco Janceolalo di Friinkel .


9 16.

a} Etiologia e profìlassi della meningite cerebro-spinale. b) Determinazione dell'alcool contenuto in un vino. 17. a) Etiologia e profilassi dell' innuenza.

/;) Ricerca del colore natur·ale di un vino. 18. a) Etiologia e proflla!<si della risipola. h) Preparazione e colorazione dello streptococco.

19. a ) Etiologia e profilassi della tubercolosi.

b) Prepa ra zione e color·azione del bacillo della tuber colosi.

20. a) Etiologia e pr·ofllassl del tifo a ddominale e dellu dissenteria. b) Preparaz.iona e rolora1.ione del bacillo del tifo. 21.

a) Etiologia e profilassi della difter ite. b) P repara zione e colorazione del bacillo della difterite.

22. a) Etiologia e profilassi della peste bubbonica e della febbr e ~ialla. /;) Esami dei caralleri lisico-organoletlici e den!'\imetria di un latte 23.

a) Etiologia e pr·ofllassi del colera asiatico. b) P reparazione e colorazione del vibrione del colera. ~-

a) Etiologia e profilassi della malaria . b) Malar ia - Diagnosi del pre parato. 25.

a) Eliologia e profilassi del ti fo esa::~tematico. b) Esame microscopico di campioni di latte. 26.

a) E:tiologla e profilassi del morbillo. b) Esame dei caratteri fisico-o rganolellici e microscopici del pane da munizione. 27.

a} E tiologia e profilassi del vaiuolo. b) Esame dei caratter i fisico-or ganolellici e micr oscopici della galletta.


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28. a) Etiologia e profilassi della scarlattina. bl Esame dei caratteri fisico-organolettici delle paste da minestra e del riso.

29. a) Etiologia e profllassi del carbonchio.

b) Preparazione e colorazione del bacillo del carbonchio ematico. 30.

a) Etiologia e profilassi della morva. b) Preparazione e colorazione del bacillo della morva. 31.

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a) Eliologia e profilassi della l'abbia. b) Ricerca del piombo negli oggetti stagnati per la confezione ed il const~mo del rancio. 32.

a) Esame microbiologico dell'acqua. b) Colture isolanti in gelatina pe1· l'esame microbiologico dell'acqua. 111 GRUPPO.

Traumatologia di guerra. (Esame orale (a) della durata di t5 minuti. ra~ioni e fasciature).

Esame pratico (b-e) lino al Lermine delle singole op&-

1.

a) Armi da guerra in uso negli eserciti- Armi bianche ed armi da fuoco por l.alili antiche e moderne- Nozioni di balistica - P1·oiettili delle nuove armi da g uerra, loro qualità fisiche - Armi e pr·oiettilì d'artiglieria. b) Legatura dell'arteria carotide primitiva. c) Apparecchi per le fratture della clavicola. 2.

a) Azione dei proieltili di medio e di piccolo calibro sui bersagli inanimati e sul corpo umano - Cambiamenti fisici dei proiettili e loro influenza sul potere vulnerante - Azione dei proiettili d'artiglieria sul corpo umano. b) Le:zatura dell'arteria carotide esterna. c) Apparecchi per le fratture della spalla e dell'omero 3.

a) T1·aumi e loro classificazione in rapporto alle cause vulnerauti - Influenza dei lt>aumi sulla funzione e null'izione dei tessuti - Complica?.ioni im· mediate e tardive dei traumi- Contusioni, ferite contuse e lacero-contuse. b) Orchiectomia. c) Fasciature per le ferite del pube e dello scroto.


11

4. a) Ferite d'armi bianche- Car·alleri anatomiri e clinici - Processo di gua rigione delle fer ite - Norme gener~li nella cura ùelle ferile di guerra ed in particolare di quelle per a rmi da fuoco. b) Legatura de ll'arteria s ucclavia. c) Apparecchi per le frallure e pet' le lussazioni del gomito.

a) Complicazioni non infettive delle ferile in guerra- Stupoee locale, schok, delirio traumatico, febbre lt'atunntica. b) Legatur11 dell'ar·ter·ia a ~ccll a re. c) Fascialurll compressiva per r emosla>'i provvi;:orio delle fer·ite.

6. a) Com plicazioni Rt> Lliclte delle ferile in gut>rra - T fltono; gangrena trAumatico; eresipela: pie mia e setticemia -Profilassi e cura. b) Legatut'& dell'ar·teria femor·al e. c) Apparecchi per le frntlure del collo del fernor·e.

i a) Ferile d'arma dR fuoco dei tr,.::s uti molli; loro cor·a tteri anatomici in r npporto alle qualità tìs ic·he t'd alla stnrtlut'a dei tess uti rd al r azione vuln era n te dei proieltilt - Sintom a to logia, Jeco:'so ed esiti. b) Lel"atura dell'arteria iliaca e!'lterna. c) Ap parecchi per le frattut'e della diaftsi del femore .

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a) Lesione violente dei vasi sanguigni - Contu!'lione e str apparoento dei vasi - F erile delle arterie e delle vene per armi bianche e da fuoco - .Emorragie e sue varie forme - Emos tasia nelln chirut'gta traumatica di guerra Cura· delle ferile vascola ri e delle anemie traumatiche. b) Legatura dell'arteria poplilea. c) Apparecchi per le fratture della rotula.

9. a) Ferile dei nervi per ar·mi bianche e P.er armi da fuoco - Contusioni e ferito contuse dei nervi - Sintomatolo~ia, decorso, complicazioni ed esili delle rerite dei nervi e loro cura. b) Ne urorrafie e tenorrafie. c) Fasciature immobilizzanti nella sutura dei nervi e dei tendini. 10.

a) Lesivni violento delle ossa- Azione dei proiettili moderni sulle ossa alle varie distanze - Evoluzione anatomica e clinica delle lesioni ossee e loro suc· cessioni m orbose. b) Amputazione del braccio. c) Indicazioni e tecnica del massaggio nei traumatismi e nelle loro succes· sioni morbose.


12

11. a) Norme s ulla cura delle lesioni ossee nella chirurgia di guerra - Immobilizzazione e mobilizzazione nella cura delle fratlure -Sutura ossea- Amputazioni, disarticolazioni e resezioni ; loro indicazioni e controindicazioni Cura clE>lle neo t;l pseudoartrosi. b\ Amputazione dell'avambraccio. e) l ndicazione e tecnica della kinesiterapia nei traumatismi e nelle loro s uccessioni morbose.

1"

a) Esplorazione delle ferile- Ricerca ed eseresi dci corpi estranei - I ndicazioni e mezzi d i esploraz:one delle ft;jrite nella chirurgia di guerra - l t'a!'"gi Ri)nl!!en nt'lla chirurgia traumatica e loro applicazione alla diagnosi de lle f... t•ite di guerra b) Amputazione della co5<cia. c) Emostas i preveutiva nelle operazioni sugh arti. 13. a) Asepsi ed antisepsi nella chirurgia di guerra Metodi per pralicarla con mezzi prepat•ati ed improvvisati - Anestesia locale e genera le. b) Amputazione della f;amba. c) Fasciature dei monconi d'amputazione.

14. a) Lesioni \'Ìolenle del capo per traumi comuni- Contusione, commozione

e compressione cerehrole - Sintomatologia, diagnosi e cura. b) Trapanazione del cranio per la ricerca dell'arterie meningea media. c) Fasciature pe t· le lesioni del capo. 1f>. a) Ferite del cranio e dell'encefalo per

arma da fuoco - Complicazioni e successioni morbose delle .ferile cerebrali- Ferite dell'orecchio per arma da fuoco- Sintomi. decorso ed esiti. b) Trapanazione dell'ap0tìsi rnastcide. c) Apparecchi per le fratture e lussazioni dell'articolazione tibio·tarsica. 16. a) Sinto malologia delle ferite dell'encefalo; loro localizzazione Lopog rafìcaIndicazioni per l'intervento opera Livo nelle ferite penetranti nel cranio - N orme per il tra~porto dei ferili al capo. b) Disarticolazio ne del brt~ ccio. c) Appardcchi per le fratture dell'avambraccio 1:1 ·della mano. ti. a) Lesioni dell'occhio e della cavità orbitar ia per traumi comuni e per arma da fuoco - Complicazioni, esiti e cura delle ferile oculari. b) Disarticolazione dell'avambraccio. c) Fasciature pe r le lesi0ni dell'occhio e delle altre regioni della faccia.


t3 18 a) F'erite della facda. del oaso e ddla bocca - Diagnosi, pi'ognosi e cura Emosllasia nelle f·Jrite della cavità o:·ale. ù) L egatura del l'arteria linguale. e) Tecnica dell'estrazion e dui dculi- Scel ta degli strumenti r elativi all'avulsione di ciascun dente.

19. a) Lesioni violente della regione pa ro tidea e dt'l m ascellar e inferiore l'd in particoh11'e di CJuelle per armi bianche e per· armi da fuoco - Si ntomi , decu•·~o ed esiti. b) Di!"articolazione drlla mantt. c) Apparerchi per le fra tture della mandibola.

20. a) L~>s ioni del collo - Fer il'3 dei vasi. dei ner·vi , del corpo lit•oide e delle vie aer t?e - Sintomi, diagnosi e cura. ù) TrHclteotomi!\. c) Fasciat.ure nelle l e~ ioni del collo.

' 2 1. a) F er i le del faringe e ddl'esorago - Sinlomalologia, decor so ed esiti Complicazioni i mmediHl c e lardi ve nelle lesioni deg-li or g-ani del collo - Norme pet· il traspot•to dei fe1·iti al collr.. b) Esofagotomia e>:lerna. c) M ezzi impr•ov\·isati per immohilizztll'e le fratture degli at·Li.

2:?. a) L esioni del to•·ace - Contusioni e commo7.ione loracica - rratlura delle costole e l ello sle•·no - RotturA del polmone. Sintomatologi~ , diagnosi e cura. v) Toracotomia e I'C!"eZIOne costale. c) Fasciatura 11elle fratlut·e del!e co>-l ole. ~3.

n) Feril~ del polmone, dt>l pel'ir ar dio, del cuore e dei gr ossi vasi - Azione dei proiettili moderni negli 01·gani l oi'acici. Primi soccor si ed ernoslasia nelle ferile èlt>l petlo - Cura operativa delle successioni m orbose nelle ferile del tor·aco - N orme per il trasporto dei fer·ìti al petto. b) Disarticolazione della gamba. c) A pparecchi per le fra lLI..!r·e della gamba.

24.

a) L esioni vlolenle dell'addome - Contusioni e commozione addominale Fer1le penetr anti e non oenetranli - Sinlomalologia, diagnosi e cura. b) L aparotomia e suture i11 leslinali. c) F asciature più oppor·tune nelle' ferite dell'addome.

2•


2~•.

" ' Azione dei proielllli moderni sui vari or gani del l"addome - Sintomatolo{lia delle <:m::role lesioni viscerali e loro caratteri a natomici - Decorso, esiti e complicazioni. b) Laparotomia e l!astror rafìa. c) Apparecchi per il trasporto dei feriti dell'addome. 26. a) Indicaz ioni e controindicazioni dell'intervento operativo nelle ferite pt>netnHlti dell'addome e particolarmente nelle lesioui del canal<' diger ente per arma da fuoco. ò) Operazione radicale dell'ernia inlluinale. c) Fascialu1·a semplice e doppia dell'ing-uine. 27.

o) Lesione del bacino per traumi comuni e per a1•ma da fuoco - Lesioni delll\ vescica, del retto e del perioeo - Sintomatologia , decorso ed esiti Complicazioni e :;uccessioni morbose. ò) Cislotomia soprapubica. c) Apparecchi per lesioni del bacino. 28. a) Lesioni della colonna vertebra le; commozione spinale; ieri te per armi

bianche e per a1•mi rla fuoco - Lel"ioni del midollo e loro sintomato logia Decorso ~>d esiti in rappor to Rl segm ~>nto leso - Indicazioni dell'intervento ope· ralivo - Norme pe r il trasporto d ei feriti alla colonna vertebrale. /.1) Uretrotomia. c) Apparecchi per le lesioni della rachide. 29. a) L esioni dell'arto superior e - Contusioni e ferile della spalla e dell'ascella per armi da guerra - Fratture della clavicola, dell'omoplata e dell'articolazione scapolo-omerale - Ferite del braccio e fratture dell'omero. b) Resezione della spalla. c) A p parecchi per la resezione della spalla.

30. a) Lesioni dell'arto superiore - Conlusioni, ferite e fratture delle articola· z1oni del gomito e del polso - Ferite e lesioni ossee dell'avambraccio e della mano per traumi comuni e per a rma da fuoco - Norme per il tras p or to dei fe1·iti all'arto s uper iore. b) ResezionA del gomito. c) Apparecchi per la resezione del gomito. 31. a) Lesioni dell'a rto in feriore per armi da g uerra -

Contusioni e fer ite del· l'aoca e dell'inguine - Fratture dell'articolazione coxo-femorale e del femore per proiettile di piccolo calibro - Sintomatologia, diagnosi e cura. ò) Resezione dell'anca. e) Apparecchi per la resezione dell'anca.


15

3" a) Le~i0 11i de ll'ar to infer iore - Contusio ni, fer ite e fratture delle articolazion i del ~in occhio e del piede - Ferite e lesion i O!'<><Ce della gamba e del piede per' armi da fuoco - Norme per· il trasporto di't fel'ilt a gli arti inferiori. b) Resezione d,.l g inoct:llio. c) A p par ecchi nella resezione del 7inocr.hio . AVVEI~TENZE G ~.NF.RALI.

Negli esami del Il e I Il ~rrup po i eu nd i.!ati r-strttrr·a no, volla per volta, un numero con •i;:;ponù!'rtle alla lesi da ;:;vol::er·e. Ogni candida to do vr1) c;:;pleta ro lo s vo lg imertlo del la lr·si, non stJIO nella parte orale, ma a nche nella part~ pràlica in pre"enza dell'in tera sottocn rnmil'<l=<iOne, la quale potrà s ta bilire quale delle fa sciAlur'P. o degli appa recchi dovra esl'ere tli1!JiiCAlo ne i s ingoli casi e rotrà altresl fare tutte le domande che credet-à ne· ces,:arie in ra pporto agli argome nti coutem pla li nella le"i ()stratta. Infine il candidato esporrà l'a natom ia clnrurg i!'a della r egione nella qua le dovrà operarsi, accennando ai vantaggi del proc<>sso oper a tivo ch e e;:;eguir•à.

Programmi l e V della scuola d'applicazione di sanità militare. I.

A). -

S e r vizio sa.nit a.rio in tempo di pa.oe .

l. IdE-a gene ra le !'$ Ulla costituziOne dt~ll 'a!>.ercito - nec lutamento e r elative disposizioni ,,j legge . 2. Nozioni g euerali s ullo s tato degli ufficia li: loro varie posizio ni. 3 Ordinamento s ul ser•vizio san1 k! r io- lspetlorolo di !>anita militare Direzione di sanità e d'ospPdale pri ncipa le - Ser vizio negli stabilime nti sanitari e presso i corpi di truppa - Servizi ~ peciali. 4. Ufficiali medici e loro varie categot•ie; r ecluta mento, avanza me nto, competenze, divisa - Del persona le far maceutico militat·e - Compagnie di sanità - Caporali aiutanti òi sanita presso i corpi di truppa. 5. Norme di servizio negli sta bilimenti sanitari militari (ospedali, infermerie di presid io, s peciali e di corpo , s tabilimenti balneari, depositi di convalescenza) - Ospedali civili come ausiliari degli ospedali militari - Farmac ia centrale militar e . 6. Ser vizio sanita rio presso i corpi e re parti di h•uppa. 7. Set·vizi s peciali : a) A tt ribuzioni deg li ufficiali medici ai consig li di leva e presso i distretti e_ corpi in occasione dell'arrivo delle reclute -Norme generali e r egolamenti c~rca i giudizi di ina bilita a ssoluta, r elati va tempora nea e d'invio in osservaZione ag li ospedali militari. b) Vis ite ai volontari ordinari e d' un anno, agli alliP.vi sergenti ed agli allievi u ffì ciali di .::omplemento. e) Vis •te a g li aspiran ti alle ra fferme. d ) Visite per l'amm issrone alla scuole ed ai colleg i m ilitari.


16 c) Normo rogolomcnlar·i per le rassegne speciali e di rimando e per lo licenze di convalescenza dei militar·i di truppa. [l Licenze di convalescenza degli ufriciali - Norme r egolAmentari per l'aspcttali\"a dipendente da infermità proveniente o non da cause di ser viz io. 9) No r me r·e~olamen tari per la riforma e i il collocamento a r tposo. h) P t·escrizioni r egolamentari circa le visite a persone non dipendt•nti dal Mmistc-ro delln ~uerra, con specia le riguardo a quelle che rill••llono il reclutamento nPlla t·egia marina. 8. Prescriztoni r egolamentari !<ulla compilazione dei documenti stallstici in uso nel llegto est•rcito e norme pralrcbe da seguu·e rer compilare con esattezza i srngoli modelli.

R). -

Servizio sanitario in guerra.

1 Importanza P pr·mcipali obbicllivi del ser vizio soniltH'io in campagna Ideo 1-{enet·&le !;ul la for rnazione dell'e;:.ercilo ed ordinamento del sel'Vizro saoi. tarto in guC'rra. 2. Attribuzio ni e dipendenza delle di rezioni e degli utTici di ~>auità . 3. Funziuuamcnto del personale sanitario presr:.o i co rpi di truppa - P osli di medira ziune. 4. Slnbilimenli di 1" linea. - Sezioni di sanita: lo t·o perilonale ed equipa~giamenlo - Lot·o servizio nei luoghi di adunata, n<•lle mat•ce, nei lnoghr di fermata o nei comlmllimcnli. 5. O'<pt>dali da campo di qualunque formazione - Loro perMnale etl equi· pog~iameuto - Loro !i'ervizio prima, tlu t·ante e dopo il comballimonto lnfermt' rie a ,·anzate e Jl!'Ovvisorie . (;. ,<,·tabilimenti di. 2" linea. - Ospedali da campo ac;segnali alle armate - O'<pt:>ùali da ~u~rt•a tldla Croce R o~sa - Ospedali militari e civrli ec;islenli nc•lla zona d'uperazione - Ospedali crettli con mezzi loculi - Infermerie di Lappn - Posti di soccorso - 0Pposrlo avanzalo e ('Cnlrale dt mater.ale !'anila rio. 7. Set·vizio di sgombero: S!!'ombet·o -"Uile vie ordrnarre e fert·ate- Convogli sanilat·ii - Trent allrczzalr 1:1 treni provvi"ot·ii pel lraspot·Lo d'infermi e malalr - Treui-ospedale - Tren1 ordmari pellrasporto d'rnfermi !"PJuli- Sgombero per vta acquea. R. Stabilimenti di riseroa. -Ospedali militari di nuovo impianto - Ripar ti di convalescenza - OspedAli civili messi a di5posizionc dell'aulorilù mrlrtare - Ospedali milita l'i le t't'i toriali. 9. Esplorazione ed illumina zione del campo di bolloglia dopo un combattimento - Seppellimento dei cadavet•i e norme igieniche du !;eguirsi iu tale ovenluolité.. IO. Cenni sulla Convenzione di Ginevra e s ulle Associazioni della Croce 11ossa e dei Cavalieri del sovr·ano militare Ot·dine di Malla.

V.

Igiene militare. 1. Condizioni della vita militare che ne delP rminano lo speciale quadro no-

sologico - Cenni di ~oreografìa medica dell'llalia e della Colonia Er·itrca . 2. Misura grornalie1·a de~li alimenti del soldato - a Hazione viveri • nel nosll·o ed in altri eserciti- Viver i di r iserva- Conrezione e consumo delt·ancio.


17

:t App1·ezzamenti sulla potabilllà dell'acqua in l'elezione alle sue Ol'igini ed ai modi di t'ua provvi~ta. 4. :\lezzi depur&Livi dell'af'qua pii1 consentanei alle esiJ:{euze 1niliter·i - Espo!lizioud e runzionnmento dei vari filtr i - MaiHtlle di ori gine idrica, cui si trova più esposto il soldato. 5 Influenza della vito militare in comune sulla salute dellt' milizie - Cenni !<UIIe abitazioni del soldato e loro diviswnc attuale- T1pi or·iginall di ca!<crme, e hfìci ridolli e !'>islerni v11r i del tipo a discenlramento G. Situazione, grnen.litò ediliz1e e distr ibuzione dci loc·eli di unA ca«erma - Capacita, "enlllot.rone, illum111Azione ed arredamento delle cau•er'Rte. 7. Qunlità, quantita, raccollu ed allontanamento dei r1fiuti di Ullt\ cas1•rma -· Numer o, !>iluazione e sistemi di latrine più appropr•iati. 8. Parlicoloritù 3ulle caser·me p•·r· trup1·e a ca\·allo, in rlimi caldi ed in recinti fOl'Lifi coti - Ser·vit.io d'Rcqua nelle ca""er·me. 9. I nfluenza della v1ta militure el campo sulla salute ùelle milizie- Cenni ~u~li acctullpanwnti e lnro divi~ione attualo Cou~iderazioni f\ull' U!'O della tPnda - Sperie vnri1~ di tf'lld1·, di llflrncche e Ji impianti occes~ori. tù. Situoziono, ordinan1011lo e ~ove rn o cl•'g-li accampamenti - Curallori1'- tiche e rapporti f'eci proci doll'nccantonumenlo e del bivaCl'O- SE'l'vizio d'ocqua negli accampemf'nli . I l. Malattie CA~"tro11:o.i. 12 RPquisili dell'uniforme - Proprieta fisiche delle slolfc d'uso milita1'eCapi rli corrC'dn e d'equipAggiamento, rhe costituil"eono il cRril·o del soiJttlo. 1:1. Com<~d<>rnzi nn i suiiH culz.atura, l"ul copt•if'upo e ::;ullo zairw - Peso e distr'lbUZione ciel car icn. 14. Fatif'a ed allenAmento - Esercizi prep::~r·atnri l'ti e.:;erciz1 colle armi ?.la•·cf> a pirdi. 15. Equitazione e marce a ca,aiJo - Ciclil'mo - Gi!rnaslicn - Scherma Nuoto. Ili. Malattie profess1onali del soldAto. 17. Cenni sui lunghi tii cura Jel soldato e loro d1visione 11tl11ale- Si tuazione, ~Zeller·alitil edilizie e distl'ibuzione dd locali d'un ospedale militare stabrle Capacilà, veutilazione, illuroinazionl·, riscaldamento ed arredamento delle sale da Ammnlali e dei l<n·o annessi. 18. Elementi che costituiscono i luo~hi temporanei ùi cura e gene1·Aiil8 per il loi'O impiouto - Ser·vizio d'ar.CJua nei luof.!hi di cura. 19. Reclutamento, vacl'inazione, vrsite sanitarie - Bagni ed altre pratiche di nettezza. 20. Drsinfezioni r~-'golament.ari - Hisfmamento del r.Hmpo di battaglia. Atto N. 46. - SERVIZIO SANITARIO. oofaD1 di .aultà. - 26 ftlbbraio.

!fumerazloue delle oopple

Il M iuistero delermina che sia soppressa la numcr·azione delle ropp•e corani di 8t111Ìlà. In conse~ueuza i comandi dei corpi c le dir·ezioni degli stabilimenli, che hanno in car1co o conse~na coppie cofani di sanità, rlisporranno ~enz' altro per chè siano cancel lati i numeri progr essivi esistenti sui cofani ste!'si. fl .\1inislro - C. DI S. M ARTINO.


JS Allo X. 66 . - SI·:RV I ZIO SA:\ I T ARI O. - lllodUloazlonl alle norme per la atatlsUoa aanltarJa !allegato l'f. l al regolamento del aervlzlo sanitario mtlltare). - 2X m11rzo A paginn 11 dt'lle norme sud•lelle (edirione 20 ~Hn na io 1898). m odificate con . t ito 22 tlt'i Zl ;;.rennaio 19()1, aggiun!1ere al !:i l ~bl•, i/.~eg uente comma: u QuP"<la r elazione col r·elalivo modello 15 ver·ra cons<'gnala al direllore di SHnité. all'epoca della i;:pezione ~anitarra annuale». § 14, sof<lituiroi il seyuente: « !:: 1i. La r·elazi one tecnrco sanitaria è trasme~.;:a al dir·elltwe di sumt.à non più l ar di del 15 m11rzo. Il direttore di s::anilù, pt·e!'a ne cono~cen za e &!.!giuntavi le l>I'Opri<' o"'~e rva · zioni, la invia al comandante la di\'isione dalltl qmil...: dipende il direllore d'o· spedalt> che l'ha com pilaLA. Il com ,.ndAnle della divisione, ;-.rcsane u s u H vollu conoscenza e fattevi fJll " lle anno tAzioni che Cr <oJderà oppor·tun e, la lra"'m elLe al co mandan~e dr•l cot•po d'al'llHlla. Dal comando del cor po d'ar·rnaLR tutte lo rcl111.i oni dei vAri diretto ri di ospedAle sono inviate non più tordi do>l 30 apr·iltj al Minisl er·o della gnarra, il QliRie lo com unico all' ispello1·ato di !>anita rn rlilare pet'<'hè "'er•vano di norrua per· l a corn pila:w>ne della stalisti<.:a l"Srnlar·ia "· Alla stes::;a pagina 11 su-~tilaire ~1 11' Attuale "'econdo comma del § l '> il s t•-

guente: " Tale r elazione sa1'a in,·iata pr ima della lìne di aprilr, e di r egola, conternporaneam ente alle r el11zitmi dei d1pende1•li dir•ettol'i .!i (\"P''dale da loro esaminale ed annotate, al comAndante il cor po ù' at·mnltl i l quale la l ra!lmellera al Min i'<Lero con le prop1·ie annotazioni " . Al ~ 16 d••lla medesima pagina Il , sostituire il scr,uente: • § 11i. Tulto ciò che riguar.la le condizioni edilizie ed i~ienicho d~>lle in fet· · merie speciali e delle infer·merie J ei cor•pi ~urti. pur e O!Z~etlo di una bre,·e r elazione :;;pec1ale dei direttor 1 di !'Bllrtil, analoga fl fJUe!la i ndirnla al ~ 13bìs pei dircllor i di o!'pedale. corredala dall' identico modello l ~~ del presente alle ~alo, la quale r elazione, un i la mente a quelle de!:! l i ospedali susccennali, dovra CS"ere tr·asrnes!'a alla competente direzione del ~enio . che dopo aver·vi insct•illri le pr•opr ie proposte, l'invia al ri!'p~<LLrvo comandante di cllvi~ioue e questi le ino llr·a colle pr·opr·ie annotazioni al com ando del cor·po d'ar·mala. Il comando del co q >o d'armatll provvède, coi m ezzi che hA rlisponibi li, pei lavori che sono di l"ua spettanza; e quind1, dopo t~ vere appostr le proprie osservazioni alle p r·oposle di lavori che rich iedouo l'appro vozione del Minister•l . invio lulle le relaZIO•li coi modelli 15 all' i speltorHIO di sanità miliLar·e per chi• esprima su queste il propr 1o parere tecnico- sanilario, e le Lr asmella per l e definitive determinazi oni al Minisler o della guer·ra (Direzione ~c nerale al'liglier ie e genio ».

Il M inistro- C. or S. M "RTINO.


ID Allo N . 87. - O R OIN A;\I RNTt) DE L rt ESERCIT O. - B Deoreto N . 108 riguardante rasslmtla zlon e di rango a grado mUltare e le norme per l 'amml..lone e per ! ·avanzamento nel personale farmaoeutloo mlUt&re, nonohè le norme s ul trattamento di a.spettatlva , dl riforma e di rltlro del personale predetto. - 2:1 f1.1b l>ra i0 .

VITT O HIO E ~l:\ ?\ UE LE Ili , ECC. ecc. , RE o 'ITAI.l,l . Vista la leg g-e s ull'or tlinamento de l R. f'~erci lo e dei s er vtzi dipendenti dlll· l'am rn itlls lt•azione della gu<lrr a, lesto unico appro vato con R . Decre to 14 luglio 18!J8, n. 525, mod ifìcC~ to dalla leg g-e 7 lu;. dio l!JOI, n. 2R5; Vista la legge s ugli sl1pe11di ed ussegni fl ssi del R. eser cito , lesto unico ap provalo con R. 0~-Jcrdo Il- lllglio L8H8, n. :J80, modificato da lla legge 7 luglio 190 1, n. 28G : Sulla proposta del ~ ostro Mi nis lt•o seg t·etario di Stato per gli affa ri della guer r u; Abbia tno decr etalo e decre tiamo : Art. l. L'as similazione di ra ngo a g r·nùo milita re dei fa t·rnacis ti m ilitari è stabilita come segue : Chim ico for·macisla ispetlot·e - tenente colon nello; » dirPllore - mag!Iiore ; Farrnaeisti cllpi di 1• el asse - magg-iol'i; 2" >> cu pilani ; Farmacis ti di t • cla sse - Cflp i l~Hli; 2• - lcne nli ; 3" » solloten enti ; Art. 2. Per l'ammissione nel personale fa rmaceutico militare è neces sario: a) essere cittadini dello S ta to; &) avere coo~egu ilo il di?lo ma di dottore in chimica e fa r macia o quello di farma cis ta; c) non avere oltrepassato il 28' anno di e tà; d ) possedel'e l'altitudine fis ica a l militare servizio, tenendo co nto, nel determinarla, delle es igenze speciali dell'ullicio di farmacis ta militare; e) possedere i t•equisiti di m oralità r ichiesti p er rammissione come impiega to dello Stato. Art. 3. I posti di farmacista di 3" classe saranno conferiti in seguito a concorso per esame fra aspiranti, c he abbiano conseg uito in Università del R egno la laurea io chimica e far mucia, o il. diplo ma di farmacista. A parità di punti d'esame saranno preferiti i laureati in chimica e fa rmacia e poscia quelli che a vranno presta to servizio militare.


20 Art.. 4. La pt·omozione a farmacista di 2• cla,~e avrà luo~o per anzianità Cra i farmaci!"ti di 3• cla~se ri conosciuti merite\'oli d'anzanzamento dalle commissioni ~ompilatrici dt.·~li specchi caralleristici e dalle autorità :,;upet·iori. Art 5. La pr omozione a fat·macislft di 1• classe avré luogo pet· anzianitù fra i forrouc1st1 di 2• clas!"o riconosciuti me1·itevoli d'avanzamento dalle commismissioni compiiHtrici degli !'pecchi caralloristici e dalle autot•ita superiori.

Ar t. 6. La pr omozione a farmacista capo di 2• cla,;se avra luo~o in Sl'7Ui to ad esame, e potrà cOn !"t·.~u i rl'i acl anzianità e per scolla. St;~~·nnno dichiarl'IU i donei per l'avanzamento ad anzianità c01ot•o che avranno conso~ uito l'idoneità in ciascuna m alar ia, t•ipot•tondo una vnta..:ione !'uperiore a 10/20 ; ~>aranno considerati pr omovibili a scelta quel li fra e'lsi che avt·anno ottenuto una votazione rom ples!"i va non inrer iorP a lt';20. L'avanzamento a scelta si efl'elluer à in m odo che di duo posli vacanti il primo Sf)('Lli alln sceltn ed il secondo all'anzianilù, anche in pl'Omozioni con R c~ i Decr P.Li d1 pari data. Nello formtJzione della lista per l'avanzamento a scelta si torr·à por base la votazione comples~iva riportata nell'es~;~me; pe•· quella ad anzianità si pr en· den'l per base l'tmzianita dPgli inscrivendi indi pendente m o:~n te dalla medio finale final e riportato negli esami. Ari. 7. All'esame di cui all'articolo precedente si potrli concorrere per dne volle sollanto, e il t•i tìuto di concorrer·vi, non ~iustificato da legittimo causa d' impedim ento, come pu re la rnolivata esclusione dall'esame. saranno co n~iderali come pr ova fatta e fallita.

Ari. 8. La promozione a farmacista capo di t• classe avrà luogo e!lclusivamente per anzianità fra i far·macisti capi di 2" cla"Sse dichiat•atl m eril<•voli d' ~;~van­ zamento.

Ar t. 9. Lo promozione a chimico farmacista rliretlore avrà luo~o c!lcl u!"ivAmenle per merito <'d a scelta del Ministero fra i farmacil'l ti capi rli t• clas!>e. La promozione a chimiro farmacista i spettor e avrù pure luogo esclusivarn ente a scelto del Minister o fr a il chim1co farmacista dit•etlor e ed i fat·ma· cisti capi di 1• closse. Tanto nell'uno che nell'altr·o caso sarà sentito il parere dell' ispetl01·ato di sanità m iliLOt'e. Art. 10. L'anzianità è stabilita dalla dal« del Decreto di nomina ed, a perita di data, da quella del Decreto di nomina al gr aùo inferiore. Nel computo dell'anzianità sar8 dedotto:


:2 1 a il tempo durante il quale il farmacista sia stat o SO!'pe>;O ùolle suo fun zi oni; b) il tem po trascor so in aspettati va per motivi di fam iglia. Arl

li.

L'anziani ta per !'Ò sola non dà diritto a promozione , ma devr el"!'t•r·p accom pagnata ùallll ulonertir e da fa vo•·e,·oli noto !<U..{Ii specclti caratteristici Art. 12. Il furm acisla che si H sl nto sol"pe!'o) Jall' i m piOI!O non po trà, n C'l peri odo i n cui dur·a la punizrorw, esser·o amm •·s!'o ad esami, né asp11·ar·e a l a " nnzamento, nè lo potril in s··gurto, f[Unlora ppr· la f!Ta vrta della rnancnnza cornrnes;;u, egli sia stato giudica to i mrtH'l'Jlt>vol e di ul ter·ior e p ro~rel"so nf'llo car rre1'rL Art. 13. L e nor mtl di mn'lflanra pe1· gli esami d'n,·An zamento dt•i fMmarr~ti milil11ri e i prog1·ammi Ji osarni Sl.lr·anno stabili li con apposito A lto del M inrsl ei'O. Arl. 14. 1 farm acisti pr·e;;so le ll'u ppe in CAmpagnn potranno e,.!'f'r e prumo::;;;i ar gradi pei quAli !'i r khiPde l 'e~a m e , colla dtspen!'O df·ll'n><ame s lt•sso. ad ecce· zione di quellr eire onchc in urr solq precedente concOI'fiO non !'iuno !'l ati dichiarali idond trll'ovanzHmcn to, o volonta1·iameule ubhinuo r i nunci nto all'esArno o ne !;liono 'll&lì c~w l us 1. P er ' (llei"Li oco·orrerà. per aver e di r rtto u pr omoz10ne, la pr ovo degli e~a mi. Ma il !'uaccennato oubl i ~o ùegli ()H1111i 0011 C'lrrerà per color o c he Jove ttero rinunciare al pr·ece l errte concorso pe 1· motrvi ùi !'al ule. A l'l. 1 ~.

Sa rann o appli<:llbili ai fttl'llls dsli m ilitari la l e;:!~O sull'aspettativa e sulln disponibilità dl'glr impiegali civili, e le pene disdplinad di cui al capo 3' del r egolamento an nes~o al R . Decr eto 23 ottobre 185'1, n. 16 11. Art. 16. Gli attuali farmacisti di t• classe che già hanno subito l'esame di i doneità all'avanzamento, secootlo il prescr itto d ell'ar·t. 6 llel predetto ~ostro Decr eto 20 luglio 1887, potranno esser·e pr·omossi farmaci sti capi ùi 2• dasse per anzianita, senz'allru prova d1 esami. At•l. 17.

Col Pl'e!'cnto Nostro Decr·cto r·eslano ab1'07al i lutti i preceùenti rl eg-i Decreti ri guardanti il pe1·sonale rarrnaceutico mililare, nonchò i llegr (),•creli 7 novemb1·e 1873, 3 giugno 1874-, n. 1!)!J-i, 12 apr·ile 1885 nella pat•to che riguarda il per sonale anzidetto. Orùiniamo che il pl't>Sf'nle decr eto, muni to del sigillo d ello Stato, sia inser·to nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'llalia, mondando a chiunqu~ spelli di osservarlo e di farl o osservar·o. Dato a Roma, addl ~3 febbr·aio '1902. VITTOI:UO EMANUELE.

C. DI S . ~I A ilTINO


Allo N. 98. - S ERVIZIO D" AHTIGLI ERI A. - Aggiunte all' " Atto • 9 1 del 1901 riguardan te l'adozione della v ettura per mal ati. - 26 a p1·ile. Il t\! mistero, gentilo il parere dei competenti ispettori, e ne ll'inte nto di foJ·· ai re a gli e nti inter•·s~ati l~ indicazioni necessarie c1rca l'impi••go della vettu ra per 111alati, ha determinalo di a pportare le aggiunte solloindicate all'Atto 97 del t !IUI.

Giornale m ilitare, pa rte t•, 1!)01, pag. 23-l, prima della o• linea 8 partir e dal fondo, ayyiungere : • Delta vettura vil•ne trai nata da una sola parigi ia ~uida ta a r<>dini lunglie, o monta ta, e può traspo rtar e nell' inti:'J'no della ca s!'a di J'e trotre no uno quai!<Ìil~J dei tre "~'~uen t1 ca 1·ichi mass imi : a ) Otto a JOmt~ l u ti seduti . /,) Quni LJ'O ammulati seduli ed u11 a m ma lat•J in ba rella . e) Due an, mah1ti in bar e lla. S ui due tovolati inte r ni, ro nna ntis i median te r ibalta mc nlo dei sedi li. po!<sono ~t<Rer·o ca r icale t t~n lo le bat·elle rigide m od. '1818, ('ome le ba t·elle pieg-IJe voli moti. 1897. La ve ttura pe rò 11011 ha, in via no rmale, caricmnen lo di barelle. Nei serv izi or·d111ari di presidio, occorrendo di dover lJ'AsportHre , colla ve ttut·H, um mnlali s u barelle, qu.~sle saranno for nite ùal cot•po a c u1 gli a mmalati ap pat•tcngono ; f{Uando invece la ve ttu ra é im p1ega ta nel ~ervizio s pe,•ialc di di pint. zA d'at·mi, tr·aspor ta seco due barelle mod. 11<97, pr ov ,•i" le por c u ra dei corpi o della dir·ezione di sanilil, a seet)l)dn Jegli ordtni del coman.lan te il O!'C"Idio. . Il modo di a llogare delle ba relle nellll \'~Llura, di im piep;nrle, é specifica to nell' i.;truzione cha ra ~eguilo a l presente A. /lo •. ·P ag. 23 }. Dopo l'ultima linea, aggiungere:

e

« I STRUZIONE P ER L. IM PIEGO DE LLE IJA R ELLE N ELLA VETTUl\<1. P ER MALAT f.

1. Al/oyame1Ho delie barelle nella cettura, per il ser oi.; io speciale di pia.:;;a d'arm t. - Le due barelle, for male cia scuna 8 rotolo e s treUe coi soprafa sce, veng1•no or dinariame nte allogate nell' inte r no della vett ura, fa cendole a ppoggia re coi piedi in alto sopra i sedili, contro le fiancate, e co lle es tre m11A ante riOJ'i introdolle nelle fe ritoie ovali dello sportello vet·ticale ; cia sc una di esse poi vie ne ll!:!sic ura ta JJOS te r iormenle media nte una cor eggia fe rma-accessori di ca n eggio m ezzana , infìlalu nell'a pposi ta came rell8 a pias tra della tì8ncata cd avvo lta attorno a i manici d i barella. Nel caso per ò di tras porto di un ammalalo s u barella, ed ogni q ual volta occorra di re ndere comple tamente libet•i i sedili interni per maggior comoditA degli a mmalati, il rotolo di barella disponibile, od l due r otoli, vengono provvisol'ieme nte trasporta ti dai granchi reggi-barella, applica ti es terna mente a lle fian cate, s olto e lungo il correntino. Delli rotoli ve ngono a ssic urati cias cuno al gran·~hio reg gi-bare lla p oster iore colla corr egg ia ferma-accessor i che già li assicurava nell' inte rno della cassa.


23

2. Disporre sul tao()/aw di dt•st r a un dmmalato in {!(( r e/la. - La bar ella dc,·e e;;se•·e ,Jispu!'>la sul lnvola\o in modo chi"\ la tel"la dell'atntnnlalo ri sulti ver."o lt! parl 1> anterior e della CU""Il di relrotr·enn . Il cat·ico vien fallo illlt·oduc,•ndo la barella JWl vano ccnl t·nle della pat·etn posterior P, eseguendo ~ uc­ C<'!"Sivamente le ;::<•guenli operazioni: a) Preparat•e la vettura pct· •·icever·e barelle, o::sia : Apr tre g li !=:por lel lt rentrali o gli !ipo•·tr.lliui òelln parete 'po~leriore . Aprit·e gl i sportell i della pat•eie anlrr i()re, fer·mand o i bolloni degli l"porlelli stes::i ~:~Ile linguette di cuoio applit:ul~-: ai fiAnchi inlerui del coupé. Fortna•·e i due tavolati, r·ibaltonclo a tal uopo i sP.dili r.d int r·nuuccndo le estr emi tl'l liber e dci puulPI!i JH'gli oppMi li fori del fondo defla cas"a. Aprit·e cd abbatlrr·e lo sportello vet•licole della parete anterior e. b) (Con 11. 3 porlaf'el'ili). - Portat·e la bur('l la VC:'r~,, i l vano centru le pos tei"ÌOI'e; s<Jslenct·ln ull'altezza J• ·• tnvololi e farla n pp<Jggiar e:: su 'IUC"li ultimi colle ""lr emilu at• teri•,ri. . c) (Con un pot·lnferili a terru Pd tt!tO sui t nvolati). - lnLJ'().!ut're lu bat·ella e d i~P· ·rla sui tavolati, in modo clte l e c~tremi la anteriori r isultino ;::po!>tate VC! J'SO la fianCflla dl'>'tr·a . dJ (Con un porlafèrili a lt1tTfl ed 11110 sul sedile del conpè). - Sollt.?vorl' e fore avanzat·e la but'<>lla lincll'\ l e el"lremilà po~Lel'ior1 t•isullino enlr t> la ct~ssa, e le anter•o•·i ~1ppol{gino sulla lravC' r~a del !'ed ile del coupè. Spo"Ln r e a .le::;Lro le e"-Lremità pu,.terior i e far· retroeedl"'t'e l a bArella finché le estremità antet·io•·i po;:suno scclldPre dnllu Lraver~a del coupf>o sul tavo:alo, risultando quelle poi'lei'tOri ;::poq~·,>n Li dnllo spot'lPIIino e dtll vano centrale. Spinger e in avanti la bar ella finclté i piedi dt'lltl med••sima penelt·iuo negli appositi incavi dei lnvolali e ehiudet·e ~:li spor lt>lli e 1-fli ;::porlt>llntr. 3. Togliere dalla vettura u n ammaluto in &a rella. - Lo l"Cari cr, delh1 bar ella viene eseguilo r ipetendo ·~on ordine e seu ~o inversi l~ opet·a zioni sopr·a desçr ille. 4. Dispo rre sui fnoolfl ti due ammalali ,:n barl'lln. - La ·t • bar t>lla vtetJe in· trodolla pel vano centr·a le della p8Nlle posterior e. e nel modo già it1dicato p t·ecedenl " mente. La 2• barella vien folta e11lra•·e pel vano della parete anteriore nel seguente modo: n) Distaccar e la pariglia. ù) (Con n. 3 porta ferili). - Portare la barella a Ialo del limone dalla parte del ta volato libe•·o, ecl in modo che le estremità postel'iori (pieJ i d~l l'ammala lo) siano rivolte ver·so la vettura; fare appoggiare dette estremità sul parafan go d el coupè. c) (Con un portaferili a terra ed uno sul coupé). - Far appoggiare la barella sulla traversa del sedile del coupé e sul parafango. ·di {Con un portaferiti sul coupè ed uno sui tavolati ). - Jnlt·odurt·e la bar ella facandola appoggia1·e sul la"olalo e sulla traversa del sedile del coupé. e) (Con un porlaferili sul coupe ed uno a terra). - Svostare la barella in modo che le estremità anteriori risul tino dietro la t1·aver sa del sedile del coupè, e quelle postet•ivri sporgano dal vano cen tr ale posteriore e d!JIIO sporlellino. Spinger& la barella in a vanti finché le estremità anteriori entrino nel vano soltostante al sedilo del coupè ed i piedi nei rispettivi incavi del tavolato . .Il Chiudere gli sportelli e gli sporlellooi e riatlaccare la pari~o1lia.


5. Sca r ir are le bar elle dalla oellura. - La t• bar ella vicn falla uscire per il vano dulia pt) rte anteriore, ri petendo con or·dino e senso inven:oi le operazioni giil de!'critte pel carico della 2" barella. Ques t'ultima viene poi scar icata facendola passare pel vano centrale della pare te pos tertOre •· /l .\finislro - C. DI S. M ARTINO.

Allo N. 138. - DlSPOSIZIO~l VARIE. - Contributo degli ufftotalt me· dtol e vetertuarl e del farmaolatt mJlltarl a favore del OoUegiooonvltto per glt orfani del aanltarl ltall&nl ln Perugia. - 13 ~iugno. Per opportuna conoscenza degli interessati, e pe r nortnn delle amministraZIOni militor·i nelle parte che riflette personali dell'e~e rcilo, s i ripor·ta qui appr·e!'«O la le;.q.!e 7 luglio 1901, numt-r·,, 306, contenente:- provvedimenti p er il Cotlcr:io- convitto per r figli orfani dei !'lln1tari italiani in Per·ugia, susg~>!!Uila da 1111 csll'allo del cor1·elolivo r egolamento stato approvato con Re gio Decreto 30 gennoio 1!)02, n. 29: V ITT OfH O EMA N U ELE lll, !::CC. F:CC., Hrt c' It ALIA.

Il Senato e lo CAmP.ra dei deputati hanno approvato: Noi abbiamo sanzionato e pr·omull!hiamo quanto segue: Art. l . Il Collegro -coovillo per gli orfani dei sa11itari italiani in Perugia, er·elto io ente mo rale con R. Decr eto 20 l ug lio 1l:i99, provvederà, a norma del suo Sta· Luto di fondazione, al mantenimento, all'c,Lut·azione , ed a llo • stmzion~ cosi degli orfani che dd le orfaM bisognosi J ei medici, chir·ur~lli, veterinari e fa1·macisti g r a vati del contr•ibuto obbligatorio o volontario d1 cui all'nrlicolo sc~uenle.

Arl. 2. Alle s peso ocrorrent1 pel mante nimento, l'educazione e J'Js tr·uzione degli t•r fani e delle orfane di cui a ll'ar·ticolo l , concor·reranno : a) il patr1monio della fondazione; h} i lasciti, le donazioni P.d in generale qualunque altro pro vento straordinario che l'Is tituto possa ricever·e; c) gli accrescimenti che subirà il pat•·imonio della fondazione col r e s iduo dell'entr·ote o•·dinaric, che sarà in fine d'anno capitalizzato; -. d) le elaq;~1zioni degli ordini dei medici, di all!·e M sociazioni di sanitari e di qualun4ue persona lì si ca o morale; e) il contributo obblig11torio di tutti i me.l1ci, chirut•ghi, veterinar i, far macisti esercenti nel Regno, agli stipendi di pubbliche amministt·azioni, ~tabilito, per· ciaf!cnno, in annue lire cinque. paga bile in un'unica rata alla fine del mese di marzo, a pr incipior·e dal 1902; f) il contributo volontario di tutti gli altri sanitari libet·amenle espr·centi, ndla misut·a e con le not•me di cui a l precedtmle comma. Art. 3. Per· gli etfelli del beneficio di cui all'articolo l dello p1·esente legge, il contributo obbligatorio e rtnello volontario hanno caraLLere continuativo o vincolano l'iscritto vila durante.


25 l sanitari contemplati nella lellet•a 1'} dell'ar·ticol o pr ecedente, ces!:'ando dagli stipendi delle pubbliche oromini!<tra zioni, se Yorranno co n ~erva re il lor o diritto dovranno iscriversi fr11 i C\Hlll'ibuenli volontari di c ui alla lettera /l dell'al'licolo medesimo. Art. 4. La riscos<:ione d el contl'ibu lo obbli~ator·io avrl'l luof(O con le formo ed i m ezzi stabiliti, per IH r iscossione del le imposte direlle, dal Lesto unico approvato con R. D ecr•e;to 23 giu ~no 1887, n. 2a6, P.d in ba!'e ad elenchi compilali annualmente entro il mese di novembr e dai con si ~li provinci Hii sanitari e r e!'i esecutori dal p r·efetlo. P er la risc....ssioue dPl contributo volon tario si provveder à con norme speciali, che verTanno staiJilile uel l'egolamento di cui all'arlicoi'J i della pr esente legge. Art. 5. La r iscossione dei conl1·ihuli do\'uli al Collegio- convitto dP.g li orfani dei ~a­ nitari italrani in P erug ia è all'allo g r atuita da parte degli esattor·i dd le imposte dir ette. A1·t.6. L e somme ri:<cos:::e clovrAnno essere rim esse' alle competenti sezioni di tesoreria provinc.i nle enteo l'ultimo giorn o utile pel ver samento dello l'tlla bimestr·ule d'imposta dc ii'A)'I'ile di ngni anno. L e delegazioni del tE:so•·o trasmetter anno tali ~ornme entro il m ese di aprile, oppure alla fin e di og-ni mese s ucces;sivo per quelle vt•rsate <'011 r itar do, al C 911egio - con\·itlo m cdinnte vn~lia del tesoro sulla sezione rlella 11. tesorer ia pr·oviociale di Perugia. A1·t. 7. Entro sei mesi dnlla prouJUi gazio ne della pr·esenle le)lf{e, i l Gov(•rn o del R e pr ovvederà alla f'ormazi one dt>l r egolamen to e ad i utr orlurr e nell o Statu to della fondazione, che nell'inter val lo con tinuera Ari fiVe l'e il suo et1'ello, quelle modifiCltzioni chi.' sa1·anno nP.cessarie per l'esecuzione della legge medesima. Ordiniamo che la pr·e!'lcult>, muni ta del sigill o dello Stttlo, sia ins<' l'ta nella Raccolta ufficiale dellll leggi e dei decr eti del Regno d'lltll ia, maudandn a chiunque spel li di IJSser•var-la e di farla osser·vare come legge dello Stato. Dala a Roma, addì i lu;!l io 1!101.

VlTTOHIO EMANUELI~ . GIOLIT n .

Regolamento per l'applica zione della. detta. legge. Art. 1. S ono sottoposti al contr ibuto obbligatorio , di cui all'art. 2, lettera e ) della legge_7 luglio 1901, n. 306, tutti i m edici, chir urgi, veterinari, farmacisti, i quali p r est10o nel Reg no ser vizio l'a nitario alle dipendenza dello Stato. òell~ pr ovi n cie, dei comuni, delle ope1·e pie, e di a!Lri enti pubblici, legalmente riconos ciuti, mediante retr ibuzione fi ss& di qualunque entità e solto qualsiasi denominazione, a carico del bilancio degli enti stessi.

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-- · 21i Al'l. 2_

Il o.:ontl'i buto obbla!!Alorio r rmane un reo anche nel caso che il!'.anilario prrsli simultaneamente ser\'izio presso due o più enti. Se il !'.Cl'vizio ~i effellua in dh·er·si comuni, il contributo è tlovuto nel comune inchc11to dt1l sanital'io con dichiarazione scritta da trasmeller si al pr eretto prima del me'"' di novembr·e di ciascun anno, o, in ma ncanza di tale dichiara7.ione, nel comune di r esidenza del saorlario s tesso. Art. 3. Nella prima quindicina di novembre il con si~lio provinciale snnitario !lara convocato straordinariamente dal preretto, che g li soU.oporrà l'elenco generale, ri partito per· comuni, dei contr·ibuti obbligatori. dn riscuoter·e nella provincia seconrlo l'ar ticolo 4 della leg-ge. Quflndo il consig lio provinciale raccia dell e osservazioni c he richiegf(ano una istruttoria, questa viene tosto -;:ompiuta talla prerettm·a, ed il conl<ig llo é nuo vamente convocalo nel mese di novembre per le sue deliberazioni definitivc . Art. 4. In ba!'.e all'elenco generale, di cui al precedente at•ticolo, il preretto fa compilare, e munisce de! visto di esecutorietà, tanti elenchi o ruoli separati per colfluni, e li tras mette ai sindaci, per la pubblicazione, di cu i oll'at·licolo 24, del testo unico delle leggi sulla riscossione delle imposte diretto approvato con R. De~relo 23 giugno 1897, n. 236, e per lo s uccessiva consegna agli esattori, che ne r ilasciano ricevuta da spedire al prefetto. Contro l'iscrizione nel ruolo, il conlribut~nle può r icorre al Minister o dell'interno entro 30 giorni dalla pubblicazione sopra indicata. Il ricor so non ha _ effelto sos,,ensivo. La decisione ministeriale costituisce p1·ovvedimento deflnili\'O. Art. 5 a 18. (.Von si riproducono perclié contengono di1posi:~ioni che non interessano le amminislra.;ioni mrlilart).

Art. 19.

(Si omette perch~ le disposì;ioni ~"he contiene riflettono la riscossione dei contribuii del 1902, per la quale, relalioamente al personale sanitario militare, ~ stato già proooeduto). Visto, d'ordine di Sua Maest.a il Re:

Il M inistro GIOLITTI.

Norme esecutive. Pet· l'esecuzione delle premesse disposizioni, in quanto interesSàno p e rsonali del R. E sercito, si osserveranno le seguenti norme: 1 Tut~e le amministrazioni dell'esercito, che hanno a ruolo, come effettivi, ufficiali medici e veterinari e farmacisti militari, cureranno d'inviare ogni anno, non oltre il 30 settembre, un elenco n ominativo di essi ufficiali ed impiegati alla direzione dell'ospedale militare principale di Perugia .


2. N egli elenl:hi tHizirlelli dovr anno esser e compl'PSi lulli !!li ufficiali meJici e veterinari e i farmac1sti militari in ,.ervizio Htllvo pe1·manente, siano presenti alla sede del cf)rpo siano distaccati u comandnti 111lrovc. :1. Dovrà l'elenco essc r·e alt1·e;.i co mpilAto per quelli che ;:i tro vano in disponibilità e in aspettativa, con o senza stipendio, continuando e!'<s i a far parte della categoria dei sanitari alla dipendenztl di pubiJiichc ammini ~trazio ni. pei quali lo st1pendio t"· J'IJotto u sospe"o !'<Oio temporf!n eamente. Que~t'ultimo elenco sarà compilato e J'im--sso all'o><pl·dale mil itare di Per ugia dall'ufflciu di amminist1·azionc dei per!'<onoli milital'i vari, nnche pei far· macisti militari cl1e "'i trovino nella detta posizione. A~li uffìcia!i mecli<:i e ve1e1·inal'i e oi rarmaci;:ti mili tari collocali in aspettativa pPr motivi di ftl m i~?lia, l"urfìcio pr edetto YOrrà, in tempo util e, ricor dare l'obbligo che essi hanno di corri!'<pnndtH'e il con tributo; ed inv1tarli a dichiarare in che modo intendouo "'oddi<>farlo. 4. Gli ufficiali di complemento non saranno compr·esi su alcun ele nco, anche se ~i trovino sotlo le armi, pe1·ché i ml'.!esimi non ricevono st1pendio fis~o a car i co del bilanc1o, ma sollanto un'i ndennitA gio1·naliera di ser vizio ed in tAnto ed in quanto si trovino a prestar e servizto; come neppure Ili i uffìciali medici e veterinari in nosizione ausiliaria, i quoli, essendo pensionati, non sono più soggetti a contributi obbligatori, como è dichit~rato nell'articolo 3 della legge. 5. In base ai suddetti elenchi, la d1rez:one dell'ospedale di Perugia compilerà l'elenco generaltl di tutti i "'llnitari dei per•onAii dipendeoli dall'amministrazione della guerra soggetti al contributo, co mpre~ i i propri, e quindi, non più tardi del 3 l ottobre. lo lrllsmetter à al prefetto della p1·ovincia eli Perugia per la formazione e J'app1·ovaziotu~ del ruolo r elativo da parte di quel cons;glio pr ovinciale, ai sensi d(•ll'art. 4 dellu IPg-~"1. 6. Tutti i corpi indicati al n. 1, e l'ufficio d"amministrazione dei personali vari per gli ufficiali e farmAcisti indicati al n. 3, <'UI'eranno poi perché ;:ullo stipendio del mese di febbra io di o:zni anno sia ritenuta a ciascun ufficiale ed impieg alo soggetto a con tr ibuto l'inte1·a ' JUOla annu11le di lire cinque, provve_ dendo poscia perché lo irnpo ~to dei con tributi ste!'<si venga rimesso, pe1· m ezzo di vAglia del tesoro, o cambiario o postale, alla direzione dell'ospedale militare principale di Perug ia. Le spese per la emis!=>ione dei va~lia postali sar anno a carico d ei contribuenti. 7. La direzione dell'ospedale pr edetlo, tosto ricevuti i vaglia e non più tardi, i n o g ni esso, del 30 marzo successivo, provvedeJ'à p101r il versamento delle somme ricevute alla locale esattoria comunali", la quale pr ovvederò poi agli altri i ncumbenli di l egge per l'ulteriore versamento delle somme stesse in tesoreria.

Il Ministro -

0TTOLENGHJ.

SERVIZIO SA~ ITARIO . - P&11agglo della lufermerla prelddlarla 41 Foggia dalla 4' alla 2• ola•••· - 18 g iugno.

Atto N. 140. -

A datar e dal 1' del prossimo luglio la infermer ia presidiaria di Fogg ia passa dalla 4• alla 2• classe.

/l Ministro -

0TT OLENGHI.


:2R Alli ~ - 160 e 231. - SERVIZIO SA~ITARIO. Vulte medloo-ft.so&ll dl u fflol&ll medlol a d l ndlvtduldlpendentl da autorità olvlU. - 29 ~tu· I!"O e 2:\ ~elt•>mbre. Per r·e~olare tanto le domande, con le qualt le autorità ctvili, estt·anee al ram· miuisll·aztone miltLare, possono richiedere l'opera degli ufliciah m edrci per visite medtco-fiqcalt ad individut dB esse ,ftpenol enlr, quanto le modahta che debbono ril'lpPlliva mente !'egmre le autorità ed i merlici mrhtari nel pr estare il IOJ'O con· cot·;:o, rJU,."lll Mini<:ter o sLabilisce quanto appr·eso::o : 1. l medtci m ihlar·i possono es:;er d richiesti dai capi-uffici di amministrazioui ci vili per· vi ~tl~ !'.anitaric da praticarsi al per·c;onale da esse dipendente soltan to nei R ~guenti casi: a) per reclutamento. rafferm e e riforma delle guardi e di finanza, di cjlhl. e dogli Il genti oli cu<;lodiu ; b) fWt' ac-certttt·e malattie o ferile di impieg-o ti governativi sulle quali ~i •lebbano motivar·e provvedimenti di aspellativa, di riforma o di ripoRo; c) p~r verificore l' lllabil itit. fi sica dei r ivenditori di generi di (WivAtiva che chie 10110 d t O$Sere rappresPnt8ti d11 uu comm ~s«o; d) per· verifìcar·e l' i nabilita allegaLa da l!l i alunni d~~ ll o scuole secondarie eire domandano l'esenzione dalle esercttazio11i ginna,;lil'lte; e) per con,;totarc la idonei la tisico degli aspira11ti ati impie~hi in pubbltche ammi n i.~ l ra zioni; f) per accertur·c malattie dei maestri elemenllm che chiedono i l conferimento ù' intleonita per motivi di saluti'. 2. Quali che siano le aulor il8 r·ichiedenti (nrefello. mlt>ndenle di finAnza, dit·etlOI'e delle <'arcert, dt•lle po!òle, ecc.) e qualu ..quc st •si il titolo della visita r ichtc.;;ta. le doman.le dovranthl sem pt·e e;:sere r·ivolle uOicialmenle al comandante dt>l pre~idio, indtt·ando!!li l o scopo dalla visita Jn pr·allcor si e le al tre varie cir costanze, l'e·ondo tr·alla«i di casi r·elativr ai \'B rii comma del numer o precede n le. 3. I l <·omondante del prestdio, sem pr·e compaltbilmcute alle esi~enze del servizio miltt11r e. seconder•a Lali richieste e indichera alraulorita richiedente il lungo, il gtorno e l'ora in cui la visita dovr a essere esPguil a. Per uon aumentare il lavor o e per evitare perdita dt tempo nelle prAtiche relolt ve, Il opportuno per 6 che, nella città o ve sono più frequenti o periodiche l e visite di cui al !'Opr•amenl•Jvato comma a), l'autorità militar.•, dt concer·to con le autorita rnler·essate, determini, per le visiLe stesse, fJUalche giorno della s ettimana e lo ore apposite, invece che le autorita civil i scl'ivano volta pe1· volta pe1· l a rtchie!lta. In ogni caso, delle visite da elfettuarsi si darà dalln auLori ta civile preventivo avviso aliA autol'ità militare competente. :l-bi.9: Nei casi con templati dalla lettera e) del n. 1 la richiesta del le visita potrà IUIChe t!Sser·e fatta dir ettamente dall'interessato alla direzione d'o· spedale o comando di cor po o di distaccamento, che abbia a disposizione u11 ufficiale medico in f:'tfelli v o servi2io. Ottenuta l'autorizzazione e prova la la identttil personale, il richiedente dovrà ver·sar'e, prima della visita, alla cassa del corpo presso cui è visiLaLo, il compenso indicato dal presente A tt o. 4 Di re~ola Lutt.e le visite suindicate saranno praticate all' ospedale o al· l'infermer ia militare locale, ma potr•anno eventualmente essere fatt.e presso


29 altri uffici, si11 davanti a lle commissioni di arruolamento, o di revìsione, sia dinanzi Al consigli di amministrazione, od anche a domicilio, allorché, p. es., si trallasse di constatare malattia o ferila, che, per la sua gravità reale od allegata , impedisse all'iml>iegalo di muovet·si rlalla propria abitazione. 5. Ogniqual volta l' ufficiale medico non debba r iferire il suo avviso, sia a voce, sia in iscritto. alla commissione delegala n'li!' allo stes~o della visita, il risultato di questa farà oggP.tlo di rapporto scritto che egli rimelte rà al comandante del presido, dal quale sara trasmesso ufficialmente all'autori là che avrà richiesta la visita. 6. L' opet•a degli ufficiali medici sarà obbligatoria e gratuita, pei casi contem plati nei comma a) e cl). Negli allri ca si l'ufficiale mec!ico avrà diritto ad un compenso di lire 3 per ogni individuo visitato se tratlasi di visitd collettive indicate da 1 comma e) ed./); di lire 10 per ogni visita iMiala del comma stesso e per ciascuna di quelle indicate dai comma b) e c). Le visite indicat~ dal comma d) saranno però gratuite solamente s e falle nello stabilimento sanitario mil itare ; negli altri casi daranno diritto allo stesso compen;:o di quelle indicat.e dal comtna e). Va inteso che, lràttandosi di visite collegiali, il compenso nella misura s u indicata è dovuto a ciascuno degli ufficiali medici. Nel caso poi che l'ufficiale medico de bba recArs i fuori della propria res idenza avra anche diritto alla inde nnità di trasfe rta di 1" categoria ed asdi a ssegni re r le spese di trasporto s tabilite nello specchio annesso al R Decreto 7 aprile 1892 sulle indennità eventuali. Tali indennit.a ed assegni saranno pagati all'ufficiale medico dal corpo dal quale é ammini~traLo, che, a sua volla, ne è rimborsato dall' autorità che ne r ichiede l'opera. Ogn'altra richiesta per visite non contemplale dal presente Atto non potrà aver cor so senza c.utorizzazione del comandante della divisione militar·e interes!.'ata. Gli Alti 532 e f>33 della Raccolta sono abrogati. Tl Ministro -

ÙTT OLENGIIl.

Atto N. 188. - 0RDI:-.IAME:--lTO DEL R . ESERCITO - B . Deoreton. l91 , ohe modUlo& U R . Decreto 93 febbraio 1109, n. 108, riguardante l' udmtlas lone dl rango a s rado mUltare • le norme per l 'ammb•lone e per l'avanzamento nel penonal e f&Ymaoeutloo militare, nonohè le norme • ul t rattamento di a• pettatlva, di riforma e dl rttlro del per•onale predetto. - 5 ~iu~no. VITTORIO EMANUELE III, KCC. ECC.

RE o' I TALIA.

Visto il R. Decreto 23 febbraio 1902, n. 108, riguardante l'assimilazione di a g r ado militare e le nor me per l'ammissione e per l'avanzamanto nel pors onale farmaceutico militare, nonchè le norme sul trattamento di aspettativa, di riforma e di ritiro del pers onale predetto. S ulla proposta del Nostro Ministro segretario di Stato per gli affari della gue1-ra. Abbiamo decretato e decretiamo : ran ~o


.. 30 Articolo unico.

· All'articolo 16 del citato Nostro Decreto 23 febbraio 1002, n. 108, é sostituito il seguente : • Gli attuali farmacisti di 1" classe che gia hanno subito l'esame di idonei!A all' avnnzamento, secondo il prescritto dell'articolo 6 del Nostro Decreto 20 luglio 1887, potranno essere promossi farmacisti capi di 2• classe per anzianità, senz' altra prova di esami. Gli attuali farmaci~ti di 3• classe, che subirono l'esame di idoniet.a dopo un anno dalla loro ammissione nel personale farmaceutico militare, in base all'articolo 4 del Nostro Decreto 31 mar zo 1 95, saranno promossi alla classe supcr·iore secondo la classificazione riportata negli esami stessi ». Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sij.!illo dello Stato, sia inserto ne!la Raccolta uffici11le delle le$-!gi e dei decreti del Regno d' Italia, mandando o. chiunque spelli di o!:lservarlo e di farlo osservare. Dalo a Romo, a ddi 5 giugno 1902. VITTORIO EMANUELE. OTTOI.ENGHI.

Alto~.

198. - SERVIZIO SANITARIO. - Bervblobaloeo-termaleml· lltare. - 6 agosto.

1. Lo stabilimento balneo-termale militare di Ischia r imane aperto anche dal 5 ottobr e al 1:) maggio s~ccessivo pllr la cura delle malattie speciali indr· catP al li 5i lettera b) delle Norme per il seroi~io balneo-termale, idropinico e marino, con precedenza per quelle di origine traumatica, e dipendenti da couso di servizio. La cura consiste in bagni di acque Lermali- saline- a lcaline, in fangature, in ùoccie e stufe, cure elettriche, massaggio e ginnastica medica. 2. Vi sono ammessi i militari soLto le armi (ufficiali e truppa.) ; quelli in con· gedo in atle!ta di giudizio medico-legale; g li appartenenti ai corpi a t·rneti dello Stato. Non vi sono mute, come nella stagione estiva (1" giugno-30 ottobre) ed i posti disponibi:r sarannv occupati a mis ura che si renderanno vacanti, con pt·ecedenza sempr·e delle infermità dipendenti da causa di servizio, indi dei casi traumatici anche dipendenti da causa di servizio, ed infine delle altre forme morbose. . 3. Le proposte di ammissione saranno fette, quando ne sia riconokcinto la oppor·tunita, colle modalità indicate dall'articolo 4 delle Norme sovraindicate. La dichiarazione medica rli proposta dovrà csset•e roda~ta secondo le pre· scrizioni dei §§50 e 'f>7 rlelle Norme stesse, ag~iuogendovi in modo pr eciso. e dettaglialo lo slato attuale dèlla malattia, specialmerrte se trallasi di traumi o postumi di traumi dipendenti da causa di servizio. 4. Qualora i rag~uHgli contenuti nelle dichiarazioni mediche non fossero ri· tenuti s uflìcrenti, i direttori di sanita prima di apporvi il loro parere e trasmel· tere le proposte all' Ispettorato di .san\ta, si procureranno sollecitamente tutte le notizie ir.dispensabili per formarsi un adegualo concetto della natura e grado d~lla malattia e giudicare della maggiore o minore opportunita della proposta,


31

procedendo anche, quando lo credano necessario, a visita dire tta del militare a cui quella si riferisce. 5. L' Ispettorato di sanità restituisce muniti della propria autorizzazione i modelli 458 ai corpi o s tabilimenti proponenti, i quali però non dovranno in· viare ad Ischia il milrtare ammesso fino n quando non abbiano ricevuto avviso del posto r esosi indispensabile, dalla direzione dello stabilimento stesso. 6. 1 modelli 45!) invece ven~ono dall' Ispettorato inviati al direllor·e dello stabilimento suaccennnto il quale 5ervendosi delle indicazioni in essi contenute terra al corrente un rel(istro dei militari ammessi alla cu!'a balneo-termale, in~'Crivendovi tulle le IMo ~eneraliUl, e chiamandoli successivamente a mi!lura dei posti disponibili e secondo l'ordine di preceJenza indicato al numero 2. 7. Il corpo o stabilimento proponente, ricevuto l'avviso del posto di!>ponibile invierà il militar~ all'o!'lpedale di Nnpoli, inscrivendo sul bigliello d'entrata: A mme.~so allo stabilimento di Isch i a. 8. Il direttore dell'ospedale di ~a poli, assicuratosi che il viaggio· non ha arrecato alcun danno al militare, lo invierà ad Ischia; in caso contr·ario lo tratl4!rr à ull'ospodale, pel tempo necessar·io, avvisandone il direllore di l!<chill perch(\ ove ne s ia il caso, lJUes ti possa c!tiamar·e un altro inscrillo ad occu· paro il posto rima!ltO così vacante. 9. Amministrnlivamenle i militari sar·anno considerali come ricoverati nel· l'ospedale, e lo stabilimento di Is chia quale reparto distaccalo dell'O!~pedale di Napoli, funzionerò come è prescritto dal ~ 4 delle più volle citale Not·me. 10. Il direttore dello s tabilimento determina la durala della cura ; però se egli ritiene che questa debba prolungarsi oltre i 40 gio1·ni ne dovrà darl3 par tecipazione all' ispettor•ato, indicandone anche le ragioni. Egli r edigerà per ogni t•icoveral'> una cartella clinica, secondo l'annes!'o modello, e nella quale dovril con spe,.iale chiarezza e precisione essere indicalo lo stato at tuale dell' infermiUl nel giorno d'enkata e nel A"ior·no d'uscita dallo stabilimento. Que~le cartelle potendo servire per ulteriori indagini o ~iu­ dizi medico-legali verranno all'atto dell'uscita dell'ammalato, trasme!'se alla direzione dell'ospedale di Napoli dalla quale sat•anno accuratamente conser vale. U . Ultimata la cura i militari saranno inviati a ll'ospedale di Napoli, il cui direttore provveder·à, a seconcla dei casi, o pel r itorno al corpo, se guariti ed in grado di r iprendet•e servtzio, o per l'invio in breve licenza in patria od in un reparto di convalescenza, oppure per sottoporli a rassegna. 12. Il direttor e dello stabilimento invierli giornalmente al direttore dell'ospedale di Napoli lo specchio del movimento degli ammalati mode!lo 457 unitame:lle alle cartelle cliniche degli ammalali, in base alle quali il direttore di detto ospedale prendera i provvedimenti indicati al numero precedente. lnollre il direttore dello stabilimento compilerà alla fin e di ogni mese una statistica modello 7; ed alla fine della stagione un modello 7 r·iassunlivo accompagnandolo con una relazione tecnica sull'andamento gener·ale ùel servizio a cui saranno aggiunti anche i modelli G ed H prescl'ilti dall'articolo 10 delle Norme r ipelulamenle accennale. /l .\1inislro -

ÙTTOLENGHI.


N.• • del catalogo

Regolamento dt>l servizio sanitario terri torinh•

OSPEDALE MILITARE PlHNCIPALI DI NAPOLI

Stabilimento balneo-termale d'Ischia CARTELLA CLINI CA

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· Stato 11resente al momento dell'uscita (2)

IL 0JRETTOHE D ELL O STA81L1)1ENTO

(l) Dal Corpo .• . ... , dall'ospedale tli. • ••• . ., del renarto di con•·aJesccnza t1i. ••.•••, ecc. (t ) lleserl7.lone del sintomi, delle alterazioni organiche o ruozionali colt>lat:tte, del 1listurhl suhlet·

Uvl alle~atl a tutte le lnrormazloni valc•·oll ad indicare con chiarezza e precisione le con•li7.loni locali e JteneraU dell'ammalato.


.......

36 Allo N. 197. - SEHVIZIO SA~ITAHI O. - Bo~mlntatrutone eU me41oln&U a pagame nto &S'ti u.ftlol&U ed altri peraon&U. - 6 agosto.

Nell'Alto t!)i. del 1898 dopo il primo comma di'l n. 3 è agg iunto quanto !>egue: '' Sono pure e sclusi dalla somministr·azione: l'aceto, l'alcool, l'amido, la ben.;ina, il cognac, il ghiacc,o, il grasso, ti latte, l'olio di olioe, il sapone, lo sciroppo sempltcc, il oi no marsala e lo .oucchero; tranne che tali sostanze siano pre'lcrilte dal medico curante commiste ad altre come veri e propri medicinali in ()uelle rormole o dosi usate in terapia. " L'elisire di china o il oino chinalo ferruginoso non potranno esser e pre· levati come tonici r·icostituenti oltre la quantità di un chilogramma al mese per famig lia •· Il Ministro- 0TTOI..ENGHI. Allo N. 198. - SERVIZIO SANITARIO. - Bommlnlatraztone 41 me4toln&U agli operal olvlll addetti &gll atablllmentl mWtarl. - G agosto. La facoltà rli prelevare medicinali a pagamento dalle farmacie militari è e!lle!>a anche ag li operai civili degli stabilimenti militar·i inscl'ilti a matricola C'd a ruolo ; tale facoltà é però limit!lta ai cas i di accertala malattia degli operai s tes.si, ed alle sedi de~li stabilimenti ove si trovi un ospedale militare p rincipale o succur·sale, e sempreché la farmacia militare di questo s ia provvista dei medicinali richiel"ti. 1 prelevamenli saranno fatti sollo> la ri~otorosa osservanza delle disposi zioni contenute nell'Atto 19\ del 189R e delle altre s uccessivamente dale a modificazione e complemento del medesimo, avvertendo in ispecial modo cbe i diret· tori de~li stabilimPnti non potranno vidimflr•e le ricette degli opet·ai rispettiva· mente dipendenti se non dopo essersi assicurali che i r ichiedenti siano stati l'egolormente riconosciuti ammalati. L'importo delle somminislrazioni mensilmente fatte c date in nola dalle farmacie sarA dall'amministrazione degli stabilimenti, pr·esc:o cui g li operai pre· !'!tano servizio, trattenuto sulle paghe loro spellanti o lutto in una volla, se si tratta di piccole somme, o ratealmente ad ogni scadenza quindicinale o decadale in cui le paghe vengono corrispos te; per guisa che il debito rimanga, in ogni cS!Io, eslinlo nel corso del mese successivo a ()uello in cui i medici nali vennero di~tr·ibniti. Il Ministro - 0TTOI..ENGHJ. Allo N. lUI. - SERVIZIO SANITARIO. - •o418oazlone a.gll apeoohl d1 oarloamento delle aezlonl dt a&Dltà. - tfi agosto. Essendo stato ultimato il cambio dei r ecipienti de r liquidi nei carri e nelle carrette di sanità prescr 1tte dall'Atto 279 del 1901, il Ministero, sciogliendo la riserva di cui al n. 6 dell'Atto stesso, prescriva che i comandi e le amministrazioni militari, alle quali vennero distribuiti cuii'Atto 104 del 1901 gli Specchi

t


37

'<li car icamento drlle carrette e dei car r i di sanità (eùizione mar.;o 190!), v i appor tiamo le segue nti aggiunte e varian ti : SPECCHIO N . 7. - Carretta di sanaà. - Nell'indie~. fra i meòicinali: Alcool comm~ rcial e, g. 1500, invece d i : g. \800. Elis ir di c hina , g 1000, invece d i: f:!· 1100. Olio di olive, g 800, in vece di : 1000. Olio di ricino, g. 850, incece eli : g. 1100. Ui11tur a alcoolica d'a r nica, g . 805, in flece d i: g. 1100. l'i eli' indice fra gli oggetti diversi : Recipienlt di !alla con tappo a vite n. l, invece d i : n. 6. Si canr.elli Cindica•ione: Recipienti di stagno con ta ppo a vile da litri n. l - 15. S i aggiunr~a la seguente indica;icne dopo la voce: « Casseruola òi fCI'J'O ba ttu to cnn COi'Pr.:hio •. V- 758. - Ooccie da g. 1000 n. 6 • "15. SPEccmo N. 8. - Carro eli sanità. - Nell' indice frK i medicinali: AcCJua dis tillata, g. !)00, invece cli: g. 450. Alcool commercialo. ~ . 1500, invece di: g. 1800. Elisir di c hina, g . 1005, inPece di: g. 1100. Olio d i olive, g. 800. invece di; g . 1000. Olio òi ricino, ,g. 850, invece di: g. 1100 T int ura a lcoolico d'tt r nica, J!. 850, in oece di: g. 110!1. (Nè ll' indice fra g li Off!l!'lti dioersi): Si cancelli l' indtcalione: Recipienti di s tagno con tappo a '"Ile da litri l n. l - H . S i aqailu r.g a r i n d icaJJiOn e 8CfJ UCn ie dopo la coce : ~ Caudde ~learic he "· V- 758. - Boccia da g. 1000 o. 7 G - H . Non ~>ssen do poi piil in uso, nè compres i nell'Elenco-tar~ffa in vigore i pacchi di 4 fasce di m ussola id1·ollla da m . 5 X 0,90. tanto nell' Indice quanto nella cor relativa Tabella di disposi.1ione dei carri e delle carre tt.e di s ani ta verrà co rretto l' indicazio ne di pacchi di 4 fasce in pacchi eli 2 fasce. Le direzioni deg li ospada li, c he han no in carico o in consegna carri e car · re tte di sanita, provvedera nno a lla sos tituzione dei _detti pacc hi utilizzando i pacchi di 4 fasce nell'ordinario ser vizio te rritoria le. Le di r ezioni d'aJ•tiglier ia, che hanno in CII ricCI ca•·r i e carrette di sanità, verse ranno al locale ospedale milita•·e i pacc hi di 4 fasce e dallo s tesso ric everanno la quantita corrispon den te in pacc hi di 2 fasce.

Il Sottosegretar io di Stato -

B. ZAs!-:LLt.

A tto N . 298. - SER VIZI O SA NITARIO. - Iatltuslone 41 un 4epoalto 41 ooo.valeaoenza a Kaaa&lo.bren•e. - 30 novembre. Que!!lO Mlnis tel'O determina che s ia istituito a Massalubrense un de posito di con valescenza per i milita ri convalesce nti dei cor pi d'armata I X , X, Xl e XII. Tale deposito dovrà co minciare a funzionare colto gennaio 1903.

Il Ministro -

0 TTOLENGHI.


Alto N. 301 . -

S ERVIZIO SANITAR IQ.- Eleooo generale e tadA 4el me41olDall e delle sostanze aooeuorle. - IO dicembre.

Per le variazioni portale dai contralti d'appallo oel pr ezzo delle sostanze medicinali Pd accessorie d'uso per il ser·vizio sanitario e per l'aggiunta di al tre r·iconosciute neces<;arie, è occorso ristampare I'Elenro oenerale e tarijfa dei

medirinali e delle sostan~e accessorie. Questo nuovo elenro,la c ui pubblicazione s i ann uocia col presente Alto, cornincierà ad essere in vigore il 1• gennaio prossimo venturo. A data re da tale gior·no saranno quindi abrogati l'elenco generale e tariffa presentemente in vigore e gli Atti r elativi, 183 d·•l 1892, 155 del 1 89~. 225 del 1000 e 223 del 1901, ferme res tando le seguenti disposizioni: a) l medicinali soppressi, che le dir~zioni d'ospedale abbiano in carico, si potranno usare s ino a consumazione, salvo a darsene scar ico secondo le norme vigenti, quanilo siano avariati o in n essun modo utilizzabili ; li) Considerato che nei casi di prepl)razione fatle in grande, s i possono oltencr·e prodotti s uperiori a quelli minimi notati per le preparazioni comprese nel Manuale de,; medicamenti, 16 luglio 1893, s i prescrive c he le quantità t:!ff'ellivamPnle otlenute in s imili casi siano pr·ese integralme nte in carico; c) Le direzioni d'ospedale potranno a cquistare sul luogo, ed anche far pr·eparar e dalla rispettiva farmacia, medicinali non compresi nell'elenco gene1·ale . Ma l'acquisto di detti medicinali do vrà limitarsi alla qua ntità slr e lla· mente neces~a ria ai bisogni del momento, e le prepAr·azloni essere co ord rnale ai mezzi di c ui dispone la farmacia, e senza pr egiudizio a l regolar e an· damento Jel !'lervizio della stessa. In' O[Ini catoo le relative o rdinazioni non ,·e r ranno soddisfall.,, ove non siano m unite del visto del di rettore "del rela· li vo bollo d'ufficio; . d) L'alcool commerciale e retlificaLo, l'olio di olive, lo zuccher o e gener i consimili ad uso della farmacia, non si potranno r ichiedere alla farmacia cen· trale militare, se non nel caso che non s i trovino sul luOfrO della qualità prescritta e n prezzi convenienti; e) L'ésenzione a favore dei corpi dell'aumento del 25 p. 100 s ul prezzo di tariffa prescritta dal ~ 26i7 del regolamento di amministrazione si esteo· deré anche alle sosta nze accessorie, alla naftalina risublimata ed alla essenza di trementina commercialt1 prelèvali ad usi diver si da quello di infermeria. La farmacia centrale eseguirà, a dala1'e dal 1• fZennaio 1903, i movimenti di carico e srarico pr•escritti dal § 483 del regolamenlo di amminis trazione e e contabilità dei corpi 10 giugno 1898, nonché l'aggiunta s ul registro mod . 237 dei nuovi m edicinali s tati introdotti nell'elenco·tarilfa s uddetto. Il predetto elenco generale, pubblicato in fa scicolo a parte, saré. acquistato dai comandi ed uffici militari in due copie per ciascuno s ulle pr·oprie spese di canceller1a. Le direzioni di ospedale militare ne acquisteranno il numero di copie s trel· lameote necPssario per le occorrenze del loro ilervizio. L e richieste dovranno esser fatte a senso dell'iltto 183 del 1896 modificato da quello 99 del 1901. Il prezzo di o~ni esemplare e di cent. 35. Il Ministro- OTTOl..ENGHI.


3!1 Allo ~. 314. - SERV IZIO SANITARIO. - ll'orme per Il •ervblo balneo· termale, 14ropllltoo e marino. - Hi d •c embre. Il ~ 3-i d t>lle norme per il !\er vizio balneo-ler·male, idropinico e mal'ino , é sostituito al s eguente : R Gli elenc lu 45~ s ar·nnno dall'is pe tto rato d i sanità r eslituili, n o n piit tardi del t(J ma~-tf(iO, ai tlire llori di l:lanilà che li dis tribuiranno ai cOI' pi, ai comandanti dPi quali servir·anno di avvis o pe r la parte nza de!!'li int.. rel<sati alla vo lla deg li slabil1menll cui furo no a sse1mati e secondo In muta fi ssata per cias cuno. • /l i\linistro - 0TTOL~:NGII! . Atto N 332 . DIS C IPLINA MILITARE. -

Rlla•elo 41 oertlflo&tl comprovanti 11 ..rvtsto pre•tato da uflolall medlol lo oougedo. - 25 dic etnbJ'O.

PPr evitare un s o ver·c hio carteg~io d e rivante dalle nume ro so ri c hiesto di certillcali comprovanti Il servizio pre stato da ufficiali medici in congedo, quef'lo Minis te r o, in r·elazione al dispo~ to dell'artico lo 23 del regolamento di disciplina m iWare, autorizza il direttore de lla scuola d'applicazion e d; l'nnità militare, i dire llo r·i degli ospedali militari e i comandan ti di co rpo a rilaf'ciat·c d'ora innan1.i tali documPntr al-(11 ulficiali m e dici che ne facciano domanda, comp1lando li in forma ge nerica e senzfl. appr·ezzamentr di s o r·ta su fo~lio di ca t la bolla ta di cenl1:si mi crnquanta, d a r·ic iliedersi ag li intere!:'sati se non è unito alla domanda.

Il Ministro- 0TTOLENGHJ.


INDICE

,,TTO N.

Puhblieuione dello specchio di caricamento del deposito avanzato di materiale sanitario (specchio n. 191. . . • . . . . • • • • • . • • . Paq. 35. - Temi «<egU esami ebe a senso del § 73 del regolamento per l 'eseeudone della legge\! luglio 1896 sull'ann:r.amento nel R. esercito debbono sostenere l sottotenenti medici di complemento aspiranti alla nomin~ a sottotenenti medici In serviiio attivo permanente • . • . • • . . . . . . • • s 45. - Numerazione delle coppie corani di sanlla. . . . . . . • • . • . • . 17 66. - Modlftcazloni alle norme per la statistica sanitaria (allegalo N. t al regolamento del servizio sanitario militare) . . . . • . • . . . . • . • 18 87. - R.· Decreto N. 108 Tlgnardanta l'asshnllaztone di ranso a grado militare e le norme per l'ammissione e per l'avanzamento nel personale rarmacautloo militare, nonché le norme sul trattamento di aspeUaUn, di riforma e di ritiro del personale predetto. . . . . . . . - . . . . . • • . • l~ 98. - Agj!'ionte all'dUo 97 del 1901 riguardante l'adozione della vettura per malati • ft 139. - Contributo degli nfflciali mediei o veterinari e dei farmacisti militari a favore !4 del Collegio-convitto per gli orfani dei sanitari Italiani In Perugia . • 140. - Pwaggi~;~ della infermçrla presldiarla di Fo~gta dalla 4° alla 5" classe . s; • 150 e Slt. - Visite medico-ft>eali di uftlclall medici ad Individui dipendenti da autoriti civili • • • . . . . . . • • . . • • • • • • • • • • • ts 1116. - R. Decreto n. 191, che modiOea il R. Decreto t3 febbraio t GOl, n. 108, riguardante l'assimilazione di ran«o a grado militare e le norme per l'ammtsslooe e per l'avan11Dlento nel personale farmaceutico militare, nonché le norme sul trattamento di aspettativa , di rilorma e di ritiro del personale predetto . • • . . . . . . • • . . . • • • • • • . • . . . 19 te&. - Serriaio balneo termale milltare . • • . . • . • • . . . • • . . . :IO 197. - Sommlnistraztone di medicinali a pagamento agli umelall ed altri personali ~ t98. - Sommlnlstrulone di medicinali agli operai ciYIII addetti agli stabilimenti mtUtarl. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . S6 t tt. - llledihcaztone agli specchi di caricamento delle &elioni di santU. . . l' t96. - Istituzione di un depos1to dJ convalesceuu a Massalubrense . • . 3'1 301. - Elenco generai" e taritTa dei medicinali e delle sostanze aece.ssorle. SA 314. - Norme per il suvizlo balneo-termale Idropinico e marino . • • . 3'.1 331. - Rilascio di certlOcatl comprovanti Il ae"izlo prestato da olllciall medici In oong~o. . . . • . . . . . • . . . • . - • . • . . . · . • S9 9. -


... GIOl~NALE ~1ED1CO DEL I-={EGIO

ESERCI TO

Direzione e Amminlstru'r~ne: presso l' Ispettorato di Sanità Militare Via Venti Settem!lre (Palazzo del Ministero della t uerra)

CONDIZlONI DI A.BBùrU ,\lEN'rO.

Il Grnrnn[l: .\ledif'O ciel H.' ,,·.~err:ito s i puhblica J'ulLitno giorno dì ciascun

meill· in (A;.t:i~.:oli tli !) fo~li ·h stampa. !-<'tnpre Anuuo e rlecotTa dal t• geunaio. Il prt>IZO d··ll'abbonatnenlo e:

L 't•bhtllli\lll!'lllO r

Pe r l' ILA ita e la Cdouia Eritr ea . Per l' E«let'tl. . . . . . . Un fa !'Cicolo sepal'alo costa.

L. t:.:,1 . 2:"...

L' a bbcinam.. nto non disdelln pr ima del 1• dicembrs s' inlen,fe rinnovato per l'anno -:uccessivo. 1 ~ii!IIOI'i abbonali militari 111 effetLi\'i\a di ser viz:io possono pagare l' Impor lo clell'llbbonamenlo per mezzo dei r ispeUivi comantfanli di cor po (anche a l'alo mensili). Le spo~'r per ~li estratti e quelle per· le tavole lilojrrafìcbe, folo~refiche, ecc., elle accompa~nassero l~ memorie sono a carico degli a utor i. r.li estra ili col'l.ano L. 8 per ogni foglio di s tam pe (16 pagine), o fraz •ooe in.ll\'isibilo clt fn~l io, e per cento ~mpl ari. Il prezzo è eguale sia che si \ratti d i 100 6!'1Cmplari o di un numero minore. I rnAnoscrilti non si r estituis cono.

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PUBBLICATO

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OJUdt' ISPETTO~ATO DI SANITÀ f«llliTA~

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SUPPLEMENTO

ANNO LI

AL

FASO. VII

1903

31 LUGLIO

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QUADRO D'ANZJANITA DEL

CORPO SANITARIO MILITARE B OEI

FARMACISTI liiLITARI al 15 Giugno 1903

D IREZIONE ED AMMINISTRAZIONE

BOllA • Palazzo del H.lnbtvo dell" Guerra, VIa XX Settembre • ROMA


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del Giornale Medico del Regio E.~ereilo. -

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QUADRO D'ANZIANITA DEL

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al 15 giugno 1903

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lloma, t903

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INDICE

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Spleguione del segni Indicanti le decorazioni, ecc. . • .

6

Tabella organica degli ulllclall del corpo sanitar io miUt&re Tabella graduale e numerica riepllogaUra degli umclall del corpo aanltario. Specchio di riparto organico degli umelall medici, contabili e rarmaclstl, ecc., per gli ospedali principali, ecc. (t5 ottobre 1898) . . . . . . . . . . . . . . Prospello numerico di tutti gli ufficiali medici errettlvamente esistenti al 15 giugno 1$03 Ulllciall medici dell' Esercito permanente • . • . . Farmacisti militari. • • . . . . • . • . . . . Ulllciall medici nellA posizione di ser vldo ausiliario Ulllciall medici di complemento. . • Ufficiali mediai di milizia territoriale. Ulllciall medici di rlservn . . Ulllclall generali e colonnelli medici tolti dal ruoli del R. Eseteito, conservando l'onore dell'unlrorme .

. . • . . . • . . . . . . .

Riparto degli ualclall medici e del rarmaclstl mUltar! m i diversi comandl, corpi ed ulllei .tel regio eSt'rcito . • . . . . . • . . . . • • . . . . • • .

l od ice a Ira be Ileo . . . • . . . • •

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SPIEGAZIO~E DF.I SCG:o;l 1:-IDICA:o;TI LE llECORAZIONI, ECC.

m• ll erta~loa ~laurizoana. Grande Ulllciale deii"Urdine dei ::;.;. Maurizio c ta1.1.aro. Grandr l'fllciale rlella Corona d"llnloa. Commendlltore dell'Orlllne dei Ss. Maurizio o L.1u.aro. C .§o Conomenrlalore deii"Oraine tlella Corona d'lt.111:\. u e l'fUci:\lo deii"Ordine dci Ss. Mam·i>.io c Lazzaro. U+ Orncia le rtell'Orr1ine rtclla Corona rl'1tnli.1. Ca valiore rleii'Or<line rlci Ss. Mauri1.io e Lazzaro . Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia. Cavaliere dell'Ordine della Corona (I"Jialia. Ci Mcrlaglla rl'ar11:ento al valor mllllaro. ò Merlaglia d'ar11:en to al val or civile. 6 Medaglia d'ar~ento clorato pei benemeriti delhi salute pubblica d> :lle;taglia d'•rgento pei benemeriti della salute pubblica. ~ :lledaglia di bronzo pei benemeriti della salute pubblica.

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o Medaglill di bronzo al v;,lor militare. o Medaglia di hronzo al valor civile. ì'3' ~te<laglia commemorativa di Crimea. Medaglia commemorativa per lP campagne tlell'indlpenMnza d'ItaliA ("). ® )ledaglia commemorativa per ls c.1mpa~rne d'Mrtca ("). ~ ~leda;:lia commemorativa per le campagne della Cina. fB Croce d 'oro con corona per anziani!~ di sen izio. l:roce d'oro per anzianita eli ~en·izio. Croce d'arg~nto per anzianit~o di serviziO. + Ai11L1ntP ma!!l!'iOre in t•. Id. id. in i". Aspeu . ram. A~pettativa Cami~lia. Aspet t. ln rer. AspeUativa inlermita. Com. Comando. com. comantlato. R. A. Riserva rl'auzlanila. ~

+ +

(") t numeri ~ponenti indicano le campagne.


Tailella organica degli ufficiali del corpo sanitario militare ( Tabtllf l e Xl dtl Giornale militare 1899 - Atto .\'. H)

3 Maggiori f!on~rali me<hl'i, 15 Colonnelli modici, ~8 Tenenti colonnr lli

me<lir i,

71 Mal/glori medici,

!SO Cnr,ltAui me<lici, (l)

I!SG Tenenti c ~ottotcnenti rncllici, (~l 683 T OTALP..

(l ) Il numero dei capitnni medki può essere variato in relazione al numero dei collegi lllilitarl. (t) In parte potranno essere sostituiti da ufficiali medici di complemento.


8

Tabella graduale t numerfça degli ufllolall del 11rpo sanitario 111llltare. (Gionw lt Affiliare 1899 - AUo 91 - Tabella 68) e Allo 19 del 1901.

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Il Comando del corpo di stato maggiore Legione allievi carabinieri reali . . • Reggimenti di fanteria di linea . Reggimenti bersaglieri Reggimenti alpini . Stabilimenti militari di pena . Reggimenti di cavalleria Reggimenti d'artiglieria da campagna Reggimento d'artiglieria a cavallo. Reggimento d'artiglieria da montagna Reggimenti d'artiglieria da costa e da Cortezza. Reggimenti del genio. Brigata fer rovieri del genio Ispettorato di sanità militare . Direzioni di sanità pJilitare Direzioni di ospedali militari principali e compagnie di sanlta . . . . . . . . . . . . . • . . Scuola di gnarra Scuola d'applicazione d'artiglieria e genio Accademia militare Scuola militare . Scuola d'applicazione di sanità miUtare Collegi militari • Scuola centrale di tiro di fanteria. Scuola di cavalleria .

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Note. - Non sono compresi nella presente ~bella gli ufficiali che sono portati nel quadro organico d<>lle truppe d'Africa. Variandosi il nmnero dei collegi militari, verra variato In proporziono il numero dei capitani medici addetti al collegi stessi. Nella compilazione della presente tabella si è tenuto conto delle moditlcar.ionl approvate dal Ministero.


9

SPECCHIO di rlparlo organico degli uffidaU medici, ufficiali contabili, fat'fl'lacisli, ufficiali di lerillura, t4 a11ille~~li locali per gli 01p<!dali militari principali, o1pt4ali succurwli e ptr le i•(ermerie prui4iarie(Gior. Mil. del t897, Allo N.'!SO; d el 1898, Allo N. t99: d el tm, Allo N. H , .Alli ti9 ~ !56 deL t90l).

UFFICIALI UFFICIALI MEDICI CONTA BILl

OSPEOAU

OSPEDALI INFER~IERIE ~

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MILITARI

UPvtCIAI.I DI SCRITTOIIA P. ASSISTI!NTI LOCALI

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IO !Segue) Specchio ai ripar lu orgallìco dtgli u(/icìati mt dici, ree.

O:iPEilAI.I

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" Nole. - Nelle infermerie pre>idlarie prive di farmaci3ti militari, ove lo richieda l'imJ:lOr· tanza •lei servizio rarmaceutieo, si destineranno aiutaot1 di sanìt.o muniti di diploma di rarmac1sta. DIII IO tencntì dell'ospedale militare di Torìuo, 5, per turno, saranno comandati dal diret· tore di snnit.à. a prestare ser vizio nelle infermerie presldlnrle <li Exilles, Fenestrelle, Monce· nlslo, IJarrtonecchia ~ Cesana Torinese, non comprese In questo specchio. Uci 3 lenenti dllll'ospedale m111tare di Novara, t , p~r turno, sarà comandato dal dlret· tore di snnllà n prestare servizio nella infermeria presldlaria di Dnrd, non compresa in questo specchio; e dall'ospedale d i Savigliano gli ufficiali medici per le l nfermorie presi· diarie di Vinadio e Colle di Tenda. Il sen•lzio mertlco nell'infermeria presidiarla di Vonarla Rc.•le sara disimpegnaLo dal ca· pllano medico del s• reggimento artiglieria. Nelln compilulone del presente Specchio ru t enuto conto delle modiOcazlonl approvate dal Ministero, e ru pure tdnulo conto della assegnazione che 81 puu raro al reggimenti di fanteria di linea •li urnciall medici di complemento In luogo di ufficiali effettivi.

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PROSPETTO numerlc~ di t utti g li ulllclall medici effettivamente 1111tentl al t 5 giuano 1903.

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UFFICIALI MEDICI Oata 1

di nascita

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IIBSTIM;ZIONI

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POSIZIOMB

MAGGIORI GENERALI MEDICI dal n. 1 al n. a 12 febbraio 1111 10. 9.38 Glvo~ere Glo. OaiUila, C+ <f,, ~ .., EB· • . . lspett. capo

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14 gennaio 1100

23. 7.3Q Lan•loUl Federico, U·C~ <il>, EB • • . . . . . Ispettore Il aprila 1108 27. G.U Chlaiso Al(on•o, U • C o§o, ~ •, EB . • . . • . Ispettore

COLONNELLI MEDICI dal n. • al n. 7 l giugno 1117

8. Ut IJe Renzl Ghutflllt, U • C~ <!>. ~ "• EB .

. . Ispettore

27 oHollra 1117 t5.1S.43 Randone Giovanni, U • C <t, ~ •, EB • • • Dirett. san ila l corpo d 'arm. llm~t~~ID 1111 3. 3.4! Al varo Gluuppe, • C +

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Xli corpo d'arm. o§o <!>, ~ '", EB . . . • . . Dirett. seuola appl. san. mi l. 4 giugno 18111

• 18.10.43 l'loto AnlOIIIO,

IS. 1.4~ lmbrlnco Pietro, •

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.§o. . • • • . . • • Olrett. sanìta Vili corpo d'arm. (libero docente nel R. Istituto superloro di Firenze). tO. t.4S iandolo Coslo11tlno, • U Direu. sanità X corpo d'arm. l!. 8.43 Lombardo ,tflchtle, • u <il>. ~ • , EB . . . • • Id. id. Xl id.

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VA RIAZIONI DURANTE L'ANNO

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• (St' {/llf l CO~O ~~ELLI K TESE~T I COI.ON:';ELLI JIIIOICI

11al n. ~ al 11. •~ 25 gennaio 1900

7. 3.43 Pane Giol'nnni, • li +, ~

"• EB . • . • • • s~~r. i;;pett. • anita mi l.

1o g iugno 1800 17. 3.44 Cen•asio St~lvcllorf, • o§o,

o§o. • • • • • • • • Dirett. san.

111 COr(lO d'nrm. 20 gennaio 190 l H . II .U Bianchi L•opoldo, • +. ~ ",

o§o. • • • • • Oirelt. sanil3 l X corpo d 'arm. 21 marzo 180 l

!~. 7.431locchia Hnri co,

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. . . . Di(ett. san. t

IV corpo d'arm. 2S ltlttmbrt IlO l i6. 3.46 Mo rossi GiiJVCitllli, • o§o, Direit. sani la

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V corro tl'arm.

18 agoalo 190:?

6. 6.53 FerrOr<' eli Cavallerleone Luiql, • U ® ' '""', o§o. • • . • Oirett. sanità

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Il corpo d'arm.

Il aprile 1909 tt. 3.48 SCorza Clat<dio, • l' o§o,o§o. DireLI. Sani la VI corpo d 'arm. 10.10.51 Sciumbata Gitmppt, . >§o. Id. id. VII id.

+- . . , . . . . .

TENENTI COLO~NEI.LI MEDICI dal n. l al n. '

a alueno 1897 7.ll.49 Gozz.,no PranctiCO, • >§o, ® .,, o§o • • • . • • Oirett. OSI'· To rino 27 ottobre l U7 fl.I0.50 Morino Dorn~>Jico, • Otrett. o•PYilano l dicembre 1117 18. 3.49 De Furia Bllore, • Di retl< osp. Roma ti. UOCaporaso /,uigi, o§o.ld. id. Napoli a ma rzo )898 15. 8.46 Pabls /lobcrlo, • o§o • Oirett. osp.

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Verona 18 maggio 1188

:13.10.46 Caradonnn AnlotlltJ o, o§o,

+ . . . . . . . . Oirett. osp.

Paolo,·a U nonmllre 1191 16. 3.49 Yns!ljl Ghueppt, o§o, o§o. • Dirett. osp. Geno\'a


(.'ifQttt) T~'I~:ITI COLU.X:'<P.LLI liiWIC I

dal n " al n. t" 5 marzo 1899 3t. 8.51 Rohhio b'u!lrnil,,

+. •} . lhr··IL o-r•. A!e,'!:Hl•lr•·•

l .IUG Casa l in i /licwrJ.o, -§-. ®""· ~.Id. ••l. f.luet1 t aprile 1899 9. 6.47 f'issorc Ft·a~tce•co, Ili re ti o< p.

+· .'}•.

f'I3C~Il7.:1

4 giugno 1888 19. 1.5:1 Su>ca l'ilo, -§-, ~ .

. lllrrtt. 0~1'· Bari 14. 7.49 na\'a lìr11esto, ~ . ltl. ul. Flrrnz.: !1. 1.46 Per5ic hr tli rArlo. y. ~ .l ti. ul Ancoua 19 settembre 1899 !5. t.46 7.•n~tales Anlonì110, f. ~ . • . . . Juretl. o•p.

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25 gennaio UOO 19. 4.49 Su<ca Domenico, ~ . llir•· lt. O•J•.

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l l 111arzo 1900

U.lt.47 Trmpo Luiyi,

"*'· •}. . . lltro•tt. o•J•.

Ca!(llarl l O g iugno 1800 Il. U7 Stilo P•ell'O, -§-, ~ . . . J)lrett. o>p. ('.~lauz.1r<'

29 s ettembre 1100 1! .10.48 Guarnlen Pitlr·o, o§o. ~ • llirrtt. o•r•

:-;o, ara 4. 3.!10 Barle tta ,Yicolil. o§-, ~

. 1•1. 1•l. \lr<>ion

20 gennaio 190 l

!8.1t.Sl Cavazzocca Gitmt>Pt, ~

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"'11·

Ureso·1a 21 marzo 1901 4. 7 51 Dussone-Chiatlono Antouio, o§o, ~ . • . . • IJJrs tt. osr. l.hOI'IlU

23 settembre 190 l !0. t. 51 Dossi A IIO!ISIO. y, ~ ll1rett. O< (l. 18 agoato 1902 l O. 5.49 Crema Giov. Dattida, -§<. ~

. . . . . • . . Oirctt. o,,,,

S\\\lr:l•ano l ottobre 1902 !8.11.51 Pasquale Fn-di>&alldo. • o§ot(,; , ~ • • . • IJirell. o~p.

Sa INno 18 aprile 1803

l . 4.47 Silvcstri France&co, -§-. ~ ", ~ • . . . • . Vlc6 dlrrtt. sr. llPJ>I. ~nn. mil. 15.1'!.49 1\osanigo Alberlo, ~ Oirctt. os p. lln,·enna t7.10.51 l'ie,iani P io, .§o,~ . . . id. hl. Oolof.!Oa 13. Ul Selicorni Carlo, • ® ....., ~ • . . • . id . Id. Perugia

+. . +,


~-

IIAGGIOIII IIIDICI

16

MAGGIORI MEDICI •lal n. l al n. U Il ottollre l 195 t8. 1.50 Griggo Montù Amtclto,

+,

+- . . . . . . . .inr. pre$id.

Pavia Il , ..nalo 1111 19.10.~1 Mangoauli B:ìo. .§o,~. . se. appl. san. mil. (poor. titolare) 16. 4.55 Parlsi Felice, e +®, ~ . osp. Napoli id. Roma 16. 3.54 Bernardo Luigi, 81 aprile 1111 !9. 1.49 Mlchieli Luigi, o§o, ~ • • succ. Udine !6. 10.49 Orrù Raffaele, .§o,~ • . osp. Ravenna t8. \t M Baldanza Atuirta, e+.~ Id. Firenze !5.11.53 Blma Mauri:lo, o§o, ~ • Id. Roma l 8 ottollre 1"1 11. 7.5:1 Verri /.uigì, o§o, ~ • • • In r. presid. Cremona Il ottollrl 1111 ~l. 4.53 Darhatelll Bilo r e, o§o, ® ", ~ . . . . • . . . osp. Bolo~tM 24 dloembre 1181 !0. 9.50 Mennili Michele, .§o,~ . osp. Catan· zaro 4. t.51 Garratu Ctù81ino, ®. ~ . . . . . . . . Id. -'lessandria !6.1!.48 Si ro mbo Nalaù, o§o, ~ • id. To rino t9.1U9 !.aera Miclltle, ~. + . id. Milano 13.10.51 D'Ajrllo Raffaele, o§o, ~ • id. Caserta 4. 6.53 Minici Bugenlo, .§o,~. . id. Dari l alueno 1117 t7. 7.48 COrte SUvio,+, se. guerra ~. 4.51 l'esadorl Egidio, ~ inr. pr e>ld. Bergamo 3. 4.51 Fregni Arnaldo, +.-§o. . osp. Torino 7. 7.53 Bonavo11lia Luigi. eo§o. ~ ld. Bologna l dlc•llrl 1817 5. 1.6:1 Tempesta Luigi,+. + . osp. Chieti 9.tl .53 Cametti Silvio, +@.+ .id. Novara 14.1:1.54 Saviano Raffaele,+®.~. in r. presid. Gaeta fl.IO.M Vallicrlll An tonio, o§- 1 ~ . osp. Pad01 a 7. 9.53 ll'Angelantonio Eli ore, .§o, ~ • • . • • . osp. Ancona 19. 9.49 Destino Salvatore,+.~. id. Livorno ~7. ~.48 llighlnl Pio Bllore, ~. succ Mantova 30.10.1Kl Licarl Vincenzo, .§o,~. • osp. Torino 13. !.M Orlnndi Giovan11i, ~·id. Verona l G. 3.53 Oe Cosa r o Zaccarla, ® " .., -§o. . . . . . id. Napoli 9. 3.53 Do ~·alco Andrea, ~.Id. Napoli 9.11.5~ Giuliani Pranu.sco,o§o, ~. suce. Pa rma

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!1.11.50 Mace.1gno Giacomo,+~ 1 ® " ,. .. " · - , ~ . . osp. Savigila· no l t. 3.53 Natoll France~eo, ~ id. Palermo !5. 1.:13 Bile Glova•mi, o§o, id. Napoli

+. . +. .

...


\ StQUt) IIAGGIORI liEOICI

dal n. ae nl n. ••

8 dicembre 118 7 ~5. 8.49 Perfetti Fra11cuco, ~. ~- inl. presuhar. neg~·o Ca l. !8. 9.51 Puglisi ,1/ichelangelo, oo§o, ~ . . . . . . . . osp. F1reu1.e

8 gennaio 1811 !0. 2.!15 GiuiTredi Alfredo, cio, ~ . osp. Po~WIZII

3 marzo 1111 31. 5.5~ Testa Pa.qu111t , oo§o. ~- • o<r. Casrrtn l 8 ma ggio 11118 U . ~-55 Cen•lgul Glovaunl, .f., .§.. osp. Roma

24 nowemllre l 1111 ti. 9.55 Grirro Ght$eppe, <j!o. ~. • ispett. ~an. mi l. 1. 8.53 Viccdomlni .~/alleo, ~. oo§o osp. Padova

5 marzo 1888 13. !.S5 Tallaroco lloui(acio. cio, .l} OSI'· Salerno :10. 7.51 Vi~orrlll Achille, oo§o. • • ltl. Ale~•afl!Ida 8 aprile IIU 19. ~.49 lnziluri Gitlleppe, oo§o. oo§o • osp. Ilari 4 giugno 1898

t7. 9.31 Vita Gllt larlO,cio, M}, • • osr. Palermo 18. 4.54 Cavicr hia FrauctWJ, oo§o, oo§o

•

•

•

•

•

•

•

, lo l. Pern!(in

211 giugno 1888 1t. 3.53 Plceni Giulio, >§>, ® " "·

+. . . . . . . . . o> p. Milano

2 1 dicembre IIU l:t. j .55 Breui fiitueppe, ~. Com. corJlO Stato ma!(g. l l marzo 1800 '!. 4.55 r.arino T o m m a 1 i 11 o • ®. o;p Palermo U. ~.31 Ardulno Fortunato, ?.+ id. :'io vara

+.

+

+.. . . . .

IO giugno 1800 30. 1.53 Scald(lra G l u a e p p e, ~. ® " ••, o§o . • • • • osp. Me~slna 13. 7.561.1 v i R l d o l (o, • o§o. ® " ", o§o • • • • • id. Milano (com. ispctt san. mil.)

29 aattemllre 1900 l t. 8.5~ Gamblno Gaetano,+. o§o. osp. Verona 4. L 53 llino Michtlarogelo, <f,, Id. Messi na 'tO. Ii.55 Vi valda Carlo, o§o, id. Sa vigll3no

+

+· . . . . . . . . +. .

20 gennaio 180 l o§o • osp. Caserta 6. 7.54 Cedrola t;fttreppe, 8. 9.55 Mala vasi I:J~nrico, oo§o, .§. . hl. PiacenUI

'*',

21 marzo 1111 4.10.57 Buonomo Loren:o, o§o. • se. appl. san. mll. (pror. tilol.) (libero dot:l'nte nella R. Univer:;ità di Roma).

28 aattemllre 180 1 !9. 1.51 Boui Ftlice, o§o, o§o • • • osp. Brescia 17. 3.M Olrbone Bruno, oo§o, o§o •• i<l. Vfnezin

2

l1


... CSegue) liAGGIORI K C A PI TANI liEDICI

18

riai n at nl n. ' ' l ottolire 18 O2 !!.l i.:>J Garahclli LuiQi ,o§o, + - . os(J. Milano 6.10.M Giorgio Cesare, o§o, id. Ancona H Ui Cotan na Nicola, o§o, id. F1reoze !6. !.53 Falconi Gavino, o§o, ili. Cagliari 2 1 dleemllre 1902 6.11.5\ Gerundo Giuliano,+. + - osp. Roma 18 gennaio 1803 ~- 8.53 Ge melli CtJare, in l. presidiar.

+. . +. . +· .

+. + . .

Aquila

Il a prile l 803 18. 4.57 Dell'li Uberti Gtnnaro, o§o,

+- . . . . . . . .o3p. Genova

15. 1.53 Abbale Donalo, o§o, o§o. • id. Genova

l

(com. inl. pres. Pavia) 13.11.56 l'rrs~acco Pa•qualt, ® " '*, o§o. • . • • • osp. Bologna 18. 8.53 Mnrliello Gattan11, +.id. !\apoli

+,

+.

CAPITANI MEDICI dal n. • al n. t~ 24 marzo 1887 10. 4.53 Duron1.0 Giovarmi, o§o, 7 ottoltre 1887 t 3. 6. 55 Giano la AKionlo, o§o, tO. 5.!16 Ricciuli Fr.aco. ® ",

+-l genio

+

+ .'l l art. + osp. !\anoli

• +· +· . . . . . . . .

6. 8.56 Ro~'IO OreJie, ®,+.$C. ca~. !9. 1.58 Tosti Fra11cu co, o§o, ® • , ispell. san. militare i 5. 1.53 l' o li s lin a Domenicanlo· nln, o§o, ® " •, int. presidiar.

+ ..

Trapani

!'. 1.57 Fnbris Domenico, o§o, ® " •

+. . . . . . . . . irl in. Treviso

i . !.55 Ma ugrri Francu.,o§o, ® ..,

o§o. • • • • • • • • osp. Livorno 14. 8.:56 Gandoln G.mo, ® ", o§o. id. Ancona (com. OSi!· Roma). J7. t.G5 StciTcnoui E Il ore, o§o,

+

+. .....

® "• osp. Milano !5. 8.5:i Dc Vlgillls Raffaele. <§>, ® •, o§o. • • • • . • id Bologna 8. 7.5ti Pettlnnrl A driano , ® ,. " • o§o. • . • • • dir. san. 111 corpo d'ar. 13. G.M Ch.;mhinHòinmma roni Orlando, o§o, o§o. • . • . dir. san. IX corpo d 'ar. t~. ! .55 Gluuppt, ® u, accad. mi l. t5. 7.00 Ma!fgetta Edmo ndo, o§o, ~H la n t.

+.

ne

+,

+.


ISti)Ut) CAPITA~I lll!niCI

t9

..

dal n. -le al n. ~~ 7 ottobre 1887 h''' r i c o , o§>,

~'- 4.36 Moschini

~ ", ~

. . . . . . osp. Romn

u. 5.55 Trovanrlli lìdoardo. o§> ,

~ " ....., ~ . • . • . lsp. sao . mi l. 16. 3.57 l.anza Et>1111a11 tU IlO , ~, ~ ", ~

. l

. . . . . . os p. Napoli

14. 7. 55 ::\'ardoni AIIIOIIIO, +, ~ u , ~-

. . . . • . . . id. Piacenza

t4. 4.56 Rollia !:.'m Ilio, .§-, ~ "• ~ se. mìlitare

t t . t. 56 Vi,:rlianli Lulgll{llla:loPa· lerio, o§-,~ ", ~ . . . in f. 11res. Pinerolo t6.tl.55 Pa!(liuzzi Giacl11l0 o§>, ~ . osr. Savigliano !7.1:1.55 Curli-Petanln ;\' l c o l a , ~ t art. rort te.I0.53 Car etlda Ftdt r lco,o§>, ~ ... ~- • . . . . . . osp. Perugia ~ colleg. mil. 13. 7.36 Arpa l"iUorlo, Napoli 17. 1.57 Galli Giou. Domenico, +

+.

....... +.

..

@, ~ . . • . . • . o~p. llom.,

tt. 3 57 Perassi Giovmmi A n l O· ''io, <§o, ~- • • • • . colle!!. mil. Roma llib. d()('eote nella R. unh·ersala di Torino) s o d icembre 1817

l

l

3. 9.54 Ragnini Rom o/o, o§o, o§o • osp. R11m.1 l aprile 1118 4.10.56 Gelmctli Ar l uro, o§o, ~ • 3 art. camp. 17. 3.5~ Tursini (; iov. Frc111cnco, o§o, 6 6 . ~ " " " . .§< . inf. rrcsid. Civltavecchan !3. 7.56 Del Vecchio llugglero, o§>, o§o • • . • . • • • osr. Pa lermo 3. t .57 Trumhetta Ed.ndo, o§o. >}.se. appl. sa n. militare (pror. llto lare) (lib. docente nella R. universila rli Torino) . \I I.U.56 Ruinl Camillo,+• .§o • • 14 art. ca m p

l

H. 1.57 Pro notto ll tlltdtllo Sulpiz lo, o§o ® ~ • .§o. • • . 1 ar t. fori. H . 3.57 Tommasina Ilario. o§-,~ osp. To rulil l l ottobre 1188 ! 6. 8.57 FaraIli Cdulfrto, o§o, 19 art. camp. (6. 3.59 Dernucci G'o o a nn l, <i'. ~ "", 6 alp. 14. 8.56 Carta Manllglia f'illppo, osp. Tor ino

+.

+......

+. + . . . . . . . +, ~ O. ~. +. . . . . id . Genova

6. U S6 Randacio Bn1 t1 t o,

!4. 5.36 Alloatti Btntdtllo, o§o, .§< .se. cen t. tiro

fao t . 3. 7.55 Cipriano Luigi, o§o, ~ . + . ti arL camp. H. 3.57 Abate Al(onao, osp. Salerno ts. l i.5i Sangulnoti l o v a 11 n ' Carlo, .ç., .§o. • • • . id. Firenze f 6. :1.36 Rlnal<li Sclplone, o§>, .t ,+ inr. presid.

r.

+. + . .

Novi Ligure

,.


,... (S/!gue) CAPITANI MEDICI dal n ..u al n. , . l l ottobre 1181 14. G.G6 Romano .f'r1111ceaco, <§o. -§o osp. Salerno 'i!G. 5.58llellel'ianc Luigi, o§>, ® " , -§o. . . dir. san ila IV corpo d'ar. 14 aprile 1111 19. 4.:17 Ausiello P tuqulllt, .g,, ® . ...., -§o. . . • • • l art. coHa 4.10.53 Criscuoli N•cola,+, ® ""... , -§o. • • • • . • • • inr. presid. Lecco 13. 1.58Sanclrotti Enri co. ® " ,..., , -§o • . • • 11 art. camp. Ù:t.5G :'\odari Pltlro, -§o . • OS(J. Partova 111 maotlo 11111 !3. 1.56 Cutri Ferdinando, o§o, -§o , in r. presi d. Terni ! l.t0.56 Monelli Ernesto,+. ®, -§o dir. san. VI corpo d ' ar. !!. 8.59 Fernano1e7. Timoleo. <§>,-§o osp. Ancona · 4 novelnllre 1819 t4. 6.55 Capobianco Dom. Anlonin, o§o, ® ....., -§o . . . • U a rt camp. 7. 5.58 Ruggeri Giurq>pe, >§o, -§o . l grn io 9. t .56Samory P orl11m i o. ® ....... 3 id. t. ! .59 AprosloRoberlo,+.® ......

+,

+.

+. + .... . . +. . . . . . . .osp. :llilaoo !G. 4.58 Sirignano Felice, + ® , ® , ....., -§o. • • . • . id. 1'\ajlOII

7.1!.53 l.eonardi nenrdelto, o§o, ®.

-§o . • . • • . . . le~. a li . car a h ! 6. 6.53 Schirru Guglielmo, t§•. -§o. osp. Cagliari 15.11.57 Nocelli Domtnlco,•§o. ®.-§o Dir. sanlt:\ v 111 corpo arm. U . 3.57 Se,•erico Giurq>pe, 4 art. camp. so mar.ro 1890 6. 3.5! Sigillo Lellt rlo,+, ® ....... -§o 3 art. costa 5. 3.55 De S im one Ze{erlno. o§o, ® ....... -§o • • . • • osp. Caserta 15. 7.57 Marrocco Achllll, ®""

+ . _.

+.

'"", -§o . • . . . • • se. appl. san. mil. (pror. titolare) 6.11.58 Frigoli Ltonardo, ® . osp. Geno va 3. 8.58 Lucciola Cio. Giacomo,+ id. B3rl !lib. d oc. nella R. onlversita di Pad ova)

+.

t o apriit 1190 18. 4.56 P~tti Vlneenao, ® . . osp. Rave nna I l maotlo 1180 lt. I0.57 Co rmagi GilllePfle, o§o, ® '"", in r. rresld. Cntunla 8. 3.!58 Vittadini Camillo, o§o, ®-.-§o . • • . • • !3 art. ca m p. 30.1!.58 Fulloni Adeodato,o§o. ® •"•osp. Bologna 2 luglio 11110 30.10.58 TappariniCtrare,o§o,® " .., 45 fan t . 2 novembre 1180 !0. 3.57 Vir~:allita.l/llrlo, ®",.. -§o. • • • , • • • . . 13 art. camp.

+.

+. . . . . .

+ ........ +.


(Stgut) CAPITANI .II BOICI

dal n. te.a al n. ta,. a aprile 1113 7.1'!.57 Gagliano f rlmeuco. ® " " • ~- • • • • • • • . OSil. Verona H . 9.59 Gnsolo ltato, ® ''"'', ~ . :t ber>~. ~6.10.59 0gl(iano Giovwwi , ® ., " · ~- . . . . . . . . o~p. Ve rona

17 luglio 1898 U . 1.58 Jufclisc Ciua~ppe, ® • . ow. Cata nzaro ! 8.11.60 Schtzzl P i e l r o, ® " " r~gg. art. Co:'\\'. 7.11.59 Ce«hNL.1nl Dom enico, ® " " ....., ~ . . • . l8 a r t. camp.

...... ". +. . . . . . 8 marzo 1894

9. 3.57 Cani i FranttHII, ®'"".

. inl. presiJiar. Capua

t6.1t.r>8 Tre,lsnn lìuge11 iO, ® . . 20 ar t. camp. 5. 9.59 Tavnu.ani r:esart, <§> ~. ® '' ••., •• •• "~"'" u, ~-in r. pre~irHar. hr~a

7.11.59 Calegnri Gio. n utti&ltt, $, ®" " ~:!. ~ . . . . . 5alp.

13 dicembre 1114 ! . 6.60 Salm:tri S11lvatore. ®,.... osp. Bre>cia 1!7. 6.59 Cu~manl) h't~rico, <§> Q, ® ........., 4i rant. l~. 1.58 Scla\'O /,uigi, ® "· .§o. • l al p. !.$. 9.59 Darra l'lllorio, ® •-. . dir. sanita

+ ....

V corpo d'arm. 1!. 3.60 Do llosn Aflchtlt, ®",+.cav. Firenze · 19)

7 marzo 1885 ~'- 7.59 Gurgo Acltille, ® ,...,. .

. osp. Savigliano (com . osr. Tl)rlno) i9.l 2.59 J.oni l'lrgillo,o§o, ® ' "" . ! art. costa 6.10.57 Nubila Paaqual e, ® ,..., . 46 In n t. 17. 6.57 lloccia Sal vatore, ® ,,..._ osr. l'iapoli ! 6. 3.60 Perego l'lllor io. 1» ...... id. Fore n•e U . 9.59 Abclh l'illorlo, ® ...... . cav. Alessandna (IU . osp. RavenM ! 1. 4.61 Sotis A•ldrta, ® " 4 luollo 1815

5. 7.58 SullloltiB(/IIIo, ~, e>." +. i5 fan t. t G. 4.58 eu sani Martino, <» ,...., • dir. san. l corpo d'nr m. ~'- ,.61 Caironc f abr i;io . 80 lant. tcom. osp. Napoli)

l e gennaio 1888 ~6. 8.59 llo Cr.~nroh'duurdo, ® ""· osp. Messin3

10. R.57 C:Avaschi Catullo . •

•u. 8.59 Tomha Gitueppe. .

. 1•1. nrescta . 8 art. camp. . 5~ rant. . 5 t.ers.

H . 7.57 De Filippls Adlutore n. 7.56 Tucci Filippo, o§o. 8. 9.57 lzzo Giovanili . . . t~ rant. i. 8.60 Zibt-ttl Gluuppe . . 2 art. e.<mp. IO. 6.60 Rossi Alrrtdo • . . osp. Perugia ~u 1.59 Virdla 'l'ommoto, ~o. ~ ® " u " " "· 3 art. rort.

+. . .


(Segue) C APITANI IIBDICI

dal n. t88 al n. tS8

so aprile 1198 !1.1:!.5' \'alle Angelo • • . . . lnr. pre~itliar. Casal P 14. 8.60 Vitlt~tla BIIIBIIIItlt, ® . . 30 fan t. t7. 5.59 Cant1•1la N11riano. ® " . 93 id. !6. 6.61 Oolo~-:u GatlatiO, ® "u . iur. pr!'sh.llar . Siracusa IO.IUO ~IOZZIIlli Eliuo,.~ C) C), ®" u .. " " " ' "'"" " · ~ n.tru11. Colon. 17.10.61 Calore Giov(lluu. ® "· . o<p. l'at!o,·a l luglio IBIS 3. t.59 O'Ettorrc Alfredo. ® .. . 0<11. Chieti :18. 8.59 Marini Ernesto,® .. '',..}. hl. Ca~liari 31. 3.59 F'urn6 Giacomo,®" . . Xli •·oqlo d'arm. !3. 3.!19 Viale Angtlo, ®" •• , ..,., ..}. ~urc. ~antova 17. 9.59 nos.,, Cesare, ®" ... . . 15 art. camp. !1.1:!.60 C~ino Achille. ® '"H . . ot fntll. ~- 5.60 Oclmluio Orc1:io, ® ,,_ . 1 i• l. 24 dloem~re l 898 7.10.59 Corratli Angelo,*,® • ... ..}. . . . • . . . . rad1ui•le(l9) 7. 5.59 Nc~:roni Anto>~ill, ® " • "} 111. Vicenza (i~J 9. 3.60 Coll'llr.;,;a A l {o tU o, o{!o, ® ,.,.. . . . ., . • . 6 hcrs. a g iugno 1187 10. 5.60 Loschi Pitlro, ® " . . . ;s rant. 7. 9.59 Picrglnnni Vittcet~:o . . ca v. Savoia (3) t:!. 8.60 Ongnro Gill$.tpJ•t, ® "" . id. Monte· hrllo t8) 18. ?.59 Cu~:i Liwrgo • . . 67 fnnt. l. 7.59 llomro F'ra11curu . 5~ 111. 10.11.59 Giannini Al{ou~o . 81 l• l. '!0. 8.56 lllchcrl Carlo . . ' . 5 ~enio l . 7.58 &lagnetL'I Ferdiunudo. . 89 Cani. '!l .tt.6t 1\ossiniTomnlolu, •§o. ® "· 61 Id. (com. osr. 1\omn) 20. 4.6'1 Ostino Giovuunl, ® " " . se. appl. san. m il. {11ror. ti tolarl') t. 8.6~ Cerone FrwiCu., @. ® "· 83 Cani. 27 olio~ 1897 5.10.61 0!'1 Priore Ci<arili<lldi, ®" c.'lv. Nir.za (t ) t6. 9.61 Marzocchi Fabio . . . . ''-P Messin~ 5. 8.61 Spina Hmmzo, ® • . . 44 rant. tcum. osr. Roma) 9 dicembre 18 9 7 3.60 Loscnlzo Yilo • . . lul.11rcs. Foggia . cav. Roma t7. 6.61 Fnnchiotti Eugeuio . (!0) 3. 5.60 Castello FranctiCO • , 7 alp. '!j, 5.60 Oonini Giultppt. . ~ (An t. 13. 6.59 Gal;uso Antonio, <41 ..... 4 trl. 6. 9.110 Vitullo Glweppe, ® u " . osr. Venezia 1. 4.60 Sguazzi Vittorio, ® ...... G3 rant. 6. 3.61 Mombello BrneJto, ® ,..... 30 lrl. l 'l. 3.110 Moro Tito, ® ,.... . . . osp. Piacenza 5. 3.61 Galvagno Teontllo, ® ".cav. Pado •a (! Il 5. 6.63 Marras Raffaele, ® " • • art. mont.

''"·san.

t3


... (Stgue) CAPIT .<Nl IIKOICI dal n. 11e al n. Wl1

9 dloembre 1897 2. 9.61 Nleddu A11lonio, ~" . 1 b~rs. 9 ''""alo 1198 !0.1~.59 1\o-;si Gaetano, ~ ,..., . . 17 rant. 9. 7.59 Ool Bello Anlo~tio • . . !!9 Id. 19 mlfglo 1811 !3. 6.60 l'alumbo Giu•eppe • • . 43 la n t. 13. 6 61 Buccino Tobfa.-§> ~ ..... ~- • . . . • . 35 id. !6. 5.59 Piz7.ocaroCiemeule. ~. ® "49 irt. !3. 3.118 l'iorini Fiorenzo,~"" . 40 id. \17. 9.60 llostagno Gi1ueppe, ~ · - 3 alp. 8. 9.61 Gerbaldl Gw~anui, ~ ". 71 lant. 19. 5.6:1 Cannas JVlcolo, ®" ". . tO ici. 6.10.61 Vrusilico Gl1t1tppe, ~ """ " ''"", tl}o . • • • • • Gl la n t. (com. osp. Padova) 1o a gosto 1818 !6.1t.6:1 D'Amico lJinglo, ~ ". . 73 lant. '14. 3.61 &lelampo Gi useppe, ~. . 38 id. ' 23. ! .63 Pace Luigi ,+ o.® "" "

o. "

,..., ... ~ • . . . . . R. truppe Co·

l

lontali art. eamp, 15. !.6! Oe Prisco L11i{]i . . . . cav. Foggia (Il ) 4. 4.60 Brignone Ferdina11do, ~- 5 nrt. camp· 6. 9.61 Fal<lella f>UI~o . . . . 55 lant. 24 "orembre 1181 30. 6.62 Liltardi Nicol ao, ~ 311 la n t. i .tt.G~ Cristina Coatren:e, ® ". t

o.

.

30.IO.Gt Verd ura Luigi, ~ " "· • osp. Cagliari 6. !.61 Cara Francuco, ® ,,.,. . U rant. 5 marzo 1811

3. I.G:t :.illdia Gitu t ppt, o§o O.

® ,._,. . • . . . . . 8 bers. (eom. osp. Napoli)

4 glug"o JIU 4.10.61 Coprota Nicola, O. ® "

l l

,..,., ~ - . . . . . . eav. Umber.l (~3) ~3.11.61 tueianiLavilliO,O'. ~,..,.59 ranl.

19. 1.61 Fusco Emilio . . . . . 6 1!1. 30. 6.61 Ves(msiano Do m.,~ ,..,.. cav. Looli (15) t7. 9.61 Longnri 1/otJol(o, ® ''"" . 3 bers. ! 6.1i.6! fòianazza Gi tUtJ111e, ~ " ... 76 lant. ! 6. 1.58 Cuoco Luigi, ® '"" . • 88 id. 16.11.6! Gua Idi Carlo, ,® ''"" . SI id. 19. 4.6t Simoni Gltt~eppe, ® ". . 3 itl. 4. 5.59 Beccaria Glova1mi . • • z a l p. 30.10.63 Fon Teodoro, o§o, ~ ...., • dir. sanita Il corpo d'arm. 6.1~.6:! Petrone And~ea, ~ ,.... ., . 60 lant.

o

+

t5.1t.60 Cancgallo Lo•·e~1zo. O, ~ ,,.... . . • . . . . 8, Id. '!0.1!.6! Vijno l .uigi, O, ~ ,..., . a•pell. 1!1(. 25 giugno 1819 t t.n.60 Santoro Ghmppe, O. ® ' . . . . . . . . . . . 871anl. 19.11.59 Crlspo Ubaldo, ~ ,,..,_ . 41 Id. tS. 3.6! Trc,·isanl Gae/o11o, 91 id.

+

+. .

1


(Segue) CAPITANI MEDICI

••fii

dal o. al n . •~• 21 dicembre 1119 18. 1.64 CigliuLU (;ju$eppe . . . 4 al p. 16. !.60 Hemncasa l'incenzo, ~ " 8 fan t. !9. 8.61 Bouomo J\'icolino, ~ " • S'l id. 19.11.60 Cotl.afavn /i~&rico, olio O. . cav. Caserta (l)

''"'H.

(17)

-18. l .&t Marini Pio

. 63 ranL.

{com. osp. Roma) lt. 6.61 Nardini Gh1Ho, O, ~ '"" . 33 fnoL 4.10.63 CablbiJe Felice, ~ ...... . 34 id. Il marzo 1900 10.".63 Recchione li'Uort, ~- . . o,p, Ancona • c;~ v. Mi lano(7) 9. t .63 San lucci Slt(moo !com. osp. TuriiiO) 18.10.61 Passarelftl Ugo, ® ..... . t gran. '.17. 1.63 Maisto Plllqllale, o,® "·cav. Lucca {tG)

t 5. 5.63 Ucari \'irJcm:o, ~ '"" . cav. Monfer-

rato (13) l O giugno 1900 il. 9.6il l'allrinlorl Umberto, O , ® .,.., . . . . 6~ fan t. H. 5.61 DI Giaco mo Llligi, ~ , ® ,._., . • . . cav. Saluzzo (l~)

!8. 5.6i Cheleschl Camillo,® '""· '.17 fao t. 28 llttt..bre 1900 9. 9.U Arzano Francuco, ® ,...,._56 faul. 19.1t.61 llastiaoolll Umberto, ~ •. cav. Catania (j!)

8. 1.63 Paschetto Ferdinando , ® ......, <1>. • • • • • osp. Ancona (Cina) 7. 7.61 S..,ntoli Umilio, ® ,..... . c.w. Aosta (6) !6.1!.61 Renall At(onlo, ® '"" . IO llers. ':10. 8.61 Fede ric1 Pttlro, ® . . . ca\'. Piem. Htale (~) U. 3.63 Gallo Nicott.mgeto, ® •~. 0~11. Caserta 20 gennaio 180 l &4.10.61 Ducceschl Modulo,® '""18 fanL 18. 6.63 Oddera Luigi, ® '""' . . 15 id. t~. 7.61 ~auri Luigi,+ O ®. ~ • ..... . . . . . • . . osp. F irenze 21 marzo 1901 '.19. 9.6i Reale Viueenlfo, ® ..... . 37 fan t. 8 giugno 1101 J3 4.63 D'Elia Al(on1o, ® u. . . 7 fant. H . 8.6t Marsanich Arturo, olio O, ® '"" • . • • • • . !lt io l. -tO. 8.63 Vinci Angelo, ® '"'' . . ~8 id. 23 11ttembre 180 l tO. It.&t Costa Quinto, O, ® " " ,...., ", ~. . . . : . 1t ber.<. 4. 7.63 Bogglo-tera Gabr .. ® , ...,. 69 rant. U. 1.63 Allobelli Alberto,~,...., . 9 id. t. 1.63 Reslivo Pantalone G.ppe, ~ ·- . . . . . . . 19 id. 1. 9.M Cattani Carlo • . . • . 16 Id. 3t. t .6J Comola Gilllio, ~ '""· . 70 id.


(Stgur) CAPITANI M&DICI

dal n. a-':1 al n. w8• 19 dicembre 190 1

!6. 5.6! Gimelli&gna.ot. ® ,,_,..,_ tJ rant. 7.10.6~ Ri•·:~ Antonio, ® ,...., . . !!O id. ~O. 1:1.6:! Gr:vlo Paolo, ® ,...,. . . J4 id. 2 giugno 1902 U.ll.6! Doria Rosario, ® ,..,. . . 13 fant. 31. 1.67 Riva Umberto, ® ,...,. . . dir. sanita VII corpo d'arm. 31. 8.6~ J>otlln clli Pilomeno. • . osp.Aicssand. 18. !.63 Chini Gatta IlO, ® ,...,. . . 68 fan t. 1 ottolrl-e 1902

. 66 fan t. .'.16 id. • 58 id. . dir. sanlt~ X corpo d'arm. 10. 8.63 Vlsal!l Pa olo. ® ,..... . . 'iO fant. 8.11.63 ~lnrlinclli Giaut]>pe, ® ,._., cav. Genova

~3. L64 Bri• lo FrllllttiCO. ®

8. 6.63 Nota Celio, ® ..... 13.11.63 Fortunato Carlo. 7. :!.6~ Sear:u10 Luigi,>§-.

14)

8. 4.63 l'nstorello /.iborfo, ® ....... 36 rant. 4. 4.6! La Cava Ignazio,® , ...,. . 74 id. !5. 1.63 l.lcastro Giulf'ppe . . • 9 bers. 6. 6.63 C.~tini Alpi nolo, ® '"" . :!5 fan t. 5. 4.64 GiuiTrida /,uigf, ® '"" . 48 id. 7. 7.64 ZOr7.oli Giova •mi Enrico Luigi, ® ''"" • . . . cav. Piacenza {18)

6. 5.63 J>izzoco lo Ognib. Paolo,

® ...... " . . . . . . \13 fant. 3. 9.63 Margotta Cuat't, ® ' '"'' • 79 id 21 dlc•mbr e 1902 17. 3 Gl Pasino Bllglo, ® ,..,. . . 31 fant. 18 gennaio 1903 :!9. 6.65 Marlanl linrico . . . . H fan t. 16 aprile 1103

13. 3.61 0<' Giorgi Beniamino, ® . :;; rant. 19.1,,66 Cambonl Fr.euco, ® ' '"". 4 brrs. t 7.U.61 Pcllorino Alltlrea, ® ' '"". 85 fan t. H. !.67 Fazio Gatlano, ® ,..., . . 1 bers. !1. 5.66 1.0 Hianco Luigi, ® ,..., . 5 Cani . :18. 1.66 Oonomi Gael«no, ® ,...,. . cav. Vittorio

Emanuele Il (l O) i5. 3.63 ~lililello Emilill. ® "·" . Il Ler'!.


T EN&~TI

liKOICI

TE:"E:XTI YWIC:I dal n. -1 :11 n. .&1 18 fellbnJo lUI i3. i.58 Giustini Celso . . . . • osp. n~ri 21 luglio 1181 !l. 6.63 Tortorn Giovanni, ® ...... osp. Milauo 4 luglio 189 5 3. 9.6S La Grotteria Pluqualt, ® n-H • . . • . • • osp. Cat.1nzaro !1.10.6:1 t~~ Cascia Salvai., ® '""id. Savigliano 7. 9.67 Saggio i EvarulO, ® '"H. id. Jlolo;zoa U .IO 6S Verdoliva lk•tlllm .• ® , .... 4 genio 16. 9.65 Pantano ArltLro, ® ,..., • surc. Parma 19. 1.67 Var.Jeu Elisio, ® ,..., . . ca v Novara (5)

7. 3 66-Castcllano Fedele, ® ..... . oSti. O:tri H.t i .63 Trovnnelli Luigi , ® ,._., .Id. Piacenza ~t 1.115 len •ollno Salvalo•·, , ® .,... 1 genio 5.11.65 Stefano Umbel'lo, ® ,,... . 3 nrt. com p. t. 9 66 Rono Gtovamtl, ® ,..., _ 3 al p. 18.10.67 Brunello Augusto, ® ....... t Id. i0.11.66 Cimino 1-'ratlceseo, ® '""" o~p. S.llcrno IO. 4.66 Marri B~io, .::,, ® ....... . id. Firenze 8 settembre 1888

t:t. ! .63 Grillo Ettore, ® ,..,. . . l &rt, lort. !0. 1.67 TonleUi Pietro, ® '"" . o.p. Portnze 5. 1.66 llasili Arodrea. ® ...,. . . Id. noma 20. 4.67 Corhi Edoardo, ® ,.... . ltt. f\oona t8. 4.67 noni P~tro, ® n-H id. t.l•·orno :ii.I0.68 Tobia Arl~tro, O, ® ,,.., . hl. no ma (com . min. gurrra) 9. G67 Damiano Nicola, ® '"" . o•p. C~serta Jt. 1.68 Teslo f.itutppe, ® ,._., _Id. Torino 17. t .G9Scalese Giot·pio, ® , .... ~ -ca v Vittorio Em. ll 110) 15. j ,67 ~larlnl8milio Paolo,®, ...., succ.Mantova !5.U.i0 Sanna Alli/io, ® ,,... . . O~JJ. Perugia 10. i.6~ LamaTomma1o, ® ...., 1d. Milano 5. t.68 Farrooi linrico, ® ,..., ". t a l'l. camp. 28. 7.6~ S.:hastianelli Giaugnueppe, ® ...... corro invalidi 1 o •·eteranl 13. t 6i Costa Emilio, ® ,,.., . 6 alp. 8. 8.68 Canlafora JYicola, O • In l. prcsìd. Castrovillari 4.10.67 TempestaCo.n::o, o ®,..., OSJl. C:asorta IS.t0.67 Dabbene Filippo, ® n-H" t al p. 13. 3 69 Bernucci Rodol {o, ® . . 6 Id. t7. i .70 Andreiol Alfredo. . . • osp. Livorno 5.1t.G8 Negr o Brnello, ® , ..H. • 5 alp. o

•

=

o

o

•

o

3. 8.68 Ruganl Luigi. ® ' "" .

•

. Se. appl. san. mll.

1U t 69 Procacci Arluro, ® ,..., . osp. Livorno !9. 9.69 Gaggia Mario, ® ,..., . • l art. fort. 16 E!.6i Santmi Fedtri co, ® ,..., . 1 rocl. mil. Pe~chìera

!7


-- ... (Stgue) T&~EHTI IIII:DICI dal n . .et ~l n. N 8 uttem~re 1891

Ferro-Luzti.Vaulm..® ,...,. osp. Ancona 4.f0.68 Soggiu Anlou lo, ® '"" . 6 alp. 30. 3.67 Clnps Aul)t lo, ® ''"" . . IO art. camp. U .lt.67 Coda Cat·lo, ® ,.... . . . 5 itl. Id. ~~. 10. 69 Jlolllerl Roberto. ® ' '"'' . osp. llrescia & gennaio 1898 !5. 8.70 ~tassnruttl Gltu eppe, ® , .... a>. . . • • • . • • cav. Roma (20) 30.10.69 Miccia Salvatore,® ,._,. " j! ari. !9. 6.69 Vmci FranetiCO, ® '"" . l art. costa 6. 1~ .69 Rongn l'lnceu; o, ® , ,... . os p. Salerno ~. IO. iO Gara n l'itlro, ® ' "" . . R. truppe Co· loniali l. 6.70 Romano Enrico. ® ..... l alp. !li. 1.71 Jacono f' ra" c t H o. o. ® t.,&...tftf • • • • 'id. . osp. Palermo 4. 8.69 Annino Ben iamino . . id. Caserta t. 7.7! Rnln Seba&liatiO, <Cl. (Cina) l. 8.69 Troianì Pietro. a>. . osp. Chioti 18. 4.70 Pavia Calimntl . . osp. Verona ~7.11 .69 Valcrio Gi1mppt. . Id. Verona H . 1.7t Ca~lellani /lomeo. .Id. Alessand. . t alp. !9. 4.70 MaSiioli Antonio . • !U art. ram p. f.ll.70 Miragli:& Guataclilo 1.10.69 Annnratone Carlo, ® . . n. truppe Co· looiall 18.10.70 Mc<serotll Oenvenuti Giultpflt, <Cl • • • • osp. Milano 7.10.70 Fronclli Luigi. • . . ! art. co~ ta 27. 5.711\ìvalla natraett . . . usp. Ravenna . id. Milano 30. 5.71 C'stoIdi Ettore. ® . ~1. 1.71 Olivarl Pitlro, ®. • R. truppe Co· loniali H. 7.i0 Ajroldi Lrtigi . . . 9 art. camp. 29. 1.70 De Sarlo Ruoeulo. . 0~11. Napoli ~7.11 .69 Co<su A lbet·to . . . id. Cagliari (eom. leg. r.arab. Cagliari) l i. 7.70 ~lrmmo Gioca uni . . . osp. Roma (dù. minisl. uteri) ~l. 6.69

ra ,.,,alo 1100 i'i. 8.69 Oe Maria fl'i,eolo.

l

. 13 art. camp. 19. 8.69 Palmleri Ratr<~tlt. • . . osr. Cala n· zaro I l. 7.68 Garn~rlBarlolomto, ® ..... id. Tor ino 9. 5.68 Oe Stel>hanls (ii1mppe. . cav. Monrerrato (1 3) n. 4.69 Mazznccara Pitlro, ® " ·". 89 rant. 9. 4.69 Marcone Ste(a11o, ® '"" . l ! ar t. camp. ~. 3 69 Fnntoli (;iulio. . . . " Id. id. tS.I0.69 Giaqulnta S«lvoi<Jt'e • li recl. mll. Gaeta H . 4.71 l.ionti Girolamo . • osp. Palermo 15. 4.70 Pignatelli ~"llppo . id. Firenze 15. 4. 71 Ri"l Luigi, ®. . . 18 art. camp. Il. 8.73 Fioreollni GmiUo . osp. Me.<sina -H. 7.71 Rizzutl Gluuppe.

o,

7.10.70 T ti Domrnito .

. Se. appl. san militare . osp. Napoli


(Sf(IUe) TBNBNTI lleDICI

dal n. 8e a l n. 1aa 13 ma"lo 1800 . . osp. Roma o. . 3 art. fort. 18.11.71 Ooeconi Alllho. . . o~p. norna 1! .11.74 Marengo Lorm:o • . 3 al11. 3. 8 . 7~ Pas~rra Ercol e . 3 id. !0. 8.i0 ~lanconi Angclaulouio . • 19 ari. eamp . ~. 4.70 Gìllono Cal'lo • 4 alp. H. 8.73 Bosco Pltlro . . • . • 7 Id. u. 5 7! Satta-Puletto Salcu!ore . succ. l'thue 15. ! .i & ne~-10 Eugellio .Ilario • se. cavalleria 30. 1.70 Grlxonl Glova>mi • . osp. llologua ~1. 1.71 OemuriR~ l :or•>tlfo . hl. Caglian 4. 11.6~ Vlrglll Luigi . . • . itl. l'ìo•·ara ti.l l.it Vocaturo Geniale . . ilt c .1 tanzaro IO. 5.71 Maechìa lfrnes!o, ®o . . iol. lloma t . 9 il Mnriolli-Ooanc hl Glo. IJfll· lida . . . . . . . . Ili. 11om n 16 luglio 1901 t . 8.71 Falcvtti /,ulgi . • os11. 1\omn 16. ò.70 Gerulll Audre(' • . 3 genio t t.t2.7t Sirccl Gloueppe • • 3 nrt. rort. 23. 4. 71 O'Aioln t;tov"""' . ca v. Aosta (6/ ~4. 1t 71 Caualinl t;ilmppe . aspe/l. (am. 19. 5.71 llom e lll Frrmcesco . • O<(l. Verona 16. 4.70 \.1ceia Filippo. • . itl. Alrssan· drla 16 1.71 Pomponl Enrico. . id. Ancona ~~~ - 5.71 Cad(l(ldu Albt r!o, ®. . Id. Ga~tlisri (Cin:tf 19. '1.71 Torchio lir ntslo . . !i genio '13. 6.71 :llessineo Giuseppe . arL mont. 4. 10.70 Cer~" FrofteUeo. . cn recr~ m il. t l U I C~ppcllo Pio . . 19. i.iO Imperlali Giulio,

... .

·.

NatJoh 16.10. 71 Tempesta Praucuco '18. 1.71 nemardl L uigi • 13. 7. 71 Samper i Gaetano.

'16. 3. 71 Buratti Arl&/&de . U . 9.7:1 Teeco Pa1quatc ~6. 4 73 Tlre lli Bilo . .

. t alp .

. osp. Cagliari

. ea•·all. Lucca (16) . 0•1'· (;~no• a

..

.Id. !\apoli . se. appl. sa n. mi l. . OSf>. Novara

!9. g_7:1 Sarto ~'illorlo. 16 IS.7i ~oni Ourotti tlqo . 15 art. ca mp. !8. 9 7! Truffi B/lor e . . . art cav. 'l\ 1.74 Pieruccl r.otrretJo. . 7 art. camp. !ti. 8.7i Glannolll AltuantJro, ® . Il id. Id. . osp. Pado va '11.11.7:1 Angelo7.zi Luigi . IO. t. H Tèntoni 1/affllt le. • cav. Umber· to 1 ('13) t8. tt.73 Gilardoul li11rlco. . se. appl. Mn. mi l. n . t .?i Polostra Giureppe, ® . • Il. tru ppe C<.· loniali IO. 3.7! O~ll•ano Erua Ar!uro. . osp. Torino '!6.10.7'1 Fcrgola Enrico Giulio . tuptll. {am. t i. 3.73 Funaioli Gatlano. • '13 art. camp. H. 4 73 Maw rJ Giurtppe. . . 3 art. costa 7. tt.73 Amali Giuseppe . . . osp. Venezia u. ' ·" Max~aglin r..ouannl. ,Id. Messina

•. l '·


(.Segue) TBNI!MTI IIKDICI

30

dal n. t a~ ol n. t78 Il luglio IlO l 9. 9 71 :llolin:.ri ,Ilario • . . . brii!. ari . mont. Veneto 24 agosto 1101 9.H .71 Pennella Afario . . o~r. Bari 19.1\t 7! llo rruso Pietro . . l art. co.>ta ~0. 1.7t Trulli Gabr i ele . . osp. Bari 3. 4 71 Columhn Cuart . • 4 art. 16. 8 7\lllarbaro l\'lcolil . os[J. Sa viglia·

no IO. t .71 Righi Albt rlo •

. cav. Milano (7)

21 u ttembre 1801 . . . cav. Alessandria (14) '15.11 iO OarzotU l'i11~en;o l art camp. l . 6.73 Militello Giuseppe 9 bers. 15. 9.73 Ctprandi Mario 5 a lp. 'l6. 8.73 Oddi Oddone . • . osp. Torino !S. 1.73 Paolllli Adolfo . id. Roma 28. 5.73 ca~apinta Giovanni. . irl. Palemo 8. t.n Napolitani Mtlchlorre. . cav. Vittorio Emanuele li (IO) U.I0.73 Triul7.1 Giacl11fo . . 7 alp . 19.10.71 Anza Salvatore . . osp. Genova 13. S.7t Sabellico Ur bano . se. appl. san. mil. 14. 6 H Sertoli A I(OIIIO • . osp. Napoli t5. 5_75 Zuceari J.'ederieo. . se. appl. san. mi l. 15. 5.73 ,,m~nta Antonino • 6 rant. (Candia) 'l6. 3.74 Oe Napoll Ferdinando • . cav.Sa,oia (3J t U:! 74 Ziccardl Gimeppe . . osp. Cagliar i 8. 3 73 Salvntore Uomet&ico . . id. Savigliano '!.tO.73 Aud lslo Pietro . id. Gonov:~ 3. 3.74 Grippo Dountllnkmio • . cav. Catania ! . 3.'il Mona Pietro

l i !)

3. 7.7-J Volpe Maz:b1i • 1.. 6.75 ZanuLUni Primo •

• :1 genio . cav. Vicenza

9. 8.74 Covelll Santo . . 30. 6.74 Ricci Ser a{ino . • ! 8. i .i l Castagnonc Pittro

. ld.PadO\' a(!() . tt art. eamp.

(!4)

. osp. Savigliano

!J. i .il Lombardo Ltonìda • t . t .a Guzurdl Llli(JI

• ca,·.Gulde(l 9) . Id Piacen7.a

'H. 4 73 Viola Pietro . i. tt.74 Bnndlzzone Giovanni 13. 4.71 Zumrettn Gl tmppe •

. 3 art. costa . i Id. rort.

(18)

! 5. 3. 72 Slmeonl Aleuandro 1. 4.74 turante Carlo . ! l. 5. 73 Pennelli Cuare t 1.12.7~ D'Elia Antonio !. 3.73 Calendoli Saoer lo 31. 7.73 Soprano Eduardo t . 9.74 C:lsllgllol:t Orlando. 6. 6.73 lllnlli3 Mlehtlt

. n . tru(l pc Co· loniall . leg. ali. car• . osp. Napoli . irl. Caserta . n. truppe Coloniali .Id. Id. • 4 alp. · • asptlt. in(. . ~ ari. camp.


(St{IIU) TE:CENTI II&DICI

31

<lal n. ne al n. Sl8 23 sette•bre 1101 " .l0.73 Ca raro Nicola . . \! art. fort. !4. 8.7j Rufo Vltteenzo . . . . osp. lliovara IO gennaio 1102 8. 8.74 Ghldoli Enrico . . cav.!\ova rl(~)

•.

27 marzo 1902 t5.l0.7t Ugolinl Gi1mppt. cav._Fircnze(9) !0. 8.70 Buda f'ranctseo . . . • Id. Yonte·

bello (8) 25 agaala 1902 \19. 5 73 llayon BcimollciO • • • . brlg. ferro\·.

genio 1 settembre 1902 20. 8.16 Ferrari- Lei li France~to . 39 fent. (com. se. appr. san. mli.) 'l. 5.7' Veraudo Etlore . . . • osp. Torino (com. se. appl. san. mil.) 10.10.76 Demonte Silvio • • • osp. Torino 3. !.76 Naccl&rone Amleto . • cav. J,otll (l j) 17.11.14 Foresti Alberto • . 16 art. !1. 6.74 Ferretti Arrigo . • 8 id. !. 7.73 Forrabino Ollavlo • ca''· Caserta ( l7)

\17. 9.741brtoglio Ferdinando. . 63 rant. (dilp. mlnìd. uteri)

8. 11.75 Gabrl Giurcppe • • . . • 6 a lp. '!4. 9.73 Gherardi Giov. Ballista . osp. Brescia 7.tt.71 <:aplalbi A11lot1k,. . . • br ìs. costa Sardegna H. 11.73 Armanti-Ugon Giovanni . 6 art. l. 1.73 Oo Angelis Gaetano . OSJI. Torino 11. \l 73 Claurl Rotolino • . id. Palermo ~ t . 6.77 Consiglio Placido • 94 rant. 1. 4.74 Rostagno Carlo • regg. art. mont. . R. truppe Co· '! 7. 6.73 CaUendo Errico loniali • In r. pres.Terni ts.U.73 Piroll Amedeo. . . osp.Calanznro 7. 7.75 C.'lsalfl'llndl Glauco. 14.11.74 Petro!li Giovatani . ca'·· Salunu

..

( l!) •

. id. Gonova (4) . osp. Alessan14.10.73 Marg:ua Cesare dria \14. !.74 Cervell~ra Donal o . 3 art. costa 3. 9.74 Passamonti Gaetano . 17 art. 4. S.76 Mollsnnl Alfredo. . . cav. Niz~a (t) 3. 6.75 Massa Goffredo • • • o:;p. Perugia • 90 rant. t .t0.74 Santa-Maria Alberto (com. se. app l. san. mll.) t.t\1.73 Frlgieri Giovanni . . . l art. costa l h ttllll•rl 1102 t 9.tt.73 Cerafogll Tu/Ilo . . 3 art. rort. ft. 3.75 Bedel Maurizio . . ! alp. 3. t.74 Plana Beniamino . osp. Palermo U .U.i4 Stella Vinccn:o • . n. truppe Coloniali .,, 5.71 Yagna,s'hi Guido . . osp. Genova t5.tt.14 Creschnone Rotario. . Id. Palerm o

18. 5.i4 Ferrari Pietro.

l

t l. i,

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.t "

.

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t ..l'


(Segue) TENHN1'1 E SOTTOTBSBNTI IIBOICI

dal n. ••• al n.

••6

1 sattembre 1902 15. 6.73 Yonaco CoJianllno.

. O>p. Saviglia-

30. 7.73 D'Amore Francesco.

• 3 art. costa

no . osp. Messina . 3 bers. (com. se. appl. san. m li.) 8.10.73 J..ardo (il tmppe • • . cav. Plomon. Reale(!) ~5. 9.7'J Mancinelli Annlbalt. • 5 alp. Il glytno t 90S ~- 8.73 Santomauro Ruggiero. . osp. Caserta

U . ll.74 Oilotta Vinct11:o. , t!/.11.14 Cotugoo Pietro

. .

!'tOTTOTE:-IEi'iTI MEDICI dal n. t al n. •~ l ottobre 190 l i6. 8. 76 Casari n l Arturo .

9. 8 73 Bracco Giacomo . J6. 1!.7~ 7.amro Antonino 6.11.76 llarlle Cna1·e .

i O.t l.75 Frisonl Paolo . i8. 8 76 MendeJ Guido. 17.11.7' Foce Edgardo. !6. il. 76 Tam Gr1glielmo 17.10 7~ Vene1lale Al(rtdo 13 10.75 Seia Giacomo .

23. i .i i Scalin llo1ario ~- 9. 75 Gras~l Giu.seppe •

. osr. Ravenna • 7 alp.

. t gran. . osp. Piacenza .Id. Roma . ! gran. • 17 rant. . i hers.

. 3 id.

. cav. Umberto 1 ('!3) . 8 bers. • 46 fan t.

18.1!.7! Sagnotll Augu1lo. .90id. 1!. 1!. 76 della Cioppa A11g•lo . 6 bers. 4. 8.75 Montanari Attilio. . . u rant. IO. 8.74 Colaianni f'etUrico . . 'l3 Id. j7. 7. 75 Teddo GiusepJlS • . .41 id. 'J7. ! 76 Paladino D~me11ico. .8j Id. 30.10.75 Oellacha Gi ultppe . 63 Id. U. 3 76 ll&rile Ptlice . .80 id. \tU O. 75 Perna Amedeo. . . 8 1 id. 16. 5.7~ AccaNII Mario. • . 3 Id. ! l l'l i l Cotronei Tommoso . .51 Id . l aprile 1902 ~- 8 7G Dorrl Alldt·ta . • . • . tr!ptll. (am. l O aprile 1102 3. 6.77 Zara Silvio. . • . . . 14 rant.


33

FARMACISTI MILITARI

CHIMICO FARMACIST.~ ISPETTORE n. t

Il agosto 1115 6. 8.5:1 Ponzl bra1mo, U

e + . ispctt. sanità militare

CIIIMICO F.~RMACISTA DIRETTORE n. t

4 maggio 1111 10. 9.5~ Antollno Btrnardo,

+· . rar. cent. mil.

F ARMACISTI CAPI DI t• CI.•ASSE

dal n. l al n. • 12 ..nnalo 1111 4. 9.5~ Brero Giovanni.+. • . rar. ceni. mìl. so ottobre l 8 81 6 U.53 Amoroso Vincenzo,

+,

<Il "· • • • • • • . O'P· Verona (l>erit•. chimico igienista) 27 otteiiN 1897 H. 6.50 Franciosini Gtddo, osp. Firenze 4 ma11111o 1111 t 7. I .SI Pigozzo Felice, o§o. • • • rar. cent. m il. l a(lt'lll 11811 18. 9.5t La Rotonda Rafratlt, osp. Ancona 20 gennaio 190 l l. !.55 Dolio Giorgio, o§o . . . • osp. Bari

+. . +.

FARMACISTI CAPI DI ':1• CLASSE

ttal n. 1 al n. a 21 m&IIIIIO 1885

19. !.51 Bolognini Gitmppe Carlo, o§o. • • • • • • • • osp. Napoli tl. 1.48 Francescani Giacomo, o§o. id. Ravenna IO settemllre 1895 ~3.1!.51 Gay la Dtmtlrio, osp. Torino 12 gennaio 1188 lt. 6.53 Curier Al(on.ro, o~ p. Geoovc. 81 otto.-e 1891 3.t t ..53 Abba ti Antonio,+. . osp. Alessan· dr ia

+. . . +. . .

3


• (Srg ut) FAIIMACI<TI IIILITARI

dal n. e al n. • , 17 ottoltrt 1117 31. 8.51 Carnelutti Federico, o§o • osp. Bologna " dlot"'brt 1117 3.10.55 Bompiani Altuandro, o§o ®" " . . . . . . osp. Roma eperito chimico igie ni>la) li. g,~t Ru•so Enrico. ® . osp. Caserta !3. 4.5i Chlalch ia A.Wrta, o§o .Id Padova 1. 8 .50 Sola Giu.aep~. -§-. • . id. Perugia I. H .50 Pelliu.arl Coriolano, .g. . id. Cagliari 7.11.50 ~ene~Chello Gio~anni, ® ,..., • . • • . . . id. Milano t t O.SI De l'ao li Ant onio, ® " ,,_ " . . . . . Id. Palermo 4 "'••lo liti ! 3 M l.ovart ìna Marco, rar. cent. mll. l aprile llt9 ~. 3. 5~ no,•ero !iillleppe . . . . lar. cent. mìl. , 21 aprile 18tt 6.11.55 llolllazzi ArlllrO • . . . osr•. Catan· l

l

+.

+. +.

+· . .

zaro

20 gennaio 190 l i7. 6.5t Coccono ,Vnggiorirro, ispetl. sanita (perito chimico igienista}

+.

l l

FAR~IACISTI DI t• CLASSE

dal n. l al n. 18 21 "'aggio 1895 19. 6.54 Marini l'ielro,o§o,®"'""'·

e . . . . . . . . . osp. Venezia 9. H .51 Bozzola Eug~nio . . . . Id. Pracem.a so ottobre 1191 t . 7.51 llertold• Antenor e . • . s ucc. Udine U ottobre 1117 27. 3.5! Oolrtrlnl Fedele . . • . s ucc. Mantova. Il dlct"'brt 1187 3. 5.:it Rllulco Aurelio . . osp. !\apoli 8. 6.58 Mantice Giovatrrri • id. Brescia t3. 5.56 Marini Franctlto . id. Roma !9. 5 55 Natnle Luigi . • . id. Chieti 18. 1.55 Russi Carl o . . . Id. Savigliano 18. 9 5' Amn turo Antonio . id. Salerno ~8. 5.33 Mlgliardi Domeni(O. ® "·id. Me~sina 4 111agglo 18118 t 8. 9.56 l'ompclani Carlo . . . osp. Caserta 8 aprile 1888 31 . 8.57 Pa~rls Riccardo . . . . osp. Bologna 7 gennaio 1800 !7. 7.57 Mannnjoni Giovanni . . osp. Firer.~e t o gennaio 18 o1 3. 7.53 .~ lhe rnnl Emilio . . . . osp. !\ovara Il dlce"'brt IlO l 4. 3 G4 Cervelli n Antonio. . . . osp. Livo r·no 21 g iugno 1802 t . !.&7 Glutfredl Glr,(frtdo . . . s ucc. Panna !6.11.57 Rodinl 1/lchelt, ® "'"". inf. presid!P.r. Cremona

l


IStgut) P A RMACIS TI IIILIT Aftl

35

FARMACISTI 0 1 ~ CLA SSI<:

dal n. l al 11. • • 4 IIOVIIIIbrt 1111 7 . 3.~8 Ferraro Awtlbalt . . 0~11. At.•ssandria . far. cent.mil. 6. 4.35 Baroni Edoardo,'*'. rrerito chimico igienista. l t giugno 1891 tfl. i .S6 Robertl Gìwtppt, ® ., .. . in l. pres. Pa· via 21 . , ..,, 1891 :13. 1.56 Ca-;tcllini Giuuppe, ® " ""· tar. cen t. mi l. 13 dlc1111llre 118 1 U . 6.55 Coscera /Vicomede . . . osp. Livorno 13 muzo lllt i6. 9.59 Ferrari Claudio . . osp. Pinccnza 3 ftOVIIIIbrO 1883 !. 4.58 Lutrano Giacomo . . . o.<p. c.~serLa 25 atosto IIU 30.11 .56 Gn~pnri Pio,® " • . . . o~p. Ravenna 21 IUftiO 11811 !13. 1.60 Nappi Gioacchino • . . osp. l'eru~:ia u. 5.59 Jdicchiui Anlnnio . . . i•l. Savtgliano 12 gennaio 1888 t t . 4.55 Centa Allilio, ~- ® • ,. " ,......, . . . . . . . . o; p. \' tnezia 27 ottobre 1897 3. 7..57 l'crotta Gudavo . . . . succ. Par ma 1a dloemllre 1187 . osp. Palermo H 10.57 Ceppi Ugo . • • 4. t.58 Ferrt~ra Glwtppe. . i<l. Catanzaro i6. 4.59 Gorhlno VUiorlo. . id. Genova IU1.63 Nonls 1/affatle. . Id. Firenze . in l. prest!loar. 16 IO 63 P~rbi Vincenzo . Gaclft S. 8.60 LOjacono PtUrJuale . . osp. Messina 10. 8 6! Se~nl noh. Maurhlo . ht. Salerno Il geRnalo 1111 l . 5.59 Piraino Sle(ano Giovanni. osp. Napoli 4 ma~~tlo 1111 16. 6.63 <Guidi Gio. JJallirla. • . far. cent. mi l. 7 gennaio l IOO t 3. 4 59 Tedeschi Fr nnurco, o , ® " " " " . . . In l. presiolinr. Aquila IO gennaio IlO l !6. 5.6l flen$1 Pielro • . . . . osp. Brescia Il 11111rzo 1101 1. 10.59 1.1\urini Carlo. . . . . osp. Padova Il dicembre l 801 30. 4.~1 Celli Yìncttuo. . . . . osp. lloma (perito chimico igienista) 28 t lugno 1102 · 7.1't.61 Fa lchi Bmillo . . . . . osp. Chieti 3.11.64 COrchia Primo, ® ,...., . . id. Milano l ottobre l 902 S6. 8.64 Cornei li CoN• elio, ® • . osp. Milano

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..


(Segue) F~I\IIACISTI JIILITARI

F ... RMACISTI 0 1 a• CLASSE

dal n. • al n. W8 2& glni\IIO 1188 14. 4.61 Polo Loren:Jo . . . . . aspetl. in(.

28 marzo IUD 7. ! .64 Nicola i Angelo, ~ ,_.. ., . osp. Uologna 27 aprile 1180 31. 8.67 Vaccaro .Prancuco . • . osp. Bologna 22 febbraio 1811 4. 4.6~ Rolla f 'rancuco . . . . osp. Novara l~ maggio 1881 4. 7.6t Mareneo t1 ottor Villorlo . lar.cent. mi l. T lutiiO 118 l 4.12.65 Martinottn dottor Carlo . rar. con t. mil. 28 agoato 188 l 4.fl .65 Cornelio l.ulgi. . . . . far. ceni. m il. 211 aettemllre 1191 13. 3.66 Nonis Gerolamo,~ ..... "· osp. Roma 7. 7.67 Forcherlo Luigi . . . . id. Alessand. I l febbraio 1898 10. 5.67 Enrico Francesco . . • osp. Cagliari 18 agosto 1811 3. 7.66 Guerrieri Jlaffade . . . osp. Roma 25 agosto 1813 4. 8.67 Alherti Bgid.io. . . . . osp. Torino t 7. 7.68 Giorrtnno \"inttnzo. . . id. Napoli l& marzo 1814 !8.1!.66 Martini Giovantti , ~ ...... osp. Verona 2 luglio 1898 14. 9 7~ Munioli Antonio, ® ••·", Cl osp. Perugia (Cina) !6. 5.7t Suz1.i dottor Filippo . . . R. truppe Coloniali Il agosto 18U t a. 5.68 !!!iran i Ce/~o. . . . . . a1pett. (am. 3.1U8 Cerruti dottor Romolo . osp. Roma 14 febbraio 1887 !!9. 9.69 Conti Carlo. . . . • . osp. Firenze

22 aprile 1887 tO. t .7t Eletto Al(onso. . • . . osp. Palermo 1 luello 1887 t8.1UO Del Piero Gio. DaltWa . osr. Verona 1S eettembre 1902 5.H.74 Pallaclini dottor Mario . osp. Anc11na 19. 9.79 Corradi Remo. . . . . id. Oari !5. 5.75 Borlloetto dottor Ore$le . id. Torino 3. 7.78 Cesari clotlor Carlo. . . id. Verona 18 novembre 1902 24. 4.77 Toderioi ctott 1'eorloro . osr. Genova Il dloembre 1902 1!~. 7-i5 Mirolli rtottor Rotneo . • R. truppe Coloniali 1/lisp. ,l/ini$tero uteri) 28 dicembre 1902 14. 5. 78 Ghtrartliui olollor Naldo. rarm. cent rale trlisp. .tfini1lero finanze)

'


37

UFFICIALI MEDICI NELLA POSIZIONE DI SERVIZIO AUSILIARIO '•

MAGGIORE GENERALE MEDICO

n. • 12 febbraio l 199

i9. 4.38 Lai Luigi, !dM., U

e C >§o O,~ ...., ",e .

. . . C1glinrl

COI.O:'>:'>EI.I.I MEDICI clal n. l al n. .a

dal n. 5 'a l n. 7

18 ottobre 1896

t. 7.38 Carasso Gto~mml, •

ci> Q, ~ ., "·

5 marzo 1898

U o§o

e . . . Torino

i. 1!.38 Panara Pa11fllo , • C o§o. ~ • ••. ®. o§o . . . . • Roma 8 giugno 1897 'JS. 3.39 As tegiano Giovanni Battili n,

e C+ d>.~", m... l'adova

1 8 mani o 1891 i ! 7.40 Lìbroia L !ligi , e U~ O i . ~",e

16. 3.41 Carabba RaffiJ.IIt, • Uo§o .:.. ~

"',m · . . . . . . UOIO(!nft l aprile 1899

t!S. tt 45 Manesrnlehi Lt.,looi,o. ~

e+.

.. "® ",e . . . . . Napoli 19 •arzo 1101

.. ... .. Sa lerno

18. 9.4:! Forli Gitutppe, o§o, ~ "· mMotlena

TENE~TI COLON:'\ELLI n

DICl n. e

d al n. 1 al 11 . a 9 dicembre 1897

"·m

16 9.43 Volino Ca•·mine,+ ~ Torino l 11nnalo 1888 H . 8 4t Baruffa Idi Llborio, + , o§o • Lecco 19 lllaJtiO 1898 7 . 9 43lilczzatlrl (òiuuppt, ~·. ~ "· Cremona

24 IOYIIIIbrt 1188 !8. 3.15 Morpu rgo Gla,omo,o§o, ® ",

o§o• • . . • • • • . Milano

~'

(com. sr. sppl. san. mll.)

MAGGIORI MEOICI dal n. 1

al n. •

e giugno ltl7

15. G.47 RaMasS.11T6 Geremia, o§o, o§o. Ter~mo 27 ottobre 18 97 4. 3.47 De Aogelis Lauaro, o§o. o§o. Roma l dloembre 1897 3. M7 Riuarri flodol(o, Varese I l maggio 1888 !9. 6. ~ 1 di MarUno iln"elo, e U ®.®"""""'"".m . Napoli l glugM 1900 11.11.48 Peee t t o Giovanni, o§o , ® • .. " , o§o • . • • • Torino 6. 6.53 Arcangeli Al(on1a, o§o. o§o • Ancona 5. ! .53 Zoppellari Pompeo, o§o . • Reggio E. 9. 8.53 T orzago Glwtppe, o§o, y . . Alessand. l t1UtiiO 1101 8. 7.49 Mar tinazzl Lod otllto, + . o§o lolan tova

+... +

dal n. •• al n. •• 8 giugno 190 l ~1. i.53 Cant1rinl Celare,.§>. . • Pavia 2 glugftO t 9 J2 8. 1.55 Girsh11 Pttlro, o§o, y . . l'adova !l. 3 5! Cacace Francrsco, Nola j(). 9.53 Lo~llo nto, o§o, Ilari 14.10.!13 Spinolll Gitueppe, >§o • • • Foggia 3. 4.5t Artom Abramo, Torino

+. . +. . . . +· . . . U. 8.51 Pedrani Alfredo, o§o, +. . Brescia

~ l

l

Il marzo 1101

+. . . Tre viso !9. 4 M Zane hl Oault, +. + . . Bergamo " · 5.54 Peronl FeU,e, +· . . . Brescia 9. 9.53 Cataldi Luigi, + . . . Frosinone 15. 4.54 Morosi n l Marco, o§o, + . Milano 5. 6 5' Cltto llnl Silvi"· o§o, t!. t .liO nainerl Gat l(mO,

+ :;.., +. Catania

'·

\


38

(Stf}ut) VFP IIEOICI NELLA POSit. n: S&RI' IZ. AUSIL. • CAPITANI 1t T E NESTI

CAPITANI MEDICI dal n. 1 al n. 1a

l O maggio IIIJ

+.

dal u. 14 al n. te 7 ottobre 1817 t6. 6.57 Francu•chi-Scaruffi VincetJ·

+. ~ ", +- . . . . Reggio Em. 80 dicembre 1887 . Campagna li. 8.58 Menolinl Giureppe, +. + .OSil. Rolo~otna 16. 3.&9 Rlr1nldl .llichtlc, +. +. l aprile 1888 17 a goato 1888 I t .IO.l! l.orido Giurrppt. <§>, + . . Avellino 15. 5.50 Veuturn Ooonviclnl Pitlro, .58 Bruni AUiho, -§< . • . . . V.-rona o§o, + . . . . . . . Livorno l 19.! . t3.56 Strano Anlouino, + . . . CatJJnla IS aprila 1115 7 ottobr e 1881 4. 4.,9 Sortino Saluolo,.e, o§o. • • Sirncusa Il. 6 57 Fascia Gitti'PPt, +. ~ ".+. Fo~tgla

10. 6.49 Fimiani Antonio, 19 luglio 1813

. Salerno

U aalttllllln 1111

!i. 1.55 )!arco-Giuseppe Achille, o§o, ~ '"" " . . . . . . . Potenza ~UI.53 De Roberto Got1a11o, Salerno L 8.53 Mazzei nob. Gidvatmi, Pistola ~6.1'!.5~ Cateti i Giovanni. o§o, l.ucca !U. 6.53 Blsblul Pietro, o§o, Modena 5. 3.51 llMrecchin Nicolo, + . . Aveli in o 24 1117 18.1!.53 Tur co Dommlco, Frosinone H . 3.51 Bistarelli A ngelo, Mezzo 13.11.55 Fecchlo Glourppt , Como

'*+'· ..

+. . +. .

-rz•

+. . +, + . . +. +- .

.::o,

ll

Il ottobre 1881 19. 7.5! Parlati l'nolo. ~

+•

"'

. Barletta

+. + . Savona +· + . . Pcrul!la 14 aprile 1889 4. 8.~4 Moscati Tommoso, ~. + . 1'\apoli 4 novembre 1889 4. 8.57 Margarla Giovanni, + ®, ~ " " "· + . . . . . Vlecnzn.

4. t 57 Astengo FratiCtJ<O, 9. I.;;G Tarocchi Adolfo.

24 dicembre IIU

tt. 6.51 Del Giudice Gaetano . . . Napoli 8 giugno IlO O 16. 5 49 DominPdo Giurrppt

. Cal<lula

TENENTI MEDICI

n. 1

n. 1 Il diCelllllrl 1171

19. 7.45 Nasci m beni Almonclro.

• Padova

18 dicembre 1891 6. 5.61 Petrc~ca Michele. . . . . Campolls:<.


39

UFFICIALI MEDICI DI COMPLEMENTO

n:NE~TI MEDICI

dal n. w:a al n . .a~

dal n. 1 nl n. tt 15 dloembre 1819 13. 3.6~ forio Nicol a. . . . . olis. Sa lerno uep. fant. S~ lerno ::; l l dicembre 1188 9. 11 .6~ Giar.lina Gi1ueppe . . •lis. t'iapoli dep. fanl. ì'\a(Joli :\. l 2 0 11ICIIID 1890

i . 8.63 Sa vini Cu r·lo . . . . olìs. Ca.,ale rlep. fant. Cuneo 20 luglio 1811 l

Biagio . . • dì~. CoSNlza dep. fan t. Rcg,;io C1lahris 21 luglio 119 1 7. 9.63 Bel linzona Eugenio . . clis. Milauo t!ep. ranl. Mon~a l 1 dicembre 1882 29. 8 6~ Sa nguigno 8doardo. . dls. :-;a poli t i. 9.63 Ferrante

dep rant. C'\apolì N. Il 23 fellbralo l 1 93 6. 3.6, Oldoli Giovanni . . . dis. Udine

der. rant. Belluno 9.1i.G4 Lnrinl Sal oatore . . . 1h s. Ler.ce dlr. sau. Ilari .\ . 8 6~ Ram baldi Giu&eppe . . dis. Savona rlep. rant. Savona ~. 7.6, Oasi le Gaetano, ® ". . rlis. Catania dep. fant. Messina 17. 8.63 Ra vlgnani Giu&tppe . . dis. Verona dep. fant. Parlova R 17. 9.63 Ferrari-Lelll Giulio . . dis. Mod ena dcp. rant. Oologna 26. 6.66 Ag resti Aleuanaro . • dis. Caserla dep. fant. Gaela 7. 9.65 Yutani Jo'ellce • . . . dis. Macerata

dep. rant. Aquila ~. !.6!l Cutolo Giovmmi .

.

. dis. Napoli

dep. rant. Nocera 20. 7.63 ~ariani Umbtrto . • . dis. Chieti

dir. san. Ancona i. 4.6$ Comino Giuseppe. . . clis. Mondovi dep. rant. Torino T. 29.10.64 Vegni Giul~ppe • . . dis. Arezzo dep. raot. Livorno 9. i.64 Olscaldl Luigi E"rmsto . dls. Milano dep. raot. Milano M. Il ll.t'J.64 Salaghi .!lariano . • • clis. Firenze dep. fao t. F irenze F. l t5. 9.63 Giudici FranCliCO. • • dis. Bergamo dep. raot. Uergamo 29. 9.64 Schiappoll Miclltle • . dis. Campohu dir. san. Ancona

23 febbraio 11 93 Antonino. di:<. Catania cle p. fant. Catania 15. 2.r.~ Atlelasio Pietro. . . . llis. Lodi

20.11.6~ lk'llacolonna

rlfl'· rant. Lecco 3 apr ili 1883

:u . 1!.64 Zoncada Frane.,® '"". d is. Lodi dir. san . ~filano 3. 8.63 Pispoli RatTaello . . . dis. Ascoli Pie. dir. san. Genova 12. 4.(\\ Scilirò AuloniiiO . . . dis. PaiMmo tJcp. fant. Palèrmo P 2 0 ottobre 18 93 23. 5.66 Guicciardi Giovanni. . dis. ~lodena dir. san. Bologna 3 apr ile 1894 H.l 0.65 \'i ila Fra11CtiCO. . • • dis. Milano

dir. snn. Milano 2 1 marzo 1815 ti. 3.66 Zarcaria Gaetano. . . dls. Ilari dir. san. llad 29. 8.63 laco li Ze((iro . . . . dis. Modena dir. san. llologna

'!7.11.63 Cintl FranctiCO • . • di~. Frosinone dep. rant. Roma R. Il 9. 1~.64 Co\'one Carmine • . . dis. Benevento dir. san. Verona L u;~ Bar!Jantl Pietro . . . <lis. Modena c:!ir. san. Bologna 6.H.64 Civico Biagio . • • . dis. Teramo dir. san ..~ncona

t8. 6.65 Porro Carlo. . . . • di•. Savo na dir. san. Torino j(), 5.65 Russi Hrrlco . . . . dis. Napoli

dir. san. l'iapo li l 5.H .67 Bracchotli Al\lonlo . . dis. Ascoli Pie. 30. 9.66 Riani Pietr o. . • . . id. Massa dep. fant. Firenze F. Il 5. 6.66 Gestro Giar. Luigi . . dis. Voghera

dir. san. Alessandria 19. 3.67 Scalla Al(oniO, ® ,.,.. "· dis. Palermo dep. rant . Palermo C !7. 5 611 Cavazzanl Emilio. . • dis. Ferrara dep. rant. Ferrara !5.1!.63 Falcone Ce1art. . . . dis . Napoli

dir. san. Milano i. 3.6~ Aeeorimboni 11lippo. . dis. Spoleto dep. rant. Spoleto 15.U.65 PiPraccìnj ArruJido . . db. Macerata

dir. san. Ancona ·


40

($eg.u) UFFICIALI IIROICI DI COIIPL&IIENTO • TINR.NTI

dal n. ca al o. .,., 21 marzo 1185 t5. 3.64 Yaver Silveslro. . . . dis. Rovigo dlr. san. Verona U . t.64 Dova Umilio. . . . . dls. Casale dep. tant. Torino P 15. 9.64 Molinarl Carlo . . . . elis. Savona dir. san. Genova 30. 7.63 Sco pesi Giovan~i. . . dls. Massa dep. rant. Yas•a t4. ,.64 Paoluccl t.amberto . • dis. .~scol i P. dir. san. Torino U . 3.65 Franceschi Car lo . • . dls. Forli dep. rant. FÒrli ,g.u .63 Beretta Pietl'o . . . • dis. Milano dir. san .. Milano ~t.tt.63 llerra Centurini Giuseppe . . . . . . . . dis. Mantova !tep. fant. Mantova 1.. 7.63 Faldella Plelro. . . • di s. Casale dep. rant. Cuneo 1.. 4.65 D' Agllsto Maltia. . . . dis. Campagna dir. san. Milano 6.1.i.63 De Ponte Antonio. . . d.is. Caserta dir. san. Alessandria 3. 3.64 Ml.,"'leco Francesco . . dls. Catania dep. rant. Siracusa 9. 5.64 Mirri Fra~esco . . . dis. Ravenna dep. tanl. Ravenna t.l0.63 Rlcciardl Glov. Battida . di s. Bwevento dir. san. Verona 8. 7.64 Martino Luigi . . . dis. Napoli !1.1\1.63 t>oJidoro Giuseppe . • id. Sulmona dep. fant. Sulmona 9. 6.63 Cappollo Feliciano . . di s. Milano !lep. lant. Verona Vi !!5. 8.63 Lattes Nir1u • . • • . dis. Torino !9. 4.64 Lenclonl Adolfo . . . id. Lucca dir. san. Firenze '15. 8.63 Dartali Giorgio. . . . dis. Siena 1 dir. ~an. Firenze i7.U.63 Mereu Cm·to. . . . . dls. Cagliari dir. osp. Cagliari :!3. 7.63 Gustinelli Carmelo . . dis..~rezzo dep. fant. Pistola U. 6.65 Grassi Stefano . . . . dls. l.ivomo dep. rant. Livorno \!S.H .64 Rossi Giuseppe. . dis. Novara U'!.65 Porcelli Pietro . . . . Id. Livorno !3. 8.63 ldlnclli Luigi . . . . id. Reggio Em dep. bcrs. Savona H. 7.63 Ragucci Nicola. . • • dis. Napoli dir. san. Napoli 5. 4.65 Foderà Filippo. . . . dis. Palermo \!8.1t.66 Buglioni Egidio Gio. Bailirio. . . • . . . id. Frosinone dep. lant. Frosinone t3. 7.63 Condorelli Mario . . • dis. Catania tt.t!.63 Omodeo Zorinl Cal'lo • id. Pa \'la dep. Can i . Pavia 'U1..63 Dcrsano Giureppe. . . dls. Cuneo

dal n. 'fili al n. aeJ 21 marzo 1185 \18. 4.65 Li pp i Ubaldo . . • . dis. Cagliari dir. osp. Cagliari 16. 4.65 Carraroli Arturo • . • dis. Milano dep. lant. Lecco 7.1.0.64 Milesi Marco . . . . dis. Milano 7.1.0.6' Cipolloni Luigi. . . . Id. Aquila dep. lant. Foggia !. 9.6~ Dontqrdelli Carlo. . . dis. Brescia dir. san. Verona !8. 7.64 Guida Andrea . . . . dis. Campagna dir. san. Napoli 1.5. 5.65 Masocro Cesare . . . dis. Casale dep. fan t. Atessandria C 30. 9 63 Cangiano Giovanni . . dis. Benevento dir. san. Ancona 4. L6~ De Slmonc Luigi . . . dis.Campobas. dep. fant. Foggia ~4. 9.65 Lirastro Raffaele . . . dis. Lecce dir. san. Bari 9. 5.65 Milesi Giovatmi . . . dis. Bergamo dir. san. Verona 1.7. 6.66 Conti Pranceaco . . . dis. Catania dep. rant. Catania 1.9.1.1.64 Bonelll Antonio • • . dls. Taranto (Jep. raur. Catantaro '18. 10.64 Collo tU Bdoardo . . . di s. Palurmo dep. rant. Palermo p 1.0. 5.65 Dello lojo Francesco . olis. Nola dep. ranl. Napoli N. 1 !3. 8.63 Visintin Antoni o . • . dis. Treviso dep. fant. Udine O. I \13.11.64 Di Maria AuguJ!o. . . !lis. Orvieto dev. rant. Viter bo t7 . 1~.65 Fiori Adr((lno . . . . di s. Firenze dir. san. Firenze 1.3.1.1.63 Lasagni Romolo . . • dls. ReggioEm. dep. fant. Piacenza ~3. 9.65 Ciao chi Paolina . . . d1s. FlrCJml dir. san. Firenze ~4. i .64 Fasanl Brne,lo. . . . di s. Brescia dep. fant. Novara V. Il t 3. 4.65 Levi Salval ort. • • • dls. Pa(\ova dir. san. Ver()na ~UI..63 Guidi Domet~ico . . . dis. Roma clir. san. Roma 1.8. 8.63 Fopplano Giacinto . . dis. Voghera l. rcgg. :11p. 9. 1.64 Albore Nicola. . . . dis. Napoli dir. san. !'ia(JOii 16. 8.63 Giannoni Francasco . . dls. M"assa dep. rant. Arezzo 3 t 1.63 Terzaghi Gitutppe . . di s. Milano 11ir. san. Milano tO. !.65 Berta Albino . . . . dis. Torino l regg, alp. H. 9.64 Fllipposchi Gregori o. . dis. Livorno dep. ber.•. Livorno 10. 8.66 Guiz7~1rdl Amedeo . . dis. Ancona. dep. rant. Ancona


41

(Sfl/lle) UPFICIA LI liF.IliCI DI COMPLSliENTU - TKNEI'IH dal n. ••• al n. ••• t i marzo IIU 'Jt. 6 63 ~·era Gatlano . . • • dìs Cosenz.a de11. fan!. Catan~aro '.t.H.63 Rloaldl Giovanni. . . dis. Foggia dcp. fant. Foggia -!8.10.65 Calem Nauimo . . . dis. Yotleoa dir. san. Bologna 6. 3.63 Zepponl .llar,o. . . . dìs. Macerata dir. san. Ancona 3. 6 64 Orapperì Matùo • . . dì s. Cuneo '.t regg. aiJI. ~u. 6 63 Villa ettore. •. . . . dis. Como dir. nn. Torino 40. 1 .6~ Murdaca TommtUo • . di~. Reg~io t :al. dep. fnnt. Reggio C~labria U0.6' NardO Domtnl'o . . . rlis. Fo(.tgia deJl. fan!. Fog~ia O . '.1.64 Zancul Cerare . . . . dis. Modena dop. fnnt. M<>llena 4. 0.63 Scommos:na A11lonlo . dis. O~rlelta dep. fant. Darlctla i3." '.t 65l.o Presll Gaeta11o • . tlls. Ravenna dep. fanl. R.wenna 8. 3 60 l'olti Ortrle . . . . . dis. Monza tllr. san. Milano t O.II .M llarone Vftacen;o • . . dis. Messina '.IO. I I.M Glorgettl Nlno • . • . Id. Varese t regg. alpini H . I.IH Pozzi Gaetano . . . . dls. Sirna dep. fan!. Pistoia 3.1'.1.63 l'ollni Gio11annl • . . dls. A~coli Pie. dep. b~rs. Ancnn:t t UI.63 Se:tln Gutllielmo . . . dis. Mll:~no dep. fant. todi '.tUO 6l Oe Francesco Gtntaaro. das. Castrovill· ,!ep. fanL Castrovillari i6.10.63 Sorrentlno Raffaele . . dis. Castrovìlt. dep. fant. Castrovillari 18. 8.M Accardl Camillo . . . dii. Caltaniss. dep. ranl. CaìlJ<nissetta 7. 3.65 tongo An4rw. • . . dis. Caltaniss. dep. fant. Caltanissella \1. 1.61 Vlrga Mariano. . . . dis. Cefalù dep. fnnt. Callanlssetta 16. 6.63 Onracco Giovanni. . . dìs. Mondovì dir. san. Torino i3.1S.63 Ferrara Ml,helant~elo . dis. Caserta dir. san. Napoli 4. 9.6~ GrapJtlolu Glo. Baltirla. dis. Alessandr. '.t regg. alp. 3.10.63 Sticca Straflno. . . . dis. Casale regg. art mont. (Torjnol '16. '1.6~ Tonnarelli Gr n s se t t l Areanlo. . • . . . dls. Spoleto dir. aan. Roma 8. 4.6~ Bofondl Bttrlco. • • • di s. Forli dir. san. Bologna 5. 3.6, Fabianl YitiCt!IZO. • • diJ. Napoli dep. Inni. Nocera

••a

dal n . ...2 al n. 21 marzo 1115 13.tl.63 Ourzio lfal,hlon·e . . dis. Torino t regg. alp. 19. t.M llovio l.ui11i . . . • . dis. Savona den. bers. Savona s. 8.63 Fatuzzo A.nlonlo . • • dis. Siracusa dep. fanl. S iracusa ~. I .M Giardinieri Alfredo . • llis. Orvieto dep. ranl. Roma R. Il 18. 6.63 Anzuoni Vinceta::o. . . dls. Avelli no dar. san. \"erona 7.11.63 Caporeale Glureppe . . di s. Potenu dep. fant. l.•ecce ti.tt .6~ Allegretti l.udooico . • llis. Potenza dep. fanl. Catanuro t!. 7 66 Muccio Ra.ffatle. . . . dis. Siracusa dep. fant. Caltanìs~etla ~-1!.63 Oertolcli Giova11ni. • • dis. Vicem.a de p. hers. Vero na 7. 6.65 De Marinis Domenico . di~. Potenla rtep. fan t. t. ecco 26. 4.64 Provera Edoardo . . . dis. Torino ~ rep:g. nlp . IO. 8.64 Mere:ttelli Htlte>IZO • . dis. 1\omn dep. bors. Roma ':!1. L 65 Lconardi.; GtrM"dlno . dis. Castrovlll. dep. fant. C1strovlllari !9. 5.65 Lugiato Pietro. • • . dls. Veron11 dep. ber>. Verona 7. 1.6! Paei Tito . . . . • di1. Ascoli Pie. dir. san. Ancona 1. 1.64 P:tSsannanli Dome"i'o. 1lis Palermo dep. bers. Palermo IO. ':!.65 Lusardi Camillo . . . dis. Roma dep. bers. Roma 3t t O 63 :Montalto Htaeen:o . • di<. Trapani dep r.ull. Call3nissetta 8. 8 63 Lombardi ,\'leola . . . dls. Campobas. drp. faot. Teramo 6. ti.Gl Grassi Biagio • • . . d1:1. catania dep. fant Siracusa !7. ':!.6! Cialrlea Pietro . . . . oli s. Roma dir. san. Roma Il . 6.6! De Risio Al{onro . . • f11s. Chieti dir. san. Alessandria 13.11.6! VIlla Giort~io . . . . dis. Vene~la 4 reg!(. alp. I O. 1.67 Petruzzi Vincenzo . . dis Ilari dep. fant. Cosenza ~3. ':!.66 Vietri Nicola . • . . dls. Avellino dir. san. Milano -' luglio 1885 i4. 6.65 &&onte Nicola, ® ,..... . d b. Avclllno dir . s:~n. Genova 6. 6.M \"adora F'ratacereo, ® ..." . oli:1. Sa•·ona dep. faot. Vennia -' luglio ' " ' !O. 4.63 Bosio Gi Uieppe. .

. . dis. Torino dep. fant. Torino P


4!

(Stgttt) UPPICIALI liEDJCI DI COIIPUII!NTO • T I N!IITJ dal n. tee al n. ••• Il glutno 1818

dnl n. t85 a l n. te•

IO marzo 1191 :!8.tl.69 Di Gregorio Vincenzo . dis. Pa lermo tlep. r~nL. Palermo P . li. U .63 Palomba Francesco • . llis. l'iapoli dep. bors. Napoli $. 8.6, Sergi Pietro. . . . . dis. ~essina ~ep. rnnt. Me~~inn Il. 6.66 Regine r;iJueppe . . . das. Napoli der. bers. Napoli !!,11.65 Di l.! berLo Francesco . dis. Pale rmo de p. rant. PalPrmo P.

12 gennaio 1119 15. 5.68 Frngchetli V~sceslao • dls. Roma dir. san. noma 5 marzo 1189 !3. 6.68 De llcnedlclis Onorlo • d is. Teramo Il g iugno IUt '!8. 9.63 Sa\·ignooi Antonio . • dis. Rom~ dir. san. Roma 21. 7.67 Ru icemi Domenico . • !lls. Caltanls~. da r. san. Palermo ~1.10.63 Grassa Antonino . . • rlk Messina !!9. 7.66 VaraIda Giuseppe. . . u1. Ven:elh de p. rau l. Varese H. 6.tl6 ~lasclla Salvatore. • das. Taran to dir. san. Rari. U! !3.64 t.eonnr.ll Giuuppe. . . di.~. Trapani del/. bcrs. Palormo !~ !0.63 Gramoli Tommaao . . dls. Reggio E. dir. san. Rolof;na . dis. Firenze !9.10.65 Bracaloni Ghueppe !!.10.63 Mogli n l Giulio . . . . Id. t'\ov~ra 15. 8.66 SLanz iale Rodol{o. . . id. Napoli dir. san. Torino 18 1.66 Banll Giulio. . . . . di s. Monza dep. rant. Varese 19. !.65 Bosclll Alfredo. • • • dis. Bologna dir. san. Bologna 5.1:1.64 De Flammlnels Luigi. . d ls. Teramo dir . san. Ancona 9.10.68 Guldelll Cali miro . . . di s. Varese dep. fant. Tor tona U li.G4 Corbl Anlonio. . • di~. Roma !3. V15 Parigi Giuseppe. • • . Id. Arezzo !8. 4.64 Aldlolll Giuaeppe . . . Id. Potenza dir. san. Bari 18. 9.63 Brlgnetl Angekl. . • . dls. Genova t .ti.66 Costa l'ietro. . . • • Id. Firenze d ir. san. Torino t9. 4.65 Bignami Giovanni . • . dls. Brescia dir. s~n. Torino li\J. II.651.npl Giuseppe . . . . dii. Genova dir. san. Genova !16. !.66 Pel'lllehetti MicMie • . dls. Chieti dir. san. Ales~~andrla li. 9.6\ Romblcei Luigi. • . . dls. Bolog na dep. bers. Rologna 14.11.65 So ha tori Cuar e . • • dls. Macerata dir. san. Alessandria

30. 9.66 Diagi Silvio • . • . • di~. U vorno dir. san. f irente !G. 4 65 Bruni Car·mdo. . . . di~ Napoli dir. san. Bologna ~G. 4.65 Galloni Vlrrcen:o . • . dis. 1\oma dir. san . firenze 3.10.65 Giorgetll Giovarltli . . dis. Udine dep. fant. T re,•iso i!l. 3.64 Marzioli Colon1bo . • . dis. Spoleto dir. san. Roma t R 3 67 Oellepinn~> fl'icol<J . . . dis. Voghera ttlr. san. Alc:~Sandrm 16 ~.67 Passanisi Giovanni . . llls. Siracusa <lep. bers. Pnler mo 1 30. 1.6\ Perri Raffaele . . . . dis. CIILanzaro <lir. san. Bari '13 i.G4 Foppiano Gio. Ba/lula • di•. Piacenza dOJI. fant. Genova 10. 1.66 Andreis Eugenio . . . dis. Brescia dir. san. Milano 13.11.66 ~nrUno Gugl~lmo . . dis. Camtlobns d er. rant. Ancona 1 3. 1.66 Agostini Gìuuppe. . . dls. todi 4 regg. alpmi. !8.10.61 Clllderone Carmelo . . dis. Messina rtir. san. Palermo !8.10.66 Angelonl Carlo. . . . dis. Frosinone dop. rant. frosinone 16. 4.671.apati Giovanni • . . dls..\ velli no dir. san. Torino !t. 3.66 Campanella Bt1rko . . dis. Napoli dep. rant. Nocera 3. 6.65 Mendone Buqtnio. . . d ls. Napoli dir . san. Napoli 14. 7.67 Varallo Bllure . • . . dls. Casale t regg. alpini 13.11.65 Dello Slroiogo Dario • dls Livorno dir. san. Firenze !8. 8.65 Grumelli Glu1t;ppe. . . dis. Brescia dir. san. Milano 8. 8.65 l\lurat~rl Euoenl o. . • dìs. Fernra dPp. b ers. Bologna 18. t.65 Colbertaldo laCOfJO . . dls. Vicenza dep. raot. VeronA Ve 1. 8.65 Amata Forhmalo. . • dls. f rosinone dir. san. Roma t . 9 64 Serra Egidio • . . • . db. Casale 4 regg. alpini t t. 6.6\ Garoroll Pietro . . . di~. Spoleto dep. ra ot. Spoleto ~ !3. G.66 Paroli Gurcomo • . . di s. Cremona dir. san. Milano 18. 9.64 Preda Domenl eo . . . dls. Oeneveoto dep. rant. Benevento 19. 8.6' Sabbadlnl Arnaldo . . dia. Frosinone dir. SYn. Ro ma. dìs. Firenze 1 !!l t1.65 Ventura Mario. . • del/. fant. Siena

l

l l

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43

(.":eQIIe'' l'PPICtALI MEliiCI DI COMPLEMBNTU - Tt~~Ua'::On l

da l n. •;)• al n.

tlal n. ••• al n. ••• Il giugno 1111 11.13.6\ Pallavlrlnl .~nloulo . . tli~. Voghera 4 n'l!~· alrim ~6. 3.63 Trorarlco Ot·a:ao . . . di<. Ilari

dar. $an. Dari . das. Ro,·igo t rPg:z. altllni

~. 5.67 Salvagnlni Ptr ructio

1\ 5.65 Sega r&rgiulo . . • . !las. F" rh

dir. ~an. Rolo~na

••a

Il alugno 1111

. . . di•. Potenza dir. <an. llart ~1. i .Gl Raho I)Joar do. . . . di<. Catanzare> dar. s1n. Dari Il. l 66 F'onLona IHcoln . . . flts. Trapani dtr. s;on. P.llrrmo IO ;;,o;& Mazza Antonio . . • • dis. Nola 1 arl. (F'oll~no) '!3. '! 66 Gior:;i Ercole . • . . oh,, Uolillt! 6 rl'~l(. :olp. 16. 5.6\ )loramarro liiacinlo. . eli•. Rari rhr. sa n. Oart

5. l .65 Morganlmi Camillo . . tlis. ~"'·ara !ltft. raul. ;>;o,ara :'\ i . IO 66 Rolhno /.rugi Silt·io . . dts. Vr'rcelh 4 rejl!(. nltuni I.II.GG Muccl Frat"UCO . . . das. C:ampa!;lla 16. 5.6l,,_.arit~ Codanllno . . eli•. :'\ola nrp. lant. Ca<erla rtir. san. Auo·ona Il. ~.67 ntanelll Adrinuo . . . (Jj,, Alo'Siand r. '!; IO 6~ Camerio:l Lt"i1w0. . • dls. C:r~mona dir. s~n. Torino 6 rr(!)!. alti. 11.11.67 Marzullo .lliclltlf . . . tlii. Avellino !t. 9.6; Pis:mi (;iocomo . . . clis. Cal;ant.aro tlcp. lant. A\'CIIino clir. ;an. Dart ~3 l'! O\ ~lastronna·tll Giovau n l • !lis. llariNta ~5. 11) fo5 Pagani EmirJio. • . • dis. Creanon,, tlefl. h n l. Uarlella 1 r!•fl!l. alp. 8. 1.6~ l'ara\li~l Al(mlo . . • <Il ~. Ar~zzo l li. l2.65 Pol~.,tra Frattte.co . . di:<. Avellino rcgjl. art. mont. (Tonno) <lir. •• n. AllCOIIA. !!l!. 9.61 Rl'ssl GiultJlJI(. . . . di s. Ilo ma 1 ~. l 61 Ott<lnPIIo Eu rico . . . di s. C:a!{liari rtcp. fnnt. Roma R. l dir. n;p Cagliari '!7. ~.61 Tommasl JMO/JO • • • tJis. l.ucca ~1. 7.65 Corllna Pa ii/IHJ ie • . . <Il~. llarlotla re11g. art. mont. t'l'o rino) drp. fanl. flarlelhl 13 10.65 Cavaj::{etoul Sci}Jioue . . tlls. \'erona IO 3.65 Fabrica t ore Glova~au . (Jls. Avelli no 6 regg. alpini (lir. san. Oulo;~nn !1;. 4.65 Cucio la Dt(en<ltlllt . . dis. Torino 5. 8.65 De Luca Giust;lpt. . . dl~. Cosenza 10. 3 64 Fernando Giova•n•i . . Id. Sassari <leJI. ranl. Cosen7.a d~tl. fant. S1ssari ~7.11 .61 Boccuccl OtriiOrdillo . dis. Gaeta 2i. 5.6\ Corbl Antonio . • . . d &>. ~utmona dlr. san. l'\apoll !lep. fant. Sulmona ~. 9.65 Ricci \'ili etli zo. . . . di,;. Cosenza ll!'p. lanL Co~enza 6. 3.6\ Pacini Aleuaudro. . . dis. Pistoia 4 genio (pont•eri) 5. 5.M Sal \'ODi Pitfro . . . . dis. Milano !3. 9.65 F8\'8rO AIIIOniO . • . dis. Venczta 5 refiiC. alp. 1 rtgg. ali). U 0.63 )fa::rl Emilio . . . . tlls. Orflcto 13. t G\ Coggaola Filippo . . . eli>. Ca.iale dir. !llln. Ro ma 5 rejlg. alp. 'JO. 7.65 AUlcri Pasquale . · • . di•. Avollino !3 n 6l Pia noni Pitlro. • . . di s. Bergamo dir. san. ,, ocona 5 regg. a lp. 3.41 65 )filetti Michd~ . . • . dls Avellino 15. 4.65 Antonlnl Antonino . • dis. Perugia dir. !an. Ancona dir. san. lloma. 1!.!0.6\ Piccinelli Giulio . • • dls. Milano '!1. 3.65 Pollini Glov;mnì . . . dis. Milano 6 art. (Vlgenno) 5 regg. alp. 17. 6.6~ Di Lorenzo Pìt lro . • d !s. Ro ma 6. 4.64 Lieto Saluatore • . . dis. Avellino clep. hers. lloma dep. fan l. Ave lli n o !6. 1.65 Colleonl Gaetano . . . dls. Milano '!Il. 8.64 Zannelll Giovanni . . tlis. Aquila 4 a rt. (Cremona) dlr. san. Ancona 17.lt.65 Scarnecchla Ghueppe . dis. Sulmona 26. il.&ll VItali Plelru. . • • . dls. ~lllnno dtr. san. Alessandria ~ regg. nlp. 16. 4.66 Pace Fulvio . . . . . dls. Como tG. 8.6\ Pluncastollt Vlncnt.zo . dls. Ravenna 8 art. (Verona) dlr. san. Bologna 18.11.64 Mazzanll Pitlro . . • dls. Fernra !!5. 8.63 Rondino A nlonio . . . dl1. Napoli

regg. art. mont. (T..Jrloo) 27. 8.64 Di Darlolo Lucia 110 • • dls. Caltaniss. dep. raot. Caltanissetta 11. 9.64 Valenll Glt"fi'Pt • . • dls. Pavia

G rrgg. alp.

1'

ari. (Capua) 13. 6.65 Montesanto Costantino. di$. Salerno dir. satt. Verona '!i.ll.6~ Sorace Ro"o • . . . dls. Taranto dir. san. Dari

l


(St(/Ut} UI'FICIA LI II IWICI DI COIInEIII!~TO • T Klii!NTI

dal n. ••• al n. •••

dal n. •N al n . ••• Il alugno liti

• 11111110 1800

-41 . 8 61 Col:t.Suonno Stra/Irto . r.lis. Bar i dep. raot. Bari T ~.IO 61 Toro Fi/o(kmo. . • . db. Campo bas. dtp. rant . A.seoli Piceno IO. 8.66 Pirandollo Bllora. . • dir. Pa lermo dep. raot. Trapani '!t3. 4.66 Basile Giul f1Jpe . . . dis. Girgeoti 19.10 68 !annoni Cuart. . . • ili. Cat.aouro dep. rant. Bari B 6.10.68 Cahollo Bugmio • . drs. Palermo '17. 9.69 Ilo berli Qulnlino. . . Id . ~apoli 7.H .65 Samhon Luigi. <:!; • . id. 1\oma olir. san. Ro ma ti l 67 Del fluono Albedo . . dis. Napoli •JeJ). rao t. Caserta. !3. 3.61 Di Giuseppe Pin' Ca· mlllo. . . . . . . dis. !'ìapoll dir. san. Napoli -t~. !S GG l)o M•glstrls Cnr·~u . . d :s. i'>apoli dop. rant. Beneven to '17. '65 Crcspolanl h'duardo. . dis. Vicenza 9 art. (Pavia) 28 giugno 1899 !7. 4.71 Pola Gioramrl. . . . llis. Torino dcp. rant. l vr~:~ 20 luglio 1889 -:!7.11.70 Pe1.wllo Paaqual e • dis. Napoli dir. sao. AncoM

Il maggio 1900 i O 5 68 Pirclone

.1/rcllela~rgtlo,

® ..... ". • . • . . dis. Catania 8 t iugno 1100 l . 8.69 Ales~•o Glorgto . . . di s. Venezia dcp. ranl. No\•ara N 'iO. 5.68 Gualano C11idiu . . . dis. Naooll rlir. san. !\apoli 1. 6.61 7~1tti Euge11i o • • • • dis. Udine 4 regg. a lp. '!G. 1.64 Vaccaro Nt(ola . . . dis. Potenza IIOJJ. rant . Po tenza 8. 7.61 Fnlco h'r11ellillo . . . dis. Teramo dep. rant. Fano \17. 8.G~ Sanglorgi Gatlano . • Bologrta 3 art . (Bologna) .f.O.Ii.tl8 Oonegana Ambrogio. • dis. Leceo rtlr. san. Ales~andrra 10. 7.65 Do Nobili Hrulaccltio . dls. Napoli dir. san. Torino U .t j.70 Moreschl Aleuandro . dis. Roma dc p. rao t. Perugia 13. 6.03 Stampa Umberto . . . dis. Rom a •llr. ~an. Romo 13. 3.06 Ocnedetlelll /.ello. . . nL<. Roma dir. san. Ro ma 5. '69 Fittipnlr1i l!Jnl/io . . • di s. Napoli '!tl. 8.65 Rlcclardi Pietro,® '"'"· id. Napoli IO ari.. (Caserta) 3.11.66 llurgia Vlllorio . . dis. Cagliari llep. rant. Cagliari

•li•.

17. 1.68 \'ercellro filippo . . . dis. Spoleto dir. san. lloma i tt.65 Pro Comi/lo • . . . di$. Fro! ino ne drr ian. Roma 18. 1.66 Yarchesl Giulio . . dis. 1\oma 30. 7.65 Cerio Giorgio • • . . id. Nola 30. 9.67 Cnrruccio .!lariano • . id . Roma dir. •an Romn 6. 7.66 Carlettl Amtdto . . • di:~. llas:sa 7 art. (P'sal i9. 7.66 D'Alessandro Ftltet. • dis . :iapoli dir. san. Na roli fl.I0.66 Jona Giuseppe . . . . dls. \ 'enezia ~3.11.66 Accame Pitlro. . . • Id. Sa\'Omt dir. san. GPno'n 19. 1.66 Zandot tl enrico • • • di~. l'lo ma rlir. san . llo ma i!. 5.66 Grandonl Fraucesco. . dis. CosPn2.a dir . .an. \'oro11a t . 4.60 llebustcllo Glruep-p1, . dis. TN>vi,;o Ilep. rnnl. P311ova 1\. '!7. 6.65 C:onti Eugeulo . . . . rll:~. l'arma dir . snn. n c no va 30. t0.65 Paaano Ba•llin. . . • di~. S..lcrno t1ir. snn. TtJrluo ~. 4.66 Carlonl Tilo. . . . . •lls. J.olll re~rg. art. monl <Torino) !!. ~.67 MonUnl Giuuppe. . . dls. nresci:~ t1~fl. ranl. Bre,cia ti . 7.67 Olioll Fa•ola Giovanni. dis. Pinerolo dir. san. Tormo 8.11.69 Minervlnl Ra(fatle • . dls. ì'iapoh d ir. san ~npoll ti. 3.68 Consiglio .1/ic/ttle. . . dlj, Pale rmo lle p. rant . Palermo P 11.11.65 Ma.>simi Gluaeppe . . di~. lloma dir. san. Roma 8. i.66 Gonzales Gioacchino . di~. l'a tenno drr. san . Palerm o !7. 4.65 Matrei Rodol{o. • . • drs. Firenze dir. ~an. Oolop;na 't7. 5.66 Courrler Ricca 1·do • . di~. l',·~ aro Ilor. san. Torino 6. ~.67 Sragnolo nnctu ::o . . dls L('cce rllr. san. Bari !!5.11.67 Palnzì Giuuppe . • . olis. Bre;cia dir. ~an. Torino IO.U .65 Stancati Raffaele • . • dls. C:oson7.a lllr. san. Alo~sn ndria t. 1.65 Giu gni Gerardo . . • di~. Cosenza •lir. san. Milano 8. 4.67 l'ortaccio Au lonio Tomm aao. . . . . . . dis. Lt>cce llir. san. Ro logna ! t.lt .65 GiarriZ7.0 Mlcht lt . . . Ili$. Caltaniss. rllr. san. Pale rmo 30. 9.68 Sanduili Adelchi • . • dis. :'ia poli lllr. san. Fintnae IO. 8.65 Giotrre Bruno • • . • d ls. Regjlio Cl!.


(Segue) UFFICIALI IIEOICI DI COIIPLEIIIIICTO - T&IC8NTI •

dal n. ••• al u. ata

dal n. aJ• al n.

8 glu~no 1900

••8

3 glutno 1800

H. 9.66 Ves1>a Oeniamiuo. . . dos. .4quila !5. 7.67 Gangitano Ferdlna11do. di~. Me.~sina dir san. Aless.1 ndria 30.!0.65 l'alundo Donalo . . . Id. Chieti :!:i. i .67 Bonasera Rub<:rlo. . . dos. 1•alermo dep. fant. Chieti dep. lant. 11alormo C 15.ti.65 Africa Giu,eppe. . . . dls. Reggio Cal. jl.l0.43 Teo<lorl Nicola. . . • dis. Macerata dir. san. Bari ollr. san. To rino 3. 5.66 Racci Yollorlo . • dos. Pìstol:l l i.tl.6l Mollo Giovanni. • . . dis. Mondovi 3. 8.67 Piuinl Angelo . . 1d. Bergamo tlep. lant. .\lonJovo !5. 8.6i Botasco Pidro . • Id. Genova U. 9.67 Caccoamall l'fncen:o. . di<. Be rgamo 6. 8.68 Fiore Yilo. . • . Id. Potenu dir. san. To rino 5. 3.68 Rucci Paolo. . . id. Bari 18. 7.68 De n venuti B;fo . . . dis. Lucca dir. san. Bari 30. 5.65 Mgelini Fr(lnce~eo . . dls. llergamo dor. san. Firenle ~1 . 9.65 Alilani Glooannl, dis. M.usa regg. art. mont. (C:onegllano) llc)l. lant. Massa ti. 7.66 Guastalla Lincolu. . . di~. Mantova 6.1'1.66 Oaullo Antonio. . . . dis. Napoli dep. lant. Padova Il ~5. ~.67 lladdl Giuliano. . . . 111. Pistola 17.10.66 Angelico Gia.;umo . . dis. Siracusa dir. san. Oo to::na dir. snn. Palermo l. 4 65 l.aurenznna Donuloan18. 4.68 Zapparoll Luigi . . • dos. ManlOI'II tonlo • . . . . . tlls. Oenol'ento rtep. rant. Udin& u. 1 dir. ~nn. Verona ~. 8.66 Maga ton Pietro. • di~. Vicenza ctep. lmnt. Veronu Ve 13. .~.67 Devoto Luigi . . . . dis. Genova i 11.63 Cristinni Atllllu. . . . irt. Lucca 5.f:t.66 Vallo Luigi . . . . . dis. Genov& rrg!(. art. mont. (Torino) dep. lant. Piacenzn U 7.66 Zicuri Pasquale. . . . dis. Fo11gia !. '1.68 O'An7.co Alllllo. . . • tli~. F'oggla dir. san. Alessandria f !. 3.67 Todeschinl Ghueppe. • Id. Milano Il. !1.65 Mura (iiovaouoi. . . . rtls. Cagliari de p. b<lrs. Brescita dcrl. lant. S.Hsnrl t . 7.65 Cavaliere Lulpa. . . . dls. Slllcrne> iG.t t .65 Talarlco Gltacomo. • • d b. c.~tanzaro dir. san. Milano iO. 1.66 Simone Giusqope • . • di~. !'\a poli rtir. san. Ancona t 3.H .63 Rossi A'mllio. . . . . od. Gaeta 16. H G6 Rondlnini Gincomo . . dis. Ferrara dir. san . ~lilano l . 3.65 Oe Cnridl Angelo. • . Id. lleggio Ca l. 3. 7.65 NannaroneCoslatazo. . rlis. Suhnon& rtlr. sao. Turino dep. rant. Choell i6. 5.65 Uemlcheli A.lbtrln. . • do$. \'oghera 7. 4.66 Corazza Giou. Ballllla • do~. Oergamc> dir san. Aleisandria 1. 8.65 Liburdi Oalàauare • • hl. Ro ma l. 1.67 Montagninl $11/t'olore . do6. Vercelli dir. sau. noma rtev. !aut. Vercelli 7.fl.66 Bonilazi Armando. • • dis. Orvieto 6. 'J.GG !oiAcaluso Luigi, r o lonia dir. san. Roma Eritrea,® '"'" " · . R. truppe Co30. 4.66 Busuito Luigi . • . dis. Girgcnn loniali 10. 8.65 Alliero Acllille • • • . id. Monza 3. 4.681'\o•·o .Salmlure • • tlis. Palermo !t. 6.67 OislPfano Gicut ppt . . id, C'..atanla d ep. lnn t. P.~lermo P dir. san. Palermo !!.!t 66 Dannati Angelo. • • . dis. Ferrara t 3. 8.67 teschiera (;tovmmi . . •lls. Ivrea d ep. rant. Fr rmra dep . lanl. Ivrea :u. 9.65 Oeletll Gluuppe • . . dis. Chieti t 3.11 66 1.:1 Selva Luigi. . . . dis. Foggia Ilor. san. Alessn 1dria dop. lnnt. Macerata t.I'J.67 Viccco nti Gluuppe • • olis. Potenza ili. 5.66 Savio Riz7.i A11gelo . . rtis. Brescia dep. laM. l.~cec dir. sa n. Milano 13. 8.66 f'arlnall AmeriQO. . . dis. l.ucca ~U I.G6 Uhaldl Amedeo. • . . dis. Ascoli Pie. dir. san. F•renze · 't9.U.65 llavalofìnl /, eopoldo . . rtls. Pesaro uep. lan t. Ascoli P oceno 4.fl.66 Lancieri Pa$quale. . , di s. Potenza ! art. (Pesaro) ~3. 4.66 Ancona Gi11seppe . . . dls. Trapani dir. san. Bari IO. 9.66 Cataldo Gatlano . . . d is. Nola dir. M n. Palermo 14.U .G6 Cont~lln ,1/lchele • • . Ilo~. Avellino dir. san. ~apoli dir. san Oolog nn !W. 3.68 Paolini Mario . . . • dis. Pesaro 9. t 0 66 Cascioll FralluiCo • . di s. Spoleto dep. rant. Ascoli Piceno d ir. san. Roma n. t.67 Glaimo Sa/ valore. . . dis. Celalo 8. 9 G6 .~ lignanl Pa.quale. . • di s. ~Iii ano 11. 7.65 Topa Giaueppe . . . • id. Reggio Cal. dep. lnnt. Milano .V. l. dir. san. Oulo~tna

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I St(/llfl fPFIC IALI IIEDICI 01 COliPLiliE:'iTO . T t;:\ li::\ TI

otat n. ••• al n . .ace 3 11ugno l too

dal n. ••• al n . • , .. 3 giugno 11100

8.10 6~ Spagna Alfredo . , • dls. Siracusa 5. 7.67 Chiesa Camilln. . . ;lis. Voghera ll• r. ~an. Pa lermo t6. 9.67 Carhono AgosliriO. . . Id. Torino I l. 3.05 Dattoli Gio. /Jallilla. . dls. Foggia ~i. ~.65 Prestia Gìulfppe • . . id. Catanzaro lltr. san. Torino dir. s.1n. Bari • U . 6.69 Salvi Adolfo . . . . . dls. Torino i 8. 4.66 Oe Lnca Alllorsiflo. . . rlis. Palermo dtp. fanl. Varese dir. san. Palermo 4. 6.6ii GiuiTrida l'ilo . . . • dis. Catania , _ l .67 Sainati Lorttr :o . . . di s. Livom o dep. rant. Catania dev. bers. l.lvoroo 13.10 66 Al onzo Gio vanni . . • di.i. Cat..1nia G. 3.65 Oorardi Aulo11io . . . di,. Bari de11. fnnt. Catania dir..<an. Onrl '!8. 5 65 Bosio Emilio • . . • dis. Torino ~1.1!.65 Oi Lalla France$eO . • dis. Foggia 13.1! Co1 Coda Dario . . . . • Id. ì\apoli dir. san AIJSsaodria dir. san. Bologna ~- !1.67 Saotaogelo Domenico . dis. Barletta 9. 7.r.8 SOrreollno .t\'ìcula . . dis. Napoli tlir. san. Dari dir. san. firenze 8. 5.65 Chiavacci Pietro . . . di:!. Lucca dir. s:~n. Bologna 31. 3 68 StJulllante Gae1ano . • dts. Avellioo H . 5.66 llontemap~o emruuult. dls. Sirarus.1 19 Il 66 D'.,ddctta lgM:::io . . Id. Foggia dir. s.1n. Ancona 4. 4 65 ldagnetta \'ir1cen:o . . hl. ~a poli tO :t oi Panichi Rodolfo . . . di s. Firenze •llr. :;nn. ~aroli &. 6.06 Gay Giuseppe . . . . rlis. Alessa ndr . dir. san. Torino dir. san. Torino 13. 6.70 Gentile Daniele. • . • dls. Roma •lir. san. Roma 13. 4.68 Ra(!azzi Giov. Ballisln . dis. ì'\o,·ara dep. fanl. 1\'ovara Y. Il 10.11.611 Ajello Saloalore . • • di~. Catania fl.tt.66 Bandi / uo. . • . . . rhs. Messina dir. san. Palermo dir. sao. Palermo 21.11.69 Del Vicario GìuJtppt . di&. Foggia 15. 6.65 D'Elia Gatlar~o. . . . di;. :'iola dep ranl. Chieti dir. snn. ~lrlano 19. 6.67 Coccia Ttmi3lllde . . dis. Roma t G. 3 65 Torra Luigi . . . . . tlis. Genova dir. •nn. Roma dir. s""· Ale~sanrlria ~1!. ~.GG GrPgoraci Pier Nicola . dis. !'\apuli ~U 1.65 Cat!dullo H11cen:o . . nls. Catania dir. sn n. ~lllano u. 7.65 Oi t.oreto /Jiagio • • . hl. Sulmona 3.13 00 ZaJlpal igna Carlo. . . dr s. Reggio C. der>. r~n1. Sulmona dir. SAn. Genova 9. t .Gi Mlrone Salvalor~ . . . !lis. Catania '!8 10.67 l'onzio Fra n cuco . • drs. Mes;;ioa 0.1~.6;; Pe1>e Baldauart . . . Id. Fo:z~a dir. san. Pa lrrmo dir san. Alessandna i . 8 6S Pinzani Enrico. . . . dls. l'esaro IO IOo:; Tèst..'l Luigi . . . . . dis. Sa,·ona 3 l'!.GS D'l!:rchia N~eoln . . . itl. Bari dtp. rant. S3vona dir. san. Firenze 8. 1 65 Marone Co&ltwtiuo . • dis. Campobas. 4. ~ u7'Ferri Erri co. . . . . dls. Avelli no d lr ~an. Torruo tlir. san. Mrtano 13. 4.6~ Montemarlini (iluuppt . llls. Voghera 15. 1.68 Maren:zhi Glova•mi . . dts. Pavia 7 re:zg. alp. rlep. rant. Pavia !1 10.66 llatarano Collabìle . . dis. CampagnA H . I~.G7 C.1ruselli ri11cen:o • dis. Napoli rll r. san. !'\apoli i6. 1.67 G11sla Tilo . • • • • id . Genon ~1. l .G:; Mariani .1/ichtl~. . . . di:!. Teramo 4.1' 67 Gai bissi Adolfo. . . • id. Savona dir. san. Milano dep. rant. GPnova 13.10.w Sacchi Luigi. . • . • dis. Catanzaro Il!. 5.661\'aloli Beniamino. • . dis. Paler mo dir. san. Pa lermo tllr. san. Oulogna '!5. 9 67 Vivenza Giovanni . . dls. Verona l . 4.65 VenturoliPt·auce~eo . . dis. Oologna ~.H.67 Grillo Arllunio . . . . Id. Torino dir. san. llologna ller. bers. Torino IO. ti.GG Giuranua Bru11o • . • dis. Castrovill. ,s. 4 68 Capparoni Pi•tro . . . dls. Roma dir. san. Genova dir. san. Roma ~3 11.63 AlesMndro Fr·at~cuco . dis. ~essina 18 8 67 SancMsani Ambrogio . dis !ol:lano dir. MD. Palermo dep. rant. Milano M. 11 5. 9.66 Me:;sina Onofrlo . . . di .. l'iapoli 18. 8 68 Carbone Giovarmi . • dis. ,\ \'ellino dir. san. \ 'erona 13. 8.66 Citumino Brrlco . . . Id. 1'ì11poll 9.11.68 Mayer Eduardo . . . dis. Avellino 13. 9 66 Oenedolll /Jrnul<l. • • id. Perugia i. 4.6S Picchi Luigi. . . . . id. Firooze dir. san. Roma dop. fant. Arezzo 1 17. 9.67 D'Agata Aleutmdi'O . . dis. Catania


( ::Ìt (JIItl co: FIC IA~I li~DICI 01 COliPLKII F.NTO - T ~NKNTI

••li

d t•l n. "'" al 11. 3 11118110 l 1100 t 5.H.67 Sorgi ,(n iOililla. . . dis . Palermo dir. san. Palermo !9. 5 67 Flladoro Giusep]lt . . . dis. Farenze dep. fant. Firenze F. l {4. 7.68 O'Arieur.o Giovanni . . rlls. Napoli dep. lant. Napoli N. l 3f. 5.67 Corbellini Luigi, o . . dis. Varese t 5. 6.66 Oevincenzi Jfode!IO . . id. Savona dir. san. Geno va U .H .67 Noferi Taio . . . . . d is. Firenze dep. lant. Firenze F. l ~- 4.67 Contegni ,flal'cdlo . . dis. Varese dir. sao. Milano 7.U .67 Bluntlo Giorgio . . . dis. Siracusa d1r. san. Palermo 30.ij,66 Petracchl Pitlra . . . rli;. VarP,.,se ~- 8.68 P i J( n atti Morano Giovanni Ballista . . . itl. Aludcna dPp. rant. Modena t. 3.67 Sassoli Marw.ccio. . . dls. Bologna dcp. fant. ModPna 6.a.68 Sacerdoto Acllille . . . d1s. Vog hera deJJ. fant. )IOnilovi f3. 1.66 Boni Bn1esto. . . . . dis. Roma dir. san. Roma !H0.68 Zanotti Plli]J1JO. • . . dis. Novara dep. fan!. No vara V. Il 8. 9.66 Do Marco AleS!<mdrv . dls. Firenze deiJ. fant. Pisa IO.H .67 Rigazzl Emilio. . . . dis. Torino dep. bers. Tor ino ! O. 9.66 Gr imaldi 'fommaso . · . dis. Napoli dir. sa n. Geno va j f. 8.67 Maselli Pasquale . . . dis. Avollioo dir. &~ n_ flologna 3.t0.6i Tresca /:'flore . . . . di;. Sulmona 17. 9.67 S tramaccionl Viucenzo . h.l. Orvieto dir. sao. Bologna 6. 3.67 Valli AI(OII&O . . . . d1:1. Massa deJl. fant. Firenze F. 11 ! 8.!! .66 Biciu rtl Luigi . . . . dis. Macerata ~- 1.67 l'impinelli Francesco . id. Perugia dep. f<tnt. r•er ugi:. 8. !.69 Orunl Domenico . . . dìs. Taran to dep. fant. Potenza f7. j,66 ldaiorano Gabriele. . . dls. Taranto tlir. san. Genova t . 3.67 De Slmone Nicola . • dis. Foggia dir. san. Oologna t 9. 8.68 Vitelli Giovanni . . . dis. Milano dep. fant . Milano M. Il H .H .66 Scalin i Sera{ino . . . dis. Milano dop. fant. Milan" M. li 8. 6.67 Sacchlero Umberto . . dis. Vicenza dep. fant. Vero na Vi 3. 9.69 Mannino PerdJnando . dls. Catania ~3.10 66 Peluso Gaetauo • . . id. Nola dir. san. Napoli

dal n.

••e

al u . .131 8 giugno 1900 9. 9.66 Rocco Biagio. . . • . dis. Castravi! l. dir. san. Ueno va 6. 3.66 M.nrasco Francuco . . dis. Cosenza dir. san. Genova !!3. 6.67 llos;i Ginvauni. . . . dis. Milano ! 5. 9.66 Balboni Aldo . . . . Id. Ferrara dcp. fant. Cremona i f!.67 Arsura Francesco. . • llis. Varese df[J . faut. l.lrescia !4. 5 67 Cast.ag netli Fortunato . dis. Milano 4. 4.68 Folli Francesco . . . id. Bologna dep. fant. Modena ~~ - 8.66 Tomatis Stefano . . . dis. Savona tlep. rant. Pavia 5.t 0.66 Sar pi Brt1esto . • . . dis. Cosenza tlir. san. Verona !9. 5.65 Ruscica Gaetano . . . dis. SirHcusa 7. 7.67 Treve; Hzecllia. . . . 1d. Torino dep. fan!. To rino P t~. 3.67 Bcnatti Vittorio. . . . dis. Verona 4 r~gg . alp. !.!!.66 Arimondl Giulio . . . rli5. Mondo vi d t p. fant. Mondovi !7.11.66 D'Antilia Potilo . . . dis. Foggia d ir. san. Tor ino 5. 1.66 Crist.~llini Giu~eppe . . di s. Macerata tlllfl . fanL Macerata 7. 4.67 Castag nola l'ilo . . . rlis. Piacenza d ir. sao. Milano 7. 7.66 Giu; tolisi Luioi . . . dis. Trapani d1r. san. Palermo !8. 8.68 Turbi! Clemente . . . dìs. Torino rlCJl. fant. Lodi 31. 7.66 llimoldi Pietro. . . . dis. Monza dep. raut. Milano M. l t:!. :!.69 Voi(Ji Girola·mo . . . dis. Bergamo dep. fant. Brescia t t.68 Maganuco Pranceu o . dis . Siracusa 3. 3.67 Mantella Giuseppe . . id. Catanza ro dir . san. Genova 17. !.66 Can tamessa Ferdinando dis. Mo ndovi dep. fant. Bergamo 5. 9.67 Mo.ggi3como l'inc*'l::o, ® , ...., " · • . . . . dir. Palermo dir. san . Palermo i i 3.68 Ro ton•lo Giu&eppe . . dis. Bar i dir . sa n. Firenr.e 6. 7.67 Ferror i Teobaldo . . • dis. Foggia dir. san Ancona t 6. t .66 Oi Franca Oome11ico. . llis. Catania i. 4.66 Alessanrt ri Guazr.l Regoli Temillocle . . . id. Siena dir. san. Firenze 8. '!.67 Bacchi Giovanni . . . dis. Regg10 E. dir. san. Genova 9.!!.67 Scarla ta Ro&ario . . . di;. Catania 3. 8.67 Basso Pietro. . . . . id. Treviso de p. fao t. Uell uno ! 7.!3.66 Stassi Saverw . . . . dis. Palermo


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(Stgtltl UI'YiiiALI liBDICI 1)1 CO liPLIVB~ TO - TESI!STI olal n. 588 a l n . 5t• S glytftO IliO

da l o. 5tl al n . . . .

S tlutiiO l tiOO 10.10.66 Mazzonl Luigi . . • • dls. Reggio E. !16.10.66 De Torna Bernardo . . di s. Be rga m<> di r . snn. Milano \llr. Mn. Genova i7. 1.68 Tarozzl Giulio . . . . dis. Siena 1!.11.05 Tommasone Luigi. . . dls, A velli no dep. ranl. Arer.~o 15. , .67 Troisio Vinctnzo • . • Id. SaJemo 13. 7 67 A lessi Rorarto . . . • dls. Ga~oia de p. fs n t . Salerno S Ilor . san. Pai Prmo !9. 9.66 Mongini G'ioacc/11110. . dis. Geno\a :!11. 9.67 TaoJdei Orerlc . . . . d ls. Sulmona •lir. •an. Genova regJ(. art. mont. (Conegllano1 3. 2.67 Mau~ccone Ferdlnc ndo dis. Chieti ~3. 1.67 Minetli Carmine • . . dls. Avellino Mp. fant, Ancona dep. ram. Avnllloo i:l. 5 66 Calanna Mlrhtlt . . • dis. C.atar.itt t. 7.66 Cresclmone norarlo. . di~. Caltaniss. 15.11.68 !do ri Gino. . . . . . id. Rologna 30.11.66 AleS$iO Antonio . • . id. Cuneo ~cp. fant. Bologna 3 regg. nlplnl 10. 9.65 Del Piccolo Pao'o. . . f1 ls. Venezia 1.10.68 l moda Bnrieo • . • • di>. Genova dir san. VProna dep. fan t . Parma 27 tenulo ltiOI !!a!.IO67 Nannini Pio. . . • . dis. Modena !8.10.71 Ln AJbardi Giwtppe . . dls. Napoli dir. sa n. Bologna 6 t lugno ltiOI 31. 3.68 Benatti Ore&!e . • • . dis. Brescia dop. fllnt. Urescla 1. 7.70 Gilihcrto Glu1eppe. . . dis Catanzaro 3. 6.67 Gabiolì /,uigl . . . . dis. Spol~to dir . sAn. Ra ri dep. rnnt. Spoleto 15. '! 6:1 Damiani Girolamo . . dis. Ga eta 17. 4.67 Camporota Fortunato . dls. Castrovlll. dir. ••n Torino ~- 4.66 Mezzarl r;;,.ceppe. . . Id. Padova ts. 5.66 lolassi·Bened elli Saverlo. fiis. Spoleto dep. fant. Verona Vi dep. rant. lloma R. l 4 1~.66 Arico Achille. . • . . di~. Reggio C. 30.10.67 Lcccisolli -~nloRio . . olis. Foggia dir. An. Verona do• p. fan t. Fa no 9. 3.66 Clampoli l'incenso . . !lis. Catania 3. 4.66 Fabioni Pitlro. dls. Napoli 2S. 4.68 Crescimanno Tommaso. id. Siracusa (lir. san. Mll~no i t. 9.68 Montessorl /,uigi . . . id. NO\'ara 19. 6.66 Arlotta Cot·rado . . . dis. Pa lermo d~Jl. fant. Novpra N tlir. ~an. Palermo !8.H .07 Mangnniello Raffaele. . d io. Avellino t 9. 3 GG Bortellino Gloueppe . . di;. Cirgen t> d•p. fant. Vercelli oler. rant. Palermo C ~1. 7.66 Boeri \'alerio . . . . di>. Geno1•a 4. 3 66 Cangiano Brrico . . . dis. Ca5erta dir. san. Genova dir .•an. VeronA :!0. 5.66 Donati Gl.uewe . . . dis. Ca~ozaro lt." .67 Cirillo Giovanni • . . di•. Bari dir. ~an. Verona 1. 1.67 Gagliardi Donalo . • . 111. Taranto t . G.GG Ugollni Angelo . . . . dis. Perugia dir. san. di Gcnov~ dor. san. Firenze !1. 8.66 Assu mmn Ignazio. . . ùl!. 1\apoli 1~. 3.67 Spinelli Giuseppe . . . dlg. Campagna rlir. san. VHoua 15. 1.66 Guassardo Gtu.~eppe. • id. Geno va 14. G G9 Dlelti Amilcare. • , . dis. 1'4ilano dep. fant. Pa rma dep. faot. ~ilano )l l 4. 1.66 Franchi Saloatore . . dis. Teramo t. 8 63 lliecioli Giustppe . . : dis. Catania dir. san. Ancona 11.1t 68 Giorgi Bilo re. . . . . id. Venezia 18. ,.67 Raffaelll Luigi . . . . db. Massa d ep f&ot. \"erooa Ve dfp. fant. Firenze F. l 13. 8.71 Ferruua G11dano . . dis. Pa lermo dir . san. Palormo 11.10.66 l .a rizza Pietro . . . . dis, Reggio Ca l. 13.1~.67 Liscia Rmoto . • • . <lis. Livorno ~- 1.67 Molino Luigi. . . . . id. Novara dep. fant. Livorno rlop. fllnl. Novara N 6.11.66 Trafficante Fmnce1co . dis. Girgenli !IO. t1 .67 Perlo Dt~ville . . . . dls. Mo ndo vi dep. fant. Palermo C 30. 1.68 Rcvilacqua Bug., <!l ' '""· id. Napo li ~- 5.64 Car uso Corrado • . . oli s. Palermo d e p. fanl. Napoli N. l 6. 4.65 Perugini \llaliano . . id. l'llacerata i7. 3.66 Minetti Rinaldo . . . di s. Ge no va dir. sa n. Torino dep. bers. Torino t . 6.68 ProL~ Girueppe. • . • di!. l"apoli 30. 3.66 Gioia Antonio . . . . dis. Potenza dir. san. Napoli 18. 2 66 Tarantino r\"l(Oia. • . id. Bari 15. 7.660rlandi Edmondo • . . dls. Pa ,·ia olep. bers. Barletta d e p. fant. Tortona tG. 5.66 Guadagno Nicola. . . dls. Salerno 9. 1~.60 Nola tiiuseppe . . . . dis. Campoba.s. dir ..'!lln. Genova d ep. rant. Aquila

+- . .


(StQIU) UFI'ICIALI DI COIIPLBliBSTO • T &~llNTI lleOIC:I

l

49

da.l n . . . . al n. ••• dal o. eas a l n . . . . l giugno 190 l 8 glu1no 190 l 7. !.67 Paci lio Ert1e3lfl. . . . d is. Napoli '.!0. 9.67 Tini Severino • • . . dis. Spoleto regg. art.mont. (Conegliano) 1 dir. s an . Verona t 3. U7 Pelissetti H/ilio. . . . dis. Casale t 8. H .68 Del Vecchio Roberto . dis. Ancona 5 regg. alp. dir. san. Ancona t8.U .M Barbagallo Mario. . • dis. Catania 8.!0.68 SMtini Ubaldco. . . . dis. Massa dep. rant. Palermo c. dlr. san. Varona 'rl. t .63 Pet r illo Giacomo . . . dis. Rene vento 30. 8.69 Zambler Adelchi . . di s. Padova dir. 5an. Verona dep. rant. Venezia 30. t.G5 Coiro Rocco . • . . . dis. Potenza 30.t!.67 Speranza llianco . • . dis. Roma dir. san. Mìlano dir. san. Roma !6. 9.65 Schirru Carlo . . . . di s. Cagliari G. 9.68 Quassolo Luigi. • • • di s. Pinerolo d ep. fant. Cagliari dep. fant. Torino T !!6. t.M Palombi ~mam1o . . dis. Macerata t5. 9.67 Indovina Vincenzo . • dis. Cefalù dir. sa n. Ancona !9. ~.70 Giammarco Pier Gluttp1. 7.63 Mole7.zi Gio. BaUisla. . dis. Cosenza pe . . • • • • . . Id. Sulmona dir. san. Milano dir. san. Ancona 18.t0 65 Romeo Pasquale • . . dis. Reggio C. ~- 7.69 Grimaldi Arh•ro . . . di s. Ancona clir. san. Milano 9. 5.67 Lotti Gattono . . . . Id. Chieti t9 H .65 Faraone Luciano . . . dis. Palermo dir. san. Bologna dir. san. Palermo ~7. 1.69 Barletta Clemmll!. . . dis. Caserta 4. 5.67 Glaquinto Salvatore . . dis. Napoli dcp. fant. Caserta dir. san. Alessantlrla 31. 3.69 Fiz Riccarao . . . . dis. Casale tO. 8.67 Pinmn Arturo . . . . dis. Torino • dir. s an. Verona · dep. rant. Vercelli 9. 3.67 Cah·i Remo . . . • dis. Casale a. 7.65 Fabris Prancuco, dis. Reggio E. 4. 8.68 Albanese A11gel o . . id. Cefalù dep. fant. Reg~io E. 6. 4.67 Messina Salvatore. . id. Trapani !i. 7.00 Torina tYicolb . . . (lis. Ceratù t8. 7.68 Tito Gaetano . . . id. Foggia 3. 9.68 1\anfaldt Anlonino . . id. f:altaniss. dir. san. Milano 9.t0.68 Bargclltni Ello1·e . . id. Arezzo 9. 3.68 Solcri rì11cenzo . . . dls. Genova dir. san. Ancona dep. fant. Genova t!. 1.68 Caldarera Giuseppe • . dis. Catania H .U.68 Nasi Stefano. . . . . dis. Mondo''' dep. fant. <.atanl~ dir. san. Alessandria 30.t0.67 Cazr.ani Romeo. • . . dis. Brescia 15.H.68 Cavallo Carmine . • . dis. Lecce dep. fant. Orcscla dir. san. f.enova t . t 70 Oooetti Btloaruo . . . dis. Lucca 30. 9.68 Cimino Giovamti. . . dis. Cefalù dir. san. Firenze fl. 1.69 Orilli Lorenzo . . . . id. ~'irenze !4.11.69 Spediacci Cor r ado. . . dis. Siena dir. san. F iren1.e ' dep. fant. Siena 49. 8.67 Neri Ore1te . . . . . dis. Roma 6. 6.68 Fassò Carlo Gauden:io dis. Torino dir. san. Roma rlefl. fan t. Torino p !9. 8.68 Saponara Filippo. • . dis. Poten1.no 10 t0.6S Ra n!laccio Vittorio , . 11i~. C<lglinri dir. san. Ancona dir. ospedale Cagliari 8. 9.68 Carlncci Salvatore . . dis. Sulmona. t!. 9.69 De An.lreis Ridot(o . . t!is. Genova dir. san. Ancona dir. san. Genova 29. 1.68Chiavaro Alessatlclro. . ,1is. Campobas.. H. 5.69 Paone Giuseppe . . . dis. Gaeta · dir. san. Ancona dir. san. Ancona 8.10.67 S.~lvo Arcangelo . . . dis. Siracusa ! t. 9.67 Trig ila Gi11seppe . . . . di s. Sirncusn t . 9.68 l osa Giu1eppe . . . . id. Potenza ~9.1':1.67 Magno Giov. Batli& la . id. Bergamo dir. ~an. Rologna dep. rant. Venezia !8. 7.67 Rocca Celso • . . . • dis. Lodi !9. 1.69 Sola Brne&lo. . . . . dis. Torino t8. 6.68 .\lassar i Michele. • • • id. Barletta dep. fant. Torino T dir. san. Verona 30. t.69 Mengaroni Ar11aldo . . dis. Pes:~ro 8. 4.66 Girotti Gio. Battilla. . dis. Macerata dir. san. Genova dir. san. Torino 30. i.67 Libertini Giovanni . . dis. Lecco 30. 7.67 Oi ~lonaco Prisco . . • dis. Caserta 30.10.68 Srameni Pa1q11ale . . id. Lucca 24. 1.69 Catinari Filiberlo. . . id. Asco Il Pie . . dop. fant. Siena dir. .>no. Ancona 4. !.68 Perotti Rocco . . . . dis. Teramo> ,.U.68 DeSio Ftancuco . . . dis. Firenze dep. fanl . Teramo dir. san. Firenze

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+ .

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50

(.StiiUt) CHICIALI II EOICI 01 COIIPLIMf.~TIJ • T8.~&NTI ~al n. • • • al n . , , ,

•lal n ••• al n. ••• S giugno 19!11

& giUiftO IlO l t3.1U6 Bos i Carlo • . . • . dis. Forll dir. s.~n. G~nova dir. san. Bologna ~1.10.67 SaporPill Albi110 . • • dis. R:l\·enna '!8. i.69 Rovitrlll Cicero11e. . • als. Napoli ~ep. rant. Ravenna 6 art. (Vigevano) 3. 8.67 l,ngorio Mauriz io. . . dis. Savona 5. S.r.S Grassi Solvotore . • • dis. Catania !~. 3.67 Cncozza Pra·taGeSGo . . id. Cat.:1n1.aro 4. '!.67 Torroni Anto11i0 • . • id. Frosinone ollr san. Firenze dir. san. Genova 19.!0.G9 Ciravcgna Fausto. • • dis. Mondovi t7.1t.67 Oi Cesar e Colornbano . di!. •'ogg1a dir. san. Ancor.a det•. fant. Cuneo 30. 4.67 llotolo Giovanni • . . dis. Bari 5.11 .68 Gaglio Empedock . . dis. Messina dep. bers. Barletta dir. san. l'•lermo 31. 1.671'iccini l'ale11li11o,® ".,· di~. Cdioe IO. 1.67 1'ansin1 Tiro. • . . . dis. Barletta dep ranl. Udine Il dtr. san. Torino !i9.10.6S Marini Amaibole • • • tll<. Catanzaro 9. 9.67 Ma~rnavacchi Paolo . . dis. RPgglo E. dir. san. Genova dir. san. Genova IUI .67 llenrla Antonio. . . . tlls. f.atanzaro 17. 9.68 La Ccrto~a l"ilo . . . d1s. Bari 16.1t.66 Mnn~corda Gi ov an ni, dir. san Ancona ® ''-" " . . . . . id. Casale !i9.1!.68 l'oli Terzo • . . . • tlis. Modena der. bers. Asti dir. san. Bologna 1'!. 6.69 Pizzi AIIIOIIÌO • • . . dis. C.~mpoloas. t7. 4.69 Simonini Ettzo. . . . r1i~. Ferra ra H . l i.GG Lo l~aro Giusep., ® ...... id. H~ggio Cal. rlc tl. ranl. •'ano dir. ~an . Genova 15. 7.67 1\icaslro ni~ollo Carmelo . • . . • •.• dos. Caltaniss. ~. 4.68 Tasca Paolo. . . • • dis. Siracusa olcp. raot. )!essina. !6. 8.69 Il ossi Giuseppe. . • . id. Mantova '!t. 9.69 Carl>ognin ,Hfilio. . . rlis. Verona dir. san. Torino dir. san. A l~ssandria 17. 9.69 !lago Lortn:o • • . . dis. Taranto 8. 9 67 Tornei Salvatore • . • di~. Verona d1r. san. Bari dep. fant. Padova P 13. 4.69 Tomasel ll Auto11io • • d•s. Catania r..U.G9 Sacm Carmtlo. . . . dis. Reggio C. dep. lanl. c.~tania dir. san. Bari '!1. 4.6S Eltorre Dal'ide . • . dls. Campa:;na 14. 9.69 Antico Tor~unaro. • . dis. Teramo dir. san. Genova rlep. fant. Teramo 31. 8.6~ Sorrcntino f'e.J•••·iGO. . di•. Catanzaro ~1. j.67 Bu~ccmi Bmanutle . . tlis. Catania H nrt. (A.Ies;anrlrla) s. 4.1l l'les~i DomeniGO • . . dis. !leggio E. t. 1.07 Mannino Pietro . . . id. Siracusa tlcp rant. Siracusa ilir: san. Doi<Jgna 19. 9.07 Spadaeci Gìn1eppe . • dis. Arezzo 9.tt.68 Geni ile Giuseppe • . . di~. Messina de11. rant. Areno rllr. san. Palrrmo ~1. 3.6i Call Giureppe . . . • dis. Me-sina tS. 7.67 Bongiorno /,ui!JI . . . dis. Girgenti dir. san. Palermo 10. 4.67 Palermo - Patcra Ema!1. 4.67 Farro Anlimo . • • . dis. Ca.$erta nutlt . . . . • • • id. Trapani dir. san. Verona dir. san. PaiPrmo t9. :>.68 Mari Mariano . . . . dis. Cosenza l. t.69 Maslrangrlo ~larGO • . dis. Avellino flir. san. Verona 11lr. san. Firenze i.H .67 Argonco Giuseppe. • . dis. Girgentl '!8. G.6i Ourchi Arturo • . . . dis A.nr.ona di r. san. Palermo dep. rant. Campobasso 17. 9.68 Ricci Pasq~&ale. . . . dis. Foggia 30. 6.69 Castagnen Giov.BalliJia dis. Torino dir. san. Alessandria 3 re~ g. al p. JO. 6.68 Licini lìsuperio . . . llis. navenM 19. 4.67 Pernsso A11lolllo . • . dis. (;enova dir.<an. Torino f'llr. snn. Genova 3!. I .GS Sunscri Francuço . • o.lis. C...tnhì 31.10.67 Molci.;anli Carmelo . . dis. Siracusa • '!5.10.69 Ta ralli Angelo . . . . id. Foggia H . 7.6S Sipari Duge1110. . • • id. Napoli rtir. sao. Ancona dir. san. Napoli '!8. 4.00 Latini Allilio . • • • dis..-\scoli Pie. !4. 5.68 Agrò Bu!Jtnlo . . . . di s. Girgenli dir. san. Ancona dir. san. Palermo t7. !.69 BPrton Ghutppe . . • di•. Bellu no 18. 6.66 CcrquciU GltUtppe . . dis. Macerata dPp. rant. Mantova dep. fant. W,ocerala. tO. :>.66 Fa us<ooe Cuare . . . dis. Ivrea dcp. fan t. 1vrea 3.t:!.67 Sbrocchi Ariltodemo • dis. Firenze dcp. rant. Pistoia 3. S.68 Vesce Fortunato . . . dis. Avellino 9. '!.67 Ghisolll Sllt'IO .

.

.

. dis. Piacenza

l


(.Segue) UHICIALI liiBOICI N

dal n. 718 nl n. 758 6 giugno 190 l 'll.. 7.67 Mass~rolto Ernesto . • dis. Savona dP.p. !;tnL. Savona .9. 9.61) Cassnra A•1gelo. . . . clis. Trapani ùep. !a!lt. Palermo P 1. ~.68 Donetto Giuuppe. . • dis. Rovigo rJep. !anl. Verona Ve L 4.66 Costa Adolfo . . • . dis. Pavi;1 dir. $an . Genova 30.U .6iMuratore Giuseppe . . dis. Alessand. dc;>. rant. Alessandria C 18. 2.66 Correnti Fmnresco . . dis. Palermo t0.H.63 Allel!ra Oavico Filippo . I.L Torino ùir. san. Torino H. i .66 Mu.a:f(io lliccardo. . . dis. Torino ' · !.70 Casi Ili Augusto. . . id. Napoli rti r. san. Napoli 3.10.Gil Giani Luigi . . . . dis. Ivrea 19. 7.67 Lattcri bmocenzo . . id. Gelali• 25. 2.68 Mortari G"glietmo . . di. Rorn;~ dir. san. lloma 4. 8.69 ln!crrera Angelo . . • d is. Messina ùcp. ran t. Trapani (0. 9.63 Morvillo Vi11tenzo • . di~. Me3sina 18 luglio 190 l ~O.t0.7~ Ragons Saverw

. . . dis. noma

23 settembre t 90 t 1'ummasu . . dis. Caltaniss. 2 giugno 1902 3l. 3.65 AIIJerli l'irgi11io . . . dis. Milano i~. 5.69 Oolwllis E'rulacllio . . di. Oari dir. ;an. Verona. ~6. 7.i2 Accorclini f'raucesco • rlis. Udine 9. 8.7! Sini Uamiano . • . . id. Sassari dep. rant. Sassari ~5. 9.7!1 Pasca li mbet·lo . . . . rtis. Roma clep. rant. noma n. 11 7. 3.67 Grossi Gi11seppe . . . dis. Napoli dir. san. Napoli u. 2.65 Cardo ne Domeuico . . dis. Reggio C. dir. san. Torino 27.H .6> Perchinunnio l'inceu=o. dis. Fog11ia rh r. san. Verona !4. 3.69 GioiTrelli Ca.rlo. . . . dis. Napoli 4 art. (Cremona) 25. 1.6~ Carabi ilo Gitueppe . . dis. Palermo dlr. san. P<ll~rmo ~.11.73 Zamboni Antonio. . . dis. Rovigo rllr. san. Ales>andria 14. 1.69 Molteni ,1/ario . . • . rlls. Pinerolo dir. san. Torino 28. 9.69 Mosso FrMICesco, <Al ''"'"· dis Genova dir. san. Bologna 3. ~MS Zarlch A lfr edo, o. <Al" -" dis. Roma lG. 9.69 Sa.ndrini Utnbtrto. . . Id. Udine dir. san. Alessandria 5. 9.70 Bellisari Gatlano . . . dis. Aquila dep. fant. Aquila ~.IO.i3 Moscati

COIIPLEliiENTO - TENESTI

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dal n. '180 al n. '180 2 glugne l 902 ~O.H.68 Amiotti Hm·ico . . . rtis. Torino clir. san. Torino H. 2.69 De Gaetani Luigi, <Al ''"" <lis. Messina dir. san. Palermo 8. 8.70 Piazza Camillo. . • • dis. Treviso r!ep. rant. Parlova P 8.10.69 Piccirolla Giova1111i . . rtis. Foggia 2t. 7.68 Melzi U1·bano . . • • id. Milano dir. san. Genova u .u.r.s Sii\'CStri Giuseppe. . . dis. Novara dir. san. Torino l S. 3. 70 n ossi Pietro. . • • . rtis. Lodi dir. san. Milano l5. 2.r.7 Paolucci 1\"icola . . . dis. Chieti dir. san. Ancona ~. 7.69 Mare lìnceu: o . . . . dis Cosenz:.. rtlr. ~an. ll.ui 25.10.69 Cacciatore Adol(o. . . tlis. Locce dir. san . Bari 3U0.6S Giannuii Vilo . . . . dis. Roma 2l. 6.69 Cutore Gaei<WO • . • id. Catania rlrp. rant. Tmpani %.10.68 Trczza Samuete . . . dis. Salerno rtir. san . .\lilnno 4. 4.70 Dc Mauro .~lessand•·o . dis. Fog~ia r!ep. rant. Campo1l.1sso 8. UO Laguri Eugeuio . . . dis. Lodi clir. san. Milauo 7, 6.f>9 ~larino Sal vatore. . . rtis. Caltaniss. dep. !ant. Trapani 7. 5.68 Costa Alario. . . . . clis. Geno\'a dir. san. Genova ~7 . 7.69 1\ossi Giov. Oallisla . . dis. Benevento dir. san. Gcno1a lt.I0.69 Valda meri AnsarlO . . dis. Milano dep. rant. Lecco 9.to. 70 Teresi Simone • . . . di s. Cefalù 4. 6.68 Portìgliotli Ste(ano . . id. Novara dir. san. Torino 1. 3.69 Me>chinelli Com ino . • clis. Vicenza rtep. !ani. Pa~ova P 1. 4.B nerri /.uigi . . . . . di;. Genova dir. san. Alessandria ~- 4.68 Bartolotta Antoxitw. . uis. Cefalu dcp. lant. Trapani t O. 3.69 Tecce Nicola . . . • rlis . Avellino dir. san. Bulogna U2.69 Cestarl A'lcola . . . . rtis . CampagBa dir. san . Napoli 9.(~.68 Valenti Carmelo . . . dis. Catania dir. san. Palermo t!. 9.69 Zanna Giu&eppe, <Al ,..., . r.lis. Monza dir. san. Milano 5.10 ti8 Sotis DI-mete. • . . . dis. Gaeta dop. fant. Gaeta i. 9.70 Oreoi Giuseppe . . . . dis. Lucca dir. san. Torino 2! .U.69 Gallo De Tomroasi Gellllaro. • . . • • rtis. i'\apoli

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(Stglle ) UFFICIALI li8DICI DI CllliPLKitENTO - TENENTI

dal n. llìU al n. 8te 2 gi..IIO 1101 16 11.68 Arala Angelo,® , ..". . tlis. Genova 19. 6 68 De Pompei< Girolllmo. tlis. Teramo d•r. san. Genova dir. san..~ncona 1. 1.69 Messina Ftlippo. • . . dis. Call4oiss. ~. i .68 noeri Emilio. . • . . d1s. Arezzo flep fant. We.«ìna 30. 1.68 ~lana Aleuaudro, O, ® ,,... • . . . • . id. Fol!gia ~ 9.67 Petrci Glwtppt. . • . dis. SulmoM fl•p. rant Aquila dir. san Ancona 9 1'!.67 Cucca Stb11.$Ututo. O' 11. 5.7i Gbnrranchi Domenieo • !lis. ~a.ssa ® , ..., ". . . . . . rlls. S.usarl der. rant. Pisa :!9. 5 70 ntaoc:alo 1/af<ro • . . 1d. Straeusa: '· 4.69 Sasarc<c Angtlanlonio. di>. Potenza !!Pp. rant. !'olen~a dir. san. Palermo t. 8.69 Bellinzona Carlo . . . Ili~. l'~ via ~.tl.68 Gantlcla Rocco . • . . dis. Castrovill. 1leJl. f~nt. PA \ ia der. ranl. Castrovillari 5. 4 6811eloni Frtfllct$CO. • • 111<. Modena t7. t.GS Cole Ili 'l'ulho . . . . dis. SPII uno dir san. BologM dir. san. Alessandria ! .11.68 Colu«i Giaeinro . . . di~. Taran1o t~. 3.70 llavazza rillodo, ® ..... di<. C.1sale rllr. snn. Rnrl ri~Jl. r~ul. Ah!.!Sandria A ~6.1\ 68 Oe Slerano Glo. llalli&la. dìs. Campagna G. t~.7t Scuncìo Domenico . . Ili.<. Caserta 1lir. ~an. t'i rrnzc dep. rant. 1\apoli N. Il 9. 5.68 ~lemmi Alizza.·do. . . tlls. A rozzo 311. 3.69 .,l vino Plell·o . . . . t1i<. Ca~erta lt•r sa u. 1\apol ' di r. san. Fircn1.o ll.tt .titl Oaii'·Orso Ullue. . . . dis. Genova 31. 5.69 zunino flielro . . . . t1i;. Genova dir. ~nn. Genova rl~r. san. GP.nova 5. 5.69 Vicem o ni Gitt~ppe . . dis. Palio va tS. t 69 Ura~ l!mberlo . . . . dis. Ca~tliari <ll'll· (ani. CagliAri fllr. san. Milano l. 7.69 Ebner Mal'liiUJ. . . . di>. Campagna t. l 67 Ca>tellana Sonle . . . tli<. Palcrm() flir. san. Palermo dir. SMl Napoli t~. 6.68 Zuaro Rettedello . • • <li.~. Trapani 1.11 69 Curti .~iclltle . . . . ltt<· Ra:z::io E. clir. san nologna dir. sno. Palerml) t t. 7.68 (jrandl Anacleto . . <li•. 3&:\.<<a t \. '!.titl Vil!nali Aldo. . . . • Ili<. Parma dir. san. Bologna clir. san. G~no'a 48 8 70 ne Cri•toraro ,1/ichtlnn1:!. 7.68 CorauA G•oumtni. . • •lis. Arezzo 1 gelo • . . • . . . •ti•. Calanl:t -!9. 4.69 Yanna Sal valore . . . i•l. :'\a poli dir. san. Napr.ll dir. san. Palermo , 9.68 Maresio Glf<ltpJle . . . •lis. Trc,·i$0 5.1i.69 nam.)lla />ielro . . . . Ili< Sa,·ona <lir. san. Torino dOli. fan!. Pa<lova P :!6. 9 68 Gro<sl Luigi. . . . . di<. Ga~~~ ~. 5.t;9 .\rcari Guido. . . . . <l•s. Mantova tlir. san. ~llano d•r. san. ;\apoli 28.11.68 Falconio Luigi. • . . dis. Chieli u t.69 norin Giacomo. • . . dis. \'icenza dir. .<an. Torino d•r. &111. A ncona t B.~ 69 ~lusst Gitutppe. . . . di<. !llodPna t s. i 69 Chtodera L11lgi . • . • rll.s. lolanto,·a dir. sRn. Roio~na dir. san. Torino l!. 5 G9 C.lulla ,tfarlnno . . . . tli< Palermo H. 7.67 Abati Franct~co . . . llìs. l.cecc ,ur. san. Torino 31J. 5 69 Oi Nola Gt 111111ro . . . i•l. Nola dCII. fan t. S1lerno S 1~. t.71 Negri Igino . . . . • rll<. Vogh~ru 2G. 9.69 So1.zi Giovanui. . . . dis. ~filano ~ r~~l(. alp. clir. <nn. Milanu 13.t0.68 Cuzr.olti Oomt11ico . . rti~. Vcrcrlli 13. G.GI! Nucci Bt~rlco, ® ,....., . . Ili•. Are1.1.0 1lir. san. Toritto dir. san. Roiogna ~7. 11 titl AIJiuso Francuco. . • •lis. Cam)lohas. .iep. rrutt. Campohasso 11.12.60 Gargiulo A n l n u i n o, ® ,...,. · . . . . . Ili>. Nola 5. i.r.g Rottini Carlo . . . • ltis. Genova •ltr. san. NaJH>II dir. san. Gcuovn t8. 4 G8 Mari no Ciro . . . . . •Il~. Chieti ~\. K Ol! llur~l Gioca•wl. . . . di s. Como dir. s.\n. Altl"nndria <1e1•. rant. Como m. :; r.~ lhrbera Calogero . . . dls. Palermo t5. ~.69 C:<liari f"•·nnce&co . . . tlis. \'oronn rlep. ranl. l'al•r mo C 1lrp rnnl. Veronn VP 31. 1.67 .llnnrrid.t .Uiclielt, ® '""· •li$. Catania '!l. 4.68 Barola Giouamtl . . . dis. Perug;a dir. ~an. Roma Il G 67 Go;~in~o Giownni Balli· lln . . . . . . . id. S.HQna 4. !.70 Mazzaracchlo Filippo. . dis. Taranto 1lep. rant. Savona dir san. Alessandria dal n. 1e1 al n. ••• 2 giugno 1102

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CSegr;e) UFFICIALI III!OICI DI COIIrLEIIENTO • TENKNTt

dal n. 86e al n. 88-1 2 giugno 1902 6. 5.70 Rocc.willa Sle(iJllo. . . rt1s. Cuneo llep. fant. Tortona -t4. 5.68 Canali Leopoldo . . . clis. Patlo,•a rtep. fant. Udine Il t. 5.68 Ursino Giuseppe . . dis. Reggio C. dir. san. Verona ·l'. 8.67 Macaluso Michelrmuelo . d is. Gir gentt ~- 6.68 Mormino Conti Giuse1>Pe id. Cefa lu dir. san. Palermo i7. 7.69 Consigli Giovmmi. . . dis. Pa;ma dir. Slln. Genova 'H . 5.67 toi B ouavttllura. . . rtls. Cagliari dep. f3nt. C':agtiari U.U .68 Gi.;..;ara Sebaslin>•o . . <lis. Siracusa t t. 8.69 Ghdti AleuiJndro . . :11. Macerata clir. ~an. Anrona 9. 5 68 Pellegrini SiJverio . . tlis. Ancona ctir. san. Aneona 4. 8.68 Scopinaro Raffoelt . • clis . C.laieti dir. san. Aneona ii!. 5.69 Sorriso-Valvo SlallisliJo. <lis. Cal taniss. -~G ~.68 Oo Magt·i Btu·ico . . . id. Parma <lor. san . Genova ~- 9.f.S Mastrogìaco1no r;iacomo di <. Siracusa 6. 7.70 Foroni Artclio . . . . id. Mantova rt ir. ~an. \'erona 49. 5.68 Oolci Casimiro. . . dis. Catania 4. 1.681)e Paula Ra(fiJel e. • . id. Avellino "17. 6 69 Iudica RosiJrin. . . . id. Cas.•le dep. raut. l.orll !0. 3.70 Solero l'aleu/itiO . . . oli;. Udine dep. rant. Lodi ~~- 9.68 De Vivu Btlore. . . • olis. Frosinone dir. san. Alessandna 8. 3.67 Cassini llalico . . . . r!is. Udine dir. san. Torino ti. 3.7:! Li bo nati OerardiriO . . olis. Poteu1..a dep. rant. Lecce 15. 4 69 Orlando Francesco . . di s. Palermo ollr. san. Palermo ~- 9.69 Gi~anti Bnr~o Vittori o. dis. Girgenli '13. 8.69 huggieri Giuseppe . . id. Barletta lfir. san. Ilari iS. 3.69 L.anducci Al(rello . . . d i;. LIvorno

dir . .<an. Alessandria • . dis. Palermo dir. snn. Palermo '8.1!!.69 Cali Giuseppe • . . . dis. Roma !lir. sa n. Roma l. 5.69 Bianconi Luigi . . . . dis. Pesaro l o. t .66 Guadagno Sal va/ore. . Id. Salerno dir. ;:;w. Bologua i8.U .69 flundarò Paolo. . • • dis. Roma t . 1.68 Anco!'la Narlino • . . id. Taranto ctir. san. Milano t . 9.68 Martelli P Idro. . . . dis. Messina 31. &.68 Chier ichetti Angtlo . . id. Milano dep. rant. Monza 9. 3.69 Ricci Raffaele . . • . dis. Catania J. !.69 Palli Aleuandrn .

ola l n. 8lìl• al n. ••• 2 11ugno 1902 t 5. i.68 Spizzirri Flot·estaiiO . • di~. co~enza dir. san . ~lilano li. 9.68 l mpallomeni M eolo . . dis. Catania rtir. san. Palermo 'l4. 7.68 Le Moli Giurq1pe . . • dis. Caltaniss. u . 3.68 Mancini Paol o . . . . id. Gae ta dir. san. Geno va '!9.10.68 La [lrnna SebiJsliauo. . rtis. Siracu:<a 4. 9.68 Gihellt GiuJeppe . . . itl. Cremona <lep. rant. Alflssaonrla A I O. 4.68 Lla lla Pozza Gio. /Jatlista di s. Viccnr.a dir. san. Milano 30. 6.68 Mori Umberto . rlls. M:~nto,· a (lep. rant. Ferrara \!7. 3.6.~ M~J!giore A(Jaliuo. . . ol is. Siracusa 15. 7.68 Caccm·i Oomtnico. . . id. ['iapoli dir. un. Genova i . 6.67 llonclli PrrmctiCo. . . tli•. Avellino <le p ran t Salerno ~ 7. 1.68 Gioia Ignaz io . . . . llis. C~fatu rlep. rnnt. Siracusn iS.I'! 68 Cierl Jo't-lmresco . . . oli s. fog-gia dir. san. Verona 11. 9 67 Laricrloia ,!lichele . _ . dis. Barletta tlir. san. Bari t6. 4.68 Ferrarese Arnal., <Al ...... rtis. Verona dir. san. Torino t 3. tl68 Ila rifa Domenico A ntonio dii. Reggio C. ctir. san. r.enova 15. 7.69 Malipiero Gio. llll lli31a . olis. Vicenza o1ir. ~an. Tt•rino IO. 9 68 Guerra r.iovarllli . . . dis. Lodi dir. san. ~lilano 'n. 6 68 l.a ('.alcn GiotJiJIIfli . . tlis C~lalù t O. 9.67 Mal inverni Eugenio . . iol. Pinerolo 5 art. (Vena ria Realn) !0. 9.67 Vi:wa Ginsepp~. . . . di•. Novara dir. san. Torino 'n. 6.69 Pozzani BI/ore. . . . dis. Verona di r. san. Milano 3. 6.68 Cuscilo ~·tncenzo. . • dìs. [la ri dcp. rant. Ilari [l 10.11.67 Chlllt. l sidoro . . . . dis. Catania rlir. san. Palermo ~- 5.68 Lo Giudice Paolo, <Al •w. dis. Catani~ U.l\!.69 Luptoino A111lr·ea . . . itl. Trapam 18. 1.70 Grim:tloleschi Rt,ggero . id. Spolet(l dep. fant. P~rugia tl.ti.67 Schupfer Fen·t~ecio . . dis. Roma dir. san. Roma ~4. t .7iCapellini Piero• . • . dis. Bologna regg. ca vali. Bologna t. 3.6~ Ceni t:go . • • . . • dis. Roma tllr. san. lloma 49. 6.67 A>cMelli Ang6lo • . . <li; . lloma dir. san. Rom3 il. 1.69 Gianantooi Pompeo • . dis. Orvieto dir. san. Roma


51

I.Sf!/Ut ) l) PPil!IALI !IF.OIC! 0 1 CO>IPL~liF.STO- TENBNT! riai 11. 8 1 '1 a l 11.

e•a

dnl n. 8-I'J al n. e'I 'J

4 giugno 1103 2 giugno 1902 ~4. 7.70 Ippoliti Emilio . . . . dì~. C:unpagua 5. 6.70 Gasparini Spirito . . . dis. Como rtep. fant. Como dir. S.111 . NaiJOtl 15 1.70 Spica Aulottillo . . dio. Messina G. 7 I>G Ludti Ot"lafiCIO . dis. Firenze rlcp ran l l'irrn>.e F. Il 22. l.iO Biz1.0 rìncenzo. . . . id. Lecce dir. san. Bari. 19. 10.6~ (';llderara t;rlS/Ja>"e • . rti~. Milan o ~- 9.69 OPI Torre Adelat·do . . <lis. Mi la o o. dir. >nn . .Milauo 7.10. 64 GuaslaOerro \'itlrw~·o . rli>. :'\ola dir. san. ~ltlanll rlir. ;an. Fireuze 13. ~.68 r.oucelti Geremia . . . rlis . .\scoli P . 1:ir. san. Ancona Il. &.6"9 ~laslrofhti Paolo . • . d is. Roma tlir. san. Roma 3. !!.69 Mallardo Ce&arc . . . ilis. 1\"apoli dir. san. i\"apoli H . ~.61 i'ìai'Pi Afichel e . . . . tlis. Mia 28. 4.71 Conii Giovmwi. . . . tlis. Milano rltr. ~~n. Firenze l seuembre 1902 H. G.i4 Silv~:.:ni S•t l vo tor e . . tlis. Cosenza 19 marzo 1903 19. 8. a Gcunu~a M alleo . . . dis. P:Mrmo 2~. 7.72 lle llosa Guglielmo . . itl. i'ìapoli dir. san. Fircnzr• 1 7.H.7~ Arieuzo GabriPla . . . clis. Na;loli rlil". san. 1\"apoh 19.11.68 Cal~ Pauli11o . • . . dis. Caltanis.>. dir. san. Pal r rmo l 9.6~ lle Marco Pra11ccsco. . rtis. Ca mpagna dir. san. Napoli ~0. 9.70 :\irOI<Jsi Gaet1mo . . . rlis. Cat.1nia rlir. san. Pa lermo R. 9.&7 Bruschi Franceuo . . rlis. Firenz~ dir. sa n. Alessandria 30. 7.70 Roclriguez Al(ouso . . dls. Livorno dir. s.1n. Alcssanrtt·ia 13.10.70 .\~coli Gitdio. <A> ,,_,,_ • dls. Genova dir san. Alrssandrìa I S. 8.73 Mu>ini E•wico . . • . rlis. Bolo;ma 4 giugno lt03

. . d ls. Roma dir. s:m. Roma 17.11.68 Schia••oni Mn>"io . . . dis. Roma llir. san. Roma 22.11.&9 Giordano Totnmaso . . di>. Napoli IL 3.67 Schisano Giovanni • . 1•1. Chieti dir. san. Bologna 6. 9.70 Sigurtà Gio. Ba llltla . dis. Milano dir. san. Milano t . !.6-8 Capoùianco Fra~1eesco . dis. Napoli dir. san. Fit·enze 10. 9.67 llas liani Francesco . . dis. Lucca rtlr. san. Pircnzc 6. l.il Mancini Claudio . . . dis. livorno dir. s11n. Alessandria !1. ~.71 [)i Pisa Salvalore . . tlis. Palermo dir. san. Pn l~rmo 23.t!!.69 Borromeo Pielt·o . . . dis. Roma dir. san. Roma 6.ft.G8 Tamajlnini 1"u1Uo. • . di~. Macerata t8. t .73 Panlchl Lt<igi . . • . id. lloma rtir. ·'l!"· Roma li. 0.70 Tabucchi ~·it·gllio. . . dis. Livorno rtir. san. Firenze ! 6. 9.67 llaggi Augusto. .

rlir. ~nn. Milano 15.11.70 Mascitcll i Gualielmo . . rli;. Sulmona· cltr. san. Ancona. 8. 3.C.9 Pi1.1.ini Pompto. . . . rlis. Cosen1.:a dir. san . Ilari 2S. 9.70 l.annn F•·m•cesco . • . dis. 1\"apo li tlir. san. ì'iapoli lll. 7.70 Atni>l"imo Ernest o. . . oli~. Ca<ale U art. (Alessandria) 'l6. l~.G9 Gatrano flosario . • . di:<. Traran> 11ir. san. PaiPrnto H.ll.69 IJellali At~gelo . . . . dis. Venezia . de p. rant. \'enezi• 5. G.il Tartaro Gi11seppe . . . dls. Cefalù

dep. fant. Trnpanl 18. 9.69 Longo Salvatore . . . di s. Celai u dir. s.1n. Palermo ~t. 4.71 Roviglio AdMdalil . . dis. llergam~ dir. san. Milano 8.1!..69 Gallo /l'icolo• . • • . dis. Ta ranlo rttr. san. Oari 23. 7.iOOomenir.l Oliralo . . . di:<. l.ucca dir. san. Fire nze 1. 3.a Tripanl Dom eni co. . . dis. Potenza d ir. ~an. R:tri !8. !.iO Pistono Remo . . . . rlis. Vorcelli dir. san. Torino 1!4. 7.70 Piag~lo Giov. Ballitta . dis. Genova dep. fant. Piacenza 10. 1.71 Astirlti Francesco . . dis. Rom~

rtir. san. Roma 15 9. iO Cassata L e/l trio . . . rlis. Messin~ dir. san. P~ lermo 4. 5.70 Pulvircnti Gregorio . . dis. Catania

dir. san. Palermo . dis. Siracusa • Id. Orvielo dir. san. rtorna lO. 5.70 Motta Alfio . . . . . dis. Catania dir. ~an. Palermo 17.10.70 Ro~setti L14igi . . dis. Torino dep. bers . Asti 7. 3.70 Caiozzo Giuseppt . . . <lis. Trapallli dir. san. Palermo 'li. t.70 Terran a Vìnc.uzo. . . dls. G irgen ti dir. san.' p,,Jermo !8. 3.71 Castro A!alonino . . . dis. Cata nia

1. 5.71 Ruscica Miclltlt . . !9. 9.69 Volpini Arcangelo .


:

(St!)IU) n'FICIA ~I II&OICI 1)1 COliPL~:HE'ITO - TK:'IKNTI

•Jal n. 1e1s al n. •••~

dal n . • ,8 al 11. •••• ' t lugno 1908 :!Il. ~.7t ~evrri Stvero.

55

' t lueno 1108

. . . da•. Perug1a

l. !l.il Alhertmi Croet.

. . • tli,, Sirarusa hrlg. frrr. IJPIIÌO Il . 3.69 ne fOiullo Pasqunlt . . itl. i'ìola 10 4.69 Astuto Ctrrmtlo • . . dis. S1racu ...~ dir. ~an. i'ìa(loll 9.10.69 Lutllchau (;IOV<IIIIIi. • irt. Ancona :!8. ~.69 Oolri Ltotat . . . . . •hi Ale,<andr. cl~p. hers. Ancona drr. fant. Al~-~~ll•lna C Ul. '!.68 Bertazzoh C11rlo . . . rh§ Ra,·enna l i. 9.69 Giacchi /lodolfo . • . <h~. l.ncfa •hr. ~ali. llolo,:nn dir. san. Grno''ll ~. 8 iO Tle11,:o f.lvl'alllll . . . ti~<. TreviRo ~l. 9.i0 l'a m Paridt. • . . . dii. Pesaro dir. 'an. VNona c1ir. <ali. Gcnn•11 :!Il. !169 ~la~:u f'trdi 111111do . . <li<. c~t:~nia 2 ~iO ~latar.vzo r;iustppe • . •li<. Sirarusa :!11, 8 1t Gironi Agostwo . . . 1d. ~Jar.. rata t 3. :t. i l Severino Alfredo • . . hl. Fo~!(m 1. t.ro Scornavarfa Giuseppt . itl. C.atan1a oiPtl. fant. Tr romo ~6. S.ill Palrnir ri F r tllutscupaolo 1h<. C~mpngna 19. l .i3 Piltau GctlltNit' • . • 111. C'~1~hari <hr. osp~dalr Caj! liari 1 dir . san. Alc«anrlril\ ~8 1.73 :'iantmw 1.11igl. • • • tli~. Rari 15 U .68 ~lanci ni Generoso. . • 11is. 6cnrvento •ICfl. 1.1nt. Bari T 7 ar L. fl'i~a) ~. 11.~9 Vir~a Salt•n(OI'f . . Ili<. P:lfcr mo IG. S. iO ·" ·utuccl 0 0III t i11CO . • tlli. Rari 21.• 4.70 IIIC•'OIIO ,lfat·liiiO . . . ici. Ivrea dcp. lant. IJ;1rl R 3. 4.71 Cas>audra (;lltlotno . . irl. Cascrtn ~6. ~.70 Quara nta Angel o . • . rli~. Lecce dir. sn n. Jlar1 •lir. Mt n. A lt•;s~nd na t . 4.71 Cola neri f'er cli11ando . tlis. Ca mpohas. ~. t .il S acc.1n lo Giu1epve . • dis. Venezl:l d••p. fant Fano dir. san. Mlia110 ~9. ~.71 Ma7.ZOII r.l arnlmllilla . tlis, Ca mpaj!nn !l7. 3.69 n a rro Dav ide . . • . <li<. Genova 10. t.il Zancllelli Paol o . . . 1•!. lleneve11tn j .ti r. sa11. Gcno•·a dir . Mn. Napoli 8.11.70 P rocopio Gilutppt. • . cfls. Nnpoli 21. ~ 7~ Sa lva tore Giovarmi . . oli<. Bar1 dir. san. ;'\a puli rte1l. lan t . R.~ri T 17. J.il Ciaramelli Artur o. • • d1s. Ar~zzo !lO. 8.70 t:hl~o;a-A hhlatl Antonio d ls. \ 'of(hera · drp. fan t . Arezzo II.IO.illl!.ltl Riccardo . . . . 1d. Roma IS. 4.69 Sa hhatanl Paolo . . . 111~. Ra,·enna dr(l. fant. Fro<monP dir. san. Dolo!(na 'ti!. i.G9 .Wenna 1'ìlo . . . . . tl1;. Chiet i '!0. 3.71 Correra ,fl•chtlt. . • • di~. c.~~erta dir.•an . .~ncona (hr . san. f'ir~nze 9. 7.71 Peran o Cugl~tlmo . . <lis. i'ìovara ~. i.iO Piazza Gnt1a11o. • • . dis. Ctlltanlss. 19. j , 70 Concn Raffcu l e. • . . ici. Gaeta U . 6.i0 \'ìanelloCacchiole .lfar 1o id. Treviso dir. san. :'\apoll dep. lan t. Alc<sandrin C !Ut.69 Tatulli Panla ltOIIt . . dìs. Bari 'U. 6.69 Aj:ostlni 4/tchde . . . dls. llcggio C. dir. san. Jùr i dir. san. Rnrt U !.69 Caronna CuutPP'· . . rtis. Palermo U. 8.70 Arangino Luigi. . . . dls. Cagliari 'D. 3.70 llo, colo RomallO • . . id. Pad0\'8 dep. lant . Cagliari dir. san. M1lano 13. G.iO !.J;uzoleoi Ptdro . . . dis. ner~amo IUO.GS Azzolina Fr 11neueo . . dk C.,t.nnia detJ. fanl. Bergamo 8. 8.71 Brent.nni Antonio . . 1<1. For li 13.10.69 Oe Simone Mallec . . . d is. Benevento dep. fant. Ferra ra IO. 9.69 Buccico Giovanni. • . Id. Po tcnta ~. 9.69 Plspico Gloorm n L . . di3. Lecce !lir. snn. Dari dir. san. Ilari ~. 6.70 Caputo Gu&lat>o. • . . dis. Lecce 3.10.70 Plnettl Glo. Jlallllla . . dls. Milano dir . san. 8Mi dir. san. ~lllano 31. 1.70 Vanaeore Vincen; o • . tl is. Nola 3 11.70 Ri,•era Giuseppe . . . dis. Geno va !t. 9.70 Gìusto lisi Vito. . . . Id . Siracusa lllr. san. Alessa ndria dir. san. Palermo t 7. 3.70 O'OrlaAnto11 to . . • . dis. Avellino l!O. ! .70 Bochtcchlo Alllllftlo • . flis. Bar let ta l! art . (Cap ua ) !3. ~ .70 Oeodato Giuuppe . . . Id. Catania ! 3.1t.G9 Negro Tomma10 • . . dls. To rino dir . san. Pa lermo r egg. art. mont . (Torino) 7.11.70 Na tali Cur=io • . • . dls. Oologna dep. fa ot. Bologna 13.11 67 Mo ntella Carmine. • · dls. Nola 1. 8.69 Torreg~ian l Amt dt o . . dia. Perugia dep. fant. Salerno C dir. san. Vero na t O. t 0.71 Colom bi Adolfo • • . dis. Monza 3.10 69 T eo tonllhlrico. . . . c1is. Forll dep. fant. Belluno ' dep. tant . Furti t 7. 5.69 Romauo Raffa ele . . . di s. Napoli I H O.i O Brocchetti Riccardo . • dls. Brescia dir. san. Napoli 19 art (Firenze)

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l l


(Stqut) UrriCIALI IIEDICI DI COIIPLEII!STO - T8NBIITI

dal n. •••• al n. 1e11 4 11111110 IIOS H . 4.69 Mercatali Março • • • dis. Firenze dir. sao. Ver ona ! . 8.70 Carano f'ra1uuco • . • d1s. Taranto llir. s~n. Bari !1. 3.71 Salvaneschi lJiiut. . . dis. \'arese dir. san. Milano 5. 6 70 Vitale Raffaele. • • • dis. ReggioCal. dir. san. Bari 31. 5 11 Cicala Giouannl . . . dis. Messina dir. san. Palermo 7. 8.69 Di Giorgi Fra11çe"o . . dis. Trapani dir. san. Palermo ~. 1.70 Gulso A11lonio • . • • dis. Cagliari dep. lant. Sassari 6. 9.69 Vitello Gluuppt . . . llis. Caltaniss. 3.tt.70 Ricci Raimondo • . . id. Ancona dir. sau. Rologoa l i.I0.69 Giannnttasio Domeniço. dia. Cllieti dir. san. Ancona t7.1!.68 Vicentini Gwvcmnl . . dis. Aquila dir. san. Ancona 1. 3.69 Monaco Bruno. . • . dis. Catanzaro dir. san. Bari 7.1\U9 Catanl Ltopoldo • • . dis. Livorno dep. rant. Pisa Il 4.70 Cosmo Giacomo • . . dis. Udine dep. ranL Udine Il 3. 8.70 AIla vena A~l(o . . . dis. Savona recl. mll. Peschiera 3. 5.70 Rarberio Vincenzo . . dis. Cosenz.a dir. san. Ilari 1!. 8.69 Ciraolo Orazio. • . • dìs . .\lessina 6. 5.70 Nosadmi l'a lenlino . . Id. Viefnz.a dir. san. Verona '!9. 6.69 Grassi Anlo11ino . . . di s. A•·ellino • regg. cav. in Aversa ti. t.69 Pctracca ll'~ota • • • dìs. ReggioCal. dir. san. Bari !6. 1.69 Mor~llo Barlolomeo. • dìs. Savona dep. bers. Savona t.t!.69 LaMgna Pitlro. • . • dis. Torino clir. san. Torino !13.10.70 Caruso Albtrlo. . • . dis. Fitcnza dir. san. Firenze l.tt.G9 Poletll Andrea. • • . dis. Genova dep. bers. Sa •·o n a 1. ~. 70 Grande AttloniltO • . . dis. Siracusa dep. rant. Siracusa 19. 7.69 t..lcciardi Ma·r garilltto . dis. Siracusa t8. 6.69 lanuiolll Pranceuanl . . id. Potenza !6. 9.68 Antìnoszl Luigi • . . Id. Benevento dep. lant. Benevento t3. 5.69 Samelli Roberto • • . dis. Frosinone dep. ranL ~'rosinone 17.H.68Campagnoli Dollttnico . dis. Roma 13 art. (Roma) 30. 8.68 Santuccl Nkola . . • dis. Avelli no dir. san. Napoli 8 7.66 Pl:uza Gerardo. . . . di~. Napoli dir . sao Napoli


(Segue) DFPICIALI IIEOICI DI COIIPLEIIENTO • SOTTUTESI>:oiTI

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SOTTOTENENTI MEDICI

dal n. • al n. U 2S febbraio 1880

3. 8.68 Marlanl lVicola. . . • dis. Oenevoato

dir. san. Verona 19 giugno 1890 "'.l·l .l j.65 Ferrar i Carlo . • . • dis. Lodi 28 glugne 1881 U. 7.64 Cosenza Michde . • . di s. Siracusa

dir. san. Palermo 8. 2.61> Gusmano Calogero . . dis. Cefalù dep. hers. Palermo 27. 6.6, Verda Luigi . . . , . dls. Torino dir. san. Torino 20 dicembre 1891 '"· 7.63 Camerino Nicola • . . dis. Napoli dir. san. Torino 28 gennaio 1892 IO. 1.67 Nitli Girolamo. . . . dis. l'ia poli dir san. Napoli Il luglio 1892 23. 8.66 Al bini Anionio. . . . dis. Milano U art. (Alessandria) 113. 5.65 Serra Francuco • . • dis. Trapani H art. (Palermo) 9.U .65 Gulli Paolo . . . . . dis. Reggio C.

dir. san. Verona 10. 9.65 Vatan A ngelo . . . . dis. Derjl'amo

dir. san. Ale1sandria . dis. Casale dep. raut. Tortona "!0. 1.68 Amlt.rano Nicola . . . dis. Nola dir. sao. Napoli • 3. !.65 Cipriani Giov. BalUda . dis. Massa 9. 8.66 Coda Ra/Tatle . . . . id. Nola dir. san. Milano ~3. 3.65 Cuccurullo Samuele • . llis. 1\'ola · dir. san. Napoli 6. 9.65 Rlpamonti Carlo • . . dis. !.ecco 5 genio (minatori) 6. 2.65 Plglione Bartolomeo.

dal n. • • al n. • • Il laglio 1883

5. 5.69 Fontana Vil·giulo. . . dis. Cremona nep. rant. Pavia 11. 6.67 Paranin(o Girolamo. . dis . Caltaniss. dep. rant. Trapani 19 li.67 De Cristofano Ferdinando. . . • . . . . dls. Salerno rtep. fant. Sal~rno C ~- 9.66 De Petris lillore • • . dis. l'iapoli IO art (Caserta) 27 .tl.66 Novello Gitmppe . . . dls. Vicen1.a dep. rant. l'adon p ti. 3.67 Gualnndi Luigi. • . . dis. Bologna dep. beu. Bologna 43. 9.66 Matturri Nicola . . . tlis. Potl',llza dir. san. Firenze 17. 5.66 Del Vecchio Felice. . . dis. Firenze dir. san. Firenze 1. 2.68 Salveraglio /,uigi . . . dis. Casale dep. fan!. Alessandria A 7.10.68 Pnvone .t\'icola . . . . dis. Tarànto dep. fant. Potenza 16. 7.68 Patella Gio. llaUìala. • dia. Pado'a dep. rant. Padova P 30. 8.67 De Cesare Liborio . • dis. Salerno dir. san. Alessandria . 3. 4.66 Ferrari Silvio . . . . dis. V.!rona 7 regg. alpini 2& aprile 1894 30. 7.66 Ferrantini Ernesto. • . dis. Roma l luglio 1894

ti. 6.70 Gobbi Tancredi • . . dis. Leceo dir. san. Milano !0. 3.67 Berlese Amedeo . . • dis. Udine l luglio 1894

49. 5.69 Aila Snlval ort. . . . dis. Catania dir. san. Palermo


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(Segue) UFFICIALI IIBDICI DI CO.IIPLBMEMTO - SOTTOT EXENTI

dal n. 3$ al n. ae

dal n. tlt al n. 8 8 20 luglio 1898 13. 2.7~ Martone Gi"lio. . . . .Jis. Napoli dep. fanL Salerno C 30 luglio 1898 6. 4.66 Caiifano Enrico • . . (Jis. Caserta dir. san. Napoli 14. 2.70 Cimmino Raffaele. . . di s. Napoli 7 arL. (Pisn) 9.H.70 Bellinvia Carmelo . . dis. Messina dep. f:ant. Messina l l agosto 1898 13.10.69 Giupponi Bmilio . . . dis. Frosinonedir. san. Roma l . 6.68 Sacchetti .~rluro . . . dis. Napoli dir. san. Vr.rona

l luglio 1894

8. 9.71 Lomhtmli Arturo. . . dis. Napoli rtir. ~an. Milano ~3. 9.68 A iberico r;t~~naro . . . di s. Caserta dir. san. Genova ~5.H.67 llo.; si Francesco . . . dis. Napoli dir. san. ì'<a(>Oi i 21. 4.67 Menin lJgone . . . . òis. Udine dep. ranL Oelluno 9. 2.67 T~ velia Alessrmat·o . . dis. Catanlaro dep. fan~. Barletta 25.U.67 Amalo .1\'icolanlonio. . dis. Salerno dir. ;an. Bologna ~. ! .67 Cannone .1/icllele . . . dis. Milano ,. rt)gg. al pfni ' 16.H.67 Sacchiero Luigi . . . dis. Vicenza nel'· fant. Treviso l7.H.68 llcllucrì Cvda11li110 . . dis. Fot:;gia

dir. san. Ancona 7 luglio 1896 17. ~.69 Zorzolii Enrico.

. . . t1is. Pavia dir. san. Tor ino 21. 1.68 Mitarotonda Giu upp e, ® , .... " · . . . . . di s. Bari 17.12.68 Sinopoli Francesco . . id. Torino dir . san. Torino 30. 7.68 llonconi Cirillo . . . dis. Verona olep. fant. Manwva

26 agosto 1896

19. '-iO Adragna Alberlo . . . dls. Trapani• dir. san. Palermo 7 novembre 18116 l. a Monta leini Leoru . . . dis. Torino dep. ber;. Torino !U1.7l Villani Nosè. . .. • . dis. Napoli :u art. (Napoli) 18. 1.70 Magnani Camillo . . . dis. Torino l!ep. fant. !liovara V. li IS.U .G9 RabitU Augr.u!o. . . . dis. Mantova. dPp. f:ant. Treviso l l novembre 118 e li . 4.~9 Saragooi Cesar~ . . . dis. Fo r li dep. fant. Forli

I

Il giugno 1896 13 dicembl"e 1886 !3.11.69 Cicehella P•elro • . . dis. !liapoli 19. 7.70 Oe Gennaro PtUqtrale . dis. i'iola dir. san. Napoli dir. san. Napoli 27 dlcembl"e 1816 6. 9.69 Genco Alarla no . . . di~. Trapani 15. 5.69 Elmo Giot•anni . . . . id. Castro\•ill. 2U0.71 Mirto Domenico • . . dis. Palerm~ dir. san. Bari dep. fant. Palermo C 3 1 gennaio 1197 IO. 4.69 Pagnozzi Anlot~io. . . dis. Avellino dlr. san. Napoli 21. l. 70 Gravina Bmanude . . <li s. Napoli 13. 7.70 Peso le Niclrele. . . . dis. Ta.ranw 9 art. (Pavia) r cgg. cav. in Milano (cavallegg.) 16. 1.7t Bartoiini Cuare . • . dls. l'er ugia 10. 9.69 :llagagnini Anton io . . d is. Roma dep. fant. Per ugia dir. san. Roma l . S.it lncarbone Pietro . . . dls. Slracw~ 7 febbraio 1887 2 luglio 1896 !O. 1.76 Vasoin Bortolo. . . . llis. Parlova 5. 8.66 Messina Giuseppe . . . dis. Napoli 4.t1.75 Bianehini Aleuandro id. Roma dir. san. Napoli 14 febbraio 1897 15. 5.70 Dè Renti Giuseppe . . dis. Napoli 13. 9.69 An~l ulll Gmtavo • . . dis. NapoU 8 ar L. (Verona) 16. 7.71 Cantafora Nicola. . . id. Napoli 28 febbrai o 1897 12 luglio 1886 l . :!.74 Morisani Teodoro . . . dls. Napolr !8. 6.69 l annucci Antonio . . . llis. Caserta !!. 3. iO Bargioni Carlo . . . . id. Firenze dir. san. Napoli dep. rant. Pistola !3. 8.70 Grossetti Pidro . dis. Napoli li .U.69 Spow Giacomo. . . . dls. Napoli 6.10.68 Mosca Luigi. . . . . Id. Napoli dir. san. Napoli ~. 6.70 Abbate Gennaro . . . ili. Napoli 18. 4.70 Bar wlomucci Al(ottl o . dis. Denevent c> òir. san. Napoli dep. rant. Campobasso 1!.10.71 Lorellce Silvia. . . . dis. Siracusa 20 luglio 1886 10.fj .71 Zappooe Saverfo • • . id. Ca tanzaro IG. 2.70 Chirivino Vincenzo . . (Jis. Napoli dir. san. Bar! t ar t. (PHSllrO) 30. 4.;4 Eminente Arturo. . . dis. Napoli


tSt.?"e) UFFICIALI liEDICI DI COliPLBVB~TO - SliTTOTENENTI

<lal n. !ift al n. 1 •~ 14 marzo 18!17 ~i. 6.69 Guadagno Paolo

. . . di s. l'\apolì

dir. san. Genova

tlal n. ue al n . .. ,., 4 luglio 1897 9. 1.7~ Palmicri E•·manào . . dis. Monza

mont. (Torino) . . . rlis. Padova clep. fant. Verona Vi. 3U 0.71 ;-iaznri Pietro . . . . dis. Cremona dep. bcrs. Sa·.•ona Il aprile 1897 R. 4. i'i! De Grandi Sii l! io . . . dis. Varese t 3. 5 iO Scelsi Gaelano . . . . di•. Ceralù dr p. laJtl. Varese dCJI. ran t. Mes>ina 16. 3.71 Cricchio Giuseppe. . . clis. J>al~rm~ 25 aprile 1897 rler•. ber~. P;Jiormo 20. 5.il ~lafTei 1\"icota . . . . rlk Fo;;g•a ':!7. 1.72 Del ~lonaco Rllort. . . rh~. Chieti de p. rau t. Ca<erla tlep. f,ml. Chieti 20 maggio 1897 23. 3 72 Caltania Erm ete . . . di s. Ferrara 4. 6. 7~ nu.schetti Luigi . . dis. Torino •iir. san. DoiO)::na 4 rPgg alp. 26. 7.70 Togliani Costantino . . dis. Crem'lna 26. 8 6~ f errara Owgio. . • • dis. Palermo r~gg. art. cav. Olilano) H. 3.71 Velardi Giu~Pppe . . . rli~. Lecce 8 giugno 1887 18 art. (ACIUila) 17. 9 7:i Faconli Attilio. . . . di s. Milano ~3. 4.71 Villa Lui{/i . . . . . di;,. Varese <lep. r,mt. t odi regg. art. mont. (Torino) 6.!1.70 Chioppa Natale . . . di~. Napoli 6. G.73 llarhera llmarwele . • dis. Siracusa rlir. san. Napoli 15. 3.71 Dionchi Alli/io. . . . id. Novarn l luglio 1897 dep. bers. Asti L 1.73 Di Giovinu Nicola. . . rlìs. Fog:;:h1 30.10 .11 Daj Orute. . . . . . dis. Torino cl~fl. rant. Camrohas~o rtep. rant. Torino T S. 2.73 Gagliardi Antonio. . . dis. Taranto 30. 3.71 loele Giuseppe . . . . dls. CastrOVIIt_ rter. rnnt. Catanzaro dir. s:tn. Ancona 4 luglio 18117 !0. 5.i0 Marri 01car. . . . . dis. Arezzo 30. 5.73 l'almieri ,Ilario. . . . dis. Genova drp. rant. Uvorno 16 art. (Brescia) 30. 6 73 Manier Pietro Francesco clis. Palermo ~3. 6.7t Gonano Pa1quale. . . di~. Udine dep. hers. Palermo uer. rant. Verona Vì. 19.10.il )1\lrri Francesco • . . clis. Lecce 30. l.i~ Locali Giuseppe . . . dis. Milano •1el>· rant. Lce.ce rcgg. art. mont. (Torino) 8. 9.71 Tanturri Dommico . . dis. Frosinone!!7. H .71 Banchi A1·luro. . . . dis. Firenze dep. rant. Solmona rlep. rant. Firenze F li 15. 5 71 Castelli A_l(onso . . . rlis. Palermo 5. !!.71 Campione Carmelo . . rlis. Cal:tnia clt•p. rant. Palermo C 2. S.it Romano Antonio . . . id. Catanzaro 18. 3·71 Cortese Gimeppe . . . dis. Catania d1r. san. Bari ~. 3.71 Fazio Giovanni . • • Id. Messina 7. 3.73 Tamanti l'a sco. . . . rlis. Pesaro dep. rant. Messina dep. rant. Campobasso 3. ~.73 Sbordone A1111ibale . . dls. Napoli 2. t.7~ Snpupro Ellore . . . dis. Palermo rlep. rant. Napoli N. l d~p. raut. Palermo C 19. 6 .7t Clemente Gi1ueppe . . dis. Avellino17. 4.71 Penlagna Ruggiero. • • dis. Campagn. der . fant. Gaeta dep. faot. Nocera 31. 7.70 Nlgido Giacomo . . . rlis. Siracusa 11. 4.71 Croce Filippo . . . . irl. Reg'glo c. 6.11.71 Lorenzonl Bgùlo . . . di$. Pistoia dep. rant. Reggio C. de p. rant. Li vorno · 39. 3.71 Cojazzi Giuseppe . • . dis. Venezia. 110. 4.n Parato Giuseppe Villo· rino . . . . . . . clis. Torino tlep. rant. Pa11ova R 'f'J. 5.70 Randelli li'nrico . dis. Bologna dep. rant. Torino T :!9. J.7ll Cioninl Brnuto. . . • dis. J.ucca dPJl. f&nt. Bologna dep. bers. Livorno t S. J.i2 Laudaul Domenico . . dis. Catania 16. 8.7~ Calcagni Gaetano . • . dis. Frosinone IO. 9.70 Zaccaria Augusto . . . id. Raven na de p. ran t. Frosinone dir. san. Bologna. ti.I0.71 Dalla Noce Antonio . . dls. Pistoia !!5. 3.70 Porcelh Aununzialo. • dis. Catanr.art> dep. rant. Pis\ola 5. 4 70 Radice Paolo. . . . id. Milano l6.1J.70 Mangiavillano Giuseppe. dis. Girgenti rPgg. art. mont. (Torino) 8.1!.71 BonOgll lloaot(o . . . id. Roma 17.10.72 Magalll Pio . . . . . dis. Roma dep. rant. Roma R. l dep. fant. Roma R. Il 1 28 marzo 1897 :!9. 7.69 Gallo B11genio . .' . . rtis. Vercell i ~7. 4. il C"l.ppa Vlllori11 • . . . id. :-<o rara

reg~. art.

~8. 5.7t Tonzig Clemente


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(St/1~t) UFFICIALI IIKOICI Ili COliPLKIIII:ITO - $•1TT01"8~E~TI

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dal o. ••• al n. 178 dal o. 178 al n. ••• 4 IUfiiO 1187 4 IUIIIO 1197 1.10.70 Leoer Fr(mceJco . . . dis. Caser ta 3. 5.71 Carnaelni Dom~tico. . dis Genova dep. fan t. Avelli no de p. fan t. Crerr.ona ~8. l .iO Miranda lllicMiangel o . dis. Frosinone t!. 8.71 Varazzani Aldo. . . . dis. Parma dir. san. Roma dep. rant. Cremona 'H. 9.71 Capraro Pitlr o. . . • di s. Girgenti 9. t i l Scotto Rai mondo. . . dls. Catanzaro dep. rant . Girgenti 19 art. (Firenze) HO 71 Ciii berLi Giuseppe . . . dis. Castrovill. 16. !.73 Castcllacci Alfredo . • dis. Pist oia dir. san. Bologna flir. san. Firenze 3. 5. 71 Caprio Biagio • . . . dis. Frosinone 18. 4.70 Pii! i Giuseppe . . • . dis. l-ucca 30 9.70 Slmele Bltore . . . . id. Mllano dep. raot. Massa rlir. sa1. Milano H. 4.71 Erba Caio Carlo . . . dls. Vercelli 17.1S.it Lorido Carminanl o11io . dis. Avellino dep. raot. VPrcelll dep. rant. Avelli no 3l.U.70 Tani Lucio . . . . • dis. Roma 13 art. (Roma) 3. 6.71 Messuti Gaetano . . . dis. Potenz.' ~- 3.71 Grossule Virgilio. . . dis. Verona dir. san. Bari regg. art.mont. (Conegliano) i6. 9. 7il Fabbroni·Giannotti AnlalliO. . • • • . . di~. Firenze H H . 7i Ferraro Antoni o . . . dis. Catanzaro dep. tant. Livorno dir. san. llologna l. 6.71 Cri mi Nunzio . . . . dis. Catania 6. 5 73 T asso Francesco . . . dis. Genova 9 art.. (P li'i a) dep. lant Cal tanisscua s. 2.7:1 Ricciardi A11gelo • . dis. Taranto t O. 6.70 Garelli Giulio . . . . dis. Cuneo rlep. fant. Mondovi dep. fant. Locce 5. ':!.71 Precopio Bruno . . . dis. Catanzaro 'Jt. I.H Pinto Fr ancesco . . . (I!S. Bar i dep. faut. Ref:\'gio Calabria rtop. fanteria Ilar i Il. 17. 9.a 1'\oce Sle(at~o . . . . dis. Genova ~.11.70 Per tini Luigi. . . . . di s. Milano dir. san. Torino dep. fant. Par ma 13.1~.7i Italia Prancesr.o . . , dis. Siracusa %3. 6.7t Zoccola.Sebatl. c;amìllo. di s. Voghera dep. fant. Alessandria A dep. ber~. Palermo fl H170 Orsini Gei1a. . • . . rtis. Perugia 13. 6.71 Bonra Giturppe . . . dis. Padova de(). rant Perugia de p. fan t. Padova P. 6. 7.69 De Francesco Vito. . . di~. 1\lessina 5.11.il l\lootesi Al(eo • . . . dls. Pesaro t art. (Foligno) de(>. fant. Messina ~O. 4.71 Gorbell ini Altee . . . di~. Lodi 4.11.71 Trucchi Hrnulo . . . dis. Savona 4 reg:;. a lpini de11. fant Monza t O. 7.71 Dulg-arini Filippo . . . dis. Ascoli P. iS. 5. 71 Spoto Gitueppe . . . dis. Catania regg. cav. in Udine dep. fant. Trapani 8.4t.71 lsai~ Vi>1cenzo . . . • dìs. Reggio C. 14. 7.73 Crìsafl Domenico . . . di s. Firrnze de;1. rant Rologna. dir. san. Verona 30. 3 7i Lon;;o Giuseppe. . . . dis. Cataula 3. ~- 7t z urla Lodovico. . . . dis. l. odi dejl. fant. Tortona dep. rant. C~tanla i3.11.71 Merlino fìl ovanni. . . dis. Messim 15. 5.70 Cabrini Arluro. . . . di~. Lodi dep. rant. Messina. dep. rnnt. Milano M. 1 t3.H.70 Genesoni Oresle . • • dis. Massa 15.1~ 74 Sarti Aleuandro • . . !lis. Teram o tlir. sao. Firenze dep. fant. Ancona 4.4i.73 Rusciano A ntoni o. . . dis. Potcn1.a IO. t .7t Ricucci Pasquale . . . di s. Foggia t 9. 3.71 Rnsconi CamWo . . . id. Roma ~.10.70 Adornato Domenlca11t. ili. Reggio CaL dep. fant. Roma R. l t 9. 3 7~ Nicosia Ro•arlo . . . id. Catania '13. 8.71 Piana Antoni o Giacomo. dis. Savona dep. rant . Cat.,nia. 4 regg. alp. l t. t .7t Vergari Gi orgio • . . dis. t er.ee 30. 3.71 Gin i Gino. . • . . . id. Lucca 15.10.71 1\ussltano HrMJio. • . dis. Girgcnti dep. rant. Girgeoti dep. rant. Pistoia 17. 7.7.1 MaiTei Salvatore · . . . dis. Avellino l. 6.70 Cavallaro Gi meppe . . dis: Girgcnll il. 5.71 Aposto!leo Al(onro . . id. Salerno dir. san. Palermo !9. t .70 tongo Rodol(o. . • dis. Caltanlss. dep. fant. Caserta 13. 1.70 T ropeano Pranusco. . dis. Reggio C. 17. j_if Cinque Vl11cenz:o . . . Id. Catantaro i. 9.71 Topa Domenico . • . id. Reggio Cal. dir. san. Rari dep. rant. Reggio Cal. 8.10.7·1 Spirito Fr ancuco. . • di~. Avellino l !. l !.iO Masaecl Benedello. . • id. Forli 19. 6.71 Donato Saverlo • . . dls. Messina dep. rant. Forli dcp. fant. Messina

l

l


~ ~Pgue) UPfiCIALI IIBOICI DI COIIPLI!IIHNTO - SOT TOTENRNTI

d31 n. •11 al n. ••• 4 luglio 1897 t 8. 8.70 Giordano Vincen.ro . . dis. Genova 1. i.7t D'Anicllo Alfredo. • . id. Teramo dep. rant. Ancona. 10.10.71 Cennamo Fra1icerco. . di s. Napoli IICIJ. r~nt. Benevento 'l5. 9.7t Molinari OllrnJo . . . dis. Al'eli ino !!V art. (Padova) U1.70 Ferrari E11rico . . . . dis. Genova dep. rant. Reggio Emilia 18. 7.70 AIOnllo Gitw•ppe . . . di~. Salerno rlcp. rant. S. Salerno 21. 3.73 Cngniolio Attilio . . . dis. Brescia t1ep. rant. Bre~cia ~6. 3 70 Giavatto Giu1eppe . . dis . Siracusa 10. 7.70 Nacfarato Giovant~i . . ìtl. Cosenza rlir. san. Bari 1!6. 6.71 Cecchini Luigi . • . . dis. Arezzo regg. cav. in Verona 8 9.a Traversa Cesa•·e . . . dis. Taranto dcp. fan t. Ilari Il. 2. .~.iO Or lando Salvator e . . dis. Palermo 9 4.71 Uierna f'ra ncuco . . • irt. Siracusa ùep fnut. Siracu.;a 18.11.70 Antico Tummaso • . . dis. Bari dir. san. Bari 14. 6.70 De Monte Giovanni . . dis. Udine

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dal n. ••• al n. ••• 4 luglio 1187 ti. 3 7i Banellotti Ortmo. . . dis. Firenze . regg. cav . in Parma t7 . 7.73 Santangelo Bllore. . . dis. Bologna rel(g. rav. in Milano (cavalleggeri} 9. 8.71 Quadrani b'milio . . . dis. Macer~ta dep. rant. Fol(~ia \10. 7.7! Casa Dum~nico. . . . dis. Girgenti dep. rant. Girgenli 5. 6.71 Trivellato Pranct~eo. . dis. Padova re.l!g. art. mont. (Torino) 30. 6.70 Granata. Alberto . . . dis. Cremona dc p. fan t. Cremona 31. t .H Spantigali Dommico Blbano. . . •. • . . dis. Casale dep. Cani. Lecco 10 . 9.70 Agncsi Paolo Nicola. . di.;. Savona dir. san. Torino 7. 2.7t C.11J1lanottì Andrea . . dis. Trapani t5. 6.71 Rossi /Jduarllo. . . . id. Potenza ~. 5.70 Solari Gio. Bollisl tl . . irt. llPrgamo ~.1 1.70 Platania Ignazio . . . ici. Catania dep. ra nl. Siracusa U . i . il lle Noie Panlalto. . di s. Lecce 14. t.70 Gallo Giuseppe . . . . id. Trapani t5.10.i0 Soncini b'mu lo . . . i~. Mantova dep. fant. Parto\'a R 13. 3.70 Sgangn Pietro .

dop. fan t. Udine U. l

. . . dis. Cefali!

13. 7.70Giorgi Siro Buoeni o . . di~. Pavia 11 lug lio 1897 reg~. art. monl. (Conegliano) l tH2.70 Luisada Ezio. . . . . dis. Firenze t6. 7.70 D' Auri1.io Lro>~arllo . . rlis. Chieti dir. san. Ancona rlep. rant. Chieti 4. 6.69 Garihahlo Lore11zo . . oli s. Genova 15. 3.it Aldorasi F.~eo Paolo • tlis . Avellino dei'· rane. Genova de p. fan t. Avel lino 29. 1.70 Ortolani Qulnlino. . di s. Udine l 8 ago1to 189 7 de p. rant. Udine u. 1 t7. 2.71 Bullara Luigi . . . dis. Palermo 15. 6.71 Danieli Seba&lwno . . dls. Rovigo 28 agosto 1897 dep. rant Man tova f:i. 4.71 Ra:;ona Alichele. . . • dis. Palermo 9.10. 71 Torella /!'r1r ico . . . . di~. !'\ajloli ~l art (Palermo) 9. 6.71 Do Salvo G., eppe s\'icoln id. Potenza ~- 9.70 D'Amir.o Luigi. . . . dis. Beggio C dep. rant. Cosenza drr. san. Bari t.UI.71 Curchia Ulìsse . . . . dis. Parma li.II .G9 Pepe F'ra!lcesco . . • dis. Napol i 4 art. (Cremona) dir. san. Ancona t6.1t.70 Mannino Fraucuco . . dls. Pal~rmo \19. 8.71 Monteleone Anlo11io. . rlis. Salerno 18. :1.71 Benati G11e.lano. . . . id. Verona dcp. ranl. Salerno S regg. art. mont. (Conegliano) 5 dicembr e 1897 U . 8.7{ Ghetti Giova>mi . • . drs. Ravenna i G. \UO Pronto Cm·melo . . . nis. Lecce 1~. t.7t l.o Cacciato Yince>IZO . Id. Gi rgenti rlep. rant. Ravennn t . 1.70 Palma Bell.tlltllo . • . rlis Lecce •tep. rant. Girgenli t 8 art. (AIJuila) 28 dicembre 1897 18. 5.71 Castallo Sitlulllore • . dis. Caserta !!. 6.7~ Borolli Luigl. . . • . •lis. Morlena ùep. rant. Salerno C 21 art. (Piacenza ) 26.ti 71 Soracco ~'rtmce1co . dis. Genova 23 gennaio 18118 oJcp. fant. Genova ~.IVO Roppolo Domenico . . t1is. Ivrea 4. 2.7t Urso Luigi . . . . . di:<. Catania t rcg~. 3lpini dep, rant. Catania '!4. s. a Virando Paol o. . . . dis. Torino 18. :!.70 Pirol li Gia.como . . . dis Frosinone t 're~g. nlpio i 27 febbraio 1898 19.1\!.71 Oe Prospero Pietr·aulonio . . . . . . . ltl. Chieti 18. Ul Rovi~a Camillo • . . •1is. Milanc> dep. rant. Foggia J rctg. alpini

l


I.StQUt) C•PICIA~I li&OICI DI COIIPLBIIII'ITO • !OTT OT~I'IlNTI tl~l n. • , . al n.

••IJ

27 lollltnlo 1198

18. 1.74 Montesano l"ineen:o. . dis. Roma rlep. rnnt. Perugia

I S marzo 1891 ~!. ~.7t Codurri Luigi . . . . dis. Roma rlrJl. rant. Roma R. Il !!~. 5.71 Flore Gaspa.-e. • . . dis. Gl rgenti

t . 6.69 Oe l.utiis Bdnardo . . Id. Napoli dir. M n. Torino 13. 4.70 Oe Rl~$1 Prancr~eo . . dis. Trapani dep. ranl. Messina 27 marzo 1191 !Il. 4.71 Laureati Francuro . . di~. ~cerata

d"ll· r.,nt. Fano t 11.71 Fragnito Uno(tlo. • . rlis. :'\npoli rllr. san. Milano

l O aprile 1188 ~9. 4. 73 Scnrpitli llttge>uo.

. . dls. Napoli 111r. san. Alcs<anilria

!~. 8. 70 GluiTrè GIIPiano

. . . dis. Salerno <lir. san . Bologna 2 l aprile 1898 li. ! .70 Aiello Gtlmtu·o . . . dis. l'ìaroli

rllr. •~n. Veroua

8. 5.7! Quiutavalle Oenedello . olis. C1serta rlir. >nn. NarJOh 28 manlo 1191 16. 4.70 Caricali l'inctnzo . . tlii. Polt'nza olir. san. Dari \!3. 9.71 ea,ella Alfonso . . . di~. :"ola tllr. san. Firenze 25 1.74 Tnntnrri Domfnico . . o!ls. l'iapoli rlir. sau. Fircnle i 3. 4 70 Nunziata Aulnnio. . . dis. Nola

cnvall. In Casert.t 12 giugno 1891 7.1C.G8 Camlnitl GitU•'IliJ~. . . dis. Roma 1 ~~nlo (ta(Jpatorl) 1.1.1.70 O'Anirllo Sal vatore . . dis. 1'\apoii tte1•· rnnt. N.11Joli N. Il 9. ~.73 Sicurianl Ferruceio . • ttis. Siena regg. cavali. in Lucca rcg~.

21 giugno 1191 6.1! .69 Lorini Adolfo . • • . •lis. Milano rlep. hPr..;. nrescia

tS.II.6S D.1isi Franuuo • • . tlis. Palermo dep. ranl. Palermo C l luglio 1191 13. 3.73 Gahrici A moldo . . • dis. l'iapoli

3 luglio 1888 ~7. !.71 Archlnl

Nc1tu•·e . . • rtis. Vog hera

rlcr1. rant. Novara N . . . tlis. !larlettn der. fant. Barletta t4. ! .70 Maz7.a Giulltppe . . • ttis. Catanzaro dep. rant. Bari B 1!3.10.7t Corbetta Carlo. . . . di:i. Como res.:Jr. ca vali. in VIC8llza !6. 8.73 Pacrhloni Dante • . • dis. FirPnze rlep. rant. Firenze F. l H.tt.7~ l'elliznri FrauctiCO. . dis. Fireo7.e ~. ,,73 Tatui! l Giuleppe

dal n. aee al n. aat

s 1111110 1881 17. 7.73 Dla.sl Carmine . . . . dis. Co>enza 1hr. san. Oari 5. 1.7i! Occhluzzi A ~t gelo. • • di~. Cosenza dir. s:tn. Milano U 0.7:! Meni toni Gino . . • • dis. l.ucea dep. rant. Massa 5.11.73 Manara Gio. Achille . . !lis. Milano 3 r«>gR. alp. 19.1t 71 Riccio Baldauarre . . dis. Co>enu 3.10.73 C1mlno Tebaldo . . . id. Palermo

d1•p. rant. Palermo P. ~.1:!.73 Ortunul Arluro Prance-

reo . . . . . . . di>. Lodi 31.10.73 Arpllll Erminio . . . id. Genova der. g ran. Piareoza 15. 1.7! Gabelli Giulio . • . . dls. Cas~le dr•p. fant. Ale<sandria A. 4. 4.73 Vcrchl Mario . . • • dis. Parma rl~r. bers. Sa vonn 28.10.73 Palazzo Camillo . . • dls. Torino regg. cav. lo Vercelli 1'. 9 a Gorla Lnclano. . . . dis. Casale d~p. raol. Pa.dnvn R la.tt.7! Clivio Claudio. . . . dis. Parma rlep. fant. Parma 19. 1~.71 Gu:~~lalla Ruggero • . dis. Firen1~ drp. rant. Siena 18. 4.7! Tom~,inl Alcide. . . tlis. TPramo jlj, 8.1:! Marchisio Aleuandro . Id. Ca!!ale !. !.71 Ardi•~one Adolfo . • . id. Milano

3 re~g. alp. t3. 1~.1! Verdrramo Salvalor e . tlis. Lecce

t O. 5.70 l..nlarl /.ore11zo . . . io!. Onieto oilr. san. Roma 37.t!.7i Marzi A tlol{o . . . . dis. Milano 3 rrgg. alr. !6. ~ i3 Vc~~clla PMquale • . dis. Ca~erta t0.10.73 FncGi GlultPllt. . . . id. Modena

dir. ;.~n. Bologna !7. ~.7J Prlmans.:rh r nurio . . dis. On·1No 14. 6.7! Bianchi Carlo . . . . id. :'\ovara rejlg. a rt. monl. ITorlno) 5.1'!,;t Staglianò Derardìno . dis. Catanzaro ~ 4.ii! Mosscni Ptssquale. . . id. Dari 3. 9.73 Cam(Jaol Paolo . . • itl. Regs.:lo E. tlrp. fan t. Regi!'io Emll la 6. 9.71 Fras.:!lnctli A11touio. . dis. Massa cllr. ~an. FirPnze 20.U.7t Malinverno ca,·lo. • . 111.:!. Cremona dPp. fan t. Tre,·iso 7. Ui Ghcrsi Lorenzo • . . dis. &lvona dPp. gra n. Piacema 24. 5.a Volpe Micli t le . . . . di •. Ilari S3. 5 73 Durando Giulio • • . id. Pi11erolo dep. fant. No•ara V. 11 16. l .i l Cnnalelli Rinaldo . • dis. Mncel'3u lle11. rant. Teramo !9. i'.it Gandini Pitlro• . . . t11s. Pavia dep. rant. Tre,•lso


(&OUP) Uf'>"ICIAI.I IIEOICI DI COIIPI.I;lH;NTO - SOTTOTENKNT I dal n. ~•a a l n. 88&

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dal n. ~•e. al n. • • • S luglio 1888

S luglio 1898

• . . di~. Cosenza 7. 7.73 lacono Salvatore. . . dis. Siracusa de p. fant. Cosenza dep. fant. Siracusa !,. 2.72 Politini Gi,.st ppe. • . dis. Siracusa U. 12.7~ Sberna Sebastiano . . d is. Lu~ca "'B. l.i3 Bernardelli Umber·to. . id. Par ma dir. san. Firenze 1:1.11.71 Bellucci Gui!io . . . . n is. Genova rlep. gran. Parma t 5. 8.il Tibilo' tti Carlo. . . . dis. Nova ra dir. san. Verona 31. 3.71 Maneschi J!lari>IO. . . dis. Forli de p. fant. 1'\ovara V. Il dir. san. l.lo logna 30. 3.72 Berelta Aug..slo . . . dis. Co mo . <lìs. Siracusa 3. 5.7t Lombi Ettore . • . • id. A~coli Pie. 31. 8.73 Disalvo Giuseppe . ~U I .7ll Pensa Gmnaro . . . Id. Milano tlc p. fa nt. Ascoli Piceno 13. 4.i3 Dal Vosco A lvise . . . dis. Treviso 21. 2. il Catahli Guglielmo . . id. Palermo 18. 4. a Pos lrgllone Camillo. . id. Lecce rl op. fant. Udme Il 5.12.7! Monopoli Co8mo . . . id. Bari t 6 U.i 3 Arena Vir1cenzo . . . dis. C.11taroiss. ~8. 7.7\l F~IJri Pietro . id. Piacenza 3. 6.72 ·'lbaroto Pio . . . . i•l. Savona de p. r.:ran . 1\Hma d ir. san. Alessandria 13.IO.a Grimalrli At·cltelau . . dì~. Pes~ro 8. 6.72 Antnc i Anlo•:io Mada. tlis. M~ssina '!9.H .71 Piacente Fraucesco. . itl. Campagna ~.U.7i Pìpino Ft·ancesco. . . id. Cuneo 3 regg . alp. dir. san . Napo li 17. 7.73 C.1mpil i Francesco . . oli>. Livorno 8.1'!.it Renna Srbastiano. . . dis. Dari d ep. rant. Fimnze F. l 8. 2. i l Montes., o ri Alfonso . . Id. Rel(gio E. -t!. 5 73 S1•arano Getma1·n . • dts. Sa lerno rlcp. fant. Reggio Emi lia d t!p. rant. Sale rno C l. 5.73 Finclli B11.rico • . . . dis. Modena 31. 1.7'! Gualco GitiCOnoo . • . di s. Alessandr. d e p. fant. Belluno dcp. fa nt. Alcssttndria C 15. 3.it• Arturi Frnnce.•co Anl. 3.73 Anare llo Gituep11e . . d is. Cefalu louìo. . . . . . flìs. Catan1.aro tltr. sa n . Pa lermo 21. G.i4 Po liti Angel o . . • id. Catania ~4. 8. i2 Pag liara Ferdinando . dis. S.1le rno ~- 5.72 Leone Salvatore . . id. Catanzaro ~0. 3.a Cano la An11ando. . id. Bologna dir. san. Ancoua .,!. 6.i4 Grimaldi ifl ichele . • . dis. Bari d ep. beu. llologn.~ 15.10.7! Cassone Alario. . . tlìs. 1lilano !4. 4 .7~ Giuliano Olla viano . . id. Siracusa d ep. fant. llilano M. l 4. 5.7\! Arie nzo FranceiCo . . id. No la 3. ! n llaltaglin Salvatore l'ildir. san. Firenze torio CappP.lti11i . . dis. Cefalo·! 6. 9.73 Maseiotta l::itigi . • . dis. Campobas. u. 8.71 Ca tapano limilio . . . id. No la · dop. fant. Macerata dir. snn. Firen1.e 23.1'!.il Vilullo f"rancesco • . dis. Chie ti 15.H .7i Romano Gerardo . . . dis. Siracusa d c p. uc rs. Ancona rle p. fant. Siracusa i7. ! .it Pianìg iani A11astasio. . dis. Siena 13. 'l.il Navarra Leonardo . . dis. Tmpani dep. be r.;. Livorno dep. fant. Trapani ( i. 5.74 Castelli Anlo>1io . . . dis. Girge nti '!5.H .70 Persico Tommaso . . dls Nola t4.i 0.72 C.1moli Carlo . . . . id. Teramo dir. san. Firen1.e ·H . 6. 7t Frau Antioco L u i gi . . id. Cag Ilar i t7. U'i De Augelis Luigi . . . dis. Foggia fle p. fant. Cag liari dep. fant. Mace rata 30. 1.71 De lfino Paolo f,uigi . dis. Savona 13. ~.71 Caputo Ales&alldr·o . . dis. Lecce d ir. san. Genova 20. 3.H Scarsi Giuseppe. . . . dis. Alessandr. i.I0.79 Petrone Vinct11zo . . id. Foggia dep. bers. Ancona '! regg. a lp. H. 3.73 Mulas Nicolò Giuseppe • tlis. Sassari 6. 2 . a De Paulis F'r·a11cesco • n ls. A volli no to art. (Caserta) (tl istaccam. Sassari) dir. san. Ancena 25. 9 73 Conte Giov. Ballista . dì>. Napoli 4. 4.7t Aguzzi Giuseppe . . . dis. Milano d ir. san. Firenze dep. bers. Oresc ia t9. 4.74 Mrsolella Giuseppe . . dis. Caserta ·'!6. 4.7i Masia Placido Antonio dor. san. Ancona Agostino . . • . . dis. Sassari t8. 3.73 Adamo Giuseppa • . . dis Catanzaro dep. fnnl. Cagliari 20. 8.74 Rocchi Gi tdio . . . . id. Lu cca 8. 2. 72 Tedde Oreste • . . . Ili s. Sassari dep. fant. Siena 1 dir. ospedale Cagliari i!!. G.ii Archi Pietro • . . . dis. Ravenna 26. 6.72 Mercadante Ft·ance~eo. dis. Palermo rel(g. cav. in Faenza .31. 7. 72 Plrani Telede . . . . id. Modena H. 9.7l ~lilone Gaela•w • . . d is. Napoli dep. rant. Modena dir. san. Firenze ~4. !.73 Vaccaro fJaiUsta

l


64

(Segue) UFFICI ALI liEDICI DI COIIPL8118NTO - SOT TOTENI<l'll'l

dal n. Hl al n .... , l 1111110 1898 11. 9.7!1 Macedonio Paolo. . . dis. Udin·e 8.1t.71 Uras Ra(faek . . • . id. Cagliari dir. ospedale Cagliari 8. :1.7l Yarchello Giulfo. . • dls. Palermo dep. rant. Palermo C 16. 9.70 Roverio Girolamo . • dis. Savona l'tep. fant. Udine Il ~ . 3.71 Locci /Jernar dino . . dis. Cagliari dir. ospedale Caglierl 16. 2.11 ~rri Scipione . . . . dis. Lucca d ir. san. Firenze !4. !.il Sasia Giov. Pietro . . d•s. Cuneo 6 regg. alfl. ".12.it Carratello Giuseppe. . dis. Siracusa

dep. rant. Siracusa 21. 2.73 Ghirardl Paolo Fran· cesco . . . . . . . di s. Cremo na regg. cav. in Firenze lO. 5.70 Caq>inP.IIo Andrea . . dls. Salerno 5 genio (minatori) 17 luglio 1198 23. 4.H Lo Pinto Giovanni . • dis. l'iapoli dep. rant. caserta · IS.\2.69 Ferrari Errrute. . . . dis. Moilena rlep. fanl. Piacenza 18 agosto 1898

8. 6. 73 Luseua Gustavo . . . dis. Genova <1•11. rant. Reg~tio Emilia 16. 8 .7i Suini Atllonio . . . . (!ls. Milano

dir. san. Milano

dai n . ....8 al n . .a:.& 13 ftOYIJWiwe 1888

30. 8.71 Dragoni Nicola . • . . dis. Napoli dir. san. Napoli

U . ~.74 Pinaroli Guil1o. . . . dis. Torino 7 regg. alp. 1:1. 9.69 Billeci Gtuseppt • • . dis. Pa lermodep. rant. Palermo P Il . 6.71 Panta leoni Carlo. • • r1is. Bologna dep. bers. Bologna 17 n01embre 1898

'!1.10. 73 De Crecchio Glu1eppe • di s. Napoli dep. fant. No~era 25 dicembre 1818 3.10.70 Gentili Gismondo. . • dis. Roma dep. raot. Viterbo 14. 7.70 Sfona Cesare . . • . dis. Lucca dep. fant. Pisa lO.H.71 Regolanti .dlce$lt. . . dis. Roma

dop. rant. Frosinone t t . l 1i Gasta ldl Arturo . . . dls. Torio<> 7 regg. alp. t 3. f.76 Rossi Federico . . . . dio. Milano 11ep. oors. Brescia 16. 3. 76 Abate A lberlo . . • . d1s. Napoli de p. lan t. Napoi i N. Il ~.10.77 Gennari Giovatmi. • . d ii. Vieenza 22 gennaio 1899 IO. 5.7l Della Salda A11lo11io. . dis. Reggio Eregg. cav. in Brescia 13.10.69 Rinal•li Camillo • . • di$. Roma dep. fant. Homa R. l iU0.7~ D' Alessandro Cami llo . dis. ,\ vellioodir. san. Napoli 4.11.75 Natale Salvatore. • . dis. Palermo

4 sellembre 1898 4.11.71 ~lessina Salvatore. . . d ìs. Catania dir. san. Palermo s. 6.73 Tonta /Ialo . . . dis. Milano 12 febbra io 1891 regg. cal'. In Milano (lane.) IH0.7t Fanelli Giuseppe . . . dis. l'iapo li !9.10.70 ~ht ranga Giureppe . . dis. Pale rmo dep. lant. Benevento dep. bo•rs. Palermo ~L 3.7:11 Morandi Ferdinando . dis. Milano 5 regg. alp. 15 " ttembre 1898 31. 5.75 Rubinato Giovanni . . dis. Bologn:l.' 23. 2." G:smondl Alfredo . • dis. Genova de p. rant. Bologna dep. !ant. Geno va 14.10.68 Sarli nncm zo . . . . dls. Po tenza 12 marzo 1899 6. 9.a De Rénoche Giulio . . Id. Belluno ~5. 9. 7~ Pis ani Gugl ieln•o . . . dis. Napoli 6 regg. alp. rtep. fan!. Napoli N. l 29. 6.71 Di ~lartino Giovanni . dis. Nola 11. 4.74 Ronchetti l'iltorio . . dls. Milano· rogg. art. cav. (Milano) 5 reJ(g. al p.

2 9 settembre 1898 3.10.69 Llcitra Giorgio. . . . dis. Siracusa 10. 9.70 Giuli~nl G11etano . • . lù. Potenza Ul.f>9 D'Amhrosio Francesco . id. Caserta re;rg. art. cav. (Verona) 30 ottobre 1898 21. 3.69 ~lalincon ico Bmeslo. . di s. Salerno 3 art. (Bologna) 26.10.68 l.le !\osa Gaetano. . . dis. Napoli dir. san. Firenze 13 novembre 1898 ~3. 8.70 C.u rera Agorlir1o . . • dis. Milano d ir. san. Milano

l aprile 1899 i l.l l.71 Oe Stefanis Buso. . . di s. l vrea 17. 6.73 Ceconi Guiclo . . . . Id. Parlo va rcg~ . .:.w. in Pado va 11. ,.69 Cangialosi Leonardo. . di s. Pale rmo!! art. (Palermo) 18 nagglo 1899 30. 6. 70 F errari Paolo . . . . dis. Como ùir. san. Milano 5.12.7\t Giavotto Giuteppe . . dis. Genova dir. san. Geno,•a u. 3.74 Simonelli Luigi • . . dis. Napob 6 art. ( Vigevano)


(8eguf) UfFICIALI liKiliCI 01 COliPLElUiNTO - SOTTOTENEI<TI

dal n . .a~~ a l n. 48.5

dal n. .al!le •l n. 111~

18 maggio 1899 • 2. 6.73 Pezza Alfredo • . . . dis. Pavia de(l. faut. A les~andria C ~q. ! .;'5 Conte Edtwrllo . . . dis. Napoli ~~ art. (Napoli) l giugno 1891

65

2 5 luglio 1899

t. 8.73 Trombacco Ti/o . . . dis. Foggia 11e p. fant. Al1tJila 9.1.0.71 Sapieuza Gitueppe . . dis. p,,Jermo dcp. rant. Trallani U. 5.73 Cwarzcrani Anto11io. . Oìs. Tre i'ISO

10.1.!.70 De Mattheis Rodol(o. . dis. Ascoli Pie.

uop. rant. Venezia

tfir. san. Verona 16. 3.74 Scalfari Giuseppe . . . dis. Catanzaro Il luglio 1899 dir. san. Dari 5. 1~.72 Mas:arati Ferruccio . . dis. Ferrara tO. 3.72 Migliorato AnloniP&o. . nis. Messina dt·p. fant. Ferrara ref:ll· art. moot. (Messina) 25 luglio 1899 18. 3.72 Graziano Pawuio . . tiis. Campohas. • 6. -:l.73 Baglìvl Emilio . . . . dis. Campagna dcp. fant. Fano ~. t." 7.annoni T!berio . . . id. ,,scoli Pie. 23. ! .73. Chimichi ,ffoi!è Giorgio. dis. Milano tlir. san. Ancona · dep. fant. Monza 4. 5.75 Tramll11li Erne~to . . . dis. Roma 21. !.ii Brog:;ia Cesare. . . . l!is. Milano 1 dep. fant. Viterl.Jo nep. bers. Verona S. 1.73 BartJieri Giovanni . . dis. Voghera 2~. 4.73 Croceo Gennaro . . . dis. Potenza d ep. rant. Tortona de)l. fant. Potenza H. 8 .73 Zitclla-Ar'lllilla llmed. dis. A(Juib 25. 8.7~ Gardioi Aleat·do . . . dis. Ferrara dir. san. Genova regg. cav. in Lucca :t5.•.71 Mauro l'incen::o . . . dis. Campag11a 9. 3.73 Mine! la Giovanni. . . dis, Vercelli 2.1i.7:1 Troysi Salvatore • . . Id. Ra.rletta d e p. bers. Asti dep. rant. Uarletta .3.10.H Cancellieri FraiiCtfCO nis. Castro vill. H. 6.74 Oliaro Guglielmo . . . dis. Torino dep. fan t. Cas trovillari dep. ranl. Ivrea 8. 5.71> Landi Ste(ano !Hcola . dis. Lucca t5. 3.74 Civetta Donato. . . • di s. Fo~gia de p. rant. Pisa 26 1.1• Galrt i F•·ar~eesco . . . id. Salerno 6.74 Sammarelli l.iaetano. . (!is. Salerno dir. san. Napoli IO art. (Caserta) 9. 5.75 Bollila F'rar1ce~eo • . . dis. Torino 17.H .7t Fara velli l.iiov. Battisla. dis. Massa 30. 1.74 Sorbi Giuseppe . . . . in. Lucca dir • .san. Fire nze d ep. rant. Arezzo 2. 5,, Pril'itera Antonio. . . dis. Messina 17. 8.73 Gali:tzi Carlo . . ": . dis. Rergamo i5. tt.7! Mazzone Federico. . . id. Macerata dep. rant. Brrgamo dep . fant. Spoleto 6.10.73 Galanti L uigi . . . . dis. Bergamo 5. ~.74 Fratti Giulio . . • • dis. Pavia dep. fant. Lecco 3 regg. alpini '.14. 6 73 Lo Bosco Vito • • • • dis. Palermo 7. 5.71 Fera Francesco . . . dis. Calamaro dep. fant. Palermo P dir. san. Verona t. 1 7t Paparo Raffaele . • . di.:l. C,taozaro 7.tt.7t Anzi lotta Giovanni . . dis. Potenza rtir. san. &ri ~3. 10.7! Calabrese Giuseppe • • id. Cnslrovill. 10.10 74 Olivero Camillo . . . di~. Casale dep. faot. CMtrOVIIJari s. 1.73 Siciliano Gaetano. . . dis. Caltaniss. de(J. rant. Cuneo 7. 4.75 Cernili Ugo . . • . . dis. Aquila dep. fant. Caltanissetta dep. rant. Ancona 31. 5.7! Carli ,lntonio . • . • dis. S.wona 11. ! .71 D'Alessandro Liberato . dis. Avellino dep. fant. Savona de p. hers. Napoli 15. 6.73 Cecchetelll Ippoliti Tut19. • 7~ Ghisl anzoni Ale.ua11dro. dis. Roma Uo. . . . . . . . dis. Ancona dep. hor~. Roma 13. 8.i3 Galderlsi .tlichele . . . id. Avellino ~U. 4.74 C,h•i Hma11"ele . . . dis. Palermo d~p. bers. Natloli dep. fant. Palermo P 15. 9. 73 Plancher 811rico . • . Ili s. Parma ~3. 1.73 &landelli Giov. Ballista. dis. .Milano dep. fant. Piacenza dep. rant. Brescia 4. 6.7i leva Git.,eppe , . . . dis. Barletta 31. 5.74 Guiolto Gio. Batlllta . diS. Vénézia dep. bers. Barletta S7.11.7i Spitaleri Salvatore . . id. Catania 11. t. H Tusini France!co. . . dis. Modena 7. 9.73Aibert1Alessand. Pietro id . Bergamo dep. r11nt. Modena dep. f•nt. Bergamo t 6. 5.73 Mattoll Ago1!i110 . • . dis. Spole to !3. 6.73 Franco Federico . . . dis. Cosenza dep. rant. Spoleto dir. san. Bari 21. 5.73 Negroni Alfonso • . . dis. Bologna !8. 5.7:1 Lavo si A11tonio. . . . di s. Sassari regg. cav. in Saluuo dep. bers. Livorno (distaccam. Caprera) o

!,.

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(.Segue) UFFICIALI MI<OICI 01 COliPL~.IIIi:NTO • ~OTTOTK N RNTI dal n. ••• al n. •8 1 25 luglio 1181 Ulutllo 1188 1. 5.75 Port:~nova Sau•rio . • rlls. Salerno t4 . 1.14 Salvatore Pa1quale . . di~. Sulmona regg. art. mont. (Tor mo) d ep. fnnt. Sulmllna 'l&. 5.71 CiulT:l Cdutitao. . . • dis. norna 30. 1.73 Strinclunl Alcidt Bllore. di;. Geno'a dep. ber~ Ro ma rei!~!· ca•·. in Verona !O.H H Panzali Sah!alon Ila· 3. s. 74 Pranccschl Franct1co • dis. Lucca rw . . . . . . . dis. Caf!liari dep. fan t. Firenze F. l dep. fant. f.aghari 8.11.73 Garrubba l'i11unzo . . dis. !\apoli i0.10.73 .llolinarl Ghueppe . . . dls. Glrgcntl dir. san. Alessandria 7.1i.73 Calllgaris IJernat·dìno . Id. Torino JH. 4.a SansoncLlt Gioau/tino . olis. Lecce d ep. faot. Novara N dir. san. Gc no<a 30. S.i3 SantonastaSo Pasquale. d ls. Caserta 16. t.75 Carini Luigi. . . llis. Cefalù dir. san. Na110ll j(), 1.73 Celano r;iorgio. . id. Cefalu I. IJ .71 Ousardò CalcedOtllo . . d1s. P;~l~rmo ~. 11 .7! Girard i .Varco . . id. V•cenza dir. ~an. Palermo . id. Salerno 19. t.it Ca faro Saloalore 30.10.71 Pomarico Agostino . • dls. l.ecce deJl. rant. Gaeta dir. ~an. Aneonn 7.11.7! Bracc hi Antonio . . dis. Arezzo 6. 6.7i Flore Giuseppe. . . . dls. Potenza 17. 3.7! Jlerr~mosr.~ L uca. . • id. l ecce <lop. rao t . l'otouza 16. 7.i~ Pianorl fienaio. . . . id. Ferrara 29. 7.7i Olnnlln Glo11annl . . . li1s. Pa le rmo dir. sa n. Verona ~7. 7.7i 1\unchi Pasqual e . . . Id. Taranto ;, 9 7i CrClf\olanl Erminio. . d is. Modena lllr. san. Oologna dep. bers. Bologna 3.ll .73 llloro Emilio . . . . . •lis. Milano 24. 3.73 Poll ti-Aioisio Gaetano . dis. CatAnzaro dep. fant. Milano ~~ Il d ir. san. Ila ri 5. 7.73 Losito Tommaso . . . dls. Onrletta 1.11.74 Ba r bano Al(redo . • • dis. Genova 5 art. (Venaria Reale) lit'l). hors. llmr let ta 1. 3.73 lolatl6ucci Raffaello • • di s. Lh orno 10. 3.73 Maturi Baidto . . . • di•. Napoli regg. cav. in Napoli 1hr. san. Genova j()_ 8.7::! tori Pìelr o . . . . . dls. Reggio 1'.:. t 5. ! 73 01 Donna Agnello. • . dis. Napoli drp. fant. Reggio Emilta l art. (Foligno) 1.10 7i Capitelli Gaetano. . . dis. Caset·ta 19. i.7t Carlini Luigi. • • . . d b. Fire nze dep. fant. F1renze F. Il dir. san. Napoli 15. \1.73 Desantls Dommlco • • dls. <:as;llari G. 3.74 AmcnlA c;aelano . . . dls. Messina osp. mil. t;aglig rl G. 8.73 Mamde1 ,lfarlauo. . . id. C.'strorill. dir. ~an. Verona 30. 9.7t Cam poresl Andrea . <tis. Ra•enoa 1 iO. 8.73 ltanara A l(rtd.o. • • • d ls. Cremona 3. 8.73 Tafuri .t\'icola . . • Id. Sir.'lcusa l3.1J.: J Verrus10 Arlsii:U. . Id. Benevento d ep. ram. Piacenu :;.tO.iS Sillnelh Pier Giuseppe . dis. CatAnzaro 3. 6 73 Finolll Romtrlo . . Id. Ferraro dir . .an. \' erona de11. fanL Venezia i . ll .74 Ciampi Dlo11igi • . . . dls. Avellino U-11.75 Farinelli Umberto. • . dis. Caser ta ~ genio (minatori) dir. san. Napoli 7. 4.73 Maranou Pasquale . . dis. Rcl!gio C. 10.1~ 73 De Paulis Carlo, BlUebio Fallppo . . • . dis. Aquila 18.11.71 Luptl Giovanni IJallisla. id. Torino 17 ari. (Novara) dejl. fa nl. Ver t61l• 30. 9.73 Grande Francuco. • . dis. Caserta 20. 9.73 OenedeLU Dluo . • • . dls. Slenn dep fa nt. Siena S. I0.73 Pasqulnl Pio . . . . id. Arezzo 15 a rt. (RCg!!'iO Emilia) 10. 9.71 Oragagnolo (;aetatao. . dii. V!canu :17. 7.14 Ile RO>Si GiliCitiiO . . dis. Genova der. hers. Verona dc(l. ran t. Savona !15.10.7t Floraso Pielro . • • . <.Il~. Vicen za 4 rrgg. &1)1. 14.11.7:1 Oavid Agnello . . . . dis. Napoli !IO art. (Padova) 4. 3.7~ Marchell l Jllnrco . . • dls. Parma ttir. san. Gcno vl\ 19.13.7~ Sicn Giuseppe . . . . clls. S.'lerno i l a r t. (Piacenza) 3.1i.70 Sabato A/ltllele . . . . di s. Taranto 18. 7.71. Mcssa nellì Donalo. . . rlis. ~rletta olìs. san. Ilari 7. J .75 f.11nmida B nrlco . . . id. Paler mo U .\ 0.73 Oarone n uem;o . . . dis. Cefalu 11ir. san. Palermo 8. S.71 Dc t uca Gi1~eppe. . . Id. catania 19. 9.73 Rlnoli A len<mdro . . dls Pado\'a 1.1!.7:1 De Lore nzo Al(red. Ttod Oli. fant. Padova P {llo Roberto . . . . Id. Sas<art 1 dep. fanl . Sassari !3. 4.7! Nlcolucci Giulio . . . dis. Frosinone dir. sa n. Roma 10. 5.H Barba Ste(ano . . . . dls. Palermo dal n. ~ 18 al n. ~.ati


(Segue) UFFICIALI )!~IJICI DI COIIPLiliiENTO • SOTfOTHNBNTI

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nl n. 81 l dal n. ••• al n. ea~ 25 luglio 1191 U nowe-.bre IIU ~.11.7! ChieiTo P1elro. . . . di l. Fojlpla Hf.I0.74 Oe Matteo Emilio. . . dls. Cat.1nia reltR· art. mont. (Tonno) dep. ranl. Catania u. l .H Radicd Glooan111. . . dis. Como l5. 1.7! Luciani Arturo. . . . Ili s. l'iapoh 5 genio tmmaton1 d•r. ~an. llologna ~- 3 73 OcberMrd• Giooo""' • dos. Torino 19. 1.7\1 Armandis Luigi . • • d•~. Torino t r~gg. alp. :10. ~.a Amiruso Muuimitl? . . ul. C1strovillnri !9.1! 74 Pa,·esi Gla,omo . . • dos. Lecro dep. rant. Cntan1aro ~ r~u~~. atp. l t. 4.7~ .\hele Domenico . . . d•>. Napoli ~G. 3.7t PoZ7.uoli liitlleppe. . . dos. C1scr1a dir. san. Napoli 5 gcn10 (minalori) U. 5.i:i Pillelli SoiMio•·e. . . dii. Catan~.1ro 6. 7.73 Lnm:~ntia Giuseppe • . •lis. Ctltani.<s. dep. (ani. C113nzaro d~p. fant Callani;stìlla !17. 9.H Del Gross~ Pa1quale . dii. Napoh 6. 6.7~ Snrdo P,uquale . . . llos. Orvieto dir. san. t"apoll 14.11.73 Trnnchlda Ltouardo. . id. lloma IO. IO. H Pejrone Carlo . . • . di s. Cun•o 'J6. ~ 73 noaltl t.iultp}lf. . . . id. Vo::hrra den. ranl. Vnn•se :!7. 1.73 Appiotti Carlo • • . . dls. Torino 5 r~l(g. ah•. t . U~ Altlnrlli Salvatore . . dis. p.,l~rmo dei•· b~rs. Torino ~9. G.ill Tocl•'schl l'aucwzo . . id. Avel lino 7. 2.74 Torretta tuigl . . . . di~. Torino dep. fanl. Salerno S t regg. alt•· ' 3. 6. 7G Orlando Miele Girolramo. di<. IJarlotla 4. ~.74 SaUirlo Sebastia.>~o . . •li~. Mondovi dcp. rnnt. Bari 8 dep. rnnt. Mondo., ~l. 6.i3 ldccchella mvvm111 i . . olis. IJ~nr~ento l O dicembre 1U8 4 genio (pontt.. ri) 9. ~.B Colomhnni .Siro . . . dis. r•a ''in 8.1t.7! Magat7.il An!lrea . • . dis. ~tessin;~o defl. rant. Cuneo t O. 7.71 Tien IJOntCIIICO. • • • itl. ~3110ii :!7. 7.7! Porro Angelo . . . . dis. Milano dir. san. Mllnno dep. rant. ~lllnno M. t 7. 1~.7t Fabi Olllloiruw • . . tli:!. Roma 24 dlcemllr e 1889 rler. ranl. Viterho 13. 6.it Canterucc.o Giovm111i . oli~. Cosenza f j. 8 ?t Jor•o Dommaco . . . di s. C.'l~erta dir. san. Ftrenzc ~ genio <t•ontifr i) 31 dicembre 1189 U. 9.7:! Franzulli Brmanuo . . di~. C.1t.1nzaro ~. •ta Ràdice Luigi . . . . dls. P:tvla ~7. 5. 73 S.1laro;;t.o l'itut n:o . . id. Torino i re:zg. alp. •lr•p. ranl. Torino t> ~~. 5.76 Smiragli• Scognami;;lìo 18. 7.71 Berti-Ceroni Qtlirino. • 1hs. Ravenna .\'ano . . . . . • . dis. :'iapoli !l. 3.il Batognanl Luigi . . . "'· On ielo dir. ~an. N.111011 rr,:. art. mont. (Torino) 7. 9.73 Greco Alt4salldro • • . dls. Lecce 31. l .i l Nicosia Giooa>mi. • • do s. Slrncusa t . 9.7i Gugtlelmi Enrico . . . ul. l'e>MO 28 gennai• 1900 tlep. fant. Teramo 8. t 2.73 Nardi Carlo. . . . . dls. Milano l. 4.70 Colletto Gllulo. • . . d1s. G•rgenti tlep. rant. Como IO. 4.7~ Di Tulho FiiOmttW . . itl. C,mpobas. Il. U.il Oor~ini Carlo . . . . di$. Poacenza 4 Rt•nlo (PUIItìOn) der. rnnt. f'1aceuza ~6.1!1.73 Salmcri Stba•lluno . . dis. Me.~sina 18 febbraio 1900 reg11. nrt. mont. (Messina) 30. 4.7t Poli Gì u$tJ!]Jt . . . • clis. Oarlotta 28 110110 1819 I l marzo 1900 15. t.71 Troiano Miclltle • . . ills. Ascoli Pie. l. 3.i 5 Cosentino .~ ndrtn. . . dls. Pavia dep. rant. Mondovi •lep. rant. Aquila 12 ottobre 1898 1!5 marzo 1800 18. 4.7, Longht l tuclo . . . . di~. Le~ce 4.10.70 Rocca C(J31anzo, colonia 21 luglio t80Q Eritrea. . . . . . . . Regie trnp. coloniali i t. 5.73 Venturini ·B,rtlat·•lo. . do s. Padovn dir. san. Verona 28 ottobre 1881 t . 7. 75 Fasoll Gaclano. . . . di~. Pndo,•a .ft. 1.7t llizzottl Grrgor io . • . dls. Mcsoina dep. IotH. Uoliue U. t detl. rant. Messina _ 17. 1.75 Gardenghl Giturppe . • dls. Pnrma 28 aovembre 188 8 dir. s..·m. Genova tG. 7.73 Vlt:•le Giustppe . . • tlis. Caserta ~5.t0.73 De Ola•i Dantt. . dos. Lecce d1r tan. Napoli U.IO 75 Tomatis Uvio . • . Id. Suona d~l n.

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\~tgut) UFf' ICIALI IIKOICI DI COIIPLR118NTO- SOTTOT KNI!NTI

dal n. ese al n . • , .

dal o . • , . al n.

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21 IUOIIO 1800

!9 luglio 1800

5. ! .74 Camhiano Gluuppe . . dis. Pinerolo del>. rdnl. IHPa

'!7. 3.73 Tarricono Vhacmzo . . dis. Barletta 18. 3.H Colognese Ferruccio . . id. Padova !0. 9.73 Gualtieri Domenico . • Id. Firenze ij ·an. 1Venaria Reale)

19 . 1.76 Oocchi Alf•·edo. .

. di;, Mortena dir. san. Bologna 3. 8.74 lannibelli Paolo . . . dis. Poten~:a 17. !.76 Twncon• Dome11ico . • clls . Monz.' •lir. !1:1 11. Torino il. 5., P1saniello ARIOIIÌII. • • Id. AVellino H . 8.76 P:uloa GuJtavo. . . . dls. Firenze ospedale m1ht. Veroua l0. 11.7t Olgazzl Zauobi. . . . dis. Arozzo 9. 9.76 Merighl Alarlo . . . . hl. Morlena dir. san. Ool<>gna dir. san. F1renze 3. 6.74 Casaccia Carlo. . . . dis. Vercell ~ 1. 8.75 Dellin• Bmllio . . . . ths. riovara dir. san. Torino 4 re~:~. alp. 6 '7t Tavanti.ChiurenLi B:lo. dis. Pistoia 20. 4.73 Gnrronl A ugusi o . . • tli,;. Iloma dir. , ,n. lloma ospedale milit. Firenze 18. !.74 Vergoni Glou~ppe . . . dis. Perugia 11. 5.75 Baduel Al(rt do. . • . d1s. Orvieto dir. san. Roma 15. 1.76 Arce l h Ang•lo . . . . Id. ~hlano 5 r.·g~. alp. 5. 3.75 Cavallaro Gl1ueppe . . dis. Napoli 3. 8.74 Pr1ore Al{onJo G.annì . l'tiJ. Can1pngna 13.1!.73 Broccoli t;~,.,eppt. • . ili. Pesaro dir san. ~apoll •hr. san. Ancona 30 10.73 Celeste Gi•utppe . . • dis. Castro' ili. 10.10.73 G•acomelli GìUJtppt . . dis. Lucca 3 genio ltule:;ransu e speclal.) 18. 5.73 Mureddu LJacltlliO . . Id. Sassari flep. rant. Sa.isar• u. 1.74 Fargnoli Beniamino . <11s. Gaeta reclusorio miht. Gaela 6. 1.75 Ghezzi Edoardo . • . di~. Mon&a IS. 7.74 Pera n toni ,ua•·•o . . . di~. Sassari ospedale mlllt. Verona rtep rnnt. S•ssari :!8.11 75 Desigis Gloua•mi. . . dis. Pavia 8 . 6.74 lorio Filippo . . . . oli s. Clllcrta ~ regg. alpini !7.10.73 Arlloino Glo. Ba/lilla . dis. :\lassa t 5. 8.73 Zannoni Davide . . • i(l Verona t7. 7.<5 Cari!!elli Pi~lro. • . • id. Vare~e de11. rant. Verona Ve 3. ~.73 llagalin G14111tiero. . . olls. Udine U regg. art. (Aiessanl'trla) 15. 8 H Ponsigliono Vincenzo • dls. Na11oli dep. rant Udme U. l 13.11.74 Romano Do.,.tnlco . <hs. Catanzaro IS. 7.;5 Broglio Orule . . • • id. lllllano t 1 regg.arl. (Alessandria) ~ 11.73 Curti Orazio . . . . id. C~strovill. ~\. 9.73 Broli Giovanni. • . . dis. Cremona 6. 6. 75 Bottll Francesro . . . id. Voghera dir. san. Geno,·a dir. san. Alessandria 15. 3 7$ noni GIUiqipe • . . . dis. Mila no 30. 3.73 Allegrini Giulio. . . . di~. Venezia dep . rant. Mantova t rcgg. alp. 11. 1.75 Fornara /gna;io • . • dis. l"O\'&ra 29. 5.73 llernabal l'~tacen:o . . dis. Roma regg. cavali. in noma regg. ravnll. in Saluuo i. 3.73 Vagliaslnlli Giuseppe. . dis. Catania 13. 1.74 Orsini Gli.uardo . . . <lis. Livorno t. 5. 73 Monica Carmi11e • . . fiL Salerno !6.lt .73lllarciano Ai(on•o. • . i<1 Salerno osredalo miht. Verona ospedale mllit. Parma 6. 5.74 Maggi Francuco • . . llis. Lucca 17.11.73 Manlale Giu~eppc. . • dls Teramo tlir. san. Firenze dir. Mn. Ancona !0. 1.74 Maniscalco Glovan111. • llis. Palerm() 4. 8.75 Vilacchlo Ptrrucclo. . dls. Cag:iar• d~p. rant. Cagliari li. 9.74 Sessa Camillo . . . . id. Milano ~7. 11.15 Caranl Luigi. . . . . di~. Modena 3 rcgg. nljl. 4 genio (pontieri) 18. 8.75 Galli Giachlto • . . . dis. Orvlcw ~. 5.73 De Penils Raimomdo . dis. Frosinone ospedale mllit. Parma 30. 1.74 Zilioll Seba1lìano. . . id . Bergamo 14. 3.74 Di Uino ,1/lche/t . . . di s. Cera lu t. 6 73 Quaglia Marco. • , . Id. (;asalo dep. rant. Vareie 6. 6.75 Panni Nicolo • . . . d•s. Potenza 8. t .73 Caccialupl.{)livieri Glor· 4. 9.74 Pign~tti Giu~eppe . . • Id. Modena filO • • • • • . . id. A QUIII\ H art. (Ferrara) ospedale mlllt. Ancona 1. 6 74 llaplsnr<ll GiouanRI . . dls. Catania 7. 1.74 Flammia Tomma1o . . dls. Avcllin() ospedale millt Parma U. 4.73 Signorinl Emilio . . . 111. Arezzo 9.1':1.73 Arduioo Anloltio . . • dis. Genova osredale rnilit. Firenze tl.IO.N Co\ta RomoLo . . • • d•s. Pavia 5. 3.74 Dortolozzi Leonida • . id. Padova t regg. alpini 7 regg. alp. 'H. 9.74 Quinziì Ratraello . . . dls. CbieU !0. 1.7G Chiaromonta Rocco . . dis. Barletta ospedale milit Chieti 31. 7.75 Assandtl:~ Narco . • . Id. Torino


(Segue) UPFICIAU IIKOICI DI COIIPLEliBNTO - SOTTOTSNIINTI

dal n. 7e• al n. 7415 dal n. 7-t8 al n. ~81 21 luglio 1900 29 luglio 1100 ·t 3.1l.7J :.tanotti Dario . . . . tlis. Parma i8 8 74 Ciompi Gualtiero . . . rlìs. Livorno rejlg. cavali. in Firenze reg~:. cavaU. in Vicenza 13. I.U Campelli Giovanni . . dis. Piaceom 7. 3 i'J Marzorali Mo&é. . . . dis. Milano regg. cava ll. in Voghera ref!'g. cavali. In Brescia :l. !.75 Gnastamacchia /,uigi . di<. BarlettA f t. n Oe Rosa Ettore. . . • dis. Napoli '!8. 4.75 llobilolla And•·ea. . id. Potenza dir. san. Verona ~.10.72 l>atanè l.eonardo. . irl. Messina ~5.1 1.72 Guarini Bartolomeo . , dls. Bari 6.11.73 Lo Cascio Gioachino. . id. Palermo U.U.i3 De Ln ca Fiore. . . id Co~e111.1 '.1. $.73 Ga,•io Annil~ale. . . 111. Voghera rl•r. san. Palf rmo IO. 4.71 Profilo Anni/lata . . dls. Lecce dir. >an. Al e<sandrla H. 8.73 Bocci Benigno. . • • dis. Macer:~ta ~3.10. 73 Giuliano Glustppe. . . irt. Siracusa iO. 8.74 IJoiOn Pietro. . • . !rl. V•cenr~'l ospPclale mll. Anr.ona rtep. ront. Verona Ve ~.li. H ~lauri Frm1cesto . . Ili.~. Ca tanr.aro 30 12.73 Casini Eruesto . . • . dis. Napoli ~. 7.73 l.opresli Salvatore . • irt. Reg~tìo C. 7. ! .74 Mazzitello A11tonino. . 1<1. Catanzaro tll. 6.73 Mus~i Fausto . . . . ici. Brescia 5. G.74 Riolo Glu.seppe. . . . id. Palermo re~:;:. cav. in Lodi i O. IO.i4 Langosco Riccardo . . id. Casale '.1. 6.73 Fanuele Anton i o • . . tlis. Potenza t• ~;enio (zappntori) '.Il 3.73 llagaz?.ini Ant011io . • ili. Forli !7. a. a Tassoni .ofaot{o . • . dis. Ascoli Pie. rlep. fnnt. Forli dep. lant. Asct•li Piceno 16.11.7' Doyno Gennaro • . .J ils. Bnrlel!o 9.14.72 Vasta Antonino . . . id. CaL,nia !9. 3.7i Foti Benede!lfl . . . rlls. CaL~nla 1 '.13. t.74 Volll?rranl Giovanni. . id. Lucca · 3. t .73 Minlnni Dommi'O. . Id. Barl~tta 18. 7.74 Nlzzi .Ytcola. • . . id. Torino re~tsr. cav. in ll<line '!5.11.i4 O'Aionr.o Auge/o • . . dls. Lecce ~7. 7.73 Amato Luca. . . . id. Campagna osp. mil. Li vorno dir. ~an. di VProna !4. t .73 Gagioli Carlo . . . . olis. Novara iS. 6.73 Oolcc Gluuppe. . . . dis Napoli ~ regg. nlp. corpo inval. e vet. 9. t.i3 Guerrcri Giu.s~pp•. . . dis. Girgentl 17. 8.7~ Gorga Pasquale • . • di s. Campagna 17. 7.74 Scaramnzzi Donato . . id. Bari osp. mil. Firenze ·H. ~ 75 Massarl Biagio . . . . id. Rarletta 6. 9, 7! Migliori Domenico . . dis. Cosenza 5.10.74 Merlini /A.tlgi . . . . i1!. Voghera cl~p. fant. Cosenxa ! re({g. alpini Il. t.it Troisi Romuatdo • . . dis. Avellino 7. 9.71 Nutl A•llonio • . . . di•. Forli regg. cavali. in S. M. Capua Vetere dep. rant. Ravenna 28. 6.73 Cleri Emmanuel~ . • • dis. Chi6ti 7. '· 73 Amore Giuseppe . ·. . dls. Trapani osp. mil. Cbiel1 ti. 9.7! Milite Germano • . . id. Salerno i?. 8.73 De Feo Pasq"ale . . . rtis. Avclllno osp. mil. Pinc~ou dir. san. Verona 9. 4.i5 Baclo·Terracina Alm t· 4. 8.72 Polidorl Glove11alt . . rtis. ~·rosinone rico . • . . . . . dis. Napoli osp. mil. Brescia osp. mil. Piacenza 24. 8.73 lannuzzi Antonio . . • di s. Cagliari ~. 5.73 Bonini Galtauo . . . dis Catanzaro o~p. mil. Cagliari dir. san. Verona 3. 5.7:1 Cupola Gaela·n o . . . t1k Potenza 6.1t.i3 Giorello Achille • . . dis. Savona \!5. 4.73 Zingale Ghmppe • . . id. Celalo dir. snn. Bologna Il. 6.7t Mangiarotti Gaeia11o. . Id. Trapani '.1. 4. a Marino Gi"1eppe . . . dis. Cuneo 14.1!.73 De Lellls Ernesto. . . id. Caserta dir. ~an . Alessandria dir. san. Napoli fl. 5.74 Orengo Mal4rizio . . • dis. Savona 18.11.7! Acon~ Nicola . . . . dls. Avellloo regg. ca,·all. in Torino dir. san. Firenze !6. t.i3 Sismondlnl Antonio . . dh. Savona tS. 6.73 Vaccari Ferruccio . . dis. Firenze regg. CA\'&11. In Savigliano O>p. mil. Alessandria ·16.1t.U Petraroll rincenzo • • dis. Lecce 18.10.73 Genovese Antonio. . . dis. Benevento t. 1.73 Mangia Franceacanlotlio Id. Campagna dep. lant. Oene,•ento dir. Slln. Verona 30. 7.7~ Oe Oomlnicis A11gelo . dis. Pavia 5. '.1.74 Fili GllJ. Ballilla • . . dis. Girgenti t1ir. san. Alessandria '.19.11.14 Bova Vincenzo . . • • Id. Reggio C. 17. 1.71 Scevola VIncenzo . . . di s. Campagna 15. 6.7, Gasparinl Giovatllli . · . Id. Padova dir. san. Firen&e dep. fant. UtJine 11. 8. 8 74 Barbera Michele . . • dis. Barletta .30. 9.73 Carginnle Carlo . • . dls. Napoli dir. san. Verona regg. cavali. S. M. Capua Vetere 6. 8.7t Romeo Gilmppe . . • dls. lleggio c.


;o

(!i•'llli' ) Uff'ICIALI IIEOICI Ul CO.IIPLt:lleNTO - SOT TllTE~8 1< fl

rtal n. tue al n. 8•8

tlal n. '18'1 al n. p e 29 luglio 1900

24 gennaio 190 l

5. 3.73 Pe lrilli Amerigo . • . ùls. Frosinone O>p. mi l. Alessandria 25. 6.7& P~lumho Domenico . . dis. Campag.oa dir. san. ~apo li 25. 3.H Mag 11o Giuseppe . . . rli~. Palerm o rtrp. rant. Palermo P ~6. 9.i4 l~ia n ona/o . . . . dls. Ilari S3. 1.73 S··iuto Giuseppe . . iCI. Catanm . id . Palermo '!8. 3.i5 Vent urinl Antonio 1. 8.74 To rti Gaetano . . . id. Voghera '!3 art. (Acr1ui) 14. 7.73 Sig no rina l'ilo . . . . d is. Trapani 19 agosto 1900 s. 3.76 Sp:tdl\ Gaetano. . • . tlis. navcnna II~IJ. faot. Ravenna H.l~.i4 J.a::io Gio. TJatli&l<l . . dis. Milan o de p. raut. )lilnno M. Il 2 settembre 1900

G. U .i3 Golini/Jomeruco ,'\'icola di s. Caserta dir. sAn. Verona '!0. 6.73 Carlucci Carmi11e . . . dis. Ave llino rtir. san. Bologna ~.10.76 Tarsia in Curia Luclovico dis. Napoli • di r. san. Napo li 5. 1.75 !'a t ini SUore • . . . clis. Napoli dir. san . Na(ll'li :!5. 7.i't S··ol{lio Filip110 . . • rlii. Messin a H. 1.74 l'iardl!cci Domeniço. • id. Roma dir. san. Ro ma IO febbraio 1901 3. 2 i~ Mir:tbella Ferdinando . clis. Pale rm<> 29. 6 74 l'et i Ono{rlo . . . . irl Caserta '!3 art. (ACQIIi) 24 febbraio 1901 30. 8 i 4 )lauriT.i Agostino . . . di.<. Roma lejl. allie vi c::trab. 10 marzo 1101 8. 4.7~ Cala Sle{auo. . • . . dls. Catania • 24 marzo 1901 !. ! .73 Fus co Pasquale . . . dis. Lecc e dir san, Bari 9 agosto 1fiO 1 ~6. 5.77 Tovo Camillo • . . . rlls. Casale cl~p. ranL. Vercelli 4.11 .75 Sacco Carlo . . . . • dis. Torino8. 8.75 Curti Omero . • . id. Lodi riPfl . fan t. Cre mona !!S.H .77 Pug lisi-A.llcgra Stefano dis. Mess ina 8. t 76 Oe Marchis F'ranttaco . Id. A.qulla t . 7.76 Bosinelli Eugenio. . • id. Bologna 6 rega. all'· UV3 l..cgia rrli-Laura Cnare. di$. Torino 30. 7.74 Oonanome Achille . . irt. Fro• ino ne ~t. 5.75 Sat n rnino Patquale . . Ili. Taranto \!9. 5. 74 Storti Camillo. . id. Crerpona 9.10.75 Mancini Hrnt&lo • Id. Asco li P. 3.tt 74 Cantclli Ore1fe. . lrt. Pesaro ti. 4.74 Po1.1.i /liccardo . • id. Como 13. t 76 Sampie lro Gaetano . Id. Cremona !U art. (Piacenz3) t3.t 1.75 Chiurli:r. !\'alale . . . dls. Napo li 6. 4.75 PQrcile Vitl.orio . . . id. Genova dep. rant. Parma i. 7.76 Marlinallu Adolfo. • • dis l v rea '!0. 3.76 Menoni Carlo • . . . Id. Bologna dir. sao. Bologna 9. 8 .75 Formi chella Bonave11Cura . . . dis. Bene ve nt o'!3. t. 73 Culò Giacomo • . . . id. Cefalù t O. 1.76 Valletta Vince!•:fo . . id. Caserta !7. 3.75 Oi Sabbato GitUeppe . id. Aquila t9. 3.76 Sinlsl Do11ato . • . . id. Foggia !6 !O. 76 Grosso Gabriele . • . id. Torino ll.t l.i5 Scartuto Gioaccllino . . id. P.Jie rmo '!3. t O.i4 Russo Gabriele. . . ld. Avellino 18. t.75 Zuccal11 Francesco . id. Reg gio C. 6 12.75 Flcaccio Luigi . . . id. Frosinon&

4.H.70 Voarino ,i11relio . . . rlis. Vercelli de " . rant. No vara lS " 28 settembre 1900 3. 3 7! Gia nnoni r;iu.se,ope . . •Jis. Livorno •ler. fan t . Massa 29 sette11bre 1900 B . 4.75 nossi Aldo . . . . . rtis. Fo rli dPp. fant. ~·orli novembre 1900 5. e.74 camerano Aleuar~dro . di.;. Torino dep. rant. IHea 2. 3.75 Orla no1i Cuar·c. . . . dis. Cuneo dep. fan!. Monr.a

n

29 novembre 1900 II.H.74 Carabba l'ilio>' iO . . . eli~. Ch ieti de p. fant. Clueti l S dicembre l 900 19. 7.H Toselli Lo•·enzo . . . rlis. C uneo dep. rant. Milano M. Il

16 dicembre 1900 i5. i. i! Monteforte Bnrlco . • d is. Gatani:r. 1~. 3.73 Manfredi Felice. . . . Id. Bari d ir. san. [lari l O g ennaio 19O1 IG.ti.73 Cimberle Ugo . . . . dis. Vicenza rte p . rant. Como 23. 3.78 Ridolll <irrtoldo . . dis. Brescia t . 7.78 Del Vecchio G"ldo . . Id. Roma 13. 7.78 Moscarlnl MaJ,imo . . id, Ascoli Pie. dir. san. Ancona 18 gennaio 1801 1!. 5.7! :llusali .Santo . . • . dis. Bergamo dep. ber.;. Brescia 10. t 74 Polloni Attilio . . . . di s. Varese ~ regg. alp. 9. t.75 Orestan o Paurtino . . clis. Palermo 4. 4.73 Ranellelti ArWicle . . Id. Roma dir. san. Ro ma IO. t.i6 Oi Ba•·tolo /gr~azlo . . d is. Palermo

l


(Seguf) UPPOCIALI 11601CI DI COliPL &liENTO • SOTTOTP.NHNTI

dal n. ,....

al n. 8e t

l agoato 190 l l i. 3.76 Oruinl Gatlano . • . dis. Moden.< dor. san. Ooloa.ma 29. 5.iG Torna,,; Fttice. . . • Ili<. noma llep. fant. Roma R. l 1. G.i3 Melrhiorri Germa.oo. • ""· Macerata ~ ~ 73 ~icnttn" Anlo11iloo . . 1<1. Mes<ina 13. 4.75 Turri ,\'irollo . . . . ili. f.osPnza 'iO. l.i6 Continrlli ,\'ono Bizw . itl. l.~t·ce ~4 4.17 SantaJr~li r;illlt)'pe . . ili. Slraru<a t 1. 7.76 Panr Domenico • . . o• l Gatta R<'lll! ca•·all In i"ola ~. l i4 f.t'IIPIIi Pitlro . . olls. ~·rn•inone 1~. 4.75 Gai lo Frlll<etsco . ool. Lecce l 1~.75 IOilice J\'lrol1o . . irl. r~~'arta 20. 3 75 Oeriu Atolo•oio. . lrl. 1',1gliarl osp. milo t. Caglinri !3. 8.73 ManiPrl Cmor•. . . . Ili•. Lecce t O. H .i4 Va~:klllo Arturo • • . id. Genova dir. s:oro. Geno•·a '-1~.'iG Forzinolll Aldo . . . oll<. Vare<~ <llr. ;nn. Milano 9. 6 ;n f.amilleri Huce,.;o • di s. <òirgrnti 10. ' 76 Schlrò Salvatore . . Id. Palermo tG. 1.74Salerno Frr111ccsco . hl. Trap.1ni 16. 7.75 Mnrlno C11rmine . . id. larn(loha,su 16 1.761lorghoro Gio. DoJIIi1ta. id. Voghe ra !lìr. s.1n. Vo>ro11a 1.10. i :i HU$t!(Cri Ollrico . . . <11~. Roma tlep. loer.;. Roma ~ 11 74 Cardini .1111uimillmoo . dis. Firenze deiJ. rant. Pisa 16. 9.75 Azz.arPIIo Giovanuì . . d1g, Gorj!Cn ti 11. 1.74 Oe Maria Bartolo. . • ltl. Broscia dep. hers. Oresroa ~1. 6 75 Coratu Giorgio . . di$. Taranto IO. l .76 J>alano r.iuuppe. • . ili. Potenz.'\ 10. 1.75 ld&rvulli Filoppo • . . itl. llaro rlep. lanl. Bari T iO 11.74 O'Aiei,andro Gh•uppe. dls. A\'ellino 5.11 74 Marcotulli Dante . • • Id. Roma 17.IO 73 Orsi Luigi . . . • . 1•1. Torino 3 regg. alp. t3. 8.73 l.u~che~o Carlo . • dos. f.atanzaro ~. 9.75 Cìonzales Vìneen:o . id . Cefalù t7. t . 75 0.'1Sterl Arhtide . id. Casale ta 5. 75 Matera Luiui . . . Id. Barletta 15. 8.76 Tonazzi Gino . • • Id. Mantova 7 regg. :llp.

17. 5.76 Cresce Angelo . . . dis. uaeta t 7. 3.78 Cas11le Francesco. . Id. Aquila 11.11.76 Apo~tolltl Ratraele • Id. Catanzaro 14. ~.74 Oebcllis Lorm:o. . id. Bari dep. f:ont. Ilari T S6. 7.75 Anselmo Antonino . • dis. M~ssina 7. 8.75 Cecch l Gloueppe . . . Id. Lh·orno dir. san. Firenze i8. 3.75 01 Campo BrtUIIlO • . dis. Gaeta 3 art. (Bologna) 14.U .74 Loquereio LudODieo . . dis. Bari

71

dal n. 8 e t al n. e a 1

9 agosto 110 1 8. 9.'i4 Garono C11rlo . . . . <lh. Ca-alr. tlcp. fant. Cuneo ~S. 3 ;7 Lo Forte PrtllfUICO . . dis. l'alerono <lPJl. fau t . l>,,termo C $.lO.i5 Fe rre ro Luigi . . • • oli<. !'\ovara dor. san. Torino l. L73 De l.•lln .lrturo . . . ohi. Caserta 23. ll.i6 C:ado Fra>lcuco . . . od . Napoli re;t~. cav. in A\tr."-'l 23. i.iS P:lna.>odi GioDallni . . oli~. C.~t:uua 19. 3.74 Ammendolia Gw1eppe . ici. llel(.:ln 7.1\!.7f• Oe Boni'l Brntsto. . iol, Pot~nt.~ 18. 9.7~ Moli<' /gna:io • . • . ul. y p,;ina 4. 7 76 Llo~goo C11millo • . . ori. lvre,, osp. md. !'\O'IRta :10. ::! 75 r.en•:t-i 01/ome. • • . oli i. Uolono

c.

7 rP~;!. nl11. \!.10.76 Fras'lelli l'ietro . . . di.~. Cosrnza ~O. ll.iG Pampararo Carlo . • . lrl. S11vona :Il art. 'Pi:tren•a) l. 1.74 Gu!tlidmi Praneesco . do~. ~·orcnz•' 9.it.a tupo Ra({nele • • . . lrl. l.crce \l l.U.77 llruno Cio. Daltll l(t. . Id. t:enovn dir. san. Gr11ova '!G. 9.74 Cra vero Jlatteo . . . • Ili s. Mon•lovo f. ti.7j De 1\ugr;if'ri Filippo. . io!. Potenza U. '!.76 Comtlareni Pa,qt•ale. . Id. Sulmona 9. t1.75 Marino di Bella Gael11no itl. c.~tanla 2!1.11.73 Sarno Raffaele . . . • id. S.1lerno 3. 1.73 l'agano Federico . . . iol. S •lerno 16. 3.75 Grandinelll Camillo . • Id. Cosenza dir. san. Raro '.18. 4 75 .\ozi Gat1a11o . • • • di~. Voc.•nz.a dep. (ant. Tre••lso 9. 2.76 Zilocchi /gin lo . . . . <ti:!. Piaceou !l art. (Poacenza) ~.i'! 75 Galanti Sa/valor e. . . dls. Siracu~a 7. 1 i i Mantoni Carlo . . • . od. Torino do(o. rant. Torino l' !S. l i 75 Collica lg11a :oo. • . . dis. Me.~sina dejl. /ani. T rapani 29. 5.74 Giortlano G~tllio . . . rlls. Na(lol i 6. 3.77 Vallh·ero Sl f(allo. . . Id. Alc.~s~ndrla de(l. rant. Alessandria A ~Ut.74 Orlandinl Camillo. . . llls. Parma osp. mil. Piacenza 4.ll.73 Ricci Carlo . . • . . dis. Pesaro rlir. snn. Ancona l 9. 3. 74 Maselli Al(retto • . . <lls. Foggia osp. mll. Ancona H. ~.76 Falcioni Domenico . di,. Orvieto !6. 8.76 Griner Arh,ro . . . . id. Milano 1.10.75 Farello Antonio . . . 111. Orvie to

Ile(>. fant. Pr•rugia. 6. 7.i5 OeOorio Giu1eppe • • • dls. Bari :13. 8.75 Perron Ferdinando . . Id. VIcenza 8. 6.75 Parisi GiUieppe. . • . id. Cnlt.~nlss. dep. t1nt. Caltanissetta 21. 9.74 Capo1.zi Antonino. . • dis. Nola


(~tgue) UfVI CIALl li&DICI DI COliPLRliBNTO - SOTTOT&NHNTI

dal n. ••• al n. e-r:. 9 agotto l 80 1 :!6.1!1.75 l'crone-Paciflco N i cola . dis. Beneven to fl. 5.75 La Monaca Gab1·•ele • . Id. Caltaniss. · dep. fan t. Caltanissetta 6. 3.i4 Fusco Giovauni . . . dis. Avellino 10. 5.i5 lllasiotti Arn<oldo. . • id. Roma dir. san. Roma 20. 3.73 IJartolo tta Sl e{ano. . dis. Cef.1lil 9. 9. i4 Bonacci Gttido • . . . id. FrosioonA 5. 1.74 Brun Antonio . . . . id . Udine dtr. san. Verona t5. 4.76 Rozzi Giulio. . • . dis. l,occa ~. 4.75 Quattrini Al(rldo. . . 111. Napoli 4. 5.75 1\e•li /Jrnesto. • • • • itl. Pavia dep. fant. Pavia t 9. ' ·H Consalvo Gaetano. . dls. Siracusa 6. !.i4 di Prisco P risco . . id. Nola 21. 9 i7 O~sta Ore•le. . . . id. Lecco t s. 5.7·~ Massoni Giuseppe. . id. Lucca !14. 8.73 La uretnno Eduarao • . id. Gaeta 20.10 14 Carraturo Pielro • . . id. Nola dir. san. Napoli !11. 7.i4 MalDoli Felice . • . . tlis. Pavia dep. fan t. Pavia u. 5.74 Dernini Guido . . . . dis. Firenze 14.!0.74 lngraldo Vito . . . . id. Trapani tt. 6 75 Lombardo .f/elchlore. . id. Trapani t 4. 9.74 Sodaro Salvalore. . Id. C~falil !18.H.i5 Batliall MelchiotTe . . id. Catania. H .U.74 Arrigone Carlo . . • . id. Pavia dir. san. Alessandria \15. 3.74 Tangorra Francesco . . dis. Bari 20. 8.74 Tavano Bartolomeo . . id. Siracusa 7:1. 6.74 Scuderi Francesco. . . id . Catania t. 9.74 Paolillo Tommaso. . • . id. Salerno tt 9.75 ~·ragapane Savcrio . . id. Siracu5a 4. 9. 74 Fontana Giacomo . . id. Trapani dir. sa.n. Palermo !19. 5. 74 Barone Gi lberto . • di s. Catanzaro :H. 8. 74 Merlino Crl$1o{alo . id. Messina 30. 4.7l Bertooati Allilio . . id. Massa u. 7.74 Orlando Sebatfiano • . id. F irenze 14.1t.75 Laudicina Mariano . . id. Trapani dir. san. Palermo !5. 5.75 Dal Lago Girolamo • . dis. Verona dir. san. \'erona 5. 3.75 Giunta F'ranct&co. . • dis. Messina d!r. san. Palermo t 8. 5.75 Calo Matleo . • . . dls. OJTietta !14.10.73 Claps Leo~tardo . . • Id. Potenza t 8. 7.74 ldazzei Giooannl . . . Id. Firenze dir. san. Firenze t 6. 8.73 Pinna Vgo. . . • . . d ls. Bar letta dir. san. Bari !9. t. a Centanni L ul(/i. . . dis. Ascoli P. t3. 6.75 Stazzone Giuteppe . . id. Palermo t O. 9.74 Malcangl Dkgo. . • . Id. Barletta d ir. san. Oarl t7.t~.73 Vasari Sllv,o. • . • . dis. Messina

dal n . • .,. al n. •••• 9 IJDib 1901 ti. 4.74 Natali Remlglo. . . . di s. Macerata dep. rant. Macerata to. 4.75 Peronl Luioi. • . . . dis. Lo di dep. Cant. Lodi t. 4.73 FriPrl Gaetano. . . • dis. Avellino dir. san. Na]>Oii 9. 8.74 Pasqueletto Slt{a·u o. . dis. Venezia dlr. san. Verona !!. 7.H Tro tta 'Enrico . . . . rlb. Campagna 21 agosto 1801 . 3. 4.73 Pi.ntaura Ollorlno. . . dis. Catania 2 11ttembre 1901 20.U.76 »anicardl Gi11seppe . . llls. Modena osp. mil. Bologna 30.12.71 Mo rini Paolo . . . • dos. Pado va dir. san. Verona l O settembre 1801 2,. ~.79 Donati Nano . . . . dls. Torino dir. san. Bologna 4. 8.75 Ascarellì Attilio . . . dis. Roma 18 settembre 180 1 ~l. t.74 Bertoni Pier Francesco. dis. Lecco rllr. san. Verona 14 ottobl'tl 1901 U. 3.74 Negri Giovan ni . . • dis. Ferrara dir. san. Bologna 21 ottobre 1901 tO. 6.76 Carnesccchl Ono{rlo. . dis. Venez.ia dir . san. Verona l nove111bre 1901 117. 4.76 Di Nola Angelo • . • dis. Ro ma dir. san. Roma 14 novembre 110 l U . 8.75 Vaselli Glu•eppe . . . dls. Boma dir. san. Roma 24 novembre IlO l H . 3.74 Metcblonna Mic~lang. dis. Avellino l dtoemltrt IlO l !8. 8.7i Sofia A~>lonio . . . . dis. Siracusa dep. fant. Catania t 7. U4 Cas ti ati Corio . . . . dis. Torino dir . san. Torino 29.t O.H De Angclls Giovann i • d is. Napo li osp. mil. Chieti ~O.It.76 Marini Ptrraolle . . • dls. Torino 19. 'l 79 Brur.zese Domenico . . Id. Napoli 1!. 7. 71 Pecori Giustppt . . . id. Roma dir. san. Roma 22 dicembre 190 1 t. 4.76 Gagnola Alfredo • . . d ls. Varese dir. san. Tor ino 'll.lt.75 Villa Al{ruto . • . . dls. Pavia dep. IJer~. Torino 7. 3.77 Brusa Silvio. . . . . dis. Varese dep. fant. Milano M. l 21'"nalo 1802 tl.t!.73 La. Rosa Gatt4no. . . dis. Messina 9 febbraio 1902 !10.10.73 Monti Vmberlo. . • . dis. Ascoli P. dir. sao. Milano


tStgUtl UPPICI.<LI IIBOICI DI COIIPLBIIB:o!T O - SOTTOTRNKNTI

73

dal n. t . .a al n. te$8 8 febbraio 1902

dal n. teae ~1 n. te~8 21 luglio 1902

4. 9. 74 Rocchi SLanblao . . . dis. Ro ma de(>. ran t. Roma n. l

6.12.76 Vhiani Gitdio . • . . ctls. Mi lano !9 rant . ~7. 1.76 Magnini Geremia. . dis. Perugia

23 febbraio 1902 33 lant. !16. 7.73 Leone Ste(ano . . . . dis. Napoli !3. 7.77 Mercurio Roberto. t 6. S.7~ Canlernccio Lore1uo. . Id. Napoli. 90 fBnt. 27 febbraio 1902 16. U .7!1 Pesante Vincenzo. 30. 8.73 Mazzei Girolamo . . . dls. Cam[Jagna 4 bers.

dir. san. Verona.

!!!. ~. 7J Triolo Glu1eppe . . . dis. Palermo dir. san. Palermo 13 aprile 1802

·13. ~.74 Weiss Glu1eppe . . . dls. Napoli ~Pp. fan t. ·Napoli N. Il. [ maeglo 1902 i i . 8.73 Casnlco Severino. . . dis. Bergamo dir. san. Verona. 13 miJglo 1902 j. 6.73 Telti

r;ugllelmo . . . dis. Como dir. san. Bologna t 9. 9 74 Poslillllo ne Alfredo • . dis. Napoli

dep. rant. Gaeta 2 1 maetlo 1902 ~l.t l.i5 Gualdi Ellore . • . . dls. Roma dep. rant. Vite rbo

5 giugno 1902 3. 9. 711 Bon~eglio Elia • • . . dis. ~ronza dir. san. Milano 21 lutllo 190 2 jg. 6.77 Falcetti Pitlro . . . . dis. Roma 94 fant. ~- 2.75 Biolchini Prance~eo . . d ls. Napoli 3 bers.

19.5 .78 Barattlni Rio . . . . dls ..~ncona H bers. SUt.76 Balla Albtrto . . . . dis. Torino 60 tant. i3. 9.79 Cappellani Salvatore. . dis. Siracusa 6 rant. 7. 4.76 'fer ra-A brami Gtultppe dis. Sulmona 6 fant. 23. 7.77 Alessandrello GioiJanui. dls. Siracusa cav. Lucca (16) .f.l.it .76 Cossa lì Luigi . . . • dls. Bergamo 73 fant.

-t9. t .79 Oazsa Aleuatldro. . dls. Modena 39 rant. t 7.t0.77 Cabibbe Or~aldo . . dis. Siena 9 rant. ·ss. 5.77 La Cava Francuco . dis. Reggio C. 8 bers. 10. 5.77 Stangarone PUippo . . dis. Bari 93 rant. IO. 1.75 Caponetlo Gaetano . dis. Cat.\nia

. dis. Savona . di s. Salerno

. dis. lla venoa 5 hers. 8 . UG Campeggiani Mauhno . dis. Roma 93 rant. !7 9. 77 Piadeni Michele . . . dis. Como 78 rant. (di1p. minis. dell'inter11o) 4. 5.76 Calvi Al/ilio. . . . di~. Reggio C. l gran. 10. 5.711 Calabrese Donato. . dis. Lecce cav. Vicenza (t~) t. 9.75 Vecchi Giovanni . . dis. Campagna 11 rant. ~.11.76 Dotti Gio. Antonio • rtis. Brescia ~· id. t 7. 9. 75 Zeppa Cal'lo. . . . dis. Frosinone 3 bers. l'l. 8.77 Ravelll Ateuandro . dis. Vercelli

!6. 7.751.olli Guido . . .

1 ber~.

8. 6.76 Sbrozzi Emili o. • • dis. Pesaro cav. Nizza (l) tU0.73 Ferrera A_rturo. . • ois. Sulmona 47 lant. t8 t .75 Avogadro Paolo . . dis. Como 5 bers. lt. 8 76 Barbera l"rilncuco

. dis. Brescia

tt bers.

19.l0.77 Marongiu Etino . . dis. Cagliar i 4'! rant. i 5. '-7~ Verroni ll'icola. . . dis. Frosinone 94 fant. 4. 9.77 Speroni Ferdinando . . dis. Firenze

33 rant. ~7.H.76 lllelli Gaelano

. . 40 rant. st. 7. 77 Drago Car mine. . S&.l~ i i Campoli Pio. • .

. di3. Mantova • dis. Savona . id. Frosinone

l gran.

• di~. Parma

i9. t0.77 Marrone Rpcco. . . dis. Potenza 40 lant. t6. 9 76 Quario l'alerlo. . . dis. Vercelli c~ v. Novara (5) 8. 4.75 Properzi Francesco . . dis. Aquila 36 Cant. 6. 4.74 Gianni Lodovlco • • • dls. Siena t8 Cant. 6. t .76 Lombardo Antonino. . dls. Caltanlss.

. dis. CatanZ4ro

9.U .74 Nerll Guido . . . . . dls. Firen&e

48 Cant.

t8. 3.75 Corradl N uma . . u rant. 9.it.76 Annetta Giuseppe . 90 lant.

8. 6. 77 Si ca Gaetano . . Il fant.

. dis. Reggio C.

5 rant. 34 rant.


~Segtte) UFFICIALI liRDICI DI COIIPLH>IIt:'<TO

dal n. ••~• al n. t e 88 28 luglio 1802 9.l0.75 Scaglione Giovanni . . dis. Palermo 5~ /ani. 19. 3.76 Dartella Agollitl o.

. dis. Orvieto

~gran.

t. 6.77 De Petris Lor enzc

. llis. Torino '.15 rant. 11. 7.75 Drngman Alfredo. . dis. Parma 3. O. 77 Piccini ni Giovanni . itl. Flrenz~ cav. Sa1•oia (3) 6. 6.77 De Cl:;na Vittorio. . . dis. Genova 83 rant. 21.11.76 Falchetto L"igi . · . dis. Tor ino 59 rant . 19. 5.76 Mazwoli Galileo . • dis. Siena '.1 s ran. 9. 5.76 Muto A>uelmo. . . dis. Gaeta 58 rant. 1. 4.75 Annunziata Nicolaui ello dis. l'iola 89 rant. 5. tl.i7 Fontanelli Flaminio. . dis. F~renze 15 fant-. 17.1~.76 mani Fortunat o . . ll is. Mondo' i 59 fant . .\. 11!.76 Potenza Raffael e . . rlis. Saleruo H fant. IO. 5.77 Bevac!j lla Alf•·edo. . dis. Catanzaro 8 bers. '.15.10.76 Frecceri Giuseppe . . dis . Savona t s rant. u. '.1.78 Andrich Pietro. . • di s. Belluno 68 fant. 3MO. 75 Matera Ghmppe . . di s. Barletta 89 !ant. :10 10.74 Galigani Alberto . . dis. Pis toia 3. 8.76 Amerio /Ialo . . . . id. Torino t bcrs. n. 8.75 Petrocellì Giovanni . . dis. Potenza 8 rant. 3.10.i5 Siml Guido • . . . dis. Arezzo Il rant. . dis. Salerno 30. 6.78 Apicella Serafìno. 12 rant. Ut0.76 Sbarra Bila . . . . dis. f"oggia cav. Foggia (Il) 19. 3.i4 Comparato Giuuppe. . dis. Cefalù

"' fant. !3. 1.76 Fuduli Git•seppe ·. . . dis. Catan~ro 51 fant . .

t. 4.77 De Vicariis Antonio . . dls. Avel lino 87 fant. 9.H .76 Donzella Domenico . • tlis. Genova 83 rant. '.18. 1.75 Truschelli Guglielmo . dis. Verona 66 fant. 18. t .77 Francioni Raffaele. . . •fls. Siena 10 rant. i. 3.74 C•ccone Sebastiano . • dis. A••ellino 58 fant.

SOTTOTRNP.NTI

dal n. te8 9 a l n. l t l l!!f 28 luglio 1902 13. 9.76 Rotteglia Paolo . . dis. Modena 55 fant. 7.10 75 Faricclli Guil(r·edo . dis. Teramo 1 ~ rant. ~5. 1.73 Rossi Frnt>cesco • . dis. Novara 7. ll.i1 Beuedinl L~<igi. . . id. Cefa lù cav. Vittorio Emanuele Il (IO} :13. .5.75 Co ronìsio Alt~sarldro . dis. l ecce il !ant. ~3. 8.75 G.aiU uallo . . . . . dls. Bolog-na ca v. Catania \~ l) 6. l.i5 Martino 1"orquato. . rtis. Campobas. 25 fant. t. 7.76 CastaJ.(na ·Oresle . . dis. Caltaniss. 29.10.76 Catlignris Giuseppe . . di s. Udine cav. Saluzzo (t~) U . 7.i i Fc rraris-Cierico Carlo . rli,. To rino cav. Caserta (17) 4. 4.i5 Boq;hcse 4rlfelmo . dis. Messina 19 fant. 23. L i6 Petrosino Rocco . . dis. Campagna H fant. 18. l. 76 Fi miani Carmine . . d1s. Chieti 3 fant. 16.11.75 Mpt!a Pio . • dis. Aquila 91 fan!. 16. 8.76 D'Angelo Micltlle. . dis. Foggia 4 !ant. 27.11.76 Proprrzi Massimo. . dls. Aquila 70 fant. 10. 1.76 Rusconi Carlo . . . . dis. Voghera c.w. Boma (!O) 2. 6.H Fidanza Gio. Bullisla . dis. Macerata 9~ fant. 7. 5.75 DI Giuseppe TUo . . . dis. Chieti 13 fant. 18. 6.77 L o VtJcch!o Glof!ambal· lista . • . . . . dis. Palermo· !14 fant . lj. 1. 75 Di Falco 1\'icolò . . dis. Trapani 23 Cant. 16. 9.,7 Gianasso Giu!eppt . ilis. Vercelli· 7 bers. 19. 1.74 Ba rbera Luigi . . . dis. Darlotta. ~~ rant. 25. 7.74 Bar tolucci Lu igi . . • dis. Roma 30 rant. ~6.U.75 Rapallini LuigL • . dis. Ma~sa 17 fant. '.11.10.76 Vittori Bnrico . . . dis. Pistoia · 6! !ant. 6.10.75 Pontevia Gil.ueppe . dis. Varese 77 ranL 2.U.76 Ricca 1"om.ma1o . . di5. Casert& 10 bers. 29. t 77 Ma ltese Giureppe . . . dis. Siracusa 10 fant . t7. 3. 76 Miggiano Rocco • . dis. Lecce 77 rant.

l


(.SCI)Ut) VP P °C IALI III>OI CI 1)1 COX PLSMF.NTv - S<lTTOT~NI!NTI

riai n. •••• al n. 1 1.n

28 luglio 1902 31. 5 77 Si!lnorelll Utrlt dt lto. . ttis. Sirarusa ~6 rant. 1:1. l .iG (jeiJbh .Vttnltl • • . • d1s. Palermo 21 ranl. ~- 816 ~crimleri-Grero

i&

,Jal n. 1 1~8 al n. 1 1118 28 luglio 1902 16. 1.76 Palazzo Antonino. • olis. Palermo ~ ra.nt. ~6. 8.74 Pcrillo L uigi . . . dis. Caserta.

37 ranr.

r enau· . . • . . oli~. Lecce

19. i .i6 D'Amore Gwv,w ni . . rfis. Potenza

\:; Inni. 9 b~r3.

18. S. i:> Vival•li I"Prnondo. 19. 9. 75 SenP< ..fndrm . . :H. 3.76 llaranto G111uppt.

IG IO. i6 Talarico Vinu n:11

4i lant.

:lo

.

.

13. 1.75 Cnhlnllr<~ Aclullr .

. Ili-. Girg,·nto

• d1s. Ca lanzaro rav. Umlwrlo l (~'Il U. ~.ii Choodl l"itloa . . . . oli<. Milano

r., v. PoPIIIOIIt'} RP.l le (l ) 15. 3.ii Sllmaritnnì FrallctlcO . ohs. Ferrara 13 rant. 30. 5.76 Ariel h Oomtnlco. . di;. )lilano 1 hcrs. ~l. 3.7~ Onorato L 11igi . . . di<. Taranto 83 lant. 21. U8 Aonin o b'larico. . . . d is. Genova 63 ldnt. 14. 3.76 Tra l'n n l P.IPiro . . • . tlis. Mcssln n

19 lnu t 1!. S 75 Corvini Cio. flullilla . dls. Lodi cnv. J.odi (15) 1!!. 1.7i L&llaglia r:o&tiwtiuo . . dls. Callanis.<. CIIV. Piare nu (18) 13. 1.75 Palmi~rl C11rmln e . . flls. PPierrno :t9. 9. 76 Murtula Al(rt do . . Ili~. Sa~<ari 41 la nt. ! .10.;5 M:trche<e e ugenio . di<. NaJlOII c.w . Aosta. (6) 21. 1.76 Colini Cunre . . . . di.•. Brescia 74 lanl. :!.lt.i5 Guariglill 2.ortll:o . . llìs. Salm10 cav. Firenze 19l S9. 3.i7 Vertl'llini 0 1rlo . . ~~~. lvrr a ~ bcrs. ~- t.75 l:1merlnf Riccardo . Ili•. Ancona ! hPrs. ! 6 ~U6 Vtraldi Giuuppt . • dos. Catanzaro 46 lant. 4.11.76 1-eone AdOlfO • • . . dis. Ca~erta cav. Milano Iii li. 7.74 Baldassarre Pedtrlco . . d is Avellino 8t fant.

. dis . Tra pani

. dls. Udine

. 19 lnnt. ~7. 9.76 Curini-GalletU Co1lmo. d is. Livorno cav. Pad ova (~l ) !1. 1.77 Maneonl A l l/Ilo • • dis. C~gliari 4t ran t. !7. , ,77 Scordo Fra llctJco. Gt ran t. !7. 8.76 Pisehedda Antonio 4t fant .

. di s. Reggio C.

. dls. Cagliari

• '"' Jlom~

. iol. Sa.s~ari . id. c~ralu

! 1. 5.76 Licheri Bauhi<ia . . tlos. C.l~liari U fanl. IO t 75 De Oellis Sovuw . . . llis. O~nevento 3~ lant.

1. t .i5 Cinelli ,\'icola . . 37 !aut. t1 l !.il!- Pari$i Gitueppt . . 33 lant. 31. K7:: Corte Paolo. . . 37 ftmt. 15. 3.77 Slois!l GiUUP/lt. . llS f;w L.

23. Oi5 nonaçina Pitlro .

. flis. Co•rnza . Ili~. Foggia . dis. Genùva . oli~. Rari

. di~. Mi lano

86 laut.

U. ~.76 ChìLimro Prana~eo . . <lk Ca ralu 49 lnoH. 15. 1.7i Ruggiero Carmine . . rlis l'oggla ~o rant.

16 11.76 Fablaoi Gir1o

87 fa•ot.

t9 I O. 76 So Ilo Bartolomeo. 9 hors. !7. 8.77 Moro Fr 01acuco .

19 rant.

. . . . dis. l.l .. orno-

61 r~nt. l. 5.76 Cappuj!i b"nrlco . . Il bers. 6. 9 75 Pennevaja Guualdo . :!.U .i5 Piccione Carlo. • 76 rant. 11. :J.i6 Cri,ci Eduardo. •

. dos. l'islola

. rlls. ~irarusa . Id. Alessandr. . rl1s. Potenza

7 ram.

l i. l.iG Castlglionl Gì~tltppe . . olis. Como 85 rant. 10. l.i5 Fina l o Lolario. . . dis. Veron11 6S rant. ~6 ll.i4 Di Dino l'incmzo. • rli$. Cefalu !8 rant. 30 IO.i5 Cappuccio Lorer1:o . rlis. Avellino C3\'. Monferrato (13)

'JS. 3.74 Candela Vi ncerno. 63 lanl. n 7.74 Gogliolml .lli chtle. 64 ra nL. 16. t.. 77 Oe Marco EILOtlli O.

• dos. CnmJlohas. . dis. Dari

. rlis. Cosenza

56 r~n t. 9. 1.76 Ma rza rl Luigi .

.

so rant.

. rtls. Treviso

17. 3.75 Ardigò Francesco . . . d ls. Verona

cav. Genova (l) t!. 3 75 Lolodice AniOnlo • . . dls. Barletta cav. Montebello (8) 5. i.17 Saleri Leopoldo. . • . dis. Siracusa. 09 ran t.


76

(Stpllt) UFFICIALI II€111CI 01 COIIPLHIIIIU O - SOrTOT81fi!:!'ITI

dal n. 1 • • • al n.

t•••

l. l .i8 Y essina Gìa'luario 7l rant. 5. 7 H Rizzo Gmero10. . 74 rant. l i. 4.76 Chiattone Lodovlco

• dis. Potenza • d ls. Locce

~5. 3.77 ~arlolll Bruto .

. . . dls. Ancona 81 fant. 'J9.l~ 76 Lopcz Glov. Franct~eo. dis. Cosenza 75 fant. 7. 4.76 Caccia Ottorino. . . . dls. ~anl0\'8 38 rant. l 9. i .7G Barbieri Fe~·dinando. . dis. Campob~s. 6 ber~.

. . . . dis. \'enezia

67 rant.

9.U.i5 Concilio Luigi . . l fant. 30. 7 75 de Fillppis AI(O!IIO 6 her~.

. dis. Salerno . dis. Foggia

. dls. Siracusa 7. 3.i 6 Cocuua Santi . . Id. Venezia 31. 5. 76 Levi l olno . . . ts. 3.75 Parhl Carlo . . . . id. Modena 67 ran t. fl. 8 75 Fazz<~rl &ermine Achille dis. Catanzaro 46 faot

1. 8 76 llae>trl Luigi , ,

• dis. Pa,·la

it rant. 7.l 0.73 CocOI:l Antonio. .

• dis. Rarletta

t ! bers.

31. 1.i6 Clcr ici VIncenzo • l ll !Ani. t O. 6.i5 Casone J'irginlo . 71 fant.

t. s.a Goj (;looanni .

. . . dis. Milano . . . • id. Vercelli 5 aprile 1903 i9. 6.76 Ooono Giovanni . . . dis. Nn poli a maggio 1903 U . G.75 Filose Agnello Arturo. dis. C~ltanlss. 24 111aggl o 1108 7. i Qt tlel Latte Guido . . . dis. Napoli

u . 6.76 Mosca Allllio

. dis. Cuneo rav. Ai~ss~nt:lrla (\4)

!1. B.H Ciceri Pietro.

dal n. •••• al n. t•a.a l feblln lo 1903

l!l luglio 1902

• tlis. Savona

. dls. Pavià

21 ~etlembre l 902 !4. l .i5 Calza Carlo . . . . . dis. lloiogna

tllr. san. llologoa 2 5 n tlemllre 1902 l S. 9.7' Nepi Arturo. . • • • dis. Siena t D ottobre 1102 -jl . 6.71 Sangregorlo·Galll Btlore dls. lllilaoo dir. .san. Milano

21 ettollre 11 01 lS. 8.73 De Angelis Giovanni . di~. Napoli l ftOVPibrl 1102 tl. 9.75 Signor lnl Bmllio G.ppe . dis. Lodi 28 di cembre 1102 U t .75 Biondi Glnseppe . . . dis. Napoli Il gennaio 1901 tO.l0.75 Perez Pa1quale . . . clls. Napoli !4. 3_76 Bressi .!lario. . . . . Id. Torino 30. 5 78 Gianuso Barlolo'IMO • id. Torino

l febbraio 1101 4.1!.74 Pisani Buearplo . . dls. Palermo 5.tS.75 Simoneschl Pietro . . 111. Roma l.t0.76 Seulo Carmelo . . . . Id. Catania 19.11.75 Bernrdlnelll Carmine . Id. Avellino


77

UFFICIALI MEDICI DI MILIZIA TERRITORIALE

MAGGIORI )IEDICI riai n. • a l n~ •• l marzo 1191 i. 7.46 Revellr Samuele.~. ~ .. - ConPo. . . . . . - Jir. sanita Il corpo d 'arat. 8. U8 Ferro Giurtppe • Palcr· mo . . . . . . . - id. Xli ili. IG. 8.~:; Croci Pietro - Perugia. - irt. l X id. 17. 8.4G Gentile Raffaele - Ca· tnnznro. . . . . . - 1,1. Xl Id. !l 7.\ 7 Pcrrls Jo'ra>lctiCO • Cosonta. . . . . . . - Id. Xl lrl. ti. 1.50 Romltl Guglielmo, ~ Luce.~ . . . . . . - Id. \'Il i id. 19. 6 ~ De Pa~c<lleAchi/le-Avellino . . . . . . . - Id. X id. 1 ~. 3.30 Salìcone Gl11t h110 - Potenza. . . . . . . • ìol. Xl Id. Il glu1no 18911 7. t.31 R~>.vogll Auorulo- Roma - fllr. sanìta IX corpo d'arm. :!l. 4 41> Comt•llì Pio - Ferrara . - id. VI id.

dal n. 11 al n •• I l giugno IIU IO IO.IS FaiJrizi Sptrello - Perugia. . . • . . . . - t li r. sanltn IX corpo d 'Mill24. 5 51 Gallai Rlccardo • l.ucc.1. • Id. VIli id. 23.10.491lazzorato A~tg~tslo- Pe· sa ro . . . . . . . - Id. VII irl. 15. 7.47 Uiazzi Folchhto. ~ • Cremona. . . . . - 111. IV ltl. 30.1~.51 Ascenzi /lnlilio • Roma - hl. IX Id. 3. 8.53 Maugeri Anorlo - Cala. . . • . . - Id . Xli hl. nla 1:;.u .55 Brancaleone Pittro, <§o Palermo . . . . . - id X Il Id. 12 giugno 1819

+. ..

5. 9.18 Zawerthal Vladlmlro,

U + - Roma . . . . -dir. sanilll IX corpo d'arto. ~o. 8.50 Sonnino Davldt- Roma. - Id. IX 1~. S giugno 1100 15. 9.:;o Butzi Emilio,+- )filano - oli r. snrolta Ili cor110 d'arm,

CAPITA~! MEDICI

dAl n. l al 11. IO 21 "ttemllre 1187 3. 4.53 Carluccl Nicola - Avelllno . . . . . . . - dis. Avelllno

t dlo1mllrt 1881 3. 6 53 S l r a l' o Be11lamhto -

Camroba•so • . . . - dls. Foggia 9. ! .55 Pizzo Llborio - Palermo - Id. Palermo IO.U 5t Cnro.mlttl Achille.+- Bo· lognn. . . • . . - itl. Verona 1~. I .G!l Ghetti Luigi - Ravenna- Id. Ravenna 9. 8.54 Garelllh'mll/o - Orvieto - Id. Orvieto l s dlc1111llr1 1819 IO. 5.55 l o prestl Fr ancesco-

dal n. Il al n. 18

11 ••oalo teso 16. 6.57 Clmpatelli A 111 o 11 i o -

Pirenze • . . . . . - di s. Areno !5. 1.55 \lcnichioo Francesco -

Nola . . . . . . . - ul. Campagna> 2 luglio 1890 t 6. 5.5~ Ciecarelli A n g t l o, o§oBarletta. . . . . - tlis. Potenza '!7. 7.53 Malavasi Giltlq)p~- Modena . . . . . . . - Id. Bergamo 8 aprllt 1892 7. 5.56 Dogi Brnerto - Uvorno - 8 com r. SllJl. 3. 8.57 Petrocchi Luigi -Siena. - dis. Firenzo 21 f1bbralo 1in

Rel!'glo Calabria. • . - ti com p. san. Il maggio 1810 !4. 3.57 Darzi Osio - Pistola. • - dls. Massa 3.10.GS Ralnono Al(onro- Oenevento . . . • . . - t Ocomp. san. ~- 8.51 Rlnaldi .Wcodemo - Reoevento. . • . . • - Id. Caserta 24. 1.56 Trucchi G.anni - Savona - 4. Id. id. 28.1t.56 Padula Dllmtnlco - Pol 111arzo 1881 tenza. . . . . . • - tlis. Taranto U . 2.5! Ooodero Gioo. - r.enova - di s. Genova


78

(Segue) UPPICIAI.I lltiDICI DI IIILIZIA T ERIIITOftiALB - C APITA:>! Il TIINK>:T I

.a•

dAl n. aa al n . dal n. ae al n. aa Il giugno 1889 9 marzo 1198 U I~.M Mallatti nob. Bmtulll~le 28. 7.58 CozzolinoCriiiO(oro,.§>Lucca . . . . . . - dis. Lucca ~·ro.~inone . . . . . - dis. Nola -t9.1t .5i Avanzi Riccar.- Verona - 5 comp. san. 'li . 4.53 Paodoltl ,4rnol{o - l'ietoia . . . . . . . - 8 com p. san. 8 marzo 1195 3.10.56 Luciani Michele- Ilari . - dis. Ilari 30. 8.60 l.aslaria Fran .co, ®' ....... f oggia . . . . . . - i comp. san. 15. 4 53 Gentile Antonio- Catan· zaro . . . . . . . - Il com p. san. 21 IDarzo 1195 t6. t.r>G Gamba Qruu - Roma . - 9 id. id. IO. f•.59 G.-l.strmt0\'0 Diego· M<•s· 6. ~.58 Caro Orazio - Napoli . - IO id. id. sinn . . . . . . . - dis. Girgenti 16. t 55 Adamo ,t(auro· Sir,.cusa - di s. Messina I.U.59 llellino Vito · Taranto . - H comp. san. 10. ~.GO Falcone Biagio - 1\omn - id. Sulmona 4.1t.ti'! Rocca Terenzio · Geno va - 4 id id. 1~. 3 a7 Glros Giovanni - Nn poli - Id. Gaeta 10 1~ 56 Celil Felice - CrPinona - dis. Piacenza 7.a.6t Tuttolomondo Angelo I l giugno 1898 Glrgenti . . . . . - Id. Caltaniss. 14. 3 59 Z.1vanone !>~O-ttO • Cafl. 7.6i Giusiano GiU~eppe • Tosalo . . . . . . . - dis. Casale rino . . . . . . . - td. \"ercelli ~5. 1.57 D'Antonio rinc eru o, 10.tl.61 Oue:~U limberlo - Roma - 9 comp. san. ® " " - Salerno . . - IOcom p. ><an. 14. 6.60 Soncini Ar110ldo - UO10. L61 Pansini Ga&pnre-~UI:ano - dis.Aies,amt. Iogna. . . . . . . - 6 id. id. 3. 1~.51 J.azzcri A11gurto - l'i· ~- ,.59 Do Malleis F'ranctsco mnzc. . . . . . . - 8 com p. san. AQuila . . . . . . - dls. Aquila 3(1. 6.58 .\ngelini Paroli Car lo '10. !.G~ Tortcrl Pi.o - Anro us . - id. Aneon~ Peru!(ia . . . . . • - dls. Perugh t . 1.57 Vo!(hcra Leone - Venezia- id . Padova ! l . 4.59 Tonolli l'lllorio - Mantova . . . . . . . - id. Manto.-a

TENENTI MEDICI dal n. 1 al n. ta 19 dlcembrt 1886

l :t. 3.Gii Cnrafoli Probo - llolo~tna l dicembre 1888 5. 7.53 Ronvicini Rltore - Ìlo-

l rli>. Ravenna '1!.

d:ll n. ta a l n. 88

81 11180110 1890 .Yacola · llar-

8.~9 3picacci

leua . . . . . . . - llis. Taranto 10.10.60 Saraiva Eman. • Roma - Id. Sptlleto logna. . . - ,Ji;. Modena 16. 3.60 no~si Emilio· Alessandr.- 1 regg . al p. t6.H 57 Paolo1tti (;ilmppe - Pe8. 8.56 Savast.,no Viuc•nzo rugia. . . . . , . - dis, Perugia Nnpoli . . . . . . - IOco m p. san. H . 1.58 Ghelti Pellegriuo oA~co l l 8 aprile 1889 Piceno . _ , . . . - Id. Foggia i 5.11.60 !,eoni Leone, o .® '' · Verona . . . . . . - 6 rc(:'g. alp. 14. 3 58 Puccinelli A l { r t d Il -

t..ucca . . • • • . - id. Yeron:~

15 dicembre IIU

8 tt .57 An.llelelll A"icola- Pesaro- dis. Pesaro

3. 8.58 Palombari .Ya ;;armo -

Macerata . . . . . - id. Verona 7. 7.57 DP Angelis Btnedtlto . . . . . . - t regg. al(l. Gaeta . . . . . . - id. Gaeta 10. 8.57 Politi Ra(faf le - l.uccn - dis. Lucca 9.1~.5G Fellini Ti/o - Pac1nr.-L . - Id. Partova 3. 8 58 De Cecco Adolfo, o§o • !8. 6.58 Focacci Pieh·o- Firente - !d. Placem~' Chieti . . . . . . - 7 comp.san. !7. 5.69 Grossi Carmine - Nn poli - id. T orino 19 dicembre 1889 17. 3.60 Maslrogiaeomo lsmaele • I.H .GI Cnss10i GiU.Sf/lfJf·r.enova- dis. Genova Rari . . . . . . - il com p. san i4. 8.61 Vanelli Gio. /Jatlllln 5. !.60 Cuneo Ambrogio - G,GPnO\'a ." . 4 comp.san. nova . . . . . . • - l reg"g. a lp. '!3. 3.6~ Salomone GiiUtppe, ® " ~3 . 3.61 Rla~i Giulio o Ancona. - icompo san. - A•·ellino . . . . . • IO comp.san. u . 4.61 Di Orazzà Savorgu3n Pio - Uoline . . . • . . - di s. Reggio 1!:. SI maggio 1890 7. 6.58 tnp:e~nl Giounn111"- FroH 11.57 M3gno l'incen:-o - Ves inone . . . . . . - ld. Frosinone nezia. . . . . . . - dls. Voner.ia 'li.!! ~i Ghilarducci Prancuco -

Roma

o

•

•

•

-


( Stgut) UFPICIALI liEilltl IB liiLIZIA T~Rft i TUftiAI.R - TENBSTI

;9

dal n. •• al n :n

dal n. .Jet al n. ea a aprile 1192 t. 9.59 Crosti Dottiuo- Perugia - ~ comp. san. ti.H .58 Lombardi l'l llcerlzo - lle· nevento. . . . . . - 1 r~gg. a lp. 'l9.l 0.59 ~'ormontl 1'11/ot·io- l.ocll - 3 ili. Id. t5. 5.60 Orinlli!l C111110- Potenza- tt ld. ld. 'l4. ~.59 Scala Achille -Nola. . - 1 Id. Id . ~;. i .58 Uel Re Ar cangelo - Tat . 4.59 Pucci Ila Ptlirain Giu rnnto. . . . . • . - rlis. Taranto uppe • Firenze . . . - J 1d. id. i7. :; 59 Garino Guu.ppe, 15 giugno 1890 lloma . . . . . . - 4 reg~:. al(l. 5. ! .60 7.ullluo Prau .co- v ece - H comp. •an. 6. 1.59 Acl lini Al(on•o- Firenze - d1s. Uelluno 2 luglio 1880 '!8.11!.59 Locatclll &r·cole- ~lonza - t rcgg. alp. 13.10.37 Errera Giovanni - Tra8. 5.59 Foglia /·111SQt..,llt - Capani . . . . . . . - flìs . Trapan i serta. . . . . . . - 6 hJ. 1!1. ~7.10.61 Passalncc1 ua ,1/lcllelm~8. 8.60 C:hlellani D11rico - LIgtlo - 1'.1lcrmo . . . - 111. Gir11entl vorno. . . . . . . - 8 comp. san. t3. !.57 Brachìni Alfredo- Roma - Id. Orvie to ~3. t0.60 r.ero:~clo Pi1lro - Genova - 4 Id. lrl. U.U.61 Perro tli Aulonio- Cam6. 7.00 Del Greco Ernesto · Roma - 9 id. ul. llObas.;o. . . . . - 1d . Campob. ~. ~1.~9 Sohto Ftlrppo - C:llla13. 3.:i9 G1aui Luig1. o§> - Der8 l maggio l 880

+-

gamo

. . . . . . - tl1~. llrr;;amo

ni~'rtta.

. . . . . - dis.Call~niss.

jl. 4.00 &!:t tarano Giuui>Pe, ®" 19. ~.59 Flmlnno Raffaele - CaSiracus(l. . . . . . - iil. Trnpnni tanr.aro . . . . . . - Id. Cutant.aro 17. ~.6 1 Oocchlni Cesare - Pesaro - 7 com p. san. !U.H.56 Carosella c a m Il l o 2•. 5.61 Crlstanl l.igo - Bolo~:na. - dìs. Bologna Chieti . . . . . . - Id. Chieti t . 1.61 Totl A<lrl•o - Firen1.e . - 8 romr. san. G.t0.5~ Donclli Ce•nre- Verona - :; com p. san. 16. 8.58 Bo~:llonij l 'illorio, ~ 14 agosto 1112 :\lo ndovi . . . . . - 1l1<. Gasale ~. 5.59 Col!lltore r ìlloriO -lolesi. 3.00 Carpinten Altssan., ~ slna . . . . . . . - dls. Me<~ina S1rarnia . . . . . - Id. Siracusa 7, 8.60 Corradi Gu glielmo- Ge-

Il. 5.63 Orlando A ndrell - P3nova. . . . . . . - Id. Genova lermo. . . . . . . - U corn(J. sant6. 9.6il Moraco Vilc•liano - Ca19 dicembre 1890 tanzaro. . . . . . - lrl. Coscnw ti. 3.6) Vnunl Agorlluo - Siena - 8 çomcJ. san. ~. 7.60 Picn GIOVUIIIII- Potenza - Id. Potenza ~9. 8.63 Glaco uwLll Giovtmni 9.l ll.57 r.1annotll llenuenuto Vicenza. . . . . . - d ir. ~nn. \' corpo arm.

20 luglio 190 l :15. 8.6! Piceni Orlando :'lo-

Aren o . . . . . . - itl. Trrvl;;o

~.11 .61 Penco

Gio. Ballllla -

. - id. Geno••a 30. 7.5~ Cicconarrl1 Giacomo . . . . . . - dir. san. N11poli . . . . . . - t Ocomp. san. l corro .vm t. 8.58 Oilonll Gaetano - Lec~e - clis. Lecco t4.t0.6! Cen•elll A t~ gelo - Roma - dir. san. l X cor110 arm. 1 6. i.59 Ghcrardl (iuido- Parma - irt. Parma 28 febbraio 1898 21 luglio 189 l 31. 1.65 Cin)lolani Bt·moqelle t . 9.57 Qua<tri (iiu•eppe - PeDolo11na. . • . . . - dis. Oologna rugl;l. . . . . • . - 7 rcgl(. alcl. 7. 7.63 Uarrhr.>c ,\'!cola· Ales3. 1.58 }lasell:l Rocco, O - Tasandroa . . . . . . - id. Voghera ranto. . . . . . . - d1s. Taranto JJ. 3.6! Topi DomenlcCJ- Li\•orno - 8 comp. sa n. t. 9.60 Vairo-Zattara Gll<ttppe a aprile 1892 l'iapoll . . . . . . - t Ocomp. san. t9. lf.ll8 G ros~l A••acltlo · Prosi~5. ~.55 Oenodettelll ,11 a n l i o Ruma. . . . . . . - 9 comp. san. none . . . . . . . - •lls Frosinone t3.t~.57 Spic.1ccl Gitmppc - Po~. t.GO V~lcntl Giacnmo - Spor.enova •

vara .

tonza.

. • .

.

. . - di s. Rnrletta

leto • • . .

. .

• -

u com p. san.

5 regg. alp. '!.1. 7.61 Sella .llllore - Torino. . - 4 reggo. al p. 15. 3.6! CaJtelh l.ulf)l, ®.,-Der9 comp. sa~~r gamo . • . . . . - 3 c01np. san. IO. 1.6~ F.'\SOII AgMIIno - Lod1 . - ~ reg;:. al p. lleg~tìo Calabria. . . - di.s. Cosen•.a !1. 3.61 Rol!gie rl O.aar, ® " :37. 4.58 Sallnardì Ghutppe- PoTorino . . . . . t lrl. id. trnz;~. . · . . • . . - Id. Potenti! 21. ~.GI Codlvilla AltSianàro 5.t0.59 Vaccnrl Francesco - GoBologna. . . . . . - o come>. san. nova . . . . . . . - 4 comp. san. f9. 4.60 Giullettl Angelo - Roma - 9 ili. Id 4. 9.56 Tordelli Paolo - Roma t 5. 7.:i9 Mass.1 p..,,q11ale - Fros mnno . . . . . . 3. 1.58 Ruggiero G l tu ep p t -


(Segue) UPFICIALI II&DlCI 0 1 IIILIZIA TBRIIITOIIIALE - TSNBNTI

dal n. e.a al n. •••

dal n. ••• al n. ·1 57 28 febbraio 1198 t3 febbraio 1893 9. 3.60 Pomarici Fwdilaando 8. 5.63 Dam ianl l'ielro. . • • di;. Palermo i>otenza . . . . . . - H com p. san. dir. san. XIl corpo arm. 4. 7.60 Geri Uldcrigo • Pistoia. - 8 id. id. 7. 5 63 Chiarenza Antonino . . dts. Pavia t5. ~.61 Paolucc1 Egidw - Forli - fi Id. Id. rllr san. Il corpo arm. H.12.6l ~londlni Angetn- Raven8 marzo 1893 na • • • • r- • • • - 6 id. id. t6. 4.6i0rcOlceFauato- Venezra- Gcomp.san t t. 3.6~ FerrantiCitrlo,o§o-Chieti- 7 id. id. '!3. 6.57 Fio r i o l i Francesco "~ H .6~ D'Agostino Al~rlo • NaUdine. . . . . . . - rlis. Udioe poli . . . . . . . - dir. san. t . 6.53 Fu;i Geremia - Ancona - Id. Ancona X corpo cJ'arm. 16. 9.69 ldloueci Edoardo - Pa!7. 6.61 Guizzetti Pietro· Parma - dir. san. lormo . . . . . . - id. Palermo IV corpo arm. IO. 4.60 Tìlli Ji11rico - Ascoli P. - id. Ascoli P'. 8. 1t.6~ Randaccio Mario • Pati. 3.61 Mnrlani Giulio - Milano - id. Varese lermo . . . . . . - dir. san. ~9. 8.58 G aj a schi Camillo Xli corpo arm. Parma . . . . . . - id. Parma t8.10.59 Putolli Ferntecio- \'e· 28. 8.6! Orlando Gioacchin o· Ce· falil . . . . . . . - .!is. Girsentl nezia . . . . . . . - 7 regg. aJp_ H. 3.6t J.ongo Luigi • Udine . - 5 comp. san. 15.1t.60 Teyxelra Httorio - Pe8. 5.6J Borzani Erll l!$10- :Manto· rugia. . . . . . . - dis. Perugia va . . flir. san. 14. 6.6~ Sormani /gin io - Milano - id. ~ilano V corpo arm. n. 3.5~ Floris Antonio- Sassari - id. Sassa ri 9 U.6~ Caporale Pleh·o - Po!3.10.57 Oonfanti Corrado - Sì. . - dir. san. racu&'l . . . . . . - id. Siracusa tenza. . . • Xl corpo arm. IO. 4.59 Cavicchioll A t(redo 24. 4.61 lrianni N icola • CastroModena. . . . . . - Id. Modena viIlari . • . . . . - Il comp. S<lll. IO. 5.69 Guerra G.atmi- Milano - Id. Bergamo· \!5.U.61 llellia Domenico - Ca!3. ~.63 Giarrè Carlo - Firenze - id. Firenze tania. . • . . . . - rlis. Girgenti !3.li.64 Ghìo Emilio- t:uneo. . - id. Cuneo 4.1~.61 De Mediri Machele • c~~- 9.61 Antonelli S t ani$ t aotanzaro . . . . . . - H comp. san. Livorno. . . . . . - id. LivornoW. 3.63 o"errinl Cip1·ia11o - Dro24. 6.6! Moretti Prancuco- Vescia . . . . . . . - · id. Ore;cìa nezia . . . . . . . - dir. san. \' corpo arm. ~l. 8.55 SolimaniAI(OIIIO- Ascoli 9. i.6t flusso Michele - navenPiceno . . . . . . - id. Foggia !!9. i .OO Capeì Gaspero- ~'irenze - id. Firenze n•. . . · . . . . - •lir. san. VI corpo arm. t5. 5.61 Mauceri Francesco -SiU OGIMasciarelli Antonioracusa . . . . • . - irl. Siracusa,. Chieti . . . . . . • 7 comp. san. 6. 1 58 Airoldi Pro1pero,o§o - Mi· t. l.6i Migneco Mllt·io · Cntanìa - l~ id. id. lano . . . . . . - id. Milano 4. l .6! Impallomeni GimeppeH. 7.61 Bonifacio Franeeleo Savel'io - Potenza. . . - H id. id. Roma . . . - t regg. alp. 31. S.GI Bauer Fortunato - FIlt. 1.6'! De Dnminicis Carlo renze. . . . . . . - dìs. Siena A''eli i no. . . . . . . - di s. Aveli io~ !6. 6.61 Martindli Luigi- Lucça - id. Arezzo 3. '! 6! Cremisi Adolfo -Livorno- Id. Livorno t t. 8.118 Netta Gerai'Cto- Avellino- 6 regg. al p. 30. 4.64 F e r r a r l o Sdpione Milano • . . . . . - id. Monza U. 1\.61 lluiJino Armido - Campagna . . . . . . - rlis. Campag. 21.!2.65 Durando Celestino - Torino . . . . . . . - id. Torino 13. 5.57 Petrelli lligob~rto - Ancona . . . . . . . - id. Ancona 21 marzo 1185 lt.U .60 rzzo &·rieo - Cnserta . - dis. Caserta 4. 3.63 Pennino Antonio - Sa\!9. 4.56 Francesch i Giuseppe Tona . . . . . • . - dir. san. Bologna. . . . . . - id. Forli IV corpo arm. u . 4 61 Pa~serini Jfrmenegildo l!. 4.63 Palombi Attilio - l.ivor• Torino . . . . . . - 3 regg. alp. no. . • . . . . . - dir. san. VIli corpo arm. 17. 7.66 Gabart1i-Brocchi G.nni'Fircnze . . . . . . - dis. Firenze ! 6. 4.63 Calla Camillo - Cosenza. • dir. san. Xl corpo arm. i6.11.6' Levi Leon Vita- Genova - id. Genova ~8. 5.63 Frontini Felice. . . • dls. Ancona ti. 6.50 n e ver in i Emanuele d ir. san. VII corpo arm. Massa . . . . • . - 3 regg. al Jl> e

•

-


(SeOitt) UFFICI A1.1 liE!JIC I 01 lii!.I7.1A T ~RRtTOIIIAL& - TEtmXTI

lini n. t $8 al n. twe

Sl

dal 11 . • • • al n. • •• 2 1 marzo 1895 13. 9.61 Grazzini Giureppe - Fi24. 7.56 Sorge liberali Tiberio renze. . . . . . . - 2 regg. alp. Roma . . . . . . - · 7 ref!;g. al p. ~. 9.63 Conlllaux Lodo vico· Mi30.11.62 Cuonu.Gemwro - Na110li - di s. Caserta lano . . . . . . - 5 ltl. id. 2<1. 1.64 Giro ne Alfonso- Cat8. 2.6:1 Oelmonte Domenico serta . . . . . . . - id. Caserta Pesaro . . . . . . - 7 eomp. san . l U0.64 A l l O C C a Ct·esct~~zo • 21 marzo 1895 Nola . . . . . . . - id. Nola H. 2.6~ 'l'ili i AIIQtlo - Chieti. . - 7 COffill · S30. 18. 9.(ò4 Rossi 811rico - Napoli . - 6 regg. al p. S.tl.62 Romuahli BriHie llo 4. 3.60 O i Fa l c o Giova1111i Nola . . . . . . . - 6 id. id. PerU!!ia . . . . . . - dir. san. IX corpo arm. ~- G.59 Guerriero R a f (a e le t O. 1.63 Tabasso Sirio - Torino. - 3 re!(g. alp. Gaeta. . . . . . . - 1 id. id . i. ~.6:! Corrado 1/affaele • Ca· f2.10.61 Saetta Lorenzo - !.ecce - dis. Lecce strovillari . . . . . - H com p. san. 21. 7.58 la Manna1'ommaso,io L ! .6! Palombella Agos!ino Palermo. . . . . . - itl. Palermo Bari . . . . . . . - H id. id. 7. 8.53 Renzi Alfredo, ® '"" 20. 6.62 Accetta Jllichde • CampaRoma. . . . . . . - id. AIPssand. 6. 5.68 Denzo Al odesto ·Palermo - id. Trapani gna . . . • . . . - dir. san. X corpo arm. 2. '!.66 Leonini Costanzo- Roma - 3 regg. alp. l!l. 8.61 Bettini Ugo - Ool o~na . - 6 comp. san. Il. 5.67 Toscani Giulio - Roma - dir. san. 9. 3.6ll De Benedictis Giusepp~IX corpo arm. ~O.H.66 Thorel Edoardo - CaFo~:gia . . • . . . - 7 id. id. t;liari. . . . . . . - dis. Cagliari 1~. 8.61 C.1selil Froucesco - VeroM . . . . . . . - dis. Venezia 13. 3.63 Rodi A11I011i0 - Savona. - dir. san. IV corpo arm. 1.10.58 Ciarnpo El·cole ·A vcllino - 3 regg. al p. t . 3.63 Alamanni Luigi· Arezzo- dir. san. 6 f0.6i Rabajoli Glocmno - ToVIli corpo 31m. rino . . . . . . . - dir. san. l corpo arm. 26. ll.63 Positano Pietro • Ilari . - dir. san. X l corro arm. 6. f.GO Teollli Raffaele • Aquila- 7 com p. san. !0.4.63 De Angc lis Giuseppe 15.( 0.65 Formlgli Virginio - FISpoleto. • . . . • - dir. san. renze. . . . . . . - 8 id. id. ~- 8.62 Nicodano Sle(ono- VerIX eorpo arm. 1. {.63 Lo faro /loccanlor~focelli . . . . . . . • dir. san. l corpo arm. Reggio Calabria. . . - dir. san. Xl corpo arm. H. 7.65 Matucei Giovanni, Firenze . . . . . . - t regg. a lp. lO. l.63 l aghi Aleuaudro • Reg· 8.10.69 Pedrettl llaff~Ule - Migio Calabria . . . - dir. san. ;o corpo arm. !ano . . . . . . . - 5 id. ltl . 6. 7.53 Re.itagno Gitueppt - Sa8. 5.63 Maozone Vfnctn:;o . dìs. Roma dir. san. IX corpo arm. vona . . . . . . • - dls. Piacenza 9. !.67 Ambrosi LAldovico- An· tll. 5.63 Galeno Gennar o • . . ùis. C1sert.'l dirt san. X eor po arm. cona . . • . . . • - 7 com t>. san· l 0 llllfZO 1898 '!0. 9.60 Natalucei Gitmppe, 23. 4.61 Dell' Anna Donato MiMacerata . . • . . - dis. Rovigo chele -Lecce . . . . - H comp.san. 19. 4.60 Ricci Antonio- Ravenna - id. Ravenna 43. 3.6t Profili Nanarmo - Pe30. ! .59 Cannarsa Saverio -Camrugia. . . . . . . - '! regg. al p. pobasso. . . • • . - Id. AQuila i l . 7.63 Ghlllinl Cuar• ·Bologna- id. Bol<>goa 'U .I0.6;t Pet.rilli Torquato - Firenze. . . . . . . - dis. Pistoia 13. 7.56 Spa.doni Gitueppe- Macerata . . . . . . - id. Macerata ~~. 7.64 Ferri Attilio - Milano . - 5 regg. a lp. 10. 5.6! Dall'Olio VIttorio - Feril.tU7 Oliva FerdinantU!- Nola - id. ~ola l 4.H.57 Savio Gimeppe -Torino- ici. Cuneo rara . . • . . . . - dir. san. VI corpo arm . ~.!!.57 Ciani Giuteppe- Avellino - id. Salerno 26. 9.63 Br uschini Ilrnuto - Nn9. 1.65 Versari Riccardo, poli . . . . . . . . - !! regg. alp. Roma. . . . . . . - 9 com p. san. 3. '!.61 Tortora Giuseppe - Sa2!S.H.66 Zoia Luigi - Parma·. . - d!s. Pavia lerno. . . . • . • - dis. Salerno !7. 7.6t Antognoli Alfredo - Anfg. 1.63 Solla Anlo11to • Messina - dir. san. cona • • . . . . . - id. Ancona XII eorpo arm. t5.l 0.64 Agostini Celare ·Perugia - 6 regg. al p. 9 marzo 1898

'*' -

+·

+-

6


81

(Sf{/IIC) UffiCIA LI IISOICI DI IIILIZ14 TKRftiTORIALK •

dal n. ••• al n.

••8

11 glueno 1899 ! 7. 9.58 TinoZT.l Domenico - Te-

ramo. . . . • . . - dis. Teramo 4. 7.58 Ceresoli Cuart,

+- Ore-

TENK~TI

dal n. ••• al n. . . . l giu1no "00 U.l i.55 Fcrranto Anton i no- C&fahi • . . . . . . - tt com p. san. 4. 4.58 Gaspari Tommaso -Teramo. . . . . . . - 7 id. id. 6. 1.59 l'aoluecl Vincenzo- Benevento. . . . . • - dls. Beoeven. SO. 4.65 Di l>isa Salvalore - Palermo. . . • . . . - id. Palermo IO. 8.64 Della Vallo Clau dio Roma. • . . . . . - 6 regg. alp. t5. 8.6iMondio Guo l ielmo Messina. . . . • . - dir. san. Xli corpo arm. !6.1! 58 Val erli Valtrlo - Roma . - d•s. Padova te.I!.U Mo!$3 Andrea - Sa.•Mri Id. Sassari ti. 8.65 Ravenna Umberto Ferrara • . . • . • . - id. Ferrara 15. 8.68 Rigb.i Auqt<$lo- Reggio E.- id. Reggio E. !0.1!1.61 01 Corrado Pran't•co • Siracusa . . . . . - I l com p. san. H. 5.00 Naruacchiona Do 1tato Frane. -Campobasso - dis. Campob. t. 4.66 Gragnolio Hoasio- Milano - 5 regg. alp. ti. 11.57 Fortunato Ro•arlo For-

se in . . . . . . . - Id. Brescia 10. II.GI Spinelll Leonardo- Spoleto . . . . . . . - Id. Spoleto 13. 9.57 Teeee B~>rico- Avellino. - t regg. al p. 9. 9.55 Autiero Dome~>. - Ntipo li - dls. Napoli 7. 7.60Giani Donato- Potenza- H comp.san. IU I.61 Campari Giacomo- Lecco- dls. Lecco !4. 8.1» Ferri Nicola - Roma. . - Id. Roma ~- 5.65 Clerieetti Emilio - MJ· lauo . • . . . . . - 4 regg. atp. 18.10.5' Perron Giulio - Ivrea . - dls. lrrea u. 1.67 Albanese Atllillt - Palermo . . . . . . - 6 re11g. ntp. lO. 5.61 NlcoleLU Francuco- Catanta. . . . . . . - 3 Id. id. H . 7.65 Antonelli Albtrlo - Napoli . . • • . • . - t Id. id. 29. 4.6t Lugarolii,Otnio-Genovn - dls. GenovA 15. 7.56 Yuuda Calootro -Calla· nisseua. • . • • • - id. Caltanisa. 3. 9.61 Buti Guido - Firenze . - id. Treviso l. 1.58 San tucci Paolo - Benetuna/o - Messina • . - dis. Messina vento. . . . . . . - IOcom p. san. 13. 6.6$ lilontalti A>llonio - VeU.tt 61 Lutrario Alberto - Rom& - dis. Roma ne%ia . • . . . . . - id. Pado va 8.H .55 Airano Lttigi- Salerno . - t regg. Blfl. !5. 8.57 Ugatti Ollviero - Ferrara - id. Ferrara :!3.10.53 Cinque Raffaele - Ca6. 1.61 Lembo Gitmppe- Avelstrovillari . lino . . . . • . . - dis. Avellino . . . - id. Castro v. 8. 5.57 lllarinelll MlchtU Art 6.ti.6J Messe.a A leu a 11 tl ro Roma . . . . . . - id. Alessand. canoelo - Campobasso - 7 com p. san. 1. 4.6! D& Luca Cir iaco- Avelt 7. 7.68 Bollo Gio. Batll&ta- Gelino . . . . . . . - dir. sao. nova . . . . . . . - dls. Genova X corpo arm. 30. 8.67 Cremagnanl Giu1eppe Monza • . . . • • - Id. Moou S4. 4.55 Sacchi Corio- Campagna- dts. Camp. l. 7.6G Cosi Antonio - Lecce . - U comp. san. ~- 8.60 Povianl Gitueppe- Lodi - Id. Loda t . 1.67 lluttnBstainer Brrlco te. 3.64 Pata Pauqual e - Reggio l"apoli . . • . . • - IO id. 1<1. Calabria . . . . . - 5 brig.costa 'f'T. 4.65 Cala Vintmzo,+- Roma - 6 regg. al p. 9. 5 66 Marco Il n l Gio. Bot!!8. 1.6, Oechipinti Simont - Palilla - Firon1.e . . • - 7 regg. alp. lermo • . . . . • - dis. Cefalù !0. 4.61 Stana ..lr.hllk - Sn.ssari - dis. Sassari 3. 6.111 Yanzoni Carlo - Pesaro - id. Pesaro 3.t!.t» Gatti Al(r eM - Ferrara - Ici. Ferrara 18. 7.66 Doni Danu - Ffren%& . - 7 regg. n lp, 18.10.64 Saotoveechio Romto 31. 7.66 Acconci Alberto- Livorno- 1 regg.genio Perugia . . . . . . - id. Perugia 13. 5.66 ~'rejlino ViUol'iO • Vi8. 4 68 Torre Gi weppe - Massa - dls. Massa t t. 1.65 Massari Giwtppe -Roma - Id. Roma cenza . . . • . . - Id. V icon.za '15. i.63 Galasso G•natppt - Na9. 2.63 Ci oro Barlolo - Cefalù . - dir. san. XIl corpo arm. poli • .• • . . . . - dir. "''n. ti. 1.63 Bifano Bnrico - CampaX corpo arm. gna . . . • . - dir. san. e glug11o 1111 X corpo arm. 5. 8.65 Patrini PiJolo Bzlo 7. 5.63 Sighlnotn Uqo . • dls. Pistola Voghera . . . . . - dls. Voghera dir. ~~an. VIli corpo arm. 6. 7.G7 Giaculli Frcmcuco 3 giutno 1800 Barletta. . • . . • - H com p. san. t7. !.59 Ficarra Frarocuco- Mes30. 7.58 Guzzardi ,1/klltle - Casina . . . . . . . - t i comp. san. tania • . • . . • . - tt Id. Id. 'H. 6.61 Birelli Luigi - Livor no - dls. Livorno U. ~.64 Gianoone Ra (fa el t- llo.r30. 1.55 Rieeardi Domenico- Bari - Id. Bari letta . • . • . . • - dis. Barletta


(Segut) UFFICIALI IIEOICI DI IULIZIA .TEilRITOfti ALE • T INEI'ITI

dal n. • •• al n. ••• l giUgllt 1901 ~5. 7.64 Ella

Antonio - Catania - dis. Catnnia

5. 6.67 Fislchclla l"iucenzo-Ca-

tanla. · • • . • . . - Id. Catania t 6. 1.58 Pa.sseri/Jiaglo- Potenza - 'l regg. al p. t 5. t .59 Alll3turo Francuco càmpa~:na. . . . . - t Id. id. i!I.U .63 Feli:r.lanl Felìziano - Macerata . • . . . . - dls. Vercelli 4. t'-67 Ciancio filippo - Catania . . . • . . . - id. Catania 14.10 n Cnglnli Luigi- Roma . - dir. san. IX corpo arm. t . i .Gi Abhn f'ranctsco- Torino -dir. sanità l corpo arm. !3. 8.55 Coni AndrM - RomJ. . - dis. Roma 6. 6.56 Russi Salo/Uore -Lecce - 3 regg. a lp. t 7.t 0.58 Forza n i Luigi- Mondovi - dts. Mondovi 't!. 3.63 Ughetto A ~ttonio - Savonn . . . . . - . - id. Savona t. 3.M Maderni Alfredo - NovarA . . . . . . . - id Novam 3.t 0.55 Mn)(~tlu l lì Achille- Lecce - Id. Lecce u . !.61 De Sanctis nncen:o Sulmon~ . . . . . - id. Sulmona 4. 1.65 Bertl'lll Gu1como - Br&scia . . . . . . . - 5 r~gg. alp. -:t~. 2.65 Lueernl l/go - !.lantova - dìs. Mantova ~5. 10.65 PandolO Roberto - Teramo. . . . . . . - Id. Tera mo t 6. 9.53 Ferro Plol'itulo- Nola . - t rcsz;~. al p. 'U . 6.5~ Nunzi Lulgi - Macerata - dls. Macerata ·t. 5.55 Cirelli Filippo - Ferrara - ifl. Ferrara tt. 6.56 Marchese L ibor io - Ca' tan la . • . . . . . - 12 com p. san. 4. 4 61 SnanHe Ra ffaele- !'iola - di s. !lia poli 4. 3.59 Vacearl Luigi- llologna - id. Forli. 't!. 8.67 Pollldori Giova n n i Perugia. . . . . . - 9 comp. san. ti. 1.69 Mandragora Domenico Bari . . . - . . • - dls. Barletta 3t .tt.66 Chlala Francerto - Bari - hl. Bari '.!t. 3.69 Sabetta Malleo - Campobasso. . . . . . - id. Novara t 9.t'J.58 Arcaro Bonaventura Re~tgio Calabria. . . - hl. 1\cgl(lo C. 6. 5.66 Bartallnl Franceaco- Firenze. . . . . . . - ! rogg. alp. iO. 6.~7 Gloder Bartolomeo - VIcenza • . - dls. Vicen1.a 5.10.58 Carlevarls Gi uuppe Cuneo . . . . . . - Id. Cuneo 4. 4.59 Bagnoli Achille - Barletta . . . . . . . - Id. Barletta '.!• .t .69 Mazzucc:hetll Hicco r do Vercelli. . . . . . - Id. Vercelli n . 3.58 Glovlnuzo Ghueppe Reggio Calabria. . . - irt. Reggio C. 31. 7.67 Sferra Eduardo - Sulmona. . . . . . . - Id. Sulmona

83

dal u. ••• aJ n. ac8 2 llUgiO 11102 t . 3 60 Veronesi Al(rt do - Pe-

rugia. . . . . . . - 9 comp. san. 6. ~.67 Morcnntelll ArtiOflio- Fi-

renze. . . .

. . - dis. Firenze

l7. 6.59 Filippi Giacomo - Sa-

vona. . . . . . . - Id. Cremona 30. ! .63 Mena bue Giuseppe- M()-

deoa • . . . . • . - Id. Modena 9. U8 Regazzonl Luigi -

Ber-

gamo. . . . . . . - 5 rcgg. alp. 8. 3.6~ Leonclnl Pllade- Modena- 6 com p. san. ~4. 4.59 lnrossl Gennaro - Benevento. . . . • . - dis. Beneven. 9. 8 68 Zenere Glw eppe-Padova- 7 re811. ~lp. 3. 7.69 Boccia L tOflar do - Solmona - . . . . • - dis. Aquila t . 3.69 Massa Franctsco - Genova. • . . . . . - Id. Genova 30. 9.67 Oiaglonl G '" l a v o Lucca . . . . . . - id. Lucca '.!O. i .6'.! Sollinl Francesco- Roma - 9 comJl. san. !9. 4.65 Da l'ono Cuar e- Massa - 5 regg. al p. '.!. t .M Carradinl Bllodoro Lucca • . . . . . - dls. Pinerolo. 111 .....,. 1903 30. t .6! Tommasi Ellore- Arezzo- Scomp. san.

9. 7.68 Ber tinl Gìorulo - Pistoia- dls. UJioe il4.U.68 La Monaca l'incenzo Catnnb . . . . . . - !t comp. san. U .t0.6'.! Polcarl Domeuico - 8&nevento. . . . . . - dir. san. X corpo arm. t6. t .66 Zangrl Franctleo - Catanta . . . . • • . - t !l comp. san. 4

,,u...

1103

IO.t!.6i Pollacl Gltueppe - Palermo . . . . . . - dis. ceralù H . 6.68 Anastasl Attlonino- Messina . . • . . • . - id. Messi:na 15.U .G9 Donati (;iouanni - Ferran . . . • . . . • dir. san. VI corp. arm.


(St!}Ut) UF'PICIALI III OIC I DI III LIZI A TllRRIT ORIALS • SOTTOTBNB~TI

SOTTOTE~ENTl MEDICI

dal n. 1 al n . •• s aonto 1888 19.1 U \5 Fiora,·anti Ca1·t o- Siena - 3 regg. genio ~- 5.56 Pcdrazzi Alberto - Fi renze. . . . . . . - 8 com p. san.

dal o. 10 a l n. •• 21 m&fiiO 1888

7. 4.i l ~euschiilt•r A l(on& oRoma • • . . . . - 5 regg. genio a lutlio 1191 Il. 9.711 Galiani Atalonlo- Salerno. 3 regg. a lp. 8 manlo 18U 17 luglio 18118 26. 4.58 Di Lorenzo LtLigi - Potenza. • . . . . • - Il comp. san. j U O.i:! !llusolino Arh•ro - Messina • . . . . . . - di•. Messina 18 oltllnO 1880 ~G.tl.GI no biola Allilio- Vercelli - t ~omp. san.

• aattembre 1111

6. 9.67 Borgoni Rta(faele- Napoli- 4 regg. a l p.

7 gluano 1894 l l 11t1embrt 18118 16. ! .68 llazza L uigi - Palermo - U com p. san. tU0.71 Bonaom Romolo - noma - dis. Roma 8 marzo 1816 21 aettemllre 1818 U. 5.69Collavlttl Umberto H . 8.56 Rommarito Paol o - PaRoma . . . . . . - !i regg. alp. lermo . . . . . . - dis. Pnlenno 21 marzo 18911 so lutllo 1816 19. 4.6J Fattori Romeo - Ancona - Ilis. Ancona !4. 1.7i Yancini Paolo - Roma - 9 com p. san. l aprili 1888 Il 110110 18tl ti. 7.70 Panier i Pio - Ivrea • • - \ reRS- alp. ~- t.70 Tardueci A t· tll a n d o 25 giugno 1888 f irenze . . . . . . - dis. Siena 28 aaoato 1811

'· 8.66 PolastrlAI.f~&andro- V o·

rooa . . . . . . . - 6 reyg. a l (t. 13.1!.7! Toma;elli l"imen:o 25 luglio 1889 Catania . . . . . • - l ! comp. san. !i. 6.73 De Rosa Giambatlbla Co11enza. • . . . • - u com p. san. ?. novembre l 896 28 ottobre l 899 !17.10.66 fiizzaGIIueppe- Siraeus., - dls. Siracusa tt.l0.73 Negri Gio.llatlilla - lvren- l com p. san. ! t . 8.68 Gucrcinl Giuttppe - LI28 novembre 11111 vorno . . • . . . - Id. Udine !7. 9.71 Yazz.acua ll lcola - fieg211 novembre 1811 I(ÌO Calabric. . . . . - dis. Ilari

28. 3.7!1 L az za r l A rcangelo Forli. . . . . . . - dis. Forll 1• DIIIIIIO 1897

l. 5.50 De Seta D1metri0 - ~ senza. . . . . . . - dis. Cosenza 18 agoato 11187 3. 9.70 Torri Giu~tppe - Milano - dis. Milano

Ili lltleabre 1817 19. 5.11 Testi Ferdi nando - Pistoia . . . . . . . - 1lis. Pistoia 2 ottollre 1887 14.1!.68 Lovera Fedtri(O - Tor ino - dls. Torino IO novllllbre 1817 17. 4.69 Baldi Federigo- Firenze- dis. Firenze 18 marzo 1811

!10.11.74 fiossi Rmesto - Torino - 3 regg. alp. 27 marzo 18111 17. 4.89 WuxzareiiiAIUIIo- Lodi - dJ s. LodJ

!IO. 9.73 Masslnl Luigi- Milano>. - 5 regg. al p. 25 febbraio 1900 I O. 1.71 Palmeri Calogero - Palermo . . . • . . - l ! com p. san. 1 giugno 1900 29. 8. 71 Ferrarn Gera 1·do · Te· ramo. . . . . • • - 7 regg. a l p. U luglio 1100 6. f!.66 o· Agostino Giweppe Palermo . . . . . . - ts comp. san. 21 luallo 1100 U 'l.73 Camboni Glovanni-Sas· sari . • , . • . . - 9 com p. san. 19 agoato 1100 30. 6.63 Tarantini V i nctllZO Barletta. . . . . . - dis. Avellino 1a 11ttwtllre 1100 1. 4.73 Toni Pietro - Livorno . - 8 com p. sa o. 21 novembre 1100 11.11.73 Br ancati Anloni110 - SIracusa . . . • . . - t! comp. san.


(StQltt) UFFICIALI IIII:OICI DI IIILIZIA TKRRITORIALE - SOTT OTF.:I'KNTI

dal n. •• al n. -18 I O marzo 190 1

4. 5.75 Tropea Sa1110 - Ca tanta- l:!comp.san. SO giugno 190 1

.

n. 3.67 Torrione Vmctn:o-lvrca - 4 re:::g. alp. l 8 luglio 190 t 6. 7.7! Talei Cammlllo- Siena . - dls. Arezzo t2 genna io t902 t 'i!. t .M Porantoni Ponln • S:u·

sari . . . . . . . - 9 com p. san. 9 marzo 1902 31. 7.6~ Sarto::o Antonio· Udine • 5 comJl. san. 7. 3.71 Pllllpalarlio Frtmrerco • Venezia. . . . • . a aoosto 1102 t 3. 9.73 Spadaro Cìerla11do • Gtr·

5 ifl. Ici.

genti . . . . • . . - U comp. ;,an. 5 ottobre t 902 8. 7.74 S:llvinl Curalo - frosinone. • . . . . . - rlir. san.

IX corpo arm. t 4 dl~embre 1902

!6. G.G8 St:;~ mmacca Ste(a11o -Ceratti. . . . • . • • - dir. san.

XIl corpo arm.

83


86

UFFICIALI MEDICI DI RISERVA

MAGGIORI GENERALI MEDICI •ia l n. t al n. ~

dal n. • al n. ••

H. 4.31. Baccara n i Ottavio.• C?, X",

llJ. 4.32 Saggini PranceHO, C. C .§o O,

ffi -

. . . . . . Firenze ma r. 13 '18 93

~7 .1~.31 Santancra Giovmn~i.

"13' .....

C • C<?

o. x .... " ffi -

.

X • ,..., " , ffi -

- .

.

O', X",..., ", ffi - Firenze dic. " X ....'", ffi -

GU

+.

. . . Parma

1896

Id.

1898

5. !.3, Bore Ila Silvio, • GU o§> ~. ffi . . Treviso mar. U - . . . . • . . . Torino mar. 3 C<? cf, O, '18 89 AIPssandria ma r. il 24.H .34 Ricciardi BUore, U • C c§o, X .. X ", -2· ", ffi - . . . . . . Roma !;iU. U

. . . . 16.11.33 RuiTa Luigi. C • 8. 9.33 Dainelli Luigi, •

. . . Verona apr . 19

15. 7.35 Pabi> Bmmo. U • GU o§>~~ t3. ! .33 Montanari LfliQi, U •

• . . . . . . . LIYorno lug. 17 18.1':! .28 Pasca Camillo, • Co§o, X ", ffi

X " ... ffi -

18B6

C+.

. . . • . Firenze lug. 4

COLONNELLI MEDICI dal n . 1 al n. a

dal n. l al n. &

1898

U. 9.39 Guerriero Francuco, • Uo§o o, X " ", ® , ffi - . . Napoli mar. t0 19. 9.37 Monti Roberto, • U X .,...,

+,

" - . . . . • . . Pavia

U l .39 Ca l v ieri Giulio, • ù

+. X " ",

i cl.

1900

1900

3. 8.39 Mosci Frau cuco, • C~ cf, O, X " ® ....., ffi - . Spoleto giu. 3 23. 9.40 Gottardi Luigi, •

+ o. X ·~·

IMI

••, ® ' ' - . . . . Verona giu. 6

ffi - . . . . . . Firenze giu. 3

TENEl'•.'TI COLONNELLI MEDICI dal n. ' al n. ta

dal n. t al n. • Il. 5.U Adelasio Ferùrico, <§o, X "• ~

1896

- . • . . . . . • Torino ott. 18 5 11.44 Musizzano Luigi, ~ ~

e +. X " •

• . . . . . . .

• . Chieti p:iu.

1897 29. 3.38 Cnsciaro Giovan11i, + o . . . . . .

. . . • . • Torino giu. 8 1898

'1900

6.1~.38 Di Domenico Nicola,+ cf, -

.

Castrovillar i

7. 7.3~ Z"M.as !'incen.,o§o ® - Cagliari

3

Id. id.

'1901

&. 3.43Semplici Ol lau i o, •+·~

30. 6.4! Boschetti Bugeuio, o§o, X " - . . . . . • . . Siena mar. IO . . . . . Treviso giu. 6 U . 4.4S De Francesco Francesco, U o§o 29. 5.43 Bonanno Paolo, • .§o, X " '' - . . . • . . . • Lucca m ar. IO - . . . . . . Catanzaro id.

'1899

19. 8.44 Sormanl Gitur.ppe, .§>, ~ " " - . . . . . . . . Pavia giu. U

Il. 6.39 Imparalo Marlat1o, .§o, ~" -

1900

. . . • . • . . Piacen%a. giu. 3

6.1U3 Borgi Giovanni, .§o O, X " -

'180.

. • . . • . • . • Lucca gin. !

t 90S

8. 3.40 L o mb ardo Antonio, • +, X '"'' ", -2- - . . . Roma mar. 19


(S~g1U!) U Pri CIALI M801CI or fU SERVA - TBN &NTl COL ON:iBLLI & MAO(ii ORI

dal n. 1<1 al n. te

87

dal n. 17 al n. se

1903

+

!5. 8.39 Cltanna Ferd.ào, O, ~ " " , ~- . . . . . Catanzaro ma r. 19 6. 2.41 llloroni Plrro, • o§o, ~ . . . Macerata id. 8. U3 Biamontc Achille, o§o. ~ " • ~ . . . . . . Cat11n1.aro id. IO. 8.39 Goverroatori Vincenzo, o§o ~ , ~ " - . . . . . )lacerata id. 13.1'!.38 Muzzio li Druso, o§o '>e .. .. " . . . . . • • . Mode na ili. ili. Ull nartalinl Hm ilio, ti <§>, ~ .. ". ~ - . . . . • . Lucca id. ~- 3., 3 Pelosini FrancescQ, o§o ®. ~ ", ~- . . . . . . Lueca id. j(j_ t S.lUO Bato lo Luigi, >§> ~ - Me~sina 8. 6.4'! Gig lio Gioachi11o. <§>, ~ ". ~ . . . . . . . Firenze id. !9. 8.43 Jlaronc Do11a1o. @, ~ - Saleruo id. 17. 9.44 Magni Ardon lo, o§o - . Milano irl. 3. 1~.\4 Quaranta Luciano, ~ " -. . . . . . . . . . Varese id. 8. l ~5 Toni Raffaele, ~ irl. . . . . • . . .· Pe.-ugia

t.903

6. 1.44 lan dolo Luigi,~- . Avelli"no mar. t 9 !3. 5.43 CreRpi Cesare, o§o, ~ "- Milano Id. ~- 3.46 P~llegrini-Trieste Giulio, o§o, ~ " . ~ - . . . . Treviso id. 5. 4.45 :'ìicoletti l"ir1ce11;o, o§o ® ®, ~ . Fog~-jia. id . 17. 4.1!1 Mosci Pompeo. . )!Gdena gi\1. 4 30. 3.! 5 A le::sanrlra Carlo.+ - Modena id. 25. 8.38 Ricc., A11lonio , -§•, ~ ,..., " "· id. ? - . c~~erta 4.10.39 Ro ••ali Francesw Cesare. o§-®, ~M ,. id . l'arese 8. 3.!0 Romano Gh•stTJpe, ? - Palermo id. :U . 9.U Berto laPielra,o§> *· ~-Cuneo id. 17. '!.43 Dccaro li lìmilio, o§• , ~ " Modena id. 5. 8.40 Borl{hesi (;aelallo, ~ Messina id. ~- . 29. 4.&5 Vita Pietro Callanisseua Id.

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MAGGIORI MEDICI

riai n. • al n. t.s

d:tl n. te al n. ••

t893 8. 6 43 Buccino Gabriele-. Avellino mar. o H. 4.50 Gigliarelli Ra••iero,

•+ -

189.&

1898

· . Perugia mar. IO i4. 3.50 Guarino Luigi, • o§o, ~ . . . . . . • . . N•tpolì id. t.8Do tO. ! 51 Napolitano Alicllel<mgelo. 'l9. 5.4! Galti Ferdi1aando, o§o. ~ ,. - • . • • • • • • Roma id. . . . . Ferrara ma.r. t!! 28.10.50 Gelormini Ridol(o, • o§o, ~ H. 4.47 Sang irardl ..4leuandro, o§- . . . • • . . . Avellino id. . . . . . • . . Verona lug. 4 30. 3.'8 Fiorentino Luigi, • ,g., ®. ~ id. .lO.U J,upotto Fiorenzo, • o§o, ~ " - • . • • • • Cat.1nzaro - • . . . • . . . Pavia dic. !4 ti. 1.49 Patolla France&eo Paolo, . o§-, id. f.898 ~ - · · . . - l>alermo id. .1 •..... ., .. \ lO. 3.63 Curzl n ecio, • Siena t6. t048Fr~aAra$odemo, .,...,~ • , 4. 6.500te ri Edoardo, 'l<"- • . • • • • .....omo gen . • 6 Sal Id. 5.H .U Vanazzi Antonio, • +d> d> ti M· tU·~· 1 · 1 · _,_ ~rno M"lano di ! 4 emu oc e, "lr' • • • 1 .49 are e 1 - • : • • • • - • c. · Macerata id. i3. 3,40 Pizzorno Giacomo, • o§o O l G. UG Gllbertt Malleo, • o§o, ~- • • . . . . . . . Bergamo id. ~ ., ,. _ _ . . . SassarÌ id. 189' 8. 8.41 Pasqoaligo Pell~grino, ~ 25. &.48 Ferraresi Satvalore, - . . . . . . . Venezia id. . . . . . . . . l\lodena nov. 20 !9. 6.40 Smurra Pietro . . Napoli id. '!6. 7.49 AtznniGiuseppe, ·~-Cagliari dic. t 9 t t. 9.41 Zorlettl Francesco,+, ~ " id. • . · . . . . . . Cuneo 1898 3. 7.4t Ottolenghl Davide,+ o.~ ", tt. 9.4! Petrllll Raffaele,+ - Teramo id. ~- . • . • . . Genova mar.tO t5. 8.45 Guaitoli Cuare - . . Pesaro Id. IO. 5.45 Francone Vinc-e nzo- Re~gio C. Id. 5.1U5 Grillo Filippo, o§o, ~ " , . . . • . . . • . Roma id. ~. 10.39 Galli Vitaliano+. ~ " - . . 31. 3.48 Nelli Giuseppe, Chieti id. Id. . - . . . . . . llrescia

U. 7.45 Turano Gatlano, o§o -

• Nola ott.

1

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(Segue) UFFICIALI NEOICI DI RISERVA • 11AGGIORI e CAPITA:'il

88

dal n. • • al n. li@~

dal n. :11 al n . .&8

1 899

1898 1

•· 6.41 IJro:;lio E1orioo, o§- <f,, X ...., t.H.48 Carotenuto Domenico, e+, ® - • . . . . . . . Nola giu. H . • . . . • . . Milano mar. IO X .. - . 19.10.\0Satlì Nicola. 17. t .39 Ca.rruccio A••lonio, • Uo§-, X " id . . . • . . . . . To rino Id. • • . . . . . . Roma 10. 1.49 Marsi! lo B11rico, 31. t .39 Baldini Cesare - • • . Roma id. Taran!o id. Id. 15. U~ Corona Auousto, o§o- . Parma 1900 6. 8.50 Olfredi Pitlro, • Roma giu. 3 9. 3.46 lani~ro AI(OIIIO, id. 18. 8.53 Bozzoli Giovanni, ® " ,." . . . . . . Campobasso id. t9. 2 47 LevìBonajuto, y, ~ - Padova giug. IG " "40 •', ~ - • • • Ve nezia 1899 31.10.53 Ciampini Cam·e, • <§-, ®, ~ . . . • . . . Firenze id. 30. 9.47 Garrone Gituqtpe, • ~ . • . . . . . . Mondovi giu. H IO. 8.50 Ugliengo Lo1·enzo. • . . . • . . . . Ver celli id. 4. 7.40 Marini TUo- . . . . Roma id. id. 15. 4.46 Capuano Emilio - BenP.vento 1902 Id. 12. U4 Pando lll Gaetano+ - . Roma ~4. ~.53 CougneL Filippo, ® " - . . . . . . . . . . To rino ~riu. i ili. H. 4.46 Generali F•·anctsco - Modella ~7. 5.46 Cricrhi Euaruto, <:9 . Roma id. 1903 t 9. U.5t Pasquale Ferdinaml.o, ~H . 9.46 Melidoro Gimeppe - Potenza id. t 8. 3.47 l'icardi Antonio - . . s.~ssari . . . . . . . . Torino mar. 19 id. 2i. 6.53 GhirottiFelice.~.~ - Piacenr.a id. t6. 4.5\! Cherubini Edoardo, • . Roma id . ii. 3.a Coratleschi Scipione • • . . . • . . Arezzo id. 19. ~.45 Bonito Giosue - . . Avel lino id. ~. i .53 Sequi Emanuele, o§>, ~ - . id. . • . . . . . L. Ca.gl iari

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CAPITANI MEDICI

riai n. Uil al n. .&1

dal n . 1 a l n. •~

1888

188~

t9. !.48 O'A ver3a Giuse-p pe ,go.. . . . . Firenze genn. 8 5. 1. 5~ Fantasia

Salvatore, o§>, ® " . . . . .

1883 l

Napoli dic.

9

t888

6.13.49 Cerf(ua Nicola. . • . Napoli dic. 13 9.1Ù5 Zamhelli Pitlro, X" - Brescia ~ 4 53 llonzani Giacomo • Vicenza 9. 4.49 Chercher Sattte - . Catanzaro 4.10.53 Blfano Pietro . ne nevento 9. i .53 Dol Piano Giu1eppe - Mo ndovi i. 5.54 Oomenici Sabalino- Livo rno

1889 die.l5 id. id. id. id. id.

U.U.43 Porlezza /,uigi. X " - Varese dic. t9 1.10.43 Maccanli Giovanili,+ X., id. · · . • . . . . . Si~na 1890 id. ii3.1U8 Piovano Adolfo - • . Torino mag . 31 iO. U3 Chiari Nicola X " - . Na poli 3.12.50 Ccrretti Llligi - . • . Roma id. id. 19. 5.4S De llosa f'rancesco - Napoli 1881 Il. 4.50 Panni Luigi - . • . Barle tta id. 7. 3.50 Gavasci Pietro - . . Spoleto id. ~. li. 56 Cant..1rano Costanlino, ~. ® ", ~ . . . . . . Gaeta olt. 1 1890 Napoli mag. 31 1888 9 . 6.5t Cordova Luigi - . U. 6.51 De Feo Luigi - . . Barletta id. !9. 3.53 Dell'Olio Gio. lJaUisla, . . . . . . . . . Napoli a pr. 8 16. 5.53 Mondula Giweppe - . Sassari id . 3. H .53 Toller Gimeppe . . Como d1c. 9 l . 4.55 Carloni Leonardo - . ..\reno id. &. 5.56 Picchini Luigi . . Venezia id. !0. 1.53 Stella Francesco . . Bari id. 16. 8 55 De Toma Pieh·o . Milano id. 25. 9.46 Padoa Mandollno Gimtino • . . . • . . . n o logna i7. 6 56 Guarin1 Carmine - . Salerno id. Id. 30. 6.51 Pronati Cesm·e - . • Pinerolo id. 17. 3.48 Galante Giuseppe,+ - Venezia id. tUt 46 Severi Pro1pero - . • Arezzo 3. 4.51 Arear! Bernardo - Frosinone id. id. t3. 5.48 Travostini Tomn~aso - Roma id. :13. 6.:58 De Simone Luigi - • Avellino id. 13.10.46 Piraccini Luigi - . • . Forli id. 27. 6.51 OroOno Felice . . Potenza id. id. 5. 4.47 Bellrame HncellZO - . cas.1 lc j7, 1.51 Mattioli Natore . Orvieto ld. Id. i 7.l :i 50 Boccella Giorgio - . Ravenna ~4. 5.56 llaida Luigi - • . . Cosenza id.

+- .


($eg ..e) UFFICI.U.I )(EOICI DI RISHRVA -CAPITANI E TENKNTI

da l n. 4a al n. 7~

dal n. 70 al n. IlO

t880

8. \'1 .57 Marotta Filanaro -

. Siena mag. 31 13. 9.49 Di Martino carlo -

~. 6.59 Quirico Gwvam1i, U

41 c<§>,®

+- .

t 8 81

. Fo~gi11 nov. l'l

1 8 88 t!.t0.56 Scialpa IY11nzio . Taranto apr. 3 t . 8.57 l;iardino L"igi - . Campagna id. l!tl. 3 !16 n csci Francesco14. ':1.57 llonce lla ~.<are t4.! 0.56 t:hicco Al(OII$0 - .

1883

. . Lecce re h. \'13 . . Lecce Id.

. Bar Ie lla id. \'1 7. U \8 Sanf:!a Gi11u ppe Mil.1no Id. 6. ':1.55 Battaglia Salvator e - . No la Id. 30. 9.55 Saccare llo Angelo - . Mo nza id . t6.t0.5~ Gualdi Tito - . . . . Roma id. i!>. ll.u7 Carado nna Fmncesco - Foggia id. t 7. 5.51 Bergonzoni Cuare - lleg~io E. id. 31. 5.46 ~osso Angel o, C ~ - To rino dic. t i U. 8.57 Mi raglia Antonino - P:~lermo t7. t.5~ Malinconico Lodovico- Caserta t 8. I .M Storcll i Alberl o - . . Modena '13. 8.51 lleggiani Er11esto. ~

+.

"-

. . . . . . . . llavcnn:~ t3. t1 .5~ Anioni flanieri -

. . Lucca • • Livorno 7. 3.53 Che toni Luigi 5. t .52 Leone Baldassarre - . Ivrea 4. ':1.56 Sal vetti / Ialo . . . Uoline l \!.t':l.53 Traina Al(o1110 • . Cd alù '!!5. t .54 Nieri Nicolao - . . . Pesaro 6. 5.48 Viole tta Giweppe- . . Ivrea 16. t .57 Ton ello Gio. Ballistl' - Cuneo ti. 1.53'1.udovisi nomeo - . On ·leto

t888

. Palermo mar. t O Alessaodria id. id. ~4. 11.5~ Gri:;anti fì i oacch.ino - . Cefalù 6. t 55 Magri Felice - . . . Catan ia id . ~5. 3.56 Zocco la Gi ustppe-

id. - . · . . . . . . Roma (med. pers. di S. M. il Ile) 8. 4.56 Oi VcoPre Gaeta11o . Bari irl. i. ~.Si fladaloni Giuseppe, • . . . . . . . . Bo logna irl. ~. 8.43 Cassese Luca, ® . Ave llino lu~. l'l -H . 7.47 Gatti Angel o . . Mo ndovi id. t ! . U3 Nigri Sergio, ~ " -

89

1 8 8& mar. ':lt id. id. id. id. ifl. id. id. id. id. id. id. Ing. 4

1888

19. 8.49 Virgilio Bnrico . . Roma giu. H 30.10.52 Scimemi Eraamo - . Messina id. 14. 4.54 CarhLio Gio. B<dtist" - Vicenza Id. 25. 5.55 Galasso CoslanlitiO . Lecce irl. 14. 9.5~ Buonomo Adalberto - Napoli id. 7. 6.5:1 Merlo Luciano - . . Venezia id. t . 1.53 Pittaluga Bnrico - . Genova id. 30. 5.53 La Scola Francesco - Cefalù id. 2~. 1.55 Pig natari Salvai. - Castrovill. id. t s. 3 57 Marino ·rommaso - . Trnpnni id. 6. \!.59 lloglion e N ìch.ele, Corno 1<1. 21. Il.M Zuccare lli Angelo . Napoli id. lt. 2.53 Gelmini Pietro . . • Looli id. . . Bari Id. 2\.tO.a3 Console Giu1eppe ~t . 3.56 Are na Antonio • Reggio C. id. 30.t 2.54 Fabiani Gennaro . Napoli Id. IO. 4.54 Cicchetti Annibale - Poto nm id. n 8 55 Pacinotti Giweppe - . Pistoia id. id. ~6. 9.56 Massalongo Roberto - Verona 31. 1.56 Oentl Prance$CO - • . Milano id. 11.1!.55 Biondi Drymenico - . . Siena id. 8. 4.54 Di Martino Nicol ò - Girgentl ici. 7. 5.57 llncchi Gio. Battista - Napoli id. id. ~t. ~U8 Guidottl T uiLio . Modena id. t3. i.45 Caggese Giacomo - . Napoli 26. !U8 Armandi Carl o- Ascoli Pice no Id. 18. G.50 Ballabene Cesare ·- . Nilano id. \!6. ! .50 Pagani Gltueppe - . . lloma id. 8. 5.51 Marcacci Francesco - Livorno id.

+- .

1800 3. 1.56 n rlndicci Gitltepfle, ® " - ll:lri giu. 3 u t .60 Serrano Costanlin <> - . • Dari id .

1 8 88

\!. 8.45 Familia ri Giovanni- Rc~g. C. mar.to \'16. 8.54 Benedetti Gi..sto - • Treviso id.

TENENTI MEDICI dal n. te al n. te

dal n. t al n. • t9.U .51 Sacerdoti Carlo -

1888

t88e

. . Parma dic. t 9 t G. 3.55 lotli Enrico ~ . . . . LllCCa dlc. 15

1888 10. 4.54 Forno An gelo - . . . Torino . Novara ':14.t 0.5t Cecchini Massimo - . Spoleto nov. 4 ~. 9.54 Amati Vìnctnzo . Chieti !2. 5.61 Cam pili Gfuseppe - . Siena (liC. 9 \'15.tt.5t Oe Ceeco Giusepr~e t 0.10.52 Cotterchlo Aleuio - . Pine rolo dic. 15 tt. t 0.51 Petrella An tonio . Caser ta 5. Il. M Franzonl Pietro - • . Brescia t 8. 3.5i ».arcllll Frarn:e~eo- F rosinone Id. t 4. 7.53 Laterza Giovanni • . Bari id. 15. 3.5-~ Testa A1tgelo - • • • • Nola id. 15. '1.56 01 Paolo Luigi . . Chieti 16. 6 51 Cozi Gaetano - • . . Roma 4. Ui Mar tlni Antonio . Voghe ra Id. 5. ~.55 Chlaradia Gaeta riO . Udine U . t .57 O' lp polito Salt~atore - Ta ranto id. 1. 3.M Leo .dnto11io - • . Salerno

Id.

l cl. id. id. id. itl. Id. id. id


(Segue) UfPICIALI liBNeJ DI ~ISERI'I. - TBII'l!NTI

9()

dal n. •• al n. ~•

dal n. ~• al n. •••

1881J

181M

Il. 7.47 Venturi Annibale - . Bologna lug. ~ . . . . . . • . Trapani no v. 4 :t9. 1.49 Monls Placido - . . . Udine Id. id. ~7. 10.50 Casoratl b'nta - . • Ferrara 3.11.5~ Str inr:ari Prantt&to - • Udine Id. id. ~3. 3.51 Alessandri Cari o • Arezzo • . Siena 14. 5.56 Palagano Luigi rd. Id. '!3.U .5t Fornelli Be11edell o . Torino 27. 5 58 Di Santo Pietro - . . . Ilari id. '!0. 9.53 Solimene Athille - . • Napoli Il. 7.51 Stoccada Francesco - Venezia id. Id. id. 6.12 61 Di Renzo Antonio . N;~ poli lug. t& •· 1.57 An~eletti A>Lnibale . Massa id . 5. 9.57 Cnsmano Giacomo - Palermo :!7. 8. 6~ Vadala Pietro-. . Glrgenll id. id. !9. 8.56 tannini Pasquale, ® -Potenza 30. 8.6i Denti Bomplaui Sanlt H. 4.57 l.lal Pozzo Domenico - • • • . . . . . . . Brescia id. id. . . . . . . . Alessandria 30.1 1.6! p,,lazzolo 1\'icotò - . Catania id. id. 12. \!.57 Brini Tommaso • .§o, - . fltJma '!l. 1 .6~ Onorati Loren:o . Spoleto Id. id . 23.10.57 Barchiesi Ennto- . Macor,l.1 l. 4.6t Carissimi Giovanni- . Varese dic. t~ Ili. t G. 2.57 Quarella Gio.Ballil i a -Brescia 181JI id. 6.10.56 Pap11alanlo Salvat. - Sa lerno :!!.l'H! Baiaeco Cormdo .- . . Bari lug. ! l id. 30. 7. 58 Gardone Francesco - Fog!:!ia id. ~5.1!.!18 Stadcrim Carlo - . . Genova 181J. id. ~u 1.58 Urtolcr Giuseppe - . Mantova ~6. 1~.6~ Burchi Fttlvio - . . Rologna mar. !7 id. 5. 5.59 Ma~gio Alberico . Verona 7. 3.57 Molinaro Sal vatore- Avellirao npr . ~ 13 8.58 Zatti Giorgio - . • . Patlova id. i<l. 8.59 Zampetti Al(on&o - Bergamo id. id. 7. 3.!19 Lo7.7.i \'ìntmzo - • . Roma 9. !) 57 Capelli Giuseppe - . • Cuneo id. id. 17. 9.5! Martire Antonio - Fr osinone 13. '!.56 Longo .1/ichele - . . Potenza id. 9.11.60 Gaietti VWorìo Emanuele 5. 5.58 MaseLU Pio - . • . . Roma id. . . . . • . . . . Milano Id . 7. 2.57 Grasso Biondi Luigi - Udine id. irl. 9. 11.58 Raino ne Ercole - · • . ~·oggia !3. 9.58 Leceia Pasquale- • • Caserta Id. ~- 9. 6~ MarraiJPSe Giacomo - Caserta id . 19. 7.58 IJalestra Sle{ano . S.wona Id. 1890 5.11.59 Mazzarella Bali/ io - . Gaeta Id. 30. 5.60 Ferrarla llenedtlto - . Vercelli Id. 6.1'!.54 Caputi Giovanni- . . Napo li mag. 3t 3. ~ 59 Querenghi France& co- Milano id. ". '!.55 Colnmnsso Flaviano- . l'ìola id. 5.11.59 Galant i Fau1lo . . Roma id. 3. 6.55 Matarazzo Gaetano - Caserta id. &. 8.59 Plaequadio Raf{nt lt . . • 15. 9.59 Finzi Gittseppe . Casale id. . . . . . . • Benevento Id. id. 15.11.57 Rosini Pietro - . • . Arezzo 7. 7.58 Croce Silvhto - .• . . Chieti id. 3.1!.58 Rodella Ugo - • . . Genova Id. !. 3.60 Mnlesanl Luigi- . . Verona Id. !G. 1.56 Co sco A ngelo . . Cosenza Id. 15. 4.60 Stura Prance&eo - Ales.sandria 111. • Lecco id. 18. 1.57 Viscardl Giovanni 16. 4.59 lraci Ai(!·edo - • • Perugia id. '!O. 3.57 Forti Pi rro - . . . Livorno Id. lt. 1.60 Gandolfo Ce1ar e-. • Savona id. 13. ~.58 Condorelli Mario, 6 , - . . 3.10.59 Ceccarelli Camillo - . Siena Id. • . . . . . . • Siracusa id. :!J.U.61 Vandelli Glovam1i- Macerata Id. 19. 4.58 Bianchi Gino- . . Ravenna id. 16. 6.60 Gherardl Giuaeppe- . Vicenza Id. i(). 4.58 Vertova Agostino • Milano id. 30.t0.6t Menatti Attilio - . • T raplllli Id. 2. 3.58 Tinti Giovam1i . Bologna id. 9. 8.ti0 Sgobbo Fra11cesco - . Napoli Id. t-l. 9.58 Fongoli LuìQi - • • Spoleto id. st. 8 60 Le pori l'iltorio - . . Firenze id. !3. 8.58 Formiglni /Jemetrio - Milano id. :t~.tO.•a Betti Tullio, o§>, o - . Parma !d. ~~- ~.59 Roucalll Fra11cesco- Bergamo id. '!6. t .60 Fra guglia Paolo - . . Milano id. 17. 5.58 Bri a Pasqual e - • . Cosenza id. !5. 3.61 Zanotti 8r&rko- • . Varese Id. JU. 4.59 Mar7.ano Pra11cesco - . Napoli id. U. 8.60 Claceri Giuseppe - . Siracus:1 Id. 4. 7.58 Colomlattl Luigi - . Torino id. Il. \1.52 D'Antonio Ra/Taele, + - Napoli agos, t' !9. !.60 Fresia Ago&tino - • . Savona id. 18.1Ul5 Bruno do Curtis Salvato re -

t !!. 1.60 Borgia Simone t 6. \!.56 Mancia Romeo -

• . Casert.~ • . Spoleto

3.H.55 Piu.illo Nicolò - • . Palermo L 6.5~ Ricotti Pranee~eo - • • Chieti 19. 3.58 Ferretti Giuseppe - . Voghera t. !.65 Kmillanl Vincenzo - Aseoli P. U 4.59 Penta Pa.~quale . . ~apoli tO. 3.60 t.uzzatti Vitlorio - . Lucca 16. 7.59 Tommasinl Remigio - Milano '!9. t .58 Novelli Pietro . . Pistoia 19.11.46 Perrone Ghueppe - Castrovill.

id. id. Id. id.

1883

3.10.54 Gasca EUore - . . Pinerolo feb. u t'l. U6 Grilli Alfredo - . . .\scoli P. id. 1!. 6.61 Cnocci Sillnllio - • • Cagliari id. 9. 4.60 Falconi Gregorio-. Campagna iJ. Id. id. ~3.1U7 Oe Facendls Girueppt Dari id. id. • • Brescia Id. 31. 5.59 Gallia Vittorio id. U . 9.6t Bongìoanni Andrea - Milano id. 25. 9.60 Cerclgnanl Giuseppe- livorno id. itl. Id. H. 7.61 Latterl Ferdi>J.ando - Palermo id. lug, S l . 56~ Belli Pasquale . Frosinone Id.


tStgue) UPPICIA LI IIEOICI 01 RISERVA - T ENBNTI dal n. 181 a l n.

dal n. ~•• al n. ~se

JjjDS tS. 7.61 Raimondi Camillo Giovanni-

!)l

••e

t8D5

!8. 8.6! Pastore l'lncenzo - Frosinone mar. ! l . . . . . • . . . Verona !eb.,.t3 !G. 9.6!1 Grasso Gi uteppe . Catania id. id. 16. 3.61 Piccioìno Giuaeppe - . Napoli H . 9.6:t Fedele Nicola - . . . Udine id. id. 30. t.61 Agostini Luigi -. . Venezia 7.10.62 D'Alessandro RaimOIIdO - . . id. 25. 4.61 capozzi Antonio - . Avellino . . . • . . • Girgenti id. id. t6.U.60 Verdurl Brne&to - . . Parma 13.10.611 Barbara Gtucomo - • Trapani Id. Id. 18.1!.60 Oliva Francesco • Cosenza 4.10.6! Del Vecchio Pasquale-caserta Id. j5, 5.61 Mele Giovanni • • Foggia id. l 6. 7.611 Lo Russo Camillo - Sulmona id. id. i9. 7.61 Piccione Nicolò - . . Trapani 1311.61 Damiani Vincenzo - • Roma id. id. 9. 4.61 Milano Francesco - . Savona !l.ll.62 Guidarelll GiovamJi -Orvieto id. Id. t 6. 5.60 Ranìeri Francesco -Reggio C. 3. 1.63 Caldo lgt1azio - . . . Cuneo id. 30.10.61 Brunelll Roberlo-. Mantova id. IU. 1.63 Marmooe fiiovanm - . Pavia Id. irt. t 5. 2 61 ChieOI ,1/ich.el e - . . Sulmona !0. !.63 Montano Cre~eenzo • Nola Id. id. 1t. 5.60 Bianco Paolo - . . . Napoli !6. !.63 Panichi Lorenzo - Ascoli Pie. id. Id. H.t o.60 Abate Raffaele - • . Caserta 30. 5.6~ Glros Emanuele - . • Napoli irl. id. 19. 3 60 l'almieri Giuseppe • !\a poli t?. 3.63 Eboli Ferdinando - • Caserta Id. id. t G. t.G~ Licciardello Mario - Messina ~8. 3.&3 Rocco Alessandro . Foggia hl. id. 15. 8.6~ Uzan Clemente - . . Livorno 20. ~ 63 Sanguineti Brnan ..ele- . . . id. 4. 9 61 Ciocchi Gnelano - . • liaeta · . . . . . . . Gtnova id. id. 14.10.61 Orescia-Morra Luigi - Salerno u. 1.63 Stoln Ales•andro - · . Cosenza id. ~O. 1.63 Maglio Giuseppe . Genova id. 8.1i Gj lnrantone Rocco - . Bergamo id. 16. !.63 Vecchio Ciro - • . • Parma Id. 31.11.65 Paseal! Silvio - . Ascoli Pie. id. !6. 1.52 Grispini Crisplno - . . Boma mar. 9 8.1!.54 Bisceglia /,uigl - Castrovi llari lug. 4 9 . 1.5'! Montechiari Giuseppe, C o§o 17. 3.54 Ammendola Pietro . Nola id. _ . . . . . . • . Roma sctt. l l 9. 4.55 De Nicolais Pietro - Avellino id. id. G. 3.6! D'Ambrosio Angelo - • Nola !~. 6.53 Cantù Francesco . • Lodi id. t8Dli 8. 5.55 Sllipranti Giovanni- 1\~ggioC. id, 8. !.53 Sciamanna Giuseppe -. Roma mar. l t t898 :!9. 3.53 tura Filippo - • . . Potenz11 id. !.11.55 Perozzi Gaelano - . Vicenza id. 9.10.56 Zucconl llaul - . . Macerata mar. IO 4. !.5~ Cantu Antonio - • . ~ Como id. i. 8.51 Altana Giweppt . Sassari id. ~. '!.53 De Robertis Rollerto- Salerno i(l. ti. 6.57 Amide! Alfredo- . . . Siena id. !1. 3.53 Vianello Antonio . Treviso irl. 5. 4.57 Brigatti Giuseppe - • Novara id. 9. '1.5! àlalatesta Federi co - . Napoli Id. 15.1(}.59 Tortarolo Antonio - Genova id. t 6.H.54 Mor~cletto Gìweppe- Vicenza id. 19. 4 51 MaiTei Luigi - . . Benevento Id. u. 1.61 Piraino Giuseppe - • • Cefalù mar. '11 4. 9.59 Buscemi Carmelo - . catania Id. t8DD u . 3.61 Torra Emilio - . . . Novara Id. 'IO. 7.50 Cacceso Domtnico Avelllno giu. U t . 5.61 Nastri Glunppe - . . Girgenti id. 9.l0 5I Vatalaro Bruno-. catanzaro Id. 23 . '1.59 Patella Giovanni - . Salerno Id. !, 8.50 Vecchi Alfonso • . Roma id. !8. 11.59 D·Ascola Geme le - Reggio C. Id. !5.10.59 Di Lorenzo fiiweppe - . • . 3. 7.49 catucci Paolo - . • Taranto id. . . . . . . . campagna id. 14. 7 51 Oagasso Pln' Luigi - . Torino id. 8. 7.51 Dotti Francesco -. . . Siena id. ! I. H.60 Cougnet Aiberto,o§o-Regglo E. id. l i. 7.6:1 Sesselego Enrico - . Cagliari id. '!l. U! Pasqua lucci Ignazio - Aquila id. ti. 9.6'1 Mazzarone Al(OlUO - • Lucca id. ! l.t:t.61 Anchisi Tomma•o Cag liari id. !t. 4.63 Bennati Carlo -. . Rovigo id. !. !1.6'1 Luciano Bmanutle - . Genova id. 1!6. 4.63 Coccia Luig' - • . . . Nola Id. u. 3.6'1 Buongiorno Salvator e - . • . . . . . . . . . Napoli id. tDOO 13. 3.63 Gurrieri Raffaele- • Bologna id. 11. 7.158 Rocchi Camillo - . . Milano glu. 3 3. 3.6'! cataluddi Carlo - . . r\ovara id. 29.{0.57 Brugnatelli Eugenio - Milano !. 4.6:1 Della Valle Bartolomeo- . • id. 16. 5.60 De Ambrosys Emi dio - . • . . . . • . . . Savona id. . . . • . . . . Teramo Id. '14. 4.6'! Gagliardi Hllore -.castrovillari Id. Id. f. 4 61 Marone Glweppe - . • Gaeta '!l. 4.6'! Foleo Antonio - • . Savona id. u. 4.61 Blagini Carlnimo-. . Siena Id. l BOt 3. 6.6'! Clmaduomo Nicola - . Napoli id. t6. 5.60 Graziani Carlo . Rovigo gin. 6 17. 6.61 Oe Donnls CUidlo - Sulmona id. 4. 7.6'! D'Addabbo Oronzo- Napoli ld. l.lt.57 Lojacono Pietro - Clatanzaro id.

e


(S t{lllf) UFPICIA LI MROICI 1)1 RISERVA - TBNBNTI R SOTTOTENENTI

dnl n. ttt al n. t a l

n. •••

1901

tsea

1!6. ~.61 Parmil(i~n• FranctiCO- .\rezzo giu. 6 18. 4.Gi Chiappori Pa~quale - Geuova mar. tt !9. i.61 Sarra Ratratle- . . Taranto id. 31.10.54 11ianni Frataceuo . Cefalù id. 3.1i.61 Special~ r;attano - . Palermo ';li. 4 63 Sacra 1/rrico - . . • Caserta

id.

ltl.

SOTTOTK~E.NTI MEDICI

n. t

1 8 90 'i3. 3.63 Marzari Giot•Mmi -

l

o. •

1896

• • . • giu. 19 !$. 7.6! YarUni Gio. B11llisla- Cuneo ago. 31


UFFICIALI GENERALI E COLONNELLI jfEDICI tolti dai ruoli del R. J::sercilo, conseroando l'onore dell'uniforme

MAGGIORI GENERALI dal n. l al n. a 16. 6.~1F.Iia <ilot:a>mi,

!lal n. • al n. 7

C•C+OO,

~ ...... ~ u .......

1881

m-. . ma r. 31

!5. 4.18 Arena-Macelli r.artano. CìU

•o

~

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..... o§o -

17

1891

U.

U+O

1896

...... ~ u u . ..... ",m. mar. li C o§o O', v ........ ......... _ ... Id. 6. I .U Picri llalli&la, U • C ~ o. ~_ . . . . . . . id. o.~

1893 t4. 6.2~ L~nza Gtacllllo,

GU-§-0.~"·".~"",.,...,., dic.

!l. 4.19 Cosletti Petronio. • Cr§t ®,

H .SI.!I Pialsaul fìluuppt. U•

..

~- :u7 ~liglìor L11l{)i, • ~

. . . . . rc bh. Il

o§o O, ~ ......

........... m- ... .

id.

COLON.~ELLI

d3l n. 1 al n. 11

dal n. 1• al n. ••

Il t:U7 Giorgini .flaUto, • C+. ~ • • -

1881 23. S.U Pepè Achille,

. . . . • . . • . . oli.

15. 8.!8 Mad.1Sclu r.io. BaliWa, • C ·~

O, ~ " " • -

7

1890

•'*'

@, ~ .. • "

. . . . • . . • • . lug.

+

7. ! .35 Radaelli Pericle, • U O, ~ ..... .. - . • . . . . .

. . . . . mag. 31 189.

UJ96

9. 5.37 P retti Carlo, U •

C

+ .t. Q9,

4

id.

1898

....... genn. IG Il. 4.36 Oarrocchi no Carlo, • U .§o, ~ •, m- ......... id. t O. t .3i Caviglioll Amedeo, • C o§> o. ~ ·.® m-. . . . . . id. 1893 U. 8.31 Pnslorello Giuuppe, • C •§o, !~. 6 37 Pisano Gìo. 8alll$1a, • C+ O, ~,...., ... ®". m- . .. . lug. t ~ •. m- . . . . . . . lug. 17

t 8. 6 .35 M a I l es e l'ince>~::o, • C .l}>, ~ ...., " · , . . . . . . giu. t ! rT. 9.33 Rum i Bdoardo, • C o§>, ~ .. "• ~- . • . . . id.

~"" ".m -

...

. 1891 17. t U3 Guida Salvatore, U • C+~. i<t. 5.t0.33 Giordano Giulio, olt. 3i ~ ··!8. 1.36 Campe tti Enrif.o, • U fi,, 1898 ~ • •, o§o . . • . . . nov. 13 16.10.35 Carasso .Antonio, • U ~. ~ "· . . . . . . . • mar. IO 1. l .37 Sappa Domenico, • Co§o, ~ ", dlc. 14 3. 4.37 V1colì Pillppo, • o§o, ~ ",o§o- mar. tO 1896 l. 8.34 Franchino Bugenlo, • U ~ .. "· EB- . . . . . . id. H. 8.34 Paris Atldrea, • Uo§>, ~ ~l. 4.34 Pranzatar o Carmhlt, • U ~. • . . . . • . . . . mar. ~ ... ~- . . . . . . . id. 5. 1U7 Morzone Franct.co, • U+Ot, ~ ...... ~ • " " - . . . mar. l! t899 :!4. 9.3~ Calderini Ptrliina>ldo, • U IIO.'!l! Arri En r i c o, ~ ...... ~ ........ __ .. id. <il O, ~ ...., ••, giu. Il

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94

RIPARTO DEGLl UFFICIALI ~lEDICI E DEI FAR~IACISTI MILITARI FRA l DIVERSI COMANDI, CORPI ED UFFICI DEL REGIO ESERCITO

ISPETTORATO DI SANITl MILITARE. M. G. M. Gi•ogrc Gio. Ballilta (i$petl0re capo). M. G. M. I.Mdoln Federico (Ispettore). M. G. M. Chlalso Al(onto (i<t). C. M. Oe Ren7.1 Gi.utppe (id.). Col. M Fa vre Giovanni (segretario). C. F. l. Ponzl Brarmo (ispettore). M. M. Grleco Giuseppe (addetto). C. M. Testi Po·ancmo (id.). c. M. Trovanol li Hdoardo (Id.). c. M. nargonl Allilio (Id.). F. r:. Coccono Maggiorino (Ici.) (perito chimico Igienista). COMANDATI

M. M. Llvl llldolro (osp. ~lilano).

DIREZIONE DELLA SCUOLA D"APPLICAZJDNE DI SAliTA' IIIUTARE. Col. M. Pinto iln/onfo (direttore). T. C. M. Sllvestrl A'ancerco (vice direttore). M. 11. Mangoanti B::.io (professore titolare). M. M. Buonomo Lortnzo (id.) (lib. doc. nella n. Universita di Roma). C. M. Trombetta Edmondo (id.) (lib. doc. nella n. Unlverst ta di Torino). C. l\1. Marocco Achlllt (od.l. C. M. Ostino Giovanni (id.) +. T. M. Ruga11i Luigi (assistente ordinario). T. M. Gilardoni Bnrico (ili.). T. M. RluuU Giultppe (id.). T. M. Tlrelll Bilo fld.). T. M. Sabclllco IJrba no (Id.). T. M. Zuccarl Ftd~rlco (Id.). COMANDATI

T. c. M. Morpurgo Giacomo (ser. aus.) (prores·

soro titoilu o). T. M. FcJTari·Lelli France~co (39 rant.) (assi· s tente straordinar io).

ABOREVIAZIOXI. - M. G. M., maggior generale me!llco - Col. M.. eolonnrllo medico T. c. M., tenente colonnello medico- M. M., maggioro medico - C. M., capitano merlico T. M., tenonto medico- S. T. M., s..ttotenente medico- S. T. M. C., sotiOtencnte medico di com· plcmen10- C. F. 1., chimico farmacista - C. F. 0 ., clllmico rarmaclsta direttore - P. C, farmacista capo. - P., farmacista. - + , Aiutante maggiore in t•. - - , Aiutante maggiore io !".


(Segue) RIPARTO lll~fiLI UPFICIALI IIEOICI, ECC.

T. M. San ta Maria Alberto (90 rant l assiswnte straordinario). T. M. Cotu~:no Pieh·o 13 hers.) (id .). T. M. Verando Ellore (osp. To1ioo) (hl.).

MINISTERO DELLA GUERRA. Segretariato generale. Dl vl do11e 1tato maggiore. COllA :IDA TI

c. M. Della Valle Frcweuco (osp. di Roma). 'T. M. Tobia Arturo (O~Jl. di Roma).

COMANDO DEL CORPO DI STATO MAGIIIOilE. li. Y. llreui riis.mppe. COMANDO DELLA SCUOLA DI GUERRA. M. M. Corte Silvi o. COMANDO DELLA SCUOLA D'APPLICAZIONE D'ARTIGLIERIA E GENIO.

<;. M. Farina GiiiSt JI/It. COMANDO DELL'ACCADEMIA MILITARE. C. M. Re Giuuppe. COMANDO DELLA SCUOLA MILITARE. .C. M. Oellia Emilio. COMANDO DELLA SCUOLA CENTRALE 01 TIRO DI FANTERIA. (;. M. Alloatli Berltdtllo. COMANDO DELLA SCUOLA 01 CAVALLERIA

.C. M. nosso Oreste. T. M. De.;so Bugtnio Mario. COMANDO DEGLI STABILIMENTI MILITARI DI PENA. fO ReciUiorio (Peschiera). T. M. Santlni Federico. t• Rechuorio ( Gt•tlll). T . M. Glaqulota Saltlalorf. Carcere mUltare (.Vnpoli). T. N. Cerza Franu~eo. COMANDO DEL CORPO INVALIDI E VETERANI. T. M. Sebastianelli Gionglultppe.

COLLEGI MIUTARI C. M. Arpa Hllorio (Napoli).

C. M. Perassi Giova rmi Antonio (Roma) (libero doc. nella R. università di Torino).


(StgiU) RIPARTO nBGLI U,ICL\LI IIBDICI. BCC.

LEGIONE ALLIEVI CARABINIERI.

C. M. Leonnrdi Dtllr1ello. T. ~. Simeoni AIUI•rndro. LEGIONE CARABINIERI CAGLIARI COIIANOA TO

T. ~. l:o<su Alberto (o<pedale Ca~llari). REGGIMENTI 01 FANTERIA. j

1/l"lllla/ilri.

C. M. Pimpinelli Pitlro. S. T. M. Zaffiro Anlortitto. S. T. M. C. C~lvi Attilio.

S. T. M. C. Campoli Pio. ~ or·anatieri.

C. M. Pas•arella Vgo. S. T. ~. MemiC$ {;rtldo. S. T. M. C. Barlolla Ago5tino. S. T. M. C. Mazzuoli (;uweo. 1 fanteria.

C. ~. Delminio Ot·a:io. S. T. M. C. Concilio Luigi. 2 (!lllltria.

C. M. Oonini Giusrm1e. S. T. M. C. Palazzo Antonino. 3 fmtleria.

C. M. Simoni Giuuppe. S. T. M. Accardi Mario. S. T. M. C. Fimlanl Cormiue. 4 fanteria.

C. M. Galasso Antonio. S. T M. C. o·Angclo Michtk 5 fanteria.

C. M. t o Bianco Luigi. S. T. M. C. Vecchi Giovanni . S. T. M. C. Lombardo Anloftlno. 6 fanteria.

C. M. Fusco EmiUo.

T. M. Amenta Antonino (Candia). S. T. M. C. Cappellani Snloalore. S. T. M. C. Tena·Abrami Giuseppe. 7 fanteria.

C. M. D'Elia Al(on&o. S. T. M. C. Crisci BdUCJrd.o. 8 (anltri4.

C. M. Deninc:tSa Hncenso. S. T. M. C. Petrocelli (;iovcmni. 9 fanteria. C. ~. Allobelli Alberto. S. T. M C.


l.~tg ue)

RIPARTO DRGLI UPFICIALI N&DICI. EGC.

!O f anteria.

(.;. M. Can nas .Vicol o. S. T. M. c. C~ llihhe Osvnltto. S. T. M. C. Fr:111cioni lla/Tael e. S. T. M. C. \laltese GiusfJ>p e. 11 f rmleria.

c:. M. Marianl E•tl'itll.

S. T. M. c. Sica Gaetano. S T. M. C. Potenzn llaffaele. J? fanlerifl.

C. M. lzzo (;iouanni. S. T. M. C. Apkclla Sera{ino. /.1 flllllt r ia.

C. M. Doria Rosario. S. T. Y. C. DI Giu~eppe Tilo. S. T. M. C. S1maritani l'r•musco. 11 (anleriu .

C. ;\1. Ma!(!!P.liA Etlmult(liJ. S. T. M. Zara Silvio. S. T. .Il. r.. Petrosiuo fiocco. f5 {<lllleria.

C. M. Orldera Lw'gi . S. T. ~1. C. Font.anelll Pla minil). S. T. .Il. C. Frecc•) ri Giu1eppe. 1G ftwler ìa.

C. M. Callnuì Cnr/o. S. T. M. C. ll.,pnllinì /.uigi. S. T. M. G. Clerici l'ince~~zo. 17 fanteria.

C. M. Bos li r.ctelano. S. T. li. r.. Foce b'tlga•·tlo. 18 (flllleria.

C. M. Ducceschì .llotlello S. T. M. C. Gianni i.tJilOvico. '1'. li. C. Farricclli Gotrredo.

s.

19 (anlti'ÌCI.

C. M. lles th·o Paot~lonc Gi 11seppe. S. T. M. C. Borghe•e Ametmo. S. T. M. C. Trap~ni Pietro. 2 0 fcmuria.

C. M. Vlsalli P11olo. S. T. M. C. 2 1 fanteria.

C. M. Gualdi Ca1·1o. S. 1'. M. C. Sìmi G11ido. S. T l!. C. Coronìsio Aleua11dro. 22 (anle•·ia.

C. M Gimelli Bv.genìo.

S. T. M. C.

7

97

l 1


98

(St!}Ut) RIPARTO Dl!llLl UFFICIALI KllOICJ, ECC. 23 fiWitria.

C. M. Pizzocolo Ognibtne. s. T. M. Colaionni Pedt rico. S. T. ~1. c. Oi Falco 1\'icolo. 24 (<mltria.

C. M. r.rado P11ol.o. S. T. M. C. Lo Vec~hìo Gio. Ballista. 25 (anleria.

C. M. Catini Alpino/o. S. T. M. C. Ot Pelris Lorenzo. S. T. M. C. Martino TorquMo. 26 fanteria.

C. M. Noi& Celio. S. T. M. C. SlgnoTelli JJeueditto. 27 (at~ltria.

C. M. Chele~chl Cr1millo. S. T. M. C. Comparato Giuseppe. S. T. M. C. Gebbia i\'icolfJ. 2 8 fanteria.

C. M. Vinci t!lloelo. S. T. M. C. Oi Dino l'lncenzo. 29 fanteria.

C. M. Oel Bello Antonio.

s. T. M. C. Vi\'iani Giulto. 30 fanteria.

C. M. Mombello Bruello. S. T. M. C. Bartolucci Luigi. 31 (auleria.

C. M. Pasino Eligio. S. T. M. C. 32 fanteria.

C. M. l.ittardi Nicolao. S. T. M. C. De Bellis Savino. 33 (auterla.

C. M. Nardinì Giulio. S. T. M. C. Magoi.ol Gtt't'"ia. S. T. M. C. Spero·ni Ferdinando. 3 ·1 (anleria.

C. M. Cabibba Pelict. S. T. M. C. Merli Guido: 35 (a11teria.

C. M. Buccino Tobia. S. T. M. C. Parisi Giu~eppe . ./

36 (a111er1a.

C. M. Pastorello Liborio. S. T. M. C. Properzi Fraucuco. 37 (anleria.

C. M. Reale Vi11ce-•uo. S. T. M. C. Ci nciii fl'ico/11. S. T. M. C. Corte l'iiOio.

·,


!Stgue) IIIPARTO O~CLI UFFICIALI III&OICI, ~CC .

38 (oulel"ia.

<:. M. Melampo Gi.utppt. S. T. :11. C Caccia OUorir~o. 39 (auleri<L

{;. li. \'idelta Emanueu . T. ~~- Ferrnri-Lelli Fr aucti(O (com. ~r. applic.

san. mll.l. S. T. ~- C. Gazza Aleuml<lro. 40 (aul~ria.

c. ~1. l'ìorr nl Fwrenzo. s. T. li. C. ~lelll GaPlano.

S. T. M. (;. Marrone /loçço. 41 (anlrr~n.

C. :11. f.n~po L'baldo. S. T. M. Tertde Gi tUtJ1pt. S. T. M. C. Murtula Alfredo. S. T. M. C. Ynnroni Allliio. S. T. &1. C. l>i~hedtla A IIIOJIÌO. 42 (anlfria.

c. M. C.:arn Prancesco. S. T. M. C. lllarongin S~lio. S. T. M. C. Mreheri Boçeh.illo. 43 (anleria.

C. M. Palombo Giuseppe.

S. T. li. C.

,,

4·1 (anltrla. C. M. SpinA VIncenzo tcom. osp. Roma). S. T. M. Montanari Altr'Ilo.

S. T. M. C. Corradi JVuma. 4 5 (nnltria.

C. M. Tapparlnl Ctlarf. S. T. M. C. Scrimieri-Greco Virate n :o. 4~ (allltria.

C. M. Nublla Pa~qunlt. S. T. M. Gra.•sl Giu1eppc. S. T. M. C. Veraldl Glrmppe. S. T. M. C. Fauati-Scermine Aclllllt. ·17 (aulerla.

C. M~ Cusmano lfnrlço. S. T. M. C. Ferraro Arluro.

S. T. M. C. Maranlo Giultp-pe. 48 (allurla.

C. M. Glutrrlda Lr!olgl. S. 1'. M. C. Caponelto Gattano. 49 (anlt ria.

l·

'l

C. Y. Pizroearo Clernente. S. T. M. C. Chlbbaro Francuco. S. T. M. C:. O'Am.ml Giooarmi. 50 (anlrria. C. M. Riva Anlonio. S. T. &1. C. Ruggiero Ca1·mine.

l. ~


!St(ltte) lllPARTO IJEGLI UFFICIALI IIEOICI, ECC.

!()(}

51 (auteria.

c. )(. S. T. M. Cotronei Tomt~HUQ. S. T. )1. C. Fudull Gilueppe. 52 fanteria.

c. M. Romeo Francesto. S. T. ~1. C. Scordo Frana&eo. 53 (antertn.

c. M. Sguazzi ~"ltlorio. S. T. M. C. 54 fanteria.

C. ~1. De Filippis Adl11l0rt. S. T. M. C. Dotti Gi11v. Antonio. S. T. M. C. St:al!liono Giovauni . •ss (anterla.

t.:. )1. F;lldella Pietro. ~. T. M. C. llotclla Paolo.

56 fcmteria.

C. M. Arz~no Francesco. S. T. M. C. De Marr.o ·lìll{ltllio. 57 fllnleria.

t.. M. De Giorgi llt uiamino. S. T. )1. C. Perillo Luigi. 5 8 (antel'ict.

C. M. Fortunnto Carlo. S. T. M. C. Muto A>mlmo. s. T. :\1. C. Ciccone Sebastia11Ò. 59 fanteria.

C. ~1. I.uciani Lavinìo. S. T. M. C. Falchetto Luigi. S. T. M. C. Diani Fortunato. 60 fauteria.

C. M. P~lrone Andrea. S. T. l\1. C. llalla Alberto. 61 fantericl. C. )1. Vasilicò Giuseppe (com. osr. Padova). S. T. M. C. FalJiani Gino. 62 (tmleria.

C. M. Slicco AnlofliO. S. Ì· )1. C. Vittori b'ttrico. 63 fanteria

t.:. M. Marini Pio Ccom osp. Roma). T. M. Martoglio f 'erdinando (a di$p. ministero

ester(). S. T. M. C. llellacha Gilt$tJJpe. S. T. )1. C. Donino ll'nrico. 61 (m1leria.

C. 11. llo!sini Tommu.•o (com. osp. Roma). S. T. M. C. Guglicl mi ,1Jichele. 05 fanteria.

C. M. Paltrinieri Umlltrfo. S. T. M. C. FinaUl Lotorio. s. T. M. C. Cnnclela rmcen~.

\


(Sr911f) IIIPARTCi IJf.GL I rt'PJCIALI liB DILI, ELC.

IOl

66 (anlet·ia.

C. M. Brh·io PrarJcu co. S. T. :" · C. Trusehelll Gugliel mo. G7 (auleria .

C. M. Cup;i Llcurgo. S. T. M. C. Ci~Pri l'idro. S. T. M. C. Parisl Carlo. IJ8 {llttlt ria.

C. M. Chini (;aetr111o. S. T. ~1. C. Audrich Pietro. 69 (aultrill.

C. lil. llol!gio Lern Gabritlt. S. T. M. C. Soleri Ltopol do. 70 (atlleria.

<:. .Il. Comola Guido. S. T. .Il, C. Propcnl Mcmimo. 7 1 (cwleric!.

C. M. Gr rbaldi (;iot>nnni.

s. T. M. c. MCJSIO<l Gia>lUOI'iO.. S. T. M. C. Casone l'irgiltio. 7 2 (anlt ria.

C. M. S. T. M. C. Maestri Ltugi. 7.9 (anteria.

C. M. D'Amico Biagio. S. T. M. C. Cos~l i Luigi. 7 4 (anlt raa.

C. M. La Cava lguo.zio. S. T. M. C. Callnl CtiMt .

S. T. M. C. Rizzo GtntrOIO. 75 (an/triti.

c. M. Sulliotti &fllllo. S. T. M. C. l..opoz Giou. Frana aco. 7 G (anterla.

C. M. Gian azza Glultppt.

S. T. Y. C. Piccione Corio. 77 fanteria.

C. M.

S. T. M. c. Pontcvia Gi&Utppt. S. T. M. C. Miggiano Rocco. 78

fanter ia.

C. M. Loschi Pietro. S. T. M. C. Pi adenl Jlichde (a disp. minWn n d t ll'inltrnOJ. 79 fanteria

C. ~1. ~largotta Ctlart. S. T. :11. C. Moro Franeuco.

80 (anltria.

c. M. Cairone Pabri:io (com. osp. ISapoh). S. T. li. Bartle Ftllce. S. T. ~1. C. Marzarl Lu•(Ji.

l. 1-


!.StQIIt) RIPARTO DIGU Cf'f'ICIALI IIEDIC11 t:~C. SI (clllltrin.

C. M. Giannini Al(oruo. S. T. M. C. Pensa Amedeo. s. T. M. C. llarbera Luigi. S. T. M. C. Daloi!IS·arre Geremia. 8 2 fanteria.

c. M. Donomo .1\'l colino. S. T. M. Paladino Dommlco. S. T. M. C. Mariolll Bruto. 83 (anltria.

c. ~1. Ceroue F rance•co. S. T. "'- C. De Ci1ma l'iliorio. c. Oomella Doweni co.

S. T. M.

84 (anterta. G. ~1. Can~gallo L o•·e11zo. S. T. M. C.

R!J {auttria. C. ~1. Pellerino Andrta. S. T. ~1. Onorato L.uigs. s. T. ~. C. Castiglion! GiultJ1Jlt. 86 {anltTia.

C. M S. T. ~. C. Bonacina Pletr·o. 87 (auteria.

C. M. Sanloro Giu1eppe. S. T. ~J. C. Oe Vlcariis Antonio.

S. T. M. C. Palmierì Carmillt. 88 (anle1·ia.

c.:. ~1. Cuoco Luigi. S. 1'. M. C. Sbisa Giu&eppe. 89 (auttria.

C. M. Magnclta FerdinatiC!o. T . M. Mazzacara Pu tro. S. T. t\1. C. Annunziata J\'icoltrnlello. S. T. !ol. C. Matera Gluleppt. 90 ( a"t.,yia.

C. M. Lo Oo tuca Co&lcltllillo. T. M. Santa Maria Alberto (com. se. appl. san. m i l.). S. T. M. Sagnoltl Augullo. S. T. N . C. Annetta Gi~eppe. S. T. M. C. Mercur~o lloberlo. 91 (anltria.

C. ~1. Ceino Achille. S. T. :V. C. Arpea Pio. 9!! fanteria.

C. M. Ma~nich Arturo. S. T. M. C. Fidanza Gio. Battilla. OS (onltrla.

C. M. Cant~lla ,IJarlcmo. S. T. li. C. Camrcg(.!iani Mauinro. S. T. M. C. Stang:.rone Filippo.


(SeQUl) RIPARTO ORCLt UFFICIALI .MEDICI, ~CC.

91 (anltria.

C. ~1 . Trevisnnl Garlano. T. M. Consi~lio Placido. S. T. M. C. Verroni .YI,ola. S. T. ~1. C. Fa:cetti Fietro.

REGGIMENTI DI BERSAGLIERI.

t beoaolieri. C. M. 1'>io lt1u AIIIOIIÌI). S. T. M. Tnm Guglielmo. S. T. M. C. Amerlo /ltrio. S. T. )J. C. navelli AlewwcJro. 2 btrSCIQiitri.

C. M. Gasole /Ialo. S. T M. C. \'errellinl Carlo. S. T. M. C. C1merini Ricc<~rcJo.

9 brrsaghtri. C. M. Longari Rodol(o. T. M. Cotogno Pieh·o (com. se. appl. san. mll. . S T. M. Vene1.iale Al(rt cJo. S. T. )1. C. Olol~hini f"rantuco. S. T. ~ - C. Z~11pa Carlo. '' bersaglitri.

C. M. Cambon1 FranctJco. S. T. ~1. C. Pe~ante VillcettZO. S bti"ICI(IIIeri.

C. ~1. Tucci Filippo. S T. M. C. l,olli GttirJo. S. T. Id. C. A>o~:;arlro Paolo.

6 bersaglieri. C. M. Coteiessa Alfonso. S. T. M. Del ia Cioppa Angelo. S. T. M. C. llarbieri FudlllctnrJo. S. T. 11. C. •le Filippis Al(o1110. 7 bersaglieri. C. M. Fazio Gaetano. S. T. ~1. C. (li.1nasso Giuseppe.

s. T. :11. C. Bnelli Domeral,o.

6 btr.~a(Jiitri.

C. M. Madia Giuseppe (com. osp. Napoli). S. T. M. Scalla Ro1ario. S. T. ~1. C. trevaequa Alfredo.

S. T. M. C9 La Cava Prancuco. 9 bet"laglit~i. C. M. l.icaslro Giu1eppe. T. M. Militello Giuseppe. S. T. &1. C. Catant1ra AchUie. S. T. M. C. Salvo Bartowmeo. IO bersaglieri.

C. M. Ben~li Al(OiliO. S. T. M. C. Ricca Tommtuo.

103


(StQt•C) RIPARTO OI!OLI OPPICIALI .IIBOICI, I!CC.

u btr$a!}litri . C. M. Militello b'mltio. S. T. M. r.. Jlarat tlni Ilio. S. T. M. C. C3ppugl Enrico. l~ bersa!}lieri.

c. M. costa Qt•inlo. S. T. M. C. Barllera Frt~ nctsco.

s. T. ~1. C. Cocola Anton•o.

REGGIMENTI ALPINI. f ulpiui .

C. M. Sciavo Lttigl. T. M Maglioli AIIIOu io. T. N. Romano Burlco. T. M. Tempesta Francesco.

P alpiul.

C. M. Beccaria Giownni. T. M. nronello Auguslo. T. M. Dabbene Filippo. T. M. Rerlei Mu•n·i:io. 3 alpini.

C. 111. Rostagno Giuseppe. T. M. 000() Giovanili. T. M. Passera Ercole. T. N. Marengo Lore~t~O.

4 alpini.

C. M. Cigliutll Glttreppe. T. ~1. lacono Prancuco. T. 111. \itllonc Carlu. 1. M Soprano Bcloar·do. 5 ulpiui.

C. M. Calrgari Gin. Ballirto. T. 111. Negro Ernulo. T. M. Ciprandi ,lfat'lo.

T. M. Mancinclli Annibale. T. M. 6 ulpini.

C. M. nernucci Glovamli. T. M. Bernuccl Rodol(o. T. M. Costa Bmfllo. T. M. Soggn• Anlo~<io. T. M. Gallri Gilm ppe. 7 alpini. C. M. Castello Frtmcesco. T. M. JlGSCO Pietro. T. M. Triulzi Giacinto. S. T. M. Bracco Giacomo

REGGIMENTI DI CAVALLERIA. . ri~;o (f). C. M. 0~1 Priore Garibaldi T. N. Wohsanl Alfredo. S. T. N. C. Sbroni Emilio.


(Stllttt) IUPAftTO llBI:LI UFFICIALI M~DICI, BCC. Plemonle Rea le (2) . C. M. Fe•1erici Pltlro. T. ,\1. Lardo Glr.,tppt. S. T. ~l C. Chiodi l'illort.

Savoia (3). C. M. Pierglanni l'i>~ cttt;o. T. M. Oe l'iapoli Ferdi""'"lo. S. T. M. C. Picclulnl UIOVIIIIIll. Genova ( IJ.

c. M. Ma rllnalli Uiureppe. T. M Ferrari Pitlro. S. T. M. C. Ardigo f'ru•ictiCo. / I'OL'II/'11 (ii) ,

C. M.

T. M. \"ardeu 8/l&io. T. M. Ghhloli Bnriro. S. T. M. C. Quario l'altrio. A11sta (6).

C. M. Sn nto ll Emilio. T . M. O'Aloia Giovanni. S. T. )1. C. Mar~hese 1Juye11iO.

Milano {7).

c. li. Santueei Sle(ano (com. o;p, To rino). T. M. llighl Albtrlo. S. T. M C. l.eone Adolfo.

,1/onlebello (B).

c. M. Onga•·o Giureppe. S. T. M. Ouda FratlctiCO. 5. T . M C. Loiot1ice An/01110 F1rt 11:e (!Il

c. M. Oo nosa /1/ic/tel~.

T. M- U!!Oiini Giuseppe. S. T. M. C. Guariglia Lormzo

l 'iltorio Emanuele Il (10).

c. M. llonomi Gaetrwo. T. M. Sealeso Giorqio. T. M. Na1•olilani Mtlchlorre. S. T M. C. Benedirti Ltllqi.

Foggin ( Il). C. M. Oe Pr i.<co Lulf}l . S. T. M C. Sbarra lilla.

Saltl::o (12J. C. M. 01 Giacomo Luigi. f . Al. Perro ni Glovmml. S. T. M. C. Calli{:dris GhHtppe. JIOII(t rrato. (19), C. M. l.kari l'lncnt;o. T. M. l)e StPphan~ Giureppe. s. T. M. C. CaPilUccio Loren:o. .~leuaudria {14). C. M. Abelli l'illot·lo. T. M. Mona Pittru. S. T. )l. C. Chiattone Lodovi co.

t

w


100

(Srgllt ) RIPARTO DBGLI U,ICIALI l!EOICI, ECC.

Lodi (15).'

r.. :\1. Ve~pa~iano Domenico.

r. ~t. ~acclaronc Amleto.

S. T. ~1. C. Corvini Gio. llaUista .

Lncca ( tG).

r.. :\1. MahlO Pai!}Uille. T. ~. S~mpfri Gaetano.

S. T. )1. C. Alessanllrcllo Giovanni. Caurla (17).

C. :\1. Cottar:~va Ettrico.

r. ~L Fermhino Ollnvlo. S. 'i'. M. C. Fet·raris Carlo. Plactn:a (18). C. li. Zorzoli Ltligì. T. M. Guzurdi /, t<igl. s. T. M. c. J.~JJal(lia Costanlìno; r;ui<le (19).

G. 11. COmuli Angelo. T . M. LombMdo Leonlda.

S. T. M. C. Roma (.!'0). C. )1. Fanchiolli Bugtnio. T. M. :lla~sarollo Giuseppe. S. T. ~1. C. Rasconi Carlo. Padova (21).

C. :11. GalvnJ!/10 TeolltiiO. T. M. C'..ovelli Santo. S. T. :11. C. Curini-l'lalletli Cosimo. Cafat1la (.!'2).

1:. li. Ba3llanelli ~·mbtrto. T. )1. Grippo Donalalllortio. :S. T. .\l. C. Galli r.allo. Umberto l (23).

C. lt. C<Jppola /Hcota. T. Y. Tentoni Ratraele. S. T. M. Sela Oifleomo. s. T. M. G. Talarico Vl11cenzo. rictn:a (24).

C. :\1. i'ie~troni A111011i0. T. ~t. 7.anuuini Primo. S. T. )1. C. Calabrese /Jouato.

REGGIIIEMTI ARTIGLIERIA DI CIIIPAGMI. t ar tiglieria dii ca mgapa. C. M. Grl~tlna r.mtrenu.

·r. M. narzotli •'incen:o.

2 artiglieria dn campagna. C. li. Zibetti Glus•ppt. T. M. Farronl Enrico.


1-Sfgut) RIPARTO IJ~O~I UPt'ICIA LI li EOICI, ~CC. 3 arli1Jlitria da campagna.

(;. M. Gelmetli Arturo. T. M. Stefano lJmbt:rlo. '' arliglit:ria d•l camp!IQIIII .

t: .\1 . Sevcrico Glusepfle. T. ~.1. t:olumiJ:I Cuare. 5 artiglieria da CIIIIIPO!JII•I.

C. ~1. Brignone F'erdinaudo. T. ~1. Cotln Carlo. t; arliglirria du camp11gna. C. ~. Conennl\ l'ilo. T. \l. .~ rmanf1~Ugon Giova>llll.

7 arl•glit r ia da campagna.

C ~. ~lag~e,;J 'f'ommaso.

T. li. Pierucci Goffrtdo. 8 arli!Jllt l'ia d !l ca mpOQJia.

C. ~1. Tomh.'l Gllurype. T. ~1. Ferrelli Arrigo. !J nrtiglitria da campagna.

C. M. Palermo Patern Slanisl ao. T. ~1. AJroldi L ui gi . t O artiglieria dt1 Cllmpag""·

C. M. GnNa Anlon in. T. M. Claps Allgtlo. 11 orllgli~ri« da campagna. C. M. SaodrPtli Enl'ico. T. ~. Ricci Strnfino.

12 m·liglitria da campagna.

C. M. fJ",\ mato Carmelo. T. M. ~Jarcone Slt(ano. 13 arliglit:ria da talll}>agna.

C. ~t. Vi rl(allita .'iario. T. M. Oe ~larln NiroiO. t4 al'liQiitria da ta>llpagna.

C. li. Ruini Camilln. T . li. Giann~lli Altuandro. 15 o•·liglieria da campagua.

c. M. Rossi Ce•art. T. li. Sennl·llurnttl Ugo. t (} ar llgUt:ria da campagna.

C. M. Fa.tlori Gio11anni. T. ~1 . Foresti Alberto. t7 arllglitria da campagna.

C. M. Grotli Carlo. T. M. Pas•amonli Gatlano. 11 artiglieria da campagna.

c. M. Cecehettanl Domenico. T. M. Rizli Luigi.

19 artiglieri a da campagna.

C. .\1. Faralli Celulino. T. ~1. Ma ncini All ytlanlOIIW.

1117


108

($t(111t ) RIPARTO DKGLI UFFICIALI IIBDICI, ICC.

20 arlrglieria da campag1111. C. M. Tre•·isan liugmio. T. M. Matlia ,lticlltlt. 21 ar·tiglieria da campagna. C. M. Gìanol11 Antonio. T. M. Fan toli Giulio. 22 arllgllerla dn campagna. C. M. Cipriano Luigi. T. M. Mlcela Salvatore. 23 artiglieria da camJ)II(1111l.

C. M. Vltladinl Camillo. T . M. Funaioli Gatlano. 24 artiqlurla da campagna.

C. M. Capobianco Domemco Antonio. T. M. Miraglra Btutachw. REGGIMENTI ARTIGLIERIA DA COSTA. t al"ltglleria da corta. C. M. Ausi lio l'arqutllt. T . M. Vinci f"•·ance•cn. T. M. Dorruso Pietro. T. M. F rigoeri Giovam1i. 2 artiglieria da costa.

C. u. Loni \'irgilw. T. Y. Fronctu Lulg1. 3 arliglitria da colla.

C. M. Sil!'illo Ltlltrlo. T. M. Yassarì GiiUtppt. T. M. Viola Pitrro. T. M. Cenellr.ra /)orwto. T. M. D'Amore Francesco.

BRIGATA ARTIGLIERIA DA COSTA OELLA SARDEGNA. T. M. Capialbi Autonio.

REGGIMENTI ARTIGLIERIA DA FORTEZZA. 1 artiglieria da (orle::a.

C. M. Pronolto lltrttdttlo Sulpizio. T. Y. Grillo Bltort. T . M. Gaggia Narlo. 2 arllglitri a da (ortez:a.

C. M. CurU- I'etnrda il'lcola. T. M. 6.'ndi1.Zonc Giovanni. T. li. Cafaro Nicola.

a artiglieria da (orte::a. C. M. Virdia Tomma10. T. l\1. Imperiali Gluliu. T. M. Slrec1 GIUII]!Jit. T. }!. Cerafo~tlr Ttlllio.


( Stgott) MIPA RTO UBC LI I'HICI ALI JIIUJICI li Dt:l VAI\JI ACI~TI loi iLIT AHI, ECC.

REGGIMENTO ARTIGLIERIA A CAVAllO.

C. Y. Schizzi Pietro. T. M. T ruOI b)lor e.

REGGIMENTO ARTIGLIERIA DA MONTAGNA .

C. M. Marras Raf{ael r. T. M..\lc~sineo r; tu&eppe. T. M. flosragno Carlo

BRIGATA ARTIGLIERIA DA MONTAGNA DEL VENETO.

T. ) 1. Molinari .Ilario.

REGGIMENTI GENIO. 1 geni o.

t.:. M. nuront.o Gi ovanili. T. ~1. lorvolino Sal ultlore. !? genio. C. M. llu:;:geri Giu1q~pe. T. M. Volpe Mru:zlni. 9 gert iO. C. M. Samory P o81umio.

T. M. Gerulli Atldrta. 4 genio. C. Y. Mcnnella Arca ngelo. T. li. Verdoli••a Beniamino. 6 f)tJiiO.

C. M. lll ch~rl Cat·lo. T. ) 1. Torchio Ernuto.

Brigata ferrovieri. T. M fla )on Edmondo.

DIREZIONI TERRITORIALI DI SANITA MILITARE EO OSPEDALI MILITARI. DIRK7.10N K lol ~.1:\ITA

DBI. l CORPO D'ARIIATI

Col M. Ran•lone Giovanni (direttore). C. ) 1, Cusnni Jlartino. Ospedale pri11cipalt eli Torin o.

T. C. ~1. Gazzano Felice (<li reuor~). M. M. Slrombo .\'alale. 1'4. M. Pregni Arnaldo. M. M. l.ì~rl Vincen;o. C. M. Tommaslna Mario. <.:. M. Carln Maotiglla Filippo. C. lll. Morino Prancuco T.M. Testo Gitutppe.

+·

l

109


110

(Srgue) RIPARTO DI!GLI t:PFICIALI MKDICI K DEl P.I.RliACISTI lfii.ITAftl, llCC.

T. M. Gnrneri Bartolomeo -. T. M. llalliano t'nea Al'luro. T. M. Odd1 Oddone. T ..\!. Venmdo Ellure (com. sr. appl. san. mil.).

T. M. Del MontA Silvio. T. M. De An~elis c;aelanu. F. C. Gayta llt mrtrio. F. Albertl Bgidio. F . norlinetto Orr&le.

ComandnU C. M. r.urgo Ac!iiUt <osp. Sa.vi~liano). c. M. Santucci Sct(tiiiO (cav. Milnno [il. Infermeria prtsUiariu di Pino!t'olo. C. M. Vigliar<li Luigi Ignazio Palerio. Osr/edalt principale di iVoTJara. T. C. M. Guarnieri Pieh·o (rlire ttorc). M. M. Cametti Silvio. M. M. Ar<lnino Fo-rhmato. C. M. Cacchione Prnncesc~ T. M. Virgili Luigi. T. M. S• rto VIttorio. T. M. Rufo rlncenzo. F. C. Alh•ranl Bmilio. F. Rolla Francuco. Infermeria prtsldiarl(l d'Ivr ea.

+.

C. M. Tavazznni Cunre. DIREZIONK DI SANITA' DEL Il CORPO D'ARIIATA

Col. M. Fer rero di ca.-allerleone Luigi (direttore) C. M. Foa Teodoro. Ospedale principale di AleUa71dt·ia. T. C. ~1. Bobbio l!ygenio (rlirettore). M. M. Carratu Ceù&litiO. M. M. Vigorelli Achille. C. M. Gassi ~·rancesco. C. M. Petlln•lll f'ilometlo, T. M Castellani Romeo -. T. M. Caccia Filippo. T. M. Nargara Cesare. F. C. Abbati Antonio. F. Forcherilf L ui gi. F. fer raro Annibale.

+.

Infermeria prelidioria di C<uale.

C. M. Valle Angelo lnfermel'fa. pruidiaria di Novi Ligurt. C. M. Rinaldi Sclpione.

Infermeria prt~idi~~t·ia do Pavia. M. M. Grlggi Montu Arnedeo. F. Roberti Giuuppe.

Comandalo M. M. Abbate Douato losp. Genova).

O!pedale prlndpalt di Savigliano. T. C. l\1. Crema Gio. Balli&!a (direttore). M. &1. Maccagno Giacomo. M. M. Ylvalda Carlo.


(Segue) lìiPA RTO DKGLl UHir.IALl llEIJIC I t; IlE I FARIIACI>TI· liiLIT ARI, ~:Cc.

C. M. Pag liuzzi Giacinto, +. C. M. Gurgo Acllitle (com. osp. Torino). T. M. La GasGia Salootore. T . M. Barbaro Nicol o. T. M. Salvatore Domertico. T. M. Castagnone Pietro - .

T. M. Monaco Coll<ulli>~o. F. Russi Cario. F. Micchini Anloniv . DIREZIONE 01 SAliiTA' O~L 111 CORPO lJARliATA

Col. M. Cervasio Salvatore (dire ttore). C. M. Pettinnri Adrla11o, Osprdale principale d i Nila>~o.

T. C. M. ~!orino Domenico (direttore). M. M. Laera Miohet•. N. M. Piceni Giulio. M. M. Livi Ridol(o, (com. !spett. san. mil.). M. M. Ga1·ab~lli Luigi. C M. StciTPnoni Ettore. C. M. Aprosìo lloberlo, +· T . M. Torwrn (;iovamri. T. M. Lanza Tommaso. T. M. Messerotti Benvenuti Girueppe. T. M. Casloldl BI/ore - . F. C. Meneghello Giovanni. F. Corchia Primo. F. Cornellì Cornelio. 0 1pedale principale di Bresci a. 'f. C. l\1. Cavazzocca Giorseppe (tlirettoreo. M. M. Oozzi Felice. C. 111. Salioari Salvatore. C. M. Ceva!!Chl Cai!UIO +. T. M. Bollieri RoiJerlo -. T. M. Gherar<li Glo. Balli$111.

F. Mantice Giovanni . F. Rensi Pietro. Infermeria pruidiaria di Berga mo. M. M. Pesadori Egidio. DIR!lZIOHE DI SAI'òiTA ' DEL I V CORPO D'ARliATA,

Col. M. tloechia Bfll'ico (direttore). c. M. Delle Piane Luioi. 01peda le p r incipale di Gmova.

T. C. M. Yassn Girmppe !direttore). M. M. n egli Uberti Gennaro. M. M. Abba te Donalo (com. infer. presid. Pa via). C. M. Randaclo Enteslo. + C. M. Frlgolì Leonardo. T. M. Buratti Aristide.

'r. M. Anzà Salvatore-. T. !Il. Audi.>io Pietro. T. M. Magnaghi Guido.

F. C. Carrier Al{o11so. F. Gerbino VWorio. F. Toderinl Teodoro.

Ili


Il~

(.St!/Ur) RIPAIITO llEGLI UFfiCIALI IIBDICI B DE l PARliACI~TI liiLITARI, ECC.

Osptdale principale di Piacenza.

T. C. M. Fis<or e Franct iGO (dirt ttorcl. M. M. GiniTre•li Al{rt<W. ~1. ~1. Mala,·a~i 6nrico. C. ~. :-ianioni A r~lonio. c. ~1. Moro Tito +. T. ~1. Tro,·anolli Luigi, -. S. T . M. [lari! o Cesare. F. G. 0o7ZOia Hugeni o. F . ferrari Claudio.

ln(ermel'ia prui diaria di Cre111011 a. ~1. l i. Verri Luigi.

f. flo!lini Lorew;o.

Usptdalt sucwr111le di P11rmn .M. M. Giuliani Francesco (direttore). C. M. Gian! Pietro. T. ~l. Pant.auo Arturo -. f. GlniTtedi Gio(fredo. f. Perotta Guslat~o. OIIIEZIO:<E Ili SAlUTA' D!L V CORPO D'ARMAT A.

Col. ~ . .loloro•>~ Giovanni (diretto re). C. M. Oarra l'attorto. Osptda l t prirllipalt ai ~1trOIIU.

T. C 11 Pabl• Robt•·lo (direttore). M. .M. Orlandi Giovanili. ~1. .M. Gamhlno Gaetano. C. ~1. Gagliano Francesco. C. li. O$!grano Gaovatlll&, +. T. M. Pavia Caliman. T. M. Valerio Glrmppe -. T. ~1. llomclll Francesco. f . C. A moroso l'incen;o. f. 1.)~1 Piero Cio. Ballllla. f. llnrtlni Giovanttl. f . Ce.;an C11rlo. O~ptdale JuccurJalt di .llanlova. ~. ~1. Ri[::hini Pio BUore (direttorr).

t:. M. Viale Angelo. T. Y . :ll<trinl Emilio Pnolo -. f . lloldrini f'etlele. U&pttlnl e principale di Padova.

T. l:. M. Caradonna Antonino (dlreuore). Y M. Vallicelli A11lonio. M. M. Vlcedomini Malito. C. M. ~odarl l'ielro, +. C. ~1. Calore Giot:anni. T. M. M gelcn i Luigi. T. ~1. f. C. Chialchin Andrea f. Laurinl Carl o.

Commldalo. C. li. Vasilici. Girueppe 161 fant.).

...


tSt(/Ut) RIPARTO DBOLI Uf , CIALI MBDICI lf Of" rAA~ACISTI MILITARI, ECC, Ospedale Juccur$11/e di Udine. M. M. :lllchlcli Luigi (rliretlore). c. 111. T. M. Satta Puletto Salvatore. F. Bertoldl Antenore. Ci&ptdale principale di l'enezia. T. c. :11. Rosso AU(Iuslo {direttorf). M. M. Carhone Bruno. C. :11. Marchese liio. Balla. C. M. Votullo filult}l}le +. T. M. Amati Giuuppe, -. F. Mariui Pietro. F. Centa Allillo.

ln(ermeritl Jlrtsidiaria di Trevisn. C. !Il. Fabris Do/Renico. DIBRZIONB DI S AIIITA ' DKL VI CORPO O'ARM.I.T .\,

Col. M. Stona ClaouUo (direttore). C. M. Monelli BrneMo. Ospedale principale di Bologr~a. T. C. M. Ncvoani Plu (direttore). 111. M. Barb:otelll Ellore. M. ~1. Bouavoglia Luigi. M. )1. PressaccJ Pasquale. C. M. De Vlgillls Haffatlt. C. M. Mendlnl Gitueppe C. M. Fullonl Adtodalo, T. 111. Sagg111i EVarillo, - . T. M. Grixoni Giovanni. F. C. Carnelulti Federico. F. Fabris lliccardo. F. Nlcolnl Angelo. F. Vaccaro France~eo.

+.

Ospedale principal e di Raven11a. T. C. M. Rosanlgo Alberto (direttorr). M. M. Orru Salvalure.

C. M. Petti VIncenzo, + C. M. Sotls Andrea. T . M. Rival ta Raffaele. S. T. ~1. Casarlnl At·luro. F. C. Francesconl Giacomo. F. Gaspari Pio. DIRIUIOif& 01 ~A:OCITA' OBL VII CORPO D'ARMATA.

Col. Y. Seiumbata Giuseppe (direttore). C. li. Riva Umlltrlo. Ospedale priiiCipale dlAIItOrta.

T. C. ~1. Persichetli Carlo (direttore). M. N. O'Angelnntonìo Ellore. t\1. M. Giorgio Ctrare, C. W. Ganrtoln Giacomo (com. osp Romn). C. li. Fernandez T1moteo. C. M. Recchione Ettore +. C. M. Paschrtto Ferdinando (Cina). T. li. Fr.rro-Lunl .vau imlllano. T. 111. l'omponl Enrico. F. C. l.a Rotonda Raffaele. F. Palladlnl .Ilario.

8

1!3


tU

(StQI't) RIPARTO DEGLI UFFICIALI llBDICI i DEl I'A8lUCI'ITI lllLITAIII, BCC. OqJt dale principale di Chitli.

T. C. M. Casalin! Riceardo (direttore). M. M. Tempesta Luigi. C. M. torio Luigi. C. M D'Eilorre Al(t'edo, + T. )1. Troiani P~lro - . T. M. F. Nntale Luigi.

F. Falchi Emilio. bl(tr>lltria preridiaria di Aquiln.

M. M. Gemelli Cesare. F. Tedeschi Franeueo.

ltt(ermeria 11realdiarw di Foggia.

C. M. LOSC.11Zo Vito. DIIIIZIO~I 01 SANITA ' DE LL' VIli COIIPO o'AIIIIATA.

Col. M. lmbriaco Pitiro (direttore). C. M. Nocelli Domtftleo. Orpedale prinelptJit di Fi•·et~:e. T. C. M. Rava Ernesto (direLtom. 111. M. llaldanza ..4ndru. M. W. l'uglisi Michelangelo. N. M. Cltanoa .\"icota. C. M. Sangumeti Carlo.

C. M. Perego Vittorio. C. M. Waur1 Luigi +. T. M. Marri Ezio. T. M. Tonieltl Pitlro -. T. M. Pignatolll }'jlippo,

F. C. Franciosini Guiao. F. MnnMjoni Giovarmi. F. Nonis RafTaele. F. Conti Carlo. 0$ptdole principale di Livorno.

T. C. M. Dussone-Chiattone Anlo11io (•l irettore). M. M. Destino Salvalor·e. C. M. Maugeri Francerco, +. C. M. Medugno Francesco. C. M. San toro Glureppe. T. M. I)Ozzl Pietro, - . T. M. Andrerni Alfredo.

T. 1\l. Procacci Arturo. F. C~rvellin Anlonio. F. Cosceta Ni··omede. ln(ermtri" presidlarla di Sat lln.

C. M. Leurini Pranceaco. DIRIIZIO~E DI SA~ITA' DEL l~ CORPO U'ARIIATA.

Col. M. Bianchi Ltopoldo (diroltore). C. M. Cheru binHìiammaroni ()rlo~odo. Otptdalt prinGipale di Roma.

T. C. M. De Furia Btlore (tlireuore). M. M. Bernardo Luigi. M. M. filma .tfourizio.


(Sfl/llt) RI PARTO DEGLI UFFICIALI li&DICI ! DEl FAI\II ACISTI MILITARI, ECC.

l!. M. Ccr~i~ni Giouu r111l. M. M. Geruu!lo Giulia110. C. M. Moschinl h·uricu, +. ~t. Galli Glou. Domenico. C. M. lla[lntnl llomolo. C. M. Della \'alle Fr«nctiCO (com. Min. guerra). C. M. Traversi Ltnp(lldo tid. id.). C. M. Melo AICanio. C. M. Ciacclo Andrea. T. l!ol. 8as11l Alldr ta. T. Y. t:orbl Edoardo. T. M. Tollia .trluro (com. min guerra). T. M. Memmo Gl ouamu (dilp. m uu1. uteri). T. M. Cappello Pio, -. T . M. Oocconl AIIUio. T. M. Macchia Erlltflo. T. M. MnrloUI- Oianchi Glo. Balla. T . M. F'alcetti Luigi. 'T. 111. l'aollnl .tclol (o. S. T. ,\1. Prlsonl Paolo. F. C. Oompianl Altwmdr·o (perito chimico igie-

c.

ni~ ta).

F. Marini Fra11cesco. F. Celll Vi ncenzo (perito chimico igienista). F. 1'\0IIIS Gerola mo.

F. Guerrieri Raffaele. fi'. Cerrutl /lomolo. Comandati

C. M. GandoiO Giacomo (osp. Ancona). C. M. Rosslnl 1'o mma1o (64 ranl.). C. M. Splnn l'incenzo 1'4 l:mt ). C. M. Y.~rini Pio (63 rant.). /nf•rmerlt• pruidiaria di Cioil avuchi a. C. M. Turslnl Gioo . Francr~eo. Otptdale princi pale di Caglìari.

T. C. )1, Tempo Luigi (direttore). U. M. Flllconl Gt~oino. C. M. Sch'irru Guglfellllo.

C. M. Marini EMitllo. C. M. Verdura L ulai +. T. M. Ut murtu Cornello. T. M. Cossu Alberto (com. leg. camb. Cagliari). T. M. <:acteddu Albtrtv (Cina). T. 111. !Jcrnnrdl Luigi. T. M. Z1ccarllì Giu1eppe. F. C. Pellizzarl Coriol ano. F. Enr!co P,·m~etJco.

l ll{tnnerla Jll'tlidiari a eli Sauarl.

C. M. Octtorl Angelo. Olptclale principale di Perugia. T. C. M. Sellcorni C.arlo (!lirettore). M. M. Cavicchia Francuco. C. M. Carcdlla Federi co, C. M. Ro.,~l Alfredo. T. M. Sanna AIIIUo.

+.

T. M. N.assa Goffredo. F. C. Sola Glureppt. F. Muzzloll A II IOIIiO (Cina). F. Nappl Gioacchino.

11 5


116

(Seque) RIPARTO DKGLI UPPICIALI IISOICI 8 0&1 I'ARIIACISTI IIILITAI\1, BCC.

ln(eniUria pruldl4rfa di Terni.

C. ~1. Cutri Ferdinando. T. M. Piroll AmeiUo. biR~ZIOS& DI SANITA' DEL lt COIIPO O' AftlUTA ,

Col. M. landolo Cortanlino (direttore). C. M. Scarano Luiqi. 01pedale pri11cipale di Napoli.

T. C. M. Caporaso Luiqi (direttore). M. M. Parlsr Felice. Al. M. De Ce<~re Zaccarla. M. M. Oe Falco Andrea. Y. M. Bile Grouanr1i. M. M. Martiello Gaetano. C. M. Ricciuti Francesco. C. M. Lanza Bmanuello. C. M. Sirignano Felice. C. M. Boccia SalMior e, +. T. M. Ue Sarto Eugeni o. T. M. Tosti Domeuico, -. T. M. Tecce l'a 1qt1nle. T. l\1. Sertolf AI(OilfO. T. M. In fante Carlo. P. C. Oolognlni Carl o. F. 8ilulco Aurelio. F. Piraino :Sit(ano. F. Giordano Vincenzo. Comandali

c. M. Calrono Pubrizio (80 fant.). C. M. Madia Git~uppt (8 bers ).

Olptdalt principale ai Caltrla. T. C. M. Susca Domenrco (direttore). M. )f. D' Ajollo Raffaele. M. M. Tfsta .A.uqunle. M. M. Cad rola Giuseppe. C. M. Oe Srmono Zefirlno, +. G. M. Gallo Nuolfl11gelo. T. M. Damiano .'\'icola. T. M. TCulpesta CodaiiZO, - . T. li. Ruta Sebotliano <Cina). T. M. Peoocttl Cuare. T. M. SantoUlauro Ruqqlero. F. C. Russo B•arlco. F. Pompelanl Carlo. F. Lutrario (;lacomo. ln(ermtrla pruldl ario di Goekl. )l. 34. Saviano RofTaele.

F. Parlsi l'ìncen:o. ln(ermtrl4 pruldlaria di Caprw. C. M. Cardi Froncuco. O~ptflale principale di Salerno

(In (;'IV& deì Tirreni). T. C. li. Pasquale f'trdlnonda (direttore). M )f. Tallarico Boni(oclo.

+

C. M. Abate A I(Oillo, C. M. nomano f'rQracerco.


(Sti/Ut) RIPARTO OSCLI UPI'ICIUI 11801CI 8 DIU PARIIACISTI IIILITAI'I, llCC.

T. M. Ctmlno 1-'rancereo -.

T. M. !longa rinun::o. F • .Amaturo Amonio.

F. Se~~:nl Mnud.;lo. DIRK7.10MI DI SA MITA' DKLL'X I CORPO D'ARJIATA.

COl. M. Lombardo Michele (direttore). C. M. Olptdalt principale di Bari.

T. C. W. Susrn l'ilo (direttore). N. M. lolln lcl Eu11enio. M. ~. lnzltllri Giurtppe. C. M. Lucciola Gio. Gi aro111o (libero doc. nella

R. Unlverslta di Padova:. C. M. Coeola Vinttnzo, +. T. w. Giuslini Celio. T. M. Cast ellano Ftdtlt, -. T. M. Pennella Mario. T. M. Trulli fitlbl'itle. F. C. l}olio liiorgio. F. Co•·radi Remo. ln(erm erla pruidlaria di l.tcce. C. M. Crlscuoll 1\' lcola. O~pedate principale di Catanzaro.

T. C. M. Stilo Pitiro (direttore). M. M. Mennltl Michele. C. M. lnfcllse Giu cfppe

+.

C. M. T. M. L.' Grotteria Ptuquale. T. M. Palmlerl Raffa•~. T. 11. Vocaturo Gtnlate. T . M. Cl\sagrandt Glauco. F. C Belllau.l Arturo. F. Ferrara Gitutppt. ln(trmeria prtlldlarìa d i MonUleont.

C. M. Pascale Alberto. ln(trmtrla Jlrtcldlaritl di Rt11111o Calabria. M. M. l'erlettl Francuco. ln(ermer'a p ruldtarla di Castrovillari. T. M. Cant alorn Nicol a. DIRE ZIO~I'l IJI ~A IIITA ' DEL Xli

COIIPO D0,1.RIIATA

Col. M. Alvaro Glu1tppe (direttore). c. M. Furnò Giacomo. Olpedal e principale di Palermo.

T. C. M. Zlngales Antonino (direttore). N . .:11. Natoli Francerco. M. M. VIta Gaeta110. M. M. Cnrlno Tommallno. C. M. Del Vocchlo Ru11111er o + . T. !f. Annlno Beniamino, T. M. Cnsaplntn Giwannl -. T . M. Plaua Beniamino. T. M. Ciauri Rorolh1o. T . M. Cre:~elmone Ro1ario. P'. C. Ue Paoll An/OII Ino. F. CPppl Ugo. F. Eletto Al(oruo.

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(Segue) RIP.\MTO DEGI. I UP PICIALI li8DICI Il IlEI r .\RliACISTI liiLITARI, RCC. l rr(ennuia prtlldl aria di Trapani.

C. M. Poll~tinn Domenuanlonio. Infermeria pruidiaria di Girgtnli. c. M. llarlctta Salvatore. Oq~eclale prlnclpnle di Meu/Ila,

T. C. M. H~rlctta 1\'lcolò (direttore). M ~1. Sc:alrlara Giustppt. M. ~1 . lliuo :1/irhtlaugtl o. C. M. Oecesarc Edurrrdo. C. M ~larzocchl Fabio +. T. :.1. •·lorcnlini Emalio. T. ~1 . M37.za:rha Giovarnr i, -. T. M. llrlotta \'inttn:o. F. Migharoli Domt~rlco. F. J.ojacono PtlSI/t«<le. ltr (tr·nu.ria Jlr'esìdiflria di Sir·acusa. C. ~1. DeiOi:ll Gt~elano. ln{ermerin prtsldilarla di C•rlanla.

C. M. Cormagi Giuseppa. FARMACIA CENTRALE MILITARE.

c. F. O. AntoliniJ Bernardo (direttore).

F. C. Orero Giouanni. F. C. Pigozzo Felice. • . C. t ovadina Ma rco. F. c. Rovere Giuseppe. F. Baroni B.Joar·do (per·lto chimico Igienista). F. Guidi Gio. Batta. F. Warenco l'ilio rio. •·· Yartinottl Carlo. F . Cornello Luigi. F. Castellini Giuseppe. F. Gberardini !l'ardo (disp. min. llnanze). REGI CORPI DI TRUPPE COLONIALI.

C. M. WOz7.etli Eliseo. C. M. Pace Luigi.

T. l\1. Garau Pietro. T. M. Annaratonc Carlo. T. l\1. Ollvari Pitlro. T. M. Polestra Gluseppt. T. l\1. Zumpel ta Giui(J11lt. T. M. D'Ella Anlor1lo. T. 111. Ca lendoli Saverio. T. M. Callendo Brrito. T. M. Stella Vinuooso. F. Suni Filippo. F. Mlrolll Romeo (disp. mi~. esltri).

PRESIDII DI CANDIA. T. M. Amtnta Atlloniuo (6 fant.). REGIE TRUPPE IN CINA,

c. M. Pnschetto Fercthumdo (osp. Ancona). T. M. ltuta Seboslilmo (osp. Caserta). T. !d. Cadeddu Albt rlo (OSil, Cagli&rl). F. !lluzzioli Antonio (osp. Pe;-ugia).


INDICE ALFABETICO A

.~lbo•rtr Alnwndt'l)• 'Amenla Ga,•latl/1 ti(oi•Attttrolli t:cii"IO 67 l'ltii"O Gj Amerio /In lo H Apro-io llohto·lo ~ Allwrtl E•tldto 36 Amidci Al(rtdo 91 Ar.1nglno L tngi 55 6~ Alher ll llr ttiiiiO 51 Am1otti b'urico ~~ .\rala Allgtlo 5~ 19 Alhcrun• 1;. ntt :i5 Amiruso ,1/auimwn 6i!Arcangeh Alfonso 37 91 Albini AIIIIJnlo ~7 Amilrano ,\ 'uola G7 \rcar• IJern11rdo 88 5~ Al lloro ,rwol•• 40 Ammen•lola Pttl,.o 91 An:ari Gtudo 5t 83 A lolin~<> Gittltt•Jle 41 Arnmcn•luha r;luuppe 11 Arraro lJOIIIIVtll/uro 83 lll Al olor3SÌ f'muce~co Amore GitUf/ol>t 6~ Arrelli Auyt /1) 68 ~~~ Paolo 61 Amoro~o ri11ceu:o 33 Archi l'•elr" 63 :13 Ate.•~andrello GIOt'lW· !Amprimo Et·ntsln !14 Archini .\'tllore 6~ 2~ ni 73 Anastasi Anlt>tliO 83 Arolll-(ò Fr1mcesco 75 5~ Alcs~anrlri Carlo> 90 Anchisi T11111ri11Wl 91 Arclls,onc Adolfo 63 lliAtes·mn•l rl t:~t~·lo 87 Ancona Giustppe 43 Arllorno Gio. /Jallisla 68 41 lAies<AIHiri-(;n~zzi!Ancona ,v arlino 53 Ardulno Antonio 68 3t 1\egoli TemiJJo.~ndrelni Alfredo 2i Arrluino Forluo~alo 11 81 e/e , 47 AndN>is Bugmio U Arena Antonio 89 8t F mnet· Andrich PieJro 741Arena-Yacelfl (;at-

Ahalc Albtrlo Abate AlfOIIIO Abate /ln(f'atle AIJ&ti f'ranc raco Abba Francesco Abhale Dotwlo Ahhate Gtnllaro Abhnli A•uonl o Ahelli Villorio AIli uso Franctsco Accams l'idro Accardi Cflmilln Accardi Mario Accetta Jlichtle Acconci Alberto Ale'~~n!lro Accordini Fronu1cu 511 IC/1 46 Angelelli !l'icolo 78 Inn o Accorimboni FiliN'" 39 AIC.,~I Ro&rtrlo 48 Angellltti Amalballl 00 Arena l'lncm~o Aeone 1\'icola 69IAI6:!sio Anton i o 48 An~telico Giucnmo u lArgento Gluatppe Adnrno Giu1eppe 63 AIPssio Gio>·gl o 44 Angelioi Frmutrcn 4:i Artrò Achille Adamo .llouro 78 Ailano l.ulgt ~ An~etini-Paroli t:nrlo 78 Arlento Fl'ancuco Adelaslo Ptderico 86 Allleri / 1a-qu11le 43 AngPioni t:rtl'IO 42 Arien1o Gabritle Adelaslo Pietro 39 Alllnllo Gi•mppt 611Anl(ctozzl /.uiqi ~9 Arimondì Giulio Atllpletro Gtovmmi 50 \lip:nnni P111Q1111Ie 45 Angiulli Guatauo :.s Arlotta r:urrodn A<lornatu Oomeni· Ailavena Adol fo 56 Annaratone Carlo i8 Armandl Carlo canl oftio 60 Alle~:ra-Uavicv Fl· Annetta GiiUtJlpe 7 Armandls Luiy i Adragna Alberto 58 llppo 51 Annino BenitmlitUJ ~ Armand·Ugon GioAfnca GiUI'Jlpe 45 Allegrelli Ludovi co 4t Aunnnziata Nicolo11otmi 68 nitllo 74 Arpa rutorio Agnesi Paolo ;Yicola Gl Allegrlnl Giulio Agostini r~aare 81 Allieri A chille 45 Anselmo .Aillonwo 71 Arp~a Pw AltO:!lini Giu~ppt 4t~A IIoatli IJt lltdtllo 19 Antico Tommoao 61 Arplni lìrmmio Agostini L1dgi 91 Allocca Crucen;o 81 Antico TommoJo r.o Arri B11r1to AgosUn• Micllek ;;.~ Alonzo Giouannl 46 Antinoui Luigi !16 Arrl$!one Carlo Agresli A/ess11ndrn 39 Altana Giuuppe 91 Antoci .Ani. Mar·l11 63 Arsnlll Prancuco Agrò Buge11io 50 Altobelli Alberto ~5 Antogooli Alfredo 81 Arlom Abramo Aguzzi l.iiultppe 631Alvaro Giuuppe 13 Aotolino Berti{Jr do 33 Arturi F r auctiCO Aj~tio Gennaro 6~ Alvlno P1etro G~ Antonelli .Alberto St Antonio Ajetio .Salpa/ore 46 Amant.e Orazio I HIAntonelli Stanislno IlO Arzano Fraru-.e~eo Ajrolrtl Lutgi t8 Amata F ol'ttmnl o U Antoul /lanitl'i 89 Ascarelli Angelo Alroldi Prospero 80 Amati Gltmppt i9 Antonio! Anl1111i111l 43 Ascaretti Allil•o Alta Satunlor·e 571Amatl l'lnun:o 891Anz.à Saluatore 30 Ascenzi Hulilio Alamaoni Luigi 81 Amato L uca 69 \ nzi Gatton o 71 1 A~coli Giulto 8t Amato 1\'teolanlouio !18 Anzilotta Gloununi 65 Ass•ndri~ ~arco Albanese Achil le A lbancs~ Angtlo 49 Amat uro .A ••Ionio 3~ Anzuoni l'lncen:o H Assumma /gntJ:io 1 Albareto Pio 83 Amaturo Fra'IICeaco 83 Aplrd la Suo{hl() 74 \oltarila Codm1lino Alberanl Umilio 34 Ambro,i Lodovico SI Apostolico Alfonso 60 Astegiano Giouonfti AIberico Gnwaro 581Amenta Aulon lllO JO .~ postoliti lla(f'ottle 711Astengo FranceJcO

93 63 50 48 63 54 47

48 89

67 31 19

74 6i VJ

n

47 37

7'!

77 54 68

48 43 37 38


(Segue) ll'iOICK ALFADli:TICO

Astiriti Francesco 54 llarchiesi Enrico 90Dellinzona Bugtttio 39 Oiaochi Alltlio 59 Astuto Carmelo 55 llargelliol Ellore 49\Btlllnsooa Carlo ~~~ Bianchi Carlo 6~ Attinelli Salvatore 67 Bargiooi Carlo ~ Belllsari Gaetano 5t Hianchi Gino 90 Atzeni Gitueppe 87 llargool Allilio ti Delirarne Vincenzo 88 llianchi Leopol® u Audisio Pieh·o 30 Barila DommiconJnellueci Collnntino GS Bianchlni Ateuandro 58 Ausiello Pa~qualt !O Ionio 53fBeUucci Guido 63 Bianco Paolo 94 Autiero Domtnico 8! Barile Cesare 3!,1Be nati Al(O'II$0 !5 fllanconì wigi 53 Avanzi Rlccardo 78 Barile Felice 3i flenati Gaetano 61 Biasolti Arnaldo ii Avogadro Paolo 73 Barletla Cltmmte 49 BenatU Orute 48 lliazzl Polchino 77 Azzarello Giovanni 7t Barletta Nicolo t5 Benatti VUtorio 47 fliclulll Luigi 4i · Azzarello Giui'11Pt 63 Barletta Salvatore li Benedettelli Lelio 44 Hìdoli Giovantii 39 .~zzolina Pramesco 55 Barocchloo Carlo 93 llenedettelll Ma••lio 79 Bietti Amilcare 48 5t Benedetti Dino 66 Bi!ano Bnricn Si Barola Giovanni llarone DoMlu 87 Benedetti Brneslo 46 Oliano ~lro 88 Rarone Gillbtrlo ?t'Benedetti Giulio 89 Bi!ulco Aurelio 34 4t!nenedini Luigi 74 Oigazzi Zatlollbi 68 Barone Vincenzo Barone Vince10zo 661Donincasa Vittcenzo t5 Bignami Giot•onni 4t Baccarani Otlavlo 86 Baroni Bdoardo 35 Benoatl Angelo 45 ni le Giovanni te Bar.chi Giovanni 47 ()arrecchia Nicola 38 RennaU Carlo 9t Billecl Gitueppe &l !lacci rillorio 45 Rartali Giorgio 40,Benvenuti Bzio 45 Bilotta Vincenr;o 3t Bacio-Terracina AlBartalinl Bmilio 87,Benxo Modulo 81 Blma Ma ..ri zio iG merfco 69 Bartallni Frar~ce&co 83' llerardi Antonio 46 Biolchlnl France~eo i3 Badaloni Gitueppe 89 Ba.r t.clla Agorlino 74 Derardlnelli Carmine 7n Biondi Domenico 89 Baduel Alfrtdo 68 Rartolini Cuore ss!neretta Augwlo 63 Biondi Giuuppe 76 Bagatin Gulllliero 68 BartolomuccJ Alfonso 58 Beretl.~ Pietro 40 Uirelli l .uigi 8t Baglivl Emilio 65 llartolotta Anlor•ino M Bergonzooi Cunre 89 Blsbini P~o 38 1 R3 Bstrtolotta Ste(auo 71 Derlese Amedeo 57 Bisca ldi Luigi 39 Bagnoli Achille 1 Baj Oresle 59 lla•toluccl Luigi 74 Bemabai Vincenzo M Biscejllie Luigi ~l Balsi Francttco 6j naruiTaldi Liborio 37/Rernardelli Umberto 63 Bistarelli Angelo 38 Balacco Cormdo 90 BarzPllottl /Jnmo 611Rernar<ii Luigi H IJitonti God4wo 79 BalbOnl Aldo 47 Darzi Bdo 77 Bernardo Luigi t6 Riuarri Rodol(o 37 1 Baldanza An4rea t6 lla1'%0tll l'lncenzo 301Bernucci Giovanni 19 Blnncai.O 1llauro 6t Baldassarre Federico 75 Basile Gattono 391 Bernucci Rodol(o t7 Olanda Giovatmi 66 Baldassarre Geremia 37 Basile Giur~pJie 44 Berr-<1-Centurini GiuDlasi Carmine Gt Baldi Ftderigo 84 O.'L:!ili Andrea seppe 40 Illasi Giulio 78 Baldioi Ce&are 88 Rasso Pietro 41jDerrl Luigi 51 Blundo Giorgi o 47 Balestra Stefano GO Rasteri Arillidt 7t Berrini Cipriano 80 IJnall! GiuteptJe 6i 1 Balla Alberto 73 nastianelll Umllerlo tll Bersano Giuseppe 40 Bebb10 Bugento 15 Ballabene Ces"n 89 llasllani Fr•. nce&eo 54iRerla Albino 40 Bl)ccella Giorgio SS Balliano Enea !9 Batignanl Luigi 67 nertanoll Carlo ss Roc.:hia Enrico U 1 Banchi Arturo ~9 Bstolo Luigi 87)1lertelli Giacomo 83 Bocchl Alfredo 68 Bandi luo 46 Battaglia Salvatore 89· Berti-Geroni Quirino 67 Bocchini Cuore 79 Dandlzzone Giovanni 30 0.1tta~~:lia Satvntort, lflertlnl Giorl}ill 83 Bocci BenigtiO 69 BanO Giulio 4t Villorio,CappelBertola P1elro 87 Boccia Leonardo 83 Baracco Giovanni 41 lini 63 Bertoldl Antenore 34 Boccia Salvatore fl Barattlnl Rio 73 Battiati Melclliorre 7tlo ertoldl Gf,Ovnnni 4t Bocconi Allìlio 29 Dar ha Sltfm•o 66 Bauer Porlunolo 80 llerton Giu&eppa 50 Boccucci Bernardino 43 Darbagallo Mrrrio 49 Rayon &mo,.do 31 Bertonati Allilio 71 Bochlcchio A "I011Io 55 Darbano A lf•·edo 66 Beccaria Giovanti i 'H Ber toni Pftr Fmncefloeri Emilio 5! Barbantl Pietro 39 Bedei Maurizio 3i aco 71 lloeri Valtrio 43 Barbara Giacomo 91 Dellall Angelo M Desso Euge11i0 Mario t9 Berondi Btu-l.:o 41 Barbaro .t\'icolò 30 Bellacolonna Anlo• Desta Qresle 7! llogi lìrnulo 77 Barbatelll BUo•·e 16 nino 39 Botti T1ltlio 90 Bo~gio Camillo 7i Barbera Calogero u\1 Belli Pa1quol r 90 Bettloi Ugo 81 llog![io-Lera Gabriele !r. Barbera Bmant~le 59 Dellia D~tmenico 80 Bevacqua Alfredo 74 Boglione .Vichete 89 Barbera Franceico 73 Bellia Bmilio t91Jeverinl BmanuelP 80 lloglione l"illorio 79 Barbera Luigi 74 Delliazzi Arluro 34 Bevìlocqua Eugenio 48 Rolasco Pitlro 45 Barbera Niclitle 6V Bellini Alfon•o 79 Biagi Silvio '~ Boldrini fi"tdele 34 Barberio l'tncenzo 56 Bellini Bmillo 68 Biaglni t::a?-i&~imo 9i llollo GiQrgio 33 Barbieri Ferdinando 76 Bellino Vilo i8 lliagioni Gullavo 83 Uollf.\3. Franeueo 65 Barbieri Giovanni 65 Delhm•la Carmelo 58 Biamonli Achille 87 Bollo Gio. Bal!uta 8!

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\Segue) INUICII ALFAIJKTICO !llosoo Gi,.lfNie 41 llullara Luigi 61 Cal. lerone c,·melo 4t a3 llolta Pranct•co 68 Onongiornu .)olo<l· (~ddo l grw;itJ 91 '!8 Bottoni wrln 5! /ore ~l Calelll Mnuimo 41 Bombi rei Luigi U Ilo \& l'incm;n 99 Buonomo Adalb<rlo 89 t:alegarl GWI. OaUi•la U Bomplani ..tliualttlro 34 Luigi 41 Buonomo Lore .. :o 17 Calendoli Savertu 30 Oommarlw Ptrolo 81 lloul Felrce li RuratU Arillidt ~9 Calla Cmrullo Il() BoMcci Guido a Llozzi Gru/io 7~ Burchi A rlurn 5U Ca h t;iuuppe r.O 1 Booacìoa Pitlro i~ llozzi Putrn ~1 Burchi E'ulclo 90(''' GiustJI1lt 53 llonanno Romolo 84 Oouola l!uytrrio )4 Buronzo Giovanna 18 C.•harr Fra11cuco 5t Bonanno Paolo 86 Buzo h Giovanni 88 llnrzi Giorionni 51 Callenolo Hnrico 31 Bonanome Achille ;o llraralonl Gi~<••PJ!t '~ Burzio Nt.Jchiorre 41 Cali/Qno BPJrtco 5I! llonastra Robtrl n 45 Brnrc helti Antonio 39 l!usordo Ctr lcednnfo 66 Callo l Ctmre 73 16 llracchl Anlnnio 66 Buscemi Carme/n 91 c.~lli;raris Btr11ardino 66 Bonavogllll Luigi Bonelll Antonio 40. 8r:trcu Giacomo Jj Buscemi D omnaltn 43 C!llligarls Clutewe 14 Booelh Prali tuen 53 Urachini A ·rreJo ;9 llusremi Bmm111etr 50 Calò Malito it Donetto Giuuppe 51 Urngagnolo Garta11o 66 lluschelli Luigi 59 Calore movarml 33 Don/a Giu$tppe 60 LJrancal~one Pietro 7i Bosson&-Chlattone Ati· l:aiYello Eu11111io 44 so111rancatl Antonino 84 Ionio 15 C:alvl Alt/Ilo 73 Oonlanti Corrado 1 Oonflgli . Rodolfo 59 11rent.anl A•ttonio 55 1lusullo Luiyi 45 Calvo Gmarllttlr es 1 Dongoorno Luigi 50 flrero Giovanni 33 liuti Gu ido 8! Calvi Rerno 49 1 Dongiovanni A11drea \lOi flro·~da·Murm l.uiQi 91 lluui Bmillfl 77 t:alvlerl (;it<liO 86 Doni Dante 8~ Drts:~i .1/urlu i6 [Cal7.a Carlo 16 Oonl Brnt~lo 47!11renl Giulfppe 11 tCambonl Francuco liO Uonl Gl ufi']Jpe 68 1lria l'atquole 90 iCRmhoni GlnvrlllllÌ 84 1 Donllacio i''ra•acucn !Urielh Dome11icn i5 C.~mbiano (;iuuppe 68 Strvtrio 80 UriJ(attl Git<1eppe 91 ICamtll t:ar lo 63 Jlonllazl Armartelo 45 Rrlgneti Anglio 4t Camerano Aleuandt·o 10 1 Booini Galws:o 6910ri:;:none Ferdmanào l i Cahibbe Felice t5 Cnmcrlnl Luci<mo &a Bonlno llnrico 751Rrllll Lortn:o 49 Cabrbhe O•vuldo 73 Camerini llì~cardo i5 Bonito Glo1ui 88 Brlnrticci Glu•eppe 89 Cab rio l Arturo 60 ~~meri no fl'l~ota b1 Bono Giooa11ni t 71llrlndlsl Ca11ln 79 Cacace Frantuco 371C.amotti Silvio 16 Bonomi Gaeln11o te Orini Tomma.o 90 Caccese Dome11ico 91 Camilleri l'lnct~r:o 11 Booomo IVicollno 151Brlvio Prmacuco t6 Caec~ion? .Pranusco i l Caminili GIIUPJI}Jt • 6i Bonsagllo Bila 7311lroccoli Giuseppe 68 Caec1a Faltppo tll C.,mpagnoiiDomellrcO ~ Boot.ardelll Cl11·lo 40 Urocchetll Riccardo 55 Caccia Otlorlnn 76 Campanella EJtrl~o a Donvlelni llllore 78 llrogl{ia Cuare 65 c.~ccialupi-OiiVJeri l''ampani Paolo 61 Dorella Silvio 86,RroJ(Iio h'nrico 88 Giorgio 68 C.1m)larl Giacnmo 8! Dorelll Luigi 61,11rollliO Oresle 68 Cacciamall l'inctiiJO 45 Campateli! Ali Ionio 77 Borghero Gio. BaUI· Broli Giootrnni 68 Cacciatore Adolfo 51 Campegglanr Maui· sia 11 Rrugnatelll Eugmio 91 Ca~ozza Francuco 50 mo 73 florgheso .4nulmo 7410rulni Gaetano i t Caccuri Dom111ico 53 Campelll (;fovaruu 69 Borghe;~l Gaetano 87 Rrun Anioni o 7~ Cadeddu Alberto !9 t:ampettJ Borico 93 Oorgl Giovanni 86 Brunclli Roberto 91 Ca/aro Nicola 31 C!lmpili FratUt"o 63 Borlli& Simone IlO! Brunello Augt<sln ! i Calaro Saloalore 66 Camprli Guutppt 89 Jlorgoni Ratratle 8~ llrunl Al/ilio 38 Cagges<~ Giacol'1o su Cnmpoone Cat·mtlo G9 1 Borln Giacom o 5t orunl C11r·meln 4:1 Caglati Luigi 83 Campoh Pio 73 1 Borlinetto Orute 361llrunl Vomenico 47 Cagnoln Alfredo 7t CamporoSJ A11dr·ea 06 Borri Andt·eil Jt llrum• de Curtis SalCnia Vìncm:o 8tir.,mporota ForiJma/Q 48 JJorr~meo Pietro G4 valore ooiCaiozzo Girurppe 341Cnr.~alelll Ritraldil 6t Borruso Pietro 30 Rruno (;lo. Balli sta itiCairone Fu.brizlo H Ganall Lto}Joldo 53 Dor~lnl Catrlo Gi Oru!<a Silvio a Gala Paotiuo 5411Canallnl Giu,eppt !V ilortolozzi L ronlda 68 Bruschi Francuco ~4 Cllla Sltfano 70 Cancellieri Pra11ceso 6.~ nruschuol h'rru1to Bonanl EI''YIUio 81 Calabrese Donalo 13,C.andela Hoccn 31 1 tlorzclllno Giuuppe 49 uruzzese Domenico i~ Caalbrese Gilueppe 65 Gandela Vi11ce~rzo 75 1 Doschettl Bugenlo 86jlluccico Giovanni 5~ Calamlda 811rico 661c.;andrlni Ce•are 3i llosro P1eh·o 19 lluccluo Gallritle 8i Calandra Achille 75it:ane@'allo Lorm;o !~ lloscolo /lo man•r ss1nuccino Tobia t4 Calanoia Michele 48 Cangi•no Brrlco 48 UlBuda f'rancuco 31 C!llcagni Gaetano S91Canglano G(()ountli 40 Boselll Alf•·edn Jlosi Carlo OOIIugh•Jill E~idia Glo. Caldarera Gl~tppt, 49 Cangialoso Leonardo 61 Bosmelll Bugeuio 701 8111/i.•lor 40 C.~lderara Ga•Joare 54 Cannarsa Saverlo 81 lloslo Emi/w 46 lhrlprmi /'liippo 60jC,;ahlerini Ferdina ndo93,Cannrus Nicolo t4 Bolognini

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(Segue) INDICE A LPA88TICO

Cannone .llichtlt :IS Cnredda FttJerk o 19 C1<sini /laUto 5liC•conl Guidtl tu l:coutnlor.1 JYicola 69 Cns•on~ Mn>·•o GJr Mrola r;;,.,rppe t7 it'Ar~inale f.flrlo Cnntnrom Nicola 5I) c.ulrn t o l'luu nzo 1' o :~iuo Acllltte c;~~Casta"na Ortllt n Cantnmo•ssu Ferdi· GArlneill Jlielro 118 Ca<tnl!uori Gio. Bai· !Celano (;iorqio 66 ool twa nand" " r.nrlni l.uif}i !IO ~·'leste r;ill&tppe 68 o:antaranoCO$ltHolino 88 Carooo Tnmmasino t7 r.asta1:11etli Fortu· ellctll Pitlro 71 l:ant~lla Mariano noto :n r"moni Tttn 47 C•lll Ftllct 78 ~' C;tnlelli Orutt iO C:orb<lmi Ginc,nni 90 r~1<la!lnol.1 l'Ilo 47 O:o>lll l'iflctiiZO 35 Cauterocrlo Giovrmni61 Cnrlclh AmttJ•o 41 C•~laguone Pittro 30 c~ni ('go 53 o:anteruccio /,nren:o 73 C:trlevor•s r.iu.<tJlpe ll3 C1~ta Ilo Salvatore 61 C:ennnmo Fra ncesco 6t 6:i Cnstellncci .ilfrttJo 00 Centa Alto/io t:anlu Ant011i0 VI Carli Antonio 33 1 Cnntu Francesco 91 Carliu i l.!ligi 66 Cnslellnna Sante 5! Centanni l.11i11i 7i <:noeoi Sisittllio 90 Cnrloni l.r.ona..do I!Aica~tellani f:nrlco 79 Crppi Uoo 35 1 Capri (;alpero 80 t:~rloUo Goo.Balllrta su C:ast.Pllaui Romeo iS Ccratoglo TIIIIIO 31 !7 Cerrlguani G1u1eppe go C.. jlrlli GnutJlpt 90 C:nriurci Carmitlt 70 Castellano Fedele Gatorllini Piero 53 GMiucri Nicola. 77 C~••telli Alfonso 59 C<>res~oo Pielro i9 >:nl>lnlhi Antonio 31 C.1rlurcl St~lcotore 49 Cn•lelli A nIonio 6J t:rrtsoh Cuore Si r.apilelll Gattarw 66 C1rnaconl Domtnieo 60 r.atotelli Luloi 79 Cerio Ciior(lio Cn1oolJianco Dom. An· Cnrntlutli F•tJerico :l4 C1slo•lllnl Gou.seppt ~~ Cerone Francuco !3 ton io :n 1:rrqua Nicola ~ r.n rne<rrehi Qno(rio 71 t:a•tPllo Francuco 88 F'raot· c.wohianco Cnro IJra:lo 78 Ga•tiali Carlo H lr.cn1uetll Gi11seppe 50 cuco 5l Cnronna r.iuuppe 55 C·lsli~:lioln Orlando 30 t:Mretli l.11igl 88 C.11oonctto (;aelono 73 t:aroselln t:amitlo 79 Ca~tl~ehoni r.lt,uppe nr~rruti llomolo 36 C:aporaie Plell·o 80 Caroteuul o Domenico &l Ca•toldi Ettore !Il t:crulli l"go 65 l:apora;o l.uigi ti C1rpin~llo A ud•·ea t:il Ca•tro Antonino 51 Ctrvasio Salvatore t4 Caporra le Ghltt}Jflt " ea.r1liottri Alt1$o ntJro 79rs~tronovo Dltgo 78 Gervellera Donalo C.1pouo A11lonino 71 Carraflini Eliodoro 83 C.atalanolti Andrta 81 Cer velli Angelo 79 t:aroul AntoniO 91 C1rraroli Arl>uo ~O C:ata ldi Guglielmo 63 (;cr•elhn Antonio 34 59 r.arratello UltUeJ)Pt t:il Cataldi Lttlgi 37 Ccrvign> Gir>vanni 17 C.'I'Jla nuono 46 t:arrntu Celulino C1rparonl Pietro ~6 C.alaldo Gaetano 4&f,ern Francesco !9 C.appellani Salvalore i3 f'.nrratoro Pitlro 91 Cesari Carlo 36 7! C~laludrll fu l'lo Cappello Peliciano 40 Carrara Agostino 56ice~tari Nicola 51 64 CRtnul Leopotdo l(;evaschl Catullo 29 Carrier Alfonao ti C•ilpello Pio J3 CatapanoBmi/ioAn· Cappuccio Lorenzo 73 Carruccio Antonio 88 G3{ heleschl Camillo !5 Dt lo (',appugi enrico i5 Cxrruccio Moriano Cl Catelli Glooaroni 38 :hercher Sanlt 88 Capraro Pltlro till Carta-!llanliglia P i49 Cheru bini &Joordo 88 C:atlnari Filiberto li() CatJrlo Binglo llppo !6 Cherubini-Gla mmaf9 Catini Alpirooto 93 ronl Ortondo t:aruano Emilio 88 C~~ruselll nuce-n:o '6 t:atl.1ni Car lo 18 1 Capoti Glouanni 90 Caruso A !berlo 89 50 CAitonia Ermtlt Capoto Altuandro 63 Carti!O Corrado 91 Chlaia Francuco ~8 Catucci Paolo 83 CA ilUIO Gustnvo 55 Casi\ Domenico ra 61 Caudullo nnce•~zo 46 Chialso Alfonso Cara Francuco ti Ca~ncda Carlo tl8 Cavnl(jlioni SciJ"ont 43 Chlalchia Andrea 34 45 Chiaro pori Pa1quate Carabba lla(faete 37 Ca.~ngrnodl Glauco 31 Cavaliere Luigi eara bbll l'ittorio 70 Ctiale Francuco 'l Cavallaro Giuseppt: 60 'hlarad1a GatfatlO 89 Carabillò Giultf)pe 51 Ca•alinl Riccardo j5 Cavallaro Gio.ueppt io8 t;hiarenza Antonino 80 C~mdoona A11tont"o u tasapinto Giovanni 30 Ca••llo r.armine 49 Chiari Nuota 88 CAradonoaFrancuco 89 C'.asarlni Arturo 3i Ca varuranl A Il Ionio 6.~ Chiaromonte Rocco 68 Carafoli Probo 78 Casciaro Giovanni 86 Cavauani Bmilio 39 Chlallone Lodooko 7& Caramilli Achille 77 r.ascioll Francuco 45 Cavazzocca Gluuppt 15 Chiavacci Pietro 46 Corani Luigi 68 Cnselia Alfonao llt Cavicchia FranceiCII 17 Chia•aro Aleuanàro 49 Carano Frllflce•co 116 C:1~oill Prancuco 81 Cavicchioll Alfredo 80 Chibllaro Fraruuco 75 Cara~so Antonio 93 Casll li Augullo 93 Chicco Alfomo Ili Ca.vlglloll Amedeo 89 (!arasso Giovanni 37 Cui n l emulo eu Cazzanl Romto 49 Chiem Nicllde 91 Cn.r iJognin Attilio 50 Casnico Stotrlno 13 Can ola An~~ando 63 ChitiTo Pklro 67 Corll<me AQollino 46 Casone Yirgltaio iG Ceccarelll Camillo 90 Chleppa Natolt !W C.,rbone Bruno 17 Casorali Enea 90 Coo:h"taniOomenico fl Chierichetti Angelo 33 Carbone Giooanni l& Cassandra Gaetano IIGICPCChelli-1 p p o l i l i Chi~·Abbiatl ,,.. Can11 Francesco f l Cassara Anodo 51 TuIlio 651 IONIO 55 Cardini Maulmiltano 71 r.assalll Lelttrio 54 Cocchi GIUitppe 71 Chiesa Camillo 46 Gardone DOI!It!IÌCO Gl t:assc.•e l.uca 89 Cerchinl Luigi 61 Chlllù l ridO>'O 53 Cardono Francuco V0 Ca~slni (;lttUPJie i8 Cecchini Maulmo 89 Chimichi Mol~t! r.ior·g. ~

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Chml Gaetano !6jC:Iaps l.tonnrdo H Con ti r.iova•w l ~~ Couotluo Cristofor o 78 51 Cle nwnt•• t:iuatJIJit 59jCnnllnelli 1\'1110 Bi;rto 711Cra• e ro A/alleo 'il Cluo•lr rn Lu igi ChtOdt ~'lllore 73 Clencl'lli Hm l tifi 8~ CollPOia .\'icola ~~ CrrtO.\ Gio. Ballilla ( 3 Chirtvln o l'mcm :o 58 lertci Vlru..,l:O ;1; t:orarl~schi Sciplon~ RSir.rrma~tnnni UitUfp}le 8j Chiurlia t\'alalt 70 Clivto r:taudlo 61 curazr~1 Gior ui o 71 Crt•tllt·.~• Ado/{il 80 Clacdo Amtren 911Cora zza 1;10. Bnllilla 45 C•·csce A11grl o 71 1 \Il l :ncc oa Luioi Clac<'r i Gitu eppe 9(l l.ordn 'f~ml&l••cle 4fi Cor.u za t;ioua•ml 5~ Cresrltnan no TomClnlole a Pi flm 411Corcon o MafJ!IIOrltll) 3~ Cor he llini Pdlct llOI llliiiO 48 Ciampi Ditmigi 66 1Cc.rola AniOJtill 76 Cor hell iui /.t•l o l 4i CrPscitn ..nc Rosari o 48 Ciam J)iol Cesare 88 Cocola l'inci'IUO 21 CnrhN la Qtrlo 61 Cre<clmotlt' l/osa do 31 Cla m po Hrco.e Sl iCocuu a S o n/l i 6 Cor1Ji An tonio U l:r••StJt Crsare 87 Cla m poll l'lncttt:o 48 Cotta Carl o !W r.or bi Antoni11 4S Cre~p .. ta n i b'tJg,,.dn 4l 1 Cian ch i Panli nn 40 Cotla Var i,, 4fi Cor b i Bdourdo ! 7 Cre<polnni b'rminìfl 66 Clanrlo Pllippo 83 Co la 1/llffn•l r 5i l:••rrltia Prmw 35 Cricrhl b'car u to 88 Cian i r;lnseppe 8 1 C<><li vtlla Al,.•sandr o 79 Corchia l'li~<r 61 Crtcrhio t.iulf11pr 59 Clnramelh Ar l nrn S5 Cndo rrl /.utqC 6t Cordo•a /.uiu• R8 Crinu .\'tm:tn 60 t:ia url IIOIOIIno 31 Coi:l'!'l" l:l Ft ''l'l'" 43 Cor ma 2i Gi uuppt iii Crt«.1f1 Dil mtmco 6() Cica la r;,nuanni 56 Co•llotorP loflu n iJ 79 t :ornPho Luigi 31ò Crrsct Btluardo 75 Ctcc.1 rl'lli Angt l o 77 r.oj3Z7.i (;{U~)IJ18 59 t:ornetli Corrn:IIO 35 t: riSCUOii 1\'ocol a j() Clceh rlln Pit lro 5q Coiro 1/occo 49 t:orona Augusto 88 t:rispo l/baldo !~ t:iccloe tli Anm bal e 1!9 t:otajaiJIII Fft!erico 3t 1l:orona Pa•quale 43 Cri.~ lllnl r ,o i9 Clrconarrll raacomo 79 Colamu~-o Flnvlann ~ Crronisiu Alew111dr o 74 1Crts taltir t t;I14UJ1Jle 47 Ciccone Stbasliano H Co la nerl Ftrtl i llandn ~5 t:omooli Auge/o :!3 Cr i$tlanl Alli/io 45 Ciceri Pi t lro 76 Colas uonn o Stl'llfìll n u Corra•li t;u.ql ielm o i9,Croco Filippo 59 Ciorl Bmanude 69 Cn lh~rtal•ln /tJcnpn ~~ Corr.1tli J\'ttma 73 Croco Siloino 90 CIPr i Fr cmresco 51 Cole Ili Tu Ilio 5:! Cllrrad i Remo 31ò Croci Pif lro 77 (;illhtJilo Citm ppe ! l Colla vi Il i 1 ml•trl o ~~Corrado R" ffi•de 8 1 Croceo r;e.tnaro 65 C tlt herli r; h•uppe 1'.0 Coll~ont r.11tlmto 43 Cor renti Era nusco 5 1 Crnill Dnnln o i9 Ci mad u o mo ,neo/a 91 Coltelli r.tu110 67 Correra .lltehtlo ~5 Co cca StbasUano 31 Clml!erle l"go i l) Colhra Ignazi o 71 Corte Paolo 75 Curchurn llo Samuele 57 !7 Cullo t li BdMrdn 40 Corte Silvio t G Cucio la De{tfld~l• 43 Ctmln o Frc'"ce"o Cimin o r;tooann l 49 Colomba n t Swo 67 Corll'-<e Gi tutpp e 59 Cuj!l Llcuruo i-l Cim ino Teobaldo 6! Colombi Adolfo !lllt:o r vlnl Gio. B11IIIJia 75 Cuj;tnlollo Attilio 6l Ct mmlno Brrico 46 Colo m tattl Lu.lff l 90 C:•1scera N l comt de 53:Cu lu Gwcomo ;o Cunmlno ltn(flltlt 58 Cologne.<ll l'ef"rl4tcio 68 Cu~co A~elo 90 Cuneo A mbr oglo 78 Clm•lll Al icola 75\:0tuccl l;iaclnlll 5j Cosentino Andrt a 67iCuoco Lulol 'U 1 C:ingolanl Ermogmt 79 Colu m ha Ctmt·e 30 Cosi Antonio 8! Cu om o tiemtaro 81 1 Cinque Rotrrrele gj f:omelll /'io ii Co$mo Giacomo SGICupo t:o r.aetaflo 69 Cinque Vlnctt1:o a o:Comino GluUJ11lt 39 Co ssnli Luigi 73 Curini·Gallotli r:olimo 75 39 C.omo ta r.lulia Cm ll Fra n cesco t3 Co,;su Alberto j8 Curti ,l/l cht l e 5! Ciocch i Gfl•tnno 91 Co mparato r.'tut apt H Cos ta Adol{n Ili 1CurU Umtro 70 1 Ciom pi Gttallie•·o 69 Compa re tti PlJ$qua~ 11 Cos ta Hmilio 68 Curti Ora :fa 68 Clo nmi Brnestn 59 Conca Raffael e 5:; Cost.~ Ilario s t jc urti-Petarda J\'lcola l9 Clpo ltan l Lui gi 54 Costa Pietro U C un: l Declo 87 40 Concet ti Ctrt >nla Ctpra ndl ,Ilario 30 Concilio Luigi i 6 Costa Quint o ;JS!Cu~lllli Afar llno H Cipriani Gioo. Bai· Coodorelli Mlll·lo 40 Costa Romolo 97 Cusctto l 'itu:.m ;o :u /~la 57 Cond o relll Alarlo 90 Costa Ttlo 46 Cusen1.a 1/l~llele 57 Cipr iano b igi '!l Costelli Pdro" i o 113 Cus mano E"rico 'H 19 Cooenna l'Ilo 1 Cirav~na Fat.,lo 50 Consnlvo Godano a Cotellessa A I(OtiiO i-l Cu smano Gwcomo 90 1 Cirelli Filippo Sl Consig li lllovnnni 5:t Cotronei Tomma~o n L:u lolo Gi ova nni 39 Cirillo Glouann l 48 Consiglio Aflc/Uie 44 Cottarava Bnr ico ! 5 Cutoro liuelano 5t Ctraolo Oraz io 3( Colterchio A/euio 89 Cu tr l Ptrdl!lalldo ~ 561Cons lglio Placi do C:itauua Ftrdl"ando 87 Co nsolo Glu.ttppe 89 Cotugno Pietr o St CUI7.0t ll Uomenico 51 1 Citanna A'lcola 18 Conooll GI.UfllPI U Cougoet AUltrlo 91 Cltto llnt Siloio 37lCoote Eduar d o 65 Cougnet PtUpp o 88 Ciulra Celatl n o 66 Conte Gio. Ball ltla 63 Cou ltiaux Lodoolco 81 1 Clulla •.Varia110 5t Con Lel(nl Mar cdlo 47 Co u rrir Rkcardn 44 Clu10 Barlol o 4:; Covelll San l o 30 Dabbene Filippo :17 s:t;con tella AficM it Ctvt>tta Donalo 65 Conti Carlo 361Co• one Ctr rmint 39 O'Ad dabbo Oron ;o !Il Civico Hillglo u Col i Goda n o 89 D'Adde tta /g"r«Jzlo 46 39:Contl Bu•ttflio Claps Angelo j8 ConU Fmnctsw 401Coui Andrta K3i0dddt Gl 11li11no 45

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(Segue) INDICK Ati'ABI!TJCO

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91 Oe Angelis Gio~arn•l 71 D'Ella Antonio 30jOeNnpoli f'erdirJando 30 46 Oe Aoge lis liinvannl 78 O'IWa Gaelono 46 0e 1'\icolals P~rlro 91 D'Agostino Albtrto 80 De Ange lis GilliQIPe 81 De Lillo Arturo 711Oe 1'\obJiì Eustflcllio 44 O' Agostin,o Giuseppe 84 De Ange lis Lo naro 37 Oellachà GiMseppt 3i,' De<lloi~ PoJntal•o 61 O'Agostn .lloltia 40 De Angelis Lulg• 63 della Cloppa Angeù> 3t Uent1 Prancuco 89 D'Ajello Raffaele 16 Oehellis Bustachio 51 Dell'Anna Donalo 81 Denti Bo1,11piani Stmte 90 Dalnelli Luigi 86 Debellls Lorttozo 71 De lla Salda Antonio 64 lleorlalo Giu•eppe 5$ D'Alessandro felice U De Bellis Snvin11 73 del Latte Guado De Paoli A IIIOJtiO 34 D'Alessandro Camil· IJe Ben edictis Giu· IOella Valle BnrtoloIle Pascalc Achille 77 lo 6~ UJlfJt 81 mto 9t L)e Pa u la Raffaele 53 O' Aies>anllro G iun e Rene·licli< Otwo·io 11 IJella Valle Claudto Paul.is Carlo, IJu. 1epps i l Oehernar!li Giovanni 6710ella ValleFratlcuco SI aebio, /i',lippo 66 D' Altssan.dro L i be· De DI~ si Dillllt !O Dc Paulis Prancr.aco 6l 67 Delle Piane L~tigi rato 65 De Dlasi F'rmt(P3Cfl 61 Oelle Pia ne 1\'icola 4~l Oe Persiis Haimo11do 68 D' Alcs~andro Ral· ne Roni~ Erne1 t0 71 Dello loio'Ft·o"cesco 40 De Petris Eltore 57 monito 91 n e ('.arirli A natio 45 Dell'Olio Gio. Balli· Oe Petris Lore11zo 74 Dal Lago Gt.rolarno 7t Oecaroll Bmflio R7 #a ~ De Pompeis Girorarnoj!i! 1 Dalla Noce A n Io nio ~9 Il• C•cco Adol(n 78 Dello Strologo Dmio 4~ Ue Poute Antonlla 40 Dalla Pozza Glo. OntIle C~cco Gitueppt. 89'Dell11inio Orazio S3 Ile Pri&co Luigi !l lilla 53 Cesare Bduardo t! Del Monaco Bttore 59 De Prospero l'ietrunDaii'Oiio I'IUOJiil 81 Oe C•~are Libol'io 5710 elmonte Domeni co 81 Ionio 61 Dall'Orso {!liue 5~ ne Cesar e ZncMf'ill 161Delogu Gallano ~3 D· Erehia ll'icolo 46 0 ' Alola Giovanni !9 De Clgna l'ittorio i4 De lorenzo Alfredo De Rénoche Gudio 64 69 ne r:recchio f.iu1eppe 64 Teo{llo Roberto 66 Ue Ren~i Gi.uq~ t3 O'Aionzo Angelo Dal P07.7.0 Domeni (O 90 Ile Cr istofAno Perdi· Del Piano Gluaeppt 88 O<l llensl Gu•aepp.e ~ Dal Vesc.o Ahli1e 63 flando 57 Del Piccolo Paolo 411 De Risio Al(on•o u 0 ' Amato carmelo '!t oe Cristofaro /llicht· Del Piero Gio. Bali. ss;oeriu At~lonio it D'Ambros ie Ang,lo 91 langeto stlllel Priore Garibaldi !3 Oe rnlni Guido i~ D'Ambrosia F rance· De Oominìcls Angelo 69 nel Re Ar cangelo 79j' oe llober tis Roberlo 91 &eo 6~ De Oomìnids Carlo 80 Del Torre Adelardo 54 Ue Roberto Gaetano 38 Damìanl Girolamo 48 De Donni~ Ceddlo 9 1 Oe Luca Anù>r~iflo 46 De Rosa Bltvre 69 Damìani Plflro SO Oe Facendls Giull!fl· Ile Luca ctJiflcO 8JiOe llosa l'rancesco 88 Dam1ani ~'incm;o 91 pe 90 De luca Collanlino ! t jUe Rosa Gaetano 61 Dal11iano 1\'icola '!7 De Falco And1·ea 16 De Luca Fiore 69 Oe Rosa Gio. Ba;lli· D' Amico Biagio '!4 De Feo Luigi 88 De Luca Gi!lleppe 431 sta D'Amore Francesco 3! De F~o Pa1quale 69 Ile Luca Giuseppe 66 Ue Rosa G~glielmo M D'Amore Glovar~ni 75 De Ftlippls Adiulore ttloe lut1is Edoardo 6~ Oe Rosa M1cllele U D'A l11ico Luigi 61 •le Filippis Alfonso 76jllel Vecchio F elite 57106 llossi Giacin.l.o 66 D'An!lelantonio El· Ile Flammlneìs Lulol Vecchio Guido ;olo e ftuggierl Fllfppo 11 l ore 16 OeOorio Giuseppe 71 Del Vecchio PMquole 91 De Salvo Ghurppe D'Angelo Mie/tele 74 Ue Frnnce!<co FranUcl Vecchio Roberto 49 ! l ìcola 61 Danieli Seba~liano 61 ce1eo 86 De l Vecchio Htlggero 19 0e Sanlis Domeni co 66 1 Daniello .Alfredo 61 Oe Francesco Gtn· jDel Vicario Giuuppe 46 Ue SanUs rt11ctnzo 83 D'Aniello Salvalore 6~ 11111'0 4t jl>e Magri Bnrico 53106 Snrlo Eugemo :18 D'Antonio Ru(fae~ 90 De Francesco l'ilo 60 De Magis1rls Cm·lo u ,Dè Seta Demetrio 84 U'A n toni> Vittcttuo 78 De Furia Ettor e t 4 Oe Marehis Prnncerco 7o'Desigis Giovanni• 68 D' Anzco Atlitio 45 De Gaetan i Lui()( 51 Oe ~Jarro Bugmio 75 Oe Sin1one Luifl' W Da Pouo Cuare 83 06 Giorgi Ben.i4m,no IJe Maria Barlulo , , IDe Simone Luig~ 1 O'Arienro Giovanni 47 De Gennaro Pasquale 58 Ile Maria Nicolò !8 D~ Simone Malleo 5S Darra ~·itlorio !J Deg li Uberli Gennaro 18 De Alarinis Dnmmico u ' Oe Simon~ 1\'icokr 47 D'A seol& ·Gelutle 9! De Giulio flruquale 55l0e Ma rco A luJandro 47loe S•mone Ze/e•·ì110 iO DatUlo Amollto 45 De Grandi Sii do s9j0 e Marco Frrmcerco 5~ Dc Sio Pranceuo 49 Oattoli Gio. Balli•la 46 Del Bello Anlonio " De Malteis Francesco 78 Oe Slernnis Be~Jo 6~ D'Aurizio Leonardo 61 Del Ruono Albet·to 44 De Matteo Bmili{! ~7 De Stephanis Giu· fS D'Aulilla Polito 47 Oe Leliis Emulo 69 Oe Matthcis llodnl(o 6. seppe D'A versa Giuseppe A8 Del Hno Paolo Luigi &3 oe !lauro Al#a•andro 5t Ue Stefano Gio. Bai· Davi!! Ag.nello 66 Oeletti Glureppt 44 OC Medici Mie/tele 80 till11 St De Ambrosijs Bmidio 91 Del Giu;lice Gaetano 38 De miclleli Albel'lo 45 Destino Salvatore 16 De Andreis Ridot(o 49 nel Greco Hrnulo 79 De Monte Giovanni 61 Oe Torna llernardo 48 Oe Angeli:s Benedetto i8 nel Grosso PaJquale 67 De Monte Silvio 31 De Torna Pietro 88 Oe Ange lis Gatlafl o 31 0' Elia AI(OIIIIl ! 3 Oemurnta! Cor11elio i\l Oettori Angelo Oagas;o Pier Luigi

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(Stgue) INOIC8 ALF.\BETICO 39 D'Ettorre Alfredo ~3~Uomenir.i Sabali11o 8R Facci GJuuppe 6~rFerranlo Biagio De V ocari l~ Anio ni•• 74 Oon11nr!1o Giuttppt 381f'aconu Alli ho 3!)1Ferranti Carlo 80 l)e Vl:nlih Rlllrt~tle 18 no natl G111vonui ll3 Falcetti Luigi '!9 Fcrrantini Brne•tn &7 Oe \'wccuzl lfodrJifl 47 l)onall Glu.<tppe 48 Fn;celli Pitlro 73 Ferranlo Altlllllillo 8t De \ 'ovo EUnrt 53 Oouatl Mario i~ f'alrhetto Luigi i4 Ferrara BlaJ}iiJ 59 l>evoln Luaol 45 Uonato S~vtrio 60' f'alchi Emilio 3~ f'errara Gtrardo 81 1 35 Olano Forl•an••l•• 74 Oondero t;i·•~allni i7, f'alcioni Do mmito il f'~rrnra Glu•eppe Dì nartolo IQfla;1o ill Dou~swna Ambroolo u Falco Erne,lfrw u Ftrrara lllcht lutl• 1 Ui l:larlolo LtUIIlltl! U Oout'lh C••art 7!1 }'alcone IJwglll ;s gelo u 1 [li Ur:.na·:'ar- o~:na n llonetti b'rloardo 49 Falcone Cuare 39 Fe rrnre.c Arnaldo &3 P•o 78 Oonlnl Giu.J tppt ~3 falconi GavJnO 18 Ferraresi Saltwlort 87 57 Di Cauwo Bra,.nn 71 Danno fi•ulfJ!J" i6 Fa lroui Grtgor1o 90 Ferrari Carto 3!1 Ili C.e>'nrt' ColomhaiiO :IO Oonz~ll~ Domtnicu 74 Falconlo Luagi 5t Pe rrari Cta ..d(o 61 l) oCOrrado l"l'lmctiCO st' O'Oria Antonoo Jl ~':t Id ella Pitlro !l'Ferrari Bnrfco 1 ~ 01 Olno .lllclvlt 68 0oria Rosario ~ faldella Pietro 40 Ferrar i li'rmett Di ))i no l inctn:n 75 Dotti Frtonce~eo 91 Familiari Giooanni 1!9 Fe rr:1rl Lcllt FranceDI oome.olco i\'lcolf• 86 Dotti Gìo. Antomo 1.1 Panchiolli Bugmio i3' ICO 31 Oo Dunna AoMIIo 66 Do• a Bmllln 411 Fauellì GJIUt ppe 61 Ferrari Lelll Giulio 39 1 Olc rn:a l '•·o r~ct.co 61 Drago Carmine :'3 ' llanta.>ia Salvalort 88 Fe rrari Paolo ~ Oi F.llco Goovann i 81 Dragoni 1\'ìrnlto 64 Fnntoll Giuloo tl!'f'errari /'leii'IJ 3t DI Fa leo Jl'icoln a lurapperl Malito U!fauuelo A•llonio 69 'f'erraro Silvio 57 Di Fr11n r.a Do menico 4 7 llru~tman Alfredo 74 •Fnralli Ct ltslino 191Ferrarl ·r eo baldo 47 Oi G1acomn Luluo ! l JDuccPsclli Modtlla '.!3 Faraone Luci a110 49 Fllrraria IJeootdtllo 90 DI Giorgi F'mnctiCO 116 Durando Ctluli<~o soi:Fara velli Gto. Balli· !Ferrarlo Scipione 80 1 DI Gl .. vlne N1cola 59 Dura nòo Gi11l•o 6! , da 65 Ferraros Citrico Cat·.l o 74 Di Gregorio \'lrLcen:n 4i Farello Antonio 71 Ferraro Anlonto 60 DI Glusert•o Poti' CII· Fargnoli Btni(lmfno 68 f'~rraro Anr~lòalt 35 mWn U F. ro.;elli Gui/(rt do 74 ~'errero Arlairo 7S 01 Giu5ei•Pe Ut" 14 1 Farma G•uuppt ~~ Perrero d i Cavalier· 14 Oi La.Ila FrmiUICil 46 Farina ti A~~terigo 45 leone Luigi 7t 01 Llhera to Frm1ces. 4t Eboh Ftr.tirtortdo 91 Farinelli t 'mf>frlo 66 Ferr~ro Luigi 31 DI t orenzo Giuuppe 9l Kbner Marhno 5! Farro Anlimo 50 ~·errelti ArriDo 90 01 LorE'nto Luiql Eletto .4/(onso 361Farroni B~trico ~7 Ferretti Gaustppe l! t Di l.oren7.o Pitlrn 43 ~ha Anlonio 83 Pa.sanl l!rne.lo 40 ~·erri A/Wao i6 Uo Lo re to IJù•gio 46, Klta Giovalllli 93 Fascia Giultppe 38 Fern Brraco 8t Di Maria A11gullo 40 Klmo G111cannl 511 Fasoh A go1tino i!l Ferri ,\kllla 83 tll Martino Angelo 37 Kltl RU:cardn 55 Fasoll G..tlano 67 Fe rro 1-lurlndo 77 DI Wartino Carlo 89 Kmlllanl Hroctnzo 90 ~·asso Carl o Cau· Ferro Gumppa Di ~artlno GIOOIIOilf 6' !mlnente Artu r o 5ll atnzio 49 l'erro-LUZZI Jtaulmì· Di !olartino ll'lcoln 89 Enrico Francaco 36 Fattori Gwvannl !l hono !8 tJì Mouaco Prllco 49 Erba Ca l • Carl o 60 Fattori Romto 114 Ferrou Ftrdhlan4o 7l Oi l'iola Angelo a ltrrera Giovunnl i9 Fat uzzo Antonio 41 F~rruzz.a t;at lano 48 Ili No la Gtnnar n 5t Ettorre Davlde 50 Faussone Cuare 50 f icaccio Luigi 70 DI i>..olo Luigi 89l Favaro Anlomo 43 Facarr• Pranceuo 8S 1>1 Pi:~a Satnalo re 54 Favre Giovanni 14 Fltlanu Glo. /Jallùl<~ 74 1>1 Pill& Salvatore 8t ~azio Gatlano !Il Foladoro Giuuppe 47 U'lpf\olito Saloatore 89 ~·a zio Giocanni 59 Foh l.'io. lJalliJ/(1 69 •li l' r i<co Pri•co a Fa>.>.ari S cerm hl t IFillppe»clu Grtgor1o 40 Oi Rc nzn Anl1moo 90 f'al>bro nl · liiannotli Achille 76 Fallpjll f;lacomo 83 Dl Salvo Giu1•ppe 63 Antonio 60 Fecch io Giuatppe 381Filose Agntllo Arlu• o 76 Di Snbbato GhUiflJlt 711 Fahi llltnviano 67 Fedele 1\'icol<o 911Fimlnnl Antonio 38 0 1 Santo Pit lro 90 Fa hlani r.ennnro 89 Federico l'itlro t5 Ftnolauo t'llt'mlne 74 Di S tefano Ghu rppe 45 ll'ablruli Gino i5 f'ellini Ti. o 78 l'hn.auo llalratle 79 DI Tullio Filomttoo 67 Fatlinnl Pielro 48~ Fèl<ziani Felìzjrmo 83 ~·inalo Lulnrlo 75 U ~·era Franusco 65 Fonelll l!nrlco 63 0 1 Ve nere Gaetano 89 Fahiani Vincen;o 1 Ooyno Genn aro 69 Fabro l'ttlro 63 IFern Gatlnno 41:Fuoo ttl Romtdo 66 &9 Fa brlt-11 tore Giovar n a 43 ~·eq:ola B ..rico t;l ulio 191Fmzi Gi,.ltPPt 90 Dolce GlultPJlt 1 Dolci Ltone M •'ahrls l>ome~~lro 18 l'ernandez Timoleo t O foOI"'dSO T'itlro 66 lloif l Calimiro 53 Fabro• f'ra11c~co 49 l'er nando Giovanni 43 Fioravanti Carlo 84 l'lo llln Pielt·n r,g Fabris Ricra rdo 311Ferrablno Ollavin 31 Flore r.Mpare 61 Uomeno: i Ollnlo M F11l>rl1.1 .SpPrtllo 71 ~·~rr:~mosca Luca 65 Fiore t;au.eppc 66

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(Se{lltt) INOICR .lLI'ABBTICO

Fiore rito U !Fr.wcone Vincenzo Si Gaietti Villorio EmaGelormini RiJol(o 87 Fiorentini Bmillo 28 Franzonl Pietro 89 •md" 90 Gemelli Ce1are 18 Fìo rM iino Luigi 871Fran7.tllli Ermanno 67 «>alfano Hclarin 5\ Geuco Mariano 58 Fiori Ad•·iano oOIFraschetti rmcu lao 4~ l,ialiaol Al\lonio 84 Generali Fm••cerco 88 Fiorini Piorenzo 24 l'rassetti Pieh·o 71 Galigoanl Alberto 74 Genesoni Orut~ 60 Florioli Ji'•·anct&eO 80 Frasiinettl Antoni o 61 Galizzi Carlo 65 Gennnrl Giovanni 64 Fisichella \'inct ..zo 831FrHlli (;iulio 6S Galli Gitlto H G~nnusa Malito 54 Fissore F•·ancuco 15 Frau Anlioco Luigi 63 Galli Giacinto 68 GeOO\'Ose _.n Ionio 69 Fittlpaldi Emilio u) Fre~ceri Giuseppe 74 Galli Gio. Domenico 19 c~entlle Antonio 78 f' iz Riccardo 49\Freda Domenico 4! Galli Vitaliano 87 lìenli le Daniele 46 Flammia Tommaso 68 Frr gni Arnaldo 16 Gallia Villorio 9() Gentil t Giu•eppe 50 1 f'loris Antonio 80 FrPjlino \'ìllorio 8! Gallo De Tomma.si Gentile Raffarle 77 Foà Teodoro u 1Fresa Arirlodemo 87j Gmnar.. 5 1 Geutili Gi•mondo 64 Focacci Pietro 18 P resia Agosliuo 90 Gallo Bu{)t llio 59 GerLaldl Giova ~~tu !4 Foce Bdgardo 3:1 Frierl Gaelano 7t Gallo Ui11aeppe 61 Gerbioo ViUorio » ~'odera Fihppo 40 Fri!(ieri Giova nni 3l Gallo Nicola 54 Ger l Uldtmo 80 1 Foglia Pa1quale 19 Fri~oli Leonardo !0 Gallo 1\'!colangelo 2:1 Gerulli Andrta t9 Foleo _.ntonio 9t 1Frlsooi Paolo 3! Galloni l'iflcen:o 42 Genmdo Giuliano 18 1-' ollì Francttco 47 Frontini t'elice so'Ga lvagno Teone~lo !3 Gervasl Ollone 71 Fongoli Luigi 90 Fua r.cwemia 80'Gamba O. ule itl Gestro Gian Ltdgi 39 Fontana Giacmno al ~'udull G.meppt 74 Gambino Gatlano ti Gherartll Gio. Balla 31 Fontana !l'icolo 431Folloal _.deodalo 20 1Gandini Pielt·o 6! Gherardi Giureppe 9() Fontana Virginio 57 funaioli r.aeimw !9 Gandoi1J Giacomo 18 Gherardl G11id0 i9 Fontane!li Flaminio 74 Funclar6 Paolo 53 lGanlloiCo Cesare 90 Gberardioi IVald~t 39 Foppiano Gia<i>lln . 40 Furnò (;iacomo ~3)Gangitaoo Perdinan· Ghersi Lore~~zo 6! Foppiano Gio. BaL· Fusco Emilio !4 do 45 Ghetto Alt llandro 53 lista 4! Fnsro Giovamtì 71 Gara belli Luigi 18 Gh~Ltl (;•ovanlli 61 Forcherio Luigi 36 Fu leo Pa1qanle 70 Garau Pietro ~Ghetti Luiy• 77 Foresti Alberto 31 Gardenghi G•u•tJ>Pt 67 Ghetti Peltegriflo 78 Formentl l'il/c rio i9 Gardini Aleardo 65 Ghezzi Edoardo 68 Formlchella Batla· G•rdll Hndlio n Ghirloli B11rico 31 vmlura iO Goretri Giulio GO lihilardocci PranceForn•lgini Demetrio 901 Gargiulo A ntonh•o 5! I CO iii Formigh Hrginio 81 !òabar!li-Brocchi Giu· Garlbaldo Lorenz o Gt Ghillinl Cuore 81 Fornarn Ignazio 68 vanni so1Garino Corto 71 lìhio Emilio so 1 Fornelli lJenedelto 90JGabetti r;iullo G:l Ganno GiiU"PJJe 79 Gt1irardi Paolo f'rallForno Allgelo 89 Gabio li /,uigi 48jGarnrri Bm·wtomeo ~ ceiCo 61 •·orani Allclio ~3 Gabri Giuseppe 31 Gnrofoli Pitl1·o 4! GbiroW Felice 88 Forli GiiUeppe 37 Gabrici Aruoldo 6l1Garrone Gi,.reppe &S Ghi•lanzooi _.leuan· 1 Forli Pirro 90 Gado Fru>lct&cu 7t Garronl Aug111to 611 dt·o &5 Fortunato Carlo ~6 Gaela Antonio '!I :Garrubba Vincer~zo 66 Ghisol ll Silvio 511 Fortunato llo•arlo Ga~gia Mario t? 'Gasra Bluwe 90 G•acehi R odol(o 55 Fortunnlo 8! tòagioli Carlo 5g Gaso le /Ialo '!! Giacome lli Gio.u eppe 6i Forzanl Luigi 83 Gagliano Francesco ti Gasp.ui Pio 35 GiacomeiLI Giovanni 79 Forziloetti Aldo 71 Gagliardi A ntonio 59 Gasparl Tomma1v 8~ Giaculll Prancuco ~~ 1 •"oti Re11edello 69 Gagliardi uonalo 48)Gasparinl Giovanni 69 Gialmo Salvatore 45 •· ragapanc Saverio 7i Gagliardi Ettore 91 f.i:tSparlnl Spfr ilo 54 Giammarco J>ier GiuFragnito Or10(rio 6! Gaglio Emprdocl~ 50 Gossi Frauetsco ti 1eppe 49 Fr:1guglia Paow 90 Gal bissi Adolfo 4611Gasl31dl Arturo 64 Giananloni Pompeo. 53 Francescho Carlo 40 Gallo Prancuco 7t Gattal Riccardo 77 Gianasso Barlolo mto ;~ 1 Franceschl Pranc•aco 66 Guia•chi C4millo so Gatt• Alfredo lli Giaoasso (;iuSf11pe 74 1 Franceschi c;iusrppe 80 Galante Gittreppe 88,Gat.tl tlll(leiO 89 Gianazza Gitu~ppe u Fraoceschl ScartA fil r.atanU Fauslo 90 Gatti Ferdinando 87 G•anelli Adriano 43 l'ìncenzo 38 Galanti Luigi ,65 Gavasci Pitlro 88 Gianrraochi Do nterù· Francescani Cilaconto 33 Galanti Salvatore il ()avio Annibole 69 co 5t Franchi Lui{Ji 2~ Galasso An lonlo t3 Gay Gìu1rppe 46 G•anl Dona tu 81 Franchi Salvatore 48 Gnlasso CoslantltiO 89 Gayt.a Dentetrio 33 Giani Luigi 51 Franchino Bugtnio 93 Galasso Giuseppe St Gazza Aleuandro 73 Gianl Luigi i8 Francìoni Raffat.IG 74 Galderesl llkhe~ 65 Gebbia A'icolrì 75 Glaoi Pidro tt Franciosini Guido 33 Galdi A·ancuco 65 Gelmetti .trh•ro 19 Giaonataslo Dom et'ranco Ftàerlco 65 Galeno Genna•·o 81 Gelmini Pietro 89 nico 56

G


(Segut) I~DICB A'-FABBTICO

U7

Ginnnelli Alusarulro !\l'GmiTredl Gi11(fredo 3l Grillo Antonio 46 Guldelh Casimiro 4~ Glannelli /la.ffuele u iGiuiTrlda Luìg• \!6 l.r illo Ettore t7 Guidi Domenico 40 Gianni Fraoutrco 9j li1u1Trldn VUo 46 r.rillo F1iippo 87 Guidi Glo. Ballista 35 G1annl Lodovico 731Gmgnt Gerardo 44 Grimald~sch1 RugG uidotll Tuilio 89 Giannini Alfan•o !3 Giuliani FrarletUO li gero ~3 Guiolto Gio. Ballista 65 tìianno n e Raffaele 8! G•ull:mi a tlano 64 Grimaldi Arche/no 8~ Guiso Autonfo s.; Giaonoui FrllriCtiCO 40 t ;iullauo G1u.eppe 69 Grimaldi Arturo 61 l.ulu.an:ll Amtdto 40 1 Gianno n l Giuseppe 71 1iiul•ano Ollauiano 63 Grimaldi Jllthele Ili GulzzaU1 l 1tlt·o 80 Glaooout Btnotnuto 791G•ulletti Ange o i9 Grimaldi Tommaw 47 Gulll Paolo Si Gtannull Vllo SIIGiunta Fr anee~eo 7t Grlner Ar turo 71 Gurgo Achille H 18 Cì•u/Jpont Hm ilio 58 Grippo IJor~~&lartlonio 30 Gurrleri Re• (fa t/t VI Giano la AllloJIIO Glaqumta Saloatore 18 Gauranna Bruno 46 Gri~oti Gioaeelli"o 89 Gusmauo Calootro !\i Glaquinto Saloatore 49,tìiusiaoo Giuseppe ;a r.rispiol Cr~fno 91 Gustinrlli Q•rmtlo 40 39 Glustlnl Cd$0 t7 Gristioa Ca$1rtllZt ti Gur.tardi Luigi 30 G1arolioa Gi.utppt Giardinieri Alfredo 41 Giustollsl Luigi 47 Grixoni Giovanni '!9 Guuanll Michele 8! Giardino Luigi 89 Glustoilsl V1i o oo Gl")Ssetti Pielro 58 Giarré Carlo 80 Gtvo~re Gio. BaUista t3 Grossi Anacuto 79 Giarriuo Mtelltlt 44 Cìloder Btlrlalom-o 83iGrossi Carmht 11! Glavatto (ìiuStppe 61 Gobbi Tancredi ~7 G•ossi Giuseppe SI (lia,•otto Giuseppe 64 <io~;ioso Gio JJafttsia 5iJCrossi Luigi 5t Gibelli Ciuteppe 33 Goj Giovanni 76jr.rosso Gab.-itlt 70 Giganti Enrico Vii· Gollnl Domenico /l'i· Grossule nruilio 60 lacoll Z«fflm 39 1 lorio ~3 eo/a 70 Groltl Carlo ':!t lacono Ft·anct&co t8 Gtgllarelll Rauiaro 117 (ìonnno Pa•q•~ale ft91Grume lli Gitmppe U tacono Salv11tor·e 63 Giglio Gioacchino 87 Gonr.ale~ Gioacchino 44·1ìuadagno ,Yicolu 48 lilla Donato 70 Gilardoni b'nrlco :!9 Gonzalo.< \';ueenzo 7t Guada!IIIO Paolu ~9 landolo Collalllillo U 1 Gli berti ,ltalleo 87 (ìorga Pn1qu<1lt 69liuadagno Salvatore 53 lnn•lolo Lui()l 87 1 Gillbertl Giu~eppe 481;orla Luciano 6t r.uaitoli O>rare 87 laoigro Alfon•o S8 Glllooe Cado 29 liottnr.ll Luigi 86 Gualandi Lmgi 57 fauuibelll Paolo 611 Glmellt Bugtnio !e Governatori l'incM· Gualano Cuidlo U lannielll Francescan· Ginl Gino 60 .r.o Si Gualco c;.ia,nmo fiJ lonill ~ GloiTrè Bruno U liouano F'raneuco t4 Gualdl Carlo ti hnniol Parquale 90 GloiTred l Carlo Gl Grallo Paolo ~6 Gu.,ldi Bilore 73 lannoul Cw• re U G1ola Anlonio 48 Gramoli Tomma$0 4i Gualdi Tllo 89 lannunl A1410nio 6V Grlola Ignazio S3 Granata Alberto 61 Gualtieri Dommico 68 lannuccl Ar~louio 5S Giordano Gluliu 1 Grande Ant.mi110 !\&Guariglia t.oren:o i5 larossi Gennaro 83 Giordano Giulio 93 lìrande Frnncuco 66 Gua.rini Bartolomeo 69 ler,•olino Salvatore !i Giordano Tom ...aao 54 (ìr.&ndl AAaddo 5! Guarini Carmine 88 leva Giu~eppe &:; Giordano Vlnctnzo 36 Oran<lioetti Camillo 71 Guanno Luigi 8; Imi riaco P!flro 13 Gior Jan o Vincmso SI Gr.nllonl Froncerco u Guam ieri Pittro 15 l moda Enrico 48 morello Achille 69 Grappiolo Gio. Ila/· Guas:;ardo G1.utppt 48 tmvallomeni f.iuGiorgetLi Glouannl 4t Ibla 41 Guastalla Lincol11 45 r•ppe 80 GlorgetLi i\'lno 41 Gra~sa Antonino U Cìuastal•a 1/uggero 6! tmpallomeni .ncola 53 Oior)ll Ercole 43 r;ra:<sl An1o nino 77 ,Guastanerro Hncen' Imparato Nnrlano 116 Glor~i Bllort 48 GraAsi Bia~io 41 1 zo 54 lmperinll Giulio !'.1 Giorgi Siro Eugenio 61 Grassi Giureppe 3t Guastamacchia Luigi 69 Incarbone l'ie/ro 68 Glorginl Ila Ileo 93 (irassl Salpalore SO Guercio i Giu$eppe MllodoYina Vlnem;o 49 Giorgio Ce&art 18 Grassi Slefono 40 Guerra Giovanni 53 lnranto Carlo 30 1 Oiovlnatto Glureppe 83 Gras~o Dlontli Luigi 90 Guerra Giouanni 80 lnranlone Roccn 1 Glraltli Pielro 37 flrns.,o Gturtppe 9t jGuerrerl GitUtppt 69 1nre lise Gitmppt 1 Girardi Marco 66 Gravina Emanuele R5lGuerrieri Raffaele 36j tnr~rrera At~gtlo i8 Girone Alforuo 81 Grnr.lenl Carlo 91 Gue rrieri RafTaele 91 Ingegni Giova11111 Gir os Emanuele 01 c;,azlano Pa•ca110 9i Guerriero Pratut~co 86 lngrnldo VIto 1 li Giros Giovanni 78 Gr&%1.1nl (ilu~tppt 81 Guerriero Raffaele 81 ,1nzilari Giurtppe 89 GlrotU Agorltno 63 Greco Aleuondro 671Guglielmi Enrico 67 lodi Bnrico 71 Glrottl Gto. Bat1111a 49 Gregoraci Pier M· JGuglirlmi Franeerto 11 lodice Nicola 59 Gismondi Alfredo 6' rota 46,Gugllelmi Michele 7511oete Gl111eppe 44 Gluara Sebaatlano 63 Grlcco Giuuppt t7,(ì oicciardi Glov11nni 30 tona Glu1eppe 66 Giudici FraMtiCO 39 Gri~gi Montu Amedeo 16'Guida Andrta 40 lori Pitlro 67 Giulfrè (iaelano 6! Grignolio Boasw II!:Guiola Saluatore vo 1orio Dommìco GfuiTredl Alfredo t71Grilli Alfredo VO Guidarelli Glouon~~i 9t1l o rio Filippo 68

r.

I

1-


.r (Stgllt) I.'IDICI! ALFABETICO

lorio Luigi lorio /l'lcolfl Jo;a GiulfPJle Ippoliti Rnulio lraci Al(rt do lr•anni 1\'lcol/1 IMia l 'lltetn;o llnlia f'rnncuco lu dira /IOitlriO lu raFUippo lzzo Errico luo Glovo~nni

!t Laurtanl Do•rumico 39 l.nudklna Mariano 6~ Laureati Francuco 51 l.aurt'ounn Uona.

~9,1.o-Ca>cio Gloacclliuo 69 tu ciano Enwnuele

71 l.oecl /Jiirardino

61 Ludovisi Romeo 50 tugaro Bugmio

91 89 81

6fj Lo Paro l;iliSqJJ>e Lofaro Roccanlonl" 8t l.ugiato PU.It·o 4t 90 tantonfo 451Lo For te Pramesco 71 Lursad" E: io et 801Lauretano Eduardo 111.0 Gru d ree Panio 53 Lupi Giuf411pe 4t 6011.aurinr Carlo 3~ l.ol Bonaventura :>3 Lupo Glova ..nl Bat. 60 l .a v osi A11tunlo fi5 Lojacono PasqiUlte S5 lilla 66" 53 Luz.1rl Arcnngelo 84 l.ojacono Pielro 91 Lupo Raffaele 71 91 L.az•.~rl Augusto 71ll.oiodire Antonio 75 l.upollo F1(}rtllfO 87 80 J.azrarl Lorenzo 61 l..olll GtLido 73 l.uppioo Andrta ~ ~! l..erCJa P1Uq11al~ 90 l.ombanli Arturo ~ Lusardl Camillo 41 J.eccls •111 Antonio 48 t omb&rdi lhuuwe 4!1Luseoa Gautavo Lcgiarrtl l-aura Cuore 10 l..omhardi l\'uol11 41 Lutrario Alberto St Lembo Gruseppe S:i Lombardi rl11cen:o 79 l..utrario Giacomo ~ l..e Moli Glu,we 53 l.omharolo Antonino 73 l..uUichau (;lovarllli 55 Lencioni Adolfo 4illl.bmhardo Anlonio 86 l.uuatù Vlllorlo 90 La Bruna Seba•llano 53 LPner Frartetsco M l.ombardo Ltonlda !l() l..a Calee GIOCII ru•i 53 Leo Anto,.lo H9j t.ombardo Metclliore 7t l.a f.a.;cia SnlvaloJrt t7 teonanh 1/~dtllo !Il Lo mbardo ,1/lclltlt 13 l.a Ca••a Frrmcuco 73 teonardi Glu•~we l! l..o mhi Bllore 63 l..a c.~va /gna:lo !6 Leonanlis Gtr·nr·di· LOOf!arlllodolfo u, l.a Certosa \'Ilo so no 41 l.onghi L 1uio 67 lolacaluso Luigi 15 Laera Mlcllel• 16 Leonclnl Pllmu 83 Longo Andr•n 41 1Macaloso .4/lcllelall· l.aghi Aleuundro 81 Leone Adolfo 75 Loogo Glr.ueppe 60 gelo 53 l.al[orio .1111url:io 50 U>one Bal4auare 89 Loogo Lujgi IlO Waccagno {;facomo l& La Grotteria Pasq.te ! i Leone Salvalore G.l tongo 1/iclltle gl) Maccanti GlollOnlll 88 Laguri h'ugenlr> 51 !.eone ~lf(11no 73 Loogo Rodr>lfo 60 Macchia Brruslo t9 Lai Lutgi 37 Leoni LtoM 78 l.onl(o Sal~~atore G4 ~acertonio Paolo 64 l.amannn Tomnwan 81 Leonlnl r:oslon:o 81 l.oni J!i,.gltin u ' Madaselri Gio. Bali· l.amanlla mu1eppe 67 Leporl Vittorio 9(1 l.opPr. Glov. Pranct· · lista 93 Lamonac.~ Gabriele 7! Loschlera Glovrrnni 45 sco 76 Maolemi A lfrtdo 83 l.a }lo naca rincm:o 81 Leorinl Francuco !l Lo Pinw Giocarllli 64 Madia GluslfltJe U Laneieri Pasquale 45 Levr Bonajulo 88 l.opre<ll FP'ancuco 7; Maestri l,tdgl 7& l.andi Srtfano Jl 'tcola 65 l.evi Igino i6 l.o Presll Gaeta110 41 KaiTet Luigi 91 Lo.odolll Fedari'o !3 l.e•l Lton Vila 80 Loprestl Salvatore 69 1olaO'ei ,\'kola 59 l.anduccl Alfredo 51 L~vl S(lh/IIIOre 40 Loquercio Ludovlco 7t JKafTei Rottotto 44 Langosco lllccariJ•> 69 Libe rtini l;!ovannl 49 l.oreOce Silvio r.s Matrei Salvatore 110 1 l.anoa F r ancuco M UbonaU Berardino 53 l,oren7.onl Bgillo 89 Ma m oli Felice 7t Lanza Bmanudlo fQ Lihrola Luigi 37 Lorido Ca""inartfl>. l ~agagnlni Attlollio 58 Lanu Giacinto 93 Uburrll Balda11arre 45 nlo 60 Yagalli Pio 59 1 Lanza Tommoso \!7 Llc..rl Vlncert:o 16 Lortdo Giruewe 38 Maganuco Fra,.cuco 47 l.a Paglia t:o.tantino 75 Licarl )'ìnceruo 25 l,orinl Adolfo &t Magaton Pietro 4G l.apatl Giot'llnnl 4i Li.:a~tro Glu•eppe !6 Lo Russo Camillo 01 llaggesi T ommalo il l..ardo Giuseppe 3! Licastro //(1/faele 40 l.o.~cnlzo VIto !3 Maggetta Edmorldo 18 taricchin Maclltle 53 Licciardello Mario 91 Loschi Pielro U Maggìacomo nnce.uol7 Larini Saloatore 39 l.lcclarrti llargarillno 561Lo sito Tomtnaso M Maggi Augaulo 54 l.arlzza Pulro ~ l.icheri Racellilio 75 l..oslto l"ltr> 37 1olaJlgi Praneuco 68 J.a RoSI\ Gatlano a 1.iclnl Esupmo 5()1J,ottl Gaelano 49 Yaggio AlberU:o 90 1 l..a Rotonrla Hatraele 331l.lcitra Giorgio 64 Lovadlna Marco 341M~!Igiore Agallno 53 Lasagna Pielro 56 Lieto S11lvulore 43 Lo Vecchio Giovam- IMngglulli Achille 83 J,:ual(ni Homolo 40 Liootl (;lrolamo 18 batliJia 74 Maglio Giuseppa 91 l.a Scola Fraflcuco 89 l.ippi l/baldo 40 l.overa l't&rigo 84 Maglio li Anlonlo SS l.a SCI v~ Luigi 15 Liscia Re>wto 48 Lotti Vincer•:o 90 Magoagbl Guido ~~ l.asio Gio. Ballllla iO Uttardl Nicolao !l Lucebese Carlo 71 lolagnani Camillo 58 ta<tarin F'r'flll,tiCn 78 Llvi Rldolfo 17 Lucciola Gio.Gi~Uomo!O :Yagnavaechi Paolo 50 l .n!Prn Glova>wl S!l Lo Uinnco Luigi i6 tuceml l!go 83 Yagnetta Ferdì11ando U Latini AUIIfn ooll..o Bosro Vllo 651Luchl Orlando 511MagneUa l'lncen:o U l.atterl Frrdi•>a"do 90jl.oc:\ll (;iult/)116 95 Luclanl Arturo 67 Magnl Anlonio 87 l.alleri /11nocen:o 61 l.ocuell• Errr>le 7ultuclnul /..aoinio !4 jNognlni liertmla 73 Lotlei 1\lno ~o J.o Caccllllo l'incen:o 61 1l.uclanl Nichele 78 :\lagno Gio. Ballislo l9

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L

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(Segut ) 1:\0ICE ALFABETICO

.\lagno Gillltppe 7ò ~la notti Dario 69 Yariotli·Di~nehi Gio. Massari Biagio i69 Magno l"i•l<e>U<> 78 ~lantolla Gitu•pP• 47 Balta. !Il Massari Ciu~tpp• 19 1 Magri Bmilio 43 ManUoe Giovanni 31 Marlotti Br·uto 76 .\lassari Giuuppe 8! Magri Felice 891Manzo ne l"ir1cen:n 81 Marone Colltmlino 46 ~lassari Miehele 49 .\lagrl Pe·r dirumdo 55 !llan7.onl Carlo ·11 .\larono Gitueppe 9t lllassarotti Gimeppe !Il Maguzzil Andrea G7 ~1anzonl Carlo 8! Marou glu B(ùio 73 Massarotto Brnulo 54 1 Maida Luigi 88 :\!.rade• Mat"lano 66 Marotta Filandra 8!1 Massi-Benedetti SaMaiorano Gulirlele 47 b tarafloti Patqualt 66 lllarrapese Giacom o 90 verio 48 Mais t o Pasquale !5'Maranto Giuseppe 75 Marras Raffaele ~3 Mass imi Giuseppe u Malates ta Federico 9t jMarasco Frrrrtcesco 17 Marrl 87iio S7 ~lassinl Luigi 84 Malava<i Bnrico 17 ~tareacci Francesco 89 \larrl Oscar 59 ~!assoni Giu1eppe 72 Mala vas i Giu1eppe 17 )!areante Ili ,fnl ollio 83 Marrocco Achille W Mas trangelo .llarco 50 1 &lalcan{(i Diego 7i!l~larcholli Marco 66 Marro ne Rocco i3 Mas trollni Paolo 54 1 ~lalesani Luigi 90 )la rche llo Giulio 6~ Marsanlch Arlut·o !5 llastro~iacomo Gia~laHattl emanuele i8IYarchcse Eugmio 75 Marsllio Enrico 88 como 53 Malinconie l ll'mesto 64,111archese Gio. l/al~lartelli Pietro 53 )l a s tr o !( i a como l· Malinconico Lodovico 89 li!la !t Mnrtiello G<ltlano 181 •muel e 78 Ma linverni llugenlo 53 )larc hcse Liborio 83 Martinallo Adol(o 10 Mas tronardi Giow m· Malinverno Carlo 6:!':\larchese 1\"icola 79 Martinazzi Lodovico 31 tti 43 Malipiero Giov. Bai· !Marchesi Giulio "Ma rtinelli Gitueppe ~6 Mat..1 ralzo Coslttbilt ~6 lista r.J Marche tU Temi$locle 87 )la rtine lll Luigi 80 Matarazzo Gatlan.o 90 Ma li ardo Cesare 5~ ,\ larchis lo Alessatldt·o ~ Martin l AJJ/QIIitJ 89 Ma tarauo Gitm,pe 55 ~laltc.~e Giusrppe 14,.\ la rci.,no Al(nruo GR Martmi Giovarmi 36 Mataraz1.0 lìiuu:ppe 79 Ma lteso l"inct'llzo 93 Marcilli Fra11resco 89 )lartini Gi n. Jìattista 9~ llate ra Gh•eppe 74 Ma nacor<la Giovarmi 50 Marco G.ppe Achille 38 ~lartino Ginvanrti !H )lat~ra Lt<igi il Manara 'AI(rtdo 66 ~larcolini Gin. Bo lMartino Guglitlm o 42 Mlltranga Giuseppe 69 1.1anara Gio. Achille Ili 1 lista 82 Martino Luiyì 40 )lntte ucci Raffaello 6G Mancia Romeo 90 Marcone Sl t (llllO i S )la rllno T orqufllll 74 }la tUa Jlichele 30 Mancìnelli Annil>ale 3! Marcotulli lifWIP 11 Martinotti Carlo 36 Mattio ll N e&lore 88 Mancini Angelanlou. ~ )la re l"ìnw u n 50 ~lartire Anl011i n 90 ~la ttoli Ago&lino 65 Mancini Claudio s• IMarenco l"illorio 36 Martog lloFerdhtartdo 31 Matturi Nicola 51 Mancini Entt&lo 70 \laren ghi r;iovarmi 46 ~lartone Ghttio 58 ~latueci (;i ovarmi 81 1 Mancini Gt rltrnso 55 Ma rc ngo Lorertzo ~9 ~l«rtucci Dnmt llicl) 55 Maturi Egidio 66 Mancini Paol n 53 )lare<io r;it.SCJI)It 5~ Marvulll Filippo 70 Maucerl f ' l·anctiCO 81J 1 Manc ini P<Jolo 8> Margara Ce&urc 31 Mar"'no Frau ce&co ?0 Mnugen A11geto 17 Mancon i A !!ilio 7:. Marl(aria Giovanili 38 )[arzari t:lllvanni 9! ~laugeri Francesco t8 ~Iandoli i Gio. IJallisla 65 Marg,)lt~ Cw tre ! o Marza ri Ltthi 7li Ma url Francesco 69 Mandmi[ora IJome· )la ri ,1/ario 50 Ma rzi Adnl(o 62 lolauri Luigi ~5 nico 83 Maria ni l!nrico ':lù )la niale lilti$•'fl1l~ GR ~laurili Ago1li110 ;o Manesralc hi Ludov. 37 ~!ariani Giulio 80 ~larzioli Cnlnmbo ~':1 )la uro l'incenzo 65 Manesrhl Marino 63 Mari.1ni Micht lt 4ti Marzocch i Fabio \13 ~laver Si lve.lro IO Manlredi F elice 70 ~!ariani i\'it ola ~7 )la rzora ti M osé 69 Mnyer h.'rl nardo IG 52 Ma ria ni f"lll bcrlo 39 )lnrzul lo ,1/lc/lele 43 .\ !azza Ales1m1dro '3 Ma nfrida Mie/tele ~la nganiello Raffaele ·18 )larlnelli Michele Ar~lasacci Btnedclln r.o Mazza A11lonto ~2 ~lanl(ia PrancescaJJ· ca11gel o ~ Ma saratl Fer rucci o 65 ~!.azza Giuseppe f,'f IOIIiil 69 ~fa rini AulliiJfll e 50 ~lasciarelli AIIII)IIÌO 80 ~tazza Luigi S~ Ma ngianti E;io t61Marinl Emilio Paolo ~7 )Jasciotta Bligi G3 Mnzzacara Pielr·o 18 Mangiarotti Gaetano 69 Marini Erne&to ':13 ~lascitelli Gttglielmo 5~ Mazzacua Airola 8~ ~llanl(iavlllano (;iu~farini Fn ·ranle n )lasell a Rocw 19 Ma zzaglia Giovanni '!9 seppe 59 Marini Prnncest o 34 )laseila Su /val or e 4:! Ma zzantl Pietro 43 .\ ta n!(inl (;innccllit•o 48' Marini Pietro 34 )!aselli Alfredo 71 ~lazzaracchi<· Fili'fiPO 52 ~tanicardi (ìiuuppe Marini Pio ~5 )!asel li Pa.<qttale 47 Mazzarella Basilio 90 ~lanier Pitlro Ft"lllt· Marini Tilo 881lla~ctll Pio 90 Maz1.aro ne Al( oruo 91 ce.co 59IMarino Carmi11e 11 .\1asb Placido AntaMazzei Giovamti 38 Manie ri Cesar e 7t, Marin o Ciro 11i0 Aflt•~linn G3 Mazzei Giovanni 13 ~lanlsralco Ginvanrli r.s,.\ larluo <li Oe lla Gae· )la•o~ro Ces,o·e ~(l \lazzei Gh·ol amo 73 )!anna Sal vator e SliJ lana 11 ~tassa Fran ce•co 83 )lazzitclio Anlonitlo 69 Mannajooi Giovanni 34 )larino Girueppe 69 Massa Gi11•eppe 14 )(azzocato A~&guJto i7 )tannino Ferdit~all4o 471)ta rin o Sa l vator e st i M;ls~a GoJTredo 3t )lazzoccone F erdi~lannino F l'llnce&co 61 jMnrino Tommaso 89' ~1assa Pa&quale i9 na11d0 48 )tannino PielrtJ 50 Marinone Giovrotrti 9t Mas;a lon go Roller lo 89 )lnzzoienl Pit lro 55

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52i

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(Segue) INDICE ALPAIIRTICO

t30

)l nwll Gin•ubolfl!la :;soMenadri Giuseppe 3i!Monls Placido 90 ~lo<cl P ompeo 67 G3 )l~zzari (;iureppe 4ll 1)lono (loli Cosmo llJ )l os~a A11drta 8t Mazzono F«ll"riCO )la zr.on l Luigi 48 .\ licch luì Antonio 35 Mo ntagnini SulVlll at·t &n Mos<o A11gt/o 89 )Jazzu crhetti llaccot·· ~licl'la Salt'alore t8 )lontalcio i Leone 58 )(O,~o Francesco al do S3 Micluc-li Luigi 16 )lontaltl Antonio Si )lol~ Alfio 51 Mazwoli t;nlilto il i)lielo' Dom enico 6i )lo otalto l'i11cen:o 41 )lo7.zclli H!iuo !!3 \leerlu•lla Gol)valllli 67 \111!!!1ano Rocco 71 !lonlanari Alillio 3t l.lucci F ra ncesco 4J 86 )hltCIII Ro/(lltle 4t M1•du::uo f'rn11usco ~l 1t•;cl•ar di Dom~1 ict1 31 llo nlanari Luigi )lc lanwo G•uUJIPt '!l )li~thor Luigi 93 :\lontano c.·ucm ;(l 91 )hu:gio Rlccardo 51 \lelrluonna Motht\li~hor.1to Autonioo 65 Mo nte Nicol11 41 )lula> 1\'icolo r;,,. langeln )l oJ~huri Do me11 ico 69 Yo otechiari Gio1rep1eppe 63 •lrfchiorri (;ermauo 7 1 , ~1i~tneco Frtrnce~eo 40 pe 91 }lllnda Calofltro 8t Mele A1Can10 !Il M•lanl Giorunni 45 }Jonterorte t'lirico 70 ~lundulo Glu&rppe 88 Me le (,1ovam11 91 ll•lano Fmncuco 91 ~lootelenne Anlo>tio Gl Mura Glovm111l 45 Mellrlo ro (;iautppe 118 )til~si Ginct~,ni 40 )lnntella Carmin e 53 Muratore (;iuleppe 51 lllell• t.oplfiiiO iJ ~lile<l .!/iii'CO IOI )ton tema~no BmttMurnlorl HugtlliO n .lleluni f'I'OIIctscu 5t .\llletti .!lìchele 4~ rwele l6 .\ lurdaca 1'ommnso 41 \1~11.1 llrbouo 5 1 ~tiho / guuzìn iiiMunwmartini Gi ullured d u Llaclllllo G8 Mo•mmi A 'i nardo 52 .\ lilite Germano 69 srp]>t 46 Mur~tia l'iilorlo u Mcmmo Glovauni 18 Militel lo Hm ilio '!6 l(('n te!anc, l'inceuzo G! llurri Francuco 59 Mcnnbuo (;l!mptll' 1!3 \lililrlln Gltmppe 30 Mo ntesanto Co>llltt· Murtula Al(rtdo 75 Mduattl Attilio DO \ftlo ne (;oelnuo 63 lino 43 llu~ati S1nto iO Mrnrtes Gttitln H .l lme lla Giovarmi 5:; )lo ntc.<i A t(eo r.o ~lu<lnl linrlco 51 JS .l linolli Luigi 40 }lontcssor l Al(on~o var Muslzz~no L tdgi IlO Mt•ll!linl t;i usrl'Jie Mcur~h('ll t• Giovali· IMrner.,ini 1/offaelc H \l nntcssort Luigi 48' ~1uKollno A rturo 84 Ili 31 )line tLi Car·miue 48 Monti RoberCo ssi ~lUiSI Paullo 69 Mru~.taroul Anroldn 49 ,\lone tl l /linaldo 48 .IJo nt i Umherlo 7~ .\ Ju,s i l;ius••ppe 51 \lr n• chino Franctsco 77 l~l inici 6uge11i0 t G Montinl Giu.&t]lflt 41 Mutnnl f '•llu 39 ~lcnin llooue 58 ~lininni Domeni co G9 )lornce l'ilnliatJo 79 Muto Au&elmo 74 ).leroitoni t;iuo 6~ \lmnec:i BJoardo 8H )loram3rco Girrclnlo 43 \luuarclll Attilio 84 \lenn:~ 'filo 55 lflrabe lla Ferdina11)fo randi Fer·dinando Gl )luuioll Ar1Conio 36 Mrnn~lla Arcaii!Jtlo ~~ ~ do iO,.\I orello Llartolomto :l6 )luzzioli Druso 87 Mrunah Afac/lele tGI)Iira$!1 ia Anlouìuo S!l)lo rcschi Aleurwdro 41 ( Mr nonl Car l o iO MlragJ1a f.'udachi o !S 1torcttl Frm1ct~ro so 1 Mcnziouo liugmio U )hraurla Mic/1elangelo 60 :\lor~::~nlin i C"'uillll 43 1 \lercad..nt~ Pra11ct· 111ram Celso 36 \Ioni Giuo 48 ICO 63 1Marolli Romto 36j)lori l'mbt rln 53 \lc reatnli lfltrCII s.;,~lirone Sll/rulore 46 )lnrini Paolo a ~acc:~rato (;iOI/<IIIIIi 61 Mrrcate lli l'illctll :o 41 ~lirri Fmnctrco 40 l lorino Domenico u 1incc1arour Amleto 31 )lcrcurio Roberto i3 \lirio Domenico 58 \lo rino Frar1cuco 2 111iannarone Co1um ; o 45 ~lt·reu Curio 40 )lotarotonda Gìustppe ;;s \fori~ n i 'rtodnrll 581innnlui f'w 48 Mrrighi Mario 6qhtof.!lini Giulio &! ~lormino Conii Giu11iarolilani .llelclliorre 30 llerlmi Luioi 69rllo1Pzzi Giu. Ballista 491 sfppa 53 ;>\apohlnno .lltchela ii· Mcrllno Cri stu(alo 7~1 \luliuari Cui'IO 40 ~loro H1111/1o 61i gelo 87 1 '\ h'rlino (;/nv•IIWI 60 )1oliua.ri r;l.,stppe 66 ~loro F'rancncn 75 1inppl Gioacchir~o 35 Merlo Lucirmo ,gg, Molinari J!lario 30 Mor o Ttlo '!31i'i•Jifli .llichtlt M Me,••hiuPIIi 1;omi11o 51 llohna.ri flli11dO 6 1 i\loro ni fJir r o Si :'i;or,tacchione OouaM~~o lcll:l l;itlfllillt G3 Motinaro Salvalt>rt 90 hlo rosinl .l/arco 37 lo Frot1cuco SJ 1 l lcssane lli Dur~lllo 66 ) !olino L11i{Ji 49 l lo rossl Giovn•mi (1, 1iardl Carlo 617 Mes>rn Aleuaudt·o 8! .l lolisanl Alfredo 311Morrurgo (;lncoruo 37 Nnrdinl Giulio !5 Me,;••nl Paaq•wle 63 Mollo GiOI"IIilli 45 Morsclcllo t;tu seppe 91 Narclù Domeni ro 41 Mes,t•ro lti · llt' "von uti ) lo lte r•l .Ilario 51 .\ lor tarl Gt<yliel me r. 1 1'\ardono Lulyl 53 Giuaem•e ~8 ~l olr isanti Cm·melo 50 )!ur villo Viucen::o ul :"nrrtunl A uloulo 19 \les~hHI FlhtJJIO 5~ Momt.ello Brueslo 23 )forr.ono F't·ancesco 93 Narducci Domeni co 10 Me<,lnn Gim war·lo 76 ~tona P i cll·o 30 Moscn Alli/io 76 Nasclmllcnl Aleurm)lcssinn (;iusrppe 58 )[onaeo Bt·unn ;r, )loscn Lt<igi uS d ro 38 Messina Ono(r·ao 46 Monaco Costantino 3:! Mosrnrini .lfauimo 7!1 ~n'l Slt(liiiO 49 Messi nn Satvato•·e 49 Mondlu i A II!Jtlll 80 Mo;ca tl T ommaso 3ll 1\aslrl Uiuftppe 91 Messlua Salvatore M )londlo Guglielmo S:! Mosca ti TommtUo r;t lì'iatalo Stll vo.l or·e tU Me~smoo Giltltfipe !9 i\lnnelli lll'ne3Co ~ Moschini Enrico t 9 Nata lo Luigi 34 60 llonica Carmine G8 Yosci Frat1Ct8CO 86 1iatall Cur:1o 55 Messull Gaetano

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131

Natali llrmigin ~:\la lu cr.i Giustppe

:'\atoli 1Je11iam i11n Nato li f.'l·oncesco :\a\':. rrn Leouard" 'iazari l'ìelrn ~Pgri t;ior,arwi ~ogri t;io. BottzMc& :'\et.!rì /giuo Ne~ro Errm tfl ~l·~ ro

Tommo&n :'\l'groni Al(o11so 1'\c-l!rnni Au tuli i tl (';ciii Giusepw Nrtd Ar llo·o :\:t1 rl Ort•.'ift l\Prll Guìdn

84J P:wlucc1 .\'ic;f.ìla i2j0 rl<li llildo11e 30' 1'.tJ;anl Giu•rrJpt 81 IIITr~Ji P it•h·o x~ 1 Pa~a11o IJruilio H l'a•Jil"ci rincenzo 4r, u~:giano r:iovanni 2~~J>:tl!ano f.'r<ler ico 71 !•none t;i"~'I'Pt l f> Uliaro f.uqltemo 1;; l'a~liara f'tt·dillfWd~ 63 l'aparn 1/ot /(Ilei e GJ JOJio i•Fasuln(;invroilltH Pa~J iul.Zi Ginci 11/n 49 l'aJ• Palarotu F l'lnlrt· :11'\ tUO r,g Oh\'a Po•rrlinu ndo R t 1 ·a ~nnzzl Alllrmi•• 85 1 H 'UIII a FraJicr•sco !ll ll'a l:tolnll' Domenico 3~ P:tj•pal:~ rolu Srllralu81 10ih ari P1elro 1~ l'a la;:ann Lttìy• 90 •·e 5:! Ol ìw•rn Cnm illo 6:1 Prd:azzi r;itUi')'J'e H l)ar:H1i"i Al(r{ldo :!i Umodeo ZtJnni CnJ·ln &tlll'alazzo :f utautuo ~:;'On;:.1ro t:w.sPTipe ~3 l'a laz7.\l Giu.<t/lfJf ,;:;tnt•<li f'ml>t••·lo ;s !•;, la zzo Caoo11ll"

'!3 Uuvra l l L •WPIIZO S7 l)uor:rlo Lui{li 7fo llrenlro f'oii!IIO 1 4~ Oreni t;u•~•·f!/1&

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~l Ol'la urlo A odre,a

iO J•,d ladmi .1/udo illl'allavirlni Anlnnf n 18 l'alma ilfllffl llt o t 6 l'ahrwti Ca;ngrro il l'a lm•eri Car miue ;9 l'almieri Hr·m,wdo

Nicolai Auaet., :'\icoletli Pniii CUNJ Sirolo•!li l'in a n :o

36 Orl3tlll0 Froncesro S1llri.1 nrlo t;ioaccloittn t<i orlando ;l/ir!c U•ro· 5'o lnmo 67 Orlando So l vn!c11·e 60 l>rlautlo $ eb11sli ano

:13 Pnlllli•~ri FrfUICèJG(J~ PariJ!i r;irtcomo 4i SO paoln 5:; Pasr:t C>11111/ln 86 ,Palmicn Giu&eppc ~ ~ l'a5ca Umbellv 51 6i l'almierf ;l/(11·io 59 Pase:d r Alnerlo ~~ IH f'almit·ri Rfl{ft~de 28 Pa<r.11i .Silvio 91 7~ l' alcun ba Pm nresc11 4~ Pas~hello FerJiu<wdo i 5

0 OrofillO F••litt

88 Pnlurr.hari t'lllZ!ar euo 7R Pa~ino litigio

• :'\ella (;tYIIJ•tiO :'\eu>ri111ler Al(onsn ;\t~\'i rl l t l Pio :'iica<rro Ili d o t f o

Nico losi t;fle/1111 0 Xi CO$i3 GiOVtrlULi ~ico o:ia R O$fl rio

~icolurri t:l 11ho Xicotina Aulo11ìno (I.'Jetldu A11lonio N;cri 1Yicoloo Xigido t;iaromo 1\i,::ri Sergio

:'\illi Girolamo X•nl Nicola i'i<>ce St•(ano Noc~lli D omeuìco

Norlari P ietro i'ioferi Tito Nola Giu•~I'Jit Nonis Gt t·ohtmo Nonis Rt•IT<~tle

SO Ore>t.1110 F•ntsliuo 81 Or la11ili I.'PsOI·e

; ;, Par:!lunro (,rrolnmu il l'ara to (;lll<f/'Pt r ll61 l urmo 9(JII'alazt.olo> tYicoJ/u ~O Padgi GiuSffiJ•C i~ P.~lenuoJ· I'aiNa $/al'nris Andr·ea lliS/liQ ! l l'ari.< P a ridr

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4:; 0rlancl 1 8 ollllfiiiJ Q jllrlanrti Gwvanni

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56 ~6 90 Pahi§ Hmilin

!liovo Sal voilore !'\uLila Pasq11ali! Nucci Bnr i co l'iunzi /, u lg i

Xnnziat.a Anton io :'\uli Antonio

o Occhipioti Simo11 e Occhiuzzi A rtgelo Oddera l.u igi

;:; Parrnig1alli PnPICt· 5~

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i'iola ~lio i'iove lll P lllro

Iii l'arisi rincmzo K~ Parla ti /'rwlo

i O Orru 1/a/TIIt le 11; l':rlumltr lla . fyO$li"o St l'nsqualo· Fcrdinaudo l :i 24 t.Jrsi /,uJ{)i 71 l' alo mtJI Alli/io SO P~SIJUale f·er<ti'llflnllo &l 89 Orsi n i Glm·ardo 6~ I' .IIOmbi lùm anno 4~ l'aSIJII~I~tto Slt(OIIO a 59 Ur:"i ni (;eu:ti Go PnltrlfliPri IJ-mberto ~5 Pa~quallgu /'cllt gri87 8!/ll)rlulani Quf uliuo 61 l' aluml•" /Jom en l oo iO 110 ;,7 Ortuani Arlum P1·n1t· Palumlw Gill~f11Jpe ~~ · l'asqualucri /y1111:io ~ ~ fo9 ctscn 6:! l':untmaro t :arlo 7111'nsttuini P io 66 60 Ostino Gi orrmn i ~3 1 l'anara Pa11{ilo 37 l'assalar;q u• .1/icile20 Oterl Edoar do l'anasioli f.iOI'(IIUli 7t Ili 11(/elu 79 20 Uttolen~ hi navide 871Pandol ll (;utlauo 8t! l'a•samo nti Gaelao~o 31 47 Ottouello lù11·ico 43 l'anrlolll Amol{o i8 l'assanisi Giovmmi 4~ 48 1'anlfu l11 1/nbt rlo 83 i'as~annanli Domt·

Jliosarlinl r atenliiiO

l'io vello Gills•ppe

:!6 l'arlsi GitiStJ•W 4:1 i':uisl (;i•ts•'PPt

5i Pahis Rollt r l o ;5 l'a~chioni fJrmle !! Pace Fulvio 5:! Pace Luigi S3 l'aci Tito 6~ l'acilio 8nteslo

Pane Domtniw 1Pan i chi Lorm : o i>auiclu L11igl 1Panic ld 1/odol(o 86 Panieri Pio u ' Panni L 11i{ll r.~ Panni tYicol>l

43 Pansi u i 7'i/o !ti Pansinl tJ'"'P"re 41 Pantaleoni Corio &91Pantano Arluro 1 69 l'ttcinì Alessandro 43 l'anzaii Salvotor e p,,cinotli Giuseppe 891 Maria Padoa Guslnvo i 8 Paoletli (;iusrppe Pano:H danrlolino Giu- IPaolinl Adolfo &tlllo 88 Paolini .Ilar io 8~ l'aòu la /Jom.en.ico i1 Pnolillo 1'1Jmmasn 6!! l•arundi /Jf)tlalO 45JPaoluc~l Byidìo :!5 Pa:;a n i l!midin n Paolncci Lotmbt •·to

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!Il l'assarcll:t Ugo

25

51 Passera Brcole \6 l •asseri Biagio

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81 Passerini Br mmigilIlo 80 6~ l'astore Vi!lcm ;o 91 M l'astorello Gi11reppe 93 78 l'astorello Llbnrl o ~'

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Gl Pata Pasquale !t7 i'at.an,; Leouardo Patella Fran. Paolo 66 Parella Giovan111 78 l'atella (;i<>. Ballilla 30 l'atn•i F.llore ~5 Parrin l Paolo Bzio 7! Patti Alt u andro SO Pavrsl t;i,lComo 40 Pa\'la Cali11ta11

8! 69 81 91

57 ;o SI 53 67 ~


t3i

(StgiU) INDICI ALPABITICO

Pa,one JHcola Pecetto Giovanni Pecor i Giuuppe Pedrazzi Alberto Pedrazzi Alfredo Pedretlì Ratra~le Pej rone Carlo Pelisetti E{l&io Pellegrini Saverio Pe ll egrìni·Trieote

57 Petracca t\'icu/11 56 Pilli Gitueppe 60 PoiiU-Aioisio Gae37 Petraeehi Piftr·o 67 Pimpinelli Prar1cuco 47 lana 66 7ill'etraroli Vit~cen;o 69 Plmpinelli Pietro !l l'olitl Ratraele 78 Si Petrecea Michele 38 Pinaroll Guido 64 Politlni Giu1eppt 6.1 37 l'etrol Giuuppt 5J Pinetti Gio. BalUda 55 Pollidori Giovanili 83 81 Petrella Antonio 89 Pinna Arturo 49 Pollini Glovanft.i 43 67 l'etrelli Rlgoberto 80 Pinna Ugo 7'1 Polloni Attilio 70 49 Pctrilli Amerigo 70 !'intaura Otloritto 7t Polo Lormz;o 36 53 Petrllll Ra(fatl• 81 Pinto Antonio 13 Polli Orelle 4l Petrìlli Torquato 81 Pint.o Fra11cuco 60 PomariciFerdinando 80 Giulio s; l'etrlllo Giacomo 49 Pinzani Brarico 46 Pomarico AgoJI.ino 6ò Pellerino Andrea t6 i'r troeehi Luigi 77 Piovano Adolfo 88 Pompeìani Carlo 43 Pr llizzari Coriolarto 34 Petrocelli Giovanni 74 Plpìno Francesco 63 Pompool B11rico t9 Pe!lizzarì France~eo 6i Petrone Aft.drea !4 Piraccinì Lu4gi 88 Ponsiglione l'incerazo 68 Pe losini Prancetco 87 Petrone Vincenzo 63 Piraino Giuseppe 91 Ponte via Giu~tppt 14 Peloso Gaetano 47 Petrosino Rocco 74 Piraino Ste{atto Gio· Ponzl Era~mo 33 l'eneo Gio. Ballista 79 Petruzzl l'mcen;o 41 vanni 35 Ponzio Praneescu 46 Pennavaja Gesualdo 75 Petti Vince11zo iO Pirandello Ettore 44 PorcelllArtntmzialo 59 Pennella Mario 30 i'etUnarl Adriatto 18 Pirani Telute 63 Porcelli Pietro 40 Pennettl Cefare so Pcttinolli Filomena ! 6 Piroll Amedeo 31 Purcile l'lllorio 70 Pennino Antonio 80 Periani Giu1eppe 8~ PiroIli Giacomo 61 Porle~za Luigi 88 P<:nsa Gennaro 63 Pezza Alfredo 65 Pisani Bucarpio i6 Porro Angelo &7 Penta Pasquale 90 Peuullo P111quole " Pisani Giacomo 43 Porro Carlo 39 Pentagna Ruggiero 59 Piacente Francesco 63 Pisani Guglielmo &4 Porl.accìo A" 'orti o Pepè Achille 93 Piacquadio Raffaele 90 Pisìanello Antonio 68 Tomma1o u Pepe Baldassar n '6 Piadenl Michele 73 Pisano Gio. Battilla 93 Poruaova Saoerio 66 Pepe Francescr, 61 Piaggio Gio.BaUitla 54 Pischedda Antunlo 75 Portigliotli SU{arto 51 68 Piana Attlonio Gia· Pispìeo Giova,.ni 55 Positano Pietro 111 Perantoni :Ilari" l'erantooi Pnolo 85 como 60 Pispoli Ra(foello 39 Postiglione Al(-rldo 73 Perassi GiOVIllllli An· Piaucastellì l'incnt:o 43 Pistono Rttno 51 Postiglione Candllo 63 Ionio 19 Pianigianì A11aslalio 63 Pittaluga Bnrico 1'!9 Potenza Raffaele 74 Perasso Antonio 50 Pianori Renato 6G Pittau Girueppe 55 Pozzani BUore 53 Perazzo Guul~lmo ;;s Piazza Bettiamfno 31 Pitelii Salvatore 67 Pozzi Gaetano · 41 l'erch inunno l"incen· Piazza Camillo 51 l'izzi AnlOttto 50 Poni Riecardo 70 51 l'iazza Gaf.laran 55 Pilzillo ll'ica/0 90 Pozzuoli •(ittUeppt 67 zo Perego Hllrrio ti Pìazzoni P ll.lro 43 Pizzinl Angelo 45 Praozataro Carmine 93 Perez Pasquale i6 Piea Giovanni i9 l'iuini PomJ)co 54 Precopio Bruno 60 Pe rfetti Prancesco 17 Picardl Antonio 88 Pizzo Lfboriu 77 Pressacco Pasquale 18 Penllo Luigi 75 Picchi Luigi 46 Pizzocaro Clemenle i4 l'restia Giu1eppe 4G Perlo Davide &8 Picchio i Luigi l!8 Pizzocolo Ogrdberte t6 Prettl Carlo 9S Perna Amtdeo 3i Pleeinelll Giulio 43 Pizzorno Giacomo 8i Primangeli l'alerio 61 Perone Pacifico 7t Piccini Vauntino 50 Plaì.s ant Giuuppe 93 Priore Alforuo 63 Peroni Felice 37 Piccinini Giouamti 74 i>iancher Burico 65 Privitera Antonio 65 Peroni Luigi a Plccinino Giuseppe 91 t>lat;lnia Ignazi o 61 Prl, Camillo u Perotta Gustavo 35 Piccione Carlo i5 !>!azza Gerardo 56 Procacci Arturo ii J>erottl Rocco 49 Piccione .!lichelangelo 44 Plcssl Domenico 50 Procopio Giu&•ppe 55 Perozzi Gaetano 91 Piccione ll'icolò 91 Pola Giovwmi ·44 Profili ll'auarerro SI Perrl Rnffllele 4i Picclrella Giotanni 51 Polastri Altuandt·o 84 l'ronlo A11rtibale 69 Perris Pranctsco i7 Piceni Giulio 17 Polcari Domtniw 83 l'rollio Carmelo 61 Perron Ciulio 8! Picenl Orlotrdo 79 Polestra Fo·ancuco 43 Pronati Cefare 88 Pcn-one Giu1eppe 90 Pieracclni A,.naldo 39 Polest ra Gi•ueppe ~9 Pronott.o Benedl!llo Perrooi Giovanili 31,Piergiaoni J"incenzo 23 Poletti Andrea 5tl Sulplaio t~ Perrottì Antonio 79 Pieri Batti31a 93 Poli Giu1egpe 61 Propen:l 1-'ratiCUCfl 73 Persìchettt Ca t·lo 131Pìerucci Gofft·erto 29 Poli Terzo 50 Propeni .l/animo 74 Persìchotti Miche/t Piglione Bartolomeo 3; Polidori Giuvenalt 69 l'rota c;tuseppe 48 Persico Tomma1o 63 Pignatari Salvatore 89 Polldoro Giuleppe W Provem Edoardo 41 Pertinl L uigi 60 Pignatelli f'ilippo 28 Polmi Giovanna 41 l'ueeì da Fllacaia 68 PolitiCi Giuseppe 83 Giu$eppe 79 Perugini !"italia IlO 481Pignatti Girueppe Pesat1ori Bgldio I6,P1gnnttì :llorano r.:o. Polislma Domcuic1111· l'ueclnelll Alfredo ;s Pesante l'incnazo 73 Battista 47 Ionio t8 Puglisi-AIIegra SlePesole •llichele 58 Pi:;otzo Felact 33 Polilì A ngtlo 63 {artO ;o

4'il


133

(Stgeu) INDICH ALFAOETICO Pugllsi Michd(),.gelo n Ravlgna.ni Gil.ueppe 1 J>ulvirenll Greoorio 541Ravogli A~~gwlo 80 Re Ghueppe Putelli l'er r ucoio !Reale Bklre !leale Vi11cmzo Robustello Giuii!JlJle !Recchionc Ettore 61 Redi Ernesto Quadrani Bmilio Quadri Giu11ppe 791Regazzonl Luigi 98 Reg(tlanl Ernesto Quaglia Marco 551Reg ine Giuseppe Quaranta Angelo Quaranta Luctaflo 87jRegolanti Atceste Quarolla Glo. Ballista 90,Renda Antonio Quario ralerio 73'1lenna Sebastiano Quassolo Luigi 49 Rcnsi Pklr o 1 Quattrini Alfr·edo 7i Renzl Alfredo Querenghi Franeu co 90 Rese l Franuseo Quinta valle Jlenedello 61 ,Restagno Giuseppe 68 ne s tivo-Paotalone Quin~il Raffaello Quirico Giovanni 89 Gitueppe Revelli Samutle Riani Pìelro Ricca Antonio Ricca Tommaro flabajùll Giacomo 81 1Riccardi Domenico RabìtU A uguslo 581Riccì Antonio fiacchi Gio. Ballltla 89.!licci Carlo Radaelll Perlcte 93;Rieci Pasqr111le fladicci Giovanni 67 Ricci llatratle Radice Luigi 671Ricci Raimoudo Radice P aolo 59 Ricci Serafino 1 1\aiTaelli Luigi 48IRicci Ylncell;o RatTo Daoide 55 Rlcciardi Angelo Ragazzi Gio.JJalllsta 461Ricciardi b'llor e Ragazzini Antonia 69tieciardi Gio. Balli· Ragnlni Romolo 19 Ho Rago Lorenzo 50 Ricci~rdl Pittr·o 1 Ragona .vie/tele 61,Riccio Dalctossart·e 'Ragone Sa11erio M 1Riccloll Giu&eppe Ragucci !Yicota 40 1Ricciuti Franeuco Raho Olloa·r do 4311\iccono Marllno flaimondl Camillo 91 1Richiori Carlo Raineri Gadaflo 37:Ricotti France~eo Rainone Alfonso n 1Ricuo:ci Pas(JoiiJie ftainone Ercole 90 Ridolfl .4•·Jta1do 1 1\ambaidi Glsueppe 39 Rigazzi Emilio !lamella Pietro 52 Righi Alberto f\andaccio Ma rio so:Ri)!hi Augusto Randaccio l'illorio 49 Righlni Piu Ettore 1\andaclo h'rne&to t 9 Rimoldi Pkiro 1\andonc Giovanni l3 Rinaidi Camillo Ranelletti Arillide 70 Rrnaldi Giovanni RanCaldi Anlo~titro 49 Rinaldi Miclrtle !lanieri Francuco 91 Rinaldi Nicodemo Rapallinl Luigi 74 Rioaldi Scipione Rapisar~i Giovat~nì 68 Riolo Giuseppe ftava Ernuto t 5 Ripamonti Carlo Rnvaidinl L eopoldo 45 Riva Antonio Bavazza ViUorto 5~ Rh•a Umberto ftavelli Alu!andro 73 llivalta Raffaele llavenna l'mberto 8:1 ftifera Giuseppe

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t8 Rossi Bmilin 78 84 Rossi Enrico SI 16 !tossi Brnuto 8~ 18 Rizzo Gmer0$0 43 Rizzo MU:IIelangelo t 7 Rossi Fedt:riHJ 64 54 Rossi Francerco ~5 Rizzo Vincenzo 58 74 44 Rizzoli Ale11andro 66 Rossi Francuco 6i Rossi Gaetani' ~ Rl~zoUI Greqorio u t8 Rossi Giovanni 47 7t Riunti Gitueppe 35 Rossi Glo. Batlida 51 83 Ro berti Giuseppe 44 Rossi Giusqlpt 40 89 Roberll Quinlino 69 Rossi Giu1eppe 43 4t Robilotta Andrea 84 Jtossi Gimeppe 50 6~1Roblola Allìlio 49 Rossi Pietro M 50 Rocca Celso 67 Rosslni Tommaso 63 Rocca Costanzo !3 35 Rocca T tt·enzto i8 Rosso Oreste 18 81 Roccavii In Slefcmo 53 Rostagnu Carlo 3t 91 Rostagno Giuseppe :t4 89 Rocchi Camillo 81 Rocchl Giulio 63 Rotteglia Paolo 74 il Rotolo Giovanni Rocchi Stanltlao 50 91 Roton~o Giu1eppe 47 i 5 Rocco Alemmdro 47 Ro\•ati Fran. Cuare Si 77 Rocco Biagio 110 Rovere Giuseppe 39 Rortella Ugo 81 Roverio Girolamo 87 P.Ot!i Afllonin 6' 34 Rovi ja CamUlo 74 Roòìni Michele &l !S4 8i Rodriguez Alfonso 54 Rovlglio Adeodal o n Rovitelll Cicet·one 50 81 RoggJeri Orcar 71 Rolla FrtUICt4CO 36 Rubinato Giouanni 64 50 Rollioo Luioi Silvio 43 Ruhino Armida !11.1 53 Romano Antonio 59 Rucci Paolo 45 56 Romano Domtnico 68 RutTa Luigi 86 30 Romano Bnrico 28 Rulo Vincen:;o 31 43 Romano Fraflcesco iO Rugani Luigi t7 60 Romano Gtt·«rdo 63 Ruggeri Enrico 71 86 Romano Giuseppe 87 Ruggeri Gitueppe ~ Hornano Raffatlt 55 Ruggieri Giuseppe 53 40 Romelll Fl·aucesco !9 Ruggiero Carmi Jtt i5 4~ Romeo Frattcesco ~3 Ru~giero Giuseppe i9 6! Romeo Giuseppe 69 Ruinl Camillo 19 48 Romeo Pa1qu;~le 49 numi Edoardo 93 l 8 RomiU Guglielmo 77 Ruscica GatlaJto 47 55 Romualdi JJruJtttlo Hl Rusclca .lfichelt 54 tl Roncalli Prancesco 90 Rusconi Camillo 60 90 Roncella Cua•·e 89 Rusconi Carlo 74 60 RoncheLti Vìllorfo 63 Rosciano Antonto 60 iO Ronchi Pas~ualt 66 Russi Carlo 34 47 Ronconi Cirillo 39 58 Russi Brrico JO Rondelli Enrico 69 Russi SaltJalore 83 8~ Rondinini Gi11como 45 Russl tano erne1to 60 16 Rondino AIIIOIIiO 43 1\usso Errrico 31 47 Ronga Hncenzo ~ Rosso Gabritle 70 1 M Ronzaoi Giacomo 88 Russo ,1/lchele 80 41 Roppolo Domenico 61 ,Ruta ~8 38 Rosanlgo Alberlo 15 Ruttnestaincr Hrrico S! 77 Rosinl Pietro 19 Rossetti Lttigi " l 69 Rossi A t(redo 1 57 Rossi Aldo 7ol s abato .1/ichele 66 ! G Bossi Augusto 151Sabbadini Arnnldo 4'1 '16 Ro!si Cuare t3 :;;&bbatani Paolo 55 !8 ROSSI Eduardo 6t,Sabeilico Urbano :IO 5:; Rossi Bmilin 45 :)abetta .Valteo 83

39 1\izli Luigi 77 Rizza Gius~e

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Srhiro Salo·oi•Jrt• i l l:-i:zno <lni Bl111llo GH 1 ~aonau /.<1rn• :10 lo\ ;; uotnrco N icola :;G :- ·hi rru l.'or l•r IV ~m:::orioi Hm ilio 70 ~alal(hi tiiiii'ÌIIIl" :t9 :'lllllll'ro J'11ol" !!! Srlu rru (;uqlietmo 201:-i~:norino 1'1111 iO ~a laro~lio l'i,,tru;;; !ÌÌISanl ucrl Sft'(•'IU O ~:; :o,d)l._:lllO r;wcanru 5~ :"11!-(Urta Gi''· Buttall~l ~~ ~a terno Prmornr o 71 :;" 1'"'117.:< f;luUJl/lt G!i Sdu7.7.1 Pietro ~~ Solipra111i (iwvmuu !I l :'a ieri l.fnpnld<l i5 :'aponara Filfppo 49 Sdo u rorcr Fer ructio) 53 Si l\'agni Sal vfl lur c 51 Sa li11arùi r.i uUJlfll i 91:' q>oro'lll A l buw 511 Sclro lpa 11'uu : io Sglsih estri Franrrsco 15 S.11inaro .Sull•al111·e i~ !'.opp:o /Jomtllico 93 Scin11oanna (;IIJUJ•fle 91 :'oh estri t;iuaeppe ~l Sallcone f;i11em lt1 i i :'~Jlll(I('O Rllort ~.9 Srunrmo /!t-o~IIIO 89 Sim~oni AltJMWd r o 31) -.al meri Stbad"'"" foi :'aragr no f.t&nr~ ;;g Sriuml ntn (:lu ttppo u ,:;imi Guodn il Salom one Gnu•J•J>t 7~ 'uni\ a Bnl'l~utlt it! :-emlu Gi uarppe ; o :'osmou<lono Antoni o 69 Sah·agmno F' r r urfln 43'Slr•IH Posqualt Gi St-b'o IAIII/1 ~ :Simone Gio<Stf'JHl 45 :'.1h·ane<rhl l IJ11f r"'l~nrll I'IIIUII:Q 1\1 :O:en!'liO l'olippo ili Simoneschl Pltlro i6 Salvator~ n omr m ro 3•1 ~arnrl ll Rol!trl o 56 Scum mel(nn Aulnllfo Il :'omon~ll t 1.111gi 6L ,..ah·a to rc Gìnumml r.3 :iMno R"ffaele 71 Sroc·oesl Goovunno 40 Simoni <ilu4tppe ~~ :O:ah·a tnre Pa1qualr ,;g 'arpl Ef"n t$111 ' 7 ~·opm:un Rat(ntlt :il ~1monhll En =u !';O Sal \ alori f.nart 4i NJrrn Ra fft.,le 9 ) SrOriiO F l'ti!IUSC•I ; 1 :'mi Damia un 51 :'alvem~lio J,wgi G7 :>;orli Ahssa ~~elru 60 :'•·orna varca t;l ourppo• 55,Sinis l /Jonalo 70 Sal\'elti /Ialo 89 Sa r to l'il/orio ~J ~~·ottu 1/aimo udo 611 :-:,nopoli FranrtiCO !>l! Sah •i Adol fo 46 :ìnrtogo Au/unio PO Srrlrn~ri-Grcco l'e· :s •pari Ett!Jt••iu :;o Sal vini COJr :io ~:l~~1•ia Gio. l'lt lru tìl1 lla lt; io i ;. ~irnvo Beni ami no 77 Salvo A rcll ii()PIII 49 :'assoli .lfare!ltcilo \i Scudrr i F rnnct<ro i21Sireci (;iout ppt !9 Sah •o Bar lolumto ; ;; Satta-P uiNto Salva:'cu ocio Do mm ico 5~ Sir iRnan o Ft liee ~o :'alvono Pielrfl i3 tort \!9 Scu to Car melo i6 Sirombo .\'al al e tG Samar itnni l'ranu~en 75 Salti /\'icola 8t! Sebastonntlh (ii(lugiu- Srnirar::lia ScoRnaml1 Samhoo Lu i gi B i;.1turnino PaiJOJIIlt ili seppe !i g lio .Yino 67 Samele Ettore ilO 'avart>se 1/aff"tlt 83 SPgA l'tr()initl U :Sm urra P idro lsi :'ammarelli Gtltl auu 6:i s l\'3•1.1110 n~ctiiZO i8 :'c,:ni .1/(IUTI ZIO 35 ::iod aro Salvo.lor~ 1i Samory Postumio !Il Savinno Raffntl~ t fi :'i••ja Gitteomo 3t Sofia A li Ionio 81 Samperi Gaelauo i':l!S:I\oj[nonl ArtiOili(l U :;~Jicorno Cado 15 :'olia A11lonlo it Sampietro Go tlm •o i O sa vini l;;o,·fl) 39 :'~Ila Bllore i9 ~oggiu Antoni o ~8 :O:•ncnssan i A mbi·flqio 4t; ~"''ÌO Gluu ppe 81150tn[lhci Qllavi o S6'S·da Erned u 49 ~ndull i Adele/li u ls avin Rizt.i .~nyeln 45 Sencs Alldrt« i~•, SOla Giu$tppt 34 Sandrc ttl /ì·n·tco 20 Shnl'ra Bila H Se.nu i- Ouratti llau 291Solari r.io. Baltì$l a 61 :'3ndrini llmbt rlo 5 " Shrrna Seba!liaiiO 63 Sc~nì Bmallutlf 88,:-;ole ri l'i•ct iiZO 49 Sanga r.iul tpP'89 Stol;,, lihlleppe i 5 Sergi l'it l rn ~~ 1 :'olero \ 'a ltm lino 1>3 :Sangiorgi G11el11110 u 1:;horhone Amoìbalt 59 Serra Egtdto U Solimlllli Alfonso 80 Sangirardi Altuan ~brocchi Arislodemo 5() :'erra J.'•·allttl eo ;i7, Solimene Achille 90 dr o 87 ,Sbrow Bmiloo 73 S;>rr~no Collaul111o 89 Solito FUippo 79 Sanl(u gorlu·Gnlh El· S<-aduto Gioacellino iO,:;P.rrl Sdpione 64 Sollini Franctseo 83 l 11n 7G Sea~hone Gjj;vanRi i4 Serto li Alfonso 30 Soncini .Arnoldo 78 San~uign11 E'drm rdo 39 .;-a la Achille ; g S~s.<a Camillo GS :'o nemi Ernesto 111 " l nJ:uon• toErllllllllt/1 91 Sralùara fiiu•tp}lt 17 S•s<fll~s:o En1 i ro !Il Son nino n ru:td, iT ,..1rra t:nr111tl " -.,c ·ardo (;"'"l'P'

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' '' ~tnn~:nn Francesco Fra11u.<ro SOrrentmo /lllfflltlt 41 :>lllnl Anlo11io Sornso-\'all oSiulllSu lliolli l:'/i1io slao ;,3 :-.unseri France~eo Sortino Slllt'lllor·e JS ~u.;ca ~~mmoro Soli~ A111irr11 U ~usca l 110 Solis Brmtlt 51 Suzr.i f'ilipJIIl Sozzi filovo11ni ~~ Spalla fintlrmo 70

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13:1

901T•drte Or elle 631fnnn~rclli lin1>sNtl 91 Teo le<chl FraiiCiSCO 3~ AIC•III/•1 \l 89 l'edeschl l'iiiCtll$0 6i Tono li i l lllurw 711 1 ;o Tempesta Cosla ,=o ~•l routa llal11 61 ITem(Je>ta Fraucesco 19 ronZI~ Cl~mtult ;;~ O T~m(Jo•st.~ Lu1g i 16 Topa lJnmtlluu M 38 Tempo Luig i l ~ Topa r,iultppr u Tentoni E11rico ;,l Topi Oomeuac11 79 66 Tentoni llll{ftrtlr ~Y Torchio Hr11t1lo :!'! 90 r~orlor• ,, ·,.olt• '~Toni ciii l'nlll•• !IO Teollli lla(flltl( 81 Torella lhtriC•I Gl 61 l'ere'i S i mo11t :il Tor htll ,\leo/" ~~ Terra·1bramf (iiuStp· l'oro f"i lfldfmll 41 1 Jlt 50 7.1 forra Bm1Uo 91 15 Te rrana l'inceu::o ~4 Torra Lut(/1 15ITe rzaghi Giusqopt 411 r orrc liw~tJIIIt 3G Te rza:;o GilueJIPt 3i Torr~;!'!:ianl .fmtdm 5~• Tesio Gi usrpJit ~; rurr~ttn Lu1q1 67 Testa A11 gelo 89 Torri Gitmcpr 84 Te<ta P111quale 17 Torrivn•' r mrcru o 8~ Te:;! a L11ig i ,\(j To rroni Alll,lllto 30 81 r esti F erdiuarado 84 l orlao·olo AIIIOIIÌ() 91 M Te:<ti Francest.a 18 To ni Gueluuo 70 ~1 48 Testi Gugl i eltuu i3 Tortora Giocaoml GG Tell Onfl(rlo ;n Turtora fiiuseJipe 81 451T•y~eira l'il/u r io 8() Toscani f;m lio 81 73 Thorcl Ed•lar·du il i Too;clll LOI'Jli:O 7ù 1 Tihiletti Carlo 63 Tosi i lJo m elllt'O 2S t1 Tie ngo f.iovar111 i ~:; ToU Addeo H Ta~ri Domellitn ti7 1'010 Camillo 5~ ~Tilli .~ ngtlo SI TraiUcante f"rtw5~ Tilh Eunw t!O 'esco 48 1:1 rinl Sturino l P Traona Al(oruo 89 6111Tinozzi Dome11 i w 8'J frnmonti f.'n1r1IO 6:\ :;9 Tonti Gì11vaomi !lfl Tranchida Uflntr rclo Gi 6:!Tir<>lli Ello :19 Trapnnl l'oeh·n 1~ :!OITito Ga,lanll 49 Tra• or...:~ 1/sart f. l 50 Tohia A rluro U TravrNi LfOpoldo 'l !U1Toderi Pio i8 Tra , osthoi1'ummnso 88 4811'o •lerini T~ •dor11 36 Trr>r 1 Bifore 41 8 41TotfPschinr l;iusrpJU ~5 Treve, E;tclilll H 38 Toj.:liani Colllllllhlll 5~ Tnwlsan Hlll/tiiiO :!:! ~8 Tolle r Giusrppe 88 Trel'l~ani Got1a11n :!t. GS Toma;el li Aul onio 541 rre7.7.a Srmuul~ 51 Toma,elli l'i11cen;o 81 Tricarico 01'11:io 43 iO Toma~sini A Iride 6i Triglia liitutppe U 5' Tomat is l.ivw 67 Triolo Glurr11Pe 73 r.o Toma11s SIB(a11o 47 Trapani IJorrmuco ~' 601Tom lla Giuseppt U Triul1.i Giacitrlo 33 M Tome1 Salvalm·e UO Trlvallnto f'ra~~rr~to 61 1 i!!Tomma»i EJtlot·c 83 Trolnni Pir h·o 28 Tommas i f"ellce i l Trolano mchele 67 68 Tommasi Iacopo 43 Troisi Romua ldu 69 tt iTommas ina Mo.rio 19 Trolslo rlracPn;u 48 58 Tommasini Remigio 90 Troysl Salot~lor·e 65 G! Tommasone Lui()i 48 Trombacco 1'ilo G~ :i5 Tonazzi Gino 71 Tr~mhctta lfilmon81 Tondlo Gio. Ba/lilla 89 do 19 5I Toni Pietro 81 Tronconi Do mtnito 68 '!')Toni Ra fTaele 87 Tro pea San/o 85 3~ Tonietl.i Pu tro ~7 Tropeano Fra11cttco W

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(Segue) INDICE 4LPA81!TICO

136

Tro(la EnriCo 7'l,Vanacore Vincenzo ~5 Villetta Rmanueu !13 Zaffiro Antonino Tro\'anclli Edoardo l 9 Vanazzi Anlonìo 87 Vietri 1Vicoln U Zambelli Pietro Trovanelli Luigi t7 Vandelli Giooanni 90 Vigliardi Luigi l gna· Zambler Adelchi Trucchi Brnello 60 Vanui Ago•lino 79 zio Paleri o t9 Zamboni Anloftio 51 Trucchi Gi0van11i 77 Varalda GiuseJJpe 4! VignaU Aldo 5t Zampettl Alfonro 90 1 Trutn Bifore j9 Varallo Ellore 4! Vigoreili Achille 17 Zanchelli Paolo M Trulli Gabriele 30 Varaztani Aldo 60 Vijno Luigi U Zanclli D ame 37 Truschelli Guylittmo 74 Vardcu Bflfio t7 Yilln Alfredo 7! ZandotU Enrno Tucci Filippo ti Vasari Silvi o 7! Villa Rllore 41 Zanetti Cuare Tucd JWcola 71 \·aselli Giu1eppe ?t Villa France~eo 39•Zangrl } 'rancuco Turano Gaetano 87 Vasilicò Giuseppe !4 Y11la Gioryìo 4117.anna Giuuppe 51 Turhil l,'lemenle 47 \"asoin Bortolo ~ ~illa ~uigi . 59 Zannelli Gwv111111i 43 Turco Domenico 38 Vassallo Arturo 71 \ lllam More 58 ?.annoni Davide 68 1 Tnr>i niGio.Prancesco 19 Vasta A>1lonh1o 69 Vi.n ci Angelo !5 Zannoni TiiJerio 65 Tusini Prat1cuco 65 Vatabro BruM 91 Vinci Francerco 281zanottì Br1rico 90 Tuttolomondo Atlgtlo 78 Vecchi Al{onro 91 Vlnellì Gio. Ballifla 78IZ.•anotti Filippo 47 · Vecch i Glovunni 73 V•ola P1d ro 30 Zanuttlni P rimo 30 Veccbi .var io Gt Violetta Gitueppe 89 Zapparoli L uigi 45 Vecchio Ciro 91 Virando Paolo 61 Zappavigna Cai"IO 46 Vegni GiUUJIJie 39 Vlrdia Tommaso !!1Zappone S'lverlo 45 Velardi Giu6tppe 59 Virga Mariano 4t!Zara Sii!M Uilaldi Amedeo 3'1 s~ 1 veneziale Alfredo 3i Virga Salvatore 55 Zarich Alfredo Ugatti Olivi ero 5I 83 Ventu ra·Bnonvicini IVirgnl lita Mar io iO Zatti Ruqenio Ughetto A>lloni o 44 88 Pietro 38 Virgill Luigi !9 Zaltl Gio•·gio Uglicngo Lo1·rnzo 90 48 Ventura ,Ilario 4~ V~rgil~o B11rno 89 Zavanone Boazio Ugolini Angtlo 78 31 Ven turi Annibale 00 V1salh Paolo ! 6 zawerthal Hadiml· rgolini Gitueppe 64 Venturinl Antonio 70 Vi~canli Giovanni 911 ro Uras Raffaele 77 5%Venturini Bernal"do 67 Visintin Atilonio 40 Zencre Giust'ppe Uras Cmberto 83 53 Venturoli F1·ancesco 46 Vita Gat l«no l i ' Zeppa Carlo Ursino (;iu$eppe i3 Urso Luigi 61 Veranda Btlort 31 Vita Pietro 871ZepponJ ltlarct:' 41 90 Vercelllnl Carlo 75 Vitacchio Ferruccio 61! Zlbe ttl Giuseppe Urto lc r l;tu.uppe n 91 Ve.r cellio PilipJ!O 44 Vitale Giurepr:e 6i Zicari Pasqulllt Uzan Clemmle 4!1 \ "er da Luigi 57 \'itale RafftUie li6 Ziccardi Giuseppe 30 1 Verderame Sal vatore 6J Vitali Pietro 43 Zilioll Seballiano 68 Ve r,loli\'a Beniaminot7 Vitelli Giovanni 4i Zilocchl /ginfo 7l Verdura Luigi :u Vitello GiultPJit li6 Zingal& Giustppe 69 \'accar i Fernucio 6!1 Ycrduri Ernesto 91 Yittadlnl Camillo !O ?.ingales Antonino 15 791Ycrarldi Gilllf11Pe i5 Yiltori Bllrico 741Zitella·Ar1Joilla Bt· \·nccari Fratacesco Vaccari L·u lgi 83 Vergari Giorgio fiO Vltullo Francesco 63 nedello 65 Vaccaro /Jafli&la 63 Vergoul (;iuseppe 68 Vi tu Ilo Gl·a~eppe 23 Zoccola Giu!eppe 89 Vacr,uo francesco 3G \'eronesl Alfredo 83 Vivalda Carlo 17jzoccola Sebalti ano 6() Vaecaro Nicola, 4~ v_erri Luig.i 16 Vivaldl Fernando 75 Camillo 1 1 \ ·ada la Pietro 90 l erron• N•cola 73 \'ivenza Giovanni 4G z oia Ltugi 81 1 Vadom Fmnccsco 411\·~rrusio Ari&tide 66 Vìvinni Giulio 73 zoncaLia Francasco 49 1 \·agliasiodi Gius~ppe GS Ver~ari Riccardo 81 \"oarino A ~tre/io iO ?.oppell:~ri Pompeo 37 \"3lro-Zattarn Giu· IVerto,•a Agostino 90 Vocaturo Geniale ~9 zorzolli Enri co ~ stppe 79 \'esc~ Fo>·hmato 50 Yoghern. !.eone 78 zonoli Giovann( \·aran Angelo G7 Vespa B eniamino 45 Volino Car mi ne 37 Enrico Luigi !6 \'nldamrri Ansano 5I Vespasiano Dome'lico ~4 Volpe Ma::zìni 30 ?.naro Benedtflo 5t \·alenli Carmelo 51,Vessclla Pa&qaaw Gi \'ol1>e .Jfichele 6!1z ucca la Francesco iO Yalcuti t;illtOml) 79 Vinle Angelo ~3 \'olpi Girolamo 47 Zuccarelli ..4Jigelo 89 Valenti Ginle]lpe 48 Vlana Gouseppe 53 Volpini Arcangelo 5' zuccari Federico 30 SSII Via ne llo Anlon•o 91 Volterranl Giovanni 69 z ucconi Ra 11t 91 \"al erli Valeria Valerio Gi•~t'PPt '!8 Vianello Cacchiole Weiss Giuseppe 73 Zuddas Vincenzo 86 Valle Aroqcto 231 Alarlo ~5 \'alle: Luiyi 45 ViccconU Git~stpJJt 45 Zull ino /l',·atiCtiCO 'i!l \"alletta ~·iuceu:o iO Vlct~rlomlui Malleo 11 Zumpetta Giuseppe 30 \'alli Al(on8o H IViccntioi Gi ovanni 56 Zunino P ietro at V&ilicelli Antonio 16, Ylcenzooi CiiiSfppe 5~ Zaccaria Augusto 59 Zurla Lodovico Go} Valli vero Stefano 71 Vicoli Poiippo ~3 7.accaria Gfletano 39Z u

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GIORNALE MEDICO DEL REGIO ESERCITO Dlrezl01e e A1111lnlstrazlone : preno l' Ispettorato di Sanità Militare VIa Veetl. Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)

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